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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 20:02:55 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: I pazzi
+
+Author: Roberto Bracco
+
+Release Date: January 23, 2011 [EBook #35048]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
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+
+ ROBERTO BRACCO
+
+ I PAZZI
+
+ DRAMMA IN QUATTRO ATTI
+
+
+ 1922
+
+ REMO SANDRON--Editore
+
+ Libraio della R. Casa
+ MILANO - PALERMO - NAPOLI - GENOVA - BOLOGNA - TORINO - FIRENZE
+
+ Copyright by Roberto Bracco 1922 in the United States of America.
+
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+_I diritti di riproduzione, di traduzione, ecc. sono riservati per tutti
+i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia._
+
+È assolutamente proibito di rappresentare questa produzione senza il
+consenso scritto dell'Autore (_Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre
+1882_).
+
+ [Illustrazione: firma dell'autore]
+
+Off. Tip. Sandron--119--I--100522.
+
+
+
+
+PREAMBOLO
+
+
+_Ho voluto graziare questo dramma che gemeva nel prefunerario cassetto
+delle mie cose inedite e condannate a un rogo piú o meno lontano,
+perché, leggendolo (evidentemente lo avevo scritto, ma non lo avevo
+letto mai) ho ritrovate, vive e cospicue, sotto la polvere d'una
+affrettata negligenza scettica, le ragioni donde mi germinò nella
+commossa fantasia. Esso è, in vero,--quale che sia il valore estetico
+che contenga--la continuazione, il compimento, la sintesi, il culmine
+sillogistico di molte opere mie d'indole tragica, forse non pregevoli e
+tuttavia non spregiate e non ancora a me discare. E mi sembra che ciò
+debba risultar netto a chiunque abbia avuta la cortesia di guardare al
+cammino che io, illuso o disilluso, alacre o accidioso, ho percorso fin
+qui nel campo scenico, tra la volubilità delle platee e quella della
+ribalta, sempre serbandomi piú tenero dei miei lettori che non delle une
+e dell'altra, sempre sognando un po'... un teatro senza teatro. (È una
+mia antica e fissa idea che si possa non destinare al teatro--cioè alla
+rappresentazione--un'opera a cui si sia data l'impronta della scena. Non
+è forse presumibile che l'artista abbia prescelta questa impronta
+soltanto perché è quella piú vicina a una forma di vita?...)_
+
+_Il costrutto del dramma graziato, che, mediante il salvacondotto della
+tipografia, potrà liberamente vivere o vivacchiare e morire di morte
+naturale e che si aderge a compiere la sagoma d'una piramide
+racchiudente le già vissute opere cui ho accennato, non è da enunciare
+in una baldanzosa conclusione, né in una sbandierabile sentenza, ma
+bensí in due interrogazioni, trepide e pur pungenti:_
+
+_--Dove finisce, nell'animale umano, la saggezza e dove comincia la
+follia?_
+
+_--Quali sono, nel nostro mondo, i pazzi e quali sono i savii?_
+
+_Ecco, nella trama e nella sostanza, il mio dramma, che le due
+interrogazioni rivolge a me stesso e all'umanità._
+
+_L'umanità non risponde. E non rispondo nemmeno io. Quattro volte cala
+il velario sulla controversa vicenda inscenata. L'ultima volta cala
+lasciando che le due interrogazioni proseguano, vie piú aguzze, a
+pungere l'umanità e me, come in una eco perpetua._
+
+_L'Arte non offre, non indica, non suscita soluzioni di problemi che
+anche la Filosofia invano affisa o sviscera o espone scevri di scorie.
+Al piú al piú, si sforza di tradurli in visioni che parlino alla
+sensibilità, senza troppo incomodare la mente._
+
+_I_ pazzi _del mio dramma sono appunto una visione composta
+dall'Arte:--dalla povera Arte di un pazzo... o di un savio._
+
+ _Roberto Bracco_
+
+ Febbraio, 1922.
+
+
+
+
+I PERSONAGGI DEL DRAMMA
+
+
+ SONIA ZAROWSKA
+ ULRICO NARGUTTA
+ FRANCESCO FLORIANI
+ AGNESE FLORIANI
+
+ _Il professor_ ANTONIO BERNARDI
+ LORENZO GEMMI
+ _Il Signor_ LEMMS
+ _Un Agente della Polizia_
+ _Suora_ MARTA
+ _Il Guardiano--d'una Casa di Salute_
+ _Le Ricoverate_
+ _Una cameriera_
+
+
+
+
+PRIMO ATTO
+
+
+_Lo studio del dottor_ FRANCESCO FLORIANI.
+
+_Nella parete di fondo, una porta che dà in un salotto. Una porta--in
+secondo piano--a sinistra. Dallo stesso lato--in primo piano--uno
+scrittoio, con la relativa seggiola a bracciuoli, di cui la spalliera è
+accostata al muro, e un divano che, formando un angolo con lo scrittoio,
+si stende parallelo alla parete di fondo fin quasi al centro della
+stanza. Qualche tavolino, qualche seggiola a sdraio, qualche seggiola
+leggera. Un'altra porta--in primo piano--a destra. Ampie librerie. Sullo
+scrittoio, libri, carte, fascicoli, l'apparecchio del telefono, i
+bottoni della soneria elettrica e una grande fotografia: la fotografia
+di_ AGNESE FLORIANI, _in una cornice finemente intarsiata_.
+
+_Una severa signorilità._
+
+
+I.
+
+(FRANCESCO _è seduto allo scrittoio. Agnese è seduta sul divano.
+Tacciono entrambi, cogitabondi, in una greve tristezza._)
+
+(_Il tintinnio del telefono risuona indiscreto._)
+
+FRANCESCO
+
+(_contrariato--avvicina il microfono._) Pronto. (_Pausa._) Io sono il
+dottor Floriani. E lei?... Chi è lei?... (_Ascolta. Pausa._) Non sento.
+Un po' piú forte, prego. (_Ascolta. Pausa._) Cosa dice?... (_Ascolta.
+Pausa._) Ah, ho capito finalmente! Dice d'essere una mentecatta. Se
+desidera di consultarmi, venga pure. Ricevo di solito dalle 15 alle 17.
+(_Ascolta. Pausa._) Non desidera di consultarmi? E che vuole da me? Si
+sbrighi! Che vuole?... (_Ascolta. Pausa._) Non vuole niente! E allora
+perché mi ha chiamato?... (_Ascolta. Pausa._) Esattissimo! Ammiro la sua
+perspicacia. È insensato domandarle il movente dei suoi atti o delle
+idee che le passano pel capo. Neanche ai savii bisognerebbe rivolgere di
+simili domande. La ossequio. (_Ripone il microfono sul cavalletto._)
+
+(AGNESE _e_ FRANCESCO _tacciono ancora. Ciascuno dei due è intento al
+silenzio dell'altro._)
+
+FRANCESCO
+
+... E abbiamo, una volta di piú, taciuto abbastanza, dopo di avere, una
+volta di piú, abbastanza parlato. Torna alle tue occupazioni, tu, come,
+alla men peggio, io tornerò alle mie. Tant'è: o parlando o tacendo, noi
+ci aggiriamo in un laberinto: nel piú intricato dei laberinti. Avremmo,
+forse, potuto uscirne solamente se fosse crollato il tuo ermetico
+orgoglio. Esso è incrollabile, perché custodito dall'istinto. Non
+troveremo mai una via di uscita.
+
+AGNESE
+
+(_con un accento coraggioso che squarcia la tristezza_) Io l'ho trovata!
+
+FRANCESCO
+
+Non lo credo.
+
+AGNESE
+
+Sí, l'ho trovata.
+
+FRANCESCO
+
+Sei presa da uno sdegno che sempre piú allontana da te e da me la
+probabilità di trovarla.
+
+AGNESE
+
+L'ho trovata, l'ho trovata, Francesco!
+
+FRANCESCO
+
+Ma che stai per propormi, Agnese?! Tu mi fai tremare. Una perfida
+temerità lampeggia nei tuoi occhi.
+
+AGNESE
+
+Perfida, no: astiosa, bensí, e ribelle, come la temerità di chi,
+all'approssimarsi di un immane pericolo immeritato, insorge con tutte le
+sue forze per superarlo e per trionfarne!
+
+FRANCESCO
+
+Quale sarebbe la via di uscita che hai trovata?
+
+AGNESE
+
+Noi dobbiamo separarci.
+
+FRANCESCO
+
+(_in un afflusso d' amarezza_) Questo sai volere, raccogliendo le mie
+angosce e i miei gemiti? Questo sai offrirmi per placarmi, tu che sei
+stata per me la donna unica e che hai assorbita tutta la mia essenza di
+uomo? Ah, che desolazione! E che miseria!
+
+AGNESE
+
+Io ti ripeto, ogni giorno, ogni giorno, che nulla mi ha mutata, che
+nulla mi muterà mai. Te lo ripeto a fronte alta e con la voce ferma. E a
+fronte alta, come una martire cristiana, subisco di essere dilaniata
+dalla tua diffidenza che non si determina in nessun perché, che non
+parte da nessuna circostanza visibile, che non denunzia nessun segno di
+defezione del mio cuore e dei miei sensi nei nostri rapporti coniugali.
+Somiglia al coltello di un chirurgo capriccioso caparbio audace e
+inesperto che si ostini a sbrandellare le carni di un corpo sano per
+cercarvi una rovina che non c'è. È uno scempio inaudito! Io sono stanca!
+Non ne posso piú! Non ne posso piú! Non resisto piú! E anche tu sei
+stanco!... Sei stanco della tua travagliata e vana inchiesta. Sei stanco
+della tua crudeltà che ti ha logorato non meno di quanto abbia logorato
+me. Eppure continui a non aver fiducia nella interezza del mio affetto
+di moglie e d'amante, e quotidianamente la tua diffidenza ricomincia a
+dilaniare, a sbrandellare... No! No! È troppo! Noi ci separeremo, e Dio,
+se vuole, ci assisterà!
+
+FRANCESCO
+
+Sta' tranquilla, Agnese. Ci separeremo. (_Con apparente calma_) Che per
+molti motivi questa soluzione sia logica non me lo dissimulo. E se non
+fosse o non mi sembrasse logica?... A me basterebbe a renderla
+necessaria il fatto stesso che tu la proponi. Dicendo: «separiamoci», tu
+schianti i pochi puntelli dell'edificio sconnesso. E non c'è piú modo di
+sorreggerlo!... (_Svoltando_) Fortunatamente, non abbiamo figli. È stata
+una beffa infame che il destino ha gettata sui bollori della nostra
+unione. Nondimeno, ora, per noi è una sagace fortuna. Senza figli, il
+separarci sarà la cosa piú spiccia e piú semplice del mondo: spiccia e
+semplice come sono, in generale, le grandi tragedie della vita!... (_Si
+leva, si morde un pugno, cammina per la stanza, sbandato. Poi, si
+ferma._) E cosí, in due minuti, tutto è accomodato, tutto è definito.
+Non piú legami, non piú controlli di sentimenti e di pensieri. Non piú
+lo scempio inaudito!... Ciascuno di noi due non apparterrà che a sé
+medesimo. Tu ti porterai via la tua verità salvandola dalle mie
+intransigenti e cupide investigazioni. E io resterò vedovo, saturandomi
+d'un rancore innocuo per te e guardando discendere in un baratro,
+insieme col passato, la mia povera felicità ridotta in frantumi.
+
+AGNESE
+
+E non anche la mia, forse?... Non anche la mia?... Dillo! Dillo!
+
+
+II.
+
+SUORA MARTA
+
+(_dalla sinistra, prima d'entrare_) Permesso?
+
+FRANCESCO
+
+(_ricomponendosi_) Avanti, Suora Marta. Che c'è?
+
+SUORA MARTA
+
+(_entrando_) Il professor Bernardi ha quasi terminata la sua visita alle
+ricoverate.
+
+FRANCESCO
+
+(_battendosi la fronte con la mano_) Ah già! C'è la visita del professor
+Bernardi!...
+
+SUORA MARTA
+
+(_comprende di essere--involontariamente--importuna._) Ma non si
+scomodi, direttore. Il professor Bernardi mi ha raccomandata di
+comunicarle che, se lei ha da fare, egli non vuole disturbarla. Ha
+soggiunto che, dovendo trattenersi ancora in questa città, avrebbe il
+tempo di ritornare per salutarla.
+
+FRANCESCO
+
+Piú o meno, ho sempre da fare.
+
+SUORA MARTA
+
+Gli riferirò che lei si scusa per oggi.
+
+FRANCESCO
+
+No, Suora, no. Che penserebbe di me?... Io non l'ho accompagnato durante
+la sua ispezione scientifica affinché il contegno delle ricoverate non
+risentisse della mia presenza, della mia immediata vigilanza. E mi pare
+che egli abbia apprezzata questa mia scrupolosità. Ma adesso mi è
+doveroso parlargli, mi è doveroso di stare un po' con lui. Gli direte
+che io lo aspetto qui o che mi faccia avvertire appena si sarà sbrigato.
+
+SUORA MARTA
+
+Sta benissimo. (_Via._)
+
+FRANCESCO
+
+Ed eccomi assillato, eccomi vessato dai miei doveri e dalle mie
+responsabilità quando vorrei potermi sottrarre a tutto quello che mi
+ricorda di essere vivo!
+
+AGNESE
+
+(_già in piedi_) Le tue responsabilità e i tuoi doveri sono
+provvidenziali oggi e saranno provvidenziali in avvenire. Non
+lamentartene. Io te l'invidio!... T'impediranno di abbatterti.
+Impegneranno le tue ore in un'attività che, per quanto imposta, ti sarà
+poi di sollievo.
+
+FRANCESCO
+
+(_acido, e torvo_) Mi condanneranno a uno sforzo di sdoppiamento: a uno
+sforzo in cui corre il rischio di spezzarsi chi non possegga
+l'elasticità di coscienza per la quale è facile infingersi o mentire!
+(_Un intervallo._) E siamo intesi.
+
+AGNESE
+
+Siamo intesi davvero, Francesco! (_Tutta raccolta, esce._)
+
+FRANCESCO
+
+(_tra sé--scervellandosi_)... Ghermire quello che è dentro l'involucro
+che si può toccare, quel che è al di là della fisonomia e dei gesti che
+si vedono, al di là della voce e della parola che si odono: questo è il
+problema insolubile!...
+
+
+III.
+
+BERNARDI
+
+(_nella stanza contigua, a sinistra_) Grazie, gentilissima Suora, e non
+mi dimentichi!
+
+FRANCESCO
+
+(_si sforza di assumere un atteggiamento di cordiale cortesia e gli va
+incontro._) Favorisca, Professore! Favorisca!
+
+BERNARDI
+
+(_avanzandosi_) Sono a lei, collega. (_È un uomo sulla cinquantina.
+Alto. Magro. Adusto. Elegante. Disinvolto. Barbetta a punta, brizzolata.
+Naso lungo, arcuato. Sopracciglia convergenti. Sguardo fosforescente,
+penetrante. Ha un po' un'aria da Mefistofele bonario. Il suo sorriso è
+buono. Parla con aristocratica affabilità e con ricercatezza,
+ascoltandosi, assaporando la frase fiorita arguta._)
+
+FRANCESCO
+
+Ella mi ha sospettato di tanta indifferenza da rinunziare a mietere
+súbito le sue impressioni e a darle súbito qualche schiarimento! Mi
+faceva torto.
+
+BERNARDI
+
+Pardon!... L'indifferenza è spesso un'affermazione di serenità. Mi
+sarebbe parsa legittima in lei. E anche piú legittima mi sarebbe parsa
+una piú limitata tolleranza della mia indiscrezione.
+
+FRANCESCO
+
+Un linguaggio cosí umile è paradossale sulla bocca dell'insigne
+professor Antonio Bernardi.
+
+BERNARDI
+
+Una vera indiscrezione è stata la visita che ella mi ha consentita. Ciò
+che giustifica l'indiscrezione è la speciale fama di cui Ella gode e di
+cui è circondato questo monastico rifugio della psicopatia femminile.
+Una attrattiva irresistibile!
+
+FRANCESCO
+
+(_con dignitosa modestia_) La fama di cui godo?... Io sono l'ultimo
+arrivato.
+
+BERNARDI
+
+_Last not least_, come sottilmente dicono gl'inglesi.
+
+FRANCESCO
+
+Ma è certo che questo rifugio non è che l'abbozzo di una Casa di Salute.
+
+BERNARDI
+
+Protesto, collega! Molto piú di un abbozzo!
+
+FRANCESCO
+
+Minuscola. Rachitica. Incompleta. E mi cruccio di non avere i mezzi per
+ampliarne la capacità ospitale, per svilupparne l'efficienza.
+
+BERNARDI
+
+Già troppa la sua abnegazione! È notorio che ella giuoca e perde alla
+roulette dell'altruismo tutte le sue entrate di possidente.
+
+FRANCESCO
+
+Mio padre mi lasciò un titolo di conte che ho seppellito e un po' di
+proprietà che onoro col dedicarne le non larghe rendite a un'opera di
+soccorso.
+
+BERNARDI
+
+E non trova appoggi finanziarii per una fondazione d'indole cosí
+filantropica?!
+
+FRANCESCO
+
+Cercandone, forse ne troverei. Ma avendo voluto adottare dei metodi
+esclusivamente miei, ho dovuto serbare al Ricovero un carattere di
+personale esperimento e di personale filantropia. Inferme che paghino,
+difatti, non ne ammetto se non in linea eccezionale, e sempre che io
+abbia un posto disponibile l'offro a qualche inferma povera o accolgo
+gratuitamente quella che mi sia portata, come una naufraga, dalla marea
+delle sue sventure.
+
+BERNARDI
+
+Tutto ciò è sublime!
+
+FRANCESCO
+
+No, non è sublime. C'è in me--gliel'ho confessato--un'ambizione di
+autonomia, una ostinata insubordinatezza.
+
+BERNARDI
+
+Anche questa «insubordinatezza» accede alla sublimità. Nella cura della
+follia o della semi-follia ella si è proposto di sostituire l'influsso
+dell'Idealismo ai dettami positivistici. Verso le vie del cielo! _Coelum
+accipere!_
+
+FRANCESCO
+
+Mettiamo i punti sugl'_i_, Professore. Non vorrei che mi si tacciasse di
+cecità. Secondo me, l'Idealismo è creatore o coefficiente di coesione
+morale, e, secondo me, coesione morate è sanità della mente, è vigoria
+dell'anima. Io sostituisco l'influsso dell'Idealismo ai dettami
+positivistici solamente quando la causa della follia o della semi-follia
+non permanga nel dominio del clinico e quando, perciò, il positivismo
+onesto non abbia nulla da fare. Idealista, sí. Cieco, no.
+
+BERNARDI
+
+Evidentissimo, perdiana!
+
+FRANCESCO
+
+Tuttavia, lo so che nel campo della scienza ufficiale io non sono che un
+reprobo, un traditore.
+
+BERNARDI
+
+La scienza ufficiale è in piena bancarotta, non vale la pena di esserle
+devoto.
+
+FRANCESCO
+
+M'incoraggia a tradirla proprio lei che è un ortodosso?
+
+BERNARDI
+
+Un miscredente, sono! Un malinconico miscredente! La piú nera
+miscredenza mi si è infiltrata dentro e non mi lascia piú. Sono da
+compiangere, io. Lei, almeno, può illudersi di utilizzare il suo
+idealismo procedendo da un punto di partenza che, après tout, non è
+arbitrario. Si chiama psichiatria la dottrina che riguarda le malattie
+mentali. La parola stessa di questa denominazione già implica che in
+origine la sede di tali malattie è stata ritenuta la psiche, ovverosia
+l'anima, che sarebbe il cosiddetto principio spirituale della vita. Ella
+ha quindi il diritto di concludere: curiamo l'anima. E ha, inoltre,
+quello di ridere in faccia ai psichiatri incondizionatamente
+materialisti che della vita ostentano rinnegare il principio spirituale,
+mentre, per tacito consenso, lo ammettono nella denominazione della loro
+dottrina. Il guaio grosso è per me, che ho professato il positivismo e
+ogni giorno ne ho costatato il fiasco, che era, poi, il mio fiasco! Non
+sapevo piú da che parte voltarmi. Interrogavo i fatti a uno a uno per
+cavarne l'indicazione di una cura diritta e razionale. Fatica da Sisifo!
+Il positivismo applicato alla psichiatria è un ammasso di preconcetti
+cristallizzati, i quali danno sempre ai fatti le medesime fisonomie,
+false e bugiarde. E poiché essi mi restavano addosso, appiccicati come
+crittogame, e non c'era mezzo di espellerli, i fatti mi restavano
+davanti come sfingi perverse, a confondermi, a sfidarmi, a dileggiarmi,
+a provarmi l'inanità della mia scienza, a irritarmi fino alle piú
+estreme conseguenze. Le attesto che talvolta ho sentito d'impazzire
+anch'io.
+
+FRANCESCO
+
+E no, Professore! Questa è una iperbole! Una triste iperbole!
+
+BERNARDI
+
+(_spiccando le sillabe_) «Ho sentito--ripeto--d'impazzire anch'io». Mi
+esprimo con esattezza storica, egregio collega. Mi è accaduto
+precisamente di avvertire i prodromi di uno squilibrio cerebrale. Se ne
+meraviglia molto?... Ci asterremo, per altro, dall'asserire che sia un
+caso originalissimo. Parecchi squilibrî cerebrali, latenti o flagranti,
+contristano la famiglia dei psichiatri, e non è mai da escludere la
+possibilità che un medico di pazzi impazzisca.
+
+FRANCESCO
+
+(_con un lieve sorriso_) Ma ella ha i connotati della piú solida e piú
+resistente saggezza.
+
+BERNARDI
+
+L'opinione plebea che molti savi sembrino pazzi e viceversa... non è del
+tutto infondata.
+
+FRANCESCO
+
+L'esperienza discerne.
+
+BERNARDI
+
+Discerne sempre--me lo consenta--attraverso la stalattite del nostro
+convenzionalismo. Noi non sappiamo differenziare la follia dalla
+saggezza che per quei connotati i quali proprio noi abbiamo attribuiti
+all'una e all'altra.
+
+FRANCESCO
+
+(_turbandosi_) Il suo scetticismo inesauribile sconforta e disorienta...
+E nessuno può esserne piú sconfortato e piú disorientato di me. (_Con un
+distacco di voluta disinvoltura_) Ma, Dio buono, non l'ho ancora
+invitata a sedere. Prego... Prego.... Meglio tardi che mai.
+
+BERNARDI
+
+... Non m'ero accorto di stare in piedi. Siederò.
+
+(_Seggono sul divano._)
+
+FRANCESCO
+
+(_scusandosi_) Vivo da un pezzo fuori del mondo. Comincio a perdere le
+abitudini della buona educazione.
+
+BERNARDI
+
+C'è da compiacersene. La buona educazione è ingannevole come il
+belletto.
+
+FRANCESCO
+
+E le sue impressioni, dunque?
+
+BERNARDI
+
+Non se ne disinteressa neppure dopo che mi sono cosí cordialmente
+discreditato?
+
+FRANCESCO
+
+Non è uomo lei da discreditarsi in cinque minuti.
+
+BERNARDI
+
+Ma vedrà che altri cinque mi basteranno. _Partie remise_, a breve
+scadenza! Le mie impressioni... Devo premettere che, da quando ho avuta
+la visione chiara della inettitudine in cui mi dibattevo, ho piantata la
+mia clientela, mi son munito di una valigia e mi son dato a un faticoso
+_tourisme_. A cinquant'anni--l'età classica dei lauri e dei riposi
+accademici--io faccio un modesto viaggio... d'istruzione. Vado attorno
+per conoscere la clientela altrui e l'altrui esercizio professionale con
+la speranza d'imbattermi in qualcosa che mi dia un po' di nuovo
+nudrimento. Ero bene informato dei suoi criterî, emergenti dal libro che
+ella ha scritto in collaborazione col compianto Paolo Gemmi--un
+idealista che, morendo di suicidio, non ha di certo corroborato
+l'Idealismo--e, quantunque io aborrissi ferocemente quei criterî come
+astrazioni teoriche, varcando la soglia della sua Casa di Salute ho
+_armistiziata_ la mia ostilità, con una tendenza conciliativa. Mi son
+detto: «Chi sa!... Vediamo di che si tratta, _de visu et auditu_.» E piú
+mi ha ammansito la sua spontanea decisione di non presenziare i miei
+colloqui con le ricoverate. I nevrastenici, i nevropatici, gli aberrati,
+gli alienati, e perfino gli ebeti, alla presenza del medico
+curante--particolarmente se sia anche il loro benefattore--, serbano,
+come per un mimetismo servile, un contegno che non corrisponde davvero
+al loro grado di mentalità. Somigliano--diciamolo pure--alle bestie in
+cospetto del padrone che le abbia ammaestrate. Sicché, ella eliminava
+l'esibizione degli effetti effimeri e illusorî. Bellissimo gesto!
+
+FRANCESCO
+
+Un gesto di rudimentale lealtà.
+
+BERNARDI
+
+Ed oltremodo lieto ero che, tutto sommato, un inconsueto ottimismo mi
+scortasse.
+
+FRANCESCO
+
+Ebbene?
+
+BERNARDI
+
+Mi affretto a dichiararle che i primi scandagli mi hanno pienamente
+soddisfatto. Riscontravo in quelle menti un assetto singolare, una
+notevolissima coordinazione nei rapporti col mondo esteriore, uno
+svolgimento del pensiero abbastanza vicino alla continuità logica. Ma,
+purtroppo, egregio e caro collega, la insistenza della mia ispezione ha
+mutati in ortiche i fiori còlti dal mio neo-ottimismo. Dubbi su
+dubbi!...
+
+FRANCESCO
+
+Gradirei qualche esempio, Professore.
+
+BERNARDI
+
+Piuttosto li riassumo e glieli sottometto in forma interrogativa, con la
+piú nitida schiettezza. Non sono forse--domando io--irreperibili o
+dissipati, in quelle menti, i segni della personalità e del libero
+arbitrio? Convinto di avere piú o meno raddrizzate dieci, dodici,
+quindici menti, non le ha, forse, ella, invece, soppresse o represse in
+una specie di uniformità, quasi che le abbia chiuse in tanti astucci
+simili? E questi risultati non sarebbero forse dovuti... a un potere
+formidabile della sua volontà, in cui la vecchia scienza riscontrerebbe
+di leggieri una influenza tutta positivistica e tutta divergente
+dall'influsso di quell'idealismo che ella, in buona fede, intende di
+utilizzare?... Ecco le ortiche, collega.
+
+FRANCESCO
+
+Se ella, professore, si trattenesse qui una intera giornata, si
+persuaderebbe che l'uniformità subisce tante variazioni quante sono le
+mie ospiti. Gli elementi che compongono la loro personalità--l'origine,
+l'atavismo, il temperamento, le condizioni sociali, le efflorescenze
+della vita vissuta--si modificano, ma non spariscono. La cura dell'anima
+vuole e può aspirare a rendere fissa e predominante, in dieci, in
+dodici, in quindici cervelli una forza direttiva unica che tende a
+salvarli: non vuole e non può staccarli dalla esistenza individuale,
+dagli elementi che la compongono. E se ella, trattenendosi qui una
+intera giornata, mi stesse accanto, si persuaderebbe che questa forza
+direttiva non è determinata da un potere formidabile della mia volontà,
+il quale minacci il libero arbitrio come il potere d'un ipnotizzatore,
+ma sibbene da una dolce disciplina genuinamente educativa che avvia alla
+bontà, all'orrore per il peccato, alla fraternità cristiana, alle gioie
+del benessere fornito dalla virtù!
+
+BERNARDI
+
+... Una certa dose di _haschich_, servita a cento mussulmani diversi,
+discopre ugualmente a ognuno di essi il paradiso di Maometto!... Ma non
+badi alle mie divagazioni... e, soprattutto, non pensi che io ardisca di
+combatterla nelle sue trincere. La malattia dell'autocritica fa
+dell'«insigne professore Antonio Bernardi» un fantaccino disarmato e
+sprovveduto di umor bellico. Non rintuzzo, non polemizzo, e,
+timidamente, mi ritraggo.
+
+FRANCESCO
+
+Ahimé!... Sono io indotto a polemizzare! Polemizzo, le garantisco, piú
+con me stesso che con lei. E polemizzano cosí tutti coloro che temono
+d'errare. I dubbi da lei esposti trovano un propizio terreno nella mia
+coscienza, dove... (_una densa mestizia lo adombra_) ogni dubbio molto
+facilmente alligna.
+
+BERNARDI
+
+(_vivace_) In altri termini, siamo tra noi meno lontani che non sembri,
+e ben presto cammineremo a braccetto su una via di mezzo. Ella avrà
+continuato a sperimentare, io avrò continuato a istruirmi. Saremo--non
+se ne accori--piú inetti di oggi. Ma auguriamoci che, ciò non ostante,
+accompagnandoci a vicenda, riesciremo ad affrancarci dai dubbii spinosi
+e quindi dal timore d'errare.
+
+FRANCESCO
+
+Sarebbe un beneficio per chi ha bisogno dell'opera nostra.
+
+BERNARDI
+
+Sarebbe un beneficio per noi, collega! L'uomo che non teme d'errare è
+probabilmente un imbecille, ma è sempre un uomo felice. E _sur ça_,
+prendo congedo.
+
+FRANCESCO
+
+(_dissimula un moto di sollievo, facendo atto di sollecita
+condiscendenza._)
+
+(_Si alzano. Si stringono la mano._)
+
+BERNARDI
+
+Le proffero _toto corde_, Francesco Floriani, la mia amicizia e la mia
+gratitudine.
+
+FRANCESCO
+
+Rifiuto la gratitudine, accetto l'amicizia. (_Scorciando_) La sua
+carrozza, Professore, è al cancello del giardino?
+
+BERNARDI
+
+No. L'ho lasciata giú, alla svolta. Ho voluto discendere lí per ammirare
+dappresso il marmoreo angioletto che addita, con l'indice teso, l'asilo
+salutare.
+
+FRANCESCO
+
+Una puerilità.
+
+BERNARDI
+
+Un gentile simbolo poetico.
+
+FRANCESCO
+
+(_precedendolo verso il fondo_) Per di qua, Professore. Da questa parte
+troverà piú presto la sua carrozza.
+
+BERNARDI
+
+Non si dovrebbe scegliere la via piú breve uscendo da un luogo donde si
+esce a malincuore...
+
+FRANCESCO
+
+(_sulla porta gli dà il passo. E via, con lui._)
+
+
+IV.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_entra, zelantissimo, dalla sinistra, togliendosi il berretto._) Signor
+Direttore... (_È un omino attempato, segaligno, arzillo, col naso
+aguzzo, con gli occhietti neri, tondi, mobilissimi, lucidi._) (_Guarda
+attorno._) Non c'è... (_Consulta il suo orologio._) Le quindici e tre
+minuti! (_Severo_) A quest'ora non dovrebbe muoversi dal suo studio.
+(_Consulta di nuovo l'orologio._) Precisamente: le quindici e tre
+minuti! (_Ricorda, brontolando, gli ordini del Direttore:_) «Dalle
+quindici alle diciassette ricevo tutti. Annunzierai chiunque chieda di
+essere ricevuto.» E poi?... Non c'è! (_Scontento ed energico, chiama:_)
+Signor Direttore!... Signor Direttore!...
+
+FRANCESCO
+
+(_dal fondo_) Perché gridi cosí, Michele?
+
+IL GUARDIANO
+
+Per chiamarvi.
+
+FRANCESCO
+
+Di': che vuoi?
+
+IL GUARDIANO
+
+Che voglio?... Eseguo i vostri ordini con l'orologio alla mano. (_Lo
+cava fuori ancora una volta_) «Dalle quindici alle diciassette ricevo
+tutti. Annunzierai chiunque chieda di esser ricevuto.»
+
+FRANCESCO
+
+Oggi, no.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_burbero_) Oggi, no?!... E non mi avete avvertito! Voi rimettete la
+testa sul collo a coloro che l'hanno perduta, e a me la fate perdere.
+
+FRANCESCO
+
+Non chiacchierare troppo. Michele, e modera il tuo zelo. Chi c'è di là?
+
+IL GUARDIANO
+
+Un tale a cui non garbava di declinare il suo nome. Pretendeva di non
+essere annunziato. Pareva che entrasse in un caffè, in una trattoria, o
+peggio.--«Di qui, senza nome, non si passa!»--«Io sono sempre passato e
+passerò.»--«E io, da sei mesi che mi pregio di stare al servizio del
+dottor Francesco Floriani come custode della sua Casa di Salute, non vi
+ho mai visto. Voi non passerete!»
+
+FRANCESCO
+
+Ti lodo, Michele, ma adesso non ti dispiaccia di abbreviare.
+
+IL GUARDIANO
+
+L'ho messo alle strette e finalmente mi ha incaricato di annunziare
+(_calcando le parole:_) «Ulrico Nargutta, ex pazzo.»
+
+FRANCESCO
+
+(_con una certa emozione_) Ulrico Nargutta!... Fallo passare! Fallo
+passare immediatamente!... È come una persona di famiglia. Sii molto
+riguardoso con lui; e gli permetterai di entrare e di uscire quando
+vorrà.
+
+IL GUARDIANO
+
+Non devo annunziare--caso mai--nessun altro?
+
+FRANCESCO
+
+Nessun altro. Vai, Michele! Non indugiare di piú.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_con autorità_) E mi raccomando: niente contrordini.
+
+FRANCESCO
+
+Niente contrordini, non dubitare.
+
+IL GUARDIANO
+
+(_impettito e minaccioso_) Si presenti anche il signor Domineddio, lo
+mando al Diavolo!
+
+FRANCESCO
+
+(_tra sé_) Venga, venga il mio vecchio amico! Con lui non sarò obbligato
+a reprimermi, a mascherarmi... (_S'appressa alla porta dalla quale è
+uscita AGNESE, e v'inoltra lo sguardo._)
+
+
+V.
+
+ULRICO
+
+(_comparisce dal lato opposto, e si ferma profilandosi in una comica
+prosopopea._) Ulrico Nargutta, ex pazzo!
+
+FRANCESCO
+
+(_si volta.--Non si raccapezza._) Tu sei Ulrico?!
+
+ULRICO
+
+Ne sono sicuro.
+
+FRANCESCO
+
+In fede mia, incontrandoti per istrada, non avrei potuto ravvisarti.
+Lascia che ti abbracci, disertore! Ho molto piacere di averti
+recuperato.
+
+ULRICO
+
+Recuperatissimo!
+
+FRANCESCO
+
+(_abbracciandolo_) Ma ti sei proprio costruito un altro aspetto!
+
+ULRICO
+
+S'intende bene! Non piú capelli lunghi, non piú la selvatica vegetazione
+della barba e dei baffi, viso limpido, bocca sorridente, un elegante
+monocolo che rende vezzoso l'occhio piú guercio: tutto un insieme
+conveniente e quasi attraente. Veste nuova per l'uomo rinnovato! Il
+pazzo che tu non sapesti guarire non c'è piú. Fammi le tue
+congratulazioni, e dichiara che come medico sei una bestia.
+
+FRANCESCO
+
+Lo dichiaro volentieri, e non esito a congratularmi con te.
+
+ULRICO
+
+Non ci vediamo, su per giú, da un anno, a misura di calendario.
+
+FRANCESCO
+
+E non c'è stato mezzo di rintracciarti. Io ignoro sempre la tua
+abitazione.
+
+ULRICO
+
+Per lo piú, la ignoro anche io!
+
+FRANCESCO
+
+E in quest'anno?...
+
+ULRICO
+
+Metamorfosi! Metamorfosi e guarigione completa! Ti prego di credere che
+sei al cospetto del piú savio degli uomini!
+
+FRANCESCO
+
+Non è inverosimile.
+
+ULRICO
+
+Mi sono guarito da me, caro il mio dottore!
+
+FRANCESCO
+
+Neppur questo è inverosimile.
+
+ULRICO
+
+Ma il merito--spieghiamoci--non è tutto mio.
+
+FRANCESCO
+
+Sei modesto!
+
+ULRICO
+
+Mi son fatto consigliare... Indovina da chi.
+
+FRANCESCO
+
+Non indovino. Dimmelo.
+
+ULRICO
+
+Mi son fatto consigliare dall'umanità.
+
+FRANCESCO
+
+Il consiglio dell'umanità è la somma di parecchi milioni di consigli.
+
+ULRICO
+
+Ma rettifico: da una parte dell'umanità mi son fatto consigliare.
+
+FRANCESCO
+
+Dalla migliore.
+
+ULRICO
+
+Dalla peggiore! (_Siede a cavalcioni su una seggiola._) Mi attengo,
+t'avverto, al giudizio corrente, tanto per capirci.
+
+FRANCESCO
+
+Il che, peraltro, non è indispensabile.
+
+ULRICO
+
+Secondo il giudizio corrente, è la parte peggiore dell'umanità quella
+nella quale funzionano brutalmente il sangue, la carne, i nuclei
+nervosi, i cinque sensi con le loro volubilità e attribuzioni
+cooperative, e nella quale è disseccata o ridotta a proporzioni minime
+la vita morale. Io ho aboliti tutti gli accidenti della vita morale, da
+cui provengono le nostre inquietudini, le nostre incontentabilità, le
+nostre sofferenze, i dibattiti, gli attriti, gli stenti, gli sforzi che
+scombussolano il nostro essere fino allo sfasciamento, fino alla follia.
+Neghi che questa sia la genesi della follia?.....
+
+FRANCESCO
+
+(_senza approfondire_) No.
+
+ULRICO
+
+Io mi sono brutalizzato. Non leggo, non scrivo, non studio, non penso,
+non m'interesso di ciò che sta oltre la superficie delle cose, non ho
+piú nessuna delle curiosità e delle esigenze che avevo quando ero un
+animale superiore. Di che mi occupo io durante le ventiquattro ore della
+piroetta terrestre intorno al sole?... Mi occupo dei miei bisogni e
+desiderii materiali per soddisfarli con la massima scrupolosità. Una
+volta--te ne rammenti?--il mio desiderio piú ansioso, il mio piú
+impellente bisogno era di trovare l'onestà nel sesso femminile. Mi
+affannavo a cercarla. Mai vistane neppure la coda! Me ne affliggevo! Me
+ne disperavo! Che strazio! Che sventura! Che tragedia!... Io non la
+trovavo o perché non è mai attecchita tra le discendenti di Eva o perché
+non l'avevo mai conosciuta e, naturalmente, non potevo identificarla. Ma
+tutto questo è stato da me spazzato via insieme con i peli che mi
+deturpavano il volto. La mia esistenza è diventata esclusivamente
+fisica. «Mi tocco, dunque esisto!» E crepi Cartesio! Cerco quello che
+conosco, quello che so identificare, quello che è visibile e palpabile,
+quello che non è punto arduo trovare. (_Animandosi_) E me la godo! Me la
+godo a meraviglia! Tu, per guarirmi, t'incocciavi a nudrire, attraverso
+l'organismo, il mio spirito. Ignorante! Dovevi, al contrario, avere
+l'abilità di ucciderlo. Io l'ho ucciso! (_Si frega le mani, ridendo_) Eh
+eh eh eh!....
+
+FRANCESCO
+
+(_sedendogli dirimpetto_) Mio buon Ulrico, tu sei un pazzo come prima.
+La sola differenza è questa: che prima eri un pazzo di cattivo umore, e
+adesso sei un pazzo di umor gaio..., almeno in apparenza.
+
+ULRICO
+
+Per me, il tuo giudizio non vale un fico secco! Non te l'ho chiesto e
+non sono venuto con l'intenzione di chiedertelo. Non sono venuto con
+l'intenzione di consultarti. Io son venuto, viceversa, per dare a te i
+miei lumi, per sorvegliare la tua salute, per mettermi alle tue costole,
+intento a diventare, all'occorrenza, il tuo medico, il tuo frenologo. E
+mi accorgo di avere avuto una ottima ispirazione. Io ti trovo ammalato,
+molto ammalato! Tu presenti un quadro patologico allarmante, e devi
+impensierirtene.--L'epoca è triste, amico mio, per i psichiatri del
+genere al quale tu appartieni. Il tuo correligionario Paolo Gemmi--hai
+visto?--se n'è andato in cielo o altrove _motu proprio!_ Non mi era
+simpatico. Quindi non deploro la sua assenza definitiva. Ma còstato, con
+ponderazione, lo sfasciamento, lo sconquasso psicologico per cui egli si
+è liquidato mediante un colpo di rivoltella.
+
+FRANCESCO
+
+Tu ripeti, a proposito del povero Paolo, la solita fantasticheria
+generica che corre per le bocche di tutti quando la causa d'un suicidio
+non è stata rivelata dal suicida.
+
+ULRICO
+
+Nel caso di lui non è una fantasticheria. Si tratta di un caso lampante
+d'incongruenza. Egli non era uno storpio, non era un tubercolotico, non
+era un diabetico, non era un vecchio asmatico, disponeva di parecchi
+quattrini, di parecchio ingegno, d'una certa gloriola acquistata senza
+troppa fatica: dunque per nessun motivo ragionevole poteva averne le
+tasche piene, e chi sa in quali aspirazioni extraterrene, in quale
+smaniosa alchimia andò a consumarsi e a smarrire la ragione. Ma per te
+sono qua io! Sei fortunato. Ringraziami d'essere capitato in tempo!...
+Vediamo un po'. Che ti senti? Che ti pare di sentirti?
+
+FRANCESCO
+
+(_si rannuvola, si alza.--Passeggia, torcendo tra le dita la catenella
+dell'orologio._)
+
+ULRICO
+
+Non mi rispondi? Non puoi indicarmi i sintomi del tuo male? Non mi dài
+gli elementi per la diagnosi? Li coglierò io stesso con la mia speciosa
+radioscopia e con l'ausilio del ricordo che ho delle tue note
+caratteristiche. (_Riflette._) La piú spiccata era l'amore per tua
+moglie:--un amore incommensurabile e ininterrottamente afflittivo.
+Quando, nelle tue ore di studio, non affliggeva lei in carne ed ossa, ne
+affliggeva l'effigie!... E vedo che la sua fotografia è tuttora lí,
+appiccicata al tuo scrittoio. (_Va a prenderla e se la mette davanti
+allo sguardo._) Bella donna, non c'è che dire! Bella e giovanissima!
+Piacerebbe anche a me se non fosse tua moglie!... (_Osserva_) Continui a
+mutare la cornice di tanto in tanto. Sempre una piú preziosa dell'altra.
+(_Ripone la fotografia sullo scrittoio._) Sicché: le cose stanno come
+stavano. Il punto di partenza della mia diagnosi dev'essere questo: «tu
+ami tua moglie come l'amavi».
+
+FRANCESCO
+
+(_tornando a sedere_) Bada che ti sbagli.
+
+ULRICO
+
+L'ameresti di piú?... Santo Iddio, sarebbe spaventevole!
+
+FRANCESCO
+
+La detesto!
+
+ULRICO
+
+Oh, caspita!... (_Lo fissa._) Hai scoperto che ti tradisce? Hai scoperto
+che ha un amante?
+
+FRANCESCO
+
+Se avessi scoperto di essere tradito, non so quale enormezza avrei
+commessa.
+
+ULRICO
+
+(_ironico_) Avresti avuto il diritto di ammazzarla!
+
+FRANCESCO
+
+(_convinto_) Ah, sí!
+
+ULRICO
+
+Il diritto è quella istituzione per la quale, quando che vogliamo, ci si
+cava il gusto di dare qualche fastidio al prossimo senza fargli le
+scuse. E, abbi pazienza, chiariscimi la situazione. Dal momento che tua
+moglie ti è fedele, perché la detesti?
+
+FRANCESCO
+
+Non avermi tradito... non significa che mi è fedele.
+
+ULRICO
+
+Ti è infedele... col pensiero?
+
+FRANCESCO
+
+Ne ho il sospetto.
+
+ULRICO
+
+Per il semplice sospetto d'una infedeltà platonica, tu detesti colei che
+hai tanto amata? Non è giusto. (_Col tono di chi dissimula di pigliare
+in giro qualcuno_) Avresti dovuto innanzi tutto sincerarti. Sarebbe
+stato approssimativamente giusto detestarla dopo di aver bene accertato
+l'adulterio del pensiero.
+
+FRANCESCO
+
+(_traboccando_) E come si fa a guardare nel cervello altrui? Come si fa
+a sorprendere la verità che vi si appiatta se perfino quella che è nel
+cervello nostro talvolta ci si nasconde?
+
+ULRICO
+
+(_si frega le mani, ridendo_) Eh eh eh eh!... Precisamente! È alquanto
+piú complicato che sorprendere il baco in una ciliegia bacata!
+
+FRANCESCO
+
+(_tutto agitato dalle sue idee, che ribollono_) Dal primo balenio del
+sospetto ho frugato nel cervello di lei con l'acume, col rigore e con
+l'accanimento d'un poliziotto che frughi nel nascondiglio di un
+malfattore. Nulla ne ho cavato fuori che avesse la precisa vivezza della
+verità assoluta. La fatica che ella compiva per affermare di essermi
+fedelissima poteva parere una fatica compiuta per nascondermi la sua
+infedeltà o per ingannare sé stessa. Ogni protesta poteva parere una
+trepida difesa. Ogni lagrima poteva parere versata pel dolore d'una
+rinunzia. Ogni «sí» aveva anche il suono di un «no». Ogni «no» aveva
+anche il suono di un «sí». La verità qual era? dov'era?... Non è giusto
+che io detesti colei che ho tanto amata?... La giustizia non c'entra. Il
+mio sentimento non è una punizione, non è una condanna, non è un'accusa.
+Io la detesto senza accusarla, senza giudicarla. La detesto per la sua
+incapacità di debellare il mio sospetto. E di questa incapacità si è
+confessata proponendomi la separazione.
+
+ULRICO
+
+Vi separerete?!
+
+FRANCESCO
+
+Dovevo bene accettare la sua proposta. L'ho accettata.
+
+(_Pausa._)
+
+ULRICO
+
+(_con un'aria da medico accorto e dotto_) Amico mio, il tuo male non è
+molto diverso dal male che io mi vanto di aver superato. L'origine di
+entrambi i mali?... Un egoismo esuberante. L'egoismo fa la buona salute
+se resta nel campo della praticità, se resta nel campo della
+materialità, in cui tutto è riconoscibile, tutto è distinguibile, tutto
+è piú o meno facile ottenere. Ma se sconfina e va a caccia di quel che
+non si distingue, di quel che non si vede e che forse non è mai
+esistito, se ambisce ad afferrare l'inafferrabile, produce
+sconvolgimenti gravissimi, che, per giunta, si propagano intorno con una
+irradiazione catastrofica. Tu non ti sei accontentato di chiedere a tua
+moglie la fedeltà del corpo. Hai preteso da lei la fedeltà del pensiero,
+cioè della mente, cioè del cuore, cioè dell'anima, cioè del diavolo che
+ti porti, con la relativa prova concreta inconfutabile matematica!
+Conseguenza fatale: sconvolgimento e irradiazione catastrofica! Adori
+tua moglie e la detesti, la vuoi e non la vuoi, l'accusi e non l'accusi,
+ti torturi e la torturi, soffri e la costringi a soffrire, impazzisci e
+la costringi a impazzire. Io non avevo una moglie. L'egoismo mio non si
+specializzava. Esso riguardava tutte le donne che passavo in rassegna
+pretendendo di trovare l'onestà con la relativa prova concreta
+inconfutabile matematica. Non le torturavo troppo perché riuscivano
+sempre a svignarsela. L'irradiazione mancava. Ma, intanto, mi torturavo
+io. Detestavo, adoravo, soffrivo, impazzivo,--impazzii! Mi sono curato,
+e ora non soffro piú, non adoro piú, non detesto piú!... E sai quel che
+ho fatto?... (_Si accalora, si elettrizza_) Come scelgo i cibi, i vini e
+i liquori che piú mi letificano, ho scelta la mia donna nelle immense
+fucine dell'abbrutimento. Giuro che non ce n'è un'altra di piú bassa
+carata sulla faccia della terra! La mia donna è mia perché è di tutti.
+Ha verso di me il merito insigne di piacermi infinitamente, e, se il
+saperla di tutti mi desse un qualunque senso di pena o di ribrezzo o di
+gelosia o di rancore, temerei di non aver conseguita la perfezione!
+(_Ride_) Eh eh eh eh! (_Poi, con una scrosciante violenza_)
+Brutalizzarsi, mio caro! Questa è la cura!
+
+FRANCESCO
+
+(_ha un brivido di nausea, e mormora:_) Potrebbe essere vero!...
+
+ULRICO
+
+(_dopo una breve pausa_) Ho chiacchierato troppo. E quindi ho sete. Non
+di acqua, beninteso. Ho sete di absinthe: il liquido che piú mi è
+omogeneo. In casa tua certamente non ce n'è. Vo' a berne in una buvette
+qualunque. Mi accompagni?
+
+FRANCESCO
+
+(_lugubre_) Ti accompagno. E beverò anch'io.
+
+ULRICO
+
+Bravo!
+
+FRANCESCO
+
+(_si leva.--Preme un bottone della soneria elettrica._)
+
+UNA CAMERIERA
+
+(_dalla destra_) Ha chiamato?
+
+FRANCESCO
+
+Dite alla signora che esco. E portatemi il mio cappello.
+
+(_La Cameriera va._)
+
+ULRICO
+
+... E a quando la separazione?
+
+FRANCESCO
+
+Dipenderà da lei.
+
+ULRICO
+
+(_incredulo_) Se hai sinceramente accettata la sua proposta, meglio non
+ritardare.
+
+FRANCESCO
+
+Sono preparato, io! Non lo vedi che sono preparato?
+
+ULRICO
+
+(_rude_) E un taglio netto ha da essere!
+
+FRANCESCO
+
+Lo so.
+
+ULRICO
+
+Si applica molto cloroformio, ed energicamente si esegue.
+
+LA CAMERIERA
+
+(_ritornando e porgendo il cappello a Francesco_) La Signora la
+pregherebbe di attendere un momento.
+
+FRANCESCO
+
+(_accigliandosi_) Attenderò.
+
+(_La Cameriera si ritira._)
+
+ULRICO
+
+Pare che ti tocchi di litigare ancora un po' con tua moglie. Trastullerò
+la sete con una sigaretta e mi tratterrò pazientemente in giardino,
+purché la cosa non vada troppo per le lunghe.
+
+FRANCESCO
+
+No, Ulrico! Tu mi farai il favore di non allontanarti. La presenza tua
+eviterà a me e a lei un'altra eventuale discussione, lacerante e oramai
+inutile.
+
+ULRICO
+
+Allora, stai tranquillo: non mi muovo di qui. Duro come una sentinella!
+
+
+VI.
+
+AGNESE
+
+(_entra dolorosa e rigida.--Non riconosce Ulrico.--Resta interdetta._)
+Ti credevo solo.
+
+ULRICO
+
+I miei omaggi, Signora!
+
+AGNESE
+
+(_saluta, incerta, con un cenno del capo._)
+
+FRANCESCO
+
+È Ulrico Nargutta...
+
+AGNESE
+
+(_con cordialità poco espansiva_) Voi, Ulrico?... Perdonatemi di non
+avervi riconosciuto. Vi vedo dopo un anno d'assenza... E siete cosí
+trasformato!
+
+ULRICO
+
+Piú che trasformato, Signora! Del Nargutta di una volta non sopravvivono
+che l'amicizia da cui egli era legato al dottor Francesco Floriani e la
+devozione da cui era legato alla consorte di lui.
+
+FRANCESCO
+
+(_ad Agnese_) Che hai da comunicarmi con tanta fretta?
+
+AGNESE
+
+(_reticente_) ... Una mia decisione. Ma...
+
+FRANCESCO
+
+Ulrico è informato di tutto. È naturale che io non abbia voluto celare a
+un intimo e sperimentato amico di casa ciò che tra breve non sarà un
+segreto per nessuno. Puoi parlare liberamente.
+
+AGNESE
+
+(_noncurante e altera: non sdegnosa, non iraconda_) Per conto mio, non
+ho nulla da celare a un amico di casa, e non avrei nulla da celare
+neanche a una folla di estranei. Sicché, accolgo il tuo invito di
+parlare liberamente. La decisione che ho presa è di lasciarti oggi
+stesso.
+
+FRANCESCO
+
+(_con esasperata meraviglia_) Oggi stesso?!
+
+AGNESE
+
+Quando rincaserai, io sarò già via.
+
+FRANCESCO
+
+Ma questa è una fuga! È una fuga, Agnese! Tu fuggi.
+
+AGNESE
+
+Sí, fuggo.
+
+FRANCESCO
+
+E quale fatto nuovo o quale allarme t'induce a fuggire cosí?... Ti sono
+sembrato, a un tratto, un manigoldo? un delinquente? un nemico?
+
+AGNESE
+
+Non riempire la tua voce di parole da fanciullo! Io profitto d'un
+impulso che certo prima di domani sarà svanito.
+
+ULRICO
+
+(_borbotta in sordina:_) Approvo.
+
+AGNESE
+
+(_concitata_) Fuggo per non aspettare l'ora della resipiscenza, per non
+aspettare l'ora della mia e della tua viltà; fuggo per schivare,
+soprattutto, la tregua ingannatrice della notte che alla viltà della
+transazione ci trascina; fuggo perché, se non fuggissi, se non ti
+lasciassi oggi fuggendo, non ti lascerei, credo, mai piú, e non avrebbe
+piú fine il conflitto che miseramente distrugge la nostra esistenza e la
+nostra dignità! Sii forte, Francesco, come sono io, e non impedirmi di
+fuggire.
+
+FRANCESCO
+
+(_terreo, appena reggendosi in piedi_) Non te lo impedisco.
+
+(_Un silenzio._)
+
+ULRICO
+
+(_senza accorgersene, si è scostato.--Ora, dal fondo, assiste,
+attentissimo, e, suo malgrado, pietoso, «al taglio netto». Ha davvero
+l'atteggiamento di chi assista a un'audace operazione cerusica._)
+
+FRANCESCO
+
+E dove andrai?... Dove andrai?... Alla ventura?...
+
+AGNESE
+
+Parto per Firenze. E lí abiterò la modesta casetta in campagna che era
+il mio piccolo patrimonio di orfana.
+
+FRANCESCO
+
+(_stentando a esprimersi_) Io esigo... che, almeno, tu viva in una certa
+agiatezza. Permetterai, spero, che io te ne sia garante, che io ne
+assuma l'impegno.
+
+AGNESE
+
+La vita di solitudine a cui mi dispongo rifiuterebbe l'agiatezza che non
+somigliasse un poco alla povertà. E poi... pensa che sempre caro mi fu
+destinare i nostri risparmi all'opera umanitaria della tua generosità e
+del tuo ingegno. Desidero che questo contributo non manchi e non
+diminuisca. Continuerà ad essere, in parte, l'obolo mio.
+
+FRANCESCO
+
+Sarò scrupoloso interprete del tuo desiderio.
+
+AGNESE
+
+Ti ringrazio. E addio! (_Con fermezza eroica, gli stende la mano in una
+profferta di leale commiato._)
+
+FRANCESCO
+
+(_con pari fermezza istantanea, gliela stringe nella sua._) Addio,
+Agnese.
+
+(_Tutti e due, solenni, si guardano con gli occhi tristi che si vietano
+le lagrime._)
+
+(_Qualche lagrima, invece, vela gli occhi di Ulrico._)
+
+(_Le mani di Agnese e di Francesco si staccano l'una dall'altra,
+sbianchite, cadenti._)
+
+AGNESE
+
+(_non sa piú dominarsi, ed esce veloce._)
+
+FRANCESCO
+
+(_come colpito da un proiettile al petto, cade a sedere di piombo su una
+sedia che gli è vicina._)
+
+ULRICO
+
+(_non osa accorrere.--Gli si gelano le vene.--Indi, reagendo con una
+specie di rabbia, emette una voce acre stridula sferzante:_) Vieni o non
+vieni?
+
+FRANCESCO
+
+(_si leva súbito, ma senza fiato, senza sguardo._) Vengo.
+
+
+SIPARIO.
+
+
+
+
+SECONDO ATTO
+
+_Un piccolo salotto--tipicamente equivoco. Un'aria di roba vecchia e
+raccozzata._
+
+_Non grossi mobili. Un leggero tavolinetto tondo, con su una sigariera.
+Una mensola, con su bottigliette di liquori e bicchierini. Qualche
+sedia, parecchie poltrone di forme diverse. Molti specchi corrosi,
+screziati, uno dei quali è piú alto e sorge dall'impiantito. Un gran
+divano: cioè, uno di quei divani che si chiamano «alla turca»; basso,
+larghissimo, senza spalliera, senza piedi, carico di cuscini. Un
+drappeggio di cattivo gusto incornicia lo specchio piú alto e guernisce
+lo stipite di una porta in fondo, da cui si accede a un corridoio.
+Predomina il rosso in svariati toni: vivido, smortito, vermiglio,
+cremisino, paonazzo, quasi arancione, quasi roseo, quasi amaranto.
+Questa varietà è distribuita sulla tappezzeria della porta e della
+specchiera, sulla stoffa del divano, su i cuscini, sulle poltrone, sul
+tappeto frusto e rappezzato che copre in parte il pavimento, su certi
+sbrendoli attaccati ai muri per addobbo._
+
+_Alla parete laterale di sinistra è--in primo piano--una porticina un
+po' misteriosa di minime dimensioni. Alla parete opposta un'altra porta,
+di dimensioni normali. In un angolo, il braccio d'un fantoccio di legno
+raffigurante un moro regge una lampadina elettrica._
+
+_Dal soffitto penzola un gruppo di quattro grosse lampadine di vetro
+turchino._
+
+
+I.
+
+_Sera._
+
+_La porta, in fondo, è chiusa. È soltanto accesa la lampadina del moro,
+di cui biancheggiano i denti in uno stupido sorriso immobile.--Nella
+scarsa luce si spande fantasticamente la sinfonietta del rosso.--Sul
+divano dorme_ SONIA ZAROWSKA.--_Bella. Biondissima. Pallida, d'un
+pallore latteo. E nel pallore sembrano morti i suoi occhi sigillati dal
+sonno, orlati di bistro e cinti da un cerchietto livido.--Non è distesa,
+né supina. Il suo corpo si sprofonda nei cuscini, bisbeticamente
+scomposto. Dalla stretta e succinta veste nera, che è cosparsa di lucide
+pagliuzze cangianti, tutte si rivelano le membra torte e squinternate.
+Una gamba è scoperta fino al ginocchio, e tra il nero della veste e il
+rosso dei cuscini risalta il grigio perla della calza velina.--Un
+mantello è a terra, aggrovigliato, presso il divano. Un tocchetto
+bizzarro è, capovolto, su una sedia._
+
+SONIA
+
+(_si svoltola. Sogna, brontola:_)... Roastbeef con patate! (_Pausa_)...
+Un cocktail!... (_Poi, un barbuglio senza parole. E piú niente.--Si
+svoltola di nuovo. Agita un braccio. Brontola piú vivacemente:_) Vile
+gendarme!... Per te non voglio danzare!... (_Si stende, sbracalata_)
+Puff!... Antipatico!... Antipatico!... Puff!... (_Si accheta._)
+
+(_Silenzio._)
+
+(_La porta, in fondo, si apre un po'._)
+
+
+II.
+
+ULRICO
+
+(_sulla soglia, fa capolino._) Sonia!... Soniuccia!... (_Tra sé:_) Dorme
+come un ghiro. (_Le si avvicina, la osserva._) Ubbriaca? Benissimo!
+
+FRANCESCO
+
+(_che seguiva Ulrico, è rimasto, circospetto, esitante, di là dalla
+soglia, nel corridoio poco illuminato._)
+
+(_Tutti e due hanno i cappelli calcati in testa, indossano paltò
+invernali._)
+
+ULRICO
+
+(_a Francesco_) Entrata libera e senza agguati, senza insidie!
+Trabocchetti non ce ne sono.
+
+FRANCESCO
+
+(_fa qualche passo. Non entra ancora._)
+
+ULRICO
+
+Ma, insomma, chi ti trattiene? Chi si permette di trattenerti?...
+L'ombra della tua consorte?... Sono già due mesi che sei separato da
+lei: della sua ombra dovresti sbarazzarti. O, almeno, non dovresti darle
+retta. Avanzati, dottore!
+
+FRANCESCO
+
+(_si avanza, sempre circospetto. Per un atto abituale, si cava il
+cappello._)
+
+ULRICO
+
+Ti cavi il cappello rispettosamente?... Ti ringrazio per Sonia Zarowska
+e ti ringrazio per me, giacché io qui sono un po' in casa mia. Difatti,
+vedi: (_gli mostra una chiave_) questa è la chiave unica della
+porticina, diciamo cosí, privata. (_Indica la porticina._) Un vero
+vantaggio da padrone di casa, perbacco! Non mi costa gran che e ho il
+diritto d'entrare senza incomodare nessuno, da mezzanotte in poi, quando
+cioè la porta della scala ufficiale è chiusa alle conoscenze avventizie.
+E appunto in qualità di padrone di casa, quantunque a scartamento
+ridotto, ti prego di metterti a sedere. (_Gli piglia di mano il
+cappello, lo posa in un canto._) Cedo a te la mia poltrona preferita
+(_una larga e comoda poltrona_). Siedi, siedi a tuo bell'agio, e
+consentimi di presentarti, in uno dei suoi atteggiamenti personalissimi,
+il piú mansueto, il piú semplice e il piú utile campione del sesso
+femminile.
+
+FRANCESCO
+
+(_a guisa di un automa, si è seduto. Guarda Sonia con la coda
+dell'occhio. Ha una contrazione di disgusto._)
+
+ULRICO
+
+(_riavvicinandosi a lei_) Esemplare _grand prix_! Non sciarade, non
+rompicapi psicologici, non scenografia intellettuale!... Origine slava,
+con radici nel vecchio semplicismo analogo. Trasmigrazione casuale, come
+d'un sughero in balia del mare. Acclimatazione per inerzia. Intelligenza
+primitiva. Capacità a delinquere, ma non oltre i limiti di qualche lieve
+danno pecuniario. Assoluta impossibilità d'amare e di tollerare d'essere
+amata. E, dalla punta dei piedi a quella dei capelli, completa idoneità
+ai riti del piacere. Un ghiribizzo di Fidia impersonato da una sciocca
+del secolo ventesimo, intanfato nella suburra di tutti i tempi! Ecco la
+donna che ho scelta, ecco la donna delle mie ore fiammanti. (_La
+contempla._) Dormi, dormi, ignobile bestiolina sublime! Tu abbandoni il
+bel corpo inverecondo al sonno della ubbriachezza, e io, beato, ti
+contemplo, benedicendoti una volta di piú!
+
+FRANCESCO
+
+(_tace, oppresso, appesito._)
+
+ULRICO
+
+(_gli striscia dietro, come un folletto maligno e gli scuote una
+spalla._) Su, su, povero malato!... Per curarti ti ho introdotto dove
+meglio sbocciano la mia saggezza e la mia felicità, e tu disdegni e ti
+riavvolgi nella tua asfissiante tetraggine?... Respira a pieni polmoni
+l'aria ossigenata che ti offro! Apri gli occhi sul prezioso piccolo
+mostro fascinatore. Comincia a comprenderlo. Comincia a valutarlo. E,
+soprattutto, non incepparti nella prevenzione di urtare la mia
+suscettività. Ti rammenti di quello che ti dissi quando venni ad
+annunziarti d'essere rinsavito?... «Se non m'infischiassi che la mia
+donna è di tutti, temerei di non aver conseguita la perfezione!» E nulla
+mi seduce di piú che il cimentarmi nell'esperimento supremo. Assistere
+alla concorrenza dell'amico fraterno!... (_Spampana con enfasi
+presuntuosa, modificandolo per l'occasione, il popolare verso
+dantesco:_) «Qui si parrà la mia nobilitate»!
+
+FRANCESCO
+
+(_flemmatico_) Il cinismo che ostenti è ristucchevole, ma per fortuna è
+anche falso.
+
+ULRICO
+
+E mettimi alla prova!
+
+FRANCESCO
+
+A quale prova?... Tu non sei tanto ottuso da non intendere che costei
+non può essere per me--al piú al piú--che un oggetto di osservazione e
+di studio.
+
+ULRICO
+
+(_si eccita, si frega le mani, ride_) Eh eh eh eh!... Da cosa nasce
+cosa! Nella vita, come nella chimica, date certe circostanze, due corpi
+eterogenei diventano combinabili da un momento all'altro.
+
+FRANCESCO
+
+Va' là che sei il piú candido degli impostori!
+
+ULRICO
+
+Ah, questo mi dici?!... Mi dai dell'impostore? Mi disconosci? Mi
+stuzzichi? Mi provochi?... E sai in che modo rispondo io alla tua
+provocazione?
+
+FRANCESCO
+
+Mi è indifferente, caro!
+
+ULRICO
+
+(_con una stizza paradossale_) Io ti lascio nella tana del mostro,
+consegnandoti cosí ai suoi fascini, e me ne vado a cena! (_Esce rapido
+dal fondo chiudendo i battenti con veemenza._)
+
+FRANCESCO
+
+(_levandosi come spaventato_) Ma no! Aspetta, imbecille! Io solo, qui,
+non voglio restare!
+
+ULRICO
+
+(_di fuori, grida, ride, sghignazza._) Brutalizzarsi! Brutalizzarsi!
+
+FRANCESCO
+
+(_gridando anche lui, cerca il cappello_) Aspetta! Ti ordino di
+aspettare! (_Col cappello in mano si slancia verso il fondo._)
+
+ULRICO
+
+(_allontanandosi_) Brutalizzarsi o morire!...
+
+
+III.
+
+SONIA
+
+(_si sveglia_) Chi è là?
+
+FRANCESCO
+
+(_è arrestato da quel_ «chi è là» _presso l'uscio, di cui stava per
+aprire i battenti.--Si volta.--Indugia imbarazzato._)
+
+SONIA
+
+Chi sei?
+
+FRANCESCO
+
+Non un ladro.
+
+(_Una pausa._)
+
+SONIA
+
+Ti conosco o non ti conosco?
+
+FRANCESCO
+
+No no, non mi conoscete.
+
+SONIA
+
+(_ancora intorpidita dal sonno_) È la prima volta che ti vedo?
+
+FRANCESCO
+
+La prima volta.
+
+SONIA
+
+E tu?... Dove mi hai veduta? Quando mi hai veduta?
+
+FRANCESCO
+
+Mai.
+
+SONIA
+
+E, senza avermi mai veduta, vieni a farmi una visita?
+
+FRANCESCO
+
+Ulrico Nargutta mi ha condotto.
+
+SONIA
+
+Ah, ecco: ti ha condotto lui! (_Comincia a schiarirsi._) E quei gridi
+che mi hanno svegliata?... Che erano quei gridi?...
+
+FRANCESCO
+
+(_balbetta:_) Ho alzato la voce inconsideratamente.
+
+SONIA
+
+Non t'eri accorto che dormivo?
+
+FRANCESCO
+
+Me n'ero accorto.
+
+SONIA
+
+È tanto dolce dormire!
+
+FRANCESCO
+
+Mi duole d'avervi disturbata.
+
+SONIA
+
+(_si sgranchisce_) Ti duole?... Che me ne importa che ti duole?... Non è
+un rimedio.
+
+FRANCESCO
+
+Avete ragione. Del resto, la colpa non è tutta mia. Il mio amico mi ha
+costretto a gridare, e lui stesso ha ecceduto: ha fatto del chiasso.
+
+SONIA
+
+Avete litigato?
+
+FRANCESCO
+
+Non è stato un litigio.
+
+SONIA
+
+E che è stato? Raccontami. Raccontami.
+
+FRANCESCO
+
+Nulla da raccontarvi. Sciocchezze!
+
+SONIA
+
+E com'è che lui non è qui?
+
+FRANCESCO
+
+È scappato via all'improvviso.
+
+SONIA
+
+Perché è scappato via?
+
+FRANCESCO
+
+... Un suo capriccio... Uno dei suoi scherzi bizzarri...
+
+SONIA
+
+Ma, già, io credo che quello lí non abbia la testa a posto.
+
+FRANCESCO
+
+(_ironico_) È una ipotesi da non escludere.
+
+SONIA
+
+Entra, esce, scappa, torna. Sempre cosí! Non ha mai requie. Scommetto
+che tornerà súbito.
+
+FRANCESCO
+
+Speriamo!
+
+SONIA
+
+E sei rimasto attaccato all'uscio?... Non ti accomodi?
+
+FRANCESCO
+
+(_confuso e garbato come se stesse al cospetto d'una signora_) Ero sul
+punto d'andarmene quando vi siete svegliata.
+
+SONIA
+
+Adesso, è fatta. Non ho piú sonno, adesso.
+
+FRANCESCO
+
+Voi non avete piú sonno, ma io non mi tratterrò. Non ho menomamente
+l'intenzione di trattenermi.
+
+SONIA
+
+(_di scatto_) Oh, bella, ti sono antipatica!
+
+FRANCESCO
+
+... Non è mica per questo che mi tarda d'andarmene.
+
+SONIA
+
+Se non è antipatia, che può essere?... Paura?... Tu hai paura di me?
+
+FRANCESCO
+
+Non è antipatia e non è paura.
+
+SONIA
+
+È paura, è paura! Non negare! Hai l'aria di un topo in trappola!
+
+FRANCESCO
+
+Vi assicuro che voi equivocate. Gli è che sono a disagio. E non c'è'
+altro. (_Alla sua inesperienza sembra ch'egli debba giustificarsi. Parla
+disordinato, con un certo orgasmo._) D'altronde, è pur naturale ch'io
+sia a disagio. Le mie abitudini son troppo diverse da quelle che
+consentono di venire qui spensieratamente e di svagarvisi in piena
+libertà. E, poi, vivo cosí lontano, io, dal vostro ambiente!... Ulrico
+Nargutta si era affaticato a descrivervi, a illustrarvi, a esaltarvi; si
+era per giunta intestato di condurmi da voi, e io... mi son lasciato
+condurre... un po' per curiosità e un po' per una specie di passiva
+obbedienza. Lo deploro per me e lo deploro per voi.
+
+SONIA
+
+E che hai concluso con tutto il tuo imbroglio di chiacchiere?... Il
+fatto è che, se te ne vai, mi offendi.
+
+FRANCESCO
+
+Ma che c'entra l'offendere?
+
+SONIA
+
+Sí, mi offendi. Tu non hai competenza. Non puoi giudicare. Ti giuro che
+mi offendi.
+
+FRANCESCO
+
+Non ho alcun motivo di volere arrecarvi offesa. E non ne ho il diritto.
+(_Tituba.--Apre un po' le braccia remissivamente._) Resterò ancora
+qualche minuto affinché non riteniate che mi permetta d'offendervi
+proprio io, a cui siete completamente innocua.
+
+SONIA
+
+E non stare in piedi, ti prego, come si sta in un bar per prendere un
+caffè! Che diavolo!...
+
+FRANCESCO
+
+Un'altra offesa?... Non starò in piedi.
+
+SONIA
+
+Vedrai che ti terrò buona compagnia.
+
+FRANCESCO
+
+È un'ottima intenzione, ma alquanto problematica. (_Paziente,
+rassegnato, siede di nuovo, lontano da lei, su una seggiola qualunque,
+gettando il cappello su un'altra seggiola._)
+
+SONIA
+
+Puff!... Che rospo! (_Si alza, tuttora fiaccata dall'ubriachezza, con le
+gambe malsecure, cascante, flaccida, sciatta e pur provocante nella nera
+guaina stellata di faville, attraverso di cui si delinea il giovane
+corpo sinuoso. La gran massa di capelli d'oro sbiadito è tutta arruffata
+ed erta sull'occipite, come un fantastico colbacco.--Ella si accosta al
+tavolino. Tira fuori dalla sigariera una sigaretta, l'accende con
+disinvoltura maschile, aspirando il fumo avidamente e lo caccia dal
+naso, le cui narici si dilatano.--Alle spalle di Francesco, fumando, lo
+osserva._)
+
+FRANCESCO
+
+(_si sente guardato e, poiché ciò lo stringe viepiú nell'impaccio, tenta
+di far deviare l'attenzione petulante di lei._) Da parecchio tempo avete
+amicizia con Ulrico Nargutta?
+
+SONIA
+
+Con Ulrico Nargutta?... Da quattro o cinque mesi.
+
+FRANCESCO
+
+Un bel po'! E, oramai, gli siete divenuta indispensabile, nevvero?
+
+SONIA
+
+Senza le donne, gli uomini s'impiccherebbero.
+
+FRANCESCO
+
+Ne convengo. Ma... domandavo se egli si sia tanto legato a voi da non
+potersene piú distaccare.
+
+SONIA
+
+Pare di sí. Gli piaccio.
+
+FRANCESCO
+
+Solamente?
+
+SONIA
+
+Gli piaccio piú di tutte le altre donne.
+
+FRANCESCO
+
+E da parte vostra?
+
+SONIA
+
+Da parte mia, che cosa?
+
+FRANCESCO
+
+Non avete una speciale affezione per lui?
+
+SONIA
+
+Non capisco... Che vuol dire «una speciale affezione»?
+
+FRANCESCO
+
+Non siete legata a lui come egli è legato voi?
+
+SONIA
+
+Anche lui piace a me.
+
+FRANCESCO
+
+Piú di tutti gli altri uomini?
+
+SONIA
+
+Questo, poi, non lo so.
+
+FRANCESCO
+
+Dovreste pur saperlo.
+
+SONIA
+
+Dovrei pur saperlo?!... Non capisco.
+
+FRANCESCO
+
+È assurdo che non lo sappiate.
+
+SONIA
+
+E non lo so, non lo so! Che ho da farci? Mi secchi. Smettila!
+
+FRANCESCO
+
+La smetto, sí. Vi rivolgevo qualche parola... per non tacere.
+
+SONIA
+
+Che un tipo come te parli o taccia, è tutt'uno!
+
+FRANCESCO
+
+Se è tutt'uno, preferisco di tacere.
+
+SONIA
+
+Puff!... Puff!... Che brutto rospo!
+
+FRANCESCO
+
+(_accenna un gesto che significa: tanto, non c'è rimedio!_)
+
+(_Un silenzio._)
+
+SONIA
+
+Non fumi, tu?
+
+FRANCESCO
+
+No, non fumo.
+
+SONIA
+
+Tutta l'umanità fuma. È una stravaganza non fumare.
+
+FRANCESCO
+
+Forse, è una stravaganza.
+
+SONIA
+
+Una stravaganza idiota!
+
+FRANCESCO
+
+Una stravaganza idiota.
+
+(_Un silenzio._)
+
+SONIA
+
+(_sfiorandogli i capelli con le dita_) Oh, guarda! Hai dei capelli
+bianchi! Ulrico Nargutta non ne ha. Parecchi ne hai, tu.
+
+FRANCESCO
+
+E aumentano di giorno in giorno.
+
+SONIA
+
+Non te ne affliggere. I capelli non contano.
+
+FRANCESCO
+
+Io non me ne affliggo di certo.
+
+SONIA
+
+E se tu non fossi un brutto rospo, saresti abbastanza simpatico.
+
+FRANCESCO
+
+(_bonario_) Troppa indulgenza!
+
+SONIA
+
+(_di palo in frasca_) E sei celibe o sei ammogliato?
+
+FRANCESCO
+
+(_incupisce_) ... Ammogliato.
+
+SONIA
+
+Ah!... Questa è la vera ragione per cui stai sulle spine!... Sei
+ammogliato? Evvia! Stupido!... Chi è che potrebbe accusarti a tua
+moglie? Scaccia gli spauracchi!... (_Pausa._)--(_Poi insinuante_) Vuoi
+che ti faccia... la danza?: la danza di Sàlome?... Io stessa mi
+accompagno, sai, col canto a bocca chiusa.
+
+FRANCESCO
+
+Ma no, ma no! Ve ne dispenso.
+
+SONIA
+
+(_si addolora del rifiuto.--Ritenta:_)... E con la luce blu te la
+faccio. Vedi: ho lí, apposta, le lampadine colorate di blu.
+Allora--dicono--è piú suggestiva. Vuoi?
+
+FRANCESCO
+
+Vi ripeto che ve ne dispenso.
+
+SONIA
+
+Hai torto. Sono brava.
+
+FRANCESCO
+
+Non ne dubito. Io ve ne dispenso per non abusare del vostro zelo. Mi
+sembrate già stanca. Vi risparmio un fastidio. Vi risparmio una fatica.
+
+SONIA
+
+(_meravigliatissima--si sforza di pensare.--Gradisce.--Sorride di
+gradimento._) Questo è molto carino!... Nessuno mi è stato mai tanto
+cortese! Ma per me non è una fatica, non è un fastidio. Anzi!... Ci
+trovo gusto. Spesso, quando sono sola, mi tolgo di dosso il vestito
+inutile e mi metto a danzare davanti allo specchio. Fin da ragazza ho
+danzato cosí, e fin da ragazza ci ho trovato gusto.
+
+FRANCESCO
+
+Fin da ragazza?! Cioè?... Quanti anni avevate?
+
+SONIA
+
+Pochi potevo averne. Ne avevo dodici, ne avevo tredici...
+
+FRANCESCO
+
+Probabilmente, qualcuno v'istigava, qualcuno v'insegnava...... Chi
+v'insegnava?
+
+SONIA
+
+(_vantandosi_) M'insegnava una danzatrice della _Maison Rouge_: l'amica
+del mio patrigno.
+
+FRANCESCO
+
+E il vostro patrigno lo permetteva?
+
+SONIA
+
+Sicuro che lo permetteva! Restava a lungo a vedermi danzare e mi
+divorava con gli occhi.
+
+FRANCESCO
+
+(_ha un moto di ribrezzo e di sdegno_) È orribile!
+
+SONIA
+
+È orribile?... Non capisco... S'intende che doveva compiacersi. Non ero
+uno sgorbio, non ero un fuscellino. Ero un fresco bocciuolo di cardenia!
+Non mi credi?
+
+FRANCESCO
+
+Vi credo.
+
+SONIA
+
+Uno scultore celebre, che mi copiò tale e quale, non so piú quante
+volte, dal capo ai piedi, soleva chiamarmi: la piccola Venere.
+
+FRANCESCO
+
+Facevate anche la modella a quell'età?
+
+SONIA
+
+Non la facevo che con lui. Di nascosto la facevo. Andavo da lui invece
+di andare alla scuola. Un bell'uomo era!... Aveva un viso da Nazareno
+con certi sguardi vellutati, che io sentivo sulla pelle quando posavo.
+
+FRANCESCO
+
+E come vi premiava, come si disobbligava lo scultore celebre?
+
+SONIA
+
+Mi dava il caviale, la grappa, il cognac. Perfino lo sciampagna mi dava.
+
+FRANCESCO
+
+Tutta gente infame e malefica!
+
+SONIA
+
+(_si smarrisce e trema un poco_) Infame e malefica, no!... Io non
+capisco... Non capisco... Che male ne avevo?
+
+FRANCESCO
+
+E vostra madre? Non vi sorvegliava mai, vostra madre? Non badava mai a
+voi?
+
+SONIA
+
+(_quasi passiva_) Mia madre non esisteva piú. Era morta all'ospedale.
+
+FRANCESCO
+
+(_triste, compassionevole_) In conclusione, voi siete... una povera
+creatura!
+
+SONIA
+
+(_sempre piú smarrendosi e tremando_) Io?! Perché sono una povera
+creatura?...
+
+FRANCESCO
+
+Non vi preoccupate di quello che dico. Non ne vale la pena.
+
+SONIA
+
+Ma io non capisco... Fammi capire... Fammi capire...
+
+
+IV.
+
+UNA VOCE
+
+(_sgarbata, spadroneggiante--chiama di fuori:_) Sonia Zarowska! Sonia
+Zarowska!
+
+FRANCESCO
+
+(_turbandosi, levandosi_) Si chiede di voi. Mi si troverà qui. Ciò è
+molto noioso. Dovevo, peraltro, prevederlo.
+
+SONIA
+
+Io non rispondo e non lascio entrare.
+
+FRANCESCO
+
+Non ve lo consento.
+
+SONIA
+
+Me lo consento io.
+
+FRANCESCO
+
+Non è giusto che io vi sequestri.
+
+SONIA
+
+Ti farei uscire per questa porticina, se ne avessi la chiave...
+
+LA VOCE
+
+Sonia Zarowska, preparatevi a ricevermi. Sono un agente della polizia.
+
+SONIA
+
+(_aggrotta la fronte. Appare contrariata, ma non impappinata._)
+
+FRANCESCO
+
+(_turbandosi maggiormente, si domina._) Questo, poi, non era
+prevedibile, ed è anche piú noioso. È insopportabilmente noioso!
+
+SONIA
+
+Si tratterà di qualche equivoco. Mi sbrigherò in pochi minuti. Tu ti
+chiudi nella stanza accanto, e aspetterai che mi sbrighi.
+
+FRANCESCO
+
+Potrebbe incogliermi peggio. Mi conviene piú di non rimpiattarmi. Fate
+entrare súbito!
+
+LA VOCE
+
+Ma, sangue di un demonio, è inutile che fingete di non udire! E vi
+avverto che non sono disposto a perdere il mio tempo. Aprite!
+
+SONIA
+
+Eh!... Quante parole per niente! Entra! Entra! Non c'è la spranga alla
+porta!
+
+L'AGENTE
+
+(_spalanca i battenti con una certa irruenza, e si ferma._)
+
+(_Dietro di lui, è un uomo sulla quarantina, vestito con precisa e
+sobria eleganza, dal volto scialbo e allampanato, dagli occhi incolori e
+vitrei:--il signor_ EDGARDO LEMMS. _Nulla di losco. S'indovina,
+vedendolo, che è una persona per bene.--Resterà attentissimo, ma
+impassibile, inalterabile._)
+
+FRANCESCO
+
+(_si fa da parte, senza aver l'aria di nascondersi._)
+
+SONIA
+
+(_si trova, ritta, presso il divano. Sbircia di traverso l'Agente e
+l'uomo che gli è dietro._)
+
+L'AGENTE
+
+(_al signor Lemms_) La identificate?
+
+LEMMS
+
+Perfettamente.
+
+L'AGENTE
+
+Venite, venite. Staremo a vedere se lei ammette d'aver cenato con voi.
+
+(_Si avanzano tutti e due. Si accorgono di Francesco. L'_AGENTE _gli
+getta un'occhiata di competenza. Non si toglie il cappello. Il signor_
+LEMMS _abbozza un saluto, e si toglie il cappello._)
+
+L'AGENTE
+
+(_a Sonia_) Compiacetevi di rispondere, Sonia Zarowska. Stavate, circa
+tre ore fa, a cena col signor Edgardo Lemms, in una saletta particolare
+del _Falchetto d'oro_?
+
+SONIA
+
+Edgardo Lemms sarebbe il nome di quel signore là?
+
+L'AGENTE
+
+Appunto. E rispondetemi.
+
+SONIA
+
+Rispondo di sí. Con quel signore sono stata a cena dove hai detto.
+
+L'AGENTE
+
+Egli vi accusa di avergli rubato il portafogli.
+
+SONIA
+
+(_non si scompone e si stringe nelle spalle_) Uhm!
+
+L'AGENTE
+
+Evidentemente, il signor Lemms, dopo aver pagato il conto,... si è
+distratto, o è stato distratto da voi. Egli ha lasciato il portafogli
+sulla tavola, e voi ve ne siete impossessata, profittando... della
+distrazione.
+
+SONIA
+
+Io non me ne ricordo.
+
+L'AGENTE
+
+I ladri non hanno mai buona memoria.
+
+SONIA
+
+Avevo tanto bevuto!
+
+L'AGENTE
+
+Intendete dire che eravate ubbriaca!... Eh, lo so! Voi state già
+architettando il vostro piano di difesa! (_A Lemms_) Furba, l'amica!...
+(_Poi, a lei_) Ma è ridicolo sostenere che abbiate dimenticato d'aver
+commesso un furto perché in quel momento eravate ubbriaca. È ridicolo,
+cara Sonia Zarowska!
+
+FRANCESCO
+
+(_intervenendo, riservato e affabile_) La memoria è una delle piú
+dirette attività della coscienza. Difatti, per misurare il grado di
+coscienza, da cento a zero, in qualcuno di cui si suppone che abbia
+corso il pericolo di perderla tutta o parzialmente, uno dei primi e piú
+arguti mezzi è di sperimentarne la memoria. Intanto, è incontestabile
+che la coscienza venga soppressa dall'ubbriachezza grave, la quale,
+nelle sue manifestazioni, nei suoi effetti, rassomiglia alla completa
+follia. Io, anzi, la chiamerei: una follia incidentale.
+
+LEMMS
+
+(_ha ascoltato con deferenza, e approva:_) Perfettamente.
+
+SONIA
+
+(_ha ascoltato con un vano sforzo di comprensione e ha tremato alla
+parola «follia»._)
+
+L'AGENTE
+
+(_ha ascoltato, squadrando Francesco con ostilità._) Vi consta, signor
+Lemms, che Sonia Zarowska aveva bevuto molto?
+
+LEMMS
+
+Moltissimo.
+
+L'AGENTE
+
+Ma non era una ubbriachezza grave se è stata digerita in tre ore.
+
+FRANCESCO
+
+Io non giurerei che ella ne sia del tutto libera. Comunque, mi parrebbe
+opportuno considerare che, negli ubbriachi abitualmente recidivi,
+proprio questa abitudine fa sí che il sonno basti ad affrettare il
+ritorno dello stato normale:--_normale_, beninteso, in rapporto al
+quadro permanente degli alcoolizzati. E io attesto di aver trovata
+pocanzi Sonia Zarowska immersa in un profondo sonno.
+
+L'AGENTE
+
+(_a Francesco, con una calma intorbidita di sorda minaccia_) Voi
+insistete nell'interloquire, egregio signore, senza che io vi abbia
+interrogato.
+
+FRANCESCO
+
+Chiedo scusa.
+
+L'AGENTE
+
+Avrete la bontà di favorirmi il vostro nome.
+
+FRANCESCO
+
+Nulla in contrario. (_Cava fuori una carta di visita, gliela porge._)
+
+L'AGENTE
+
+(_leggendo, si raccapezza: muta contegno, e, per atto di rispetto, tocca
+la falda del cappello._) Non potevo immaginare che...
+
+LEMMS
+
+(_a Francesco, inforcando gli occhiali_) Permette?
+
+FRANCESCO
+
+S'accomodi pure.
+
+L'AGENTE
+
+(_mostrando a Lemms la carta di visita_) Un professore rinomato.
+
+LEMMS
+
+(_legge, e s'intravvede nella sua impassibilità una convinta
+ammirazione._)
+
+FRANCESCO
+
+Un modesto medico specialista, pel quale non è infruttuoso studiare i
+vizii e le degenerazioni nei loro covi e nei loro laboratorî.
+
+L'AGENTE
+
+Che schifo, illustre professore!
+
+LEMMS
+
+(_quasi tra sé_) Non tanto!
+
+FRANCESCO
+
+E spero che la mia professione mi giustifichi anche di non essermi
+astenuto dall'interloquire. Si era un po' nei miei paraggi.
+
+L'AGENTE
+
+(_con animazione autorevole, dispotica_) A ogni modo, il portafogli è
+sparito, ed è qua che bisognerà cercarlo. (_Appellandosi a Francesco
+come per averne il consenso_) È chiaro?
+
+FRANCESCO
+
+Questo non è affar mio.
+
+L'AGENTE
+
+(_a Sonia_) Orbene, a voi! Dovrebbe trovarsi proprio sulla vostra
+persona. Io non vi perquisisco, a condizione che voi stessa lo
+cerchiate.
+
+SONIA
+
+(_ha seguíto quello che accadeva intorno a lei, assumendo un
+atteggiamento di sottomissione quando parlava Francesco. Adesso,
+all'invito dell'Agente, recalcitra:_) Sulla mia persona, il portafogli
+non c'è.
+
+(_Non si riesce a intendere se ella sia in buona in mala fede._)
+
+L'AGENTE
+
+Tanto peggio per voi, sapete! Solamente se stesse sulla vostra persona
+si potrebbe accettare l'ipotesi del Professore, cioè che, essendovene
+appropriata quando lavorava la sbornia, non ve ne ricordiate piú. Ma se
+aveste già provveduto a nasconderlo, come fareste, cretina che siete!, a
+giustificarvi con la sbornia e con la dimenticanza?
+
+SONIA
+
+Ti ripeto che sulla mia persona non c'è'! (_Leva la voce, ringhiosa,
+furiosa._) Non c'è e non c'è! E io, no, non mi lascio perquisire! Ti
+proibisco di perquisirmi! (_Sfugge allontanandosi dal divano e riparando
+in un cantuccio._)
+
+(_Il divano è rimasto tutto scoperto alla vista dei tre uomini._)
+
+L'AGENTE
+
+Sangue di un demonio, voi agite a danno vostro!... Mi sembrate un mulo
+che si affatichi a tirarsi calci alla coda. Perché siete una donna, non
+volevo perquisirvi, non volevo mettervi le mani addosso. Ma questi
+signori sono testimoni che voi mi ci obbligate. (_Uscendo dai gangheri,
+si avventa su lei._) Dunque, andiamo! Sottoponetevi alla perquisizione,
+senza altre chiacchiere!
+
+FRANCESCO
+
+Fermatevi un momento, per favore.
+
+L'AGENTE
+
+(_desiste, sospeso._)
+
+FRANCESCO
+
+Se i miei occhi non s'ingannano, il portafogli è lí, mezzo conficcato
+tra i cuscini del divano, dove ella pocanzi dormiva. È minuscolo ed è
+quasi del colore dei cuscini, il che lo ha reso poco visibile.
+
+(_Emerge appena di tra i cuscini rossi un piccolo grazioso portafogli di
+cuoio rosso._)
+
+SONIA
+
+(_mal sorpresa, si protende per vedere._)
+
+LEMMS
+
+(_sempre impassibile--inforca di nuovo gli occhiali._)
+
+L'AGENTE
+
+(_dissimulando il disappunto, si avvicina al divano, e con due dita
+prende il portafogli. Indi, tenendolo in alto, lo mostra al signor
+Lemms._) È questo il vostro portafogli?
+
+LEMMS
+
+Perfettamente.
+
+FRANCESCO
+
+Le sarà cascato dal petto o dalla cintola, quando si è gettata lassù o
+quando vi si agitava nel sonno. Certo è che, rincasando, non aveva
+provveduto a nasconderlo.
+
+L'AGENTE
+
+(_al signor Lemms_) Dovrebbe contenere?...
+
+LEMMS
+
+(_rammentandosi a stento_)... Lire milletrecento,
+
+L'AGENTE
+
+(_verifica_)... Sono mille trecento e sette. (_Gli consegna il
+portafogli._)
+
+LEMMS
+
+Guadagno sette lire.
+
+SONIA
+
+(_è tuttora impenetrabile. Dal suo contegno non trapela la
+consapevolezza, non l'innocenza, non la mortificazione, non il
+risentimento._)
+
+L'AGENTE
+
+(_obliquo--sottolineando le parole_) Con ciò, spieghiamoci, Sonia
+Zarowska non cessa di dover rispondere dell'accusa di furto.
+
+LEMMS
+
+Io mi oppongo.
+
+L'AGENTE
+
+Voi vi opponete, ma l'autorità procede.
+
+LEMMS
+
+Procede a che? Ho riavuto il mio portafogli con sette lire di piú. Mi
+pare che l'incidente sia esaurito.
+
+L'AGENTE
+
+C'è la vostra denunzia.
+
+LEMMS
+
+La ritiro.
+
+L'AGENTE
+
+Trattandosi d'un reato d'azione pubblica, non c'è modo di ritirarla.
+Deve per forza arrivare davanti alla giustizia.
+
+LEMMS
+
+La mia denunzia non è stata raccolta che da voi. Con un prudente
+sacrificio... reciproco, possiamo metterci d'accordo per non incomodare
+la giustizia e, soprattutto, per non dare altre noie a questa donna.
+
+L'AGENTE
+
+(_con astuta condiscendenza_) Be',... ci penseremo, e ne riparleremo.
+
+LEMMS
+
+Perfettamente.
+
+L'AGENTE
+
+La prima cosa, intanto, che ho da fare per non avere imbarazzi è di
+licenziare le due guardie che ho lasciate sul pianerottolo. Vi aspetto
+in portineria.
+
+LEMMS
+
+Vi raggiungo súbito.
+
+L'AGENTE
+
+(_a Francesco_) Riverisco, illustre professore!
+
+FRANCESCO
+
+Si conservi.
+
+L'AGENTE
+
+(_esce._)
+
+LEMMS
+
+(_a Sonia, avvicinandosi_) Avete udito, piccina?... Vi saranno
+risparmiate ulteriori noie. E vi rivedrò volentieri. Quel che mi
+dispiace è che non siete una ladra sul serio. Sareste piú interessante.
+
+SONIA
+
+(_ha l'istantanea sensazione d'una puntura._)
+
+LEMMS
+
+(_si avvicina a Francesco_) Signor medico, sono ben felice d'aver fatta
+la sua conoscenza.
+
+FRANCESCO
+
+Ella è molto cortese.
+
+LEMMS
+
+E, forse, rivedrò anche lei. Potrò venire a chiederle qualche consiglio?
+
+FRANCESCO
+
+Le auguro di non averne bisogno.
+
+LEMMS
+
+Sospetto che troppo tardi mi giunga l'augurio.
+
+FRANCESCO
+
+In tal caso, a sua disposizione.
+
+LEMMS
+
+Perfettamente. I miei ossequi.
+
+FRANCESCO
+
+(_accenna un inchino._)
+
+LEMMS
+
+(_via._)
+
+LA VOCE DELL'AGENTE
+
+(_irritata_) Ma, sangue d'un demonio, vi avevo ordinato di piantonare le
+scale! E dove stavate, invece, dove stavate?!
+
+ALCUNE VOCI FEMMINILI
+
+(_scrosciano, lontanissime, in una sconcia risata._)
+
+
+V.
+
+(_Un breve silenzio._)
+
+FRANCESCO
+
+(_risoluto, quasi brusco_) E basta, eh? (_Piglia il cappello._)
+
+SONIA
+
+(_con l'impulsività di una bambina lo afferra pel braccio._) No! No!...
+
+FRANCESCO
+
+Dio buono, io ho già troppo accondisceso, e voi troppo osate, adesso!
+
+SONIA
+
+Non andare in collera! Senti... Senti... Ti prego... Mi hai cosí bene
+difesa... Difendimi ancora!
+
+FRANCESCO
+
+Io non ho fatto che secondare e accreditare, con la mia logica, con la
+mia esperienza, la vostra affermazione di irresponsabilità. Forse
+mentivate relativamente all'episodio del piccolo crimine di cui vi si
+accusava. Nondimeno, il difendervi era legittimo, e non me ne pento,
+poiché, con o senza l'ubbriachezza, voi non siete che una
+irresponsabile. Ma che piú sperate ch'io faccia per voi?... D'altronde,
+quel brav'uomo ha iniziato un accordo col zelante accusatore per
+comperarne il silenzio. Non correte piú alcun pericolo.
+
+SONIA
+
+E per l'avvenire?... Se mi colgono, sono perduta! In carcere, mi
+mettono! In carcere!
+
+FRANCESCO
+
+E lo spavento del carcere non è piú forte della tentazione di rubare?
+
+SONIA
+
+Quando quella tentazione mi prende e mi si caccia nelle vene, negli
+occhi, nelle mani, io non ragiono, non rifletto, non ci penso piú al
+carcere. E tu, difendendomi ancora, dovresti specialmente da quella
+tentazione difendermi. Questo ti chiedo io.
+
+FRANCESCO
+
+Ma quale scompiglio d'idee! Difendervi da una dubbia accusa, difendervi
+dalla inclemenza d'un poliziotto è ben diverso che difendervi da una
+clandestina e tirannica tentazione.
+
+SONIA
+
+Ma è certo che lo puoi.
+
+FRANCESCO
+
+E come sembra a voi ch'io lo possa?
+
+SONIA
+
+Lo puoi con le tue ammonizioni, col tuo comando, con quelle tue parole
+che dicono cose che soltanto tu sai. Sono parole che là per là fanno
+tremare, e poi si fissano, amiche, qui, nel cervello, vi restano come
+inchiodate, e continuano a dire, a dire, a dire...
+
+FRANCESCO
+
+Voi siete sotto l'impressione del mio utile intervento. Travedete.
+Fantasticate. La riconoscenza vi abbacina. Le mie ammonizioni, il mio
+comando, tutto l'aspro repertorio di sapienza, che voi credete soltanto
+mio e che vi fa tremare, non vi scanserebbero da un triste fascino che
+vince anche lo spavento del carcere. Agiscono in voi delle forze
+irresistibili che di voi dispongono illimitatamente e che producono ogni
+vostro atto, ogni vostro istante di vita. Sono le medesime, ahimé, di
+cui vive, inconsapevole, il bruto.
+
+SONIA
+
+(_trema_) Il bruto?!
+
+FRANCESCO
+
+Sí, Sonia Zarowska: il bruto! E finché queste forze irresistibili vi
+possiederanno, finché esse comporranno la vostra vita, nulla varrà a
+salvarvi dalle tentazioni alle quali finora avete dovuto cedere. Per
+potervene difendere, per potervene salvare, un'altra vita bisognerebbe
+sapere infondervi: una vita che non avesse la sua intima sede nei sensi,
+una vita interiore, una vita spirituale, quella vita cioè che molti
+vorrebbero soffocare perché piena di lotte e di tumulti, ma che
+appunto--tra i confini, s'intende, del nostro raziocinio--differenzia
+dal bruto l'essere umano.
+
+SONIA
+
+(_dibattendosi_) Non capisco! Non capisco! Non mi riesce di capire!...
+
+FRANCESCO
+
+(_con un pallido sorriso buono_) E questa volta sarebbe piú che mai
+strano se non fosse cosí! (_Le mette una mano sulla spalla._) Ma giacché
+le mie parole vi si fissano, amiche, nel cervello e continuano a dire, a
+dire, a dire..., voi non dimenticherete quello che ora non capite,... e
+sarà sempre qualche cosa!... Vi saluto, Sonia Zarowska! Vi saluto!
+(_Pacatamente, accorato e pensoso, si allontana, esce._)
+
+
+VI.
+
+SONIA
+
+(_non ha piú tentato di trattenerlo, non lo ha seguíto con gli sguardi,
+non si è mossa, ed è rimasta come tramutata in una statua, assorbita
+dall'insistente volontà di capire. Per lei piú nulla è intorno.--Quella
+volontà intensa e vana la distacca dall'atmosfera che la circonda, le
+aliena la vista e l'udito._)
+
+(_Nel corridoio si fa buio._)
+
+UNA VOCE DI DONNA
+
+(_rauca, assonnata_) Buona notte, bionda!
+
+SONIA
+
+(_ripete piano e scandite dalla fatica riflessiva alcune parole di
+Francesco Floriani._)... «Una vita... che non avesse... la sua intima
+sede... nei sensi...» (_Tace._)
+
+(_Trasvola nel silenzio il lieve rumore d'una serratura frugacchiata._)
+
+SONIA
+
+(_non ode._)
+
+(_Si apre appena la porticina misteriosa._)
+
+ULRICO
+
+(_s'insinua come un'ombra, il cappello all'indietro, il bavero alzato.
+C'è in lui un che di sinistro e di buffo._)
+
+SONIA
+
+(_non vede._)
+
+ULRICO
+
+(_è arrestato dall'atteggiamento di lei. Dopo averla affisata curioso e
+sbieco, raccorciandosi a guisa di chi cerchi di attraversare una folla
+inosservato e camminando grottescamente cauto, va verso la parete in
+fondo, dov'è la chiavetta della complice luce elettrica. La gira, e
+siede a una seggiola addossata a quella parete._)
+
+(_Dalle quattro lampadine che penzolano dal centro del soffitto è
+piovuto, allargandosi in tutta la stanza, un riverbero bluastro che,
+mescolandosi con la gazzarra del rosso, suscita un fantastico fluttuare
+di larve violacee._)
+
+SONIA
+
+(_dal rapido diffondersi del riverbero bluastro è stata sottratta alla
+sua riflessione, quasi che una molla le sia scattata dentro. Volgendosi
+un po', si accorge della presenza di Ulrico._) Sei qua, tu? Non ti ho
+visto entrare.
+
+ULRICO
+
+Cos'è? Rammollimento contemplativo?
+
+SONIA
+
+Ero sola. Pensavo.
+
+ULRICO
+
+Il che non ti accade spesso.
+
+SONIA
+
+(_genuina_) È vero: non mi accade spesso.
+
+ULRICO
+
+Non eri sola, per altro, che da qualche minuto.
+
+SONIA
+
+Difatti, da qualche minuto se ne è andato il tuo amico.
+
+ULRICO
+
+L'ho visto, giú.
+
+SONIA
+
+Che t'ha detto?
+
+ULRICO
+
+Non l'ho interrogato. Mi sono nascosto per non fargli credere che io
+stessi lí ad aspettarlo.
+
+SONIA
+
+(_resta di nuovo astratta._)
+
+ULRICO
+
+E ancora pensi?
+
+SONIA
+
+No.
+
+ULRICO
+
+Ma non badi a me. Che hai?
+
+SONIA
+
+Niente.
+
+ULRICO
+
+(_impaziente--e pur mellifluo e postulante_) E non ti parla questa luce?
+Non ti richiama?
+
+SONIA
+
+Sí.
+
+ULRICO
+
+Non mi frodare, dunque, Soniuccia! È l'ora mia.
+
+SONIA
+
+Sono pronta.
+
+ULRICO
+
+Oh, bene! bene! (_Si accende una sigaretta._)
+
+SONIA
+
+(_è sempre allo stesso posto.--Appare quasi inquieta. Poi, a grado a
+grado, si trasfigura. Il suo volto assume un aspetto di ebete sensualità
+con una impronta d'involontario maleficio in agguato. Dalla sua bocca,
+di cui le labbra combaciano, si stende, mugolata, una sottile esarmonica
+melodia di sapore orientale, che sembra funebre._)
+
+ULRICO
+
+(_sporge la testa di tra le spalle alzate, tira giú il monocolo, e punta
+su lei, spalancati e cupidi, gli occhi storti._)
+
+SONIA
+
+(_comincia a convellersi nei fianchi frementi, nelle braccia alquanto
+aperte in su, e i convellimenti procaci seguono il ritmo morboso della
+melodia.--Ma súbito l'inquietudine torna a serpeggiarle in tutta la
+persona. Il suo volto diviene sofferente. Il ritmo si spezzetta. La
+melodia si affioca. Le muore in gola.--Ella ristà. Le sue braccia cadono
+inerti._)--(_Con una intonazione di scoraggiamento:_) No! No! Stasera,
+no!
+
+ULRICO
+
+(_costernato_) Sonia?! (_Le va di fronte, vivamente, piú per esortarla
+che per rimproverarla._) Sonia?!
+
+SONIA
+
+(_rammaricandosi_) Non avertela a male!. Stasera, no!
+
+ULRICO
+
+(_sbalordito_) Perché?!
+
+SONIA
+
+(_non lo sa, e non sa rispondere._)
+
+ULRICO
+
+(_immobile, la guarda._)
+
+SONIA
+
+(_come se pregasse per ottenere indulgenza, insiste:_) Stasera, no!
+
+ULRICO
+
+(_la guarda, la guarda._)
+
+
+SIPARIO.
+
+
+AVVERTENZA.--Le note del canto; nella pagina 135.
+
+
+ [Illustrazione: note del canto di Sonia]
+
+
+
+
+TERZO ATTO
+
+
+_Un vestibolo dall'architettura sobria, pulito, bianco, ridente, un po'
+claustrale, che, per un ampio vano arcuato, aperto nel centro del muro
+in fondo, comunica con un giardino, non ricco, ma molto alberato. A
+sinistra una porta che dà accesso all'interno della Casa di Salute. A
+destra una porta che dà accesso al quartierino abitato da Francesco
+Floriani.--Dallo stesso lato un tavolino rettangolare e un paio di
+sedie. Sul tavolino, un registro, l'occorrente per scrivere, un'anfora
+con qualche fiore, il quadretto della soneria elettrica. Torno torno al
+vestibolo, come in una sala d'aspetto, una fila di basse scranne. Dalla
+volta pende una lampada elettrica._
+
+
+I.
+
+_È il meriggio. Luce nel vestibolo. Luce nel giardino. Le ricoverate
+della Casa di Salute sono in attesa del loro buon Direttore, sedute
+sulle scranne o in piedi nel vestibolo, nel giardino, sotto l'arco del
+vano. Donne giovani, donne giovanissime, donne mature. Vestono un
+modesto ma decoroso abito grigio: una specie di uniforme. Son pettinate
+con accurata semplicità. Non manca qualche pettinatura piú ricercata o
+addirittura graziosa.--Alcune ricoverate sono un po' pallide, smunte,
+avariate. Altre sembrano sane, quasi floride. Cinque o sei restano
+appartate, in una tensione bisbetica, rivelata da qualche gesto, da
+qualche smorfia, o in una sincera tranquillità.--La piú tranquilla è_
+SONIA ZAROWSKA, _mite nel viso, piú appartata di tutte, con l'occhio
+tranquillamente estraneo._
+
+SUORA MARTA
+
+(_è ritta, in un angolo, oculata, non rigida, non severa._)
+
+(_Un vispo chiacchierio fiorisce tra le piú gaie, che formano un gruppo
+in primo piano:_)
+
+--Veramente?
+
+--Da chi l'hai saputo?
+
+--L'ho saputo da lei stessa in un momento in cui pareva trasognata.
+
+--Ballerina, dunque? Ballerina!
+
+--Ballerina, no. Non credo.
+
+--A me piacerebbe di essere una ballerina!
+
+--Meglio attrice, poi, come me... (_Declamando:_)
+
+ Non vuoi col brando uccidermi e coi detti
+ Mi uccidi, intanto?
+
+--Stai zitta! E non venderci le solite fandonie! Non sei mai stata
+attrice, tu.
+
+--E lei, se non era ballerina, perché danzava?
+
+--Questo è il mistero!
+
+--Chi sa che danza faceva!
+
+--Caruccia me la figuro nella danza, con quel suo corpo di ninfa
+amorosa!
+
+--Se la pregassimo di danzare?
+
+--Si rifiuterebbe.
+
+--Tentiamo!
+
+--Tentiamo!
+
+UNA DEL GRUPPO
+
+(_la piú ardita--si avvicina, d'un tratto, imprudentemente, a Sonia._)
+Avresti la cortesia, piccola buona, di mostrarci come danzavi?
+
+SONIA
+
+(_con un sussulto e con un gesto di orrore_) Oh!...
+
+SUORA MARTA
+
+Non le date retta, Sonia Zarowska!
+
+LA PIÚ AUDACE.
+
+Almeno una volta, vogliamo vederla danzare, Suora Marta!
+
+(_Animazione generale._)
+
+--Sí, sí, vogliamo vederla danzare!
+
+--Vogliamo vederla danzare!
+
+QUASI TUTTE
+
+(_l'assediano._)
+
+--Sonia! Sonia!
+
+--Piccola buona!
+
+--Solamente una volta!
+
+--Solamente un poco!
+
+--Suvvia!
+
+--Un poco poco!
+
+--Ce ne accontentiamo!
+
+SONIA
+
+No! No! No! No! (_Come a schivare l'insistenza, indietreggia e si riduce
+con la schiena a un muro._)
+
+SUORA MARTA
+
+(_facendosi burbera_) Insomma, figliuole! Non è bello che vi sfreniate
+cosí nell'ora in cui avete piú che mai l'obbligo della disciplina per
+ascoltare la parola del nostro Direttore.
+
+
+II.
+
+(_Entra in tempo_ FRANCESCO FLORIANI, _seguíto da_ LORENZO GEMMI: _un
+vecchietto dall'aria signorile, in lutto strettissimo. Sulla sua
+fisonomia è l'impronta d'una ambascia inesauribile._)
+
+FRANCESCO
+
+(_con familiare cordialità_) Ma, poiché il vostro Direttore è in
+ritardo, voi non avete avuto troppo torto se alla disciplina vi siete
+ribellate. È lui che dà il cattivo esempio.
+
+SONIA
+
+Non è vero.
+
+TUTTE
+
+(_all'istante, son divenute serie, riguardose, facendo largo al
+Direttore._)
+
+SONIA
+
+(_si è scostata dal muro, ravvivandosi alquanto, rassicurata dalla
+presenza di lui._)
+
+FRANCESCO
+
+Sonia Zarowska afferma che non è vero. Evidentemente, con la sua pronta
+sensibilità, ha intuito che c'è una circostanza a mio discarico. La
+quale è questa. Mi ha distolto dal quotidiano convegno un fatto che
+concerne appunto voi e la Casa che vi ospita. E mi è, anzi, grato, oltre
+che doveroso, darvene conto, in quanto ritengo che ciò varrà a blandirvi
+il cuore e la mente piú della nostra abituale conversazione. Alla Casa
+che vi ospita, sostenuta finora dalle mie esigue risorse finanziarie,
+una piú solida prosperità sarà in avvenire garantita da una generosa
+elargizione. È il dono d'un uomo elettissimo che fu già un grande amico
+di quelle tra voi che erano presso di me prima della sua... volontaria
+scomparsa. (_Rivolgendosi a una delle donne per sperimentarne la facoltà
+mnemonica e quella affettiva_) Di chi parlo io, Giulia Vannelli?
+
+GIULIA VANNELLI
+
+(_súbito_) Di Paolo Gemmi.
+
+FRANCESCO
+
+Ve ne ricordate, senza dubbio, rimpiangendolo...
+
+GIULIA VANNELLI
+
+Era cosí benefico anche lui! cosí degno di starvi accanto!
+
+FRANCESCO
+
+(_indagando_) E non se ne ricordano egualmente tutte le vostre compagne
+d'allora?
+
+ALCUNE
+
+(_fanno cenno di sí col capo._)
+
+UN'ALTRA
+
+Sicuro!
+
+UN'ALTRA
+
+Sicuro!
+
+UN'ALTRA
+
+Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo!
+
+FRANCESCO
+
+(_indicando Lorenzo Gemmi_) Questi è suo padre.
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_che era raccolto in sé stesso, alle spalle di Francesco, ascoltandolo,
+s'imbarazza ora nel veder convergere sulla propria persona gli sguardi
+di tutte le Ricoverate incuriosite._)
+
+FRANCESCO
+
+(_continuando_) È il suo povero padre, che si è affrettato a
+comunicarmene la lettera testamentaria rinvenuta appena stamane. Dopo
+d'aver deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità già
+trasmessagli dall'abnegazione paterna fosse destinata all'opera della
+quale era stato valido apostolo. Nella medesima lettera--notate--ebbe
+cura di esprimere la speranza di farsi perdonare da Dio, con
+quell'estremo atto di carità e di tenerezza, «_la folle violazione del
+maggior dovere d'ogni cristiano_»: il dovere, cioè, di aspettare che
+l'ultima ora sia segnata dai poteri divini. Voi accoglierete
+religiosamente la generosità la speranza e il monito di Paolo Gemmi. E
+il suo nome--a cui questo asilo sarà intitolato--voi circonderete d'un
+culto perenne.
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_trattiene le lagrime._)
+
+(_Le Donne si piegano in una mesta commozione, Sonia piú di tutte._)
+
+FRANCESCO
+
+Vi vedo commosse. È un dolce suffragio che inviate a quell'anima
+inquieta.
+
+LORENZO GEMMI
+
+Vorrei...
+
+FRANCESCO
+
+Che desiderate, signor Lorenzo?
+
+LORENZO GEMMI
+
+Vorrei... che l'ispiratrice delle vostre azioni piú nobili fosse
+informata immediatamente affinché si unisse, nel commemorare il
+donatore, a queste umili creature.
+
+FRANCESCO
+
+Da qualche tempo, mia moglie non è con me. (_Nel suo accento è un
+recondito spasimo._)
+
+SONIA
+
+(_che gli è quasi vicina, lo fissa, con una particolare espressione
+d'intelligenza._)
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_celando una viva sorpresa_) Tornerà presto, di certo...
+
+FRANCESCO
+
+Forse, no.
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_discreto nel tono, che quasi protesta_) Ella vi è tanto devota!... Vi
+ama tanto!...
+
+FRANCESCO
+
+Non mai abbastanza si ama, signor Lorenzo!
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_rimane soprappensiero._)
+
+FRANCESCO
+
+(_alle Donne, tagliando la commozione_) E per oggi, mie care, null'altro
+ho da dirvi. Domani, ve lo prometto, staremo a lungo insieme, e a lungo
+converseremo. Sicché, rientrate, adesso. Rientrate serenamente per
+mettervi a lavorare o a leggere come di regola. (_Ostentando di
+celiare_) Suora Marta è incaricata di arrabbiarsi se, per caso, non ne
+avrete voglia. (_Alla Suora_) Precedetele, precedetele, amica mia.
+Soltanto il gregge si conduce camminando in coda.
+
+SUORA MARTA
+
+(_s'inchina e infila l'uscio a sinistra._)
+
+(TUTTE--_ad eccezione di_ SONIA--_s'inchinano anch'esse e, obbedienti,
+affollandosi presso l'uscio, in ordine perfetto, seguono la Suora._)
+
+SONIA
+
+(_è come fermata da una astrazione mentale._)
+
+FRANCESCO
+
+(_a Sonia_) E voi, non andate?
+
+SONIA
+
+Chi?... Io?... Sí, vado. (_Con una vaga titubanza, esce._)
+
+LORENZO GEMMI
+
+Io vi tolgo l'incomodo, dottore. Provvederemo tra giorni alle pratiche
+legali per rendere effettiva la donazione.
+
+FRANCESCO
+
+Quando vi piacerà.
+
+
+III.
+
+(_Giunge_ ULRICO _dal giardino_)
+
+ULRICO
+
+(_trafelando_) Si può?
+
+FRANCESCO
+
+(_si volta_) Oh, guarda! L'uomo-cometa!
+
+ULRICO
+
+Senza coda.
+
+FRANCESCO
+
+(_con disinvoltura non sincera_) Avanti! Avanti!... Era tempo che tu
+tornassi!
+
+LORENZO GEMMI
+
+(_a Francesco_) Arrivederci, dunque.
+
+FRANCESCO
+
+Vi accompagno fino al cancello.
+
+LORENZO GEMMI
+
+Ma no. Conosco la strada. Vi prego di restare. (_Alludendo all'arrivo di
+Ulrico_) Un po' per uno.
+
+FRANCESCO
+
+Per accontentarvi... (_Gli stringe le mani con cordiale rispetto._) E
+non dimenticate la mia venerazione: verso di lui e verso di voi.
+
+LORENZO GEMMI
+
+Abbiatela tutta per lui, dottore! Io non ne merito.
+
+(_Si separano sulla soglia in fondo._)
+
+
+IV.
+
+ULRICO
+
+(_si è gettato a sedere su una panchetta. È stanco, torvo, scarruffato,
+smagrito. Ha le guance incavate. Ha negli occhi l'incandescenza stramba
+d'un tizzo ardente su cui si spruzzi, con alterna persistenza, acqua e
+petrolio.--Il monocolo destinato all'occhio piú guercio gli pende, da un
+laccio, sul petto._)
+
+FRANCESCO
+
+(_osserva la fisonomia di lui. Ne è conturbato. Dissimula, scherzando_)
+E cosí?... Che n'è del programma di ficcare il naso nei fatti miei e
+d'essere il mio medico cotidiano, all'uso giapponese? Ai primi fiaschi
+della tua psicoterapia naturalistica, mi hai abbandonato?
+
+ULRICO
+
+Ho dovuto servire il signor me stesso in questi giorni. E sono stati
+giorni angosciosi.
+
+FRANCESCO
+
+(_intuisce, continua a dissimulare._) Tuttora angosciato sei.
+
+ULRICO
+
+Io immagino già la conclusione d'un tuo prevedibile predicozzo. Mi
+ronzano già nell'orecchio le tue parole:--«Non c'è modo di cavarsela,
+mio caro Ulrico. Abolisci l'amore, con i suoi tormenti e con i suoi
+pericoli d'ogni sorta? Caschi dalla padella nella bragia. La femmina a
+cui ti attacchi sensualmente può lasciarti in asso, o può crepare, o può
+sparire senza crepare, e allora, nonostante l'abolizione dell'amore, sei
+anche tu un uomo spacciato!...» (_Con sofferente dispetto_) Ah, no!
+Spacciato no, per tutti i diavoli! L'angoscia dei sensi non è meno
+passeggera d'una cattiva digestione. Lei mi è piaciuta piú delle altre?
+Me ne piacerà un'altra piú di lei.
+
+LA VOCE DELLA SUORA
+
+(_si ode di sfuggita_) Mi obbligherete a ricorrere al Direttore...
+
+FRANCESCO
+
+(_tende lo sguardo verso l'uscio a sinistra.--Indi, prudente, lo
+chiude_)... Sicché?...
+
+ULRICO
+
+Sei nelle nuvole?... Ti disturbo? Sono di troppo? Ho da andarmene? Ho da
+liberarti della mia presenza?...
+
+FRANCESCO
+
+Ma, scusa, a che proposito?... Mi è stato tanto gradito il rivederti! Ti
+ho ricevuto festosamente!... E non ero nelle nuvole quando parlavi. Ero
+invece attentissimo, e ho compreso quel che dicevi. Ho compreso che sei
+incappato in un infortunio... a cui non annetti troppa importanza.
+
+ULRICO
+
+... a cui annetto una importanza relativa.
+
+FRANCESCO
+
+Tutto si limita, mi pare, a un episodio, a una parentesi:--le tue
+dilettazioni di gaudente hanno avuto un arresto momentaneo perché ti è
+mancata a un tratto Sonia Zarowska. Mi sbaglio?
+
+ULRICO
+
+(_stralunando gli occhi_) Irreperibile! Assolutamente irreperibile!...
+Un enigma da far dare la testa nel muro! (_Ricorda e racconta:_) Mi
+separo da lei alle nove di sera. Torno alle undici. Entrata libera, come
+di solito. Illuminazione bianca. Lei, fuori, in giro. Niente di
+straordinario. Rincaserà tardi? Mi è indifferente. E se non sarà sola,
+pazienza, me la svignerò, visto o non visto. Nel suo salottino, aspetto
+un'ora, aspetto due ore, aspetto tre ore. È notte avanzata. Cerco il mio
+e il suo absinthe. Bevo, ribevo, mi addormento. Mi sveglio all'alba.
+Lei, ancora fuori. Niente di straordinario. Tuttavia, sono inquieto.
+Impossibile riaddormentarmi. Fumo, passeggio, apro le finestre, irrompo
+nel quartierino recondito della padrona, la scuoto nel letto, la strappo
+dal sonno, le chiedo se dubiti che Sonia abbia preso il volo. La sua
+risposta è ambigua: «La bionda mi paga giorno per giorno, quindi può
+andarsene quando vuole.» Dunque,--dico tra me--non è improbabile che se
+ne sia andata. Ma ritrovo súbito, nel disordine che conosco, la sua
+biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini, i suoi profumi, i suoi lapis,
+i suoi cosmetici, e ciò mi rassicura. Ricomincio ad aspettare, con lo
+sguardo attaccato all'orologio. Il moto delle sfere mi diventa
+impercettibile. Cosí lento che in non meno di sessanta minuti me ne
+misura appena uno!... Alle dieci del mattino io sono assalito dal
+sospetto che Sonia sia stata còlta in flagrante come ladra e messa al
+fresco. Corro all'ufficio centrale della Questura. Mi appiccico ai
+funzionari. Li soffoco d'interrogazioni. Il mio sospetto non è punto
+confermato. Precipito nel buio. E nel buio, senza un barlume che lo
+attenui, mi do a una caccia affannosa, ininterrotta, vertiginosa,
+inutile, insensata, che mi stremenzisce, che mi esaurisce. Lo vedi come
+mi sono ridotto?
+
+FRANCESCO
+
+Lo vedo.
+
+ULRICO
+
+Giorno per giorno, come usava lei, pago la padrona affinché non disponga
+delle due stanze che lei occupava. Mi reco tutte le sere a visitarle, a
+guardarle, a sentirle. La sua biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini,
+i suoi profumi, i suoi lapis, i suoi cosmetici, sono al posto dov'erano,
+nel medesimo disordine, immobilizzato. Io contemplo e tocco un poco ogni
+cosa, e bevo gli atomi che se ne distaccano. Non riesco a proibirmelo,
+ma... ti confesso che ne provo una importuna malinconia. (_Gli passa
+sulle pupille un velo di lagrime inconsapevoli._) Ho ritardato a venire
+da te... perché avevo ritegno di mostrarmiti in queste condizioni. Oggi,
+ho superato il ritegno... e sono contento d'essere venuto.
+
+FRANCESCO
+
+(_vincendo un'esitazione_) Sonia Zarowska è qui.
+
+ULRICO
+
+(_con un violento stupore, si alza._) È qui?! È qui, con te?!
+
+FRANCESCO
+
+È nel mio Ricovero, nel mio ospedale.
+
+ULRICO
+
+Ed hai tanto aspettato a dirmelo?!
+
+FRANCESCO
+
+Mi premeva anzitutto di sapere quale effetto avesse prodotto in te... la
+dispersione della tua donna. E aggiungo, francamente, che dopo di averlo
+saputo, se avessi sperato nella possibilità di celarti ch'ella è qui, te
+lo avrei celato.
+
+ULRICO
+
+Ma come?!... Me lo avresti celato!
+
+FRANCESCO
+
+Te lo avrei celato per scansare lei dai tuoi tentativi di
+riavvicinamento.
+
+ULRICO
+
+Un'angaria! Una crudeltà!
+
+FRANCESCO
+
+No, Ulrico.
+
+ULRICO
+
+Una crudeltà, sí, una crudeltà da sbirro, una crudeltà da carceriere!
+
+FRANCESCO
+
+Non avventare di queste sciocchezze, e ascoltami.
+
+ULRICO
+
+Io domando in qual modo si è potuta impigliare nelle tue grinfie! Il tuo
+indirizzo io non gliel'ho dato. Chi te l'ha condotta? Chi l'ha costretta
+a recarsi da te?
+
+FRANCESCO
+
+(_severo_) Se mi ascolti, la tua curiosità sarà soddisfatta.
+
+ULRICO
+
+(_stentando a contenere la collera, maltratta il cappello.--Risiede su
+una seggiola presso il tavolino._)
+
+FRANCESCO
+
+(_sedendo poco discosto da lui_) Nessuno l'ha costretta. Nessuno l'ha
+condotta. Si recò da me spontaneamente. Il mio indirizzo, suppongo, lo
+apprese da un tale che capitò lí, da lei, la sera famosa in cui mi
+obbligasti a restare in sua compagnia. Costui ebbe agio di leggere la
+mia carta di visita per un incidente che non ti raccontai perché non era
+necessario raccontartelo. Quella sera, la pietà, che, sincera e anche
+soccorrevole, non tardò a succedere in me al disgusto, la riempì d'una
+intontita ammirazione mista a una specie di caparbia fiducia e ad una
+esagerata gratitudine.
+
+ULRICO
+
+(_con una vivacità comprensiva_) Perciò quella sera la trovai
+eccezionalmente distratta, eccezionalmente sviata!
+
+FRANCESCO
+
+Stammi attento, e non m'interromperei
+
+ULRICO
+
+Ammirazione, fiducia, gratitudine! Tutte cose mai provate da lei!
+
+FRANCESCO
+
+Mai provate, ne sono convinto come te, ed erano, forse, l'abbozzo vago
+di una nascitura facoltà mentale. Un che di analogo si riscontra in un
+bambino il quale abbia notato per la prima volta--che so?...--una
+fiaccola, un albero, un lembo di mare, un volo di uccello. Ma è ozioso
+vangare, ora, nel campo delle induzioni. Il fatto è che una
+mattina--quella, di certo, in cui tu persistevi nell'attesa dopo
+l'attendere di una notte interminabile--mi si presentò qui in preda a un
+parossismo straziante. Usciva, indubbiamente, da una lunga orgia. Era
+satura di alcool. Tra il nero del bistro i suoi occhi incavernati
+avevano un luccicore vuoto di sguardi. Tra gli avanzi dei colori
+posticci apparivano le due macchie paonazze degli zigomi accesi e il
+livido delle labbra gonfie. Contro il letargo che le invadeva le membra
+lottava in lei come un bisogno di non cedere ad esso; e contro lo
+scompiglio del suo pensiero semispento lottava la sua volontà fissa di
+ottenere il mio soccorso. In questa duplice lotta si dibatteva
+spasimando. Pareva una povera bestiola idrofoba in agonia!
+
+ULRICO
+
+(_soggiogato da quella visione, balbetta:_) La volontà fissa di ottenere
+il soccorso tuo! Perché non quello d'un altro?
+
+FRANCESCO
+
+Perché non un altro le aveva ispirata mai la fiducia a cui ho accennato.
+L'idea che soltanto io potessi prestarle soccorso era già da lei
+fermamente acquisita. Oltre di che, ritengo che quel signore dal quale
+fu letta la mia carta di visita le abbia forniti degli schiarimenti
+sulla mia professione e sullo scopo di questo Ricovero. Che la demenza
+cerchi da sé la soglia d'un manicomio è meno insolito di quanto si
+creda.
+
+ULRICO
+
+(_rintuzzando con pervicacia_) Sonia Zarowska non era una demente!
+
+FRANCESCO
+
+Era una demente tranquilla, inerte, chiusa nelle forme apatiche della
+sua corruzione, dei suoi vizi, della sua mania di rubare. Poi, se è vero
+che un po' di luce sia sopravvenuta a solcare quella sua demenza
+compatta, appunto questo spiracolo di percezione deve aver mutata la
+demente tranquilla in una demente agitata, paurosa, impaurita di sé
+stessa. Ed eccola, in un accesso di agitazione, in una crisi di paura,
+rivolgersi, anelante, verso il rifugio, verso il manicomio e verso colui
+del quale conobbe la pietà. (_Breve pausa._) Ora, l'agitazione è
+cessata, ed è cessata la paura. La demente agitata non c'è piú. E non
+c'è piú, neppure, la demente tranquilla. Il nemico è stato dominato
+sommergendo in una atmosfera di gentilezze e di caste idealità le losche
+abitudini contratte, delle quali non si colgono che rare e quasi puerili
+reminiscenze in qualche parola, in qualche gesto, in qualche atto
+fugace. Ma non m'illudo che sia la salvezza definitiva. Io temo che il
+ricordarle vivamente le attrattive ch'ella esercitava su i corrotti e su
+i corruttori, e su te piú che su gli altri, possa fare in lei
+ripullulare d'un súbito l'antico veleno non del tutto eliminato. Questa
+è la ragione per la quale mi sono preoccupato della eventualità che tu
+la riavvicinassi. Ma, giacché sei rimasto molto impressionato da quanto
+ti ho esposto, la mia preoccupazione dilegua, e fido in te. Mi prometti
+di non tentare di riavvicinarla?
+
+ULRICO
+
+(_dolorosamente brusco_) Non te lo prometto! Non te lo devo promettere!
+
+FRANCESCO
+
+(_si percuote un ginocchio, e si leva, infastidito._)
+
+ULRICO
+
+Promettere per non mantenere non sarebbe da galantuomo. E promettere per
+mantenere, nel caso mio, sarebbe una imbecillità. Riguardo alle mie
+impressioni, tu hai preso un granchio madornale. Le mie impressioni sono
+precisamente opposte a quelle che mi hai attribuite. Ciò che mi ha
+impressionato, ciò che mi ha fatto e mi fa fremere di dolore e di sdegno
+è che la ostinata stoltezza ideologica, tra cui si aggira la demenza
+tua, sia riuscita a sconnettere la vita naturale di quella donna e a
+strappar lei al suo nulla, alla sua pace, alla sua indipendenza, al suo
+destino--nel quale io mi dissetavo!... Ma, per fortuna, la tua opera è
+tutt'altro che compiuta. Rilevo questa buona notizia dai tuoi timori.
+(_Ride il suo vecchio riso divenuto piú acre:_) Eh eh eh eh!...
+«L'antico veleno»?!... Parole convenzionali! A chi nuoceva il cosí detto
+veleno?... Non a lei! Non a nessuno! E a chi nuocerebbe se tornasse a
+possederla?... A me, intanto, arrecherebbe un gran bene, restituirebbe
+il bene che ho perduto. E tu mi chiedi che io rinunzii alla speranza che
+questo si avveri dopo che i tuoi stessi timori mi hanno incitato a
+sperare?... Non ci rinunzio, no, non ci rinunzio! Io la voglio vedere.
+Io le voglio parlare. E ti consiglio di astenerti dall'ostacolarmi!
+
+FRANCESCO
+
+(_recisamente_) Non è inopportuno, Ulrico, che io consigli te di
+astenerti dal trascendere!
+
+(_Un filo di pausa._)
+
+ULRICO
+
+(_quasi pentito--si modera._) Se trascendessi, ne avrei poi un rammarico
+piú penoso del tuo. Evvia, Francesco! Accontentiamoci un po'
+reciprocamente. Cediamo un po' tutti e due. Tu accondiscenderai a che
+io--magari sotto la tua sorveglianza--abbia un colloquio con lei, e, per
+parte mia, ti garantisco che non mi affaticherò punto a riconquistarla
+al suo passato. (_Traspare ch'egli esprime una temperanza momentanea._)
+Mi limiterò a interrogarla sulle sue sensazioni attuali, sulle sue
+intenzioni per l'avvenire, e il risultato di questo colloquio, da cui
+sarà stimolata la sua sincerità, potrà servire, a guisa di scandaglio,
+anche a te. Misurerai il valore dei tuoi criterii, la portata dei tuoi
+metodi. Apprenderai se, dal tuo punto di vista, ella sia già guarita o
+almeno avviata a guarire o se il mutamento verificatosi non sia che
+effimero e occasionale. Dovrai riconoscere--ne sono sicuro--l'utilità
+pratica della tua condiscendenza. E cessiamo di sperperare il nostro
+tempo, te ne prego! Chiamala!
+
+FRANCESCO
+
+(_paziente, deferente_) Io non ho alcun diritto su lei, alcun diritto su
+te. Ma è incluso nel mio assunto il diritto di proibire che
+v'incontriate finché ella sarà qui. Tu la vedrai e le parlerai, altrove,
+senza ambagi d'impegni e di controlli, quando io l'avrò congedata. Non
+mi ostino a chiederti una rinunzia della quale non sei capace.
+T'impongo, bensí, una dilazione per non essere il tuo complice.
+
+ULRICO
+
+(_levandosi di botto, con allucinata prepotenza_) E io ti risparmio di
+essere il mio complice, poiché basterò io a chiamarla.
+
+FRANCESCO
+
+(_adiratamente_) Tu abusi dell'ospitalità che ti è concessa! Bada a
+quello che fai!
+
+ULRICO
+
+(_con uno scoppio di stizza che geme di confessione_) Hai avuto, a modo
+tuo, pietà di lei, e non sai averne di me!...
+
+FRANCESCO
+
+(_fervido e leale_) Ne ho di te, ne ho di te come di lei, a modo mio!
+
+ULRICO
+
+Sí, sí, abuso dell'ospitalità che mi è concessa. E cacciami via, se
+questo esige la tua pietà!... (_Infrenabile, chiama, sbraitando:_) Sonia
+Zarowska! Sonia Zarowska! Sonia Zarowska!
+
+LA VOCE DI SONIA
+
+(_lontana e vibrante d'immediata sorpresa_) Ulrico! Ulrico!
+
+ULRICO
+
+(_investendo_ FRANCESCO) Hai udito come grida il mio nome nonostante il
+bavaglio della tua tirannia?
+
+FRANCESCO
+
+(_sorgendo con fierezza_) Finiscila, adesso! Non tollero piú che tu
+adoperi un simile linguaggio!
+
+LA VOCE DI SUORA MARTA
+
+(_vivacissima_) Chiunque sia che vi chiami cosí, restate al vostro
+posto!
+
+FRANCESCO
+
+(_veemente_) Lasciatela libera, Suora Marta! Lasciatela andare dove
+vuole!
+
+ULRICO
+
+(_sbraitando piú di prima_) Lasciatela libera! Lasciatela libera!
+
+LA VOCE DI SONIA
+
+(_vicina_) Ulrico!...
+
+FRANCESCO
+
+(_disdegnoso, a Ulrico_) Tu le potrai parlare come meglio ti aggrada. Io
+non ti sorveglierò! (_Fugge per la porta a destra._)
+
+
+V.
+
+SONIA
+
+(_ancora di dentro_) Ulrico! Ulrico!... (_Giunge slanciandosi a
+stringergli le mani._) Ulrico!
+
+ULRICO
+
+(_stringendole a lei_) Finalmente! Finalmente!...
+
+SONIA
+
+Ti ritrovo? Ti rivedo?...
+
+ULRICO
+
+Mi credevi morto addirittura?
+
+SONIA
+
+Proprio morto di morte non ti credevo.
+
+ULRICO
+
+Mi avevi dimenticato, ecco.
+
+SONIA
+
+Non ti avevo dimenticato.
+
+ULRICO
+
+Mi pensavi!
+
+SONIA
+
+Ti pensavo, pensando che non esistevi piú.
+
+ULRICO
+
+Ma appena ti ho chiamata, hai sentito berne che tornavo a esistere.
+
+SONIA
+
+Questo ho sentito.
+
+ULRICO
+
+Molta meraviglia?
+
+SONIA
+
+Molta.
+
+ULRICO
+
+Anche molta gioia, se non m'inganno.
+
+SONIA
+
+Molta.
+
+ULRICO
+
+Non hanno potuto trattenerti dal correre a salutarmi risorto.
+
+SONIA
+
+Non l'hanno potuto.
+
+ULRICO
+
+E perché, dimmi, perché ti pareva che io non esistessi piú?
+
+SONIA
+
+Perché non esisteva piú nessuna delle cose d'allora.
+
+ULRICO
+
+Di allora, cioè di quando?
+
+SONIA
+
+Di quando si stava cosí spesso insieme.
+
+ULRICO
+
+Tutte sparite, dunque?
+
+SONIA
+
+Tutte sparite.
+
+ULRICO
+
+Da un giorno all'altro?
+
+SONIA
+
+Sparite a poco a poco.
+
+ULRICO
+
+E non le rievochi? Non le rimpiangi?
+
+SONIA
+
+Di tanto in tanto, sí, ma come in sogno.
+
+ULRICO
+
+(_frugando, guardingo_) Io credo che ci sia qualcuno che se ne accorge e
+che ti sgrida.
+
+SONIA
+
+Per esempio, chi?
+
+ULRICO
+
+... Per esempio, Suora Marta, che ti sorveglia continuamente.
+
+SONIA
+
+Non se ne accorge Suora Marta.
+
+ULRICO
+
+(_accennando la porta a destra_) Oppure se ne accorge lui, che ha la
+fissazione e la sapienza di scrutare.
+
+SONIA
+
+Nemmeno lui se ne accorge.
+
+ULRICO
+
+E se, per ipotesi, egli se ne accorgesse?...
+
+SONIA
+
+Si dorrebbe.
+
+ULRICO
+
+E ti toccherebbero, quindi, le durezze della sua severità.
+
+SONIA
+
+Severo, lui?... No, mai!
+
+ULRICO
+
+Non ti assilla, forse, non ti martirizza con i suoi rigori, con le sue
+costrizioni?
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Tuttavia, hai l'obbligo d'essergli sottoposta, hai l'obbligo di
+obbedirgli.
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Che tu neghi o non neghi, è certo che qui ti si tiene come in un
+carcere.
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Peggio che in un carcere ti si tiene. In un carcere non si perde che la
+libertà esteriore, mentre qui ti si comanda e ti si spia perfino nel
+cervello!
+
+SONIA
+
+No!
+
+ULRICO
+
+Io affermo che ne sei stanca! E con me tu fingi, tu fingi, tu mentisci!
+
+SONIA
+
+No, Ulrico! No! No! No!
+
+ULRICO
+
+(_in un muggito di esasperazione--tappandosi gli orecchi con le mani_)
+Ah, sono esecrabili i tuoi «no»! Non farmene udire di piú!
+
+SONIA
+
+(_spaventata, si trae indietro.--Resta in pena, sospesa._)
+
+(_Un silenzio._)
+
+ULRICO
+
+(_scaccia l'ira che lo pervade. Siede. Le parla con una specie di leale
+remissività._) Riconosco che farnetico. Riconosco che, immaginando
+costrizioni e martirii, sono in errore. Ma è l'acredine! È la rabbia! È
+la malignità della rabbia! Ricordo la tua vita d'un tempo non remoto, la
+ricordo scorrere fluida come un fiume, apportatrice imperturbata di
+godimenti, tra i rovi e le asperità delle tristezze altrui, degli altrui
+malori, delle altrui miserie, e in questo ricordare il rimpianto mio,
+cosí diverso dal tuo, s'inasprisce, si esulcera.
+
+SONIA
+
+(_ascolta attentamente._)
+
+ULRICO
+
+In te il rimpianto non è suscettibile di esacerbazioni. È saltuario,
+scialbo, superficiale, svanente, estraneo al fermento della realtà.
+«_Come in sogno_» hai detto, e ti sei espressa con esattezza, poiché, di
+fatti, ti hanno addormentata nella convinzione che il tuo piccolo mondo
+d'allora sia sparito per sempre. (_Scattando facinoroso_) Ma è falso! È
+falso! La falsità è stato il tuo narcotico!... Esisto io tale qual ero.
+Lo vedi! Esiste tale qual era tutto ciò che lasciasti! E con la medesima
+voce con la quale io t'ho chiamata pocanzi, tutto ciò che lasciasti ti
+ha chiamata e ti chiama!
+
+SONIA
+
+(_ha un lieve fremito. La sua attenzione diviene piú tesa._)
+
+ULRICO
+
+Ti chiamano le tue stanze dove nulla è sparito, dove nulla è mutato
+dall'ultima sera in cui ne respirasti l'aria iniettata di profumi a te
+cari e di desiderî; ti chiamano i bizzarri abiti neri che secondavano
+incantevolmente le seduzioni del tuo corpo serpentino; ti chiamano i
+fedeli specchi avidi della tua immagine nella ebbrezza della danza; ti
+chiamano le tue ore senza misura, le tue ore senza albe e senza
+tramonti, riempite dei tuoi capricci fuori da ogni legge, riempite di
+abbandoni e di oblii! È tuo, è tuo tutto ciò, ancora tuo, piú tuo di
+prima. Svegliati, Sonia! Svegliati, e rivivi! Nel sonno che ti avvolge
+come una cappa di piombo, tu piú non vivi,... tu piú non vivi e non mi
+fai piú vivere!
+
+SONIA
+
+(_è presa dalle rievocazioni. Le cose di allora le si riavvicinano. Già
+la sfiora il loro fascino. Le si disegna sul volto un'animazione
+perplessa.--Interroga, cauta:_) Ci sei stato laggiù in questi giorni?
+
+ULRICO
+
+(_s'irradia_) Non un giorno è trascorso che io non mi ci sia recato. E
+lungamente ci restavo.
+
+SONIA
+
+Solo solo?
+
+ULRICO
+
+(_malinconicamente_) Solo solo.
+
+SONIA
+
+Ti piaceva di restarci?
+
+ULRICO
+
+Mi piaceva di soffrire.
+
+SONIA
+
+Nulla è sparito?
+
+ULRICO
+
+Nulla.
+
+SONIA
+
+Nulla è mutato?
+
+ULRICO
+
+Nulla.
+
+SONIA
+
+(_con segretezza_) Anch'io rivedrei volentieri le mie stanze, i miei
+abiti, i miei specchi...
+
+ULRICO
+
+(_dissimulando l'emozione che rigurgita_) Ti recheresti volentieri
+laggiù?
+
+SONIA
+
+Soltanto una volta!
+
+ULRICO
+
+(_con subdolo assenso_) Soltanto una volta, s'intende! Una fugace visita
+al passato! Non piú di questo.
+
+SONIA
+
+Non piú di questo.
+
+ULRICO
+
+Io, poi, ti faccio notare che se realmente lo vuoi, non ti sarà troppo
+difficile.
+
+SONIA
+
+(_sottovoce_) Non posso.
+
+ULRICO
+
+L'impossibilità è nella tua immaginazione.
+
+SONIA
+
+Non si esce dall'asilo senza il permesso di lui.
+
+ULRICO
+
+Mi hai assicurato che non tiranneggia, che non è severo con te. Gli
+chiederai il permesso che ritieni indispensabile, e l'otterrai.
+
+SONIA
+
+Per andare laggiù, no, non glielo chiedo! Me ne vergognerei.
+
+ULRICO
+
+Ne farai a meno, ed egli ti assolverà.
+
+SONIA
+
+Mi consigli di uscire di nascosto?
+
+ULRICO
+
+Di tentarlo io ti consiglio.
+
+SONIA
+
+(_accesa d'una sinistra reminiscenza_) Di nascosto come per rubare?!
+
+ULRICO
+
+Dove salti con la fantasia? Si tratta semplicemente di uno strappo alle
+consuetudini di clausura. Non è un crimine. Non è un'azione da
+paragonare a un furto.
+
+SONIA
+
+Sí, ne convengo: un crimine non è.
+
+ULRICO
+
+Dunque, nessun ostacolo, nessun rischio e, soprattutto, nessun rimorso.
+
+SONIA
+
+Tu mi accompagnerai, n'è vero?... Mi devi accompagnare...
+
+ULRICO
+
+È naturale che io t'accompagni.
+
+SONIA
+
+E quando andremo? Quando?
+
+ULRICO
+
+Decidi tu. Non dipende che da te.
+
+SONIA
+
+Io non so... Io non oso decidere... Forse, oggi stesso potremmo!
+
+ULRICO
+
+(_levandosi ebro, esagitato, abbacinato, col respiro mozzo_) Ma
+certamente! Oggi stesso! Oggi stesso!... Perché no?... E non bisogna
+ritardare!... Egli, a quest'ora, è intento ai suoi studî; la zelante
+Suora ha avuto l'ordine di risparmiarti il suo zelo; la mia riverita
+persona si trova già, per caso, a tua disposizione: sarebbe una
+ingratitudine verso la fortuna non profittare di circostanze cosí
+favorevoli!
+
+SONIA
+
+(_con una esaltazione timorosa e frettolosa_) Ebbene, sí! Profittiamone!
+Profittiamone!... Tu uscirai prima di me... Mi aspetterai alla svolta
+della strada... Io cercherò di deviare l'attenzione del guardiano... Gli
+farò credere che si riversa l'acqua dalla fontana, o, meglio, lo
+pregherò di cogliere per me qualche fiore... Mi è amico: non si
+negherà... E appena si sarà allontanato dal cancello, io, di corsa, di
+corsa, a raggiungerti!... Sono contenta, Ulrico, sono tanto
+contenta!--Vai vai vai vai!
+
+ULRICO
+
+Bada che ti aspetto!... (_Si avvia, veloce, sogguardandola un po'
+diffidente._)
+
+SONIA
+
+(_in un lampo di allarme, dà un grido soffocato:_) No!
+
+ULRICO
+
+(_arrestandosi di colpo_) Sonia?!
+
+SONIA
+
+(_casca a sedere._)
+
+ULRICO
+
+(_accorre_) Sonia?!
+
+SONIA
+
+(_affaticata, fioca, con negli sguardi e nell'accento una intima
+solennità_) Non mi aspettare... Torna laggiú, se vuoi, ma «solo solo»...
+come in questi giorni. Io non ci sarò.
+
+ULRICO
+
+(_miseramente_) Avevi riaperte un poco le ali al volo: le hai richiuse.
+
+SONIA
+
+Laggiú... è il pericolo. Laggiú è la malia dei vizî, la malia del
+peccato.
+
+ULRICO
+
+(_pallidissimo_) Parli di peccato?! Parli di vizî?! Due parole che non
+conoscevi!
+
+SONIA
+
+Furono i miei nemici!
+
+ULRICO
+
+Tu distingui, nella tua vita, i fatti umani a cui si riferiscono le due
+parole paurose e non tue che hai pronunziate?
+
+SONIA
+
+(_con una istantanea percezione_) Li distinguo! Li distinguo! Ero nei
+vizî e nel peccato. Ora, non piú!
+
+ULRICO
+
+E sei capace, in coscienza, di odiarli? In coscienza sei capace di
+temerli?
+
+SONIA
+
+Li odio e li temo perché mi benefica l'esserne lontana.
+
+ULRICO
+
+Parole non tue, Sonia! Parole non tue!
+
+SONIA
+
+Lo sento che ne sono beneficata. Lo sento! Non m'inganno!
+
+ULRICO
+
+Cosí ti hanno detto e a te pare che sia.
+
+SONIA
+
+Io vorrei che tu sapessi capire quello che sento.
+
+ULRICO
+
+Io vorrei che tu me lo facessi capire con parole che fossero veramente
+tue!
+
+SONIA
+
+(_stentando a esprimersi_)... È qualche cosa che sta tutta dentro di me:
+una grande dolcezza dell'anima!
+
+ULRICO
+
+(_attonito_) Dell'anima!... (_Si tortura i capelli con le dita nervose.
+La sua sensibilità fluttua scompigliata. Il suo pensiero brancola nel
+vuoto._)
+
+SONIA
+
+(_rasserenata, buona, amicale--si leva._) Addio, Ulrico!
+
+ULRICO
+
+(_in un urgente trapasso_) Questo addio, Sonia, io lo respingo. (_Egli è
+come colui che sul punto di affogare si rinvigorisce di una suprema
+energia istintiva per salvarsi._) Lo respingo non per cercare ancora di
+ricondurti dove si annida il pericolo, non per esortarti ancora a
+rivivere il passato che hai misconosciuto. Io ti esorto unicamente a non
+escludermi, a non sacrificarmi, a non distaccarti da me. Eri la donna
+dei miei piaceri, non sarai piú tale, e non t'inciterò a ridiventarla,
+non ti biasimerò, non soffrirò. Un'altra donna tu, un altro uomo io. Ti
+farò abitare una casetta appartata, cheta, gentile, sorridente. Verrò a
+bussare alla tua porta senza molto insistere, e quando me l'aprirai io
+te ne sarò grato, e ti terrò compagnia, ci terremo compagnia a vicenda,
+tu serbandoti come hai imparato a essere, io volendoti sempre piú un
+bene che non avevo mai immaginato di poterti volere. Questo, questo ti
+offro, Sonia, con un fervore profondo, e se di ciò che senti nulla è
+rimasto in te inespresso e inesprimibile, non c'è nessuna ragione,
+nessuna, per la quale tu debba rifiutare e ridirmi addio.
+
+SONIA
+
+(_è commossa, ma non conquistata. Sulla sua fisonomia si disegna
+l'implorazione:_) Ulrico!...
+
+ULRICO
+
+Rifiuti?... Rifiuti?!... (_Prorompendo in un furore cattivo_) Ah, non
+inutilmente ho rimescolato il mistero! (_Esce a destra, violento,
+clamoroso_) Vieni, Francesco! Il mio colloquio con Sonia Zarowska è
+terminato.
+
+SONIA
+
+(_in orgasmo_) No! Lui, no, te ne supplico! Lui, no!
+
+ULRICO
+
+(_di dentro, ancora clamoroso_) È necessario che tu venga, e súbito!
+Vieni! Vieni!
+
+SONIA
+
+(_gridando_) Ma perché? Ma perché?
+
+ULRICO
+
+(_tornando_) I «perché» e i «ma», in un manicomio, fanno cilecca!
+
+
+VI.
+
+FRANCESCO
+
+(_entra--freddo--accigliato--senza guardare._)
+
+ULRICO
+
+(_prontamente_) Ho bisogno che tu apprenda e che tu giudichi. Ciò che ti
+dirò è straordinario, è incredibile. Tuttavia, sul mio onore!, non
+smercio menzogne.
+
+FRANCESCO
+
+Molte cose che a te debbono parere incredibili non sono incredibili. E
+che tu non smerci menzogne ho la piú ferma persuasione.
+
+ULRICO
+
+In breve. Poiché ella non ha ceduto alle visioni risvegliate in lei
+dalla prepotenza della mia frenesia e l'ho trovata salda, irremovibile
+nel suo odio al passato, nella sua volontà di seppellirlo, io le ho
+sinceramente offerto un avvenire di onestà e di pace, le ho sinceramente
+promesso di rispettare il suo odio e la sua volontà, le ho sinceramente
+promesso di volerle bene, di volerle un bene tutto simile a quello che
+sanno volere a una donna onesta i piú probi degli uomini. Come mi sia
+accaduto di balzare da un polo all'altro, non me lo domandare.
+M'imbroglierei a risponderti. Ma mi fulmini Dio o il diavolo se i miei
+propositi non li ho concepiti e non li ho manifestati in piena lealtà.
+
+FRANCESCO
+
+E lei?
+
+ULRICO
+
+(_con un groppo alla gola_) Ha rifiutato.
+
+FRANCESCO
+
+Si è lasciata, forse, vincere dalla diffidenza.
+
+ULRICO
+
+Non dalla diffidenza si è lasciata vincere.
+
+FRANCESCO
+
+Piú che di te, di sé stessa ha diffidato. E non avrebbe dovuto! (_A
+lei_) Voi, Sonia, aspettate da me, dal vostro medico, la garanzia della
+vostra salute morale?... Io non esito a darvela. Voi siete guarita. Ed è
+un prodigio:--un prodigio non mio. Io non ho fatto che alimentare
+qualche imprevedibile seme di virtú scorto improvvisamente in voi come
+nel fondo sconvolto di una piccola bolgia. La guarigione è cosí perfetta
+che avete potuto resistere all'uomo che piú vi ha desiderata e perfino
+mutare il suo desiderio... in amore. Egli vi ha promesso di volervi
+bene. Non ha avuto il coraggio di pronunziare la parola divina. Quel che
+egli vi ha promesso è piú ampio e migliore. Vi ha promesso di amarvi! E
+voi, Sonia, lo amerete. Nel vostro corpo strappato agli artigli del
+vizio e del peccato, un'anima è sorta. Quest'anima è nuova, ed è pura
+come quella di una adolescente. Dell'amore, dunque, si è dischiusa, nel
+centro del vostro essere, la piú facile fonte. Il mio buon Ulrico non
+avrà che da ricercarla.
+
+SONIA
+
+(_si è contratta, schiva, ritrosa, con gli occhi bassi._)
+
+ULRICO
+
+(_è stato, ed è, intento a sorprenderne le sensazioni._)
+
+(_Una breve pausa._)
+
+FRANCESCO
+
+(_impassibile, calca, sul tavolino, un bottone della soneria
+elettrica._)
+
+(_Si ode, lievemente, il suono interno._)
+
+SONIA
+
+(_ne è tutta percorsa nei nervi._)
+
+ULRICO
+
+(_nota quella specie di brivido._)
+
+
+VII.
+
+SUORA MARTA
+
+(_entra con sollecitudine_) Qualche ordine per me, Direttore?
+
+FRANCESCO
+
+Nessun ordine, Suora. Ho da farvi una comunicazione e da rivolgervi una
+preghiera. Sonia Zarowska è congedata. Tra pochi minuti non sarà piú
+nostra ospite.
+
+SONIA
+
+(_ha una forte scossa interiore._)
+
+FRANCESCO
+
+(_proseguendo_) Mi risulta in modo positivo che le sue condizioni
+psichiche sono tali che le sarebbe superfluo, se non dannoso,
+costringerla a prolungare la dimora in questo Ricovero. Intanto, mi è
+impedito di trattenermi con lei per gli ultimi doveri dell'ospitalità.
+Mi occorre disbrigare molto lavoro, e al piú presto. Voi, Suora,--e
+questa è la preghiera che vi rivolgo--avrete la cortesia di sostituirmi,
+come frequentemente desidero. Le sarete accanto col vigile garbo che vi
+è consueto se ella vorrà salutare le amiche che l'hanno cullata nella
+loro affezione e la sua cameretta dove per la prima volta ha conosciuto
+il riposo affrancato dall'insidia. Poi l'accompagnerete fino al cancello
+del giardino, e lí cederete a Ulrico Nargutta--il quale ne sarà
+felice--la vostra e la mia prosciolta responsabilità.
+
+SUORA MARTA
+
+Sta benissimo.
+
+SONIA
+
+(_si è curvata nella schiena, simile a un giunco colpito dalla grandine.
+Il capo le pende in avanti. I suoi occhi, aperti e soffusi di cupezza,
+non hanno piú battito di ciglia._)
+
+ULRICO
+
+(_attraverso lo sconforto, non cessa un attimo di osservarla._)
+
+FRANCESCO
+
+E voi, che avete, che avete, Sonia? Non deve né attristarvi né avvilirvi
+il commiato. Deve, invece, rendervi lieta, secura, orgogliosa. Su! Su!
+Alzate la testa! Alzate la testa con la piú balda lietezza come per una
+resurrezione, e sia tutto ridente il vostro saluto!
+
+SONIA
+
+(_rifugiandosi, a un tratto, presso la Suora_) Suora Marta! Suora Marta!
+Voi siete la madre generosa di noi tutte e a lui, nella generosità,
+siete sorella. Intercedete voi perché non mi mandi via!
+
+ULRICO
+
+(_tagliente_) Spetta a me d'intercedere! E sarà una intercessione
+efficace.
+
+FRANCESCO
+
+(_impetuoso_) A te spetta di tacere, e tacerai! (_Indi a Lei_) È
+inconcepibile che confondiate i provvedimenti suggeritimi da ponderate
+considerazioni con l'atto di un ostile congedo. Io mi sono proposto di
+ridonarvi il respiro d'una libertà completa per rafforzare in voi la
+consapevolezza delle vostre rapide conquiste, della vostra vittoria. Se
+è per voi troppo nebuloso quel che vi dico, proverò di chiarirvelo.
+
+SONIA
+
+No, non darti piú pena! Sarà di me quello che tu vuoi!... (_La cupezza
+si risolve in lagrime dirotte._) Ti obbedirò.
+
+FRANCESCO
+
+L'obbedienza non l'ho insegnata mai, e non mi piace. Io non ammetto di
+essere obbedito!
+
+SUORA MARTA
+
+Queste lagrime, Direttore, chiedono ancora aiuto!
+
+SONIA
+
+Ancora aiuto chiedono, ancora aiuto! La vostra bontà, Suora, lo intende,
+lo vede. Fate che lo veda la bontà di lui!
+
+ULRICO
+
+(_si abbatte sopra una sedia._)
+
+FRANCESCO
+
+(_nonostante una recondita preoccupazione, accondiscende._) Voi sapete,
+Suora, che spesso mi è di sollievo subordinare le mie decisioni al
+vostro discernimento. Voi mi consigliate di rinviare il congedo di Sonia
+Zarowska?
+
+SUORA MARTA
+
+Mi permetto di consigliarvelo.
+
+FRANCESCO
+
+E sia. Conducetela nella sua camera, e ripetetele bene che rimarrà.
+
+SONIA
+
+(_con un recrudescente effluvio di lagrime, si avvinchia a Suora Marta_)
+Tenetemi stretta!... Non mi lasciate!
+
+SUORA MARTA
+
+(_traendola dolcemente_) Non vi lascio, no, figliuola mia!... E cessate
+di piangere come una bimba sperduta!... Rimarrete. Rimarrete. Il
+Direttore lo desidera. Non vi si mentisce. Rimarrete...
+
+(_Escono._)
+
+
+VIII.
+
+ULRICO
+
+(_pronto, febbricitante, inquisitorio, imponente_) E che pensi, adesso,
+di lei? Parlami, adesso! Che cos'è, a giudizio tuo, quello che in lei
+abbiamo insieme osservato?
+
+FRANCESCO
+
+(_vorrebbe distrigarsi dalla preoccupazione. Non ci riesce.--Finge una
+certa tranquillità._) A me non è parso di osservare nulla che
+modificasse l'opinione chiara che ti ho manifestata. Su per giú, siamo
+lí. «Le sue lagrime chiedono ancora aiuto» ha intuito la Suora. E Sonia
+Zarowska ha confermato. Non significa, in sostanza, che continua a
+diffidare di sé?...
+
+ULRICO
+
+(_con un preciso gesto del braccio che accentua l'indicazione_) L'aiuto,
+per lei, sei tu! Sempre tu sei! Sempre tu!
+
+FRANCESCO
+
+Perdura il fenomeno cerebrale per cui non può scindere l'idea del
+soccorso dalla mia persona.
+
+ULRICO
+
+(_ricordando con significativa acutezza le parole di Francesco_) È sorta
+un'anima in quel corpo strappato agli artigli del vizio e del peccato--e
+quell'anima è tua! Ecco il segreto di ciò che accade in lei!
+
+FRANCESCO
+
+(_come aggredito_) Ma quale assurdità asserisci con codesta fatua
+pretesa di veggente miracoloso?!
+
+ULRICO
+
+Non ribellarti e non ti difendere! Nella mia asserzione non è nemmeno
+l'ombra d'un sospetto che ti accusi. (_Levandosi disperato_) È tua,
+solamente tua quell'anima nuova e pura--pura come se fosse di
+un'adolescente--, perché tu l'hai fatta sorgere, perché da te ne ha lei
+ricevuto il soffio e l'alimento. Ed io, io, che per lo sperpero
+quotidiano del suo corpo non provavo ribrezzo, non rancore, non dolore,
+non il piú lieve morso della gelosia e anzi ne avevo un cinico
+compiacimento ributtante di cui mi vantavo, ora sono geloso della sua
+anima, che tu solo possiedi! È una gelosia infinita che non c'è mezzo di
+placare o di sopire! E sembra una camicia di spine sottili dalle quali
+si sia ineluttabilmente penetrati fino al midollo!
+
+FRANCESCO
+
+(_ambascioso, esortante, fraterno_) Ulrico! Ulrico!... Amico mio!
+Fratello mio!...
+
+ULRICO
+
+(_gettandogli le braccia al collo, dà in una esplosione di pianto
+puerile._) Della sua anima sono geloso, io, e tu sai, tu sai che non c'è
+un tormento piú crudele di questo!...
+
+FRANCESCO
+
+Fratello mio!... Fratello mio!...
+
+
+SIPARIO.
+
+
+
+
+QUARTO ATTO
+
+
+_Il vestibolo._
+
+_Tra il vespero e la sera.--La lampada è già accesa. Nel giardino va
+addensandosi la notte. Il lembo di cielo visibile, attraverso il vano,
+sulle chiome degli alberi, va, man mano, avvivandosi di qualche stella._
+
+
+I.
+
+(_Dall'interno della Casa di Salute si propaga, sommessa, la preghiera
+dell'_Angelus _cantata a coro dalle Ricoverate._)
+
+ULRICO e FRANCESCO
+
+(_sono seduti presso il tavolino, l'uno di faccia all'altro: tutti e due
+curvi, oppressi, meditabondi nella acuita ascoltazione che li
+accomuna._)
+
+LA PREGHIERA
+
+(_È l'ultima strofa:_)
+
+ Ancora ancora serbaci, o Signore,
+ il tuo favore,
+ d'ogni bene, quaggiú, principio e via.
+ E cosí sia!
+
+(_La melopea si spegne, lasciando nell'aria un'ondulata scia di
+misticismo._)
+
+(_I due amici parlano in un tono di segretezza. Non ne sanno il perché.
+Non se ne danno ragione._)
+
+ULRICO
+
+La sua voce, l'hai distinta?
+
+FRANCESCO
+
+L'ho distinta, sí.
+
+ULRICO
+
+Anch'io l'ho distinta. E mi ha sorpreso che prettamente modulasse le
+note d'un canto ascetico quella bocca che sino a qualche mese fa aveva
+modulate, con esperta lascivia, le note di una danza voluttuosa.
+
+FRANCESCO
+
+Ed era tra tutte le voci la piú carezzevole.
+
+ULRICO
+
+La piú carezzevole e la piú pacata, la piú ferma.
+
+FRANCESCO
+
+Verissimo.
+
+ULRICO
+
+Come spieghi la schietta serenità di lei dopo le emozioni che oggi
+l'hanno squassata?
+
+FRANCESCO
+
+Ella cantava pregando. E appunto il pregare contribuiva a rasserenarla.
+
+ULRICO
+
+È diventata cosí mistica, cosí religiosa da trovare la serenità nella
+preghiera?!
+
+FRANCESCO
+
+È diventata cristiana:--nell'altruismo, le sue aspirazioni; nella
+temenza di peccare, i suoi spasimi; nella preghiera, il conforto da cui
+le deriva la serenità.
+
+ULRICO
+
+Converrai che c'è da intontire. Un'atea di quella risma!...
+
+FRANCESCO
+
+Un'atea, no. Non una credente, ma nemmeno un'atea. L'ateismo è un
+convincimento. Ed è una forza, giacché un convincimento è sempre una
+forza. Ella non recava in sé nessuna forza, non c'era in lei che una
+psichica inferiorità, una fiacchezza ignara che vagava e si smarriva
+nella sua ignoranza. Mi è stato agevole, per questo, fare di lei la piú
+religiosa delle mie Ricoverate. L'ignoranza dei deboli è un gran vuoto
+che aspetta d'essere riempito e che la religione può senza fatica
+riempire.
+
+ULRICO
+
+(_ha la mente scompigliata ed esausta, il corpo vinto dalla
+rilassatezza._) Sarà stato come tu dici! Non discuto... Non ho la
+capacità di discutere... Del resto, tutto ciò non ha piú alcuna
+importanza! (_Ostenta un gesto noncurante e risolutivo._) Quel che è
+fatto è fatto! Io ci metto sopra una croce, e la saluto con una voltata
+di schiena! (_Si alza, piglia il cappello._)
+
+FRANCESCO
+
+(_impulsivamente_) Cos'è? Te ne vai?... Te ne vuoi andare?
+
+(_Una pausa._)
+
+ULRICO
+
+(_come un infermo abbattuto dalla infermità_) Mio caro Francesco, ti ho
+afflitto, vessato, tormentato senza restrizioni. È tempo che ti liberi.
+Tu, scusami, dimentica e non ti preoccupare piú di me. Tant'è: sono
+quasi calmo. L'uragano è dileguato. Lo ha disperso quel supremo
+pacificatore dei piú gravi cataclismi dell'umanità che è...
+l'Ineluttabile!... La sola conseguenza che deploro di tutta questa
+faccenda è che non saprò come impiegare i logori avanzi della mia vita.
+Ci sarebbe da buttarli via... Ma... vedremo!... Si ha pure da attendere
+un po' l'impreveduto. Buona notte, Francesco!
+
+FRANCESCO
+
+(_alzandosi, rude, imperativo_) Ulrico, io non ti permetterò
+d'allontanarti di qui sinché ci sarà lei.
+
+ULRICO
+
+Non me lo permetterai, perché?
+
+FRANCESCO
+
+Tu la rivedrai! Tu le riparlerai!
+
+ULRICO
+
+E a qual fine?
+
+FRANCESCO
+
+Per indurla ad amarti, per indurla a seguirti. Non si vince senza
+combattere. Tu devi vincere!
+
+ULRICO
+
+Queste sono le frasi con cui s'incoraggiano gli eroi delle imprese
+balorde!
+
+FRANCESCO
+
+Non è mai una impresa balorda l'ostinarsi d'un innamorato nel proposito
+di farsi amare.
+
+ULRICO
+
+Tutto quello che potevo dirle per farmi amare, io glielo ho detto.
+
+FRANCESCO
+
+Non le hai detto abbastanza. Non hai abbastanza insistito.
+
+ULRICO
+
+La sua indifferenza verso i miei sentimenti, verso la mia persona, è,
+oramai, insuperabile, e tu lo hai compreso come l'ho compreso io.
+
+FRANCESCO
+
+Il colloquio di oggi è stato troppo brusco, troppo subitaneo, troppo
+breve, troppo superficiale. Insistere insistere insistere con l'ardente
+pienezza della tua fiamma nuova! Presto o tardi, il grande amore suscita
+l'amore!
+
+ULRICO
+
+Non in una donna nella quale l'amore sia già sbocciato con la sua anima
+stessa!
+
+FRANCESCO
+
+(_muggendo sordamente_) E dàgli! E dàgli!..
+
+ULRICO
+
+Contro di me ti adiri?!
+
+FRANCESCO
+
+Sono tante scudisciate le tue obiezioni!
+
+ULRICO
+
+Le mie obiezioni rispecchiano, con esattezza, qualche cosa di cui il tuo
+acume di scienziato e la tua sensibilità di uomo hanno ben còlta una
+prova definitiva.
+
+FRANCESCO
+
+(_acceso, congestionato_) Io mi strapperei il cervello per non pensare
+d'essere colui che te la toglie! Questo pensiero mi sconvolge, mi
+terrorizza!
+
+ULRICO
+
+Anche di piú ti sconvolge e ti terrorizza, Francesco, il pensiero che
+presto o tardi il grande amore suscita l'amore, inquantoché--se proprio
+credi che ciò sia--non puoi ritenerti inaccessibile a un tale fenomeno.
+
+FRANCESCO
+
+(_esaltato di terrore_) La tua nefasta gelosia m'impone sempre di piú
+l'incubo maligno che sorge dall'attaccamento di quella donna! Ma io lo
+scaccerò! Lo scaccerò come si scaccia il profanatore d'un sacrario! E se
+non riuscirai tu a farti amare da lei, riuscirò io a farmene odiare!
+(_Si domina. Aduna le idee._)
+
+ULRICO
+
+(_inerte, flaccido_) Be', non incollerirti di piú. Sono a tua
+disposizione.
+
+FRANCESCO
+
+Tu sarai ospite mio. E a cominciare da stasera avrai modo di ritentare.
+Dopo la preghiera dell'Angelus e il raccoglimento che segue, è concessa
+alle Ricoverate una parentesi di emancipazione affinché esse diano segni
+espliciti delle loro vicende mentali, dei loro progressi o dei loro
+regressi. Per Sonia Zarowska è convenuto piú specialmente che la Suora
+la mandi in giardino se l'aria sia mite. Ciò serve a provarle che merita
+d'essere trattata come una persona normale e a deviarla dalla tendenza
+che rivela per la clausura. Oltre di che, sotto il cielo stellato o al
+chiaro di luna, ella si abbevera di poesia; e la poesia si tramuta, per
+lo spirito, in ossigeno di bellezza morale. Stasera l'aria è mitissima.
+In giardino ella sarà tra pochi minuti. Lí, la troverai in condizioni
+propizie ad ascoltarti.--E adesso vieni con me, buono e paziente. Non
+sarebbe opportuno che súbito tu t'incontrassi con lei. Bisogna che, in
+giardino, rimanga un pezzo tutta sola. So quel che dico. Fatti guidare
+da me.
+
+ULRICO
+
+(_con accasciata malinconia_) Io il burattino, tu il burattinaio; ma
+siamo ambedue egualmente grotteschi e miserevoli!
+
+FRANCESCO
+
+(_mettendogli, fraterno, una mano sulla nuca_) Vieni, vieni, Ulrico! E
+taci. Non piú sfoghi amari e inutili! Vieni! (_Lo conduce via, a
+destra._)
+
+
+II.
+
+(_Una strampalata vociferazione anima gradatamente l'atmosfera. Le voci
+di alcune Ricoverate, in diversi toni e accenti, si succedono e anche si
+mescolano, dissonanti:_)
+
+--Uno due tre quattro cinque...
+
+--Tutti manigoldi! Tutti assassini!
+
+--(_una specie di ululato_) Aùuu! Aùuu!
+
+--Suora Marta, io sono muta!
+
+--(_risate._)
+
+--Oh! che festa! che tempesta!
+
+--(_con altisonante slancio declamatorio:_)
+
+ Non vuoi col brando uccidermi, e coi detti
+ Mi uccidi, intanto?
+
+--Chi di noi è la piú bella?
+
+--Io!
+
+--Io!
+
+--Io!
+
+UNA VOCE ZELANTE
+
+Andiamo nell'altra sala a chiassare! E sarà bene chiudere la porta!... È
+serata bisbetica. Se il Direttore ci sente!...
+
+(_La piccola gazzarra gaia e tragica si allontana._)
+
+--Uno due tre quattro cinque sei...
+
+--Aùuu! Aùuu!
+
+--(_declamazione:_)
+
+ O morte, o morte,
+ Cui tanto invoco, al mio dolor tu sorda
+ Sempre sarai?
+
+--Chi di noi è la piú savia?
+
+(_Risponde un mugolio corale, in sordina:_)
+
+--Sonia Sonia Sonia Sonia Sonia...
+
+(_Silenzio._)
+
+
+III.
+
+(_Comparisce_ AGNESE _nel giardino.--Indossa un abito semplice e scuro.
+Un semplice cappellino, che ha un po' la foggia d'una cuffia monacale,
+le incornicia la fronte senza alterare le linee del volto, perspicue
+come quelle d'un cammeo._)
+
+AGNESE
+
+(_indugia di là dalla soglia. La febbrile premura che la sospinge è
+contrastata da un sopravvenuto sgomento. Quando ella si decide a varcare
+la soglia, un leggero capogiro la squilibra e la costringe ad
+appoggiarsi a uno spigolo del vano._)
+
+(_Si avanza Sonia dalla porta a sinistra che si è appena aperta e si è
+richiusa._)
+
+SONIA
+
+(_nel vedere_ AGNESE, _si sofferma con un vivo trasalimento._)
+
+AGNESE
+
+(_riavendosi, se la trova davanti, a molta distanza, in una strana
+intensa contemplazione, e, memore delle stranezze che fioriscono tra
+quelle mura, non si meraviglia._)
+
+SONIA
+
+(_persiste nel guardarla, trasfigurandosi, e un culminante moto
+interiore traspare dalla sua trasfigurazione._)
+
+AGNESE
+
+(_è attirata da quella persistenza, e, facendo qualche passo verso la
+giovane che le è ignota, la interroga, rinnovando l'antica consuetudine
+di rivolgere la parola alle Ricoverate con affettuoso interessamento:_)
+Chi siete voi, cara, che tanto mi guardate?
+
+SONIA
+
+Chi sono io?... Come dirtelo?... Sonia Zarowska mi chiamo, ma non sono
+piú Sonia Zarowska.
+
+AGNESE
+
+Ah, no?
+
+SONIA
+
+Sono tutta diversa, ora, dal mio nome.
+
+AGNESE
+
+(_le si accosta, correggendola, garbata, suasiva_) Il nome non conta.
+Siete tutta diversa da quella che eravate.
+
+SONIA
+
+(_compiacendosi di essere compresa_) Da quella che ero, sono diversa.
+
+AGNESE
+
+Una seconda esistenza?!
+
+SONIA
+
+Una seconda esistenza. Ne dubiti?
+
+AGNESE
+
+Non ne dubito, cara! Non ne dubito. Alcune circostanze della nostra vita
+producono in noi profondi mutamenti. Dal bene al male, o dal male al
+bene. Nel caso vostro, io credo, dal male al bene.
+
+SONIA
+
+Ma non una circostanza della mia vita mi ha mutata. Mi ha mutata Lui.
+Solamente Lui.
+
+AGNESE
+
+Arguisco che il vostro Lui sia l'uomo filantropico e sapiente che vi ha
+accolta in questo asilo per prendere cura di voi.
+
+SONIA
+
+Sí, quello è il mio Lui!
+
+AGNESE
+
+E dunque?... Le azioni buone o cattive che riceviamo non sono appunto le
+circostanze che piú influiscono su noi e piú ci trasformano?...
+L'accoglienza da lui concessavi è stata la circostanza che ha prodotto
+il vostro salutare mutamento.
+
+SONIA
+
+È giusto, è giusto. Hai ragione. Tu parli con sapienza: con la medesima
+sapienza che ha Lui. Io da ignorante parlo.
+
+AGNESE
+
+E mi guardate!... Ancora mi guardate!?
+
+SONIA
+
+Non disdegnare che ti guardo!
+
+AGNESE
+
+No, non disdegno. Perché dovrei disdegnare?
+
+SONIA
+
+Sei cosí in alto!
+
+AGNESE
+
+Troppo si affretta la vostra immaginazione a illudervi sulla mia
+persona! Io vivo nel piú umile cantuccio della terra.
+
+SONIA
+
+(_irradiandosi d'ammirazione_) E non sei forse tu sua moglie?...
+
+AGNESE
+
+(_con un sobbalzo_) Come lo avete indovinato che sono sua moglie?
+
+SONIA
+
+Non l'ho indovinato. Ti conosco.
+
+AGNESE
+
+Non ci siamo incontrate mai prima di stasera.
+
+SONIA
+
+Ti conosco nel tuo ritratto, presso al quale egli lavora e studia, e ti
+conosco nella costante adorazione ch'egli ha per te.
+
+AGNESE
+
+Ammetto, cara, che un mio ritratto veduto presso di lui vi abbia dato
+qualche indizio; ma che mi conosciate nella sua adorazione non è che una
+fantasticheria cortese suggeritavi da un estro sibillino. Voi vi
+compiacete di fare la zingarella lusingatrice.
+
+SONIA
+
+Che egli ti adori, io lo so! io lo so!
+
+AGNESE
+
+Non potete saperlo, mia buona creatura. Egli non può averlo palesato a
+voi.
+
+SONIA
+
+Io so di saperlo. Quella adorazione, segreta, mi è entrata a poco a poco
+nel cuore insieme con la sua voce, con i suoi sguardi, col suo fiato,
+insieme con la sua tristezza. E, triste e sconsolata, quale egli,
+segretamente, la sentiva, quell'adorazione, segretamente, quasi mia
+diventava!
+
+AGNESE
+
+(_presa e attonita_) Quasi vostra!?
+
+SONIA
+
+... Tu eri assente. Eri assente e non morta. Dove ti nascondevi?...
+Perché ti nascondevi?... Se fossi stata degna di ricondurti a lui, mi
+sarei data a cercarti, a cercarti, e dovunque ti avrei cercata. Ma ecco
+che, non cercata da nessuno, non ricondotta da nessuno, tu sei qui. Sei
+tornata, sei tornata quando piú era provvidenziale che tu tornassi. Sei
+tornata per la tua volontà e per la tua fede, anche piú fedele e piú
+amorosa e piú devota di come ti fa il tuo ritratto. Che tu sia
+benedetta!
+
+AGNESE
+
+(_ha l'impressione d'un incantesimo o d'un miracolo_) Sonia Zarowska!...
+Insomma, chi siete, chi siete, voi? Chi siete realmente, ora, «tutta
+diversa da quella che eravate»?... E che cosa è questa vostra generosa
+dolcezza, che mi si è mossa incontro cosí bizzarra, cosí oltre le
+facoltà umane?
+
+SONIA
+
+(_con uno scatto di cruccio allarmato_) Ti sembro io una demente?
+
+AGNESE
+
+(_sollecita e tenerissima_) Oh, no!... Una demente, no! Non è mai
+demenza l'impulso di confortare, d'incoraggiare, di augurare. E i vostri
+occhi sono pieni di un pensiero sicuro e sagace, la vostra fronte è
+rischiarata dalla piú lucida ispirazione... (_La trae a sé, e se la
+stringe al petto._) No, no, mia piccola grande amica misteriosa, voi non
+mi sembrate e non siete una demente!
+
+SONIA
+
+(_rimpicciolendosi nell'abbraccio_) Grazie! Grazie!... E non mi
+dimenticare, te ne prego! Non mi dimenticare!
+
+
+IV.
+
+(_Irrompono_ FRANCESCO _e_ ULRICO--_che si avviavano verso il vestibolo
+e, dalla stanza attigua, hanno scorto_ AGNESE.)
+
+FRANCESCO
+
+(_vibrante di stupore_) Tu qui, Agnese!
+
+(_Le due donne si staccano l'una dall'altra con simultanea rapidità._)
+
+SONIA
+
+(_come trasportata da una raffica, sparisce nella penombra del
+giardino._)
+
+FRANCESCO e ULRICO
+
+(_oltre che dell'arrivo di_ AGNESE, _sono stupiti di aver trovate le due
+donne unite in un amicale abbraccio._)
+
+AGNESE
+
+(_ansima, ammutolita da una emozione in cui annegano le sue forze._)
+
+FRANCESCO
+
+... Non una lettera, non un telegramma che mi avvertisse del tuo arrivo!
+Non un cenno qualunque che me ne facesse intravvedere la probabilità!...
+Un proposito repentino deve averti spinta a venire proprio
+all'improvviso.
+
+AGNESE
+
+Un proposito non repentino, ma di cui repentinamente ho sentita
+improrogabile l'attuazione.
+
+FRANCESCO
+
+E, invece di correre da me appena arrivata, ti trattenevi con una
+estranea?! In una cordialità cosí confidenziale--per colmo di
+stranezza--che perfino l'abbracciavi!
+
+AGNESE
+
+Quella estranea mi è stata preziosa. Il piú gentile, il piú commovente
+esemplare dell'Incomprensibile!... Mi è apparsa dinanzi estatica quando
+io giungevo trepidante, scoraggiata. Il ricordo d'un mio ritratto e una
+specie d'intuito fatidico le hanno fatto súbito riconoscere in me tua
+moglie. E, come un piccolo angelo protettore, mi ha misteriosamente
+circondata d'una infantile effusione nella quale sorrideva la fiducia di
+sollevare il mio spirito e di ricongiungerlo al tuo. Poi, si è
+costernata sospettando di sembrarmi una demente, e io... l'abbracciavo
+per chetarla con un segno della mia tenerezza riconoscente.
+
+FRANCESCO
+
+(_accorgendosi che Ulrico è rimasto lí, in disparte_) Hai udito, Ulrico?
+Hai udito?
+
+ULRICO
+
+(_si ravviva come per un raggio di sole baluginante nel buio_) Ho udito,
+sí!
+
+FRANCESCO
+
+(_cui la presenza di_ AGNESE _costringe a velare di disinvoltura
+l'intenzione del richiamo_) In rapporto alle apprensioni che hai per
+Sonia Zarowska, questo episodio ha un significato speciale e
+rassicurante.
+
+ULRICO
+
+(_elettrizzandosi, scoppiettando di giubilo mal represso_) Difatti,
+modifica, anzi... capovolge l'aspetto delle cose! Si direbbe, presso a
+poco, che io mi sia sbagliato!... Santodio, che logogrifo è il mondo!...
+Ma tu tralascia, tralascia di badare alle mie miserie. La signora Agnese
+è venuta, lo sento, a riprendere il suo posto al tuo fianco, nel tuo
+cuore... Innumerevoli spiegazioni, mi figuro, dovrete scambiarvi... Io,
+nel frattempo, me ne starò in giardino... a cavare l'oroscopo dal
+firmamento, e chi sa!... chi sa!... (_Ride nervoso, ma senza amarezza:_)
+Eh eh eh eh!... Giornata memorabile, questa, signora Agnese! Memorabile,
+dal principio alla fine! Eh eh eh eh!... (_Esce dal fondo._)
+
+
+V.
+
+(AGNESE _e_ FRANCESCO _si dispongono, agitati, perplessi e pur
+contenuti, all'imminente colloquio._)
+
+FRANCESCO
+
+Anzitutto, entra. (_Indica la porta a destra._) Io non ti consento di
+rimanere sul limite della casa dove hai il diritto d'entrare, dove ho il
+dovere di farti entrare.
+
+AGNESE
+
+Entrerò, Francesco, ma non súbito. Prima che ci riuniscano--come sarà
+inevitabile--i nostri diritti e i nostri doveri nella casa comune,
+bisogna che stiano l'una di fronte all'altra, in un'ora che escluda
+appunto i vincoli dei doveri e dei diritti, due sincerità indipendenti e
+complete.
+
+FRANCESCO
+
+La sincerità mia ha sempre aspettata la tua. E l'aspetta piú che mai!
+
+AGNESE
+
+(_si smarrisce nella difficoltà di cominciare a esprimersi. Siede._)
+Purtroppo, non saprò dire. Non troverò le parole adeguate alla decisione
+di dirti tutto ciò che esigo sia da te approfondito. È un groviglio di
+sentimenti, di sensazioni e di idee inestricabile, inesprimibile.
+
+FRANCESCO
+
+Non sono infrequenti i casi in cui non dicono abbastanza le parole. Ma
+io intenderò piú che esse non diranno se tu hai la ferma volontà ch'io
+intenda. (_Le siede dirimpetto, presso il tavolino._) Fídati, Agnese!
+
+AGNESE
+
+... Quale errore, quale errore nella mia fuga! Quale errore nel credere
+che allontanandomi da te mi sarei liberata dai dubbî tortuosi e dalle
+indagini prepotenti che la tua esaltazione m'infliggeva!... Quei dubbî e
+quelle indagini mi raggiunsero, mi perseguitarono, mi dominarono, mi
+avvolsero: divennero come una rete di acciaio in cui la mia anima fosse
+rimasta impigliata! Non erano piú nelle tue interrogazioni, nei tuoi
+occhi, nei tuoi silenzi, ed erano--ahimé, peggio!--in ogni attimo del
+mio pensiero. Io medesima dubitavo. Io medesima indagavo.
+
+FRANCESCO
+
+(_autoritario_) Dovevi indagare!
+
+AGNESE
+
+Non lo dovevo, Francesco, perché saldamente ricordavo che la mia fedeltà
+era stata cosí intrinseca ai miei istinti femminili da poter
+fronteggiare imperterrita le insidie delle piú abili seduzioni,
+l'assalto dei fascini piú possenti. E ricordavo di piú. Ricordavo...
+che, nonostante le torture che preparavano il nostro distacco, in una
+ultima parentesi di ardore, io ti avevo tenuto tra le braccia con
+l'identica dedizione limpida del mio primo abbandono di sposa!... Ma tu
+mi avevi comunicato il sospetto che l'infedeltà spunti talvolta fuori
+dei confini nei quali la considera l'umanità semplice alla quale io
+appartengo; mi avevi comunicata la febbre di scoprire il seme d'una
+infedeltà mia fuori delle vie che menano al peccato...
+
+FRANCESCO
+
+(_interrompendo_) Sono vie che restano ignote a una donna come te.
+
+AGNESE
+
+E a furia d'indagare e di dubitare, nella solitudine che contribuiva a
+farmi cedere alla ossessione, a farmi astrarre dalla prova tangibile
+della mia innocenza, a cacciarmi in una atmosfera fantastica, simile a
+quella in cui ho veduto vivere qui tante disgraziate che tu soccorri, io
+finii con l'accusarmi.
+
+FRANCESCO
+
+(_divampando_) Di che ti accusasti?... Parla! Di che ti accusasti?...
+
+AGNESE
+
+Mi accusai d'una profonda inquietudine per la morte d'un uomo che
+disperatamente l'aveva voluta.
+
+FRANCESCO
+
+(_battendo un pugno sul tavolino_) Paolo Gemmi!
+
+AGNESE
+
+(_ribadisce_) Paolo Gemmi.
+
+FRANCESCO
+
+(_livido--dilatando le pupille, e in un tono di rapace circospezione_)
+Paolo Gemmi ti amava?
+
+AGNESE
+
+(_con mitezza_) Sí, mi amava.
+
+FRANCESCO
+
+Da lui lo apprendesti?!
+
+AGNESE
+
+Lo appresi da lui, attraverso la maschera che egli s'imponeva. Nessun
+uomo che molto ami una donna da cui non sarà mai amato riesce a
+dissimularle il solitario amore che lo strugge.
+
+FRANCESCO
+
+Tu sospettasti che per questo suo amore egli si fosse ucciso?!
+
+AGNESE
+
+Lo sospettai, e mi fu confermato dal padre, che ne aveva raccolto
+l'estremo respiro.
+
+FRANCESCO
+
+(_attanagliandola_) Perché lo interrogasti?
+
+AGNESE
+
+Io non lo interrogai, ma le sue lagrime di padre mi vollero consapevole.
+
+FRANCESCO
+
+(_col fremito irruente d'una imprecazione_) Ti vollero consapevole e
+t'incatenarono immediatamente all'amore del martire!
+
+AGNESE
+
+No, Francesco! Nulla di quanto accadeva in me somigliava alla
+rievocazione dell'innamorato sparito. Nulla somigliava a un rimorso, a
+un pentimento, a un rimpianto profferto alla sua memoria. E perciò,
+anche sotto il martello della tua inquisizione, la mia coscienza
+permaneva immobile, altera, integra, estranea al lutto inquieto che
+serbavo. Solamente piú tardi, ti ripeto, solamente piú tardi io potetti
+accusarmi! Solamente piú tardi, nel mondo irreale, nel mondo della
+follia che la coscienza mi aveva offuscata lontano da te, lontano dal
+nido della mia realtà, questo lutto mi parve quasi colpevole! E
+cominciai da allora a martoriarmi per il martirio di lui, cominciai a
+compassionare la disperazione che lo aveva travolto, cominciai a
+trovarmelo dinanzi, in una larva desolata e sommessamente loquace, e le
+mie stanche veglie e i miei brevi sonni malati si riempivano di panico,
+di tremore, di lotte...
+
+FRANCESCO
+
+(_con l'aspetto e con l'accento di chi subisca i colpi reiterati d'un
+ferro aguzzo_) Ah!... chi mi darà la forza di resistere a queste fitte
+atroci?!
+
+AGNESE
+
+(_mutando_) Se è vero che ti è possibile intendere piú che le mie parole
+non dicano, queste fitte saranno cessate fra qualche istante. Cerca di
+intendere, Francesco, affinché ti sia dato di voltare le spalle a questi
+fatti che sono cosí effimeri, cosí trascurabili al paragone di quello,
+solenne, che sto per rivelarti. Il voto, che durante tre anni di unione
+avevamo nascosto, fervido e pertinace, in una tacita attesa, si era
+virtualmente compiuto, come per un decreto ammonitore venuto dall'alto
+proprio alla vigilia della nostra separazione.
+
+FRANCESCO
+
+(_in un confuso sbalordimento_) Ma che mi racconti, adesso?!
+
+AGNESE
+
+Le lotte contro la povera larva del suicida, contro la pietà che ne
+avevo, contro il suo amore susurrato dalla voce sinistra della morte...
+furono presto e improvvisamente troncate dalla letizia di un giorno che
+mi parve il piú luminoso della mia vita!
+
+FRANCESCO
+
+Tu eri madre?!
+
+AGNESE
+
+N'ebbi quel giorno la certezza.
+
+FRANCESCO
+
+(_con una incipiente esultanza, mescolata al suo travaglio_) Agnese!...
+
+AGNESE
+
+Cerca di intendere! Cerca di intendere!... Ero madre per te, per te, e
+dalle viscere materne si diffondeva in tutto il mio essere l'energia
+sana e trionfante della fedeltà perfetta che l'allucinazione aveva per
+poco turbata!
+
+FRANCESCO
+
+Sí, questo io lo intendo, lo intendo...
+
+AGNESE
+
+Ebbene, il tuo cuore non mi si riavvicina ancora? Non ancora, non ancora
+mi promette la pace che merito?
+
+FRANCESCO
+
+Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni in una volta!... Ti
+chiedo in grazia una sosta!...
+
+AGNESE
+
+Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a recarti l'annunzio in cui
+tanto speravo, perché lungamente ho temuto di perdere le mie speranze
+facendoti l'astrusa confessione che Dio mi aveva comandata. Ma poi, a un
+tratto, sono corsa a rischiare queste speranze presa da una avidità
+subitanea e sfrenata di vedere la mia sorte, di vedere il mio avvenire,
+del quale tu sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione e
+l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli la sincerità tua come ha
+parlato la mia. Mi assicuri tu che presso la culla della nostra creatura
+torneranno a congiungerci tutte le ragioni sublimi che un tempo ci
+congiunsero?
+
+FRANCESCO
+
+(_dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore_) Io vorrei almeno tacere
+e non me lo concedi!... Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi
+rende implacabile col suo amore sovrumano ed eterno!
+
+AGNESE
+
+(_sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza e l'ira svaniscono in
+uno sconforto muto._)
+
+(_Un silenzio._)
+
+FRANCESCO
+
+(_umiliato, balbetta:_) So di offendere l'eroismo della tua confessione
+degna d'una santa. So di calpestare il dono che la tua virtú mi ha
+portato. (_China la fronte con l'umiltà d'un peccatore cosciente davanti
+ad un altare._) So... di essere abominevole!
+
+(SONIA _sguscia di tra gli alberi del giardino; e, nelle pieghe della
+foschia, resta a origliare_.--ULRICO, _non visto da lei, la segue,
+sorvegliandola._)
+
+AGNESE
+
+...
+
+(_assorta nella sua disillusione, lentamente scandisce:_) Sicché: questa
+la mia sorte, questo il mio avvenire! Accanto a te, senza di te!... Mi
+rassegnerò. (_Scrolla il capo triste._) Ed ecco: entro nella casa «dove
+ho il diritto di entrare, dove hai il dovere di farmi entrare». (_Esce a
+destra--ammantata di dignitosa tristezza._)
+
+
+VI.
+
+FRANCESCO
+
+(_è tuttora seduto, concentrato nella umiliazione, il mento sul petto,
+lo sguardo a terra._)
+
+ULRICO
+
+(_acquattandosi, sparisce dietro il fogliame._)
+
+SONIA
+
+(_si avanza piano, insicura dei suoi passi, con nella fisonomia una
+incisa espressione di compatimento soccorrevole. Vicino a lui,
+s'inginocchia, unendo palma a palma, in un gesto supplice._)
+
+FRANCESCO
+
+(_ne ha un urto e un brivido. Si rizza, scostandosi._) Che fate voi in
+codesto atteggiamento?!
+
+SONIA
+
+Imploro!
+
+FRANCESCO
+
+Implorate che cosa?
+
+SONIA
+
+Nulla per me.
+
+FRANCESCO
+
+E allora nulla avete da implorare!
+
+SONIA
+
+Non l'hai vista infelice? E non sei tu anche piú infelice di lei?... Da
+te imploro ciò che ella ha certamente implorato.
+
+FRANCESCO
+
+Smettete! Alzatevi!
+
+SONIA
+
+(_obbediente, si alza._)
+
+FRANCESCO
+
+E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde, è l'ora del riposo. Già
+forse riposano le vostre compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si
+incomodasse a cercare di voi. E badate: mai piú implorazioni indiscrete
+come quella che avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e me, voi non
+siete nessuna!
+
+SONIA
+
+Non giudicarmi troppo male! Ascoltami!
+
+FRANCESCO
+
+Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi, Sonia! Vi ordino di
+ritirarvi!
+
+SONIA
+
+Ascoltami! Ascoltami! (_Tutta palpiti nella insistenza_)... Tu mi hai
+congedata oggi, dicendomi che ero guarita. Non mi pareva che fosse vero,
+e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera mi pare vero. Mi accorgo che
+è vero. Mi sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti. Me ne
+andrò. Me ne andrò domattina all'alba. E anche súbito potrei andarmene.
+Per questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio di saperti
+incamminato, insieme con lei, verso la gioia, verso la felicità. Se io
+ne avessi la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte, e ti
+saluterei tranquilla, senza piangere, senza soffrire...
+
+FRANCESCO
+
+(_pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende, e reagisce con
+brutale asprezza._) Basta, Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi
+per le vostre ansie inopportune! Non voglio, non voglio piú udire il
+suono della vostra voce!
+
+SONIA
+
+Perché mi tratti cosí?... Perché mi disprezzi tanto?...
+
+(_Un intervallo--doloroso._)
+
+FRANCESCO
+
+(_arrendendosi_) Non vi disprezzo. Vi giuro che non vi disprezzo!...
+Avrei respinta l'inframmettenza d'una sorella come ho respinta la
+vostra. Io eccedo nel manifestare i miei ritegni, la mia intolleranza.
+Le parole che mi vengono alle labbra sono convulse, inconsulte,
+ingiuste. Me ne rammarico. Me ne pento. E, poiché l'affetto che nudrite
+per me v'impedirebbe di lasciarmi con tranquillità prima di sapermi
+conciliato con le speranze legittime che hanno qui ricondotto mia
+moglie, mi piego a rendervi conto di ciò che, in ogni caso, non potrebbe
+riguardarvi. Vi garantisco, dunque, che, da questo momento, io mi
+dedicherò a rinsaldare la mia convivenza con lei. Vi garantisco che la
+nostra felicità coniugale sarà, comunque, ricostruita. Da voi stessa mi
+è stato mostrato... che m'incalza la necessità di riaggrapparmi, per la
+mia salvezza, all'unica donna che io debba amare e che abbia il diritto
+di amarmi!..... Come vedete, dopo che mi avete tante volte immeritamente
+circondato della vostra riconoscenza, siete voi che meritate la
+riconoscenza mia...
+
+(_La commozione sta per vincerlo._) E adesso, una stretta di mano, e
+addio!
+
+SONIA
+
+(_ebra di sacrificio--in ambo le mani chiude quella che egli le ha
+stesa._) Addio!
+
+FRANCESCO
+
+(_fisandola con gli occhi gonfi di lagrime_) Senza piangere...
+
+SONIA
+
+(_fisandolo con gli occhi morenti di ebbrezza e di angoscia_) Senza
+piangere.
+
+FRANCESCO
+
+Senza soffrire...
+
+SONIA
+
+Senza soffrire.
+
+(_Tutti e due tremano. I loro pallidi volti si avvicinano l'uno
+all'altro._)
+
+FRANCESCO
+
+Povera Sonia!... (_Ma, ghermito da un fulmineo raccapriccio, si stacca
+da lei._) No! No! Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (_Fugge a
+destra, guatando indietro._)
+
+
+VII.
+
+SONIA
+
+(_rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi e cupe, le pupille
+sono come cristallizzate e il bulbo biancheggia d'un biancore gelido.
+Indi, ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla cintola in su,
+boccheggiando, annaspando e sforzandosi di chiamare, col fiato monco:_)
+Ulrico!... Ulrico!...
+
+ULRICO
+
+(_è già comparso nel fondo, trascinandosi a stenti.--Sembra un uomo
+crivellato di ferite,--Egli risponde roco, terribile, sibilante,
+disperato:_) Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo strazio che ti soffoca!
+Ti ho spiata. È uno strazio che a me non chiede che di essere maledetto!
+
+SONIA
+
+Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi, ora!... Finalmente, mi ritrovi
+com'ero!
+
+ULRICO
+
+(_nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su lei, l'afferra, la
+gualcisce, la storce, gridando:_) Non cosí, non cosí ti volevo!... È la
+piú scellerata delle tue crudeltà questa offerta nefanda!
+
+SONIA
+
+(_mormora:_) Non sono mai stata crudele.
+
+ULRICO
+
+(_seguitando a gualcirla, a storcerla, a inveire_) Nessuno commette
+maggiori crudeltà di chi non si sente crudele!
+
+SONIA
+
+(_come una moribonda_) Puniscimi... Puniscimi...
+
+ULRICO
+
+(_in uno scroscio di pianto che straripa da tutta la sua persona
+e che ha qualche cosa di selvaggio_) Con la mia fine ti
+punirò--vedrai!--dandoti il rimorso che ti spetta!
+
+(_Si spalanca la porta a sinistra._)
+
+SUORA MARTA
+
+Maria Vergine! Che è questo?!
+
+ULRICO
+
+Venite, venite, Suora Marta! Sorreggetela voi! (_Getta tra le braccia
+amorevoli della Suora il corpo sgretolato di Sonia._) E, soprattutto,
+sorreggetene l'anima trafitta! Io, vado, invece, a perdere la mia!
+(_Esce a precipizio._)
+
+SUORA MARTA
+
+Sonia! Sonia!... (_Tenendola, incuorandola_) Mia buona Sonia! Mia buona
+figliuola!... Preghiamo il Signore!... Preghiamolo insieme!...
+
+SONIA
+
+(_cadendo in deliquio_) No, Suora Marta! Non so piú pregare...
+
+
+SIPARIO.
+
+
+FINE.
+
+
+Avvertenza.--Nella pagina seguente, le note della preghiera corale delle
+Ricoverate.
+
+
+ [Illustrazione: note della preghiera.
+
+ CORO
+
+ Ancora ancora serbaci o Signore
+ il tuo favore d'ogni bene quaggiù.... principio e
+ via E così sia. E così sia.]
+
+
+
+
+ REMO SANDRON, Editore--Libraio della R. Casa
+
+ Milano-Palermo-Napoli-Genova-Bologna-Torino-Firenze
+
+ Opere di ROBERTO BRACCO
+
+ Edizioni SANDRON
+
+ _TEATRO:_
+
+ =Volume I.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.
+
+ =Non fare ad altri...= Commedia in un atto.--=Lui, lei, lui.= Commedia
+ in un atto.--=Un'avventura di viaggio.= Commedia in un atto.--=Una
+ donna.= Dramma in quattro atti.--=Le disilluse.= Fiaba in un
+ atto.--=Dopo il veglione.= Scenette.
+
+ =Volume II.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 364.
+ =Maschere.= Dramma in un atto.--=Infedele.= Commedia in tre atti.--=Il
+ Trionfo.= Dramma in quattro atti.
+
+ =Volume III.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 385.
+
+ =Don Pietro Caruso.= Dramma in un atto.--=La fine dell'Amore.= Satira
+ in quattro atti.--=Fiori d'arancio.= Idillio in un atto.--=Tragedie
+ dell'Anima.= Dramma in tre atti.
+
+ =Volume IV.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.
+
+ =Il diritto di vivere.= Dramma in tre atti.--=Uno degli onesti.=
+ Commedia in un atto.--=Sperduti nel buio.= Dramma in tre atti.
+
+ =Volume V.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 387.
+
+ =Maternità.= Dramma in quattro atti.--=Il frutto acerbo.= Commedia in
+ tre atti.
+
+ =Volume VI.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 290.
+
+ =La piccola fonte.= Dramma in quattro atti.--=Fotografia senza....=
+ Scherzetto.--=Notte di neve.= Dramma in un atto.--=La chiacchierina.=
+ Monologo.
+
+ =Volume VII.=--in-16, pagg. 308.
+
+ =I fantasmi.= Dramma in quattro atti.--=Nellina.= Dramma in tre atti.
+
+ =Vol. VIII.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, con una nota dell'Autore e con
+ un'appendice, in 16, pagg. 288.
+
+ =Il piccolo Santo.= Dramma in cinque atti.--=Ad armi corte.= Commedia
+ in un atto.
+
+ =Volume IX.=--in-16, pagg. 340.
+
+ =Il perfetto amore.= Dialogo in tre atti.--=Nemmeno un bacio.= Dramma
+ in tre atti e un epilogo.
+
+ =Volume X.=--2ª edizione, in-16, pagg. 348.
+
+ =L'internazionale.= Commedia in un atto.--=L'amante lontano.= Dramma
+ in tre atti.--=Ll'uocchie cunzacrate.= Dramma napoletano in un
+ atto.--=La culla.= Dramma in un atto.
+
+ =I PAZZI. Con un preambolo dell'Autore.=
+
+ _VERSI:_
+
+ =Vecchi versetti.=--Con prefazione dell'Autore, note dell'editore e
+ glossario.
+
+ _NOVELLE:_
+
+ SMORFIE GAIE E SMORFIE TRISTI
+
+ Volume 1º =SMORFIE TRISTI.= _Un volume in-16, pagg. 334._
+ » 2º =SMORFIE GAIE.= _Un volume in-16, pagg. 304._
+ » 3º =LA VITA E LA FAVOLA.= _Un volume in-16, pagg. 316._
+ » 4º =OMBRE CINESI.= _Un volume in-16, pagg. 320._
+
+ _SCRITTI VARII:_
+
+ =Tra i due sessi.=--Volume di pagg. 70.--2ª edizione.
+
+ Edizioni GIANNINI
+
+ =Tra le Arti e gli Artisti.=--Volume di pagg. VIII-390
+ =Tra gli uomini e le cose.=--Volume di pagg. 362.
+
+ Prezzo del presente volume: _Lire NOVE_.
+
+
+
+
+
+ Nota del Trascrittore
+
+ Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così
+ come le grafie alternative (dubbi/dubbî/dubbii, vizi/vizî/vizii e
+ simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
+ Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo
+ originale):
+
+ 101 - IV. [VI.]
+ 118 - ho lasciate sul pianerottolo [pianerrottolo]
+ 142 - da Lorenzo Gemmi [Gianni]
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI ***
+
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+works. See paragraph 1.E below.
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+The Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
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+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: I pazzi
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+Author: Roberto Bracco
+
+Release Date: January 23, 2011 [EBook #35048]
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+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI ***
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
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+
+<div class="center">
+<p class="big">ROBERTO BRACCO</p>
+
+<h1>I PAZZI</h1>
+
+<p>DRAMMA IN QUATTRO ATTI</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p><span class="small">1922</span><br />
+
+REMO SANDRON &mdash; Editore<br />
+
+<span class="small">Libraio della R. Casa<br />
+MILANO - PALERMO - NAPOLI - GENOVA - BOLOGNA - TORINO - FIRENZE<br /><br />
+
+Copyright by Roberto Bracco 1922 in the United States of America.</span></p>
+</div>
+
+<hr />
+<div class="blockquote">
+<p class="center pad4">PROPRIETÀ LETTERARIA</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p><i>I diritti di riproduzione, di traduzione, ecc. sono riservati
+per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello
+di Norvegia.</i></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p>È assolutamente proibito di rappresentare questa produzione
+senza il consenso scritto dell'Autore (<i>Art. 14 del Testo Unico 17
+Settembre 1882</i>).<br /></p>
+
+<p class="center"><img src="images/firma.jpg" width="200" height="107" alt="firma dell'autore" /><br />
+</p>
+
+<p>Off. Tip. Sandron &mdash; 119 &mdash; I &mdash; 100522.</p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center big pad4">INDICE</p>
+
+<p class="center pad2"><a href="#preambolo">PREAMBOLO</a><br />
+<a href="#personaggi">PERSONAGGI DEL DRAMMA</a><br />
+<a href="#primo">PRIMO ATTO</a><br />
+<a href="#secondo">SECONDO ATTO</a><br />
+<a href="#terzo">TERZO ATTO</a><br />
+<a href="#quarto">QUARTO ATTO</a>
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5"></a>[5]</span></p>
+
+<h2><a name="preambolo" id="preambolo"></a>PREAMBOLO</h2>
+
+<p class="pad4"><i>Ho voluto graziare questo dramma che gemeva
+nel prefunerario cassetto delle mie cose inedite
+e condannate a un rogo piú o meno lontano,
+perché, leggendolo (evidentemente lo avevo scritto,
+ma non lo avevo letto mai) ho ritrovate, vive e
+cospicue, sotto la polvere d'una affrettata negligenza scettica,
+le ragioni donde mi germinò nella
+commossa fantasia. Esso è, in vero, &mdash; quale che
+sia il valore estetico che contenga &mdash; la continuazione,
+il compimento, la sintesi, il culmine sillogistico
+di molte opere mie d'indole tragica,
+forse non pregevoli e tuttavia non spregiate e
+non ancora a me discare. E mi sembra che ciò
+debba risultar netto a chiunque abbia avuta la
+cortesia di guardare al cammino che io, illuso
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6"></a>[6]</span>
+o disilluso, alacre o accidioso, ho percorso fin
+qui nel campo scenico, tra la volubilità delle
+platee e quella della ribalta, sempre serbandomi
+piú tenero dei miei lettori che non delle une e
+dell'altra, sempre sognando un po'... un teatro
+senza teatro. (È una mia antica e fissa idea che
+si possa non destinare al teatro &mdash; cioè alla rappresentazione &mdash; un'opera
+a cui si sia data l'impronta
+della scena. Non è forse presumibile che
+l'artista abbia prescelta questa impronta soltanto
+perché è quella piú vicina a una forma di vita?...)</i></p>
+
+<p><i>Il costrutto del dramma graziato, che, mediante
+il salvacondotto della tipografia, potrà liberamente
+vivere o vivacchiare e morire di morte
+naturale e che si aderge a compiere la sagoma
+d'una piramide racchiudente le già vissute opere
+cui ho accennato, non è da enunciare in una
+baldanzosa conclusione, né in una sbandierabile
+sentenza, ma bensí in due interrogazioni, trepide
+e pur pungenti:</i></p>
+
+<p><i> &mdash; Dove finisce, nell'animale umano, la saggezza
+e dove comincia la follia?</i></p>
+
+<p><i> &mdash; Quali sono, nel nostro mondo, i pazzi e
+quali sono i savii?</i></p>
+
+<p><i>Ecco, nella trama e nella sostanza, il mio
+<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7"></a>[7]</span>
+dramma, che le due interrogazioni rivolge a me
+stesso e all'umanità.</i></p>
+
+<p><i>L'umanità non risponde. E non rispondo nemmeno
+io. Quattro volte cala il velario sulla controversa
+vicenda inscenata. L'ultima volta cala
+lasciando che le due interrogazioni proseguano,
+vie piú aguzze, a pungere l'umanità e me, come
+in una eco perpetua.</i></p>
+
+<p><i>L'Arte non offre, non indica, non suscita soluzioni
+di problemi che anche la Filosofia invano
+affisa o sviscera o espone scevri di scorie. Al
+piú al piú, si sforza di tradurli in visioni che
+parlino alla sensibilità, senza troppo incomodare
+la mente.</i></p>
+
+<p><i>I</i> pazzi <i>del mio dramma sono appunto una
+visione composta dall'Arte: &mdash; dalla povera Arte
+di un pazzo... o di un savio.</i></p>
+
+<p class="indr"><i>Roberto Bracco</i></p>
+
+<p class="indl">Febbraio, 1922.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9"></a>[9]</span></p>
+
+<h2><a name="personaggi" id="personaggi"></a>I PERSONAGGI DEL DRAMMA</h2>
+
+<div class="center">
+<span class="smcap">Sonia Zarowska</span><br />
+<span class="smcap">Ulrico Nargutta</span><br />
+<span class="smcap">Francesco Floriani</span><br />
+<span class="smcap">Agnese Floriani</span><br />
+<br />
+<i>Il professor</i> <span class="smcap">Antonio Bernardi</span><br />
+<span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span><br />
+<i>Il Signor</i> <span class="smcap">Lemms</span><br />
+<i>Un Agente della Polizia</i><br />
+<i>Suora</i> <span class="smcap">Marta</span><br />
+<i>Il Guardiano &mdash; d'una Casa di Salute</i><br />
+<i>Le Ricoverate</i><br />
+<i>Una cameriera</i>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11"></a>[11]</span></p>
+
+<h2><a name="primo" id="primo"></a>PRIMO ATTO</h2>
+
+<p><i>Lo studio del dottor</i> <span class="smcap">Francesco Floriani</span>.</p>
+
+<p><i>Nella parete di fondo, una porta che dà in
+un salotto. Una porta &mdash; in secondo piano &mdash; a
+sinistra. Dallo stesso lato &mdash; in primo piano &mdash; uno
+scrittoio, con la relativa seggiola a bracciuoli,
+di cui la spalliera è accostata al muro,
+e un divano che, formando un angolo con lo
+scrittoio, si stende parallelo alla parete di fondo
+fin quasi al centro della stanza. Qualche tavolino,
+qualche seggiola a sdraio, qualche seggiola
+leggera. Un'altra porta &mdash; in primo piano &mdash; a
+destra. Ampie librerie. Sullo scrittoio, libri, carte,
+fascicoli, l'apparecchio del telefono, i bottoni
+della soneria elettrica e una grande fotografia:
+<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12"></a>[12]</span>
+la fotografia di</i> <span class="smcap">Agnese Floriani</span>, <i>in una cornice
+finemente intarsiata</i>.</p>
+
+<p><i>Una severa signorilità.</i></p>
+
+<h3>I.</h3>
+
+<p>(<span class="smcap">Francesco</span> <i>è seduto allo scrittoio. Agnese
+è seduta sul divano. Tacciono entrambi, cogitabondi,
+in una greve tristezza.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Il tintinnio del telefono risuona indiscreto.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>contrariato &mdash; avvicina il microfono.</i>) Pronto.
+(<i>Pausa.</i>) Io sono il dottor Floriani. E lei?...
+Chi è lei?... (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Non sento. Un
+po' piú forte, prego. (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Cosa
+dice?... (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Ah, ho capito finalmente!
+Dice d'essere una mentecatta. Se desidera
+di consultarmi, venga pure. Ricevo di
+solito dalle 15 alle 17. (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Non
+desidera di consultarmi? E che vuole da me?
+Si sbrighi! Che vuole?... (<i>Ascolta. Pausa.</i>) Non
+vuole niente! E allora perché mi ha chiamato?...
+(<i>Ascolta. Pausa.</i>) Esattissimo! Ammiro
+la sua perspicacia. È insensato domandarle
+il movente dei suoi atti o delle idee che
+<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13"></a>[13]</span>
+le passano pel capo. Neanche ai savii bisognerebbe
+rivolgere di simili domande. La ossequio.
+(<i>Ripone il microfono sul cavalletto.</i>)</p>
+
+<p>(<span class="smcap">Agnese</span> <i>e</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>tacciono ancora. Ciascuno
+dei due è intento al silenzio dell'altro.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>... E abbiamo, una volta di piú, taciuto abbastanza,
+dopo di avere, una volta di piú, abbastanza
+parlato. Torna alle tue occupazioni,
+tu, come, alla men peggio, io tornerò alle mie.
+Tant'è: o parlando o tacendo, noi ci aggiriamo
+in un laberinto: nel piú intricato dei
+laberinti. Avremmo, forse, potuto uscirne solamente
+se fosse crollato il tuo ermetico
+orgoglio. Esso è incrollabile, perché custodito
+dall'istinto. Non troveremo mai una via di uscita.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>con un accento coraggioso che squarcia la
+tristezza</i>) Io l'ho trovata!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non lo credo.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14"></a>[14]</span></p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Sí, l'ho trovata.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sei presa da uno sdegno che sempre piú
+allontana da te e da me la probabilità di
+trovarla.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>L'ho trovata, l'ho trovata, Francesco!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma che stai per propormi, Agnese?! Tu
+mi fai tremare. Una perfida temerità lampeggia
+nei tuoi occhi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Perfida, no: astiosa, bensí, e ribelle, come
+la temerità di chi, all'approssimarsi di un immane
+pericolo immeritato, insorge con tutte
+le sue forze per superarlo e per trionfarne!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Quale sarebbe la via di uscita che hai trovata?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15"></a>[15]</span></p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Noi dobbiamo separarci.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>in un afflusso d' amarezza</i>) Questo sai volere,
+raccogliendo le mie angosce e i miei gemiti?
+Questo sai offrirmi per placarmi, tu che
+sei stata per me la donna unica e che hai assorbita
+tutta la mia essenza di uomo? Ah,
+che desolazione! E che miseria!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Io ti ripeto, ogni giorno, ogni giorno, che
+nulla mi ha mutata, che nulla mi muterà mai.
+Te lo ripeto a fronte alta e con la voce ferma.
+E a fronte alta, come una martire cristiana,
+subisco di essere dilaniata dalla tua diffidenza
+che non si determina in nessun perché, che
+non parte da nessuna circostanza visibile, che
+non denunzia nessun segno di defezione del
+mio cuore e dei miei sensi nei nostri rapporti
+coniugali. Somiglia al coltello di un chirurgo
+capriccioso caparbio audace e inesperto che si
+ostini a sbrandellare le carni di un corpo sano
+per cercarvi una rovina che non c'è. È uno
+<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16"></a>[16]</span>
+scempio inaudito! Io sono stanca! Non ne
+posso piú! Non ne posso piú! Non resisto piú!
+E anche tu sei stanco!... Sei stanco della tua
+travagliata e vana inchiesta. Sei stanco della
+tua crudeltà che ti ha logorato non meno di
+quanto abbia logorato me. Eppure continui a
+non aver fiducia nella interezza del mio affetto
+di moglie e d'amante, e quotidianamente la
+tua diffidenza ricomincia a dilaniare, a sbrandellare...
+No! No! È troppo! Noi ci separeremo,
+e Dio, se vuole, ci assisterà!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sta' tranquilla, Agnese. Ci separeremo. (<i>Con
+apparente calma</i>) Che per molti motivi questa
+soluzione sia logica non me lo dissimulo. E
+se non fosse o non mi sembrasse logica?... A
+me basterebbe a renderla necessaria il fatto
+stesso che tu la proponi. Dicendo: «separiamoci»,
+tu schianti i pochi puntelli dell'edificio
+sconnesso. E non c'è piú modo di sorreggerlo!...
+(<i>Svoltando</i>) Fortunatamente, non abbiamo figli.
+È stata una beffa infame che il destino ha gettata
+sui bollori della nostra unione. Nondimeno,
+ora, per noi è una sagace fortuna. Senza figli, il
+separarci sarà la cosa piú spiccia e piú semplice
+<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17"></a>[17]</span>
+del mondo: spiccia e semplice come sono, in
+generale, le grandi tragedie della vita!... (<i>Si
+leva, si morde un pugno, cammina per la stanza,
+sbandato. Poi, si ferma.</i>) E cosí, in due minuti,
+tutto è accomodato, tutto è definito. Non piú
+legami, non piú controlli di sentimenti e di
+pensieri. Non piú lo scempio inaudito!... Ciascuno
+di noi due non apparterrà che a sé medesimo.
+Tu ti porterai via la tua verità salvandola
+dalle mie intransigenti e cupide investigazioni.
+E io resterò vedovo, saturandomi
+d'un rancore innocuo per te e guardando discendere
+in un baratro, insieme col passato,
+la mia povera felicità ridotta in frantumi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>E non anche la mia, forse?... Non anche la
+mia?... Dillo! Dillo!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18"></a>[18]</span>
+</p>
+
+<h3>II.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>dalla sinistra, prima d'entrare</i>) Permesso?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ricomponendosi</i>) Avanti, Suora Marta. Che
+c'è?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>entrando</i>) Il professor Bernardi ha quasi
+terminata la sua visita alle ricoverate.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>battendosi la fronte con la mano</i>) Ah già!
+C'è la visita del professor Bernardi!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>comprende di essere &mdash; involontariamente &mdash; importuna.</i>)
+Ma non si scomodi, direttore. Il
+professor Bernardi mi ha raccomandata di comunicarle
+che, se lei ha da fare, egli non vuole
+disturbarla. Ha soggiunto che, dovendo trattenersi
+ancora in questa città, avrebbe il tempo
+di ritornare per salutarla.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19"></a>[19]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Piú o meno, ho sempre da fare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Gli riferirò che lei si scusa per oggi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>No, Suora, no. Che penserebbe di me?... Io
+non l'ho accompagnato durante la sua ispezione
+scientifica affinché il contegno delle ricoverate
+non risentisse della mia presenza,
+della mia immediata vigilanza. E mi pare che
+egli abbia apprezzata questa mia scrupolosità.
+Ma adesso mi è doveroso parlargli, mi è doveroso
+di stare un po' con lui. Gli direte che
+io lo aspetto qui o che mi faccia avvertire appena
+si sarà sbrigato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Sta benissimo. (<i>Via.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ed eccomi assillato, eccomi vessato dai miei
+doveri e dalle mie responsabilità quando vorrei
+<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20"></a>[20]</span>
+potermi sottrarre a tutto quello che mi ricorda
+di essere vivo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>già in piedi</i>) Le tue responsabilità e i tuoi
+doveri sono provvidenziali oggi e saranno provvidenziali
+in avvenire. Non lamentartene. Io
+te l'invidio!... T'impediranno di abbatterti.
+Impegneranno le tue ore in un'attività che,
+per quanto imposta, ti sarà poi di sollievo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>acido, e torvo</i>) Mi condanneranno a uno
+sforzo di sdoppiamento: a uno sforzo in cui
+corre il rischio di spezzarsi chi non possegga
+l'elasticità di coscienza per la quale è facile
+infingersi o mentire! (<i>Un intervallo.</i>) E siamo
+intesi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Siamo intesi davvero, Francesco! (<i>Tutta
+raccolta, esce.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21"></a>[21]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>tra sé &mdash; scervellandosi</i>)... Ghermire quello che
+è dentro l'involucro che si può toccare, quel
+che è al di là della fisonomia e dei gesti che
+si vedono, al di là della voce e della parola
+che si odono: questo è il problema insolubile!...</p>
+
+<h3>III.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>(<i>nella stanza contigua, a sinistra</i>) Grazie,
+gentilissima Suora, e non mi dimentichi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si sforza di assumere un atteggiamento di cordiale
+cortesia e gli va incontro.</i>) Favorisca, Professore!
+Favorisca!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>(<i>avanzandosi</i>) Sono a lei, collega. (<i>È un uomo
+sulla cinquantina. Alto. Magro. Adusto. Elegante.
+Disinvolto. Barbetta a punta, brizzolata.
+Naso lungo, arcuato. Sopracciglia convergenti.
+<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22"></a>[22]</span>
+Sguardo fosforescente, penetrante. Ha un po'
+un'aria da Mefistofele bonario. Il suo sorriso è
+buono. Parla con aristocratica affabilità e con
+ricercatezza, ascoltandosi, assaporando la frase
+fiorita arguta.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ella mi ha sospettato di tanta indifferenza
+da rinunziare a mietere súbito le sue impressioni
+e a darle súbito qualche schiarimento!
+Mi faceva torto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Pardon!... L'indifferenza è spesso un'affermazione
+di serenità. Mi sarebbe parsa legittima
+in lei. E anche piú legittima mi sarebbe
+parsa una piú limitata tolleranza della mia indiscrezione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Un linguaggio cosí umile è paradossale sulla
+bocca dell'insigne professor Antonio Bernardi.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23"></a>[23]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Una vera indiscrezione è stata la visita che
+ella mi ha consentita. Ciò che giustifica l'indiscrezione
+è la speciale fama di cui Ella gode
+e di cui è circondato questo monastico rifugio
+della psicopatia femminile. Una attrattiva irresistibile!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con dignitosa modestia</i>) La fama di cui godo?...
+Io sono l'ultimo arrivato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p><i>Last not least</i>, come sottilmente dicono gl'inglesi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma è certo che questo rifugio non è che
+l'abbozzo di una Casa di Salute.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Protesto, collega! Molto piú di un abbozzo!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24"></a>[24]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Minuscola. Rachitica. Incompleta. E mi cruccio
+di non avere i mezzi per ampliarne la capacità
+ospitale, per svilupparne l'efficienza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Già troppa la sua abnegazione! È notorio
+che ella giuoca e perde alla roulette dell'altruismo
+tutte le sue entrate di possidente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mio padre mi lasciò un titolo di conte che
+ho seppellito e un po' di proprietà che onoro
+col dedicarne le non larghe rendite a un'opera
+di soccorso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>E non trova appoggi finanziarii per una fondazione
+d'indole cosí filantropica?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Cercandone, forse ne troverei. Ma avendo
+voluto adottare dei metodi esclusivamente miei,
+<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25"></a>[25]</span>
+ho dovuto serbare al Ricovero un carattere di
+personale esperimento e di personale filantropia.
+Inferme che paghino, difatti, non ne
+ammetto se non in linea eccezionale, e sempre
+che io abbia un posto disponibile l'offro a
+qualche inferma povera o accolgo gratuitamente
+quella che mi sia portata, come una
+naufraga, dalla marea delle sue sventure.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Tutto ciò è sublime!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>No, non è sublime. C'è in me &mdash; gliel'ho
+confessato &mdash; un'ambizione di autonomia, una
+ostinata insubordinatezza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Anche questa «insubordinatezza» accede
+alla sublimità. Nella cura della follia o della
+semi-follia ella si è proposto di sostituire l'influsso
+dell'Idealismo ai dettami positivistici.
+Verso le vie del cielo! <i>Coelum accipere!</i></p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26"></a>[26]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mettiamo i punti sugl'<i>i</i>, Professore. Non
+vorrei che mi si tacciasse di cecità. Secondo
+me, l'Idealismo è creatore o coefficiente di coesione
+morale, e, secondo me, coesione morate
+è sanità della mente, è vigoria dell'anima. Io
+sostituisco l'influsso dell'Idealismo ai dettami
+positivistici solamente quando la causa della
+follia o della semi-follia non permanga nel dominio
+del clinico e quando, perciò, il positivismo
+onesto non abbia nulla da fare. Idealista,
+sí. Cieco, no.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Evidentissimo, perdiana!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tuttavia, lo so che nel campo della scienza
+ufficiale io non sono che un reprobo, un traditore.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>La scienza ufficiale è in piena bancarotta,
+non vale la pena di esserle devoto.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27"></a>[27]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>M'incoraggia a tradirla proprio lei che è un
+ortodosso?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Un miscredente, sono! Un malinconico miscredente!
+La piú nera miscredenza mi si è
+infiltrata dentro e non mi lascia piú. Sono da
+compiangere, io. Lei, almeno, può illudersi
+di utilizzare il suo idealismo procedendo da
+un punto di partenza che, après tout, non è
+arbitrario. Si chiama psichiatria la dottrina che
+riguarda le malattie mentali. La parola stessa
+di questa denominazione già implica che in
+origine la sede di tali malattie è stata ritenuta
+la psiche, ovverosia l'anima, che sarebbe il cosiddetto
+principio spirituale della vita. Ella ha
+quindi il diritto di concludere: curiamo l'anima.
+E ha, inoltre, quello di ridere in faccia ai
+psichiatri incondizionatamente materialisti che
+della vita ostentano rinnegare il principio spirituale,
+mentre, per tacito consenso, lo ammettono
+nella denominazione della loro dottrina.
+Il guaio grosso è per me, che ho professato
+<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28"></a>[28]</span>
+il positivismo e ogni giorno ne ho costatato
+il fiasco, che era, poi, il mio fiasco!
+Non sapevo piú da che parte voltarmi. Interrogavo
+i fatti a uno a uno per cavarne l'indicazione
+di una cura diritta e razionale.
+Fatica da Sisifo! Il positivismo applicato alla
+psichiatria è un ammasso di preconcetti cristallizzati,
+i quali danno sempre ai fatti le medesime
+fisonomie, false e bugiarde. E poiché
+essi mi restavano addosso, appiccicati come
+crittogame, e non c'era mezzo di espellerli, i
+fatti mi restavano davanti come sfingi perverse,
+a confondermi, a sfidarmi, a dileggiarmi, a provarmi
+l'inanità della mia scienza, a irritarmi
+fino alle piú estreme conseguenze. Le attesto
+che talvolta ho sentito d'impazzire anch'io.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E no, Professore! Questa è una iperbole!
+Una triste iperbole!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>(<i>spiccando le sillabe</i>) «Ho sentito &mdash; ripeto &mdash; d'impazzire
+anch'io». Mi esprimo con esattezza
+<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29"></a>[29]</span>
+storica, egregio collega. Mi è accaduto
+precisamente di avvertire i prodromi di uno
+squilibrio cerebrale. Se ne meraviglia molto?...
+Ci asterremo, per altro, dall'asserire che sia
+un caso originalissimo. Parecchi squilibrî cerebrali,
+latenti o flagranti, contristano la famiglia
+dei psichiatri, e non è mai da escludere
+la possibilità che un medico di pazzi impazzisca.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con un lieve sorriso</i>) Ma ella ha i connotati
+della piú solida e piú resistente saggezza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>L'opinione plebea che molti savi sembrino
+pazzi e viceversa... non è del tutto infondata.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>L'esperienza discerne.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Discerne sempre &mdash; me lo consenta &mdash; attraverso
+la stalattite del nostro convenzionalismo.
+<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30"></a>[30]</span>
+Noi non sappiamo differenziare la follia dalla
+saggezza che per quei connotati i quali proprio
+noi abbiamo attribuiti all'una e all'altra.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>turbandosi</i>) Il suo scetticismo inesauribile
+sconforta e disorienta... E nessuno può esserne
+piú sconfortato e piú disorientato di me. (<i>Con
+un distacco di voluta disinvoltura</i>) Ma, Dio buono,
+non l'ho ancora invitata a sedere. Prego...
+Prego.... Meglio tardi che mai.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>... Non m'ero accorto di stare in piedi. Siederò.</p>
+
+<p>(<i>Seggono sul divano.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>scusandosi</i>) Vivo da un pezzo fuori del mondo.
+Comincio a perdere le abitudini della buona
+educazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>C'è da compiacersene. La buona educazione
+è ingannevole come il belletto.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31"></a>[31]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E le sue impressioni, dunque?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Non se ne disinteressa neppure dopo che mi
+sono cosí cordialmente discreditato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non è uomo lei da discreditarsi in cinque
+minuti.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Ma vedrà che altri cinque mi basteranno.
+<i>Partie remise</i>, a breve scadenza! Le mie impressioni
+... Devo premettere che, da quando ho
+avuta la visione chiara della inettitudine in
+cui mi dibattevo, ho piantata la mia clientela,
+mi son munito di una valigia e mi son dato
+a un faticoso <i>tourisme</i>. A cinquant'anni &mdash; l'età
+classica dei lauri e dei riposi accademici &mdash; io
+faccio un modesto viaggio... d'istruzione.
+Vado attorno per conoscere la clientela
+altrui e l'altrui esercizio professionale con
+<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32"></a>[32]</span>
+la speranza d'imbattermi in qualcosa che mi dia
+un po' di nuovo nudrimento. Ero bene informato
+dei suoi criterî, emergenti dal libro che ella ha
+scritto in collaborazione col compianto Paolo
+Gemmi &mdash; un idealista che, morendo di suicidio,
+non ha di certo corroborato l'Idealismo &mdash; e,
+quantunque io aborrissi ferocemente quei
+criterî come astrazioni teoriche, varcando la
+soglia della sua Casa di Salute ho <i>armistiziata</i>
+la mia ostilità, con una tendenza conciliativa.
+Mi son detto: «Chi sa!... Vediamo di che si
+tratta, <i>de visu et auditu</i>.» E piú mi ha ammansito
+la sua spontanea decisione di non presenziare
+i miei colloqui con le ricoverate. I nevrastenici,
+i nevropatici, gli aberrati, gli alienati,
+e perfino gli ebeti, alla presenza del medico
+curante &mdash; particolarmente se sia anche il loro
+benefattore &mdash; , serbano, come per un mimetismo
+servile, un contegno che non corrisponde
+davvero al loro grado di mentalità. Somigliano &mdash; diciamolo
+pure &mdash; alle bestie in cospetto del
+padrone che le abbia ammaestrate. Sicché,
+ella eliminava l'esibizione degli effetti effimeri
+e illusorî. Bellissimo gesto!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33"></a>[33]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Un gesto di rudimentale lealtà.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Ed oltremodo lieto ero che, tutto sommato,
+un inconsueto ottimismo mi scortasse.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ebbene?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Mi affretto a dichiararle che i primi scandagli
+mi hanno pienamente soddisfatto. Riscontravo
+in quelle menti un assetto singolare,
+una notevolissima coordinazione nei rapporti
+col mondo esteriore, uno svolgimento
+del pensiero abbastanza vicino alla continuità
+logica. Ma, purtroppo, egregio e caro collega,
+la insistenza della mia ispezione ha mutati in
+ortiche i fiori còlti dal mio neo-ottimismo.
+Dubbi su dubbi!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Gradirei qualche esempio, Professore.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34"></a>[34]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Piuttosto li riassumo e glieli sottometto in
+forma interrogativa, con la piú nitida schiettezza.
+Non sono forse &mdash; domando io &mdash; irreperibili
+o dissipati, in quelle menti, i segni della
+personalità e del libero arbitrio? Convinto di
+avere piú o meno raddrizzate dieci, dodici,
+quindici menti, non le ha, forse, ella, invece,
+soppresse o represse in una specie di uniformità,
+quasi che le abbia chiuse in tanti astucci
+simili? E questi risultati non sarebbero forse
+dovuti... a un potere formidabile della sua
+volontà, in cui la vecchia scienza riscontrerebbe
+di leggieri una influenza tutta positivistica e
+tutta divergente dall'influsso di quell'idealismo
+che ella, in buona fede, intende di utilizzare?...
+Ecco le ortiche, collega.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Se ella, professore, si trattenesse qui una
+intera giornata, si persuaderebbe che l'uniformità
+subisce tante variazioni quante sono le
+mie ospiti. Gli elementi che compongono la loro
+personalità &mdash; l'origine, l'atavismo, il temperamento,
+le condizioni sociali, le efflorescenze
+<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35"></a>[35]</span>
+della vita vissuta &mdash; si modificano, ma non spariscono.
+La cura dell'anima vuole e può aspirare
+a rendere fissa e predominante, in dieci,
+in dodici, in quindici cervelli una forza direttiva
+unica che tende a salvarli: non vuole e
+non può staccarli dalla esistenza individuale,
+dagli elementi che la compongono. E se ella,
+trattenendosi qui una intera giornata, mi stesse
+accanto, si persuaderebbe che questa forza
+direttiva non è determinata da un potere formidabile
+della mia volontà, il quale minacci
+il libero arbitrio come il potere d'un ipnotizzatore,
+ma sibbene da una dolce disciplina genuinamente
+educativa che avvia alla bontà, all'orrore
+per il peccato, alla fraternità cristiana,
+alle gioie del benessere fornito dalla virtù!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>... Una certa dose di <i>haschich</i>, servita a
+cento mussulmani diversi, discopre ugualmente
+a ognuno di essi il paradiso di Maometto!...
+Ma non badi alle mie divagazioni... e, soprattutto,
+non pensi che io ardisca di combatterla
+nelle sue trincere. La malattia dell'autocritica
+fa dell'«insigne professore Antonio Bernardi»
+<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36"></a>[36]</span>
+un fantaccino disarmato e sprovveduto di umor
+bellico. Non rintuzzo, non polemizzo, e, timidamente,
+mi ritraggo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ahimé!... Sono io indotto a polemizzare!
+Polemizzo, le garantisco, piú con me stesso
+che con lei. E polemizzano cosí tutti coloro che
+temono d'errare. I dubbi da lei esposti trovano
+un propizio terreno nella mia coscienza,
+dove... (<i>una densa mestizia lo adombra</i>) ogni
+dubbio molto facilmente alligna.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>(<i>vivace</i>) In altri termini, siamo tra noi meno
+lontani che non sembri, e ben presto cammineremo
+a braccetto su una via di mezzo.
+Ella avrà continuato a sperimentare, io avrò
+continuato a istruirmi. Saremo &mdash; non se ne accori &mdash; piú
+inetti di oggi. Ma auguriamoci che,
+ciò non ostante, accompagnandoci a vicenda,
+riesciremo ad affrancarci dai dubbii spinosi e
+quindi dal timore d'errare.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37"></a>[37]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sarebbe un beneficio per chi ha bisogno dell'opera
+nostra.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Sarebbe un beneficio per noi, collega! L'uomo
+che non teme d'errare è probabilmente un
+imbecille, ma è sempre un uomo felice. E <i>sur
+ça</i>, prendo congedo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>dissimula un moto di sollievo, facendo atto
+di sollecita condiscendenza.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Si alzano. Si stringono la mano.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Le proffero <i>toto corde</i>, Francesco Floriani, la
+mia amicizia e la mia gratitudine.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Rifiuto la gratitudine, accetto l'amicizia.
+(<i>Scorciando</i>) La sua carrozza, Professore, è al
+cancello del giardino?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38"></a>[38]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>No. L'ho lasciata giú, alla svolta. Ho voluto
+discendere lí per ammirare dappresso il marmoreo
+angioletto che addita, con l'indice teso,
+l'asilo salutare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Una puerilità.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Un gentile simbolo poetico.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>precedendolo verso il fondo</i>) Per di qua, Professore.
+Da questa parte troverà piú presto la
+sua carrozza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Bernardi</span></p>
+
+<p>Non si dovrebbe scegliere la via piú breve
+uscendo da un luogo donde si esce a malincuore...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>sulla porta gli dà il passo. E via, con lui.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39"></a>[39]</span></p>
+
+<h3>IV.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>(<i>entra, zelantissimo, dalla sinistra, togliendosi
+il berretto.</i>) Signor Direttore... (<i>È un omino
+attempato, segaligno, arzillo, col naso aguzzo,
+con gli occhietti neri, tondi, mobilissimi, lucidi.</i>)
+(<i>Guarda attorno.</i>) Non c'è... (<i>Consulta il suo
+orologio.</i>) Le quindici e tre minuti! (<i>Severo</i>) A
+quest'ora non dovrebbe muoversi dal suo studio.
+(<i>Consulta di nuovo l'orologio.</i>) Precisamente:
+le quindici e tre minuti! (<i>Ricorda, brontolando,
+gli ordini del Direttore:</i>) «Dalle quindici
+alle diciassette ricevo tutti. Annunzierai chiunque
+chieda di essere ricevuto.» E poi?... Non
+c'è! (<i>Scontento ed energico, chiama:</i>) Signor
+Direttore!... Signor Direttore!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>dal fondo</i>) Perché gridi cosí, Michele?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>Per chiamarvi.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40"></a>[40]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Di': che vuoi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>Che voglio?... Eseguo i vostri ordini con l'orologio
+alla mano. (<i>Lo cava fuori ancora una
+volta</i>) «Dalle quindici alle diciassette ricevo
+tutti. Annunzierai chiunque chieda di esser
+ricevuto.»</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Oggi, no.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>(<i>burbero</i>) Oggi, no?!... E non mi avete avvertito!
+Voi rimettete la testa sul collo a coloro
+che l'hanno perduta, e a me la fate perdere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non chiacchierare troppo. Michele, e modera
+il tuo zelo. Chi c'è di là?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41"></a>[41]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>Un tale a cui non garbava di declinare il
+suo nome. Pretendeva di non essere annunziato.
+Pareva che entrasse in un caffè, in una
+trattoria, o peggio. &mdash; «Di qui, senza nome, non
+si passa!» &mdash; «Io sono sempre passato e passerò.» &mdash; «E
+io, da sei mesi che mi pregio di
+stare al servizio del dottor Francesco Floriani
+come custode della sua Casa di Salute, non vi
+ho mai visto. Voi non passerete!»</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ti lodo, Michele, ma adesso non ti dispiaccia
+di abbreviare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>L'ho messo alle strette e finalmente mi ha
+incaricato di annunziare (<i>calcando le parole:</i>)
+«Ulrico Nargutta, ex pazzo.»</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con una certa emozione</i>) Ulrico Nargutta!...
+Fallo passare! Fallo passare immediatamente!...
+<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42"></a>[42]</span>
+È come una persona di famiglia. Sii molto riguardoso
+con lui; e gli permetterai di entrare
+e di uscire quando vorrà.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>Non devo annunziare &mdash; caso mai &mdash; nessun
+altro?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Nessun altro. Vai, Michele! Non indugiare
+di piú.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>(<i>con autorità</i>) E mi raccomando: niente contrordini.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Niente contrordini, non dubitare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Il Guardiano</span></p>
+
+<p>(<i>impettito e minaccioso</i>) Si presenti anche il
+signor Domineddio, lo mando al Diavolo!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43"></a>[43]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>tra sé</i>) Venga, venga il mio vecchio amico!
+Con lui non sarò obbligato a reprimermi, a mascherarmi...
+(<i>S'appressa alla porta dalla quale
+è uscita <span class="smcap">Agnese</span>, e v'inoltra lo sguardo.</i>)</p>
+
+<h3>V.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>comparisce dal lato opposto, e si ferma profilandosi
+in una comica prosopopea.</i>) Ulrico
+Nargutta, ex pazzo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si volta. &mdash; Non si raccapezza.</i>) Tu sei Ulrico?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ne sono sicuro.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>In fede mia, incontrandoti per istrada, non
+avrei potuto ravvisarti. Lascia che ti abbracci,
+<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44"></a>[44]</span>
+disertore! Ho molto piacere di averti recuperato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Recuperatissimo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>abbracciandolo</i>) Ma ti sei proprio costruito
+un altro aspetto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>S'intende bene! Non piú capelli lunghi, non
+piú la selvatica vegetazione della barba e dei
+baffi, viso limpido, bocca sorridente, un elegante
+monocolo che rende vezzoso l'occhio piú
+guercio: tutto un insieme conveniente e quasi
+attraente. Veste nuova per l'uomo rinnovato!
+Il pazzo che tu non sapesti guarire non c'è piú.
+Fammi le tue congratulazioni, e dichiara che
+come medico sei una bestia.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Lo dichiaro volentieri, e non esito a congratularmi
+con te.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45"></a>[45]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non ci vediamo, su per giú, da un anno, a
+misura di calendario.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E non c'è stato mezzo di rintracciarti. Io
+ignoro sempre la tua abitazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Per lo piú, la ignoro anche io!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E in quest'anno?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Metamorfosi! Metamorfosi e guarigione completa!
+Ti prego di credere che sei al cospetto
+del piú savio degli uomini!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non è inverosimile.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46"></a>[46]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi sono guarito da me, caro il mio dottore!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Neppur questo è inverosimile.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ma il merito &mdash; spieghiamoci &mdash; non è tutto mio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sei modesto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi son fatto consigliare... Indovina da chi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non indovino. Dimmelo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi son fatto consigliare dall'umanità.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47"></a>[47]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Il consiglio dell'umanità è la somma di parecchi
+milioni di consigli.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ma rettifico: da una parte dell'umanità mi
+son fatto consigliare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Dalla migliore.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Dalla peggiore! (<i>Siede a cavalcioni su una
+seggiola.</i>) Mi attengo, t'avverto, al giudizio corrente,
+tanto per capirci.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Il che, peraltro, non è indispensabile.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Secondo il giudizio corrente, è la parte peggiore
+dell'umanità quella nella quale funzionano
+<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48"></a>[48]</span>
+brutalmente il sangue, la carne, i nuclei
+nervosi, i cinque sensi con le loro volubilità
+e attribuzioni cooperative, e nella quale è
+disseccata o ridotta a proporzioni minime la
+vita morale. Io ho aboliti tutti gli accidenti
+della vita morale, da cui provengono le nostre
+inquietudini, le nostre incontentabilità, le nostre
+sofferenze, i dibattiti, gli attriti, gli stenti,
+gli sforzi che scombussolano il nostro essere
+fino allo sfasciamento, fino alla follia. Neghi
+che questa sia la genesi della follia?.....</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>senza approfondire</i>) No.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Io mi sono brutalizzato. Non leggo, non
+scrivo, non studio, non penso, non m'interesso
+di ciò che sta oltre la superficie delle cose, non
+ho piú nessuna delle curiosità e delle esigenze
+che avevo quando ero un animale superiore.
+Di che mi occupo io durante le ventiquattro
+ore della piroetta terrestre intorno al sole?...
+Mi occupo dei miei bisogni e desiderii materiali
+<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49"></a>[49]</span>
+per soddisfarli con la massima scrupolosità.
+Una volta &mdash; te ne rammenti? &mdash; il mio desiderio
+piú ansioso, il mio piú impellente bisogno
+era di trovare l'onestà nel sesso femminile.
+Mi affannavo a cercarla. Mai vistane neppure
+la coda! Me ne affliggevo! Me ne disperavo!
+Che strazio! Che sventura! Che tragedia!...
+Io non la trovavo o perché non è mai attecchita
+tra le discendenti di Eva o perché non
+l'avevo mai conosciuta e, naturalmente, non
+potevo identificarla. Ma tutto questo è stato
+da me spazzato via insieme con i peli che mi
+deturpavano il volto. La mia esistenza è diventata
+esclusivamente fisica. «Mi tocco, dunque
+esisto!» E crepi Cartesio! Cerco quello
+che conosco, quello che so identificare, quello
+che è visibile e palpabile, quello che non è
+punto arduo trovare. (<i>Animandosi</i>) E me la
+godo! Me la godo a meraviglia! Tu, per guarirmi,
+t'incocciavi a nudrire, attraverso l'organismo,
+il mio spirito. Ignorante! Dovevi, al
+contrario, avere l'abilità di ucciderlo. Io l'ho ucciso!
+(<i>Si frega le mani, ridendo</i>) Eh eh eh eh!....</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50"></a>[50]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>sedendogli dirimpetto</i>) Mio buon Ulrico, tu
+sei un pazzo come prima. La sola differenza è
+questa: che prima eri un pazzo di cattivo umore,
+e adesso sei un pazzo di umor gaio...,
+almeno in apparenza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Per me, il tuo giudizio non vale un fico
+secco! Non te l'ho chiesto e non sono venuto
+con l'intenzione di chiedertelo. Non sono venuto
+con l'intenzione di consultarti. Io son
+venuto, viceversa, per dare a te i miei lumi,
+per sorvegliare la tua salute, per mettermi alle
+tue costole, intento a diventare, all'occorrenza,
+il tuo medico, il tuo frenologo. E mi accorgo
+di avere avuto una ottima ispirazione. Io ti
+trovo ammalato, molto ammalato! Tu presenti
+un quadro patologico allarmante, e devi impensierirtene. &mdash; L'epoca
+è triste, amico mio, per
+i psichiatri del genere al quale tu appartieni.
+Il tuo correligionario Paolo Gemmi &mdash; hai visto? &mdash; se
+n'è andato in cielo o altrove <i>motu
+proprio!</i> Non mi era simpatico. Quindi non
+<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51"></a>[51]</span>
+deploro la sua assenza definitiva. Ma còstato,
+con ponderazione, lo sfasciamento, lo sconquasso
+psicologico per cui egli si è liquidato
+mediante un colpo di rivoltella.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tu ripeti, a proposito del povero Paolo, la
+solita fantasticheria generica che corre per le
+bocche di tutti quando la causa d'un suicidio
+non è stata rivelata dal suicida.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Nel caso di lui non è una fantasticheria. Si
+tratta di un caso lampante d'incongruenza. Egli
+non era uno storpio, non era un tubercolotico,
+non era un diabetico, non era un vecchio
+asmatico, disponeva di parecchi quattrini, di
+parecchio ingegno, d'una certa gloriola acquistata
+senza troppa fatica: dunque per nessun
+motivo ragionevole poteva averne le tasche
+piene, e chi sa in quali aspirazioni extraterrene,
+in quale smaniosa alchimia andò a consumarsi
+e a smarrire la ragione. Ma per te sono qua
+io! Sei fortunato. Ringraziami d'essere capitato
+<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52"></a>[52]</span>
+in tempo!... Vediamo un po'. Che ti
+senti? Che ti pare di sentirti?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si rannuvola, si alza. &mdash; Passeggia, torcendo
+tra le dita la catenella dell'orologio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non mi rispondi? Non puoi indicarmi i sintomi
+del tuo male? Non mi dài gli elementi
+per la diagnosi? Li coglierò io stesso con
+la mia speciosa radioscopia e con l'ausilio del
+ricordo che ho delle tue note caratteristiche.
+(<i>Riflette.</i>) La piú spiccata era l'amore per tua
+moglie: &mdash; un amore incommensurabile e ininterrottamente
+afflittivo. Quando, nelle tue ore
+di studio, non affliggeva lei in carne ed ossa,
+ne affliggeva l'effigie!... E vedo che la sua
+fotografia è tuttora lí, appiccicata al tuo scrittoio.
+(<i>Va a prenderla e se la mette davanti allo
+sguardo.</i>) Bella donna, non c'è che dire! Bella
+e giovanissima! Piacerebbe anche a me se non
+fosse tua moglie!... (<i>Osserva</i>) Continui a mutare
+la cornice di tanto in tanto. Sempre una
+<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53"></a>[53]</span>
+piú preziosa dell'altra. (<i>Ripone la fotografia
+sullo scrittoio.</i>) Sicché: le cose stanno come
+stavano. Il punto di partenza della mia diagnosi
+dev'essere questo: «tu ami tua moglie
+come l'amavi».</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>tornando a sedere</i>) Bada che ti sbagli.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>L'ameresti di piú?... Santo Iddio, sarebbe
+spaventevole!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>La detesto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Oh, caspita!... (<i>Lo fissa.</i>) Hai scoperto che
+ti tradisce? Hai scoperto che ha un amante?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Se avessi scoperto di essere tradito, non so
+quale enormezza avrei commessa.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54"></a>[54]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>ironico</i>) Avresti avuto il diritto di ammazzarla!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>convinto</i>) Ah, sí!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Il diritto è quella istituzione per la quale,
+quando che vogliamo, ci si cava il gusto di
+dare qualche fastidio al prossimo senza fargli
+le scuse. E, abbi pazienza, chiariscimi la situazione.
+Dal momento che tua moglie ti è fedele,
+perché la detesti?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non avermi tradito... non significa che mi
+è fedele.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ti è infedele... col pensiero?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ne ho il sospetto.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55"></a>[55]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Per il semplice sospetto d'una infedeltà platonica,
+tu detesti colei che hai tanto amata?
+Non è giusto. (<i>Col tono di chi dissimula di pigliare
+in giro qualcuno</i>) Avresti dovuto innanzi
+tutto sincerarti. Sarebbe stato approssimativamente
+giusto detestarla dopo di aver bene
+accertato l'adulterio del pensiero.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>traboccando</i>) E come si fa a guardare nel
+cervello altrui? Come si fa a sorprendere la
+verità che vi si appiatta se perfino quella che
+è nel cervello nostro talvolta ci si nasconde?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>si frega le mani, ridendo</i>) Eh eh eh eh!...
+Precisamente! È alquanto piú complicato che
+sorprendere il baco in una ciliegia bacata!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>tutto agitato dalle sue idee, che ribollono</i>) Dal
+primo balenio del sospetto ho frugato nel cervello
+<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56"></a>[56]</span>
+di lei con l'acume, col rigore e con l'accanimento
+d'un poliziotto che frughi nel nascondiglio
+di un malfattore. Nulla ne ho cavato
+fuori che avesse la precisa vivezza della verità
+assoluta. La fatica che ella compiva per affermare
+di essermi fedelissima poteva parere una
+fatica compiuta per nascondermi la sua infedeltà
+o per ingannare sé stessa. Ogni protesta
+poteva parere una trepida difesa. Ogni lagrima
+poteva parere versata pel dolore d'una rinunzia.
+Ogni «sí» aveva anche il suono di un «no».
+Ogni «no» aveva anche il suono di un «sí».
+La verità qual era? dov'era?... Non è giusto
+che io detesti colei che ho tanto amata?... La
+giustizia non c'entra. Il mio sentimento non
+è una punizione, non è una condanna, non è
+un'accusa. Io la detesto senza accusarla, senza
+giudicarla. La detesto per la sua incapacità di
+debellare il mio sospetto. E di questa incapacità
+si è confessata proponendomi la separazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Vi separerete?!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57"></a>[57]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Dovevo bene accettare la sua proposta. L'ho
+accettata.</p>
+
+<p>(<i>Pausa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con un'aria da medico accorto e dotto</i>) Amico
+mio, il tuo male non è molto diverso dal male
+che io mi vanto di aver superato. L'origine di
+entrambi i mali?... Un egoismo esuberante.
+L'egoismo fa la buona salute se resta nel
+campo della praticità, se resta nel campo della
+materialità, in cui tutto è riconoscibile, tutto
+è distinguibile, tutto è piú o meno facile ottenere.
+Ma se sconfina e va a caccia di quel
+che non si distingue, di quel che non si vede
+e che forse non è mai esistito, se ambisce ad
+afferrare l'inafferrabile, produce sconvolgimenti
+gravissimi, che, per giunta, si propagano intorno
+con una irradiazione catastrofica. Tu non
+ti sei accontentato di chiedere a tua moglie
+la fedeltà del corpo. Hai preteso da lei la fedeltà
+del pensiero, cioè della mente, cioè del
+<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58"></a>[58]</span>
+cuore, cioè dell'anima, cioè del diavolo che ti
+porti, con la relativa prova concreta inconfutabile
+matematica! Conseguenza fatale: sconvolgimento
+e irradiazione catastrofica! Adori
+tua moglie e la detesti, la vuoi e non la vuoi,
+l'accusi e non l'accusi, ti torturi e la torturi,
+soffri e la costringi a soffrire, impazzisci e la
+costringi a impazzire. Io non avevo una moglie.
+L'egoismo mio non si specializzava. Esso riguardava
+tutte le donne che passavo in rassegna
+pretendendo di trovare l'onestà con la
+relativa prova concreta inconfutabile matematica.
+Non le torturavo troppo perché riuscivano
+sempre a svignarsela. L'irradiazione mancava.
+Ma, intanto, mi torturavo io. Detestavo, adoravo,
+soffrivo, impazzivo, &mdash; impazzii! Mi sono
+curato, e ora non soffro piú, non adoro piú,
+non detesto piú!... E sai quel che ho fatto?... (<i>Si
+accalora, si elettrizza</i>) Come scelgo i cibi, i
+vini e i liquori che piú mi letificano, ho scelta
+la mia donna nelle immense fucine dell'abbrutimento.
+Giuro che non ce n'è un'altra di
+piú bassa carata sulla faccia della terra! La
+mia donna è mia perché è di tutti. Ha verso
+di me il merito insigne di piacermi infinitamente,
+e, se il saperla di tutti mi desse un
+<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59"></a>[59]</span>
+qualunque senso di pena o di ribrezzo o di
+gelosia o di rancore, temerei di non aver conseguita
+la perfezione! (<i>Ride</i>) Eh eh eh eh!
+(<i>Poi, con una scrosciante violenza</i>) Brutalizzarsi,
+mio caro! Questa è la cura!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ha un brivido di nausea, e mormora:</i>) Potrebbe
+essere vero!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>dopo una breve pausa</i>) Ho chiacchierato
+troppo. E quindi ho sete. Non di acqua, beninteso.
+Ho sete di absinthe: il liquido che piú
+mi è omogeneo. In casa tua certamente non
+ce n'è. Vo' a berne in una buvette qualunque.
+Mi accompagni?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>lugubre</i>) Ti accompagno. E beverò anch'io.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Bravo!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60"></a>[60]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si leva. &mdash; Preme un bottone della soneria elettrica.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Una Cameriera</span></p>
+
+<p>(<i>dalla destra</i>) Ha chiamato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Dite alla signora che esco. E portatemi il
+mio cappello.</p>
+
+<p>(<i>La Cameriera va.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>... E a quando la separazione?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Dipenderà da lei.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>incredulo</i>) Se hai sinceramente accettata la
+sua proposta, meglio non ritardare.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61"></a>[61]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sono preparato, io! Non lo vedi che sono
+preparato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>rude</i>) E un taglio netto ha da essere!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Lo so.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Si applica molto cloroformio, ed energicamente
+si esegue.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La Cameriera</span></p>
+
+<p>(<i>ritornando e porgendo il cappello a Francesco</i>)
+La Signora la pregherebbe di attendere un
+momento.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>accigliandosi</i>) Attenderò.</p>
+
+<p>(<i>La Cameriera si ritira.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62"></a>[62]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Pare che ti tocchi di litigare ancora un po'
+con tua moglie. Trastullerò la sete con una
+sigaretta e mi tratterrò pazientemente in giardino,
+purché la cosa non vada troppo per le
+lunghe.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>No, Ulrico! Tu mi farai il favore di non allontanarti.
+La presenza tua eviterà a me e a
+lei un'altra eventuale discussione, lacerante e
+oramai inutile.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Allora, stai tranquillo: non mi muovo di qui.
+Duro come una sentinella!</p>
+
+<h3>VI.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>entra dolorosa e rigida. &mdash; Non riconosce Ulrico. &mdash; Resta
+interdetta.</i>) Ti credevo solo.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63"></a>[63]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>I miei omaggi, Signora!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>saluta, incerta, con un cenno del capo.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>È Ulrico Nargutta...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>con cordialità poco espansiva</i>) Voi, Ulrico?...
+Perdonatemi di non avervi riconosciuto. Vi
+vedo dopo un anno d'assenza... E siete cosí
+trasformato!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Piú che trasformato, Signora! Del Nargutta
+di una volta non sopravvivono che l'amicizia
+da cui egli era legato al dottor Francesco Floriani
+e la devozione da cui era legato alla consorte
+di lui.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64"></a>[64]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ad Agnese</i>) Che hai da comunicarmi con
+tanta fretta?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>reticente</i>) ... Una mia decisione. Ma...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ulrico è informato di tutto. È naturale che
+io non abbia voluto celare a un intimo e sperimentato
+amico di casa ciò che tra breve non
+sarà un segreto per nessuno. Puoi parlare liberamente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>noncurante e altera: non sdegnosa, non iraconda</i>)
+Per conto mio, non ho nulla da celare a
+un amico di casa, e non avrei nulla da celare
+neanche a una folla di estranei. Sicché, accolgo
+il tuo invito di parlare liberamente. La decisione
+che ho presa è di lasciarti oggi stesso.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65"></a>[65]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con esasperata meraviglia</i>) Oggi stesso?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Quando rincaserai, io sarò già via.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma questa è una fuga! È una fuga, Agnese!
+Tu fuggi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Sí, fuggo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E quale fatto nuovo o quale allarme t'induce
+a fuggire cosí?... Ti sono sembrato, a un tratto,
+un manigoldo? un delinquente? un nemico?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Non riempire la tua voce di parole da fanciullo!
+Io profitto d'un impulso che certo prima
+di domani sarà svanito.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66"></a>[66]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>borbotta in sordina:</i>) Approvo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>concitata</i>) Fuggo per non aspettare l'ora
+della resipiscenza, per non aspettare l'ora della
+mia e della tua viltà; fuggo per schivare, soprattutto,
+la tregua ingannatrice della notte
+che alla viltà della transazione ci trascina; fuggo
+perché, se non fuggissi, se non ti lasciassi oggi
+fuggendo, non ti lascerei, credo, mai piú, e
+non avrebbe piú fine il conflitto che miseramente
+distrugge la nostra esistenza e la nostra
+dignità! Sii forte, Francesco, come sono io, e
+non impedirmi di fuggire.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>terreo, appena reggendosi in piedi</i>) Non te lo
+impedisco.</p>
+
+<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67"></a>[67]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>senza accorgersene, si è scostato. &mdash; Ora, dal
+fondo, assiste, attentissimo, e, suo malgrado, pietoso,
+«al taglio netto». Ha davvero l'atteggiamento
+di chi assista a un'audace operazione cerusica.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E dove andrai?... Dove andrai?... Alla ventura?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Parto per Firenze. E lí abiterò la modesta
+casetta in campagna che era il mio piccolo patrimonio
+di orfana.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>stentando a esprimersi</i>) Io esigo... che, almeno,
+tu viva in una certa agiatezza. Permetterai,
+spero, che io te ne sia garante, che io ne assuma
+l'impegno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>La vita di solitudine a cui mi dispongo rifiuterebbe
+l'agiatezza che non somigliasse un
+<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68"></a>[68]</span>
+poco alla povertà. E poi... pensa che sempre
+caro mi fu destinare i nostri risparmi all'opera
+umanitaria della tua generosità e del tuo ingegno.
+Desidero che questo contributo non
+manchi e non diminuisca. Continuerà ad essere,
+in parte, l'obolo mio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sarò scrupoloso interprete del tuo desiderio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Ti ringrazio. E addio! (<i>Con fermezza eroica,
+gli stende la mano in una profferta di leale commiato.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con pari fermezza istantanea, gliela stringe
+nella sua.</i>) Addio, Agnese.</p>
+
+<p>(<i>Tutti e due, solenni, si guardano con gli occhi
+tristi che si vietano le lagrime.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Qualche lagrima, invece, vela gli occhi di Ulrico.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69"></a>[69]</span>
+(<i>Le mani di Agnese e di Francesco si staccano
+l'una dall'altra, sbianchite, cadenti.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>non sa piú dominarsi, ed esce veloce.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>come colpito da un proiettile al petto, cade a
+sedere di piombo su una sedia che gli è vicina.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>non osa accorrere. &mdash; Gli si gelano le vene. &mdash; Indi,
+reagendo con una specie di rabbia, emette
+una voce acre stridula sferzante:</i>) Vieni o non
+vieni?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si leva súbito, ma senza fiato, senza sguardo.</i>)
+Vengo.</p>
+
+<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71"></a>[71]</span></p>
+
+<h2><a name="secondo" id="secondo"></a>SECONDO ATTO</h2>
+
+<p><i>Un piccolo salotto &mdash; tipicamente equivoco. Un'aria
+di roba vecchia e raccozzata.</i></p>
+
+<p><i>Non grossi mobili. Un leggero tavolinetto tondo,
+con su una sigariera. Una mensola, con su bottigliette
+di liquori e bicchierini. Qualche sedia,
+parecchie poltrone di forme diverse. Molti specchi
+corrosi, screziati, uno dei quali è piú alto
+e sorge dall'impiantito. Un gran divano: cioè,
+uno di quei divani che si chiamano «alla turca»;
+basso, larghissimo, senza spalliera, senza piedi,
+carico di cuscini. Un drappeggio di cattivo gusto
+incornicia lo specchio piú alto e guernisce lo stipite
+di una porta in fondo, da cui si accede a un
+corridoio. Predomina il rosso in svariati toni:
+vivido, smortito, vermiglio, cremisino, paonazzo,
+<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72"></a>[72]</span>
+quasi arancione, quasi roseo, quasi amaranto.
+Questa varietà è distribuita sulla tappezzeria della
+porta e della specchiera, sulla stoffa del divano,
+su i cuscini, sulle poltrone, sul tappeto frusto e
+rappezzato che copre in parte il pavimento, su
+certi sbrendoli attaccati ai muri per addobbo.</i></p>
+
+<p><i>Alla parete laterale di sinistra è &mdash; in primo
+piano &mdash; una porticina un po' misteriosa di
+minime dimensioni. Alla parete opposta un'altra
+porta, di dimensioni normali. In un angolo, il
+braccio d'un fantoccio di legno raffigurante un
+moro regge una lampadina elettrica.</i></p>
+
+<p><i>Dal soffitto penzola un gruppo di quattro
+grosse lampadine di vetro turchino.</i></p>
+
+<h3>I.</h3>
+
+<p><i>Sera.</i></p>
+
+<p><i>La porta, in fondo, è chiusa. È soltanto accesa
+la lampadina del moro, di cui biancheggiano
+i denti in uno stupido sorriso immobile. &mdash; Nella
+scarsa luce si spande fantasticamente la sinfonietta
+del rosso. &mdash; Sul divano dorme</i> <span class="smcap">Sonia Zarowska</span>. &mdash; <i>Bella.
+Biondissima. Pallida, d'un
+pallore latteo. E nel pallore sembrano morti i
+suoi occhi sigillati dal sonno, orlati di bistro e
+<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73"></a>[73]</span>
+cinti da un cerchietto livido. &mdash; Non è distesa,
+né supina. Il suo corpo si sprofonda nei cuscini,
+bisbeticamente scomposto. Dalla stretta e succinta
+veste nera, che è cosparsa di lucide pagliuzze cangianti,
+tutte si rivelano le membra torte e squinternate.
+Una gamba è scoperta fino al ginocchio,
+e tra il nero della veste e il rosso dei cuscini risalta
+il grigio perla della calza velina. &mdash; Un
+mantello è a terra, aggrovigliato, presso il divano.
+Un tocchetto bizzarro è, capovolto, su una
+sedia.</i></p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si svoltola. Sogna, brontola:</i>)... Roastbeef con
+patate! (<i>Pausa</i>)... Un cocktail!... (<i>Poi, un barbuglio
+senza parole. E piú niente. &mdash; Si svoltola
+di nuovo. Agita un braccio. Brontola piú vivacemente:</i>)
+Vile gendarme!... Per te non voglio
+danzare!... (<i>Si stende, sbracalata</i>) Puff!... Antipatico!...
+Antipatico!... Puff!... (<i>Si accheta.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Silenzio.</i>)</p>
+
+<p>(<i>La porta, in fondo, si apre un po'.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74"></a>[74]</span></p>
+
+<h3>II.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>sulla soglia, fa capolino.</i>) Sonia!... Soniuccia!...
+(<i>Tra sé:</i>) Dorme come un ghiro. (<i>Le si
+avvicina, la osserva.</i>) Ubbriaca? Benissimo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>che seguiva Ulrico, è rimasto, circospetto, esitante,
+di là dalla soglia, nel corridoio poco illuminato.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Tutti e due hanno i cappelli calcati in testa,
+indossano paltò invernali.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>a Francesco</i>) Entrata libera e senza agguati,
+senza insidie! Trabocchetti non ce ne sono.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>fa qualche passo. Non entra ancora.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ma, insomma, chi ti trattiene? Chi si permette
+di trattenerti?... L'ombra della tua consorte?...
+<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75"></a>[75]</span>
+Sono già due mesi che sei separato
+da lei: della sua ombra dovresti sbarazzarti.
+O, almeno, non dovresti darle retta. Avanzati,
+dottore!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si avanza, sempre circospetto. Per un atto abituale,
+si cava il cappello.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ti cavi il cappello rispettosamente?... Ti ringrazio
+per Sonia Zarowska e ti ringrazio per
+me, giacché io qui sono un po' in casa mia.
+Difatti, vedi: (<i>gli mostra una chiave</i>) questa è
+la chiave unica della porticina, diciamo cosí,
+privata. (<i>Indica la porticina.</i>) Un vero vantaggio
+da padrone di casa, perbacco! Non mi costa
+gran che e ho il diritto d'entrare senza incomodare
+nessuno, da mezzanotte in poi, quando
+cioè la porta della scala ufficiale è chiusa alle
+conoscenze avventizie. E appunto in qualità
+di padrone di casa, quantunque a scartamento
+ridotto, ti prego di metterti a sedere. (<i>Gli piglia
+di mano il cappello, lo posa in un canto.</i>)
+<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76"></a>[76]</span>
+Cedo a te la mia poltrona preferita (<i>una larga
+e comoda poltrona</i>). Siedi, siedi a tuo bell'agio,
+e consentimi di presentarti, in uno dei suoi atteggiamenti
+personalissimi, il piú mansueto, il
+piú semplice e il piú utile campione del sesso
+femminile.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>a guisa di un automa, si è seduto. Guarda
+Sonia con la coda dell'occhio. Ha una contrazione
+di disgusto.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>riavvicinandosi a lei</i>) Esemplare <i>grand prix</i>!
+Non sciarade, non rompicapi psicologici, non
+scenografia intellettuale!... Origine slava, con
+radici nel vecchio semplicismo analogo. Trasmigrazione
+casuale, come d'un sughero in
+balia del mare. Acclimatazione per inerzia.
+Intelligenza primitiva. Capacità a delinquere,
+ma non oltre i limiti di qualche lieve danno
+pecuniario. Assoluta impossibilità d'amare e di
+tollerare d'essere amata. E, dalla punta dei
+piedi a quella dei capelli, completa idoneità
+<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77"></a>[77]</span>
+ai riti del piacere. Un ghiribizzo di Fidia impersonato
+da una sciocca del secolo ventesimo,
+intanfato nella suburra di tutti i tempi!
+Ecco la donna che ho scelta, ecco la donna
+delle mie ore fiammanti. (<i>La contempla.</i>) Dormi,
+dormi, ignobile bestiolina sublime! Tu abbandoni
+il bel corpo inverecondo al sonno della
+ubbriachezza, e io, beato, ti contemplo, benedicendoti
+una volta di piú!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>tace, oppresso, appesito.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>gli striscia dietro, come un folletto maligno
+e gli scuote una spalla.</i>) Su, su, povero malato!...
+Per curarti ti ho introdotto dove meglio
+sbocciano la mia saggezza e la mia felicità,
+e tu disdegni e ti riavvolgi nella tua
+asfissiante tetraggine?... Respira a pieni polmoni
+l'aria ossigenata che ti offro! Apri gli
+occhi sul prezioso piccolo mostro fascinatore.
+Comincia a comprenderlo. Comincia a valutarlo.
+E, soprattutto, non incepparti nella prevenzione
+<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78"></a>[78]</span>
+di urtare la mia suscettività. Ti rammenti
+di quello che ti dissi quando venni ad
+annunziarti d'essere rinsavito?... «Se non m'infischiassi
+che la mia donna è di tutti, temerei
+di non aver conseguita la perfezione!» E
+nulla mi seduce di piú che il cimentarmi nell'esperimento
+supremo. Assistere alla concorrenza
+dell'amico fraterno!... (<i>Spampana con
+enfasi presuntuosa, modificandolo per l'occasione,
+il popolare verso dantesco:</i>) «Qui si parrà la
+mia nobilitate»!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>flemmatico</i>) Il cinismo che ostenti è ristucchevole,
+ma per fortuna è anche falso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E mettimi alla prova!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>A quale prova?... Tu non sei tanto ottuso
+da non intendere che costei non può essere
+<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79"></a>[79]</span>
+per me &mdash; al piú al piú &mdash; che un oggetto di
+osservazione e di studio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>si eccita, si frega le mani, ride</i>) Eh eh eh eh!...
+Da cosa nasce cosa! Nella vita, come nella chimica,
+date certe circostanze, due corpi eterogenei
+diventano combinabili da un momento all'altro.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Va' là che sei il piú candido degli impostori!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ah, questo mi dici?!... Mi dai dell'impostore?
+Mi disconosci? Mi stuzzichi? Mi provochi?...
+E sai in che modo rispondo io alla
+tua provocazione?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mi è indifferente, caro!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80"></a>[80]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con una stizza paradossale</i>) Io ti lascio nella
+tana del mostro, consegnandoti cosí ai suoi
+fascini, e me ne vado a cena! (<i>Esce rapido
+dal fondo chiudendo i battenti con veemenza.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>levandosi come spaventato</i>) Ma no! Aspetta,
+imbecille! Io solo, qui, non voglio restare!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>di fuori, grida, ride, sghignazza.</i>) Brutalizzarsi!
+Brutalizzarsi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>gridando anche lui, cerca il cappello</i>) Aspetta!
+Ti ordino di aspettare! (<i>Col cappello in
+mano si slancia verso il fondo.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>allontanandosi</i>) Brutalizzarsi o morire!...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81"></a>[81]</span></p>
+
+<h3>III.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si sveglia</i>) Chi è là?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>è arrestato da quel</i> «chi è là» <i>presso l'uscio,
+di cui stava per aprire i battenti. &mdash; Si
+volta. &mdash; Indugia imbarazzato.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Chi sei?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non un ladro.</p>
+
+<p>(<i>Una pausa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti conosco o non ti conosco?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>No no, non mi conoscete.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82"></a>[82]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ancora intorpidita dal sonno</i>) È la prima
+volta che ti vedo?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>La prima volta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E tu?... Dove mi hai veduta? Quando mi
+hai veduta?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mai.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E, senza avermi mai veduta, vieni a farmi
+una visita?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ulrico Nargutta mi ha condotto.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83"></a>[83]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ah, ecco: ti ha condotto lui! (<i>Comincia a
+schiarirsi.</i>) E quei gridi che mi hanno svegliata?...
+Che erano quei gridi?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>balbetta:</i>) Ho alzato la voce inconsideratamente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non t'eri accorto che dormivo?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Me n'ero accorto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>È tanto dolce dormire!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mi duole d'avervi disturbata.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si sgranchisce</i>) Ti duole?... Che me ne importa
+che ti duole?... Non è un rimedio.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84"></a>[84]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Avete ragione. Del resto, la colpa non è
+tutta mia. Il mio amico mi ha costretto a
+gridare, e lui stesso ha ecceduto: ha fatto del
+chiasso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Avete litigato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non è stato un litigio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E che è stato? Raccontami. Raccontami.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Nulla da raccontarvi. Sciocchezze!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E com'è che lui non è qui?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>È scappato via all'improvviso.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85"></a>[85]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Perché è scappato via?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>... Un suo capriccio... Uno dei suoi scherzi
+bizzarri...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ma, già, io credo che quello lí non abbia
+la testa a posto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ironico</i>) È una ipotesi da non escludere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Entra, esce, scappa, torna. Sempre cosí! Non
+ha mai requie. Scommetto che tornerà súbito.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Speriamo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E sei rimasto attaccato all'uscio?... Non ti
+accomodi?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86"></a>[86]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>confuso e garbato come se stesse al cospetto
+d'una signora</i>) Ero sul punto d'andarmene
+quando vi siete svegliata.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Adesso, è fatta. Non ho piú sonno, adesso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Voi non avete piú sonno, ma io non mi tratterrò.
+Non ho menomamente l'intenzione di
+trattenermi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>di scatto</i>) Oh, bella, ti sono antipatica!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>... Non è mica per questo che mi tarda d'andarmene.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Se non è antipatia, che può essere?... Paura?...
+Tu hai paura di me?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87"></a>[87]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non è antipatia e non è paura.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>È paura, è paura! Non negare! Hai l'aria
+di un topo in trappola!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Vi assicuro che voi equivocate. Gli è che
+sono a disagio. E non c'è' altro. (<i>Alla sua
+inesperienza sembra ch'egli debba giustificarsi.
+Parla disordinato, con un certo orgasmo.</i>) D'altronde,
+è pur naturale ch'io sia a disagio.
+Le mie abitudini son troppo diverse da quelle
+che consentono di venire qui spensieratamente
+e di svagarvisi in piena libertà. E, poi, vivo
+cosí lontano, io, dal vostro ambiente!... Ulrico
+Nargutta si era affaticato a descrivervi, a illustrarvi,
+a esaltarvi; si era per giunta intestato
+di condurmi da voi, e io... mi son lasciato
+condurre... un po' per curiosità e un
+po' per una specie di passiva obbedienza. Lo
+deploro per me e lo deploro per voi.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88"></a>[88]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E che hai concluso con tutto il tuo imbroglio
+di chiacchiere?... Il fatto è che, se te ne
+vai, mi offendi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma che c'entra l'offendere?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sí, mi offendi. Tu non hai competenza. Non
+puoi giudicare. Ti giuro che mi offendi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non ho alcun motivo di volere arrecarvi offesa.
+E non ne ho il diritto. (<i>Tituba. &mdash; Apre un
+po' le braccia remissivamente.</i>) Resterò ancora
+qualche minuto affinché non riteniate che mi
+permetta d'offendervi proprio io, a cui siete
+completamente innocua.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E non stare in piedi, ti prego, come si sta
+in un bar per prendere un caffè! Che diavolo!...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89"></a>[89]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Un'altra offesa?... Non starò in piedi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Vedrai che ti terrò buona compagnia.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>È un'ottima intenzione, ma alquanto problematica.
+(<i>Paziente, rassegnato, siede di nuovo,
+lontano da lei, su una seggiola qualunque,
+gettando il cappello su un'altra seggiola.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Puff!... Che rospo! (<i>Si alza, tuttora fiaccata
+dall'ubriachezza, con le gambe malsecure, cascante,
+flaccida, sciatta e pur provocante nella
+nera guaina stellata di faville, attraverso di
+cui si delinea il giovane corpo sinuoso. La gran
+massa di capelli d'oro sbiadito è tutta arruffata
+ed erta sull'occipite, come un fantastico
+colbacco. &mdash; Ella si accosta al tavolino. Tira
+fuori dalla sigariera una sigaretta, l'accende
+con disinvoltura maschile, aspirando il fumo
+<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90"></a>[90]</span>
+avidamente e lo caccia dal naso, le cui narici
+si dilatano. &mdash; Alle spalle di Francesco, fumando,
+lo osserva.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si sente guardato e, poiché ciò lo stringe
+viepiú nell'impaccio, tenta di far deviare l'attenzione
+petulante di lei.</i>) Da parecchio tempo
+avete amicizia con Ulrico Nargutta?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Con Ulrico Nargutta?... Da quattro o cinque
+mesi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Un bel po'! E, oramai, gli siete divenuta
+indispensabile, nevvero?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Senza le donne, gli uomini s'impiccherebbero.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ne convengo. Ma... domandavo se egli si
+sia tanto legato a voi da non potersene piú
+distaccare.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91"></a>[91]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Pare di sí. Gli piaccio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Solamente?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Gli piaccio piú di tutte le altre donne.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E da parte vostra?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Da parte mia, che cosa?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non avete una speciale affezione per lui?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non capisco... Che vuol dire «una speciale
+affezione»?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92"></a>[92]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non siete legata a lui come egli è legato
+voi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Anche lui piace a me.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Piú di tutti gli altri uomini?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Questo, poi, non lo so.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Dovreste pur saperlo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Dovrei pur saperlo?!... Non capisco.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>È assurdo che non lo sappiate.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93"></a>[93]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E non lo so, non lo so! Che ho da farci?
+Mi secchi. Smettila!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>La smetto, sí. Vi rivolgevo qualche parola...
+per non tacere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Che un tipo come te parli o taccia, è tutt'uno!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Se è tutt'uno, preferisco di tacere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Puff!... Puff!... Che brutto rospo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>accenna un gesto che significa: tanto, non
+c'è rimedio!</i>)</p>
+
+<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94"></a>[94]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non fumi, tu?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>No, non fumo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Tutta l'umanità fuma. È una stravaganza
+non fumare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Forse, è una stravaganza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Una stravaganza idiota!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Una stravaganza idiota.</p>
+
+<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95"></a>[95]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>sfiorandogli i capelli con le dita</i>) Oh, guarda!
+Hai dei capelli bianchi! Ulrico Nargutta non
+ne ha. Parecchi ne hai, tu.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E aumentano di giorno in giorno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non te ne affliggere. I capelli non contano.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Io non me ne affliggo di certo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E se tu non fossi un brutto rospo, saresti
+abbastanza simpatico.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>bonario</i>) Troppa indulgenza!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>di palo in frasca</i>) E sei celibe o sei ammogliato?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96"></a>[96]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>incupisce</i>) ... Ammogliato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ah!... Questa è la vera ragione per cui stai
+sulle spine!... Sei ammogliato? Evvia! Stupido!...
+Chi è che potrebbe accusarti a tua
+moglie? Scaccia gli spauracchi!... (<i>Pausa.</i>) &mdash; (<i>Poi
+insinuante</i>) Vuoi che ti faccia... la danza?:
+la danza di Sàlome?... Io stessa mi accompagno,
+sai, col canto a bocca chiusa.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma no, ma no! Ve ne dispenso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si addolora del rifiuto. &mdash; Ritenta:</i>)... E con
+la luce blu te la faccio. Vedi: ho lí, apposta,
+le lampadine colorate di blu. Allora &mdash; dicono &mdash; è
+piú suggestiva. Vuoi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Vi ripeto che ve ne dispenso.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97"></a>[97]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Hai torto. Sono brava.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non ne dubito. Io ve ne dispenso per non
+abusare del vostro zelo. Mi sembrate già
+stanca. Vi risparmio un fastidio. Vi risparmio
+una fatica.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>meravigliatissima &mdash; si sforza di pensare. &mdash; Gradisce. &mdash; Sorride
+di gradimento.</i>) Questo
+è molto carino!... Nessuno mi è stato mai
+tanto cortese! Ma per me non è una fatica,
+non è un fastidio. Anzi!... Ci trovo gusto.
+Spesso, quando sono sola, mi tolgo di dosso
+il vestito inutile e mi metto a danzare davanti
+allo specchio. Fin da ragazza ho danzato
+cosí, e fin da ragazza ci ho trovato gusto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Fin da ragazza?! Cioè?... Quanti anni avevate?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98"></a>[98]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Pochi potevo averne. Ne avevo dodici, ne
+avevo tredici...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Probabilmente, qualcuno v'istigava, qualcuno
+v'insegnava...... Chi v'insegnava?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>vantandosi</i>) M'insegnava una danzatrice
+della <i>Maison Rouge</i>: l'amica del mio patrigno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E il vostro patrigno lo permetteva?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sicuro che lo permetteva! Restava a lungo
+a vedermi danzare e mi divorava con gli
+occhi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ha un moto di ribrezzo e di sdegno</i>) È orribile!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99"></a>[99]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>È orribile?... Non capisco... S'intende che
+doveva compiacersi. Non ero uno sgorbio, non
+ero un fuscellino. Ero un fresco bocciuolo di
+cardenia! Non mi credi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Vi credo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Uno scultore celebre, che mi copiò tale e
+quale, non so piú quante volte, dal capo ai
+piedi, soleva chiamarmi: la piccola Venere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Facevate anche la modella a quell'età?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non la facevo che con lui. Di nascosto la
+facevo. Andavo da lui invece di andare alla
+scuola. Un bell'uomo era!... Aveva un viso da
+Nazareno con certi sguardi vellutati, che io sentivo
+sulla pelle quando posavo.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100"></a>[100]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E come vi premiava, come si disobbligava
+lo scultore celebre?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Mi dava il caviale, la grappa, il cognac.
+Perfino lo sciampagna mi dava.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tutta gente infame e malefica!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si smarrisce e trema un poco</i>) Infame e malefica,
+no!... Io non capisco... Non capisco... Che
+male ne avevo?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E vostra madre? Non vi sorvegliava mai,
+vostra madre? Non badava mai a voi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>quasi passiva</i>) Mia madre non esisteva piú.
+Era morta all'ospedale.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101"></a>[101]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>triste, compassionevole</i>) In conclusione, voi
+siete... una povera creatura!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>sempre piú smarrendosi e tremando</i>) Io?!
+Perché sono una povera creatura?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non vi preoccupate di quello che dico. Non
+ne vale la pena.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ma io non capisco... Fammi capire... Fammi
+capire...</p>
+
+<h3><a name="tn101" id="tn101"></a>IV.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Una voce</span></p>
+
+<p>(<i>sgarbata, spadroneggiante &mdash; chiama di fuori:</i>)
+Sonia Zarowska! Sonia Zarowska!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102"></a>[102]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>turbandosi, levandosi</i>) Si chiede di voi. Mi
+si troverà qui. Ciò è molto noioso. Dovevo,
+peraltro, prevederlo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Io non rispondo e non lascio entrare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non ve lo consento.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Me lo consento io.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non è giusto che io vi sequestri.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti farei uscire per questa porticina, se ne
+avessi la chiave...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La Voce</span></p>
+
+<p>Sonia Zarowska, preparatevi a ricevermi.
+Sono un agente della polizia.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103"></a>[103]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>aggrotta la fronte. Appare contrariata, ma
+non impappinata.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>turbandosi maggiormente, si domina.</i>) Questo,
+poi, non era prevedibile, ed è anche piú noioso.
+È insopportabilmente noioso!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Si tratterà di qualche equivoco. Mi sbrigherò
+in pochi minuti. Tu ti chiudi nella stanza
+accanto, e aspetterai che mi sbrighi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Potrebbe incogliermi peggio. Mi conviene
+piú di non rimpiattarmi. Fate entrare súbito!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La Voce</span></p>
+
+<p>Ma, sangue di un demonio, è inutile che
+fingete di non udire! E vi avverto che non
+sono disposto a perdere il mio tempo. Aprite!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104"></a>[104]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Eh!... Quante parole per niente! Entra!
+Entra! Non c'è la spranga alla porta!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>spalanca i battenti con una certa irruenza,
+e si ferma.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Dietro di lui, è un uomo sulla quarantina,
+vestito con precisa e sobria eleganza, dal volto
+scialbo e allampanato, dagli occhi incolori e vitrei: &mdash; il
+signor</i> <span class="smcap">Edgardo Lemms</span>. <i>Nulla di
+losco. S'indovina, vedendolo, che è una persona
+per bene. &mdash; Resterà attentissimo, ma impassibile,
+inalterabile.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si fa da parte, senza aver l'aria di nascondersi.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si trova, ritta, presso il divano. Sbircia di
+traverso l'Agente e l'uomo che gli è dietro.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105"></a>[105]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>al signor Lemms</i>) La identificate?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Perfettamente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Venite, venite. Staremo a vedere se lei ammette
+d'aver cenato con voi.</p>
+
+<p>(<i>Si avanzano tutti e due. Si accorgono di Francesco.
+L'</i><span class="smcap">Agente</span> <i>gli getta un'occhiata di competenza.
+Non si toglie il cappello. Il signor</i> <span class="smcap">Lemms</span>
+<i>abbozza un saluto, e si toglie il cappello.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>a Sonia</i>) Compiacetevi di rispondere, Sonia
+Zarowska. Stavate, circa tre ore fa, a cena col
+signor Edgardo Lemms, in una saletta particolare
+del <i>Falchetto d'oro</i>?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Edgardo Lemms sarebbe il nome di quel signore
+là?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106"></a>[106]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Appunto. E rispondetemi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Rispondo di sí. Con quel signore sono stata
+a cena dove hai detto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Egli vi accusa di avergli rubato il portafogli.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>non si scompone e si stringe nelle spalle</i>) Uhm!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Evidentemente, il signor Lemms, dopo aver
+pagato il conto,... si è distratto, o è stato distratto
+da voi. Egli ha lasciato il portafogli
+sulla tavola, e voi ve ne siete impossessata,
+profittando... della distrazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Io non me ne ricordo.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107"></a>[107]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>I ladri non hanno mai buona memoria.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Avevo tanto bevuto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Intendete dire che eravate ubbriaca!... Eh,
+lo so! Voi state già architettando il vostro
+piano di difesa! (<i>A Lemms</i>) Furba, l'amica!...
+(<i>Poi, a lei</i>) Ma è ridicolo sostenere che abbiate
+dimenticato d'aver commesso un furto
+perché in quel momento eravate ubbriaca. È
+ridicolo, cara Sonia Zarowska!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>intervenendo, riservato e affabile</i>) La memoria
+è una delle piú dirette attività della coscienza.
+Difatti, per misurare il grado di coscienza, da
+cento a zero, in qualcuno di cui si suppone
+che abbia corso il pericolo di perderla tutta o
+parzialmente, uno dei primi e piú arguti mezzi è
+di sperimentarne la memoria. Intanto, è incontestabile
+<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108"></a>[108]</span>
+che la coscienza venga soppressa dall'ubbriachezza
+grave, la quale, nelle sue manifestazioni,
+nei suoi effetti, rassomiglia alla completa
+follia. Io, anzi, la chiamerei: una follia incidentale.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>ha ascoltato con deferenza, e approva:</i>) Perfettamente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ha ascoltato con un vano sforzo di comprensione
+e ha tremato alla parola «follia».</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>ha ascoltato, squadrando Francesco con ostilità.</i>)
+Vi consta, signor Lemms, che Sonia Zarowska
+aveva bevuto molto?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Moltissimo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Ma non era una ubbriachezza grave se è stata
+digerita in tre ore.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109"></a>[109]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Io non giurerei che ella ne sia del tutto libera.
+Comunque, mi parrebbe opportuno considerare
+che, negli ubbriachi abitualmente recidivi,
+proprio questa abitudine fa sí che il
+sonno basti ad affrettare il ritorno dello stato
+normale: &mdash; <i>normale</i>, beninteso, in rapporto al
+quadro permanente degli alcoolizzati. E io attesto
+di aver trovata pocanzi Sonia Zarowska
+immersa in un profondo sonno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>a Francesco, con una calma intorbidita di
+sorda minaccia</i>) Voi insistete nell'interloquire,
+egregio signore, senza che io vi abbia interrogato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Chiedo scusa.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Avrete la bontà di favorirmi il vostro nome.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110"></a>[110]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Nulla in contrario. (<i>Cava fuori una carta di
+visita, gliela porge.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>leggendo, si raccapezza: muta contegno, e,
+per atto di rispetto, tocca la falda del cappello.</i>)
+Non potevo immaginare che...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>a Francesco, inforcando gli occhiali</i>) Permette?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>S'accomodi pure.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>mostrando a Lemms la carta di visita</i>) Un
+professore rinomato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>legge, e s'intravvede nella sua impassibilità
+una convinta ammirazione.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111"></a>[111]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Un modesto medico specialista, pel quale
+non è infruttuoso studiare i vizii e le degenerazioni
+nei loro covi e nei loro laboratorî.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Che schifo, illustre professore!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>quasi tra sé</i>) Non tanto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E spero che la mia professione mi giustifichi
+anche di non essermi astenuto dall'interloquire.
+Si era un po' nei miei paraggi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>con animazione autorevole, dispotica</i>) A ogni
+modo, il portafogli è sparito, ed è qua che bisognerà
+cercarlo. (<i>Appellandosi a Francesco come
+per averne il consenso</i>) È chiaro?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Questo non è affar mio.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112"></a>[112]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>a Sonia</i>) Orbene, a voi! Dovrebbe trovarsi
+proprio sulla vostra persona. Io non vi perquisisco,
+a condizione che voi stessa lo cerchiate.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ha seguíto quello che accadeva intorno a lei,
+assumendo un atteggiamento di sottomissione
+quando parlava Francesco. Adesso, all'invito
+dell'Agente, recalcitra:</i>) Sulla mia persona, il
+portafogli non c'è.</p>
+
+<p>(<i>Non si riesce a intendere se ella sia in buona
+in mala fede.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Tanto peggio per voi, sapete! Solamente se
+stesse sulla vostra persona si potrebbe accettare
+l'ipotesi del Professore, cioè che, essendovene
+appropriata quando lavorava la sbornia,
+non ve ne ricordiate piú. Ma se aveste già
+provveduto a nasconderlo, come fareste, cretina
+<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113"></a>[113]</span>
+che siete!, a giustificarvi con la sbornia
+e con la dimenticanza?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti ripeto che sulla mia persona non c'è'!
+(<i>Leva la voce, ringhiosa, furiosa.</i>) Non c'è e
+non c'è! E io, no, non mi lascio perquisire!
+Ti proibisco di perquisirmi! (<i>Sfugge allontanandosi
+dal divano e riparando in un cantuccio.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Il divano è rimasto tutto scoperto alla vista
+dei tre uomini.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Sangue di un demonio, voi agite a danno
+vostro!... Mi sembrate un mulo che si affatichi
+a tirarsi calci alla coda. Perché siete una donna,
+non volevo perquisirvi, non volevo mettervi
+le mani addosso. Ma questi signori sono
+testimoni che voi mi ci obbligate. (<i>Uscendo dai
+gangheri, si avventa su lei.</i>) Dunque, andiamo!
+Sottoponetevi alla perquisizione, senza altre
+chiacchiere!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114"></a>[114]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Fermatevi un momento, per favore.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>desiste, sospeso.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Se i miei occhi non s'ingannano, il portafogli
+è lí, mezzo conficcato tra i cuscini del divano,
+dove ella pocanzi dormiva. È minuscolo ed è
+quasi del colore dei cuscini, il che lo ha reso
+poco visibile.</p>
+
+<p>(<i>Emerge appena di tra i cuscini rossi un piccolo
+grazioso portafogli di cuoio rosso.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>mal sorpresa, si protende per vedere.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>sempre impassibile &mdash; inforca di nuovo gli occhiali.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115"></a>[115]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>dissimulando il disappunto, si avvicina al divano,
+e con due dita prende il portafogli. Indi,
+tenendolo in alto, lo mostra al signor Lemms.</i>) È
+questo il vostro portafogli?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Perfettamente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Le sarà cascato dal petto o dalla cintola,
+quando si è gettata lassù o quando vi si agitava
+nel sonno. Certo è che, rincasando, non
+aveva provveduto a nasconderlo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>al signor Lemms</i>) Dovrebbe contenere?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>rammentandosi a stento</i>)... Lire milletrecento,</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>verifica</i>)... Sono mille trecento e sette. (<i>Gli
+consegna il portafogli.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116"></a>[116]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Guadagno sette lire.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>è tuttora impenetrabile. Dal suo contegno non
+trapela la consapevolezza, non l'innocenza, non
+la mortificazione, non il risentimento.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>obliquo &mdash; sottolineando le parole</i>) Con ciò,
+spieghiamoci, Sonia Zarowska non cessa di
+dover rispondere dell'accusa di furto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Io mi oppongo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Voi vi opponete, ma l'autorità procede.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Procede a che? Ho riavuto il mio portafogli
+con sette lire di piú. Mi pare che l'incidente
+sia esaurito.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117"></a>[117]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>C'è la vostra denunzia.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>La ritiro.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>Trattandosi d'un reato d'azione pubblica,
+non c'è modo di ritirarla. Deve per forza arrivare
+davanti alla giustizia.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>La mia denunzia non è stata raccolta che
+da voi. Con un prudente sacrificio... reciproco,
+possiamo metterci d'accordo per non incomodare
+la giustizia e, soprattutto, per non dare
+altre noie a questa donna.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>con astuta condiscendenza</i>) Be',... ci penseremo,
+e ne riparleremo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Perfettamente.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118"></a>[118]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>La prima cosa, intanto, che ho da fare per
+non avere imbarazzi è di licenziare le due
+guardie che ho lasciate sul <a name="tn118" id="tn118"></a>pianerottolo. Vi
+aspetto in portineria.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Vi raggiungo súbito.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>a Francesco</i>) Riverisco, illustre professore!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Si conservi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">L'Agente</span></p>
+
+<p>(<i>esce.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>a Sonia, avvicinandosi</i>) Avete udito, piccina?...
+Vi saranno risparmiate ulteriori noie. E
+vi rivedrò volentieri. Quel che mi dispiace è
+<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119"></a>[119]</span>
+che non siete una ladra sul serio. Sareste piú
+interessante.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ha l'istantanea sensazione d'una puntura.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>si avvicina a Francesco</i>) Signor medico, sono
+ben felice d'aver fatta la sua conoscenza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ella è molto cortese.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>E, forse, rivedrò anche lei. Potrò venire a
+chiederle qualche consiglio?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Le auguro di non averne bisogno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Sospetto che troppo tardi mi giunga l'augurio.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120"></a>[120]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>In tal caso, a sua disposizione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>Perfettamente. I miei ossequi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>accenna un inchino.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lemms</span></p>
+
+<p>(<i>via.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La voce dell'agente</span></p>
+
+<p>(<i>irritata</i>) Ma, sangue d'un demonio, vi avevo
+ordinato di piantonare le scale! E dove stavate,
+invece, dove stavate?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Alcune voci femminili</span></p>
+
+<p>(<i>scrosciano, lontanissime, in una sconcia risata.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121"></a>[121]</span></p>
+
+<h3>V.</h3>
+
+<p>(<i>Un breve silenzio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>risoluto, quasi brusco</i>) E basta, eh? (<i>Piglia
+il cappello.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con l'impulsività di una bambina lo afferra
+pel braccio.</i>) No! No!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Dio buono, io ho già troppo accondisceso, e
+voi troppo osate, adesso!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non andare in collera! Senti... Senti... Ti prego...
+Mi hai cosí bene difesa... Difendimi ancora!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Io non ho fatto che secondare e accreditare,
+con la mia logica, con la mia esperienza, la
+<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122"></a>[122]</span>
+vostra affermazione di irresponsabilità. Forse
+mentivate relativamente all'episodio del piccolo
+crimine di cui vi si accusava. Nondimeno, il
+difendervi era legittimo, e non me ne pento,
+poiché, con o senza l'ubbriachezza, voi non
+siete che una irresponsabile. Ma che piú sperate
+ch'io faccia per voi?... D'altronde, quel
+brav'uomo ha iniziato un accordo col zelante
+accusatore per comperarne il silenzio. Non correte
+piú alcun pericolo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E per l'avvenire?... Se mi colgono, sono perduta!
+In carcere, mi mettono! In carcere!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E lo spavento del carcere non è piú forte
+della tentazione di rubare?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Quando quella tentazione mi prende e mi si
+caccia nelle vene, negli occhi, nelle mani, io
+non ragiono, non rifletto, non ci penso piú al
+<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123"></a>[123]</span>
+carcere. E tu, difendendomi ancora, dovresti
+specialmente da quella tentazione difendermi.
+Questo ti chiedo io.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma quale scompiglio d'idee! Difendervi da
+una dubbia accusa, difendervi dalla inclemenza
+d'un poliziotto è ben diverso che difendervi
+da una clandestina e tirannica tentazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ma è certo che lo puoi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E come sembra a voi ch'io lo possa?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Lo puoi con le tue ammonizioni, col tuo comando,
+con quelle tue parole che dicono cose
+che soltanto tu sai. Sono parole che là per là
+fanno tremare, e poi si fissano, amiche, qui,
+nel cervello, vi restano come inchiodate, e continuano
+a dire, a dire, a dire...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124"></a>[124]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Voi siete sotto l'impressione del mio utile
+intervento. Travedete. Fantasticate. La riconoscenza
+vi abbacina. Le mie ammonizioni, il
+mio comando, tutto l'aspro repertorio di sapienza,
+che voi credete soltanto mio e che vi
+fa tremare, non vi scanserebbero da un triste
+fascino che vince anche lo spavento del carcere.
+Agiscono in voi delle forze irresistibili
+che di voi dispongono illimitatamente e che
+producono ogni vostro atto, ogni vostro istante
+di vita. Sono le medesime, ahimé, di cui vive,
+inconsapevole, il bruto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>trema</i>) Il bruto?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sí, Sonia Zarowska: il bruto! E finché queste
+forze irresistibili vi possiederanno, finché
+esse comporranno la vostra vita, nulla varrà a
+salvarvi dalle tentazioni alle quali finora avete
+dovuto cedere. Per potervene difendere, per
+<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125"></a>[125]</span>
+potervene salvare, un'altra vita bisognerebbe
+sapere infondervi: una vita che non avesse la
+sua intima sede nei sensi, una vita interiore,
+una vita spirituale, quella vita cioè che molti
+vorrebbero soffocare perché piena di lotte e
+di tumulti, ma che appunto &mdash; tra i confini,
+s'intende, del nostro raziocinio &mdash; differenzia
+dal bruto l'essere umano.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>dibattendosi</i>) Non capisco! Non capisco! Non
+mi riesce di capire!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con un pallido sorriso buono</i>) E questa volta
+sarebbe piú che mai strano se non fosse cosí!
+(<i>Le mette una mano sulla spalla.</i>) Ma giacché
+le mie parole vi si fissano, amiche, nel cervello
+e continuano a dire, a dire, a dire..., voi non
+dimenticherete quello che ora non capite,... e
+sarà sempre qualche cosa!... Vi saluto, Sonia
+Zarowska! Vi saluto! (<i>Pacatamente, accorato e
+pensoso, si allontana, esce.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126"></a>[126]</span></p>
+
+<h3>VI.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>non ha piú tentato di trattenerlo, non lo ha
+seguíto con gli sguardi, non si è mossa, ed è rimasta
+come tramutata in una statua, assorbita
+dall'insistente volontà di capire. Per lei piú nulla
+è intorno. &mdash; Quella volontà intensa e vana la distacca
+dall'atmosfera che la circonda, le aliena
+la vista e l'udito.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Nel corridoio si fa buio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Una voce di donna</span></p>
+
+<p>(<i>rauca, assonnata</i>) Buona notte, bionda!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ripete piano e scandite dalla fatica riflessiva
+alcune parole di Francesco Floriani.</i>)... «Una
+vita... che non avesse... la sua intima sede...
+nei sensi...» (<i>Tace.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Trasvola nel silenzio il lieve rumore d'una
+serratura frugacchiata.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127"></a>[127]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>non ode.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Si apre appena la porticina misteriosa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>s'insinua come un'ombra, il cappello all'indietro,
+il bavero alzato. C'è in lui un che di sinistro
+e di buffo.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>non vede.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>è arrestato dall'atteggiamento di lei. Dopo averla
+affisata curioso e sbieco, raccorciandosi a
+guisa di chi cerchi di attraversare una folla inosservato
+e camminando grottescamente cauto, va
+verso la parete in fondo, dov'è la chiavetta della
+complice luce elettrica. La gira, e siede a una
+seggiola addossata a quella parete.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Dalle quattro lampadine che penzolano dal
+centro del soffitto è piovuto, allargandosi in tutta
+<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128"></a>[128]</span>
+la stanza, un riverbero bluastro che, mescolandosi
+con la gazzarra del rosso, suscita un fantastico
+fluttuare di larve violacee.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>dal rapido diffondersi del riverbero bluastro
+è stata sottratta alla sua riflessione, quasi che
+una molla le sia scattata dentro. Volgendosi un
+po', si accorge della presenza di Ulrico.</i>) Sei qua,
+tu? Non ti ho visto entrare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Cos'è? Rammollimento contemplativo?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ero sola. Pensavo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Il che non ti accade spesso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>genuina</i>) È vero: non mi accade spesso.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129"></a>[129]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non eri sola, per altro, che da qualche minuto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Difatti, da qualche minuto se ne è andato
+il tuo amico.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>L'ho visto, giú.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Che t'ha detto?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non l'ho interrogato. Mi sono nascosto per
+non fargli credere che io stessi lí ad aspettarlo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>resta di nuovo astratta.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E ancora pensi?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130"></a>[130]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ma non badi a me. Che hai?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Niente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>impaziente &mdash; e pur mellifluo e postulante</i>)
+E non ti parla questa luce? Non ti richiama?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sí.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non mi frodare, dunque, Soniuccia! È l'ora
+mia.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sono pronta.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131"></a>[131]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Oh, bene! bene! (<i>Si accende una sigaretta.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>è sempre allo stesso posto. &mdash; Appare quasi inquieta.
+Poi, a grado a grado, si trasfigura. Il
+suo volto assume un aspetto di ebete sensualità
+con una impronta d'involontario maleficio in agguato.
+Dalla sua bocca, di cui le labbra combaciano,
+si stende, mugolata, una sottile esarmonica
+melodia di sapore orientale, che sembra funebre.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>sporge la testa di tra le spalle alzate, tira giú
+il monocolo, e punta su lei, spalancati e cupidi,
+gli occhi storti.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>comincia a convellersi nei fianchi frementi,
+nelle braccia alquanto aperte in su, e i convellimenti
+procaci seguono il ritmo morboso della melodia. &mdash; Ma
+súbito l'inquietudine torna a serpeggiarle
+<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132"></a>[132]</span>
+in tutta la persona. Il suo volto diviene
+sofferente. Il ritmo si spezzetta. La melodia si
+affioca. Le muore in gola. &mdash; Ella ristà. Le sue
+braccia cadono inerti.</i>) &mdash; (<i>Con una intonazione
+di scoraggiamento:</i>) No! No! Stasera, no!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>costernato</i>) Sonia?! (<i>Le va di fronte, vivamente,
+piú per esortarla che per rimproverarla.</i>)
+Sonia?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>rammaricandosi</i>) Non avertela a male!.
+Stasera, no!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>sbalordito</i>) Perché?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>non lo sa, e non sa rispondere.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>immobile, la guarda.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133"></a>[133]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>come se pregasse per ottenere indulgenza, insiste:</i>)
+Stasera, no!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>la guarda, la guarda.</i>)</p>
+
+<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.<br /></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="blockquote"><br /><span class="smcap">Avvertenza</span>. &mdash; Le note del canto; nella pagina 135.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135"></a>[135]</span></p>
+
+<p class="center"><br />
+<img src="images/ill-135.jpg" width="600" height="400" alt="note del canto di Sonia" /></p>
+
+<p class="center">[<a href="music/music_1.mid">Ascolta</a>]</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137"></a>[137]</span></p>
+
+<h2><a name="terzo" id="terzo"></a>TERZO ATTO</h2>
+
+<p><i>Un vestibolo dall'architettura sobria, pulito,
+bianco, ridente, un po' claustrale, che, per un ampio
+vano arcuato, aperto nel centro del muro in fondo,
+comunica con un giardino, non ricco, ma
+molto alberato. A sinistra una porta che dà accesso
+all'interno della Casa di Salute. A destra
+una porta che dà accesso al quartierino abitato
+da Francesco Floriani. &mdash; Dallo stesso lato un
+tavolino rettangolare e un paio di sedie. Sul tavolino,
+un registro, l'occorrente per scrivere,
+un'anfora con qualche fiore, il quadretto della
+soneria elettrica. Torno torno al vestibolo, come
+in una sala d'aspetto, una fila di basse scranne.
+Dalla volta pende una lampada elettrica.</i></p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138"></a>[138]</span></p>
+
+<h3>I.</h3>
+
+<p><i>È il meriggio. Luce nel vestibolo. Luce nel
+giardino. Le ricoverate della Casa di Salute sono
+in attesa del loro buon Direttore, sedute sulle
+scranne o in piedi nel vestibolo, nel giardino,
+sotto l'arco del vano. Donne giovani, donne giovanissime,
+donne mature. Vestono un modesto
+ma decoroso abito grigio: una specie di uniforme.
+Son pettinate con accurata semplicità. Non
+manca qualche pettinatura piú ricercata o addirittura
+graziosa. &mdash; Alcune ricoverate sono
+un po' pallide, smunte, avariate. Altre sembrano
+sane, quasi floride. Cinque o sei restano
+appartate, in una tensione bisbetica, rivelata da
+qualche gesto, da qualche smorfia, o in una sincera
+tranquillità. &mdash; La piú tranquilla è</i> <span class="smcap">Sonia
+Zarowska</span>, <i>mite nel viso, piú appartata di tutte,
+con l'occhio tranquillamente estraneo.</i></p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139"></a>[139]</span></p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>è ritta, in un angolo, oculata, non rigida, non
+severa.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Un vispo chiacchierio fiorisce tra le piú gaie,
+che formano un gruppo in primo piano:</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Veramente?</p>
+
+<p> &mdash; Da chi l'hai saputo?</p>
+
+<p> &mdash; L'ho saputo da lei stessa in un momento
+in cui pareva trasognata.</p>
+
+<p> &mdash; Ballerina, dunque? Ballerina!</p>
+
+<p> &mdash; Ballerina, no. Non credo.</p>
+
+<p> &mdash; A me piacerebbe di essere una ballerina!</p>
+
+<p> &mdash; Meglio attrice, poi, come me... (<i>Declamando:</i>)</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Non vuoi col brando uccidermi e coi detti</p>
+<p>Mi uccidi, intanto?</p>
+</div>
+
+<p> &mdash; Stai zitta! E non venderci le solite fandonie!
+Non sei mai stata attrice, tu.</p>
+
+<p> &mdash; E lei, se non era ballerina, perché danzava?</p>
+
+<p> &mdash; Questo è il mistero!</p>
+
+<p> &mdash; Chi sa che danza faceva!</p>
+
+<p> &mdash; Caruccia me la figuro nella danza, con
+quel suo corpo di ninfa amorosa!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140"></a>[140]</span>
+ &mdash; Se la pregassimo di danzare?</p>
+
+<p> &mdash; Si rifiuterebbe.</p>
+
+<p> &mdash; Tentiamo!</p>
+
+<p> &mdash; Tentiamo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Una del gruppo</span></p>
+
+<p>(<i>la piú ardita &mdash; si avvicina, d'un tratto, imprudentemente,
+a Sonia.</i>) Avresti la cortesia,
+piccola buona, di mostrarci come danzavi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con un sussulto e con un gesto di orrore</i>) Oh!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Non le date retta, Sonia Zarowska!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La piú audace.</span></p>
+
+<p>Almeno una volta, vogliamo vederla danzare,
+Suora Marta!</p>
+
+<p>(<i>Animazione generale.</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Sí, sí, vogliamo vederla danzare!</p>
+
+<p> &mdash; Vogliamo vederla danzare!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141"></a>[141]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Quasi tutte</span></p>
+
+<p>(<i>l'assediano.</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Sonia! Sonia!</p>
+
+<p> &mdash; Piccola buona!</p>
+
+<p> &mdash; Solamente una volta!</p>
+
+<p> &mdash; Solamente un poco!</p>
+
+<p> &mdash; Suvvia!</p>
+
+<p> &mdash; Un poco poco!</p>
+
+<p> &mdash; Ce ne accontentiamo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No! No! No! No! (<i>Come a schivare l'insistenza,
+indietreggia e si riduce con la schiena
+a un muro.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>facendosi burbera</i>) Insomma, figliuole! Non
+è bello che vi sfreniate cosí nell'ora in cui avete
+piú che mai l'obbligo della disciplina per
+ascoltare la parola del nostro Direttore.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142"></a>[142]</span></p>
+
+<h3>II.</h3>
+
+<p>(<i>Entra in tempo</i> <span class="smcap">Francesco Floriani</span>, <i>seguíto
+da</i> <span class="smcap">Lorenzo <a name="tn142" id="tn142"></a>Gemmi</span>: <i>un vecchietto dall'aria
+signorile, in lutto strettissimo. Sulla sua fisonomia
+è l'impronta d'una ambascia inesauribile.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con familiare cordialità</i>) Ma, poiché il vostro
+Direttore è in ritardo, voi non avete avuto
+troppo torto se alla disciplina vi siete ribellate.
+È lui che dà il cattivo esempio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non è vero.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Tutte</span></p>
+
+<p>(<i>all'istante, son divenute serie, riguardose, facendo
+largo al Direttore.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si è scostata dal muro, ravvivandosi alquanto,
+rassicurata dalla presenza di lui.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143"></a>[143]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sonia Zarowska afferma che non è vero. Evidentemente,
+con la sua pronta sensibilità, ha
+intuito che c'è una circostanza a mio discarico.
+La quale è questa. Mi ha distolto dal
+quotidiano convegno un fatto che concerne
+appunto voi e la Casa che vi ospita. E mi è,
+anzi, grato, oltre che doveroso, darvene conto,
+in quanto ritengo che ciò varrà a blandirvi
+il cuore e la mente piú della nostra abituale
+conversazione. Alla Casa che vi ospita, sostenuta
+finora dalle mie esigue risorse finanziarie,
+una piú solida prosperità sarà in avvenire
+garantita da una generosa elargizione. È il
+dono d'un uomo elettissimo che fu già un
+grande amico di quelle tra voi che erano presso
+di me prima della sua... volontaria scomparsa.
+(<i>Rivolgendosi a una delle donne per sperimentarne
+la facoltà mnemonica e quella affettiva</i>)
+Di chi parlo io, Giulia Vannelli?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Giulia Vannelli</span></p>
+
+<p>(<i>súbito</i>) Di Paolo Gemmi.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144"></a>[144]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ve ne ricordate, senza dubbio, rimpiangendolo...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Giulia Vannelli</span></p>
+
+<p>Era cosí benefico anche lui! cosí degno di
+starvi accanto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>indagando</i>) E non se ne ricordano egualmente
+tutte le vostre compagne d'allora?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Alcune</span></p>
+
+<p>(<i>fanno cenno di sí col capo.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Un'altra</span></p>
+
+<p>Sicuro!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Un'altra</span></p>
+
+<p>Sicuro!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145"></a>[145]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Un'altra</span></p>
+
+<p>Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>indicando Lorenzo Gemmi</i>) Questi è suo
+padre.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>(<i>che era raccolto in sé stesso, alle spalle di
+Francesco, ascoltandolo, s'imbarazza ora nel
+veder convergere sulla propria persona gli sguardi
+di tutte le Ricoverate incuriosite.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>continuando</i>) È il suo povero padre, che si è
+affrettato a comunicarmene la lettera testamentaria
+rinvenuta appena stamane. Dopo d'aver
+deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità
+già trasmessagli dall'abnegazione paterna
+fosse destinata all'opera della quale era stato
+valido apostolo. Nella medesima lettera &mdash; notate &mdash; ebbe
+<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146"></a>[146]</span>
+cura di esprimere la speranza di
+farsi perdonare da Dio, con quell'estremo atto
+di carità e di tenerezza, «<i>la folle violazione
+del maggior dovere d'ogni cristiano</i>»: il dovere,
+cioè, di aspettare che l'ultima ora sia segnata
+dai poteri divini. Voi accoglierete religiosamente
+la generosità la speranza e il monito
+di Paolo Gemmi. E il suo nome &mdash; a cui questo
+asilo sarà intitolato &mdash; voi circonderete d'un
+culto perenne.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>(<i>trattiene le lagrime.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Le Donne si piegano in una mesta commozione,
+Sonia piú di tutte.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Vi vedo commosse. È un dolce suffragio che
+inviate a quell'anima inquieta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>Vorrei...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147"></a>[147]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Che desiderate, signor Lorenzo?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>Vorrei... che l'ispiratrice delle vostre azioni
+piú nobili fosse informata immediatamente affinché
+si unisse, nel commemorare il donatore,
+a queste umili creature.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Da qualche tempo, mia moglie non è con
+me. (<i>Nel suo accento è un recondito spasimo.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>che gli è quasi vicina, lo fissa, con una particolare
+espressione d'intelligenza.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>(<i>celando una viva sorpresa</i>) Tornerà presto,
+di certo...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Forse, no.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148"></a>[148]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>(<i>discreto nel tono, che quasi protesta</i>) Ella vi
+è tanto devota!... Vi ama tanto!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non mai abbastanza si ama, signor Lorenzo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>(<i>rimane soprappensiero.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>alle Donne, tagliando la commozione</i>) E per
+oggi, mie care, null'altro ho da dirvi. Domani,
+ve lo prometto, staremo a lungo insieme,
+e a lungo converseremo. Sicché, rientrate, adesso.
+Rientrate serenamente per mettervi a
+lavorare o a leggere come di regola. (<i>Ostentando
+di celiare</i>) Suora Marta è incaricata di
+arrabbiarsi se, per caso, non ne avrete voglia.
+(<i>Alla Suora</i>) Precedetele, precedetele, amica
+mia. Soltanto il gregge si conduce camminando
+in coda.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149"></a>[149]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>s'inchina e infila l'uscio a sinistra.</i>)</p>
+
+<p>(<span class="smcap">Tutte</span> &mdash; <i>ad eccezione di</i> <span class="smcap">Sonia</span> &mdash; <i>s'inchinano
+anch'esse e, obbedienti, affollandosi presso
+l'uscio, in ordine perfetto, seguono la Suora.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>è come fermata da una astrazione mentale.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>a Sonia</i>) E voi, non andate?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Chi?... Io?... Sí, vado. (<i>Con una vaga titubanza,
+esce.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>Io vi tolgo l'incomodo, dottore. Provvederemo
+tra giorni alle pratiche legali per rendere
+effettiva la donazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Quando vi piacerà.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150"></a>[150]</span></p>
+
+<h3>III.</h3>
+
+<p>(<i>Giunge</i> <span class="smcap">Ulrico</span> <i>dal giardino</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>trafelando</i>) Si può?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si volta</i>) Oh, guarda! L'uomo-cometa!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Senza coda.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con disinvoltura non sincera</i>) Avanti! Avanti!...
+Era tempo che tu tornassi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>(<i>a Francesco</i>) Arrivederci, dunque.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Vi accompagno fino al cancello.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151"></a>[151]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>Ma no. Conosco la strada. Vi prego di restare.
+(<i>Alludendo all'arrivo di Ulrico</i>) Un po'
+per uno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Per accontentarvi... (<i>Gli stringe le mani con
+cordiale rispetto.</i>) E non dimenticate la mia
+venerazione: verso di lui e verso di voi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Lorenzo Gemmi</span></p>
+
+<p>Abbiatela tutta per lui, dottore! Io non ne
+merito.</p>
+
+<p>(<i>Si separano sulla soglia in fondo.</i>)</p>
+
+<h3>IV.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>si è gettato a sedere su una panchetta. È
+stanco, torvo, scarruffato, smagrito. Ha le guance
+incavate. Ha negli occhi l'incandescenza stramba
+d'un tizzo ardente su cui si spruzzi, con alterna
+<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152"></a>[152]</span>
+persistenza, acqua e petrolio. &mdash; Il monocolo destinato
+all'occhio piú guercio gli pende, da un
+laccio, sul petto.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>osserva la fisonomia di lui. Ne è conturbato.
+Dissimula, scherzando</i>) E cosí?... Che n'è del
+programma di ficcare il naso nei fatti miei e
+d'essere il mio medico cotidiano, all'uso giapponese?
+Ai primi fiaschi della tua psicoterapia
+naturalistica, mi hai abbandonato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ho dovuto servire il signor me stesso in
+questi giorni. E sono stati giorni angosciosi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>intuisce, continua a dissimulare.</i>) Tuttora angosciato
+sei.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Io immagino già la conclusione d'un tuo
+prevedibile predicozzo. Mi ronzano già nell'orecchio
+le tue parole: &mdash; «Non c'è modo di cavarsela,
+<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153"></a>[153]</span>
+mio caro Ulrico. Abolisci l'amore, con
+i suoi tormenti e con i suoi pericoli d'ogni
+sorta? Caschi dalla padella nella bragia. La
+femmina a cui ti attacchi sensualmente può
+lasciarti in asso, o può crepare, o può sparire
+senza crepare, e allora, nonostante l'abolizione
+dell'amore, sei anche tu un uomo spacciato!...»
+(<i>Con sofferente dispetto</i>) Ah, no! Spacciato no,
+per tutti i diavoli! L'angoscia dei sensi non
+è meno passeggera d'una cattiva digestione.
+Lei mi è piaciuta piú delle altre? Me ne piacerà
+un'altra piú di lei.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La voce della Suora</span></p>
+
+<p>(<i>si ode di sfuggita</i>) Mi obbligherete a ricorrere
+al Direttore...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>tende lo sguardo verso l'uscio a sinistra. &mdash; Indi,
+prudente, lo chiude</i>)... Sicché?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Sei nelle nuvole?... Ti disturbo? Sono di
+troppo? Ho da andarmene? Ho da liberarti
+della mia presenza?...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154"></a>[154]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ma, scusa, a che proposito?... Mi è stato
+tanto gradito il rivederti! Ti ho ricevuto festosamente!...
+E non ero nelle nuvole quando
+parlavi. Ero invece attentissimo, e ho compreso
+quel che dicevi. Ho compreso che sei incappato
+in un infortunio... a cui non annetti troppa
+importanza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>... a cui annetto una importanza relativa.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tutto si limita, mi pare, a un episodio, a
+una parentesi: &mdash; le tue dilettazioni di gaudente
+hanno avuto un arresto momentaneo
+perché ti è mancata a un tratto Sonia Zarowska.
+Mi sbaglio?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>stralunando gli occhi</i>) Irreperibile! Assolutamente
+irreperibile!... Un enigma da far dare
+<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155"></a>[155]</span>
+la testa nel muro! (<i>Ricorda e racconta:</i>) Mi
+separo da lei alle nove di sera. Torno alle undici.
+Entrata libera, come di solito. Illuminazione
+bianca. Lei, fuori, in giro. Niente di
+straordinario. Rincaserà tardi? Mi è indifferente.
+E se non sarà sola, pazienza, me la svignerò,
+visto o non visto. Nel suo salottino,
+aspetto un'ora, aspetto due ore, aspetto tre
+ore. È notte avanzata. Cerco il mio e il suo
+absinthe. Bevo, ribevo, mi addormento. Mi sveglio
+all'alba. Lei, ancora fuori. Niente di straordinario.
+Tuttavia, sono inquieto. Impossibile
+riaddormentarmi. Fumo, passeggio, apro le
+finestre, irrompo nel quartierino recondito della
+padrona, la scuoto nel letto, la strappo dal
+sonno, le chiedo se dubiti che Sonia abbia preso
+il volo. La sua risposta è ambigua: «La bionda
+mi paga giorno per giorno, quindi può andarsene
+quando vuole.» Dunque, &mdash; dico tra me &mdash; non
+è improbabile che se ne sia andata. Ma
+ritrovo súbito, nel disordine che conosco, la
+sua biancheria, i suoi abiti, i suoi scarpini, i
+suoi profumi, i suoi lapis, i suoi cosmetici, e
+ciò mi rassicura. Ricomincio ad aspettare, con
+lo sguardo attaccato all'orologio. Il moto delle
+<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156"></a>[156]</span>
+sfere mi diventa impercettibile. Cosí lento
+che in non meno di sessanta minuti me ne
+misura appena uno!... Alle dieci del mattino
+io sono assalito dal sospetto che Sonia sia
+stata còlta in flagrante come ladra e messa al
+fresco. Corro all'ufficio centrale della Questura.
+Mi appiccico ai funzionari. Li soffoco d'interrogazioni.
+Il mio sospetto non è punto confermato.
+Precipito nel buio. E nel buio, senza
+un barlume che lo attenui, mi do a una caccia
+affannosa, ininterrotta, vertiginosa, inutile,
+insensata, che mi stremenzisce, che mi esaurisce.
+Lo vedi come mi sono ridotto?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Lo vedo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Giorno per giorno, come usava lei, pago la
+padrona affinché non disponga delle due stanze
+che lei occupava. Mi reco tutte le sere a visitarle,
+a guardarle, a sentirle. La sua biancheria,
+i suoi abiti, i suoi scarpini, i suoi profumi,
+i suoi lapis, i suoi cosmetici, sono al
+<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157"></a>[157]</span>
+posto dov'erano, nel medesimo disordine, immobilizzato.
+Io contemplo e tocco un poco ogni
+cosa, e bevo gli atomi che se ne distaccano.
+Non riesco a proibirmelo, ma... ti confesso che
+ne provo una importuna malinconia. (<i>Gli passa
+sulle pupille un velo di lagrime inconsapevoli.</i>)
+Ho ritardato a venire da te... perché avevo ritegno
+di mostrarmiti in queste condizioni. Oggi,
+ho superato il ritegno... e sono contento d'essere
+venuto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>vincendo un'esitazione</i>) Sonia Zarowska è qui.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con un violento stupore, si alza.</i>) È qui?!
+È qui, con te?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>È nel mio Ricovero, nel mio ospedale.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ed hai tanto aspettato a dirmelo?!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158"></a>[158]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mi premeva anzitutto di sapere quale effetto
+avesse prodotto in te... la dispersione della tua
+donna. E aggiungo, francamente, che dopo di
+averlo saputo, se avessi sperato nella possibilità
+di celarti ch'ella è qui, te lo avrei celato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ma come?!... Me lo avresti celato!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Te lo avrei celato per scansare lei dai tuoi
+tentativi di riavvicinamento.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Un'angaria! Una crudeltà!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>No, Ulrico.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Una crudeltà, sí, una crudeltà da sbirro, una
+crudeltà da carceriere!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159"></a>[159]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non avventare di queste sciocchezze, e ascoltami.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Io domando in qual modo si è potuta impigliare
+nelle tue grinfie! Il tuo indirizzo io non
+gliel'ho dato. Chi te l'ha condotta? Chi l'ha
+costretta a recarsi da te?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>severo</i>) Se mi ascolti, la tua curiosità sarà
+soddisfatta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>stentando a contenere la collera, maltratta il
+cappello. &mdash; Risiede su una seggiola presso il tavolino.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>sedendo poco discosto da lui</i>) Nessuno l'ha
+costretta. Nessuno l'ha condotta. Si recò da
+<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160"></a>[160]</span>
+me spontaneamente. Il mio indirizzo, suppongo,
+lo apprese da un tale che capitò lí, da lei, la
+sera famosa in cui mi obbligasti a restare in
+sua compagnia. Costui ebbe agio di leggere
+la mia carta di visita per un incidente che non
+ti raccontai perché non era necessario raccontartelo.
+Quella sera, la pietà, che, sincera e
+anche soccorrevole, non tardò a succedere in
+me al disgusto, la riempì d'una intontita ammirazione
+mista a una specie di caparbia fiducia
+e ad una esagerata gratitudine.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con una vivacità comprensiva</i>) Perciò quella
+sera la trovai eccezionalmente distratta, eccezionalmente
+sviata!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Stammi attento, e non m'interromperei</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ammirazione, fiducia, gratitudine! Tutte
+cose mai provate da lei!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161"></a>[161]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Mai provate, ne sono convinto come te, ed
+erano, forse, l'abbozzo vago di una nascitura
+facoltà mentale. Un che di analogo si riscontra
+in un bambino il quale abbia notato per la
+prima volta &mdash; che so?... &mdash; una fiaccola, un albero,
+un lembo di mare, un volo di uccello.
+Ma è ozioso vangare, ora, nel campo delle induzioni.
+Il fatto è che una mattina &mdash; quella, di
+certo, in cui tu persistevi nell'attesa dopo l'attendere
+di una notte interminabile &mdash; mi si presentò
+qui in preda a un parossismo straziante.
+Usciva, indubbiamente, da una lunga orgia.
+Era satura di alcool. Tra il nero del bistro i
+suoi occhi incavernati avevano un luccicore
+vuoto di sguardi. Tra gli avanzi dei colori posticci
+apparivano le due macchie paonazze degli
+zigomi accesi e il livido delle labbra gonfie.
+Contro il letargo che le invadeva le membra
+lottava in lei come un bisogno di non cedere
+ad esso; e contro lo scompiglio del suo pensiero
+semispento lottava la sua volontà fissa
+di ottenere il mio soccorso. In questa duplice
+lotta si dibatteva spasimando. Pareva una povera
+bestiola idrofoba in agonia!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162"></a>[162]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>soggiogato da quella visione, balbetta:</i>) La volontà
+fissa di ottenere il soccorso tuo! Perché
+non quello d'un altro?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Perché non un altro le aveva ispirata mai la
+fiducia a cui ho accennato. L'idea che soltanto
+io potessi prestarle soccorso era già da lei fermamente
+acquisita. Oltre di che, ritengo che
+quel signore dal quale fu letta la mia carta di
+visita le abbia forniti degli schiarimenti sulla
+mia professione e sullo scopo di questo Ricovero.
+Che la demenza cerchi da sé la soglia d'un
+manicomio è meno insolito di quanto si creda.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>rintuzzando con pervicacia</i>) Sonia Zarowska
+non era una demente!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Era una demente tranquilla, inerte, chiusa
+nelle forme apatiche della sua corruzione, dei
+<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163"></a>[163]</span>
+suoi vizi, della sua mania di rubare. Poi, se è
+vero che un po' di luce sia sopravvenuta a solcare
+quella sua demenza compatta, appunto
+questo spiracolo di percezione deve aver mutata
+la demente tranquilla in una demente agitata,
+paurosa, impaurita di sé stessa. Ed eccola,
+in un accesso di agitazione, in una crisi
+di paura, rivolgersi, anelante, verso il rifugio,
+verso il manicomio e verso colui del quale conobbe
+la pietà. (<i>Breve pausa.</i>) Ora, l'agitazione
+è cessata, ed è cessata la paura. La demente
+agitata non c'è piú. E non c'è piú, neppure,
+la demente tranquilla. Il nemico è stato dominato
+sommergendo in una atmosfera di gentilezze
+e di caste idealità le losche abitudini
+contratte, delle quali non si colgono che rare
+e quasi puerili reminiscenze in qualche parola,
+in qualche gesto, in qualche atto fugace. Ma
+non m'illudo che sia la salvezza definitiva. Io
+temo che il ricordarle vivamente le attrattive
+ch'ella esercitava su i corrotti e su i corruttori,
+e su te piú che su gli altri, possa fare in
+lei ripullulare d'un súbito l'antico veleno non
+del tutto eliminato. Questa è la ragione per
+la quale mi sono preoccupato della eventualità
+<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164"></a>[164]</span>
+che tu la riavvicinassi. Ma, giacché sei rimasto
+molto impressionato da quanto ti ho
+esposto, la mia preoccupazione dilegua, e fido
+in te. Mi prometti di non tentare di riavvicinarla?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>dolorosamente brusco</i>) Non te lo prometto!
+Non te lo devo promettere!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>si percuote un ginocchio, e si leva, infastidito.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Promettere per non mantenere non sarebbe
+da galantuomo. E promettere per mantenere,
+nel caso mio, sarebbe una imbecillità. Riguardo
+alle mie impressioni, tu hai preso un granchio
+madornale. Le mie impressioni sono precisamente
+opposte a quelle che mi hai attribuite.
+Ciò che mi ha impressionato, ciò che mi ha
+fatto e mi fa fremere di dolore e di sdegno è
+<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165"></a>[165]</span>
+che la ostinata stoltezza ideologica, tra cui si
+aggira la demenza tua, sia riuscita a sconnettere
+la vita naturale di quella donna e a
+strappar lei al suo nulla, alla sua pace, alla
+sua indipendenza, al suo destino &mdash; nel quale
+io mi dissetavo!... Ma, per fortuna, la tua opera
+è tutt'altro che compiuta. Rilevo questa
+buona notizia dai tuoi timori. (<i>Ride il suo
+vecchio riso divenuto piú acre:</i>) Eh eh eh eh!...
+«L'antico veleno»?!... Parole convenzionali!
+A chi nuoceva il cosí detto veleno?... Non a
+lei! Non a nessuno! E a chi nuocerebbe se
+tornasse a possederla?... A me, intanto, arrecherebbe
+un gran bene, restituirebbe il bene
+che ho perduto. E tu mi chiedi che io rinunzii
+alla speranza che questo si avveri dopo che i
+tuoi stessi timori mi hanno incitato a sperare?...
+Non ci rinunzio, no, non ci rinunzio! Io
+la voglio vedere. Io le voglio parlare. E ti
+consiglio di astenerti dall'ostacolarmi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>recisamente</i>) Non è inopportuno, Ulrico, che
+io consigli te di astenerti dal trascendere!</p>
+
+<p>(<i>Un filo di pausa.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166"></a>[166]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>quasi pentito &mdash; si modera.</i>) Se trascendessi,
+ne avrei poi un rammarico piú penoso del tuo.
+Evvia, Francesco! Accontentiamoci un po' reciprocamente.
+Cediamo un po' tutti e due. Tu
+accondiscenderai a che io &mdash; magari sotto la
+tua sorveglianza &mdash; abbia un colloquio con lei,
+e, per parte mia, ti garantisco che non mi affaticherò
+punto a riconquistarla al suo passato.
+(<i>Traspare ch'egli esprime una temperanza momentanea.</i>)
+Mi limiterò a interrogarla sulle sue sensazioni
+attuali, sulle sue intenzioni per l'avvenire,
+e il risultato di questo colloquio, da cui
+sarà stimolata la sua sincerità, potrà servire,
+a guisa di scandaglio, anche a te. Misurerai il
+valore dei tuoi criterii, la portata dei tuoi metodi.
+Apprenderai se, dal tuo punto di vista,
+ella sia già guarita o almeno avviata a guarire
+o se il mutamento verificatosi non sia che effimero
+e occasionale. Dovrai riconoscere &mdash; ne
+sono sicuro &mdash; l'utilità pratica della tua condiscendenza.
+E cessiamo di sperperare il nostro
+tempo, te ne prego! Chiamala!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167"></a>[167]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>paziente, deferente</i>) Io non ho alcun diritto
+su lei, alcun diritto su te. Ma è incluso nel
+mio assunto il diritto di proibire che v'incontriate
+finché ella sarà qui. Tu la vedrai e le
+parlerai, altrove, senza ambagi d'impegni e di
+controlli, quando io l'avrò congedata. Non mi
+ostino a chiederti una rinunzia della quale
+non sei capace. T'impongo, bensí, una dilazione
+per non essere il tuo complice.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>levandosi di botto, con allucinata prepotenza</i>)
+E io ti risparmio di essere il mio complice,
+poiché basterò io a chiamarla.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>adiratamente</i>) Tu abusi dell'ospitalità che ti
+è concessa! Bada a quello che fai!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con uno scoppio di stizza che geme di confessione</i>)
+<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168"></a>[168]</span>
+Hai avuto, a modo tuo, pietà di lei,
+e non sai averne di me!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>fervido e leale</i>) Ne ho di te, ne ho di te
+come di lei, a modo mio!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Sí, sí, abuso dell'ospitalità che mi è concessa.
+E cacciami via, se questo esige la tua
+pietà!... (<i>Infrenabile, chiama, sbraitando:</i>)
+Sonia Zarowska! Sonia Zarowska! Sonia Zarowska!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La voce di Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>lontana e vibrante d'immediata sorpresa</i>) Ulrico!
+Ulrico!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>investendo</i> <span class="smcap">Francesco</span>) Hai udito come grida
+il mio nome nonostante il bavaglio della tua
+tirannia?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169"></a>[169]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>sorgendo con fierezza</i>) Finiscila, adesso! Non
+tollero piú che tu adoperi un simile linguaggio!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La voce di Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>vivacissima</i>) Chiunque sia che vi chiami cosí,
+restate al vostro posto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>veemente</i>) Lasciatela libera, Suora Marta!
+Lasciatela andare dove vuole!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>sbraitando piú di prima</i>) Lasciatela libera!
+Lasciatela libera!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La voce di Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>vicina</i>) Ulrico!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>disdegnoso, a Ulrico</i>) Tu le potrai parlare
+come meglio ti aggrada. Io non ti sorveglierò!
+(<i>Fugge per la porta a destra.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170"></a>[170]</span></p>
+
+<h3>V.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ancora di dentro</i>) Ulrico! Ulrico!... (<i>Giunge
+slanciandosi a stringergli le mani.</i>) Ulrico!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>stringendole a lei</i>) Finalmente! Finalmente!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti ritrovo? Ti rivedo?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi credevi morto addirittura?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Proprio morto di morte non ti credevo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi avevi dimenticato, ecco.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non ti avevo dimenticato.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171"></a>[171]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi pensavi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti pensavo, pensando che non esistevi piú.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ma appena ti ho chiamata, hai sentito berne
+che tornavo a esistere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Questo ho sentito.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Molta meraviglia?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Molta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Anche molta gioia, se non m'inganno.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172"></a>[172]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Molta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non hanno potuto trattenerti dal correre a
+salutarmi risorto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non l'hanno potuto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E perché, dimmi, perché ti pareva che io
+non esistessi piú?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Perché non esisteva piú nessuna delle cose
+d'allora.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Di allora, cioè di quando?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173"></a>[173]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Di quando si stava cosí spesso insieme.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Tutte sparite, dunque?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Tutte sparite.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Da un giorno all'altro?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sparite a poco a poco.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E non le rievochi? Non le rimpiangi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Di tanto in tanto, sí, ma come in sogno.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174"></a>[174]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>frugando, guardingo</i>) Io credo che ci sia qualcuno
+che se ne accorge e che ti sgrida.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Per esempio, chi?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>... Per esempio, Suora Marta, che ti sorveglia
+continuamente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non se ne accorge Suora Marta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>accennando la porta a destra</i>) Oppure se ne
+accorge lui, che ha la fissazione e la sapienza
+di scrutare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Nemmeno lui se ne accorge.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175"></a>[175]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E se, per ipotesi, egli se ne accorgesse?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Si dorrebbe.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E ti toccherebbero, quindi, le durezze della
+sua severità.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Severo, lui?... No, mai!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non ti assilla, forse, non ti martirizza con
+i suoi rigori, con le sue costrizioni?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Tuttavia, hai l'obbligo d'essergli sottoposta,
+hai l'obbligo di obbedirgli.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176"></a>[176]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Che tu neghi o non neghi, è certo che qui
+ti si tiene come in un carcere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Peggio che in un carcere ti si tiene. In un
+carcere non si perde che la libertà esteriore,
+mentre qui ti si comanda e ti si spia perfino
+nel cervello!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Io affermo che ne sei stanca! E con me tu
+fingi, tu fingi, tu mentisci!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177"></a>[177]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No, Ulrico! No! No! No!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>in un muggito di esasperazione &mdash; tappandosi
+gli orecchi con le mani</i>) Ah, sono esecrabili i
+tuoi «no»! Non farmene udire di piú!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>spaventata, si trae indietro. &mdash; Resta in pena,
+sospesa.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>scaccia l'ira che lo pervade. Siede. Le parla
+con una specie di leale remissività.</i>) Riconosco che
+farnetico. Riconosco che, immaginando costrizioni
+e martirii, sono in errore. Ma è l'acredine!
+È la rabbia! È la malignità della rabbia!
+Ricordo la tua vita d'un tempo non remoto,
+la ricordo scorrere fluida come un fiume, apportatrice
+imperturbata di godimenti, tra i
+<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178"></a>[178]</span>
+rovi e le asperità delle tristezze altrui, degli
+altrui malori, delle altrui miserie, e in questo
+ricordare il rimpianto mio, cosí diverso dal tuo,
+s'inasprisce, si esulcera.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ascolta attentamente.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>In te il rimpianto non è suscettibile di esacerbazioni.
+È saltuario, scialbo, superficiale,
+svanente, estraneo al fermento della realtà.
+«<i>Come in sogno</i>» hai detto, e ti sei espressa
+con esattezza, poiché, di fatti, ti hanno addormentata
+nella convinzione che il tuo piccolo
+mondo d'allora sia sparito per sempre. (<i>Scattando
+facinoroso</i>) Ma è falso! È falso! La falsità
+è stato il tuo narcotico!... Esisto io tale
+qual ero. Lo vedi! Esiste tale qual era tutto
+ciò che lasciasti! E con la medesima voce con
+la quale io t'ho chiamata pocanzi, tutto ciò che
+lasciasti ti ha chiamata e ti chiama!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179"></a>[179]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ha un lieve fremito. La sua attenzione diviene
+piú tesa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ti chiamano le tue stanze dove nulla è sparito,
+dove nulla è mutato dall'ultima sera in
+cui ne respirasti l'aria iniettata di profumi a
+te cari e di desiderî; ti chiamano i bizzarri
+abiti neri che secondavano incantevolmente le
+seduzioni del tuo corpo serpentino; ti chiamano
+i fedeli specchi avidi della tua immagine
+nella ebbrezza della danza; ti chiamano le tue
+ore senza misura, le tue ore senza albe e senza
+tramonti, riempite dei tuoi capricci fuori da
+ogni legge, riempite di abbandoni e di oblii!
+È tuo, è tuo tutto ciò, ancora tuo, piú tuo di prima.
+Svegliati, Sonia! Svegliati, e rivivi! Nel
+sonno che ti avvolge come una cappa di piombo,
+tu piú non vivi,... tu piú non vivi e non mi
+fai piú vivere!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180"></a>[180]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>è presa dalle rievocazioni. Le cose di allora le
+si riavvicinano. Già la sfiora il loro fascino. Le
+si disegna sul volto un'animazione perplessa. &mdash; Interroga,
+cauta:</i>) Ci sei stato laggiù in questi
+giorni?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>s'irradia</i>) Non un giorno è trascorso che
+io non mi ci sia recato. E lungamente ci restavo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Solo solo?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>malinconicamente</i>) Solo solo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti piaceva di restarci?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi piaceva di soffrire.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181"></a>[181]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Nulla è sparito?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Nulla.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Nulla è mutato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Nulla.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con segretezza</i>) Anch'io rivedrei volentieri
+le mie stanze, i miei abiti, i miei specchi...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>dissimulando l'emozione che rigurgita</i>) Ti recheresti
+volentieri laggiù?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Soltanto una volta!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182"></a>[182]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con subdolo assenso</i>) Soltanto una volta, s'intende!
+Una fugace visita al passato! Non piú
+di questo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non piú di questo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Io, poi, ti faccio notare che se realmente lo
+vuoi, non ti sarà troppo difficile.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>sottovoce</i>) Non posso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>L'impossibilità è nella tua immaginazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non si esce dall'asilo senza il permesso di lui.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Mi hai assicurato che non tiranneggia, che
+<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183"></a>[183]</span>
+non è severo con te. Gli chiederai il permesso
+che ritieni indispensabile, e l'otterrai.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Per andare laggiù, no, non glielo chiedo! Me
+ne vergognerei.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Ne farai a meno, ed egli ti assolverà.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Mi consigli di uscire di nascosto?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Di tentarlo io ti consiglio.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>accesa d'una sinistra reminiscenza</i>) Di nascosto
+come per rubare?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Dove salti con la fantasia? Si tratta semplicemente
+di uno strappo alle consuetudini
+<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184"></a>[184]</span>
+di clausura. Non è un crimine. Non è un'azione
+da paragonare a un furto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sí, ne convengo: un crimine non è.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Dunque, nessun ostacolo, nessun rischio e,
+soprattutto, nessun rimorso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Tu mi accompagnerai, n'è vero?... Mi devi
+accompagnare...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>È naturale che io t'accompagni.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>E quando andremo? Quando?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Decidi tu. Non dipende che da te.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185"></a>[185]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Io non so... Io non oso decidere... Forse,
+oggi stesso potremmo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>levandosi ebro, esagitato, abbacinato, col respiro
+mozzo</i>) Ma certamente! Oggi stesso! Oggi
+stesso!... Perché no?... E non bisogna ritardare!...
+Egli, a quest'ora, è intento ai suoi studî;
+la zelante Suora ha avuto l'ordine di risparmiarti
+il suo zelo; la mia riverita persona si
+trova già, per caso, a tua disposizione: sarebbe
+una ingratitudine verso la fortuna non profittare
+di circostanze cosí favorevoli!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con una esaltazione timorosa e frettolosa</i>) Ebbene,
+sí! Profittiamone! Profittiamone!... Tu
+uscirai prima di me... Mi aspetterai alla svolta
+della strada... Io cercherò di deviare l'attenzione
+del guardiano... Gli farò credere che si riversa
+l'acqua dalla fontana, o, meglio, lo pregherò
+di cogliere per me qualche fiore... Mi è
+amico: non si negherà... E appena si sarà allontanato
+<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186"></a>[186]</span>
+dal cancello, io, di corsa, di corsa,
+a raggiungerti!... Sono contenta, Ulrico, sono
+tanto contenta! &mdash; Vai vai vai vai!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Bada che ti aspetto!... (<i>Si avvia, veloce, sogguardandola
+un po' diffidente.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>in un lampo di allarme, dà un grido soffocato:</i>)
+No!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>arrestandosi di colpo</i>) Sonia?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>casca a sedere.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>accorre</i>) Sonia?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>affaticata, fioca, con negli sguardi e nell'accento
+una intima solennità</i>) Non mi aspettare...
+<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187"></a>[187]</span>
+Torna laggiú, se vuoi, ma «solo solo»... come
+in questi giorni. Io non ci sarò.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>miseramente</i>) Avevi riaperte un poco le ali
+al volo: le hai richiuse.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Laggiú... è il pericolo. Laggiú è la malia
+dei vizî, la malia del peccato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>pallidissimo</i>) Parli di peccato?! Parli di vizî?!
+Due parole che non conoscevi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Furono i miei nemici!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Tu distingui, nella tua vita, i fatti umani
+a cui si riferiscono le due parole paurose e
+non tue che hai pronunziate?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188"></a>[188]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con una istantanea percezione</i>) Li distinguo!
+Li distinguo! Ero nei vizî e nel peccato. Ora,
+non piú!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E sei capace, in coscienza, di odiarli? In coscienza
+sei capace di temerli?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Li odio e li temo perché mi benefica l'esserne
+lontana.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Parole non tue, Sonia! Parole non tue!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Lo sento che ne sono beneficata. Lo sento!
+Non m'inganno!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Cosí ti hanno detto e a te pare che sia.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189"></a>[189]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Io vorrei che tu sapessi capire quello che
+sento.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Io vorrei che tu me lo facessi capire con
+parole che fossero veramente tue!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>stentando a esprimersi</i>)... È qualche cosa che
+sta tutta dentro di me: una grande dolcezza
+dell'anima!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>attonito</i>) Dell'anima!... (<i>Si tortura i capelli
+con le dita nervose. La sua sensibilità fluttua
+scompigliata. Il suo pensiero brancola nel vuoto.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>rasserenata, buona, amicale &mdash; si leva.</i>) Addio,
+Ulrico!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190"></a>[190]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>in un urgente trapasso</i>) Questo addio, Sonia,
+io lo respingo. (<i>Egli è come colui che sul punto
+di affogare si rinvigorisce di una suprema energia
+istintiva per salvarsi.</i>) Lo respingo non per
+cercare ancora di ricondurti dove si annida il
+pericolo, non per esortarti ancora a rivivere il
+passato che hai misconosciuto. Io ti esorto unicamente
+a non escludermi, a non sacrificarmi,
+a non distaccarti da me. Eri la donna dei
+miei piaceri, non sarai piú tale, e non t'inciterò
+a ridiventarla, non ti biasimerò, non soffrirò.
+Un'altra donna tu, un altro uomo io. Ti
+farò abitare una casetta appartata, cheta, gentile,
+sorridente. Verrò a bussare alla tua porta
+senza molto insistere, e quando me l'aprirai io
+te ne sarò grato, e ti terrò compagnia, ci terremo
+compagnia a vicenda, tu serbandoti come
+hai imparato a essere, io volendoti sempre piú
+un bene che non avevo mai immaginato di poterti
+volere. Questo, questo ti offro, Sonia, con
+un fervore profondo, e se di ciò che senti nulla
+è rimasto in te inespresso e inesprimibile, non
+c'è nessuna ragione, nessuna, per la quale tu
+debba rifiutare e ridirmi addio.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191"></a>[191]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>è commossa, ma non conquistata. Sulla sua
+fisonomia si disegna l'implorazione:</i>) Ulrico!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Rifiuti?... Rifiuti?!... (<i>Prorompendo in un furore
+cattivo</i>) Ah, non inutilmente ho rimescolato
+il mistero! (<i>Esce a destra, violento, clamoroso</i>)
+Vieni, Francesco! Il mio colloquio con Sonia
+Zarowska è terminato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>in orgasmo</i>) No! Lui, no, te ne supplico!
+Lui, no!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>di dentro, ancora clamoroso</i>) È necessario
+che tu venga, e súbito! Vieni! Vieni!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>gridando</i>) Ma perché? Ma perché?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192"></a>[192]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>tornando</i>) I «perché» e i «ma», in un manicomio,
+fanno cilecca!</p>
+
+<h3>VI.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>entra &mdash; freddo &mdash; accigliato &mdash; senza guardare.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>prontamente</i>) Ho bisogno che tu apprenda
+e che tu giudichi. Ciò che ti dirò è straordinario,
+è incredibile. Tuttavia, sul mio onore!,
+non smercio menzogne.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Molte cose che a te debbono parere incredibili
+non sono incredibili. E che tu non smerci
+menzogne ho la piú ferma persuasione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>In breve. Poiché ella non ha ceduto alle visioni
+risvegliate in lei dalla prepotenza della
+<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193"></a>[193]</span>
+mia frenesia e l'ho trovata salda, irremovibile
+nel suo odio al passato, nella sua volontà di
+seppellirlo, io le ho sinceramente offerto un
+avvenire di onestà e di pace, le ho sinceramente
+promesso di rispettare il suo odio e la
+sua volontà, le ho sinceramente promesso di
+volerle bene, di volerle un bene tutto simile
+a quello che sanno volere a una donna onesta
+i piú probi degli uomini. Come mi sia accaduto
+di balzare da un polo all'altro, non me lo domandare.
+M'imbroglierei a risponderti. Ma mi
+fulmini Dio o il diavolo se i miei propositi
+non li ho concepiti e non li ho manifestati in
+piena lealtà.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E lei?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con un groppo alla gola</i>) Ha rifiutato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Si è lasciata, forse, vincere dalla diffidenza.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194"></a>[194]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non dalla diffidenza si è lasciata vincere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Piú che di te, di sé stessa ha diffidato. E
+non avrebbe dovuto! (<i>A lei</i>) Voi, Sonia, aspettate
+da me, dal vostro medico, la garanzia
+della vostra salute morale?... Io non esito a
+darvela. Voi siete guarita. Ed è un prodigio: &mdash; un
+prodigio non mio. Io non ho fatto che alimentare
+qualche imprevedibile seme di virtú
+scorto improvvisamente in voi come nel fondo
+sconvolto di una piccola bolgia. La guarigione
+è cosí perfetta che avete potuto resistere all'uomo
+che piú vi ha desiderata e perfino mutare
+il suo desiderio... in amore. Egli vi ha
+promesso di volervi bene. Non ha avuto il coraggio
+di pronunziare la parola divina. Quel
+che egli vi ha promesso è piú ampio e migliore.
+Vi ha promesso di amarvi! E voi, Sonia,
+lo amerete. Nel vostro corpo strappato agli artigli
+del vizio e del peccato, un'anima è sorta.
+Quest'anima è nuova, ed è pura come quella
+di una adolescente. Dell'amore, dunque, si è
+<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195"></a>[195]</span>
+dischiusa, nel centro del vostro essere, la piú
+facile fonte. Il mio buon Ulrico non avrà che
+da ricercarla.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si è contratta, schiva, ritrosa, con gli occhi
+bassi.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>è stato, ed è, intento a sorprenderne le sensazioni.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Una breve pausa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>impassibile, calca, sul tavolino, un bottone
+della soneria elettrica.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Si ode, lievemente, il suono interno.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ne è tutta percorsa nei nervi.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>nota quella specie di brivido.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196"></a>[196]</span></p>
+
+<h3>VII.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>entra con sollecitudine</i>) Qualche ordine per
+me, Direttore?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Nessun ordine, Suora. Ho da farvi una comunicazione
+e da rivolgervi una preghiera.
+Sonia Zarowska è congedata. Tra pochi minuti
+non sarà piú nostra ospite.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ha una forte scossa interiore.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>proseguendo</i>) Mi risulta in modo positivo
+che le sue condizioni psichiche sono tali che
+le sarebbe superfluo, se non dannoso, costringerla
+a prolungare la dimora in questo Ricovero.
+Intanto, mi è impedito di trattenermi
+con lei per gli ultimi doveri dell'ospitalità.
+Mi occorre disbrigare molto lavoro, e al piú
+<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197"></a>[197]</span>
+presto. Voi, Suora, &mdash; e questa è la preghiera
+che vi rivolgo &mdash; avrete la cortesia di sostituirmi,
+come frequentemente desidero. Le sarete
+accanto col vigile garbo che vi è consueto
+se ella vorrà salutare le amiche che
+l'hanno cullata nella loro affezione e la sua cameretta
+dove per la prima volta ha conosciuto
+il riposo affrancato dall'insidia. Poi l'accompagnerete
+fino al cancello del giardino, e lí cederete
+a Ulrico Nargutta &mdash; il quale ne sarà felice &mdash; la
+vostra e la mia prosciolta responsabilità.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Sta benissimo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si è curvata nella schiena, simile a un giunco
+colpito dalla grandine. Il capo le pende in avanti.
+I suoi occhi, aperti e soffusi di cupezza, non
+hanno piú battito di ciglia.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>attraverso lo sconforto, non cessa un attimo
+di osservarla.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198"></a>[198]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E voi, che avete, che avete, Sonia? Non
+deve né attristarvi né avvilirvi il commiato.
+Deve, invece, rendervi lieta, secura, orgogliosa.
+Su! Su! Alzate la testa! Alzate la testa con
+la piú balda lietezza come per una resurrezione,
+e sia tutto ridente il vostro saluto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>rifugiandosi, a un tratto, presso la Suora</i>)
+Suora Marta! Suora Marta! Voi siete la madre
+generosa di noi tutte e a lui, nella generosità,
+siete sorella. Intercedete voi perché
+non mi mandi via!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>tagliente</i>) Spetta a me d'intercedere! E sarà
+una intercessione efficace.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>impetuoso</i>) A te spetta di tacere, e tacerai!
+(<i>Indi a Lei</i>) È inconcepibile che confondiate
+i provvedimenti suggeritimi da ponderate considerazioni
+<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199"></a>[199]</span>
+con l'atto di un ostile congedo. Io
+mi sono proposto di ridonarvi il respiro d'una
+libertà completa per rafforzare in voi la consapevolezza
+delle vostre rapide conquiste, della
+vostra vittoria. Se è per voi troppo nebuloso
+quel che vi dico, proverò di chiarirvelo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>No, non darti piú pena! Sarà di me quello
+che tu vuoi!... (<i>La cupezza si risolve in lagrime
+dirotte.</i>) Ti obbedirò.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>L'obbedienza non l'ho insegnata mai, e non
+mi piace. Io non ammetto di essere obbedito!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Queste lagrime, Direttore, chiedono ancora
+aiuto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ancora aiuto chiedono, ancora aiuto! La
+vostra bontà, Suora, lo intende, lo vede. Fate
+che lo veda la bontà di lui!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200"></a>[200]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>si abbatte sopra una sedia.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>nonostante una recondita preoccupazione, accondiscende.</i>)
+Voi sapete, Suora, che spesso mi
+è di sollievo subordinare le mie decisioni al
+vostro discernimento. Voi mi consigliate di
+rinviare il congedo di Sonia Zarowska?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Mi permetto di consigliarvelo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E sia. Conducetela nella sua camera, e ripetetele
+bene che rimarrà.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con un recrudescente effluvio di lagrime, si
+avvinchia a Suora Marta</i>) Tenetemi stretta!...
+Non mi lasciate!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201"></a>[201]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>(<i>traendola dolcemente</i>) Non vi lascio, no, figliuola
+mia!... E cessate di piangere come
+una bimba sperduta!... Rimarrete. Rimarrete.
+Il Direttore lo desidera. Non vi si mentisce.
+Rimarrete...</p>
+
+<p>(<i>Escono.</i>)</p>
+
+<h3>VIII.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>pronto, febbricitante, inquisitorio, imponente</i>)
+E che pensi, adesso, di lei? Parlami, adesso!
+Che cos'è, a giudizio tuo, quello che in lei
+abbiamo insieme osservato?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>vorrebbe distrigarsi dalla preoccupazione. Non
+ci riesce. &mdash; Finge una certa tranquillità.</i>) A
+me non è parso di osservare nulla che modificasse
+l'opinione chiara che ti ho manifestata.
+Su per giú, siamo lí. «Le sue lagrime chiedono
+<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202"></a>[202]</span>
+ancora aiuto» ha intuito la Suora. E Sonia
+Zarowska ha confermato. Non significa, in
+sostanza, che continua a diffidare di sé?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con un preciso gesto del braccio che accentua
+l'indicazione</i>) L'aiuto, per lei, sei tu! Sempre
+tu sei! Sempre tu!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Perdura il fenomeno cerebrale per cui non può
+scindere l'idea del soccorso dalla mia persona.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>ricordando con significativa acutezza le parole
+di Francesco</i>) È sorta un'anima in quel
+corpo strappato agli artigli del vizio e del peccato &mdash; e
+quell'anima è tua! Ecco il segreto di
+ciò che accade in lei!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>come aggredito</i>) Ma quale assurdità asserisci
+con codesta fatua pretesa di veggente miracoloso?!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203"></a>[203]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non ribellarti e non ti difendere! Nella mia
+asserzione non è nemmeno l'ombra d'un sospetto
+che ti accusi. (<i>Levandosi disperato</i>) È
+tua, solamente tua quell'anima nuova e pura &mdash; pura
+come se fosse di un'adolescente &mdash; ,
+perché tu l'hai fatta sorgere, perché da te ne
+ha lei ricevuto il soffio e l'alimento. Ed io,
+io, che per lo sperpero quotidiano del suo corpo
+non provavo ribrezzo, non rancore, non dolore,
+non il piú lieve morso della gelosia e anzi ne
+avevo un cinico compiacimento ributtante di
+cui mi vantavo, ora sono geloso della sua anima,
+che tu solo possiedi! È una gelosia infinita
+che non c'è mezzo di placare o di sopire!
+E sembra una camicia di spine sottili dalle
+quali si sia ineluttabilmente penetrati fino al
+midollo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ambascioso, esortante, fraterno</i>) Ulrico! Ulrico!...
+Amico mio! Fratello mio!...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204"></a>[204]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>gettandogli le braccia al collo, dà in una
+esplosione di pianto puerile.</i>) Della sua anima
+sono geloso, io, e tu sai, tu sai che non c'è
+un tormento piú crudele di questo!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Fratello mio!... Fratello mio!...</p>
+
+<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205"></a>[205]</span></p>
+
+<h2><a name="quarto" id="quarto"></a>QUARTO ATTO</h2>
+
+<p><i>Il vestibolo.</i></p>
+
+<p><i>Tra il vespero e la sera. &mdash; La lampada è già
+accesa. Nel giardino va addensandosi la notte.
+Il lembo di cielo visibile, attraverso il vano,
+sulle chiome degli alberi, va, man mano, avvivandosi
+di qualche stella.</i></p>
+
+<h3>I.</h3>
+
+<p>(<i>Dall'interno della Casa di Salute si propaga,
+sommessa, la preghiera dell'</i>Angelus <i>cantata a
+coro dalle Ricoverate.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span> e <span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>sono seduti presso il tavolino, l'uno di faccia
+<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206"></a>[206]</span>
+all'altro: tutti e due curvi, oppressi, meditabondi
+nella acuita ascoltazione che li accomuna.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">La preghiera</span></p>
+
+<p>(<i>È l'ultima strofa:</i>)</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Ancora ancora serbaci, o Signore,</p>
+<p class="i11">il tuo favore,</p>
+<p>d'ogni bene, quaggiú, principio e via.</p>
+<p class="i11">E cosí sia!</p>
+</div>
+
+<p>(<i>La melopea si spegne, lasciando nell'aria
+un'ondulata scia di misticismo.</i>)</p>
+
+<p>(<i>I due amici parlano in un tono di segretezza.
+Non ne sanno il perché. Non se ne danno ragione.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>La sua voce, l'hai distinta?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>L'ho distinta, sí.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Anch'io l'ho distinta. E mi ha sorpreso che
+prettamente modulasse le note d'un canto ascetico
+<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207"></a>[207]</span>
+quella bocca che sino a qualche mese fa
+aveva modulate, con esperta lascivia, le note
+di una danza voluttuosa.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ed era tra tutte le voci la piú carezzevole.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>La piú carezzevole e la piú pacata, la piú
+ferma.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Verissimo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Come spieghi la schietta serenità di lei
+dopo le emozioni che oggi l'hanno squassata?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Ella cantava pregando. E appunto il pregare
+contribuiva a rasserenarla.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208"></a>[208]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>È diventata cosí mistica, cosí religiosa da
+trovare la serenità nella preghiera?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>È diventata cristiana: &mdash; nell'altruismo, le
+sue aspirazioni; nella temenza di peccare, i suoi
+spasimi; nella preghiera, il conforto da cui le
+deriva la serenità.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Converrai che c'è da intontire. Un'atea di
+quella risma!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Un'atea, no. Non una credente, ma nemmeno
+un'atea. L'ateismo è un convincimento.
+Ed è una forza, giacché un convincimento è
+sempre una forza. Ella non recava in sé nessuna
+forza, non c'era in lei che una psichica
+inferiorità, una fiacchezza ignara che vagava
+e si smarriva nella sua ignoranza. Mi è stato
+<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209"></a>[209]</span>
+agevole, per questo, fare di lei la piú religiosa
+delle mie Ricoverate. L'ignoranza dei deboli è
+un gran vuoto che aspetta d'essere riempito e
+che la religione può senza fatica riempire.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>ha la mente scompigliata ed esausta, il corpo
+vinto dalla rilassatezza.</i>) Sarà stato come tu
+dici! Non discuto... Non ho la capacità di discutere...
+Del resto, tutto ciò non ha piú alcuna
+importanza! (<i>Ostenta un gesto noncurante
+e risolutivo.</i>) Quel che è fatto è fatto! Io ci
+metto sopra una croce, e la saluto con una voltata
+di schiena! (<i>Si alza, piglia il cappello.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>impulsivamente</i>) Cos'è? Te ne vai?... Te ne
+vuoi andare?</p>
+
+<p>(<i>Una pausa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>come un infermo abbattuto dalla infermità</i>)
+Mio caro Francesco, ti ho afflitto, vessato, tormentato
+<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210"></a>[210]</span>
+senza restrizioni. È tempo che ti liberi.
+Tu, scusami, dimentica e non ti preoccupare
+piú di me. Tant'è: sono quasi calmo. L'uragano
+è dileguato. Lo ha disperso quel supremo
+pacificatore dei piú gravi cataclismi dell'umanità
+che è... l'Ineluttabile!... La sola conseguenza
+che deploro di tutta questa faccenda
+è che non saprò come impiegare i logori avanzi
+della mia vita. Ci sarebbe da buttarli via...
+Ma... vedremo!... Si ha pure da attendere un
+po' l'impreveduto. Buona notte, Francesco!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>alzandosi, rude, imperativo</i>) Ulrico, io non ti
+permetterò d'allontanarti di qui sinché ci sarà lei.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non me lo permetterai, perché?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tu la rivedrai! Tu le riparlerai!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>E a qual fine?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211"></a>[211]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Per indurla ad amarti, per indurla a seguirti.
+Non si vince senza combattere. Tu devi
+vincere!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Queste sono le frasi con cui s'incoraggiano
+gli eroi delle imprese balorde!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non è mai una impresa balorda l'ostinarsi
+d'un innamorato nel proposito di farsi amare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Tutto quello che potevo dirle per farmi amare,
+io glielo ho detto.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non le hai detto abbastanza. Non hai abbastanza
+insistito.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>La sua indifferenza verso i miei sentimenti,
+<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212"></a>[212]</span>
+verso la mia persona, è, oramai, insuperabile,
+e tu lo hai compreso come l'ho compreso io.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Il colloquio di oggi è stato troppo brusco,
+troppo subitaneo, troppo breve, troppo superficiale.
+Insistere insistere insistere con l'ardente
+pienezza della tua fiamma nuova! Presto o
+tardi, il grande amore suscita l'amore!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Non in una donna nella quale l'amore sia
+già sbocciato con la sua anima stessa!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>muggendo sordamente</i>) E dàgli! E dàgli!..</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Contro di me ti adiri?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sono tante scudisciate le tue obiezioni!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213"></a>[213]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Le mie obiezioni rispecchiano, con esattezza,
+qualche cosa di cui il tuo acume di scienziato
+e la tua sensibilità di uomo hanno ben còlta
+una prova definitiva.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>acceso, congestionato</i>) Io mi strapperei il cervello
+per non pensare d'essere colui che te la
+toglie! Questo pensiero mi sconvolge, mi terrorizza!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Anche di piú ti sconvolge e ti terrorizza,
+Francesco, il pensiero che presto o tardi il
+grande amore suscita l'amore, inquantoché &mdash; se
+proprio credi che ciò sia &mdash; non puoi ritenerti
+inaccessibile a un tale fenomeno.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>esaltato di terrore</i>) La tua nefasta gelosia
+m'impone sempre di piú l'incubo maligno che
+<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214"></a>[214]</span>
+sorge dall'attaccamento di quella donna! Ma
+io lo scaccerò! Lo scaccerò come si scaccia il
+profanatore d'un sacrario! E se non riuscirai
+tu a farti amare da lei, riuscirò io a farmene
+odiare! (<i>Si domina. Aduna le idee.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>inerte, flaccido</i>) Be', non incollerirti di piú.
+Sono a tua disposizione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tu sarai ospite mio. E a cominciare da stasera
+avrai modo di ritentare. Dopo la preghiera
+dell'Angelus e il raccoglimento che segue, è
+concessa alle Ricoverate una parentesi di emancipazione
+affinché esse diano segni espliciti
+delle loro vicende mentali, dei loro progressi
+o dei loro regressi. Per Sonia Zarowska è convenuto
+piú specialmente che la Suora la mandi
+in giardino se l'aria sia mite. Ciò serve a provarle
+che merita d'essere trattata come una
+persona normale e a deviarla dalla tendenza
+che rivela per la clausura. Oltre di che, sotto
+il cielo stellato o al chiaro di luna, ella si abbevera
+<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215"></a>[215]</span>
+di poesia; e la poesia si tramuta, per
+lo spirito, in ossigeno di bellezza morale. Stasera
+l'aria è mitissima. In giardino ella sarà
+tra pochi minuti. Lí, la troverai in condizioni
+propizie ad ascoltarti. &mdash; E adesso vieni con
+me, buono e paziente. Non sarebbe opportuno
+che súbito tu t'incontrassi con lei. Bisogna
+che, in giardino, rimanga un pezzo tutta sola.
+So quel che dico. Fatti guidare da me.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>con accasciata malinconia</i>) Io il burattino,
+tu il burattinaio; ma siamo ambedue egualmente
+grotteschi e miserevoli!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>mettendogli, fraterno, una mano sulla nuca</i>)
+Vieni, vieni, Ulrico! E taci. Non piú sfoghi
+amari e inutili! Vieni! (<i>Lo conduce via, a destra.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216"></a>[216]</span></p>
+
+<h3>II.</h3>
+
+<p>(<i>Una strampalata vociferazione anima gradatamente
+l'atmosfera. Le voci di alcune Ricoverate,
+in diversi toni e accenti, si succedono e anche
+si mescolano, dissonanti:</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Uno due tre quattro cinque...</p>
+
+<p> &mdash; Tutti manigoldi! Tutti assassini!</p>
+
+<p> &mdash; (<i>una specie di ululato</i>) Aùuu! Aùuu!</p>
+
+<p> &mdash; Suora Marta, io sono muta!</p>
+
+<p> &mdash; (<i>risate.</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Oh! che festa!
+che tempesta!</p>
+
+<p> &mdash; (<i>con altisonante slancio declamatorio:</i>)</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Non vuoi col brando uccidermi, e coi detti</p>
+<p>Mi uccidi, intanto?</p>
+</div>
+
+<p> &mdash; Chi di noi è la piú bella?</p>
+
+<p> &mdash; Io!</p>
+
+<p> &mdash; Io!</p>
+
+<p> &mdash; Io!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Una voce zelante</span></p>
+
+<p>Andiamo nell'altra sala a chiassare! E sarà
+<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217"></a>[217]</span>
+bene chiudere la porta!... È serata bisbetica.
+Se il Direttore ci sente!...</p>
+
+<p>(<i>La piccola gazzarra gaia e tragica si allontana.</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Uno due tre quattro cinque sei...</p>
+
+<p> &mdash; Aùuu! Aùuu!</p>
+
+<p> &mdash; (<i>declamazione:</i>)</p>
+
+<div class="poem">
+<p class="i8">O morte, o morte,</p>
+<p>Cui tanto invoco, al mio dolor tu sorda</p>
+<p>Sempre sarai?</p>
+</div>
+
+<p> &mdash; Chi di noi è la piú savia?</p>
+
+<p>(<i>Risponde un mugolio corale, in sordina:</i>)</p>
+
+<p> &mdash; Sonia Sonia Sonia Sonia Sonia...</p>
+
+<p>(<i>Silenzio.</i>)</p>
+
+<h3>III.</h3>
+
+<p>(<i>Comparisce</i> <span class="smcap">Agnese</span> <i>nel giardino. &mdash; Indossa
+un abito semplice e scuro. Un semplice cappellino,
+che ha un po' la foggia d'una cuffia monacale,
+le incornicia la fronte senza alterare le linee
+del volto, perspicue come quelle d'un cammeo.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218"></a>[218]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>indugia di là dalla soglia. La febbrile premura
+che la sospinge è contrastata da un sopravvenuto
+sgomento. Quando ella si decide a
+varcare la soglia, un leggero capogiro la squilibra
+e la costringe ad appoggiarsi a uno spigolo
+del vano.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Si avanza Sonia dalla porta a sinistra che
+si è appena aperta e si è richiusa.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>nel vedere</i> <span class="smcap">Agnese</span>, <i>si sofferma con un vivo trasalimento.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>riavendosi, se la trova davanti, a molta distanza,
+in una strana intensa contemplazione,
+e, memore delle stranezze che fioriscono tra quelle
+mura, non si meraviglia.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>persiste nel guardarla, trasfigurandosi, e un
+<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219"></a>[219]</span>
+culminante moto interiore traspare dalla sua trasfigurazione.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>è attirata da quella persistenza, e, facendo
+qualche passo verso la giovane che le è ignota,
+la interroga, rinnovando l'antica consuetudine
+di rivolgere la parola alle Ricoverate con affettuoso
+interessamento:</i>) Chi siete voi, cara, che
+tanto mi guardate?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Chi sono io?... Come dirtelo?... Sonia Zarowska
+mi chiamo, ma non sono piú Sonia Zarowska.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Ah, no?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sono tutta diversa, ora, dal mio nome.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220"></a>[220]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>le si accosta, correggendola, garbata, suasiva</i>)
+Il nome non conta. Siete tutta diversa da
+quella che eravate.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>compiacendosi di essere compresa</i>) Da quella
+che ero, sono diversa.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Una seconda esistenza?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Una seconda esistenza. Ne dubiti?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Non ne dubito, cara! Non ne dubito. Alcune
+circostanze della nostra vita producono in noi
+profondi mutamenti. Dal bene al male, o dal
+male al bene. Nel caso vostro, io credo, dal
+male al bene.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221"></a>[221]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ma non una circostanza della mia vita mi
+ha mutata. Mi ha mutata Lui. Solamente Lui.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Arguisco che il vostro Lui sia l'uomo filantropico
+e sapiente che vi ha accolta in questo
+asilo per prendere cura di voi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sí, quello è il mio Lui!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>E dunque?... Le azioni buone o cattive che
+riceviamo non sono appunto le circostanze che
+piú influiscono su noi e piú ci trasformano?...
+L'accoglienza da lui concessavi è stata la circostanza
+che ha prodotto il vostro salutare
+mutamento.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>È giusto, è giusto. Hai ragione. Tu parli
+<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222"></a>[222]</span>
+con sapienza: con la medesima sapienza che
+ha Lui. Io da ignorante parlo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>E mi guardate!... Ancora mi guardate!?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non disdegnare che ti guardo!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>No, non disdegno. Perché dovrei disdegnare?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Sei cosí in alto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Troppo si affretta la vostra immaginazione
+a illudervi sulla mia persona! Io vivo nel piú
+umile cantuccio della terra.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>irradiandosi d'ammirazione</i>) E non sei forse
+tu sua moglie?...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223"></a>[223]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>con un sobbalzo</i>) Come lo avete indovinato
+che sono sua moglie?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non l'ho indovinato. Ti conosco.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Non ci siamo incontrate mai prima di stasera.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ti conosco nel tuo ritratto, presso al quale
+egli lavora e studia, e ti conosco nella costante
+adorazione ch'egli ha per te.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Ammetto, cara, che un mio ritratto veduto
+presso di lui vi abbia dato qualche indizio;
+ma che mi conosciate nella sua adorazione non
+è che una fantasticheria cortese suggeritavi
+da un estro sibillino. Voi vi compiacete di fare
+la zingarella lusingatrice.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224"></a>[224]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Che egli ti adori, io lo so! io lo so!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Non potete saperlo, mia buona creatura. Egli
+non può averlo palesato a voi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Io so di saperlo. Quella adorazione, segreta,
+mi è entrata a poco a poco nel cuore insieme
+con la sua voce, con i suoi sguardi, col suo
+fiato, insieme con la sua tristezza. E, triste e
+sconsolata, quale egli, segretamente, la sentiva,
+quell'adorazione, segretamente, quasi mia diventava!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>presa e attonita</i>) Quasi vostra!?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>... Tu eri assente. Eri assente e non morta.
+Dove ti nascondevi?... Perché ti nascondevi?...
+<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225"></a>[225]</span>
+Se fossi stata degna di ricondurti a lui, mi
+sarei data a cercarti, a cercarti, e dovunque ti
+avrei cercata. Ma ecco che, non cercata da nessuno,
+non ricondotta da nessuno, tu sei qui. Sei
+tornata, sei tornata quando piú era provvidenziale
+che tu tornassi. Sei tornata per la tua
+volontà e per la tua fede, anche piú fedele e
+piú amorosa e piú devota di come ti fa il tuo
+ritratto. Che tu sia benedetta!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>ha l'impressione d'un incantesimo o d'un miracolo</i>)
+Sonia Zarowska!... Insomma, chi siete,
+chi siete, voi? Chi siete realmente, ora, «tutta
+diversa da quella che eravate»?... E che cosa è
+questa vostra generosa dolcezza, che mi si è
+mossa incontro cosí bizzarra, cosí oltre le facoltà
+umane?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>con uno scatto di cruccio allarmato</i>) Ti sembro
+io una demente?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226"></a>[226]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>sollecita e tenerissima</i>) Oh, no!... Una demente,
+no! Non è mai demenza l'impulso di
+confortare, d'incoraggiare, di augurare. E i vostri
+occhi sono pieni di un pensiero sicuro e
+sagace, la vostra fronte è rischiarata dalla piú
+lucida ispirazione... (<i>La trae a sé, e se la stringe
+al petto.</i>) No, no, mia piccola grande amica misteriosa,
+voi non mi sembrate e non siete una
+demente!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>rimpicciolendosi nell'abbraccio</i>) Grazie! Grazie!...
+E non mi dimenticare, te ne prego! Non
+mi dimenticare!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227"></a>[227]</span></p>
+
+<h3>IV.</h3>
+
+<p>(<i>Irrompono</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>e</i> <span class="smcap">Ulrico</span> &mdash; <i>che si
+avviavano verso il vestibolo e, dalla stanza attigua,
+hanno scorto</i> <span class="smcap">Agnese</span>.)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>vibrante di stupore</i>) Tu qui, Agnese!</p>
+
+<p>(<i>Le due donne si staccano l'una dall'altra con
+simultanea rapidità.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>come trasportata da una raffica, sparisce nella
+penombra del giardino.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span> e <span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>oltre che dell'arrivo di</i> <span class="smcap">Agnese</span>, <i>sono stupiti
+di aver trovate le due donne unite in un amicale
+abbraccio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>ansima, ammutolita da una emozione in cui
+annegano le sue forze.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228"></a>[228]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>... Non una lettera, non un telegramma che
+mi avvertisse del tuo arrivo! Non un cenno
+qualunque che me ne facesse intravvedere la
+probabilità!... Un proposito repentino deve averti
+spinta a venire proprio all'improvviso.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Un proposito non repentino, ma di cui repentinamente
+ho sentita improrogabile l'attuazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E, invece di correre da me appena arrivata,
+ti trattenevi con una estranea?! In una cordialità
+cosí confidenziale &mdash; per colmo di stranezza &mdash; che
+perfino l'abbracciavi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Quella estranea mi è stata preziosa. Il piú
+gentile, il piú commovente esemplare dell'Incomprensibile!...
+Mi è apparsa dinanzi estatica
+<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229"></a>[229]</span>
+quando io giungevo trepidante, scoraggiata. Il
+ricordo d'un mio ritratto e una specie d'intuito
+fatidico le hanno fatto súbito riconoscere in
+me tua moglie. E, come un piccolo angelo protettore,
+mi ha misteriosamente circondata d'una
+infantile effusione nella quale sorrideva la fiducia
+di sollevare il mio spirito e di ricongiungerlo
+al tuo. Poi, si è costernata sospettando di sembrarmi
+una demente, e io... l'abbracciavo per
+chetarla con un segno della mia tenerezza riconoscente.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>accorgendosi che Ulrico è rimasto lí, in disparte</i>)
+Hai udito, Ulrico? Hai udito?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>si ravviva come per un raggio di sole baluginante
+nel buio</i>) Ho udito, sí!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>cui la presenza di</i> <span class="smcap">Agnese</span> <i>costringe a velare
+di disinvoltura l'intenzione del richiamo</i>) In
+<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230"></a>[230]</span>
+rapporto alle apprensioni che hai per Sonia
+Zarowska, questo episodio ha un significato
+speciale e rassicurante.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>elettrizzandosi, scoppiettando di giubilo mal
+represso</i>) Difatti, modifica, anzi... capovolge
+l'aspetto delle cose! Si direbbe, presso a poco,
+che io mi sia sbagliato!... Santodio, che logogrifo
+è il mondo!... Ma tu tralascia, tralascia
+di badare alle mie miserie. La signora Agnese
+è venuta, lo sento, a riprendere il suo posto
+al tuo fianco, nel tuo cuore... Innumerevoli
+spiegazioni, mi figuro, dovrete scambiarvi...
+Io, nel frattempo, me ne starò in giardino...
+a cavare l'oroscopo dal firmamento, e chi sa!...
+chi sa!... (<i>Ride nervoso, ma senza amarezza:</i>)
+Eh eh eh eh!... Giornata memorabile, questa,
+signora Agnese! Memorabile, dal principio
+alla fine! Eh eh eh eh!... (<i>Esce dal fondo.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231"></a>[231]</span></p>
+
+<h3>V.</h3>
+
+<p>(<span class="smcap">Agnese</span> <i>e</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>si dispongono, agitati,
+perplessi e pur contenuti, all'imminente colloquio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Anzitutto, entra. (<i>Indica la porta a destra.</i>)
+Io non ti consento di rimanere sul limite della
+casa dove hai il diritto d'entrare, dove ho il
+dovere di farti entrare.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Entrerò, Francesco, ma non súbito. Prima
+che ci riuniscano &mdash; come sarà inevitabile &mdash; i
+nostri diritti e i nostri doveri nella casa comune,
+bisogna che stiano l'una di fronte all'altra,
+in un'ora che escluda appunto i vincoli
+dei doveri e dei diritti, due sincerità indipendenti
+e complete.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>La sincerità mia ha sempre aspettata la tua.
+E l'aspetta piú che mai!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232"></a>[232]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>si smarrisce nella difficoltà di cominciare a
+esprimersi. Siede.</i>) Purtroppo, non saprò dire.
+Non troverò le parole adeguate alla decisione
+di dirti tutto ciò che esigo sia da te approfondito.
+È un groviglio di sentimenti, di sensazioni
+e di idee inestricabile, inesprimibile.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non sono infrequenti i casi in cui non dicono
+abbastanza le parole. Ma io intenderò piú che
+esse non diranno se tu hai la ferma volontà
+ch'io intenda. (<i>Le siede dirimpetto, presso il tavolino.</i>)
+Fídati, Agnese!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>... Quale errore, quale errore nella mia fuga!
+Quale errore nel credere che allontanandomi
+da te mi sarei liberata dai dubbî tortuosi e
+dalle indagini prepotenti che la tua esaltazione
+m'infliggeva!... Quei dubbî e quelle indagini
+mi raggiunsero, mi perseguitarono, mi dominarono,
+mi avvolsero: divennero come una
+<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233"></a>[233]</span>
+rete di acciaio in cui la mia anima fosse rimasta
+impigliata! Non erano piú nelle tue interrogazioni,
+nei tuoi occhi, nei tuoi silenzi,
+ed erano &mdash; ahimé, peggio! &mdash; in ogni attimo
+del mio pensiero. Io medesima dubitavo. Io
+medesima indagavo.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>autoritario</i>) Dovevi indagare!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Non lo dovevo, Francesco, perché saldamente
+ricordavo che la mia fedeltà era stata cosí intrinseca
+ai miei istinti femminili da poter fronteggiare
+imperterrita le insidie delle piú abili
+seduzioni, l'assalto dei fascini piú possenti. E
+ricordavo di piú. Ricordavo... che, nonostante
+le torture che preparavano il nostro distacco,
+in una ultima parentesi di ardore, io ti avevo
+tenuto tra le braccia con l'identica dedizione
+limpida del mio primo abbandono di sposa!...
+Ma tu mi avevi comunicato il sospetto che
+l'infedeltà spunti talvolta fuori dei confini
+nei quali la considera l'umanità semplice
+<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234"></a>[234]</span>
+alla quale io appartengo; mi avevi comunicata
+la febbre di scoprire il seme d'una infedeltà
+mia fuori delle vie che menano al peccato...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>interrompendo</i>) Sono vie che restano ignote
+a una donna come te.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>E a furia d'indagare e di dubitare, nella solitudine
+che contribuiva a farmi cedere alla
+ossessione, a farmi astrarre dalla prova tangibile
+della mia innocenza, a cacciarmi in una
+atmosfera fantastica, simile a quella in cui ho
+veduto vivere qui tante disgraziate che tu soccorri,
+io finii con l'accusarmi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>divampando</i>) Di che ti accusasti?... Parla! Di
+che ti accusasti?...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Mi accusai d'una profonda inquietudine per
+<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235"></a>[235]</span>
+la morte d'un uomo che disperatamente l'aveva
+voluta.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>battendo un pugno sul tavolino</i>) Paolo Gemmi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>ribadisce</i>) Paolo Gemmi.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>livido &mdash; dilatando le pupille, e in un tono di
+rapace circospezione</i>) Paolo Gemmi ti amava?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>con mitezza</i>) Sí, mi amava.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Da lui lo apprendesti?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Lo appresi da lui, attraverso la maschera
+che egli s'imponeva. Nessun uomo che molto
+<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236"></a>[236]</span>
+ami una donna da cui non sarà mai amato
+riesce a dissimularle il solitario amore che lo
+strugge.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tu sospettasti che per questo suo amore egli
+si fosse ucciso?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Lo sospettai, e mi fu confermato dal padre,
+che ne aveva raccolto l'estremo respiro.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>attanagliandola</i>) Perché lo interrogasti?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Io non lo interrogai, ma le sue lagrime di
+padre mi vollero consapevole.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>col fremito irruente d'una imprecazione</i>) Ti
+vollero consapevole e t'incatenarono immediatamente
+all'amore del martire!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237"></a>[237]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>No, Francesco! Nulla di quanto accadeva in
+me somigliava alla rievocazione dell'innamorato
+sparito. Nulla somigliava a un rimorso,
+a un pentimento, a un rimpianto profferto alla
+sua memoria. E perciò, anche sotto il martello
+della tua inquisizione, la mia coscienza permaneva
+immobile, altera, integra, estranea al
+lutto inquieto che serbavo. Solamente piú tardi,
+ti ripeto, solamente piú tardi io potetti accusarmi!
+Solamente piú tardi, nel mondo irreale,
+nel mondo della follia che la coscienza mi
+aveva offuscata lontano da te, lontano dal nido
+della mia realtà, questo lutto mi parve quasi
+colpevole! E cominciai da allora a martoriarmi
+per il martirio di lui, cominciai a compassionare
+la disperazione che lo aveva travolto, cominciai
+a trovarmelo dinanzi, in una larva desolata
+e sommessamente loquace, e le mie stanche
+veglie e i miei brevi sonni malati si riempivano
+di panico, di tremore, di lotte...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con l'aspetto e con l'accento di chi subisca i
+<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238"></a>[238]</span>
+colpi reiterati d'un ferro aguzzo</i>) Ah!... chi mi
+darà la forza di resistere a queste fitte atroci?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>mutando</i>) Se è vero che ti è possibile intendere
+piú che le mie parole non dicano, queste
+fitte saranno cessate fra qualche istante. Cerca
+di intendere, Francesco, affinché ti sia dato di
+voltare le spalle a questi fatti che sono cosí
+effimeri, cosí trascurabili al paragone di quello,
+solenne, che sto per rivelarti. Il voto, che durante
+tre anni di unione avevamo nascosto,
+fervido e pertinace, in una tacita attesa, si era
+virtualmente compiuto, come per un decreto
+ammonitore venuto dall'alto proprio alla vigilia
+della nostra separazione.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>in un confuso sbalordimento</i>) Ma che mi racconti,
+adesso?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Le lotte contro la povera larva del suicida,
+<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239"></a>[239]</span>
+contro la pietà che ne avevo, contro il suo
+amore susurrato dalla voce sinistra della morte...
+furono presto e improvvisamente troncate dalla
+letizia di un giorno che mi parve il piú luminoso
+della mia vita!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Tu eri madre?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>N'ebbi quel giorno la certezza.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>con una incipiente esultanza, mescolata al
+suo travaglio</i>) Agnese!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Cerca di intendere! Cerca di intendere!...
+Ero madre per te, per te, e dalle viscere materne
+si diffondeva in tutto il mio essere l'energia
+sana e trionfante della fedeltà perfetta che
+l'allucinazione aveva per poco turbata!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240"></a>[240]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sí, questo io lo intendo, lo intendo...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Ebbene, il tuo cuore non mi si riavvicina ancora?
+Non ancora, non ancora mi promette
+la pace che merito?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni
+in una volta!... Ti chiedo in grazia una
+sosta!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a
+recarti l'annunzio in cui tanto speravo, perché
+lungamente ho temuto di perdere le mie speranze
+facendoti l'astrusa confessione che Dio
+mi aveva comandata. Ma poi, a un tratto, sono
+corsa a rischiare queste speranze presa da una
+avidità subitanea e sfrenata di vedere la mia
+sorte, di vedere il mio avvenire, del quale tu
+<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241"></a>[241]</span>
+sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione
+e l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli
+la sincerità tua come ha parlato la mia. Mi
+assicuri tu che presso la culla della nostra
+creatura torneranno a congiungerci tutte le
+ragioni sublimi che un tempo ci congiunsero?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore</i>)
+Io vorrei almeno tacere e non me lo concedi!...
+Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi
+rende implacabile col suo amore sovrumano
+ed eterno!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>(<i>sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza
+e l'ira svaniscono in uno sconforto muto.</i>)</p>
+
+<p>(<i>Un silenzio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>umiliato, balbetta:</i>) So di offendere l'eroismo
+della tua confessione degna d'una santa. So di
+calpestare il dono che la tua virtú mi ha portato.
+<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242"></a>[242]</span>
+(<i>China la fronte con l'umiltà d'un peccatore
+cosciente davanti ad un altare.</i>) So... di essere
+abominevole!</p>
+
+<p>(<span class="smcap">Sonia</span> <i>sguscia di tra gli alberi del giardino;
+e, nelle pieghe della foschia, resta a origliare</i>. &mdash; <span class="smcap">Ulrico</span>,
+<i>non visto da lei, la segue, sorvegliandola.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Agnese</span></p>
+
+<p>...</p>
+
+<p>(<i>assorta nella sua disillusione, lentamente
+scandisce:</i>) Sicché: questa la mia sorte, questo
+il mio avvenire! Accanto a te, senza di te!...
+Mi rassegnerò. (<i>Scrolla il capo triste.</i>) Ed ecco:
+entro nella casa «dove ho il diritto di entrare,
+dove hai il dovere di farmi entrare». (<i>Esce a
+destra &mdash; ammantata di dignitosa tristezza.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243"></a>[243]</span></p>
+
+<h3>VI.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>è tuttora seduto, concentrato nella umiliazione,
+il mento sul petto, lo sguardo a terra.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>acquattandosi, sparisce dietro il fogliame.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>si avanza piano, insicura dei suoi passi, con
+nella fisonomia una incisa espressione di compatimento
+soccorrevole. Vicino a lui, s'inginocchia,
+unendo palma a palma, in un gesto supplice.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>ne ha un urto e un brivido. Si rizza, scostandosi.</i>)
+Che fate voi in codesto atteggiamento?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Imploro!</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244"></a>[244]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Implorate che cosa?</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Nulla per me.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E allora nulla avete da implorare!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non l'hai vista infelice? E non sei tu anche
+piú infelice di lei?... Da te imploro ciò che
+ella ha certamente implorato.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Smettete! Alzatevi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>obbediente, si alza.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245"></a>[245]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde,
+è l'ora del riposo. Già forse riposano le vostre
+compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si
+incomodasse a cercare di voi. E badate: mai
+piú implorazioni indiscrete come quella che
+avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e
+me, voi non siete nessuna!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Non giudicarmi troppo male! Ascoltami!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi,
+Sonia! Vi ordino di ritirarvi!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Ascoltami! Ascoltami! (<i>Tutta palpiti nella
+insistenza</i>)... Tu mi hai congedata oggi, dicendomi
+che ero guarita. Non mi pareva che fosse
+vero, e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera
+mi pare vero. Mi accorgo che è vero. Mi
+<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246"></a>[246]</span>
+sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti.
+Me ne andrò. Me ne andrò domattina
+all'alba. E anche súbito potrei andarmene. Per
+questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio
+di saperti incamminato, insieme con lei,
+verso la gioia, verso la felicità. Se io ne avessi
+la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte,
+e ti saluterei tranquilla, senza piangere, senza
+soffrire...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende,
+e reagisce con brutale asprezza.</i>) Basta,
+Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi
+per le vostre ansie inopportune! Non
+voglio, non voglio piú udire il suono della
+vostra voce!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Perché mi tratti cosí?... Perché mi disprezzi
+tanto?...</p>
+
+<p>(<i>Un intervallo &mdash; doloroso.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247"></a>[247]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>arrendendosi</i>) Non vi disprezzo. Vi giuro che
+non vi disprezzo!... Avrei respinta l'inframmettenza
+d'una sorella come ho respinta la vostra.
+Io eccedo nel manifestare i miei ritegni, la mia
+intolleranza. Le parole che mi vengono alle
+labbra sono convulse, inconsulte, ingiuste. Me
+ne rammarico. Me ne pento. E, poiché l'affetto
+che nudrite per me v'impedirebbe di lasciarmi
+con tranquillità prima di sapermi conciliato
+con le speranze legittime che hanno qui ricondotto
+mia moglie, mi piego a rendervi conto
+di ciò che, in ogni caso, non potrebbe riguardarvi.
+Vi garantisco, dunque, che, da questo
+momento, io mi dedicherò a rinsaldare la mia
+convivenza con lei. Vi garantisco che la nostra
+felicità coniugale sarà, comunque, ricostruita.
+Da voi stessa mi è stato mostrato... che m'incalza
+la necessità di riaggrapparmi, per la mia
+salvezza, all'unica donna che io debba amare
+e che abbia il diritto di amarmi!..... Come vedete,
+dopo che mi avete tante volte immeritamente
+circondato della vostra riconoscenza,
+siete voi che meritate la riconoscenza mia...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248"></a>[248]</span>
+(<i>La commozione sta per vincerlo.</i>) E adesso, una
+stretta di mano, e addio!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>ebra di sacrificio &mdash; in ambo le mani chiude
+quella che egli le ha stesa.</i>) Addio!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>(<i>fisandola con gli occhi gonfi di lagrime</i>) Senza
+piangere...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>fisandolo con gli occhi morenti di ebbrezza e
+di angoscia</i>) Senza piangere.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Senza soffrire...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Senza soffrire.</p>
+
+<p>(<i>Tutti e due tremano. I loro pallidi volti si
+avvicinano l'uno all'altro.</i>)</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249"></a>[249]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Francesco</span></p>
+
+<p>Povera Sonia!... (<i>Ma, ghermito da un fulmineo
+raccapriccio, si stacca da lei.</i>) No! No!
+Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (<i>Fugge
+a destra, guatando indietro.</i>)</p>
+
+<h3>VII.</h3>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi
+e cupe, le pupille sono come cristallizzate e il
+bulbo biancheggia d'un biancore gelido. Indi,
+ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla
+cintola in su, boccheggiando, annaspando e sforzandosi
+di chiamare, col fiato monco:</i>) Ulrico!...
+Ulrico!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>è già comparso nel fondo, trascinandosi a
+stenti. &mdash; Sembra un uomo crivellato di ferite, &mdash; Egli
+risponde roco, terribile, sibilante, disperato:</i>)
+Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo
+strazio che ti soffoca! Ti ho spiata. È uno
+<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250"></a>[250]</span>
+strazio che a me non chiede che di essere maledetto!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi,
+ora!... Finalmente, mi ritrovi com'ero!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su
+lei, l'afferra, la gualcisce, la storce, gridando:</i>)
+Non cosí, non cosí ti volevo!... È la piú scellerata
+delle tue crudeltà questa offerta nefanda!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>mormora:</i>) Non sono mai stata crudele.</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>seguitando a gualcirla, a storcerla, a inveire</i>)
+Nessuno commette maggiori crudeltà di chi non
+si sente crudele!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>come una moribonda</i>) Puniscimi... Puniscimi...</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251"></a>[251]</span></p>
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>(<i>in uno scroscio di pianto che straripa da
+tutta la sua persona e che ha qualche cosa di
+selvaggio</i>) Con la mia fine ti punirò &mdash; vedrai! &mdash; dandoti
+il rimorso che ti spetta!</p>
+
+<p>(<i>Si spalanca la porta a sinistra.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Maria Vergine! Che è questo?!</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Ulrico</span></p>
+
+<p>Venite, venite, Suora Marta! Sorreggetela
+voi! (<i>Getta tra le braccia amorevoli della Suora
+il corpo sgretolato di Sonia.</i>) E, soprattutto,
+sorreggetene l'anima trafitta! Io, vado, invece,
+a perdere la mia! (<i>Esce a precipizio.</i>)</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Suora Marta</span></p>
+
+<p>Sonia! Sonia!... (<i>Tenendola, incuorandola</i>)
+<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252"></a>[252]</span>
+Mia buona Sonia! Mia buona figliuola!... Preghiamo
+il Signore!... Preghiamolo insieme!...</p>
+
+<p class="center"><span class="smcap">Sonia</span></p>
+
+<p>(<i>cadendo in deliquio</i>) No, Suora Marta! Non
+so piú pregare...</p>
+
+<p class="center pad2"><span class="smcap">Sipario.</span></p>
+
+<p class="center pad4">FINE.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="blockquote">Avvertenza. &mdash; Nella pagina seguente, le note della
+preghiera corale delle Ricoverate.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253"></a>[253]</span></p>
+
+<p class="center"><img src="images/ill-253.jpg" width="600" height="340" alt="note del coro" /></p>
+
+<p class="center blockquote">CORO: Ancora ancora serbaci o Signore
+il tuo favore d'ogni bene quaggiù.... principio e
+via. E così sia. E così sia.</p>
+
+<p class="center">[<a href="music/music_2.mid">Ascolta</a>]</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256"></a>[256]</span></p>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">REMO SANDRON, Editore &mdash; Libraio della R. Casa<br />
+
+<span class="small">Milano-Palermo-Napoli-Genova-Bologna-Torino-Firenze</span></p>
+<hr />
+<p class="center">Opere di ROBERTO BRACCO</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Edizioni SANDRON</p>
+
+<p><i>TEATRO:</i></p>
+
+<p class="center"><b>Volume I.</b> &mdash; 4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.</p>
+
+<p><span class="noserif">Non fare ad altri...</span> Commedia in un atto. &mdash; <span class="noserif">Lui, lei, lui.</span> Commedia in un atto. &mdash; <span class="noserif">Un'avventura
+di viaggio.</span> Commedia in un atto. &mdash; <span class="noserif">Una donna.</span> Dramma
+in quattro atti. &mdash; <span class="noserif">Le disilluse.</span> Fiaba in un atto. &mdash; <span class="noserif">Dopo il veglione.</span> Scenette.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume II.</b> &mdash; 4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 364.</p>
+
+<p><span class="noserif">Maschere.</span> Dramma in un atto. &mdash; <span class="noserif">Infedele.</span> Commedia in tre atti. &mdash; <span class="noserif">Il Trionfo.</span>
+Dramma in quattro atti.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume III.</b> &mdash; 4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 385.</p>
+
+<p><span class="noserif">Don Pietro Caruso.</span> Dramma in un atto. &mdash; <span class="noserif">La fine dell'Amore.</span> Satira in quattro
+atti. &mdash; <span class="noserif">Fiori d'arancio.</span> Idillio in un atto. &mdash; <span class="noserif">Tragedie dell'Anima.</span> Dramma
+in tre atti.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume IV.</b> &mdash; 3ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.</p>
+
+<p><span class="noserif">Il diritto di vivere.</span> Dramma in tre atti. &mdash; <span class="noserif">Uno degli onesti.</span> Commedia in un
+atto. &mdash; <span class="noserif">Sperduti nel buio.</span> Dramma in tre atti.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume V.</b> &mdash; 3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 387.</p>
+
+<p><span class="noserif">Maternità.</span> Dramma in quattro atti. &mdash; <span class="noserif">Il frutto acerbo.</span> Commedia in tre atti.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume VI.</b> &mdash; 3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 290.</p>
+
+<p><span class="noserif">La piccola fonte.</span> Dramma in quattro atti. &mdash; <span class="noserif">Fotografia senza....</span> Scherzetto. &mdash; <span class="noserif">Notte
+di neve.</span> Dramma in un atto. &mdash; <span class="noserif">La chiacchierina.</span> Monologo.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume VII.</b> &mdash; in-16, pagg. 308.</p>
+
+<p><span class="noserif">I fantasmi.</span> Dramma in quattro atti. &mdash; <span class="noserif">Nellina.</span> Dramma in tre atti.</p>
+
+<p class="center"><b>Vol. VIII.</b> &mdash; 3ª EDIZ. RIVEDUTA, con una nota dell'Autore e con un'appendice,
+in 16, pagg. 288.</p>
+
+<p><span class="noserif">Il piccolo Santo.</span> Dramma in cinque atti. &mdash; <span class="noserif">Ad armi corte.</span> Commedia in un atto.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume IX.</b> &mdash; in-16, pagg. 340.</p>
+
+<p><span class="noserif">Il perfetto amore.</span> Dialogo in tre atti. &mdash; <span class="noserif">Nemmeno un bacio.</span> Dramma in tre
+atti e un epilogo.</p>
+
+<p class="center"><b>Volume X.</b> &mdash; 2ª edizione, in-16, pagg. 348.</p>
+
+<p><span class="noserif">L'internazionale.</span> Commedia in un atto. &mdash; <span class="noserif">L'amante lontano.</span> Dramma in tre
+atti. &mdash; <span class="noserif">Ll'uocchie cunzacrate.</span> Dramma napoletano in un atto. &mdash; <span class="noserif">La culla.</span>
+Dramma in un atto.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center"><b>I PAZZI. Con un preambolo dell'Autore.</b></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p><i>VERSI:</i></p>
+
+<p><span class="noserif">Vecchi versetti.</span> &mdash; Con prefazione dell'Autore, note dell'editore e glossario.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p><i>NOVELLE:</i></p>
+
+<p class="center">SMORFIE GAIE E SMORFIE TRISTI</p>
+
+<p>Volume 1º <b>SMORFIE TRISTI.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 334.</i></p>
+<p><span class="spaced2">»</span>2º <b>SMORFIE GAIE.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 304.</i></p>
+<p><span class="spaced2">»</span>3º <b>LA VITA E LA FAVOLA.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 316.</i></p>
+<p><span class="spaced2">»</span>4º <b>OMBRE CINESI.</b> <i>Un volume in-16, pagg. 320.</i></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p><i>SCRITTI VARII:</i></p>
+
+<p><span class="noserif">Tra i due sessi.</span> &mdash; Volume di pagg. 70. &mdash; 2ª edizione.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Edizioni GIANNINI</p>
+
+<p><span class="noserif">Tra le Arti e gli Artisti.</span> &mdash; Volume di pagg. VIII-390<br />
+<span class="noserif">Tra gli uomini e le cose.</span> &mdash; Volume di pagg. 362.</p>
+
+<hr />
+
+<p class="center">Prezzo del presente volume: <i>Lire NOVE</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così
+come le grafie alternative (dubbi/dubbî/dubbii, vizi/vizî/vizii e simili),
+correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
+Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo
+originale):</p>
+
+<ul>
+<li><a href="#tn101">101</a> - IV. [VI.]</li>
+<li><a href="#tn118">118</a> - ho lasciate sul pianerottolo [pianerrottolo]</li>
+<li><a href="#tn142">142</a> - da Lorenzo Gemmi [Gianni]</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I pazzi, by Roberto Bracco
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I PAZZI ***
+
+***** This file should be named 35048-h.htm or 35048-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/5/0/4/35048/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
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+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
+</pre>
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