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+ Cara Speranza, by Marchesa Colombi
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+
+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Cara Speranza, by
+Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Cara Speranza
+
+Author: Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier
+
+Release Date: November 30, 2010 [EBook #34518]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARA SPERANZA ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<p class="center">La Marchesa Colombi</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<h1>Cara Speranza</h1>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">MILANO<br />
+
+<span class="small">CASA EDITRICE<br />
+DI</span><br />
+C. CHIESA · F.lli OMODEI · ZORINI e F. GUINDANI<br />
+<span class="small"><i>Galleria Vittorio Emanuele, N. 17-80</i></span><br />
+1896</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p class="center">DIRITTI DI PROPRIETÀ RISERVATA.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr />
+
+<p class="pad2 center small">Milano, Tip. Bernardoni di C. Rebeschini e C.</p>
+
+<hr />
+
+<p class="center pad4 big">INDICE</p>
+
+<table class="toc" summary="Indice">
+ <tr>
+ <td>Cara Speranza</td> <td class="number"><i>pag.</i> <span class="spaced1"><a href="#CARA_SPERANZA">1</a></span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>Il «Curare». Racconto di Natale</td> <td class="number">» <span class="spacedhalf"><a href="#IL_CURARE">29</a></span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>Suor Maria. Racconto di Natale</td> <td class="number">» <span class="spacedhalf"><a href="#SUOR_MARIA">73</a></span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>Silenzi d'Amore</td> <td class="number">» <a href="#SILENZI_DAMORE">125</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>Una Vocazione</td> <td class="number">» <a href="#UNA_VOCAZIONE">165</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>Racconto alla vecchia maniera</td> <td class="number">» <a href="#RACCONTO">197</a></td>
+ </tr>
+</table>
+
+<hr /><p><span class="pagenum">[5]</span></p>
+
+<h2><a name="CARA_SPERANZA" id="CARA_SPERANZA"></a>CARA SPERANZA.</h2>
+
+<p>
+Si chiamava Amalia. Però, malgrado
+quel nome gentile, era una fra le più
+rozze campagnuole delle risaie, quando
+si presentò in casa nostra ad offrirsi
+come serva.</p>
+
+<p>S'era messe le scarpe per la solennità
+della circostanza, ma, appena vide
+il pavimento lucido del nostro gabinetto,
+rimase sbigottita e si curvò come per
+levarsele. Ci volle di molto a persuaderla
+d'entrare calzata com'era.</p>
+
+<p>Tuttavia non era timida nè selvatica,
+come sono, per lo più, le contadine; le
+<span class="pagenum">[6]</span>
+pareva soltanto una mancanza di rispetto
+il mettere sul nostro pavimento le scarpe
+che aveva strascinate, per una lunga
+camminata, nella polvere della strada
+maestra da Momo a Novara. Ignorava
+ogni elemento di civiltà, e, nella sua
+cortesia istintiva da persona buona, inventava
+una civiltà a suo modo, che
+riesciva grottesca, sebbene, a conti fatti
+valesse forse quanto la nostra. Infatti
+nella China si tolgono le scarpe prima
+di entrare nelle case. È questione di
+usanze.</p>
+
+<p>In tutta la persona dell'Amalia si
+vedevano le traccie della vita e dei lavori
+delle risaie. Aveva ventisette anni
+ma ne dimostrava quaranta. Il volto era
+pieno di rughe, i capelli, folti sulla fronte,
+erano tanto radi sul cranio, che frammezzo
+alle ciocche, tirate nella legatura,
+si vedeva la pelle bianca sollevarsi.
+<span class="pagenum">[7]</span></p>
+
+<p>Portava la pettinatura del nostro contado,
+e come tutte le contadine, che quel
+peso enorme sul capo rende calve prima
+del tempo, suppliva alla capigliatura
+mancante con due grosse treccie di cotone,
+girate intorno ad un cerchietto di
+filo di ferro coperto di tela; ed in quelle
+puntava i grossi spilloni di falso argento.
+Sui capelli scarsi, quell'edificio non trovava
+appoggio sufficiente, e le ballonzolava
+dietro il capo. Le mancavano
+vari denti, e, traverso quei vuoti, le <i>esse</i>
+uscivano sibilanti.</p>
+
+<p>Ma di questi particolari della sua figura
+l'Amalia non si dava il menomo
+pensiero. Era forte e sana, sapeva d'aver
+ventisette anni. Cosa le importava di
+dimostrarne di più?</p>
+
+<p>Le domandammo se sapesse cucinare.</p>
+
+<p>Rispose:</p>
+
+<p> &mdash; No. So appena fare la minestra
+<span class="pagenum">[8]</span>
+alla nostra maniera da contadini, e friggere
+le patate ed i fagiuoli; ma ho buona
+volontà; imparerò presto.</p>
+
+<p> &mdash; E sai stirare?</p>
+
+<p> &mdash; Neppure. Noi non usiamo stirar
+nulla... Ma anche questo potrò impararlo.
+Non abbiano paura: la <i>cognizione</i>
+non mi manca; capisco subito quello che
+mi insegnano.</p>
+
+<p>Mio padre domandò:</p>
+
+<p> &mdash; E per le informazioni, a chi debbo
+rivolgermi?</p>
+
+<p> &mdash; Se vuol andare a Momo, e domandare
+alla cascina Pometta, dove sono
+stata a servire per tredici anni... Ma
+per la fedeltà può mettermi nell'oro,
+guardi, che un quattrino, che è un quattrino,
+non lo toccherei.</p>
+
+<p>Le facemmo altre domande, alle quali
+rispose con sicurezza, e senza vantarsi
+mai. Ci piacque molto, e le proponemmo
+<span class="pagenum">[9]</span>
+di venire con noi per un mese a titolo
+d'esperimento. Accettò, ma non colla
+prontezza e lo slancio che le sue risposte
+precedenti e le sue maniere espansive
+ci avevano fatto aspettare.</p>
+
+<p>Le domandai:</p>
+
+<p> &mdash; Non sei contenta?</p>
+
+<p> &mdash; Oh, per contenta lo sono di certo...</p>
+
+<p>Ed esitava sempre.</p>
+
+<p>Io soggiunsi per incoraggiarla:</p>
+
+<p> &mdash; Siamo soltanto due da servire: il
+babbo ed io.</p>
+
+<p> &mdash; Fossero anche dodici, la fatica non
+mi fa paura.</p>
+
+<p>Stette ancora titubante, poi soggiunse
+in fretta come per afferrare la risoluzione
+prima che le sfuggisse:</p>
+
+<p> &mdash; Ecco; è meglio che glielo dica
+addirittura. Io sono una figliola onesta,
+non cerco d'andare a spasso, non mi
+<i>perdo via</i> coi giovanotti, tiro dritto per
+<span class="pagenum">[10]</span>
+la mia strada; ma però; cosa serve nasconderlo?
+Ho un bersagliere.</p>
+
+<p>Aveva pronunciato <i>bresagliere</i>, poi
+aveva messo fuori un gran sospirone,
+come per dire: «È fatta!»</p>
+
+<p>Questo bersagliere abbuiò subito, coll'ombra
+delle sue piume, la fronte di mio
+padre, che disse crollando il capo:</p>
+
+<p> &mdash; Uhm. Ho paura che non facciamo
+nulla. Ogni volta che andrete fuori avrete
+il bersagliere intorno...</p>
+
+<p>L'Amalia sospirò melanconicamente:</p>
+
+<p> &mdash; Oh! questo non è possibile. Il Re
+l'ha mandato in <i>Cicilia</i>.</p>
+
+<p>Mio padre che era un vecchio Piemontese
+devoto alla monarchia ed alla
+casa Savoia, approvò vivamente quella
+disposizione del Re. E l'Amalia, vedendolo
+sorridere, riprese fiduciosamente.</p>
+
+<p> &mdash; Serviva anche lui alla Pometta, ma
+allora non era bersagliere. Abbiamo
+<span class="pagenum">[11]</span>
+cominciato a parlarci, dalla finestra della
+cucina che guardava nell'orto, perchè
+lui era ortolano. E che bel giovine! Se
+vedesse signor padrone, alto come lei, e
+più diritto di lei, perchè quello è giovine,
+e lei no, pover'uomo! Però noi si
+sapeva che doveva andare soldato e ci
+promettemmo di aspettarci finchè lui
+avesse <i>finito il suo tempo</i>. Sono quattro
+anni che gira per la Cicilia, ed io intanto
+servo, per mettere un po' di quattrini
+da parte; poi, dopo tre anni ancora, tornerà
+col suo congedo <i>risoluto</i> e mi sposerà.</p>
+
+<p>Dacchè il bersagliere era messo al sicuro
+di là dal mare, mio padre ammise l'Amalia
+ad un mese di prova, dopo il quale
+ella tirò via a servire senza che nessuno
+sollevasse la menoma obbiezione.</p>
+
+<p>Era una donna attiva, intelligente, pulita,
+e sempre allegra. Diceva <i>casa nostra </i>,
+<span class="pagenum">[12]</span>
+diceva <i>noi</i>, nominando collettivamente
+se stessa ed i padroni, faceva un
+mondo d'accoglienze ai visitatori che
+venivano, e s'informava della loro salute
+come se fossero suoi amici; ma,
+in una famiglia alla buona come la nostra,
+queste dimestichezze si potevano
+perdonare. Imparava ogni cosa con molta
+facilità, e trovava tempo per la cucina,
+per stirare, per tenere in ordine la casa,
+ed anche per correre ogni giorno alla
+posta a domandare se c'erano lettere del
+bersagliere.</p>
+
+<p>Ne parlava continuamente. Tutti i vicini
+di casa, padroni e servitori, i nostri
+conoscenti, i portinai, i bottegai della
+contrada, sapevano che l'Amalia aveva
+un innamorato bersagliere; ed appena
+la vedevano le domandavano ridendo:</p>
+
+<p> &mdash; E così, Amalia? ha scritto il bersagliere?
+<span class="pagenum">[13]</span></p>
+
+<p>Il pollaiolo le regalava dei mazzi di
+penne di cappone, che lei metteva da
+parte giubilando per «<i>mandarle in Cicilia
+alla prima occasione</i>». Provava ad
+inalberarle da un lato del suo capo calvo,
+e, diceva:</p>
+
+<p> &mdash; Come staranno bene sul cappello
+del bersagliere!</p>
+
+<p>Per se stessa non comperava mai nulla.
+Riceveva col salario i vestiti e le scarpe,
+come si usa in provincia, ed il denaro
+delle sue mesate lo metteva tutto da
+parte per quando avrebbe sposato il
+bersagliere. S'era fatta lei stessa, col
+suo filato, varie pezze di tela che serbava
+preziosamente nel baule, e non ne
+avrebbe staccato da farsi una camicia
+per nulla al mondo. I doni che le si facevano
+lungo l'anno, le strenne di Natale,
+tutto riponeva per quel giorno desiderato
+e lontano.
+<span class="pagenum">[14]</span></p>
+
+<p>Ma aveva l'amore gaio; non la si udiva
+mai rimpiangere la lontananza dell'innamorato.
+Era sicura di quell'amore
+come di respirare e di vivere; il più
+lieve dubbio non era mai sorto nel suo
+cuore onesto; e quel pensiero del bersagliere
+la colmava di gioia.</p>
+
+<p>S'egli tardava a scriverle, la sola supposizione
+che l'Amalia faceva era che
+fosse malato; e allora s'impensieriva e
+moltiplicava le corse alla posta. Se incontrava
+il portalettere, erano sempre
+delle scene. Voleva che esaminasse ad
+una ad una le soprascritte, fin all'ultima;
+poi le domandava se era ben sicuro
+di non avere altre lettere in tasca, o di
+averne perduta qualcuna per via.</p>
+
+<p>Appena la lettera aspettata giungeva
+poi, era un delirio di giubilo. Non sapeva
+leggerla, ma cominciava fin dalla posta
+a dire agli impiegati:
+<span class="pagenum">[15]</span></p>
+
+<p> &mdash; È del bersagliere! Viene nientemeno
+che dalla Cicilia, e c'è su <i>Cara
+speranza</i>! E rideva, rideva, finchè le
+cadevano le lacrime.</p>
+
+<p>Poi correva verso casa, ed in capo
+alla contrada alzava la lettera, la faceva
+sventolare gridando:</p>
+
+<p> &mdash; C'è la lettera del bersagliere! C'è
+la lettera del bersagliere!</p>
+
+<p>Era sempre qualche bottegaio che
+gliela leggeva. E l'Amalia si piantava
+in faccia a lui, ridendo anticipatamente
+di gioia e guardandolo bene in viso,
+come se fosse il bersagliere stesso che
+parlasse, e lei volesse vederne il senso
+delle parole nell'espressione del volto.
+E, prima che si cominciasse a leggere,
+domandava tutta gongolante.</p>
+
+<p> &mdash; C'è «<i>Cara speranza</i>» in cima?</p>
+
+<p>«<i>Cara speranza</i>» c'era sempre; e le
+lettere si somigliavano tutte; ma l'Amalia
+<span class="pagenum">[16]</span>
+esultava, si torceva le mani durante
+la lettura per comprimere le grida di
+piacere. Poi pigliava il foglio e saltava
+in mezzo al gruppo d'amici che si erano
+stretti intorno, e si agitava tanto, che
+l'aureola degli spilloni minacciava di
+strapparle, nella violenza dei rimbalzi,
+quei pochi capelli che la reggevano. E
+baciava la lettera, e rideva, rideva da
+perderne il fiato, e per parecchi giorni
+tutto il casamento era assordato dalla
+canzone favorita dall'Amalia:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>O mamma famm el lett,</p>
+<p>Che mi faroo la cuna,</p>
+<p>L'amor del bersaglier</p>
+<p>L'è sta la mia fortuna.</p>
+</div>
+
+<p>Tutti compativano la schietta affezione
+della povera giovane; quell'amore
+gioviale faceva piacere; e poi si sapeva
+che era onesto. Col mare in mezzo, i
+due innamorati miravano al buon fine.
+<span class="pagenum">[17]</span>
+Senza questo in provincia non avrebbero
+tollerato tanto.</p>
+
+<p>Quella passione immensa arrivò una
+volta a dare alla contadina una specie
+di divinazione. Era qualche tempo che
+il bersagliere non scriveva. Quando
+giunse la lettera, nell'aprirla se ne vide
+cader fuori un centesimo. Si fecero molti
+commenti nel vicinato:</p>
+
+<p> &mdash; Cosa vorrà dire?</p>
+
+<p> &mdash; Una moneta è un simbolo d'amore.</p>
+
+<p> &mdash; Ma non così intera; si deve tagliarla
+in mezzo, e portarne al collo
+metà per ciascuno.</p>
+
+<p> &mdash; Ma che! È perchè possiate giocare
+a croce e lettera per vedere se vi
+vuol bene.</p>
+
+<p>Ed il pollaiolo, che era il più istruito,
+e non credeva nè a talismani, nè ad
+oroscopi, e rideva delle sentimentalità
+amorose, diceva con sussiego:
+<span class="pagenum">[18]</span></p>
+
+<p> &mdash; Non istate ad almanaccar tanto:
+non è altro che uno scherzo. I soldati
+sono uomini di mondo; amano ridere...</p>
+
+<p>Ma l'Amalia rise meno del solito, e
+baciò la lettera più amorosamente; ed
+il domani, quando venne a ricevere gli
+ordini per la cucina, mi domandò come
+si potesse fare per mandare cinque lire
+fino in Sicilia. Poi disse:</p>
+
+<p> &mdash; Il bersagliere ha messo un centesimo
+nella lettera, poveretto. Vuol dire
+che ha bisogno di quattrini. &mdash; E spedì
+a Catania un vaglia di cinque lire.</p>
+
+<p>Infatti voleva dire così; il suo cuore
+amoroso aveva indovinato.</p>
+
+<p>Appunto per quella sua rustichezza
+affettuosa e bonacciona, l'Amalia dava
+nel genio a tutti i nostri parenti ed amici,
+che coglievano volentieri l'occasione
+di farle qualche regaluccio, di darle
+delle mancie o delle strenne. In tre
+<span class="pagenum">[19]</span>
+anni le riuscì di raggranellare parecchie
+centinaia di lire ed un baule di
+roba.</p>
+
+<p>Il denaro l'aveva alla Cassa di risparmio,
+e tratto tratto veniva da me col
+libretto, perchè facessi il conto, a che
+somma era salito il suo capitale coll'aumento
+dei frutti. Bastava che potesse
+contare una lira più della volta precedente,
+per essere contentissima. Diceva:</p>
+
+<p> &mdash; È la dote del bersagliere. È il tesoro
+del bersagliere. Tutto quello che
+ho è per lui.</p>
+
+<p>E scoteva il capo con un'affermazione
+così energica che la pettinatura le batteva
+il cranio come il mantice d'una timonella
+sgangherata.</p>
+
+<p>Quei tre anni, durante i quali era stata
+bene alloggiata e ben nutrita, non avevano
+quasi punto invecchiata l'Amalia;
+ma non erano neppur riusciti ad abbellirla.
+<span class="pagenum">[20]</span>
+Pareva la stessa del primo giorno
+che l'avevamo veduta.</p>
+
+<p>Soltanto, a misura che s'avvicinava il
+ritorno del bersagliere, la gioia che le
+traspariva dagli occhi, dal ridere beato,
+da tutta la persona, la rendeva quasi
+bella.</p>
+
+<p>Non mancavano che quindici giorni
+all'arrivo del bersagliere quando io mi
+ammalai d'una febbre intermittente e
+dovetti stare a letto. Mio padre che, sebbene
+fosse molto burbero, mi voleva
+bene, chiamò subito il medico, e mi curò
+come se si fosse trattato di una malattia
+grave. La povera Amalia, che m'aveva
+preso tanto affetto, era <a name="corr20" id="corr20"></a>spaventata all'idea
+che dovessi ancora stare in letto quando
+sarebbe tornato il bersagliere. Domandava
+dava ansiosamente al medico:</p>
+
+<p> &mdash; Potrà alzarsi per il giorno quindici?
+<span class="pagenum">[21]</span></p>
+
+<p>Il quindici di novembre era il gran
+giorno che lei aspettava da sette anni.</p>
+
+<p>La mattina del dieci si alzò lei con
+una guancia enormemente gonfia. Ma
+diceva di non soffrire affatto, era semplicemente
+una flussione.</p>
+
+<p> &mdash; Purchè il bersagliere non mi trovi
+col viso storto!</p>
+
+<p>Era la sola cosa di cui si desse pensiero.
+Poi soggiungeva:</p>
+
+<p> &mdash; Gli farebbe troppo dispiacere di
+trovare ammalata la sua: «<i>Cara speranza</i>.»</p>
+
+<p>Non era la vanità che le stava in mente,
+era il desiderio che nulla turbasse la gioia
+del suo fidanzato. Quando venne il medico,
+e l'Amalia andò ad aprirgli sfigurata
+a quel modo, egli la interrogò sul
+suo male, le tastò il polso, poi la mandò
+a letto, ed entrò da me tutto serio ed
+accigliato.
+<span class="pagenum">[22]</span></p>
+
+<p> &mdash; Quella donna, mi disse, non istà
+punto, punto bene. Or ora la visiterò...</p>
+
+<p>Infatti andò a vederla a letto, e disse
+che, oltre alla risipola che le gonfiava
+il volto, c'era pericolo che le si sviluppasse
+il tifo. Proibì assolutamente ogni
+comunicazione con me, e fece chiudere
+tutti gli usci, perchè le nostre camere
+erano separate soltanto da un corridoio
+stretto.</p>
+
+<p>La sera l'Amalia aveva realmente il
+tifo, e la mattina dopo, colla scusa che
+la sua camera non aveva aria bastante,
+che l'ammalata infettava la casa, che agitava
+me colle sue grida deliranti, il medico
+indusse mio padre a farla portare
+in una camera particolare dell'ospedale.</p>
+
+<p>Avrei voluto vederla prima che se ne
+andasse, ma assolutamente non permisero
+nè che mi alzassi, nè che la portassero
+nella mia stanza. Mentre attraversava
+<span class="pagenum">[23]</span>
+il corridoio udii che diceva colla
+sua voce giuliva:</p>
+
+<p> &mdash; Andiamo incontro al bersagliere!
+Tutta la roba mia è pel bersagliere.
+Cara Speranza! Ed intonava la solita
+canzone:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>O mamma famm el lett</p>
+<p>Che mi faroo la cuna...</p>
+</div>
+
+<p>Domandai al medico impaurita:</p>
+
+<p> &mdash; Guarirà?</p>
+
+<p> &mdash; Può darsi. Vedremo come passa la
+prima settimana.</p>
+
+<p>Non poteva togliermela dal cuore un
+minuto. Avevo dei presentimenti tetri.
+E d'altra parte pensavo:</p>
+
+<p> &mdash; Ma finora non ha fatto che lavorare,
+senza distrazioni, senza affezioni di famiglia
+(perchè i suoi l'avevano mandata
+a servire a dodici anni e non se ne erano
+curati più), senza benessere, senza soddisfazioni
+<span class="pagenum">[24]</span>
+di vanità; ha vissuto per una
+speranza, s'è appagata d'una promessa
+e non ha invidiato nessuno. Bisognerebbe
+dire che non c'è giustizia se quella
+promessa non le fosse mantenuta...</p>
+
+<p>Infatti non le fu mantenuta. La sera
+del giorno quattordici morì. Ma morì in
+un'estasi di gioia credendosi nelle braccia
+del suo bersagliere; ed il suo cadavere
+rimase sorridente colle labbra
+aperte sui poveri denti spezzati e radi.</p>
+
+<p>Poche ore dopo, giunsero i suoi fratelli,
+che mio padre aveva fatti chiamare.</p>
+
+<p>Io sapeva che la povera donna aveva
+sempre destinato quanto possedeva al
+bersagliere; tutti lo sapevano; ma non
+c'era nulla di scritto; non aveva neppure
+potuto dirlo formalmente a voce prima
+di morire, perchè era delirante. E quei
+parenti, due villani, lenti, freddi ed avidi,
+<span class="pagenum">[25]</span>
+che non avevano fatto mai nulla per lei,
+si portarono via il frutto delle sue fatiche
+e privazioni, la dote del bersagliere, il
+tesoro d'amore, che la poveretta aveva
+impiegato tredici anni a raccogliere.</p>
+
+<p>Il giorno quindici arrivò il bersagliere
+e venne direttamente da noi. Era in viaggio
+da parecchi giorni, e non sapeva
+nulla della malattia dell'Amalia. Mio padre
+era all'ospedale presso la morta;
+dovetti far entrare il soldato nella mia
+camera, e quasi ne ebbi piacere per potergli
+dare la nuova dolorosa colla maggior
+dolcezza possibile, e dirgli qualche
+parola di conforto.</p>
+
+<p>Era appunto quello che i contadini
+chiamano un bel giovine; oramai però
+era uomo fatto, una grande e grossa
+persona massiccia, col collo corto, i capelli
+fitti e duri come setole, e ritti sopra
+la fronte stretta, gli occhi piccoli, il
+<span class="pagenum">[26]</span>
+naso corto, il viso largo, e stupido; ecco
+quel personaggio adorato.</p>
+
+<p>Cominciai a dirgli che l'Amalia s'era
+ammalata, ed egli rimase impassibile.
+Aggiunsi che s'era ammalata gravemente,
+molto gravemente, che l'avevano
+portata all'ospedale.</p>
+
+<p>E lui, duro come un muro, ed egualmente
+freddo.</p>
+
+<p>Forse era soggezione, forse quello
+stupido amor proprio della gente rozza,
+di non lasciar scorgere la commozione
+che considerano come una debolezza.</p>
+
+<p>Allora presi coraggio e gli annunciai
+tutta la disgrazia.</p>
+
+<p>Si fece rosso rosso, girò nervosamente
+fra le mani il cappello piumato, ma non
+disse nulla.</p>
+
+<p>Lo esortai ad esser forte, a rassegnarsi,
+aggiunsi che era una grande sventura;
+che tutti la sentivamo, e che fin all'ultima
+<span class="pagenum">[27]</span>
+ora la poveretta, anche delirando,
+aveva pensato a lui... E gli stesi la mano
+in atto di amichevole conforto.</p>
+
+<p>Egli la vide, ma non si mosse, non la
+prese, e disse soltanto facendosi anche
+più rosso:</p>
+
+<p> &mdash; Si può andare a vederla?</p>
+
+<p>Gli risposi di sì, gli diedi un biglietto
+per mio padre che era laggiù a disporre
+i funerali, e gli indicai la strada. Egli
+ascoltò tutto in silenzio senza guardarmi,
+poi fece goffamente il saluto militare, e,
+sempre muto, se ne andò.</p>
+
+<p>All'ospedale non domandò di mio padre
+nè diede il biglietto; però il babbo
+era presente quando entrò nella camera
+della morta.</p>
+
+<p>Stavano per metterla nella cassa; le
+avevano tolti gli spilloni, il capo era
+scoperto, e la bocca sdentata sorrideva
+ancora del suo buon sorriso.
+<span class="pagenum">[28]</span></p>
+
+<p>Il bersagliere s'accostò adagio adagio
+al cadavere, coll'aria impacciata, senza
+osare di guardar nessuno; poi, vedendo
+dall'altro lato del letto il fratello della
+morta, che altre volte aveva conosciuto,
+lo salutò con un cenno del capo serio,
+e disse:</p>
+
+<p> &mdash; Accidenti! com'era vecchia!</p>
+
+<p>Ma non c'era nessuna perfidia in quella
+parola. Era un'impressione che riceveva,
+e la esprimeva in tutta sincerità.
+Se l'Amalia fosse stata viva l'avrebbe
+espressa ugualmente a lei, senza per
+questo cessare di chiamarla, nel linguaggio
+artifizioso delle lettere <i>Cara Speranza</i>.</p>
+
+<p>Infatti, quando stesero la morta nella
+bara, egli si fece il segno della croce
+rapidamente e come di soppiatto, ma
+arrossì molto, e gli luccicarono gli occhi.
+Poi uscì ed andò ad aspettare il corteggio
+<span class="pagenum">[29]</span>
+funebre a cinquanta passi dall'ospedale,
+fingendo di leggere un affisso. Lasciò
+sfilare il funerale modesto, poi si
+mise a seguirlo di fianco come se camminasse
+da quella parte per pura combinazione,
+e con quel mortorio non avesse
+nulla a che fare. Però giunto al
+cimitero entrò dietro gli altri, e rimase
+un po' in disparte col capo chino finchè
+fu coperta la fossa.</p>
+
+<p>Nel ritorno l'altro fratello della morta
+gli si accostò, e senza saluti nè parole
+di benvenuto, gli disse guardandosi la
+punta degli scarponi:</p>
+
+<p> &mdash; Sicchè la povera Amalia se n'è
+andata...</p>
+
+<p>Egli crollò il capo, scosse le spalle,
+come per cacciarsi un gruppo dalla gola,
+poi rispose:</p>
+
+<p> &mdash; Ma!</p>
+
+<p>E gli voltò la schiena.
+<span class="pagenum">[30]</span></p>
+
+<p>Mio padre raggiunse il soldato, e gli
+spiegò come a lui non fosse toccato nulla
+della piccola eredità, in causa dei fratelli.
+Ma che, per riguardo a quella povera
+anima, noi avevamo ritenute le lettere
+di lui, e che poteva venirle a prendere.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! sono sciocchezze!</p>
+
+<p>E diede una grande scrollata di spalle.
+E, per quanto mio padre lo interrogasse,
+non ci fu verso di fargli dire se voleva
+riaverle, o se s'avevano da bruciare.</p>
+
+<p>E le bruciammo noi, mio padre ed io,
+nel fuoco del caminetto tutte le <i>care speranze</i>
+che avevano consolata quella vita
+povera, laboriosa ed onesta.
+</p>
+
+<hr />
+
+<h2><a name="IL_CURARE" id="IL_CURARE"></a>IL «CURARE»<br />
+<span class="small">RACCONTO DI NATALE</span></h2>
+
+<p><span class="pagenum">[33]</span>
+Si finiva di pranzare in casa del professor
+Navaro; un pranzo di soli uomini
+ed un pranzo di Natale.</p>
+
+<p>Il nostro ospite ci aveva fatto assaggiare
+parecchi de' suoi vini di Sicilia;
+eravamo tutti di buon umore. Il professore
+ci spiegava come serbasse una specie
+di venerazione per quella festa, perchè
+era stata da tempo immemorabile
+oggetto di culto nella sua famiglia.</p>
+
+<p>Ci narrava di un suo nonno, che aveva
+accolto, in un Natale remoto, un nemico
+della sua casa, semplicemente per non
+<span class="pagenum">[34]</span>
+respingere chi bussava alla sua porta
+in quel giorno solenne; ci narrava di
+elemosine rovinose, che i suoi vecchi
+avevano fatte con gran danno dei loro
+interessi, nella stessa solennità e per le
+stesse ragioni; e descriveva la pompa
+che metteva sua madre nell'addobbo
+della casa, che ornava tutta di piante
+verdi e di fiori, nello scambio dei doni,
+nel pranzo di Natale, al quale voleva
+che tutti i membri della famiglia assistessero,
+qualunque fosse la distanza che
+dovevano percorrere per arrivarci.</p>
+
+<p>Dovevamo appunto a quel culto tradizionale
+per una consuetudine di famiglia,
+il piacere di trovarci là riuniti; perchè
+ogni anno il professor Navaro si
+informava degli studenti che non andavano
+a far Natale alle loro case, e li
+invitava a passarlo con lui e coi suoi
+colleghi che, come lui, non avevano famiglia.
+<span class="pagenum">[35]</span>
+L'idea che qualcuno pranzasse
+solo il giorno di Natale lo commoveva
+come una disgrazia.</p>
+
+<p>Mentre prendevamo il caffè, entrò il
+servitore ad annunciare che una persona,
+la quale non aveva voluto dare il suo
+nome, domandava di parlare al professore.
+Questi uscì per raggiungere nel
+salotto il suo visitatore, e lo vedemmo
+ricomparire dopo pochi minuti.</p>
+
+<p>Però si sarebbe detto che in quel breve
+tempo fosse stato, non in una camera
+ben chiusa e calda, ma all'aria rigida di
+quella serata di dicembre, sotto la neve
+che fioccava fitta, tanto s'era fatto pallido.</p>
+
+<p>Si rimise a sedere e vedemmo che
+rabbrividiva tutto.</p>
+
+<p>Bevve due bicchierini di <i>cognac</i> uno
+sull'altro, come per riscaldarsi, ci domandò
+cosa si stava dicendo, ma non
+<span class="pagenum">[36]</span>
+diede retta alla risposta e non prese
+parte al discorso.</p>
+
+<p>Era distratto. Stava muto e pensoso
+e guardava fissa la brage del caminetto,
+con uno sguardo di ribrezzo, come se
+fosse stata qualche cosa d'orribile.</p>
+
+<p>Subivamo tutti l'influenza di quell'improvviso
+cambiamento d'umore, e, dopo
+aver rallentata la conversazione, abbassata
+la voce, finimmo per star zitti anche
+noi, non osando parlare, ed imbarazzati
+del nostro silenzio.</p>
+
+<p>Ad un tratto il professore ci guardò
+cogli occhi ancora stralunati, e disse:</p>
+
+<p> &mdash; Scusate; vi ho fatti ammutolire colla
+mia aria tragica. Ho ricevuto dianzi
+una forte scossa morale. Ho visto un
+individuo che mi ha ricordato un caso
+atroce della mia vita.</p>
+
+<p>Quella scusa non era fatta per rimetterci
+in allegria, e rimanemmo ugualmente
+<span class="pagenum">[37]</span>
+impacciati e muti. Egli versò dell'altro
+<i>cognac</i> in giro, ne bevve appena
+un sorso, poi si alzò con impeto, e disse
+risolutamente:</p>
+
+<p> &mdash; Volete che vi narri quella storia?
+Ora ne ho la testa così piena che non
+saprei parlar d'altro.</p>
+
+<p>Figurarsi se volevamo! il professor
+Navaro era il più benvoluto ed il più
+ammirato dei nostri insegnanti. Il racconto
+d'un fatto della sua vita c'interessava
+tutti vivamente. E per giunta
+egli narrava bene, con facilità di parola
+da vero Siciliano. Ci stringemmo tutti
+intorno a lui, ardenti di curiosità, ed egli
+cominciò a parlare coll'accento vibrato
+e gli occhi luccicanti come se fosse già
+entrato nel vivo del racconto...</p>
+
+<p>«Nel 1853 studiavo all'università di
+Messina, ed ero innamorato della padrona
+del solo caffè che la polizia borbonica
+<span class="pagenum">[38]</span>
+tollerasse. Eravamo in tre a disputarci
+le sue grazie, tutti e tre studenti di medicina.</p>
+
+<p>«Uno de' miei rivali era un certo Turiddu,
+figlio d'un emigrato, al quale il
+Governo aveva permesso da poco tempo
+di rimpatriare, e che, durante l'esilio,
+aveva cominciati gli studi universitarî
+a Parigi.</p>
+
+<p>«Era un buon giovine, di modi aperti,
+leale, buon patriota; ma quando entrava
+a parlare dei grandi scienziati francesi,
+dei loro studi, delle loro scoperte, non
+la finiva più. Nominava Velpéau, Nélaton,
+Ricord, come fossero stati suoi colleghi.
+Aveva frequentate le lezioni di
+Claude Bernard, e lo considerava, come
+era realmente del resto, un luminare
+della scienza. Tutto questo però, e neppure
+la rivalità in amore, non c'impediva
+d'essere buoni amici.
+<span class="pagenum">[39]</span></p>
+
+<p>«La mia avversione la serbavo tutta
+per l'altro rivale, Rosario Angherà, che
+era, non so bene se figlio o nipote, d'un
+pezzo grosso, e frequentava la casa del
+vescovo. Aveva lo sguardo falso e la
+parola melata; non s'abbandonava mai
+ad impeti di furia nè a sfoghi di passione.
+Era insinuante, conciliante, gesuiticamente
+dolce. Non lo potevo soffrire.</p>
+
+<p>«Una sera, alla presenza della bella
+caffettiera, gli misurai un ceffone che lo
+sbattè contro il muro. Si fece pallido di
+rabbia, ma non reagì. Raccolse il cappello
+che gli era caduto, e borbottando
+sommessamente, uscì dal caffè dove non
+si fece più vedere.»</p>
+
+<p class="pad2">Il professor Navaro fece una pausa,
+durante la quale noi esprimemmo il nostro
+biasimo per la condotta di quel
+gesuita di Rosario, poi riprese:
+<span class="pagenum">[40]</span></p>
+
+<p>«Avevamo per professore di patologia
+un pover'uomo, il quale suppliva alla
+scienza che gli mancava, colle ciarle, col
+tuono dottorale ed enfatico, e con una
+gran fede in sè stesso. Lo chiamavamo
+il dottor Dulcamara. Però, se i suoi colleghi
+ed anche gli studenti lo conoscevano
+per quel che valeva, in città era
+riescito a farsi la riputazione d'uno
+scienziato. Si dava sempre l'aria d'un
+uomo assorto in profondi studi, ne parlava
+con grande sfoggio di parole tecniche
+ascoltandole rimbombare con compiacenza,
+ed i profani dicevano: Quanto
+sa quel professore!</p>
+
+<p>«Un giorno lo vedemmo venire in
+iscuola con un'aria più sibillina e tronfia
+del solito.</p>
+
+<p>«Una fortunata occasione, cominciò,
+una di quelle occasioni che si offrono
+soltanto all'uomo che vigila sempre per
+<span class="pagenum">[41]</span>
+impadronirsi di ogni nuova scoperta che
+possa interessare la scienza, mi permette
+d'intrattenervi oggi d'un veleno rarissimo,
+e di mostrarvene sperimentalmente
+gli effetti. È questa certo la prima volta
+che in un'università del Regno, e cioè,
+con carattere scientifico, si presenta
+questo preparato, del quale credo che
+tutti voi ignoriate ancora il nome. Si
+chiama il <i>curare</i> ed a me è serbato l'onore
+di rivelarvene, pel primo, l'esistenza
+e le proprietà meravigliose.</p>
+
+<p>«Non so se i miei compagni fossero
+nello stesso caso, ma per conto mio era
+infatti quella la prima volta che sentivo
+nominare il <i>curare</i> che, a quei tempi,
+era ancora una novità in Europa.</p>
+
+<p>«Egli girò lo sguardo intorno lentamente
+per godere della stupefazione che
+era certo d'aver suscitata in noi, poi,
+pavoneggiandosi nella sua eloquenza,
+<span class="pagenum">[42]</span>
+cominciò a divagare sui selvaggi dell'America
+del Sud, sulle loro freccie, <i>che
+traversano l'etra a volo</i>, e vanno a colpire
+<i>il pennuto volante presso le nubi, il
+fiero bisonte nei labirinti della foresta, e
+lo piombano fulminato al suolo</i>. Poi, chiudendo
+l'inevitabile esordio che precedeva
+sempre le sue trattazioni, concluse:</p>
+
+<p>«&mdash; Quelle freccie sono avvelenate col
+<i>curare</i>.</p>
+
+<p>«L'esordio e la perorazione erano la
+farina del suo sacco; poi recitava pagine
+e pagine, più o meno opportunamente
+scelte, di qualche trattato o giornale
+scientifico, e quella era la sostanza della
+lezione.</p>
+
+<p>«Quel giorno la sostanza prometteva
+d'essere interessante, e ci faceva sopportar
+con pazienza i fronzoli rettorici
+di cui l'ornava il professor Dulcamara.
+Cominciò dal fare una descrizione pomposa
+<span class="pagenum">[43]</span>
+della «<i>fiesta de las juvias</i>» (festa
+del veleno) nella quale si raccolgono le
+liane necessarie alla preparazione del
+<i>curare</i>. Narrò le varie ipotesi su quel
+preparato, che alcuni credono puramente
+vegetale, altri suppongono misto con
+veleni di formiche e serpenti, e che è
+tuttora misterioso, perchè il segreto della
+composizione ne è serbato ai medici, o
+piuttosto agli stregoni delle tribù. Poi
+si dilungò nella relazione degli effetti
+del <i>curare</i>, il quale, ingoiato riesce inoffensivo,
+mentre invece introdotto nel
+sangue, sia per iniezione sia per ferita
+d'arma avvelenata, è un veleno istantaneo
+e micidiale.</p>
+
+<p>«&mdash; <i>Ma, araldo mite della fiera e scheletrita
+mandataria, il curare riveste la
+tetra morte colle apparenze soavi del
+sonno...</i> esclamò il professor Dulcamara
+esordendo alla parte pratica della lezione;
+<span class="pagenum">[44]</span>
+e passò ad esporre i sintomi particolari
+di quella morte, che poco dopo potemmo
+osservare noi stessi.</p>
+
+<p>«Era il punto culminante della lezione.</p>
+
+<p>«Il professore cavò di tasca una busta,
+l'aperse solennemente, e ci fece vedere
+due freccie colla punta avvelenata,
+che aveva ricevute in dono da un viaggiatore
+reduce dall'America.</p>
+
+<p>«Era trionfante.</p>
+
+<p>«Ordinò al bidello di portargli un
+coniglio che aveva fatto tener pronto
+per lo sperimento, e lo punse leggermente
+sulla schiena, senza che l'animale
+cessasse di guardar in giro co' suoi occhi
+d'oro fiammante, e di agitare febbrilmente
+il nasino roseo in segno di timido
+sgomento.</p>
+
+<p>«Ma pochi minuti dopo se ne andò
+cheto cheto in un angolo dell'aula, si
+rannicchiò contro il muro, ed abbassò
+<span class="pagenum">[45]</span>
+gli orecchi sul dorso come se si disponesse
+a dormire. Rimase perfettamente
+tranquillo, ed a poco a poco s'accasciò;
+prima le gambe cedettero, e gli si piegò
+il capo; poi tutto il corpo cadde sul
+fianco completamente paralizzato. Sei
+minuti dopo essere stato ferito, il coniglio
+era morto, senza gridi, nè rantoli,
+nè convulsioni che indicassero la menoma
+sofferenza o una lotta tra la vita e la morte.</p>
+
+<p>«Durante l'esperimento il professore
+ci aveva narrati vari esempi, citando le
+fonti a cui li aveva attinti, i quali tutti
+provavano che la morte per avvelenamento
+col <i>curare</i>, riesce tranquilla e
+quasi dolce. Più di tutti ci aveva interessati
+la relazione della morte di un
+uomo, ch'egli aveva letta in una notizia
+di Watterton sul <i>curare</i>, riportata probabilmente
+da un giornale. Due Indiani
+erano a caccia nella foresta; uno tese
+<span class="pagenum">[46]</span>
+l'arco, e scagliò una freccia avvelenata
+contro una scimmia rossa che s'era arrampicata
+ad un albero. Il colpo era
+quasi perpendicolare. Là freccia non colpì
+la scimmia, e nel ricadere ferì l'Indiano
+al braccio un po' al disopra del gomito.
+Egli fu convinto che tutto era finito per
+lui. Disse al compagno colla voce commossa
+e guardando il suo arco: «Non
+lo tenderò mai più.» Poi si tolse la scatola
+di bambù col veleno, che portava
+ad armacollo, la pose in terra coll'arco
+e le freccie, ci si sdraiò accanto, disse
+addio all'amico, e cessò di parlare per
+sempre.</p>
+
+<p>«Ci eravamo tutti serrati intorno alla
+tavola del professore sulla quale era
+stato trasportato il coniglio morto, e,
+per combinazione, mi trovavo accanto
+al mio rivale Rosario Angherà. Quando
+me ne avvidi, feci un atto di ribrezzo
+<span class="pagenum">[47]</span>
+e mi restrinsi come per evitare il suo
+contatto. Ma egli era intento ad esaminare
+la seconda freccia avvelenata rimasta
+nell'astuccio del professore, mentre
+questi finiva il racconto del cacciatore,
+e citava le parole stesse del Watterton:
+«Sarà un conforto per le anime
+pietose il sapere che la vittima non ha
+sofferto, perchè il <i>wourali</i>, o <i>curare</i>, distrugge
+dolcemente la vita.»</p>
+
+<p class="pad2">A questo punto della sua narrazione
+il nostro ospite pareva stanco: gli tremava
+la voce, strascicava lentamente le
+parole come se gl'increscesse di pronunciarle,
+ed era evidente che avrebbe voluto
+sospendere quel racconto cominciato con
+tanto impeto, e che ora gli faceva ribrezzo.
+Ma noi lo ascoltavamo tanto avidamente
+i nostri occhi erano fissi su di lui con
+tanta ansietà, rimanevamo così ostinatamente
+<span class="pagenum">[48]</span>
+muti quand'egli faceva una pausa,
+per timore di distrarlo dall'argomento,
+che comprese d'essersi impegnato troppo
+per retrocedere. Si asciugò il sudore
+che gli faceva luccicare il viso, bevve
+un po' di <i>cognac</i>, poi ripigliò:</p>
+
+<p>«La curiosità mi fece vincere l'avversione,
+e mi avvicinai a Rosario. Fremevo
+d'impazienza che egli deponesse quella
+freccia, per impadronirmene alla mia
+volta; e gli stavo sopra per fargli capire
+che si sbrigasse. Ma, vedendo che
+indugiava sempre, gli dissi stizzosamente:</p>
+
+<p>«&mdash; Quando avrete finito...</p>
+
+<p>«Egli non si mostrò offeso: mi guardò
+un minuto, poi torse subito gli occhi,
+e, con quella sua falsa mellifluità,
+mi rispose porgendo la freccia:</p>
+
+<p>«&mdash; Se volete osservarla voi, prendetela
+pure...
+<span class="pagenum">[49]</span></p>
+
+<p>«Ma mentre sporgevo la mano per
+pigliarla, fece un movimento così rapido,
+che la punta mi si conficcò nel palmo.</p>
+
+<p>«Un grido generale, disperato, s'alzò
+da tutti i petti; tutti gli sguardi, tutte
+le braccia si tesero verso di me: esclamazioni
+d'orrore, di spavento, di rimprovero,
+di minaccia, si incrociarono;
+tutti parlavano, tutti gesticolavano senza
+intendersi, mentre il professore più frenetico
+di tutti, picchiava disperatamente
+i pugni sulla tavola urlando:</p>
+
+<p>«&mdash; Disgraziato! l'avete ucciso! l'avete
+ucciso!«</p>
+
+<p class="pad2">Sebbene il professor Navaro ci stesse
+lì dinanzi vegeto e sano a narrare lo
+stranissimo caso, noi pure eravamo agitati,
+come gli studenti di Messina. Alcuni
+s'erano alzati ed avvicinati a lui,
+e gli stavano intorno appoggiati alle
+<span class="pagenum">[50]</span>
+spalliere delle sedie vuote, altri alzavano
+i pugni rabbiosi contro l'avvelenatore.
+Uno studente fece per movere una domanda,
+ma parecchie voci l'interruppero:</p>
+
+<p> &mdash; Stia zitto; stiamo a sentire.</p>
+
+<p>Superato il ribrezzo che gli inspirava
+il ricordo dell'atto codardo del suo nemico,
+il professor Navaro aveva ripreso
+il suo accento vivo, e tirò via a narrare,
+come se risentisse ancora quelle impressioni,
+e vedesse quelle scene.</p>
+
+<p>«Alla prima non avevo capito; la
+puntura era stata così lieve, che non
+avevo pensato alla gravità del caso.
+Subito però, vedendo il terrore di tutti,
+l'idea orrenda della morte m'invase, e,
+reagendo con tutta la forza della mia
+giovine vita, mi posi a gridare:</p>
+
+<p>«&mdash; L'amputazione! Bisogna amputare
+la mano!</p>
+
+<p>«Ma la confusione, l'urlìo, il trambusto
+<span class="pagenum">[51]</span>
+erano tali, che non potei essere udito,
+e dovetti ripetere più volte:</p>
+
+<p>«&mdash; Sentite! sentite! Dacchè non soffro
+nulla, è segno che il veleno è localizzato.
+Amputando la mano si può forse
+salvarmi.</p>
+
+<p>«Tutto questo era accaduto rapidissimamente;
+non eran passati due minuti
+dacchè ero stato ferito. Eppure, dovendo
+parlar forte per esser inteso, sentii di
+dover fare una certa fatica; ed ancora,
+la mia voce non suonò alta in proporzione
+dello sforzo fatto: l'udirono appena
+i più vicini, e furono loro che lo
+dissero agli altri, e subito si ripetè da
+tutte le parti:</p>
+
+<p>«&mdash; L'amputazione! L'amputazione!
+È inutile! Ma chissà? Si può tentare!</p>
+
+<p>«&mdash; Un chirurgo! Nella scuola di chirurgia!...</p>
+
+<p>«Parecchi studenti si precipitarono
+<span class="pagenum">[52]</span>
+fuori in cerca del chirurgo. Intanto si
+continuava a darmi del <i>rhum</i> ed a domandarmi:</p>
+
+<p>«&mdash; Che cosa sentite? Soffrite molto?</p>
+
+<p>«No. Non soffrivo punto; ma avevo
+una gran pena a dirlo. Pareva che la
+sede della mia voce fosse scesa in fondo
+in fondo al petto; l'azione della gola era
+insufficiente per attingerla. Risposi una
+volta o due con accento fioco, poi la
+voce non venne più. Movevo le labbra
+ma non usciva nessun suono. Intorno
+dicevano:</p>
+
+<p>«&mdash; Oh Dio! Oh Dio! perde la parola;
+non parla più; il veleno ha già
+fatto il suo effetto; non siamo più in
+tempo per l'amputazione.</p>
+
+<p>«Immaginate l'angoscia che provai a
+quella sentenza; volevo dire di no; che
+provassero ad ogni modo; che s'affrettassero...
+E non potevo dir nulla. La
+<span class="pagenum">[53]</span>
+mia voce era morta. Intanto sentii una
+grande spossatezza invadermi le membra,
+mi mancarono sotto le gambe, e,
+se non m'avessero sorretto, sarei caduto.
+Mi trascinarono fino alla poltrona del
+professore, dove mi adagiarono dicendo:</p>
+
+<p>«&mdash; Ha perduti i sensi; è svenuto.</p>
+
+<p>«Io non ero svenuto: feci un altro
+sforzo per dirlo, ma fu impossibile. Cercai
+di accennare colla mano, ma, con infinito
+terrore, sentii che la mano rimaneva
+immobile come di piombo; volli
+scuotere il capo, ma anche il congegno
+del collo non giocava più; avevo perduto
+la facoltà di muovermi!</p>
+
+<p>«Atterrito, cercai di dare allo sguardo
+l'espressione della mia inenarrabile angoscia,
+ma lo sguardo non può fare lunghi
+discorsi, e, per quanto immenso
+fosse l'interesse con cui mi osservavano,
+i miei compagni, dicevano soltanto:
+<span class="pagenum">[54]</span></p>
+
+<p>«&mdash; Pare che veda ancora, ma non
+ci riconosce.</p>
+
+<p>«E mi chiamavano.</p>
+
+<p>«Ah! Ah! nessuno potrà mai dire
+lo sforzo straordinario di volontà ch'io
+facevo per dare un'espressione a' miei
+occhi. Ma lo spavento interno, la disperazione
+non si traducevano neppure nello
+sguardo.»</p>
+
+<p class="pad2">Nel ricordare quell'atroce suplizio, il
+professor Navaro fremeva tutto. Non
+poteva più star fermo; passeggiava per
+la stanza, agitato, nervoso, asciugandosi
+il sudore, e gesticolando rabbiosamente.
+Pareva che lottasse ancora contro quell'orribile
+impotenza. Noi gli tenevamo
+dietro ansiosamente cogli sguardi interrogatori,
+smaniosi d'udire la fine di quel
+caso meraviglioso e tremendo. Egli respirò
+due o tre volte forte, s'appoggiò
+<span class="pagenum">[55]</span>
+alle spalle d'un suo collega come per
+sentire qualche cosa di caldo e di vivo
+accanto a sè, e ripigliò quella storia di
+morte:</p>
+
+<p>«Ad un tratto una parola orrenda mi
+suonò all'orecchio.</p>
+
+<p>«&mdash; L'occhio s'è fatto vitreo. Non vede
+più.</p>
+
+<p>«Il professore mi prese una mano e
+ne pizzicò le carni così forte, che sentii
+un gran dolore, ma nessun muscolo si
+contrasse a quella sofferenza, ed egli,
+lasciando ricadere il mio braccio, disse:</p>
+
+<p>«&mdash; Non sente più nulla.</p>
+
+<p>«Allora mi fecero soffrire delle piccole
+torture, sempre nella speranza di
+risvegliare la mia sensibilità; mi strinsero
+i lobi degli orecchi fino allo spasimo,
+mi strapparono dei capelli, dei peli della
+barba, mi bruciarono, mi punsero; io
+sentivo quei dolori acuti, che aggiunti
+<span class="pagenum">[56]</span>
+alla tortura che provavo, mi irritavano
+fino alla pazzia, poi udivo ripetere:</p>
+
+<p>«&mdash; No; non sente più nulla.</p>
+
+<p>«Il professore mi applicò l'orecchio
+al petto e disse:</p>
+
+<p>«&mdash; Pare che ci sia ancora una lieve
+pulsazione; ma presto il cuore avrà cessato
+di battere; fra pochi minuti sarà
+morto. Povero giovine! Povero giovine!</p>
+
+<p>«Nessuna mente umana ha mai immaginato
+nulla di tanto crudele. Non
+potevo nemmeno girare gli occhi, nemmeno
+chiuderli! Le mie membra erano
+impietrite; ero imprigionato vivo in un
+corpo morto. Se mi si fossero rizzati i
+capelli sulla fronte, come si dice che
+avvenga per senso di raccappriccio! Se
+fossero incanutiti! Si sarebbe capito almeno
+che qualche cosa viveva in me;
+che viveva lo spavento; uno spavento
+angoscioso, febbrile, furibondo!
+<span class="pagenum">[57]</span></p>
+
+<p>«Ma nessun segno esterno tradiva la
+vita del mio cervello, della mia volontà,
+la tortura del mio spirito. Rimanevo impassibile
+e freddo come una mummia
+nelle sue bende secolari.</p>
+
+<p>«Mi sollevarono di peso, e con un
+immenso mormorio di compassione, mi
+portarono, cadavere animato e sensibile,
+nel gabinetto anatomico, dove mi stesero
+sulla tavola.</p>
+
+<p>«Vidi alcuni de' miei compagni che
+piangevano; altri, allevati devotamente,
+si fecero il segno della croce, poi lo ripeterono
+su di me.</p>
+
+<p>«Un vecchio bidello bisbigliava tutto
+compunto:</p>
+
+<p>«&mdash; <i>Requiem æterna dona eis, Domine.</i></p>
+
+<p>«Vidi il povero prof. Dulcamara che
+si mordeva i pugni ed esclamava con
+una convinzione, che in quel momento
+non mi parve neppur comica:
+<span class="pagenum">[58]</span></p>
+
+<p>«&mdash; Maledetta la mia scienza!</p>
+
+<p>«Poi vidi una cosa atroce, mostruosa.
+Una di quelle infamie che farebbero fremere
+d'indignazione tutto un popolo,
+contro le quali l'umanità si solleva indignata;
+e non potei fremere nè sollevarmi!</p>
+
+<p>«Rosario Angherà, pallido, piangente,
+mi venne accanto sospirando:</p>
+
+<p>«&mdash; Oh che disgrazia! povero me,
+che fatalità!</p>
+
+<p>«Si pose in ginocchio accanto al mio
+cadavere, e, giungendo le mani come se
+pregasse perdono, mi susurrò all'orecchio:</p>
+
+<p>«&mdash; So che tu vivi, che vedi e che
+senti: ma non lo dirò. M'hai schiaffeggiato
+e m'hai chiamato vile; i vili non
+salvano i coraggiosi, ma si vendicano.</p>
+
+<p>«Poi si alzò, e col volto fra le mani,
+come accasciato dal dolore, uscì, e tutti
+lo seguirono.
+<span class="pagenum">[59]</span></p>
+
+<p>«Tutte le furie dell'inferno avevano
+invaso il mio cuore; l'odiavo come non
+s'è forse mai odiato sulla terra; smaniavo
+d'avventarmi contro di lui, di stringere
+fra le mie mani il suo collo torto,
+di strangolarlo, di sfracellargli coi miei
+piedi quella testa falsa, ipocrita, malvagia.
+E non avevo la potenza neppur di dire:</p>
+
+<p>«&mdash; È un omicida.</p>
+
+<p>«Mi sentivo stretto in una guaina di
+bronzo.</p>
+
+<p>«Rimasi solo in quella cella buia, su
+quella fredda tavola di marmo sulla quale
+erano stati sparati tanti cadaveri.</p>
+
+<p>«M'abbandonavano. Mi credevano
+morto.</p>
+
+<p>«Allora mi si affacciò alla mente un
+pensiero pauroso:</p>
+
+<p>«&mdash; Se fossi realmente morto? Se la
+morte fosse così? Che cosa ne sappiamo
+noi? Se lo spirito umano non si spegnesse
+<span class="pagenum">[60]</span>
+contemporaneamente al corpo?
+Se dovesse stargli unito ancora, chissà
+per quanto tempo, forse per sempre,
+assistere alla putrefazione, alla dissoluzione
+delle membra?... E poi?...</p>
+
+<p>«A quell'idea, provavo quell'estrema
+disperazione che ci fa urlare come belve,
+dilaniare le carni, che ci trascina al delitto,
+al suicidio. Mi ricordai un tetro
+caso d'una giovine, che, dopo esser stata
+sepolta come morta, s'era risvegliata
+nella fossa; ma a lei almeno erano tornate
+le forze per urlare, per dibattersi,
+e fu trovata col capo sfracellato contro
+le pareti della bara; mentre io non potevo
+nulla per abbreviare il mio supplizio;
+mi bruciavo internamente di furore,
+mi sentivo impazzire a quelle supposizioni
+spaventose, e rimanevo tranquillo
+nella mia solenne immobilità da idolo.</p>
+
+<p>«Accanto a me, sulla tavola c'era un
+<span class="pagenum">[61]</span>
+coltello anatomico. Avevo il capo rivolto
+da quella parte e lo vedevo. Mi sarebbe
+bastato di sporgere una mano per afferrarlo.</p>
+
+<p>«Con che ardore desiderai quel coltello!</p>
+
+<p>«Pensavo che, forse, una ferita al
+cervello o al cuore, in una parte essenzialmente
+vitale, avrebbe spenta la mia
+anima viva nel mio corpo morto. Ma poi
+chissà? Ad ogni modo non avrei potuto
+ferire che il corpo, e quello era già cadavere
+irrigidito.</p>
+
+<p>«In tutta la mia vita spensierata e giovine,
+non avevo mai pensato con tanto
+solenne spavento alla dualità possibile
+dell'essere umano; mai l'idea consolante
+dell'immortalità dell'anima, s'era presentata
+ad una mente d'uomo sotto un aspetto
+tanto minaccioso e spaventevole.»</p>
+
+<p class="pad2"><span class="pagenum">[62]</span>A misura che il professore Navaro
+procedeva nel suo racconto, la sua eccitazione
+si comunicava a tutti noi. Senza
+quasi avvedercene, ci eravamo rizzati
+in piedi, e gli stavamo raggruppati intorno
+dinanzi al fuoco, che nessuno pensava
+più a ravvivare.</p>
+
+<p>A momenti ci guardavamo l'un l'altro
+sbalorditi e dubbiosi, sospettando che,
+portata al sommo grado la nostra curiosità,
+il narratore dovesse cavarsela collo
+scioglimento comune a molte novelle
+fantastiche:</p>
+
+<p> &mdash; A questo punto mi svegliai; avevo
+sognato.</p>
+
+<p>Ma poi uno scoppio di voce appassionata,
+un sospiro affannoso, un brivido
+di raccapriccio del professore, ci attestavano
+la verità del fatto, ed accrescevano
+il nostro interessamento. Il professore
+continuò:
+</p>
+
+<p class="pad2"><span class="pagenum">[63]</span>«Avevo serbate tutte le mie facoltà
+intellettuali, ma la misura esatta del
+tempo mi sfuggiva. L'impazienza angosciosa
+allungava enormemente i minuti.</p>
+
+<p>«Mi pareva d'essere rimasto lungamente
+in quella camera squallida, quando
+udii distintamente dei passi che s'avvicinavano
+rapidissimi, e la voce di Turiddu
+che gridava:</p>
+
+<p>«&mdash; Lo so di certo. Me l'ha spiegato
+Claude Bernard. Se fossi stato in iscuola
+avrei impedito la circolazione del veleno
+nel sangue. Ma anche ora siamo in tempo
+a salvarlo; non è passato un quarto di
+ora...</p>
+
+<p>«Un quarto d'ora! M'era parso lungo
+per lo meno tre ore! Turiddu spinse
+l'uscio, ed ansimante, col viso stravolto,
+corse a me guardandomi con infinita
+pietà. Lo seguivano il professore Dulcamara,
+<span class="pagenum">[64]</span>
+parecchi studenti, ed il professore
+di chirurgia, che erano riesciti a
+trovare. Questi disse:</p>
+
+<p>«&mdash; Se si fosse potuto amputarlo in
+tempo...</p>
+
+<p>«&mdash; Che! rispose Dulcamara. La morte
+è venuta istantanea; fu l'affare di sette
+minuti.</p>
+
+<p>«&mdash; Ma che morte! ribattè Turiddu.
+Vi giuro che questo giovine è vivo. In
+questo corpo immobile, dietro quest'occhio
+vitreo, con tutte le apparenze della
+morte, la sensibilità e l'intelligenza persistono
+intere; egli ci vede e ci sente...</p>
+
+<p>«Oh la gioia, la gioia infinita che mi
+invase in quel momento! Mi parve che
+quell'incanto malefico fosse vinto; che in
+quell'eccesso di giubilo potessi stendere
+le braccia al mio salvatore.</p>
+
+<p>«Ma no; nulla. Il piacere, come il
+dolore mi lasciavano impassibile e freddo.
+<span class="pagenum">[65]</span>
+Intanto il professore tratteneva per le
+braccia Turiddo, che dava delle istruzioni
+ad un compagno, e gli gridava:</p>
+
+<p>«&mdash; Cosa dite! cosa dite, figlio mio!
+Non vedete che è rigido? Che gli abbiamo
+punte le carni, gli abbiamo strappati
+i capelli e non ha dato segno di
+dolore?</p>
+
+<p>«&mdash; Perchè non può dar segni; ma il
+dolore lo sente. Il <i>curare</i> non colpisce
+che i nervi motori; Navaro è morto parzialmente;
+i nervi motori sono morti...</p>
+
+<p>«&mdash; Questo è un delirio, tornava a
+dire il professore.</p>
+
+<p>«E l'altro più affannato che mai:</p>
+
+<p>«&mdash; È una verità, professore. Io lo
+sapevo fin da Parigi. Ne ho parlato anche
+a Rosario Angherà. Come mai non
+se n'è ricordato? Si vede che la disgrazia
+l'ha sbalordito. Ma non c'è un minuto
+da perdere. Ora Navaro è vivo in un
+<span class="pagenum">[66]</span>
+corpo paralizzato. Però in meno di mezz'ora
+saranno paralizzati anche i polmoni
+e morirà asfissiato.</p>
+
+<p>«Queste parole mi spiegarono una
+sensazione nuova di soffocamento, che
+cominciavo a sentire. Era l'asfissia! La
+morte che avevo invocata prima, veniva
+ora che stavano per soccorrermi.
+Veniva pur troppo, veniva rapida; e non
+potevo gridare:</p>
+
+<p>«&mdash; Ma presto; affrettatevi.</p>
+
+<p>«Turiddo andò all'uscio, e disse:</p>
+
+<p>«&mdash; E non tornano coll'apparecchio
+per la respirazione artificiale! È il solo
+mezzo di salvarlo.</p>
+
+<p>«Aveva già mandato a prendere l'apparecchio!
+Ebbi ancora un filo di speranza.
+Ma soffocavo. Intanto il professore
+si opponeva energicamente a quella
+prova. Era pura testardaggine? Era la
+vanità di non voler vedere smentita la
+<span class="pagenum">[67]</span>
+sua sentenza? Tornò ad ascoltarmi il
+petto, poi disse:</p>
+
+<p>«&mdash; Via, sentite. Anche il cuore cessa
+di battere. Quando mai un uomo può vivere
+senza che gli batta il cuore? Ma che
+scienza può insegnarvi questo, figlio mio?</p>
+
+<p>«&mdash; Vi assicuro, professore, che Claude
+Bernard...</p>
+
+<p>«&mdash; Ma che Bernard! Sono francesate!
+Gl'Indiani muoiono da centinaia d'anni
+col <i>curare</i> come questo mio povero discepolo,
+e non sono mai risuscitati.</p>
+
+<p>«&mdash; No, no, professore. State a sentire,
+insisteva Turiddo parlando con una rapidità
+febbrile, mentre gli altri studenti
+erano usciti per sollecitare a far portare
+l'apparecchio domandato. State a sentire.
+L'elemento nervoso sensitivo, l'elemento
+nervoso motore, e l'elemento
+muscolare, hanno ciascuno la sua autonomia.
+Uno solo può morire, mentre gli
+<span class="pagenum">[68]</span>
+altri vivono. Navaro non può parlare nè
+muoversi, ma la sua sensitività ed i suoi
+muscoli sono vivi; l'elemento nervoso
+motore, che trasmette ai muscoli le manifestazioni
+della sensitività, è il solo
+avvelenato; e per mancanza di quel tramite
+le manifestazioni sono impossibili.</p>
+
+<p>«Il prof. Dulcamara alzava le braccia
+in alto, giungeva le mani, crollava il
+capo co' suoi grandi gesti da meridionale,
+ed esclamava fuori di sè, andando su e
+giù per la stanza:</p>
+
+<p>«&mdash; Cosa mi tocca sentire! Cosa mi
+tocca sentire!</p>
+
+<p>«Furono le ultime parole che udii.
+L'apparecchio per la respirazione artificiale
+entrava appunto, quando cessai di
+vedere, udii ronzarmi negli orecchi dei
+suoni confusi, e m'avvidi, disperato, che
+morivo al momento in cui stavo per esser
+richiamato alla vita.»
+</p>
+
+<p class="pad2"><span class="pagenum">[69]</span>Conchiudendo queste parole, il professor
+Navaro respinse noi tutti, che lo
+stringevamo davvicino, e s'accostò alla
+tavola per versarsi un bicchierino di
+<i>cognac</i>. Ma noi lo seguimmo domandando:</p>
+
+<p> &mdash; Ma poi? Non è morto, professore,
+dacchè è qui a narrarlo. Dica, come finì?</p>
+
+<p> &mdash; Si può figurarselo, riprese con maggior
+calma, dopo aver bevuto. Dopo non
+so quanto tempo, apersi gli occhi, e mi
+vidi solo con Turiddo, che mi faceva
+respirare artificialmente. A quel primo
+segno di vita egli mise un grido di gioia
+e staccò il soffietto... Io ricaddi svenuto.
+Allora ricominciò, e dopo più d'un'ora
+potei muovermi e parlare. La sera stessa
+ero completamente guarito, e dopo alcuni
+giorni stavo anche meglio di prima.</p>
+
+<p> &mdash; Ma, caro Navaro, esclamò un professore
+<span class="pagenum">[70]</span>
+di filosofia: io non capisco nulla.
+È uno scherzo, un racconto di fantasia
+alla Poe che ci ha fatto? Come mai! Avvelenato,
+morto a mezzodì, e sano la
+sera?</p>
+
+<p> &mdash; Morto, no; lo sarei stato fra pochi
+minuti, e nessuno avrebbe sospettato
+mai che avevo vissuto fin allora: perchè
+il <i>curare</i> paralizza la circolazione come
+paralizza tutti i movimenti, perchè, come
+s'è detto, agisce sui nervi motori. Ma se
+colla respirazione artificiale si riesce in
+tempo a ravvivare la circolazione ed a
+mantenerla per un tempo sufficiente, il
+<i>curare</i> si elimina per le vie ordinarie e
+l'ammalato guarisce. L'importante degli
+esperimenti di Claude Bernard, fatti su
+molti animali e riferiti nel suo libro <i>La
+science experimentale</i>, sta appunto in questo,
+d'aver accertato che, per un dato
+periodo, prima che la paralisi dei polmoni
+<span class="pagenum">[71]</span>
+non abbia prodotta l'asfissia, quell'essere,
+che presenta tutti i sintomi della
+morte, vive e può essere salvato. Ma io
+credo d'essere il solo uomo che ha provato
+su sè stesso gli effetti di quello
+strano veleno senza esserne morto. Più
+volte mi venne l'idea di pubblicare una
+memoria su quel caso; ma mi ripugna
+di occuparmene.</p>
+
+<p> &mdash; E Rosario! quel gesuita di Rosario,
+domandammo noi, frementi d'indignazione.
+Non l'ha ucciso, professore? Non
+l'ha denunciato?</p>
+
+<p> &mdash; Sporsi querela contro di lui per omicidio.
+Ci fu un principio d'istruzione.
+Turiddo dichiarò d'avergli tenuto un
+lungo discorso sugli effetti del <i>curare</i>,
+e sulla possibilità di salvare chi ne fosse
+avvelenato; io deposi le parole che aveva
+dette a me quando giacevo come morto;
+ma egli negò tutto. Ho già detto che
+<span class="pagenum">[72]</span>
+aveva delle alte protezioni. D'altra parte
+il professor Dulcamara, che era rimasto
+molto umiliato dal trionfo di Turiddo
+sulla sua scienza, finì col persuadersi che
+quella era stata una commedia combinata
+fra Turiddo e me, e continuò a negare
+che un uomo veramente avvelenato
+col <i>curare</i> potesse riaversi. Conclusione:
+Non si fece luogo a procedere, e, circa
+un mese dopo, Turiddu ed io fummo
+invitati dalla polizia borbonica a lasciare
+la Sicilia, dove eravamo mal notati
+all'università di Messina, come imbevuti
+di idee liberali, e perturbatori dell'ordine.</p>
+
+<p>«Fu allora che venni in Piemonte, dove
+terminai gli studi a questa università di
+Torino, e, dopo varie vicende, finii, per
+tornarci col titolo di professore.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! è un'infamia che Rosario sia
+rimasto impunito! disse qualcuno. E non
+<span class="pagenum">[73]</span>
+ne seppe più nulla, professore? Non lo
+rivide più?</p>
+
+<p> &mdash; Lo rividi, rispose il professore un
+po' turbato. Lo rividi una volta sola...
+poco fa. Era la persona che mi domandava
+in salotto.</p>
+
+<p>A quella rivelazione sorse un grido
+d'orrore. Tutti ci alzammo, alcuni cercarono
+di correre all'uscio, come per
+far giustizia di quell'uomo. Ma il professore
+trattenendoli riprese:</p>
+
+<p> &mdash; Ora è molto lontano. Dacchè le
+cose sono mutate in Sicilia, è mutata
+anche la sua fortuna. È venuto qui povero,
+umile, malandato, a domandarmi
+cento lire per pagare il viaggio e
+tornare in paese.</p>
+
+<p> &mdash; E gliele ha date, professore? No?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, gliele ho date. Ho fatto come
+i miei vecchi; non ho respinto neppure
+il mio assassino il giorno di Natale.
+<span class="pagenum">[74]</span></p>
+
+<p>Poi con un sorriso che rimaneva sempre
+buono, soggiunse, come per iscusare
+la sua buona azione.</p>
+
+<p> &mdash; Dacchè ho ereditato il loro patrimonio,
+ed i loro nervi eccitabili, dovevo
+pure accettare anche i loro pregiudizi.
+E la parte passiva dell'eredità.</p>
+
+<hr />
+
+<h2><a name="SUOR_MARIA" id="SUOR_MARIA"></a>SUOR MARIA<br />
+<span class="small">RACCONTO DI NATALE</span></h2>
+
+<p><span class="pagenum">[77]</span></p>
+
+<h3>I.</h3>
+
+<p>Erano quattro anni che vivevano insieme
+il vecchio ed il fanciullo. La
+madre di Carlo era morta nel giorno stesso
+della sua nascita. Tre anni dopo, il padre,
+che lavorava da muratore, era caduto
+da un ponte e s'era ucciso. Il bimbo
+era rimasto col nonno paterno, il solo
+parente che avesse.</p>
+
+<p>Abitava una camera terrena fuori di
+porta Garibaldi.</p>
+
+<p>Andrea era nato contadino, e non sapeva
+adattarsi a vivere in città, ad un
+<span class="pagenum">[78]</span>
+piano alto, in una stanza chiusa; aveva
+bisogno del pian terreno che aprisse sul
+cortile, con qualche albero in vista, e
+l'aria aperta.</p>
+
+<p>La mattina uscivano assieme, e, dopo
+un breve tratto, si separavano. Carlo
+andava alla scuola; Andrea entrava in
+città e si recava all'officina.</p>
+
+<p>Non si rivedevano più fino alla sera.</p>
+
+<p>La giornata del nonno finiva assai più
+tardi della scuola, e Carlo era sempre
+il primo a tornare.</p>
+
+<p>Era un fanciullo un po' viziato dall'amore
+esclusivo del nonno, e non si trovava
+bene che con lui; cogli altri era
+selvatico; non entrava mai nelle case
+dei vicini, i quali, del resto, erano gente
+occupata e povera, che non badava a lui.</p>
+
+<p>Quelle ore d'aspettativa dopo la scuola
+le passava solo, in casa o nel cortile,
+baloccandosi come poteva.
+<span class="pagenum">[79]</span></p>
+
+<p>Poi giungeva il nonno col passo lento
+d'una persona stanca.</p>
+
+<p>Poteva aver sessant'anni al più; ma,
+passati al fuoco della fucina, maneggiando
+un martello che, ad ogni colpo, strappa
+un ruggito dal petto dell'operaio, sessant'anni
+contano molto, e sono quasi
+l'estremo limite della vecchiezza.</p>
+
+<p>Fin allora però Andrea resisteva bene
+alla fatica, e quando Carlo gli correva
+incontro nel cortile, e lo accompagnava
+in casa saltellandogli intorno e dicendogli
+che aveva fame, si rallegrava tutto,
+e non sentiva più la stanchezza.</p>
+
+<p>Preparava la minestra lentamente per
+lasciare al bambino l'illusione di aiutarlo
+colle sue manine inesperte; poi sedeva
+sullo scalino del focolare, si prendeva
+il bimbo fra le ginocchia, e, con
+un cucchiaio ciascuno, mangiavano nella
+medesima scodella.
+<span class="pagenum">[80]</span></p>
+
+<p>Era il momento più bello della loro
+giornata. Facevano a chi prendeva più
+cucchiaiate, ed il ragazzo rideva tanto
+di quel gioco, che s'imbrodolava tutto
+e comunicava al vecchio la sua ilarità.</p>
+
+<p>Carlo raccontava gloriosamente i progressi
+che faceva alla scuola.</p>
+
+<p> &mdash; Studio l'abaco. Sai quanto fanno
+due per due? E tre per tre?</p>
+
+<p>Poi faceva dei disegni per l'avvenire:</p>
+
+<p> &mdash; Farò il soldato di cavalleria, e ti
+condurrò a spasso a cavallo.</p>
+
+<p>Il nonno ascoltava quelle ciarle con
+compiacenza d'amore, senza badare al
+tempo che passava.</p>
+
+<p>Sovente il bambino gli si addormentava
+tra le braccia chiacchierando.</p>
+
+<p>Allora il vecchio operaio lo portava
+sul letto, lo svestiva pian piano con una
+delicatezza da donna per non risvegliarlo,
+poi fumava la sua pipa in silenzio,
+e si coricava senza più uscir di casa.
+<span class="pagenum">[81]</span></p>
+
+<p>Dacchè gli era toccata quell'eredità
+d'affetto, non aveva più messo piede in
+un'osteria; non aveva più fatto una partita
+alla morra. Si era isolato completamente
+nell'adorazione del suo figliolo.
+Vivevano l'uno per l'altro, si bastavano,
+si rendevano felici a vicenda.</p>
+
+<p>Sovente, nelle ore solitarie della sera,
+Andrea pensava all'avvenire, ai suoi sessant'anni
+vicini, all'infanzia acerba di
+quel fanciullo che gli dormiva accanto;
+e tremava, calcolando il poco tempo che
+gli rimaneva ancora da lavorare, e forse
+da vivere.</p>
+
+<p>E poi?</p>
+
+<p>Ma si sentiva forte, ed aveva un gran
+desiderio di resistere finchè il bimbo potesse
+aiutarsi da sè; e finiva sempre col
+dire: «Sarà quel che Dio vorrà.» E tirava
+innanzi, felice di quel grande affetto
+che gli ringiovaniva il cuore.
+<span class="pagenum">[82]</span></p>
+
+<h3>II.</h3>
+
+<p>Verso la metà di dicembre Carlo cominciò
+a non parlar più d'altro che del
+Natale. Andrea, tornando dal lavoro, lo
+vedeva far capolino dall'uscio socchiuso,
+col visino roseo pel freddo, cogli occhi
+lucenti dalla gioia.</p>
+
+<p>Aspettava il nonno, ansioso di parlare,
+e gli si precipitava incontro, cominciando
+a discorrere tutto ansimante prima
+d'essere a portata della voce.</p>
+
+<p> &mdash; I ragazzi della scuola mettono la
+scarpa sotto il focolare la notte di Natale,
+ed il Bambino scende giù dal camino
+tutto vestito d'oro, con un gran
+paniere d'oro pieno di strenne. Metteremo
+anche noi, nevvero, le scarpe sotto
+il focolare? Ma soltanto le mie, perchè
+ai nonni il Bambino non porta nulla.
+<span class="pagenum">[83]</span></p>
+
+<p>Da qualche giorno Andrea aveva tutte
+le membra infreddolite, e tossiva. Ma,
+alla vista del bimbo tutto vispo e contento,
+si rianimava, parlava anche lui
+della strenna di ceppo, per informarsi
+dei desiderii di Carlo ed appagarli poi;
+almeno nel limite del possibile, perchè
+l'immaginazione del fanciullo faceva certi
+voli da mettere in pensiero anche un
+nonno milionario.</p>
+
+<p>Sognava una carozzona con due cavalli
+vivi; una barca grande, da poterla
+metterla sul Naviglio ed andarci dentro...</p>
+
+<p>Però, quando il nonno, per condurlo
+ad idee più pratiche, gli parlava di cavallini
+di legno, di soldatini di piombo,
+il bimbo si esaltava ugualmente per quelle
+inezie come pei suoi grandiosi castelli
+in aria.</p>
+
+<p>Organizzavano il programma della
+loro festa di Natale, ed il pranzo, che il
+<span class="pagenum">[84]</span>
+fanciullo doveva combinare, per metterci
+tutte le cose che gli piacevano meglio.
+Ogni giorno pensava una nuova lista di
+piatti insensati, che il nonno approvava
+sempre.</p>
+
+<p>Ma l'infreddatura d'Andrea, invece di
+guarire, andava peggiorando, gli toglieva
+l'appetito ed il sonno, lo prostrava.
+Carlo non capiva gran cosa, ma soffriva
+di vedere il suo vecchio a quel modo,
+e di mangiar solo.</p>
+
+<p>Una sera era tornato dalla scuola eccitatissimo
+per le belle cose che aveva
+vedute nelle botteghe dei pasticcieri e dei
+salumai; era più chiacchierino del solito,
+e redigeva un <i>menu</i> di pranzo per Natale,
+in cui entravano un gran maiale
+intero con dei fiocchi rossi sul muso e sulla
+coda, un pasticcio fatto come il Duomo,
+e tutte le sontuosità che i bottegai mettono
+in mostra per tentare i ricchi.
+<span class="pagenum">[85]</span></p>
+
+<p>Andrea si dava da fare intorno alla
+pentola per nascondere le lacrime copiose
+che gli piovevano dagli occhi.</p>
+
+<p>Quel giorno appunto, aveva cominciato
+a sentire al fianco destro un dolore
+pungente, che era andato aumentando
+d'ora in ora.</p>
+
+<p>Si contorceva, si mordeva le labbra
+per non gridare; ma lo spasimo era tale
+che lo faceva piangere.</p>
+
+<p>Vi sono azioni eroiche, scritte nelle
+storie, che non hanno costate le sofferenze
+inaudite, i prodigi di coraggio, che
+costò ad Andrea la cucinatura di quella
+minestra.</p>
+
+<p>Sperava di resistere finchè il bambino
+si fosse addormentato. Ma quando
+si accostò alla tavola per versare il riso
+nella scodella, quello sforzo lieve gli
+strappò un grido di dolore.</p>
+
+<p>Carlo era già meravigliato del suo
+<span class="pagenum">[86]</span>
+silenzio, fu sbalordito addirittura da quel
+grido, e sopratutto dalle lacrime che
+gonfiavano gli occhi del vecchio.</p>
+
+<p>Non aveva mai visto piangere un adulto,
+rimase impaurito.</p>
+
+<p>Il nonno gli appariva così differente
+dal solito, ed il dolore ha sempre in sè
+qualche cosa di tanto solenne, che il
+fanciullo si sentì preso da una soggezione
+tutta nuova. Non osava parlare:
+guardava timidamente il suo vecchio
+compagno, e non gli reggeva l'anima
+di mettersi a mangiare.</p>
+
+<p>Finalmente il male si fece così violento
+che il pover'uomo si buttò attraverso il
+letto, gemendo:</p>
+
+<p> &mdash; Ah, non ne posso più. Chiama
+qualcuno.</p>
+
+<p>Carlo uscì tutto tremante ed andò a
+bussare all'uscio della stanza vicina. Fece
+un grande sforzo, per rivolgere la parola
+<span class="pagenum">[87]</span>
+a quella gente che gli metteva soggezione.</p>
+
+<p> &mdash; Il nonno sta male; piange.</p>
+
+<p> &mdash; Che cos'ha? domandò la Margherita.</p>
+
+<p>Ma Carlo era già scomparso.</p>
+
+<p>Ella corse nella stanza d'Andrea, gli
+rivolse due o tre domande, a cui il vecchio
+potè rispondere soltanto con un gemito,
+poi ordinò a suo marito d'andare
+in cerca del medico.</p>
+
+<p>Era una buona donna, ma ciarlona, e
+molto rozza. Mentre applicava dei pannicelli
+caldi alla parte indolorita dell'infermo,
+borbottava:</p>
+
+<p> &mdash; È in causa di quel ragazzo che vi
+siete maltrattato così. Vi logorate la
+vita per fargli fare il signore.</p>
+
+<p>E volgendosi a Carlo gli gridava:</p>
+
+<p> &mdash; Vedi? È per colpa tua che il nonno
+è malato. Purchè tu abbia da mangiare
+<span class="pagenum">[88]</span>
+e da bere, eh? E che il povero vecchio
+s'ammazzi al lavoro, non importa...</p>
+
+<p>Carlo si stizziva dell'ingiustizia di
+quei rimproveri. Non capiva che colpa
+avesse lui di quella malattia del vecchio.
+Ne era invece molto crucciato, e non
+aveva fatto nulla di cui il nonno avesse
+dovuto rimproverarlo. Cercava di connettere
+l'idea del suo mangiare e bere,
+coll'ammazzarsi dell'altro al lavoro; ma
+non gli riusciva. Guardò la sua minestra
+intatta, e disse come per giustificarsi:</p>
+
+<p> &mdash; Non ho neppure mangiato io.</p>
+
+<p> &mdash; Ecco, i ragazzi non pensano che a
+mangiare; ma c'è altro a fare ora, che
+dar da mangiare a te; ribattè la Margherita,
+prendendo quella scusa per una
+insinuazione.</p>
+
+<p>E tirò via a dire, che i bambini sono
+tutti egoisti: «e poi, che costrutto si
+<span class="pagenum">[89]</span>
+cava dai sacrifici che si fanno per loro?
+Dell'ingratitudine; appena mettono i primi
+peli al mento si guardano intorno a
+cercar moglie, ed i poveri vecchi...</p>
+
+<p>Era il caso d'un suo figliolo, che le
+aveva tolte le illusioni materne, ed essa
+lo rimproverava a tutti i ragazzi, ne faceva
+una regola sconsolante, per sfogare
+la sua pena in qualche modo.</p>
+
+<p>Il medico trovò che il male era grave;
+si trattava d'una pleurite acuta, ed era
+urgente di trasportare il malato all'ospedale
+la sera stessa.</p>
+
+<p>Quando Carlo vide sollevare di peso il
+suo nonno, e metterlo nella portantina,
+dopo quanto aveva detto la Margherita
+pensò che fosse una risoluzione sua di
+allontanare il vecchio da lui, e la accusò
+d'ingiustizia e di crudeltà.</p>
+
+<p>Quella notte, solo nel letto in cui aveva
+sempre dormito col suo vecchio parente,
+<span class="pagenum">[90]</span>
+ebbe dei sogni agitati. I vicini,
+dalla stanza accanto, lo udirono singhiozzare
+nel sonno, e la Margherita dichiarò
+che bisognava dargli sulla voce, perchè
+non avesse a far scene che finirebbero
+per farlo ammalare anche lui.</p>
+
+<p>Ed il mattino entrò presto a pigliarlo,
+lo tirò per forza in casa sua, mezzo vestito
+e mezzo da vestire, e lo buttò a
+sedere dinanzi ad una scodella di polenta.</p>
+
+<p>L'intenzione era benevola; ma Carlo
+era troppo bimbo per poterla indovinare
+sotto l'asprezza dei modi.</p>
+
+<p>Il nonno l'aveva abituato ad esser trattato
+con amore, ad essere considerato
+come un amico. Qualunque cosa egli
+avesse detta, era sempre ascoltata con
+deferenza.</p>
+
+<p>La noncuranza apparente della Margherita,
+la privazione di ogni carezza
+<span class="pagenum">[91]</span>
+gli riescivano dolorose come un maltrattamento;
+ed aggiunte al rancore profondo
+che le serbava per avergli portato
+via il nonno, gli rendevano uggiosa
+la compagnia di quella donna, ed insopportabile
+la vita presso di lei.</p>
+
+<p>Cominciavano appunto quel giorno le
+vacanze di Natale: non poteva neppure
+andar a scuola; non sapeva dove stare.
+Usciva dalla sua stanza nel cortile, poi
+rientrava e tornava ad uscire, muto, imbronciato,
+intrattabile.</p>
+
+<p>Ogni tanto piagnucolava:</p>
+
+<p> &mdash; Voglio andare dal nonno.</p>
+
+<p> &mdash; Ci si andrà domenica, gli rispose
+finalmente la Margherita, e profittò di
+quel discorso avviato, per tirar via a
+dirgli: che il nonno avrebbe dovuto viziarlo
+meno, ed insegnargli ad esser un
+po' più riconoscente verso i vicini di casa
+che gli facevano del bene...
+<span class="pagenum">[92]</span></p>
+
+<p> &mdash; Quand'è domenica? tornò a domandare
+il bimbo senza darle retta.</p>
+
+<p> &mdash; Doman l'altro.</p>
+
+<p>Carlo non aveva idea esatta del tempo;
+il giorno dopo appena svegliato disse:</p>
+
+<p> &mdash; È domenica?</p>
+
+<p> &mdash; No; t'ho detto doman l'altro. Se fosse
+stato oggi, avrei detto domani, rispose
+la Margherita con tuono cattedratico.</p>
+
+<p> &mdash; Quand'è doman l'altro? insistè Carlo.</p>
+
+<p> &mdash; Domani.</p>
+
+<p>Carlo passò un'altra giornata, triste,
+malcontento, capriccioso. Mangiò in silenzio,
+si lasciò sgridare senza rispondere,
+piagnucolò senza motivo; e la mattina
+seguente, prima che la Margherita
+entrasse nella sua camera, ne uscì vestito
+alla peggio, abbottonato a <a name="corr92" id="corr92"></a>sghembo,
+e disse colla fronte accigliata:</p>
+
+<p> &mdash; Oggi è doman l'altro: voglio andare
+dal nonno.
+<span class="pagenum">[93]</span></p>
+
+<p>Per tutta la strada camminò innanzi,
+voltandosi appena ad ogni cantonata come
+per domandare da che parte dovesse
+dirigersi, poi tirando via daccapo frettoloso
+e muto.</p>
+
+<p>Voleva essere il primo a rivedere il
+nonno; gli dava noia che la Margherita
+entrasse con lui; gli tardava di parlargli
+da solo, di sedergli sulle ginocchia,
+di dirgli tutto quello che aveva sul
+cuore.</p>
+
+<p>Si figurava di trovarlo in una bella
+stanza, sano ed allegro com'era stato
+sempre. Gli avevano detto che all'ospedale
+lo farebbero guarire, ed egli lo
+aveva creduto. Non s'era rassegnato che
+a quella condizione.</p>
+
+<p>Invece entrando, vide una corsia lunga
+lunga, con un altare in fondo come una
+chiesa, ed una sfilata di letti, quasi tutti
+occupati da figure macilente con un berretto
+<span class="pagenum">[94]</span>
+bianco; vide le monache con quella
+vestitura stravagante, che passavano,
+come ombre, di letto in letto, parlando
+piano, e fermandosi appena; udì quel
+rumore triste di tossi, di rantoli, di
+scodelle urtate, di lamenti, ripercosso
+dalle vôlte immense; ed ebbe paura.</p>
+
+<p>Si voltò severamente alla Margherita
+e le domandò: «Dov'è il nonno?» coll'accento
+che deve aver avuto il signore
+domandando a Caino: «Dov'è Abele?»</p>
+
+<p> &mdash; Numero trentanove, rispose tranquillamente
+la donna; ed accennò ai numeri
+sovrapposti ai letti.</p>
+
+<p> &mdash; È in letto? domandò Carlo stupito.</p>
+
+<p> &mdash; Sicuro; dove vuoi che sia?</p>
+
+<p> &mdash; Allora non l'hanno fatto guarire,
+avete detto la bugia, ribattè il bimbo più
+severo che mai.</p>
+
+<p>E, vinto il primo sgomento, s'affrettò
+innanzi solo per trovare il nonno da sè.
+</p>
+
+<h3>III.</h3>
+
+<p><span class="pagenum">[95]</span>Fu invece Andrea che vide lui, e pregò
+una suora, che aveva accanto, di chiamare
+il fanciullo.</p>
+
+<p> &mdash; Vieni; disse suor Maria facendosi
+incontro a Carlo, il tuo nonno è là. E
+gli porse la mano. Egli prese il giro un
+po' largo per iscansarla, e corse al letto
+indicato.</p>
+
+<p>Il vecchio fissava con passione su lui i
+suoi occhi tristi da moribondo, e susurrava: &mdash; Oh,
+Carlo! Oh, povero Carletto!</p>
+
+<p>Carlo, ammutolito da quella scena di
+dolore inaspettata, cercò d'aggrapparsi
+alle coperte per alzarsi un poco verso
+il nonno, ma non potè riescirvi. Guardò
+la suora che gli era venuta dietro. Era
+una donna matura, delicata ed invecchiata
+anzi tempo.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[96]</span>Carlo era avvezzo alle rughe. La vecchiaia
+d'Andrea era stata la sua protettrice,
+la sua compagna; s'era piegata
+alle sue voglie, aveva giocato con lui,
+l'aveva amato e reso felice. Ed egli amava
+i volti vecchi; gl'inspiravano confidenza.</p>
+
+<p>Diede una strappatina all'abito della
+monaca e le disse accennando al malato:</p>
+
+<p> &mdash; Non ci arrivo; è alto.</p>
+
+<p>Suor Maria lo sollevò tra le braccia,
+e si pose e sedere accanto al letto,
+tenendosi il fanciullo inginocchiato in
+grembo. Così Carlo si trovò volto a volto
+col vecchio, che sporse la mano scarna
+e gli accarezzò la guancia ed i capelli
+ripetendo:</p>
+
+<p> &mdash; Povero Carlo! Che il Signore abbia
+pietà di te povero figliolo!</p>
+
+<p>Carlo guardava cogli occhi sbarrati
+senza trovar nulla da dire.
+<span class="pagenum">[97]</span></p>
+
+<p>Gli entrava nel cuore un sentimento
+nuovo pel suo nonno. Gli pareva di dover
+fare il segno della croce davanti a
+lui, e parlare sommesso come in chiesa.
+Lo invadeva il primo senso di dolore, e
+gli dava un'aria smarrita.</p>
+
+<p>Stettero un pezzo in silenzio, uno accanto
+all'altro; poi la monaca, vedendo
+che non dicevano nulla e soffrivano, e che
+le ciarle della Margherita, a cui nessuno
+dava retta, stordivano il malato, volle
+abbreviare quella vista e disse a Carlo.</p>
+
+<p> &mdash; Via, dai un bacio al nonno, e poi
+vai a casa a pregare per lui, che possa
+guarir presto.</p>
+
+<p>Il vecchio sporse avidamente la faccia
+per ricevere quel bacio, ed il fanciullo
+se gli strinse accanto, nascose il volto
+sulla spalla di lui, e sfogò in un pianto
+convulso la passione dolorosa ed ignota
+che gli gonfiava il cuore.
+<span class="pagenum">[98]</span></p>
+
+<p>Suor Maria lo tolse di là, e tenendolo
+per mano, lo ricondusse fin in fondo
+alla corsia dicendogli delle parole carezzevoli
+e consolanti:</p>
+
+<p> &mdash; Il nonno sarebbe presto tornato
+a casa; Gesù Bambino l'avrebbe fatto
+guarire, per fargli passare un bel Natale
+col suo nipotino...</p>
+
+<p>Poi alla porta, mentre aspettava la
+Margherita, a cui il malato aveva accennato
+di voler parlare, si accoccolò, si
+strinse il bimbo tra le braccia, e lo baciò
+sulle due guancie.</p>
+
+<p>Erano i primi baci di donna su quel
+volto di fanciullo. Due ore prima, nella
+sua timidezza selvatica, egli se ne sarebbe
+scansato rozzamente. Ma, in quella
+disposizione d'animo penosa, nell'abbandono
+che lo impauriva, sentiva il bisogno
+di attaccarsi a qualcheduno, ed
+apprezzò tutta la dolcezza di quell'atto.
+<span class="pagenum">[99]</span></p>
+
+<p>Lungo la strada del ritorno, e nella
+lenta giornata solitaria, rammentò spesso
+quella monaca buona e desiderò d'averla
+accanto invece della Margherita.</p>
+
+<p>Questa descriveva diffusamente agli
+altri vicini del casamento la magrezza
+del povero Andrea, gli occhi infossati
+nell'orbita, il naso assottigliato, che, secondo
+lei, era un segno di malaugurio;
+e Carlo, al cui sguardo inesperto quei
+particolari erano sfuggiti, se ne risentiva
+internamente contro quella donna come
+se li cagionasse lei.</p>
+
+<p>E, tra per questo, tra pel confronto
+che faceva tra lei e suor Maria, sentiva
+farsi più forte l'antipatia che aveva risentita
+dapprincipio per la vicina. Tratto
+tratto domandava:</p>
+
+<p> &mdash; Quanti giorni mancano al Natale?</p>
+
+<p>Non era più la strenna, nè il pranzo,
+nè la festa che sospirava; era il ritorno
+<span class="pagenum">[100]</span>
+del nonno che la monaca gli aveva promesso,
+era il termine di quella esistenza
+che gli diveniva ogni giorno più uggiosa.</p>
+
+<p>Quando gli dissero: «mancano soltanto
+due giorni» provò una grande
+gioia.</p>
+
+<p>Gli pareva d'essere stato tanto a lungo
+solo in casa della Margherita, e quel
+tempo che si esprimeva con quelle brevi
+parole, <i>due giorni</i>, doveva essere così
+poco al paragone...</p>
+
+<p>Ma suor Maria gli aveva raccomandato
+di pregare pel nonno; e, con quel
+malumore che lo invadeva, egli non aveva
+pregato punto.</p>
+
+<p>Bisognava pensare a riparare quella
+mancanza che gli rimordeva la giovine
+coscienza.</p>
+
+<p>Quella notte sognò la chiesa, l'altare
+illuminato, i canti alti della benedizione;
+<span class="pagenum">[101]</span>
+e la mattina i vicini non lo trovarono
+più nel suo letto; la camera era deserta.</p>
+
+<p> &mdash; È un piccolo vagabondo, disse la
+Margherita. Sarà andato a giocare coi
+monelli. Quando avrà fame tornerà.</p>
+
+<p>In fondo ne era dispiacente ed inquieta:
+soltanto, invece di dimostrarlo
+con rimpianti, il suo carattere aspro si
+sfogava con rimproveri e male grazie.</p>
+
+<p>Passò l'ora della colazione, poi quella
+del pranzo; si fece buio, ed il fanciullo
+non si rivide.</p>
+
+<p>La Margherita e suo marito lo ricercarono
+per tutto il casamento, lungo la
+contrada; ne domandarono a tutti, lo
+aspettarono fino a tarda sera, poi lasciarono
+l'uscio della sua stanza aperto
+tutta la notte, ed un lume acceso, perchè
+potesse rientrare senza aver paura.</p>
+
+<p>Ma Carlo non rientrò.
+<span class="pagenum">[102]</span></p>
+
+<h3>IV.</h3>
+
+<p>La vigilia del Natale verso il mezzodì
+una carrozza si fermò all'ingresso del
+cortile.</p>
+
+<p> &mdash; È quel vagabondo di Carlo, disse
+la Margherita correndo fuori con premura.</p>
+
+<p>Ma tosto soggiunse, come per nascondere
+il sentimento buono che le
+faceva provare una vera consolazione
+pel ritorno del fanciullo:</p>
+
+<p> &mdash; Ecco, me lo riconducono. Il mal
+seme non si perde mai. E si compose
+un viso arcigno mentre si affrettava
+verso la carrozza.</p>
+
+<p>Ma ne discese soltanto una suora di
+carità.</p>
+
+<p>Invece di ricondurre il bimbo veniva
+a cercarlo.
+<span class="pagenum">[103]</span></p>
+
+<p>Andrea era in fin di vita, e desiderava
+vederlo prima di morire.</p>
+
+<p>La Margherita si senti mancar il cuore
+a quella notizia; e, nel malcontento della
+delusione provata, disse brutalmente:</p>
+
+<p> &mdash; A quest'ora, pensa al suo nonno
+come alle prime scarpette che ha portate.
+È fuggito ieri per andare a far il
+chiasso fuori, e non è più tornato nè per
+mangiare nè per dormire.</p>
+
+<p>E ricominciò a battere i dintorni in
+cerca del fanciullo, mentre la carrozza
+s'allontanava.</p>
+
+<p class="pad2">Suor Maria s'era fatta monaca a ventisette
+anni nello scoraggiamento d'un
+disinganno d'amore, che aveva troncati
+dei disegni d'avvenire lungamente vagheggiati.</p>
+
+<p>Oltre al dolore della delusione sofferta,
+aveva contribuito molto a farle prendere
+<span class="pagenum">[104]</span>
+quella risoluzione, l'idea di sfuggire
+ai commenti della gente, a cui s'era presentata
+per molti anni come fidanzata;
+e fors'anche una speranza segreta di
+commuovere l'amante infedele.</p>
+
+<p>Non per nulla aveva scelto l'ordine
+delle Suore di carità, dove i voti sono
+annuali.</p>
+
+<p>Ma quando, dopo meno d'un anno,
+ammogliandosi prosaicamente con una
+vedova ricca, quell'uomo tolse alla povera
+giovine l'ultima illusione, che mettendo
+un po' di poesia nel sacrifizio, l'aiutava
+a sopportarlo, ella ne sentì tutto
+il peso, e rimpianse amaramente le gioie
+dell'amore e della maternità alle quali
+aveva rinunciato.</p>
+
+<p>Era troppo dignitosa per uscire dal
+convento, <i>in cerca d'un altro sposo</i>, come
+non avrebbero mancato di dire i malevoli.
+<span class="pagenum">[105]</span></p>
+
+<p>Ma vi rimase senza passione e senza
+convinzione.</p>
+
+<p>Il bene, che faceva per vero sentimento
+di carità, avrebbe preferito farlo
+senza quella messa in iscena di regolamenti
+e di costume, e sopratutto senza
+quella privazione d'ogni affetto durevole,
+che la isolava e le assiderava il cuore.</p>
+
+<p>La sua anima appassionata prendeva
+a ben volere tutti gli infermi, tutti i trovatelli
+abbandonati.</p>
+
+<p>Poi, gli infermi che la morte risparmiava,
+se ne andavano, e non li rivedeva
+più.</p>
+
+<p>I trovatelli venivano reclamati dai parenti,
+da una nutrice, da un primo venuto,
+che ne aveva bisogno per farsi
+servire, ed essi pure se ne andavano, e
+non li rivedeva più. Tutti i suoi affetti
+erano troncati, e la monaca rimaneva
+sempre sola.
+<span class="pagenum">[106]</span></p>
+
+<p>Intanto gli anni passavano, ed a misura
+che cresceva in età, suor Maria
+trovava più gravosa quella vita di soggezione;
+anche la sua salute s'era alterata
+in quella reclusione continua, nell'aria
+malsana degli ospedali.</p>
+
+<p>Più volte i medici l'avevano consigliata
+a svestire l'abito religioso per tornare
+ad un'esistenza più confacente alla
+sua salute delicata.</p>
+
+<p>Suo padre, morendo, le aveva lasciata
+una rendita sufficiente pe' suoi bisogni.
+Allora era già lontano il tempo in cui si
+sarebbe potuto supporre che uscisse dal
+convento <i>per la smania di pigliar marito</i>.
+Non era più giovine, ed il mondo
+non si curava più di lei.</p>
+
+<p>Eppure d'anno in anno differiva quella
+risoluzione.</p>
+
+<p>Era una di quelle anime amorose, che
+hanno bisogno di vivere per qualcheduno,
+<span class="pagenum">[107]</span>
+di sacrificarsi. Vivere per sè stessa,
+le sembrava l'ultima espressione dell'egoismo,
+e, malgrado le esigenze della
+sua salute, se ne sarebbe vergognata.</p>
+
+<p> &mdash; Qui almeno sono utile a qualcheduno,
+pensava. Se proprio mi sentirò
+incapace di resistere, uscirò dal convento;
+ma finchè posso...</p>
+
+<p>Ed a forza di tirare innanzi, di girar
+gli ospedali, se n'era fatta un'abitudine,
+quasi una necessità; e sebbene non avesse
+rinunciato al disegno di rifarsi
+laica, nessuno ci credeva più; era piuttosto
+un'idea vaga, un sogno destinato
+a rimaner sempre sogno, per consolarla
+dell'aridità della sua vita reale.</p>
+
+<p>Aveva quarantacinque anni quando
+Carlo l'aveva conosciuta quella domenica.
+La mattina il medico le aveva detto:</p>
+
+<p> &mdash; Il numero trentanove va male; ne
+avrà per un paio di giorni al più.
+<span class="pagenum">[108]</span></p>
+
+<p>La monaca era corsa presso Andrea,
+e s'era commossa profondamente della
+desolazione che turbava le ultime ore di
+quel vecchio, al pensiero dell'abbandono
+in cui lasciava un bambino.</p>
+
+<p>Lei pure aveva aspettato con ansietà
+il fanciullo, e mentre l'aveva tenuto sulle
+ginocchia, e ne aveva sentito scotere le
+fragili membra nella convulsione del
+pianto, aveva pensato come il vecchio:</p>
+
+<p> &mdash; Cosa sarà di lui?</p>
+
+<p>Più tardi tornò, sola e pensosa, al
+letto del moribondo e gli susurrò dolcemente:</p>
+
+<p> &mdash; Quel bimbo è vostro nipote?</p>
+
+<p>Il vecchio chinò più volte il capo in
+atto di sconforto, come per dire:</p>
+
+<p> &mdash; Pur troppo!</p>
+
+<p> &mdash; Non ha nessun parente? domandò
+ancora la monaca.</p>
+
+<p> &mdash; Solo al mondo! sospirò l'infermo
+<span class="pagenum">[109]</span>
+con accento disperato; ed i suoi poveri
+occhi spenti si velarono di lagrime.</p>
+
+<p>Quel giorno Suor Maria fu impensierita
+e distratta.</p>
+
+<p>Più volte traversò la corsia senza
+scopo, e, nell'oratorio, invece di recitare
+le solite preghiere, rimase assorta in riflessioni
+profonde, e tratto tratto fu udita
+sospirare:</p>
+
+<p> &mdash; Sono quasi vecchia... Ma! Ma!
+Cosa fare?...</p>
+
+<p>Pensava al mondo cui aveva desiderato
+di tornare, e le pareva che fosse
+un deserto.</p>
+
+<p>Si hanno dei parenti, degli amici; ma
+col tempo i vecchi muoiono, i giovani si
+disperdono.</p>
+
+<p>Uno che tornasse dopo tanti anni sarebbe
+isolato...</p>
+
+<p>Guardava i pochi mobili della sua cella,
+il letto, il crocifisso, l'inginocchiatoio,
+<span class="pagenum">[110]</span>
+e si sentiva presa da una profonda tenerezza
+per quegli oggetti rozzi e logori.</p>
+
+<p>Un medico, attribuendo quell'eccitamento
+al suo malessere, la fermò mentre
+traversava la corsia, e le disse, toccando
+leggermente la sua larga cuffia
+insaldata:</p>
+
+<p> &mdash; Dovete risolvervi a lasciar la <i>cornetta</i>,
+Suor Maria, se volete star bene.</p>
+
+<p> &mdash; Oh se fosse per me sola, a questa
+ora non ci penserei più, sospirò la suora.
+Ma, cosa fare?</p>
+
+<p>Quando Andrea la fece chiamare, per
+pregarla di condurgli ancora una volta
+il bambino prima che morisse, Suor Maria
+rimase un pezzo immobile a guardare
+il moribondo, come combattuta fra due
+pensieri; poi si avviò lentamente senza
+rispondere.</p>
+
+<p>Ma dopo pochi passi si fermò, tornò
+risolutamente indietro, e disse:
+<span class="pagenum">[111]</span></p>
+
+<p> &mdash; Mettete l'anima in pace, pover'uomo;
+al vostro bimbo ci penserò io; uscirò
+dal convento, e lo terrò con me;
+siete contento?</p>
+
+<p>Andrea strinse le mani congiunte, come
+in atto di adorazione; poi, nell'impeto
+della riconoscenza, riuscì a piegare
+il capo verso la sponda del letto, dove
+la monaca posava una mano, e la baciò,
+lasciandola bagnata di lagrime.</p>
+
+<p>Suor Maria uscì subito in carrozza
+per condurre il fanciullo al suo vecchio
+parente; ma Carlo era fuggito, e quando
+la suora tornò all'ospedale con quella
+nuova disperante, Andrea era morto.</p>
+
+<p> &mdash; Meglio così! sospirò la monaca.
+Dio gli ha risparmiato l'ultimo dolore.</p>
+
+<p>Poi chiuse pietosamente gli occhi del
+morto, e gli coprì il volto col lenzuolo,
+pensando a quel bambino che errava
+abbandonato, con un gran cruccio sul
+cuore.
+</p>
+
+<h3>V.</h3>
+
+<p><span class="pagenum">[112]</span>Quella mattina che era uscito solo
+dalla sua casa, Carlo, dopo aver dette
+e ripetute nella chiesa parrocchiale tutte
+le preghiere che sapeva, s'avviò per la
+strada di Circonvallazione, ruminando i
+suoi rancori contro la Margherita.</p>
+
+<p>Se avesse potuto non tornar più in
+casa se non quando ci tornerebbe il
+nonno!</p>
+
+<p>Gli avevano detto la sera innanzi che
+mancavano due giorni a Natale. Si studiava
+di calcolare quanto poteva esserci
+di meno dopo quella notte trascorsa. Ad
+ogni modo poteva esser poco; e pensava:</p>
+
+<p> &mdash; Appena sarà Natale andrò all'ospedale
+a prendere il nonno. La monaca ha
+detto che il Bambino lo farà guarire.
+<span class="pagenum">[113]</span>
+Torneremo a casa insieme, faremo il
+nostro pranzo, e saremo contenti come
+prima.</p>
+
+<p>Ma intanto cominciava ad aver fame,
+e, malgrado la sua ostilità contro la
+Margherita, la buona scodella di polenta
+che doveva esserci sulla tavola a quell'ora,
+lo consigliava a tornare verso casa.</p>
+
+<p>Era appunto in quella perplessità,
+quando si sentì urtare, e riconobbe un
+suo compagno, che aveva frequentata la
+scuola in novembre, e poi era scomparso.</p>
+
+<p> &mdash; Perchè non vieni più a scuola? domandò
+Carlo.</p>
+
+<p> &mdash; Siamo andati ad abitare fuori di Porta
+Romana, e vado alle scuole di laggiù.</p>
+
+<p>Carlo gli narrò i casi suoi, ed il suo
+desiderio di non restituirsi a domicilio
+prima di Natale, per aspettare il nonno.</p>
+
+<p> &mdash; Non so dove stare intanto, concluse
+un po' scoraggiato.
+<span class="pagenum">[114]</span></p>
+
+<p> &mdash; Vieni a casa mia, propose ospitalmente
+il compagno. Mio padre lavora
+fuori di Milano, e torna a casa soltanto la
+sera del sabato. Domani sera verrà perchè
+è la vigilia di Natale; ma oggi non
+c'è.</p>
+
+<p> &mdash; E la tua mamma? domandò Carlo,
+a cui la Margherita aveva destato in
+cuore una grande paura delle massaie.</p>
+
+<p> &mdash; La mia mamma va a servire in
+città, e sta fuori anche lei tutto il giorno.</p>
+
+<p> &mdash; Ma io ho fame; osservò il piccolo
+fuggiasco impensierito.</p>
+
+<p> &mdash; Quando saremo a casa ti darò metà
+della mia colazione: poi giocheremo tutto
+il giorno, e vedremo passare il <i>tram</i>, e
+andremo alla Certosa di Chiaravalle,
+dove si sale sul campanile per una scaletta
+in aria, che fa paura, ed è facile
+cader giù...</p>
+
+<p>Carlo seguì il compagno, sedotto da
+<span class="pagenum">[115]</span>
+quella prospettiva; ed i fanciulli passarono
+delle buone ore insieme.</p>
+
+<p>Ma quando cominciò a farsi buio, si
+trovarono imbarazzati. La mamma stava
+per tornare, e pare che non fosse molto
+indulgente, perchè il suo figliolo si metteva
+in grave pensiero.</p>
+
+<p> &mdash; Se ti vede qui mi sgrida; diceva.</p>
+
+<p>D'altra parte Carlo, dopo essere stato
+assente tutta la giornata, si sentiva meno
+disposto che mai a riaffrontare solo la
+Margherita: e le strade buie gli mettevano
+paura.</p>
+
+<p>A lungo pensare, il suo ospite trovò
+un ripiego: in fondo al casamento c'era
+un piccolo fienile.</p>
+
+<p> &mdash; Dormirai nel fieno, disse a Carlo.
+È bello, sai! Ora ti rimpiatti lassù; ed
+appena avrò la mia minestra, salirò anch'io
+e mangeremo insieme. La mamma
+non s'accorgerà di nulla.
+<span class="pagenum">[116]</span></p>
+
+<p>La cosa andò benissimo. Carlo s'addormentò,
+o quasi, prima che il suo
+compagno lo lasciasse, e tirò via a dormire
+fino al mattino. L'altro, che si divertiva
+di quella novità d'aver un ospite,
+e che desiderava di farlo sgattaiolare
+prima che il padrone del fienile potesse
+scoprirlo e denunciarlo alla sua mamma,
+era già accanto all'amico quando questi
+si destò.</p>
+
+<p>Lo fece scendere subito, e traverso i
+campi, lo ricondusse sulla strada, dividendo
+con lui un pezzo di polenta fredda
+ed una cipolla, che sua madre gli aveva
+dato per colazione. Prima di lasciar Carlo,
+gli disse:</p>
+
+<p> &mdash; Vai sempre dritto: poi volta a destra
+e troverai l'ospedale. Oggi è la vigilia
+di Natale, ti lasceranno entrare.
+Dacchè il tuo nonno deve uscire domani,
+è segno che sta bene, e potrà anche venire
+con te questa sera.
+<span class="pagenum">[117]</span></p>
+
+<p>Carlo approvò quel facile accomodamento,
+e s'avviò col cuore leggero. Ma,
+appena ebbe passato il dazio, ricominciarono
+le difficoltà. Quando doveva voltare
+a destra? Alla prima contrada?
+Alla seconda?</p>
+
+<p>Per non sbagliare, voltò alla prima;
+prese i bastioni, ed arrivò fino a Porta
+Venezia. Ma non s'imbattè in nessuna
+costruzione che gli ricordasse l'ospedale.
+Allora entrò in città, e si diede a camminare
+di su, di giù, distraendosi a
+guardare le botteghe, poi ripigliando la
+sua strada, poi fermandosi di nuovo.</p>
+
+<p>Forse in quei lunghi giri e rigiri passò
+anche dinanzi all'ospedale; ma non lo
+riconobbe.</p>
+
+<p>Avrebbe voluto domandare a qualcuno
+dov'era, ma non osava, e camminava
+sempre, pensando che finirebbe
+per arrivarci.
+<span class="pagenum">[118]</span></p>
+
+<p>Nelle prime ore del pomeriggio si
+trovò in piazza Cavour, all'ingresso dei
+giardini pubblici. Andò fino al laghetto
+a vedere le anatre, poi più in giù alla
+grande gabbia degli uccelli, poi tornò
+indietro, e si fermò allo steccato, in cui
+s'aggiravano melanconicamente due cervi
+freddolosi.</p>
+
+<p>Addossati alle sbarre, parecchi bambini
+eleganti ben ravvoltolati nelle pelliccie,
+porgevano delle chicche ai cervi,
+mentre le bambinaie discorrevano coi
+loro conoscenti.</p>
+
+<p>Un bambinello tutto vestito di bianco,
+che si reggeva appena, non riesciva, per
+quanto allungasse il braccino minuscolo,
+ad attirare l'attenzione d'un cervo sul
+suo pezzo di chicca. Carlo aveva fame,
+prese pian piano dalla manina del bimbo
+quel dono trascurato dall'animale, e
+si pose a mangiarlo.
+<span class="pagenum">[119]</span></p>
+
+<p>L'infante rimase stupefatto a guardarlo
+coi ditini stesi nel suo guanto bianco;
+aperse la bocca come per piangere; poi
+gli venne un'idea più amena. Prese il resto
+della chicca che aveva nell'altra mano,
+e cominciò a mangiare anche lui, sorridendo
+a Carlo con aria d'intelligenza.</p>
+
+<p>Più tardi cominciò a cadere un nevischio
+gelido; scese la nebbia. Carlo aveva
+ripreso ad errare per le contrade,
+ma il freddo gli penetrava nelle ossa.</p>
+
+<p>Avvezzo dal nonno a tutte le agiatezze,
+quell'umidità che gli gelava i panni addosso,
+gli dava noia.</p>
+
+<p>Si trovava in piazza del Duomo. Pensò
+che quel giorno non aveva pregato, e
+che per questo non gli riusciva di trovar
+l'ospedale.</p>
+
+<p>Entrò in chiesa.</p>
+
+<p>Era un po' assonnato; non si rendeva
+ben conto di quanto farebbe dopo.
+<span class="pagenum">[120]</span></p>
+
+<p>S'andò a rannicchiare in un angolo
+buio, nell'ultima cappella a sinistra che
+era in riparazione. C'erano ponti da
+tutti i lati, travi, tele distese, materiali
+da lavoro. Ma in quell'ora i lavori erano
+sospesi, ed il fanciullo si trovò isolato
+nella massima tranquillità.</p>
+
+<p>L'atmosfera interna era tepida; regnava
+una penombra scura, ma, lungo
+le navate, un rumore incessante di passi,
+faceva sentire che c'era molta gente in
+chiesa, e rassicurava il bambino. Da
+lontano, nel coro, s'udiva un salmeggiare
+monotono che conciliava il sonno.</p>
+
+<p>Carlo, stanco, assiderato, non potè sostenere
+a lungo l'attenzione alla preghiera;
+chinò il capo verso la parete, e
+s'addormentò.</p>
+
+<p>Fu risvegliato molte ore dopo, da una
+molestia allo stomaco. Non era un dolore.
+Era uno stiramento, una nausea.
+Aveva fame.
+<span class="pagenum">[121]</span></p>
+
+<p>Chiamò due o tre volte il nonno; era
+il nome che gli veniva alle labbra ogni
+giorno al primo destarsi, dacchè sapeva
+parlare. Ma non udì la buona voce del vecchio,
+e si ricordò vagamente la sua
+storia dolorosa.</p>
+
+<p>Stese le braccia, e sentì che non era
+in letto. Si rizzò ingranchito, confuso;
+fece alcuni passi, ed urtò negli attrezzi
+degli operai che ingombravano la cappella.
+Non sapeva più dove fosse.</p>
+
+<p>Si pose a camminare a tentoni nell'oscurità,
+urtando ad ogni tratto, scansando
+un intoppo, impigliandosi in un
+altro; tremava tutto; piagnucolava, ancora
+istupidito dal sonno. Finalmente
+non incontrò più ostacoli, non trovò più
+appoggio da nessun lato, si sentì solo,
+smarrito, nelle tenebre infinite, nel silenzio
+pauroso.</p>
+
+<p>Atterrito cominciò a chiamare strillando;
+<span class="pagenum">[122]</span>
+e le vôlte immense ripeterono le
+sue grida con un suono cavernoso, che
+veniva da lontano, si ripercoteva, si frangeva,
+si prolungava, e moriva lentamente
+nel buio e nel silenzio di tomba.
+Allora la paura invase la mente del
+fanciullo come un delirio. Egli si pose
+a correre nell'oscurità, urlando, strillando,
+disperato, pazzo di terrore.</p>
+
+<h3>VI.</h3>
+
+<p>Suor Maria vegliava la notte di Natale
+al letto d'una donna malata.</p>
+
+<p>Nascondeva il volto fra le braccia incrociate,
+e piangeva sul suo abito grigio,
+pensando il Natale delle famiglie, le
+madri puerilmente occupate del segreto
+delle strenne, i bimbi giulivi intorno
+alle mense festive.</p>
+
+<p>Lei pure, dopo aver lottato contro la
+inerzia delle abitudini, ed aver vinto,
+<span class="pagenum">[123]</span>
+aveva sognato un momento il sorriso
+d'un fanciulletto, e la sua prima strenna
+di ceppo. E quella speranza era nata
+nel suo cuore in un impeto di carità
+per un vecchio moribondo.</p>
+
+<p>Ma pareva che una maledizione ingiusta
+la condannasse a vivere solitaria
+e senza affetti; anche la buona azione
+era rimasta infeconda, per non procurarle
+una gioia. Ed il vecchio era morto
+solo; ed il bimbo errava solo nelle gelide
+notti d'inverno; e la suora generosa
+e buona, era sola fra due letti d'ospedale.</p>
+
+<p>Fu tolta a quelle meditazioni da una
+infermiera che veniva a chiamarla. Si
+asciugò gli occhi, ricompose le pieghe
+rigide del suo grembiule da monaca e
+s'affrettò dietro la donna.</p>
+
+<p>Una brigata di giovinotti entrando in
+Duomo per la messa della mezzanotte,
+<span class="pagenum">[124]</span>
+avevano trovato un bambino svenuto e
+lo avevano trasportato all'ospedale.</p>
+
+<p>Per la prima volta, nella sua lunga
+pratica d'infermiera, suor Maria dimenticò
+la malata affidata alle sue cure, e
+la notte passò senza ch'ella ricomparisse
+nella corsia.</p>
+
+<p>La mattina di Natale, traverso l'uscio
+della sua cella, s'udiva uno strano <a name="corr124" id="corr124"></a>rumore
+come il ruzzolare di carrozzelle
+di legno sul pavimento, ed il cinguettìo
+d'una voce infantile.</p>
+
+<p>Più tardi, all'ora del pranzo, la monaca
+non scese in refettorio; e la suora
+conversa che le recava i piatti dalla cucina,
+la trovò seduta ad una piccola mensa
+allegramente ornata di chicche e di
+arance, ed apparecchiata per due.</p>
+
+<p>Carlo sedeva in faccia a suor Maria,
+rispondendo amichevolmente alle sue domande,
+ingrossando la voce per narrarle
+<span class="pagenum">[125]</span>
+il terribile fatto della sua reclusione in
+Duomo, interrogando a sua volta circa
+una certa casetta bianca con un giardinetto
+verde, dove la monaca gli diceva
+che dovevano recarsi presto, ad abitare
+insieme.</p>
+
+<p>Tratto tratto la campana dell'ospedale
+riprendeva a sonare a morto, e la suora
+rabbrividiva.</p>
+
+<p>Poi s'udì lontan lontano il fischio acuto
+della locomotiva sibilare fra i rintocchi
+lenti della campana.</p>
+
+<p>Il bambino alzò il dito, come per accennare
+quel suono ben noto, che gli
+richiamava tante storie e promesse serene
+di viaggi, e susurrò cogli occhi
+scintillanti e la bocchina aperta al sorriso.</p>
+
+<p> &mdash; È il nonno che torna!</p>
+
+<p> &mdash; No; è il nonno che parte: rispose
+gravemente la suora che conosceva la
+campana.
+<span class="pagenum">[126]</span></p>
+
+<p> &mdash; Va in quel sito lontano dove lo
+fanno guarire? disse un po' meno lieto
+il fanciullo.</p>
+
+<p> &mdash; Sì; in quel sito lontano dove starà
+sempre bene.</p>
+
+<p> &mdash; Quando tornerà? domandò Carlo.</p>
+
+<p> &mdash; Non tornerà: andremo noi a raggiungerlo.</p>
+
+<p>Il bambino contento di quella promessa,
+stese le braccia verso la suora
+che lo prese in grembo; poi ricominciò
+le sue chiacchierine sconclusionate, con
+certe note acute, certe risate argentine,
+che echeggiavano stranamente fra le
+muraglie nude della cella. E suor Maria,
+abbracciandolo stretto, benediva il cielo
+che, per una vita di carità, le aveva
+concesso un amore; e pensando all'avvenire
+non si sentiva più sola.</p>
+
+<hr />
+
+<h2><a name="SILENZI_DAMORE" id="SILENZI_DAMORE"></a>SILENZI D'AMORE.</h2>
+
+<p><span class="pagenum">[129]</span>
+Lui si chiamava Fausto; aveva poco
+più di trentacinque anni, ed era artista
+di canto; tenore.</p>
+
+<p>Lei era una di quelle signore eleganti
+di cui si dice sempre il casato ed il titolo,
+e si possono frequentare un mese
+senza saperne il nome.</p>
+
+<p>Non si conoscevano. Fausto era stato
+a Pegli, dove un'altra dama di Milano
+gli aveva dato una lettera di presentazione
+per la contessa Floralio di Santigliano,
+che doveva trovare a Recoaro.</p>
+
+<p> &mdash; Una donnina elegante, spiritosa,
+simpatica; una giovine vedova.
+<span class="pagenum">[130]</span></p>
+
+<p>Fausto aveva incontrati a Recoaro
+molti conoscenti: aveva domandato della
+contessa:</p>
+
+<p> &mdash; Aveva realmente le <a name="corr130" id="corr130"></a>attrattive che
+gli avevano detto?</p>
+
+<p> &mdash; Sì; Ma aveva delle timidezze da
+provinciale. Non osava stare all'albergo.
+Aveva preso alloggio da una famiglia
+ammodo; una mamma grassa e tre giovinette
+magre che si tirava sempre dietro
+come un'aureola di onestà.</p>
+
+<p>Fausto rimise nel portafogli la lettera
+di presentazione.</p>
+
+<p>Colla sua bella e florida gioventù, col
+suo carattere leale, il suo spirito sereno,
+il suo gran nome, e la fortuna che gli
+sorrideva, non aveva che a presentarsi
+per incontrare delle simpatie, non gli
+occorrevano lettere.</p>
+
+<p>Da due, tre, dieci persone, la contessa
+s'intese dire che era arrivato Fausto, il
+<span class="pagenum">[131]</span>
+più celebre dei tenori viventi, che cantava
+una sola stagione dell'anno al Covent-Garden
+o a Pietroburgo, ed in due
+mesi di trionfi e di gloria, si faceva una
+rendita da principe. Tutta Recoaro era
+agitata dalla speranza di udirlo.</p>
+
+<p> &mdash; Canterebbe?</p>
+
+<p>In società no. Era noto che non lo
+faceva mai. Ma se si fosse combinato il
+solito concerto a beneficio?...</p>
+
+<p>Poi l'amica di Milano scrisse alla contessa:</p>
+
+<p>«Come aveva trovato il suo raccomandato?
+Simpatico vero? Si vedevano
+spesso? Le faceva la corte?»</p>
+
+<p>La contessa si meravigliò che non
+fosse comparso: se ne meravigliò al casino,
+se ne meravigliò alla fonte:</p>
+
+<p> &mdash; Ma questo signore è un orso!</p>
+
+<p>Fausto lo seppe, e, martire della cortesia,
+si mise i guanti e fece la visita.
+<span class="pagenum">[132]</span></p>
+
+<p>Fu introdotto in uno di quei salotti
+borghesi che stanno sempre chiusi perchè
+il sole non abbia a sciupare i mobili,
+e di cui la serva apre le imposte
+quando ha fatto entrare un visitatore, lo
+abbaglia col riflesso del sollione che
+batte sul muro bianco di facciata, poi si
+volta, vede che si copre gli occhi colle
+mani, torna a chiudere un po' più, un
+po' meno, e lo fa assistere ad una serie
+d'effetti di luce, pittorici forse, ma punto
+comodi.</p>
+
+<p>Fausto si guardò intorno, e fece una
+smorfia. Era un salotto freddo ed inospitale,
+senza il posto della signora, il
+suo angolo, la sua nicchia dove un amico
+può sederle accanto, presso il
+suo tavolino, e i suoi lavori, i suoi libri,
+i suoi giornali, i suoi albums e discorrere
+intimamente, sfogliando di quà,
+guardando di là, sgomitolando un filo
+<span class="pagenum">[133]</span>
+di seta, disegnando un profilo colla matita,
+leggicchiando un'epigrafe, commentando,
+saltando di palo in frasca, mentre
+la signora continua a stare al suo posto
+a fare quello che stava facendo, senza
+aver l'aria d'essere là per riceverlo, di
+perdere il suo tempo per lui.</p>
+
+<p>Era il salotto pretenzioso ed ingenuo
+delle famiglie che ricevono poco, e, per
+conseguenza, non sanno ricevere.</p>
+
+<p>Un divano contro una parete, le poltrone
+in giro ed una tavola in mezzo su
+cui la vanità del proprietario mette in
+mostra tutti quegli oggetti, che la sua
+modestia considera troppo belli per farli
+servire al loro scopo.</p>
+
+<p>Tazze in cui nessuno ha mai bevuto;
+servizi da thè e da caffè vergini d'ogni
+contatto colle bibite suddette; calamai
+che non conoscono neppur di vista l'inchiostro;
+e poi, fiori artificiali, uccelli
+<span class="pagenum">[134]</span>
+imbalsamati ed i ricami più o meno scoloriti
+delle signorine di casa; e su tutte
+le spalliere dei mobili quadrati e dischi
+all'uncinetto per difendere la stoffa dal
+contatto dei visitatori.</p>
+
+<p>La contessa entrò, salutò in piedi, sedette
+a disagio sul divano, colle mani
+in mano, impacciata di trovarsi là fuor
+di posto, con quell'aria di ricevimento
+che sembra misurare il tempo alle visite.</p>
+
+<p>Fausto, che era avvezzo ad essere ricevuto
+fra gli intimi delle belle signore,
+rimase stonato anche lui.</p>
+
+<p>Fecero i discorsi di circostanza:</p>
+
+<p> &mdash; È da parecchio, che è giunto a Recoaro?</p>
+
+<p>Poi un'occhiatina alla data della lettera
+che lo presentava, ed un sorriso
+dissimulato con ostentazione, ma senza
+osare di parlarne.
+<span class="pagenum">[135]</span></p>
+
+<p> &mdash; E le acque le fanno bene? Io ne
+bevo tanti bicchieri, e lei? È poco. È
+troppo. Quanto tempo si aspetta alla
+fonte!...</p>
+
+<p>Una conversazione da far dormire in
+piedi. La contessa cercò di metterci qua
+e là qualche parola spiritosa. Ma non si
+sentiva a suo agio, ed a Fausto fecero
+l'effetto d'una guarnizione di tartufi e
+d'un bicchiere di bordeaux introdotti
+improvvisamente nel <i>menu</i> di un pranzo
+casalingo. Non erano in armonia con
+tutto il resto, stonavano.</p>
+
+<p>Uscì col fermo proposito di non ripetere
+la visita che alla vigilia della partenza,
+nutrendo speranza di non trovare
+in casa la signora, e di potersela cavare
+col laconico <i>p. p. c.</i>, in margine di una
+carta da visita.</p>
+
+<p>Ma, per quanto la speranza sia economica
+a nutrirsi, quella di Fausto non
+potè vivere a lungo.
+<span class="pagenum">[136]</span></p>
+
+<p>Il giorno seguente incontrò la contessa
+alla fonte.</p>
+
+<p>Era appoggiata colle spalle ad un albero,
+aspettando il suo turno per andare
+a bere.</p>
+
+<p>Aveva intorno le solite signorine magre
+ed alcuni uomini.</p>
+
+<p>Là in piedi, con quell'albero per tutto
+mobiglio, si trovava assai meno a disagio
+che nel salotto borghese.</p>
+
+<p>Appena Fausto le si fece incontro, gli
+stese la mano mettendo un «Buon giorno»
+tra due virgole del discorso, e continuò
+a parlare:</p>
+
+<p> &mdash; Senza dubbio, ha sapore d'inchiostro,
+ma mi ci sono avvezza. Non fosse
+altro, a forza di dirlo; è la quarta volta
+che lo ripeto stamane.</p>
+
+<p> &mdash; Lo ripeta anche a me, disse Fausto.</p>
+
+<p> &mdash; Parlava dell'acqua?...</p>
+
+<p> &mdash; Sfido! Dell'acqua, del sapore d'inchiostro,
+<span class="pagenum">[137]</span>
+della maggiore o minore ripugnanza
+che ci si ha... Qui si parla a
+rime obbligate.</p>
+
+<p> &mdash; Ma le signore di spirito sapranno
+introdurvi qualche variante, ribattè Fausto
+coll'intenzione di fare un complimento.</p>
+
+<p> &mdash; È una rima obbligata anche il fare dei
+madrigali alle signore, disse la contessa.</p>
+
+<p> &mdash; Ed il presentarli anche quando non
+sono riesciti nevvero? soggiunse tutto
+umiliato il povero Fausto, che avrebbe
+voluto ritirare il suo.</p>
+
+<p> &mdash; Come vede... rispose la contessa
+accennando a lui.</p>
+
+<p>Ma lo disse ridendo per togliere l'amarezza
+a quell'ironia. Poi troncò lì
+quel discorso, presentò Fausto alle signorine
+Asting, agli altri conoscenti, e
+s'avviò per cercare il suo bicchiere.</p>
+
+<p>Era davvero elegante, ben fatta; vestita
+<span class="pagenum">[138]</span>
+bene; era giovine, allegra, cordialissima,
+entrava subito in confidenza.
+Era una di quelle signore, colle quali
+gli uomini stanno volentieri in compagnia,
+perchè sanno discorrere, tolgono
+di mezzo la soggezione senza mai perdere
+la loro dignità di contegno, e non
+annoiano mai; una di quelle donne di
+cui le altre dicono:</p>
+
+<p> &mdash; Non si capisce che cosa ci trovino
+gli uomini di attraente. Non è bella.</p>
+
+<p> &mdash; Non era al casino ieri sera? domandò
+Fausto.</p>
+
+<p>E vedendo che la contessa lo guardava
+ridendo, soggiunse:</p>
+
+<p> &mdash; È anche questa una rima obbligata?</p>
+
+<p> &mdash; Ed anche questa è la quarta volta
+che si ripete, perchè lei è il quarto conoscente
+che incontro. No, al casino non
+c'ero. La signora Asting non ci andava,
+e non mi trova abbastanza vecchia per
+<span class="pagenum">[139]</span>
+affidarmi le sue figlie. Non potevo andarci
+sola.</p>
+
+<p> &mdash; Se potessi offrirmi di venire a
+prenderla io... disse Fausto.</p>
+
+<p> &mdash; Sarebbe proprio il caso di dire:
+<i>meglio sola che male accompagnata</i>.</p>
+
+<p> &mdash; Lei almeno non ci pensa affatto a
+fare dei madrigali.</p>
+
+<p> &mdash; Ma li faccio senza pensarci.</p>
+
+<p> &mdash; Dicendomi che con me sarebbe
+male accompagnata?...</p>
+
+<p> &mdash; Se fosse vecchio e brutto, non
+glielo direi.</p>
+
+<p> &mdash; Allora vorrei essere vecchio e
+brutto.</p>
+
+<p>La Contessa lo guardò ridendo, ma
+non rispose. Si vedeva però che aveva
+qualche cosa da dire, e Fausto glielo domandò:</p>
+
+<p> &mdash; Perchè ride? Pensa qualche cosa
+di male sul conto mio?
+<span class="pagenum">[140]</span></p>
+
+<p> &mdash; Sì. Penso che è un po' volubile.</p>
+
+<p> &mdash; Può darsi, rispose Fausto.</p>
+
+<p>Poi accorgendosi che aveva detto una
+fatuità, soggiunse:</p>
+
+<p> &mdash; Non voglio contraddirla. Ma da che
+lo argomenta?</p>
+
+<p> &mdash; Fino a ieri s'è tenuto in tasca una
+lettera a maturar la data, per evitare di
+vedermi; ed oggi vorrebbe essere vecchio
+e brutto per accompagnarmi.</p>
+
+<p> &mdash; Fino a ieri non la conoscevo.</p>
+
+<p>Fausto sarebbe andato lontano su
+quella via, ma lei si limitò ad inchinarsi
+ridendo al suo complimento, e parlò di
+altro.</p>
+
+<p>Non insisteva mai sui discorsi, quando
+cominciavano a prendere una piega galante;
+li lasciava cadere, salvo ad intavolarne
+altri che seguiva fino allo stesso
+punto, per piantarli lì daccapo. È un
+gioco che piace molto alle belle donnine;
+<span class="pagenum">[141]</span>
+un gioco pericoloso. È come quella
+mezza ebbrezza che procura l'oppio,
+quell'esaltamento lieve che si attinge in
+un bicchiere di Sciampagna, un'ebbrezza,
+un esaltamento innocenti, ma terribilmente
+arrischiati. Un altro bicchiere di
+Sciampagna, un grano d'oppio di più,
+possono trascinare all'ubbriachezza e magari
+alla morte. Vi sono tante esistenze
+oneste che pericolano a questo gioco.</p>
+
+<p>La sera, Fausto e la Contessa si rividero
+al passeggio, l'indomani alla fonte,
+e così via, come accade sempre alle acque
+ed ai bagni. Si fa vita insieme e si
+è presto amici.</p>
+
+<p>Erano sempre contenti di ritrovarsi,
+si mettevano subito in allegria. Ma non
+erano mai soli. La Contessa giungeva
+inevitabilmente accompagnata dalle signorine
+Asting, e la conversazione era
+generale.
+<span class="pagenum">[142]</span></p>
+
+<p>Fausto s'andava ogni giorno innamorando
+un po' di più della Contessa, e lei
+sentiva crescere in modo inquietante la
+sua simpatia per lui.</p>
+
+<p>Ma non si conoscevano abbastanza per
+abbandonarsi ad una fiducia che poteva
+essere ingannevole. Stavano in guardia
+tutti e due.</p>
+
+<p>Fausto insinuava, quando poteva farlo,
+qualche parola tra scherzosa e seria, che
+turbava la Contessa: qualche volta era
+lei che la provocava ed era lui che si
+turbava.</p>
+
+<p>Ma ogni volta che stava per affermare
+a sè stesso: «Sì, è innamorata di me»
+si ricordava le notizie che gli avevano
+date della Contessa al suo arrivo a Recoaro: &mdash; «gentile,
+cordiale con tutti socievolissima,
+brillante, ma buona madre
+di famiglia ed onesta.»</p>
+
+<p>Quanto a lei, vedeva quelle esitazioni,
+<span class="pagenum">[143]</span>
+capiva che la sua onestà lo scoraggiava,
+e ci aveva rabbia.</p>
+
+<p>Avrebbe voluto che fosse stato certo
+alla prima che non c'era nessuna speranza
+clandestina da fondare su di lei
+ma che l'amasse ugualmente. Non era
+libera? Non erano liberi tutti e due?
+L'idea che quel sentimento che l'agitava
+tutta non trovasse altro riscontro nel
+cuore di lui fuorchè la speranza ignobile
+d'un'avventura galante, l'offendeva.</p>
+
+<p>Qualche volta si mostrava scettica per
+strappargli ogni illusione, e pensava:</p>
+
+<p>«Meglio che disperi e non mi ami,
+che amarmi a quel modo.»</p>
+
+<p>Un giorno che le signorine Asting
+parlavano di due innamorati da <i>fatto diverso</i>,
+disse:</p>
+
+<p> &mdash; Se avessero preso del chinino, questa
+catastrofe non sarebbe accaduta. Il
+chinino è un calmante eccellente pei
+<span class="pagenum">[144]</span>
+nervi; e l'amore non è che una malattia
+nervosa.</p>
+
+<p>Pare che lei ne faccia uso del chinino,
+disse Fausto. Ne ha studiato molto gli
+effetti.</p>
+
+<p>Glielo disse a mezza voce perchè gli
+altri non udissero, irritato da quella negazione
+fredda che lo scoraggiava.</p>
+
+<p>Ma a lei quella parola sommessa, sussurrata
+come una confidenza fece l'effetto
+d'una carezza, malgrado l'insolenza
+che racchiudeva. S'indispettiva di non risentirsi
+di quell'insolenza, ma non si risentiva.</p>
+
+<p>Tutto il giorno, tutta la sera, ripensò
+quella voce bassa, quella frase mormorata
+per lei sola, quell'atto intimo di parlarle
+piano. Le pareva che l'indomani
+e tutti i giorni dovesse sempre parlarle
+così.</p>
+
+<p>Scrisse una lunga lettera a' suoi due
+<span class="pagenum">[145]</span>
+figli; una lettera di madre appassionata:</p>
+
+<p>«Non aveva sulla terra altri affetti
+che loro due, s'era votata ad una vedovanza
+perpetua per non defraudarli d'una
+parte della sua tenerezza.</p>
+
+<p>«Era impaziente di vedere la fine di
+quel mese, per andarli a prendere al
+collegio, e portarli con sè in villa, e vivere
+tutto l'autunno in famiglia. Le era
+penoso starsene sola a quel modo. Alle
+acque s'annoiava... s'annoiava...»</p>
+
+<p>Voleva persuaderlo a sè stessa; ma
+invece alle acque ci aveva un interessamento
+troppo vivo. Aspettava con impazienza
+il mattino per andare alla fonte,
+e se per caso ne tornava senza una parola
+che l'avesse agitata, era triste.</p>
+
+<p>E le accadeva sovente. Fausto s'annoiava
+di quella tutela che lei aveva
+sempre intorno. Gli pareva un'ostentazione
+di diffidenza, e si metteva in diffidenza
+anche lui.
+<span class="pagenum">[146]</span></p>
+
+<p>La contessa invece avrebbe voluto
+svincolarsi da quelle soggezioni, ma era
+timida, non osava più.</p>
+
+<p>Prima era andata parecchie volte alla
+fonte sola: ma, dacchè conosceva Fausto,
+le sarebbe sembrato di andare a cercarlo;
+si sarebbe vergognata di lui più che
+degli altri; e si circondava più che mai.</p>
+
+<p>Avevano tutti e due uno strano modo
+di parlare fissandosi gli occhi negli occhi
+con un'intensità che pareva fatta per
+accompagnare dei discorsi appassionati.
+Invece sovente dicevano:</p>
+
+<p>«Guardi quel cappellino. Sa chi è
+quella signora? Oggi le signore Asting
+sono più eleganti del solito» e simili
+sciocchezze.</p>
+
+<p>E poi, in mancanza di parole affettuose
+da ricordare, ricordavano gli sguardi;
+quell'occhio largo, intento, profondo, ritornava
+con insistenza alla loro mente
+<span class="pagenum">[147]</span>
+nelle ore solitarie e lente della lontananza,
+esaltava la fantasia innamorata,
+che ne riscaldava, coll'intensità del desiderio,
+la muta eloquenza.</p>
+
+<p>Un giorno qualcuno propose una gita
+sui somarelli; Fausto mise un grande
+impegno nel combinarla, se ne <a name="corr147" id="corr147"></a>entusiasmò
+addirittura. Gli pareva che la campagna,
+l'allegria della circostanza, gli
+avrebbero fornita l'occasione di isolarsi
+colla contessa un po' a lungo, di parlare
+con calma, senza soggezione.</p>
+
+<p>Non aveva il proposito di precipitarsi
+a' suoi piedi come faceva nei melodrammi
+nella sua qualità di tenore. Anzi, appunto
+perchè era un cantante, s'impuntiva
+a non far nulla di melodrammatico,
+e per evitare ogni atteggiamento teatrale,
+si mostrava prosaico fino all'affettazione.
+Ma nella sua anima d'artista
+sentiva potentemente la poesia della vita.
+<span class="pagenum">[148]</span></p>
+
+<p>Quella donna vedova, indipendente che
+vedeva ogni giorno senza poter mai
+svincolarla dalle soggezioni da giovinetta
+di cui s'era circondata, quei discorsi
+nervosi in cui apparivano lampi
+di passione, e che, subito dopo, una nota
+di scetticismo o di puritanismo smentiva,
+gli avevano messa la febbre nel
+cuore.</p>
+
+<p>Era risoluto a parlare, ad uscire da
+quell'incertezza ad ogni costo, a costo di
+fare una dichiarazione d'amore sul dorso
+di un asino.</p>
+
+<p>Appunto in quel giorno il seguito della
+Contessa era al gran completo.</p>
+
+<p>Oltre alla signora Asting, le figlie, i
+conoscenti soliti, c'era un giovine di
+Milano arrivato allora, che le portava
+una grande provvista di novità, e le faceva
+la corte anche lui.</p>
+
+<p>Fausto non era geloso, e la Contessa
+<span class="pagenum">[149]</span>
+neppure. Avevano troppo spirito per
+questo. Ma tutti i terzi che s'intromettevano
+fra loro li irritavano; d'altra parte,
+avevano abbastanza pratica di società
+per saper pigliare le cose con disinvoltura,
+e nascondere il loro malcontento.</p>
+
+<p>Ma nascondendolo agli altri, se lo nascondevano
+anche a vicenda, e ciascuno
+interpretava come indifferenza la rassegnazione
+dell'altro, e si scoraggiava, e
+ci metteva della dignità a dissimulare ed
+a vincere un sentimento che non credeva
+più corrisposto.</p>
+
+<p>Così non cercarono più di isolarsi.</p>
+
+<p>Lui andò a far la corte alle altre signore,
+e lei si lasciò far la corte dagli
+altri giovinotti.</p>
+
+<p>Soltanto tratto tratto si mandavano
+una parola al volo, si guardavano da
+lontano, ed erano sempre quelle occhiate
+profonde, intime, amorose che suscitavano
+<span class="pagenum">[150]</span>
+una tempesta nel cuore di tutti
+e due.</p>
+
+<p>Mentre mangiavano seduti in un prato,
+Fausto udì la Contessa discorrere col giovine
+milanese di una sua idea paradossale
+di andare in Terra Santa colla società
+della <i>Propaganda Fide</i>.</p>
+
+<p>Era smaniosa di vedere quei luoghi
+pittoreschi tutti idealizzati dalla poesia
+del cristianesimo...</p>
+
+<p>«&mdash; E non c'era obbligo di far propaganda,
+nè di associarsi a tutte le preghiere
+ed ai digiuni.» Ciascuno era libero
+di agire come gli consigliava la
+sua coscienza; onestamente, ben inteso.
+Si pagavano mille lire e si era provveduti
+di tutto per sei mesi; viaggio, carovane,
+guide per essere accompagnati
+nei luoghi pericolosi; era anche un'economia...</p>
+
+<p> &mdash; Quando partiamo? disse Fausto.
+<span class="pagenum">[151]</span></p>
+
+<p> &mdash; Ma che! Lei crede di trovare sul
+Golgota codeste fette di <i>roast-beef</i>? rispose
+la Contessa.</p>
+
+<p>Aveva sentita una scossa al cuore a
+quella parola, colla quale pareva che
+Fausto volesse dirle che si credeva unito
+a lei, che le apparteneva già tanto, da
+associarsi ad ogni suo disegno stravagante
+ed ineffettuabile, e voleva nascondere
+la sua commozione.</p>
+
+<p>Lui dovette scusarsi del suo appetito;
+s'irritò di quella risposta prosaica.</p>
+
+<p>Se l'avesse amato, se avesse desiderato
+di sapersi amata da lui, avrebbe
+potuto rispondergli: &mdash; Con che diritto,
+perchè vuol venire con me?</p>
+
+<p>E lui le avrebbe sussurrato: «&mdash; Perchè
+l'amo.»</p>
+
+<p>Invece l'aveva evitata quella parola:
+non voleva udirla. E più tardi, sola nella
+sua camera, anche la Contessa rimpiangeva
+<span class="pagenum">[152]</span>
+la stessa cosa. Se avesse osato
+domandargli perchè si associava a quel
+suo disegno, egli le avrebbe risposto:</p>
+
+<p>«&mdash; Perchè l'amo.»</p>
+
+<p>Risentiva nel silenzio della notte quella
+parola sussurrata da quella voce; ne provava
+un fremito, una soavità infinita.
+Sperava che gliela direbbe il domani, e
+fantasticava la poesia dolce d'una confessione
+d'amore.</p>
+
+<p>Ma i domani si succedevano tutti ugualmente
+delusori.</p>
+
+<p>Sempre le stesse soggezioni da cui
+non osava svincolarsi; sempre la stessa
+timidezza, le stesse diffidenze; la stessa
+conversazione, a frizzi, scherzosa, paradossale,
+di cui avevano presa l'abitudine,
+e che toglieva ogni valore anche alle
+espressioni più amorose ed ardite.</p>
+
+<p>Fausto ebbe ancora una speranza, una
+sera che la Contessa lo invitò a prendere
+il tè.
+<span class="pagenum">[153]</span></p>
+
+<p>Si figurò uno di quei tè intimi, una
+cuccuma piccina piccina, due sole tazze,
+due mani che si sfiorano tremando nell'accendere
+un fiammifero e nel dar fuoco
+allo spirito, due cuori che battono forte
+forte, mentre stesi in due poltroncine,
+col capo abbandonato indietro e la tazza
+fra le mani, i due amici, uomo e donna,
+si mandano traverso il fumo del tè delle
+frasi brevi, un po' nervose, colla voce
+convulsa, collo sguardo largo e fisso.</p>
+
+<p>Poi posano le tazze, lui prende quell'occasione
+per alzarsi, per accostarsi a
+lei, le va dietro pian piano, si appoggia
+alla spalliera della poltrona, e col capo
+sul capo di lei, colle labbra che le sfiorano
+l'orecchio, coll'alito ardente che le
+brucia il collo le dice:</p>
+
+<p>«&mdash; Lo sapete, Maria &mdash; lo sapete,
+Bianca &mdash; lo sapete, Teresa, che vi
+voglio bene?»
+<span class="pagenum">[154]</span></p>
+
+<p>Fra le altre miserie Fausto non conosceva
+il nome della Contessa. Doveva
+mettere dei puntolini al posto del nome,
+nel suo sogno d'amore. Ma pazienza;
+purchè quel sogno si avverasse era anche
+disposto a chiamarla Contessa per
+l'ultima volta.</p>
+
+<p>Aspettò quella sera commosso, felice,
+impaziente. Ci andò troppo presto; ma
+doveva essere un altro disinganno.</p>
+
+<p>La Contessa era seduta sul divano
+colla signora Asting e la signorina maggiore.
+Le altre sorelle sonavano un pezzo
+a quattro mani!!!!</p>
+
+<p>Se intanto avesse potuto sedere accanto
+alla Contessa, benedetto il pezzo
+a quattro mani che gli avrebbe permesso
+di parlarle piano. Ma i posti erano occupati
+a destra ed a sinistra. Bisognò
+sentire, assaporare, lodare il «tremulo»
+perfettamente eseguito con tanta agilità,
+tanta forza, un pezzo così difficile...
+<span class="pagenum">[155]</span></p>
+
+<p>Poi vennero i discorsi musicali. La
+Contessa era nervosa; voleva che le
+opere si musicassero su libretti in prosa.
+La poesia era una puerilità. Perchè misurare
+il pensiero sopra un metro, contarci
+le parole, fissarci le cadenze? Questo
+era ufficio della musica. Ed anche
+essa doveva essere semplice, naturale,
+senz'artificio; un lungo recitativo, filato,
+drammatico. Lì sui due piedi, ridusse in
+prosa da parodia, la <span class="smcap">Celeste Aida</span> ed
+il <span class="smcap">Ciel o mar!</span> della Gioconda, e volle
+che Fausto cantasse le sue arie così.</p>
+
+<p>Lei aveva fatto la sua parte bene, però;
+e lui fece bene la sua, come faceva bene
+tutto. Aveva quel dono prezioso. Ci mise
+dell'umorismo.</p>
+
+<p>Poi la Contessa gli strinse la mano
+per ringraziarlo, e quella stretta di mano
+lunga, espressiva, lo fece tremare di
+gioia.
+<span class="pagenum">[156]</span></p>
+
+<p> &mdash; Ed ora basta, nevvero, di bandire
+la poesia? le disse. Ora torniamo poeti.</p>
+
+<p> &mdash; Ma no. La poesia è una convulsione
+dei nervi, insistè la Contessa, che
+li aveva lei i nervi in convulsione, perchè
+era malcontenta dalla sua serata.</p>
+
+<p> &mdash; Come l'amore allora? disse Fausto.</p>
+
+<p> &mdash; Come l'amore.</p>
+
+<p> &mdash; E si guarisce anche col chinino?</p>
+
+<p> &mdash; Perchè lo domanda? È poeta lei?</p>
+
+<p> &mdash; No, sono innamorato, rispose Fausto.
+Ma lo disse stizzito. Quella scherma
+di frasi artifiziose, di paradossi, lo irritava.</p>
+
+<p>Tuttavia la Contessa provò un sussulto
+al cuore a quella confessione. Ma
+le signorine Asting si mordevano le
+labbra come per reprimere una voglia
+di ridere che non avevano, e lei rispose:</p>
+
+<p> &mdash; Ah! allora la compiango.</p>
+
+<p> &mdash; Perchè? domandò Fausto.
+<span class="pagenum">[157]</span></p>
+
+<p> &mdash; Perchè è capitato qui dove siamo
+tutta gente prosaica.</p>
+
+<p> &mdash; Non credono all'amore?</p>
+
+<p> &mdash; Sì; ci crediamo, come alla febbre;
+e consigliamo il chinino.</p>
+
+<p> &mdash; Io se conoscessi una donna innamorata,
+le consiglierei le acque di Recoaro,
+disse Fausto stizzito.</p>
+
+<p> &mdash; Per averla vicina?</p>
+
+<p> &mdash; No. Non l'avrei vicina perchè parto
+domani. Per guarirla dell'amore come lei.</p>
+
+<p> &mdash; La prego di credere che io non ho
+avuto bisogno di guarire. Non ne ero
+malata.</p>
+
+<p> &mdash; Mai?</p>
+
+<p> &mdash; Mai. Poi ripigliò: Forse, quando
+mi sono maritata... &mdash; Era un modo
+di troncare il discorso. L'annuncio di
+quella partenza l'aveva scossa tutta.
+Perchè partiva?</p>
+
+<p>Quella sera si separarono amareggiati,
+<span class="pagenum">[158]</span>
+irritati; si strinsero la mano convulsamente.
+E nelle lunghe ore d'una notte
+insonne, la Contessa si tormentò con
+pensieri sconfortanti:</p>
+
+<p>«Dunque non l'amava, non l'aveva
+amata mai dacchè se ne andava così,
+senza rivederla, come un estraneo. Era
+venuto dopo di lei. Non aveva scritture
+che lo chiamassero altrove. Se ne andava
+per andarsene; perchè ne aveva
+assai, di Recoaro. La sua presenza non
+contava per nulla, non aveva influenza
+per trattenerlo. O Dio! E lei che s'era
+montata la testa!...»</p>
+
+<p>La mattina si alzò dal letto scoraggiata,
+disillusa, ma calma come una donna ragionevole.
+Le faceva male di rinunciare
+a quell'ultima illusione. Era l'ultima.
+Aveva già creduto di non poter averne
+più. Poi sul suo orizzonte grigio di madre,
+di vedova, era apparsa quell'ultima striscia
+<span class="pagenum">[159]</span>
+rosea di crepuscolo, quell'ultimo bagliore
+di luce, quell'ultimo saluto di sole.</p>
+
+<p>S'era sentita ravvivare la fantasia,
+riscaldare il cuore. Ed ora bisognava
+rinunciarvi, ritornare al grigio, ritornare
+alla solitudine fredda, e alla sua età era
+per sempre!</p>
+
+<p>Voleva pensare ad altro. A' suoi figli;
+ad Alfredo che aveva bisogno dei bagni
+di mare: ed al suo villino sul lago di
+Como a cui si dovevano fare delle riparazioni
+importanti e costose. Come tutrice
+de' suoi figli, queste dovevano essere
+le sue cure. Ed intanto le tornavano
+insistenti al pensiero due versi d'una
+romanza moderna che aveva cantata
+tutto l'inverno senza badarci.</p>
+
+<div class="poem">
+<p class="i4">La vita è solitudine</p>
+<p>Senz'amor, senza sogni e senza Dei.</p>
+</div>
+
+<p>Si vestì coll'abito da mattina tutto
+<span class="pagenum">[160]</span>
+bianco, che la faceva svelta e sottile.
+Poi andò al balcone irritata dalla penombra
+grigia che l'avvolgeva, assetata
+di luce, assetata d'azzurro, e spalancò
+le gelosie con un impeto nervoso,
+mormorando sempre</p>
+
+<div class="poem">
+<p class="i4">La vita è solitudine</p>
+<p>Senz'amor, senza sogni e senza Dei.</p>
+</div>
+
+<p>Ma rimase là, colle braccia alzate,
+colla frase interrotta, paralizzata, immobile,
+bianca sul fondo scuro del balcone
+aperto, come una statua in una nicchia.
+Aveva ritrovata la poesia rimpianta,
+aveva ritrovato il suo amore, il suo sogno,
+la sua fede.</p>
+
+<p>Giù nella via, appoggiato al muro di
+contro al balcone, aveva veduto Fausto,
+colla faccia alzata verso di lei, che l'aveva
+aspettata, che la guardava fissa
+co' suoi grandi occhi innamorati.
+<span class="pagenum">[161]</span></p>
+
+<p>Quella dichiarazione tanto aspettata,
+tanto invocata, che nessuna parola aveva
+potuto esprimere, che nessuna dimostrazione
+era valsa ad affermare, ora era
+detta, chiara, appassionata, irrevocabile.
+In quel momento ogni dubbio scomparve.
+Tutta la storia del loro cuore si rivelava
+in quello sguardo muto. Non si salutarono.
+Anche il saluto è una convenzione
+e loro erano fuori di tutte le convenzioni,
+di tutte le regole. Tra un grande
+artista e una gran dama, quell'amore
+dal balcone alla maniera degli studenti,
+per non essere ridicolo doveva essere solenne
+e grande come una vera passione.</p>
+
+<p>Da parte di Fausto era un atto disperato.</p>
+
+<p>Irritato con sè stesso di non poter
+dire quello che aveva nel cuore, irritato
+colla Contessa che non voleva comprenderlo,
+irritato più che mai con tutti i
+<span class="pagenum">[162]</span>
+terzi e con tutte le soggezioni che si
+frapponevano tra loro, in un momento
+di dispetto si era lasciato sfuggire quella
+parola: «Parto domani.» Non era un
+proposito, non ci aveva pensato, non
+aveva risoluto nulla. Ma omai l'aveva
+detto, e doveva partire per non suscitare
+commenti pettegoli. E tuttavia non
+voleva partire con quella spina nel cuore;
+non poteva tollerare quell'incertezza.</p>
+
+<p>Un momento gli era venuta l'idea di
+scrivere alla Contessa; ma quando era
+stato lì per scrivere l'indirizzo di quella
+signora, di cui non conosceva neppur
+il nome, aveva esitato.</p>
+
+<p>E se non l'avesse amato? Se fosse
+stata un'illusione la sua, e lei dovesse
+ridere di lui e della sua lettera? Se realmente
+non avesse creduto all'amore
+come diceva? E ad ogni modo, qualunque
+emozione le avesse suscitata nell'animo
+<span class="pagenum">[163]</span>
+quella confessione scritta, se
+s'era proposta serbare il suo segreto,
+la lettera non avrebbe giovato a strapparglielo.
+E due ore dopo, Fausto l'avrebbe
+riveduta col solito sorriso sulle
+labbra, e se c'era stata una tempesta,
+non ne avrebbe saputo nulla. Ed egli voleva
+saperlo, voleva sorprenderla quella
+tempesta che rispondeva in un altro cuore
+alla tempesta del suo.</p>
+
+<p>Quando mi vedrà, all'alba, fermo in
+istrada a contemplare la sua finestra,
+come un innamorato da romanzo, come
+un pazzo, non potrà pigliarlo per un
+complimento. Dovrà comprendere che
+l'amo, e confessare che lo comprende.</p>
+
+<p>E la Contessa non esitò a confessarlo.
+Rimase affascinata, col cuore palpitante,
+cogli occhi fissi negli occhi di lui, bevendo
+a larghi sorsi la felicità, in quel
+lungo silenzio d'amore. Rimase senza
+<span class="pagenum">[164]</span>
+misurare il tempo, senza contare le ore.
+Dopo la luce rosea dell'alba, venne un
+soffione che le ardeva il capo, che la
+avvolgeva tutta in un'aureola d'oro, che
+le infiammava il volto, che strappava
+raggi e scintille da' suoi cappelli biondi.
+E Fausto dimenticava il tempo, la strada,
+la gente, non vedeva che lei in quella
+gloria di luce e d'amore.</p>
+
+<p>E quando dovettero ritirarsi, riportarono
+nel cuore la gioia intensa dalla passione
+corrisposta. Non diffidavano più:
+erano certi l'uno dell'altra. La società
+abusa di tutto, toglie il valore ad ogni
+cosa. Le più calde proteste sono complimenti;
+una stretta di mano forte, lunga,
+amorosa, è un saluto; le assiduità più
+insistenti, sono cortesie. Ma quella corrispondenza
+muta di due sguardi, l'eloquente
+poesia di quel silenzio, non era
+registrata fra gli atti regolari della vita,
+<span class="pagenum">[165]</span>
+non si poteva giustificare con un nome
+profano.</p>
+
+<p>Era il linguaggio della passione.</p>
+
+<p>Più tardi, quando s'incontrarono alla
+fonte, la Contessa non era più timida e
+peritante; colla sicurezza della felicità,
+si lasciò dietro un tratto la sua inevitabile
+tutela, e, per la prima volta, lei
+e Fausto, si trovarono liberi di parlarsi
+senza testimoni. Ma si erano detto tutto
+in quel lungo silenzio d'amore, si sentivano
+d'accordo. Si strinsero la mano;
+poi Fausto le offerse il braccio, e si avviarono
+lentamente inebbriati e felici,
+appoggiati l'una all'altro, come dovevano
+esserlo per tutta la vita.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="UNA_VOCAZIONE" id="UNA_VOCAZIONE"></a>UNA VOCAZIONE.</h2>
+
+<p><span class="pagenum">[169]</span>
+ &mdash; Cosa volete? È una necessità... disse
+il signor Cantinelli avviandosi verso
+l'uscio, con un sorriso un po' forzato,
+sul viso giallastro. Il Signore m'ha tolta
+troppo presto la vostra povera mamma...
+Cosa fare? Cosa fare?</p>
+
+<p>Le due ragazze erano sedute una in
+faccia all'altra, nel vano della finestra,
+ai due lati d'un gran telaio sul quale
+era stesa una stoffa di seta bianca, destinata
+a diventare, quando il ricamo
+fosse finito, uno stendardo da portare in
+processione per la festa della Madonna
+del rosario.
+<span class="pagenum">[170]</span></p>
+
+<p>Non alzarono gli occhi dal lavoro, e
+non risposero.</p>
+
+<p>Il signor Cantinelli stette un momento
+esitante tra il parlare ancora e l'andarsene.
+Aveva detto quanto doveva dire;
+la nuova ufficiale del suo secondo matrimonio.
+Ma quel silenzio, quella freddezza
+delle sue figliole, lo lasciavano
+scontento. Era buono; avrebbe voluto
+vedere tutti soddisfatti. E d'altra parte,
+non poteva nè voleva rinunciare alle
+seconde nozze. Cercò di strappare una
+parola d'approvazione alle ragazze dicendo:</p>
+
+<p> &mdash; Il Signore ha stabilito così, e sia
+fatta la sua volontà, nevvero figliuole?</p>
+
+<p> &mdash; Tu sai quel che fai babbo... rispose
+la Bianca in fretta, senza guardarlo.</p>
+
+<p>La Paola non rispose affatto.</p>
+
+<p>Allora il signor Cantinelli insinuò la
+<span class="pagenum">[171]</span>
+sua persona piccola, ossuta e magra,
+traverso l'uscio socchiuso, e, sempre con
+quel risolino compunto sul largo viso
+incorniciato dai capelli e dalle basette
+biondiccie, richiuse l'uscio pian piano,
+e senza rumore.</p>
+
+<p>Quando fu scomparso, le ragazze
+affrettarono i punti al ricamo, vergognose
+di quell'idea che stava fra loro,
+sentendosi offese nel loro pudore delicato
+di giovinette, e non osando parlarne.</p>
+
+<p> &mdash; Dammi il filo d'oro, disse dopo un
+tratto la Bianca, questo contorno deve
+riuscire bellissimo.</p>
+
+<p>E guardava attentamente il ricamo,
+come se da un pezzo non avesse pensato
+ad altro, ed il discorso di suo padre
+non l'avesse menomamente distratta da
+quel pensiero.</p>
+
+<p> &mdash; Il filo d'oro è nell'armadio, della
+nostra camera, rispose la Paola.
+<span class="pagenum">[172]</span></p>
+
+<p>Poi, tirando l'ago in fretta e senza
+guardare sua sorella soggiunse:</p>
+
+<p> &mdash; La nostra povera camera che dobbiamo
+abbandonare.</p>
+
+<p>Le tremava la voce ed era tutta convulsa.</p>
+
+<p>La Bianca arrossì vivamente, ma non
+rispose, e non si mosse per andare a
+prendere il filo d'oro. L'aveva domandato
+per dir qualche cosa, ma non le occorreva.</p>
+
+<p>Intanto la Paola diventava più agitata.
+Le tremava la mano, ed il respiro le si
+faceva corto ed affannoso. Sentiva il bisogno
+di sfogare l'amarezza che le si
+accumulava in cuore di minuto in minuto.</p>
+
+<p>Quella nuova inaspettata, impreveduta
+affatto, l'aveva ferita aspramente nel suo
+amor proprio di donna di casa, e più
+che tutto, nel suo pudore verginale.
+<span class="pagenum">[173]</span></p>
+
+<p> &mdash; È crudele, disse fremendo, essere
+scacciate dalla nostra camera. E
+perchè? Da tre anni che dirigo io la
+casa, ho sempre bastato a tutto, e non
+<i>ha</i> mai dovuto farmi rimproveri, mi
+pare.</p>
+
+<p>Parlava di suo padre, ma in quel momento
+non voleva nominarlo.</p>
+
+<p> &mdash; Dobbiamo rassegnarci, rispose la
+Bianca in tono conciliante, e sempre
+cogli occhi bassi. Dacchè non c'è un'altra
+camera abbastanza vasta...</p>
+
+<p> &mdash; Ma che bisogno c'era della camera
+vasta... e del resto? esclamò con impeto
+la Paola, rizzandosi tutta nervosa,
+ed andando a parlare ai vetri della
+finestra. Non si stava bene tra noi?
+Che bisogno c'era?...</p>
+
+<p> &mdash; Forse al babbo riesciva d'imbarazzo
+l'accompagnarci, il vegliare su
+noi... Bisogna aver pazienza... suggerì
+<span class="pagenum">[174]</span>
+la Bianca, che, sebbene più giovine
+di sua sorella, era più positiva, e meno
+facile ad eccitarsi.</p>
+
+<p> &mdash; Ma che! Ma che! Io ho ventidue
+anni, mi so custodire da me, e tu pure;
+ed usciamo così poco che non può dargli
+fastidio l'accompagnarci; in casa non
+vien mai nessuno ...</p>
+
+<p> &mdash; Sentiva troppo la perdita della
+povera mamma, ritornò a dire la Bianca.
+Aveva bisogno d'una compagna anche
+lui...</p>
+
+<p> &mdash; Stai zitta! Stai zitta! gridò la Paola
+febbrilmente, turandosi le orecchie. Certe
+cose mi fanno vergogna. La sua compagna
+l'ha avuta. Dio gliel'ha tolta; è
+una disgrazia; ma non ha diritto lui di
+trovarsene un'altra. L'amore il matrimonio,
+devono legare per sempre, per
+questa vita e per l'altra.</p>
+
+<p> &mdash; Sai; ciascuno ha il suo modo di
+<span class="pagenum">[175]</span>
+sentire... Ora il babbo ha un'altra affezione...</p>
+
+<p> &mdash; Oh! alla sua età! Un padre di famiglia...
+pensa!</p>
+
+<p>E la Paola si pose a ravviare con una
+fretta convulsa le sete sparse sul telaio;
+poi se lo caricò sulle spalle per andarlo
+a riporre borbottando:</p>
+
+<p> &mdash; Ah! povera mamma! povera mamma!
+Chi muor muore, e chi vive si fa
+core!</p>
+
+<p>La Bianca le andò dietro nella famosa
+camera che dovevano abbandonare, e
+quando il telaio fu appeso al chiodo in
+fondo ad un grande armadio, abbracciò,
+per di dietro, le spalle della sua sorella
+maggiore, e posandole la guancia sulle
+treccie per non incontrare il suo sguardo
+durante quel discorso imbarazzante, le
+susurrò:</p>
+
+<p> &mdash; Cerchiamo di prendere la cosa in
+<span class="pagenum">[176]</span>
+buona parte, Paola. È il nostro babbo,
+ed è buono; non tocca a noi di giudicarlo.</p>
+
+<p> &mdash; Io non posso a meno di soffrire;
+farò male, me ne confesserò; non so
+che farci; c'è qualche cosa dentro di
+me che s'offende, mi vergogno;... Non
+so... Al solo pensarci mi vengono le
+fiamme al viso.</p>
+
+<p>E con un gesto di ripugnanza esclamò:</p>
+
+<p> &mdash; Oh! alla loro età!</p>
+
+<p> &mdash; Ma via! Sei un'esagerata! Una
+sensitiva! Lei ha dieci o dodici anni
+più di te; non è vecchia. Non sarà una
+matrigna. Saremo tre sorelle invece di
+due...</p>
+
+<p> &mdash; Che! tre sorelle! ribattè la Paola
+crollando le spalle. Prima di tutto, non
+è già più giovane se ha dodici anni più
+di me. E poi... poi... Tu non pensi
+alle conseguenze...
+<span class="pagenum">[177]</span></p>
+
+<p>E non osò dir altro. Arrossirono tutte
+e due senza guardarsi, come avrebbero
+fatto dinanzi ad un'immagine troppo
+nuda.</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>Il signor Cantinelli era molto devoto;
+frequentava la chiesa ed i sacramenti,
+mangiava di magro il venerdì ed il sabato,
+non lavorava mai la domenica nè
+le altre feste comandate, a costo di morir
+di noia, ed era in buona fede.</p>
+
+<p>Aveva ereditato da suo padre un patrimonio
+meschino, ed un'intelligenza,
+ancor più meschina del patrimonio.</p>
+
+<p>Aveva tentato di studiare per ottenere
+un grado accademico, ma non era riuscito.
+S'era voluto avviarlo al commercio;
+ma aveva manifestato, alle prime
+prove, un'assoluta incapacità.</p>
+
+<p>S'era dunque accontentato d'un impiego
+<span class="pagenum">[178]</span>
+modesto in una banca, dove la
+sua grande onestà gli faceva perdonare
+di non avere altri meriti.</p>
+
+<p>Da buon cristiano però egli s'appagava
+del suo stato; era umile, non aveva
+ambizioni. Era stato buon marito, ed era
+buon padre, affettuoso, carezzevole, perfino
+sdolcinato; incapace del menomo
+atto violento, e neppure d'alzare la
+voce.</p>
+
+<p>Badava a fare il suo dovere, come
+l'intendeva lui, <i>da galantuomo e da buon
+cristiano</i>, ed era sempre contento.</p>
+
+<p>Non desiderava la roba d'altri, e, finchè
+aveva avuto la moglie, e finchè gli
+era durato il dolore d'averla perduta,
+non aveva mai desiderata neppure la
+donna d'altri.</p>
+
+<p>Appena rimasto vedovo aveva ritirate
+le sue figliole dal convento, aveva ceduto
+a loro la camera nuziale coi due
+<span class="pagenum">[179]</span>
+lettini gemelli, ed era andato a dormire
+nella cameretta, dove stavano le
+fanciulle quand'erano piccine.</p>
+
+<p>La Paola aveva assunto il governo
+della casa che disimpegnava benissimo,
+mettendo in ogni cosa la raffinatezza,
+l'eleganza, l'idealismo che erano nella
+sua natura.</p>
+
+<p>E, tra il lavoro, le preghiere, le pratiche
+religiose e le carezze che prodigava
+alle figliole, quel buon uomo, tutto
+tenerume, credeva di poter durare tutta
+la vita.</p>
+
+<p>Ma aveva poco più di cinquant'anni;
+era vegeto, tranquillo; ed un bel giorno
+s'avvide che il desiderio peccaminoso
+della donna d'altri, o almeno della donna
+non sua, cominciava a spuntargli nel
+cuore.</p>
+
+<p>Se fosse stato prete o frate, nella sua
+grande onestà avrebbe ricorso ai cilici,
+<span class="pagenum">[180]</span>
+alle macerazioni, magari alla disciplina,
+e, di certo non avrebbe trasgredito il
+suo dovere.</p>
+
+<p>Ma, dacchè non aveva fatto dei voti,
+e gli era possibile di <a name="corr180" id="corr180"></a>conciliare i suoi
+desideri col suo dovere, di farsi anzi un
+dovere di quanto ora lo turbava come
+una tentazione, non gli parve vero di
+mettersi d'accordo colla santa madre
+chiesa e con sè stesso, aggiungendo un
+nuovo piacere alla sua vita da cuor
+contento.</p>
+
+<p>Sicuro della santità delle sue idee, si
+mise ad adocchiare le donne che incontrava,
+specialmente all'uscire dalla chiesa,
+per esser certo d'imbattersi in una sposa
+timorata di Dio; e non tardò ad accorgersi
+che una donnetta, belloccia, piccolina
+e grassa, faceva accelerare le pulsazioni
+del suo cuore, ogni volta che lo
+sfiorava col vestito passando, o che fermava
+<span class="pagenum">[181]</span>
+a caso gli occhi chiari da <a name="corr181" id="corr181"></a>bionda,
+nei suoi.</p>
+
+<p>Le tenne dietro; seppe chi era, e dove
+abitava, e che era vedova, senza prole.
+Le espose nei termini più onesti la sua
+domanda, che venne accettata; e, colla
+coscienza tranquilla ed il cuore giubilante,
+andò ad annunciare alle sue
+figliole la nuova de' suoi serotini amori.</p>
+
+<p>Aveva cominciato la confidenza abbracciandole,
+accarezzandole, vezzeggiandole,
+com'era sua abitudine. Ma il
+rossore, la confusione di loro a quella
+rivelazione, lo avevano imbarazzato; e
+se ne era andato via un po' impensierito,
+non potendo capire come mai un fatto
+legittimo e santo, come il settimo sacramento,
+potesse offendere chicchessia.</p>
+
+<p>Non erano coniugi sant'Anna e san
+Gioachino, san Giuseppe e la Madonna...?
+<span class="pagenum">[182]</span></p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>Anche la prima moglie del signor Cantinelli
+era stata allevata religiosamente,
+e, vivendo con quel divoto convinto, era
+diventata divota, ed aveva inculcati gli
+stessi sentimenti alle sue figliole.</p>
+
+<p>Queste non avevano un vero fervore
+religioso. Avevano accolti sentimenti e
+credenze, senza discuterli, e come cose
+indiscutibili. Non provavano gran dolcezza
+nelle preghiere, nè estasi nella
+meditazione; non si commovevano alla
+confessione nè alla comunione; ma avrebbero
+creduto di commettere un'enormità
+trascurando quei sacramenti, o perdendo
+la messa una domenica.</p>
+
+<p>La Bianca, di carattere sereno e calmo
+come suo padre, di mente ristretta, punto
+fantastica, metteva d'accordo le pratiche
+religiose e la vita di famiglia, pensava che
+<span class="pagenum">[183]</span>
+un giorno o l'altro la domanderebbero
+in moglie, si mariterebbe, avrebbe dei figlioli
+da allevare; ed aspettava tranquillamente
+quell'avvenire che le sorrideva.</p>
+
+<p>La Paola, invece, aveva un ideale poetico,
+mezzo uomo e mezzo angelo; pensava
+all'amore come ad una musica serafica,
+ad un vincolo misterioso, solenne
+ed eterno; il matrimonio se lo figurava
+«il traversare la vita tenendosi per mano».
+Era per lei il colmo della poesia,
+un quadro di bellezza, di gioventù, di
+luce e d'azzurro.</p>
+
+<p>Nessuno le mostrava mai la parte vera
+e positiva dell'esistenza nel matrimonio.
+Sua sorella, meno idealista, la vedeva
+da sè. Ma lei avrebbe avuto bisogno di
+un correttivo alla mente troppo immaginosa
+ed alla sua sensibilità eccessiva.</p>
+
+<p>E questo correttivo non lo trovava di
+certo nell'ambiente in cui viveva. Il riserbo
+<span class="pagenum">[184]</span>
+della vita monastica, nel convento,
+aveva anzi aumentata la sua suscettibilità.
+La menoma parola meno che pura,
+o che lei credesse tale, la faceva arrossire.
+Se stava cucendo una camicia,
+quando entrava qualcuno, la nascondeva
+in fretta come una cosa indecente, e per
+quanto poteva, evitava persino di nominarla.</p>
+
+<p>In casa loro non c'erano quadri nè
+statue profane. Nell'entrata c'era una
+nicchia con una statua della Madonna
+dinanzi alla quale ardeva sempre un lumicino.
+Nella camera delle ragazze c'era
+un'altra madonnina di gesso. Un bambino
+Gesù di cera, che riposava da anni
+ed anni sotto una campana di vetro nel
+salotto, era stato pudicamente vestito di
+una tunichina di seta bianca, che il tempo
+aveva ingiallita; e le ragazze l'avevano
+veduto sempre così.
+<span class="pagenum">[185]</span></p>
+
+<p>Non erano mai state in una pinacoteca,
+nè ad una esposizione artistica; e,
+persino in istrada, il signor Cantinelli
+studiava dei giri viziosi per non farle
+passare dinanzi ai monumenti, dove avrebbero
+potuto vedere qualche figura
+di donna col petto scoperto o qualche
+puttino nudo.</p>
+
+<p>Avevano letti i romanzi della contessa
+di Segur, della signora Fleuriot, del padre
+Bresciani, ed altri dello stesso genere.
+Ma questi appunto avevano fomentate
+le aspirazioni idealiste della Paola,
+che, nelle coppie di sposi, voleva vedere
+soltanto dei Malek Hadel e delle
+Matilde.</p>
+
+<p>In tanta purezza d'azzurro, quel matrimonio
+d'un uomo vecchio con una
+donna matura, quel discorso del cambiamento
+di camera per cedere a loro la
+camera comune coi due letti gemelli, suscitò
+<span class="pagenum">[186]</span>
+tutte le ripugnanze della poetica
+Paola.</p>
+
+<p>L'amore vecchio, che s'adagiava senza
+riserbo dov'era passato un altro amore
+giovine e pieno delle ingenuità e dei rossori
+dei primi sentimenti, offendeva la
+sua delicatezza di fanciulla, la metteva
+nell'imbarazzo, come se avesse commessa
+lei un'azione sconveniente.</p>
+
+<p>Il signor Cantinelli presentò le sue
+figlie alla sposa in una visita di cerimonia,
+nella quale si contenne con un grande
+riserbo; e poi affrettò le nozze per uscire
+da quella situazione difficile.</p>
+
+<p>Fece colla sposa un brevissimo viaggio
+di nozze, perchè i suoi mezzi e l'impiego
+non gli permettevano di prolungarlo
+e perchè, come padre affettuoso e
+compreso del suo dovere, non voleva
+lasciar lungamente due giovinette sole.</p>
+
+<p>E dopo otto giorni tornò a custodirle,
+<span class="pagenum">[187]</span>
+offrendo agli occhi modesti delle due fanciulle,
+pei quali s'era messa una camicia
+al bambino Gesù, lo spettacolo della sua
+luna di miele; certi baci e certe occhiate
+da fare arrossire la Vergine di gesso
+nella sua nicchia.</p>
+
+<p>Faceva il suo dovere di sposo cristiano
+amando la sposa che Dio gli aveva concessa;
+e, del resto, era carezzevole per
+natura, baciucchiava la moglie come baciucchiava
+le figlie; di atti scandalosi non
+sarebbe stato capace di commetterne; e
+la sua coscienza non gli rimproverava
+nulla.</p>
+
+<p>Infatti la Bianca non ci vedeva alcun
+male.</p>
+
+<p>Quando sua sorella usciva dal salotto
+tutta rossa ed indignata, spingendosi
+indietro l'uscio, per isfuggire la vista di
+quelle carezze, lei la seguiva e le diceva:
+<span class="pagenum">[188]</span></p>
+
+<p> &mdash; Ma perchè ti agiti a questo modo,
+Paola? Non vuoi che il babbo voglia
+bene alla sua sposa? È la religione stessa
+che comanda agli sposi d'amarsi.</p>
+
+<p>La Paola non rispondeva, come non
+aveva parlato neppur prima. Non si rendeva
+ragione della ripugnanza che provava.
+Non faceva un torto a suo padre della
+sua tenerezza. Ma sentiva che ognuna
+di quelle carezze distruggeva una sua
+illusione; le faceva vedere vecchio, brutto,
+materiale, l'amore che lei aveva collocato
+in alto, sulle nuvole, puro e bello
+come una visione di cielo; profanava il
+suo idolo.</p>
+
+<p>La Bianca la capiva in parte, ma non
+poteva ragionarla molto. Era un argomento
+troppo scabroso per loro. Tutt'al
+più le diceva:</p>
+
+<p> &mdash; Tu hai troppa poesia in testa. Ti
+figuri che tutti abbiamo le tue delicatezze.
+<span class="pagenum">[189]</span>
+Invece il mondo è differente; e
+bisogna pigliarlo com'è. Se vorrai maritarti,
+mia cara, ti ci dovrai avvezzare.</p>
+
+<p> &mdash; No, è impossibile, diceva la Paola,
+se il matrimonio è così non ne voglio
+sapere.</p>
+
+<p> &mdash; Ma come vuoi che sia? insisteva
+la Bianca, vincendo un poco l'usato riserbo
+del loro parlare, per dare un poco
+d'ilarità alla sorella troppo ideale. Vuoi
+che due sposi stiano a guardarsi da lontano
+come due papi di gesso? Se si
+fanno qualche carezza, non ci vedo nulla
+di male.</p>
+
+<p>La Paola crollava le spalle e stava
+zitta. Infatti non avrebbe potuto dire che
+ci vedesse del male neppur lei.</p>
+
+<p>Ma non trovava più bello il matrimonio,
+dacchè lo vedeva così, e si sentiva
+profondamente delusa, e soffriva della
+sua delusione, e non sapeva più cosa
+<span class="pagenum">[190]</span>
+desiderare nè cosa sperare, dacchè il suo
+sogno era svanito.</p>
+
+<p>A forza di isolarla in un ambiente di
+purezza ideale, di parlarle col frasario
+convenzionale inventato per le ingenue,
+di accarezzare il suo pudore esagerato e
+ritroso da sensitiva, l'avevano lasciato
+esaltare fino alla mania.</p>
+
+<p>Co' suoi ventidue anni e la sua intelligenza,
+non poteva serbare l'indifferenza
+e la fede d'un'ingenua; capiva che fin
+allora s'era ingannata; si sentiva fuori
+dalla normalità; ma non poteva vincere
+le sue impressioni, la sua delicatezza
+nervosa, e soffriva, piangeva, si eccitava.</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>Dopo alcuni mesi la sposa cominciò
+ad abbandonarsi sulle poltrone in abito
+discinto, e lo sposo, più tenero verso
+<span class="pagenum">[191]</span>
+di lei, parlava tutto ringalluzzito, di
+«quello che verrà,» della culla, dell'allattamento.</p>
+
+<p>Erano discorsi nuovi in quella casa,
+dove era molto se, arrossendo e chinando
+gli occhi, si diceva che «una tale signora
+aveva comperato un figliolo».</p>
+
+<p>La Paola aveva finito per isolarsi
+quanto era possibile, nella sua cameretta.</p>
+
+<p>Lavorava e pregava in silenzio, teneva
+sempre gli occhi bassi, ed a poco a poco,
+la sua ritrosia sempre allarmata, le aveva
+dato un aspetto rigido.</p>
+
+<p>Un giorno il signor Cantinelli la prese
+a parte e le disse:</p>
+
+<p> &mdash; Sai, figliola mia, che t'avvicini ai
+ventitre anni? Non è per dire che invecchi,
+gioia mia, ma perchè è tempo
+di darti marito. Sono certo che lo desideri.
+<span class="pagenum">[192]</span></p>
+
+<p> &mdash; No, no, no! esclamò arrossendo la
+Paola.</p>
+
+<p> &mdash; Via! tutte le ragazze dicono così.
+Ma quando lo trovano sono contentone.
+E tu l'hai trovato.</p>
+
+<p> &mdash; Non m'importa: Non lo voglio...</p>
+
+<p> &mdash; Ma, no, bimba mia. Non far la ritrosa.
+Credi che io non abbia capito che
+tu ci pativi a veder me e la Rosa che
+ci vogliamo bene? Ho visto che avevi
+spesso gli occhi rossi, specialmente dacchè
+abbiamo delle speranze... Si sa, una
+ragazza alla tua età, desidera d'andare
+a posto anche lei, e la vista della felicità
+degli altri aumenta la sua impazienza...</p>
+
+<p> &mdash; Babbo. Ti giuro che non desidero
+di maritarmi. Voglio farmi monaca...
+esclamò la Paola tutta nervosa.</p>
+
+<p> &mdash; Non hai mai manifestata questa vocazione,
+Paola cara. È mio dovere di
+<span class="pagenum">[193]</span>
+esortarti a pensarci seriamente. Darsi al
+Signore è una buona, una santa cosa;
+ma bisogna averne la vocazione; ed io
+credo d'aver osservato che tu hai delle
+altre aspirazioni...</p>
+
+<p> &mdash; Nessun'aspirazione. Hai osservato
+male, interruppe aspramente la Paola.
+Voglio farmi monaca. È un pezzo che
+ci penso...</p>
+
+<p> &mdash; Ma senti, almeno, quanto volevo
+dirti. È il nostro fabbriciere della parrocchia
+che m'ha parlato d'un buon partito
+per te...</p>
+
+<p> &mdash; Oh Dio! No no! Com'è possibile
+sposare uno che non si conosce? No.
+Voglio farmi monaca. Digli di no. Nè
+lui, nè nessuno. Odio questi matrimoni...</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene, insistè il padre, aspetta
+ancora. Ne troverai uno ti tuo gusto.
+Ma intanto questo dovresti vederlo. È
+un'ottima persona, timorata di Dio, ed
+<span class="pagenum">[194]</span>
+un bell'uomo. Un po' maturo, ma ancora
+vegeto...</p>
+
+<p>Queste ultime parole misero addirittura
+in convulsione la povera sensitiva,
+che si nascose il volto gridando di no,
+che non voleva saperne, che aveva una
+assoluta ripugnanza pel matrimonio, che
+si sentiva una gran vocazione per la vita
+monastica, che voleva cominciare il noviziato,
+subito, subito...</p>
+
+<p>In un'altra famiglia quella vocazione
+senza fervore religioso, improvvisa e tenace,
+avrebbe inspirato delle diffidenze, e
+spinto il padre ad indagarne il movente.</p>
+
+<p>Ma in casa Cantinelli, si diceva con
+convinzione che «darsi al Signore è una
+santa cosa quando si ha la vocazione»;
+e, dacchè la fanciulla affermava d'averla,
+il padre devoto avrebbe creduto d'andar
+contro il volere di Dio, ostinandosi a
+contrariarla.
+<span class="pagenum">[195]</span></p>
+
+<p>Una volta presa quella risoluzione, la
+Paola affrettò le cose, e riesci ad entrare
+in convento prima che la sua matrigna
+partorisse.</p>
+
+<p>L'idea di trovarsi in casa in quel momento
+le dava i brividi.</p>
+
+<p>La Bianca non poteva consolarsi della
+lontananza di sua sorella. Tanto più che
+la Paola, a misura che s'era abbandonata
+a' suoi scrupoli, s'era andata separando
+moralmente da lei, come se le
+facesse un torto d'accettare quello stato
+di cose che le pareva scandaloso.</p>
+
+<p>Nel suo isolamento la povera Bianca
+sentiva il bisogno di qualcuno da amare
+e da proteggere, come aveva fatto colla
+sua sorella maggiore.</p>
+
+<p>A poco a poco si venne affezionando
+alla matrigna, che era buona e che aveva
+bisogno d'assistenza. E quando, due mesi
+dopo, la sposa la fece chiamare nella sua
+<span class="pagenum">[196]</span>
+camera una mattina, e le presentò un visino
+violaceo di bimbo, tutto contornato
+di fasce e di trine, con due piccoli pugni
+stretti che si agitavano inconscientemente
+fuori dalle fascie, si sentì tutta
+intenerita, e pianse di commozione baciando
+quel nuovo fratello.</p>
+
+<p>Il giorno stesso scrisse alla Paola:</p>
+
+<p>«Rinuncia all'idea di abbandonarci
+per sempre. Torna fra noi. Dio ci ha
+mandato un fratellino, piccino e bello
+come il bambino Gesù. Me lo lasciano
+tenere a battesimo da me. Ma se tu vieni
+ti cederò questa gioia, e lo chiameremo
+Paolo, e sarà il tuo fratellino. Quando
+il Signore ne manderà un altro quello
+sarà il mio...»</p>
+
+<p>La rigida novizia strappò la lettera, e
+rispose che era più ferma che mai nel
+suo proposito di farsi monaca.</p>
+
+<p>Infatti, otto mesi dopo pronunciò i voti.
+</p>
+
+<p class="pad2"><span class="pagenum">[197]</span>Col volto pallido, gli occhi sempre
+bassi, l'aspetto rigido, suora Paola Immacolata
+è ora la monaca più fredda e
+severa del convento.</p>
+
+<p>Le educande tremano dinanzi a lei,
+che aspra, nervosa, eccitabile, aggrava
+tutte le mancanze e le punisce con un
+rigore eccessivo ed inesorabile.</p>
+
+<p>Quando il signor Cantinelli va a farle
+una visita traverso la grata del parlatorio,
+e la trova gelida, indifferente, completamente
+staccata da lui, dalla Bianca,
+e che non parla mai dei nuovi fratellini
+che non vide neppure, torna a casa dicendo:</p>
+
+<p> &mdash; Era una vera vocazione. Il suo
+cuore era tutto per Dio e per la religione.
+Non ha altri amori. Era una vera
+vocazione.</p>
+
+<p>La Bianca è la sola che, nella sua
+<span class="pagenum">[198]</span>
+semplice bontà, vede qualche cosa di
+anormale che non capisce, ma sente, nell'anima
+di sua sorella; e dice crollando
+il capo:</p>
+
+<p> &mdash; Chissà! Forse se fosse stata allevata
+diversamente...</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="RACCONTO" id="RACCONTO"></a>RACCONTO<br />
+ALLA VECCHIA MANIERA.</h2>
+
+<p><span class="pagenum">[201]</span>
+La Carmela aveva conosciuto il suo
+fidanzato alla Sagra di Galliate. C'era
+andata con una sorella del parroco, e s'era
+trovata tutta confusa quando arrivando,
+aveva veduto nel cortile, una folla nera
+di preti. Non aveva ancora sedici anni,
+ed era naturale che fosse molto timida.
+Aveva detto alla sua compagna:</p>
+
+<p> &mdash; Ma non ti pare che si dovrà stare
+in una gran suggezione, noi due sole
+fra tanti preti?</p>
+
+<p>La compagna, che era maggiore di lei
+di parecchi anni, le aveva risposto:
+<span class="pagenum">[202]</span></p>
+
+<p> &mdash; Se avessi creduto di non veder altri
+che preti non sarei partita da Novara,
+e non t'avrei invitata, poverina.</p>
+
+<p>Poi aveva soggiunto con un luccicchio
+giulivo negli occhi:</p>
+
+<p> &mdash; Verrà Giusto, e verrà mio fratello
+Gaudenzio.</p>
+
+<p>Giusto era il suo fidanzato, un giovine
+medico, che aspettava d'essere
+nominato medico condotto di Oleggio
+per isposarla. Ed il fratello Gaudenzio
+era uno studente che faceva il quarto
+anno di legge all'università di Torino,
+e che l'Amalia vagheggiava di vedere
+innamorato e fidanzato della sua amica.</p>
+
+<p>Infatti poco dopo arrivarono Giusto e
+Gaudenzio, con una frotta d'amici, tutti
+studenti che erano a Novara in vacanza,
+fra i quali Mario Pedrazzi, che aveva ventidue
+anni, e stava per prendere la laurea
+da ingegnere.
+<span class="pagenum">[203]</span></p>
+
+<p>Era bello, biondo, coi capelli ondulati
+e rigonfi, cogli occhi d'un grigio chiaro,
+grandi, un po' infossati, pieni di languidezza
+e di mistero.</p>
+
+<p>Quegli occhi meravigliosi s'erano subito
+fissati negli occhioni neri della Carmela,
+come per magnetizzarla. E l'avevano
+magnetizzata.</p>
+
+<p>Prima del pranzo c'era stata la presentazione;
+a pranzo, seduti accanto,
+avevano fatto conoscenza; dopo pranzo,
+passeggiando in giardino dietro gli altri
+due già fidanzati, Mario aveva detto
+delle cose molto sentimentali, e la Carmela
+s'era sentito rimescolare il sangue
+e sussultare il cuore; ai vespri avevano
+sempre tenuti gli occhi fissi l'uno nell'altro,
+lasciando che quelle occhiate lunghe
+e languide dicessero tutto quanto
+volevano dire; e la sera, andando alla
+stazione per ripartire, lungo la strada
+<span class="pagenum">[204]</span>
+buia, Mario, che dava il braccio alla Carmela,
+le aveva presa la mano che si appoggiava
+sulla manica della sua giacchetta,
+e le aveva sussurrato:</p>
+
+<p> &mdash; Cara... cara...</p>
+
+<p>La Carmela non aveva risposto, e lui
+non aveva aggiunto altro. Ma avevano
+continuato a camminare colle mani unite,
+col braccio di lei stretto fortemente fra
+il petto ed il braccio di lui, ed avevano
+scambiato ogni sorta di confessioni, di
+proteste, di promesse in quel lungo silenzio
+d'amore.</p>
+
+<p>Poi, a Novara, quando lei gli aveva
+stesa la mano alla stazione, prima d'andarsene
+col suo babbo che stava ad aspettarla,
+Mario aveva sussurrato:</p>
+
+<p> &mdash; Per sempre...?</p>
+
+<p>E lei aveva chinato il capo con un sì
+molto sommesso, ma molto chiaro e risoluto.
+<span class="pagenum">[205]</span></p>
+
+<p>Ma da quel momento non c'erano più
+stati ravvicinamenti simili fra loro.</p>
+
+<p>L'Amalia, risentita che la sua amica
+avesse scelto per l'appunto un altro invece
+di suo fratello, s'era messa a trattarla
+con freddezza, a stare a distanza,
+e poco dopo s'era sposata, ed era partita
+col marito per Oleggio.</p>
+
+<p>Intanto Mario era partito di nuovo per
+Torino a compiere gli studi.</p>
+
+<p>Ma appena tornato a Novara colla laurea,
+s'era messo a passare parecchie
+volte al giorno sotto le finestre della
+Carmela, a seguirla in istrada, da lontano,
+perchè, naturalmente, lei non usciva
+sola, a fissarla col canocchiale tutta la
+sera, quando gli accadeva di vederla in
+teatro.</p>
+
+<p>Parecchie volte s'erano incontrati a
+qualche festa da ballo di famiglia, ed allora
+lui aveva ballato quasi esclusivamente
+<span class="pagenum">[206]</span>
+con lei, e le aveva detto delle
+cose molto significative, per lei che, grazie
+al precedente di Galliate, era in grado
+di interpretarle: «Che lui aveva sempre
+avuto una gran preferenza per le
+donne brune. Che i dintorni di Novara
+non erano poi tanto privi di bellezze
+pittoresche come si diceva. Lui trovava che
+Galliate era un luogo pieno di poesia.
+Lui vagheggiava un ideale modesto: avviarsi
+bene nella sua carriera, associare
+alla sua esistenza una dolce compagna,
+bruna, e passare la vita tra lo studio
+e lei, in una bella Casina elegante e piccola...»</p>
+
+<p>Erano i suoi disegni d'avvenire che le
+comunicava a quel modo; e la Carmela
+ne era felice.</p>
+
+<p>Due volte il suo babbo le aveva fatte
+delle proposte di matrimonio. Ma lei, fedele
+al fidanzato del suo cuore, aveva
+<span class="pagenum">[207]</span>
+rifiutato con un pretesto, per non tradire
+il suo segreto.</p>
+
+<p>Intanto erano passati tre anni. La Carmela
+ne aveva dicianove. Mario aveva
+messo uno studio, e faceva buoni affari.
+Era tempo di chiudere quel romanzo di
+amore, che tutta la città conosceva, ed
+al quale ogni mala lingua faceva un'aggiunta,
+e molti commenti.</p>
+
+<p>La Carmela in quei tre anni s'era cucito
+tutto il corredo, s'era preparati molti
+ricami in colore, per le poltrone del suo
+futuro salotto, aveva imparato a fare
+delle conserve, a riporre le frutta per
+l'inverno, a preparare dei liquori casalinghi,
+per essere una massaia modello.</p>
+
+<p>Ed aspettava fiduciosa e serena d'essere
+chiamata a mettere in pratica quelle
+cognizioni preziose, quando ad un tratto,
+in una casa terza, in un giorno di visita,
+in mezzo ad un circolo di signore, si
+<span class="pagenum">[208]</span>
+sentì gettare brutalmente in faccia la
+nuova tremenda, che distruggeva tutto
+il suo avvenire:</p>
+
+<p>«L'ingegnere Pedrazzi è sposo.»</p>
+
+<p>Non svenne, come succede nei romanzi,
+e non abbreviò neppure la sua
+visita per non farsi scorgere. E stette
+a sentire le doti e la dote della sposa;
+una bella dote, perchè Pedrazzi aveva
+sempre aspirato a fare un ricco matrimonio;
+era un giovine serio, badava al
+sodo, era certo che farebbe una bella
+carriera...</p>
+
+<p>Appena tornata a casa, la Carmela si
+rinchiuse nella sua camera, e pianse finchè
+ebbe lacrime negli occhi.</p>
+
+<p>Dovette fare uno sforzo per andare a
+tavola; ma aveva il viso stravolto, e non
+mangiò nulla. Se ci fosse stata una mamma,
+una parente in casa, si sarebbe avveduta
+che c'era un guaio. Ma la Carmela
+<span class="pagenum">[209]</span>
+viveva sola col suo babbo, vedovo,
+il quale badava più agli affari che a lei.
+E potè abbandonarsi alla sua desolazione
+senza essere interrogata.</p>
+
+<p>Passò la notte intera a ripensarci.</p>
+
+<p>Certo non avrebbe più osato ricomparire
+in città dopo una simile mortificazione.
+Avrebbe preferito morire. Ma non
+si muore quando si vuole.</p>
+
+<p>La Carmela aveva una sorella molto
+maggiore di lei, maritata già da cinque
+anni con un ricco possidente di un villaggio
+presso Santhià.</p>
+
+<p>S'era sposata quando la sorella più
+giovine era in collegio, e si vedevano
+una volta all'anno a San Gaudenzio,
+quando la signora De Lorenzi andava
+a Novara a passare quel giorno solenne
+nella casa paterna.</p>
+
+<p>Era naturale che la Carmela pensasse
+d'andare in quella circostanza da sua sorella.
+<span class="pagenum">[210]</span></p>
+
+<p>Ne parlò a suo padre, il quale consentì
+facilmente, e telegrafò per annunciare
+la sua partenza. Ma ricevette un
+telegramma che le diceva di non moversi,
+ed in seguito una lettera, che spiegava
+il telegramma.</p>
+
+<p>Nel paese infieriva la difterite, e la
+signora De Lorenzi assisteva i suoi coloni
+ammalati, prima per sentimento di
+carità, poi per conservare la popolarità
+del marito, che era sindaco, e non disperava
+di diventare deputato alle prime
+elezioni.</p>
+
+<p>Ma questo non iscoraggiò la Carmela.
+La morte, nello stato d'animo in cui si
+trovava, non le faceva paura. E ad ogni
+modo non voleva rimanere a Novara a
+nessun costo.</p>
+
+<p>Disse a suo padre: che lei non aveva
+più pace al pensiero che sua sorella era
+sola, esposta al pericolo d'un contagio,
+<span class="pagenum">[211]</span>
+che voleva andare ad aiutarla, a dividere
+la sua sorte, ad assisterla, in caso che
+si ammalasse, a morire con lei...</p>
+
+<p>E si mostrò, o parve, nel suo eccitamento,
+animata da tanto affetto fraterno
+e da tanto sentimento di carità, che suo
+padre le concesse di partire.</p>
+
+<p>Soltanto, lui non poteva accompagnarla.
+Era professore in un liceo privato,
+ed, in coscienza, non poteva correre
+il rischio di portare il contagio ai
+suoi allievi.</p>
+
+<p>Fors'anche non gli garbava di pigliarlo
+neppure per sè. Però conosceva un possidente
+di Tronzano, presso Santhià, che,
+di solito, era sempre a Novara, nei giorni
+di mercato, e disse:</p>
+
+<p> &mdash; Vedrò. Se Beltrami è qui, domattina
+lo pregherò d'accompagnarti.</p>
+
+<p>Beltrami c'era. Accettò cordialmente
+l'incarico, prese la valigia della Carmela
+<span class="pagenum">[212]</span>
+e fece entrare la signorina in un
+vagone di prima classe, dove rimasero
+soli.</p>
+
+<p>Era un vecchio signore grasso coi capelli
+grigi.</p>
+
+<p>La Carmela si rincantucciò in un angolo
+del vagone, e, col viso contro il
+vetro del finestrino, stette a guardare i
+prati verdi ed umidi, le risaie gialle allagate
+da un'acqua sudicia, tutta quella
+campagna monotona, il cui piano liscio,
+sterminato, era appena interrotto da qualche
+filare di gelsi, da pochi ciriegi selvatici
+sui quali s'arrampicavano le viti,
+dalle case coloniche isolate, rozze, povere.</p>
+
+<p>E pensava:</p>
+
+<p> &mdash; Ecco; la mia vita omai scorrerà
+triste, monotona come questa pianura.
+Arriverò a cinquant'anni, come sono
+oggi; più vecchia, più brutta, ma senza
+<span class="pagenum">[213]</span>
+gioie, dacchè non ho più amore nè speranza...
+Preferirei pigliare la difterite e
+morire... sarebbe finita!</p>
+
+<p>Sbirciò un'occhiata al vecchio signore,
+e vedendo che aveva spiegata la <i>Perseveranza</i>,
+e leggeva attentamente il bollettino
+della borsa, ne profittò per piangere
+liberamente.</p>
+
+<p>Ma il suo compagno non era tanto
+assorto nel bollettino della borsa da
+non udire i piccoli singhiozzi che le sfuggivano.</p>
+
+<p>Si volse stupito, stette un tratto a considerarla,
+poi lasciando la <i>Perseveranza</i>
+abbandonata sul sedile, le si fece accosto
+e le disse:</p>
+
+<p> &mdash; Come! Piange? Un'eroina?</p>
+
+<p>La Carmela stava in un momento d'eccitazione.
+Aveva bisogno di sfogo, ed in
+un impeto di sincerità esclamò:</p>
+
+<p> &mdash; No, non dica... Io non sono un'eroina!
+<span class="pagenum">[214]</span></p>
+
+<p> &mdash; Ma se va a sfidare la morte per
+curare i contadini difterici...</p>
+
+<p>Il signor Beltrami diceva questo con
+un'ombra d'ironia. Non amava gli atteggiamenti
+drammatici, e le ostentazioni
+d'eroismo inutile.</p>
+
+<p>La Carmela intuì quella disapprovazione
+per quanto celata, e ne fu punta.
+Quel vecchio signore aveva un'aria buona
+ed intelligente nel volto florido, negli
+occhi scintillanti come quelli d'un
+giovinotto. Le inspirava fiducia, ed avrebbe
+voluto che la stimasse; e senza rifletterci
+molto, tornò a dire:</p>
+
+<p> &mdash; Ma io non vado a sfidare la morte.
+Vado a cercarla, o vado a nascondermi
+perchè ho un gran dispiacere, e non ho
+il coraggio di sopportarlo. Ecco che
+eroina sono!</p>
+
+<p>E ricacciando il volto nella pezzuola,
+che era già tutta bagnata, riprese a piangere,
+<span class="pagenum">[215]</span>
+senza ritegno, un po' sollevata da
+quella confidenza.</p>
+
+<p>Il vecchio signore lasciò che si sfogasse
+un poco, ed intanto la guardò
+fisso con occhio di profonda pietà; poi
+le disse:</p>
+
+<p> &mdash; Via, ora smetta di piangere. Le fa
+male, e si fa gli occhi gonfi che è un
+peccato. Mi confidi il suo gran dispiacere.
+Faccia conto ch'io sia il suo babbo...
+Ma non tanto severo come lui; un babbo
+indulgente, pieno di compatimento pei
+dispiaceri della gioventù, e disposto a
+ricevere le sue confidenze con cuore da
+amico... Dica, via. Vuole che siamo amici?
+Vuol dirmi perchè è afflitta, perchè
+piange?</p>
+
+<p>Era appunto quanto aveva bisogno
+quel povero cuore crucciato ed oppresso
+dal suo cruccio segreto. Un amico a cui
+confidarlo. Rispose senza scoprirsi il
+volto, perchè si vergognava:
+<span class="pagenum">[216]</span></p>
+
+<p> &mdash; Piango perchè il mio amante mi ha
+abbandonata.</p>
+
+<p>Il vecchio signore fece un balzo sul
+sedile, ed esclamò meravigliato:</p>
+
+<p> &mdash; Il suo amante? Lei aveva un amante?
+Ma quanti anni ha?</p>
+
+<p> &mdash; Ne ho diciannove. Erano già tre
+anni che ci si voleva bene...</p>
+
+<p> &mdash; Ma il suo babbo, che è tanto severo,
+le permetteva questa relazione?</p>
+
+<p> &mdash; Non la sapeva.</p>
+
+<p> &mdash; Non avrà saputo in che rapporti
+erano; ma infine, che lei conosceva quel
+giovinotto, che veniva in casa sua, doveva
+pure saperlo...</p>
+
+<p> &mdash; Ma no. Non veniva in casa mia...</p>
+
+<p>Il vecchio signore stette un tratto confuso,
+poi riprese un po' esitante, e colla
+voce un po' meno dolce:</p>
+
+<p> &mdash; Allora era lei... Dove lo vedeva,
+insomma?
+<span class="pagenum">[217]</span></p>
+
+<p> &mdash; Lo vedevo dal balcone.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! esclamò il signor Beltrami; ed
+i suoi occhi brillarono più che mai, ed
+il suo volto tornò sereno. Riprese l'interrogatorio
+coll'indulgenza di prima.</p>
+
+<p> &mdash; E, si scrivevano?</p>
+
+<p> &mdash; No...</p>
+
+<p> &mdash; Ma come avevano fatto per sapere
+di volersi bene? Avevano pure dovuto
+dirselo, o scriverlo...</p>
+
+<p>La Carmela era tutta mortificata. Infatti
+non se l'erano detto nè scritto.
+Volle narrare la storia di Galliate, ma
+quel vecchio signore, alla sua età, aveva
+perduto di vista gli amori giovanili, e
+rispose quasi ridendo:</p>
+
+<p> &mdash; Se non c'è altro, figliola mia, non
+è un amante che ha perduto, è un sogno
+che s'è dileguato.</p>
+
+<p>Le prese tutte e due le mani in una
+delle sue che era grossa e forte, le pose
+<span class="pagenum">[218]</span>
+l'altra sulla fronte, e rispingendole il
+capo indietro per guardarla negli occhi,
+le disse:</p>
+
+<p> &mdash; Lei non sa cosa sia l'amore.</p>
+
+<p>In quella lo sportello fu aperto con impeto,
+ed i guarda freni passarono gridando:</p>
+
+<p> &mdash; Vercelli! Vercelli! Chi scende? Dodici
+minuti di fermata... Vercelli!...</p>
+
+<p>Il vecchio signore scese, ed andò al
+caffè a bere una tazza di birra.</p>
+
+<p>La Carmela un po' stupita dal discorso
+che avevano fatto, dal vuoto che
+aveva dovuto riconoscere nel suo passato,
+tenne dietro collo sguardo a quell'uomo
+attempato, che le aveva inspirata
+tanta fiducia.</p>
+
+<p>Non era punto grasso, come le era
+parso alla prima. Era robusto. Teneva
+il cappello in mano facendosi aria, ed i
+suoi capelli grigi, ritti sul capo, foltissimi,
+facevano una bella cornice al volto
+<span class="pagenum">[219]</span>
+fresco. Aveva le sopraciglia ed i baffi
+castani, appena brizzolati di qualche filo
+d'argento. E camminava leggero, svelto.
+Da lontano le accennò se volesse bere,
+ed i suoi occhi neri brillarono come due
+fiamme.</p>
+
+<p>La Carmela nel suo profondo abbandono,
+provò un'ombra di gioia al vedere
+che quel vecchio amico, non le aveva
+perduta la considerazione, e sembrava
+volerle bene anche dopo la sua confidenza.
+Ed era stupefatta d'avergliela
+fatta quella confidenza, così, subito, conoscendolo
+appena. Ma le pareva di conoscerlo
+da un pezzo. Era così ardito,
+insinuante, ed aveva una voce così calda,
+e guardava così direttamente negli occhi.
+Non si poteva mentire con lui.</p>
+
+<p>Del resto cosa le importava? Non lo
+sapeva tutta Novara il suo segreto?</p>
+
+<p>Il vecchio signore risalì, tornò a sedere
+<span class="pagenum">[220]</span>
+al suo posto, e riprese la <i>Perseveranza</i>
+senza parlare. I guarda freni chiusero
+i vagoni, il convoglio si mosse, ed
+i due amici rimasero ancora soli.</p>
+
+<p>Ad un tratto il vecchio signore si alzò,
+andò a sedere accanto alla Carmela, le
+prese la mano che lei teneva abbandonata
+in grembo e le disse, come se continuasse
+il discorso di poco prima:</p>
+
+<p> &mdash; L'amore, figliola mia, il buono, il
+vero, non si accontenta di quelle lunghe
+separazioni mute, senza una manifestazione,
+senza uno sfogo. L'amore
+non bada alla laurea dell'uomo, alla dote
+della donna, a nessuna considerazione
+d'interesse. Un uomo che ama arde tutto,
+freme, desidera con forza, con passione;
+va direttamente al suo scopo, e domanda
+francamente, impaziente alla donna che
+ama:</p>
+
+<p>«&mdash; Vuoi esser mia?»
+<span class="pagenum">[221]</span></p>
+
+<p>Nell'enfasi di quel discorso, il vecchio
+signore aveva attirata a sè la mano che
+stringeva, e guardava la Carmela negli
+occhi tanto davvicino, che il suo alito le
+sfiorava la bocca.</p>
+
+<p>Non era più vecchio. Era un uomo
+forte, appassionato e bello.</p>
+
+<p>Quelle parole entravano acute, pungenti
+nel cuore della Carmela, e le faceva
+sentire amaramente che, infatti, non
+era stata amata mai, che s'era illusa.
+Eppure doveva essere una dolce cosa
+sentirsi amata così. Una dolce cosa, che
+lei non proverebbe mai...</p>
+
+<p>Ma mentre pensava questo, invasa da
+una gran voglia di piangere, di piangere,
+sul petto di quell'amico di un'ora,
+che le parlava con tanto calore, sentì un
+braccio forte e tremante stringersi intorno
+alla sua vita, e quella voce dolce
+e profonda ripetere:
+<span class="pagenum">[222]</span></p>
+
+<p> &mdash; Di' vuoi? Voi essere mia moglie,
+mia compagna nel bene come nel male?
+Vedi, io ti conosco da un'ora, ti amo da
+un'ora, forse da meno, ma non aspetto
+domani a dirtelo.</p>
+
+<p>Poi soggiunse colla disinvoltura d'un
+uomo avvezzo alle tempeste della vita:</p>
+
+<p> &mdash; È vero che ho trent'otto anni, e
+non ho molto tempo d'aspettare.</p>
+
+<p>E vedendo che la Carmela non parlava,
+ma tremava tutta e non cercava
+di sciogliersi dal braccio che la stringeva,
+riprese:</p>
+
+<p> &mdash; Non temere, bambina... So chi sei,
+e non dimentico che t'hanno affidata a
+me. Non ti domando che una parola. Di'
+non ti spaventano i miei capelli grigi?</p>
+
+<p>La Carmela abbandonò il capo sulla
+spalla di lui, susurrando:</p>
+
+<p> &mdash; Oh no! no!</p>
+
+<p>Scendendo alla stazione di Santhià, il
+<span class="pagenum">[223]</span>
+vecchio signore si fece incontro alla sorella
+della Carmela dicendole:</p>
+
+<p> &mdash; Le presento la mia sposa. Glie l'affido
+soltanto per poche ore, e la riconduco
+subito a Novara, perchè ha una
+gran paura della difterite.</p>
+
+<p>La signora De Lorenzi osservò:</p>
+
+<p> &mdash; T'avevo pur detto, di non venire,
+Carmela.</p>
+
+<p>E la Carmela, dando uno sguardo al
+suo compagno, rispose:</p>
+
+<p> &mdash; Allora non avevo paura di morire.</p>
+
+<p class="center pad4">FINE.</p>
+
+<hr />
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici. L'Indice è stato spostato all'inizio: i numeri di pagina in esso indicati, anche se errati, sono stati conservati.</p>
+
+<p>Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p>
+
+<ul>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#corr20">20</a> - era spaventata [spaventa] all'idea</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#corr92">92</a> - abbottonato a sghembo [sgembo]</li>
+<li><a href="#corr124">124</a> - s'udiva uno strano rumore [rumure]</li>
+<li><a href="#corr130">130</a> - Aveva realmente le attrattive [attrative]</li>
+<li><a href="#corr147">147</a> - se ne entusiasmò [entusiastò]</li>
+<li><a href="#corr180">180</a> - gli era possibile di conciliare [concigliare]</li>
+<li><a href="#corr181">181</a> - gli occhi chiari da bionda [bionde]</li>
+</ul>
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+<ul>
+<li>Turiddu / Turiddo</li>
+<li>qua / quà</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Cara Speranza, by
+Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARA SPERANZA ***
+
+***** This file should be named 34518-h.htm or 34518-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/4/5/1/34518/
+
+Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
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+works. See paragraph 1.E below.
+
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
+</pre>
+
+</body>
+</html>