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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Che cosa è l'amore? + +Author: Alfredo Panzini + +Release Date: November 26, 2011 [EBook #38140] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CHE COSA È L'AMORE? *** + + + + +Produced by Valentina, Rory OConor, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + + + + + + + + + CHE COSA È L'AMORE? + + + + + CHE COSA È + L'AMORE? + + + Novelle di ALFREDO PANZINI + + + + MILANO Società Editoriale Italiana + + + Diritti letterari ed artistici riservati per tutti i paesi alla + SOCIETÀ EDITORIALE ITALIANA--MILANO + + Copyright 1912, by SOCIETÀ EDITORIALE ITALIANA--Milano. + + + =A Titiritì= + + + + + INDICE + + I.--Che cosa è l'amore? Pag. 9 + + II.--Le olimpiadi e la signorina Olimpia » 21 + + III.--Abito nero e abito bianco » 33 + + IV.--Le mosche e la Polonia » 47 + + V.--La busecca » 59 + + VI.--Ahi, quel povero colonnello! » 71 + + VII.--La bambola fatale » 85 + + VIII.--Vuoi sapere come ho fatto il milione? » 97 + + IX.--Un piccolo bacio, qui! » 107 + + X.--Giacominus Giacomini » 119 + + XI.--Come la lingua della signora si calmò » 133 + + XII.--La morte di un re » 145 + + + + +CHE COSA È L'AMORE? + + +Il signor Aurelio, uomo di abitudini mentali alquanto filosofiche, e +perciò mediocre accumulatore di denaro, viaggiava in uno scompartimento +di terza classe. + +D'estate si viaggia meglio in terza classe che in prima, specialmente +oggi che la democrazia ha attaccato dei carrozzoni belli e inverniciati +di terza ai diretti, così che poveri e ricchi hanno la soddisfazione +fraterna di trovarsi a breve distanza, trascinati dalla stessa forza; e +più specialmente si viaggia bene in terza classe quando non si gode di +nessun diritto a biglietti gratuiti, come era il caso del signor +Aurelio. + +La campagna, verde e rosea, fuggiva davanti al finestrino, e quel +movimento di tutte le cose suggeriva al signor Aurelio quest'idea +peregrina: «tutto è mobile in questo mondo.» Ma poi considerando che gli +oggetti si movevano soltanto nell'apparenza, meditò quest'altra idea, +anche più peregrina: «tutto è stabile ed immobile in questo mondo. +Dormi, Pina, Pinuccia bella! sì, il _lacu_...» + +Il signor Aurelio non viaggiava solo, ma con una sua bambina, gracilina +e bionda come l'oro. L'aveva posta a giacere sopra un cuscino: aveva +steso un lenzuoletto candido per evitare il contatto coi microbi: ma la +non voleva dormire. Oltre che gracilina, nervosa, eccitabile! Dio, che +disgrazia essere nati da un padre di abitudini filosofiche! + +«Sì, cara, il _lacu_!» Ella aveva un suo linguaggio, tutto fatto di +strane analogie, che lui solo, il padre, intendeva. Ogni corso d'acqua +era _lacu_, cioè, lago. Ogni oggetto, fuori del finestrino, destava in +lei enorme meraviglia. «Eppure un poco di ricchezza e di proprietà per +queste povere creaturine, non è mica un delitto!» (Il signor Aurelio già +pensava alle teorie collettiviste che oggi sono così in vista +sull'orizzonte umano, e per le quali egli simpatizzava un giorno sì, e +un altro giorno no). + + * * * * * + +Cadeva il vespero; ed una grande città sfumava enorme, rossiccia, +turrita in fondo al piano: il diretto vi si approssimava rapidamente. + +--Ci fermeremo qui--pensò il signor Aurelio dopo molte +considerazioni.--Proseguire col treno della notte e col freddo che fa +alla notte, non conviene. + +Lungo la notte fredda vegliano le bronchiti, le polmoniti, ed altre +cose feroci che la Natura sparge e contro cui la sua povera mimma aveva +le più limitate difese. + +Per tutte queste ragioni il signor Aurelio instituì questo bilancio, se +era più dispendioso proseguire, mutando la terza in una seconda classe, +o pernottare in un albergo molto pulito, quasi in un _hôtel_, non per +sè--si intende--ma per la Pina; un _hôtel_ dove i microbi fossero meno +visibili. Vinse la scelta dell'_hôtel_, anche perchè si correva il +rischio di trovare una seconda classe piena zeppa di gente, e allora la +Pina? Non dobbiamo meravigliarci di questi dubbi, considerando che il +signor Aurelio aveva per le altre questioni un colpo d'occhio fulmineo, +ma per le piccole operazioni quotidiane era spesso impicciato in una +maniera troppo vergognosa per un uomo della sua barba, della sua età. + +Scese, dunque, e si fece condurre in un albergo dove i camerieri hanno +l'abitudine di portare la camicia bianca e si assicura che la biancheria +del letto è di bucato. Il naso del signor Aurelio fece, tuttavia, +parecchie esperienze. + +Disse il babbo alla sua mimma: + +--Una felice idea, adesso, Pina. Andiamo fuori di porta io e te. +Troviamo un bel _restaurant_, e facciamo un bel pranzo. + +E richiamò alla Pina tutte le cose che le piacevano: latte, _purée_, +pappa, e le fragole rosse, queste soltanto da vedere e da ammirare. + +--Ah! sì!--faceva la Pina con gran serietà e convinzione. + +Ma poi, lavata che ebbe la sua mimma, un grave pensiero si affacciò alla +mente del signor Aurelio: «Le metterò il berretto di lana o il +cappellino di velo?» Il pomeriggio era tiepido, ma calato che fosse il +sole, probabilmente l'aria si sarebbe fatta fredda. Dunque mise alla +Pina il cappello di velo, e nella tasca si tenne la berretta di lana e +sul braccio prese la mantellina di lei. + +Uscì: il corso era tutto elegante, fastoso, signorile, nella rossa luce +del tramonto, che stendeva come un pulviscolo di porpora fra la gente, +ed anche di microbi. + +«Oh, io prendo la mia Pina in braccio, e chi vuol guardare, guardi», +così deliberò il signor Aurelio. + +Pensare che vent'anni addietro, quando lui abitava in quella città, da +studente, si sarebbe messo a ridere vedendo un uomo con la barba come +lui ora aveva, andare, a modo di una balia, con una mimma in braccio! + +Fece il corso. Giunse nella piazza dove erano i tram. Scelse un tram che +conduceva verso la collina, fuori di porta. Si attraversò un altro gran +corso, poi con diletto si vide che le case diradavano, ed i pioppi +sorgevano verdi con un fremito già di frescura vespertina. Il tram +correva oramai per la campagna, nella bianchezza della via, tagliata +netta, ai margini, dal verde dei campi. Il tram cominciò a salire verso +i primi colli, e quando fu giunto ad un piccolo alberghetto o +ristorante, quivi le rotaie finivano ed il tram si fermò. + +L'alberghetto era pulito, ed aveva una bella cucina. La padrona, in bel +grembiale bianco vi troneggiava fra i fornelli e le casseruole, e due +minuscoli garzoncelli, in berrettino bianco, la aiutavano a sbucciare +pisellini e tagliare una gran spoglia gialla e grande come luna +nascente. + +--Buona sera, signore--e--oh, che bella mimma--disse la padrona venendo +incontro agli ospiti.--Vuol restare servito qua? o vuole invece andar di +sopra, che c'è una bella terrazza? C'è pronta una minestrina di pasta +battuta coi piselli che è una bontà, e dei maccheroncini che aspettano +che l'acqua bolla: poi ci sono bistecche, costolette. Oh, vuole un mezzo +pollastrino alla diavola? E da bere desidera vino o birra? + +Anche qui non era facile decidere: ma quanto alla terrazza, sì, fu +deciso: per il resto avrebbe pensato poi, ma certamente, intanto, una +minestrina minuta, e ben cotta per la mimma. + +--E il brodo leggero, leggero, quasi acqua, mi raccomando! + +--Per questo non dubiti, Signore--disse l'ostessa. + +Salì dove c'era la bella terrazza. + +Essa era rossa di gerani in gran fiore e punteggiata di campanelle che +già chiudevano i loro petali iridescenti. La sera imminente alitava la +sua pace e la sua frescura, oramai, nell'aria calda del giorno. + +La Pina vide le belle tavole preparate, e fece un «oh» di felicità. + +--Guarda, nei campi, mimma--disse il babbo sollevandola--, ecco il +grano. Esso è biondo oramai. Guarda sopra la collina quei bei draghi e +serpenti grandi d'oro che vi si posano: le nuvole. Vedi come si rompono, +come si snodano; dileguano, impallidiscono! E vedi tutti quei cipressi +neri come una processione? Oh, ma quelli non li guardare! + +--Oh, la luna!--fece la mimma che aveva scoperto anche la luna, una +falce pallida, pallida di luna nel cielo d'oriente. + +--Già, anche la luna: tutto tuo, mimma! + +--Oh sì, e la pappa... + + * * * * * + +Parlavano forte il babbo e la fanciullina perchè nella terrazza non +c'era alcuno. + +Ma no! Nella stanzetta che precedeva la terrazza, c'era un giovane: un +elegante aitante giovane di primo pelo. Pareva solo: ma anche uno meno +distratto del signor Aurelio, subito si sarebbe accorto che non era +solo. Egli stava dritto e guardava i due nuovi venuti, mentre con una +mano accarezzava una rotondità provocante che terminava in due +scarpette alte e lucide. Era una _grisette_ graziosa, nascosta dalla +figura del giovane ed appoggiata al davanzale. Si voltò: apparve un +volto birichino di giovanetta, con un nasetto all'insù. Curva sul +davanzale, la cara fanciulla si lasciava lisciare molto dilettosamente. + +«Anch'io, se ben mi ricordo, vent'anni fa devo aver fatto qualcosa di +simile--pensò senza rancore il barbuto signore--e certamente era una +cosa molto piacevole. Anzi si può affermare che le osterie suburbane +sono una succursale del paradiso; ed un'ostessa che tiene pronte le +tagliatelle e delle uova e delle bistecche, l'estate specialmente che fa +gonfiare i papaveri, ella è una benemerita del genere umano; e tutte +quelle buone cose da mangiare in due, fra il verde, rappresentano come +degli zeri aggiunti all'esponente ben miserabile della felicità.» + +Queste cose pensò il signor Aurelio mentre la Pina contemplava nella sua +innocenza un piccolo gnomo di terracotta, che la guardava dalla sua gran +faccia di satiro ridente. + +«--La presenza delle terze persone--continuò il signor Aurelio--non è +piacevole, e noi certo non siamo piacevoli e bene accetti a quei due +innamorati». + +Per questa ragione, dopo aver disegnato sulle labbra un garbato sorriso, +il signor Aurelio non esitò a parlare così: + +--Proseguano pure le loro occupazioni, come se noi non ci fossimo: la +piccina, come ben vedono, è ancora innocente; e, per conto mio, ciò che +non fa male alla piccina, non mi disturba affatto. + +Disse ciò da filosofo e insieme da persona educata: così come si suole +dire per cortesia: «Seguiti, o signore, a fumare lo stesso! A me non +disturba il fumo, anzi...» + +Probabilmente i due innamorati avrebbero seguitato a fumare, anche senza +permesso. + +La ragazza sorrise, cioè distese in su le estremità delle rosse labbra e +socchiuse i suoi grassi occhietti. Il giovane, invece, aggrottò le +ciglia, e parve pensare se quelle parole contenevano l'offesa di una +ironia. Ma no! Allora sorrise anche lui, e ringraziò. + +Poi si stabilì un certo scambio di parole fra le due coppie di +commensali. + +Aspettando che il cameriere portasse in tavola, la ragazza fece +conoscere meglio alla mimma quei gnomi di terracotta che ornavano la +terrazza, in figura di vecchietti ridenti, barbuti ed incappucciati; e +le spiegò che quei coboldi incappucciati non mangiano le bambine, nè +buone nè cattive; ed infine le mostrò l'imagine sua di angeletta +deformata nelle spere di vetro. Ciò fece molto ridere la mimma. E il +signor Aurelio fu molto riconoscente alla graziosa _grisette_. + +Poi vennero i maccheroncini fumanti nel pomidoro nuovo e nel burro: +venne la minestrina leggera per la mimma, ed allora ognuno badò ai fatti +suoi. + +Ma poi accesa la sigaretta, lui e anche lei, lui, il bel giovane, disse +al signor Aurelio: + +--Eppure, veda, caro signore, vi sono dei brontoloni, specie certi +vecchi barbogi e puritani, che in una sala di albergo si scandalizzano +se trovano una coppia, così come noi, _tête-à-tête_, che fa all'amore. È +invidia. Creda, tutto invidia. + +--Certo è invidia, invidia dormente--rispose l'uomo filosofico.--Io però +non la provo affatto. Io provo un altro ben diverso sentimento quando +vedo due giovani, come voi due, avidi,... avidi di confondere il loro +essere in un essere solo. + +--Mi piace la frase--disse il giovane.--Ma tu, Argia, non ne hai capito +niente, vero? + +L'Argia sosteneva che aveva capito benissimo, e poi, disse: + +--Il sentimento, mi dica il sentimento che lei, signore, prova quando +vede due giovani che si vogliono bene. + +L'uomo filosofico meditò e poi disse: + +--Oh, una gran cosa, sublime e terribile! Veda, signorina, comunemente +il pubblico, quando osserva due amanti camminare su e giù per i luoghi +solitari; o, a tavola, negli alberghi, come può essere qui, li vede +alternare un boccone e un sospiro; e lasciare in pace la bistecca per +appiccicarsi per mano; e fare sbocciare piccoli baci dalle labbra +socchiuse, ebbene allora il pubblico grossolano crede e giudica che ciò +sia cosa immorale. Ma niente affatto... + +--Ma sicuro...--disse l'Argia con molta approvazione. + +--Adagio: la mi lasci finire, signorina. Per me i due innamorati non +sono due che si divertono; ma due meschinelli, due inconsapevoli +lavoratori e servi di quella grande autocrate che si chiama Natura, i +quali, poveretti, ubbidiscono a certe leggi che impone questa fatal +Natura. A me è accaduto lo stesso come accade a voi. Ho amato, ho +baciato e poi..., e poi e poi è nata quella lì. Allora ho sentito la mia +giovinezza morire, ed ho sentito che la mia vita non aveva più altro +ufficio che quello di difendere questo piccolo debole fiore delle mie +carni. + +L'uomo filosofico prese la Pina sulle ginocchia e la guardò con grandi +occhi, umidi e dolci; e domandò: + +--Lei non ha mai pensato a queste cose, signorina? + +La graziosa Argia questa volta non rise. + +Ma il giovane, recingendo alla sua bella amica il fianco, disse: + +--Lei deve essere filosofo, caro signore. Ma in verità ella è troppo +filosofo, e perciò non è più filosofo. Anch'io sono filosofo e come +studente di medicina, è quasi un dovere essere tale. Certamente io +convengo che la natura imponga queste leggi. Ma il nostro dovere di +uomini civili è di non pigliarlo sul serio il codice semi-barbaro della +natura. Frodarle fin dove si può queste leggi! Questo sì è il segreto +della vita! + +--E se non si può?--richiese il signore. + +--Se non si può--disse in tono di suprema rassegnazione il giovane,--si +è dei deboli, cioè bisogna accettare di essere infelici. Ecco tutto. Ma +bisogna potere! Pensi, caro signore: non abbiamo mica noi, nascendo, +approvato, firmato e sottoscritto il contratto feroce che la Natura ci +ha imposto! È lei che ce lo ha imposto. Chi non lo sa? È una delle prime +nozioni di fisiologia: _alla natura brutale niente importa di noi, ma la +conservazione di noi come specie_. Invece a me importa moltissimo di me +e niente affatto della conservazione della specie. Io perciò come +persona intelligente, mi ribello ai decreti imperiali della natura, o +quanto meno cerco di raccogliere le rose e buttare via le spine. +L'Argia, quest'amabile fanciulla, possiede anche lei un'intelligenza +filosofica istintiva e condivide queste mie idee; e perciò tutti e due +facciamo un amore facile, piacevole, direi così, sportivo; e molti +giovani fanno come noi, e fanno saviamente. E lei che mi risponde ora, +caro signore? + +L'uomo chinò il capo. + +--Lei è destinato ad essere più felice di me, e perciò a vivere di +più--disse e guardò a lungo la sua piccola Pina. + +Poi sospirando aggiunse: + +--Tutto il mio mondo è qui, in questi quattordici chili di carne! Qui +stanno tutte le leggi della vita, per me! + +Era sera oramai. + +Mise alla Pina la berretta di lana e la mantellina. + + * * * * * + +Altre coppie intanto dall'amore «sportivo» cominciavano ad occupare +rumorosamente qua e là i tavoli. Col nascere delle tenebre cominciava la +giornata gaia del piacere per gli amanti più saggi. Per lui si chiudeva. + + * * * * * + +Ricondusse la Pina all'albergo, voltò la chiave della luce elettrica, e +la bella stanza si illuminò di bianchezza con gran piacere della Pina. + +Il signor Aurelio le tolse poi le vestine, e la mise sotto le coltri; +dicendole che stesse buona e dormisse. + +Ella dormiva. E lui guardava con occhi di infinita domanda quella strana +imagine che era sopra il letto: Maria Vergine, vestita di azzurro, con +gli occhi in su, sopra un arco di stelle! + +--Quella lì--mormorò il signor Aurelio--è destinata a correggere i +tremendi decreti di Dio o della Natura. Ma che ne sai tu, povera +imagine? + + + + +LE OLIMPIADI E LA SIGNORINA OLIMPIA. + + +--Lei faccia i suoi libri e vada via!--scoppiò a dire il signor +professore contro di me.--E via subito, subito, subito. Fuori da +quest'aula! + +E la mia giovinezza fu tutt'ad un tratto investita, assalita da +quell'uomo congestionato in faccia, che mi respingeva con parole di +minaccia, coi gesti, con la persona, finchè l'uscio della scuola fu +ribattuto contro di me. + +E ancora sento e vedo lo stupore e il silenzio dei miei compagni. Ma che +misfatto mai avevo commesso? Quale malefizio avevo mai perpetrato contro +quell'uomo? Quale lebbra era apparsa in me, giovinetto, per essere +espulso a quel modo? + +Io mi trovai solo, nella strada, coi miei libri di greco: le tempie che +mi martellavano, il pensiero che non si fissava più se non in un'unica +idea: la licenza liceale perduta, il mio avvenire distrutto, il mio +povero babbo... E allora cominciai a lagrimare. + +E così lagrimando mi accorsi che non ero più tra le vie tumultuose +della città; ma seduto su di una banchetta solitaria dei giardini +pubblici, e sopra di me i tronchi protesi e neri di un'antica pianta si +aprivano pudicamente, meravigliosamente con le loro infinite gemme di +petali rosa, e più sopra ancora splendeva l'azzurro del cielo. + +Era il dolce maggio. + +Ma quale misfatto avevo io commesso? + +Lo dirò candidamente ora che la tranquillità è ritornata nel mio +spirito, e molto tempo è trascorso. + +Io avevo allora diciotto anni ed ero un buon scolaro di greco e di +latino. Ero ossequiente alla mitologia greca, credevo alle virtù dei +Greci e dei Romani. Credevo, senza che il mio pensiero avesse sino +allora sollevato alcun dubbio, in Giove Tonante, nei Titani, nelle Muse, +nelle regole di grammatica e di retorica. Ero, insomma, un bravo +figliuolo, un buon figliuolo, ed anche un gentile ingenuo figliuolo. + +Ma il vero è che in quel giorno io avevo inconsapevolmente offeso il mio +professore di greco in ciò che di più delicato e sensibile ha l'uomo, +cioè nella sua vanità. + +Ma quale colpa ne avevo io se ignoravo nella mia candida anima +l'esistenza di questo punto vulnerabile nell'epidermide coriacea +dell'uomo? Se lo studio delle virtù greche e romane mi avevano quasi +instillato la convinzione che dire la verità fosse il miglior modo di +mettere in pratica quelle illustri virtù? + +Dunque in quel giorno si spiegava un passo di autore greco e vi si +trattava delle Olimpiadi. Io sostenevo che le Olimpiadi erano uno spazio +di quattro anni nel complicato Calendario dei Greci; il professore +sosteneva che esso era di cinque anni. E certo io avevo più ragione di +lui! Ma poi la disputa si inacerbì e, non so come, mi vennero fuori +queste vere ma infelici parole, cioè che anche i professori di greco si +preparano sulle versioni letterali dal greco. + +Non l'avessi mai detto! + +Quel maestro di umanità perdette d'un tratto ogni sua umanità, divenne +furente e mi scacciò, come ho detto. + + * * * * * + +Dunque io lagrimavo silenziosamente sulla banchetta dei giardini +pubblici, sotto quella dolce fiorita di rose, e un cantare lontano di +uccelletti pareva come aiutasse le timide gemme a sbocciare. + +Allora mi accorsi di non essere solo sulla banchetta. + +Una giovane donna sedeva presso di me. + +Io fino a quel giorno avevo conosciuto, anzi avevo combattuto con i tre +generi, maschile, femminile e neutro; ma ignoravo che cosa fosse +quell'essere delizioso e perfidamente saggio che è la femmina. + +Era bella? era elegante colei che sedeva presso di me? Io ben sentivo il +languore di due grandi pupille nere che sempre più si venivano scostando +da un fine libro e si posavano, quasi avvolgendomi, sulla mia giovinezza +lagrimante. + +Alla fine udii una voce pietosa e quasi materna che mi rivolse queste +parole: + +--Perchè piange, se è lecito domandare? + +Così cominciammo a parlare, ed io raccontai tutta la mia disavventura, +dalla questione delle Olimpiadi a quell'espulsione feroce, la prima +grande sventura della mia vita. + +Ella ascoltava. Un grazioso sorriso di meraviglia e di pietà balenava +sulle sue labbra. Il volto, un po' chinato, mi si faceva sempre più da +presso: un volto pallido, ambrato, fine, strano, delimitato da un velo +nero che si inarcava sulla fronte: perchè all'infuori di quel volto +bianco, di due nude bianche mani, tutto era nero: tutta chiusa ella era +in una veste nera. Ma non ne emanava alcun fantasma di morte o di lutto; +ma come un profumo esotico e forte. + +A quel profumo anzi io sentivo sobbalzare l'anima mia stranamente, e +quasi sbocciare come sbocciavano le gemme della pianta che si allargava +sopra il mio capo. E ciò mi dava un senso di nuovo piacere, che nasceva +dal mio dolore. + +Diceva ella ogni tanto: + +--Oh, che roba! Che orrore! _Pauvre enfant!_ + +Poi con volubilità che quasi mi offese, mi pregò che le spiegassi quella +storia delle Olimpiadi. + +Che cosa le potevano interessare le Olimpiadi? + +--Così--disse con un sorriso ambiguo--, è perchè anch'io mi chiamo +Olimpia. + +Allora io cominciai a raccontare. + +--Ella deve sapere, signora--dissi--che nell'anno 776 avanti Cristo, +cioè 23 anni prima del 753, anno della fondazione di Roma... + +A queste mie parole la signora strabiliò, e inarcò le grandi ciglia. + +--E lei, così giovane,--disse--deve ricordare tutte le cose dai secoli +delle Olimpiadi sino ad oggi? Ma se io non ricordo più nemmeno quello +che è avvenuto ieri! _Ah, pauvre enfant!_ + +E mi guardò con intensa pietà. + +Io andai avanti e le spiegai tutta la storia dei giuochi Olimpici: +cominciando da quel re briccone di Enomao, che sfidava alla corsa dei +cocchi tutti i pretendenti alla mano della bella sua figlia +Ippodamia,--ma siccome l'asse dei cocchi era di cera, veda, signora, +così tutti cadevano vinti. + +--Oh, che birbante!--disse la signora Olimpia.--Ma oggi sarebbe +squalificato quel signore! + +--Ma un bel giorno--proseguii--nella terra Apia arrivò Pelope, figlio di +Tantalo.--La storia di Pelope e dei suoi cavalli fatati interessò +moltissimo la signora, specialmente quando imparò la sua vittoria su +Enomao, il suo sposalizio con Ippodamia.--E da queste nozze poi nacque +Atreo, che fu padre di Agamennone e di Menelao. + +--Oh, guarda--disse la signora Olimpia, e sorrise in modo che mi +sconcertò. + +--Ho detto qualche sciocchezza forse, signora? + +--Ma niente del tutto--e rideva gaiamente. + +Ma poi si fece seria e mi domandò: + +--E lei deve sapere tutte queste cose? + +--Ah sì, e altre ancora. + +La signora si strinse le tempie con le mani, come fosse stata colta da +un accesso improvviso di emicrania. + +Domandò: + +--E cosa prendono di paga i vostri professori, che insegnano tutte +queste cose? + +--Due o tremila lire, credo, signora. + +--All'anno? + +--Sì, signora, all'anno. + +La signora parve sbalordire. + +--E anche lei, se volesse fare il professore, prenderebbe lo stesso? + +--Così credo--risposi. + +I grandi occhi della signora Olimpia espressero una grande pietà. + +Disse: + +--Ma se io ne spendo quasi altrettanto per le calze...! + +Allora stupii io: + +--Per le calze, signora? + +--Sì, calze e accessori--si affrettò correggendo. Ma poi parve pentita +delle sue parole. + +Domandò di vedere i miei libri greci: li girò in alto, in basso come una +cosa nuova. + +Dissi io allora: + +--Anche lei leggeva, signora. + +--Ah, il mio libro non si può vedere: e sigillò il libro, posando sulla +busta di cuoio la mano. + +Io non insistetti e tacqui. + +Ma dopo un poco mutò pensiero.--Guardi--mi disse audacemente. + +Guardai. Era un libro francese, un romanzo. Non lo avevo mai letto; ma +il titolo non mi era nuovo. Poi ricordai. Ricordai che un giorno mio +padre, parlando con un magistrato di quel libro, aveva detto: «Finchè +non riuscirete a togliere dalla circolazione questo genere di libri, le +vostre leggi non rappresenteranno che un'ipocrisia sociale di più». + +--Non ha letto mai questo libro? + +Io arrossii grandemente. + +Per me? per lei arrossii che leggeva quel deplorevole libro? Non so: mi +sentivo un gran calore nelle vene. + +--Davvero non l'avete mai letto?--chiese socchiudendo maliziosamente le +sue grandi pupille. + +--Davvero!--e arrossivo anche di più. + +Mutò discorso. + +--Dunque il vostro caso è disperato? + +--Sì, signora. + +--Ma io non credo--disse ad un tratto assumendo un'aria ben strana di +serietà.--Anzi è un affare rimediabile. Dunque il greco, voi dite, è +molto difficile. E deve essere così! E voi assicurate che anche i +professori si aiutano con le traduzioni? + +--Sì, signora, con le traduzioni letterali dal francese. Io non dico che +tutti i professori facciano così, ma il mio fa così. + +--E voi gliel'avete detto? + +--Pur troppo, signora--sospirai--, e magari potessi rimediare al +malfatto! + +--Semplice--disse.--Carta, penna e calamaio. Vi detto io. + + * * * * * + +Ora io non ricordo più come avvenne, ma so per certo che per trovare +carta, penna e calamaio, io salii con lei, da lei, nel suo appartamento. + +Venne ad aprire una cameriera. Non ricordo l'appartamento. Mi parve +strano e diverso da quello di casa mia. Perchè diverso, non so. + +La camera da letto dove mi introdusse, era misteriosamente elegante, con +un lettuccio piccolo, grazioso, tutto a trine. + +Ma non conservo percezioni nette; soltanto ricordo che un brivido +morboso si veniva impadronendo di me, mentre ella con calma esacerbante +si toglieva, allo specchio, tutti quegli strani armamenti della testa. + +Mi pareva che qualcosa di inusitato, di enorme dovesse fra poco +succedere. + +--Ma sapete--disse--che l'abito nero dà un bel caldo! Deve essere caldo, +oggi. + +--Sì, caldo!--dissi, e ricordai non so quanti gradi di temperatura. + +--Oh, anche di più!--disse ridendo.--Permettete? + +Uscì. Rimasi solo. Rientrò poco dopo. Era uscita dalla guaina nera: era +tutta vestita di una gran veste rosea. Mi parve più magnifica. Stupii +come sotto quelle maniche dell'abito nero ci fossero state nascoste due +braccia così bianche! Ebbi l'impressione di una energia occulta e +deliziosa in quelle braccia nude. + +--Oh, che cattiveria, che cattiveria, che cattiveria--disse ridendo e +venendomi sempre più vicino, quasi rasente--tormentare col greco e con +tutti quei libracci un povero bambino!--e così dicendo crollava la +testa, e si appressava di più. + +--Povero bamboccione--disse d'un tratto, e mi prese con le due mani +adunche per i capelli ed accostò il mio volto alle sue grosse labbra. + +Io impallidii. Ella parve godere del mio pallore. Non parlava più. + +Probabilmente la mia faccia era diventata una mela o una pesca di +luglio: una pesca sugosa e fresca che ben si morde. + + * * * * * + +--Ora, ragazzo, _s'il te plait_, torniamo alle Olimpiadi e al tuo +professore--disse. + +A me parve come di essere desto dal sogno in cui il Veglio della +Montagna immergeva coloro che gli dovevano essere devoti sino alla +morte. + +Io non ne volevo più sapere nè di Olimpiadi, nè di scuole. + +--Voi siete ben goloso, _mon petit_. Torniamo alle Olimpiadi. + +In quell'ampia vestaglia ella si era rannicchiata in fondo ad una +poltroncina. + +--Mettetevi lì, e buono. Già bisognerà fare così!--Prese un tavolino e +lo collocò fra la sua persona e la mia a guisa di bastione.--Posso +offrirvi? + +Mi porse una sigaretta: ne accese una per sè. + +Devo confessare che la mia mente era così annebbiata che se colei mi +avesse detto: «manda i padrini al tuo professore, e battiti a duello», +io avrei trovato il consiglio naturalissimo. + +Invece il suo consiglio fu molto savio e rivelò molto acume. Aggrottò le +ciglia e disse: + +--Tu capirai che lui dovrà pensarci due volte prima di formulare l'atto +di accusa contro di te. In fondo è un atto di accusa contro di sè. + +--To', è vero! + +--Ma non basta: la sua rabbia è appunto in relazione alla impossibilità +in cui l'hai messo di punirti... + +--To', è vero! Ma può vendicarsi--aggiunsi. + +--Perfettamente. Ma tu prendi dal «secrétaire» carta e busta e scrivi. +Scrivi: detto io. No, quel foglio lì.--Guardai il foglio. Vi era +impresso in azzurro, «Olympie». + +Oh, Olimpia, dolce pingue nome! Tutto azzurro, tutto fresco come la +grande acqua del mare. + +--Su, andiamo, scrivi! Eri così «savio» poco fa. + +Io scrissi: «Signor Professore, in un momento di vera aberrazione +mentale ho osato formulare contro di lei un'accusa che tanto più mi +tormenta di rimorso quanto più riconosco la sua dottrina e il suo +sapere. Come posso rimediare se non facendo piena dichiarazione della +mia colpa e supplicandola di volermi perdonare?» + +--È tutta una bugia--dissi. + +--E la bugia si trova dentro la vita o fuori della vita?--mi chiese +l'adorabile Olimpia. + +È vero: la menzogna è nella vita. E allora perchè soffrire per +combattere quello che è nella vita, che è la vita? + +Guardò l'orologio. + +--Presto, pòrtala subito al tuo professore. + + * * * * * + +O me, miserabile! Mi feci quasi scacciare da quella stanza da cui non +volevo più uscire. + + * * * * * + +Il giorno dopo il professore annunziò la mia lettera alla scolaresca; la +lesse anzi; poi pronunciò un discorso di elogio alla mia persona. Ma io +rimasi molto indifferente. + + * * * * * + +Dopo due mesi ero in possesso della licenza, ma senza troppo studiare. +Me ne era andata via la voglia di studiare. Mio padre forse se ne +accorse, specialmente quando gli manifestai la intenzione di darmi a +tutt'altri studi che quelli classici. + +Abbandonai le Olimpiadi per sempre e tutti i secoli di cultura classica +prima di Cristo e tutti quelli dopo Cristo, fino ai tempi nostri. + +Bisogna conquistare la vita, e non servire ai morti. + +E se i Greci avessero dovuto studiare il greco, e i Romani studiare il +latino, quei due popoli non sarebbero stati i grandi popoli che furono. + +Di questa semplice verità io devo la conoscenza alla signorina Olimpia, +artista di caffè-concerto e stella di prima grandezza. + + + + +ABITO NERO ED ABITO BIANCO. + + +--Ecco, veda, io non domando di far carriera: io domando, prima che +questa barba diventi grigia, di poter respirare un poco d'aria igienica. + +E il signor Foresti mi presentava sul dorso della mano, dall'alto della +sua statura atletica, la sua barba, dove il grigio già minacciava una +invasione generale: ed io credo che fosse questo grigio, in aumento, +combinato con la speranza, sempre più in diminuzione, di potere +respirare «un poco d'aria igienica», che rendeva il signor Foresti +piuttosto irritabile, anzi molto irritabile, nel suo ufficio di +capo-stazione della piccola stazione di S... Egli era capace di +avvertire dal suo buco di distribuzione dei biglietti: «Questa bottega è +diversa dalle altre: meno avventori vengono, più piacere mi fanno!»; era +capace di dire, percorrendo il treno con le braccia aperte e con un +sorriso tremendamente ironico: «Ma quei baci, ma quei saluti, ma se li +distribuiscano prima!» Capace, nella spedizione delle merci, di +attaccarsi a tutti i rampini di quei regolamenti che odiava di un odio +così profondo. + +Un orco! La più docile ed umile pasta di questo mondo: tanto è vero che +non aveva fatto carriera. Certo, in quei momenti, era bene non +avvicinarlo, non parlargli. + +Ma io avevo trovato un mezzo per esasperarlo in modo soave ed atroce. +Chiudevo le pupille dolcemente, dicevo con voce sentimentale: + +--Ecco qui il suo piccolo giardino, i garofani, l'insalata; ecco la sua +piccola stazione, beata come un eremo, baciata dal primo raggio del sole +e salutata dalle rondini... Ah, se io fossi come lei, capo-stazione, +come lo terrei coltivato, inaffiato, fiorito, il piccolo giardino: e +come ci farei una capannetta per leggere, per istudiare... + +--Badi bene come parla, sa! Non si prenda mica giuoco di me!... + +--Scusi, capo, io dico sul serio. Per me, costretto a vivere in una +grande città, questa vita idillica sarebbe l'ideale... Lei qui, intanto, +è padrone assoluto... + +In verità, in verità, era un reclusorio quella piccola stazione: e lui, +il capo, un coatto, costretto a vivere fra un disco al nord e un disco +al sud; giacchè l'amministrazione lo aveva bensì elevato al grado di +signore assoluto, essendo egli, bigliettaio, spedizioniere, +telegrafista; ma non aveva chi lo sostituisse o lo aiutasse fuorchè uno +scambista e un facchino. + +--Quanto ai libri da leggere, eccoli qui!--e prese un ammasso enorme di +libri e carte. Io temetti che me li scaraventasse sulla testa: si +accontentò di accatastarmeli davanti: erano regolamenti, circolari, +istruzioni. + +--Questa è la mia letteratura!--Aveva gli occhi feroci.--Creda--mi +diceva poi acquietandosi con la subitaneità della sua indole buona--io +odio questo sole, io odio quest'aria balsamica; io, democratico, +considero questa sudicia umanità di campagna come una razza inferiore. +Persino le donne, capisce lei? persino le donne non mi sembrano donne! + +L'aria balsamica, l'aria igienica pel signor capo era quella che si +respira nel fondo di quei pozzi grigi che sono le vie, le piazze di una +grande città. + +«Ah, a mezzanotte--sospirava--un teatro illuminato! per le vie lucide +dei tram lucidi! uomini col colletto pulito, donne all'ultima moda; +donne autentiche, lavate; _bars_, _buvettes_, scintillanti di luce +elettrica, vetrine messe con gusto: lavorare sì anche, ma almeno potere +un'ora al giorno sedere entro un caffè, godere lo spettacolo +dell'umanità che passa davanti al vostro tavolino, al vostro calice di +birra autentica! Macchè sole, macchè mare, macchè alberi, fiori, +verdura, insalata, garofani!» + +Oh, allora sì, il signor capo si sarebbe «arrangiata» la barba che +oramai diventava grigia, ed avrebbe speso allegramente il capitale +esuberante della salute che rifioriva nel suo corpo. + +Da anni ed anni tempestava la direzione per un trasferimento in una +città grande: era lì, rimaneva lì, e non aveva più altra speranza che +quella di ammalarsi sul serio e poter ottenere un congedo. + +Ma come fare ad ammalarsi? In quella piccola stazione dall'aria +balsamica, la gente ci veniva per salute all'estate, ed egli aveva la +soddisfazione di vedere bensì in quel tempo aumentato il suo lavoro, ma +senza potere avere la consolazione di ammalarsi. + + * * * * * + +Una mattina di luglio, una ben calda e serena mattina, io presenziavo +l'arrivo di un piccolo treno, che usurpa il nome di diretto. + +Il signor Capo, tra spedizione merci e spedizione viaggiatori, ne aveva +sino oltre al berretto paonazzo. Tempo di villeggiatura per la restante +umanità! Un piccolo rossore alla fronte, un parlar secco allo sportello +dei biglietti, un saluto glaciale a me, mi avevano fatto capire che +quella mattina la caldaia cerebrale del signor Capo era in uno stato di +ebollizione pericolosa. + +Il treno si era appena fermato che un piccolo signore, da uno +scompartimento di prima classe, si era affrettato a chiamare: + +--Aprite, presto, presto!--Poi si era calato da sè, come se la carrozza +fosse in fiamme: ma un po' impediva il ventre che sporgeva dagli +svolazzi di un giacchetto di _orléans_ nero; un poco era colpa delle +gambine esili, che non riuscivano a toccare il predellino.--Dove sono i +carabinieri? i due carabinieri regolamentari? + +Le guardie del treno, la gente si affollò subito d'intorno a quel +signore, invocante l'intervento di quegli uomini neri e rossi, i quali, +benchè siano da alcuni considerati come un arcaismo nella società +moderna, tuttavia costituiscono la più visibile manifestazione della +giustizia umana. Essi però erano assenti. + +--Ma non si faccia compatire; ma non faccia ridere il pubblico--gli +gridava dal treno, come dall'alto di una tribuna, un giovane signore, +tutto vestito di bianco che pareva un sorbetto vanigliato. + +--Lei ha violato la mia personalità! Quel signore ha violato la mia +personalità!--denunciava il piccolo signore nero con gli occhi fuori +dalla testa, con una voce così irosa, che guai per l'elegante giovinotto +se il vecchiotto avesse avuto il resto del suo fisico così bellicoso +come la voce. + +Un professionista del furto nei treni? Mai più! L'elegantissimo giovane +scese anche lui per dare spiegazione al pubblico che si affollava. + +Semplicemente uno che voleva chiuso il finestrino. Invece il vecchio +signore lo voleva aperto. + +--Soffro d'asma!--diceva, e questo era evidente, chè pareva minacciato +da una congestione. + +--E se soffre d'asma? Io non posso mica sacrificare il mio vestito e il +mio panama (il panama che il giovane aveva in testa era veramente +bellissimo ed immacolato) alla sua asma! + +Così si riaccese la disputa lì sul marciapiede, con l'intervento +giuridico dei signori ferrovieri e dei signori viaggiatori. La questione +giuridica sui finestrini aperti o chiusi fu dibattuta con +quell'entusiasmo del tutto italico per le questioni bizantine. «Esiste +un articolo del regolamento...!» «Non esiste niente, invece! Chi è +immediatamente vicino al finestrino, è padrone del medesimo». «Sì, ma i +finestrini laterali sono piombati. Esiste solo il finestrino di mezzo. +Quello di mezzo è collettivo!» «Ma nel caso specifico erano due soli +nello scompartimento e perciò non si poteva invocare l'appello alla +collettività.» «Esisteva però sotto la vecchia Mediterranea un articolo +che dava diritto di chiudere dalla parte del vento!» «Ma oggi la +Mediterranea è scomparsa: non esiste che lo Stato.» «Le ferrovie di +Stato hanno creato un subbisso di regolamenti: ma nessuna regola +specifica oggi esiste in relazione ai finestrini aperti o chiusi.» + +L'elegantissimo giovane con calma imperturbabile dimostrava la assoluta +inferiorità delle ferrovie di Stato italiane, rispetto alle ferrovie +estere. «Chi ha viaggiato all'estero, sa che nei vagoni-_salons_ è +diffusa l'abitudine di tenere chiusi i finestrini in qualunque stagione; +e se quel signore non sa fare a viaggiare...» «Io non so fare a +viaggiare? È il mio mestiere viaggiare...--fremeva il vecchio +signore.--Del resto, qui è unicamente questione di essere gentiluomini o +mascalzoni». + +--Be'--disse il capo-stazione intervenendo--a che punto siamo? +Sciocchezze, sciocchezze! Capo-treno, dia la partenza. + +--Io rimango--disse il vecchio, immobile, lì, coi suoi occhietti irosi +fissi sull'avversario. + +--Io parto--disse il giovane, arrampicandosi, ma con la testa rivolta +all'avversario.--Del resto, sa, se vuole riparazione... + +Squillò la cornetta; e il treno si mosse; e il vecchio signore già +emetteva, con tutto il suo fiato disponibile: «Prepotente!», quando +l'elegante giovane signore fu colto da un fremito di spavento. Che era +accaduto? + +Il suo abito candido, il suo cappello splendido non erano più bianchi +che davanti. + +L'uomo era diventato bicromatico. + +Durante la sosta e la disputa, la macchina, seccata, aveva fumato +vigorosamente, e tutto il fumo aveva investito in modo irreparabile +l'abito bianco. + +Non era il giovane signore più presentabile alla prossima stazione +balnearia, dove era diretto e dove probabilmente gli stava a cuore di +giungere perfettamente candido. + +Già il treno era in moto, ed egli, aperto lo sportello, era balzato a +terra con la sua valigetta. + +Il vecchio signore, all'improvvisa discesa del suo avversario, galoppò, +come potè veloce, nella sala d'aspetto. Senonchè il giovane non lo +inseguì. Affrontò alteramente il capo-stazione Foresti, dicendo: + +--Favorisca presentarmi il libro dei Reclami. + +--Cosa vuol reclamare?--domandò il Capo, con un certo fare un po' +bonario, un po' canzonatorio all'aspetto bicromatico del signore.--Io +piuttosto potrei reclamare contro di lei che è sceso dal treno in moto. + +--La sua macchina mi ha rovinato!--esclamò il giovane con voce +esasperata. + +Il capo-stazione lo guardò: le sue labbra sorrisero, tutta la barba +sorrise. + +--Infatti--disse--è un pochino sudicio. + +--E lo dice in questo tono? + +--Pretende forse che mi metta a piangere? + +--Pretendo che lei faccia il suo dovere. Intendo elevare formale reclamo +contro la sua macchina, intendo domandare risarcimento del danno +subìto... Esiste un articolo del regolamento ferroviario che vieta alle +macchine di fare fumo... + +--Infatti--disse il signor Capo--articolo decimo, paragrafo sesto delle +_Istruzioni pel servizio dei macchinisti e fuochisti_: _«i macchinisti +devono astenersi da qualsiasi operazione che possa produrre fumo, o, +comunque, riuscire molesta od incomoda ai viaggiatori, come...»_ + +--Perfettamente, e allora perchè lei rifiuta di accogliere il mio +reclamo? + +--Perchè è stupido--disse il capo-stazione accendendo in tutta pace una +sigaretta. + +--Ma chi, stupido? + +--Il reclamo, il regolamento, la causa per il risarcimento dei danni... +Il mondo è pieno di cose stupide... + +--Ma io le posso citare--disse il giovane signore eccitandosi +visibilmente--il caso del barone Y..., segretario dell'ambasciata +germanica, mio buon amico, che fece causa ed ottenne un risarcimento +dignitoso dallo Stato perchè una macchina aveva, come nel caso mio, +rovinato una _toilette_ della sua signora... + +--Ma cosa vuole che me ne importi del suo barone, della _toilette_ di +quella signora? Bella novità che lo Stato paga! Non paga mica, però, chi +dovrebbe essere pagato! Oh, vada a farsi benedire e favorisca di +lasciarmi libero... + +Il giovane signore, invece, gli sbarrò il passo e con voce insolente +esclamò: + +--E chi crede di essere lei? Un tirapiedi del Governo, forse? + +La parola «tirapiedi» ebbe la virtù di trasformare il signor Foresti. + +--Le pare che io abbia una faccia di tirapiedi? + +Si era drizzato sulla persona, aveva buttato via la sigaretta. + +--Tirapiedi del Governo,--confermò il giovane signore andandogli col +viso contro il viso--la metterò io a posto! + +--Ma non lo dica neanche per ridere!...--e proferendo queste parole, +distese quella sua larga mano, prese tutto il disgraziato signore per +l'abito e con violenza inaudita lo tirò a sè; poi lo allontanò usando +del braccio come fosse stato un'asta di stantuffo; quindi lo proiettò +sconciamente lontano. + +Per sua mala sorte lì presso c'era un carretto delle merci, e il giovane +vi urtò in malo modo, cadendo. + +Sanguinava. + +Il facchino accorse e lo rizzò a stento. + +Fu condotto al pozzo: rimase lì un po', fra un secchio d'acqua e un +asciugamano. + +--La caserma dei carabinieri? dov'è la caserma dei +carabinieri?--domandava angosciosamente. + +Gli fu indicata. Due chilometri di distanza. + +Il signor Capo, intanto, aveva riaccesa la sigaretta: andava fra un +disco e l'altro: la sua galera. + +--Ci rivedremo in tribunale!--gli disse il gentiluomo salendo in una +carrozzella. + +Il Capo non voltò nemmeno la testa. Ma vide me che attendevo, e allora, +un po' ridendo, un po' fremendo: + +--Bel mestiere il capo-stazione!--disse. + +--Bravo Capo! Bel colpo! Ma lei ha una forza... + +--Da facchino, caro. Doveva vedermi dieci anni fa! Povero giovane, mi +dispiace, ma che vuole? Ho perso il lume degli occhi. Mi poteva dire +tutte le brutte parole che voleva: è un corollario del mestiere: non ci +bado più. Andò proprio a trovare quella parola _tirapiedi_. Io tirapiedi +del Governo! Io che per dire a tutti, superiori e inferiori, quello che +va detto, ho fatto questa bella carriera dopo venti anni di servizio! +Adesso il meno che mi possa capitare è una sospensione. + + * * * * * + +Ma non fu propriamente così. + +Mezz'ora dopo, il signor Capo stava consumando la sua modesta colazione +fra un treno e l'altro, in una piccola osteria, vicina al disco, quando +precipitò nella stanzetta quel signore vestito di nero. Il suo aspetto +era esilarante, luccicante: saltellava sulle piccole gambe. + +--Ah, finalmente la ritrovo! Ma dove è il signor Capo, quell'egregio +signor Capo, quel grande uomo del signor Capo? ho chiesto e mi hanno +indicato qui. Permetta che io stringa quella valorosa mano! Lei è la +perla dei funzionari dello Stato! + +--Grazie--disse il signor Capo, Foresti--è la prima volta che mi sento +fare un simile elogio. Peccato che lei non sia un ispettore dello Stato. + +Il piccolo signore sorrideva con aria olimpica; volle nelle sue piccole +mani prendere la grossa mano del signor Foresti; la voltò, la rivoltò, +la esaminò. + +--Una mano simile--disse con profonda convinzione--vale tutto un codice +di legislazione sociale. Pensi che questa mano mi ha risparmiato un +mezzo accidente. Io schiattavo dalla bile. Pensi che in treno quel +prepotente si è permesso di fermarmi il braccio che voleva tirare il +campanello di allarme: il suo vestito bianco gli premeva più della mia +soffocazione! Io voglio proporre per una ricompensa quell'egregio +macchinista che alimentava così vigorosamente il fuoco, che usava con +tanta opportunità il soffiante... Ma lei, lei poi come ha risposto +bene, che dignità, che correttezza! Oh, se tutti i funzionari dello +Stato sentissero la responsabilità del proprio ufficio; considerassero +lo Stato come, come dire? come la rocca Capitolina delle istituzioni +sociali, e non come la vacca da mungere...! Ma che cosa posso fare io +per lei? Mi esprima un suo desiderio, io sarei ben lieto, ben onorato... + +Il signor Capo aveva smesso di levare la pelle a certe infami fette di +mortadella e fissava il suo interlocutore. Il suo aspetto era molto +autorevole. + +--Oh, io--disse quell'incognito autorevole signore--proporrò per prima +cosa tutto un regolamento sull'uso dei finestrini: infatti la +legislazione delle ferrovie dello Stato è muta a questo proposito. E +lei, scusi, mi viene un'idea splendida, possederebbe per caso una +qualche laurea in legge? No? Peccato! Io la proponevo subito all'Ufficio +centrale per le contestazioni legali... + +--Ma scusi--fece molto turbato il capostazione Foresti--lei chi è? + +--Chi sono? Ah, sì, chi sono?--e trasse e presentò al capo-stazione il +suo biglietto da visita: _Cav. Comm. X. Y.--Ispettore capo delle +Ferrovie dello Stato._ + + * * * * * + +E fu così che il signor capo-stazione Foresti fu trasferito in una +grande città, dove potè respirare l'aria balsamica dei grandi corsi, +l'aria igienica dei teatri scintillanti, dei caffè-concerto; dove i suoi +occhi poterono contemplare delle donne pulite, autentiche, all'ultima +moda; dove potè consumare tutto il suo capitale di salute prima che la +barba diventasse totalmente grigia. + + + + +LE MOSCHE E LA POLONIA. + + +Non mi accusate di essere positivista, scettico o come meglio vi piace +chiamarmi. Io, alla vostra età--parlavo con un giovane amico--ero +terribilmente romantico ed idealista. Combattere per la infelice Polonia +era il mio sogno... + +--Non per il Proletariato? + +--No, mio giovane amico; allora non era ancora di moda quella cosa che +voi dite. + +--Non c'era il Socialismo ai vostri tempi? + +--Sì, c'era; ma era--come dire?--ancora a balia: un grosso, tozzo +marmocchio di una voracità incredibile che lasciava indovinare uno +sviluppo prodigioso: un po' bruttino, sia espresso col dovuto rispetto, +ma marmocchio ancora, come vi dicevo. Ah, morire con una palla in fronte +e il sole polacco davanti agli occhi, centuplicava l'ebbrezza della mia +gioventù! La mia gioventù è fiorita agli ultimi bagliori del +Romanticismo. Ma anche senza Romanticismo, sta il fatto che pei giovani +la Morte spesso si presenta come una forma eroica di Vita. Se la natura +non ci usasse questo lugubre scherzo, le guerre sarebbero finite da un +pezzo! Ma io non voglio tediarvi con la filosofia. Vi dirò, dunque, che +allora vi erano comitati per la Polonia, conferenziere polacche, come +oggi vi sono le suffragette. Sapete chi mi ha guarito della mia malattia +romantica? Le mosche! + +--Le mosche? + +--Sì, come ho il piacere di dirvi: se non c'erano le mosche, io sarei +rimasto--forse--ancora romantico ed idealista, e non avrei fatto la +discreta carriera politica che voi, bontà vostra, esaltavate poco fa. +Quel lurido e petulante animale mi ha inoculato il _virus_ del +positivismo. Una reazione, quasi fulminea, è sopravvenuta, ed +improvvisamente la mia vita ha deviato come un treno, a cui lo scambista +toglie, con un colpo di leva, la direzione: dà un sobbalzo e poi fila, +precipita verso nord invece che verso sud. Vi può interessare? + +Il mio giovane amico rispose gentilmente: + +--Moltissimo. + +Io allora gli offersi una sedia, una sigaretta e, richiamando alla +memoria cose antiche, proseguii. Alla vostra età io amavo una signora +polacca, di Varsavia, anzi di _Varsovì_, come ella diceva in un suo +gergo, mescolato di polacco, di francese e di italiano. + +--Ci siamo col solito amore!--disse l'amico. + +--Ma, benedetto Iddio, questo dovreste saperlo: senza l'amore e senza la +donna non esisterebbe nè romanticismo, nè positivismo, nè lirica, nè +epopea, e tutto questo benchè la donna sia un fenomeno triste. Ricordate +la conclusione dei Nibelunghi? + +--Nemmeno per sogno. + +--È un'espressione notevole. I Nibelunghi terminano con queste parole: +«perchè l'amore porta in fine disgrazia». + +--Era questa vostra signora una conferenziera Pro-Polonia? + +--Mai più. In che lingua doveva conferire? Era una splendida, lattea, +placida creatura bionda, di quel biondo tenero come di spiga non baciata +bene dal sole; anzi vi dirò che quella bellezza nordica aveva così +conquistato il mio animo che non soltanto il color bruno ardente delle +bellezze nazionali, ma lo stesso color falbo delle nostre donne, mi +pareva un'imperfezione di natura. Ella era inoltre così squisitamente +monda e detersa che dalle sue carni lattee io sentivo esalare un +perpetuo profumo di pervinca e di mughetto; e gli occhi suoi grandi, +quasi squarciati, di un azzurro dolcissimo, sotto due archi di ciglia +perfetti ed evanescenti, mi immergevano nello stupore di un sogno, da +cui uscivo talora fremente e con queste terribili domande: «E come +finirà questo amore? Come farò io a palesarle il mio affetto? E palesato +pur anche il mio amore, dopo che avverrà?» + +--Allora un amore ideale... + +--Altro che ideale, romantico, vi dico: anzi nessuna dichiarazione +d'amore era avvenuta. Ella era donna per bene, madre di due graziosi +bambini a cui io facevo da bambinaio, perchè la servetta era una +smemorata, un'arfasatta, come sovente sono nei nostri paesi. + +Suo marito, uomo di molti affari, viaggiava per l'Europa, ed aveva +lasciata la sua signora a curarsi in una piccola, modesta stazione +balnearia, dove ella aveva preso a pigione una villetta solinga presso +il mare, e dove io l'avevo, naturalmente, seguita. Permettete che +continui la descrizione: Il suo mento era di un ovale perfetto e la sua +piccola bocca, a cuore, era la sola cosa rosea in quel volto. Il naso, +quello sì, era poco perfetto: un piccolo nasetto rivolto in su, ma vi +dirò: i nasi aquilini e forti delle nostre donne, con sopra le dense +corrusche ciglia nere, spesso congiunte, che sono così caratteristiche +fra noi, mi spiacevano tanto al confronto che mi chiamavano in mente il +becco delle civette e le ciglia dei bachi da seta. + +--Parlavate della Polonia? + +--Mai più: ella era una donna placida, come vi dissi, e si parlava di +cose placide: delle mie cacce, dei bagni, di cose da mangiare, tanto più +che io la aiutavo nelle compere presso gli avidi e zotici nostri +rivenditori, che avevano, anche allora, l'abitudine di mettere sugli +stranieri una tassa di soggiorno mediante un sovrapprezzo sui +commestibili. Del resto, la cucina italiana le gradiva moltissimo, e se +ne parlava. I _pròcoli_ (broccoli) fritti le piacevano assai. I nostri +vini leggeri, razzanti, erano una deliziosa _pìpita_ (bibita). Sospirava +Napoli dove era stata parecchio tempo. _A Naple semper trovate tante +buone gente_. Ma le pizze di Napoli la turbavano, al ricordo. + +Ella mi affidava il suo _portmonè_ (portamonete), e andavamo coi bimbi a +far la spesa. Si comperava la _pulpa_ di manzo per fare il _buglione_ +(brodo); e trasaliva di gioia con tutta la chioma flava, come una +fanciullina, quando vedeva nei panieri: _Keste pikkel cose fini fini_ +(queste piccole cose fine fine), le _ziligi_ (ciliege). + +--Dio, come era volgare! + +--Tutto è relativo; e poi a quel tempo non era di moda l'estetica. Vi ho +detto che era placida, ma aveva anche lei i suoi momenti di lagrime e di +commozione: per esempio quando il marito la avvertiva che lui non poteva +tornare, perchè era chiamato per affari a Parigi. Lambiva con le belle +mani i suoi piccini: «_Povres enfants! Kante_ (quando) un _ome_ (uomo) +promette, deve _mantenire_» (mantenere). E diceva ciò assai gravemente. + +Aveva molti scatti di sdegno contro la fanticella _très-laide_, e +peggio: chè, spesso di giorno, spesso anche di notte, era trovata +assente, sotto il pretesto delle danze campestri al lume della luna. Le +diceva sempre: _Vergognati gli occhi fuori della testa!_ Doveva essere +una espressione polacca. + +Per conforto io dovevo cantare. + +--Voi cantavate? + +--Certo, come italiano io avevo il dovere di sapere cantare e cantare +canzoni napoletane.--Canta, bell'italiano!--diceva. + +--Anche «bello» vi diceva? + +Era nient'altro che un epiteto ornativo: tutto ciò che era in Italia +godeva di questo aggettivo, eccezione fatta dei bottegai. Povera e buona +signora! Del resto io ero assai bello, nè mi vergogno, oggi, di dirlo: +bello di quella bellezza maschile, forte, che io non so se l'esotismo +della moda, oppure il positivismo hanno fatto perdere a voialtri, +giovani moderni. Concedetemi la divagazione: voi moderni siete brutti: +la virtù fisica maschile è appena sostenuta oggi dagli ufficiali; +e quelle signore che oggi sono così fiere propagandiste +dell'antimilitarismo, dovranno creare, forse, un militarismo pacifico ed +artificiale in omaggio alla bellezza virile. Ma sapete che siete ben +goffi, ben menci coi vostri abiti razionali? Noi, romantici, eravamo +belli. Alto io ero, nerboruto, con due calzoni assaettati, stretti sì +che i muscoli delle cosce guizzavano: voi oggi portate le gonnelle, non +i calzoni, e qual meraviglia se le donne vogliono adottare i calzoni? +Portavo io, allora, coturni da cacciatore, feltro grigio, giacca stretta +al busto e così cantavo, come potevo, ed ella diceva: _Canta, canta, +mio core mi fa male! tanto dispecere col core malato!_ + +Ma il cuore, malato veramente, era il mio. + + * * * * * + +Avevo cantato tutta quella mattina stringendo appena la sua pallida +mano, odorante di giunchiglia, fresca della sua primavera. Avevo +mangiato un boccone all'osteria; mi ero chiuso nella mia stanza. Era un +giorno ardente, e il sudore, con la passione, grondava dalla mia fronte. +Come concludere quell'amore? Rapirla, e poi? E dove andare? Come vivere? +E quei figli? Sappiate che io ero povero, allora. Volli almeno, +qualunque fosse stato il nostro destino, che ella sapesse almeno tutto +il mio amore. Non ci saremmo, forse, mai più riveduti, ma del mio amore +ella doveva avere notizia certa e memoria perpetua. + +Per tutto questo, benchè mi paresse cosa disonesta ed audace rivolgere +dirette e vere parole d'amore a donna che apparteneva ad altro uomo, +pure la passione vinse e scrissi. Timidezze dei venti anni! + +Suo marito, forse--io pensavo--mi avrebbe ucciso. Ebbene? Non ero già io +disposto a dar la vita per la Polonia? Guardai per la misera stanza +d'albergo: non c'era calamaio nè penna, istrumenti poco usati nelle +locande campestri, anche oggi che siamo così evoluti. E poi, che +calamaio, che penna! Trassi il coltello, mi denudai il braccio, vi +immersi la punta della lama. Più profondamente premetti che non fosse +necessario; ed un forte rivoletto di sangue, del mio sangue, rutilò. Lo +contemplai con occhi sbarrati: scendeva giù per l'avambraccio, scuro, e +si veniva grumando nella mano. Poi che l'ebbi deterso alquanto, scrissi +col mio sangue. Che cosa scrissi? Non ve lo saprei ripetere. Poche +parole, ma parole di sangue; ma degne di essere scritte col sangue. Poi +mi si appannò la vista; mi parve che un'aria, quasi gelida, asciugasse +il sudore della fronte. Un gran languore mi colse. Caddi riverso sul +letto, e mi addormentai profondamente. + + * * * * * + +Cadeva il vespero quando i miei occhi si riapersero. I bagliori +sanguigni del tramonto sereno entravano nella stanzetta muta. Mi +ricordai. Balzai per prendere il foglio dove avevo consegnato al mio +sangue la confessione del mio amore. + +Il foglio era scomparso! + +V'erano bensì sul pavimento due o tre fogli del mio taccuino, ma quello +con la lettera era scomparso. + +Qualcosa di terribile balenò allora nel mio cervello. Io non vi ho detto +di alcune gelosie che nutrivo in segreto per la bellissima donna. Ella +ne era del tutto innocente: ma un barbuto signore del luogo, assai +prepotente e ricco, e di sospetti costumi, troppo spesso e troppo da +vicino, e con aria troppo beffarda soleva passare presso di noi, lungo +la spiaggia del mare. Io vi assicuro che più volte ero stato preso da un +impeto folle di affrontarlo, e soltanto per riguardo alla dama me ne era +trattenuto, per timore che egli beffardamente mi dicesse: «E lei chi è? +che c'entra?» Ora il sospetto che colui, o altri per lui, avesse, +durante il mio sonno, fatto rapire il foglio, mi si presentò come cosa +certa, per effetto dell'immaginare mio fallace; tanto più che l'uscio +della stanza era rimasto aperto. Misi in tasca il coltello, stavo per +lanciarmi fuori, quando rassettando rapidamente le cose mie e +raccogliendo quei fogli sparsi, m'avvidi con stupore profondo di una +cosa non sospettata. + +Ecco: durante il mio sonno, le mosche avevano fatto colazione con la mia +lettera. Avevano mangiato col sangue le mie parole d'amore. + +Il foglio non era stato rapito; era stato succhiato dalle mosche. Ecco +perchè esso era tornato bianco come prima. Quali pensieri mi +germogliarono in mente, non vi saprei dire: ma ricordo che guardai le +molte mosche appollaiate sui vetri: esse parevano godere di una +eccellente digestione. La mia idealità era stata divorata dalle mosche! + +Allora avvenne quel disorientamento nel mio spirito di cui vi parlavo in +principio; o se vi pare, un nuovo orientamento. + +--Avete rifatta la lettera con l'inchiostro? + +--Nè con l'inchiostro, nè col sangue: avevo trovato la soluzione +semplice, naturale del problema che mi tormentava. Il violino dell'oste +faceva già _zin-zin_ e un contrabbasso faceva _zun-zun_: le danze sotto +l'imminente luna erano cominciate. + +Attesi: Quando fu notte alta, vidi fra le ballerine apparire la servetta +della mia signora polacca a cui la frase, _vergognati con gli occhi +fuori della testa_, non produceva alcun effetto morale. + +La Polonia, dunque, era sola in casa. + +Allora mi avviai, ed ero ben risoluto: il cancelletto era aperto e la +sabbia del viale non produceva alcun rumore. + +Povera e buona signora! Me ne rimorde un po' ancora il cuore: ella aveva +messo a letto i suoi piccini e si preparava in abito molto notturno a +seguirli, dolce, placida, indifesa e per nulla presaga dell'avvenire di +quella strana notte. Quando mi vide scavalcare la finestra a piano +terreno mandò un grido... + +--Di paura o di piacere? + +--Chi se ne ricorda più? Ricordo che rimase immobile, paralizzata. Io +ero ben gagliardo allora, e le mie braccia e tutto il mio essere si +affondò in quella profumata tenerezza bianca della Polonia. + +La sentii più tardi mezza dormiente sussurrare alle mie orecchie:--Da +quanto tempo ti aspettavo bell'italiano!--E la mattina mi diceva quasi +piangendo: _Mon Dieu_, come mi potevo difendere? Voi siete entrato come +un _véritabile_ brigante _et une femme quand est en toilette de nuit ne +peut absolumment se défendre_. + +Non mi rimase che l'ufficio di confortare la sua coscienza, +assicurandola che la colpa non era sua, ma della _toilette_ che vestiva +in quell'ora. + + * * * * * + +Il dì seguente io mi ricordo che ebbi una discussione con l'oste e con +alcuni avventori di campagna. Le mosche erano a nembi per la cucina in +quella mattina d'estate; e quella gente ragionava, per effetto di quella +disposizione filosofica che è connaturata nell'uomo, sui misteri della +Creazione. + +Essi sostenevano, ad esempio, la inutilità assoluta delle mosche nella +economia della vita. + +Io ero di opinione contraria. + +Sventuratamente non potevo spiegarmi, se non col dire che anch'esse +erano creature di Dio. Certo io ero guarito dell'orgasmo della mia +passione. Avevo trovato quella base morale che Archimede, come sapete, +propone come giusto fulcro delle operazioni umane, nessuna esclusa. Sono +diventato positivista; ho abbandonato la Polonia al suo destino storico; +mi sono dato anch'io al Proletariato, del quale, come esempio vi +dimostra, si vive, ma non si muore. + + + + +LA BUSECCA. + + +Vedi questa mia barba selvatica? Vedi queste mie scarpe e questi calzoni +inconciliabili nemici di ogni elementare eleganza? + +E d'altra parte vedi quella automobile laccata di verde con quella bella +signora? con quei due bambini, compresi già della loro posizione +privilegiata? Vedi quella governante che conserva tutta la dignità della +razza britannica a dispetto della bianca cuffia servile? Vedi tutto +questo? + +--Sì, vedo, ma andiamo oltre. + +Il mio amico pittore--artista molto delicato e fine, ma pur troppo, +oramai fallito per la gloria--si trovava in quell'ora del pomeriggio nel +suo stato abituale di saturazione lucida di assenzio. + +--Niente affatto «andiamo oltre», rimaniamo qui. Contempla soprattutto +quella signora. Ti pare bella, sì o no? + +--Sì, bella, ma andiamo oltre. + +--Niente «oltre», perchè tu devi sapere che io, se non fossi nato +imbecille, potrei essere seduto su quella _limousine_: quei figliuoli, +cioè no quei figliuoli, insomma alcuni figliuoli li avrei potuti fare +io, cioè lei; lei ed io _in marital nodo congiunti_. Tu ne dubiti? tu +credi ad una mia allucinazione verde? Guarda! Sono stato avvistato. La +signora ha dato ordine al meccanico di allontanarsi. + +La signora, infatti, volgendosi a caso verso di noi, ci aveva scorti: +aveva fatto un impercettibile segno di spiacevole sorpresa e poco dopo +la automobile si allontanava per il viale del Parco. + +L'amico pittore continuò: + +--Ci credi ora? Vuoi sapere la storia? Vuoi venire a casa mia a vedere i +documenti? no? Bene, paga un assenzio e ti racconto la storia +inverosimile. Essa è fatta di niente. + +È il dramma psicologico di un cretino: e il cretino, lo intuisci subito, +sono io. Credi tu che uno, perchè è artista, non possa essere +profondamente cretino? Credi tu che uno, perchè è pittore e sente il +colore, non possa essere un cieco della vita reale? + +Io sono un cieco della vita. Ascolta. + +Dieci anni addietro questa barba orribile non era nata: fra le mie +scarpe ed i miei calzoni esisteva un'intesa di eleganza e la mia +cravatta svolazzante era come una bandiera di giovinezza. Ero astemio. I +miei capelli fiorivano sul mio capo dolcemente al tepore della mia anima +sciocca, ma sensitiva. Io giungevo per la prima volta a Milano così +sicuro di essere accolto nel Grande Hôtel della gloria, come il mio +primo quadro era stato accolto all'Esposizione di Brera: le poche +centinaia di lire che avevo in tasca, mi parevano un capitale a fondo +illimitato, come si legge nelle Società di banca, «capitale a fondo +illimitato». La prima impressione di Milano non fu piacevole. Era un +mattino grigio di febbraio; e già quel verde crudo della campagna sotto +il cielo basso che gemeva di pioggia, mi pareva un colore stonato, +disteso da un cattivo pittore. Le case, le strade, tutto mi pareva +precipitare verso una tinta unica: un grigio caffè e latte. Perchè uno è +imbecille? Perchè ha i sensi che fanno vedere e sentire tutto falso. + +Era il mattino. Avevo negli occhi il risveglio nel mattino della mia +Venezia, in piazza San Marco. San Marco balena d'oro; è tutto animato +come una trireme antica in voga piena. Poi abituato al fetore delle +alghe e di altre cose stagnanti, l'assenza di quel profumo mi pareva +rendere l'atmosfera priva di un elemento necessario alla respirazione. +Vi sentivo invece un indistinto lezzo di coloniali, droghe, zafferano; +come un odore dell'anima mercantile della città. Il dialetto, questo +terribile dialetto lombardo con quelle desinenze cupe, in _oeu_, _u_, +_uh_, _uuh_, mi scoteva i nervi, e mi pareva che tutti si fossero +divertiti a rivolgermi delle parole scortesi. Oh, invece, il risveglio +della mia Venezia! batter di zoccoletti, scandere di parole cadenzate, +musicali, come su di un'antica spinetta. Provai un bisogno di fuggire +ancora, di imbarcarmi sul primo treno in partenza. Ma poi pensai: E la +conquista della gloria? e il mio quadro all'Esposizione? + +Avevo una fame da poeta; e proprio in quell'ora un ristorante si apriva. + +--Avete niente di pronto? + +--La busecca. + +--Ah sì, la busecca! + +Mi stava in mente l'idea che la busecca fosse una sorta di manicaretto +raro; un cibreo delicato, aristocratico, asciutto, finamente rosato, +servito in un piattino, o tegamino di bel metallo. + +Mi vidi portare davanti una tazza da brodo, soverchiata da un liquido +giallastro purulento. Dentro vi nuotavano delle anse intestinali +lardacee. Ne concepii un terrore macabro. + +Guardai il cameriere: esso stava col naso in su, soddisfatto di sè, +intento alla disinfezione mattutina del detto naso. Questa non è una +specialità milanese, ma dei lavoratori della mensa in genere. Ma allora +mi parve una specialità milanese, come la busecca. Uscii naturalmente +senza toccare cibo. + + * * * * * + +Girai tutto il giorno per trovare una stanza d'affitto che non avesse +l'apparenza atroce di essere io in balìa di un'affittacamere. Ebbi la +fortuna di trovare una cameretta pulita, in una via relativamente +silenziosa. La mia finestra dava in un cortile grigio, quadrato. Quattro +pareti grige, ma pulite, si innalzavano per altri tre piani e +sprofondavano per altri due. In fondo, alcune piante di bambù si +allungavano nella nostalgia dell'azzurro. Io le guardai con un affetto +fraterno. + + * * * * * + +Passavo lunghe ore alla finestra a dipingere, ed ero così assorto nel +mio lavoro che non mi accorsi che di fronte a me, a venti metri di +distanza, una figura di giovinetta passava, ripassava, era intenta a +fissarmi. La guardai anch'io. Essa si era messa con la testolina +appoggiata sulle palme della mano, e mi pareva che le sue labbra +mormorassero: «Cattivo, non vi accorgete che da tanti giorni vi guardo?» + +Certamente--pensai--è una cameriera, una sartina, una ballerina, io non +so bene. Ma qualcosa di volgare deve essere per fissarmi con tanta +insistenza. + +Risposi tuttavia al saluto. Un giorno mi fece un cenno vivace, come a +dire: «Abbiate la cortesia di aspettare». + +Aspettai. + +Scomparve un momento, riapparve: diede una occhiata rapida per osservare +se dalle altre finestre poteva essere scorta, se vi era qualcuno; poi +rapida, risoluta, graziosissima, sollevò un foglio grande come quelli da +disegno. Se lo collocò davanti alla faccia. + +C'era disegnato in nero un gran V geometrico. + +Subito il V è buttato via; ed è sollevato un altro foglio con un I della +stessa proporzione. + +Seguì un breve cenno molto calmo, molto grazioso con la testa, come a +chiedere: «Avete capito? Quello che vi ho fatto vedere è un VI. Ora +attento.» + +Ed allora sfilarono fulmineamente tre lettere, sostenute da un colossale +ammirativo: esse formavano la parola _Amo!_ Vi amo! + +E rimase lì imperterrita. Io rimasi lì. La rivedo ancora fare un gesto +così grazioso, così disperato di impazienza! Certo deve aver detto: +_Dio, come l'è bell, ma come l'è stupid. El capiss no!?_ + +Allora io, cretino, meditai come avrei dovuto fare per comunicarle la +risposta, che era questa: «Io sono straordinariamente stupìto». + +Mi posai la mano sulla fronte, e la allontanai con un gesto +melodrammatico. «Ah! Ah, io sono straordinariamente stupìto». + +Lei, la cara fanciulla, interpretò quel gesto come un'espressione +romantica, come avessi detto: «Il vostro amore mi dà alla testa, e mi +toglie la facoltà, per ora, di rispondervi.» + +Parve soddisfatta; prese dalle sue labbra un bacio e me lo consegnò +deliziosamente. + +Scomparve. + + * * * * * + +Noi abbiamo tenuto corrispondenza epistolare per quasi un mese. Le sue +lettere erano scritte tutte con alti caratteri in punta; esatte, +regolari, e contenevano un loro profumino delicato, e la loro +immancabile enorme viola fresca del pensiero, fermata con uno spillo e +un nastrino all'angolo superiore sinistro. La sua ortografia era +precisa, la sua prosa non priva di fioriture letterarie, nate non da +lei, ma appiccicatele dalla maestra di letteratura. Le espressioni sue, +sue di lei, invece balzavano fuori da quelle convenzionali, misurate, +calme, positive, concludenti: tutto il contrario di quello che si poteva +supporre dopo quell'assalto di torpedine: Vi amo! + +La prima lettera fu naturalmente la sua, ed il ragionamento, così della +prima come delle seguenti, seguiva questa linea di logica: +«Voi--parliamoci chiaro--non mi amate se non forse un pochino per +vanità. Io vi amo invece davvero, e ve l'ho dichiarato. Per quante prove +io vi portassi che sono una signorina per bene, voi non ci credereste: +non negate. È una disgrazia; ma mi crederete in seguito. Siete disposto +a sposarmi? I miei genitori sono molto severi, ma mi vogliono anche +molto bene. Io ho ventidue anni, ma non intendo di fare niente senza +l'approvazione dei miei genitori. Potete dare, come non dubito dal caro +volto che avete e che amo tanto, buone referenze di voi? Se sì, ditelo +presto e l'affare è fatto». + +Era stata allieva di qualche scuola di ragioneria, la signorina, per +trattare l'amore così alla spiccia? + +La signorina era carina: e ti confesso che se l'avessi veduta su di un +balcone di marmo a Venezia, intenta a interpretare l'azzurro +interminabile della laguna, io mi sarei chiamato felice di una così rara +ventura. Invece io la vidi un giorno, quasi da vicino, in un grande +negozio: slanciata, bella, elegante in un grembiuletto di seta, tutto +quello che vuoi; ma ritta accanto ad un libro mastro. Era il negozio +paterno. Esso era immenso, pieno di commessi, e ne esalava quell'odore +di droghe, caucciù, medicinali che mi pareva l'odore di Milano. Il +sorriso, che lei mi lanciò dietro il libro mastro, si impregnò di +drogheria, di ragioneria. Ma che importa la ricchezza! Che importa la +miseria!--dissi fra me--Non è la Miseria la divina introduttrice nel +vestibolo della Gloria? Almeno così avevo imparato nei romanzi e anche +nei libri di scuola. + +Allora avrei dovuto lasciarla: una bella lettera d'addio, e tutto +finito. Ma io, uomo inconcludente, oltrechè cretino, non sapevo +decidermi. Non per amore, sai, ma così, per quella impotenza morale, che +ho alfine riconosciuta come mia proprietà inalienabile: e un po' per +egoismo, perchè mi confortava il sapere che, nella città tumultuosa e +grande, esisteva un piccolo cuore che palpitava per me; fosse pure un +cuore di ragioniera. + +Un giorno mi scrisse e diceva così: «Sentite, per lettera vedo che non +c'intendiamo. Proviamo ad intenderci a voce: mi vedrete così anche da +vicino. Alle ore sette trovatevi nella chiesa di via X***. Entrate in +chiesa: a quell'ora la chiesa è deserta; potremo parlare.» + + * * * * * + +Un piccolo raggio di sole si riverberava sulle alte cime delle piante +allora rifiorenti nei giardini pubblici per cui lei doveva passare per +recarsi in quella chiesa. La vidi arrivare in fatti. Era in compagnia di +una sua governante o domestica che fosse. Vestita di scuro con una +veletta scura sul volto: dietro turgeva la massa bionda dei capelli. Mi +vide. La sua testolina si inchinò insensibilmente, ed un piccolo cenno +della mano mi fece capire: «Seguitemi a distanza». Le sue scarpette +facevano scricchiolare i sassolini dei viali, deserti a quell'ora. + +Allora vidi bene i suoi piedi. Io, l'essere più sprovvisto di +fondamento, avevo delle idee estetiche assolute, sui piedi delle donne. +Io pensavo ai piedi di lei e ad un'altra cosa che mi si era fissa in +mente. + +«Piedi troppo lunghi--sospirai--: irremissibilmente piedi troppo lunghi. +È orribile: queste donne lombarde hanno tutte i piedi lunghi.» + +Ella scomparve dietro la portiera della chiesa. + +Io entrai. + +La chiesa era deserta, infatti. Lei mi affrontò. Due bianche belle mani +sollevarono la veletta. + +--Voi non mi avete veduta mai da vicino--disse.--Voi siete artista e +questo pensiero mi turba un po'. Sono quello che sono, così: guardatemi. +Vi piaccio? + +Dio, che caro volto, che tremore nelle pupille, che candore nei denti! +Ma io pensavo a quei piedi, e poi aveva quell'altra idea fissa in testa. +Vedi, quando io ricordo tutte queste cose, io corro alla _buvette_ a +bere assenzio e domando: + +«Un assenzio per questo cretino.» + +--E la voce?--io domandai. + +--Ma deliziosa, amico mio: tutto delizioso. + +--E cosa ti disse? + +--Cosa vuoi che possa ricordarmi io che vivevo dentro un'idea fissa? Mi +fece, ecco, capire che bisognava che mi decidessi: o prendere o +lasciare. Quella insistenza mi turbava. Io mi ricordo che sentivo il suo +piccolo tacco battere impazientemente come tu faresti se fossi un +maestro di musica e udissi delle stonature. + +--Ma di positivo che cosa hai detto tu? + +--Di positivo? ho domandato: Signorina, lei mangia la busecca? + +Mi guardò trasognata. + +Io ripetei imperterrito la domanda. + +--Ma certamente--rispose.--Il sabato è d'uso, in casa, fare la busecca: +a papà piace tanto. Perchè? + +Vedi, amico, allora l'idea di sposare una donna che mangiava la busecca, +mi incuteva un senso di orrore! + + * * * * * + +Poi non ricordo più nulla. + +La rividi attraversare ancora i giardini. Aveva la testa abbassata, come +se una ferita la avesse offesa nel petto. + +Le sue finestre non si aprirono più. + +La grande Arte non mi aprì nemmeno l'anticamera del suo palazzo; e +l'Arte del tanto per cento mi scacciò a calci nel sedere. + +Ma nelle trattorie di infimo ordine sono felice oggi quando mi +annunciano che c'è una busecca con cui riscaldarmi e sfamarmi con poco +prezzo. Allora penso: Cretino, che ti era capitata una donna col +cervello sano e forte, col cervello di ragioniera, che avrebbe pensato +anche per te... E tu...! Via, via, amico, pagami l'assenzio. + + + + +AHI, QUEL POVERO COLONNELLO! + + +Polifemo--come sanno quasi tutti--era un mostro della specie oggi +scomparsa dei Ciclopi, cioè che avevano un solo grand'occhio tondo in +mezzo la fronte. + +Questo Polifemo era innamorato di Galatea, la quale era una bella ninfa +del mare, bella e bianca come il latte. Aveva un solo occhio, Polifemo, +ma le lagrime che pioveva per la passione di Galatea non erano per ciò +meno abbondanti, e i sospiri che mandava su la zampogna silvestre +facevano tremare le foreste dell'Etna. + +Ma Galatea veniva su dal mare e gli faceva, _maramao!_ e poi con le +compagne vezzosamente rideva del rozzo amatore, e tratta dai delfini, +gli facea davanti scorribande pel glauco mare. + +Queste cose, assai vecchie, sono consegnate nei libri degli antichi +poeti. + +Ma i poeti hanno trascurato di dirci che guai per Galatea se fosse +giunta a tiro di mano di Polifemo! + +Per troppa furia d'amore se la sarebbe messa in bocca come un _fondant_ +e se la sarebbe ingoiata, per goderne tutto il sapore. + + * * * * * + +Ebbene, qualche cosa di simile accadde tra il signor conte Guido Ubaldo +e la signora Fanny, o donna Fanny, come ella amava chiamarsi; perchè +ella era una dama molto aristocratica. «A Roma--e sospirava--andavo ai +balli di Corte!» + +Ci fu un giorno che il signor conte si trovò al contatto della mano +della signora Fanny, e dopo la mano venne il braccio e dopo il braccio +venne il resto, finchè... «Finchè il signor conte ingoiò così come +stava la signora Fanny...?» Per l'appunto: finchè la sposò, così come +stava. + + * * * * * + +Ma non bisogna dimenticare che le mani della signora Fanny erano +deliziose e rare; e un po' i profumi, un po' la pelle, un po' lo +splendore languido delle turchesi e degli anelli, accoppiato col pallido +corallo delle unghie, fatto è che quelle mani esercitavano una tale +seduzione, che il signor conte fu più che scusabile se ne subì il +fascino irresistibile. + +Gentiluomo campagnolo, il signor conte, bruciato dal sole, riarso dalla +vita faticosa dei campi e della caccia, col sangue grosso e caldo di un +uomo che--quando arrivava a sedere nel tinello della sua villa--li +faceva suonare sì gli ossicini dei pollastri, e un fiasco di vino della +sua vigna (oh che vino!) gli andava giù come ridere; un uomo--dico--in +quelle condizioni, al posar le sue grosse e arse labbra su quelle mani, +aveva provato l'impressione indimenticabile di ingoiare un sorbetto di +vaniglia o di ananasso. + +Ora, tutto il resto della signora Fanny era--almeno per gli occhi e pei +sensi del signor conte--nella relazione di quella mano: una donnina +profumata, signorile, languida, che pareva avesse la virtù di attaccare +alle vesti la emanazione carnale di se stessa. Ora se una mano soltanto +dava questa sensazione di piacere, che cosa avrebbe dato l'intera +signora Fanny? + +Il signor conte si ammalò di questa malattia di assaporare la signora +Fanny per intero, e l'infezione giunse a tal punto che fu necessario +l'intervento del matrimonio. + +Ma ci furono dei guai seri e delle difficoltà da superare. + +Il signor conte, ohimè! rasentava il peso di un quintale: ora appariva +da molti segni poco probabile che la signora Fanny volesse accettare il +matrimonio con un uomo di quelle proporzioni. Inoltre il signor conte +portava le camicie di flanella coi colletti rovesciati: aveva +l'antiestetica abitudine di legare le mutande su le calze, per modo che +bene spesso si scorgevano giù pendere i legacci: ignorava--almeno a +giudicar dall'esterno--l'uso degli stiracalzoni; e non soltanto fumava +degli orribili mezzi toscani, ma, quel che è peggio, giungeva al punto +di tagliuzzare con un coltello da tasca un mezzo toscano, ne imbottiva +la pipa e fumava come un plebeo. + +Aveva altre abitudini rozze e contadinesche, che non concordavano niente +con la sua nobiltà. Per esempio, fra le otto e le nove del mattino, dopo +tre o quattro ore di caccia o di sorveglianza ai lavori agricoli, era +per lui un gran piacere far colazione, all'ombra se era estate, al sole +se era inverno, nelle più umili osteriuzze di campagna in cui +s'imbatteva, e mangiava quello che c'era, come un muratore: quattro +soldi di tonno cosparso di pepe e un mazzo di cipolline fresche, e, se +v'erano operai, manovali, carrettieri, villani, parlava con loro da pari +a pari, tranne che a lui aggiungevano un _signor conte_, ma un _signor +conte_ così alla buona e consuetudinario che passava inavvertito. E +d'altronde se quel tonno con la cipolla piaceva tanto a lui come a +quegli altri, che bisogno c'era di far tante distinzioni anche nel +resto? + +Nella casa del signor conte non esisteva una _table à the_, anzi credo +che quanto al tè preferisse una buona tazza di camomilla; e infine +attorno alla sua mensa non girava nessun muto e impassibile cameriere, +ma la stessa cuciniera si staccava dai fornelli per mettere in tavola, +così com'era, con il grembiule. Ed essendo oramai solo e senza nessuno, +arrivava d'estate al punto da mangiare anche in maniche di camicia. + +Però di tutte queste ultime cose la signora Fanny non aveva che un +lontano sospetto, come ignorava la predilezione di lui per la minestra +di fagiuoli col lardo; o di ceci, con i quadrettoni di cruschello ben +grossi, che si sentono sotto i denti. + +La signora Fanny era in quell'estate ospite in villa di una cospicua +famiglia, la quale era in buoni rapporti di vicinato e confinante per +proprietà coi beni del signor conte; e per tal modo si erano conosciuti. + +La signora Fanny aveva appena da un anno smesso l'abito di lutto per il +suo primo marito: anzi si può quasi assicurare che era stato lui, il +signor conte, a farla sorridere la prima volta dopo quella gran +disgrazia; lui, con quel suo fare bonario, semplice, con quel suo largo +riso sano e felice, con quei suoi occhi celesti, senza ombre e senza +malizie. + +--Pare un grosso bambino, ed ha la barba che qua e là è grigia--aveva +detto agli ospiti la signora Fanny. + +--Un uomo felice--avevano detto gli ospiti. + + * * * * * + +La signora Fanny non aveva appetito, perchè aveva troppo sofferto per la +morte del suo povero colonnello, chè tale era il grado del defunto +consorte. Ma ci pensò lui, il conte, a stuzzicarglielo l'appetito, chè +da un laghetto sull'Alpe lontana faceva venir giù certe trotelle, certi +panierini di fragole selvatiche, certi formaggi che fanno i pastori, +certi funghi...! Tutta roba che si trova sul remoto Appennino, e non è +facile conoscere la via, i mezzi, il tempo per acquistarla. Ma il signor +conte, gran cacciatore, conosceva la montagna a palmo a palmo, e sapeva +in quale gorgo di fiume matura la trota, in quale selva cresce il +lampone e la fragola. + +E che dire della caccia? O, quanti pennuti, già felici fra i ginepri e +le forre montane, quante gallinelle, quante starne, quante quaglie +furono dal micidiale piombo del conte sottratti alla libertà ed alla +vita e presentati come omaggio alla inappetenza della signora Fanny! + +Fu così che la signora Fanny cominciò ad acquistare l'appetito; ma il +signor conte cominciò a perderlo. + +Un giorno gli caddero molte lagrime sopra due quaglie, le cui compagne +erano state consegnate alla cuoca della signora Fanny, e allora pensò: + +--Ma perchè piango io, sciocco che sono mai? Se quel povero colonnello +fosse in vita, allora sì avrei da disperarmi; ma poichè il colonnello è +morto..., io ben la posso sposare. + +Pensar questo fu cosa facile. + +Ma se il conte ci riusciva ad offrire le quaglie e le starne, ad offrir +se stesso non ci riusciva: trattare con donna Fanny era per lui +un'impresa seria: si imagini come offrire la scomposizione e +ricomposizione di un orologio alle dita di un carrettiere. Ne parlò ai +comuni amici, i quali ne parlarono alla signora Fanny. + +--Rimaritarmi, io? + +La signora Fanny non faceva questione del conte o di altri: faceva +questione semplicemente del verbo _rimaritarsi_. Come è naturale, donna +Fanny faceva presente l'ombra di Sicheo, voglio dire del defunto +colonnello, il quale era inutile che fosse stato così buono, così +cavaliere, così compiacente di morire, se la vedova si doveva legare con +altri. Il vero è che lei non vedeva nessuna necessità di queste seconde +nozze. Sarebbe come offrire una seconda licenza ad uno scolaro: ma è la +prima quella che è necessaria, il _porro unum_ della carriera. + +Così per le donne: è il primo marito che è necessario. + +E poi quel dover rinunciare alla pensione che quel povero colonnello le +aveva lasciata, a lei pareva quasi un delitto di ingratitudine. + +E infine, perchè non dirlo? Il suo primo marito era stato troppo buono, +troppo cavaliere, troppo delicato in tutto, così che lei si sentiva come +un pochino viziata. + +--No, amico, credetelo, vi farei infelice--diceva al conte. + +Ma se tutti gli impedimenti erano questi, egli, il conte, poteva +garantire che sarebbe stato tanto buono, tanto docile, tanto delicato +anche lui. + +--Sì, ma poi voi siete troppo colossale, mio Dio! Vi pare che staremmo +bene vicini l'una all'altro? + +A questa terribile domanda, il povero conte non sapeva che rispondere; +ed era tanta la desolazione che si dipingeva sul suo viso, che donna +Fanny ridea di gusto, e da allora cominciò a pensarci su. Le donne--come +è ben noto--hanno l'istinto della redenzione, e fu appunto per questo +che nel cervello della signora Fanny entrò, non l'amore propriamente, ma +l'idea di redimere quel povero conte: compiere come una missione di +bene. + +Senza cominciare da Beatrice Portinari, che gettò nella mente del suo +pallido amico l'idea della _Divina Commedia_, quante donne potrebbe +registrare la storia che furono cagione dell'opera egregia di tanti +uomini illustri! + +Ora la signora Fanny non si proponeva certo di far comporre al conte una +_Divina Commedia_, e nemmeno di iniziarlo alla vita politica. Ma le +pareva opera degna della sua muliebre intellettualità e di quell'istinto +materno che fu depositato dalla natura nel segreto di ciascuna +discendente di Eva, richiamare alla vita quel disgraziato conte. + +Perchè io non ho detto tutto: ma il vero è che il conte Guido Ubaldo +portava un bel nome storico, che il suo patrimonio era cospicuo, e il +castello che abitava era stato testimone di antiche storie. Con questi +requisiti, un uomo si doveva seppellire in campagna? vestire a quel +modo? condurre l'esistenza di un fattore? + +«Ma salva e redimi quell'infelice nostro discendente», pareva dicessero +alcuni ritratti antichi a donna Fanny, il giorno che il conte la +condusse a visitare il castello. + +Fu così che donna Fanny si decise, perchè oltre a richiamare il conte +Guido Ubaldo a vita conforme al proprio grado, c'era tutto il castello e +le sue adiacenze da riformare. + +Riformare la mobilia, se non in tutto almeno in parte: tutte quelle sale +tetre con quei mobili neri, roba d'altri secoli, consunti dai tarli, +roba da antiquari, sostituirli con aerei, azzurri, rosei mobili di stile +floreale; e bianco e oro alle pareti; e su la spianata invece di quei +funebri cipressi, spianarvi un _lawn-tennis_, e perchè no? sostituire il +vecchio e geometrico giardino all'italiana con tutti quei vasi di +limoni, con tutti quei corridoi di verdura, con un vago e vario giardino +all'inglese. + +C'era insomma da consumare l'attività di una donna anche meno +intraprendente della signora Fanny. Ma più che il castello, stava a +cuore a donna Fanny di riaprire e rimodernare il palazzo comitale di +città; e più che il castello e più che il palazzo, le stava a cuore di +rimodernare e aprire alla vita il suo volonteroso secondo consorte. + + * * * * * + +Così adunque vennero celebrate le nozze. + +Gli sposi partirono, e si racconta che, nei primi tempi, molto +viaggiassero, e in grandi città facessero loro dimora. + +Se non che, dopo qualche anno, ritornarono al castello perchè il povero +conte non istava proprio bene. Infatti non si riconosceva più. + +Lasciamo stare l'abitudine delle minestre col cece e delle colazioni da +cacciatore con il tonno, il pepe e la cipolla: ma voglio dire che lui +non si conosceva più. Era diventato di un colore che ricordava il grano +che è cresciuto in cantina; e, mentre prima stava ritto, ora era tutto +cascante, e quella sua barba veramente fiorita, in cui i fili d'argento +già facevano bizzarro contrasto con il color primitivo del rame, era +stata trasformata in una barbetta in punta, d'un colore tutto eguale, un +colore sporco fra il cenere e il biondo. + +Parlava mansuetamente e assicurava tutti che stava bene di salute; ma +quel suo sorriso stirato, dava a vedere che non lo diceva con +convinzione. + +Anche l'aria nativa non gli giovò: e come molti avranno osservato che +gli uomini prima di impazzire, prima di ammalarsi di incurabili mali, +ovverosia prima di morire, mettono fuori certi loro sentimenti sigillati +nel cuore da anni ed anni, così si racconta che il povero conte +esclamasse una volta: + +--Ah, perchè è morto quel povero colonnello! + + * * * * * + +Quando anche il conte morì, fu osservato che la sua barba era tutta +bianca e così i capelli; e così si osservò che il suo volume e il suo +peso non erano diminuiti. + +Ahi, come si dolse donna Fanny della morte del povero conte! Dopo il +colonnello ella credeva impossibile di trovare un uomo più cavaliere, +più gentile. Eppure ella lo aveva trovato nella persona del conte Guido +Ubaldo; ed era morto! + +Tutto ella aveva fatto per lui: lo aveva abituato a portare i colletti +alti; a gustare il tè, che prima non poteva soffrire, a fumare le +sigarette invece dei toscani. Aveva smesso l'abuso dei farinacei, del +fiasco di vino; s'era adattato benissimo ai ricevimenti del venerdì, a +coricarsi dopo il teatro, a stare in letto al mattino sino alle otto per +lo meno: insomma, in tutto si era incivilito, dirozzato quel povero +conte; in una sola cosa non era riuscita donna Fanny: nel farlo +dimagrare. Perchè quello di ridurlo magro era stato il principale +pensiero di donna Fanny. Ma invano! + +Cure sopra cure, aveva fatto: non vino rosso, non farinacei di cui era +sì ghiotto; molto tè, molto digiuno, massaggio, cura elettrica ad alta +frequenza, idroterapia, cura di Montecatini, di Carlsbad, tabloidi di +tiroidina. Macchè! Diventava pallido, ma magro niente! + +Così, ma molto più in lungo spiegava donna Fanny al dottore, il vecchio +dottore di condotta, che la stava ad ascoltare a fronte bassa e con gli +occhi chiusi dalla mano. + +--Pensi--seguitava donna Fanny--che vedendo l'impossibilità di ottenere +alcun dimagramento, mi sono raccomandata ad un celebre specialista +omeopatico, il quale mi consigliò come infallibile una cura assai rara e +costosa, fornitami--noti bene--da quella stessa casa--una delle case più +accreditate--da cui io da anni faccio venire i miei articoli da +_toilette_. + +A questo punto il vecchio dottore si tolse la mano dagli occhi, e, +levando il volto, affissò attentamente il volto della contessa Fanny, +chè tale ora si poteva a buon diritto chiamare; e poichè qualche cosa +era necessario rispondere, così il dottore disse: + +--Io sono della vecchia scuola, signora contessa; ma io credo che chi è +nato grasso e grosso non potrà mai diventare snello e magro. Credo +piuttosto che una vita libera ed all'aperto, piena di attività, quale +era quella che spontaneamente conduceva prima il defunto signor conte, +avesse virtù di mantenere l'equilibrio organico meglio che le cure +specifiche escogitate al proposito e a cui ella testè mi accennava. La +ragione ci consiglia spesso di violentare la natura, ma una più acuta +ragione ci avverte che è bene usare le maggiori cautele in quest'opera +di violenza. + +Così parlò il vecchio dottore. + +Ma alla sera, avendo osservato il volto imbiutato e lisciato di +cosmetici della signora contessa--cosa di cui forse il conte Guido +Ubaldo non si era mai interamente accorto--scrisse in un suo libro di +memorie mediche, accanto al nome del defunto, questa nota in latino, +come soleva: + +E le parole sono queste:«_Ex eodem unguentario unde causas nuptiarum, +idem, miser comes Guidobaldus, mortis emit causam_.» (Dal medesimo +venditore di cosmetici, da cui il misero conte Guidobaldo tolse la +_causa_ del matrimonio, comperò pure la _causa_ della sua morte.) + + + + +LA BAMBOLA FATALE. + + +--_Patà! Canca Imma_. + +--Cosa vuol dire _patà_? + +--_Patà_ vuol dire, _in braccio_. E _canca_ vuol dire, che _Irma è +stanca_. + +La prese in braccio. + +Dopo un po' egli disse: + +--Ma, cara mia, capirai che valigia, pastrano, ombrello e la bambina, +anche, per giunta... è impossibile. + +La signora, allora, lo alleggerì della valigia, una di quelle valigette +di cuoio, leggere leggere; poi gli prese anche il pastrano e l'ombrello, +e non gli rimase che la mimma. + +--Auf!--soffiò ancora il giovane. + +--Ti pesa? + +--Piuttosto: ma vedremo di rimediare. Di'? tu, oilà, vuoi andare più in +alto, al terzo piano, che ti porto meglio? + +--_Tì!_--rispose la piccola mimma con quella sua languida voce di +cantilena. + +--_Tì_ lo capisco: vuol dire _sì_--disse il babbo. + +--Eppure pesa così poco, pesa: magari pesasse di più--disse la madre. + +Il babbo sollevò la bambina sua al terzo piano: cioè a cavalluccio sopra +le spalle. + + * * * * * + +Il babbo e la mamma erano assai giovani: lei una donna scialba, +delicata, lunga, troppo lunga. Doveva essere stata vezzosissima pochi +anni prima: ma la maternità intensa aveva fatto quasi repentinamente +sfiorire la sua giovinezza; aveva deformata la sua persona. Le mani +erano lunghe, trasparenti: le orecchie, il naso mostravano le +cartilagini. Lui, sì, era un bruno, aitante, esuberante, forte maschio. +Pareva che la sua giovinezza fosse ancora sorpresa del laccio +ineffabilmente tenue e infrangibile del matrimonio, rappresentato da +quella mimma esile come la mamma, da quella sposa patita. Eleganti erano +l'uno e l'altra: ma di diversa eleganza: in lui era l'eleganza che cerca +il piacere, in lei l'eleganza che non va oltre il decoro e la nettezza. + +Dunque la sollevò, la sua mimma, sulle spalle, al terzo piano. + +--_Pimpala, Imma!_--fece la bimba spaurita. + +--Cos'ha, adesso, con questo _pimpala?_--chiese lui alla moglie. + +--_Pimpala_--spiegò ancora la moglie con una sua voce di +rassegnazione--vuol dire che l'Irma cade, che lei cade. + +--Ma dio--disse lui alla bimba--dammi le manine. Con tutte le cose che +hai in mano!... + +Ed egli prese le cose che aveva nelle sue mani di giglio, e se le pose +in tasca; poi strinse l'una e l'altra mano dell'Irma; e ci stavano per +intero, la manina ed il piccolo braccio della bimba, nella sua forte +mano. + +--_Oh, lulù, lulù!_--esclamò ad un tratto gioiosamente la bimba, +dondolando con la voce la testa e le chiome. + +--_Lulù_, vuol dire?--chiese lui. + +--_Lulù_ vuol dire il _lago_. + +--Perchè? + +--Mah! lei dice così. + +Infatti, dall'alto del terzo piano anche lei, la piccola mimma, vedeva +il lago. + + * * * * * + +I giovani sposi con la loro bambina scendevano verso il lago. Il +paesaggio era immobile nella lucidità del mattino di giugno: il lago +giaceva laggiù così in fondo che i battelli bianchi a vapore che lo +attraversavano, parevano balocchi. + +Al di là dei muriccioli di pietra che costeggiavano il sentieruolo, si +occultavano le villette; e qua e là tutti i fiori, tanto quelli dalle +aiuole ben rasate delle villette, quanto quelli dalle rocce e dai dirupi +erbosi, si occhieggiavano nella rivista del sole: bocche di leone, +giaggioli, rose, viole, contesse e duchesse della specie, pettinate dal +giardiniere, fiori aristocratici, insomma; e poi umili fiori di campo. + +--Bella mattina, eh, Irma?--domandò il babbo. + +La bambina non rispose niente. + +Da due mesi erano brutte mattine per lei: non si destava più ridendo e +gorgheggiando, ma tediata e piangente. Perchè prima il riso ed ora il +pianto, ella non sapeva. Lo sapevano i genitori ed il medico. Per ciò +era stata condotta sul lago, fuori della città afosa. Era pallida +pallida; era magra, non pesava più nulla. La pelle le cadeva giù per le +coscie come due borse vuote: il collo era uno stelo venato d'azzurro. +Piangeva spesso per niente. Ora però si veniva rimettendo in meglio, ed +i suoi genitori spiavano il suo volto, il suo colore, il suo appetito, +il suo umore ed altre cose, come i marinai fanno col cielo quando temono +la burrasca. + + * * * * * + +--Ma ha un bel colorito stamane, vero?--chiese lui. + +--Non c'è male. + +--Irma, mi vuoi bene, oh Irma, dimmi, mi vuoi bene?--chiese lui. + +--Sì, tanto, papà. + +La voce veniva da sopra il suo capo, dal terzo piano. Ma che voce! +Accorata, profonda. Pareva venisse come da un mondo crepuscolare, ove +non è lago, non sono fiori, non è sole. Un mondo crepuscolare ove +abitano quelli che furono, ove abiteremo noi, che siamo. + +Sorrise a quel--_sì tanto_;--lo fece ripetere e disse: + +--Ah, questo sì, Irma, è un linguaggio chiaro. + +E poi, come... come non so, la tolse dal terzo piano, la accostò alle +labbra, la baciò. + +--To'! e tu perchè piangi?--domandò alla moglie. + +--Perchè non ci vuoi bene a questa povera bimba. Ogni momento tu te ne +vai via. + +--Ma, amica mia, sii ragionevole; gli affari in prima linea, dopo voi +altre, si intende! Sto fuori, qualche volta mi assento. Ma che vuoi? Un +artista è come un uomo politico: non può allontanarsi dalla società. Son +capaci di dire: «Lo scultore Taliedo com'è che non si vede? Mah! È +ammalato, è neurastenico, è etico, non può più lavorare. Che peccato, un +artista così bravo!» Ora io non voglio dare queste soddisfazioni ai miei +amici. Per esempio, l'affare per cui vado oggi a Genova mi è venuto +d'_emblée_, al Grand Hôtel Excelsior a Roma. Senti, è buffa: un +americano è venuto in Italia per farsi fare la statua di sua moglie +morta. Egli è felicissimo che sua moglie sia morta, ma vuole eternare in +marmo la sua gratitudine. + +Il giovane scultore Taliedo parlava così con volubilità allegra, ma la +giovane donna ascoltava come fossero cose estranee e lontane: la piccina +aveva reclinata la testa bionda sull'esile stelo del suo collo esangue. + + * * * * * + +Un'ora dopo il giovane scultore Taliedo correva in diretto--ben +rincantucciato e accomodato--verso Genova. + +La felicità della vita consiste, come tutti sanno, di diversi capitali, +come la salute, i denari, il buon umore; ma consiste anche nel sapere +mutare, nel cinematografo del cervello, la serie delle imagini. + +Un'imagine è lugubre, per lo meno sconsolante? Sostituiamola con un +_film_ tutto da ridere. + +Mentre il treno correva, lo scultore Taliedo faceva passare con +vertiginosa rapidità le ultime imagini di sua moglie: «Cara, brava, +buona, virtuosa, tutto quello che volete: ma è strano come con +l'apparire delle virtù morali, siano scomparse le virtù corporali. +Poverina, non è colpa sua, ma è troppo lunga, troppo affilata: troppe +cartilagini visibili.» + +Lo scultore Taliedo era pienamente giustificato davanti ai suoi occhi se +lasciava il lago e correva a Genova in un treno diretto. + +--Mia moglie--proseguiva dal delizioso angolo ove stava +rincantucciato--andrebbe bene come modello per Maria Vergine! Ma non se +ne fanno più ordinazioni di Marie Vergini in questi tempi sacrileghi; e +quei positivisti di parroci le comprano già bell'e fatte, inverniciate e +vestite, dalle case di commercio. Ah, poveri artisti! + +Però l'idea di modellare sua moglie con Irma in braccio lo seduceva: una +visione soave. Irma che ride, pargoletta, dalle braccia materne: una +visione secolare: la maternità e il figlio o la figlia, cioè il germe +della vita! + +È il grande motivo dell'arte che fu. E Taliedo vide, nel corso dei +secoli, artefici canuti e barbuti che gareggiavano nell'esprimere sulla +tela o con la creta il tema meraviglioso della Donna vergine e madre; e +di mano in mano che creavano, adoravano la loro creazione. + +Sì, ma erano tutte cose che si potevano fare al tempo di Giotto e del +Beato Angelico, perchè è un fatto che nell'evo medio a Venere erano +riusciti a dare una bella batosta. Un po' con l'_asperges_, un po' col +_vade retro, Satana_, l'avevano spaventata, povera Venere! Ah, l'evo +medio aveva ridotto Venere in uno stato ben deplorevole. Una età senza +bagni in casa, senza calze di seta, senza saponi, senza tela batista. +Imaginare Beatrice con una camicia storica color Isabella; Laura con un +paio di calze di bigello affezionate alle gambe per delle settimane; +madonna Isotta con le unghie non spazzolate! Che orrore! La voluttà era +allora condita in salsa naturale, come quella che gli offriva sua +moglie. + + * * * * * + +La dama che lo attendeva a Genova pareva invece avere la specialità +delle salse più rare e raffinate. Non le aveva ancora assaggiate, è +vero: ma se il treno fosse arrivato a Genova, tutto, tutto dava a +credere che le avrebbe assaggiate. + +Era una dama americana. Gli era stata presentata ad un grande albergo in +Roma. Lui le era stato di guida in qualche gita artistica ed ella si era +persuasa che lui solo aveva le qualità richieste per eseguire il busto +del suo defunto marito, da collocare onoratamente nel cimitero di***. A +Genova, diceva lei di avere alcuni ritratti del morto: ripassando per +Genova avrebbe telegrafato a Taliedo. Così avvenne: così egli era +partito. + +Dopo tutto Taliedo non aveva mentito a sua moglie che nel genere: +un'americana, invece di un americano. + +Il treno arrivò. + +La dama attendeva. + +Anch'ella era magra come sua moglie, ma di una magrezza diversa e +provocata da ben altro genere di sofferenze. + +Si parlò molto del defunto marito: un uomo pieno di capacità e di +ragionevolezza, come dimostravano i suoi ritratti. Egli aveva provato +tutte le gioie del matrimonio e perciò Dio lo aveva fatto morire a +tempo. Non era stato un re dell'ottone, o del ferro, o del grano; ma un +onorevole vassallo al servizio di un re del petrolio: tuttavia un uomo +di grande valore. Si trattava di far rilevare, nel monumento funebre, i +simboli del suo commercio. + +--Sempre felice con lui: mai divorziata--ella diceva. + +Anche questo doveva apparire dal monumento. + +--Come, voi non avete ancora legge del divorzio in Italy?--ella chiese. + +Taliedo atteggiò il volto alla più infantile meraviglia: non conoscendo +il matrimonio, come poteva conoscere il divorzio? + +Così conversando del defunto marito, quella dama magra e ardente gli si +era venuta accostando, da buona compagna, lì, sul sofà. + +La sua _toilette_ da casa era in quel caldo giorno il perfetto contrario +dell'infagottamento rigoroso e sudicio in cui erano imprigionate le +Laure, le Beatrici e le Isotte del tempo antico. + +Ridendo gaiamente delle virtù del defunto marito, le parti molli del suo +lungo corpo, parevano sussultare di gioia. I denti erano lupigni. Un +braccio pallido, terminava in una deliziosa mano rapace. Taliedo se lo +sentì svolgere dietro le sue spalle: apparire dall'altra parte della sua +testa, dietro la spalliera del divano. + +Che enorme caldo! Egli era assai pallido, come avviene nei casi di +insolazione. Era il momento di reagire: egli lo intuì. + +Mosse per levare il fazzoletto di tasca ad asciugarsi il sudore gelido. + +--Oh, Taliedo, cosa avete lì? + +--Dove lì? + +--In vostra tasca. + +Taliedo non ebbe il tempo di guardare che cosa avesse in tasca, che la +dama con l'altra sua mano rapace gli aveva estratto, per la testolina +sporgente, una piccola bambola. + +Essa, la pupa, non era scostumatamente in camicia, come sogliono essere +le pupe che si espongono e si fanno comperare nei negozi; ma era +rigorosamente e virtuosamente vestita come le Laure, le Isotte antiche. + +Aveva le calze, le scarpe, le doppie sottane con la cintura, un +giubboncino: tutto in regola. + +Era la pupa di Irma che Taliedo si era messa in tasca quando aveva +elevata la sua mimma al terzo piano. + +Si era dimenticato di renderla alla mimma: gli era rimasta in tasca. + +--Oh, _a little doll!_--fece la dama accostandola molto da vicino ai +suoi grandi occhi miopi. + +--Date qui--disse Taliedo di scatto--è un piccolo regalo, un piccolo +modello... + +--Oh no!--disse la dama come non rispondendo a lui,--oh no! + +--Molto _pretty, very pretty_--diceva intanto lei, gravemente. + +--Già, molto _pretty_. Piccolo modello artistico. + +--Oh, no. + +--Dico di sì, modello artistico. Date qua, via. + +--Niente dare qua, niente modello, niente via. + +--Giuro! + +Ella fece una brutta, severa smorfia a quel «giuro». + +--Avete visto? Vi piace? Adesso datemi il mio piccolo modello. + +--No, non dare. + +--Io non capisco cosa vi troviate di straordinario... + +Ella guardava ora non più la pupa, ma gli abiti, le cuciture: le faceva +passare al contatto delle sue lucide unghie crudeli. + +--Dove vendono in Italy le _poupées_ così vestite?--domandò, +seccamente. + +--In tutti i magazzini. + +--Falso! + +--Giuro. + +--Falso! + +Taliedo comprese che il suo volto tradiva che realmente egli diceva il +falso: infatti la vestizione della pupa era stata opera paziente di sua +moglie, sotto le più precise ed esigenti indicazioni di Irma. + +--A me non piacere uomini maritati: uomini senza dedizione +assoluta--disse ella infine come ritraendosi, come rimettendosi nella +credenza tutte le salse che aveva preparato, compresa la deliziosa mano +rapace. + +--Ma io non capisco, scusate. + +--Voi capite benissimo. + +--No! + +--Voi avere moglie e _little baby_. + +--Giuro di no! + +--Allora lasciate fare così! + +Prese la pupa e fece atto di collocarla sotto il nero, americano tallone +della perfetta sua scarpa. + +--Ah, no!--fece Taliedo balzando. + +--Non bambola italiana io: donna americana--disse la dama levandosi in +piedi e restituendo la pupa con disprezzo. + + * * * * * + +E fu così che, per colpa di quella malaugurata pupa, dimenticata lì in +tasca, Taliedo perdette l'occasione di guadagnare una bella somma +facendo il monumento a Mister George Paddy, mercante defunto di +petrolio, e anche--ciò che gli lasciò una grande amarezza, un vuoto +strano--l'occasione di gustare quella salsa esotica di cui aveva gran +desiderio. + + + + +VUOI SAPERE COME HO FATTO IL MILIONE? + + +Eravamo nel palco: io, Ballesio, l'universale Ballesio, il famoso +Ballesio il cui nome è da per tutto, il cui ritratto onora persino le +scatole dei cerini, la cui _réclame_ splende, scintilla dalle quarte +pagine dei giornali alle proiezioni luminose sui tetti; e con noi c'era +il colonnello, personaggio assai decorativo, e infine la signora +dell'immortale Ballesio. + +La signora dell'immortale Ballesio sedeva al parapetto con la guardia +d'onore del colonnello. + +Io non conosco di preciso l'età della signora Ballesio, ma certamente +fra i quaranta ed i cinquanta: però si può dire di lei «è ancora una +bella donna». Ma il cav. Ballesio afferma invece che la sua signora è, +tuttora, la più bella donna della città. Esagerazioni! Certo è che a +teatro tutti gli occhi girano, e poi si fermano su di lei. Perchè? +Perchè è la moglie dell'immortale Ballesio? Perchè osa esporre, contro +la maldicenza, uno scollato autentico ed inaudito in un teatro di +provincia? Perchè i due solitari che le adornano gli orecchi sono +calcolati a lire diecimila l'uno? + +Il cav. Ballesio mi disse piano: + +--Senti: ho sonno, e poi mi annoio. Sono stanco di _Vedova allegra_. +Vieni con me a prendere un altro caffè? Permetti, cara?--chiese alla +signora. + +--Sì, caro. + +E ci allontanammo. + +--Questa sera tua moglie è, come dire?, superlativa,--dissi versando il +caffè all'amico. + +--Questa sera? Puoi dire «sempre», mia moglie, la Trebbiatrice. + +--Perchè la chiami così? + +--È un vezzeggiativo. Non hai mai visto le trebbiatrici? Ingoiano tutto. +Così mia moglie, in fine d'anno, ha il coraggio di trebbiare dalle venti +alle trentamila lire per le sue spese personali. A Parigi, a New York +sarebbe un'inezia; ma qui in provincia, bada che ci vuol del genio per +trebbiare trentamila lire l'anno! Mia moglie è straordinaria! Ma come +fai ad ingoiare tanti biglietti da mille? le domando. È un suo segreto! +Capisci tu? Ma sta sicuro che li ingoia. + +L'immortale Ballesio, quando ha mangiato e bevuto bene--quella sera egli +aveva onorato il colonnello con un magnifico desinare--non si riconosce +più: non è più la solita mutria: parla, ha dello spirito. Capace poi, +domani, di negare villanamente tutto quello che si è lasciato sfuggire: +ma per quella volta, parla. + +--Così che, così che--chiesi io--la tua casa privata ti porta ad una +spesa equivalente ad un milione circa di capitale. Non è così? + +--Un piccolo milionario--rispose Ballesio--un modesto milionario... Il +milione, vedi, sarà in avvenire come quel tale pollastro che quel Re di +Francia voleva nella pentola dei più poveri fra i suoi sudditi. +L'avvenire della società è sbalorditivo... + +--E tu intanto principi... + +--Bisogna ben dare l'esempio... + +--A parte gli scherzi--dissi,--ma spiegami come va questa faccenda; come +va che tu che sei un modello di esosità, spendi, senza protestare, +ventimila lire e più per la tua signora... + +--Mettiamo le cose a posto: prima di tutto, modello sì, ma non di +esosità. Quanto alla mia signora, è evidente; io devo tutta a lei la mia +fortuna. Lei non lo sa, ma è così! + +--Ma se non ti ha portato un centesimo di dote!... + +--Ti sbagli: mi portò il padre, la madre e quattro fratelli da +mantenere, che oggi sono tutti impiegati nell'azienda. + +--E allora? + +--È un problema psicologico. Tutti i problemi umani hanno un fondamento +psicologico occulto. Senti il mio: ma prima di tutto guardami bene in +faccia: non quale mi vedi nelle fotografie, nei quadri, nei _tablò_; ma +quale sono realmente: sono bello o brutto? + +Esitai. + +--Di' pure brutto, piccolo, rincagnato, pelato fino dalle origini, e +senza l'onor del mento. Ma devi aggiungere che a ventidue anni, quando +la sposai, ero anche più brutto: lo dico io, e mi puoi credere. Mi sono +fatto un po' bello in seguito. Immagina invece che cosa doveva essere +mia moglie allora! Tu dirai: Una dea! Io aggiungo: Una carica di +cavalleria! Dopo la quale tu non sapevi più in che mondo eri. Sono cose +che a dirle non ci si crede. Bisogna provarle. + +--Provare per credere--dissi io--come per le tue pillole. + +--Precisamente--disse con gravità Ballesio.--Senonchè Mariuccia allora +non era Giunone; era Ebe; Giunone, quale tu la ammiri adesso, diventò un +poco per volta. Ebbene io, a differenza di molti uomini, inconsapevoli +della verità, intuii subito che avrei fatta una deplorevole fine nella +mia qualità di marito. Bada bene però, e vedi di non confondere: mia +moglie era, come è adesso, l'esemplare delle mogli; ma tu devi sapere +che le facoltà ragionative della donna non hanno sempre la stessa sede +di quelle dell'uomo. Supponi, per modo di dire, che in mia moglie le +facoltà ragionative risiedano nell'epidermide, e che la sua epidermide +dicesse allora: «io ho bisogno di vestirmi--quando mi vesto--di seta e +di pietre preziose», e poi di' quale doveva essere la mia sorte che non +potevo comperarle che un abito di cotonina! Io sentivo la necessità di +diventare ricco appunto per non diventare un marito, come dire? +infelice. Ma come si faceva a diventare ricco? Lo sai tu? + +Io sospirai. + +L'immortale Ballesio mi spiegò e disse: + +--La donna è la glandola della ricchezza. Pare un assurdo, ma è così. La +donna è come la pituitaria, la tiroide, la surrenale, glandole superflue +in apparenza. Ma tu portale via, e l'uomo diventa l'ombra di un uomo. +Sopprimi la donna, e tu hai l'uomo che ritorna allo stato selvaggio e +cretino. + +Dopo ciò Ballesio bevve un cognac, e seguitò: + +--A quei tempi io reggevo una farmacia a Montefalco. Guarda che per +andare giovane di farmacia in quel paese bisogna essere morti di fame. +In una settimana tu non fai cinque lire di banco. Il mio predecessore +era scappato via per disperazione, portando con sè quel po' di chinino +che c'era e una mezza dozzina di barattoli antichi. + +Io, appena arrivato lassù, avevo messo fuori un gran cartello: _Farmacia +uso Roma_. Sai tu cosa vuol dire _farmacia uso Roma_? Io no. +Probabilmente era uno sfogo di quel genio della _réclame_ che mi si +sviluppò in seguito. Una sera d'inverno, dopo l'avemaria, stavo al buio +pensando al mio avvenire di marito infelice. Sentivo nella stanza di +sopra, ogni tanto, il passo di Mariuccia. Ella bubbolava dal freddo, +poverina! e doveva tenere sotto le sue adorabili sottane un vile +scaldino di carbonella. Sai tu quali orrendi pensieri devono passare per +la mente di una bella giovane costretta a bubbolare dal freddo in un +paese come Montefalco? Io sentivo già i brividi sul mio capo. +O Mariuccia--esclamai--o io morirò, o tu avrai un camino grande come una +fornace; e quando vorrai andare a spasso, avrai una carrozza con quattro +cavalli che ti tireranno dove vuoi. Allora, capirai, di automobili non +si parlava dalle nostre parti; non esistevano le mie pillole; il +termosifone era una cosa sconosciuta. + +Ed ecco che un Marcantonio di montanaro, grosso e alto come la bottega, +mi spalanca la vetrina, entra e butta sul banco una cosa, e dice con +disprezzo: + +--Questa tientela per te. + +Guardo. Era una carta senapata. + +--Non ha fatto effetto, galantuomo?--dico io. + +--E che effetto vuoi tu che abbia fatto?--mi dice. Non mi ha grattato +nemmeno la pelle.--Ora, prosegue l'ineffabile Ballesio, tu sai la storia +dell'uovo di Colombo, della lampada di Galileo, del pomo fradicio di +Newton! Ebbene, quell'uomo è stato la mia lampada, il mio uovo, il mio +pomo marcio. Sentii, come farti capire? una luce trapassare la mia +mente, un lampo; ma avevo trovato! + +--Amico--dissi con effusione a quel villano--vieni fra due ore e avrai, +ti giuro, il cerotto che tu vuoi e che ti guarirà. + +Due giorni dopo l'uomo tornò. Mi mostrò la sua schiena che era tutta una +piaga; ma lui era esultante: era guarito! + +Io avevo inventato il famoso cerotto di Sant'Antonio. Nelle nostre +campagne chi non conosce adesso il cerotto di Sant'Antonio? I farmacisti +delle città avevano dimenticato la esistenza dei forti lavoratori della +terra, la cui epidermide, perchè sa--come si dice oggi--il lavoro dei +campi, è insensibile ai comuni revulsivi. Avevano dimenticato questa +elementare psicologia della medicina popolare che un farmaco è creduto +tanto più efficace quanto più si sente e fa male. + +--Ma tu dici delle bestialità, Ballesio. + +--Mai più! È affare di autosuggestione. Il villano si sente bruciare e +pensa: «ecco, io guarisco!» Pensare di guarire spesso vuol dire guarire. +Aggiungi poi dietro il cerotto l'imagine di Sant'Antonio, del grande +taumaturgo, e tu hai la spiegazione dell'immenso successo del mio +specifico. Devi poi notare che nelle nostre campagne c'è ancora un po' +di religione e i parroci, con una piccola percentuale sulle vendite, +hanno fatto una _réclame_ strepitosa a questo revulsivo che cura +sciatiche, lombaggini, raffreddori e, dopo usato per l'uomo, tu non lo +butti via, ma ne incolli la immagine nelle stalle per la protezione +delle bestie. + +Dopo il cerotto di Sant'Antonio, la via era aperta. Un giorno +contemplando la mia signora che si svestiva allo specchio, esclamai: +«Dio, che tesori! ma perchè devono esistere fanciulle clorotiche, +smunte, senza l'onore di quel seno e perciò prive della venerazione +degli uomini e della santa gioia della maternità?» Pensare questo ed +inventare le mie pillole fu un attimo. Ah, tu ridi? saresti buono anche +tu di far le mie pillole, eh? Ma di persuadere l'umanità che con le mie +pillole si guarisce, fui capace io solo. + +E Ballesio assunse la sua aria di grand'uomo. E aggiunse gravemente: + +--Al bene di tutte le classi sociali io ho provveduto: ai neurastenici, +agli stitici, agli ipocondriaci; e poi mi chiamano--qui in quest'idiota +paese--avaro, esoso, tirchio; imbecille mi chiamano anche! pucinella +politico, perchè, ora--dicono loro--sto coi preti, ora sto coi +socialisti. Io sto con chi soffre, e il mio nome è universale: _Vos +omnes qui laboratis et «ammalati» estis, venite ad me!_ Questa è la mia +divisa. Non vi sono che i medici ed i preti che preferiscono la +percentuale sui miei specifici agli specifici medesimi: ma si tratta di +una classe, direi quasi cinica, senza fede, destinata a scomparire. Ma +tutto il resto del mondo è basato sulla fede! Come ha progredito il +Cristianesimo? Con la fede. Come progredisce il Socialismo? Con la fede. +Che cosa è il _sole dell'avvenire_ che gli increduli deridono? Una forma +allotropica della fede. Come si diffondono per il mondo le mie +boccettine, le mie scatoline? Con la fede. La fede è l'ossigeno della +vita. La fede genera il dogma: il categorico imperativo di Massimiliano +Kant. Chi non crede al dogma, _anathema sit!_ Scomunicò la Chiesa, +quando potè! Scomunico io chi non crede a me! Ti pare? Senza fede, che +cosa hai? Hai la ribellione, hai la critica, hai individui pallidi, +stitici, dolorosi, senza vigore di volontà; hai degli irregolari della +vita. Ora--sta bene attento--dall'incontro di un atomo di fede negli +altri con un atomo di genio tuo, si ottiene il protoplasma intorno a cui +si verrà poi innucleando il milione. Hai capito adesso come si fa a +diventare milionari? + +--Ma tu hai fede nei tuoi specifici?--chiesi io. + +--Immensa! Essi valgono quello che valgono gli altri specifici. Tieni +bene a mente: nel campo terapeutico, tranne l'olio di ricino, il chinino +per la malaria, il bicarbonato pel bruciore di stomaco, tu non hai che +dei medicamenti illusori: bastoncini di carta su cui l'ammalato si +appoggia disperatamente per passare dallo stato egrotante a quello di +sanità. La sola terapia vera è l'igiene, l'aria, il sole e, moralmente, +essere un poco bestia. Ma che colpa ne ho io se l'uomo non può e non +potrà mai essere uomo igienico? se la sua anima non è sempre bestiale? + + * * * * * + +E quell'imbecille di Ballesio chi sa per quanto avrebbe durato, se in +quel punto il rumore del pubblico non avesse avvertito che la _Vedova +allegra_ era finita. + +Ballesio corse a prendere la sua signora: giacchè questo onore egli non +lo cede a nessuno. + +Sarà ridicolo questo minuscolo uomo, in grande sparato bianco, dare +maestosamente il braccio alla giunonica sua signora; ma è uno spettacolo +che tutti ammirano. + +Quella sera la signora aveva un manto di ermellino arrivato da Parigi. + +Si può chiamarlo imbecille finchè si vuole, ma bisogna fargli largo. La +sua automobile ha l'ordine di rombare spaventosamente, ed i suoi fari +devono essere i più luminosi. La luce ed il suono tengono viva la fede. +Ammirabile uomo, dopo tutto, che conserva inalterabile, assoluta la +fede, anche nella sua signora. + + + + +UN PICCOLO BACIO, QUI! + + +--Riservato per dame?--domandò la dama al conduttore indicando l'interno +di uno scompartimento di seconda classe, dove otto corpi di grosso sesso +maschile si stavano pigiati. + +--Viaggiamo in condizioni eccezionali, signora. + +--Ah!--fece la dama--e le sue pupille grige sotto il velo rialzato, e +che scendeva giù da una gran falda di cappello, fulminarono gli otto +grossi corpi; fulminarono il conduttore, e con lui il suo colletto un +pochino lercio, le sue mani quasi nere; fulminarono il treno in +disordine, la stazione in disordine; e, più largamente, fulminarono +l'Italia e le ferrovie in disordine: anzi in quel giorno in completa +disorganizzazione per effetto della neve; una neve enorme, paurosa, +strana, la quale pareva avesse un suo linguaggio di morte, come dire: io +ti voglio coprire, congelare, vecchio mondo! + +--Venga con me, signora: la metterò in prima--disse il conduttore, e +precedette la dama attraverso un ingombro immenso del treno: bagagli, +gente. + +--Qui è interamente vuoto--disse infine, indicando uno scompartimento di +prima classe. + +--Se permette, ci sono io--disse al conduttore un signore che era lì, in +piedi, nel corridoio; ed indicò il suo grosso sciallo buttato +nell'angolo. + + * * * * * + +Questo signore era piccolo, anzianotto, sbarbato e fiorito nel volto: +però aveva un bellissimo naso grosso, ed un bellissimo ventre, sporgente +da un bellissimo pastrano da viaggio. La sua testa pelata era difesa da +un cupolino di seta. Egli stava a guardare dietro la grossa lastra di +cristallo ciò che avveniva nella stazione, e con una mano grassoccia, +adorna di un pesante anello, fumava un vile toscano: da che si poteva +arguire che quel signore era italiano, non straniero. + +All'avvicinarsi della dama egli ritirò con bel garbo il ventre, e la +dama passò; passò perchè era sottile, ma la si contorse come per evitare +il contatto di quel ventre, di quel naso, di quel puzzo di vile toscano. +Ma per entrare, la sua alterezza dovette piegarsi da una banda perchè il +cappello non entrava. + +Tranne il cappello, che fra veli e piume e spilloni, era di una +complicazione ammirabile, tutto il resto era semplice: una gonna nera, +un'ampia giacca di lontra, nel cui mezzo era posato un cespuglio di +violette finte: finte, ma non importa! Tutta la leggiadra creatura +odorava di viva viola, di fresco mughetto, di pura lavanda. Ma le narici +del suo nasetto impertinente si dilatarono e parvero aspirare in quello +scompartimento come un malvagio odore: le delicatissime labbra si +storsero: poi si sedette come rassegnata. Lentamente, con due sottili +mani inguantate, alti i cubiti, si toglieva veli, spilloni, cappello, +come fosse una funzione sacra. Apparve allora una leggiadra testa dai +capelli cinerei. Con un rapido moto trasse poi da una borsetta uno +zendado, vi ravvolse in un attimo il capo nella foggia languida in cui è +effigiata Beatrice Cenci; distese sul velluto un gran lino bianco; vi si +adagiò con la testa; vi si immobilizzò: forse dormiva se non fosse stato +un piccolo piede a dichiarare che ella era pur desta. + +Il grosso signore si rivoltò ancora, lui e il suo naso, contro la +stazione. Era interessante guardare quello che vi succedeva. Un grigio +enorme, un umidore intenso, una folla sconvolta era sotto la tettoia: +ogni tanto passava qualche macchina fumida, gemebonda che trainava +vagoni lenti grondanti da una impellicciatura mostruosa di neve: dentro +si vedeva sfilare un ingombro di umanità. + +Si va? si sta? cosa si fa? chi lo sa? Dall'interno del treno immobile, +dal di fuori giungeva un ininterrotto suono di voci: + +«Ritardo di due, sei, dieci ore! La neve! macchè la neve: il +«sabotaggio». Ci vuole un ferroviere impiccato per ogni stazione! Ma si +impicchi lei per primo! Le ferrovie ai ferrovieri! Alle società private +le ferrovie. Senti il compare! È un deputato forse lei? Vi sono delle +donne, dei bambini nelle sale d'aspetto che strillano, che si disperano, +che hanno fame.» + +Il vecchio signore faceva: _up, là!_ sollevandosi ritmicamente sulle +punte dei piedi, poi ricadendo sui talloni. Ad un tratto abbassò il +vetro: un signore era uscito dall'ufficio del capostazione; agitava +furibondo le braccia; dietro di lui erano altri signori furenti; dietro, +due capo-aggiunti, ma avviliti, poveretti; la barba di tre giorni, i +baffi in giù, il bavero in su, l'orgoglioso berretto color granata, +pesto, avvilito anche lui. Quel signore aveva tutta la bocca aperta e le +sue parole dovevano essere terribili: ma non si sentivano: ecco perchè +il vecchio che faceva _up, là!_ aveva abbassato il vetro. + +Allora si udì la voce di quell'energumeno che urlava: + +--Ma dove è quel capostazione? Ha finito il suo turno ed è andato a +casa? Già loro signori capi non sanno niente, loro non capiscono niente, +tutto un giuoco a scaricabarile. Al telegrafo, al telegrafo! Mangiapani +a tradimento. Vi concio io, ora! Un dispaccio al ministro. + +Chi poteva essere quell'autorevole e furibondo personaggio? + +Tutta la folla si volta, al galoppo, verso il telegrafo, e dietro +corrono le lucerne di due carabinieri. Ma tornano tutti subito indietro. +Una imprecazione collettiva, enorme: Il telegrafo non funziona più! + +Ma che succede adesso? Un altro signore rompe la calca, affronta +l'energumeno e strilla come un'aquila: + +--Prima di tutto, lei che grida tanto, fuori il biglietto! + +Era il più bello della scena, quando la dama, levando appena il dito, +disse laconicamente: + +--Prego, chiudere. + +Il vecchio grasso gentiluomo udì, si voltò, guardò la dama. Ella diceva +proprio a lui. Lui parve meditare: dopo tutto la signora di seconda +classe era come sua ospite nel compartimento di prima. + +--Prego chiudere--ripetè la signora in tono che non era affatto di +preghiera. + +Allora il signore alzò lentamente e come a malincuore il cristallo. + +Intanto un lento moto avvertiva che il diretto, forse, stava per +partire: uscì dalla tettoia, infatti. Allora brillò una gran luce: ma +non dal cielo uniforme di piombo scendeva quella luce; ma dalla immensa +candidezza della terra, e fuori di quel candore, tutto era ugualmente +plumbeo: le fiumane, le piccole case, disperse, livide, sepolte: un +paesaggio immobile, desolato, bianco su cui avanzava, quasi immersa, la +linea nera del convoglio. + + * * * * * + +Però era oramai mezzogiorno e il signore si preparò a far colazione: +l'apparecchio o viatico che levò da una cestina e dispose bene bene, +rivelava l'esistenza di un cuoco di casa, o forse anche di una di quelle +mogli rare e preziose che preparano tutto per il marito che viaggia. +Quel viatico rivelava inoltre che egli era un buongustaio e anche uno +stomaco solido. Guardò con occhio commosso un'anca di cappone a lesso; +pallida, piena, gelatinosa, accuratamente priva di bordoni e di piume, +oh non come sono le ali e le ànche scheletriche nei disingannevoli +cestini da viaggio! Guardò un bellissimo, brunito, rosato, profumato +arrosto di filetto, disposto in ordinate fette. Esitò: finalmente prese +delicatamente una fetta d'arrosto, aperse la bocca, mise un po' fuori la +lingua... In quel punto la dama fece una smorfia di supremo disgusto. + +Il signore fissò: depose la fetta su le altre, non sulla lingua, e in +tono di persona seccata disse: + +--Oh, senta, cara signora, che lei mi voglia impedire di fumare, vada +anche, benchè questo è scompartimento per fumatori; che non mi permetta +di aprire il finestrino per un momento, sia pure; ma mangiare, ah, +mangiare... + +--Non parlare con voi. + +--Allora io parlare con voi... oh, corpo di Bacco! E dire che quando noi +andiamo all'estero, stiamo, si può dire, col cappello in mano; e questa +razza prepotente quando viene in Italia... + +Ma la signora con una mossa sdegnosa, appena detto «non parlare con +voi», si era rifugiata nell'angolo opposto, e d'altra parte, +quell'arrosto era così buono, così persuasivo che pareva dire: «Perchè +ti vuoi guastare la digestione?» Le fette sparivano tranquillamente, +alcuni panini scricchiolarono, una bottiglia nera versò una volta e due +il suo contenuto luminoso giù per la gola dell'amabile signore. Non +rimaneva che la frutta, e questa era rappresentata da grossi mandarini +dalla buccia ben sciolta. + +A questo punto il treno, che già andava lento, rallentò: la macchina +mandò un gran sbuffo, poi un sibilo flebile, lugubre, morente: il treno +si fermò. Un silenzio profondo, poi un'agitazione paurosa per tutto il +treno. Il treno era sotto la neve. Stazione vicina? No. In aperta +campagna. Si sentivano sportelli e vetri aprirsi. Un individuo o due +saltarono giù. Rimasero confitti come cialdoni nel lattemiele: la neve +rasentava la banchina. Terrapieno, siepe, tutto era livellato in una +desolazione bianca: la macchina--la si scorgeva in curva--era quasi +tutta immersa. Nevicava ancora. + +La signora si scosse. + +--Cosa succede?--chiese voltando la testa verso il compagno di viaggio. + +--Probabilmente bloccati. + +--Ah! Verranno a sbloccare. + +--Speriamo bene, signora. + +Può fare sempre piacere ad un filosofo il constatare che la piccola +graziosa neve ha forza di arrestare una macchina enorme e nera, simbolo +del progresso; come la pudica acqua di affondare un transatlantico; come +un microbio invisibile di uccidere un uomo: ma è bene non trovarci in +simili casi. + +La verità cruda non tardò a farsi strada: treno bloccato in aperta +campagna: avanzare e retrocedere impossibile: segnalazioni +insufficienti: telegrafo rotto: macchina spenta. + +Prospettiva certa: cinque ore di blocco, almeno, cioè il tempo da +permettere alle guardie di percorrere i venti chilometri lungo la linea +sino ad arrivare alla stazione da cui erano partiti: poi aspettare la +locomotiva liberatrice. Altra prospettiva molto più probabile: la notte +in treno, senza calore e senza luce perchè la caldaia era già spenta. + +Quando la signora seppe questo, fece anche lei come tutti nel treno: +protestò: il treno era un coro di proteste. La signora aggiunse la sua +voce esotica al coro, con speciale sintesi diffamatoria verso l'Italia. + +--Viaggiato molto--diceva--ma mai visto qualche cosa così orribile. +Russia, Norway, Svizzera, paesi avanzati avere _puf_, _uf_ (soffiava). +Avere, come dicete voi? _Avere rotery-snow-plough_ per soffiare via +neve.--E con la manina vorticosa faceva un molinello che buttava via +tutta la neve. + +--Vuol dire--spiegava il capotreno ai circostanti, un giovanotto quasi +elegante--che all'estero adoperano un tipo nuovo di spazzaneve a +ventilatore per liberare i binari. Qui siamo ancora al vecchio tipo che +non è buono se non a buttare la neve da un binario sull'altro; e poi con +una neve come questa non va. + +La signora, dopo avere protestato, si dovette anche lei adattare al +fatto reale; aspettare, pazientare, tacere. + +Passava, interminabile, il tempo. + +Quando la superba umanità intuisce una forza che non può vincere, con +cui non può lottare, si abbatte avvilita, muta. I carrozzoni, specie +quelli di terza classe, potevano richiamare in mente certi +carri-bestiame, pieni di corpi immoti, attoniti. + +Ma i bambini si udivano gemere: qualche donna piangeva. La fame! Qualche +vigoroso, qualche ardito discese: dal casello vicino, da una cascina si +potè avere un poco di pane: ma era una disputa feroce: la si +intravvedeva nei vagoni di testa. + +Calava la sera. + +--Signora, posso offrire? + +La signora pareva sofferente: era scossa come da brividi. + +Il signore aveva tolto dalla grossa valigia di cuoio una fialetta di +essenze. + +--Veda, signora--disse--quando io viaggio, ho l'abitudine di prevedere +tutto. Ecco qui, oltre al resto, una candela: è probabile che fra poco +torni a proposito. + +--Grazie, ma avere anch'io _petit flacon_. Piuttosto ho fame. + +--Ah--fece il signore--e presa la cestina, ne trasse ancora quella +deliziosa anca di cappone. Poi fissò la signora: sorrise dolcemente con +i suoi denti bianchi nella faccia rubiconda, un po' ironica, e senza +muoversi punto, appena movendo le labbra:--Sì--disse--ma pagare! + +«No, no denaro--disse fermando il gesto della signora.--Soltanto un +piccolo bacino, qui!» + +E indicò la punta del grosso naso. + +--Ah!... _Fy, old satyr!_ + +--Niente, vecchio satiro, _madam_. Ho dato addio da tempo alla carne: +non però alle ànche di cappone. Ma quest'oggi mi sento americano +anch'io, cioè molto originale--e così dicendo fece atto di riporre la +preziosa anca superstite. + +Allora con un moto rapido, la dama si appressò: il signore sentì cose +molli, profumate, deliziose appressarsi a lui: la lontra, le viole. + +I labbruzzi di lei sfiorarono il suo grosso naso. Poi tutta si ritrasse +indietro, coprendosi il volto per non vedere quella orribile cosa che +aveva baciata. + + * * * * * + +--Dire--ruminava tra sè il signore allontanandosi nel corridoio, e +riacceso un toscano per lasciare che la dama affondasse in pace i suoi +dentini in quella anca rosata--dire che circa vent'anni fa questa triste +avventura della neve poteva essere fra i più saporiti ricordi della +vita! + +Un mezzo toscano è spesso una grande consolazione, nella miseria. + + + + +GIACOMINUS GIACOMINI. + + +Quella volta la mamma, per quanto pietosa, non potè nascondere il grave +fallo di Giacomino: il babbo venne, seppe, e quella sera grandinò. + +Una grandine alla vigilia di Natale? + +Sì, una grandine di busse, ma non sui campi: bensì sulla persona di +Giacomo Giommi, ovvero Giacominus Giacomini, come lo chiamavano +beffardamente i compagni di scuola, figlio legittimo ed unico del signor +cav. Antonio e della signora Palmira, scolaro ginnasiale +scioperatissimo. + +La signora Palmira conosceva del non egregio suo Giacomino tutte le +prodezze: dalla vendita della grammatica latina per acquistare il +diritto di copiare i problemi, alle lezioni marinate con superba +disinvoltura; sapeva perchè diminuiva lo zucchero ed aumentava in modo +anormale la lista del calzolaio e del sarto. Il padre, cav. Antonio, +ignorava tutte queste cose: prima perchè nessuno gli diceva niente, +secondo perchè dalle sette del mattino--ora in cui si levava--a +mezzanotte e anche all'una talvolta--ora in cui rincasava--non compariva +nel domestico focolare che per le due ore del pranzo. Però se ignorava +l'analisi, intuiva la sintesi: + +--Quel ragazzo non ha voglia di far niente di bene! + +--Ha ingegno, e farà bene--risponde la signora Palmira che più si +avvicinava alle nozze d'argento e meno veniva dividendo le idee del +marito. + +--Ingegno a dir le bugie, ingegno a sgraffignare se trova, ingegno ad +inventare tutte le scuse per faticare meno che si può e godersela più +che può. Credete che io non me ne accorga? + +--E anche in ciò si richiede ingegno--rispondeva la signora Palmira, la +quale si riserbava almeno il diritto di parlare sempre per ultima. + +Chi possedeva l'analisi e la sintesi sul conto di Giacomino era la donna +di servizio: ella sapeva tutti i progressi fatti da lui nel _folklore_ +delle ingiurie plebee ad una umile fantesca: da _servaccia_, _sguattera_ +sino a certe parole che offendevano la dignità del sesso. Ella aveva +anche imparato la differenza che passa tra l'impressione di una scarpa +coi chiodi e un'altra senza chiodi: i modi con cui Giacomino comandava +potevano ricordare un linguaggio non più ammesso dalla democrazia. Vero +è che, quanto a termini ingiuriosi, la domestica disponeva di un +vocabolario ricchissimo. In questi casi Giacomino, leso nel suo onore, +riferiva alla mamma. + +La mamma allora interveniva come giudice e diceva: «Mettiamo bene le +cose a posto. Tu sei la serva e lui è il padroncino, tu sei una donna +fatta e lui è un bambino ancora ingenuo.» + +«Per me l'è un barabba!» diceva con profonda convinzione la donna, e +allora Giacomino assisteva ad un'altra varietà di diverbio, quello fra +la donna di servizio e la mamma: diverbio molto più clamoroso e lungo +perchè la donna di servizio si credeva in diritto di pretendere per sè +l'ultima parola. + +Dunque quella antivigilia di Natale la signora Palmira aveva dovuto +recarsi alla direzione del Ginnasio, chiamatavi d'urgenza da un laconico +biglietto del signor Direttore. + +Veramente il biglietto era per il padre e non per lei. + +Il signor Direttore, anzitutto rilevata questa sostituzione, accolse la +signora Palmira con un contegno così solenne ed enigmatico che la detta +signora perdette la sua abituale sicurezza. + +--Abbia ad ogni modo la bontà di accomodarsi. + +«Non avrà mica ammazzato qualcuno!» pensò la signora Palmira. + +Il signor Direttore torna a sedere sul suo seggiolone: preme il bottone +elettrico: compare il bidello: ordine di far comparire Giacomino Giommi, +e Giacomino compare. + +«Povero figlio mio--palpitò la signora Palmira come lo vide con un +aspetto così compunto come mai gli era accaduto--questa volta ne hai +fatto una grossa!» + +Il Direttore con una crudele lentezza estrasse un foglietto e lo +presentò alla signora. + +--È questo--domandò--il carattere del suo signor consorte? + +--Veramente...--disse la signora. + +--Questo è un falso; ieri il suo signor figliuolo ha presentata questa +giustificazione. Del resto guardi--e col dito fulminò lo +scolaro--_habemus confitentem reum!_--Per tutto questo ed altro io +desidero la presenza del padre. + +--Ma...--obbiettò la signora Palmira. + +--Assolutamente: intanto la avverto che il suo figliuolo, per deliberato +consiglio dei professori, è sospeso dalle lezioni. Questo come +preavviso: il resto verrà poi! + +Il signor Direttore fece capire che non aveva altro da esporre, almeno a +lei, signora Palmira. + +La signora Palmira inchinò, uscì, con Giacomino dietro. + +«Si può essere più imbecilli? E si può essere più villani con una +signora? Un falso! a quell'età!» e rideva verde: tuttavia come giunse a +casa, ordinò con un cenno al rampollo di seguirla. La signora elevò il +_tu_ alla potenza del _lei_. + +--Ha inteso, bel signorino? + +--È stato Finotti...!--rispose Giacomino con un tono che non avrebbe per +nulla indicato quel nobile sentimento «che fa l'uom di perdon talvolta +degno»: indi dirotto pianto, ma di rabbia. + +--Finotti a far che? a scriver la lettera? + +--No, a dirmi come si doveva fare _la scusa_. La fanno tutti, mica io +soltanto! Il direttore l'ha su con me, e mi castiga solamente me--così +rispose Giacomino. + +--Va bene: lei vada intanto nella sua stanza. + +Giacomino non domandava di meglio e si rifugiò nella sua stanza dove +tutto serbava traccia delle sue imprese: la tappezzeria stracciata per +ornare il palazzo della regina nel teatrino dei burattini: le sedie +adattate a biciclette e ad automobile: il lume meccanicamente contorto +per costituire il fanale della detta automobile: le quali cose insieme a +molte altre, se davano alla stanza un disordinatissimo aspetto, +provavano le disposizioni congenite del giovanetto alla meccanica. + +Ma quel triste vespero Giacomino entrò assai turbato nella sua stanza: +il gatto che lo vide--al rumor della porta aveva levato la pupilla dal +suo vigile sonno--come saetta fuggì: negli esperimenti meccanici di +Giacomino, o nelle rappresentazioni dei burattini, egli--onesto +micio--era forzato a fare delle parti repugnanti alla sua indole +tranquilla. + + * * * * * + +Proprio in quell'ora il signor cav. Antonio tornava a casa. + +L'abitudine nei _paterfamilias_ è così forte che essi ricasano anche +quando la dimora non è più asilo di pace. + +Il signor Antonio era bensì cavaliere per ragione del suo grado +ufficiale, ma viceversa doveva sgobbare come un somiere. Giacchè se lo +stipendio governativo era sufficiente per una famiglia di abitudini +modeste, diveniva inadatto a sopperire al treno di casa quale era +imposto dall'esempio delle altre famiglie e dalla filosofia della +signora Palmira, la quale soleva dire: «Si vive una volta sola e perchè +ci dovremo privare di qualche piccolo benessere?» Per soddisfare questo +_piccolo benessere_, il cav. Antonio doveva «arrotondare» il suo +stipendio. + +Questa necessità dell'arrotondare degli stipendi spesso rappresenta uno +sgonfiamento del denaro pubblico, e qualche volta ha il suo epilogo +nelle aule dei tribunali. Ma è proprio vero che il signor Antonio +_arrotondava_ onestamente, cioè lavorando di più col tenere alcune +amministrazioni private. + +Però con questa vita da bue lavoratore portare il titolo di cavaliere, è +una ironia! Ma il cavalier Antonio non si accorgeva oramai più di questa +ironia: il mondo era divenuto per lui un immenso cartafaccio con colonne +di numeri lunghe lunghe da sommare, e non finivano mai, e non lo +avrebbero mai abbandonato: lui sì avrebbe abbandonate le formiche delle +cifre il dì della morte, ed esse--le cifre--sarebbero state prese sotto +tutela da qualche altro: ma suo figliuolo--Giacomino--sarebbe divenuto +non un impiegato, ma un libero professionista! ed ecco perchè Giacomino +era entrato in Ginnasio e nella casa del cav. Antonio era entrato _Rosa +Rosæ_, _genitivo_ e _dativo_, _Fedro_ e la _grammatica dello Schultz:_ +arnesi di pensieri, dei quali il più domestico e perito era, a tutto +dire, _Giacominus ipse!_ + +Il povero signor Antonio si confortava di respirare la libertà futura +che avrebbe goduta il suo figliuolo, dottore, ingegnere, avvocato! Di +altre soddisfazioni non ne aveva. Il _thè_ che la sua signora offriva +alle amiche nel giorno di ricevimento, aveva per lui un sapore di +amarezza stantìa: e quanto al buon gusto della sua signora nel vestire +egli era forse il solo a non apprezzarne tutta la finezza. Tuttavia +anche lui aveva le sue oasi, rappresentate dalle rare e necessarie +vacanze, e fra queste la più dilettosa e lunga era quella del Natale. +«Tre giorni di pace in casa!»--pensava il signor Antonio rincasando--e +passando dal pasticcere ha ordinato un dolce di vaste proporzioni: dal +pollivendolo un tacchino, due capponi e tre dozzine di uova, dal +droghiere, marsala e liquori. Con queste liete disposizioni di spirito +il cav. Antonio entra nel lare domestico. + +--Oimè! cos'è quest'aria di mistero? Perchè tutti si rimpiattano? dove è +Giacomino? + + * * * * * + +La signora deve pur raccontare. + +Il volto del cav. Antonio si offusca: insolitamente balena e lampeggia. +La signora Palmira non ha mai assistito ad una burrasca di suo marito +più improvvisa di quella. «Oh! come diventano neurastenici questi +uomini! e poi chiamano isteriche, noi, donne!» + +Il cav. Antonio entra nella stanza di Giacomino. + +Giacomino lo sbircia. + +Svelto come uno scoiattolo, ha presentito la caccia e la tempesta. Cerca +di fuggire, ma la porta è chiusa. + +Caccia, nella stanza, all'uomo, anzi a Giacomino! + +Giacomino salta sul letto, s'appiatta, s'arrampica. Ma il terrore di +quell'uomo che non ha mai visto così adirato, paralizza la velocità +delle sue gambe. + +Giacomino, infine, come un volgare malfattore, è preso da quell'uomo e +per qualche tempo una grandine di pugni cade su di lui senza riguardo ad +una parte piuttosto che ad un'altra della sua persona. + +Finalmente la grandine cessò. + +Al molto rumore di grida e di mobili smossi è successa una gran calma. + +Il bruciore dei pugni passò in breve. Giacomino mette fuori la punta di +un occhio: sbircia, e torna ancora a nascondere la testa fra le braccia. +Sì, perchè quell'uomo è ancor lì, anzi era lui--quell'uomo--che faceva +quel curioso rumore--e non sapeva prima quello che fosse--col fiato. +Giacomino non si muoveva perchè aspettava che quell'uomo andasse via; e +torna a sbirciare con la coda dell'occhio: guarda meglio, e lo vede +finalmente alzarsi, e andar via. + +Ma dietro la porta chiusa c'era la mamma che invano aveva forzato di +aprire. E come i due si incontrarono, si appiccicarono: e Giacomino +sentì che si dicevano fra loro quelle brutte parole che a lui erano +interdette e per cui--per l'appunto--la serva lo chiamava barabba. + +Ma il babbo, a differenza della mamma e della serva, non ci doveva +tenere al diritto della parola per ultimo, perchè poco dopo fu un gran +silenzio e non si mosse più nulla. + +Però qualche piccola, impercettibile cosa si mosse. Dove? Dentro di +Giacomino. + +La mamma aveva detto che lui, quell'uomo, lo voleva ammazzare con tante +busse, ma Giacomino non ne sentiva più nemmeno l'indolitura. + +I pugni che pigliava talvolta, come incerto delle sue monellerie, da +qualche condiscepolo, più robusto ed anziano, lasciavano un'impressione +molto, oh molto più durevole. Eppure il babbo è molto più grosso di +coloro! + +E allora perchè? Perchè ha meno forza? E perchè ha meno forza? perchè +ha la barba quasi bianca? Sono i vecchi che hanno la barba quasi bianca. + +Dunque il babbo è vecchio! + + * * * * * + +In quel punto la stanza si illuminò ma nessuno aveva portato il lume: +era la lampada nella strada e la stanza appariva chiara, più chiara che +mai, perchè oltre alla luce della lampada c'era la luce del tramonto, un +tramonto di una luminosità trasparente e grande come suole d'inverno +talvolta, con dei riflessi azzurrini. + +Le altre volte che Giacomino era stato messo agli arresti di rigore +nella sua stanza, come si era fatto certo di esser ben solo, obliava il +suo fallo, obliava il rimprovero, obliava la lieve percossa ricevuta, e +levati alcuni ferri dal comodino, si sfogava esercitando l'arte del +meccanico con ingiuria dei mobili, ovvero insegnava la parte di elefante +al gattuccio quando doveva comparire su la scena dei burattini. Così +operando, tutto facilmente obliava. + +Ma quella sera i mobili godettero della loro pace, e il +micio--prudente--non c'era. In vece Giacomino pensò. + +Che cosa pensasse, non è facile a dire: ma qualche cosa pensò: non alla +mancanza della scuola, oh no davvero! + +Ma il babbo, quell'uomo che vedeva così di rado; quell'uomo che per aver +dato pochi pugni leggeri leggeri, tirava il fiato sul letto, poco fa; +quell'uomo che la mattina si alzava col lume, e via; che la sera col +boccone ancora in bocca, pioggia o bel tempo, inverno o estate, neve o +afa, si alzava e via; quell'uomo che poco fa aveva detto «vergogna!» gli +stava davanti: penosamente davanti. + +Oh, bella! anche il direttore aveva fatto la voce terribile e aveva +detto a Giacomino «vergogna!» eppure quella stessa parola «vergogna!» +detta dal babbo gli faceva un altro effetto: gli faceva un'impressione +più dolorosa che i pugni che aveva presi. + +Giacomino voleva un gran bene alla sua mamma, mentre col babbo non aveva +avuto mai gran relazione. Se ne riconosceva l'autorità, ciò era per il +fatto che doveva dire «buon giorno, buona sera», per il fatto che era +lui che metteva fuori i denari, era lui che per fare certe spese tirava +fuori dal portafogli certi biglietti grossi che Giacomino avrebbe mutato +così volentieri in tanti dolciumi; era lui, sempre lui. + +Se non che la gran differenza tra prima e adesso era questa: prima gli +pareva una cosa naturale che tutto ciò dovesse avvenire per parte del +babbo, nel modo medesimo che è naturale che colui il quale ha sete va al +caffè e ordina il gelato: chi ha fame va al ristorante e ordina un bel +piatto di maccheroni: chi ha freddo va presso alla stufa: chi vuol fare +un viaggio monta in treno: chi vuol vivere in montagna, prende in +affitto una villetta sui monti nel tempo dell'estate, ecc. Ora tutte +queste cose così naturali e così semplici, anzi così abituali, erano +abituali semplici e naturali perchè c'era quell'uomo che vi pensava: +quell'uomo che si alzava al mattino col lume, che la sera andava via col +boccone in bocca, che poco fa ansimava per aver dato a lui Giacomino, +due piccoli pugni, che avea detto «vergogna!» e avea la barba quasi +bianca. + + * * * * * + +Congiunte queste due cose che prima erano disgiunte, Giacomino capì che +aveva fatto male, molto male! Male a far la firma falsa? No. Ma se lo +fanno tutti! Male a fare una cosa che dava dispiacere al babbo. + +E siccome questo dispiacere che dava dispiacere al babbo, dava anche un +certo non so che a Giacomino che gli faceva venire la voglia di +piangere, così Giacomino si mosse in punta di piedi alla ricerca del +babbo. Giacomino sa camminare, quando vuole, con la prudenza di un +pellirosso: esce di stanza, fiuta e, naturalmente, s'avanza verso il +tinello. No, il babbo e la mamma non pranzano, come credeva. La tavola è +bensì apparecchiata, anzi c'è in mezzo la zuppiera. Ma nessuno dei due +l'ha toccata. + +Le posate sono al loro posto: sul canterano sono gli involti intatti dei +doni di Natale. + +Giacomino sbircia: la mamma, seduta su la poltrona, legge il giornale. + +E il babbo? + +È andato via anche quella sera che è l'antivigilia del Natale? Io non +saprei proprio dire se Giacomino ebbe la visione dolorosa di tante belle +serate con dolci, castagne, panna levata e cialdoni, forse anche con +teatro, andate maledettamente a male per colpa del direttore; certo ebbe +il sentimento che nessuno più del babbo soffriva per la sua mancanza. + + * * * * * + +C'era il lume nella stanza da letto. Giacomino spinse l'uscio. È il +babbo che va a letto. + +Giacomino non si ricorda più--perchè adesso è diventato un giovanotto +serio e bravo--non si ricorda più quello che disse, però si ricorda che +il babbo, quando lo vide con quelle disposizioni, fu molto buono con +lui: lo perdonò subito subito e diceva:--Non mi darai più dispiaceri, +vero?--e lui Giacomino rispondeva di no! con una convinzione insolita, e +il babbo non gli diede nessun bacio, ma con la mano gli toccava i +capelli, e ciò gli faceva un gran piacere, e quando il babbo gli disse: +«Adesso va a mangiare, che avrai fame!» Giacomino non andò a mangiare, +ma prima andò nella sua stanza e acceso certo suo candeliere, cominciò a +scrivere una lettera al babbo. La lettera fu tanto lunga che nessun +compito raggiunse mai, a memoria di Giacomino, una così spontanea +prolissità. + +Scritta la lettera, Giacomino la collocò in luogo tale che il babbo al +mattino la scorse prima di ogni altra cosa. + +Di fatto il babbo la scorse, la aprì, la lesse e riconobbe che il suo +Giacomino ha cominciato a pensare. Ah, se il signor Antonio sapesse il +latino, come si rallegrerebbe ripetendo il motto di Cartesio: _cogito +ergo sum_, cioè non più Giacomino birichino, ma _homo sum!_ + + + + +COME LA LINGUA DELLA SIGNORA SI CALMÒ. + + +La signora entrò in casa, si gettò sul sofà, tacque, cioè no; si preparò +a parlare: invocò il nome di Dio--riservato così spesso, ohimè! per gli +attacchi d'emicrania--si levò di scatto, spalancò due o tre porte a +vetri, e si precipitò, cioè scoppiò nello studio di suo marito. + +--Io non ne posso più, più, più! Capisci tu? intendi? fai il sordo? +l'oca? lo stupido? il superuomo? Io soffro, ho dei dolori atroci, mi +sento come svenire; non mangio più, non dormo più, non digerisco più. +Sono diminuita di tre chili e mezzo. Capisci tu cosa vuol dire diminuita +di tre chili e mezzo? Ho delle vampe, delle fiamme; poi un gran freddo, +un gran gelo; poi tutto un formicolìo; il cuore si ferma, dà dei colpi, +poi mi sfugge, non lo sento più, lo sento in gola: mi chiude, mi +soffoca! Ho un vizio di circolazione, l'arteriosclerosi, capisci? È +orribile l'arteriosclerosi, capisci? Orribile! E quest'uomo, questo +marito, questo esseraccio spregevole che si chiama marito, si riempie +l'epa, beve come un facchino, dorme come una talpa, va a spasso, +digerisce stupendamente e non s'accorge d'una povera donna che soffre, +che sta male, che muore; una donna tanto gentile, elegante, fine, buona, +intelligente, sì, intelligente per un uomo che mi sappia intendere, una +donna che avrebbe fatta la felicità di qualunque altro che non si +chiamasse Marx Giraldi! Ah, la mia personalità, il mio io, ah, questo +voi vorreste distruggere, annientare, calpestare; voi mi vorreste +ridurre alla moglie che bada al soffritto e sorveglia i buchi delle +vostre calze e serve per gli usi intimi! L'avete trovata, il mio uomo, +la donna che si lascia calpestare! Vendicatevi, ora, fate la mummia, il +papa di gesso, l'indifferente. Vi sveglierò io, vi sveglierò! Mi voglio +distrarre, capite? Distrarre! Aspettate, aspettate che stia un po' +meglio! Intanto fuori i soldi: cento lire! Chi rompe paga. Domani altra +visita. Il professor Marchi non visita per meno. Se mi volete +accompagnare, è al Grande Hôtel, se pure non riparte stasera. + +Qui si fermò, e allora una voce rispose dietro i cumuli delle carte +della scrivania: + +--Io credo che cinquanta lire siano sufficienti. + +--Le figure grette, meschine, esose, le lascio tutte a voi. + +Allora si udì una chiavetta aprire un cassetto ed una mano porse un +biglietto da cento lire. + +--Imbecille!--e la mano della signora prese il biglietto e rovesciò +tutte le carte. + +Dietro di esse apparve un uomo di mezza età, barbuto, con la fronte +posata in calma sulla mano: il marito. + +La signora uscì sbattendo l'uscio. + +Allora, dietro una specie di paravento, venne fuori un omarino mezzo +spelato e con barbetta caprina, il quale subito si rivelava come +appartenente alla nobile, antica classe degli scrivani, che le macchine +da scrivere e le dattilografe vanno distruggendo in modo spietato. + +Pareva abituato a questa specie di cicloni familiari, perchè si mise +senz'altro a raccogliere le carte e i libri. + +--Per un uomo d'affari però--osservava--è grave questo modo di sfogarsi +con le carte. Pare, vero signor Giraldi? che vi sia nella signora una +specie di crescendo. Ogni parola si accumula con l'altra, come in una +pila elettrica, finchè avviene l'esplosione. + +--State buono--rispose il signore, aiutando anche lui a raccogliere le +carte--oggi è andata abbastanza bene. È quando comincia dalle origini, +dai tempi precedenti il matrimonio, quando prende a rivangare i vivi ed +i morti. A proposito, cos'ha nominato? il prof. Marchi? Grande Hôtel? +Che sia il Marchi, professore dell'Università di...? Voi che avete la +specialità dei nomi, ve ne ricordate? + +--Sì, certo: Gian Franco Marchi, specialista per le malattie del +cervello. Deve essere venuto qui apposta per un consulto al senatore +X***. Sarà una visita _in extremis_, ma era d'obbligo. + +--Allora--disse il signore--noi ci siamo conosciuti, e molto bene, in +collegio. Egli era di due corsi avanti di me. Un giovane di valore, +ricordo benissimo: uno dei pochi che si son fatti strada senza +ciarlataneria. Sapete, amico mio, che è una cosa curiosa?--e pareva un +po' rasserenato.--Noi nella vita moderna ci perdiamo spesso di vista, di +nome, di tutto, peggio che nel deserto. Accade poi, un bel giorno, di +vedere nel giornale un necrologio e allora diciamo: Io l'ho conosciuto +quell'uomo! Ma non siamo più a tempo per andare a stringergli la mano. + +--Lo dica a me che sono rimasto solo come un fungo...; e non me ne pento +ormai più--sorrise fra sè l'omarino. + +--Vi dispiacerebbe di portare, ma subito, un biglietto al Grande Hôtel? +Se il Marchi non c'è, aspettate. Se domattina presto non può, mi fissi a +che ora vuole, stasera, un appuntamento. + +Il signore si mise a scrivere. + +L'omarino si levò la manica di lustrino e andò ad infilare il vecchio +pastrano a pipistrello e ad avvolgere il collo, le orecchie, la nuca +nella fascia di lana. + +--Si trova da per tutto quest'accidente! io domando come si fa a non +avere male di testa con quest'accidente! + +Lo prese con delicatezza, come fosse stata una macchina infernale, +diabolica. + +--Un chilo e mezzo deve pesare! + +Era il cappello della signora. + + * * * * * + +Alle ore undici, nel Grande Hôtel, il prof. Gian Franco Marchi parlava +ancora con la signora Giraldi. La signora si veniva riallacciando +l'abito con mano tremante. Era una cosa terribilmente piena di +mortificazione per la signora: quell'uomo, il prof. Marchi, gelido, +meccanico, irreprensibile nel vestito, aveva esercitato su di lei +un'impressione di paura, di soggezione e di ammirazione insieme. Eppure +quell'uomo aveva parlato sempre con una voce soavissima, musicale, con +un bellissimo accento italiano: appena, appena una sfumatura di amabile +ironia. Aveva trattato con la verecondia di un asceta, con la +delicatezza di una suora di carità. Oh, nulla di brutale, come certi +medici; e nulla nemmeno di manierato, di dolcificato come altri medici +alla moda. La signora Giraldi ne aveva fatti passare ormai parecchi di +medici, e invano! Ma era quella specie di gelidezza interiore ad ogni +influsso di passione, che la soggiogava. + +La signora, nei preliminari della visita, aveva cercato, come soleva, di +celiare un po'. Bella donna, elegante, donna di spirito, poteva +concedersi questo privilegio. «Non so, come chiedere: Lei ha moglie, +dottore? ha provato mai questi incomodi? ha avuto casi consimili?» Ma +poi le si congelò la voce e si trovò paurosamente nello stato di materia +inerte nelle mani del prof. Gian Franco Marchi. + +La signora si veniva, dunque, riallacciando. Le stanze dell'Hôtel +scintillavano di lampadine elettriche, perchè il sole esisteva forse +ancora, benchè vedendo la città fasciata tuttora dalla caligine del +dicembre, se ne potesse dubitare. + +Il dottore aveva escluso in modo assoluto l'arteriosclerosi, il vizio +valvolare, il diabete, l'appendicite, il verme solitario ed altri mali +proposti dalla signora. + +--Isterismo allora, come dice mio marito? + +Il dottore fece un nobile gesto per allontanare questa parola, +«isterismo» ed anche «marito». + +--Ma allora cos'è il male che io ho? Almeno sapere il male che io ho. +Perchè io sono ammalata, vero? + +Il dottore si fece serio, terribilmente serio. + +--Non mi guardi così! no! Mi fa paura! Devo forse morire? + +Finalmente il dottore domandò con voce lenta: + +--La signora ha paura di morire? + +La signora impallidì... + +--Quando penso che anch'io dovrò, molto probabilmente, morire... Ah, +no, signore! E lei ride?... + +--Sorrido, signora. + +--Agli Stati Uniti--disse la signora--i medici vietano assolutamente di +pensare a morte, a disgrazie, a malattie; ma assolutamente. Ecco perchè +le Americane sono sempre belle, allegre, piene di vitalità. + +--E invecchiare, signora, è anche questo un pensiero che la +turba?--domandò ancora il dottore, senza tener conto dell'America. + +Un fremito scosse la signora: + +--Mi pare impossibile di dovere invecchiare! Ogni sera, a letto, mi +viene questo pensiero; ed allora il cuore comincia a precipitare. Faccio +la luce: prego,--noti bene, prego--mio marito di sentirmi il cuore. Si +rifiuta! Un brutale, mio marito! + +--I mariti sono quasi sempre brutali--sentenziò gravemente il dottore. + +--Ah, ecco un medico che capisce!--esclamò la signora. + +--Lei, invece--proseguì il dottore--è di indole dolce, amabile, ma ha la +sua personalità... + +--Il mio io... Certamente! + +--Ella vede, per esempio, suo marito che divora beato una bistecca, +mentre lei non può digerire, e allora in un impeto di giustificabile +rivolta, scaglia la tovaglia per terra... + +--Come fa a saperlo? + +--Il suo male, signora--disse blandamente il dottore, e proseguì:--Lei +deve possedere una memoria di ferro e quindi deve ricordare, enumerare +tutti i torti di suo marito. Questo elenco, fatto quasi ogni giorno, +supponiamo, porta all'autosuggestione, all'esacerbazione della voce, +agli atti--diremo così--incoscienti. Poi segue un abbattimento, nausee, +palpiti, cefalee... + +--Ah, sì, mio marito è la causa di tutto!--esclamò la signora.--Oh, come +capisce, dottore! Ecco, bisognerebbe che lui si sopprimesse. + +--È un consiglio che non so se vorrà accettare, ed intanto veda, osservi +gli effetti di questa iperestesia del suo «io subcosciente». + +--Ha detto?... + +--Oh, non importa che lei impari il nome! Osservi gli effetti! La +pupilla ha già acquistato una disposizione strabica; le corde laringee +per lo sforzo abnorme della voce, stanno producendo le matasse del +collo; il quinto paio nervoso stira le labbra fuori della linea normale +e produce le così dette rughe; la digestione, resa impossibile, genera +macchie, acni, rossori. + +--Orribile! Ma quale il rimedio? + +--La calma assoluta e perciò il silenzio, signora. L'assoluto silenzio. + +--Allora, abolito l'«io», la personalità, la volontà, la libertà, tutto +... In politica, in morale, in arte, nell'economia della casa non dovrò +più avere le mie idee? + +--Sì, signora. Ma noi ne modifichiamo semplicemente le manifestazioni. +Per esempio, invece di dire: Il giornale! il giornale! il giornale! lei +dice: Favorisci il giornale? Invece di ricordare i torti passati di suo +marito, lei ricorda soltanto i torti presenti. Anzi, faccia di meglio: +glieli presenti in iscritto. Invece di dire: Voglio andare a teatro, lei +dice: Avresti voglia questa sera, amico mio, di condurmi a teatro? + +--Anche «amico mio?» + +--Ma sì! Dopo tutto lo fa per la sua salute. Invece di domandare al +cameriere: C'è lui? lei domanda: Mio marito, oppure Giulio, Jacopo, come +si chiama? + +--Marx... pur troppo! + +--Ebbene, lei chiede: Marx è in casa? Invece di dire: «Ah, lo hanno +impiccato quell'infame di... Così dovrebbero fare anche di te!» Lei si +limita alla prima frase. Quanto alla politica, non se ne preoccupi. Io, +per esempio, non me ne occupo affatto. + +--Allora tutta grazia, tutta gentilezza con un rospaccio, con un +istrice, con un orso, un villanaccio di quella sorta. + +--Ecco, veda, troppe parole! rospetto, villanello tutt'al più. Si guardi +come subito le rughe tirano in giù il labbro. Che cosa è la vecchiezza? +Sono gli anni? Mai più! Sono i nervi che subiscono una lenta, +irreparabile alterazione. + +--Allora io dovrò essere una moglie come una di quelle che esistevano +prima della proclamazione dei diritti della donna? + +--Ecco, lei provi: e pensi che lo fa per suo bene e non per riguardo al +marito: ma silenzio, assoluto silenzio. E come cura, moto, aria aperta, +passeggiate in campagna, alla buona. Lei dice: Marx, mi conduci a +spasso? + +--Ma se non è buono di cogliere un fiore, di aiutare a passare un fosso... + +--Glielo insegni, signora. La donna in queste cose è nata maestra. + +Sommessamente intanto il paggetto dell'hôtel aveva avvertito che +l'automobile era pronta. Pian piano, garbatamente, giù per le belle +scale di marmo, l'illustre dottore accompagnò la signora sino al +vestibolo, assicurando la più completa guarigione. Fuori rombava +l'automobile. + +La signora estrasse la busta col denaro. + +--Sì, va bene--disse il dottore--ma faremo tutto un conto. Io devo +ripassare fra un mese; e respinse la busta con gesto che non ammetteva +replica. + + * * * * * + +Alla stazione, sotto la tettoia, era un grigio che mal si vedeva +d'intorno: le macchine vi immettevano getti di fumo come nell'ultimo +atto della _Valchiria_. Il dottore, in piedi, presso il montatoio di una +vettura a letto, pareva in attesa di qualcuno. + +Un uomo si precipitò. + +--Ebbene? + +--Niente di grave, caro Giraldi; vizio organico nessuno: si tratta di +difetti funzionali dovuti a forme isteriche, tipiche, ma di cui io ne so +quanto te. Bada però che il non sapere o il non trovare noi, così detti +scienziati, la causa del male, non vuol dire esclusione del male: il +male esiste, ricordatene! + +--Allora i più grandi oratori--disse il signor Giraldi--devono essere +stati tutti degli isterici perchè l'eloquenza di mia moglie è senza +limiti. + +--Lascia le facezie: anzi abolisci assolutamente con tua moglie ogni +genere di facezia, di ironia, sopra tutto abolisci il silenzio; parlale +molto, molto, di molte cose buone ed allegre. È donna, cioè un essere +meravigliosamente fine e complesso, che noi altri uomini, occupati negli +studi o negli affari, giudichiamo spesso con una semplicità di criteri +che ci fa veramente torto. Tienti a mente questa cosa, caro Giraldi: tu +essendo freddo, sgarbato con tua moglie, commetti il delitto medesimo +che molti commettono essendo crudeli verso i bambini, così detti +cattivi. Sono bambini infermi! E non dimenticarti anche questo: la donna +è un'infante di cui possiamo avere bisogno supremo. Il nostro orgoglio +maschile ci nasconde questa verità. Ma se tale sventura dovesse +avvenire, tu baceresti piangendo quella mano che ora allontani da te. + +--Ma quella spaventosa eloquenza..., quella lingua che non tace mai!... + +--Credo di averla curata o, almeno, mi lusingo. Basta, tu me ne +scriverai... + +In quel punto il diretto si mise in moto. + +--Dimenticavo una cosa--aggiunse il dottore sforzando la voce,--se la +conduci a spasso in campagna, misura il tuo passo col suo e qualche +volta prendila per la vita; e se di notte vuol farti sentire il suo +cuore, e tu sentilo. Esiste realmente un po' di cardiopalmo. + + + + +LA MORTE DI UN RE. + + +Quando io avevo dieci anni, o giù di lì, giocavo coi re, e fu il solo +tempo in cui vissi in dimestichezza con gente di gran paraggio. Li avea +fatti io stesso di cartone e dipinti di rosso e di azzurro con elmo e +spada. L'ho a mente quella stanzaccia a soffitta, diroccata, con un odor +di topi. Là i miei re conducevano un'esistenza da fare invidia ai veri +re della terra. Si cavavano tutte le voglie, i miei nobili re. Ma in +fondo ero io che mi cavavo simbolicamente le mie: ed era certamente per +questa specie di incantamento che io non mi stancavo mai dal giocare a +quel giuoco silenzioso e calmo, ma pieno di terribili cose: giacchè +vendicarsi, sterminare i nemici e farne strage, e poi riportarne il +trionfo era il più grande de' miei piaceri. + +Allora non era convinto amico della Società per la Pace e gli istinti +atavici parlavano potentemente in me: ma forse più che atavici erano +malvagi istinti naturali, che troviamo in tutti i bambini. + +I miei di casa si meravigliavano come io potessi stare per ore ed ore +con un pupazzo in una mano e un pupazzo nell'altra, e non capivano che +era un re che parlava ad un altro re suo rivale, vinto, stretto in +catene davanti a lui. + +Ma in simili casi la concione avrebbe potuto durare delle giornate, +tanti erano gli argomenti che il trionfatore avea a sua disposizione per +ischiacciare e vilipendere il vinto re! Io non ero malvagio, ma i miei +re erano terribilmente feroci, e inesorabili. Quali diritti esercitavano +mai! + +Un'altra cosa ricordo ancora, cioè che i miei re riposavano delle +fatiche belligere in grandi e sontuosi pranzi, i quali corrispondevano a +punto a quelli che non si facevano a casa mia, ma erano bensì nel mio +desiderio. Sua maestà di cartone era un principe molto vendicativo, ma +era anche un goloso eminente. + + * * * * * + +Un bel giorno, non ricordo da chi nè come, mi venne regalato un piccolo +falco; un falchetto. + +Ora quando venne il falco, i re furono messi in riposo, anzi furono +dimenticati. La polvere cadde su di loro; lo scudiero non venne ad +avvertire i nobili signori che già il sole era levato e illuminava la +nera foresta sonora; e i palafreni bardati scalpitavano e i mastini +odoravano la caccia. + +Il senso di profonda soddisfazione che mi invase al nuovo possesso, +evidentemente doveva provenire da questo: cioè che ora possedevo un re +autentico, non di cartone, ma vivo; un re dell'aria; un re anzi +prepotente e crudele, ma che adesso si trovava sotto la mia +giurisdizione assoluta, astretto in catene e sul quale io certamente +avrei avuto finale vittoria. Era il medesimo giuoco che continuava, +soltanto che la finzione aveva una parvenza di realtà. + + * * * * * + +Li avea visti spesso nel cielo i falchi o, più esattamente, me li +avevano indicati. + +Nel cielo lucido del mattino aveva visto certi uccelli che un più +trionfal giro volgevano nel cielo: poi si libravano in alto e +disparivano nella superba profondità dell'azzurro. Ne avea chiesto ai +villani e quelli, sospendendo il placido lavoro della vanga:--Son +falchi!--dicevano,--tutta l'aria ubbidisce a loro: quando ci sono quei +signori lassù, non vedrai altri uccelli volare e cantare. + +Ora un falco stava in mia balìa e lo contemplavo con avida curiosità per +iscoprire il segreto della sua potenza. Lo avrei pensato più grande, +come un tacchino almeno o un pavone. Era un piccolo re, grosso come una +colomba. «Sei un piccolo re!» gli dissi. + +Piccolino era infatti, liscio, grigio, con due zampe aduste come due +ferri da calza; immobile, con la testa piatta ritirata fra le penne. +Immobile come una mummia, supremamente indifferente alle mie ispezioni. + +--Dico a lei, signor falco, ha inteso? le ho detto che lei è un piccolo, +anzi ridicolo re!--e siccome quegli pareva non tener conto alcuno delle +mie parole, tanto mi accostai col dito che lo toccai. Non lo avessi mai +fatto! Quel re disprezzava le parole, ma non ammetteva scherzi di mano. +Fulminee vidi aprirsi due alacce smisurate che pareva impossibile +dovessero star rinchiuse in quel piccolo corpo, e in pari tempo mi +ritrassi con la mano ferita; il dosso della mano portava l'impronta di +cinque scalfitture, dove il sangue segnò cinque tracce di avvertimento. +Come ebbi a lungo contemplata la mia ferita, mi riaccostai al falco, ma +con molta prudenza, e lo vidi con regale solennità immobile come prima: +solo l'ala rientrava come da per sè quasi serpe che rimbuca, e quattro +lunghi e sottili aghi adunchi si ritraevano nei loro alveoli. + +I suoi occhietti gialli, tondi, si movevano solo essi, e seguivano ogni +mio gesto, come l'immagine nello specchio segue chi vi si affaccia, e +col muover delle pupille si moveva un becco breve ma uncinato, di cui +prima non mi era accorto, e dava alla fisionomia un aspetto grifagno. + +Compresi allora come il piccolo animale, uguale nell'aspetto agli altri +uccelli, ne fosse diverso per certe qualità segrete che prima non avea +sospettate. + +Pensieri di rappresaglia si agitavano nel mio cervello.--Io ti punirò +di morte,--dissi con voce di giudice che sentenzia, ma la mia voce +risonò a vuoto nello stanzone melanconico, ma era una voce dolce la mia: +egli invece mi aveva colpito senza emettere un suono. + +Gli enumerai con persuasione tutti i suoi torti:--Voi siete un violento, +un rapace, un masnadiero dell'aria, voi avete, signor falco, spogliato +tanti nidi, lacerato e ucciso tanti innocenti augelletti i quali +cantavano la gloria del Signore e provvedevano il vitto ai loro piccini! +Gran perfidia fu la vostra, signor falco, ma ora siete in mia balìa e ne +sconterete bene la colpa senza alcuna remissione o pietà. + +Così fermato il proposito della pena, dopo essermi assicurato che il +falco era ben legato, corsi in cerca di un bastoncello e feci per +colpirlo. + +Ma il falco stette: solo si contorse nell'atto superbo e magnifico con +cui sogliono effigiarsi le aquile negli stemmi dei re e le pupille +perforanti saettarono un senso:--Vile! + +Ed io non lo percossi. + + * * * * * + +Come la mia piccola anima si mutasse, io non so. Ma ricordo che, dopo +essermi aggirato due o tre volte per la stanzaccia, sentii nascere in +me per il prigioniero una grande pietà e una viva ammirazione; ma sopra +tutto un indistinto desiderio di farmelo amico, di allearmi a quella sua +indomita fierezza, a quella sua forte malvagità. + +--Ti faccio grazia della vita per ora, e ti porterò da mangiare,--gli +dissi. + +E con tale proponimento mi recai da un certo tale, esperto di cacce con +l'archibugio e con le panie, e gli richiesi quale fosse il nutrimento +dei falchi. + +--Cuore e fegato,--mi fu risposto. + +Cuore e fegato ebbe, e ben lo seppero i polli della cucina che in quel +giorno vennero trovati privi delle interiora, con gran dispetto della +fantesca e sorpresa del gatto--un onestissimo e moderatissimo gatto--che +mi guardava con le sue fosforescenti pupille come a dire:--ecco un altro +che usurpa il mio mestiere di rubare! + +Corsi in soffitta e presentando quella superba imbandigione, mi +lusingavo di ottenere almeno un cenno di ringraziamento. Non fu così. + +Non si degnò nemmeno di chinarsi per toccare quei cibi.--Quando avrai +fame mangerai e quando avrai sete berrai,--dissi allora. + + * * * * * + +Era azzurro il cielo fuori della finestra; un cielo fondo, pieno di +libertà e di silenzi. Ma il falco aveva abbassato sulle terribili +pupille le due palpebre gialle e grinzose e rimaneva ritto, rigido. Lo +contemplai: non un atto per istrappare la catena! + +Piano piano, me gli accostai.--Povero falco,--dissi,--vuoi la +libertà?--e feci per lisciarlo. + +Fu, come prima, un istante: si voltò, si rabbuffò, le ali si spiegarono, +le cortine delle pupille si alzarono e folgorarono le pupille. Questa +volta la mia mano portava, oltre ad un'altra copia di solchi, uno +strappo sanguinoso. Mi aveva ferito col becco, in modo che mi fece +subito conoscere senza aiuto di storia naturale quale differenza +interceda tra il becco degli uccelli di rapina e gli altri suoi pennuti +fratelli. La notte dormii con la mano fasciata, e al mattino corsi su in +soffitta a vedere che ne fosse del falco. + +Il falco non aveva mangiato; il cuore e il fegato imputridivano ai suoi +piedi. + +--Tu vuoi morire, bestiola mia, se non mangi,--gli dissi, ma ogni mia +esortazione cadde a vuoto. Le palpebre gli si chiudevano con una non so +quale solennità e pareva ed era immobile. Molta tristezza vinse la mia +piccola anima infantile e quel dì non giocai. + +Andai nell'orto a trovare dei lombrichi i quali strisciavano i loro +umili anelli sulla terra; presi larve di insetti, bachi, piccole +lucertole, che godevano sul muricciuolo il dolce sole, e fatto di questi +innocenti animaluzzi un cibreo che giudicai appetitoso, lo offersi al +mio falco. Non mangiò nemmeno allora. + + * * * * * + +Al mattino seguente era ancora lì, rigido, fermo. Ne ebbi pietà e gli +dissi:--Vedi che ti voglio bene e solo desidero che tu ti faccia buono e +che noi diventiamo amici! + +Ma poi vedendo che non dava alcun segno, e meravigliandomi come potesse +vivere senza cibo, ne ebbi alquanto sgomento. + +E l'Ave Maria del terzo giorno cantava melanconicamente nel vespero +dall'alto di un campanile, quando il falco cadde di botto; le gambe +sottili non sorressero più l'esile corpo, e l'esile corpo si era +rovesciato all'improvviso. Corsi e con trepidanza paurosa lo toccai; +strinsi sotto le piume quel piccolo corpo che non si scosse. Era morto. + +Egli, il re dell'aria, aveva vinto su di me. + +Allora mi accostai alla finestra col falco fra le mani e, alla luce che +ancor pendeva nell'aria, a lungo cercai tra quelle penne di scoprire il +segreto della sua ferocia, come fanno i bimbi che cercano nei balocchi +infranti il segreto del loro moto; ma non ve lo trovai, e da allora ne +ebbi grande tristezza. + +FINE DELLE NOVELLE. +Estate 1912.--_Laus Deo_. + + + Nota del Trascrittore: + + Le variazioni ortografiche sono state mantenute. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Che cosa è l'amore?, by Alfredo Panzini + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CHE COSA È L'AMORE? *** + +***** This file should be named 38140-8.txt or 38140-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/8/1/4/38140/ + +Produced by Valentina, Rory OConor, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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