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+The Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: I pazzi
+
+Author: Roberto Bracco
+
+Release Date: January 23, 2011 [EBook #35048]
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+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI ***
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
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+ ROBERTO BRACCO
+
+ I PAZZI
+
+ DRAMMA IN QUATTRO ATTI
+
+
+ 1922
+
+ REMO SANDRON--Editore
+
+ Libraio della R. Casa
+ MILANO - PALERMO - NAPOLI - GENOVA - BOLOGNA - TORINO - FIRENZE
+
+ Copyright by Roberto Bracco 1922 in the United States of America.
+
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+_I diritti di riproduzione, di traduzione, ecc. sono riservati per tutti
+i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia._
+
+È assolutamente proibito di rappresentare questa produzione senza il
+consenso scritto dell'Autore (_Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre
+1882_).
+
+ [Illustrazione: firma dell'autore]
+
+Off. Tip. Sandron--119--I--100522.
+
+
+
+
+PREAMBOLO
+
+
+_Ho voluto graziare questo dramma che gemeva nel prefunerario cassetto
+delle mie cose inedite e condannate a un rogo piú o meno lontano,
+perché, leggendolo (evidentemente lo avevo scritto, ma non lo avevo
+letto mai) ho ritrovate, vive e cospicue, sotto la polvere d'una
+affrettata negligenza scettica, le ragioni donde mi germinò nella
+commossa fantasia. Esso è, in vero,--quale che sia il valore estetico
+che contenga--la continuazione, il compimento, la sintesi, il culmine
+sillogistico di molte opere mie d'indole tragica, forse non pregevoli e
+tuttavia non spregiate e non ancora a me discare. E mi sembra che ciò
+debba risultar netto a chiunque abbia avuta la cortesia di guardare al
+cammino che io, illuso o disilluso, alacre o accidioso, ho percorso fin
+qui nel campo scenico, tra la volubilità delle platee e quella della
+ribalta, sempre serbandomi piú tenero dei miei lettori che non delle une
+e dell'altra, sempre sognando un po'... un teatro senza teatro. (È una
+mia antica e fissa idea che si possa non destinare al teatro--cioè alla
+rappresentazione--un'opera a cui si sia data l'impronta della scena. Non
+è forse presumibile che l'artista abbia prescelta questa impronta
+soltanto perché è quella piú vicina a una forma di vita?...)_
+
+_Il costrutto del dramma graziato, che, mediante il salvacondotto della
+tipografia, potrà liberamente vivere o vivacchiare e morire di morte
+naturale e che si aderge a compiere la sagoma d'una piramide
+racchiudente le già vissute opere cui ho accennato, non è da enunciare
+in una baldanzosa conclusione, né in una sbandierabile sentenza, ma
+bensí in due interrogazioni, trepide e pur pungenti:_
+
+_--Dove finisce, nell'animale umano, la saggezza e dove comincia la
+follia?_
+
+_--Quali sono, nel nostro mondo, i pazzi e quali sono i savii?_
+
+_Ecco, nella trama e nella sostanza, il mio dramma, che le due
+interrogazioni rivolge a me stesso e all'umanità._
+
+_L'umanità non risponde. E non rispondo nemmeno io. Quattro volte cala
+il velario sulla controversa vicenda inscenata. L'ultima volta cala
+lasciando che le due interrogazioni proseguano, vie piú aguzze, a
+pungere l'umanità e me, come in una eco perpetua._
+
+_L'Arte non offre, non indica, non suscita soluzioni di problemi che
+anche la Filosofia invano affisa o sviscera o espone scevri di scorie.
+Al piú al piú, si sforza di tradurli in visioni che parlino alla
+sensibilità, senza troppo incomodare la mente._
+
+_I_ pazzi _del mio dramma sono appunto una visione composta
+dall'Arte:--dalla povera Arte di un pazzo... o di un savio._
+
+ _Roberto Bracco_
+
+ Febbraio, 1922.
+
+
+
+
+I PERSONAGGI DEL DRAMMA
+
+
+ SONIA ZAROWSKA
+ ULRICO NARGUTTA
+ FRANCESCO FLORIANI
+ AGNESE FLORIANI
+
+ _Il professor_ ANTONIO BERNARDI
+ LORENZO GEMMI
+ _Il Signor_ LEMMS
+ _Un Agente della Polizia_
+ _Suora_ MARTA
+ _Il Guardiano--d'una Casa di Salute_
+ _Le Ricoverate_
+ _Una cameriera_
+
+
+
+
+PRIMO ATTO
+
+
+_Lo studio del dottor_ FRANCESCO FLORIANI.
+
+_Nella parete di fondo, una porta che dà in un salotto. Una porta--in
+secondo piano--a sinistra. Dallo stesso lato--in primo piano--uno
+scrittoio, con la relativa seggiola a bracciuoli, di cui la spalliera è
+accostata al muro, e un divano che, formando un angolo con lo scrittoio,
+si stende parallelo alla parete di fondo fin quasi al centro della
+stanza. Qualche tavolino, qualche seggiola a sdraio, qualche seggiola
+leggera. Un'altra porta--in primo piano--a destra. Ampie librerie. Sullo
+scrittoio, libri, carte, fascicoli, l'apparecchio del telefono, i
+bottoni della soneria elettrica e una grande fotografia: la fotografia
+di_ AGNESE FLORIANI, _in una cornice finemente intarsiata_.
+
+_Una severa signorilità._
+
+
+I.
+
+(FRANCESCO _è seduto allo scrittoio. Agnese è seduta sul divano.
+Tacciono entrambi, cogitabondi, in una greve tristezza._)
+
+(_Il tintinnio del telefono risuona indiscreto._)
+
+FRANCESCO
+
+(_contrariato--avvicina il microfono._) Pronto. (_Pausa._) Io sono il
+dottor Floriani. E lei?... Chi è lei?... (_Ascolta. Pausa._) Non sento.
+Un po' piú forte, prego. (_Ascolta. Pausa._) Cosa dice?... (_Ascolta.
+Pausa._) Ah, ho capito finalmente! Dice d'essere una mentecatta. Se
+desidera di consultarmi, venga pure. Ricevo di solito dalle 15 alle 17.
+(_Ascolta. Pausa._) Non desidera di consultarmi? E che vuole da me? Si
+sbrighi! Che vuole?... (_Ascolta. Pausa._) Non vuole niente! E allora
+perché mi ha chiamato?... (_Ascolta. Pausa._) Esattissimo! Ammiro la sua
+perspicacia. È insensato domandarle il movente dei suoi atti o delle
+idee che le passano pel capo. Neanche ai savii bisognerebbe rivolgere di
+simili domande. La ossequio. (_Ripone il microfono sul cavalletto._)
+
+(AGNESE _e_ FRANCESCO _tacciono ancora. Ciascuno dei due è intento al
+silenzio dell'altro._)
+
+FRANCESCO
+
+... E abbiamo, una volta di piú, taciuto abbastanza, dopo di avere, una
+volta di piú, abbastanza parlato. Torna alle tue occupazioni, tu, come,
+alla men peggio, io tornerò alle mie. Tant'è: o parlando o tacendo, noi
+ci aggiriamo in un laberinto: nel piú intricato dei laberinti. Avremmo,
+forse, potuto uscirne solamente se fosse crollato il tuo ermetico
+orgoglio. Esso è incrollabile, perché custodito dall'istinto. Non
+troveremo mai una via di uscita.
+
+AGNESE
+
+(_con un accento coraggioso che squarcia la tristezza_) Io l'ho trovata!
+
+FRANCESCO
+
+Non lo credo.
+
+AGNESE
+
+Sí, l'ho trovata.
+
+FRANCESCO
+
+Sei presa da uno sdegno che sempre piú allontana da te e da me la
+probabilità di trovarla.
+
+AGNESE
+
+L'ho trovata, l'ho trovata, Francesco!
+
+FRANCESCO
+
+Ma che stai per propormi, Agnese?! Tu mi fai tremare. Una perfida
+temerità lampeggia nei tuoi occhi.
+
+AGNESE
+
+Perfida, no: astiosa, bensí, e ribelle, come la temerità di chi,
+all'approssimarsi di un immane pericolo immeritato, insorge con tutte le
+sue forze per superarlo e per trionfarne!
+
+FRANCESCO
+
+Quale sarebbe la via di uscita che hai trovata?
+
+AGNESE
+
+Noi dobbiamo separarci.
+
+FRANCESCO
+
+(_in un afflusso d' amarezza_) Questo sai volere, raccogliendo le mie
+angosce e i miei gemiti? Questo sai offrirmi per placarmi, tu che sei
+stata per me la donna unica e che hai assorbita tutta la mia essenza di
+uomo? Ah, che desolazione! E che miseria!
+
+AGNESE
+
+Io ti ripeto, ogni giorno, ogni giorno, che nulla mi ha mutata, che
+nulla mi muterà mai. Te lo ripeto a fronte alta e con la voce ferma. E a
+fronte alta, come una martire cristiana, subisco di essere dilaniata
+dalla tua diffidenza che non si determina in nessun perché, che non
+parte da nessuna circostanza visibile, che non denunzia nessun segno di
+defezione del mio cuore e dei miei sensi nei nostri rapporti coniugali.
+Somiglia al coltello di un chirurgo capriccioso caparbio audace e
+inesperto che si ostini a sbrandellare le carni di un corpo sano per
+cercarvi una rovina che non c'è. È uno scempio inaudito! Io sono stanca!
+Non ne posso piú! Non ne posso piú! Non resisto piú! E anche tu sei
+stanco!... Sei stanco della tua travagliata e vana inchiesta. Sei stanco
+della tua crudeltà che ti ha logorato non meno di quanto abbia logorato
+me. Eppure continui a non aver fiducia nella interezza del mio affetto
+di moglie e d'amante, e quotidianamente la tua diffidenza ricomincia a
+dilaniare, a sbrandellare... No! No! È troppo! Noi ci separeremo, e Dio,
+se vuole, ci assisterà!
+
+FRANCESCO
+
+Sta' tranquilla, Agnese. Ci separeremo. (_Con apparente calma_) Che per
+molti motivi questa soluzione sia logica non me lo dissimulo. E se non
+fosse o non mi sembrasse logica?... A me basterebbe a renderla
+necessaria il fatto stesso che tu la proponi. Dicendo: «separiamoci», tu
+schianti i pochi puntelli dell'edificio sconnesso. E non c'è piú modo di
+sorreggerlo!... (_Svoltando_) Fortunatamente, non abbiamo figli. È stata
+una beffa infame che il destino ha gettata sui bollori della nostra
+unione. Nondimeno, ora, per noi è una sagace fortuna. Senza figli, il
+separarci sarà la cosa piú spiccia e piú semplice del mondo: spiccia e
+semplice come sono, in generale, le grandi tragedie della vita!... (_Si
+leva, si morde un pugno, cammina per la stanza, sbandato. Poi, si
+ferma._) E cosí, in due minuti, tutto è accomodato, tutto è definito.
+Non piú legami, non piú controlli di sentimenti e di pensieri. Non piú
+lo scempio inaudito!... Ciascuno di noi due non apparterrà che a sé
+medesimo. Tu ti porterai via la tua verità salvandola dalle mie
+intransigenti e cupide investigazioni. E io resterò vedovo, saturandomi
+d'un rancore innocuo per te e guardando discendere in un baratro,
+insieme col passato, la mia povera felicità ridotta in frantumi.
+
+AGNESE
+
+E non anche la mia, forse?... Non anche la mia?... Dillo! Dillo!
+
+
+II.
+
+SUORA MARTA
+
+(_dalla sinistra, prima d'entrare_) Permesso?
+
+FRANCESCO
+
+(_ricomponendosi_) Avanti, Suora Marta. Che c'è?
+
+SUORA MARTA
+
+(_entrando_) Il professor Bernardi ha quasi terminata la sua visita alle
+ricoverate.
+
+FRANCESCO
+
+(_battendosi la fronte con la mano_) Ah già! C'è la visita del professor
+Bernardi!...
+
+SUORA MARTA
+
+(_comprende di essere--involontariamente--importuna._) Ma non si
+scomodi, direttore. Il professor Bernardi mi ha raccomandata di
+comunicarle che, se lei ha da fare, egli non vuole disturbarla. Ha
+soggiunto che, dovendo trattenersi ancora in questa città, avrebbe il
+tempo di ritornare per salutarla.
+
+FRANCESCO
+
+Piú o meno, ho sempre da fare.
+
+SUORA MARTA
+
+Gli riferirò che lei si scusa per oggi.
+
+FRANCESCO
+
+No, Suora, no. Che penserebbe di me?... Io non l'ho accompagnato durante
+la sua ispezione scientifica affinché il contegno delle ricoverate non
+risentisse della mia presenza, della mia immediata vigilanza. E mi pare
+che egli abbia apprezzata questa mia scrupolosità. Ma adesso mi è
+doveroso parlargli, mi è doveroso di stare un po' con lui. Gli direte
+che io lo aspetto qui o che mi faccia avvertire appena si sarà sbrigato.
+
+SUORA MARTA
+
+Sta benissimo. (_Via._)
+
+FRANCESCO
+
+Ed eccomi assillato, eccomi vessato dai miei doveri e dalle mie
+responsabilità quando vorrei potermi sottrarre a tutto quello che mi
+ricorda di essere vivo!
+
+AGNESE
+
+(_già in piedi_) Le tue responsabilità e i tuoi doveri sono
+provvidenziali oggi e saranno provvidenziali in avvenire. Non
+lamentartene. Io te l'invidio!... T'impediranno di abbatterti.
+Impegneranno le tue ore in un'attività che, per quanto imposta, ti sarà
+poi di sollievo.
+
+FRANCESCO
+
+(_acido, e torvo_) Mi condanneranno a uno sforzo di sdoppiamento: a uno
+sforzo in cui corre il rischio di spezzarsi chi non possegga
+l'elasticità di coscienza per la quale è facile infingersi o mentire!
+(_Un intervallo._) E siamo intesi.
+
+AGNESE
+
+Siamo intesi davvero, Francesco! (_Tutta raccolta, esce._)
+
+FRANCESCO
+
+(_tra sé--scervellandosi_)... Ghermire quello che è dentro l'involucro
+che si può toccare, quel che è al di là della fisonomia e dei gesti che
+si vedono, al di là della voce e della parola che si odono: questo è il
+problema insolubile!...
+
+
+III.
+
+BERNARDI
+
+(_nella stanza contigua, a sinistra_) Grazie, gentilissima Suora, e non
+mi dimentichi!
+
+FRANCESCO
+
+(_si sforza di assumere un atteggiamento di cordiale cortesia e gli va
+incontro._) Favorisca, Professore! Favorisca!
+
+BERNARDI
+
+(_avanzandosi_) Sono a lei, collega. (_È un uomo sulla cinquantina.
+Alto. Magro. Adusto. Elegante. Disinvolto. Barbetta a punta, brizzolata.
+Naso lungo, arcuato. Sopracciglia convergenti. Sguardo fosforescente,
+penetrante. Ha un po' un'aria da Mefistofele bonario. Il suo sorriso è
+buono. Parla con aristocratica affabilità e con ricercatezza,
+ascoltandosi, assaporando la frase fiorita arguta._)
+
+FRANCESCO
+
+Ella mi ha sospettato di tanta indifferenza da rinunziare a mietere
+súbito le sue impressioni e a darle súbito qualche schiarimento! Mi
+faceva torto.
+
+BERNARDI
+
+Pardon!... L'indifferenza è spesso un'affermazione di serenità. Mi
+sarebbe parsa legittima in lei. E anche piú legittima mi sarebbe parsa
+una piú limitata tolleranza della mia indiscrezione.
+
+FRANCESCO
+
+Un linguaggio cosí umile è paradossale sulla bocca dell'insigne
+professor Antonio Bernardi.
+
+BERNARDI
+
+Una vera indiscrezione è stata la visita che ella mi ha consentita. Ciò
+che giustifica l'indiscrezione è la speciale fama di cui Ella gode e di
+cui è circondato questo monastico rifugio della psicopatia femminile.
+Una attrattiva irresistibile!
+
+FRANCESCO
+
+(_con dignitosa modestia_) La fama di cui godo?... Io sono l'ultimo
+arrivato.
+
+BERNARDI
+
+_Last not least_, come sottilmente dicono gl'inglesi.
+
+FRANCESCO
+
+Ma è certo che questo rifugio non è che l'abbozzo di una Casa di Salute.
+
+BERNARDI
+
+Protesto, collega! Molto piú di un abbozzo!
+
+FRANCESCO
+
+Minuscola. Rachitica. Incompleta. E mi cruccio di non avere i mezzi per
+ampliarne la capacità ospitale, per svilupparne l'efficienza.
+
+BERNARDI
+
+Già troppa la sua abnegazione! È notorio che ella giuoca e perde alla
+roulette dell'altruismo tutte le sue entrate di possidente.
+
+FRANCESCO
+
+Mio padre mi lasciò un titolo di conte che ho seppellito e un po' di
+proprietà che onoro col dedicarne le non larghe rendite a un'opera di
+soccorso.
+
+BERNARDI
+
+E non trova appoggi finanziarii per una fondazione d'indole cosí
+filantropica?!
+
+FRANCESCO
+
+Cercandone, forse ne troverei. Ma avendo voluto adottare dei metodi
+esclusivamente miei, ho dovuto serbare al Ricovero un carattere di
+personale esperimento e di personale filantropia. Inferme che paghino,
+difatti, non ne ammetto se non in linea eccezionale, e sempre che io
+abbia un posto disponibile l'offro a qualche inferma povera o accolgo
+gratuitamente quella che mi sia portata, come una naufraga, dalla marea
+delle sue sventure.
+
+BERNARDI
+
+Tutto ciò è sublime!
+
+FRANCESCO
+
+No, non è sublime. C'è in me--gliel'ho confessato--un'ambizione di
+autonomia, una ostinata insubordinatezza.
+
+BERNARDI
+
+Anche questa «insubordinatezza» accede alla sublimità. Nella cura della
+follia o della semi-follia ella si è proposto di sostituire l'influsso
+dell'Idealismo ai dettami positivistici. Verso le vie del cielo! _Coelum
+accipere!_
+
+FRANCESCO
+
+Mettiamo i punti sugl'_i_, Professore. Non vorrei che mi si tacciasse di
+cecità. Secondo me, l'Idealismo è creatore o coefficiente di coesione
+morale, e, secondo me, coesione morate è sanità della mente, è vigoria
+dell'anima. Io sostituisco l'influsso dell'Idealismo ai dettami
+positivistici solamente quando la causa della follia o della semi-follia
+non permanga nel dominio del clinico e quando, perciò, il positivismo
+onesto non abbia nulla da fare. Idealista, sí. Cieco, no.
+
+BERNARDI
+
+Evidentissimo, perdiana!
+
+FRANCESCO
+
+Tuttavia, lo so che nel campo della scienza ufficiale io non sono che un
+reprobo, un traditore.
+
+BERNARDI
+
+La scienza ufficiale è in piena bancarotta, non vale la pena di esserle
+devoto.
+
+FRANCESCO
+
+M'incoraggia a tradirla proprio lei che è un ortodosso?
+
+BERNARDI
+
+Un miscredente, sono! Un malinconico miscredente! La piú nera
+miscredenza mi si è infiltrata dentro e non mi lascia piú. Sono da
+compiangere, io. Lei, almeno, può illudersi di utilizzare il suo
+idealismo procedendo da un punto di partenza che, après tout, non è
+arbitrario. Si chiama psichiatria la dottrina che riguarda le malattie
+mentali. La parola stessa di questa denominazione già implica che in
+origine la sede di tali malattie è stata ritenuta la psiche, ovverosia
+l'anima, che sarebbe il cosiddetto principio spirituale della vita. Ella
+ha quindi il diritto di concludere: curiamo l'anima. E ha, inoltre,
+quello di ridere in faccia ai psichiatri incondizionatamente
+materialisti che della vita ostentano rinnegare il principio spirituale,
+mentre, per tacito consenso, lo ammettono nella denominazione della loro
+dottrina. Il guaio grosso è per me, che ho professato il positivismo e
+ogni giorno ne ho costatato il fiasco, che era, poi, il mio fiasco! Non
+sapevo piú da che parte voltarmi. Interrogavo i fatti a uno a uno per
+cavarne l'indicazione di una cura diritta e razionale. Fatica da Sisifo!
+Il positivismo applicato alla psichiatria è un ammasso di preconcetti
+cristallizzati, i quali danno sempre ai fatti le medesime fisonomie,
+false e bugiarde. E poiché essi mi restavano addosso, appiccicati come
+crittogame, e non c'era mezzo di espellerli, i fatti mi restavano
+davanti come sfingi perverse, a confondermi, a sfidarmi, a dileggiarmi,
+a provarmi l'inanità della mia scienza, a irritarmi fino alle piú
+estreme conseguenze. Le attesto che talvolta ho sentito d'impazzire
+anch'io.
+
+FRANCESCO
+
+E no, Professore! Questa è una iperbole! Una triste iperbole!
+
+BERNARDI
+
+(_spiccando le sillabe_) «Ho sentito--ripeto--d'impazzire anch'io». Mi
+esprimo con esattezza storica, egregio collega. Mi è accaduto
+precisamente di avvertire i prodromi di uno squilibrio cerebrale. Se ne
+meraviglia molto?... Ci asterremo, per altro, dall'asserire che sia un
+caso originalissimo. Parecchi squilibrî cerebrali, latenti o flagranti,
+contristano la famiglia dei psichiatri, e non è mai da escludere la
+possibilità che un medico di pazzi impazzisca.
+
+FRANCESCO
+
+(_con un lieve sorriso_) Ma ella ha i connotati della piú solida e piú
+resistente saggezza.
+
+BERNARDI
+
+L'opinione plebea che molti savi sembrino pazzi e viceversa... non è del
+tutto infondata.
+
+FRANCESCO
+
+L'esperienza discerne.
+
+BERNARDI
+
+Discerne sempre--me lo consenta--attraverso la stalattite del nostro
+convenzionalismo. Noi non sappiamo differenziare la follia dalla
+saggezza che per quei connotati i quali proprio noi abbiamo attribuiti
+all'una e all'altra.
+
+FRANCESCO
+
+(_turbandosi_) Il suo scetticismo inesauribile sconforta e disorienta...
+E nessuno può esserne piú sconfortato e piú disorientato di me. (_Con un
+distacco di voluta disinvoltura_) Ma, Dio buono, non l'ho ancora
+invitata a sedere. Prego... Prego.... Meglio tardi che mai.
+
+BERNARDI
+
+... Non m'ero accorto di stare in piedi. Siederò.
+
+(_Seggono sul divano._)
+
+FRANCESCO
+
+(_scusandosi_) Vivo da un pezzo fuori del mondo. Comincio a perdere le
+abitudini della buona educazione.
+
+BERNARDI
+
+C'è da compiacersene. La buona educazione è ingannevole come il
+belletto.
+
+FRANCESCO
+
+E le sue impressioni, dunque?
+
+BERNARDI
+
+Non se ne disinteressa neppure dopo che mi sono cosí cordialmente
+discreditato?
+
+FRANCESCO
+
+Non è uomo lei da discreditarsi in cinque minuti.
+
+BERNARDI
+
+Ma vedrà che altri cinque mi basteranno. _Partie remise_, a breve
+scadenza! Le mie impressioni... Devo premettere che, da quando ho avuta
+la visione chiara della inettitudine in cui mi dibattevo, ho piantata la
+mia clientela, mi son munito di una valigia e mi son dato a un faticoso
+_tourisme_. A cinquant'anni--l'età classica dei lauri e dei riposi
+accademici--io faccio un modesto viaggio... d'istruzione. Vado attorno
+per conoscere la clientela altrui e l'altrui esercizio professionale con
+la speranza d'imbattermi in qualcosa che mi dia un po' di nuovo
+nudrimento. Ero bene informato dei suoi criterî, emergenti dal libro che
+ella ha scritto in collaborazione col compianto Paolo Gemmi--un
+idealista che, morendo di suicidio, non ha di certo corroborato
+l'Idealismo--e, quantunque io aborrissi ferocemente quei criterî come
+astrazioni teoriche, varcando la soglia della sua Casa di Salute ho
+_armistiziata_ la mia ostilità, con una tendenza conciliativa. Mi son
+detto: «Chi sa!... Vediamo di che si tratta, _de visu et auditu_.» E piú
+mi ha ammansito la sua spontanea decisione di non presenziare i miei
+colloqui con le ricoverate. I nevrastenici, i nevropatici, gli aberrati,
+gli alienati, e perfino gli ebeti, alla presenza del medico
+curante--particolarmente se sia anche il loro benefattore--, serbano,
+come per un mimetismo servile, un contegno che non corrisponde davvero
+al loro grado di mentalità. Somigliano--diciamolo pure--alle bestie in
+cospetto del padrone che le abbia ammaestrate. Sicché, ella eliminava
+l'esibizione degli effetti effimeri e illusorî. Bellissimo gesto!
+
+FRANCESCO
+
+Un gesto di rudimentale lealtà.
+
+BERNARDI
+
+Ed oltremodo lieto ero che, tutto sommato, un inconsueto ottimismo mi
+scortasse.
+
+FRANCESCO
+
+Ebbene?
+
+BERNARDI
+
+Mi affretto a dichiararle che i primi scandagli mi hanno pienamente
+soddisfatto. Riscontravo in quelle menti un assetto singolare, una
+notevolissima coordinazione nei rapporti col mondo esteriore, uno
+svolgimento del pensiero abbastanza vicino alla continuità logica. Ma,
+purtroppo, egregio e caro collega, la insistenza della mia ispezione ha
+mutati in ortiche i fiori còlti dal mio neo-ottimismo. Dubbi su
+dubbi!...
+
+FRANCESCO
+
+Gradirei qualche esempio, Professore.
+
+BERNARDI
+
+Piuttosto li riassumo e glieli sottometto in forma interrogativa, con la
+piú nitida schiettezza. Non sono forse--domando io--irreperibili o
+dissipati, in quelle menti, i segni della personalità e del libero
+arbitrio? Convinto di avere piú o meno raddrizzate dieci, dodici,
+quindici menti, non le ha, forse, ella, invece, soppresse o represse in
+una specie di uniformità, quasi che le abbia chiuse in tanti astucci
+simili? E questi risultati non sarebbero forse dovuti... a un potere
+formidabile della sua volontà, in cui la vecchia scienza riscontrerebbe
+di leggieri una influenza tutta positivistica e tutta divergente
+dall'influsso di quell'idealismo che ella, in buona fede, intende di
+utilizzare?... Ecco le ortiche, collega.
+
+FRANCESCO
+
+Se ella, professore, si trattenesse qui una intera giornata, si
+persuaderebbe che l'uniformità subisce tante variazioni quante sono le
+mie ospiti. Gli elementi che compongono la loro personalità--l'origine,
+l'atavismo, il temperamento, le condizioni sociali, le efflorescenze
+della vita vissuta--si modificano, ma non spariscono. La cura dell'anima
+vuole e può aspirare a rendere fissa e predominante, in dieci, in
+dodici, in quindici cervelli una forza direttiva unica che tende a
+salvarli: non vuole e non può staccarli dalla esistenza individuale,
+dagli elementi che la compongono. E se ella, trattenendosi qui una
+intera giornata, mi stesse accanto, si persuaderebbe che questa forza
+direttiva non è determinata da un potere formidabile della mia volontà,
+il quale minacci il libero arbitrio come il potere d'un ipnotizzatore,
+ma sibbene da una dolce disciplina genuinamente educativa che avvia alla
+bontà, all'orrore per il peccato, alla fraternità cristiana, alle gioie
+del benessere fornito dalla virtù!
+
+BERNARDI
+
+... Una certa dose di _haschich_, servita a cento mussulmani diversi,
+discopre ugualmente a ognuno di essi il paradiso di Maometto!... Ma non
+badi alle mie divagazioni... e, soprattutto, non pensi che io ardisca di
+combatterla nelle sue trincere. La malattia dell'autocritica fa
+dell'«insigne professore Antonio Bernardi» un fantaccino disarmato e
+sprovveduto di umor bellico. Non rintuzzo, non polemizzo, e,
+timidamente, mi ritraggo.
+
+FRANCESCO
+
+Ahimé!... Sono io indotto a polemizzare! Polemizzo, le garantisco, piú
+con me stesso che con lei. E polemizzano cosí tutti coloro che temono
+d'errare. I dubbi da lei esposti trovano un propizio terreno nella mia
+coscienza, dove... (_una densa mestizia lo adombra_) ogni dubbio molto
+facilmente alligna.
+
+BERNARDI
+
+(_vivace_) In altri termini, siamo tra noi meno lontani che non sembri,
+e ben presto cammineremo a braccetto su una via di mezzo. Ella avrà
+continuato a sperimentare, io avrò continuato a istruirmi. Saremo--non
+se ne accori--piú inetti di oggi. Ma auguriamoci che, ciò non ostante,
+accompagnandoci a vicenda, riesciremo ad affrancarci dai dubbii spinosi
+e quindi dal timore d'errare.
+
+FRANCESCO
+
+Sarebbe un beneficio per chi ha bisogno dell'opera nostra.
+
+BERNARDI
+
+Sarebbe un beneficio per noi, collega! L'uomo che non teme d'errare è
+probabilmente un imbecille, ma è sempre un uomo felice. E _sur ça_,
+prendo congedo.
+
+FRANCESCO
+
+(_dissimula un moto di sollievo, facendo atto di sollecita
+condiscendenza._)
+
+(_Si alzano. Si stringono la mano._)
+
+BERNARDI
+
+Le proffero _toto corde_, Francesco Floriani, la mia amicizia e la mia
+gratitudine.
+
+FRANCESCO
+
+Rifiuto la gratitudine, accetto l'amicizia. (_Scorciando_) La sua
+carrozza, Professore, è al cancello del giardino?
+
+BERNARDI
+
+No. L'ho lasciata giú, alla svolta. Ho voluto discendere lí per ammirare
+dappresso il marmoreo angioletto che addita, con l'indice teso, l'asilo
+salutare.
+
+FRANCESCO
+
+Una puerilità.
+
+BERNARDI
+
+Un gentile simbolo poetico.
+
+FRANCESCO
+
+(_precedendolo verso il fondo_) Per di qua, Professore. Da questa parte
+troverà piú presto la sua carrozza.
+
+BERNARDI
+
+Non si dovrebbe scegliere la via piú breve uscendo da un luogo donde si
+esce a malincuore...
+
+FRANCESCO
+
+(_sulla porta gli dà il passo. E via, con lui._)
+
+
+IV.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_entra, zelantissimo, dalla sinistra, togliendosi il berretto._) Signor
+Direttore... (_È un omino attempato, segaligno, arzillo, col naso
+aguzzo, con gli occhietti neri, tondi, mobilissimi, lucidi._) (_Guarda
+attorno._) Non c'è... (_Consulta il suo orologio._) Le quindici e tre
+minuti! (_Severo_) A quest'ora non dovrebbe muoversi dal suo studio.
+(_Consulta di nuovo l'orologio._) Precisamente: le quindici e tre
+minuti! (_Ricorda, brontolando, gli ordini del Direttore:_) «Dalle
+quindici alle diciassette ricevo tutti. Annunzierai chiunque chieda di
+essere ricevuto.» E poi?... Non c'è! (_Scontento ed energico, chiama:_)
+Signor Direttore!... Signor Direttore!...
+
+FRANCESCO
+
+(_dal fondo_) Perché gridi cosí, Michele?
+
+IL GUARDIANO
+
+Per chiamarvi.
+
+FRANCESCO
+
+Di': che vuoi?
+
+IL GUARDIANO
+
+Che voglio?... Eseguo i vostri ordini con l'orologio alla mano. (_Lo
+cava fuori ancora una volta_) «Dalle quindici alle diciassette ricevo
+tutti. Annunzierai chiunque chieda di esser ricevuto.»
+
+FRANCESCO
+
+Oggi, no.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_burbero_) Oggi, no?!... E non mi avete avvertito! Voi rimettete la
+testa sul collo a coloro che l'hanno perduta, e a me la fate perdere.
+
+FRANCESCO
+
+Non chiacchierare troppo. Michele, e modera il tuo zelo. Chi c'è di là?
+
+IL GUARDIANO
+
+Un tale a cui non garbava di declinare il suo nome. Pretendeva di non
+essere annunziato. Pareva che entrasse in un caffè, in una trattoria, o
+peggio.--«Di qui, senza nome, non si passa!»--«Io sono sempre passato e
+passerò.»--«E io, da sei mesi che mi pregio di stare al servizio del
+dottor Francesco Floriani come custode della sua Casa di Salute, non vi
+ho mai visto. Voi non passerete!»
+
+FRANCESCO
+
+Ti lodo, Michele, ma adesso non ti dispiaccia di abbreviare.
+
+IL GUARDIANO
+
+L'ho messo alle strette e finalmente mi ha incaricato di annunziare
+(_calcando le parole:_) «Ulrico Nargutta, ex pazzo.»
+
+FRANCESCO
+
+(_con una certa emozione_) Ulrico Nargutta!... Fallo passare! Fallo
+passare immediatamente!... È come una persona di famiglia. Sii molto
+riguardoso con lui; e gli permetterai di entrare e di uscire quando
+vorrà.
+
+IL GUARDIANO
+
+Non devo annunziare--caso mai--nessun altro?
+
+FRANCESCO
+
+Nessun altro. Vai, Michele! Non indugiare di piú.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_con autorità_) E mi raccomando: niente contrordini.
+
+FRANCESCO
+
+Niente contrordini, non dubitare.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_impettito e minaccioso_) Si presenti anche il signor Domineddio, lo
+mando al Diavolo!
+
+FRANCESCO
+
+(_tra sé_) Venga, venga il mio vecchio amico! Con lui non sarò obbligato
+a reprimermi, a mascherarmi... (_S'appressa alla porta dalla quale è
+uscita AGNESE, e v'inoltra lo sguardo._)
+
+
+V.
+
+ULRICO
+
+(_comparisce dal lato opposto, e si ferma profilandosi in una comica
+prosopopea._) Ulrico Nargutta, ex pazzo!
+
+FRANCESCO
+
+(_si volta.--Non si raccapezza._) Tu sei Ulrico?!
+
+ULRICO
+
+Ne sono sicuro.
+
+FRANCESCO
+
+In fede mia, incontrandoti per istrada, non avrei potuto ravvisarti.
+Lascia che ti abbracci, disertore! Ho molto piacere di averti
+recuperato.
+
+ULRICO
+
+Recuperatissimo!
+
+FRANCESCO
+
+(_abbracciandolo_) Ma ti sei proprio costruito un altro aspetto!
+
+ULRICO
+
+S'intende bene! Non piú capelli lunghi, non piú la selvatica vegetazione
+della barba e dei baffi, viso limpido, bocca sorridente, un elegante
+monocolo che rende vezzoso l'occhio piú guercio: tutto un insieme
+conveniente e quasi attraente. Veste nuova per l'uomo rinnovato! Il
+pazzo che tu non sapesti guarire non c'è piú. Fammi le tue
+congratulazioni, e dichiara che come medico sei una bestia.
+
+FRANCESCO
+
+Lo dichiaro volentieri, e non esito a congratularmi con te.
+
+ULRICO
+
+Non ci vediamo, su per giú, da un anno, a misura di calendario.
+
+FRANCESCO
+
+E non c'è stato mezzo di rintracciarti. Io ignoro sempre la tua
+abitazione.
+
+ULRICO
+
+Per lo piú, la ignoro anche io!
+
+FRANCESCO
+
+E in quest'anno?...
+
+ULRICO
+
+Metamorfosi! Metamorfosi e guarigione completa! Ti prego di credere che
+sei al cospetto del piú savio degli uomini!
+
+FRANCESCO
+
+Non è inverosimile.
+
+ULRICO
+
+Mi sono guarito da me, caro il mio dottore!
+
+FRANCESCO
+
+Neppur questo è inverosimile.
+
+ULRICO
+
+Ma il merito--spieghiamoci--non è tutto mio.
+
+FRANCESCO
+
+Sei modesto!
+
+ULRICO
+
+Mi son fatto consigliare... Indovina da chi.
+
+FRANCESCO
+
+Non indovino. Dimmelo.
+
+ULRICO
+
+Mi son fatto consigliare dall'umanità.
+
+FRANCESCO
+
+Il consiglio dell'umanità è la somma di parecchi milioni di consigli.
+
+ULRICO
+
+Ma rettifico: da una parte dell'umanità mi son fatto consigliare.
+
+FRANCESCO
+
+Dalla migliore.
+
+ULRICO
+
+Dalla peggiore! (_Siede a cavalcioni su una seggiola._) Mi attengo,
+t'avverto, al giudizio corrente, tanto per capirci.
+
+FRANCESCO
+
+Il che, peraltro, non è indispensabile.
+
+ULRICO
+
+Secondo il giudizio corrente, è la parte peggiore dell'umanità quella
+nella quale funzionano brutalmente il sangue, la carne, i nuclei
+nervosi, i cinque sensi con le loro volubilità e attribuzioni
+cooperative, e nella quale è disseccata o ridotta a proporzioni minime
+la vita morale. Io ho aboliti tutti gli accidenti della vita morale, da
+cui provengono le nostre inquietudini, le nostre incontentabilità, le
+nostre sofferenze, i dibattiti, gli attriti, gli stenti, gli sforzi che
+scombussolano il nostro essere fino allo sfasciamento, fino alla follia.
+Neghi che questa sia la genesi della follia?.....
+
+FRANCESCO
+
+(_senza approfondire_) No.
+
+ULRICO
+
+Io mi sono brutalizzato. Non leggo, non scrivo, non studio, non penso,
+non m'interesso di ciò che sta oltre la superficie delle cose, non ho
+piú nessuna delle curiosità e delle esigenze che avevo quando ero un
+animale superiore. Di che mi occupo io durante le ventiquattro ore della
+piroetta terrestre intorno al sole?... Mi occupo dei miei bisogni e
+desiderii materiali per soddisfarli con la massima scrupolosità. Una
+volta--te ne rammenti?--il mio desiderio piú ansioso, il mio piú
+impellente bisogno era di trovare l'onestà nel sesso femminile. Mi
+affannavo a cercarla. Mai vistane neppure la coda! Me ne affliggevo! Me
+ne disperavo! Che strazio! Che sventura! Che tragedia!... Io non la
+trovavo o perché non è mai attecchita tra le discendenti di Eva o perché
+non l'avevo mai conosciuta e, naturalmente, non potevo identificarla. Ma
+tutto questo è stato da me spazzato via insieme con i peli che mi
+deturpavano il volto. La mia esistenza è diventata esclusivamente
+fisica. «Mi tocco, dunque esisto!» E crepi Cartesio! Cerco quello che
+conosco, quello che so identificare, quello che è visibile e palpabile,
+quello che non è punto arduo trovare. (_Animandosi_) E me la godo! Me la
+godo a meraviglia! Tu, per guarirmi, t'incocciavi a nudrire, attraverso
+l'organismo, il mio spirito. Ignorante! Dovevi, al contrario, avere
+l'abilità di ucciderlo. Io l'ho ucciso! (_Si frega le mani, ridendo_) Eh
+eh eh eh!....
+
+FRANCESCO
+
+(_sedendogli dirimpetto_) Mio buon Ulrico, tu sei un pazzo come prima.
+La sola differenza è questa: che prima eri un pazzo di cattivo umore, e
+adesso sei un pazzo di umor gaio..., almeno in apparenza.
+
+ULRICO
+
+Per me, il tuo giudizio non vale un fico secco! Non te l'ho chiesto e
+non sono venuto con l'intenzione di chiedertelo. Non sono venuto con
+l'intenzione di consultarti. Io son venuto, viceversa, per dare a te i
+miei lumi, per sorvegliare la tua salute, per mettermi alle tue costole,
+intento a diventare, all'occorrenza, il tuo medico, il tuo frenologo. E
+mi accorgo di avere avuto una ottima ispirazione. Io ti trovo ammalato,
+molto ammalato! Tu presenti un quadro patologico allarmante, e devi
+impensierirtene.--L'epoca è triste, amico mio, per i psichiatri del
+genere al quale tu appartieni. Il tuo correligionario Paolo Gemmi--hai
+visto?--se n'è andato in cielo o altrove _motu proprio!_ Non mi era
+simpatico. Quindi non deploro la sua assenza definitiva. Ma còstato, con
+ponderazione, lo sfasciamento, lo sconquasso psicologico per cui egli si
+è liquidato mediante un colpo di rivoltella.
+
+FRANCESCO
+
+Tu ripeti, a proposito del povero Paolo, la solita fantasticheria
+generica che corre per le bocche di tutti quando la causa d'un suicidio
+non è stata rivelata dal suicida.
+
+ULRICO
+
+Nel caso di lui non è una fantasticheria. Si tratta di un caso lampante
+d'incongruenza. Egli non era uno storpio, non era un tubercolotico, non
+era un diabetico, non era un vecchio asmatico, disponeva di parecchi
+quattrini, di parecchio ingegno, d'una certa gloriola acquistata senza
+troppa fatica: dunque per nessun motivo ragionevole poteva averne le
+tasche piene, e chi sa in quali aspirazioni extraterrene, in quale
+smaniosa alchimia andò a consumarsi e a smarrire la ragione. Ma per te
+sono qua io! Sei fortunato. Ringraziami d'essere capitato in tempo!...
+Vediamo un po'. Che ti senti? Che ti pare di sentirti?
+
+FRANCESCO
+
+(_si rannuvola, si alza.--Passeggia, torcendo tra le dita la catenella
+dell'orologio._)
+
+ULRICO
+
+Non mi rispondi? Non puoi indicarmi i sintomi del tuo male? Non mi dài
+gli elementi per la diagnosi? Li coglierò io stesso con la mia speciosa
+radioscopia e con l'ausilio del ricordo che ho delle tue note
+caratteristiche. (_Riflette._) La piú spiccata era l'amore per tua
+moglie:--un amore incommensurabile e ininterrottamente afflittivo.
+Quando, nelle tue ore di studio, non affliggeva lei in carne ed ossa, ne
+affliggeva l'effigie!... E vedo che la sua fotografia è tuttora lí,
+appiccicata al tuo scrittoio. (_Va a prenderla e se la mette davanti
+allo sguardo._) Bella donna, non c'è che dire! Bella e giovanissima!
+Piacerebbe anche a me se non fosse tua moglie!... (_Osserva_) Continui a
+mutare la cornice di tanto in tanto. Sempre una piú preziosa dell'altra.
+(_Ripone la fotografia sullo scrittoio._) Sicché: le cose stanno come
+stavano. Il punto di partenza della mia diagnosi dev'essere questo: «tu
+ami tua moglie come l'amavi».
+
+FRANCESCO
+
+(_tornando a sedere_) Bada che ti sbagli.
+
+ULRICO
+
+L'ameresti di piú?... Santo Iddio, sarebbe spaventevole!
+
+FRANCESCO
+
+La detesto!
+
+ULRICO
+
+Oh, caspita!... (_Lo fissa._) Hai scoperto che ti tradisce? Hai scoperto
+che ha un amante?
+
+FRANCESCO
+
+Se avessi scoperto di essere tradito, non so quale enormezza avrei
+commessa.
+
+ULRICO
+
+(_ironico_) Avresti avuto il diritto di ammazzarla!
+
+FRANCESCO
+
+(_convinto_) Ah, sí!
+
+ULRICO
+
+Il diritto è quella istituzione per la quale, quando che vogliamo, ci si
+cava il gusto di dare qualche fastidio al prossimo senza fargli le
+scuse. E, abbi pazienza, chiariscimi la situazione. Dal momento che tua
+moglie ti è fedele, perché la detesti?
+
+FRANCESCO
+
+Non avermi tradito... non significa che mi è fedele.
+
+ULRICO
+
+Ti è infedele... col pensiero?
+
+FRANCESCO
+
+Ne ho il sospetto.
+
+ULRICO
+
+Per il semplice sospetto d'una infedeltà platonica, tu detesti colei che
+hai tanto amata? Non è giusto. (_Col tono di chi dissimula di pigliare
+in giro qualcuno_) Avresti dovuto innanzi tutto sincerarti. Sarebbe
+stato approssimativamente giusto detestarla dopo di aver bene accertato
+l'adulterio del pensiero.
+
+FRANCESCO
+
+(_traboccando_) E come si fa a guardare nel cervello altrui? Come si fa
+a sorprendere la verità che vi si appiatta se perfino quella che è nel
+cervello nostro talvolta ci si nasconde?
+
+ULRICO
+
+(_si frega le mani, ridendo_) Eh eh eh eh!... Precisamente! È alquanto
+piú complicato che sorprendere il baco in una ciliegia bacata!
+
+FRANCESCO
+
+(_tutto agitato dalle sue idee, che ribollono_) Dal primo balenio del
+sospetto ho frugato nel cervello di lei con l'acume, col rigore e con
+l'accanimento d'un poliziotto che frughi nel nascondiglio di un
+malfattore. Nulla ne ho cavato fuori che avesse la precisa vivezza della
+verità assoluta. La fatica che ella compiva per affermare di essermi
+fedelissima poteva parere una fatica compiuta per nascondermi la sua
+infedeltà o per ingannare sé stessa. Ogni protesta poteva parere una
+trepida difesa. Ogni lagrima poteva parere versata pel dolore d'una
+rinunzia. Ogni «sí» aveva anche il suono di un «no». Ogni «no» aveva
+anche il suono di un «sí». La verità qual era? dov'era?... Non è giusto
+che io detesti colei che ho tanto amata?... La giustizia non c'entra. Il
+mio sentimento non è una punizione, non è una condanna, non è un'accusa.
+Io la detesto senza accusarla, senza giudicarla. La detesto per la sua
+incapacità di debellare il mio sospetto. E di questa incapacità si è
+confessata proponendomi la separazione.
+
+ULRICO
+
+Vi separerete?!
+
+FRANCESCO
+
+Dovevo bene accettare la sua proposta. L'ho accettata.
+
+(_Pausa._)
+
+ULRICO
+
+(_con un'aria da medico accorto e dotto_) Amico mio, il tuo male non è
+molto diverso dal male che io mi vanto di aver superato. L'origine di
+entrambi i mali?... Un egoismo esuberante. L'egoismo fa la buona salute
+se resta nel campo della praticità, se resta nel campo della
+materialità, in cui tutto è riconoscibile, tutto è distinguibile, tutto
+è piú o meno facile ottenere. Ma se sconfina e va a caccia di quel che
+non si distingue, di quel che non si vede e che forse non è mai
+esistito, se ambisce ad afferrare l'inafferrabile, produce
+sconvolgimenti gravissimi, che, per giunta, si propagano intorno con una
+irradiazione catastrofica. Tu non ti sei accontentato di chiedere a tua
+moglie la fedeltà del corpo. Hai preteso da lei la fedeltà del pensiero,
+cioè della mente, cioè del cuore, cioè dell'anima, cioè del diavolo che
+ti porti, con la relativa prova concreta inconfutabile matematica!
+Conseguenza fatale: sconvolgimento e irradiazione catastrofica! Adori
+tua moglie e la detesti, la vuoi e non la vuoi, l'accusi e non l'accusi,
+ti torturi e la torturi, soffri e la costringi a soffrire, impazzisci e
+la costringi a impazzire. Io non avevo una moglie. L'egoismo mio non si
+specializzava. Esso riguardava tutte le donne che passavo in rassegna
+pretendendo di trovare l'onestà con la relativa prova concreta
+inconfutabile matematica. Non le torturavo troppo perché riuscivano
+sempre a svignarsela. L'irradiazione mancava. Ma, intanto, mi torturavo
+io. Detestavo, adoravo, soffrivo, impazzivo,--impazzii! Mi sono curato,
+e ora non soffro piú, non adoro piú, non detesto piú!... E sai quel che
+ho fatto?... (_Si accalora, si elettrizza_) Come scelgo i cibi, i vini e
+i liquori che piú mi letificano, ho scelta la mia donna nelle immense
+fucine dell'abbrutimento. Giuro che non ce n'è un'altra di piú bassa
+carata sulla faccia della terra! La mia donna è mia perché è di tutti.
+Ha verso di me il merito insigne di piacermi infinitamente, e, se il
+saperla di tutti mi desse un qualunque senso di pena o di ribrezzo o di
+gelosia o di rancore, temerei di non aver conseguita la perfezione!
+(_Ride_) Eh eh eh eh! (_Poi, con una scrosciante violenza_)
+Brutalizzarsi, mio caro! Questa è la cura!
+
+FRANCESCO
+
+(_ha un brivido di nausea, e mormora:_) Potrebbe essere vero!...
+
+ULRICO
+
+(_dopo una breve pausa_) Ho chiacchierato troppo. E quindi ho sete. Non
+di acqua, beninteso. Ho sete di absinthe: il liquido che piú mi è
+omogeneo. In casa tua certamente non ce n'è. Vo' a berne in una buvette
+qualunque. Mi accompagni?
+
+FRANCESCO
+
+(_lugubre_) Ti accompagno. E beverò anch'io.
+
+ULRICO
+
+Bravo!
+
+FRANCESCO
+
+(_si leva.--Preme un bottone della soneria elettrica._)
+
+UNA CAMERIERA
+
+(_dalla destra_) Ha chiamato?
+
+FRANCESCO
+
+Dite alla signora che esco. E portatemi il mio cappello.
+
+(_La Cameriera va._)
+
+ULRICO
+
+... E a quando la separazione?
+
+FRANCESCO
+
+Dipenderà da lei.
+
+ULRICO
+
+(_incredulo_) Se hai sinceramente accettata la sua proposta, meglio non
+ritardare.
+
+FRANCESCO
+
+Sono preparato, io! Non lo vedi che sono preparato?
+
+ULRICO
+
+(_rude_) E un taglio netto ha da essere!
+
+FRANCESCO
+
+Lo so.
+
+ULRICO
+
+Si applica molto cloroformio, ed energicamente si esegue.
+
+LA CAMERIERA
+
+(_ritornando e porgendo il cappello a Francesco_) La Signora la
+pregherebbe di attendere un momento.
+
+FRANCESCO
+
+(_accigliandosi_) Attenderò.
+
+(_La Cameriera si ritira._)
+
+ULRICO
+
+Pare che ti tocchi di litigare ancora un po' con tua moglie. Trastullerò
+la sete con una sigaretta e mi tratterrò pazientemente in giardino,
+purché la cosa non vada troppo per le lunghe.
+
+FRANCESCO
+
+No, Ulrico! Tu mi farai il favore di non allontanarti. La presenza tua
+eviterà a me e a lei un'altra eventuale discussione, lacerante e oramai
+inutile.
+
+ULRICO
+
+Allora, stai tranquillo: non mi muovo di qui. Duro come una sentinella!
+
+
+VI.
+
+AGNESE
+
+(_entra dolorosa e rigida.--Non riconosce Ulrico.--Resta interdetta._)
+Ti credevo solo.
+
+ULRICO
+
+I miei omaggi, Signora!
+
+AGNESE
+
+(_saluta, incerta, con un cenno del capo._)
+
+FRANCESCO
+
+È Ulrico Nargutta...
+
+AGNESE
+
+(_con cordialità poco espansiva_) Voi, Ulrico?... Perdonatemi di non
+avervi riconosciuto. Vi vedo dopo un anno d'assenza... E siete cosí
+trasformato!
+
+ULRICO
+
+Piú che trasformato, Signora! Del Nargutta di una volta non sopravvivono
+che l'amicizia da cui egli era legato al dottor Francesco Floriani e la
+devozione da cui era legato alla consorte di lui.
+
+FRANCESCO
+
+(_ad Agnese_) Che hai da comunicarmi con tanta fretta?
+
+AGNESE
+
+(_reticente_) ... Una mia decisione. Ma...
+
+FRANCESCO
+
+Ulrico è informato di tutto. È naturale che io non abbia voluto celare a
+un intimo e sperimentato amico di casa ciò che tra breve non sarà un
+segreto per nessuno. Puoi parlare liberamente.
+
+AGNESE
+
+(_noncurante e altera: non sdegnosa, non iraconda_) Per conto mio, non
+ho nulla da celare a un amico di casa, e non avrei nulla da celare
+neanche a una folla di estranei. Sicché, accolgo il tuo invito di
+parlare liberamente. La decisione che ho presa è di lasciarti oggi
+stesso.
+
+FRANCESCO
+
+(_con esasperata meraviglia_) Oggi stesso?!
+
+AGNESE
+
+Quando rincaserai, io sarò già via.
+
+FRANCESCO
+
+Ma questa è una fuga! È una fuga, Agnese! Tu fuggi.
+
+AGNESE
+
+Sí, fuggo.
+
+FRANCESCO
+
+E quale fatto nuovo o quale allarme t'induce a fuggire cosí?... Ti sono
+sembrato, a un tratto, un manigoldo? un delinquente? un nemico?
+
+AGNESE
+
+Non riempire la tua voce di parole da fanciullo! Io profitto d'un
+impulso che certo prima di domani sarà svanito.
+
+ULRICO
+
+(_borbotta in sordina:_) Approvo.
+
+AGNESE
+
+(_concitata_) Fuggo per non aspettare l'ora della resipiscenza, per non
+aspettare l'ora della mia e della tua viltà; fuggo per schivare,
+soprattutto, la tregua ingannatrice della notte che alla viltà della
+transazione ci trascina; fuggo perché, se non fuggissi, se non ti
+lasciassi oggi fuggendo, non ti lascerei, credo, mai piú, e non avrebbe
+piú fine il conflitto che miseramente distrugge la nostra esistenza e la
+nostra dignità! Sii forte, Francesco, come sono io, e non impedirmi di
+fuggire.
+
+FRANCESCO
+
+(_terreo, appena reggendosi in piedi_) Non te lo impedisco.
+
+(_Un silenzio._)
+
+ULRICO
+
+(_senza accorgersene, si è scostato.--Ora, dal fondo, assiste,
+attentissimo, e, suo malgrado, pietoso, «al taglio netto». Ha davvero
+l'atteggiamento di chi assista a un'audace operazione cerusica._)
+
+FRANCESCO
+
+E dove andrai?... Dove andrai?... Alla ventura?...
+
+AGNESE
+
+Parto per Firenze. E lí abiterò la modesta casetta in campagna che era
+il mio piccolo patrimonio di orfana.
+
+FRANCESCO
+
+(_stentando a esprimersi_) Io esigo... che, almeno, tu viva in una certa
+agiatezza. Permetterai, spero, che io te ne sia garante, che io ne
+assuma l'impegno.
+
+AGNESE
+
+La vita di solitudine a cui mi dispongo rifiuterebbe l'agiatezza che non
+somigliasse un poco alla povertà. E poi... pensa che sempre caro mi fu
+destinare i nostri risparmi all'opera umanitaria della tua generosità e
+del tuo ingegno. Desidero che questo contributo non manchi e non
+diminuisca. Continuerà ad essere, in parte, l'obolo mio.
+
+FRANCESCO
+
+Sarò scrupoloso interprete del tuo desiderio.
+
+AGNESE
+
+Ti ringrazio. E addio! (_Con fermezza eroica, gli stende la mano in una
+profferta di leale commiato._)
+
+FRANCESCO
+
+(_con pari fermezza istantanea, gliela stringe nella sua._) Addio,
+Agnese.
+
+(_Tutti e due, solenni, si guardano con gli occhi tristi che si vietano
+le lagrime._)
+
+(_Qualche lagrima, invece, vela gli occhi di Ulrico._)
+
+(_Le mani di Agnese e di Francesco si staccano l'una dall'altra,
+sbianchite, cadenti._)
+
+AGNESE
+
+(_non sa piú dominarsi, ed esce veloce._)
+
+FRANCESCO
+
+(_come colpito da un proiettile al petto, cade a sedere di piombo su una
+sedia che gli è vicina._)
+
+ULRICO
+
+(_non osa accorrere.--Gli si gelano le vene.--Indi, reagendo con una
+specie di rabbia, emette una voce acre stridula sferzante:_) Vieni o non
+vieni?
+
+FRANCESCO
+
+(_si leva súbito, ma senza fiato, senza sguardo._) Vengo.
+
+
+SIPARIO.
+
+
+
+
+SECONDO ATTO
+
+_Un piccolo salotto--tipicamente equivoco. Un'aria di roba vecchia e
+raccozzata._
+
+_Non grossi mobili. Un leggero tavolinetto tondo, con su una sigariera.
+Una mensola, con su bottigliette di liquori e bicchierini. Qualche
+sedia, parecchie poltrone di forme diverse. Molti specchi corrosi,
+screziati, uno dei quali è piú alto e sorge dall'impiantito. Un gran
+divano: cioè, uno di quei divani che si chiamano «alla turca»; basso,
+larghissimo, senza spalliera, senza piedi, carico di cuscini. Un
+drappeggio di cattivo gusto incornicia lo specchio piú alto e guernisce
+lo stipite di una porta in fondo, da cui si accede a un corridoio.
+Predomina il rosso in svariati toni: vivido, smortito, vermiglio,
+cremisino, paonazzo, quasi arancione, quasi roseo, quasi amaranto.
+Questa varietà è distribuita sulla tappezzeria della porta e della
+specchiera, sulla stoffa del divano, su i cuscini, sulle poltrone, sul
+tappeto frusto e rappezzato che copre in parte il pavimento, su certi
+sbrendoli attaccati ai muri per addobbo._
+
+_Alla parete laterale di sinistra è--in primo piano--una porticina un
+po' misteriosa di minime dimensioni. Alla parete opposta un'altra porta,
+di dimensioni normali. In un angolo, il braccio d'un fantoccio di legno
+raffigurante un moro regge una lampadina elettrica._
+
+_Dal soffitto penzola un gruppo di quattro grosse lampadine di vetro
+turchino._
+
+
+I.
+
+_Sera._
+
+_La porta, in fondo, è chiusa. È soltanto accesa la lampadina del moro,
+di cui biancheggiano i denti in uno stupido sorriso immobile.--Nella
+scarsa luce si spande fantasticamente la sinfonietta del rosso.--Sul
+divano dorme_ SONIA ZAROWSKA.--_Bella. Biondissima. Pallida, d'un
+pallore latteo. E nel pallore sembrano morti i suoi occhi sigillati dal
+sonno, orlati di bistro e cinti da un cerchietto livido.--Non è distesa,
+né supina. Il suo corpo si sprofonda nei cuscini, bisbeticamente
+scomposto. Dalla stretta e succinta veste nera, che è cosparsa di lucide
+pagliuzze cangianti, tutte si rivelano le membra torte e squinternate.
+Una gamba è scoperta fino al ginocchio, e tra il nero della veste e il
+rosso dei cuscini risalta il grigio perla della calza velina.--Un
+mantello è a terra, aggrovigliato, presso il divano. Un tocchetto
+bizzarro è, capovolto, su una sedia._
+
+SONIA
+
+(_si svoltola. Sogna, brontola:_)... Roastbeef con patate! (_Pausa_)...
+Un cocktail!... (_Poi, un barbuglio senza parole. E piú niente.--Si
+svoltola di nuovo. Agita un braccio. Brontola piú vivacemente:_) Vile
+gendarme!... Per te non voglio danzare!... (_Si stende, sbracalata_)
+Puff!... Antipatico!... Antipatico!... Puff!... (_Si accheta._)
+
+(_Silenzio._)
+
+(_La porta, in fondo, si apre un po'._)
+
+
+II.
+
+ULRICO
+
+(_sulla soglia, fa capolino._) Sonia!... Soniuccia!... (_Tra sé:_) Dorme
+come un ghiro. (_Le si avvicina, la osserva._) Ubbriaca? Benissimo!
+
+FRANCESCO
+
+(_che seguiva Ulrico, è rimasto, circospetto, esitante, di là dalla
+soglia, nel corridoio poco illuminato._)
+
+(_Tutti e due hanno i cappelli calcati in testa, indossano paltò
+invernali._)
+
+ULRICO
+
+(_a Francesco_) Entrata libera e senza agguati, senza insidie!
+Trabocchetti non ce ne sono.
+
+FRANCESCO
+
+(_fa qualche passo. Non entra ancora._)
+
+ULRICO
+
+Ma, insomma, chi ti trattiene? Chi si permette di trattenerti?...
+L'ombra della tua consorte?... Sono già due mesi che sei separato da
+lei: della sua ombra dovresti sbarazzarti. O, almeno, non dovresti darle
+retta. Avanzati, dottore!
+
+FRANCESCO
+
+(_si avanza, sempre circospetto. Per un atto abituale, si cava il
+cappello._)
+
+ULRICO
+
+Ti cavi il cappello rispettosamente?... Ti ringrazio per Sonia Zarowska
+e ti ringrazio per me, giacché io qui sono un po' in casa mia. Difatti,
+vedi: (_gli mostra una chiave_) questa è la chiave unica della
+porticina, diciamo cosí, privata. (_Indica la porticina._) Un vero
+vantaggio da padrone di casa, perbacco! Non mi costa gran che e ho il
+diritto d'entrare senza incomodare nessuno, da mezzanotte in poi, quando
+cioè la porta della scala ufficiale è chiusa alle conoscenze avventizie.
+E appunto in qualità di padrone di casa, quantunque a scartamento
+ridotto, ti prego di metterti a sedere. (_Gli piglia di mano il
+cappello, lo posa in un canto._) Cedo a te la mia poltrona preferita
+(_una larga e comoda poltrona_). Siedi, siedi a tuo bell'agio, e
+consentimi di presentarti, in uno dei suoi atteggiamenti personalissimi,
+il piú mansueto, il piú semplice e il piú utile campione del sesso
+femminile.
+
+FRANCESCO
+
+(_a guisa di un automa, si è seduto. Guarda Sonia con la coda
+dell'occhio. Ha una contrazione di disgusto._)
+
+ULRICO
+
+(_riavvicinandosi a lei_) Esemplare _grand prix_! Non sciarade, non
+rompicapi psicologici, non scenografia intellettuale!... Origine slava,
+con radici nel vecchio semplicismo analogo. Trasmigrazione casuale, come
+d'un sughero in balia del mare. Acclimatazione per inerzia. Intelligenza
+primitiva. Capacità a delinquere, ma non oltre i limiti di qualche lieve
+danno pecuniario. Assoluta impossibilità d'amare e di tollerare d'essere
+amata. E, dalla punta dei piedi a quella dei capelli, completa idoneità
+ai riti del piacere. Un ghiribizzo di Fidia impersonato da una sciocca
+del secolo ventesimo, intanfato nella suburra di tutti i tempi! Ecco la
+donna che ho scelta, ecco la donna delle mie ore fiammanti. (_La
+contempla._) Dormi, dormi, ignobile bestiolina sublime! Tu abbandoni il
+bel corpo inverecondo al sonno della ubbriachezza, e io, beato, ti
+contemplo, benedicendoti una volta di piú!
+
+FRANCESCO
+
+(_tace, oppresso, appesito._)
+
+ULRICO
+
+(_gli striscia dietro, come un folletto maligno e gli scuote una
+spalla._) Su, su, povero malato!... Per curarti ti ho introdotto dove
+meglio sbocciano la mia saggezza e la mia felicità, e tu disdegni e ti
+riavvolgi nella tua asfissiante tetraggine?... Respira a pieni polmoni
+l'aria ossigenata che ti offro! Apri gli occhi sul prezioso piccolo
+mostro fascinatore. Comincia a comprenderlo. Comincia a valutarlo. E,
+soprattutto, non incepparti nella prevenzione di urtare la mia
+suscettività. Ti rammenti di quello che ti dissi quando venni ad
+annunziarti d'essere rinsavito?... «Se non m'infischiassi che la mia
+donna è di tutti, temerei di non aver conseguita la perfezione!» E nulla
+mi seduce di piú che il cimentarmi nell'esperimento supremo. Assistere
+alla concorrenza dell'amico fraterno!... (_Spampana con enfasi
+presuntuosa, modificandolo per l'occasione, il popolare verso
+dantesco:_) «Qui si parrà la mia nobilitate»!
+
+FRANCESCO
+
+(_flemmatico_) Il cinismo che ostenti è ristucchevole, ma per fortuna è
+anche falso.
+
+ULRICO
+
+E mettimi alla prova!
+
+FRANCESCO
+
+A quale prova?... Tu non sei tanto ottuso da non intendere che costei
+non può essere per me--al piú al piú--che un oggetto di osservazione e
+di studio.
+
+ULRICO
+
+(_si eccita, si frega le mani, ride_) Eh eh eh eh!... Da cosa nasce
+cosa! Nella vita, come nella chimica, date certe circostanze, due corpi
+eterogenei diventano combinabili da un momento all'altro.
+
+FRANCESCO
+
+Va' là che sei il piú candido degli impostori!
+
+ULRICO
+
+Ah, questo mi dici?!... Mi dai dell'impostore? Mi disconosci? Mi
+stuzzichi? Mi provochi?... E sai in che modo rispondo io alla tua
+provocazione?
+
+FRANCESCO
+
+Mi è indifferente, caro!
+
+ULRICO
+
+(_con una stizza paradossale_) Io ti lascio nella tana del mostro,
+consegnandoti cosí ai suoi fascini, e me ne vado a cena! (_Esce rapido
+dal fondo chiudendo i battenti con veemenza._)
+
+FRANCESCO
+
+(_levandosi come spaventato_) Ma no! Aspetta, imbecille! Io solo, qui,
+non voglio restare!
+
+ULRICO
+
+(_di fuori, grida, ride, sghignazza._) Brutalizzarsi! Brutalizzarsi!
+
+FRANCESCO
+
+(_gridando anche lui, cerca il cappello_) Aspetta! Ti ordino di
+aspettare! (_Col cappello in mano si slancia verso il fondo._)
+
+ULRICO
+
+(_allontanandosi_) Brutalizzarsi o morire!...
+
+
+III.
+
+SONIA
+
+(_si sveglia_) Chi è là?
+
+FRANCESCO
+
+(_è arrestato da quel_ «chi è là» _presso l'uscio, di cui stava per
+aprire i battenti.--Si volta.--Indugia imbarazzato._)
+
+SONIA
+
+Chi sei?
+
+FRANCESCO
+
+Non un ladro.
+
+(_Una pausa._)
+
+SONIA
+
+Ti conosco o non ti conosco?
+
+FRANCESCO
+
+No no, non mi conoscete.
+
+SONIA
+
+(_ancora intorpidita dal sonno_) È la prima volta che ti vedo?
+
+FRANCESCO
+
+La prima volta.
+
+SONIA
+
+E tu?... Dove mi hai veduta? Quando mi hai veduta?
+
+FRANCESCO
+
+Mai.
+
+SONIA
+
+E, senza avermi mai veduta, vieni a farmi una visita?
+
+FRANCESCO
+
+Ulrico Nargutta mi ha condotto.
+
+SONIA
+
+Ah, ecco: ti ha condotto lui! (_Comincia a schiarirsi._) E quei gridi
+che mi hanno svegliata?... Che erano quei gridi?...
+
+FRANCESCO
+
+(_balbetta:_) Ho alzato la voce inconsideratamente.
+
+SONIA
+
+Non t'eri accorto che dormivo?
+
+FRANCESCO
+
+Me n'ero accorto.
+
+SONIA
+
+È tanto dolce dormire!
+
+FRANCESCO
+
+Mi duole d'avervi disturbata.
+
+SONIA
+
+(_si sgranchisce_) Ti duole?... Che me ne importa che ti duole?... Non è
+un rimedio.
+
+FRANCESCO
+
+Avete ragione. Del resto, la colpa non è tutta mia. Il mio amico mi ha
+costretto a gridare, e lui stesso ha ecceduto: ha fatto del chiasso.
+
+SONIA
+
+Avete litigato?
+
+FRANCESCO
+
+Non è stato un litigio.
+
+SONIA
+
+E che è stato? Raccontami. Raccontami.
+
+FRANCESCO
+
+Nulla da raccontarvi. Sciocchezze!
+
+SONIA
+
+E com'è che lui non è qui?
+
+FRANCESCO
+
+È scappato via all'improvviso.
+
+SONIA
+
+Perché è scappato via?
+
+FRANCESCO
+
+... Un suo capriccio... Uno dei suoi scherzi bizzarri...
+
+SONIA
+
+Ma, già, io credo che quello lí non abbia la testa a posto.
+
+FRANCESCO
+
+(_ironico_) È una ipotesi da non escludere.
+
+SONIA
+
+Entra, esce, scappa, torna. Sempre cosí! Non ha mai requie. Scommetto
+che tornerà súbito.
+
+FRANCESCO
+
+Speriamo!
+
+SONIA
+
+E sei rimasto attaccato all'uscio?... Non ti accomodi?
+
+FRANCESCO
+
+(_confuso e garbato come se stesse al cospetto d'una signora_) Ero sul
+punto d'andarmene quando vi siete svegliata.
+
+SONIA
+
+Adesso, è fatta. Non ho piú sonno, adesso.
+
+FRANCESCO
+
+Voi non avete piú sonno, ma io non mi tratterrò. Non ho menomamente
+l'intenzione di trattenermi.
+
+SONIA
+
+(_di scatto_) Oh, bella, ti sono antipatica!
+
+FRANCESCO
+
+... Non è mica per questo che mi tarda d'andarmene.
+
+SONIA
+
+Se non è antipatia, che può essere?... Paura?... Tu hai paura di me?
+
+FRANCESCO
+
+Non è antipatia e non è paura.
+
+SONIA
+
+È paura, è paura! Non negare! Hai l'aria di un topo in trappola!
+
+FRANCESCO
+
+Vi assicuro che voi equivocate. Gli è che sono a disagio. E non c'è'
+altro. (_Alla sua inesperienza sembra ch'egli debba giustificarsi. Parla
+disordinato, con un certo orgasmo._) D'altronde, è pur naturale ch'io
+sia a disagio. Le mie abitudini son troppo diverse da quelle che
+consentono di venire qui spensieratamente e di svagarvisi in piena
+libertà. E, poi, vivo cosí lontano, io, dal vostro ambiente!... Ulrico
+Nargutta si era affaticato a descrivervi, a illustrarvi, a esaltarvi; si
+era per giunta intestato di condurmi da voi, e io... mi son lasciato
+condurre... un po' per curiosità e un po' per una specie di passiva
+obbedienza. Lo deploro per me e lo deploro per voi.
+
+SONIA
+
+E che hai concluso con tutto il tuo imbroglio di chiacchiere?... Il
+fatto è che, se te ne vai, mi offendi.
+
+FRANCESCO
+
+Ma che c'entra l'offendere?
+
+SONIA
+
+Sí, mi offendi. Tu non hai competenza. Non puoi giudicare. Ti giuro che
+mi offendi.
+
+FRANCESCO
+
+Non ho alcun motivo di volere arrecarvi offesa. E non ne ho il diritto.
+(_Tituba.--Apre un po' le braccia remissivamente._) Resterò ancora
+qualche minuto affinché non riteniate che mi permetta d'offendervi
+proprio io, a cui siete completamente innocua.
+
+SONIA
+
+E non stare in piedi, ti prego, come si sta in un bar per prendere un
+caffè! Che diavolo!...
+
+FRANCESCO
+
+Un'altra offesa?... Non starò in piedi.
+
+SONIA
+
+Vedrai che ti terrò buona compagnia.
+
+FRANCESCO
+
+È un'ottima intenzione, ma alquanto problematica. (_Paziente,
+rassegnato, siede di nuovo, lontano da lei, su una seggiola qualunque,
+gettando il cappello su un'altra seggiola._)
+
+SONIA
+
+Puff!... Che rospo! (_Si alza, tuttora fiaccata dall'ubriachezza, con le
+gambe malsecure, cascante, flaccida, sciatta e pur provocante nella nera
+guaina stellata di faville, attraverso di cui si delinea il giovane
+corpo sinuoso. La gran massa di capelli d'oro sbiadito è tutta arruffata
+ed erta sull'occipite, come un fantastico colbacco.--Ella si accosta al
+tavolino. Tira fuori dalla sigariera una sigaretta, l'accende con
+disinvoltura maschile, aspirando il fumo avidamente e lo caccia dal
+naso, le cui narici si dilatano.--Alle spalle di Francesco, fumando, lo
+osserva._)
+
+FRANCESCO
+
+(_si sente guardato e, poiché ciò lo stringe viepiú nell'impaccio, tenta
+di far deviare l'attenzione petulante di lei._) Da parecchio tempo avete
+amicizia con Ulrico Nargutta?
+
+SONIA
+
+Con Ulrico Nargutta?... Da quattro o cinque mesi.
+
+FRANCESCO
+
+Un bel po'! E, oramai, gli siete divenuta indispensabile, nevvero?
+
+SONIA
+
+Senza le donne, gli uomini s'impiccherebbero.
+
+FRANCESCO
+
+Ne convengo. Ma... domandavo se egli si sia tanto legato a voi da non
+potersene piú distaccare.
+
+SONIA
+
+Pare di sí. Gli piaccio.
+
+FRANCESCO
+
+Solamente?
+
+SONIA
+
+Gli piaccio piú di tutte le altre donne.
+
+FRANCESCO
+
+E da parte vostra?
+
+SONIA
+
+Da parte mia, che cosa?
+
+FRANCESCO
+
+Non avete una speciale affezione per lui?
+
+SONIA
+
+Non capisco... Che vuol dire «una speciale affezione»?
+
+FRANCESCO
+
+Non siete legata a lui come egli è legato voi?
+
+SONIA
+
+Anche lui piace a me.
+
+FRANCESCO
+
+Piú di tutti gli altri uomini?
+
+SONIA
+
+Questo, poi, non lo so.
+
+FRANCESCO
+
+Dovreste pur saperlo.
+
+SONIA
+
+Dovrei pur saperlo?!... Non capisco.
+
+FRANCESCO
+
+È assurdo che non lo sappiate.
+
+SONIA
+
+E non lo so, non lo so! Che ho da farci? Mi secchi. Smettila!
+
+FRANCESCO
+
+La smetto, sí. Vi rivolgevo qualche parola... per non tacere.
+
+SONIA
+
+Che un tipo come te parli o taccia, è tutt'uno!
+
+FRANCESCO
+
+Se è tutt'uno, preferisco di tacere.
+
+SONIA
+
+Puff!... Puff!... Che brutto rospo!
+
+FRANCESCO
+
+(_accenna un gesto che significa: tanto, non c'è rimedio!_)
+
+(_Un silenzio._)
+
+SONIA
+
+Non fumi, tu?
+
+FRANCESCO
+
+No, non fumo.
+
+SONIA
+
+Tutta l'umanità fuma. È una stravaganza non fumare.
+
+FRANCESCO
+
+Forse, è una stravaganza.
+
+SONIA
+
+Una stravaganza idiota!
+
+FRANCESCO
+
+Una stravaganza idiota.
+
+(_Un silenzio._)
+
+SONIA
+
+(_sfiorandogli i capelli con le dita_) Oh, guarda! Hai dei capelli
+bianchi! Ulrico Nargutta non ne ha. Parecchi ne hai, tu.
+
+FRANCESCO
+
+E aumentano di giorno in giorno.
+
+SONIA
+
+Non te ne affliggere. I capelli non contano.
+
+FRANCESCO
+
+Io non me ne affliggo di certo.
+
+SONIA
+
+E se tu non fossi un brutto rospo, saresti abbastanza simpatico.
+
+FRANCESCO
+
+(_bonario_) Troppa indulgenza!
+
+SONIA
+
+(_di palo in frasca_) E sei celibe o sei ammogliato?
+
+FRANCESCO
+
+(_incupisce_) ... Ammogliato.
+
+SONIA
+
+Ah!... Questa è la vera ragione per cui stai sulle spine!... Sei
+ammogliato? Evvia! Stupido!... Chi è che potrebbe accusarti a tua
+moglie? Scaccia gli spauracchi!... (_Pausa._)--(_Poi insinuante_) Vuoi
+che ti faccia... la danza?: la danza di Sàlome?... Io stessa mi
+accompagno, sai, col canto a bocca chiusa.
+
+FRANCESCO
+
+Ma no, ma no! Ve ne dispenso.
+
+SONIA
+
+(_si addolora del rifiuto.--Ritenta:_)... E con la luce blu te la
+faccio. Vedi: ho lí, apposta, le lampadine colorate di blu.
+Allora--dicono--è piú suggestiva. Vuoi?
+
+FRANCESCO
+
+Vi ripeto che ve ne dispenso.
+
+SONIA
+
+Hai torto. Sono brava.
+
+FRANCESCO
+
+Non ne dubito. Io ve ne dispenso per non abusare del vostro zelo. Mi
+sembrate già stanca. Vi risparmio un fastidio. Vi risparmio una fatica.
+
+SONIA
+
+(_meravigliatissima--si sforza di pensare.--Gradisce.--Sorride di
+gradimento._) Questo è molto carino!... Nessuno mi è stato mai tanto
+cortese! Ma per me non è una fatica, non è un fastidio. Anzi!... Ci
+trovo gusto. Spesso, quando sono sola, mi tolgo di dosso il vestito
+inutile e mi metto a danzare davanti allo specchio. Fin da ragazza ho
+danzato cosí, e fin da ragazza ci ho trovato gusto.
+
+FRANCESCO
+
+Fin da ragazza?! Cioè?... Quanti anni avevate?
+
+SONIA
+
+Pochi potevo averne. Ne avevo dodici, ne avevo tredici...
+
+FRANCESCO
+
+Probabilmente, qualcuno v'istigava, qualcuno v'insegnava...... Chi
+v'insegnava?
+
+SONIA
+
+(_vantandosi_) M'insegnava una danzatrice della _Maison Rouge_: l'amica
+del mio patrigno.
+
+FRANCESCO
+
+E il vostro patrigno lo permetteva?
+
+SONIA
+
+Sicuro che lo permetteva! Restava a lungo a vedermi danzare e mi
+divorava con gli occhi.
+
+FRANCESCO
+
+(_ha un moto di ribrezzo e di sdegno_) È orribile!
+
+SONIA
+
+È orribile?... Non capisco... S'intende che doveva compiacersi. Non ero
+uno sgorbio, non ero un fuscellino. Ero un fresco bocciuolo di cardenia!
+Non mi credi?
+
+FRANCESCO
+
+Vi credo.
+
+SONIA
+
+Uno scultore celebre, che mi copiò tale e quale, non so piú quante
+volte, dal capo ai piedi, soleva chiamarmi: la piccola Venere.
+
+FRANCESCO
+
+Facevate anche la modella a quell'età?
+
+SONIA
+
+Non la facevo che con lui. Di nascosto la facevo. Andavo da lui invece
+di andare alla scuola. Un bell'uomo era!... Aveva un viso da Nazareno
+con certi sguardi vellutati, che io sentivo sulla pelle quando posavo.
+
+FRANCESCO
+
+E come vi premiava, come si disobbligava lo scultore celebre?
+
+SONIA
+
+Mi dava il caviale, la grappa, il cognac. Perfino lo sciampagna mi dava.
+
+FRANCESCO
+
+Tutta gente infame e malefica!
+
+SONIA
+
+(_si smarrisce e trema un poco_) Infame e malefica, no!... Io non
+capisco... Non capisco... Che male ne avevo?
+
+FRANCESCO
+
+E vostra madre? Non vi sorvegliava mai, vostra madre? Non badava mai a
+voi?
+
+SONIA
+
+(_quasi passiva_) Mia madre non esisteva piú. Era morta all'ospedale.
+
+FRANCESCO
+
+(_triste, compassionevole_) In conclusione, voi siete... una povera
+creatura!
+
+SONIA
+
+(_sempre piú smarrendosi e tremando_) Io?! Perché sono una povera
+creatura?...
+
+FRANCESCO
+
+Non vi preoccupate di quello che dico. Non ne vale la pena.
+
+SONIA
+
+Ma io non capisco... Fammi capire... Fammi capire...
+
+
+IV.
+
+UNA VOCE
+
+(_sgarbata, spadroneggiante--chiama di fuori:_) Sonia Zarowska! Sonia
+Zarowska!
+
+FRANCESCO
+
+(_turbandosi, levandosi_) Si chiede di voi. Mi si troverà qui. Ciò è
+molto noioso. Dovevo, peraltro, prevederlo.
+
+SONIA
+
+Io non rispondo e non lascio entrare.
+
+FRANCESCO
+
+Non ve lo consento.
+
+SONIA
+
+Me lo consento io.
+
+FRANCESCO
+
+Non è giusto che io vi sequestri.
+
+SONIA
+
+Ti farei uscire per questa porticina, se ne avessi la chiave...
+
+LA VOCE
+
+Sonia Zarowska, preparatevi a ricevermi. Sono un agente della polizia.
+
+SONIA
+
+(_aggrotta la fronte. Appare contrariata, ma non impappinata._)
+
+FRANCESCO
+
+(_turbandosi maggiormente, si domina._) Questo, poi, non era
+prevedibile, ed è anche piú noioso. È insopportabilmente noioso!
+
+SONIA
+
+Si tratterà di qualche equivoco. Mi sbrigherò in pochi minuti. Tu ti
+chiudi nella stanza accanto, e aspetterai che mi sbrighi.
+
+FRANCESCO
+
+Potrebbe incogliermi peggio. Mi conviene piú di non rimpiattarmi. Fate
+entrare súbito!
+
+LA VOCE
+
+Ma, sangue di un demonio, è inutile che fingete di non udire! E vi
+avverto che non sono disposto a perdere il mio tempo. Aprite!
+
+SONIA
+
+Eh!... Quante parole per niente! Entra! Entra! Non c'è la spranga alla
+porta!
+
+L'AGENTE
+
+(_spalanca i battenti con una certa irruenza, e si ferma._)
+
+(_Dietro di lui, è un uomo sulla quarantina, vestito con precisa e
+sobria eleganza, dal volto scialbo e allampanato, dagli occhi incolori e
+vitrei:--il signor_ EDGARDO LEMMS. _Nulla di losco. S'indovina,
+vedendolo, che è una persona per bene.--Resterà attentissimo, ma
+impassibile, inalterabile._)
+
+FRANCESCO
+
+(_si fa da parte, senza aver l'aria di nascondersi._)
+
+SONIA
+
+(_si trova, ritta, presso il divano. Sbircia di traverso l'Agente e
+l'uomo che gli è dietro._)
+
+L'AGENTE
+
+(_al signor Lemms_) La identificate?
+
+LEMMS
+
+Perfettamente.
+
+L'AGENTE
+
+Venite, venite. Staremo a vedere se lei ammette d'aver cenato con voi.
+
+(_Si avanzano tutti e due. Si accorgono di Francesco. L'_AGENTE _gli
+getta un'occhiata di competenza. Non si toglie il cappello. Il signor_
+LEMMS _abbozza un saluto, e si toglie il cappello._)
+
+L'AGENTE
+
+(_a Sonia_) Compiacetevi di rispondere, Sonia Zarowska. Stavate, circa
+tre ore fa, a cena col signor Edgardo Lemms, in una saletta particolare
+del _Falchetto d'oro_?
+
+SONIA
+
+Edgardo Lemms sarebbe il nome di quel signore là?
+
+L'AGENTE
+
+Appunto. E rispondetemi.
+
+SONIA
+
+Rispondo di sí. Con quel signore sono stata a cena dove hai detto.
+
+L'AGENTE
+
+Egli vi accusa di avergli rubato il portafogli.
+
+SONIA
+
+(_non si scompone e si stringe nelle spalle_) Uhm!
+
+L'AGENTE
+
+Evidentemente, il signor Lemms, dopo aver pagato il conto,... si è
+distratto, o è stato distratto da voi. Egli ha lasciato il portafogli
+sulla tavola, e voi ve ne siete impossessata, profittando... della
+distrazione.
+
+SONIA
+
+Io non me ne ricordo.
+
+L'AGENTE
+
+I ladri non hanno mai buona memoria.
+
+SONIA
+
+Avevo tanto bevuto!
+
+L'AGENTE
+
+Intendete dire che eravate ubbriaca!... Eh, lo so! Voi state già
+architettando il vostro piano di difesa! (_A Lemms_) Furba, l'amica!...
+(_Poi, a lei_) Ma è ridicolo sostenere che abbiate dimenticato d'aver
+commesso un furto perché in quel momento eravate ubbriaca. È ridicolo,
+cara Sonia Zarowska!
+
+FRANCESCO
+
+(_intervenendo, riservato e affabile_) La memoria è una delle piú
+dirette attività della coscienza. Difatti, per misurare il grado di
+coscienza, da cento a zero, in qualcuno di cui si suppone che abbia
+corso il pericolo di perderla tutta o parzialmente, uno dei primi e piú
+arguti mezzi è di sperimentarne la memoria. Intanto, è incontestabile
+che la coscienza venga soppressa dall'ubbriachezza grave, la quale,
+nelle sue manifestazioni, nei suoi effetti, rassomiglia alla completa
+follia. Io, anzi, la chiamerei: una follia incidentale.
+
+LEMMS
+
+(_ha ascoltato con deferenza, e approva:_) Perfettamente.
+
+SONIA
+
+(_ha ascoltato con un vano sforzo di comprensione e ha tremato alla
+parola «follia»._)
+
+L'AGENTE
+
+(_ha ascoltato, squadrando Francesco con ostilità._) Vi consta, signor
+Lemms, che Sonia Zarowska aveva bevuto molto?
+
+LEMMS
+
+Moltissimo.
+
+L'AGENTE
+
+Ma non era una ubbriachezza grave se è stata digerita in tre ore.
+
+FRANCESCO
+
+Io non giurerei che ella ne sia del tutto libera. Comunque, mi parrebbe
+opportuno considerare che, negli ubbriachi abitualmente recidivi,
+proprio questa abitudine fa sí che il sonno basti ad affrettare il
+ritorno dello stato normale:--_normale_, beninteso, in rapporto al
+quadro permanente degli alcoolizzati. E io attesto di aver trovata
+pocanzi Sonia Zarowska immersa in un profondo sonno.
+
+L'AGENTE
+
+(_a Francesco, con una calma intorbidita di sorda minaccia_) Voi
+insistete nell'interloquire, egregio signore, senza che io vi abbia
+interrogato.
+
+FRANCESCO
+
+Chiedo scusa.
+
+L'AGENTE
+
+Avrete la bontà di favorirmi il vostro nome.
+
+FRANCESCO
+
+Nulla in contrario. (_Cava fuori una carta di visita, gliela porge._)
+
+L'AGENTE
+
+(_leggendo, si raccapezza: muta contegno, e, per atto di rispetto, tocca
+la falda del cappello._) Non potevo immaginare che...
+
+LEMMS
+
+(_a Francesco, inforcando gli occhiali_) Permette?
+
+FRANCESCO
+
+S'accomodi pure.
+
+L'AGENTE
+
+(_mostrando a Lemms la carta di visita_) Un professore rinomato.
+
+LEMMS
+
+(_legge, e s'intravvede nella sua impassibilità una convinta
+ammirazione._)
+
+FRANCESCO
+
+Un modesto medico specialista, pel quale non è infruttuoso studiare i
+vizii e le degenerazioni nei loro covi e nei loro laboratorî.
+
+L'AGENTE
+
+Che schifo, illustre professore!
+
+LEMMS
+
+(_quasi tra sé_) Non tanto!
+
+FRANCESCO
+
+E spero che la mia professione mi giustifichi anche di non essermi
+astenuto dall'interloquire. Si era un po' nei miei paraggi.
+
+L'AGENTE
+
+(_con animazione autorevole, dispotica_) A ogni modo, il portafogli è
+sparito, ed è qua che bisognerà cercarlo. (_Appellandosi a Francesco
+come per averne il consenso_) È chiaro?
+
+FRANCESCO
+
+Questo non è affar mio.
+
+L'AGENTE
+
+(_a Sonia_) Orbene, a voi! Dovrebbe trovarsi proprio sulla vostra
+persona. Io non vi perquisisco, a condizione che voi stessa lo
+cerchiate.
+
+SONIA
+
+(_ha seguíto quello che accadeva intorno a lei, assumendo un
+atteggiamento di sottomissione quando parlava Francesco. Adesso,
+all'invito dell'Agente, recalcitra:_) Sulla mia persona, il portafogli
+non c'è.
+
+(_Non si riesce a intendere se ella sia in buona in mala fede._)
+
+L'AGENTE
+
+Tanto peggio per voi, sapete! Solamente se stesse sulla vostra persona
+si potrebbe accettare l'ipotesi del Professore, cioè che, essendovene
+appropriata quando lavorava la sbornia, non ve ne ricordiate piú. Ma se
+aveste già provveduto a nasconderlo, come fareste, cretina che siete!, a
+giustificarvi con la sbornia e con la dimenticanza?
+
+SONIA
+
+Ti ripeto che sulla mia persona non c'è'! (_Leva la voce, ringhiosa,
+furiosa._) Non c'è e non c'è! E io, no, non mi lascio perquisire! Ti
+proibisco di perquisirmi! (_Sfugge allontanandosi dal divano e riparando
+in un cantuccio._)
+
+(_Il divano è rimasto tutto scoperto alla vista dei tre uomini._)
+
+L'AGENTE
+
+Sangue di un demonio, voi agite a danno vostro!... Mi sembrate un mulo
+che si affatichi a tirarsi calci alla coda. Perché siete una donna, non
+volevo perquisirvi, non volevo mettervi le mani addosso. Ma questi
+signori sono testimoni che voi mi ci obbligate. (_Uscendo dai gangheri,
+si avventa su lei._) Dunque, andiamo! Sottoponetevi alla perquisizione,
+senza altre chiacchiere!
+
+FRANCESCO
+
+Fermatevi un momento, per favore.
+
+L'AGENTE
+
+(_desiste, sospeso._)
+
+FRANCESCO
+
+Se i miei occhi non s'ingannano, il portafogli è lí, mezzo conficcato
+tra i cuscini del divano, dove ella pocanzi dormiva. È minuscolo ed è
+quasi del colore dei cuscini, il che lo ha reso poco visibile.
+
+(_Emerge appena di tra i cuscini rossi un piccolo grazioso portafogli di
+cuoio rosso._)
+
+SONIA
+
+(_mal sorpresa, si protende per vedere._)
+
+LEMMS
+
+(_sempre impassibile--inforca di nuovo gli occhiali._)
+
+L'AGENTE
+
+(_dissimulando il disappunto, si avvicina al divano, e con due dita
+prende il portafogli. Indi, tenendolo in alto, lo mostra al signor
+Lemms._) È questo il vostro portafogli?
+
+LEMMS
+
+Perfettamente.
+
+FRANCESCO
+
+Le sarà cascato dal petto o dalla cintola, quando si è gettata lassù o
+quando vi si agitava nel sonno. Certo è che, rincasando, non aveva
+provveduto a nasconderlo.
+
+L'AGENTE
+
+(_al signor Lemms_) Dovrebbe contenere?...
+
+LEMMS
+
+(_rammentandosi a stento_)... Lire milletrecento,
+
+L'AGENTE
+
+(_verifica_)... Sono mille trecento e sette. (_Gli consegna il
+portafogli._)
+
+LEMMS
+
+Guadagno sette lire.
+
+SONIA
+
+(_è tuttora impenetrabile. Dal suo contegno non trapela la
+consapevolezza, non l'innocenza, non la mortificazione, non il
+risentimento._)
+
+L'AGENTE
+
+(_obliquo--sottolineando le parole_) Con ciò, spieghiamoci, Sonia
+Zarowska non cessa di dover rispondere dell'accusa di furto.
+
+LEMMS
+
+Io mi oppongo.
+
+L'AGENTE
+
+Voi vi opponete, ma l'autorità procede.
+
+LEMMS
+
+Procede a che? Ho riavuto il mio portafogli con sette lire di piú. Mi
+pare che l'incidente sia esaurito.
+
+L'AGENTE
+
+C'è la vostra denunzia.
+
+LEMMS
+
+La ritiro.
+
+L'AGENTE
+
+Trattandosi d'un reato d'azione pubblica, non c'è modo di ritirarla.
+Deve per forza arrivare davanti alla giustizia.
+
+LEMMS
+
+La mia denunzia non è stata raccolta che da voi. Con un prudente
+sacrificio... reciproco, possiamo metterci d'accordo per non incomodare
+la giustizia e, soprattutto, per non dare altre noie a questa donna.
+
+L'AGENTE
+
+(_con astuta condiscendenza_) Be',... ci penseremo, e ne riparleremo.
+
+LEMMS
+
+Perfettamente.
+
+L'AGENTE
+
+La prima cosa, intanto, che ho da fare per non avere imbarazzi è di
+licenziare le due guardie che ho lasciate sul pianerottolo. Vi aspetto
+in portineria.
+
+LEMMS
+
+Vi raggiungo súbito.
+
+L'AGENTE
+
+(_a Francesco_) Riverisco, illustre professore!
+
+FRANCESCO
+
+Si conservi.
+
+L'AGENTE
+
+(_esce._)
+
+LEMMS
+
+(_a Sonia, avvicinandosi_) Avete udito, piccina?... Vi saranno
+risparmiate ulteriori noie. E vi rivedrò volentieri. Quel che mi
+dispiace è che non siete una ladra sul serio. Sareste piú interessante.
+
+SONIA
+
+(_ha l'istantanea sensazione d'una puntura._)
+
+LEMMS
+
+(_si avvicina a Francesco_) Signor medico, sono ben felice d'aver fatta
+la sua conoscenza.
+
+FRANCESCO
+
+Ella è molto cortese.
+
+LEMMS
+
+E, forse, rivedrò anche lei. Potrò venire a chiederle qualche consiglio?
+
+FRANCESCO
+
+Le auguro di non averne bisogno.
+
+LEMMS
+
+Sospetto che troppo tardi mi giunga l'augurio.
+
+FRANCESCO
+
+In tal caso, a sua disposizione.
+
+LEMMS
+
+Perfettamente. I miei ossequi.
+
+FRANCESCO
+
+(_accenna un inchino._)
+
+LEMMS
+
+(_via._)
+
+LA VOCE DELL'AGENTE
+
+(_irritata_) Ma, sangue d'un demonio, vi avevo ordinato di piantonare le
+scale! E dove stavate, invece, dove stavate?!
+
+ALCUNE VOCI FEMMINILI
+
+(_scrosciano, lontanissime, in una sconcia risata._)
+
+
+V.
+
+(_Un breve silenzio._)
+
+FRANCESCO
+
+(_risoluto, quasi brusco_) E basta, eh? (_Piglia il cappello._)
+
+SONIA
+
+(_con l'impulsività di una bambina lo afferra pel braccio._) No! No!...
+
+FRANCESCO
+
+Dio buono, io ho già troppo accondisceso, e voi troppo osate, adesso!
+
+SONIA
+
+Non andare in collera! Senti... Senti... Ti prego... Mi hai cosí bene
+difesa... Difendimi ancora!
+
+FRANCESCO
+
+Io non ho fatto che secondare e accreditare, con la mia logica, con la
+mia esperienza, la vostra affermazione di irresponsabilità. Forse
+mentivate relativamente all'episodio del piccolo crimine di cui vi si
+accusava. Nondimeno, il difendervi era legittimo, e non me ne pento,
+poiché, con o senza l'ubbriachezza, voi non siete che una
+irresponsabile. Ma che piú sperate ch'io faccia per voi?... D'altronde,
+quel brav'uomo ha iniziato un accordo col zelante accusatore per
+comperarne il silenzio. Non correte piú alcun pericolo.
+
+SONIA
+
+E per l'avvenire?... Se mi colgono, sono perduta! In carcere, mi
+mettono! In carcere!
+
+FRANCESCO
+
+E lo spavento del carcere non è piú forte della tentazione di rubare?
+
+SONIA
+
+Quando quella tentazione mi prende e mi si caccia nelle vene, negli
+occhi, nelle mani, io non ragiono, non rifletto, non ci penso piú al
+carcere. E tu, difendendomi ancora, dovresti specialmente da quella
+tentazione difendermi. Questo ti chiedo io.
+
+FRANCESCO
+
+Ma quale scompiglio d'idee! Difendervi da una dubbia accusa, difendervi
+dalla inclemenza d'un poliziotto è ben diverso che difendervi da una
+clandestina e tirannica tentazione.
+
+SONIA
+
+Ma è certo che lo puoi.
+
+FRANCESCO
+
+E come sembra a voi ch'io lo possa?
+
+SONIA
+
+Lo puoi con le tue ammonizioni, col tuo comando, con quelle tue parole
+che dicono cose che soltanto tu sai. Sono parole che là per là fanno
+tremare, e poi si fissano, amiche, qui, nel cervello, vi restano come
+inchiodate, e continuano a dire, a dire, a dire...
+
+FRANCESCO
+
+Voi siete sotto l'impressione del mio utile intervento. Travedete.
+Fantasticate. La riconoscenza vi abbacina. Le mie ammonizioni, il mio
+comando, tutto l'aspro repertorio di sapienza, che voi credete soltanto
+mio e che vi fa tremare, non vi scanserebbero da un triste fascino che
+vince anche lo spavento del carcere. Agiscono in voi delle forze
+irresistibili che di voi dispongono illimitatamente e che producono ogni
+vostro atto, ogni vostro istante di vita. Sono le medesime, ahimé, di
+cui vive, inconsapevole, il bruto.
+
+SONIA
+
+(_trema_) Il bruto?!
+
+FRANCESCO
+
+Sí, Sonia Zarowska: il bruto! E finché queste forze irresistibili vi
+possiederanno, finché esse comporranno la vostra vita, nulla varrà a
+salvarvi dalle tentazioni alle quali finora avete dovuto cedere. Per
+potervene difendere, per potervene salvare, un'altra vita bisognerebbe
+sapere infondervi: una vita che non avesse la sua intima sede nei sensi,
+una vita interiore, una vita spirituale, quella vita cioè che molti
+vorrebbero soffocare perché piena di lotte e di tumulti, ma che
+appunto--tra i confini, s'intende, del nostro raziocinio--differenzia
+dal bruto l'essere umano.
+
+SONIA
+
+(_dibattendosi_) Non capisco! Non capisco! Non mi riesce di capire!...
+
+FRANCESCO
+
+(_con un pallido sorriso buono_) E questa volta sarebbe piú che mai
+strano se non fosse cosí! (_Le mette una mano sulla spalla._) Ma giacché
+le mie parole vi si fissano, amiche, nel cervello e continuano a dire, a
+dire, a dire..., voi non dimenticherete quello che ora non capite,... e
+sarà sempre qualche cosa!... Vi saluto, Sonia Zarowska! Vi saluto!
+(_Pacatamente, accorato e pensoso, si allontana, esce._)
+
+
+VI.
+
+SONIA
+
+(_non ha piú tentato di trattenerlo, non lo ha seguíto con gli sguardi,
+non si è mossa, ed è rimasta come tramutata in una statua, assorbita
+dall'insistente volontà di capire. Per lei piú nulla è intorno.--Quella
+volontà intensa e vana la distacca dall'atmosfera che la circonda, le
+aliena la vista e l'udito._)
+
+(_Nel corridoio si fa buio._)
+
+UNA VOCE DI DONNA
+
+(_rauca, assonnata_) Buona notte, bionda!
+
+SONIA
+
+(_ripete piano e scandite dalla fatica riflessiva alcune parole di
+Francesco Floriani._)... «Una vita... che non avesse... la sua intima
+sede... nei sensi...» (_Tace._)
+
+(_Trasvola nel silenzio il lieve rumore d'una serratura frugacchiata._)
+
+SONIA
+
+(_non ode._)
+
+(_Si apre appena la porticina misteriosa._)
+
+ULRICO
+
+(_s'insinua come un'ombra, il cappello all'indietro, il bavero alzato.
+C'è in lui un che di sinistro e di buffo._)
+
+SONIA
+
+(_non vede._)
+
+ULRICO
+
+(_è arrestato dall'atteggiamento di lei. Dopo averla affisata curioso e
+sbieco, raccorciandosi a guisa di chi cerchi di attraversare una folla
+inosservato e camminando grottescamente cauto, va verso la parete in
+fondo, dov'è la chiavetta della complice luce elettrica. La gira, e
+siede a una seggiola addossata a quella parete._)
+
+(_Dalle quattro lampadine che penzolano dal centro del soffitto è
+piovuto, allargandosi in tutta la stanza, un riverbero bluastro che,
+mescolandosi con la gazzarra del rosso, suscita un fantastico fluttuare
+di larve violacee._)
+
+SONIA
+
+(_dal rapido diffondersi del riverbero bluastro è stata sottratta alla
+sua riflessione, quasi che una molla le sia scattata dentro. Volgendosi
+un po', si accorge della presenza di Ulrico._) Sei qua, tu? Non ti ho
+visto entrare.
+
+ULRICO
+
+Cos'è? Rammollimento contemplativo?
+
+SONIA
+
+Ero sola. Pensavo.
+
+ULRICO
+
+Il che non ti accade spesso.
+
+SONIA
+
+(_genuina_) È vero: non mi accade spesso.
+
+ULRICO
+
+Non eri sola, per altro, che da qualche minuto.
+
+SONIA
+
+Difatti, da qualche minuto se ne è andato il tuo amico.
+
+ULRICO
+
+L'ho visto, giú.
+
+SONIA
+
+Che t'ha detto?
+
+ULRICO
+
+Non l'ho interrogato. Mi sono nascosto per non fargli credere che io
+stessi lí ad aspettarlo.
+
+SONIA
+
+(_resta di nuovo astratta._)
+
+ULRICO
+
+E ancora pensi?
+
+SONIA
+
+No.
+
+ULRICO
+
+Ma non badi a me. Che hai?
+
+SONIA
+
+Niente.
+
+ULRICO
+
+(_impaziente--e pur mellifluo e postulante_) E non ti parla questa luce?
+Non ti richiama?
+
+SONIA
+
+Sí.
+
+ULRICO
+
+Non mi frodare, dunque, Soniuccia! È l'ora mia.
+
+SONIA
+
+Sono pronta.
+
+ULRICO
+
+Oh, bene! bene! (_Si accende una sigaretta._)
+
+SONIA
+
+(_è sempre allo stesso posto.--Appare quasi inquieta. Poi, a grado a
+grado, si trasfigura. Il suo volto assume un aspetto di ebete sensualità
+con una impronta d'involontario maleficio in agguato. Dalla sua bocca,
+di cui le labbra combaciano, si stende, mugolata, una sottile esarmonica
+melodia di sapore orientale, che sembra funebre._)
+
+ULRICO
+
+(_sporge la testa di tra le spalle alzate, tira giú il monocolo, e punta
+su lei, spalancati e cupidi, gli occhi storti._)
+
+SONIA
+
+(_comincia a convellersi nei fianchi frementi, nelle braccia alquanto
+aperte in su, e i convellimenti procaci seguono il ritmo morboso della
+melodia.--Ma súbito l'inquietudine torna a serpeggiarle in tutta la
+persona. Il suo volto diviene sofferente. Il ritmo si spezzetta. La
+melodia si affioca. Le muore in gola.--Ella ristà. Le sue braccia cadono
+inerti._)--(_Con una intonazione di scoraggiamento:_) No! No! Stasera,
+no!
+
+ULRICO
+
+(_costernato_) Sonia?! (_Le va di fronte, vivamente, piú per esortarla
+che per rimproverarla._) Sonia?!
+
+SONIA
+
+(_rammaricandosi_) Non avertela a male!. Stasera, no!
+
+ULRICO
+
+(_sbalordito_) Perché?!
+
+SONIA
+
+(_non lo sa, e non sa rispondere._)
+
+ULRICO
+
+(_immobile, la guarda._)
+
+SONIA
+
+(_come se pregasse per ottenere indulgenza, insiste:_) Stasera, no!
+
+ULRICO
+
+(_la guarda, la guarda._)
+
+
+SIPARIO.
+
+
+AVVERTENZA.--Le note del canto; nella pagina 135.
+
+
+ [Illustrazione: note del canto di Sonia]
+
+
+
+
+TERZO ATTO
+
+
+_Un vestibolo dall'architettura sobria, pulito, bianco, ridente, un po'
+claustrale, che, per un ampio vano arcuato, aperto nel centro del muro
+in fondo, comunica con un giardino, non ricco, ma molto alberato. A
+sinistra una porta che dà accesso all'interno della Casa di Salute. A
+destra una porta che dà accesso al quartierino abitato da Francesco
+Floriani.--Dallo stesso lato un tavolino rettangolare e un paio di
+sedie. Sul tavolino, un registro, l'occorrente per scrivere, un'anfora
+con qualche fiore, il quadretto della soneria elettrica. Torno torno al
+vestibolo, come in una sala d'aspetto, una fila di basse scranne. Dalla
+volta pende una lampada elettrica._
+
+
+I.
+
+_È il meriggio. Luce nel vestibolo. Luce nel giardino. Le ricoverate
+della Casa di Salute sono in attesa del loro buon Direttore, sedute
+sulle scranne o in piedi nel vestibolo, nel giardino, sotto l'arco del
+vano. Donne giovani, donne giovanissime, donne mature. Vestono un
+modesto ma decoroso abito grigio: una specie di uniforme. Son pettinate
+con accurata semplicità. Non manca qualche pettinatura piú ricercata o
+addirittura graziosa.--Alcune ricoverate sono un po' pallide, smunte,
+avariate. Altre sembrano sane, quasi floride. Cinque o sei restano
+appartate, in una tensione bisbetica, rivelata da qualche gesto, da
+qualche smorfia, o in una sincera tranquillità.--La piú tranquilla è_
+SONIA ZAROWSKA, _mite nel viso, piú appartata di tutte, con l'occhio
+tranquillamente estraneo._
+
+SUORA MARTA
+
+(_è ritta, in un angolo, oculata, non rigida, non severa._)
+
+(_Un vispo chiacchierio fiorisce tra le piú gaie, che formano un gruppo
+in primo piano:_)
+
+--Veramente?
+
+--Da chi l'hai saputo?
+
+--L'ho saputo da lei stessa in un momento in cui pareva trasognata.
+
+--Ballerina, dunque? Ballerina!
+
+--Ballerina, no. Non credo.
+
+--A me piacerebbe di essere una ballerina!
+
+--Meglio attrice, poi, come me... (_Declamando:_)
+
+ Non vuoi col brando uccidermi e coi detti
+ Mi uccidi, intanto?
+
+--Stai zitta! E non venderci le solite fandonie! Non sei mai stata
+attrice, tu.
+
+--E lei, se non era ballerina, perché danzava?
+
+--Questo è il mistero!
+
+--Chi sa che danza faceva!
+
+--Caruccia me la figuro nella danza, con quel suo corpo di ninfa
+amorosa!
+
+--Se la pregassimo di danzare?
+
+--Si rifiuterebbe.
+
+--Tentiamo!
+
+--Tentiamo!
+
+UNA DEL GRUPPO
+
+(_la piú ardita--si avvicina, d'un tratto, imprudentemente, a Sonia._)
+Avresti la cortesia, piccola buona, di mostrarci come danzavi?
+
+SONIA
+
+(_con un sussulto e con un gesto di orrore_) Oh!...
+
+SUORA MARTA
+
+Non le date retta, Sonia Zarowska!
+
+LA PIÚ AUDACE.
+
+Almeno una volta, vogliamo vederla danzare, Suora Marta!
+
+(_Animazione generale._)
+
+--Sí, sí, vogliamo vederla danzare!
+
+--Vogliamo vederla danzare!
+
+QUASI TUTTE
+
+(_l'assediano._)
+
+--Sonia! Sonia!
+
+--Piccola buona!
+
+--Solamente una volta!
+
+--Solamente un poco!
+
+--Suvvia!
+
+--Un poco poco!
+
+--Ce ne accontentiamo!
+
+SONIA
+
+No! No! No! No! (_Come a schivare l'insistenza, indietreggia e si riduce
+con la schiena a un muro._)
+
+SUORA MARTA
+
+(_facendosi burbera_) Insomma, figliuole! Non è bello che vi sfreniate
+cosí nell'ora in cui avete piú che mai l'obbligo della disciplina per
+ascoltare la parola del nostro Direttore.
+
+
+II.
+
+(_Entra in tempo_ FRANCESCO FLORIANI, _seguíto da_ LORENZO GEMMI: _un
+vecchietto dall'aria signorile, in lutto strettissimo. Sulla sua
+fisonomia è l'impronta d'una ambascia inesauribile._)
+
+FRANCESCO
+
+(_con familiare cordialità_) Ma, poiché il vostro Direttore è in
+ritardo, voi non avete avuto troppo torto se alla disciplina vi siete
+ribellate. È lui che dà il cattivo esempio.
+
+SONIA
+
+Non è vero.
+
+TUTTE
+
+(_all'istante, son divenute serie, riguardose, facendo largo al
+Direttore._)
+
+SONIA
+
+(_si è scostata dal muro, ravvivandosi alquanto, rassicurata dalla
+presenza di lui._)
+
+FRANCESCO
+
+Sonia Zarowska afferma che non è vero. Evidentemente, con la sua pronta
+sensibilità, ha intuito che c'è una circostanza a mio discarico. La
+quale è questa. Mi ha distolto dal quotidiano convegno un fatto che
+concerne appunto voi e la Casa che vi ospita. E mi è, anzi, grato, oltre
+che doveroso, darvene conto, in quanto ritengo che ciò varrà a blandirvi
+il cuore e la mente piú della nostra abituale conversazione. Alla Casa
+che vi ospita, sostenuta finora dalle mie esigue risorse finanziarie,
+una piú solida prosperità sarà in avvenire garantita da una generosa
+elargizione. È il dono d'un uomo elettissimo che fu già un grande amico
+di quelle tra voi che erano presso di me prima della sua... volontaria
+scomparsa. (_Rivolgendosi a una delle donne per sperimentarne la facoltà
+mnemonica e quella affettiva_) Di chi parlo io, Giulia Vannelli?
+
+GIULIA VANNELLI
+
+(_súbito_) Di Paolo Gemmi.
+
+FRANCESCO
+
+Ve ne ricordate, senza dubbio, rimpiangendolo...
+
+GIULIA VANNELLI
+
+Era cosí benefico anche lui! cosí degno di starvi accanto!
+
+FRANCESCO
+
+(_indagando_) E non se ne ricordano egualmente tutte le vostre compagne
+d'allora?
+
+ALCUNE
+
+(_fanno cenno di sí col capo._)
+
+UN'ALTRA
+
+Sicuro!
+
+UN'ALTRA
+
+Sicuro!
+
+UN'ALTRA
+
+Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo!
+
+FRANCESCO
+
+(_indicando Lorenzo Gemmi_) Questi è suo padre.
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_che era raccolto in sé stesso, alle spalle di Francesco, ascoltandolo,
+s'imbarazza ora nel veder convergere sulla propria persona gli sguardi
+di tutte le Ricoverate incuriosite._)
+
+FRANCESCO
+
+(_continuando_) È il suo povero padre, che si è affrettato a
+comunicarmene la lettera testamentaria rinvenuta appena stamane. Dopo
+d'aver deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità già
+trasmessagli dall'abnegazione paterna fosse destinata all'opera della
+quale era stato valido apostolo. Nella medesima lettera--notate--ebbe
+cura di esprimere la speranza di farsi perdonare da Dio, con
+quell'estremo atto di carità e di tenerezza, «_la folle violazione del
+maggior dovere d'ogni cristiano_»: il dovere, cioè, di aspettare che
+l'ultima ora sia segnata dai poteri divini. Voi accoglierete
+religiosamente la generosità la speranza e il monito di Paolo Gemmi. E
+il suo nome--a cui questo asilo sarà intitolato--voi circonderete d'un
+culto perenne.
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_trattiene le lagrime._)
+
+(_Le Donne si piegano in una mesta commozione, Sonia piú di tutte._)
+
+FRANCESCO
+
+Vi vedo commosse. È un dolce suffragio che inviate a quell'anima
+inquieta.
+
+LORENZO GEMMI
+
+Vorrei...
+
+FRANCESCO
+
+Che desiderate, signor Lorenzo?
+
+LORENZO GEMMI
+
+Vorrei... che l'ispiratrice delle vostre azioni piú nobili fosse
+informata immediatamente affinché si unisse, nel commemorare il
+donatore, a queste umili creature.
+
+FRANCESCO
+
+Da qualche tempo, mia moglie non è con me. (_Nel suo accento è un
+recondito spasimo._)
+
+SONIA
+
+(_che gli è quasi vicina, lo fissa, con una particolare espressione
+d'intelligenza._)
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_celando una viva sorpresa_) Tornerà presto, di certo...
+
+FRANCESCO
+
+Forse, no.
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_discreto nel tono, che quasi protesta_) Ella vi è tanto devota!... Vi
+ama tanto!...
+
+FRANCESCO
+
+Non mai abbastanza si ama, signor Lorenzo!
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_rimane soprappensiero._)
+
+FRANCESCO
+
+(_alle Donne, tagliando la commozione_) E per oggi, mie care, null'altro
+ho da dirvi. Domani, ve lo prometto, staremo a lungo insieme, e a lungo
+converseremo. Sicché, rientrate, adesso. Rientrate serenamente per
+mettervi a lavorare o a leggere come di regola. (_Ostentando di
+celiare_) Suora Marta è incaricata di arrabbiarsi se, per caso, non ne
+avrete voglia. (_Alla Suora_) Precedetele, precedetele, amica mia.
+Soltanto il gregge si conduce camminando in coda.
+
+SUORA MARTA
+
+(_s'inchina e infila l'uscio a sinistra._)
+
+(TUTTE--_ad eccezione di_ SONIA--_s'inchinano anch'esse e, obbedienti,
+affollandosi presso l'uscio, in ordine perfetto, seguono la Suora._)
+
+SONIA
+
+(_è come fermata da una astrazione mentale._)
+
+FRANCESCO
+
+(_a Sonia_) E voi, non andate?
+
+SONIA
+
+Chi?... Io?... Sí, vado. (_Con una vaga titubanza, esce._)
+
+LORENZO GEMMI
+
+Io vi tolgo l'incomodo, dottore. Provvederemo tra giorni alle pratiche
+legali per rendere effettiva la donazione.
+
+FRANCESCO
+
+Quando vi piacerà.
+
+
+III.
+
+(_Giunge_ ULRICO _dal giardino_)
+
+ULRICO
+
+(_trafelando_) Si può?
+
+FRANCESCO
+
+(_si volta_) Oh, guarda! L'uomo-cometa!
+
+ULRICO
+
+Senza coda.
+
+FRANCESCO
+
+(_con disinvoltura non sincera_) Avanti! Avanti!... Era tempo che tu
+tornassi!
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_a Francesco_) Arrivederci, dunque.
+
+FRANCESCO
+
+Vi accompagno fino al cancello.
+
+LORENZO GEMMI
+
+Ma no. Conosco la strada. Vi prego di restare. (_Alludendo all'arrivo di
+Ulrico_) Un po' per uno.
+
+FRANCESCO
+
+Per accontentarvi... (_Gli stringe le mani con cordiale rispetto._) E
+non dimenticate la mia venerazione: verso di lui e verso di voi.
+
+LORENZO GEMMI
+
+Abbiatela tutta per lui, dottore! Io non ne merito.
+
+(_Si separano sulla soglia in fondo._)
+
+
+IV.
+
+ULRICO
+
+(_si è gettato a sedere su una panchetta. È stanco, torvo, scarruffato,
+smagrito. Ha le guance incavate. Ha negli occhi l'incandescenza stramba
+d'un tizzo ardente su cui si spruzzi, con alterna persistenza, acqua e
+petrolio.--Il monocolo destinato all'occhio piú guercio gli pende, da un
+laccio, sul petto._)
+
+FRANCESCO
+
+(_osserva la fisonomia di lui. Ne è conturbato. Dissimula, scherzando_)
+E cosí?... Che n'è del programma di ficcare il naso nei fatti miei e
+d'essere il mio medico cotidiano, all'uso giapponese? Ai primi fiaschi
+della tua psicoterapia naturalistica, mi hai abbandonato?
+
+ULRICO
+
+Ho dovuto servire il signor me stesso in questi giorni. E sono stati
+giorni angosciosi.
+
+FRANCESCO
+
+(_intuisce, continua a dissimulare._) Tuttora angosciato sei.
+
+ULRICO
+
+Io immagino già la conclusione d'un tuo prevedibile predicozzo. Mi
+ronzano già nell'orecchio le tue parole:--«Non c'è modo di cavarsela,
+mio caro Ulrico. Abolisci l'amore, con i suoi tormenti e con i suoi
+pericoli d'ogni sorta? Caschi dalla padella nella bragia. La femmina a
+cui ti attacchi sensualmente può lasciarti in asso, o può crepare, o può
+sparire senza crepare, e allora, nonostante l'abolizione dell'amore, sei
+anche tu un uomo spacciato!...» (_Con sofferente dispetto_) Ah, no!
+Spacciato no, per tutti i diavoli! L'angoscia dei sensi non è meno
+passeggera d'una cattiva digestione. Lei mi è piaciuta piú delle altre?
+Me ne piacerà un'altra piú di lei.
+
+LA VOCE DELLA SUORA
+
+(_si ode di sfuggita_) Mi obbligherete a ricorrere al Direttore...
+
+FRANCESCO
+
+(_tende lo sguardo verso l'uscio a sinistra.--Indi, prudente, lo
+chiude_)... Sicché?...
+
+ULRICO
+
+Sei nelle nuvole?... Ti disturbo? Sono di troppo? Ho da andarmene? Ho da
+liberarti della mia presenza?...
+
+FRANCESCO
+
+Ma, scusa, a che proposito?... Mi è stato tanto gradito il rivederti! Ti
+ho ricevuto festosamente!... E non ero nelle nuvole quando parlavi. Ero
+invece attentissimo, e ho compreso quel che dicevi. Ho compreso che sei
+incappato in un infortunio... a cui non annetti troppa importanza.
+
+ULRICO
+
+... a cui annetto una importanza relativa.
+
+FRANCESCO
+
+Tutto si limita, mi pare, a un episodio, a una parentesi:--le tue
+dilettazioni di gaudente hanno avuto un arresto momentaneo perché ti è
+mancata a un tratto Sonia Zarowska. Mi sbaglio?
+
+ULRICO
+
+(_stralunando gli occhi_) Irreperibile! Assolutamente irreperibile!...
+Un enigma da far dare la testa nel muro! (_Ricorda e racconta:_) Mi
+separo da lei alle nove di sera. Torno alle undici. Entrata libera, come
+di solito. Illuminazione bianca. Lei, fuori, in giro. Niente di
+straordinario. Rincaserà tardi? Mi è indifferente. E se non sarà sola,
+pazienza, me la svignerò, visto o non visto. Nel suo salottino, aspetto
+un'ora, aspetto due ore, aspetto tre ore. È notte avanzata. Cerco il mio
+e il suo absinthe. Bevo, ribevo, mi addormento. Mi sveglio all'alba.
+Lei, ancora fuori. Niente di straordinario. Tuttavia, sono inquieto.
+Impossibile riaddormentarmi. Fumo, passeggio, apro le finestre, irrompo
+nel quartierino recondito della padrona, la scuoto nel letto, la strappo
+dal sonno, le chiedo se dubiti che Sonia abbia preso il volo. La sua
+risposta è ambigua: «La bionda mi paga giorno per giorno, quindi può
+andarsene quando vuole.» Dunque,--dico tra me--non è improbabile che se
+ne sia andata. Ma ritrovo súbito, nel disordine che conosco, la sua
+biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini, i suoi profumi, i suoi lapis,
+i suoi cosmetici, e ciò mi rassicura. Ricomincio ad aspettare, con lo
+sguardo attaccato all'orologio. Il moto delle sfere mi diventa
+impercettibile. Cosí lento che in non meno di sessanta minuti me ne
+misura appena uno!... Alle dieci del mattino io sono assalito dal
+sospetto che Sonia sia stata còlta in flagrante come ladra e messa al
+fresco. Corro all'ufficio centrale della Questura. Mi appiccico ai
+funzionari. Li soffoco d'interrogazioni. Il mio sospetto non è punto
+confermato. Precipito nel buio. E nel buio, senza un barlume che lo
+attenui, mi do a una caccia affannosa, ininterrotta, vertiginosa,
+inutile, insensata, che mi stremenzisce, che mi esaurisce. Lo vedi come
+mi sono ridotto?
+
+FRANCESCO
+
+Lo vedo.
+
+ULRICO
+
+Giorno per giorno, come usava lei, pago la padrona affinché non disponga
+delle due stanze che lei occupava. Mi reco tutte le sere a visitarle, a
+guardarle, a sentirle. La sua biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini,
+i suoi profumi, i suoi lapis, i suoi cosmetici, sono al posto dov'erano,
+nel medesimo disordine, immobilizzato. Io contemplo e tocco un poco ogni
+cosa, e bevo gli atomi che se ne distaccano. Non riesco a proibirmelo,
+ma... ti confesso che ne provo una importuna malinconia. (_Gli passa
+sulle pupille un velo di lagrime inconsapevoli._) Ho ritardato a venire
+da te... perché avevo ritegno di mostrarmiti in queste condizioni. Oggi,
+ho superato il ritegno... e sono contento d'essere venuto.
+
+FRANCESCO
+
+(_vincendo un'esitazione_) Sonia Zarowska è qui.
+
+ULRICO
+
+(_con un violento stupore, si alza._) È qui?! È qui, con te?!
+
+FRANCESCO
+
+È nel mio Ricovero, nel mio ospedale.
+
+ULRICO
+
+Ed hai tanto aspettato a dirmelo?!
+
+FRANCESCO
+
+Mi premeva anzitutto di sapere quale effetto avesse prodotto in te... la
+dispersione della tua donna. E aggiungo, francamente, che dopo di averlo
+saputo, se avessi sperato nella possibilità di celarti ch'ella è qui, te
+lo avrei celato.
+
+ULRICO
+
+Ma come?!... Me lo avresti celato!
+
+FRANCESCO
+
+Te lo avrei celato per scansare lei dai tuoi tentativi di
+riavvicinamento.
+
+ULRICO
+
+Un'angaria! Una crudeltà!
+
+FRANCESCO
+
+No, Ulrico.
+
+ULRICO
+
+Una crudeltà, sí, una crudeltà da sbirro, una crudeltà da carceriere!
+
+FRANCESCO
+
+Non avventare di queste sciocchezze, e ascoltami.
+
+ULRICO
+
+Io domando in qual modo si è potuta impigliare nelle tue grinfie! Il tuo
+indirizzo io non gliel'ho dato. Chi te l'ha condotta? Chi l'ha costretta
+a recarsi da te?
+
+FRANCESCO
+
+(_severo_) Se mi ascolti, la tua curiosità sarà soddisfatta.
+
+ULRICO
+
+(_stentando a contenere la collera, maltratta il cappello.--Risiede su
+una seggiola presso il tavolino._)
+
+FRANCESCO
+
+(_sedendo poco discosto da lui_) Nessuno l'ha costretta. Nessuno l'ha
+condotta. Si recò da me spontaneamente. Il mio indirizzo, suppongo, lo
+apprese da un tale che capitò lí, da lei, la sera famosa in cui mi
+obbligasti a restare in sua compagnia. Costui ebbe agio di leggere la
+mia carta di visita per un incidente che non ti raccontai perché non era
+necessario raccontartelo. Quella sera, la pietà, che, sincera e anche
+soccorrevole, non tardò a succedere in me al disgusto, la riempì d'una
+intontita ammirazione mista a una specie di caparbia fiducia e ad una
+esagerata gratitudine.
+
+ULRICO
+
+(_con una vivacità comprensiva_) Perciò quella sera la trovai
+eccezionalmente distratta, eccezionalmente sviata!
+
+FRANCESCO
+
+Stammi attento, e non m'interromperei
+
+ULRICO
+
+Ammirazione, fiducia, gratitudine! Tutte cose mai provate da lei!
+
+FRANCESCO
+
+Mai provate, ne sono convinto come te, ed erano, forse, l'abbozzo vago
+di una nascitura facoltà mentale. Un che di analogo si riscontra in un
+bambino il quale abbia notato per la prima volta--che so?...--una
+fiaccola, un albero, un lembo di mare, un volo di uccello. Ma è ozioso
+vangare, ora, nel campo delle induzioni. Il fatto è che una
+mattina--quella, di certo, in cui tu persistevi nell'attesa dopo
+l'attendere di una notte interminabile--mi si presentò qui in preda a un
+parossismo straziante. Usciva, indubbiamente, da una lunga orgia. Era
+satura di alcool. Tra il nero del bistro i suoi occhi incavernati
+avevano un luccicore vuoto di sguardi. Tra gli avanzi dei colori
+posticci apparivano le due macchie paonazze degli zigomi accesi e il
+livido delle labbra gonfie. Contro il letargo che le invadeva le membra
+lottava in lei come un bisogno di non cedere ad esso; e contro lo
+scompiglio del suo pensiero semispento lottava la sua volontà fissa di
+ottenere il mio soccorso. In questa duplice lotta si dibatteva
+spasimando. Pareva una povera bestiola idrofoba in agonia!
+
+ULRICO
+
+(_soggiogato da quella visione, balbetta:_) La volontà fissa di ottenere
+il soccorso tuo! Perché non quello d'un altro?
+
+FRANCESCO
+
+Perché non un altro le aveva ispirata mai la fiducia a cui ho accennato.
+L'idea che soltanto io potessi prestarle soccorso era già da lei
+fermamente acquisita. Oltre di che, ritengo che quel signore dal quale
+fu letta la mia carta di visita le abbia forniti degli schiarimenti
+sulla mia professione e sullo scopo di questo Ricovero. Che la demenza
+cerchi da sé la soglia d'un manicomio è meno insolito di quanto si
+creda.
+
+ULRICO
+
+(_rintuzzando con pervicacia_) Sonia Zarowska non era una demente!
+
+FRANCESCO
+
+Era una demente tranquilla, inerte, chiusa nelle forme apatiche della
+sua corruzione, dei suoi vizi, della sua mania di rubare. Poi, se è vero
+che un po' di luce sia sopravvenuta a solcare quella sua demenza
+compatta, appunto questo spiracolo di percezione deve aver mutata la
+demente tranquilla in una demente agitata, paurosa, impaurita di sé
+stessa. Ed eccola, in un accesso di agitazione, in una crisi di paura,
+rivolgersi, anelante, verso il rifugio, verso il manicomio e verso colui
+del quale conobbe la pietà. (_Breve pausa._) Ora, l'agitazione è
+cessata, ed è cessata la paura. La demente agitata non c'è piú. E non
+c'è piú, neppure, la demente tranquilla. Il nemico è stato dominato
+sommergendo in una atmosfera di gentilezze e di caste idealità le losche
+abitudini contratte, delle quali non si colgono che rare e quasi puerili
+reminiscenze in qualche parola, in qualche gesto, in qualche atto
+fugace. Ma non m'illudo che sia la salvezza definitiva. Io temo che il
+ricordarle vivamente le attrattive ch'ella esercitava su i corrotti e su
+i corruttori, e su te piú che su gli altri, possa fare in lei
+ripullulare d'un súbito l'antico veleno non del tutto eliminato. Questa
+è la ragione per la quale mi sono preoccupato della eventualità che tu
+la riavvicinassi. Ma, giacché sei rimasto molto impressionato da quanto
+ti ho esposto, la mia preoccupazione dilegua, e fido in te. Mi prometti
+di non tentare di riavvicinarla?
+
+ULRICO
+
+(_dolorosamente brusco_) Non te lo prometto! Non te lo devo promettere!
+
+FRANCESCO
+
+(_si percuote un ginocchio, e si leva, infastidito._)
+
+ULRICO
+
+Promettere per non mantenere non sarebbe da galantuomo. E promettere per
+mantenere, nel caso mio, sarebbe una imbecillità. Riguardo alle mie
+impressioni, tu hai preso un granchio madornale. Le mie impressioni sono
+precisamente opposte a quelle che mi hai attribuite. Ciò che mi ha
+impressionato, ciò che mi ha fatto e mi fa fremere di dolore e di sdegno
+è che la ostinata stoltezza ideologica, tra cui si aggira la demenza
+tua, sia riuscita a sconnettere la vita naturale di quella donna e a
+strappar lei al suo nulla, alla sua pace, alla sua indipendenza, al suo
+destino--nel quale io mi dissetavo!... Ma, per fortuna, la tua opera è
+tutt'altro che compiuta. Rilevo questa buona notizia dai tuoi timori.
+(_Ride il suo vecchio riso divenuto piú acre:_) Eh eh eh eh!...
+«L'antico veleno»?!... Parole convenzionali! A chi nuoceva il cosí detto
+veleno?... Non a lei! Non a nessuno! E a chi nuocerebbe se tornasse a
+possederla?... A me, intanto, arrecherebbe un gran bene, restituirebbe
+il bene che ho perduto. E tu mi chiedi che io rinunzii alla speranza che
+questo si avveri dopo che i tuoi stessi timori mi hanno incitato a
+sperare?... Non ci rinunzio, no, non ci rinunzio! Io la voglio vedere.
+Io le voglio parlare. E ti consiglio di astenerti dall'ostacolarmi!
+
+FRANCESCO
+
+(_recisamente_) Non è inopportuno, Ulrico, che io consigli te di
+astenerti dal trascendere!
+
+(_Un filo di pausa._)
+
+ULRICO
+
+(_quasi pentito--si modera._) Se trascendessi, ne avrei poi un rammarico
+piú penoso del tuo. Evvia, Francesco! Accontentiamoci un po'
+reciprocamente. Cediamo un po' tutti e due. Tu accondiscenderai a che
+io--magari sotto la tua sorveglianza--abbia un colloquio con lei, e, per
+parte mia, ti garantisco che non mi affaticherò punto a riconquistarla
+al suo passato. (_Traspare ch'egli esprime una temperanza momentanea._)
+Mi limiterò a interrogarla sulle sue sensazioni attuali, sulle sue
+intenzioni per l'avvenire, e il risultato di questo colloquio, da cui
+sarà stimolata la sua sincerità, potrà servire, a guisa di scandaglio,
+anche a te. Misurerai il valore dei tuoi criterii, la portata dei tuoi
+metodi. Apprenderai se, dal tuo punto di vista, ella sia già guarita o
+almeno avviata a guarire o se il mutamento verificatosi non sia che
+effimero e occasionale. Dovrai riconoscere--ne sono sicuro--l'utilità
+pratica della tua condiscendenza. E cessiamo di sperperare il nostro
+tempo, te ne prego! Chiamala!
+
+FRANCESCO
+
+(_paziente, deferente_) Io non ho alcun diritto su lei, alcun diritto su
+te. Ma è incluso nel mio assunto il diritto di proibire che
+v'incontriate finché ella sarà qui. Tu la vedrai e le parlerai, altrove,
+senza ambagi d'impegni e di controlli, quando io l'avrò congedata. Non
+mi ostino a chiederti una rinunzia della quale non sei capace.
+T'impongo, bensí, una dilazione per non essere il tuo complice.
+
+ULRICO
+
+(_levandosi di botto, con allucinata prepotenza_) E io ti risparmio di
+essere il mio complice, poiché basterò io a chiamarla.
+
+FRANCESCO
+
+(_adiratamente_) Tu abusi dell'ospitalità che ti è concessa! Bada a
+quello che fai!
+
+ULRICO
+
+(_con uno scoppio di stizza che geme di confessione_) Hai avuto, a modo
+tuo, pietà di lei, e non sai averne di me!...
+
+FRANCESCO
+
+(_fervido e leale_) Ne ho di te, ne ho di te come di lei, a modo mio!
+
+ULRICO
+
+Sí, sí, abuso dell'ospitalità che mi è concessa. E cacciami via, se
+questo esige la tua pietà!... (_Infrenabile, chiama, sbraitando:_) Sonia
+Zarowska! Sonia Zarowska! Sonia Zarowska!
+
+LA VOCE DI SONIA
+
+(_lontana e vibrante d'immediata sorpresa_) Ulrico! Ulrico!
+
+ULRICO
+
+(_investendo_ FRANCESCO) Hai udito come grida il mio nome nonostante il
+bavaglio della tua tirannia?
+
+FRANCESCO
+
+(_sorgendo con fierezza_) Finiscila, adesso! Non tollero piú che tu
+adoperi un simile linguaggio!
+
+LA VOCE DI SUORA MARTA
+
+(_vivacissima_) Chiunque sia che vi chiami cosí, restate al vostro
+posto!
+
+FRANCESCO
+
+(_veemente_) Lasciatela libera, Suora Marta! Lasciatela andare dove
+vuole!
+
+ULRICO
+
+(_sbraitando piú di prima_) Lasciatela libera! Lasciatela libera!
+
+LA VOCE DI SONIA
+
+(_vicina_) Ulrico!...
+
+FRANCESCO
+
+(_disdegnoso, a Ulrico_) Tu le potrai parlare come meglio ti aggrada. Io
+non ti sorveglierò! (_Fugge per la porta a destra._)
+
+
+V.
+
+SONIA
+
+(_ancora di dentro_) Ulrico! Ulrico!... (_Giunge slanciandosi a
+stringergli le mani._) Ulrico!
+
+ULRICO
+
+(_stringendole a lei_) Finalmente! Finalmente!...
+
+SONIA
+
+Ti ritrovo? Ti rivedo?...
+
+ULRICO
+
+Mi credevi morto addirittura?
+
+SONIA
+
+Proprio morto di morte non ti credevo.
+
+ULRICO
+
+Mi avevi dimenticato, ecco.
+
+SONIA
+
+Non ti avevo dimenticato.
+
+ULRICO
+
+Mi pensavi!
+
+SONIA
+
+Ti pensavo, pensando che non esistevi piú.
+
+ULRICO
+
+Ma appena ti ho chiamata, hai sentito berne che tornavo a esistere.
+
+SONIA
+
+Questo ho sentito.
+
+ULRICO
+
+Molta meraviglia?
+
+SONIA
+
+Molta.
+
+ULRICO
+
+Anche molta gioia, se non m'inganno.
+
+SONIA
+
+Molta.
+
+ULRICO
+
+Non hanno potuto trattenerti dal correre a salutarmi risorto.
+
+SONIA
+
+Non l'hanno potuto.
+
+ULRICO
+
+E perché, dimmi, perché ti pareva che io non esistessi piú?
+
+SONIA
+
+Perché non esisteva piú nessuna delle cose d'allora.
+
+ULRICO
+
+Di allora, cioè di quando?
+
+SONIA
+
+Di quando si stava cosí spesso insieme.
+
+ULRICO
+
+Tutte sparite, dunque?
+
+SONIA
+
+Tutte sparite.
+
+ULRICO
+
+Da un giorno all'altro?
+
+SONIA
+
+Sparite a poco a poco.
+
+ULRICO
+
+E non le rievochi? Non le rimpiangi?
+
+SONIA
+
+Di tanto in tanto, sí, ma come in sogno.
+
+ULRICO
+
+(_frugando, guardingo_) Io credo che ci sia qualcuno che se ne accorge e
+che ti sgrida.
+
+SONIA
+
+Per esempio, chi?
+
+ULRICO
+
+... Per esempio, Suora Marta, che ti sorveglia continuamente.
+
+SONIA
+
+Non se ne accorge Suora Marta.
+
+ULRICO
+
+(_accennando la porta a destra_) Oppure se ne accorge lui, che ha la
+fissazione e la sapienza di scrutare.
+
+SONIA
+
+Nemmeno lui se ne accorge.
+
+ULRICO
+
+E se, per ipotesi, egli se ne accorgesse?...
+
+SONIA
+
+Si dorrebbe.
+
+ULRICO
+
+E ti toccherebbero, quindi, le durezze della sua severità.
+
+SONIA
+
+Severo, lui?... No, mai!
+
+ULRICO
+
+Non ti assilla, forse, non ti martirizza con i suoi rigori, con le sue
+costrizioni?
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Tuttavia, hai l'obbligo d'essergli sottoposta, hai l'obbligo di
+obbedirgli.
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Che tu neghi o non neghi, è certo che qui ti si tiene come in un
+carcere.
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Peggio che in un carcere ti si tiene. In un carcere non si perde che la
+libertà esteriore, mentre qui ti si comanda e ti si spia perfino nel
+cervello!
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Io affermo che ne sei stanca! E con me tu fingi, tu fingi, tu mentisci!
+
+SONIA
+
+No, Ulrico! No! No! No!
+
+ULRICO
+
+(_in un muggito di esasperazione--tappandosi gli orecchi con le mani_)
+Ah, sono esecrabili i tuoi «no»! Non farmene udire di piú!
+
+SONIA
+
+(_spaventata, si trae indietro.--Resta in pena, sospesa._)
+
+(_Un silenzio._)
+
+ULRICO
+
+(_scaccia l'ira che lo pervade. Siede. Le parla con una specie di leale
+remissività._) Riconosco che farnetico. Riconosco che, immaginando
+costrizioni e martirii, sono in errore. Ma è l'acredine! È la rabbia! È
+la malignità della rabbia! Ricordo la tua vita d'un tempo non remoto, la
+ricordo scorrere fluida come un fiume, apportatrice imperturbata di
+godimenti, tra i rovi e le asperità delle tristezze altrui, degli altrui
+malori, delle altrui miserie, e in questo ricordare il rimpianto mio,
+cosí diverso dal tuo, s'inasprisce, si esulcera.
+
+SONIA
+
+(_ascolta attentamente._)
+
+ULRICO
+
+In te il rimpianto non è suscettibile di esacerbazioni. È saltuario,
+scialbo, superficiale, svanente, estraneo al fermento della realtà.
+«_Come in sogno_» hai detto, e ti sei espressa con esattezza, poiché, di
+fatti, ti hanno addormentata nella convinzione che il tuo piccolo mondo
+d'allora sia sparito per sempre. (_Scattando facinoroso_) Ma è falso! È
+falso! La falsità è stato il tuo narcotico!... Esisto io tale qual ero.
+Lo vedi! Esiste tale qual era tutto ciò che lasciasti! E con la medesima
+voce con la quale io t'ho chiamata pocanzi, tutto ciò che lasciasti ti
+ha chiamata e ti chiama!
+
+SONIA
+
+(_ha un lieve fremito. La sua attenzione diviene piú tesa._)
+
+ULRICO
+
+Ti chiamano le tue stanze dove nulla è sparito, dove nulla è mutato
+dall'ultima sera in cui ne respirasti l'aria iniettata di profumi a te
+cari e di desiderî; ti chiamano i bizzarri abiti neri che secondavano
+incantevolmente le seduzioni del tuo corpo serpentino; ti chiamano i
+fedeli specchi avidi della tua immagine nella ebbrezza della danza; ti
+chiamano le tue ore senza misura, le tue ore senza albe e senza
+tramonti, riempite dei tuoi capricci fuori da ogni legge, riempite di
+abbandoni e di oblii! È tuo, è tuo tutto ciò, ancora tuo, piú tuo di
+prima. Svegliati, Sonia! Svegliati, e rivivi! Nel sonno che ti avvolge
+come una cappa di piombo, tu piú non vivi,... tu piú non vivi e non mi
+fai piú vivere!
+
+SONIA
+
+(_è presa dalle rievocazioni. Le cose di allora le si riavvicinano. Già
+la sfiora il loro fascino. Le si disegna sul volto un'animazione
+perplessa.--Interroga, cauta:_) Ci sei stato laggiù in questi giorni?
+
+ULRICO
+
+(_s'irradia_) Non un giorno è trascorso che io non mi ci sia recato. E
+lungamente ci restavo.
+
+SONIA
+
+Solo solo?
+
+ULRICO
+
+(_malinconicamente_) Solo solo.
+
+SONIA
+
+Ti piaceva di restarci?
+
+ULRICO
+
+Mi piaceva di soffrire.
+
+SONIA
+
+Nulla è sparito?
+
+ULRICO
+
+Nulla.
+
+SONIA
+
+Nulla è mutato?
+
+ULRICO
+
+Nulla.
+
+SONIA
+
+(_con segretezza_) Anch'io rivedrei volentieri le mie stanze, i miei
+abiti, i miei specchi...
+
+ULRICO
+
+(_dissimulando l'emozione che rigurgita_) Ti recheresti volentieri
+laggiù?
+
+SONIA
+
+Soltanto una volta!
+
+ULRICO
+
+(_con subdolo assenso_) Soltanto una volta, s'intende! Una fugace visita
+al passato! Non piú di questo.
+
+SONIA
+
+Non piú di questo.
+
+ULRICO
+
+Io, poi, ti faccio notare che se realmente lo vuoi, non ti sarà troppo
+difficile.
+
+SONIA
+
+(_sottovoce_) Non posso.
+
+ULRICO
+
+L'impossibilità è nella tua immaginazione.
+
+SONIA
+
+Non si esce dall'asilo senza il permesso di lui.
+
+ULRICO
+
+Mi hai assicurato che non tiranneggia, che non è severo con te. Gli
+chiederai il permesso che ritieni indispensabile, e l'otterrai.
+
+SONIA
+
+Per andare laggiù, no, non glielo chiedo! Me ne vergognerei.
+
+ULRICO
+
+Ne farai a meno, ed egli ti assolverà.
+
+SONIA
+
+Mi consigli di uscire di nascosto?
+
+ULRICO
+
+Di tentarlo io ti consiglio.
+
+SONIA
+
+(_accesa d'una sinistra reminiscenza_) Di nascosto come per rubare?!
+
+ULRICO
+
+Dove salti con la fantasia? Si tratta semplicemente di uno strappo alle
+consuetudini di clausura. Non è un crimine. Non è un'azione da
+paragonare a un furto.
+
+SONIA
+
+Sí, ne convengo: un crimine non è.
+
+ULRICO
+
+Dunque, nessun ostacolo, nessun rischio e, soprattutto, nessun rimorso.
+
+SONIA
+
+Tu mi accompagnerai, n'è vero?... Mi devi accompagnare...
+
+ULRICO
+
+È naturale che io t'accompagni.
+
+SONIA
+
+E quando andremo? Quando?
+
+ULRICO
+
+Decidi tu. Non dipende che da te.
+
+SONIA
+
+Io non so... Io non oso decidere... Forse, oggi stesso potremmo!
+
+ULRICO
+
+(_levandosi ebro, esagitato, abbacinato, col respiro mozzo_) Ma
+certamente! Oggi stesso! Oggi stesso!... Perché no?... E non bisogna
+ritardare!... Egli, a quest'ora, è intento ai suoi studî; la zelante
+Suora ha avuto l'ordine di risparmiarti il suo zelo; la mia riverita
+persona si trova già, per caso, a tua disposizione: sarebbe una
+ingratitudine verso la fortuna non profittare di circostanze cosí
+favorevoli!
+
+SONIA
+
+(_con una esaltazione timorosa e frettolosa_) Ebbene, sí! Profittiamone!
+Profittiamone!... Tu uscirai prima di me... Mi aspetterai alla svolta
+della strada... Io cercherò di deviare l'attenzione del guardiano... Gli
+farò credere che si riversa l'acqua dalla fontana, o, meglio, lo
+pregherò di cogliere per me qualche fiore... Mi è amico: non si
+negherà... E appena si sarà allontanato dal cancello, io, di corsa, di
+corsa, a raggiungerti!... Sono contenta, Ulrico, sono tanto
+contenta!--Vai vai vai vai!
+
+ULRICO
+
+Bada che ti aspetto!... (_Si avvia, veloce, sogguardandola un po'
+diffidente._)
+
+SONIA
+
+(_in un lampo di allarme, dà un grido soffocato:_) No!
+
+ULRICO
+
+(_arrestandosi di colpo_) Sonia?!
+
+SONIA
+
+(_casca a sedere._)
+
+ULRICO
+
+(_accorre_) Sonia?!
+
+SONIA
+
+(_affaticata, fioca, con negli sguardi e nell'accento una intima
+solennità_) Non mi aspettare... Torna laggiú, se vuoi, ma «solo solo»...
+come in questi giorni. Io non ci sarò.
+
+ULRICO
+
+(_miseramente_) Avevi riaperte un poco le ali al volo: le hai richiuse.
+
+SONIA
+
+Laggiú... è il pericolo. Laggiú è la malia dei vizî, la malia del
+peccato.
+
+ULRICO
+
+(_pallidissimo_) Parli di peccato?! Parli di vizî?! Due parole che non
+conoscevi!
+
+SONIA
+
+Furono i miei nemici!
+
+ULRICO
+
+Tu distingui, nella tua vita, i fatti umani a cui si riferiscono le due
+parole paurose e non tue che hai pronunziate?
+
+SONIA
+
+(_con una istantanea percezione_) Li distinguo! Li distinguo! Ero nei
+vizî e nel peccato. Ora, non piú!
+
+ULRICO
+
+E sei capace, in coscienza, di odiarli? In coscienza sei capace di
+temerli?
+
+SONIA
+
+Li odio e li temo perché mi benefica l'esserne lontana.
+
+ULRICO
+
+Parole non tue, Sonia! Parole non tue!
+
+SONIA
+
+Lo sento che ne sono beneficata. Lo sento! Non m'inganno!
+
+ULRICO
+
+Cosí ti hanno detto e a te pare che sia.
+
+SONIA
+
+Io vorrei che tu sapessi capire quello che sento.
+
+ULRICO
+
+Io vorrei che tu me lo facessi capire con parole che fossero veramente
+tue!
+
+SONIA
+
+(_stentando a esprimersi_)... È qualche cosa che sta tutta dentro di me:
+una grande dolcezza dell'anima!
+
+ULRICO
+
+(_attonito_) Dell'anima!... (_Si tortura i capelli con le dita nervose.
+La sua sensibilità fluttua scompigliata. Il suo pensiero brancola nel
+vuoto._)
+
+SONIA
+
+(_rasserenata, buona, amicale--si leva._) Addio, Ulrico!
+
+ULRICO
+
+(_in un urgente trapasso_) Questo addio, Sonia, io lo respingo. (_Egli è
+come colui che sul punto di affogare si rinvigorisce di una suprema
+energia istintiva per salvarsi._) Lo respingo non per cercare ancora di
+ricondurti dove si annida il pericolo, non per esortarti ancora a
+rivivere il passato che hai misconosciuto. Io ti esorto unicamente a non
+escludermi, a non sacrificarmi, a non distaccarti da me. Eri la donna
+dei miei piaceri, non sarai piú tale, e non t'inciterò a ridiventarla,
+non ti biasimerò, non soffrirò. Un'altra donna tu, un altro uomo io. Ti
+farò abitare una casetta appartata, cheta, gentile, sorridente. Verrò a
+bussare alla tua porta senza molto insistere, e quando me l'aprirai io
+te ne sarò grato, e ti terrò compagnia, ci terremo compagnia a vicenda,
+tu serbandoti come hai imparato a essere, io volendoti sempre piú un
+bene che non avevo mai immaginato di poterti volere. Questo, questo ti
+offro, Sonia, con un fervore profondo, e se di ciò che senti nulla è
+rimasto in te inespresso e inesprimibile, non c'è nessuna ragione,
+nessuna, per la quale tu debba rifiutare e ridirmi addio.
+
+SONIA
+
+(_è commossa, ma non conquistata. Sulla sua fisonomia si disegna
+l'implorazione:_) Ulrico!...
+
+ULRICO
+
+Rifiuti?... Rifiuti?!... (_Prorompendo in un furore cattivo_) Ah, non
+inutilmente ho rimescolato il mistero! (_Esce a destra, violento,
+clamoroso_) Vieni, Francesco! Il mio colloquio con Sonia Zarowska è
+terminato.
+
+SONIA
+
+(_in orgasmo_) No! Lui, no, te ne supplico! Lui, no!
+
+ULRICO
+
+(_di dentro, ancora clamoroso_) È necessario che tu venga, e súbito!
+Vieni! Vieni!
+
+SONIA
+
+(_gridando_) Ma perché? Ma perché?
+
+ULRICO
+
+(_tornando_) I «perché» e i «ma», in un manicomio, fanno cilecca!
+
+
+VI.
+
+FRANCESCO
+
+(_entra--freddo--accigliato--senza guardare._)
+
+ULRICO
+
+(_prontamente_) Ho bisogno che tu apprenda e che tu giudichi. Ciò che ti
+dirò è straordinario, è incredibile. Tuttavia, sul mio onore!, non
+smercio menzogne.
+
+FRANCESCO
+
+Molte cose che a te debbono parere incredibili non sono incredibili. E
+che tu non smerci menzogne ho la piú ferma persuasione.
+
+ULRICO
+
+In breve. Poiché ella non ha ceduto alle visioni risvegliate in lei
+dalla prepotenza della mia frenesia e l'ho trovata salda, irremovibile
+nel suo odio al passato, nella sua volontà di seppellirlo, io le ho
+sinceramente offerto un avvenire di onestà e di pace, le ho sinceramente
+promesso di rispettare il suo odio e la sua volontà, le ho sinceramente
+promesso di volerle bene, di volerle un bene tutto simile a quello che
+sanno volere a una donna onesta i piú probi degli uomini. Come mi sia
+accaduto di balzare da un polo all'altro, non me lo domandare.
+M'imbroglierei a risponderti. Ma mi fulmini Dio o il diavolo se i miei
+propositi non li ho concepiti e non li ho manifestati in piena lealtà.
+
+FRANCESCO
+
+E lei?
+
+ULRICO
+
+(_con un groppo alla gola_) Ha rifiutato.
+
+FRANCESCO
+
+Si è lasciata, forse, vincere dalla diffidenza.
+
+ULRICO
+
+Non dalla diffidenza si è lasciata vincere.
+
+FRANCESCO
+
+Piú che di te, di sé stessa ha diffidato. E non avrebbe dovuto! (_A
+lei_) Voi, Sonia, aspettate da me, dal vostro medico, la garanzia della
+vostra salute morale?... Io non esito a darvela. Voi siete guarita. Ed è
+un prodigio:--un prodigio non mio. Io non ho fatto che alimentare
+qualche imprevedibile seme di virtú scorto improvvisamente in voi come
+nel fondo sconvolto di una piccola bolgia. La guarigione è cosí perfetta
+che avete potuto resistere all'uomo che piú vi ha desiderata e perfino
+mutare il suo desiderio... in amore. Egli vi ha promesso di volervi
+bene. Non ha avuto il coraggio di pronunziare la parola divina. Quel che
+egli vi ha promesso è piú ampio e migliore. Vi ha promesso di amarvi! E
+voi, Sonia, lo amerete. Nel vostro corpo strappato agli artigli del
+vizio e del peccato, un'anima è sorta. Quest'anima è nuova, ed è pura
+come quella di una adolescente. Dell'amore, dunque, si è dischiusa, nel
+centro del vostro essere, la piú facile fonte. Il mio buon Ulrico non
+avrà che da ricercarla.
+
+SONIA
+
+(_si è contratta, schiva, ritrosa, con gli occhi bassi._)
+
+ULRICO
+
+(_è stato, ed è, intento a sorprenderne le sensazioni._)
+
+(_Una breve pausa._)
+
+FRANCESCO
+
+(_impassibile, calca, sul tavolino, un bottone della soneria
+elettrica._)
+
+(_Si ode, lievemente, il suono interno._)
+
+SONIA
+
+(_ne è tutta percorsa nei nervi._)
+
+ULRICO
+
+(_nota quella specie di brivido._)
+
+
+VII.
+
+SUORA MARTA
+
+(_entra con sollecitudine_) Qualche ordine per me, Direttore?
+
+FRANCESCO
+
+Nessun ordine, Suora. Ho da farvi una comunicazione e da rivolgervi una
+preghiera. Sonia Zarowska è congedata. Tra pochi minuti non sarà piú
+nostra ospite.
+
+SONIA
+
+(_ha una forte scossa interiore._)
+
+FRANCESCO
+
+(_proseguendo_) Mi risulta in modo positivo che le sue condizioni
+psichiche sono tali che le sarebbe superfluo, se non dannoso,
+costringerla a prolungare la dimora in questo Ricovero. Intanto, mi è
+impedito di trattenermi con lei per gli ultimi doveri dell'ospitalità.
+Mi occorre disbrigare molto lavoro, e al piú presto. Voi, Suora,--e
+questa è la preghiera che vi rivolgo--avrete la cortesia di sostituirmi,
+come frequentemente desidero. Le sarete accanto col vigile garbo che vi
+è consueto se ella vorrà salutare le amiche che l'hanno cullata nella
+loro affezione e la sua cameretta dove per la prima volta ha conosciuto
+il riposo affrancato dall'insidia. Poi l'accompagnerete fino al cancello
+del giardino, e lí cederete a Ulrico Nargutta--il quale ne sarà
+felice--la vostra e la mia prosciolta responsabilità.
+
+SUORA MARTA
+
+Sta benissimo.
+
+SONIA
+
+(_si è curvata nella schiena, simile a un giunco colpito dalla grandine.
+Il capo le pende in avanti. I suoi occhi, aperti e soffusi di cupezza,
+non hanno piú battito di ciglia._)
+
+ULRICO
+
+(_attraverso lo sconforto, non cessa un attimo di osservarla._)
+
+FRANCESCO
+
+E voi, che avete, che avete, Sonia? Non deve né attristarvi né avvilirvi
+il commiato. Deve, invece, rendervi lieta, secura, orgogliosa. Su! Su!
+Alzate la testa! Alzate la testa con la piú balda lietezza come per una
+resurrezione, e sia tutto ridente il vostro saluto!
+
+SONIA
+
+(_rifugiandosi, a un tratto, presso la Suora_) Suora Marta! Suora Marta!
+Voi siete la madre generosa di noi tutte e a lui, nella generosità,
+siete sorella. Intercedete voi perché non mi mandi via!
+
+ULRICO
+
+(_tagliente_) Spetta a me d'intercedere! E sarà una intercessione
+efficace.
+
+FRANCESCO
+
+(_impetuoso_) A te spetta di tacere, e tacerai! (_Indi a Lei_) È
+inconcepibile che confondiate i provvedimenti suggeritimi da ponderate
+considerazioni con l'atto di un ostile congedo. Io mi sono proposto di
+ridonarvi il respiro d'una libertà completa per rafforzare in voi la
+consapevolezza delle vostre rapide conquiste, della vostra vittoria. Se
+è per voi troppo nebuloso quel che vi dico, proverò di chiarirvelo.
+
+SONIA
+
+No, non darti piú pena! Sarà di me quello che tu vuoi!... (_La cupezza
+si risolve in lagrime dirotte._) Ti obbedirò.
+
+FRANCESCO
+
+L'obbedienza non l'ho insegnata mai, e non mi piace. Io non ammetto di
+essere obbedito!
+
+SUORA MARTA
+
+Queste lagrime, Direttore, chiedono ancora aiuto!
+
+SONIA
+
+Ancora aiuto chiedono, ancora aiuto! La vostra bontà, Suora, lo intende,
+lo vede. Fate che lo veda la bontà di lui!
+
+ULRICO
+
+(_si abbatte sopra una sedia._)
+
+FRANCESCO
+
+(_nonostante una recondita preoccupazione, accondiscende._) Voi sapete,
+Suora, che spesso mi è di sollievo subordinare le mie decisioni al
+vostro discernimento. Voi mi consigliate di rinviare il congedo di Sonia
+Zarowska?
+
+SUORA MARTA
+
+Mi permetto di consigliarvelo.
+
+FRANCESCO
+
+E sia. Conducetela nella sua camera, e ripetetele bene che rimarrà.
+
+SONIA
+
+(_con un recrudescente effluvio di lagrime, si avvinchia a Suora Marta_)
+Tenetemi stretta!... Non mi lasciate!
+
+SUORA MARTA
+
+(_traendola dolcemente_) Non vi lascio, no, figliuola mia!... E cessate
+di piangere come una bimba sperduta!... Rimarrete. Rimarrete. Il
+Direttore lo desidera. Non vi si mentisce. Rimarrete...
+
+(_Escono._)
+
+
+VIII.
+
+ULRICO
+
+(_pronto, febbricitante, inquisitorio, imponente_) E che pensi, adesso,
+di lei? Parlami, adesso! Che cos'è, a giudizio tuo, quello che in lei
+abbiamo insieme osservato?
+
+FRANCESCO
+
+(_vorrebbe distrigarsi dalla preoccupazione. Non ci riesce.--Finge una
+certa tranquillità._) A me non è parso di osservare nulla che
+modificasse l'opinione chiara che ti ho manifestata. Su per giú, siamo
+lí. «Le sue lagrime chiedono ancora aiuto» ha intuito la Suora. E Sonia
+Zarowska ha confermato. Non significa, in sostanza, che continua a
+diffidare di sé?...
+
+ULRICO
+
+(_con un preciso gesto del braccio che accentua l'indicazione_) L'aiuto,
+per lei, sei tu! Sempre tu sei! Sempre tu!
+
+FRANCESCO
+
+Perdura il fenomeno cerebrale per cui non può scindere l'idea del
+soccorso dalla mia persona.
+
+ULRICO
+
+(_ricordando con significativa acutezza le parole di Francesco_) È sorta
+un'anima in quel corpo strappato agli artigli del vizio e del peccato--e
+quell'anima è tua! Ecco il segreto di ciò che accade in lei!
+
+FRANCESCO
+
+(_come aggredito_) Ma quale assurdità asserisci con codesta fatua
+pretesa di veggente miracoloso?!
+
+ULRICO
+
+Non ribellarti e non ti difendere! Nella mia asserzione non è nemmeno
+l'ombra d'un sospetto che ti accusi. (_Levandosi disperato_) È tua,
+solamente tua quell'anima nuova e pura--pura come se fosse di
+un'adolescente--, perché tu l'hai fatta sorgere, perché da te ne ha lei
+ricevuto il soffio e l'alimento. Ed io, io, che per lo sperpero
+quotidiano del suo corpo non provavo ribrezzo, non rancore, non dolore,
+non il piú lieve morso della gelosia e anzi ne avevo un cinico
+compiacimento ributtante di cui mi vantavo, ora sono geloso della sua
+anima, che tu solo possiedi! È una gelosia infinita che non c'è mezzo di
+placare o di sopire! E sembra una camicia di spine sottili dalle quali
+si sia ineluttabilmente penetrati fino al midollo!
+
+FRANCESCO
+
+(_ambascioso, esortante, fraterno_) Ulrico! Ulrico!... Amico mio!
+Fratello mio!...
+
+ULRICO
+
+(_gettandogli le braccia al collo, dà in una esplosione di pianto
+puerile._) Della sua anima sono geloso, io, e tu sai, tu sai che non c'è
+un tormento piú crudele di questo!...
+
+FRANCESCO
+
+Fratello mio!... Fratello mio!...
+
+
+SIPARIO.
+
+
+
+
+QUARTO ATTO
+
+
+_Il vestibolo._
+
+_Tra il vespero e la sera.--La lampada è già accesa. Nel giardino va
+addensandosi la notte. Il lembo di cielo visibile, attraverso il vano,
+sulle chiome degli alberi, va, man mano, avvivandosi di qualche stella._
+
+
+I.
+
+(_Dall'interno della Casa di Salute si propaga, sommessa, la preghiera
+dell'_Angelus _cantata a coro dalle Ricoverate._)
+
+ULRICO e FRANCESCO
+
+(_sono seduti presso il tavolino, l'uno di faccia all'altro: tutti e due
+curvi, oppressi, meditabondi nella acuita ascoltazione che li
+accomuna._)
+
+LA PREGHIERA
+
+(_È l'ultima strofa:_)
+
+ Ancora ancora serbaci, o Signore,
+ il tuo favore,
+ d'ogni bene, quaggiú, principio e via.
+ E cosí sia!
+
+(_La melopea si spegne, lasciando nell'aria un'ondulata scia di
+misticismo._)
+
+(_I due amici parlano in un tono di segretezza. Non ne sanno il perché.
+Non se ne danno ragione._)
+
+ULRICO
+
+La sua voce, l'hai distinta?
+
+FRANCESCO
+
+L'ho distinta, sí.
+
+ULRICO
+
+Anch'io l'ho distinta. E mi ha sorpreso che prettamente modulasse le
+note d'un canto ascetico quella bocca che sino a qualche mese fa aveva
+modulate, con esperta lascivia, le note di una danza voluttuosa.
+
+FRANCESCO
+
+Ed era tra tutte le voci la piú carezzevole.
+
+ULRICO
+
+La piú carezzevole e la piú pacata, la piú ferma.
+
+FRANCESCO
+
+Verissimo.
+
+ULRICO
+
+Come spieghi la schietta serenità di lei dopo le emozioni che oggi
+l'hanno squassata?
+
+FRANCESCO
+
+Ella cantava pregando. E appunto il pregare contribuiva a rasserenarla.
+
+ULRICO
+
+È diventata cosí mistica, cosí religiosa da trovare la serenità nella
+preghiera?!
+
+FRANCESCO
+
+È diventata cristiana:--nell'altruismo, le sue aspirazioni; nella
+temenza di peccare, i suoi spasimi; nella preghiera, il conforto da cui
+le deriva la serenità.
+
+ULRICO
+
+Converrai che c'è da intontire. Un'atea di quella risma!...
+
+FRANCESCO
+
+Un'atea, no. Non una credente, ma nemmeno un'atea. L'ateismo è un
+convincimento. Ed è una forza, giacché un convincimento è sempre una
+forza. Ella non recava in sé nessuna forza, non c'era in lei che una
+psichica inferiorità, una fiacchezza ignara che vagava e si smarriva
+nella sua ignoranza. Mi è stato agevole, per questo, fare di lei la piú
+religiosa delle mie Ricoverate. L'ignoranza dei deboli è un gran vuoto
+che aspetta d'essere riempito e che la religione può senza fatica
+riempire.
+
+ULRICO
+
+(_ha la mente scompigliata ed esausta, il corpo vinto dalla
+rilassatezza._) Sarà stato come tu dici! Non discuto... Non ho la
+capacità di discutere... Del resto, tutto ciò non ha piú alcuna
+importanza! (_Ostenta un gesto noncurante e risolutivo._) Quel che è
+fatto è fatto! Io ci metto sopra una croce, e la saluto con una voltata
+di schiena! (_Si alza, piglia il cappello._)
+
+FRANCESCO
+
+(_impulsivamente_) Cos'è? Te ne vai?... Te ne vuoi andare?
+
+(_Una pausa._)
+
+ULRICO
+
+(_come un infermo abbattuto dalla infermità_) Mio caro Francesco, ti ho
+afflitto, vessato, tormentato senza restrizioni. È tempo che ti liberi.
+Tu, scusami, dimentica e non ti preoccupare piú di me. Tant'è: sono
+quasi calmo. L'uragano è dileguato. Lo ha disperso quel supremo
+pacificatore dei piú gravi cataclismi dell'umanità che è...
+l'Ineluttabile!... La sola conseguenza che deploro di tutta questa
+faccenda è che non saprò come impiegare i logori avanzi della mia vita.
+Ci sarebbe da buttarli via... Ma... vedremo!... Si ha pure da attendere
+un po' l'impreveduto. Buona notte, Francesco!
+
+FRANCESCO
+
+(_alzandosi, rude, imperativo_) Ulrico, io non ti permetterò
+d'allontanarti di qui sinché ci sarà lei.
+
+ULRICO
+
+Non me lo permetterai, perché?
+
+FRANCESCO
+
+Tu la rivedrai! Tu le riparlerai!
+
+ULRICO
+
+E a qual fine?
+
+FRANCESCO
+
+Per indurla ad amarti, per indurla a seguirti. Non si vince senza
+combattere. Tu devi vincere!
+
+ULRICO
+
+Queste sono le frasi con cui s'incoraggiano gli eroi delle imprese
+balorde!
+
+FRANCESCO
+
+Non è mai una impresa balorda l'ostinarsi d'un innamorato nel proposito
+di farsi amare.
+
+ULRICO
+
+Tutto quello che potevo dirle per farmi amare, io glielo ho detto.
+
+FRANCESCO
+
+Non le hai detto abbastanza. Non hai abbastanza insistito.
+
+ULRICO
+
+La sua indifferenza verso i miei sentimenti, verso la mia persona, è,
+oramai, insuperabile, e tu lo hai compreso come l'ho compreso io.
+
+FRANCESCO
+
+Il colloquio di oggi è stato troppo brusco, troppo subitaneo, troppo
+breve, troppo superficiale. Insistere insistere insistere con l'ardente
+pienezza della tua fiamma nuova! Presto o tardi, il grande amore suscita
+l'amore!
+
+ULRICO
+
+Non in una donna nella quale l'amore sia già sbocciato con la sua anima
+stessa!
+
+FRANCESCO
+
+(_muggendo sordamente_) E dàgli! E dàgli!..
+
+ULRICO
+
+Contro di me ti adiri?!
+
+FRANCESCO
+
+Sono tante scudisciate le tue obiezioni!
+
+ULRICO
+
+Le mie obiezioni rispecchiano, con esattezza, qualche cosa di cui il tuo
+acume di scienziato e la tua sensibilità di uomo hanno ben còlta una
+prova definitiva.
+
+FRANCESCO
+
+(_acceso, congestionato_) Io mi strapperei il cervello per non pensare
+d'essere colui che te la toglie! Questo pensiero mi sconvolge, mi
+terrorizza!
+
+ULRICO
+
+Anche di piú ti sconvolge e ti terrorizza, Francesco, il pensiero che
+presto o tardi il grande amore suscita l'amore, inquantoché--se proprio
+credi che ciò sia--non puoi ritenerti inaccessibile a un tale fenomeno.
+
+FRANCESCO
+
+(_esaltato di terrore_) La tua nefasta gelosia m'impone sempre di piú
+l'incubo maligno che sorge dall'attaccamento di quella donna! Ma io lo
+scaccerò! Lo scaccerò come si scaccia il profanatore d'un sacrario! E se
+non riuscirai tu a farti amare da lei, riuscirò io a farmene odiare!
+(_Si domina. Aduna le idee._)
+
+ULRICO
+
+(_inerte, flaccido_) Be', non incollerirti di piú. Sono a tua
+disposizione.
+
+FRANCESCO
+
+Tu sarai ospite mio. E a cominciare da stasera avrai modo di ritentare.
+Dopo la preghiera dell'Angelus e il raccoglimento che segue, è concessa
+alle Ricoverate una parentesi di emancipazione affinché esse diano segni
+espliciti delle loro vicende mentali, dei loro progressi o dei loro
+regressi. Per Sonia Zarowska è convenuto piú specialmente che la Suora
+la mandi in giardino se l'aria sia mite. Ciò serve a provarle che merita
+d'essere trattata come una persona normale e a deviarla dalla tendenza
+che rivela per la clausura. Oltre di che, sotto il cielo stellato o al
+chiaro di luna, ella si abbevera di poesia; e la poesia si tramuta, per
+lo spirito, in ossigeno di bellezza morale. Stasera l'aria è mitissima.
+In giardino ella sarà tra pochi minuti. Lí, la troverai in condizioni
+propizie ad ascoltarti.--E adesso vieni con me, buono e paziente. Non
+sarebbe opportuno che súbito tu t'incontrassi con lei. Bisogna che, in
+giardino, rimanga un pezzo tutta sola. So quel che dico. Fatti guidare
+da me.
+
+ULRICO
+
+(_con accasciata malinconia_) Io il burattino, tu il burattinaio; ma
+siamo ambedue egualmente grotteschi e miserevoli!
+
+FRANCESCO
+
+(_mettendogli, fraterno, una mano sulla nuca_) Vieni, vieni, Ulrico! E
+taci. Non piú sfoghi amari e inutili! Vieni! (_Lo conduce via, a
+destra._)
+
+
+II.
+
+(_Una strampalata vociferazione anima gradatamente l'atmosfera. Le voci
+di alcune Ricoverate, in diversi toni e accenti, si succedono e anche si
+mescolano, dissonanti:_)
+
+--Uno due tre quattro cinque...
+
+--Tutti manigoldi! Tutti assassini!
+
+--(_una specie di ululato_) Aùuu! Aùuu!
+
+--Suora Marta, io sono muta!
+
+--(_risate._)
+
+--Oh! che festa! che tempesta!
+
+--(_con altisonante slancio declamatorio:_)
+
+ Non vuoi col brando uccidermi, e coi detti
+ Mi uccidi, intanto?
+
+--Chi di noi è la piú bella?
+
+--Io!
+
+--Io!
+
+--Io!
+
+UNA VOCE ZELANTE
+
+Andiamo nell'altra sala a chiassare! E sarà bene chiudere la porta!... È
+serata bisbetica. Se il Direttore ci sente!...
+
+(_La piccola gazzarra gaia e tragica si allontana._)
+
+--Uno due tre quattro cinque sei...
+
+--Aùuu! Aùuu!
+
+--(_declamazione:_)
+
+ O morte, o morte,
+ Cui tanto invoco, al mio dolor tu sorda
+ Sempre sarai?
+
+--Chi di noi è la piú savia?
+
+(_Risponde un mugolio corale, in sordina:_)
+
+--Sonia Sonia Sonia Sonia Sonia...
+
+(_Silenzio._)
+
+
+III.
+
+(_Comparisce_ AGNESE _nel giardino.--Indossa un abito semplice e scuro.
+Un semplice cappellino, che ha un po' la foggia d'una cuffia monacale,
+le incornicia la fronte senza alterare le linee del volto, perspicue
+come quelle d'un cammeo._)
+
+AGNESE
+
+(_indugia di là dalla soglia. La febbrile premura che la sospinge è
+contrastata da un sopravvenuto sgomento. Quando ella si decide a varcare
+la soglia, un leggero capogiro la squilibra e la costringe ad
+appoggiarsi a uno spigolo del vano._)
+
+(_Si avanza Sonia dalla porta a sinistra che si è appena aperta e si è
+richiusa._)
+
+SONIA
+
+(_nel vedere_ AGNESE, _si sofferma con un vivo trasalimento._)
+
+AGNESE
+
+(_riavendosi, se la trova davanti, a molta distanza, in una strana
+intensa contemplazione, e, memore delle stranezze che fioriscono tra
+quelle mura, non si meraviglia._)
+
+SONIA
+
+(_persiste nel guardarla, trasfigurandosi, e un culminante moto
+interiore traspare dalla sua trasfigurazione._)
+
+AGNESE
+
+(_è attirata da quella persistenza, e, facendo qualche passo verso la
+giovane che le è ignota, la interroga, rinnovando l'antica consuetudine
+di rivolgere la parola alle Ricoverate con affettuoso interessamento:_)
+Chi siete voi, cara, che tanto mi guardate?
+
+SONIA
+
+Chi sono io?... Come dirtelo?... Sonia Zarowska mi chiamo, ma non sono
+piú Sonia Zarowska.
+
+AGNESE
+
+Ah, no?
+
+SONIA
+
+Sono tutta diversa, ora, dal mio nome.
+
+AGNESE
+
+(_le si accosta, correggendola, garbata, suasiva_) Il nome non conta.
+Siete tutta diversa da quella che eravate.
+
+SONIA
+
+(_compiacendosi di essere compresa_) Da quella che ero, sono diversa.
+
+AGNESE
+
+Una seconda esistenza?!
+
+SONIA
+
+Una seconda esistenza. Ne dubiti?
+
+AGNESE
+
+Non ne dubito, cara! Non ne dubito. Alcune circostanze della nostra vita
+producono in noi profondi mutamenti. Dal bene al male, o dal male al
+bene. Nel caso vostro, io credo, dal male al bene.
+
+SONIA
+
+Ma non una circostanza della mia vita mi ha mutata. Mi ha mutata Lui.
+Solamente Lui.
+
+AGNESE
+
+Arguisco che il vostro Lui sia l'uomo filantropico e sapiente che vi ha
+accolta in questo asilo per prendere cura di voi.
+
+SONIA
+
+Sí, quello è il mio Lui!
+
+AGNESE
+
+E dunque?... Le azioni buone o cattive che riceviamo non sono appunto le
+circostanze che piú influiscono su noi e piú ci trasformano?...
+L'accoglienza da lui concessavi è stata la circostanza che ha prodotto
+il vostro salutare mutamento.
+
+SONIA
+
+È giusto, è giusto. Hai ragione. Tu parli con sapienza: con la medesima
+sapienza che ha Lui. Io da ignorante parlo.
+
+AGNESE
+
+E mi guardate!... Ancora mi guardate!?
+
+SONIA
+
+Non disdegnare che ti guardo!
+
+AGNESE
+
+No, non disdegno. Perché dovrei disdegnare?
+
+SONIA
+
+Sei cosí in alto!
+
+AGNESE
+
+Troppo si affretta la vostra immaginazione a illudervi sulla mia
+persona! Io vivo nel piú umile cantuccio della terra.
+
+SONIA
+
+(_irradiandosi d'ammirazione_) E non sei forse tu sua moglie?...
+
+AGNESE
+
+(_con un sobbalzo_) Come lo avete indovinato che sono sua moglie?
+
+SONIA
+
+Non l'ho indovinato. Ti conosco.
+
+AGNESE
+
+Non ci siamo incontrate mai prima di stasera.
+
+SONIA
+
+Ti conosco nel tuo ritratto, presso al quale egli lavora e studia, e ti
+conosco nella costante adorazione ch'egli ha per te.
+
+AGNESE
+
+Ammetto, cara, che un mio ritratto veduto presso di lui vi abbia dato
+qualche indizio; ma che mi conosciate nella sua adorazione non è che una
+fantasticheria cortese suggeritavi da un estro sibillino. Voi vi
+compiacete di fare la zingarella lusingatrice.
+
+SONIA
+
+Che egli ti adori, io lo so! io lo so!
+
+AGNESE
+
+Non potete saperlo, mia buona creatura. Egli non può averlo palesato a
+voi.
+
+SONIA
+
+Io so di saperlo. Quella adorazione, segreta, mi è entrata a poco a poco
+nel cuore insieme con la sua voce, con i suoi sguardi, col suo fiato,
+insieme con la sua tristezza. E, triste e sconsolata, quale egli,
+segretamente, la sentiva, quell'adorazione, segretamente, quasi mia
+diventava!
+
+AGNESE
+
+(_presa e attonita_) Quasi vostra!?
+
+SONIA
+
+... Tu eri assente. Eri assente e non morta. Dove ti nascondevi?...
+Perché ti nascondevi?... Se fossi stata degna di ricondurti a lui, mi
+sarei data a cercarti, a cercarti, e dovunque ti avrei cercata. Ma ecco
+che, non cercata da nessuno, non ricondotta da nessuno, tu sei qui. Sei
+tornata, sei tornata quando piú era provvidenziale che tu tornassi. Sei
+tornata per la tua volontà e per la tua fede, anche piú fedele e piú
+amorosa e piú devota di come ti fa il tuo ritratto. Che tu sia
+benedetta!
+
+AGNESE
+
+(_ha l'impressione d'un incantesimo o d'un miracolo_) Sonia Zarowska!...
+Insomma, chi siete, chi siete, voi? Chi siete realmente, ora, «tutta
+diversa da quella che eravate»?... E che cosa è questa vostra generosa
+dolcezza, che mi si è mossa incontro cosí bizzarra, cosí oltre le
+facoltà umane?
+
+SONIA
+
+(_con uno scatto di cruccio allarmato_) Ti sembro io una demente?
+
+AGNESE
+
+(_sollecita e tenerissima_) Oh, no!... Una demente, no! Non è mai
+demenza l'impulso di confortare, d'incoraggiare, di augurare. E i vostri
+occhi sono pieni di un pensiero sicuro e sagace, la vostra fronte è
+rischiarata dalla piú lucida ispirazione... (_La trae a sé, e se la
+stringe al petto._) No, no, mia piccola grande amica misteriosa, voi non
+mi sembrate e non siete una demente!
+
+SONIA
+
+(_rimpicciolendosi nell'abbraccio_) Grazie! Grazie!... E non mi
+dimenticare, te ne prego! Non mi dimenticare!
+
+
+IV.
+
+(_Irrompono_ FRANCESCO _e_ ULRICO--_che si avviavano verso il vestibolo
+e, dalla stanza attigua, hanno scorto_ AGNESE.)
+
+FRANCESCO
+
+(_vibrante di stupore_) Tu qui, Agnese!
+
+(_Le due donne si staccano l'una dall'altra con simultanea rapidità._)
+
+SONIA
+
+(_come trasportata da una raffica, sparisce nella penombra del
+giardino._)
+
+FRANCESCO e ULRICO
+
+(_oltre che dell'arrivo di_ AGNESE, _sono stupiti di aver trovate le due
+donne unite in un amicale abbraccio._)
+
+AGNESE
+
+(_ansima, ammutolita da una emozione in cui annegano le sue forze._)
+
+FRANCESCO
+
+... Non una lettera, non un telegramma che mi avvertisse del tuo arrivo!
+Non un cenno qualunque che me ne facesse intravvedere la probabilità!...
+Un proposito repentino deve averti spinta a venire proprio
+all'improvviso.
+
+AGNESE
+
+Un proposito non repentino, ma di cui repentinamente ho sentita
+improrogabile l'attuazione.
+
+FRANCESCO
+
+E, invece di correre da me appena arrivata, ti trattenevi con una
+estranea?! In una cordialità cosí confidenziale--per colmo di
+stranezza--che perfino l'abbracciavi!
+
+AGNESE
+
+Quella estranea mi è stata preziosa. Il piú gentile, il piú commovente
+esemplare dell'Incomprensibile!... Mi è apparsa dinanzi estatica quando
+io giungevo trepidante, scoraggiata. Il ricordo d'un mio ritratto e una
+specie d'intuito fatidico le hanno fatto súbito riconoscere in me tua
+moglie. E, come un piccolo angelo protettore, mi ha misteriosamente
+circondata d'una infantile effusione nella quale sorrideva la fiducia di
+sollevare il mio spirito e di ricongiungerlo al tuo. Poi, si è
+costernata sospettando di sembrarmi una demente, e io... l'abbracciavo
+per chetarla con un segno della mia tenerezza riconoscente.
+
+FRANCESCO
+
+(_accorgendosi che Ulrico è rimasto lí, in disparte_) Hai udito, Ulrico?
+Hai udito?
+
+ULRICO
+
+(_si ravviva come per un raggio di sole baluginante nel buio_) Ho udito,
+sí!
+
+FRANCESCO
+
+(_cui la presenza di_ AGNESE _costringe a velare di disinvoltura
+l'intenzione del richiamo_) In rapporto alle apprensioni che hai per
+Sonia Zarowska, questo episodio ha un significato speciale e
+rassicurante.
+
+ULRICO
+
+(_elettrizzandosi, scoppiettando di giubilo mal represso_) Difatti,
+modifica, anzi... capovolge l'aspetto delle cose! Si direbbe, presso a
+poco, che io mi sia sbagliato!... Santodio, che logogrifo è il mondo!...
+Ma tu tralascia, tralascia di badare alle mie miserie. La signora Agnese
+è venuta, lo sento, a riprendere il suo posto al tuo fianco, nel tuo
+cuore... Innumerevoli spiegazioni, mi figuro, dovrete scambiarvi... Io,
+nel frattempo, me ne starò in giardino... a cavare l'oroscopo dal
+firmamento, e chi sa!... chi sa!... (_Ride nervoso, ma senza amarezza:_)
+Eh eh eh eh!... Giornata memorabile, questa, signora Agnese! Memorabile,
+dal principio alla fine! Eh eh eh eh!... (_Esce dal fondo._)
+
+
+V.
+
+(AGNESE _e_ FRANCESCO _si dispongono, agitati, perplessi e pur
+contenuti, all'imminente colloquio._)
+
+FRANCESCO
+
+Anzitutto, entra. (_Indica la porta a destra._) Io non ti consento di
+rimanere sul limite della casa dove hai il diritto d'entrare, dove ho il
+dovere di farti entrare.
+
+AGNESE
+
+Entrerò, Francesco, ma non súbito. Prima che ci riuniscano--come sarà
+inevitabile--i nostri diritti e i nostri doveri nella casa comune,
+bisogna che stiano l'una di fronte all'altra, in un'ora che escluda
+appunto i vincoli dei doveri e dei diritti, due sincerità indipendenti e
+complete.
+
+FRANCESCO
+
+La sincerità mia ha sempre aspettata la tua. E l'aspetta piú che mai!
+
+AGNESE
+
+(_si smarrisce nella difficoltà di cominciare a esprimersi. Siede._)
+Purtroppo, non saprò dire. Non troverò le parole adeguate alla decisione
+di dirti tutto ciò che esigo sia da te approfondito. È un groviglio di
+sentimenti, di sensazioni e di idee inestricabile, inesprimibile.
+
+FRANCESCO
+
+Non sono infrequenti i casi in cui non dicono abbastanza le parole. Ma
+io intenderò piú che esse non diranno se tu hai la ferma volontà ch'io
+intenda. (_Le siede dirimpetto, presso il tavolino._) Fídati, Agnese!
+
+AGNESE
+
+... Quale errore, quale errore nella mia fuga! Quale errore nel credere
+che allontanandomi da te mi sarei liberata dai dubbî tortuosi e dalle
+indagini prepotenti che la tua esaltazione m'infliggeva!... Quei dubbî e
+quelle indagini mi raggiunsero, mi perseguitarono, mi dominarono, mi
+avvolsero: divennero come una rete di acciaio in cui la mia anima fosse
+rimasta impigliata! Non erano piú nelle tue interrogazioni, nei tuoi
+occhi, nei tuoi silenzi, ed erano--ahimé, peggio!--in ogni attimo del
+mio pensiero. Io medesima dubitavo. Io medesima indagavo.
+
+FRANCESCO
+
+(_autoritario_) Dovevi indagare!
+
+AGNESE
+
+Non lo dovevo, Francesco, perché saldamente ricordavo che la mia fedeltà
+era stata cosí intrinseca ai miei istinti femminili da poter
+fronteggiare imperterrita le insidie delle piú abili seduzioni,
+l'assalto dei fascini piú possenti. E ricordavo di piú. Ricordavo...
+che, nonostante le torture che preparavano il nostro distacco, in una
+ultima parentesi di ardore, io ti avevo tenuto tra le braccia con
+l'identica dedizione limpida del mio primo abbandono di sposa!... Ma tu
+mi avevi comunicato il sospetto che l'infedeltà spunti talvolta fuori
+dei confini nei quali la considera l'umanità semplice alla quale io
+appartengo; mi avevi comunicata la febbre di scoprire il seme d'una
+infedeltà mia fuori delle vie che menano al peccato...
+
+FRANCESCO
+
+(_interrompendo_) Sono vie che restano ignote a una donna come te.
+
+AGNESE
+
+E a furia d'indagare e di dubitare, nella solitudine che contribuiva a
+farmi cedere alla ossessione, a farmi astrarre dalla prova tangibile
+della mia innocenza, a cacciarmi in una atmosfera fantastica, simile a
+quella in cui ho veduto vivere qui tante disgraziate che tu soccorri, io
+finii con l'accusarmi.
+
+FRANCESCO
+
+(_divampando_) Di che ti accusasti?... Parla! Di che ti accusasti?...
+
+AGNESE
+
+Mi accusai d'una profonda inquietudine per la morte d'un uomo che
+disperatamente l'aveva voluta.
+
+FRANCESCO
+
+(_battendo un pugno sul tavolino_) Paolo Gemmi!
+
+AGNESE
+
+(_ribadisce_) Paolo Gemmi.
+
+FRANCESCO
+
+(_livido--dilatando le pupille, e in un tono di rapace circospezione_)
+Paolo Gemmi ti amava?
+
+AGNESE
+
+(_con mitezza_) Sí, mi amava.
+
+FRANCESCO
+
+Da lui lo apprendesti?!
+
+AGNESE
+
+Lo appresi da lui, attraverso la maschera che egli s'imponeva. Nessun
+uomo che molto ami una donna da cui non sarà mai amato riesce a
+dissimularle il solitario amore che lo strugge.
+
+FRANCESCO
+
+Tu sospettasti che per questo suo amore egli si fosse ucciso?!
+
+AGNESE
+
+Lo sospettai, e mi fu confermato dal padre, che ne aveva raccolto
+l'estremo respiro.
+
+FRANCESCO
+
+(_attanagliandola_) Perché lo interrogasti?
+
+AGNESE
+
+Io non lo interrogai, ma le sue lagrime di padre mi vollero consapevole.
+
+FRANCESCO
+
+(_col fremito irruente d'una imprecazione_) Ti vollero consapevole e
+t'incatenarono immediatamente all'amore del martire!
+
+AGNESE
+
+No, Francesco! Nulla di quanto accadeva in me somigliava alla
+rievocazione dell'innamorato sparito. Nulla somigliava a un rimorso, a
+un pentimento, a un rimpianto profferto alla sua memoria. E perciò,
+anche sotto il martello della tua inquisizione, la mia coscienza
+permaneva immobile, altera, integra, estranea al lutto inquieto che
+serbavo. Solamente piú tardi, ti ripeto, solamente piú tardi io potetti
+accusarmi! Solamente piú tardi, nel mondo irreale, nel mondo della
+follia che la coscienza mi aveva offuscata lontano da te, lontano dal
+nido della mia realtà, questo lutto mi parve quasi colpevole! E
+cominciai da allora a martoriarmi per il martirio di lui, cominciai a
+compassionare la disperazione che lo aveva travolto, cominciai a
+trovarmelo dinanzi, in una larva desolata e sommessamente loquace, e le
+mie stanche veglie e i miei brevi sonni malati si riempivano di panico,
+di tremore, di lotte...
+
+FRANCESCO
+
+(_con l'aspetto e con l'accento di chi subisca i colpi reiterati d'un
+ferro aguzzo_) Ah!... chi mi darà la forza di resistere a queste fitte
+atroci?!
+
+AGNESE
+
+(_mutando_) Se è vero che ti è possibile intendere piú che le mie parole
+non dicano, queste fitte saranno cessate fra qualche istante. Cerca di
+intendere, Francesco, affinché ti sia dato di voltare le spalle a questi
+fatti che sono cosí effimeri, cosí trascurabili al paragone di quello,
+solenne, che sto per rivelarti. Il voto, che durante tre anni di unione
+avevamo nascosto, fervido e pertinace, in una tacita attesa, si era
+virtualmente compiuto, come per un decreto ammonitore venuto dall'alto
+proprio alla vigilia della nostra separazione.
+
+FRANCESCO
+
+(_in un confuso sbalordimento_) Ma che mi racconti, adesso?!
+
+AGNESE
+
+Le lotte contro la povera larva del suicida, contro la pietà che ne
+avevo, contro il suo amore susurrato dalla voce sinistra della morte...
+furono presto e improvvisamente troncate dalla letizia di un giorno che
+mi parve il piú luminoso della mia vita!
+
+FRANCESCO
+
+Tu eri madre?!
+
+AGNESE
+
+N'ebbi quel giorno la certezza.
+
+FRANCESCO
+
+(_con una incipiente esultanza, mescolata al suo travaglio_) Agnese!...
+
+AGNESE
+
+Cerca di intendere! Cerca di intendere!... Ero madre per te, per te, e
+dalle viscere materne si diffondeva in tutto il mio essere l'energia
+sana e trionfante della fedeltà perfetta che l'allucinazione aveva per
+poco turbata!
+
+FRANCESCO
+
+Sí, questo io lo intendo, lo intendo...
+
+AGNESE
+
+Ebbene, il tuo cuore non mi si riavvicina ancora? Non ancora, non ancora
+mi promette la pace che merito?
+
+FRANCESCO
+
+Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni in una volta!... Ti
+chiedo in grazia una sosta!...
+
+AGNESE
+
+Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a recarti l'annunzio in cui
+tanto speravo, perché lungamente ho temuto di perdere le mie speranze
+facendoti l'astrusa confessione che Dio mi aveva comandata. Ma poi, a un
+tratto, sono corsa a rischiare queste speranze presa da una avidità
+subitanea e sfrenata di vedere la mia sorte, di vedere il mio avvenire,
+del quale tu sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione e
+l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli la sincerità tua come ha
+parlato la mia. Mi assicuri tu che presso la culla della nostra creatura
+torneranno a congiungerci tutte le ragioni sublimi che un tempo ci
+congiunsero?
+
+FRANCESCO
+
+(_dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore_) Io vorrei almeno tacere
+e non me lo concedi!... Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi
+rende implacabile col suo amore sovrumano ed eterno!
+
+AGNESE
+
+(_sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza e l'ira svaniscono in
+uno sconforto muto._)
+
+(_Un silenzio._)
+
+FRANCESCO
+
+(_umiliato, balbetta:_) So di offendere l'eroismo della tua confessione
+degna d'una santa. So di calpestare il dono che la tua virtú mi ha
+portato. (_China la fronte con l'umiltà d'un peccatore cosciente davanti
+ad un altare._) So... di essere abominevole!
+
+(SONIA _sguscia di tra gli alberi del giardino; e, nelle pieghe della
+foschia, resta a origliare_.--ULRICO, _non visto da lei, la segue,
+sorvegliandola._)
+
+AGNESE
+
+...
+
+(_assorta nella sua disillusione, lentamente scandisce:_) Sicché: questa
+la mia sorte, questo il mio avvenire! Accanto a te, senza di te!... Mi
+rassegnerò. (_Scrolla il capo triste._) Ed ecco: entro nella casa «dove
+ho il diritto di entrare, dove hai il dovere di farmi entrare». (_Esce a
+destra--ammantata di dignitosa tristezza._)
+
+
+VI.
+
+FRANCESCO
+
+(_è tuttora seduto, concentrato nella umiliazione, il mento sul petto,
+lo sguardo a terra._)
+
+ULRICO
+
+(_acquattandosi, sparisce dietro il fogliame._)
+
+SONIA
+
+(_si avanza piano, insicura dei suoi passi, con nella fisonomia una
+incisa espressione di compatimento soccorrevole. Vicino a lui,
+s'inginocchia, unendo palma a palma, in un gesto supplice._)
+
+FRANCESCO
+
+(_ne ha un urto e un brivido. Si rizza, scostandosi._) Che fate voi in
+codesto atteggiamento?!
+
+SONIA
+
+Imploro!
+
+FRANCESCO
+
+Implorate che cosa?
+
+SONIA
+
+Nulla per me.
+
+FRANCESCO
+
+E allora nulla avete da implorare!
+
+SONIA
+
+Non l'hai vista infelice? E non sei tu anche piú infelice di lei?... Da
+te imploro ciò che ella ha certamente implorato.
+
+FRANCESCO
+
+Smettete! Alzatevi!
+
+SONIA
+
+(_obbediente, si alza._)
+
+FRANCESCO
+
+E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde, è l'ora del riposo. Già
+forse riposano le vostre compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si
+incomodasse a cercare di voi. E badate: mai piú implorazioni indiscrete
+come quella che avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e me, voi non
+siete nessuna!
+
+SONIA
+
+Non giudicarmi troppo male! Ascoltami!
+
+FRANCESCO
+
+Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi, Sonia! Vi ordino di
+ritirarvi!
+
+SONIA
+
+Ascoltami! Ascoltami! (_Tutta palpiti nella insistenza_)... Tu mi hai
+congedata oggi, dicendomi che ero guarita. Non mi pareva che fosse vero,
+e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera mi pare vero. Mi accorgo che
+è vero. Mi sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti. Me ne
+andrò. Me ne andrò domattina all'alba. E anche súbito potrei andarmene.
+Per questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio di saperti
+incamminato, insieme con lei, verso la gioia, verso la felicità. Se io
+ne avessi la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte, e ti
+saluterei tranquilla, senza piangere, senza soffrire...
+
+FRANCESCO
+
+(_pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende, e reagisce con
+brutale asprezza._) Basta, Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi
+per le vostre ansie inopportune! Non voglio, non voglio piú udire il
+suono della vostra voce!
+
+SONIA
+
+Perché mi tratti cosí?... Perché mi disprezzi tanto?...
+
+(_Un intervallo--doloroso._)
+
+FRANCESCO
+
+(_arrendendosi_) Non vi disprezzo. Vi giuro che non vi disprezzo!...
+Avrei respinta l'inframmettenza d'una sorella come ho respinta la
+vostra. Io eccedo nel manifestare i miei ritegni, la mia intolleranza.
+Le parole che mi vengono alle labbra sono convulse, inconsulte,
+ingiuste. Me ne rammarico. Me ne pento. E, poiché l'affetto che nudrite
+per me v'impedirebbe di lasciarmi con tranquillità prima di sapermi
+conciliato con le speranze legittime che hanno qui ricondotto mia
+moglie, mi piego a rendervi conto di ciò che, in ogni caso, non potrebbe
+riguardarvi. Vi garantisco, dunque, che, da questo momento, io mi
+dedicherò a rinsaldare la mia convivenza con lei. Vi garantisco che la
+nostra felicità coniugale sarà, comunque, ricostruita. Da voi stessa mi
+è stato mostrato... che m'incalza la necessità di riaggrapparmi, per la
+mia salvezza, all'unica donna che io debba amare e che abbia il diritto
+di amarmi!..... Come vedete, dopo che mi avete tante volte immeritamente
+circondato della vostra riconoscenza, siete voi che meritate la
+riconoscenza mia...
+
+(_La commozione sta per vincerlo._) E adesso, una stretta di mano, e
+addio!
+
+SONIA
+
+(_ebra di sacrificio--in ambo le mani chiude quella che egli le ha
+stesa._) Addio!
+
+FRANCESCO
+
+(_fisandola con gli occhi gonfi di lagrime_) Senza piangere...
+
+SONIA
+
+(_fisandolo con gli occhi morenti di ebbrezza e di angoscia_) Senza
+piangere.
+
+FRANCESCO
+
+Senza soffrire...
+
+SONIA
+
+Senza soffrire.
+
+(_Tutti e due tremano. I loro pallidi volti si avvicinano l'uno
+all'altro._)
+
+FRANCESCO
+
+Povera Sonia!... (_Ma, ghermito da un fulmineo raccapriccio, si stacca
+da lei._) No! No! Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (_Fugge a
+destra, guatando indietro._)
+
+
+VII.
+
+SONIA
+
+(_rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi e cupe, le pupille
+sono come cristallizzate e il bulbo biancheggia d'un biancore gelido.
+Indi, ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla cintola in su,
+boccheggiando, annaspando e sforzandosi di chiamare, col fiato monco:_)
+Ulrico!... Ulrico!...
+
+ULRICO
+
+(_è già comparso nel fondo, trascinandosi a stenti.--Sembra un uomo
+crivellato di ferite,--Egli risponde roco, terribile, sibilante,
+disperato:_) Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo strazio che ti soffoca!
+Ti ho spiata. È uno strazio che a me non chiede che di essere maledetto!
+
+SONIA
+
+Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi, ora!... Finalmente, mi ritrovi
+com'ero!
+
+ULRICO
+
+(_nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su lei, l'afferra, la
+gualcisce, la storce, gridando:_) Non cosí, non cosí ti volevo!... È la
+piú scellerata delle tue crudeltà questa offerta nefanda!
+
+SONIA
+
+(_mormora:_) Non sono mai stata crudele.
+
+ULRICO
+
+(_seguitando a gualcirla, a storcerla, a inveire_) Nessuno commette
+maggiori crudeltà di chi non si sente crudele!
+
+SONIA
+
+(_come una moribonda_) Puniscimi... Puniscimi...
+
+ULRICO
+
+(_in uno scroscio di pianto che straripa da tutta la sua persona
+e che ha qualche cosa di selvaggio_) Con la mia fine ti
+punirò--vedrai!--dandoti il rimorso che ti spetta!
+
+(_Si spalanca la porta a sinistra._)
+
+SUORA MARTA
+
+Maria Vergine! Che è questo?!
+
+ULRICO
+
+Venite, venite, Suora Marta! Sorreggetela voi! (_Getta tra le braccia
+amorevoli della Suora il corpo sgretolato di Sonia._) E, soprattutto,
+sorreggetene l'anima trafitta! Io, vado, invece, a perdere la mia!
+(_Esce a precipizio._)
+
+SUORA MARTA
+
+Sonia! Sonia!... (_Tenendola, incuorandola_) Mia buona Sonia! Mia buona
+figliuola!... Preghiamo il Signore!... Preghiamolo insieme!...
+
+SONIA
+
+(_cadendo in deliquio_) No, Suora Marta! Non so piú pregare...
+
+
+SIPARIO.
+
+
+FINE.
+
+
+Avvertenza.--Nella pagina seguente, le note della preghiera corale delle
+Ricoverate.
+
+
+ [Illustrazione: note della preghiera.
+
+ CORO
+
+ Ancora ancora serbaci o Signore
+ il tuo favore d'ogni bene quaggiù.... principio e
+ via E così sia. E così sia.]
+
+
+
+
+ REMO SANDRON, Editore--Libraio della R. Casa
+
+ Milano-Palermo-Napoli-Genova-Bologna-Torino-Firenze
+
+ Opere di ROBERTO BRACCO
+
+ Edizioni SANDRON
+
+ _TEATRO:_
+
+ =Volume I.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.
+
+ =Non fare ad altri...= Commedia in un atto.--=Lui, lei, lui.= Commedia
+ in un atto.--=Un'avventura di viaggio.= Commedia in un atto.--=Una
+ donna.= Dramma in quattro atti.--=Le disilluse.= Fiaba in un
+ atto.--=Dopo il veglione.= Scenette.
+
+ =Volume II.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 364.
+ =Maschere.= Dramma in un atto.--=Infedele.= Commedia in tre atti.--=Il
+ Trionfo.= Dramma in quattro atti.
+
+ =Volume III.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 385.
+
+ =Don Pietro Caruso.= Dramma in un atto.--=La fine dell'Amore.= Satira
+ in quattro atti.--=Fiori d'arancio.= Idillio in un atto.--=Tragedie
+ dell'Anima.= Dramma in tre atti.
+
+ =Volume IV.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.
+
+ =Il diritto di vivere.= Dramma in tre atti.--=Uno degli onesti.=
+ Commedia in un atto.--=Sperduti nel buio.= Dramma in tre atti.
+
+ =Volume V.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 387.
+
+ =Maternità.= Dramma in quattro atti.--=Il frutto acerbo.= Commedia in
+ tre atti.
+
+ =Volume VI.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 290.
+
+ =La piccola fonte.= Dramma in quattro atti.--=Fotografia senza....=
+ Scherzetto.--=Notte di neve.= Dramma in un atto.--=La chiacchierina.=
+ Monologo.
+
+ =Volume VII.=--in-16, pagg. 308.
+
+ =I fantasmi.= Dramma in quattro atti.--=Nellina.= Dramma in tre atti.
+
+ =Vol. VIII.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, con una nota dell'Autore e con
+ un'appendice, in 16, pagg. 288.
+
+ =Il piccolo Santo.= Dramma in cinque atti.--=Ad armi corte.= Commedia
+ in un atto.
+
+ =Volume IX.=--in-16, pagg. 340.
+
+ =Il perfetto amore.= Dialogo in tre atti.--=Nemmeno un bacio.= Dramma
+ in tre atti e un epilogo.
+
+ =Volume X.=--2ª edizione, in-16, pagg. 348.
+
+ =L'internazionale.= Commedia in un atto.--=L'amante lontano.= Dramma
+ in tre atti.--=Ll'uocchie cunzacrate.= Dramma napoletano in un
+ atto.--=La culla.= Dramma in un atto.
+
+ =I PAZZI. Con un preambolo dell'Autore.=
+
+ _VERSI:_
+
+ =Vecchi versetti.=--Con prefazione dell'Autore, note dell'editore e
+ glossario.
+
+ _NOVELLE:_
+
+ SMORFIE GAIE E SMORFIE TRISTI
+
+ Volume 1º =SMORFIE TRISTI.= _Un volume in-16, pagg. 334._
+ » 2º =SMORFIE GAIE.= _Un volume in-16, pagg. 304._
+ » 3º =LA VITA E LA FAVOLA.= _Un volume in-16, pagg. 316._
+ » 4º =OMBRE CINESI.= _Un volume in-16, pagg. 320._
+
+ _SCRITTI VARII:_
+
+ =Tra i due sessi.=--Volume di pagg. 70.--2ª edizione.
+
+ Edizioni GIANNINI
+
+ =Tra le Arti e gli Artisti.=--Volume di pagg. VIII-390
+ =Tra gli uomini e le cose.=--Volume di pagg. 362.
+
+ Prezzo del presente volume: _Lire NOVE_.
+
+
+
+
+
+ Nota del Trascrittore
+
+ Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così
+ come le grafie alternative (dubbi/dubbî/dubbii, vizi/vizî/vizii e
+ simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
+ Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo
+ originale):
+
+ 101 - IV. [VI.]
+ 118 - ho lasciate sul pianerottolo [pianerrottolo]
+ 142 - da Lorenzo Gemmi [Gianni]
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI ***
+
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+works. See paragraph 1.E below.
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+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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