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+The Project Gutenberg EBook of Che cosa è l'amore?, by Alfredo Panzini
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Che cosa è l'amore?
+
+Author: Alfredo Panzini
+
+Release Date: November 26, 2011 [EBook #38140]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CHE COSA È L'AMORE? ***
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+
+Produced by Valentina, Rory OConor, Carlo Traverso and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+ CHE COSA È L'AMORE?
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+ CHE COSA È
+ L'AMORE?
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+
+ Novelle di ALFREDO PANZINI
+
+
+
+ MILANO Società Editoriale Italiana
+
+
+ Diritti letterari ed artistici riservati per tutti i paesi alla
+ SOCIETÀ EDITORIALE ITALIANA--MILANO
+
+ Copyright 1912, by SOCIETÀ EDITORIALE ITALIANA--Milano.
+
+
+ =A Titiritì=
+
+
+
+
+ INDICE
+
+ I.--Che cosa è l'amore? Pag. 9
+
+ II.--Le olimpiadi e la signorina Olimpia » 21
+
+ III.--Abito nero e abito bianco » 33
+
+ IV.--Le mosche e la Polonia » 47
+
+ V.--La busecca » 59
+
+ VI.--Ahi, quel povero colonnello! » 71
+
+ VII.--La bambola fatale » 85
+
+ VIII.--Vuoi sapere come ho fatto il milione? » 97
+
+ IX.--Un piccolo bacio, qui! » 107
+
+ X.--Giacominus Giacomini » 119
+
+ XI.--Come la lingua della signora si calmò » 133
+
+ XII.--La morte di un re » 145
+
+
+
+
+CHE COSA È L'AMORE?
+
+
+Il signor Aurelio, uomo di abitudini mentali alquanto filosofiche, e
+perciò mediocre accumulatore di denaro, viaggiava in uno scompartimento
+di terza classe.
+
+D'estate si viaggia meglio in terza classe che in prima, specialmente
+oggi che la democrazia ha attaccato dei carrozzoni belli e inverniciati
+di terza ai diretti, così che poveri e ricchi hanno la soddisfazione
+fraterna di trovarsi a breve distanza, trascinati dalla stessa forza; e
+più specialmente si viaggia bene in terza classe quando non si gode di
+nessun diritto a biglietti gratuiti, come era il caso del signor
+Aurelio.
+
+La campagna, verde e rosea, fuggiva davanti al finestrino, e quel
+movimento di tutte le cose suggeriva al signor Aurelio quest'idea
+peregrina: «tutto è mobile in questo mondo.» Ma poi considerando che gli
+oggetti si movevano soltanto nell'apparenza, meditò quest'altra idea,
+anche più peregrina: «tutto è stabile ed immobile in questo mondo.
+Dormi, Pina, Pinuccia bella! sì, il _lacu_...»
+
+Il signor Aurelio non viaggiava solo, ma con una sua bambina, gracilina
+e bionda come l'oro. L'aveva posta a giacere sopra un cuscino: aveva
+steso un lenzuoletto candido per evitare il contatto coi microbi: ma la
+non voleva dormire. Oltre che gracilina, nervosa, eccitabile! Dio, che
+disgrazia essere nati da un padre di abitudini filosofiche!
+
+«Sì, cara, il _lacu_!» Ella aveva un suo linguaggio, tutto fatto di
+strane analogie, che lui solo, il padre, intendeva. Ogni corso d'acqua
+era _lacu_, cioè, lago. Ogni oggetto, fuori del finestrino, destava in
+lei enorme meraviglia. «Eppure un poco di ricchezza e di proprietà per
+queste povere creaturine, non è mica un delitto!» (Il signor Aurelio già
+pensava alle teorie collettiviste che oggi sono così in vista
+sull'orizzonte umano, e per le quali egli simpatizzava un giorno sì, e
+un altro giorno no).
+
+ * * * * *
+
+Cadeva il vespero; ed una grande città sfumava enorme, rossiccia,
+turrita in fondo al piano: il diretto vi si approssimava rapidamente.
+
+--Ci fermeremo qui--pensò il signor Aurelio dopo molte
+considerazioni.--Proseguire col treno della notte e col freddo che fa
+alla notte, non conviene.
+
+Lungo la notte fredda vegliano le bronchiti, le polmoniti, ed altre
+cose feroci che la Natura sparge e contro cui la sua povera mimma aveva
+le più limitate difese.
+
+Per tutte queste ragioni il signor Aurelio instituì questo bilancio, se
+era più dispendioso proseguire, mutando la terza in una seconda classe,
+o pernottare in un albergo molto pulito, quasi in un _hôtel_, non per
+sè--si intende--ma per la Pina; un _hôtel_ dove i microbi fossero meno
+visibili. Vinse la scelta dell'_hôtel_, anche perchè si correva il
+rischio di trovare una seconda classe piena zeppa di gente, e allora la
+Pina? Non dobbiamo meravigliarci di questi dubbi, considerando che il
+signor Aurelio aveva per le altre questioni un colpo d'occhio fulmineo,
+ma per le piccole operazioni quotidiane era spesso impicciato in una
+maniera troppo vergognosa per un uomo della sua barba, della sua età.
+
+Scese, dunque, e si fece condurre in un albergo dove i camerieri hanno
+l'abitudine di portare la camicia bianca e si assicura che la biancheria
+del letto è di bucato. Il naso del signor Aurelio fece, tuttavia,
+parecchie esperienze.
+
+Disse il babbo alla sua mimma:
+
+--Una felice idea, adesso, Pina. Andiamo fuori di porta io e te.
+Troviamo un bel _restaurant_, e facciamo un bel pranzo.
+
+E richiamò alla Pina tutte le cose che le piacevano: latte, _purée_,
+pappa, e le fragole rosse, queste soltanto da vedere e da ammirare.
+
+--Ah! sì!--faceva la Pina con gran serietà e convinzione.
+
+Ma poi, lavata che ebbe la sua mimma, un grave pensiero si affacciò alla
+mente del signor Aurelio: «Le metterò il berretto di lana o il
+cappellino di velo?» Il pomeriggio era tiepido, ma calato che fosse il
+sole, probabilmente l'aria si sarebbe fatta fredda. Dunque mise alla
+Pina il cappello di velo, e nella tasca si tenne la berretta di lana e
+sul braccio prese la mantellina di lei.
+
+Uscì: il corso era tutto elegante, fastoso, signorile, nella rossa luce
+del tramonto, che stendeva come un pulviscolo di porpora fra la gente,
+ed anche di microbi.
+
+«Oh, io prendo la mia Pina in braccio, e chi vuol guardare, guardi»,
+così deliberò il signor Aurelio.
+
+Pensare che vent'anni addietro, quando lui abitava in quella città, da
+studente, si sarebbe messo a ridere vedendo un uomo con la barba come
+lui ora aveva, andare, a modo di una balia, con una mimma in braccio!
+
+Fece il corso. Giunse nella piazza dove erano i tram. Scelse un tram che
+conduceva verso la collina, fuori di porta. Si attraversò un altro gran
+corso, poi con diletto si vide che le case diradavano, ed i pioppi
+sorgevano verdi con un fremito già di frescura vespertina. Il tram
+correva oramai per la campagna, nella bianchezza della via, tagliata
+netta, ai margini, dal verde dei campi. Il tram cominciò a salire verso
+i primi colli, e quando fu giunto ad un piccolo alberghetto o
+ristorante, quivi le rotaie finivano ed il tram si fermò.
+
+L'alberghetto era pulito, ed aveva una bella cucina. La padrona, in bel
+grembiale bianco vi troneggiava fra i fornelli e le casseruole, e due
+minuscoli garzoncelli, in berrettino bianco, la aiutavano a sbucciare
+pisellini e tagliare una gran spoglia gialla e grande come luna
+nascente.
+
+--Buona sera, signore--e--oh, che bella mimma--disse la padrona venendo
+incontro agli ospiti.--Vuol restare servito qua? o vuole invece andar di
+sopra, che c'è una bella terrazza? C'è pronta una minestrina di pasta
+battuta coi piselli che è una bontà, e dei maccheroncini che aspettano
+che l'acqua bolla: poi ci sono bistecche, costolette. Oh, vuole un mezzo
+pollastrino alla diavola? E da bere desidera vino o birra?
+
+Anche qui non era facile decidere: ma quanto alla terrazza, sì, fu
+deciso: per il resto avrebbe pensato poi, ma certamente, intanto, una
+minestrina minuta, e ben cotta per la mimma.
+
+--E il brodo leggero, leggero, quasi acqua, mi raccomando!
+
+--Per questo non dubiti, Signore--disse l'ostessa.
+
+Salì dove c'era la bella terrazza.
+
+Essa era rossa di gerani in gran fiore e punteggiata di campanelle che
+già chiudevano i loro petali iridescenti. La sera imminente alitava la
+sua pace e la sua frescura, oramai, nell'aria calda del giorno.
+
+La Pina vide le belle tavole preparate, e fece un «oh» di felicità.
+
+--Guarda, nei campi, mimma--disse il babbo sollevandola--, ecco il
+grano. Esso è biondo oramai. Guarda sopra la collina quei bei draghi e
+serpenti grandi d'oro che vi si posano: le nuvole. Vedi come si rompono,
+come si snodano; dileguano, impallidiscono! E vedi tutti quei cipressi
+neri come una processione? Oh, ma quelli non li guardare!
+
+--Oh, la luna!--fece la mimma che aveva scoperto anche la luna, una
+falce pallida, pallida di luna nel cielo d'oriente.
+
+--Già, anche la luna: tutto tuo, mimma!
+
+--Oh sì, e la pappa...
+
+ * * * * *
+
+Parlavano forte il babbo e la fanciullina perchè nella terrazza non
+c'era alcuno.
+
+Ma no! Nella stanzetta che precedeva la terrazza, c'era un giovane: un
+elegante aitante giovane di primo pelo. Pareva solo: ma anche uno meno
+distratto del signor Aurelio, subito si sarebbe accorto che non era
+solo. Egli stava dritto e guardava i due nuovi venuti, mentre con una
+mano accarezzava una rotondità provocante che terminava in due
+scarpette alte e lucide. Era una _grisette_ graziosa, nascosta dalla
+figura del giovane ed appoggiata al davanzale. Si voltò: apparve un
+volto birichino di giovanetta, con un nasetto all'insù. Curva sul
+davanzale, la cara fanciulla si lasciava lisciare molto dilettosamente.
+
+«Anch'io, se ben mi ricordo, vent'anni fa devo aver fatto qualcosa di
+simile--pensò senza rancore il barbuto signore--e certamente era una
+cosa molto piacevole. Anzi si può affermare che le osterie suburbane
+sono una succursale del paradiso; ed un'ostessa che tiene pronte le
+tagliatelle e delle uova e delle bistecche, l'estate specialmente che fa
+gonfiare i papaveri, ella è una benemerita del genere umano; e tutte
+quelle buone cose da mangiare in due, fra il verde, rappresentano come
+degli zeri aggiunti all'esponente ben miserabile della felicità.»
+
+Queste cose pensò il signor Aurelio mentre la Pina contemplava nella sua
+innocenza un piccolo gnomo di terracotta, che la guardava dalla sua gran
+faccia di satiro ridente.
+
+«--La presenza delle terze persone--continuò il signor Aurelio--non è
+piacevole, e noi certo non siamo piacevoli e bene accetti a quei due
+innamorati».
+
+Per questa ragione, dopo aver disegnato sulle labbra un garbato sorriso,
+il signor Aurelio non esitò a parlare così:
+
+--Proseguano pure le loro occupazioni, come se noi non ci fossimo: la
+piccina, come ben vedono, è ancora innocente; e, per conto mio, ciò che
+non fa male alla piccina, non mi disturba affatto.
+
+Disse ciò da filosofo e insieme da persona educata: così come si suole
+dire per cortesia: «Seguiti, o signore, a fumare lo stesso! A me non
+disturba il fumo, anzi...»
+
+Probabilmente i due innamorati avrebbero seguitato a fumare, anche senza
+permesso.
+
+La ragazza sorrise, cioè distese in su le estremità delle rosse labbra e
+socchiuse i suoi grassi occhietti. Il giovane, invece, aggrottò le
+ciglia, e parve pensare se quelle parole contenevano l'offesa di una
+ironia. Ma no! Allora sorrise anche lui, e ringraziò.
+
+Poi si stabilì un certo scambio di parole fra le due coppie di
+commensali.
+
+Aspettando che il cameriere portasse in tavola, la ragazza fece
+conoscere meglio alla mimma quei gnomi di terracotta che ornavano la
+terrazza, in figura di vecchietti ridenti, barbuti ed incappucciati; e
+le spiegò che quei coboldi incappucciati non mangiano le bambine, nè
+buone nè cattive; ed infine le mostrò l'imagine sua di angeletta
+deformata nelle spere di vetro. Ciò fece molto ridere la mimma. E il
+signor Aurelio fu molto riconoscente alla graziosa _grisette_.
+
+Poi vennero i maccheroncini fumanti nel pomidoro nuovo e nel burro:
+venne la minestrina leggera per la mimma, ed allora ognuno badò ai fatti
+suoi.
+
+Ma poi accesa la sigaretta, lui e anche lei, lui, il bel giovane, disse
+al signor Aurelio:
+
+--Eppure, veda, caro signore, vi sono dei brontoloni, specie certi
+vecchi barbogi e puritani, che in una sala di albergo si scandalizzano
+se trovano una coppia, così come noi, _tête-à-tête_, che fa all'amore. È
+invidia. Creda, tutto invidia.
+
+--Certo è invidia, invidia dormente--rispose l'uomo filosofico.--Io però
+non la provo affatto. Io provo un altro ben diverso sentimento quando
+vedo due giovani, come voi due, avidi,... avidi di confondere il loro
+essere in un essere solo.
+
+--Mi piace la frase--disse il giovane.--Ma tu, Argia, non ne hai capito
+niente, vero?
+
+L'Argia sosteneva che aveva capito benissimo, e poi, disse:
+
+--Il sentimento, mi dica il sentimento che lei, signore, prova quando
+vede due giovani che si vogliono bene.
+
+L'uomo filosofico meditò e poi disse:
+
+--Oh, una gran cosa, sublime e terribile! Veda, signorina, comunemente
+il pubblico, quando osserva due amanti camminare su e giù per i luoghi
+solitari; o, a tavola, negli alberghi, come può essere qui, li vede
+alternare un boccone e un sospiro; e lasciare in pace la bistecca per
+appiccicarsi per mano; e fare sbocciare piccoli baci dalle labbra
+socchiuse, ebbene allora il pubblico grossolano crede e giudica che ciò
+sia cosa immorale. Ma niente affatto...
+
+--Ma sicuro...--disse l'Argia con molta approvazione.
+
+--Adagio: la mi lasci finire, signorina. Per me i due innamorati non
+sono due che si divertono; ma due meschinelli, due inconsapevoli
+lavoratori e servi di quella grande autocrate che si chiama Natura, i
+quali, poveretti, ubbidiscono a certe leggi che impone questa fatal
+Natura. A me è accaduto lo stesso come accade a voi. Ho amato, ho
+baciato e poi..., e poi e poi è nata quella lì. Allora ho sentito la mia
+giovinezza morire, ed ho sentito che la mia vita non aveva più altro
+ufficio che quello di difendere questo piccolo debole fiore delle mie
+carni.
+
+L'uomo filosofico prese la Pina sulle ginocchia e la guardò con grandi
+occhi, umidi e dolci; e domandò:
+
+--Lei non ha mai pensato a queste cose, signorina?
+
+La graziosa Argia questa volta non rise.
+
+Ma il giovane, recingendo alla sua bella amica il fianco, disse:
+
+--Lei deve essere filosofo, caro signore. Ma in verità ella è troppo
+filosofo, e perciò non è più filosofo. Anch'io sono filosofo e come
+studente di medicina, è quasi un dovere essere tale. Certamente io
+convengo che la natura imponga queste leggi. Ma il nostro dovere di
+uomini civili è di non pigliarlo sul serio il codice semi-barbaro della
+natura. Frodarle fin dove si può queste leggi! Questo sì è il segreto
+della vita!
+
+--E se non si può?--richiese il signore.
+
+--Se non si può--disse in tono di suprema rassegnazione il giovane,--si
+è dei deboli, cioè bisogna accettare di essere infelici. Ecco tutto. Ma
+bisogna potere! Pensi, caro signore: non abbiamo mica noi, nascendo,
+approvato, firmato e sottoscritto il contratto feroce che la Natura ci
+ha imposto! È lei che ce lo ha imposto. Chi non lo sa? È una delle prime
+nozioni di fisiologia: _alla natura brutale niente importa di noi, ma la
+conservazione di noi come specie_. Invece a me importa moltissimo di me
+e niente affatto della conservazione della specie. Io perciò come
+persona intelligente, mi ribello ai decreti imperiali della natura, o
+quanto meno cerco di raccogliere le rose e buttare via le spine.
+L'Argia, quest'amabile fanciulla, possiede anche lei un'intelligenza
+filosofica istintiva e condivide queste mie idee; e perciò tutti e due
+facciamo un amore facile, piacevole, direi così, sportivo; e molti
+giovani fanno come noi, e fanno saviamente. E lei che mi risponde ora,
+caro signore?
+
+L'uomo chinò il capo.
+
+--Lei è destinato ad essere più felice di me, e perciò a vivere di
+più--disse e guardò a lungo la sua piccola Pina.
+
+Poi sospirando aggiunse:
+
+--Tutto il mio mondo è qui, in questi quattordici chili di carne! Qui
+stanno tutte le leggi della vita, per me!
+
+Era sera oramai.
+
+Mise alla Pina la berretta di lana e la mantellina.
+
+ * * * * *
+
+Altre coppie intanto dall'amore «sportivo» cominciavano ad occupare
+rumorosamente qua e là i tavoli. Col nascere delle tenebre cominciava la
+giornata gaia del piacere per gli amanti più saggi. Per lui si chiudeva.
+
+ * * * * *
+
+Ricondusse la Pina all'albergo, voltò la chiave della luce elettrica, e
+la bella stanza si illuminò di bianchezza con gran piacere della Pina.
+
+Il signor Aurelio le tolse poi le vestine, e la mise sotto le coltri;
+dicendole che stesse buona e dormisse.
+
+Ella dormiva. E lui guardava con occhi di infinita domanda quella strana
+imagine che era sopra il letto: Maria Vergine, vestita di azzurro, con
+gli occhi in su, sopra un arco di stelle!
+
+--Quella lì--mormorò il signor Aurelio--è destinata a correggere i
+tremendi decreti di Dio o della Natura. Ma che ne sai tu, povera
+imagine?
+
+
+
+
+LE OLIMPIADI E LA SIGNORINA OLIMPIA.
+
+
+--Lei faccia i suoi libri e vada via!--scoppiò a dire il signor
+professore contro di me.--E via subito, subito, subito. Fuori da
+quest'aula!
+
+E la mia giovinezza fu tutt'ad un tratto investita, assalita da
+quell'uomo congestionato in faccia, che mi respingeva con parole di
+minaccia, coi gesti, con la persona, finchè l'uscio della scuola fu
+ribattuto contro di me.
+
+E ancora sento e vedo lo stupore e il silenzio dei miei compagni. Ma che
+misfatto mai avevo commesso? Quale malefizio avevo mai perpetrato contro
+quell'uomo? Quale lebbra era apparsa in me, giovinetto, per essere
+espulso a quel modo?
+
+Io mi trovai solo, nella strada, coi miei libri di greco: le tempie che
+mi martellavano, il pensiero che non si fissava più se non in un'unica
+idea: la licenza liceale perduta, il mio avvenire distrutto, il mio
+povero babbo... E allora cominciai a lagrimare.
+
+E così lagrimando mi accorsi che non ero più tra le vie tumultuose
+della città; ma seduto su di una banchetta solitaria dei giardini
+pubblici, e sopra di me i tronchi protesi e neri di un'antica pianta si
+aprivano pudicamente, meravigliosamente con le loro infinite gemme di
+petali rosa, e più sopra ancora splendeva l'azzurro del cielo.
+
+Era il dolce maggio.
+
+Ma quale misfatto avevo io commesso?
+
+Lo dirò candidamente ora che la tranquillità è ritornata nel mio
+spirito, e molto tempo è trascorso.
+
+Io avevo allora diciotto anni ed ero un buon scolaro di greco e di
+latino. Ero ossequiente alla mitologia greca, credevo alle virtù dei
+Greci e dei Romani. Credevo, senza che il mio pensiero avesse sino
+allora sollevato alcun dubbio, in Giove Tonante, nei Titani, nelle Muse,
+nelle regole di grammatica e di retorica. Ero, insomma, un bravo
+figliuolo, un buon figliuolo, ed anche un gentile ingenuo figliuolo.
+
+Ma il vero è che in quel giorno io avevo inconsapevolmente offeso il mio
+professore di greco in ciò che di più delicato e sensibile ha l'uomo,
+cioè nella sua vanità.
+
+Ma quale colpa ne avevo io se ignoravo nella mia candida anima
+l'esistenza di questo punto vulnerabile nell'epidermide coriacea
+dell'uomo? Se lo studio delle virtù greche e romane mi avevano quasi
+instillato la convinzione che dire la verità fosse il miglior modo di
+mettere in pratica quelle illustri virtù?
+
+Dunque in quel giorno si spiegava un passo di autore greco e vi si
+trattava delle Olimpiadi. Io sostenevo che le Olimpiadi erano uno spazio
+di quattro anni nel complicato Calendario dei Greci; il professore
+sosteneva che esso era di cinque anni. E certo io avevo più ragione di
+lui! Ma poi la disputa si inacerbì e, non so come, mi vennero fuori
+queste vere ma infelici parole, cioè che anche i professori di greco si
+preparano sulle versioni letterali dal greco.
+
+Non l'avessi mai detto!
+
+Quel maestro di umanità perdette d'un tratto ogni sua umanità, divenne
+furente e mi scacciò, come ho detto.
+
+ * * * * *
+
+Dunque io lagrimavo silenziosamente sulla banchetta dei giardini
+pubblici, sotto quella dolce fiorita di rose, e un cantare lontano di
+uccelletti pareva come aiutasse le timide gemme a sbocciare.
+
+Allora mi accorsi di non essere solo sulla banchetta.
+
+Una giovane donna sedeva presso di me.
+
+Io fino a quel giorno avevo conosciuto, anzi avevo combattuto con i tre
+generi, maschile, femminile e neutro; ma ignoravo che cosa fosse
+quell'essere delizioso e perfidamente saggio che è la femmina.
+
+Era bella? era elegante colei che sedeva presso di me? Io ben sentivo il
+languore di due grandi pupille nere che sempre più si venivano scostando
+da un fine libro e si posavano, quasi avvolgendomi, sulla mia giovinezza
+lagrimante.
+
+Alla fine udii una voce pietosa e quasi materna che mi rivolse queste
+parole:
+
+--Perchè piange, se è lecito domandare?
+
+Così cominciammo a parlare, ed io raccontai tutta la mia disavventura,
+dalla questione delle Olimpiadi a quell'espulsione feroce, la prima
+grande sventura della mia vita.
+
+Ella ascoltava. Un grazioso sorriso di meraviglia e di pietà balenava
+sulle sue labbra. Il volto, un po' chinato, mi si faceva sempre più da
+presso: un volto pallido, ambrato, fine, strano, delimitato da un velo
+nero che si inarcava sulla fronte: perchè all'infuori di quel volto
+bianco, di due nude bianche mani, tutto era nero: tutta chiusa ella era
+in una veste nera. Ma non ne emanava alcun fantasma di morte o di lutto;
+ma come un profumo esotico e forte.
+
+A quel profumo anzi io sentivo sobbalzare l'anima mia stranamente, e
+quasi sbocciare come sbocciavano le gemme della pianta che si allargava
+sopra il mio capo. E ciò mi dava un senso di nuovo piacere, che nasceva
+dal mio dolore.
+
+Diceva ella ogni tanto:
+
+--Oh, che roba! Che orrore! _Pauvre enfant!_
+
+Poi con volubilità che quasi mi offese, mi pregò che le spiegassi quella
+storia delle Olimpiadi.
+
+Che cosa le potevano interessare le Olimpiadi?
+
+--Così--disse con un sorriso ambiguo--, è perchè anch'io mi chiamo
+Olimpia.
+
+Allora io cominciai a raccontare.
+
+--Ella deve sapere, signora--dissi--che nell'anno 776 avanti Cristo,
+cioè 23 anni prima del 753, anno della fondazione di Roma...
+
+A queste mie parole la signora strabiliò, e inarcò le grandi ciglia.
+
+--E lei, così giovane,--disse--deve ricordare tutte le cose dai secoli
+delle Olimpiadi sino ad oggi? Ma se io non ricordo più nemmeno quello
+che è avvenuto ieri! _Ah, pauvre enfant!_
+
+E mi guardò con intensa pietà.
+
+Io andai avanti e le spiegai tutta la storia dei giuochi Olimpici:
+cominciando da quel re briccone di Enomao, che sfidava alla corsa dei
+cocchi tutti i pretendenti alla mano della bella sua figlia
+Ippodamia,--ma siccome l'asse dei cocchi era di cera, veda, signora,
+così tutti cadevano vinti.
+
+--Oh, che birbante!--disse la signora Olimpia.--Ma oggi sarebbe
+squalificato quel signore!
+
+--Ma un bel giorno--proseguii--nella terra Apia arrivò Pelope, figlio di
+Tantalo.--La storia di Pelope e dei suoi cavalli fatati interessò
+moltissimo la signora, specialmente quando imparò la sua vittoria su
+Enomao, il suo sposalizio con Ippodamia.--E da queste nozze poi nacque
+Atreo, che fu padre di Agamennone e di Menelao.
+
+--Oh, guarda--disse la signora Olimpia, e sorrise in modo che mi
+sconcertò.
+
+--Ho detto qualche sciocchezza forse, signora?
+
+--Ma niente del tutto--e rideva gaiamente.
+
+Ma poi si fece seria e mi domandò:
+
+--E lei deve sapere tutte queste cose?
+
+--Ah sì, e altre ancora.
+
+La signora si strinse le tempie con le mani, come fosse stata colta da
+un accesso improvviso di emicrania.
+
+Domandò:
+
+--E cosa prendono di paga i vostri professori, che insegnano tutte
+queste cose?
+
+--Due o tremila lire, credo, signora.
+
+--All'anno?
+
+--Sì, signora, all'anno.
+
+La signora parve sbalordire.
+
+--E anche lei, se volesse fare il professore, prenderebbe lo stesso?
+
+--Così credo--risposi.
+
+I grandi occhi della signora Olimpia espressero una grande pietà.
+
+Disse:
+
+--Ma se io ne spendo quasi altrettanto per le calze...!
+
+Allora stupii io:
+
+--Per le calze, signora?
+
+--Sì, calze e accessori--si affrettò correggendo. Ma poi parve pentita
+delle sue parole.
+
+Domandò di vedere i miei libri greci: li girò in alto, in basso come una
+cosa nuova.
+
+Dissi io allora:
+
+--Anche lei leggeva, signora.
+
+--Ah, il mio libro non si può vedere: e sigillò il libro, posando sulla
+busta di cuoio la mano.
+
+Io non insistetti e tacqui.
+
+Ma dopo un poco mutò pensiero.--Guardi--mi disse audacemente.
+
+Guardai. Era un libro francese, un romanzo. Non lo avevo mai letto; ma
+il titolo non mi era nuovo. Poi ricordai. Ricordai che un giorno mio
+padre, parlando con un magistrato di quel libro, aveva detto: «Finchè
+non riuscirete a togliere dalla circolazione questo genere di libri, le
+vostre leggi non rappresenteranno che un'ipocrisia sociale di più».
+
+--Non ha letto mai questo libro?
+
+Io arrossii grandemente.
+
+Per me? per lei arrossii che leggeva quel deplorevole libro? Non so: mi
+sentivo un gran calore nelle vene.
+
+--Davvero non l'avete mai letto?--chiese socchiudendo maliziosamente le
+sue grandi pupille.
+
+--Davvero!--e arrossivo anche di più.
+
+Mutò discorso.
+
+--Dunque il vostro caso è disperato?
+
+--Sì, signora.
+
+--Ma io non credo--disse ad un tratto assumendo un'aria ben strana di
+serietà.--Anzi è un affare rimediabile. Dunque il greco, voi dite, è
+molto difficile. E deve essere così! E voi assicurate che anche i
+professori si aiutano con le traduzioni?
+
+--Sì, signora, con le traduzioni letterali dal francese. Io non dico che
+tutti i professori facciano così, ma il mio fa così.
+
+--E voi gliel'avete detto?
+
+--Pur troppo, signora--sospirai--, e magari potessi rimediare al
+malfatto!
+
+--Semplice--disse.--Carta, penna e calamaio. Vi detto io.
+
+ * * * * *
+
+Ora io non ricordo più come avvenne, ma so per certo che per trovare
+carta, penna e calamaio, io salii con lei, da lei, nel suo appartamento.
+
+Venne ad aprire una cameriera. Non ricordo l'appartamento. Mi parve
+strano e diverso da quello di casa mia. Perchè diverso, non so.
+
+La camera da letto dove mi introdusse, era misteriosamente elegante, con
+un lettuccio piccolo, grazioso, tutto a trine.
+
+Ma non conservo percezioni nette; soltanto ricordo che un brivido
+morboso si veniva impadronendo di me, mentre ella con calma esacerbante
+si toglieva, allo specchio, tutti quegli strani armamenti della testa.
+
+Mi pareva che qualcosa di inusitato, di enorme dovesse fra poco
+succedere.
+
+--Ma sapete--disse--che l'abito nero dà un bel caldo! Deve essere caldo,
+oggi.
+
+--Sì, caldo!--dissi, e ricordai non so quanti gradi di temperatura.
+
+--Oh, anche di più!--disse ridendo.--Permettete?
+
+Uscì. Rimasi solo. Rientrò poco dopo. Era uscita dalla guaina nera: era
+tutta vestita di una gran veste rosea. Mi parve più magnifica. Stupii
+come sotto quelle maniche dell'abito nero ci fossero state nascoste due
+braccia così bianche! Ebbi l'impressione di una energia occulta e
+deliziosa in quelle braccia nude.
+
+--Oh, che cattiveria, che cattiveria, che cattiveria--disse ridendo e
+venendomi sempre più vicino, quasi rasente--tormentare col greco e con
+tutti quei libracci un povero bambino!--e così dicendo crollava la
+testa, e si appressava di più.
+
+--Povero bamboccione--disse d'un tratto, e mi prese con le due mani
+adunche per i capelli ed accostò il mio volto alle sue grosse labbra.
+
+Io impallidii. Ella parve godere del mio pallore. Non parlava più.
+
+Probabilmente la mia faccia era diventata una mela o una pesca di
+luglio: una pesca sugosa e fresca che ben si morde.
+
+ * * * * *
+
+--Ora, ragazzo, _s'il te plait_, torniamo alle Olimpiadi e al tuo
+professore--disse.
+
+A me parve come di essere desto dal sogno in cui il Veglio della
+Montagna immergeva coloro che gli dovevano essere devoti sino alla
+morte.
+
+Io non ne volevo più sapere nè di Olimpiadi, nè di scuole.
+
+--Voi siete ben goloso, _mon petit_. Torniamo alle Olimpiadi.
+
+In quell'ampia vestaglia ella si era rannicchiata in fondo ad una
+poltroncina.
+
+--Mettetevi lì, e buono. Già bisognerà fare così!--Prese un tavolino e
+lo collocò fra la sua persona e la mia a guisa di bastione.--Posso
+offrirvi?
+
+Mi porse una sigaretta: ne accese una per sè.
+
+Devo confessare che la mia mente era così annebbiata che se colei mi
+avesse detto: «manda i padrini al tuo professore, e battiti a duello»,
+io avrei trovato il consiglio naturalissimo.
+
+Invece il suo consiglio fu molto savio e rivelò molto acume. Aggrottò le
+ciglia e disse:
+
+--Tu capirai che lui dovrà pensarci due volte prima di formulare l'atto
+di accusa contro di te. In fondo è un atto di accusa contro di sè.
+
+--To', è vero!
+
+--Ma non basta: la sua rabbia è appunto in relazione alla impossibilità
+in cui l'hai messo di punirti...
+
+--To', è vero! Ma può vendicarsi--aggiunsi.
+
+--Perfettamente. Ma tu prendi dal «secrétaire» carta e busta e scrivi.
+Scrivi: detto io. No, quel foglio lì.--Guardai il foglio. Vi era
+impresso in azzurro, «Olympie».
+
+Oh, Olimpia, dolce pingue nome! Tutto azzurro, tutto fresco come la
+grande acqua del mare.
+
+--Su, andiamo, scrivi! Eri così «savio» poco fa.
+
+Io scrissi: «Signor Professore, in un momento di vera aberrazione
+mentale ho osato formulare contro di lei un'accusa che tanto più mi
+tormenta di rimorso quanto più riconosco la sua dottrina e il suo
+sapere. Come posso rimediare se non facendo piena dichiarazione della
+mia colpa e supplicandola di volermi perdonare?»
+
+--È tutta una bugia--dissi.
+
+--E la bugia si trova dentro la vita o fuori della vita?--mi chiese
+l'adorabile Olimpia.
+
+È vero: la menzogna è nella vita. E allora perchè soffrire per
+combattere quello che è nella vita, che è la vita?
+
+Guardò l'orologio.
+
+--Presto, pòrtala subito al tuo professore.
+
+ * * * * *
+
+O me, miserabile! Mi feci quasi scacciare da quella stanza da cui non
+volevo più uscire.
+
+ * * * * *
+
+Il giorno dopo il professore annunziò la mia lettera alla scolaresca; la
+lesse anzi; poi pronunciò un discorso di elogio alla mia persona. Ma io
+rimasi molto indifferente.
+
+ * * * * *
+
+Dopo due mesi ero in possesso della licenza, ma senza troppo studiare.
+Me ne era andata via la voglia di studiare. Mio padre forse se ne
+accorse, specialmente quando gli manifestai la intenzione di darmi a
+tutt'altri studi che quelli classici.
+
+Abbandonai le Olimpiadi per sempre e tutti i secoli di cultura classica
+prima di Cristo e tutti quelli dopo Cristo, fino ai tempi nostri.
+
+Bisogna conquistare la vita, e non servire ai morti.
+
+E se i Greci avessero dovuto studiare il greco, e i Romani studiare il
+latino, quei due popoli non sarebbero stati i grandi popoli che furono.
+
+Di questa semplice verità io devo la conoscenza alla signorina Olimpia,
+artista di caffè-concerto e stella di prima grandezza.
+
+
+
+
+ABITO NERO ED ABITO BIANCO.
+
+
+--Ecco, veda, io non domando di far carriera: io domando, prima che
+questa barba diventi grigia, di poter respirare un poco d'aria igienica.
+
+E il signor Foresti mi presentava sul dorso della mano, dall'alto della
+sua statura atletica, la sua barba, dove il grigio già minacciava una
+invasione generale: ed io credo che fosse questo grigio, in aumento,
+combinato con la speranza, sempre più in diminuzione, di potere
+respirare «un poco d'aria igienica», che rendeva il signor Foresti
+piuttosto irritabile, anzi molto irritabile, nel suo ufficio di
+capo-stazione della piccola stazione di S... Egli era capace di
+avvertire dal suo buco di distribuzione dei biglietti: «Questa bottega è
+diversa dalle altre: meno avventori vengono, più piacere mi fanno!»; era
+capace di dire, percorrendo il treno con le braccia aperte e con un
+sorriso tremendamente ironico: «Ma quei baci, ma quei saluti, ma se li
+distribuiscano prima!» Capace, nella spedizione delle merci, di
+attaccarsi a tutti i rampini di quei regolamenti che odiava di un odio
+così profondo.
+
+Un orco! La più docile ed umile pasta di questo mondo: tanto è vero che
+non aveva fatto carriera. Certo, in quei momenti, era bene non
+avvicinarlo, non parlargli.
+
+Ma io avevo trovato un mezzo per esasperarlo in modo soave ed atroce.
+Chiudevo le pupille dolcemente, dicevo con voce sentimentale:
+
+--Ecco qui il suo piccolo giardino, i garofani, l'insalata; ecco la sua
+piccola stazione, beata come un eremo, baciata dal primo raggio del sole
+e salutata dalle rondini... Ah, se io fossi come lei, capo-stazione,
+come lo terrei coltivato, inaffiato, fiorito, il piccolo giardino: e
+come ci farei una capannetta per leggere, per istudiare...
+
+--Badi bene come parla, sa! Non si prenda mica giuoco di me!...
+
+--Scusi, capo, io dico sul serio. Per me, costretto a vivere in una
+grande città, questa vita idillica sarebbe l'ideale... Lei qui, intanto,
+è padrone assoluto...
+
+In verità, in verità, era un reclusorio quella piccola stazione: e lui,
+il capo, un coatto, costretto a vivere fra un disco al nord e un disco
+al sud; giacchè l'amministrazione lo aveva bensì elevato al grado di
+signore assoluto, essendo egli, bigliettaio, spedizioniere,
+telegrafista; ma non aveva chi lo sostituisse o lo aiutasse fuorchè uno
+scambista e un facchino.
+
+--Quanto ai libri da leggere, eccoli qui!--e prese un ammasso enorme di
+libri e carte. Io temetti che me li scaraventasse sulla testa: si
+accontentò di accatastarmeli davanti: erano regolamenti, circolari,
+istruzioni.
+
+--Questa è la mia letteratura!--Aveva gli occhi feroci.--Creda--mi
+diceva poi acquietandosi con la subitaneità della sua indole buona--io
+odio questo sole, io odio quest'aria balsamica; io, democratico,
+considero questa sudicia umanità di campagna come una razza inferiore.
+Persino le donne, capisce lei? persino le donne non mi sembrano donne!
+
+L'aria balsamica, l'aria igienica pel signor capo era quella che si
+respira nel fondo di quei pozzi grigi che sono le vie, le piazze di una
+grande città.
+
+«Ah, a mezzanotte--sospirava--un teatro illuminato! per le vie lucide
+dei tram lucidi! uomini col colletto pulito, donne all'ultima moda;
+donne autentiche, lavate; _bars_, _buvettes_, scintillanti di luce
+elettrica, vetrine messe con gusto: lavorare sì anche, ma almeno potere
+un'ora al giorno sedere entro un caffè, godere lo spettacolo
+dell'umanità che passa davanti al vostro tavolino, al vostro calice di
+birra autentica! Macchè sole, macchè mare, macchè alberi, fiori,
+verdura, insalata, garofani!»
+
+Oh, allora sì, il signor capo si sarebbe «arrangiata» la barba che
+oramai diventava grigia, ed avrebbe speso allegramente il capitale
+esuberante della salute che rifioriva nel suo corpo.
+
+Da anni ed anni tempestava la direzione per un trasferimento in una
+città grande: era lì, rimaneva lì, e non aveva più altra speranza che
+quella di ammalarsi sul serio e poter ottenere un congedo.
+
+Ma come fare ad ammalarsi? In quella piccola stazione dall'aria
+balsamica, la gente ci veniva per salute all'estate, ed egli aveva la
+soddisfazione di vedere bensì in quel tempo aumentato il suo lavoro, ma
+senza potere avere la consolazione di ammalarsi.
+
+ * * * * *
+
+Una mattina di luglio, una ben calda e serena mattina, io presenziavo
+l'arrivo di un piccolo treno, che usurpa il nome di diretto.
+
+Il signor Capo, tra spedizione merci e spedizione viaggiatori, ne aveva
+sino oltre al berretto paonazzo. Tempo di villeggiatura per la restante
+umanità! Un piccolo rossore alla fronte, un parlar secco allo sportello
+dei biglietti, un saluto glaciale a me, mi avevano fatto capire che
+quella mattina la caldaia cerebrale del signor Capo era in uno stato di
+ebollizione pericolosa.
+
+Il treno si era appena fermato che un piccolo signore, da uno
+scompartimento di prima classe, si era affrettato a chiamare:
+
+--Aprite, presto, presto!--Poi si era calato da sè, come se la carrozza
+fosse in fiamme: ma un po' impediva il ventre che sporgeva dagli
+svolazzi di un giacchetto di _orléans_ nero; un poco era colpa delle
+gambine esili, che non riuscivano a toccare il predellino.--Dove sono i
+carabinieri? i due carabinieri regolamentari?
+
+Le guardie del treno, la gente si affollò subito d'intorno a quel
+signore, invocante l'intervento di quegli uomini neri e rossi, i quali,
+benchè siano da alcuni considerati come un arcaismo nella società
+moderna, tuttavia costituiscono la più visibile manifestazione della
+giustizia umana. Essi però erano assenti.
+
+--Ma non si faccia compatire; ma non faccia ridere il pubblico--gli
+gridava dal treno, come dall'alto di una tribuna, un giovane signore,
+tutto vestito di bianco che pareva un sorbetto vanigliato.
+
+--Lei ha violato la mia personalità! Quel signore ha violato la mia
+personalità!--denunciava il piccolo signore nero con gli occhi fuori
+dalla testa, con una voce così irosa, che guai per l'elegante giovinotto
+se il vecchiotto avesse avuto il resto del suo fisico così bellicoso
+come la voce.
+
+Un professionista del furto nei treni? Mai più! L'elegantissimo giovane
+scese anche lui per dare spiegazione al pubblico che si affollava.
+
+Semplicemente uno che voleva chiuso il finestrino. Invece il vecchio
+signore lo voleva aperto.
+
+--Soffro d'asma!--diceva, e questo era evidente, chè pareva minacciato
+da una congestione.
+
+--E se soffre d'asma? Io non posso mica sacrificare il mio vestito e il
+mio panama (il panama che il giovane aveva in testa era veramente
+bellissimo ed immacolato) alla sua asma!
+
+Così si riaccese la disputa lì sul marciapiede, con l'intervento
+giuridico dei signori ferrovieri e dei signori viaggiatori. La questione
+giuridica sui finestrini aperti o chiusi fu dibattuta con
+quell'entusiasmo del tutto italico per le questioni bizantine. «Esiste
+un articolo del regolamento...!» «Non esiste niente, invece! Chi è
+immediatamente vicino al finestrino, è padrone del medesimo». «Sì, ma i
+finestrini laterali sono piombati. Esiste solo il finestrino di mezzo.
+Quello di mezzo è collettivo!» «Ma nel caso specifico erano due soli
+nello scompartimento e perciò non si poteva invocare l'appello alla
+collettività.» «Esisteva però sotto la vecchia Mediterranea un articolo
+che dava diritto di chiudere dalla parte del vento!» «Ma oggi la
+Mediterranea è scomparsa: non esiste che lo Stato.» «Le ferrovie di
+Stato hanno creato un subbisso di regolamenti: ma nessuna regola
+specifica oggi esiste in relazione ai finestrini aperti o chiusi.»
+
+L'elegantissimo giovane con calma imperturbabile dimostrava la assoluta
+inferiorità delle ferrovie di Stato italiane, rispetto alle ferrovie
+estere. «Chi ha viaggiato all'estero, sa che nei vagoni-_salons_ è
+diffusa l'abitudine di tenere chiusi i finestrini in qualunque stagione;
+e se quel signore non sa fare a viaggiare...» «Io non so fare a
+viaggiare? È il mio mestiere viaggiare...--fremeva il vecchio
+signore.--Del resto, qui è unicamente questione di essere gentiluomini o
+mascalzoni».
+
+--Be'--disse il capo-stazione intervenendo--a che punto siamo?
+Sciocchezze, sciocchezze! Capo-treno, dia la partenza.
+
+--Io rimango--disse il vecchio, immobile, lì, coi suoi occhietti irosi
+fissi sull'avversario.
+
+--Io parto--disse il giovane, arrampicandosi, ma con la testa rivolta
+all'avversario.--Del resto, sa, se vuole riparazione...
+
+Squillò la cornetta; e il treno si mosse; e il vecchio signore già
+emetteva, con tutto il suo fiato disponibile: «Prepotente!», quando
+l'elegante giovane signore fu colto da un fremito di spavento. Che era
+accaduto?
+
+Il suo abito candido, il suo cappello splendido non erano più bianchi
+che davanti.
+
+L'uomo era diventato bicromatico.
+
+Durante la sosta e la disputa, la macchina, seccata, aveva fumato
+vigorosamente, e tutto il fumo aveva investito in modo irreparabile
+l'abito bianco.
+
+Non era il giovane signore più presentabile alla prossima stazione
+balnearia, dove era diretto e dove probabilmente gli stava a cuore di
+giungere perfettamente candido.
+
+Già il treno era in moto, ed egli, aperto lo sportello, era balzato a
+terra con la sua valigetta.
+
+Il vecchio signore, all'improvvisa discesa del suo avversario, galoppò,
+come potè veloce, nella sala d'aspetto. Senonchè il giovane non lo
+inseguì. Affrontò alteramente il capo-stazione Foresti, dicendo:
+
+--Favorisca presentarmi il libro dei Reclami.
+
+--Cosa vuol reclamare?--domandò il Capo, con un certo fare un po'
+bonario, un po' canzonatorio all'aspetto bicromatico del signore.--Io
+piuttosto potrei reclamare contro di lei che è sceso dal treno in moto.
+
+--La sua macchina mi ha rovinato!--esclamò il giovane con voce
+esasperata.
+
+Il capo-stazione lo guardò: le sue labbra sorrisero, tutta la barba
+sorrise.
+
+--Infatti--disse--è un pochino sudicio.
+
+--E lo dice in questo tono?
+
+--Pretende forse che mi metta a piangere?
+
+--Pretendo che lei faccia il suo dovere. Intendo elevare formale reclamo
+contro la sua macchina, intendo domandare risarcimento del danno
+subìto... Esiste un articolo del regolamento ferroviario che vieta alle
+macchine di fare fumo...
+
+--Infatti--disse il signor Capo--articolo decimo, paragrafo sesto delle
+_Istruzioni pel servizio dei macchinisti e fuochisti_: _«i macchinisti
+devono astenersi da qualsiasi operazione che possa produrre fumo, o,
+comunque, riuscire molesta od incomoda ai viaggiatori, come...»_
+
+--Perfettamente, e allora perchè lei rifiuta di accogliere il mio
+reclamo?
+
+--Perchè è stupido--disse il capo-stazione accendendo in tutta pace una
+sigaretta.
+
+--Ma chi, stupido?
+
+--Il reclamo, il regolamento, la causa per il risarcimento dei danni...
+Il mondo è pieno di cose stupide...
+
+--Ma io le posso citare--disse il giovane signore eccitandosi
+visibilmente--il caso del barone Y..., segretario dell'ambasciata
+germanica, mio buon amico, che fece causa ed ottenne un risarcimento
+dignitoso dallo Stato perchè una macchina aveva, come nel caso mio,
+rovinato una _toilette_ della sua signora...
+
+--Ma cosa vuole che me ne importi del suo barone, della _toilette_ di
+quella signora? Bella novità che lo Stato paga! Non paga mica, però, chi
+dovrebbe essere pagato! Oh, vada a farsi benedire e favorisca di
+lasciarmi libero...
+
+Il giovane signore, invece, gli sbarrò il passo e con voce insolente
+esclamò:
+
+--E chi crede di essere lei? Un tirapiedi del Governo, forse?
+
+La parola «tirapiedi» ebbe la virtù di trasformare il signor Foresti.
+
+--Le pare che io abbia una faccia di tirapiedi?
+
+Si era drizzato sulla persona, aveva buttato via la sigaretta.
+
+--Tirapiedi del Governo,--confermò il giovane signore andandogli col
+viso contro il viso--la metterò io a posto!
+
+--Ma non lo dica neanche per ridere!...--e proferendo queste parole,
+distese quella sua larga mano, prese tutto il disgraziato signore per
+l'abito e con violenza inaudita lo tirò a sè; poi lo allontanò usando
+del braccio come fosse stato un'asta di stantuffo; quindi lo proiettò
+sconciamente lontano.
+
+Per sua mala sorte lì presso c'era un carretto delle merci, e il giovane
+vi urtò in malo modo, cadendo.
+
+Sanguinava.
+
+Il facchino accorse e lo rizzò a stento.
+
+Fu condotto al pozzo: rimase lì un po', fra un secchio d'acqua e un
+asciugamano.
+
+--La caserma dei carabinieri? dov'è la caserma dei
+carabinieri?--domandava angosciosamente.
+
+Gli fu indicata. Due chilometri di distanza.
+
+Il signor Capo, intanto, aveva riaccesa la sigaretta: andava fra un
+disco e l'altro: la sua galera.
+
+--Ci rivedremo in tribunale!--gli disse il gentiluomo salendo in una
+carrozzella.
+
+Il Capo non voltò nemmeno la testa. Ma vide me che attendevo, e allora,
+un po' ridendo, un po' fremendo:
+
+--Bel mestiere il capo-stazione!--disse.
+
+--Bravo Capo! Bel colpo! Ma lei ha una forza...
+
+--Da facchino, caro. Doveva vedermi dieci anni fa! Povero giovane, mi
+dispiace, ma che vuole? Ho perso il lume degli occhi. Mi poteva dire
+tutte le brutte parole che voleva: è un corollario del mestiere: non ci
+bado più. Andò proprio a trovare quella parola _tirapiedi_. Io tirapiedi
+del Governo! Io che per dire a tutti, superiori e inferiori, quello che
+va detto, ho fatto questa bella carriera dopo venti anni di servizio!
+Adesso il meno che mi possa capitare è una sospensione.
+
+ * * * * *
+
+Ma non fu propriamente così.
+
+Mezz'ora dopo, il signor Capo stava consumando la sua modesta colazione
+fra un treno e l'altro, in una piccola osteria, vicina al disco, quando
+precipitò nella stanzetta quel signore vestito di nero. Il suo aspetto
+era esilarante, luccicante: saltellava sulle piccole gambe.
+
+--Ah, finalmente la ritrovo! Ma dove è il signor Capo, quell'egregio
+signor Capo, quel grande uomo del signor Capo? ho chiesto e mi hanno
+indicato qui. Permetta che io stringa quella valorosa mano! Lei è la
+perla dei funzionari dello Stato!
+
+--Grazie--disse il signor Capo, Foresti--è la prima volta che mi sento
+fare un simile elogio. Peccato che lei non sia un ispettore dello Stato.
+
+Il piccolo signore sorrideva con aria olimpica; volle nelle sue piccole
+mani prendere la grossa mano del signor Foresti; la voltò, la rivoltò,
+la esaminò.
+
+--Una mano simile--disse con profonda convinzione--vale tutto un codice
+di legislazione sociale. Pensi che questa mano mi ha risparmiato un
+mezzo accidente. Io schiattavo dalla bile. Pensi che in treno quel
+prepotente si è permesso di fermarmi il braccio che voleva tirare il
+campanello di allarme: il suo vestito bianco gli premeva più della mia
+soffocazione! Io voglio proporre per una ricompensa quell'egregio
+macchinista che alimentava così vigorosamente il fuoco, che usava con
+tanta opportunità il soffiante... Ma lei, lei poi come ha risposto
+bene, che dignità, che correttezza! Oh, se tutti i funzionari dello
+Stato sentissero la responsabilità del proprio ufficio; considerassero
+lo Stato come, come dire? come la rocca Capitolina delle istituzioni
+sociali, e non come la vacca da mungere...! Ma che cosa posso fare io
+per lei? Mi esprima un suo desiderio, io sarei ben lieto, ben onorato...
+
+Il signor Capo aveva smesso di levare la pelle a certe infami fette di
+mortadella e fissava il suo interlocutore. Il suo aspetto era molto
+autorevole.
+
+--Oh, io--disse quell'incognito autorevole signore--proporrò per prima
+cosa tutto un regolamento sull'uso dei finestrini: infatti la
+legislazione delle ferrovie dello Stato è muta a questo proposito. E
+lei, scusi, mi viene un'idea splendida, possederebbe per caso una
+qualche laurea in legge? No? Peccato! Io la proponevo subito all'Ufficio
+centrale per le contestazioni legali...
+
+--Ma scusi--fece molto turbato il capostazione Foresti--lei chi è?
+
+--Chi sono? Ah, sì, chi sono?--e trasse e presentò al capo-stazione il
+suo biglietto da visita: _Cav. Comm. X. Y.--Ispettore capo delle
+Ferrovie dello Stato._
+
+ * * * * *
+
+E fu così che il signor capo-stazione Foresti fu trasferito in una
+grande città, dove potè respirare l'aria balsamica dei grandi corsi,
+l'aria igienica dei teatri scintillanti, dei caffè-concerto; dove i suoi
+occhi poterono contemplare delle donne pulite, autentiche, all'ultima
+moda; dove potè consumare tutto il suo capitale di salute prima che la
+barba diventasse totalmente grigia.
+
+
+
+
+LE MOSCHE E LA POLONIA.
+
+
+Non mi accusate di essere positivista, scettico o come meglio vi piace
+chiamarmi. Io, alla vostra età--parlavo con un giovane amico--ero
+terribilmente romantico ed idealista. Combattere per la infelice Polonia
+era il mio sogno...
+
+--Non per il Proletariato?
+
+--No, mio giovane amico; allora non era ancora di moda quella cosa che
+voi dite.
+
+--Non c'era il Socialismo ai vostri tempi?
+
+--Sì, c'era; ma era--come dire?--ancora a balia: un grosso, tozzo
+marmocchio di una voracità incredibile che lasciava indovinare uno
+sviluppo prodigioso: un po' bruttino, sia espresso col dovuto rispetto,
+ma marmocchio ancora, come vi dicevo. Ah, morire con una palla in fronte
+e il sole polacco davanti agli occhi, centuplicava l'ebbrezza della mia
+gioventù! La mia gioventù è fiorita agli ultimi bagliori del
+Romanticismo. Ma anche senza Romanticismo, sta il fatto che pei giovani
+la Morte spesso si presenta come una forma eroica di Vita. Se la natura
+non ci usasse questo lugubre scherzo, le guerre sarebbero finite da un
+pezzo! Ma io non voglio tediarvi con la filosofia. Vi dirò, dunque, che
+allora vi erano comitati per la Polonia, conferenziere polacche, come
+oggi vi sono le suffragette. Sapete chi mi ha guarito della mia malattia
+romantica? Le mosche!
+
+--Le mosche?
+
+--Sì, come ho il piacere di dirvi: se non c'erano le mosche, io sarei
+rimasto--forse--ancora romantico ed idealista, e non avrei fatto la
+discreta carriera politica che voi, bontà vostra, esaltavate poco fa.
+Quel lurido e petulante animale mi ha inoculato il _virus_ del
+positivismo. Una reazione, quasi fulminea, è sopravvenuta, ed
+improvvisamente la mia vita ha deviato come un treno, a cui lo scambista
+toglie, con un colpo di leva, la direzione: dà un sobbalzo e poi fila,
+precipita verso nord invece che verso sud. Vi può interessare?
+
+Il mio giovane amico rispose gentilmente:
+
+--Moltissimo.
+
+Io allora gli offersi una sedia, una sigaretta e, richiamando alla
+memoria cose antiche, proseguii. Alla vostra età io amavo una signora
+polacca, di Varsavia, anzi di _Varsovì_, come ella diceva in un suo
+gergo, mescolato di polacco, di francese e di italiano.
+
+--Ci siamo col solito amore!--disse l'amico.
+
+--Ma, benedetto Iddio, questo dovreste saperlo: senza l'amore e senza la
+donna non esisterebbe nè romanticismo, nè positivismo, nè lirica, nè
+epopea, e tutto questo benchè la donna sia un fenomeno triste. Ricordate
+la conclusione dei Nibelunghi?
+
+--Nemmeno per sogno.
+
+--È un'espressione notevole. I Nibelunghi terminano con queste parole:
+«perchè l'amore porta in fine disgrazia».
+
+--Era questa vostra signora una conferenziera Pro-Polonia?
+
+--Mai più. In che lingua doveva conferire? Era una splendida, lattea,
+placida creatura bionda, di quel biondo tenero come di spiga non baciata
+bene dal sole; anzi vi dirò che quella bellezza nordica aveva così
+conquistato il mio animo che non soltanto il color bruno ardente delle
+bellezze nazionali, ma lo stesso color falbo delle nostre donne, mi
+pareva un'imperfezione di natura. Ella era inoltre così squisitamente
+monda e detersa che dalle sue carni lattee io sentivo esalare un
+perpetuo profumo di pervinca e di mughetto; e gli occhi suoi grandi,
+quasi squarciati, di un azzurro dolcissimo, sotto due archi di ciglia
+perfetti ed evanescenti, mi immergevano nello stupore di un sogno, da
+cui uscivo talora fremente e con queste terribili domande: «E come
+finirà questo amore? Come farò io a palesarle il mio affetto? E palesato
+pur anche il mio amore, dopo che avverrà?»
+
+--Allora un amore ideale...
+
+--Altro che ideale, romantico, vi dico: anzi nessuna dichiarazione
+d'amore era avvenuta. Ella era donna per bene, madre di due graziosi
+bambini a cui io facevo da bambinaio, perchè la servetta era una
+smemorata, un'arfasatta, come sovente sono nei nostri paesi.
+
+Suo marito, uomo di molti affari, viaggiava per l'Europa, ed aveva
+lasciata la sua signora a curarsi in una piccola, modesta stazione
+balnearia, dove ella aveva preso a pigione una villetta solinga presso
+il mare, e dove io l'avevo, naturalmente, seguita. Permettete che
+continui la descrizione: Il suo mento era di un ovale perfetto e la sua
+piccola bocca, a cuore, era la sola cosa rosea in quel volto. Il naso,
+quello sì, era poco perfetto: un piccolo nasetto rivolto in su, ma vi
+dirò: i nasi aquilini e forti delle nostre donne, con sopra le dense
+corrusche ciglia nere, spesso congiunte, che sono così caratteristiche
+fra noi, mi spiacevano tanto al confronto che mi chiamavano in mente il
+becco delle civette e le ciglia dei bachi da seta.
+
+--Parlavate della Polonia?
+
+--Mai più: ella era una donna placida, come vi dissi, e si parlava di
+cose placide: delle mie cacce, dei bagni, di cose da mangiare, tanto più
+che io la aiutavo nelle compere presso gli avidi e zotici nostri
+rivenditori, che avevano, anche allora, l'abitudine di mettere sugli
+stranieri una tassa di soggiorno mediante un sovrapprezzo sui
+commestibili. Del resto, la cucina italiana le gradiva moltissimo, e se
+ne parlava. I _pròcoli_ (broccoli) fritti le piacevano assai. I nostri
+vini leggeri, razzanti, erano una deliziosa _pìpita_ (bibita). Sospirava
+Napoli dove era stata parecchio tempo. _A Naple semper trovate tante
+buone gente_. Ma le pizze di Napoli la turbavano, al ricordo.
+
+Ella mi affidava il suo _portmonè_ (portamonete), e andavamo coi bimbi a
+far la spesa. Si comperava la _pulpa_ di manzo per fare il _buglione_
+(brodo); e trasaliva di gioia con tutta la chioma flava, come una
+fanciullina, quando vedeva nei panieri: _Keste pikkel cose fini fini_
+(queste piccole cose fine fine), le _ziligi_ (ciliege).
+
+--Dio, come era volgare!
+
+--Tutto è relativo; e poi a quel tempo non era di moda l'estetica. Vi ho
+detto che era placida, ma aveva anche lei i suoi momenti di lagrime e di
+commozione: per esempio quando il marito la avvertiva che lui non poteva
+tornare, perchè era chiamato per affari a Parigi. Lambiva con le belle
+mani i suoi piccini: «_Povres enfants! Kante_ (quando) un _ome_ (uomo)
+promette, deve _mantenire_» (mantenere). E diceva ciò assai gravemente.
+
+Aveva molti scatti di sdegno contro la fanticella _très-laide_, e
+peggio: chè, spesso di giorno, spesso anche di notte, era trovata
+assente, sotto il pretesto delle danze campestri al lume della luna. Le
+diceva sempre: _Vergognati gli occhi fuori della testa!_ Doveva essere
+una espressione polacca.
+
+Per conforto io dovevo cantare.
+
+--Voi cantavate?
+
+--Certo, come italiano io avevo il dovere di sapere cantare e cantare
+canzoni napoletane.--Canta, bell'italiano!--diceva.
+
+--Anche «bello» vi diceva?
+
+Era nient'altro che un epiteto ornativo: tutto ciò che era in Italia
+godeva di questo aggettivo, eccezione fatta dei bottegai. Povera e buona
+signora! Del resto io ero assai bello, nè mi vergogno, oggi, di dirlo:
+bello di quella bellezza maschile, forte, che io non so se l'esotismo
+della moda, oppure il positivismo hanno fatto perdere a voialtri,
+giovani moderni. Concedetemi la divagazione: voi moderni siete brutti:
+la virtù fisica maschile è appena sostenuta oggi dagli ufficiali;
+e quelle signore che oggi sono così fiere propagandiste
+dell'antimilitarismo, dovranno creare, forse, un militarismo pacifico ed
+artificiale in omaggio alla bellezza virile. Ma sapete che siete ben
+goffi, ben menci coi vostri abiti razionali? Noi, romantici, eravamo
+belli. Alto io ero, nerboruto, con due calzoni assaettati, stretti sì
+che i muscoli delle cosce guizzavano: voi oggi portate le gonnelle, non
+i calzoni, e qual meraviglia se le donne vogliono adottare i calzoni?
+Portavo io, allora, coturni da cacciatore, feltro grigio, giacca stretta
+al busto e così cantavo, come potevo, ed ella diceva: _Canta, canta,
+mio core mi fa male! tanto dispecere col core malato!_
+
+Ma il cuore, malato veramente, era il mio.
+
+ * * * * *
+
+Avevo cantato tutta quella mattina stringendo appena la sua pallida
+mano, odorante di giunchiglia, fresca della sua primavera. Avevo
+mangiato un boccone all'osteria; mi ero chiuso nella mia stanza. Era un
+giorno ardente, e il sudore, con la passione, grondava dalla mia fronte.
+Come concludere quell'amore? Rapirla, e poi? E dove andare? Come vivere?
+E quei figli? Sappiate che io ero povero, allora. Volli almeno,
+qualunque fosse stato il nostro destino, che ella sapesse almeno tutto
+il mio amore. Non ci saremmo, forse, mai più riveduti, ma del mio amore
+ella doveva avere notizia certa e memoria perpetua.
+
+Per tutto questo, benchè mi paresse cosa disonesta ed audace rivolgere
+dirette e vere parole d'amore a donna che apparteneva ad altro uomo,
+pure la passione vinse e scrissi. Timidezze dei venti anni!
+
+Suo marito, forse--io pensavo--mi avrebbe ucciso. Ebbene? Non ero già io
+disposto a dar la vita per la Polonia? Guardai per la misera stanza
+d'albergo: non c'era calamaio nè penna, istrumenti poco usati nelle
+locande campestri, anche oggi che siamo così evoluti. E poi, che
+calamaio, che penna! Trassi il coltello, mi denudai il braccio, vi
+immersi la punta della lama. Più profondamente premetti che non fosse
+necessario; ed un forte rivoletto di sangue, del mio sangue, rutilò. Lo
+contemplai con occhi sbarrati: scendeva giù per l'avambraccio, scuro, e
+si veniva grumando nella mano. Poi che l'ebbi deterso alquanto, scrissi
+col mio sangue. Che cosa scrissi? Non ve lo saprei ripetere. Poche
+parole, ma parole di sangue; ma degne di essere scritte col sangue. Poi
+mi si appannò la vista; mi parve che un'aria, quasi gelida, asciugasse
+il sudore della fronte. Un gran languore mi colse. Caddi riverso sul
+letto, e mi addormentai profondamente.
+
+ * * * * *
+
+Cadeva il vespero quando i miei occhi si riapersero. I bagliori
+sanguigni del tramonto sereno entravano nella stanzetta muta. Mi
+ricordai. Balzai per prendere il foglio dove avevo consegnato al mio
+sangue la confessione del mio amore.
+
+Il foglio era scomparso!
+
+V'erano bensì sul pavimento due o tre fogli del mio taccuino, ma quello
+con la lettera era scomparso.
+
+Qualcosa di terribile balenò allora nel mio cervello. Io non vi ho detto
+di alcune gelosie che nutrivo in segreto per la bellissima donna. Ella
+ne era del tutto innocente: ma un barbuto signore del luogo, assai
+prepotente e ricco, e di sospetti costumi, troppo spesso e troppo da
+vicino, e con aria troppo beffarda soleva passare presso di noi, lungo
+la spiaggia del mare. Io vi assicuro che più volte ero stato preso da un
+impeto folle di affrontarlo, e soltanto per riguardo alla dama me ne era
+trattenuto, per timore che egli beffardamente mi dicesse: «E lei chi è?
+che c'entra?» Ora il sospetto che colui, o altri per lui, avesse,
+durante il mio sonno, fatto rapire il foglio, mi si presentò come cosa
+certa, per effetto dell'immaginare mio fallace; tanto più che l'uscio
+della stanza era rimasto aperto. Misi in tasca il coltello, stavo per
+lanciarmi fuori, quando rassettando rapidamente le cose mie e
+raccogliendo quei fogli sparsi, m'avvidi con stupore profondo di una
+cosa non sospettata.
+
+Ecco: durante il mio sonno, le mosche avevano fatto colazione con la mia
+lettera. Avevano mangiato col sangue le mie parole d'amore.
+
+Il foglio non era stato rapito; era stato succhiato dalle mosche. Ecco
+perchè esso era tornato bianco come prima. Quali pensieri mi
+germogliarono in mente, non vi saprei dire: ma ricordo che guardai le
+molte mosche appollaiate sui vetri: esse parevano godere di una
+eccellente digestione. La mia idealità era stata divorata dalle mosche!
+
+Allora avvenne quel disorientamento nel mio spirito di cui vi parlavo in
+principio; o se vi pare, un nuovo orientamento.
+
+--Avete rifatta la lettera con l'inchiostro?
+
+--Nè con l'inchiostro, nè col sangue: avevo trovato la soluzione
+semplice, naturale del problema che mi tormentava. Il violino dell'oste
+faceva già _zin-zin_ e un contrabbasso faceva _zun-zun_: le danze sotto
+l'imminente luna erano cominciate.
+
+Attesi: Quando fu notte alta, vidi fra le ballerine apparire la servetta
+della mia signora polacca a cui la frase, _vergognati con gli occhi
+fuori della testa_, non produceva alcun effetto morale.
+
+La Polonia, dunque, era sola in casa.
+
+Allora mi avviai, ed ero ben risoluto: il cancelletto era aperto e la
+sabbia del viale non produceva alcun rumore.
+
+Povera e buona signora! Me ne rimorde un po' ancora il cuore: ella aveva
+messo a letto i suoi piccini e si preparava in abito molto notturno a
+seguirli, dolce, placida, indifesa e per nulla presaga dell'avvenire di
+quella strana notte. Quando mi vide scavalcare la finestra a piano
+terreno mandò un grido...
+
+--Di paura o di piacere?
+
+--Chi se ne ricorda più? Ricordo che rimase immobile, paralizzata. Io
+ero ben gagliardo allora, e le mie braccia e tutto il mio essere si
+affondò in quella profumata tenerezza bianca della Polonia.
+
+La sentii più tardi mezza dormiente sussurrare alle mie orecchie:--Da
+quanto tempo ti aspettavo bell'italiano!--E la mattina mi diceva quasi
+piangendo: _Mon Dieu_, come mi potevo difendere? Voi siete entrato come
+un _véritabile_ brigante _et une femme quand est en toilette de nuit ne
+peut absolumment se défendre_.
+
+Non mi rimase che l'ufficio di confortare la sua coscienza,
+assicurandola che la colpa non era sua, ma della _toilette_ che vestiva
+in quell'ora.
+
+ * * * * *
+
+Il dì seguente io mi ricordo che ebbi una discussione con l'oste e con
+alcuni avventori di campagna. Le mosche erano a nembi per la cucina in
+quella mattina d'estate; e quella gente ragionava, per effetto di quella
+disposizione filosofica che è connaturata nell'uomo, sui misteri della
+Creazione.
+
+Essi sostenevano, ad esempio, la inutilità assoluta delle mosche nella
+economia della vita.
+
+Io ero di opinione contraria.
+
+Sventuratamente non potevo spiegarmi, se non col dire che anch'esse
+erano creature di Dio. Certo io ero guarito dell'orgasmo della mia
+passione. Avevo trovato quella base morale che Archimede, come sapete,
+propone come giusto fulcro delle operazioni umane, nessuna esclusa. Sono
+diventato positivista; ho abbandonato la Polonia al suo destino storico;
+mi sono dato anch'io al Proletariato, del quale, come esempio vi
+dimostra, si vive, ma non si muore.
+
+
+
+
+LA BUSECCA.
+
+
+Vedi questa mia barba selvatica? Vedi queste mie scarpe e questi calzoni
+inconciliabili nemici di ogni elementare eleganza?
+
+E d'altra parte vedi quella automobile laccata di verde con quella bella
+signora? con quei due bambini, compresi già della loro posizione
+privilegiata? Vedi quella governante che conserva tutta la dignità della
+razza britannica a dispetto della bianca cuffia servile? Vedi tutto
+questo?
+
+--Sì, vedo, ma andiamo oltre.
+
+Il mio amico pittore--artista molto delicato e fine, ma pur troppo,
+oramai fallito per la gloria--si trovava in quell'ora del pomeriggio nel
+suo stato abituale di saturazione lucida di assenzio.
+
+--Niente affatto «andiamo oltre», rimaniamo qui. Contempla soprattutto
+quella signora. Ti pare bella, sì o no?
+
+--Sì, bella, ma andiamo oltre.
+
+--Niente «oltre», perchè tu devi sapere che io, se non fossi nato
+imbecille, potrei essere seduto su quella _limousine_: quei figliuoli,
+cioè no quei figliuoli, insomma alcuni figliuoli li avrei potuti fare
+io, cioè lei; lei ed io _in marital nodo congiunti_. Tu ne dubiti? tu
+credi ad una mia allucinazione verde? Guarda! Sono stato avvistato. La
+signora ha dato ordine al meccanico di allontanarsi.
+
+La signora, infatti, volgendosi a caso verso di noi, ci aveva scorti:
+aveva fatto un impercettibile segno di spiacevole sorpresa e poco dopo
+la automobile si allontanava per il viale del Parco.
+
+L'amico pittore continuò:
+
+--Ci credi ora? Vuoi sapere la storia? Vuoi venire a casa mia a vedere i
+documenti? no? Bene, paga un assenzio e ti racconto la storia
+inverosimile. Essa è fatta di niente.
+
+È il dramma psicologico di un cretino: e il cretino, lo intuisci subito,
+sono io. Credi tu che uno, perchè è artista, non possa essere
+profondamente cretino? Credi tu che uno, perchè è pittore e sente il
+colore, non possa essere un cieco della vita reale?
+
+Io sono un cieco della vita. Ascolta.
+
+Dieci anni addietro questa barba orribile non era nata: fra le mie
+scarpe ed i miei calzoni esisteva un'intesa di eleganza e la mia
+cravatta svolazzante era come una bandiera di giovinezza. Ero astemio. I
+miei capelli fiorivano sul mio capo dolcemente al tepore della mia anima
+sciocca, ma sensitiva. Io giungevo per la prima volta a Milano così
+sicuro di essere accolto nel Grande Hôtel della gloria, come il mio
+primo quadro era stato accolto all'Esposizione di Brera: le poche
+centinaia di lire che avevo in tasca, mi parevano un capitale a fondo
+illimitato, come si legge nelle Società di banca, «capitale a fondo
+illimitato». La prima impressione di Milano non fu piacevole. Era un
+mattino grigio di febbraio; e già quel verde crudo della campagna sotto
+il cielo basso che gemeva di pioggia, mi pareva un colore stonato,
+disteso da un cattivo pittore. Le case, le strade, tutto mi pareva
+precipitare verso una tinta unica: un grigio caffè e latte. Perchè uno è
+imbecille? Perchè ha i sensi che fanno vedere e sentire tutto falso.
+
+Era il mattino. Avevo negli occhi il risveglio nel mattino della mia
+Venezia, in piazza San Marco. San Marco balena d'oro; è tutto animato
+come una trireme antica in voga piena. Poi abituato al fetore delle
+alghe e di altre cose stagnanti, l'assenza di quel profumo mi pareva
+rendere l'atmosfera priva di un elemento necessario alla respirazione.
+Vi sentivo invece un indistinto lezzo di coloniali, droghe, zafferano;
+come un odore dell'anima mercantile della città. Il dialetto, questo
+terribile dialetto lombardo con quelle desinenze cupe, in _oeu_, _u_,
+_uh_, _uuh_, mi scoteva i nervi, e mi pareva che tutti si fossero
+divertiti a rivolgermi delle parole scortesi. Oh, invece, il risveglio
+della mia Venezia! batter di zoccoletti, scandere di parole cadenzate,
+musicali, come su di un'antica spinetta. Provai un bisogno di fuggire
+ancora, di imbarcarmi sul primo treno in partenza. Ma poi pensai: E la
+conquista della gloria? e il mio quadro all'Esposizione?
+
+Avevo una fame da poeta; e proprio in quell'ora un ristorante si apriva.
+
+--Avete niente di pronto?
+
+--La busecca.
+
+--Ah sì, la busecca!
+
+Mi stava in mente l'idea che la busecca fosse una sorta di manicaretto
+raro; un cibreo delicato, aristocratico, asciutto, finamente rosato,
+servito in un piattino, o tegamino di bel metallo.
+
+Mi vidi portare davanti una tazza da brodo, soverchiata da un liquido
+giallastro purulento. Dentro vi nuotavano delle anse intestinali
+lardacee. Ne concepii un terrore macabro.
+
+Guardai il cameriere: esso stava col naso in su, soddisfatto di sè,
+intento alla disinfezione mattutina del detto naso. Questa non è una
+specialità milanese, ma dei lavoratori della mensa in genere. Ma allora
+mi parve una specialità milanese, come la busecca. Uscii naturalmente
+senza toccare cibo.
+
+ * * * * *
+
+Girai tutto il giorno per trovare una stanza d'affitto che non avesse
+l'apparenza atroce di essere io in balìa di un'affittacamere. Ebbi la
+fortuna di trovare una cameretta pulita, in una via relativamente
+silenziosa. La mia finestra dava in un cortile grigio, quadrato. Quattro
+pareti grige, ma pulite, si innalzavano per altri tre piani e
+sprofondavano per altri due. In fondo, alcune piante di bambù si
+allungavano nella nostalgia dell'azzurro. Io le guardai con un affetto
+fraterno.
+
+ * * * * *
+
+Passavo lunghe ore alla finestra a dipingere, ed ero così assorto nel
+mio lavoro che non mi accorsi che di fronte a me, a venti metri di
+distanza, una figura di giovinetta passava, ripassava, era intenta a
+fissarmi. La guardai anch'io. Essa si era messa con la testolina
+appoggiata sulle palme della mano, e mi pareva che le sue labbra
+mormorassero: «Cattivo, non vi accorgete che da tanti giorni vi guardo?»
+
+Certamente--pensai--è una cameriera, una sartina, una ballerina, io non
+so bene. Ma qualcosa di volgare deve essere per fissarmi con tanta
+insistenza.
+
+Risposi tuttavia al saluto. Un giorno mi fece un cenno vivace, come a
+dire: «Abbiate la cortesia di aspettare».
+
+Aspettai.
+
+Scomparve un momento, riapparve: diede una occhiata rapida per osservare
+se dalle altre finestre poteva essere scorta, se vi era qualcuno; poi
+rapida, risoluta, graziosissima, sollevò un foglio grande come quelli da
+disegno. Se lo collocò davanti alla faccia.
+
+C'era disegnato in nero un gran V geometrico.
+
+Subito il V è buttato via; ed è sollevato un altro foglio con un I della
+stessa proporzione.
+
+Seguì un breve cenno molto calmo, molto grazioso con la testa, come a
+chiedere: «Avete capito? Quello che vi ho fatto vedere è un VI. Ora
+attento.»
+
+Ed allora sfilarono fulmineamente tre lettere, sostenute da un colossale
+ammirativo: esse formavano la parola _Amo!_ Vi amo!
+
+E rimase lì imperterrita. Io rimasi lì. La rivedo ancora fare un gesto
+così grazioso, così disperato di impazienza! Certo deve aver detto:
+_Dio, come l'è bell, ma come l'è stupid. El capiss no!?_
+
+Allora io, cretino, meditai come avrei dovuto fare per comunicarle la
+risposta, che era questa: «Io sono straordinariamente stupìto».
+
+Mi posai la mano sulla fronte, e la allontanai con un gesto
+melodrammatico. «Ah! Ah, io sono straordinariamente stupìto».
+
+Lei, la cara fanciulla, interpretò quel gesto come un'espressione
+romantica, come avessi detto: «Il vostro amore mi dà alla testa, e mi
+toglie la facoltà, per ora, di rispondervi.»
+
+Parve soddisfatta; prese dalle sue labbra un bacio e me lo consegnò
+deliziosamente.
+
+Scomparve.
+
+ * * * * *
+
+Noi abbiamo tenuto corrispondenza epistolare per quasi un mese. Le sue
+lettere erano scritte tutte con alti caratteri in punta; esatte,
+regolari, e contenevano un loro profumino delicato, e la loro
+immancabile enorme viola fresca del pensiero, fermata con uno spillo e
+un nastrino all'angolo superiore sinistro. La sua ortografia era
+precisa, la sua prosa non priva di fioriture letterarie, nate non da
+lei, ma appiccicatele dalla maestra di letteratura. Le espressioni sue,
+sue di lei, invece balzavano fuori da quelle convenzionali, misurate,
+calme, positive, concludenti: tutto il contrario di quello che si poteva
+supporre dopo quell'assalto di torpedine: Vi amo!
+
+La prima lettera fu naturalmente la sua, ed il ragionamento, così della
+prima come delle seguenti, seguiva questa linea di logica:
+«Voi--parliamoci chiaro--non mi amate se non forse un pochino per
+vanità. Io vi amo invece davvero, e ve l'ho dichiarato. Per quante prove
+io vi portassi che sono una signorina per bene, voi non ci credereste:
+non negate. È una disgrazia; ma mi crederete in seguito. Siete disposto
+a sposarmi? I miei genitori sono molto severi, ma mi vogliono anche
+molto bene. Io ho ventidue anni, ma non intendo di fare niente senza
+l'approvazione dei miei genitori. Potete dare, come non dubito dal caro
+volto che avete e che amo tanto, buone referenze di voi? Se sì, ditelo
+presto e l'affare è fatto».
+
+Era stata allieva di qualche scuola di ragioneria, la signorina, per
+trattare l'amore così alla spiccia?
+
+La signorina era carina: e ti confesso che se l'avessi veduta su di un
+balcone di marmo a Venezia, intenta a interpretare l'azzurro
+interminabile della laguna, io mi sarei chiamato felice di una così rara
+ventura. Invece io la vidi un giorno, quasi da vicino, in un grande
+negozio: slanciata, bella, elegante in un grembiuletto di seta, tutto
+quello che vuoi; ma ritta accanto ad un libro mastro. Era il negozio
+paterno. Esso era immenso, pieno di commessi, e ne esalava quell'odore
+di droghe, caucciù, medicinali che mi pareva l'odore di Milano. Il
+sorriso, che lei mi lanciò dietro il libro mastro, si impregnò di
+drogheria, di ragioneria. Ma che importa la ricchezza! Che importa la
+miseria!--dissi fra me--Non è la Miseria la divina introduttrice nel
+vestibolo della Gloria? Almeno così avevo imparato nei romanzi e anche
+nei libri di scuola.
+
+Allora avrei dovuto lasciarla: una bella lettera d'addio, e tutto
+finito. Ma io, uomo inconcludente, oltrechè cretino, non sapevo
+decidermi. Non per amore, sai, ma così, per quella impotenza morale, che
+ho alfine riconosciuta come mia proprietà inalienabile: e un po' per
+egoismo, perchè mi confortava il sapere che, nella città tumultuosa e
+grande, esisteva un piccolo cuore che palpitava per me; fosse pure un
+cuore di ragioniera.
+
+Un giorno mi scrisse e diceva così: «Sentite, per lettera vedo che non
+c'intendiamo. Proviamo ad intenderci a voce: mi vedrete così anche da
+vicino. Alle ore sette trovatevi nella chiesa di via X***. Entrate in
+chiesa: a quell'ora la chiesa è deserta; potremo parlare.»
+
+ * * * * *
+
+Un piccolo raggio di sole si riverberava sulle alte cime delle piante
+allora rifiorenti nei giardini pubblici per cui lei doveva passare per
+recarsi in quella chiesa. La vidi arrivare in fatti. Era in compagnia di
+una sua governante o domestica che fosse. Vestita di scuro con una
+veletta scura sul volto: dietro turgeva la massa bionda dei capelli. Mi
+vide. La sua testolina si inchinò insensibilmente, ed un piccolo cenno
+della mano mi fece capire: «Seguitemi a distanza». Le sue scarpette
+facevano scricchiolare i sassolini dei viali, deserti a quell'ora.
+
+Allora vidi bene i suoi piedi. Io, l'essere più sprovvisto di
+fondamento, avevo delle idee estetiche assolute, sui piedi delle donne.
+Io pensavo ai piedi di lei e ad un'altra cosa che mi si era fissa in
+mente.
+
+«Piedi troppo lunghi--sospirai--: irremissibilmente piedi troppo lunghi.
+È orribile: queste donne lombarde hanno tutte i piedi lunghi.»
+
+Ella scomparve dietro la portiera della chiesa.
+
+Io entrai.
+
+La chiesa era deserta, infatti. Lei mi affrontò. Due bianche belle mani
+sollevarono la veletta.
+
+--Voi non mi avete veduta mai da vicino--disse.--Voi siete artista e
+questo pensiero mi turba un po'. Sono quello che sono, così: guardatemi.
+Vi piaccio?
+
+Dio, che caro volto, che tremore nelle pupille, che candore nei denti!
+Ma io pensavo a quei piedi, e poi aveva quell'altra idea fissa in testa.
+Vedi, quando io ricordo tutte queste cose, io corro alla _buvette_ a
+bere assenzio e domando:
+
+«Un assenzio per questo cretino.»
+
+--E la voce?--io domandai.
+
+--Ma deliziosa, amico mio: tutto delizioso.
+
+--E cosa ti disse?
+
+--Cosa vuoi che possa ricordarmi io che vivevo dentro un'idea fissa? Mi
+fece, ecco, capire che bisognava che mi decidessi: o prendere o
+lasciare. Quella insistenza mi turbava. Io mi ricordo che sentivo il suo
+piccolo tacco battere impazientemente come tu faresti se fossi un
+maestro di musica e udissi delle stonature.
+
+--Ma di positivo che cosa hai detto tu?
+
+--Di positivo? ho domandato: Signorina, lei mangia la busecca?
+
+Mi guardò trasognata.
+
+Io ripetei imperterrito la domanda.
+
+--Ma certamente--rispose.--Il sabato è d'uso, in casa, fare la busecca:
+a papà piace tanto. Perchè?
+
+Vedi, amico, allora l'idea di sposare una donna che mangiava la busecca,
+mi incuteva un senso di orrore!
+
+ * * * * *
+
+Poi non ricordo più nulla.
+
+La rividi attraversare ancora i giardini. Aveva la testa abbassata, come
+se una ferita la avesse offesa nel petto.
+
+Le sue finestre non si aprirono più.
+
+La grande Arte non mi aprì nemmeno l'anticamera del suo palazzo; e
+l'Arte del tanto per cento mi scacciò a calci nel sedere.
+
+Ma nelle trattorie di infimo ordine sono felice oggi quando mi
+annunciano che c'è una busecca con cui riscaldarmi e sfamarmi con poco
+prezzo. Allora penso: Cretino, che ti era capitata una donna col
+cervello sano e forte, col cervello di ragioniera, che avrebbe pensato
+anche per te... E tu...! Via, via, amico, pagami l'assenzio.
+
+
+
+
+AHI, QUEL POVERO COLONNELLO!
+
+
+Polifemo--come sanno quasi tutti--era un mostro della specie oggi
+scomparsa dei Ciclopi, cioè che avevano un solo grand'occhio tondo in
+mezzo la fronte.
+
+Questo Polifemo era innamorato di Galatea, la quale era una bella ninfa
+del mare, bella e bianca come il latte. Aveva un solo occhio, Polifemo,
+ma le lagrime che pioveva per la passione di Galatea non erano per ciò
+meno abbondanti, e i sospiri che mandava su la zampogna silvestre
+facevano tremare le foreste dell'Etna.
+
+Ma Galatea veniva su dal mare e gli faceva, _maramao!_ e poi con le
+compagne vezzosamente rideva del rozzo amatore, e tratta dai delfini,
+gli facea davanti scorribande pel glauco mare.
+
+Queste cose, assai vecchie, sono consegnate nei libri degli antichi
+poeti.
+
+Ma i poeti hanno trascurato di dirci che guai per Galatea se fosse
+giunta a tiro di mano di Polifemo!
+
+Per troppa furia d'amore se la sarebbe messa in bocca come un _fondant_
+e se la sarebbe ingoiata, per goderne tutto il sapore.
+
+ * * * * *
+
+Ebbene, qualche cosa di simile accadde tra il signor conte Guido Ubaldo
+e la signora Fanny, o donna Fanny, come ella amava chiamarsi; perchè
+ella era una dama molto aristocratica. «A Roma--e sospirava--andavo ai
+balli di Corte!»
+
+Ci fu un giorno che il signor conte si trovò al contatto della mano
+della signora Fanny, e dopo la mano venne il braccio e dopo il braccio
+venne il resto, finchè... «Finchè il signor conte ingoiò così come
+stava la signora Fanny...?» Per l'appunto: finchè la sposò, così come
+stava.
+
+ * * * * *
+
+Ma non bisogna dimenticare che le mani della signora Fanny erano
+deliziose e rare; e un po' i profumi, un po' la pelle, un po' lo
+splendore languido delle turchesi e degli anelli, accoppiato col pallido
+corallo delle unghie, fatto è che quelle mani esercitavano una tale
+seduzione, che il signor conte fu più che scusabile se ne subì il
+fascino irresistibile.
+
+Gentiluomo campagnolo, il signor conte, bruciato dal sole, riarso dalla
+vita faticosa dei campi e della caccia, col sangue grosso e caldo di un
+uomo che--quando arrivava a sedere nel tinello della sua villa--li
+faceva suonare sì gli ossicini dei pollastri, e un fiasco di vino della
+sua vigna (oh che vino!) gli andava giù come ridere; un uomo--dico--in
+quelle condizioni, al posar le sue grosse e arse labbra su quelle mani,
+aveva provato l'impressione indimenticabile di ingoiare un sorbetto di
+vaniglia o di ananasso.
+
+Ora, tutto il resto della signora Fanny era--almeno per gli occhi e pei
+sensi del signor conte--nella relazione di quella mano: una donnina
+profumata, signorile, languida, che pareva avesse la virtù di attaccare
+alle vesti la emanazione carnale di se stessa. Ora se una mano soltanto
+dava questa sensazione di piacere, che cosa avrebbe dato l'intera
+signora Fanny?
+
+Il signor conte si ammalò di questa malattia di assaporare la signora
+Fanny per intero, e l'infezione giunse a tal punto che fu necessario
+l'intervento del matrimonio.
+
+Ma ci furono dei guai seri e delle difficoltà da superare.
+
+Il signor conte, ohimè! rasentava il peso di un quintale: ora appariva
+da molti segni poco probabile che la signora Fanny volesse accettare il
+matrimonio con un uomo di quelle proporzioni. Inoltre il signor conte
+portava le camicie di flanella coi colletti rovesciati: aveva
+l'antiestetica abitudine di legare le mutande su le calze, per modo che
+bene spesso si scorgevano giù pendere i legacci: ignorava--almeno a
+giudicar dall'esterno--l'uso degli stiracalzoni; e non soltanto fumava
+degli orribili mezzi toscani, ma, quel che è peggio, giungeva al punto
+di tagliuzzare con un coltello da tasca un mezzo toscano, ne imbottiva
+la pipa e fumava come un plebeo.
+
+Aveva altre abitudini rozze e contadinesche, che non concordavano niente
+con la sua nobiltà. Per esempio, fra le otto e le nove del mattino, dopo
+tre o quattro ore di caccia o di sorveglianza ai lavori agricoli, era
+per lui un gran piacere far colazione, all'ombra se era estate, al sole
+se era inverno, nelle più umili osteriuzze di campagna in cui
+s'imbatteva, e mangiava quello che c'era, come un muratore: quattro
+soldi di tonno cosparso di pepe e un mazzo di cipolline fresche, e, se
+v'erano operai, manovali, carrettieri, villani, parlava con loro da pari
+a pari, tranne che a lui aggiungevano un _signor conte_, ma un _signor
+conte_ così alla buona e consuetudinario che passava inavvertito. E
+d'altronde se quel tonno con la cipolla piaceva tanto a lui come a
+quegli altri, che bisogno c'era di far tante distinzioni anche nel
+resto?
+
+Nella casa del signor conte non esisteva una _table à the_, anzi credo
+che quanto al tè preferisse una buona tazza di camomilla; e infine
+attorno alla sua mensa non girava nessun muto e impassibile cameriere,
+ma la stessa cuciniera si staccava dai fornelli per mettere in tavola,
+così com'era, con il grembiule. Ed essendo oramai solo e senza nessuno,
+arrivava d'estate al punto da mangiare anche in maniche di camicia.
+
+Però di tutte queste ultime cose la signora Fanny non aveva che un
+lontano sospetto, come ignorava la predilezione di lui per la minestra
+di fagiuoli col lardo; o di ceci, con i quadrettoni di cruschello ben
+grossi, che si sentono sotto i denti.
+
+La signora Fanny era in quell'estate ospite in villa di una cospicua
+famiglia, la quale era in buoni rapporti di vicinato e confinante per
+proprietà coi beni del signor conte; e per tal modo si erano conosciuti.
+
+La signora Fanny aveva appena da un anno smesso l'abito di lutto per il
+suo primo marito: anzi si può quasi assicurare che era stato lui, il
+signor conte, a farla sorridere la prima volta dopo quella gran
+disgrazia; lui, con quel suo fare bonario, semplice, con quel suo largo
+riso sano e felice, con quei suoi occhi celesti, senza ombre e senza
+malizie.
+
+--Pare un grosso bambino, ed ha la barba che qua e là è grigia--aveva
+detto agli ospiti la signora Fanny.
+
+--Un uomo felice--avevano detto gli ospiti.
+
+ * * * * *
+
+La signora Fanny non aveva appetito, perchè aveva troppo sofferto per la
+morte del suo povero colonnello, chè tale era il grado del defunto
+consorte. Ma ci pensò lui, il conte, a stuzzicarglielo l'appetito, chè
+da un laghetto sull'Alpe lontana faceva venir giù certe trotelle, certi
+panierini di fragole selvatiche, certi formaggi che fanno i pastori,
+certi funghi...! Tutta roba che si trova sul remoto Appennino, e non è
+facile conoscere la via, i mezzi, il tempo per acquistarla. Ma il signor
+conte, gran cacciatore, conosceva la montagna a palmo a palmo, e sapeva
+in quale gorgo di fiume matura la trota, in quale selva cresce il
+lampone e la fragola.
+
+E che dire della caccia? O, quanti pennuti, già felici fra i ginepri e
+le forre montane, quante gallinelle, quante starne, quante quaglie
+furono dal micidiale piombo del conte sottratti alla libertà ed alla
+vita e presentati come omaggio alla inappetenza della signora Fanny!
+
+Fu così che la signora Fanny cominciò ad acquistare l'appetito; ma il
+signor conte cominciò a perderlo.
+
+Un giorno gli caddero molte lagrime sopra due quaglie, le cui compagne
+erano state consegnate alla cuoca della signora Fanny, e allora pensò:
+
+--Ma perchè piango io, sciocco che sono mai? Se quel povero colonnello
+fosse in vita, allora sì avrei da disperarmi; ma poichè il colonnello è
+morto..., io ben la posso sposare.
+
+Pensar questo fu cosa facile.
+
+Ma se il conte ci riusciva ad offrire le quaglie e le starne, ad offrir
+se stesso non ci riusciva: trattare con donna Fanny era per lui
+un'impresa seria: si imagini come offrire la scomposizione e
+ricomposizione di un orologio alle dita di un carrettiere. Ne parlò ai
+comuni amici, i quali ne parlarono alla signora Fanny.
+
+--Rimaritarmi, io?
+
+La signora Fanny non faceva questione del conte o di altri: faceva
+questione semplicemente del verbo _rimaritarsi_. Come è naturale, donna
+Fanny faceva presente l'ombra di Sicheo, voglio dire del defunto
+colonnello, il quale era inutile che fosse stato così buono, così
+cavaliere, così compiacente di morire, se la vedova si doveva legare con
+altri. Il vero è che lei non vedeva nessuna necessità di queste seconde
+nozze. Sarebbe come offrire una seconda licenza ad uno scolaro: ma è la
+prima quella che è necessaria, il _porro unum_ della carriera.
+
+Così per le donne: è il primo marito che è necessario.
+
+E poi quel dover rinunciare alla pensione che quel povero colonnello le
+aveva lasciata, a lei pareva quasi un delitto di ingratitudine.
+
+E infine, perchè non dirlo? Il suo primo marito era stato troppo buono,
+troppo cavaliere, troppo delicato in tutto, così che lei si sentiva come
+un pochino viziata.
+
+--No, amico, credetelo, vi farei infelice--diceva al conte.
+
+Ma se tutti gli impedimenti erano questi, egli, il conte, poteva
+garantire che sarebbe stato tanto buono, tanto docile, tanto delicato
+anche lui.
+
+--Sì, ma poi voi siete troppo colossale, mio Dio! Vi pare che staremmo
+bene vicini l'una all'altro?
+
+A questa terribile domanda, il povero conte non sapeva che rispondere;
+ed era tanta la desolazione che si dipingeva sul suo viso, che donna
+Fanny ridea di gusto, e da allora cominciò a pensarci su. Le donne--come
+è ben noto--hanno l'istinto della redenzione, e fu appunto per questo
+che nel cervello della signora Fanny entrò, non l'amore propriamente, ma
+l'idea di redimere quel povero conte: compiere come una missione di
+bene.
+
+Senza cominciare da Beatrice Portinari, che gettò nella mente del suo
+pallido amico l'idea della _Divina Commedia_, quante donne potrebbe
+registrare la storia che furono cagione dell'opera egregia di tanti
+uomini illustri!
+
+Ora la signora Fanny non si proponeva certo di far comporre al conte una
+_Divina Commedia_, e nemmeno di iniziarlo alla vita politica. Ma le
+pareva opera degna della sua muliebre intellettualità e di quell'istinto
+materno che fu depositato dalla natura nel segreto di ciascuna
+discendente di Eva, richiamare alla vita quel disgraziato conte.
+
+Perchè io non ho detto tutto: ma il vero è che il conte Guido Ubaldo
+portava un bel nome storico, che il suo patrimonio era cospicuo, e il
+castello che abitava era stato testimone di antiche storie. Con questi
+requisiti, un uomo si doveva seppellire in campagna? vestire a quel
+modo? condurre l'esistenza di un fattore?
+
+«Ma salva e redimi quell'infelice nostro discendente», pareva dicessero
+alcuni ritratti antichi a donna Fanny, il giorno che il conte la
+condusse a visitare il castello.
+
+Fu così che donna Fanny si decise, perchè oltre a richiamare il conte
+Guido Ubaldo a vita conforme al proprio grado, c'era tutto il castello e
+le sue adiacenze da riformare.
+
+Riformare la mobilia, se non in tutto almeno in parte: tutte quelle sale
+tetre con quei mobili neri, roba d'altri secoli, consunti dai tarli,
+roba da antiquari, sostituirli con aerei, azzurri, rosei mobili di stile
+floreale; e bianco e oro alle pareti; e su la spianata invece di quei
+funebri cipressi, spianarvi un _lawn-tennis_, e perchè no? sostituire il
+vecchio e geometrico giardino all'italiana con tutti quei vasi di
+limoni, con tutti quei corridoi di verdura, con un vago e vario giardino
+all'inglese.
+
+C'era insomma da consumare l'attività di una donna anche meno
+intraprendente della signora Fanny. Ma più che il castello, stava a
+cuore a donna Fanny di riaprire e rimodernare il palazzo comitale di
+città; e più che il castello e più che il palazzo, le stava a cuore di
+rimodernare e aprire alla vita il suo volonteroso secondo consorte.
+
+ * * * * *
+
+Così adunque vennero celebrate le nozze.
+
+Gli sposi partirono, e si racconta che, nei primi tempi, molto
+viaggiassero, e in grandi città facessero loro dimora.
+
+Se non che, dopo qualche anno, ritornarono al castello perchè il povero
+conte non istava proprio bene. Infatti non si riconosceva più.
+
+Lasciamo stare l'abitudine delle minestre col cece e delle colazioni da
+cacciatore con il tonno, il pepe e la cipolla: ma voglio dire che lui
+non si conosceva più. Era diventato di un colore che ricordava il grano
+che è cresciuto in cantina; e, mentre prima stava ritto, ora era tutto
+cascante, e quella sua barba veramente fiorita, in cui i fili d'argento
+già facevano bizzarro contrasto con il color primitivo del rame, era
+stata trasformata in una barbetta in punta, d'un colore tutto eguale, un
+colore sporco fra il cenere e il biondo.
+
+Parlava mansuetamente e assicurava tutti che stava bene di salute; ma
+quel suo sorriso stirato, dava a vedere che non lo diceva con
+convinzione.
+
+Anche l'aria nativa non gli giovò: e come molti avranno osservato che
+gli uomini prima di impazzire, prima di ammalarsi di incurabili mali,
+ovverosia prima di morire, mettono fuori certi loro sentimenti sigillati
+nel cuore da anni ed anni, così si racconta che il povero conte
+esclamasse una volta:
+
+--Ah, perchè è morto quel povero colonnello!
+
+ * * * * *
+
+Quando anche il conte morì, fu osservato che la sua barba era tutta
+bianca e così i capelli; e così si osservò che il suo volume e il suo
+peso non erano diminuiti.
+
+Ahi, come si dolse donna Fanny della morte del povero conte! Dopo il
+colonnello ella credeva impossibile di trovare un uomo più cavaliere,
+più gentile. Eppure ella lo aveva trovato nella persona del conte Guido
+Ubaldo; ed era morto!
+
+Tutto ella aveva fatto per lui: lo aveva abituato a portare i colletti
+alti; a gustare il tè, che prima non poteva soffrire, a fumare le
+sigarette invece dei toscani. Aveva smesso l'abuso dei farinacei, del
+fiasco di vino; s'era adattato benissimo ai ricevimenti del venerdì, a
+coricarsi dopo il teatro, a stare in letto al mattino sino alle otto per
+lo meno: insomma, in tutto si era incivilito, dirozzato quel povero
+conte; in una sola cosa non era riuscita donna Fanny: nel farlo
+dimagrare. Perchè quello di ridurlo magro era stato il principale
+pensiero di donna Fanny. Ma invano!
+
+Cure sopra cure, aveva fatto: non vino rosso, non farinacei di cui era
+sì ghiotto; molto tè, molto digiuno, massaggio, cura elettrica ad alta
+frequenza, idroterapia, cura di Montecatini, di Carlsbad, tabloidi di
+tiroidina. Macchè! Diventava pallido, ma magro niente!
+
+Così, ma molto più in lungo spiegava donna Fanny al dottore, il vecchio
+dottore di condotta, che la stava ad ascoltare a fronte bassa e con gli
+occhi chiusi dalla mano.
+
+--Pensi--seguitava donna Fanny--che vedendo l'impossibilità di ottenere
+alcun dimagramento, mi sono raccomandata ad un celebre specialista
+omeopatico, il quale mi consigliò come infallibile una cura assai rara e
+costosa, fornitami--noti bene--da quella stessa casa--una delle case più
+accreditate--da cui io da anni faccio venire i miei articoli da
+_toilette_.
+
+A questo punto il vecchio dottore si tolse la mano dagli occhi, e,
+levando il volto, affissò attentamente il volto della contessa Fanny,
+chè tale ora si poteva a buon diritto chiamare; e poichè qualche cosa
+era necessario rispondere, così il dottore disse:
+
+--Io sono della vecchia scuola, signora contessa; ma io credo che chi è
+nato grasso e grosso non potrà mai diventare snello e magro. Credo
+piuttosto che una vita libera ed all'aperto, piena di attività, quale
+era quella che spontaneamente conduceva prima il defunto signor conte,
+avesse virtù di mantenere l'equilibrio organico meglio che le cure
+specifiche escogitate al proposito e a cui ella testè mi accennava. La
+ragione ci consiglia spesso di violentare la natura, ma una più acuta
+ragione ci avverte che è bene usare le maggiori cautele in quest'opera
+di violenza.
+
+Così parlò il vecchio dottore.
+
+Ma alla sera, avendo osservato il volto imbiutato e lisciato di
+cosmetici della signora contessa--cosa di cui forse il conte Guido
+Ubaldo non si era mai interamente accorto--scrisse in un suo libro di
+memorie mediche, accanto al nome del defunto, questa nota in latino,
+come soleva:
+
+E le parole sono queste:«_Ex eodem unguentario unde causas nuptiarum,
+idem, miser comes Guidobaldus, mortis emit causam_.» (Dal medesimo
+venditore di cosmetici, da cui il misero conte Guidobaldo tolse la
+_causa_ del matrimonio, comperò pure la _causa_ della sua morte.)
+
+
+
+
+LA BAMBOLA FATALE.
+
+
+--_Patà! Canca Imma_.
+
+--Cosa vuol dire _patà_?
+
+--_Patà_ vuol dire, _in braccio_. E _canca_ vuol dire, che _Irma è
+stanca_.
+
+La prese in braccio.
+
+Dopo un po' egli disse:
+
+--Ma, cara mia, capirai che valigia, pastrano, ombrello e la bambina,
+anche, per giunta... è impossibile.
+
+La signora, allora, lo alleggerì della valigia, una di quelle valigette
+di cuoio, leggere leggere; poi gli prese anche il pastrano e l'ombrello,
+e non gli rimase che la mimma.
+
+--Auf!--soffiò ancora il giovane.
+
+--Ti pesa?
+
+--Piuttosto: ma vedremo di rimediare. Di'? tu, oilà, vuoi andare più in
+alto, al terzo piano, che ti porto meglio?
+
+--_Tì!_--rispose la piccola mimma con quella sua languida voce di
+cantilena.
+
+--_Tì_ lo capisco: vuol dire _sì_--disse il babbo.
+
+--Eppure pesa così poco, pesa: magari pesasse di più--disse la madre.
+
+Il babbo sollevò la bambina sua al terzo piano: cioè a cavalluccio sopra
+le spalle.
+
+ * * * * *
+
+Il babbo e la mamma erano assai giovani: lei una donna scialba,
+delicata, lunga, troppo lunga. Doveva essere stata vezzosissima pochi
+anni prima: ma la maternità intensa aveva fatto quasi repentinamente
+sfiorire la sua giovinezza; aveva deformata la sua persona. Le mani
+erano lunghe, trasparenti: le orecchie, il naso mostravano le
+cartilagini. Lui, sì, era un bruno, aitante, esuberante, forte maschio.
+Pareva che la sua giovinezza fosse ancora sorpresa del laccio
+ineffabilmente tenue e infrangibile del matrimonio, rappresentato da
+quella mimma esile come la mamma, da quella sposa patita. Eleganti erano
+l'uno e l'altra: ma di diversa eleganza: in lui era l'eleganza che cerca
+il piacere, in lei l'eleganza che non va oltre il decoro e la nettezza.
+
+Dunque la sollevò, la sua mimma, sulle spalle, al terzo piano.
+
+--_Pimpala, Imma!_--fece la bimba spaurita.
+
+--Cos'ha, adesso, con questo _pimpala?_--chiese lui alla moglie.
+
+--_Pimpala_--spiegò ancora la moglie con una sua voce di
+rassegnazione--vuol dire che l'Irma cade, che lei cade.
+
+--Ma dio--disse lui alla bimba--dammi le manine. Con tutte le cose che
+hai in mano!...
+
+Ed egli prese le cose che aveva nelle sue mani di giglio, e se le pose
+in tasca; poi strinse l'una e l'altra mano dell'Irma; e ci stavano per
+intero, la manina ed il piccolo braccio della bimba, nella sua forte
+mano.
+
+--_Oh, lulù, lulù!_--esclamò ad un tratto gioiosamente la bimba,
+dondolando con la voce la testa e le chiome.
+
+--_Lulù_, vuol dire?--chiese lui.
+
+--_Lulù_ vuol dire il _lago_.
+
+--Perchè?
+
+--Mah! lei dice così.
+
+Infatti, dall'alto del terzo piano anche lei, la piccola mimma, vedeva
+il lago.
+
+ * * * * *
+
+I giovani sposi con la loro bambina scendevano verso il lago. Il
+paesaggio era immobile nella lucidità del mattino di giugno: il lago
+giaceva laggiù così in fondo che i battelli bianchi a vapore che lo
+attraversavano, parevano balocchi.
+
+Al di là dei muriccioli di pietra che costeggiavano il sentieruolo, si
+occultavano le villette; e qua e là tutti i fiori, tanto quelli dalle
+aiuole ben rasate delle villette, quanto quelli dalle rocce e dai dirupi
+erbosi, si occhieggiavano nella rivista del sole: bocche di leone,
+giaggioli, rose, viole, contesse e duchesse della specie, pettinate dal
+giardiniere, fiori aristocratici, insomma; e poi umili fiori di campo.
+
+--Bella mattina, eh, Irma?--domandò il babbo.
+
+La bambina non rispose niente.
+
+Da due mesi erano brutte mattine per lei: non si destava più ridendo e
+gorgheggiando, ma tediata e piangente. Perchè prima il riso ed ora il
+pianto, ella non sapeva. Lo sapevano i genitori ed il medico. Per ciò
+era stata condotta sul lago, fuori della città afosa. Era pallida
+pallida; era magra, non pesava più nulla. La pelle le cadeva giù per le
+coscie come due borse vuote: il collo era uno stelo venato d'azzurro.
+Piangeva spesso per niente. Ora però si veniva rimettendo in meglio, ed
+i suoi genitori spiavano il suo volto, il suo colore, il suo appetito,
+il suo umore ed altre cose, come i marinai fanno col cielo quando temono
+la burrasca.
+
+ * * * * *
+
+--Ma ha un bel colorito stamane, vero?--chiese lui.
+
+--Non c'è male.
+
+--Irma, mi vuoi bene, oh Irma, dimmi, mi vuoi bene?--chiese lui.
+
+--Sì, tanto, papà.
+
+La voce veniva da sopra il suo capo, dal terzo piano. Ma che voce!
+Accorata, profonda. Pareva venisse come da un mondo crepuscolare, ove
+non è lago, non sono fiori, non è sole. Un mondo crepuscolare ove
+abitano quelli che furono, ove abiteremo noi, che siamo.
+
+Sorrise a quel--_sì tanto_;--lo fece ripetere e disse:
+
+--Ah, questo sì, Irma, è un linguaggio chiaro.
+
+E poi, come... come non so, la tolse dal terzo piano, la accostò alle
+labbra, la baciò.
+
+--To'! e tu perchè piangi?--domandò alla moglie.
+
+--Perchè non ci vuoi bene a questa povera bimba. Ogni momento tu te ne
+vai via.
+
+--Ma, amica mia, sii ragionevole; gli affari in prima linea, dopo voi
+altre, si intende! Sto fuori, qualche volta mi assento. Ma che vuoi? Un
+artista è come un uomo politico: non può allontanarsi dalla società. Son
+capaci di dire: «Lo scultore Taliedo com'è che non si vede? Mah! È
+ammalato, è neurastenico, è etico, non può più lavorare. Che peccato, un
+artista così bravo!» Ora io non voglio dare queste soddisfazioni ai miei
+amici. Per esempio, l'affare per cui vado oggi a Genova mi è venuto
+d'_emblée_, al Grand Hôtel Excelsior a Roma. Senti, è buffa: un
+americano è venuto in Italia per farsi fare la statua di sua moglie
+morta. Egli è felicissimo che sua moglie sia morta, ma vuole eternare in
+marmo la sua gratitudine.
+
+Il giovane scultore Taliedo parlava così con volubilità allegra, ma la
+giovane donna ascoltava come fossero cose estranee e lontane: la piccina
+aveva reclinata la testa bionda sull'esile stelo del suo collo esangue.
+
+ * * * * *
+
+Un'ora dopo il giovane scultore Taliedo correva in diretto--ben
+rincantucciato e accomodato--verso Genova.
+
+La felicità della vita consiste, come tutti sanno, di diversi capitali,
+come la salute, i denari, il buon umore; ma consiste anche nel sapere
+mutare, nel cinematografo del cervello, la serie delle imagini.
+
+Un'imagine è lugubre, per lo meno sconsolante? Sostituiamola con un
+_film_ tutto da ridere.
+
+Mentre il treno correva, lo scultore Taliedo faceva passare con
+vertiginosa rapidità le ultime imagini di sua moglie: «Cara, brava,
+buona, virtuosa, tutto quello che volete: ma è strano come con
+l'apparire delle virtù morali, siano scomparse le virtù corporali.
+Poverina, non è colpa sua, ma è troppo lunga, troppo affilata: troppe
+cartilagini visibili.»
+
+Lo scultore Taliedo era pienamente giustificato davanti ai suoi occhi se
+lasciava il lago e correva a Genova in un treno diretto.
+
+--Mia moglie--proseguiva dal delizioso angolo ove stava
+rincantucciato--andrebbe bene come modello per Maria Vergine! Ma non se
+ne fanno più ordinazioni di Marie Vergini in questi tempi sacrileghi; e
+quei positivisti di parroci le comprano già bell'e fatte, inverniciate e
+vestite, dalle case di commercio. Ah, poveri artisti!
+
+Però l'idea di modellare sua moglie con Irma in braccio lo seduceva: una
+visione soave. Irma che ride, pargoletta, dalle braccia materne: una
+visione secolare: la maternità e il figlio o la figlia, cioè il germe
+della vita!
+
+È il grande motivo dell'arte che fu. E Taliedo vide, nel corso dei
+secoli, artefici canuti e barbuti che gareggiavano nell'esprimere sulla
+tela o con la creta il tema meraviglioso della Donna vergine e madre; e
+di mano in mano che creavano, adoravano la loro creazione.
+
+Sì, ma erano tutte cose che si potevano fare al tempo di Giotto e del
+Beato Angelico, perchè è un fatto che nell'evo medio a Venere erano
+riusciti a dare una bella batosta. Un po' con l'_asperges_, un po' col
+_vade retro, Satana_, l'avevano spaventata, povera Venere! Ah, l'evo
+medio aveva ridotto Venere in uno stato ben deplorevole. Una età senza
+bagni in casa, senza calze di seta, senza saponi, senza tela batista.
+Imaginare Beatrice con una camicia storica color Isabella; Laura con un
+paio di calze di bigello affezionate alle gambe per delle settimane;
+madonna Isotta con le unghie non spazzolate! Che orrore! La voluttà era
+allora condita in salsa naturale, come quella che gli offriva sua
+moglie.
+
+ * * * * *
+
+La dama che lo attendeva a Genova pareva invece avere la specialità
+delle salse più rare e raffinate. Non le aveva ancora assaggiate, è
+vero: ma se il treno fosse arrivato a Genova, tutto, tutto dava a
+credere che le avrebbe assaggiate.
+
+Era una dama americana. Gli era stata presentata ad un grande albergo in
+Roma. Lui le era stato di guida in qualche gita artistica ed ella si era
+persuasa che lui solo aveva le qualità richieste per eseguire il busto
+del suo defunto marito, da collocare onoratamente nel cimitero di***. A
+Genova, diceva lei di avere alcuni ritratti del morto: ripassando per
+Genova avrebbe telegrafato a Taliedo. Così avvenne: così egli era
+partito.
+
+Dopo tutto Taliedo non aveva mentito a sua moglie che nel genere:
+un'americana, invece di un americano.
+
+Il treno arrivò.
+
+La dama attendeva.
+
+Anch'ella era magra come sua moglie, ma di una magrezza diversa e
+provocata da ben altro genere di sofferenze.
+
+Si parlò molto del defunto marito: un uomo pieno di capacità e di
+ragionevolezza, come dimostravano i suoi ritratti. Egli aveva provato
+tutte le gioie del matrimonio e perciò Dio lo aveva fatto morire a
+tempo. Non era stato un re dell'ottone, o del ferro, o del grano; ma un
+onorevole vassallo al servizio di un re del petrolio: tuttavia un uomo
+di grande valore. Si trattava di far rilevare, nel monumento funebre, i
+simboli del suo commercio.
+
+--Sempre felice con lui: mai divorziata--ella diceva.
+
+Anche questo doveva apparire dal monumento.
+
+--Come, voi non avete ancora legge del divorzio in Italy?--ella chiese.
+
+Taliedo atteggiò il volto alla più infantile meraviglia: non conoscendo
+il matrimonio, come poteva conoscere il divorzio?
+
+Così conversando del defunto marito, quella dama magra e ardente gli si
+era venuta accostando, da buona compagna, lì, sul sofà.
+
+La sua _toilette_ da casa era in quel caldo giorno il perfetto contrario
+dell'infagottamento rigoroso e sudicio in cui erano imprigionate le
+Laure, le Beatrici e le Isotte del tempo antico.
+
+Ridendo gaiamente delle virtù del defunto marito, le parti molli del suo
+lungo corpo, parevano sussultare di gioia. I denti erano lupigni. Un
+braccio pallido, terminava in una deliziosa mano rapace. Taliedo se lo
+sentì svolgere dietro le sue spalle: apparire dall'altra parte della sua
+testa, dietro la spalliera del divano.
+
+Che enorme caldo! Egli era assai pallido, come avviene nei casi di
+insolazione. Era il momento di reagire: egli lo intuì.
+
+Mosse per levare il fazzoletto di tasca ad asciugarsi il sudore gelido.
+
+--Oh, Taliedo, cosa avete lì?
+
+--Dove lì?
+
+--In vostra tasca.
+
+Taliedo non ebbe il tempo di guardare che cosa avesse in tasca, che la
+dama con l'altra sua mano rapace gli aveva estratto, per la testolina
+sporgente, una piccola bambola.
+
+Essa, la pupa, non era scostumatamente in camicia, come sogliono essere
+le pupe che si espongono e si fanno comperare nei negozi; ma era
+rigorosamente e virtuosamente vestita come le Laure, le Isotte antiche.
+
+Aveva le calze, le scarpe, le doppie sottane con la cintura, un
+giubboncino: tutto in regola.
+
+Era la pupa di Irma che Taliedo si era messa in tasca quando aveva
+elevata la sua mimma al terzo piano.
+
+Si era dimenticato di renderla alla mimma: gli era rimasta in tasca.
+
+--Oh, _a little doll!_--fece la dama accostandola molto da vicino ai
+suoi grandi occhi miopi.
+
+--Date qui--disse Taliedo di scatto--è un piccolo regalo, un piccolo
+modello...
+
+--Oh no!--disse la dama come non rispondendo a lui,--oh no!
+
+--Molto _pretty, very pretty_--diceva intanto lei, gravemente.
+
+--Già, molto _pretty_. Piccolo modello artistico.
+
+--Oh, no.
+
+--Dico di sì, modello artistico. Date qua, via.
+
+--Niente dare qua, niente modello, niente via.
+
+--Giuro!
+
+Ella fece una brutta, severa smorfia a quel «giuro».
+
+--Avete visto? Vi piace? Adesso datemi il mio piccolo modello.
+
+--No, non dare.
+
+--Io non capisco cosa vi troviate di straordinario...
+
+Ella guardava ora non più la pupa, ma gli abiti, le cuciture: le faceva
+passare al contatto delle sue lucide unghie crudeli.
+
+--Dove vendono in Italy le _poupées_ così vestite?--domandò,
+seccamente.
+
+--In tutti i magazzini.
+
+--Falso!
+
+--Giuro.
+
+--Falso!
+
+Taliedo comprese che il suo volto tradiva che realmente egli diceva il
+falso: infatti la vestizione della pupa era stata opera paziente di sua
+moglie, sotto le più precise ed esigenti indicazioni di Irma.
+
+--A me non piacere uomini maritati: uomini senza dedizione
+assoluta--disse ella infine come ritraendosi, come rimettendosi nella
+credenza tutte le salse che aveva preparato, compresa la deliziosa mano
+rapace.
+
+--Ma io non capisco, scusate.
+
+--Voi capite benissimo.
+
+--No!
+
+--Voi avere moglie e _little baby_.
+
+--Giuro di no!
+
+--Allora lasciate fare così!
+
+Prese la pupa e fece atto di collocarla sotto il nero, americano tallone
+della perfetta sua scarpa.
+
+--Ah, no!--fece Taliedo balzando.
+
+--Non bambola italiana io: donna americana--disse la dama levandosi in
+piedi e restituendo la pupa con disprezzo.
+
+ * * * * *
+
+E fu così che, per colpa di quella malaugurata pupa, dimenticata lì in
+tasca, Taliedo perdette l'occasione di guadagnare una bella somma
+facendo il monumento a Mister George Paddy, mercante defunto di
+petrolio, e anche--ciò che gli lasciò una grande amarezza, un vuoto
+strano--l'occasione di gustare quella salsa esotica di cui aveva gran
+desiderio.
+
+
+
+
+VUOI SAPERE COME HO FATTO IL MILIONE?
+
+
+Eravamo nel palco: io, Ballesio, l'universale Ballesio, il famoso
+Ballesio il cui nome è da per tutto, il cui ritratto onora persino le
+scatole dei cerini, la cui _réclame_ splende, scintilla dalle quarte
+pagine dei giornali alle proiezioni luminose sui tetti; e con noi c'era
+il colonnello, personaggio assai decorativo, e infine la signora
+dell'immortale Ballesio.
+
+La signora dell'immortale Ballesio sedeva al parapetto con la guardia
+d'onore del colonnello.
+
+Io non conosco di preciso l'età della signora Ballesio, ma certamente
+fra i quaranta ed i cinquanta: però si può dire di lei «è ancora una
+bella donna». Ma il cav. Ballesio afferma invece che la sua signora è,
+tuttora, la più bella donna della città. Esagerazioni! Certo è che a
+teatro tutti gli occhi girano, e poi si fermano su di lei. Perchè?
+Perchè è la moglie dell'immortale Ballesio? Perchè osa esporre, contro
+la maldicenza, uno scollato autentico ed inaudito in un teatro di
+provincia? Perchè i due solitari che le adornano gli orecchi sono
+calcolati a lire diecimila l'uno?
+
+Il cav. Ballesio mi disse piano:
+
+--Senti: ho sonno, e poi mi annoio. Sono stanco di _Vedova allegra_.
+Vieni con me a prendere un altro caffè? Permetti, cara?--chiese alla
+signora.
+
+--Sì, caro.
+
+E ci allontanammo.
+
+--Questa sera tua moglie è, come dire?, superlativa,--dissi versando il
+caffè all'amico.
+
+--Questa sera? Puoi dire «sempre», mia moglie, la Trebbiatrice.
+
+--Perchè la chiami così?
+
+--È un vezzeggiativo. Non hai mai visto le trebbiatrici? Ingoiano tutto.
+Così mia moglie, in fine d'anno, ha il coraggio di trebbiare dalle venti
+alle trentamila lire per le sue spese personali. A Parigi, a New York
+sarebbe un'inezia; ma qui in provincia, bada che ci vuol del genio per
+trebbiare trentamila lire l'anno! Mia moglie è straordinaria! Ma come
+fai ad ingoiare tanti biglietti da mille? le domando. È un suo segreto!
+Capisci tu? Ma sta sicuro che li ingoia.
+
+L'immortale Ballesio, quando ha mangiato e bevuto bene--quella sera egli
+aveva onorato il colonnello con un magnifico desinare--non si riconosce
+più: non è più la solita mutria: parla, ha dello spirito. Capace poi,
+domani, di negare villanamente tutto quello che si è lasciato sfuggire:
+ma per quella volta, parla.
+
+--Così che, così che--chiesi io--la tua casa privata ti porta ad una
+spesa equivalente ad un milione circa di capitale. Non è così?
+
+--Un piccolo milionario--rispose Ballesio--un modesto milionario... Il
+milione, vedi, sarà in avvenire come quel tale pollastro che quel Re di
+Francia voleva nella pentola dei più poveri fra i suoi sudditi.
+L'avvenire della società è sbalorditivo...
+
+--E tu intanto principi...
+
+--Bisogna ben dare l'esempio...
+
+--A parte gli scherzi--dissi,--ma spiegami come va questa faccenda; come
+va che tu che sei un modello di esosità, spendi, senza protestare,
+ventimila lire e più per la tua signora...
+
+--Mettiamo le cose a posto: prima di tutto, modello sì, ma non di
+esosità. Quanto alla mia signora, è evidente; io devo tutta a lei la mia
+fortuna. Lei non lo sa, ma è così!
+
+--Ma se non ti ha portato un centesimo di dote!...
+
+--Ti sbagli: mi portò il padre, la madre e quattro fratelli da
+mantenere, che oggi sono tutti impiegati nell'azienda.
+
+--E allora?
+
+--È un problema psicologico. Tutti i problemi umani hanno un fondamento
+psicologico occulto. Senti il mio: ma prima di tutto guardami bene in
+faccia: non quale mi vedi nelle fotografie, nei quadri, nei _tablò_; ma
+quale sono realmente: sono bello o brutto?
+
+Esitai.
+
+--Di' pure brutto, piccolo, rincagnato, pelato fino dalle origini, e
+senza l'onor del mento. Ma devi aggiungere che a ventidue anni, quando
+la sposai, ero anche più brutto: lo dico io, e mi puoi credere. Mi sono
+fatto un po' bello in seguito. Immagina invece che cosa doveva essere
+mia moglie allora! Tu dirai: Una dea! Io aggiungo: Una carica di
+cavalleria! Dopo la quale tu non sapevi più in che mondo eri. Sono cose
+che a dirle non ci si crede. Bisogna provarle.
+
+--Provare per credere--dissi io--come per le tue pillole.
+
+--Precisamente--disse con gravità Ballesio.--Senonchè Mariuccia allora
+non era Giunone; era Ebe; Giunone, quale tu la ammiri adesso, diventò un
+poco per volta. Ebbene io, a differenza di molti uomini, inconsapevoli
+della verità, intuii subito che avrei fatta una deplorevole fine nella
+mia qualità di marito. Bada bene però, e vedi di non confondere: mia
+moglie era, come è adesso, l'esemplare delle mogli; ma tu devi sapere
+che le facoltà ragionative della donna non hanno sempre la stessa sede
+di quelle dell'uomo. Supponi, per modo di dire, che in mia moglie le
+facoltà ragionative risiedano nell'epidermide, e che la sua epidermide
+dicesse allora: «io ho bisogno di vestirmi--quando mi vesto--di seta e
+di pietre preziose», e poi di' quale doveva essere la mia sorte che non
+potevo comperarle che un abito di cotonina! Io sentivo la necessità di
+diventare ricco appunto per non diventare un marito, come dire?
+infelice. Ma come si faceva a diventare ricco? Lo sai tu?
+
+Io sospirai.
+
+L'immortale Ballesio mi spiegò e disse:
+
+--La donna è la glandola della ricchezza. Pare un assurdo, ma è così. La
+donna è come la pituitaria, la tiroide, la surrenale, glandole superflue
+in apparenza. Ma tu portale via, e l'uomo diventa l'ombra di un uomo.
+Sopprimi la donna, e tu hai l'uomo che ritorna allo stato selvaggio e
+cretino.
+
+Dopo ciò Ballesio bevve un cognac, e seguitò:
+
+--A quei tempi io reggevo una farmacia a Montefalco. Guarda che per
+andare giovane di farmacia in quel paese bisogna essere morti di fame.
+In una settimana tu non fai cinque lire di banco. Il mio predecessore
+era scappato via per disperazione, portando con sè quel po' di chinino
+che c'era e una mezza dozzina di barattoli antichi.
+
+Io, appena arrivato lassù, avevo messo fuori un gran cartello: _Farmacia
+uso Roma_. Sai tu cosa vuol dire _farmacia uso Roma_? Io no.
+Probabilmente era uno sfogo di quel genio della _réclame_ che mi si
+sviluppò in seguito. Una sera d'inverno, dopo l'avemaria, stavo al buio
+pensando al mio avvenire di marito infelice. Sentivo nella stanza di
+sopra, ogni tanto, il passo di Mariuccia. Ella bubbolava dal freddo,
+poverina! e doveva tenere sotto le sue adorabili sottane un vile
+scaldino di carbonella. Sai tu quali orrendi pensieri devono passare per
+la mente di una bella giovane costretta a bubbolare dal freddo in un
+paese come Montefalco? Io sentivo già i brividi sul mio capo.
+O Mariuccia--esclamai--o io morirò, o tu avrai un camino grande come una
+fornace; e quando vorrai andare a spasso, avrai una carrozza con quattro
+cavalli che ti tireranno dove vuoi. Allora, capirai, di automobili non
+si parlava dalle nostre parti; non esistevano le mie pillole; il
+termosifone era una cosa sconosciuta.
+
+Ed ecco che un Marcantonio di montanaro, grosso e alto come la bottega,
+mi spalanca la vetrina, entra e butta sul banco una cosa, e dice con
+disprezzo:
+
+--Questa tientela per te.
+
+Guardo. Era una carta senapata.
+
+--Non ha fatto effetto, galantuomo?--dico io.
+
+--E che effetto vuoi tu che abbia fatto?--mi dice. Non mi ha grattato
+nemmeno la pelle.--Ora, prosegue l'ineffabile Ballesio, tu sai la storia
+dell'uovo di Colombo, della lampada di Galileo, del pomo fradicio di
+Newton! Ebbene, quell'uomo è stato la mia lampada, il mio uovo, il mio
+pomo marcio. Sentii, come farti capire? una luce trapassare la mia
+mente, un lampo; ma avevo trovato!
+
+--Amico--dissi con effusione a quel villano--vieni fra due ore e avrai,
+ti giuro, il cerotto che tu vuoi e che ti guarirà.
+
+Due giorni dopo l'uomo tornò. Mi mostrò la sua schiena che era tutta una
+piaga; ma lui era esultante: era guarito!
+
+Io avevo inventato il famoso cerotto di Sant'Antonio. Nelle nostre
+campagne chi non conosce adesso il cerotto di Sant'Antonio? I farmacisti
+delle città avevano dimenticato la esistenza dei forti lavoratori della
+terra, la cui epidermide, perchè sa--come si dice oggi--il lavoro dei
+campi, è insensibile ai comuni revulsivi. Avevano dimenticato questa
+elementare psicologia della medicina popolare che un farmaco è creduto
+tanto più efficace quanto più si sente e fa male.
+
+--Ma tu dici delle bestialità, Ballesio.
+
+--Mai più! È affare di autosuggestione. Il villano si sente bruciare e
+pensa: «ecco, io guarisco!» Pensare di guarire spesso vuol dire guarire.
+Aggiungi poi dietro il cerotto l'imagine di Sant'Antonio, del grande
+taumaturgo, e tu hai la spiegazione dell'immenso successo del mio
+specifico. Devi poi notare che nelle nostre campagne c'è ancora un po'
+di religione e i parroci, con una piccola percentuale sulle vendite,
+hanno fatto una _réclame_ strepitosa a questo revulsivo che cura
+sciatiche, lombaggini, raffreddori e, dopo usato per l'uomo, tu non lo
+butti via, ma ne incolli la immagine nelle stalle per la protezione
+delle bestie.
+
+Dopo il cerotto di Sant'Antonio, la via era aperta. Un giorno
+contemplando la mia signora che si svestiva allo specchio, esclamai:
+«Dio, che tesori! ma perchè devono esistere fanciulle clorotiche,
+smunte, senza l'onore di quel seno e perciò prive della venerazione
+degli uomini e della santa gioia della maternità?» Pensare questo ed
+inventare le mie pillole fu un attimo. Ah, tu ridi? saresti buono anche
+tu di far le mie pillole, eh? Ma di persuadere l'umanità che con le mie
+pillole si guarisce, fui capace io solo.
+
+E Ballesio assunse la sua aria di grand'uomo. E aggiunse gravemente:
+
+--Al bene di tutte le classi sociali io ho provveduto: ai neurastenici,
+agli stitici, agli ipocondriaci; e poi mi chiamano--qui in quest'idiota
+paese--avaro, esoso, tirchio; imbecille mi chiamano anche! pucinella
+politico, perchè, ora--dicono loro--sto coi preti, ora sto coi
+socialisti. Io sto con chi soffre, e il mio nome è universale: _Vos
+omnes qui laboratis et «ammalati» estis, venite ad me!_ Questa è la mia
+divisa. Non vi sono che i medici ed i preti che preferiscono la
+percentuale sui miei specifici agli specifici medesimi: ma si tratta di
+una classe, direi quasi cinica, senza fede, destinata a scomparire. Ma
+tutto il resto del mondo è basato sulla fede! Come ha progredito il
+Cristianesimo? Con la fede. Come progredisce il Socialismo? Con la fede.
+Che cosa è il _sole dell'avvenire_ che gli increduli deridono? Una forma
+allotropica della fede. Come si diffondono per il mondo le mie
+boccettine, le mie scatoline? Con la fede. La fede è l'ossigeno della
+vita. La fede genera il dogma: il categorico imperativo di Massimiliano
+Kant. Chi non crede al dogma, _anathema sit!_ Scomunicò la Chiesa,
+quando potè! Scomunico io chi non crede a me! Ti pare? Senza fede, che
+cosa hai? Hai la ribellione, hai la critica, hai individui pallidi,
+stitici, dolorosi, senza vigore di volontà; hai degli irregolari della
+vita. Ora--sta bene attento--dall'incontro di un atomo di fede negli
+altri con un atomo di genio tuo, si ottiene il protoplasma intorno a cui
+si verrà poi innucleando il milione. Hai capito adesso come si fa a
+diventare milionari?
+
+--Ma tu hai fede nei tuoi specifici?--chiesi io.
+
+--Immensa! Essi valgono quello che valgono gli altri specifici. Tieni
+bene a mente: nel campo terapeutico, tranne l'olio di ricino, il chinino
+per la malaria, il bicarbonato pel bruciore di stomaco, tu non hai che
+dei medicamenti illusori: bastoncini di carta su cui l'ammalato si
+appoggia disperatamente per passare dallo stato egrotante a quello di
+sanità. La sola terapia vera è l'igiene, l'aria, il sole e, moralmente,
+essere un poco bestia. Ma che colpa ne ho io se l'uomo non può e non
+potrà mai essere uomo igienico? se la sua anima non è sempre bestiale?
+
+ * * * * *
+
+E quell'imbecille di Ballesio chi sa per quanto avrebbe durato, se in
+quel punto il rumore del pubblico non avesse avvertito che la _Vedova
+allegra_ era finita.
+
+Ballesio corse a prendere la sua signora: giacchè questo onore egli non
+lo cede a nessuno.
+
+Sarà ridicolo questo minuscolo uomo, in grande sparato bianco, dare
+maestosamente il braccio alla giunonica sua signora; ma è uno spettacolo
+che tutti ammirano.
+
+Quella sera la signora aveva un manto di ermellino arrivato da Parigi.
+
+Si può chiamarlo imbecille finchè si vuole, ma bisogna fargli largo. La
+sua automobile ha l'ordine di rombare spaventosamente, ed i suoi fari
+devono essere i più luminosi. La luce ed il suono tengono viva la fede.
+Ammirabile uomo, dopo tutto, che conserva inalterabile, assoluta la
+fede, anche nella sua signora.
+
+
+
+
+UN PICCOLO BACIO, QUI!
+
+
+--Riservato per dame?--domandò la dama al conduttore indicando l'interno
+di uno scompartimento di seconda classe, dove otto corpi di grosso sesso
+maschile si stavano pigiati.
+
+--Viaggiamo in condizioni eccezionali, signora.
+
+--Ah!--fece la dama--e le sue pupille grige sotto il velo rialzato, e
+che scendeva giù da una gran falda di cappello, fulminarono gli otto
+grossi corpi; fulminarono il conduttore, e con lui il suo colletto un
+pochino lercio, le sue mani quasi nere; fulminarono il treno in
+disordine, la stazione in disordine; e, più largamente, fulminarono
+l'Italia e le ferrovie in disordine: anzi in quel giorno in completa
+disorganizzazione per effetto della neve; una neve enorme, paurosa,
+strana, la quale pareva avesse un suo linguaggio di morte, come dire: io
+ti voglio coprire, congelare, vecchio mondo!
+
+--Venga con me, signora: la metterò in prima--disse il conduttore, e
+precedette la dama attraverso un ingombro immenso del treno: bagagli,
+gente.
+
+--Qui è interamente vuoto--disse infine, indicando uno scompartimento di
+prima classe.
+
+--Se permette, ci sono io--disse al conduttore un signore che era lì, in
+piedi, nel corridoio; ed indicò il suo grosso sciallo buttato
+nell'angolo.
+
+ * * * * *
+
+Questo signore era piccolo, anzianotto, sbarbato e fiorito nel volto:
+però aveva un bellissimo naso grosso, ed un bellissimo ventre, sporgente
+da un bellissimo pastrano da viaggio. La sua testa pelata era difesa da
+un cupolino di seta. Egli stava a guardare dietro la grossa lastra di
+cristallo ciò che avveniva nella stazione, e con una mano grassoccia,
+adorna di un pesante anello, fumava un vile toscano: da che si poteva
+arguire che quel signore era italiano, non straniero.
+
+All'avvicinarsi della dama egli ritirò con bel garbo il ventre, e la
+dama passò; passò perchè era sottile, ma la si contorse come per evitare
+il contatto di quel ventre, di quel naso, di quel puzzo di vile toscano.
+Ma per entrare, la sua alterezza dovette piegarsi da una banda perchè il
+cappello non entrava.
+
+Tranne il cappello, che fra veli e piume e spilloni, era di una
+complicazione ammirabile, tutto il resto era semplice: una gonna nera,
+un'ampia giacca di lontra, nel cui mezzo era posato un cespuglio di
+violette finte: finte, ma non importa! Tutta la leggiadra creatura
+odorava di viva viola, di fresco mughetto, di pura lavanda. Ma le narici
+del suo nasetto impertinente si dilatarono e parvero aspirare in quello
+scompartimento come un malvagio odore: le delicatissime labbra si
+storsero: poi si sedette come rassegnata. Lentamente, con due sottili
+mani inguantate, alti i cubiti, si toglieva veli, spilloni, cappello,
+come fosse una funzione sacra. Apparve allora una leggiadra testa dai
+capelli cinerei. Con un rapido moto trasse poi da una borsetta uno
+zendado, vi ravvolse in un attimo il capo nella foggia languida in cui è
+effigiata Beatrice Cenci; distese sul velluto un gran lino bianco; vi si
+adagiò con la testa; vi si immobilizzò: forse dormiva se non fosse stato
+un piccolo piede a dichiarare che ella era pur desta.
+
+Il grosso signore si rivoltò ancora, lui e il suo naso, contro la
+stazione. Era interessante guardare quello che vi succedeva. Un grigio
+enorme, un umidore intenso, una folla sconvolta era sotto la tettoia:
+ogni tanto passava qualche macchina fumida, gemebonda che trainava
+vagoni lenti grondanti da una impellicciatura mostruosa di neve: dentro
+si vedeva sfilare un ingombro di umanità.
+
+Si va? si sta? cosa si fa? chi lo sa? Dall'interno del treno immobile,
+dal di fuori giungeva un ininterrotto suono di voci:
+
+«Ritardo di due, sei, dieci ore! La neve! macchè la neve: il
+«sabotaggio». Ci vuole un ferroviere impiccato per ogni stazione! Ma si
+impicchi lei per primo! Le ferrovie ai ferrovieri! Alle società private
+le ferrovie. Senti il compare! È un deputato forse lei? Vi sono delle
+donne, dei bambini nelle sale d'aspetto che strillano, che si disperano,
+che hanno fame.»
+
+Il vecchio signore faceva: _up, là!_ sollevandosi ritmicamente sulle
+punte dei piedi, poi ricadendo sui talloni. Ad un tratto abbassò il
+vetro: un signore era uscito dall'ufficio del capostazione; agitava
+furibondo le braccia; dietro di lui erano altri signori furenti; dietro,
+due capo-aggiunti, ma avviliti, poveretti; la barba di tre giorni, i
+baffi in giù, il bavero in su, l'orgoglioso berretto color granata,
+pesto, avvilito anche lui. Quel signore aveva tutta la bocca aperta e le
+sue parole dovevano essere terribili: ma non si sentivano: ecco perchè
+il vecchio che faceva _up, là!_ aveva abbassato il vetro.
+
+Allora si udì la voce di quell'energumeno che urlava:
+
+--Ma dove è quel capostazione? Ha finito il suo turno ed è andato a
+casa? Già loro signori capi non sanno niente, loro non capiscono niente,
+tutto un giuoco a scaricabarile. Al telegrafo, al telegrafo! Mangiapani
+a tradimento. Vi concio io, ora! Un dispaccio al ministro.
+
+Chi poteva essere quell'autorevole e furibondo personaggio?
+
+Tutta la folla si volta, al galoppo, verso il telegrafo, e dietro
+corrono le lucerne di due carabinieri. Ma tornano tutti subito indietro.
+Una imprecazione collettiva, enorme: Il telegrafo non funziona più!
+
+Ma che succede adesso? Un altro signore rompe la calca, affronta
+l'energumeno e strilla come un'aquila:
+
+--Prima di tutto, lei che grida tanto, fuori il biglietto!
+
+Era il più bello della scena, quando la dama, levando appena il dito,
+disse laconicamente:
+
+--Prego, chiudere.
+
+Il vecchio grasso gentiluomo udì, si voltò, guardò la dama. Ella diceva
+proprio a lui. Lui parve meditare: dopo tutto la signora di seconda
+classe era come sua ospite nel compartimento di prima.
+
+--Prego chiudere--ripetè la signora in tono che non era affatto di
+preghiera.
+
+Allora il signore alzò lentamente e come a malincuore il cristallo.
+
+Intanto un lento moto avvertiva che il diretto, forse, stava per
+partire: uscì dalla tettoia, infatti. Allora brillò una gran luce: ma
+non dal cielo uniforme di piombo scendeva quella luce; ma dalla immensa
+candidezza della terra, e fuori di quel candore, tutto era ugualmente
+plumbeo: le fiumane, le piccole case, disperse, livide, sepolte: un
+paesaggio immobile, desolato, bianco su cui avanzava, quasi immersa, la
+linea nera del convoglio.
+
+ * * * * *
+
+Però era oramai mezzogiorno e il signore si preparò a far colazione:
+l'apparecchio o viatico che levò da una cestina e dispose bene bene,
+rivelava l'esistenza di un cuoco di casa, o forse anche di una di quelle
+mogli rare e preziose che preparano tutto per il marito che viaggia.
+Quel viatico rivelava inoltre che egli era un buongustaio e anche uno
+stomaco solido. Guardò con occhio commosso un'anca di cappone a lesso;
+pallida, piena, gelatinosa, accuratamente priva di bordoni e di piume,
+oh non come sono le ali e le ànche scheletriche nei disingannevoli
+cestini da viaggio! Guardò un bellissimo, brunito, rosato, profumato
+arrosto di filetto, disposto in ordinate fette. Esitò: finalmente prese
+delicatamente una fetta d'arrosto, aperse la bocca, mise un po' fuori la
+lingua... In quel punto la dama fece una smorfia di supremo disgusto.
+
+Il signore fissò: depose la fetta su le altre, non sulla lingua, e in
+tono di persona seccata disse:
+
+--Oh, senta, cara signora, che lei mi voglia impedire di fumare, vada
+anche, benchè questo è scompartimento per fumatori; che non mi permetta
+di aprire il finestrino per un momento, sia pure; ma mangiare, ah,
+mangiare...
+
+--Non parlare con voi.
+
+--Allora io parlare con voi... oh, corpo di Bacco! E dire che quando noi
+andiamo all'estero, stiamo, si può dire, col cappello in mano; e questa
+razza prepotente quando viene in Italia...
+
+Ma la signora con una mossa sdegnosa, appena detto «non parlare con
+voi», si era rifugiata nell'angolo opposto, e d'altra parte,
+quell'arrosto era così buono, così persuasivo che pareva dire: «Perchè
+ti vuoi guastare la digestione?» Le fette sparivano tranquillamente,
+alcuni panini scricchiolarono, una bottiglia nera versò una volta e due
+il suo contenuto luminoso giù per la gola dell'amabile signore. Non
+rimaneva che la frutta, e questa era rappresentata da grossi mandarini
+dalla buccia ben sciolta.
+
+A questo punto il treno, che già andava lento, rallentò: la macchina
+mandò un gran sbuffo, poi un sibilo flebile, lugubre, morente: il treno
+si fermò. Un silenzio profondo, poi un'agitazione paurosa per tutto il
+treno. Il treno era sotto la neve. Stazione vicina? No. In aperta
+campagna. Si sentivano sportelli e vetri aprirsi. Un individuo o due
+saltarono giù. Rimasero confitti come cialdoni nel lattemiele: la neve
+rasentava la banchina. Terrapieno, siepe, tutto era livellato in una
+desolazione bianca: la macchina--la si scorgeva in curva--era quasi
+tutta immersa. Nevicava ancora.
+
+La signora si scosse.
+
+--Cosa succede?--chiese voltando la testa verso il compagno di viaggio.
+
+--Probabilmente bloccati.
+
+--Ah! Verranno a sbloccare.
+
+--Speriamo bene, signora.
+
+Può fare sempre piacere ad un filosofo il constatare che la piccola
+graziosa neve ha forza di arrestare una macchina enorme e nera, simbolo
+del progresso; come la pudica acqua di affondare un transatlantico; come
+un microbio invisibile di uccidere un uomo: ma è bene non trovarci in
+simili casi.
+
+La verità cruda non tardò a farsi strada: treno bloccato in aperta
+campagna: avanzare e retrocedere impossibile: segnalazioni
+insufficienti: telegrafo rotto: macchina spenta.
+
+Prospettiva certa: cinque ore di blocco, almeno, cioè il tempo da
+permettere alle guardie di percorrere i venti chilometri lungo la linea
+sino ad arrivare alla stazione da cui erano partiti: poi aspettare la
+locomotiva liberatrice. Altra prospettiva molto più probabile: la notte
+in treno, senza calore e senza luce perchè la caldaia era già spenta.
+
+Quando la signora seppe questo, fece anche lei come tutti nel treno:
+protestò: il treno era un coro di proteste. La signora aggiunse la sua
+voce esotica al coro, con speciale sintesi diffamatoria verso l'Italia.
+
+--Viaggiato molto--diceva--ma mai visto qualche cosa così orribile.
+Russia, Norway, Svizzera, paesi avanzati avere _puf_, _uf_ (soffiava).
+Avere, come dicete voi? _Avere rotery-snow-plough_ per soffiare via
+neve.--E con la manina vorticosa faceva un molinello che buttava via
+tutta la neve.
+
+--Vuol dire--spiegava il capotreno ai circostanti, un giovanotto quasi
+elegante--che all'estero adoperano un tipo nuovo di spazzaneve a
+ventilatore per liberare i binari. Qui siamo ancora al vecchio tipo che
+non è buono se non a buttare la neve da un binario sull'altro; e poi con
+una neve come questa non va.
+
+La signora, dopo avere protestato, si dovette anche lei adattare al
+fatto reale; aspettare, pazientare, tacere.
+
+Passava, interminabile, il tempo.
+
+Quando la superba umanità intuisce una forza che non può vincere, con
+cui non può lottare, si abbatte avvilita, muta. I carrozzoni, specie
+quelli di terza classe, potevano richiamare in mente certi
+carri-bestiame, pieni di corpi immoti, attoniti.
+
+Ma i bambini si udivano gemere: qualche donna piangeva. La fame! Qualche
+vigoroso, qualche ardito discese: dal casello vicino, da una cascina si
+potè avere un poco di pane: ma era una disputa feroce: la si
+intravvedeva nei vagoni di testa.
+
+Calava la sera.
+
+--Signora, posso offrire?
+
+La signora pareva sofferente: era scossa come da brividi.
+
+Il signore aveva tolto dalla grossa valigia di cuoio una fialetta di
+essenze.
+
+--Veda, signora--disse--quando io viaggio, ho l'abitudine di prevedere
+tutto. Ecco qui, oltre al resto, una candela: è probabile che fra poco
+torni a proposito.
+
+--Grazie, ma avere anch'io _petit flacon_. Piuttosto ho fame.
+
+--Ah--fece il signore--e presa la cestina, ne trasse ancora quella
+deliziosa anca di cappone. Poi fissò la signora: sorrise dolcemente con
+i suoi denti bianchi nella faccia rubiconda, un po' ironica, e senza
+muoversi punto, appena movendo le labbra:--Sì--disse--ma pagare!
+
+«No, no denaro--disse fermando il gesto della signora.--Soltanto un
+piccolo bacino, qui!»
+
+E indicò la punta del grosso naso.
+
+--Ah!... _Fy, old satyr!_
+
+--Niente, vecchio satiro, _madam_. Ho dato addio da tempo alla carne:
+non però alle ànche di cappone. Ma quest'oggi mi sento americano
+anch'io, cioè molto originale--e così dicendo fece atto di riporre la
+preziosa anca superstite.
+
+Allora con un moto rapido, la dama si appressò: il signore sentì cose
+molli, profumate, deliziose appressarsi a lui: la lontra, le viole.
+
+I labbruzzi di lei sfiorarono il suo grosso naso. Poi tutta si ritrasse
+indietro, coprendosi il volto per non vedere quella orribile cosa che
+aveva baciata.
+
+ * * * * *
+
+--Dire--ruminava tra sè il signore allontanandosi nel corridoio, e
+riacceso un toscano per lasciare che la dama affondasse in pace i suoi
+dentini in quella anca rosata--dire che circa vent'anni fa questa triste
+avventura della neve poteva essere fra i più saporiti ricordi della
+vita!
+
+Un mezzo toscano è spesso una grande consolazione, nella miseria.
+
+
+
+
+GIACOMINUS GIACOMINI.
+
+
+Quella volta la mamma, per quanto pietosa, non potè nascondere il grave
+fallo di Giacomino: il babbo venne, seppe, e quella sera grandinò.
+
+Una grandine alla vigilia di Natale?
+
+Sì, una grandine di busse, ma non sui campi: bensì sulla persona di
+Giacomo Giommi, ovvero Giacominus Giacomini, come lo chiamavano
+beffardamente i compagni di scuola, figlio legittimo ed unico del signor
+cav. Antonio e della signora Palmira, scolaro ginnasiale
+scioperatissimo.
+
+La signora Palmira conosceva del non egregio suo Giacomino tutte le
+prodezze: dalla vendita della grammatica latina per acquistare il
+diritto di copiare i problemi, alle lezioni marinate con superba
+disinvoltura; sapeva perchè diminuiva lo zucchero ed aumentava in modo
+anormale la lista del calzolaio e del sarto. Il padre, cav. Antonio,
+ignorava tutte queste cose: prima perchè nessuno gli diceva niente,
+secondo perchè dalle sette del mattino--ora in cui si levava--a
+mezzanotte e anche all'una talvolta--ora in cui rincasava--non compariva
+nel domestico focolare che per le due ore del pranzo. Però se ignorava
+l'analisi, intuiva la sintesi:
+
+--Quel ragazzo non ha voglia di far niente di bene!
+
+--Ha ingegno, e farà bene--risponde la signora Palmira che più si
+avvicinava alle nozze d'argento e meno veniva dividendo le idee del
+marito.
+
+--Ingegno a dir le bugie, ingegno a sgraffignare se trova, ingegno ad
+inventare tutte le scuse per faticare meno che si può e godersela più
+che può. Credete che io non me ne accorga?
+
+--E anche in ciò si richiede ingegno--rispondeva la signora Palmira, la
+quale si riserbava almeno il diritto di parlare sempre per ultima.
+
+Chi possedeva l'analisi e la sintesi sul conto di Giacomino era la donna
+di servizio: ella sapeva tutti i progressi fatti da lui nel _folklore_
+delle ingiurie plebee ad una umile fantesca: da _servaccia_, _sguattera_
+sino a certe parole che offendevano la dignità del sesso. Ella aveva
+anche imparato la differenza che passa tra l'impressione di una scarpa
+coi chiodi e un'altra senza chiodi: i modi con cui Giacomino comandava
+potevano ricordare un linguaggio non più ammesso dalla democrazia. Vero
+è che, quanto a termini ingiuriosi, la domestica disponeva di un
+vocabolario ricchissimo. In questi casi Giacomino, leso nel suo onore,
+riferiva alla mamma.
+
+La mamma allora interveniva come giudice e diceva: «Mettiamo bene le
+cose a posto. Tu sei la serva e lui è il padroncino, tu sei una donna
+fatta e lui è un bambino ancora ingenuo.»
+
+«Per me l'è un barabba!» diceva con profonda convinzione la donna, e
+allora Giacomino assisteva ad un'altra varietà di diverbio, quello fra
+la donna di servizio e la mamma: diverbio molto più clamoroso e lungo
+perchè la donna di servizio si credeva in diritto di pretendere per sè
+l'ultima parola.
+
+Dunque quella antivigilia di Natale la signora Palmira aveva dovuto
+recarsi alla direzione del Ginnasio, chiamatavi d'urgenza da un laconico
+biglietto del signor Direttore.
+
+Veramente il biglietto era per il padre e non per lei.
+
+Il signor Direttore, anzitutto rilevata questa sostituzione, accolse la
+signora Palmira con un contegno così solenne ed enigmatico che la detta
+signora perdette la sua abituale sicurezza.
+
+--Abbia ad ogni modo la bontà di accomodarsi.
+
+«Non avrà mica ammazzato qualcuno!» pensò la signora Palmira.
+
+Il signor Direttore torna a sedere sul suo seggiolone: preme il bottone
+elettrico: compare il bidello: ordine di far comparire Giacomino Giommi,
+e Giacomino compare.
+
+«Povero figlio mio--palpitò la signora Palmira come lo vide con un
+aspetto così compunto come mai gli era accaduto--questa volta ne hai
+fatto una grossa!»
+
+Il Direttore con una crudele lentezza estrasse un foglietto e lo
+presentò alla signora.
+
+--È questo--domandò--il carattere del suo signor consorte?
+
+--Veramente...--disse la signora.
+
+--Questo è un falso; ieri il suo signor figliuolo ha presentata questa
+giustificazione. Del resto guardi--e col dito fulminò lo
+scolaro--_habemus confitentem reum!_--Per tutto questo ed altro io
+desidero la presenza del padre.
+
+--Ma...--obbiettò la signora Palmira.
+
+--Assolutamente: intanto la avverto che il suo figliuolo, per deliberato
+consiglio dei professori, è sospeso dalle lezioni. Questo come
+preavviso: il resto verrà poi!
+
+Il signor Direttore fece capire che non aveva altro da esporre, almeno a
+lei, signora Palmira.
+
+La signora Palmira inchinò, uscì, con Giacomino dietro.
+
+«Si può essere più imbecilli? E si può essere più villani con una
+signora? Un falso! a quell'età!» e rideva verde: tuttavia come giunse a
+casa, ordinò con un cenno al rampollo di seguirla. La signora elevò il
+_tu_ alla potenza del _lei_.
+
+--Ha inteso, bel signorino?
+
+--È stato Finotti...!--rispose Giacomino con un tono che non avrebbe per
+nulla indicato quel nobile sentimento «che fa l'uom di perdon talvolta
+degno»: indi dirotto pianto, ma di rabbia.
+
+--Finotti a far che? a scriver la lettera?
+
+--No, a dirmi come si doveva fare _la scusa_. La fanno tutti, mica io
+soltanto! Il direttore l'ha su con me, e mi castiga solamente me--così
+rispose Giacomino.
+
+--Va bene: lei vada intanto nella sua stanza.
+
+Giacomino non domandava di meglio e si rifugiò nella sua stanza dove
+tutto serbava traccia delle sue imprese: la tappezzeria stracciata per
+ornare il palazzo della regina nel teatrino dei burattini: le sedie
+adattate a biciclette e ad automobile: il lume meccanicamente contorto
+per costituire il fanale della detta automobile: le quali cose insieme a
+molte altre, se davano alla stanza un disordinatissimo aspetto,
+provavano le disposizioni congenite del giovanetto alla meccanica.
+
+Ma quel triste vespero Giacomino entrò assai turbato nella sua stanza:
+il gatto che lo vide--al rumor della porta aveva levato la pupilla dal
+suo vigile sonno--come saetta fuggì: negli esperimenti meccanici di
+Giacomino, o nelle rappresentazioni dei burattini, egli--onesto
+micio--era forzato a fare delle parti repugnanti alla sua indole
+tranquilla.
+
+ * * * * *
+
+Proprio in quell'ora il signor cav. Antonio tornava a casa.
+
+L'abitudine nei _paterfamilias_ è così forte che essi ricasano anche
+quando la dimora non è più asilo di pace.
+
+Il signor Antonio era bensì cavaliere per ragione del suo grado
+ufficiale, ma viceversa doveva sgobbare come un somiere. Giacchè se lo
+stipendio governativo era sufficiente per una famiglia di abitudini
+modeste, diveniva inadatto a sopperire al treno di casa quale era
+imposto dall'esempio delle altre famiglie e dalla filosofia della
+signora Palmira, la quale soleva dire: «Si vive una volta sola e perchè
+ci dovremo privare di qualche piccolo benessere?» Per soddisfare questo
+_piccolo benessere_, il cav. Antonio doveva «arrotondare» il suo
+stipendio.
+
+Questa necessità dell'arrotondare degli stipendi spesso rappresenta uno
+sgonfiamento del denaro pubblico, e qualche volta ha il suo epilogo
+nelle aule dei tribunali. Ma è proprio vero che il signor Antonio
+_arrotondava_ onestamente, cioè lavorando di più col tenere alcune
+amministrazioni private.
+
+Però con questa vita da bue lavoratore portare il titolo di cavaliere, è
+una ironia! Ma il cavalier Antonio non si accorgeva oramai più di questa
+ironia: il mondo era divenuto per lui un immenso cartafaccio con colonne
+di numeri lunghe lunghe da sommare, e non finivano mai, e non lo
+avrebbero mai abbandonato: lui sì avrebbe abbandonate le formiche delle
+cifre il dì della morte, ed esse--le cifre--sarebbero state prese sotto
+tutela da qualche altro: ma suo figliuolo--Giacomino--sarebbe divenuto
+non un impiegato, ma un libero professionista! ed ecco perchè Giacomino
+era entrato in Ginnasio e nella casa del cav. Antonio era entrato _Rosa
+Rosæ_, _genitivo_ e _dativo_, _Fedro_ e la _grammatica dello Schultz:_
+arnesi di pensieri, dei quali il più domestico e perito era, a tutto
+dire, _Giacominus ipse!_
+
+Il povero signor Antonio si confortava di respirare la libertà futura
+che avrebbe goduta il suo figliuolo, dottore, ingegnere, avvocato! Di
+altre soddisfazioni non ne aveva. Il _thè_ che la sua signora offriva
+alle amiche nel giorno di ricevimento, aveva per lui un sapore di
+amarezza stantìa: e quanto al buon gusto della sua signora nel vestire
+egli era forse il solo a non apprezzarne tutta la finezza. Tuttavia
+anche lui aveva le sue oasi, rappresentate dalle rare e necessarie
+vacanze, e fra queste la più dilettosa e lunga era quella del Natale.
+«Tre giorni di pace in casa!»--pensava il signor Antonio rincasando--e
+passando dal pasticcere ha ordinato un dolce di vaste proporzioni: dal
+pollivendolo un tacchino, due capponi e tre dozzine di uova, dal
+droghiere, marsala e liquori. Con queste liete disposizioni di spirito
+il cav. Antonio entra nel lare domestico.
+
+--Oimè! cos'è quest'aria di mistero? Perchè tutti si rimpiattano? dove è
+Giacomino?
+
+ * * * * *
+
+La signora deve pur raccontare.
+
+Il volto del cav. Antonio si offusca: insolitamente balena e lampeggia.
+La signora Palmira non ha mai assistito ad una burrasca di suo marito
+più improvvisa di quella. «Oh! come diventano neurastenici questi
+uomini! e poi chiamano isteriche, noi, donne!»
+
+Il cav. Antonio entra nella stanza di Giacomino.
+
+Giacomino lo sbircia.
+
+Svelto come uno scoiattolo, ha presentito la caccia e la tempesta. Cerca
+di fuggire, ma la porta è chiusa.
+
+Caccia, nella stanza, all'uomo, anzi a Giacomino!
+
+Giacomino salta sul letto, s'appiatta, s'arrampica. Ma il terrore di
+quell'uomo che non ha mai visto così adirato, paralizza la velocità
+delle sue gambe.
+
+Giacomino, infine, come un volgare malfattore, è preso da quell'uomo e
+per qualche tempo una grandine di pugni cade su di lui senza riguardo ad
+una parte piuttosto che ad un'altra della sua persona.
+
+Finalmente la grandine cessò.
+
+Al molto rumore di grida e di mobili smossi è successa una gran calma.
+
+Il bruciore dei pugni passò in breve. Giacomino mette fuori la punta di
+un occhio: sbircia, e torna ancora a nascondere la testa fra le braccia.
+Sì, perchè quell'uomo è ancor lì, anzi era lui--quell'uomo--che faceva
+quel curioso rumore--e non sapeva prima quello che fosse--col fiato.
+Giacomino non si muoveva perchè aspettava che quell'uomo andasse via; e
+torna a sbirciare con la coda dell'occhio: guarda meglio, e lo vede
+finalmente alzarsi, e andar via.
+
+Ma dietro la porta chiusa c'era la mamma che invano aveva forzato di
+aprire. E come i due si incontrarono, si appiccicarono: e Giacomino
+sentì che si dicevano fra loro quelle brutte parole che a lui erano
+interdette e per cui--per l'appunto--la serva lo chiamava barabba.
+
+Ma il babbo, a differenza della mamma e della serva, non ci doveva
+tenere al diritto della parola per ultimo, perchè poco dopo fu un gran
+silenzio e non si mosse più nulla.
+
+Però qualche piccola, impercettibile cosa si mosse. Dove? Dentro di
+Giacomino.
+
+La mamma aveva detto che lui, quell'uomo, lo voleva ammazzare con tante
+busse, ma Giacomino non ne sentiva più nemmeno l'indolitura.
+
+I pugni che pigliava talvolta, come incerto delle sue monellerie, da
+qualche condiscepolo, più robusto ed anziano, lasciavano un'impressione
+molto, oh molto più durevole. Eppure il babbo è molto più grosso di
+coloro!
+
+E allora perchè? Perchè ha meno forza? E perchè ha meno forza? perchè
+ha la barba quasi bianca? Sono i vecchi che hanno la barba quasi bianca.
+
+Dunque il babbo è vecchio!
+
+ * * * * *
+
+In quel punto la stanza si illuminò ma nessuno aveva portato il lume:
+era la lampada nella strada e la stanza appariva chiara, più chiara che
+mai, perchè oltre alla luce della lampada c'era la luce del tramonto, un
+tramonto di una luminosità trasparente e grande come suole d'inverno
+talvolta, con dei riflessi azzurrini.
+
+Le altre volte che Giacomino era stato messo agli arresti di rigore
+nella sua stanza, come si era fatto certo di esser ben solo, obliava il
+suo fallo, obliava il rimprovero, obliava la lieve percossa ricevuta, e
+levati alcuni ferri dal comodino, si sfogava esercitando l'arte del
+meccanico con ingiuria dei mobili, ovvero insegnava la parte di elefante
+al gattuccio quando doveva comparire su la scena dei burattini. Così
+operando, tutto facilmente obliava.
+
+Ma quella sera i mobili godettero della loro pace, e il
+micio--prudente--non c'era. In vece Giacomino pensò.
+
+Che cosa pensasse, non è facile a dire: ma qualche cosa pensò: non alla
+mancanza della scuola, oh no davvero!
+
+Ma il babbo, quell'uomo che vedeva così di rado; quell'uomo che per aver
+dato pochi pugni leggeri leggeri, tirava il fiato sul letto, poco fa;
+quell'uomo che la mattina si alzava col lume, e via; che la sera col
+boccone ancora in bocca, pioggia o bel tempo, inverno o estate, neve o
+afa, si alzava e via; quell'uomo che poco fa aveva detto «vergogna!» gli
+stava davanti: penosamente davanti.
+
+Oh, bella! anche il direttore aveva fatto la voce terribile e aveva
+detto a Giacomino «vergogna!» eppure quella stessa parola «vergogna!»
+detta dal babbo gli faceva un altro effetto: gli faceva un'impressione
+più dolorosa che i pugni che aveva presi.
+
+Giacomino voleva un gran bene alla sua mamma, mentre col babbo non aveva
+avuto mai gran relazione. Se ne riconosceva l'autorità, ciò era per il
+fatto che doveva dire «buon giorno, buona sera», per il fatto che era
+lui che metteva fuori i denari, era lui che per fare certe spese tirava
+fuori dal portafogli certi biglietti grossi che Giacomino avrebbe mutato
+così volentieri in tanti dolciumi; era lui, sempre lui.
+
+Se non che la gran differenza tra prima e adesso era questa: prima gli
+pareva una cosa naturale che tutto ciò dovesse avvenire per parte del
+babbo, nel modo medesimo che è naturale che colui il quale ha sete va al
+caffè e ordina il gelato: chi ha fame va al ristorante e ordina un bel
+piatto di maccheroni: chi ha freddo va presso alla stufa: chi vuol fare
+un viaggio monta in treno: chi vuol vivere in montagna, prende in
+affitto una villetta sui monti nel tempo dell'estate, ecc. Ora tutte
+queste cose così naturali e così semplici, anzi così abituali, erano
+abituali semplici e naturali perchè c'era quell'uomo che vi pensava:
+quell'uomo che si alzava al mattino col lume, che la sera andava via col
+boccone in bocca, che poco fa ansimava per aver dato a lui Giacomino,
+due piccoli pugni, che avea detto «vergogna!» e avea la barba quasi
+bianca.
+
+ * * * * *
+
+Congiunte queste due cose che prima erano disgiunte, Giacomino capì che
+aveva fatto male, molto male! Male a far la firma falsa? No. Ma se lo
+fanno tutti! Male a fare una cosa che dava dispiacere al babbo.
+
+E siccome questo dispiacere che dava dispiacere al babbo, dava anche un
+certo non so che a Giacomino che gli faceva venire la voglia di
+piangere, così Giacomino si mosse in punta di piedi alla ricerca del
+babbo. Giacomino sa camminare, quando vuole, con la prudenza di un
+pellirosso: esce di stanza, fiuta e, naturalmente, s'avanza verso il
+tinello. No, il babbo e la mamma non pranzano, come credeva. La tavola è
+bensì apparecchiata, anzi c'è in mezzo la zuppiera. Ma nessuno dei due
+l'ha toccata.
+
+Le posate sono al loro posto: sul canterano sono gli involti intatti dei
+doni di Natale.
+
+Giacomino sbircia: la mamma, seduta su la poltrona, legge il giornale.
+
+E il babbo?
+
+È andato via anche quella sera che è l'antivigilia del Natale? Io non
+saprei proprio dire se Giacomino ebbe la visione dolorosa di tante belle
+serate con dolci, castagne, panna levata e cialdoni, forse anche con
+teatro, andate maledettamente a male per colpa del direttore; certo ebbe
+il sentimento che nessuno più del babbo soffriva per la sua mancanza.
+
+ * * * * *
+
+C'era il lume nella stanza da letto. Giacomino spinse l'uscio. È il
+babbo che va a letto.
+
+Giacomino non si ricorda più--perchè adesso è diventato un giovanotto
+serio e bravo--non si ricorda più quello che disse, però si ricorda che
+il babbo, quando lo vide con quelle disposizioni, fu molto buono con
+lui: lo perdonò subito subito e diceva:--Non mi darai più dispiaceri,
+vero?--e lui Giacomino rispondeva di no! con una convinzione insolita, e
+il babbo non gli diede nessun bacio, ma con la mano gli toccava i
+capelli, e ciò gli faceva un gran piacere, e quando il babbo gli disse:
+«Adesso va a mangiare, che avrai fame!» Giacomino non andò a mangiare,
+ma prima andò nella sua stanza e acceso certo suo candeliere, cominciò a
+scrivere una lettera al babbo. La lettera fu tanto lunga che nessun
+compito raggiunse mai, a memoria di Giacomino, una così spontanea
+prolissità.
+
+Scritta la lettera, Giacomino la collocò in luogo tale che il babbo al
+mattino la scorse prima di ogni altra cosa.
+
+Di fatto il babbo la scorse, la aprì, la lesse e riconobbe che il suo
+Giacomino ha cominciato a pensare. Ah, se il signor Antonio sapesse il
+latino, come si rallegrerebbe ripetendo il motto di Cartesio: _cogito
+ergo sum_, cioè non più Giacomino birichino, ma _homo sum!_
+
+
+
+
+COME LA LINGUA DELLA SIGNORA SI CALMÒ.
+
+
+La signora entrò in casa, si gettò sul sofà, tacque, cioè no; si preparò
+a parlare: invocò il nome di Dio--riservato così spesso, ohimè! per gli
+attacchi d'emicrania--si levò di scatto, spalancò due o tre porte a
+vetri, e si precipitò, cioè scoppiò nello studio di suo marito.
+
+--Io non ne posso più, più, più! Capisci tu? intendi? fai il sordo?
+l'oca? lo stupido? il superuomo? Io soffro, ho dei dolori atroci, mi
+sento come svenire; non mangio più, non dormo più, non digerisco più.
+Sono diminuita di tre chili e mezzo. Capisci tu cosa vuol dire diminuita
+di tre chili e mezzo? Ho delle vampe, delle fiamme; poi un gran freddo,
+un gran gelo; poi tutto un formicolìo; il cuore si ferma, dà dei colpi,
+poi mi sfugge, non lo sento più, lo sento in gola: mi chiude, mi
+soffoca! Ho un vizio di circolazione, l'arteriosclerosi, capisci? È
+orribile l'arteriosclerosi, capisci? Orribile! E quest'uomo, questo
+marito, questo esseraccio spregevole che si chiama marito, si riempie
+l'epa, beve come un facchino, dorme come una talpa, va a spasso,
+digerisce stupendamente e non s'accorge d'una povera donna che soffre,
+che sta male, che muore; una donna tanto gentile, elegante, fine, buona,
+intelligente, sì, intelligente per un uomo che mi sappia intendere, una
+donna che avrebbe fatta la felicità di qualunque altro che non si
+chiamasse Marx Giraldi! Ah, la mia personalità, il mio io, ah, questo
+voi vorreste distruggere, annientare, calpestare; voi mi vorreste
+ridurre alla moglie che bada al soffritto e sorveglia i buchi delle
+vostre calze e serve per gli usi intimi! L'avete trovata, il mio uomo,
+la donna che si lascia calpestare! Vendicatevi, ora, fate la mummia, il
+papa di gesso, l'indifferente. Vi sveglierò io, vi sveglierò! Mi voglio
+distrarre, capite? Distrarre! Aspettate, aspettate che stia un po'
+meglio! Intanto fuori i soldi: cento lire! Chi rompe paga. Domani altra
+visita. Il professor Marchi non visita per meno. Se mi volete
+accompagnare, è al Grande Hôtel, se pure non riparte stasera.
+
+Qui si fermò, e allora una voce rispose dietro i cumuli delle carte
+della scrivania:
+
+--Io credo che cinquanta lire siano sufficienti.
+
+--Le figure grette, meschine, esose, le lascio tutte a voi.
+
+Allora si udì una chiavetta aprire un cassetto ed una mano porse un
+biglietto da cento lire.
+
+--Imbecille!--e la mano della signora prese il biglietto e rovesciò
+tutte le carte.
+
+Dietro di esse apparve un uomo di mezza età, barbuto, con la fronte
+posata in calma sulla mano: il marito.
+
+La signora uscì sbattendo l'uscio.
+
+Allora, dietro una specie di paravento, venne fuori un omarino mezzo
+spelato e con barbetta caprina, il quale subito si rivelava come
+appartenente alla nobile, antica classe degli scrivani, che le macchine
+da scrivere e le dattilografe vanno distruggendo in modo spietato.
+
+Pareva abituato a questa specie di cicloni familiari, perchè si mise
+senz'altro a raccogliere le carte e i libri.
+
+--Per un uomo d'affari però--osservava--è grave questo modo di sfogarsi
+con le carte. Pare, vero signor Giraldi? che vi sia nella signora una
+specie di crescendo. Ogni parola si accumula con l'altra, come in una
+pila elettrica, finchè avviene l'esplosione.
+
+--State buono--rispose il signore, aiutando anche lui a raccogliere le
+carte--oggi è andata abbastanza bene. È quando comincia dalle origini,
+dai tempi precedenti il matrimonio, quando prende a rivangare i vivi ed
+i morti. A proposito, cos'ha nominato? il prof. Marchi? Grande Hôtel?
+Che sia il Marchi, professore dell'Università di...? Voi che avete la
+specialità dei nomi, ve ne ricordate?
+
+--Sì, certo: Gian Franco Marchi, specialista per le malattie del
+cervello. Deve essere venuto qui apposta per un consulto al senatore
+X***. Sarà una visita _in extremis_, ma era d'obbligo.
+
+--Allora--disse il signore--noi ci siamo conosciuti, e molto bene, in
+collegio. Egli era di due corsi avanti di me. Un giovane di valore,
+ricordo benissimo: uno dei pochi che si son fatti strada senza
+ciarlataneria. Sapete, amico mio, che è una cosa curiosa?--e pareva un
+po' rasserenato.--Noi nella vita moderna ci perdiamo spesso di vista, di
+nome, di tutto, peggio che nel deserto. Accade poi, un bel giorno, di
+vedere nel giornale un necrologio e allora diciamo: Io l'ho conosciuto
+quell'uomo! Ma non siamo più a tempo per andare a stringergli la mano.
+
+--Lo dica a me che sono rimasto solo come un fungo...; e non me ne pento
+ormai più--sorrise fra sè l'omarino.
+
+--Vi dispiacerebbe di portare, ma subito, un biglietto al Grande Hôtel?
+Se il Marchi non c'è, aspettate. Se domattina presto non può, mi fissi a
+che ora vuole, stasera, un appuntamento.
+
+Il signore si mise a scrivere.
+
+L'omarino si levò la manica di lustrino e andò ad infilare il vecchio
+pastrano a pipistrello e ad avvolgere il collo, le orecchie, la nuca
+nella fascia di lana.
+
+--Si trova da per tutto quest'accidente! io domando come si fa a non
+avere male di testa con quest'accidente!
+
+Lo prese con delicatezza, come fosse stata una macchina infernale,
+diabolica.
+
+--Un chilo e mezzo deve pesare!
+
+Era il cappello della signora.
+
+ * * * * *
+
+Alle ore undici, nel Grande Hôtel, il prof. Gian Franco Marchi parlava
+ancora con la signora Giraldi. La signora si veniva riallacciando
+l'abito con mano tremante. Era una cosa terribilmente piena di
+mortificazione per la signora: quell'uomo, il prof. Marchi, gelido,
+meccanico, irreprensibile nel vestito, aveva esercitato su di lei
+un'impressione di paura, di soggezione e di ammirazione insieme. Eppure
+quell'uomo aveva parlato sempre con una voce soavissima, musicale, con
+un bellissimo accento italiano: appena, appena una sfumatura di amabile
+ironia. Aveva trattato con la verecondia di un asceta, con la
+delicatezza di una suora di carità. Oh, nulla di brutale, come certi
+medici; e nulla nemmeno di manierato, di dolcificato come altri medici
+alla moda. La signora Giraldi ne aveva fatti passare ormai parecchi di
+medici, e invano! Ma era quella specie di gelidezza interiore ad ogni
+influsso di passione, che la soggiogava.
+
+La signora, nei preliminari della visita, aveva cercato, come soleva, di
+celiare un po'. Bella donna, elegante, donna di spirito, poteva
+concedersi questo privilegio. «Non so, come chiedere: Lei ha moglie,
+dottore? ha provato mai questi incomodi? ha avuto casi consimili?» Ma
+poi le si congelò la voce e si trovò paurosamente nello stato di materia
+inerte nelle mani del prof. Gian Franco Marchi.
+
+La signora si veniva, dunque, riallacciando. Le stanze dell'Hôtel
+scintillavano di lampadine elettriche, perchè il sole esisteva forse
+ancora, benchè vedendo la città fasciata tuttora dalla caligine del
+dicembre, se ne potesse dubitare.
+
+Il dottore aveva escluso in modo assoluto l'arteriosclerosi, il vizio
+valvolare, il diabete, l'appendicite, il verme solitario ed altri mali
+proposti dalla signora.
+
+--Isterismo allora, come dice mio marito?
+
+Il dottore fece un nobile gesto per allontanare questa parola,
+«isterismo» ed anche «marito».
+
+--Ma allora cos'è il male che io ho? Almeno sapere il male che io ho.
+Perchè io sono ammalata, vero?
+
+Il dottore si fece serio, terribilmente serio.
+
+--Non mi guardi così! no! Mi fa paura! Devo forse morire?
+
+Finalmente il dottore domandò con voce lenta:
+
+--La signora ha paura di morire?
+
+La signora impallidì...
+
+--Quando penso che anch'io dovrò, molto probabilmente, morire... Ah,
+no, signore! E lei ride?...
+
+--Sorrido, signora.
+
+--Agli Stati Uniti--disse la signora--i medici vietano assolutamente di
+pensare a morte, a disgrazie, a malattie; ma assolutamente. Ecco perchè
+le Americane sono sempre belle, allegre, piene di vitalità.
+
+--E invecchiare, signora, è anche questo un pensiero che la
+turba?--domandò ancora il dottore, senza tener conto dell'America.
+
+Un fremito scosse la signora:
+
+--Mi pare impossibile di dovere invecchiare! Ogni sera, a letto, mi
+viene questo pensiero; ed allora il cuore comincia a precipitare. Faccio
+la luce: prego,--noti bene, prego--mio marito di sentirmi il cuore. Si
+rifiuta! Un brutale, mio marito!
+
+--I mariti sono quasi sempre brutali--sentenziò gravemente il dottore.
+
+--Ah, ecco un medico che capisce!--esclamò la signora.
+
+--Lei, invece--proseguì il dottore--è di indole dolce, amabile, ma ha la
+sua personalità...
+
+--Il mio io... Certamente!
+
+--Ella vede, per esempio, suo marito che divora beato una bistecca,
+mentre lei non può digerire, e allora in un impeto di giustificabile
+rivolta, scaglia la tovaglia per terra...
+
+--Come fa a saperlo?
+
+--Il suo male, signora--disse blandamente il dottore, e proseguì:--Lei
+deve possedere una memoria di ferro e quindi deve ricordare, enumerare
+tutti i torti di suo marito. Questo elenco, fatto quasi ogni giorno,
+supponiamo, porta all'autosuggestione, all'esacerbazione della voce,
+agli atti--diremo così--incoscienti. Poi segue un abbattimento, nausee,
+palpiti, cefalee...
+
+--Ah, sì, mio marito è la causa di tutto!--esclamò la signora.--Oh, come
+capisce, dottore! Ecco, bisognerebbe che lui si sopprimesse.
+
+--È un consiglio che non so se vorrà accettare, ed intanto veda, osservi
+gli effetti di questa iperestesia del suo «io subcosciente».
+
+--Ha detto?...
+
+--Oh, non importa che lei impari il nome! Osservi gli effetti! La
+pupilla ha già acquistato una disposizione strabica; le corde laringee
+per lo sforzo abnorme della voce, stanno producendo le matasse del
+collo; il quinto paio nervoso stira le labbra fuori della linea normale
+e produce le così dette rughe; la digestione, resa impossibile, genera
+macchie, acni, rossori.
+
+--Orribile! Ma quale il rimedio?
+
+--La calma assoluta e perciò il silenzio, signora. L'assoluto silenzio.
+
+--Allora, abolito l'«io», la personalità, la volontà, la libertà, tutto
+... In politica, in morale, in arte, nell'economia della casa non dovrò
+più avere le mie idee?
+
+--Sì, signora. Ma noi ne modifichiamo semplicemente le manifestazioni.
+Per esempio, invece di dire: Il giornale! il giornale! il giornale! lei
+dice: Favorisci il giornale? Invece di ricordare i torti passati di suo
+marito, lei ricorda soltanto i torti presenti. Anzi, faccia di meglio:
+glieli presenti in iscritto. Invece di dire: Voglio andare a teatro, lei
+dice: Avresti voglia questa sera, amico mio, di condurmi a teatro?
+
+--Anche «amico mio?»
+
+--Ma sì! Dopo tutto lo fa per la sua salute. Invece di domandare al
+cameriere: C'è lui? lei domanda: Mio marito, oppure Giulio, Jacopo, come
+si chiama?
+
+--Marx... pur troppo!
+
+--Ebbene, lei chiede: Marx è in casa? Invece di dire: «Ah, lo hanno
+impiccato quell'infame di... Così dovrebbero fare anche di te!» Lei si
+limita alla prima frase. Quanto alla politica, non se ne preoccupi. Io,
+per esempio, non me ne occupo affatto.
+
+--Allora tutta grazia, tutta gentilezza con un rospaccio, con un
+istrice, con un orso, un villanaccio di quella sorta.
+
+--Ecco, veda, troppe parole! rospetto, villanello tutt'al più. Si guardi
+come subito le rughe tirano in giù il labbro. Che cosa è la vecchiezza?
+Sono gli anni? Mai più! Sono i nervi che subiscono una lenta,
+irreparabile alterazione.
+
+--Allora io dovrò essere una moglie come una di quelle che esistevano
+prima della proclamazione dei diritti della donna?
+
+--Ecco, lei provi: e pensi che lo fa per suo bene e non per riguardo al
+marito: ma silenzio, assoluto silenzio. E come cura, moto, aria aperta,
+passeggiate in campagna, alla buona. Lei dice: Marx, mi conduci a
+spasso?
+
+--Ma se non è buono di cogliere un fiore, di aiutare a passare un fosso...
+
+--Glielo insegni, signora. La donna in queste cose è nata maestra.
+
+Sommessamente intanto il paggetto dell'hôtel aveva avvertito che
+l'automobile era pronta. Pian piano, garbatamente, giù per le belle
+scale di marmo, l'illustre dottore accompagnò la signora sino al
+vestibolo, assicurando la più completa guarigione. Fuori rombava
+l'automobile.
+
+La signora estrasse la busta col denaro.
+
+--Sì, va bene--disse il dottore--ma faremo tutto un conto. Io devo
+ripassare fra un mese; e respinse la busta con gesto che non ammetteva
+replica.
+
+ * * * * *
+
+Alla stazione, sotto la tettoia, era un grigio che mal si vedeva
+d'intorno: le macchine vi immettevano getti di fumo come nell'ultimo
+atto della _Valchiria_. Il dottore, in piedi, presso il montatoio di una
+vettura a letto, pareva in attesa di qualcuno.
+
+Un uomo si precipitò.
+
+--Ebbene?
+
+--Niente di grave, caro Giraldi; vizio organico nessuno: si tratta di
+difetti funzionali dovuti a forme isteriche, tipiche, ma di cui io ne so
+quanto te. Bada però che il non sapere o il non trovare noi, così detti
+scienziati, la causa del male, non vuol dire esclusione del male: il
+male esiste, ricordatene!
+
+--Allora i più grandi oratori--disse il signor Giraldi--devono essere
+stati tutti degli isterici perchè l'eloquenza di mia moglie è senza
+limiti.
+
+--Lascia le facezie: anzi abolisci assolutamente con tua moglie ogni
+genere di facezia, di ironia, sopra tutto abolisci il silenzio; parlale
+molto, molto, di molte cose buone ed allegre. È donna, cioè un essere
+meravigliosamente fine e complesso, che noi altri uomini, occupati negli
+studi o negli affari, giudichiamo spesso con una semplicità di criteri
+che ci fa veramente torto. Tienti a mente questa cosa, caro Giraldi: tu
+essendo freddo, sgarbato con tua moglie, commetti il delitto medesimo
+che molti commettono essendo crudeli verso i bambini, così detti
+cattivi. Sono bambini infermi! E non dimenticarti anche questo: la donna
+è un'infante di cui possiamo avere bisogno supremo. Il nostro orgoglio
+maschile ci nasconde questa verità. Ma se tale sventura dovesse
+avvenire, tu baceresti piangendo quella mano che ora allontani da te.
+
+--Ma quella spaventosa eloquenza..., quella lingua che non tace mai!...
+
+--Credo di averla curata o, almeno, mi lusingo. Basta, tu me ne
+scriverai...
+
+In quel punto il diretto si mise in moto.
+
+--Dimenticavo una cosa--aggiunse il dottore sforzando la voce,--se la
+conduci a spasso in campagna, misura il tuo passo col suo e qualche
+volta prendila per la vita; e se di notte vuol farti sentire il suo
+cuore, e tu sentilo. Esiste realmente un po' di cardiopalmo.
+
+
+
+
+LA MORTE DI UN RE.
+
+
+Quando io avevo dieci anni, o giù di lì, giocavo coi re, e fu il solo
+tempo in cui vissi in dimestichezza con gente di gran paraggio. Li avea
+fatti io stesso di cartone e dipinti di rosso e di azzurro con elmo e
+spada. L'ho a mente quella stanzaccia a soffitta, diroccata, con un odor
+di topi. Là i miei re conducevano un'esistenza da fare invidia ai veri
+re della terra. Si cavavano tutte le voglie, i miei nobili re. Ma in
+fondo ero io che mi cavavo simbolicamente le mie: ed era certamente per
+questa specie di incantamento che io non mi stancavo mai dal giocare a
+quel giuoco silenzioso e calmo, ma pieno di terribili cose: giacchè
+vendicarsi, sterminare i nemici e farne strage, e poi riportarne il
+trionfo era il più grande de' miei piaceri.
+
+Allora non era convinto amico della Società per la Pace e gli istinti
+atavici parlavano potentemente in me: ma forse più che atavici erano
+malvagi istinti naturali, che troviamo in tutti i bambini.
+
+I miei di casa si meravigliavano come io potessi stare per ore ed ore
+con un pupazzo in una mano e un pupazzo nell'altra, e non capivano che
+era un re che parlava ad un altro re suo rivale, vinto, stretto in
+catene davanti a lui.
+
+Ma in simili casi la concione avrebbe potuto durare delle giornate,
+tanti erano gli argomenti che il trionfatore avea a sua disposizione per
+ischiacciare e vilipendere il vinto re! Io non ero malvagio, ma i miei
+re erano terribilmente feroci, e inesorabili. Quali diritti esercitavano
+mai!
+
+Un'altra cosa ricordo ancora, cioè che i miei re riposavano delle
+fatiche belligere in grandi e sontuosi pranzi, i quali corrispondevano a
+punto a quelli che non si facevano a casa mia, ma erano bensì nel mio
+desiderio. Sua maestà di cartone era un principe molto vendicativo, ma
+era anche un goloso eminente.
+
+ * * * * *
+
+Un bel giorno, non ricordo da chi nè come, mi venne regalato un piccolo
+falco; un falchetto.
+
+Ora quando venne il falco, i re furono messi in riposo, anzi furono
+dimenticati. La polvere cadde su di loro; lo scudiero non venne ad
+avvertire i nobili signori che già il sole era levato e illuminava la
+nera foresta sonora; e i palafreni bardati scalpitavano e i mastini
+odoravano la caccia.
+
+Il senso di profonda soddisfazione che mi invase al nuovo possesso,
+evidentemente doveva provenire da questo: cioè che ora possedevo un re
+autentico, non di cartone, ma vivo; un re dell'aria; un re anzi
+prepotente e crudele, ma che adesso si trovava sotto la mia
+giurisdizione assoluta, astretto in catene e sul quale io certamente
+avrei avuto finale vittoria. Era il medesimo giuoco che continuava,
+soltanto che la finzione aveva una parvenza di realtà.
+
+ * * * * *
+
+Li avea visti spesso nel cielo i falchi o, più esattamente, me li
+avevano indicati.
+
+Nel cielo lucido del mattino aveva visto certi uccelli che un più
+trionfal giro volgevano nel cielo: poi si libravano in alto e
+disparivano nella superba profondità dell'azzurro. Ne avea chiesto ai
+villani e quelli, sospendendo il placido lavoro della vanga:--Son
+falchi!--dicevano,--tutta l'aria ubbidisce a loro: quando ci sono quei
+signori lassù, non vedrai altri uccelli volare e cantare.
+
+Ora un falco stava in mia balìa e lo contemplavo con avida curiosità per
+iscoprire il segreto della sua potenza. Lo avrei pensato più grande,
+come un tacchino almeno o un pavone. Era un piccolo re, grosso come una
+colomba. «Sei un piccolo re!» gli dissi.
+
+Piccolino era infatti, liscio, grigio, con due zampe aduste come due
+ferri da calza; immobile, con la testa piatta ritirata fra le penne.
+Immobile come una mummia, supremamente indifferente alle mie ispezioni.
+
+--Dico a lei, signor falco, ha inteso? le ho detto che lei è un piccolo,
+anzi ridicolo re!--e siccome quegli pareva non tener conto alcuno delle
+mie parole, tanto mi accostai col dito che lo toccai. Non lo avessi mai
+fatto! Quel re disprezzava le parole, ma non ammetteva scherzi di mano.
+Fulminee vidi aprirsi due alacce smisurate che pareva impossibile
+dovessero star rinchiuse in quel piccolo corpo, e in pari tempo mi
+ritrassi con la mano ferita; il dosso della mano portava l'impronta di
+cinque scalfitture, dove il sangue segnò cinque tracce di avvertimento.
+Come ebbi a lungo contemplata la mia ferita, mi riaccostai al falco, ma
+con molta prudenza, e lo vidi con regale solennità immobile come prima:
+solo l'ala rientrava come da per sè quasi serpe che rimbuca, e quattro
+lunghi e sottili aghi adunchi si ritraevano nei loro alveoli.
+
+I suoi occhietti gialli, tondi, si movevano solo essi, e seguivano ogni
+mio gesto, come l'immagine nello specchio segue chi vi si affaccia, e
+col muover delle pupille si moveva un becco breve ma uncinato, di cui
+prima non mi era accorto, e dava alla fisionomia un aspetto grifagno.
+
+Compresi allora come il piccolo animale, uguale nell'aspetto agli altri
+uccelli, ne fosse diverso per certe qualità segrete che prima non avea
+sospettate.
+
+Pensieri di rappresaglia si agitavano nel mio cervello.--Io ti punirò
+di morte,--dissi con voce di giudice che sentenzia, ma la mia voce
+risonò a vuoto nello stanzone melanconico, ma era una voce dolce la mia:
+egli invece mi aveva colpito senza emettere un suono.
+
+Gli enumerai con persuasione tutti i suoi torti:--Voi siete un violento,
+un rapace, un masnadiero dell'aria, voi avete, signor falco, spogliato
+tanti nidi, lacerato e ucciso tanti innocenti augelletti i quali
+cantavano la gloria del Signore e provvedevano il vitto ai loro piccini!
+Gran perfidia fu la vostra, signor falco, ma ora siete in mia balìa e ne
+sconterete bene la colpa senza alcuna remissione o pietà.
+
+Così fermato il proposito della pena, dopo essermi assicurato che il
+falco era ben legato, corsi in cerca di un bastoncello e feci per
+colpirlo.
+
+Ma il falco stette: solo si contorse nell'atto superbo e magnifico con
+cui sogliono effigiarsi le aquile negli stemmi dei re e le pupille
+perforanti saettarono un senso:--Vile!
+
+Ed io non lo percossi.
+
+ * * * * *
+
+Come la mia piccola anima si mutasse, io non so. Ma ricordo che, dopo
+essermi aggirato due o tre volte per la stanzaccia, sentii nascere in
+me per il prigioniero una grande pietà e una viva ammirazione; ma sopra
+tutto un indistinto desiderio di farmelo amico, di allearmi a quella sua
+indomita fierezza, a quella sua forte malvagità.
+
+--Ti faccio grazia della vita per ora, e ti porterò da mangiare,--gli
+dissi.
+
+E con tale proponimento mi recai da un certo tale, esperto di cacce con
+l'archibugio e con le panie, e gli richiesi quale fosse il nutrimento
+dei falchi.
+
+--Cuore e fegato,--mi fu risposto.
+
+Cuore e fegato ebbe, e ben lo seppero i polli della cucina che in quel
+giorno vennero trovati privi delle interiora, con gran dispetto della
+fantesca e sorpresa del gatto--un onestissimo e moderatissimo gatto--che
+mi guardava con le sue fosforescenti pupille come a dire:--ecco un altro
+che usurpa il mio mestiere di rubare!
+
+Corsi in soffitta e presentando quella superba imbandigione, mi
+lusingavo di ottenere almeno un cenno di ringraziamento. Non fu così.
+
+Non si degnò nemmeno di chinarsi per toccare quei cibi.--Quando avrai
+fame mangerai e quando avrai sete berrai,--dissi allora.
+
+ * * * * *
+
+Era azzurro il cielo fuori della finestra; un cielo fondo, pieno di
+libertà e di silenzi. Ma il falco aveva abbassato sulle terribili
+pupille le due palpebre gialle e grinzose e rimaneva ritto, rigido. Lo
+contemplai: non un atto per istrappare la catena!
+
+Piano piano, me gli accostai.--Povero falco,--dissi,--vuoi la
+libertà?--e feci per lisciarlo.
+
+Fu, come prima, un istante: si voltò, si rabbuffò, le ali si spiegarono,
+le cortine delle pupille si alzarono e folgorarono le pupille. Questa
+volta la mia mano portava, oltre ad un'altra copia di solchi, uno
+strappo sanguinoso. Mi aveva ferito col becco, in modo che mi fece
+subito conoscere senza aiuto di storia naturale quale differenza
+interceda tra il becco degli uccelli di rapina e gli altri suoi pennuti
+fratelli. La notte dormii con la mano fasciata, e al mattino corsi su in
+soffitta a vedere che ne fosse del falco.
+
+Il falco non aveva mangiato; il cuore e il fegato imputridivano ai suoi
+piedi.
+
+--Tu vuoi morire, bestiola mia, se non mangi,--gli dissi, ma ogni mia
+esortazione cadde a vuoto. Le palpebre gli si chiudevano con una non so
+quale solennità e pareva ed era immobile. Molta tristezza vinse la mia
+piccola anima infantile e quel dì non giocai.
+
+Andai nell'orto a trovare dei lombrichi i quali strisciavano i loro
+umili anelli sulla terra; presi larve di insetti, bachi, piccole
+lucertole, che godevano sul muricciuolo il dolce sole, e fatto di questi
+innocenti animaluzzi un cibreo che giudicai appetitoso, lo offersi al
+mio falco. Non mangiò nemmeno allora.
+
+ * * * * *
+
+Al mattino seguente era ancora lì, rigido, fermo. Ne ebbi pietà e gli
+dissi:--Vedi che ti voglio bene e solo desidero che tu ti faccia buono e
+che noi diventiamo amici!
+
+Ma poi vedendo che non dava alcun segno, e meravigliandomi come potesse
+vivere senza cibo, ne ebbi alquanto sgomento.
+
+E l'Ave Maria del terzo giorno cantava melanconicamente nel vespero
+dall'alto di un campanile, quando il falco cadde di botto; le gambe
+sottili non sorressero più l'esile corpo, e l'esile corpo si era
+rovesciato all'improvviso. Corsi e con trepidanza paurosa lo toccai;
+strinsi sotto le piume quel piccolo corpo che non si scosse. Era morto.
+
+Egli, il re dell'aria, aveva vinto su di me.
+
+Allora mi accostai alla finestra col falco fra le mani e, alla luce che
+ancor pendeva nell'aria, a lungo cercai tra quelle penne di scoprire il
+segreto della sua ferocia, come fanno i bimbi che cercano nei balocchi
+infranti il segreto del loro moto; ma non ve lo trovai, e da allora ne
+ebbi grande tristezza.
+
+FINE DELLE NOVELLE.
+Estate 1912.--_Laus Deo_.
+
+
+ Nota del Trascrittore:
+
+ Le variazioni ortografiche sono state mantenute.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Che cosa è l'amore?, by Alfredo Panzini
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CHE COSA È L'AMORE? ***
+
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+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
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+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
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+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
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+that
+
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+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
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+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
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+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
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+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
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+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
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+received the work on a physical medium, you must return the medium with
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+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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