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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814 + +Author: Leopoldo Armaroli + Carlo Verri + +Editor: Tommaso Casini + +Release Date: May 25, 2011 [EBook #36212] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO + + pubblicata da T. CASINI e V. FIORINI.--_N. 3_ + + + LA + RIVOLUZIONE DI MILANO + DELL'APRILE 1814 + + + RELAZIONI STORICHE + DI + Leopoldo Armaroli e Carlo Verri + + _Senatori del Regno italico_ + + + a cura di + TOMMASO CASINI + + + ROMA + SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI + 1897. + + +PROPRIETÀ LETTERARIA DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI + +_Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della Società +si ritengono per contraffatti._ + +(7606) Roma, Tipografia Enrico Voghera. + + + [Illustrazione: Milano.--Atrio del Palazzo del Senato nel 1814.] + + + + +La rivoluzione milanese dell'aprile 1814 e la caduta del Regno +italico, che ne fu conseguenza immediata, ebbero già parecchi storici +o raccontatori; quali, per citare solamente i piú diffusi, il Fabi[1], +il De Castro[2], l'Helfert[3]: ma sono avvenimenti tuttora avvolti in +qualche oscurità, dei quali non si è colta ancora compiutamente la +ragione storica, forse perché sin dal primo momento troppi furono gli +interessati a nascondere il vero di quei rivolgimenti, o almeno a +rappresentarli ciascuno in modo che ne restassero giustificate le +proprie tendenze e la propria condotta. La serie delle scritture che +rispecchiano direttamente i sentimenti e gli atti di coloro che furono +spettatori o partecipi ai fatti del 1814 è lunghissima, e tutte +andrebbero minutamente esaminate e raffrontate, chi volesse sceverare +in ciascuna la particella di vero, che pur vi sarà, e di tutte le +particelle comporre la storia genuina e sincera di quei moti. E dagli +articoli, dalle notizie e dai documenti che a cominciare dall'aprile +1814 si vennero pubblicando quotidianamente sul milanese _Giornale +Italiano_--l'officioso napoleonico, tramutatosi improvvisamente a +officioso austriaco--la serie si produce lungamente sino a quelli +_Studi intorno alla storia della Lombardia negli ultimi trent'anni_, +che, dettati certamente dalla principessa Cristina Belgioioso +Trivulzio, furono pubblicati in Parigi solamente nel 1846[4], ma erano +eco non ancor fioca dei sentimenti e dei contrasti in mezzo ai quali +il Regno italico di Napoleone I era caduto, lasciando, retaggio +prezioso, agl'Italiani la coscienza della nazionalità, lo spirito +delle armi proprie, il desiderio delle istituzioni civili e la +tradizione di un illuminato liberalismo. + +A rappresentare con sufficiente fedeltà lo svolgersi di quei +memorabili avvenimenti mi è parso opportuno eleggere di mezzo alle +scritture di cotesta serie copiosa le relazioni composte, quando erano +recenti i fatti, da due uomini di spirito temperato ed equanime, +entrambi per l'ufficio loro di senatori presenti e partecipi alle +deliberazioni che furono motivo o pretesto alla rovina del Regno. +L'una delle quali relazioni, col titolo di _Memoria storica sulla +rivoluzione di Milano seguita il giorno 20 aprile 1814_, fu distesa +solamente qualche mese dopo gli avvenimenti e indi a poco divulgata +per le stampe con la data del novembre 1814[5]. Duplice, come appar +chiaro dalla semplice lettura, era stato l'intendimento di chi scrisse +questa relazione: difendere la condotta del Senato contro le postume +accuse del partito indipendentista lombardo e rivelare la parte +sinistra che i detrattori del Senato avevano avuto nei tumulti +dell'aprile, nello strazio del Prina, nella caduta del Regno. Al primo +di questi fini non era parso che corrispondesse abbastanza la _Lettera +sulla seduta del Senato del Regno d'Italia tenuta a Milano il 17 +aprile 1814_, la quale era venuta alla luce in Parma, sin dalla fine +del maggio[6]: se n'era saputo subito autore uno dei senatori, «uomo +illustre per probità, per carattere, per dottrina», e si disse che non +aveva taciuto «la verità anche parlando di sé medesimo»,[7] ma il nome +di lui, se pur corse sulle bocche dei contemporanei, non fu segnato +sulle carte, né oggi sarebbe agevole a riconoscere se non per indizi +che potrebbero esser fallaci[8]. Ad ogni modo la relazione o +«commentariuccio», come la designò il Foscolo, fu come il punto di +partenza alla piú diffusa «Memoria storica» del novembre, alla quale +anzi la narrazione parmense sulla seduta senatoria del 17 aprile 1814 +fu accodata come primo e principal documento[9]. + +Appena la _Memoria storica_ fu pubblicata, la polizia si diè un gran +da fare per impedirne la diffusione, sino a ordinare la chiusura d'una +libreria ove si era venduta, e molto si affaccendarono gli +interessati, o i colpiti che dir si vogliano, a ribattere come meglio +potevano le gravi accuse, alle quali aggiungeva valore la pacatezza +del racconto e la temperanza dei giudizi e della forma. Il generale +Domenico Pino, che per la parte avuta nelle giornate dell'aprile era +già stato bersaglio a ben altre contumelie e alla meglio se n'era +schermito[10], non volle lasciare senza risposta ciò che di lui si +diceva nella _Memoria storica_, e diè fuori sul principio del 1815 +certe sue, poco concludenti, _Osservazioni... sopra alcune asserzioni +dell'autore dell'opuscolo che ha per titolo «Su la rivoluzione di +Milano seguita il 20 aprile 1814»_; osservazioni le quali non valsero +certamente a rimuovere tutti i sospetti che si erano venuti addensando +sopra la sua condotta[11]. Il conte Federico Confalonieri stampò, con +la data del 15 marzo 1815, la sua _Lettera ad un amico_, il conte +Antonio Durini, nella quale, un po' confessando la parte avuta nei +fatti dell'aprile 1814 e un po' impugnando le asserzioni della +_Memoria storica_, tentò un'abile difesa di sé stesso e già si mostrò, +politicamente, assai mutato da quello che era l'anno innanzi; ma +anch'egli riuscí tutt'altro che convincente: fortunato che gli +avvenimenti posteriori della sua vita e la grandezza del sacrificio e +dell'espiazione, circondando la sua memoria di una fulgida aureola di +patriottismo, facessero dimenticare quali erano stati i primi suoi +passi sulla via malsicura delle congiurazioni politiche[12]. +Finalmente il conte Ludovico Giovio, già consigliere di Stato +napoleonico e presidente delle riunioni che nell'aprile e maggio 1814 +avevano tenute in Milano i Collegi elettorali di una parte del Regno, +difese quella convocazione in un opuscolo, nel quale anche cercò di +scagionare sé stesso dalla taccia datagli nella _Memoria storica_ di +esser stato troppo facilmente ingrato verso un governo che lo aveva +innalzato ai piú alti onori[13]. + +Mentre cosí si appuntavano le armi contro la relazione documentata, +che in povera veste era venuta da Lugano a raccontar fatti che si +volevano sopire, era naturale che si cercasse di sapere chi ne fosse +l'autore. Sulle prime corse voce che l'avesse fatta Melchiorre +Gioia[14], forse perché dell'economista piacentino si ricordavano +altri opuscoli pubblicati nell'occasione di gravi mutazioni politiche +nel ventennio anteriore; ma la voce cadde di per sé, senza bisogno di +essere smentita. Maggior consistenza invece prese l'opinione che uno o +piú senatori avessero lavorato a mettere insieme la _Memoria storica_, +e a questa opinione aderí anche Ugo Foscolo, quando prese a confutar +quella relazione nei suoi discorsi _Della servitú dell'Italia_[15]: +generosi ed eloquenti discorsi, nei quali per altro non è dissimulato +il dispetto del poeta di essere stato additato come frequentatore di +mense ministeriali e sovvertitore della plebe ai tumulti del 20 +aprile. Il Foscolo, come si vede da piú luoghi di quei discorsi e da +altri della _Lettera apologetica_ scritta quasi dieci anni di poi agli +editori padovani della Minerva[16], teneva, se non per autore, almeno +per ispiratore principale della _Memoria storica_ il senatore Diego +Guicciardi, fattosi, sempre secondo il Foscolo, sostenitore del +principio della monarchia di diritto divino, appunto in quei giorni +che l'Austria si preparava a soppiantare la Francia, e proclamatosi da +sé per uomo di Stato a nessuno secondo. E questa ch'era stata +l'opinione del Foscolo divenne presto universale, tanto che nel 1822 +il Saint-Edme (cioè Teodoro Bourg, già commissario nelle guerre +napoleoniche e sostenitore anche dopo il 1815 delle idee repubblicane +e imperiali), pubblicando in Parigi la sua traduzione francese della +_Memoria storica_,[17] vi poneva in fronte il nome del Guicciardi e +nella prima delle note da lui aggiunte ragionava e argomentava tale +attribuzione cosí: + + 1º Dans son avertissement, l'éditeur annonce que l'ouvrage + qu'il publie est dû à un illustre personnage du royaume + d'Italie, qui avait le droit de conserver près de lui les + documens authentiques placés à la fin du mémoire: le comte + Guicciardi était sénateur et chancelier du sénat. + + 2º L'exposé de la situation morale de l'Italie qui précède + l'historique de la révolution, est basé: 1º sur des bruits + auxquels n'aurait point ajouté foi tout autre écrivain de + l'époque qui n'aurait point eu à justifier une opinion émise + dans une assemblée politique, opinion opposée à sa conduite + antérieure, aux vues du prince, et peut-être au bien de son + pays; l'auteur même avoue ses doutes: mais pourquoi se + serait-il arrêté à des mensonges, en aurait-il, comme + historien, entretenu le public, s'il n'avait eu l'intention + de se servir de cet appui pour se justifier? 2º sur le + caractère personnel de quelques individus employés par le + gouvernement, tels que le secrétaire des commandemens du + prince et le directeur des postes: on ne peut voir là que le + fruit d'une animosité particulière, et l'on sait que + l'esprit rétif de M. le comte Guicciardi avait été atteint + par quelques-uns de traits de MM. Méjan et Darnay. + + 3º Le 17 avril, lorsqu'on lut au sénat le projet de décret + du duc de Lodi, qui s'opposa à son adoption? M. le comte + Guicciardi. Et le mémoire cherche à prouver que l'on avait + _machiné_ pour surprendre la délibération: l'opposition + violente de M. Guicciardi est donc tout honorable pour lui, + dans le sens de la marche qu'il avait adoptée. + + Mais sans entrer à ce sujet dans une longue discussion, à + laquelle le lecteur, une fois prévenue, suppléera facilement + avec un peu d'attention, je me bornerai à fare remarquer que + M. le comte Guicciardi a fait partie de la commission nommée + pour l'examen de la proposition du duc de Lodi; qu'en sa + qualité de membre de la commission, c'est lui qui s'est + rendu auprès du duc, afin d'en obtenir les éclaircissemens + nécessaires au travail de la commission; qu'il a fait le + rapport; qu'il a été nommé député; qu'il a eu une entrevue + avec le prince; que sa justification au gouvernement + provisoire a été imprimée malgré la défense de la régence, + et que là, comme dans l'ouvrage, oú il est tant question de + lui, ses opinions et son caractère politique sont élevés à + un haut degré. + +Queste argomentazioni del Saint-Edme, per quanto avvedute e sottili, +non hanno, si capisce subito, un grande valore probativo, poiché il +Guicciardi in tutte le fasi del movimento milanese dell'aprile 1814 +rappresentò le tendenze del partito _austriaco_, come ha ben +dimostrato il Bonfadini[18], e la _Memoria storica_, se non tace per +un senso di imparzialità gli errori e le colpe degli uomini di tutti i +partiti, è manifestamente rivolta in particolare contro gli +_indipendentisti lombardi_ in quanto spianarono con la Reggenza la via +all'Austria di occupare e tener per suo il paese: l'autore quindi, se +non era un eugeniano, non poteva essere neppure un austriacante; e ben +vide e sentì il significato dell'opera sua la polizia austriaca, che +si sforzò di rimuoverla dalla circolazione. I documenti, che +accompagnano la _Memoria storica_, parte erano stati pubblicati per +altre vie, parte erano di tal natura da esser passati per molte mani, +e l'apologia del Guicciardi poté ben essere comunicata da lui medesimo +all'autore di questa relazione, non già perché la pubblicasse, ma come +a senatore ch'egli era, poiché il Guicciardi, dopo il divieto della +Reggenza di darla alle stampe, avrà sentito il bisogno che ne avessero +conoscenza almeno i suoi antichi colleghi del Senato. E che tra i +senatori fosse da cercare l'autore della _Memoria storica_, ove la +condotta del Senato era difesa con tanto calore, pochi allora +dubitarono; e presto anche si seppe che questo senatore era il +maceratese LEOPOLDO ARMAROLI, magistrato onorando e insigne +giurista[19]: si seppe presto, ma pubblicamente non fu detto se non +nel 1823 da Federico Coraccini (sotto il quale nome, ben si sa, +nascondevasi Carlo Giovanni Lafolie francese, stato nel 1812 +segretario generale della prefettura del Tagliamento e nel 1813 +viceprefetto di Ravenna) nella sua _Storia dell'amministrazione del +Regno d'Italia_[20], e fu poi confermato piú tardi da piú credibile +testimonio, lo storico dell'esercito cisalpino-italico[21]. Ciò non +ostante, poiché si continuò da qualcuno ad attribuire la _Memoria +storica_ al Guicciardi[22], parmi opportuno dissipare ogni dubbio per +mezzo di una lettera che l'Armaroli stesso scriveva nel 1830 a +Francesco Cassi per ottenere dal marchese Antaldo Antaldi di Pesaro la +restituzione dell'unica copia rimastagli del suo libretto; lettera che +sulla divulgazione di questo scritto ci dà anche alcune particolarità +rimaste sin qui ignorate. + + _Mio degno e rispettabile amico,_ + + Macerata 25 aprile 1830. + + Ho bisogno dell'autorità vostra municipale, per citare al + vostro tribunale codesto diligentissimo amico nostro + marchese Antaldo. È piú di un anno che in vostra presenza + gli consegnai quel mio Opuscolo sulla rivoluzione di Milano + del 1814, che gentilmente si offerí di farlo osservare ai + Revisori per vedere se s'incontrasse difficoltà nel + ristamparlo. Ritornando da Bologna mi recai da lui e mi + disse che non vi era opposizione, ma non potea restituirmi + il libro perché era rimasto presso il Signor Canonico Coli. + + Dopo di ciò gli ho scritto, gli ho mandata qualche mia + pubblicata freddura, ho certezza che l'ha ricevuta, e non mi + ha risposto. Gli ne ho fatta avanzar premure da Asiari, e + ultimamente dal Ferri nipote del sordo, ed anche ciò + inutilmente. + + Parlando sul serio io ne ho vero e sommo bisogno: ho stimoli + da piú parti e dalla stessa Lombardia di farne altra + edizione corredata di abbondanti commenti; vi è anche + dell'onore del mio nome il farlo perché sono stato citato + con menzogna. Non solo non ne ho altra copia, ma è + impossibile di procurarmela perché le 500 copie venute a + Giegler, meno le poche esitate, furono sequestrate dalla + Polizia, né so se potessi ottenerne da Parigi. Mi raccomando + dunque alla vostra amicizia di farne cortese insistenza + all'amico onde io possa ricuperarlo. + + Viene qui Delegato Monsignor Ciacchi. Voi forse lo vedrete. + Mi sarà grato che mi facciate conoscere ad esso per un uomo + d'onore, tranquillo suddito, e vostro amico. + + Addio. Alla vostra famiglia ed a voi cordialmente mi + raccomando. Vale. + + _Il Vostro_ + ARMAROLI. + + _Al Nobil Uomo_ + _Il chiarissimo Signor Conte_ FRANCESCO CASSI + _Gonfaloniere di + Pesaro_[23]. + +La _Memoria storica_ dell'Armaroli fu per molto tempo una delle piú +copiose fonti d'informazioni a chi ebbe ad occuparsi dei fatti +dell'aprile 1814: dal Jomini, che ne fece larghissimo uso nella sua +storia dell'ultima campagna dell'armata franco-italiana[24], giú giú +sino ai piú recenti narratori della fine del Regno italico, tutti si +valsero della operetta del senatore maceratese; alla quale si presenta +ora, in parte come opportuno riscontro, in parte come necessario +correttivo, la relazione particolareggiata che di quelli avvenimenti +stese e lasciò ai posteri il collega suo CARLO VERRI milanese[25]. Il +patrizio lombardo fu veramente nei moti del 1814 uno dei +rappresentanti piú cospicui e sinceri del partito austriaco; meno +vigoroso all'operare che non fosse il Guicciardi, giovò piú di lui al +trionfo di quel partito rafforzandolo con l'autorità del suo nome, e +prestò l'opera propria, come presidente della Reggenza provvisoria, +alla consolidazione che fu lenta, ma sicura e avveduta, della nuova +dominazione[26]. Però, come il Verri fu animato da un sincero, per +quanto fallace, sentimento di giovare agli interessi del suo paese, +cosí la sua testimonianza molto ci aiuta a intendere le cagioni e i +procedimenti di un fatto che tanto sembrò contrastare con il desiderio +dell'indipendenza nazionale, della quale in quei giorni tutte le parti +politiche s'erano fatta una bandiera per conto proprio. Storia +dolorosa di errori, se non di colpe, onde procedette una espiazione +ancor piú dolorosa durata oltre mezzo secolo; ma storia feconda di +ammaestramenti, anche per noi che di quella espiazione raccogliemmo i +frutti, poiché ci insegna come la rettitudine delle intenzioni non +basti a salvare un paese quando non sia accompagnata dal senso +dell'opportunità, dall'accortezza dei mezzi, dalla prontezza +dell'azione. + + T. CASINI. + + +NOTE + +[1] _Milano e il Ministro Prina, narrazione storica del Regno d'Italia +(aprile 1814) tratta da documenti editi ed inediti per_ MASSIMO FABI, +Novara, A. Pedroli, 1860; 8º, p. 248. È libro notabile perché vi sono +raccolti molti documenti pubblici concernenti quei fatti; ma il CANTÙ, +_Cronistoria dell'Indip. ital._, vol. 1, p. 869 attesta: «questo è +lavoro del consigliere CARLO CASTIGLIA, che lo esibí a me e ad altri, +prima di venderlo al Fabi, che lo stampò per suo». + +[2] _La caduta del Regno italico, narrazione desunta da testimonianze +contemporanee e da documenti inediti o poco noti per cura di_ GIOVANNI +DE CASTRO, Milano, Treves, 1882; 16º, p. 366. È ricco, come tutti i +libri del DE CASTRO sull'età napoleonica, di notizie e giudizi tratti +da scritture contemporanee, e ha uno spiccato carattere aneddotico che +ne rende piacevole la lettura né poco conferisce all'intelligenza dei +tempi e degli uomini. + +[3] Barone VON HELFERT, _La caduta della dominazione francese +nell'Alta Italia e la congiura militare bresciano-milanese nel 1814, +traduzione consentita dall'autore di_ L. G. CUSANI CONFALONIERI, _con +un'appendice di documenti_, Bologna, N. Zanichelli, 1894; 16º, pag. +282. È importante specialmente perché l'autore attinse notizie da +documenti riservati degli archivi di Vienna, ma, come altri libri +dell'Helfert su cose italiane, tende a giustificare la politica +austriaca, e però trascura fatti, censura persone, pronuncia giudizi +dimostrando molta parzialità. La pubblicazione dell'originale tedesco +è del 1880. + +[4] Il testo francese fu pubblicato in Parigi, Laisné, 1846, e la +traduzione italiana, ivi 1847. È un libro ormai rarissimo, perché le +copie venute in Italia furono quasi tutte confiscate dalla polizia +austriaca, e però ci proponiamo di ristamparlo quando che sia in +questa nostra _Biblioteca storica del Risorgimento italiano_. Intanto +sovr'esso si vedano CUSANI, _St. di Milano_, VII 84, DE CASTRO, op. +cit., p. 10, HELFERT, op. cit., pag. 24. + +[5] Il titolo del libretto, stampato in carta grossolana e della +dimensione di cm. 21×12, è riprodotto a fac-simile nella p. 1 del +presente volume. La data di Parigi è probabilmente fittizia, poiché la +carta, i caratteri ed altre particolarità materiali del libro lo +mostrerebbero uscito dalla stamperia del Veladini di Lugano (cfr. DE +CASTRO, op. cit., p. 39; _Catalogo del Museo del Risorgimento +nazionale di Milano_, II, 236): tuttavia a provenienza parigina sembra +accennare l'autore stesso nella sua lettera al Cassi, che sarà +riferita or ora. + +[6] Parma, stamperia Carmignani, 1814, 16º, p. 12. + +[7] FABI, op. cit., p. 223. + +[8] A questa _Lettera_ di stampa parmense accenna il FOSCOLO, _Opere_ +V, 221: «.... benché vi fosse da ridire, tuttavia si è lasciato +correre, perché era dettato a difesa con modestia d'uomo dabbene: tace +il vero, che forse era occulto a quello scrittore; non però dice il +falso». Non crederei di errare sospettando autore di questa relazione +uno dei senatori VINCENZO DANDOLO o FEDERICO CAVRIANI, i soli, tra +quelli che vi son nominati, cui possano applicarsi e la qualifica +d'_uomo dabbene_, secondo il giudizio del FOSCOLO, e le lodi raccolte +dal FABI: per il Cavriani starebbe anche il fatto che a lui fu +erroneamente attribuita la _Memoria storica_ dell'Armaroli (cfr. G. +MELZI _Dizion. di opere anon. e pseudon._, vol II, p. 470). + +[9] Vedasi in questo volume pp. 43-49. + +[10] Alludo specialmente al libello, tribuito a STEFANO MÉJAN, _Le Roi +Pino à la bataille des parapluies_, stampato in Germania nel maggio +1814, e all'altro intitolato: _Le Lamentazioni, ossieno le quattro +Notti del general Pino_. Italia 1815 (forse stampato a Milano): il +PINO rispose con gli _Schiarimenti sopra alcuni articoli esistenti nel +libello intitolato, «Le quattro Notti del generale Pino,»_ anche +questi del 1815. + +[11] È un opuscolo in 8º, di p. 16.--Da vedere in proposito ciò che +scrisse, a cose quiete, A. ZANOLI, _Sulla milizia cisalpino-italiana +cenni storico-statistici dal 1796 al 1814_, Milano, Borroni e Scotti +1845, vol. II, pp. 441-445. + +[12] La _Lett. ad un amico_, senza note tipogr., è un opuscolo di p. +23, oggimai introvabile: una copia è nell'Ambrosiana (DE CASTRO, p. +36), un'altra nel Museo milanese del Risorgimento (_Catalogo_ I, 316): +ma è stata ristampata in _Memorie e lettere di F. Confalonieri_, a +cura di G. CASATI, Milano, Hoepli, 1890, p. 253-273. + +[13] L'opuscolo del GIOVIO è rarissimo: una copia ne conserva +l'Ambrosiana in una miscellanea _S. C._ v. v. 26, che è tutta di cose +manoscritte e stampate sui fatti del 20 aprile 1814 (DE CASTRO, pp. +36, 82). + +[14] Il nome del GIOIA è dato da un esemplare della _Memoria storica_, +posseduto dalla R. Biblioteca Vittorio Emanuele (22, 14, B, 11) con +queste parole manoscritte: _Vuolsi del senatore Conte Guicciardi, ma +piú si attribuisce al Gioia_. + +[15] FOSCOLO, _Opere_, vol. V, p. 171-253; specialmente si noti ciò +che leggesi a p. 175, 178, 183, 211-213, 222. + +[16] _Op._, vol. V, p. 489-609; specialmente, p. 495, 568. + +[17] _Relation historique de la Révolution du royaume d'Italie en +1814; par le comte_ GUICCIARDI, _ex-chancelier du Sénat; traduit de +l'italien par_ M. SAINT-EDME. A Paris, chez A. Corréard, libraire, +Palais-royal, Galerie de bois, n. 258, 1822; in-8º, di p. VI-204. + +[18] R. BONFADINI, _Mezzo secolo di patriotismo_, Milano, Treves, +1886, p. 84-91, dove il ritratto politico del Guicciardi è delineato +con mano maestra, sebbene un po' indulgente. Non inutile mi sembra +l'aggiungere che il Guicciardi fu di una famiglia nobile di Tresivio, +ma nacque accidentalmente in Lugano il 26 febbraio 1756: fatti gli +studi di legge, si volse ai pubblici uffici, e fu dapprima +luogotenente del Vicario in Sondrio, poi delegato presso il Pretore in +Morbegno, e non ancora trentenne fu chiamato nel 1785 alla piú +eminente carica amministrativa che fosse nella Valtellina, quella di +cancelliere di Valle. Nel 1787 fu uno dei deputati che trattarono +innanzi alla Corte di Vienna la questione dei diritti valtellinesi +contro i Grigioni, e fin d'allora cercò di collegare le sorti e gli +interessi della Valtellina con quelli della Lombardia; e questo fine +il Guicciardi raggiunse dieci anni di poi alla prima venuta dei +francesi, poiché egli fu principal promotore dell'unione della +Valtellina alla Cisalpina accaduta nel novembre 1797. L'amicizia +allora contratta con Antonio Aldini, andato commissario organizzatore +in Valtellina, gli aprí la via degli uffici politici nella novella +Repubblica: fu chiamato da Bonaparte il 20 novembre 1797 nei Comitati +riuniti e assegnato a quello di costituzione, e contemporaneamente fu +fatto rappresentante del popolo al Corpo legislativo nel Consiglio dei +seniori, ma chiese e ottenne la dimissione il 26 dicembre; nel +febbraio 1798 fu Commissario straordinario del governo nei +dipartimenti del Lamone e del Rubicone; il 15 aprile fu nominato +ministro di polizia generale, il 10 luglio ministro dell'interno, nel +quale ufficio rimase fino a tutto il gennaio 1799. Nella seconda +Cisalpina il Guicciardi si tenne in disparte, finché mandato +all'assemblea di Lione, come uno dei notabili del dipartimento del +Lario, vi si segnalò per moderazione e dirittura d'idee, di modo che +Bonaparte il 26 gennaio 1802 lo chiamò all'alto ufficio di segretario +di Stato della Repubblica italiana. Vive antipatie sorsero tra il +Melzi, vicepresidente di quella, e il Guicciardi, sí che questi lasciò +l'ufficio passando il 31 maggio a far parte della Consulta di Stato, +la quale alla formazione del Regno italico costituí poi la prima +sezione del Consiglio di Stato. Nominato direttore generale della +polizia il 1º agosto 1805, esercitò il difficile ufficio con tatto e +moderazione, finché Napoleone I, per motivi non ancora chiariti, +sospettò della sua condotta e lo tolse di mezzo nominandolo senatore +il 19 febbraio 1809. Da questo momento fino al 1814 fu cancelliere del +Senato ed ebbe gran parte nelle deliberazioni di quel corpo, mentre +poi veniva insignito via via delle piú alte onorificenze napoleoniche. +Nel 1814 fu a Vienna a procacciare il mantenimento dell'unione della +Valtellina alla Lombardia, e riuscí gradito all'Austria sí da esser +fatto nel 1818 vicepresidente dell'I. R. governo della Lombardia, nel +1825 I. R. consigliere intimo attuale e presidente della Commissione +centrale di pubblica beneficenza. Collocato a riposo nel 1826, morí +nel 1837. + +[19] Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale ho potuto +raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio 1766 di famiglia +patrizia, fece buoni studi di lettere in patria e fu laureato in +giurisprudenza: entrato nella magistratura pontificia, era presidente +del tribunale di Macerata allorché poco dopo l'unione delle Marche al +Regno italico, fu con decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente +della Corte di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio +elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato, e +nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí quindi a Milano, +donde solamente nel 1815 tornò, con una modesta pensione, in patria, +dove si diede con fortuna all'esercizio dell'avvocatura e divenne +presto il principe del foro marchigiano. Viveva ritirato nella +solitudine della sua villa in Appignano, allorché scoppiata la +rivoluzione del 1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo +provvisorio delle Provincie unite come ministro della giustizia; ma la +rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi a Bologna ad +assumere il ministero, nel quale fu supplito da Antonio Silvani. Il 9 +giugno 1843 l'Armaroli morí nella sua villa di Appignano che egli +aveva battezzata col nome di Tusculano, lasciando alla famiglia +Tambroni i suoi averi e i suoi libri. + +[20] Lugano, fr. Veladini [s. a., anno 1823 o poco dopo], p. LXV-256. +La traduzione francese fu pubblicata in Parigi, Audin. 1823, poi +raffazzonata con altro titolo. + +[21] A. ZANOLI, op. cit., II 441: «... io ho dati per credere che [la +_Memoria storica_] sia invece del di lui collega Leopoldo Armaroli». + +[22] Per es. nel libro _Milano e il suo territorio_, Milano, 1844, +vol. I, p. 375: il CANTÙ, _Il Principe Eugenio_, vol. IX, p. 57, si +mostra ancora dubbioso sull'appartenenza dell'opuscolo all'Armaroli. + +[23] Biblioteca Oliveriana di Pesaro, _Carte mss. di F. Cassi_. + +[24] _Dernière campagne de l'Armée franco-italienne sous les ordres +d'Eugène Beauharnais, en 1813 et 1814, suivie des Mémoires secrets sur +la révolution de Milan, du 20 avril 1814, et les deux conjurations du +25 avril 1815, la campagne des Autrichiens contre Murat, sa mort +tragique et la situation politique actuelle des divers États d'Italie, +par le chevalier S. J. *** témoin oculaire, précédé d'une notice +historique sur Eugène Beauharnais_. Paris, Dentu e Lugano, Veladini, +1817, in-8º, p. XVI-194. Questo opuscolo è da alcuni attribuito al +JULHIEN, generale francese al servizio del Regno italico (cfr. +CORACCINI p. XCV; CANTÙ, _Il Principe Eugenio_, vol. VIII, p. 311). + +[25] Primo a servirsi della relazione del Verri fu il CUSANI, che +nella sua _Storia di Milano_, vol. VII, p. 91 e segg. ne riferí lunghi +estratti: essa fu poi pubblicata con molti errori e lacune nel vol. +IV, pp. 445-507 dalle _Lettere e scritti inediti di_ PIETRO _e_ +ALESSANDRO VERRI a cura di C. CASATI, Milano, Galli, 1879-81. La mia +ristampa è condotta sopra una copia piú corretta e compiuta, sebbene +non ancora perfettamente, perché l'autore non poté darvi l'ultima +mano. + +[26] Fratello ai piú famosi Pietro e Alessandro, Carlo Verri nacque in +Milano il 21 febbraio 1743, e compiuta con buoni studi la propria +educazione visse per molto tempo alieno dalle cure pubbliche, tanto +intento alla cultura delle proprie terre e alle prove di miglioramenti +agrari e tecnologici, sui quali anche pubblicò alcuni notabili scritti +(registrati dal CORNIANI, _I secoli della letteratura italiana_, +Torino, 1855, VII, 489). Venuti i tempi piú quieti della Repubblica +Italiana, il Verri fu chiamato nel 1802 a far parte del Corpo +legislativo, dal quale uscí allorché per le insistenze del Melzi +accettò la prefettura del Mella conferitagli con decreto del 26 aprile +di quell'anno. Il 29 settembre 1804 fu fatto membro del Consiglio +legislativo, e cosí alla creazione del Regno italico fu coi decreti +del 9 maggio e 9 giugno 1805 compreso tra i componenti il nuovo +Consiglio di Stato. Nominato senatore il 10 ottobre 1809, fu in quel +corpo uno dei piú autorevoli per dirittura e moderazione di idee, ed +ebbe nel 1814 la parte larghissima ch'egli stesso racconta. Lasciato +l'anno dopo l'ufficio di presidente della Reggenza provvisoria, si +ritirò di nuovo a vita privata, e morí poi in Verona nel luglio 1823. + + + + + SULLA RIVOLUZIONE + + DI MILANO + + _Seguita nel giorno 20 aprile 1814_ + + SUL PRIMO SUO GOVERNO PROVVISORIO + E SULLE QUIVI TENUTE ADUNANZE + DE' COLLEGJ ELETTORALI + + MEMORIA STORICA + CON DOCUMENTI. + + + PARIGI + Novembre 1814. + + + + +AVVERTIMENTO. + + +Il manoscritto della presente memoria, opera di un personaggio +illustre del Regno d'Italia, e la di cui autorità è tanto piú +rispettabile, che esso vi godette per molti anni di una riputazione +fondata sulle di lui eminenti qualità, venne per una combinazione +felice nelle mani dell'editore. Egli sarà facile di convincersene +colla lettura delli documenti autentici che si presentano al lettore, +e molti de' quali non potevano cadere in possesso di una persona, la +quale per il suo posto non avesse avuto il diritto di leggerli non +solo, ma anche di ritenerli presso di sé. L'editore si è fatto un +dovere di dare questa memoria alla luce, senza aumentazioni, né +diminuzioni, e senza permettersi veruna osservazione. Non è opinione +sua quel che espone, ma bensí un racconto fatto da un uomo autorevole, +di fatti autentici, e di cui gli effetti furono pubblici.[27] + + + + +SULLA RIVOLUZIONE DI MILANO + +_Seguita nel giorno 20 aprile 1814._ + +MEMORIA STORICA.[28] + + +Dopo la ritirata di Mosca, tutte le molle politiche de' governi di +Francia e d'Italia perdettero all'istante la loro elasticità. Il +sentimento della potenza di Napoleone a rapidi gradi si estinse, e +cessò l'illusione che la fortuna e la vittoria marciassero +costantemente alla testa delle sue armate. Gli animi dei popoli sempre +piú s'indispettirono per l'aumentato rigore delle finanze, e per +l'accresciuto bisogno della coscrizione desolatrice delle famiglie. +Ciò non ostante, il rovesciamento totale del sistema non entrò nei +piani delle Potenze, e molto meno nelle viste dei sudditi, come quello +che non sembrava verificabile senza rinnovare gli orrori di una +rivoluzione. Miglior partito parve quello di sostenere il Governo e di +somministrargli i mezzi, onde colla gloria delle armi ottenere +finalmente una pace onorevole e solida. Non vi fu perciò sforzo che si +risparmiasse. Artiglieria ed armi si fabbricarono da ogni parte con +un'attività che non ha esempio. La coscrizione ebbe il suo effetto +quasi per intero, si offrirono persino gratuitamente dai corpi e dai +privati cavalli in gran numero e guerrieri. + +Lo spirito italiano, non mai versatile, ma attaccato sempre +tenacemente ai suoi principi, superò, alla debita proporzione, la +Francia nelle volontarie oblazioni. Nel Regno d'Italia si ebbe per +istimolo ulteriore, che alla pace generale cessasse l'esercizio di un +Governo per procura coll'organo di un Viceré, e che sul capo del +Principe Eugenio passare ne potesse indipendente la corona. Non vi è +dubbio che a quell'epoca concorressero nel Principe l'amore ed il +desiderio dei popoli. Non vi è dubbio che si avesse di lui l'opinione +di un buono e zelante amministratore, di un uomo di Stato, di un +prudente e generoso condottiero di eserciti, educato ad una grande +scuola. A ciò si aggiungeva la rispettosa affezione che si era +conciliata la Principessa sua consorte, a cui tutti offerivano i loro +omaggi, chi per la sua pietà e per le sue virtú, chi per le sue grazie +e la sua amabilità, chi per le beneficenze che a larga mano spargeva, +specialmente sulla classe degli indigenti che qual rifugio e madre la +riguardavano. + +Niun debito si faceva al Principe del complicato sistema di +amministrazione, della coscrizione, e soprattutto della gravezza delle +imposte. Il solo Re ne sopportava l'odiosità, non che, rapporto alle +finanze, quel Ministro, che aveva la bassezza di prostituire i suoi +sommi talenti nel secondarlo e facilitargli i mezzi di esecuzione. I +sentimenti del suo segretario degli ordini erano conosciuti da pochi +nella capitale, da pochissimi nei dipartimenti. Quest'uomo, tuttoché +naturalizzato italiano con la sua ammissione al Collegio elettorale +dei dotti, si crede che non abbia mai naturalizzato il suo cuore. + +Furono i pochi uffiziali reduci dalla campagna di Mosca, che +inserirono nell'animo degli Italiani i primi semi di diffidenza verso +la persona del Principe. Questi lamenti, già disseminati abbastanza, +crebbero a dismisura nel 1813, allorché fu miseramente l'Italia ancora +il teatro della guerra. Non piú il solo uffiziale, ma dal generale al +soldato si chiamarono tutti mortificati dal Principe, offesi dal suo +primo aiutante. Saranno state forse calunniose alcune acerbe +proposizioni poste in bocca dell'uno e dell'altro, ma pure da +moltissimi si recitavano come vere. Fece dispiacere il vedere +trascurato il primo ed il piú provetto tra i generali italiani, che +dal Nord al Sud ha sempre associata la sua carriera alla gloria delle +armi italiane. + +Ad alienare gli animi dal Principe concorse un terzo francese, il suo +segretario di gabinetto, passato, contro il prescritto della +costituzione, alla direzione generale delle poste. Egli con la polizia +esercitata negli ultimi tempi sul carteggio, col trattenere ed anche +disperdere le lettere, specialmente de' negozianti, portò al colmo il +malcontento in questa classe sí benemerita della società, la quale era +già prima indispettita abbastanza per il sistema continentale e per +l'incaglio totale di ogni ramo di commercio. + +Altr'oggetto di avversione, e forse il maggiore, era negli abitanti +della città di Milano, perché il governo ridondasse di forestieri, che +spendevano in essa con i loro soldi, i quali venivano pure dai +rispettivi dipartimenti, anche le rendite de' propri patrimoni. Unico +paese in Italia, e forse in tutto il mondo civilizzato, ove in pochi +si trovi una cordiale ospitalità, ed ove in moltissimi, specialmente +fra i nobili, regna una decisa avversione contro i forestieri, e per +forestieri quelli riconoscono che non sono oriundi della antica +Lombardia Austriaca! Oggetto di gelosia e di rabbia erano i ministri +ed il senato, quasi che tra sei ministri in Milano non se ne vedessero +ultimamente due lombardi, due milanesi fra cinque dignitari, otto tra +cinquanta senatori, quasi tutti i consiglieri di cassazione ed i +giudici della Corte dei conti, la metà circa de' consiglieri di Stato, +la maggior parte dei direttori generali, tutti i segretari generali +dei ministeri e quasi tutti quelli delle direzioni, dieci tra +ventiquattro prefetti, e cosí molto e molto piú nel restante, giacché +la Corte era popolata di ciambellani, di dame di palazzo, di scudieri +e di altri soggetti milanesi tutti al soldo della corona, e non vi era +dipartimento nel Regno, che non contasse e giudici ed uno stuolo +grandissimo d'impiegati della capitale. Volere un regno +costituzionale, ed un corpo per conseguenza intermediario, e +pretendere che i membri non fossero oriundi dei dipartimenti, è un +concepimento, un assurdo tutto nuovo. + +Erano gli animi in questo caldo allorché i successi delle armi delle +Alte Potenze coalizzate sempre piú si moltiplicavano in Francia, e +facevano veder prossimo un qualche decisivo avvenimento. Si +permettevano i discorsi i piú allarmanti ne' luoghi pubblici, ne' +caffè e nei teatri. All'annunzio poi dell'ingresso degli Alleati in +Parigi, non ebbe piú ritegno la commozione. I primari patrizi +milanesi, e quegli stessi che allora prestavano piú ligio il servizio +alla Corte e maggiori ne avevano sperimentati i benefizi, correvano da +ogni parte baccanti, esagerando i torti del governo, e per +maggiormente dilatare l'allarme associarono a loro tre soggetti +d'amplissima trachea, che alzavano con piú coraggio la voce. Un +generale di brigata italiano, sdegnato di non aver avuto i desiati +avanzamenti, un generale straniero al soldo italiano riformato per +demeriti, un estero letterato che non sembrava attaccato a questo +paese da altri vincoli che da quelli delle tante mense de' ministri +alle quali era assiduo, questi furono i piú animosi apostoli della +rivoluzione. + +Bisogna credere che il Principe Eugenio, il quale gemeva in Mantova +tra le gravi cure della guerra e tra le angoscie per l'incertezza +della sua situazione, non fosse inteso di quanto si vociferava in +Milano, ovvero bisogna convincersi che chi lo tradiva continuasse ad +adularlo per non incontrare ostacoli all'esplosione della sua +perfidia. La verità pur troppo non arriva che tardi e zoppa ai +gabinetti dei principi. Egli, che si era mantenuto sempre costante e +fedele nella sua direzione verso il proprio padre e sovrano, che aveva +resistito a tutte le insinuazioni della politica, egli finalmente +pensò ai destini del Regno, e forse anche a sé stesso, quando giunsero +a sua notizia gli strepitosi avvenimenti seguiti in Parigi ne' primi +giorni d'aprile e la singolar metamorfosi del primo corpo di quello +Stato. Fu allora che nel dí 16 di aprile convenne in una capitolazione +con il Feld Maresciallo Conte di Bellegarde, e mediante la cessione di +alcune piazze ottenne una sospensione d'armi fino all'esito di una +deputazione del Regno, da presentarsi alle Auguste Potenze +coalizzate.[29] Le sue viste palesi furono di far chiedere che il +Regno fosse chiamato a parte della pace generale, proclamata +all'Europa, e godesse finalmente della sua indipendenza: tanto apparve +sulla sostanza della convenzione, tanto e non piú manifestò nella +lettera scritta al duca di Lodi, resa poi da questo ostensibile alla +commissione del Senato, e tanto assicurò ai deputati del Senato, +quando a lui si presentarono in Mantova. È ben presumibile però che +fosse tra i suoi desiderî che si domandasse per il suo capo la corona +d'Italia. Fu almeno sicuramente questo lo sforzo dei ministri. Tra le +persone piú addette ai suoi intimi consigli fu discusso sul modo di +dare un carattere a tale deputazione e sulli stessi soggetti che +dovessero comporla. Si sa che furono designati li generali Fontanelli +e Bertoletti per l'armata, li conti Paradisi e Prina rappresentanti la +nazione. Rapporto ai primi si ottenne facilmente l'adesione degli +uffiziali, segno, checché si pretenda in contrario, che non aveva +veramente perduto affatto il Principe il loro amore, o lo aveva +ricuperato. Si decise di fare che il Senato autorizzasse i secondi, e +qui si praticarono senza dubbio mezzi oscuri e subdoli. In niuno dei +senatori era venuto mai meno il rispetto e l'attaccamento verso il +Principe Eugenio, niuno aveva prestato fede alle voci accreditate +nella piazza, e molto meno all'orgasmo dei nobili milanesi. Ma ognuno +era penetrato dal sentimento de' propri doveri e da quello della +rispettiva risponsabilità verso i suoi committenti, per non decidersi +se non con gran ponderazione in un emergente cosí delicato e in un +momento in cui l'attenzione e le congetture degli Italiani erano +rivolte verso i Sovrani d'Austria e di Napoli, che quasi tutta +occupavano e tenevano la penisola.[30] + +In forza di un dispaccio del duca di Lodi, cancelliere guardasigilli +della corona, fu convocato straordinariamente il Senato nel giorno 17 +aprile. È rimarcabile che di un affare, a cui si pretese di attaccare +un sommo mistero, se ne parlasse contemporaneamente ne' caffè, e piú +nella platea del teatro della Scala, e che i soli senatori ne fossero +all'oscuro, come quelli che tali luoghi non frequentavano. Fu letto un +messaggio del duca di Lodi in cui, dopo aver fatto un quadro per +verità molto vago della situazione del Regno, presentava al Senato un +progetto di decreto per autorizzare una deputazione a chiedere a S. M. +l'Imperatore d'Austria, e pel di lui organo alle Alte Potenze, la +cessazione assoluta delle ostilità, l'indipendenza del Regno ed un re +nella persona del Principe. Che non si macchinò, che non si disse, +perché a sorpresa si adottasse la deliberazione proposta? Fermi i +senatori nella loro massima, vollero che la materia si digerisse prima +da una commissione di sette membri, la quale prendesse, siccome fece, +i migliori schiarimenti dal duca di Lodi e riferisse. Sul rapporto +della medesima fu adottata la deputazione per i due primi oggetti +della cessazione delle ostilità e dell'indipendenza del Regno, esclusa +la domanda del Viceré in nostro Sovrano, come diffusamente risulta +dagli atti di quella seduta espressi nell'allegato num. 1 con gli +analoghi documenti A, B, C. Pareva che i patrizi milanesi dovessero +esser paghi del contegno dignitoso del Senato e della sua risoluzione. +Se la loro volontà era quella dimostrata, che non si ricercasse il +Principe in re, il Senato era stato del loro avviso. Indispensabile +era la deputazione, per l'effetto della capitolazione col Feld +Maresciallo Conte di Bellegarde. Sapevano tutti che a vuoto andarono +le pratiche per la nomina de' conti Prina e Paradisi; sapevano che la +scelta era caduta nel conte Guicciardi, uomo di Stato non secondo a +veruno, il primo ed il piú acerrimo impugnatore del progetto del duca +di Lodi; nel conte Luigi Castiglioni milanese, cavaliere di cui il +solo nome bastava a giustificare la nomina. Si arrivò a spargere il +dubbio, che le istruzioni date ai deputati dal duca di Lodi fossero +divergenti dal decreto del Senato, quasi che questi fossero uomini da +riceverle tali; quasi che le AA. PP. potessero ammetterle in +contraddizione: tutto era artifizio e pretesto. Come i rivoluzionari +erano prima de' senatori intesi del messaggio e del progetto del duca +di Lodi, cosí mediante lo stesso mezzo conoscevano benissimo le +istruzioni del medesimo, le quali a comune intelligenza si danno al +num. 2, unitamente alla di lui credenziale per il principe di +Metternich, ministro di S. M. l'Imperatore d'Austria, num. 3. La sola +intenzione loro fu quella di rovesciare la macchina del governo, di +figurare da popolo sovrano, di trattare in piena confidenza con i +potentati della terra, di fissar essi i futuri destini del Regno, +senza il concorso di tutti i rappresentanti del medesimo, che come +forestieri non dovevano entrare a parte degli alti loro consigli, far +circolar calunnie, assoldare gente facinorosa, insultare la +rappresentanza nazionale, trascorrere rapidamente di delitto in +delitto; tutto ciò doveva operarsi, onde giungere allo scopo proposto, +e tutto ciò fu maturatamente macchinato nel circolo di alcune primarie +famiglie, d'onde partí l'allarme disseminato ne' luoghi pubblici. Le +prime sottoscrizioni del foglio che forma l'allegato al num. 5, +possono spandere gran luce sull'orditura della presente +catastrofe.[31] + +Si farebbe un torto all'accortezza ed ai vasti talenti di chi +presiedeva alla polizia dello Stato, se si supponesse che tante +pratiche rivoluzionarie sfuggissero alla di lui vigilanza. Non si sa +quindi concepire come egli o il Principe non vi provvedessero, mentre, +essendo spogliata di truppe la capitale, poteva ottenersene in +qualunque numero nella vicina Cremona e forse anche in Lodi. Non si +spiega neppure come nel giorno venti, quando cadeva l'ordinaria seduta +del Senato, si mandasse contro il solito alla custodia del palazzo, +non l'ordinaria guardia, ma un picchetto non piú forte di otto o dieci +coscritti, e cresce la maraviglia nell'essersi visto al portone del +medesimo il capitano Marini, aiutante di piazza, che disse essere +stato spedito per riparare qualche disordine che si temeva: qual +riparo poteva opporre un solo uffiziale isolato, e neppur milanese? + +Fu piú o meno piovosa la giornata de' venti aprile. Con tutto questo, +verso un'ora pomeridiana, quando si radunavano i senatori, si videro +nell'esterno del loro palazzo, sotto seriche ombrelle, una nobile +corona di soggetti decorati e addetti per la massima parte alla Corte, +da' quali tutt'altro poteva temersi che disordine; quivi era un conte +Federico Confalonieri, marito di una dama di palazzo; quivi due +fratelli Cicogna, l'uno ciambellano e scudiere l'altro; lo scudiere +Ciani; quivi un Fagnani, che riuniva all'onore di ciambellano il rango +di consigliere di Stato, e che, a spese del governo, aveva poc'anzi +fatto il viaggio ed un lungo soggiorno in Russia; quivi, in uniforme, +diversi uffiziali della guardia civica, tra li quali si distinse il +capitano Benigno Bossi; quivi piú rampolli d'illustri famiglie, e +Silva, e Serbelloni, e Durini, e Castiglioni, ed altri diversi. Si +notò un uomo di alta statura con alle mani una breve scala, sulla +quale uno degli astanti saliva all'arrivo di ogni carrozza, per +riconoscere il senatore che era in essa. Si seppe poi esser quegli un +domestico travestito di alcuno dei cavalieri surriferiti. All'arrivo +de' senatori facevano plauso ad alcuni, accompagnavano altri con urli +plebei e con fischi, e precisamente quelli che in Senato avevano nel +dí 17 mostrato di aderire al progetto del duca di Lodi; tanto è vero +che erano al pieno giorno di ciò che si era parlato e risoluto in +quella seduta, e non era che per un indegno pretesto che calunniavano +l'intero corpo, accusandolo di quello che con piú di due terzi di +suffragi aveva escluso. + +Al momento della convocazione, alla quale non erano intervenuti li +conti Paradisi e Prina, si erano confusi intorno al palazzo, con gli +altri astanti cavalieri, diversi uomini di truce aspetto, che poi si +seppe essere sicari stipendiati, e molti altri del popolo chiamati +dalla curiosità, e varie indistinte voci cominciarono a sollevarsi. Si +riuní nella sua sala il Senato, ove doveva solamente farsi leggere ed +approvarsi il processo verbale della seduta antecedente. Prima di +procedersi a tale lettura ed all'appello nominale e mentre l'esterno +rumore cresceva, partecipò il presidente, non officialmente, ai +senatori, che il Podestà di Milano aveva spedito al duca di Lodi ed a +lui la copia di un'istanza fatta alla Municipalità, in cui si +chiedeva, che nell'attuale posizione del Regno si adunassero i collegi +elettorali, per trattare in essi della cosa pubblica. Il Podestà +diceva nella sua lettera di attendere su di essa le analoghe +deliberazioni del Senato, allegati num. 4 e 5. La prima era firmata da +141 cittadini, e si dicevano per brevità ommesse molte altre firme. +Erano firmati i primi il conte Pino generale di divisione, il conte +Luigi Porro, il conte Giacomo Trivulzio, il conte Federico +Confalonieri, il conte Federico Fagnani con la qualità di consigliere +di Stato, il conte Giberto Borromei, Giacomo Ciani. De' consiglieri di +Stato non vi era, oltre il conte Fagnani, che il conte Lodovico Giovio +col solo carattere di elettore; vi erano il colonnello e molti +uffiziali della guardia civica, tra i quali meritano attenzione il +capo battaglione Pietro Balabio e il capitano Benigno Bossi: erano +pure firmati nello stesso foglio il Podestà ed i Savi municipali. + +In questo mentre chiese ed ottenne il permesso, e fu da un usciere +introdotto nella sala il capitano aiutante Marini, il quale espose che +gli ufficiali della guardia civica esclamavano ad alta voce di voler +essi presidiare il Senato e difenderlo. Vi aderí il presidente e ne +diede in iscritto l'autorizzazione, non sapendo neppure concepire il +sospetto, che discendere si potesse all'infamia di tradire la fiducia +dell'unico corpo di rappresentanza permanente del Regno, quando inerme +si abbandonava in braccio de' cittadini della capitale, che +ultroneamente offerivano assistenza e difesa. Ma il primo loro passo +fu di accorrere con una forte e preparata pattuglia, e cacciare +bruscamente e con una somma indecenza dai loro posti i soldati di +linea, e quelli persino che erano all'immediata porta della sala della +seduta. + +Prima di quel momento niuno del popolo aveva ardito di penetrare nel +palazzo, niuno aveva ardito di sforzare i soldati di linea che erano +schierati alla porta. Il solo conte Confalonieri si era appressato piú +degli altri, e la sola sua voce si ascoltava esclamando: «Noi vogliamo +la convocazione dei Collegi elettorali, e che si richiami la +deputazione del Senato!». Tutto che il capitano Marini gli insinuasse +che fosse entrato in seduta e senza innalzare in istrada clamori +plebei e sediziosi avesse manifestati ai senatori i suoi voti, rispose +di non poterlo fare, perché destituito di carattere e di +rappresentanza, ma intanto sempre piú sollevava la voce, ripetendo le +cose stesse. + +Non appena i soldati di linea si ritirarono nell'appartamento del +custode, non appena il palazzo fu in balia della guardia civica, che +fu dato l'adito indistintamente ai grandi, ai sicari ed alla plebe di +penetrare in esso liberamente. Il conte senatore Verri si offrí di +perorare al popolo, ed a lui si unirono li conti senatori Massari e +Felici. Piú volte andarono e tornarono e riferirono sempre l'inutilità +de' loro sforzi, perché non emergeva cosa volesse un popolo +tumultuante che sollevava grida confuse. Il conte Verri dette in +Senato una carta che disse essergli stata posta in mano da persona +incognita e che non si ebbe tempo di leggere. Alcun senatore, che vi +gittò sopra una rapida occhiata, vide che era scritta di carattere +alterato, e nel primo paragrafo esponeva che, come la Spagna e la +Germania avevano dato l'esempio, cosí doveva scuotersi dagli italiani +il giogo francese.[32] La moltitudine si tratteneva nella gran corte, +e niuno si faceva lecito di salire il maestoso scalone del palazzo. +Furono i civici ufficiali che la incoraggiarono, la spinsero, e già in +un momento il gran portico contiguo alla sala della seduta ridondava +di popolo. Di piú, due cavalieri erano alla porta della prima +anticamera, e senza entrare in essa si limitarono a prestare il loro +nobile officio ed introdurre a forza que' tali che alla medesima si +avvicinavano. Finalmente si restituí l'ultima volta in seduta il conte +Verri, e palesò che non restavano che due soli minuti a deliberare, o +tutto era perduto. Si domandò cosa alla perfine si domandasse dai +senatori. Gli uffiziali della guardia civica, e tra essi il capo +battaglione Pietro Balabio, erano entrati nella sala con viso pallido, +alteratissimo, come di uomini cui non erano famigliari i delitti. Il +capitano Benigno Bossi esclamò ad alta voce che si voleva il richiamo +della deputazione e la convocazione dei Collegi. Il presidente, +sull'insinuazione di qualche senatore e senza alcuna precedente +regolare deliberazione, scrisse: «Il Senato richiama la deputazione e +riunisce i Collegi». Lo stesso capitano sortí dalla sala con questo +foglio, e quindi, senza aver parlato con persona, come attestano gli +uscieri del Senato, rientrò esclamando essere intenzione del popolo +che si dichiarasse sciolta la seduta, e questo stesso scrisse di nuovo +il presidente, con aggiungerlo in altro foglio in questi termini: «Il +Senato richiama la deputazione, e riunisce i Collegi elettorali, ed è +sciolta la seduta». Piú di trenta copie ne furono all'istante scritte +dai segretari, dagli impiegati e dalli stessi uffiziali civici, che +dopo averle fatte soscrivere dal presidente le recavano al di fuori. + +Ciò conseguito si attendeva che fosse dissipato il tumulto; ma ben +altre essendo le viste dei tumultuanti, crebbe anzi il disordine +sempre piú. I senatori sortir dovettero da altra porta, e dietro di +essi si affollò con impeto il popolo concitato. Il conte Confalonieri +fu il primo a scagliarsi contro il ritratto di Napoleone dipinto dal +celebre Appiani, che con l'ombrello ruppe e gittò dalle finestre, +dalle quali egli il primo cominciò a gettare le suppellettili della +sala. Il suo nobile esempio fu avidamente eseguito dalla plebe. Sedie, +tavolini, specchi, stufe, persino le persiane, le stesse porte, tutto +fu fracassato e gittato in istrada. L'istessa sorte subirono i parati, +i tappeti e parte delle carte e dei libri. Non erano ancora tutti i +senatori fuori del palazzo che tutto era in preda al saccheggio, da +cui fu solo in quel giorno risparmiata la segreteria, e l'appartamento +del conte cancelliere. Niuno dei senatori fu offeso nella persona, +alcuno solamente fu urlato di nuovo. + +Cessò la depredazione e lo spoglio, allorché alcuno dei capi andò +spargendo la voce che era tempo di portare la vendetta ed il furore +contro il Ministro delle finanze. Tutto il popolo, ed alla testa di +esso quelli che si coprivano di seriche ombrelle, corsero al di lui +palazzo. Infelicissimo conte Prina! Egli era stato avvertito fino dal +giorno innanzi di quanto si macchinava contro di lui; nella mattina +fece ogni sforzo un di lui cugino per condurlo a Pavia nella propria +vettura: impavido volle rimanere al suo posto, fidato nell'attività +della polizia, nella facilità di reprimere una sommossa al suo primo +scoppio, e nell'opinione invalsa sempre che l'ardore della plebe +milanese fosse fuoco di paglia, ristretto, come si vede giornalmente +nelle loro risse, a semplici parole, non estensibili ad eccessi di +fatto. Tanto è vero che a niuno è dato di evitare il proprio destino, +contro il quale non siamo trattenuti né dalle sollecitazioni di +persone sensate, né dalla forza e dalla maturità del raziocinio, né +dalla evidenza stessa del pericolo! Non fu che la presenza del +medesimo che inducesse il conte Prina a pensare finalmente alla sua +salvezza: atterrate le porte, fuggiti i domestici, invaso da ogni +parte ed occupato il palazzo, fu allora che si risolvette a +nascondersi; ma non era piú in tempo, non vi rimase piú scampo veruno. +Inutilmente il mantovano Barone de Peyri, generale di divisione, si +cacciò in mezzo alla folla in uniforme e tentò di salvarlo; nulla +ottenne se non qualche momento di sospensione, e terminò col farsi +strappare le fibbie d'oro dalle scarpe e le catene degli orologi. Il +conte Prina fu rinvenuto, fu preso, denudato, percosso, strascinato, e +rovesciato a capo in giú da una finestra. + +Rifugge l'animo a rammentare la lenta carneficina e il feroce +trastullo fatto a sangue freddo di un uomo cui pure niuno niega che +fosse per ingegno, per facondia e per dottrina chiarissimo, e della di +cui onestà ha fatto fede non dubbia il ristretto patrimonio lasciato. +Mentre il basso popolo si è abbandonato al saccheggio del palazzo, +dopo averlo spinto gli altri nell'atrio di una casa contigua, gli +hanno fatto percorrere tutta la contrada del Marino sino alla piccola +piazza del teatro della Scala: questa e quella erano ricoperte di +agitate ombrelle vario-colorate. Vicinissimi erano il palazzo della +polizia, quello del ministero della guerra, quello dell'intendenza ove +un folto numero si era raccolto di guardie di finanza. A tutti fu +interdetto di accorrere in suo aiuto; chi solo aveva mezzi ed autorità +per salvarlo, se si fosse prestato con un atto di volontà deliberata, +e non con ciarle artificiosamente vaghe, anzi allarmanti, passeggiava +in una contigua contrada in compagnia del conte Luigi Porro. Un buon +negoziante di vino, esso solo ascoltò un sentimento di pietà, ed in un +opportuno contratempo lo strappò dalle mani della moltitudine e nella +sua cantina il nascose. Furenti erano gli ammutinati sul timore di +averlo perduto. Scoprirono l'asilo, minacciarono d'incendio il +mercante, finché l'infelice Prina, visto il pericolo del suo +benefattore e non isperando per sé altra risorsa qualunque, si offerí +in istrada alla ferocia de' suoi assassini, e «sfogatevi, disse, +sfogatevi pure sopra di me, poiché sono già immolato alla vostra +rabbia; ma fate almeno che sia l'ultima questa vittima». Estreme, +memorande parole, dopo le quali non ebbe piú lena di proferirne. Fu +allora che in mezzo agli scherni ed agli insulti volle ciascuno la sua +parte di gloria nel percuoterlo coi puntali delle loro ombrelle. Per +circa quattro ore gli fu fatto desiderare un colpo decisivo, che +terminasse lo strazio. Egli è morto e strascinato per la città con +torchi accesi, e trasfigurato tanto che aveva perdute le forme e +l'effigie. È fama che il giudice di pace, nell'ispezione fatta del suo +cadavere, non trovasse chi lo riconoscesse, come che non trovassero i +professori tra le tante contusioni una ferita, una offesa veramente +mortale: egli è morto d'angoscia e di spasimo. + +Intanto chi può descrivere lo spoglio totale del suo palazzo, e la +veemenza e la prontezza della rapina? In poche ore non vi erano piú +suppellettili non meno ordinarie che preziose, non una porta, non una +finestra, non una pianta, non una persiana, un vaso, un utensile +nell'amenissino giardino annesso. Tant'oltre si spinse la depredazione +e la devastazione che tutte furono schiantate e rubate le moltissime +ferrate, e cosí i calcani delle porte, i chiodi, i condotti, i canali +dei tetti. I tegoli stessi furono sollevati tutti e scomposti, per la +smania d'indagare nel tetto alcun tesoro nascosto. Insomma, un ampio, +maestoso e ricco palazzo pubblico fu ridotto in brevi istanti uno +scheletro trasparente, che il governo ha poi giudicato miglior partito +di far demolire e formarci una piazza, la quale offrirà maggior comodo +alle carrozze affluenti al vicino teatro. + +Il Podestà di Milano, in mezzo all'imponenza di tanta sciagura, non +trovò altro compenso che far stampare ed affiggere il decreto estorto +al presidente del Senato, e successivamente pubblicare egli stesso un +proclama, in cui dichiarò che il generale Pino andava ad assumere il +comando delle forze della capitale, che i Collegi elettorali de' +dipartimenti non occupati dalle armi delle AA. PP. coalizzate si +sarebbero riuniti in una sola camera, al piú tardi nel giorno 22 dello +stesso mese, e che il Consiglio comunale della capitale si radunava +nell'indomani, tenendosi in seduta permanente sino a che le +circostanze lo esigessero, e che i reclami tutti si dirigessero alla +Municipalità che li avrebbe fatti pervenire ai Collegi. + +La giornata del ventuno fu una forse delle piú allarmanti e terribili, +che abbia mai veduto Milano. Il folto popolo, allo spuntar del giorno, +era in aspetto sedizioso per le contrade tutte della città. Le +botteghe chiuse nella maggior parte, le guardie della finanza avevano +abbandonate le porte della città ed i cosí detti dazî, un immenso +numero di gente di campagna, armati altri di bastone, altri di lunghi +chiodi resi acutissimi, scorreva d'ogni intorno, designando con lo +sguardo la preda, e ne' complotti le persone de' proscritti e le case +da saccheggiare. Si è detto che alcuni siano stati trovati muniti di +pugnali, chi di ben organizzati capestri. Invano il Consiglio +municipale pubblicò di avere nominata una Reggenza provvisoria, +composta de' signori generale Pino, Carlo Verri, Giacomo Mellerio, +Giberto Borromei, Alberto Litta, Giorgio Giulini e Bazzetta; invano il +generale Pino pregò, in un suo proclama, che si avesse fiducia in lui +e che si stesse pacifici spettatori delle determinazioni che si +andavano a prendere dalle AA. PP.; invano il corpo municipale si +espresse, in altra stampa, che il popolo poteva darsi quella forma di +governo che piú desiderava, che la sua libera volontà fosse +partecipata ai Collegi, i quali avrebbero adottati quei mezzi, che il +popolo stesso avesse giudicati piú opportuni alla sua felicità; invano +il Vicario capitolare esortava nelle viscere di G. C. alla +tranquillità, ordinava pubbliche preci con un triduo; invano lo stesso +generale Pino, per salvare la forse minacciata persona del duca di +Lodi, espose quelle dei senatori, avendo dichiarato in altro proclama +che il duca non aveva avuto parte alcuna negli affari seguiti in +Senato, poiché era in quei giorni gravissimamente infermo, e che le +carte andate in Senato erano state fatte da tutt'altre persone, e +neppure firmate da lui; invano il direttore delle privative e dei dazî +di consumo, in un suo avviso che di concerto fu fatto col generale +Pino, col cavaliere Podestà e col Consiglio comunale, aveva ridotto +alla metà il prezzo dei sali e dei tabacchi e la tariffa dei dazî +consumo; invano il primo atto della Reggenza fu quello di abolire la +tassa del registro. + +Tutto fu inutile: non era opinione politica, non desiderio di una +piuttosto che di un'altra forma di governo, non animosità contro il +medesimo o contro il Principe, non sentimento di pubblico bene, che +animasse la moltitudine.[33] L'unico centro del voto generale era la +rapina e la depredazione, e già si era tornato a compiere il guasto +del palazzo del ministro e si era tentato in quello del Senato; +fortunatamente il rimedio del male emerse dal male stesso. Emporio +ricchissimo in merci, in derrate, in danaro era la dogana generale, +ossia il cosí detto Dazio grande nel palazzo del Marino, ove e +fondachi e doviziosi depositi erano affidati dal commercio milanese, +essendovi pure gli uffici del ministero delle finanze e di varie sue +direzioni generali. Vi si diressero gli ammutinati, sotto pretesto di +disperderne e distruggerne le scritture. Fu allora soltanto che, +nell'affannosa trepidazione del loro cuore, si mossero ad un tratto i +negozianti, con una energia imperiosissima. L'unirsi a tal voce i +padri, i figli, i giovani, i garzoni, gli amici, i conoscenti, il +correre ai quartieri, l'armarsi di fucili e il dividersi in numerose +pattuglie, fu pressoché un punto solo. Il presidente del Consiglio +comunale ed il generale Pino, con altri proclami, chiamarono all'armi +tutti i cittadini indistintamente. Il Consiglio credette di aggiungere +eccitamento, con accordare un distintivo nazionale in una coccarda +rossa e bianca. Di egual saccheggio era minacciato il palazzo della +Corte. La guardia reale, i cannoni e lo stesso generale Pino la +difendevano debilmente. Il generale fu insultato, la guardia forzata +piú volte ed astretta a ritirare dalla piazza i cannoni e nel palazzo +celarli. La stessa milizia civica marciava pavida ed incerta. Si +fecero sbarrare le strade che conducevano al palazzo del Marino, ma le +sbarre erano a gran pena difese. + +Un'accidentale combinazione presentò alla milizia un vantaggio +decisivo sul popolo. Andavano le pattuglie, per un certo riguardo, +colla punta della baionetta rivolta verso la canna del fucile, ma una +di esse aveva i fucili tanto dalla ruggine investiti che non gli fu +possibile di togliere dalle canne le baionette. Presentatasi in piazza +s'intese un subitaneo fremito popolare, nel quale si distinguevano le +parole: «a basso le baionette.» Il che non ottenutosi, furono tratti +de' sassi sulla pattuglia; la quale essendo forte in numero, fattosi +coraggio, abbassò le armi e corse a passo di carica sugli ammutinati, +che si dissiparono all'istante. Questo primo esperimento felice fu +efficace, perché si vedessero subito in aria le punte delle baionette +di tutte le pattuglie, perché si disperdessero i crocchi, perché i piú +rivoltosi pertinaci nella loro insolenza si arrestassero. Molti e ben +molti arresti seguirono nel rimanente del giorno e durante la notte; +molti la polizia trovò tra questi che, facinorosi e debitori di +delitti anche gravi, eludevano da piú anni la sua vigilanza e che, +fidati allora nell'anarchia e nell'impunità, erano accorsi, e forse +stipendiati, al bottino. Cosí terminò, senza altri orrori, quella nera +giornata, in cui ebbe luogo soltanto il saccheggio di altra casa di +campagna del conte Prina. Frattanto arrivò nella notte un corpo di +cavalleria italiana, parte della quale salvò dal proclamato spoglio la +regia villa di Monza e parte rinforzò l'efficacia della milizia. + +Cessato lo spavento per il temuto disastro, di cui massimo bersaglio +sarebbero stati i ricchi, tra' quali entravano quelli stessi che il +primo impulso gli dettero, riavutisi questi appena dall'allarme, +riammessero nel giorno 22 di aprile la marcia rivoluzionaria, e tutto +lo studio loro rivolsero a distruggere la costituzione ed a sollevarsi +ad una chimerica sovranità. In quel giorno ebbe luogo la prima +sessione dei Collegi elettorali, illegalmente convocati, piú +illegalmente costituiti. I soli elettori milanesi, compresi alcuni +pochissimi appartenenti ai dipartimenti non invasi i quali erano in +Milano per funzioni governative, essi soli, in numero di circa +settanta, disponendo della sorte del Regno come di una loro proprietà +baronale, approvarono la Reggenza, a cui si riserbarono di aggiungere +altri individui per li detti dipartimenti, dichiararono il general +Pino comandante in capo delle forze dello Stato, sciolsero tutti i +sudditi e tutte le autorità civili e militari dal giuramento verso il +sovrano, ordinando che altro se ne prestasse giusta gli ordini della +Reggenza. Dichiararono come non avvenuta la deputazione del Senato, +che cessato dissero; ordinarono la dimissione dei detenuti per motivi +di opinione, di coscrizione, di finanza; ed accordarono amnistia ai +disertori e refrattarî. Situatisi quindi al livello dei governi del +piú alto rango ed assunto il tuono ed il linguaggio de' primi +gabinetti, decretarono che «si avvertissero non meno i Comandanti +delle Alte Potenze, che l'Armata Italiana della nomina fatta del +general Pino, e che un indirizzo si facesse alle stesse Alte Potenze, +pregandole a voler concorrere alla felicità del paese». + +Le norme della felicità a cui aspiravano furono indicate e prescritte +alle AA. PP. nella successiva seduta del giorno 23. Il Consiglier di +Stato Lodovico Giovio, decorato della Corona di ferro, quegli che +pochi giorni innanzi, nella qualità di Commissario di governo, aveva +perorato ai popoli del Lario mostrando loro la convenienza di +sostenerlo con ogni mezzo di contribuzioni e di soldati volontari, +egli fu acclamato dagli elettori in presidente de' Collegi. Aprí la +seduta insinuando ad essi, che «chiedessero istituzioni liberali, un +capo indipendente che, nuovo, non conosciuto da noi... accolga i +nostri voti e le nostre benedizioni». + +Né a quelle insinuazioni furono sordi i Collegi, che in poche ore +(senza neppure curarsi del lavoro e del rapporto di una commissione, +giusta l'adottato costume dei corpi morali, anche in oggetti assai +meno gravi) la base e l'impianto formarono dell'ideata costituzione. +Incominciando da ciò, in cui non poteva nascere controversia e che era +pure il fondamento della costituzione di Lione[34], dichiararono che +la religione cattolica era la religione dello Stato, la quale poi in +altra seduta dissero piú accuratamente che essere dovesse la cattolica +apostolica romana. Deliberarono quindi di chiedere alle Alte Potenze: + +Primo: _Assoluta indipendenza del nuovo Stato Italiano, che sarà per +rappresentare il Regno d'Italia, con la stessa denominazione o con +quell'altra che alle AA. PP. piacerà di darvi_. + +Secondo: _La maggiore estensione di confini del detto nuovo Stato, +combinabile cogli interessi e colle mire delle AA. PP. e colla nuova +bilancia politica d'Europa_. + +Terzo: _Una Costituzione liberale, che abbia per base la divisione dei +poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, colla totale +indipendenza di quest'ultimo; che ammetta una rappresentanza +nazionale, cui spetti esclusivamente il formare le leggi e lo +stabilire e regolare le imposte; che assicuri la libertà individuale, +la libertà della stampa e del commercio; e che porti una stretta +responsabilità negli incaricati de' rispettivi poteri_. + +Quarto: _Facoltà di fare questa Costituzione ai Collegi elettorali_. + +Quinto: _Un governo monarchico ereditario, primogenitale, e un +principe, che per la sua origine e per le sue qualità ci possa far +dimenticare i mali sofferti durante l'ora cessato governo_. + +Anche piú estesi erano i desiderî degli elettori; ma furono +avvedutamente moderati da qualcuno, il quale fece riflettere, nella +sua saviezza, che non si dovesse poi legare le mani alle Alte Potenze +coalizzate. Si credette però ommesso, e fu aggiunto in altra seduta, +che si chiedesse un «Principe nuovo onde allontanare ogni idea di +desiderio e di affetto verso il cessato». Decisero pure di «pregare i +Monarchi di concedere la libertà de' loro figli prigionieri, vittime +da tanto tempo di una causa ingiusta». Combinarono finalmente che la +Reggenza nominasse «una Commissione tra i cittadini piú distinti, per +recarsi al quartier generale delle potenze, onde esprimere a quei +Monarchi il vóto della rappresentanza Nazionale Italiana». La +Commissione fu subito formata da un cittadino di Brescia e da altri +cinque e da un segretario milanese. Fu il primo il sig. Marc'Antonio +Fè, e furono gli altri i signori Federico Confalonieri, Giacomo Ciani, +Alberto Litta, Giacomo Trivulzi, Pietro Balabio capo battaglione, +oltre Giacomo Beccaria segretario, li quali all'istante partirono. + +Mentre lo spirito di vertigine agitava cosí le teste milanesi, li +conti Guicciardi e Castiglioni si trovavano ancora in Mantova, ove si +erano recati per prendere le credenziali del Principe ed i passaporti +dal F. M. Conte di Bellegarde e per recarsi indi a Parigi per la via +piú sicura di Baviera, via che prima di essi avevano tenuta li +deputati dell'armata, i generali Fontanelli e Bertoletti. Seppero +eglino appena quanto era avvenuto di disgustoso nella capitale, che +subito si restituirono ad essa, tuttoché non richiamati da alcuna +lettera, da alcun avviso officiale. Avevano già tenuto col principe +Eugenio quel grave e dignitoso linguaggio, proprio di due personaggi, +di cui è stata sempre unica scorta l'onore e la lealtà. Continuando +nel medesimo contegno, credettero di prendere congedo da lui e +dispensarsi definitivamente sulla deputazione; ma invece di meritare +cosí l'elogio dei milanesi, si videro investiti al ritorno da calunnie +le piú impudenti. Non tardò il conte Guicciardi a garantirsene con +un'apologia che presentò alla Reggenza, onde avere il permesso di +pubblicarla colla stampa. La giustificazione fu ben accolta ed elogi +sommi si prodigarono alle eminenti sue qualità personali, non che al +contegno da lui tenuto in qualità di senatore, di deputato; ma la +stampa non si permise, per la addotta ragione che «con ciò si +farebbero rivivere delle animosità che si vogliono sopite, si +urterebbe col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di +coprire di un velo le cose avvenute». È pure necessario alla storia +che ora tal memoria e la lettera della Reggenza siano conosciute, ed è +perciò che si inseriscono ai num. 6 e 7. + +Se il Principe Eugenio avesse fatto marciare sopra la capitale una +porzione delle truppe italiane che restavano sotto i suoi ordini, +poteva reprimere i sediziosi e restituire l'ordine facilmente; ma, +riflettendo che con l'abdicazione di Napoleone era terminata la sua +rappresentanza come Viceré, deliberò di abbandonare il Regno e di +restituirsi in Baviera e poi in Francia; lasciò che l'ordine fosse +ripristinato dalle armi di S. M. l'Imperatore d'Austria, al quale +oggetto combinò nel dí 23 aprile una seconda convenzione col F. M. +Conte di Bellegarde, in forza di cui, e non mai delle non valutate +deputazioni spedite dalla Reggenza alli diversi corpi delle armate +alleate, prese questi possesso della capitale e dei paesi non ancora +occupati. Difatti il generale Sommariva, giunto in Milano nel dí 25, +scrisse alla Reggenza che in vista di essa capitolazione spiegava la +sua qualità di Commissario delle AA. PP. e si poneva alla testa di +tutte le Autorità. Ciò, a dire il vero, non fu grato ai sovrani +novelli, a' quali molto meno fu accetto l'ingresso successivo delle +armi austriache in Milano. Si trovò scritto a grandi caratteri, in +tutti i quartieri di guardia civica, le parole: _O indipendenza, o +morte_. Il _Giornale Italiano_, redatto e pubblicato sotto l'influenza +e sotto la sorveglianza del Governo, come foglio officiale, +nell'annunziare l'arrivo di dette truppe disse, che «la Guardia Civica +ed una numerosa folla di popolo le accolsero con quelle dimostrazioni +di gioia e di gratitudine ch'eccitar dee da per tutto la presenza di +guerrieri che hanno tanta parte nella pacificazione dell'Europa; ma +conservarono nello stesso tempo quel nobile contegno, che caratterizza +una nazione il cui primo vóto è l'indipendenza». + +Tanto e cosí gagliardo era in que' giorni il riscaldamento e il +fanatismo da far pietà. Non risparmiando i Collegi alcuna delle +attribuzioni sovrane, avevano annullato nella seduta dei 25 i celebri +decreti di Berlino e di Milano[35] ed i relativi regolamenti; +imponendo restrizioni preventive al loro Monarca, cui non si faceva +torto, subito che nuovo doveva essere e non conosciuto, gli avevano +limitato la riserva della caccia di Monza al solo parco, escluso il +circondario esterno, ed alle sole valli ed ai boschi del Ticino. +Avevano abolite diverse leggi penali, avevano dichiarata la cessazione +del Senato ed avocata alla Nazione la sua dotazione, la cessazione del +Consiglio di Stato con la sua segreteria, delle cariche di ministri e +di consiglieri di Stato. + +Questi elettori, che tanto di Nazione parlavano, non sono giunti mai a +numero maggiore di 170. Erano 1153 gli elettori di tutto il Regno ed +in forza della costituzione[36] doveva concorrere almeno un terzo +perché fosse valida la convocazione. Anzi che giungere a questo +prescritto numero, fu anzi tanto maggiore la nullità delle sessioni, +perché tutti e dotti e commercianti del dipartimento di Olona vi +concorsero, e dagli altri dipartimenti non si chiamarono che i +possidenti, il che non fu senza grande artifizio, per la tema che +persone intelligenti, saggie e non calde, non frastornassero col +numero i concepiti giganteschi progetti. Quanto goffamente presumesse +una tale assemblea rivoluzionaria di distruggere i primi corpi del +Regno, è dimostrato nella nota inserita in calce di questa memoria, al +num. 8, la quale fu offerta all'Austriaca autorità dal presidente e +dal cancelliere del Senato. + +Il F. M. Sommariva, cui si presentò una deputazione de' Collegi, fece +conoscere la poca sua soddisfazione che questi continuassero ne' loro +lavori, acconsentí soltanto a di loro preghiera che alcun'altra seduta +a propria convenienza tenessero, senza però nulla risolvere e +determinare. L'ultima si convocò nel giorno due di maggio, in cui gli +elettori dichiararono «aggiornate le loro operazioni fino al ritorno +della deputazione diretta agli Augusti Sovrani, e finché per parte de' +medesimi non siano intervenuti interessanti dispacci». Dichiararono +infine che «l'esercito italiano ha sempre meritato della patria.» La +sessione fu chiusa con un discorso del presidente, di cui fu acclamata +la stampa. Mi sia permesso di ripeterlo per intiero, affinché meglio +si riconosca fino a qual esaltazione si delirasse in quel corpo.--_I +Collegi elettorali hanno saviamente determinato, nella seduta di ieri +l'altro, dichiaratisi permanenti, di aggiornarsi fino a che, +diradandosi il velo politico del nostro orizzonte, possano ancora +riunirsi ad operare il bene, e a tutte realizzare le concepite liete +speranze. Nell'atto che manifesto a' Collegi la somma mia gratitudine +per l'immeritata onorificenza, ancora trepidante per l'incertezza di +avere anche scarsamente corrisposto a tanta fiducia, fo mozione che +venga indirizzato alla Reggenza un messaggio, in cui, dandole parte +della sospensione dei nostri lavori, accolga fortemente i voti unanimi +dei Collegi elettorali per la sua indipendenza, senza la quale non v'è +né bene, né patria. Sia questa, mercé la protezione delle Alte Potenze +alleate, dalle sue rovine ricomperata, e possa sotto un virtuoso +indipendente Governo gloriosamente operare._ + +Anche un'altra volta figurò, non piú, la rappresentanza elettorale, +allorché si recò in deputazione al F. M. Conte di Bellegarde, nel +giorno dieci di maggio, giorno successivo al suo ingresso in Milano. +Anche un'altra volta eloquentissimamente arringò il presidente Giovio, +e pronunziò parole, che a tutt'altro che ad un consigliere di Stato +convenivano, il quale tanta influenza aveva avuto nelle operazioni +tutte del cessato governo. _Il voto generale, che vi manifestiamo_ +(disse egli al F. M.), _si è l'indipendenza protetta da savie leggi e +da un principe, che tutte accolga le nostre benedizioni. Pervenga +questo nostro ardente desiderio agli Augusti Sovrani alleati. Non è +egoismo, né orgoglio che domandare ne faccia una esistenza politica +alla loro generosità, ma un sentimento caldissimo degno d'ogni animo +virtuoso, quello di assicurare la felicità di un buon popolo che ha +lottato finora con ogni sorta di mali._ + +Dopo quindici giorni sparí del tutto l'illusione dell'indipendenza +italiana; con proclama de' 23 maggio il F. M. Conte di Bellegarde +solennemente promulgò che non piú in nome delle Alte Potenze +coalizzate, ma bensí per il suo sovrano e padrone l'Imperatore +d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, riteneva Milano e le annesse +provincie. Dichiarò nel tempo stesso, che da quel giorno cessava +l'attività e l'influenza de' Collegi, non meno che del Senato e del +Consiglio di Stato, e soppresse in seguito la guardia civica. Cosí +palesò che il suo governo in niun conto aveva tenuto l'abolizione dei +due primi corpi dello Stato, che con tanto strepito e trionfo si era +operata dall'assemblea milanese. Essi sono cessati per effetto di +sistema, e non per il capriccio e l'animosità di pochi elettori. + +La sola Reggenza rimase, di cui alla testa si pose il Maresciallo col +carattere di Commissario plenipotenziario. A compimento della storia +resta pure, che si dia qualche cenno degli atti di questa provvisoria +magistratura composta in origine di sette cittadini milanesi, alli +quali nel dí 25 aprile associarono i collegi, con non giusta +proporzione, altrettanti individui per gli altri sette dipartimenti. +Gli oggetti di finanza richiamarono le prime cure della Reggenza. Essa +trovò alla sua installazione che il generale Pino, il Podestà e il +Consiglio comunale avevano ridotti a metà i prezzi del sale, del +tabacco e la tariffa dei dazî consumo; a ciò essa aggiunse +l'abolizione totale della legge del registro, e nel dí 23 aprile +diffuse a tutti i dipartimenti tali provvidenze, con aver anche +ristretto a due sole terze parti il dazio sulle derrate coloniali, +compreso lo zucchero. Limitò quindi a metà la tassa delle lettere; +annullò quella del contributo delle arti e mestieri, e cosí pure la +ritenuta del quinto sul soldo della truppa, decretata durante la +guerra, ed ordinò la pronta liquidazione dell'arretrato credito dei +militari, onde fissare poi pel medesimo le epoche di pagamento. Queste +misure furono figlie della circostanza e del timore, poiché ben presto +reintegrò il registro per la tassa degli atti giudiziali in aumento +dei dritti di cancelleria, ed anche il registro delle scritture +private, limitato però al solo dritto fisso. Pubblicò nuove tariffe +sul prezzo de' sali e dei tabacchi, sulli dazî di consumo e sopra i +dritti doganali per l'importazione ed esportazione delle derrate, +mercanzie ed altri generi. La soverchia indulgenza de' primi giorni +fece sí che si dovesse mantenere per li mesi di maggio e di giugno la +prediale all'eccessivo rigorismo a cui fu portata dal decreto de' 6 +aprile 1814. + +Procedette ad altre innovazioni, parte di propria autorità, parte in +esecuzione della volontà dei Collegi. Accordò amnistia ai disertori, +ai refrattarî, ai condannati o detenuti per oggetti di coscrizione, di +finanza, di opinione e di trasgressione alle leggi e regolamenti sulle +caccie. Riformò in qualche parte il catechismo del cardinale Caprara, +restituí alle proprie case i figli unici e parificati agli unici e ai +sostegni delle famiglie, requisiti per le armate. Abolí le Corti +speciali, e cosí la pena della berlina alle donne, non che agli uomini +per i delitti importanti la sola pena di reclusione. + +Fece promozioni e destituzioni; promosse il generale di brigata +Mazzucchelli a generale di divisione, richiamò e pose in attività di +servizio il generale polacco Dembowski, rilasciò brevetto di capo +squadrone al poeta autore de' _Sepolcri_ e dell'_Aiace_. Riformata per +effetto di sistema la direzione generale di polizia, promosse il conte +Luini a consigliere di cassazione; ha poi destituito dal ministero +della guerra il generale di divisione conte Fontanelli ed il suo +segretario generale e dalla prefettura di polizia il signor Giovanni +Villa. Si era fatto lecito quest'ultimo di indagare e porre in +prospettiva le tracce e l'andamento della rivoluzione del venti +aprile, con aver sottoposto ad inopportuni interrogatori i già +arrestati in quel giorno dalle civiche pattuglie, tra i quali erano +anche i piú acclamati rapinatori della sostanza Prina e molti dei +stipendiati sicari. Questi furono restituiti in libertà, e fu dal suo +officio rimosso l'arbitrario prefetto, che osava cosí di «far rivivere +delle animosità che si volevano sopite, ed urtava col principio +adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un velo le cose +avvenute» (v. il documento num. 7). + +Furono finalmente ringraziati dalla Reggenza tutti i Francesi ed i +Corsi che prestavano servizio all'armata, e furono dimessi tutti +gl'impiegati oriundi di paesi che non hanno mai appartenuto al Regno +d'Italia, o che hanno adesso cessato definitivamente di appartenervi, +misura che solleva forse la finanza, ma non la gran famiglia de' +cittadini, perché sarà ben maggiore il numero degli impiegati ne' +suddetti paesi, che per giusto riverbero sono stati rimandati e si +rimanderanno. Pareva inverosimile che in questa misura siano stati +compresi i professori dell'università di Pavia e de' licei. Veramente +gli uomini dotti sono stati sempre riputati cittadini indistintamente +di ogni angolo della terra, ed è questa l'ultima volta che di essi si +ricerchi la patria, e non i soli talenti, i lumi ed il bene prezioso +dell'istruzione, che procurar possono ai consimili. + +Ed ecco posta nella sua luce originale una serie di fatti, che non +possono evitare una particolare menzione ne' nostri annali. Ne' primi +giorni di fermento rivoluzionario si gloriarono i cittadini milanesi, +ed i piú distinti, d'aver essi personalmente operato gli eccessi del +venti aprile. Sono arrivati a far intagliare e pubblicare una stampa, +in cui si vede l'infelice Prina in atto di essere gittato dalla +finestra per opera, non della plebe, ma di soggetti nobilmente +vestiti, e di essere accolto in istrada colle punte delle loro +ombrelle da altri personaggi in egual vestiario. Quindi, sentito il +fremito d'indignazione di tutti i buoni, ed andati a vuoto tutti i +loro progetti, si sono coperti di tanta vergogna, ed hanno fatto +inserire in Parigi, nel _Journal des Débats_, che i milanesi non hanno +preso parte ne' suaccennati disordini. È nato da questa mendace +impudenza che in questa memoria siano stati nominati individualmente i +soggetti che hanno pubblicamente figurato in essi. Cosí la storia +imparziale non mancherà delle necessarie nozioni e di monumenti +irrefragabili, onde assegnare a ciascuno il meritato tributo di lode o +di biasimo. + + + + +N. I. + +_Relazione della seduta del Senato Consulente del Regno d'Italia, +tenuta nel dí 17 aprile 1814._ + + +Prima della convocazione del dí 17, niuno de' senatori ne conosceva +l'oggetto, se quei pochissimi si eccettuano che facevano parte del +governo, e che l'intima confidenza godevano de' principali agenti del +medesimo. Tutti erano al buio della politica situazione del regno. +Privi da lungo tempo dei giornali ed anche delle lettere di Francia, +diverse erano le voci, che incerte e contradditorie correvano. Altri +davano Napoleone alla testa di potente esercito, assistito anche +dall'insorgenza di piú provincie; altri lo dicevano morto; altri che +avesse abdicato impero e regno; altri a favore della dinastia. Si +fluttuava in questa incertezza; allorquando i conti pretori del Senato +intimarono nel giorno 16, con la solita lettera, l'ordinaria seduta +del giorno 20: ed allorché con lettera pressante diretta +successivamente ai senatori poche ore innanzi la mezzanotte del giorno +stesso, li chiamarono ad altra convocazione straordinaria per il dí +successivo. Continuò ad esserne ignoto l'oggetto anche negli ultimi +momenti che la precedettero; si osservò solo che tutti, contro il +solito, erano intervenuti i senatori nel numero di 36, compresi i due +ministri della giustizia e delle finanze, oltre il conte Vaccari +ministro dell'interno, sebbene come non senatore non vi avesse voce +deliberativa: non mancavano che cinque membri assenti ed il conte di +Breme che si disse ammalato. + +Il conte Veneri, presidente, aprí la seduta coll'aver raccomandato e +fatto promettere il piú rigoroso silenzio in tutti gli oggetti che si +fossero proposti, discussi e risoluti. Quindi passò a leggere, 1. una +lettera del duca di Lodi, cancelliere guardasigilli della corona, data +il dí 16, in cui lo autorizzava a convocare straordinariamente il +Senato; 2. il messaggio che qui si unisce, lett. A; 3. un progetto di +decreto, che parimenti viene qui allegato, lett. B. Alla replicata +lettura di tali fogli, la di cui sostanza era di spedire a S. M. +l'Imperatore d'Austria una deputazione, onde implorare la cessazione +delle ostilità, l'indipendenza del regno, con il principe Eugenio in +re d'Italia, alcuni senatori chiesero simultaneamente la parola. +L'ottenne il primo il conte Guicciardi, il quale propose di fare +precedere in ordine l'esame se era costituzionale la convocazione, non +vedendo facoltà sufficiente nel cancelliere guardasigilli. Fece +riflettere, che questi male a proposito si qualificava nel messaggio +qual rappresentante lo Stato, mentre tutto al piú poteva rappresentare +il governo, e finalmente fece istanza che prima di procedersi ad +alcuna discussione, si procurasse di sapere se il regno era veramente +vacante, cioè se il re vivesse, se avesse, ed in quali termini, +abdicata la corona. L'ottenne il secondo il conte Dandolo, il quale +dimostrò, che in affare tanto grave, quanto ne fosse mai stato portato +al Senato, non si doveva passare ad alcuna proposizione, se prima non +fosse sottoposta alla matura analisi di una commissione, alla quale si +accordasse almeno lo spazio di due giorni. A tali mozioni +interpolatamente risposero il conte Paradisi, il conte presidente +Veneri e il conte ministro dell'interno. Dissero che l'espressione +rappresentante lo Stato era corsa per equivoco, e si sarebbe corretta; +che il duca di Lodi era munito di tutte le facoltà, che avrebbe resa +ostensibile, quando si fosse voluto, una lettera di S. A. I. il +principe Viceré, e che su gli altri fatti non chiari ancora, il Senato +poteva somministrare lumi piú positivi. Il presidente Veneri propose +come piú conveniente, che l'affare fosse discusso in comitato segreto, +e cosí si prendessero momentaneamente quelle saggie e prudenti +determinazioni che si credessero del caso. Si oppose il conte +Guicciardi, mostrando che non si era mai praticato nel corpo il metodo +del comitato segreto, il quale non era additato né dal sesto statuto +costituzionale, né dal regolamento organico delli 9 novembre 1809. +Appoggiò quindi la mozione del conte Dandolo, con l'aggiunta che la +commissione si occupasse dell'affare, non meno in ordine che in +merito, presi prima gli opportuni schiarimenti dal duca di Lodi. Il +conte Vaccari, appoggiato dalli conti Veneri e Paradisi, aggiunse che +la commissione poteva pure aver luogo, giacché si voleva, ma che +onninamente doveva riferir e prendersi una risoluzione in giornata. In +tale circostanza palesò che S. A. I. aveva combinato un armistizio con +S. E. il generale Bellegarde, sotto la condizione, che si fosse +spedita una deputazione in Francia, sino al risultato della quale si +sarebbero sospese le ostilità, e che dalla nomina di tale deputazione +dipendeva l'attuale esistenza politica del regno, e la concessione di +uno spazio alle negoziazioni, mentre senza di essa era inevitabile +l'invasione immediata della capitale. Asserí inoltre, che l'armata +aveva acclamato il principe Eugenio, il che non era senza fondamento, +sapendosi i movimenti promossi in Mantova da alcuni capi. + +Questo riflesso quietò i molti che opinavano per la totale esclusione +del progetto. Fu posto alle voci, se piacesse la commissione secondo +le massime esternate dal conte Guicciardi, e fu approvata. Si chiese +se doveva essere di cinque membri e si rigettò; se di sette, e vi si +convenne. La commissione pertanto fu nominata, per via di schede, +nelle persone delli signori Guicciardi, Bologna, Cavriani, +Castiglioni, Costabili, Verri e Dandolo. Si noti che la pluralità dei +suffragi escluse dalla medesima ognuno di quei senatori che aveva +opinato per il comitato segreto, o che aveva perorato in sostegno del +progetto del duca di Lodi, o aveva mostrato adesione al medesimo. Il +presidente invitò i membri della commissione a dare il loro rapporto +nello stesso giorno, alle ore 8 della sera. + +Adunatasi questa, all'istante combinò concordemente, che tre de' suoi +membri, li signori Guicciardi, Verri e Dandolo, si recassero subito +dal duca di Lodi, per porsi al giorno di quanto occorreva. Si prestò +subito il duca alle ricerche; giustificò la sua autorizzazione con un +decreto di antica data del re, che, nell'assenza del Principe Viceré, +gli conferiva amplissime facoltà, tra le quali egli intendeva che +anche quella vi fosse compresa di convocare il Senato. Mostrò loro una +lettera di S. A. I., in cui gli partecipava di andare a segnare un +armistizio, da durare fino all'esito delle negoziazioni da +intraprendersi da una deputazione, che il regno avesse spedito alle +AA. PP. Alleate, e parlava pure dell'unione del Senato per la nomina +dei deputati. Molte e ben molte ragioni addusse inoltre per +determinare l'adesione del Senato al suo progetto. + +La commissione, ciò inteso dalli suoi tre membri, convenne +unanimemente sulla necessità di occuparsi sul merito dell'affare, e +passò a redigere un nuovo progetto che era nelle considerazioni e +negli articoli differente di quello già proposto al Senato, a cui +nella stessa sera fu letto dalla tribuna. Conteneva in sostanza: 1.º, +che si spedissero tre deputati, in nome del Senato, alle Alte Potenze, +per presentare loro i suoi omaggi, e supplicarle per la finale +cessazione delle ostilità; 2.º, per chiedere che il regno fosse +ammesso al godimento della sua indipendenza; 3.º, che il Senato +coglieva quest'incontro per rinnovare a S. A. I. il principe Eugenio i +sentimenti dell'alta sua stima e del piú sincero attaccamento. + +Alla lettura di un tale rapporto fu grande la commozione di alcuni, +massima poi quella del conte Paradisi e del ministro Vaccari. Dissero +apertamente che, esclusa la domanda di S. A. I. in Re d'Italia, era +inutile l'oggetto della controrisoluzione, e che l'intruso complimento +era piuttosto ingiurioso. Il conte Paradisi ricercò che si leggesse di +nuovo il progetto del cancelliere guardasigilli. Questo e l'altro +furono letti piú volte. A ciò successe una ben lunga discussione, +nella quale presero parte, da un lato, il presidente, Paradisi, i +ministri Prina e Vaccari, e dall'altro, Guicciardi, Dandolo, Massari, +Verri, Castiglioni. + +Fra le altre opposizioni del conte Guicciardi vi fu quella, che i +senatori attaccati da un giuramento all'osservanza de' statuti +costituzionali, non potevano dimenticare il primo ed il quarto tra +essi, li quali accordavano la successione, in preferenza di un +adottivo, ad un figlio legittimo naturale del Re, quando non sia per +portare nel suo capo la corona di Francia, e che era tra i possibili, +che questo caso si verificasse nel Re di Roma. Motivò in risposta il +conte Prina, un nuovo articolo da lui redatto in questi termini: «È +incaricata la deputazione di far conoscere alle AA. PP. il dritto +eventuale acquistato dal principe Viceré alla corona d'Italia in forza +del primo e del quarto statuto costituzionale, diritto reso piú sacro +dall'amministrazione, dalla gratitudine, dai voti e dal desiderio +della nazione». Con molte ragioni dimostrò il conte Guicciardi, che +non era lecito di porsi in campo il dritto eventuale, finché non fosse +escluso il positivo, ed accennò l'inconvenienza di ricercare alle +potenze alleate, e specialmente all'Austria, il principe Eugenio in +sovrano. Il conte Massari insistette che non si dovesse improntare il +nome della nazione; ma solamente quello del Senato, qualunque fosse la +sua deliberazione. Il conte Verri fece delicatamente conoscere +d'essere in dubbio che in questo momento concorressero a favore del +principe i suffragi della nazione. + +Dopo lungo dibattimento si decise di porre prima a partito il progetto +della commissione, il quale, qualora non fosse accettato, poteva +mettersi alle voci il progetto del duca di Lodi, e cosí le +modificazioni proposte. Il conte Dandolo fece istanza che ciascuna +delle proposizioni subisse lo sperimento dello scrutinio segreto per +via di ballottazione. Il conte Presidente si rifiutò, avendo ordinato +che i singoli dassero apertamente i loro voti per alzata in piedi e +seduta, e con tal metodo la massima parte dei Senatori approvò le +considerazioni e gli articoli dalla commissione proposti. Il solo +terzo articolo subí la seguente modificazione, proposta dal conte +Moscati, e redatta dal conte Mengotti: «Li deputati saranno incaricati +di presentare in quest'occasione alle AA. PP. li sentimenti di +ammirazione del Senato per le virtú del principe Viceré, e della sua +viva riconoscenza per il di lui governo» (Allegato lettera C). Qui fu +che gli individui del contrario sentimento, e sopratutti il conte +Vaccari, si diedero a declamare fortemente contro l'ingiustizia e +l'ingratitudine del Senato. Tacquero gli altri, ed ognuno si fece un +riguardo di non dar luogo a contestazione in quest'argomento. Chiese +la parola il conte Luosi, ed espose che, sebbene non si potesse piú +proporre il progetto del duca di Lodi, come contradetto dall'altro +adottato, pure gli sembrava che non fosse in opposizione con questo +l'articolo redatto dal conte Prina, sul dritto eventuale del principe +Eugenio. Domandò ed ottenne di interpellare su di esso la volontà del +Senato, ma essendo stato confutato di nuovo dal conte Guicciardi, fu +posto alle voci e fu escluso. + +Altro allora non restava che la nomina dei deputati. Il conte Paradisi +credette di proporre, che gli sembrava opportuno di rimettere la +scelta di essi alla prudenza del governo. Questa istanza non si poté +porre in deliberazione, perché un grido generale la escluse appena +pronunciata. Posteriormente poi si vociferò che il governo aveva +destinato di spedire lo stesso conte Paradisi ed il conte Prina. Si +passò dunque allo scrutinio e dallo spoglio delle schede risultò che +il conte Castiglioni fu contemplato da 27 voti, il conte Testi da 25, +Guicciardi da 23. L'ulteriore maggioranza de' voti concorse nel conte +Paradisi il quale però non fu favorito che da sei solamente. + +Il conte Testi si scusò di non poter presentarsi a tale onorifico +incarco, per la sua manifesta malattia d'occhi. Il conte Guicciardi +soggiunse, che se ammettevano scuse egli era il primo a proporre le +sue, perché ognuno conosce le fisiche indisposizioni che soffre, non +che il danno nell'allontanarsi da una famiglia di 14 figli. Alle +rispettive deduzioni credette d'imporre silenzio il conte Presidente, +col pronunziare che la seduta era sciolta; rispose alcuno che era in +sua facoltà il chiudere la discussione, e passare la proposizione, se +avesse avuto il suo sfogo. Egli però ripeté piú volte, che credeva di +essere investito di tale facoltà, e perciò dichiarava onninamente +sciolta la seduta. Non si poté insistere in ciò, perché i conti +Paradisi e Carlotti erano partiti, e sebbene dagli uscieri richiamati, +non furono raggiunti. + + +LETTERA A. + +_Messaggio del duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della Corona._ + + SENATORI, + +Le nuove che ci pervengono ogni dí dalla Francia sono di tale natura, +che il Senato del Regno d'Italia si renderebbe infallibilmente +colpevole verso la patria, se differisse piú a lungo di occuparsi del +di lei destino, e di cercare nella sua saviezza que' mezzi migliori di +conciliare la sua esistenza. + +Un accesso di gotta, che questa notte mi ha assalito, è cagione, o +senatori, ch'io non possa oggi recarmi in persona nel vostro seno, +come mi era proposto, e provo di questa circostanza un profondo +rammarico. + +Ma tutti gli istanti sono talmente preziosi, che ho giudicato di non +poter differire oltre la comunicazione, che doveva farvi. In +conseguenza, autorizzato nella mia qualità di rappresentante lo Stato, +in assenza di S. A. I. il principe Viceré, vi dirigo, o senatori, un +progetto di risoluzione, che sottopongo al vostro patriottismo ed ai +vostri lumi, e sul quale invoco da voi una pronta deliberazione. + +I sentimenti che vi animano tutti mi garantiscono già, o senatori, che +la vostra risoluzione sarà conforme ai veri interessi dello Stato, ed +ai voti del popolo, di cui siete oggi il primo corpo rappresentante. + +Aggradite, o senatori, l'espressione della mia alta considerazione. + +Milano, li 17 aprile 1814. + +_Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli, +impedito dalla gotta alla mano destra._ + + _Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_. + + +LETTERA B. + +_Progetto di deliberazione del Senato, unito al messaggio del Duca di +Lodi._ + + IL SENATO DEL REGNO D'ITALIA: + +Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono intieramente +cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente proclamata la pace +del mondo, e che non si potrebbe senza ingiustizia temere che +volessero eccettuare dalle loro benefiche intenzioni un regno che +lontano dall'averle mai dato verun motivo di malcontento, professa per +esse quei sentimenti che le sono dovuti; + +Che di già è venuto il momento nel quale il regno può e deve +sollecitare l'indipendenza della quale è degno e che sospira da cosí +lunga stagione; + +Che non di meno le truppe di una di queste potenze occupano una parte +del regno, e minacciano in questo stesso momento il rimanente del suo +territorio; + +Che la potenza, alla quale appartengono queste armate, è precisamente +quella sulla benevolenza di cui il regno d'Italia è assueffatto ed ama +di contare di piú; + +Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione della +guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe senz'oggetto, e ciò +null'ostante accrescerebbe le calamità, che da lungo tempo affliggono +il regno; + + DECRETA: + +Art. 1. Una deputazione del Senato si recherà senza dilazione presso +S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, affine di +presentarle i rispettosi omaggi del Senato, e di supplicarla +d'ordinare, che cessino da quel momento tutte le ostilità sul +territorio italiano, e sino a tanto che il destino d'Italia sia stato +definitivamente stabilito dalle AA. PP. coalizzate. + +2. S. M. l'Imperatore d'Austria sarà egualmente supplicata di volere +interporre la possente sua mediazione appresso i suoi augusti alleati, +perché l'indipendenza del regno sia finalmente consecrata e +riconosciuta, e che il regno sia ammesso a godere dei benefici tutti +che le AA. PP. disegnano di spargere sopra la grande famiglia. + +3. Che S. M. sarà egualmente supplicata di concorrere con tutto il suo +interesse presso gli Augusti Alleati suoi, perché il Regno d'Italia, +ricevendo in fine in tutta la sua estensione, l'applicazione del suo +primo e quarto Statuto costituzionale, sia sottomesso una volta a un +Re libero e indipendente, e segnatamente al principe Eugenio, che +colle sue virtú, co' suoi lumi e colla sua onorevole condotta, tanto +in pace che in guerra, ha meritato del pari l'amore, la riconoscenza e +la fedeltà dei popoli del Regno d'Italia, ed anche la stima di tutta +l'Europa. + +Fatto e deliberato in Senato, nel palazzo ordinario delle sue +convocazioni. + + +LETTERA C. + +_Decreto adottato dal Senato._ + +Il Senato radunato nel numero prescritto dall'art. 29 del sesto +statuto costituzionale. + +Sentita l'esposizione del cancelliere guardasigilli della corona, +sulle attuali circostanze e sulla necessità di una istantanea +providenza; + +Considerando che le AA. PP. alleate hanno proclamata la pace del +mondo, e che quindi si avvicina la fortunata epoca in cui i popoli +dell'Europa, dopo tante dolorose vicende potranno godere dell'insigne +beneficio di liberali costituzioni; + +Che in tali circostanze, la continuazione della guerra nel territorio +italiano non ha piú alcuno scopo, e che anche questo regno può e deve +sollecitare il godimento dell'indipendenza, e la calma che da sí lungo +tempo sospira e che gli fu garantita ne' pubblici trattati; + +Che in una convenzione fra le armate del regno e quelle delle AA. PP. +alleate, è stabilita una provvisoria sospensione d'armi, che deve +durare fino al ritorno di una deputazione del regno, che sarà spedita +alle suddette AA. PP. alleate. + +Ritenuta l'iniziativa per la convocazione della presente seduta +straordinaria risultante da' dispacci del cancelliere guardasigilli: + + DECRETA: + +Art. I. Una deputazione del Senato, composta di tre individui, si +recherà presso le AA. PP. coalizzate, affine di presentare loro i +rispettosi omaggi del Senato, e supplicarle per la finale cessazione +delle ostilità. + +» II. La deputazione richiederà alle AA. PP. che il regno venga +ammesso al godimento reale della sua indipendenza, garantita da' +pubblici trattati. + +» III. Li deputati saranno incaricati di presentare in questa +occasione alle AA. PP. i sentimenti di ammirazione del Senato per le +virtú del Principe Viceré, e della sua riconoscenza per il di lui +governo. + +» IV. I membri di questa deputazione saranno nominati dal Senato, +seduta stante. + +» V. Il cancelliere guardasigilli della corona sarà pregato di dare ai +medesimi le opportune istruzioni, e procurare le necessarie +credenziali e passaporti. + +» VI. Il presente decreto sarà spedito al cancelliere guardasigilli, +con messaggio del presidente, anche all'oggetto che sia col di lui +mezzo trasmesso al Principe Viceré in nome del Senato. + +Milano, dal Palazzo del Senato, li 17 aprile 1814. + + _Firmato, il presidente ordinario_ + + CONTE VENERI. + + CONTE LAMBERTI } _Segretari_ + CONTE MENGOTTI } + +Successivamente essendosi messa alle voci la nomina dei deputati, +dallo scrutinio delle schede risultarono nominati i Senatori conti +GUICCIARDI, CASTIGLIONI e TESTI, il quale ultimo si è scusato a motivo +dell'attuale sua malattia d'occhi. + +Milano, dal palazzo del Senato 17 aprile 1814. + + _Firmati come sopra._ + + + + +N. II. + +_Istruzioni di S. E. Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della +Corona del Regno d'Italia, partecipate alli deputati del Senato, +signori Conti Guicciardi e Castiglioni._ + + +Non avendo in questo momento il Regno d'Italia corrispondenza colle +corti di Russia e di Prussia, e non potendosi nella circostanza +attuale, a seconda di quanto ha assicurato il sig. Conte Senatore +Testi, incaricato del portafoglio delle relazioni estere, rilasciare +credenziali nelle solite forme, si è supplito colla qui unita lettera +di credito per il signor Principe di Metternich, ministro di Stato di +S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia; i signori +deputati si recheranno in Mantova per ricevere da S. A. I. il Principe +Viceré i necessari passaporti e lettere di credito presso gli altri +sovrani alleati. I signori deputati si presenteranno colla suddetta +lettera al signor Principe di Metternich, domanderanno al medesimo di +essere presentati a S. M. l'Imperatore d'Austria, ed insisteranno in +seguito per essere presentati agli altri sovrani alleati. + +I signori deputati domanderanno a S. M. l'Imperatore d'Austria, perché +venga consacrata l'indipendenza del regno d'Italia, già stata +riconosciuta, e garantita l'integrità del suo territorio a termini dei +trattati, e specialmente di quello di Luneville. + +Nel caso che i signori deputati si accorgessero che vi fossero delle +difficoltà su questo articolo, perché le potenze alleate avessero già +diversamente disposto del territorio Modenese, faranno osservare tutti +gl'inconvenienti che ne deriverebbero da questo distacco, il quale +mentre priverebbe il Regno d'Italia di una diretta comunicazione colle +legazioni, stante l'impraticabilità delle strade del Ferrarese per +gran parte dell'anno, gitterebbe lo Stato di Modena, già unito al +Regno d'Italia dal trattato di Luneville, ed accostumato alla +legislazione ed alli metodi del Regno, in una vera confusione, +cosicché sarebbe assai piú conveniente all'interesse delle AA. PP., di +sostituire ne' compensi stabiliti un altro stato. + +Qualora i deputati trovassero insuperabile questo punto, insisteranno +perché venga accordato al Regno d'Italia un compenso, il quale +potrebbe essere gli Stati di Parma e Piacenza, con una porzione di +Genovesato, compresa la città di Genova, ed una linea del Piemonte per +una facile comunicazione. + +I deputati non mancheranno di far sentire, che uno dei primi oggetti, +che la nazione si propone nel chiedere il riconoscimento solenne della +sua indipendenza, è quello di darsi una costituzione conforme ai veri +principi, ed ai suoi bisogni naturali, e tale da assicurare la sua +felicità. + +I deputati insisteranno pure perché lo Stato d'Italia conservi sotto +le forme suddette il titolo di Regno, il quale era già stato +riconosciuto da tutte le potenze, e che non ha meritato di perdere. + +I deputati cercheranno prudentemente di mettersi in corrispondenza co' +ministri del Regno in Parigi, onde valersi dei loro lumi e notizie; in +tutti i casi poi non preveduti, i deputati si regoleranno con la +conosciuta loro saviezza e prudenza. + +Milano, 18 aprile 1814. + + _Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, impedito dalla + gotta alla mano destra._ + + _Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_. + + + + +N. III. + +_Credenziale di S. E. il signor Duca di Lodi, Cancelliere +guardasigilli, diretta a S. E. il signor Principe di Metternich onde +accreditare presso di lui i deputati del Senato, Conti Guicciardi e +Castiglioni._ + + +_A S. Ex. monsieur le Prince de Metternich, Ministre d'État de S. M. +l'Empereur d'Autriche._ + +MONSIEUR LE PRINCE, + +Dans le moment dans lequel les intérêts de ma patrie me mettent dans +le cas d'invoquer pour elle l'intervention de V. Ex. en sa faveur, il +est bien doux pour moi de pouvoir me rappeler l'époque à laquelle j'ai +eu le bonheur de faire sa précieuse connaissance. + +Entraîné dans une guerre qui ne le regardait pas, le royaume d'Italie +a dû passer par tous les malheurs qui en sont la conséquence; mais les +événemens qui ont changé la face des choses en France, et doivent +nécessairement influer sur tout le reste de l'Europe, lui présentent +enfin une perspective heureuse, et l'espoir fondé de jouir de ses +droits et de son indépendance, que les traités ont reconnue. Le voeu +de la nation est tout-à-fait conforme aux principes proclamés par les +Hautes Puissances coalisées: l'on réclame l'indépendance reconnue +spécialement dans le traité de Lunéville, et l'étendue de territoire +qui lui fut alors assignée; que si, par des combinaisons quelconques, +une partie de ce territoire dût en être séparée, la nation se croit +fondée à en demander la compensation. L'on desire, pour premier fruit +de son indépendance, d'établir sa constitution sur le vrai principe, +et d'une manière plus conforme aux intérêts du pays, sous le +gouvernement d'un roi indépendant. + +La première démarche que dans cette position nous avons cru devoir +faire, a été celle d'apporter nos voeux avec confiance aux pieds des +Hautes Puissances coalisées, et principalement à ceux de S. M. +l'empereur d'Autriche, dont la rectitude nous est depuis long-temps +connue, et dont nous avons toujours éprouvé la bienveillance. Le Sénat +du royaume d'Italie, en conséquence, a nommé les comtes sénateurs +Guicciardi (Diego) et Castiglioni (Louis), députés auprès d'elles pour +les leur présenter. Je prends la liberté d'adresser à V. Ex. ces +députés, et de les recommander à sa bonté. Les circonstances qui ont +brisé chez nous les formes établies, me font espérer que V. Ex. voudra +les regarder comme accredités par cette lettre auprès du gouvernement +autrichien. Ses nobles principes me sont trop connus, pour que je ne +doive pas fonder mes espérances pour son intervention efficace, dans +une circonstance où il s'agit des droits et du bonheur d'une nation +qui n'a jamais démérité par sa conduite ni par ses sentimens envers +l'auguste maison d'Autriche. + +Tout ce que V. E. pourra faire pour appuyer nos voeux, lui assurera +notre vive et éternelle reconnaissance, et ajoutera encore ces +nouveaux sentimens à ceux de mon estime pour V. E. et de mon profond +respect. + +Milan, le 18 avril 1814. + + _Le chancelier garde-des-sceaux de la couronne: par ordre + de monsieur le Duc de Lodi, empêché per la goutte à + la main droite._ + + _Signé_ CHARLES VILLA, _Secrétaire_. + + + + +N. IV. + +Li 20 aprile 1814. + +_Il Podestà di Milano a S. E. il sig. Presidente del Senato._ + + +Mi viene indirizzata l'unita dichiarazione di molti rispettabili +individui di questa capitale, affinché sia da me presentata alle +autorità superiori. + +Credo quindi del mio dovere di fargliene l'innoltro in copia conforme, +e cosí secondare il desiderio di questi miei concittadini, i quali +rimangono nella fiducia che ella vorrà degnarsi nella di lei saviezza +di prenderla in considerazione, e compiacersi di farmi conoscere le +deliberazioni che saranno state prese dal Senato. + +Ho l'onore di attestarle le espressioni del maggiore rispetto + + _Firmato_ DURINI, _Podestà_. + + + + +N. V. + +Milano, 19 aprile 1814. + + +Dopo l'adunanza del Senato del giorno 17 del corrente mese, delle cui +deliberazioni nulla fu comunicato al pubblico, è opinione universale +esservi stato proposto, discusso e definito un affare della maggiore +importanza per il nostro Regno. Se nelle attuali straordinarie vicende +è necessario d'invocare straordinari provvedimenti, credono i +sottoscritti indispensabile, in coerenza de' principi della +costituzione, che siano convocati i Collegi elettorali, ne' quali +solamente risiede la legittima rappresentanza della nazione. + +_Seguono le firme per copia conforme, delle quali si garantisce +l'autenticità:_ + + Conte Pino Generale di Divisione, elettore + Conte Porro Luigi, elettore + Conte Trivulzio Giacomo, elettore + Conte Confalonieri Federico + Conte Fagnani Federico, consigliere di Stato + Conte Borromeo Giberto + Ciani Giacomo, elettore + Fossano Luigi + Pallavicini Giuseppe + Traversi Giovanni, elettore + Visconti di Cremona, Capo battaglione + Melzi Giacomo, consigliere comunale + Serbelloni Gio. Batt., della guardia Civica + Crivelli Ferdinando elettore + Castiglioni Alfonso, consigliere comunale + Conte Durini, Podestà di Milano + Giulini Cesare, Savio municipale + Frisiani Giovanni, Savio municipale + Bolognini Alessandro, Savio municipale + Londonio Carlo, Savio municipale + Brambilla Cesare, Savio municipale + Arese Marco, Savio municipale + Visconti Annibale, colonnello della guardia Civica + Cozzi Giovanni, possidente + Parea Carlo, ingegnere + Conti Luigi, consigliere comunale + Vigoni Gaetano, possidente + Peceis Giovanni Odoardo + Trecchi Sigismondo, possidente + Silva Sigismondo + Silva Ercole, elettore + Sormani Alessandro + Sormani Lorenzo + Sormani Giuseppe + Borromeo Carlo, possidente + Serpenti Angelo, possidente + Somaglia Antonio, elettore + Somaglia Carlo, possidente + Agretti Ambrogio + Manzi Ignazio + Somaglia Gio. Luca, presidente del consiglio comunale + Cardoni Luigi, possidente + Banfi Ferdinando, possidente + Spella Luigi + Carli Carlo, consigliere comunale + Acerbi Pompeo, possidente + Bernardino Maurizio + Mori Ambrogio + Rivolta Cristoforo + Volpi Caneriggi Benedetto + Castiglioni, avvocato + Vitali Gaetano, possidente + Raesini Rodolfo, possidente + Raesini Carlo Luigi, possidente + Muggiasca Gio. Battista, possidente + Rosmini Carlo, membro dell'Istituto + Bolognini Luigi, giudice della Corte + Gentili Antonio, tenente della guardia Civica + Mellerio Giacomo, consigliere comunale + Andreani Gio. Maurizio, elettore + Cagnola Luigi, membro dell'Istituto + Monteggia Carlo + Mojana Pietro, possidente + Eulbrucca Carlo + Spreafico Pietro + Manara Baldassare + Ferrario Carlo, possidente + Pizzagalli Angelo, negoziante + Scotti Gallerati Francesco, possidente + Scotti Gallerati Costanzo, possidente + Crivelli Ignazio, possidente + Zanella Carlo, cons. comunale ed elettore + Trotti Lorenzo, possidente + Perego Luigi, elettore + Balabio Pietro, elettore, capobattaglione della guardia Civica + Besana Carlo, elettore + Barbò Viscardo, possidente + Porta Carlo, possidente + Soresi Giovanni, elettore + Appiani Gabriele, possidente + Giovio Lodovico, elettore + Martini Francesco, possidente + Severini Gerolamo, possidente + Nava Ambrogio, possidente + Ottolini Giulio, consigliere comunale + Monticelli Giovanni, capitano della guardia Civica + Crivelli Mesmer Giuseppe, capo battaglione della guardia Civica + Zanella Carlo, possidente, negoziante + Greppi Antonio, possidente + Cicogna Giovanni, possidente + Cagnola Giuseppe, possidente + Vestarini Belingeri Carlo + Frecarelli Prospero, possidente + Bossi Benigno, capitano della guardia Civica + Medici Pietro, possidente + Bonet Domenico, negoziante + Tagliabue Francesco + Zenghi Luigi Filippo + Castelbarco Cesare, possidente + Cananda Pietro, possidente + Ghirlanda Girolamo, capitano della guardia Civica + Manzoni Alessandro, possidente + Crespi Antonio, medico, possidente + Castiglioni Carlo, possidente + Cantú Giuseppe, possidente + D'Adda Ferdinando, consigliere comunale + Melzi Giuseppe, possidente + Mezzoni Ottavio, possidente + Bazzoni Giovanni, possidente, negoziante + Monticelli Strada Gio. Battista, possidente + Prevosti Giulio, negoziante + Villa Carlo, consigliere comunale + De-Capitani Giovanni + De Carli Nazzari Luigi, elettore + Crevenna Francesco, possidente + De Agostini Agostino, possidente + Sacchini Girolamo, avvocato, consigliere + Carozzi Luigi, possidente + Guerrini Camillo, possidente + Gorio Carlo, possidente + Bossi Francesco, possidente + De Simoni Baldassare, possidente + Meloni Abele, possidente + Segri Antonio + Bozzi Galeazzo, possidente + Barinetti Carlo, possidente + Busca Antonio, possidente. + +_Vi sono molte altre firme, che per brevità di tempo si omettono, e +che in seguito si faranno conoscere._ + + _Per copia conforme_ + + _Firmato_ DURINI, _Podestà_. + + + + +N. VI. + +_Memoria data alla Reggenza del governo provvisorio di Milano, dal +Conte Guicciardi Cancelliere del Senato del Regno d'Italia._ + + +Un'erronea opinione circola già da alcuni giorni, e sembra diretta a +scemare quella stima e confidenza che io ho procurato di conservarmi +per il lungo corso di ben 56 anni di pubblico servizio, e che era per +me il piú lusinghiero compenso della mia politica carriera. + +Conscio della purezza delle mie azioni, ed indagando la causa di sí +strano avvenimento, fui oltremodo commosso nell'udire che si +pretendesse derivarlo da quella stessa recente commissione che mio +malgrado accettai, nella sola speranza di concorrere, col piú leale ed +onorato adempimento, a render paghi i pubblici voti. Confortato però +dall'intima convinzione della mia innocenza, credetti che per +comprovarla in modo positivo ed assoluto, bastar dovesse il mettere in +chiaro que' fatti che, o non ben conosciuti, o forse alterati, hanno +potuto dare spinta all'errore, o prestato fede alla malevolenza. +Quindi determinato a pubblicare con le stampe la relazione del mio +operato, col corredo di tutti i documenti che vi hanno rapporto, la +sottopongo precisamente ai lumi del governo provvisorio, e perché +altamente apprezzo il di lui suffragio, e perché fu sempre mio +principio di agire colla protezione delle leggi e del governo. + +Lo scopo di questa mia rimostranza è di provare, che tanto nella +qualità di senatore che in quella di deputato, ho sostenuto +gl'interessi piú cari della patria, e seguita costantemente la via +sacra dell'onestà. + +Invoco sul primo punto la testimonianza di quelli fra i miei colleghi +che seggono fra voi, o signori membri della Reggenza, e quella in +particolare dell'ottimo vostro presidente. Con esso ebbi la sorte di +essere socio nella commissione incaricata dell'esame del progetto, +presentato dal governo al Senato nel giorno 17 del corrente aprile, +commissione da me diretta ed instantemente promossa contro la proposta +di un comitato segreto, che, per il consueto sommario metodo di +procedura, mi sembrò non convenire all'importanza di un lecito +argomento. Con esso e con altro de' membri della commissione mi recai +dal cancelliere guardasigilli, per avere gli opportuni lumi di fatto, +e sull'autorizzazione sua a convocare il Senato, e sulla gravezza ed +urgenza de' motivi che lo avevano determinato. + +Riferitene quindi le risultanze alla commissione composta di sette +membri, unanime fu il voto di lei, e per la necessità di occuparsi +dell'oggetto e per la riforma del decreto del governo. + +Riunito il Senato, e lettovi il parere della commissione, chi piú di +Dandolo che ne fu il relatore, chi piú del vostro presidente, chi piú +di me lo difese e lo sostenne? Chi piú di me liberamente espose al +Senato gli argomenti tutti, e politici e costituzionali, che ci +comandavano imperiosamente la reiezione del terzo articolo del +progetto del governo? Chi, se non io, dimostrò l'incostituzionalità +della subdola e seducente mozione di un nostro, ahi troppo infelice +collega, i cui sommi talenti lasciavano desiderare meno durezza di +cuore e non servile adulazione? Ignoro se il processo verbale di +quella seduta portasse tutta la discussione, e se siasi preservato +dallo svolgimento degli effetti e delle carte del Senato; ma in di lui +difetto, supplico l'invocata testimonianza de' membri del Senato, e +sopra ogni altra quella del vostro presidente, che con la sua +eloquenza e col suo amore di patria sostenne meco il progetto della +commissione, che con leggera modificazione venne definitivamente +adottato dal Senato, con una maggioranza di voti superiori ai due +terzi. + +Cadde sfortunatamente sopra di me, forse per gli accennati liberi +sentimenti espressi, la nomina in altro de' deputati al quartiere +generale delle AA. PP. AA., unitamente ai signori senatori Castiglioni +e Testi; ed essendosi quest'ultimo per attuale infermità scusato, feci +registrare nel processo verbale, che ove il decreto del Senato non +fosse coattivo per tutti, nessuno aveva di me maggior titolo per +esserne dispensato. Ma la seduta fu levata senza occuparsene. Rinnovai +all'indomani presso il signor Duca di Lodi, cancelliere guardasigilli, +i miei tentativi per ischermirmi. Ma avendo egli autorevolmente +risposto che ogni indugio poteva compromettere la convenienza del +Senato e gl'interessi piú sacri della nazione, immolai a questi ogni +privata considerazione, e diedi parola di partire, a condizione che +anche il conte Castiglioni vi si prestasse, mentre mi era noto che +egli pure si adoperava in ogni modo per esserne dispensato. + +Fin qui, signori, ho parlato del mio contegno come senatore; parlerò +come deputato. + +Il protocollo che vi presento corredato di tutti gli atti relativi +tanto alle cose proposte e deliberate in Senato, quanto a quelle che +concernono la missione, rende conto del mio viaggio, soggiorno e +ritorno da Mantova, ed io sfido arditamente chiunque possa impugnare +la verità: sull'esame del medesimo voi potete fondare il nostro +giudizio. + +La prima censura che intesi farsi ai deputati, è di essersi recati al +quartier generale del principe a Mantova, in vece di prendere la via +piú breve e piú diretta per Parigi, ove si trovano i sovrani alleati. +Parvero sorgere da ciò diffidenza e sospetto di parzialità, e sino di +collusione col principe: ed ecco come un intempestivo giudizio e la +mancanza di cognizione de' fatti può per un momento far decadere +l'uomo innocente da quel grado distinto cui ha diritto. + +Leggansi le istruzioni del cancelliere guardasigilli, cui dal Senato +era dato il carico di stenderle; e si vedrà che i deputati hanno +eseguito un ordine preciso loro imposto da chi ne aveva diritto, né +mai l'obbedienza potrà essere indizio di rea intenzione. + +Nell'accennare questa circostanza, sono bene lontano di versare sopra +altri ombra di colpa o di sospizione, ed anzi devo soggiugnere che il +cancelliere guardasigilli ci mostrò l'ordine del principe, che dietro +i concerti presi da esso con S. E. il signor maresciallo conte +Bellegarde, dovesse sollecitare la pronta partenza de' deputati per +Mantova. Né altrimenti avrebbesi potuto fare, perché senza la +preventiva adesione del sullodato signor maresciallo, e senza i suoi +passaporti regolari non avrebbe la deputazione potuto attraversare i +posti delle armate coalizzate, e corso avrebbero rischio di non +giungere troppo tardi al luogo di sua missione. + +A quella necessità, al quartier generale del principe ed a quello del +signore maresciallo, altra importantissima si aggiungeva, quella cioè +di ottenere lettere credenziali per le altre potenze alleate, giacché +il signor Duca di Lodi muniti li aveva di una sola per il signor +principe di Metternich ministro di S. M. l'imperatore d'Austria. La +missione essendo diretta ad implorare la protezione di tutte le +auguste potenze alleate, ogni ragione voleva che appresso ciascuna +delle medesime fosse accreditata. + +Giustificata la gita a Mantova con le ricevute istruzioni strettamente +analoghe col decreto del Senato e la necessità delle credenziali e de' +passaporti, non resterebbe ora che a parlarsi del contegno tenuto dai +deputati col principe. + +Il protocollo dettaglia il modo con cui furono accolti, le ritardate +udienze, i colloquî e la franchezza del linguaggio tenuto con esso. +Era il principe pienamente e minutamente informato delle discussioni +del Senato, e delle opinioni de' senatori, né certo io poteva +lusingarmi, dopo quanto aveva detto ed opinato, di una migliore +accoglienza: ora come mai potrebbesi supporre tanta incoerenza di +principî, come conciliare fatti sí diversi, idee cotanto disparate, +per dedurre malignamente, che un uomo, la cui fermezza nella propria +opinione è da tanto tempo conosciuta, la cui onestà e riputazione fu +sempre illesa, volesse prostituirsi colludendo col principe, deviando +dal proprio mandato, dalla mente espressa de' suoi colleghi, e della +pubblica opinione da lui sí ben conosciuta? che se pure tutti questi +argomenti non bastassero a convincere le persone piú diffidenti e +maligne, il carattere, la probità, l'avvedutezza ed il civismo del di +lui condeputato, uomo sí puro, sí accreditato, non avrebbe dovuto +togliere e dissipare il primo la piú lieve ombra di sospetto? Né temo +di avvilirmi accennando motivi, dove bastar dovrebbe il dire: «Non ho +mai mancato al mio onore.» Ma l'afflizione che ho provato per sí nera +calunnia ha voluto qualche sfogo. + +Appena ebbero i deputati la notizia dell'occorso in Milano il giorno +20 aprile, senza alcuna lettera di comunicazione di quanto era seguito +al Senato, senza il menomo officiale avviso del loro richiamo, presero +congedo dal principe, ritornarono a Milano. Ed eccovi, o signori, +altra luminosa prova che niun rapporto mi legava al principe, che +nulla piú curai che l'interesse della patria, che rispettai la volontà +del Senato e della nazione, qualunque fosse stato il modo, con cui era +stata espressa. Cosí mostrai che come deputato fui sempre coerente +coll'opinione manifestata come senatore. + +Signori del governo, la mia giustificazione è compiuta: leggete tutti +gli atti che vi rassegno, e pronunciate; io attendo con quella calma +che l'uomo giusto ed onesto sa conservare in mezzo alle oscillazioni e +alle politiche vicende. Non dubito che riconoscerete aver io adempito +al mio dovere, ed in tale fiducia domando alla vostra giustizia, che +mi sia lecito di dare alle stampe questa mia memoria, col protocollo e +tutti i suoi allegati. + +Ogni uomo ha diritto al proprio onore, e molto piú un pubblico +funzionario. Io devo anche a me stesso e alla numerosa famiglia mia la +conservazione illibata del mio buon nome. Voi rappresentate il +governo, ed il governo deve tutelare i diritti degl'individui. Vivo +dunque nella fiducia che cotesta Reggenza aggiugnerà agli altri tratti +di saggezza, che seguono i primi di lei passi, quello che +rispettosamente richiama chi ha l'onore di essere colla maggiore +venerazione. + +Milano 29 aprile 1814. + + + + +N. VII. + +REGNO D'ITALIA. + + _Milano 8 maggio 1814._ + +LA REGGENZA DEL GOVERNO PROVVISORIO + +_Al Sig. Conte Guicciardi._ + + +La Reggenza ha letto la di lei memoria 29 aprile prossimo passato ed i +relativi documenti. + +Ella dovette sempre confermarsi nell'opinione che il di lei operato +non aveva bisogno di giustificazione. + +Nell'attestarle pertanto i sentimenti della particolare sua stima, +dessa non fa che riconoscere nuovamente in lei quel diritto alla +medesima, che le eminenti sue qualità personali ed i lunghi importanti +servizi resi allo Stato le hanno da gran tempo meritamente acquistato. + +La Reggenza poi, nella ferma opinione che la di lei convenienza non +sia menomamente lesa, non crede di aderire alla richiesta fatta per la +stampa della memoria di cui si tratta, giacché con ciò si farebbe +rivivere delle animosità che vogliono essere sopite, e si urterebbe +col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un +velo le cose avvenute. + +Aggradisca, sig. Conte, le assicurazioni della maggior considerazione +e somma stima. + +_Per la Reggenza. Firmato_ VERRI _Presidente_. + + _Il Segretario generale_ + ANTONIO STRIGELLI. + + + + +N. VIII. + +_Nota delli Conti Veneri Presidente e Guicciardi Cancelliere del +Senato Consulente del Regno d'Italia_ + +_A S. E. il Sig. tenente Maresciallo Generale Sommariva Commissario +Imperiale._ + + +Alcune false voci, che il Senato, nella seduta straordinaria dal +giorno 17 aprile, avesse proclamato al trono d'Italia il principe +Eugenio, in allora Vicerè, ed a tal oggetto spedita una deputazione +alle auguste potenze alleate, avevano sparso qualche allarme in +Milano; quanto fosse ciò falso lo dimostrano gli atti di quel giorno +che si rassegnano. + +Nella successiva seduta ordinaria del giorno venti, una folla di +persone, eccitata da chi credeva o affettava di credere siffatte voci, +recossi al palazzo del Senato, impedí la regolare unione de' senatori, +ed estorse dal presidente la qui unita dichiarazione. Persuasa poscia +la stessa folla che ivi vi fosse il Ministro delle finanze Prina, lo +ricercò invano per le stanze ove credevalo nascosto, e come sempre +avviene in simili agitazioni popolari, disperse in gran parte gli +effetti e le carte del Senato; di là si trasferí alla casa del detto +Ministro, ed ebbero luogo que' tragici avvenimenti, che l'onore +nazionale vorrebbe coperti di perpetua obblivione. + +In tali luttuose circostanze, a freno di mali maggiori si credette di +nominare un governo provvisorio della città e di unire i Collegi +elettorali. Tutto derivava dalla lodevole intenzione di ristabilire la +quiete. Le savie misure del governo provvisorio, l'imponente +attitudine della guardia civica, l'ottima direzione del generale +comandante in capo, ottennero l'intento piú presto di quello che si +fosse potuto sperare. + +Intanto fu proclamata la convocazione de' Collegi elettorali, esclusi +però tutti i membri di que' dipartimenti che erano occupati dalle +armate alleate (quantunque un rispettabile numero di essi si trovasse +in Milano), o dimenticati i dotti e i commercianti degli altri +dipartimenti. La prima operazione dei Collegi fu quella di confermare +il governo provvisorio, e di estenderne l'autorità agli otto +dipartimenti non ancora occupati, colla riserva di aggiungervi altri +individui tolti dai medesimi. Ma ben tosto sorpassando ogni confine +costituzionale, abolirono e modificarono imposte, annullarono o +restrinsero leggi amministrative e giudiziarie, e dichiararono aboliti +i primari corpi dello Stato, e fra questi quello del Senato, alla +conservazione delli di cui diritti è diretta la presente nota. + +A dimostrare la mancanza d'ogni autorità ne' Collegi per tale +operazione, basta l'esame delle loro attribuzioni costituzionali e di +quelle del Senato. L'unito allegato ne presenta l'analisi. + +Le attribuzioni de' Collegi elettorali, come importa lo stesso loro +nome, tutte si riducono a nomine, a presentazione di candidati. I +Collegi, o sono generali o sono dipartimentali. I primi devono unirsi +in tre camere separate di possidenti, di dotti e de' commercianti, e +ciascuna camera nella città destinata dalla costituzione. I secondi si +uniscono nel capoluogo del dipartimento in una sola camera. + +Appare chiaramente dall'esame delle loro attribuzioni, che ambedue i +Collegi elettorali di tutto il Regno, uniti nelle forme e nei luoghi +costituzionali, non hanno alcun diritto di abolire altri corpi dello +Stato voluti dalla stessa costituzione, per la quale essi esistono, e +tanto meno poi il Senato, il quale per l'art. XV del sesto statuto +costituzionale giudica sull'incostituzionalità degli atti de' Collegi +elettorali. + +Come mai dunque ciò che non avrebbero potuto fare tutti gli elettori +del Regno, uniti legalmente nel numero di 1153, avrà potuto fare una +frazione de' medesimi, che non oltrepassò mai il numero di 170? Nel +qual proposito è da rimarcarsi che per la validità degli atti de' +Collegi si richiede l'intervento almeno del terzo del loro numero +totale. Cresce poi l'argomento per la circostanza che la maggior parte +de' senatori furono nominati sulle proposizioni de' Collegi generali +di tutto il Regno, e quindi al Regno intiero, e non ad una sola +frazione appartiene il Senato. Né deve tacersi che la carica di +senatore non si perde, se non per quelle cause per le quali si perde +il diritto di cittadino, circostanza che rende ancora piú manifesta +l'ingiustizia della pretesa abolizione. + +Riducendo quindi ai semplicissimi termini la questione, ne emerge il +seguente dilemma. O esiste costituzione, e deve esistere il Senato, +che è il primo corpo permanente dalla medesima voluto, ed è solo +autorizzato dall'articolo XVIII del sesto statuto costituzionale a far +conoscere al Re i voti e i bisogni della nazione: o non esiste +costituzione, e in tal caso neppure esistono Collegi elettorali, onde +nulla e viziosa sarebbe la loro unione. + +Le auguste potenze alleate hanno fatto la guerra alla Francia, e non +ai popoli, ed hanno altamente proclamato colla pace del mondo +l'indipendenza delle nazioni; in tutti i paesi occupati dalle loro +armi vittoriose, hanno provvisoriamente conservate tutte le leggi +fondamentali e le autorità nazionali sin tanto che nella maturità de' +loro consigli determineranno la sorte dei medesimi. Tale è pure +l'intenzione di S. E. il signore Maresciallo Conte Bellegarde, che nel +Regno d'Italia le rappresenta, come appare dagli articoli IV e V della +convenzione 23 aprile, e dal relativo proclama di S. E. il tenente +Maresciallo generale Sommariva. Quindi all'acclamata loro imparziale +giustizia ed illuminato loro giudizio appoggia il Senato e sottopone +le tante e sí chiare ragioni che lo assistono, e conchiude la presente +nota con le seguenti riflessioni: + +Primo. Il Senato del Regno d'Italia nella sua deliberazione de' 17 +aprile altro non vi propose che di venerare gli alti principi delle +AA. PP. AA., inviando alle medesime rispettosi omaggi e suppliche per +la finale cessazione delle ostilità e per l'indipendenza del Regno. + +Secondo. Non può esistere costituzione nel Regno d'Italia, se con i +Collegi elettorali non esiste anche il Senato. + +Terzo. Ogni fiducia del Senato è intieramente riposta nella +magnanimità delle AA. PP. AA., nelle convenzioni stipulate e ne' +proclami emanati da' loro legittimi rappresentanti, anteriori in data +e in promulgazione all'incostituzionale abolizione pronunziata da una +sola frazione de' Collegi elettorali, la quale nemmeno fu fino al +giorno d'oggi legalmente pubblicata, nè si conosce da' senatori, se +non per essere stata inserita ne' pubblici fogli del giorno 27 aprile +1814. + +Milano, li 29 aprile 1814. + + _Firmato_ VENERI, _Presidente._ + GUICCIARDI, _Cancelliere_. + +La presente nota è stata sottoscritta ed approvata dagl'infrascritti +conti Senatori, + + Conte Moscati + Conte Paradisi + Conte Leonardo Giustiniani + Conte Luigi Massari + Conte Leopoldo Armaroli + Conte Tommaso Condulmer + Conte Sebastiano Bologna + Conte Barnaba Oriani + Conte Agostino Bruti + Conte Federico Cavriani + Conte Daniele Felici + Conte Sigismondo de Moll + Conte Simone Stratico + Conte Leonardo Thiene + Conte Giacomo Lamberti + Conte Testi + Conte Carlotti + Conte Francesco Mengotti + Conte Alessandro Volta + Conte Marco Serbelloni. + + +NOTE + +Il SAINT-EDME, pubblicando nel 1822 la sua traduzione francese di +questa operetta, vi aggiunse alcune _Notes du traducteur_, delle quali +per piú rispetti si deve tener conto; però ho creduto opportuno +riferirle o riassumerle, con richiamo ai luoghi stessi cui il +traduttore le appose. Nella nota (28) ho, naturalmente, corretti i +molti errori nei quali il SAINT-EDME cadde pei cognomi italiani, e +v'ho aggiunto molte altre indicazioni di uffici e personaggi notabili +del Regno italico. + +[27] «Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur qu'il traduit. +Ayant fait de vaines démarches pour parvenir à me satisfaire, j'ai dû +chercher dans l'ouvrage même quelque indice qui pût m'éclairer. Après +un mûr examen, j'ai été porté à croire que M. le comte Guicciardi, +chancellier du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait être +attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les motifs sur +lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti, che ho riferiti nella +prefazione, dai quali appare manifesto che qui ov'è detto doversi +tribuire lo scritto a un _ennemi_ del Guicciardi si ha senza dubbio un +errore di stampa, poiché il SAINT-EDME aveva certo il pensiero a un +_ami_ dell'ex-cancelliere. + +[28] «Afin--scriveva il SAINT-EDME--de faciliter au public la lecture +de cette traduction, je crois devoir lui donner ici le nom des +différentes personnes qui occupaient les hauts emplois du royaume +d'Italie»; e ciò ch'egli credeva già utile nel 1822, è oggi +assolutamente necessario, poiché gli uomini e le cose del Regno +italico sono ormai cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A +ravvivarla nella memoria degli studiosi potranno giovare le +indicazioni seguenti, le quali si danno rettificando e allargando +quelle del traduttore francese e per le quali si è seguito +l'_Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII_, che fu l'ultimo pubblicato +di una serie oramai irreperibile. + +GRANDI UFFICIALI DEL REGNO: + + MELZI D'ÉRIL Francesco di Milano, Duca di Lodi, } + Cancelliere guardasigilli. } + CODRONCHI Antonio di Imola, Arcivescovo di } + Ravenna, Grande elemosiniere. } Grandi ufficiali + FENAROLI Giuseppe di Brescia, } della Corona. + Gran maggiordomo maggiore. } + LITTA Antonio di Milano, Gran ciambellano. } + CAPRARA Carlo di Bologna, Grande scudiere. } + ALDINI Antonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814]. + LUOSI Giuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia + [1805-1814]. + MARESCALCHI Ferdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri + [1802-1814]. + VACCARI Luigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814]. + FONTANELLI Achille di Modena, Ministro della guerra e marina + [1811-1814]. + PRINA Giuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814]. + VENERI Antonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814]. + . . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era + stato, 1802-1812, BOVARA Giovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814 + fu GIUDICI Gaetano]. + . . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante]. + BONSIGNORI Stefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia. + CODRONCHI, predetto, Arcivescovo di Ravenna. + . . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolare + OPIZZONI Carlo, non riconosciuto]. + FAVA Paolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara. + PINO Domenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della + Guardia reale. + COSTABILI-CONTAINI Gio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei + beni della Corona. + MÉJAN Stefano francese, Segretario degli ordini del Viceré. + +SENATO CONSULENTE: + + I Principi della Casa Reale. + I Grandi ufficiali della Corona. + FAVA, predetto, Arcivescovo di Ferrara. + BONSIGNORI, predetto, Patriarca di Venezia. + MOSCATI Pietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809. + PARADISI Giovanni di Reggio, id. + COSTABILI-CONTAINI, predetto, id. + GUICCIARDI Diego di Lugano, id. + GIUSTINIANI Leonardo di Venezia, id. + CARLOTTI Alessandro di Verona, id. + MASSARI Luigi di Ferrara, id. + VIDONI Giuseppe di Cremona, id. + DI BREME Luigi Giuseppe di Sartirana, id. + POLCASTRO Girolamo di Padova, id. + CASTIGLIONI Luigi di Milano, id. + BOLOGNA Sebastiano di Vicenza, id. + LONGO Lucrezio di Brescia, id. + ALESSANDRI Marco di Bergamo, id. + FELICI Daniele di Rimini, id. + VOLTA Alessandro di Como, id. + CAVRIANI Federico di Mantova, id. + TESTI Carlo di Modena, id. + LAMBERTI Giacomo di Reggio, id. + PEREGALLI Francesco di Debbio in Valtellina, id. + FRANGIPANE Cinzio di Udine, id. + THIENE Leonardo di Vicenza, id. + BARISAN Giovanni di Treviso, id. + MENGOTTI Francesco di Belluno, id. + BRUTI Agostino dell'Istria, id. + CAMERATA Antonio di Ancona, id. + SGARIGLIA Pietro di Fermo, id. + ARMAROLI Leopoldo di Macerata, id. + VENERI, predetto, nominato 10 ottobre 1809. + PRINA, predetto, id. + BERIOLI Spiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id. + MELANO PORTULA Vittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id. + SERBELLONI Marco di Milano, id. + MOCENIGO Alvise di Venezia, id. + MARTINENGO Giovanni Estore di Brescia, id. + CONDULMER Tommaso Gaspare di Venezia, id. + ORIANI Barnaba di Milano, id. + STRATICO Simone di Zara, id. + DANDOLO Vincenzo di Venezia, id. + FIORELLA Pasquale Antonio còrso, generale di divisione, id. + VERRI Carlo di Milano, id. + LUOSI, predetto, nominato 7 febbraio 1810. + DE MOLL Sigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810. + +CONSIGLIO DI STATO: + +I. _Consiglio legislativo:_ DE BERNARDI Stefano presidente--MAESTRI +Giovanni--BAZZETTA Giovanni--SANFERMO Rocco--D'ADDA Febo--BARGNANI +Cesare--MÉJAN Stefano--PARRAVICINI Raffaele--GUASTAVILLANI Giovanni +Battista--COSSONI Antonio--BOSSI Luigi--POLFRANCESCHI Pietro--LUINI +Giacomo--PEDRAZZINI Michele--QUIRINI-STAMPALIA Luigi--SCOPOLI +Giovanni--COLLE Francesco--GIOVIO Ludovico. + +II. _Consiglio degli uditori:_ PALLAVICINI Giuseppe presidente--ALDINI +Giovanni--SOPRANSI Luigi--VALDRIGHI Luigi--BARBÒ Francesco--RIVA +Cristoforo--NANI Tommaso--COMPAGNONI Giuseppe--BRUNETTI +Vincenzo--CACCÍA Gaudenzio--CASATI Giuseppe--TORNIELLI Giuseppe-- +CUSTODI Pietro--BURRI Giovanni--BORGHI Carlo Jacopo--BREBBIA +Giuseppe--RE Antonio--FAGNANI Federico. + +III. _Consiglieri di Stato in servizio straordinario:_ GALLINO +Tommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia--STRIGELLI +Antonio, Segretario di Stato in Milano--AGUCCHI Alessando, prefetto +del Passariano--GALVAGNA Francesco, prefetto dell'Adriatico--D'ALLEGRE +Paolo Lamberto, vescovo di Pavia--RONNA Tommaso, vescovo di +Crema--SMANCINI Antonio, prefetto dell'Adige. + +IV. _Consiglieri di Stato onorari:_ PEDROLI Carlo Antonio, primo +presidente della Corte di cassazione--TAVERNA Francesco, primo +presidente della Corte d'appello di Milano--BECCALOSSI Giuseppe, primo +presidente della Corte d'appello di Brescia--ERIZZO Guido, dimorante +in Venezia. + +CORTE DI CASSAZIONE: + +PEDROLI Carlo Antonio, primo presidente. + +NEGRI Antonio, presidente. + +DE LORENZI Antonio--TONNI Luigi--SOPRANSI Fedele--PIZZOTTI +Francesco--VILLATA Guido--SOPRANSI Luigi--BAZZETTA Giovanni--REPOSSI +Francesco--RAGAZZI Giuseppe--PELEGATTI Cesare--CONDULMER +Pietro Antonio--PREDABISSI Francesco--CISOTTI Giovanni Battista-- +SCACCABAROZZI Cesare--AUNA Giovanni Vincenzo--LUINI Giuseppe, giudici. + +VALDRIGHI Luigi, Regio procuratore generale--BORSOTTI Giovanni +Gaudenzio, sostituto procuratore generale. + +CORTE DEI CONTI: + +DE BERNARDI Stefano, primo presidente. + +SABATTI Antonio--SOMMARUGA....., presidenti. + +PAMPURI Giacomo--BUSTI Cristoforo--UNGARELLI Pietro--TEULIÉ +Filippo--PALLAVICINI Giulio--BECCARIA Giulio--ARRIGONI Galeazzo--SILVA +Bernardino, giudici. + +NOGHERA Giovanni Battista--SOMAGLIA Gaetano--SANNER +Baldassare--PECCHIO Pietro, giudici per i conti arretrati. + +CRESPI Luigi, Regio procuratore generale. + +SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI: + +_Segreteria di Stato in Parigi:_ ALDINI Antonio, predetto, Ministro +Segretario di Stato--MARINONI Francesco, segretario generale. + +_Segreteria di Stato in Milano:_ STRIGELLI Antonio, Consigliere +Segretario di Stato--NARDUCCI Giampietro, APPIANI Giuseppe, GERMANI +Giuseppe, capi di divisione. + +_Ministero della giustizia:_ LUOSI, predetto, Ministro--BIELLA Felice, +segretario generale--LUOSI Luigi, STOPPANI Pietro, ALBERTI Francesco, +PRANDINA Gaetano, capi di divisione. + +_Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:_ +MARESCALCHI, predetto, Ministro--JACOB, capo di divisione--Seconda +divisione in Milano: TESTI Carlo, incaricato del portafoglio del +dipartimento degli affari esteri--BORGHI Carlo Jacopo, capo di +divisione. + +_Ministero dell'interno:_ VACCARI, predetto, Ministro--DE CAPITANI +Paolo, segretario generale--CERIANI Giuseppe Cesare, BERNARDONI +Giuseppe, CARMAGNOLA Paolo, capi di divisione. + +_Ministero della guerra e marina:_ FONTANELLI, predetto, +Ministro--ZANOLI Alessandro, segretario generale--ARESE Francesco +colonnello, LOCATELLI Luigi Annibale ispettore alle rassegne, Patroni +Giuseppe colonnello, CRUVELIER Giovanni Pietro, ispettore di marina, +capi di divisione--CORTESE Francesco, direttore delle rassegne e della +coscrizione. + +_Ministero delle finanze:_ PRINA, predetto, Ministro--CUSTODI Pietro, +segretario generale--SOLDINI Andrea, PETRACCHI Angelo, AMANTE +Giovanni, REINA Giuseppe, MARCHINI Bartolomeo, capi di divisione. + +_Ministero del tesoro:_ VENERI, predetto, ministro--TARCHINI Giovanni +Battista, segretario generale--CARNAGHI Amedeo, ispettore +generale--TORDORÒ Luigi, capo della contabilità--CORRIDORI Girolamo, +cassiere generale del regno. + +_Ministero del culto:_ GIUDICI Gaetano, segretario generale, ff. di +ministro--FARINA Modesto, CASNATI Filippo, capi di divisione. + +DIREZIONI GENERALI: + +_Acque, strade e porti marittimi:_ COSSONI Antonio, direttore +generale--NEGRI Gaetano, segretario generale--ARTICO Angelo, ASSALINI +Antonio, MASETTI Agostino, PAREA Carlo, ispettori generali--BRUNACCI +Vincenzo, BONATI Teodoro, COSSALI Pietro, ispettori generali onorari. + +_Polizia:_ LUINI Giacomo, direttore gen.--BRUSA Paolo, segretario gen. + +_Istruzione pubblica, stampa e libreria:_ SCOPOLI Giovanni, direttore +gen.--POGGIOLINI Giovanni Luigi, segr. gen.--PINI Ermenegildo, ROSSI +Luigi, ispettori generali degli studi. + +_Censo e imposizioni dirette:_ BRUNETTI Vincenzo, direttore +generale--LUPI Carlo, segr. gen. + +_Dogane:_ BARGNANI Cesare, dirett. gen. + +_Privative e dazî di consumo:_ BARBÒ Francesco, dirett. +gen.--CALDARINI Giovanni Battista, seg. gen. + +_Monte Napoleone_ (col titolo di _Prefettura del M. N. e +della liquidazione del debito pubblico_): MAESTRI Giovanni, +prefetto--CALDERARA Giuseppe, luogotenente prefetto--NEGRI, segretario +gen. + +_Poste:_ Darnay Antonio, direttore gen. + +_Zecche e monete:_ ISIMBARDI Innocenzo, direttore gen.--PRINA Luigi, +segr. gen. + +_Lotto:_ SOLDINI Ambrogio, direttore gen.--PALMIERI segretario gen. + +ESERCITO E MARINA: + +_Stato maggiore generale dell'esercito._ + +_Generali di divisione:_ PINO Domenico--LECHI Giuseppe--SEVEROLI +Filippo--FONTANELLI Achille--BONFANTI Antonio--PEYRI Luigi--FIORELLA +Pasquale Antonio--PALOMBINI Giuseppe--ZUCCHI Carlo--FONTANE Giacomo. + +_Generali di brigata:_ POLFRANCESCHI Pietro--BIANCHI D'ADDA Giovanni +Battista--LECHI Teodoro--BALABIO Carlo--MAZZUCCHELLI Luigi--BERTOLETTI +Antonio--VILLATA Giovanni--RENARD BRIZIO Giovanni Battista--DEMBOWSKI +Giovanni--BALATHIER Carlo--MARTEL Filippo Andrea--ROUGIER Gillo-- +SCHIAZZETTI Fortunato--SAINT PAUL Verbigier--MORONI Pietro-- +JACQUET Giuseppe--SANT'ANDREA Pietro--BELLOTTI Gaspare--JULHIEN +Giovanni Francesco--CAMPAGNOLA Luigi--MILOSSEWITZ Andrea--BERTOLOSI +Giovanni Battista--GALIMBERTI Livio--RAMBOURGT Pietro Gabriele--PAINI +Giulio--PAOLUCCI Amilcare--PERI Bernardo. + +_Aiutanti comandanti:_ LECHI Angelo--CAVEDONI Bartolomeo--MONTEBRUNO +Andrea--MAZZUCCHELLI Giovanni--RIVAIRA Luigi--CASELLA Giovanni +Battista. + +_Marina Reale._ + +_Commissario generale:_ MAILLOT Stefano. + +_Capitani di vascello:_ PASQUALIGO Nicola--MILIUS Pier Bernardo. + +_Capitani di fregata:_ COSTANZI Giovanni Battista--ARMENI +Antonio--RODRIGUEZ Francesco--BURATOVICH Vincenzo--DANDOLO +Silvestro--AYCARD Romano--SAINT PRIEST Filiberto Luigi--TEMPIÈ +Giacomo. + +_Direttore dell'artiglieria di marina:_ TROUCHON Domenico. + +_Direttore delle costruzioni navali italiane:_ SALVINI Andrea. + +_Comandante del porto di Venezia:_ GIAXICH, capitano di fregata. + +DIPARTIMENTI: + +1. _Adda_, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6, comuni +29: REZIA Carlo prefetto; RENARD generale comandante. + +2. _Adige_, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4, +cantoni 15, comuni 76: SMANCINI Antonio prefetto; MILOSSEWITZ generale +comandante. + +3. _Adriatico_, capoluogo Venezia, popolazione 290,112, distretti 4, +cantoni 10, comuni 38: GALVAGNA Francesco prefetto; DAURIER generale +francese comandante. + +4. _Agogna_, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti 5, +cantoni 19, comuni 136: LUINI Stefano prefetto; BERTOLOSI generale +comandante. + +5. _Alto Adige_, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti 5, +cantoni 20, comuni 121: DAL FIUME Filippo prefetto; MILOSSEWITZ +generale comandante. + +6. _Alto Po_, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti 4, +cantoni 17, comuni 129: TICOZZI Francesco prefetto; BALABIO generale +comandante. + +7. _Bacchiglione_, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479, distretti +5, cantoni 14, comuni 99: MAGENTA Pio prefetto. + +8. _Basso Po_, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti 3, +cantoni 11, comuni 82: ZACCO Costantino prefetto. + +9. _Brenta_, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti 4, +cantoni 12, comuni 85: PORRO Ferdinando prefetto. + +10. _Crostolo_, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti 2, +cantoni 7, comuni 52: ZECCHINI Bonaventura prefetto. + +11. _Lario_, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4, cantoni +23, comuni 168: TAMASSIA Giovanni prefetto; RENARD generale +comandante. + +12. _Mella_, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti 4, +cantoni 18, comuni 127: SOMMENZARI Teodoro prefetto; FONTANE generale +comandante. + +13. _Metauro_, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti 5, +cantoni 16, comuni 76: GASPARI Giacomo prefetto; BARBOU generale +francese comandante. + +14. _Mincio_, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti 3, +cantoni 15, comuni 51: VISMARA Michele prefetto; JULHIEN generale +comandante. + +15. _Musone_, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti 5, +cantoni 13, comuni 48: VILLATA Michele prefetto. + +16. _Olona_, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti 4, +cantoni 20, comuni 155: CACCÍA Gaudenzio prefetto; BERTOLOSI generale +comandante. + +17. _Panaro_, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti 2, +cantoni 7, comuni 52: MINOIA Giovanni prefetto. + +18. _Passariano_, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti 4, +cantoni 18, comuni 136: AGUCCHI Alessandro prefetto; SCHILT generale +francese comandante. + +19. _Piave_, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti 3, +cantoni 11, comuni 67: FERRI Francesco prefetto. + +20. _Reno_, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti 4, +cantoni 12, comuni 76: TADINI OLDOFREDI Girolamo prefetto; ROIZE +generale francese comandante. + +21. _Rubicone_, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti 5, +cantoni 14, comuni 41: FROSCONI Alessandro prefetto; VILLATA generale +comandante. + +22. _Serio_, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti 4, +cantoni 18, comuni 145: CORNALIA Francesco prefetto. + +23. _Tagliamento_, capoluogo Treviso, popolazione 301,114, distretti +5, cantoni 16, comuni 93: DEL MAINO Carlo prefetto. + +24. _Tronto_, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti 3, +cantoni 10, comuni 72: STAURENGHI Leopoldo prefetto. + +_Riassunto:_ Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344 cantoni, +2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie 84,043 miglia +quadrate italiane. + +[29] Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese +della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16 aprile 1814 +(vedasi anche nel FABI, pag. 102-108); 2º il proclama del principe +Eugenio ai soldati francesi, Mantova, 17 aprile 1814 (in FABI, pag. +108-109); 3º l'indirizzo dell'armata francese al principe Eugenio, +dello stesso giorno, firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle, +Marcognet, D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet, +Sainte-Laurent e Bode. + +[30] «Semblable en cela à tous les peuples et même à tous les hommes +qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les Italiens crurent que les +projets du roi Joachim tendaient à former un seul royaume de l'Italie, +trompés par sa conduite envers son bienfaiteur, et par les bruits +qu'il faisait courir à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient +les Italiens, l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes, +préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter sur le +trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération des états +et princes italiens, à laisser ce pays sous la domination de Napoléon +ou de son fils adoptif. + +Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement leur +raison, et excluaient tout jugement. Partout où un souverain marche en +conquérant, il faut s'attendre à y retrouver longs-temps encore les +empreintes de son pouvoir. Ainsi ils devaient d'autant moins douter +des plans de l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il +avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et son +petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe, mais +bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer ses anciennes +possessions. Ils ne devaient donc aucunement compter sur Murat, qui +appartenait d'ailleurs à une famille que les coalisées voulaient +proscrire, et je n'examinerai pas ce poins délicat de leur politique. + +Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse pour +leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans une des notes +suivantes». + +[31] «Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient point eu +connaissance le tous ces projets, que la craint des plus grands +malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer, à preparer dans le +silence les moyens de les éviter. Je ne leur ferai pas l'injure de les +supposer capables d'une indifférence odieuse de la part d'aussi grands +magistrats, sur qui le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa +tranquillité. Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment +qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur, et ils ne +pouvaient point l'ignorer, la conduite de l'Autriche était-elle de +nature à leur inspirer quelque sécurité? Si je ne les comdanne point +pour leur indifférence, je n'hésite point à les accuser d'un manque +total de caractère; et les Italiens doivent les poursuivre de leur +haine pour avoir, ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé +le voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance +si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne partageassent pas ce +voeu, ils devaient le connaitre: les grands corps d'un état n'existent +que pour le bien de plus grand nombre, et ils auraient dû se +soumettre. En supposant que l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas +exactement démontré, ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle +environnée des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche +de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les éclaircir? +Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce que je vais +faire le plus rapidement possible.»--E qui il Saint-Edme, esaminando +la condotta politica dell'Austria verso Napoleone I dal 1812 al 1814, +rileva come, dalla richiesta fatta nella conferenza di Praga per la +cessione delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e +dall'_ultimatum_ presentato al congresso di Châtillon che esigeva +l'abbandono totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione +del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca; e +conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous ces faits, en +tirer les conséquences naturelles que Napoléon serait écrasé, que +l'Autriche menacerait l'existence du royaume, qui ne consentirait +point à lui accorder son indépendance, et qu'il fallait employer des +mesures énergiques. Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du +peuple italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses +desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre l'abdication de +Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer la consolidation +du royaume, proclamer un chef, faire un appel au patriotisme du +peuple, appeler tous les princes d'Italie à une confédération, mander +a Milan les troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour +tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant à même de +discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement. N'eussent-ils fait +autre chose que proclamer une seconde fois la constitution de 1802, et +nommer un président ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple +de lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et qui sait +si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque résultat +avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien fait pour sauver la +patrie.» + +[32] «Les Français étaient assez généralement aimés, et on les +regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les Autrichiens ont +toujours été détestés, qu'on les hait encore plus, et que le nom de +_Tudesco_ (Tudesque, ou Allemand) donné à un Italien, est une injure +des plus vives. Sous la domination des Français, les Italiens +jouissaient des apparences de toutes leurs libertés; ils +embellissaient leur pays; ils protégeaient les arts, l'industrie, le +commerce; la presque totalité des emplois étaient occupés par des +nationaux. Maintenant ils ne rencontrent que des entraves, et les +Autrichiens gouvernent en conquérans». + +[33] «Cette déclaration concorde parfaitement avec la note +précédente». + +[34] Il SAINT-EDME riporta qui, tradotta in francese, la Costituzione +della Repubblica Italiana adottata nei Comizi di Lione il 26 gennaio +1802: il testo originale di essa si ha nel _Bollettino delle leggi +della Repubblica Italiana, Anno I,_ Milano, Veladini [1802], pp. 1-19. + +[35] «Relatifs au système continental». + +[36] In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni del +Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè: + +_I. Statuto costituzionale_, Parigi 17 marzo 1805, preceduto dal +discorso di F. Melzi in nome della Deputazione della Repubblica +Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi e +Guicciardi, membri della Consulta di Stato; Guastavillani, +Lambertenghi, Carlotti, del Consiglio legislativo; Dabrowki generale +di divisione; Rangone oratore del Corpo legislativo, Calepio membro +del Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale +dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani, del Collegio +elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio elettorale dei +commercianti; Negri, commissario presso il tribunale di cassazione; +Sopransi, presidente del tribunale di revisione in Milano; Valdrighi, +presidente del tribunale di revisione in Bologna], dall'atto della +Deputazione stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in +Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara di +accettare la corona italica; tutto ciò riferito dalla _Raccolta de' +fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al +cangiamento della Repubblica Italiana in Regno d'Italia_, Milano, +Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo Statuto +costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta di Stato, +Parigi 19 marzo 1805, che si legge nel _Bollettino delle leggi del +Regno d'Italia_, Milano, Veladini [1805], PP. 33-43. + +_II. Statuto costituzionale_, Saint-Cloud 29 marzo 1805 +[Reggenza--Grandi ufficiali del Regno--Giuramenti]; nella _Raccolta_ +cit. pp. 98-112 e nel _Bollettino_ cit. pp. 54-63. + +_III. Statuto costituzionale_, Milano 6 giugno 1805 [Beni della +Corona--Viceré--Collegi--Consiglio di Stato--Corpo legislativo--Ordine +giudiziario--Diritto di far grazia--Ordine della Corona di +ferro--Disposizioni generali] firmato dai membri della Consulta di +Stato [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi, +Moscati, Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao +Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe Taverna, Giuseppe +Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba Oriani, Fè Marcantonio, +Brunetti Vincenzo, Vertova Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni +Giambattista, Castiglioni Luigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo, +Salina Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari Luigi, +Odescalchi, Bazzetta]: è nel _Bollettino_ cit. pp. 91-112. + +_IV. Statuto costituzionale_, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione del +Viceré Eugenio]: è nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1806], +pp. 62-64. + +_V. Statuto costituzionale_, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione del +Senato consulente]: è nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia +[1807], pp. 1120-1221. + +Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il Saint-Edme, il +quale solamente accenna a un «sixième et dernier Statut +constitutionnel» del 9 novembre 1809, sotto la qual data si ha invece +il _Regolamento che stabilisce la natura e la forma delle relazioni +del Senato col Governo_ (nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia, +pp. 302-312). Invece gli altri, veri e propri Statuti, furono i +seguenti: + +_VI. Statuto costituzionale_, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione del +Senato--Attibuzioni--Dotazione--Disposizioni speciali]: è nel +_Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1808], pp. 216-222. + +_VII. Statuto costituzionale_, Saint-Cloud 21 settembre 1808 [Titoli e +maggioraschi del Regno]: è nel _Bollettino_ cit., pp. 824-847. + +_VIII. Statuto costituzionale_, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione della +corona e appannaggi dei principi e delle principesse d'Italia]: è nel +_Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1810], pp. 194-210. + +_IX. Statuto costituzionale_, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio del +Principe Viceré d'Italia]: è nel _Bollettino_ cit., pp. 211-213. + +Finalmente il SAINT-EDME, dopo aver notato che gli elettori del Regno, +i quali secondo la Costituzione di Lione erano 300 nel Collegio dei +possidenti, 200 in quello dei Dotti e 200 in quello dei commercianti, +erano poi cresciuti di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17 +luglio 1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495, dotti +329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí: «Les électeurs aux +colléges réunis à Milan en avril 1814, étaient au nombre de 170; et, +conformément aux constitutions, ils ne pouvaient délibérer: si les +sénateurs avaient eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége +le ridicule dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils à +leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que +méritaient-ils de plus?» + + + + + SUGLI AVVENIMENTI + DI MILANO + + _17-20 Aprile 1814_ + + + RELAZIONE + DEL + CONTE CARLO VERRI + + SENATORE DEL REGNO ITALICO + E + PRESIDENTE DELLA REGGENZA PROVVISORIA + + + SCRITTA IN NIZZA + Inverno 1817. + + + + +SUGLI AVVENIMENTI DI MILANO + +_17-20 di Aprile 1814_ + + +RELAZIONE. + +Trascorsi ormai due anni dagli avvenimenti accaduti in Milano +nell'aprile 1814, io, Carlo Verri, intraprendo a stendere una Memoria +relativa a quella sfortunata epoca, che rimarrà lungamente scolpita +negli animi dei Lombardi. Era mia intenzione di ciò fare, sino dal +primo giorno nel quale seguí il movimento popolare; ma non mi è stato +possibile. Le molte persone che vennero da me e l'essere io stato +nominato Presidente del Governo non mi hanno lasciato libero il tempo. +Avendo poi continuato a servire il Governo sino a tutto il 1815, +distratto dagli affari ed essendo in debole salute, non ho saputo +determinarmi a scrivere. Ora però che mi trovo in piena libertà e +senza incombenza alcuna, io penso di esporre quanto la memoria saprà +suggerirmi, né mi dilungherò in riflessioni, attenendomi a' soli e +semplici fatti, dei quali io stesso fui personalmente testimonio e che +constino per pubblici documenti, o tali, per pubblica fama, che non se +ne possa dubitare, non avuto riguardo alle voci sparse e prive di sodo +fondamento. Narrerò quanto io stesso ho veduto e quanto è accaduto a +me: cosí questa mia relazione, che penso deporre nell'archivio di +famiglia, darà qualche idea della cosa pubblica ed una notizia certa +di quanto è accaduto a me come uomo pubblico in quell'epoca ed in +seguito. Né sarà discaro agli individui della famiglia se, scrivendo +di me, sarò forse diffuso, e se brevemente discorrerò degli impieghi +ai quali sono stato chiamato prima dell'epoca che intendo descrivere, +giacché il principale mio scopo è appunto quello di stendere una +Memoria intorno a ciò che mi appartiene come uomo pubblico. + + * * * * * + +Nel 1802, mentr'io da qualche tempo viveva quasi abitualmente in +campagna attendendo all'agricoltura, il conte Francesco Melzi, fatto +vicepresidente della Repubblica Italiana, chiese di me e mi offrí una +prefettura. Contavo già il cinquantesimonono anno d'età e con salute +debole. Presi tempo a riflettere, poi accettai, sempreché fossi +destinato alla prefettura del Lario in Como, città triste, ma che +offriva la vicinanza dei miei fondi, della patria e del fratello +cavaliere Giovanni in essa domiciliato. La fondata speranza di un buon +Governo, lo Stato stabilito con pubblico trattato politico, il dovere +che incombeva a qualunque probo cittadino di secondare la felice +circostanza per il pubblico interesse mi determinarono all'assenso, +avendo nei tempi antecedenti di rivoluzione della Cisalpina e dei +variati governi vissuto affatto alieno da qualunque impiego. Erano le +prefetture in quella loro istituzione di grado assai decoroso, ed +erano i Prefetti quasi veri governatori; ma in seguito decaddero assai +dal loro lustro. + +Il vicepresidente Melzi avrebbe voluto destinarmi non a Como, ma in +qualche altro dipartimento piú interessante, e probabilmente aveva +fisso nell'animo quello del Mella, la cui capitale è Brescia. Ma le +circostanze soprallegate fecero ch'io rimanessi nella mia prima +adesione per il solo Lario in Como. Dopo circa un mese di sospensione, +il vicepresidente, vedendomi costante, mi nominò per il Lario. Ma vari +signori bresciani, mossi da propria opinione e probabilmente dal +Governo istesso, mi fecero istanze assai lusinghevoli perché cangiassi +di pensiero e accettassi il Mella, e tali furono le istanze che non +senza imbarazzante difficoltà sarebbe accaduto che io mi dispensassi; +al che si aggiunse una obbligantissima lettera del cittadino Villa, +ministro dell'interno, colla quale mi partecipava il desiderio de' +Bresciani e quello del Governo istesso, che io non mi rifiutassi per +il dipartimento del Mella. Erano pertanto le cose a tal segno spinte +che il rifiuto sembrava inurbana ostinazione, onde mi determinai a +secondare l'istanza. Ma se la vivacità di quella nazione e le +difficoltà che poteva presentare lusingavano e mi rendevano assai +preferibile il Mella al Lario, pure la poca salute, la distanza da' +parenti, dagli amici e dalle mie proprietà mi facevano preferire il +Lario. Quindi in giugno del 1802 partii per Brescia: onorevolmente +accolto, ivi rimasi fino al settembre del 1804, nel quale tempo ebbi +una grave malattia di petto e fui nominato Consigliere legislativo. +Quale memoria abbia fortunatamente lasciata di me nel dipartimento non +istà a me il dirlo: il Governo ne fu contento e mi premiò +coll'avanzarmi di grado in patria. + +Venuto in Milano nel 1805 Napoleone per prendere la Corona di ferro, +fece una nuova nomina per il Consiglio interinale di Stato, poi la +fece stabile; ed in entrambe vi fui nominato. Poi, istituito l'Ordine +della Corona di ferro, fui tra i primi nominato Commendatore, e n'ebbi +la decorazione nella prima e sola funzione pubblica che si fece in +Sant'Ambrogio, dalle mani del Principe Eugenio Viceré, seduto sotto il +trono in piena formalità. Varie e distinte incombenze ebbi come +consigliere, nelle quali anche fui nominato il primo ove si trattava +di piú consiglieri nominati. Tale fu la commissione per la Dalmazia, +ove io fui nominato per Zara e suo distretto; ma per motivi di salute +mi dispensai. Cosí fui nominato il primo, e nei primi dipartimenti, +come Ispettore di pubblica beneficenza. + +Finalmente nel principio di aprile dell'anno 1808 il Principe Viceré, +sebbene io per mia indole non avvicinassi né la real Corte né i +Ministri, con maniere obbliganti mi chiese se avrebbe potuto disporre +di me; al che risposi che tutto mi sarebbe stato gratissimo e ad +onore, sempreché la mia poca salute ed i miei pochi talenti avessero +potuto secondare le viste di S. A. R. Passati pochi giorni, il +Principe con suo viglietto mi scrisse che mi disponessi a partire per +Ancona e che conservassi il segreto che affidava alla mia discretezza. +Poi volle a me solo manifestare il motivo della partenza, il quale era +doversi da me organizzare i tre dipartimenti della Marca, cioè il +Metauro, il Musone ed il Tronto. Comandava in essi, come governatore, +il generale francese Lemarois. Volle il Principe ch'io carteggiassi +direttamente con lui e diedemi per compagno Giacomo Luini, Consigliere +uditore. Partii in aprile, pretestando un giro nei dipartimenti del +circondario di pubblica beneficenza a me affidato, e giunsi in Ancona +prima del giorno 21 del mese, epoca assegnatami. Rimasi in Ancona sino +a tutto l'agosto, e ritornai in patria lasciando contente quelle +popolazioni; e persino gli ecclesiastici di Roma non disapprovarono la +mia condotta. Il real Governo ne fu contento ed il Principe, pagate le +spese, mi regalò una bellissima tabacchiera col suo ritratto +contornato di brillanti. Non è a tacersi essere io andato in quei +dipartimenti senza istruzioni, senza notizie delle finanze, essendosi +il real Principe interamente affidato, com'egli graziosamente diceva, +alla mia saviezza. + +Erettosi da S. M. l'Imperatore Napoleone il Senato del Regno d'Italia, +ed essendosi riservata la nomina di alcuni, oltre quelli che gli +fossero stati presentati dai Collegi elettorali in conformità dello +Statuto, mi nominò Senatore con decreto del giorno 10 ottobre 1809. + +Questa è la carriera da me percorsa nei pubblici impieghi, dai quali +sono stato alieno fino all'anno cinquantesimo di mia vita e per i +quali non ho mai fatto passo alcuno sia colla Corte, sia coi Ministri. +Dal che facilmente si scorge che nel Governo della Repubblica italiana +ed in quello del Regno d'Italia i sudditi chiamati a pubblico impiego +ottenevano la confidenza del Governo, e non erano gl'Italiani trattati +come semplici operai e sottoposti all'umiliante diffidenza, che +disgraziatamente forma uno dei principali caratteri del Governo +austriaco verso gl'Italiani. + +Ciò premesso per notizia della famiglia, passo ora alla seconda epoca, +cioè a quella del cangiamento di Governo. Scrivendo ciò che la memoria +potrà fornirmi e senza prevenzione di partito, non esporrò che i fatti +certi, dai quali potrà chi legge dedurre quelle conseguenze che +offrono da loro medesimi. Parlerò molto di me, poiché la Memoria che +stendo ha per iscopo principale appunto quello di lasciare in famiglia +un documento di quanto m'è accaduto, perché possa da esso dedurre +argomento delle stabilità politiche, e quanto meglio sia il fondare la +felicità sull'esistenza propria, sulle abitudini e geniali +occupazioni, sui lumi, sullo studio, di quello che sugli impieghi +dipendenti sempre dall'altrui volere e dall'impensato cangiamento +degli eventi politici ed amministrativi. + +Era la sera del giorno 16 aprile 1814, quand'io essendo colla società +di varie persone, che seralmente da me si sogliono unire già da vari +anni, ricevetti lettera d'avviso che la mattina seguente si univa il +Senato in seduta straordinaria. Convalescente per recente malattia di +petto e debole assai, gli amici mi consigliarono a non intervenire +alla seduta; ma riflettendo io che questa seduta, attese le cose di +Francia e le sventure di Napoleone delle quali correvano incerte voci, +doveva essere effetto di oggetto interessante, mi determinai d'andare +al Senato, anche esponendo la propria salute. Ignorava di che trattar +si dovesse; e la mattina del 17 me ne stavo seduto in letto +trattenendomi in alcune geniali occupazioni ed attendendo l'ora di +alzarmi, quando venne da me il conte Alfonso Castiglioni mio nipote. +Premessi i soliti atti di famigliare amicizia, egli mi chiese se +pensava di andare al Senato; al che risposi affermativamente +adducendone il motivo. Continuò egli interpellandomi se mi era noto +l'oggetto della convocazione, e risposi che lo ignoravo. Allora egli +mi disse: «Io ve lo dirò. Trattasi di un messaggio al Senato per +ottenere che il Principe Eugenio, viceré d'Italia, sia dichiarato re.» +Ignorando io ciò che era accaduto in Francia, come s'ignorava da +tutti, fui sorpreso e meravigliato, onde ne parlai con stupore non +potendo persuadermi di quanto mi veniva detto; ma il conte Castiglioni +mi assicurò in modo cosí deciso e fermo che dovetti in certo modo +persuadermi essere vero quanto mi diceva. + +Dopo breve dialogo partito il Castiglioni e rimasto solo, riflettei +fra me medesimo cosa dovessi fare e dubitai se fosse prudente cosa il +non intervenire alla seduta, giacché la poca salute mi offriva giusto +motivo. Da una parte io sentiva le molte obbligazioni mie verso il +Principe, che sempre mi ha distinto sebbene io non frequentassi la +Corte; non ignoravo, d'altronde, che già da un anno il pubblico non +gli era piú affezionato e che molto di lui si doleva. Rammentavasi +l'ordine, da lui emanato, di dare cinquanta colpi di bastone ciascun +giorno di un intero mese a' vari condannati ai lavori forzati in +Mantova per essere fuggiti: decreto che fu eseguito per alcuni giorni, +poi sospeso, essendosi da Mantova mandati in commissione speciale +alcuni cittadini onde revocare sí terribile decreto, che riduceva +quelli infelici a dura morte per cancrena. Né fece poca impressione +nell'animo degli Italiani la condanna a morte per fucilazione del sig. +...... guardia d'onore, di famiglia distinta di Corinaldo, +dipartimento del Metauro, per pensata e non effettuata diserzione. +Varie altre cose spargevansi già da qualche tempo contro il Principe, +e singolarmente alcune sue espressioni di disprezzo pe' militari +italiani. Né poteva il pubblico tollerare l'influenza del signor +Méjan, suo segretario degli ordini, né quella di qualche suo aiutante +disprezzatore degli Italiani. Spiaceva inoltre che il signor Darnay +fosse stato fatto Direttore delle poste, e dicevasi che le lettere +erano tutte aperte, molte trattenute ed abbruciate. Il partito opposto +al Governo esagerava questi fatti e declamava: i tributi gravosissimi +diretti dal ministro Prina odiato dal pubblico; la coscrizione +militare che offriva al macello tanta gioventú e che non lasciava +famiglia che non fosse in profonda desolazione; la lusinga sempre +facile nel popolo di migliorare la sorte presente con un nuovo +Governo; la reazione del partito dei nobili e di quelli che +dimenticati dal Governo speravano nelle vicende della guerra, dopo i +disastri sofferti nel fine della campagna di Russia, davano animo ad +eccitare il generale malcontento con tutti quei mezzi e con tutte +quelle dicerie, che l'entusiasmo e la vivacità dei partiti hanno poste +in opera in tante fatali circostanze dell'età nostra. + +Questi pensieri ed il dubbio del carattere che il Senato fosse per +assumere in cosí difficile circostanza, l'intimo sentimento mio di +esprimere il mio voto sempre diretto dall'onore, dal dovere e dal +pubblico bene, mi davano grande perplessità e timore di espormi +inutilmente. L'incertezza delle notizie, l'ignoranza del vero stato +politico delle cose, la volubilità degli eventi, la generale +avversione al Governo francese, le declamazioni contro il Principe +erano tutti oggetti gravissimi di seria riflessione. Considerando però +che l'uomo appunto nelle circostanze difficili non doveva smentire il +proprio carattere e che l'uomo appunto in queste occasioni deve +prestarsi in favore dello Stato e del bene della società, mi +determinai di andare al Senato nella ferma risoluzione di parlare con +quella libertà che era di preciso dovere, quand'anche avessi dovuto +sacrificare me stesso, e di ragionare in conformità di quanto fosse +stato proposto alla discussione del Corpo, giacché realmente non +sapevo immaginare sotto quale aspetto, con quali motivi e come potesse +essere disposto l'affare. + +Giunto al palazzo del Senato, dubitando che la prevenzione di alcuni +individui, la debolezza di molti, le private viste ed un antecedente +maneggio potessero indurre il Senato o ad essere sospeso o a non +mantenere quel nobile carattere e quella saviezza che conveniva al +primario Corpo del Regno, avvicinai due o tre senatori, e, chiesto +loro se avessero notizia di quanto doveva trattarsi, essendomi stato +risposto che lo ignoravano, dissi loro che l'affare doveva essere +grave e che li esortava ad essere attenti e cauti contro qualunque +sorpresa. + +Era presidente il conte Veneri, modenese, ex-ministro del tesoro del +Regno. Aperta la seduta, fu letto un messaggio del signor Duca di +Lodi, guardasigilli del Regno, col quale annunziava al Senato che le +vicende politiche e le circostanze esigevano la piú seria attenzione, +ed essere necessario: + +1º di spedire una Deputazione alle Alte Potenze alleate contro la +Francia, onde interessarle a sospendere le ostilità e conservare il +Regno coll'indipendenza dello Stato. + +2º Convocare i Collegi elettorali. + +Con questo messaggio venne proposta anche la forma del decreto da +adottarsi, e dopo i due suddetti articoli eravi il terzo ed ultimo, +col quale volevasi che + +3º La Deputazione esprimesse alle Alte Potenze alleate il sentimento +di riconoscenza che la nazione nutriva verso la persona del Principe +Eugenio viceré, per l'ottima sua condotta nell'amministrazione +pubblica. + +Grande fu la sorpresa del Senato alla lettura di questo messaggio, col +quale, tacendosi gli eventi accaduti in Mantova ed a Parigi, si vedeva +invitato a cangiare il Sovrano. E veramente in quell'epoca destinata a +tanti cangiamenti, si sono commessi errori politici da tutte le parti, +e anche da chi aveva dati non piccoli saggi di esperimentata prudenza +e saviezza; come si vede dall'irregolare, imprudentissimo messaggio +del Duca di Lodi al Senato, e come meglio apparirà considerando gli +effetti degli opposti partiti, dei quali l'uno fu tanto imprudente da +muovere la plebe contro il Senato, e l'altro non seppe, con opportuni +modi, operare in favore dell'indipendenza dello Stato. Cosí avvenne in +Roma per la dissensione fra la nobiltà e la plebe, allorché odiando +quella la facoltà tribunizia e questa la consolare, si crearono i +Decemviri; imperocché in quella straordinaria circostanza gravi errori +commisero il Senato, la plebe e i Decemviri. + +Fatta al Senato la proposizione, io voleva chiedere la parola; ma il +senatore Guicciardi mi prevenne e fece una mozione d'ordine, chiedendo +come il signor presidente avesse convocato il Senato in seduta +straordinaria, la quale non poteva farsi senza un decreto del +Principe. Parmi che il presidente rispondesse che il Duca di Lodi, +guardasigilli, era autorizzato e che le circostanze lo esigevano; ma +quali fossero quelle circostanze ignoravasi dal Senato. Chiesi, dopo +Guicciardi, la parola; ma sedendo io nel rango superiore, poiché le +sedie stavano in due giri, l'uno piú alto dell'altro, il senatore +Dandolo, che era appunto sotto di me nel circolo inferiore, si alzò e +parlò con molta eloquenza e saviezza, ragionando sulle tante +incongruenze, che di sua natura offriva quello strano progetto +appoggiato a nessuna positiva notizia e solo in generale alle urgenti +circostanze. + +Dopo il conte Dandolo, chiesi la parola e mi limitai a poche domande: +chiesi pertanto se l'imperatore Napoleone viveva o no, poiché le voci +plateali ed il messaggio stesso davano luogo a supporlo morto; se, +qualora fosse morto, non esistesse il figlio, re di Roma; se, vivo, +Napoleone avesse abdicata la corona per sé e per la discendenza sua, +senza di che il Senato si renderebbe colpevole di fellonia e di +ribellione. Insorta cosí una viva discussione, voleva il presidente +che senz'altro si adottasse il progetto di decreto; ma il Senato, per +quanto mi sovviene, sulla ferma proposizione di Dandolo determinò che +il progetto di decreto proposto al Senato fosse esaminato da una +commissione, che ne facesse rapporto nello stesso giorno: la seduta fu +dichiarata permanente. Fattosi lo scrutinio, furono nominati per la +commissione Guicciardi, Bologna, Castiglioni, Dandolo, Cavriani, Verri +e Costabili. + +Rimaneva però sempre il dubbio con quale autorità legale vi fosse +stata quella straordinaria convocazione; onde il Senato delegò +Guicciardi, Dandolo e Verri, perché tosto si portassero personalmente +dal Duca di Lodi per intendere da lui le facoltà che avesse, e se vi +fosse un armistizio fra il Principe Eugenio e l'armata nemica, poiché +il ministro Vaccari, mentre il Senato discuteva sull'interessante +oggetto, accennò che si era fatto un armistizio. È da sapersi che i +ministri potevano intervenire alle adunanze del Senato quando pure non +fossero senatori, ed in quell'occasione i ministri Vaccari +dell'interno e Luosi della giustizia, che certamente erano al fatto e +consci di tutto, intervennero. Anzi si poté sapere in seguito, e la +condotta loro lo confermò, che Vaccari singolarmente ed alcuni +senatori, cioè Prina, Paradisi e Carlotti, avevano avuta parte nel +formare un cosí strano e assurdo progetto, o per lo meno ne erano +prevenuti; progetto che per le sue incongruenze appena sembra +credibile. Né fu poca la maraviglia mia e di altri estimatori ed amici +del Duca di Lodi, nel vedere che egli approvasse e potesse secondare e +dar mano a tanta assurdità. E tale fu la sorpresa nostra che io, +sull'istanza che alcuni mi fecero, mi portai al gran tavolo ove sedeva +il presidente co' segretari, e chiesi di vedere la firma del Duca di +Lodi, dubitando di qualche sorpresa; tanto era lo stupore. Esaminata +la firma, vi trovai sottoscritto il _Segretario Villa per espressa +commissione di S. E. il Duca di Lodi impedito dalla gotta;_ ed il +carattere era del Villa, a me notissimo. + +Eseguendo la commissione del Senato andai subito co' senatori +Guicciardi e Dandolo dal Duca Melzi, il quale ci partecipò +l'armistizio, l'abdicazione di Napoleone e l'autorità a lui concessa +per le occasioni straordinarie che potessero occorrere essendo assente +il Viceré. Non è fuori di proposito di osservare che il Senato fu +convocato in questo giorno 17 marzo, ad un'ora dopo mezzogiorno; che +l'invito fu diramato il giorno antecedente e che l'armistizio suddetto +non fu notificato che un'ora appunto dopo mezzogiorno del 17 istesso; +come risulta dalla stampa pubblicatasi in Mantova, la quale +incomincia, ecc.[37] + +Ritornati noi al Senato, dopo lunga discussione, dichiarata permanente +la seduta, partiti i senatori, rimanemmo noi sette delegati per +esaminare e modificare il progetto di decreto stato proposto. Nessuna +difficoltà si trovò nella forma dei due primi articoli del decreto, i +quali furono facilmente tra noi ad unanimità di parere combinati, +cioè: + +1º Per l'invio di una Deputazione di tre senatori al quartiere +generale delle Potenze alleate, onde supplicarle, in conformità de' +liberali principî da esse pubblicati, non solo a sospendere, ma a +cessare dalle ostilità e conservare il Regno con un sovrano +indipendente. + +2º Per la immediata convocazione dei Collegi elettorali. + +Ma molte e gravi difficoltà insorsero nel combinare, ciò che +riguardava il Principe viceré. Trattavasi, nel primo progetto di +decreto presentato al Senato, di un elogio del Principe da farsi alle +Alte Potenze alleate, e di tal natura che sembrava indicarsi il vóto +della nazione per averlo in sovrano. Ma il Senato non poteva parlare +in nome della nazione, non avendone la rappresentanza, e questa +dovevasi considerare, in quelle circostanze singolarmente, come +riposta ne' soli Collegi elettorali; al che si aggiungeva il fermento +generale del popolo contro il Governo francese e le fatali +declamazioni contro il Principe. Egli è ben chiara cosa che +l'interesse personale dei senatori e fors'anche il vero interesse +della nazione ottimamente combinavano colla nomina del Principe +Eugenio in sovrano. Ed in quanto a me lo avrei bramato assai, onde, +parlando in Senato, dissi: nessuno piú di me essere riconoscente e per +dovere essere a lui affezionato; ma che sfortunatamente l'opinione +generale da qualche tempo erasi cosí cangiata riguardo al Principe che +pericolosa cosa sembravami il proporlo ed anche l'insinuarlo come +bramato dalla nazione. Il fatto provò quanto fosse fondato il timor +mio, come si vedrà nel seguito di questa relazione. Quindi, dopo +tentati tutti i mezzi fra noi sette delegati alla riforma ed all'esame +del progetto, né ritrovando il modo di formare il terzo ed ultimo +articolo, combinando i nostri privati sentimenti colle sfavorevoli +circostanze della generale opinione e col moto che scorgevasi nella +città contro il Principe ed i Francesi, si stese un articolo nel quale +il Senato esprimeva la sua riconoscenza verso il Principe. Nessuno di +noi era contento di quel troppo semplice articolo e troppo meschine +espressioni; ma che potevasi fare, quando il dire di piú esponeva il +Senato al furore del popolo e la nazione ad una rivolta? Noi fummo +occupati tutto il rimanente del giorno, studiandoci di trovare una piú +onesta uscita; ma non ci fu possibile immaginarla. + +Unitosi pertanto di nuovo il Senato la sera e montato alla tribuna il +conte Dandolo, fece al Senato a nome della commissione formale +rapporto e propose la riforma del decreto alla sanzione dei senatori. +Qui grande discussione insorse: molto parlò il senatore Paradisi e con +lui il senatore Prina, tentando con mille ragionamenti d'indurre il +Senato a determinazioni piú analoghe al primo progetto; ma inutili +furono i loro sforzi, persistendo il Senato nell'opinione della +commissione. Sarebbe troppo lungo il riferire quanto fu detto; né io +ora saprei colla necessaria esattezza narrare tutto l'occorso. Basterà +pertanto il dire che il Senato passò alla nomina di tre individui da +spedirsi in commissione alle Alte Potenze alleate, e furono nominati +Guicciardi, Testi e Castiglioni. Io ero stato interpellato da +Guicciardi, se potessi esporre la mia debole salute per la patria +accettando di essere della commissione, ma risposi che sarei +sicuramente rimasto ammalato in cammino; e troppa infatti era la +debolezza mia fisica per età non solo, ma per convalescenza di +malattia di petto. + +Mentre queste cose in Senato non senza vivacità si discutevano, quando +si pervenne alla lettura del terzo articolo il ministro Vaccari, +spinto dall'attaccamento suo al Principe, e poco o nulla ragionando +sulle circostanze, alzatosi dalla sedia, disse: «Oh, questo poi è +troppo, ed è un insulto, poiché appena è detto ciò che si direbbe ad +un subalterno che cessa dal servizio». Che poco fosse il complimento +ciascun di noi, con vero dispiacere, lo sentiva; ma come porvi +rimedio? Questa mossa però del ministro Vaccari fece sí che alcuni +senatori studiarono stendere in piú onesta maniera l'articolo; ma in +fatto sempre insorgeva la terribile difficoltà che in nome della +nazione il Senato non poteva parlare e che qualunque elogio fatto al +Viceré, il quale potesse dare idea alle Potenze alleate che il +Principe fosse bramato in sovrano, incorreva nella fatale contrarietà +della fermentante opinione del popolo, con grave pericolo del Senato e +della pubblica quiete. Dopo vari tentativi fu letto un articolo, che +parmi fosse scritto dal senatore conte Mengotti, nel quale si +stabiliva che fossero fatti i dovuti ringraziamenti al Principe per +l'ottima sua amministrazione; fosse a lui partecipata la riconoscenza +e l'affezione del Senato, con alcune altre espressioni atte a dare +favorevole opinione del Principe, che ora bene non saprei +risovvenirmi. Fu quell'articolo adottato per istanchezza piuttosto che +per persuasione in modo tumultuario, essendosi alzati i senatori ed +essendo inoltrata la notte. + +Aveva il conte Testi, nominato tra i delegati alle Alte Potenze +alleate, dichiarata l'impossibilità di aderire alla propria partenza, +adducendo il fisico incomodo che tuttora aveva negli occhi, incomodo +che realmente sussisteva e non di poca conseguenza. Stette egli fermo +nell'iscusarsi, e il Senato a tenore del suo decreto doveva supplire +con altra nomina, onde tre fossero gli ambasciatori; ma il presidente, +non avuto riguardo a questa circostanza, dichiarò sciolta la seduta: e +sebbene io gli dicessi che ciò era irregolare e che la rinuncia del +conte Testi esigeva un supplemento, egli rispose con qualche +impazienza che la seduta era sciolta e che usava l'autorità della +quale era investito. Fu la fine di questa seduta irregolare, e priva +d'ordine, come spesso accade nelle assemblee quando gli animi sono +stanchi; e mentre il senatore Paradisi, che molto aveva parlato in +sentenza contraria alla generale opinione del Senato, se ne uscí +frettolosamente col senatore Carlotti e mentre gli altri alzatisi +dalle sedie si frammischiavano nella sala per partire, il ministro +Vaccari disse che «la deputazione doveva prendere la strada di Mantova +e presentarsi al Principe Eugenio prima di portarsi al quartiere +generale delle Potenze.» D'onde nacque in molti non poca meraviglia +come ciò si dicesse da un ministro, che niuna autorità aveva sopra il +Senato, e lo dicesse dopo levata la seduta. + +Guicciardi e Castiglioni, prese le istruzioni dal Duca di Lodi per il +modo di seguire l'ambasciata, partirono per Mantova, e Castiglioni +partí, per la insinuazione degli amici e non senza difficoltà. +Portatisi a Mantova, ritornarono in Milano senza effettuare la +commissione; e non essendomi ben noto ciò che in Mantova è avvenuto, +mi riservo informarmene dai delegati medesimi ed aggiungerne le +relazioni. + +Mentre il Senato sedeva, in tutto quel giorno il partito contrario al +Governo non rimase ozioso, e nella città cresceva il fermento. La sera +tale era la vivacità dell'opposizione che nel gran teatro della Scala +fu proposto di andare al Senato ed ivi manifestare l'opinione del +popolo e costringere il Senato a dimettere qualunque idea che tendesse +ad avere il Principe Eugenio in sovrano. Ma, fosse per caso o per arte +di un commesso della Polizia come fu detto, sparsasi nella platea del +teatro la voce che il Senato era sciolto ed i senatori partiti, +fortunatamente il progetto non ebbe effetto. Che se il popolo occupava +di notte il Senato, questa infelice città avrebbe sofferta una +terribile calamità, ed i senatori non avrebbero potuto salvarsi, tanta +era l'animosità del partito che divulgava volere il Senato il Principe +in sovrano e tanta l'avversione popolare. Mosso il popolo e mossa di +notte la plebaglia, i cattivi, per vendetta di parte e per avidità di +saccheggio, avrebbero posta la città tutta in un vero caos di +disordini e di crudeltà. + +La mattina del giorno 18 andai a fare un piccolo passeggio verso Porta +Orientale, e passai lungo la corsía de' Servi: la sera mi fu detto, +non essere io stato riconosciuto da quelli che si trovavano alla +bottega di caffè, se non quando la aveva oltrepassata, e che n'ebbero +dispiacere, perché riconoscendomi prima m'avrebbero fatto applauso. In +quello e nel seguente giorno 19 sempre crebbero i discorsi pubblici, +l'incertezza delle cose politiche, l'avversione ai Francesi: lo +spirito di partito agitava tutte le menti. Varie persone vennero da +me, colle quali io procurava d'insinuare la quiete, assicurandole che +il Senato nulla aveva fatto che si opponesse al bene generale e che la +risoluzione presa era savia e prudente. Non mancò chi voleva la mia +firma ad una carta rivoluzionaria, firma alla quale mi rifiutai, +esortando chi la propose che considerasse a quante calamità esponesse +lo Stato ed a quanti pericoli sé medesimo. + +E qui piacemi narrare un fatto che può divertire il lettore. Una +mattina, non so se il giorno 18 o 19, mentre secondo il mio consueto +me ne stavo a letto scrivendo, il cameriere mi annunziò esservi una +signora che bramava parlarmi. Entrata ed avvicinatasi al letto, +m'abbracciò e baciommi. Era donna di mezza età e di condizione civile. +Sorpreso da questo singolare tratto, sorridendo le chiesi quale mai +fosse il motivo di tanta tenerezza con me, mentr'io non aveva l'onore +di conoscerla. Al che ella rispose che il carattere da me spiegato in +Senato aveva eccitato il piú vivo sentimento di stima e di affezione +in tutti; che essa si trovava in casa con vari amici e che mentre +parlavano di me con lode, essa disse che volentieri m'avrebbe dato un +bacio; e che applaudendo quelli alla proposizione si determinò ad +eseguirla. Fatti alcuni vicendevoli complimenti e manifestata la +sorpresa mia, poiché non aveva fatto se non ciò che il dovere e le +circostanze esigevano e che altri pure in Senato aveva fatto, dopo +breve dialogo partí. Seppi da essa il suo nome, ed essere moglie di un +viceprefetto, e che alloggiava in casa Serbelloni ai Servi, ma non mi +sovviene né il nome, né la viceprefettura; né piú la vidi, sebbene +fosse mia intenzione di farle una visita, che le mie successive +occupazioni non mi hanno poi permesso. + +Le pubbliche voci, ciò che da varie persone mi fu detto del +malcontento generale, il fermento nella platea del gran teatro della +Scala, ove vi fu chi propose la sera di lasciare il teatro e portarsi +tumultuarii avanti al Senato, come già dissi, e varie altre +circostanze presagivano un generale turbamento; ond'io, sebbene +vivessi già da qualche tempo quasi privatamente attendendo alla mia +sempre incerta salute, e poco anzi frequentassi il Senato stesso, +deliberai portarmi dal conte Melzi Duca di Lodi, per informarlo del +pericolo in cui trovavasi la città e lo Stato. E sebbene già da molto +tempo fosse egli obbligato dalla gotta, che abitualmente lo +affliggeva, a dimorare in casa, era però il primo fra i Magistrati, +essendo Cancelliere Guardasigilli del Regno, rispettato dal Viceré, ed +in diretta corrispondenza con Napoleone; sicché, assente il Viceré, +doveva considerarsi la prima persona del Governo. Melzi era stato +vicepresidente della Repubblica Italiana, nella quale coi suoi +distinti talenti, colla grandezza del pensare, colla somma probità e +con idee liberali confermò quell'alta opinione che tutti i buoni +avevano di lui. Presiedeva il Consiglio dei ministri ed a lui era +affidata l'alta polizia nell'assenza del Principe. Mosso io pertanto +dal desiderio di liberare la mia patria dallo sconvolgimento, che +tutto presagiva, tutto a lui esposi; ma, per quanto dicessi, non mi +riuscí persuaderlo dell'imminente pericolo. Non lasciai di fargli +osservare aver egli sempre in me considerata certa tranquillità di +carattere e nessuna tendenza di troppo mobile immaginazione, onde pur +si persuadesse che non esagerate ma veritiere erano le circostanze +tutte ch'io gli riferiva, e che, malgrado l'indole mia né esagerata, +né timida, io non poteva se non considerare la città, il Senato, il +Governo in grave pericolo. + +Ma o fosse che la lunga malattia di gotta avesse in lui diminuita la +forza delle intellettuali facoltà, o fosse egli male assistito dal +magistrato di Polizia, come poi seppi da lui stesso, o non conoscesse +l'opinione pubblica per il suo genere di vita affatto domestico, non +vedendo che pochissimi amici e parenti, furono inutili tutte le mie +parole. Fu questa la prima volta che egli non poté accostarsi alla mia +opinione, e non senza mia gran maraviglia, imperocché come prefetto e +consigliere di Stato ebbi sempre piú felice sorte. Quanto io gli +andavo dicendo colla maggior forza di ragionamento, tutto fu inutile a +porlo in diffidenza. Cosí sembra che il destino combinasse tutti gli +elementi al fatale sconvolgimento dello Stato, accecando anche le +menti de' piú illuminati e zelanti: di tale accecamento si scorgeranno +le prove in tutto ciò che sono per dire, giacché il tutto forma un +complesso di errori politici e governativi, altrettanto strano quanto +fatale. + +Trascorsero cosí i giorni 18 e 19 aprile, nei quali le private società +non s'occuparono d'altro che di ragionare sulle circostanze +dell'Impero francese e del Regno d'Italia, e tutte si posero in moto +le passioni dirette da vari ed opposti interessi. Molti, come suole +accadere, speravano cangiando governo. La coscrizione militare spinta +agli estremi, il timore di perdere nelle persone impiegate, la +gravezza delle imposte, la lusinga di sorgere dalla dimenticanza nella +quale molti nobili si trovavano sotto il dominio di Napoleone, +l'attaccamento dei piú vecchi fra questi avversissimi ai Francesi e +che molto speravano dagli Austriaci, ponendo in moto gli animi li +agitava; e ciascuno agiva e si offriva pronto ad agire secondo le +particolari sue mire ed il proprio interesse. Ma il partito che sembra +avere in fatti influito allo sconvolgimento è quello dei vecchi +nobili. Questi, dei quali potrei nominare alcuni, a quanto pare +servendosi dell'autorità loro fondata sull'età e sulla nobiltà del +sangue, approfittando della facile mobilità di alcuni giovani e della +loro irritabile animosità, riscaldati gli animi hanno secondato o +fatto nascere espressamente il progetto di portarsi al Senato nella +prima seduta e di esprimere popolarmente il voto contrario al Governo +francese. Ma quando pur voglia supporsi che retta nei principî fosse +l'intenzione di un tale progetto, non era però fondata su principî di +prudenza né di saggia previdenza, coi quali sarebbesi dovuto +riflettere quanto facile cosa sia il porre in moto la plebe e quanto +poi difficile il reprimerla nei suoi eccessi. Giovani erano questi +primi motori e delle cose pubbliche inesperti, e forse furono essi +medesimi maravigliati di un esito cosí inaspettato e pericoloso. Né +sarebbesi da essi saputo frenare quel moto a cui diedero principio, né +evitare i terribili mali di un generale saccheggio, al quale essi +imprudentemente avevano aperta la strada. + +Era la sera del giorno 19, quand'io secondo il consueto me ne stava in +casa colla società degli amici e parenti, allorché ricevetti la solita +lettera d'invito al Senato per il giorno seguente. Aveva il Senato due +sedute fisse in ciascun mese, cioè il 10 e il 20. Cosí anche in quelle +tumultuose circostanze il Presidente fece spedire l'invito come cosa +regolare e di pratica. E qui pure veggonsi i gravi errori politici e +amministrativi. Era notorio il fermento pubblico, era generale il +malcontento; nessuno ignorava che la sera del 17 nel teatro della +Scala fuvvi chi propose, come si è detto piú sopra, di andare +tumultuariamente al Senato per costringerlo a non secondare il +progetto favorevole al Principe Eugenio. La seduta del Senato era di +mera formalità per essere il 20 del mese, e non eravi alcun affare +interessante e nessuna forza che assicurasse la tranquillità della +seduta. Letta la lettera, tutti quelli della società, singolarmente in +vista della debole salute in cui mi trovava per la sofferta malattia +di petto, mi persuadevano a non espormi alla necessaria mutazione di +vestito ed al diverso ambiente delle stanze. Grato all'interesse degli +amici, fermo in me stesso d'intervenire alla seduta, risposi che mi +sarei determinato secondo mi ritrovassi di salute nella mattina +seguente. + +Il giorno 20, mi vestii di costume, come si soleva, e postomi in +carrozza andai al Senato. Temendo però che passando per la corsía dei +Servi potessero dai caffè che vi sono essermi fatti quelli applausi, +che mi fu riferito non essermi stati fatti quando vi passai il giorno +18 per non essere stato conosciuto, volli che il cocchiere prendesse +la contrada di S. Vittore Quaranta Martiri, poi quella del Senato. +Giunto al ponte che sta a capo di essa, vidi alla porta del palazzo +del Senato un complotto di venti persone circa, e non piú, colle +ombrelle di seta perché pioveva. Fra quelle persone potei distinguere +un giovane nobile da me conosciuto, il quale allo spuntare della mia +carrozza fece un cenno e conobbi che indicò essere quella la carrozza +mia. Fatto il piccolo tratto che sta fra il ponte e la porta del +palazzo, udii grandi evviva, applausi e batter di mani a me diretti; +feci un profondo inchino, e rapidamente entrato sotto il portico e +sceso, continuando gli applausi, facendo inchini me ne andai +frettolosamente alla gran sala. Venivano in seguito di mano in mano +altre carrozze di senatori, e mentre lentamente io montava le scale, +udii urli e fischiate non prive di minacce, colle quali gli altri +senatori erano ricevuti ed accompagnati. Passati i due lunghi portici, +entrai nella prima stanza degli uscieri, e mentre pensava dirigermi +alla destra, ove solevano radunarsi gl'individui prima di porsi +nell'aula della seduta, mi fu indicato che i senatori erano nell'aula +suddetta. Come ciò accadesse io non lo so; ma forse quello schiamazzo, +sebbene di poche persone, aveva indotto i senatori a porsi subito +nell'aula della seduta, sia per ottenere il vantaggio di +rappresentanza pubblica del Corpo primario dello Stato, sia per +accelerare le discussioni e le provvidenze che potessero occorrere. + +Entrato nell'aula, ritrovai non molti senatori avermi preceduto, e +fatti i consueti offici d'urbanità, vidi il Presidente che stava in +piedi innanzi ad alcuni senatori seduti: mi accostai e lo salutai. +Stavano gli altri separatamente parlando come nella società si +costuma, poiché non era incominciata la seduta per mancanza del numero +legale. Osservai che il Presidente discorreva con quelli ch'erano seco +su alcune carte che avevano in mano, e vedendo che il loro discorso +mostrava inquietudine, voltomi al Presidente, chiesi vedere le carte, +e data una rapida occhiata, vidi contenere una forte protesta contro +il Governo francese, e parmi vi fosse la domanda della convocazione +dei Collegi elettorali e del richiamo della Deputazione spedita a +Mantova. Osservai una grande quantità di firme d'individui delle piú +ragguardevoli famiglie e di persone distinte, coll'annotazione che +molte ed assai piú non erano state trascritte per mancanza di tempo. +Rivoltomi pertanto al Presidente, lo interpellai, se egli aveva +ricevute quelle firme, e gli dissi che a me facevano grande +impressione e che non sembravami cosa da prendersi leggermente, ma da +essere ponderata assai. Appena ebbi ciò detto, un araldo entrò e disse +che un aiutante del Comandante della piazza chiedeva di entrare. +Ammesso nella sala, disse che per ordine del Comandante avvertiva il +Senato che il popolo contornava il palazzo, che la folla cresceva e +che vi era pericolo. È veramente meritevole di molta considerazione +questo messaggio, senza che dal Comandante si accennasse provvedimento +alcuno da lui dato, né forza comandata in difesa del Corpo e della +pubblica sicurezza: cosí pure che ad alcuno dei senatori non si +presentasse l'idea, che pur doveva essere la prima a sorgere, +d'interpellare l'aiutante sulle provvidenze che fossero state date e +da potersi dare. Io rimprovero me stesso di tanta mancanza, e non +posso cessare dalla maraviglia come ciò non sia sovvenuto né a me, né +ad alcuno. + +Mentre però la sorpresa sembrava aver colpito i senatori, sentendo che +il popolo era alla porta del palazzo e riflettendo agli applausi +fattimi, rivoltomi ai senatori dissi: «Se lo giudicate, mi presenterò +al popolo onde conoscere la cosa e procurare la calma». Avendo essi +aderito, uscii subito, e passati i lunghi portici, sceso dalla gran +scala, mi portai alla porta del palazzo. Osservai non esservi ivi di +guardia che sette od otto soldati, numero minore del consueto, e fu +mio primo consiglio l'ordinare al capo-posto che nessun soldato +facesse violenza. Pioveva; mi posi sul limitare esterno: ma quale fu +la mia sorpresa allo scorgere totalmente cangiata la qualità delle +persone ivi affollate. Eranvi al mio arrivo cittadini tutti per lo +meno di civile condizione, e tutti con ombrelle di seta; ma ora non si +ravvisavano che individui del piú basso popolo, nessuno fra essi di +mia conoscenza, nessuno che mi conoscesse. Chiesi cosa si bramasse, e +replicatamente dissi il mio nome; chiesi piú volte se vi fosse chi mi +conoscesse personalmente, pregai perché alcuno s'inoltrasse e parlasse +dichiarando quanto si chiedeva. Ma tutto fu inutile; nessuno proferí +parola, nessuno si mosse dal luogo: quella massa non grande di popolo +rimase muta, immobile, tranquilla, ma era composta di figure che non +presagivano alcun bene e sembravano fatte per il saccheggio e la +rapina. Dopo replicate inutili istanze, non movendosi alcuno, nessuno +parlando, credetti mio dovere di fare una breve esortazione, nella +quale, lodata la buona indole della popolazione e rammentata la savia +condotta tenuta dai miei concittadini nei tempi della generale +rivoluzione, assicurata quella gente sulla mia parola d'onore che il +Senato non aveva agito e non pensava che in conformità del pubblico +interesse, esortai alla calma ed a ritirarsi ciascuno a' proprii +offici domestici. + +La tranquillità ed il silenzio conservato da quella parte di popolo +che si era presentato alla porta del palazzo, che non ascendeva forse +a sessanta persone, davano motivo di considerare quel piccolo tumulto +come cosa da poco e calmato dal breve discorso fattogli. Ritornai +pertanto al Senato; ma appena fui nella sala riferendo l'occorso, +alcuni degli uscieri ed impiegati entrarono sbigottiti annunziando che +il popolo s'ingrossava in modo minaccioso. Come ciò accadesse io non +saprei assicurarlo. Forse la naturale curiosità, per cui suole il +popolo accorrere ovunque si formi unione di gente, poté in poco tempo +accrescere la folla; o forse, come da alcuni si è asserito, molta +gente erasi anche radunata preventivamente dal partito dei giovani +nobili, che pel primo diede il moto, e la teneva collocata nel bosco +attiguo al palazzo. E sebbene dalla porta di questo all'aula del +Senato siavi qualche distanza per i lunghi portici dei due cortili, né +io potessi andare con passo molto celere perché convalescente, pure la +rapidità colla quale il popolo si era ingrossato può in certo modo +confermarne il sospetto. + +Al nuovo annunzio nacque un momento di silenzio, ed io, vedendo che +nessuno parlava, dissi: «Se lo credete, o senatori, ritornerò, e mi +presenterò al popolo». Aderirono essi, ed i senatori Massari e Felici +si offrirono a venire con me. Scese le scale, ritrovammo essere il +popolo entrato nel primo portico inferiore. Felici e Massari, +mischiatisi colla moltitudine, la esortavano alla quiete, +assicurandola della retta intenzione del Senato, ed io con essi faceva +lo stesso. Eravamo vestiti da senatori, come solevasi allorquando si +sedeva in Senato. Mentre però con urbane e ragionevoli esortazioni +procuravamo, cosí frammischiati col popolo, persuaderlo alla quiete ed +a ritirarsi, io osservai che non piú eravi silenzio, quiete, +immobilità, come quando mi presentai solo, ma che il popolo +questionando si avanzava, dimenticato quel rispetto che avrebbe dovuto +mantenere alla presenza di tre magistrati in abito di costume e nel +palazzo medesimo del primario Corpo dello Stato. Questo diverso +contegno mi fece impressione ed ebbi un momento di dubbio sulla +sicurezza dei nostri individui e del rispetto dovuto alla dignità del +grado senatorio. Temetti, sebbene fossi stato applaudito all'ingresso, +poi rispettato parlando solo al popolo, che in quella tumultuosa folla +poco conosciuto potessi facilmente essere insultato, ché troppo +diverso dal primo era il contegno di questa seconda massa. Nella prima +l'immobilità ed il silenzio davano luogo a sperare certo rispetto; +nella seconda, superiore assai di numero, non piú silenzio, non piú +immobilità: si questionava continuamente, la moltitudine andava +inoltrandosi verso le scale, non mancavano schiamazzi, e tutto +presagiva non aversi rispetto alcuno né al luogo, né alle persone. + +Eransi i due senatori, che meco discesero le scale, separati, e +ciascuno di essi parlava al popolo separatamente, esortandolo alla +quiete con adatti modi. Ma questa separazione nostra e il +frammischiarsi ciascuno separatamente colla massa ivi concorsa, +togliendo molto alla dignità della rappresentanza, dava sempre piú +animo ai tumultuanti; ond'io vedendo l'inutilità di quelle allocuzioni +e che il popolo disputando e piuttosto confusamente mormorando +s'inoltrava, credetti prudente cosa e necessaria rimontare le scale e +rientrare in Senato. Il mio dubbio era giustamente fondato su tutte +quelle poco felici speranze; infatti appena rientrai nell'aula, +incominciai a riferire quanto accadeva nel primo gran cortile, che +anche gli altri due senatori rientrarono. Trascorsi pochi momenti, +crescendo il tumulto, sbigottiti gli uscieri e gli altri impiegati, +alcuni bussando alla porta del Senato palpitanti, pallidi per lo +spavento chiesero di entrare, e con interrotte parole annunziarono che +il popolo s'ingrossava con manifesto pericolo. Fattosi un momento di +silenzio, come suole accadere nelle circostanze che portano seco il +sentimento della sorpresa ed esigono per la loro importanza +ponderazione e consiglio, io di nuovo mi offrii per arringare il +popolo. Riflettendo però all'occorso sopra narrato, dissi: «Senatori, +se cosí giudicate, io di nuovo mi proverò presentandomi alla +moltitudine, ma bramerei presentarmi solo». Acconsentirono essi, ed +io, per quanto le deboli forze me lo permettevano, presto uscii, e +passati i lunghi portici superiori scesi la grande scala, e giunto al +ripiano che dà all'ultima parte di essa che sta di faccia al lungo +portico, lo vidi tutto pieno di gente, che confusamente faceva +strepito. Era frattanto giunto al palazzo un corpo di Guardia +nazionale, con vari ufficiali di essa. Alcuni di questi mi si +avvicinarono dicendomi cose assai obbliganti, né mancò chi mi disse; +«Siate pur fermo e tranquillo, noi siamo disposti ad esporre la vita; +ma voi sarete salvo, ed in qualunque evento vi difenderemo». Io non +saprei esprimere quali sentimenti eccitassero in me cosí lusinghiere +espressioni, la condotta del popolo verso di me, la folla del tumulto +e le circostanze tutte che lo accompagnavano. Giunto pertanto al +ripiano superiore della prima salita, avendo di contro i lunghi +portici del cortile pieni di popolo irrequieto e tumultuante, io +rimasi sul ripiano, poi discesi circa alla metà della prima gradinata. +Dissi qualche parola, ma lo strepito confuso degli insorti e la +debolezza della mia voce rendevano inutile qualunque esperimento. +Alcune guardie nazionali eransi poste in ordine lungo il primo gradino +al piano del portico: qualche uffiziale ed alcuni impiegati del Senato +eran meco sulla scala. Essendo inutile per lo strepito il parlare, +levatomi di tasca un fazzoletto bianco lo mostrai al popolo, tentando +cosí con questo segno di pace e con volto ilare d'indurlo ad +ascoltarmi. Ma ciò non ottenni se non dopo qualche tempo, imperocché +alcuni indiscreti, probabilmente bramosi di tumulto onde approfittarne +saccheggiando, non desistevano dagli urli e dallo schiamazzo; ed altri +gridando silenzio, e non subito secondati, accrescevano lo strepito, +che fu grande. Finalmente fattosi silenzio, io parlai, e chiesi qual +fosse lo scopo di tanto movimento. Dopo un variare di voci di +bisbiglio, tentando io di poter essere ascoltato e non riuscendomi, +debole d'altronde di voce per fisica indisposizione, chiesi che alcuno +di petto mi avvicinasse, onde portare la parola e dare campo alla +persuasione. Il conte Confalonieri, giovane di bel carattere e di +talento, mi si avvicinò, e cosí procurato di nuovo il silenzio, si +chiese al popolo che dicesse qual fosse il motivo che lo moveva e +quale l'intenzione, cosa chiedesse, mentre nello strepito confuso +nulla potevasi comprendere. Frattanto io procurava, coi gesti e +coll'ilarità del volto, di rendere la calma a quella furibonda massa; +finalmente vi fu chi ad alta voce disse volersi sapere cosa aveva +decretato il Senato il giorno 17, nel quale si ordinò una Deputazione +di alcuni senatori. A questa domanda successe un pieno silenzio, +talché io stesso risposi ne' seguenti precisi termini e fui inteso: +«Due buone cose ha il Senato decretato, per le quali ha nominata una +Deputazione alle Alte Potenze alleate: primo per chiedere non un +semplice armistizio, ma una piena cessazione di ostilità.» E qui +applausi del popolo; e poi soggiunsi: «Secondo, che sia conservata +l'indipendenza dello Stato, con un re indipendente che sia aggradito +dalla nazione». Anche a questa seconda parte il popolo applaudi. Aveva +il Senato, come si è sopra narrato, aggiunto in quel suo decreto un +complimento sulla persona del Principe Eugenio Viceré; ma di questo io +non feci parola: il solo accennarlo sarebbe stata imprudenza +produttrice di maggior disordine. Calmossi il popolo dopo il riscontro +da me dato, e dava segni di quiete, di tal modo che sembrava +sciogliersi la turba tranquillamente ragionando sulla rettitudine +dell'operato. + +Io pertanto, seguito da alcuni impiegati del Senato resi piú calmi e +dimesso il timore dal quale erano prima fortemente agitati, +discorrendo con essi e con alcuni uffiziali della Guardia nazionale, +rimontate le scale e passati i lunghi portici, andai all'aula delle +sedute per riferire quant'era accaduto. In questo frattempo convien +dire che alcuno dei piú turbolenti spargesse la voce doversi chiedere +al Senato la revoca del decreto che aveva ordinata la Deputazione. +Sapevasi che questa era partita dirigendosi a Mantova, ove il Principe +Viceré aveva il quartiere generale, e ciò affine di avere i necessari +passaporti per andare al quartier generale nemico. Ma tanto era il +sospetto sparso nel popolo che in modo indiretto si pensasse a porre +sul trono il Principe, che rapidamente il popolo passò dalla calma ad +assai maggiore tumulto, e dove fino a quell'istante era rimasto nei +cortili e ne' portici inferiori, scagliossi con impeto, superando la +Guardia nazionale che stava sul limitare della scala, e montato ne' +portici superiori, tumultuariamente mormorava doversi assolutamente +annullare il decreto che aveva ordinata la Deputazione, tanta era la +diffidenza di alcuni capi e la divulgazione sul pericolo di avere un +francese in sovrano. Infatti, appena io fui giunto alla porta del +Senato, alcuni uffiziali della Guardia nazionale ansanti, sudati e +timorosi corsero a me, e mi dissero: «Senatore, noi non possiamo piú +contenere l'impeto della moltitudine; bisogna por rimedio tostamente, +o non si potrà piú contenere». Fattasi da me quella breve riflessione +che le circostanze permettevano, vedendo i capi della Guardia +nazionale sbigottiti ed oppressi, gli impiegati pallidi ed ansanti, +udito il fermento del popolo poco discosto dal luogo, giudicai non +essere piú tempo a deliberare. Entrato pertanto frettolosamente in +Senato: «Senatori, dissi, non avete che pochi minuti alla salvezza: +decretate tosto il richiamo della Deputazione o siete perduti». + +Fattosi un momento di silenzio, né alcuno aprendo bocca, m'inoltrai +alla gran tavola del Presidente e vivamente replicai, non esservi +tempo da perdere. Rimaneva il Presidente ambiguo, e siccome io, parte +per stanchezza, parte per la naturale emozione, non mi ritrovava colla +mano abbastanza ferma per iscrivere con celerità, lo che già da +qualche anno mi accade, «Almeno, dissi, venga qui e scriva il decreto +di richiamo,» e con vari modi andavo instando «scrivete, scrivete». Il +vecchio Presidente rimaneva immobile ed irresoluto, i due Segretari +tacevano. Mossi pertanto alcuni senatori dalle mie parole e dalla +fermezza colla quale io instava, persuasi della necessità di secondare +il mio consiglio, levatisi dal loro posto e portatisi alla tavola del +Presidente, presero la penna e scrissero il decreto di revoca. Io non +saprei indicare chi fossero, e chi primo lo stendesse; ma appena uno +fu scritto, che io preso il foglio lo presentai al Presidente. Egli, +incerto, sembrava rifiutarsi alla firma, ma io replicai: «Presidente, +firmate, non vi è tempo a deliberare, firmate se vi preme la salvezza +vostra e del Corpo tutto». La ferma e decisa mia istanza, l'essersi +alcuni membri portati al burò presidenziale per stendere il decreto e +la generale agitazione lo determinarono a porvi la firma. + +Aveva io preveduto la necessità di molte copie del decreto stesso, +onde spargerle fra l'insorta moltitudine; quindi dissi ai senatori, +ch'erano venuti al burò, di fare delle copie, e ciò pure fu subito +fatto. Pochi minuti furono impiegati per le mie istanze alla firma del +decreto ed a farne delle copie, tutto essendosi rapidamente eseguito, +come le pressanti circostanze richiedevano. Data pertanto la prima +carta, non so bene se ad un ufficiale della Guardia nazionale o a +qualche commesso del Senato, questi la presentò agli insorgenti. Tale +era il tumulto e tanta l'agitazione degli animi che in Senato erano +entrati alcuni della Guardia e degli impiegati, né piú si conosceva +l'ordine delle sedute. + +Io non uscii primo a presentare al popolo il decreto, preferendo +rimanere sino a che varie copie fossero fatte. Erano concepite in +brevi termini per il richiamo della Deputazione e furono in pochi +momenti copiate da quei senatori che eransi presentati per stenderlo. +Presa pertanto una copia, mi presentai tosto al popolo tenendo la +carta colla mano alzata, onde tutti potessero vederla. Ed in vero se +non fosse stato pronto il rimedio al male, il popolo, entrato in +Senato, non avrebbe certamente rispettate le persone. E sebbene +fossero in maggior pericolo quei senatori che furono colle voci e +colle minacce insultati al loro primo ingresso, perché considerati +noncuranti dell'opinione pubblica, pure nel tumulto delle offese +nessuno poteva lusingarsi di rimanere salvo. L'uniformità dell'abito e +la natura degli uomini tumultuanti, parte non milanesi e nel maggior +numero della bassa plebe, avrebbe prodotta una generale confusione, né +sarebbero stati distinti e rispettati quelli che pur godevano della +pubblica opinione. Il minore dei mali sarebbe stato lo spoglio de' +ricchi abiti senatorii e di tutto ciò che ornasse ed arricchisse la +persona. E ne sia prova quanto avvenne in seguito come narrerò. Il +presentare alla massa tumultuante le carte col decreto distribuendole +fra essa ed il fermarla nel luogo ove erasi inoltrata, cioè presso la +stanza anteriore a quella delle sedute, fu un solo momento. Nemmeno +piú s'inoltrò: calmossi il tumultuoso grido, e passando dall'uno +all'altro la lettura del decreto, rimase la turba occupata e non +minacciosa. In questo frattempo uscirono i senatori dall'aula, e +cautamente sfilarono fra la moltitudine per i portici lungo il muro, +onde, scese le scale, uscire dal palazzo. + +Io rimaneva nel luogo dove aveva mostrato al popolo il decreto, e mi +ritrovai al fianco due o tre delle guardie nazionali, fra i quali +certo Radaelli fornaio, ed il popolo mi circondava cosí foltamente che +appena potevo muovermi. Io esortava con maniere dolci e tranquille +alla quiete, quando un uomo di alta statura, il cui aspetto dimostrava +non essere milanese ma probabilmente abitatore di qualche luogo del +Lago Maggiore, mi si affacciò e disse: «Va bene, ma ora vogliamo +Prina». Era il conte senatore Prina ministro della finanza ed in odio +alla popolazione, che lo diceva duro nelle sue maniere e troppo +zelante nello smungere i privati, onde impinguare il tesoro sempre +bisognoso di denaro. Risposi a quella proposizione: «Prina non c'è». +Ma quegli, «Evvi, disse, ed io l'ho veduto entrare nel palazzo pel +primo». Replicai che Prina non vi era; insistette quelli, ed io +soggiunsi: «Come! voi tutti avete tanta bontà e fede in me, poi mi +credete capace di mentire? Io vi replico che Prina non c'è e che non è +intervenuto». + +Aveva il Presidente Veneri nel suo equipaggio qualche cosa di +somigliante a quello del senatore ministro Prina, e, da quanto mi fu +detto in seguito, la servitú del Presidente, quando il popolo entrò +nel cortile, creduta essere quella del conte Prina, fu ingiuriata e +maltrattata. Terminato quel breve dialogo fra me e l'incognito, vidi +al mio lato destro il conte senatore Thiene, il quale, essendo gottoso +ed essendo stato vivamente ingiuriato quando entrò nella porta del +palazzo, lentamente si avviava e non senza timore. A tale vista io mi +levai dalla moltitudine, che mi circondava, e, presolo sotto braccio, +gli dissi: «Venite con me, ed andremo sicuri». Passai seco i portici e +lentamente scesi le scale fra mezzo alla folla del popolo, il quale +rimase tranquillo, e solo udivasi un moderato bisbiglio, quale suole +formarsi ove molti se ne stanno discorrendo di qualche fatto. Scese le +scale, fortunatamente la mia carrozza s'inoltrò alla porta grande; ma +quale non fu la mia maraviglia all'atto di farvi montare il conte +Thiene e di entrarvi io stesso, veggendo in essa, sebbene non fosse +che di quelle dette _bastardelle_, fatta per due o tre persone, tre +senatori ivi rifugiatisi. Erano questi i conti Carlotti, Condulmer e +Massari. Rimase in sospeso a tal visto il conte Thiene, e non senza +timore; ma io presolo sotto braccio ed aiutandolo: «Salite, dissi, che +in qualche modo ci entreremo tutti due». Montammo infatti, adagiandoci +come potemmo; uscí dal palazzo la carrozza, ed il popolo gridando +«Bravo Verri, evviva Verri» seguiva la carrozza correndo. A questa +vista mi venne primieramente in pensiero di andare alla casa paterna +situata dirimpetto al Monte Napoleone, e però vicina; cosí ordinai al +cocchiere, lusingato che, quando fossi in detta casa, il popolo si +sarebbe ritirato. Accortomi però subito della falsità di questo +consiglio e del pericolo che anzi il popolo entrasse in casa +disturbando la domestica tranquillità, mi appigliai a piú savio +suggerimento, ed ordinai al cocchiere di andare alla mia abitazione +posta in casa Cavenago nella contrada de' Cavenaghi, prendendo la via +del Fòro, ed accelerando la corsa entrare nella porta che appunto +guarda il Fòro. Cosí fu eseguito, e stancandosi il popolo per +l'accelerato corso e per la piú lunga strada, entrai in casa non piú +seguitato da alcuno. I senatori, che meco erano, mostravansi +sbigottiti assai, ed il conte Carlotti, uomo verboso secondo il +costume de' Veneti, ed al cui aspetto ministeriale e personale +compostezza nel dire poco corrispondeva la precisione delle idee e la +saviezza del consiglio: «Io non so, disse, come mai accada tanto +tumulto,» soggiungendo alcune altre parole in dimostrazione della sua +maraviglia per ciò che accadeva. Alla quale proposizione io non potei +trattenermi, ben conoscendo il soggetto per adulatore, ed illimitato, +di chiunque abbia autorità, ed essendo stato informato delle pratiche +da lui tenute preventivamente alla seduta del Senato del giorno 17, +nella quale fu proposto con tanta irregolarità quel fatale decreto. +Era egli fra' pochi Senatori col conte Paradisi di piena intelligenza; +aveva scritto un viglietto al conte senatore Luigi Castiglioni, mio +nipote, per interessarlo a secondare quello strano progetto di +decreto, con tanta oscura irregolarità proposto al Senato. Gli dissi +pertanto, non senza molta emozione: «Voi dovete tacere, giacché è noto +quanto preventivamente avete fatto, dando mano ad un piano insensato +col quale volevasi dal Senato ciò che in nessun modo era ammissibile, +proposto in que' termini e tutte nascondendo le circostanze. A questa +malaugurata condotta di alcuni pochi debbesi attribuire tutto il +disordine». Fu questo mio rimprovero esposto con qualche vivacità, che +le circostanze naturalmente eccitavano; ed egli tacque. Giunti in +casa, spedirono i senatori, che meco erano, per avere gli abiti di +semplici cittadini, i quali giunti, se gl'indossarono e partirono. La +servitú di mia casa mi disse che essi erano tremanti e pallidi; io non +li vidi in quel frattempo, essendomi io pure ritirato per spogliarmi e +vestire il _frac_, e portarmi subito dal Gran Cancelliere Melzi. + +Era egli sdraiato su di una _duchesse_, incomodato fortemente dalla +gotta. Siccome il messaggio al Senato, come dissi, era stato spedito +da lui, né il pubblico lo ignorava; cosí egli era esposto alla +popolare insurrezione e in grave pericolo. Narratogli pertanto quanto +era occorso, egli mostrò qualche disapprovazione sul mio operato, +quasi troppo avessi secondata l'indiscreta domanda popolare. +Insistendo però io sulla totale mancanza di forza, sulla violenza del +popolare fermento e delle palesi minacce, rimaneva egli silenzioso e +probabilmente non persuaso. Io però non desistetti, e piú instai molto +sul pericolo suo personale, persuadendolo a farsi trasportare altrove; +al che egli non volle aderire. E qui non è fuori di proposito +rammentare ciò che fu in seguito costantemente detto; cioè che il +popolo, partendo dal palazzo del Senato, si rivolgeva verso Porta +Nuova, dov'era la casa del Gran Cancelliere Melzi, e che il conte F. +Confalonieri, ciò vedendo e ritrovandosi nella folla, gridasse meglio +essere dirigersi verso San Fedele, ché ivi era la casa del ministro +Prina. Dicesi che a questo detto il popolo, cangiata direzione, si +rivolgesse verso San Fedele. + +Ma prima di continuare non debbo tacere, ritornando a quanto concerne +il Senato, che, partiti i senatori, il popolo entrò tumultuariamente +nella sala del Corpo, nella segreteria e nelle altre stanze, tutto +guastando, insultando il ritratto di Napoleone, stracciando e +trasportando le carte e tutto distruggendo il mobiliare e le finestre +e quanto vi si trovava. + +Ripiglio ora l'avvenuto presso il Duca di Lodi, Melzi. Mentre io seco +dialogava, inutilmente procurando persuaderlo sulla vera natura delle +circostanze, furono annunciati due o tre senatori, che, se la memoria +di quei tumultuosi e rapidi eventi non mi inganna, erano il conte +Cavriani ed il conte Veneri Presidente. Questi, riferendo l'occorso, +ed io con essi secondando, tanto dissimo che il Duca di Lodi +incominciò a persuadersi essere le cose spinte a tal punto che +sommamente interessavano l'attenzione di qualunque non fosse affatto +privo di senno. Fra le molte cose parlarono essi del pericolo nel +quale era il senatore Prina: il che era confermato da quanto io in +proposito aveva di già detto, sulla domanda che di lui erami stata +fatta con quelle energiche parole dettemi al Senato: «Va bene, ma noi +ora vogliamo Prina». Mosso pertanto il Duca Melzi da quanto udiva, +disse che bisognava scrivere subito a Prina un biglietto per avvisarlo +di porsi in salvo. Cosí, ma troppo tardi, perché tale era il fatale +destino del Regno, quell'ottimo e perspicace uomo incominciò a +persuadersi essere la cosa pubblica in grave pericolo. Che se egli mi +avesse prestata fede dopo la convocazione del Senato del giorno 17, +non avrebbe permessa la seconda del 20 ed avrebbe provveduto alla +pubblica sicurezza. Si pensò subito a prevenire il ministro Prina; ma +troppo tardi, come si vedrà in seguito. + +Partito che fui dal Duca di Lodi e giunto alla mia casa, ritrovai un +commesso del giudice di pace Banfi, che mi disse essere quel giudice +premuroso di parlarmi e che a momenti sarebbe giunto. Mi trattenni +pertanto nel portico senza montare le scale e pochi momenti dopo venne +il giudice. Dissemi aver bisogno di me, ed instò perché mi portassi +seco alla casa del ministro Prina, ove il popolo si affollava +minaccioso. Credeva egli essere questo il solo e piú prudente partito +per sedare il tumulto, ragionando su ciò che al Senato era accaduto e +supponendo che il popolo non si sarebbe inoltrato di piú quand'io mi +fossi presentato. Ma non trovandomi io piú in abito di senatore, ma +vestito nel modo consueto e comune, non credetti dovermi esporre con +troppa facilità. Instando però egli e dicendo non esservi che io nel +quale fondar si potesse la speranza di calma, risposi: «In Senato, +appartenendo al Corpo, ho fatto quanto esigeva il dovere di buon +cittadino e di zelante magistrato; ma l'inoltrarsi nella folla del +popolo in abito comune, poco conosciuto di persona per il genere di +vita già da vari anni impostomi dalla sempre debole salute, sarebbe +imprudente cosa ed inutile. Pure, disposto a tutto ciò che in qualche +modo possa contribuire a togliere i disordini, ella si compiaccia di +andare alla casa del Comune qui vicina, e ritorni con due ufficiali +della Guardia nazionale, i quali possano ad alta voce dire chi io sia, +e tosto verrò». Partí il Banfi pronto a seguire il mio consiglio; poi +credette inoltre andare egli stesso al luogo del tumulto, che ritrovò +giunto a tal segno da togliere ogni speranza. + +Aveva il popolo furiosamente invasa la casa del Ministro ed i piú +facinorosi e feroci suoi nemici tanto fecero che lo ritrovarono +nascosto e con obbrobrioso vilipendio strascinaronlo per la strada +percuotendolo ed ingiuriandolo. Nessuna forza pubblica si oppose a +quei forsennati, che pochi soldati a cavallo avrebbero fugati e +dispersi. In questo tumultuoso movimento, non so bene in qual modo +accadesse, il Ministro fu ricoverato nella bottega o casa di un +pizzicagnolo, situata sull'angolo della contrada detta alle Case +Rotte, di contro al Gran Teatro e poco discosta dalla casa del +Ministro. Ivi si portò il generale conte Pino, il quale, stanco, +ansante e malamente sostenendosi della persona avrebbe voluto poter +salvarlo, esortando alla calma il popolo; ma quel suo qualunque +tentativo fu del tutto inutile. Il popolo frattanto minacciava +d'incendiare la casa e tale fu l'impeto e la decisione delle minacce +che l'infelice Prina fu abbandonato al popolare furore, dal quale ebbe +a soffrire insulti crudeli e percosse di ogni genere. Chiedeva egli +pietà, ma sordi erano quelli arrabbiati sicari; chiese pur anche di un +confessore, e credo gli fosse concesso; poi cadde vittima dei +replicati colpi di bastone, de' pugni e de' colpi delle ombrelle. Fu +il suo cadavere strascinato per le pubbliche strade con torce accese +ed oltraggiato, poi dalla Guardia nazionale ricoverato nella casa +della città detta il Broletto. La celerità e la violenza di quanto +seguí in questa orrenda scena sono degne di maraviglia. In brevissimo +tempo tutta la sua casa non solo fu saccheggiata e spogliata dei +mobili, ma tutta guasta ed in parte distrutta. Le tegole, le ferrate, +i sassi che ornavano le finestre non poterono rimanere immuni dalla +popolare rabbia e sfrenata rapacità; ed in poco tempo era l'aspetto di +quella casa non diverso da quello di una distrutta da forte incendio o +da violento terremoto, anzi piú, perché rimasero le finestre spogliate +delle ferrate e de' sassi che le ornavano. + +Vuole la fama che i principali attori di questo memorando e infelice +evento non fossero cittadini milanesi, ma gente del Lago Maggiore, +regione nella quale l'infelice Ministro avea molta corrispondenza. E +serva questa popolare malvagità a dimostrare qual via di mezzo debbasi +seguire dai grandi magistrati, allorché il popolo gli si rende +avverso; imperocché, se la viltà d'animo nell'adempire ai doveri della +carica è biasimevole e degna di sommo rimprovero, non lo è meno, né +meno pericoloso, il troppo disprezzare la pubblica opinione. Non +ignorava il Ministro ciò che di lui si dicesse e si opinasse, ma egli +imprudentemente dispregiando il pubblico clamore andava per la città a +cavallo, come se nulla vi fosse a temere, onde molti ciò riguardavano +quale ingiurioso insulto. E tanto piú perché era noto, e molti ne +parlavano ne' pubblici caffè, essere egli stato da alcuni giovani +minacciato in queste sue cavalcate. Narrossi che alcuni di questi, +seguendolo da vicino e mostrando discorrere fra loro, si esprimessero +in termini ben chiari e con voce spiegata, essere ormai giunto il +tempo di disfarsi dei cattivi ministri, privandoli di vita. Ma +l'avverso destino, che tutto combinava alla distruzione del Regno ed +alla ruina della capitale, volle anche offendere questa nella fama. +Imperocché mentre la popolazione milanese erasi sempre meritata e +goduta l'opinione di saviezza e di bontà, fu essa deturpata da quella +feroce tragedia, alla quale troppo imprudentemente si espose +quell'infelice, e col suo contegno in pubblico e coll'essersi +rifiutato in quello stesso giorno alla fuga apparecchiatagli da' suoi +benevoli, che inutilmente lo esortavano pochi istanti prima +dell'accaduto a fuggire con una vettura che già avevano pronta. + +Grande era il fermento nella città; ed il popolo tumultuante, colla +plebe avida di tumulto e di saccheggio, minacciava grandi disastri. +Unissi pertanto presso il podestà, che era il conte Antonio Durini, il +Consiglio municipale, il quale determinò doversi fare un Governo +provvisorio e doversi invitare l'unione de' Collegi elettorali, i +quali pensassero a richiamare la calma con piena autorità. Questo era +il solo mezzo che rimanesse, piú non v'essendo chi rappresentasse il +Governo. Il Principe Viceré era a Mantova coll'armata; il Ministro +dell'Interno, partito per quella città quando intese ciò che accadeva +intorno alla casa del Ministro Prina; nessuna forza militare che +bastasse all'intento; il Senato, dopo ciò che era seguíto e dopo il +sacco della sua residenza, nulla poteva, e non sarebbe stato +opportuno. Sette onesti cittadini furono pertanto nominati dal +Consiglio comunale per formare una Reggenza di Governo composta di +persone che o per qualità di nascita o per esperienza negli affari +avessero favorevole la pubblica opinione ed accetti al pubblico. +Furono questi il conte Giberto Borromeo, conte Alberto Litta, conte +Giulini figlio, Bazzetta consigliere, conte Mellerio, conte generale +Pino, ed io con essi. + +La sera di quello stesso giorno io ricevetti la lettera di nomina, +coll'invito di portarmi la seguente mattina al palazzo di città, onde +concertarci su quanto occorresse fare. Frattanto, minacciando il +popolo, con non equivoci schiamazzi e con il frequente mormorare de' +crocchi, di tutta porre in sconvolgimento la città, saccheggiando la +pubblica Dogana, la Zecca ed alcune case de' ricchi designate a scopo +dell'odio, della vendetta e del saccheggio; i possidenti, i negozianti +e tutte le oneste persone si armarono in Guardia nazionale, che fu in +breve tempo, sotto il comando di Don Annibale Visconti, capo di essa, +ridotta a ragguardevole numero e distribuita ove il bisogno lo +richiedeva. E lo stesso Duca di Lodi, che troppo avea neglette e +disprezzate le turbolenti circostanze, mosso finalmente dal timore, mi +scrisse un biglietto acciò si pensasse alla sua difesa. Infatti, +abitando egli vicino alla Zecca, fu ivi spedito un corpo di Guardia +nazionale, che entrambi difendesse da qualunque attentato. + +La mattina seguente, cioè il 21 aprile, mi portai al palazzo di città, +ove eravi il conte Durini podestà, il conte Gian Luca della Somaglia +presidente del Consiglio comunale, vari consiglieri, e dove si unirono +i sette invitati a formare la Reggenza. Varie cose confusamente si +trattarono; ed in quanto al luogo dove porre si dovesse la residenza +dell'interinale Governo, io opinava risiedere nel palazzo stesso della +città, sembrandomi inconveniente la sede del palazzo di Corte, sebbene +ivi sempre, nella varietà dei governi, risieduta fosse la pubblica +governativa rappresentanza. Sembravami anche, in vista di vedere +nominati al Governo sette nobili, prudente cosa e atta a cattivare la +popolare opinione, l'astenersi da tutto ciò che potesse dar motivo +d'invidia e di mormorazione. Ma quel fabbricato non offriva +l'opportunità del sito. Fu dunque all'istante determinato che ci +portassimo al palazzo reale, ma che, rispettando gli appartamenti +reali, ci ponessimo ove solevano unirsi i Consigli legislativi e degli +elettori. Tale fu il mio parere, che fu adottato. Trattavasi del modo +col quale il nuovo Governo dovesse passare dal palazzo di città alla +fissata residenza; e fu stabilito che, per illuminare il pubblico +sulla presa determinazione e per procurare la calma con apparenza +pubblica, dovessero i componenti la Reggenza andare a piedi con alcune +guardie nazionali e con vari ufficiali di essa, i quali ad alta voce +nominassero le persone nostre, esortando alla quiete ed alla fiducia +nella saviezza e nella probità degli individui nominati. Partita +quindi la Reggenza in questo modo dal palazzo di città, si avviò al +luogo stabilito, alto gridandosi dagli ufficiali nazionali i nomi +degli eletti ed esortando il popolo alla fiducia in essi. Era il +cammino per la quantità degli uomini affollatissimo ed i balconi pieni +di gente, come suole accadere nelle pubbliche feste. Giunti alla +residenza e dovendosi fra noi eleggere un presidente, vollero i miei +compagni ch'io ne avessi l'onore, né mi giovarono i motivi da me +addotti, e singolarmente la poca mia salute, per disimpegnarmi. + +Giunti però in quell'abitazione, ben si conobbe che non offriva i +necessari comodi per la rapida spedizione degli ordini, né per le +udienze delle persone le quali accorrevano alla Reggenza per la +moltiplicità delle cose. In questo frattempo il conte Fenaroli, +maggiordomo maggiore del Regno, il quale dimorava nel palazzo, fece +istanza perché la Reggenza si portasse a risiedervi, come quello che +offriva le opportune comodità alle circostanze; e ciò fu eseguito, +perché in realtà non era possibile il fare altrimenti. Giunti al +palazzo, io feci quanto si richiedeva per stabilire i burò, ponendo un +ben disposto protocollo, scegliendo le persone adattate agli uffizi. + +Erasi finalmente pubblicato l'invito per l'unione dei Collegi +elettorali; e la Reggenza diresse i suoi primi pensieri a porre in +molta forza la Guardia nazionale per contenere le minacce dei +malevoli, i quali nel giorno 21 singolarmente, che era il primo, +davano non dubbi segni di grande sommossa con minacce di private +vendette e di generale saccheggio. Fu la Guardia nazionale fortemente +armata e divisa in vari corpi, ove piú vi fosse a temere, ed in forti +pattuglie, che di giorno e notte proteggessero la pubblica e la +privata sicurezza. Ma voleva la prudenza che la forza stessa fosse +cosí regolata che non irritasse la plebe. Si dovette pertanto non +armare i fucili colla baionetta e combinare la forza con modi urbani, +cosí richiedendo l'indole della nazione. E fu per ciò che invece di +chiudere le porte della città, come fu proposto, dal che proveniva la +mancanza delle provvigioni e molti altri inconvenienti, si posero alle +porte persone savie, le quali, osservando chi voleva entrare, con bei +modi li rimandassero, non permettendo l'ingresso se non a quelli che +si vedessero avviati per qualche motivo di condotte o di affari, +rifiutando l'ingresso agli oziosi o sospetti. Ottennero questi savi +provvedimenti il bramato effetto, e mentre grandi erano le minacce +nell'interno della città ed il romore rapidamente divulgatosi nella +campagna aveva spinti molti abitanti di essa ad accorrere in città, fu +col suddetto modo impedito il concorso. Né in quello mancava chi ad +alta voce gridasse, chiamando quale era il luogo, quale il sito ove si +saccheggiasse, spinti dall'avidità di rapina. Arrestaronsi in quel +giorno, e molto piú nella successiva notte, vari popolani presso i +quali furono ritrovati note, stili ed armi insidiose, tenaglie, +martelli ed altri istromenti atti a rompere i ripari e perfino +soghetti per strozzare alcune vittime del partito. Non mancò qualche +minaccia contro la Reggenza medesima, la quale, sebbene fosse ordinata +secondo l'opinione pubblica, pure non poteva essere di aggradimento a +chi poneva le proprie speranze nel disordine generale. Infatti essa +dové far porre alcuni cannoni nel primo cortile, che furono poi +ritirati tosto che al fermento successe la calma. Quelle tumultuose +circostanze mi spingono ad una riflessione, che mi sembra +interessante, intorno al sistema di polizia politica usata comunemente +in questa nostra città dai sovrani. Scopo di essa è la pubblica +sicurezza; ma in fatti ognuno sa a che si riduce la polizia affidata +nella esecuzione pratica a persone di pessimo carattere, le quali +vivono di spionaggio e tradimento. È facile la corruzione loro a chi +tentasse contro la pubblica sicurezza, sempre che sia promossa con +mezzi opportuni. Nessuno che tenti qualche azione grande si fida di +persone, che in qualche modo diano sospetto di appartenere a quel +magistrato. È per ciò che le congiure sono generalmente scoperte non +già da esso, ma dal tradimento di qualcuno dei congiurati. Ma perché +l'ufficio di quelli impiegati si renda in qualche modo interessante, +essi per interesse proprio, ora riferendo alcune particolari +circostanze, ora esagerandole, ora male interpretando una parola, un +discorso, un gesto, gettano i semi della discordia fra il Governo e i +governati e tutta corrompono la civile società, sostituendo alla +socievole fiducia la generale diffidenza. Io la penso cosí, confermato +in questa mia opinione anche da quanto ho praticamente veduto, essendo +a capo del Governo in quelle pericolose e turbolenti circostanze. In +esse siccome infatti trattavasi della pubblica e della privata +sicurezza, cosí gli onesti cittadini, e non le vili spie della +polizia, accorrevano avvisando ed illuminando la Reggenza, come in +particolare, dei pericoli privati e pubblici che insorgevano, e cosí +potevasi da quel Governo provvisorio opporre al male un pronto +rimedio; come accade nelle calamità pubbliche d'incendio o +d'inondazione, ove tutti i buoni accorrono ed offrono l'opera loro. Ma +quei mercenari infami, poveri e bisognosi per vizio, privi di morale e +perduti nell'opinione pubblica, sono i primari stromenti sui quali si +aggira e si fonda la cosidetta polizia: indifferenti al pubblico bene, +altro non pensano che a rendersi interessanti, secondando quelle +massime che a loro sembrano dominare negli animi dei loro principali; +e siccome questi inclinano alla diffidenza del pubblico, essi la +fomentano con mille alterati rapporti e sospetti, nulla curandosi +dell'interesse sociale, né avendo l'ingegno che si richiede per +conoscerlo e tutelarlo. Infatti se molte notizie utili e vere furono +in quei calamitosi giorni date da cittadini onestissimi, nessuna me ne +pervenne dalla polizia; e sebbene questa facesse rapporti giornalieri +ed altri ne facesse la gendarmeria, erano cosí lenti e tardi che posso +asserire sull'onor mio che neppur uno mi è giunto prima che non fosse +di già il tutto noto e non vi fosse posto riparo, se la natura della +cosa lo esigeva. Né ciò è accaduto a me solo, ma anche al Duca di +Lodi, prima che la rivoluzione scoppiasse, mentre avendolo io +interpellato come si fosse permessa la riunione del Senato il giorno +20 in quelle pericolose circostanze, unione poi anche superflua per la +mancanza del motivo, e mentre tutta la città conosceva il fermento e +la minaccia di molti, egli mi assicurò che nulla mai la polizia gli +aveva riferito. E tanta era la persuasione sua in quel tempo che a me +non volle prestar fede intorno al pericolo di sommossa, allorquando +gli parlai dopo la seduta del Senato del giorno 17, e si dichiarò +pronto a provarmi, co' rapporti fatti dalla polizia, la verità +dell'asserzione che nulla gli fu partecipato. Era in quell'epoca +Direttore generale, e quasi Ministro di polizia, il conte consigliere +Giacomo Luini, persona di talenti e di maniere non comuni; né io +posso, senza grande maraviglia, riflettere al silenzio che il Duca di +Lodi mi assicurò essersi seco conservato dal Luini. Era Luini +affezionato anche per riconoscenza al Duca e per interesse proprio +doveva essere opposto alla rivoluzione che si tentava, come quegli che +dal Viceré era distinto e considerato. Non ignorava al certo il +sussurro generale, né il complotto da eccitarsi al Senato; doveva +temere il Governo austriaco, che nei tredici mesi lo confinò a Cattaro +incatenato. Melzi, d'altronde, era incapace di mentire con me, né cosí +poco saggio da trascurare le notizie che gli fossero state date. In +questo singolare conflitto d'idee ed incertezza di opinione, io non so +cosa pensare, e solo ho in animo di parlarne liberamente al conte +Luini, instando su ciascun punto di dubbio, per intendere da lui quale +soluzione possa dare a questo strano mistero. + +Ma ripigliando il discorso su quelle civili turbolenze, dico che +mentre dalla Reggenza davansi tutti que' provvedimenti, che le +circostanze offrivano, per impedire i maggiori disordini, unironsi i +Collegi elettorali. Ma nacque dubbio, se alla loro unione si dovessero +ammettere gli elettori che appartenessero a quei Dipartimenti, che già +erano occupati dalle armate nemiche de' coalizzati. Alcuni elettori di +quei Dipartimenti erano in Milano, parte per impiego e parte per caso. +Ma si giudicò che il chiamarli potesse irritare le Potenze alleate, +sembrando non conveniente che la parte del Regno già da esse +conquistata avesse chi la rappresentasse unitamente alla parte tuttora +libera. Unironsi pertanto i soli elettori degli otto Dipartimenti che +rimanevano, cioè Olona, Mincio, Alto Po, Agogna, Lario, Mella, Adda, +Serio. Alla prima unione la Reggenza delegò me, come Presidente, ed il +conte Giberto Borromeo per complimentarli. + +Costituita per tal modo la nazionale rappresentanza[38], fu la +Reggenza cresciuta di sette individui, scelto ciascuno dai sette +Dipartimenti, i quali non avevano chi li rappresentasse nella +Reggenza, stata nominata dal Consiglio comunale di Milano e però tutta +composta di membri dell'Olona. Questa seconda nomina fu da me proposta +ai Collegi elettorali quando fui a complimentarli, sembrandomi +sconvenevole che il Governo fosse composto di soli milanesi, e +tendente a procurare d'universale accordo la nomina comprensiva di +tutti i Dipartimenti. Elessero i Collegi elettorali in loro Presidente +il conte Lodovico Giovio, confermarono la Reggenza; poi la accrebbero +di sette individui, e furono il conte senatore Lucrezio Longo pel +Mella, il giudice di Cassazione Tonni pel Mincio, Tarsis per l'Agogna, +il conte Muggiasca pel Lario, il conte Vertova pel Serio, il marchese +Sommariva--fratello del tenente maresciallo al servizio austriaco, che +fu il primo che giunse colla forza armata--per l'Alto Po ed il conte +senatore Peregalli per l'Adda[39]. Ma il destino era fatale alla +sussistenza del Regno, e volle che tutto fosse malamente condotto con +errori politici di ogni sorta. La prima Reggenza con soli sette +individui procedeva regolarmente, godeva la pubblica opinione e con +somma tranquillità e accordo andava calmando le insurrezioni, che si +andavano suscitando in vari luoghi dello Stato; ma i Collegi +elettorali, guidati da alcuni pochi, sorpresi senz'avvedersene da +mozioni poco saggie e contrarie ai veri interessi della nazione, +ebbero sedute poco plausibili. Fecero essi una Deputazione alle Alte +Potenze alleate, le quali coi loro manifesti eransi dichiarate del +tutto aliene di conquistare; la quale Deputazione chiedesse la libertà +ed indipendenza dello Stato. Furono nominati il conte Alberto Litta +membro della Reggenza, il conte Federico Confalonieri, Giacomo Ciani, +il conte Gio. Giacomo Trivulzio, Pietro Balabio capo battaglione della +Guardia civica, Gio. Luca della Somaglia presidente del Consiglio +comunale di Milano, Marc'Antonio Fè di Brescia e Serafino Sommi di +Cremona: in segretario poi della suddetta Deputazione fu nominato +Giacomo Beccaria[40]. + +Mentre queste disposizioni erano date, parte dai Collegi, parte dalla +Reggenza furono abolite alcune tasse odiose al popolo, ed altre +diminuite, onde piú facilmente richiamare l'ordine. Cosí il Registro, +che sommamente gravitava sulle eredità e sui contratti, e la tassa +sulle arti e mestieri furono abolite, e diminuite quelle sui sali e +tabacchi. In seguito fu ristretta la riserva della caccia nel +circondario di tre miglia del regio Parco di Monza, riserva posta su +campi sommamente coltivati e fertili, e però dannosissima: era essa +resa poi anche insopportabile dalle soperchierie de' guardacaccia. +Giovarono questi provvedimenti alla calma della nazione, e la Reggenza +ne ordinò l'esecuzione. Ma i Collegi elettorali, mentre volevano +conservato il Regno, fecero varie proposizioni alla Reggenza, che in +nessun modo erano combinabili con quello scopo. Proposero l'abolizione +del Senato, del Consiglio di Stato e della Segreteria di Stato. Ma +questa loro dichiarazione non fu dalla Reggenza pubblicata, come +quella che si opponeva direttamente allo scopo principale della +conservazione del Regno. E ben mi ricordo che, giunta alla Reggenza la +carta portante le dette determinazioni, il segretario di Stato conte +Strigelli venne da me e dissemi che egli se ne andava a casa +abbandonando il posto; al che io mi opposi, dicendogli che rimanesse, +non potendo il Governo procedere ove fosse privato della Segreteria: e +cosí egli rimase al posto. + +Sette giorni, se ben mi ricordo, fu la Reggenza a capo del Governo e +poté con molta quiete ed assiduità provvedere al tutto. Sedevasi il +giorno e la sera; né parmi possibile ch'io potessi reggere a tanto, +poiché, come Presidente, io non aveva un momento di quiete, non +esclusa la notte. Io dovea sorvegliare i burò per la pronta spedizione +degli affari, regolare le sedute, ascoltare chi si presentava; e +quando, o per cibarmi o per riposare, io andava a casa, non mancava +subito chi fosse da me, o per istruzioni o per recarmi notizie o per +provvedimenti a vari moti che da un momento all'altro accadevano: e +ciò oltre tutte le revisioni e le firme da porsi ai vari ordini, ai +proclami, alle lettere. Ma ciò che rese cosí grave l'impiego che quasi +era reso insopportabile, fu il poco accordo e la poca dignità di +alcuni individui della Reggenza, dappoiché fu accresciuta di sette +nuovi rappresentanti. Erano i primi dignitosamente interessati alla +pubblica quiete ed al buon regolamento, le discussioni ed i partiti +erano saggi, ponderati, tranquilli e fermi; poi divennero tumultuari e +spesse volte poco decenti. Non voglio tacere che molto male fecero le +basse e focose maniere del conte Longo del Mella, il quale con tanta +rozzezza di modi, ostinazione e schiamazzo trattava gli affari e con +tanto poco discernimento, non lasciando che altri con tranquilla +dignità esponesse i propri pensieri, che oltre ad essere io stato +obbligato ad ordinare che fossero chiuse le doppie porte, per impedire +lo scandalo e l'udire agli uscieri ed altri, non potei un giorno +dispensarmi dal chiamarlo all'ordine e dirgli ch'era libero di +partire, giacché egli disse che, quando si fosse fatto certo decreto +contrario alla sua opinione, egli avrebbe preso il cappello e se ne +sarebbe andato. Non sarebbe stata gran perdita, se avesse eseguito +quanto minacciava. Questo uomo, che era probo, ma sommamente focoso e +di basse maniere, declamava furibondo quando era coi suoi eguali; ma +poi si è manifestato vile d'animo quando l'occasione esigeva fermezza +di carattere. Giunti i Tedeschi, egli in Reggenza non aveva fiato per +parlare, né per leggere: non seppe mai fare rapporto d'alcun affare +che potesse concepirsi, sicché egli meschinamente, con sorpresa di +tutti, rappresentò nella Reggenza. Questo stesso uomo che, udito in +società, si sarebbe creduto di forte petto, di carattere tenace e +fermo, terminò di vivere per patema d'animo, quando il Governo +austriaco, cangiato il governo e abolita la Reggenza al principiare +del 1816, lo dimenticò, lasciandolo in libertà. + + +NOTE + +[37] [Il VERRI accenna manifestamente alla convenzione militare di +Schiarino Rizzino, la quale fu sottoscritta il 16 aprile 1814, +ratificata dal maresciallo Bellegarde e dal Principe Eugenio il 17, e +resa esecutiva con _atto di cambio_ delle ratifiche sottoscritto il 17 +a un'ora pomeridiana dai generali austriaci Neipperg e Dode e dal +generale italiano Zucchi. Questi atti furono pubblicati sul _Giornale +Italiano_ del 19 aprile 1814]. + +[38] La rapidità e la moltiplicità delle cose accadute nell'epoca che +ora incomincio a descrivere, può troppo facilmente indurre a scrivere +con poca esattezza istorica. Onde converrà per ora indicare le scene +principali, poi, ritornato che sia in patria, mi procurerò i mezzi di +maggiormente ed esattamente risovvenirmi di tutto. Al che molto +gioverà la lettura dei processi verbali della Reggenza, stesi dal +segretario De-Pagave. [Questi processi verbali si credettero per un +gran tempo perduti; ma erano nella collezione Morbio, con la quale +furon venduti in Germania: di là tornarono in Italia per compra +fattane a Lipsia dal libraio V. Menozzi, e quindi furono ceduti a LUCA +BELTRAMI che ne fece dono alla Biblioteca Braidense e ne diede un +riassunto nell'_Archivio storico lombardo_, anno 1892, vol. IX. pp. +700-705]. + +[39] Dopo tre anni, non posso risovvenirmi esattamente delle epoche; e +dubito che i Collegi elettorali abbiano nominati i sette reggenti dopo +che i Tedeschi erano già in Milano con Sommariva e Strassoldo. [Gli +Austriaci entrarono in Milano il 28 aprile: e _la nomina per +iscrutinio segreto degli individui degli altri dipartimenti da +aggiungersi in membri della Reggenza provvisoria di Governo_ era stata +fatta nella seduta dei Collegi elettorali del 25 aprile e pubblicata +nel _Giornale Italiano_ del 27]. + +[40] Verificare cosa infatti siasi determinato doversi chiedere, e chi +abbia invitati i Tedeschi ad entrare per assicurare la pubblica +quiete, se la Città, se la Reggenza, se i Collegi elettorali. [Delle +richieste da fare alle Alte Potenze, secondo la deliberazione presa da +Collegi elettorali nella seduta del 23 aprile, è dato il testo +dall'ARMAROLI, p. 31. Quanto all'invito ai Tedeschi di entrare in +Milano, è noto che esso fu fatto dai conti Luigi Porro e Giovanni +Serbelloni recatisi in nome della città al quartier generale austriaco +la sera del 20 aprile; cfr. _Studi intorno alla storia della Lombardia +negli ultimi trent'anni_, p. 76 e 91]. + + + + +INDICE DELLE PERSONE E DELLE COSE NOTABILI + + +Acerbi Pompeo firma l'istanza pei Collegi elettorali, 60. + +_Adda_, uno dei dipartimenti del Regno, 85; suo rappresentante nella +Reggenza, 155. + +_Adige_, id., 85. + +_Adriatico_, id., 85. + +_Agogna_, id., 85; suo rappresentante nella Reggenza, 155. + +Agretti Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Agucchi Alessandro, consigliere di Stato e prefetto del Passariano, +81, 86. + +Alberti Francesco, capo divisione nel ministero della giustizia, 82. + +Aldini Antonio, ministro segretario di Stato, grande ufficiale del +Regno, 78, 82, firmato nel terzo Statuto del Regno, 91. + +Aldini Giovanni, consigliere di Stato, 80. + +Alessandri Marco, senatore, 79, firmato nel primo Statuto, 91. + +_Almanacco reale_, 78. + +_Alto Adige_, uno dei dipartimenti del Regno, 85, + +_Alto Po_, id., 85; suo rappresentante nella Reggenza, 155. + +Amante Giovanni, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Andreani Gio. Maurizio firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Anthouard (D'), vedi Danthouard. + +Appiani Andrea, suo ritratto di Napoleone I rotto dal Confalonieri, +20, firmato nel primo Statuto, 91. + +Appiani Gabriele firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Appiani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato, in Milano, +32. + +Arese Francesco, colonnello, capo divisione nel ministero della +guerra, 83. + +Arese Marco firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Armaroli Leopoldo, sue notizie biografiche, XXIV, autore della +_Memoria storica_, XV-XVI, senatore, 80, firma la protesta del Senato, +75. + +Armeni Antonio, capitano di fregata, 85. + +Arrigoni Galeazzo, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Artico Angelo, ispettore generale delle acque e strade, 83. + +Assalini Antonio, id., 83. + +Augusta Amalia di Baviera, principessa, moglie del viceré Eugenio, sue +virtú e sue lodi, 6. + +Auna Gio. Vincenzo, giudice di cassazione, 81. + +_Austria_, sua politica secondo il Saint-Edme, 87-90; suo partito in +Italia alla fine del Regno, XIV, XVII. + +Aycard Romano, capitano di fregata, 85. + +_Bacchiglione_, uno dei dipartimenti del Regno, 85. + +Balabio Carlo, generale di brigata, 84, comandante nell'Alto Po, 85. + +Balabio Pietro, capo battaglione della guardia civica di Milano, firma +l'istanza pei Collegi, 13, 61, sua parte nei fatti del 20 aprile, 19; +deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, 32, 156. + +Balathier Carlo, generale di brigata, 84. + +Banfi Alfonso, giudice di pace in Milano, suo tentativo di salvare il +Prina, 142-143, non trova chi ne riconosca il cadavere, 23. + +Banfi Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Barbò Francesco, consigliere di Stato, 81, direttore generale delle +privative, 84. + +Barbò Viscardo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Barbou Gabriele generale francese comandante nel Metauro, 86. + +Bargnani Cesare, consigliere di Stato, 80, direttore generale delle +dogane, 83. + +Barinetti Carlo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Barisan Giovanni, senatore, 80. + +_Basso Po_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Bazzetta Giovanni, consigliere di Stato, 80, giudice di cassazione 81, +firmato nel terzo Statuto, 92, fa parte della Reggenza, 25, 146. + +Bazzoni Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Beauharnais Eugenio, viceré d'Italia, sue lodi, 6; diffidenza e +lamenti contro di lui, 7; specialmente per eccessi di rigore militare, +104, 105, distribuisce le onorificenze della Corona di ferro, 100; sua +commissione al Verri per le Marche, 100; sue cure e incertezze in +Mantova, 10; sua convenzione del 16 aprile col Bellegarde, 10, 87, +161; sua lettera al Melzi, 11; fedeltà del Senato a lui, 11; sue +credenziali alla Deputazione senatoria, 32; delibera d'abbandonare il +Regno, 33; sua convenzione col Bellegarde del 23 aprile 34; suo +proclama all'armata francese e indirizzo dei generali francesi a lui, +87; Statuto pel suo appannaggio, 92; ricordato, 44, 45, 104, 107, 111, +114, 116, 119, 122, 132, 133, 146. + +Beccalossi Giuseppe, consigliere di Stato onorario e primo presidente +della Corte d'appello in Brescia, 81. + +Beccaria Giacomo, segretario della deputazione dei Collegi elettorali +alle Alte Potenze, 32, 156. + +Beccaria Giulio, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Belgioioso Trivulzio Cristina, autrice degli _Studi intorno alla +Storia della Lombardia negli ultimi trent'anni_, VIII. + +Bellegarde (conte di), feld-maresciallo austriaco, comandante +l'esercito in Italia, sua convenzione con il viceré Eugenio, 16 aprile +1814, 10, 87, 111; passaporti rilasciati ai deputati, 32; sua +convenzione col viceré, 23 aprile, 34; riceve una deputazione dei +Collegi elettorali, 37; dichiara di ritenere Milano e le provincie in +nome dell'imperatore d'Austria, 38; in qualità di commissario +imperiale assume la presidenza della Reggenza, 38; ricordato, 45. + +Bellotti Gaspare, generale di brigata, 84. + +Bentivoglio Carlo, firmato nel terzo Statuto, 92. + +Berioli Spiridione, arcivescovo di Urbino, senatore, 80. + +Bernardino Maurizio, firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Bernardoni Giuseppe, capo div. nel ministero dell'interno, 82. + +Bertoletti Antonio, generale di brigata, 84, designato a far parte +della deputazione del Regno alle Alte Potenze, 11, va a Parigi per la +Baviera, 32. + +Bertolosi Giovanni Battista, generale di brigata, 84, comandante +nell'Agogna, 85, e nell'Olona, 86. + +Besana Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Bianchi d'Adda Giovanni Battista, generale di brigata, 84. + +Biella Felice, segretario generale nel ministero della giustizia, 82. + +Bignami Carlo, firmato nel terzo Statuto, 92. + +Bode, generale francese, 87. + +Bologna Sebastiano, senatore, 79, fa parte di una commissione +senatoria, 109, 45, firma la protesta del Senato 75, firmato nel terzo +Statuto, 92. + +Bolognini Alessandro firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Bolognini Luigi, id., 61. + +Bonati Teodoro, ispettore generale delle acque e strade, 85. + +Bonet Domenico firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Bonfanti Antonio, generale di divisione, 84. + +Bonsignori Stefano, patriarca di Venezia, grande ufficiale del Regno e +senatore, 79. + +Borghi Carlo Jacopo, consigliere di Stato, 81, capo divisione nel +ministero degli affari esteri in Milano, 82. + +Borromeo Giberto firma l'istanza pei Collegi, 17, 59, fa parte della +Reggenza, 25, 146, va a complimentare i Collegi, 134. + +Borromeo Carlo, firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Borsotti Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale della +Corte di cassazione, 81. + +Bossi Benigno, capitano della guardia civica di Milano, sua parte nei +fatti del 20 aprile 1814, 15, firma l'istanza pei Collegi, 17, 62, +domanda al Senato la convocazione dei Collegi, 19. + +Bossi Francesco firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Bossi Luigi, consigliere di Stato, 80. + +Bourg Teodoro, v. Saint-Edme. + +Bovara Giovanni, ministro del culto dal 1802 al 1812, 78. + +Bovara Stanislao firmato nel terzo Statuto, 91. + +Bozzi Galeazzo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Brambilla Cesare id., 60. + +Brebbia Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +_Brenta_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Brunacci Vincenzo, ispett. generale delle acque e strade, 83. + +Brunetti Vincenzo, consigliere di Stato, 81, direttore generale del +censo, 83, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Brusa Paolo, segretario generale della polizia, 83. + +Bruti Agostino, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +Buratovich Vincenzo, capitano di fregata, 85. + +Burri Giovanni, consigliere di Stato, 81. + +Busca Antonio firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Busti Cristoforo, giudice nella Corte dei conti, 82, firmato nel primo +Statuto 91. + +Caccía Gaudenzio, consigliere di Stato, 81, prefetto dell'Olona, 76. + +Cagnola Luigi firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Cagnola Giuseppe id. 62. + +Caldarini Gio. Battista, segretario gen. delle privative, 84. + +Calderara Giuseppe, luogotenente prefetto del Monte Napoleone, 84. + +Calepio Pietro firma il primo Statuto, 91. + +Camerata Antonio, senatore, 80. + +Campagnola Luigi, generale di brigata, 84. + +Cananda (?) Pietro firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Cantú Giuseppe id., 62. + +Caprara Giovanni Battista, cardinale e arcivescovo di Milano, suo +catechismo riformato dalla Reggenza, 40. + +Caprara Carlo, grande scudiere e grande ufficiale del Regno e della +Corona, 78; membro del Senato, 79; firmato nel primo Statuto, 90 e nel +terzo, 91. + +Cardoni Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Carli Carlo id., 60. + +Carlotti Alessandro, firmato nel primo Statuto, 91; senatore, 79; suo +carattere e condotta, 139; propugnatore degli interessi del principe +Eugenio, 110; lascia la seduta del 17 aprile, 49, 115; dopo quella del +20 si rifugia nella carrozza del Verri, 136; rimproveri fatti a lui +dal Verri, 139: firma la protesta del Senato, 75. + +Carmagnola Paolo, capo divisione nel ministero dell'interno, 82. + +Carnaghi Amedeo, ispettore generale del tesoro, 83. + +Carozzi Luigi firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Casati Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +Casella Giovanni Battista, aiutante comandante, 84. + +Casnati Filippo, capo divisione nel ministero del culto, 83. + +Castelbarco Cesare firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Castiglioni Alfonso, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, 60; +nipote di C. Verri, gli preannunzia l'oggetto della seduta del Senato +del 17 aprile, 104. + +Castiglioni Antonio, avvocato, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Castiglioni Carlo id., 62. + +Castiglioni Luigi, senatore, 79; è nominato a far parte della +deputazione del Senato alle Alte Potenze, 13, 49, 53, 66, 163; va a +Mantova, 116; da Mantova torna a Milano, 32, 116; fa parte di una +commissione senatoria, 46, 109; parla in Senato, 47; istruzioni date a +lui e al Guicciardi, 54, 55; firmato nel terzo Statuto 91. + +Cavedoni Bartolomeo, aiutante comandante, 84. + +Cavriani Federico, senatore, XXI, 79; fa parte di una commissione +senatoria, 45, 109; firma la protesta del Senato, 75; presso il Melzi +dopo la seduta del 20 aprile, 141. + +Ceriani Giuseppe Cesare, capo divisione nel ministero dell'interno, +82. + +Ciani Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 17, deputato dei Collegi +alle Alte Potenze, 32, 156. + +Cicogna Carlo, ciambellano di corte, sua parte nei fatti del 20 aprile +1814, 15. + +Cicogna Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Cicogna ......, scudiere di corte, fratello di Carlo, sua parte nei +fatti del 20 aprile, 15. + +Cisotti Giovanni Battista, giudice di cassazione, 81. + +Codronchi Antonio, arcivescovo di Ravenna, grande elemosiniere del +Regno, grande ufficiale del Regno e della Corona, 78, membro del +Senato, 79. + +Colle Francesco, consigliere di Stato, 80. + +_Collegi elettorali del Regno d'Italia_, istanza dei cittadini +milanesi per la loro convocazione, 59-63; il Confalonieri ne chiede la +convocazione, 18; prima riunione di essi il 22 aprile, con circa 70 +elettori, e atti che vi si compirono, 29; deputazione loro alle alte +Potenze, 32; altri atti, 35; numero degli elettori nel Regno, 92 e dei +presenti a Milano, 35; loro deputazione al Sommariva, 36; altra al +Bellegarde, 37; dichiarati sciolti dal Bellegarde, 38. + +Compagnoni Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +Condulmer Pietro Antonio, giudice di cassazione, 81. + +Condulmer Tommaso Gaspare, senatore, 80, firma la proposta del Senato, +75, si rifugia nella carrozza del Verri, 138. + +Confalonieri Federico firma l'istanza pei Collegi, 59; sua parte nei +fatti del 20 aprile, 15; sua intimazione al Senato, 18; rompe il +ritratto di Napoleone dell'Appiani, 20; deputato dei Collegi alle Alte +Potenze, 32, 156; suo contegno il 20 aprile, 131, 140; risponde alla +_Memoria Storica_, X. + +_Consiglio di Stato_, Statuto ad esso relativo, 91; sua composizione +alla fine del Regno, 80, 81; molti consiglieri erano milanesi, 8; +abolito dai Collegi elettorali, 35; dichiarato sciolto dal Bellegarde, +38. + +Conti Francesco, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Conti Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Coraccini Federico (Lafolie Carlo Giovanni), pseudomino dell'autore +della _Storia dell'Amministrazione del Regno d'Italia_, XV. + +Cornaglia Francesco, prefetto del Serio, 87. + +_Corinaldo_, patria di un militare fucilato, 105. + +_Corte dei Conti_, sua composizione alla fine del Regno, 82; formata +quasi tutta da milanesi, 8. + +_Corte di cassazione_, sua composizione alla fine del Regno, 81; +formata quasi interamente di milanesi, 8. + +_Corte reale_ in Milano, suo personale quasi tutto di milanesi, 8. + +Corridori Girolamo, cassiere generale del Regno, 83. + +Cortese Francesco, direttore delle rassegne e della coscrizione, 83. + +Cossali Pietro, ispettore generale delle acque e strade, 83. + +Cossoni Antonio, consigliere di Stato, 80, direttore generale delle +acque e strade, 83. + +Costabili-Containi Gio. Battista, senatore, 79, fa parte di una +commissione senatoria, 46, 109; intendente generale della Corona e +grande ufficiale del Regno, 79; firma il primo e il terzo Statuto, 91. + +Costanzi Giovanni Battista, capitano di fregata, 84. + +Cozzi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Crespi Antonio id., 62. + +Crespi Luigi, procuratore generale nella Corte dei conti, 82. + +Crevenna Francesco, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Crivelli Ferdinando id., 59. + +Crivelli Ignazio id., 61. + +Crivelli Mesmer Giuseppe, id., 62. + +_Crostolo_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Cruvelier Gio. Pietro, ispettore di marina, capo divisione nel +ministero della guerra, 83. + +Custodi Pietro, consigliere di Stato, 81, segretario generale del +ministero delle finanze, 83. + +Dabrowki, vedi Dombrowski G. E. + +D'Adda Febo, consigliere di Stato, 80. + +D'Adda Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Dal Fiume Filippo, prefetto dell'Alto Adige, 85. + +D'Allegre Paolo Lamberto, consigliere di Stato e vescovo di Pavia, 81. + +_Dalmazia_, sua unione al Regno e commissione per il suo ordinamento, +101. + +Dandolo Silvestro, capitano di fregata, 85. + +Dandolo Vincenzo, senatore, 80; suo contegno in Senato il 17 aprile, +44, 65, 108, 109; fa parte della commissione senatoria, 46, 109; parla +in Senato, 47, 48, 111; va dal Melzi, 111; ricordato, XXI. + +Danthouard Carlo Niccolò, generale di divisione, primo aiutante di +campo del viceré Eugenio, 7; offende gli Italiani, ivi; accennato, +105; firma l'indirizzo dei generali francesi, 87. + +Darnay Antonio, segretario di gabinetto del viceré Eugenio, 7; poi +direttore generale delle poste nel Regno, 8, 84, 105; suo spionaggio +nei carteggi privati, 8, 105. + +Daurier, generale francese comandante nell'Adriatico, 85. + +De Agostini Agostino, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +De Bernardi Stefano, presidente del consiglio legislativo nel +consiglio di Stato, 80, primo presidente della Corte dei conti, 82. + +De Capitani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62. + +De Capitani Paolo, segretario generale del ministero dell'interno, 82. + +De Carli Nazzari Luigi, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Del Maino Carlo, prefetto del Tagliamento, 87. + +De Lorenzi Antonio, giudice di cassazione, 81. + +Dembowski Giovanni, generale di brigata, 84, designato nel _generale +straniero_ al soldo italiano, 9, richiamato in servizio dalla +Reggenza, 40. + +De Moll Sigismondo, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +De Pagave Gaudenzio, segretario della Reggenza, 161. + +_Deputazione del Senato_ alle Potenze alleate, come e da chi proposta, +52, 53, 111, 112; istruzioni e credenziali date ad essa dal Melzi, +54-57; va a Mantova, 66, 116; ritorna a Milano, 68, 116; sua condotta +difesa dal Guicciardi, 66-68. + +_Deputazione dei Collegi elettorali_ alle Potenze alleate, 30-31, 156; +persone che ne facevano parte, 32, 156. + +De Simoni Baldassarre, firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Di Breme Arborio Luigi Giuseppe, senatore, 79. + +_Dipartimenti_ del Regno d'Italia, loro capoluoghi, popolazione, +circoscrizione, prefetti e comandanti militari, 85-87; solamente gli +elettori di otto dipartimenti sono convocati a Milano, 155; loro +rappresentanti nella Reggenza, 155. + +_Direzioni generali_ per l'amministrazione del Regno, funzionari che +le componevano alla fine del Regno, 83, 84; quasi tutti milanesi, 8. + +Dode, generale austriaco, 161. + +Dombrowski Giovanni Enrico, generale di divisione, firmato nel primo +Statuto, 91. + +Durini Antonio, podestà di Milano, accennato 15; trasmette al Senato e +al Melzi l'istanza dei cittadini per la convocazione dei Collegi +elettorali, 16, 58, fa pubblicare il decreto del Senato e altri +proclami, 24, convoca il Consiglio comunale in seduta permanente, 24, +25, 146; firma l'istanza pei Collegi, 60, certifica conforme +l'istanza, 63; presente all'insediamento della Reggenza, 147; il +Confalonieri gli indirizza la sua apologia, X. + +Erizzo Guido, consigliere di Stato onorario, 81. + +_Esercito_, suoi ufficiali generali alla fine del Regno, 84. + +Eulbrucca Carlo, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Fagnani Federico, ciambellano di corte e consigliere di Stato, 81; sua +parte nei fatti del 20 aprile, 15; firma l'istanza pei Collegi, 17, +59. + +Farina Modesto, capo divisione nel ministero del culto, 83. + +Fava Paolo Fabrizio, arcivescovo di Ferrara, grande ufficiale del +Regno e senatore, 79. + +Fè Marcantonio, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, 32, +156; firmato nel primo e terzo Statuto, 91. + +Felici Daniele, senatore, 79, si offre di parlare al popolo, 69, +insieme al Verri parla al popolo, 128; firma la protesta del Senato, +75. + +Fenaroli Giuseppe, gran maggiordomo maggiore, grande ufficiale del +Regno e della Corona, 78, membro del Senato, 79; invita la Reggenza ad +occupare il palazzo reale, 149; firmato nel primo Statuto del Regno, +91 e nel terzo, 91. + +Ferrarlo Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Ferri Francesco, prefetto del Piave, 86. + +Fiorella Pasquale Antonio, generale di divisione, 84, senatore, 80. + +Fontane Giacomo, generale di divisione, 84, comandante nel Mella, 86. + +Fontanelli Achille, generale di divisione, 84, ministro della guerra e +grande ufficiale del Regno, 78, 82; designato a far parte della +deputazione del Regno alle Alte Potenze, 18, va a Parigi per la +Baviera, 32, destituito dalla Reggenza, 40. + +Foscolo Ugo, frequentatore delle case dei ministri, 9-10, promosso +capo squadrone dalla Reggenza, 40, citato, IX, XI. + +Fossano Luigi firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Francesco I, imperatore d'Austria, re d'Ungheria e di Boemia, le sue +truppe occupano parte dell'Italia, 12; proposta di farlo mediatore +presso le Alte Potenze per la cessazione delle ostilità, +l'indipendenza del Regno e la creazione di Eugenio a re d'Italia, 12; +è dichiarato in possesso di Milano e delle provincie, 35; dovevano +presentarsi a lui i deputati del Senato, 54, 57. + +Frangipane Cinzio, senatore, 80. + +Frecarelli Prospero firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Fressinet Filiberto, generale francese, 87. + +Frisiani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Frosconi Alessandro, prefetto del Rubicone, 87. + +Galimberti Livio, generale di brigata, 84. + +Gallino Tommaso, consigliere di Stato e primo presidente della Corte +d'appello di Verona, 81. + +Galvagna Francesco, consigliere di Stato e prefetto dell'Adriatico, +81, 85. + +Gaspari Giacomo, prefetto del Metauro, 86. + +Gentili Antonio, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Germani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato in Milano, +82. + +Ghirlanda Girolamo, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Giaxich ......, capitano di fregata, comandante del porto di Venezia, +85. + +Giegler Pietro, libraio in Milano, XVI. + +Gioia Melchiorre, creduto autore della _Memoria storica_, XI. + +Giovio Ludovico, consigliere di Stato, 80, firma l'istanza pei +Collegi, 17, 61, presiede i Collegi elettorali e suoi discorsi, 30 e +seg., 155; era stato commissario straordinario nel dipartimento del +Lario, negli ultimi tempi del Regno, 39; suo discorso di chiusura ai +Collegi elettorali, 36; altro discorso innanzi al Bellegarde, 37; +risponde alla _Memoria storica_, XI, XXI. + +Giudici Gaetano, segretario generale del ministero del culto, 83, e +ff. di ministro dal 1812 al 1814, 78. + +Giulini Cesare firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Giulini Giorgio, fa parte della Reggenza, 25, 146. + +Giulini Giuseppe, firmato nel primo Statuto, 91. + +Giustiniani Leonardo, senatore, 79, firma la protesta del Senato, 74. + +Gorio Carlo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +_Grandi ufficiali della Corona_, 78; fanno parte del Senato, 79. + +_Grandi ufficiali del Regno_, 78, 79; Statuto per la loro creazione, +91. + +Grenier Paolo, generale francese, 87. + +Greppi Antonio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Guastavillani Giovanni Battista, consigliere di Stato, 80, firmato nel +primo Statuto, 91. + +Guerrini Camillo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Guicciardi Diego, creduto autore della _Memoria storica_ XII-XIV; sue +notizie biografiche, XXII-XXIV; senatore, 79; combatte il progetto del +Melzi ed è nominato della deputazione senatoria, 15, 49, 53, 11; suo +contegno nella seduta del 17 aprile, 44, 45, 47, 65, 66, 108, 111, +113; va a Mantova col Castiglioni, 116; torna a Milano, 32, 116; +istruzioni a lui date dal Melzi, 54, 55; sua memoria apologetica, 33; +testo di essa, 64-69; lettera relativa della Reggenza, 70; firma la +protesta del Senato, 74; firmato nel primo e terzo Statuto, 91. + +Isimbardi Innocenzo, direttore generale delle zecche, 84. + +_Istanza dei cittadini milanesi_ per la convocazione dei Collegi +elettorali, 59-63; trasmessa dal podestà al presidente del Senato, 58, +124, 125. + +Jacob ...., capo divisione nel ministero italiano degli affari esteri +in Parigi, 82. + +Jacquet Giuseppe, generale di brigata, 84. + +Julhien Giovanni Francesco, generale di brigata, 84, comandante nel +Mincio, 86, ricordato XXV. + +Lafolie Carlo Giovanni, vedi Coraccini Federico. + +Lambertenghi Luigi, consigliere legislativo, firmato nel primo +Statuto, 91. + +Lamberti Giacomo, senatore, 80, segretario del Senato, 53, firma la +protesta del Senato, 75. + +_Lario_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella +Reggenza, 155; sua prefettura desiderata dal Verri, 98. + +Laurent Francesco Guglielmo, generale francese, 87. + +Lechi Angelo, aiutante comandante, 84. + +Lechi Giuseppe, generale di divisione, 84. + +Lechi Teodoro, generale di brigata, 84. + +Lemarrois Giovanni, generale francese, governatore nelle Marche, 101. + +Litta Alberto, fa parte della Reggenza, 25; deputato dei Collegi +elettorali alla A. P., 32, 156. + +Litta Antonio, gran ciambellano, grande ufficiale del Regno e della +Corona, 78; membro del Senato, 79; firmato nel primo Statuto, 91. + +Locatelli Luigi Annibale, ispettore alle rassegne, capo divisione nel +ministero della guerra, 83. + +Londonio Carlo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Longo Lucrezio, senatore, 79, aggiunto alla Reggenza, pel Mella, 155, +suo carattere e sua morte, 158, 159. + +Luini Giacomo, direttore generale della polizia, accennato, +14; consigliere di Stato, 80, 101; aggiunto a C. Verri per +l'organizzazione delle Marche, 101; suo carattere e sue attribuzioni, +153, 154; promosso dalla Reggenza a consigliere di cassazione, 40. + +Luini Giuseppe, giudice di cassazione, 81. + +Luini Stefano, prefetto dell'Agogna, 85. + +Luosi Giuseppe, gran giudice ministro della giustizia, senatore, 80: +grande ufficiale del Regno, 78, 82; presente alla seduta del Senato 17 +aprile, 43; parla, 48; sua parte nel progetto di decreto presentato al +Senato, 110; firmato nel primo e nel terzo Statuto del Regno, 91. + +Luosi Luigi, capo divisione nel ministero della giustizia, 82. + +Lupi Carlo, segretario generale del censo, 83. + +Maestri Giovanni, consigliere di Stato, 80, prefetto del Monte +Napoleone, 84. + +Magenta Pio, prefetto del Bacchiglione, 85. + +Maillot Stefano, commissario generale della marina, 85. + +Manara Baldassarre firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Manzi Ignazio id., 60. + +Manzoni Alessandro id., 62. + +_Marche_, loro unione al Regno italico, 101; v. _Metauro_, _Musone_, +_Tronto_. + +Marchini Bartolomeo, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Marcognet, generale francese, 87. + +Marescalchi Ferdinando, ministro degli affari esteri e grande +ufficiale del Regno, 78, 82; firmato nel primo Statuto del Regno, 90 e +nel terzo, 91. + +_Marina reale_, suoi ufficiali superiori alla fine del Regno, 85. + +Marini Giuseppe, capitano, aiutante di piazza, comandato a prestar +servizio presso il Senato il 20 aprile, 15, 17, 18. + +Marinoni Francesco, segretario generale della Segreteria di Stato in +Parigi, 82. + +Martel Filippo Andrea, generale di brigata, 84. + +Martinengo Gio. Estore, senatore, 80. + +Martini Francesco firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Masetti Agostino, ispettore generale delle acque e strade, 83. + +Massari Luigi, senatore, 79; si offre di parlare al popolo, 18; parla +in Senato, 47; insieme al Verri parla al popolo, 128; si rifugia nella +carrozza del Verri, 138; firmato nel terzo Statuto, 92; firma la +protesta del Senato, 74. + +Mazzucchelli Giovanni Battista, aiutante comandante, 84. + +Mazzucchelli Luigi, generale di brigata, 84; accennato, 9; promosso +dalla Reggenza a generale di divisione, 40. + +Medici Pietro firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Méjan Stefano, segretario degli ordini del viceré Eugenio, xxi, 7; +ammesso nel Collegio elettorale dei dotti, ivi; registrato dal +Saint-Edme tra i grandi ufficiali del Regno, 79; consigliere di Stato, +80; odiato dagli Italiani, 103. + +Melano Portula Vittorio, vescovo di Novara, senatore, 80. + +Mellerio Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 61; fa parte della +Reggenza, 25. + +_Mella_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella +Reggenza, 155; sua prefettura esercitata dal Verri, 99. + +Meloni Abele firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Melzi Francesco, vicepresidente della Repubblica italiana, 98; trae il +Verri alla vita politica, 99; duca di Lodi, cancelliere guardasigilli +della Corona e grande ufficiale del Regno, 11, 78; membro del Senato, +79; convoca il Senato per il 17 aprile, 12; sua lettera e messaggio +relativo, 44; testo di essi, 49-50; sue istruzioni alla Deputazione +senatoria, 13, 54-55; credenziali per il Metternich, 56-57; sua vita +minacciata, 26, 140; non crede agli avvertimenti del Verri, 120, 140; +ricordato, 12, 13, 16. + +Melzi Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Melzi Giuseppe id. 62. + +Mengotti Francesco, senatore, 50, segretario del Senato, 53; formula +una proposta in Senato, 48; redige l'articolo relativo al principe +Eugenio, 114; firma la protesta, 75. + +Mermet Giuliano Agostino, generale francese, 87. + +_Metauro_, uno dei dipartimenti del Regno, 86, 101; ricordato, 105. + +Metternich (principe di), ministro degli affari esteri dell'imperatore +d'Austria, credenziali del Melzi a lui per la deputazione del Regno, +13-14, 56-57. + +Mezzoni (Mozzoni?) Ottavio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Milius Pier Bernardo, capitano di fregata, 85. + +Milossewitz Andrea, generale di brigata, 84, comandante nell'Adige e +Alto Adige, 85. + +_Mincio_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella +Reggenza, 155. + +_Ministeri_ del Regno d'Italia, loro funzionari, 82, 83. + +Minoia Giovanni, prefetto del Panaro, 86. + +Mocenigo Alvise, senatore, 80. + +Moiana Pietro firma l'istanza pei Collegi, 81. + +Montebruno Andrea, aiutante comandante, 84. + +Monteggia Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Monticelli Giovanni id., 62. + +Monticelli-Strada Gio. Battista id., 62. + +Mori Ambrogio id., 60. + +Moroni Pietro, generale di brigata, 84. + +Moscati Pietro, senatore, 79, fa una proposta in Senato, 48; firma la +protesta in Senato, 74; firmato nel terzo Statuto, 91. + +Mozzoni, vedi Mezzoni. + +Muggiasca Giacomo, aggiunto per il Lario alla Reggenza, 155. + +Muggiasca Gio. Battista firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Murat Gioacchino, re di Napoli, sua occupazione di parte d'Italia, 12; +suoi disegni politici, 87. + +_Musone_, uno dei dipartimenti del Regno, 86, 101. + +Nani Tommaso, consigliere di Stato, 81. + +Napoleone I, suo governo in Francia e in Italia, 5; porta solo +l'odiosità delle gravezze finanziarie, 7; suo ritratto dipinto +dall'Appiani e rotto dal Confalonieri, 20; ricordato, VIII, 43. + +Narducci Giampietro, capo divisione nella segreteria di Stato in +Milano, 82. + +Nava Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Negri ...., segretario generale del Monte Napoleone, 84. + +Negri Antonio, presidente della Corte di cassazione, 81; firmato nel +primo Statuto, 91. + +Negri Gaetano, segretario generale delle acque e strade, 83. + +Neipperg (conte di) Alberto, generale austriaco, 161. + +Noghera Gio. Battista, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Odescalchi Tommaso, firmato nel terzo Statuto, 92. + +_Olona_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; da esso sono tratti i +primi membri della Reggenza, 155. + +Opizzoni Carlo, arcivescovo di Bologna, non riconosciuto, 79. + +Oriani Barnaba, senatore, 80; firmato nel terzo Statuto, 91; firma la +protesta del Senato, 75. + +Ottolini Giulio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Paini Giulio, generale di brigata, 84. + +Pallavicini Giuseppe, presidente del Consiglio degli uditori nel +Consiglio di Stato, 81; firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Pallavicini Giulio, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Palmieri ......., segretario generale del lotto, 84. + +Palombini Giuseppe, generale di divisione, 84. + +Pampuri Giacomo, giudice nella Corte dei conti, 82. + +_Panaro_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Paolucci Amilcare, generale di brigata, 84. + +Paradisi Giovanni, firmato nel primo e terzo Statuto del Regno, 90, +91; senatore, 79; uno dei sostenitori del principe Eugenio, 110; +doveva far parte della Deputazione senatoria, 11; non è nominato, 13; +parla nella seduta 17 aprile, 44, 45, 47, 113; lascia la seduta, 49, +115; non interviene a quella del 20 aprile, 16; firma la protesta del +Senato, 74. + +Parca Carlo, ispettore generale delle acque e strade, 83, firma +l'istanza pei Collegi, 60. + +Parravicini Raffaele, consigliere di Stato, 80. + +Pasqualigo Nicola, capitano di vascello, 85. + +_Passariano_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Patroni Giuseppe, colonnello, capo divisione nel ministero della +guerra, 83. + +Pecchio Pietro, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Peceis Gio. Odoardo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Pedrazzini Michele, consigliere di Stato, 80. + +Pedroli Carlo Antonio, consigliere di Stato onorario e primo +presidente della Corte di cassazione, 81. + +Pelegatti Cesare, giudice di cassazione, 81. + +Peregalli Francesco, senatore, 80, aggiunto alla Reggenza per l'Adda, +155, firmato nel terzo Statuto, 92. + +Perego Luigi, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Peri Bernardo, generale di brigata, 84. + +Petracchi Angelo, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Pevri Luigi, generale di divisione, 84, tenta di salvare il Prina dal +furore popolare, 22. + +_Piave_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Piazzoni Gio. Battista, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Pini Ermenegildo, ispettore generale degli studi, 83. + +Pino Domenico, generale di divisione, 79, 84, primo capitano della +Guardia reale e grande ufficiale del Regno, 79; trascurato dal +principe Eugenio, 7; firma la istanza pei Collegi, 17, 59; poteva +salvare il Prina, 22; dichiarato comandante delle forze della +capitale, 24; fa parte della Reggenza, 25, 146; suo proclama al +popolo, 25; intende salvare il Melzi, 26; esorta il popolo alla calma, +141; chiama alle armi per difendere gli edifizi pubblici, 27; +confermato dai Collegi elettorali nel grado di comandante delle forze +militari; poi atti accennati, 38, 143; sue difese a stampa, X, XXI; +censure a lui date, XX. + +Pizzagalli Angelo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Pizzotti Francesco, giudice di cassazione, 81. + +Poggiolini Giovanni, segretario generale dell'istruzione pubblica, 83. + +Polcastro Girolamo, senatore, 79. + +Polfranceschi Pietro, consigliere di Stato, 80; generale di brigata, +84. + +Porro Ferdinando, prefetto del Brenta, 86. + +Porro Luigi firma l'istanza pei Collegi, 17; in compagnia del Pino il +giorno 20 aprile, 23; va a invitare gli Austriaci in Milano, 160. + +Porta Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Prandina Gaetano, capo divisione nel ministero della giustizia, 82. + +Predabissi Francesco, giudice di cassazione, 81. + +Prevosti Giulio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Prina Giuseppe, ministro delle finanze e grande ufficiale del Regno, +78, 83; senatore 80; cieco strumento della politica finanziaria di +Napoleone, 7, e perciò odiatissimo, 105, 137; sua parte nel progetto +di decreto del Melzi, 110; doveva far parte della Deputazione alle +Potenze, 11; ma non fu nominato, 13; presente alle seduta del 17 +aprile, 16; vi parla, 47, 113; non interviene a quella del 20 aprile, +16; ricercato durante la seduta stessa, 137, 141; tumulto popolare e +strazio di lui, 21-23, 141-146; tentativi vani di salvarlo, 21, 23, +144; saccheggio del suo palazzo, 24, 137; della sua villa, 28; si +sparge l'oblio sui colpevoli della strage, 40; incisione +rappresentante il suo eccidio, 41. + +Prina Giuseppe, professore a Pavia, cerca di salvare il ministro, 21. + +Prina Luigi, segretario generale delle zecche, 84. + +_Protesta del Senato_ al Sommariva, 71-75. + +Quesnel Francesco, generale francese, 87. + +Quirini Stampalia Luigi, consigliere di Stato, 80. + +Radaelli ....., fornaio, milite della guardia nazionale, trovasi ai +fatti del 20 aprile, 136. + +Raesini Carlo Luigi firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Raesini Rodolfo, id. 61. + +Ragazzi Giuseppe, giudice di cassazione, 81. + +Rambourgt Pietro Gabriele, generale di brigata, 84. + +Rangone Giuseppe, firmato nel primo Statuto, 91. + +Re Antonio, consigliere di Stato, 81. + +Reina Giuseppe, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +_Reggenza provvisoria_ creata dal Consiglio comunale di Milano il 21 +aprile 25, 146; suoi primi atti 26, 143-150; il Verri ne è fatto +presidente, 149; suoi atti ulteriori, 38-41, 156-159; vi sono aggiunti +i rappresentanti di sette dipartimenti, 38, 155; verbali delle sue +deliberazioni, 161; non permette la pubblicazione dell'apologia del +Guicciardi, 70; il Bellegarde ne assume la presidenza, 38. + +_Regno d'Italia_, 1805-1814; sua formazione e suoi statuti +costituzionali, 90-92; suoi alti funzionari civili e militari, 78-85; +suoi dipartimenti 85-87; suoi collegi elettorali, 92, 93; contrasto +fra i paesi della Lombardia e gli altri, 8; prevalenza dei milanesi +negli alti uffici, 8; deputazione del Regno alle Potenze alleate +secondo la convenzione del 16 aprile, 10, 11; unione al Regno della +Dalmazia e delle Marche, 99; dipartimenti non occupati dagli +Austriaci, 155. + +Renard Brizio Giovanni Battista, generale di brigata 84, comandante +nell'Adda, 85, e nel Lario, 86. + +_Reno_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Repossi Francesco, giudice di cassazione, 81. + +_Repubblica Italiana_, 1802-1805; sua costituzione adottata nei comizi +di Lione, 90; governata dal Melzi come vicepresidente, 97; deputazione +di essa per la trasformazione in Regno, 90; atti e documenti di questa +mutazione, 91. + +Rezia Carlo, prefetto dell'Adda, 85. + +Riva Cristoforo, consigliere di Stato, 81. + +Rivaira Luigi, aiutante comandante, 84. + +Rivolta Cristoforo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Rodriguez Francesco, capitano di fregata, 85. + +Roize, generale francese, comandante nel Reno, 87. + +Ronna Tommaso, consigliere di Stato e vescovo di Crema, 81. + +Rosmini Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Rossi Luigi, ispettore generale degli studi, 83. + +Rougier Gillo, generale di brigata, 84. + +Rouyer, generale francese, 87. + +_Rubicone_, uno dei dipartimenti del Regno, 87. + +Sabatti Antonio, presidente nella Corte dei conti, 82. + +Sacchini Girolamo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Saint Edme (Bourg Teodoro), traduttore francese della _Mem. stor._ +dell'Armaroli, 77, sue note alla medesima, 77-93; attribuisce la +_Mem._ al Guicciardi, 77. + +Sainte-Laurent, generale francese, 87. + +Saint Paul Verbigier, generale di brigata, 84. + +Saint Priest Filiberto Luigi, capitano di fregata, 85. + +Salimbeni Leonardo, generale di brigata, firmato nel primo Statuto, +91. + +Salina Luigi firmato nel terzo Statuto, 92. + +Salvini Andrea, direttore delle costruzioni navali, 85. + +Sanfermo Rocco, consigliere di Stato, 80. + +Sanner Baldassarre, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Sant'Andrea Pietro, generale di brigata, 84. + +Scaccabarozzi Cesare, giudice di cassazione, 81. + +Scazza Lorenzo firmato nel terzo Statuto, 91. + +Schiazzetti Fortunato, generale di brigata, 84. + +Schilt, generale francese, comandante nel Passariano, 86. + +Scopoli Giovanni, consigliere di Stato, 80, direttore generale +dell'istruzione, 83. + +Scotti Gallerati Costanzo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Scotti Gallerati Francesco, id., 61. + +_Segretari generali_ dei ministeri e delle direzioni generali, 82, 84; +quasi tutti milanesi, 8. + +_Segreterie di Stato_ in Parigi e in Milano, loro funzionari, 82. + +Segri Antonio firma l'istanza pei Collegi, 63. + +_Senato consulente_, Statuti per la sua creazione e ordinamento, 92; +regolamento di esso, 92; sua composizione alla fine del Regno, 8, 79, +80; comprendeva otto senatori milanesi, 8; seduta straordinaria del 17 +aprile, 12, 13, 103-115; relazione di essa, 43-49; commissione in essa +creata, 11, 45, 46; proposte presentate e deliberazioni prese, 50-53; +sua deputazione alle Potenze, 11, 12, 113; seduta del 20 aprile, +15-21, 122-136; gli è chiesto il richiamo della deputazione e la +convocazione dei Collegi, 18, 134; sua protesta al Sommariva, 71-75; +abolito dai Collegi, 35, e sciolto dal Bellegarde, 38. + +Serbelloni Gio. Battista, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, +59; va a invitare gli Austriaci, 162. + +Serbelloni Marco, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +_Serio_, uno dei dipartimenti del Regno, 87; suo rappresentante nella +Reggenza, 155. + +Serpenti Angelo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Severini Girolamo id., 61. + +Severoli Filippo, generale di divisione, 84. + +Sgariglia Pietro, senatore, 80. + +Silva Bernardino, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Silva Ercole, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Silva Sigismondo, accennato, 15, id., 60. + +Smancini Antonio, consigliere di Stato e prefetto dell'Adige, 81, 85. + +Soldini Ambrogio, direttore generale del lotto, 84. + +Soldini Andrea, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Somaglia Antonio firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Somaglia Carlo, id., 60. + +Somaglia Gio. Luca, id. 60; presidente del Consiglio comunale, +presente all'insediamento della Reggenza, 147; deputato dei Collegi +elettorali alle Alte Potenze, 156. + +Somaglia Gaetano, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Sommariva Annibale, generale austriaco, commissario delle Alte Potenze +in Milano, 34, 155, 161; riceve la deputazione dei Collegi elettorali, +36. + +Sommariva Matteo, fratello del precedente, aggiunto alla Reggenza per +l'Alto Po, 155. + +Sommaruga ...., presidente nella Corte dei conti, 82. + +Sommenzari Teodoro, prefetto del Mella, 86. + +Sommi Serafino, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, +156. + +Sopransi Fedele, giudice di cassazione, 81. + +Sopransi Luigi, consigliere di Stato, 81, giudice di cassazione, 81, +firmato nel primo Statuto, 91. + +Soresi Giovanni, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Sormani Alessandro id., 60. + +Sormani Giuseppe id., 60. + +Sormani Lorenzo id., 60. + +Sozzi Carlo, vicario capitolare di Milano, esorta alla tranquillità, +26. + +Spella Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Spreafico Pietro id., 60. + +_Statuti costituzionali_ del Regno d'Italia, 90-92. + +Staurenghi Leopoldo, prefetto del Tronto, 86. + +Stoppani Pietro, capo div. nel ministero della giustizia, 82. + +Strassoldo, governatore austriaco in Milano, 162. + +Stratico Simone, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +Strigelli Antonio, consigliere di Stato, segretario di Stato in +Milano, 81, 82; vuole abbandonare l'ufficio, 157; segretario generale +della Reggenza, 70. + +Tadini Oldofredi Girolamo, prefetto del Reno, 87. + +Tagliabue Francesco, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +_Tagliamento_, uno dei dipartimenti del Regno, 87. + +Tamassia Giovanni firmato nel terzo Statuto, 91; prefetto del Lario, +86. + +Tarchini Giovanni Battista, segretario generale del ministero del +tesoro, 83. + +Tarsis Giovanni Battista, aggiunto alla Reggenza, per l'Agogna, 155. + +Taverna Francesco, consigliere di Stato onorario e primo presidente +della Corte d'appello in Milano, 81. + +Taverna Giuseppe, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Tempiè Giacomo, capitano di fregata, 85. + +Testi Carlo, senatore, 79; incaricato del portafoglio degli affari +esteri in Milano, 82; nominato della Deputazione senatoria alle Alte +Potenze, 49, 53, 66, 113; rinunzia per motivi di salute, 49, 115; sua +opinione sulle credenziali, 55; firma la protesta del Senato, 75. + +Teuliè Filippo, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Thiene Leonardo, senatore, 80; esce col Verri dal Senato il 20 aprile, +137; firma la protesta del Senato, 75. + +Ticozzi Stefano, prefetto dell'Alto Po, 85. + +Tonni Luigi, giudice di cassazione, 81; aggiunto alla Reggenza, pel +Mincio, 155. + +Tordorò Luigi, capo della contabilità del Regno, 83. + +Tornielli Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +Trivulzio Gian Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 17, 59; deputato +dei collegi alle Alte Potenze, 32, 156. + +Traversi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Trecchi Sigismondo id., 60. + +_Tronto_, uno dei dipartimenti del Regno, 87. + +Trotti Lorenzo id., 61. + +Trouchon Domenico, direttore dell'artiglieria di marina, 85. + +Ungarelli Pietro, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Vaccari Luigi, ministro dell'interno e grande ufficiale del Regno, 78, +82; presente alla seduta del Senato il 17 aprile, 43; vi parla, 44, +45, 47; sua parte nel progetto di decreto, 108; sostiene il principe +Eugenio, 114. + +Valdrighi Luigi, consigliere di Stato, 81; procuratore generale della +Corte di cassazione, 81; firmato nel primo Statuto, 91. + +Veneri Antonio, ministro del tesoro e grande ufficiale del Regno, 78, +83; senatore 80; presidente del Senato nella seduta del 17 aprile e +sua condotta in essa, 44-49, 53, 107; sua condotta in quella del 20 +aprile, 16-20, 134; scambiato col Prina e insultato, 137; va dal Melzi +dopo quella seduta, 141; firma la protesta del Senato, 74. + +Verdier, generale francese, 87. + +Verri Carlo, autore della relazione sui fatti di Milano, XVII, 97; +suoi intendimenti, 98; sue notizie biografiche, XXV; prefetto a +Brescia, 98, 99; consigliere di Stato, 100; fa parte della commissione +per la Dalmazia, 100; ispettore di pubblica beneficenza, 101; sua +missione nelle Marche, 100-102; senatore, 80, 102; sua condotta nella +seduta del 17 aprile, 47, 65, 108, 109; va dal Melzi, 109, 119, 140; +approvato in pubblico o in privato, 117, 118, 123; sua condotta nella +giornata del 20 aprile, 18, 19, 125-137; fa parte della Reggenza, 25, +146; suoi atti ufficiali 70; sua condotta come presidente della +Reggenza, 147-157; va a complimentare i Collegi elettorali, 155. + +Verri Giovanni, cavaliere, fratello di Carlo, dimorante a Como, 98. + +Vertova Giovanni Battista, firmato nel terzo Statuto, 91; aggiunto +alla Reggenza per il Serio, 155. + +Vestarini Belingeri Carlo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Vidoni Soresina Giuseppe, senatore, 79; firmato nel terzo Statuto, 91. + +Vignolle, generale francese, 87. + +Vigoni Gaetano firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Villa Carlo, consigliere comunale, id., 62. + +Villa Carlo, segretario del Cancelliere guardasigilli della Corona, +accennato come quello da cui i rivoluzionari conoscevano gli atti del +Melzi, 13; firma il messaggio del Melzi, 50, 108; le istruzioni ai +Deputati del Senato, 55 e le credenziali, 57. + +Villa Giovanni, prefetto di polizia di Milano, destituito dalla +Reggenza e perché, 40. + +Villa Luigi, ministro dell'interno nella Repubblica italiana, 97. + +Villata Giovanni, generale di brigata, 84, comandante nel Rubicone, +87. + +Villata Guido, giudice di cassazione, 81. + +Villata Michele, prefetto del Musone, 86. + +Visconti Annibale, colonnello della guardia civica di Milano, firma +l'istanza pei Collegi, 17, 60; assume il comando della guardia +nazionale, 145. + +Visconti (Antonio?) di Cremona, capo battaglione, firma l'istanza pei +Collegi, 59. + +Vismara Michele, prefetto del Mincio, 86. + +Vitali Gaetano firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Volpi Caneriggi Benedetto id., 61. + +Volta Alessandro, senatore, 79, firma la protesta del Senato, 75. + +Zacco Costantino, prefetto del Basso Po, 86. + +Zanella Carlo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Zanella Carlo Grato id., 61. + +Zanoli Alessandro, segretario generale del ministero della guerra, 83, +destituito dalla Reggenza, 40. + +Zecchini Bonaventura, prefetto del Crostolo, 86. + +Zenghi Luigi Filippo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Zucchi Carlo, generale di divisione, 84; firma l'atto di cambio della +convenzione militare di Schiarino Rizzino. + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i +seguenti refusi (tra parentesi il testo originale): + + xiii - l'on avait _machiné_ [machinè] pour surprendre + xiii - le lecteur, une [una] fois prévenue + xiii - sa justification au gouvernement [governement] + 20 - Lo stesso capitano sortí [sorti] dalla sala + 24 - non vi erano piú suppellettili [suppelletili] + 30 - prescritte alle [alla] AA. PP. + 35 - Stato con la sua segreteria [segretaria] + 54 - garantita l'integrità del [del del] suo territorio + 63 - firme, che per brevità di tempo si omettono [momettono] + 70 - Antonio Strigelli. [Stringelli] + 112 - riposta [risposta] ne' soli Collegi elettorali + 156 - il conte Federico Confalonieri [Confalieri] + 178 - per [per per] il 17 aprile + 181 - Pelegatti [Pelagatti] Cesare, giudice di cassazione + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile +1814, by Leopoldo Armaroli and Carlo Verri + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO *** + +***** This file should be named 36212-8.txt or 36212-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/6/2/1/36212/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. 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