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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-14 20:02:55 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I pazzi + +Author: Roberto Bracco + +Release Date: January 23, 2011 [EBook #35048] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + + + + + + ROBERTO BRACCO + + I PAZZI + + DRAMMA IN QUATTRO ATTI + + + 1922 + + REMO SANDRON--Editore + + Libraio della R. Casa + MILANO - PALERMO - NAPOLI - GENOVA - BOLOGNA - TORINO - FIRENZE + + Copyright by Roberto Bracco 1922 in the United States of America. + + +PROPRIETÀ LETTERARIA + +_I diritti di riproduzione, di traduzione, ecc. sono riservati per tutti +i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia._ + +È assolutamente proibito di rappresentare questa produzione senza il +consenso scritto dell'Autore (_Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre +1882_). + + [Illustrazione: firma dell'autore] + +Off. Tip. Sandron--119--I--100522. + + + + +PREAMBOLO + + +_Ho voluto graziare questo dramma che gemeva nel prefunerario cassetto +delle mie cose inedite e condannate a un rogo piú o meno lontano, +perché, leggendolo (evidentemente lo avevo scritto, ma non lo avevo +letto mai) ho ritrovate, vive e cospicue, sotto la polvere d'una +affrettata negligenza scettica, le ragioni donde mi germinò nella +commossa fantasia. Esso è, in vero,--quale che sia il valore estetico +che contenga--la continuazione, il compimento, la sintesi, il culmine +sillogistico di molte opere mie d'indole tragica, forse non pregevoli e +tuttavia non spregiate e non ancora a me discare. E mi sembra che ciò +debba risultar netto a chiunque abbia avuta la cortesia di guardare al +cammino che io, illuso o disilluso, alacre o accidioso, ho percorso fin +qui nel campo scenico, tra la volubilità delle platee e quella della +ribalta, sempre serbandomi piú tenero dei miei lettori che non delle une +e dell'altra, sempre sognando un po'... un teatro senza teatro. (È una +mia antica e fissa idea che si possa non destinare al teatro--cioè alla +rappresentazione--un'opera a cui si sia data l'impronta della scena. Non +è forse presumibile che l'artista abbia prescelta questa impronta +soltanto perché è quella piú vicina a una forma di vita?...)_ + +_Il costrutto del dramma graziato, che, mediante il salvacondotto della +tipografia, potrà liberamente vivere o vivacchiare e morire di morte +naturale e che si aderge a compiere la sagoma d'una piramide +racchiudente le già vissute opere cui ho accennato, non è da enunciare +in una baldanzosa conclusione, né in una sbandierabile sentenza, ma +bensí in due interrogazioni, trepide e pur pungenti:_ + +_--Dove finisce, nell'animale umano, la saggezza e dove comincia la +follia?_ + +_--Quali sono, nel nostro mondo, i pazzi e quali sono i savii?_ + +_Ecco, nella trama e nella sostanza, il mio dramma, che le due +interrogazioni rivolge a me stesso e all'umanità._ + +_L'umanità non risponde. E non rispondo nemmeno io. Quattro volte cala +il velario sulla controversa vicenda inscenata. L'ultima volta cala +lasciando che le due interrogazioni proseguano, vie piú aguzze, a +pungere l'umanità e me, come in una eco perpetua._ + +_L'Arte non offre, non indica, non suscita soluzioni di problemi che +anche la Filosofia invano affisa o sviscera o espone scevri di scorie. +Al piú al piú, si sforza di tradurli in visioni che parlino alla +sensibilità, senza troppo incomodare la mente._ + +_I_ pazzi _del mio dramma sono appunto una visione composta +dall'Arte:--dalla povera Arte di un pazzo... o di un savio._ + + _Roberto Bracco_ + + Febbraio, 1922. + + + + +I PERSONAGGI DEL DRAMMA + + + SONIA ZAROWSKA + ULRICO NARGUTTA + FRANCESCO FLORIANI + AGNESE FLORIANI + + _Il professor_ ANTONIO BERNARDI + LORENZO GEMMI + _Il Signor_ LEMMS + _Un Agente della Polizia_ + _Suora_ MARTA + _Il Guardiano--d'una Casa di Salute_ + _Le Ricoverate_ + _Una cameriera_ + + + + +PRIMO ATTO + + +_Lo studio del dottor_ FRANCESCO FLORIANI. + +_Nella parete di fondo, una porta che dà in un salotto. Una porta--in +secondo piano--a sinistra. Dallo stesso lato--in primo piano--uno +scrittoio, con la relativa seggiola a bracciuoli, di cui la spalliera è +accostata al muro, e un divano che, formando un angolo con lo scrittoio, +si stende parallelo alla parete di fondo fin quasi al centro della +stanza. Qualche tavolino, qualche seggiola a sdraio, qualche seggiola +leggera. Un'altra porta--in primo piano--a destra. Ampie librerie. Sullo +scrittoio, libri, carte, fascicoli, l'apparecchio del telefono, i +bottoni della soneria elettrica e una grande fotografia: la fotografia +di_ AGNESE FLORIANI, _in una cornice finemente intarsiata_. + +_Una severa signorilità._ + + +I. + +(FRANCESCO _è seduto allo scrittoio. Agnese è seduta sul divano. +Tacciono entrambi, cogitabondi, in una greve tristezza._) + +(_Il tintinnio del telefono risuona indiscreto._) + +FRANCESCO + +(_contrariato--avvicina il microfono._) Pronto. (_Pausa._) Io sono il +dottor Floriani. E lei?... Chi è lei?... (_Ascolta. Pausa._) Non sento. +Un po' piú forte, prego. (_Ascolta. Pausa._) Cosa dice?... (_Ascolta. +Pausa._) Ah, ho capito finalmente! Dice d'essere una mentecatta. Se +desidera di consultarmi, venga pure. Ricevo di solito dalle 15 alle 17. +(_Ascolta. Pausa._) Non desidera di consultarmi? E che vuole da me? Si +sbrighi! Che vuole?... (_Ascolta. Pausa._) Non vuole niente! E allora +perché mi ha chiamato?... (_Ascolta. Pausa._) Esattissimo! Ammiro la sua +perspicacia. È insensato domandarle il movente dei suoi atti o delle +idee che le passano pel capo. Neanche ai savii bisognerebbe rivolgere di +simili domande. La ossequio. (_Ripone il microfono sul cavalletto._) + +(AGNESE _e_ FRANCESCO _tacciono ancora. Ciascuno dei due è intento al +silenzio dell'altro._) + +FRANCESCO + +... E abbiamo, una volta di piú, taciuto abbastanza, dopo di avere, una +volta di piú, abbastanza parlato. Torna alle tue occupazioni, tu, come, +alla men peggio, io tornerò alle mie. Tant'è: o parlando o tacendo, noi +ci aggiriamo in un laberinto: nel piú intricato dei laberinti. Avremmo, +forse, potuto uscirne solamente se fosse crollato il tuo ermetico +orgoglio. Esso è incrollabile, perché custodito dall'istinto. Non +troveremo mai una via di uscita. + +AGNESE + +(_con un accento coraggioso che squarcia la tristezza_) Io l'ho trovata! + +FRANCESCO + +Non lo credo. + +AGNESE + +Sí, l'ho trovata. + +FRANCESCO + +Sei presa da uno sdegno che sempre piú allontana da te e da me la +probabilità di trovarla. + +AGNESE + +L'ho trovata, l'ho trovata, Francesco! + +FRANCESCO + +Ma che stai per propormi, Agnese?! Tu mi fai tremare. Una perfida +temerità lampeggia nei tuoi occhi. + +AGNESE + +Perfida, no: astiosa, bensí, e ribelle, come la temerità di chi, +all'approssimarsi di un immane pericolo immeritato, insorge con tutte le +sue forze per superarlo e per trionfarne! + +FRANCESCO + +Quale sarebbe la via di uscita che hai trovata? + +AGNESE + +Noi dobbiamo separarci. + +FRANCESCO + +(_in un afflusso d' amarezza_) Questo sai volere, raccogliendo le mie +angosce e i miei gemiti? Questo sai offrirmi per placarmi, tu che sei +stata per me la donna unica e che hai assorbita tutta la mia essenza di +uomo? Ah, che desolazione! E che miseria! + +AGNESE + +Io ti ripeto, ogni giorno, ogni giorno, che nulla mi ha mutata, che +nulla mi muterà mai. Te lo ripeto a fronte alta e con la voce ferma. E a +fronte alta, come una martire cristiana, subisco di essere dilaniata +dalla tua diffidenza che non si determina in nessun perché, che non +parte da nessuna circostanza visibile, che non denunzia nessun segno di +defezione del mio cuore e dei miei sensi nei nostri rapporti coniugali. +Somiglia al coltello di un chirurgo capriccioso caparbio audace e +inesperto che si ostini a sbrandellare le carni di un corpo sano per +cercarvi una rovina che non c'è. È uno scempio inaudito! Io sono stanca! +Non ne posso piú! Non ne posso piú! Non resisto piú! E anche tu sei +stanco!... Sei stanco della tua travagliata e vana inchiesta. Sei stanco +della tua crudeltà che ti ha logorato non meno di quanto abbia logorato +me. Eppure continui a non aver fiducia nella interezza del mio affetto +di moglie e d'amante, e quotidianamente la tua diffidenza ricomincia a +dilaniare, a sbrandellare... No! No! È troppo! Noi ci separeremo, e Dio, +se vuole, ci assisterà! + +FRANCESCO + +Sta' tranquilla, Agnese. Ci separeremo. (_Con apparente calma_) Che per +molti motivi questa soluzione sia logica non me lo dissimulo. E se non +fosse o non mi sembrasse logica?... A me basterebbe a renderla +necessaria il fatto stesso che tu la proponi. Dicendo: «separiamoci», tu +schianti i pochi puntelli dell'edificio sconnesso. E non c'è piú modo di +sorreggerlo!... (_Svoltando_) Fortunatamente, non abbiamo figli. È stata +una beffa infame che il destino ha gettata sui bollori della nostra +unione. Nondimeno, ora, per noi è una sagace fortuna. Senza figli, il +separarci sarà la cosa piú spiccia e piú semplice del mondo: spiccia e +semplice come sono, in generale, le grandi tragedie della vita!... (_Si +leva, si morde un pugno, cammina per la stanza, sbandato. Poi, si +ferma._) E cosí, in due minuti, tutto è accomodato, tutto è definito. +Non piú legami, non piú controlli di sentimenti e di pensieri. Non piú +lo scempio inaudito!... Ciascuno di noi due non apparterrà che a sé +medesimo. Tu ti porterai via la tua verità salvandola dalle mie +intransigenti e cupide investigazioni. E io resterò vedovo, saturandomi +d'un rancore innocuo per te e guardando discendere in un baratro, +insieme col passato, la mia povera felicità ridotta in frantumi. + +AGNESE + +E non anche la mia, forse?... Non anche la mia?... Dillo! Dillo! + + +II. + +SUORA MARTA + +(_dalla sinistra, prima d'entrare_) Permesso? + +FRANCESCO + +(_ricomponendosi_) Avanti, Suora Marta. Che c'è? + +SUORA MARTA + +(_entrando_) Il professor Bernardi ha quasi terminata la sua visita alle +ricoverate. + +FRANCESCO + +(_battendosi la fronte con la mano_) Ah già! C'è la visita del professor +Bernardi!... + +SUORA MARTA + +(_comprende di essere--involontariamente--importuna._) Ma non si +scomodi, direttore. Il professor Bernardi mi ha raccomandata di +comunicarle che, se lei ha da fare, egli non vuole disturbarla. Ha +soggiunto che, dovendo trattenersi ancora in questa città, avrebbe il +tempo di ritornare per salutarla. + +FRANCESCO + +Piú o meno, ho sempre da fare. + +SUORA MARTA + +Gli riferirò che lei si scusa per oggi. + +FRANCESCO + +No, Suora, no. Che penserebbe di me?... Io non l'ho accompagnato durante +la sua ispezione scientifica affinché il contegno delle ricoverate non +risentisse della mia presenza, della mia immediata vigilanza. E mi pare +che egli abbia apprezzata questa mia scrupolosità. Ma adesso mi è +doveroso parlargli, mi è doveroso di stare un po' con lui. Gli direte +che io lo aspetto qui o che mi faccia avvertire appena si sarà sbrigato. + +SUORA MARTA + +Sta benissimo. (_Via._) + +FRANCESCO + +Ed eccomi assillato, eccomi vessato dai miei doveri e dalle mie +responsabilità quando vorrei potermi sottrarre a tutto quello che mi +ricorda di essere vivo! + +AGNESE + +(_già in piedi_) Le tue responsabilità e i tuoi doveri sono +provvidenziali oggi e saranno provvidenziali in avvenire. Non +lamentartene. Io te l'invidio!... T'impediranno di abbatterti. +Impegneranno le tue ore in un'attività che, per quanto imposta, ti sarà +poi di sollievo. + +FRANCESCO + +(_acido, e torvo_) Mi condanneranno a uno sforzo di sdoppiamento: a uno +sforzo in cui corre il rischio di spezzarsi chi non possegga +l'elasticità di coscienza per la quale è facile infingersi o mentire! +(_Un intervallo._) E siamo intesi. + +AGNESE + +Siamo intesi davvero, Francesco! (_Tutta raccolta, esce._) + +FRANCESCO + +(_tra sé--scervellandosi_)... Ghermire quello che è dentro l'involucro +che si può toccare, quel che è al di là della fisonomia e dei gesti che +si vedono, al di là della voce e della parola che si odono: questo è il +problema insolubile!... + + +III. + +BERNARDI + +(_nella stanza contigua, a sinistra_) Grazie, gentilissima Suora, e non +mi dimentichi! + +FRANCESCO + +(_si sforza di assumere un atteggiamento di cordiale cortesia e gli va +incontro._) Favorisca, Professore! Favorisca! + +BERNARDI + +(_avanzandosi_) Sono a lei, collega. (_È un uomo sulla cinquantina. +Alto. Magro. Adusto. Elegante. Disinvolto. Barbetta a punta, brizzolata. +Naso lungo, arcuato. Sopracciglia convergenti. Sguardo fosforescente, +penetrante. Ha un po' un'aria da Mefistofele bonario. Il suo sorriso è +buono. Parla con aristocratica affabilità e con ricercatezza, +ascoltandosi, assaporando la frase fiorita arguta._) + +FRANCESCO + +Ella mi ha sospettato di tanta indifferenza da rinunziare a mietere +súbito le sue impressioni e a darle súbito qualche schiarimento! Mi +faceva torto. + +BERNARDI + +Pardon!... L'indifferenza è spesso un'affermazione di serenità. Mi +sarebbe parsa legittima in lei. E anche piú legittima mi sarebbe parsa +una piú limitata tolleranza della mia indiscrezione. + +FRANCESCO + +Un linguaggio cosí umile è paradossale sulla bocca dell'insigne +professor Antonio Bernardi. + +BERNARDI + +Una vera indiscrezione è stata la visita che ella mi ha consentita. Ciò +che giustifica l'indiscrezione è la speciale fama di cui Ella gode e di +cui è circondato questo monastico rifugio della psicopatia femminile. +Una attrattiva irresistibile! + +FRANCESCO + +(_con dignitosa modestia_) La fama di cui godo?... Io sono l'ultimo +arrivato. + +BERNARDI + +_Last not least_, come sottilmente dicono gl'inglesi. + +FRANCESCO + +Ma è certo che questo rifugio non è che l'abbozzo di una Casa di Salute. + +BERNARDI + +Protesto, collega! Molto piú di un abbozzo! + +FRANCESCO + +Minuscola. Rachitica. Incompleta. E mi cruccio di non avere i mezzi per +ampliarne la capacità ospitale, per svilupparne l'efficienza. + +BERNARDI + +Già troppa la sua abnegazione! È notorio che ella giuoca e perde alla +roulette dell'altruismo tutte le sue entrate di possidente. + +FRANCESCO + +Mio padre mi lasciò un titolo di conte che ho seppellito e un po' di +proprietà che onoro col dedicarne le non larghe rendite a un'opera di +soccorso. + +BERNARDI + +E non trova appoggi finanziarii per una fondazione d'indole cosí +filantropica?! + +FRANCESCO + +Cercandone, forse ne troverei. Ma avendo voluto adottare dei metodi +esclusivamente miei, ho dovuto serbare al Ricovero un carattere di +personale esperimento e di personale filantropia. Inferme che paghino, +difatti, non ne ammetto se non in linea eccezionale, e sempre che io +abbia un posto disponibile l'offro a qualche inferma povera o accolgo +gratuitamente quella che mi sia portata, come una naufraga, dalla marea +delle sue sventure. + +BERNARDI + +Tutto ciò è sublime! + +FRANCESCO + +No, non è sublime. C'è in me--gliel'ho confessato--un'ambizione di +autonomia, una ostinata insubordinatezza. + +BERNARDI + +Anche questa «insubordinatezza» accede alla sublimità. Nella cura della +follia o della semi-follia ella si è proposto di sostituire l'influsso +dell'Idealismo ai dettami positivistici. Verso le vie del cielo! _Coelum +accipere!_ + +FRANCESCO + +Mettiamo i punti sugl'_i_, Professore. Non vorrei che mi si tacciasse di +cecità. Secondo me, l'Idealismo è creatore o coefficiente di coesione +morale, e, secondo me, coesione morate è sanità della mente, è vigoria +dell'anima. Io sostituisco l'influsso dell'Idealismo ai dettami +positivistici solamente quando la causa della follia o della semi-follia +non permanga nel dominio del clinico e quando, perciò, il positivismo +onesto non abbia nulla da fare. Idealista, sí. Cieco, no. + +BERNARDI + +Evidentissimo, perdiana! + +FRANCESCO + +Tuttavia, lo so che nel campo della scienza ufficiale io non sono che un +reprobo, un traditore. + +BERNARDI + +La scienza ufficiale è in piena bancarotta, non vale la pena di esserle +devoto. + +FRANCESCO + +M'incoraggia a tradirla proprio lei che è un ortodosso? + +BERNARDI + +Un miscredente, sono! Un malinconico miscredente! La piú nera +miscredenza mi si è infiltrata dentro e non mi lascia piú. Sono da +compiangere, io. Lei, almeno, può illudersi di utilizzare il suo +idealismo procedendo da un punto di partenza che, après tout, non è +arbitrario. Si chiama psichiatria la dottrina che riguarda le malattie +mentali. La parola stessa di questa denominazione già implica che in +origine la sede di tali malattie è stata ritenuta la psiche, ovverosia +l'anima, che sarebbe il cosiddetto principio spirituale della vita. Ella +ha quindi il diritto di concludere: curiamo l'anima. E ha, inoltre, +quello di ridere in faccia ai psichiatri incondizionatamente +materialisti che della vita ostentano rinnegare il principio spirituale, +mentre, per tacito consenso, lo ammettono nella denominazione della loro +dottrina. Il guaio grosso è per me, che ho professato il positivismo e +ogni giorno ne ho costatato il fiasco, che era, poi, il mio fiasco! Non +sapevo piú da che parte voltarmi. Interrogavo i fatti a uno a uno per +cavarne l'indicazione di una cura diritta e razionale. Fatica da Sisifo! +Il positivismo applicato alla psichiatria è un ammasso di preconcetti +cristallizzati, i quali danno sempre ai fatti le medesime fisonomie, +false e bugiarde. E poiché essi mi restavano addosso, appiccicati come +crittogame, e non c'era mezzo di espellerli, i fatti mi restavano +davanti come sfingi perverse, a confondermi, a sfidarmi, a dileggiarmi, +a provarmi l'inanità della mia scienza, a irritarmi fino alle piú +estreme conseguenze. Le attesto che talvolta ho sentito d'impazzire +anch'io. + +FRANCESCO + +E no, Professore! Questa è una iperbole! Una triste iperbole! + +BERNARDI + +(_spiccando le sillabe_) «Ho sentito--ripeto--d'impazzire anch'io». Mi +esprimo con esattezza storica, egregio collega. Mi è accaduto +precisamente di avvertire i prodromi di uno squilibrio cerebrale. Se ne +meraviglia molto?... Ci asterremo, per altro, dall'asserire che sia un +caso originalissimo. Parecchi squilibrî cerebrali, latenti o flagranti, +contristano la famiglia dei psichiatri, e non è mai da escludere la +possibilità che un medico di pazzi impazzisca. + +FRANCESCO + +(_con un lieve sorriso_) Ma ella ha i connotati della piú solida e piú +resistente saggezza. + +BERNARDI + +L'opinione plebea che molti savi sembrino pazzi e viceversa... non è del +tutto infondata. + +FRANCESCO + +L'esperienza discerne. + +BERNARDI + +Discerne sempre--me lo consenta--attraverso la stalattite del nostro +convenzionalismo. Noi non sappiamo differenziare la follia dalla +saggezza che per quei connotati i quali proprio noi abbiamo attribuiti +all'una e all'altra. + +FRANCESCO + +(_turbandosi_) Il suo scetticismo inesauribile sconforta e disorienta... +E nessuno può esserne piú sconfortato e piú disorientato di me. (_Con un +distacco di voluta disinvoltura_) Ma, Dio buono, non l'ho ancora +invitata a sedere. Prego... Prego.... Meglio tardi che mai. + +BERNARDI + +... Non m'ero accorto di stare in piedi. Siederò. + +(_Seggono sul divano._) + +FRANCESCO + +(_scusandosi_) Vivo da un pezzo fuori del mondo. Comincio a perdere le +abitudini della buona educazione. + +BERNARDI + +C'è da compiacersene. La buona educazione è ingannevole come il +belletto. + +FRANCESCO + +E le sue impressioni, dunque? + +BERNARDI + +Non se ne disinteressa neppure dopo che mi sono cosí cordialmente +discreditato? + +FRANCESCO + +Non è uomo lei da discreditarsi in cinque minuti. + +BERNARDI + +Ma vedrà che altri cinque mi basteranno. _Partie remise_, a breve +scadenza! Le mie impressioni... Devo premettere che, da quando ho avuta +la visione chiara della inettitudine in cui mi dibattevo, ho piantata la +mia clientela, mi son munito di una valigia e mi son dato a un faticoso +_tourisme_. A cinquant'anni--l'età classica dei lauri e dei riposi +accademici--io faccio un modesto viaggio... d'istruzione. Vado attorno +per conoscere la clientela altrui e l'altrui esercizio professionale con +la speranza d'imbattermi in qualcosa che mi dia un po' di nuovo +nudrimento. Ero bene informato dei suoi criterî, emergenti dal libro che +ella ha scritto in collaborazione col compianto Paolo Gemmi--un +idealista che, morendo di suicidio, non ha di certo corroborato +l'Idealismo--e, quantunque io aborrissi ferocemente quei criterî come +astrazioni teoriche, varcando la soglia della sua Casa di Salute ho +_armistiziata_ la mia ostilità, con una tendenza conciliativa. Mi son +detto: «Chi sa!... Vediamo di che si tratta, _de visu et auditu_.» E piú +mi ha ammansito la sua spontanea decisione di non presenziare i miei +colloqui con le ricoverate. I nevrastenici, i nevropatici, gli aberrati, +gli alienati, e perfino gli ebeti, alla presenza del medico +curante--particolarmente se sia anche il loro benefattore--, serbano, +come per un mimetismo servile, un contegno che non corrisponde davvero +al loro grado di mentalità. Somigliano--diciamolo pure--alle bestie in +cospetto del padrone che le abbia ammaestrate. Sicché, ella eliminava +l'esibizione degli effetti effimeri e illusorî. Bellissimo gesto! + +FRANCESCO + +Un gesto di rudimentale lealtà. + +BERNARDI + +Ed oltremodo lieto ero che, tutto sommato, un inconsueto ottimismo mi +scortasse. + +FRANCESCO + +Ebbene? + +BERNARDI + +Mi affretto a dichiararle che i primi scandagli mi hanno pienamente +soddisfatto. Riscontravo in quelle menti un assetto singolare, una +notevolissima coordinazione nei rapporti col mondo esteriore, uno +svolgimento del pensiero abbastanza vicino alla continuità logica. Ma, +purtroppo, egregio e caro collega, la insistenza della mia ispezione ha +mutati in ortiche i fiori còlti dal mio neo-ottimismo. Dubbi su +dubbi!... + +FRANCESCO + +Gradirei qualche esempio, Professore. + +BERNARDI + +Piuttosto li riassumo e glieli sottometto in forma interrogativa, con la +piú nitida schiettezza. Non sono forse--domando io--irreperibili o +dissipati, in quelle menti, i segni della personalità e del libero +arbitrio? Convinto di avere piú o meno raddrizzate dieci, dodici, +quindici menti, non le ha, forse, ella, invece, soppresse o represse in +una specie di uniformità, quasi che le abbia chiuse in tanti astucci +simili? E questi risultati non sarebbero forse dovuti... a un potere +formidabile della sua volontà, in cui la vecchia scienza riscontrerebbe +di leggieri una influenza tutta positivistica e tutta divergente +dall'influsso di quell'idealismo che ella, in buona fede, intende di +utilizzare?... Ecco le ortiche, collega. + +FRANCESCO + +Se ella, professore, si trattenesse qui una intera giornata, si +persuaderebbe che l'uniformità subisce tante variazioni quante sono le +mie ospiti. Gli elementi che compongono la loro personalità--l'origine, +l'atavismo, il temperamento, le condizioni sociali, le efflorescenze +della vita vissuta--si modificano, ma non spariscono. La cura dell'anima +vuole e può aspirare a rendere fissa e predominante, in dieci, in +dodici, in quindici cervelli una forza direttiva unica che tende a +salvarli: non vuole e non può staccarli dalla esistenza individuale, +dagli elementi che la compongono. E se ella, trattenendosi qui una +intera giornata, mi stesse accanto, si persuaderebbe che questa forza +direttiva non è determinata da un potere formidabile della mia volontà, +il quale minacci il libero arbitrio come il potere d'un ipnotizzatore, +ma sibbene da una dolce disciplina genuinamente educativa che avvia alla +bontà, all'orrore per il peccato, alla fraternità cristiana, alle gioie +del benessere fornito dalla virtù! + +BERNARDI + +... Una certa dose di _haschich_, servita a cento mussulmani diversi, +discopre ugualmente a ognuno di essi il paradiso di Maometto!... Ma non +badi alle mie divagazioni... e, soprattutto, non pensi che io ardisca di +combatterla nelle sue trincere. La malattia dell'autocritica fa +dell'«insigne professore Antonio Bernardi» un fantaccino disarmato e +sprovveduto di umor bellico. Non rintuzzo, non polemizzo, e, +timidamente, mi ritraggo. + +FRANCESCO + +Ahimé!... Sono io indotto a polemizzare! Polemizzo, le garantisco, piú +con me stesso che con lei. E polemizzano cosí tutti coloro che temono +d'errare. I dubbi da lei esposti trovano un propizio terreno nella mia +coscienza, dove... (_una densa mestizia lo adombra_) ogni dubbio molto +facilmente alligna. + +BERNARDI + +(_vivace_) In altri termini, siamo tra noi meno lontani che non sembri, +e ben presto cammineremo a braccetto su una via di mezzo. Ella avrà +continuato a sperimentare, io avrò continuato a istruirmi. Saremo--non +se ne accori--piú inetti di oggi. Ma auguriamoci che, ciò non ostante, +accompagnandoci a vicenda, riesciremo ad affrancarci dai dubbii spinosi +e quindi dal timore d'errare. + +FRANCESCO + +Sarebbe un beneficio per chi ha bisogno dell'opera nostra. + +BERNARDI + +Sarebbe un beneficio per noi, collega! L'uomo che non teme d'errare è +probabilmente un imbecille, ma è sempre un uomo felice. E _sur ça_, +prendo congedo. + +FRANCESCO + +(_dissimula un moto di sollievo, facendo atto di sollecita +condiscendenza._) + +(_Si alzano. Si stringono la mano._) + +BERNARDI + +Le proffero _toto corde_, Francesco Floriani, la mia amicizia e la mia +gratitudine. + +FRANCESCO + +Rifiuto la gratitudine, accetto l'amicizia. (_Scorciando_) La sua +carrozza, Professore, è al cancello del giardino? + +BERNARDI + +No. L'ho lasciata giú, alla svolta. Ho voluto discendere lí per ammirare +dappresso il marmoreo angioletto che addita, con l'indice teso, l'asilo +salutare. + +FRANCESCO + +Una puerilità. + +BERNARDI + +Un gentile simbolo poetico. + +FRANCESCO + +(_precedendolo verso il fondo_) Per di qua, Professore. Da questa parte +troverà piú presto la sua carrozza. + +BERNARDI + +Non si dovrebbe scegliere la via piú breve uscendo da un luogo donde si +esce a malincuore... + +FRANCESCO + +(_sulla porta gli dà il passo. E via, con lui._) + + +IV. + +IL GUARDIANO + +(_entra, zelantissimo, dalla sinistra, togliendosi il berretto._) Signor +Direttore... (_È un omino attempato, segaligno, arzillo, col naso +aguzzo, con gli occhietti neri, tondi, mobilissimi, lucidi._) (_Guarda +attorno._) Non c'è... (_Consulta il suo orologio._) Le quindici e tre +minuti! (_Severo_) A quest'ora non dovrebbe muoversi dal suo studio. +(_Consulta di nuovo l'orologio._) Precisamente: le quindici e tre +minuti! (_Ricorda, brontolando, gli ordini del Direttore:_) «Dalle +quindici alle diciassette ricevo tutti. Annunzierai chiunque chieda di +essere ricevuto.» E poi?... Non c'è! (_Scontento ed energico, chiama:_) +Signor Direttore!... Signor Direttore!... + +FRANCESCO + +(_dal fondo_) Perché gridi cosí, Michele? + +IL GUARDIANO + +Per chiamarvi. + +FRANCESCO + +Di': che vuoi? + +IL GUARDIANO + +Che voglio?... Eseguo i vostri ordini con l'orologio alla mano. (_Lo +cava fuori ancora una volta_) «Dalle quindici alle diciassette ricevo +tutti. Annunzierai chiunque chieda di esser ricevuto.» + +FRANCESCO + +Oggi, no. + +IL GUARDIANO + +(_burbero_) Oggi, no?!... E non mi avete avvertito! Voi rimettete la +testa sul collo a coloro che l'hanno perduta, e a me la fate perdere. + +FRANCESCO + +Non chiacchierare troppo. Michele, e modera il tuo zelo. Chi c'è di là? + +IL GUARDIANO + +Un tale a cui non garbava di declinare il suo nome. Pretendeva di non +essere annunziato. Pareva che entrasse in un caffè, in una trattoria, o +peggio.--«Di qui, senza nome, non si passa!»--«Io sono sempre passato e +passerò.»--«E io, da sei mesi che mi pregio di stare al servizio del +dottor Francesco Floriani come custode della sua Casa di Salute, non vi +ho mai visto. Voi non passerete!» + +FRANCESCO + +Ti lodo, Michele, ma adesso non ti dispiaccia di abbreviare. + +IL GUARDIANO + +L'ho messo alle strette e finalmente mi ha incaricato di annunziare +(_calcando le parole:_) «Ulrico Nargutta, ex pazzo.» + +FRANCESCO + +(_con una certa emozione_) Ulrico Nargutta!... Fallo passare! Fallo +passare immediatamente!... È come una persona di famiglia. Sii molto +riguardoso con lui; e gli permetterai di entrare e di uscire quando +vorrà. + +IL GUARDIANO + +Non devo annunziare--caso mai--nessun altro? + +FRANCESCO + +Nessun altro. Vai, Michele! Non indugiare di piú. + +IL GUARDIANO + +(_con autorità_) E mi raccomando: niente contrordini. + +FRANCESCO + +Niente contrordini, non dubitare. + +IL GUARDIANO + +(_impettito e minaccioso_) Si presenti anche il signor Domineddio, lo +mando al Diavolo! + +FRANCESCO + +(_tra sé_) Venga, venga il mio vecchio amico! Con lui non sarò obbligato +a reprimermi, a mascherarmi... (_S'appressa alla porta dalla quale è +uscita AGNESE, e v'inoltra lo sguardo._) + + +V. + +ULRICO + +(_comparisce dal lato opposto, e si ferma profilandosi in una comica +prosopopea._) Ulrico Nargutta, ex pazzo! + +FRANCESCO + +(_si volta.--Non si raccapezza._) Tu sei Ulrico?! + +ULRICO + +Ne sono sicuro. + +FRANCESCO + +In fede mia, incontrandoti per istrada, non avrei potuto ravvisarti. +Lascia che ti abbracci, disertore! Ho molto piacere di averti +recuperato. + +ULRICO + +Recuperatissimo! + +FRANCESCO + +(_abbracciandolo_) Ma ti sei proprio costruito un altro aspetto! + +ULRICO + +S'intende bene! Non piú capelli lunghi, non piú la selvatica vegetazione +della barba e dei baffi, viso limpido, bocca sorridente, un elegante +monocolo che rende vezzoso l'occhio piú guercio: tutto un insieme +conveniente e quasi attraente. Veste nuova per l'uomo rinnovato! Il +pazzo che tu non sapesti guarire non c'è piú. Fammi le tue +congratulazioni, e dichiara che come medico sei una bestia. + +FRANCESCO + +Lo dichiaro volentieri, e non esito a congratularmi con te. + +ULRICO + +Non ci vediamo, su per giú, da un anno, a misura di calendario. + +FRANCESCO + +E non c'è stato mezzo di rintracciarti. Io ignoro sempre la tua +abitazione. + +ULRICO + +Per lo piú, la ignoro anche io! + +FRANCESCO + +E in quest'anno?... + +ULRICO + +Metamorfosi! Metamorfosi e guarigione completa! Ti prego di credere che +sei al cospetto del piú savio degli uomini! + +FRANCESCO + +Non è inverosimile. + +ULRICO + +Mi sono guarito da me, caro il mio dottore! + +FRANCESCO + +Neppur questo è inverosimile. + +ULRICO + +Ma il merito--spieghiamoci--non è tutto mio. + +FRANCESCO + +Sei modesto! + +ULRICO + +Mi son fatto consigliare... Indovina da chi. + +FRANCESCO + +Non indovino. Dimmelo. + +ULRICO + +Mi son fatto consigliare dall'umanità. + +FRANCESCO + +Il consiglio dell'umanità è la somma di parecchi milioni di consigli. + +ULRICO + +Ma rettifico: da una parte dell'umanità mi son fatto consigliare. + +FRANCESCO + +Dalla migliore. + +ULRICO + +Dalla peggiore! (_Siede a cavalcioni su una seggiola._) Mi attengo, +t'avverto, al giudizio corrente, tanto per capirci. + +FRANCESCO + +Il che, peraltro, non è indispensabile. + +ULRICO + +Secondo il giudizio corrente, è la parte peggiore dell'umanità quella +nella quale funzionano brutalmente il sangue, la carne, i nuclei +nervosi, i cinque sensi con le loro volubilità e attribuzioni +cooperative, e nella quale è disseccata o ridotta a proporzioni minime +la vita morale. Io ho aboliti tutti gli accidenti della vita morale, da +cui provengono le nostre inquietudini, le nostre incontentabilità, le +nostre sofferenze, i dibattiti, gli attriti, gli stenti, gli sforzi che +scombussolano il nostro essere fino allo sfasciamento, fino alla follia. +Neghi che questa sia la genesi della follia?..... + +FRANCESCO + +(_senza approfondire_) No. + +ULRICO + +Io mi sono brutalizzato. Non leggo, non scrivo, non studio, non penso, +non m'interesso di ciò che sta oltre la superficie delle cose, non ho +piú nessuna delle curiosità e delle esigenze che avevo quando ero un +animale superiore. Di che mi occupo io durante le ventiquattro ore della +piroetta terrestre intorno al sole?... Mi occupo dei miei bisogni e +desiderii materiali per soddisfarli con la massima scrupolosità. Una +volta--te ne rammenti?--il mio desiderio piú ansioso, il mio piú +impellente bisogno era di trovare l'onestà nel sesso femminile. Mi +affannavo a cercarla. Mai vistane neppure la coda! Me ne affliggevo! Me +ne disperavo! Che strazio! Che sventura! Che tragedia!... Io non la +trovavo o perché non è mai attecchita tra le discendenti di Eva o perché +non l'avevo mai conosciuta e, naturalmente, non potevo identificarla. Ma +tutto questo è stato da me spazzato via insieme con i peli che mi +deturpavano il volto. La mia esistenza è diventata esclusivamente +fisica. «Mi tocco, dunque esisto!» E crepi Cartesio! Cerco quello che +conosco, quello che so identificare, quello che è visibile e palpabile, +quello che non è punto arduo trovare. (_Animandosi_) E me la godo! Me la +godo a meraviglia! Tu, per guarirmi, t'incocciavi a nudrire, attraverso +l'organismo, il mio spirito. Ignorante! Dovevi, al contrario, avere +l'abilità di ucciderlo. Io l'ho ucciso! (_Si frega le mani, ridendo_) Eh +eh eh eh!.... + +FRANCESCO + +(_sedendogli dirimpetto_) Mio buon Ulrico, tu sei un pazzo come prima. +La sola differenza è questa: che prima eri un pazzo di cattivo umore, e +adesso sei un pazzo di umor gaio..., almeno in apparenza. + +ULRICO + +Per me, il tuo giudizio non vale un fico secco! Non te l'ho chiesto e +non sono venuto con l'intenzione di chiedertelo. Non sono venuto con +l'intenzione di consultarti. Io son venuto, viceversa, per dare a te i +miei lumi, per sorvegliare la tua salute, per mettermi alle tue costole, +intento a diventare, all'occorrenza, il tuo medico, il tuo frenologo. E +mi accorgo di avere avuto una ottima ispirazione. Io ti trovo ammalato, +molto ammalato! Tu presenti un quadro patologico allarmante, e devi +impensierirtene.--L'epoca è triste, amico mio, per i psichiatri del +genere al quale tu appartieni. Il tuo correligionario Paolo Gemmi--hai +visto?--se n'è andato in cielo o altrove _motu proprio!_ Non mi era +simpatico. Quindi non deploro la sua assenza definitiva. Ma còstato, con +ponderazione, lo sfasciamento, lo sconquasso psicologico per cui egli si +è liquidato mediante un colpo di rivoltella. + +FRANCESCO + +Tu ripeti, a proposito del povero Paolo, la solita fantasticheria +generica che corre per le bocche di tutti quando la causa d'un suicidio +non è stata rivelata dal suicida. + +ULRICO + +Nel caso di lui non è una fantasticheria. Si tratta di un caso lampante +d'incongruenza. Egli non era uno storpio, non era un tubercolotico, non +era un diabetico, non era un vecchio asmatico, disponeva di parecchi +quattrini, di parecchio ingegno, d'una certa gloriola acquistata senza +troppa fatica: dunque per nessun motivo ragionevole poteva averne le +tasche piene, e chi sa in quali aspirazioni extraterrene, in quale +smaniosa alchimia andò a consumarsi e a smarrire la ragione. Ma per te +sono qua io! Sei fortunato. Ringraziami d'essere capitato in tempo!... +Vediamo un po'. Che ti senti? Che ti pare di sentirti? + +FRANCESCO + +(_si rannuvola, si alza.--Passeggia, torcendo tra le dita la catenella +dell'orologio._) + +ULRICO + +Non mi rispondi? Non puoi indicarmi i sintomi del tuo male? Non mi dài +gli elementi per la diagnosi? Li coglierò io stesso con la mia speciosa +radioscopia e con l'ausilio del ricordo che ho delle tue note +caratteristiche. (_Riflette._) La piú spiccata era l'amore per tua +moglie:--un amore incommensurabile e ininterrottamente afflittivo. +Quando, nelle tue ore di studio, non affliggeva lei in carne ed ossa, ne +affliggeva l'effigie!... E vedo che la sua fotografia è tuttora lí, +appiccicata al tuo scrittoio. (_Va a prenderla e se la mette davanti +allo sguardo._) Bella donna, non c'è che dire! Bella e giovanissima! +Piacerebbe anche a me se non fosse tua moglie!... (_Osserva_) Continui a +mutare la cornice di tanto in tanto. Sempre una piú preziosa dell'altra. +(_Ripone la fotografia sullo scrittoio._) Sicché: le cose stanno come +stavano. Il punto di partenza della mia diagnosi dev'essere questo: «tu +ami tua moglie come l'amavi». + +FRANCESCO + +(_tornando a sedere_) Bada che ti sbagli. + +ULRICO + +L'ameresti di piú?... Santo Iddio, sarebbe spaventevole! + +FRANCESCO + +La detesto! + +ULRICO + +Oh, caspita!... (_Lo fissa._) Hai scoperto che ti tradisce? Hai scoperto +che ha un amante? + +FRANCESCO + +Se avessi scoperto di essere tradito, non so quale enormezza avrei +commessa. + +ULRICO + +(_ironico_) Avresti avuto il diritto di ammazzarla! + +FRANCESCO + +(_convinto_) Ah, sí! + +ULRICO + +Il diritto è quella istituzione per la quale, quando che vogliamo, ci si +cava il gusto di dare qualche fastidio al prossimo senza fargli le +scuse. E, abbi pazienza, chiariscimi la situazione. Dal momento che tua +moglie ti è fedele, perché la detesti? + +FRANCESCO + +Non avermi tradito... non significa che mi è fedele. + +ULRICO + +Ti è infedele... col pensiero? + +FRANCESCO + +Ne ho il sospetto. + +ULRICO + +Per il semplice sospetto d'una infedeltà platonica, tu detesti colei che +hai tanto amata? Non è giusto. (_Col tono di chi dissimula di pigliare +in giro qualcuno_) Avresti dovuto innanzi tutto sincerarti. Sarebbe +stato approssimativamente giusto detestarla dopo di aver bene accertato +l'adulterio del pensiero. + +FRANCESCO + +(_traboccando_) E come si fa a guardare nel cervello altrui? Come si fa +a sorprendere la verità che vi si appiatta se perfino quella che è nel +cervello nostro talvolta ci si nasconde? + +ULRICO + +(_si frega le mani, ridendo_) Eh eh eh eh!... Precisamente! È alquanto +piú complicato che sorprendere il baco in una ciliegia bacata! + +FRANCESCO + +(_tutto agitato dalle sue idee, che ribollono_) Dal primo balenio del +sospetto ho frugato nel cervello di lei con l'acume, col rigore e con +l'accanimento d'un poliziotto che frughi nel nascondiglio di un +malfattore. Nulla ne ho cavato fuori che avesse la precisa vivezza della +verità assoluta. La fatica che ella compiva per affermare di essermi +fedelissima poteva parere una fatica compiuta per nascondermi la sua +infedeltà o per ingannare sé stessa. Ogni protesta poteva parere una +trepida difesa. Ogni lagrima poteva parere versata pel dolore d'una +rinunzia. Ogni «sí» aveva anche il suono di un «no». Ogni «no» aveva +anche il suono di un «sí». La verità qual era? dov'era?... Non è giusto +che io detesti colei che ho tanto amata?... La giustizia non c'entra. Il +mio sentimento non è una punizione, non è una condanna, non è un'accusa. +Io la detesto senza accusarla, senza giudicarla. La detesto per la sua +incapacità di debellare il mio sospetto. E di questa incapacità si è +confessata proponendomi la separazione. + +ULRICO + +Vi separerete?! + +FRANCESCO + +Dovevo bene accettare la sua proposta. L'ho accettata. + +(_Pausa._) + +ULRICO + +(_con un'aria da medico accorto e dotto_) Amico mio, il tuo male non è +molto diverso dal male che io mi vanto di aver superato. L'origine di +entrambi i mali?... Un egoismo esuberante. L'egoismo fa la buona salute +se resta nel campo della praticità, se resta nel campo della +materialità, in cui tutto è riconoscibile, tutto è distinguibile, tutto +è piú o meno facile ottenere. Ma se sconfina e va a caccia di quel che +non si distingue, di quel che non si vede e che forse non è mai +esistito, se ambisce ad afferrare l'inafferrabile, produce +sconvolgimenti gravissimi, che, per giunta, si propagano intorno con una +irradiazione catastrofica. Tu non ti sei accontentato di chiedere a tua +moglie la fedeltà del corpo. Hai preteso da lei la fedeltà del pensiero, +cioè della mente, cioè del cuore, cioè dell'anima, cioè del diavolo che +ti porti, con la relativa prova concreta inconfutabile matematica! +Conseguenza fatale: sconvolgimento e irradiazione catastrofica! Adori +tua moglie e la detesti, la vuoi e non la vuoi, l'accusi e non l'accusi, +ti torturi e la torturi, soffri e la costringi a soffrire, impazzisci e +la costringi a impazzire. Io non avevo una moglie. L'egoismo mio non si +specializzava. Esso riguardava tutte le donne che passavo in rassegna +pretendendo di trovare l'onestà con la relativa prova concreta +inconfutabile matematica. Non le torturavo troppo perché riuscivano +sempre a svignarsela. L'irradiazione mancava. Ma, intanto, mi torturavo +io. Detestavo, adoravo, soffrivo, impazzivo,--impazzii! Mi sono curato, +e ora non soffro piú, non adoro piú, non detesto piú!... E sai quel che +ho fatto?... (_Si accalora, si elettrizza_) Come scelgo i cibi, i vini e +i liquori che piú mi letificano, ho scelta la mia donna nelle immense +fucine dell'abbrutimento. Giuro che non ce n'è un'altra di piú bassa +carata sulla faccia della terra! La mia donna è mia perché è di tutti. +Ha verso di me il merito insigne di piacermi infinitamente, e, se il +saperla di tutti mi desse un qualunque senso di pena o di ribrezzo o di +gelosia o di rancore, temerei di non aver conseguita la perfezione! +(_Ride_) Eh eh eh eh! (_Poi, con una scrosciante violenza_) +Brutalizzarsi, mio caro! Questa è la cura! + +FRANCESCO + +(_ha un brivido di nausea, e mormora:_) Potrebbe essere vero!... + +ULRICO + +(_dopo una breve pausa_) Ho chiacchierato troppo. E quindi ho sete. Non +di acqua, beninteso. Ho sete di absinthe: il liquido che piú mi è +omogeneo. In casa tua certamente non ce n'è. Vo' a berne in una buvette +qualunque. Mi accompagni? + +FRANCESCO + +(_lugubre_) Ti accompagno. E beverò anch'io. + +ULRICO + +Bravo! + +FRANCESCO + +(_si leva.--Preme un bottone della soneria elettrica._) + +UNA CAMERIERA + +(_dalla destra_) Ha chiamato? + +FRANCESCO + +Dite alla signora che esco. E portatemi il mio cappello. + +(_La Cameriera va._) + +ULRICO + +... E a quando la separazione? + +FRANCESCO + +Dipenderà da lei. + +ULRICO + +(_incredulo_) Se hai sinceramente accettata la sua proposta, meglio non +ritardare. + +FRANCESCO + +Sono preparato, io! Non lo vedi che sono preparato? + +ULRICO + +(_rude_) E un taglio netto ha da essere! + +FRANCESCO + +Lo so. + +ULRICO + +Si applica molto cloroformio, ed energicamente si esegue. + +LA CAMERIERA + +(_ritornando e porgendo il cappello a Francesco_) La Signora la +pregherebbe di attendere un momento. + +FRANCESCO + +(_accigliandosi_) Attenderò. + +(_La Cameriera si ritira._) + +ULRICO + +Pare che ti tocchi di litigare ancora un po' con tua moglie. Trastullerò +la sete con una sigaretta e mi tratterrò pazientemente in giardino, +purché la cosa non vada troppo per le lunghe. + +FRANCESCO + +No, Ulrico! Tu mi farai il favore di non allontanarti. La presenza tua +eviterà a me e a lei un'altra eventuale discussione, lacerante e oramai +inutile. + +ULRICO + +Allora, stai tranquillo: non mi muovo di qui. Duro come una sentinella! + + +VI. + +AGNESE + +(_entra dolorosa e rigida.--Non riconosce Ulrico.--Resta interdetta._) +Ti credevo solo. + +ULRICO + +I miei omaggi, Signora! + +AGNESE + +(_saluta, incerta, con un cenno del capo._) + +FRANCESCO + +È Ulrico Nargutta... + +AGNESE + +(_con cordialità poco espansiva_) Voi, Ulrico?... Perdonatemi di non +avervi riconosciuto. Vi vedo dopo un anno d'assenza... E siete cosí +trasformato! + +ULRICO + +Piú che trasformato, Signora! Del Nargutta di una volta non sopravvivono +che l'amicizia da cui egli era legato al dottor Francesco Floriani e la +devozione da cui era legato alla consorte di lui. + +FRANCESCO + +(_ad Agnese_) Che hai da comunicarmi con tanta fretta? + +AGNESE + +(_reticente_) ... Una mia decisione. Ma... + +FRANCESCO + +Ulrico è informato di tutto. È naturale che io non abbia voluto celare a +un intimo e sperimentato amico di casa ciò che tra breve non sarà un +segreto per nessuno. Puoi parlare liberamente. + +AGNESE + +(_noncurante e altera: non sdegnosa, non iraconda_) Per conto mio, non +ho nulla da celare a un amico di casa, e non avrei nulla da celare +neanche a una folla di estranei. Sicché, accolgo il tuo invito di +parlare liberamente. La decisione che ho presa è di lasciarti oggi +stesso. + +FRANCESCO + +(_con esasperata meraviglia_) Oggi stesso?! + +AGNESE + +Quando rincaserai, io sarò già via. + +FRANCESCO + +Ma questa è una fuga! È una fuga, Agnese! Tu fuggi. + +AGNESE + +Sí, fuggo. + +FRANCESCO + +E quale fatto nuovo o quale allarme t'induce a fuggire cosí?... Ti sono +sembrato, a un tratto, un manigoldo? un delinquente? un nemico? + +AGNESE + +Non riempire la tua voce di parole da fanciullo! Io profitto d'un +impulso che certo prima di domani sarà svanito. + +ULRICO + +(_borbotta in sordina:_) Approvo. + +AGNESE + +(_concitata_) Fuggo per non aspettare l'ora della resipiscenza, per non +aspettare l'ora della mia e della tua viltà; fuggo per schivare, +soprattutto, la tregua ingannatrice della notte che alla viltà della +transazione ci trascina; fuggo perché, se non fuggissi, se non ti +lasciassi oggi fuggendo, non ti lascerei, credo, mai piú, e non avrebbe +piú fine il conflitto che miseramente distrugge la nostra esistenza e la +nostra dignità! Sii forte, Francesco, come sono io, e non impedirmi di +fuggire. + +FRANCESCO + +(_terreo, appena reggendosi in piedi_) Non te lo impedisco. + +(_Un silenzio._) + +ULRICO + +(_senza accorgersene, si è scostato.--Ora, dal fondo, assiste, +attentissimo, e, suo malgrado, pietoso, «al taglio netto». Ha davvero +l'atteggiamento di chi assista a un'audace operazione cerusica._) + +FRANCESCO + +E dove andrai?... Dove andrai?... Alla ventura?... + +AGNESE + +Parto per Firenze. E lí abiterò la modesta casetta in campagna che era +il mio piccolo patrimonio di orfana. + +FRANCESCO + +(_stentando a esprimersi_) Io esigo... che, almeno, tu viva in una certa +agiatezza. Permetterai, spero, che io te ne sia garante, che io ne +assuma l'impegno. + +AGNESE + +La vita di solitudine a cui mi dispongo rifiuterebbe l'agiatezza che non +somigliasse un poco alla povertà. E poi... pensa che sempre caro mi fu +destinare i nostri risparmi all'opera umanitaria della tua generosità e +del tuo ingegno. Desidero che questo contributo non manchi e non +diminuisca. Continuerà ad essere, in parte, l'obolo mio. + +FRANCESCO + +Sarò scrupoloso interprete del tuo desiderio. + +AGNESE + +Ti ringrazio. E addio! (_Con fermezza eroica, gli stende la mano in una +profferta di leale commiato._) + +FRANCESCO + +(_con pari fermezza istantanea, gliela stringe nella sua._) Addio, +Agnese. + +(_Tutti e due, solenni, si guardano con gli occhi tristi che si vietano +le lagrime._) + +(_Qualche lagrima, invece, vela gli occhi di Ulrico._) + +(_Le mani di Agnese e di Francesco si staccano l'una dall'altra, +sbianchite, cadenti._) + +AGNESE + +(_non sa piú dominarsi, ed esce veloce._) + +FRANCESCO + +(_come colpito da un proiettile al petto, cade a sedere di piombo su una +sedia che gli è vicina._) + +ULRICO + +(_non osa accorrere.--Gli si gelano le vene.--Indi, reagendo con una +specie di rabbia, emette una voce acre stridula sferzante:_) Vieni o non +vieni? + +FRANCESCO + +(_si leva súbito, ma senza fiato, senza sguardo._) Vengo. + + +SIPARIO. + + + + +SECONDO ATTO + +_Un piccolo salotto--tipicamente equivoco. Un'aria di roba vecchia e +raccozzata._ + +_Non grossi mobili. Un leggero tavolinetto tondo, con su una sigariera. +Una mensola, con su bottigliette di liquori e bicchierini. Qualche +sedia, parecchie poltrone di forme diverse. Molti specchi corrosi, +screziati, uno dei quali è piú alto e sorge dall'impiantito. Un gran +divano: cioè, uno di quei divani che si chiamano «alla turca»; basso, +larghissimo, senza spalliera, senza piedi, carico di cuscini. Un +drappeggio di cattivo gusto incornicia lo specchio piú alto e guernisce +lo stipite di una porta in fondo, da cui si accede a un corridoio. +Predomina il rosso in svariati toni: vivido, smortito, vermiglio, +cremisino, paonazzo, quasi arancione, quasi roseo, quasi amaranto. +Questa varietà è distribuita sulla tappezzeria della porta e della +specchiera, sulla stoffa del divano, su i cuscini, sulle poltrone, sul +tappeto frusto e rappezzato che copre in parte il pavimento, su certi +sbrendoli attaccati ai muri per addobbo._ + +_Alla parete laterale di sinistra è--in primo piano--una porticina un +po' misteriosa di minime dimensioni. Alla parete opposta un'altra porta, +di dimensioni normali. In un angolo, il braccio d'un fantoccio di legno +raffigurante un moro regge una lampadina elettrica._ + +_Dal soffitto penzola un gruppo di quattro grosse lampadine di vetro +turchino._ + + +I. + +_Sera._ + +_La porta, in fondo, è chiusa. È soltanto accesa la lampadina del moro, +di cui biancheggiano i denti in uno stupido sorriso immobile.--Nella +scarsa luce si spande fantasticamente la sinfonietta del rosso.--Sul +divano dorme_ SONIA ZAROWSKA.--_Bella. Biondissima. Pallida, d'un +pallore latteo. E nel pallore sembrano morti i suoi occhi sigillati dal +sonno, orlati di bistro e cinti da un cerchietto livido.--Non è distesa, +né supina. Il suo corpo si sprofonda nei cuscini, bisbeticamente +scomposto. Dalla stretta e succinta veste nera, che è cosparsa di lucide +pagliuzze cangianti, tutte si rivelano le membra torte e squinternate. +Una gamba è scoperta fino al ginocchio, e tra il nero della veste e il +rosso dei cuscini risalta il grigio perla della calza velina.--Un +mantello è a terra, aggrovigliato, presso il divano. Un tocchetto +bizzarro è, capovolto, su una sedia._ + +SONIA + +(_si svoltola. Sogna, brontola:_)... Roastbeef con patate! (_Pausa_)... +Un cocktail!... (_Poi, un barbuglio senza parole. E piú niente.--Si +svoltola di nuovo. Agita un braccio. Brontola piú vivacemente:_) Vile +gendarme!... Per te non voglio danzare!... (_Si stende, sbracalata_) +Puff!... Antipatico!... Antipatico!... Puff!... (_Si accheta._) + +(_Silenzio._) + +(_La porta, in fondo, si apre un po'._) + + +II. + +ULRICO + +(_sulla soglia, fa capolino._) Sonia!... Soniuccia!... (_Tra sé:_) Dorme +come un ghiro. (_Le si avvicina, la osserva._) Ubbriaca? Benissimo! + +FRANCESCO + +(_che seguiva Ulrico, è rimasto, circospetto, esitante, di là dalla +soglia, nel corridoio poco illuminato._) + +(_Tutti e due hanno i cappelli calcati in testa, indossano paltò +invernali._) + +ULRICO + +(_a Francesco_) Entrata libera e senza agguati, senza insidie! +Trabocchetti non ce ne sono. + +FRANCESCO + +(_fa qualche passo. Non entra ancora._) + +ULRICO + +Ma, insomma, chi ti trattiene? Chi si permette di trattenerti?... +L'ombra della tua consorte?... Sono già due mesi che sei separato da +lei: della sua ombra dovresti sbarazzarti. O, almeno, non dovresti darle +retta. Avanzati, dottore! + +FRANCESCO + +(_si avanza, sempre circospetto. Per un atto abituale, si cava il +cappello._) + +ULRICO + +Ti cavi il cappello rispettosamente?... Ti ringrazio per Sonia Zarowska +e ti ringrazio per me, giacché io qui sono un po' in casa mia. Difatti, +vedi: (_gli mostra una chiave_) questa è la chiave unica della +porticina, diciamo cosí, privata. (_Indica la porticina._) Un vero +vantaggio da padrone di casa, perbacco! Non mi costa gran che e ho il +diritto d'entrare senza incomodare nessuno, da mezzanotte in poi, quando +cioè la porta della scala ufficiale è chiusa alle conoscenze avventizie. +E appunto in qualità di padrone di casa, quantunque a scartamento +ridotto, ti prego di metterti a sedere. (_Gli piglia di mano il +cappello, lo posa in un canto._) Cedo a te la mia poltrona preferita +(_una larga e comoda poltrona_). Siedi, siedi a tuo bell'agio, e +consentimi di presentarti, in uno dei suoi atteggiamenti personalissimi, +il piú mansueto, il piú semplice e il piú utile campione del sesso +femminile. + +FRANCESCO + +(_a guisa di un automa, si è seduto. Guarda Sonia con la coda +dell'occhio. Ha una contrazione di disgusto._) + +ULRICO + +(_riavvicinandosi a lei_) Esemplare _grand prix_! Non sciarade, non +rompicapi psicologici, non scenografia intellettuale!... Origine slava, +con radici nel vecchio semplicismo analogo. Trasmigrazione casuale, come +d'un sughero in balia del mare. Acclimatazione per inerzia. Intelligenza +primitiva. Capacità a delinquere, ma non oltre i limiti di qualche lieve +danno pecuniario. Assoluta impossibilità d'amare e di tollerare d'essere +amata. E, dalla punta dei piedi a quella dei capelli, completa idoneità +ai riti del piacere. Un ghiribizzo di Fidia impersonato da una sciocca +del secolo ventesimo, intanfato nella suburra di tutti i tempi! Ecco la +donna che ho scelta, ecco la donna delle mie ore fiammanti. (_La +contempla._) Dormi, dormi, ignobile bestiolina sublime! Tu abbandoni il +bel corpo inverecondo al sonno della ubbriachezza, e io, beato, ti +contemplo, benedicendoti una volta di piú! + +FRANCESCO + +(_tace, oppresso, appesito._) + +ULRICO + +(_gli striscia dietro, come un folletto maligno e gli scuote una +spalla._) Su, su, povero malato!... Per curarti ti ho introdotto dove +meglio sbocciano la mia saggezza e la mia felicità, e tu disdegni e ti +riavvolgi nella tua asfissiante tetraggine?... Respira a pieni polmoni +l'aria ossigenata che ti offro! Apri gli occhi sul prezioso piccolo +mostro fascinatore. Comincia a comprenderlo. Comincia a valutarlo. E, +soprattutto, non incepparti nella prevenzione di urtare la mia +suscettività. Ti rammenti di quello che ti dissi quando venni ad +annunziarti d'essere rinsavito?... «Se non m'infischiassi che la mia +donna è di tutti, temerei di non aver conseguita la perfezione!» E nulla +mi seduce di piú che il cimentarmi nell'esperimento supremo. Assistere +alla concorrenza dell'amico fraterno!... (_Spampana con enfasi +presuntuosa, modificandolo per l'occasione, il popolare verso +dantesco:_) «Qui si parrà la mia nobilitate»! + +FRANCESCO + +(_flemmatico_) Il cinismo che ostenti è ristucchevole, ma per fortuna è +anche falso. + +ULRICO + +E mettimi alla prova! + +FRANCESCO + +A quale prova?... Tu non sei tanto ottuso da non intendere che costei +non può essere per me--al piú al piú--che un oggetto di osservazione e +di studio. + +ULRICO + +(_si eccita, si frega le mani, ride_) Eh eh eh eh!... Da cosa nasce +cosa! Nella vita, come nella chimica, date certe circostanze, due corpi +eterogenei diventano combinabili da un momento all'altro. + +FRANCESCO + +Va' là che sei il piú candido degli impostori! + +ULRICO + +Ah, questo mi dici?!... Mi dai dell'impostore? Mi disconosci? Mi +stuzzichi? Mi provochi?... E sai in che modo rispondo io alla tua +provocazione? + +FRANCESCO + +Mi è indifferente, caro! + +ULRICO + +(_con una stizza paradossale_) Io ti lascio nella tana del mostro, +consegnandoti cosí ai suoi fascini, e me ne vado a cena! (_Esce rapido +dal fondo chiudendo i battenti con veemenza._) + +FRANCESCO + +(_levandosi come spaventato_) Ma no! Aspetta, imbecille! Io solo, qui, +non voglio restare! + +ULRICO + +(_di fuori, grida, ride, sghignazza._) Brutalizzarsi! Brutalizzarsi! + +FRANCESCO + +(_gridando anche lui, cerca il cappello_) Aspetta! Ti ordino di +aspettare! (_Col cappello in mano si slancia verso il fondo._) + +ULRICO + +(_allontanandosi_) Brutalizzarsi o morire!... + + +III. + +SONIA + +(_si sveglia_) Chi è là? + +FRANCESCO + +(_è arrestato da quel_ «chi è là» _presso l'uscio, di cui stava per +aprire i battenti.--Si volta.--Indugia imbarazzato._) + +SONIA + +Chi sei? + +FRANCESCO + +Non un ladro. + +(_Una pausa._) + +SONIA + +Ti conosco o non ti conosco? + +FRANCESCO + +No no, non mi conoscete. + +SONIA + +(_ancora intorpidita dal sonno_) È la prima volta che ti vedo? + +FRANCESCO + +La prima volta. + +SONIA + +E tu?... Dove mi hai veduta? Quando mi hai veduta? + +FRANCESCO + +Mai. + +SONIA + +E, senza avermi mai veduta, vieni a farmi una visita? + +FRANCESCO + +Ulrico Nargutta mi ha condotto. + +SONIA + +Ah, ecco: ti ha condotto lui! (_Comincia a schiarirsi._) E quei gridi +che mi hanno svegliata?... Che erano quei gridi?... + +FRANCESCO + +(_balbetta:_) Ho alzato la voce inconsideratamente. + +SONIA + +Non t'eri accorto che dormivo? + +FRANCESCO + +Me n'ero accorto. + +SONIA + +È tanto dolce dormire! + +FRANCESCO + +Mi duole d'avervi disturbata. + +SONIA + +(_si sgranchisce_) Ti duole?... Che me ne importa che ti duole?... Non è +un rimedio. + +FRANCESCO + +Avete ragione. Del resto, la colpa non è tutta mia. Il mio amico mi ha +costretto a gridare, e lui stesso ha ecceduto: ha fatto del chiasso. + +SONIA + +Avete litigato? + +FRANCESCO + +Non è stato un litigio. + +SONIA + +E che è stato? Raccontami. Raccontami. + +FRANCESCO + +Nulla da raccontarvi. Sciocchezze! + +SONIA + +E com'è che lui non è qui? + +FRANCESCO + +È scappato via all'improvviso. + +SONIA + +Perché è scappato via? + +FRANCESCO + +... Un suo capriccio... Uno dei suoi scherzi bizzarri... + +SONIA + +Ma, già, io credo che quello lí non abbia la testa a posto. + +FRANCESCO + +(_ironico_) È una ipotesi da non escludere. + +SONIA + +Entra, esce, scappa, torna. Sempre cosí! Non ha mai requie. Scommetto +che tornerà súbito. + +FRANCESCO + +Speriamo! + +SONIA + +E sei rimasto attaccato all'uscio?... Non ti accomodi? + +FRANCESCO + +(_confuso e garbato come se stesse al cospetto d'una signora_) Ero sul +punto d'andarmene quando vi siete svegliata. + +SONIA + +Adesso, è fatta. Non ho piú sonno, adesso. + +FRANCESCO + +Voi non avete piú sonno, ma io non mi tratterrò. Non ho menomamente +l'intenzione di trattenermi. + +SONIA + +(_di scatto_) Oh, bella, ti sono antipatica! + +FRANCESCO + +... Non è mica per questo che mi tarda d'andarmene. + +SONIA + +Se non è antipatia, che può essere?... Paura?... Tu hai paura di me? + +FRANCESCO + +Non è antipatia e non è paura. + +SONIA + +È paura, è paura! Non negare! Hai l'aria di un topo in trappola! + +FRANCESCO + +Vi assicuro che voi equivocate. Gli è che sono a disagio. E non c'è' +altro. (_Alla sua inesperienza sembra ch'egli debba giustificarsi. Parla +disordinato, con un certo orgasmo._) D'altronde, è pur naturale ch'io +sia a disagio. Le mie abitudini son troppo diverse da quelle che +consentono di venire qui spensieratamente e di svagarvisi in piena +libertà. E, poi, vivo cosí lontano, io, dal vostro ambiente!... Ulrico +Nargutta si era affaticato a descrivervi, a illustrarvi, a esaltarvi; si +era per giunta intestato di condurmi da voi, e io... mi son lasciato +condurre... un po' per curiosità e un po' per una specie di passiva +obbedienza. Lo deploro per me e lo deploro per voi. + +SONIA + +E che hai concluso con tutto il tuo imbroglio di chiacchiere?... Il +fatto è che, se te ne vai, mi offendi. + +FRANCESCO + +Ma che c'entra l'offendere? + +SONIA + +Sí, mi offendi. Tu non hai competenza. Non puoi giudicare. Ti giuro che +mi offendi. + +FRANCESCO + +Non ho alcun motivo di volere arrecarvi offesa. E non ne ho il diritto. +(_Tituba.--Apre un po' le braccia remissivamente._) Resterò ancora +qualche minuto affinché non riteniate che mi permetta d'offendervi +proprio io, a cui siete completamente innocua. + +SONIA + +E non stare in piedi, ti prego, come si sta in un bar per prendere un +caffè! Che diavolo!... + +FRANCESCO + +Un'altra offesa?... Non starò in piedi. + +SONIA + +Vedrai che ti terrò buona compagnia. + +FRANCESCO + +È un'ottima intenzione, ma alquanto problematica. (_Paziente, +rassegnato, siede di nuovo, lontano da lei, su una seggiola qualunque, +gettando il cappello su un'altra seggiola._) + +SONIA + +Puff!... Che rospo! (_Si alza, tuttora fiaccata dall'ubriachezza, con le +gambe malsecure, cascante, flaccida, sciatta e pur provocante nella nera +guaina stellata di faville, attraverso di cui si delinea il giovane +corpo sinuoso. La gran massa di capelli d'oro sbiadito è tutta arruffata +ed erta sull'occipite, come un fantastico colbacco.--Ella si accosta al +tavolino. Tira fuori dalla sigariera una sigaretta, l'accende con +disinvoltura maschile, aspirando il fumo avidamente e lo caccia dal +naso, le cui narici si dilatano.--Alle spalle di Francesco, fumando, lo +osserva._) + +FRANCESCO + +(_si sente guardato e, poiché ciò lo stringe viepiú nell'impaccio, tenta +di far deviare l'attenzione petulante di lei._) Da parecchio tempo avete +amicizia con Ulrico Nargutta? + +SONIA + +Con Ulrico Nargutta?... Da quattro o cinque mesi. + +FRANCESCO + +Un bel po'! E, oramai, gli siete divenuta indispensabile, nevvero? + +SONIA + +Senza le donne, gli uomini s'impiccherebbero. + +FRANCESCO + +Ne convengo. Ma... domandavo se egli si sia tanto legato a voi da non +potersene piú distaccare. + +SONIA + +Pare di sí. Gli piaccio. + +FRANCESCO + +Solamente? + +SONIA + +Gli piaccio piú di tutte le altre donne. + +FRANCESCO + +E da parte vostra? + +SONIA + +Da parte mia, che cosa? + +FRANCESCO + +Non avete una speciale affezione per lui? + +SONIA + +Non capisco... Che vuol dire «una speciale affezione»? + +FRANCESCO + +Non siete legata a lui come egli è legato voi? + +SONIA + +Anche lui piace a me. + +FRANCESCO + +Piú di tutti gli altri uomini? + +SONIA + +Questo, poi, non lo so. + +FRANCESCO + +Dovreste pur saperlo. + +SONIA + +Dovrei pur saperlo?!... Non capisco. + +FRANCESCO + +È assurdo che non lo sappiate. + +SONIA + +E non lo so, non lo so! Che ho da farci? Mi secchi. Smettila! + +FRANCESCO + +La smetto, sí. Vi rivolgevo qualche parola... per non tacere. + +SONIA + +Che un tipo come te parli o taccia, è tutt'uno! + +FRANCESCO + +Se è tutt'uno, preferisco di tacere. + +SONIA + +Puff!... Puff!... Che brutto rospo! + +FRANCESCO + +(_accenna un gesto che significa: tanto, non c'è rimedio!_) + +(_Un silenzio._) + +SONIA + +Non fumi, tu? + +FRANCESCO + +No, non fumo. + +SONIA + +Tutta l'umanità fuma. È una stravaganza non fumare. + +FRANCESCO + +Forse, è una stravaganza. + +SONIA + +Una stravaganza idiota! + +FRANCESCO + +Una stravaganza idiota. + +(_Un silenzio._) + +SONIA + +(_sfiorandogli i capelli con le dita_) Oh, guarda! Hai dei capelli +bianchi! Ulrico Nargutta non ne ha. Parecchi ne hai, tu. + +FRANCESCO + +E aumentano di giorno in giorno. + +SONIA + +Non te ne affliggere. I capelli non contano. + +FRANCESCO + +Io non me ne affliggo di certo. + +SONIA + +E se tu non fossi un brutto rospo, saresti abbastanza simpatico. + +FRANCESCO + +(_bonario_) Troppa indulgenza! + +SONIA + +(_di palo in frasca_) E sei celibe o sei ammogliato? + +FRANCESCO + +(_incupisce_) ... Ammogliato. + +SONIA + +Ah!... Questa è la vera ragione per cui stai sulle spine!... Sei +ammogliato? Evvia! Stupido!... Chi è che potrebbe accusarti a tua +moglie? Scaccia gli spauracchi!... (_Pausa._)--(_Poi insinuante_) Vuoi +che ti faccia... la danza?: la danza di Sàlome?... Io stessa mi +accompagno, sai, col canto a bocca chiusa. + +FRANCESCO + +Ma no, ma no! Ve ne dispenso. + +SONIA + +(_si addolora del rifiuto.--Ritenta:_)... E con la luce blu te la +faccio. Vedi: ho lí, apposta, le lampadine colorate di blu. +Allora--dicono--è piú suggestiva. Vuoi? + +FRANCESCO + +Vi ripeto che ve ne dispenso. + +SONIA + +Hai torto. Sono brava. + +FRANCESCO + +Non ne dubito. Io ve ne dispenso per non abusare del vostro zelo. Mi +sembrate già stanca. Vi risparmio un fastidio. Vi risparmio una fatica. + +SONIA + +(_meravigliatissima--si sforza di pensare.--Gradisce.--Sorride di +gradimento._) Questo è molto carino!... Nessuno mi è stato mai tanto +cortese! Ma per me non è una fatica, non è un fastidio. Anzi!... Ci +trovo gusto. Spesso, quando sono sola, mi tolgo di dosso il vestito +inutile e mi metto a danzare davanti allo specchio. Fin da ragazza ho +danzato cosí, e fin da ragazza ci ho trovato gusto. + +FRANCESCO + +Fin da ragazza?! Cioè?... Quanti anni avevate? + +SONIA + +Pochi potevo averne. Ne avevo dodici, ne avevo tredici... + +FRANCESCO + +Probabilmente, qualcuno v'istigava, qualcuno v'insegnava...... Chi +v'insegnava? + +SONIA + +(_vantandosi_) M'insegnava una danzatrice della _Maison Rouge_: l'amica +del mio patrigno. + +FRANCESCO + +E il vostro patrigno lo permetteva? + +SONIA + +Sicuro che lo permetteva! Restava a lungo a vedermi danzare e mi +divorava con gli occhi. + +FRANCESCO + +(_ha un moto di ribrezzo e di sdegno_) È orribile! + +SONIA + +È orribile?... Non capisco... S'intende che doveva compiacersi. Non ero +uno sgorbio, non ero un fuscellino. Ero un fresco bocciuolo di cardenia! +Non mi credi? + +FRANCESCO + +Vi credo. + +SONIA + +Uno scultore celebre, che mi copiò tale e quale, non so piú quante +volte, dal capo ai piedi, soleva chiamarmi: la piccola Venere. + +FRANCESCO + +Facevate anche la modella a quell'età? + +SONIA + +Non la facevo che con lui. Di nascosto la facevo. Andavo da lui invece +di andare alla scuola. Un bell'uomo era!... Aveva un viso da Nazareno +con certi sguardi vellutati, che io sentivo sulla pelle quando posavo. + +FRANCESCO + +E come vi premiava, come si disobbligava lo scultore celebre? + +SONIA + +Mi dava il caviale, la grappa, il cognac. Perfino lo sciampagna mi dava. + +FRANCESCO + +Tutta gente infame e malefica! + +SONIA + +(_si smarrisce e trema un poco_) Infame e malefica, no!... Io non +capisco... Non capisco... Che male ne avevo? + +FRANCESCO + +E vostra madre? Non vi sorvegliava mai, vostra madre? Non badava mai a +voi? + +SONIA + +(_quasi passiva_) Mia madre non esisteva piú. Era morta all'ospedale. + +FRANCESCO + +(_triste, compassionevole_) In conclusione, voi siete... una povera +creatura! + +SONIA + +(_sempre piú smarrendosi e tremando_) Io?! Perché sono una povera +creatura?... + +FRANCESCO + +Non vi preoccupate di quello che dico. Non ne vale la pena. + +SONIA + +Ma io non capisco... Fammi capire... Fammi capire... + + +IV. + +UNA VOCE + +(_sgarbata, spadroneggiante--chiama di fuori:_) Sonia Zarowska! Sonia +Zarowska! + +FRANCESCO + +(_turbandosi, levandosi_) Si chiede di voi. Mi si troverà qui. Ciò è +molto noioso. Dovevo, peraltro, prevederlo. + +SONIA + +Io non rispondo e non lascio entrare. + +FRANCESCO + +Non ve lo consento. + +SONIA + +Me lo consento io. + +FRANCESCO + +Non è giusto che io vi sequestri. + +SONIA + +Ti farei uscire per questa porticina, se ne avessi la chiave... + +LA VOCE + +Sonia Zarowska, preparatevi a ricevermi. Sono un agente della polizia. + +SONIA + +(_aggrotta la fronte. Appare contrariata, ma non impappinata._) + +FRANCESCO + +(_turbandosi maggiormente, si domina._) Questo, poi, non era +prevedibile, ed è anche piú noioso. È insopportabilmente noioso! + +SONIA + +Si tratterà di qualche equivoco. Mi sbrigherò in pochi minuti. Tu ti +chiudi nella stanza accanto, e aspetterai che mi sbrighi. + +FRANCESCO + +Potrebbe incogliermi peggio. Mi conviene piú di non rimpiattarmi. Fate +entrare súbito! + +LA VOCE + +Ma, sangue di un demonio, è inutile che fingete di non udire! E vi +avverto che non sono disposto a perdere il mio tempo. Aprite! + +SONIA + +Eh!... Quante parole per niente! Entra! Entra! Non c'è la spranga alla +porta! + +L'AGENTE + +(_spalanca i battenti con una certa irruenza, e si ferma._) + +(_Dietro di lui, è un uomo sulla quarantina, vestito con precisa e +sobria eleganza, dal volto scialbo e allampanato, dagli occhi incolori e +vitrei:--il signor_ EDGARDO LEMMS. _Nulla di losco. S'indovina, +vedendolo, che è una persona per bene.--Resterà attentissimo, ma +impassibile, inalterabile._) + +FRANCESCO + +(_si fa da parte, senza aver l'aria di nascondersi._) + +SONIA + +(_si trova, ritta, presso il divano. Sbircia di traverso l'Agente e +l'uomo che gli è dietro._) + +L'AGENTE + +(_al signor Lemms_) La identificate? + +LEMMS + +Perfettamente. + +L'AGENTE + +Venite, venite. Staremo a vedere se lei ammette d'aver cenato con voi. + +(_Si avanzano tutti e due. Si accorgono di Francesco. L'_AGENTE _gli +getta un'occhiata di competenza. Non si toglie il cappello. Il signor_ +LEMMS _abbozza un saluto, e si toglie il cappello._) + +L'AGENTE + +(_a Sonia_) Compiacetevi di rispondere, Sonia Zarowska. Stavate, circa +tre ore fa, a cena col signor Edgardo Lemms, in una saletta particolare +del _Falchetto d'oro_? + +SONIA + +Edgardo Lemms sarebbe il nome di quel signore là? + +L'AGENTE + +Appunto. E rispondetemi. + +SONIA + +Rispondo di sí. Con quel signore sono stata a cena dove hai detto. + +L'AGENTE + +Egli vi accusa di avergli rubato il portafogli. + +SONIA + +(_non si scompone e si stringe nelle spalle_) Uhm! + +L'AGENTE + +Evidentemente, il signor Lemms, dopo aver pagato il conto,... si è +distratto, o è stato distratto da voi. Egli ha lasciato il portafogli +sulla tavola, e voi ve ne siete impossessata, profittando... della +distrazione. + +SONIA + +Io non me ne ricordo. + +L'AGENTE + +I ladri non hanno mai buona memoria. + +SONIA + +Avevo tanto bevuto! + +L'AGENTE + +Intendete dire che eravate ubbriaca!... Eh, lo so! Voi state già +architettando il vostro piano di difesa! (_A Lemms_) Furba, l'amica!... +(_Poi, a lei_) Ma è ridicolo sostenere che abbiate dimenticato d'aver +commesso un furto perché in quel momento eravate ubbriaca. È ridicolo, +cara Sonia Zarowska! + +FRANCESCO + +(_intervenendo, riservato e affabile_) La memoria è una delle piú +dirette attività della coscienza. Difatti, per misurare il grado di +coscienza, da cento a zero, in qualcuno di cui si suppone che abbia +corso il pericolo di perderla tutta o parzialmente, uno dei primi e piú +arguti mezzi è di sperimentarne la memoria. Intanto, è incontestabile +che la coscienza venga soppressa dall'ubbriachezza grave, la quale, +nelle sue manifestazioni, nei suoi effetti, rassomiglia alla completa +follia. Io, anzi, la chiamerei: una follia incidentale. + +LEMMS + +(_ha ascoltato con deferenza, e approva:_) Perfettamente. + +SONIA + +(_ha ascoltato con un vano sforzo di comprensione e ha tremato alla +parola «follia»._) + +L'AGENTE + +(_ha ascoltato, squadrando Francesco con ostilità._) Vi consta, signor +Lemms, che Sonia Zarowska aveva bevuto molto? + +LEMMS + +Moltissimo. + +L'AGENTE + +Ma non era una ubbriachezza grave se è stata digerita in tre ore. + +FRANCESCO + +Io non giurerei che ella ne sia del tutto libera. Comunque, mi parrebbe +opportuno considerare che, negli ubbriachi abitualmente recidivi, +proprio questa abitudine fa sí che il sonno basti ad affrettare il +ritorno dello stato normale:--_normale_, beninteso, in rapporto al +quadro permanente degli alcoolizzati. E io attesto di aver trovata +pocanzi Sonia Zarowska immersa in un profondo sonno. + +L'AGENTE + +(_a Francesco, con una calma intorbidita di sorda minaccia_) Voi +insistete nell'interloquire, egregio signore, senza che io vi abbia +interrogato. + +FRANCESCO + +Chiedo scusa. + +L'AGENTE + +Avrete la bontà di favorirmi il vostro nome. + +FRANCESCO + +Nulla in contrario. (_Cava fuori una carta di visita, gliela porge._) + +L'AGENTE + +(_leggendo, si raccapezza: muta contegno, e, per atto di rispetto, tocca +la falda del cappello._) Non potevo immaginare che... + +LEMMS + +(_a Francesco, inforcando gli occhiali_) Permette? + +FRANCESCO + +S'accomodi pure. + +L'AGENTE + +(_mostrando a Lemms la carta di visita_) Un professore rinomato. + +LEMMS + +(_legge, e s'intravvede nella sua impassibilità una convinta +ammirazione._) + +FRANCESCO + +Un modesto medico specialista, pel quale non è infruttuoso studiare i +vizii e le degenerazioni nei loro covi e nei loro laboratorî. + +L'AGENTE + +Che schifo, illustre professore! + +LEMMS + +(_quasi tra sé_) Non tanto! + +FRANCESCO + +E spero che la mia professione mi giustifichi anche di non essermi +astenuto dall'interloquire. Si era un po' nei miei paraggi. + +L'AGENTE + +(_con animazione autorevole, dispotica_) A ogni modo, il portafogli è +sparito, ed è qua che bisognerà cercarlo. (_Appellandosi a Francesco +come per averne il consenso_) È chiaro? + +FRANCESCO + +Questo non è affar mio. + +L'AGENTE + +(_a Sonia_) Orbene, a voi! Dovrebbe trovarsi proprio sulla vostra +persona. Io non vi perquisisco, a condizione che voi stessa lo +cerchiate. + +SONIA + +(_ha seguíto quello che accadeva intorno a lei, assumendo un +atteggiamento di sottomissione quando parlava Francesco. Adesso, +all'invito dell'Agente, recalcitra:_) Sulla mia persona, il portafogli +non c'è. + +(_Non si riesce a intendere se ella sia in buona in mala fede._) + +L'AGENTE + +Tanto peggio per voi, sapete! Solamente se stesse sulla vostra persona +si potrebbe accettare l'ipotesi del Professore, cioè che, essendovene +appropriata quando lavorava la sbornia, non ve ne ricordiate piú. Ma se +aveste già provveduto a nasconderlo, come fareste, cretina che siete!, a +giustificarvi con la sbornia e con la dimenticanza? + +SONIA + +Ti ripeto che sulla mia persona non c'è'! (_Leva la voce, ringhiosa, +furiosa._) Non c'è e non c'è! E io, no, non mi lascio perquisire! Ti +proibisco di perquisirmi! (_Sfugge allontanandosi dal divano e riparando +in un cantuccio._) + +(_Il divano è rimasto tutto scoperto alla vista dei tre uomini._) + +L'AGENTE + +Sangue di un demonio, voi agite a danno vostro!... Mi sembrate un mulo +che si affatichi a tirarsi calci alla coda. Perché siete una donna, non +volevo perquisirvi, non volevo mettervi le mani addosso. Ma questi +signori sono testimoni che voi mi ci obbligate. (_Uscendo dai gangheri, +si avventa su lei._) Dunque, andiamo! Sottoponetevi alla perquisizione, +senza altre chiacchiere! + +FRANCESCO + +Fermatevi un momento, per favore. + +L'AGENTE + +(_desiste, sospeso._) + +FRANCESCO + +Se i miei occhi non s'ingannano, il portafogli è lí, mezzo conficcato +tra i cuscini del divano, dove ella pocanzi dormiva. È minuscolo ed è +quasi del colore dei cuscini, il che lo ha reso poco visibile. + +(_Emerge appena di tra i cuscini rossi un piccolo grazioso portafogli di +cuoio rosso._) + +SONIA + +(_mal sorpresa, si protende per vedere._) + +LEMMS + +(_sempre impassibile--inforca di nuovo gli occhiali._) + +L'AGENTE + +(_dissimulando il disappunto, si avvicina al divano, e con due dita +prende il portafogli. Indi, tenendolo in alto, lo mostra al signor +Lemms._) È questo il vostro portafogli? + +LEMMS + +Perfettamente. + +FRANCESCO + +Le sarà cascato dal petto o dalla cintola, quando si è gettata lassù o +quando vi si agitava nel sonno. Certo è che, rincasando, non aveva +provveduto a nasconderlo. + +L'AGENTE + +(_al signor Lemms_) Dovrebbe contenere?... + +LEMMS + +(_rammentandosi a stento_)... Lire milletrecento, + +L'AGENTE + +(_verifica_)... Sono mille trecento e sette. (_Gli consegna il +portafogli._) + +LEMMS + +Guadagno sette lire. + +SONIA + +(_è tuttora impenetrabile. Dal suo contegno non trapela la +consapevolezza, non l'innocenza, non la mortificazione, non il +risentimento._) + +L'AGENTE + +(_obliquo--sottolineando le parole_) Con ciò, spieghiamoci, Sonia +Zarowska non cessa di dover rispondere dell'accusa di furto. + +LEMMS + +Io mi oppongo. + +L'AGENTE + +Voi vi opponete, ma l'autorità procede. + +LEMMS + +Procede a che? Ho riavuto il mio portafogli con sette lire di piú. Mi +pare che l'incidente sia esaurito. + +L'AGENTE + +C'è la vostra denunzia. + +LEMMS + +La ritiro. + +L'AGENTE + +Trattandosi d'un reato d'azione pubblica, non c'è modo di ritirarla. +Deve per forza arrivare davanti alla giustizia. + +LEMMS + +La mia denunzia non è stata raccolta che da voi. Con un prudente +sacrificio... reciproco, possiamo metterci d'accordo per non incomodare +la giustizia e, soprattutto, per non dare altre noie a questa donna. + +L'AGENTE + +(_con astuta condiscendenza_) Be',... ci penseremo, e ne riparleremo. + +LEMMS + +Perfettamente. + +L'AGENTE + +La prima cosa, intanto, che ho da fare per non avere imbarazzi è di +licenziare le due guardie che ho lasciate sul pianerottolo. Vi aspetto +in portineria. + +LEMMS + +Vi raggiungo súbito. + +L'AGENTE + +(_a Francesco_) Riverisco, illustre professore! + +FRANCESCO + +Si conservi. + +L'AGENTE + +(_esce._) + +LEMMS + +(_a Sonia, avvicinandosi_) Avete udito, piccina?... Vi saranno +risparmiate ulteriori noie. E vi rivedrò volentieri. Quel che mi +dispiace è che non siete una ladra sul serio. Sareste piú interessante. + +SONIA + +(_ha l'istantanea sensazione d'una puntura._) + +LEMMS + +(_si avvicina a Francesco_) Signor medico, sono ben felice d'aver fatta +la sua conoscenza. + +FRANCESCO + +Ella è molto cortese. + +LEMMS + +E, forse, rivedrò anche lei. Potrò venire a chiederle qualche consiglio? + +FRANCESCO + +Le auguro di non averne bisogno. + +LEMMS + +Sospetto che troppo tardi mi giunga l'augurio. + +FRANCESCO + +In tal caso, a sua disposizione. + +LEMMS + +Perfettamente. I miei ossequi. + +FRANCESCO + +(_accenna un inchino._) + +LEMMS + +(_via._) + +LA VOCE DELL'AGENTE + +(_irritata_) Ma, sangue d'un demonio, vi avevo ordinato di piantonare le +scale! E dove stavate, invece, dove stavate?! + +ALCUNE VOCI FEMMINILI + +(_scrosciano, lontanissime, in una sconcia risata._) + + +V. + +(_Un breve silenzio._) + +FRANCESCO + +(_risoluto, quasi brusco_) E basta, eh? (_Piglia il cappello._) + +SONIA + +(_con l'impulsività di una bambina lo afferra pel braccio._) No! No!... + +FRANCESCO + +Dio buono, io ho già troppo accondisceso, e voi troppo osate, adesso! + +SONIA + +Non andare in collera! Senti... Senti... Ti prego... Mi hai cosí bene +difesa... Difendimi ancora! + +FRANCESCO + +Io non ho fatto che secondare e accreditare, con la mia logica, con la +mia esperienza, la vostra affermazione di irresponsabilità. Forse +mentivate relativamente all'episodio del piccolo crimine di cui vi si +accusava. Nondimeno, il difendervi era legittimo, e non me ne pento, +poiché, con o senza l'ubbriachezza, voi non siete che una +irresponsabile. Ma che piú sperate ch'io faccia per voi?... D'altronde, +quel brav'uomo ha iniziato un accordo col zelante accusatore per +comperarne il silenzio. Non correte piú alcun pericolo. + +SONIA + +E per l'avvenire?... Se mi colgono, sono perduta! In carcere, mi +mettono! In carcere! + +FRANCESCO + +E lo spavento del carcere non è piú forte della tentazione di rubare? + +SONIA + +Quando quella tentazione mi prende e mi si caccia nelle vene, negli +occhi, nelle mani, io non ragiono, non rifletto, non ci penso piú al +carcere. E tu, difendendomi ancora, dovresti specialmente da quella +tentazione difendermi. Questo ti chiedo io. + +FRANCESCO + +Ma quale scompiglio d'idee! Difendervi da una dubbia accusa, difendervi +dalla inclemenza d'un poliziotto è ben diverso che difendervi da una +clandestina e tirannica tentazione. + +SONIA + +Ma è certo che lo puoi. + +FRANCESCO + +E come sembra a voi ch'io lo possa? + +SONIA + +Lo puoi con le tue ammonizioni, col tuo comando, con quelle tue parole +che dicono cose che soltanto tu sai. Sono parole che là per là fanno +tremare, e poi si fissano, amiche, qui, nel cervello, vi restano come +inchiodate, e continuano a dire, a dire, a dire... + +FRANCESCO + +Voi siete sotto l'impressione del mio utile intervento. Travedete. +Fantasticate. La riconoscenza vi abbacina. Le mie ammonizioni, il mio +comando, tutto l'aspro repertorio di sapienza, che voi credete soltanto +mio e che vi fa tremare, non vi scanserebbero da un triste fascino che +vince anche lo spavento del carcere. Agiscono in voi delle forze +irresistibili che di voi dispongono illimitatamente e che producono ogni +vostro atto, ogni vostro istante di vita. Sono le medesime, ahimé, di +cui vive, inconsapevole, il bruto. + +SONIA + +(_trema_) Il bruto?! + +FRANCESCO + +Sí, Sonia Zarowska: il bruto! E finché queste forze irresistibili vi +possiederanno, finché esse comporranno la vostra vita, nulla varrà a +salvarvi dalle tentazioni alle quali finora avete dovuto cedere. Per +potervene difendere, per potervene salvare, un'altra vita bisognerebbe +sapere infondervi: una vita che non avesse la sua intima sede nei sensi, +una vita interiore, una vita spirituale, quella vita cioè che molti +vorrebbero soffocare perché piena di lotte e di tumulti, ma che +appunto--tra i confini, s'intende, del nostro raziocinio--differenzia +dal bruto l'essere umano. + +SONIA + +(_dibattendosi_) Non capisco! Non capisco! Non mi riesce di capire!... + +FRANCESCO + +(_con un pallido sorriso buono_) E questa volta sarebbe piú che mai +strano se non fosse cosí! (_Le mette una mano sulla spalla._) Ma giacché +le mie parole vi si fissano, amiche, nel cervello e continuano a dire, a +dire, a dire..., voi non dimenticherete quello che ora non capite,... e +sarà sempre qualche cosa!... Vi saluto, Sonia Zarowska! Vi saluto! +(_Pacatamente, accorato e pensoso, si allontana, esce._) + + +VI. + +SONIA + +(_non ha piú tentato di trattenerlo, non lo ha seguíto con gli sguardi, +non si è mossa, ed è rimasta come tramutata in una statua, assorbita +dall'insistente volontà di capire. Per lei piú nulla è intorno.--Quella +volontà intensa e vana la distacca dall'atmosfera che la circonda, le +aliena la vista e l'udito._) + +(_Nel corridoio si fa buio._) + +UNA VOCE DI DONNA + +(_rauca, assonnata_) Buona notte, bionda! + +SONIA + +(_ripete piano e scandite dalla fatica riflessiva alcune parole di +Francesco Floriani._)... «Una vita... che non avesse... la sua intima +sede... nei sensi...» (_Tace._) + +(_Trasvola nel silenzio il lieve rumore d'una serratura frugacchiata._) + +SONIA + +(_non ode._) + +(_Si apre appena la porticina misteriosa._) + +ULRICO + +(_s'insinua come un'ombra, il cappello all'indietro, il bavero alzato. +C'è in lui un che di sinistro e di buffo._) + +SONIA + +(_non vede._) + +ULRICO + +(_è arrestato dall'atteggiamento di lei. Dopo averla affisata curioso e +sbieco, raccorciandosi a guisa di chi cerchi di attraversare una folla +inosservato e camminando grottescamente cauto, va verso la parete in +fondo, dov'è la chiavetta della complice luce elettrica. La gira, e +siede a una seggiola addossata a quella parete._) + +(_Dalle quattro lampadine che penzolano dal centro del soffitto è +piovuto, allargandosi in tutta la stanza, un riverbero bluastro che, +mescolandosi con la gazzarra del rosso, suscita un fantastico fluttuare +di larve violacee._) + +SONIA + +(_dal rapido diffondersi del riverbero bluastro è stata sottratta alla +sua riflessione, quasi che una molla le sia scattata dentro. Volgendosi +un po', si accorge della presenza di Ulrico._) Sei qua, tu? Non ti ho +visto entrare. + +ULRICO + +Cos'è? Rammollimento contemplativo? + +SONIA + +Ero sola. Pensavo. + +ULRICO + +Il che non ti accade spesso. + +SONIA + +(_genuina_) È vero: non mi accade spesso. + +ULRICO + +Non eri sola, per altro, che da qualche minuto. + +SONIA + +Difatti, da qualche minuto se ne è andato il tuo amico. + +ULRICO + +L'ho visto, giú. + +SONIA + +Che t'ha detto? + +ULRICO + +Non l'ho interrogato. Mi sono nascosto per non fargli credere che io +stessi lí ad aspettarlo. + +SONIA + +(_resta di nuovo astratta._) + +ULRICO + +E ancora pensi? + +SONIA + +No. + +ULRICO + +Ma non badi a me. Che hai? + +SONIA + +Niente. + +ULRICO + +(_impaziente--e pur mellifluo e postulante_) E non ti parla questa luce? +Non ti richiama? + +SONIA + +Sí. + +ULRICO + +Non mi frodare, dunque, Soniuccia! È l'ora mia. + +SONIA + +Sono pronta. + +ULRICO + +Oh, bene! bene! (_Si accende una sigaretta._) + +SONIA + +(_è sempre allo stesso posto.--Appare quasi inquieta. Poi, a grado a +grado, si trasfigura. Il suo volto assume un aspetto di ebete sensualità +con una impronta d'involontario maleficio in agguato. Dalla sua bocca, +di cui le labbra combaciano, si stende, mugolata, una sottile esarmonica +melodia di sapore orientale, che sembra funebre._) + +ULRICO + +(_sporge la testa di tra le spalle alzate, tira giú il monocolo, e punta +su lei, spalancati e cupidi, gli occhi storti._) + +SONIA + +(_comincia a convellersi nei fianchi frementi, nelle braccia alquanto +aperte in su, e i convellimenti procaci seguono il ritmo morboso della +melodia.--Ma súbito l'inquietudine torna a serpeggiarle in tutta la +persona. Il suo volto diviene sofferente. Il ritmo si spezzetta. La +melodia si affioca. Le muore in gola.--Ella ristà. Le sue braccia cadono +inerti._)--(_Con una intonazione di scoraggiamento:_) No! No! Stasera, +no! + +ULRICO + +(_costernato_) Sonia?! (_Le va di fronte, vivamente, piú per esortarla +che per rimproverarla._) Sonia?! + +SONIA + +(_rammaricandosi_) Non avertela a male!. Stasera, no! + +ULRICO + +(_sbalordito_) Perché?! + +SONIA + +(_non lo sa, e non sa rispondere._) + +ULRICO + +(_immobile, la guarda._) + +SONIA + +(_come se pregasse per ottenere indulgenza, insiste:_) Stasera, no! + +ULRICO + +(_la guarda, la guarda._) + + +SIPARIO. + + +AVVERTENZA.--Le note del canto; nella pagina 135. + + + [Illustrazione: note del canto di Sonia] + + + + +TERZO ATTO + + +_Un vestibolo dall'architettura sobria, pulito, bianco, ridente, un po' +claustrale, che, per un ampio vano arcuato, aperto nel centro del muro +in fondo, comunica con un giardino, non ricco, ma molto alberato. A +sinistra una porta che dà accesso all'interno della Casa di Salute. A +destra una porta che dà accesso al quartierino abitato da Francesco +Floriani.--Dallo stesso lato un tavolino rettangolare e un paio di +sedie. Sul tavolino, un registro, l'occorrente per scrivere, un'anfora +con qualche fiore, il quadretto della soneria elettrica. Torno torno al +vestibolo, come in una sala d'aspetto, una fila di basse scranne. Dalla +volta pende una lampada elettrica._ + + +I. + +_È il meriggio. Luce nel vestibolo. Luce nel giardino. Le ricoverate +della Casa di Salute sono in attesa del loro buon Direttore, sedute +sulle scranne o in piedi nel vestibolo, nel giardino, sotto l'arco del +vano. Donne giovani, donne giovanissime, donne mature. Vestono un +modesto ma decoroso abito grigio: una specie di uniforme. Son pettinate +con accurata semplicità. Non manca qualche pettinatura piú ricercata o +addirittura graziosa.--Alcune ricoverate sono un po' pallide, smunte, +avariate. Altre sembrano sane, quasi floride. Cinque o sei restano +appartate, in una tensione bisbetica, rivelata da qualche gesto, da +qualche smorfia, o in una sincera tranquillità.--La piú tranquilla è_ +SONIA ZAROWSKA, _mite nel viso, piú appartata di tutte, con l'occhio +tranquillamente estraneo._ + +SUORA MARTA + +(_è ritta, in un angolo, oculata, non rigida, non severa._) + +(_Un vispo chiacchierio fiorisce tra le piú gaie, che formano un gruppo +in primo piano:_) + +--Veramente? + +--Da chi l'hai saputo? + +--L'ho saputo da lei stessa in un momento in cui pareva trasognata. + +--Ballerina, dunque? Ballerina! + +--Ballerina, no. Non credo. + +--A me piacerebbe di essere una ballerina! + +--Meglio attrice, poi, come me... (_Declamando:_) + + Non vuoi col brando uccidermi e coi detti + Mi uccidi, intanto? + +--Stai zitta! E non venderci le solite fandonie! Non sei mai stata +attrice, tu. + +--E lei, se non era ballerina, perché danzava? + +--Questo è il mistero! + +--Chi sa che danza faceva! + +--Caruccia me la figuro nella danza, con quel suo corpo di ninfa +amorosa! + +--Se la pregassimo di danzare? + +--Si rifiuterebbe. + +--Tentiamo! + +--Tentiamo! + +UNA DEL GRUPPO + +(_la piú ardita--si avvicina, d'un tratto, imprudentemente, a Sonia._) +Avresti la cortesia, piccola buona, di mostrarci come danzavi? + +SONIA + +(_con un sussulto e con un gesto di orrore_) Oh!... + +SUORA MARTA + +Non le date retta, Sonia Zarowska! + +LA PIÚ AUDACE. + +Almeno una volta, vogliamo vederla danzare, Suora Marta! + +(_Animazione generale._) + +--Sí, sí, vogliamo vederla danzare! + +--Vogliamo vederla danzare! + +QUASI TUTTE + +(_l'assediano._) + +--Sonia! Sonia! + +--Piccola buona! + +--Solamente una volta! + +--Solamente un poco! + +--Suvvia! + +--Un poco poco! + +--Ce ne accontentiamo! + +SONIA + +No! No! No! No! (_Come a schivare l'insistenza, indietreggia e si riduce +con la schiena a un muro._) + +SUORA MARTA + +(_facendosi burbera_) Insomma, figliuole! Non è bello che vi sfreniate +cosí nell'ora in cui avete piú che mai l'obbligo della disciplina per +ascoltare la parola del nostro Direttore. + + +II. + +(_Entra in tempo_ FRANCESCO FLORIANI, _seguíto da_ LORENZO GEMMI: _un +vecchietto dall'aria signorile, in lutto strettissimo. Sulla sua +fisonomia è l'impronta d'una ambascia inesauribile._) + +FRANCESCO + +(_con familiare cordialità_) Ma, poiché il vostro Direttore è in +ritardo, voi non avete avuto troppo torto se alla disciplina vi siete +ribellate. È lui che dà il cattivo esempio. + +SONIA + +Non è vero. + +TUTTE + +(_all'istante, son divenute serie, riguardose, facendo largo al +Direttore._) + +SONIA + +(_si è scostata dal muro, ravvivandosi alquanto, rassicurata dalla +presenza di lui._) + +FRANCESCO + +Sonia Zarowska afferma che non è vero. Evidentemente, con la sua pronta +sensibilità, ha intuito che c'è una circostanza a mio discarico. La +quale è questa. Mi ha distolto dal quotidiano convegno un fatto che +concerne appunto voi e la Casa che vi ospita. E mi è, anzi, grato, oltre +che doveroso, darvene conto, in quanto ritengo che ciò varrà a blandirvi +il cuore e la mente piú della nostra abituale conversazione. Alla Casa +che vi ospita, sostenuta finora dalle mie esigue risorse finanziarie, +una piú solida prosperità sarà in avvenire garantita da una generosa +elargizione. È il dono d'un uomo elettissimo che fu già un grande amico +di quelle tra voi che erano presso di me prima della sua... volontaria +scomparsa. (_Rivolgendosi a una delle donne per sperimentarne la facoltà +mnemonica e quella affettiva_) Di chi parlo io, Giulia Vannelli? + +GIULIA VANNELLI + +(_súbito_) Di Paolo Gemmi. + +FRANCESCO + +Ve ne ricordate, senza dubbio, rimpiangendolo... + +GIULIA VANNELLI + +Era cosí benefico anche lui! cosí degno di starvi accanto! + +FRANCESCO + +(_indagando_) E non se ne ricordano egualmente tutte le vostre compagne +d'allora? + +ALCUNE + +(_fanno cenno di sí col capo._) + +UN'ALTRA + +Sicuro! + +UN'ALTRA + +Sicuro! + +UN'ALTRA + +Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo! + +FRANCESCO + +(_indicando Lorenzo Gemmi_) Questi è suo padre. + +LORENZO GEMMI + +(_che era raccolto in sé stesso, alle spalle di Francesco, ascoltandolo, +s'imbarazza ora nel veder convergere sulla propria persona gli sguardi +di tutte le Ricoverate incuriosite._) + +FRANCESCO + +(_continuando_) È il suo povero padre, che si è affrettato a +comunicarmene la lettera testamentaria rinvenuta appena stamane. Dopo +d'aver deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità già +trasmessagli dall'abnegazione paterna fosse destinata all'opera della +quale era stato valido apostolo. Nella medesima lettera--notate--ebbe +cura di esprimere la speranza di farsi perdonare da Dio, con +quell'estremo atto di carità e di tenerezza, «_la folle violazione del +maggior dovere d'ogni cristiano_»: il dovere, cioè, di aspettare che +l'ultima ora sia segnata dai poteri divini. Voi accoglierete +religiosamente la generosità la speranza e il monito di Paolo Gemmi. E +il suo nome--a cui questo asilo sarà intitolato--voi circonderete d'un +culto perenne. + +LORENZO GEMMI + +(_trattiene le lagrime._) + +(_Le Donne si piegano in una mesta commozione, Sonia piú di tutte._) + +FRANCESCO + +Vi vedo commosse. È un dolce suffragio che inviate a quell'anima +inquieta. + +LORENZO GEMMI + +Vorrei... + +FRANCESCO + +Che desiderate, signor Lorenzo? + +LORENZO GEMMI + +Vorrei... che l'ispiratrice delle vostre azioni piú nobili fosse +informata immediatamente affinché si unisse, nel commemorare il +donatore, a queste umili creature. + +FRANCESCO + +Da qualche tempo, mia moglie non è con me. (_Nel suo accento è un +recondito spasimo._) + +SONIA + +(_che gli è quasi vicina, lo fissa, con una particolare espressione +d'intelligenza._) + +LORENZO GEMMI + +(_celando una viva sorpresa_) Tornerà presto, di certo... + +FRANCESCO + +Forse, no. + +LORENZO GEMMI + +(_discreto nel tono, che quasi protesta_) Ella vi è tanto devota!... Vi +ama tanto!... + +FRANCESCO + +Non mai abbastanza si ama, signor Lorenzo! + +LORENZO GEMMI + +(_rimane soprappensiero._) + +FRANCESCO + +(_alle Donne, tagliando la commozione_) E per oggi, mie care, null'altro +ho da dirvi. Domani, ve lo prometto, staremo a lungo insieme, e a lungo +converseremo. Sicché, rientrate, adesso. Rientrate serenamente per +mettervi a lavorare o a leggere come di regola. (_Ostentando di +celiare_) Suora Marta è incaricata di arrabbiarsi se, per caso, non ne +avrete voglia. (_Alla Suora_) Precedetele, precedetele, amica mia. +Soltanto il gregge si conduce camminando in coda. + +SUORA MARTA + +(_s'inchina e infila l'uscio a sinistra._) + +(TUTTE--_ad eccezione di_ SONIA--_s'inchinano anch'esse e, obbedienti, +affollandosi presso l'uscio, in ordine perfetto, seguono la Suora._) + +SONIA + +(_è come fermata da una astrazione mentale._) + +FRANCESCO + +(_a Sonia_) E voi, non andate? + +SONIA + +Chi?... Io?... Sí, vado. (_Con una vaga titubanza, esce._) + +LORENZO GEMMI + +Io vi tolgo l'incomodo, dottore. Provvederemo tra giorni alle pratiche +legali per rendere effettiva la donazione. + +FRANCESCO + +Quando vi piacerà. + + +III. + +(_Giunge_ ULRICO _dal giardino_) + +ULRICO + +(_trafelando_) Si può? + +FRANCESCO + +(_si volta_) Oh, guarda! L'uomo-cometa! + +ULRICO + +Senza coda. + +FRANCESCO + +(_con disinvoltura non sincera_) Avanti! Avanti!... Era tempo che tu +tornassi! + +LORENZO GEMMI + +(_a Francesco_) Arrivederci, dunque. + +FRANCESCO + +Vi accompagno fino al cancello. + +LORENZO GEMMI + +Ma no. Conosco la strada. Vi prego di restare. (_Alludendo all'arrivo di +Ulrico_) Un po' per uno. + +FRANCESCO + +Per accontentarvi... (_Gli stringe le mani con cordiale rispetto._) E +non dimenticate la mia venerazione: verso di lui e verso di voi. + +LORENZO GEMMI + +Abbiatela tutta per lui, dottore! Io non ne merito. + +(_Si separano sulla soglia in fondo._) + + +IV. + +ULRICO + +(_si è gettato a sedere su una panchetta. È stanco, torvo, scarruffato, +smagrito. Ha le guance incavate. Ha negli occhi l'incandescenza stramba +d'un tizzo ardente su cui si spruzzi, con alterna persistenza, acqua e +petrolio.--Il monocolo destinato all'occhio piú guercio gli pende, da un +laccio, sul petto._) + +FRANCESCO + +(_osserva la fisonomia di lui. Ne è conturbato. Dissimula, scherzando_) +E cosí?... Che n'è del programma di ficcare il naso nei fatti miei e +d'essere il mio medico cotidiano, all'uso giapponese? Ai primi fiaschi +della tua psicoterapia naturalistica, mi hai abbandonato? + +ULRICO + +Ho dovuto servire il signor me stesso in questi giorni. E sono stati +giorni angosciosi. + +FRANCESCO + +(_intuisce, continua a dissimulare._) Tuttora angosciato sei. + +ULRICO + +Io immagino già la conclusione d'un tuo prevedibile predicozzo. Mi +ronzano già nell'orecchio le tue parole:--«Non c'è modo di cavarsela, +mio caro Ulrico. Abolisci l'amore, con i suoi tormenti e con i suoi +pericoli d'ogni sorta? Caschi dalla padella nella bragia. La femmina a +cui ti attacchi sensualmente può lasciarti in asso, o può crepare, o può +sparire senza crepare, e allora, nonostante l'abolizione dell'amore, sei +anche tu un uomo spacciato!...» (_Con sofferente dispetto_) Ah, no! +Spacciato no, per tutti i diavoli! L'angoscia dei sensi non è meno +passeggera d'una cattiva digestione. Lei mi è piaciuta piú delle altre? +Me ne piacerà un'altra piú di lei. + +LA VOCE DELLA SUORA + +(_si ode di sfuggita_) Mi obbligherete a ricorrere al Direttore... + +FRANCESCO + +(_tende lo sguardo verso l'uscio a sinistra.--Indi, prudente, lo +chiude_)... Sicché?... + +ULRICO + +Sei nelle nuvole?... Ti disturbo? Sono di troppo? Ho da andarmene? Ho da +liberarti della mia presenza?... + +FRANCESCO + +Ma, scusa, a che proposito?... Mi è stato tanto gradito il rivederti! Ti +ho ricevuto festosamente!... E non ero nelle nuvole quando parlavi. Ero +invece attentissimo, e ho compreso quel che dicevi. Ho compreso che sei +incappato in un infortunio... a cui non annetti troppa importanza. + +ULRICO + +... a cui annetto una importanza relativa. + +FRANCESCO + +Tutto si limita, mi pare, a un episodio, a una parentesi:--le tue +dilettazioni di gaudente hanno avuto un arresto momentaneo perché ti è +mancata a un tratto Sonia Zarowska. Mi sbaglio? + +ULRICO + +(_stralunando gli occhi_) Irreperibile! Assolutamente irreperibile!... +Un enigma da far dare la testa nel muro! (_Ricorda e racconta:_) Mi +separo da lei alle nove di sera. Torno alle undici. Entrata libera, come +di solito. Illuminazione bianca. Lei, fuori, in giro. Niente di +straordinario. Rincaserà tardi? Mi è indifferente. E se non sarà sola, +pazienza, me la svignerò, visto o non visto. Nel suo salottino, aspetto +un'ora, aspetto due ore, aspetto tre ore. È notte avanzata. Cerco il mio +e il suo absinthe. Bevo, ribevo, mi addormento. Mi sveglio all'alba. +Lei, ancora fuori. Niente di straordinario. Tuttavia, sono inquieto. +Impossibile riaddormentarmi. Fumo, passeggio, apro le finestre, irrompo +nel quartierino recondito della padrona, la scuoto nel letto, la strappo +dal sonno, le chiedo se dubiti che Sonia abbia preso il volo. La sua +risposta è ambigua: «La bionda mi paga giorno per giorno, quindi può +andarsene quando vuole.» Dunque,--dico tra me--non è improbabile che se +ne sia andata. Ma ritrovo súbito, nel disordine che conosco, la sua +biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini, i suoi profumi, i suoi lapis, +i suoi cosmetici, e ciò mi rassicura. Ricomincio ad aspettare, con lo +sguardo attaccato all'orologio. Il moto delle sfere mi diventa +impercettibile. Cosí lento che in non meno di sessanta minuti me ne +misura appena uno!... Alle dieci del mattino io sono assalito dal +sospetto che Sonia sia stata còlta in flagrante come ladra e messa al +fresco. Corro all'ufficio centrale della Questura. Mi appiccico ai +funzionari. Li soffoco d'interrogazioni. Il mio sospetto non è punto +confermato. Precipito nel buio. E nel buio, senza un barlume che lo +attenui, mi do a una caccia affannosa, ininterrotta, vertiginosa, +inutile, insensata, che mi stremenzisce, che mi esaurisce. Lo vedi come +mi sono ridotto? + +FRANCESCO + +Lo vedo. + +ULRICO + +Giorno per giorno, come usava lei, pago la padrona affinché non disponga +delle due stanze che lei occupava. Mi reco tutte le sere a visitarle, a +guardarle, a sentirle. La sua biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini, +i suoi profumi, i suoi lapis, i suoi cosmetici, sono al posto dov'erano, +nel medesimo disordine, immobilizzato. Io contemplo e tocco un poco ogni +cosa, e bevo gli atomi che se ne distaccano. Non riesco a proibirmelo, +ma... ti confesso che ne provo una importuna malinconia. (_Gli passa +sulle pupille un velo di lagrime inconsapevoli._) Ho ritardato a venire +da te... perché avevo ritegno di mostrarmiti in queste condizioni. Oggi, +ho superato il ritegno... e sono contento d'essere venuto. + +FRANCESCO + +(_vincendo un'esitazione_) Sonia Zarowska è qui. + +ULRICO + +(_con un violento stupore, si alza._) È qui?! È qui, con te?! + +FRANCESCO + +È nel mio Ricovero, nel mio ospedale. + +ULRICO + +Ed hai tanto aspettato a dirmelo?! + +FRANCESCO + +Mi premeva anzitutto di sapere quale effetto avesse prodotto in te... la +dispersione della tua donna. E aggiungo, francamente, che dopo di averlo +saputo, se avessi sperato nella possibilità di celarti ch'ella è qui, te +lo avrei celato. + +ULRICO + +Ma come?!... Me lo avresti celato! + +FRANCESCO + +Te lo avrei celato per scansare lei dai tuoi tentativi di +riavvicinamento. + +ULRICO + +Un'angaria! Una crudeltà! + +FRANCESCO + +No, Ulrico. + +ULRICO + +Una crudeltà, sí, una crudeltà da sbirro, una crudeltà da carceriere! + +FRANCESCO + +Non avventare di queste sciocchezze, e ascoltami. + +ULRICO + +Io domando in qual modo si è potuta impigliare nelle tue grinfie! Il tuo +indirizzo io non gliel'ho dato. Chi te l'ha condotta? Chi l'ha costretta +a recarsi da te? + +FRANCESCO + +(_severo_) Se mi ascolti, la tua curiosità sarà soddisfatta. + +ULRICO + +(_stentando a contenere la collera, maltratta il cappello.--Risiede su +una seggiola presso il tavolino._) + +FRANCESCO + +(_sedendo poco discosto da lui_) Nessuno l'ha costretta. Nessuno l'ha +condotta. Si recò da me spontaneamente. Il mio indirizzo, suppongo, lo +apprese da un tale che capitò lí, da lei, la sera famosa in cui mi +obbligasti a restare in sua compagnia. Costui ebbe agio di leggere la +mia carta di visita per un incidente che non ti raccontai perché non era +necessario raccontartelo. Quella sera, la pietà, che, sincera e anche +soccorrevole, non tardò a succedere in me al disgusto, la riempì d'una +intontita ammirazione mista a una specie di caparbia fiducia e ad una +esagerata gratitudine. + +ULRICO + +(_con una vivacità comprensiva_) Perciò quella sera la trovai +eccezionalmente distratta, eccezionalmente sviata! + +FRANCESCO + +Stammi attento, e non m'interromperei + +ULRICO + +Ammirazione, fiducia, gratitudine! Tutte cose mai provate da lei! + +FRANCESCO + +Mai provate, ne sono convinto come te, ed erano, forse, l'abbozzo vago +di una nascitura facoltà mentale. Un che di analogo si riscontra in un +bambino il quale abbia notato per la prima volta--che so?...--una +fiaccola, un albero, un lembo di mare, un volo di uccello. Ma è ozioso +vangare, ora, nel campo delle induzioni. Il fatto è che una +mattina--quella, di certo, in cui tu persistevi nell'attesa dopo +l'attendere di una notte interminabile--mi si presentò qui in preda a un +parossismo straziante. Usciva, indubbiamente, da una lunga orgia. Era +satura di alcool. Tra il nero del bistro i suoi occhi incavernati +avevano un luccicore vuoto di sguardi. Tra gli avanzi dei colori +posticci apparivano le due macchie paonazze degli zigomi accesi e il +livido delle labbra gonfie. Contro il letargo che le invadeva le membra +lottava in lei come un bisogno di non cedere ad esso; e contro lo +scompiglio del suo pensiero semispento lottava la sua volontà fissa di +ottenere il mio soccorso. In questa duplice lotta si dibatteva +spasimando. Pareva una povera bestiola idrofoba in agonia! + +ULRICO + +(_soggiogato da quella visione, balbetta:_) La volontà fissa di ottenere +il soccorso tuo! Perché non quello d'un altro? + +FRANCESCO + +Perché non un altro le aveva ispirata mai la fiducia a cui ho accennato. +L'idea che soltanto io potessi prestarle soccorso era già da lei +fermamente acquisita. Oltre di che, ritengo che quel signore dal quale +fu letta la mia carta di visita le abbia forniti degli schiarimenti +sulla mia professione e sullo scopo di questo Ricovero. Che la demenza +cerchi da sé la soglia d'un manicomio è meno insolito di quanto si +creda. + +ULRICO + +(_rintuzzando con pervicacia_) Sonia Zarowska non era una demente! + +FRANCESCO + +Era una demente tranquilla, inerte, chiusa nelle forme apatiche della +sua corruzione, dei suoi vizi, della sua mania di rubare. Poi, se è vero +che un po' di luce sia sopravvenuta a solcare quella sua demenza +compatta, appunto questo spiracolo di percezione deve aver mutata la +demente tranquilla in una demente agitata, paurosa, impaurita di sé +stessa. Ed eccola, in un accesso di agitazione, in una crisi di paura, +rivolgersi, anelante, verso il rifugio, verso il manicomio e verso colui +del quale conobbe la pietà. (_Breve pausa._) Ora, l'agitazione è +cessata, ed è cessata la paura. La demente agitata non c'è piú. E non +c'è piú, neppure, la demente tranquilla. Il nemico è stato dominato +sommergendo in una atmosfera di gentilezze e di caste idealità le losche +abitudini contratte, delle quali non si colgono che rare e quasi puerili +reminiscenze in qualche parola, in qualche gesto, in qualche atto +fugace. Ma non m'illudo che sia la salvezza definitiva. Io temo che il +ricordarle vivamente le attrattive ch'ella esercitava su i corrotti e su +i corruttori, e su te piú che su gli altri, possa fare in lei +ripullulare d'un súbito l'antico veleno non del tutto eliminato. Questa +è la ragione per la quale mi sono preoccupato della eventualità che tu +la riavvicinassi. Ma, giacché sei rimasto molto impressionato da quanto +ti ho esposto, la mia preoccupazione dilegua, e fido in te. Mi prometti +di non tentare di riavvicinarla? + +ULRICO + +(_dolorosamente brusco_) Non te lo prometto! Non te lo devo promettere! + +FRANCESCO + +(_si percuote un ginocchio, e si leva, infastidito._) + +ULRICO + +Promettere per non mantenere non sarebbe da galantuomo. E promettere per +mantenere, nel caso mio, sarebbe una imbecillità. Riguardo alle mie +impressioni, tu hai preso un granchio madornale. Le mie impressioni sono +precisamente opposte a quelle che mi hai attribuite. Ciò che mi ha +impressionato, ciò che mi ha fatto e mi fa fremere di dolore e di sdegno +è che la ostinata stoltezza ideologica, tra cui si aggira la demenza +tua, sia riuscita a sconnettere la vita naturale di quella donna e a +strappar lei al suo nulla, alla sua pace, alla sua indipendenza, al suo +destino--nel quale io mi dissetavo!... Ma, per fortuna, la tua opera è +tutt'altro che compiuta. Rilevo questa buona notizia dai tuoi timori. +(_Ride il suo vecchio riso divenuto piú acre:_) Eh eh eh eh!... +«L'antico veleno»?!... Parole convenzionali! A chi nuoceva il cosí detto +veleno?... Non a lei! Non a nessuno! E a chi nuocerebbe se tornasse a +possederla?... A me, intanto, arrecherebbe un gran bene, restituirebbe +il bene che ho perduto. E tu mi chiedi che io rinunzii alla speranza che +questo si avveri dopo che i tuoi stessi timori mi hanno incitato a +sperare?... Non ci rinunzio, no, non ci rinunzio! Io la voglio vedere. +Io le voglio parlare. E ti consiglio di astenerti dall'ostacolarmi! + +FRANCESCO + +(_recisamente_) Non è inopportuno, Ulrico, che io consigli te di +astenerti dal trascendere! + +(_Un filo di pausa._) + +ULRICO + +(_quasi pentito--si modera._) Se trascendessi, ne avrei poi un rammarico +piú penoso del tuo. Evvia, Francesco! Accontentiamoci un po' +reciprocamente. Cediamo un po' tutti e due. Tu accondiscenderai a che +io--magari sotto la tua sorveglianza--abbia un colloquio con lei, e, per +parte mia, ti garantisco che non mi affaticherò punto a riconquistarla +al suo passato. (_Traspare ch'egli esprime una temperanza momentanea._) +Mi limiterò a interrogarla sulle sue sensazioni attuali, sulle sue +intenzioni per l'avvenire, e il risultato di questo colloquio, da cui +sarà stimolata la sua sincerità, potrà servire, a guisa di scandaglio, +anche a te. Misurerai il valore dei tuoi criterii, la portata dei tuoi +metodi. Apprenderai se, dal tuo punto di vista, ella sia già guarita o +almeno avviata a guarire o se il mutamento verificatosi non sia che +effimero e occasionale. Dovrai riconoscere--ne sono sicuro--l'utilità +pratica della tua condiscendenza. E cessiamo di sperperare il nostro +tempo, te ne prego! Chiamala! + +FRANCESCO + +(_paziente, deferente_) Io non ho alcun diritto su lei, alcun diritto su +te. Ma è incluso nel mio assunto il diritto di proibire che +v'incontriate finché ella sarà qui. Tu la vedrai e le parlerai, altrove, +senza ambagi d'impegni e di controlli, quando io l'avrò congedata. Non +mi ostino a chiederti una rinunzia della quale non sei capace. +T'impongo, bensí, una dilazione per non essere il tuo complice. + +ULRICO + +(_levandosi di botto, con allucinata prepotenza_) E io ti risparmio di +essere il mio complice, poiché basterò io a chiamarla. + +FRANCESCO + +(_adiratamente_) Tu abusi dell'ospitalità che ti è concessa! Bada a +quello che fai! + +ULRICO + +(_con uno scoppio di stizza che geme di confessione_) Hai avuto, a modo +tuo, pietà di lei, e non sai averne di me!... + +FRANCESCO + +(_fervido e leale_) Ne ho di te, ne ho di te come di lei, a modo mio! + +ULRICO + +Sí, sí, abuso dell'ospitalità che mi è concessa. E cacciami via, se +questo esige la tua pietà!... (_Infrenabile, chiama, sbraitando:_) Sonia +Zarowska! Sonia Zarowska! Sonia Zarowska! + +LA VOCE DI SONIA + +(_lontana e vibrante d'immediata sorpresa_) Ulrico! Ulrico! + +ULRICO + +(_investendo_ FRANCESCO) Hai udito come grida il mio nome nonostante il +bavaglio della tua tirannia? + +FRANCESCO + +(_sorgendo con fierezza_) Finiscila, adesso! Non tollero piú che tu +adoperi un simile linguaggio! + +LA VOCE DI SUORA MARTA + +(_vivacissima_) Chiunque sia che vi chiami cosí, restate al vostro +posto! + +FRANCESCO + +(_veemente_) Lasciatela libera, Suora Marta! Lasciatela andare dove +vuole! + +ULRICO + +(_sbraitando piú di prima_) Lasciatela libera! Lasciatela libera! + +LA VOCE DI SONIA + +(_vicina_) Ulrico!... + +FRANCESCO + +(_disdegnoso, a Ulrico_) Tu le potrai parlare come meglio ti aggrada. Io +non ti sorveglierò! (_Fugge per la porta a destra._) + + +V. + +SONIA + +(_ancora di dentro_) Ulrico! Ulrico!... (_Giunge slanciandosi a +stringergli le mani._) Ulrico! + +ULRICO + +(_stringendole a lei_) Finalmente! Finalmente!... + +SONIA + +Ti ritrovo? Ti rivedo?... + +ULRICO + +Mi credevi morto addirittura? + +SONIA + +Proprio morto di morte non ti credevo. + +ULRICO + +Mi avevi dimenticato, ecco. + +SONIA + +Non ti avevo dimenticato. + +ULRICO + +Mi pensavi! + +SONIA + +Ti pensavo, pensando che non esistevi piú. + +ULRICO + +Ma appena ti ho chiamata, hai sentito berne che tornavo a esistere. + +SONIA + +Questo ho sentito. + +ULRICO + +Molta meraviglia? + +SONIA + +Molta. + +ULRICO + +Anche molta gioia, se non m'inganno. + +SONIA + +Molta. + +ULRICO + +Non hanno potuto trattenerti dal correre a salutarmi risorto. + +SONIA + +Non l'hanno potuto. + +ULRICO + +E perché, dimmi, perché ti pareva che io non esistessi piú? + +SONIA + +Perché non esisteva piú nessuna delle cose d'allora. + +ULRICO + +Di allora, cioè di quando? + +SONIA + +Di quando si stava cosí spesso insieme. + +ULRICO + +Tutte sparite, dunque? + +SONIA + +Tutte sparite. + +ULRICO + +Da un giorno all'altro? + +SONIA + +Sparite a poco a poco. + +ULRICO + +E non le rievochi? Non le rimpiangi? + +SONIA + +Di tanto in tanto, sí, ma come in sogno. + +ULRICO + +(_frugando, guardingo_) Io credo che ci sia qualcuno che se ne accorge e +che ti sgrida. + +SONIA + +Per esempio, chi? + +ULRICO + +... Per esempio, Suora Marta, che ti sorveglia continuamente. + +SONIA + +Non se ne accorge Suora Marta. + +ULRICO + +(_accennando la porta a destra_) Oppure se ne accorge lui, che ha la +fissazione e la sapienza di scrutare. + +SONIA + +Nemmeno lui se ne accorge. + +ULRICO + +E se, per ipotesi, egli se ne accorgesse?... + +SONIA + +Si dorrebbe. + +ULRICO + +E ti toccherebbero, quindi, le durezze della sua severità. + +SONIA + +Severo, lui?... No, mai! + +ULRICO + +Non ti assilla, forse, non ti martirizza con i suoi rigori, con le sue +costrizioni? + +SONIA + +No! + +ULRICO + +Tuttavia, hai l'obbligo d'essergli sottoposta, hai l'obbligo di +obbedirgli. + +SONIA + +No! + +ULRICO + +Che tu neghi o non neghi, è certo che qui ti si tiene come in un +carcere. + +SONIA + +No! + +ULRICO + +Peggio che in un carcere ti si tiene. In un carcere non si perde che la +libertà esteriore, mentre qui ti si comanda e ti si spia perfino nel +cervello! + +SONIA + +No! + +ULRICO + +Io affermo che ne sei stanca! E con me tu fingi, tu fingi, tu mentisci! + +SONIA + +No, Ulrico! No! No! No! + +ULRICO + +(_in un muggito di esasperazione--tappandosi gli orecchi con le mani_) +Ah, sono esecrabili i tuoi «no»! Non farmene udire di piú! + +SONIA + +(_spaventata, si trae indietro.--Resta in pena, sospesa._) + +(_Un silenzio._) + +ULRICO + +(_scaccia l'ira che lo pervade. Siede. Le parla con una specie di leale +remissività._) Riconosco che farnetico. Riconosco che, immaginando +costrizioni e martirii, sono in errore. Ma è l'acredine! È la rabbia! È +la malignità della rabbia! Ricordo la tua vita d'un tempo non remoto, la +ricordo scorrere fluida come un fiume, apportatrice imperturbata di +godimenti, tra i rovi e le asperità delle tristezze altrui, degli altrui +malori, delle altrui miserie, e in questo ricordare il rimpianto mio, +cosí diverso dal tuo, s'inasprisce, si esulcera. + +SONIA + +(_ascolta attentamente._) + +ULRICO + +In te il rimpianto non è suscettibile di esacerbazioni. È saltuario, +scialbo, superficiale, svanente, estraneo al fermento della realtà. +«_Come in sogno_» hai detto, e ti sei espressa con esattezza, poiché, di +fatti, ti hanno addormentata nella convinzione che il tuo piccolo mondo +d'allora sia sparito per sempre. (_Scattando facinoroso_) Ma è falso! È +falso! La falsità è stato il tuo narcotico!... Esisto io tale qual ero. +Lo vedi! Esiste tale qual era tutto ciò che lasciasti! E con la medesima +voce con la quale io t'ho chiamata pocanzi, tutto ciò che lasciasti ti +ha chiamata e ti chiama! + +SONIA + +(_ha un lieve fremito. La sua attenzione diviene piú tesa._) + +ULRICO + +Ti chiamano le tue stanze dove nulla è sparito, dove nulla è mutato +dall'ultima sera in cui ne respirasti l'aria iniettata di profumi a te +cari e di desiderî; ti chiamano i bizzarri abiti neri che secondavano +incantevolmente le seduzioni del tuo corpo serpentino; ti chiamano i +fedeli specchi avidi della tua immagine nella ebbrezza della danza; ti +chiamano le tue ore senza misura, le tue ore senza albe e senza +tramonti, riempite dei tuoi capricci fuori da ogni legge, riempite di +abbandoni e di oblii! È tuo, è tuo tutto ciò, ancora tuo, piú tuo di +prima. Svegliati, Sonia! Svegliati, e rivivi! Nel sonno che ti avvolge +come una cappa di piombo, tu piú non vivi,... tu piú non vivi e non mi +fai piú vivere! + +SONIA + +(_è presa dalle rievocazioni. Le cose di allora le si riavvicinano. Già +la sfiora il loro fascino. Le si disegna sul volto un'animazione +perplessa.--Interroga, cauta:_) Ci sei stato laggiù in questi giorni? + +ULRICO + +(_s'irradia_) Non un giorno è trascorso che io non mi ci sia recato. E +lungamente ci restavo. + +SONIA + +Solo solo? + +ULRICO + +(_malinconicamente_) Solo solo. + +SONIA + +Ti piaceva di restarci? + +ULRICO + +Mi piaceva di soffrire. + +SONIA + +Nulla è sparito? + +ULRICO + +Nulla. + +SONIA + +Nulla è mutato? + +ULRICO + +Nulla. + +SONIA + +(_con segretezza_) Anch'io rivedrei volentieri le mie stanze, i miei +abiti, i miei specchi... + +ULRICO + +(_dissimulando l'emozione che rigurgita_) Ti recheresti volentieri +laggiù? + +SONIA + +Soltanto una volta! + +ULRICO + +(_con subdolo assenso_) Soltanto una volta, s'intende! Una fugace visita +al passato! Non piú di questo. + +SONIA + +Non piú di questo. + +ULRICO + +Io, poi, ti faccio notare che se realmente lo vuoi, non ti sarà troppo +difficile. + +SONIA + +(_sottovoce_) Non posso. + +ULRICO + +L'impossibilità è nella tua immaginazione. + +SONIA + +Non si esce dall'asilo senza il permesso di lui. + +ULRICO + +Mi hai assicurato che non tiranneggia, che non è severo con te. Gli +chiederai il permesso che ritieni indispensabile, e l'otterrai. + +SONIA + +Per andare laggiù, no, non glielo chiedo! Me ne vergognerei. + +ULRICO + +Ne farai a meno, ed egli ti assolverà. + +SONIA + +Mi consigli di uscire di nascosto? + +ULRICO + +Di tentarlo io ti consiglio. + +SONIA + +(_accesa d'una sinistra reminiscenza_) Di nascosto come per rubare?! + +ULRICO + +Dove salti con la fantasia? Si tratta semplicemente di uno strappo alle +consuetudini di clausura. Non è un crimine. Non è un'azione da +paragonare a un furto. + +SONIA + +Sí, ne convengo: un crimine non è. + +ULRICO + +Dunque, nessun ostacolo, nessun rischio e, soprattutto, nessun rimorso. + +SONIA + +Tu mi accompagnerai, n'è vero?... Mi devi accompagnare... + +ULRICO + +È naturale che io t'accompagni. + +SONIA + +E quando andremo? Quando? + +ULRICO + +Decidi tu. Non dipende che da te. + +SONIA + +Io non so... Io non oso decidere... Forse, oggi stesso potremmo! + +ULRICO + +(_levandosi ebro, esagitato, abbacinato, col respiro mozzo_) Ma +certamente! Oggi stesso! Oggi stesso!... Perché no?... E non bisogna +ritardare!... Egli, a quest'ora, è intento ai suoi studî; la zelante +Suora ha avuto l'ordine di risparmiarti il suo zelo; la mia riverita +persona si trova già, per caso, a tua disposizione: sarebbe una +ingratitudine verso la fortuna non profittare di circostanze cosí +favorevoli! + +SONIA + +(_con una esaltazione timorosa e frettolosa_) Ebbene, sí! Profittiamone! +Profittiamone!... Tu uscirai prima di me... Mi aspetterai alla svolta +della strada... Io cercherò di deviare l'attenzione del guardiano... Gli +farò credere che si riversa l'acqua dalla fontana, o, meglio, lo +pregherò di cogliere per me qualche fiore... Mi è amico: non si +negherà... E appena si sarà allontanato dal cancello, io, di corsa, di +corsa, a raggiungerti!... Sono contenta, Ulrico, sono tanto +contenta!--Vai vai vai vai! + +ULRICO + +Bada che ti aspetto!... (_Si avvia, veloce, sogguardandola un po' +diffidente._) + +SONIA + +(_in un lampo di allarme, dà un grido soffocato:_) No! + +ULRICO + +(_arrestandosi di colpo_) Sonia?! + +SONIA + +(_casca a sedere._) + +ULRICO + +(_accorre_) Sonia?! + +SONIA + +(_affaticata, fioca, con negli sguardi e nell'accento una intima +solennità_) Non mi aspettare... Torna laggiú, se vuoi, ma «solo solo»... +come in questi giorni. Io non ci sarò. + +ULRICO + +(_miseramente_) Avevi riaperte un poco le ali al volo: le hai richiuse. + +SONIA + +Laggiú... è il pericolo. Laggiú è la malia dei vizî, la malia del +peccato. + +ULRICO + +(_pallidissimo_) Parli di peccato?! Parli di vizî?! Due parole che non +conoscevi! + +SONIA + +Furono i miei nemici! + +ULRICO + +Tu distingui, nella tua vita, i fatti umani a cui si riferiscono le due +parole paurose e non tue che hai pronunziate? + +SONIA + +(_con una istantanea percezione_) Li distinguo! Li distinguo! Ero nei +vizî e nel peccato. Ora, non piú! + +ULRICO + +E sei capace, in coscienza, di odiarli? In coscienza sei capace di +temerli? + +SONIA + +Li odio e li temo perché mi benefica l'esserne lontana. + +ULRICO + +Parole non tue, Sonia! Parole non tue! + +SONIA + +Lo sento che ne sono beneficata. Lo sento! Non m'inganno! + +ULRICO + +Cosí ti hanno detto e a te pare che sia. + +SONIA + +Io vorrei che tu sapessi capire quello che sento. + +ULRICO + +Io vorrei che tu me lo facessi capire con parole che fossero veramente +tue! + +SONIA + +(_stentando a esprimersi_)... È qualche cosa che sta tutta dentro di me: +una grande dolcezza dell'anima! + +ULRICO + +(_attonito_) Dell'anima!... (_Si tortura i capelli con le dita nervose. +La sua sensibilità fluttua scompigliata. Il suo pensiero brancola nel +vuoto._) + +SONIA + +(_rasserenata, buona, amicale--si leva._) Addio, Ulrico! + +ULRICO + +(_in un urgente trapasso_) Questo addio, Sonia, io lo respingo. (_Egli è +come colui che sul punto di affogare si rinvigorisce di una suprema +energia istintiva per salvarsi._) Lo respingo non per cercare ancora di +ricondurti dove si annida il pericolo, non per esortarti ancora a +rivivere il passato che hai misconosciuto. Io ti esorto unicamente a non +escludermi, a non sacrificarmi, a non distaccarti da me. Eri la donna +dei miei piaceri, non sarai piú tale, e non t'inciterò a ridiventarla, +non ti biasimerò, non soffrirò. Un'altra donna tu, un altro uomo io. Ti +farò abitare una casetta appartata, cheta, gentile, sorridente. Verrò a +bussare alla tua porta senza molto insistere, e quando me l'aprirai io +te ne sarò grato, e ti terrò compagnia, ci terremo compagnia a vicenda, +tu serbandoti come hai imparato a essere, io volendoti sempre piú un +bene che non avevo mai immaginato di poterti volere. Questo, questo ti +offro, Sonia, con un fervore profondo, e se di ciò che senti nulla è +rimasto in te inespresso e inesprimibile, non c'è nessuna ragione, +nessuna, per la quale tu debba rifiutare e ridirmi addio. + +SONIA + +(_è commossa, ma non conquistata. Sulla sua fisonomia si disegna +l'implorazione:_) Ulrico!... + +ULRICO + +Rifiuti?... Rifiuti?!... (_Prorompendo in un furore cattivo_) Ah, non +inutilmente ho rimescolato il mistero! (_Esce a destra, violento, +clamoroso_) Vieni, Francesco! Il mio colloquio con Sonia Zarowska è +terminato. + +SONIA + +(_in orgasmo_) No! Lui, no, te ne supplico! Lui, no! + +ULRICO + +(_di dentro, ancora clamoroso_) È necessario che tu venga, e súbito! +Vieni! Vieni! + +SONIA + +(_gridando_) Ma perché? Ma perché? + +ULRICO + +(_tornando_) I «perché» e i «ma», in un manicomio, fanno cilecca! + + +VI. + +FRANCESCO + +(_entra--freddo--accigliato--senza guardare._) + +ULRICO + +(_prontamente_) Ho bisogno che tu apprenda e che tu giudichi. Ciò che ti +dirò è straordinario, è incredibile. Tuttavia, sul mio onore!, non +smercio menzogne. + +FRANCESCO + +Molte cose che a te debbono parere incredibili non sono incredibili. E +che tu non smerci menzogne ho la piú ferma persuasione. + +ULRICO + +In breve. Poiché ella non ha ceduto alle visioni risvegliate in lei +dalla prepotenza della mia frenesia e l'ho trovata salda, irremovibile +nel suo odio al passato, nella sua volontà di seppellirlo, io le ho +sinceramente offerto un avvenire di onestà e di pace, le ho sinceramente +promesso di rispettare il suo odio e la sua volontà, le ho sinceramente +promesso di volerle bene, di volerle un bene tutto simile a quello che +sanno volere a una donna onesta i piú probi degli uomini. Come mi sia +accaduto di balzare da un polo all'altro, non me lo domandare. +M'imbroglierei a risponderti. Ma mi fulmini Dio o il diavolo se i miei +propositi non li ho concepiti e non li ho manifestati in piena lealtà. + +FRANCESCO + +E lei? + +ULRICO + +(_con un groppo alla gola_) Ha rifiutato. + +FRANCESCO + +Si è lasciata, forse, vincere dalla diffidenza. + +ULRICO + +Non dalla diffidenza si è lasciata vincere. + +FRANCESCO + +Piú che di te, di sé stessa ha diffidato. E non avrebbe dovuto! (_A +lei_) Voi, Sonia, aspettate da me, dal vostro medico, la garanzia della +vostra salute morale?... Io non esito a darvela. Voi siete guarita. Ed è +un prodigio:--un prodigio non mio. Io non ho fatto che alimentare +qualche imprevedibile seme di virtú scorto improvvisamente in voi come +nel fondo sconvolto di una piccola bolgia. La guarigione è cosí perfetta +che avete potuto resistere all'uomo che piú vi ha desiderata e perfino +mutare il suo desiderio... in amore. Egli vi ha promesso di volervi +bene. Non ha avuto il coraggio di pronunziare la parola divina. Quel che +egli vi ha promesso è piú ampio e migliore. Vi ha promesso di amarvi! E +voi, Sonia, lo amerete. Nel vostro corpo strappato agli artigli del +vizio e del peccato, un'anima è sorta. Quest'anima è nuova, ed è pura +come quella di una adolescente. Dell'amore, dunque, si è dischiusa, nel +centro del vostro essere, la piú facile fonte. Il mio buon Ulrico non +avrà che da ricercarla. + +SONIA + +(_si è contratta, schiva, ritrosa, con gli occhi bassi._) + +ULRICO + +(_è stato, ed è, intento a sorprenderne le sensazioni._) + +(_Una breve pausa._) + +FRANCESCO + +(_impassibile, calca, sul tavolino, un bottone della soneria +elettrica._) + +(_Si ode, lievemente, il suono interno._) + +SONIA + +(_ne è tutta percorsa nei nervi._) + +ULRICO + +(_nota quella specie di brivido._) + + +VII. + +SUORA MARTA + +(_entra con sollecitudine_) Qualche ordine per me, Direttore? + +FRANCESCO + +Nessun ordine, Suora. Ho da farvi una comunicazione e da rivolgervi una +preghiera. Sonia Zarowska è congedata. Tra pochi minuti non sarà piú +nostra ospite. + +SONIA + +(_ha una forte scossa interiore._) + +FRANCESCO + +(_proseguendo_) Mi risulta in modo positivo che le sue condizioni +psichiche sono tali che le sarebbe superfluo, se non dannoso, +costringerla a prolungare la dimora in questo Ricovero. Intanto, mi è +impedito di trattenermi con lei per gli ultimi doveri dell'ospitalità. +Mi occorre disbrigare molto lavoro, e al piú presto. Voi, Suora,--e +questa è la preghiera che vi rivolgo--avrete la cortesia di sostituirmi, +come frequentemente desidero. Le sarete accanto col vigile garbo che vi +è consueto se ella vorrà salutare le amiche che l'hanno cullata nella +loro affezione e la sua cameretta dove per la prima volta ha conosciuto +il riposo affrancato dall'insidia. Poi l'accompagnerete fino al cancello +del giardino, e lí cederete a Ulrico Nargutta--il quale ne sarà +felice--la vostra e la mia prosciolta responsabilità. + +SUORA MARTA + +Sta benissimo. + +SONIA + +(_si è curvata nella schiena, simile a un giunco colpito dalla grandine. +Il capo le pende in avanti. I suoi occhi, aperti e soffusi di cupezza, +non hanno piú battito di ciglia._) + +ULRICO + +(_attraverso lo sconforto, non cessa un attimo di osservarla._) + +FRANCESCO + +E voi, che avete, che avete, Sonia? Non deve né attristarvi né avvilirvi +il commiato. Deve, invece, rendervi lieta, secura, orgogliosa. Su! Su! +Alzate la testa! Alzate la testa con la piú balda lietezza come per una +resurrezione, e sia tutto ridente il vostro saluto! + +SONIA + +(_rifugiandosi, a un tratto, presso la Suora_) Suora Marta! Suora Marta! +Voi siete la madre generosa di noi tutte e a lui, nella generosità, +siete sorella. Intercedete voi perché non mi mandi via! + +ULRICO + +(_tagliente_) Spetta a me d'intercedere! E sarà una intercessione +efficace. + +FRANCESCO + +(_impetuoso_) A te spetta di tacere, e tacerai! (_Indi a Lei_) È +inconcepibile che confondiate i provvedimenti suggeritimi da ponderate +considerazioni con l'atto di un ostile congedo. Io mi sono proposto di +ridonarvi il respiro d'una libertà completa per rafforzare in voi la +consapevolezza delle vostre rapide conquiste, della vostra vittoria. Se +è per voi troppo nebuloso quel che vi dico, proverò di chiarirvelo. + +SONIA + +No, non darti piú pena! Sarà di me quello che tu vuoi!... (_La cupezza +si risolve in lagrime dirotte._) Ti obbedirò. + +FRANCESCO + +L'obbedienza non l'ho insegnata mai, e non mi piace. Io non ammetto di +essere obbedito! + +SUORA MARTA + +Queste lagrime, Direttore, chiedono ancora aiuto! + +SONIA + +Ancora aiuto chiedono, ancora aiuto! La vostra bontà, Suora, lo intende, +lo vede. Fate che lo veda la bontà di lui! + +ULRICO + +(_si abbatte sopra una sedia._) + +FRANCESCO + +(_nonostante una recondita preoccupazione, accondiscende._) Voi sapete, +Suora, che spesso mi è di sollievo subordinare le mie decisioni al +vostro discernimento. Voi mi consigliate di rinviare il congedo di Sonia +Zarowska? + +SUORA MARTA + +Mi permetto di consigliarvelo. + +FRANCESCO + +E sia. Conducetela nella sua camera, e ripetetele bene che rimarrà. + +SONIA + +(_con un recrudescente effluvio di lagrime, si avvinchia a Suora Marta_) +Tenetemi stretta!... Non mi lasciate! + +SUORA MARTA + +(_traendola dolcemente_) Non vi lascio, no, figliuola mia!... E cessate +di piangere come una bimba sperduta!... Rimarrete. Rimarrete. Il +Direttore lo desidera. Non vi si mentisce. Rimarrete... + +(_Escono._) + + +VIII. + +ULRICO + +(_pronto, febbricitante, inquisitorio, imponente_) E che pensi, adesso, +di lei? Parlami, adesso! Che cos'è, a giudizio tuo, quello che in lei +abbiamo insieme osservato? + +FRANCESCO + +(_vorrebbe distrigarsi dalla preoccupazione. Non ci riesce.--Finge una +certa tranquillità._) A me non è parso di osservare nulla che +modificasse l'opinione chiara che ti ho manifestata. Su per giú, siamo +lí. «Le sue lagrime chiedono ancora aiuto» ha intuito la Suora. E Sonia +Zarowska ha confermato. Non significa, in sostanza, che continua a +diffidare di sé?... + +ULRICO + +(_con un preciso gesto del braccio che accentua l'indicazione_) L'aiuto, +per lei, sei tu! Sempre tu sei! Sempre tu! + +FRANCESCO + +Perdura il fenomeno cerebrale per cui non può scindere l'idea del +soccorso dalla mia persona. + +ULRICO + +(_ricordando con significativa acutezza le parole di Francesco_) È sorta +un'anima in quel corpo strappato agli artigli del vizio e del peccato--e +quell'anima è tua! Ecco il segreto di ciò che accade in lei! + +FRANCESCO + +(_come aggredito_) Ma quale assurdità asserisci con codesta fatua +pretesa di veggente miracoloso?! + +ULRICO + +Non ribellarti e non ti difendere! Nella mia asserzione non è nemmeno +l'ombra d'un sospetto che ti accusi. (_Levandosi disperato_) È tua, +solamente tua quell'anima nuova e pura--pura come se fosse di +un'adolescente--, perché tu l'hai fatta sorgere, perché da te ne ha lei +ricevuto il soffio e l'alimento. Ed io, io, che per lo sperpero +quotidiano del suo corpo non provavo ribrezzo, non rancore, non dolore, +non il piú lieve morso della gelosia e anzi ne avevo un cinico +compiacimento ributtante di cui mi vantavo, ora sono geloso della sua +anima, che tu solo possiedi! È una gelosia infinita che non c'è mezzo di +placare o di sopire! E sembra una camicia di spine sottili dalle quali +si sia ineluttabilmente penetrati fino al midollo! + +FRANCESCO + +(_ambascioso, esortante, fraterno_) Ulrico! Ulrico!... Amico mio! +Fratello mio!... + +ULRICO + +(_gettandogli le braccia al collo, dà in una esplosione di pianto +puerile._) Della sua anima sono geloso, io, e tu sai, tu sai che non c'è +un tormento piú crudele di questo!... + +FRANCESCO + +Fratello mio!... Fratello mio!... + + +SIPARIO. + + + + +QUARTO ATTO + + +_Il vestibolo._ + +_Tra il vespero e la sera.--La lampada è già accesa. Nel giardino va +addensandosi la notte. Il lembo di cielo visibile, attraverso il vano, +sulle chiome degli alberi, va, man mano, avvivandosi di qualche stella._ + + +I. + +(_Dall'interno della Casa di Salute si propaga, sommessa, la preghiera +dell'_Angelus _cantata a coro dalle Ricoverate._) + +ULRICO e FRANCESCO + +(_sono seduti presso il tavolino, l'uno di faccia all'altro: tutti e due +curvi, oppressi, meditabondi nella acuita ascoltazione che li +accomuna._) + +LA PREGHIERA + +(_È l'ultima strofa:_) + + Ancora ancora serbaci, o Signore, + il tuo favore, + d'ogni bene, quaggiú, principio e via. + E cosí sia! + +(_La melopea si spegne, lasciando nell'aria un'ondulata scia di +misticismo._) + +(_I due amici parlano in un tono di segretezza. Non ne sanno il perché. +Non se ne danno ragione._) + +ULRICO + +La sua voce, l'hai distinta? + +FRANCESCO + +L'ho distinta, sí. + +ULRICO + +Anch'io l'ho distinta. E mi ha sorpreso che prettamente modulasse le +note d'un canto ascetico quella bocca che sino a qualche mese fa aveva +modulate, con esperta lascivia, le note di una danza voluttuosa. + +FRANCESCO + +Ed era tra tutte le voci la piú carezzevole. + +ULRICO + +La piú carezzevole e la piú pacata, la piú ferma. + +FRANCESCO + +Verissimo. + +ULRICO + +Come spieghi la schietta serenità di lei dopo le emozioni che oggi +l'hanno squassata? + +FRANCESCO + +Ella cantava pregando. E appunto il pregare contribuiva a rasserenarla. + +ULRICO + +È diventata cosí mistica, cosí religiosa da trovare la serenità nella +preghiera?! + +FRANCESCO + +È diventata cristiana:--nell'altruismo, le sue aspirazioni; nella +temenza di peccare, i suoi spasimi; nella preghiera, il conforto da cui +le deriva la serenità. + +ULRICO + +Converrai che c'è da intontire. Un'atea di quella risma!... + +FRANCESCO + +Un'atea, no. Non una credente, ma nemmeno un'atea. L'ateismo è un +convincimento. Ed è una forza, giacché un convincimento è sempre una +forza. Ella non recava in sé nessuna forza, non c'era in lei che una +psichica inferiorità, una fiacchezza ignara che vagava e si smarriva +nella sua ignoranza. Mi è stato agevole, per questo, fare di lei la piú +religiosa delle mie Ricoverate. L'ignoranza dei deboli è un gran vuoto +che aspetta d'essere riempito e che la religione può senza fatica +riempire. + +ULRICO + +(_ha la mente scompigliata ed esausta, il corpo vinto dalla +rilassatezza._) Sarà stato come tu dici! Non discuto... Non ho la +capacità di discutere... Del resto, tutto ciò non ha piú alcuna +importanza! (_Ostenta un gesto noncurante e risolutivo._) Quel che è +fatto è fatto! Io ci metto sopra una croce, e la saluto con una voltata +di schiena! (_Si alza, piglia il cappello._) + +FRANCESCO + +(_impulsivamente_) Cos'è? Te ne vai?... Te ne vuoi andare? + +(_Una pausa._) + +ULRICO + +(_come un infermo abbattuto dalla infermità_) Mio caro Francesco, ti ho +afflitto, vessato, tormentato senza restrizioni. È tempo che ti liberi. +Tu, scusami, dimentica e non ti preoccupare piú di me. Tant'è: sono +quasi calmo. L'uragano è dileguato. Lo ha disperso quel supremo +pacificatore dei piú gravi cataclismi dell'umanità che è... +l'Ineluttabile!... La sola conseguenza che deploro di tutta questa +faccenda è che non saprò come impiegare i logori avanzi della mia vita. +Ci sarebbe da buttarli via... Ma... vedremo!... Si ha pure da attendere +un po' l'impreveduto. Buona notte, Francesco! + +FRANCESCO + +(_alzandosi, rude, imperativo_) Ulrico, io non ti permetterò +d'allontanarti di qui sinché ci sarà lei. + +ULRICO + +Non me lo permetterai, perché? + +FRANCESCO + +Tu la rivedrai! Tu le riparlerai! + +ULRICO + +E a qual fine? + +FRANCESCO + +Per indurla ad amarti, per indurla a seguirti. Non si vince senza +combattere. Tu devi vincere! + +ULRICO + +Queste sono le frasi con cui s'incoraggiano gli eroi delle imprese +balorde! + +FRANCESCO + +Non è mai una impresa balorda l'ostinarsi d'un innamorato nel proposito +di farsi amare. + +ULRICO + +Tutto quello che potevo dirle per farmi amare, io glielo ho detto. + +FRANCESCO + +Non le hai detto abbastanza. Non hai abbastanza insistito. + +ULRICO + +La sua indifferenza verso i miei sentimenti, verso la mia persona, è, +oramai, insuperabile, e tu lo hai compreso come l'ho compreso io. + +FRANCESCO + +Il colloquio di oggi è stato troppo brusco, troppo subitaneo, troppo +breve, troppo superficiale. Insistere insistere insistere con l'ardente +pienezza della tua fiamma nuova! Presto o tardi, il grande amore suscita +l'amore! + +ULRICO + +Non in una donna nella quale l'amore sia già sbocciato con la sua anima +stessa! + +FRANCESCO + +(_muggendo sordamente_) E dàgli! E dàgli!.. + +ULRICO + +Contro di me ti adiri?! + +FRANCESCO + +Sono tante scudisciate le tue obiezioni! + +ULRICO + +Le mie obiezioni rispecchiano, con esattezza, qualche cosa di cui il tuo +acume di scienziato e la tua sensibilità di uomo hanno ben còlta una +prova definitiva. + +FRANCESCO + +(_acceso, congestionato_) Io mi strapperei il cervello per non pensare +d'essere colui che te la toglie! Questo pensiero mi sconvolge, mi +terrorizza! + +ULRICO + +Anche di piú ti sconvolge e ti terrorizza, Francesco, il pensiero che +presto o tardi il grande amore suscita l'amore, inquantoché--se proprio +credi che ciò sia--non puoi ritenerti inaccessibile a un tale fenomeno. + +FRANCESCO + +(_esaltato di terrore_) La tua nefasta gelosia m'impone sempre di piú +l'incubo maligno che sorge dall'attaccamento di quella donna! Ma io lo +scaccerò! Lo scaccerò come si scaccia il profanatore d'un sacrario! E se +non riuscirai tu a farti amare da lei, riuscirò io a farmene odiare! +(_Si domina. Aduna le idee._) + +ULRICO + +(_inerte, flaccido_) Be', non incollerirti di piú. Sono a tua +disposizione. + +FRANCESCO + +Tu sarai ospite mio. E a cominciare da stasera avrai modo di ritentare. +Dopo la preghiera dell'Angelus e il raccoglimento che segue, è concessa +alle Ricoverate una parentesi di emancipazione affinché esse diano segni +espliciti delle loro vicende mentali, dei loro progressi o dei loro +regressi. Per Sonia Zarowska è convenuto piú specialmente che la Suora +la mandi in giardino se l'aria sia mite. Ciò serve a provarle che merita +d'essere trattata come una persona normale e a deviarla dalla tendenza +che rivela per la clausura. Oltre di che, sotto il cielo stellato o al +chiaro di luna, ella si abbevera di poesia; e la poesia si tramuta, per +lo spirito, in ossigeno di bellezza morale. Stasera l'aria è mitissima. +In giardino ella sarà tra pochi minuti. Lí, la troverai in condizioni +propizie ad ascoltarti.--E adesso vieni con me, buono e paziente. Non +sarebbe opportuno che súbito tu t'incontrassi con lei. Bisogna che, in +giardino, rimanga un pezzo tutta sola. So quel che dico. Fatti guidare +da me. + +ULRICO + +(_con accasciata malinconia_) Io il burattino, tu il burattinaio; ma +siamo ambedue egualmente grotteschi e miserevoli! + +FRANCESCO + +(_mettendogli, fraterno, una mano sulla nuca_) Vieni, vieni, Ulrico! E +taci. Non piú sfoghi amari e inutili! Vieni! (_Lo conduce via, a +destra._) + + +II. + +(_Una strampalata vociferazione anima gradatamente l'atmosfera. Le voci +di alcune Ricoverate, in diversi toni e accenti, si succedono e anche si +mescolano, dissonanti:_) + +--Uno due tre quattro cinque... + +--Tutti manigoldi! Tutti assassini! + +--(_una specie di ululato_) Aùuu! Aùuu! + +--Suora Marta, io sono muta! + +--(_risate._) + +--Oh! che festa! che tempesta! + +--(_con altisonante slancio declamatorio:_) + + Non vuoi col brando uccidermi, e coi detti + Mi uccidi, intanto? + +--Chi di noi è la piú bella? + +--Io! + +--Io! + +--Io! + +UNA VOCE ZELANTE + +Andiamo nell'altra sala a chiassare! E sarà bene chiudere la porta!... È +serata bisbetica. Se il Direttore ci sente!... + +(_La piccola gazzarra gaia e tragica si allontana._) + +--Uno due tre quattro cinque sei... + +--Aùuu! Aùuu! + +--(_declamazione:_) + + O morte, o morte, + Cui tanto invoco, al mio dolor tu sorda + Sempre sarai? + +--Chi di noi è la piú savia? + +(_Risponde un mugolio corale, in sordina:_) + +--Sonia Sonia Sonia Sonia Sonia... + +(_Silenzio._) + + +III. + +(_Comparisce_ AGNESE _nel giardino.--Indossa un abito semplice e scuro. +Un semplice cappellino, che ha un po' la foggia d'una cuffia monacale, +le incornicia la fronte senza alterare le linee del volto, perspicue +come quelle d'un cammeo._) + +AGNESE + +(_indugia di là dalla soglia. La febbrile premura che la sospinge è +contrastata da un sopravvenuto sgomento. Quando ella si decide a varcare +la soglia, un leggero capogiro la squilibra e la costringe ad +appoggiarsi a uno spigolo del vano._) + +(_Si avanza Sonia dalla porta a sinistra che si è appena aperta e si è +richiusa._) + +SONIA + +(_nel vedere_ AGNESE, _si sofferma con un vivo trasalimento._) + +AGNESE + +(_riavendosi, se la trova davanti, a molta distanza, in una strana +intensa contemplazione, e, memore delle stranezze che fioriscono tra +quelle mura, non si meraviglia._) + +SONIA + +(_persiste nel guardarla, trasfigurandosi, e un culminante moto +interiore traspare dalla sua trasfigurazione._) + +AGNESE + +(_è attirata da quella persistenza, e, facendo qualche passo verso la +giovane che le è ignota, la interroga, rinnovando l'antica consuetudine +di rivolgere la parola alle Ricoverate con affettuoso interessamento:_) +Chi siete voi, cara, che tanto mi guardate? + +SONIA + +Chi sono io?... Come dirtelo?... Sonia Zarowska mi chiamo, ma non sono +piú Sonia Zarowska. + +AGNESE + +Ah, no? + +SONIA + +Sono tutta diversa, ora, dal mio nome. + +AGNESE + +(_le si accosta, correggendola, garbata, suasiva_) Il nome non conta. +Siete tutta diversa da quella che eravate. + +SONIA + +(_compiacendosi di essere compresa_) Da quella che ero, sono diversa. + +AGNESE + +Una seconda esistenza?! + +SONIA + +Una seconda esistenza. Ne dubiti? + +AGNESE + +Non ne dubito, cara! Non ne dubito. Alcune circostanze della nostra vita +producono in noi profondi mutamenti. Dal bene al male, o dal male al +bene. Nel caso vostro, io credo, dal male al bene. + +SONIA + +Ma non una circostanza della mia vita mi ha mutata. Mi ha mutata Lui. +Solamente Lui. + +AGNESE + +Arguisco che il vostro Lui sia l'uomo filantropico e sapiente che vi ha +accolta in questo asilo per prendere cura di voi. + +SONIA + +Sí, quello è il mio Lui! + +AGNESE + +E dunque?... Le azioni buone o cattive che riceviamo non sono appunto le +circostanze che piú influiscono su noi e piú ci trasformano?... +L'accoglienza da lui concessavi è stata la circostanza che ha prodotto +il vostro salutare mutamento. + +SONIA + +È giusto, è giusto. Hai ragione. Tu parli con sapienza: con la medesima +sapienza che ha Lui. Io da ignorante parlo. + +AGNESE + +E mi guardate!... Ancora mi guardate!? + +SONIA + +Non disdegnare che ti guardo! + +AGNESE + +No, non disdegno. Perché dovrei disdegnare? + +SONIA + +Sei cosí in alto! + +AGNESE + +Troppo si affretta la vostra immaginazione a illudervi sulla mia +persona! Io vivo nel piú umile cantuccio della terra. + +SONIA + +(_irradiandosi d'ammirazione_) E non sei forse tu sua moglie?... + +AGNESE + +(_con un sobbalzo_) Come lo avete indovinato che sono sua moglie? + +SONIA + +Non l'ho indovinato. Ti conosco. + +AGNESE + +Non ci siamo incontrate mai prima di stasera. + +SONIA + +Ti conosco nel tuo ritratto, presso al quale egli lavora e studia, e ti +conosco nella costante adorazione ch'egli ha per te. + +AGNESE + +Ammetto, cara, che un mio ritratto veduto presso di lui vi abbia dato +qualche indizio; ma che mi conosciate nella sua adorazione non è che una +fantasticheria cortese suggeritavi da un estro sibillino. Voi vi +compiacete di fare la zingarella lusingatrice. + +SONIA + +Che egli ti adori, io lo so! io lo so! + +AGNESE + +Non potete saperlo, mia buona creatura. Egli non può averlo palesato a +voi. + +SONIA + +Io so di saperlo. Quella adorazione, segreta, mi è entrata a poco a poco +nel cuore insieme con la sua voce, con i suoi sguardi, col suo fiato, +insieme con la sua tristezza. E, triste e sconsolata, quale egli, +segretamente, la sentiva, quell'adorazione, segretamente, quasi mia +diventava! + +AGNESE + +(_presa e attonita_) Quasi vostra!? + +SONIA + +... Tu eri assente. Eri assente e non morta. Dove ti nascondevi?... +Perché ti nascondevi?... Se fossi stata degna di ricondurti a lui, mi +sarei data a cercarti, a cercarti, e dovunque ti avrei cercata. Ma ecco +che, non cercata da nessuno, non ricondotta da nessuno, tu sei qui. Sei +tornata, sei tornata quando piú era provvidenziale che tu tornassi. Sei +tornata per la tua volontà e per la tua fede, anche piú fedele e piú +amorosa e piú devota di come ti fa il tuo ritratto. Che tu sia +benedetta! + +AGNESE + +(_ha l'impressione d'un incantesimo o d'un miracolo_) Sonia Zarowska!... +Insomma, chi siete, chi siete, voi? Chi siete realmente, ora, «tutta +diversa da quella che eravate»?... E che cosa è questa vostra generosa +dolcezza, che mi si è mossa incontro cosí bizzarra, cosí oltre le +facoltà umane? + +SONIA + +(_con uno scatto di cruccio allarmato_) Ti sembro io una demente? + +AGNESE + +(_sollecita e tenerissima_) Oh, no!... Una demente, no! Non è mai +demenza l'impulso di confortare, d'incoraggiare, di augurare. E i vostri +occhi sono pieni di un pensiero sicuro e sagace, la vostra fronte è +rischiarata dalla piú lucida ispirazione... (_La trae a sé, e se la +stringe al petto._) No, no, mia piccola grande amica misteriosa, voi non +mi sembrate e non siete una demente! + +SONIA + +(_rimpicciolendosi nell'abbraccio_) Grazie! Grazie!... E non mi +dimenticare, te ne prego! Non mi dimenticare! + + +IV. + +(_Irrompono_ FRANCESCO _e_ ULRICO--_che si avviavano verso il vestibolo +e, dalla stanza attigua, hanno scorto_ AGNESE.) + +FRANCESCO + +(_vibrante di stupore_) Tu qui, Agnese! + +(_Le due donne si staccano l'una dall'altra con simultanea rapidità._) + +SONIA + +(_come trasportata da una raffica, sparisce nella penombra del +giardino._) + +FRANCESCO e ULRICO + +(_oltre che dell'arrivo di_ AGNESE, _sono stupiti di aver trovate le due +donne unite in un amicale abbraccio._) + +AGNESE + +(_ansima, ammutolita da una emozione in cui annegano le sue forze._) + +FRANCESCO + +... Non una lettera, non un telegramma che mi avvertisse del tuo arrivo! +Non un cenno qualunque che me ne facesse intravvedere la probabilità!... +Un proposito repentino deve averti spinta a venire proprio +all'improvviso. + +AGNESE + +Un proposito non repentino, ma di cui repentinamente ho sentita +improrogabile l'attuazione. + +FRANCESCO + +E, invece di correre da me appena arrivata, ti trattenevi con una +estranea?! In una cordialità cosí confidenziale--per colmo di +stranezza--che perfino l'abbracciavi! + +AGNESE + +Quella estranea mi è stata preziosa. Il piú gentile, il piú commovente +esemplare dell'Incomprensibile!... Mi è apparsa dinanzi estatica quando +io giungevo trepidante, scoraggiata. Il ricordo d'un mio ritratto e una +specie d'intuito fatidico le hanno fatto súbito riconoscere in me tua +moglie. E, come un piccolo angelo protettore, mi ha misteriosamente +circondata d'una infantile effusione nella quale sorrideva la fiducia di +sollevare il mio spirito e di ricongiungerlo al tuo. Poi, si è +costernata sospettando di sembrarmi una demente, e io... l'abbracciavo +per chetarla con un segno della mia tenerezza riconoscente. + +FRANCESCO + +(_accorgendosi che Ulrico è rimasto lí, in disparte_) Hai udito, Ulrico? +Hai udito? + +ULRICO + +(_si ravviva come per un raggio di sole baluginante nel buio_) Ho udito, +sí! + +FRANCESCO + +(_cui la presenza di_ AGNESE _costringe a velare di disinvoltura +l'intenzione del richiamo_) In rapporto alle apprensioni che hai per +Sonia Zarowska, questo episodio ha un significato speciale e +rassicurante. + +ULRICO + +(_elettrizzandosi, scoppiettando di giubilo mal represso_) Difatti, +modifica, anzi... capovolge l'aspetto delle cose! Si direbbe, presso a +poco, che io mi sia sbagliato!... Santodio, che logogrifo è il mondo!... +Ma tu tralascia, tralascia di badare alle mie miserie. La signora Agnese +è venuta, lo sento, a riprendere il suo posto al tuo fianco, nel tuo +cuore... Innumerevoli spiegazioni, mi figuro, dovrete scambiarvi... Io, +nel frattempo, me ne starò in giardino... a cavare l'oroscopo dal +firmamento, e chi sa!... chi sa!... (_Ride nervoso, ma senza amarezza:_) +Eh eh eh eh!... Giornata memorabile, questa, signora Agnese! Memorabile, +dal principio alla fine! Eh eh eh eh!... (_Esce dal fondo._) + + +V. + +(AGNESE _e_ FRANCESCO _si dispongono, agitati, perplessi e pur +contenuti, all'imminente colloquio._) + +FRANCESCO + +Anzitutto, entra. (_Indica la porta a destra._) Io non ti consento di +rimanere sul limite della casa dove hai il diritto d'entrare, dove ho il +dovere di farti entrare. + +AGNESE + +Entrerò, Francesco, ma non súbito. Prima che ci riuniscano--come sarà +inevitabile--i nostri diritti e i nostri doveri nella casa comune, +bisogna che stiano l'una di fronte all'altra, in un'ora che escluda +appunto i vincoli dei doveri e dei diritti, due sincerità indipendenti e +complete. + +FRANCESCO + +La sincerità mia ha sempre aspettata la tua. E l'aspetta piú che mai! + +AGNESE + +(_si smarrisce nella difficoltà di cominciare a esprimersi. Siede._) +Purtroppo, non saprò dire. Non troverò le parole adeguate alla decisione +di dirti tutto ciò che esigo sia da te approfondito. È un groviglio di +sentimenti, di sensazioni e di idee inestricabile, inesprimibile. + +FRANCESCO + +Non sono infrequenti i casi in cui non dicono abbastanza le parole. Ma +io intenderò piú che esse non diranno se tu hai la ferma volontà ch'io +intenda. (_Le siede dirimpetto, presso il tavolino._) Fídati, Agnese! + +AGNESE + +... Quale errore, quale errore nella mia fuga! Quale errore nel credere +che allontanandomi da te mi sarei liberata dai dubbî tortuosi e dalle +indagini prepotenti che la tua esaltazione m'infliggeva!... Quei dubbî e +quelle indagini mi raggiunsero, mi perseguitarono, mi dominarono, mi +avvolsero: divennero come una rete di acciaio in cui la mia anima fosse +rimasta impigliata! Non erano piú nelle tue interrogazioni, nei tuoi +occhi, nei tuoi silenzi, ed erano--ahimé, peggio!--in ogni attimo del +mio pensiero. Io medesima dubitavo. Io medesima indagavo. + +FRANCESCO + +(_autoritario_) Dovevi indagare! + +AGNESE + +Non lo dovevo, Francesco, perché saldamente ricordavo che la mia fedeltà +era stata cosí intrinseca ai miei istinti femminili da poter +fronteggiare imperterrita le insidie delle piú abili seduzioni, +l'assalto dei fascini piú possenti. E ricordavo di piú. Ricordavo... +che, nonostante le torture che preparavano il nostro distacco, in una +ultima parentesi di ardore, io ti avevo tenuto tra le braccia con +l'identica dedizione limpida del mio primo abbandono di sposa!... Ma tu +mi avevi comunicato il sospetto che l'infedeltà spunti talvolta fuori +dei confini nei quali la considera l'umanità semplice alla quale io +appartengo; mi avevi comunicata la febbre di scoprire il seme d'una +infedeltà mia fuori delle vie che menano al peccato... + +FRANCESCO + +(_interrompendo_) Sono vie che restano ignote a una donna come te. + +AGNESE + +E a furia d'indagare e di dubitare, nella solitudine che contribuiva a +farmi cedere alla ossessione, a farmi astrarre dalla prova tangibile +della mia innocenza, a cacciarmi in una atmosfera fantastica, simile a +quella in cui ho veduto vivere qui tante disgraziate che tu soccorri, io +finii con l'accusarmi. + +FRANCESCO + +(_divampando_) Di che ti accusasti?... Parla! Di che ti accusasti?... + +AGNESE + +Mi accusai d'una profonda inquietudine per la morte d'un uomo che +disperatamente l'aveva voluta. + +FRANCESCO + +(_battendo un pugno sul tavolino_) Paolo Gemmi! + +AGNESE + +(_ribadisce_) Paolo Gemmi. + +FRANCESCO + +(_livido--dilatando le pupille, e in un tono di rapace circospezione_) +Paolo Gemmi ti amava? + +AGNESE + +(_con mitezza_) Sí, mi amava. + +FRANCESCO + +Da lui lo apprendesti?! + +AGNESE + +Lo appresi da lui, attraverso la maschera che egli s'imponeva. Nessun +uomo che molto ami una donna da cui non sarà mai amato riesce a +dissimularle il solitario amore che lo strugge. + +FRANCESCO + +Tu sospettasti che per questo suo amore egli si fosse ucciso?! + +AGNESE + +Lo sospettai, e mi fu confermato dal padre, che ne aveva raccolto +l'estremo respiro. + +FRANCESCO + +(_attanagliandola_) Perché lo interrogasti? + +AGNESE + +Io non lo interrogai, ma le sue lagrime di padre mi vollero consapevole. + +FRANCESCO + +(_col fremito irruente d'una imprecazione_) Ti vollero consapevole e +t'incatenarono immediatamente all'amore del martire! + +AGNESE + +No, Francesco! Nulla di quanto accadeva in me somigliava alla +rievocazione dell'innamorato sparito. Nulla somigliava a un rimorso, a +un pentimento, a un rimpianto profferto alla sua memoria. E perciò, +anche sotto il martello della tua inquisizione, la mia coscienza +permaneva immobile, altera, integra, estranea al lutto inquieto che +serbavo. Solamente piú tardi, ti ripeto, solamente piú tardi io potetti +accusarmi! Solamente piú tardi, nel mondo irreale, nel mondo della +follia che la coscienza mi aveva offuscata lontano da te, lontano dal +nido della mia realtà, questo lutto mi parve quasi colpevole! E +cominciai da allora a martoriarmi per il martirio di lui, cominciai a +compassionare la disperazione che lo aveva travolto, cominciai a +trovarmelo dinanzi, in una larva desolata e sommessamente loquace, e le +mie stanche veglie e i miei brevi sonni malati si riempivano di panico, +di tremore, di lotte... + +FRANCESCO + +(_con l'aspetto e con l'accento di chi subisca i colpi reiterati d'un +ferro aguzzo_) Ah!... chi mi darà la forza di resistere a queste fitte +atroci?! + +AGNESE + +(_mutando_) Se è vero che ti è possibile intendere piú che le mie parole +non dicano, queste fitte saranno cessate fra qualche istante. Cerca di +intendere, Francesco, affinché ti sia dato di voltare le spalle a questi +fatti che sono cosí effimeri, cosí trascurabili al paragone di quello, +solenne, che sto per rivelarti. Il voto, che durante tre anni di unione +avevamo nascosto, fervido e pertinace, in una tacita attesa, si era +virtualmente compiuto, come per un decreto ammonitore venuto dall'alto +proprio alla vigilia della nostra separazione. + +FRANCESCO + +(_in un confuso sbalordimento_) Ma che mi racconti, adesso?! + +AGNESE + +Le lotte contro la povera larva del suicida, contro la pietà che ne +avevo, contro il suo amore susurrato dalla voce sinistra della morte... +furono presto e improvvisamente troncate dalla letizia di un giorno che +mi parve il piú luminoso della mia vita! + +FRANCESCO + +Tu eri madre?! + +AGNESE + +N'ebbi quel giorno la certezza. + +FRANCESCO + +(_con una incipiente esultanza, mescolata al suo travaglio_) Agnese!... + +AGNESE + +Cerca di intendere! Cerca di intendere!... Ero madre per te, per te, e +dalle viscere materne si diffondeva in tutto il mio essere l'energia +sana e trionfante della fedeltà perfetta che l'allucinazione aveva per +poco turbata! + +FRANCESCO + +Sí, questo io lo intendo, lo intendo... + +AGNESE + +Ebbene, il tuo cuore non mi si riavvicina ancora? Non ancora, non ancora +mi promette la pace che merito? + +FRANCESCO + +Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni in una volta!... Ti +chiedo in grazia una sosta!... + +AGNESE + +Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a recarti l'annunzio in cui +tanto speravo, perché lungamente ho temuto di perdere le mie speranze +facendoti l'astrusa confessione che Dio mi aveva comandata. Ma poi, a un +tratto, sono corsa a rischiare queste speranze presa da una avidità +subitanea e sfrenata di vedere la mia sorte, di vedere il mio avvenire, +del quale tu sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione e +l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli la sincerità tua come ha +parlato la mia. Mi assicuri tu che presso la culla della nostra creatura +torneranno a congiungerci tutte le ragioni sublimi che un tempo ci +congiunsero? + +FRANCESCO + +(_dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore_) Io vorrei almeno tacere +e non me lo concedi!... Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi +rende implacabile col suo amore sovrumano ed eterno! + +AGNESE + +(_sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza e l'ira svaniscono in +uno sconforto muto._) + +(_Un silenzio._) + +FRANCESCO + +(_umiliato, balbetta:_) So di offendere l'eroismo della tua confessione +degna d'una santa. So di calpestare il dono che la tua virtú mi ha +portato. (_China la fronte con l'umiltà d'un peccatore cosciente davanti +ad un altare._) So... di essere abominevole! + +(SONIA _sguscia di tra gli alberi del giardino; e, nelle pieghe della +foschia, resta a origliare_.--ULRICO, _non visto da lei, la segue, +sorvegliandola._) + +AGNESE + +... + +(_assorta nella sua disillusione, lentamente scandisce:_) Sicché: questa +la mia sorte, questo il mio avvenire! Accanto a te, senza di te!... Mi +rassegnerò. (_Scrolla il capo triste._) Ed ecco: entro nella casa «dove +ho il diritto di entrare, dove hai il dovere di farmi entrare». (_Esce a +destra--ammantata di dignitosa tristezza._) + + +VI. + +FRANCESCO + +(_è tuttora seduto, concentrato nella umiliazione, il mento sul petto, +lo sguardo a terra._) + +ULRICO + +(_acquattandosi, sparisce dietro il fogliame._) + +SONIA + +(_si avanza piano, insicura dei suoi passi, con nella fisonomia una +incisa espressione di compatimento soccorrevole. Vicino a lui, +s'inginocchia, unendo palma a palma, in un gesto supplice._) + +FRANCESCO + +(_ne ha un urto e un brivido. Si rizza, scostandosi._) Che fate voi in +codesto atteggiamento?! + +SONIA + +Imploro! + +FRANCESCO + +Implorate che cosa? + +SONIA + +Nulla per me. + +FRANCESCO + +E allora nulla avete da implorare! + +SONIA + +Non l'hai vista infelice? E non sei tu anche piú infelice di lei?... Da +te imploro ciò che ella ha certamente implorato. + +FRANCESCO + +Smettete! Alzatevi! + +SONIA + +(_obbediente, si alza._) + +FRANCESCO + +E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde, è l'ora del riposo. Già +forse riposano le vostre compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si +incomodasse a cercare di voi. E badate: mai piú implorazioni indiscrete +come quella che avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e me, voi non +siete nessuna! + +SONIA + +Non giudicarmi troppo male! Ascoltami! + +FRANCESCO + +Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi, Sonia! Vi ordino di +ritirarvi! + +SONIA + +Ascoltami! Ascoltami! (_Tutta palpiti nella insistenza_)... Tu mi hai +congedata oggi, dicendomi che ero guarita. Non mi pareva che fosse vero, +e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera mi pare vero. Mi accorgo che +è vero. Mi sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti. Me ne +andrò. Me ne andrò domattina all'alba. E anche súbito potrei andarmene. +Per questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio di saperti +incamminato, insieme con lei, verso la gioia, verso la felicità. Se io +ne avessi la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte, e ti +saluterei tranquilla, senza piangere, senza soffrire... + +FRANCESCO + +(_pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende, e reagisce con +brutale asprezza._) Basta, Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi +per le vostre ansie inopportune! Non voglio, non voglio piú udire il +suono della vostra voce! + +SONIA + +Perché mi tratti cosí?... Perché mi disprezzi tanto?... + +(_Un intervallo--doloroso._) + +FRANCESCO + +(_arrendendosi_) Non vi disprezzo. Vi giuro che non vi disprezzo!... +Avrei respinta l'inframmettenza d'una sorella come ho respinta la +vostra. Io eccedo nel manifestare i miei ritegni, la mia intolleranza. +Le parole che mi vengono alle labbra sono convulse, inconsulte, +ingiuste. Me ne rammarico. Me ne pento. E, poiché l'affetto che nudrite +per me v'impedirebbe di lasciarmi con tranquillità prima di sapermi +conciliato con le speranze legittime che hanno qui ricondotto mia +moglie, mi piego a rendervi conto di ciò che, in ogni caso, non potrebbe +riguardarvi. Vi garantisco, dunque, che, da questo momento, io mi +dedicherò a rinsaldare la mia convivenza con lei. Vi garantisco che la +nostra felicità coniugale sarà, comunque, ricostruita. Da voi stessa mi +è stato mostrato... che m'incalza la necessità di riaggrapparmi, per la +mia salvezza, all'unica donna che io debba amare e che abbia il diritto +di amarmi!..... Come vedete, dopo che mi avete tante volte immeritamente +circondato della vostra riconoscenza, siete voi che meritate la +riconoscenza mia... + +(_La commozione sta per vincerlo._) E adesso, una stretta di mano, e +addio! + +SONIA + +(_ebra di sacrificio--in ambo le mani chiude quella che egli le ha +stesa._) Addio! + +FRANCESCO + +(_fisandola con gli occhi gonfi di lagrime_) Senza piangere... + +SONIA + +(_fisandolo con gli occhi morenti di ebbrezza e di angoscia_) Senza +piangere. + +FRANCESCO + +Senza soffrire... + +SONIA + +Senza soffrire. + +(_Tutti e due tremano. I loro pallidi volti si avvicinano l'uno +all'altro._) + +FRANCESCO + +Povera Sonia!... (_Ma, ghermito da un fulmineo raccapriccio, si stacca +da lei._) No! No! Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (_Fugge a +destra, guatando indietro._) + + +VII. + +SONIA + +(_rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi e cupe, le pupille +sono come cristallizzate e il bulbo biancheggia d'un biancore gelido. +Indi, ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla cintola in su, +boccheggiando, annaspando e sforzandosi di chiamare, col fiato monco:_) +Ulrico!... Ulrico!... + +ULRICO + +(_è già comparso nel fondo, trascinandosi a stenti.--Sembra un uomo +crivellato di ferite,--Egli risponde roco, terribile, sibilante, +disperato:_) Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo strazio che ti soffoca! +Ti ho spiata. È uno strazio che a me non chiede che di essere maledetto! + +SONIA + +Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi, ora!... Finalmente, mi ritrovi +com'ero! + +ULRICO + +(_nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su lei, l'afferra, la +gualcisce, la storce, gridando:_) Non cosí, non cosí ti volevo!... È la +piú scellerata delle tue crudeltà questa offerta nefanda! + +SONIA + +(_mormora:_) Non sono mai stata crudele. + +ULRICO + +(_seguitando a gualcirla, a storcerla, a inveire_) Nessuno commette +maggiori crudeltà di chi non si sente crudele! + +SONIA + +(_come una moribonda_) Puniscimi... Puniscimi... + +ULRICO + +(_in uno scroscio di pianto che straripa da tutta la sua persona +e che ha qualche cosa di selvaggio_) Con la mia fine ti +punirò--vedrai!--dandoti il rimorso che ti spetta! + +(_Si spalanca la porta a sinistra._) + +SUORA MARTA + +Maria Vergine! Che è questo?! + +ULRICO + +Venite, venite, Suora Marta! Sorreggetela voi! (_Getta tra le braccia +amorevoli della Suora il corpo sgretolato di Sonia._) E, soprattutto, +sorreggetene l'anima trafitta! Io, vado, invece, a perdere la mia! +(_Esce a precipizio._) + +SUORA MARTA + +Sonia! Sonia!... (_Tenendola, incuorandola_) Mia buona Sonia! Mia buona +figliuola!... Preghiamo il Signore!... Preghiamolo insieme!... + +SONIA + +(_cadendo in deliquio_) No, Suora Marta! Non so piú pregare... + + +SIPARIO. + + +FINE. + + +Avvertenza.--Nella pagina seguente, le note della preghiera corale delle +Ricoverate. + + + [Illustrazione: note della preghiera. + + CORO + + Ancora ancora serbaci o Signore + il tuo favore d'ogni bene quaggiù.... principio e + via E così sia. E così sia.] + + + + + REMO SANDRON, Editore--Libraio della R. Casa + + Milano-Palermo-Napoli-Genova-Bologna-Torino-Firenze + + Opere di ROBERTO BRACCO + + Edizioni SANDRON + + _TEATRO:_ + + =Volume I.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372. + + =Non fare ad altri...= Commedia in un atto.--=Lui, lei, lui.= Commedia + in un atto.--=Un'avventura di viaggio.= Commedia in un atto.--=Una + donna.= Dramma in quattro atti.--=Le disilluse.= Fiaba in un + atto.--=Dopo il veglione.= Scenette. + + =Volume II.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 364. + =Maschere.= Dramma in un atto.--=Infedele.= Commedia in tre atti.--=Il + Trionfo.= Dramma in quattro atti. + + =Volume III.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 385. + + =Don Pietro Caruso.= Dramma in un atto.--=La fine dell'Amore.= Satira + in quattro atti.--=Fiori d'arancio.= Idillio in un atto.--=Tragedie + dell'Anima.= Dramma in tre atti. + + =Volume IV.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372. + + =Il diritto di vivere.= Dramma in tre atti.--=Uno degli onesti.= + Commedia in un atto.--=Sperduti nel buio.= Dramma in tre atti. + + =Volume V.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 387. + + =Maternità.= Dramma in quattro atti.--=Il frutto acerbo.= Commedia in + tre atti. + + =Volume VI.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 290. + + =La piccola fonte.= Dramma in quattro atti.--=Fotografia senza....= + Scherzetto.--=Notte di neve.= Dramma in un atto.--=La chiacchierina.= + Monologo. + + =Volume VII.=--in-16, pagg. 308. + + =I fantasmi.= Dramma in quattro atti.--=Nellina.= Dramma in tre atti. + + =Vol. VIII.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, con una nota dell'Autore e con + un'appendice, in 16, pagg. 288. + + =Il piccolo Santo.= Dramma in cinque atti.--=Ad armi corte.= Commedia + in un atto. + + =Volume IX.=--in-16, pagg. 340. + + =Il perfetto amore.= Dialogo in tre atti.--=Nemmeno un bacio.= Dramma + in tre atti e un epilogo. + + =Volume X.=--2ª edizione, in-16, pagg. 348. + + =L'internazionale.= Commedia in un atto.--=L'amante lontano.= Dramma + in tre atti.--=Ll'uocchie cunzacrate.= Dramma napoletano in un + atto.--=La culla.= Dramma in un atto. + + =I PAZZI. Con un preambolo dell'Autore.= + + _VERSI:_ + + =Vecchi versetti.=--Con prefazione dell'Autore, note dell'editore e + glossario. + + _NOVELLE:_ + + SMORFIE GAIE E SMORFIE TRISTI + + Volume 1º =SMORFIE TRISTI.= _Un volume in-16, pagg. 334._ + » 2º =SMORFIE GAIE.= _Un volume in-16, pagg. 304._ + » 3º =LA VITA E LA FAVOLA.= _Un volume in-16, pagg. 316._ + » 4º =OMBRE CINESI.= _Un volume in-16, pagg. 320._ + + _SCRITTI VARII:_ + + =Tra i due sessi.=--Volume di pagg. 70.--2ª edizione. + + Edizioni GIANNINI + + =Tra le Arti e gli Artisti.=--Volume di pagg. VIII-390 + =Tra gli uomini e le cose.=--Volume di pagg. 362. + + Prezzo del presente volume: _Lire NOVE_. + + + + + + Nota del Trascrittore + + Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così + come le grafie alternative (dubbi/dubbî/dubbii, vizi/vizî/vizii e + simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. + Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo + originale): + + 101 - IV. [VI.] + 118 - ho lasciate sul pianerottolo [pianerrottolo] + 142 - da Lorenzo Gemmi [Gianni] + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI *** + +***** This file should be named 35048-8.txt or 35048-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/5/0/4/35048/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I pazzi + +Author: Roberto Bracco + +Release Date: January 23, 2011 [EBook #35048] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + + + + + +</pre> + + +<div class="center"> +<p class="big">ROBERTO BRACCO</p> + +<h1>I PAZZI</h1> + +<p>DRAMMA IN QUATTRO ATTI</p> + +<p> <br /> </p> + +<p><span class="small">1922</span><br /> + +REMO SANDRON — Editore<br /> + +<span class="small">Libraio della R. Casa<br /> +MILANO - PALERMO - NAPOLI - GENOVA - BOLOGNA - TORINO - FIRENZE<br /><br /> + +Copyright by Roberto Bracco 1922 in the United States of America.</span></p> +</div> + +<hr /> +<div class="blockquote"> +<p class="center pad4">PROPRIETÀ LETTERARIA</p> + +<hr class="minor" /> + +<p><i>I diritti di riproduzione, di traduzione, ecc. sono riservati +per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello +di Norvegia.</i></p> + +<hr class="minor" /> + +<p>È assolutamente proibito di rappresentare questa produzione +senza il consenso scritto dell'Autore (<i>Art. 14 del Testo Unico 17 +Settembre 1882</i>).<br /></p> + +<p class="center"><img src="images/firma.jpg" width="200" height="107" alt="firma dell'autore" /><br /> +</p> + +<p>Off. Tip. Sandron — 119 — I — 100522.</p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center big pad4">INDICE</p> + +<p class="center pad2"><a href="#preambolo">PREAMBOLO</a><br /> +<a href="#personaggi">PERSONAGGI DEL DRAMMA</a><br /> +<a href="#primo">PRIMO ATTO</a><br /> +<a href="#secondo">SECONDO ATTO</a><br /> +<a href="#terzo">TERZO ATTO</a><br /> +<a href="#quarto">QUARTO ATTO</a> +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5"></a>[5]</span></p> + +<h2><a name="preambolo" id="preambolo"></a>PREAMBOLO</h2> + +<p class="pad4"><i>Ho voluto graziare questo dramma che gemeva +nel prefunerario cassetto delle mie cose inedite +e condannate a un rogo piú o meno lontano, +perché, leggendolo (evidentemente lo avevo scritto, +ma non lo avevo letto mai) ho ritrovate, vive e +cospicue, sotto la polvere d'una affrettata negligenza scettica, +le ragioni donde mi germinò nella +commossa fantasia. Esso è, in vero, — quale che +sia il valore estetico che contenga — la continuazione, +il compimento, la sintesi, il culmine sillogistico +di molte opere mie d'indole tragica, +forse non pregevoli e tuttavia non spregiate e +non ancora a me discare. E mi sembra che ciò +debba risultar netto a chiunque abbia avuta la +cortesia di guardare al cammino che io, illuso +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6"></a>[6]</span> +o disilluso, alacre o accidioso, ho percorso fin +qui nel campo scenico, tra la volubilità delle +platee e quella della ribalta, sempre serbandomi +piú tenero dei miei lettori che non delle une e +dell'altra, sempre sognando un po'... un teatro +senza teatro. (È una mia antica e fissa idea che +si possa non destinare al teatro — cioè alla rappresentazione — un'opera +a cui si sia data l'impronta +della scena. Non è forse presumibile che +l'artista abbia prescelta questa impronta soltanto +perché è quella piú vicina a una forma di vita?...)</i></p> + +<p><i>Il costrutto del dramma graziato, che, mediante +il salvacondotto della tipografia, potrà liberamente +vivere o vivacchiare e morire di morte +naturale e che si aderge a compiere la sagoma +d'una piramide racchiudente le già vissute opere +cui ho accennato, non è da enunciare in una +baldanzosa conclusione, né in una sbandierabile +sentenza, ma bensí in due interrogazioni, trepide +e pur pungenti:</i></p> + +<p><i> — Dove finisce, nell'animale umano, la saggezza +e dove comincia la follia?</i></p> + +<p><i> — Quali sono, nel nostro mondo, i pazzi e +quali sono i savii?</i></p> + +<p><i>Ecco, nella trama e nella sostanza, il mio +<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7"></a>[7]</span> +dramma, che le due interrogazioni rivolge a me +stesso e all'umanità.</i></p> + +<p><i>L'umanità non risponde. E non rispondo nemmeno +io. Quattro volte cala il velario sulla controversa +vicenda inscenata. L'ultima volta cala +lasciando che le due interrogazioni proseguano, +vie piú aguzze, a pungere l'umanità e me, come +in una eco perpetua.</i></p> + +<p><i>L'Arte non offre, non indica, non suscita soluzioni +di problemi che anche la Filosofia invano +affisa o sviscera o espone scevri di scorie. Al +piú al piú, si sforza di tradurli in visioni che +parlino alla sensibilità, senza troppo incomodare +la mente.</i></p> + +<p><i>I</i> pazzi <i>del mio dramma sono appunto una +visione composta dall'Arte: — dalla povera Arte +di un pazzo... o di un savio.</i></p> + +<p class="indr"><i>Roberto Bracco</i></p> + +<p class="indl">Febbraio, 1922.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9"></a>[9]</span></p> + +<h2><a name="personaggi" id="personaggi"></a>I PERSONAGGI DEL DRAMMA</h2> + +<div class="center"> +<span class="smcap">Sonia Zarowska</span><br /> +<span class="smcap">Ulrico Nargutta</span><br /> +<span class="smcap">Francesco Floriani</span><br /> +<span class="smcap">Agnese Floriani</span><br /> +<br /> +<i>Il professor</i> <span class="smcap">Antonio Bernardi</span><br /> +<span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span><br /> +<i>Il Signor</i> <span class="smcap">Lemms</span><br /> +<i>Un Agente della Polizia</i><br /> +<i>Suora</i> <span class="smcap">Marta</span><br /> +<i>Il Guardiano — d'una Casa di Salute</i><br /> +<i>Le Ricoverate</i><br /> +<i>Una cameriera</i> +</div> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11"></a>[11]</span></p> + +<h2><a name="primo" id="primo"></a>PRIMO ATTO</h2> + +<p><i>Lo studio del dottor</i> <span class="smcap">Francesco Floriani</span>.</p> + +<p><i>Nella parete di fondo, una porta che dà in +un salotto. Una porta — in secondo piano — a +sinistra. Dallo stesso lato — in primo piano — uno +scrittoio, con la relativa seggiola a bracciuoli, +di cui la spalliera è accostata al muro, +e un divano che, formando un angolo con lo +scrittoio, si stende parallelo alla parete di fondo +fin quasi al centro della stanza. Qualche tavolino, +qualche seggiola a sdraio, qualche seggiola +leggera. Un'altra porta — in primo piano — a +destra. Ampie librerie. Sullo scrittoio, libri, carte, +fascicoli, l'apparecchio del telefono, i bottoni +della soneria elettrica e una grande fotografia: +<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12"></a>[12]</span> +la fotografia di</i> <span class="smcap">Agnese Floriani</span>, <i>in una cornice +finemente intarsiata</i>.</p> + +<p><i>Una severa signorilità.</i></p> + +<h3>I.</h3> + +<p>(<span class="smcap">Francesco</span> <i>è seduto allo scrittoio. Agnese +è seduta sul divano. Tacciono entrambi, cogitabondi, +in una greve tristezza.</i>)</p> + +<p>(<i>Il tintinnio del telefono risuona indiscreto.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>contrariato — avvicina il microfono.</i>) Pronto. +(<i>Pausa.</i>) Io sono il dottor Floriani. E lei?... +Chi è lei?... (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Non sento. Un +po' piú forte, prego. (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Cosa +dice?... (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Ah, ho capito finalmente! +Dice d'essere una mentecatta. Se desidera +di consultarmi, venga pure. Ricevo di +solito dalle 15 alle 17. (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Non +desidera di consultarmi? E che vuole da me? +Si sbrighi! Che vuole?... (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Non +vuole niente! E allora perché mi ha chiamato?... +(<i>Ascolta. Pausa.</i>) Esattissimo! Ammiro +la sua perspicacia. È insensato domandarle +il movente dei suoi atti o delle idee che +<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13"></a>[13]</span> +le passano pel capo. Neanche ai savii bisognerebbe +rivolgere di simili domande. La ossequio. +(<i>Ripone il microfono sul cavalletto.</i>)</p> + +<p>(<span class="smcap">Agnese</span> <i>e</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>tacciono ancora. Ciascuno +dei due è intento al silenzio dell'altro.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>... E abbiamo, una volta di piú, taciuto abbastanza, +dopo di avere, una volta di piú, abbastanza +parlato. Torna alle tue occupazioni, +tu, come, alla men peggio, io tornerò alle mie. +Tant'è: o parlando o tacendo, noi ci aggiriamo +in un laberinto: nel piú intricato dei +laberinti. Avremmo, forse, potuto uscirne solamente +se fosse crollato il tuo ermetico +orgoglio. Esso è incrollabile, perché custodito +dall'istinto. Non troveremo mai una via di uscita.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>con un accento coraggioso che squarcia la +tristezza</i>) Io l'ho trovata!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non lo credo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14"></a>[14]</span></p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Sí, l'ho trovata.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sei presa da uno sdegno che sempre piú +allontana da te e da me la probabilità di +trovarla.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>L'ho trovata, l'ho trovata, Francesco!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma che stai per propormi, Agnese?! Tu +mi fai tremare. Una perfida temerità lampeggia +nei tuoi occhi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Perfida, no: astiosa, bensí, e ribelle, come +la temerità di chi, all'approssimarsi di un immane +pericolo immeritato, insorge con tutte +le sue forze per superarlo e per trionfarne!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Quale sarebbe la via di uscita che hai trovata?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15"></a>[15]</span></p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Noi dobbiamo separarci.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>in un afflusso d' amarezza</i>) Questo sai volere, +raccogliendo le mie angosce e i miei gemiti? +Questo sai offrirmi per placarmi, tu che +sei stata per me la donna unica e che hai assorbita +tutta la mia essenza di uomo? Ah, +che desolazione! E che miseria!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Io ti ripeto, ogni giorno, ogni giorno, che +nulla mi ha mutata, che nulla mi muterà mai. +Te lo ripeto a fronte alta e con la voce ferma. +E a fronte alta, come una martire cristiana, +subisco di essere dilaniata dalla tua diffidenza +che non si determina in nessun perché, che +non parte da nessuna circostanza visibile, che +non denunzia nessun segno di defezione del +mio cuore e dei miei sensi nei nostri rapporti +coniugali. Somiglia al coltello di un chirurgo +capriccioso caparbio audace e inesperto che si +ostini a sbrandellare le carni di un corpo sano +per cercarvi una rovina che non c'è. È uno +<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16"></a>[16]</span> +scempio inaudito! Io sono stanca! Non ne +posso piú! Non ne posso piú! Non resisto piú! +E anche tu sei stanco!... Sei stanco della tua +travagliata e vana inchiesta. Sei stanco della +tua crudeltà che ti ha logorato non meno di +quanto abbia logorato me. Eppure continui a +non aver fiducia nella interezza del mio affetto +di moglie e d'amante, e quotidianamente la +tua diffidenza ricomincia a dilaniare, a sbrandellare... +No! No! È troppo! Noi ci separeremo, +e Dio, se vuole, ci assisterà!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sta' tranquilla, Agnese. Ci separeremo. (<i>Con +apparente calma</i>) Che per molti motivi questa +soluzione sia logica non me lo dissimulo. E +se non fosse o non mi sembrasse logica?... A +me basterebbe a renderla necessaria il fatto +stesso che tu la proponi. Dicendo: «separiamoci», +tu schianti i pochi puntelli dell'edificio +sconnesso. E non c'è piú modo di sorreggerlo!... +(<i>Svoltando</i>) Fortunatamente, non abbiamo figli. +È stata una beffa infame che il destino ha gettata +sui bollori della nostra unione. Nondimeno, +ora, per noi è una sagace fortuna. Senza figli, il +separarci sarà la cosa piú spiccia e piú semplice +<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17"></a>[17]</span> +del mondo: spiccia e semplice come sono, in +generale, le grandi tragedie della vita!... (<i>Si +leva, si morde un pugno, cammina per la stanza, +sbandato. Poi, si ferma.</i>) E cosí, in due minuti, +tutto è accomodato, tutto è definito. Non piú +legami, non piú controlli di sentimenti e di +pensieri. Non piú lo scempio inaudito!... Ciascuno +di noi due non apparterrà che a sé medesimo. +Tu ti porterai via la tua verità salvandola +dalle mie intransigenti e cupide investigazioni. +E io resterò vedovo, saturandomi +d'un rancore innocuo per te e guardando discendere +in un baratro, insieme col passato, +la mia povera felicità ridotta in frantumi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>E non anche la mia, forse?... Non anche la +mia?... Dillo! Dillo!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18"></a>[18]</span> +</p> + +<h3>II.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>dalla sinistra, prima d'entrare</i>) Permesso?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ricomponendosi</i>) Avanti, Suora Marta. Che +c'è?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>entrando</i>) Il professor Bernardi ha quasi +terminata la sua visita alle ricoverate.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>battendosi la fronte con la mano</i>) Ah già! +C'è la visita del professor Bernardi!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>comprende di essere — involontariamente — importuna.</i>) +Ma non si scomodi, direttore. Il +professor Bernardi mi ha raccomandata di comunicarle +che, se lei ha da fare, egli non vuole +disturbarla. Ha soggiunto che, dovendo trattenersi +ancora in questa città, avrebbe il tempo +di ritornare per salutarla.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19"></a>[19]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Piú o meno, ho sempre da fare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Gli riferirò che lei si scusa per oggi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>No, Suora, no. Che penserebbe di me?... Io +non l'ho accompagnato durante la sua ispezione +scientifica affinché il contegno delle ricoverate +non risentisse della mia presenza, +della mia immediata vigilanza. E mi pare che +egli abbia apprezzata questa mia scrupolosità. +Ma adesso mi è doveroso parlargli, mi è doveroso +di stare un po' con lui. Gli direte che +io lo aspetto qui o che mi faccia avvertire appena +si sarà sbrigato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Sta benissimo. (<i>Via.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ed eccomi assillato, eccomi vessato dai miei +doveri e dalle mie responsabilità quando vorrei +<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20"></a>[20]</span> +potermi sottrarre a tutto quello che mi ricorda +di essere vivo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>già in piedi</i>) Le tue responsabilità e i tuoi +doveri sono provvidenziali oggi e saranno provvidenziali +in avvenire. Non lamentartene. Io +te l'invidio!... T'impediranno di abbatterti. +Impegneranno le tue ore in un'attività che, +per quanto imposta, ti sarà poi di sollievo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>acido, e torvo</i>) Mi condanneranno a uno +sforzo di sdoppiamento: a uno sforzo in cui +corre il rischio di spezzarsi chi non possegga +l'elasticità di coscienza per la quale è facile +infingersi o mentire! (<i>Un intervallo.</i>) E siamo +intesi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Siamo intesi davvero, Francesco! (<i>Tutta +raccolta, esce.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21"></a>[21]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>tra sé — scervellandosi</i>)... Ghermire quello che +è dentro l'involucro che si può toccare, quel +che è al di là della fisonomia e dei gesti che +si vedono, al di là della voce e della parola +che si odono: questo è il problema insolubile!...</p> + +<h3>III.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>(<i>nella stanza contigua, a sinistra</i>) Grazie, +gentilissima Suora, e non mi dimentichi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si sforza di assumere un atteggiamento di cordiale +cortesia e gli va incontro.</i>) Favorisca, Professore! +Favorisca!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>(<i>avanzandosi</i>) Sono a lei, collega. (<i>È un uomo +sulla cinquantina. Alto. Magro. Adusto. Elegante. +Disinvolto. Barbetta a punta, brizzolata. +Naso lungo, arcuato. Sopracciglia convergenti. +<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22"></a>[22]</span> +Sguardo fosforescente, penetrante. Ha un po' +un'aria da Mefistofele bonario. Il suo sorriso è +buono. Parla con aristocratica affabilità e con +ricercatezza, ascoltandosi, assaporando la frase +fiorita arguta.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ella mi ha sospettato di tanta indifferenza +da rinunziare a mietere súbito le sue impressioni +e a darle súbito qualche schiarimento! +Mi faceva torto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Pardon!... L'indifferenza è spesso un'affermazione +di serenità. Mi sarebbe parsa legittima +in lei. E anche piú legittima mi sarebbe +parsa una piú limitata tolleranza della mia indiscrezione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Un linguaggio cosí umile è paradossale sulla +bocca dell'insigne professor Antonio Bernardi.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23"></a>[23]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Una vera indiscrezione è stata la visita che +ella mi ha consentita. Ciò che giustifica l'indiscrezione +è la speciale fama di cui Ella gode +e di cui è circondato questo monastico rifugio +della psicopatia femminile. Una attrattiva irresistibile!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con dignitosa modestia</i>) La fama di cui godo?... +Io sono l'ultimo arrivato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p><i>Last not least</i>, come sottilmente dicono gl'inglesi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma è certo che questo rifugio non è che +l'abbozzo di una Casa di Salute.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Protesto, collega! Molto piú di un abbozzo!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24"></a>[24]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Minuscola. Rachitica. Incompleta. E mi cruccio +di non avere i mezzi per ampliarne la capacità +ospitale, per svilupparne l'efficienza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Già troppa la sua abnegazione! È notorio +che ella giuoca e perde alla roulette dell'altruismo +tutte le sue entrate di possidente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mio padre mi lasciò un titolo di conte che +ho seppellito e un po' di proprietà che onoro +col dedicarne le non larghe rendite a un'opera +di soccorso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>E non trova appoggi finanziarii per una fondazione +d'indole cosí filantropica?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Cercandone, forse ne troverei. Ma avendo +voluto adottare dei metodi esclusivamente miei, +<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25"></a>[25]</span> +ho dovuto serbare al Ricovero un carattere di +personale esperimento e di personale filantropia. +Inferme che paghino, difatti, non ne +ammetto se non in linea eccezionale, e sempre +che io abbia un posto disponibile l'offro a +qualche inferma povera o accolgo gratuitamente +quella che mi sia portata, come una +naufraga, dalla marea delle sue sventure.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Tutto ciò è sublime!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>No, non è sublime. C'è in me — gliel'ho +confessato — un'ambizione di autonomia, una +ostinata insubordinatezza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Anche questa «insubordinatezza» accede +alla sublimità. Nella cura della follia o della +semi-follia ella si è proposto di sostituire l'influsso +dell'Idealismo ai dettami positivistici. +Verso le vie del cielo! <i>Coelum accipere!</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26"></a>[26]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mettiamo i punti sugl'<i>i</i>, Professore. Non +vorrei che mi si tacciasse di cecità. Secondo +me, l'Idealismo è creatore o coefficiente di coesione +morale, e, secondo me, coesione morate +è sanità della mente, è vigoria dell'anima. Io +sostituisco l'influsso dell'Idealismo ai dettami +positivistici solamente quando la causa della +follia o della semi-follia non permanga nel dominio +del clinico e quando, perciò, il positivismo +onesto non abbia nulla da fare. Idealista, +sí. Cieco, no.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Evidentissimo, perdiana!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tuttavia, lo so che nel campo della scienza +ufficiale io non sono che un reprobo, un traditore.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>La scienza ufficiale è in piena bancarotta, +non vale la pena di esserle devoto.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27"></a>[27]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>M'incoraggia a tradirla proprio lei che è un +ortodosso?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Un miscredente, sono! Un malinconico miscredente! +La piú nera miscredenza mi si è +infiltrata dentro e non mi lascia piú. Sono da +compiangere, io. Lei, almeno, può illudersi +di utilizzare il suo idealismo procedendo da +un punto di partenza che, après tout, non è +arbitrario. Si chiama psichiatria la dottrina che +riguarda le malattie mentali. La parola stessa +di questa denominazione già implica che in +origine la sede di tali malattie è stata ritenuta +la psiche, ovverosia l'anima, che sarebbe il cosiddetto +principio spirituale della vita. Ella ha +quindi il diritto di concludere: curiamo l'anima. +E ha, inoltre, quello di ridere in faccia ai +psichiatri incondizionatamente materialisti che +della vita ostentano rinnegare il principio spirituale, +mentre, per tacito consenso, lo ammettono +nella denominazione della loro dottrina. +Il guaio grosso è per me, che ho professato +<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28"></a>[28]</span> +il positivismo e ogni giorno ne ho costatato +il fiasco, che era, poi, il mio fiasco! +Non sapevo piú da che parte voltarmi. Interrogavo +i fatti a uno a uno per cavarne l'indicazione +di una cura diritta e razionale. +Fatica da Sisifo! Il positivismo applicato alla +psichiatria è un ammasso di preconcetti cristallizzati, +i quali danno sempre ai fatti le medesime +fisonomie, false e bugiarde. E poiché +essi mi restavano addosso, appiccicati come +crittogame, e non c'era mezzo di espellerli, i +fatti mi restavano davanti come sfingi perverse, +a confondermi, a sfidarmi, a dileggiarmi, a provarmi +l'inanità della mia scienza, a irritarmi +fino alle piú estreme conseguenze. Le attesto +che talvolta ho sentito d'impazzire anch'io.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E no, Professore! Questa è una iperbole! +Una triste iperbole!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>(<i>spiccando le sillabe</i>) «Ho sentito — ripeto — d'impazzire +anch'io». Mi esprimo con esattezza +<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29"></a>[29]</span> +storica, egregio collega. Mi è accaduto +precisamente di avvertire i prodromi di uno +squilibrio cerebrale. Se ne meraviglia molto?... +Ci asterremo, per altro, dall'asserire che sia +un caso originalissimo. Parecchi squilibrî cerebrali, +latenti o flagranti, contristano la famiglia +dei psichiatri, e non è mai da escludere +la possibilità che un medico di pazzi impazzisca.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con un lieve sorriso</i>) Ma ella ha i connotati +della piú solida e piú resistente saggezza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>L'opinione plebea che molti savi sembrino +pazzi e viceversa... non è del tutto infondata.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>L'esperienza discerne.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Discerne sempre — me lo consenta — attraverso +la stalattite del nostro convenzionalismo. +<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30"></a>[30]</span> +Noi non sappiamo differenziare la follia dalla +saggezza che per quei connotati i quali proprio +noi abbiamo attribuiti all'una e all'altra.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>turbandosi</i>) Il suo scetticismo inesauribile +sconforta e disorienta... E nessuno può esserne +piú sconfortato e piú disorientato di me. (<i>Con +un distacco di voluta disinvoltura</i>) Ma, Dio buono, +non l'ho ancora invitata a sedere. Prego... +Prego.... Meglio tardi che mai.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>... Non m'ero accorto di stare in piedi. Siederò.</p> + +<p>(<i>Seggono sul divano.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>scusandosi</i>) Vivo da un pezzo fuori del mondo. +Comincio a perdere le abitudini della buona +educazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>C'è da compiacersene. La buona educazione +è ingannevole come il belletto.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31"></a>[31]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E le sue impressioni, dunque?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Non se ne disinteressa neppure dopo che mi +sono cosí cordialmente discreditato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non è uomo lei da discreditarsi in cinque +minuti.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Ma vedrà che altri cinque mi basteranno. +<i>Partie remise</i>, a breve scadenza! Le mie impressioni +... Devo premettere che, da quando ho +avuta la visione chiara della inettitudine in +cui mi dibattevo, ho piantata la mia clientela, +mi son munito di una valigia e mi son dato +a un faticoso <i>tourisme</i>. A cinquant'anni — l'età +classica dei lauri e dei riposi accademici — io +faccio un modesto viaggio... d'istruzione. +Vado attorno per conoscere la clientela +altrui e l'altrui esercizio professionale con +<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32"></a>[32]</span> +la speranza d'imbattermi in qualcosa che mi dia +un po' di nuovo nudrimento. Ero bene informato +dei suoi criterî, emergenti dal libro che ella ha +scritto in collaborazione col compianto Paolo +Gemmi — un idealista che, morendo di suicidio, +non ha di certo corroborato l'Idealismo — e, +quantunque io aborrissi ferocemente quei +criterî come astrazioni teoriche, varcando la +soglia della sua Casa di Salute ho <i>armistiziata</i> +la mia ostilità, con una tendenza conciliativa. +Mi son detto: «Chi sa!... Vediamo di che si +tratta, <i>de visu et auditu</i>.» E piú mi ha ammansito +la sua spontanea decisione di non presenziare +i miei colloqui con le ricoverate. I nevrastenici, +i nevropatici, gli aberrati, gli alienati, +e perfino gli ebeti, alla presenza del medico +curante — particolarmente se sia anche il loro +benefattore — , serbano, come per un mimetismo +servile, un contegno che non corrisponde +davvero al loro grado di mentalità. Somigliano — diciamolo +pure — alle bestie in cospetto del +padrone che le abbia ammaestrate. Sicché, +ella eliminava l'esibizione degli effetti effimeri +e illusorî. Bellissimo gesto!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33"></a>[33]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Un gesto di rudimentale lealtà.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Ed oltremodo lieto ero che, tutto sommato, +un inconsueto ottimismo mi scortasse.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ebbene?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Mi affretto a dichiararle che i primi scandagli +mi hanno pienamente soddisfatto. Riscontravo +in quelle menti un assetto singolare, +una notevolissima coordinazione nei rapporti +col mondo esteriore, uno svolgimento +del pensiero abbastanza vicino alla continuità +logica. Ma, purtroppo, egregio e caro collega, +la insistenza della mia ispezione ha mutati in +ortiche i fiori còlti dal mio neo-ottimismo. +Dubbi su dubbi!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Gradirei qualche esempio, Professore.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34"></a>[34]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Piuttosto li riassumo e glieli sottometto in +forma interrogativa, con la piú nitida schiettezza. +Non sono forse — domando io — irreperibili +o dissipati, in quelle menti, i segni della +personalità e del libero arbitrio? Convinto di +avere piú o meno raddrizzate dieci, dodici, +quindici menti, non le ha, forse, ella, invece, +soppresse o represse in una specie di uniformità, +quasi che le abbia chiuse in tanti astucci +simili? E questi risultati non sarebbero forse +dovuti... a un potere formidabile della sua +volontà, in cui la vecchia scienza riscontrerebbe +di leggieri una influenza tutta positivistica e +tutta divergente dall'influsso di quell'idealismo +che ella, in buona fede, intende di utilizzare?... +Ecco le ortiche, collega.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Se ella, professore, si trattenesse qui una +intera giornata, si persuaderebbe che l'uniformità +subisce tante variazioni quante sono le +mie ospiti. Gli elementi che compongono la loro +personalità — l'origine, l'atavismo, il temperamento, +le condizioni sociali, le efflorescenze +<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35"></a>[35]</span> +della vita vissuta — si modificano, ma non spariscono. +La cura dell'anima vuole e può aspirare +a rendere fissa e predominante, in dieci, +in dodici, in quindici cervelli una forza direttiva +unica che tende a salvarli: non vuole e +non può staccarli dalla esistenza individuale, +dagli elementi che la compongono. E se ella, +trattenendosi qui una intera giornata, mi stesse +accanto, si persuaderebbe che questa forza +direttiva non è determinata da un potere formidabile +della mia volontà, il quale minacci +il libero arbitrio come il potere d'un ipnotizzatore, +ma sibbene da una dolce disciplina genuinamente +educativa che avvia alla bontà, all'orrore +per il peccato, alla fraternità cristiana, +alle gioie del benessere fornito dalla virtù!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>... Una certa dose di <i>haschich</i>, servita a +cento mussulmani diversi, discopre ugualmente +a ognuno di essi il paradiso di Maometto!... +Ma non badi alle mie divagazioni... e, soprattutto, +non pensi che io ardisca di combatterla +nelle sue trincere. La malattia dell'autocritica +fa dell'«insigne professore Antonio Bernardi» +<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36"></a>[36]</span> +un fantaccino disarmato e sprovveduto di umor +bellico. Non rintuzzo, non polemizzo, e, timidamente, +mi ritraggo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ahimé!... Sono io indotto a polemizzare! +Polemizzo, le garantisco, piú con me stesso +che con lei. E polemizzano cosí tutti coloro che +temono d'errare. I dubbi da lei esposti trovano +un propizio terreno nella mia coscienza, +dove... (<i>una densa mestizia lo adombra</i>) ogni +dubbio molto facilmente alligna.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>(<i>vivace</i>) In altri termini, siamo tra noi meno +lontani che non sembri, e ben presto cammineremo +a braccetto su una via di mezzo. +Ella avrà continuato a sperimentare, io avrò +continuato a istruirmi. Saremo — non se ne accori — piú +inetti di oggi. Ma auguriamoci che, +ciò non ostante, accompagnandoci a vicenda, +riesciremo ad affrancarci dai dubbii spinosi e +quindi dal timore d'errare.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37"></a>[37]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sarebbe un beneficio per chi ha bisogno dell'opera +nostra.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Sarebbe un beneficio per noi, collega! L'uomo +che non teme d'errare è probabilmente un +imbecille, ma è sempre un uomo felice. E <i>sur +ça</i>, prendo congedo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>dissimula un moto di sollievo, facendo atto +di sollecita condiscendenza.</i>)</p> + +<p>(<i>Si alzano. Si stringono la mano.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Le proffero <i>toto corde</i>, Francesco Floriani, la +mia amicizia e la mia gratitudine.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Rifiuto la gratitudine, accetto l'amicizia. +(<i>Scorciando</i>) La sua carrozza, Professore, è al +cancello del giardino?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38"></a>[38]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>No. L'ho lasciata giú, alla svolta. Ho voluto +discendere lí per ammirare dappresso il marmoreo +angioletto che addita, con l'indice teso, +l'asilo salutare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Una puerilità.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Un gentile simbolo poetico.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>precedendolo verso il fondo</i>) Per di qua, Professore. +Da questa parte troverà piú presto la +sua carrozza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p> + +<p>Non si dovrebbe scegliere la via piú breve +uscendo da un luogo donde si esce a malincuore...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>sulla porta gli dà il passo. E via, con lui.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39"></a>[39]</span></p> + +<h3>IV.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>(<i>entra, zelantissimo, dalla sinistra, togliendosi +il berretto.</i>) Signor Direttore... (<i>È un omino +attempato, segaligno, arzillo, col naso aguzzo, +con gli occhietti neri, tondi, mobilissimi, lucidi.</i>) +(<i>Guarda attorno.</i>) Non c'è... (<i>Consulta il suo +orologio.</i>) Le quindici e tre minuti! (<i>Severo</i>) A +quest'ora non dovrebbe muoversi dal suo studio. +(<i>Consulta di nuovo l'orologio.</i>) Precisamente: +le quindici e tre minuti! (<i>Ricorda, brontolando, +gli ordini del Direttore:</i>) «Dalle quindici +alle diciassette ricevo tutti. Annunzierai chiunque +chieda di essere ricevuto.» E poi?... Non +c'è! (<i>Scontento ed energico, chiama:</i>) Signor +Direttore!... Signor Direttore!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>dal fondo</i>) Perché gridi cosí, Michele?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>Per chiamarvi.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40"></a>[40]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Di': che vuoi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>Che voglio?... Eseguo i vostri ordini con l'orologio +alla mano. (<i>Lo cava fuori ancora una +volta</i>) «Dalle quindici alle diciassette ricevo +tutti. Annunzierai chiunque chieda di esser +ricevuto.»</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Oggi, no.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>(<i>burbero</i>) Oggi, no?!... E non mi avete avvertito! +Voi rimettete la testa sul collo a coloro +che l'hanno perduta, e a me la fate perdere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non chiacchierare troppo. Michele, e modera +il tuo zelo. Chi c'è di là?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41"></a>[41]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>Un tale a cui non garbava di declinare il +suo nome. Pretendeva di non essere annunziato. +Pareva che entrasse in un caffè, in una +trattoria, o peggio. — «Di qui, senza nome, non +si passa!» — «Io sono sempre passato e passerò.» — «E +io, da sei mesi che mi pregio di +stare al servizio del dottor Francesco Floriani +come custode della sua Casa di Salute, non vi +ho mai visto. Voi non passerete!»</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ti lodo, Michele, ma adesso non ti dispiaccia +di abbreviare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>L'ho messo alle strette e finalmente mi ha +incaricato di annunziare (<i>calcando le parole:</i>) +«Ulrico Nargutta, ex pazzo.»</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con una certa emozione</i>) Ulrico Nargutta!... +Fallo passare! Fallo passare immediatamente!... +<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42"></a>[42]</span> +È come una persona di famiglia. Sii molto riguardoso +con lui; e gli permetterai di entrare +e di uscire quando vorrà.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>Non devo annunziare — caso mai — nessun +altro?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Nessun altro. Vai, Michele! Non indugiare +di piú.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>(<i>con autorità</i>) E mi raccomando: niente contrordini.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Niente contrordini, non dubitare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p> + +<p>(<i>impettito e minaccioso</i>) Si presenti anche il +signor Domineddio, lo mando al Diavolo!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43"></a>[43]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>tra sé</i>) Venga, venga il mio vecchio amico! +Con lui non sarò obbligato a reprimermi, a mascherarmi... +(<i>S'appressa alla porta dalla quale +è uscita <span class="smcap">Agnese</span>, e v'inoltra lo sguardo.</i>)</p> + +<h3>V.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>comparisce dal lato opposto, e si ferma profilandosi +in una comica prosopopea.</i>) Ulrico +Nargutta, ex pazzo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si volta. — Non si raccapezza.</i>) Tu sei Ulrico?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ne sono sicuro.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>In fede mia, incontrandoti per istrada, non +avrei potuto ravvisarti. Lascia che ti abbracci, +<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44"></a>[44]</span> +disertore! Ho molto piacere di averti recuperato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Recuperatissimo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>abbracciandolo</i>) Ma ti sei proprio costruito +un altro aspetto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>S'intende bene! Non piú capelli lunghi, non +piú la selvatica vegetazione della barba e dei +baffi, viso limpido, bocca sorridente, un elegante +monocolo che rende vezzoso l'occhio piú +guercio: tutto un insieme conveniente e quasi +attraente. Veste nuova per l'uomo rinnovato! +Il pazzo che tu non sapesti guarire non c'è piú. +Fammi le tue congratulazioni, e dichiara che +come medico sei una bestia.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Lo dichiaro volentieri, e non esito a congratularmi +con te.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45"></a>[45]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non ci vediamo, su per giú, da un anno, a +misura di calendario.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E non c'è stato mezzo di rintracciarti. Io +ignoro sempre la tua abitazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Per lo piú, la ignoro anche io!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E in quest'anno?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Metamorfosi! Metamorfosi e guarigione completa! +Ti prego di credere che sei al cospetto +del piú savio degli uomini!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non è inverosimile.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46"></a>[46]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi sono guarito da me, caro il mio dottore!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Neppur questo è inverosimile.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ma il merito — spieghiamoci — non è tutto mio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sei modesto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi son fatto consigliare... Indovina da chi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non indovino. Dimmelo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi son fatto consigliare dall'umanità.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47"></a>[47]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Il consiglio dell'umanità è la somma di parecchi +milioni di consigli.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ma rettifico: da una parte dell'umanità mi +son fatto consigliare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Dalla migliore.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Dalla peggiore! (<i>Siede a cavalcioni su una +seggiola.</i>) Mi attengo, t'avverto, al giudizio corrente, +tanto per capirci.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Il che, peraltro, non è indispensabile.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Secondo il giudizio corrente, è la parte peggiore +dell'umanità quella nella quale funzionano +<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48"></a>[48]</span> +brutalmente il sangue, la carne, i nuclei +nervosi, i cinque sensi con le loro volubilità +e attribuzioni cooperative, e nella quale è +disseccata o ridotta a proporzioni minime la +vita morale. Io ho aboliti tutti gli accidenti +della vita morale, da cui provengono le nostre +inquietudini, le nostre incontentabilità, le nostre +sofferenze, i dibattiti, gli attriti, gli stenti, +gli sforzi che scombussolano il nostro essere +fino allo sfasciamento, fino alla follia. Neghi +che questa sia la genesi della follia?.....</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>senza approfondire</i>) No.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Io mi sono brutalizzato. Non leggo, non +scrivo, non studio, non penso, non m'interesso +di ciò che sta oltre la superficie delle cose, non +ho piú nessuna delle curiosità e delle esigenze +che avevo quando ero un animale superiore. +Di che mi occupo io durante le ventiquattro +ore della piroetta terrestre intorno al sole?... +Mi occupo dei miei bisogni e desiderii materiali +<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49"></a>[49]</span> +per soddisfarli con la massima scrupolosità. +Una volta — te ne rammenti? — il mio desiderio +piú ansioso, il mio piú impellente bisogno +era di trovare l'onestà nel sesso femminile. +Mi affannavo a cercarla. Mai vistane neppure +la coda! Me ne affliggevo! Me ne disperavo! +Che strazio! Che sventura! Che tragedia!... +Io non la trovavo o perché non è mai attecchita +tra le discendenti di Eva o perché non +l'avevo mai conosciuta e, naturalmente, non +potevo identificarla. Ma tutto questo è stato +da me spazzato via insieme con i peli che mi +deturpavano il volto. La mia esistenza è diventata +esclusivamente fisica. «Mi tocco, dunque +esisto!» E crepi Cartesio! Cerco quello +che conosco, quello che so identificare, quello +che è visibile e palpabile, quello che non è +punto arduo trovare. (<i>Animandosi</i>) E me la +godo! Me la godo a meraviglia! Tu, per guarirmi, +t'incocciavi a nudrire, attraverso l'organismo, +il mio spirito. Ignorante! Dovevi, al +contrario, avere l'abilità di ucciderlo. Io l'ho ucciso! +(<i>Si frega le mani, ridendo</i>) Eh eh eh eh!....</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50"></a>[50]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>sedendogli dirimpetto</i>) Mio buon Ulrico, tu +sei un pazzo come prima. La sola differenza è +questa: che prima eri un pazzo di cattivo umore, +e adesso sei un pazzo di umor gaio..., +almeno in apparenza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Per me, il tuo giudizio non vale un fico +secco! Non te l'ho chiesto e non sono venuto +con l'intenzione di chiedertelo. Non sono venuto +con l'intenzione di consultarti. Io son +venuto, viceversa, per dare a te i miei lumi, +per sorvegliare la tua salute, per mettermi alle +tue costole, intento a diventare, all'occorrenza, +il tuo medico, il tuo frenologo. E mi accorgo +di avere avuto una ottima ispirazione. Io ti +trovo ammalato, molto ammalato! Tu presenti +un quadro patologico allarmante, e devi impensierirtene. — L'epoca +è triste, amico mio, per +i psichiatri del genere al quale tu appartieni. +Il tuo correligionario Paolo Gemmi — hai visto? — se +n'è andato in cielo o altrove <i>motu +proprio!</i> Non mi era simpatico. Quindi non +<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51"></a>[51]</span> +deploro la sua assenza definitiva. Ma còstato, +con ponderazione, lo sfasciamento, lo sconquasso +psicologico per cui egli si è liquidato +mediante un colpo di rivoltella.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tu ripeti, a proposito del povero Paolo, la +solita fantasticheria generica che corre per le +bocche di tutti quando la causa d'un suicidio +non è stata rivelata dal suicida.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Nel caso di lui non è una fantasticheria. Si +tratta di un caso lampante d'incongruenza. Egli +non era uno storpio, non era un tubercolotico, +non era un diabetico, non era un vecchio +asmatico, disponeva di parecchi quattrini, di +parecchio ingegno, d'una certa gloriola acquistata +senza troppa fatica: dunque per nessun +motivo ragionevole poteva averne le tasche +piene, e chi sa in quali aspirazioni extraterrene, +in quale smaniosa alchimia andò a consumarsi +e a smarrire la ragione. Ma per te sono qua +io! Sei fortunato. Ringraziami d'essere capitato +<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52"></a>[52]</span> +in tempo!... Vediamo un po'. Che ti +senti? Che ti pare di sentirti?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si rannuvola, si alza. — Passeggia, torcendo +tra le dita la catenella dell'orologio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non mi rispondi? Non puoi indicarmi i sintomi +del tuo male? Non mi dài gli elementi +per la diagnosi? Li coglierò io stesso con +la mia speciosa radioscopia e con l'ausilio del +ricordo che ho delle tue note caratteristiche. +(<i>Riflette.</i>) La piú spiccata era l'amore per tua +moglie: — un amore incommensurabile e ininterrottamente +afflittivo. Quando, nelle tue ore +di studio, non affliggeva lei in carne ed ossa, +ne affliggeva l'effigie!... E vedo che la sua +fotografia è tuttora lí, appiccicata al tuo scrittoio. +(<i>Va a prenderla e se la mette davanti allo +sguardo.</i>) Bella donna, non c'è che dire! Bella +e giovanissima! Piacerebbe anche a me se non +fosse tua moglie!... (<i>Osserva</i>) Continui a mutare +la cornice di tanto in tanto. Sempre una +<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53"></a>[53]</span> +piú preziosa dell'altra. (<i>Ripone la fotografia +sullo scrittoio.</i>) Sicché: le cose stanno come +stavano. Il punto di partenza della mia diagnosi +dev'essere questo: «tu ami tua moglie +come l'amavi».</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>tornando a sedere</i>) Bada che ti sbagli.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>L'ameresti di piú?... Santo Iddio, sarebbe +spaventevole!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>La detesto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Oh, caspita!... (<i>Lo fissa.</i>) Hai scoperto che +ti tradisce? Hai scoperto che ha un amante?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Se avessi scoperto di essere tradito, non so +quale enormezza avrei commessa.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54"></a>[54]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>ironico</i>) Avresti avuto il diritto di ammazzarla!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>convinto</i>) Ah, sí!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Il diritto è quella istituzione per la quale, +quando che vogliamo, ci si cava il gusto di +dare qualche fastidio al prossimo senza fargli +le scuse. E, abbi pazienza, chiariscimi la situazione. +Dal momento che tua moglie ti è fedele, +perché la detesti?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non avermi tradito... non significa che mi +è fedele.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ti è infedele... col pensiero?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ne ho il sospetto.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55"></a>[55]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Per il semplice sospetto d'una infedeltà platonica, +tu detesti colei che hai tanto amata? +Non è giusto. (<i>Col tono di chi dissimula di pigliare +in giro qualcuno</i>) Avresti dovuto innanzi +tutto sincerarti. Sarebbe stato approssimativamente +giusto detestarla dopo di aver bene +accertato l'adulterio del pensiero.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>traboccando</i>) E come si fa a guardare nel +cervello altrui? Come si fa a sorprendere la +verità che vi si appiatta se perfino quella che +è nel cervello nostro talvolta ci si nasconde?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>si frega le mani, ridendo</i>) Eh eh eh eh!... +Precisamente! È alquanto piú complicato che +sorprendere il baco in una ciliegia bacata!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>tutto agitato dalle sue idee, che ribollono</i>) Dal +primo balenio del sospetto ho frugato nel cervello +<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56"></a>[56]</span> +di lei con l'acume, col rigore e con l'accanimento +d'un poliziotto che frughi nel nascondiglio +di un malfattore. Nulla ne ho cavato +fuori che avesse la precisa vivezza della verità +assoluta. La fatica che ella compiva per affermare +di essermi fedelissima poteva parere una +fatica compiuta per nascondermi la sua infedeltà +o per ingannare sé stessa. Ogni protesta +poteva parere una trepida difesa. Ogni lagrima +poteva parere versata pel dolore d'una rinunzia. +Ogni «sí» aveva anche il suono di un «no». +Ogni «no» aveva anche il suono di un «sí». +La verità qual era? dov'era?... Non è giusto +che io detesti colei che ho tanto amata?... La +giustizia non c'entra. Il mio sentimento non +è una punizione, non è una condanna, non è +un'accusa. Io la detesto senza accusarla, senza +giudicarla. La detesto per la sua incapacità di +debellare il mio sospetto. E di questa incapacità +si è confessata proponendomi la separazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Vi separerete?!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57"></a>[57]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Dovevo bene accettare la sua proposta. L'ho +accettata.</p> + +<p>(<i>Pausa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con un'aria da medico accorto e dotto</i>) Amico +mio, il tuo male non è molto diverso dal male +che io mi vanto di aver superato. L'origine di +entrambi i mali?... Un egoismo esuberante. +L'egoismo fa la buona salute se resta nel +campo della praticità, se resta nel campo della +materialità, in cui tutto è riconoscibile, tutto +è distinguibile, tutto è piú o meno facile ottenere. +Ma se sconfina e va a caccia di quel +che non si distingue, di quel che non si vede +e che forse non è mai esistito, se ambisce ad +afferrare l'inafferrabile, produce sconvolgimenti +gravissimi, che, per giunta, si propagano intorno +con una irradiazione catastrofica. Tu non +ti sei accontentato di chiedere a tua moglie +la fedeltà del corpo. Hai preteso da lei la fedeltà +del pensiero, cioè della mente, cioè del +<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58"></a>[58]</span> +cuore, cioè dell'anima, cioè del diavolo che ti +porti, con la relativa prova concreta inconfutabile +matematica! Conseguenza fatale: sconvolgimento +e irradiazione catastrofica! Adori +tua moglie e la detesti, la vuoi e non la vuoi, +l'accusi e non l'accusi, ti torturi e la torturi, +soffri e la costringi a soffrire, impazzisci e la +costringi a impazzire. Io non avevo una moglie. +L'egoismo mio non si specializzava. Esso riguardava +tutte le donne che passavo in rassegna +pretendendo di trovare l'onestà con la +relativa prova concreta inconfutabile matematica. +Non le torturavo troppo perché riuscivano +sempre a svignarsela. L'irradiazione mancava. +Ma, intanto, mi torturavo io. Detestavo, adoravo, +soffrivo, impazzivo, — impazzii! Mi sono +curato, e ora non soffro piú, non adoro piú, +non detesto piú!... E sai quel che ho fatto?... (<i>Si +accalora, si elettrizza</i>) Come scelgo i cibi, i +vini e i liquori che piú mi letificano, ho scelta +la mia donna nelle immense fucine dell'abbrutimento. +Giuro che non ce n'è un'altra di +piú bassa carata sulla faccia della terra! La +mia donna è mia perché è di tutti. Ha verso +di me il merito insigne di piacermi infinitamente, +e, se il saperla di tutti mi desse un +<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59"></a>[59]</span> +qualunque senso di pena o di ribrezzo o di +gelosia o di rancore, temerei di non aver conseguita +la perfezione! (<i>Ride</i>) Eh eh eh eh! +(<i>Poi, con una scrosciante violenza</i>) Brutalizzarsi, +mio caro! Questa è la cura!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ha un brivido di nausea, e mormora:</i>) Potrebbe +essere vero!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>dopo una breve pausa</i>) Ho chiacchierato +troppo. E quindi ho sete. Non di acqua, beninteso. +Ho sete di absinthe: il liquido che piú +mi è omogeneo. In casa tua certamente non +ce n'è. Vo' a berne in una buvette qualunque. +Mi accompagni?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>lugubre</i>) Ti accompagno. E beverò anch'io.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Bravo!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60"></a>[60]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si leva. — Preme un bottone della soneria elettrica.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Una Cameriera</span></p> + +<p>(<i>dalla destra</i>) Ha chiamato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Dite alla signora che esco. E portatemi il +mio cappello.</p> + +<p>(<i>La Cameriera va.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>... E a quando la separazione?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Dipenderà da lei.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>incredulo</i>) Se hai sinceramente accettata la +sua proposta, meglio non ritardare.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61"></a>[61]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sono preparato, io! Non lo vedi che sono +preparato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>rude</i>) E un taglio netto ha da essere!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Lo so.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Si applica molto cloroformio, ed energicamente +si esegue.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La Cameriera</span></p> + +<p>(<i>ritornando e porgendo il cappello a Francesco</i>) +La Signora la pregherebbe di attendere un +momento.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>accigliandosi</i>) Attenderò.</p> + +<p>(<i>La Cameriera si ritira.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62"></a>[62]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Pare che ti tocchi di litigare ancora un po' +con tua moglie. Trastullerò la sete con una +sigaretta e mi tratterrò pazientemente in giardino, +purché la cosa non vada troppo per le +lunghe.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>No, Ulrico! Tu mi farai il favore di non allontanarti. +La presenza tua eviterà a me e a +lei un'altra eventuale discussione, lacerante e +oramai inutile.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Allora, stai tranquillo: non mi muovo di qui. +Duro come una sentinella!</p> + +<h3>VI.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>entra dolorosa e rigida. — Non riconosce Ulrico. — Resta +interdetta.</i>) Ti credevo solo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63"></a>[63]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>I miei omaggi, Signora!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>saluta, incerta, con un cenno del capo.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>È Ulrico Nargutta...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>con cordialità poco espansiva</i>) Voi, Ulrico?... +Perdonatemi di non avervi riconosciuto. Vi +vedo dopo un anno d'assenza... E siete cosí +trasformato!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Piú che trasformato, Signora! Del Nargutta +di una volta non sopravvivono che l'amicizia +da cui egli era legato al dottor Francesco Floriani +e la devozione da cui era legato alla consorte +di lui.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64"></a>[64]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ad Agnese</i>) Che hai da comunicarmi con +tanta fretta?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>reticente</i>) ... Una mia decisione. Ma...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ulrico è informato di tutto. È naturale che +io non abbia voluto celare a un intimo e sperimentato +amico di casa ciò che tra breve non +sarà un segreto per nessuno. Puoi parlare liberamente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>noncurante e altera: non sdegnosa, non iraconda</i>) +Per conto mio, non ho nulla da celare a +un amico di casa, e non avrei nulla da celare +neanche a una folla di estranei. Sicché, accolgo +il tuo invito di parlare liberamente. La decisione +che ho presa è di lasciarti oggi stesso.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65"></a>[65]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con esasperata meraviglia</i>) Oggi stesso?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Quando rincaserai, io sarò già via.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma questa è una fuga! È una fuga, Agnese! +Tu fuggi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Sí, fuggo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E quale fatto nuovo o quale allarme t'induce +a fuggire cosí?... Ti sono sembrato, a un tratto, +un manigoldo? un delinquente? un nemico?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Non riempire la tua voce di parole da fanciullo! +Io profitto d'un impulso che certo prima +di domani sarà svanito.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66"></a>[66]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>borbotta in sordina:</i>) Approvo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>concitata</i>) Fuggo per non aspettare l'ora +della resipiscenza, per non aspettare l'ora della +mia e della tua viltà; fuggo per schivare, soprattutto, +la tregua ingannatrice della notte +che alla viltà della transazione ci trascina; fuggo +perché, se non fuggissi, se non ti lasciassi oggi +fuggendo, non ti lascerei, credo, mai piú, e +non avrebbe piú fine il conflitto che miseramente +distrugge la nostra esistenza e la nostra +dignità! Sii forte, Francesco, come sono io, e +non impedirmi di fuggire.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>terreo, appena reggendosi in piedi</i>) Non te lo +impedisco.</p> + +<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67"></a>[67]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>senza accorgersene, si è scostato. — Ora, dal +fondo, assiste, attentissimo, e, suo malgrado, pietoso, +«al taglio netto». Ha davvero l'atteggiamento +di chi assista a un'audace operazione cerusica.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E dove andrai?... Dove andrai?... Alla ventura?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Parto per Firenze. E lí abiterò la modesta +casetta in campagna che era il mio piccolo patrimonio +di orfana.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>stentando a esprimersi</i>) Io esigo... che, almeno, +tu viva in una certa agiatezza. Permetterai, +spero, che io te ne sia garante, che io ne assuma +l'impegno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>La vita di solitudine a cui mi dispongo rifiuterebbe +l'agiatezza che non somigliasse un +<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68"></a>[68]</span> +poco alla povertà. E poi... pensa che sempre +caro mi fu destinare i nostri risparmi all'opera +umanitaria della tua generosità e del tuo ingegno. +Desidero che questo contributo non +manchi e non diminuisca. Continuerà ad essere, +in parte, l'obolo mio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sarò scrupoloso interprete del tuo desiderio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Ti ringrazio. E addio! (<i>Con fermezza eroica, +gli stende la mano in una profferta di leale commiato.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con pari fermezza istantanea, gliela stringe +nella sua.</i>) Addio, Agnese.</p> + +<p>(<i>Tutti e due, solenni, si guardano con gli occhi +tristi che si vietano le lagrime.</i>)</p> + +<p>(<i>Qualche lagrima, invece, vela gli occhi di Ulrico.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69"></a>[69]</span> +(<i>Le mani di Agnese e di Francesco si staccano +l'una dall'altra, sbianchite, cadenti.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>non sa piú dominarsi, ed esce veloce.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>come colpito da un proiettile al petto, cade a +sedere di piombo su una sedia che gli è vicina.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>non osa accorrere. — Gli si gelano le vene. — Indi, +reagendo con una specie di rabbia, emette +una voce acre stridula sferzante:</i>) Vieni o non +vieni?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si leva súbito, ma senza fiato, senza sguardo.</i>) +Vengo.</p> + +<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71"></a>[71]</span></p> + +<h2><a name="secondo" id="secondo"></a>SECONDO ATTO</h2> + +<p><i>Un piccolo salotto — tipicamente equivoco. Un'aria +di roba vecchia e raccozzata.</i></p> + +<p><i>Non grossi mobili. Un leggero tavolinetto tondo, +con su una sigariera. Una mensola, con su bottigliette +di liquori e bicchierini. Qualche sedia, +parecchie poltrone di forme diverse. Molti specchi +corrosi, screziati, uno dei quali è piú alto +e sorge dall'impiantito. Un gran divano: cioè, +uno di quei divani che si chiamano «alla turca»; +basso, larghissimo, senza spalliera, senza piedi, +carico di cuscini. Un drappeggio di cattivo gusto +incornicia lo specchio piú alto e guernisce lo stipite +di una porta in fondo, da cui si accede a un +corridoio. Predomina il rosso in svariati toni: +vivido, smortito, vermiglio, cremisino, paonazzo, +<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72"></a>[72]</span> +quasi arancione, quasi roseo, quasi amaranto. +Questa varietà è distribuita sulla tappezzeria della +porta e della specchiera, sulla stoffa del divano, +su i cuscini, sulle poltrone, sul tappeto frusto e +rappezzato che copre in parte il pavimento, su +certi sbrendoli attaccati ai muri per addobbo.</i></p> + +<p><i>Alla parete laterale di sinistra è — in primo +piano — una porticina un po' misteriosa di +minime dimensioni. Alla parete opposta un'altra +porta, di dimensioni normali. In un angolo, il +braccio d'un fantoccio di legno raffigurante un +moro regge una lampadina elettrica.</i></p> + +<p><i>Dal soffitto penzola un gruppo di quattro +grosse lampadine di vetro turchino.</i></p> + +<h3>I.</h3> + +<p><i>Sera.</i></p> + +<p><i>La porta, in fondo, è chiusa. È soltanto accesa +la lampadina del moro, di cui biancheggiano +i denti in uno stupido sorriso immobile. — Nella +scarsa luce si spande fantasticamente la sinfonietta +del rosso. — Sul divano dorme</i> <span class="smcap">Sonia Zarowska</span>. — <i>Bella. +Biondissima. Pallida, d'un +pallore latteo. E nel pallore sembrano morti i +suoi occhi sigillati dal sonno, orlati di bistro e +<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73"></a>[73]</span> +cinti da un cerchietto livido. — Non è distesa, +né supina. Il suo corpo si sprofonda nei cuscini, +bisbeticamente scomposto. Dalla stretta e succinta +veste nera, che è cosparsa di lucide pagliuzze cangianti, +tutte si rivelano le membra torte e squinternate. +Una gamba è scoperta fino al ginocchio, +e tra il nero della veste e il rosso dei cuscini risalta +il grigio perla della calza velina. — Un +mantello è a terra, aggrovigliato, presso il divano. +Un tocchetto bizzarro è, capovolto, su una +sedia.</i></p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si svoltola. Sogna, brontola:</i>)... Roastbeef con +patate! (<i>Pausa</i>)... Un cocktail!... (<i>Poi, un barbuglio +senza parole. E piú niente. — Si svoltola +di nuovo. Agita un braccio. Brontola piú vivacemente:</i>) +Vile gendarme!... Per te non voglio +danzare!... (<i>Si stende, sbracalata</i>) Puff!... Antipatico!... +Antipatico!... Puff!... (<i>Si accheta.</i>)</p> + +<p>(<i>Silenzio.</i>)</p> + +<p>(<i>La porta, in fondo, si apre un po'.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74"></a>[74]</span></p> + +<h3>II.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>sulla soglia, fa capolino.</i>) Sonia!... Soniuccia!... +(<i>Tra sé:</i>) Dorme come un ghiro. (<i>Le si +avvicina, la osserva.</i>) Ubbriaca? Benissimo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>che seguiva Ulrico, è rimasto, circospetto, esitante, +di là dalla soglia, nel corridoio poco illuminato.</i>)</p> + +<p>(<i>Tutti e due hanno i cappelli calcati in testa, +indossano paltò invernali.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>a Francesco</i>) Entrata libera e senza agguati, +senza insidie! Trabocchetti non ce ne sono.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>fa qualche passo. Non entra ancora.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ma, insomma, chi ti trattiene? Chi si permette +di trattenerti?... L'ombra della tua consorte?... +<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75"></a>[75]</span> +Sono già due mesi che sei separato +da lei: della sua ombra dovresti sbarazzarti. +O, almeno, non dovresti darle retta. Avanzati, +dottore!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si avanza, sempre circospetto. Per un atto abituale, +si cava il cappello.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ti cavi il cappello rispettosamente?... Ti ringrazio +per Sonia Zarowska e ti ringrazio per +me, giacché io qui sono un po' in casa mia. +Difatti, vedi: (<i>gli mostra una chiave</i>) questa è +la chiave unica della porticina, diciamo cosí, +privata. (<i>Indica la porticina.</i>) Un vero vantaggio +da padrone di casa, perbacco! Non mi costa +gran che e ho il diritto d'entrare senza incomodare +nessuno, da mezzanotte in poi, quando +cioè la porta della scala ufficiale è chiusa alle +conoscenze avventizie. E appunto in qualità +di padrone di casa, quantunque a scartamento +ridotto, ti prego di metterti a sedere. (<i>Gli piglia +di mano il cappello, lo posa in un canto.</i>) +<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76"></a>[76]</span> +Cedo a te la mia poltrona preferita (<i>una larga +e comoda poltrona</i>). Siedi, siedi a tuo bell'agio, +e consentimi di presentarti, in uno dei suoi atteggiamenti +personalissimi, il piú mansueto, il +piú semplice e il piú utile campione del sesso +femminile.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>a guisa di un automa, si è seduto. Guarda +Sonia con la coda dell'occhio. Ha una contrazione +di disgusto.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>riavvicinandosi a lei</i>) Esemplare <i>grand prix</i>! +Non sciarade, non rompicapi psicologici, non +scenografia intellettuale!... Origine slava, con +radici nel vecchio semplicismo analogo. Trasmigrazione +casuale, come d'un sughero in +balia del mare. Acclimatazione per inerzia. +Intelligenza primitiva. Capacità a delinquere, +ma non oltre i limiti di qualche lieve danno +pecuniario. Assoluta impossibilità d'amare e di +tollerare d'essere amata. E, dalla punta dei +piedi a quella dei capelli, completa idoneità +<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77"></a>[77]</span> +ai riti del piacere. Un ghiribizzo di Fidia impersonato +da una sciocca del secolo ventesimo, +intanfato nella suburra di tutti i tempi! +Ecco la donna che ho scelta, ecco la donna +delle mie ore fiammanti. (<i>La contempla.</i>) Dormi, +dormi, ignobile bestiolina sublime! Tu abbandoni +il bel corpo inverecondo al sonno della +ubbriachezza, e io, beato, ti contemplo, benedicendoti +una volta di piú!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>tace, oppresso, appesito.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>gli striscia dietro, come un folletto maligno +e gli scuote una spalla.</i>) Su, su, povero malato!... +Per curarti ti ho introdotto dove meglio +sbocciano la mia saggezza e la mia felicità, +e tu disdegni e ti riavvolgi nella tua +asfissiante tetraggine?... Respira a pieni polmoni +l'aria ossigenata che ti offro! Apri gli +occhi sul prezioso piccolo mostro fascinatore. +Comincia a comprenderlo. Comincia a valutarlo. +E, soprattutto, non incepparti nella prevenzione +<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78"></a>[78]</span> +di urtare la mia suscettività. Ti rammenti +di quello che ti dissi quando venni ad +annunziarti d'essere rinsavito?... «Se non m'infischiassi +che la mia donna è di tutti, temerei +di non aver conseguita la perfezione!» E +nulla mi seduce di piú che il cimentarmi nell'esperimento +supremo. Assistere alla concorrenza +dell'amico fraterno!... (<i>Spampana con +enfasi presuntuosa, modificandolo per l'occasione, +il popolare verso dantesco:</i>) «Qui si parrà la +mia nobilitate»!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>flemmatico</i>) Il cinismo che ostenti è ristucchevole, +ma per fortuna è anche falso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E mettimi alla prova!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>A quale prova?... Tu non sei tanto ottuso +da non intendere che costei non può essere +<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79"></a>[79]</span> +per me — al piú al piú — che un oggetto di +osservazione e di studio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>si eccita, si frega le mani, ride</i>) Eh eh eh eh!... +Da cosa nasce cosa! Nella vita, come nella chimica, +date certe circostanze, due corpi eterogenei +diventano combinabili da un momento all'altro.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Va' là che sei il piú candido degli impostori!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ah, questo mi dici?!... Mi dai dell'impostore? +Mi disconosci? Mi stuzzichi? Mi provochi?... +E sai in che modo rispondo io alla +tua provocazione?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mi è indifferente, caro!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80"></a>[80]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con una stizza paradossale</i>) Io ti lascio nella +tana del mostro, consegnandoti cosí ai suoi +fascini, e me ne vado a cena! (<i>Esce rapido +dal fondo chiudendo i battenti con veemenza.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>levandosi come spaventato</i>) Ma no! Aspetta, +imbecille! Io solo, qui, non voglio restare!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>di fuori, grida, ride, sghignazza.</i>) Brutalizzarsi! +Brutalizzarsi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>gridando anche lui, cerca il cappello</i>) Aspetta! +Ti ordino di aspettare! (<i>Col cappello in +mano si slancia verso il fondo.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>allontanandosi</i>) Brutalizzarsi o morire!...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81"></a>[81]</span></p> + +<h3>III.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si sveglia</i>) Chi è là?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>è arrestato da quel</i> «chi è là» <i>presso l'uscio, +di cui stava per aprire i battenti. — Si +volta. — Indugia imbarazzato.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Chi sei?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non un ladro.</p> + +<p>(<i>Una pausa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti conosco o non ti conosco?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>No no, non mi conoscete.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82"></a>[82]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ancora intorpidita dal sonno</i>) È la prima +volta che ti vedo?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>La prima volta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E tu?... Dove mi hai veduta? Quando mi +hai veduta?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mai.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E, senza avermi mai veduta, vieni a farmi +una visita?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ulrico Nargutta mi ha condotto.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83"></a>[83]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ah, ecco: ti ha condotto lui! (<i>Comincia a +schiarirsi.</i>) E quei gridi che mi hanno svegliata?... +Che erano quei gridi?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>balbetta:</i>) Ho alzato la voce inconsideratamente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non t'eri accorto che dormivo?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Me n'ero accorto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>È tanto dolce dormire!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mi duole d'avervi disturbata.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si sgranchisce</i>) Ti duole?... Che me ne importa +che ti duole?... Non è un rimedio.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84"></a>[84]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Avete ragione. Del resto, la colpa non è +tutta mia. Il mio amico mi ha costretto a +gridare, e lui stesso ha ecceduto: ha fatto del +chiasso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Avete litigato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non è stato un litigio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E che è stato? Raccontami. Raccontami.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Nulla da raccontarvi. Sciocchezze!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E com'è che lui non è qui?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>È scappato via all'improvviso.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85"></a>[85]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Perché è scappato via?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>... Un suo capriccio... Uno dei suoi scherzi +bizzarri...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ma, già, io credo che quello lí non abbia +la testa a posto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ironico</i>) È una ipotesi da non escludere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Entra, esce, scappa, torna. Sempre cosí! Non +ha mai requie. Scommetto che tornerà súbito.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Speriamo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E sei rimasto attaccato all'uscio?... Non ti +accomodi?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86"></a>[86]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>confuso e garbato come se stesse al cospetto +d'una signora</i>) Ero sul punto d'andarmene +quando vi siete svegliata.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Adesso, è fatta. Non ho piú sonno, adesso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Voi non avete piú sonno, ma io non mi tratterrò. +Non ho menomamente l'intenzione di +trattenermi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>di scatto</i>) Oh, bella, ti sono antipatica!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>... Non è mica per questo che mi tarda d'andarmene.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Se non è antipatia, che può essere?... Paura?... +Tu hai paura di me?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87"></a>[87]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non è antipatia e non è paura.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>È paura, è paura! Non negare! Hai l'aria +di un topo in trappola!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Vi assicuro che voi equivocate. Gli è che +sono a disagio. E non c'è' altro. (<i>Alla sua +inesperienza sembra ch'egli debba giustificarsi. +Parla disordinato, con un certo orgasmo.</i>) D'altronde, +è pur naturale ch'io sia a disagio. +Le mie abitudini son troppo diverse da quelle +che consentono di venire qui spensieratamente +e di svagarvisi in piena libertà. E, poi, vivo +cosí lontano, io, dal vostro ambiente!... Ulrico +Nargutta si era affaticato a descrivervi, a illustrarvi, +a esaltarvi; si era per giunta intestato +di condurmi da voi, e io... mi son lasciato +condurre... un po' per curiosità e un +po' per una specie di passiva obbedienza. Lo +deploro per me e lo deploro per voi.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88"></a>[88]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E che hai concluso con tutto il tuo imbroglio +di chiacchiere?... Il fatto è che, se te ne +vai, mi offendi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma che c'entra l'offendere?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sí, mi offendi. Tu non hai competenza. Non +puoi giudicare. Ti giuro che mi offendi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non ho alcun motivo di volere arrecarvi offesa. +E non ne ho il diritto. (<i>Tituba. — Apre un +po' le braccia remissivamente.</i>) Resterò ancora +qualche minuto affinché non riteniate che mi +permetta d'offendervi proprio io, a cui siete +completamente innocua.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E non stare in piedi, ti prego, come si sta +in un bar per prendere un caffè! Che diavolo!...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89"></a>[89]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Un'altra offesa?... Non starò in piedi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Vedrai che ti terrò buona compagnia.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>È un'ottima intenzione, ma alquanto problematica. +(<i>Paziente, rassegnato, siede di nuovo, +lontano da lei, su una seggiola qualunque, +gettando il cappello su un'altra seggiola.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Puff!... Che rospo! (<i>Si alza, tuttora fiaccata +dall'ubriachezza, con le gambe malsecure, cascante, +flaccida, sciatta e pur provocante nella +nera guaina stellata di faville, attraverso di +cui si delinea il giovane corpo sinuoso. La gran +massa di capelli d'oro sbiadito è tutta arruffata +ed erta sull'occipite, come un fantastico +colbacco. — Ella si accosta al tavolino. Tira +fuori dalla sigariera una sigaretta, l'accende +con disinvoltura maschile, aspirando il fumo +<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90"></a>[90]</span> +avidamente e lo caccia dal naso, le cui narici +si dilatano. — Alle spalle di Francesco, fumando, +lo osserva.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si sente guardato e, poiché ciò lo stringe +viepiú nell'impaccio, tenta di far deviare l'attenzione +petulante di lei.</i>) Da parecchio tempo +avete amicizia con Ulrico Nargutta?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Con Ulrico Nargutta?... Da quattro o cinque +mesi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Un bel po'! E, oramai, gli siete divenuta +indispensabile, nevvero?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Senza le donne, gli uomini s'impiccherebbero.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ne convengo. Ma... domandavo se egli si +sia tanto legato a voi da non potersene piú +distaccare.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91"></a>[91]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Pare di sí. Gli piaccio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Solamente?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Gli piaccio piú di tutte le altre donne.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E da parte vostra?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Da parte mia, che cosa?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non avete una speciale affezione per lui?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non capisco... Che vuol dire «una speciale +affezione»?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92"></a>[92]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non siete legata a lui come egli è legato +voi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Anche lui piace a me.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Piú di tutti gli altri uomini?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Questo, poi, non lo so.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Dovreste pur saperlo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Dovrei pur saperlo?!... Non capisco.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>È assurdo che non lo sappiate.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93"></a>[93]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E non lo so, non lo so! Che ho da farci? +Mi secchi. Smettila!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>La smetto, sí. Vi rivolgevo qualche parola... +per non tacere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Che un tipo come te parli o taccia, è tutt'uno!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Se è tutt'uno, preferisco di tacere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Puff!... Puff!... Che brutto rospo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>accenna un gesto che significa: tanto, non +c'è rimedio!</i>)</p> + +<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94"></a>[94]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non fumi, tu?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>No, non fumo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Tutta l'umanità fuma. È una stravaganza +non fumare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Forse, è una stravaganza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Una stravaganza idiota!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Una stravaganza idiota.</p> + +<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95"></a>[95]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>sfiorandogli i capelli con le dita</i>) Oh, guarda! +Hai dei capelli bianchi! Ulrico Nargutta non +ne ha. Parecchi ne hai, tu.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E aumentano di giorno in giorno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non te ne affliggere. I capelli non contano.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Io non me ne affliggo di certo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E se tu non fossi un brutto rospo, saresti +abbastanza simpatico.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>bonario</i>) Troppa indulgenza!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>di palo in frasca</i>) E sei celibe o sei ammogliato?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96"></a>[96]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>incupisce</i>) ... Ammogliato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ah!... Questa è la vera ragione per cui stai +sulle spine!... Sei ammogliato? Evvia! Stupido!... +Chi è che potrebbe accusarti a tua +moglie? Scaccia gli spauracchi!... (<i>Pausa.</i>) — (<i>Poi +insinuante</i>) Vuoi che ti faccia... la danza?: +la danza di Sàlome?... Io stessa mi accompagno, +sai, col canto a bocca chiusa.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma no, ma no! Ve ne dispenso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si addolora del rifiuto. — Ritenta:</i>)... E con +la luce blu te la faccio. Vedi: ho lí, apposta, +le lampadine colorate di blu. Allora — dicono — è +piú suggestiva. Vuoi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Vi ripeto che ve ne dispenso.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97"></a>[97]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Hai torto. Sono brava.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non ne dubito. Io ve ne dispenso per non +abusare del vostro zelo. Mi sembrate già +stanca. Vi risparmio un fastidio. Vi risparmio +una fatica.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>meravigliatissima — si sforza di pensare. — Gradisce. — Sorride +di gradimento.</i>) Questo +è molto carino!... Nessuno mi è stato mai +tanto cortese! Ma per me non è una fatica, +non è un fastidio. Anzi!... Ci trovo gusto. +Spesso, quando sono sola, mi tolgo di dosso +il vestito inutile e mi metto a danzare davanti +allo specchio. Fin da ragazza ho danzato +cosí, e fin da ragazza ci ho trovato gusto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Fin da ragazza?! Cioè?... Quanti anni avevate?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98"></a>[98]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Pochi potevo averne. Ne avevo dodici, ne +avevo tredici...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Probabilmente, qualcuno v'istigava, qualcuno +v'insegnava...... Chi v'insegnava?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>vantandosi</i>) M'insegnava una danzatrice +della <i>Maison Rouge</i>: l'amica del mio patrigno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E il vostro patrigno lo permetteva?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sicuro che lo permetteva! Restava a lungo +a vedermi danzare e mi divorava con gli +occhi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ha un moto di ribrezzo e di sdegno</i>) È orribile!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99"></a>[99]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>È orribile?... Non capisco... S'intende che +doveva compiacersi. Non ero uno sgorbio, non +ero un fuscellino. Ero un fresco bocciuolo di +cardenia! Non mi credi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Vi credo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Uno scultore celebre, che mi copiò tale e +quale, non so piú quante volte, dal capo ai +piedi, soleva chiamarmi: la piccola Venere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Facevate anche la modella a quell'età?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non la facevo che con lui. Di nascosto la +facevo. Andavo da lui invece di andare alla +scuola. Un bell'uomo era!... Aveva un viso da +Nazareno con certi sguardi vellutati, che io sentivo +sulla pelle quando posavo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100"></a>[100]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E come vi premiava, come si disobbligava +lo scultore celebre?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Mi dava il caviale, la grappa, il cognac. +Perfino lo sciampagna mi dava.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tutta gente infame e malefica!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si smarrisce e trema un poco</i>) Infame e malefica, +no!... Io non capisco... Non capisco... Che +male ne avevo?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E vostra madre? Non vi sorvegliava mai, +vostra madre? Non badava mai a voi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>quasi passiva</i>) Mia madre non esisteva piú. +Era morta all'ospedale.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101"></a>[101]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>triste, compassionevole</i>) In conclusione, voi +siete... una povera creatura!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>sempre piú smarrendosi e tremando</i>) Io?! +Perché sono una povera creatura?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non vi preoccupate di quello che dico. Non +ne vale la pena.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ma io non capisco... Fammi capire... Fammi +capire...</p> + +<h3><a name="tn101" id="tn101"></a>IV.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Una voce</span></p> + +<p>(<i>sgarbata, spadroneggiante — chiama di fuori:</i>) +Sonia Zarowska! Sonia Zarowska!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102"></a>[102]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>turbandosi, levandosi</i>) Si chiede di voi. Mi +si troverà qui. Ciò è molto noioso. Dovevo, +peraltro, prevederlo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Io non rispondo e non lascio entrare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non ve lo consento.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Me lo consento io.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non è giusto che io vi sequestri.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti farei uscire per questa porticina, se ne +avessi la chiave...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La Voce</span></p> + +<p>Sonia Zarowska, preparatevi a ricevermi. +Sono un agente della polizia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103"></a>[103]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>aggrotta la fronte. Appare contrariata, ma +non impappinata.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>turbandosi maggiormente, si domina.</i>) Questo, +poi, non era prevedibile, ed è anche piú noioso. +È insopportabilmente noioso!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Si tratterà di qualche equivoco. Mi sbrigherò +in pochi minuti. Tu ti chiudi nella stanza +accanto, e aspetterai che mi sbrighi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Potrebbe incogliermi peggio. Mi conviene +piú di non rimpiattarmi. Fate entrare súbito!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La Voce</span></p> + +<p>Ma, sangue di un demonio, è inutile che +fingete di non udire! E vi avverto che non +sono disposto a perdere il mio tempo. Aprite!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104"></a>[104]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Eh!... Quante parole per niente! Entra! +Entra! Non c'è la spranga alla porta!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>spalanca i battenti con una certa irruenza, +e si ferma.</i>)</p> + +<p>(<i>Dietro di lui, è un uomo sulla quarantina, +vestito con precisa e sobria eleganza, dal volto +scialbo e allampanato, dagli occhi incolori e vitrei: — il +signor</i> <span class="smcap">Edgardo Lemms</span>. <i>Nulla di +losco. S'indovina, vedendolo, che è una persona +per bene. — Resterà attentissimo, ma impassibile, +inalterabile.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si fa da parte, senza aver l'aria di nascondersi.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si trova, ritta, presso il divano. Sbircia di +traverso l'Agente e l'uomo che gli è dietro.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105"></a>[105]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>al signor Lemms</i>) La identificate?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Perfettamente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Venite, venite. Staremo a vedere se lei ammette +d'aver cenato con voi.</p> + +<p>(<i>Si avanzano tutti e due. Si accorgono di Francesco. +L'</i><span class="smcap">Agente</span> <i>gli getta un'occhiata di competenza. +Non si toglie il cappello. Il signor</i> <span class="smcap">Lemms</span> +<i>abbozza un saluto, e si toglie il cappello.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>a Sonia</i>) Compiacetevi di rispondere, Sonia +Zarowska. Stavate, circa tre ore fa, a cena col +signor Edgardo Lemms, in una saletta particolare +del <i>Falchetto d'oro</i>?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Edgardo Lemms sarebbe il nome di quel signore +là?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106"></a>[106]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Appunto. E rispondetemi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Rispondo di sí. Con quel signore sono stata +a cena dove hai detto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Egli vi accusa di avergli rubato il portafogli.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>non si scompone e si stringe nelle spalle</i>) Uhm!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Evidentemente, il signor Lemms, dopo aver +pagato il conto,... si è distratto, o è stato distratto +da voi. Egli ha lasciato il portafogli +sulla tavola, e voi ve ne siete impossessata, +profittando... della distrazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Io non me ne ricordo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107"></a>[107]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>I ladri non hanno mai buona memoria.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Avevo tanto bevuto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Intendete dire che eravate ubbriaca!... Eh, +lo so! Voi state già architettando il vostro +piano di difesa! (<i>A Lemms</i>) Furba, l'amica!... +(<i>Poi, a lei</i>) Ma è ridicolo sostenere che abbiate +dimenticato d'aver commesso un furto +perché in quel momento eravate ubbriaca. È +ridicolo, cara Sonia Zarowska!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>intervenendo, riservato e affabile</i>) La memoria +è una delle piú dirette attività della coscienza. +Difatti, per misurare il grado di coscienza, da +cento a zero, in qualcuno di cui si suppone +che abbia corso il pericolo di perderla tutta o +parzialmente, uno dei primi e piú arguti mezzi è +di sperimentarne la memoria. Intanto, è incontestabile +<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108"></a>[108]</span> +che la coscienza venga soppressa dall'ubbriachezza +grave, la quale, nelle sue manifestazioni, +nei suoi effetti, rassomiglia alla completa +follia. Io, anzi, la chiamerei: una follia incidentale.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>ha ascoltato con deferenza, e approva:</i>) Perfettamente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ha ascoltato con un vano sforzo di comprensione +e ha tremato alla parola «follia».</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>ha ascoltato, squadrando Francesco con ostilità.</i>) +Vi consta, signor Lemms, che Sonia Zarowska +aveva bevuto molto?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Moltissimo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Ma non era una ubbriachezza grave se è stata +digerita in tre ore.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109"></a>[109]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Io non giurerei che ella ne sia del tutto libera. +Comunque, mi parrebbe opportuno considerare +che, negli ubbriachi abitualmente recidivi, +proprio questa abitudine fa sí che il +sonno basti ad affrettare il ritorno dello stato +normale: — <i>normale</i>, beninteso, in rapporto al +quadro permanente degli alcoolizzati. E io attesto +di aver trovata pocanzi Sonia Zarowska +immersa in un profondo sonno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>a Francesco, con una calma intorbidita di +sorda minaccia</i>) Voi insistete nell'interloquire, +egregio signore, senza che io vi abbia interrogato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Chiedo scusa.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Avrete la bontà di favorirmi il vostro nome.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110"></a>[110]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Nulla in contrario. (<i>Cava fuori una carta di +visita, gliela porge.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>leggendo, si raccapezza: muta contegno, e, +per atto di rispetto, tocca la falda del cappello.</i>) +Non potevo immaginare che...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>a Francesco, inforcando gli occhiali</i>) Permette?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>S'accomodi pure.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>mostrando a Lemms la carta di visita</i>) Un +professore rinomato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>legge, e s'intravvede nella sua impassibilità +una convinta ammirazione.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111"></a>[111]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Un modesto medico specialista, pel quale +non è infruttuoso studiare i vizii e le degenerazioni +nei loro covi e nei loro laboratorî.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Che schifo, illustre professore!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>quasi tra sé</i>) Non tanto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E spero che la mia professione mi giustifichi +anche di non essermi astenuto dall'interloquire. +Si era un po' nei miei paraggi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>con animazione autorevole, dispotica</i>) A ogni +modo, il portafogli è sparito, ed è qua che bisognerà +cercarlo. (<i>Appellandosi a Francesco come +per averne il consenso</i>) È chiaro?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Questo non è affar mio.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112"></a>[112]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>a Sonia</i>) Orbene, a voi! Dovrebbe trovarsi +proprio sulla vostra persona. Io non vi perquisisco, +a condizione che voi stessa lo cerchiate.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ha seguíto quello che accadeva intorno a lei, +assumendo un atteggiamento di sottomissione +quando parlava Francesco. Adesso, all'invito +dell'Agente, recalcitra:</i>) Sulla mia persona, il +portafogli non c'è.</p> + +<p>(<i>Non si riesce a intendere se ella sia in buona +in mala fede.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Tanto peggio per voi, sapete! Solamente se +stesse sulla vostra persona si potrebbe accettare +l'ipotesi del Professore, cioè che, essendovene +appropriata quando lavorava la sbornia, +non ve ne ricordiate piú. Ma se aveste già +provveduto a nasconderlo, come fareste, cretina +<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113"></a>[113]</span> +che siete!, a giustificarvi con la sbornia +e con la dimenticanza?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti ripeto che sulla mia persona non c'è'! +(<i>Leva la voce, ringhiosa, furiosa.</i>) Non c'è e +non c'è! E io, no, non mi lascio perquisire! +Ti proibisco di perquisirmi! (<i>Sfugge allontanandosi +dal divano e riparando in un cantuccio.</i>)</p> + +<p>(<i>Il divano è rimasto tutto scoperto alla vista +dei tre uomini.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Sangue di un demonio, voi agite a danno +vostro!... Mi sembrate un mulo che si affatichi +a tirarsi calci alla coda. Perché siete una donna, +non volevo perquisirvi, non volevo mettervi +le mani addosso. Ma questi signori sono +testimoni che voi mi ci obbligate. (<i>Uscendo dai +gangheri, si avventa su lei.</i>) Dunque, andiamo! +Sottoponetevi alla perquisizione, senza altre +chiacchiere!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114"></a>[114]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Fermatevi un momento, per favore.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>desiste, sospeso.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Se i miei occhi non s'ingannano, il portafogli +è lí, mezzo conficcato tra i cuscini del divano, +dove ella pocanzi dormiva. È minuscolo ed è +quasi del colore dei cuscini, il che lo ha reso +poco visibile.</p> + +<p>(<i>Emerge appena di tra i cuscini rossi un piccolo +grazioso portafogli di cuoio rosso.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>mal sorpresa, si protende per vedere.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>sempre impassibile — inforca di nuovo gli occhiali.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115"></a>[115]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>dissimulando il disappunto, si avvicina al divano, +e con due dita prende il portafogli. Indi, +tenendolo in alto, lo mostra al signor Lemms.</i>) È +questo il vostro portafogli?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Perfettamente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Le sarà cascato dal petto o dalla cintola, +quando si è gettata lassù o quando vi si agitava +nel sonno. Certo è che, rincasando, non +aveva provveduto a nasconderlo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>al signor Lemms</i>) Dovrebbe contenere?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>rammentandosi a stento</i>)... Lire milletrecento,</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>verifica</i>)... Sono mille trecento e sette. (<i>Gli +consegna il portafogli.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116"></a>[116]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Guadagno sette lire.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>è tuttora impenetrabile. Dal suo contegno non +trapela la consapevolezza, non l'innocenza, non +la mortificazione, non il risentimento.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>obliquo — sottolineando le parole</i>) Con ciò, +spieghiamoci, Sonia Zarowska non cessa di +dover rispondere dell'accusa di furto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Io mi oppongo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Voi vi opponete, ma l'autorità procede.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Procede a che? Ho riavuto il mio portafogli +con sette lire di piú. Mi pare che l'incidente +sia esaurito.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117"></a>[117]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>C'è la vostra denunzia.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>La ritiro.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>Trattandosi d'un reato d'azione pubblica, +non c'è modo di ritirarla. Deve per forza arrivare +davanti alla giustizia.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>La mia denunzia non è stata raccolta che +da voi. Con un prudente sacrificio... reciproco, +possiamo metterci d'accordo per non incomodare +la giustizia e, soprattutto, per non dare +altre noie a questa donna.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>con astuta condiscendenza</i>) Be',... ci penseremo, +e ne riparleremo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Perfettamente.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118"></a>[118]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>La prima cosa, intanto, che ho da fare per +non avere imbarazzi è di licenziare le due +guardie che ho lasciate sul <a name="tn118" id="tn118"></a>pianerottolo. Vi +aspetto in portineria.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Vi raggiungo súbito.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>a Francesco</i>) Riverisco, illustre professore!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Si conservi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p> + +<p>(<i>esce.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>a Sonia, avvicinandosi</i>) Avete udito, piccina?... +Vi saranno risparmiate ulteriori noie. E +vi rivedrò volentieri. Quel che mi dispiace è +<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119"></a>[119]</span> +che non siete una ladra sul serio. Sareste piú +interessante.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ha l'istantanea sensazione d'una puntura.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>si avvicina a Francesco</i>) Signor medico, sono +ben felice d'aver fatta la sua conoscenza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ella è molto cortese.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>E, forse, rivedrò anche lei. Potrò venire a +chiederle qualche consiglio?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Le auguro di non averne bisogno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Sospetto che troppo tardi mi giunga l'augurio.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120"></a>[120]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>In tal caso, a sua disposizione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>Perfettamente. I miei ossequi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>accenna un inchino.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p> + +<p>(<i>via.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La voce dell'agente</span></p> + +<p>(<i>irritata</i>) Ma, sangue d'un demonio, vi avevo +ordinato di piantonare le scale! E dove stavate, +invece, dove stavate?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Alcune voci femminili</span></p> + +<p>(<i>scrosciano, lontanissime, in una sconcia risata.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121"></a>[121]</span></p> + +<h3>V.</h3> + +<p>(<i>Un breve silenzio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>risoluto, quasi brusco</i>) E basta, eh? (<i>Piglia +il cappello.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con l'impulsività di una bambina lo afferra +pel braccio.</i>) No! No!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Dio buono, io ho già troppo accondisceso, e +voi troppo osate, adesso!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non andare in collera! Senti... Senti... Ti prego... +Mi hai cosí bene difesa... Difendimi ancora!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Io non ho fatto che secondare e accreditare, +con la mia logica, con la mia esperienza, la +<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122"></a>[122]</span> +vostra affermazione di irresponsabilità. Forse +mentivate relativamente all'episodio del piccolo +crimine di cui vi si accusava. Nondimeno, il +difendervi era legittimo, e non me ne pento, +poiché, con o senza l'ubbriachezza, voi non +siete che una irresponsabile. Ma che piú sperate +ch'io faccia per voi?... D'altronde, quel +brav'uomo ha iniziato un accordo col zelante +accusatore per comperarne il silenzio. Non correte +piú alcun pericolo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E per l'avvenire?... Se mi colgono, sono perduta! +In carcere, mi mettono! In carcere!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E lo spavento del carcere non è piú forte +della tentazione di rubare?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Quando quella tentazione mi prende e mi si +caccia nelle vene, negli occhi, nelle mani, io +non ragiono, non rifletto, non ci penso piú al +<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123"></a>[123]</span> +carcere. E tu, difendendomi ancora, dovresti +specialmente da quella tentazione difendermi. +Questo ti chiedo io.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma quale scompiglio d'idee! Difendervi da +una dubbia accusa, difendervi dalla inclemenza +d'un poliziotto è ben diverso che difendervi +da una clandestina e tirannica tentazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ma è certo che lo puoi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E come sembra a voi ch'io lo possa?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Lo puoi con le tue ammonizioni, col tuo comando, +con quelle tue parole che dicono cose +che soltanto tu sai. Sono parole che là per là +fanno tremare, e poi si fissano, amiche, qui, +nel cervello, vi restano come inchiodate, e continuano +a dire, a dire, a dire...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124"></a>[124]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Voi siete sotto l'impressione del mio utile +intervento. Travedete. Fantasticate. La riconoscenza +vi abbacina. Le mie ammonizioni, il +mio comando, tutto l'aspro repertorio di sapienza, +che voi credete soltanto mio e che vi +fa tremare, non vi scanserebbero da un triste +fascino che vince anche lo spavento del carcere. +Agiscono in voi delle forze irresistibili +che di voi dispongono illimitatamente e che +producono ogni vostro atto, ogni vostro istante +di vita. Sono le medesime, ahimé, di cui vive, +inconsapevole, il bruto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>trema</i>) Il bruto?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sí, Sonia Zarowska: il bruto! E finché queste +forze irresistibili vi possiederanno, finché +esse comporranno la vostra vita, nulla varrà a +salvarvi dalle tentazioni alle quali finora avete +dovuto cedere. Per potervene difendere, per +<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125"></a>[125]</span> +potervene salvare, un'altra vita bisognerebbe +sapere infondervi: una vita che non avesse la +sua intima sede nei sensi, una vita interiore, +una vita spirituale, quella vita cioè che molti +vorrebbero soffocare perché piena di lotte e +di tumulti, ma che appunto — tra i confini, +s'intende, del nostro raziocinio — differenzia +dal bruto l'essere umano.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>dibattendosi</i>) Non capisco! Non capisco! Non +mi riesce di capire!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con un pallido sorriso buono</i>) E questa volta +sarebbe piú che mai strano se non fosse cosí! +(<i>Le mette una mano sulla spalla.</i>) Ma giacché +le mie parole vi si fissano, amiche, nel cervello +e continuano a dire, a dire, a dire..., voi non +dimenticherete quello che ora non capite,... e +sarà sempre qualche cosa!... Vi saluto, Sonia +Zarowska! Vi saluto! (<i>Pacatamente, accorato e +pensoso, si allontana, esce.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126"></a>[126]</span></p> + +<h3>VI.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>non ha piú tentato di trattenerlo, non lo ha +seguíto con gli sguardi, non si è mossa, ed è rimasta +come tramutata in una statua, assorbita +dall'insistente volontà di capire. Per lei piú nulla +è intorno. — Quella volontà intensa e vana la distacca +dall'atmosfera che la circonda, le aliena +la vista e l'udito.</i>)</p> + +<p>(<i>Nel corridoio si fa buio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Una voce di donna</span></p> + +<p>(<i>rauca, assonnata</i>) Buona notte, bionda!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ripete piano e scandite dalla fatica riflessiva +alcune parole di Francesco Floriani.</i>)... «Una +vita... che non avesse... la sua intima sede... +nei sensi...» (<i>Tace.</i>)</p> + +<p>(<i>Trasvola nel silenzio il lieve rumore d'una +serratura frugacchiata.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127"></a>[127]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>non ode.</i>)</p> + +<p>(<i>Si apre appena la porticina misteriosa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>s'insinua come un'ombra, il cappello all'indietro, +il bavero alzato. C'è in lui un che di sinistro +e di buffo.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>non vede.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>è arrestato dall'atteggiamento di lei. Dopo averla +affisata curioso e sbieco, raccorciandosi a +guisa di chi cerchi di attraversare una folla inosservato +e camminando grottescamente cauto, va +verso la parete in fondo, dov'è la chiavetta della +complice luce elettrica. La gira, e siede a una +seggiola addossata a quella parete.</i>)</p> + +<p>(<i>Dalle quattro lampadine che penzolano dal +centro del soffitto è piovuto, allargandosi in tutta +<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128"></a>[128]</span> +la stanza, un riverbero bluastro che, mescolandosi +con la gazzarra del rosso, suscita un fantastico +fluttuare di larve violacee.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>dal rapido diffondersi del riverbero bluastro +è stata sottratta alla sua riflessione, quasi che +una molla le sia scattata dentro. Volgendosi un +po', si accorge della presenza di Ulrico.</i>) Sei qua, +tu? Non ti ho visto entrare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Cos'è? Rammollimento contemplativo?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ero sola. Pensavo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Il che non ti accade spesso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>genuina</i>) È vero: non mi accade spesso.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129"></a>[129]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non eri sola, per altro, che da qualche minuto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Difatti, da qualche minuto se ne è andato +il tuo amico.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>L'ho visto, giú.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Che t'ha detto?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non l'ho interrogato. Mi sono nascosto per +non fargli credere che io stessi lí ad aspettarlo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>resta di nuovo astratta.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E ancora pensi?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130"></a>[130]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ma non badi a me. Che hai?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Niente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>impaziente — e pur mellifluo e postulante</i>) +E non ti parla questa luce? Non ti richiama?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sí.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non mi frodare, dunque, Soniuccia! È l'ora +mia.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sono pronta.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131"></a>[131]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Oh, bene! bene! (<i>Si accende una sigaretta.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>è sempre allo stesso posto. — Appare quasi inquieta. +Poi, a grado a grado, si trasfigura. Il +suo volto assume un aspetto di ebete sensualità +con una impronta d'involontario maleficio in agguato. +Dalla sua bocca, di cui le labbra combaciano, +si stende, mugolata, una sottile esarmonica +melodia di sapore orientale, che sembra funebre.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>sporge la testa di tra le spalle alzate, tira giú +il monocolo, e punta su lei, spalancati e cupidi, +gli occhi storti.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>comincia a convellersi nei fianchi frementi, +nelle braccia alquanto aperte in su, e i convellimenti +procaci seguono il ritmo morboso della melodia. — Ma +súbito l'inquietudine torna a serpeggiarle +<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132"></a>[132]</span> +in tutta la persona. Il suo volto diviene +sofferente. Il ritmo si spezzetta. La melodia si +affioca. Le muore in gola. — Ella ristà. Le sue +braccia cadono inerti.</i>) — (<i>Con una intonazione +di scoraggiamento:</i>) No! No! Stasera, no!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>costernato</i>) Sonia?! (<i>Le va di fronte, vivamente, +piú per esortarla che per rimproverarla.</i>) +Sonia?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>rammaricandosi</i>) Non avertela a male!. +Stasera, no!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>sbalordito</i>) Perché?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>non lo sa, e non sa rispondere.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>immobile, la guarda.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133"></a>[133]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>come se pregasse per ottenere indulgenza, insiste:</i>) +Stasera, no!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>la guarda, la guarda.</i>)</p> + +<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.<br /></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="blockquote"><br /><span class="smcap">Avvertenza</span>. — Le note del canto; nella pagina 135.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135"></a>[135]</span></p> + +<p class="center"><br /> +<img src="images/ill-135.jpg" width="600" height="400" alt="note del canto di Sonia" /></p> + +<p class="center">[<a href="music/music_1.mid">Ascolta</a>]</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137"></a>[137]</span></p> + +<h2><a name="terzo" id="terzo"></a>TERZO ATTO</h2> + +<p><i>Un vestibolo dall'architettura sobria, pulito, +bianco, ridente, un po' claustrale, che, per un ampio +vano arcuato, aperto nel centro del muro in fondo, +comunica con un giardino, non ricco, ma +molto alberato. A sinistra una porta che dà accesso +all'interno della Casa di Salute. A destra +una porta che dà accesso al quartierino abitato +da Francesco Floriani. — Dallo stesso lato un +tavolino rettangolare e un paio di sedie. Sul tavolino, +un registro, l'occorrente per scrivere, +un'anfora con qualche fiore, il quadretto della +soneria elettrica. Torno torno al vestibolo, come +in una sala d'aspetto, una fila di basse scranne. +Dalla volta pende una lampada elettrica.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138"></a>[138]</span></p> + +<h3>I.</h3> + +<p><i>È il meriggio. Luce nel vestibolo. Luce nel +giardino. Le ricoverate della Casa di Salute sono +in attesa del loro buon Direttore, sedute sulle +scranne o in piedi nel vestibolo, nel giardino, +sotto l'arco del vano. Donne giovani, donne giovanissime, +donne mature. Vestono un modesto +ma decoroso abito grigio: una specie di uniforme. +Son pettinate con accurata semplicità. Non +manca qualche pettinatura piú ricercata o addirittura +graziosa. — Alcune ricoverate sono +un po' pallide, smunte, avariate. Altre sembrano +sane, quasi floride. Cinque o sei restano +appartate, in una tensione bisbetica, rivelata da +qualche gesto, da qualche smorfia, o in una sincera +tranquillità. — La piú tranquilla è</i> <span class="smcap">Sonia +Zarowska</span>, <i>mite nel viso, piú appartata di tutte, +con l'occhio tranquillamente estraneo.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139"></a>[139]</span></p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>è ritta, in un angolo, oculata, non rigida, non +severa.</i>)</p> + +<p>(<i>Un vispo chiacchierio fiorisce tra le piú gaie, +che formano un gruppo in primo piano:</i>)</p> + +<p> — Veramente?</p> + +<p> — Da chi l'hai saputo?</p> + +<p> — L'ho saputo da lei stessa in un momento +in cui pareva trasognata.</p> + +<p> — Ballerina, dunque? Ballerina!</p> + +<p> — Ballerina, no. Non credo.</p> + +<p> — A me piacerebbe di essere una ballerina!</p> + +<p> — Meglio attrice, poi, come me... (<i>Declamando:</i>)</p> + +<div class="poem"> +<p>Non vuoi col brando uccidermi e coi detti</p> +<p>Mi uccidi, intanto?</p> +</div> + +<p> — Stai zitta! E non venderci le solite fandonie! +Non sei mai stata attrice, tu.</p> + +<p> — E lei, se non era ballerina, perché danzava?</p> + +<p> — Questo è il mistero!</p> + +<p> — Chi sa che danza faceva!</p> + +<p> — Caruccia me la figuro nella danza, con +quel suo corpo di ninfa amorosa!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140"></a>[140]</span> + — Se la pregassimo di danzare?</p> + +<p> — Si rifiuterebbe.</p> + +<p> — Tentiamo!</p> + +<p> — Tentiamo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Una del gruppo</span></p> + +<p>(<i>la piú ardita — si avvicina, d'un tratto, imprudentemente, +a Sonia.</i>) Avresti la cortesia, +piccola buona, di mostrarci come danzavi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con un sussulto e con un gesto di orrore</i>) Oh!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Non le date retta, Sonia Zarowska!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La piú audace.</span></p> + +<p>Almeno una volta, vogliamo vederla danzare, +Suora Marta!</p> + +<p>(<i>Animazione generale.</i>)</p> + +<p> — Sí, sí, vogliamo vederla danzare!</p> + +<p> — Vogliamo vederla danzare!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141"></a>[141]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Quasi tutte</span></p> + +<p>(<i>l'assediano.</i>)</p> + +<p> — Sonia! Sonia!</p> + +<p> — Piccola buona!</p> + +<p> — Solamente una volta!</p> + +<p> — Solamente un poco!</p> + +<p> — Suvvia!</p> + +<p> — Un poco poco!</p> + +<p> — Ce ne accontentiamo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No! No! No! No! (<i>Come a schivare l'insistenza, +indietreggia e si riduce con la schiena +a un muro.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>facendosi burbera</i>) Insomma, figliuole! Non +è bello che vi sfreniate cosí nell'ora in cui avete +piú che mai l'obbligo della disciplina per +ascoltare la parola del nostro Direttore.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142"></a>[142]</span></p> + +<h3>II.</h3> + +<p>(<i>Entra in tempo</i> <span class="smcap">Francesco Floriani</span>, <i>seguíto +da</i> <span class="smcap">Lorenzo <a name="tn142" id="tn142"></a>Gemmi</span>: <i>un vecchietto dall'aria +signorile, in lutto strettissimo. Sulla sua fisonomia +è l'impronta d'una ambascia inesauribile.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con familiare cordialità</i>) Ma, poiché il vostro +Direttore è in ritardo, voi non avete avuto +troppo torto se alla disciplina vi siete ribellate. +È lui che dà il cattivo esempio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non è vero.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Tutte</span></p> + +<p>(<i>all'istante, son divenute serie, riguardose, facendo +largo al Direttore.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si è scostata dal muro, ravvivandosi alquanto, +rassicurata dalla presenza di lui.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143"></a>[143]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sonia Zarowska afferma che non è vero. Evidentemente, +con la sua pronta sensibilità, ha +intuito che c'è una circostanza a mio discarico. +La quale è questa. Mi ha distolto dal +quotidiano convegno un fatto che concerne +appunto voi e la Casa che vi ospita. E mi è, +anzi, grato, oltre che doveroso, darvene conto, +in quanto ritengo che ciò varrà a blandirvi +il cuore e la mente piú della nostra abituale +conversazione. Alla Casa che vi ospita, sostenuta +finora dalle mie esigue risorse finanziarie, +una piú solida prosperità sarà in avvenire +garantita da una generosa elargizione. È il +dono d'un uomo elettissimo che fu già un +grande amico di quelle tra voi che erano presso +di me prima della sua... volontaria scomparsa. +(<i>Rivolgendosi a una delle donne per sperimentarne +la facoltà mnemonica e quella affettiva</i>) +Di chi parlo io, Giulia Vannelli?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Giulia Vannelli</span></p> + +<p>(<i>súbito</i>) Di Paolo Gemmi.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144"></a>[144]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ve ne ricordate, senza dubbio, rimpiangendolo...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Giulia Vannelli</span></p> + +<p>Era cosí benefico anche lui! cosí degno di +starvi accanto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>indagando</i>) E non se ne ricordano egualmente +tutte le vostre compagne d'allora?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Alcune</span></p> + +<p>(<i>fanno cenno di sí col capo.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Un'altra</span></p> + +<p>Sicuro!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Un'altra</span></p> + +<p>Sicuro!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145"></a>[145]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Un'altra</span></p> + +<p>Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>indicando Lorenzo Gemmi</i>) Questi è suo +padre.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>(<i>che era raccolto in sé stesso, alle spalle di +Francesco, ascoltandolo, s'imbarazza ora nel +veder convergere sulla propria persona gli sguardi +di tutte le Ricoverate incuriosite.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>continuando</i>) È il suo povero padre, che si è +affrettato a comunicarmene la lettera testamentaria +rinvenuta appena stamane. Dopo d'aver +deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità +già trasmessagli dall'abnegazione paterna +fosse destinata all'opera della quale era stato +valido apostolo. Nella medesima lettera — notate — ebbe +<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146"></a>[146]</span> +cura di esprimere la speranza di +farsi perdonare da Dio, con quell'estremo atto +di carità e di tenerezza, «<i>la folle violazione +del maggior dovere d'ogni cristiano</i>»: il dovere, +cioè, di aspettare che l'ultima ora sia segnata +dai poteri divini. Voi accoglierete religiosamente +la generosità la speranza e il monito +di Paolo Gemmi. E il suo nome — a cui questo +asilo sarà intitolato — voi circonderete d'un +culto perenne.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>(<i>trattiene le lagrime.</i>)</p> + +<p>(<i>Le Donne si piegano in una mesta commozione, +Sonia piú di tutte.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Vi vedo commosse. È un dolce suffragio che +inviate a quell'anima inquieta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>Vorrei...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147"></a>[147]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Che desiderate, signor Lorenzo?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>Vorrei... che l'ispiratrice delle vostre azioni +piú nobili fosse informata immediatamente affinché +si unisse, nel commemorare il donatore, +a queste umili creature.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Da qualche tempo, mia moglie non è con +me. (<i>Nel suo accento è un recondito spasimo.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>che gli è quasi vicina, lo fissa, con una particolare +espressione d'intelligenza.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>(<i>celando una viva sorpresa</i>) Tornerà presto, +di certo...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Forse, no.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148"></a>[148]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>(<i>discreto nel tono, che quasi protesta</i>) Ella vi +è tanto devota!... Vi ama tanto!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non mai abbastanza si ama, signor Lorenzo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>(<i>rimane soprappensiero.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>alle Donne, tagliando la commozione</i>) E per +oggi, mie care, null'altro ho da dirvi. Domani, +ve lo prometto, staremo a lungo insieme, +e a lungo converseremo. Sicché, rientrate, adesso. +Rientrate serenamente per mettervi a +lavorare o a leggere come di regola. (<i>Ostentando +di celiare</i>) Suora Marta è incaricata di +arrabbiarsi se, per caso, non ne avrete voglia. +(<i>Alla Suora</i>) Precedetele, precedetele, amica +mia. Soltanto il gregge si conduce camminando +in coda.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149"></a>[149]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>s'inchina e infila l'uscio a sinistra.</i>)</p> + +<p>(<span class="smcap">Tutte</span> — <i>ad eccezione di</i> <span class="smcap">Sonia</span> — <i>s'inchinano +anch'esse e, obbedienti, affollandosi presso +l'uscio, in ordine perfetto, seguono la Suora.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>è come fermata da una astrazione mentale.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>a Sonia</i>) E voi, non andate?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Chi?... Io?... Sí, vado. (<i>Con una vaga titubanza, +esce.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>Io vi tolgo l'incomodo, dottore. Provvederemo +tra giorni alle pratiche legali per rendere +effettiva la donazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Quando vi piacerà.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150"></a>[150]</span></p> + +<h3>III.</h3> + +<p>(<i>Giunge</i> <span class="smcap">Ulrico</span> <i>dal giardino</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>trafelando</i>) Si può?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si volta</i>) Oh, guarda! L'uomo-cometa!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Senza coda.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con disinvoltura non sincera</i>) Avanti! Avanti!... +Era tempo che tu tornassi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>(<i>a Francesco</i>) Arrivederci, dunque.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Vi accompagno fino al cancello.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151"></a>[151]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>Ma no. Conosco la strada. Vi prego di restare. +(<i>Alludendo all'arrivo di Ulrico</i>) Un po' +per uno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Per accontentarvi... (<i>Gli stringe le mani con +cordiale rispetto.</i>) E non dimenticate la mia +venerazione: verso di lui e verso di voi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p> + +<p>Abbiatela tutta per lui, dottore! Io non ne +merito.</p> + +<p>(<i>Si separano sulla soglia in fondo.</i>)</p> + +<h3>IV.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>si è gettato a sedere su una panchetta. È +stanco, torvo, scarruffato, smagrito. Ha le guance +incavate. Ha negli occhi l'incandescenza stramba +d'un tizzo ardente su cui si spruzzi, con alterna +<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152"></a>[152]</span> +persistenza, acqua e petrolio. — Il monocolo destinato +all'occhio piú guercio gli pende, da un +laccio, sul petto.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>osserva la fisonomia di lui. Ne è conturbato. +Dissimula, scherzando</i>) E cosí?... Che n'è del +programma di ficcare il naso nei fatti miei e +d'essere il mio medico cotidiano, all'uso giapponese? +Ai primi fiaschi della tua psicoterapia +naturalistica, mi hai abbandonato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ho dovuto servire il signor me stesso in +questi giorni. E sono stati giorni angosciosi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>intuisce, continua a dissimulare.</i>) Tuttora angosciato +sei.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Io immagino già la conclusione d'un tuo +prevedibile predicozzo. Mi ronzano già nell'orecchio +le tue parole: — «Non c'è modo di cavarsela, +<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153"></a>[153]</span> +mio caro Ulrico. Abolisci l'amore, con +i suoi tormenti e con i suoi pericoli d'ogni +sorta? Caschi dalla padella nella bragia. La +femmina a cui ti attacchi sensualmente può +lasciarti in asso, o può crepare, o può sparire +senza crepare, e allora, nonostante l'abolizione +dell'amore, sei anche tu un uomo spacciato!...» +(<i>Con sofferente dispetto</i>) Ah, no! Spacciato no, +per tutti i diavoli! L'angoscia dei sensi non +è meno passeggera d'una cattiva digestione. +Lei mi è piaciuta piú delle altre? Me ne piacerà +un'altra piú di lei.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La voce della Suora</span></p> + +<p>(<i>si ode di sfuggita</i>) Mi obbligherete a ricorrere +al Direttore...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>tende lo sguardo verso l'uscio a sinistra. — Indi, +prudente, lo chiude</i>)... Sicché?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Sei nelle nuvole?... Ti disturbo? Sono di +troppo? Ho da andarmene? Ho da liberarti +della mia presenza?...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154"></a>[154]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ma, scusa, a che proposito?... Mi è stato +tanto gradito il rivederti! Ti ho ricevuto festosamente!... +E non ero nelle nuvole quando +parlavi. Ero invece attentissimo, e ho compreso +quel che dicevi. Ho compreso che sei incappato +in un infortunio... a cui non annetti troppa +importanza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>... a cui annetto una importanza relativa.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tutto si limita, mi pare, a un episodio, a +una parentesi: — le tue dilettazioni di gaudente +hanno avuto un arresto momentaneo +perché ti è mancata a un tratto Sonia Zarowska. +Mi sbaglio?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>stralunando gli occhi</i>) Irreperibile! Assolutamente +irreperibile!... Un enigma da far dare +<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155"></a>[155]</span> +la testa nel muro! (<i>Ricorda e racconta:</i>) Mi +separo da lei alle nove di sera. Torno alle undici. +Entrata libera, come di solito. Illuminazione +bianca. Lei, fuori, in giro. Niente di +straordinario. Rincaserà tardi? Mi è indifferente. +E se non sarà sola, pazienza, me la svignerò, +visto o non visto. Nel suo salottino, +aspetto un'ora, aspetto due ore, aspetto tre +ore. È notte avanzata. Cerco il mio e il suo +absinthe. Bevo, ribevo, mi addormento. Mi sveglio +all'alba. Lei, ancora fuori. Niente di straordinario. +Tuttavia, sono inquieto. Impossibile +riaddormentarmi. Fumo, passeggio, apro le +finestre, irrompo nel quartierino recondito della +padrona, la scuoto nel letto, la strappo dal +sonno, le chiedo se dubiti che Sonia abbia preso +il volo. La sua risposta è ambigua: «La bionda +mi paga giorno per giorno, quindi può andarsene +quando vuole.» Dunque, — dico tra me — non +è improbabile che se ne sia andata. Ma +ritrovo súbito, nel disordine che conosco, la +sua biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini, i +suoi profumi, i suoi lapis, i suoi cosmetici, e +ciò mi rassicura. Ricomincio ad aspettare, con +lo sguardo attaccato all'orologio. Il moto delle +<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156"></a>[156]</span> +sfere mi diventa impercettibile. Cosí lento +che in non meno di sessanta minuti me ne +misura appena uno!... Alle dieci del mattino +io sono assalito dal sospetto che Sonia sia +stata còlta in flagrante come ladra e messa al +fresco. Corro all'ufficio centrale della Questura. +Mi appiccico ai funzionari. Li soffoco d'interrogazioni. +Il mio sospetto non è punto confermato. +Precipito nel buio. E nel buio, senza +un barlume che lo attenui, mi do a una caccia +affannosa, ininterrotta, vertiginosa, inutile, +insensata, che mi stremenzisce, che mi esaurisce. +Lo vedi come mi sono ridotto?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Lo vedo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Giorno per giorno, come usava lei, pago la +padrona affinché non disponga delle due stanze +che lei occupava. Mi reco tutte le sere a visitarle, +a guardarle, a sentirle. La sua biancheria, +i suoi abiti, i suoi scarpini, i suoi profumi, +i suoi lapis, i suoi cosmetici, sono al +<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157"></a>[157]</span> +posto dov'erano, nel medesimo disordine, immobilizzato. +Io contemplo e tocco un poco ogni +cosa, e bevo gli atomi che se ne distaccano. +Non riesco a proibirmelo, ma... ti confesso che +ne provo una importuna malinconia. (<i>Gli passa +sulle pupille un velo di lagrime inconsapevoli.</i>) +Ho ritardato a venire da te... perché avevo ritegno +di mostrarmiti in queste condizioni. Oggi, +ho superato il ritegno... e sono contento d'essere +venuto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>vincendo un'esitazione</i>) Sonia Zarowska è qui.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con un violento stupore, si alza.</i>) È qui?! +È qui, con te?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>È nel mio Ricovero, nel mio ospedale.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ed hai tanto aspettato a dirmelo?!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158"></a>[158]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mi premeva anzitutto di sapere quale effetto +avesse prodotto in te... la dispersione della tua +donna. E aggiungo, francamente, che dopo di +averlo saputo, se avessi sperato nella possibilità +di celarti ch'ella è qui, te lo avrei celato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ma come?!... Me lo avresti celato!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Te lo avrei celato per scansare lei dai tuoi +tentativi di riavvicinamento.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Un'angaria! Una crudeltà!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>No, Ulrico.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Una crudeltà, sí, una crudeltà da sbirro, una +crudeltà da carceriere!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159"></a>[159]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non avventare di queste sciocchezze, e ascoltami.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Io domando in qual modo si è potuta impigliare +nelle tue grinfie! Il tuo indirizzo io non +gliel'ho dato. Chi te l'ha condotta? Chi l'ha +costretta a recarsi da te?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>severo</i>) Se mi ascolti, la tua curiosità sarà +soddisfatta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>stentando a contenere la collera, maltratta il +cappello. — Risiede su una seggiola presso il tavolino.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>sedendo poco discosto da lui</i>) Nessuno l'ha +costretta. Nessuno l'ha condotta. Si recò da +<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160"></a>[160]</span> +me spontaneamente. Il mio indirizzo, suppongo, +lo apprese da un tale che capitò lí, da lei, la +sera famosa in cui mi obbligasti a restare in +sua compagnia. Costui ebbe agio di leggere +la mia carta di visita per un incidente che non +ti raccontai perché non era necessario raccontartelo. +Quella sera, la pietà, che, sincera e +anche soccorrevole, non tardò a succedere in +me al disgusto, la riempì d'una intontita ammirazione +mista a una specie di caparbia fiducia +e ad una esagerata gratitudine.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con una vivacità comprensiva</i>) Perciò quella +sera la trovai eccezionalmente distratta, eccezionalmente +sviata!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Stammi attento, e non m'interromperei</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ammirazione, fiducia, gratitudine! Tutte +cose mai provate da lei!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161"></a>[161]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Mai provate, ne sono convinto come te, ed +erano, forse, l'abbozzo vago di una nascitura +facoltà mentale. Un che di analogo si riscontra +in un bambino il quale abbia notato per la +prima volta — che so?... — una fiaccola, un albero, +un lembo di mare, un volo di uccello. +Ma è ozioso vangare, ora, nel campo delle induzioni. +Il fatto è che una mattina — quella, di +certo, in cui tu persistevi nell'attesa dopo l'attendere +di una notte interminabile — mi si presentò +qui in preda a un parossismo straziante. +Usciva, indubbiamente, da una lunga orgia. +Era satura di alcool. Tra il nero del bistro i +suoi occhi incavernati avevano un luccicore +vuoto di sguardi. Tra gli avanzi dei colori posticci +apparivano le due macchie paonazze degli +zigomi accesi e il livido delle labbra gonfie. +Contro il letargo che le invadeva le membra +lottava in lei come un bisogno di non cedere +ad esso; e contro lo scompiglio del suo pensiero +semispento lottava la sua volontà fissa +di ottenere il mio soccorso. In questa duplice +lotta si dibatteva spasimando. Pareva una povera +bestiola idrofoba in agonia!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162"></a>[162]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>soggiogato da quella visione, balbetta:</i>) La volontà +fissa di ottenere il soccorso tuo! Perché +non quello d'un altro?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Perché non un altro le aveva ispirata mai la +fiducia a cui ho accennato. L'idea che soltanto +io potessi prestarle soccorso era già da lei fermamente +acquisita. Oltre di che, ritengo che +quel signore dal quale fu letta la mia carta di +visita le abbia forniti degli schiarimenti sulla +mia professione e sullo scopo di questo Ricovero. +Che la demenza cerchi da sé la soglia d'un +manicomio è meno insolito di quanto si creda.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>rintuzzando con pervicacia</i>) Sonia Zarowska +non era una demente!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Era una demente tranquilla, inerte, chiusa +nelle forme apatiche della sua corruzione, dei +<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163"></a>[163]</span> +suoi vizi, della sua mania di rubare. Poi, se è +vero che un po' di luce sia sopravvenuta a solcare +quella sua demenza compatta, appunto +questo spiracolo di percezione deve aver mutata +la demente tranquilla in una demente agitata, +paurosa, impaurita di sé stessa. Ed eccola, +in un accesso di agitazione, in una crisi +di paura, rivolgersi, anelante, verso il rifugio, +verso il manicomio e verso colui del quale conobbe +la pietà. (<i>Breve pausa.</i>) Ora, l'agitazione +è cessata, ed è cessata la paura. La demente +agitata non c'è piú. E non c'è piú, neppure, +la demente tranquilla. Il nemico è stato dominato +sommergendo in una atmosfera di gentilezze +e di caste idealità le losche abitudini +contratte, delle quali non si colgono che rare +e quasi puerili reminiscenze in qualche parola, +in qualche gesto, in qualche atto fugace. Ma +non m'illudo che sia la salvezza definitiva. Io +temo che il ricordarle vivamente le attrattive +ch'ella esercitava su i corrotti e su i corruttori, +e su te piú che su gli altri, possa fare in +lei ripullulare d'un súbito l'antico veleno non +del tutto eliminato. Questa è la ragione per +la quale mi sono preoccupato della eventualità +<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164"></a>[164]</span> +che tu la riavvicinassi. Ma, giacché sei rimasto +molto impressionato da quanto ti ho +esposto, la mia preoccupazione dilegua, e fido +in te. Mi prometti di non tentare di riavvicinarla?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>dolorosamente brusco</i>) Non te lo prometto! +Non te lo devo promettere!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>si percuote un ginocchio, e si leva, infastidito.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Promettere per non mantenere non sarebbe +da galantuomo. E promettere per mantenere, +nel caso mio, sarebbe una imbecillità. Riguardo +alle mie impressioni, tu hai preso un granchio +madornale. Le mie impressioni sono precisamente +opposte a quelle che mi hai attribuite. +Ciò che mi ha impressionato, ciò che mi ha +fatto e mi fa fremere di dolore e di sdegno è +<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165"></a>[165]</span> +che la ostinata stoltezza ideologica, tra cui si +aggira la demenza tua, sia riuscita a sconnettere +la vita naturale di quella donna e a +strappar lei al suo nulla, alla sua pace, alla +sua indipendenza, al suo destino — nel quale +io mi dissetavo!... Ma, per fortuna, la tua opera +è tutt'altro che compiuta. Rilevo questa +buona notizia dai tuoi timori. (<i>Ride il suo +vecchio riso divenuto piú acre:</i>) Eh eh eh eh!... +«L'antico veleno»?!... Parole convenzionali! +A chi nuoceva il cosí detto veleno?... Non a +lei! Non a nessuno! E a chi nuocerebbe se +tornasse a possederla?... A me, intanto, arrecherebbe +un gran bene, restituirebbe il bene +che ho perduto. E tu mi chiedi che io rinunzii +alla speranza che questo si avveri dopo che i +tuoi stessi timori mi hanno incitato a sperare?... +Non ci rinunzio, no, non ci rinunzio! Io +la voglio vedere. Io le voglio parlare. E ti +consiglio di astenerti dall'ostacolarmi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>recisamente</i>) Non è inopportuno, Ulrico, che +io consigli te di astenerti dal trascendere!</p> + +<p>(<i>Un filo di pausa.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166"></a>[166]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>quasi pentito — si modera.</i>) Se trascendessi, +ne avrei poi un rammarico piú penoso del tuo. +Evvia, Francesco! Accontentiamoci un po' reciprocamente. +Cediamo un po' tutti e due. Tu +accondiscenderai a che io — magari sotto la +tua sorveglianza — abbia un colloquio con lei, +e, per parte mia, ti garantisco che non mi affaticherò +punto a riconquistarla al suo passato. +(<i>Traspare ch'egli esprime una temperanza momentanea.</i>) +Mi limiterò a interrogarla sulle sue sensazioni +attuali, sulle sue intenzioni per l'avvenire, +e il risultato di questo colloquio, da cui +sarà stimolata la sua sincerità, potrà servire, +a guisa di scandaglio, anche a te. Misurerai il +valore dei tuoi criterii, la portata dei tuoi metodi. +Apprenderai se, dal tuo punto di vista, +ella sia già guarita o almeno avviata a guarire +o se il mutamento verificatosi non sia che effimero +e occasionale. Dovrai riconoscere — ne +sono sicuro — l'utilità pratica della tua condiscendenza. +E cessiamo di sperperare il nostro +tempo, te ne prego! Chiamala!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167"></a>[167]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>paziente, deferente</i>) Io non ho alcun diritto +su lei, alcun diritto su te. Ma è incluso nel +mio assunto il diritto di proibire che v'incontriate +finché ella sarà qui. Tu la vedrai e le +parlerai, altrove, senza ambagi d'impegni e di +controlli, quando io l'avrò congedata. Non mi +ostino a chiederti una rinunzia della quale +non sei capace. T'impongo, bensí, una dilazione +per non essere il tuo complice.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>levandosi di botto, con allucinata prepotenza</i>) +E io ti risparmio di essere il mio complice, +poiché basterò io a chiamarla.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>adiratamente</i>) Tu abusi dell'ospitalità che ti +è concessa! Bada a quello che fai!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con uno scoppio di stizza che geme di confessione</i>) +<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168"></a>[168]</span> +Hai avuto, a modo tuo, pietà di lei, +e non sai averne di me!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>fervido e leale</i>) Ne ho di te, ne ho di te +come di lei, a modo mio!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Sí, sí, abuso dell'ospitalità che mi è concessa. +E cacciami via, se questo esige la tua +pietà!... (<i>Infrenabile, chiama, sbraitando:</i>) +Sonia Zarowska! Sonia Zarowska! Sonia Zarowska!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La voce di Sonia</span></p> + +<p>(<i>lontana e vibrante d'immediata sorpresa</i>) Ulrico! +Ulrico!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>investendo</i> <span class="smcap">Francesco</span>) Hai udito come grida +il mio nome nonostante il bavaglio della tua +tirannia?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169"></a>[169]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>sorgendo con fierezza</i>) Finiscila, adesso! Non +tollero piú che tu adoperi un simile linguaggio!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La voce di Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>vivacissima</i>) Chiunque sia che vi chiami cosí, +restate al vostro posto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>veemente</i>) Lasciatela libera, Suora Marta! +Lasciatela andare dove vuole!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>sbraitando piú di prima</i>) Lasciatela libera! +Lasciatela libera!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La voce di Sonia</span></p> + +<p>(<i>vicina</i>) Ulrico!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>disdegnoso, a Ulrico</i>) Tu le potrai parlare +come meglio ti aggrada. Io non ti sorveglierò! +(<i>Fugge per la porta a destra.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170"></a>[170]</span></p> + +<h3>V.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ancora di dentro</i>) Ulrico! Ulrico!... (<i>Giunge +slanciandosi a stringergli le mani.</i>) Ulrico!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>stringendole a lei</i>) Finalmente! Finalmente!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti ritrovo? Ti rivedo?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi credevi morto addirittura?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Proprio morto di morte non ti credevo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi avevi dimenticato, ecco.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non ti avevo dimenticato.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171"></a>[171]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi pensavi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti pensavo, pensando che non esistevi piú.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ma appena ti ho chiamata, hai sentito berne +che tornavo a esistere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Questo ho sentito.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Molta meraviglia?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Molta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Anche molta gioia, se non m'inganno.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172"></a>[172]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Molta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non hanno potuto trattenerti dal correre a +salutarmi risorto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non l'hanno potuto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E perché, dimmi, perché ti pareva che io +non esistessi piú?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Perché non esisteva piú nessuna delle cose +d'allora.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Di allora, cioè di quando?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173"></a>[173]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Di quando si stava cosí spesso insieme.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Tutte sparite, dunque?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Tutte sparite.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Da un giorno all'altro?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sparite a poco a poco.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E non le rievochi? Non le rimpiangi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Di tanto in tanto, sí, ma come in sogno.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174"></a>[174]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>frugando, guardingo</i>) Io credo che ci sia qualcuno +che se ne accorge e che ti sgrida.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Per esempio, chi?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>... Per esempio, Suora Marta, che ti sorveglia +continuamente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non se ne accorge Suora Marta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>accennando la porta a destra</i>) Oppure se ne +accorge lui, che ha la fissazione e la sapienza +di scrutare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Nemmeno lui se ne accorge.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175"></a>[175]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E se, per ipotesi, egli se ne accorgesse?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Si dorrebbe.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E ti toccherebbero, quindi, le durezze della +sua severità.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Severo, lui?... No, mai!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non ti assilla, forse, non ti martirizza con +i suoi rigori, con le sue costrizioni?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Tuttavia, hai l'obbligo d'essergli sottoposta, +hai l'obbligo di obbedirgli.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176"></a>[176]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Che tu neghi o non neghi, è certo che qui +ti si tiene come in un carcere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Peggio che in un carcere ti si tiene. In un +carcere non si perde che la libertà esteriore, +mentre qui ti si comanda e ti si spia perfino +nel cervello!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Io affermo che ne sei stanca! E con me tu +fingi, tu fingi, tu mentisci!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177"></a>[177]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No, Ulrico! No! No! No!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>in un muggito di esasperazione — tappandosi +gli orecchi con le mani</i>) Ah, sono esecrabili i +tuoi «no»! Non farmene udire di piú!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>spaventata, si trae indietro. — Resta in pena, +sospesa.</i>)</p> + +<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>scaccia l'ira che lo pervade. Siede. Le parla +con una specie di leale remissività.</i>) Riconosco che +farnetico. Riconosco che, immaginando costrizioni +e martirii, sono in errore. Ma è l'acredine! +È la rabbia! È la malignità della rabbia! +Ricordo la tua vita d'un tempo non remoto, +la ricordo scorrere fluida come un fiume, apportatrice +imperturbata di godimenti, tra i +<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178"></a>[178]</span> +rovi e le asperità delle tristezze altrui, degli +altrui malori, delle altrui miserie, e in questo +ricordare il rimpianto mio, cosí diverso dal tuo, +s'inasprisce, si esulcera.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ascolta attentamente.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>In te il rimpianto non è suscettibile di esacerbazioni. +È saltuario, scialbo, superficiale, +svanente, estraneo al fermento della realtà. +«<i>Come in sogno</i>» hai detto, e ti sei espressa +con esattezza, poiché, di fatti, ti hanno addormentata +nella convinzione che il tuo piccolo +mondo d'allora sia sparito per sempre. (<i>Scattando +facinoroso</i>) Ma è falso! È falso! La falsità +è stato il tuo narcotico!... Esisto io tale +qual ero. Lo vedi! Esiste tale qual era tutto +ciò che lasciasti! E con la medesima voce con +la quale io t'ho chiamata pocanzi, tutto ciò che +lasciasti ti ha chiamata e ti chiama!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179"></a>[179]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ha un lieve fremito. La sua attenzione diviene +piú tesa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ti chiamano le tue stanze dove nulla è sparito, +dove nulla è mutato dall'ultima sera in +cui ne respirasti l'aria iniettata di profumi a +te cari e di desiderî; ti chiamano i bizzarri +abiti neri che secondavano incantevolmente le +seduzioni del tuo corpo serpentino; ti chiamano +i fedeli specchi avidi della tua immagine +nella ebbrezza della danza; ti chiamano le tue +ore senza misura, le tue ore senza albe e senza +tramonti, riempite dei tuoi capricci fuori da +ogni legge, riempite di abbandoni e di oblii! +È tuo, è tuo tutto ciò, ancora tuo, piú tuo di prima. +Svegliati, Sonia! Svegliati, e rivivi! Nel +sonno che ti avvolge come una cappa di piombo, +tu piú non vivi,... tu piú non vivi e non mi +fai piú vivere!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180"></a>[180]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>è presa dalle rievocazioni. Le cose di allora le +si riavvicinano. Già la sfiora il loro fascino. Le +si disegna sul volto un'animazione perplessa. — Interroga, +cauta:</i>) Ci sei stato laggiù in questi +giorni?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>s'irradia</i>) Non un giorno è trascorso che +io non mi ci sia recato. E lungamente ci restavo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Solo solo?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>malinconicamente</i>) Solo solo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti piaceva di restarci?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi piaceva di soffrire.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181"></a>[181]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Nulla è sparito?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Nulla.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Nulla è mutato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Nulla.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con segretezza</i>) Anch'io rivedrei volentieri +le mie stanze, i miei abiti, i miei specchi...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>dissimulando l'emozione che rigurgita</i>) Ti recheresti +volentieri laggiù?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Soltanto una volta!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182"></a>[182]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con subdolo assenso</i>) Soltanto una volta, s'intende! +Una fugace visita al passato! Non piú +di questo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non piú di questo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Io, poi, ti faccio notare che se realmente lo +vuoi, non ti sarà troppo difficile.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>sottovoce</i>) Non posso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>L'impossibilità è nella tua immaginazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non si esce dall'asilo senza il permesso di lui.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Mi hai assicurato che non tiranneggia, che +<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183"></a>[183]</span> +non è severo con te. Gli chiederai il permesso +che ritieni indispensabile, e l'otterrai.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Per andare laggiù, no, non glielo chiedo! Me +ne vergognerei.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Ne farai a meno, ed egli ti assolverà.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Mi consigli di uscire di nascosto?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Di tentarlo io ti consiglio.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>accesa d'una sinistra reminiscenza</i>) Di nascosto +come per rubare?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Dove salti con la fantasia? Si tratta semplicemente +di uno strappo alle consuetudini +<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184"></a>[184]</span> +di clausura. Non è un crimine. Non è un'azione +da paragonare a un furto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sí, ne convengo: un crimine non è.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Dunque, nessun ostacolo, nessun rischio e, +soprattutto, nessun rimorso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Tu mi accompagnerai, n'è vero?... Mi devi +accompagnare...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>È naturale che io t'accompagni.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>E quando andremo? Quando?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Decidi tu. Non dipende che da te.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185"></a>[185]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Io non so... Io non oso decidere... Forse, +oggi stesso potremmo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>levandosi ebro, esagitato, abbacinato, col respiro +mozzo</i>) Ma certamente! Oggi stesso! Oggi +stesso!... Perché no?... E non bisogna ritardare!... +Egli, a quest'ora, è intento ai suoi studî; +la zelante Suora ha avuto l'ordine di risparmiarti +il suo zelo; la mia riverita persona si +trova già, per caso, a tua disposizione: sarebbe +una ingratitudine verso la fortuna non profittare +di circostanze cosí favorevoli!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con una esaltazione timorosa e frettolosa</i>) Ebbene, +sí! Profittiamone! Profittiamone!... Tu +uscirai prima di me... Mi aspetterai alla svolta +della strada... Io cercherò di deviare l'attenzione +del guardiano... Gli farò credere che si riversa +l'acqua dalla fontana, o, meglio, lo pregherò +di cogliere per me qualche fiore... Mi è +amico: non si negherà... E appena si sarà allontanato +<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186"></a>[186]</span> +dal cancello, io, di corsa, di corsa, +a raggiungerti!... Sono contenta, Ulrico, sono +tanto contenta! — Vai vai vai vai!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Bada che ti aspetto!... (<i>Si avvia, veloce, sogguardandola +un po' diffidente.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>in un lampo di allarme, dà un grido soffocato:</i>) +No!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>arrestandosi di colpo</i>) Sonia?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>casca a sedere.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>accorre</i>) Sonia?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>affaticata, fioca, con negli sguardi e nell'accento +una intima solennità</i>) Non mi aspettare... +<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187"></a>[187]</span> +Torna laggiú, se vuoi, ma «solo solo»... come +in questi giorni. Io non ci sarò.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>miseramente</i>) Avevi riaperte un poco le ali +al volo: le hai richiuse.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Laggiú... è il pericolo. Laggiú è la malia +dei vizî, la malia del peccato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>pallidissimo</i>) Parli di peccato?! Parli di vizî?! +Due parole che non conoscevi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Furono i miei nemici!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Tu distingui, nella tua vita, i fatti umani +a cui si riferiscono le due parole paurose e +non tue che hai pronunziate?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188"></a>[188]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con una istantanea percezione</i>) Li distinguo! +Li distinguo! Ero nei vizî e nel peccato. Ora, +non piú!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E sei capace, in coscienza, di odiarli? In coscienza +sei capace di temerli?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Li odio e li temo perché mi benefica l'esserne +lontana.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Parole non tue, Sonia! Parole non tue!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Lo sento che ne sono beneficata. Lo sento! +Non m'inganno!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Cosí ti hanno detto e a te pare che sia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189"></a>[189]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Io vorrei che tu sapessi capire quello che +sento.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Io vorrei che tu me lo facessi capire con +parole che fossero veramente tue!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>stentando a esprimersi</i>)... È qualche cosa che +sta tutta dentro di me: una grande dolcezza +dell'anima!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>attonito</i>) Dell'anima!... (<i>Si tortura i capelli +con le dita nervose. La sua sensibilità fluttua +scompigliata. Il suo pensiero brancola nel vuoto.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>rasserenata, buona, amicale — si leva.</i>) Addio, +Ulrico!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190"></a>[190]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>in un urgente trapasso</i>) Questo addio, Sonia, +io lo respingo. (<i>Egli è come colui che sul punto +di affogare si rinvigorisce di una suprema energia +istintiva per salvarsi.</i>) Lo respingo non per +cercare ancora di ricondurti dove si annida il +pericolo, non per esortarti ancora a rivivere il +passato che hai misconosciuto. Io ti esorto unicamente +a non escludermi, a non sacrificarmi, +a non distaccarti da me. Eri la donna dei +miei piaceri, non sarai piú tale, e non t'inciterò +a ridiventarla, non ti biasimerò, non soffrirò. +Un'altra donna tu, un altro uomo io. Ti +farò abitare una casetta appartata, cheta, gentile, +sorridente. Verrò a bussare alla tua porta +senza molto insistere, e quando me l'aprirai io +te ne sarò grato, e ti terrò compagnia, ci terremo +compagnia a vicenda, tu serbandoti come +hai imparato a essere, io volendoti sempre piú +un bene che non avevo mai immaginato di poterti +volere. Questo, questo ti offro, Sonia, con +un fervore profondo, e se di ciò che senti nulla +è rimasto in te inespresso e inesprimibile, non +c'è nessuna ragione, nessuna, per la quale tu +debba rifiutare e ridirmi addio.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191"></a>[191]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>è commossa, ma non conquistata. Sulla sua +fisonomia si disegna l'implorazione:</i>) Ulrico!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Rifiuti?... Rifiuti?!... (<i>Prorompendo in un furore +cattivo</i>) Ah, non inutilmente ho rimescolato +il mistero! (<i>Esce a destra, violento, clamoroso</i>) +Vieni, Francesco! Il mio colloquio con Sonia +Zarowska è terminato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>in orgasmo</i>) No! Lui, no, te ne supplico! +Lui, no!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>di dentro, ancora clamoroso</i>) È necessario +che tu venga, e súbito! Vieni! Vieni!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>gridando</i>) Ma perché? Ma perché?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192"></a>[192]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>tornando</i>) I «perché» e i «ma», in un manicomio, +fanno cilecca!</p> + +<h3>VI.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>entra — freddo — accigliato — senza guardare.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>prontamente</i>) Ho bisogno che tu apprenda +e che tu giudichi. Ciò che ti dirò è straordinario, +è incredibile. Tuttavia, sul mio onore!, +non smercio menzogne.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Molte cose che a te debbono parere incredibili +non sono incredibili. E che tu non smerci +menzogne ho la piú ferma persuasione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>In breve. Poiché ella non ha ceduto alle visioni +risvegliate in lei dalla prepotenza della +<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193"></a>[193]</span> +mia frenesia e l'ho trovata salda, irremovibile +nel suo odio al passato, nella sua volontà di +seppellirlo, io le ho sinceramente offerto un +avvenire di onestà e di pace, le ho sinceramente +promesso di rispettare il suo odio e la +sua volontà, le ho sinceramente promesso di +volerle bene, di volerle un bene tutto simile +a quello che sanno volere a una donna onesta +i piú probi degli uomini. Come mi sia accaduto +di balzare da un polo all'altro, non me lo domandare. +M'imbroglierei a risponderti. Ma mi +fulmini Dio o il diavolo se i miei propositi +non li ho concepiti e non li ho manifestati in +piena lealtà.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E lei?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con un groppo alla gola</i>) Ha rifiutato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Si è lasciata, forse, vincere dalla diffidenza.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194"></a>[194]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non dalla diffidenza si è lasciata vincere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Piú che di te, di sé stessa ha diffidato. E +non avrebbe dovuto! (<i>A lei</i>) Voi, Sonia, aspettate +da me, dal vostro medico, la garanzia +della vostra salute morale?... Io non esito a +darvela. Voi siete guarita. Ed è un prodigio: — un +prodigio non mio. Io non ho fatto che alimentare +qualche imprevedibile seme di virtú +scorto improvvisamente in voi come nel fondo +sconvolto di una piccola bolgia. La guarigione +è cosí perfetta che avete potuto resistere all'uomo +che piú vi ha desiderata e perfino mutare +il suo desiderio... in amore. Egli vi ha +promesso di volervi bene. Non ha avuto il coraggio +di pronunziare la parola divina. Quel +che egli vi ha promesso è piú ampio e migliore. +Vi ha promesso di amarvi! E voi, Sonia, +lo amerete. Nel vostro corpo strappato agli artigli +del vizio e del peccato, un'anima è sorta. +Quest'anima è nuova, ed è pura come quella +di una adolescente. Dell'amore, dunque, si è +<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195"></a>[195]</span> +dischiusa, nel centro del vostro essere, la piú +facile fonte. Il mio buon Ulrico non avrà che +da ricercarla.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si è contratta, schiva, ritrosa, con gli occhi +bassi.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>è stato, ed è, intento a sorprenderne le sensazioni.</i>)</p> + +<p>(<i>Una breve pausa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>impassibile, calca, sul tavolino, un bottone +della soneria elettrica.</i>)</p> + +<p>(<i>Si ode, lievemente, il suono interno.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ne è tutta percorsa nei nervi.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>nota quella specie di brivido.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196"></a>[196]</span></p> + +<h3>VII.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>entra con sollecitudine</i>) Qualche ordine per +me, Direttore?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Nessun ordine, Suora. Ho da farvi una comunicazione +e da rivolgervi una preghiera. +Sonia Zarowska è congedata. Tra pochi minuti +non sarà piú nostra ospite.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ha una forte scossa interiore.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>proseguendo</i>) Mi risulta in modo positivo +che le sue condizioni psichiche sono tali che +le sarebbe superfluo, se non dannoso, costringerla +a prolungare la dimora in questo Ricovero. +Intanto, mi è impedito di trattenermi +con lei per gli ultimi doveri dell'ospitalità. +Mi occorre disbrigare molto lavoro, e al piú +<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197"></a>[197]</span> +presto. Voi, Suora, — e questa è la preghiera +che vi rivolgo — avrete la cortesia di sostituirmi, +come frequentemente desidero. Le sarete +accanto col vigile garbo che vi è consueto +se ella vorrà salutare le amiche che +l'hanno cullata nella loro affezione e la sua cameretta +dove per la prima volta ha conosciuto +il riposo affrancato dall'insidia. Poi l'accompagnerete +fino al cancello del giardino, e lí cederete +a Ulrico Nargutta — il quale ne sarà felice — la +vostra e la mia prosciolta responsabilità.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Sta benissimo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si è curvata nella schiena, simile a un giunco +colpito dalla grandine. Il capo le pende in avanti. +I suoi occhi, aperti e soffusi di cupezza, non +hanno piú battito di ciglia.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>attraverso lo sconforto, non cessa un attimo +di osservarla.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198"></a>[198]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E voi, che avete, che avete, Sonia? Non +deve né attristarvi né avvilirvi il commiato. +Deve, invece, rendervi lieta, secura, orgogliosa. +Su! Su! Alzate la testa! Alzate la testa con +la piú balda lietezza come per una resurrezione, +e sia tutto ridente il vostro saluto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>rifugiandosi, a un tratto, presso la Suora</i>) +Suora Marta! Suora Marta! Voi siete la madre +generosa di noi tutte e a lui, nella generosità, +siete sorella. Intercedete voi perché +non mi mandi via!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>tagliente</i>) Spetta a me d'intercedere! E sarà +una intercessione efficace.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>impetuoso</i>) A te spetta di tacere, e tacerai! +(<i>Indi a Lei</i>) È inconcepibile che confondiate +i provvedimenti suggeritimi da ponderate considerazioni +<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199"></a>[199]</span> +con l'atto di un ostile congedo. Io +mi sono proposto di ridonarvi il respiro d'una +libertà completa per rafforzare in voi la consapevolezza +delle vostre rapide conquiste, della +vostra vittoria. Se è per voi troppo nebuloso +quel che vi dico, proverò di chiarirvelo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>No, non darti piú pena! Sarà di me quello +che tu vuoi!... (<i>La cupezza si risolve in lagrime +dirotte.</i>) Ti obbedirò.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>L'obbedienza non l'ho insegnata mai, e non +mi piace. Io non ammetto di essere obbedito!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Queste lagrime, Direttore, chiedono ancora +aiuto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ancora aiuto chiedono, ancora aiuto! La +vostra bontà, Suora, lo intende, lo vede. Fate +che lo veda la bontà di lui!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200"></a>[200]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>si abbatte sopra una sedia.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>nonostante una recondita preoccupazione, accondiscende.</i>) +Voi sapete, Suora, che spesso mi +è di sollievo subordinare le mie decisioni al +vostro discernimento. Voi mi consigliate di +rinviare il congedo di Sonia Zarowska?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Mi permetto di consigliarvelo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E sia. Conducetela nella sua camera, e ripetetele +bene che rimarrà.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con un recrudescente effluvio di lagrime, si +avvinchia a Suora Marta</i>) Tenetemi stretta!... +Non mi lasciate!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201"></a>[201]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>(<i>traendola dolcemente</i>) Non vi lascio, no, figliuola +mia!... E cessate di piangere come +una bimba sperduta!... Rimarrete. Rimarrete. +Il Direttore lo desidera. Non vi si mentisce. +Rimarrete...</p> + +<p>(<i>Escono.</i>)</p> + +<h3>VIII.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>pronto, febbricitante, inquisitorio, imponente</i>) +E che pensi, adesso, di lei? Parlami, adesso! +Che cos'è, a giudizio tuo, quello che in lei +abbiamo insieme osservato?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>vorrebbe distrigarsi dalla preoccupazione. Non +ci riesce. — Finge una certa tranquillità.</i>) A +me non è parso di osservare nulla che modificasse +l'opinione chiara che ti ho manifestata. +Su per giú, siamo lí. «Le sue lagrime chiedono +<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202"></a>[202]</span> +ancora aiuto» ha intuito la Suora. E Sonia +Zarowska ha confermato. Non significa, in +sostanza, che continua a diffidare di sé?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con un preciso gesto del braccio che accentua +l'indicazione</i>) L'aiuto, per lei, sei tu! Sempre +tu sei! Sempre tu!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Perdura il fenomeno cerebrale per cui non può +scindere l'idea del soccorso dalla mia persona.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>ricordando con significativa acutezza le parole +di Francesco</i>) È sorta un'anima in quel +corpo strappato agli artigli del vizio e del peccato — e +quell'anima è tua! Ecco il segreto di +ciò che accade in lei!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>come aggredito</i>) Ma quale assurdità asserisci +con codesta fatua pretesa di veggente miracoloso?!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203"></a>[203]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non ribellarti e non ti difendere! Nella mia +asserzione non è nemmeno l'ombra d'un sospetto +che ti accusi. (<i>Levandosi disperato</i>) È +tua, solamente tua quell'anima nuova e pura — pura +come se fosse di un'adolescente — , +perché tu l'hai fatta sorgere, perché da te ne +ha lei ricevuto il soffio e l'alimento. Ed io, +io, che per lo sperpero quotidiano del suo corpo +non provavo ribrezzo, non rancore, non dolore, +non il piú lieve morso della gelosia e anzi ne +avevo un cinico compiacimento ributtante di +cui mi vantavo, ora sono geloso della sua anima, +che tu solo possiedi! È una gelosia infinita +che non c'è mezzo di placare o di sopire! +E sembra una camicia di spine sottili dalle +quali si sia ineluttabilmente penetrati fino al +midollo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ambascioso, esortante, fraterno</i>) Ulrico! Ulrico!... +Amico mio! Fratello mio!...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204"></a>[204]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>gettandogli le braccia al collo, dà in una +esplosione di pianto puerile.</i>) Della sua anima +sono geloso, io, e tu sai, tu sai che non c'è +un tormento piú crudele di questo!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Fratello mio!... Fratello mio!...</p> + +<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205"></a>[205]</span></p> + +<h2><a name="quarto" id="quarto"></a>QUARTO ATTO</h2> + +<p><i>Il vestibolo.</i></p> + +<p><i>Tra il vespero e la sera. — La lampada è già +accesa. Nel giardino va addensandosi la notte. +Il lembo di cielo visibile, attraverso il vano, +sulle chiome degli alberi, va, man mano, avvivandosi +di qualche stella.</i></p> + +<h3>I.</h3> + +<p>(<i>Dall'interno della Casa di Salute si propaga, +sommessa, la preghiera dell'</i>Angelus <i>cantata a +coro dalle Ricoverate.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span> e <span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>sono seduti presso il tavolino, l'uno di faccia +<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206"></a>[206]</span> +all'altro: tutti e due curvi, oppressi, meditabondi +nella acuita ascoltazione che li accomuna.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">La preghiera</span></p> + +<p>(<i>È l'ultima strofa:</i>)</p> + +<div class="poem"> +<p>Ancora ancora serbaci, o Signore,</p> +<p class="i11">il tuo favore,</p> +<p>d'ogni bene, quaggiú, principio e via.</p> +<p class="i11">E cosí sia!</p> +</div> + +<p>(<i>La melopea si spegne, lasciando nell'aria +un'ondulata scia di misticismo.</i>)</p> + +<p>(<i>I due amici parlano in un tono di segretezza. +Non ne sanno il perché. Non se ne danno ragione.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>La sua voce, l'hai distinta?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>L'ho distinta, sí.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Anch'io l'ho distinta. E mi ha sorpreso che +prettamente modulasse le note d'un canto ascetico +<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207"></a>[207]</span> +quella bocca che sino a qualche mese fa +aveva modulate, con esperta lascivia, le note +di una danza voluttuosa.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ed era tra tutte le voci la piú carezzevole.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>La piú carezzevole e la piú pacata, la piú +ferma.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Verissimo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Come spieghi la schietta serenità di lei +dopo le emozioni che oggi l'hanno squassata?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Ella cantava pregando. E appunto il pregare +contribuiva a rasserenarla.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208"></a>[208]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>È diventata cosí mistica, cosí religiosa da +trovare la serenità nella preghiera?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>È diventata cristiana: — nell'altruismo, le +sue aspirazioni; nella temenza di peccare, i suoi +spasimi; nella preghiera, il conforto da cui le +deriva la serenità.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Converrai che c'è da intontire. Un'atea di +quella risma!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Un'atea, no. Non una credente, ma nemmeno +un'atea. L'ateismo è un convincimento. +Ed è una forza, giacché un convincimento è +sempre una forza. Ella non recava in sé nessuna +forza, non c'era in lei che una psichica +inferiorità, una fiacchezza ignara che vagava +e si smarriva nella sua ignoranza. Mi è stato +<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209"></a>[209]</span> +agevole, per questo, fare di lei la piú religiosa +delle mie Ricoverate. L'ignoranza dei deboli è +un gran vuoto che aspetta d'essere riempito e +che la religione può senza fatica riempire.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>ha la mente scompigliata ed esausta, il corpo +vinto dalla rilassatezza.</i>) Sarà stato come tu +dici! Non discuto... Non ho la capacità di discutere... +Del resto, tutto ciò non ha piú alcuna +importanza! (<i>Ostenta un gesto noncurante +e risolutivo.</i>) Quel che è fatto è fatto! Io ci +metto sopra una croce, e la saluto con una voltata +di schiena! (<i>Si alza, piglia il cappello.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>impulsivamente</i>) Cos'è? Te ne vai?... Te ne +vuoi andare?</p> + +<p>(<i>Una pausa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>come un infermo abbattuto dalla infermità</i>) +Mio caro Francesco, ti ho afflitto, vessato, tormentato +<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210"></a>[210]</span> +senza restrizioni. È tempo che ti liberi. +Tu, scusami, dimentica e non ti preoccupare +piú di me. Tant'è: sono quasi calmo. L'uragano +è dileguato. Lo ha disperso quel supremo +pacificatore dei piú gravi cataclismi dell'umanità +che è... l'Ineluttabile!... La sola conseguenza +che deploro di tutta questa faccenda +è che non saprò come impiegare i logori avanzi +della mia vita. Ci sarebbe da buttarli via... +Ma... vedremo!... Si ha pure da attendere un +po' l'impreveduto. Buona notte, Francesco!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>alzandosi, rude, imperativo</i>) Ulrico, io non ti +permetterò d'allontanarti di qui sinché ci sarà lei.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non me lo permetterai, perché?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tu la rivedrai! Tu le riparlerai!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>E a qual fine?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211"></a>[211]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Per indurla ad amarti, per indurla a seguirti. +Non si vince senza combattere. Tu devi +vincere!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Queste sono le frasi con cui s'incoraggiano +gli eroi delle imprese balorde!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non è mai una impresa balorda l'ostinarsi +d'un innamorato nel proposito di farsi amare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Tutto quello che potevo dirle per farmi amare, +io glielo ho detto.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non le hai detto abbastanza. Non hai abbastanza +insistito.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>La sua indifferenza verso i miei sentimenti, +<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212"></a>[212]</span> +verso la mia persona, è, oramai, insuperabile, +e tu lo hai compreso come l'ho compreso io.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Il colloquio di oggi è stato troppo brusco, +troppo subitaneo, troppo breve, troppo superficiale. +Insistere insistere insistere con l'ardente +pienezza della tua fiamma nuova! Presto o +tardi, il grande amore suscita l'amore!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Non in una donna nella quale l'amore sia +già sbocciato con la sua anima stessa!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>muggendo sordamente</i>) E dàgli! E dàgli!..</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Contro di me ti adiri?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sono tante scudisciate le tue obiezioni!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213"></a>[213]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Le mie obiezioni rispecchiano, con esattezza, +qualche cosa di cui il tuo acume di scienziato +e la tua sensibilità di uomo hanno ben còlta +una prova definitiva.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>acceso, congestionato</i>) Io mi strapperei il cervello +per non pensare d'essere colui che te la +toglie! Questo pensiero mi sconvolge, mi terrorizza!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Anche di piú ti sconvolge e ti terrorizza, +Francesco, il pensiero che presto o tardi il +grande amore suscita l'amore, inquantoché — se +proprio credi che ciò sia — non puoi ritenerti +inaccessibile a un tale fenomeno.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>esaltato di terrore</i>) La tua nefasta gelosia +m'impone sempre di piú l'incubo maligno che +<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214"></a>[214]</span> +sorge dall'attaccamento di quella donna! Ma +io lo scaccerò! Lo scaccerò come si scaccia il +profanatore d'un sacrario! E se non riuscirai +tu a farti amare da lei, riuscirò io a farmene +odiare! (<i>Si domina. Aduna le idee.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>inerte, flaccido</i>) Be', non incollerirti di piú. +Sono a tua disposizione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tu sarai ospite mio. E a cominciare da stasera +avrai modo di ritentare. Dopo la preghiera +dell'Angelus e il raccoglimento che segue, è +concessa alle Ricoverate una parentesi di emancipazione +affinché esse diano segni espliciti +delle loro vicende mentali, dei loro progressi +o dei loro regressi. Per Sonia Zarowska è convenuto +piú specialmente che la Suora la mandi +in giardino se l'aria sia mite. Ciò serve a provarle +che merita d'essere trattata come una +persona normale e a deviarla dalla tendenza +che rivela per la clausura. Oltre di che, sotto +il cielo stellato o al chiaro di luna, ella si abbevera +<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215"></a>[215]</span> +di poesia; e la poesia si tramuta, per +lo spirito, in ossigeno di bellezza morale. Stasera +l'aria è mitissima. In giardino ella sarà +tra pochi minuti. Lí, la troverai in condizioni +propizie ad ascoltarti. — E adesso vieni con +me, buono e paziente. Non sarebbe opportuno +che súbito tu t'incontrassi con lei. Bisogna +che, in giardino, rimanga un pezzo tutta sola. +So quel che dico. Fatti guidare da me.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>con accasciata malinconia</i>) Io il burattino, +tu il burattinaio; ma siamo ambedue egualmente +grotteschi e miserevoli!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>mettendogli, fraterno, una mano sulla nuca</i>) +Vieni, vieni, Ulrico! E taci. Non piú sfoghi +amari e inutili! Vieni! (<i>Lo conduce via, a destra.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216"></a>[216]</span></p> + +<h3>II.</h3> + +<p>(<i>Una strampalata vociferazione anima gradatamente +l'atmosfera. Le voci di alcune Ricoverate, +in diversi toni e accenti, si succedono e anche +si mescolano, dissonanti:</i>)</p> + +<p> — Uno due tre quattro cinque...</p> + +<p> — Tutti manigoldi! Tutti assassini!</p> + +<p> — (<i>una specie di ululato</i>) Aùuu! Aùuu!</p> + +<p> — Suora Marta, io sono muta!</p> + +<p> — (<i>risate.</i>)</p> + +<p> — Oh! che festa! +che tempesta!</p> + +<p> — (<i>con altisonante slancio declamatorio:</i>)</p> + +<div class="poem"> +<p>Non vuoi col brando uccidermi, e coi detti</p> +<p>Mi uccidi, intanto?</p> +</div> + +<p> — Chi di noi è la piú bella?</p> + +<p> — Io!</p> + +<p> — Io!</p> + +<p> — Io!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Una voce zelante</span></p> + +<p>Andiamo nell'altra sala a chiassare! E sarà +<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217"></a>[217]</span> +bene chiudere la porta!... È serata bisbetica. +Se il Direttore ci sente!...</p> + +<p>(<i>La piccola gazzarra gaia e tragica si allontana.</i>)</p> + +<p> — Uno due tre quattro cinque sei...</p> + +<p> — Aùuu! Aùuu!</p> + +<p> — (<i>declamazione:</i>)</p> + +<div class="poem"> +<p class="i8">O morte, o morte,</p> +<p>Cui tanto invoco, al mio dolor tu sorda</p> +<p>Sempre sarai?</p> +</div> + +<p> — Chi di noi è la piú savia?</p> + +<p>(<i>Risponde un mugolio corale, in sordina:</i>)</p> + +<p> — Sonia Sonia Sonia Sonia Sonia...</p> + +<p>(<i>Silenzio.</i>)</p> + +<h3>III.</h3> + +<p>(<i>Comparisce</i> <span class="smcap">Agnese</span> <i>nel giardino. — Indossa +un abito semplice e scuro. Un semplice cappellino, +che ha un po' la foggia d'una cuffia monacale, +le incornicia la fronte senza alterare le linee +del volto, perspicue come quelle d'un cammeo.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218"></a>[218]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>indugia di là dalla soglia. La febbrile premura +che la sospinge è contrastata da un sopravvenuto +sgomento. Quando ella si decide a +varcare la soglia, un leggero capogiro la squilibra +e la costringe ad appoggiarsi a uno spigolo +del vano.</i>)</p> + +<p>(<i>Si avanza Sonia dalla porta a sinistra che +si è appena aperta e si è richiusa.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>nel vedere</i> <span class="smcap">Agnese</span>, <i>si sofferma con un vivo trasalimento.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>riavendosi, se la trova davanti, a molta distanza, +in una strana intensa contemplazione, +e, memore delle stranezze che fioriscono tra quelle +mura, non si meraviglia.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>persiste nel guardarla, trasfigurandosi, e un +<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219"></a>[219]</span> +culminante moto interiore traspare dalla sua trasfigurazione.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>è attirata da quella persistenza, e, facendo +qualche passo verso la giovane che le è ignota, +la interroga, rinnovando l'antica consuetudine +di rivolgere la parola alle Ricoverate con affettuoso +interessamento:</i>) Chi siete voi, cara, che +tanto mi guardate?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Chi sono io?... Come dirtelo?... Sonia Zarowska +mi chiamo, ma non sono piú Sonia Zarowska.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Ah, no?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sono tutta diversa, ora, dal mio nome.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220"></a>[220]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>le si accosta, correggendola, garbata, suasiva</i>) +Il nome non conta. Siete tutta diversa da +quella che eravate.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>compiacendosi di essere compresa</i>) Da quella +che ero, sono diversa.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Una seconda esistenza?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Una seconda esistenza. Ne dubiti?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Non ne dubito, cara! Non ne dubito. Alcune +circostanze della nostra vita producono in noi +profondi mutamenti. Dal bene al male, o dal +male al bene. Nel caso vostro, io credo, dal +male al bene.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221"></a>[221]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ma non una circostanza della mia vita mi +ha mutata. Mi ha mutata Lui. Solamente Lui.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Arguisco che il vostro Lui sia l'uomo filantropico +e sapiente che vi ha accolta in questo +asilo per prendere cura di voi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sí, quello è il mio Lui!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>E dunque?... Le azioni buone o cattive che +riceviamo non sono appunto le circostanze che +piú influiscono su noi e piú ci trasformano?... +L'accoglienza da lui concessavi è stata la circostanza +che ha prodotto il vostro salutare +mutamento.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>È giusto, è giusto. Hai ragione. Tu parli +<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222"></a>[222]</span> +con sapienza: con la medesima sapienza che +ha Lui. Io da ignorante parlo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>E mi guardate!... Ancora mi guardate!?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non disdegnare che ti guardo!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>No, non disdegno. Perché dovrei disdegnare?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Sei cosí in alto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Troppo si affretta la vostra immaginazione +a illudervi sulla mia persona! Io vivo nel piú +umile cantuccio della terra.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>irradiandosi d'ammirazione</i>) E non sei forse +tu sua moglie?...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223"></a>[223]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>con un sobbalzo</i>) Come lo avete indovinato +che sono sua moglie?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non l'ho indovinato. Ti conosco.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Non ci siamo incontrate mai prima di stasera.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ti conosco nel tuo ritratto, presso al quale +egli lavora e studia, e ti conosco nella costante +adorazione ch'egli ha per te.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Ammetto, cara, che un mio ritratto veduto +presso di lui vi abbia dato qualche indizio; +ma che mi conosciate nella sua adorazione non +è che una fantasticheria cortese suggeritavi +da un estro sibillino. Voi vi compiacete di fare +la zingarella lusingatrice.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224"></a>[224]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Che egli ti adori, io lo so! io lo so!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Non potete saperlo, mia buona creatura. Egli +non può averlo palesato a voi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Io so di saperlo. Quella adorazione, segreta, +mi è entrata a poco a poco nel cuore insieme +con la sua voce, con i suoi sguardi, col suo +fiato, insieme con la sua tristezza. E, triste e +sconsolata, quale egli, segretamente, la sentiva, +quell'adorazione, segretamente, quasi mia diventava!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>presa e attonita</i>) Quasi vostra!?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>... Tu eri assente. Eri assente e non morta. +Dove ti nascondevi?... Perché ti nascondevi?... +<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225"></a>[225]</span> +Se fossi stata degna di ricondurti a lui, mi +sarei data a cercarti, a cercarti, e dovunque ti +avrei cercata. Ma ecco che, non cercata da nessuno, +non ricondotta da nessuno, tu sei qui. Sei +tornata, sei tornata quando piú era provvidenziale +che tu tornassi. Sei tornata per la tua +volontà e per la tua fede, anche piú fedele e +piú amorosa e piú devota di come ti fa il tuo +ritratto. Che tu sia benedetta!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>ha l'impressione d'un incantesimo o d'un miracolo</i>) +Sonia Zarowska!... Insomma, chi siete, +chi siete, voi? Chi siete realmente, ora, «tutta +diversa da quella che eravate»?... E che cosa è +questa vostra generosa dolcezza, che mi si è +mossa incontro cosí bizzarra, cosí oltre le facoltà +umane?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>con uno scatto di cruccio allarmato</i>) Ti sembro +io una demente?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226"></a>[226]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>sollecita e tenerissima</i>) Oh, no!... Una demente, +no! Non è mai demenza l'impulso di +confortare, d'incoraggiare, di augurare. E i vostri +occhi sono pieni di un pensiero sicuro e +sagace, la vostra fronte è rischiarata dalla piú +lucida ispirazione... (<i>La trae a sé, e se la stringe +al petto.</i>) No, no, mia piccola grande amica misteriosa, +voi non mi sembrate e non siete una +demente!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>rimpicciolendosi nell'abbraccio</i>) Grazie! Grazie!... +E non mi dimenticare, te ne prego! Non +mi dimenticare!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227"></a>[227]</span></p> + +<h3>IV.</h3> + +<p>(<i>Irrompono</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>e</i> <span class="smcap">Ulrico</span> — <i>che si +avviavano verso il vestibolo e, dalla stanza attigua, +hanno scorto</i> <span class="smcap">Agnese</span>.)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>vibrante di stupore</i>) Tu qui, Agnese!</p> + +<p>(<i>Le due donne si staccano l'una dall'altra con +simultanea rapidità.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>come trasportata da una raffica, sparisce nella +penombra del giardino.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span> e <span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>oltre che dell'arrivo di</i> <span class="smcap">Agnese</span>, <i>sono stupiti +di aver trovate le due donne unite in un amicale +abbraccio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>ansima, ammutolita da una emozione in cui +annegano le sue forze.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228"></a>[228]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>... Non una lettera, non un telegramma che +mi avvertisse del tuo arrivo! Non un cenno +qualunque che me ne facesse intravvedere la +probabilità!... Un proposito repentino deve averti +spinta a venire proprio all'improvviso.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Un proposito non repentino, ma di cui repentinamente +ho sentita improrogabile l'attuazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E, invece di correre da me appena arrivata, +ti trattenevi con una estranea?! In una cordialità +cosí confidenziale — per colmo di stranezza — che +perfino l'abbracciavi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Quella estranea mi è stata preziosa. Il piú +gentile, il piú commovente esemplare dell'Incomprensibile!... +Mi è apparsa dinanzi estatica +<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229"></a>[229]</span> +quando io giungevo trepidante, scoraggiata. Il +ricordo d'un mio ritratto e una specie d'intuito +fatidico le hanno fatto súbito riconoscere in +me tua moglie. E, come un piccolo angelo protettore, +mi ha misteriosamente circondata d'una +infantile effusione nella quale sorrideva la fiducia +di sollevare il mio spirito e di ricongiungerlo +al tuo. Poi, si è costernata sospettando di sembrarmi +una demente, e io... l'abbracciavo per +chetarla con un segno della mia tenerezza riconoscente.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>accorgendosi che Ulrico è rimasto lí, in disparte</i>) +Hai udito, Ulrico? Hai udito?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>si ravviva come per un raggio di sole baluginante +nel buio</i>) Ho udito, sí!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>cui la presenza di</i> <span class="smcap">Agnese</span> <i>costringe a velare +di disinvoltura l'intenzione del richiamo</i>) In +<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230"></a>[230]</span> +rapporto alle apprensioni che hai per Sonia +Zarowska, questo episodio ha un significato +speciale e rassicurante.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>elettrizzandosi, scoppiettando di giubilo mal +represso</i>) Difatti, modifica, anzi... capovolge +l'aspetto delle cose! Si direbbe, presso a poco, +che io mi sia sbagliato!... Santodio, che logogrifo +è il mondo!... Ma tu tralascia, tralascia +di badare alle mie miserie. La signora Agnese +è venuta, lo sento, a riprendere il suo posto +al tuo fianco, nel tuo cuore... Innumerevoli +spiegazioni, mi figuro, dovrete scambiarvi... +Io, nel frattempo, me ne starò in giardino... +a cavare l'oroscopo dal firmamento, e chi sa!... +chi sa!... (<i>Ride nervoso, ma senza amarezza:</i>) +Eh eh eh eh!... Giornata memorabile, questa, +signora Agnese! Memorabile, dal principio +alla fine! Eh eh eh eh!... (<i>Esce dal fondo.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231"></a>[231]</span></p> + +<h3>V.</h3> + +<p>(<span class="smcap">Agnese</span> <i>e</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>si dispongono, agitati, +perplessi e pur contenuti, all'imminente colloquio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Anzitutto, entra. (<i>Indica la porta a destra.</i>) +Io non ti consento di rimanere sul limite della +casa dove hai il diritto d'entrare, dove ho il +dovere di farti entrare.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Entrerò, Francesco, ma non súbito. Prima +che ci riuniscano — come sarà inevitabile — i +nostri diritti e i nostri doveri nella casa comune, +bisogna che stiano l'una di fronte all'altra, +in un'ora che escluda appunto i vincoli +dei doveri e dei diritti, due sincerità indipendenti +e complete.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>La sincerità mia ha sempre aspettata la tua. +E l'aspetta piú che mai!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232"></a>[232]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>si smarrisce nella difficoltà di cominciare a +esprimersi. Siede.</i>) Purtroppo, non saprò dire. +Non troverò le parole adeguate alla decisione +di dirti tutto ciò che esigo sia da te approfondito. +È un groviglio di sentimenti, di sensazioni +e di idee inestricabile, inesprimibile.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non sono infrequenti i casi in cui non dicono +abbastanza le parole. Ma io intenderò piú che +esse non diranno se tu hai la ferma volontà +ch'io intenda. (<i>Le siede dirimpetto, presso il tavolino.</i>) +Fídati, Agnese!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>... Quale errore, quale errore nella mia fuga! +Quale errore nel credere che allontanandomi +da te mi sarei liberata dai dubbî tortuosi e +dalle indagini prepotenti che la tua esaltazione +m'infliggeva!... Quei dubbî e quelle indagini +mi raggiunsero, mi perseguitarono, mi dominarono, +mi avvolsero: divennero come una +<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233"></a>[233]</span> +rete di acciaio in cui la mia anima fosse rimasta +impigliata! Non erano piú nelle tue interrogazioni, +nei tuoi occhi, nei tuoi silenzi, +ed erano — ahimé, peggio! — in ogni attimo +del mio pensiero. Io medesima dubitavo. Io +medesima indagavo.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>autoritario</i>) Dovevi indagare!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Non lo dovevo, Francesco, perché saldamente +ricordavo che la mia fedeltà era stata cosí intrinseca +ai miei istinti femminili da poter fronteggiare +imperterrita le insidie delle piú abili +seduzioni, l'assalto dei fascini piú possenti. E +ricordavo di piú. Ricordavo... che, nonostante +le torture che preparavano il nostro distacco, +in una ultima parentesi di ardore, io ti avevo +tenuto tra le braccia con l'identica dedizione +limpida del mio primo abbandono di sposa!... +Ma tu mi avevi comunicato il sospetto che +l'infedeltà spunti talvolta fuori dei confini +nei quali la considera l'umanità semplice +<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234"></a>[234]</span> +alla quale io appartengo; mi avevi comunicata +la febbre di scoprire il seme d'una infedeltà +mia fuori delle vie che menano al peccato...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>interrompendo</i>) Sono vie che restano ignote +a una donna come te.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>E a furia d'indagare e di dubitare, nella solitudine +che contribuiva a farmi cedere alla +ossessione, a farmi astrarre dalla prova tangibile +della mia innocenza, a cacciarmi in una +atmosfera fantastica, simile a quella in cui ho +veduto vivere qui tante disgraziate che tu soccorri, +io finii con l'accusarmi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>divampando</i>) Di che ti accusasti?... Parla! Di +che ti accusasti?...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Mi accusai d'una profonda inquietudine per +<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235"></a>[235]</span> +la morte d'un uomo che disperatamente l'aveva +voluta.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>battendo un pugno sul tavolino</i>) Paolo Gemmi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>ribadisce</i>) Paolo Gemmi.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>livido — dilatando le pupille, e in un tono di +rapace circospezione</i>) Paolo Gemmi ti amava?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>con mitezza</i>) Sí, mi amava.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Da lui lo apprendesti?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Lo appresi da lui, attraverso la maschera +che egli s'imponeva. Nessun uomo che molto +<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236"></a>[236]</span> +ami una donna da cui non sarà mai amato +riesce a dissimularle il solitario amore che lo +strugge.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tu sospettasti che per questo suo amore egli +si fosse ucciso?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Lo sospettai, e mi fu confermato dal padre, +che ne aveva raccolto l'estremo respiro.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>attanagliandola</i>) Perché lo interrogasti?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Io non lo interrogai, ma le sue lagrime di +padre mi vollero consapevole.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>col fremito irruente d'una imprecazione</i>) Ti +vollero consapevole e t'incatenarono immediatamente +all'amore del martire!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237"></a>[237]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>No, Francesco! Nulla di quanto accadeva in +me somigliava alla rievocazione dell'innamorato +sparito. Nulla somigliava a un rimorso, +a un pentimento, a un rimpianto profferto alla +sua memoria. E perciò, anche sotto il martello +della tua inquisizione, la mia coscienza permaneva +immobile, altera, integra, estranea al +lutto inquieto che serbavo. Solamente piú tardi, +ti ripeto, solamente piú tardi io potetti accusarmi! +Solamente piú tardi, nel mondo irreale, +nel mondo della follia che la coscienza mi +aveva offuscata lontano da te, lontano dal nido +della mia realtà, questo lutto mi parve quasi +colpevole! E cominciai da allora a martoriarmi +per il martirio di lui, cominciai a compassionare +la disperazione che lo aveva travolto, cominciai +a trovarmelo dinanzi, in una larva desolata +e sommessamente loquace, e le mie stanche +veglie e i miei brevi sonni malati si riempivano +di panico, di tremore, di lotte...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con l'aspetto e con l'accento di chi subisca i +<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238"></a>[238]</span> +colpi reiterati d'un ferro aguzzo</i>) Ah!... chi mi +darà la forza di resistere a queste fitte atroci?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>mutando</i>) Se è vero che ti è possibile intendere +piú che le mie parole non dicano, queste +fitte saranno cessate fra qualche istante. Cerca +di intendere, Francesco, affinché ti sia dato di +voltare le spalle a questi fatti che sono cosí +effimeri, cosí trascurabili al paragone di quello, +solenne, che sto per rivelarti. Il voto, che durante +tre anni di unione avevamo nascosto, +fervido e pertinace, in una tacita attesa, si era +virtualmente compiuto, come per un decreto +ammonitore venuto dall'alto proprio alla vigilia +della nostra separazione.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>in un confuso sbalordimento</i>) Ma che mi racconti, +adesso?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Le lotte contro la povera larva del suicida, +<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239"></a>[239]</span> +contro la pietà che ne avevo, contro il suo +amore susurrato dalla voce sinistra della morte... +furono presto e improvvisamente troncate dalla +letizia di un giorno che mi parve il piú luminoso +della mia vita!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Tu eri madre?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>N'ebbi quel giorno la certezza.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>con una incipiente esultanza, mescolata al +suo travaglio</i>) Agnese!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Cerca di intendere! Cerca di intendere!... +Ero madre per te, per te, e dalle viscere materne +si diffondeva in tutto il mio essere l'energia +sana e trionfante della fedeltà perfetta che +l'allucinazione aveva per poco turbata!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240"></a>[240]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sí, questo io lo intendo, lo intendo...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Ebbene, il tuo cuore non mi si riavvicina ancora? +Non ancora, non ancora mi promette +la pace che merito?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni +in una volta!... Ti chiedo in grazia una +sosta!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a +recarti l'annunzio in cui tanto speravo, perché +lungamente ho temuto di perdere le mie speranze +facendoti l'astrusa confessione che Dio +mi aveva comandata. Ma poi, a un tratto, sono +corsa a rischiare queste speranze presa da una +avidità subitanea e sfrenata di vedere la mia +sorte, di vedere il mio avvenire, del quale tu +<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241"></a>[241]</span> +sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione +e l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli +la sincerità tua come ha parlato la mia. Mi +assicuri tu che presso la culla della nostra +creatura torneranno a congiungerci tutte le +ragioni sublimi che un tempo ci congiunsero?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore</i>) +Io vorrei almeno tacere e non me lo concedi!... +Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi +rende implacabile col suo amore sovrumano +ed eterno!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>(<i>sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza +e l'ira svaniscono in uno sconforto muto.</i>)</p> + +<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>umiliato, balbetta:</i>) So di offendere l'eroismo +della tua confessione degna d'una santa. So di +calpestare il dono che la tua virtú mi ha portato. +<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242"></a>[242]</span> +(<i>China la fronte con l'umiltà d'un peccatore +cosciente davanti ad un altare.</i>) So... di essere +abominevole!</p> + +<p>(<span class="smcap">Sonia</span> <i>sguscia di tra gli alberi del giardino; +e, nelle pieghe della foschia, resta a origliare</i>. — <span class="smcap">Ulrico</span>, +<i>non visto da lei, la segue, sorvegliandola.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p> + +<p>...</p> + +<p>(<i>assorta nella sua disillusione, lentamente +scandisce:</i>) Sicché: questa la mia sorte, questo +il mio avvenire! Accanto a te, senza di te!... +Mi rassegnerò. (<i>Scrolla il capo triste.</i>) Ed ecco: +entro nella casa «dove ho il diritto di entrare, +dove hai il dovere di farmi entrare». (<i>Esce a +destra — ammantata di dignitosa tristezza.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243"></a>[243]</span></p> + +<h3>VI.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>è tuttora seduto, concentrato nella umiliazione, +il mento sul petto, lo sguardo a terra.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>acquattandosi, sparisce dietro il fogliame.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>si avanza piano, insicura dei suoi passi, con +nella fisonomia una incisa espressione di compatimento +soccorrevole. Vicino a lui, s'inginocchia, +unendo palma a palma, in un gesto supplice.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>ne ha un urto e un brivido. Si rizza, scostandosi.</i>) +Che fate voi in codesto atteggiamento?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Imploro!</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244"></a>[244]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Implorate che cosa?</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Nulla per me.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E allora nulla avete da implorare!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non l'hai vista infelice? E non sei tu anche +piú infelice di lei?... Da te imploro ciò che +ella ha certamente implorato.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Smettete! Alzatevi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>obbediente, si alza.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245"></a>[245]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde, +è l'ora del riposo. Già forse riposano le vostre +compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si +incomodasse a cercare di voi. E badate: mai +piú implorazioni indiscrete come quella che +avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e +me, voi non siete nessuna!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Non giudicarmi troppo male! Ascoltami!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi, +Sonia! Vi ordino di ritirarvi!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Ascoltami! Ascoltami! (<i>Tutta palpiti nella +insistenza</i>)... Tu mi hai congedata oggi, dicendomi +che ero guarita. Non mi pareva che fosse +vero, e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera +mi pare vero. Mi accorgo che è vero. Mi +<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246"></a>[246]</span> +sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti. +Me ne andrò. Me ne andrò domattina +all'alba. E anche súbito potrei andarmene. Per +questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio +di saperti incamminato, insieme con lei, +verso la gioia, verso la felicità. Se io ne avessi +la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte, +e ti saluterei tranquilla, senza piangere, senza +soffrire...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende, +e reagisce con brutale asprezza.</i>) Basta, +Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi +per le vostre ansie inopportune! Non +voglio, non voglio piú udire il suono della +vostra voce!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Perché mi tratti cosí?... Perché mi disprezzi +tanto?...</p> + +<p>(<i>Un intervallo — doloroso.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247"></a>[247]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>arrendendosi</i>) Non vi disprezzo. Vi giuro che +non vi disprezzo!... Avrei respinta l'inframmettenza +d'una sorella come ho respinta la vostra. +Io eccedo nel manifestare i miei ritegni, la mia +intolleranza. Le parole che mi vengono alle +labbra sono convulse, inconsulte, ingiuste. Me +ne rammarico. Me ne pento. E, poiché l'affetto +che nudrite per me v'impedirebbe di lasciarmi +con tranquillità prima di sapermi conciliato +con le speranze legittime che hanno qui ricondotto +mia moglie, mi piego a rendervi conto +di ciò che, in ogni caso, non potrebbe riguardarvi. +Vi garantisco, dunque, che, da questo +momento, io mi dedicherò a rinsaldare la mia +convivenza con lei. Vi garantisco che la nostra +felicità coniugale sarà, comunque, ricostruita. +Da voi stessa mi è stato mostrato... che m'incalza +la necessità di riaggrapparmi, per la mia +salvezza, all'unica donna che io debba amare +e che abbia il diritto di amarmi!..... Come vedete, +dopo che mi avete tante volte immeritamente +circondato della vostra riconoscenza, +siete voi che meritate la riconoscenza mia...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248"></a>[248]</span> +(<i>La commozione sta per vincerlo.</i>) E adesso, una +stretta di mano, e addio!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>ebra di sacrificio — in ambo le mani chiude +quella che egli le ha stesa.</i>) Addio!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>(<i>fisandola con gli occhi gonfi di lagrime</i>) Senza +piangere...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>fisandolo con gli occhi morenti di ebbrezza e +di angoscia</i>) Senza piangere.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Senza soffrire...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Senza soffrire.</p> + +<p>(<i>Tutti e due tremano. I loro pallidi volti si +avvicinano l'uno all'altro.</i>)</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249"></a>[249]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p> + +<p>Povera Sonia!... (<i>Ma, ghermito da un fulmineo +raccapriccio, si stacca da lei.</i>) No! No! +Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (<i>Fugge +a destra, guatando indietro.</i>)</p> + +<h3>VII.</h3> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi +e cupe, le pupille sono come cristallizzate e il +bulbo biancheggia d'un biancore gelido. Indi, +ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla +cintola in su, boccheggiando, annaspando e sforzandosi +di chiamare, col fiato monco:</i>) Ulrico!... +Ulrico!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>è già comparso nel fondo, trascinandosi a +stenti. — Sembra un uomo crivellato di ferite, — Egli +risponde roco, terribile, sibilante, disperato:</i>) +Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo +strazio che ti soffoca! Ti ho spiata. È uno +<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250"></a>[250]</span> +strazio che a me non chiede che di essere maledetto!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi, +ora!... Finalmente, mi ritrovi com'ero!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su +lei, l'afferra, la gualcisce, la storce, gridando:</i>) +Non cosí, non cosí ti volevo!... È la piú scellerata +delle tue crudeltà questa offerta nefanda!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>mormora:</i>) Non sono mai stata crudele.</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>seguitando a gualcirla, a storcerla, a inveire</i>) +Nessuno commette maggiori crudeltà di chi non +si sente crudele!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>come una moribonda</i>) Puniscimi... Puniscimi...</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251"></a>[251]</span></p> +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>(<i>in uno scroscio di pianto che straripa da +tutta la sua persona e che ha qualche cosa di +selvaggio</i>) Con la mia fine ti punirò — vedrai! — dandoti +il rimorso che ti spetta!</p> + +<p>(<i>Si spalanca la porta a sinistra.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Maria Vergine! Che è questo?!</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p> + +<p>Venite, venite, Suora Marta! Sorreggetela +voi! (<i>Getta tra le braccia amorevoli della Suora +il corpo sgretolato di Sonia.</i>) E, soprattutto, +sorreggetene l'anima trafitta! Io, vado, invece, +a perdere la mia! (<i>Esce a precipizio.</i>)</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p> + +<p>Sonia! Sonia!... (<i>Tenendola, incuorandola</i>) +<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252"></a>[252]</span> +Mia buona Sonia! Mia buona figliuola!... Preghiamo +il Signore!... Preghiamolo insieme!...</p> + +<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p> + +<p>(<i>cadendo in deliquio</i>) No, Suora Marta! Non +so piú pregare...</p> + +<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.</span></p> + +<p class="center pad4">FINE.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="blockquote">Avvertenza. — Nella pagina seguente, le note della +preghiera corale delle Ricoverate.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253"></a>[253]</span></p> + +<p class="center"><img src="images/ill-253.jpg" width="600" height="340" alt="note del coro" /></p> + +<p class="center blockquote">CORO: Ancora ancora serbaci o Signore +il tuo favore d'ogni bene quaggiù.... principio e +via. E così sia. E così sia.</p> + +<p class="center">[<a href="music/music_2.mid">Ascolta</a>]</p> + +<p> <br /> </p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256"></a>[256]</span></p> + +<div class="dotbox"> +<p class="center">REMO SANDRON, Editore — Libraio della R. Casa<br /> + +<span class="small">Milano-Palermo-Napoli-Genova-Bologna-Torino-Firenze</span></p> +<hr /> +<p class="center">Opere di ROBERTO BRACCO</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">Edizioni SANDRON</p> + +<p><i>TEATRO:</i></p> + +<p class="center"><b>Volume I.</b> — 4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.</p> + +<p><span class="noserif">Non fare ad altri...</span> Commedia in un atto. — <span class="noserif">Lui, lei, lui.</span> Commedia in un atto. — <span class="noserif">Un'avventura +di viaggio.</span> Commedia in un atto. — <span class="noserif">Una donna.</span> Dramma +in quattro atti. — <span class="noserif">Le disilluse.</span> Fiaba in un atto. — <span class="noserif">Dopo il veglione.</span> Scenette.</p> + +<p class="center"><b>Volume II.</b> — 4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 364.</p> + +<p><span class="noserif">Maschere.</span> Dramma in un atto. — <span class="noserif">Infedele.</span> Commedia in tre atti. — <span class="noserif">Il Trionfo.</span> +Dramma in quattro atti.</p> + +<p class="center"><b>Volume III.</b> — 4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 385.</p> + +<p><span class="noserif">Don Pietro Caruso.</span> Dramma in un atto. — <span class="noserif">La fine dell'Amore.</span> Satira in quattro +atti. — <span class="noserif">Fiori d'arancio.</span> Idillio in un atto. — <span class="noserif">Tragedie dell'Anima.</span> Dramma +in tre atti.</p> + +<p class="center"><b>Volume IV.</b> — 3ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.</p> + +<p><span class="noserif">Il diritto di vivere.</span> Dramma in tre atti. — <span class="noserif">Uno degli onesti.</span> Commedia in un +atto. — <span class="noserif">Sperduti nel buio.</span> Dramma in tre atti.</p> + +<p class="center"><b>Volume V.</b> — 3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 387.</p> + +<p><span class="noserif">Maternità.</span> Dramma in quattro atti. — <span class="noserif">Il frutto acerbo.</span> Commedia in tre atti.</p> + +<p class="center"><b>Volume VI.</b> — 3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 290.</p> + +<p><span class="noserif">La piccola fonte.</span> Dramma in quattro atti. — <span class="noserif">Fotografia senza....</span> Scherzetto. — <span class="noserif">Notte +di neve.</span> Dramma in un atto. — <span class="noserif">La chiacchierina.</span> Monologo.</p> + +<p class="center"><b>Volume VII.</b> — in-16, pagg. 308.</p> + +<p><span class="noserif">I fantasmi.</span> Dramma in quattro atti. — <span class="noserif">Nellina.</span> Dramma in tre atti.</p> + +<p class="center"><b>Vol. VIII.</b> — 3ª EDIZ. RIVEDUTA, con una nota dell'Autore e con un'appendice, +in 16, pagg. 288.</p> + +<p><span class="noserif">Il piccolo Santo.</span> Dramma in cinque atti. — <span class="noserif">Ad armi corte.</span> Commedia in un atto.</p> + +<p class="center"><b>Volume IX.</b> — in-16, pagg. 340.</p> + +<p><span class="noserif">Il perfetto amore.</span> Dialogo in tre atti. — <span class="noserif">Nemmeno un bacio.</span> Dramma in tre +atti e un epilogo.</p> + +<p class="center"><b>Volume X.</b> — 2ª edizione, in-16, pagg. 348.</p> + +<p><span class="noserif">L'internazionale.</span> Commedia in un atto. — <span class="noserif">L'amante lontano.</span> Dramma in tre +atti. — <span class="noserif">Ll'uocchie cunzacrate.</span> Dramma napoletano in un atto. — <span class="noserif">La culla.</span> +Dramma in un atto.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center"><b>I PAZZI. Con un preambolo dell'Autore.</b></p> + +<hr class="minor" /> + +<p><i>VERSI:</i></p> + +<p><span class="noserif">Vecchi versetti.</span> — Con prefazione dell'Autore, note dell'editore e glossario.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p><i>NOVELLE:</i></p> + +<p class="center">SMORFIE GAIE E SMORFIE TRISTI</p> + +<p>Volume 1º <b>SMORFIE TRISTI.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 334.</i></p> +<p><span class="spaced2">»</span>2º <b>SMORFIE GAIE.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 304.</i></p> +<p><span class="spaced2">»</span>3º <b>LA VITA E LA FAVOLA.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 316.</i></p> +<p><span class="spaced2">»</span>4º <b>OMBRE CINESI.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 320.</i></p> + +<hr class="minor" /> + +<p><i>SCRITTI VARII:</i></p> + +<p><span class="noserif">Tra i due sessi.</span> — Volume di pagg. 70. — 2ª edizione.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">Edizioni GIANNINI</p> + +<p><span class="noserif">Tra le Arti e gli Artisti.</span> — Volume di pagg. VIII-390<br /> +<span class="noserif">Tra gli uomini e le cose.</span> — Volume di pagg. 362.</p> + +<hr /> + +<p class="center">Prezzo del presente volume: <i>Lire NOVE</i>.</p> +</div> + +<div class="tnote"> +<h2>Nota del Trascrittore</h2> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così +come le grafie alternative (dubbi/dubbî/dubbii, vizi/vizî/vizii e simili), +correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. +Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo +originale):</p> + +<ul> +<li><a href="#tn101">101</a> - IV. [VI.]</li> +<li><a href="#tn118">118</a> - ho lasciate sul pianerottolo [pianerrottolo]</li> +<li><a href="#tn142">142</a> - da Lorenzo Gemmi [Gianni]</li> +</ul> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI *** + +***** This file should be named 35048-h.htm or 35048-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/5/0/4/35048/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/35048-h/images/firma.jpg b/35048-h/images/firma.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..2ca566a --- /dev/null +++ b/35048-h/images/firma.jpg diff --git a/35048-h/images/ill-135.jpg b/35048-h/images/ill-135.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..fba94c5 --- /dev/null +++ b/35048-h/images/ill-135.jpg diff --git a/35048-h/images/ill-253.jpg b/35048-h/images/ill-253.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..5436b34 --- /dev/null +++ b/35048-h/images/ill-253.jpg diff --git a/35048-h/music/music_1.mid b/35048-h/music/music_1.mid Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..6c11ca5 --- /dev/null +++ b/35048-h/music/music_1.mid diff --git a/35048-h/music/music_2.mid b/35048-h/music/music_2.mid Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..2b7e403 --- /dev/null +++ b/35048-h/music/music_2.mid diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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