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diff --git a/34518-h/34518-h.htm b/34518-h/34518-h.htm new file mode 100644 index 0000000..b82e393 --- /dev/null +++ b/34518-h/34518-h.htm @@ -0,0 +1,5914 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + Cara Speranza, by Marchesa Colombi + </title> + <style type="text/css"> +body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + +hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +hr.tiny {width: 10%;} + +.ast {text-align: center; font-size: 120%;} + +p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2;} + +h1,h2,h3 {text-align: center; font-style: normal; +font-weight: normal; line-height: 1.5; margin-top: .5em; margin-bottom: .5em;} +h1 {font-size: 200%;} +h2 {font-size: 150%; margin-top: 4em;} +h3 {font-size: 120%; margin-top: 1.5em;} + +h2+p {margin-top: 4em;} + +.center {text-align: center;} + +.pagenum {position: absolute; left: 95%; font-style: normal; + font-weight: normal; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; + background-color: #ffffff;} + +.spaced1 {margin-left: 1em;} + +.spacedhalf {margin-left: .5em;} + +.pad4 {margin-top: 4em;} + +.pad2 {margin-top: 2em;} + +.small {font-size: 70%; } + +.smcap {font-variant: small-caps; } + +table {margin-left: auto; margin-right: auto; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +table.toc {width: 70%;} +td {vertical-align: top; text-align: left;} +td.number {text-align: right; vertical-align: bottom;} + +.tnote {background-color: #F5F5DC; color: #000; padding: 1em; + margin: 1em 5%; font-family: sans-serif; font-size: 90%;} +.tnote h2 {font-weight: normal; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; } +.tnote ul {list-style-type: none;} + +.poem {margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; + margin-left: 10%; margin-right: 10%; + text-align: left; font-size: 95%; } +.poem p {margin-top: 0; margin-bottom: 0;} +.poem p.i4 {margin-left: 3.5em;} + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of Cara Speranza, by +Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Cara Speranza + +Author: Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier + +Release Date: November 30, 2010 [EBook #34518] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARA SPERANZA *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive/Canadian Libraries) + + + + + + +</pre> + + +<p class="center">La Marchesa Colombi</p> + +<hr class="tiny" /> + +<p> <br /> </p> + +<h1>Cara Speranza</h1> + +<p> <br /> <br /> </p> + +<p class="center">MILANO<br /> + +<span class="small">CASA EDITRICE<br /> +DI</span><br /> +C. CHIESA · F.lli OMODEI · ZORINI e F. GUINDANI<br /> +<span class="small"><i>Galleria Vittorio Emanuele, N. 17-80</i></span><br /> +1896</p> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center">DIRITTI DI PROPRIETÀ RISERVATA.</p> + +<p> <br /> </p> + +<hr /> + +<p class="pad2 center small">Milano, Tip. Bernardoni di C. Rebeschini e C.</p> + +<hr /> + +<p class="center pad4 big">INDICE</p> + +<table class="toc" summary="Indice"> + <tr> + <td>Cara Speranza</td> <td class="number"><i>pag.</i> <span class="spaced1"><a href="#CARA_SPERANZA">1</a></span></td> + </tr> + <tr> + <td>Il «Curare». Racconto di Natale</td> <td class="number">» <span class="spacedhalf"><a href="#IL_CURARE">29</a></span></td> + </tr> + <tr> + <td>Suor Maria. Racconto di Natale</td> <td class="number">» <span class="spacedhalf"><a href="#SUOR_MARIA">73</a></span></td> + </tr> + <tr> + <td>Silenzi d'Amore</td> <td class="number">» <a href="#SILENZI_DAMORE">125</a></td> + </tr> + <tr> + <td>Una Vocazione</td> <td class="number">» <a href="#UNA_VOCAZIONE">165</a></td> + </tr> + <tr> + <td>Racconto alla vecchia maniera</td> <td class="number">» <a href="#RACCONTO">197</a></td> + </tr> +</table> + +<hr /><p><span class="pagenum">[5]</span></p> + +<h2><a name="CARA_SPERANZA" id="CARA_SPERANZA"></a>CARA SPERANZA.</h2> + +<p> +Si chiamava Amalia. Però, malgrado +quel nome gentile, era una fra le più +rozze campagnuole delle risaie, quando +si presentò in casa nostra ad offrirsi +come serva.</p> + +<p>S'era messe le scarpe per la solennità +della circostanza, ma, appena vide +il pavimento lucido del nostro gabinetto, +rimase sbigottita e si curvò come per +levarsele. Ci volle di molto a persuaderla +d'entrare calzata com'era.</p> + +<p>Tuttavia non era timida nè selvatica, +come sono, per lo più, le contadine; le +<span class="pagenum">[6]</span> +pareva soltanto una mancanza di rispetto +il mettere sul nostro pavimento le scarpe +che aveva strascinate, per una lunga +camminata, nella polvere della strada +maestra da Momo a Novara. Ignorava +ogni elemento di civiltà, e, nella sua +cortesia istintiva da persona buona, inventava +una civiltà a suo modo, che +riesciva grottesca, sebbene, a conti fatti +valesse forse quanto la nostra. Infatti +nella China si tolgono le scarpe prima +di entrare nelle case. È questione di +usanze.</p> + +<p>In tutta la persona dell'Amalia si +vedevano le traccie della vita e dei lavori +delle risaie. Aveva ventisette anni +ma ne dimostrava quaranta. Il volto era +pieno di rughe, i capelli, folti sulla fronte, +erano tanto radi sul cranio, che frammezzo +alle ciocche, tirate nella legatura, +si vedeva la pelle bianca sollevarsi. +<span class="pagenum">[7]</span></p> + +<p>Portava la pettinatura del nostro contado, +e come tutte le contadine, che quel +peso enorme sul capo rende calve prima +del tempo, suppliva alla capigliatura +mancante con due grosse treccie di cotone, +girate intorno ad un cerchietto di +filo di ferro coperto di tela; ed in quelle +puntava i grossi spilloni di falso argento. +Sui capelli scarsi, quell'edificio non trovava +appoggio sufficiente, e le ballonzolava +dietro il capo. Le mancavano +vari denti, e, traverso quei vuoti, le <i>esse</i> +uscivano sibilanti.</p> + +<p>Ma di questi particolari della sua figura +l'Amalia non si dava il menomo +pensiero. Era forte e sana, sapeva d'aver +ventisette anni. Cosa le importava di +dimostrarne di più?</p> + +<p>Le domandammo se sapesse cucinare.</p> + +<p>Rispose:</p> + +<p> — No. So appena fare la minestra +<span class="pagenum">[8]</span> +alla nostra maniera da contadini, e friggere +le patate ed i fagiuoli; ma ho buona +volontà; imparerò presto.</p> + +<p> — E sai stirare?</p> + +<p> — Neppure. Noi non usiamo stirar +nulla... Ma anche questo potrò impararlo. +Non abbiano paura: la <i>cognizione</i> +non mi manca; capisco subito quello che +mi insegnano.</p> + +<p>Mio padre domandò:</p> + +<p> — E per le informazioni, a chi debbo +rivolgermi?</p> + +<p> — Se vuol andare a Momo, e domandare +alla cascina Pometta, dove sono +stata a servire per tredici anni... Ma +per la fedeltà può mettermi nell'oro, +guardi, che un quattrino, che è un quattrino, +non lo toccherei.</p> + +<p>Le facemmo altre domande, alle quali +rispose con sicurezza, e senza vantarsi +mai. Ci piacque molto, e le proponemmo +<span class="pagenum">[9]</span> +di venire con noi per un mese a titolo +d'esperimento. Accettò, ma non colla +prontezza e lo slancio che le sue risposte +precedenti e le sue maniere espansive +ci avevano fatto aspettare.</p> + +<p>Le domandai:</p> + +<p> — Non sei contenta?</p> + +<p> — Oh, per contenta lo sono di certo...</p> + +<p>Ed esitava sempre.</p> + +<p>Io soggiunsi per incoraggiarla:</p> + +<p> — Siamo soltanto due da servire: il +babbo ed io.</p> + +<p> — Fossero anche dodici, la fatica non +mi fa paura.</p> + +<p>Stette ancora titubante, poi soggiunse +in fretta come per afferrare la risoluzione +prima che le sfuggisse:</p> + +<p> — Ecco; è meglio che glielo dica +addirittura. Io sono una figliola onesta, +non cerco d'andare a spasso, non mi +<i>perdo via</i> coi giovanotti, tiro dritto per +<span class="pagenum">[10]</span> +la mia strada; ma però; cosa serve nasconderlo? +Ho un bersagliere.</p> + +<p>Aveva pronunciato <i>bresagliere</i>, poi +aveva messo fuori un gran sospirone, +come per dire: «È fatta!»</p> + +<p>Questo bersagliere abbuiò subito, coll'ombra +delle sue piume, la fronte di mio +padre, che disse crollando il capo:</p> + +<p> — Uhm. Ho paura che non facciamo +nulla. Ogni volta che andrete fuori avrete +il bersagliere intorno...</p> + +<p>L'Amalia sospirò melanconicamente:</p> + +<p> — Oh! questo non è possibile. Il Re +l'ha mandato in <i>Cicilia</i>.</p> + +<p>Mio padre che era un vecchio Piemontese +devoto alla monarchia ed alla +casa Savoia, approvò vivamente quella +disposizione del Re. E l'Amalia, vedendolo +sorridere, riprese fiduciosamente.</p> + +<p> — Serviva anche lui alla Pometta, ma +allora non era bersagliere. Abbiamo +<span class="pagenum">[11]</span> +cominciato a parlarci, dalla finestra della +cucina che guardava nell'orto, perchè +lui era ortolano. E che bel giovine! Se +vedesse signor padrone, alto come lei, e +più diritto di lei, perchè quello è giovine, +e lei no, pover'uomo! Però noi si +sapeva che doveva andare soldato e ci +promettemmo di aspettarci finchè lui +avesse <i>finito il suo tempo</i>. Sono quattro +anni che gira per la Cicilia, ed io intanto +servo, per mettere un po' di quattrini +da parte; poi, dopo tre anni ancora, tornerà +col suo congedo <i>risoluto</i> e mi sposerà.</p> + +<p>Dacchè il bersagliere era messo al sicuro +di là dal mare, mio padre ammise l'Amalia +ad un mese di prova, dopo il quale +ella tirò via a servire senza che nessuno +sollevasse la menoma obbiezione.</p> + +<p>Era una donna attiva, intelligente, pulita, +e sempre allegra. Diceva <i>casa nostra </i>, +<span class="pagenum">[12]</span> +diceva <i>noi</i>, nominando collettivamente +se stessa ed i padroni, faceva un +mondo d'accoglienze ai visitatori che +venivano, e s'informava della loro salute +come se fossero suoi amici; ma, +in una famiglia alla buona come la nostra, +queste dimestichezze si potevano +perdonare. Imparava ogni cosa con molta +facilità, e trovava tempo per la cucina, +per stirare, per tenere in ordine la casa, +ed anche per correre ogni giorno alla +posta a domandare se c'erano lettere del +bersagliere.</p> + +<p>Ne parlava continuamente. Tutti i vicini +di casa, padroni e servitori, i nostri +conoscenti, i portinai, i bottegai della +contrada, sapevano che l'Amalia aveva +un innamorato bersagliere; ed appena +la vedevano le domandavano ridendo:</p> + +<p> — E così, Amalia? ha scritto il bersagliere? +<span class="pagenum">[13]</span></p> + +<p>Il pollaiolo le regalava dei mazzi di +penne di cappone, che lei metteva da +parte giubilando per «<i>mandarle in Cicilia +alla prima occasione</i>». Provava ad +inalberarle da un lato del suo capo calvo, +e, diceva:</p> + +<p> — Come staranno bene sul cappello +del bersagliere!</p> + +<p>Per se stessa non comperava mai nulla. +Riceveva col salario i vestiti e le scarpe, +come si usa in provincia, ed il denaro +delle sue mesate lo metteva tutto da +parte per quando avrebbe sposato il +bersagliere. S'era fatta lei stessa, col +suo filato, varie pezze di tela che serbava +preziosamente nel baule, e non ne +avrebbe staccato da farsi una camicia +per nulla al mondo. I doni che le si facevano +lungo l'anno, le strenne di Natale, +tutto riponeva per quel giorno desiderato +e lontano. +<span class="pagenum">[14]</span></p> + +<p>Ma aveva l'amore gaio; non la si udiva +mai rimpiangere la lontananza dell'innamorato. +Era sicura di quell'amore +come di respirare e di vivere; il più +lieve dubbio non era mai sorto nel suo +cuore onesto; e quel pensiero del bersagliere +la colmava di gioia.</p> + +<p>S'egli tardava a scriverle, la sola supposizione +che l'Amalia faceva era che +fosse malato; e allora s'impensieriva e +moltiplicava le corse alla posta. Se incontrava +il portalettere, erano sempre +delle scene. Voleva che esaminasse ad +una ad una le soprascritte, fin all'ultima; +poi le domandava se era ben sicuro +di non avere altre lettere in tasca, o di +averne perduta qualcuna per via.</p> + +<p>Appena la lettera aspettata giungeva +poi, era un delirio di giubilo. Non sapeva +leggerla, ma cominciava fin dalla posta +a dire agli impiegati: +<span class="pagenum">[15]</span></p> + +<p> — È del bersagliere! Viene nientemeno +che dalla Cicilia, e c'è su <i>Cara +speranza</i>! E rideva, rideva, finchè le +cadevano le lacrime.</p> + +<p>Poi correva verso casa, ed in capo +alla contrada alzava la lettera, la faceva +sventolare gridando:</p> + +<p> — C'è la lettera del bersagliere! C'è +la lettera del bersagliere!</p> + +<p>Era sempre qualche bottegaio che +gliela leggeva. E l'Amalia si piantava +in faccia a lui, ridendo anticipatamente +di gioia e guardandolo bene in viso, +come se fosse il bersagliere stesso che +parlasse, e lei volesse vederne il senso +delle parole nell'espressione del volto. +E, prima che si cominciasse a leggere, +domandava tutta gongolante.</p> + +<p> — C'è «<i>Cara speranza</i>» in cima?</p> + +<p>«<i>Cara speranza</i>» c'era sempre; e le +lettere si somigliavano tutte; ma l'Amalia +<span class="pagenum">[16]</span> +esultava, si torceva le mani durante +la lettura per comprimere le grida di +piacere. Poi pigliava il foglio e saltava +in mezzo al gruppo d'amici che si erano +stretti intorno, e si agitava tanto, che +l'aureola degli spilloni minacciava di +strapparle, nella violenza dei rimbalzi, +quei pochi capelli che la reggevano. E +baciava la lettera, e rideva, rideva da +perderne il fiato, e per parecchi giorni +tutto il casamento era assordato dalla +canzone favorita dall'Amalia:</p> + +<div class="poem"> +<p>O mamma famm el lett,</p> +<p>Che mi faroo la cuna,</p> +<p>L'amor del bersaglier</p> +<p>L'è sta la mia fortuna.</p> +</div> + +<p>Tutti compativano la schietta affezione +della povera giovane; quell'amore +gioviale faceva piacere; e poi si sapeva +che era onesto. Col mare in mezzo, i +due innamorati miravano al buon fine. +<span class="pagenum">[17]</span> +Senza questo in provincia non avrebbero +tollerato tanto.</p> + +<p>Quella passione immensa arrivò una +volta a dare alla contadina una specie +di divinazione. Era qualche tempo che +il bersagliere non scriveva. Quando +giunse la lettera, nell'aprirla se ne vide +cader fuori un centesimo. Si fecero molti +commenti nel vicinato:</p> + +<p> — Cosa vorrà dire?</p> + +<p> — Una moneta è un simbolo d'amore.</p> + +<p> — Ma non così intera; si deve tagliarla +in mezzo, e portarne al collo +metà per ciascuno.</p> + +<p> — Ma che! È perchè possiate giocare +a croce e lettera per vedere se vi +vuol bene.</p> + +<p>Ed il pollaiolo, che era il più istruito, +e non credeva nè a talismani, nè ad +oroscopi, e rideva delle sentimentalità +amorose, diceva con sussiego: +<span class="pagenum">[18]</span></p> + +<p> — Non istate ad almanaccar tanto: +non è altro che uno scherzo. I soldati +sono uomini di mondo; amano ridere...</p> + +<p>Ma l'Amalia rise meno del solito, e +baciò la lettera più amorosamente; ed +il domani, quando venne a ricevere gli +ordini per la cucina, mi domandò come +si potesse fare per mandare cinque lire +fino in Sicilia. Poi disse:</p> + +<p> — Il bersagliere ha messo un centesimo +nella lettera, poveretto. Vuol dire +che ha bisogno di quattrini. — E spedì +a Catania un vaglia di cinque lire.</p> + +<p>Infatti voleva dire così; il suo cuore +amoroso aveva indovinato.</p> + +<p>Appunto per quella sua rustichezza +affettuosa e bonacciona, l'Amalia dava +nel genio a tutti i nostri parenti ed amici, +che coglievano volentieri l'occasione +di farle qualche regaluccio, di darle +delle mancie o delle strenne. In tre +<span class="pagenum">[19]</span> +anni le riuscì di raggranellare parecchie +centinaia di lire ed un baule di +roba.</p> + +<p>Il denaro l'aveva alla Cassa di risparmio, +e tratto tratto veniva da me col +libretto, perchè facessi il conto, a che +somma era salito il suo capitale coll'aumento +dei frutti. Bastava che potesse +contare una lira più della volta precedente, +per essere contentissima. Diceva:</p> + +<p> — È la dote del bersagliere. È il tesoro +del bersagliere. Tutto quello che +ho è per lui.</p> + +<p>E scoteva il capo con un'affermazione +così energica che la pettinatura le batteva +il cranio come il mantice d'una timonella +sgangherata.</p> + +<p>Quei tre anni, durante i quali era stata +bene alloggiata e ben nutrita, non avevano +quasi punto invecchiata l'Amalia; +ma non erano neppur riusciti ad abbellirla. +<span class="pagenum">[20]</span> +Pareva la stessa del primo giorno +che l'avevamo veduta.</p> + +<p>Soltanto, a misura che s'avvicinava il +ritorno del bersagliere, la gioia che le +traspariva dagli occhi, dal ridere beato, +da tutta la persona, la rendeva quasi +bella.</p> + +<p>Non mancavano che quindici giorni +all'arrivo del bersagliere quando io mi +ammalai d'una febbre intermittente e +dovetti stare a letto. Mio padre che, sebbene +fosse molto burbero, mi voleva +bene, chiamò subito il medico, e mi curò +come se si fosse trattato di una malattia +grave. La povera Amalia, che m'aveva +preso tanto affetto, era <a name="corr20" id="corr20"></a>spaventata all'idea +che dovessi ancora stare in letto quando +sarebbe tornato il bersagliere. Domandava +dava ansiosamente al medico:</p> + +<p> — Potrà alzarsi per il giorno quindici? +<span class="pagenum">[21]</span></p> + +<p>Il quindici di novembre era il gran +giorno che lei aspettava da sette anni.</p> + +<p>La mattina del dieci si alzò lei con +una guancia enormemente gonfia. Ma +diceva di non soffrire affatto, era semplicemente +una flussione.</p> + +<p> — Purchè il bersagliere non mi trovi +col viso storto!</p> + +<p>Era la sola cosa di cui si desse pensiero. +Poi soggiungeva:</p> + +<p> — Gli farebbe troppo dispiacere di +trovare ammalata la sua: «<i>Cara speranza</i>.»</p> + +<p>Non era la vanità che le stava in mente, +era il desiderio che nulla turbasse la gioia +del suo fidanzato. Quando venne il medico, +e l'Amalia andò ad aprirgli sfigurata +a quel modo, egli la interrogò sul +suo male, le tastò il polso, poi la mandò +a letto, ed entrò da me tutto serio ed +accigliato. +<span class="pagenum">[22]</span></p> + +<p> — Quella donna, mi disse, non istà +punto, punto bene. Or ora la visiterò...</p> + +<p>Infatti andò a vederla a letto, e disse +che, oltre alla risipola che le gonfiava +il volto, c'era pericolo che le si sviluppasse +il tifo. Proibì assolutamente ogni +comunicazione con me, e fece chiudere +tutti gli usci, perchè le nostre camere +erano separate soltanto da un corridoio +stretto.</p> + +<p>La sera l'Amalia aveva realmente il +tifo, e la mattina dopo, colla scusa che +la sua camera non aveva aria bastante, +che l'ammalata infettava la casa, che agitava +me colle sue grida deliranti, il medico +indusse mio padre a farla portare +in una camera particolare dell'ospedale.</p> + +<p>Avrei voluto vederla prima che se ne +andasse, ma assolutamente non permisero +nè che mi alzassi, nè che la portassero +nella mia stanza. Mentre attraversava +<span class="pagenum">[23]</span> +il corridoio udii che diceva colla +sua voce giuliva:</p> + +<p> — Andiamo incontro al bersagliere! +Tutta la roba mia è pel bersagliere. +Cara Speranza! Ed intonava la solita +canzone:</p> + +<div class="poem"> +<p>O mamma famm el lett</p> +<p>Che mi faroo la cuna...</p> +</div> + +<p>Domandai al medico impaurita:</p> + +<p> — Guarirà?</p> + +<p> — Può darsi. Vedremo come passa la +prima settimana.</p> + +<p>Non poteva togliermela dal cuore un +minuto. Avevo dei presentimenti tetri. +E d'altra parte pensavo:</p> + +<p> — Ma finora non ha fatto che lavorare, +senza distrazioni, senza affezioni di famiglia +(perchè i suoi l'avevano mandata +a servire a dodici anni e non se ne erano +curati più), senza benessere, senza soddisfazioni +<span class="pagenum">[24]</span> +di vanità; ha vissuto per una +speranza, s'è appagata d'una promessa +e non ha invidiato nessuno. Bisognerebbe +dire che non c'è giustizia se quella +promessa non le fosse mantenuta...</p> + +<p>Infatti non le fu mantenuta. La sera +del giorno quattordici morì. Ma morì in +un'estasi di gioia credendosi nelle braccia +del suo bersagliere; ed il suo cadavere +rimase sorridente colle labbra +aperte sui poveri denti spezzati e radi.</p> + +<p>Poche ore dopo, giunsero i suoi fratelli, +che mio padre aveva fatti chiamare.</p> + +<p>Io sapeva che la povera donna aveva +sempre destinato quanto possedeva al +bersagliere; tutti lo sapevano; ma non +c'era nulla di scritto; non aveva neppure +potuto dirlo formalmente a voce prima +di morire, perchè era delirante. E quei +parenti, due villani, lenti, freddi ed avidi, +<span class="pagenum">[25]</span> +che non avevano fatto mai nulla per lei, +si portarono via il frutto delle sue fatiche +e privazioni, la dote del bersagliere, il +tesoro d'amore, che la poveretta aveva +impiegato tredici anni a raccogliere.</p> + +<p>Il giorno quindici arrivò il bersagliere +e venne direttamente da noi. Era in viaggio +da parecchi giorni, e non sapeva +nulla della malattia dell'Amalia. Mio padre +era all'ospedale presso la morta; +dovetti far entrare il soldato nella mia +camera, e quasi ne ebbi piacere per potergli +dare la nuova dolorosa colla maggior +dolcezza possibile, e dirgli qualche +parola di conforto.</p> + +<p>Era appunto quello che i contadini +chiamano un bel giovine; oramai però +era uomo fatto, una grande e grossa +persona massiccia, col collo corto, i capelli +fitti e duri come setole, e ritti sopra +la fronte stretta, gli occhi piccoli, il +<span class="pagenum">[26]</span> +naso corto, il viso largo, e stupido; ecco +quel personaggio adorato.</p> + +<p>Cominciai a dirgli che l'Amalia s'era +ammalata, ed egli rimase impassibile. +Aggiunsi che s'era ammalata gravemente, +molto gravemente, che l'avevano +portata all'ospedale.</p> + +<p>E lui, duro come un muro, ed egualmente +freddo.</p> + +<p>Forse era soggezione, forse quello +stupido amor proprio della gente rozza, +di non lasciar scorgere la commozione +che considerano come una debolezza.</p> + +<p>Allora presi coraggio e gli annunciai +tutta la disgrazia.</p> + +<p>Si fece rosso rosso, girò nervosamente +fra le mani il cappello piumato, ma non +disse nulla.</p> + +<p>Lo esortai ad esser forte, a rassegnarsi, +aggiunsi che era una grande sventura; +che tutti la sentivamo, e che fin all'ultima +<span class="pagenum">[27]</span> +ora la poveretta, anche delirando, +aveva pensato a lui... E gli stesi la mano +in atto di amichevole conforto.</p> + +<p>Egli la vide, ma non si mosse, non la +prese, e disse soltanto facendosi anche +più rosso:</p> + +<p> — Si può andare a vederla?</p> + +<p>Gli risposi di sì, gli diedi un biglietto +per mio padre che era laggiù a disporre +i funerali, e gli indicai la strada. Egli +ascoltò tutto in silenzio senza guardarmi, +poi fece goffamente il saluto militare, e, +sempre muto, se ne andò.</p> + +<p>All'ospedale non domandò di mio padre +nè diede il biglietto; però il babbo +era presente quando entrò nella camera +della morta.</p> + +<p>Stavano per metterla nella cassa; le +avevano tolti gli spilloni, il capo era +scoperto, e la bocca sdentata sorrideva +ancora del suo buon sorriso. +<span class="pagenum">[28]</span></p> + +<p>Il bersagliere s'accostò adagio adagio +al cadavere, coll'aria impacciata, senza +osare di guardar nessuno; poi, vedendo +dall'altro lato del letto il fratello della +morta, che altre volte aveva conosciuto, +lo salutò con un cenno del capo serio, +e disse:</p> + +<p> — Accidenti! com'era vecchia!</p> + +<p>Ma non c'era nessuna perfidia in quella +parola. Era un'impressione che riceveva, +e la esprimeva in tutta sincerità. +Se l'Amalia fosse stata viva l'avrebbe +espressa ugualmente a lei, senza per +questo cessare di chiamarla, nel linguaggio +artifizioso delle lettere <i>Cara Speranza</i>.</p> + +<p>Infatti, quando stesero la morta nella +bara, egli si fece il segno della croce +rapidamente e come di soppiatto, ma +arrossì molto, e gli luccicarono gli occhi. +Poi uscì ed andò ad aspettare il corteggio +<span class="pagenum">[29]</span> +funebre a cinquanta passi dall'ospedale, +fingendo di leggere un affisso. Lasciò +sfilare il funerale modesto, poi si +mise a seguirlo di fianco come se camminasse +da quella parte per pura combinazione, +e con quel mortorio non avesse +nulla a che fare. Però giunto al +cimitero entrò dietro gli altri, e rimase +un po' in disparte col capo chino finchè +fu coperta la fossa.</p> + +<p>Nel ritorno l'altro fratello della morta +gli si accostò, e senza saluti nè parole +di benvenuto, gli disse guardandosi la +punta degli scarponi:</p> + +<p> — Sicchè la povera Amalia se n'è +andata...</p> + +<p>Egli crollò il capo, scosse le spalle, +come per cacciarsi un gruppo dalla gola, +poi rispose:</p> + +<p> — Ma!</p> + +<p>E gli voltò la schiena. +<span class="pagenum">[30]</span></p> + +<p>Mio padre raggiunse il soldato, e gli +spiegò come a lui non fosse toccato nulla +della piccola eredità, in causa dei fratelli. +Ma che, per riguardo a quella povera +anima, noi avevamo ritenute le lettere +di lui, e che poteva venirle a prendere.</p> + +<p> — Oh! sono sciocchezze!</p> + +<p>E diede una grande scrollata di spalle. +E, per quanto mio padre lo interrogasse, +non ci fu verso di fargli dire se voleva +riaverle, o se s'avevano da bruciare.</p> + +<p>E le bruciammo noi, mio padre ed io, +nel fuoco del caminetto tutte le <i>care speranze</i> +che avevano consolata quella vita +povera, laboriosa ed onesta. +</p> + +<hr /> + +<h2><a name="IL_CURARE" id="IL_CURARE"></a>IL «CURARE»<br /> +<span class="small">RACCONTO DI NATALE</span></h2> + +<p><span class="pagenum">[33]</span> +Si finiva di pranzare in casa del professor +Navaro; un pranzo di soli uomini +ed un pranzo di Natale.</p> + +<p>Il nostro ospite ci aveva fatto assaggiare +parecchi de' suoi vini di Sicilia; +eravamo tutti di buon umore. Il professore +ci spiegava come serbasse una specie +di venerazione per quella festa, perchè +era stata da tempo immemorabile +oggetto di culto nella sua famiglia.</p> + +<p>Ci narrava di un suo nonno, che aveva +accolto, in un Natale remoto, un nemico +della sua casa, semplicemente per non +<span class="pagenum">[34]</span> +respingere chi bussava alla sua porta +in quel giorno solenne; ci narrava di +elemosine rovinose, che i suoi vecchi +avevano fatte con gran danno dei loro +interessi, nella stessa solennità e per le +stesse ragioni; e descriveva la pompa +che metteva sua madre nell'addobbo +della casa, che ornava tutta di piante +verdi e di fiori, nello scambio dei doni, +nel pranzo di Natale, al quale voleva +che tutti i membri della famiglia assistessero, +qualunque fosse la distanza che +dovevano percorrere per arrivarci.</p> + +<p>Dovevamo appunto a quel culto tradizionale +per una consuetudine di famiglia, +il piacere di trovarci là riuniti; perchè +ogni anno il professor Navaro si +informava degli studenti che non andavano +a far Natale alle loro case, e li +invitava a passarlo con lui e coi suoi +colleghi che, come lui, non avevano famiglia. +<span class="pagenum">[35]</span> +L'idea che qualcuno pranzasse +solo il giorno di Natale lo commoveva +come una disgrazia.</p> + +<p>Mentre prendevamo il caffè, entrò il +servitore ad annunciare che una persona, +la quale non aveva voluto dare il suo +nome, domandava di parlare al professore. +Questi uscì per raggiungere nel +salotto il suo visitatore, e lo vedemmo +ricomparire dopo pochi minuti.</p> + +<p>Però si sarebbe detto che in quel breve +tempo fosse stato, non in una camera +ben chiusa e calda, ma all'aria rigida di +quella serata di dicembre, sotto la neve +che fioccava fitta, tanto s'era fatto pallido.</p> + +<p>Si rimise a sedere e vedemmo che +rabbrividiva tutto.</p> + +<p>Bevve due bicchierini di <i>cognac</i> uno +sull'altro, come per riscaldarsi, ci domandò +cosa si stava dicendo, ma non +<span class="pagenum">[36]</span> +diede retta alla risposta e non prese +parte al discorso.</p> + +<p>Era distratto. Stava muto e pensoso +e guardava fissa la brage del caminetto, +con uno sguardo di ribrezzo, come se +fosse stata qualche cosa d'orribile.</p> + +<p>Subivamo tutti l'influenza di quell'improvviso +cambiamento d'umore, e, dopo +aver rallentata la conversazione, abbassata +la voce, finimmo per star zitti anche +noi, non osando parlare, ed imbarazzati +del nostro silenzio.</p> + +<p>Ad un tratto il professore ci guardò +cogli occhi ancora stralunati, e disse:</p> + +<p> — Scusate; vi ho fatti ammutolire colla +mia aria tragica. Ho ricevuto dianzi +una forte scossa morale. Ho visto un +individuo che mi ha ricordato un caso +atroce della mia vita.</p> + +<p>Quella scusa non era fatta per rimetterci +in allegria, e rimanemmo ugualmente +<span class="pagenum">[37]</span> +impacciati e muti. Egli versò dell'altro +<i>cognac</i> in giro, ne bevve appena +un sorso, poi si alzò con impeto, e disse +risolutamente:</p> + +<p> — Volete che vi narri quella storia? +Ora ne ho la testa così piena che non +saprei parlar d'altro.</p> + +<p>Figurarsi se volevamo! il professor +Navaro era il più benvoluto ed il più +ammirato dei nostri insegnanti. Il racconto +d'un fatto della sua vita c'interessava +tutti vivamente. E per giunta +egli narrava bene, con facilità di parola +da vero Siciliano. Ci stringemmo tutti +intorno a lui, ardenti di curiosità, ed egli +cominciò a parlare coll'accento vibrato +e gli occhi luccicanti come se fosse già +entrato nel vivo del racconto...</p> + +<p>«Nel 1853 studiavo all'università di +Messina, ed ero innamorato della padrona +del solo caffè che la polizia borbonica +<span class="pagenum">[38]</span> +tollerasse. Eravamo in tre a disputarci +le sue grazie, tutti e tre studenti di medicina.</p> + +<p>«Uno de' miei rivali era un certo Turiddu, +figlio d'un emigrato, al quale il +Governo aveva permesso da poco tempo +di rimpatriare, e che, durante l'esilio, +aveva cominciati gli studi universitarî +a Parigi.</p> + +<p>«Era un buon giovine, di modi aperti, +leale, buon patriota; ma quando entrava +a parlare dei grandi scienziati francesi, +dei loro studi, delle loro scoperte, non +la finiva più. Nominava Velpéau, Nélaton, +Ricord, come fossero stati suoi colleghi. +Aveva frequentate le lezioni di +Claude Bernard, e lo considerava, come +era realmente del resto, un luminare +della scienza. Tutto questo però, e neppure +la rivalità in amore, non c'impediva +d'essere buoni amici. +<span class="pagenum">[39]</span></p> + +<p>«La mia avversione la serbavo tutta +per l'altro rivale, Rosario Angherà, che +era, non so bene se figlio o nipote, d'un +pezzo grosso, e frequentava la casa del +vescovo. Aveva lo sguardo falso e la +parola melata; non s'abbandonava mai +ad impeti di furia nè a sfoghi di passione. +Era insinuante, conciliante, gesuiticamente +dolce. Non lo potevo soffrire.</p> + +<p>«Una sera, alla presenza della bella +caffettiera, gli misurai un ceffone che lo +sbattè contro il muro. Si fece pallido di +rabbia, ma non reagì. Raccolse il cappello +che gli era caduto, e borbottando +sommessamente, uscì dal caffè dove non +si fece più vedere.»</p> + +<p class="pad2">Il professor Navaro fece una pausa, +durante la quale noi esprimemmo il nostro +biasimo per la condotta di quel +gesuita di Rosario, poi riprese: +<span class="pagenum">[40]</span></p> + +<p>«Avevamo per professore di patologia +un pover'uomo, il quale suppliva alla +scienza che gli mancava, colle ciarle, col +tuono dottorale ed enfatico, e con una +gran fede in sè stesso. Lo chiamavamo +il dottor Dulcamara. Però, se i suoi colleghi +ed anche gli studenti lo conoscevano +per quel che valeva, in città era +riescito a farsi la riputazione d'uno +scienziato. Si dava sempre l'aria d'un +uomo assorto in profondi studi, ne parlava +con grande sfoggio di parole tecniche +ascoltandole rimbombare con compiacenza, +ed i profani dicevano: Quanto +sa quel professore!</p> + +<p>«Un giorno lo vedemmo venire in +iscuola con un'aria più sibillina e tronfia +del solito.</p> + +<p>«Una fortunata occasione, cominciò, +una di quelle occasioni che si offrono +soltanto all'uomo che vigila sempre per +<span class="pagenum">[41]</span> +impadronirsi di ogni nuova scoperta che +possa interessare la scienza, mi permette +d'intrattenervi oggi d'un veleno rarissimo, +e di mostrarvene sperimentalmente +gli effetti. È questa certo la prima volta +che in un'università del Regno, e cioè, +con carattere scientifico, si presenta +questo preparato, del quale credo che +tutti voi ignoriate ancora il nome. Si +chiama il <i>curare</i> ed a me è serbato l'onore +di rivelarvene, pel primo, l'esistenza +e le proprietà meravigliose.</p> + +<p>«Non so se i miei compagni fossero +nello stesso caso, ma per conto mio era +infatti quella la prima volta che sentivo +nominare il <i>curare</i> che, a quei tempi, +era ancora una novità in Europa.</p> + +<p>«Egli girò lo sguardo intorno lentamente +per godere della stupefazione che +era certo d'aver suscitata in noi, poi, +pavoneggiandosi nella sua eloquenza, +<span class="pagenum">[42]</span> +cominciò a divagare sui selvaggi dell'America +del Sud, sulle loro freccie, <i>che +traversano l'etra a volo</i>, e vanno a colpire +<i>il pennuto volante presso le nubi, il +fiero bisonte nei labirinti della foresta, e +lo piombano fulminato al suolo</i>. Poi, chiudendo +l'inevitabile esordio che precedeva +sempre le sue trattazioni, concluse:</p> + +<p>«— Quelle freccie sono avvelenate col +<i>curare</i>.</p> + +<p>«L'esordio e la perorazione erano la +farina del suo sacco; poi recitava pagine +e pagine, più o meno opportunamente +scelte, di qualche trattato o giornale +scientifico, e quella era la sostanza della +lezione.</p> + +<p>«Quel giorno la sostanza prometteva +d'essere interessante, e ci faceva sopportar +con pazienza i fronzoli rettorici +di cui l'ornava il professor Dulcamara. +Cominciò dal fare una descrizione pomposa +<span class="pagenum">[43]</span> +della «<i>fiesta de las juvias</i>» (festa +del veleno) nella quale si raccolgono le +liane necessarie alla preparazione del +<i>curare</i>. Narrò le varie ipotesi su quel +preparato, che alcuni credono puramente +vegetale, altri suppongono misto con +veleni di formiche e serpenti, e che è +tuttora misterioso, perchè il segreto della +composizione ne è serbato ai medici, o +piuttosto agli stregoni delle tribù. Poi +si dilungò nella relazione degli effetti +del <i>curare</i>, il quale, ingoiato riesce inoffensivo, +mentre invece introdotto nel +sangue, sia per iniezione sia per ferita +d'arma avvelenata, è un veleno istantaneo +e micidiale.</p> + +<p>«— <i>Ma, araldo mite della fiera e scheletrita +mandataria, il curare riveste la +tetra morte colle apparenze soavi del +sonno...</i> esclamò il professor Dulcamara +esordendo alla parte pratica della lezione; +<span class="pagenum">[44]</span> +e passò ad esporre i sintomi particolari +di quella morte, che poco dopo potemmo +osservare noi stessi.</p> + +<p>«Era il punto culminante della lezione.</p> + +<p>«Il professore cavò di tasca una busta, +l'aperse solennemente, e ci fece vedere +due freccie colla punta avvelenata, +che aveva ricevute in dono da un viaggiatore +reduce dall'America.</p> + +<p>«Era trionfante.</p> + +<p>«Ordinò al bidello di portargli un +coniglio che aveva fatto tener pronto +per lo sperimento, e lo punse leggermente +sulla schiena, senza che l'animale +cessasse di guardar in giro co' suoi occhi +d'oro fiammante, e di agitare febbrilmente +il nasino roseo in segno di timido +sgomento.</p> + +<p>«Ma pochi minuti dopo se ne andò +cheto cheto in un angolo dell'aula, si +rannicchiò contro il muro, ed abbassò +<span class="pagenum">[45]</span> +gli orecchi sul dorso come se si disponesse +a dormire. Rimase perfettamente +tranquillo, ed a poco a poco s'accasciò; +prima le gambe cedettero, e gli si piegò +il capo; poi tutto il corpo cadde sul +fianco completamente paralizzato. Sei +minuti dopo essere stato ferito, il coniglio +era morto, senza gridi, nè rantoli, +nè convulsioni che indicassero la menoma +sofferenza o una lotta tra la vita e la morte.</p> + +<p>«Durante l'esperimento il professore +ci aveva narrati vari esempi, citando le +fonti a cui li aveva attinti, i quali tutti +provavano che la morte per avvelenamento +col <i>curare</i>, riesce tranquilla e +quasi dolce. Più di tutti ci aveva interessati +la relazione della morte di un +uomo, ch'egli aveva letta in una notizia +di Watterton sul <i>curare</i>, riportata probabilmente +da un giornale. Due Indiani +erano a caccia nella foresta; uno tese +<span class="pagenum">[46]</span> +l'arco, e scagliò una freccia avvelenata +contro una scimmia rossa che s'era arrampicata +ad un albero. Il colpo era +quasi perpendicolare. Là freccia non colpì +la scimmia, e nel ricadere ferì l'Indiano +al braccio un po' al disopra del gomito. +Egli fu convinto che tutto era finito per +lui. Disse al compagno colla voce commossa +e guardando il suo arco: «Non +lo tenderò mai più.» Poi si tolse la scatola +di bambù col veleno, che portava +ad armacollo, la pose in terra coll'arco +e le freccie, ci si sdraiò accanto, disse +addio all'amico, e cessò di parlare per +sempre.</p> + +<p>«Ci eravamo tutti serrati intorno alla +tavola del professore sulla quale era +stato trasportato il coniglio morto, e, +per combinazione, mi trovavo accanto +al mio rivale Rosario Angherà. Quando +me ne avvidi, feci un atto di ribrezzo +<span class="pagenum">[47]</span> +e mi restrinsi come per evitare il suo +contatto. Ma egli era intento ad esaminare +la seconda freccia avvelenata rimasta +nell'astuccio del professore, mentre +questi finiva il racconto del cacciatore, +e citava le parole stesse del Watterton: +«Sarà un conforto per le anime +pietose il sapere che la vittima non ha +sofferto, perchè il <i>wourali</i>, o <i>curare</i>, distrugge +dolcemente la vita.»</p> + +<p class="pad2">A questo punto della sua narrazione +il nostro ospite pareva stanco: gli tremava +la voce, strascicava lentamente le +parole come se gl'increscesse di pronunciarle, +ed era evidente che avrebbe voluto +sospendere quel racconto cominciato con +tanto impeto, e che ora gli faceva ribrezzo. +Ma noi lo ascoltavamo tanto avidamente +i nostri occhi erano fissi su di lui con +tanta ansietà, rimanevamo così ostinatamente +<span class="pagenum">[48]</span> +muti quand'egli faceva una pausa, +per timore di distrarlo dall'argomento, +che comprese d'essersi impegnato troppo +per retrocedere. Si asciugò il sudore +che gli faceva luccicare il viso, bevve +un po' di <i>cognac</i>, poi ripigliò:</p> + +<p>«La curiosità mi fece vincere l'avversione, +e mi avvicinai a Rosario. Fremevo +d'impazienza che egli deponesse quella +freccia, per impadronirmene alla mia +volta; e gli stavo sopra per fargli capire +che si sbrigasse. Ma, vedendo che +indugiava sempre, gli dissi stizzosamente:</p> + +<p>«— Quando avrete finito...</p> + +<p>«Egli non si mostrò offeso: mi guardò +un minuto, poi torse subito gli occhi, +e, con quella sua falsa mellifluità, +mi rispose porgendo la freccia:</p> + +<p>«— Se volete osservarla voi, prendetela +pure... +<span class="pagenum">[49]</span></p> + +<p>«Ma mentre sporgevo la mano per +pigliarla, fece un movimento così rapido, +che la punta mi si conficcò nel palmo.</p> + +<p>«Un grido generale, disperato, s'alzò +da tutti i petti; tutti gli sguardi, tutte +le braccia si tesero verso di me: esclamazioni +d'orrore, di spavento, di rimprovero, +di minaccia, si incrociarono; +tutti parlavano, tutti gesticolavano senza +intendersi, mentre il professore più frenetico +di tutti, picchiava disperatamente +i pugni sulla tavola urlando:</p> + +<p>«— Disgraziato! l'avete ucciso! l'avete +ucciso!«</p> + +<p class="pad2">Sebbene il professor Navaro ci stesse +lì dinanzi vegeto e sano a narrare lo +stranissimo caso, noi pure eravamo agitati, +come gli studenti di Messina. Alcuni +s'erano alzati ed avvicinati a lui, +e gli stavano intorno appoggiati alle +<span class="pagenum">[50]</span> +spalliere delle sedie vuote, altri alzavano +i pugni rabbiosi contro l'avvelenatore. +Uno studente fece per movere una domanda, +ma parecchie voci l'interruppero:</p> + +<p> — Stia zitto; stiamo a sentire.</p> + +<p>Superato il ribrezzo che gli inspirava +il ricordo dell'atto codardo del suo nemico, +il professor Navaro aveva ripreso +il suo accento vivo, e tirò via a narrare, +come se risentisse ancora quelle impressioni, +e vedesse quelle scene.</p> + +<p>«Alla prima non avevo capito; la +puntura era stata così lieve, che non +avevo pensato alla gravità del caso. +Subito però, vedendo il terrore di tutti, +l'idea orrenda della morte m'invase, e, +reagendo con tutta la forza della mia +giovine vita, mi posi a gridare:</p> + +<p>«— L'amputazione! Bisogna amputare +la mano!</p> + +<p>«Ma la confusione, l'urlìo, il trambusto +<span class="pagenum">[51]</span> +erano tali, che non potei essere udito, +e dovetti ripetere più volte:</p> + +<p>«— Sentite! sentite! Dacchè non soffro +nulla, è segno che il veleno è localizzato. +Amputando la mano si può forse +salvarmi.</p> + +<p>«Tutto questo era accaduto rapidissimamente; +non eran passati due minuti +dacchè ero stato ferito. Eppure, dovendo +parlar forte per esser inteso, sentii di +dover fare una certa fatica; ed ancora, +la mia voce non suonò alta in proporzione +dello sforzo fatto: l'udirono appena +i più vicini, e furono loro che lo +dissero agli altri, e subito si ripetè da +tutte le parti:</p> + +<p>«— L'amputazione! L'amputazione! +È inutile! Ma chissà? Si può tentare!</p> + +<p>«— Un chirurgo! Nella scuola di chirurgia!...</p> + +<p>«Parecchi studenti si precipitarono +<span class="pagenum">[52]</span> +fuori in cerca del chirurgo. Intanto si +continuava a darmi del <i>rhum</i> ed a domandarmi:</p> + +<p>«— Che cosa sentite? Soffrite molto?</p> + +<p>«No. Non soffrivo punto; ma avevo +una gran pena a dirlo. Pareva che la +sede della mia voce fosse scesa in fondo +in fondo al petto; l'azione della gola era +insufficiente per attingerla. Risposi una +volta o due con accento fioco, poi la +voce non venne più. Movevo le labbra +ma non usciva nessun suono. Intorno +dicevano:</p> + +<p>«— Oh Dio! Oh Dio! perde la parola; +non parla più; il veleno ha già +fatto il suo effetto; non siamo più in +tempo per l'amputazione.</p> + +<p>«Immaginate l'angoscia che provai a +quella sentenza; volevo dire di no; che +provassero ad ogni modo; che s'affrettassero... +E non potevo dir nulla. La +<span class="pagenum">[53]</span> +mia voce era morta. Intanto sentii una +grande spossatezza invadermi le membra, +mi mancarono sotto le gambe, e, +se non m'avessero sorretto, sarei caduto. +Mi trascinarono fino alla poltrona del +professore, dove mi adagiarono dicendo:</p> + +<p>«— Ha perduti i sensi; è svenuto.</p> + +<p>«Io non ero svenuto: feci un altro +sforzo per dirlo, ma fu impossibile. Cercai +di accennare colla mano, ma, con infinito +terrore, sentii che la mano rimaneva +immobile come di piombo; volli +scuotere il capo, ma anche il congegno +del collo non giocava più; avevo perduto +la facoltà di muovermi!</p> + +<p>«Atterrito, cercai di dare allo sguardo +l'espressione della mia inenarrabile angoscia, +ma lo sguardo non può fare lunghi +discorsi, e, per quanto immenso +fosse l'interesse con cui mi osservavano, +i miei compagni, dicevano soltanto: +<span class="pagenum">[54]</span></p> + +<p>«— Pare che veda ancora, ma non +ci riconosce.</p> + +<p>«E mi chiamavano.</p> + +<p>«Ah! Ah! nessuno potrà mai dire +lo sforzo straordinario di volontà ch'io +facevo per dare un'espressione a' miei +occhi. Ma lo spavento interno, la disperazione +non si traducevano neppure nello +sguardo.»</p> + +<p class="pad2">Nel ricordare quell'atroce suplizio, il +professor Navaro fremeva tutto. Non +poteva più star fermo; passeggiava per +la stanza, agitato, nervoso, asciugandosi +il sudore, e gesticolando rabbiosamente. +Pareva che lottasse ancora contro quell'orribile +impotenza. Noi gli tenevamo +dietro ansiosamente cogli sguardi interrogatori, +smaniosi d'udire la fine di quel +caso meraviglioso e tremendo. Egli respirò +due o tre volte forte, s'appoggiò +<span class="pagenum">[55]</span> +alle spalle d'un suo collega come per +sentire qualche cosa di caldo e di vivo +accanto a sè, e ripigliò quella storia di +morte:</p> + +<p>«Ad un tratto una parola orrenda mi +suonò all'orecchio.</p> + +<p>«— L'occhio s'è fatto vitreo. Non vede +più.</p> + +<p>«Il professore mi prese una mano e +ne pizzicò le carni così forte, che sentii +un gran dolore, ma nessun muscolo si +contrasse a quella sofferenza, ed egli, +lasciando ricadere il mio braccio, disse:</p> + +<p>«— Non sente più nulla.</p> + +<p>«Allora mi fecero soffrire delle piccole +torture, sempre nella speranza di +risvegliare la mia sensibilità; mi strinsero +i lobi degli orecchi fino allo spasimo, +mi strapparono dei capelli, dei peli della +barba, mi bruciarono, mi punsero; io +sentivo quei dolori acuti, che aggiunti +<span class="pagenum">[56]</span> +alla tortura che provavo, mi irritavano +fino alla pazzia, poi udivo ripetere:</p> + +<p>«— No; non sente più nulla.</p> + +<p>«Il professore mi applicò l'orecchio +al petto e disse:</p> + +<p>«— Pare che ci sia ancora una lieve +pulsazione; ma presto il cuore avrà cessato +di battere; fra pochi minuti sarà +morto. Povero giovine! Povero giovine!</p> + +<p>«Nessuna mente umana ha mai immaginato +nulla di tanto crudele. Non +potevo nemmeno girare gli occhi, nemmeno +chiuderli! Le mie membra erano +impietrite; ero imprigionato vivo in un +corpo morto. Se mi si fossero rizzati i +capelli sulla fronte, come si dice che +avvenga per senso di raccappriccio! Se +fossero incanutiti! Si sarebbe capito almeno +che qualche cosa viveva in me; +che viveva lo spavento; uno spavento +angoscioso, febbrile, furibondo! +<span class="pagenum">[57]</span></p> + +<p>«Ma nessun segno esterno tradiva la +vita del mio cervello, della mia volontà, +la tortura del mio spirito. Rimanevo impassibile +e freddo come una mummia +nelle sue bende secolari.</p> + +<p>«Mi sollevarono di peso, e con un +immenso mormorio di compassione, mi +portarono, cadavere animato e sensibile, +nel gabinetto anatomico, dove mi stesero +sulla tavola.</p> + +<p>«Vidi alcuni de' miei compagni che +piangevano; altri, allevati devotamente, +si fecero il segno della croce, poi lo ripeterono +su di me.</p> + +<p>«Un vecchio bidello bisbigliava tutto +compunto:</p> + +<p>«— <i>Requiem æterna dona eis, Domine.</i></p> + +<p>«Vidi il povero prof. Dulcamara che +si mordeva i pugni ed esclamava con +una convinzione, che in quel momento +non mi parve neppur comica: +<span class="pagenum">[58]</span></p> + +<p>«— Maledetta la mia scienza!</p> + +<p>«Poi vidi una cosa atroce, mostruosa. +Una di quelle infamie che farebbero fremere +d'indignazione tutto un popolo, +contro le quali l'umanità si solleva indignata; +e non potei fremere nè sollevarmi!</p> + +<p>«Rosario Angherà, pallido, piangente, +mi venne accanto sospirando:</p> + +<p>«— Oh che disgrazia! povero me, +che fatalità!</p> + +<p>«Si pose in ginocchio accanto al mio +cadavere, e, giungendo le mani come se +pregasse perdono, mi susurrò all'orecchio:</p> + +<p>«— So che tu vivi, che vedi e che +senti: ma non lo dirò. M'hai schiaffeggiato +e m'hai chiamato vile; i vili non +salvano i coraggiosi, ma si vendicano.</p> + +<p>«Poi si alzò, e col volto fra le mani, +come accasciato dal dolore, uscì, e tutti +lo seguirono. +<span class="pagenum">[59]</span></p> + +<p>«Tutte le furie dell'inferno avevano +invaso il mio cuore; l'odiavo come non +s'è forse mai odiato sulla terra; smaniavo +d'avventarmi contro di lui, di stringere +fra le mie mani il suo collo torto, +di strangolarlo, di sfracellargli coi miei +piedi quella testa falsa, ipocrita, malvagia. +E non avevo la potenza neppur di dire:</p> + +<p>«— È un omicida.</p> + +<p>«Mi sentivo stretto in una guaina di +bronzo.</p> + +<p>«Rimasi solo in quella cella buia, su +quella fredda tavola di marmo sulla quale +erano stati sparati tanti cadaveri.</p> + +<p>«M'abbandonavano. Mi credevano +morto.</p> + +<p>«Allora mi si affacciò alla mente un +pensiero pauroso:</p> + +<p>«— Se fossi realmente morto? Se la +morte fosse così? Che cosa ne sappiamo +noi? Se lo spirito umano non si spegnesse +<span class="pagenum">[60]</span> +contemporaneamente al corpo? +Se dovesse stargli unito ancora, chissà +per quanto tempo, forse per sempre, +assistere alla putrefazione, alla dissoluzione +delle membra?... E poi?...</p> + +<p>«A quell'idea, provavo quell'estrema +disperazione che ci fa urlare come belve, +dilaniare le carni, che ci trascina al delitto, +al suicidio. Mi ricordai un tetro +caso d'una giovine, che, dopo esser stata +sepolta come morta, s'era risvegliata +nella fossa; ma a lei almeno erano tornate +le forze per urlare, per dibattersi, +e fu trovata col capo sfracellato contro +le pareti della bara; mentre io non potevo +nulla per abbreviare il mio supplizio; +mi bruciavo internamente di furore, +mi sentivo impazzire a quelle supposizioni +spaventose, e rimanevo tranquillo +nella mia solenne immobilità da idolo.</p> + +<p>«Accanto a me, sulla tavola c'era un +<span class="pagenum">[61]</span> +coltello anatomico. Avevo il capo rivolto +da quella parte e lo vedevo. Mi sarebbe +bastato di sporgere una mano per afferrarlo.</p> + +<p>«Con che ardore desiderai quel coltello!</p> + +<p>«Pensavo che, forse, una ferita al +cervello o al cuore, in una parte essenzialmente +vitale, avrebbe spenta la mia +anima viva nel mio corpo morto. Ma poi +chissà? Ad ogni modo non avrei potuto +ferire che il corpo, e quello era già cadavere +irrigidito.</p> + +<p>«In tutta la mia vita spensierata e giovine, +non avevo mai pensato con tanto +solenne spavento alla dualità possibile +dell'essere umano; mai l'idea consolante +dell'immortalità dell'anima, s'era presentata +ad una mente d'uomo sotto un aspetto +tanto minaccioso e spaventevole.»</p> + +<p class="pad2"><span class="pagenum">[62]</span>A misura che il professore Navaro +procedeva nel suo racconto, la sua eccitazione +si comunicava a tutti noi. Senza +quasi avvedercene, ci eravamo rizzati +in piedi, e gli stavamo raggruppati intorno +dinanzi al fuoco, che nessuno pensava +più a ravvivare.</p> + +<p>A momenti ci guardavamo l'un l'altro +sbalorditi e dubbiosi, sospettando che, +portata al sommo grado la nostra curiosità, +il narratore dovesse cavarsela collo +scioglimento comune a molte novelle +fantastiche:</p> + +<p> — A questo punto mi svegliai; avevo +sognato.</p> + +<p>Ma poi uno scoppio di voce appassionata, +un sospiro affannoso, un brivido +di raccapriccio del professore, ci attestavano +la verità del fatto, ed accrescevano +il nostro interessamento. Il professore +continuò: +</p> + +<p class="pad2"><span class="pagenum">[63]</span>«Avevo serbate tutte le mie facoltà +intellettuali, ma la misura esatta del +tempo mi sfuggiva. L'impazienza angosciosa +allungava enormemente i minuti.</p> + +<p>«Mi pareva d'essere rimasto lungamente +in quella camera squallida, quando +udii distintamente dei passi che s'avvicinavano +rapidissimi, e la voce di Turiddu +che gridava:</p> + +<p>«— Lo so di certo. Me l'ha spiegato +Claude Bernard. Se fossi stato in iscuola +avrei impedito la circolazione del veleno +nel sangue. Ma anche ora siamo in tempo +a salvarlo; non è passato un quarto di +ora...</p> + +<p>«Un quarto d'ora! M'era parso lungo +per lo meno tre ore! Turiddu spinse +l'uscio, ed ansimante, col viso stravolto, +corse a me guardandomi con infinita +pietà. Lo seguivano il professore Dulcamara, +<span class="pagenum">[64]</span> +parecchi studenti, ed il professore +di chirurgia, che erano riesciti a +trovare. Questi disse:</p> + +<p>«— Se si fosse potuto amputarlo in +tempo...</p> + +<p>«— Che! rispose Dulcamara. La morte +è venuta istantanea; fu l'affare di sette +minuti.</p> + +<p>«— Ma che morte! ribattè Turiddu. +Vi giuro che questo giovine è vivo. In +questo corpo immobile, dietro quest'occhio +vitreo, con tutte le apparenze della +morte, la sensibilità e l'intelligenza persistono +intere; egli ci vede e ci sente...</p> + +<p>«Oh la gioia, la gioia infinita che mi +invase in quel momento! Mi parve che +quell'incanto malefico fosse vinto; che in +quell'eccesso di giubilo potessi stendere +le braccia al mio salvatore.</p> + +<p>«Ma no; nulla. Il piacere, come il +dolore mi lasciavano impassibile e freddo. +<span class="pagenum">[65]</span> +Intanto il professore tratteneva per le +braccia Turiddo, che dava delle istruzioni +ad un compagno, e gli gridava:</p> + +<p>«— Cosa dite! cosa dite, figlio mio! +Non vedete che è rigido? Che gli abbiamo +punte le carni, gli abbiamo strappati +i capelli e non ha dato segno di +dolore?</p> + +<p>«— Perchè non può dar segni; ma il +dolore lo sente. Il <i>curare</i> non colpisce +che i nervi motori; Navaro è morto parzialmente; +i nervi motori sono morti...</p> + +<p>«— Questo è un delirio, tornava a +dire il professore.</p> + +<p>«E l'altro più affannato che mai:</p> + +<p>«— È una verità, professore. Io lo +sapevo fin da Parigi. Ne ho parlato anche +a Rosario Angherà. Come mai non +se n'è ricordato? Si vede che la disgrazia +l'ha sbalordito. Ma non c'è un minuto +da perdere. Ora Navaro è vivo in un +<span class="pagenum">[66]</span> +corpo paralizzato. Però in meno di mezz'ora +saranno paralizzati anche i polmoni +e morirà asfissiato.</p> + +<p>«Queste parole mi spiegarono una +sensazione nuova di soffocamento, che +cominciavo a sentire. Era l'asfissia! La +morte che avevo invocata prima, veniva +ora che stavano per soccorrermi. +Veniva pur troppo, veniva rapida; e non +potevo gridare:</p> + +<p>«— Ma presto; affrettatevi.</p> + +<p>«Turiddo andò all'uscio, e disse:</p> + +<p>«— E non tornano coll'apparecchio +per la respirazione artificiale! È il solo +mezzo di salvarlo.</p> + +<p>«Aveva già mandato a prendere l'apparecchio! +Ebbi ancora un filo di speranza. +Ma soffocavo. Intanto il professore +si opponeva energicamente a quella +prova. Era pura testardaggine? Era la +vanità di non voler vedere smentita la +<span class="pagenum">[67]</span> +sua sentenza? Tornò ad ascoltarmi il +petto, poi disse:</p> + +<p>«— Via, sentite. Anche il cuore cessa +di battere. Quando mai un uomo può vivere +senza che gli batta il cuore? Ma che +scienza può insegnarvi questo, figlio mio?</p> + +<p>«— Vi assicuro, professore, che Claude +Bernard...</p> + +<p>«— Ma che Bernard! Sono francesate! +Gl'Indiani muoiono da centinaia d'anni +col <i>curare</i> come questo mio povero discepolo, +e non sono mai risuscitati.</p> + +<p>«— No, no, professore. State a sentire, +insisteva Turiddo parlando con una rapidità +febbrile, mentre gli altri studenti +erano usciti per sollecitare a far portare +l'apparecchio domandato. State a sentire. +L'elemento nervoso sensitivo, l'elemento +nervoso motore, e l'elemento +muscolare, hanno ciascuno la sua autonomia. +Uno solo può morire, mentre gli +<span class="pagenum">[68]</span> +altri vivono. Navaro non può parlare nè +muoversi, ma la sua sensitività ed i suoi +muscoli sono vivi; l'elemento nervoso +motore, che trasmette ai muscoli le manifestazioni +della sensitività, è il solo +avvelenato; e per mancanza di quel tramite +le manifestazioni sono impossibili.</p> + +<p>«Il prof. Dulcamara alzava le braccia +in alto, giungeva le mani, crollava il +capo co' suoi grandi gesti da meridionale, +ed esclamava fuori di sè, andando su e +giù per la stanza:</p> + +<p>«— Cosa mi tocca sentire! Cosa mi +tocca sentire!</p> + +<p>«Furono le ultime parole che udii. +L'apparecchio per la respirazione artificiale +entrava appunto, quando cessai di +vedere, udii ronzarmi negli orecchi dei +suoni confusi, e m'avvidi, disperato, che +morivo al momento in cui stavo per esser +richiamato alla vita.» +</p> + +<p class="pad2"><span class="pagenum">[69]</span>Conchiudendo queste parole, il professor +Navaro respinse noi tutti, che lo +stringevamo davvicino, e s'accostò alla +tavola per versarsi un bicchierino di +<i>cognac</i>. Ma noi lo seguimmo domandando:</p> + +<p> — Ma poi? Non è morto, professore, +dacchè è qui a narrarlo. Dica, come finì?</p> + +<p> — Si può figurarselo, riprese con maggior +calma, dopo aver bevuto. Dopo non +so quanto tempo, apersi gli occhi, e mi +vidi solo con Turiddo, che mi faceva +respirare artificialmente. A quel primo +segno di vita egli mise un grido di gioia +e staccò il soffietto... Io ricaddi svenuto. +Allora ricominciò, e dopo più d'un'ora +potei muovermi e parlare. La sera stessa +ero completamente guarito, e dopo alcuni +giorni stavo anche meglio di prima.</p> + +<p> — Ma, caro Navaro, esclamò un professore +<span class="pagenum">[70]</span> +di filosofia: io non capisco nulla. +È uno scherzo, un racconto di fantasia +alla Poe che ci ha fatto? Come mai! Avvelenato, +morto a mezzodì, e sano la +sera?</p> + +<p> — Morto, no; lo sarei stato fra pochi +minuti, e nessuno avrebbe sospettato +mai che avevo vissuto fin allora: perchè +il <i>curare</i> paralizza la circolazione come +paralizza tutti i movimenti, perchè, come +s'è detto, agisce sui nervi motori. Ma se +colla respirazione artificiale si riesce in +tempo a ravvivare la circolazione ed a +mantenerla per un tempo sufficiente, il +<i>curare</i> si elimina per le vie ordinarie e +l'ammalato guarisce. L'importante degli +esperimenti di Claude Bernard, fatti su +molti animali e riferiti nel suo libro <i>La +science experimentale</i>, sta appunto in questo, +d'aver accertato che, per un dato +periodo, prima che la paralisi dei polmoni +<span class="pagenum">[71]</span> +non abbia prodotta l'asfissia, quell'essere, +che presenta tutti i sintomi della +morte, vive e può essere salvato. Ma io +credo d'essere il solo uomo che ha provato +su sè stesso gli effetti di quello +strano veleno senza esserne morto. Più +volte mi venne l'idea di pubblicare una +memoria su quel caso; ma mi ripugna +di occuparmene.</p> + +<p> — E Rosario! quel gesuita di Rosario, +domandammo noi, frementi d'indignazione. +Non l'ha ucciso, professore? Non +l'ha denunciato?</p> + +<p> — Sporsi querela contro di lui per omicidio. +Ci fu un principio d'istruzione. +Turiddo dichiarò d'avergli tenuto un +lungo discorso sugli effetti del <i>curare</i>, +e sulla possibilità di salvare chi ne fosse +avvelenato; io deposi le parole che aveva +dette a me quando giacevo come morto; +ma egli negò tutto. Ho già detto che +<span class="pagenum">[72]</span> +aveva delle alte protezioni. D'altra parte +il professor Dulcamara, che era rimasto +molto umiliato dal trionfo di Turiddo +sulla sua scienza, finì col persuadersi che +quella era stata una commedia combinata +fra Turiddo e me, e continuò a negare +che un uomo veramente avvelenato +col <i>curare</i> potesse riaversi. Conclusione: +Non si fece luogo a procedere, e, circa +un mese dopo, Turiddu ed io fummo +invitati dalla polizia borbonica a lasciare +la Sicilia, dove eravamo mal notati +all'università di Messina, come imbevuti +di idee liberali, e perturbatori dell'ordine.</p> + +<p>«Fu allora che venni in Piemonte, dove +terminai gli studi a questa università di +Torino, e, dopo varie vicende, finii, per +tornarci col titolo di professore.</p> + +<p> — Ah! è un'infamia che Rosario sia +rimasto impunito! disse qualcuno. E non +<span class="pagenum">[73]</span> +ne seppe più nulla, professore? Non lo +rivide più?</p> + +<p> — Lo rividi, rispose il professore un +po' turbato. Lo rividi una volta sola... +poco fa. Era la persona che mi domandava +in salotto.</p> + +<p>A quella rivelazione sorse un grido +d'orrore. Tutti ci alzammo, alcuni cercarono +di correre all'uscio, come per +far giustizia di quell'uomo. Ma il professore +trattenendoli riprese:</p> + +<p> — Ora è molto lontano. Dacchè le +cose sono mutate in Sicilia, è mutata +anche la sua fortuna. È venuto qui povero, +umile, malandato, a domandarmi +cento lire per pagare il viaggio e +tornare in paese.</p> + +<p> — E gliele ha date, professore? No?</p> + +<p> — Sì, gliele ho date. Ho fatto come +i miei vecchi; non ho respinto neppure +il mio assassino il giorno di Natale. +<span class="pagenum">[74]</span></p> + +<p>Poi con un sorriso che rimaneva sempre +buono, soggiunse, come per iscusare +la sua buona azione.</p> + +<p> — Dacchè ho ereditato il loro patrimonio, +ed i loro nervi eccitabili, dovevo +pure accettare anche i loro pregiudizi. +E la parte passiva dell'eredità.</p> + +<hr /> + +<h2><a name="SUOR_MARIA" id="SUOR_MARIA"></a>SUOR MARIA<br /> +<span class="small">RACCONTO DI NATALE</span></h2> + +<p><span class="pagenum">[77]</span></p> + +<h3>I.</h3> + +<p>Erano quattro anni che vivevano insieme +il vecchio ed il fanciullo. La +madre di Carlo era morta nel giorno stesso +della sua nascita. Tre anni dopo, il padre, +che lavorava da muratore, era caduto +da un ponte e s'era ucciso. Il bimbo +era rimasto col nonno paterno, il solo +parente che avesse.</p> + +<p>Abitava una camera terrena fuori di +porta Garibaldi.</p> + +<p>Andrea era nato contadino, e non sapeva +adattarsi a vivere in città, ad un +<span class="pagenum">[78]</span> +piano alto, in una stanza chiusa; aveva +bisogno del pian terreno che aprisse sul +cortile, con qualche albero in vista, e +l'aria aperta.</p> + +<p>La mattina uscivano assieme, e, dopo +un breve tratto, si separavano. Carlo +andava alla scuola; Andrea entrava in +città e si recava all'officina.</p> + +<p>Non si rivedevano più fino alla sera.</p> + +<p>La giornata del nonno finiva assai più +tardi della scuola, e Carlo era sempre +il primo a tornare.</p> + +<p>Era un fanciullo un po' viziato dall'amore +esclusivo del nonno, e non si trovava +bene che con lui; cogli altri era +selvatico; non entrava mai nelle case +dei vicini, i quali, del resto, erano gente +occupata e povera, che non badava a lui.</p> + +<p>Quelle ore d'aspettativa dopo la scuola +le passava solo, in casa o nel cortile, +baloccandosi come poteva. +<span class="pagenum">[79]</span></p> + +<p>Poi giungeva il nonno col passo lento +d'una persona stanca.</p> + +<p>Poteva aver sessant'anni al più; ma, +passati al fuoco della fucina, maneggiando +un martello che, ad ogni colpo, strappa +un ruggito dal petto dell'operaio, sessant'anni +contano molto, e sono quasi +l'estremo limite della vecchiezza.</p> + +<p>Fin allora però Andrea resisteva bene +alla fatica, e quando Carlo gli correva +incontro nel cortile, e lo accompagnava +in casa saltellandogli intorno e dicendogli +che aveva fame, si rallegrava tutto, +e non sentiva più la stanchezza.</p> + +<p>Preparava la minestra lentamente per +lasciare al bambino l'illusione di aiutarlo +colle sue manine inesperte; poi sedeva +sullo scalino del focolare, si prendeva +il bimbo fra le ginocchia, e, con +un cucchiaio ciascuno, mangiavano nella +medesima scodella. +<span class="pagenum">[80]</span></p> + +<p>Era il momento più bello della loro +giornata. Facevano a chi prendeva più +cucchiaiate, ed il ragazzo rideva tanto +di quel gioco, che s'imbrodolava tutto +e comunicava al vecchio la sua ilarità.</p> + +<p>Carlo raccontava gloriosamente i progressi +che faceva alla scuola.</p> + +<p> — Studio l'abaco. Sai quanto fanno +due per due? E tre per tre?</p> + +<p>Poi faceva dei disegni per l'avvenire:</p> + +<p> — Farò il soldato di cavalleria, e ti +condurrò a spasso a cavallo.</p> + +<p>Il nonno ascoltava quelle ciarle con +compiacenza d'amore, senza badare al +tempo che passava.</p> + +<p>Sovente il bambino gli si addormentava +tra le braccia chiacchierando.</p> + +<p>Allora il vecchio operaio lo portava +sul letto, lo svestiva pian piano con una +delicatezza da donna per non risvegliarlo, +poi fumava la sua pipa in silenzio, +e si coricava senza più uscir di casa. +<span class="pagenum">[81]</span></p> + +<p>Dacchè gli era toccata quell'eredità +d'affetto, non aveva più messo piede in +un'osteria; non aveva più fatto una partita +alla morra. Si era isolato completamente +nell'adorazione del suo figliolo. +Vivevano l'uno per l'altro, si bastavano, +si rendevano felici a vicenda.</p> + +<p>Sovente, nelle ore solitarie della sera, +Andrea pensava all'avvenire, ai suoi sessant'anni +vicini, all'infanzia acerba di +quel fanciullo che gli dormiva accanto; +e tremava, calcolando il poco tempo che +gli rimaneva ancora da lavorare, e forse +da vivere.</p> + +<p>E poi?</p> + +<p>Ma si sentiva forte, ed aveva un gran +desiderio di resistere finchè il bimbo potesse +aiutarsi da sè; e finiva sempre col +dire: «Sarà quel che Dio vorrà.» E tirava +innanzi, felice di quel grande affetto +che gli ringiovaniva il cuore. +<span class="pagenum">[82]</span></p> + +<h3>II.</h3> + +<p>Verso la metà di dicembre Carlo cominciò +a non parlar più d'altro che del +Natale. Andrea, tornando dal lavoro, lo +vedeva far capolino dall'uscio socchiuso, +col visino roseo pel freddo, cogli occhi +lucenti dalla gioia.</p> + +<p>Aspettava il nonno, ansioso di parlare, +e gli si precipitava incontro, cominciando +a discorrere tutto ansimante prima +d'essere a portata della voce.</p> + +<p> — I ragazzi della scuola mettono la +scarpa sotto il focolare la notte di Natale, +ed il Bambino scende giù dal camino +tutto vestito d'oro, con un gran +paniere d'oro pieno di strenne. Metteremo +anche noi, nevvero, le scarpe sotto +il focolare? Ma soltanto le mie, perchè +ai nonni il Bambino non porta nulla. +<span class="pagenum">[83]</span></p> + +<p>Da qualche giorno Andrea aveva tutte +le membra infreddolite, e tossiva. Ma, +alla vista del bimbo tutto vispo e contento, +si rianimava, parlava anche lui +della strenna di ceppo, per informarsi +dei desiderii di Carlo ed appagarli poi; +almeno nel limite del possibile, perchè +l'immaginazione del fanciullo faceva certi +voli da mettere in pensiero anche un +nonno milionario.</p> + +<p>Sognava una carozzona con due cavalli +vivi; una barca grande, da poterla +metterla sul Naviglio ed andarci dentro...</p> + +<p>Però, quando il nonno, per condurlo +ad idee più pratiche, gli parlava di cavallini +di legno, di soldatini di piombo, +il bimbo si esaltava ugualmente per quelle +inezie come pei suoi grandiosi castelli +in aria.</p> + +<p>Organizzavano il programma della +loro festa di Natale, ed il pranzo, che il +<span class="pagenum">[84]</span> +fanciullo doveva combinare, per metterci +tutte le cose che gli piacevano meglio. +Ogni giorno pensava una nuova lista di +piatti insensati, che il nonno approvava +sempre.</p> + +<p>Ma l'infreddatura d'Andrea, invece di +guarire, andava peggiorando, gli toglieva +l'appetito ed il sonno, lo prostrava. +Carlo non capiva gran cosa, ma soffriva +di vedere il suo vecchio a quel modo, +e di mangiar solo.</p> + +<p>Una sera era tornato dalla scuola eccitatissimo +per le belle cose che aveva +vedute nelle botteghe dei pasticcieri e dei +salumai; era più chiacchierino del solito, +e redigeva un <i>menu</i> di pranzo per Natale, +in cui entravano un gran maiale +intero con dei fiocchi rossi sul muso e sulla +coda, un pasticcio fatto come il Duomo, +e tutte le sontuosità che i bottegai mettono +in mostra per tentare i ricchi. +<span class="pagenum">[85]</span></p> + +<p>Andrea si dava da fare intorno alla +pentola per nascondere le lacrime copiose +che gli piovevano dagli occhi.</p> + +<p>Quel giorno appunto, aveva cominciato +a sentire al fianco destro un dolore +pungente, che era andato aumentando +d'ora in ora.</p> + +<p>Si contorceva, si mordeva le labbra +per non gridare; ma lo spasimo era tale +che lo faceva piangere.</p> + +<p>Vi sono azioni eroiche, scritte nelle +storie, che non hanno costate le sofferenze +inaudite, i prodigi di coraggio, che +costò ad Andrea la cucinatura di quella +minestra.</p> + +<p>Sperava di resistere finchè il bambino +si fosse addormentato. Ma quando +si accostò alla tavola per versare il riso +nella scodella, quello sforzo lieve gli +strappò un grido di dolore.</p> + +<p>Carlo era già meravigliato del suo +<span class="pagenum">[86]</span> +silenzio, fu sbalordito addirittura da quel +grido, e sopratutto dalle lacrime che +gonfiavano gli occhi del vecchio.</p> + +<p>Non aveva mai visto piangere un adulto, +rimase impaurito.</p> + +<p>Il nonno gli appariva così differente +dal solito, ed il dolore ha sempre in sè +qualche cosa di tanto solenne, che il +fanciullo si sentì preso da una soggezione +tutta nuova. Non osava parlare: +guardava timidamente il suo vecchio +compagno, e non gli reggeva l'anima +di mettersi a mangiare.</p> + +<p>Finalmente il male si fece così violento +che il pover'uomo si buttò attraverso il +letto, gemendo:</p> + +<p> — Ah, non ne posso più. Chiama +qualcuno.</p> + +<p>Carlo uscì tutto tremante ed andò a +bussare all'uscio della stanza vicina. Fece +un grande sforzo, per rivolgere la parola +<span class="pagenum">[87]</span> +a quella gente che gli metteva soggezione.</p> + +<p> — Il nonno sta male; piange.</p> + +<p> — Che cos'ha? domandò la Margherita.</p> + +<p>Ma Carlo era già scomparso.</p> + +<p>Ella corse nella stanza d'Andrea, gli +rivolse due o tre domande, a cui il vecchio +potè rispondere soltanto con un gemito, +poi ordinò a suo marito d'andare +in cerca del medico.</p> + +<p>Era una buona donna, ma ciarlona, e +molto rozza. Mentre applicava dei pannicelli +caldi alla parte indolorita dell'infermo, +borbottava:</p> + +<p> — È in causa di quel ragazzo che vi +siete maltrattato così. Vi logorate la +vita per fargli fare il signore.</p> + +<p>E volgendosi a Carlo gli gridava:</p> + +<p> — Vedi? È per colpa tua che il nonno +è malato. Purchè tu abbia da mangiare +<span class="pagenum">[88]</span> +e da bere, eh? E che il povero vecchio +s'ammazzi al lavoro, non importa...</p> + +<p>Carlo si stizziva dell'ingiustizia di +quei rimproveri. Non capiva che colpa +avesse lui di quella malattia del vecchio. +Ne era invece molto crucciato, e non +aveva fatto nulla di cui il nonno avesse +dovuto rimproverarlo. Cercava di connettere +l'idea del suo mangiare e bere, +coll'ammazzarsi dell'altro al lavoro; ma +non gli riusciva. Guardò la sua minestra +intatta, e disse come per giustificarsi:</p> + +<p> — Non ho neppure mangiato io.</p> + +<p> — Ecco, i ragazzi non pensano che a +mangiare; ma c'è altro a fare ora, che +dar da mangiare a te; ribattè la Margherita, +prendendo quella scusa per una +insinuazione.</p> + +<p>E tirò via a dire, che i bambini sono +tutti egoisti: «e poi, che costrutto si +<span class="pagenum">[89]</span> +cava dai sacrifici che si fanno per loro? +Dell'ingratitudine; appena mettono i primi +peli al mento si guardano intorno a +cercar moglie, ed i poveri vecchi...</p> + +<p>Era il caso d'un suo figliolo, che le +aveva tolte le illusioni materne, ed essa +lo rimproverava a tutti i ragazzi, ne faceva +una regola sconsolante, per sfogare +la sua pena in qualche modo.</p> + +<p>Il medico trovò che il male era grave; +si trattava d'una pleurite acuta, ed era +urgente di trasportare il malato all'ospedale +la sera stessa.</p> + +<p>Quando Carlo vide sollevare di peso il +suo nonno, e metterlo nella portantina, +dopo quanto aveva detto la Margherita +pensò che fosse una risoluzione sua di +allontanare il vecchio da lui, e la accusò +d'ingiustizia e di crudeltà.</p> + +<p>Quella notte, solo nel letto in cui aveva +sempre dormito col suo vecchio parente, +<span class="pagenum">[90]</span> +ebbe dei sogni agitati. I vicini, +dalla stanza accanto, lo udirono singhiozzare +nel sonno, e la Margherita dichiarò +che bisognava dargli sulla voce, perchè +non avesse a far scene che finirebbero +per farlo ammalare anche lui.</p> + +<p>Ed il mattino entrò presto a pigliarlo, +lo tirò per forza in casa sua, mezzo vestito +e mezzo da vestire, e lo buttò a +sedere dinanzi ad una scodella di polenta.</p> + +<p>L'intenzione era benevola; ma Carlo +era troppo bimbo per poterla indovinare +sotto l'asprezza dei modi.</p> + +<p>Il nonno l'aveva abituato ad esser trattato +con amore, ad essere considerato +come un amico. Qualunque cosa egli +avesse detta, era sempre ascoltata con +deferenza.</p> + +<p>La noncuranza apparente della Margherita, +la privazione di ogni carezza +<span class="pagenum">[91]</span> +gli riescivano dolorose come un maltrattamento; +ed aggiunte al rancore profondo +che le serbava per avergli portato +via il nonno, gli rendevano uggiosa +la compagnia di quella donna, ed insopportabile +la vita presso di lei.</p> + +<p>Cominciavano appunto quel giorno le +vacanze di Natale: non poteva neppure +andar a scuola; non sapeva dove stare. +Usciva dalla sua stanza nel cortile, poi +rientrava e tornava ad uscire, muto, imbronciato, +intrattabile.</p> + +<p>Ogni tanto piagnucolava:</p> + +<p> — Voglio andare dal nonno.</p> + +<p> — Ci si andrà domenica, gli rispose +finalmente la Margherita, e profittò di +quel discorso avviato, per tirar via a +dirgli: che il nonno avrebbe dovuto viziarlo +meno, ed insegnargli ad esser un +po' più riconoscente verso i vicini di casa +che gli facevano del bene... +<span class="pagenum">[92]</span></p> + +<p> — Quand'è domenica? tornò a domandare +il bimbo senza darle retta.</p> + +<p> — Doman l'altro.</p> + +<p>Carlo non aveva idea esatta del tempo; +il giorno dopo appena svegliato disse:</p> + +<p> — È domenica?</p> + +<p> — No; t'ho detto doman l'altro. Se fosse +stato oggi, avrei detto domani, rispose +la Margherita con tuono cattedratico.</p> + +<p> — Quand'è doman l'altro? insistè Carlo.</p> + +<p> — Domani.</p> + +<p>Carlo passò un'altra giornata, triste, +malcontento, capriccioso. Mangiò in silenzio, +si lasciò sgridare senza rispondere, +piagnucolò senza motivo; e la mattina +seguente, prima che la Margherita +entrasse nella sua camera, ne uscì vestito +alla peggio, abbottonato a <a name="corr92" id="corr92"></a>sghembo, +e disse colla fronte accigliata:</p> + +<p> — Oggi è doman l'altro: voglio andare +dal nonno. +<span class="pagenum">[93]</span></p> + +<p>Per tutta la strada camminò innanzi, +voltandosi appena ad ogni cantonata come +per domandare da che parte dovesse +dirigersi, poi tirando via daccapo frettoloso +e muto.</p> + +<p>Voleva essere il primo a rivedere il +nonno; gli dava noia che la Margherita +entrasse con lui; gli tardava di parlargli +da solo, di sedergli sulle ginocchia, +di dirgli tutto quello che aveva sul +cuore.</p> + +<p>Si figurava di trovarlo in una bella +stanza, sano ed allegro com'era stato +sempre. Gli avevano detto che all'ospedale +lo farebbero guarire, ed egli lo +aveva creduto. Non s'era rassegnato che +a quella condizione.</p> + +<p>Invece entrando, vide una corsia lunga +lunga, con un altare in fondo come una +chiesa, ed una sfilata di letti, quasi tutti +occupati da figure macilente con un berretto +<span class="pagenum">[94]</span> +bianco; vide le monache con quella +vestitura stravagante, che passavano, +come ombre, di letto in letto, parlando +piano, e fermandosi appena; udì quel +rumore triste di tossi, di rantoli, di +scodelle urtate, di lamenti, ripercosso +dalle vôlte immense; ed ebbe paura.</p> + +<p>Si voltò severamente alla Margherita +e le domandò: «Dov'è il nonno?» coll'accento +che deve aver avuto il signore +domandando a Caino: «Dov'è Abele?»</p> + +<p> — Numero trentanove, rispose tranquillamente +la donna; ed accennò ai numeri +sovrapposti ai letti.</p> + +<p> — È in letto? domandò Carlo stupito.</p> + +<p> — Sicuro; dove vuoi che sia?</p> + +<p> — Allora non l'hanno fatto guarire, +avete detto la bugia, ribattè il bimbo più +severo che mai.</p> + +<p>E, vinto il primo sgomento, s'affrettò +innanzi solo per trovare il nonno da sè. +</p> + +<h3>III.</h3> + +<p><span class="pagenum">[95]</span>Fu invece Andrea che vide lui, e pregò +una suora, che aveva accanto, di chiamare +il fanciullo.</p> + +<p> — Vieni; disse suor Maria facendosi +incontro a Carlo, il tuo nonno è là. E +gli porse la mano. Egli prese il giro un +po' largo per iscansarla, e corse al letto +indicato.</p> + +<p>Il vecchio fissava con passione su lui i +suoi occhi tristi da moribondo, e susurrava: — Oh, +Carlo! Oh, povero Carletto!</p> + +<p>Carlo, ammutolito da quella scena di +dolore inaspettata, cercò d'aggrapparsi +alle coperte per alzarsi un poco verso +il nonno, ma non potè riescirvi. Guardò +la suora che gli era venuta dietro. Era +una donna matura, delicata ed invecchiata +anzi tempo. +</p> + +<p><span class="pagenum">[96]</span>Carlo era avvezzo alle rughe. La vecchiaia +d'Andrea era stata la sua protettrice, +la sua compagna; s'era piegata +alle sue voglie, aveva giocato con lui, +l'aveva amato e reso felice. Ed egli amava +i volti vecchi; gl'inspiravano confidenza.</p> + +<p>Diede una strappatina all'abito della +monaca e le disse accennando al malato:</p> + +<p> — Non ci arrivo; è alto.</p> + +<p>Suor Maria lo sollevò tra le braccia, +e si pose e sedere accanto al letto, +tenendosi il fanciullo inginocchiato in +grembo. Così Carlo si trovò volto a volto +col vecchio, che sporse la mano scarna +e gli accarezzò la guancia ed i capelli +ripetendo:</p> + +<p> — Povero Carlo! Che il Signore abbia +pietà di te povero figliolo!</p> + +<p>Carlo guardava cogli occhi sbarrati +senza trovar nulla da dire. +<span class="pagenum">[97]</span></p> + +<p>Gli entrava nel cuore un sentimento +nuovo pel suo nonno. Gli pareva di dover +fare il segno della croce davanti a +lui, e parlare sommesso come in chiesa. +Lo invadeva il primo senso di dolore, e +gli dava un'aria smarrita.</p> + +<p>Stettero un pezzo in silenzio, uno accanto +all'altro; poi la monaca, vedendo +che non dicevano nulla e soffrivano, e che +le ciarle della Margherita, a cui nessuno +dava retta, stordivano il malato, volle +abbreviare quella vista e disse a Carlo.</p> + +<p> — Via, dai un bacio al nonno, e poi +vai a casa a pregare per lui, che possa +guarir presto.</p> + +<p>Il vecchio sporse avidamente la faccia +per ricevere quel bacio, ed il fanciullo +se gli strinse accanto, nascose il volto +sulla spalla di lui, e sfogò in un pianto +convulso la passione dolorosa ed ignota +che gli gonfiava il cuore. +<span class="pagenum">[98]</span></p> + +<p>Suor Maria lo tolse di là, e tenendolo +per mano, lo ricondusse fin in fondo +alla corsia dicendogli delle parole carezzevoli +e consolanti:</p> + +<p> — Il nonno sarebbe presto tornato +a casa; Gesù Bambino l'avrebbe fatto +guarire, per fargli passare un bel Natale +col suo nipotino...</p> + +<p>Poi alla porta, mentre aspettava la +Margherita, a cui il malato aveva accennato +di voler parlare, si accoccolò, si +strinse il bimbo tra le braccia, e lo baciò +sulle due guancie.</p> + +<p>Erano i primi baci di donna su quel +volto di fanciullo. Due ore prima, nella +sua timidezza selvatica, egli se ne sarebbe +scansato rozzamente. Ma, in quella +disposizione d'animo penosa, nell'abbandono +che lo impauriva, sentiva il bisogno +di attaccarsi a qualcheduno, ed +apprezzò tutta la dolcezza di quell'atto. +<span class="pagenum">[99]</span></p> + +<p>Lungo la strada del ritorno, e nella +lenta giornata solitaria, rammentò spesso +quella monaca buona e desiderò d'averla +accanto invece della Margherita.</p> + +<p>Questa descriveva diffusamente agli +altri vicini del casamento la magrezza +del povero Andrea, gli occhi infossati +nell'orbita, il naso assottigliato, che, secondo +lei, era un segno di malaugurio; +e Carlo, al cui sguardo inesperto quei +particolari erano sfuggiti, se ne risentiva +internamente contro quella donna come +se li cagionasse lei.</p> + +<p>E, tra per questo, tra pel confronto +che faceva tra lei e suor Maria, sentiva +farsi più forte l'antipatia che aveva risentita +dapprincipio per la vicina. Tratto +tratto domandava:</p> + +<p> — Quanti giorni mancano al Natale?</p> + +<p>Non era più la strenna, nè il pranzo, +nè la festa che sospirava; era il ritorno +<span class="pagenum">[100]</span> +del nonno che la monaca gli aveva promesso, +era il termine di quella esistenza +che gli diveniva ogni giorno più uggiosa.</p> + +<p>Quando gli dissero: «mancano soltanto +due giorni» provò una grande +gioia.</p> + +<p>Gli pareva d'essere stato tanto a lungo +solo in casa della Margherita, e quel +tempo che si esprimeva con quelle brevi +parole, <i>due giorni</i>, doveva essere così +poco al paragone...</p> + +<p>Ma suor Maria gli aveva raccomandato +di pregare pel nonno; e, con quel +malumore che lo invadeva, egli non aveva +pregato punto.</p> + +<p>Bisognava pensare a riparare quella +mancanza che gli rimordeva la giovine +coscienza.</p> + +<p>Quella notte sognò la chiesa, l'altare +illuminato, i canti alti della benedizione; +<span class="pagenum">[101]</span> +e la mattina i vicini non lo trovarono +più nel suo letto; la camera era deserta.</p> + +<p> — È un piccolo vagabondo, disse la +Margherita. Sarà andato a giocare coi +monelli. Quando avrà fame tornerà.</p> + +<p>In fondo ne era dispiacente ed inquieta: +soltanto, invece di dimostrarlo +con rimpianti, il suo carattere aspro si +sfogava con rimproveri e male grazie.</p> + +<p>Passò l'ora della colazione, poi quella +del pranzo; si fece buio, ed il fanciullo +non si rivide.</p> + +<p>La Margherita e suo marito lo ricercarono +per tutto il casamento, lungo la +contrada; ne domandarono a tutti, lo +aspettarono fino a tarda sera, poi lasciarono +l'uscio della sua stanza aperto +tutta la notte, ed un lume acceso, perchè +potesse rientrare senza aver paura.</p> + +<p>Ma Carlo non rientrò. +<span class="pagenum">[102]</span></p> + +<h3>IV.</h3> + +<p>La vigilia del Natale verso il mezzodì +una carrozza si fermò all'ingresso del +cortile.</p> + +<p> — È quel vagabondo di Carlo, disse +la Margherita correndo fuori con premura.</p> + +<p>Ma tosto soggiunse, come per nascondere +il sentimento buono che le +faceva provare una vera consolazione +pel ritorno del fanciullo:</p> + +<p> — Ecco, me lo riconducono. Il mal +seme non si perde mai. E si compose +un viso arcigno mentre si affrettava +verso la carrozza.</p> + +<p>Ma ne discese soltanto una suora di +carità.</p> + +<p>Invece di ricondurre il bimbo veniva +a cercarlo. +<span class="pagenum">[103]</span></p> + +<p>Andrea era in fin di vita, e desiderava +vederlo prima di morire.</p> + +<p>La Margherita si senti mancar il cuore +a quella notizia; e, nel malcontento della +delusione provata, disse brutalmente:</p> + +<p> — A quest'ora, pensa al suo nonno +come alle prime scarpette che ha portate. +È fuggito ieri per andare a far il +chiasso fuori, e non è più tornato nè per +mangiare nè per dormire.</p> + +<p>E ricominciò a battere i dintorni in +cerca del fanciullo, mentre la carrozza +s'allontanava.</p> + +<p class="pad2">Suor Maria s'era fatta monaca a ventisette +anni nello scoraggiamento d'un +disinganno d'amore, che aveva troncati +dei disegni d'avvenire lungamente vagheggiati.</p> + +<p>Oltre al dolore della delusione sofferta, +aveva contribuito molto a farle prendere +<span class="pagenum">[104]</span> +quella risoluzione, l'idea di sfuggire +ai commenti della gente, a cui s'era presentata +per molti anni come fidanzata; +e fors'anche una speranza segreta di +commuovere l'amante infedele.</p> + +<p>Non per nulla aveva scelto l'ordine +delle Suore di carità, dove i voti sono +annuali.</p> + +<p>Ma quando, dopo meno d'un anno, +ammogliandosi prosaicamente con una +vedova ricca, quell'uomo tolse alla povera +giovine l'ultima illusione, che mettendo +un po' di poesia nel sacrifizio, l'aiutava +a sopportarlo, ella ne sentì tutto +il peso, e rimpianse amaramente le gioie +dell'amore e della maternità alle quali +aveva rinunciato.</p> + +<p>Era troppo dignitosa per uscire dal +convento, <i>in cerca d'un altro sposo</i>, come +non avrebbero mancato di dire i malevoli. +<span class="pagenum">[105]</span></p> + +<p>Ma vi rimase senza passione e senza +convinzione.</p> + +<p>Il bene, che faceva per vero sentimento +di carità, avrebbe preferito farlo +senza quella messa in iscena di regolamenti +e di costume, e sopratutto senza +quella privazione d'ogni affetto durevole, +che la isolava e le assiderava il cuore.</p> + +<p>La sua anima appassionata prendeva +a ben volere tutti gli infermi, tutti i trovatelli +abbandonati.</p> + +<p>Poi, gli infermi che la morte risparmiava, +se ne andavano, e non li rivedeva +più.</p> + +<p>I trovatelli venivano reclamati dai parenti, +da una nutrice, da un primo venuto, +che ne aveva bisogno per farsi +servire, ed essi pure se ne andavano, e +non li rivedeva più. Tutti i suoi affetti +erano troncati, e la monaca rimaneva +sempre sola. +<span class="pagenum">[106]</span></p> + +<p>Intanto gli anni passavano, ed a misura +che cresceva in età, suor Maria +trovava più gravosa quella vita di soggezione; +anche la sua salute s'era alterata +in quella reclusione continua, nell'aria +malsana degli ospedali.</p> + +<p>Più volte i medici l'avevano consigliata +a svestire l'abito religioso per tornare +ad un'esistenza più confacente alla +sua salute delicata.</p> + +<p>Suo padre, morendo, le aveva lasciata +una rendita sufficiente pe' suoi bisogni. +Allora era già lontano il tempo in cui si +sarebbe potuto supporre che uscisse dal +convento <i>per la smania di pigliar marito</i>. +Non era più giovine, ed il mondo +non si curava più di lei.</p> + +<p>Eppure d'anno in anno differiva quella +risoluzione.</p> + +<p>Era una di quelle anime amorose, che +hanno bisogno di vivere per qualcheduno, +<span class="pagenum">[107]</span> +di sacrificarsi. Vivere per sè stessa, +le sembrava l'ultima espressione dell'egoismo, +e, malgrado le esigenze della +sua salute, se ne sarebbe vergognata.</p> + +<p> — Qui almeno sono utile a qualcheduno, +pensava. Se proprio mi sentirò +incapace di resistere, uscirò dal convento; +ma finchè posso...</p> + +<p>Ed a forza di tirare innanzi, di girar +gli ospedali, se n'era fatta un'abitudine, +quasi una necessità; e sebbene non avesse +rinunciato al disegno di rifarsi +laica, nessuno ci credeva più; era piuttosto +un'idea vaga, un sogno destinato +a rimaner sempre sogno, per consolarla +dell'aridità della sua vita reale.</p> + +<p>Aveva quarantacinque anni quando +Carlo l'aveva conosciuta quella domenica. +La mattina il medico le aveva detto:</p> + +<p> — Il numero trentanove va male; ne +avrà per un paio di giorni al più. +<span class="pagenum">[108]</span></p> + +<p>La monaca era corsa presso Andrea, +e s'era commossa profondamente della +desolazione che turbava le ultime ore di +quel vecchio, al pensiero dell'abbandono +in cui lasciava un bambino.</p> + +<p>Lei pure aveva aspettato con ansietà +il fanciullo, e mentre l'aveva tenuto sulle +ginocchia, e ne aveva sentito scotere le +fragili membra nella convulsione del +pianto, aveva pensato come il vecchio:</p> + +<p> — Cosa sarà di lui?</p> + +<p>Più tardi tornò, sola e pensosa, al +letto del moribondo e gli susurrò dolcemente:</p> + +<p> — Quel bimbo è vostro nipote?</p> + +<p>Il vecchio chinò più volte il capo in +atto di sconforto, come per dire:</p> + +<p> — Pur troppo!</p> + +<p> — Non ha nessun parente? domandò +ancora la monaca.</p> + +<p> — Solo al mondo! sospirò l'infermo +<span class="pagenum">[109]</span> +con accento disperato; ed i suoi poveri +occhi spenti si velarono di lagrime.</p> + +<p>Quel giorno Suor Maria fu impensierita +e distratta.</p> + +<p>Più volte traversò la corsia senza +scopo, e, nell'oratorio, invece di recitare +le solite preghiere, rimase assorta in riflessioni +profonde, e tratto tratto fu udita +sospirare:</p> + +<p> — Sono quasi vecchia... Ma! Ma! +Cosa fare?...</p> + +<p>Pensava al mondo cui aveva desiderato +di tornare, e le pareva che fosse +un deserto.</p> + +<p>Si hanno dei parenti, degli amici; ma +col tempo i vecchi muoiono, i giovani si +disperdono.</p> + +<p>Uno che tornasse dopo tanti anni sarebbe +isolato...</p> + +<p>Guardava i pochi mobili della sua cella, +il letto, il crocifisso, l'inginocchiatoio, +<span class="pagenum">[110]</span> +e si sentiva presa da una profonda tenerezza +per quegli oggetti rozzi e logori.</p> + +<p>Un medico, attribuendo quell'eccitamento +al suo malessere, la fermò mentre +traversava la corsia, e le disse, toccando +leggermente la sua larga cuffia +insaldata:</p> + +<p> — Dovete risolvervi a lasciar la <i>cornetta</i>, +Suor Maria, se volete star bene.</p> + +<p> — Oh se fosse per me sola, a questa +ora non ci penserei più, sospirò la suora. +Ma, cosa fare?</p> + +<p>Quando Andrea la fece chiamare, per +pregarla di condurgli ancora una volta +il bambino prima che morisse, Suor Maria +rimase un pezzo immobile a guardare +il moribondo, come combattuta fra due +pensieri; poi si avviò lentamente senza +rispondere.</p> + +<p>Ma dopo pochi passi si fermò, tornò +risolutamente indietro, e disse: +<span class="pagenum">[111]</span></p> + +<p> — Mettete l'anima in pace, pover'uomo; +al vostro bimbo ci penserò io; uscirò +dal convento, e lo terrò con me; +siete contento?</p> + +<p>Andrea strinse le mani congiunte, come +in atto di adorazione; poi, nell'impeto +della riconoscenza, riuscì a piegare +il capo verso la sponda del letto, dove +la monaca posava una mano, e la baciò, +lasciandola bagnata di lagrime.</p> + +<p>Suor Maria uscì subito in carrozza +per condurre il fanciullo al suo vecchio +parente; ma Carlo era fuggito, e quando +la suora tornò all'ospedale con quella +nuova disperante, Andrea era morto.</p> + +<p> — Meglio così! sospirò la monaca. +Dio gli ha risparmiato l'ultimo dolore.</p> + +<p>Poi chiuse pietosamente gli occhi del +morto, e gli coprì il volto col lenzuolo, +pensando a quel bambino che errava +abbandonato, con un gran cruccio sul +cuore. +</p> + +<h3>V.</h3> + +<p><span class="pagenum">[112]</span>Quella mattina che era uscito solo +dalla sua casa, Carlo, dopo aver dette +e ripetute nella chiesa parrocchiale tutte +le preghiere che sapeva, s'avviò per la +strada di Circonvallazione, ruminando i +suoi rancori contro la Margherita.</p> + +<p>Se avesse potuto non tornar più in +casa se non quando ci tornerebbe il +nonno!</p> + +<p>Gli avevano detto la sera innanzi che +mancavano due giorni a Natale. Si studiava +di calcolare quanto poteva esserci +di meno dopo quella notte trascorsa. Ad +ogni modo poteva esser poco; e pensava:</p> + +<p> — Appena sarà Natale andrò all'ospedale +a prendere il nonno. La monaca ha +detto che il Bambino lo farà guarire. +<span class="pagenum">[113]</span> +Torneremo a casa insieme, faremo il +nostro pranzo, e saremo contenti come +prima.</p> + +<p>Ma intanto cominciava ad aver fame, +e, malgrado la sua ostilità contro la +Margherita, la buona scodella di polenta +che doveva esserci sulla tavola a quell'ora, +lo consigliava a tornare verso casa.</p> + +<p>Era appunto in quella perplessità, +quando si sentì urtare, e riconobbe un +suo compagno, che aveva frequentata la +scuola in novembre, e poi era scomparso.</p> + +<p> — Perchè non vieni più a scuola? domandò +Carlo.</p> + +<p> — Siamo andati ad abitare fuori di Porta +Romana, e vado alle scuole di laggiù.</p> + +<p>Carlo gli narrò i casi suoi, ed il suo +desiderio di non restituirsi a domicilio +prima di Natale, per aspettare il nonno.</p> + +<p> — Non so dove stare intanto, concluse +un po' scoraggiato. +<span class="pagenum">[114]</span></p> + +<p> — Vieni a casa mia, propose ospitalmente +il compagno. Mio padre lavora +fuori di Milano, e torna a casa soltanto la +sera del sabato. Domani sera verrà perchè +è la vigilia di Natale; ma oggi non +c'è.</p> + +<p> — E la tua mamma? domandò Carlo, +a cui la Margherita aveva destato in +cuore una grande paura delle massaie.</p> + +<p> — La mia mamma va a servire in +città, e sta fuori anche lei tutto il giorno.</p> + +<p> — Ma io ho fame; osservò il piccolo +fuggiasco impensierito.</p> + +<p> — Quando saremo a casa ti darò metà +della mia colazione: poi giocheremo tutto +il giorno, e vedremo passare il <i>tram</i>, e +andremo alla Certosa di Chiaravalle, +dove si sale sul campanile per una scaletta +in aria, che fa paura, ed è facile +cader giù...</p> + +<p>Carlo seguì il compagno, sedotto da +<span class="pagenum">[115]</span> +quella prospettiva; ed i fanciulli passarono +delle buone ore insieme.</p> + +<p>Ma quando cominciò a farsi buio, si +trovarono imbarazzati. La mamma stava +per tornare, e pare che non fosse molto +indulgente, perchè il suo figliolo si metteva +in grave pensiero.</p> + +<p> — Se ti vede qui mi sgrida; diceva.</p> + +<p>D'altra parte Carlo, dopo essere stato +assente tutta la giornata, si sentiva meno +disposto che mai a riaffrontare solo la +Margherita: e le strade buie gli mettevano +paura.</p> + +<p>A lungo pensare, il suo ospite trovò +un ripiego: in fondo al casamento c'era +un piccolo fienile.</p> + +<p> — Dormirai nel fieno, disse a Carlo. +È bello, sai! Ora ti rimpiatti lassù; ed +appena avrò la mia minestra, salirò anch'io +e mangeremo insieme. La mamma +non s'accorgerà di nulla. +<span class="pagenum">[116]</span></p> + +<p>La cosa andò benissimo. Carlo s'addormentò, +o quasi, prima che il suo +compagno lo lasciasse, e tirò via a dormire +fino al mattino. L'altro, che si divertiva +di quella novità d'aver un ospite, +e che desiderava di farlo sgattaiolare +prima che il padrone del fienile potesse +scoprirlo e denunciarlo alla sua mamma, +era già accanto all'amico quando questi +si destò.</p> + +<p>Lo fece scendere subito, e traverso i +campi, lo ricondusse sulla strada, dividendo +con lui un pezzo di polenta fredda +ed una cipolla, che sua madre gli aveva +dato per colazione. Prima di lasciar Carlo, +gli disse:</p> + +<p> — Vai sempre dritto: poi volta a destra +e troverai l'ospedale. Oggi è la vigilia +di Natale, ti lasceranno entrare. +Dacchè il tuo nonno deve uscire domani, +è segno che sta bene, e potrà anche venire +con te questa sera. +<span class="pagenum">[117]</span></p> + +<p>Carlo approvò quel facile accomodamento, +e s'avviò col cuore leggero. Ma, +appena ebbe passato il dazio, ricominciarono +le difficoltà. Quando doveva voltare +a destra? Alla prima contrada? +Alla seconda?</p> + +<p>Per non sbagliare, voltò alla prima; +prese i bastioni, ed arrivò fino a Porta +Venezia. Ma non s'imbattè in nessuna +costruzione che gli ricordasse l'ospedale. +Allora entrò in città, e si diede a camminare +di su, di giù, distraendosi a +guardare le botteghe, poi ripigliando la +sua strada, poi fermandosi di nuovo.</p> + +<p>Forse in quei lunghi giri e rigiri passò +anche dinanzi all'ospedale; ma non lo +riconobbe.</p> + +<p>Avrebbe voluto domandare a qualcuno +dov'era, ma non osava, e camminava +sempre, pensando che finirebbe +per arrivarci. +<span class="pagenum">[118]</span></p> + +<p>Nelle prime ore del pomeriggio si +trovò in piazza Cavour, all'ingresso dei +giardini pubblici. Andò fino al laghetto +a vedere le anatre, poi più in giù alla +grande gabbia degli uccelli, poi tornò +indietro, e si fermò allo steccato, in cui +s'aggiravano melanconicamente due cervi +freddolosi.</p> + +<p>Addossati alle sbarre, parecchi bambini +eleganti ben ravvoltolati nelle pelliccie, +porgevano delle chicche ai cervi, +mentre le bambinaie discorrevano coi +loro conoscenti.</p> + +<p>Un bambinello tutto vestito di bianco, +che si reggeva appena, non riesciva, per +quanto allungasse il braccino minuscolo, +ad attirare l'attenzione d'un cervo sul +suo pezzo di chicca. Carlo aveva fame, +prese pian piano dalla manina del bimbo +quel dono trascurato dall'animale, e +si pose a mangiarlo. +<span class="pagenum">[119]</span></p> + +<p>L'infante rimase stupefatto a guardarlo +coi ditini stesi nel suo guanto bianco; +aperse la bocca come per piangere; poi +gli venne un'idea più amena. Prese il resto +della chicca che aveva nell'altra mano, +e cominciò a mangiare anche lui, sorridendo +a Carlo con aria d'intelligenza.</p> + +<p>Più tardi cominciò a cadere un nevischio +gelido; scese la nebbia. Carlo aveva +ripreso ad errare per le contrade, +ma il freddo gli penetrava nelle ossa.</p> + +<p>Avvezzo dal nonno a tutte le agiatezze, +quell'umidità che gli gelava i panni addosso, +gli dava noia.</p> + +<p>Si trovava in piazza del Duomo. Pensò +che quel giorno non aveva pregato, e +che per questo non gli riusciva di trovar +l'ospedale.</p> + +<p>Entrò in chiesa.</p> + +<p>Era un po' assonnato; non si rendeva +ben conto di quanto farebbe dopo. +<span class="pagenum">[120]</span></p> + +<p>S'andò a rannicchiare in un angolo +buio, nell'ultima cappella a sinistra che +era in riparazione. C'erano ponti da +tutti i lati, travi, tele distese, materiali +da lavoro. Ma in quell'ora i lavori erano +sospesi, ed il fanciullo si trovò isolato +nella massima tranquillità.</p> + +<p>L'atmosfera interna era tepida; regnava +una penombra scura, ma, lungo +le navate, un rumore incessante di passi, +faceva sentire che c'era molta gente in +chiesa, e rassicurava il bambino. Da +lontano, nel coro, s'udiva un salmeggiare +monotono che conciliava il sonno.</p> + +<p>Carlo, stanco, assiderato, non potè sostenere +a lungo l'attenzione alla preghiera; +chinò il capo verso la parete, e +s'addormentò.</p> + +<p>Fu risvegliato molte ore dopo, da una +molestia allo stomaco. Non era un dolore. +Era uno stiramento, una nausea. +Aveva fame. +<span class="pagenum">[121]</span></p> + +<p>Chiamò due o tre volte il nonno; era +il nome che gli veniva alle labbra ogni +giorno al primo destarsi, dacchè sapeva +parlare. Ma non udì la buona voce del vecchio, +e si ricordò vagamente la sua +storia dolorosa.</p> + +<p>Stese le braccia, e sentì che non era +in letto. Si rizzò ingranchito, confuso; +fece alcuni passi, ed urtò negli attrezzi +degli operai che ingombravano la cappella. +Non sapeva più dove fosse.</p> + +<p>Si pose a camminare a tentoni nell'oscurità, +urtando ad ogni tratto, scansando +un intoppo, impigliandosi in un +altro; tremava tutto; piagnucolava, ancora +istupidito dal sonno. Finalmente +non incontrò più ostacoli, non trovò più +appoggio da nessun lato, si sentì solo, +smarrito, nelle tenebre infinite, nel silenzio +pauroso.</p> + +<p>Atterrito cominciò a chiamare strillando; +<span class="pagenum">[122]</span> +e le vôlte immense ripeterono le +sue grida con un suono cavernoso, che +veniva da lontano, si ripercoteva, si frangeva, +si prolungava, e moriva lentamente +nel buio e nel silenzio di tomba. +Allora la paura invase la mente del +fanciullo come un delirio. Egli si pose +a correre nell'oscurità, urlando, strillando, +disperato, pazzo di terrore.</p> + +<h3>VI.</h3> + +<p>Suor Maria vegliava la notte di Natale +al letto d'una donna malata.</p> + +<p>Nascondeva il volto fra le braccia incrociate, +e piangeva sul suo abito grigio, +pensando il Natale delle famiglie, le +madri puerilmente occupate del segreto +delle strenne, i bimbi giulivi intorno +alle mense festive.</p> + +<p>Lei pure, dopo aver lottato contro la +inerzia delle abitudini, ed aver vinto, +<span class="pagenum">[123]</span> +aveva sognato un momento il sorriso +d'un fanciulletto, e la sua prima strenna +di ceppo. E quella speranza era nata +nel suo cuore in un impeto di carità +per un vecchio moribondo.</p> + +<p>Ma pareva che una maledizione ingiusta +la condannasse a vivere solitaria +e senza affetti; anche la buona azione +era rimasta infeconda, per non procurarle +una gioia. Ed il vecchio era morto +solo; ed il bimbo errava solo nelle gelide +notti d'inverno; e la suora generosa +e buona, era sola fra due letti d'ospedale.</p> + +<p>Fu tolta a quelle meditazioni da una +infermiera che veniva a chiamarla. Si +asciugò gli occhi, ricompose le pieghe +rigide del suo grembiule da monaca e +s'affrettò dietro la donna.</p> + +<p>Una brigata di giovinotti entrando in +Duomo per la messa della mezzanotte, +<span class="pagenum">[124]</span> +avevano trovato un bambino svenuto e +lo avevano trasportato all'ospedale.</p> + +<p>Per la prima volta, nella sua lunga +pratica d'infermiera, suor Maria dimenticò +la malata affidata alle sue cure, e +la notte passò senza ch'ella ricomparisse +nella corsia.</p> + +<p>La mattina di Natale, traverso l'uscio +della sua cella, s'udiva uno strano <a name="corr124" id="corr124"></a>rumore +come il ruzzolare di carrozzelle +di legno sul pavimento, ed il cinguettìo +d'una voce infantile.</p> + +<p>Più tardi, all'ora del pranzo, la monaca +non scese in refettorio; e la suora +conversa che le recava i piatti dalla cucina, +la trovò seduta ad una piccola mensa +allegramente ornata di chicche e di +arance, ed apparecchiata per due.</p> + +<p>Carlo sedeva in faccia a suor Maria, +rispondendo amichevolmente alle sue domande, +ingrossando la voce per narrarle +<span class="pagenum">[125]</span> +il terribile fatto della sua reclusione in +Duomo, interrogando a sua volta circa +una certa casetta bianca con un giardinetto +verde, dove la monaca gli diceva +che dovevano recarsi presto, ad abitare +insieme.</p> + +<p>Tratto tratto la campana dell'ospedale +riprendeva a sonare a morto, e la suora +rabbrividiva.</p> + +<p>Poi s'udì lontan lontano il fischio acuto +della locomotiva sibilare fra i rintocchi +lenti della campana.</p> + +<p>Il bambino alzò il dito, come per accennare +quel suono ben noto, che gli +richiamava tante storie e promesse serene +di viaggi, e susurrò cogli occhi +scintillanti e la bocchina aperta al sorriso.</p> + +<p> — È il nonno che torna!</p> + +<p> — No; è il nonno che parte: rispose +gravemente la suora che conosceva la +campana. +<span class="pagenum">[126]</span></p> + +<p> — Va in quel sito lontano dove lo +fanno guarire? disse un po' meno lieto +il fanciullo.</p> + +<p> — Sì; in quel sito lontano dove starà +sempre bene.</p> + +<p> — Quando tornerà? domandò Carlo.</p> + +<p> — Non tornerà: andremo noi a raggiungerlo.</p> + +<p>Il bambino contento di quella promessa, +stese le braccia verso la suora +che lo prese in grembo; poi ricominciò +le sue chiacchierine sconclusionate, con +certe note acute, certe risate argentine, +che echeggiavano stranamente fra le +muraglie nude della cella. E suor Maria, +abbracciandolo stretto, benediva il cielo +che, per una vita di carità, le aveva +concesso un amore; e pensando all'avvenire +non si sentiva più sola.</p> + +<hr /> + +<h2><a name="SILENZI_DAMORE" id="SILENZI_DAMORE"></a>SILENZI D'AMORE.</h2> + +<p><span class="pagenum">[129]</span> +Lui si chiamava Fausto; aveva poco +più di trentacinque anni, ed era artista +di canto; tenore.</p> + +<p>Lei era una di quelle signore eleganti +di cui si dice sempre il casato ed il titolo, +e si possono frequentare un mese +senza saperne il nome.</p> + +<p>Non si conoscevano. Fausto era stato +a Pegli, dove un'altra dama di Milano +gli aveva dato una lettera di presentazione +per la contessa Floralio di Santigliano, +che doveva trovare a Recoaro.</p> + +<p> — Una donnina elegante, spiritosa, +simpatica; una giovine vedova. +<span class="pagenum">[130]</span></p> + +<p>Fausto aveva incontrati a Recoaro +molti conoscenti: aveva domandato della +contessa:</p> + +<p> — Aveva realmente le <a name="corr130" id="corr130"></a>attrattive che +gli avevano detto?</p> + +<p> — Sì; Ma aveva delle timidezze da +provinciale. Non osava stare all'albergo. +Aveva preso alloggio da una famiglia +ammodo; una mamma grassa e tre giovinette +magre che si tirava sempre dietro +come un'aureola di onestà.</p> + +<p>Fausto rimise nel portafogli la lettera +di presentazione.</p> + +<p>Colla sua bella e florida gioventù, col +suo carattere leale, il suo spirito sereno, +il suo gran nome, e la fortuna che gli +sorrideva, non aveva che a presentarsi +per incontrare delle simpatie, non gli +occorrevano lettere.</p> + +<p>Da due, tre, dieci persone, la contessa +s'intese dire che era arrivato Fausto, il +<span class="pagenum">[131]</span> +più celebre dei tenori viventi, che cantava +una sola stagione dell'anno al Covent-Garden +o a Pietroburgo, ed in due +mesi di trionfi e di gloria, si faceva una +rendita da principe. Tutta Recoaro era +agitata dalla speranza di udirlo.</p> + +<p> — Canterebbe?</p> + +<p>In società no. Era noto che non lo +faceva mai. Ma se si fosse combinato il +solito concerto a beneficio?...</p> + +<p>Poi l'amica di Milano scrisse alla contessa:</p> + +<p>«Come aveva trovato il suo raccomandato? +Simpatico vero? Si vedevano +spesso? Le faceva la corte?»</p> + +<p>La contessa si meravigliò che non +fosse comparso: se ne meravigliò al casino, +se ne meravigliò alla fonte:</p> + +<p> — Ma questo signore è un orso!</p> + +<p>Fausto lo seppe, e, martire della cortesia, +si mise i guanti e fece la visita. +<span class="pagenum">[132]</span></p> + +<p>Fu introdotto in uno di quei salotti +borghesi che stanno sempre chiusi perchè +il sole non abbia a sciupare i mobili, +e di cui la serva apre le imposte +quando ha fatto entrare un visitatore, lo +abbaglia col riflesso del sollione che +batte sul muro bianco di facciata, poi si +volta, vede che si copre gli occhi colle +mani, torna a chiudere un po' più, un +po' meno, e lo fa assistere ad una serie +d'effetti di luce, pittorici forse, ma punto +comodi.</p> + +<p>Fausto si guardò intorno, e fece una +smorfia. Era un salotto freddo ed inospitale, +senza il posto della signora, il +suo angolo, la sua nicchia dove un amico +può sederle accanto, presso il +suo tavolino, e i suoi lavori, i suoi libri, +i suoi giornali, i suoi albums e discorrere +intimamente, sfogliando di quà, +guardando di là, sgomitolando un filo +<span class="pagenum">[133]</span> +di seta, disegnando un profilo colla matita, +leggicchiando un'epigrafe, commentando, +saltando di palo in frasca, mentre +la signora continua a stare al suo posto +a fare quello che stava facendo, senza +aver l'aria d'essere là per riceverlo, di +perdere il suo tempo per lui.</p> + +<p>Era il salotto pretenzioso ed ingenuo +delle famiglie che ricevono poco, e, per +conseguenza, non sanno ricevere.</p> + +<p>Un divano contro una parete, le poltrone +in giro ed una tavola in mezzo su +cui la vanità del proprietario mette in +mostra tutti quegli oggetti, che la sua +modestia considera troppo belli per farli +servire al loro scopo.</p> + +<p>Tazze in cui nessuno ha mai bevuto; +servizi da thè e da caffè vergini d'ogni +contatto colle bibite suddette; calamai +che non conoscono neppur di vista l'inchiostro; +e poi, fiori artificiali, uccelli +<span class="pagenum">[134]</span> +imbalsamati ed i ricami più o meno scoloriti +delle signorine di casa; e su tutte +le spalliere dei mobili quadrati e dischi +all'uncinetto per difendere la stoffa dal +contatto dei visitatori.</p> + +<p>La contessa entrò, salutò in piedi, sedette +a disagio sul divano, colle mani +in mano, impacciata di trovarsi là fuor +di posto, con quell'aria di ricevimento +che sembra misurare il tempo alle visite.</p> + +<p>Fausto, che era avvezzo ad essere ricevuto +fra gli intimi delle belle signore, +rimase stonato anche lui.</p> + +<p>Fecero i discorsi di circostanza:</p> + +<p> — È da parecchio, che è giunto a Recoaro?</p> + +<p>Poi un'occhiatina alla data della lettera +che lo presentava, ed un sorriso +dissimulato con ostentazione, ma senza +osare di parlarne. +<span class="pagenum">[135]</span></p> + +<p> — E le acque le fanno bene? Io ne +bevo tanti bicchieri, e lei? È poco. È +troppo. Quanto tempo si aspetta alla +fonte!...</p> + +<p>Una conversazione da far dormire in +piedi. La contessa cercò di metterci qua +e là qualche parola spiritosa. Ma non si +sentiva a suo agio, ed a Fausto fecero +l'effetto d'una guarnizione di tartufi e +d'un bicchiere di bordeaux introdotti +improvvisamente nel <i>menu</i> di un pranzo +casalingo. Non erano in armonia con +tutto il resto, stonavano.</p> + +<p>Uscì col fermo proposito di non ripetere +la visita che alla vigilia della partenza, +nutrendo speranza di non trovare +in casa la signora, e di potersela cavare +col laconico <i>p. p. c.</i>, in margine di una +carta da visita.</p> + +<p>Ma, per quanto la speranza sia economica +a nutrirsi, quella di Fausto non +potè vivere a lungo. +<span class="pagenum">[136]</span></p> + +<p>Il giorno seguente incontrò la contessa +alla fonte.</p> + +<p>Era appoggiata colle spalle ad un albero, +aspettando il suo turno per andare +a bere.</p> + +<p>Aveva intorno le solite signorine magre +ed alcuni uomini.</p> + +<p>Là in piedi, con quell'albero per tutto +mobiglio, si trovava assai meno a disagio +che nel salotto borghese.</p> + +<p>Appena Fausto le si fece incontro, gli +stese la mano mettendo un «Buon giorno» +tra due virgole del discorso, e continuò +a parlare:</p> + +<p> — Senza dubbio, ha sapore d'inchiostro, +ma mi ci sono avvezza. Non fosse +altro, a forza di dirlo; è la quarta volta +che lo ripeto stamane.</p> + +<p> — Lo ripeta anche a me, disse Fausto.</p> + +<p> — Parlava dell'acqua?...</p> + +<p> — Sfido! Dell'acqua, del sapore d'inchiostro, +<span class="pagenum">[137]</span> +della maggiore o minore ripugnanza +che ci si ha... Qui si parla a +rime obbligate.</p> + +<p> — Ma le signore di spirito sapranno +introdurvi qualche variante, ribattè Fausto +coll'intenzione di fare un complimento.</p> + +<p> — È una rima obbligata anche il fare dei +madrigali alle signore, disse la contessa.</p> + +<p> — Ed il presentarli anche quando non +sono riesciti nevvero? soggiunse tutto +umiliato il povero Fausto, che avrebbe +voluto ritirare il suo.</p> + +<p> — Come vede... rispose la contessa +accennando a lui.</p> + +<p>Ma lo disse ridendo per togliere l'amarezza +a quell'ironia. Poi troncò lì +quel discorso, presentò Fausto alle signorine +Asting, agli altri conoscenti, e +s'avviò per cercare il suo bicchiere.</p> + +<p>Era davvero elegante, ben fatta; vestita +<span class="pagenum">[138]</span> +bene; era giovine, allegra, cordialissima, +entrava subito in confidenza. +Era una di quelle signore, colle quali +gli uomini stanno volentieri in compagnia, +perchè sanno discorrere, tolgono +di mezzo la soggezione senza mai perdere +la loro dignità di contegno, e non +annoiano mai; una di quelle donne di +cui le altre dicono:</p> + +<p> — Non si capisce che cosa ci trovino +gli uomini di attraente. Non è bella.</p> + +<p> — Non era al casino ieri sera? domandò +Fausto.</p> + +<p>E vedendo che la contessa lo guardava +ridendo, soggiunse:</p> + +<p> — È anche questa una rima obbligata?</p> + +<p> — Ed anche questa è la quarta volta +che si ripete, perchè lei è il quarto conoscente +che incontro. No, al casino non +c'ero. La signora Asting non ci andava, +e non mi trova abbastanza vecchia per +<span class="pagenum">[139]</span> +affidarmi le sue figlie. Non potevo andarci +sola.</p> + +<p> — Se potessi offrirmi di venire a +prenderla io... disse Fausto.</p> + +<p> — Sarebbe proprio il caso di dire: +<i>meglio sola che male accompagnata</i>.</p> + +<p> — Lei almeno non ci pensa affatto a +fare dei madrigali.</p> + +<p> — Ma li faccio senza pensarci.</p> + +<p> — Dicendomi che con me sarebbe +male accompagnata?...</p> + +<p> — Se fosse vecchio e brutto, non +glielo direi.</p> + +<p> — Allora vorrei essere vecchio e +brutto.</p> + +<p>La Contessa lo guardò ridendo, ma +non rispose. Si vedeva però che aveva +qualche cosa da dire, e Fausto glielo domandò:</p> + +<p> — Perchè ride? Pensa qualche cosa +di male sul conto mio? +<span class="pagenum">[140]</span></p> + +<p> — Sì. Penso che è un po' volubile.</p> + +<p> — Può darsi, rispose Fausto.</p> + +<p>Poi accorgendosi che aveva detto una +fatuità, soggiunse:</p> + +<p> — Non voglio contraddirla. Ma da che +lo argomenta?</p> + +<p> — Fino a ieri s'è tenuto in tasca una +lettera a maturar la data, per evitare di +vedermi; ed oggi vorrebbe essere vecchio +e brutto per accompagnarmi.</p> + +<p> — Fino a ieri non la conoscevo.</p> + +<p>Fausto sarebbe andato lontano su +quella via, ma lei si limitò ad inchinarsi +ridendo al suo complimento, e parlò di +altro.</p> + +<p>Non insisteva mai sui discorsi, quando +cominciavano a prendere una piega galante; +li lasciava cadere, salvo ad intavolarne +altri che seguiva fino allo stesso +punto, per piantarli lì daccapo. È un +gioco che piace molto alle belle donnine; +<span class="pagenum">[141]</span> +un gioco pericoloso. È come quella +mezza ebbrezza che procura l'oppio, +quell'esaltamento lieve che si attinge in +un bicchiere di Sciampagna, un'ebbrezza, +un esaltamento innocenti, ma terribilmente +arrischiati. Un altro bicchiere di +Sciampagna, un grano d'oppio di più, +possono trascinare all'ubbriachezza e magari +alla morte. Vi sono tante esistenze +oneste che pericolano a questo gioco.</p> + +<p>La sera, Fausto e la Contessa si rividero +al passeggio, l'indomani alla fonte, +e così via, come accade sempre alle acque +ed ai bagni. Si fa vita insieme e si +è presto amici.</p> + +<p>Erano sempre contenti di ritrovarsi, +si mettevano subito in allegria. Ma non +erano mai soli. La Contessa giungeva +inevitabilmente accompagnata dalle signorine +Asting, e la conversazione era +generale. +<span class="pagenum">[142]</span></p> + +<p>Fausto s'andava ogni giorno innamorando +un po' di più della Contessa, e lei +sentiva crescere in modo inquietante la +sua simpatia per lui.</p> + +<p>Ma non si conoscevano abbastanza per +abbandonarsi ad una fiducia che poteva +essere ingannevole. Stavano in guardia +tutti e due.</p> + +<p>Fausto insinuava, quando poteva farlo, +qualche parola tra scherzosa e seria, che +turbava la Contessa: qualche volta era +lei che la provocava ed era lui che si +turbava.</p> + +<p>Ma ogni volta che stava per affermare +a sè stesso: «Sì, è innamorata di me» +si ricordava le notizie che gli avevano +date della Contessa al suo arrivo a Recoaro: — «gentile, +cordiale con tutti socievolissima, +brillante, ma buona madre +di famiglia ed onesta.»</p> + +<p>Quanto a lei, vedeva quelle esitazioni, +<span class="pagenum">[143]</span> +capiva che la sua onestà lo scoraggiava, +e ci aveva rabbia.</p> + +<p>Avrebbe voluto che fosse stato certo +alla prima che non c'era nessuna speranza +clandestina da fondare su di lei +ma che l'amasse ugualmente. Non era +libera? Non erano liberi tutti e due? +L'idea che quel sentimento che l'agitava +tutta non trovasse altro riscontro nel +cuore di lui fuorchè la speranza ignobile +d'un'avventura galante, l'offendeva.</p> + +<p>Qualche volta si mostrava scettica per +strappargli ogni illusione, e pensava:</p> + +<p>«Meglio che disperi e non mi ami, +che amarmi a quel modo.»</p> + +<p>Un giorno che le signorine Asting +parlavano di due innamorati da <i>fatto diverso</i>, +disse:</p> + +<p> — Se avessero preso del chinino, questa +catastrofe non sarebbe accaduta. Il +chinino è un calmante eccellente pei +<span class="pagenum">[144]</span> +nervi; e l'amore non è che una malattia +nervosa.</p> + +<p>Pare che lei ne faccia uso del chinino, +disse Fausto. Ne ha studiato molto gli +effetti.</p> + +<p>Glielo disse a mezza voce perchè gli +altri non udissero, irritato da quella negazione +fredda che lo scoraggiava.</p> + +<p>Ma a lei quella parola sommessa, sussurrata +come una confidenza fece l'effetto +d'una carezza, malgrado l'insolenza +che racchiudeva. S'indispettiva di non risentirsi +di quell'insolenza, ma non si risentiva.</p> + +<p>Tutto il giorno, tutta la sera, ripensò +quella voce bassa, quella frase mormorata +per lei sola, quell'atto intimo di parlarle +piano. Le pareva che l'indomani +e tutti i giorni dovesse sempre parlarle +così.</p> + +<p>Scrisse una lunga lettera a' suoi due +<span class="pagenum">[145]</span> +figli; una lettera di madre appassionata:</p> + +<p>«Non aveva sulla terra altri affetti +che loro due, s'era votata ad una vedovanza +perpetua per non defraudarli d'una +parte della sua tenerezza.</p> + +<p>«Era impaziente di vedere la fine di +quel mese, per andarli a prendere al +collegio, e portarli con sè in villa, e vivere +tutto l'autunno in famiglia. Le era +penoso starsene sola a quel modo. Alle +acque s'annoiava... s'annoiava...»</p> + +<p>Voleva persuaderlo a sè stessa; ma +invece alle acque ci aveva un interessamento +troppo vivo. Aspettava con impazienza +il mattino per andare alla fonte, +e se per caso ne tornava senza una parola +che l'avesse agitata, era triste.</p> + +<p>E le accadeva sovente. Fausto s'annoiava +di quella tutela che lei aveva +sempre intorno. Gli pareva un'ostentazione +di diffidenza, e si metteva in diffidenza +anche lui. +<span class="pagenum">[146]</span></p> + +<p>La contessa invece avrebbe voluto +svincolarsi da quelle soggezioni, ma era +timida, non osava più.</p> + +<p>Prima era andata parecchie volte alla +fonte sola: ma, dacchè conosceva Fausto, +le sarebbe sembrato di andare a cercarlo; +si sarebbe vergognata di lui più che +degli altri; e si circondava più che mai.</p> + +<p>Avevano tutti e due uno strano modo +di parlare fissandosi gli occhi negli occhi +con un'intensità che pareva fatta per +accompagnare dei discorsi appassionati. +Invece sovente dicevano:</p> + +<p>«Guardi quel cappellino. Sa chi è +quella signora? Oggi le signore Asting +sono più eleganti del solito» e simili +sciocchezze.</p> + +<p>E poi, in mancanza di parole affettuose +da ricordare, ricordavano gli sguardi; +quell'occhio largo, intento, profondo, ritornava +con insistenza alla loro mente +<span class="pagenum">[147]</span> +nelle ore solitarie e lente della lontananza, +esaltava la fantasia innamorata, +che ne riscaldava, coll'intensità del desiderio, +la muta eloquenza.</p> + +<p>Un giorno qualcuno propose una gita +sui somarelli; Fausto mise un grande +impegno nel combinarla, se ne <a name="corr147" id="corr147"></a>entusiasmò +addirittura. Gli pareva che la campagna, +l'allegria della circostanza, gli +avrebbero fornita l'occasione di isolarsi +colla contessa un po' a lungo, di parlare +con calma, senza soggezione.</p> + +<p>Non aveva il proposito di precipitarsi +a' suoi piedi come faceva nei melodrammi +nella sua qualità di tenore. Anzi, appunto +perchè era un cantante, s'impuntiva +a non far nulla di melodrammatico, +e per evitare ogni atteggiamento teatrale, +si mostrava prosaico fino all'affettazione. +Ma nella sua anima d'artista +sentiva potentemente la poesia della vita. +<span class="pagenum">[148]</span></p> + +<p>Quella donna vedova, indipendente che +vedeva ogni giorno senza poter mai +svincolarla dalle soggezioni da giovinetta +di cui s'era circondata, quei discorsi +nervosi in cui apparivano lampi +di passione, e che, subito dopo, una nota +di scetticismo o di puritanismo smentiva, +gli avevano messa la febbre nel +cuore.</p> + +<p>Era risoluto a parlare, ad uscire da +quell'incertezza ad ogni costo, a costo di +fare una dichiarazione d'amore sul dorso +di un asino.</p> + +<p>Appunto in quel giorno il seguito della +Contessa era al gran completo.</p> + +<p>Oltre alla signora Asting, le figlie, i +conoscenti soliti, c'era un giovine di +Milano arrivato allora, che le portava +una grande provvista di novità, e le faceva +la corte anche lui.</p> + +<p>Fausto non era geloso, e la Contessa +<span class="pagenum">[149]</span> +neppure. Avevano troppo spirito per +questo. Ma tutti i terzi che s'intromettevano +fra loro li irritavano; d'altra parte, +avevano abbastanza pratica di società +per saper pigliare le cose con disinvoltura, +e nascondere il loro malcontento.</p> + +<p>Ma nascondendolo agli altri, se lo nascondevano +anche a vicenda, e ciascuno +interpretava come indifferenza la rassegnazione +dell'altro, e si scoraggiava, e +ci metteva della dignità a dissimulare ed +a vincere un sentimento che non credeva +più corrisposto.</p> + +<p>Così non cercarono più di isolarsi.</p> + +<p>Lui andò a far la corte alle altre signore, +e lei si lasciò far la corte dagli +altri giovinotti.</p> + +<p>Soltanto tratto tratto si mandavano +una parola al volo, si guardavano da +lontano, ed erano sempre quelle occhiate +profonde, intime, amorose che suscitavano +<span class="pagenum">[150]</span> +una tempesta nel cuore di tutti +e due.</p> + +<p>Mentre mangiavano seduti in un prato, +Fausto udì la Contessa discorrere col giovine +milanese di una sua idea paradossale +di andare in Terra Santa colla società +della <i>Propaganda Fide</i>.</p> + +<p>Era smaniosa di vedere quei luoghi +pittoreschi tutti idealizzati dalla poesia +del cristianesimo...</p> + +<p>«— E non c'era obbligo di far propaganda, +nè di associarsi a tutte le preghiere +ed ai digiuni.» Ciascuno era libero +di agire come gli consigliava la +sua coscienza; onestamente, ben inteso. +Si pagavano mille lire e si era provveduti +di tutto per sei mesi; viaggio, carovane, +guide per essere accompagnati +nei luoghi pericolosi; era anche un'economia...</p> + +<p> — Quando partiamo? disse Fausto. +<span class="pagenum">[151]</span></p> + +<p> — Ma che! Lei crede di trovare sul +Golgota codeste fette di <i>roast-beef</i>? rispose +la Contessa.</p> + +<p>Aveva sentita una scossa al cuore a +quella parola, colla quale pareva che +Fausto volesse dirle che si credeva unito +a lei, che le apparteneva già tanto, da +associarsi ad ogni suo disegno stravagante +ed ineffettuabile, e voleva nascondere +la sua commozione.</p> + +<p>Lui dovette scusarsi del suo appetito; +s'irritò di quella risposta prosaica.</p> + +<p>Se l'avesse amato, se avesse desiderato +di sapersi amata da lui, avrebbe +potuto rispondergli: — Con che diritto, +perchè vuol venire con me?</p> + +<p>E lui le avrebbe sussurrato: «— Perchè +l'amo.»</p> + +<p>Invece l'aveva evitata quella parola: +non voleva udirla. E più tardi, sola nella +sua camera, anche la Contessa rimpiangeva +<span class="pagenum">[152]</span> +la stessa cosa. Se avesse osato +domandargli perchè si associava a quel +suo disegno, egli le avrebbe risposto:</p> + +<p>«— Perchè l'amo.»</p> + +<p>Risentiva nel silenzio della notte quella +parola sussurrata da quella voce; ne provava +un fremito, una soavità infinita. +Sperava che gliela direbbe il domani, e +fantasticava la poesia dolce d'una confessione +d'amore.</p> + +<p>Ma i domani si succedevano tutti ugualmente +delusori.</p> + +<p>Sempre le stesse soggezioni da cui +non osava svincolarsi; sempre la stessa +timidezza, le stesse diffidenze; la stessa +conversazione, a frizzi, scherzosa, paradossale, +di cui avevano presa l'abitudine, +e che toglieva ogni valore anche alle +espressioni più amorose ed ardite.</p> + +<p>Fausto ebbe ancora una speranza, una +sera che la Contessa lo invitò a prendere +il tè. +<span class="pagenum">[153]</span></p> + +<p>Si figurò uno di quei tè intimi, una +cuccuma piccina piccina, due sole tazze, +due mani che si sfiorano tremando nell'accendere +un fiammifero e nel dar fuoco +allo spirito, due cuori che battono forte +forte, mentre stesi in due poltroncine, +col capo abbandonato indietro e la tazza +fra le mani, i due amici, uomo e donna, +si mandano traverso il fumo del tè delle +frasi brevi, un po' nervose, colla voce +convulsa, collo sguardo largo e fisso.</p> + +<p>Poi posano le tazze, lui prende quell'occasione +per alzarsi, per accostarsi a +lei, le va dietro pian piano, si appoggia +alla spalliera della poltrona, e col capo +sul capo di lei, colle labbra che le sfiorano +l'orecchio, coll'alito ardente che le +brucia il collo le dice:</p> + +<p>«— Lo sapete, Maria — lo sapete, +Bianca — lo sapete, Teresa, che vi +voglio bene?» +<span class="pagenum">[154]</span></p> + +<p>Fra le altre miserie Fausto non conosceva +il nome della Contessa. Doveva +mettere dei puntolini al posto del nome, +nel suo sogno d'amore. Ma pazienza; +purchè quel sogno si avverasse era anche +disposto a chiamarla Contessa per +l'ultima volta.</p> + +<p>Aspettò quella sera commosso, felice, +impaziente. Ci andò troppo presto; ma +doveva essere un altro disinganno.</p> + +<p>La Contessa era seduta sul divano +colla signora Asting e la signorina maggiore. +Le altre sorelle sonavano un pezzo +a quattro mani!!!!</p> + +<p>Se intanto avesse potuto sedere accanto +alla Contessa, benedetto il pezzo +a quattro mani che gli avrebbe permesso +di parlarle piano. Ma i posti erano occupati +a destra ed a sinistra. Bisognò +sentire, assaporare, lodare il «tremulo» +perfettamente eseguito con tanta agilità, +tanta forza, un pezzo così difficile... +<span class="pagenum">[155]</span></p> + +<p>Poi vennero i discorsi musicali. La +Contessa era nervosa; voleva che le +opere si musicassero su libretti in prosa. +La poesia era una puerilità. Perchè misurare +il pensiero sopra un metro, contarci +le parole, fissarci le cadenze? Questo +era ufficio della musica. Ed anche +essa doveva essere semplice, naturale, +senz'artificio; un lungo recitativo, filato, +drammatico. Lì sui due piedi, ridusse in +prosa da parodia, la <span class="smcap">Celeste Aida</span> ed +il <span class="smcap">Ciel o mar!</span> della Gioconda, e volle +che Fausto cantasse le sue arie così.</p> + +<p>Lei aveva fatto la sua parte bene, però; +e lui fece bene la sua, come faceva bene +tutto. Aveva quel dono prezioso. Ci mise +dell'umorismo.</p> + +<p>Poi la Contessa gli strinse la mano +per ringraziarlo, e quella stretta di mano +lunga, espressiva, lo fece tremare di +gioia. +<span class="pagenum">[156]</span></p> + +<p> — Ed ora basta, nevvero, di bandire +la poesia? le disse. Ora torniamo poeti.</p> + +<p> — Ma no. La poesia è una convulsione +dei nervi, insistè la Contessa, che +li aveva lei i nervi in convulsione, perchè +era malcontenta dalla sua serata.</p> + +<p> — Come l'amore allora? disse Fausto.</p> + +<p> — Come l'amore.</p> + +<p> — E si guarisce anche col chinino?</p> + +<p> — Perchè lo domanda? È poeta lei?</p> + +<p> — No, sono innamorato, rispose Fausto. +Ma lo disse stizzito. Quella scherma +di frasi artifiziose, di paradossi, lo irritava.</p> + +<p>Tuttavia la Contessa provò un sussulto +al cuore a quella confessione. Ma +le signorine Asting si mordevano le +labbra come per reprimere una voglia +di ridere che non avevano, e lei rispose:</p> + +<p> — Ah! allora la compiango.</p> + +<p> — Perchè? domandò Fausto. +<span class="pagenum">[157]</span></p> + +<p> — Perchè è capitato qui dove siamo +tutta gente prosaica.</p> + +<p> — Non credono all'amore?</p> + +<p> — Sì; ci crediamo, come alla febbre; +e consigliamo il chinino.</p> + +<p> — Io se conoscessi una donna innamorata, +le consiglierei le acque di Recoaro, +disse Fausto stizzito.</p> + +<p> — Per averla vicina?</p> + +<p> — No. Non l'avrei vicina perchè parto +domani. Per guarirla dell'amore come lei.</p> + +<p> — La prego di credere che io non ho +avuto bisogno di guarire. Non ne ero +malata.</p> + +<p> — Mai?</p> + +<p> — Mai. Poi ripigliò: Forse, quando +mi sono maritata... — Era un modo +di troncare il discorso. L'annuncio di +quella partenza l'aveva scossa tutta. +Perchè partiva?</p> + +<p>Quella sera si separarono amareggiati, +<span class="pagenum">[158]</span> +irritati; si strinsero la mano convulsamente. +E nelle lunghe ore d'una notte +insonne, la Contessa si tormentò con +pensieri sconfortanti:</p> + +<p>«Dunque non l'amava, non l'aveva +amata mai dacchè se ne andava così, +senza rivederla, come un estraneo. Era +venuto dopo di lei. Non aveva scritture +che lo chiamassero altrove. Se ne andava +per andarsene; perchè ne aveva +assai, di Recoaro. La sua presenza non +contava per nulla, non aveva influenza +per trattenerlo. O Dio! E lei che s'era +montata la testa!...»</p> + +<p>La mattina si alzò dal letto scoraggiata, +disillusa, ma calma come una donna ragionevole. +Le faceva male di rinunciare +a quell'ultima illusione. Era l'ultima. +Aveva già creduto di non poter averne +più. Poi sul suo orizzonte grigio di madre, +di vedova, era apparsa quell'ultima striscia +<span class="pagenum">[159]</span> +rosea di crepuscolo, quell'ultimo bagliore +di luce, quell'ultimo saluto di sole.</p> + +<p>S'era sentita ravvivare la fantasia, +riscaldare il cuore. Ed ora bisognava +rinunciarvi, ritornare al grigio, ritornare +alla solitudine fredda, e alla sua età era +per sempre!</p> + +<p>Voleva pensare ad altro. A' suoi figli; +ad Alfredo che aveva bisogno dei bagni +di mare: ed al suo villino sul lago di +Como a cui si dovevano fare delle riparazioni +importanti e costose. Come tutrice +de' suoi figli, queste dovevano essere +le sue cure. Ed intanto le tornavano +insistenti al pensiero due versi d'una +romanza moderna che aveva cantata +tutto l'inverno senza badarci.</p> + +<div class="poem"> +<p class="i4">La vita è solitudine</p> +<p>Senz'amor, senza sogni e senza Dei.</p> +</div> + +<p>Si vestì coll'abito da mattina tutto +<span class="pagenum">[160]</span> +bianco, che la faceva svelta e sottile. +Poi andò al balcone irritata dalla penombra +grigia che l'avvolgeva, assetata +di luce, assetata d'azzurro, e spalancò +le gelosie con un impeto nervoso, +mormorando sempre</p> + +<div class="poem"> +<p class="i4">La vita è solitudine</p> +<p>Senz'amor, senza sogni e senza Dei.</p> +</div> + +<p>Ma rimase là, colle braccia alzate, +colla frase interrotta, paralizzata, immobile, +bianca sul fondo scuro del balcone +aperto, come una statua in una nicchia. +Aveva ritrovata la poesia rimpianta, +aveva ritrovato il suo amore, il suo sogno, +la sua fede.</p> + +<p>Giù nella via, appoggiato al muro di +contro al balcone, aveva veduto Fausto, +colla faccia alzata verso di lei, che l'aveva +aspettata, che la guardava fissa +co' suoi grandi occhi innamorati. +<span class="pagenum">[161]</span></p> + +<p>Quella dichiarazione tanto aspettata, +tanto invocata, che nessuna parola aveva +potuto esprimere, che nessuna dimostrazione +era valsa ad affermare, ora era +detta, chiara, appassionata, irrevocabile. +In quel momento ogni dubbio scomparve. +Tutta la storia del loro cuore si rivelava +in quello sguardo muto. Non si salutarono. +Anche il saluto è una convenzione +e loro erano fuori di tutte le convenzioni, +di tutte le regole. Tra un grande +artista e una gran dama, quell'amore +dal balcone alla maniera degli studenti, +per non essere ridicolo doveva essere solenne +e grande come una vera passione.</p> + +<p>Da parte di Fausto era un atto disperato.</p> + +<p>Irritato con sè stesso di non poter +dire quello che aveva nel cuore, irritato +colla Contessa che non voleva comprenderlo, +irritato più che mai con tutti i +<span class="pagenum">[162]</span> +terzi e con tutte le soggezioni che si +frapponevano tra loro, in un momento +di dispetto si era lasciato sfuggire quella +parola: «Parto domani.» Non era un +proposito, non ci aveva pensato, non +aveva risoluto nulla. Ma omai l'aveva +detto, e doveva partire per non suscitare +commenti pettegoli. E tuttavia non +voleva partire con quella spina nel cuore; +non poteva tollerare quell'incertezza.</p> + +<p>Un momento gli era venuta l'idea di +scrivere alla Contessa; ma quando era +stato lì per scrivere l'indirizzo di quella +signora, di cui non conosceva neppur +il nome, aveva esitato.</p> + +<p>E se non l'avesse amato? Se fosse +stata un'illusione la sua, e lei dovesse +ridere di lui e della sua lettera? Se realmente +non avesse creduto all'amore +come diceva? E ad ogni modo, qualunque +emozione le avesse suscitata nell'animo +<span class="pagenum">[163]</span> +quella confessione scritta, se +s'era proposta serbare il suo segreto, +la lettera non avrebbe giovato a strapparglielo. +E due ore dopo, Fausto l'avrebbe +riveduta col solito sorriso sulle +labbra, e se c'era stata una tempesta, +non ne avrebbe saputo nulla. Ed egli voleva +saperlo, voleva sorprenderla quella +tempesta che rispondeva in un altro cuore +alla tempesta del suo.</p> + +<p>Quando mi vedrà, all'alba, fermo in +istrada a contemplare la sua finestra, +come un innamorato da romanzo, come +un pazzo, non potrà pigliarlo per un +complimento. Dovrà comprendere che +l'amo, e confessare che lo comprende.</p> + +<p>E la Contessa non esitò a confessarlo. +Rimase affascinata, col cuore palpitante, +cogli occhi fissi negli occhi di lui, bevendo +a larghi sorsi la felicità, in quel +lungo silenzio d'amore. Rimase senza +<span class="pagenum">[164]</span> +misurare il tempo, senza contare le ore. +Dopo la luce rosea dell'alba, venne un +soffione che le ardeva il capo, che la +avvolgeva tutta in un'aureola d'oro, che +le infiammava il volto, che strappava +raggi e scintille da' suoi cappelli biondi. +E Fausto dimenticava il tempo, la strada, +la gente, non vedeva che lei in quella +gloria di luce e d'amore.</p> + +<p>E quando dovettero ritirarsi, riportarono +nel cuore la gioia intensa dalla passione +corrisposta. Non diffidavano più: +erano certi l'uno dell'altra. La società +abusa di tutto, toglie il valore ad ogni +cosa. Le più calde proteste sono complimenti; +una stretta di mano forte, lunga, +amorosa, è un saluto; le assiduità più +insistenti, sono cortesie. Ma quella corrispondenza +muta di due sguardi, l'eloquente +poesia di quel silenzio, non era +registrata fra gli atti regolari della vita, +<span class="pagenum">[165]</span> +non si poteva giustificare con un nome +profano.</p> + +<p>Era il linguaggio della passione.</p> + +<p>Più tardi, quando s'incontrarono alla +fonte, la Contessa non era più timida e +peritante; colla sicurezza della felicità, +si lasciò dietro un tratto la sua inevitabile +tutela, e, per la prima volta, lei +e Fausto, si trovarono liberi di parlarsi +senza testimoni. Ma si erano detto tutto +in quel lungo silenzio d'amore, si sentivano +d'accordo. Si strinsero la mano; +poi Fausto le offerse il braccio, e si avviarono +lentamente inebbriati e felici, +appoggiati l'una all'altro, come dovevano +esserlo per tutta la vita.</p> + +<hr /> +<h2><a name="UNA_VOCAZIONE" id="UNA_VOCAZIONE"></a>UNA VOCAZIONE.</h2> + +<p><span class="pagenum">[169]</span> + — Cosa volete? È una necessità... disse +il signor Cantinelli avviandosi verso +l'uscio, con un sorriso un po' forzato, +sul viso giallastro. Il Signore m'ha tolta +troppo presto la vostra povera mamma... +Cosa fare? Cosa fare?</p> + +<p>Le due ragazze erano sedute una in +faccia all'altra, nel vano della finestra, +ai due lati d'un gran telaio sul quale +era stesa una stoffa di seta bianca, destinata +a diventare, quando il ricamo +fosse finito, uno stendardo da portare in +processione per la festa della Madonna +del rosario. +<span class="pagenum">[170]</span></p> + +<p>Non alzarono gli occhi dal lavoro, e +non risposero.</p> + +<p>Il signor Cantinelli stette un momento +esitante tra il parlare ancora e l'andarsene. +Aveva detto quanto doveva dire; +la nuova ufficiale del suo secondo matrimonio. +Ma quel silenzio, quella freddezza +delle sue figliole, lo lasciavano +scontento. Era buono; avrebbe voluto +vedere tutti soddisfatti. E d'altra parte, +non poteva nè voleva rinunciare alle +seconde nozze. Cercò di strappare una +parola d'approvazione alle ragazze dicendo:</p> + +<p> — Il Signore ha stabilito così, e sia +fatta la sua volontà, nevvero figliuole?</p> + +<p> — Tu sai quel che fai babbo... rispose +la Bianca in fretta, senza guardarlo.</p> + +<p>La Paola non rispose affatto.</p> + +<p>Allora il signor Cantinelli insinuò la +<span class="pagenum">[171]</span> +sua persona piccola, ossuta e magra, +traverso l'uscio socchiuso, e, sempre con +quel risolino compunto sul largo viso +incorniciato dai capelli e dalle basette +biondiccie, richiuse l'uscio pian piano, +e senza rumore.</p> + +<p>Quando fu scomparso, le ragazze +affrettarono i punti al ricamo, vergognose +di quell'idea che stava fra loro, +sentendosi offese nel loro pudore delicato +di giovinette, e non osando parlarne.</p> + +<p> — Dammi il filo d'oro, disse dopo un +tratto la Bianca, questo contorno deve +riuscire bellissimo.</p> + +<p>E guardava attentamente il ricamo, +come se da un pezzo non avesse pensato +ad altro, ed il discorso di suo padre +non l'avesse menomamente distratta da +quel pensiero.</p> + +<p> — Il filo d'oro è nell'armadio, della +nostra camera, rispose la Paola. +<span class="pagenum">[172]</span></p> + +<p>Poi, tirando l'ago in fretta e senza +guardare sua sorella soggiunse:</p> + +<p> — La nostra povera camera che dobbiamo +abbandonare.</p> + +<p>Le tremava la voce ed era tutta convulsa.</p> + +<p>La Bianca arrossì vivamente, ma non +rispose, e non si mosse per andare a +prendere il filo d'oro. L'aveva domandato +per dir qualche cosa, ma non le occorreva.</p> + +<p>Intanto la Paola diventava più agitata. +Le tremava la mano, ed il respiro le si +faceva corto ed affannoso. Sentiva il bisogno +di sfogare l'amarezza che le si +accumulava in cuore di minuto in minuto.</p> + +<p>Quella nuova inaspettata, impreveduta +affatto, l'aveva ferita aspramente nel suo +amor proprio di donna di casa, e più +che tutto, nel suo pudore verginale. +<span class="pagenum">[173]</span></p> + +<p> — È crudele, disse fremendo, essere +scacciate dalla nostra camera. E +perchè? Da tre anni che dirigo io la +casa, ho sempre bastato a tutto, e non +<i>ha</i> mai dovuto farmi rimproveri, mi +pare.</p> + +<p>Parlava di suo padre, ma in quel momento +non voleva nominarlo.</p> + +<p> — Dobbiamo rassegnarci, rispose la +Bianca in tono conciliante, e sempre +cogli occhi bassi. Dacchè non c'è un'altra +camera abbastanza vasta...</p> + +<p> — Ma che bisogno c'era della camera +vasta... e del resto? esclamò con impeto +la Paola, rizzandosi tutta nervosa, +ed andando a parlare ai vetri della +finestra. Non si stava bene tra noi? +Che bisogno c'era?...</p> + +<p> — Forse al babbo riesciva d'imbarazzo +l'accompagnarci, il vegliare su +noi... Bisogna aver pazienza... suggerì +<span class="pagenum">[174]</span> +la Bianca, che, sebbene più giovine +di sua sorella, era più positiva, e meno +facile ad eccitarsi.</p> + +<p> — Ma che! Ma che! Io ho ventidue +anni, mi so custodire da me, e tu pure; +ed usciamo così poco che non può dargli +fastidio l'accompagnarci; in casa non +vien mai nessuno ...</p> + +<p> — Sentiva troppo la perdita della +povera mamma, ritornò a dire la Bianca. +Aveva bisogno d'una compagna anche +lui...</p> + +<p> — Stai zitta! Stai zitta! gridò la Paola +febbrilmente, turandosi le orecchie. Certe +cose mi fanno vergogna. La sua compagna +l'ha avuta. Dio gliel'ha tolta; è +una disgrazia; ma non ha diritto lui di +trovarsene un'altra. L'amore il matrimonio, +devono legare per sempre, per +questa vita e per l'altra.</p> + +<p> — Sai; ciascuno ha il suo modo di +<span class="pagenum">[175]</span> +sentire... Ora il babbo ha un'altra affezione...</p> + +<p> — Oh! alla sua età! Un padre di famiglia... +pensa!</p> + +<p>E la Paola si pose a ravviare con una +fretta convulsa le sete sparse sul telaio; +poi se lo caricò sulle spalle per andarlo +a riporre borbottando:</p> + +<p> — Ah! povera mamma! povera mamma! +Chi muor muore, e chi vive si fa +core!</p> + +<p>La Bianca le andò dietro nella famosa +camera che dovevano abbandonare, e +quando il telaio fu appeso al chiodo in +fondo ad un grande armadio, abbracciò, +per di dietro, le spalle della sua sorella +maggiore, e posandole la guancia sulle +treccie per non incontrare il suo sguardo +durante quel discorso imbarazzante, le +susurrò:</p> + +<p> — Cerchiamo di prendere la cosa in +<span class="pagenum">[176]</span> +buona parte, Paola. È il nostro babbo, +ed è buono; non tocca a noi di giudicarlo.</p> + +<p> — Io non posso a meno di soffrire; +farò male, me ne confesserò; non so +che farci; c'è qualche cosa dentro di +me che s'offende, mi vergogno;... Non +so... Al solo pensarci mi vengono le +fiamme al viso.</p> + +<p>E con un gesto di ripugnanza esclamò:</p> + +<p> — Oh! alla loro età!</p> + +<p> — Ma via! Sei un'esagerata! Una +sensitiva! Lei ha dieci o dodici anni +più di te; non è vecchia. Non sarà una +matrigna. Saremo tre sorelle invece di +due...</p> + +<p> — Che! tre sorelle! ribattè la Paola +crollando le spalle. Prima di tutto, non +è già più giovane se ha dodici anni più +di me. E poi... poi... Tu non pensi +alle conseguenze... +<span class="pagenum">[177]</span></p> + +<p>E non osò dir altro. Arrossirono tutte +e due senza guardarsi, come avrebbero +fatto dinanzi ad un'immagine troppo +nuda.</p> + +<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> + +<p>Il signor Cantinelli era molto devoto; +frequentava la chiesa ed i sacramenti, +mangiava di magro il venerdì ed il sabato, +non lavorava mai la domenica nè +le altre feste comandate, a costo di morir +di noia, ed era in buona fede.</p> + +<p>Aveva ereditato da suo padre un patrimonio +meschino, ed un'intelligenza, +ancor più meschina del patrimonio.</p> + +<p>Aveva tentato di studiare per ottenere +un grado accademico, ma non era riuscito. +S'era voluto avviarlo al commercio; +ma aveva manifestato, alle prime +prove, un'assoluta incapacità.</p> + +<p>S'era dunque accontentato d'un impiego +<span class="pagenum">[178]</span> +modesto in una banca, dove la +sua grande onestà gli faceva perdonare +di non avere altri meriti.</p> + +<p>Da buon cristiano però egli s'appagava +del suo stato; era umile, non aveva +ambizioni. Era stato buon marito, ed era +buon padre, affettuoso, carezzevole, perfino +sdolcinato; incapace del menomo +atto violento, e neppure d'alzare la +voce.</p> + +<p>Badava a fare il suo dovere, come +l'intendeva lui, <i>da galantuomo e da buon +cristiano</i>, ed era sempre contento.</p> + +<p>Non desiderava la roba d'altri, e, finchè +aveva avuto la moglie, e finchè gli +era durato il dolore d'averla perduta, +non aveva mai desiderata neppure la +donna d'altri.</p> + +<p>Appena rimasto vedovo aveva ritirate +le sue figliole dal convento, aveva ceduto +a loro la camera nuziale coi due +<span class="pagenum">[179]</span> +lettini gemelli, ed era andato a dormire +nella cameretta, dove stavano le +fanciulle quand'erano piccine.</p> + +<p>La Paola aveva assunto il governo +della casa che disimpegnava benissimo, +mettendo in ogni cosa la raffinatezza, +l'eleganza, l'idealismo che erano nella +sua natura.</p> + +<p>E, tra il lavoro, le preghiere, le pratiche +religiose e le carezze che prodigava +alle figliole, quel buon uomo, tutto +tenerume, credeva di poter durare tutta +la vita.</p> + +<p>Ma aveva poco più di cinquant'anni; +era vegeto, tranquillo; ed un bel giorno +s'avvide che il desiderio peccaminoso +della donna d'altri, o almeno della donna +non sua, cominciava a spuntargli nel +cuore.</p> + +<p>Se fosse stato prete o frate, nella sua +grande onestà avrebbe ricorso ai cilici, +<span class="pagenum">[180]</span> +alle macerazioni, magari alla disciplina, +e, di certo non avrebbe trasgredito il +suo dovere.</p> + +<p>Ma, dacchè non aveva fatto dei voti, +e gli era possibile di <a name="corr180" id="corr180"></a>conciliare i suoi +desideri col suo dovere, di farsi anzi un +dovere di quanto ora lo turbava come +una tentazione, non gli parve vero di +mettersi d'accordo colla santa madre +chiesa e con sè stesso, aggiungendo un +nuovo piacere alla sua vita da cuor +contento.</p> + +<p>Sicuro della santità delle sue idee, si +mise ad adocchiare le donne che incontrava, +specialmente all'uscire dalla chiesa, +per esser certo d'imbattersi in una sposa +timorata di Dio; e non tardò ad accorgersi +che una donnetta, belloccia, piccolina +e grassa, faceva accelerare le pulsazioni +del suo cuore, ogni volta che lo +sfiorava col vestito passando, o che fermava +<span class="pagenum">[181]</span> +a caso gli occhi chiari da <a name="corr181" id="corr181"></a>bionda, +nei suoi.</p> + +<p>Le tenne dietro; seppe chi era, e dove +abitava, e che era vedova, senza prole. +Le espose nei termini più onesti la sua +domanda, che venne accettata; e, colla +coscienza tranquilla ed il cuore giubilante, +andò ad annunciare alle sue +figliole la nuova de' suoi serotini amori.</p> + +<p>Aveva cominciato la confidenza abbracciandole, +accarezzandole, vezzeggiandole, +com'era sua abitudine. Ma il +rossore, la confusione di loro a quella +rivelazione, lo avevano imbarazzato; e +se ne era andato via un po' impensierito, +non potendo capire come mai un fatto +legittimo e santo, come il settimo sacramento, +potesse offendere chicchessia.</p> + +<p>Non erano coniugi sant'Anna e san +Gioachino, san Giuseppe e la Madonna...? +<span class="pagenum">[182]</span></p> + +<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> + +<p>Anche la prima moglie del signor Cantinelli +era stata allevata religiosamente, +e, vivendo con quel divoto convinto, era +diventata divota, ed aveva inculcati gli +stessi sentimenti alle sue figliole.</p> + +<p>Queste non avevano un vero fervore +religioso. Avevano accolti sentimenti e +credenze, senza discuterli, e come cose +indiscutibili. Non provavano gran dolcezza +nelle preghiere, nè estasi nella +meditazione; non si commovevano alla +confessione nè alla comunione; ma avrebbero +creduto di commettere un'enormità +trascurando quei sacramenti, o perdendo +la messa una domenica.</p> + +<p>La Bianca, di carattere sereno e calmo +come suo padre, di mente ristretta, punto +fantastica, metteva d'accordo le pratiche +religiose e la vita di famiglia, pensava che +<span class="pagenum">[183]</span> +un giorno o l'altro la domanderebbero +in moglie, si mariterebbe, avrebbe dei figlioli +da allevare; ed aspettava tranquillamente +quell'avvenire che le sorrideva.</p> + +<p>La Paola, invece, aveva un ideale poetico, +mezzo uomo e mezzo angelo; pensava +all'amore come ad una musica serafica, +ad un vincolo misterioso, solenne +ed eterno; il matrimonio se lo figurava +«il traversare la vita tenendosi per mano». +Era per lei il colmo della poesia, +un quadro di bellezza, di gioventù, di +luce e d'azzurro.</p> + +<p>Nessuno le mostrava mai la parte vera +e positiva dell'esistenza nel matrimonio. +Sua sorella, meno idealista, la vedeva +da sè. Ma lei avrebbe avuto bisogno di +un correttivo alla mente troppo immaginosa +ed alla sua sensibilità eccessiva.</p> + +<p>E questo correttivo non lo trovava di +certo nell'ambiente in cui viveva. Il riserbo +<span class="pagenum">[184]</span> +della vita monastica, nel convento, +aveva anzi aumentata la sua suscettibilità. +La menoma parola meno che pura, +o che lei credesse tale, la faceva arrossire. +Se stava cucendo una camicia, +quando entrava qualcuno, la nascondeva +in fretta come una cosa indecente, e per +quanto poteva, evitava persino di nominarla.</p> + +<p>In casa loro non c'erano quadri nè +statue profane. Nell'entrata c'era una +nicchia con una statua della Madonna +dinanzi alla quale ardeva sempre un lumicino. +Nella camera delle ragazze c'era +un'altra madonnina di gesso. Un bambino +Gesù di cera, che riposava da anni +ed anni sotto una campana di vetro nel +salotto, era stato pudicamente vestito di +una tunichina di seta bianca, che il tempo +aveva ingiallita; e le ragazze l'avevano +veduto sempre così. +<span class="pagenum">[185]</span></p> + +<p>Non erano mai state in una pinacoteca, +nè ad una esposizione artistica; e, +persino in istrada, il signor Cantinelli +studiava dei giri viziosi per non farle +passare dinanzi ai monumenti, dove avrebbero +potuto vedere qualche figura +di donna col petto scoperto o qualche +puttino nudo.</p> + +<p>Avevano letti i romanzi della contessa +di Segur, della signora Fleuriot, del padre +Bresciani, ed altri dello stesso genere. +Ma questi appunto avevano fomentate +le aspirazioni idealiste della Paola, +che, nelle coppie di sposi, voleva vedere +soltanto dei Malek Hadel e delle +Matilde.</p> + +<p>In tanta purezza d'azzurro, quel matrimonio +d'un uomo vecchio con una +donna matura, quel discorso del cambiamento +di camera per cedere a loro la +camera comune coi due letti gemelli, suscitò +<span class="pagenum">[186]</span> +tutte le ripugnanze della poetica +Paola.</p> + +<p>L'amore vecchio, che s'adagiava senza +riserbo dov'era passato un altro amore +giovine e pieno delle ingenuità e dei rossori +dei primi sentimenti, offendeva la +sua delicatezza di fanciulla, la metteva +nell'imbarazzo, come se avesse commessa +lei un'azione sconveniente.</p> + +<p>Il signor Cantinelli presentò le sue +figlie alla sposa in una visita di cerimonia, +nella quale si contenne con un grande +riserbo; e poi affrettò le nozze per uscire +da quella situazione difficile.</p> + +<p>Fece colla sposa un brevissimo viaggio +di nozze, perchè i suoi mezzi e l'impiego +non gli permettevano di prolungarlo +e perchè, come padre affettuoso e +compreso del suo dovere, non voleva +lasciar lungamente due giovinette sole.</p> + +<p>E dopo otto giorni tornò a custodirle, +<span class="pagenum">[187]</span> +offrendo agli occhi modesti delle due fanciulle, +pei quali s'era messa una camicia +al bambino Gesù, lo spettacolo della sua +luna di miele; certi baci e certe occhiate +da fare arrossire la Vergine di gesso +nella sua nicchia.</p> + +<p>Faceva il suo dovere di sposo cristiano +amando la sposa che Dio gli aveva concessa; +e, del resto, era carezzevole per +natura, baciucchiava la moglie come baciucchiava +le figlie; di atti scandalosi non +sarebbe stato capace di commetterne; e +la sua coscienza non gli rimproverava +nulla.</p> + +<p>Infatti la Bianca non ci vedeva alcun +male.</p> + +<p>Quando sua sorella usciva dal salotto +tutta rossa ed indignata, spingendosi +indietro l'uscio, per isfuggire la vista di +quelle carezze, lei la seguiva e le diceva: +<span class="pagenum">[188]</span></p> + +<p> — Ma perchè ti agiti a questo modo, +Paola? Non vuoi che il babbo voglia +bene alla sua sposa? È la religione stessa +che comanda agli sposi d'amarsi.</p> + +<p>La Paola non rispondeva, come non +aveva parlato neppur prima. Non si rendeva +ragione della ripugnanza che provava. +Non faceva un torto a suo padre della +sua tenerezza. Ma sentiva che ognuna +di quelle carezze distruggeva una sua +illusione; le faceva vedere vecchio, brutto, +materiale, l'amore che lei aveva collocato +in alto, sulle nuvole, puro e bello +come una visione di cielo; profanava il +suo idolo.</p> + +<p>La Bianca la capiva in parte, ma non +poteva ragionarla molto. Era un argomento +troppo scabroso per loro. Tutt'al +più le diceva:</p> + +<p> — Tu hai troppa poesia in testa. Ti +figuri che tutti abbiamo le tue delicatezze. +<span class="pagenum">[189]</span> +Invece il mondo è differente; e +bisogna pigliarlo com'è. Se vorrai maritarti, +mia cara, ti ci dovrai avvezzare.</p> + +<p> — No, è impossibile, diceva la Paola, +se il matrimonio è così non ne voglio +sapere.</p> + +<p> — Ma come vuoi che sia? insisteva +la Bianca, vincendo un poco l'usato riserbo +del loro parlare, per dare un poco +d'ilarità alla sorella troppo ideale. Vuoi +che due sposi stiano a guardarsi da lontano +come due papi di gesso? Se si +fanno qualche carezza, non ci vedo nulla +di male.</p> + +<p>La Paola crollava le spalle e stava +zitta. Infatti non avrebbe potuto dire che +ci vedesse del male neppur lei.</p> + +<p>Ma non trovava più bello il matrimonio, +dacchè lo vedeva così, e si sentiva +profondamente delusa, e soffriva della +sua delusione, e non sapeva più cosa +<span class="pagenum">[190]</span> +desiderare nè cosa sperare, dacchè il suo +sogno era svanito.</p> + +<p>A forza di isolarla in un ambiente di +purezza ideale, di parlarle col frasario +convenzionale inventato per le ingenue, +di accarezzare il suo pudore esagerato e +ritroso da sensitiva, l'avevano lasciato +esaltare fino alla mania.</p> + +<p>Co' suoi ventidue anni e la sua intelligenza, +non poteva serbare l'indifferenza +e la fede d'un'ingenua; capiva che fin +allora s'era ingannata; si sentiva fuori +dalla normalità; ma non poteva vincere +le sue impressioni, la sua delicatezza +nervosa, e soffriva, piangeva, si eccitava.</p> + +<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> + +<p>Dopo alcuni mesi la sposa cominciò +ad abbandonarsi sulle poltrone in abito +discinto, e lo sposo, più tenero verso +<span class="pagenum">[191]</span> +di lei, parlava tutto ringalluzzito, di +«quello che verrà,» della culla, dell'allattamento.</p> + +<p>Erano discorsi nuovi in quella casa, +dove era molto se, arrossendo e chinando +gli occhi, si diceva che «una tale signora +aveva comperato un figliolo».</p> + +<p>La Paola aveva finito per isolarsi +quanto era possibile, nella sua cameretta.</p> + +<p>Lavorava e pregava in silenzio, teneva +sempre gli occhi bassi, ed a poco a poco, +la sua ritrosia sempre allarmata, le aveva +dato un aspetto rigido.</p> + +<p>Un giorno il signor Cantinelli la prese +a parte e le disse:</p> + +<p> — Sai, figliola mia, che t'avvicini ai +ventitre anni? Non è per dire che invecchi, +gioia mia, ma perchè è tempo +di darti marito. Sono certo che lo desideri. +<span class="pagenum">[192]</span></p> + +<p> — No, no, no! esclamò arrossendo la +Paola.</p> + +<p> — Via! tutte le ragazze dicono così. +Ma quando lo trovano sono contentone. +E tu l'hai trovato.</p> + +<p> — Non m'importa: Non lo voglio...</p> + +<p> — Ma, no, bimba mia. Non far la ritrosa. +Credi che io non abbia capito che +tu ci pativi a veder me e la Rosa che +ci vogliamo bene? Ho visto che avevi +spesso gli occhi rossi, specialmente dacchè +abbiamo delle speranze... Si sa, una +ragazza alla tua età, desidera d'andare +a posto anche lei, e la vista della felicità +degli altri aumenta la sua impazienza...</p> + +<p> — Babbo. Ti giuro che non desidero +di maritarmi. Voglio farmi monaca... +esclamò la Paola tutta nervosa.</p> + +<p> — Non hai mai manifestata questa vocazione, +Paola cara. È mio dovere di +<span class="pagenum">[193]</span> +esortarti a pensarci seriamente. Darsi al +Signore è una buona, una santa cosa; +ma bisogna averne la vocazione; ed io +credo d'aver osservato che tu hai delle +altre aspirazioni...</p> + +<p> — Nessun'aspirazione. Hai osservato +male, interruppe aspramente la Paola. +Voglio farmi monaca. È un pezzo che +ci penso...</p> + +<p> — Ma senti, almeno, quanto volevo +dirti. È il nostro fabbriciere della parrocchia +che m'ha parlato d'un buon partito +per te...</p> + +<p> — Oh Dio! No no! Com'è possibile +sposare uno che non si conosce? No. +Voglio farmi monaca. Digli di no. Nè +lui, nè nessuno. Odio questi matrimoni...</p> + +<p> — Ebbene, insistè il padre, aspetta +ancora. Ne troverai uno ti tuo gusto. +Ma intanto questo dovresti vederlo. È +un'ottima persona, timorata di Dio, ed +<span class="pagenum">[194]</span> +un bell'uomo. Un po' maturo, ma ancora +vegeto...</p> + +<p>Queste ultime parole misero addirittura +in convulsione la povera sensitiva, +che si nascose il volto gridando di no, +che non voleva saperne, che aveva una +assoluta ripugnanza pel matrimonio, che +si sentiva una gran vocazione per la vita +monastica, che voleva cominciare il noviziato, +subito, subito...</p> + +<p>In un'altra famiglia quella vocazione +senza fervore religioso, improvvisa e tenace, +avrebbe inspirato delle diffidenze, e +spinto il padre ad indagarne il movente.</p> + +<p>Ma in casa Cantinelli, si diceva con +convinzione che «darsi al Signore è una +santa cosa quando si ha la vocazione»; +e, dacchè la fanciulla affermava d'averla, +il padre devoto avrebbe creduto d'andar +contro il volere di Dio, ostinandosi a +contrariarla. +<span class="pagenum">[195]</span></p> + +<p>Una volta presa quella risoluzione, la +Paola affrettò le cose, e riesci ad entrare +in convento prima che la sua matrigna +partorisse.</p> + +<p>L'idea di trovarsi in casa in quel momento +le dava i brividi.</p> + +<p>La Bianca non poteva consolarsi della +lontananza di sua sorella. Tanto più che +la Paola, a misura che s'era abbandonata +a' suoi scrupoli, s'era andata separando +moralmente da lei, come se le +facesse un torto d'accettare quello stato +di cose che le pareva scandaloso.</p> + +<p>Nel suo isolamento la povera Bianca +sentiva il bisogno di qualcuno da amare +e da proteggere, come aveva fatto colla +sua sorella maggiore.</p> + +<p>A poco a poco si venne affezionando +alla matrigna, che era buona e che aveva +bisogno d'assistenza. E quando, due mesi +dopo, la sposa la fece chiamare nella sua +<span class="pagenum">[196]</span> +camera una mattina, e le presentò un visino +violaceo di bimbo, tutto contornato +di fasce e di trine, con due piccoli pugni +stretti che si agitavano inconscientemente +fuori dalle fascie, si sentì tutta +intenerita, e pianse di commozione baciando +quel nuovo fratello.</p> + +<p>Il giorno stesso scrisse alla Paola:</p> + +<p>«Rinuncia all'idea di abbandonarci +per sempre. Torna fra noi. Dio ci ha +mandato un fratellino, piccino e bello +come il bambino Gesù. Me lo lasciano +tenere a battesimo da me. Ma se tu vieni +ti cederò questa gioia, e lo chiameremo +Paolo, e sarà il tuo fratellino. Quando +il Signore ne manderà un altro quello +sarà il mio...»</p> + +<p>La rigida novizia strappò la lettera, e +rispose che era più ferma che mai nel +suo proposito di farsi monaca.</p> + +<p>Infatti, otto mesi dopo pronunciò i voti. +</p> + +<p class="pad2"><span class="pagenum">[197]</span>Col volto pallido, gli occhi sempre +bassi, l'aspetto rigido, suora Paola Immacolata +è ora la monaca più fredda e +severa del convento.</p> + +<p>Le educande tremano dinanzi a lei, +che aspra, nervosa, eccitabile, aggrava +tutte le mancanze e le punisce con un +rigore eccessivo ed inesorabile.</p> + +<p>Quando il signor Cantinelli va a farle +una visita traverso la grata del parlatorio, +e la trova gelida, indifferente, completamente +staccata da lui, dalla Bianca, +e che non parla mai dei nuovi fratellini +che non vide neppure, torna a casa dicendo:</p> + +<p> — Era una vera vocazione. Il suo +cuore era tutto per Dio e per la religione. +Non ha altri amori. Era una vera +vocazione.</p> + +<p>La Bianca è la sola che, nella sua +<span class="pagenum">[198]</span> +semplice bontà, vede qualche cosa di +anormale che non capisce, ma sente, nell'anima +di sua sorella; e dice crollando +il capo:</p> + +<p> — Chissà! Forse se fosse stata allevata +diversamente...</p> + +<hr /> +<h2><a name="RACCONTO" id="RACCONTO"></a>RACCONTO<br /> +ALLA VECCHIA MANIERA.</h2> + +<p><span class="pagenum">[201]</span> +La Carmela aveva conosciuto il suo +fidanzato alla Sagra di Galliate. C'era +andata con una sorella del parroco, e s'era +trovata tutta confusa quando arrivando, +aveva veduto nel cortile, una folla nera +di preti. Non aveva ancora sedici anni, +ed era naturale che fosse molto timida. +Aveva detto alla sua compagna:</p> + +<p> — Ma non ti pare che si dovrà stare +in una gran suggezione, noi due sole +fra tanti preti?</p> + +<p>La compagna, che era maggiore di lei +di parecchi anni, le aveva risposto: +<span class="pagenum">[202]</span></p> + +<p> — Se avessi creduto di non veder altri +che preti non sarei partita da Novara, +e non t'avrei invitata, poverina.</p> + +<p>Poi aveva soggiunto con un luccicchio +giulivo negli occhi:</p> + +<p> — Verrà Giusto, e verrà mio fratello +Gaudenzio.</p> + +<p>Giusto era il suo fidanzato, un giovine +medico, che aspettava d'essere +nominato medico condotto di Oleggio +per isposarla. Ed il fratello Gaudenzio +era uno studente che faceva il quarto +anno di legge all'università di Torino, +e che l'Amalia vagheggiava di vedere +innamorato e fidanzato della sua amica.</p> + +<p>Infatti poco dopo arrivarono Giusto e +Gaudenzio, con una frotta d'amici, tutti +studenti che erano a Novara in vacanza, +fra i quali Mario Pedrazzi, che aveva ventidue +anni, e stava per prendere la laurea +da ingegnere. +<span class="pagenum">[203]</span></p> + +<p>Era bello, biondo, coi capelli ondulati +e rigonfi, cogli occhi d'un grigio chiaro, +grandi, un po' infossati, pieni di languidezza +e di mistero.</p> + +<p>Quegli occhi meravigliosi s'erano subito +fissati negli occhioni neri della Carmela, +come per magnetizzarla. E l'avevano +magnetizzata.</p> + +<p>Prima del pranzo c'era stata la presentazione; +a pranzo, seduti accanto, +avevano fatto conoscenza; dopo pranzo, +passeggiando in giardino dietro gli altri +due già fidanzati, Mario aveva detto +delle cose molto sentimentali, e la Carmela +s'era sentito rimescolare il sangue +e sussultare il cuore; ai vespri avevano +sempre tenuti gli occhi fissi l'uno nell'altro, +lasciando che quelle occhiate lunghe +e languide dicessero tutto quanto +volevano dire; e la sera, andando alla +stazione per ripartire, lungo la strada +<span class="pagenum">[204]</span> +buia, Mario, che dava il braccio alla Carmela, +le aveva presa la mano che si appoggiava +sulla manica della sua giacchetta, +e le aveva sussurrato:</p> + +<p> — Cara... cara...</p> + +<p>La Carmela non aveva risposto, e lui +non aveva aggiunto altro. Ma avevano +continuato a camminare colle mani unite, +col braccio di lei stretto fortemente fra +il petto ed il braccio di lui, ed avevano +scambiato ogni sorta di confessioni, di +proteste, di promesse in quel lungo silenzio +d'amore.</p> + +<p>Poi, a Novara, quando lei gli aveva +stesa la mano alla stazione, prima d'andarsene +col suo babbo che stava ad aspettarla, +Mario aveva sussurrato:</p> + +<p> — Per sempre...?</p> + +<p>E lei aveva chinato il capo con un sì +molto sommesso, ma molto chiaro e risoluto. +<span class="pagenum">[205]</span></p> + +<p>Ma da quel momento non c'erano più +stati ravvicinamenti simili fra loro.</p> + +<p>L'Amalia, risentita che la sua amica +avesse scelto per l'appunto un altro invece +di suo fratello, s'era messa a trattarla +con freddezza, a stare a distanza, +e poco dopo s'era sposata, ed era partita +col marito per Oleggio.</p> + +<p>Intanto Mario era partito di nuovo per +Torino a compiere gli studi.</p> + +<p>Ma appena tornato a Novara colla laurea, +s'era messo a passare parecchie +volte al giorno sotto le finestre della +Carmela, a seguirla in istrada, da lontano, +perchè, naturalmente, lei non usciva +sola, a fissarla col canocchiale tutta la +sera, quando gli accadeva di vederla in +teatro.</p> + +<p>Parecchie volte s'erano incontrati a +qualche festa da ballo di famiglia, ed allora +lui aveva ballato quasi esclusivamente +<span class="pagenum">[206]</span> +con lei, e le aveva detto delle +cose molto significative, per lei che, grazie +al precedente di Galliate, era in grado +di interpretarle: «Che lui aveva sempre +avuto una gran preferenza per le +donne brune. Che i dintorni di Novara +non erano poi tanto privi di bellezze +pittoresche come si diceva. Lui trovava che +Galliate era un luogo pieno di poesia. +Lui vagheggiava un ideale modesto: avviarsi +bene nella sua carriera, associare +alla sua esistenza una dolce compagna, +bruna, e passare la vita tra lo studio +e lei, in una bella Casina elegante e piccola...»</p> + +<p>Erano i suoi disegni d'avvenire che le +comunicava a quel modo; e la Carmela +ne era felice.</p> + +<p>Due volte il suo babbo le aveva fatte +delle proposte di matrimonio. Ma lei, fedele +al fidanzato del suo cuore, aveva +<span class="pagenum">[207]</span> +rifiutato con un pretesto, per non tradire +il suo segreto.</p> + +<p>Intanto erano passati tre anni. La Carmela +ne aveva dicianove. Mario aveva +messo uno studio, e faceva buoni affari. +Era tempo di chiudere quel romanzo di +amore, che tutta la città conosceva, ed +al quale ogni mala lingua faceva un'aggiunta, +e molti commenti.</p> + +<p>La Carmela in quei tre anni s'era cucito +tutto il corredo, s'era preparati molti +ricami in colore, per le poltrone del suo +futuro salotto, aveva imparato a fare +delle conserve, a riporre le frutta per +l'inverno, a preparare dei liquori casalinghi, +per essere una massaia modello.</p> + +<p>Ed aspettava fiduciosa e serena d'essere +chiamata a mettere in pratica quelle +cognizioni preziose, quando ad un tratto, +in una casa terza, in un giorno di visita, +in mezzo ad un circolo di signore, si +<span class="pagenum">[208]</span> +sentì gettare brutalmente in faccia la +nuova tremenda, che distruggeva tutto +il suo avvenire:</p> + +<p>«L'ingegnere Pedrazzi è sposo.»</p> + +<p>Non svenne, come succede nei romanzi, +e non abbreviò neppure la sua +visita per non farsi scorgere. E stette +a sentire le doti e la dote della sposa; +una bella dote, perchè Pedrazzi aveva +sempre aspirato a fare un ricco matrimonio; +era un giovine serio, badava al +sodo, era certo che farebbe una bella +carriera...</p> + +<p>Appena tornata a casa, la Carmela si +rinchiuse nella sua camera, e pianse finchè +ebbe lacrime negli occhi.</p> + +<p>Dovette fare uno sforzo per andare a +tavola; ma aveva il viso stravolto, e non +mangiò nulla. Se ci fosse stata una mamma, +una parente in casa, si sarebbe avveduta +che c'era un guaio. Ma la Carmela +<span class="pagenum">[209]</span> +viveva sola col suo babbo, vedovo, +il quale badava più agli affari che a lei. +E potè abbandonarsi alla sua desolazione +senza essere interrogata.</p> + +<p>Passò la notte intera a ripensarci.</p> + +<p>Certo non avrebbe più osato ricomparire +in città dopo una simile mortificazione. +Avrebbe preferito morire. Ma non +si muore quando si vuole.</p> + +<p>La Carmela aveva una sorella molto +maggiore di lei, maritata già da cinque +anni con un ricco possidente di un villaggio +presso Santhià.</p> + +<p>S'era sposata quando la sorella più +giovine era in collegio, e si vedevano +una volta all'anno a San Gaudenzio, +quando la signora De Lorenzi andava +a Novara a passare quel giorno solenne +nella casa paterna.</p> + +<p>Era naturale che la Carmela pensasse +d'andare in quella circostanza da sua sorella. +<span class="pagenum">[210]</span></p> + +<p>Ne parlò a suo padre, il quale consentì +facilmente, e telegrafò per annunciare +la sua partenza. Ma ricevette un +telegramma che le diceva di non moversi, +ed in seguito una lettera, che spiegava +il telegramma.</p> + +<p>Nel paese infieriva la difterite, e la +signora De Lorenzi assisteva i suoi coloni +ammalati, prima per sentimento di +carità, poi per conservare la popolarità +del marito, che era sindaco, e non disperava +di diventare deputato alle prime +elezioni.</p> + +<p>Ma questo non iscoraggiò la Carmela. +La morte, nello stato d'animo in cui si +trovava, non le faceva paura. E ad ogni +modo non voleva rimanere a Novara a +nessun costo.</p> + +<p>Disse a suo padre: che lei non aveva +più pace al pensiero che sua sorella era +sola, esposta al pericolo d'un contagio, +<span class="pagenum">[211]</span> +che voleva andare ad aiutarla, a dividere +la sua sorte, ad assisterla, in caso che +si ammalasse, a morire con lei...</p> + +<p>E si mostrò, o parve, nel suo eccitamento, +animata da tanto affetto fraterno +e da tanto sentimento di carità, che suo +padre le concesse di partire.</p> + +<p>Soltanto, lui non poteva accompagnarla. +Era professore in un liceo privato, +ed, in coscienza, non poteva correre +il rischio di portare il contagio ai +suoi allievi.</p> + +<p>Fors'anche non gli garbava di pigliarlo +neppure per sè. Però conosceva un possidente +di Tronzano, presso Santhià, che, +di solito, era sempre a Novara, nei giorni +di mercato, e disse:</p> + +<p> — Vedrò. Se Beltrami è qui, domattina +lo pregherò d'accompagnarti.</p> + +<p>Beltrami c'era. Accettò cordialmente +l'incarico, prese la valigia della Carmela +<span class="pagenum">[212]</span> +e fece entrare la signorina in un +vagone di prima classe, dove rimasero +soli.</p> + +<p>Era un vecchio signore grasso coi capelli +grigi.</p> + +<p>La Carmela si rincantucciò in un angolo +del vagone, e, col viso contro il +vetro del finestrino, stette a guardare i +prati verdi ed umidi, le risaie gialle allagate +da un'acqua sudicia, tutta quella +campagna monotona, il cui piano liscio, +sterminato, era appena interrotto da qualche +filare di gelsi, da pochi ciriegi selvatici +sui quali s'arrampicavano le viti, +dalle case coloniche isolate, rozze, povere.</p> + +<p>E pensava:</p> + +<p> — Ecco; la mia vita omai scorrerà +triste, monotona come questa pianura. +Arriverò a cinquant'anni, come sono +oggi; più vecchia, più brutta, ma senza +<span class="pagenum">[213]</span> +gioie, dacchè non ho più amore nè speranza... +Preferirei pigliare la difterite e +morire... sarebbe finita!</p> + +<p>Sbirciò un'occhiata al vecchio signore, +e vedendo che aveva spiegata la <i>Perseveranza</i>, +e leggeva attentamente il bollettino +della borsa, ne profittò per piangere +liberamente.</p> + +<p>Ma il suo compagno non era tanto +assorto nel bollettino della borsa da +non udire i piccoli singhiozzi che le sfuggivano.</p> + +<p>Si volse stupito, stette un tratto a considerarla, +poi lasciando la <i>Perseveranza</i> +abbandonata sul sedile, le si fece accosto +e le disse:</p> + +<p> — Come! Piange? Un'eroina?</p> + +<p>La Carmela stava in un momento d'eccitazione. +Aveva bisogno di sfogo, ed in +un impeto di sincerità esclamò:</p> + +<p> — No, non dica... Io non sono un'eroina! +<span class="pagenum">[214]</span></p> + +<p> — Ma se va a sfidare la morte per +curare i contadini difterici...</p> + +<p>Il signor Beltrami diceva questo con +un'ombra d'ironia. Non amava gli atteggiamenti +drammatici, e le ostentazioni +d'eroismo inutile.</p> + +<p>La Carmela intuì quella disapprovazione +per quanto celata, e ne fu punta. +Quel vecchio signore aveva un'aria buona +ed intelligente nel volto florido, negli +occhi scintillanti come quelli d'un +giovinotto. Le inspirava fiducia, ed avrebbe +voluto che la stimasse; e senza rifletterci +molto, tornò a dire:</p> + +<p> — Ma io non vado a sfidare la morte. +Vado a cercarla, o vado a nascondermi +perchè ho un gran dispiacere, e non ho +il coraggio di sopportarlo. Ecco che +eroina sono!</p> + +<p>E ricacciando il volto nella pezzuola, +che era già tutta bagnata, riprese a piangere, +<span class="pagenum">[215]</span> +senza ritegno, un po' sollevata da +quella confidenza.</p> + +<p>Il vecchio signore lasciò che si sfogasse +un poco, ed intanto la guardò +fisso con occhio di profonda pietà; poi +le disse:</p> + +<p> — Via, ora smetta di piangere. Le fa +male, e si fa gli occhi gonfi che è un +peccato. Mi confidi il suo gran dispiacere. +Faccia conto ch'io sia il suo babbo... +Ma non tanto severo come lui; un babbo +indulgente, pieno di compatimento pei +dispiaceri della gioventù, e disposto a +ricevere le sue confidenze con cuore da +amico... Dica, via. Vuole che siamo amici? +Vuol dirmi perchè è afflitta, perchè +piange?</p> + +<p>Era appunto quanto aveva bisogno +quel povero cuore crucciato ed oppresso +dal suo cruccio segreto. Un amico a cui +confidarlo. Rispose senza scoprirsi il +volto, perchè si vergognava: +<span class="pagenum">[216]</span></p> + +<p> — Piango perchè il mio amante mi ha +abbandonata.</p> + +<p>Il vecchio signore fece un balzo sul +sedile, ed esclamò meravigliato:</p> + +<p> — Il suo amante? Lei aveva un amante? +Ma quanti anni ha?</p> + +<p> — Ne ho diciannove. Erano già tre +anni che ci si voleva bene...</p> + +<p> — Ma il suo babbo, che è tanto severo, +le permetteva questa relazione?</p> + +<p> — Non la sapeva.</p> + +<p> — Non avrà saputo in che rapporti +erano; ma infine, che lei conosceva quel +giovinotto, che veniva in casa sua, doveva +pure saperlo...</p> + +<p> — Ma no. Non veniva in casa mia...</p> + +<p>Il vecchio signore stette un tratto confuso, +poi riprese un po' esitante, e colla +voce un po' meno dolce:</p> + +<p> — Allora era lei... Dove lo vedeva, +insomma? +<span class="pagenum">[217]</span></p> + +<p> — Lo vedevo dal balcone.</p> + +<p> — Ah! esclamò il signor Beltrami; ed +i suoi occhi brillarono più che mai, ed +il suo volto tornò sereno. Riprese l'interrogatorio +coll'indulgenza di prima.</p> + +<p> — E, si scrivevano?</p> + +<p> — No...</p> + +<p> — Ma come avevano fatto per sapere +di volersi bene? Avevano pure dovuto +dirselo, o scriverlo...</p> + +<p>La Carmela era tutta mortificata. Infatti +non se l'erano detto nè scritto. +Volle narrare la storia di Galliate, ma +quel vecchio signore, alla sua età, aveva +perduto di vista gli amori giovanili, e +rispose quasi ridendo:</p> + +<p> — Se non c'è altro, figliola mia, non +è un amante che ha perduto, è un sogno +che s'è dileguato.</p> + +<p>Le prese tutte e due le mani in una +delle sue che era grossa e forte, le pose +<span class="pagenum">[218]</span> +l'altra sulla fronte, e rispingendole il +capo indietro per guardarla negli occhi, +le disse:</p> + +<p> — Lei non sa cosa sia l'amore.</p> + +<p>In quella lo sportello fu aperto con impeto, +ed i guarda freni passarono gridando:</p> + +<p> — Vercelli! Vercelli! Chi scende? Dodici +minuti di fermata... Vercelli!...</p> + +<p>Il vecchio signore scese, ed andò al +caffè a bere una tazza di birra.</p> + +<p>La Carmela un po' stupita dal discorso +che avevano fatto, dal vuoto che +aveva dovuto riconoscere nel suo passato, +tenne dietro collo sguardo a quell'uomo +attempato, che le aveva inspirata +tanta fiducia.</p> + +<p>Non era punto grasso, come le era +parso alla prima. Era robusto. Teneva +il cappello in mano facendosi aria, ed i +suoi capelli grigi, ritti sul capo, foltissimi, +facevano una bella cornice al volto +<span class="pagenum">[219]</span> +fresco. Aveva le sopraciglia ed i baffi +castani, appena brizzolati di qualche filo +d'argento. E camminava leggero, svelto. +Da lontano le accennò se volesse bere, +ed i suoi occhi neri brillarono come due +fiamme.</p> + +<p>La Carmela nel suo profondo abbandono, +provò un'ombra di gioia al vedere +che quel vecchio amico, non le aveva +perduta la considerazione, e sembrava +volerle bene anche dopo la sua confidenza. +Ed era stupefatta d'avergliela +fatta quella confidenza, così, subito, conoscendolo +appena. Ma le pareva di conoscerlo +da un pezzo. Era così ardito, +insinuante, ed aveva una voce così calda, +e guardava così direttamente negli occhi. +Non si poteva mentire con lui.</p> + +<p>Del resto cosa le importava? Non lo +sapeva tutta Novara il suo segreto?</p> + +<p>Il vecchio signore risalì, tornò a sedere +<span class="pagenum">[220]</span> +al suo posto, e riprese la <i>Perseveranza</i> +senza parlare. I guarda freni chiusero +i vagoni, il convoglio si mosse, ed +i due amici rimasero ancora soli.</p> + +<p>Ad un tratto il vecchio signore si alzò, +andò a sedere accanto alla Carmela, le +prese la mano che lei teneva abbandonata +in grembo e le disse, come se continuasse +il discorso di poco prima:</p> + +<p> — L'amore, figliola mia, il buono, il +vero, non si accontenta di quelle lunghe +separazioni mute, senza una manifestazione, +senza uno sfogo. L'amore +non bada alla laurea dell'uomo, alla dote +della donna, a nessuna considerazione +d'interesse. Un uomo che ama arde tutto, +freme, desidera con forza, con passione; +va direttamente al suo scopo, e domanda +francamente, impaziente alla donna che +ama:</p> + +<p>«— Vuoi esser mia?» +<span class="pagenum">[221]</span></p> + +<p>Nell'enfasi di quel discorso, il vecchio +signore aveva attirata a sè la mano che +stringeva, e guardava la Carmela negli +occhi tanto davvicino, che il suo alito le +sfiorava la bocca.</p> + +<p>Non era più vecchio. Era un uomo +forte, appassionato e bello.</p> + +<p>Quelle parole entravano acute, pungenti +nel cuore della Carmela, e le faceva +sentire amaramente che, infatti, non +era stata amata mai, che s'era illusa. +Eppure doveva essere una dolce cosa +sentirsi amata così. Una dolce cosa, che +lei non proverebbe mai...</p> + +<p>Ma mentre pensava questo, invasa da +una gran voglia di piangere, di piangere, +sul petto di quell'amico di un'ora, +che le parlava con tanto calore, sentì un +braccio forte e tremante stringersi intorno +alla sua vita, e quella voce dolce +e profonda ripetere: +<span class="pagenum">[222]</span></p> + +<p> — Di' vuoi? Voi essere mia moglie, +mia compagna nel bene come nel male? +Vedi, io ti conosco da un'ora, ti amo da +un'ora, forse da meno, ma non aspetto +domani a dirtelo.</p> + +<p>Poi soggiunse colla disinvoltura d'un +uomo avvezzo alle tempeste della vita:</p> + +<p> — È vero che ho trent'otto anni, e +non ho molto tempo d'aspettare.</p> + +<p>E vedendo che la Carmela non parlava, +ma tremava tutta e non cercava +di sciogliersi dal braccio che la stringeva, +riprese:</p> + +<p> — Non temere, bambina... So chi sei, +e non dimentico che t'hanno affidata a +me. Non ti domando che una parola. Di' +non ti spaventano i miei capelli grigi?</p> + +<p>La Carmela abbandonò il capo sulla +spalla di lui, susurrando:</p> + +<p> — Oh no! no!</p> + +<p>Scendendo alla stazione di Santhià, il +<span class="pagenum">[223]</span> +vecchio signore si fece incontro alla sorella +della Carmela dicendole:</p> + +<p> — Le presento la mia sposa. Glie l'affido +soltanto per poche ore, e la riconduco +subito a Novara, perchè ha una +gran paura della difterite.</p> + +<p>La signora De Lorenzi osservò:</p> + +<p> — T'avevo pur detto, di non venire, +Carmela.</p> + +<p>E la Carmela, dando uno sguardo al +suo compagno, rispose:</p> + +<p> — Allora non avevo paura di morire.</p> + +<p class="center pad4">FINE.</p> + +<hr /> + +<div class="tnote"> +<h2>Nota del Trascrittore</h2> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. L'Indice è stato spostato all'inizio: i numeri di pagina in esso indicati, anche se errati, sono stati conservati.</p> + +<p>Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p> + +<ul> +<li> <a href="#corr20">20</a> - era spaventata [spaventa] all'idea</li> +<li> <a href="#corr92">92</a> - abbottonato a sghembo [sgembo]</li> +<li><a href="#corr124">124</a> - s'udiva uno strano rumore [rumure]</li> +<li><a href="#corr130">130</a> - Aveva realmente le attrattive [attrative]</li> +<li><a href="#corr147">147</a> - se ne entusiasmò [entusiastò]</li> +<li><a href="#corr180">180</a> - gli era possibile di conciliare [concigliare]</li> +<li><a href="#corr181">181</a> - gli occhi chiari da bionda [bionde]</li> +</ul> + +Grafie alternative mantenute: + +<ul> +<li>Turiddu / Turiddo</li> +<li>qua / quà</li> +</ul> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Cara Speranza, by +Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARA SPERANZA *** + +***** This file should be named 34518-h.htm or 34518-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/4/5/1/34518/ + +Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive/Canadian Libraries) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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