summaryrefslogtreecommitdiff
path: root/38012-8.txt
diff options
context:
space:
mode:
Diffstat (limited to '38012-8.txt')
-rw-r--r--38012-8.txt2515
1 files changed, 2515 insertions, 0 deletions
diff --git a/38012-8.txt b/38012-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..adb8faa
--- /dev/null
+++ b/38012-8.txt
@@ -0,0 +1,2515 @@
+The Project Gutenberg EBook of Ottavia, by Vittorio Alfieri
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Ottavia
+
+Author: Vittorio Alfieri
+
+Annotator: Nicola Bruscoli
+
+Release Date: November 14, 2011 [EBook #38012]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OTTAVIA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net
+
+
+
+
+
+
+ VITTORIO ALFIERI
+
+
+ TRAGEDIE
+
+
+ A CURA
+ DI
+ NICOLA BRUSCOLI
+
+
+ VOLUME SECONDO
+
+
+
+ BARI
+ GIUS. LATERZA & FIGLI
+ TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI
+
+ 1946
+
+
+
+
+ OTTAVIA
+
+
+
+
+PERSONAGGI
+
+ NERONE.
+ OTTAVIA.
+ POPPEA.
+ SENECA.
+ TIGELLINO.
+
+_Scena, la Reggia di Nerone in Roma._
+
+
+
+
+ATTO PRIMO
+
+
+SCENA PRIMA
+
+NERONE, SENECA.
+
+
+ SENECA Signor del mondo, a te che manca?
+
+ NER. Pace.
+
+ SENECA L'avrai, se ad altri non la togli.
+
+ NER. Intera
+ l'avria Neron, se di abborrito nodo
+ stato non fosse a Ottavia avvinto mai.
+
+ SENECA Ma tu, de' Giulj il successor, del loro
+ lustro e poter l'accrescitor saresti,
+ senza la man di Ottavia? Ella del soglio
+ la via t'aprí: pur quella Ottavia or langue
+ in duro ingiusto esiglio; ella, che priva
+ di te cosí, benché a rival superba
+ ti sappia in braccio, (ahi misera!) ancor t'ama.
+
+ NER. Stromento giá di mia grandezza forse
+ ell'era: ma, stromento de' miei danni
+ fatta era poscia; e tal pur troppo ancora
+ dopo il ripudio ell'è. La infida schiatta
+ della vil plebe osa dolersen? osa
+ pur mormorar del suo signor, dov'io
+ il signor sono?--Omai di Ottavia il nome,
+ non che a grido innalzar, non pure udrassi
+ sommessamente infra tremanti labra,
+ mai profferire;--o ch'io Neron non sono.
+
+ SENECA Signor, non sempre i miei consigli a vile
+ tenuto hai tu. Ben sai, com'io, coll'armi
+ di ragion salde, arditamente incontro
+ al giovanile impeto tuo mi fessi.
+ Biasmo, e vergogna io t'annunziava, e danno,
+ dal repudio di Ottavia, e piú dal crudo
+ suo bando. In cor del volgo addentro molto
+ Ottavia è fitta: io tel dicea: t'aggiunsi
+ che Roma intera avea per doni infausti
+ di Plauto i campi, e il sanguinoso ostello
+ di Burro, a lei sí feramente espulsa
+ con tristo augurio dati: e dissi...
+
+ NER. Assai
+ dicesti, è ver; ma il voler mio pur festi.--
+ Forse il regnar tu m'insegnavi un tempo,
+ ma il non errar giammai, né tu l'insegni,
+ né l'apprend'uomo. Or basti a me, che accorto
+ fatto m'ha Roma in tempo. Error non lieve
+ fu l'espeller colei, che mai non debbe,
+ mai stanza aver lungi da me...
+
+ SENECA Ten duole
+ dunque? ed è ver quanto ascoltai? ritorna
+ Ottavia?
+
+ NER. Sí.
+
+ SENECA Pietá di lei ti prese?
+
+ NER. Pietade?... Sí: pietá men prese.
+
+ SENECA Al trono
+ compagna e al regal talamo tornarla,
+ forse?...
+
+ NER. Tra breve ella in mia reggia riede.
+ A che rieda, il vedrai.--Saggio fra' saggi,
+ Seneca, tu giá mio ministro e scorta
+ a ben piú dubbie, dure, ed incalzanti
+ necessitá di regno; or, men lusingo,
+ tu non vorrai da quel di pria diverso
+ mostrarmiti.
+
+ SENECA Consiglio a me, pur troppo!
+ chieder tu suoli, allor che in core hai ferma
+ giá la feral sentenza. Il tuo pensiero
+ noto or non m'è; ma per Ottavia io tremo,
+ udendo il parlar tuo.
+
+ NER. Dimmi; tremavi
+ quel dí, che tratto a necessaria morte
+ il suo fratel cadeva? e il dí, che rea
+ pronunziavi tu stesso la superba
+ madre mia, che nemica erati fera,
+ tremavi tu?
+
+ SENECA Che ascolto io mai? l'infame
+ giorno esecrando rimembrar tu ardisci?--Entro
+ quel sangue tuo me non bagnai;
+ tu tel bevesti, io tacqui; è ver, costretto
+ tacqui; ma fui reo del silenzio, e il sono,
+ finch'io respiro aura di vita.--Ahi stolto,
+ ch'io allor credetti, che Neron potria
+ por fine al sangue col sangue materno!
+ Veggo ben or, ch'indi ha principio appena.--
+ Ogni nuova tua strage a me novelli
+ doni odíosi arreca, onde mi hai carco;
+ né so perché. Tu mi costringi a torli;
+ prezzo di sangue alla maligna plebe
+ parran tuoi doni: ah! li ripiglia; e lascia
+ a me la stima di me stesso intera.
+
+ NER. Ove tu l'abbi, io la ti lascio.--Esperto
+ mastro sei tu d'alma virtú: ma, il sai,
+ ch'anco non sempre ella si adopra. Intatta
+ se a te serbar piacea l'alta tua fama,
+ ed incorrotto il cor, perché l'oscuro
+ tuo patrio nido abbandonar, per questo
+ reo splendore di corte?--Il vedi: insegno
+ io non Stoico a te Stoico; e sí il mio senno,
+ tutto il deggio a te solo.--Or, poiché tolto
+ ti sei, quí, stando, il tuo candor tu stesso;
+ poiché di buono il nome, ov'uom sel perda,
+ mai nol racquista piú; giovami, il puoi.
+ Me giá scolpasti dei passati falli;
+ prosiegui; lauda, e l'opre mie colora;
+ ch'è di alcun peso il parer tuo. Te crede
+ men rio che altr'uom la plebe; in te gran possa
+ tuttor suppon sovra il mio cor: tu in somma,
+ tal di mia reggia addobbo sei, che biasmo
+ di me non fai, che piú di te nol facci.
+
+ SENECA Ti giova, il so, ch'altri pur reo si mostri:
+ divisa colpa, a te men pesa. Or sappi,
+ ch'io, non reo de' tuoi falli, io pur ne porto
+ la pena tutta: del regnar mi è dato
+ il miglior premio; in odio a tutti io sono.
+ Qual mi puoi nuova infame cura imporre,
+ che aggiunga?...
+
+ NER. Ei t'è mestier dal cor del volgo
+ trarre Ottavia.
+
+ SENECA Non cangia il volgo affetti,
+ come il signore; e mal s'infinge.
+
+ NER. All'uopo
+ ben cangia il saggio e la favella, e l'opre:
+ e tu sei saggio. Or va; di tua virtude,
+ quanta ella sia, varrommi, il dí che appieno
+ dir potrò mio l'impero: io son frattanto,
+ il mastro io sono in farlo mio davvero,
+ l'alunno tu: fa ch'io ti trovi or dunque
+ docile a me. Non ti minaccio morte;
+ morir non curi, il so; ma di tua fama
+ quel lieve avanzo, onde esser carco estimi,
+ pensa che anch'egli al mio poter soggiace.
+ Torne a te piú, che non ten resta, io posso.
+ Taci omai dunque, e va; per me t'adopra.
+
+ SENECA Assolute parole odo, e cosperse
+ di fiele e sangue.--Ma l'evento aspetto,
+ qual ch'ei sia pure.--Ogni mio ajuto è vano
+ a' tuoi disegni, e reo. Che a sparger sangue
+ Neron per se non basti sol, chi 'l crede?
+
+
+SCENA SECONDA
+
+NERONE.
+
+
+ --E con te pur la tua virtú mentita,
+ altero Stoico, abbatterò. Punirti
+ seppi finor coi doni: al dí, ch'io t'abbia
+ dispregievole reso a ogni uom piú vile,
+ serbo a te poi la scure.--Or, qual fia questa
+ mia sovrana assoluta immensa possa,
+ cui si attraversan d'ogni parte inciampi?
+ Ottavia abborro; oltre ogni dir Poppea
+ amo; e mentir l'odio e l'amore io deggio?
+ Ciò che al piú vil de' servi miei non vieta
+ forza di legge, il susurrar del volgo
+ fia che s'attenti oggi a Neron vietarlo?
+
+
+SCENA TERZA
+
+NERONE, POPPEA.
+
+
+ POPPEA Alto signor, sola mia vita; ingombro
+ di cure ognora, e dal mio fianco lungi,
+ me tieni in fera angoscia. E che? non fia,
+ ch'io lieto mai del nostro amor ti vegga?
+
+ NER. Lunge da te, Poppea, mi tien talvolta
+ il nostro amor; null'altro mai. Con grave
+ e lunga pena io t'acquistava; or debbo
+ travagliarmi in serbarti: il sai, che a costo
+ anco del trono, io ti vo' mia...
+
+ POPPEA Chi tormi
+ a te, chi 'l può, se non tu stesso? è legge
+ ogni tuo cenno, ogni tua voglia in Roma.
+ Tu in premio a me dell'amor mio ti desti,
+ tu a me ti togli; e il puoi tu appien; com'io
+ sopravvivere al perderti non posso.
+
+ NER. Toglierti a me? né il pur potrebbe il cielo.
+ Ma ria baldanza popolar, non spenta
+ del tutto ancor, biasmare osa frattanto
+ gli affetti del cor mio: quindi m'è forza,
+ che antivedendo io tolga...
+
+ POPPEA E al grido badi
+ del popolo?
+
+ NER. Mostrar quant'io l'apprezzi
+ spero, in breve; ma a questa Idra rabbiosa
+ lasciar niun capo vuolsi: al suolo appena
+ trabalzerá l'ultima testa, in cui
+ Roma fonda sua speme; e infranta a terra,
+ lacera, muta, annichilata cade
+ la superba sua plebe. Appien finora
+ me non conosce Roma: a lei di mente
+ ben io trarrò queste sue fole antiche
+ di libertá. De' Claudj ultimo avanzo
+ Ottavia, or suona in ogni bocca; il suo
+ destin si piange in odio mio, non ch'ella
+ s'ami: non cape in cor di plebe amore:
+ ma all'insolente popolar licenza
+ giova il fren rimembrar debile e lento
+ di Claudio inetto, e sospirar pur sempre
+ ciò che piú aver non puote.
+
+ POPPEA È ver; tacersi,
+ Roma nol sa; ma, e ch'altro omai sa Roma,
+ che cinguettar? Dei tu temerne?
+
+ NER. Esiglio
+ lieto troppo, ed incauto, a Ottavia ho scelto.
+ Intera stassi di Campania al lido
+ l'armata, in cui recente rimembranza
+ vive ancor d'Agrippina. Entro quei petti,
+ di novitá desio, pietá fallace
+ della figlia di Claudio, animo fello,
+ e ria speranza entro quei petti alligna.
+ Io mal colá bando a lei diedi, e peggio
+ farei quivi lasciandola.
+
+ POPPEA Tenerti
+ dee sollecito tanto omai costei?
+ Oltre il confin del vasto impero tuo
+ che non la mandi? esiglio, ove pur basti,
+ qual piú securo? e qual deserta piaggia
+ remota è sí, che t'allontani troppo
+ da lei, che darsi il folle vanto ardisce
+ d'averti dato il trono?
+
+ NER. Or, finché tolto
+ del tutto il poter nuocermi le venga,
+ stanza piú assai per me secura ell'abbia
+ Roma, e la reggia mia.
+
+ POPPEA Che ascolto? In Roma
+ Ottavia riede!
+
+ NER. A mie ragion dá loco...
+
+ POPPEA Ove son io, colei?...
+
+ NER. Deh! m'odi...
+
+ POPPEA Intendo;
+ ben veggo;... io tosto sgombrerò...
+
+ NER. Deh! m'odi:
+ Ottavia in Roma a danno tuo non torna;
+ a suo danno bensí...
+
+ POPPEA Vedrai tu tosto,
+ ch'ella vi torna al tuo. Ti dico intanto,
+ che Ottavia e me, vive ad un tempo entrambe,
+ non che una reggia, una cittá non cape.
+ Rieda pur ella, che Neron sul seggio
+ locò del mondo; ella a cacciarnel venga.
+ Di te mi duol, non di me no, ch'io presso
+ d'Otton mio fido a ritornar son presta
+ Amommi ei molto, e ancor non poco ei m'ama:
+ potess'io pur quell'amator sí fermo
+ riamare! Ma il cor Poppea non seppe
+ divider mai; né vuole ella il tuo core
+ con l'abborrita sua rival diviso.
+ Non del tuo trono, io sol di te fui presa,
+ ahi lassa! e il sono: a me lusinga dolce
+ era l'amor, non del signor del mondo,
+ ma dell'amato mio Neron: se in parte
+ a me ti togli; se in tuo cor sovrana,
+ sola non regno, al tutto io cedo, al tutto
+ io n'esco. Ahi lassa! dal mio cor potessi
+ appien cosí strappar la immagin tua,
+ come da te svellermi spero!...
+
+ NER. Io t'amo,
+ Poppea, tu il sai: di quale amor, tel dica
+ quant'io giá fei; quanto a piú far mi appresto.
+ Ma tu...
+
+ POPPEA Che vuoi? poss'io vederti al fianco
+ quell'odíosa donna, e viver pure?
+ poss'io né pur pensarvi? Ahi donna indegna!
+ che amar Neron, né può, né sa, né vuole;
+ e sí pur finger l'osa.
+
+ NER. Il cor, la mente
+ acqueta; in bando ogni timor geloso
+ caccia: ma il voler mio rispetta a un tempo.
+ Esser non può, ch'ella per or non rieda.
+ Giá mosso ha il piè ver Roma: il dí novello
+ quí scorgeralla. Il vuol la tua non meno,
+ che la mia securtá: che piú? s'io 'l voglio;
+ io non uso a trovare ostacol mai
+ a' miei disegni.--Io non mi appago, o donna,
+ d'amar, qual mostri, d'ogni tema ignudo.
+ Chi me piú teme ed obbedisce, sappi,
+ ch'ei m'ama piú.
+
+ POPPEA ... Troppo mi rende ardita
+ il temer troppo. Oh qual puoi farmi immenso
+ danno! il tuo amor tu mi puoi torre... Ah! pria
+ mia vita prendi: assai minor fia il danno.
+
+ NER. Poppea, deh! cessa: nel mio amor ti affida.
+ Mai non temer della mia fede: al mio
+ voler bensí temi d'opporti. Abborro,
+ io piú che tu, colei che rival nomi.
+ Da' suoi torbidi amici appien disgiunta,
+ quí di mie guardie cinta la vedrai,
+ non tua rival, ma vil tua ancella: e in breve,
+ s'io del regnar l'arte pur nulla intendo,
+ ella stessa di se palma daratti.
+
+
+
+
+ATTO SECONDO
+
+
+SCENA PRIMA
+
+POPPEA, TIGELLINO.
+
+
+ POPPEA Comun periglio oggi corriam; noi dunque
+ oggi cercare, o Tigellin, dobbiamo
+ comun riparo.
+
+ TIGEL. E che? d'Ottavia temi?...
+
+ POPPEA Non la beltá per certo; ognor la mia
+ prevalse agli occhi di Nerone: io temo
+ il finto amor, la finta sua dolcezza;
+ l'arti temo di Seneca, e sue grida;
+ e della plebe gl'impeti; e i rimorsi
+ dello stesso Nerone.
+
+ TIGEL. Ei da gran tempo
+ t'ama, e tu nol conosci? Il suo rimorso
+ è il nuocer poco.--Or, credi, a piú compiuta
+ vendetta ei tragge Ottavia in Roma. Lascia
+ ch'opri in lui quel suo innato rancor cupo,
+ giunto al rio nuziale odio primiero.
+ Questo è il riparo al comun nostro danno.
+
+ POPPEA Securo stai? non io cosí.--Ma il franco
+ tuo parlar mi fa dire. Appien conosco
+ Nerone, in cui nulla il rimorso puote:
+ ma il timor, di', tutto non puote in lui?
+ Chi nol vide tremar dell'abborrita
+ madre? di me tutto egli ardea; pur farmi
+ sua sposa mai, finch'ella visse, ardiva?
+ col sol rigor del taciturno aspetto
+ Burro tremar nol fea? non l'atterrisce
+ perfin talvolta ancor, garrulo, e vuoto
+ d'ogni poter, col magistral suo grido,
+ Seneca stesso? Ecco i rimorsi, ond'io
+ capace il credo. Or, se vi aggiungi gli urli,
+ le minacce di Roma...
+
+ TIGEL. Ottavia trarre
+ potran piú tosto ove Agrippina, e Burro,
+ e tanti, e tanti, andaro. A voler spenta
+ la tua rival, lascia che all'odio antico
+ nuovo timor nel core al sir si aggiunga.
+ Ei non svelommi il suo pensier per anco;
+ ma so, che nulla di Neron l'ingegno
+ meglio assottiglia, che il timor suo immenso.
+ Roma, Ottavia chiamando, Ottavia uccide.
+
+ POPPEA Sí; ma frattanto un passeggiero lampo
+ può di favor sforzato ella usurparsi.
+ Ci abborre Ottavia entrambi: a cotant'ira
+ qual ti fai scudo? il voler dubbio e frale
+ di un tremante signore? A perder noi
+ solo basta un istante; a noi che giova,
+ se cader dobbiam pria, ch'ella poi cada?
+
+ TIGEL. Che un balen di favore a lei lampeggi,
+ nol temer, no: di Neron nostro il core
+ ella trovar non sa. Sua stolta pompa
+ d'aspra virtú gli incresce; in lei del pari
+ obbedíenza, amor, timor gli spiace;
+ quell'esca stessa, ove ei da noi si piglia,
+ l'abborre in lei.--Ma pur, s'io nulla posso,
+ che far debb'io? favella.
+
+ POPPEA Ogni piú lieve
+ cosa esplorar, sagace, e farmen dotta;
+ antivedere; a sdegno aggiunger sdegno;
+ mezzi inventar, mille a Neron proporne,
+ onde costei si spenga; apporle falli,
+ ove non n'abbia; quanta è in te destrezza,
+ adoprar tutta; andar, venir, tenerlo,
+ aggirarlo, acciecarlo; e vegliar sempre:--
+ ciò far tu dei.
+
+ TIGEL. Ciò far vogl'io: ma il mezzo
+ ottimo a tanto effetto in cor giá fitto
+ Neron si avrà; non dubitar: nell'arte
+ di vendetta è maestro: e, il sai, si sdegna
+ s'altri quant'ei mostra saperne.
+
+ POPPEA All'ira
+ tutto il muove, ben so. Meco ei sdegnossi
+ del soverchio amor mio poc'anzi; e fero
+ signor giá favellava a me dal trono.
+
+ TIGEL. Nol provocare a sdegno mai: tu molto
+ puoi sul suo cor; ma, piú che amor, può in lui
+ impeto d'ira, ebrezza di possanza,
+ e fera sete di vendetta. Or vanne:
+ meco in quest'ora ei favellar quí suole:
+ ogni tua cura affida in me.
+
+ POPPEA Ti giuro,
+ se in ciò mi servi, che in favore e in possa
+ nullo fia mai ch'appo Neron ti agguagli.
+
+
+SCENA SECONDA
+
+TIGELLINO.
+
+
+ Certo, se Ottavia or trionfasse, a noi
+ verria gran danno; ma, Neron mi affida.
+ Troppo è il suo sdegno; troppa è l'innocenza
+ d'Ottavia; scampo ella non ha.--Grand'arte
+ oggi adoprar con esso emmi pur d'uopo:
+ al suo timor dar nome di consiglio
+ provido; e fargli, a stima anco dei saggi,
+ parer giustizia ogni piú ria vendetta.--
+ Signor del mondo, io ti terrò; sol io
+ terrotti, e intero. Intimorirti a tempo
+ e incoraggirti a tempo, a me s'aspetta.
+ Guai, se vien tolto a te il timor del tutto!
+ Al mal oprar qual piú ti resta impulso;
+ qual freno allora al ben oprar ti resta?
+
+
+SCENA TERZA
+
+NERONE, TIGELLINO.
+
+
+ TIGEL. Signor, deh, perché dianzi non giungevi?
+ Udito avresti il singhiozzar di donna,
+ che troppo t'ama. Aspra battaglia han mosso
+ nel cor tenero e fido di Poppea
+ dubbio, temenza, amore. Ah! puoi tu tanto
+ affligger donna, che cosí t'adora?
+
+ NER. Cieca ella ognor di gelosia non giusta,
+ veder non vuole il vero. Amo lei sola...
+
+ TIGEL. Gliel dissi io pur; ma chi calmar può meglio
+ le fere angosce di timor geloso,
+ che ríamato amante? A lei, deh, cela
+ quella terribil maestá, che in volto
+ ti lampeggia. Acquetare ogni tempesta
+ del suo sbattuto cor, tu il puoi d'un detto,
+ d'un sorriso, d'un guardo. Osai giurarle
+ in nome tuo, che in te pensier non entra
+ di abbandonarla mai; che ad alto fine,
+ bench'io nol sappia, in Roma Ottavia appelli;
+ ma non a danno di Poppea.
+
+ NER. Tu il vero,
+ fido interprete mio, per me giurasti.
+ Ciò le giurai pur io; ma sorda stette.
+ Che vaglion detti? Il dí novel che sorge,
+ compiuto forse non sará, che fermo
+ fia d'Ottavia il destino, e appien per sempre.
+
+ TIGEL. E queta io spero ogni altra cosa a un tempo,
+ ove mostrar pur vogli Ottavia al volgo
+ rea, quanto ell'è.
+
+ NER. Poich'io l'abborro, è rea,
+ quanto il possa esser mai. Degg'io di prove
+ avvalorare il voler mio?
+
+ TIGEL. Pur troppo.
+ Tener non puoi quest'empia plebe ancora
+ in quel non cal, ch'ella pur merta. Ai roghi
+ d'Agrippina, e di Claudio, è ver, si tacque:
+ tacque a quei di Britannico: eppur oggi
+ d'Ottavia piange, e mormorar si attenta.
+ Svela i falli d'Ottavia, e ogni uom fia muto.
+
+ NER. Mai non l'amai; mi spiacque ognora e increbbe;
+ ella ebbe ardir di piangere il fratello;
+ cieca obbedir la torbida Agrippina
+ la vidi; i suoi scettrati avi nomarmi
+ spesso la udii: ben son delitti questi;
+ e bastano. Giá data honne sentenza;
+ ad eseguirla, il suo venir sol manca.
+ Roma saprá, ch'ella cessava: ed ecco
+ qual conto a Roma del mio oprare io debbo.
+
+ TIGEL. Signor, tremar per te mi fai. Bollente
+ plebe affrontar, savio non è. Se giusta
+ morte puoi darle, or perché vuoi che appaja
+ vittima sol di tua assoluta voglia?
+ De' suoi veri delitti in luce trarre
+ il maggior, non fia 'l meglio? e rea chiarirla,
+ qual ella è pur, mentre innocente tiensi?
+
+ NER. Delitti... altri... maggiori?...
+
+ TIGEL. A te narrarli
+ niun uomo ardí: ma, da tacersi sono,
+ or che da te repudiata a dritto,
+ piú consorte non t'è? Stavasi in corte
+ l'indegna ancora; e dividea pur teco
+ talamo, e soglio; e si usurpava ancora
+ gli omaggi a donna imperíal dovuti;
+ quando giá in cor fatta ella s'era vile
+ piú d'ogni vil rea femmina; quand'era
+ giá entrato in suo pensiero e il nobil sangue,
+ e il suo onore, e se stessa, e i suoi regj avi
+ prostituire a citarista infame,
+ ch'ella adocchiando andava...
+
+ NER. Oh infamia! Oh ardire!...
+
+ TIGEL. Eucero schiavo, a lei piacea; quindi ella
+ con pace tanta il suo ripudio, il bando,
+ tutto soffriva. Eucero a lei ristoro
+ del perduto Nerone ampio porgea;
+ compagno indivisibile, sollievo
+ era all'esiglio suo;... che dico esiglio?
+ Recesso ameno, la Campania molle
+ nelle lor laide voluttá gli asconde.
+ Tra l'erba e i fior, lá di fresc'onda in riva,
+ stassi ella udendo dalla imbelle destra
+ dolcemente arpeggiar soavi note
+ alternate col canto: indi l'altezza
+ giá non t'invidia del primier suo grado.
+
+ NER. Potria smentir di Messalina il sangue,
+ chi d'essa nasce?--Or di'; possibil fora
+ prove adunar di ciò?
+
+ TIGEL. Di sue donzelle
+ conscia è piú d'una; e il deporran, richieste.
+ Detto io mai non l'avrei, se Ottavia mai
+ avuto avesse l'amor tuo. Ma, stolto!
+ che parlo? Ove ciò fosse, ove mertato
+ ella avesse il tuo cor, non che mai farti
+ oltraggio tal, pensato avrialo pure?
+ Ragion di stato, e mal tuo grado, in moglie
+ costei ti diede. Ella di te non degna
+ ben si conobbe, e quindi il cor suo basso
+ bassamente locò.
+
+ NER. Ma oscuro fallo,
+ temo, che il trarlo a obbrobríosa luce...
+
+ TIGEL. L'infamia è di chi 'l fece.
+
+ NER. È ver...
+
+ TIGEL. Sua taccia
+ abbia ognun dunque: ella di rea; di giusto
+ tu, che senza tuo danno esserlo puoi.
+
+ NER. --Ben parli. In ciò, senza indugiar, ti adopra.
+
+
+SCENA QUARTA
+
+SENECA, NERONE, TIGELLINO.
+
+
+ SENECA Signor, giá il piè nella regal tua soglia
+ pone Ottavia: se infausta, o lieta nuova
+ io ti rechi, non so. Me non precorre
+ invido niun di tale onore: a tristo
+ augurio il tengo.
+
+ NER. Or, Tigellino, vanne;
+ miei comandi eseguisci:--e tu, ricalca
+ l'orme tue stesse; Ottavia incontra, e dille,
+ ch'io solo quí sola l'aspetto.
+
+
+SCENA QUINTA
+
+NERONE.
+
+
+ È rea
+ Ottavia assai; qual dubbio v'ha? sol duolmi
+ che a convincerla primo io non pensai.
+ E fia pur ver, ch'altri ad apprender abbia
+ mezzi a Neron per atterrar nemico?--
+ Ma presso è il giorno, ove, a disfar chi abborro,
+ non fia mestier che dal mio soglio un cenno.
+
+
+SCENA SESTA
+
+NERONE, OTTAVIA.
+
+
+ OTTAV. Tra 'l fero orror di tenebrosa notte,
+ cinta d'armate guardie, trar mi veggo
+ in questa reggia stessa, onde, ha due lune,
+ sveller mi vidi a viva forza. Or, lice
+ ch'io la cagione al mio signor ne chiegga?
+
+ NER. --Ad alto fine in marital legame
+ c'ebber congiunti i genitori nostri
+ fin da' piú teneri anni. Ognora poscia
+ docil non t'ebbi al mio volere in opre,
+ quanto in parole: assai gran tempo io 'l volli
+ soffrir; piú forse anco il soffria, se madre
+ di regal prole numerosa e bella
+ fossi tu stata almeno; ond'io ne avessi
+ ristoro alcun di affanni tanti. Invano
+ io lo sperai; sterile pianta, il trono
+ per te d'eredi orbo restava; e tolto
+ m'era, per te, di padre il dolce nome.
+ Ti repudiai perciò.
+
+ OTTAV. Ben festi; ov'altra,
+ troppo piú ch'io nol fui, felice sposa
+ farti di cari e numerosi figli
+ lieto potea, ben festi. Altra che t'ami
+ quant'io, ben so, non la trovasti ancora,
+ né troverai. Ma che? mi opposi io forse
+ ai voler tuoi? Nel rimirarti in braccio
+ d'altra, ne piansi; e piango. Altro che pianto,
+ e riverenza, e silenzio, e sospiri,
+ forse da me s'udia giammai?
+
+ NER. Dolcezza
+ hai su le labra molta; in cor non tanta.
+ Traluce ai detti il fiel: tu mal nascondi
+ l'ira che in sen contro Poppea nudrisci;
+ e celasti assai meno altre superbe
+ tue ricordanze di non veri dritti.
+
+ OTTAV. Deh! scordarti tu al par di me potessi
+ questi miei dritti, veraci pur troppo,
+ poi ch'io ne traggo sí veraci danni!...
+ D'odio e furor lampeggiano i tuoi sguardi?
+ Ah! ben vegg'io, (me misera!) che abborri
+ me piú assai, che marito odiar non possa
+ steril consorte. Oh me infelice donna!
+ Piú ognor ti offesi quant'io piú ti amai.
+ Ma, che ti chiesi? e che ti chieggo? oscura
+ solinga vita, e libertá del pianto.
+
+ NER. Ed io, pur certo che d'oscura vita
+ ti appagheresti meglio, a te prescritta
+ l'avea; ma poi...
+
+ OTTAV. Ma poi, pentito n'eri:
+ e ch'io non fossi abbastanza infelice,
+ nascea rimorso in te. De' tuoi novelli
+ legami aver me testimon volevi:
+ quí di tua sposa mi volevi ancella;
+ favola al mondo, e di tua corte scherno
+ farmi volevi. Eccomi dunque ai cenni
+ del mio signor: che degg'io fare? imponi.--
+ Ma in tua corte neppur misera appieno
+ farmi tu puoi, se col mio mal ti appago.
+ Or, di': sei lieto tu? placida calma
+ regna in tuo core? ad altra sposa al fianco,
+ securo godi que' tranquilli sonni,
+ che togli altrui? Quella Poppea, che orbata
+ d'un fratello non hai, piú ch'io nol fea,
+ ti fa beato?
+
+ NER. --In quanto pregio debba
+ il cor tenersi del signor del mondo,
+ mai nol sapesti; e il sa Poppea.
+
+ OTTAV. Poppea
+ prezzar sa il trono, a cui non nacque: io seppi
+ apprezzar te: né al paragon si attenti
+ meco venirne ella in amarti. Ottiene
+ ella il tuo cor; ma il merto io sola.
+
+ NER. Amarmi,
+ no, tu non puoi.
+
+ OTTAV. Ch'io nol dovrei, di' meglio:
+ ma dal tuo cor non giudicar del mio.
+ So, che fuor me ne serra eternamente
+ il sangue, ond'esco; e so, che in me tua immago,
+ contaminata del sangue de' miei,
+ loco trovar mai non dovria: ma forza
+ di fato è questa.--Or, se il fratello, il padre,
+ da te svenati io non rimembro, ardisci
+ tu a delitto il fratello e il padre appormi?
+
+ NER. A delitto ti appongo Eucero vile...
+
+ OTTAV. Eucero! a me?...
+
+ NER. Sí; l'amator, che merti.
+
+ OTTAV. Ahi giusto ciel! tu l'odi?...
+
+ NER. Havvi chi t'osa
+ rea tacciar d'impudico amor servile:
+ or, per ciò solo io ti ritraggo in Roma.
+ O a smentirlo, o a riceverne la pena,
+ a qual piú vuoi, ti appresta.
+
+ OTTAV. Oh non piú intesa
+ scelleraggine orrenda! Ov'è l'iniquo
+ accusator?... Ma, oimè! stolta, che chieggo?--
+ Nerone accusa, e giudica, ed uccide.
+
+ NER. Or vedi amore! odi il velen, se tutto
+ dal petto al fin non ti trabocca; or, ch'io
+ le tue arcane laidezze in parte scopro.
+
+ OTTAV. Misera me!... Che piú mi avanza? In bando
+ dal talamo, dal trono, dalla reggia,
+ dalla patria; non basta?... Oh cielo! intera
+ mia fama sola rimaneami; sola
+ mi ristorava d'ogni tolto bene:
+ sí prezíosa dote erami indarno
+ da colei, che in non cal tenne la sua,
+ invidíata: ed or mi si vuol torre,
+ pria della vita? Or via; Neron, che tardi?
+ Pace, il sai, (se pur pace esser può teco)
+ aver non puoi, finch'io respiro: i mezzi
+ di trucidar debole donna inerme
+ mancar ti ponno? Entro i recessi cupi
+ di questa reggia, atro funesto albergo
+ di fraude e morte, a tuo piacer mi traggi;
+ e mi vi fa svenare. Anzi, tu stesso
+ puoi di tua man svenarmivi: mia morte,
+ non che giovarti, è necessaria omai.
+ Del sol morir dunque ti appaga. Ogni altra
+ strage de' miei ti perdonai giá pria;
+ me stessa or ti perdono: uccidi, regna,
+ e uccidi ancor: tutte le vie del sangue
+ tu sai; giá in colorar le tue vendette
+ Roma è dotta: che temi? in me dei Claudj
+ muore ogni avanzo; ogni memoria e amore
+ che aver ne possa la plebe. I Numi
+ son usi al fumo giá dei sanguinosi
+ incensi tuoi: stan d'ogni strage appesi
+ i voti ai templi giá; trofei, trionfi
+ son le private uccisíoni.--Or dunque
+ morte a placarti basti: or macchia infame
+ perché mi apporre, ov'io morte sol chieggo?
+
+ NER. --In tua difesa intero a te concedo
+ questo nascente dí. Se rea non sei,
+ gioja ne avrò.--Non l'odio mio, ma temi
+ il tuo fallir, che di gran lunga il passa.
+
+
+SCENA SETTIMA
+
+OTTAVIA.
+
+
+ Misera me!... Crudo Neron, pasciuto
+ di sangue ognor, di sangue ognor digiuno!
+
+
+
+
+ATTO TERZO
+
+
+SCENA PRIMA
+
+OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ OTTAV. Vieni, o Seneca, vieni; almen ch'io pianga
+ con te: niun con chi piangere mi resta.
+
+ SENECA Donna, e fia ver? mentita accusa infame...
+
+ OTTAV. Tutto aspettava io da Neron, men questo
+ ultimo oltraggio; e sol quest'uno avanza
+ ogni mia sofferenza.
+
+ SENECA Or, chi mai vide
+ insania in un sí obbrobriosa, e stolta?
+ Tu vivo specchio d'innocenza e fede,
+ tu pieghevole, tenera, modesta,
+ e ancor che stata di Nerone al fianco,
+ pure incorrotta sempre; e a te fia tolta
+ or tua fama cosí! non fia, no; spero.
+ Io vivo ancora, io testimonio vivo
+ di tua virtú; spender mia voce estrema
+ in gridarti innocente udrammi Roma:
+ chi fia sí duro, che pietá non n'abbia?
+ Deh! non mi dir (che mal può dirsi) or quanta
+ sia l'amarezza del tuo pianto: io tutto
+ sento e divido il dolor tuo...
+
+ OTTAV. Ma invano
+ tu speri. Nulla avermi tolto estima
+ Neron, fin ch'ei la fama a me non toglie.
+ Tutto soggiace al voler suo: te stesso
+ tu perderesti, e indarno: ah! per te pure
+ tremar mi fai. Ma in salvo, è ver, che posta
+ da lunga serie di virtudi omai
+ è la tua fama: il fosse al par la mia!...
+ Ma, giovin, donna, infra corrotta corte
+ cresciuta, oh cielo! esser tenuta io posso
+ rea di sozzo delitto. Altri non crede,
+ né creder de', ch'io per Neron tuttora
+ amor conservi: eppur, per quanto in seno
+ in mille guise egli il pugnal m'immerga,
+ per me il vederlo d'altra donna amante
+ è il rio dolor, che ogni dolor sorpassa.
+
+ SENECA Neron mi serba in vita ancora: ignota
+ m'è la cagion; né so qual mio destino
+ me dall'orme ritrae di Burro, e d'altri
+ pochi seguaci di virtú, ch'ei spense.
+ Ma pur Neron, per l'indugiarmi alquanto,
+ tolto non m'ha dal suo libro di morte.
+ Io, di mia mano stessa, avrei giá tronco
+ lo stame debil mio; sol men rattenne
+ speme, (ahi fallace, e poco accorta speme!)
+ di ricondurlo a dritta via.--Ma, trargli
+ di mano almeno un innocente, a costo
+ di questo avanzo di mia vita, io spero.
+ Deh, fossi tu pur quella! o almen potessi
+ risparmiarti l'infamia! Oh come lieto
+ morrei di ciò!
+
+ OTTAV. ... Nel rientrare in queste
+ soglie, ho deposto ogni pensier di vita.
+ Non ch'io morir non tema; in me tal forza
+ donde trarrei? La morte, è vero, io temo:
+ eppur la bramo; e sospiroso il guardo
+ a te, maestro del morire, io volgo.
+
+ SENECA Deh!... pensa... Il cor mi squarci... Oimè!...
+
+ OTTAV. Sottrarmi
+ il puoi tu solo; dalla infamia almeno...
+ L'infamia! or vedi, onde a me vien: Poppea
+ bassi amori mi appone.
+
+ SENECA Oh degna sposa
+ di Neron fero!
+
+ OTTAV. Ei di virtú per certo
+ non s'innamora: prepotenti modi,
+ liberi, audaci, a lui son esca, e giogo;
+ teneri, a lui recan fastidio. Oh cielo!
+ io, per piacergli, e che non fea? Qual legge
+ io rispettava ogni suo cenno: io sacro
+ il suo voler tenea. Di furto piansi
+ l'ucciso fratel mio: se da me laude
+ non ne ottenea Neron, biasmo non n'ebbe.
+ Piansi, e tacqui; e non lordo di quel sangue
+ crederlo finsi: invano. Ognor spiacergli,
+ era il destin mio crudo.
+
+ SENECA Amarti mai
+ potea Neron, s'empia e crudel non eri?--
+ Ma pur, ti acqueta alquanto. Ecco novello
+ giá sorge il dí. Tosto che udrá la plebe
+ del tuo ritorno, e rivederti, e prove
+ darti vorrá dell'amar suo. Non poco
+ spero in essa; feroci eran le grida
+ al tuo partire; e il susurrar non tacque
+ nella tua breve assenza. Iniquo molto,
+ ma tremante piú assai, Neron per anco
+ tutto non osa; il popol sempre ei teme.
+ Fero è, superbo; eppur mal fermo in trono
+ finor vacilla: e forse un dí...
+
+ OTTAV. Qual odo
+ alto fragore?...
+
+ SENECA Il popol, parmi...
+
+ OTTAV. Oh cielo!
+ alla reggia appressarsi...
+
+ SENECA Odo le grida
+ di mossa plebe.
+
+ OTTAV. Oimè! che fia?
+
+ SENECA Che temi?
+ Soli noi siam, che in questa orribil reggia
+ paventar non dobbiamo...
+
+ OTTAV. Ognor piú cresce
+ il tumulto. Ahi me misera! in periglio
+ forse è Neron... Ma chi vegg'io?
+
+ SENECA Nerone;
+ eccolo, e viene.
+
+ OTTAV. Oh, di qual rabbia egli arde
+ nei sanguinosi occhi feroci!--Io tremo...
+
+
+SCENA SECONDA
+
+NERONE, OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ NER. Chi sei, chi sei, perfida tu, che intera
+ vaneggi Roma al tuo tornare; ed osi
+ gridar tuo nome? Or qui, che fai? che imprendi
+ con questo iniquo traditore? entrambi
+ state in mia possa. Invan la plebe stolta
+ vederti chiede. Ah! se mostrarti io deggio,
+ spero, qual merti, almen mostrarti; estinta.
+
+ OTTAV. Di me, Neron, come piú il vuoi, disponi.
+ Ma di ogni moto popolar, deh! credi
+ che innocente son io. Nulla (tel giuro)
+ chieggo, né spero, io dalla plebe: e dove
+ nuocerti pur, mal grado mio, potessi,
+ col mio supplizio il non mio error previeni.
+
+ NER. Rea, qual ti sei, pria di punirti, io voglio
+ che ogni uom te sappia.
+
+ SENECA Ed ingannar tu speri
+ con sí turpe menzogna il popol tutto?
+
+ NER. Tu pur, tu pure, instigator codardo
+ dei tumulti, che sfuggi; ascoso capo
+ di ribellanti moti; all'ira mia
+ tu pur vendetta un dí sarai; ma, poca.
+
+
+SCENA TERZA
+
+TIGELLINO, NERONE, OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ TIGEL. Signor...
+
+ NER. Che rechi, o Tigellin? favella.
+
+ TIGEL. Vieppiú feroce la tempesta ferve:
+ rimedio sol, resta il tuo senno.--Appena
+ ode la plebe, che un sovran comando
+ Ottavia in Roma ha ricondotto, a gara
+ chiede ogni uom di vederla. In te cangiato
+ credono, stolti, il tuo primier consiglio:
+ e v'ha chi accerta, che di nuovo accolta
+ nel tuo talamo l'hai. Chi corre insano
+ al Campidoglio, e gioja sparge, e voti;
+ altri di alloro trionfal corona
+ ripon sopra le immagini neglette
+ di Ottavia: altri, ebro d'allegrezza, ardisce
+ atterrar quelle di Poppea: tant'oltre
+ giunge l'audacia, che infra grida ed urli
+ nel limo indegnamente strascinate
+ giacciono infrante. Ogni piú infame scherno
+ di lei si fa: colmo è Neron di laudi:
+ ma in bando almen voglion Poppea: né manca
+ chi temerario anco sua morte grida.
+ Inni festivi, e in un minacce udresti;
+ poi preghi, indi minacce, e preghi ancora.
+ Arde ogni cor; dell'obbedire è nulla.
+ Tentan duci e soldati argine farsi
+ alla bollente rapidissim'onda;
+ invan; disgiunti, sbaragliati, o uccisi,
+ è un sol momento.--Omai, che far? Che imponi?
+
+ NER. Che far?... Si mostri or questa Ottavia al volgo;
+ su via, si mostri;--indi si sveni.
+
+ OTTAV. Il petto
+ eccoti inerme: svenami, se il vuoi.
+ Pur che a te giovi!... Alla infiammata plebe
+ mostrami spenta: ogni colpevol gioja
+ rintuzzerai tosto cosí. Sol chieggio,
+ che un'urna stessa il freddo cener mio
+ di Britannico in un col cener serri.
+ Base al tuo seggio alta e perenne il nostro
+ sepolcro avrai. Perché piú indugi? or questo
+ mio capo prendi; al tuo furore il debbo.
+
+ SENECA Se perder vuoi seggio ad un tempo e vita,
+ Neron, sicuro è il mezzo; Ottavia uccidi.
+
+ NER. Vendetta avronne ad ogni costo.
+
+ OTTAV. Ah! mille
+ morti vogl'io, non ch'una, anzi che danno
+ lieve arrecare al signor mio.
+
+ TIGEL. Ma il tempo
+ piú stringe ognora. Odi tu gli urli atroci?
+ Impeto tal non vidi io mai; di tanto
+ meno affrontabil, che di gioja è figlio.
+ Sceglier partito è forza.
+
+ OTTAV. E dubbio fia?
+ Nerone, a tor per ora ogni tumulto,
+ ei t'è mestier l'uccidermi, o l'amarmi:
+ l'uno, né mai pur finger tu il potevi;
+ l'altro brami, è gran tempo: osa tu dunque;
+ svenami; ardisci: o se da ciò l'istante
+ fausto or non è, temporeggiar momenti
+ ben puoi. La plebe credula, e ognor vinta
+ pur che deluso sia l'impeto primo,
+ per te s'inganni: è lieve assai; sol basta,
+ ch'io m'appresenti in placida sembianza,
+ come se in tuo favor tornata io fossi;
+ sol, ch'io mi finga tua. Cosí la calca
+ fia spersa tosto; ogni rumor fia queto;
+ tempo cosí di sguainar tua spada,
+ e di segnar tue vittime t'acquisti.
+
+ NER. A Roma, io sí, te mostrerò: ma pria
+ chiarir voglio, se in Roma il signor vero
+ son io.--Tu corri, Tigellino, al campo;
+ tacitamente i pretoriani aduna;
+ terribil quindi esci improvviso in armi
+ sovra gli audaci; e i passi tuoi sien morte
+ di quanto incontri.
+
+ TIGEL. Io l'ardirò; ma incerto
+ ne fia l'evento assai. Feroce l'atto
+ parrá, col ferro il rintuzzar la gioja.
+ E se in furor si volge? è breve il passo.--
+ Mal si resiste a una cittá; supponi
+ ch'io co' miei forti cada; in tua difesa
+ chi resta allora?
+
+ NER. È ver... Ma, il ceder pure
+ parrebbe...
+
+ TIGEL. Or credi a me: periglio grave
+ non far di lieve: il sol tuo aspetto forse
+ può dissiparli appieno.
+
+ NER. ... Io di costei
+ rimango a guardia. In nome mio tu vanne,
+ mostrati lor: ben sai che sia la plebe;
+ seco indugiar fia il peggio. A piacer tuo,
+ fingi, accorda, prometti, inganna, uccidi:
+ oro, terror, ferro, parole adopra;
+ pur che sien vinti. Va, vola, ritorna.
+
+
+SCENA QUARTA
+
+NERONE, OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ NER. Seneca, e tu, guai se d'uscir ti attenti
+ della reggia:... ma statti da me lungi,
+ ch'io non ti vegga. Iniqui voti intanto
+ fare a tua posta puoi; spera, desia;
+ giá giá si appressa anco il tuo dí.
+
+ SENECA Lo aspetto.
+
+
+SCENA QUINTA
+
+NERONE, OTTAVIA.
+
+
+ NER. E tu, fia questo il tuo trionfo estremo,
+ godine pur; che breve...
+
+ OTTAV. Il dí, ma tardo,
+ anco verrá, che Ottavia a te fia nota.
+
+
+SCENA SESTA
+
+POPPEA, NERONE, OTTAVIA.
+
+
+ POPPEA Dimmi, o Nerone: al fianco tuo m'hai posto
+ sul trono tu, perch'io bersaglio fossi
+ alla insolenza del tuo popol vile?
+ Ma che veggio? mentr'io son presa a scherno,
+ tacito, e dubbio, e inulto, stai tu appresso
+ alla cagion d'ogni tuo danno? In vero,
+ signor del mondo egli è Nerone! il volgo
+ pur la sua donna a lui prefigge.
+
+ OTTAV. Hai sola
+ tu di Nerone il core: omai, che temi?
+ Io prigioniera vile, io son l'ostaggio
+ della ondeggiante fe d'audace plebe.
+ Ti allegra tu: queta ogni cosa appena,
+ le tue superbe lagrime rasciutte
+ tosto saranno con tutto il mio sangue.
+
+ NER. Tosto in luce verran gli obbrobrj tuoi;
+ Roma vedrá qual sozzo idol s'ha fatto.
+ Gli avuti oltraggi, a te, Poppea, verranno
+ ascritti a onor; a infamia sua gli onori.
+
+ OTTAV. E se pur v'ha chi me convincer possa
+ d'infamia a schiette prove, io giá t'ho scelta,
+ in mio pensier, Poppea; giudice sola
+ te voglio. Il variar del cor gli affetti,
+ tu sai qual sia delitto, e qual mercede
+ a chi n'è rea si debba.--Ma innocente
+ io son, pur troppo, anco ai vostr'occhi. Or via,
+ tu, che sí altera in tua virtú ti stai;
+ tu, né pur osi or sostener miei sguardi.
+
+ NER. Che ardisci tu? Del tuo signor rispetta
+ la sposa; trema...
+
+ POPPEA Eh! lascia. Ella ben sceglie
+ il suo giudice in me: qual mai ne avrebbe
+ benigno piú? qual potrei dare io pena
+ a chi l'amor del mio Neron tradisce,
+ quale altra mai, che il perderlo per sempre?
+ E pena a te, qual fia piú lieve? il vile
+ tuo amor, che ascondi invano, appien ti fora
+ per me concesso il pubblicarlo: degna
+ d'Eucero amante, degnamente io farti
+ d'Eucero voglio sposa.
+
+ OTTAV. Eucero è velo
+ a iniquitá piú vil di lui. Ma teco
+ io non contendo: a ciò non nacqui: ardita
+ non son io tanto...
+
+ NER. A chi se' omai tu pari?
+ Te fa minor d'ogni piú vile ancella
+ tua turpe fiamma: appien dal prisco grado,
+ dalla tua stirpe appien scaduta sei.
+
+ OTTAV. Tu meno assai mi abborriresti, s'io
+ scaduta fossi or d'ogni cosa; o s'anco
+ tu il pur credessi. Ma, se il vuoi, ti dono,
+ tranne sol l'innocenza, ogni mia cosa.--
+ Crudel Neron, qual che tu sii, né posso
+ cessar d'amarti, né arrossirne: immensa
+ ben m'è vergogna in ver, rival nomarmi
+ di Poppea: ma nol son; mai non ti amava
+ costei: tuo grado, il trono, e quanto intorno
+ ti sta, ciò tutto, e non Nerone ell'ama.
+
+ NER. Perfida, or ora...
+
+ OTTAV. E tu, quand'io t'impresi
+ ad amar, tale, ah! tu non eri: al bene
+ nato eri forse: indole tal ne' primi
+ anni tuoi, no, mai non mostrasti. Or, ecco
+ chi cangia in te l'animo, e il cor; costei
+ ti affascinò la mente; ella primiera,
+ ella ti apprese a saporare il sangue:
+ l'eccidio ell'è di Roma. Io tacio i danni
+ miei, che i minori fieno: ma sanguigno
+ corre il Tebro per te; fratello, e madre...
+
+ NER. Cessa, taci, ritratti, o ch'io...
+
+ POPPEA Lo sdegno
+ merta costei del signor mio? Gli oltraggi
+ son le usate de' rei discolpe vane.
+ Se offendermi ella, o se prestarle fede
+ potessi tu, solo un de' motti suoi
+ punto m'avria. Che disse? ch'io non t'amo?
+ tu sai...
+
+ OTTAV. Tu il sai piú ch'egli: ei lo sapria,
+ se il trono un dí perdesse: appien qual sei
+ conosceriati allora.--Ahi! perché il trono,
+ sola cagion per cui Neron mi abborre,
+ era mia culla? ah! che non nacqui io pure
+ di oscuro sangue! a te spiacevol meno,
+ meno odíosa, e men sospetta io t'era.
+
+ NER. Meno odíosa a me? Tu sempre il fosti;
+ e il sei vieppiú: ma, omai per poco.
+
+ POPPEA E s'io
+ avi non vanto imperíali, nata
+ di sangue vil son io perciò? Ma, s'anco
+ il fossi pur, non figlia esser mi basta
+ di Messalina.
+
+ OTTAV. Avean miei padri regno;
+ noti ad ogni uomo i loro error son quindi:
+ ma, degli oscuri o ignoti tuoi chi seppe
+ cosa giammai? Pur, se librar te meco
+ alcun si ardisse, a Ottavia appor potria
+ gli scambiati mariti? avanzo forse
+ son io d'un Rufo, o d'un Ottone?
+
+ NER. Avanzo
+ di morte sei, per breve tempo. Omai
+ del tuo perire, incerto è solo il modo;
+ ma nol cangi, che in peggio.--Esci: e frattanto
+ t'abbian tue stanze: va; ch'io piú non t'oda.
+
+
+SCENA SETTIMA
+
+NERONE, POPPEA.
+
+
+ NER. Poppea, te meglio, e il tuo Neron conosci.
+ Roma dovessi a fuoco e a sangue io porre,
+ meco il mio impero seppellir dovessi,
+ non ti fia fatto oltraggio piú (tel giuro)
+ per cagion di costei; né a me di mano
+ ella fia tratta mai.--Ti acqueta; in calma
+ ritorna; in me ti affida...
+
+ POPPEA Altro non temo,
+ che di morir non tua...
+
+ NER. Deh! cessa. Insorto
+ rapidamente è il rio tumulto, e ratto
+ disperderassi: all'opra anch'io mi accingo.--
+ Secura sta: d'ogni tua ingiuria e danno
+ vendicator me rivedrai, fra breve.
+
+
+
+
+ATTO QUARTO
+
+
+SCENA PRIMA
+
+POPPEA, SENECA.
+
+
+ POPPEA Da me che vuoi?
+
+ SENECA Scusa, importuno io vengo:
+ ma forse, io vengo in tuo vantaggio...
+
+ POPPEA Or, donde
+ tal cura in te dell'util mio? Mi fosti
+ amico mai, né il sei? Cagion qual altra,
+ che di volermi nuocere?...
+
+ SENECA Giovarti
+ mai non vorrei, per certo, ove non fosse
+ misto per or di Ottavia il minor danno
+ all'util tuo. Pietá della innocente
+ illustre donna, amor del giusto, e lungo
+ tedio d'ingrata vergognosa vita,
+ parlar mi fanno: ad ascoltar ti muova
+ tuo interesse, e null'altro.
+
+ POPPEA Udiam: che dirmi
+ puoi tu?
+
+ SENECA Che molto increscerai tu tosto
+ a Neron, s'ei pur vede il popol fermo
+ tenacemente in odiarti. Il vero
+ ti dico in ciò: sai ch'io Neron conosco,
+ Roma, i tempi, e Poppea.
+
+ POPPEA Tutto conosci,
+ fuorché te stesso.
+
+ SENECA Al mio morir vedrassi,
+ s'io me pure conobbi. Odimi intanto,
+ odimi, prego.--A tua rovina or corri
+ col bramar troppo tu d'Ottavia i danni.
+ Roma te sola e del ripudio incolpa,
+ e dell'esiglio suo: se infamia, o pena
+ maggior le tocca, ascritta a te fia sempre.
+ Quindi l'odio di te, giá grave, in mille
+ doppj or si accresce, e il susurrare. Ancora
+ spersa non è l'ammutinata plebe:
+ ma pur, poniam che il sia: non riede il giorno
+ ch'ella temer vie piú si fa? Poppea,
+ trema per te; che il tuo Nerone è tale
+ da immolar tutto, per salvar se stesso.
+ Esca è forse ad amore ostacol lieve;
+ ma invincibile ostacolo, ben presto
+ lo spegne in cor che non sublime sia.
+ Or, non farti lusinga: assai piú in conto
+ (e di gran lunga) tien Nerone il trono,
+ ch'ei non ti tiene. E guai, se a tale eletta
+ lo sforza Roma.
+
+ POPPEA Ed io Neron piú assai
+ tengo in conto, che il trono. Ov'io credessi
+ porlo per me in periglio... Ma, che narri?
+ Assoluto signor non è di Roma
+ Nerone? e fia ch'ei curi un popol vile,
+ pien di temenza, che a Tiberio, a Cajo
+ muto obbedia?...
+
+ SENECA Temerlo assai tu dei,
+ se non fai che Neron per se ne tremi.
+ Osa pur, osa; il freno sol che avanza,
+ togli a Neron; ne proverai tu prima
+ i tristi effetti. Inutil tutto è il sangue,
+ che alle fatali nozze tue fu sparso,
+ se aggiunger v'osi oggi d'Ottavia il sangue.
+ Mira Agrippina: ella il feroce figlio
+ amava sí, ma il conoscea; né il volle
+ mai dall'angoscia del rival fratello
+ liberar, mai. Sua feritade accorta
+ prevalse poscia; e il rio velen piombava
+ all'infelice giovinetto in seno.
+ Vana fu l'arte della madre; e il fio
+ tosto ella stessa ne pagava. Allora
+ di sangue in sangue errar vieppiú feroce
+ Neron vedemmo. Ottavia or sola resta,
+ freno a tal mostro; Ottavia, idol di Roma,
+ e di Neron terrore. Ottavia togli;
+ fa, ch'ei di te sia possessor tranquillo,
+ sazio tosto il vedrai. Cara ei ti tiene,
+ perché a lui tante uccisíon costasti;
+ ma se un periglio, anco leggier, gli costi,
+ spento è l'amore. Allor mercede aspetta,
+ quella, onde avaro mai Neron non fia;
+ a chi piú l'ama piú crudel la morte.
+
+ POPPEA Ecco Neron; prosiegui.
+
+ SENECA Altro non bramo.
+
+
+SCENA SECONDA
+
+NERONE, POPPEA, SENECA.
+
+
+ NER. Perfido; ed osi al mio divieto?...
+
+ POPPEA Ah! vieni;
+ vieni, ed udrai...
+
+ NER. Che udir? fra poco anch'egli
+ la ragion stessa, che alla plebe appresto,
+ udrá da me.--Ma, oh rabbia! ancor non cessa
+ il popolar tumulto: i preghi chiusa
+ trovan la via: verrá tra breve il ferro,
+ e sgombrerassi ampio sentiero. Acqueta
+ l'alma, o Poppea: domani al ciel risorte
+ tue immagini vedrai: nel fango stesso,
+ ma d'atro sangue intriso, strascinate
+ vedrai le altrui.
+
+ POPPEA Che che ne avvenga, Roma
+ sappia or da te, ch'io non ti ho chiesto sangue
+ ad espiare il ricevuto oltraggio;
+ benché a soffrir grave mi fosse. Ardisce
+ pur crude mire la ria plebe appormi:
+ e costui pure, il precettor tuo, m'osa
+ ciò appor, bench'ei nol creda. Io te, mio primo
+ Nume, ne attesta: il sai, s'altro ti chiesi,
+ che l'esiglio d'Ottavia. Erami duro
+ vedermi innanzi ognor colei, che s'ebbe,
+ non lo mertando, il mio Neron primiera:
+ ma, del suo esiglio paga, a' suoi delitti
+ stimai che pena ella ben ampia avesse,
+ nel perder te: pena, qual io...
+
+ NER. Deh! lascia
+ parlar Seneca, e il volgo. A Roma or ora
+ chiaro farò, qual sia quest'idol suo.
+
+ SENECA Bada, Neron; piú che ingannar, t'è lieve
+ Roma atterrir: l'uno assai volte festi;
+ l'altro non mai.
+
+ NER. Ma, di te pur mi valsi
+ ad ingannarla io spesso; e a ciò pur eri
+ arrendevole tu...
+
+ SENECA Colpevol spesso
+ anch'io: ma in corte di Nerone io stava.
+
+ NER. Vil servo...
+
+ SENECA Il fui, finch'io mi tacqui; or sorge
+ il dí, ch'io sciolgo a non piú intesi detti
+ libera lingua. Al mio fallire ammenda
+ fian lieve i detti, è ver; ma in fama forse
+ tornar potrammi alto morire.
+
+ NER. In fama
+ io ti porrò, qual merti...
+
+ SENECA Infin che grida
+ di plebe ascolto, che il furor tuo crudo
+ col tuo timor rattemprano, t'è forza
+ soffrirmi ancora: e l'irritarti intanto
+ giova a me molto; e il farti udir sí il vero,
+ che al ritornar del tuo coraggio io cada
+ vittima prima: e, se me pria non sveni,
+ Ottavia mai svenar non puoi, tel giuro.
+ Io trar di nuovo, e a piú furore, io posso
+ la giá commossa plebe; appien svelarle
+ io posso i nostri empj maneggi: io, trarti,
+ piú che nol credi, ad ultimo periglio.--
+ Io di Neron fui consigliero; e m'ebbi
+ vestito il core dell'acciar suo stesso.
+ Io, vil, credei per compiacerti, o finsi
+ creder, (pur troppo!) del perduto trono
+ reo Britannico pria; quindi Agrippina
+ d'avertel dato; e Plauto e Silla rei
+ d'esserne degni reputati; e reo
+ di piú volte serbato avertel, Burro:
+ ma, reo stimai me piú di tutti, e stimo;
+ e apertamente, a ogni uom che udire il voglia,
+ in vita, e in morte, io 'l griderò. Tua rabbia,
+ sbramala in me; securo il puoi: ma trema,
+ se Ottavia uccidi: io te l'annunzio; tutto
+ sovra il tuo capo tornerá il suo sangue.--
+ Dissi; e dir m'importava.--A me in risposta
+ manderai poscia, a tuo grand'agio, morte.
+
+
+SCENA TERZA
+
+NERONE, POPPEA.
+
+
+ POPPEA Signor, deh! frena il furor tuo...
+
+ NER. Tai detti
+ scontar farotti in breve.--Oh rabbia!... Oh ardire!
+ Finché non giungon l'armi, io son quí dunque
+ minor d'ogni uomo? Or da ogni parte ho stretta
+ di diversi rispetti: ad uno ad uno,
+ costor che a un tratto io svenerei, m'è forza,
+ con lunghi indugj, ad uno ad un svenarli.
+
+ POPPEA Oh quai punture al cor mi sento! oh quanto
+ meco mi adiro! Io son la ria cagione
+ d'ogni tuo affanno, io sola.
+
+ NER. A me piú cara
+ sei, quanto piú mi costi.
+
+ POPPEA È tempo al fine,
+ tempo è, Neron, ch'alto rimedio in opra
+ da me si ponga, poiché sola io 'l tengo.
+ Queta mai non sperar l'audace plebe,
+ finch'io son teco. Ah! generosa prole,
+ qual darle io pur di Cesari son presta,
+ Roma or la sdegna. Alla prosapia infame
+ di egizio schiavo un dí pervenga, è meglio,
+ la imperial possanza.--Animo forte,
+ qual non m'avrò fors'io, sveller può solo
+ or da radice il male.--Ancor ch'io presti
+ velo, e non altro, al popolar tumulto
+ che altronde vien, pure in mio core ho fermo,...
+ ahi, sí, pur troppo!... e il deggio, e il voglio...
+
+ NER. Ah! cessa.
+ Tempo acquistar m'era mestier col tempo;
+ e giá ne ottenni alquanto. Omai, che temi?
+ Trionferemo, accertati...
+
+ POPPEA Deh! soffri,
+ che, s'io pure a' tuoi piedi ora non spiro,...
+ l'ultimo addio ti doni...
+
+ NER. Oh! che favelli?
+ Deh! sorgi. Io mai lasciarti?...
+
+ POPPEA A te che giova
+ meco infingerti? Appien fors'io non veggo,
+ signor, che tu, sol per calmar miei spirti,
+ or di celarmi il tuo timor ti sforzi?
+ Non leggo io tutti i tuoi piú interni affetti
+ nel volto amato? occhio di donna amante,
+ sagace vede.--Attonito, da prima,
+ dalle insolenti popolari grida
+ fosti, al tornar di Ottavia; or, crescer odi
+ l'ardire; onde atterrito...
+
+ NER. Atterrito io?...
+
+ POPPEA So, che il forte tuo core ognor persiste
+ nella vendetta: ma, son dubbj i mezzi:
+ e intanto esposto a replicati oltraggi
+ rimani tu. Le irriverenti fole
+ per anco udir di un Seneca t'è forza:
+ ben vedi...
+
+ NER. Atterrito io?
+
+ POPPEA Sí; per me il sei:--
+ né in te potrebbe altro timor; tu tremi,
+ che il popolar furore in me non cada.--
+ Amar potresti, e non tremare? Il tuo
+ stato mi è lieve argomentar dal mio.
+ Del tuo periglio, e di tua immago io piena,
+ e di me stessa immemore, ad un lampo
+ di passeggiera pace, or non mi acqueto.
+ Ai terror nostri io vo' dar fine, e trarre
+ te d'ogni rischio, a costo mio. Per sempre
+ perder ti vo', per conservarti il core
+ del popol tuo.
+
+ NER. Ma che? mi credi?...
+
+ POPPEA Ah! lascia:
+ farti in tuo pro forza vogl'io: son ferma
+ di abbandonare il trono tuo; sbandirmi
+ di Roma; e, s'uopo fia, dal vasto impero.
+ Quella che il volgo in seggio or vuole, in seggio
+ donna rimanga, poiché il volgo è fatto
+ l'arbitro del tuo core: abbiasi il trono,
+ (ma questo è il men) del mio Nerone ell'abbia,
+ e il talamo, e l'amore... Ahi me infelice!...
+ Cosí tu pace, e sicurezza avrai.--
+ Sollievo a me, s'io pur merto sollievo,
+ e s'io posso non tua restare in vita,
+ bastante a me sollievo fia, l'averti,
+ col mio partir, tolto ogni danno...
+
+ NER. Ai preghi
+ del tuo consorte arrenditi; o i comandi
+ del tuo signor rispetta. A me non puoi,
+ neppur tu stessa, toglierti; né il puote
+ umana forza, se il mio impero pria
+ non m'è tolto, e la vita. All'ira immensa
+ ch'entro in petto mi bolle, alla vendetta
+ ch'esser de' tanta, (anch'io lo veggio) i mezzi
+ son lenti; e il pajon piú: ma il venir tarda
+ nocque a vendetta mai?
+
+ POPPEA Credi, a salvarti,
+ o a piú tempo acquistar, giovar può solo
+ il mio partir: vuoi che sforzata io parta,
+ mentre il posso buon grado? Il popol s'ode
+ ciò minacciare; e la minor fia questa
+ di sue minacce: a Ottavia altro marito
+ sceglier pretende, e che con essa ei regni.
+ Sta il trono in lei; tu il vedi. Or, ch'io ti lasci
+ scambiar Poppea pel trono? Ah! Neron, prendi
+ l'ultimo addio...
+
+ NER. Non piú: troppo m'irrita...
+
+ POPPEA E s'anco il dí pur giunge, ove tu palma
+ abbi d'Ottavia, e della plebe a un tempo,
+ odio pur sempre ne trarrai, non poco.
+ E allor; chi sa? ne incolperesti forse
+ la misera Poppea. Quel ch'or mi porti
+ verace amor, chi sa se in odio allora
+ nol volgeresti, ripentito? Oh cielo!...
+ A un tal pensier di tema agghiaccio. Ah lungi
+ io da te morrò pria;... ma intero almeno
+ cosí il tuo amor ne porto io meco in tomba...
+
+ NER. Basta omai, basta; in me giá l'ira è troppa...
+ d'abbandonarmi ogni pensier deponi.
+ E Roma, e il mondo, e il ciel nol voglian, mia
+ sarai tu sempre: a te Neron lo giura.
+
+
+SCENA QUARTA
+
+TIGELLINO, NERONE, POPPEA.
+
+
+ TIGEL. Viva Neron.
+
+ NER. Gli hai tu dispersi? spenti?
+ Signor son io di Roma?--E che? tu torni
+ senza sangue sul brando?
+
+ TIGEL. Ancor di sangue
+ tempo non è; ma ben si appressa, io spero.
+ Pur, grand'arte esser vuole: io fei piú grida
+ sparger fra 'l volgo: or, che ti appresti forse
+ a ripigliare Ottavia; ov'ella possa
+ d'alcune taccie di maligne lingue
+ purgar sua fama: or, che gli oltraggi insani
+ fatti a Poppea, destato a nobil ira
+ aveano il cor d'Ottavia stessa; e ch'ella
+ di pace in Roma apportatrice riede,
+ non di scompiglio...
+
+ POPPEA E crede il popol stolto,
+ ch'io la di lei pietá?...
+
+ NER. Sempre arte, sempre?
+ Non ferro mai?
+
+ TIGEL. La men probabil cosa,
+ vera talvolta al popol pare. O stanco
+ fosse, o convinto, a queste varie voci,
+ ei rattemprò di sua ribelle gioja
+ il gran bollore in parte. Il dí frattanto
+ si muore; e fian segnal funesto l'ombre
+ di ragioni ben altre. Giá giá taciti
+ i pretoriani schieransi; proscritte
+ giá son piú teste. Il nuovo sol vedrassi
+ sorger nel sangue; e nel silenzio, quindi.
+ Ma, se pur spento ogni tumulto affatto
+ doman tu vuoi; se a breve gaudio falso,
+ lungo terribil lagrimar verace
+ vuoi che sottentri; ad evidenza piena
+ or t'è mestiero trar le accuse gravi
+ giá intentate ad Ottavia: in altra guisa
+ mai non verresti del tuo intento a fine.
+ Tutti uccider non puoi...
+
+ NER. Men duol.
+
+ TIGEL. Ma tutti
+ convincer puoi. L'ultima strage è questa,
+ ove adoprar l'arte omai debbi.
+
+ NER. Vanne,
+ poich'è pur forza; e le intentate accuse
+ caldamente prosiegui. Andiam, Poppea;
+ vendetta avrem di quest'iniqua. Intanto
+ il di verrá, che compier mie vendette,
+ piú mestier non mi fia l'altrui soccorso.
+
+
+
+
+ATTO QUINTO
+
+
+SCENA PRIMA
+
+OTTAVIA.
+
+
+ Ecco, giá il popol tace: ogni tumulto
+ cessò; rinasce il silenzio di morte,
+ col salir delle tenebre. Quí deggio
+ aspettar la mia sorte; il signor mio
+ cosí l'impone.--Or, mentre sola io piango,
+ che fa Nerone? In rei bagordi egli apre
+ la notte giá. Securo stassi ei dunque?
+ sí tosto? appieno?... E in securtá pur viva!
+ Ma, a temer pronto, e a distemer del pari,
+ nulla ei piú crede ad un lontan periglio:
+ di un tanto error, deh, non glien torni il danno!--
+ Fra disoneste ebrezze, e sozzi giuochi
+ di scurril mensa, or (qual v'ha dubbio?) orrenda
+ morte ei mi appresta. Il fratel mio giá vidi
+ cader fra le notturne tazze spento;
+ scritto in note di sangue a mensa anch'era
+ d'Agrippina l'eccidio: ognor la prima
+ vivanda è questa, che a sue liete cene
+ imbandisce Neron; le palpitanti
+ membra de' suoi.--Ma, il tempo scorre; e niuno
+ venire io veggio,... e nulla so... Del tutto
+ Seneca anch'egli or mi abbandona?... Ah, forse
+ piú non respira... Oh cielo!... ei sol pietoso
+ era per me... Neron giá forse in lui
+ il furor suo... Ma, oh gioja! Eccolo, ei viene.
+
+
+SCENA SECONDA
+
+OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ OTTAV. Seneca, oh gioja! ancor sei dunque in vita?
+ Vieni, o mio piú che padre... E che? nel volto
+ men tristo sembri: oh! che mi arrechi?
+
+
+ SENECA Intatta,
+ godi, è pur sempre la innocenza tua.
+ Le tue tante virtú d'alcun lor raggio
+ infiammato a virtude hanno i piú bassi
+ servili cori. Infra martíri atroci,
+ fra strazj orrendi, le tue ancelle a un grido,
+ tutte negaro il tuo supposto fallo.
+ Marzia fra loro era da udirsi: in fermo
+ viril libero aspetto (e da far onta
+ a noi schiavi tremanti) in Neron fitti
+ gl'imperterriti sguardi, ora a vicenda
+ Tigellino, or Nerone, ad alta voce
+ mentitor empj iva nomando: e piena
+ di generosa rabbia, inni solenni
+ di tua santa onestá cantando, salda
+ ella ai tormenti, da forte spirava.
+
+ OTTAV. Misera! ahi degna di miglior destino!...
+ Ma ciò, che vale? A ricomprar mio sangue,
+ havvi sangue che basti?
+
+ SENECA Or, piú che pria,
+ scabro a Neron fassi il versarlo. Hai tratto
+ lustro ed onor donde sperò l'iniquo
+ che infamia trar tu ne dovresti, e morte.
+ Eucero stesso, benedire ei s'ode
+ il suo morire. Or giuramenti orrendi,
+ per cui sua testa agli infernali Numi
+ consacra; or spande liberi, e feroci
+ detti, che attestan tua virtude; or giura
+ piú a grado aver e funi, e punte, e scuri,
+ che l'oro offerto di calunnia in prezzo.
+ Di Tigellino ei le promesse infami
+ chiare ad ogni uomo fa; lo ascoltan pieni
+ d'inusitato orror gli stessi feri
+ suoi carnefici, e quasi le lor mani
+ trattengon, mal loro grado. In fretta io vengo
+ il grato avviso a dartene.
+
+ OTTAV. Deh! mira,
+ chi viene a me: miralo, e spera.
+
+ SENECA Oh cielo!
+
+
+SCENA TERZA
+
+TIGELLINO, OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ TIGEL. Il tuo signor ver te m'invia.
+
+ OTTAV. Deh! rechi
+ tu almen mia morte? Or che innocente io sono,
+ grata sarammi.
+
+ TIGEL. Il tuo signor per anco
+ tal non ti crede; e, ad innocente farti,
+ non bastava il munir di velen pria
+ Eucero, e tutte le tue conscie ancelle,
+ sí, che ai martir non resistesser: gli hai
+ tolti ai tormenti, ma a te stessa il mezzo
+ di scolparti toglievi...
+
+ OTTAV. Or, qual novella
+ menzogna?...
+
+ TIGEL. Omai vieta Neron, che fallo
+ non ben provato a te si apponga. Or altra,
+ ben altra accusa or ti s'aspetta; e il reo,
+ non fra' martir, ma libero, e non chiesto,
+ viene a mercé.
+
+ OTTAV. Qual reo? Parla.
+
+ TIGEL. Aniceto.
+
+ SENECA D'Agrippina il carnefice!
+
+ OTTAV. Che sento?
+
+ TIGEL. Quei, che Neron d'alto periglio trasse:
+ fido era allora al suo signor; tu, donna,
+ traditor poscia il festi. Ei ripentito,
+ vola or sull'orme tue; primo ei s'accusa;
+ e tutto svela: ma non men sua pena
+ ne avrá perciò.
+
+ OTTAV. Quale impostura?...
+
+ TIGEL. Ei forse
+ l'armata, ond'è duce in Miseno, a un cenno
+ tuo ribellar non prometteati?--E dirti
+ deggio, a qual patto?
+
+ OTTAV. Ahi! lassa me! Che ascolto?
+ Oh scellerata gente! oh tempi!...
+
+ TIGEL. Impone
+ a te Nerone, o di scolparti a un tempo
+ dei sozzi amori, e de' sommossi duci,
+ e degli audaci motti, e delle tante
+ tese a Poppea, ma invano, insidie vili,
+ e del tumulto popolare; o vuole,
+ che rea ti accusi: a ciò ti dona intero
+ questo venturo dí.
+
+ OTTAV. ... Troppo ei mi dona.--
+ Vanne, a lui torna: e pregalo, ch'ei venga
+ quí con Poppea. Narrar vo' solo ad essi
+ i miei tanti delitti: altro non chieggo:
+ tanto impetrami; va. Dell'onta mia
+ lieta a gioir venga Poppea; l'aspetto.
+
+
+SCENA QUARTA
+
+OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ SENECA E che vuoi far?
+
+ OTTAV. Morir; sugli occhi loro.
+
+ SENECA Che parli?... Oimè! tel vieterá, se il brami...
+
+ OTTAV. E un sí gran dono da Neron vogl'io?--
+ Ad altri il chieggo; e spero...
+
+ SENECA Erami noto
+ Nerone assai; ma pur, nol niego, or sono
+ d'atro stupor compreso. Ognor piú fero
+ ch'altri nol pensa, egli è.
+
+ OTTAV. --Seneca, ad alta
+ impresa, io te nel mio pensiero ho scelto.
+ S'hai per me stima, amor, pietade in petto,
+ oggi men puoi dar prova. A me giá fosti
+ mastro di onesta, e d'incorrotta vita;
+ di necessaria morte esser mi dei
+ or tu ministro.
+
+ SENECA Oh ciel!... Che ascolto?... Morte
+ d'impeto insano esser de' figlia?
+
+ OTTAV. A vile
+ tanto mi hai tu, che d'immutabil voglia
+ non mi estimi capace? Or, non è forse
+ morte il minor dei minacciati danni?
+ Ch'altro mi resta? di'.--Tu taci?
+
+ SENECA ... Oh giorno!
+
+ OTTAV. Su via, rispondi: altro che far mi avanza?
+
+ SENECA ... Mi squarci il cor... Ma, poss'io mai sí crudo
+ esser da ciò?...
+
+ OTTAV. Saviezza in te fallace
+ or tanto fia? Puoi dunque esser sí crudo
+ da rimirarmi straziata in preda
+ della rival feroce, a cui mia vita
+ poco par, se mia fama in un non toglie?
+ Lasciarmi esposta alle mal compre accuse
+ d'ogni ribaldo hai core? alla efferata
+ del rio Nerone insazíabil ira?
+
+ SENECA ... Oh giorno infausto! Or perché vissi io tanto?
+
+ OTTAV. Ma, e che t'arresta?... e che paventi?... Ancora
+ forse hai speme?
+
+ SENECA Chi sa?...
+
+ OTTAV. Tu, men ch'ogni altri,
+ speri: Neron troppo conosci: hai fermo
+ tu per te stesso (e certo a me nol nieghi)
+ sfuggir da lui con volontaria morte:
+ tu, fermo in ciò, da men mi credi; e m'ami?
+ Tremendo ei m'è, fin che dell'alma albergo
+ queste misere mie carni esser veggio.
+ Oh qual può farne orrido strazio! e s'io
+ alle minacce, ai tormenti cedessi?
+ Se per timor mi uscisse mai del labro
+ di non commesso, né pensato fallo,
+ confessíon mendace?... Da lunghi anni
+ uso a mirar dappresso assai la morte,
+ tu stai securo: io non cosí; d'etade
+ tenera ancor, di cor mal fermo forse;
+ di delicate membra; a virtú vera
+ non mai nudrita; e incontro a morte cruda
+ ed immatura, io debilmente armata;
+ per te, se il vuoi, fuggir poss'io di vita;
+ ma, di aspettar la morte io non ho forza.
+
+ SENECA Misero me! co' miei cadenti giorni
+ salvar sperava i tuoi. Dovea la plebe
+ udir da me le ascose, inique, orrende
+ arti del rio Neron;... ma invano io vissi:
+ tace la plebe; ed altro omai non ode
+ che il timor suo. Di questa orribil reggia
+ mi è vietato l'uscire... Oh ciel! chi vale
+ contro empio sir, s'empio non è?
+
+ OTTAV. Tu piangi?...
+ Me dall'infamia e dai martír, deh! salva:
+ da morte, il vedi, ogni sperarlo è vano.
+ Salvami, deh! pietade il vuole...
+
+ SENECA E quando...
+ io pur volessi,... in sí brev'ora,... or... come?...
+ Meco un ferro non ho; giunge a momenti
+ Nerone...
+
+ OTTAV. Hai teco il velen sempre: usbergo
+ solo dei giusti in queste infami soglie.
+
+ SENECA Io,... con me?...
+
+ OTTAV. Sí; tu stesso, altra fíata,
+ tu mel dicesti. I piú segreti affetti
+ del travagliato animo tuo, qual padre
+ tenero a figlia, a me svelavi allora.
+ Rimembra, deh! ch'io teco anco ne piansi.--
+ Ma, il nieghi? Io giá maggior di me son fatta.
+ Necessitá fa prodi anco i men forti.
+ Giunge or ora Nerone; al fianco ei sempre
+ cinge un acciaro: io mi v'avvento, e il traggo,
+ e men trafiggo... La mia destra forse
+ mal servirammi: io ne farò pur l'atto.
+ Di aver tentato di trafigger lui,
+ mi accuserá Nerone: e ad inaudita
+ morte dannar tu mi vedrai...
+
+ SENECA Deh! donna,
+ quai strali di pietade a me saetti?...
+ Per me il vorrei... Ma,... t'ingannasti; io meco
+ non ho veleno...
+
+ OTTAV. ... E ognor non rechi in dito
+ un fido anello? eccolo; il voglio...
+
+ SENECA Ah! lascia...
+
+ OTTAV. Invano... Io 'l tengo. Io ne so l'uso: ei morte
+ ratta, e dolce rinserra...
+
+ SENECA Il ciel ne attesto...
+ deh! ten prego,... mel rendi... Or, s'altra via...
+
+ OTTAV. Altra non resta. Eccolo schiuso... Io tutta
+ giá sorbita ho coll'alito la polve
+ mortifera...
+
+ SENECA Me misero!...
+
+ OTTAV. Gli Dei
+ t'abbian mercé del prezíoso dono,
+ opportuno a me tanto... Ecco... Nerone.
+ A liberarmi... deh!... morte... ti... affretta.
+
+
+SCENA QUINTA
+
+NERONE, POPPEA, TIGELLINO, OTTAVIA, SENECA.
+
+
+ NER. Cagion funesta d'ogni affanno mio,
+ dalle mie mani al fin chi ti sottragge?
+ Chi per te grida omai? Dov'è la plebe?--
+ Ben scegliesti: partito altro non hai,
+ che svelarti qual sei: far chiaro appieno
+ a Roma, e al mondo ogni delitto tuo;
+ me discolpar presso al mio popol, darti
+ qual t'è dovuta, con infamia, morte.
+
+ SENECA Piú non mi pento, e fu opportuno il punto.
+
+ OTTAV. Nerone, appien giá sei scolpato; godi.
+ Giá d'esser stata tua, d'averti amato,
+ data men son debita pena io stessa.
+
+ NER. Pena? Che festi?
+
+ OTTAV. Entro mie vene serpe
+ giá un fero tosco...
+
+ NER. E donde?...
+
+ POPPEA Or mio davvero,
+ Neron, tu sei.
+
+ NER. Donde il velen?... Tu menti.
+
+ TIGEL. Creder nol dei; severa guardia...
+
+ SENECA E puossi
+ deluder guardia; e il fu la tua. Gli Dei
+ scampo ai giusti non niegano.
+
+ OTTAV. Mi uccide
+ il tosco in breve; e tu il vedrai: pietoso
+ ecco chi 'l diede; anzi, a dir ver, gliel tolsi.
+ Caro ei l'avrá, se nel punisci; io quindi
+ nol celo. Mira: in questa gemma stava
+ la mia salvezza. Di tua fede in pegno,
+ il dí delle mortali nozze nostre,
+ tal gemma tu darmi dovevi...
+
+ NER. Il veggio,
+ l'ultima è questa, e la piú orribil trama,
+ per far che Roma mi abborrisca. Iniquo,
+ tu l'ordisti; ma or ora...
+
+ POPPEA Alla tua pena
+ ti sottraesti, Ottavia; invan sottrarti
+ speri all'infamia.
+
+ OTTAV. A te rispondo io forse?--
+ Tu, Nerone, i miei detti ultimi ascolta.
+ Credimi, or giungo al fatal punto, in cui
+ cessa il timor, né il simular piú giova,
+ ov'io pur mai fatto l'avessi... Io moro:
+ e non mi uccide Seneca:... tu solo,
+ tu mi uccidi, o Neron: benché non dato
+ da te, il velen che mi consuma, è tuo.
+ Ma il veleno a delitto io non t'ascrivo.
+ Ciò far tu pria dovevi; da quel punto,
+ in cui t'increbbi: eri men crudo assai
+ nell'uccidermi allor, che in darti a donna,
+ che amarti mai, volendo, nol sapria.
+ Ma, ti perdono io tutto; a me perdona,
+ (sol mio delitto) se il piacer ti tolgo,
+ coll'affrettare il mio morir poch'ore,
+ d'una intera vendetta. Io ben potea
+ tutto, o Neron, tranne il mio onor, donarti;
+ per te soffrir, tranne l'infamia, tutto...
+ Niun danno a te fia per tornarne, io spero,...
+ dal... mio morire. Il trono è tuo: tu il godi:
+ abbiti pace... Intorno al sanguinoso
+ tuo letto... io giuro... di non mai... venirne
+ ombra dolente... a disturbar... tuoi... sonni...
+ Conoscerai frattanto un dí costei.--
+
+ NER. Piú la conosco, piú l'amo; e piú sempre
+ d'amarla io giuro.
+
+ SENECA In cor l'ultimo stile
+ questi detti le piantano: ella spira...
+
+ POPPEA Vieni; lasciam questa funesta stanza.
+
+ NER. Andiamo: e sappia or Roma tutta, e il campo,
+ ch'io costei non uccisi: e in un pur s'oda
+ il delitto di Seneca, e la morte.
+
+
+SCENA SESTA
+
+SENECA.
+
+
+ Te preverrò.--Ma l'altre etá sapranno,
+ scevre di tema e di lusinga, il vero.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Ottavia, by Vittorio Alfieri
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OTTAVIA ***
+
+***** This file should be named 38012-8.txt or 38012-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/8/0/1/38012/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.