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+ Mastr'Impicca, by Vittorio Imbriani
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+The Project Gutenberg EBook of Mastr'Impicca, by Vittorio Imbriani
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Mastr'Impicca
+
+Author: Vittorio Imbriani
+
+Release Date: November 30, 2010 [EBook #34519]
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+Language: Italian
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+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MASTR'IMPICCA ***
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
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+<p class="center">VITTORIO IMBRIANI</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<h1>MASTR'IMPICCA</h1>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">Fiaba</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">NAPOLI<br />
+<br />
+VITO MORANO, EDITORE<br />
+<span class="small">Via Roma, 40<br />
+1905</span></p>
+
+<hr />
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">F. DI GENNARO &amp; A. MORANO &mdash; NAPOLI</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<hr />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<h2>AVVERTENZA</h2>
+
+
+<p class="pad4"><i>Vittorio Imbriani, nato a Napoli nel 1840 e morto
+nel 1885, erudito, critico, demopsicologo, estetico, compose
+anche, di tanto in tanto, novelle e versi, espressioni
+di una bizzarra fantasia grottesca e satirica. Tra le novelle
+è questo</i> Mastr'Impicca, <i>edito nel 1874 nel giornale</i>
+Il Calabro, <i>ed in un opuscolo estratto, che è diventato,
+come la più parte degli scritti dell'Imbriani, rarissimo.
+Noi crediamo di fare, col ristamparlo, cosa grata
+ai lettori, che gusteranno questa non fredda derivazione
+dal genere fiabesco di Giambattista Basile. Del quale l'Imbriani,
+per certa conformità d'indole, ripiglia il metodo;
+ma l'adopera in modo affatto proprio, e rispondente alle
+differenze che corrono tra uno scrittore dei primi anni
+del secolo XVII e uno degli ultimi del secolo XIX</i>.</p>
+
+<p class="r">B. C.</p>
+
+<hr />
+
+<p class="pad4"><span class="pagenum">[5]</span>C'era una volta un Re di Scaricabarili, vedovo e padre di
+figliuola unigenita, bella quanto il sole. E, dicendo <i>bella quanto
+il sole</i>, par che si dica quel più che può dirsi. La Rosmunda,
+ereda presunta del trono scaricabarilese, portava due grandi occhi
+bruni in fronte, che innamoravano; ed in capo una chioma
+lunga e folta tanto, che avrebbe potuto vestirsene. La voce di
+lei sembrava una musica, ammaliava. Sebbene andasse appena
+pe' sedici anni, le sue movenze eran tutta grazia e disinvoltura,
+non aveva il solito fare impacciato delle giovanette. Nè poteva
+rinvergarsi od immaginarsi la più colta ed assennata principessina
+in tutto l'universo mondo. E buona e caritatevole era:
+dovunque accadesse una sventura, si era sicuri di vederla giungere,
+recando consolazioni, distribuendo elemosine e sussidii e
+quelle parole di conforto, spesso più giovevoli di maggiori ajuti
+materiali, le quali sole hanno virtù di rasciugar le lacrime, di
+rasserenar gli animi. Figuriamoci come il popolo intero dovevano
+tener cara questa donna Rosmunda! Non si sarebbe trovato
+nel Regno uno, che le volesse male! I sudditi travedevano
+per lei. Ed ella, conscia di tanto amore, era tuttogiorno in giro
+senza compagnia, senza scorta, senza corteggio, senza seccature,
+certa di non incontrare se non reverenza ed ossequii.</p>
+
+<p>Frattanto il padre s'apparecchiava a darle marito. &mdash; «Io mi
+son vecchio;» pensava Maestà. &mdash; «Più che vecchi non si campa:
+oggi o domani mi toccherà a tirar l'aiuolo. Una volta
+ch'io sia andato a rincalzar cavoli, che ne accadrà di questa
+<span class="pagenum">[6]</span>
+ragazzaccia? Posso lasciare senza scrupolo il Regno ad una
+fanciulla inesperta? Quando regnan le donne, i sediziosi si
+accrescono degl'innamorati. La Rosmunda è savia: pur che la
+duri! La Rosmunda è buona: ma non si governa con la volontà
+d'animo; non si reprimono o scongiurano le insurrezioni
+con un bel par d'occhi; non si rintuzzano e sconfiggono gli
+eserciti nemici, sciogliendo all'aura i capei d'oro. Con questi
+vicini, con questo popolo, con questo Parlamento, con questi
+uomini politici, e' ci vuole la mente ed il polso d'un uomo.
+Provvediamoci a tempo: senza fretta precipitosa; ma... chi ha
+tempo non aspetti tempo».</p>
+
+<p>Parlò del suo divisamento alla figliuola, che veramente non
+aveva ancora pensato al matrimonio, ned altro ambiva se non rimanersene
+eternamente libera e felice, com'allora. &mdash; «Ci ho voi di
+amare e mi basta, babbo. Tanta fretta avete di sbrigarvi di me?
+E che bisogno c'è d'un marito? L'Elisabetta d'Inghilterra non
+se l'è cavata male, eppure seppe farne senza. E gli scaricabarilesi
+sono concordi nell'amarmi». &mdash; Pure, assennata come era,
+la Rosmunda finì per arrendersi ai voleri paterni; ed ammettere
+in principio, ch'era espediente ed urgente il munirsi d'un consorte.</p>
+
+<p>Ma chi scegliere? Veramente, di proci non si penuriava. Tutti
+i Re da corona o spodestati, tutti i Principi reali del mondo,
+sarebbero stati prontissimi ad impalmare una donnina bella quanto
+il sole, la quale recava in <a name="corr6" id="corr6"></a>dote il Reame di Scaricabarili, con
+seicencinquantaquattromila e trecenventun miglio quadrato di
+superficie e cenventitrè milioni quattrocencinquantaseimila, settecentottantanove
+abitanti (secondo l'ultimo censimento ufficiale).
+E i sovrani dei tre Regni confinanti: il monarca d'Introibo, il
+despota di Exibo e l'autocrate d'Antibo, avevano già richiesta
+officiosamente, ciascuno per conto proprio, la mano di Donna
+Rosmunda, dichiarandosi innamorati cotti per fama e per ritratto
+della perla scaricabarilese (così la Principessa veniva chiamata
+da' poeti aulici). Ma (c'era un ma) il guaio era che la
+perla scaricabarilese non si sentiva nient'affatto proclive ad innamorarsi
+della fama o del ritratto di alcuno di quei tre proci.
+La ragione n'è facile ad assegnarsi: il monarca d'Introibo era
+gobbo, il despota di Exibo era zoppo, l'autocrate di Antibo era
+guercio; questo riguardo al corpo, al fisico, come suol dirsi. Il
+<span class="pagenum">[7]</span>
+monarca d'Introibo aveva fama di sciocco, il despota d'Exibo
+veniva reputato vigliacco, l'autocrate d'Antibo era in voce di
+crudelissimo; questo riguardo agli animi, al cosiddetto morale.
+La Rosmunda, potendo senza irragionevolezza attendersi a trovar
+meglio, avrebbe scartati tutt'e tre senza molto riflettere: ma
+ciascun d'essi era un Re possente, ciascun d'essi assoldava un
+esercito poderoso ed aveva lasciato chiaramente sottintendere
+che farebbe un <i>casus belli</i> del rifiuto. Come regolarsi? Tutti e
+tre, già, la Principessa non poteva sposarli. Preferirne uno, il
+men cattivo, equivaleva a sacrificarsi barbaramente, dando un
+pessimo signore al paese ed appiccando guerra con gli altri due.
+Dar le pere a tutti e tre, significava averli tutti e tre sulle
+braccia, ed esporre il Regno di Scaricabarili agli orrori ed a' pericoli
+d'un conflitto micidiale contro una coalizione fortissima.
+La povera della Rosmunda impetrò dal padre un pò di respitto
+per ben ponderare prima di risolversi. E questo tempo passava
+piangendo, crucciandosi, disperando e non sapendo a qual partito
+appigliarsi.</p>
+
+<p>Un giorno, mentre stanca di piangere passeggiava sola sola
+nel più opaco boschetto ed appartato del giardino reale, vide
+sopra un sedile rustico una figura di vecchierella da muovere a
+compassione ed a raccapriccio chiunque. Era una nanerottola scrignuta,
+con le grucce; curva che il mento quasi toccava le ginocchia;
+tutta grinze, crespe e rughe; con gli occhi scerpellati
+e cisposi; senza sopracciglia; con la zucca tignosa e calva; con
+la pelle chiazzata e piena di croste purulente; scarna e nera come
+una mummia; mal coperta da cenci lerci, che brulicavano
+d'insetti. Questo mostricino stese la mano e la Rosmunda subito,
+senza dimostrar punta nausea, si frugò nelle tasche e le
+porse quanti spiccioli vi trovò. La vecchierella, preso il denaro,
+e ringraziato con voce stridula e tremante, soggiunse: «Grazie
+di quest'elemosina, è carità fiorita. Ma l'Altezza Vostra potrebbe
+beneficarmi viemaggiormente se volesse!».</p>
+
+<p> &mdash; «Dite pure, buona donna; ormai non mi riprometto altro al
+mondo che di procacciar qualche piacere altrui».</p>
+
+<p> &mdash; «Io sono decrepita; ed ho tanti malanni addosso che basterebbero
+a sotterrare una giovane: tiro il fiato co' denti. Tra
+pochi giorni non ci sarò più. Ma morrei contenta se mi toccasse
+<span class="pagenum">[8]</span>
+una consolazione prima di andare a Patrasso. Oh se l'Altezza
+Vostra volesse!..»</p>
+
+<p> &mdash; «Cosa ch'io possa!»</p>
+
+<p> &mdash; «Può, può; basta che voglia».</p>
+
+<p> &mdash; «Allora... Di che si tratta?»</p>
+
+<p> &mdash; «Vegga l'Altezza Vostra: io, ho novantanove anni, ed ho
+sempre stentato al mondo o sofferto e servito: sempre sono stata
+maltrattata e schernita. La vita mia è sempre appunto il contrario
+della vostra, di voi che siete accarezzata ed ossequiata
+da tutti, che non avete mai sperimentato cosa sia bisogno e
+penuria, che innanzi di aver finito di esprimere un desiderio
+lo vedete già adempito. Prima d'esser buttata nel carnaio vorrei
+scialarla un giorno solo; ed in quel giorno assaporar tutti
+i comodi della vita; e che l'Altezza Vostra stessa m'accudisse,
+attendesse a servirmi per quella giornata lì».</p>
+
+<p>La domanda indiscreta della vecchiarda fece dapprima quasi
+ribrezzo alla Principessa. Una richiesta siffatta ne offendeva l'orgoglio
+legittimo ed i sensi delicati. La figliuola d'un Re di corona,
+l'ultima discendente di cinquanta sovrani, l'erede del Regno
+di Scaricabarili, la futura dominatrice di 654,321 miglio
+quadrato di territorio e 123,456,789 sudditi (secondo l'ultimo censimento
+ufficiale), educata come a nobil principessa s'appartiene,
+abbassarsi a prestar cure servili ad un'accattona, alla più
+umil persona dell'infima plebe! Come, lei, donna Rosmunda,
+sempre linda e schifiltosa, sempre profumata d'acque nanfe, toccar
+quelle caccole, quelle croste, quelle gromme, quella tigna,
+quella scabbia, que' cenci sordidi e puzzolenti!, esporsi a prender
+quelle malattie schifose!, sentir trasmigrare nella propria
+biancheria, sul proprio corpo, nella bella capigliatura, i pidocchiacci,
+i cimicioni, le pulci, gli àcari, tutte le generazioni di
+insetti che formicolavano sopra e sotto la cute della vecchiarda!
+Brrrrr!, c'era di che svenire al solo pensiero! E la Rosmunda
+stava per rispondere sdegnosamente alla mendicante ch'ella era
+matta, che si facesse in là, che non ardisse toccarla, che chiamerebbe
+gente per espellerla dal giardino e condurla al manicomio...,
+ma poi, riguardando quell'avanzo del tempo e della
+miseria, si sentì rintenerire. Vide una tale agonia, una tale intensità
+di brama espressa in quegli occhi, in quel volto che
+ebbe a impietosirsene. Cominciò a pensare: &mdash; «Poveretta! costei
+<span class="pagenum">[9]</span>
+ha tribolato novantanov'anni continui, miserrima, scontraffatta,
+malaticcia, zimbello di tutti, litigando con la fame,
+senza gustare una dolcezza, senza impetrar mai soddisfatto
+un voto suo, per quanto onesto e discreto. E sta in me di
+appagartene uno, tanto naturale! Ma come si fa a vincere
+la ripugnanza che provo, ch'è somma? Se almeno fosse più
+pulita! Se non avesse quella rogna e quella tigna e quel brulichio
+addosso... Allora non avrei tanto schifo.... Ed allora
+che merito ci sarebbe? A voler fare atto gentile, questa repugnanza
+appunto vuole esser vinta, e vinta senza ch'ella pur
+lo sospetti. Mostrata, torrebbe ogni pregio all'opera umana.
+Sono o non sono cristiana? E dubito di fare una buona
+azione, di contentare un poverello di Cristo? Io, che malgrado
+la minaccia di nozze abborrite ho ancora consolazioni e speranze,
+che il padre comune ha trattato da figliuola prediletta,
+sento l'obbligo di procacciare una consolazione a questa meschina,
+di realizzarne una speranza. Non è mia suddita? O
+non è dovere pe' Principi il curare il bene e la felicità dei
+sudditi? Povera vecchiarella, mi fa compassione proprio....
+Quand'anche, dopo, dovessi radermi i capelli o trovarmi mischiato
+qualche malore, non ho il cuore di negarle quel che
+desidera».</p>
+
+<p>Risolvendosi adunque, invitò con benigno volto la vecchiarda
+sciancata a seguirla; e, non potendo questa camminare agevolmente,
+le offerse il braccio. La mendicante vi si aggrappò rozzamente,
+e, passo innanzi passo, più arrembatamente delle tartarughe,
+più lentamente delle lumache, confortandola sempre la
+Principessa con buone parole, mentre ella ad ogni pedata traeva
+un gemito, giunsero al palazzo.</p>
+
+<p>La Rosmunda fece preparare un bagno caldo profumato e
+rimandò le cameriste e spogliò con le proprie mani quella pezzente
+e se la tolse in collo e l'adagiò essa stessa nella vasca
+di giallo antico; la soffregò col sapone e poi la rasciugò con
+lenzuola ed asciugamani tepidi; la pulì tutta, la pettinò, la medicò
+con unguenti prescritti dal protomedico di Corte, la rivestì
+di <a name="corr9" id="corr9"></a>buone vesti. Quindi la presentò al padre. &mdash; «Come un ospite» &mdash; diceva
+lei &mdash; «che mi ha recata una commendatizia di
+Colui, ch'è giudice de' Re della terra. Come! se il più abjetto
+principe e dappoco ci manda un qualunque ambasciadore, un
+<span class="pagenum">[10]</span>
+misero ministro plenipotenziario, un aborto d'incaricato d'affari,
+uno spione salariato, lo si accoglie con pompa, gli si
+smalta il petto di <i>crascià</i> smaglianti, gli si danno simposii e
+balli e rappresentazioni di gala. E trascureremmo poi i miserelli,
+quando i miserelli appunto sono i messi dì Gesù!» &mdash; Il
+padre, che trovava sempre ottimamente fatto quantunque la Rosmunda
+facesse, sebbene non consentisse in cuor suo a questa
+teorica, che, largamente praticata, avrebbe trasformata la Corte
+in un ricovero di mendicità, pure accolse con benignità la vecchia
+e degnò chiacchierar seco. E fu stupito egli stesso e fu
+stupita la Rosmunda e tutta la Corte fu stupita, che un'accattona
+avesse tante cognizioni e sapesse parlar tanto per benino.</p>
+
+<p>Dopo il pranzo la vecchierella affermò d'aver proprio bisogno
+di schiacciare un sonnerello. La Principessa la condusse nella
+camera propria e la vestì lei stessa come si veste un bambino,
+ed introdottola nel letto e chiusi i cortinaggi, sedette poco discosto
+in una poltrona, e cominciò a leggere un libricciuolo al
+lume di una lampada a petrolio, posta sul tavolino da lavoro.
+Di tempo in tempo, interrompeva la lettura, posava il libro sul
+tavolinetto, si alzava e si approssimava alla dormiente, per assicurarsi
+che riposasse tranquilla. E quando riboccava le lenzuola,
+e quando rincalzava il letto, e quando sprimacciava la
+coltrice, e quando rassestava i guanciali, e quando le tergeva
+il madore dalla fronte; insomma le prodigava quelle cure pietose,
+che le buone infermiere tributano agli ammalati affidati
+loro. E la guardava con affetto, perchè le anime gentili si affezionano
+appunto beneficando; e pensava: &mdash; «Domattina, avrò
+cuore di rimandar costei? Mi basterà l'animo a permetter, che
+mi lasci? Per opera mia questa meschinella avrà gustato, delibato
+un po' di bene, acciò le appaia quind'innanzi più squallida
+la miseria? Un giorno di vita comoda la farà tribolar peggio
+ne' dì vegnenti! Bella carità! O non sarebbe stato più umano
+il respingere senz'altro, ricisamente la sua preghiera? Esaudendola,
+ho contratto in certo modo l'obbligo morale di provveder
+per sempre a lei. No, la mia vecchierella non se ne andrà
+nè domani, nè mai; non mi abbandonerà più, più. Io già non
+le do licenza di partire, dovesse anco costarmi maggiori e peggiori
+ripugnanze l'assisterla. Dio mio, ispiratele di non opporsi
+alle intenzioni mie ed allungatele la vita, acciò non le incresca
+<span class="pagenum">[11]</span>
+di esser nata, e non commetta il peccato di mormorare contro
+la provvidenza vostra!».</p>
+
+<p>Così pensando, aveva posato il libro sulle ginocchia e congiunte
+le mani; e guardava verso il letto. Vide agitarsene le cortine,
+e stava per accorrere a' servigi dell'ospite. Qual non fu mai
+la sorpresa, anzi lo spavento di lei, quando le tende del parato
+si aprirono, e ne uscì una donna vaghissima, tutta velluti e
+trine e gemme, la quale diffondeva intorno una luce vivida
+tanto, da rischiarare splendidamente la zambra e da fare impallidire
+il lume a petrolio. Contemporaneamente tutta la Reggia fu
+scossa come da un tremuoto e s'udì come lo schianto di un tuono.
+La Principessa balzò in piedi esterrefatta; il libro ruzzolò per
+le terre; ed ella aprì la bocca per gridare <i>accorruomo</i>: ma lo
+spavento e la meraviglia le avevan tolta la voce. E quella donna
+vaghissima le mosse incontro, sorridendo amorevolmente; ed
+aprendole le braccia, disse: &mdash; «Non gridare! non temer nulla!
+Chi credi tu, ch'io mi sia? Ho faccia di cattiva, io? Ti sembra,
+ch'io possa voler far del male a te o a chicchessia?»</p>
+
+<p> &mdash; «Signora... Io.... Lei.... Come qui?» &mdash; rispose la Rosmunda,
+non ancor del tutto rassicurata, ma vergognandosi d'avere
+avuto paura. La paura non era nelle abitudini de' membri di
+quella dinastia.</p>
+
+<p> &mdash; «Son la tua santola, sai! sono la fata Scarabocchiona;
+quella, che ti ha tenuta sul fonte battesimale....»</p>
+
+<p> &mdash; «E la vecchierella?»</p>
+
+<p> &mdash; «La vecchierella era io. Volli sperimentare il buon cuore
+della mia figlioccia: ecco perchè avevo assunto quella forma
+esosa di vecchia scrignuta, cisposa, claudicante, tignosuzza,
+che faceva stomaco, nausea, vomito, recere ed arcoreggiare.
+Io ti leggeva nella mente ogni pensiero: ho scorto quali ripugnanze
+t'è stato mestieri di vincere. E le ripugnanze vinte
+appunto dànno pregio all'operato tuo. Vien qua, abbracciami!».</p>
+
+<p> &mdash; «Volentierissimo! O cara la mia santola, quanto godo anch'io
+di pur vedervi! Me l'avevan ben detto le mille volte,
+che ci avevo avuto una fata per commare; ma quasi la ritenevo
+una chiacchiera: chè non vi siete mai ricordata della
+figlioccia vostra, chè non vi siete mai fatta vedere, nè mi
+avete in alcun modo date le vostre nuove».</p>
+
+<p> &mdash; «Ingrataccia!» &mdash; ripigliò sorridente la fata
+<span class="pagenum">[12]</span>
+Scarabocchiona, &mdash; «ed a chi, se non a me, ed a che, se non alle mie
+fatagioni, devi tutte le belle parti che ti adornano, tutta la
+felicità che hai goduta sin qui?»</p>
+
+<p> &mdash; «Oh sì, la felicità! Non ci può essere donna più infelice,
+più misera, più cruciata, più dolente, più disperata di me,
+cara santola! Voi non sapete....»</p>
+
+<p> &mdash; «So tutto, so tutto, signorina. E perchè so tutto, mi vedi
+qua. Gli amici si riconoscono nel bisogno, alla pruova. Tuo
+padre ti vuol dar marito in tutti i modi?»</p>
+
+<p> &mdash; «<a name="corr12" id="corr12"></a>Sì, cara fata Scarabocchiona, mi vuol proprio affogare,
+mi vuole!»</p>
+
+<p> &mdash; «I pretendenti sinora son tre?»</p>
+
+<p> &mdash; «Appunto, santola mia, appunto!»</p>
+
+<p> &mdash; «Vedi, s'io so tutto. C'è la Maestà di Baldassarre V, monarca
+d'Introibo?»</p>
+
+<p> &mdash; «Già, ch'è vecchio, gobbo e sciocco: il Ciel me ne scampi!»</p>
+
+<p> &mdash; «E poi, c'è Don Melchiorre XVII, desposta d'Exibo?»</p>
+
+<p> &mdash; «Ch'è un omaccio di mezza età, zoppo e vigliacco: Iddio
+me ne liberi!»</p>
+
+<p> &mdash; «E finalmente l'autocrate d'Antibo, Guasparre I?»</p>
+
+<p> &mdash; «Quel che più temo: un ragazzaccio imberbe, guercio e
+crudele. Oh, se la Madonna mi salva da lui, regalerò una lampada
+d'argento alla Cattedrale!»</p>
+
+<p> &mdash; «Insomma, tu se' incontentabile! Non vorresti nessuno
+de' tre?»</p>
+
+<p> &mdash; «Proprio nessuno, io. Ma ciascun d'essi minaccia guerra,
+s'io lo rifiuto. Oh, son de' prepotentoni che non potete farvene
+un'idea. Come ho da regolarmi, fata Scarabocchiona
+mia? Consigliatemi voi, che siete la protettrice mia naturale,
+che avete spontaneamente assunto di supplir mia madre! Se
+rifiuto tutti e singoli, ci piombano addosso coalizzati, ed i poveri
+regnicoli dovranno scontarla. Se mi sacrifico e ne accetto
+uno, avremo sempre guerra con gli altri due, e mi toccherà
+un marito o gobbo o zoppo o guercio, e do agli Scaricabarilesi
+un Re o sciocco o vigliacco o crudele. Ditemi
+adesso: non sono io la più infelice principessa che sia mai
+stata al mondo? Quali alternative! Talvolta mi viene in mente
+di farmi tagliare in tre parti e mandarne una a ciascun proco,
+<span class="pagenum">[13]</span>
+e toglier così di mezzo il pomo della discordia ed uscir da
+tante pene!»</p>
+
+<p> &mdash; «Non pianger così, figliuola mia, che mi squarci l'animo.
+T'insegnerò io, come hai da fare per isfuggire a queste
+tre belve. Non temere: a tutto c'è rimedio fuor che alla morte.
+Ottieni da tuo padre, che apra un concorso fra quanti
+aspirano alle tue nozze, di qualsivoglia grado e condizione.
+Con questo patto, che ciascun concorrente prometta di non
+risentirsi menomamente, in modo alcuno, caso non venga
+prescelto. I proci dovranno presentarsi a Corte e dimorare
+un anno intiero nel Regno. Quegli, che in un anno sarà pervenuto
+a cattivarsi l'animo della cittadinanza, in modo
+che il popolo lo porti in trionfo e manifesti in ogni altra possibil
+guisa di essergli devoto, quegli sia tuo sposo. Ti sto mallevadrice
+io, che nè Baldassarre V, nè Melchiorre XVII, nè
+Guasparre I, la spunterà così; sebbene ognun d'essi debba
+illudersi di spuntarla agevolissimamente. A te, poi, dono questa
+legaccia, con la quale terrai sempre allacciata la calza
+destra. Quando mi vorrai parlare, quando stimerai di aver
+bisogno dell'aiuto o del consiglio mio, càvatela ed avvolgila
+intorno al polso sinistro e baciala. Io apparirò subito».</p>
+
+<p>Dette queste cose, la buona fata abbracciò nuovamente la Rosmunda.
+Poi si scosse, e d'ogni intorno le piovvero per terra un'infinità
+di gioielli: vezzi, collane, monili, smaniglie, anella, spilloni,
+medaglioni, frontali, orecchini, buccole, rosette, pendagli,
+fioccagli, bottoni gemelli, catenelle, oriuoli brillantati, fibbie,
+pennacchietti di gemme, picchiapetti. E la Reggia venne scossa
+come da un tremuoto e s'udì lo schianto di un tuono e la fata
+sparve. La principessa rimase trasognata; e, se quelle preziosità,
+che ingombravano il pavimento, e la legaccia, che teneva in
+mano, non le avessero fatto fede del miracolo, avrebbe fermamente
+creduto d'essersi allucinata. Riavutasi, s'allacciò il legaccio
+alla gamba destra, raccolse e rinserrò gli ori e le gemme;
+e, tutta rasserenata e giuliva, corse difilato dal padre.</p>
+
+<p>Maestà presedeva il Consiglio de' Ministri: ma nessun usciere,
+ciambellano, ufficial d'ordinanza od aiutante di campo s'arrischiò
+a costringere la erede presuntiva del trono a fare anticamera.
+Uno anzi corse a spalancar la bussola e l'Infanta apparve sulla
+soglia, mentre si discuteva sul rinnovamento del privilegio a non
+<span class="pagenum">[14]</span>
+so che Banca. Giusto, uno de' Consiglieri della Corona, al quale
+certi banchieri avversarii della Banca promettevano una lauta
+mancia, si sforzava di dimostrare, che il privilegio non era da
+rinnovarsi: e frattanto un altro, seduto presso il Re, cercava di
+attirar destramente l'attenzione di costui su d'una riservatissima
+de' principali azionisti della Banca, i quali gergonando si
+offrivan pronti a pagare tutti i debiti presenti di Casa Reale,
+purchè il privilegio venisse rinnovato. La Rosmunda apparve,
+come un buon genio, proprio a tempo per distrarre il padre, che
+non desse un'occhiata all'onesta profferta; e, gettandosegli d'un
+balzo al collo, mentre i Ministri rispettosamente stavan su:</p>
+
+<p> &mdash; «Babbo,» &mdash; disse, &mdash; «babbino mio caro, ho fatta una
+bella pensata!....»</p>
+
+<p> &mdash; «Quando lo assicuri te!... Ma vediamo un po', che pensata
+è questa e di qual momento, che ti fa interrompere il mio
+Consiglio?» &mdash; disse Re Zuccone, che idolatrava la figliuola e non
+sapeva tenerle mai il broncio per nulla.</p>
+
+<p> &mdash; «Le idee di Sua Altezza sono sempre giustissime!» &mdash; sclamò
+il Guardasigilli.</p>
+
+<p> &mdash; «L'Infanta possiede una immaginazione fertile, industriosa,
+ricchissima!» &mdash; soggiunse il Ministro d'Agricoltura, Industria e
+Commercio.</p>
+
+<p> &mdash; «Donna Rosmunda dispone di un esercito di buoni pensieri» &mdash; echeggiò
+il Ministro della Guerra.</p>
+
+<p> &mdash; «La perla scaricabarilese ha più senno in quella testolina
+ricciuta, che tutti i professori delle mie Università nelle loro
+cocuzze!» &mdash; balbutì il Ministro della Pubblica Istruzione.</p>
+
+<p> &mdash; «L'erede del trono è un vero tesoro!» &mdash; mormorò il Ministro
+delle Finanze.</p>
+
+<p> &mdash; «La Principessa veleggia sempre alla scoperta di be' concetti!» &mdash; borbottò
+il Ministro della Marina.</p>
+
+<p> &mdash; «La figliuola del nostro Re batte un via, per la quale non
+può fallire a glorioso porto!» &mdash; brontolò il Ministro de' Lavori
+Pubblici.</p>
+
+<p> &mdash; «La futura nostra sovrana non ha la sua pari in tutto il
+Regno!» &mdash; declamò il Ministro degl'Interni, presidente del
+Consiglio.</p>
+
+<p> &mdash; «Nè fuori Regno ha pari lo illustre rampollo della nostra
+dinastia!» &mdash; conchiuse il Ministro degli Esteri.</p>
+
+<p><span class="pagenum">[15]</span> &mdash; «Godo infinitamente» &mdash; disse Re Zuccone, quando ebbero
+terminato &mdash; «che vojaltri abbiate tutti in così buon concetto
+la mia figliuola carissima; ma, se cicalate così, non potremo
+appurar mai la buona idea, che levate a cielo, prima ch'ella
+abbia potuto dichiararcela».</p>
+
+<p>Subito gli Esteri sclamarono: &mdash; «Ammutolisco!».</p>
+
+<p>Gl'Interni: &mdash; «Taccio!».</p>
+
+<p>I Lavori Pubblici: &mdash; «Fo silenzio!».</p>
+
+<p>La Marina: &mdash; «Sto a bocca chiusa».</p>
+
+<p>Le Finanze: &mdash; «Rimarrò cheto come olio».</p>
+
+<p>L'Istruzione Pubblica: &mdash; «Terrò la lingua a cintola».</p>
+
+<p>La Guerra: &mdash; «Fate conto che io l'abbia lasciata al beccaio».</p>
+
+<p>L'Agricoltura, Industria e Commercio: &mdash; «Non fiato più».</p>
+
+<p>La Grazia e Giustizia e Culti: &mdash; «Eccomi imbavagliato».</p>
+
+<p> &mdash; «Oh insomma, insomma» &mdash; ruggì sdegnato il sovrano, &mdash; questa
+mutolaggine vostra è d'una loquacia!.. questa taciturnità
+vostra ha una parlantina!.. questo silenzio è d'una
+verbosità!.. Parla tu, Rosmunduccia mia, giacchè questi signori
+hanno la bontà somma di concederti la parola. Dicci la
+tua bella pensata. Ma prima dà un bacio al babbo tuo!».</p>
+
+<p>Allora la Principessa espone al padre ed al Consiglio il ripiego
+escogitato, acciò (poichè doveva a forza tôr marito e dar
+così un Re agli Scaricabarilesi) potesse almeno esser certa di non
+iscegliere un uomo sgradito a' sudditi ed indegno affatto del
+trono ed immeritevole degli affetti di lei, che pur ci entrava
+per qualcosa in tutto questo affare; evitando contemporaneamente
+di mortificare con un rifiuto qualsivoglia de' proci, ed
+eliminando ogni pericolo di guerra con qualunque dei regnanti
+limitrofi. I Ministri, che ascoltavano a bocca aperta, fiutarono
+subito in questo concorso matrimoniale una occasione propizia
+per rimpannucciarsi, un campo favorevole agli intrighi ed alle
+cabale. Le Eccellenze della Guerra e degli Interni, che parteggiavano
+per l'autocrate d'Antibo, applaudirono e disser: &mdash; «Brava!». &mdash; Le
+Eccellenze degli Esteri e della Grazia e Giustizia,
+che tenevano pel monarca d'Introibo, sclamarono: &mdash; «Evviva!». &mdash; Gli
+Eccellentissimi delle Finanze e dei Lavori pubblici, fautori
+del despota d'Exibo, soggiunsero: &mdash; «Ottimamente!». &mdash; Ed
+i capi de' Dicasteri dell'Istruzion Pubblica, di Agricoltura,
+e Commercio e della Marina, i quali non si erano addetti ancor
+<span class="pagenum">[16]</span>
+<a name="corr16" id="corr16"></a>definitivamente ad alcun proco, riserbandosi la parte più lucrosa
+dell'arbitro, conchiusero: &mdash; «A meraviglia!».</p>
+
+<p>Il Re, sorpresissimo di trovare per la prima volta tutti i consiglieri
+d'accordo (non gli parea vero!), contentone del ripiego,
+abbracciò la figliuola: &mdash; «Sei un angelo! sei proprio un diavolo!
+Faremo come proponi, il mio sennino. Presto, si rediga
+analogo progetto di legge e si presenti quanto prima alle Camere:
+a cura sua, signor Ministro degli Interni. Ella poi degli
+Esteri diramerà una circolare a' nostri incaricati d'affari, Ministri
+plenipotenziari, Inviati straordinari ed Ambasciatori, acciocchè
+tutte le Corti ed i Gabinetti siano a giorno delle prelodate
+risoluzioni prese a proposta di mia figlia stessa (marcherete
+ben questo nella Nota), e con le quali si tronca ogni
+germe di conflitti che potevano risultare dalla preferenza accordata
+ingiustificatamente all'uno o all'altro de' concorrenti.
+Ella, che ha le chiavi dell'Erario, pensi un po' a domandare
+alle Camere un credito straordinario per le spese che incontreremo
+festeggiando ed ospitando tanti Principi regii. A Lei,
+raccomando la manutenzione delle strade che conducono alla
+frontiera. A Lei, la scelta delle guardie d'onore. A Lei, che
+l'opera ed il ballo sian buoni. &mdash; Signori, si è fatta mezzanotte;
+la seduta del Consiglio è sciolta. Vo a letto».</p>
+
+<p>Detto fatto, venne presentato alla Camera dei Deputati scaricabarilesi
+il seguente schema di legge:</p>
+
+<p class="center pad2">ZUCCONE XIV<br />
+<br />
+<i>per grazia di Dio e volontà nazionale
+Re di Scaricabarili</i>.</p>
+
+<p class="pad2">«Art. 1. Dal 1º maggio del corrente anno al 30 aprile del
+venturo, è aperto un concorso per ottenere la mano della principessa
+Rosmunda, erede <a name="corr16a" id="corr16a"></a>presuntiva del trono.</p>
+
+<p>«Art. 2. I proci dovranno soggiornar tutta l'annata sul territorio
+scaricabarilese e studiarsi di meritare l'affetto del popolo.</p>
+
+<p>«Quegli, che le acclamazioni popolari ed un voto del Parlamento
+dichiareranno pel Beniamino della nazione, avrà la Principessa
+per moglie ed il titolo di Principe Ereditario di Scaricabarili.</p>
+
+<p><span class="pagenum">[17]</span>«Art. 3. È aperto al Governo del Re un credito straordinario
+di 41 milione, quattordicimila settecentotto lire e quarantaquattro
+centesimi (41,014,708,44) ripartito sul bilancio dell'anno presente
+e del venturo e da pagarsi alla Lista Civile in rate mensili di tre
+milioni quattrocendiciasettemila, ottocentonovantadue lire e centesimi
+trentasette (3,417,892,37) per sopperire alle spese di ospizio
+de' concorrenti e del seguito.</p>
+
+<p>«Questo credito sarà iscritto nella parte straordinaria del bilancio
+delle Finanze, in apposito paragrafo 7 <i>bis</i>, sotto la rubrica:
+<i>Spese per ospitare e festeggiare i proci della Principessa ereditaria</i>.</p>
+
+<p>«Art. 4. Non potranno concorrere i minorenni, gli ebrei, i
+negri, i rognosi, i tignosi e generalmente chiunque è affetto da
+malattia della pelle.</p>
+
+<p>«Art. 5. Lo sposo della Principessa dovrà passare almeno otto
+mesi dell'anno nel Regno; e non potrà condurre fuori la moglie.
+Caso fosse una testa coronata, l'unione dei due Reami dovrà
+essere puramente personale, ed il soggiorno abituale nel territorio
+scaricabarilese.»</p>
+
+<p>Questa legge non passò mica per acclamazione: anzi incontrò
+molte difficoltà, sofferse emendamenti, e stette lì lì per pericolare.
+L'opposizione voleva modificare l'art. quinto; e pretendeva che
+il marito della Principessa, se Re altrove, dovesse abdicare. Il
+Ministero pose la quistione ministeriale, e vinse. Anche all'articolo
+quarto, quello delle esclusioni, ci fu tempesta. I partigiani
+del monarca d'Introibo avrebber voluto annoverare fra le
+cause d'esclusiva la claudicazione e lo strabismo; i fautori del
+despota d'Exibo la scrignutaggine e gli occhi torti; e gli aderenti
+dell'autocrate d'Antibo la gibbosità e la zoppaggine. Ma fu
+fatto osservare, che la Camera si metteva su d'una mala strada;
+e che, se s'avevan da scartare tutti i difettuzzi corporali, probabilmente
+nessun principe sarebbe in grado di pretendere alle
+nozze della Rosmunda, e bisognerebbe ricorrere ai facchini, ai
+bazzarioti, ai camalli, ai bastagi, nei quali soli si trova la perfezione
+statuaria del corpo. Dopo lungo discutere l'articolo venne
+votato in questa forma: «Sono esclusi dal concorso i minorenni,
+gli acattolici, i negri, gli epilettici, i mutilati, i ciechi, i sordomuti,
+i gozzuti, i rognosi, i tignosi, e generalmente chiunque
+è affetto da malattie dermatiche. Sarà considerato maggiore
+chiunque è tale per le leggi del proprio paese».</p>
+
+<p><span class="pagenum">[18]</span>Ma la burrasca tremenda fu all'articolo terzo, che venne rimandato
+e discusso per ultimo. Chi sosteneva eccessiva, esorbitante,
+la somma stanziata; e paragonava invidiosamente i banchetti
+ed i palagi offerti a' proci della Principessa col pan di
+cruschello e co' tuguri affumicati del povero popolo, dal quale
+dovevano spremersi le lire quarantun milione, quattordicimila
+settecentotto ed i centesimi trentasette. Altri invece affermava,
+che la somma domandata riuscirebbe scarsa all'uopo ed insufficiente,
+meglio aumentarla allora, che esporsi alla presentazione
+di crediti suppletori. Finalmente, dietro mozione di un partigiano
+delle economie sino all'osso, la somma totale venne ridotta
+a quarantun milione, diecimila trecenventinove lire e settantasei
+centesimi; ossia ridotta di quattromila trecensettantotto lire e
+centesimi sessantotto, cioè di trecensessantaquattro lire ed ottantanove
+centesimi al mese, come può verificarsi da chiunque ha
+poco abbaco. La <i>Società tutelatrice dei diritti del popolo</i> votò un
+indirizzo ed una medaglia d'oro all'animoso deputato, che aveva
+saputo procacciare un tanto disgravio ai contribuenti, incoraggiandolo
+a proseguire nel difficile cammino: <i>Sic itur ad astra</i>.
+Il dritto della medaglia doveva rappresentare esso deputato
+in figura di Ercole, che strappava un'offa ad un Cerbero col
+motto: <i>Pochi compagni avrai per l'alta via</i>. Il rovescio conteneva
+le parole: <i>Economia di quattromila trecensettanta lire e centesimi
+sessantotto. La Società tutelatrice dei diritti del popolo al deputato
+Lesina.</i> L'indirizzo venne subito presentato: della medaglia i sottoscrittori
+ed il deputato Lesina stesso aspettano ancora le notizie.
+E stando, che la Camera, per avere impiegati sette giorni
+alla discussione di questo articolo e tredici a quello delle esclusive,
+si trovava stanca ed i Deputati avevan fretta di tornarsene
+alle case loro a celebrarvi la Santa Pasqua; la legge pel
+rinnovamento del privilegio alla Banca fu votata in quindici minuti
+alla svelta, e si sbrigarono due o tre bilanci in una seduta
+sola.</p>
+
+<p>Il primo maggio fu la presentazione e l'accettazione dei concorrenti.
+Principali erano: il monarca d'Introibo, il despota di
+Exibo e l'autocrate d'Antibo. Poi ci fu un vecchio general di
+esercito o maresciallo che dir si voglia, di non so che lontano
+paese, di Fanfaronia, credo; due poeti; cinque o sei nobilicchi
+spiantati; un dipintoruzzo di sorici; un maestro di pianoforte;
+<span class="pagenum">[19]</span>
+ed un tenore. Insomma, tutti i cenci vollero entrare in bucato.
+Un banchiere ricchissimo, millionario, nella cui anima plutocratica
+era, non si sa come, germogliata una più degna ambizione,
+venne scartato a termini dell'articolo quarto perchè afflitto da
+un orzaiuolo.</p>
+
+<p>In questa schiera di corteggiatori, certo, non ve n'era alcuno
+che potesse non dispiacere alla bella Rosmunda; ed il denaro
+pubblico sarebbe stato meglio sprecato, mantenendo un serraglio
+di fiere, un giardino zoologico. La presunzione e l'albagìa degli
+avvocati la stomacava: sapevan tutto, parlavan di tutto, discutevan
+di tutto, sofisticavan su tutto, securamente, imperturbatamente,
+arrogantemente. Figurarsi! quegli avvocati, obbligati
+dalla professione ad immischiarsi di tutto, finanze, agricoltura,
+commercio, industria, religione, guerra e persino giurisprudenza,
+erano onniscienti, onnipotenti; o, per meglio dire, solo una cosa
+ignoravano: la coscienza, sola una cosa non potevano: esser galantuomini.
+La facondia loro volgare; gli artifizi rettorici triviali;
+i sofismi plebei; le frasi ad effetto plateali; offendevano il buon
+gusto della Principessa. La quale non sapeva comprendere, come
+que' farabutti potessero tanto nelle assemblee e nelle adunanze
+popolari. Ma noi possiamo comprendere il perchè: le assemblee
+ed i comizi non sono composti in maggioranza da
+persone ammodo, colte ed intelligenti quanto la Principessa
+Rosmunda!</p>
+
+<p>Raffaello Granata, il Cimadibue dalla lunga zazzera e dalla
+berretta di velluto, era almeno soltanto noioso. S'aveva imparate
+non so che frasi sul pittore universale e faceva di tutto: lui frescante,
+lui acquarellista, lui pittore ad olio, a guazzo, con l'encaustico;
+lui pittore di genere e di storia; lui ornatista, fiorista,
+figurista, paesista, prospettista, ritrattista, internista, animalista,
+scenografo. Persuaso, che l'arte, per la quale si credeva nato
+ed alla quale tutti il giudicavano negato, fosse quanto v'ha di
+più grande al mondo, degna di ogni corona e d'ogni esaltazione,
+voleva rinnovare il miracolo di Borgo Allegro. Pretendeva, che
+la Rosmunda gli stesse a mossa per una Madonna grande al vero,
+ch'egli avrebbe poi regalata alla Metropolitana di Scaricabarilopoli.
+Con quel modello e con la sua valentìa come non fare un
+capolavoro? Ma il premio sperato da questo impiastratore, da
+questo pittor da sgabelli, da boccali, da fantocci, da candele, da
+<span class="pagenum">[20]</span>
+chiocciole, da taverne, da colombaie, da marzocchi, era ben altro
+da quello ottenuto da Cimabue. Gli Scaricabarilopolitani, entusiasmati
+al paro de' Fiorentini del Dugento, lo avrebber portato
+in trionfo e la Principessa sarebbe stata sua.</p>
+
+<p>La presunzione del pianista era più fatua. Quel tartassator di
+tasti dalle spiovute chiome, ragionava così: &mdash; «Il Parlamento
+ungherese ha votato una spada di onore a Francesco Liszt, per
+qual merito? per una grande agilità negli arpeggi e per aver
+composto sonate, che intronano gli orecchi. Darò io dei concerti,
+io, che assorderanno, altro che intronare! farò vedere
+io, cosa sia lo spadroneggiar sul pianoforte, sul cembalo. E se
+questo Parlamento non mi decerne la Principessa, vuol dire che
+son tutti barbari, che nulla comprendono dell'arte, nulla!».</p>
+
+<p>Il tenore guardava dall'alto in basso il musico. Egli era un
+pezzo d'omo, con certe spallacce, con un petto! e pettoruto! Le
+marchese e lo banchieresse di tutta le città, nelle quali s'era
+prodotto, lo avevano sempre distinto. I palchi, le platee, i lobbioni
+gli avevan prodigati gli applausi ed i battimani; gli erano
+stati offerti gioielli per sottoscrizione pubblica; i Municipii gli
+avevano data la cittadinanza onoraria; il popolo gli aveva staccati
+i cavalli dalla carrozza e ci erano stati degl'imbecilli, che
+vi si erano attaccati per istrascinarla. Del resto, salvo queste
+virtù amatorie e canore, nulla: ignorava la grammatica e le
+creanze. Ma stimava facile di piacere alla Principessa, e di destare
+negli Scaricabaripolitani lo stesso fanatismo suscitato presso
+non men colti pubblici e non meno inclite guarnigioni.</p>
+
+<p>Parliamo un po' de' poetonzoli, entrambo compenetrati dalla
+missione dell'arte; entrambo convinti il poeta essere superiore a
+tutti ed a tutto (persino alle regole di sintassi e di prosodia)
+ed il genere umano doversi stare in ammirazione innanzi ad
+esso e rispettarne e secondarne i capricci ed aspettarne la parola,
+il verbo, la luce, la rivelazione. Perchè la parola è rivelazione;
+e la rivelazione è luce; e la luce è verbo; ed il verbo
+è dio, ed il poeta è vate, ed il vate è profeta. Nell'animo cristallino
+del cantore ispirato si ripercote tutto il mondo umano
+e divino; esso animo è il vero centro del mondo. Infelice il secolo,
+che disprezza e lapida e crocefigge e schernisce e frantende
+il poeta-messia! Misera quella donna, che potrebbe intrecciar le
+rose agli allori ed invece circonda di spine le teste radianti ed
+<span class="pagenum">[21]</span>
+ispirate! Ma un verso, una parola del poeta vindice reca loro
+il meritato castigo e li mette alla berlina per l'eternità. Sentir
+tutto il giorno questa litania non è uno spasso.</p>
+
+<p> &mdash; «O Dio!» &mdash; pensava la Rosmunda, «quanti vituperii
+diran costoro di <a name="corr21" id="corr21"></a>Scaricabarili e di me! Eppure preferisco qualunque
+ingiuria loro alle lodi, di cui m'infastidiscono adesso!»</p>
+
+<p>Quanto al general Fabrizio Tremolowski, gli era uno di quegli
+avventurieri, che portano la loro spada dovunque si combatte
+per la libertà, per una causa giusta e santa! che ogni
+Governo provvisorio promuove di uno o due gradi, ed i quali
+hanno arraffata riputazione di prodi senza aver mai preso parte
+ad una battaglia affrontata o di strategici per una resa. Sono
+eroi delle quattro parti del mondo, perseguitati da tutte le Polizie,
+ed alimentati da tutte le sottoscrizioni patriottiche. Ostentano
+sempre alcun solenne di sberleffe... ricevuto in qualche
+bisca ed un naso rosso a peperone. Talvolta le rivoluzioni gli
+impongono anche ai Governi ammodo: allora perdono in tutta
+fretta una battaglia e poi si pappano per una ventina d'anni
+la pensione di ritiro.</p>
+
+<p>Ma insomma tutti costoro avevan pure o s'illudevan pure di
+avere qualche merito: parte vantava nobili studii; parte o giusta
+o ingiustamente aveva ottenuta o scroccata celebrità o popolarità.
+Tenore, maestro di musica, poetucolo, pittorello, condottiero,
+cavalocchi, erano qualcosa. Ma la nullità piena, la più
+stucchevole oltracotanza, il grado massimo di fatuità si rattrovava
+nei nobiluzzi spiantati, ne' gentiluomini squattrinati. Nel
+Regno di Scaricabarili, aboliti feudi e fidecommessi e maggioraschi,
+i cosiddetti nobili, sprovveduti di qualsiasi privilegio o
+prerogativa, erano ormai semplicemente de' titolati: e la vanità
+del titolo faceva sì che non istudiassero e lavorassero; che attendessero
+soltanto alle femmine, al giuoco, a' cavalli, a futilità.
+E nondimeno si reputavano dappiù, si figuravano d'essere
+l'eletta della nazione, chiamavano <i>altavita</i> le occupazioni, che
+non erano neppure una <i>vita</i>! La Rosmunda, avvezza a conversazioni
+meno sguaiate, non sapeva rassegnarsi ad ascoltarne i
+pettegolezzi; ed avrebbe preferito persino il tenore ad uno di
+siffatti duchi o marchesi.</p>
+
+<p>Tali erano i candidati da burla: privi d'ogni probabilità, non
+si erano potuti escludere a <i>priori</i> dal concorso, essendosi il partito
+<span class="pagenum">[22]</span>
+democratico assolutamente opposto ad ammettervi i soli
+rampolli di famiglie reali, di dinastie. I candidati serii erano
+pur sempre Baldassare V d'Introibo, Melchiorre XVII d'Exibo,
+e Guasparre I d'Antibo, triade scontraffatta.</p>
+
+<p>Il vecchio Baldassare, rimbambito e melenso, supponeva <i>bona
+fide</i> d'essere un uomo di spirito; e, se non fosse stato monarca,
+avrebbe fatto stampare la raccolta delle freddure dette e delle
+melonaggini stampate. Vecchio squarquoio e cascatoio, cascante
+di vezzi, si pose a fare il cascamorto con la Rosmunda. Brutto
+gobbo! e' non s'accorgeva nemmanco, che le sue <a name="corr22" id="corr22"></a>scene, la sua
+svenevolezza provocava solo i cachinni e gli sghignazzamenti
+della intera Corte. Componeva e declamava certe anacreontiche,
+da disgradarne quelle dello Ingarrica; e diceva le più belle corbellerie
+del mondo con faccia cornea. Un giorno, la Principessa
+intervenne ad un pranzo di gala con una collana di cammei. E
+lui: &mdash; «Che bel collare porta vilipeso al collo donna Rosmunda!». &mdash;
+Si doveva andare al teatro: la Principessa chiese che musica si
+dèsse; e lui pronto: &mdash; «Il Saffo!». &mdash; Per quanto garbata, la
+Principessa non potè dissimulare affatto un risolino; e lui: &mdash; «Lo
+so, lo so, signora letterata; lo so, ch'è una <i>s</i> impura, lo Saffo,
+lo Saffo». &mdash; Passeggiavano in giardino: la Rosmunda notò, ch'egli
+stropicciava il piede in terra: &mdash; «Che c'è, Maestà?» &mdash; «Nulla,
+ammazzavo uno scarabocchio». &mdash; In un gran ballo, mentre
+la Rosmunda ballava, egli esclamò ad alta voce: &mdash; «La Principessa
+balla come una Stinfalide!».</p>
+
+<p>Per acquistarsi poi l'affetto del popolo, era divenuto la vera
+caricatura di que' sovrani alla Giuseppe II, celebri per la famigliarità,
+con la quale permisero a' sudditi d'intrattenerli:
+frequentava i caffè, i bigliardi, le birrerie, le fiaschetterie, le
+osterie, le bettole, i liquoristi, i balli pubblici, ogni luogo di
+ritrovo, e persino quelli che la gente per bene schiva, dimostrandosi
+affabile, alla buona, alla mano. Ma la famigliarità è
+pericolosa: mostrarsi nudo e senza prestigio non fa mai conto.
+Gli stessi grand'uomini non son mai tali pe' loro camerieri; e
+scapitano sempre nell'estimazione di chi li avvicina con dimestichezza.
+Figuriamoci poi uno sciocco! Ben presto il monarca
+d'Introibo divenne il buffone, il zimbello degli Scaricabarilopolitani.
+Tutti ne facevano strazio. I bell'ingegni del volgo il caricatureggiavano,
+il mettevano in novelle ed in canzone. Gli si
+<span class="pagenum">[23]</span>
+affibbiavano più corbellerie, più balordaggini ancora, ch'egli
+non facesse o dicesse, e s'era trovato verso e modo di calunniarlo.
+Gli appiccicavano <i>appigionasi</i> dietro le spalle; i monelli
+gli facevan ressa intorno e gli si accalcavano alle spalle con battimani
+e tripudio e grida ironiche. Insomma la plebaglia godeva
+di vilipendere e schernire in lui la Maestà Regia; ed egli s'immaginava
+d'esser davvero amatissimo ed accettissimo all'universale,
+e che quelle beffe fossero le acclamazioni trionfali,
+mercè delle quali avrebbe ottenuta la Rosmunda.</p>
+
+<p>Il despota d'Exibo era un tipo d'altro genere. Mischiarsi
+nella folla, lui, Don Melchiorre XVII, lui, persona inviolabile e
+sacra? E se lo avessero aggredito? E se qualche gaglioffo avesse
+osato por le mani addosso all'unto del Signore? E se quelle
+maledette gambacce disuguali, spaiate, fossero state motteggiate
+da qualche temulento o temerario? Esporsi a pericoli, al ridicolo!
+Oh no, no, mai! per nulla al mondo! Ma gli Scaricabarilopolitani
+son gente urbana, ossequiosa: e poi, chi avrebbe
+dovuto avercela con esso lui? Eh non si sa mai! Nel dubbio,
+astienti! Eccesso di prudenza non nocque mai. Per amicarsi la
+plebaglia e propiziarsela, quando usciva in carrozza, preceduto
+dal battistrada e da un picchetto d'onore, con gentiluomini a
+cavallo a' due sportelli e seguìto da un plotone di cavalleria,
+gettava denari di qua e di là. Ne gettava talvolta anche dalle
+finestre del palazzo, allibendo e tappandosi poi dentro, tutto
+spaurito, quando i mascalzoni accalcati per raccattarlo s'abbarruffavano
+od anche solo applaudivano tumultuosamente. Una
+volta, in una festa a Corte, svenne al bel meglio, perchè alcuni
+razzi del fuoco d'artificio presero fuoco inaspettatamente
+prima del tempo. Lui n'ebbe a morir dalla paura: chi sa cosa
+immaginava che fosse. Notò un'ombra d'uomo, che traversava
+il cortile verso mezzanotte: subito mandò a chiamar la Polizia,
+fece circondare e rovistare tutto il palazzo, e, quando fu dimostro,
+l'ombra esser un guattero, che si recava a far visite
+notturne alla moglie del portinaio, scrollò il capo con aria incredula,
+volle raddoppiate le guardie, si lagnò con Re Zuccone
+della Polizia inetta o complice di non so che regicidio fantastico,
+e fece cantare un <i>Tedeum</i> in ringraziamento all'Altissimo, per
+averlo scampato da tanto pericolo. I suoi agenti avevan però
+continui abboccamenti con persone influenti, con membri del
+<span class="pagenum">[24]</span>
+Parlamento; e, profondendo tesori, cercavano di assicurargli
+buon successo.</p>
+
+<p>Ma, se questi duo proci venivan disprezzati e dal popolo e
+dalla Principessa, l'autocrate d'Antibo seppe farsi abominare;
+ed avrebbe appreso ad esecrare il nome di Re alla più monarchica
+nazione. I modi alteri e facchineschi; le violenze continue;
+il fasto scompagnato da ogni caritatevolezza; la ferocia
+dimostrata perfino verso i cani delle sue mute ed i cavalli de'
+suoi equipaggi: il fecero detestare da tutti... Ma, poich'egli ebbe
+preso un paio di volte a <i>cravasciate</i> i borghesi, che nol salutavano
+abbastanza reverenti, tutti gli sciocchi, i quali accorrevano
+in folla per ammirare lo sfarzo del suo corteo, gli si scappellavano
+e lo inchinavano. Egli pensava: &mdash; «Tiberio avea ragione:!
+tutto sta a farsi temere. Quelle quattro scudisciate han fatta
+una impressione tale sugli animi degli Scaricabarilopolitani,
+anzi di tutti gli Scaricabarilesi, che non c'è dimostrazion
+d'ossequio, ch'io non possa ottenerne. Sceglieranno me, per
+paura del castigo, che verrei loro ad infliggere, se osassero
+antepormi altri. Hanno visto, che meco non si celia. Non sono
+mica un Re fantoccio alla moderna io, un di questi Reucci
+costituzionali, o di questi Regoli illuminati: no, sono di quei
+veri autocrati all'antica, che camminavan sempre con a lato
+sargenti pronti ad eseguirne ogni comando; ed i quali non
+isdegnavano, quando mancasse il sargente, maneggiar con
+le proprie anguste mani il mazzafrustro o la bipenne, cattera!».</p>
+
+<p>Nè Guasparre smargiassava, fanfaroneggiava, millantando vizii
+che non avesse. Sentite questa. Aveva condotto seco, dal Regno
+d'Antibo, grandissimo numero di cortigiani, famigliari, domestici
+e creati; fra gli altri un coppiere, giovanetto imberbe ancora
+ed al quale diceva di volere un bene grandissimo. Lo aveva
+soprannominato Coppa d'oro; nè soffriva, ch'altri il servisse di
+coppa: ed il giovane riconoscente sforzavasi di servirlo di coppa
+e di coltello. Pure, un giorno, gli venne porto all'autocrate un
+calice di vino ammoscato; intendi: nel quale stava in infusione
+il cadaveruccio d'una mosca. Chi descriverebbe i furori di Re
+Guasparre, allorchè vide la bevanda moschifera? Fece amministrar
+venticinque buone nerbate al Coppa di oro; e gli dichiarò
+che, in caso di recidiva, gli avrebbe fatta esalar l'anima sotto
+<span class="pagenum">[25]</span>
+le verghe. S'era nell'agosto; ed in Iscaricabarilopoli, città moscosissima,
+nessuno rimembrava di aver mai visto negli agosti
+precedenti tanta copia di mosche, tal quantità di mosconi, tanti
+stuoli di moscerini, tali turbe di mosconcini, tal novero di
+mosconacci, tal moltitudine di mosconcelli, tanta folla di moschette,
+tanta adunanza di moscini, tanto popolo di moschettine,
+tanta frequenza di moscherelli, tanto spesseggiar di moscherini,
+tanto concorso di moschini, tanto esercito di mosciolini e tanta
+folla di moscioni. Scaricabarilopoli era tutta un moscaio. I signori
+salariavano persone apposta per moscare con gli scacciamosche,
+le ventole, le roste, i ventagli, i paramosche: per ogni
+stanza si tenevan tre o quattro piattelli con carta moschicida,
+cinque o sei acchiappamosche prussiani; ed il suolo era bruno
+per gl'innumerevoli cadaveri moscherecci. Ma non pareva, che
+quello sterminio le diminuisse: e le moscaiuole ed i guardavivande
+non bastavano a riparare i cibi e le provviste. La povera
+gente pappavano mosche in ogni pietanza. Anzi, il dottissimo
+Dummkopf, professore a Gottinga, nella <i>Filosofia e Storia comparata
+della culinaria e della gastronomia</i> volume quarto, capitolo
+sessagesimoquinto, pagina seicentonovantotto della settima edizione,
+annotata dall'egregio Zeitverlust, racconta, che, abituandovisi,
+le trovarono finalmente gustose; e che s'inventarono alcuni
+intingoli speciali per condirle; e che gli Scaricabarilesi son tuttora
+moschivori ed educano ed ingrassano apposta in certi loro
+moschili sciami, o gregge di insetti. Cosa, della quale non può
+dubitarsi, vedendola affermata da due tali rappresentanti della
+scienza tedesca!</p>
+
+<p>Pensate come stesse attento il pocillatore di Re Guasparre!
+Pure, il diavolo ci mise la coda; ed una volta, in quella appunto
+che porgeva un bicchiere di barbèra spumante alla Maestà Sua,
+ecco una moscuzza scapata e ghiotta casca nel vino. L'autocrate
+comincia a bere ed avverte un cosa fra lo labbra. Gli
+salta la mosca al naso, prende la cosa con l'indice e il medio
+della sinistra, guarda e riconosce la bestiuola semiviva. Chiama
+Coppa d'oro e gliela mostra sul tondo di porcellana bianca,
+senza profferir verbo, ma con una guerciata terribile.</p>
+
+<p>Il fante di coppe allibì. Volentieri avrebbe fatto il passo della
+mosca; ma come svignarsela? Cadde ai piedi del padrone, sclamando: &mdash; «Maestà,
+non faccia d'una mosca un elefante!»
+<span class="pagenum">[26]</span></p>
+
+<p> &mdash; «Ho giurato», &mdash; rispose l'autocrate, che era uomo di parola. &mdash; «Vedrai
+se so levarmi i moscherini dal naso!». E chiamò
+gli aiutanti: &mdash; «Prendete costui, prendetelo; menatelo nel
+cortile e fategli esalar l'anima sotto le verghe».</p>
+
+<p>Così fu fatto. Le strida del vergheggiato andavano al cielo;
+ma quel Re crudele non se ne lasciò impietosire; le strida s'affievolirono,
+divennero gemiti; e l'autocrate chiamato un altro
+servo gli disse; &mdash; «Mi farai tu da coppiere in seguito! Fa, che
+l'esempio di Coppa d'oro ti valga!».</p>
+
+<p>I gemiti cessarono e gli aiutanti tornaron di sopra, fecero
+reverenza e riferirono, che la Maestà Sua era stata obbedita.
+Maestà, che non aveva interrotto il pranzo, non aveva, nè perduto
+un boccone; sogghignò, e dopo aver sorbillato un bicchierin
+di Malaga, soggiunse: &mdash; «Benone! ma gli è inutile di divulgare
+il fatto: spero, che saprete tener tutti il cocomero all'erta?
+Insomma, mosca di quel, ch'è accaduto!».</p>
+
+<p>Ma come occultar certe cose? Quella insigne ferocia fu ben
+presto di ragion pubblica, e tutta la città sossopra. Cominciarono
+a farsi capannelli, che poi divennero attruppamenti: la folla sdegnata
+profferiva minacce contro l'autocrate d'Antibo, contro gli
+altri pretendenti della Principessa e vociferava di manometterli.
+Bisognò batter la generale e far circondare dalla forza le
+residenze di Guasparre, Melchiorre e Baldassarre. Quest'ultimo
+provò a mischiarsi alla folla, bestemmiando anche lui contro l'iniquità
+del collega; ma non era momento da scherzare con l'ira
+popolare, e ci volle il bello ed il buono per ricondurlo salvo in
+casa. Don Melchiorre tentò di fuggire; e poi, tremando come
+una vetrice, andò ad appiattarsi fra le materasse, dove il soprappresero
+dolori colici. Nè dell'esercito stesso era molto da fidarsi
+per la difesa dell'autocrate di Antibo. Il capitano Sennacheribbo
+dei dragoni, uno degli uffiziali più stimati, fregiato
+della medaglia d'oro al valor militare, rispose al colonnello
+che gli ordinava di recarsi a difesa del Re Guasparre: &mdash; «Do
+piuttosto le dimissioni, che espormi a torcere un capello a
+chicchessia in difesa di quel mostro». &mdash; Fu mandato agli arresti
+di rigore. Frattanto cominciò fortunatamente un acquazzone
+dirotto, che disperse la folla senza spargimento di sangue.</p>
+
+<p>Il Procurator generale avrebbe voluto procedere. Ma l'autocrate
+d'Antibo, alle prime rimostranze fattegli fare officiosamente
+<span class="pagenum">[27]</span>
+da Re Zuccone, rispose: &mdash; «Essere Re, non esser sindacabile
+se non da Dio, per la propria condotta verso alcun suo suddito.
+Non potersi sottoporre ad alcun Tribunale scaricabarilese
+in virtù del principio d'estraterritoralità. Aver esercitata la
+propria giurisdizione e compìto un atto di giustizia sopra un
+suo subordinato. Il caso suo essere identico a quello di Cristina
+di Svezia, quando fece mettere a morte il Monaldeschi
+nella Galleria de' Cervi del palazzo di Fontanabellacqua, il
+dieci dicembre milleseicencinquantasette. Il Re di Francia avere
+allora riconosciuto il dritto di Cristina ed ammessa la propria
+incompetenza ad esaminarne la condotta. E lui, Gasparre,
+esser di più Re effettivo, non abdicatario, eccetera, eccetera». &mdash; Diplomaticamente
+parlando, secondo il Diritto internazionale
+(che è spesso cosa stortissima) Gasparrino aveva
+ragione pur troppo, come riconobbero i legisti della Corona. Si
+lasciò cader la faccenda. Il professore di Diritto internazionale
+presso l'Università di Scaricabarili ebbe diecimila lire dall'autocrate
+d'Antibo per iscrivere alcune argutissime <i>Considerazioni
+sulla giurisdizione, che gli autocrati conservano all'Estero su' loro
+sudditi e specialmente sulle persone del seguito</i>: nessuno lesse lo
+scritto, tutti il decantarono per un capolavoro; dopo dieci giorni
+quasi nessuno pensava più alla morte del povero Coppa d'oro.</p>
+
+<p>Ma come raffigurarvi l'orrore, che la <a name="corr27" id="corr27"></a>Rosmunda provava per
+questa tigre in volto umano? e 'l suo sgomento, riflettendo,
+che forse appunto pel terrore incusso dall'autocrate e per cansare
+una guerra, ch'egli avrebbe inumanissimamente condotta, popolo
+e Parlamento potevano lasciarsi indurre, rassegnarsi ad
+acclamarlo Re, a darglielo per isposo? Diventar moglie di uno
+capace di far morire un favorito sotto le verghe, perchè ha trovato
+una mosca nel bicchiere! Uh, povera principessina!</p>
+
+<p>Ella slacciava il legacciolo donato dalla fata Scarabocchiona,
+se ne cingeva il polso sinistro, il baciava... e subito, immantinente,
+la terra veniva scossa come da un tremuoto, s'udiva
+come un rombo d'un tuono, ed appariva quella bellissima donna,
+tutta velluti e trine e gemme, la quale diffondeva intorno una
+luce vivida tanto da rischiarare splendidamente la stanza e da
+fare impallidire qualunque lume artificiale o naturale. La Rosmunda
+si buttava in braccia alla santola, e si querelava e rammaricava.
+Quella buona fata ad abbonirla, a
+<span class="pagenum">[28]</span>
+confortarla: &mdash; «Abbi fiducia! spera! Ti par egli, ch'io ti possa aver porto un
+consiglio insidioso? che la tua comare ti voglia ingannevolmente
+precipitare, affogare? Ti par egli? Sta pur certa, che
+avrai uno sposo degno, un marito stimabile, un consorte conveniente,
+un coniuge quale il desideri. Ma sai, che dovrei offendermi
+della tua diffidenza?». &mdash; E proseguiva a garrir così
+per un pezzo. E la figlioccia si rassicurava al quanto ancor essa.
+Ma poi, ripartita, rivolata via, riscomparsa la madrina, la Rosmunda
+ricascava nelle perplessità precedenti. Considerando come
+fra tutti i proci non vi fosse una persona stimabile od amabile,
+un individuo, al quale potesse rappresentarsi senza raccapriccio
+di vedersi indissolubilmente legata, ridisperava.</p>
+
+<p>La triade de' concorrenti scettrati, per boriosa che fosse e
+piena di sè e di poca levatura, capiva arcibenone di essere cordialmente
+esosa ed abominevole alla reda del trono di Scaricabarili.
+Malgrado i riguardi cerimoniosi ed il contegno affabile,
+che venivano imposti e suggeriti alla Rosmunda dalla etichetta
+di Corte, dalla gentilezza naturale, dalla buona educazione,
+dalla posizione difficile, in cui si trovava, e dalle raccomandazioni
+paterne e da' consigli della santola, la poverina non riusciva
+a dissimular l'avversione per quelle tre caricature mostruose.
+Essa pensava: &mdash; «Qualunque di cotesti concorrenti venga prescelto,
+ed uno di costoro dev'essere scelto pur troppo, checchè
+dica la fata per confortarmi; perduta che abbia ogni speranza
+di redenzione e di salute; quando si tratterà di firmare l'atto
+di matrimonio innanzi al Presidente del Senato, che tiene i
+registri di Stato Civile della famiglia reale; io..... sorbirò
+qualche gentil veleno, il quale mi sottragga all'avvenire miserando,
+che mi si appresta». &mdash; Risoluzioni di tal fatta (ed
+irremovibili) ben possono occultarsi: ma come nasconder l'aborrimento
+per coloro, che ce le ispirano? nasconderlo in tutto?
+Vederci costretti a desiderare ed apprestarci la morte, a diciassett'anni,
+e quando potevamo ragionevolmente imprometterci
+una vita felice, è crudele strazio: altera la salute ed il carattere.</p>
+
+<p>Dunque, i tre Regnanti si sapevano in abominio alla Principessa:
+e d'altronde cominciavano ad accorgersi, che, malgrado
+l'imbecherare ed il subornare, malgrado i raggiri e lo cabale,
+difficilmente avrebbero ottenuta la popolarità e le acclamazioni
+richieste dalla legge sul concorso. L'autocrate d'Antibo, che aveva
+<span class="pagenum">[29]</span>
+un po' più di giudizio, di mitidio, di comprendonio, di sale in
+zucca degli altri due, pensò bene di convocare il despota d'Exibo
+ed il monarca d'Introibo ad un concilio privato. S'adunarono
+<i>inter pocula</i>, loro tre soli. Rimandata la livrea, votate alcune bottiglie
+di un poderoso vino e squisito, atto ad infonder coraggio
+persino a Don Melchiorre; il convitatore tenne a' convitati il
+seguente discorsetto:</p>
+
+<p>«Care Maestà, siamo competitori. Verissimo. Nondimeno abbiamo
+un visibilio d'interessi comuni. Ciascun di noi brama
+per sè la bella Rosmunda, e quel, che importa vieppiù, la corona
+di Scaricabarili. Seicento cinquantaquattromila trecento
+ventun miglio quadrato di superficie con centoventitrè milioni,
+quattrocentocinquantaseimila settecentottantanove abitanti,
+non sono una bagattella. C'è un guaio però: la Rosmunda
+non digerisce nessuno di noi, e la Nazione, che per mezzo
+delle Camere mette sempre il becco in molle in tutto, ci ama
+press'a poco <a name="corr29" id="corr29"></a>quanto l'epizoozia, anzi l'epidemia. Oh quanto
+ci sarebbe da riformare, in questo maledetto paese! se giungo
+ad insignorirmene, do lo sfratto a tutti i chiacchieroni,
+e... Dunque io credo, che Principessa e Parlamento, piuttosto
+che qualunque di noi accetterebbero per marito e sovrano
+quel musico sfiatato, o lo scassinator di cembali, o l'imbratta
+tele, o quel tagliacantoni del general Tremarella, od uno di
+que' pennaiuoli, od uno di quei cavalocchi od uno di que'
+nobilicchi. Io potrei rassegnarmi a vedermi anteporre uno di
+voialtri, che siete teste coronate e ch'io riconosco per eguali
+miei; non un cialtrone. Quindi mi parrebbe da escogitare un
+modo, che assicuri ad uno di noi tre queste nozze. Io ritengo,
+che non abbiate neppur voi la debolezza di credervi vincolati
+dal giuramento prestato il primo maggio? No, n'è vero?
+Dunque il modo è bell'ed escogitato. Diamo una gran caccia,
+alla quale inviteremo la Principessa. Noi, vi si andrà accompagnati
+da tutto il nostro seguito; la Rosmunda verrà senza
+sospetto e con pochi seguaci e senza scorta militare. Nel meglio
+della caccia, c'impossesseremo di lei, ci sbrigheremo in
+un modo o nell'altro dei seguaci; e via, a briglia sciolta verso
+la frontiera. Quando saremo in una piazza forte o vostra
+o mia, decideremo a chi debba appartenere la preda».</p>
+
+<p> &mdash; «Decidiamo ora,» &mdash; disse il monarca d'Introibo, ch'era
+<span class="pagenum">[30]</span>
+sciocco sì, ma fino ad un certo punto. &mdash; «Siamo tutti galantuomini,
+ma mia nonna diceva: <i>fidarsi è bene, non fidarsi è meglio</i>.
+Patti chiari e amici cari!».</p>
+
+<p> &mdash; «Ma» &mdash; rispose Guasparre &mdash; «se fissiamo prima colui, che
+deve godersi il frutto della rapina e del ratto, gli altri due
+potrebbero credere di non aver interesse ad assisterlo».</p>
+
+<p> &mdash; «Bah!» &mdash; replicò Baldassarre. &mdash; «Facciamo così. Per cansare
+ogni attrito, ogni gelosia, giochiamocela a' dadi, appena
+passata la frontiera».</p>
+
+<p> &mdash; «Felicissima idea! Ce la dadeggeremo! Che ne dice la Maestà
+del despota d'Exibo?».</p>
+
+<p>Don Melchiorre trovava dal canto suo infelicissima l'idea, perchè
+aveva una paura sordida. Ma i colleghi, deliberati a fare il
+colpo, che lo minacciavano caso non volesse cooperarvi, gli facevan
+paura anch'essi. Fra' due pericoli scelse per minor male
+il più remoto; e si obbligò ad esser complice dell'attentato.</p>
+
+<p>Si apparecchiò la caccia nella macchia di Valquerciame, bosco
+famoso, a non molti chilometri da Scaricabarili. Re Zuccone,
+vecchio e podagroso, non seguiva più le cacce da qualche
+lustro ed aveva preferito sempre una buona mensa a questi divertimenti
+faticosi, e la selvaggina e la cacciagione in tavola
+alle fiere nelle selve. La Principessa invitata, avrebbe voluto,
+ma non ardì scusarsi; e promise di trovarsi al convegno, con
+pochi gentiluomini ed alquante gentildonne di Corte. Il monarca
+d'Introibo, il despota di Exibo e l'autocrate d'Antibo
+partirono nottetempo dalla città per giungere a punto di giorno
+al ritrovo. Ma Baldassarre aveva nei giorni precedenti, sotto
+colore di disporre tutto per la caccia, mandati i loro seguaci
+spicciolatamente a scaglionarsi con cavalcature fresche lungo la
+consolare, che conduceva alla frontiera, la quale non era lontanissima.
+Alle sei del mattino, la Rosmunda giunse a cavallo
+co' suoi nel luogo fermato; e la caccia cominciò lietamente.</p>
+
+<p>Secondo il pattuito, la intera comitiva doveva ritrovarsi a cena,
+verso le nove pomeridiane, nella Reggia di Scaricabarilopoli.
+E che cena, che cena avevano preparata i maestri di bocca, i
+cuochi, i cucinatori, i guatteri, i pasticcieri, i sorbettieri di Corte!
+che vivande! che intingoli! che savori! che vini poi! quanta
+grazia di Dio! C'era di che soddisfare la fame rabida del
+cacciatore e da solleticare il palato d'un gastronomo sazio!
+<span class="pagenum">[31]</span>
+Tutti aspettavano: ma si fanno le nove, e non giunge nessuno;
+suonano le dieci, nessuno; siamo alle undici, nessuno; scocca la
+mezzanotte, nessuno; canta il gallo, nessuno; albeggia, nessuno;
+spunta il sole, nessuno. E quel ch'è peggio, non un messo, un
+corriero, che recasse notizie. Cosa mai poteva essere accaduto
+alla principessa Rosmunda, ed alla intera comitiva? Il povero
+padre, che non aveva chiuso occhio tutta la nottata, e solo verso
+mezzanotte, per non venir meno, si aveva mangiato un cestello
+di frutta di mare, (ostriche, angine, fasolari, cannolicchi),
+un consumato, un pasticcio di fegato d'oca, una fetta di timpale,
+del pesce in bianco, quattro costolette di cervo coi piselli,
+dei petti di pollo ai tartufi, un ponce alla romana ed un po' di
+cinghiale arrosto, il povero padre, dico, stava sulle spine. Manda
+corrieri, spedisce aiutanti: non tornano. Finalmente, disperato,
+chiama il capitano, che in quel giorno comandava la guardia
+a Palazzo e gli dice: &mdash; «Figliol mio, qua dev'essere accaduto
+una gran disgrazia certo. Fammi il piacere: raduna il
+tuo squadrone. Non importa che la Reggia rimanga sguernita;
+basta la guardia nazionale. Corri alla macchia di Valquerciame;
+frugala tutta, percorrila in ogni senso, per ogni verso,
+informami d' ogni scoperta con qualche ordinanza e non tornare
+senza la Principessa. Ha' tu inteso?»</p>
+
+<p> &mdash; «La Maestà vostra sarà obbedita. Comanda altro?»</p>
+
+<p> &mdash; «Va figliuol mio, che Dio ti benedica. Come ti chiami?»</p>
+
+<p> &mdash; «Maestà, sono un trovatello educato per carità da una buona
+vecchia. Mi han posto nome Sennacheribbo Esposito. M'arrolai
+volontario; servo da undici anni; mi han conferita una
+medaglia d'oro per una bandiera presa al nemico; son capitano
+di cavalleria di seconda classe con dugentoventitrè lire e
+trenta centesimi al mese e due razioni di foraggio».</p>
+
+<p> &mdash; «Va, Sennacheribbo;» &mdash; disse Maestà, chiamandol gentilmente
+pel nome e non pel cognome, quasi ingiurioso, come
+quello, che gli doveva rammentare d'esser <i>filius nullius</i>, &mdash; «Va,
+Sennacheribbo mio, non perder tempo. E se mi riporti
+o riconduci sana e salva la figliuola mia, ti giuro che nessuno
+sarà quind'innanzi al di sopra di te nel mio Regno».</p>
+
+<p> &mdash; «Il servire la Maestà Vostra è premio a sè stesso».</p>
+
+<p>E senz'altro dire, fatta riverenza al Re, Sennacheribbo scese,
+al corpo di guardia, chiamò il trombetta e fece sonare a raccolta.
+<span class="pagenum">[32]</span>
+Venti minuti dopo, lo squadrone partiva, galoppando per
+alla volta di Valquerciame. Lasciamolo galoppare e vediamo di
+appurar più pel minuto la storia di Sennacheribbo Esposito, capitano
+di seconda classe nel quinto reggimento Dragoni della
+Maestà del Re di Scaricabarili.</p>
+
+<p>Lo Esposito non aveva detta cosa al Re Zuccone, che non
+fosse vangelo. Egli era un trovatello, raccattato un bel mattino
+per istrada da una donnicciola, che un altro poco il calpestava
+nell'uscir di casa. Rinvoltato in poveri cenci e sudici, vagiva lamentevolmente.
+La vecchia sel recò a casa, il fece allattare da
+una capra e sel tirò su ed il fece andare a scuola e lo amò proprio
+come figliuolo. Sperava farne un buon operaio, che fosse il
+bastone della vecchiezza sua, perchè già, l'affetto de' genitori
+più o meno, ha sempre della speculazione. Sennacheribbo ascoltava
+a bocca aperta i racconti, che si facevano nelle veglie; e
+sognava di figliuole di Re incantate, che dovevano esser liberate
+dal suo valore. Quando a scuola gli cominciarono a spiegare le
+prodezze di Ercole e degli altri Semidei, non pensava ad altro;
+e piangeva di essere ancor bambino e di non poter girare pel
+mondo, emulando i grandi esempli di valore antico. Quando fu
+più grandetto e capì passati irrevocabilmente i tempi eroici, fu
+per lui un disinganno amaro. Aborriva dall'ozio, ma il lavoro
+servile dell'operaio gli ripugnava: aveva bisogno di faticare per
+guadagnarsi un tozzo di pane e fretta di cessare di essere a
+carico della sua benefattrice; sentiva profondamente la mortificazione
+di essere un projetto (Re Baldassarre d'Introibo avrebbe
+detto, un <i>projettile</i>) d'essere un projetto, allevato per carità, e
+non meno profondamente la riconoscenza verso colei, che aveva
+supplito a' genitori suoi. Frattanto scoppiò una guerra; egli
+poteva aver da quindici in sedici anni, ma era alto e forte,
+come se non ne avesse contati meno d'una ventina. Vedendo i
+be' reggimenti, che sfilavano al suono delle bande e delle fanfare
+e si recavano al campo; vedendo tanti giovani arrolarsi
+allegramente; egli si crucciava. Abbandonar secretamente la
+madre adottiva non osava; manifestarle il desiderio di marciare
+nemmanco: e, per non affliggerla, si macerava. La buona
+donna però, preoccupandosi della tristezza di Sennacheribbo,
+che dimagrava, dimagrava e perdeva ogni freschezza di carnagione
+e l'appetito, ed amorosamente osservando e notando, giunse
+<span class="pagenum">[33]</span>
+a discoprire qual baco il rodesse. Era poverella e vecchierella
+e d'umil condizione, ma non di sensi volgari: sapeva amare
+con disinteresse e devozione, sapeva. Aveva accolto ed
+educato quel fanciullo, sperando farne il bastone della sua vecchiaia;
+ma seppe sacrificare senza esitazioni la sua speranza, i
+suoi disegni, al bene di lui, alla contentezza di lui. Raggranellò
+alcuni suoi piccoli risparmii, chiamò il giovane e gli disse: &mdash; «Ho
+scoperto il tuo desiderio. Grazie di averlo combattuto per
+amor mio. Segui il tuo genio. Non ti dico di risparmiarti, perchè
+non sarebbe consiglio da darsi ad un soldato. Se t'incoglierà
+qualche male, sta certo che la mamma tua non ti sopravviverà.
+Torna, torna presto; torna illeso e glorioso; e non
+dimenticar mai la povera vecchia, che non ha altra gioia
+che te».</p>
+
+<p>Sennacheribbo abbracciò la madre, piangendo e giubilando;
+rifiutò i quattrini; corse ad arrolarsi; e partì la sera stessa pel
+campo. Mandò una prima lettera, che la povera donna rilesse
+cento volte; e poi, affaticato dalla istruzione prima, e quindi
+dal servizio, smise di scrivere, non riflettendo ai palpiti, che
+doveva provar la sua benefattrice. Succedettero scaramucce e
+fatti d'armi, ai quali prese parte, e finalmente una battaglia
+campale sanguinosissima, dove rimasero molte e molte migliaia
+di combattenti, ma che fu vinta dagli Scaricabarilesi. Parecchie
+vicine della madre adottiva di Sennacheribbo, le quali avevano
+figliuoli o mariti o fratelli sotto le armi, avevano ricevute le
+nuove de' loro ed erano uscite d'ambascia: ella sola non sapeva
+nulla del suo diletto, se fosse superstite o soggiaciuto.
+Il Generalissimo spedì, per presentare a Re Zuccone le bandiere
+conquistate sul nemico, una deputazione, il cui ingresso
+in Iscaricabarilopoli fu una vera festa nazionale. Tutta la popolazione
+le corse incontro per vedere que' trofei; per consolarsi,
+con la vista di quei trofei, de' lutti e del sangue, che
+costavano. Ma la povera mamma di Sennacheribbo, dubbia ancora
+del fato del figliuolo, stimando pure di non potere se non
+augurar male di un silenzio troppo protratto, stette tappata in
+casa, piangendo e disperandosi, e quasi imprecando alla gioia
+universale che esacerbava le sue lagrime. Cominciava ad annottare,
+quand'ecco sente bussare indiavolatamente all'uscio. &mdash; «Chi
+sarà mai?» &mdash; s'alza, chè stava filando presso una lucerna fumosa,
+<span class="pagenum">[34]</span>
+guarda da una piccola grata e vede sul pianerottolo un
+ufficiale di cavalleria, col braccio fasciato ad armacollo, che
+batteva impazientemente la solfa con gli stivali speronati. &mdash; «Oh!
+pover'a me! sarà qualche seccatura di alloggio e non alloggio». &mdash; Apre
+e l'ufficiale le salta al collo e l'abbraccia stretta.
+Essa lascia cader la rocca, tenta di svincolarsi e grida <i>accorr'uomo!</i>
+Per tutta la scalinata si spalancano gli usci, accorrono
+vicini, e che trovano? Trovano Sennacheribbo, che stringeva
+la madre al petto e le diceva dolcemente: &mdash; «Come, non riconoscete
+più il figliuol vostro non riconoscete, mamma? Non
+mi volete dar manco un bacio? Oh così va bene. Ma piano
+per carità, piano, che ho questo braccio qua ferito. Oh che
+buona mamma mia!».</p>
+
+<p>Era proprio lui, Sennacheribbo, lui proprio, quel desso! Ferito
+sì, ma con una medaglia d'oro sul petto ed uffiziale. Bagattelle!
+Altro che risparmiarsi! S'era precipitato come un demonio
+tra le file nemiche, conquistando una delle bandiere, che
+il Generalissimo lo aveva mandato a presentare al Re, insieme
+con parecchi altri gloriosamente feriti. Ora la madre sicuro che
+il riconosceva! e, mezzo impazzita dalla gran consolazione, non
+rifiniva mai dal carezzarlo, dal vezzeggiarlo, dal dirgli tante
+belle cose. Ed i vicini e le vicine a fargli corona e festa e plauso;
+ad ammirare ed interrogare, a curiosare ed importunare.</p>
+
+<p> &mdash; «Senti, mamma; era venuto a chiederti da dormire: sono
+quattro mesi, che non ho provato un letto ammodo».</p>
+
+<p> &mdash; «C'è il tuo lettino. Vi metterò le lenzuola di bucato, profumate
+di spiganardo».</p>
+
+<p> &mdash; «Ma chi va a letto senza cena, tutta la notte si dimena.
+I miei compagni sono andati al banchetto del quale il Sindaco
+si fa onore alle spese dei contribuenti; io no: ho voluto
+venir qua da te. Che mi dai?».</p>
+
+<p> &mdash; «Oh poveretta me! Non ho se non un po' di pane stantìo
+e del cacio di pecora. E come si fa? Tutte le botteghe son
+chiuse!».</p>
+
+<p> &mdash; «Porta qua, che ci ho un appetito militare. E condito da
+questa salsa ed in tua compagnia, il pan raffermo ed il formaggio
+mi sapranno meglio d'ogni manicaretto».</p>
+
+<p> &mdash; «Ma perchè non mi hai scritto? Avresti trovato qualcosa
+di caldo almeno!» &mdash; dice la povera donna. E non osò soggiungere
+<span class="pagenum">[35]</span>
+per non mortificare Sennacheribbo, &mdash; «e mi avresti
+risparmiate tante angosce!».</p>
+
+<p> &mdash; «Oh sì, scrivere! scrivere io! se tu sapessi, mamma, quanto
+pesa la penna alle mani avvezze a trattar la sciabola. Preferisco
+dar la scalata ad una piazza, anzichè scrivere due
+righi».</p>
+
+<p>Ho voluto riferirvi questa scenetta particolareggiatamente,
+acciò vi persuadeste, che Sennacheribbo, in fondo, era un buon
+figliuolo ed un bravo soldato. Ed ottimo soldato si era dimostro
+sempre in prosieguo e bravissimo figliuolo. Da sottotenente
+passò luogotenente, da luogotenente capitano, amato dai compagni,
+stimato dai superiori, modello proprio dell'ufficiale zelante.
+Ma, da qualche tempo, aveva perduta l'ilarità naturale;
+era divenuto pensieroso e malinconico; non professava più
+l'usato disprezzo pei libri, anzi leggeva di continuo e recitava
+versi; fuggiva i compagni, e si dilettava nel passeggiar
+solitario al chiaro di luna. Lo dicevano innamorato. Ma di chi?
+Vattel'a pesca! Il fecero spiare, il tenner d'occhio; ma nessuno
+potette mai scoprire la signora del cuor suo. Non un indizio,
+nonchè un principio di prova, fu possibil di raccorre. A
+chi tentò di barzellettar seco sull'argomento, fece quasi paura,
+tanto andò bestialmente in collera; sicchè nessuno osò mai più
+ritoccar quel tasto. L'umor tetro di lui era raddoppiato, dopo
+il bandimento del concorso matrimoniale per la Principessa.
+Scansava di ragionarne e solo emetteva qualche tronca bestemmia,
+quand'altri toglieva a discorrere, ed aveva più volte dichiarato,
+che, espletato il concorso, quando avesse a rendere omaggio
+com'a Re ad uno qualunque di quei proci, darebbe le
+dimissioni. Abbiamo già riferite le parole profferite da lui nel
+giorno del tumulto contro l'autocrate d'Antibo, parole, che, per
+la benignità del colonnello, gli fruttarono solo un mese di arresti
+di rigore. Era appunto la prima volta, che montava la guardia,
+dopo scontato quel mese di arresti, quando venne chiamato
+da Re Zuccone e mandato in cerca della Principessa smarrita.</p>
+
+<p>Galoppa galoppa, senza mai far alto, lo squadrone giunse in
+una tratta alla macchia di Valquerciame e precisamente al punto,
+ch'era stato il luogo del convegno dei cacciatori. Lì Sennacheribbo
+te lo spartisce in tante pattuglie, in tanti pelottoncini,
+per battere la selva in ogni direzione. Imboscano con le debite
+<span class="pagenum">[36]</span>
+cautele, come se eseguissero una ricognizione. Cammina, cammina,
+ecco, dopo lungo andare, nel più folto della macchia
+sentono rammaricarsi, un gemere compresso. Seguono la direzione,
+onde venivano i lamenti, e veggono e trovano, che mai
+uomini e donne legati agli alberi con salde ritorte ed imbavagliati.
+Erano i gentiluomini e lo gentildonne di Corte, venuti
+alla caccia in compagnia della Rosmunda, per farle seguito
+codazzo, corteo, scorta. La triade regio-brigantesca li aveva
+fatti imbavagliare, legare ed abbandonar lì: perchè, a condurli
+via, sarebbe stato un impiccio; ed ammazzarli, una crudeltà supervacanea;
+ed a lasciarli liberi, avrebbero divulgato troppo
+presto la notizia del ratto. I maligni dicono, che parecchi tra
+gentiluomini ed i maggiorduomini... sbaglio, s'ha a dire maggiordomi
+e maggiorduomini sarebbe troppo contrario al vero,
+che parecchi tra costoro furono dolentissimi di non essere stati
+invitati a cooperare all'attentato, e parecchio delle gentildonne
+scandolezzatissime di non avere ispirato ancor esse idee di ratto. E
+stavan lì da meglio che ventiquattr'ore, ed avevan passata la
+notte intiera intiera, battendo i denti in nota di cicogna, crepando
+di fame, scoppiando di sete, schiattando di paura. Il
+capitano li fece sciogliere, rifocillare alla meglio e procedette
+ad uno interrogatorio. Dal quale, sebbene le risposte di quella
+gente, poco svelta per natura, e più immelensita che mai dal sonno
+e dallo spavento, fossero confusissime, risultò, che, una ora all'incirca
+dopo cominciata la caccia, erano stati aggrediti e sopraffatti
+da' satelliti de' tre sovrani stranieri, malmenati, affunati ed abbandonati
+in quel modo con le sbarre in bocca. E la Principessa?
+Anche lei era stata sacrilegamente manomessa: presa e tentando
+di svincolarsi e difendersi con la coltella da caccia, aveva leggermente
+vulnerato l'autocrate di Antibo. Ma, insomma, aveva
+dovuto cedere al numero ed alla violenza: l'avevano legata
+in sella e portata via, correndo a spron battuto verso Occidente,
+in direzione della frontiera, insomma.</p>
+
+<p>Sennacheribbo corso allo spiazzo, là dove gl'indicavano avvenuta
+la lotta; e vi trovò di fatti l'erba calpesta, tracce di
+sangue, qualche panno cruentato e qualche scampolo di fune.
+Vide brillare un oggettucolo: corse a raccoglierlo. Era una legaccio
+con fibbia d'acciaio, che evidentemente aveva dovuto staccarsi nel
+contrasto dalla gamba o dalla coscia della Principessa; perchè
+<span class="pagenum">[37]</span>
+veramente ignoro, se la Rosmunda solesse allacciarsela al disopra o
+al disotto del ginocchio: alcuni degli scrittori alemanni, che
+narrano le storie scaricabarilesi, affermano l'una ipotesi, altri
+l'altra; ed io nel dubbio, son di parer contrario. Sennacheribbo
+raccolse ed intascò quella reliquia della rapita con maggior
+devozione certo, che Odoardo III d'Inghilterra non provasse nel
+raccattar la giarrettiera della contessa di Salisbury; e la lontananza
+della Principessa preveniva ogni pericolo che egli potesse
+imitare la disadattaggine del Re ed essere costretto a rimediare
+con un <i>Honny soit qui mal y pense</i> ad un'alzata di sipario involontaria.
+Poi pensò al da fare, e s'attenne al primo disegno,
+che gli si affacciò alla mente e che stimò buono. Vale a dire
+d'inseguire i rapitori; lasciare, che cavalli e cavalieri si riposassero
+per un quattro o cinque ore; e poi, mettersi nella pesta
+dei tre Re, requisire cavalli di cambio per via; sconfinare occorrendo;
+raggiungere i ladroni nelle loro tane; ma non tornare
+indietro, se non ricuperata la Principessa, come il Re gli aveva
+imposto. Era un giuoco difficile e rischioso: i plagiarii avrebbero
+avuto circa trentasei ore di vantaggio, e dovevano aver
+prese mille precauzioni per assicurare sè e la preda. Ma Sennacheribbo
+calcolava appunto sulla sicurezza in cui dovevano essere,
+riposando su questo vantaggio e queste precauzioni. Prese
+un soldato intelligente e lo spedì alla Maestà del Re, latore d'un
+breve dispaccio ed incaricato d'una lunga imbasciata. Ai gentiluomini
+ed alle gentildonne diede per guida un taglialegna che
+li accompagnasse fuori della macchia. Ordinò ai suoi uomini di
+inferraiolarsi e sdraiarsi per le terre e di riposare alquanto, mentre
+alcuni comandati preparavano il rancio con la cacciagione
+abbandonata da' tre Re.</p>
+
+<p>Lui, Sennacheribbo, inferraiolato anche lui, si sdraiò anche
+lui per le terre in disparte ed avrebbe voluto sonnecchiare e
+ristorarsi: ma che? Non gli riusciva di chiuder occhio. Il sangue
+bollente gli scorreva impetuosamente nelle vene, come metallo
+fuso ne' canaletti, pe' quali si dirama nel gettarsi una statua.
+Le arterie delle tempie gli pulsavano audibilmente al pensiero,
+che donna Rosmunda, per iniquo tradimento, trovavasi in balìa,
+in potestà di tre malandrini senza coscienza. E, nel silenzio di
+quella selva notturna, gli divenne chiaro per la prima volta,
+confessò per la prima volta a sè stesso di essere innamorato
+<span class="pagenum">[38]</span>
+della Principessa. Non gli date del pazzo!; egli medesimo, stringendosi
+sulla fronte il freddo fodero metallico della sciabola,
+chiedeva, se avesse dato di volta? se un ramo occulto di follia
+si dichiarasse? Un povero capitanellozzo di seconda classe, spiantato,
+orfano, esposito, innamorarsi, ma quel che si dice innamorarsi
+perdutamente, della erede di un Regno di seicencinquantaquattromila
+trecentoventun miglio quadrato di superficie
+e con <a name="corr38" id="corr38"></a>centoventitrè milioni, quattrocencinquantaseimila settecentottantanove
+abitanti! Perchè non s'era presentato al concorso
+matrimoniale? Appunto perchè non pazzo, appunto perchè consapevole
+della distanza che il separava dalla sua donna. Amava
+disperatamente. Aveva voluto negare a sè stesso quella passione
+aveva chiamato orgoglio nazionale, zelo per la cosa pubblica,
+devozione alla dinastia, fervore per l'onore di Casa Reale, cura
+per la felicità della figliuola de' suoi Re, l'odio concepito contro
+i ridicoli proci ed abominevoli. Ma ora non poteva dissimularselo:
+era gelosia bell'e buona. Le passioni conculcate e contrastate
+divampano con veemenza maggiore: era gelosia frenetica.
+Nello agitarsi, sentì in tasca un fagottino, che, stretto fra il
+suolo ed il femore, gli dava noia. Era il legaccio della Principessa.
+Cacciò fuori quel gingillo, che aveva toccate le belle
+membra della sua donna: e si propose di non manifestare ad alcuno
+quel ritrovaticcio; di custodirlo segretamente come l'avaro
+che fa del tesoro; di portarlo sul petto in quella impresa avventurosa,
+che, secondo ogni probabilità, doveva riuscirgli funesta,
+come un talismano. Lo guardò, lo considerò; vi piovve
+sopra alcune lagrime virili; se l'avvolse al collo; se l'avvolse
+intorno al polso destro, intorno al sinistro; e, senza saper quel
+che si facesse, lo baciò.</p>
+
+<p>Non appena l'ebbe tocco con le labbra, ecco scuotersi la terra
+ecco il barbaglio d'un lampo, ecco brontolare il tuono. Una folata
+di vento stormì di improvviso per la foresta. Ed il giovane
+sorpreso, nell'alzar gli occhi si vide dappresso una donna leggiadrissima,
+tutta velluti e trine e gemme, la quale diffondeva
+intorno una luce vividissima, tanto da rischiarare splendidamente
+il bosco e da fare impallidire la luna che spuntava roggia ed
+immensa. Sennacheribbo la squadrò dapprima attonito; ma vinta
+la prima impressione di stupore, da quel cortese ufficiale che
+<span class="pagenum">[39]</span>
+egli era, balzò in piedi, si cavò il cimiero, le fece un inchino
+umilissimo e chiese in che potesse servirla, alla bella incognita.</p>
+
+<p> &mdash; «Veramente, io dovrei far io questa domanda» &mdash; gli fu
+risposto. &mdash; «Non mi hai tu chiamata?».</p>
+
+<p> &mdash; «Chiamata? io? come? quando? e perchè avrei dovuto
+chiamarla, se da poi ch'io l'ho data a balia, non l'ho più vista?
+se ignoro persino il suo riverito nome?» &mdash; replicò Sennacheribbo,
+impermalito un po' di quel <i>tu</i> famigliare.</p>
+
+<p> &mdash; «O non ti sei tu cinto quel legaccio intorno al polso sinistro
+e non l'hai baciato?».</p>
+
+<p>Il povero capitano si fece <i>ponzò</i>, come un ladruncolo catacolto
+in flagranti. Divenne burbero: &mdash; «Scusi, madama, chi le dà il dritto
+d'immischiarsi nelle mie faccende, di spiare i fatti miei? Sacristia!
+cosa importa a lei quel ch'io fo e quel ch'io non fo? Questo affare
+a lei punto non appartiene. O per Bacco, forse che io la
+interrogo sul perchè va gironzoni a quest'ora sola soletta nella
+macchia? faccia il comodo suo; ed io e gli altri fare il proprio,
+cattera! E il tu, lo serbi per i suoi domestici, sa ella?
+O guarda un po' cosa capita..».</p>
+
+<p>La formosissima sconosciuta sorrise: &mdash; «Ma, capitano, signor
+capitano, è Vossignoria che mi viene a disturbare. Io sono la
+fata Scarabocchiona: della quale avrà senza dubbio inteso parlare,
+santola della Principessa Rosmunda. E le fate non parlano
+in terza persona a nessuno, anzi in seconda singolare a
+tutti, persino a Dermogorgone, ch'è il Re loro. Quel legacciuolo
+è incantato di tal sorta, che, legandolo al polso sinistro e
+baciandolo, mi si costringe ad apparire; mi trovassi lontana
+centomila miglia, fossi occupata a... (stavo per dire una corbelleria)
+mi è forza di apparire immediatamente. Lo avevo regalato
+alla mia figlioccia; e strasecolo, nel ritrovarlo al polso
+di un capitano di cavalleria con tanto di baffi. Che malgrado
+le mie fatazioni la Rosmunda m'abbia a riuscire una scapatella?».</p>
+
+<p> &mdash; «Ah, signora fata» &mdash; sclamò Sennacheribbo raumiliato, &mdash; «scusatemi
+tanto! Avrei dovuto riconoscervi subito dalla bellezza
+e dalla maestà vostra sovrumana. Perdonatemi! mi vedete
+turbatissimo, fuori di me. E poi non sapevo nulla nulla della
+fatazione della legaccia».</p>
+
+<p>La fata era donna: Sennacheribbo le apponeva carne di lodola;
+<span class="pagenum">[40]</span>
+n'era ghiotta, come tutte, e sorrise compiaciuta: &mdash; «Ma chi
+ti ha data la legaccia?».</p>
+
+<p> &mdash; «L'ho rinvenuta qui per le terre» &mdash; disse il giovane, e le
+narrò ogni cosa: la caccia; il ratto della Rosmunda; e l'intenzione
+sua di racquistarla o morire. E disse in modo, che palesava
+quanto gli stesse a cuore la Principessa e quale altro affetto,
+e più potente che devozion di suddito, lo stimolasse a
+quell'ardimento. Ah non sempre riesce il dissimulare!</p>
+
+<p>La fata Scarabocchiona ascoltò tutto attentamente e comprese
+quel, che il signor capitano taceva. Cavò di tasca un suo libretto
+di marocchino a fermagli d'oro e legato alla cintura con una
+catenella d'oro a grandi anella, lo aperse, lo percosse con la
+sua verga criselefantina di squisito lavoro, lo scartabellò, mormorando
+sempre:</p>
+
+
+<div class="poem">
+<p>Per questa verga magica,</p>
+<p class="i2">Pel nome del Re nostro,</p>
+<p class="i2">Libro degli incantesimi,</p>
+<p class="i2">Dal tuo sincero inchiostro</p>
+<p class="i2">Dove que' prenci fuggano</p>
+<p class="i2">Tosto mi sia dimostro.</p>
+</div>
+
+
+<p>E poi lesse alcune pagine sotto voce. Rivolgendosi quindi al
+capitano: &mdash; «Come farai per raggiungere que' rapitori, prima
+che siano in salvo nel girone di qualche fortezza antiboina,
+exiboina od introiboina? Sai quanti chilometri di vantaggio
+hanno?».</p>
+
+<p> &mdash; «Circa trentasei ore; farò sferzare e sforzare i cavalli; li
+farò cambiare per amore o per forza, con le buone o con le
+brutte, durante la corsa; giungerò con dieci uomini, giungerò
+solo; ma giungerò, voglio sperare, se non per liberare la mia
+Principessa, per ammazzare almeno uno de' tre monarchi e per
+esser trucidato sotto gli occhi di lei».</p>
+
+<p> &mdash; «Sai la strada battuta da' tre Re?».</p>
+
+<p> &mdash; «Ne ritroveremo le orme, le vestigia; prenderemo lingua,
+c'informeremo, cammin facendo. Non si tratta mica d'una brigatella,
+che possa passare inavvertita affatto».</p>
+
+<p> &mdash; «Que' ladroni galoppavano verso i confini d'Antibo. Per
+quanto isferzassi ed isforzassi i cavalli, per quanto li cambiassi,
+non potresti raggiungerli mai, tanto sono montati meglio di te
+<span class="pagenum">[41]</span>
+e de' tuoi, e tanto è il vantaggio, che han preso. E poi, scusami,
+morire senza ottener l'intento e sapendo, che non può
+ottenersi per quella via, sarebbe ragazzata».</p>
+
+<p> &mdash; «Sua Maestà mi ha imposto di non tornare senza la nostra
+Principessa».</p>
+
+<p> &mdash; «Ed io ti giuro, che, se non fossi qua io per assisterti,
+non tornare potresti bene; ma tornare con esso lei non ti riuscirebbe.
+Ma io toccherò dragoni e cavalli con questa mia verghetta
+criselefantina e ne ventiquattruplerò le forze. Va, chiama
+il tromba, fa che lo squadrone si raduni e salga in arcioni,
+e precipitati a galoppo sfrenato dietro il fuoco <a name="corr41" id="corr41"></a>fatuo, ch'io
+ti darò per guida.» E, così dicendo, percosse il suolo con la
+magica bacchetta criselefantina, mormorando:</p>
+
+
+<div class="poem">
+<p>Da le profonde viscere</p>
+<p class="i2"> Di acquitrinoso suolo,</p>
+<p class="i2"> Levati, o fuoco fatuo,</p>
+<p class="i2"> Splendido e ratto a volo.</p>
+</div>
+
+
+<p>Immediatamente un bel fuoco fatuo, dalla fiamma azzurrina,
+ristette fra le piante della macchia ad una ventina di passi da'
+due: tremolava, oscillava, dondolava, s'incurvava, balzellava lievissimamente,
+come la fiamma di una candela in mano di fanciulla
+che cammini pian piano, guardinga. La fata proseguì:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Dove quei cani prencipi</p>
+<p class="i2"> Traggon la mia diletta</p>
+<p class="i2"> Questo drappello vindice</p>
+<p class="i2"> Pronto a guidar t'affretta;</p>
+<p class="i2"> Fa che agli empi sollecita</p>
+<p class="i2"> Incolga aspra vendetta.</p>
+</div>
+
+<p>Poi, rivolta a Sennacheribbo: &mdash; «Attergati a questa fiammella,
+senza alcun sospetto, con la stessa fede cieca con cui ti si attergherà
+il tuo squadrone. Quando la vedrai fermarsi e sparire,
+sappi che hai raggiunti i rapitori della Rosmunda. Dipenderà
+dal tuo valore, dalla tua prudenza, il liberare allora la Principessa.
+Io posso consigliar gli uomini ed agevolar loro le imprese
+difficili e renderle possibili; non compierle in vece loro
+io. A rivederci. Se hai bisogno di me, trovandoti negl'impicci,
+sai pure come chiamarmi. Ma non farlo alla leggiera». &mdash; Così
+detto disparve.</p>
+
+<p><span class="pagenum">[42]</span>Sennacheribbo si rimase estatico, trasognato, strasecolato, strabiliando,
+irresoluto, infraddue, non sapendo che si fare, a che
+risolversi, a qual partito appigliarsi, che pensare di quell'avventura
+e di quell'apparizione. Ed avrebbe stimato tutto immaginazione,
+sogno, visione, illusione, allucinazione, fantasmagoria,
+se non si fosse veduto a venti passi quel fuoco fatuo irrequieto,
+che andava e veniva su e giù, che tremolava, oscillava,
+dondolava, s'incurvava, s'assaettava, balzellava, come impaziente
+d'incamminarsi. Fidare in un fuoco fatuo, sceglier per guida
+una meteora, non sembrava al capitano veramente il più savio
+dei consigli, anzi vi ripugnava, come da cosa affatto contraria
+a tutte le consuetudini delle truppe in marcia. E poi, come applicare
+il Regolamento? come porgli allato due cavalieri con ordine
+d'ammazzarlo al primo sospetto di tradimento, alla prima
+velleità di fuga? E trascurando le precauzioni imposte da' regolamenti,
+non incorreva forse nelle pene comminate dal Codice
+militare? non assumeva una tremenda responsabilità? Poteva avvalersi
+degli spionaggi della fata Scarabocchiona? E chi gli assicurava
+che fosse proprio lei quella donna? Ci son tanti che
+negan persin l'esistenza delle fate! D'altronde il desiderio di
+pur salvare la Principessa, cosa affatto impossibile (dovea convenire)
+co' suoi mezzi naturali a sua disposizione; la tema di
+passare per pauroso agli occhi di quella sedicente fata e del fuoco
+fatuo istesso; la brama di adempiere e di obbedire alle raccomandazioni
+di Re Zuccone; sopratutto poi l'amore e la gelosia, lo stimolavano
+a profittare della scorta e dell'aiuto soprannaturale. &mdash; «Per
+mal che la vada cosa può accadermi, eh? Che questo fiammazzurro
+mi conduca a scavezzarmi il collo in qualche dirupo?
+Vada per lo scavezzacollo! Che mi conduca ad affogar con
+l'intero squadrone nella mota d'un qualche pantano? Vada
+per lo affogamento! Più che una volta non si muore. Tromba,
+ehi tromba!».</p>
+
+<p> &mdash; «Capitano!».</p>
+
+<p> &mdash; «Suona la sveglia! suona a raccolta! Svelti, figliuoli! A
+cavallo e seguitemi! Viva la Principessa donna Rosmunda!».</p>
+
+<p>Ufficiali e bassaforza, furon tutti desti e pronti in un batter
+d'occhio. Cattera, la fata Scarabocchiona li aveva tocchi con la
+verga d'oro e d'avorio, ventiquattruplandone il vigore, il valore,
+la disciplina, l'ardire, sicchè si sentivano da più di loro,
+<span class="pagenum">[43]</span>
+più che uomini. I destrieri vergheggiati anch'essi alla criselefantina,
+nitrivano, innivano, scalpitavano, scodinzolavano, scuotevan
+le giubbe, drizzavan le orecchie, tutti brio. Anch'essi valevan
+ventiquattro volte più di prima. Era una bella notte serena,
+stellata: i cani uggiolavano, gli allocchi bubbolavano, gli
+assiuoli chiurlavano, le civette squittivano, i cuculi cuculiavano,
+i gufi gufeggiavano, le rane gracidavano, i grilli grillavano, altri
+insetti stridevano e gli usignuoli gorgheggiavano; mille diverse
+fragranze balsamiche ed aromatiche, mille odori, mille profumi,
+mille olezzi impregnavano l'aria; le stelle scintillavano, la luna
+rischiarava, i fuochi del bivacco divampavano, le lanterne dello
+squadrone splendevano, ed il fuoco fatuo brillava con dolce luce
+ed azzurrognola, tremolando, oscillando, dondolandosi, incurvandosi,
+assottigliandosi, ballonzolando, dimostrando con tutti i modi
+che madre natura ha concessi a' fuochi fatui, l'impazienza di
+prender l'abbrivo. Finito l'appello, messi gli uomini per due,
+Sennacheribbo gli si rivolse e disse:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>O splendida meteora,</p>
+<p class="i2"> Eccoci pronti! Orsù,</p>
+<p class="i2"> Dacci il segnale, muòviti</p>
+<p class="i2"> Non indugiam di più.</p>
+<p class="i2"> Per vie battute e impèrvie</p>
+<p class="i2"> Selve, di su, di giù,</p>
+<p class="i2"> Donna Rosmunda guidaci</p>
+<p class="i2"> A trar d'affanno tu!</p>
+</div>
+
+<p>Il fuoco fatuo si mosse, con velocità iniziale poco minore di
+quella d'una palla scagliata dal cannone liscio di ventiquattro,
+e dietro tutto lo squadrone, come se caricasse. I cavalli spiccavan
+salti di ventiquattro metri l'uno, anzi salti della distanza,
+che separa due pali del telegrafo. Sarebbe stato uno spavento
+il vedere ed udire questa massa nera, preceduta da una fiammella
+azzurrina, che passava con l'impeto della tempesta, con
+lo scroscio del tuono, come una tromba fragorosa e gravida di
+folgori: ma era notte fitta, ed i campagnuoli, i contadini, i villani,
+gli agricoltori, i zappaterra, russavan tutti nei tugurii.
+Galoppa, galoppa, galoppa; vola, vola e vola; divorarono le
+tante miglia che conducevano alla frontiera del Regno. Frontiera,
+che il monarca d'Introibo, il <a name="corr43" id="corr43"></a>despota d'Exibo e l'autocrate
+d'Antibo avevan frattanto già varcata con la bella prigione.</p>
+
+<p><span class="pagenum">[44]</span>Rosmunda! Aveva tentato di difendersi, di svincolarsi e persino
+vulnerato con la coltella da caccia Re Guasparre; aveva
+poi tentato di fuggire; ma tutto indarno! l'avevano inbavagliata,
+ammanettata, impastoiata, incapestrata, e gittata, e legata per
+la cintura, trasversalmente sulla sella: con le braccia dietro,
+come un sacco di grano e via! I cavalli eran lanciati al gran
+galoppo, e venivan mutati ad ognuna di quelle stazioni, che il
+prudente autocrate aveva scaglionate lungo la consolare. I tre,
+giunti sul territorio antiboino e stimandosi ormai al sicuro da
+ogni inseguimento e sentendosi stanchissimi da quella cavalcata
+a rompicollo, risolvettero di fare un alto, anzi di far tappa e
+di riposarsi alla prima osteria. Di fatti entrarono <span class="smcap">Al gallo
+d'oro, buon vino e buon ristoro, alloggio e stallatico</span>;
+che aveva per insegna un gran galletto giallo scarabocchiato
+sul muro, accanto alla frasca canonica, col motto:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Quando questo canterà</p>
+<p class="i2"> Credito si farà,</p>
+<p class="i2"> Oggi no, domani sì;</p>
+<p class="i2"> Patti chiari, amici cari.</p>
+</div>
+
+<p>Il <span class="smcap">Gallo d'oro</span> era una tavernaccia isolata, di fama dubbia,
+che aveva per clientela i trainanti, i cavallanti ed il contrabbandierume
+dei dintorni; non offriva dunque comodi maggiori di
+quelli, che tal gente richiede e paga. Il buon vino era una mistura
+d'acqua di fonte, acquavite di patate, e non so che sostanze
+coloranti; il buon ristoro, pane stantìo, formaggio pecorino,
+salame di asino, carne di capretto e qualche volta un po' di
+caccia o qualche uova od un par di pippioni, o qualche pesce
+pescato nel fiume regale, che scorreva poco lontano. Ma si sa,
+in viaggio, bisogna sapersi contentare: i tre Re morivano di fame,
+di sete e di stanchezza; quindi smontarono, ordinarono da pranzo
+e deliberarono di aspettare in quel luogo il ritorno d'un corriere,
+che Guasparre spedì al comandante d'una piazza forte vicina,
+acciò gli venisse incontro con due o tre Reggimenti e carrozze
+ed ogni ben d'Iddio.</p>
+
+<p>Mentre l'oste e l'ostessa tagliavano il collo a galline e piccioni
+e scendevano in cantina a prender del migliore, ancora tutt'assonnati,
+come quelli, che eran stati desti in sul meglio del
+dormire, e trasognati, come quelli, che per la prima volta albergavano
+<span class="pagenum">[45]</span>
+de' Re, l'autocrate d'Antibo disse a' compagni d'iniquità: &mdash; «Signori,
+io son galantuomo. Abbiamo fatta una preda,
+un bottino, una presa, una caccia, chiamatela come volete,
+in comune, in società, in accomandita, <i>viribus unitis</i>, cooperando:
+ed in società dovremo incontrare le conseguenze del
+nostro operato».</p>
+
+<p> &mdash; «Pur troppo!» &mdash; sospirò Don Melchiorre, che aveva paura,
+ma paura!</p>
+
+<p> &mdash; «Bah! tutto finirà per <i>arrangiarsi</i>,» &mdash; sghignazzò Baldassarre
+V, il quale non aveva ancor ben compresa, m'immagino,
+la gravità dell'atto perpetrato.</p>
+
+<p> &mdash; «Patti chiari, amicizia lunga. Abbiamo fermato di dadeggiar
+questa femmina, subito dopo varcata la frontiera scaricabarilese.
+Presto, mentre ci apparecchiano un po' di colezione,
+qua i dadi e sbrighiamoci. Chi ha tempo non aspetti tempo».</p>
+
+<p> &mdash; «Giochiamocela piuttosto all'oca, dilettevole per chi gioca
+e chi non gioca,» &mdash; propose il monarca d'Introibo.</p>
+
+<p> &mdash; «Un emendamento, Maestà mie. Teniamola piuttosto in comune,
+finchè ogni guaio non sia terminato: allora, sorteggeremo,» &mdash; suggerì
+Don Melchiorre XVII.</p>
+
+<p> &mdash; «Nossignori, nommaestà,» &mdash; replicò l'autocrate. &mdash; S'è
+detto di dadeggiarla, dadeggiata dev'essere; s'è detto, subito dopo
+varcata la frontiera, dunque adesso, subito, immantinente,
+senza frapporre indugio, senz'altra tardanza. Bisogna stare alla
+convenzione, al pattuito. I dadi! In tre colpi! Chi tira il punto
+maggiore, se l'abbia pure. La proposta di Don Melchiorre è inaccettabile.
+Vel confesso: dopo che la nostra prigione mi ha naverato
+nella macchia di Valquerciame, ogni amore, ogni desiderio,
+ogni misericordia è morta in me. I riguardi dovuti
+a voialtri, il rispetto de' trattati, ed anche la speranza d'una
+vendetta più squisita e prolungata, mi han solo trattenuto dal
+segarle la gola lì per lì, dallo sgozzarla issofatto, dallo scannarla
+su due piedi. Ch'io sia il vincipremio, non la farò mica
+mia. Anzi la farò appendere per li capelli ad una forca di cinquanta
+cubiti e ve la farò morire di fame e di strazio».</p>
+
+<p> &mdash; «Io,» &mdash; disse il despota d'Exibo, &mdash; «se m'ha da toccare
+a me, la riterrò come ostaggio. Così, per amor di lei, perchè
+non venga bistrattata o sacrificata, Re Zuccone dovrà astenersi
+<span class="pagenum">[46]</span>
+da ogni atto ostile. Mi servirà da parafulmine: se la
+vogliono illesa, mi hanno da lasciar tranquillo guà!».</p>
+
+<p> &mdash; «Ed io» &mdash; soggiunse Re Baldassarre &mdash; «ritengo che nè
+la Principessa; ned il padre; ned il popolo scaricabarilese
+quando il monarca d'Introibo l'impalmasse, potrebbe fare altro
+se non ringraziarmi e ringraziar Domineddio dello stratagemma,
+dell'astuzia, del ripesco, della malizia, alla quale ci
+siamo appigliati per abbreviar la faccenda ed evitare un giudizio
+di plebe o di assemblea sul nostro merito».</p>
+
+<p> &mdash; «Benone!» &mdash; ripigliò Guasparre &mdash; «ognuno si regolerà come
+giudica meglio. Su, aiutanti, procacciateci dei dadi ed un cornetto» &mdash; proseguì
+poi aprendo la bussola e rivolgendosi agli
+ufficiali, che stavano nella stanza antecedente, &mdash; «e fate condur
+qui da noi la prigioniera».</p>
+
+<p> &mdash; «Sciolta, Maestà?».</p>
+
+<p> &mdash; «Sciolta un corno: chi ci assicurerebbe dai suoi unghioni?
+e se l'avete sbavagliata, rimbavagliatela ammodo: che
+non vogliamo esser disturbati dalle grida di quella pettegola,
+mentre si gioca».</p>
+
+<p>Quell'uomo lì veniva sempre obbedito a vapore. Due minuti
+dopo, erano sulla tavola un cornetto e due dadi, i quali avevano
+spesso servito a contrabbandieri e ladruncoli per disputarsi
+i loro lucri o per dissanguare qualche zugo: ora dovevan servire
+a tre Maestà per disputarsi l'erede di un reame di seicencinquantaquattromila
+trecentoventun miglio quadrato di superficie
+con cenventitrè milioni, quattrocencinquantaseimila settecentottantanove
+abitatori. Poi la Principessa sempre affunata
+ed imbavagliata <i>ut supra</i>, fu portata dentro avvincigliata su d'una
+seggiola sconnessa. L'autocrate d'Antibo le spiegò sghignazzando,
+ingiuriandola e dandole del tu, ch'ella era la posta del
+giuoco.</p>
+
+<p>Fecero alla morra chi dovesse cominciare: &mdash; «Questo è giuoco
+da facchini, bifolchi e guardaporci», &mdash; dice Giordano Bruno.
+Toccò a gettare i dadi per primo a Don Melchiorre, in secondo
+luogo a Re Baldassarre, in terzo all'autocrate d'Antibo.</p>
+
+<p>Il timido zoppo agitò per un bel pezzo i dadi nel cornetto, e
+finalmente li rovesciò pian pianino sul tavolo: fece tre e due.</p>
+
+<p> &mdash; «Tua non sarà di certo», &mdash; disse gongolando il gobbo rimbambito;
+e, toltogli il cornetto dalla mano, e rimessivi i dadi
+<span class="pagenum">[47]</span>
+dentro e fattili ballonzolar più volte prima con la destra, poi
+con la sinistra, tirò cinque e sei. &mdash; «È mia! mia! mia!», &mdash; esclamò
+tripudiando com'un fauno.</p>
+
+<p> &mdash; «Non ancora, fratelmo!» &mdash; disse il guercio. &mdash; «Per buono,
+il punto è buono. Ma chi sa, fratelmo, chi sa!». &mdash; Prende convulsamente
+il cornetto, che Baldassarre aveva gittato sul desco
+rincludendovi i dadi e li butta senza nemmanco agitarli.</p>
+
+<p> &mdash; «Sei e sei!» &mdash; gridarono gli altri due. &mdash; «Il punto di
+Venere!».</p>
+
+<p> &mdash; «Quindi innanzi punto di Nemesi!» &mdash; corresse Guasparre: &mdash; «Signori,
+questa donna, ch'è indiscutibilmente nostra per dritto
+di rapina, poss'io quindi innanzi dirla esclusivamente mia,
+di loro pieno <a name="corr47" id="corr47"></a>consenso?».</p>
+
+<p> &mdash; «Senza dubbio alcuno!».</p>
+
+<p> &mdash; «Posso farne quanto m'aggrada?».</p>
+
+<p> &mdash; «Si accomodi pure!».</p>
+
+<p> &mdash; «Quest'affare a noi punto non appartiene».</p>
+
+<p> &mdash; «Sia lodato il cielo! Senti qua, Rosmunda: io ti amava; mi
+piacevi. Tu mi hai ricolmo di mortificazioni. Invece di antepormi
+e preferirmi subito e senz'altro a tutti, mi hai dati un
+subisso di concorrenti, tutti da meno di me, nessuno dei
+quali ti era meno accetto di me. M'è stato riferito, che mi
+hai dileggiato, perchè non ho gli occhi come i tuoi, che mi
+hai maledetto perchè non ho un animo effeminato.... Or bene,
+ci ho però visto tanto da raggiungerti; e della mia crudeltà
+farai esperimento tu stessa. Appena aggiornato, appena giunti
+que' tre Reggimenti che ho mandato a chiamare, sai cosa?
+Farò rizzar dai guastatori le forche su quella collina, onde
+si scorge il Regno di tuo padre ed il corso del fiume regale che
+passa per la tua città nativa. E ti farò appendere pei capelli
+alle forche. Ignuda in faccia a tanti soldati, sora schifiltosa.
+E morrai di fame e di strazio lassù. E ti farò sbavagliare per deliziarmi
+delle tue querimonie, de' tuoi lamenti, delle tue grida, de'
+tuoi rantoli, brutta segrennaccia, pettegola! E vedremo poi
+cosa potranno per vendicarti quel zuccone di tuo padre e
+quelli, che ti avrebber dovuto essere sudditi; giacchè per salvarti
+oramai non può più nulla nessuno, nessuno, nessunissimo!».</p>
+
+<p>Ed alzava la mano per lasciarle andare una guanciata, quando
+<span class="pagenum">[48]</span>
+una voce stentorea, che gridava: &mdash; «Sbagli!» &mdash; gli fece trattenere
+il colpo e volgere il capo. Sulla soglia della stanza, con
+la sciabola evaginata in pugno, stava ritto Sennacheribbo; e
+dietro a lui si accavalcavano i più dei suoi dragoni. Sogghignavano
+amaramente; ed il capitano a ripetere: &mdash; «Sbagli
+messere! Signori, avete fatto i conti senza l'oste».</p>
+
+<p>La destra dell'autocrate cercò istintivamente l'impugnatura
+di una spada: ma era inerme. Gridò: &mdash; «Tradimento! a me!
+Antiboini, al Re vostro!» &mdash; e corse alla finestra unitamente ai
+due <i>córrei</i>. Ma i loro compagni stavano affunati a coppie e distesi
+per terra in un cantuccio del cortile, ed i dragoni scaricabarilesi,
+posti in sentinella dovunque, spianando i moschettoni,
+li costrinsero a rientrare nella stanza. In un battibaleno
+vennero afferrati, ammanettati alla lor volta e trasferiti ed incatenacciati
+in un bugigattolo oscuro, sebbene protestassero arrogantemente
+contro questa violazione sacrilega della Maestà
+Regia, del dritto delle genti, de' confini. O parlassero antiboino
+od exiboino od introiboino o scaricabarilese, i soldati non davan
+loro retta, anzi facevan le viste di non intenderli neppure. Ed
+il capitano Sennacheribbo aveva altro in capo, e s'affaccendava
+intorno alla principessa, alla sua Rosmunda, a sbavagliarla, a
+scioglierne, a spezzarne, a troncarne le legature, ed impartire
+ordini, perchè le preparassero qualche cordiale, un letticciuolo,
+una camera. Appena sciolta, ella balzò in piedi, come per fuggire,
+con gli occhi stralunati; ma, soprappresa da tremiti nervosi
+e con le membra intorpidite, potè solo profferire un: <i>ohimè</i>!
+e cadde svenuta fra le braccia del giovane.</p>
+
+<p>Non gl'invidiate l'incarico soave! Non vide mai persona più
+impacciata del nostro Sennacheribbo. Il sorreggere una donna in
+deliquio è sempre grave, per quanto cara la si possa avere, per
+quanto innamorati se ne sia, giacchè pesa. <i>Leggiera come un uccello</i>
+è una metafora tanto falsa ed esagerata che rasenta lo eufemismo.</p>
+
+<p>Moralmente potrà ben dirsi:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Quid levius pluma? pulvis! Quid pulvere? Ventus!</p>
+<p>Quid vento? Mulier! Quid muliere? Nihil!</p>
+</div>
+
+<p>Ma, <i>fisicamente</i>, è un altro par di maniche.</p>
+
+<p>Le donne pesano sempre; e svenute, sempre come insegna la
+<span class="pagenum">[49]</span>
+fisica, pesan di più. Ma quando poi la svenuta è la nostra sovrana,
+l'erede del trono, la futura Regina di seicencinquantaquattromila
+trecenventun miglio quadrato di territorio e di cenventitrè
+milioni, quattrocencinquantaseimila settecentottantanove
+sudditi; e che noi, che la sorreggiamo, non siamo se non un
+povero capitanucolo de' dragoni, un trovatello spiantato.... mamma
+mia, che imbarazzo allora! oh che impiccio! che impaccio!
+che briga! che soggezione! che paura di violar qualche canone
+di etichetta! Chi sa quali regole prescrive l'etichetta delle Corti
+ne' casi analoghi? Chi sa quali siano le disposizioni del cerimoniale?
+E come apprestarle soccorso? come farla rinvenire? Recarsela
+in seno e portarla di peso su qualche letto ed adagiarvela?
+Misericordia! che familiarità indebite! Spruzzarla d'acqua?
+Che irreverenza! Slacciarle il busto e la gonna? Che orrore!
+E non esserci una camerista per accudirla! L'albergatrice?
+Ohibò! donna equivoca, schifosa, ed antiboina per giunta:
+come mai commetterle la cura e la salute della Principessa?
+E contate per nulla lo spavento? E se la tramortita morisse?
+Che responsabilità terribile! Morire forse per mancanza di assistenza,
+per trascuraggine, per pusillanimità del protettore! Il
+povero capitano stava fuori di sè. Per buona ventura, gli sovvenne
+del legaccio incantato. Senza lasciar di stringersi timidamente
+al petto la Rosmunda che sarebbe sennò stramazzata per
+le terre, sbottonò la tunica, trasse quel gingillo, che portava sul
+cuore, lo ravvolse intorno al pugno sinistro e v'imprese un bacio.</p>
+
+<p>Non appena l'ebbe sfiorato con le labbra, ecco vacillar la terra
+come tremuoto; ecco divampare come un baleno; ecco un rombo
+come di tuono; ecco un vento impetuoso fischiare per gli anditi
+della casupola; e restare innanzi al capitano una donna avvenentissima,
+tutta velluti e trine e gemme, la quale spargeva intorno
+una luce vivida tanto da rischiarare splendidamente la
+stanza e da oscurare, ecclissare i torchi accesi ed il lume della
+alba che incominciava a penetrare dalle finestre spalancate.</p>
+
+<p> &mdash; «Cara fata Scarabocchiona» &mdash; disse l'ufficiale, &mdash; «eccovi
+la vostra figlioccia, sana e salva, com'io credo, ma svenuta.
+Qui non ci son donne ed i miei dragoni sarebber bravi ad ammazzar
+giganti, ma non sanno trattar una creaturina come questa.
+L'affido a voi, dunque. Curatela voi; fate voi che rinvenga».</p>
+
+<p> &mdash; «Povera figliuola mia!» &mdash; sclamò la fata, e sedutasi sur
+<span class="pagenum">[50]</span>
+uno sgabello prese in grembo e coperse di baci la giovane sempre
+in deliquio.</p>
+
+<p> &mdash; «Fata benedetta mia, se, come ogni fata d'un certo grado,
+possedete anche voi un carro alato o tirato da draghi e da
+ippogrifi, ve ne scongiuro, riconducete voi, al più presto, la
+Principessa nella Reggia di Scaricabarilopoli dal padre. Frattanto
+io corro a sbrigare ed aggiustare un certo conto coi rapitori;
+e bramerei non aver impicci di donne qua presenti».</p>
+
+<p> &mdash; «Non temere; la ragazza rimane nella mia custodia. Bravo
+Sennacheribbo, corri pure a far quel che occorre. Penserò io a
+rintegrar la <a name="corr50" id="corr50"></a>Rosmunda nel dominio paterno. Vai, vai pure,» &mdash; disse
+la Scarabocchiona, ed alzando la verga criselefantina mormorò
+certi versetti:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>O rosei draghialigeri</p>
+<p class="i2"> Che il plaustro mio traete;</p>
+<p class="i2"> Da' vostri eterei pascoli</p>
+<p class="i2"> Qui qui presto accorrete!</p>
+</div>
+
+<p>Ed ecco un elegantissimo plaustro di madreperla apparire e
+ristare innanzi alla finestra come un cocchio innanzi all'incarrozzatoio,
+come un treno innanzi al marciapiedi della stazione:
+lo trascinavano per aria otto be' draghetti alati, dal mantello
+roseo, picchiettato di violetto e con le creste e le crinier
+rosse, scarlatte. La riportò dentro sulle sue braccia la Rosmunda
+il cui svenimento aveva mutato in benefico <a name="corr50a" id="corr50a"></a>sopore. Incarrozzata
+o meglio implaustrata che fu, mormorò questo scongiuro:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Là, dove afflitto un popolo</p>
+<p class="i2"> Piange la sua signora;</p>
+<p class="i2"> Là dove un padre (misero!)</p>
+<p class="i2"> La sua diletta plora:</p>
+<p class="i2"> Dove Reggia e tugurio</p>
+<p class="i2"> Sol per costei s'accora:</p>
+<p class="i2"> Volate, o draghi aligeri,</p>
+<p class="i2"> In men d'un quarto d'ora!</p>
+</div>
+
+<p>E salutò con la mano l'ufficiale; e gli disse: &mdash; «Arrivederci», &mdash; e
+sparve.</p>
+
+<p>Sennacheribbo seguì con lo sguardo quel plaustro che segnava
+come una striscia luminosa per lo ciel sereno, e si riscosse al suono
+d'un sospirone che gli sfuggiva dal petto. Corse con la mano
+<span class="pagenum">[51]</span>
+agli occhi e li trovò molli di lacrime, che rasciugò col dorso di
+quella, sgridandosi, riprendendosi, increpandosi, biasimandosi
+di tanta fiacchezza in quel momento: &mdash; «Su, su! Non c'è tempo
+da perdere! Altro che sospiretti e lacrimette. Occorre sbrigar
+qui un'opera di sangue, che serva per esempio memorando
+ai popoli ed ai Re. Il sole che sta per sorgere deve vedere
+quanto nessun sole ha mai visto».</p>
+
+<p>Scese al pianterreno, chiamò il luogotenente e gli commise di
+comandare un distaccamento, di requisire le scale a piuoli, le
+corde dei pozzi e sapone e travi e zappe e badili, e di recarsi
+sopra quell'altura là, poco discosta, onde si scorgeva il Reame
+di Scaricabarili ed il corso del fiume regale che passava poi per
+Iscaricabarilopoli, e di rizzarvi prontamente tre forche. Il luogotenente
+salutò senza fiatare, e s'avviottolò subito con un picchetto.
+Quindi il capitano si fece condurre dinanzi le tre Maestà
+di Baldassarre V, Melchiorre XVII e Gasparre I, tutt'e tre
+saldamente affunate. L'autocrate d'Antibo, che non era facile a
+smarrirsi, lo sbirciò guerciamente e gli chiese con che ardire,
+con quale autorità osasse por le mani sacrileghe sugli unti del
+Signore? sconfinare e perpetrare scorrerie e ricatti in paese amico,
+in piena pace? violare i trattati? calpestare il diritto delle genti?
+Ma Sennacheribbo, che lo squadrava con un cotal riso di sdegno,
+non lo lasciò perorare.</p>
+
+<p> &mdash; «Zitto <a name="corr51" id="corr51"></a>là! Mi meraviglierei della impudenza vostra, se non
+conoscessi per prova la vostra sfacciataggine dalla discolpa
+dell'assassinio di Coppa di oro. Non vi considero come Re,
+anzi come rei: ed avete rotta la pace voi, senza dichiarazion
+precedente di guerra. Siete briganti, banditi, masnadieri, grassatori,
+ricattatori, plagiari, i quali accolti e trattati come
+ospiti cari da noi, con tradimento inaudito, senza un pretesto
+al mondo, avete osato rapire una fanciulla minorenne, una
+principessa reale, la figliuola unica dell'ospite, rapirla inconsenziente
+e trascinarla fuori Regno per poi sforzarla a nozze
+aborrite, anzi per farne crudelissimo scempio. Avete trasgredito
+ogni legge umana e divina: come invocarne alcuna in
+difesa o scampo vostro? Da lunga pezza siete esosi a' soggetti,
+aduggiate il mondo. Quest'ultima enormità colma la misura e
+trabocca la bilancia».</p>
+
+<p> &mdash; «Ho Dio solo per giudice delle azioni mie, io» &mdash; rispose
+<span class="pagenum">[52]</span>
+il guercio. &mdash; «Sono Re sovrano ed indipendente. Un vassallo,
+uno stipendiato di altro Re non può sindacarmi, ned offendermi.
+Subisco le violenze di un matto da catena... ma il primo
+assennato in cui m'imbatterò nel Regno del vostro padrone...»</p>
+
+<p> &mdash; «Risbagliate i calcoli. Riconducendovi prigionieri a Scaricabarilopoli,
+metterei in imbarazzo grandissimo il Governo e
+finireste per iscapolarla impuniti e per muoverci una guerra
+di sterminio. Lasciarvi liberi, dopo avervi offesi, sarebbe ragazzata....
+e mi crederei colpevole di quanto male fareste in
+avvenire. Ho pensato meglio. Stanno rizzando tre forche su
+quel poggio appunto onde si scorge il Regno, ch'è dote della
+nostra Principessa ed il fiume regale che passa per la città
+natìa di donna Rosmunda, la quale tu, autocrate d'Antibo,
+volevi appender lì per la capigliatura lunghissima, acciò vi
+morisse di fame e di strazio. E lì, sarete appiccati per la gola
+e strangolati tutti e tre prima che passi un'altr'ora. Così
+l'uman genere, sarà libero da questa pestilenza che lo ammorba».</p>
+
+<p> &mdash; «Capitano,» &mdash; disse tremando il despota d'Exibo, &mdash; «signor
+capitano mio! Ella scherza! Badi a quel che fa! Un
+attentato simile, inaudito, non più visto, troppo caro le costerebbe».</p>
+
+<p> &mdash; «Caro? Mi costerà solo la vita. Mel so. Vivo certissimo
+di morir dopo ignominiosamente. Mi sacrificheranno. Mi consegneranno
+a' vostri successori, perchè mi strazino e tormentino
+e torturino e supplizino. Sia. Mi piace. Non mi duole
+pagare con un tal prezzo la soddisfazione che mi procaccio.
+E se le mie carni verranno attanagliate, abbrustolate, sforacchiate,
+dilacerate, dilaniate; la fama mia rimarrà fra gli uomini
+eterna come il ricordo degli eroi che hanno sgombrata
+dai mostri la terra. E <i>sufficit</i>. Più non vi dico e più non vi
+rispondo. Tromba, suona a raccolta; tenente fate prender costoro
+in mezzo: se rifiutano di camminare, piattonate! Si va
+su quella montagnuola, lì dirimpetto, dove s'è recato il luogotenente
+col distaccamento».</p>
+
+<p>Chi potrebbe esser da tanto di descrivere, benchè approssimativamente,
+benchè in parte, lo sbigottimento, lo spavento, il
+terrore, la sordida pauraccia di Don Melchiorre, con tutti i fenomeni
+che produce, con tutte le sue manifestazioni? Non v'ha
+<span class="pagenum">[53]</span>
+preghiere umili, anzi abiette ch'egli non profferisse; non vi ha
+scongiuri codardi ch'egli non pronunziasse; non vi ha promesse
+ricche, delle quali non largheggiasse; supplicazioni, lagrime,
+esortazioni, dalle quali si astenesse per tentar d'impietosire o
+il signor capitano o uno de' signori luogotenenti o il sottotenente
+o il foriere, o un sergente o un caporale o un soldato.
+Sennacheribbo era irremovibile, i subalterni e la bassaforza
+incorruttibili e devoti al capitano per modo che lo avrebber
+seguìto contro il Re loro stesso, contro Domineddio medesimo.
+E poi la fedeltà loro e la ferocia erano ventiquattruplicati dal
+tocco della verga di fata Scarabocchiona. Il povero zoppo, stanco
+dalla cavalcata, si sarebbe buttato per terra, nella polvere,
+nel fango; ma le piattonate dei cavalieri lo stimolavano e lo
+sospingevano innanzi.</p>
+
+<p>Il monarca d'Introibo, lui, rideva e camminava allegramente.
+Rideva dalla gran paura del collega e camminava allegramente,
+perchè tutto questo non gli pareva cosa seria, anzi uno scherzo,
+una <a name="corr53" id="corr53"></a>facezia, troppo spinta, se volete, di pessimo gusto, sì, ma
+fecezia di quel cervello balzano del capitano. Afforcar tre re?
+Ma vi par'egli? Chi sarebbe tanto gonzo da credersela? Tre
+Re, tutti insieme, in una volta, come se nulla fosse? Non se
+n'è mai appiccato uno, neppure Re di contrabbando ed usurpatore,
+nonchè dagli altri Principi, ma da' popoli in rivoluzione.
+Ed un capitanucolo de' dragoni oserebbe mandarne in Piccardia
+una triade, improvvisamente? &mdash; «Chêh! chêh! Può darsi
+che voglia fare un ricatto, che tanto sia capitano dei dragoni
+scaricabarilesi lui, quanto io imperator della China. E parla
+così di patibolo, per ammorbidirci e cavarci una taglia maggiore.
+Bisogna dunque stare sul tirato, s'è un capobanda. Ma
+vedrete, appiè del gibetto si scappellerà, ci farà degli inchini
+profondissimi, ci domanderà umilissimamente perdono della licenza
+poetica; si metterà a' nostri ordini; anzi probabilmente
+troveremo imbandito uno splendido <i>digiunè</i>, che serviranno
+egli e gli uffiziali!». &mdash; Così pensava quel gobbetto o diceva ai
+compagni di delitto.</p>
+
+<p>Ma l'autocrate d'Antibo aveva capito, lui, che i propositi di
+Sennacheribbo eran di quelli che non possono scollarsi comechessia:
+<i>nunquam dimoveas</i>. Interrogava, con inquietitudine dissimulata
+l'orizzonte, tendeva l'orecchio e rallentava il passo e
+<span class="pagenum">[54]</span>
+cercava di guadagnar tempo, sperando che sopraggiungessero finalmente
+i tre Reggimenti mandati a chiamare; quei tre Reggimenti
+che potevano arrivare, liberarlo e sopraffare ed impiegar
+tutto lo quadrone scaricabarile. &mdash; «Oh giungessero, giungessero!
+Oh ne comparisse l'avanguardia!». &mdash; Oh qual terribile
+vendetta prenderebbe delle parole di rimprovero che aveva dovuto
+soffrire, delle angosce spaventose che stava provando. Morire?
+ed in qual modo? Muoion tanti, ma lui! Muoion tanti,
+anche giovani se volete e ricchi, ma infermi, ma in battaglia.
+Ed anche sul letto a tre colonne, sì: ma non sono autocrati,
+con tutti i mezzi per soddisfar le passioni! Lui era nato per
+mandar gli altri ad impiccare, era contro natura che il caso suo
+nella fine fosse un dondolo! Oh se avesse avuto modo di far
+conoscere ai suoi lo sue distrette? di stimolarne il passo! Bestie
+di colonnelli che non sanno comprendere, indovinare il bisogno
+urgente che si ha di loro! Ma Gasparre non aveva un
+legaccio incantato per chiamare in aiuto alcuna fata! e qual
+fata buona avrebbe voluto adoperarsi per salvar quei mostri?
+Demogorgone l'avrebbe poi flagellata con mazzafrusti di colubri
+e l'avrebbe incantata chi sa in qual barbaro modo per un secolo
+almeno.</p>
+
+<p>Il corteo si fermò sul monticello, dove il luogotenente avea
+fatto acciabbattamente piantar le forche; che non eran certo costruite
+secondo tutte le regole dell'arte impiccatoria, ma via,
+per una volta tanto potevano servire. Già, il luogotenente non
+era un carnefice, ned i soldati tirapiedi; facevano alla meglio.
+Tre belle corde co' cappi insaponati si dondolavano alla brezza
+mattutina, che l'aurora cominciava ad inaranciar l'oriente. Accorse
+un dragone al galoppo e riferì al capitano che si vedevano
+in lontananza avanzare delle forze nemiche considerevoli. Un
+lampo brillò negli occhi guerci dell'autocrate antiboino; mentre
+il monarca d'Introibo continuava a ridere scioccamente ed il
+despota d'Exibo a frignare, a piagnucolare, a singhiozzare.
+Sennacheribbo senza scomporsi o titubare disse a' suoi: &mdash; «Sbrigatevi». &mdash; Fu
+appoggiata una scala a ciascun colonnino; un
+soldato si appollaiò su ciascuna traversa; due altri preso di peso
+ciascun Re, lo tirarono di piuolo in piuolo, finchè il primo potesse
+assicurargli il capestro al collo: poi attaccarono loro delle
+pietre pesantissime ai piedi legati e scesero. Sennacheribbo, che
+<span class="pagenum">[55]</span>
+stava fumando a cavallo, tranquillamente, come estraneo alla
+cosa e noncurante, si cavò la spagnoletta di bocca, sputò e
+disse: &mdash; «Giù!». &mdash; Le scale furono sottratte ai tre meschini,
+i quali travolsero stranamente il volto per la rottura delle vertebre
+<a name="corr55" id="corr55"></a>cervicali nelle estreme convulsioni dell'agonia. In quell'istante
+comparve il sole sull'orizzonte e percosse coi primi raggi
+le facce livide dei tre regnatori, i quali traevan calci al rovaio.</p>
+
+<p> &mdash; «Suonate a raccolta;» &mdash; vociò il capitano, quando fu tutto
+compìto, rompendo il silenzio prodotto dall'orrore che ingombrava
+gli animi de' soldati non assueti ad assistere a tali giustizie e
+molto meno ad aver parte in esse. E certo se non ci fosse stato
+quel ventiquattruplicamento di ferocia, di ardimento e di disciplina
+cagionato dalla vergata della fata Scarabocchiona, non
+avrebbero avuto animo di obbedire al capo loro, per quanto caro
+l'avessero. Lo squadrone si riformò in ordine di marcia, discese
+dalla montagnuola e ripassò felicemente la frontiera mezz'ora
+prima che i tre Reggimenti antiboini giungessero sul luogo del
+supplizio, ed esterrefatti e raccapricciando riconoscessero e disimpiccassero
+i tre cadaveri regi che facevano il penzolo. Non
+sapevano spiegarsi la cosa; cominciarono a capirla dopo interrogati
+i cortigiani legati ed asserragliati nella bettola del Gallo
+d'oro: ma capacitarsene proprio, non sapevano! Intanto i dragoni
+scaricabarilesi corsero a spron battuto fino alla prima piazza
+forte della patria loro. Lì giunto, il capitano Sennacheribbo si
+presentò al comandante e si costituì prigioniero dopo avergli
+narrato minutamente e particolareggiatamente l'impresa condotta
+a termine. Il povero comandante strabiliò, spaventato delle conseguenze
+che il triplice regicidio porterebbe e pel capitano e pel
+paese; suggerì dapprima a questo di fuggire. &mdash; «Fingerò di
+non averla visto! si salvi dove e come può». &mdash; Ma, rifiutando
+Sennacheribbo di sottrarsi alla responsabilità degli atti suoi, lo
+fece tradurre in castello e spedì subito per istaffetta un rapporto
+al Ministero domandando istruzioni.</p>
+
+<p>In que' due giorni Scaricabarilopoli era stata sottosopra. Ogni
+ora si divulgava qualche notizia strana e terribile, e con una
+progressione, un crescendo rapidissimo si giunse all'inverosimile,
+all'assurdo. Prima la disparizione della Principessa! poi la notizia
+del ratto. Un deputato interpellò il Ministero sulle voci che correvano
+intorno alla reda del trono, voci che giustamente turbavano
+<span class="pagenum">[56]</span>
+ogni cittadino devoto alla sua patria ed alla dinastia. Il Presidente
+del Consiglio sciorinò una lunga pappolata, in cui dovette confessare
+che la Principessa era stata furata da' tre Re proci, con
+procedere indegno, violando l'ospitalità concessa loro, violando
+il giuramento d'ammissione al concorso, violando ogni regola
+d'onestà. Chi non si sarebbe fidato? Quindi il Ministero non
+era da incolparsi d'imprevidenza. Annunziò nel contempo di
+aver mandato ordine agli incaricati d'affari di Sua Maestà presso
+le Corti d'Antibo, d'Exibo e d'Introibo di protestare contro
+l'eccesso inaudito e di <i>reclamare</i> l'immediata riconsegna della
+Principessa. Aspettare risposte: dopo le quali proporrebbe importanti
+risoluzioni alla Camera. Ma la quistione stare pel momento
+nel periodo delle trattative diplomatiche e quindi non
+doverglisi chiedere altro. Fu proposto un voto biasimo, e di
+mettere in istato di accusa il Ministero, perchè aveva fatto mancare
+alla Principessa una scorta sufficiente e tale da poterla salvare
+da un colpo di mano e tutelarla; perchè aveva lasciato
+sfuggire i rapitori, i quali pure avevano da fare un lungo viaggio
+per toccar la frontiera; e perchè conveniva di non aver saputo
+prendere alcun provvedimento adatto a ricuperar la rapita.
+Bisognò fare evacuar le tribune pubbliche, sospender più volte
+la seduta. Ma finalmente l'ordine del giorno di censura fu votato
+alla unanimità dei Deputati presenti e votanti: e la messa in accusa
+dei Consiglieri della Corona ad una maggioranza imponente.
+Ed al povero Re Zuccone, che straziato dal dolore aveva quasi
+perduto l'appetito, convenne ancora occuparsi della composizione
+di un Ministero nuovo, vedere uomini politici, mercanteggiar con
+essi. I primi atti del nuovo Gabinetto furono un proclama al
+popolo, un discorso programma alla Camera, una Nota a tutte
+le Potenze amiche, un <i>ultimatum</i> all'autocrate d'Antibo, al monarca
+d'Introibo ed al despota d'Exibo; ed il fare imprigionar
+(a richiesta loro) i Ministri precedenti per sottrarli al furor popolare.
+Giacchè il popolo, il quale, come sappiamo, travedeva
+per la Rosmunda, ingombrava minacciosamente le strade della
+città ed aspettava che i Ministri uscissero dalla sala del Parlamento
+per istrascinarli a coda di cavallo, impeciarli e appiccar
+loro il fuoco. Nè, sebbene fosse tarda notte, alcuno pensava
+a rincasarsi. Quanto ad adoperar l'esercito contro un popolo che
+<span class="pagenum">[57]</span>
+tumultuava per devozione alla dinastia, non era da pensarci,
+ecco!</p>
+
+<p>Poche ore dopo, allo spuntar del sole, si diffonde la nuova
+del ritorno della Principessa, ricondotta nella Reggia della fata
+Scarabocchiona sua santola in un plaustro di madreperla, tirato
+da quattro mute di draghetti volucri, color di rosa, picchiettati
+di violaceo, con cresta, bargigli, giubbe, e coda del
+più acceso scarlatto! Tutta Scaricabarilopoli si radunò sotto
+le finestre del palazzo reale. E quando finalmente la Principessa
+pallida, convulsa, ma sorridente, comparve col padre sulla balconata
+per salutar la folla, fu un plaudire, un acclamare, un
+tripudiare da frenetici; fu un piangere universale; fu un ruggito
+che domandava vendetta contro gli offensori della bella creatura.
+La Principessa fè cenno con la mano di chieder silenzio e di
+voler parlare. Tutti tacquero. Con voce timida e tremante ringraziò
+di tanto affetto, pregò i buoni Scaricabarilopolitani di
+calmarsi, di aver fiducia nel Governo e.... di lasciarla riposare.
+La folla rispose con un'ultimo evviva e quindi sgombrò dal
+piazzale silenziosamente.</p>
+
+<p>Poi si seppe che era stato il capitano dei dragoni Sennacheribbo,
+trovatello educato per carità da una povera vecchia dimorante
+nel vicolo Scassacocchi, arrolato volontario undici anni prima
+e promosso uffiziale e decorato della medaglia d'oro al valor militare
+per aver presa una bandiera in battaglia al nemico, quello
+che alla testa del suo squadrone aveva miracolosamente raggiunti
+i rapitori varcando la frontiera e riacquistata la Rosmunda.
+De' fogli volanti davano una biografia fantastica e cerebrina del
+capitano. Le mure furono ben presto imbrattate dovunque di <i>Viva
+Sennacheribbo! Viva il salvatore della Principessa!</i> I fotografi cavaron
+fuori tutte le negative che rappresentavano ufficiali dei dragoni,
+e spacciarono a prezzi esorbitanti de' ritratti apocrifi del
+prode. Il popolo si recò al vicolo Scassacocchi e s'impossessò
+della madre adottiva del capitano e la portò in trionfo, processionalmente.
+Venne aperta una sottoscrizione per offrirgli un
+dono nazionale. La sera tutta la città era illuminata spontaneamente:
+non c'era povera finestruccola, misero abbaino dove
+non si scorgesse un lucernino, un tegame con grasso e lucignolo
+acceso, una candela circondata di carta almeno.</p>
+
+<p>La dimane si riseppero finalmente molti particolari della spedizione;
+<span class="pagenum">[58]</span>
+e che Sennacheribbo aveva pensato bene di far giustizia
+sommaria e che Guasparre I, Melchiorre XVII e Baldassare
+V avevan fatto un ballo in campo azzurro, e che il capitano
+si era costituito prigioniero in una delle fortezze dello Stato.
+Era di venerdì e tutta Scaricabarilopoli giocò il terno uno, cinque
+e diciassette, <i>i numeri del capitano</i>, come dicevano. Bisognò
+mettere questurini e sentinelle alle prenditorie, tanta era la calca
+di popolo che si affollava per giocare; i botteghini rimasero
+aperti tutta la notte, senza svacantarsi mai: uno usciva e dieci
+entravano. Il sabato poi convenne ritardare l'estrazione fino alle
+cinque per cansare disturbi. Veramente, per fortuna delle Finanze
+scaricabarilesi, l'uno, il cinque e il diciassette non uscirono:
+anzi i cinque numeri estratti furono: il tre, il trentanove,
+il ventuno, il sessantadue ed il cinquanta.</p>
+
+<p>Tre, cioè i tre Re; trentanove, cioè impiccati; e ventuno vuol
+dir Baldassarre, sessantadue Guasparre e sessanta Melchiorre,
+come insegna la <i>Smorfia o Libro dei sogni</i>: quindi nessuno osò
+mormorare contro Sennacheribbo, ed il popolo sovrano confessò
+di aver mancato d'acume e di senno e di non aver saputo interpretare
+i fatti e cavarne i numeri buoni.</p>
+
+<p>Frattanto il Governo teneva sicura la guerra co' tre Reami
+circostanti e finitimi; immancabile. Si spingevano gli armamenti
+con alacrità somma. Al Ministero della Guerra, ne' magazzini
+militari, ne' polverifici, negli arsenali si lavorava giorno e notte.
+Si allestiva l'armata, si richiamavano i contingenti sotto le bandiere;
+si mettevano in assetto le fortezze; si chiedevano denari
+alla Camera, che votò un credito illimitato al nuovo Ministero
+e con un ordine del giorno gli commise di mantenere intatto il
+decoro del paese. Un secondo proclama del Re Zuccone al popolo
+espone gli avvenimenti e la situazione. La violazione
+d'ogni fede perpetrata da' tre Re veniva stigmatizzata. Il Governo
+ed il Capo dello Stato ripudiavano ogni partecipazione,
+ogni responsabilità nella terribile rappresaglia eseguita <i>motu
+proprio</i> dal capitano Sennacheribbo, il quale, incaricato soltanto
+d'imprendere minute indagini sulla sorte della principessa Rosmunda,
+aveva preso poi su di sè d'inseguirne i rapitori, di
+sconfinare inseguendoli e di vendicare l'oltraggio fatto al paese
+ed alla dinastia in un modo che e quello e questa dovevano
+disconfessare. Il capitano sarebbe giudicato dal Senato
+<span class="pagenum">[59]</span>
+costituito in Alta Corte di giustizia per attentato alla sicurezza
+dello Stato, a norma dell'articolo trigesimosesto dello Statuto,
+come quegli che esponeva la nazione al pericolo di guerra. La
+quale quando scoppiasse, sebbene non voluta dal Governo scaricabarilese,
+non provocata, non desiderata, il popolo avrebbe
+pure incontrata sicuramente e sostenuta vigorosamente. Così diceva
+press'a poco il manifesto di Re Zuccone.</p>
+
+<p>Ben presto giunsero ambasciatori straordinari da' nuovi Governi
+de' tre Reami finitimi. In Antibo, non essendovi eredi al
+trono, s'era <a name="corr59" id="corr59"></a>costituito un Triumvirato militare; due generali di esercito
+ed un ammiraglio avevano ridotto nelle loro mani la cosa
+pubblica, s'erano costituiti in Governo provvisorio e convocato
+una Costituente eletta con le urne custodite dai pretoriani. In
+Exibo era succeduto a Don Melchiorre un cugino in quarto grado,
+uomo giusto ed integro, sano di corpo e di mente. In Introibo
+l'erede presuntivo era stato ucciso a furor di popolo, tutti i principi
+erano fuggiti e s'era proclamata una Repubblica posticcia.
+Cotesti ambasciatori non venivano nè per dichiarar guerra,
+nè per chieder soddisfazioni tanto inaccettabili che il richiederle
+equivalesse ad una dichiarazione di guerra. Anzi, ognun
+d'essi aveva istruzioni secrete conciliativissime. Nessuno dei tre
+nuovi Governi pretendeva che il Reame di Scaricabarili fosse
+responsabile delle gesta del capitano Sennacheribbo; tutti deploravano
+e qualificavano severamente il tentato ratto della Rosmunda,
+e domandavan solo una riparazione d'onore alle rispettive
+bandiere ed il castigo del capitano. Secretamente il Triumvirato
+Antiboino ed il governo provvisorio Introiboino significavano
+d'esser disposti anche a transigere su questi due punti,
+pur che venissero riconosciuti dal Governo di Re Zuccone: ed
+il nuovo despota d'Exibo aveva incaricato specialmente il suo
+messo di un autografo di scusa e di rimpianto particolare per
+l'accaduto, da rimettersi all'Infanta. Il vero è che nessuno de'
+tre afforcati era rimpianto; che ne' loro paesi ognuno diceva: &mdash; Ci
+abbiamo gusto! Grazie sien rese al capitan Sennacheribbo. &mdash; Sarebbe
+difficilissimo di muover guerra al Re di Scaricabarili,
+quando l'opinione pubblica di Antibo, Exibo, ed Introibo v'era
+assolutamente, recisamente contraria. Inoltre e gli erarii e gli
+eserciti di quegli Stati erano disorganizzati per modo dallo sgoverno
+e dalle dilapidazioni e dalla inettezza di Guasparre, Melchiorre
+<span class="pagenum">[60]</span>
+e Baldassarre, che la guerra non avrebbe potuta esser
+mossa con alcuna probabilità di vittoria. Quindi i tre ambasciatori
+si mostrarono arrendevolissimi; l'Infanta rispose anch'ella
+con un chirografo alla lettera del successor di Melchiorre XVII;
+Re Zuccone riconobbe il Triumvirato militare Antiboino ed il
+Governo provvisorio Introiboino; le bandiere de' tre Stati finitimi
+furono issate solennemente innanzi alla Reggia di Scaricabarili
+e salutate ciascuna da centun colpo di cannone; la Corte
+prese il lutto e fece celebrar delle messe pel riposo delle anime
+e del monarca e del despota e dell'autocrate. Quanto al capitano,
+gli ambasciatori presero atto delle dichiarazioni contenute
+nel manifesto e nelle note di Re Zuccone, si dichiararono pieni
+di fiducia nella imparzialità del Senato scaricabarilese e protestarono
+di aspettarne il verdetto, nel quale anticipatamente si
+acquetavano.</p>
+
+<p>Ed il Senato del Regno venne convocato in Alta Corte di
+giustizia per giudicare il capitano dei dragoni di seconda classe
+cavalier Sennacheribbo Esposito, imputato di attentato alla sicurezza
+dello Stato e di indisciplina, per aver senza alcun ordine
+sconfinato ed impiccati tre Re, esponendo il paese al pericolo
+di una guerra esterna. L'imputato poi venne tradotto
+dalla fortezza, in cui veniva custodito, nelle carceri giudiziarie
+della Capitale. Vi era appena da un paio d'ore, quando lo invitarono
+a scendere in parlatorio. C'era l'azafatta della Principessa,
+accompagnata da un ufficiale d'ordinanza di Sua Maestà, il quale
+stava discretamente in disparte nel vano di una finestra, guardando
+nel cortile. L'azafatta, approssimativamente a Sennacheribbo,
+gli disse a bassa voce: &mdash; «Signor capitano, io vengo
+incaricato dall'Altezza della principessa Rosmunda di ripetere
+da Lei un oggetto di pertinenza della prefata e sullodata Altezza
+che Ella presentemente ha in custodia. La esorto dunque
+a consegnarmi l'oggetto stesso in un plico suggellato, acciò
+ch'io possa recarlo nelle mani dell'augusta Infanta, sua, mia
+padrona (Dio guardi!) senza nè vederlo nè conoscerlo. Faccia
+dunque il plico su quel tavolino e lo suggelli e mel consegni,
+acciò ciascuno di noi per parte sua adempia scrupolosamente
+i voleri della riverita nostra Principessa!».</p>
+
+<p>Ed indugiando Sennacheribbo, senza rispondere ad obbedire,
+l'azafatta cavò dalla taschetta di velluto che le pendeva allato
+<span class="pagenum">[61]</span>
+una busta, la baciò devotamente e ne trasse un foglio che mostrò
+al capitano; il quale vi lesse: &mdash; «La latrice del presente sarà
+creduta ed obbedita da chiunque m'ama. Rosmunda; <i>manu
+propria</i>». &mdash; Il giovane nulla disse: s'accostò allo scrittoio si
+<a name="corr61" id="corr61"></a>tolse dal seno la giarrettiera che vi occultava: e gli parve di
+strapparsi il cuore dal petto. La <a name="corr61a" id="corr61a"></a>chiuse in una scatolettina di
+cartone che involse in un gran foglio bianco e legò con lo spago
+e suggellò più volte con l'anello che portava in dito; e consegnò
+l'involtino all'azafatta. La quale con un lieve inchino soggiunse: &mdash; «Riferirò
+all'Altezza Sua la prontezza, con la quale
+Ella ha ha obbediti gli ordini». &mdash; E si allontanò con l'ufficiale
+di ordinanza. Sennacheribbo, che non aveva aperte le labbra,
+venne ricondotto nella sua cella.</p>
+
+<p>Appena vi fu rinchiuso e si vide solo, andò a buttarsi col
+capo in giù sul letto, e, premendo la bocca sul guanciale e mordendolo
+per soffocare e smorzare almeno i singhiozzi, cominciò
+a piangere disperatamente, proruppe in un pianto dirottissimo.
+Gli pareva d'aver tutto perduto, perdendo quell'arnese della
+donna amata, che apprezzava non per l'incanto, anzi perchè
+portato da quella: difatti, non gli era mai venuto in mente di
+adoprarlo, d'evocar la fata Scarabocchiona, di domandare aiuto
+a costei: nè gli sarebbe mai venuto un tal pensiero, che avrebbe
+preferito di morir di morte ignominiosa sul patibolo al dovere la
+propria salvezza ad una femmina, ancorchè fata, ancorchè dea. &mdash; «Gratitudine
+principesca!» &mdash; pensava egli. &mdash; «Ho servito. Mi
+buttan via come un limone spremuto! L'ho salvata, l'ho vendicata,
+sapendo che potrebbe costarmi la vita; e neppure un mezzo
+ringraziamento. Se questo cencio d'un legaccio, ch'io serbavo
+più gelosamente che il credulo devoto non custodisca una reliquia
+di Santo, mi vien ritolto senza una parola amica, benigna!
+Ed il Re! lui mi aveva promesso!... Ma non mi meraviglio di
+quello lì, forse costretto a tiranneggiarmi da riguardi e considerazioni
+politiche... Lei però, lei che senza di me a questa
+ora sarebbe morta vituperata fra gli strazî, lei che sa quel
+che ho sofferto, mostrarmi un po' di benevolenza poteva, un
+di riconoscenza, un po' di memoria! Nossignore! E questo popolaccio
+che comincia dal celebrarmi e dall'applaudirmi e poi,
+mutato il vento!... Basta! l'ho amata! ho potuto documentare
+questo amore col più ardito fatto e feroce che registrino le
+<span class="pagenum">[62]</span>
+nostre istorie; ho potuto camparla: l'ho sorretta un istante svenuta
+con queste braccia... o non sono premiato abbastanza? E,
+checchè faccian di me, gli uomini non potranno dimenticarmi:
+ho cambiato l'indirizzo della storia di più popoli; sono comparso
+come <i>deus ex machina</i> ed ho fatto prendere un altro corso
+agli eventi; ho fatto impallidire le fame de' classici liberatori
+di popoli, de' Bruti e degli Armodî. Eppure.... Ah! pensiamo
+piuttosto alla povera mamma mia, che deve soffrir tanto adesso
+che morrà di certo nel vedermi tradurre al patibolo od al luogo
+della fucilazione e che ho tanto mal ricompensata delle cure
+dell'amor suo gentile».</p>
+
+<p>Venne il giorno del giudizio. Non un membro del Senato chi
+mancasse. Le tribune pubbliche erano stivate: giornalisti e corrispondenti
+d'ogni paese eran venuti ad assistere al memorando
+processo, ad estenderne il resoconto, a notare impressioni. Una
+folla sterminata si accalcava intorno al palazzo senatoriale. La
+truppa era stata consegnata.</p>
+
+<p>Il Commissario del Governo lesse l'atto d'accusa: sarà inutile
+il riferirlo, perchè ognuno può figurarsi cosa deve essere quel
+monumento dell'eloquenza scaricabarilese. I colori erano caricati,
+Sennacheribbo, uomo profondamente crudele, avventuriero
+sorto dal nulla, non aveva operato per zelo dell'onor dinastico
+e nazionale, anzi per isfogare odii e rancori personali verso i
+tre Re, e per manomettere in loro la dignità regia. Tutti i Principi
+esser solidali; una monarchia non dover mai permettere che
+de' monarchi vengano manomessi. &mdash; «L'accusato asserisce di essere
+stato coadiuvato da una fata, che sarebbe santola della
+nostra augusta Principessa. Signori Senatori, i registri battesimali,
+i registri dello Stato Civile della dinastia tenuti dal
+Presidente appunto di questo augusto Consesso, non mentovano
+in modo alcuno questo intervento soprannaturale. Chi è
+che ignori lo fate essere una finzione, con la quale si trastullano
+i ragazzi e che la pedagogia condanna? Fate non ce n'è;
+non c'è alcuno Scaricabarilese vivente che possa affermare con
+sacramento di averne vista una, e la ragione dimostra che
+non possono esserci. Certo vi è qualcosa di straordinario negli
+avvenimenti onde ci occupiamo, che non può spiegarsi con
+l'andamento solito degli eventi umani. Ma, Signori, tutte le
+facoltà di teologia delle nostre Università v'insegnano che se
+<span class="pagenum">[63]</span>
+fate non ce ne sono, c'è però il diavolo. E col grande arcidiavolo
+dello 'nferno mi giova credere che il capitano Sennacheribbo
+Esposito, vergogna eterna della uniforme de' dragoni
+scaricabarilesi, abbia stretto un patto sacrilego. Balzebù gli
+ha fatto fornire in poche ore di notte quella corsa prodigiosa
+dalla macchia di Valquerciame alla osteria del <i>Gallo d'oro</i>. A
+Satanasso egli ha affidato l'augusta erede del trono, perchè
+dall'osteria del <i>Gallo d'oro</i> venisse restituita nella Reggia paterna!
+Ad Astarotte e Belfegor sicuro, qualunque sia la forma
+che hanno assunta. E da Calcabrina e Draghignazzo aspetta
+per fermo aiuto, che vengano a liberarlo dalle mani della giustizia.
+Ma voi farete stare a dovere lui e tutti i trentamila
+diavoli infernali».</p>
+
+<p>Dopo l'orazione stupenda del Commissario regio, si procedette
+allo interrogatorio dell'imputato. Sennacheribbo raccontò
+le cose molto semplicemente, tacendo solo del modo in cui gli
+era apparsa la fata, non parendogli opportuno divulgare il secreto
+del legacciolo, ch'egli immaginava la Rosmunda desiderare
+che rimanesse occulto. Richiesto perchè avesse mandato a
+Fuligno i tre Re, o per ordine o per suggerimento di chi, rispose: &mdash; «Da
+me, per ordine e suggerimento della coscienza
+mia. Feci giustizia di tre persone eslegi, che sarebbero andate
+impunite senza l'ardimento mio, per vendicar l'onore del
+nostro paese, offeso nella principessa, e per liberare l'uman
+genere da tre mostri».</p>
+
+<p>Richiesto se avesse avuto piena coscienza del fatto e ne avesse
+prevedute le conseguenze: &mdash; «Tutte,» &mdash; rispose. &mdash; «Sapeva
+che sconterei col capo quell'opera meritoria. E ho persino
+annunziato a que' tre, presenti buon numero dei miei soldati,
+che potranno testimoniarne».</p>
+
+<p>Interrogato se avesse motivi di rancore personale contro una
+o tutte le sue vittime ed invitato a dare spiegazioni intorno
+alle parole profferite nel giorno del tumulto popolare contro
+l'autocrate d'Antibo, parole che per l'indulgenza eccessiva del
+colonnello gli avevan fruttato un solo mese di arresti di rigore,
+rispose: &mdash; «Pronunziai quelle parole perchè indegnato dall'assassinio
+del povero Coppa di oro. Non poteva certo premeditare
+allora la impiccazione de' tre Re, come non poteva prevedere
+in alcuna guisa che rapirebbero la Principessa e ch'io
+<span class="pagenum">[64]</span>
+avrei la fortuna di raggiungerli e il modo di castigarli. Un
+sol motivo di odio aveva contro di loro, e questo è comune a
+tutti gli Scaricabarilesi: tutti, credo, erano sdegnati che tre
+deformi d'animo e di corpo osassero pretendere alle nozze della
+figliuola del Re nostro ed alla signoria del nostro paese».</p>
+
+<p>Interrogato sulla partecipazione dei subordinati negli impiccamenti,
+rispose, assumendone tutta la responsabilità: &mdash; «I miei
+soldati non discutono, obbediscono. Al comando mio avrebbero
+fatto qualunque cosa, appunto come domani, ne giuro e
+ne scommetto, saranno pronti a fucilarmi sull'ordine del nuovo
+capitano loro».</p>
+
+<p>Venne quindi proceduto all'audizione dei testimoni, che raccontarono
+particolareggiatamente tutti i fatti da noi narrati e
+confermarono in ogni punto la narrazione di Sennacheribbo.
+Della fata potevano dir nulla, nessuno avendola vista: ma affermarono
+d'essersi sentito raddoppiare a mille doppi il vigore del
+corpo e dell'animo, e di aver avuto per guida nella portentosa
+galoppata il fuoco fatuo. Quando interrogarono il luogotenente,
+che comandava interinalmente la compagnia, Sennacheribbo
+chiese di potergli rivolgere una domanda: &mdash; «Tenente, se domani
+Ella fosse comandato con un pelottone per fucilarmi,
+disubbidirebb'Ella? Cred'Ella che alcun uomo dello squadrone
+rifiuterebbe l'obbedienza?».</p>
+
+<p> &mdash; «Capitano,» &mdash; rispose il luogotenente, &mdash; «Ella è stato
+per me padre e fratello; e non per me solo, anzi per tutti
+noi. Ella ci ha educati e rotti alla disciplina, all'obbedienza
+passiva. Noi seguimmo sempre le sue norme i suoi dettami:
+persevereremo nelle abitudini ch'Ella ci ha imposte e che son
+per noi una seconda natura. Se domani fossimo comandati,
+La fucileremmo senza mormorare. Ma, se toccasse a me d'esser
+comandato, mi farei saltar lo cervella appena tornato in
+caserma; e così, metto pegno, farebbe ogni altro ufficiale,
+graduato o milite dello squadrone». &mdash; Era esaurita la lista
+dei testimoni, quando il Presidente dell'Alta Corte di giustizia,
+ricevuto un piego da un usciere, e, lettolo, alzandosi in piedi
+disse ai colleghi: &mdash; «Osservandissimi ed onorandissimi colleghi;
+La Altezza reale della principessa Rosmunda chiede con la
+presente lettera del suo primo gentiluomo di camera, di essere
+ammessa a dare degli schiarimenti, che assicura importantissimi
+<span class="pagenum">[65]</span>
+per la causa sottoposta al profondo vostro senno ed
+allo imparzial giudizio; e mi fa annunziare di essere nelle
+sale di aspetto del Senato. In virtù dei poteri discrezionali
+del Presidente, io penso opportuno di udire le dichiarazioni
+dell'Altezza Sua, e nominerò una deputazione che vada ad
+incontrarla e la introduca nell'aula».</p>
+
+<p>Sennacheribbo divenne pallido come un cadavere, e corse con
+la mano al petto per frenare alquanto i battiti del cuore. Tutti
+i Senatori, tutti gli astanti si alzarono in piedi e la principessa
+Rosmunda, pallida anch'essa, fece ingresso nell'aula accompagnata
+dall'azafatta e dalla deputazione del Senato, e appoggiata
+al braccio d'uno de' vice-presidenti. Pallida sì, co' grandi occhi
+bruni un po' smorti, ma onestamente baldanzosa. Il Presidente
+le fece un'arringa complimentosa, discretamente sgrammaticata,
+e le disse che l'Alta Corte era pronta ad ascoltare
+con attenzione religiosa le importanti comunicazioni che Sua
+Altezza aveva annunciate. La Principessa ringraziò cortesemente,
+senza sgrammaticare: pregò tutti di sedere, e poi narrò per
+disteso la sua avventura e quanto avea sofferto; e la violenza
+e gl'insulti e il ratto e l'affannamento e la corsa sfrenata e la
+partita a dadi e le minacce dell'autocrate d'Antibo, alla imbavagliata
+e la mano alzata per ricaderle sulla guancia... Tutti
+fremevano. Narrò il sopraggiungere del capitano Sennacheribbo
+e lo incantesimo del legacciolo donatole dalla santola, la quale
+era fata. E per avvalorar la sua testimonianza, acciò messer lo
+Commissario regio e gli altri scettici dell'adunanza non s'incocciassero
+nel negare, la si chinò modestamente, con tutta modestia,
+e sollevando un lembo appena della veste prolissa e
+tanto lievemente che a stento venne scorta la punta delle scarpette
+ricamate, sciolse la giarrettiera; e se la ravvolse intorno al
+polso sinistro e v'impresse un bacio.</p>
+
+<p>Non appena l'ebbe tocca con le labbra, ecco scuotersi la terra
+come pel tremoliccio, ecco sfolgorare un lampo, ecco il rombo
+d'un tuono. Un soffio di vento sibilò sotto le ampie vôlte dell'aula
+e fece tintinnar le invetriate, ed agitarsi le tappezzerie,
+i cortinaggi, le tende, i fiocchi. E gli astanti fra sorpresi ed
+esterrefatti videro comparire un plaustro di madreperla tirato
+da quattro paia di dragoncini, leucotteri color di rosa, moschettati
+di viola con le criniere e le creste e le ali di fiamma. E
+<span class="pagenum">[66]</span>
+nel plaustro sedeva una donna avvenentissima, tutta velluti e
+trine e gemme, dalla quale si diffondeva come una luce che
+rischiarò <a name="corr66" id="corr66"></a>splendidamente l'aula e fece impallidire i raggi del
+sole meridiano. Il plaustro ristette ai piedi del seggio del Presidente;
+la fata smontò ed appressandosi alla figliuola ed abbracciandola,
+le disse: &mdash; «Che vuoi Rosmunduccia?» &mdash; e le diè
+un bacio proprio di cuore.</p>
+
+<p>Un mormorio di ammirazione, di meraviglia, di stupore, di
+curiosità ed anche di spavento superstizioso, guizzò (scusate
+l'espressione impropria), serpeggiò per la folla. Difatti, pensate
+un po', all'esistenza delle fate ci crediamo su per giù tutti,
+come all'esistenza degl'ippogrifi, degli ippotragelafi, degl'ircocervi,
+ma, se ho a dirla schietta, <i>il ver convien pur dir quand'e'
+bisogna</i>, un ircocervo, un ippotragelafo, un ippogrifo, una fata,
+son cose che non ho mai viste al mondo mio: e mi venissero a
+dire che al Pincio c'è una carrozza tirata da ircocervi, che la
+Compagnia equestre all'Argentina ci ha degl'ippogrifi, che nelle
+stalle del Quirinale c'è un ippotragelafo, che nell'aula del Senato
+del Regno c'è una fata con la sua brava verga criselefantina
+ed un plaustro tratto da otto draghettini rosei, io non
+saprei resistere alla tentazione per quanto incurioso io mi sia.
+E benchè il frequentare il Pincio sia il più insulso degli spassi,
+il frequenterei; e benchè l'assistere alle rappresentazioni equestri
+sia gusto plebeo, prenderei un biglietto per questa sera
+stessa; e benchè le sedute del Senato non sogliano essere divertentissime,
+farei a pugni per entrare nelle tribune. Anche in
+Iscaricabarilopoli, sebben si parlasse molto di fate ai bimbi,
+nessuno ne aveva mai viste, e molti dubitavano dell'esistenza
+loro ed accampavan cavilli ed arzigogoli per dimostrar che
+non ce ne puol essere. Ed insomma era la prima volta in tutta
+la <i>Storia Universale</i> che una fata compariva innanzi ad un Senato
+costituito in Alta Corte di giustizia; caso che molto probabilmente
+non si rinnoverà mai più, mai più. Dunque tutti gli spettatori
+si pressavano, si pigiavano, si accalcavano, si alzavano
+sulla punta dei piedi, si spingevano, si appioppavan gomitate;
+tutti volevan vedere la fata Scarabocchiona ed il plaustro di
+madreperla ed i quattro dragoncelli. E se li mostravano a dito
+e stupivano e strasecolavano.</p>
+
+<p>Disse la Rosmunda: &mdash; «Cara santola, scusate l'incomodo:
+<span class="pagenum">[67]</span>
+ma, ve ne prego, raccontate anche voi a questi Signori qui,
+come sono andate veramente le cose, e qual parte ci avete
+avuto voi, acciò si sperda ogni dubbio dagli animi loro».</p>
+
+<p>E la fata leggiadrissima, compiacendo la figliozza, narrò del
+consiglio dato alla Rosmunda; averglielo dato perchè prevedeva
+e sapeva, perchè il suo libretto magico le aveva dimostro che
+in tal modo sarebbe accaduto quel ch'era poi accaduto di fatti:
+lo scombinamento degli assurdi matrimoni e la morte delle tre
+belve scettrate. Narrò in qual modo Sennacheribbo avesse raccolto
+il legaccio incantato e l'avesse baciato senza sospettarne
+la virtù magica, anzi come reliquia della Principessa, che celatamente,
+timidamente, ma potentissimamente amava. Povero
+Sennacheribbo, udendo così spiattellare <i>coram populo</i> ciò, che
+egli si apponeva a delitto ed avrebbe voluto nascondere a sè
+stesso e stimava ignorarsi da tutti, si fece scarlatto e chinò il
+capo come un reo convinto, si coprì la faccia con le palme ed
+avrebbe voluto essere a cento palmi sotterra.</p>
+
+<p>Oh che mortificazione! oh come tutti lo dileggerebbero! oh che
+amaro sogghigno di sprezzo avrebbe scoperto sulle labbra della
+Principessa se avesse osato guardarla! oh che fischiate gli toccherebbero!
+oh come gli sarebbe rinfacciata la nascita ignota
+e la povertà! Così pensava: ma..... la Principessa stava tutta
+composta a capo chino presso la madrina, e l'uditorio s'inteneriva
+e s'interessava per lui.</p>
+
+<p>La fata proseguì, dicendo come avesse ventiquattruplicato
+col tocco della verga eburnea ed aurea il vigore dei cavalli e
+de' cavalieri; rendendo ferocissimi i miti d'animo, zelantissimi
+i più timidi, e freneticamente zelante, feroce, geloso ed appassionato
+Sennacheribbo che già da sè era superlativo in tutto.
+Questa vigoria ventiquattrupla aver fatto raggiungere i rapitori;
+a questa esagerazione ed esaltazione soprannaturale del carattere
+e della passione in Sennacheribbo doversi attribuir soprattutto,
+principalmente, il pensiero del triplice regicidio, del
+monarchicidio di Baldassarre Quinto il gobbo, del despoticidio
+di Melchiorre Decimosettimo il zoppo, dell'autocraticidio di Gasparre
+Primo il guercio; non altra essere stata la ragione persuasiva
+di quello sterminio, di quell'eccidio, di quella carneficina
+di regnatori. La vera colpevole, in fondo, la vera ammazzaprincipi
+ed afforcasovrani esser forse lei che parlava; ma, come
+<span class="pagenum">[68]</span>
+fata, non esser sindacabile, giudicabile nè punibile che da Demogorgone:
+ed avere motivi, aver buono in mano per credere che
+Demogorgone, lunge dal punirla, l'encomierebbe dell'opra santa
+provocata, che non eccedeva del resto i suoi poteri, no davvero.</p>
+
+<p>Qui riprese la parola la Principessa, e fattasi coraggio, imporporandosi
+tutta d'un bel rossore, disse: &mdash; «Signori, può darsi
+che politicamente e militarmente il capitano Sennacheribbo
+Esposito abbia mal fatto ed ecceduto; e che, come il Ministero
+ha stimato opportuno di accusarlo, voi stimiate utile il condannarlo.
+Sebbene, vel confesso, non comprenda come possano
+scindersi due parti del medesimo atto ed approvar la mia liberazione
+e condannar la vendetta. Nè so se sarebbe stata
+miglior politica lasciar la vostra Infanta morire fra gli strazî
+o lasciarne impuniti i rapitori delusi che avrebber mossa immantinente
+guerra feroce a noi impreparati. Ad ogni modo è
+anche buono che voi sappiate quel ch'io penso e sento di
+quest'uomo; io, beneficata da lui e salva per opera sua dalla
+vergogna e dalla morte, e vendicata. Non ho riputazione di
+esser crudele, io, credo; e certo non v'ha persona nel Reame
+che spaventi la prospettiva di avermi per sovrana. Ignoravo
+affatto cosa fosse il desiderar male altrui, e l'ira e lo sdegno,
+e la voluttà del mal talento appagato. Eppure la vostra
+futura Regina ha sofferto tanto e tanto in quella notte
+del rapimento, che, vel giuro, ogni più efferata crudeltà in
+quei mostri le sarebbe sembrata pena inadeguata alla colpa loro.
+Ella s'è rallegrata del castigo inflitto a coloro che non offendevano
+in lei, lei sola, anzi tutta la nazione. Capitano <a name="corr68" id="corr68"></a>Sennacheribbo,
+io vi ringrazio; capitano, io vi lodo ed approvo;
+ed intendo che tutti stimino e ritengano aver voi operato per
+espresso comando mio. La gratitudine mia non ha limite alcuno,
+oso confessar qui arditamente che mi stimola e consiglia e
+induce e persuade a contraccambiar l'affetto onde mi avete date
+prove così grandi ed efficaci e che mi avete manifestato con
+questi atti, non altrimenti, mai. Se io potessi ciò che volessi,
+invece di sedere al presente su quello sgabello, mi sedereste
+al fianco accanto al trono. Se le preghiere mie, se queste lacrime
+mie non valgono a commuovere gli animi e le menti di
+questi Signori, io mi trascinerò nella polvere a' piedi di mio
+padre, acciò vi renda giustizia sotto nome di grazia; e vi mantenga
+<span class="pagenum">[69]</span>
+la promessa profferita nello spedirvi in cerca della figliuola
+alla macchia di Valquerciame: <i>Non tornare senza la
+Principessa, e se mi riconduci sana e salva la figliuola, ti giuro
+che nessuno sarà quind'innanzi al di sopra di te nel mio Regno</i>.
+Se tutto tornasse indarno, se non ottenessi per voi giustizia
+e guiderdone, quel guiderdone che meritate, io vi giuro che
+mi reciderò le chiome, che prenderò il lutto; che non perdonerò
+mai ad alcuno di quanti avranno contribuito alla vostra
+rovina. La tua sovrana porterà la gramaglia per te, finchè
+viva; la tua amante non si piegherà mai ad altre nozze. E ch'io
+non dica così per dire, per rettorica, e che intenda impegnarmi
+solennemente sarà chiaro a te ed a tutti. Sono stata già
+una volta nelle tue braccia all'osteria del <i>Gallo d'oro</i>, ma
+incosciente; ho abbandonato una volta il capo sul tuo petto,
+ma svenuta, involontariamente. Ebbene, ora, qui, nell'aula del
+Senato del Regno, costituito in Alta Corte di giustizia, io,
+Principessa ereditaria, vi chieggo questa grazia, di lasciar
+ch'io liberamente vi butti le braccia al collo e di concedermi
+un bacio, un bacio d'amore e di fede».</p>
+
+<p>Chi potrebbe descrivere l'effetto di questo discorso; le lagrime,
+i pianti, i plausi, gli evviva, i battimani che gli tenner dietro;
+ed il giubilo popolare, quando si vide la bella donna Rosmunda
+pendere dalla cervice del capitano ch'era sorto in piedi,
+smorto, tremante, convulso, fuori di sè? Ella spossata, come dopo
+una crisi nervosa, caduta la esaltazione, singhiozzava disperatamente:
+ma negli occhi di lui v'era lo splendor sereno dell'orgoglio
+soddisfatto e contento, dell'uomo che ha avuto dalla
+vita quanto e più di quanto bramava, e cui nessuno può spogliare
+di tanta ricchezza. La fata Scarabocchiona s'appropinquò
+al gruppo, riprese, come là nella bettola del <i>Gallo d'oro</i>, la figlioccia
+dalle braccia di Sennacheribbo e la portò sul plaustro,
+che i dragoncelli rosei, dall'ali bianche e dalle creste scarlatte
+involarono in men di quella agli occhi dell'adunanza stupefatta.
+Le invetriate si aprirono e richiusero da per loro, onde passasse.
+Frattanto il Commissario del Re ed i Senatori riflettevano:
+nessuno sentiva la benchè minima velleità d'incorrere nell'ira
+e nell'animosità della Principessa ereditaria, la quale, a breve
+andare, secondo l'ordine natural delle cose, avrebbe dovuto succedere
+al padre decrepito. Anche l'amor di patria raffigurava
+<span class="pagenum">[70]</span>
+loro i guai di una Regina zittellona che avesse poi a morire senza
+prole.</p>
+
+<p>Calmato alquanto il subbuglio, il tumulto, la perturbazione
+che seguì la partita della fata e della Rosmunda, il Commissario
+governativo alzatosi in piedi ed impetrata la parola dal Presidente,
+dichiarò di ritirar l'accusa contro Sennacheribbo: &mdash; «Dal
+momento che ci abbiamo un ordine verbale di Sua Maestà,
+del quale sinora s'era taciuto e che investiva il capitano
+di poteri eccezionali e discrezionali; dal momento che un
+essere soprannaturale e non sottoposto alla giurisdizione dell'Alta
+Corte, riconosce di aver posto il capitano in condizioni totalmente
+diverse dalle ordinarie, sicchè questi può benissimo considerarsi
+come operante senza coscienza, od almeno in uno
+stato espresso d'irresponsabilità; io non posso insister più
+a lungo nell'accusa; prego dunque l'Alta Corte di ordinare che
+l'accusato venga posto in libertà, se non è trattenuto per altro
+motivo».</p>
+
+<p>Il Senato si ritirò per deliberare. Dopo mezz'ora tutti i Senatori
+rioccuparono i loro posti ed il Presidente fral silenzio
+altissimo degli astanti pronunziò queste parole: &mdash; «Capitano
+Sennacheribbo, si alzi. Il Senato, costituito in Alta Corte di
+giustizia, la dichiara prosciolto d'ogni accusa alla unanimità.
+Ed alla unanimità stessa la dichiara benemerito della patria e
+della dinastia, e la ringrazia di quanto ha operato per l'una
+e per l'altra, salvando l'augusta Principessa, erede del trono». &mdash; Veramente
+questa seconda parte della sentenza senatoriale era
+incostituzionale, giacchè arieggiava un voto politico; ed il Senato,
+quando è costituito in Alta Corte, non può legalmente
+farne. Ma i signori Senatori volevano ingraziarsi con la Principessa
+e propiziarsi Sennacheribbo.</p>
+
+<p>Se l'aula del Senato non crollò per lo fragore delle salve di
+applausi, del tripudio festoso e delle urla di gioia; se il povero
+Sennacheribbo non fu dilaniato e soffocato almeno dagli abbracciari,
+dagli spintoni e dalle strette di mano d'amici e d'ignoti,
+che volevan vederlo, accarezzarlo, onorarlo; ascrivo la cosa a
+miracolo. Tutti gli erano addosso, tutti gli si ricordavano. Il
+Commissario governativo gli fece scuse umilissime, allegando
+gli ordini dei superiori, le necessità dell'uffizio suo, eccetera.
+I Senatori si congratulavano. Il popolo poi, facendo irruzione
+<span class="pagenum">[71]</span>
+nelle sale del Senato, s'impossessarono del capitano, lo sollevarono
+in alto sopra un tavolino, come nel Medio Evo si
+innalzavano gli eroi sui pavesi, e checchè il poverino dicesse,
+cominciarono a portarlo trionfante verso la Camera de' Deputati.
+La notizia dell'assoluzione v'era giunta già da un pezzo;
+ed un membro dell'Assemblea lì su due piedi propose un ordine
+del giorno di ringraziamento e d'encomio per Sennacheribbo e
+di decretargli il soprannome di <i>Vindice</i>. Il Ministero si oppose:
+il Ministro degli Esteri protestò che lo si metteva in condizione
+impossibile di faccia alle Potenze; il Ministro della Guerra che
+era un corromper la disciplina; il Presidente del Consiglio pose
+la questione di gabinetto;.... ma l'ordine del giorno fu votato
+ad una immensa maggioranza. Allora i Ministri si ritirarono, dichiarando
+che presenterebbero le dimissioni al Re e pregarono
+la Camera di chiuder la seduta. Così accadde; ed i Deputati che
+uscivano dal palazzo, frammischiandosi alla folla, vi sparsero la
+notizia de' nuovi onori di Sennacheribbo.</p>
+
+<p>Ma la più dolce ricompensa, il premio più soave aspettavano
+costui alla Reggia, sulla gran balconata dalla quale stavano Sua
+Maestà Zuccone XIV, e l'Altezza Reale della Infanta Rosmunda
+e la fata Scarabocchiona, che applaudivano anch'essi e sventolavano
+i fazzoletti. La compagnia de' dragoni di Sennacheribbo,
+comandata dal luogotenente, giunse finalmente a riconquistar
+sulla folla il proprio capitano, che rimontato a cavallo per la
+prima volta dopo quel memorando giorno, entrò nella Reggia
+al suon dell'inno reale. Il primo ed il secondo aiutante del Re
+lo aspettavano ai piedi della scalinata per complirlo in nome
+della Maestà Sua che gli mosse incontro fin sul pianerottolo dell'appartamento,
+e lo abbracciò e lo condusse sulla balconata dov'era
+la figliuola alla quale lo presentò, dicendo: &mdash; «Rosmunda
+ecco il tuo sposo!».</p>
+
+<p>Il resto può immaginarsi. I soldati semplici della compagnia
+liberatrice furon creati tutti sottotenenti; i soldati scelti, luogotenenti:
+i caporali furon fatti capitani; i sergenti, maggiori; il
+foriere, tenente colonnello; il sottotenente fu promosso a colonnello;
+ed i due luogotenenti a maggior generali. E, strano a
+dirsi, questi ascensi favolosi, spagnoleschi, non produssero malcontento
+nell'esercito. Vennero inoltre tutti fregiati di un'apposita
+medaglia commemorativa: da un lato l'effigie della Principessa
+<span class="pagenum">[72]</span>
+col motto: <i>Ch'io non credetti ritornarci mai</i>; dall'altro un
+dragone a cavallo che galoppava con la spada evaginata, e la
+scritta: <i>La Principessa ereditaria Rosmunda alla IV Compagnia del
+V Reggimento Dragoni, riconoscente. Notte del XXVII aprile</i>. La
+medaglia doveva portarsi appesa ad una fettuccia a quattro liste:
+bianca, rosea, violetta e scarlatta in memoria delle ali, del mantello,
+della picchiettatura nonchè della coda, della criniera e delle
+creste degli otto draghi del plaustro della fata Scarabocchiona.</p>
+
+<p>Il Ministero offerse le dimissioni che vennero accettate; e succedendo
+al potere uomini energici e risoluti e che non avevan
+paura, gli Stati vicini si contentarono di qualche osservazione
+fatta in via diplomatica e della risposta che il Reame di Scaricabarili
+voleva vivere in pace con tutti, ma che non tollererebbe
+che alcuno s'immischiasse nelle sue faccende interne. E quando si
+parla così con un esercito corrispondente ad una popolazione di
+centoventitrè milioni, quattrocencinquantaseimila settecentottantanove
+abitanti, tutti vi lasciano in pace. Le relazioni diplomatiche
+furono alquanto fredde per un po' col Reame d'Exibo,
+ma il tempo fece miracoli, ed <a name="corr72" id="corr72"></a>attutì tale rancore.</p>
+
+<p>Sennacheribbo, cui non dispiacque di esser salvo per opera di
+quella donna, al quale le Camere decretarono il titolo di <i>Vindice</i>;
+ma che il popolo soprannominò <i>Mastr'Impicca</i> e nella storia è
+noto più col secondo, che col primo epiteto, sposò la Rosmunda.
+E la fata Scarabocchiona volle sottoscrivere con un suo
+scarabocchio il contratto nuziale, acciò non potessero in avvenire
+i Pubblici Ministeri negare il suo intervento, anzi negarne
+l'esistenza. La madre adottiva di Sennacheribbo venne a vivere
+col figliuolo, amata e riverita non men che da lui, dalla Rosmunda,
+la quale, succedendo al padre del Regno, volle prima
+associato il marito al poter regio e poi gliel rinunziò tutto, dicendo
+che una donna deve pensare alla casa ed a' figliuoli unicamente.
+E figliuoli ne ebber di molti i due sposi, ed egregi
+d'indole; e se la vissero e se la godettero ed in pace sempre
+stettero ed a me nulla mi dettero.</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Stretta la foglia e larga la via,</p>
+<p>Dite la vostra che ho detto la mia.</p>
+</div>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<hr />
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,
+correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati
+corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p>
+
+
+<ul>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#corr6">6</a> - recava in dote [doto] il Reame</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#corr9">9</a> - la rivestì di buone [buoni] vesti</li>
+<li> <a href="#corr12">12</a> - Sì [Si], cara fata Scarabocchiona</li>
+<li> <a href="#corr16">16</a> - definitivamente [definivamente] ad alcun</li>
+<li> <a href="#corr16a">16</a> - erede presuntiva [presnutiva] del trono</li>
+<li> <a href="#corr21">21</a> - diran costoro di Scaricabarili [Scaribarili]</li>
+<li> <a href="#corr22">22</a> - le sue scene [scede], la sua svenevolezza</li>
+<li> <a href="#corr27">27</a> - che la Rosmunda [Rosmanda] provava</li>
+<li> <a href="#corr29">29</a> - press'a poco quanto [quando] l'epizoozia</li>
+<li> <a href="#corr38">38</a> - e con centoventitrè [ventitrè] milioni</li>
+<li> <a href="#corr41">41</a> - dietro il fuoco fatuo [fatto]</li>
+<li> <a href="#corr43">43</a> - il despota [desposta] d'Exibo</li>
+<li> <a href="#corr47">47</a> - di loro pieno consenso [concenso]?</li>
+<li> <a href="#corr50">50</a> - rintegrar la Rosmunda [Romunda]</li>
+<li> <a href="#corr50a">50</a> - in benefico sopore [sapore]</li>
+<li> <a href="#corr51">51</a> - Zitto là [la]!</li>
+<li> <a href="#corr53">53</a> - uno scherzo, una facezia [fecezia]</li>
+<li> <a href="#corr55">55</a> - delle vertebre cervicali [cerviali]</li>
+<li> <a href="#corr59">59</a> - s'era costituito [costuito] un Triumvirato</li>
+<li> <a href="#corr61">61</a> - tolse [tolsa] dal seno la giarrettiera</li>
+<li> <a href="#corr61a">61</a> - La chiuse [chinse] in una scatolettina</li>
+<li> <a href="#corr66">66</a> - rischiarò splendidamente [spendidamente] l'aula</li>
+<li> <a href="#corr68">68</a> - Capitano Sennacheribbo [Sencheribbo]</li>
+<li> <a href="#corr72">72</a> - ed attutì [attuì] tale rancore</li>
+</ul>
+
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Mastr'Impicca, by Vittorio Imbriani
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MASTR'IMPICCA ***
+
+***** This file should be named 34519-h.htm or 34519-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
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+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive/Canadian
+Libraries)
+
+
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+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
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+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
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+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
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+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
+</pre>
+
+</body>
+</html>