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+The Project Gutenberg EBook of Cara Speranza, by
+Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Cara Speranza
+
+Author: Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier
+
+Release Date: November 30, 2010 [EBook #34518]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARA SPERANZA ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
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+
+
+ La Marchesa Colombi
+
+
+ Cara Speranza
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ CASA EDITRICE
+ DI C. CHIESA · F.lli OMODEI · ZORINI e F. GUINDANI
+
+ _Galleria Vittorio Emanuele, N. 17-80_
+
+ 1896
+
+
+DIRITTI DI PROPRIETÀ RISERVATA.
+
+Milano, Tip. Bernardoni di C. Rebeschini e C.
+
+
+
+
+CARA SPERANZA.
+
+
+Si chiamava Amalia. Però, malgrado quel nome gentile, era una fra le più
+rozze campagnuole delle risaie, quando si presentò in casa nostra ad
+offrirsi come serva.
+
+S'era messe le scarpe per la solennità della circostanza, ma, appena
+vide il pavimento lucido del nostro gabinetto, rimase sbigottita e si
+curvò come per levarsele. Ci volle di molto a persuaderla d'entrare
+calzata com'era.
+
+Tuttavia non era timida nè selvatica, come sono, per lo più, le
+contadine; le pareva soltanto una mancanza di rispetto il mettere sul
+nostro pavimento le scarpe che aveva strascinate, per una lunga
+camminata, nella polvere della strada maestra da Momo a Novara. Ignorava
+ogni elemento di civiltà, e, nella sua cortesia istintiva da persona
+buona, inventava una civiltà a suo modo, che riesciva grottesca,
+sebbene, a conti fatti valesse forse quanto la nostra. Infatti nella
+China si tolgono le scarpe prima di entrare nelle case. È questione di
+usanze.
+
+In tutta la persona dell'Amalia si vedevano le traccie della vita e dei
+lavori delle risaie. Aveva ventisette anni ma ne dimostrava quaranta. Il
+volto era pieno di rughe, i capelli, folti sulla fronte, erano tanto
+radi sul cranio, che frammezzo alle ciocche, tirate nella legatura, si
+vedeva la pelle bianca sollevarsi.
+
+Portava la pettinatura del nostro contado, e come tutte le contadine,
+che quel peso enorme sul capo rende calve prima del tempo, suppliva alla
+capigliatura mancante con due grosse treccie di cotone, girate intorno
+ad un cerchietto di filo di ferro coperto di tela; ed in quelle puntava
+i grossi spilloni di falso argento. Sui capelli scarsi, quell'edificio
+non trovava appoggio sufficiente, e le ballonzolava dietro il capo. Le
+mancavano vari denti, e, traverso quei vuoti, le _esse_ uscivano
+sibilanti.
+
+Ma di questi particolari della sua figura l'Amalia non si dava il menomo
+pensiero. Era forte e sana, sapeva d'aver ventisette anni. Cosa le
+importava di dimostrarne di più?
+
+Le domandammo se sapesse cucinare.
+
+Rispose:
+
+--No. So appena fare la minestra alla nostra maniera da contadini, e
+friggere le patate ed i fagiuoli; ma ho buona volontà; imparerò presto.
+
+--E sai stirare?
+
+--Neppure. Noi non usiamo stirar nulla... Ma anche questo potrò
+impararlo. Non abbiano paura: la _cognizione_ non mi manca; capisco
+subito quello che mi insegnano.
+
+Mio padre domandò:
+
+--E per le informazioni, a chi debbo rivolgermi?
+
+--Se vuol andare a Momo, e domandare alla cascina Pometta, dove sono
+stata a servire per tredici anni... Ma per la fedeltà può mettermi
+nell'oro, guardi, che un quattrino, che è un quattrino, non lo
+toccherei.
+
+Le facemmo altre domande, alle quali rispose con sicurezza, e senza
+vantarsi mai. Ci piacque molto, e le proponemmo di venire con noi per un
+mese a titolo d'esperimento. Accettò, ma non colla prontezza e lo
+slancio che le sue risposte precedenti e le sue maniere espansive ci
+avevano fatto aspettare.
+
+Le domandai:
+
+--Non sei contenta?
+
+--Oh, per contenta lo sono di certo... Ed esitava sempre.
+
+Io soggiunsi per incoraggiarla:
+
+--Siamo soltanto due da servire: il babbo ed io.
+
+--Fossero anche dodici, la fatica non mi fa paura.
+
+Stette ancora titubante, poi soggiunse in fretta come per afferrare la
+risoluzione prima che le sfuggisse:
+
+--Ecco; è meglio che glielo dica addirittura. Io sono una figliola
+onesta, non cerco d'andare a spasso, non mi _perdo via_ coi giovanotti,
+tiro dritto per la mia strada; ma però; cosa serve nasconderlo? Ho un
+bersagliere.
+
+Aveva pronunciato _bresagliere_, poi aveva messo fuori un gran
+sospirone, come per dire: «È fatta!»
+
+Questo bersagliere abbuiò subito, coll'ombra delle sue piume, la fronte
+di mio padre, che disse crollando il capo:
+
+--Uhm. Ho paura che non facciamo nulla. Ogni volta che andrete fuori
+avrete il bersagliere intorno...
+
+L'Amalia sospirò melanconicamente:
+
+--Oh! questo non è possibile. Il Re l'ha mandato in _Cicilia_.
+
+Mio padre che era un vecchio Piemontese devoto alla monarchia ed alla
+casa Savoia, approvò vivamente quella disposizione del Re. E l'Amalia,
+vedendolo sorridere, riprese fiduciosamente.
+
+--Serviva anche lui alla Pometta, ma allora non era bersagliere. Abbiamo
+cominciato a parlarci, dalla finestra della cucina che guardava
+nell'orto, perchè lui era ortolano. E che bel giovine! Se vedesse signor
+padrone, alto come lei, e più diritto di lei, perchè quello è giovine, e
+lei no, pover'uomo! Però noi si sapeva che doveva andare soldato e ci
+promettemmo di aspettarci finchè lui avesse _finito il suo tempo_. Sono
+quattro anni che gira per la Cicilia, ed io intanto servo, per mettere
+un po' di quattrini da parte; poi, dopo tre anni ancora, tornerà col suo
+congedo _risoluto_ e mi sposerà.
+
+Dacchè il bersagliere era messo al sicuro di là dal mare, mio padre
+ammise l'Amalia ad un mese di prova, dopo il quale ella tirò via a
+servire senza che nessuno sollevasse la menoma obbiezione.
+
+Era una donna attiva, intelligente, pulita, e sempre allegra. Diceva
+_casa nostra _, diceva _noi_, nominando collettivamente se stessa ed i
+padroni, faceva un mondo d'accoglienze ai visitatori che venivano, e
+s'informava della loro salute come se fossero suoi amici; ma, in una
+famiglia alla buona come la nostra, queste dimestichezze si potevano
+perdonare. Imparava ogni cosa con molta facilità, e trovava tempo per la
+cucina, per stirare, per tenere in ordine la casa, ed anche per correre
+ogni giorno alla posta a domandare se c'erano lettere del bersagliere.
+
+Ne parlava continuamente. Tutti i vicini di casa, padroni e servitori, i
+nostri conoscenti, i portinai, i bottegai della contrada, sapevano che
+l'Amalia aveva un innamorato bersagliere; ed appena la vedevano le
+domandavano ridendo:
+
+--E così, Amalia? ha scritto il bersagliere?
+
+Il pollaiolo le regalava dei mazzi di penne di cappone, che lei metteva
+da parte giubilando per «_mandarle in Cicilia alla prima occasione_».
+Provava ad inalberarle da un lato del suo capo calvo, e, diceva:
+
+--Come staranno bene sul cappello del bersagliere!
+
+Per se stessa non comperava mai nulla. Riceveva col salario i vestiti e
+le scarpe, come si usa in provincia, ed il denaro delle sue mesate lo
+metteva tutto da parte per quando avrebbe sposato il bersagliere. S'era
+fatta lei stessa, col suo filato, varie pezze di tela che serbava
+preziosamente nel baule, e non ne avrebbe staccato da farsi una camicia
+per nulla al mondo. I doni che le si facevano lungo l'anno, le strenne
+di Natale, tutto riponeva per quel giorno desiderato e lontano.
+
+Ma aveva l'amore gaio; non la si udiva mai rimpiangere la lontananza
+dell'innamorato. Era sicura di quell'amore come di respirare e di
+vivere; il più lieve dubbio non era mai sorto nel suo cuore onesto; e
+quel pensiero del bersagliere la colmava di gioia.
+
+S'egli tardava a scriverle, la sola supposizione che l'Amalia faceva era
+che fosse malato; e allora s'impensieriva e moltiplicava le corse alla
+posta. Se incontrava il portalettere, erano sempre delle scene. Voleva
+che esaminasse ad una ad una le soprascritte, fin all'ultima; poi le
+domandava se era ben sicuro di non avere altre lettere in tasca, o di
+averne perduta qualcuna per via.
+
+Appena la lettera aspettata giungeva poi, era un delirio di giubilo. Non
+sapeva leggerla, ma cominciava fin dalla posta a dire agli impiegati:
+
+--È del bersagliere! Viene nientemeno che dalla Cicilia, e c'è su _Cara
+speranza_! E rideva, rideva, finchè le cadevano le lacrime.
+
+Poi correva verso casa, ed in capo alla contrada alzava la lettera, la
+faceva sventolare gridando:
+
+--C'è la lettera del bersagliere! C'è la lettera del bersagliere!
+
+Era sempre qualche bottegaio che gliela leggeva. E l'Amalia si piantava
+in faccia a lui, ridendo anticipatamente di gioia e guardandolo bene in
+viso, come se fosse il bersagliere stesso che parlasse, e lei volesse
+vederne il senso delle parole nell'espressione del volto. E, prima che
+si cominciasse a leggere, domandava tutta gongolante.
+
+--C'è «_Cara speranza_» in cima?
+
+«_Cara speranza_» c'era sempre; e le lettere si somigliavano tutte; ma
+l'Amalia esultava, si torceva le mani durante la lettura per comprimere
+le grida di piacere. Poi pigliava il foglio e saltava in mezzo al gruppo
+d'amici che si erano stretti intorno, e si agitava tanto, che l'aureola
+degli spilloni minacciava di strapparle, nella violenza dei rimbalzi,
+quei pochi capelli che la reggevano. E baciava la lettera, e rideva,
+rideva da perderne il fiato, e per parecchi giorni tutto il casamento
+era assordato dalla canzone favorita dall'Amalia:
+
+ O mamma famm el lett,
+ Che mi faroo la cuna,
+ L'amor del bersaglier
+ L'è sta la mia fortuna.
+
+Tutti compativano la schietta affezione della povera giovane;
+quell'amore gioviale faceva piacere; e poi si sapeva che era onesto. Col
+mare in mezzo, i due innamorati miravano al buon fine. Senza questo in
+provincia non avrebbero tollerato tanto.
+
+Quella passione immensa arrivò una volta a dare alla contadina una
+specie di divinazione. Era qualche tempo che il bersagliere non
+scriveva. Quando giunse la lettera, nell'aprirla se ne vide cader fuori
+un centesimo. Si fecero molti commenti nel vicinato:
+
+--Cosa vorrà dire?
+
+--Una moneta è un simbolo d'amore.
+
+--Ma non così intera; si deve tagliarla in mezzo, e portarne al collo
+metà per ciascuno.
+
+--Ma che! È perchè possiate giocare a croce e lettera per vedere se vi
+vuol bene.
+
+Ed il pollaiolo, che era il più istruito, e non credeva nè a talismani,
+nè ad oroscopi, e rideva delle sentimentalità amorose, diceva con
+sussiego:
+
+--Non istate ad almanaccar tanto: non è altro che uno scherzo. I soldati
+sono uomini di mondo; amano ridere...
+
+Ma l'Amalia rise meno del solito, e baciò la lettera più amorosamente;
+ed il domani, quando venne a ricevere gli ordini per la cucina, mi
+domandò come si potesse fare per mandare cinque lire fino in Sicilia.
+Poi disse:
+
+--Il bersagliere ha messo un centesimo nella lettera, poveretto. Vuol
+dire che ha bisogno di quattrini.--E spedì a Catania un vaglia di cinque
+lire.
+
+Infatti voleva dire così; il suo cuore amoroso aveva indovinato.
+
+Appunto per quella sua rustichezza affettuosa e bonacciona, l'Amalia
+dava nel genio a tutti i nostri parenti ed amici, che coglievano
+volentieri l'occasione di farle qualche regaluccio, di darle delle
+mancie o delle strenne. In tre anni le riuscì di raggranellare parecchie
+centinaia di lire ed un baule di roba.
+
+Il denaro l'aveva alla Cassa di risparmio, e tratto tratto veniva da me
+col libretto, perchè facessi il conto, a che somma era salito il suo
+capitale coll'aumento dei frutti. Bastava che potesse contare una lira
+più della volta precedente, per essere contentissima. Diceva:
+
+--È la dote del bersagliere. È il tesoro del bersagliere. Tutto quello
+che ho è per lui.
+
+E scoteva il capo con un'affermazione così energica che la pettinatura
+le batteva il cranio come il mantice d'una timonella sgangherata.
+
+Quei tre anni, durante i quali era stata bene alloggiata e ben nutrita,
+non avevano quasi punto invecchiata l'Amalia; ma non erano neppur
+riusciti ad abbellirla. Pareva la stessa del primo giorno che l'avevamo
+veduta.
+
+Soltanto, a misura che s'avvicinava il ritorno del bersagliere, la gioia
+che le traspariva dagli occhi, dal ridere beato, da tutta la persona, la
+rendeva quasi bella.
+
+Non mancavano che quindici giorni all'arrivo del bersagliere quando io
+mi ammalai d'una febbre intermittente e dovetti stare a letto. Mio padre
+che, sebbene fosse molto burbero, mi voleva bene, chiamò subito il
+medico, e mi curò come se si fosse trattato di una malattia grave. La
+povera Amalia, che m'aveva preso tanto affetto, era spaventata all'idea
+che dovessi ancora stare in letto quando sarebbe tornato il bersagliere.
+Domandava dava ansiosamente al medico:
+
+--Potrà alzarsi per il giorno quindici?
+
+Il quindici di novembre era il gran giorno che lei aspettava da sette
+anni.
+
+La mattina del dieci si alzò lei con una guancia enormemente gonfia. Ma
+diceva di non soffrire affatto, era semplicemente una flussione.
+
+--Purchè il bersagliere non mi trovi col viso storto!
+
+Era la sola cosa di cui si desse pensiero. Poi soggiungeva:
+
+--Gli farebbe troppo dispiacere di trovare ammalata la sua: «_Cara
+speranza_.»
+
+Non era la vanità che le stava in mente, era il desiderio che nulla
+turbasse la gioia del suo fidanzato. Quando venne il medico, e l'Amalia
+andò ad aprirgli sfigurata a quel modo, egli la interrogò sul suo male,
+le tastò il polso, poi la mandò a letto, ed entrò da me tutto serio ed
+accigliato.
+
+--Quella donna, mi disse, non istà punto, punto bene. Or ora la
+visiterò...
+
+Infatti andò a vederla a letto, e disse che, oltre alla risipola che le
+gonfiava il volto, c'era pericolo che le si sviluppasse il tifo. Proibì
+assolutamente ogni comunicazione con me, e fece chiudere tutti gli usci,
+perchè le nostre camere erano separate soltanto da un corridoio stretto.
+
+La sera l'Amalia aveva realmente il tifo, e la mattina dopo, colla scusa
+che la sua camera non aveva aria bastante, che l'ammalata infettava la
+casa, che agitava me colle sue grida deliranti, il medico indusse mio
+padre a farla portare in una camera particolare dell'ospedale.
+
+Avrei voluto vederla prima che se ne andasse, ma assolutamente non
+permisero nè che mi alzassi, nè che la portassero nella mia stanza.
+Mentre attraversava il corridoio udii che diceva colla sua voce giuliva:
+
+--Andiamo incontro al bersagliere! Tutta la roba mia è pel bersagliere.
+Cara Speranza! Ed intonava la solita canzone:
+
+ O mamma famm el lett
+ Che mi faroo la cuna...
+
+Domandai al medico impaurita:
+
+--Guarirà?
+
+--Può darsi. Vedremo come passa la prima settimana.
+
+Non poteva togliermela dal cuore un minuto. Avevo dei presentimenti
+tetri. E d'altra parte pensavo:
+
+--Ma finora non ha fatto che lavorare, senza distrazioni, senza
+affezioni di famiglia (perchè i suoi l'avevano mandata a servire a
+dodici anni e non se ne erano curati più), senza benessere, senza
+soddisfazioni di vanità; ha vissuto per una speranza, s'è appagata d'una
+promessa e non ha invidiato nessuno. Bisognerebbe dire che non c'è
+giustizia se quella promessa non le fosse mantenuta...
+
+Infatti non le fu mantenuta. La sera del giorno quattordici morì. Ma
+morì in un'estasi di gioia credendosi nelle braccia del suo bersagliere;
+ed il suo cadavere rimase sorridente colle labbra aperte sui poveri
+denti spezzati e radi.
+
+Poche ore dopo, giunsero i suoi fratelli, che mio padre aveva fatti
+chiamare.
+
+Io sapeva che la povera donna aveva sempre destinato quanto possedeva al
+bersagliere; tutti lo sapevano; ma non c'era nulla di scritto; non aveva
+neppure potuto dirlo formalmente a voce prima di morire, perchè era
+delirante. E quei parenti, due villani, lenti, freddi ed avidi, che non
+avevano fatto mai nulla per lei, si portarono via il frutto delle sue
+fatiche e privazioni, la dote del bersagliere, il tesoro d'amore, che la
+poveretta aveva impiegato tredici anni a raccogliere.
+
+Il giorno quindici arrivò il bersagliere e venne direttamente da noi.
+Era in viaggio da parecchi giorni, e non sapeva nulla della malattia
+dell'Amalia. Mio padre era all'ospedale presso la morta; dovetti far
+entrare il soldato nella mia camera, e quasi ne ebbi piacere per
+potergli dare la nuova dolorosa colla maggior dolcezza possibile, e
+dirgli qualche parola di conforto.
+
+Era appunto quello che i contadini chiamano un bel giovine; oramai però
+era uomo fatto, una grande e grossa persona massiccia, col collo corto,
+i capelli fitti e duri come setole, e ritti sopra la fronte stretta, gli
+occhi piccoli, il naso corto, il viso largo, e stupido; ecco quel
+personaggio adorato.
+
+Cominciai a dirgli che l'Amalia s'era ammalata, ed egli rimase
+impassibile. Aggiunsi che s'era ammalata gravemente, molto gravemente,
+che l'avevano portata all'ospedale.
+
+E lui, duro come un muro, ed egualmente freddo.
+
+Forse era soggezione, forse quello stupido amor proprio della gente
+rozza, di non lasciar scorgere la commozione che considerano come una
+debolezza.
+
+Allora presi coraggio e gli annunciai tutta la disgrazia.
+
+Si fece rosso rosso, girò nervosamente fra le mani il cappello piumato,
+ma non disse nulla.
+
+Lo esortai ad esser forte, a rassegnarsi, aggiunsi che era una grande
+sventura; che tutti la sentivamo, e che fin all'ultima ora la poveretta,
+anche delirando, aveva pensato a lui... E gli stesi la mano in atto di
+amichevole conforto.
+
+Egli la vide, ma non si mosse, non la prese, e disse soltanto facendosi
+anche più rosso:
+
+--Si può andare a vederla?
+
+Gli risposi di sì, gli diedi un biglietto per mio padre che era laggiù a
+disporre i funerali, e gli indicai la strada. Egli ascoltò tutto in
+silenzio senza guardarmi, poi fece goffamente il saluto militare, e,
+sempre muto, se ne andò.
+
+All'ospedale non domandò di mio padre nè diede il biglietto; però il
+babbo era presente quando entrò nella camera della morta.
+
+Stavano per metterla nella cassa; le avevano tolti gli spilloni, il capo
+era scoperto, e la bocca sdentata sorrideva ancora del suo buon sorriso.
+
+Il bersagliere s'accostò adagio adagio al cadavere, coll'aria
+impacciata, senza osare di guardar nessuno; poi, vedendo dall'altro lato
+del letto il fratello della morta, che altre volte aveva conosciuto, lo
+salutò con un cenno del capo serio, e disse:
+
+--Accidenti! com'era vecchia!
+
+Ma non c'era nessuna perfidia in quella parola. Era un'impressione che
+riceveva, e la esprimeva in tutta sincerità. Se l'Amalia fosse stata
+viva l'avrebbe espressa ugualmente a lei, senza per questo cessare di
+chiamarla, nel linguaggio artifizioso delle lettere _Cara Speranza_.
+
+Infatti, quando stesero la morta nella bara, egli si fece il segno della
+croce rapidamente e come di soppiatto, ma arrossì molto, e gli
+luccicarono gli occhi. Poi uscì ed andò ad aspettare il corteggio
+funebre a cinquanta passi dall'ospedale, fingendo di leggere un affisso.
+Lasciò sfilare il funerale modesto, poi si mise a seguirlo di fianco
+come se camminasse da quella parte per pura combinazione, e con quel
+mortorio non avesse nulla a che fare. Però giunto al cimitero entrò
+dietro gli altri, e rimase un po' in disparte col capo chino finchè fu
+coperta la fossa.
+
+Nel ritorno l'altro fratello della morta gli si accostò, e senza saluti
+nè parole di benvenuto, gli disse guardandosi la punta degli scarponi:
+
+--Sicchè la povera Amalia se n'è andata...
+
+Egli crollò il capo, scosse le spalle, come per cacciarsi un gruppo
+dalla gola, poi rispose:
+
+--Ma!
+
+E gli voltò la schiena.
+
+Mio padre raggiunse il soldato, e gli spiegò come a lui non fosse
+toccato nulla della piccola eredità, in causa dei fratelli. Ma che, per
+riguardo a quella povera anima, noi avevamo ritenute le lettere di lui,
+e che poteva venirle a prendere.
+
+--Oh! sono sciocchezze!
+
+E diede una grande scrollata di spalle. E, per quanto mio padre lo
+interrogasse, non ci fu verso di fargli dire se voleva riaverle, o se
+s'avevano da bruciare.
+
+E le bruciammo noi, mio padre ed io, nel fuoco del caminetto tutte le
+_care speranze_ che avevano consolata quella vita povera, laboriosa ed
+onesta.
+
+
+
+
+IL «CURARE»
+
+RACCONTO DI NATALE
+
+
+Si finiva di pranzare in casa del professor Navaro; un pranzo di soli
+uomini ed un pranzo di Natale.
+
+Il nostro ospite ci aveva fatto assaggiare parecchi de' suoi vini di
+Sicilia; eravamo tutti di buon umore. Il professore ci spiegava come
+serbasse una specie di venerazione per quella festa, perchè era stata da
+tempo immemorabile oggetto di culto nella sua famiglia.
+
+Ci narrava di un suo nonno, che aveva accolto, in un Natale remoto, un
+nemico della sua casa, semplicemente per non respingere chi bussava alla
+sua porta in quel giorno solenne; ci narrava di elemosine rovinose, che
+i suoi vecchi avevano fatte con gran danno dei loro interessi, nella
+stessa solennità e per le stesse ragioni; e descriveva la pompa che
+metteva sua madre nell'addobbo della casa, che ornava tutta di piante
+verdi e di fiori, nello scambio dei doni, nel pranzo di Natale, al quale
+voleva che tutti i membri della famiglia assistessero, qualunque fosse
+la distanza che dovevano percorrere per arrivarci.
+
+Dovevamo appunto a quel culto tradizionale per una consuetudine di
+famiglia, il piacere di trovarci là riuniti; perchè ogni anno il
+professor Navaro si informava degli studenti che non andavano a far
+Natale alle loro case, e li invitava a passarlo con lui e coi suoi
+colleghi che, come lui, non avevano famiglia. L'idea che qualcuno
+pranzasse solo il giorno di Natale lo commoveva come una disgrazia.
+
+Mentre prendevamo il caffè, entrò il servitore ad annunciare che una
+persona, la quale non aveva voluto dare il suo nome, domandava di
+parlare al professore. Questi uscì per raggiungere nel salotto il suo
+visitatore, e lo vedemmo ricomparire dopo pochi minuti.
+
+Però si sarebbe detto che in quel breve tempo fosse stato, non in una
+camera ben chiusa e calda, ma all'aria rigida di quella serata di
+dicembre, sotto la neve che fioccava fitta, tanto s'era fatto pallido.
+
+Si rimise a sedere e vedemmo che rabbrividiva tutto.
+
+Bevve due bicchierini di _cognac_ uno sull'altro, come per riscaldarsi,
+ci domandò cosa si stava dicendo, ma non diede retta alla risposta e non
+prese parte al discorso.
+
+Era distratto. Stava muto e pensoso e guardava fissa la brage del
+caminetto, con uno sguardo di ribrezzo, come se fosse stata qualche cosa
+d'orribile.
+
+Subivamo tutti l'influenza di quell'improvviso cambiamento d'umore, e,
+dopo aver rallentata la conversazione, abbassata la voce, finimmo per
+star zitti anche noi, non osando parlare, ed imbarazzati del nostro
+silenzio.
+
+Ad un tratto il professore ci guardò cogli occhi ancora stralunati, e
+disse:
+
+--Scusate; vi ho fatti ammutolire colla mia aria tragica. Ho ricevuto
+dianzi una forte scossa morale. Ho visto un individuo che mi ha
+ricordato un caso atroce della mia vita.
+
+Quella scusa non era fatta per rimetterci in allegria, e rimanemmo
+ugualmente impacciati e muti. Egli versò dell'altro _cognac_ in giro, ne
+bevve appena un sorso, poi si alzò con impeto, e disse risolutamente:
+
+--Volete che vi narri quella storia? Ora ne ho la testa così piena che
+non saprei parlar d'altro.
+
+Figurarsi se volevamo! il professor Navaro era il più benvoluto ed il
+più ammirato dei nostri insegnanti. Il racconto d'un fatto della sua
+vita c'interessava tutti vivamente. E per giunta egli narrava bene, con
+facilità di parola da vero Siciliano. Ci stringemmo tutti intorno a lui,
+ardenti di curiosità, ed egli cominciò a parlare coll'accento vibrato e
+gli occhi luccicanti come se fosse già entrato nel vivo del racconto...
+
+«Nel 1853 studiavo all'università di Messina, ed ero innamorato della
+padrona del solo caffè che la polizia borbonica tollerasse. Eravamo in
+tre a disputarci le sue grazie, tutti e tre studenti di medicina.
+
+«Uno de' miei rivali era un certo Turiddu, figlio d'un emigrato, al
+quale il Governo aveva permesso da poco tempo di rimpatriare, e che,
+durante l'esilio, aveva cominciati gli studi universitarî a Parigi.
+
+«Era un buon giovine, di modi aperti, leale, buon patriota; ma quando
+entrava a parlare dei grandi scienziati francesi, dei loro studi, delle
+loro scoperte, non la finiva più. Nominava Velpéau, Nélaton, Ricord,
+come fossero stati suoi colleghi. Aveva frequentate le lezioni di Claude
+Bernard, e lo considerava, come era realmente del resto, un luminare
+della scienza. Tutto questo però, e neppure la rivalità in amore, non
+c'impediva d'essere buoni amici.
+
+«La mia avversione la serbavo tutta per l'altro rivale, Rosario Angherà,
+che era, non so bene se figlio o nipote, d'un pezzo grosso, e
+frequentava la casa del vescovo. Aveva lo sguardo falso e la parola
+melata; non s'abbandonava mai ad impeti di furia nè a sfoghi di
+passione. Era insinuante, conciliante, gesuiticamente dolce. Non lo
+potevo soffrire.
+
+«Una sera, alla presenza della bella caffettiera, gli misurai un ceffone
+che lo sbattè contro il muro. Si fece pallido di rabbia, ma non reagì.
+Raccolse il cappello che gli era caduto, e borbottando sommessamente,
+uscì dal caffè dove non si fece più vedere.»
+
+
+Il professor Navaro fece una pausa, durante la quale noi esprimemmo il
+nostro biasimo per la condotta di quel gesuita di Rosario, poi riprese:
+
+«Avevamo per professore di patologia un pover'uomo, il quale suppliva
+alla scienza che gli mancava, colle ciarle, col tuono dottorale ed
+enfatico, e con una gran fede in sè stesso. Lo chiamavamo il dottor
+Dulcamara. Però, se i suoi colleghi ed anche gli studenti lo conoscevano
+per quel che valeva, in città era riescito a farsi la riputazione d'uno
+scienziato. Si dava sempre l'aria d'un uomo assorto in profondi studi,
+ne parlava con grande sfoggio di parole tecniche ascoltandole rimbombare
+con compiacenza, ed i profani dicevano: Quanto sa quel professore!
+
+«Un giorno lo vedemmo venire in iscuola con un'aria più sibillina e
+tronfia del solito.
+
+«Una fortunata occasione, cominciò, una di quelle occasioni che si
+offrono soltanto all'uomo che vigila sempre per impadronirsi di ogni
+nuova scoperta che possa interessare la scienza, mi permette
+d'intrattenervi oggi d'un veleno rarissimo, e di mostrarvene
+sperimentalmente gli effetti. È questa certo la prima volta che in
+un'università del Regno, e cioè, con carattere scientifico, si presenta
+questo preparato, del quale credo che tutti voi ignoriate ancora il
+nome. Si chiama il _curare_ ed a me è serbato l'onore di rivelarvene,
+pel primo, l'esistenza e le proprietà meravigliose.
+
+«Non so se i miei compagni fossero nello stesso caso, ma per conto mio
+era infatti quella la prima volta che sentivo nominare il _curare_ che,
+a quei tempi, era ancora una novità in Europa.
+
+«Egli girò lo sguardo intorno lentamente per godere della stupefazione
+che era certo d'aver suscitata in noi, poi, pavoneggiandosi nella sua
+eloquenza, cominciò a divagare sui selvaggi dell'America del Sud, sulle
+loro freccie, _che traversano l'etra a volo_, e vanno a colpire _il
+pennuto volante presso le nubi, il fiero bisonte nei labirinti della
+foresta, e lo piombano fulminato al suolo_. Poi, chiudendo l'inevitabile
+esordio che precedeva sempre le sue trattazioni, concluse:
+
+«--Quelle freccie sono avvelenate col _curare_.
+
+«L'esordio e la perorazione erano la farina del suo sacco; poi recitava
+pagine e pagine, più o meno opportunamente scelte, di qualche trattato o
+giornale scientifico, e quella era la sostanza della lezione.
+
+«Quel giorno la sostanza prometteva d'essere interessante, e ci faceva
+sopportar con pazienza i fronzoli rettorici di cui l'ornava il professor
+Dulcamara. Cominciò dal fare una descrizione pomposa della «_fiesta de
+las juvias_» (festa del veleno) nella quale si raccolgono le liane
+necessarie alla preparazione del _curare_. Narrò le varie ipotesi su
+quel preparato, che alcuni credono puramente vegetale, altri suppongono
+misto con veleni di formiche e serpenti, e che è tuttora misterioso,
+perchè il segreto della composizione ne è serbato ai medici, o piuttosto
+agli stregoni delle tribù. Poi si dilungò nella relazione degli effetti
+del _curare_, il quale, ingoiato riesce inoffensivo, mentre invece
+introdotto nel sangue, sia per iniezione sia per ferita d'arma
+avvelenata, è un veleno istantaneo e micidiale.
+
+«--_Ma, araldo mite della fiera e scheletrita mandataria, il curare
+riveste la tetra morte colle apparenze soavi del sonno..._ esclamò il
+professor Dulcamara esordendo alla parte pratica della lezione; e passò
+ad esporre i sintomi particolari di quella morte, che poco dopo potemmo
+osservare noi stessi.
+
+«Era il punto culminante della lezione.
+
+«Il professore cavò di tasca una busta, l'aperse solennemente, e ci fece
+vedere due freccie colla punta avvelenata, che aveva ricevute in dono da
+un viaggiatore reduce dall'America.
+
+«Era trionfante.
+
+«Ordinò al bidello di portargli un coniglio che aveva fatto tener pronto
+per lo sperimento, e lo punse leggermente sulla schiena, senza che
+l'animale cessasse di guardar in giro co' suoi occhi d'oro fiammante, e
+di agitare febbrilmente il nasino roseo in segno di timido sgomento.
+
+«Ma pochi minuti dopo se ne andò cheto cheto in un angolo dell'aula, si
+rannicchiò contro il muro, ed abbassò gli orecchi sul dorso come se si
+disponesse a dormire. Rimase perfettamente tranquillo, ed a poco a poco
+s'accasciò; prima le gambe cedettero, e gli si piegò il capo; poi tutto
+il corpo cadde sul fianco completamente paralizzato. Sei minuti dopo
+essere stato ferito, il coniglio era morto, senza gridi, nè rantoli, nè
+convulsioni che indicassero la menoma sofferenza o una lotta tra la vita
+e la morte.
+
+«Durante l'esperimento il professore ci aveva narrati vari esempi,
+citando le fonti a cui li aveva attinti, i quali tutti provavano che la
+morte per avvelenamento col _curare_, riesce tranquilla e quasi dolce.
+Più di tutti ci aveva interessati la relazione della morte di un uomo,
+ch'egli aveva letta in una notizia di Watterton sul _curare_, riportata
+probabilmente da un giornale. Due Indiani erano a caccia nella foresta;
+uno tese l'arco, e scagliò una freccia avvelenata contro una scimmia
+rossa che s'era arrampicata ad un albero. Il colpo era quasi
+perpendicolare. Là freccia non colpì la scimmia, e nel ricadere ferì
+l'Indiano al braccio un po' al disopra del gomito. Egli fu convinto che
+tutto era finito per lui. Disse al compagno colla voce commossa e
+guardando il suo arco: «Non lo tenderò mai più.» Poi si tolse la scatola
+di bambù col veleno, che portava ad armacollo, la pose in terra
+coll'arco e le freccie, ci si sdraiò accanto, disse addio all'amico, e
+cessò di parlare per sempre.
+
+«Ci eravamo tutti serrati intorno alla tavola del professore sulla quale
+era stato trasportato il coniglio morto, e, per combinazione, mi trovavo
+accanto al mio rivale Rosario Angherà. Quando me ne avvidi, feci un atto
+di ribrezzo e mi restrinsi come per evitare il suo contatto. Ma egli era
+intento ad esaminare la seconda freccia avvelenata rimasta nell'astuccio
+del professore, mentre questi finiva il racconto del cacciatore, e
+citava le parole stesse del Watterton: «Sarà un conforto per le anime
+pietose il sapere che la vittima non ha sofferto, perchè il _wourali_, o
+_curare_, distrugge dolcemente la vita.»
+
+
+A questo punto della sua narrazione il nostro ospite pareva stanco: gli
+tremava la voce, strascicava lentamente le parole come se gl'increscesse
+di pronunciarle, ed era evidente che avrebbe voluto sospendere quel
+racconto cominciato con tanto impeto, e che ora gli faceva ribrezzo. Ma
+noi lo ascoltavamo tanto avidamente i nostri occhi erano fissi su di lui
+con tanta ansietà, rimanevamo così ostinatamente muti quand'egli faceva
+una pausa, per timore di distrarlo dall'argomento, che comprese
+d'essersi impegnato troppo per retrocedere. Si asciugò il sudore che gli
+faceva luccicare il viso, bevve un po' di _cognac_, poi ripigliò:
+
+«La curiosità mi fece vincere l'avversione, e mi avvicinai a Rosario.
+Fremevo d'impazienza che egli deponesse quella freccia, per
+impadronirmene alla mia volta; e gli stavo sopra per fargli capire che
+si sbrigasse. Ma, vedendo che indugiava sempre, gli dissi stizzosamente:
+
+«--Quando avrete finito...
+
+«Egli non si mostrò offeso: mi guardò un minuto, poi torse subito gli
+occhi, e, con quella sua falsa mellifluità, mi rispose porgendo la
+freccia:
+
+«--Se volete osservarla voi, prendetela pure...
+
+«Ma mentre sporgevo la mano per pigliarla, fece un movimento così
+rapido, che la punta mi si conficcò nel palmo.
+
+«Un grido generale, disperato, s'alzò da tutti i petti; tutti gli
+sguardi, tutte le braccia si tesero verso di me: esclamazioni d'orrore,
+di spavento, di rimprovero, di minaccia, si incrociarono; tutti
+parlavano, tutti gesticolavano senza intendersi, mentre il professore
+più frenetico di tutti, picchiava disperatamente i pugni sulla tavola
+urlando:
+
+«--Disgraziato! l'avete ucciso! l'avete ucciso!«
+
+
+Sebbene il professor Navaro ci stesse lì dinanzi vegeto e sano a narrare
+lo stranissimo caso, noi pure eravamo agitati, come gli studenti di
+Messina. Alcuni s'erano alzati ed avvicinati a lui, e gli stavano
+intorno appoggiati alle spalliere delle sedie vuote, altri alzavano i
+pugni rabbiosi contro l'avvelenatore. Uno studente fece per movere una
+domanda, ma parecchie voci l'interruppero:
+
+--Stia zitto; stiamo a sentire.
+
+Superato il ribrezzo che gli inspirava il ricordo dell'atto codardo del
+suo nemico, il professor Navaro aveva ripreso il suo accento vivo, e
+tirò via a narrare, come se risentisse ancora quelle impressioni, e
+vedesse quelle scene.
+
+«Alla prima non avevo capito; la puntura era stata così lieve, che non
+avevo pensato alla gravità del caso. Subito però, vedendo il terrore di
+tutti, l'idea orrenda della morte m'invase, e, reagendo con tutta la
+forza della mia giovine vita, mi posi a gridare:
+
+«--L'amputazione! Bisogna amputare la mano!
+
+«Ma la confusione, l'urlìo, il trambusto erano tali, che non potei
+essere udito, e dovetti ripetere più volte:
+
+«--Sentite! sentite! Dacchè non soffro nulla, è segno che il veleno è
+localizzato. Amputando la mano si può forse salvarmi.
+
+«Tutto questo era accaduto rapidissimamente; non eran passati due minuti
+dacchè ero stato ferito. Eppure, dovendo parlar forte per esser inteso,
+sentii di dover fare una certa fatica; ed ancora, la mia voce non suonò
+alta in proporzione dello sforzo fatto: l'udirono appena i più vicini, e
+furono loro che lo dissero agli altri, e subito si ripetè da tutte le
+parti:
+
+«--L'amputazione! L'amputazione! È inutile! Ma chissà? Si può tentare!
+
+«--Un chirurgo! Nella scuola di chirurgia!...
+
+«Parecchi studenti si precipitarono fuori in cerca del chirurgo.
+Intanto si continuava a darmi del _rhum_ ed a domandarmi:
+
+«--Che cosa sentite? Soffrite molto?
+
+«No. Non soffrivo punto; ma avevo una gran pena a dirlo. Pareva che la
+sede della mia voce fosse scesa in fondo in fondo al petto; l'azione
+della gola era insufficiente per attingerla. Risposi una volta o due con
+accento fioco, poi la voce non venne più. Movevo le labbra ma non usciva
+nessun suono. Intorno dicevano:
+
+«--Oh Dio! Oh Dio! perde la parola; non parla più; il veleno ha già
+fatto il suo effetto; non siamo più in tempo per l'amputazione.
+
+«Immaginate l'angoscia che provai a quella sentenza; volevo dire di no;
+che provassero ad ogni modo; che s'affrettassero... E non potevo dir
+nulla. La mia voce era morta. Intanto sentii una grande spossatezza
+invadermi le membra, mi mancarono sotto le gambe, e, se non m'avessero
+sorretto, sarei caduto. Mi trascinarono fino alla poltrona del
+professore, dove mi adagiarono dicendo:
+
+«--Ha perduti i sensi; è svenuto.
+
+«Io non ero svenuto: feci un altro sforzo per dirlo, ma fu impossibile.
+Cercai di accennare colla mano, ma, con infinito terrore, sentii che la
+mano rimaneva immobile come di piombo; volli scuotere il capo, ma anche
+il congegno del collo non giocava più; avevo perduto la facoltà di
+muovermi!
+
+«Atterrito, cercai di dare allo sguardo l'espressione della mia
+inenarrabile angoscia, ma lo sguardo non può fare lunghi discorsi, e,
+per quanto immenso fosse l'interesse con cui mi osservavano, i miei
+compagni, dicevano soltanto:
+
+«--Pare che veda ancora, ma non ci riconosce.
+
+«E mi chiamavano.
+
+«Ah! Ah! nessuno potrà mai dire lo sforzo straordinario di volontà ch'io
+facevo per dare un'espressione a' miei occhi. Ma lo spavento interno, la
+disperazione non si traducevano neppure nello sguardo.»
+
+
+Nel ricordare quell'atroce suplizio, il professor Navaro fremeva tutto.
+Non poteva più star fermo; passeggiava per la stanza, agitato, nervoso,
+asciugandosi il sudore, e gesticolando rabbiosamente. Pareva che
+lottasse ancora contro quell'orribile impotenza. Noi gli tenevamo dietro
+ansiosamente cogli sguardi interrogatori, smaniosi d'udire la fine di
+quel caso meraviglioso e tremendo. Egli respirò due o tre volte forte,
+s'appoggiò alle spalle d'un suo collega come per sentire qualche cosa di
+caldo e di vivo accanto a sè, e ripigliò quella storia di morte:
+
+«Ad un tratto una parola orrenda mi suonò all'orecchio.
+
+«--L'occhio s'è fatto vitreo. Non vede più.
+
+«Il professore mi prese una mano e ne pizzicò le carni così forte, che
+sentii un gran dolore, ma nessun muscolo si contrasse a quella
+sofferenza, ed egli, lasciando ricadere il mio braccio, disse:
+
+«--Non sente più nulla.
+
+«Allora mi fecero soffrire delle piccole torture, sempre nella speranza
+di risvegliare la mia sensibilità; mi strinsero i lobi degli orecchi
+fino allo spasimo, mi strapparono dei capelli, dei peli della barba, mi
+bruciarono, mi punsero; io sentivo quei dolori acuti, che aggiunti alla
+tortura che provavo, mi irritavano fino alla pazzia, poi udivo ripetere:
+
+«--No; non sente più nulla.
+
+«Il professore mi applicò l'orecchio al petto e disse:
+
+«--Pare che ci sia ancora una lieve pulsazione; ma presto il cuore avrà
+cessato di battere; fra pochi minuti sarà morto. Povero giovine! Povero
+giovine!
+
+«Nessuna mente umana ha mai immaginato nulla di tanto crudele. Non
+potevo nemmeno girare gli occhi, nemmeno chiuderli! Le mie membra erano
+impietrite; ero imprigionato vivo in un corpo morto. Se mi si fossero
+rizzati i capelli sulla fronte, come si dice che avvenga per senso di
+raccappriccio! Se fossero incanutiti! Si sarebbe capito almeno che
+qualche cosa viveva in me; che viveva lo spavento; uno spavento
+angoscioso, febbrile, furibondo!
+
+«Ma nessun segno esterno tradiva la vita del mio cervello, della mia
+volontà, la tortura del mio spirito. Rimanevo impassibile e freddo come
+una mummia nelle sue bende secolari.
+
+«Mi sollevarono di peso, e con un immenso mormorio di compassione, mi
+portarono, cadavere animato e sensibile, nel gabinetto anatomico, dove
+mi stesero sulla tavola.
+
+«Vidi alcuni de' miei compagni che piangevano; altri, allevati
+devotamente, si fecero il segno della croce, poi lo ripeterono su di me.
+
+«Un vecchio bidello bisbigliava tutto compunto:
+
+«--_Requiem æterna dona eis, Domine._
+
+«Vidi il povero prof. Dulcamara che si mordeva i pugni ed esclamava con
+una convinzione, che in quel momento non mi parve neppur comica:
+
+«--Maledetta la mia scienza!
+
+«Poi vidi una cosa atroce, mostruosa. Una di quelle infamie che
+farebbero fremere d'indignazione tutto un popolo, contro le quali
+l'umanità si solleva indignata; e non potei fremere nè sollevarmi!
+
+«Rosario Angherà, pallido, piangente, mi venne accanto sospirando:
+
+«--Oh che disgrazia! povero me, che fatalità!
+
+«Si pose in ginocchio accanto al mio cadavere, e, giungendo le mani come
+se pregasse perdono, mi susurrò all'orecchio:
+
+«--So che tu vivi, che vedi e che senti: ma non lo dirò. M'hai
+schiaffeggiato e m'hai chiamato vile; i vili non salvano i coraggiosi,
+ma si vendicano.
+
+«Poi si alzò, e col volto fra le mani, come accasciato dal dolore, uscì,
+e tutti lo seguirono.
+
+«Tutte le furie dell'inferno avevano invaso il mio cuore; l'odiavo come
+non s'è forse mai odiato sulla terra; smaniavo d'avventarmi contro di
+lui, di stringere fra le mie mani il suo collo torto, di strangolarlo,
+di sfracellargli coi miei piedi quella testa falsa, ipocrita, malvagia.
+E non avevo la potenza neppur di dire:
+
+«--È un omicida.
+
+«Mi sentivo stretto in una guaina di bronzo.
+
+«Rimasi solo in quella cella buia, su quella fredda tavola di marmo
+sulla quale erano stati sparati tanti cadaveri.
+
+«M'abbandonavano. Mi credevano morto.
+
+«Allora mi si affacciò alla mente un pensiero pauroso:
+
+«--Se fossi realmente morto? Se la morte fosse così? Che cosa ne
+sappiamo noi? Se lo spirito umano non si spegnesse contemporaneamente al
+corpo? Se dovesse stargli unito ancora, chissà per quanto tempo, forse
+per sempre, assistere alla putrefazione, alla dissoluzione delle
+membra?... E poi?...
+
+«A quell'idea, provavo quell'estrema disperazione che ci fa urlare come
+belve, dilaniare le carni, che ci trascina al delitto, al suicidio. Mi
+ricordai un tetro caso d'una giovine, che, dopo esser stata sepolta come
+morta, s'era risvegliata nella fossa; ma a lei almeno erano tornate le
+forze per urlare, per dibattersi, e fu trovata col capo sfracellato
+contro le pareti della bara; mentre io non potevo nulla per abbreviare
+il mio supplizio; mi bruciavo internamente di furore, mi sentivo
+impazzire a quelle supposizioni spaventose, e rimanevo tranquillo nella
+mia solenne immobilità da idolo.
+
+«Accanto a me, sulla tavola c'era un coltello anatomico. Avevo il capo
+rivolto da quella parte e lo vedevo. Mi sarebbe bastato di sporgere una
+mano per afferrarlo.
+
+«Con che ardore desiderai quel coltello!
+
+«Pensavo che, forse, una ferita al cervello o al cuore, in una parte
+essenzialmente vitale, avrebbe spenta la mia anima viva nel mio corpo
+morto. Ma poi chissà? Ad ogni modo non avrei potuto ferire che il corpo,
+e quello era già cadavere irrigidito.
+
+«In tutta la mia vita spensierata e giovine, non avevo mai pensato con
+tanto solenne spavento alla dualità possibile dell'essere umano; mai
+l'idea consolante dell'immortalità dell'anima, s'era presentata ad una
+mente d'uomo sotto un aspetto tanto minaccioso e spaventevole.»
+
+
+A misura che il professore Navaro procedeva nel suo racconto, la sua
+eccitazione si comunicava a tutti noi. Senza quasi avvedercene, ci
+eravamo rizzati in piedi, e gli stavamo raggruppati intorno dinanzi al
+fuoco, che nessuno pensava più a ravvivare.
+
+A momenti ci guardavamo l'un l'altro sbalorditi e dubbiosi, sospettando
+che, portata al sommo grado la nostra curiosità, il narratore dovesse
+cavarsela collo scioglimento comune a molte novelle fantastiche:
+
+--A questo punto mi svegliai; avevo sognato.
+
+Ma poi uno scoppio di voce appassionata, un sospiro affannoso, un
+brivido di raccapriccio del professore, ci attestavano la verità del
+fatto, ed accrescevano il nostro interessamento. Il professore continuò:
+
+
+«Avevo serbate tutte le mie facoltà intellettuali, ma la misura esatta
+del tempo mi sfuggiva. L'impazienza angosciosa allungava enormemente i
+minuti.
+
+«Mi pareva d'essere rimasto lungamente in quella camera squallida,
+quando udii distintamente dei passi che s'avvicinavano rapidissimi, e la
+voce di Turiddu che gridava:
+
+«--Lo so di certo. Me l'ha spiegato Claude Bernard. Se fossi stato in
+iscuola avrei impedito la circolazione del veleno nel sangue. Ma anche
+ora siamo in tempo a salvarlo; non è passato un quarto di ora...
+
+«Un quarto d'ora! M'era parso lungo per lo meno tre ore! Turiddu spinse
+l'uscio, ed ansimante, col viso stravolto, corse a me guardandomi con
+infinita pietà. Lo seguivano il professore Dulcamara, parecchi studenti,
+ed il professore di chirurgia, che erano riesciti a trovare. Questi
+disse:
+
+«--Se si fosse potuto amputarlo in tempo...
+
+«--Che! rispose Dulcamara. La morte è venuta istantanea; fu l'affare di
+sette minuti.
+
+«--Ma che morte! ribattè Turiddu. Vi giuro che questo giovine è vivo. In
+questo corpo immobile, dietro quest'occhio vitreo, con tutte le
+apparenze della morte, la sensibilità e l'intelligenza persistono
+intere; egli ci vede e ci sente...
+
+«Oh la gioia, la gioia infinita che mi invase in quel momento! Mi parve
+che quell'incanto malefico fosse vinto; che in quell'eccesso di giubilo
+potessi stendere le braccia al mio salvatore.
+
+«Ma no; nulla. Il piacere, come il dolore mi lasciavano impassibile e
+freddo. Intanto il professore tratteneva per le braccia Turiddo, che
+dava delle istruzioni ad un compagno, e gli gridava:
+
+«--Cosa dite! cosa dite, figlio mio! Non vedete che è rigido? Che gli
+abbiamo punte le carni, gli abbiamo strappati i capelli e non ha dato
+segno di dolore?
+
+«--Perchè non può dar segni; ma il dolore lo sente. Il _curare_ non
+colpisce che i nervi motori; Navaro è morto parzialmente; i nervi motori
+sono morti...
+
+«--Questo è un delirio, tornava a dire il professore.
+
+«E l'altro più affannato che mai:
+
+«--È una verità, professore. Io lo sapevo fin da Parigi. Ne ho parlato
+anche a Rosario Angherà. Come mai non se n'è ricordato? Si vede che la
+disgrazia l'ha sbalordito. Ma non c'è un minuto da perdere. Ora Navaro è
+vivo in un corpo paralizzato. Però in meno di mezz'ora saranno
+paralizzati anche i polmoni e morirà asfissiato.
+
+«Queste parole mi spiegarono una sensazione nuova di soffocamento, che
+cominciavo a sentire. Era l'asfissia! La morte che avevo invocata prima,
+veniva ora che stavano per soccorrermi. Veniva pur troppo, veniva
+rapida; e non potevo gridare:
+
+«--Ma presto; affrettatevi.
+
+«Turiddo andò all'uscio, e disse:
+
+«--E non tornano coll'apparecchio per la respirazione artificiale! È il
+solo mezzo di salvarlo.
+
+«Aveva già mandato a prendere l'apparecchio! Ebbi ancora un filo di
+speranza. Ma soffocavo. Intanto il professore si opponeva energicamente
+a quella prova. Era pura testardaggine? Era la vanità di non voler
+vedere smentita la sua sentenza? Tornò ad ascoltarmi il petto, poi
+disse:
+
+«--Via, sentite. Anche il cuore cessa di battere. Quando mai un uomo può
+vivere senza che gli batta il cuore? Ma che scienza può insegnarvi
+questo, figlio mio?
+
+«--Vi assicuro, professore, che Claude Bernard...
+
+«--Ma che Bernard! Sono francesate! Gl'Indiani muoiono da centinaia
+d'anni col _curare_ come questo mio povero discepolo, e non sono mai
+risuscitati.
+
+«--No, no, professore. State a sentire, insisteva Turiddo parlando con
+una rapidità febbrile, mentre gli altri studenti erano usciti per
+sollecitare a far portare l'apparecchio domandato. State a sentire.
+L'elemento nervoso sensitivo, l'elemento nervoso motore, e l'elemento
+muscolare, hanno ciascuno la sua autonomia. Uno solo può morire, mentre
+gli altri vivono. Navaro non può parlare nè muoversi, ma la sua
+sensitività ed i suoi muscoli sono vivi; l'elemento nervoso motore, che
+trasmette ai muscoli le manifestazioni della sensitività, è il solo
+avvelenato; e per mancanza di quel tramite le manifestazioni sono
+impossibili.
+
+«Il prof. Dulcamara alzava le braccia in alto, giungeva le mani,
+crollava il capo co' suoi grandi gesti da meridionale, ed esclamava
+fuori di sè, andando su e giù per la stanza:
+
+«--Cosa mi tocca sentire! Cosa mi tocca sentire!
+
+«Furono le ultime parole che udii. L'apparecchio per la respirazione
+artificiale entrava appunto, quando cessai di vedere, udii ronzarmi
+negli orecchi dei suoni confusi, e m'avvidi, disperato, che morivo al
+momento in cui stavo per esser richiamato alla vita.»
+
+
+Conchiudendo queste parole, il professor Navaro respinse noi tutti, che
+lo stringevamo davvicino, e s'accostò alla tavola per versarsi un
+bicchierino di _cognac_. Ma noi lo seguimmo domandando:
+
+--Ma poi? Non è morto, professore, dacchè è qui a narrarlo. Dica, come
+finì?
+
+--Si può figurarselo, riprese con maggior calma, dopo aver bevuto. Dopo
+non so quanto tempo, apersi gli occhi, e mi vidi solo con Turiddo, che
+mi faceva respirare artificialmente. A quel primo segno di vita egli
+mise un grido di gioia e staccò il soffietto... Io ricaddi svenuto.
+Allora ricominciò, e dopo più d'un'ora potei muovermi e parlare. La sera
+stessa ero completamente guarito, e dopo alcuni giorni stavo anche
+meglio di prima.
+
+--Ma, caro Navaro, esclamò un professore di filosofia: io non capisco
+nulla. È uno scherzo, un racconto di fantasia alla Poe che ci ha fatto?
+Come mai! Avvelenato, morto a mezzodì, e sano la sera?
+
+--Morto, no; lo sarei stato fra pochi minuti, e nessuno avrebbe
+sospettato mai che avevo vissuto fin allora: perchè il _curare_
+paralizza la circolazione come paralizza tutti i movimenti, perchè, come
+s'è detto, agisce sui nervi motori. Ma se colla respirazione artificiale
+si riesce in tempo a ravvivare la circolazione ed a mantenerla per un
+tempo sufficiente, il _curare_ si elimina per le vie ordinarie e
+l'ammalato guarisce. L'importante degli esperimenti di Claude Bernard,
+fatti su molti animali e riferiti nel suo libro _La science
+experimentale_, sta appunto in questo, d'aver accertato che, per un dato
+periodo, prima che la paralisi dei polmoni non abbia prodotta
+l'asfissia, quell'essere, che presenta tutti i sintomi della morte, vive
+e può essere salvato. Ma io credo d'essere il solo uomo che ha provato
+su sè stesso gli effetti di quello strano veleno senza esserne morto.
+Più volte mi venne l'idea di pubblicare una memoria su quel caso; ma mi
+ripugna di occuparmene.
+
+--E Rosario! quel gesuita di Rosario, domandammo noi, frementi
+d'indignazione. Non l'ha ucciso, professore? Non l'ha denunciato?
+
+--Sporsi querela contro di lui per omicidio. Ci fu un principio
+d'istruzione. Turiddo dichiarò d'avergli tenuto un lungo discorso sugli
+effetti del _curare_, e sulla possibilità di salvare chi ne fosse
+avvelenato; io deposi le parole che aveva dette a me quando giacevo come
+morto; ma egli negò tutto. Ho già detto che aveva delle alte protezioni.
+D'altra parte il professor Dulcamara, che era rimasto molto umiliato dal
+trionfo di Turiddo sulla sua scienza, finì col persuadersi che quella
+era stata una commedia combinata fra Turiddo e me, e continuò a negare
+che un uomo veramente avvelenato col _curare_ potesse riaversi.
+Conclusione: Non si fece luogo a procedere, e, circa un mese dopo,
+Turiddu ed io fummo invitati dalla polizia borbonica a lasciare la
+Sicilia, dove eravamo mal notati all'università di Messina, come
+imbevuti di idee liberali, e perturbatori dell'ordine.
+
+«Fu allora che venni in Piemonte, dove terminai gli studi a questa
+università di Torino, e, dopo varie vicende, finii, per tornarci col
+titolo di professore.
+
+--Ah! è un'infamia che Rosario sia rimasto impunito! disse qualcuno. E
+non ne seppe più nulla, professore? Non lo rivide più?
+
+--Lo rividi, rispose il professore un po' turbato. Lo rividi una volta
+sola... poco fa. Era la persona che mi domandava in salotto.
+
+A quella rivelazione sorse un grido d'orrore. Tutti ci alzammo, alcuni
+cercarono di correre all'uscio, come per far giustizia di quell'uomo. Ma
+il professore trattenendoli riprese:
+
+--Ora è molto lontano. Dacchè le cose sono mutate in Sicilia, è mutata
+anche la sua fortuna. È venuto qui povero, umile, malandato, a
+domandarmi cento lire per pagare il viaggio e tornare in paese.
+
+--E gliele ha date, professore? No?
+
+--Sì, gliele ho date. Ho fatto come i miei vecchi; non ho respinto
+neppure il mio assassino il giorno di Natale.
+
+Poi con un sorriso che rimaneva sempre buono, soggiunse, come per
+iscusare la sua buona azione.
+
+--Dacchè ho ereditato il loro patrimonio, ed i loro nervi eccitabili,
+dovevo pure accettare anche i loro pregiudizi. E la parte passiva
+dell'eredità.
+
+
+
+
+SUOR MARIA
+
+RACCONTO DI NATALE
+
+
+I.
+
+Erano quattro anni che vivevano insieme il vecchio ed il fanciullo. La
+madre di Carlo era morta nel giorno stesso della sua nascita. Tre anni
+dopo, il padre, che lavorava da muratore, era caduto da un ponte e s'era
+ucciso. Il bimbo era rimasto col nonno paterno, il solo parente che
+avesse.
+
+Abitava una camera terrena fuori di porta Garibaldi.
+
+Andrea era nato contadino, e non sapeva adattarsi a vivere in città, ad
+un piano alto, in una stanza chiusa; aveva bisogno del pian terreno che
+aprisse sul cortile, con qualche albero in vista, e l'aria aperta.
+
+La mattina uscivano assieme, e, dopo un breve tratto, si separavano.
+Carlo andava alla scuola; Andrea entrava in città e si recava
+all'officina.
+
+Non si rivedevano più fino alla sera.
+
+La giornata del nonno finiva assai più tardi della scuola, e Carlo era
+sempre il primo a tornare.
+
+Era un fanciullo un po' viziato dall'amore esclusivo del nonno, e non si
+trovava bene che con lui; cogli altri era selvatico; non entrava mai
+nelle case dei vicini, i quali, del resto, erano gente occupata e
+povera, che non badava a lui.
+
+Quelle ore d'aspettativa dopo la scuola le passava solo, in casa o nel
+cortile, baloccandosi come poteva.
+
+Poi giungeva il nonno col passo lento d'una persona stanca.
+
+Poteva aver sessant'anni al più; ma, passati al fuoco della fucina,
+maneggiando un martello che, ad ogni colpo, strappa un ruggito dal petto
+dell'operaio, sessant'anni contano molto, e sono quasi l'estremo limite
+della vecchiezza.
+
+Fin allora però Andrea resisteva bene alla fatica, e quando Carlo gli
+correva incontro nel cortile, e lo accompagnava in casa saltellandogli
+intorno e dicendogli che aveva fame, si rallegrava tutto, e non sentiva
+più la stanchezza.
+
+Preparava la minestra lentamente per lasciare al bambino l'illusione di
+aiutarlo colle sue manine inesperte; poi sedeva sullo scalino del
+focolare, si prendeva il bimbo fra le ginocchia, e, con un cucchiaio
+ciascuno, mangiavano nella medesima scodella.
+
+Era il momento più bello della loro giornata. Facevano a chi prendeva
+più cucchiaiate, ed il ragazzo rideva tanto di quel gioco, che
+s'imbrodolava tutto e comunicava al vecchio la sua ilarità.
+
+Carlo raccontava gloriosamente i progressi che faceva alla scuola.
+
+--Studio l'abaco. Sai quanto fanno due per due? E tre per tre?
+
+Poi faceva dei disegni per l'avvenire:
+
+--Farò il soldato di cavalleria, e ti condurrò a spasso a cavallo.
+
+Il nonno ascoltava quelle ciarle con compiacenza d'amore, senza badare
+al tempo che passava.
+
+Sovente il bambino gli si addormentava tra le braccia chiacchierando.
+
+Allora il vecchio operaio lo portava sul letto, lo svestiva pian piano
+con una delicatezza da donna per non risvegliarlo, poi fumava la sua
+pipa in silenzio, e si coricava senza più uscir di casa.
+
+Dacchè gli era toccata quell'eredità d'affetto, non aveva più messo
+piede in un'osteria; non aveva più fatto una partita alla morra. Si era
+isolato completamente nell'adorazione del suo figliolo. Vivevano l'uno
+per l'altro, si bastavano, si rendevano felici a vicenda.
+
+Sovente, nelle ore solitarie della sera, Andrea pensava all'avvenire, ai
+suoi sessant'anni vicini, all'infanzia acerba di quel fanciullo che gli
+dormiva accanto; e tremava, calcolando il poco tempo che gli rimaneva
+ancora da lavorare, e forse da vivere.
+
+E poi?
+
+Ma si sentiva forte, ed aveva un gran desiderio di resistere finchè il
+bimbo potesse aiutarsi da sè; e finiva sempre col dire: «Sarà quel che
+Dio vorrà.» E tirava innanzi, felice di quel grande affetto che gli
+ringiovaniva il cuore.
+
+
+II.
+
+Verso la metà di dicembre Carlo cominciò a non parlar più d'altro che
+del Natale. Andrea, tornando dal lavoro, lo vedeva far capolino
+dall'uscio socchiuso, col visino roseo pel freddo, cogli occhi lucenti
+dalla gioia.
+
+Aspettava il nonno, ansioso di parlare, e gli si precipitava incontro,
+cominciando a discorrere tutto ansimante prima d'essere a portata della
+voce.
+
+--I ragazzi della scuola mettono la scarpa sotto il focolare la notte di
+Natale, ed il Bambino scende giù dal camino tutto vestito d'oro, con un
+gran paniere d'oro pieno di strenne. Metteremo anche noi, nevvero, le
+scarpe sotto il focolare? Ma soltanto le mie, perchè ai nonni il Bambino
+non porta nulla.
+
+Da qualche giorno Andrea aveva tutte le membra infreddolite, e tossiva.
+Ma, alla vista del bimbo tutto vispo e contento, si rianimava, parlava
+anche lui della strenna di ceppo, per informarsi dei desiderii di Carlo
+ed appagarli poi; almeno nel limite del possibile, perchè
+l'immaginazione del fanciullo faceva certi voli da mettere in pensiero
+anche un nonno milionario.
+
+Sognava una carozzona con due cavalli vivi; una barca grande, da poterla
+metterla sul Naviglio ed andarci dentro...
+
+Però, quando il nonno, per condurlo ad idee più pratiche, gli parlava di
+cavallini di legno, di soldatini di piombo, il bimbo si esaltava
+ugualmente per quelle inezie come pei suoi grandiosi castelli in aria.
+
+Organizzavano il programma della loro festa di Natale, ed il pranzo, che
+il fanciullo doveva combinare, per metterci tutte le cose che gli
+piacevano meglio. Ogni giorno pensava una nuova lista di piatti
+insensati, che il nonno approvava sempre.
+
+Ma l'infreddatura d'Andrea, invece di guarire, andava peggiorando, gli
+toglieva l'appetito ed il sonno, lo prostrava. Carlo non capiva gran
+cosa, ma soffriva di vedere il suo vecchio a quel modo, e di mangiar
+solo.
+
+Una sera era tornato dalla scuola eccitatissimo per le belle cose che
+aveva vedute nelle botteghe dei pasticcieri e dei salumai; era più
+chiacchierino del solito, e redigeva un _menu_ di pranzo per Natale, in
+cui entravano un gran maiale intero con dei fiocchi rossi sul muso e
+sulla coda, un pasticcio fatto come il Duomo, e tutte le sontuosità che
+i bottegai mettono in mostra per tentare i ricchi.
+
+Andrea si dava da fare intorno alla pentola per nascondere le lacrime
+copiose che gli piovevano dagli occhi.
+
+Quel giorno appunto, aveva cominciato a sentire al fianco destro un
+dolore pungente, che era andato aumentando d'ora in ora.
+
+Si contorceva, si mordeva le labbra per non gridare; ma lo spasimo era
+tale che lo faceva piangere.
+
+Vi sono azioni eroiche, scritte nelle storie, che non hanno costate le
+sofferenze inaudite, i prodigi di coraggio, che costò ad Andrea la
+cucinatura di quella minestra.
+
+Sperava di resistere finchè il bambino si fosse addormentato. Ma quando
+si accostò alla tavola per versare il riso nella scodella, quello sforzo
+lieve gli strappò un grido di dolore.
+
+Carlo era già meravigliato del suo silenzio, fu sbalordito addirittura
+da quel grido, e sopratutto dalle lacrime che gonfiavano gli occhi del
+vecchio.
+
+Non aveva mai visto piangere un adulto, rimase impaurito.
+
+Il nonno gli appariva così differente dal solito, ed il dolore ha sempre
+in sè qualche cosa di tanto solenne, che il fanciullo si sentì preso da
+una soggezione tutta nuova. Non osava parlare: guardava timidamente il
+suo vecchio compagno, e non gli reggeva l'anima di mettersi a mangiare.
+
+Finalmente il male si fece così violento che il pover'uomo si buttò
+attraverso il letto, gemendo:
+
+--Ah, non ne posso più. Chiama qualcuno.
+
+Carlo uscì tutto tremante ed andò a bussare all'uscio della stanza
+vicina. Fece un grande sforzo, per rivolgere la parola a quella gente
+che gli metteva soggezione.
+
+--Il nonno sta male; piange.
+
+--Che cos'ha? domandò la Margherita.
+
+Ma Carlo era già scomparso.
+
+Ella corse nella stanza d'Andrea, gli rivolse due o tre domande, a cui
+il vecchio potè rispondere soltanto con un gemito, poi ordinò a suo
+marito d'andare in cerca del medico.
+
+Era una buona donna, ma ciarlona, e molto rozza. Mentre applicava dei
+pannicelli caldi alla parte indolorita dell'infermo, borbottava:
+
+--È in causa di quel ragazzo che vi siete maltrattato così. Vi logorate
+la vita per fargli fare il signore.
+
+E volgendosi a Carlo gli gridava:
+
+--Vedi? È per colpa tua che il nonno è malato. Purchè tu abbia da
+mangiare e da bere, eh? E che il povero vecchio s'ammazzi al lavoro, non
+importa...
+
+Carlo si stizziva dell'ingiustizia di quei rimproveri. Non capiva che
+colpa avesse lui di quella malattia del vecchio. Ne era invece molto
+crucciato, e non aveva fatto nulla di cui il nonno avesse dovuto
+rimproverarlo. Cercava di connettere l'idea del suo mangiare e bere,
+coll'ammazzarsi dell'altro al lavoro; ma non gli riusciva. Guardò la sua
+minestra intatta, e disse come per giustificarsi:
+
+--Non ho neppure mangiato io.
+
+--Ecco, i ragazzi non pensano che a mangiare; ma c'è altro a fare ora,
+che dar da mangiare a te; ribattè la Margherita, prendendo quella scusa
+per una insinuazione.
+
+E tirò via a dire, che i bambini sono tutti egoisti: «e poi,
+che costrutto si cava dai sacrifici che si fanno per loro?
+Dell'ingratitudine; appena mettono i primi peli al mento si guardano
+intorno a cercar moglie, ed i poveri vecchi...
+
+Era il caso d'un suo figliolo, che le aveva tolte le illusioni materne,
+ed essa lo rimproverava a tutti i ragazzi, ne faceva una regola
+sconsolante, per sfogare la sua pena in qualche modo.
+
+Il medico trovò che il male era grave; si trattava d'una pleurite acuta,
+ed era urgente di trasportare il malato all'ospedale la sera stessa.
+
+Quando Carlo vide sollevare di peso il suo nonno, e metterlo nella
+portantina, dopo quanto aveva detto la Margherita pensò che fosse una
+risoluzione sua di allontanare il vecchio da lui, e la accusò
+d'ingiustizia e di crudeltà.
+
+Quella notte, solo nel letto in cui aveva sempre dormito col suo vecchio
+parente, ebbe dei sogni agitati. I vicini, dalla stanza accanto, lo
+udirono singhiozzare nel sonno, e la Margherita dichiarò che bisognava
+dargli sulla voce, perchè non avesse a far scene che finirebbero per
+farlo ammalare anche lui.
+
+Ed il mattino entrò presto a pigliarlo, lo tirò per forza in casa sua,
+mezzo vestito e mezzo da vestire, e lo buttò a sedere dinanzi ad una
+scodella di polenta.
+
+L'intenzione era benevola; ma Carlo era troppo bimbo per poterla
+indovinare sotto l'asprezza dei modi.
+
+Il nonno l'aveva abituato ad esser trattato con amore, ad essere
+considerato come un amico. Qualunque cosa egli avesse detta, era sempre
+ascoltata con deferenza.
+
+La noncuranza apparente della Margherita, la privazione di ogni carezza
+gli riescivano dolorose come un maltrattamento; ed aggiunte al rancore
+profondo che le serbava per avergli portato via il nonno, gli rendevano
+uggiosa la compagnia di quella donna, ed insopportabile la vita presso
+di lei.
+
+Cominciavano appunto quel giorno le vacanze di Natale: non poteva
+neppure andar a scuola; non sapeva dove stare. Usciva dalla sua stanza
+nel cortile, poi rientrava e tornava ad uscire, muto, imbronciato,
+intrattabile.
+
+Ogni tanto piagnucolava:
+
+--Voglio andare dal nonno.
+
+--Ci si andrà domenica, gli rispose finalmente la Margherita, e profittò
+di quel discorso avviato, per tirar via a dirgli: che il nonno avrebbe
+dovuto viziarlo meno, ed insegnargli ad esser un po' più riconoscente
+verso i vicini di casa che gli facevano del bene...
+
+--Quand'è domenica? tornò a domandare il bimbo senza darle retta.
+
+--Doman l'altro.
+
+Carlo non aveva idea esatta del tempo; il giorno dopo appena svegliato
+disse:
+
+--È domenica?
+
+--No; t'ho detto doman l'altro. Se fosse stato oggi, avrei detto domani,
+rispose la Margherita con tuono cattedratico.
+
+--Quand'è doman l'altro? insistè Carlo.
+
+--Domani.
+
+Carlo passò un'altra giornata, triste, malcontento, capriccioso. Mangiò
+in silenzio, si lasciò sgridare senza rispondere, piagnucolò senza
+motivo; e la mattina seguente, prima che la Margherita entrasse nella
+sua camera, ne uscì vestito alla peggio, abbottonato a sghembo, e disse
+colla fronte accigliata:
+
+--Oggi è doman l'altro: voglio andare dal nonno.
+
+Per tutta la strada camminò innanzi, voltandosi appena ad ogni cantonata
+come per domandare da che parte dovesse dirigersi, poi tirando via
+daccapo frettoloso e muto.
+
+Voleva essere il primo a rivedere il nonno; gli dava noia che la
+Margherita entrasse con lui; gli tardava di parlargli da solo, di
+sedergli sulle ginocchia, di dirgli tutto quello che aveva sul cuore.
+
+Si figurava di trovarlo in una bella stanza, sano ed allegro com'era
+stato sempre. Gli avevano detto che all'ospedale lo farebbero guarire,
+ed egli lo aveva creduto. Non s'era rassegnato che a quella condizione.
+
+Invece entrando, vide una corsia lunga lunga, con un altare in fondo
+come una chiesa, ed una sfilata di letti, quasi tutti occupati da figure
+macilente con un berretto bianco; vide le monache con quella vestitura
+stravagante, che passavano, come ombre, di letto in letto, parlando
+piano, e fermandosi appena; udì quel rumore triste di tossi, di rantoli,
+di scodelle urtate, di lamenti, ripercosso dalle vôlte immense; ed ebbe
+paura.
+
+Si voltò severamente alla Margherita e le domandò: «Dov'è il nonno?»
+coll'accento che deve aver avuto il signore domandando a Caino: «Dov'è
+Abele?»
+
+--Numero trentanove, rispose tranquillamente la donna; ed accennò ai
+numeri sovrapposti ai letti.
+
+--È in letto? domandò Carlo stupito.
+
+--Sicuro; dove vuoi che sia?
+
+--Allora non l'hanno fatto guarire, avete detto la bugia, ribattè il
+bimbo più severo che mai.
+
+E, vinto il primo sgomento, s'affrettò innanzi solo per trovare il nonno
+da sè.
+
+
+III.
+
+Fu invece Andrea che vide lui, e pregò una suora, che aveva accanto, di
+chiamare il fanciullo.
+
+--Vieni; disse suor Maria facendosi incontro a Carlo, il tuo nonno è là.
+E gli porse la mano. Egli prese il giro un po' largo per iscansarla, e
+corse al letto indicato.
+
+Il vecchio fissava con passione su lui i suoi occhi tristi da moribondo,
+e susurrava:--Oh, Carlo! Oh, povero Carletto!
+
+Carlo, ammutolito da quella scena di dolore inaspettata, cercò
+d'aggrapparsi alle coperte per alzarsi un poco verso il nonno, ma non
+potè riescirvi. Guardò la suora che gli era venuta dietro. Era una donna
+matura, delicata ed invecchiata anzi tempo.
+
+Carlo era avvezzo alle rughe. La vecchiaia d'Andrea era stata la sua
+protettrice, la sua compagna; s'era piegata alle sue voglie, aveva
+giocato con lui, l'aveva amato e reso felice. Ed egli amava i volti
+vecchi; gl'inspiravano confidenza.
+
+Diede una strappatina all'abito della monaca e le disse accennando al
+malato:
+
+--Non ci arrivo; è alto.
+
+Suor Maria lo sollevò tra le braccia, e si pose e sedere accanto al
+letto, tenendosi il fanciullo inginocchiato in grembo. Così Carlo si
+trovò volto a volto col vecchio, che sporse la mano scarna e gli
+accarezzò la guancia ed i capelli ripetendo:
+
+--Povero Carlo! Che il Signore abbia pietà di te povero figliolo!
+
+Carlo guardava cogli occhi sbarrati senza trovar nulla da dire.
+
+Gli entrava nel cuore un sentimento nuovo pel suo nonno. Gli pareva di
+dover fare il segno della croce davanti a lui, e parlare sommesso come
+in chiesa. Lo invadeva il primo senso di dolore, e gli dava un'aria
+smarrita.
+
+Stettero un pezzo in silenzio, uno accanto all'altro; poi la monaca,
+vedendo che non dicevano nulla e soffrivano, e che le ciarle della
+Margherita, a cui nessuno dava retta, stordivano il malato, volle
+abbreviare quella vista e disse a Carlo.
+
+--Via, dai un bacio al nonno, e poi vai a casa a pregare per lui, che
+possa guarir presto.
+
+Il vecchio sporse avidamente la faccia per ricevere quel bacio, ed il
+fanciullo se gli strinse accanto, nascose il volto sulla spalla di lui,
+e sfogò in un pianto convulso la passione dolorosa ed ignota che gli
+gonfiava il cuore.
+
+Suor Maria lo tolse di là, e tenendolo per mano, lo ricondusse fin in
+fondo alla corsia dicendogli delle parole carezzevoli e consolanti:
+
+--Il nonno sarebbe presto tornato a casa; Gesù Bambino l'avrebbe fatto
+guarire, per fargli passare un bel Natale col suo nipotino...
+
+Poi alla porta, mentre aspettava la Margherita, a cui il malato aveva
+accennato di voler parlare, si accoccolò, si strinse il bimbo tra le
+braccia, e lo baciò sulle due guancie.
+
+Erano i primi baci di donna su quel volto di fanciullo. Due ore prima,
+nella sua timidezza selvatica, egli se ne sarebbe scansato rozzamente.
+Ma, in quella disposizione d'animo penosa, nell'abbandono che lo
+impauriva, sentiva il bisogno di attaccarsi a qualcheduno, ed apprezzò
+tutta la dolcezza di quell'atto.
+
+Lungo la strada del ritorno, e nella lenta giornata solitaria, rammentò
+spesso quella monaca buona e desiderò d'averla accanto invece della
+Margherita.
+
+Questa descriveva diffusamente agli altri vicini del casamento la
+magrezza del povero Andrea, gli occhi infossati nell'orbita, il naso
+assottigliato, che, secondo lei, era un segno di malaugurio; e Carlo, al
+cui sguardo inesperto quei particolari erano sfuggiti, se ne risentiva
+internamente contro quella donna come se li cagionasse lei.
+
+E, tra per questo, tra pel confronto che faceva tra lei e suor Maria,
+sentiva farsi più forte l'antipatia che aveva risentita dapprincipio per
+la vicina. Tratto tratto domandava:
+
+--Quanti giorni mancano al Natale?
+
+Non era più la strenna, nè il pranzo, nè la festa che sospirava; era il
+ritorno del nonno che la monaca gli aveva promesso, era il termine di
+quella esistenza che gli diveniva ogni giorno più uggiosa.
+
+Quando gli dissero: «mancano soltanto due giorni» provò una grande
+gioia.
+
+Gli pareva d'essere stato tanto a lungo solo in casa della Margherita, e
+quel tempo che si esprimeva con quelle brevi parole, _due giorni_,
+doveva essere così poco al paragone...
+
+Ma suor Maria gli aveva raccomandato di pregare pel nonno; e, con quel
+malumore che lo invadeva, egli non aveva pregato punto.
+
+Bisognava pensare a riparare quella mancanza che gli rimordeva la
+giovine coscienza.
+
+Quella notte sognò la chiesa, l'altare illuminato, i canti alti della
+benedizione; e la mattina i vicini non lo trovarono più nel suo letto;
+la camera era deserta.
+
+--È un piccolo vagabondo, disse la Margherita. Sarà andato a giocare coi
+monelli. Quando avrà fame tornerà.
+
+In fondo ne era dispiacente ed inquieta: soltanto, invece di dimostrarlo
+con rimpianti, il suo carattere aspro si sfogava con rimproveri e male
+grazie.
+
+Passò l'ora della colazione, poi quella del pranzo; si fece buio, ed il
+fanciullo non si rivide.
+
+La Margherita e suo marito lo ricercarono per tutto il casamento, lungo
+la contrada; ne domandarono a tutti, lo aspettarono fino a tarda sera,
+poi lasciarono l'uscio della sua stanza aperto tutta la notte, ed un
+lume acceso, perchè potesse rientrare senza aver paura.
+
+Ma Carlo non rientrò.
+
+
+IV.
+
+La vigilia del Natale verso il mezzodì una carrozza si fermò
+all'ingresso del cortile.
+
+--È quel vagabondo di Carlo, disse la Margherita correndo fuori con
+premura.
+
+Ma tosto soggiunse, come per nascondere il sentimento buono che le
+faceva provare una vera consolazione pel ritorno del fanciullo:
+
+--Ecco, me lo riconducono. Il mal seme non si perde mai. E si compose un
+viso arcigno mentre si affrettava verso la carrozza.
+
+Ma ne discese soltanto una suora di carità.
+
+Invece di ricondurre il bimbo veniva a cercarlo.
+
+Andrea era in fin di vita, e desiderava vederlo prima di morire.
+
+La Margherita si senti mancar il cuore a quella notizia; e, nel
+malcontento della delusione provata, disse brutalmente:
+
+--A quest'ora, pensa al suo nonno come alle prime scarpette che ha
+portate. È fuggito ieri per andare a far il chiasso fuori, e non è più
+tornato nè per mangiare nè per dormire.
+
+E ricominciò a battere i dintorni in cerca del fanciullo, mentre la
+carrozza s'allontanava.
+
+
+Suor Maria s'era fatta monaca a ventisette anni nello scoraggiamento
+d'un disinganno d'amore, che aveva troncati dei disegni d'avvenire
+lungamente vagheggiati.
+
+Oltre al dolore della delusione sofferta, aveva contribuito molto a
+farle prendere quella risoluzione, l'idea di sfuggire ai commenti della
+gente, a cui s'era presentata per molti anni come fidanzata; e
+fors'anche una speranza segreta di commuovere l'amante infedele.
+
+Non per nulla aveva scelto l'ordine delle Suore di carità, dove i voti
+sono annuali.
+
+Ma quando, dopo meno d'un anno, ammogliandosi prosaicamente con una
+vedova ricca, quell'uomo tolse alla povera giovine l'ultima illusione,
+che mettendo un po' di poesia nel sacrifizio, l'aiutava a sopportarlo,
+ella ne sentì tutto il peso, e rimpianse amaramente le gioie dell'amore
+e della maternità alle quali aveva rinunciato.
+
+Era troppo dignitosa per uscire dal convento, _in cerca d'un altro
+sposo_, come non avrebbero mancato di dire i malevoli.
+
+Ma vi rimase senza passione e senza convinzione.
+
+Il bene, che faceva per vero sentimento di carità, avrebbe preferito
+farlo senza quella messa in iscena di regolamenti e di costume, e
+sopratutto senza quella privazione d'ogni affetto durevole, che la
+isolava e le assiderava il cuore.
+
+La sua anima appassionata prendeva a ben volere tutti gli infermi, tutti
+i trovatelli abbandonati.
+
+Poi, gli infermi che la morte risparmiava, se ne andavano, e non li
+rivedeva più.
+
+I trovatelli venivano reclamati dai parenti, da una nutrice, da un primo
+venuto, che ne aveva bisogno per farsi servire, ed essi pure se ne
+andavano, e non li rivedeva più. Tutti i suoi affetti erano troncati, e
+la monaca rimaneva sempre sola.
+
+Intanto gli anni passavano, ed a misura che cresceva in età, suor Maria
+trovava più gravosa quella vita di soggezione; anche la sua salute s'era
+alterata in quella reclusione continua, nell'aria malsana degli
+ospedali.
+
+Più volte i medici l'avevano consigliata a svestire l'abito religioso
+per tornare ad un'esistenza più confacente alla sua salute delicata.
+
+Suo padre, morendo, le aveva lasciata una rendita sufficiente pe' suoi
+bisogni. Allora era già lontano il tempo in cui si sarebbe potuto
+supporre che uscisse dal convento _per la smania di pigliar marito_. Non
+era più giovine, ed il mondo non si curava più di lei.
+
+Eppure d'anno in anno differiva quella risoluzione.
+
+Era una di quelle anime amorose, che hanno bisogno di vivere per
+qualcheduno, di sacrificarsi. Vivere per sè stessa, le sembrava l'ultima
+espressione dell'egoismo, e, malgrado le esigenze della sua salute, se
+ne sarebbe vergognata.
+
+--Qui almeno sono utile a qualcheduno, pensava. Se proprio mi sentirò
+incapace di resistere, uscirò dal convento; ma finchè posso...
+
+Ed a forza di tirare innanzi, di girar gli ospedali, se n'era fatta
+un'abitudine, quasi una necessità; e sebbene non avesse rinunciato al
+disegno di rifarsi laica, nessuno ci credeva più; era piuttosto un'idea
+vaga, un sogno destinato a rimaner sempre sogno, per consolarla
+dell'aridità della sua vita reale.
+
+Aveva quarantacinque anni quando Carlo l'aveva conosciuta quella
+domenica. La mattina il medico le aveva detto:
+
+--Il numero trentanove va male; ne avrà per un paio di giorni al più.
+
+La monaca era corsa presso Andrea, e s'era commossa profondamente della
+desolazione che turbava le ultime ore di quel vecchio, al pensiero
+dell'abbandono in cui lasciava un bambino.
+
+Lei pure aveva aspettato con ansietà il fanciullo, e mentre l'aveva
+tenuto sulle ginocchia, e ne aveva sentito scotere le fragili membra
+nella convulsione del pianto, aveva pensato come il vecchio:
+
+--Cosa sarà di lui?
+
+Più tardi tornò, sola e pensosa, al letto del moribondo e gli susurrò
+dolcemente:
+
+--Quel bimbo è vostro nipote?
+
+Il vecchio chinò più volte il capo in atto di sconforto, come per dire:
+
+--Pur troppo!
+
+--Non ha nessun parente? domandò ancora la monaca.
+
+--Solo al mondo! sospirò l'infermo con accento disperato; ed i suoi
+poveri occhi spenti si velarono di lagrime.
+
+Quel giorno Suor Maria fu impensierita e distratta.
+
+Più volte traversò la corsia senza scopo, e, nell'oratorio, invece di
+recitare le solite preghiere, rimase assorta in riflessioni profonde, e
+tratto tratto fu udita sospirare:
+
+--Sono quasi vecchia... Ma! Ma! Cosa fare?...
+
+Pensava al mondo cui aveva desiderato di tornare, e le pareva che fosse
+un deserto.
+
+Si hanno dei parenti, degli amici; ma col tempo i vecchi muoiono, i
+giovani si disperdono.
+
+Uno che tornasse dopo tanti anni sarebbe isolato...
+
+Guardava i pochi mobili della sua cella, il letto, il crocifisso,
+l'inginocchiatoio, e si sentiva presa da una profonda tenerezza per
+quegli oggetti rozzi e logori.
+
+Un medico, attribuendo quell'eccitamento al suo malessere, la fermò
+mentre traversava la corsia, e le disse, toccando leggermente la sua
+larga cuffia insaldata:
+
+--Dovete risolvervi a lasciar la _cornetta_, Suor Maria, se volete star
+bene.
+
+--Oh se fosse per me sola, a questa ora non ci penserei più, sospirò la
+suora. Ma, cosa fare?
+
+Quando Andrea la fece chiamare, per pregarla di condurgli ancora una
+volta il bambino prima che morisse, Suor Maria rimase un pezzo immobile
+a guardare il moribondo, come combattuta fra due pensieri; poi si avviò
+lentamente senza rispondere.
+
+Ma dopo pochi passi si fermò, tornò risolutamente indietro, e disse:
+
+--Mettete l'anima in pace, pover'uomo; al vostro bimbo ci penserò io;
+uscirò dal convento, e lo terrò con me; siete contento?
+
+Andrea strinse le mani congiunte, come in atto di adorazione; poi,
+nell'impeto della riconoscenza, riuscì a piegare il capo verso la sponda
+del letto, dove la monaca posava una mano, e la baciò, lasciandola
+bagnata di lagrime.
+
+Suor Maria uscì subito in carrozza per condurre il fanciullo al suo
+vecchio parente; ma Carlo era fuggito, e quando la suora tornò
+all'ospedale con quella nuova disperante, Andrea era morto.
+
+--Meglio così! sospirò la monaca. Dio gli ha risparmiato l'ultimo
+dolore.
+
+Poi chiuse pietosamente gli occhi del morto, e gli coprì il volto col
+lenzuolo, pensando a quel bambino che errava abbandonato, con un gran
+cruccio sul cuore.
+
+
+V.
+
+Quella mattina che era uscito solo dalla sua casa, Carlo, dopo aver
+dette e ripetute nella chiesa parrocchiale tutte le preghiere che
+sapeva, s'avviò per la strada di Circonvallazione, ruminando i suoi
+rancori contro la Margherita.
+
+Se avesse potuto non tornar più in casa se non quando ci tornerebbe il
+nonno!
+
+Gli avevano detto la sera innanzi che mancavano due giorni a Natale. Si
+studiava di calcolare quanto poteva esserci di meno dopo quella notte
+trascorsa. Ad ogni modo poteva esser poco; e pensava:
+
+--Appena sarà Natale andrò all'ospedale a prendere il nonno. La monaca
+ha detto che il Bambino lo farà guarire. Torneremo a casa insieme,
+faremo il nostro pranzo, e saremo contenti come prima.
+
+Ma intanto cominciava ad aver fame, e, malgrado la sua ostilità contro
+la Margherita, la buona scodella di polenta che doveva esserci sulla
+tavola a quell'ora, lo consigliava a tornare verso casa.
+
+Era appunto in quella perplessità, quando si sentì urtare, e riconobbe
+un suo compagno, che aveva frequentata la scuola in novembre, e poi era
+scomparso.
+
+--Perchè non vieni più a scuola? domandò Carlo.
+
+--Siamo andati ad abitare fuori di Porta Romana, e vado alle scuole di
+laggiù.
+
+Carlo gli narrò i casi suoi, ed il suo desiderio di non restituirsi a
+domicilio prima di Natale, per aspettare il nonno.
+
+--Non so dove stare intanto, concluse un po' scoraggiato.
+
+--Vieni a casa mia, propose ospitalmente il compagno. Mio padre lavora
+fuori di Milano, e torna a casa soltanto la sera del sabato. Domani sera
+verrà perchè è la vigilia di Natale; ma oggi non c'è.
+
+--E la tua mamma? domandò Carlo, a cui la Margherita aveva destato in
+cuore una grande paura delle massaie.
+
+--La mia mamma va a servire in città, e sta fuori anche lei tutto il
+giorno.
+
+--Ma io ho fame; osservò il piccolo fuggiasco impensierito.
+
+--Quando saremo a casa ti darò metà della mia colazione: poi giocheremo
+tutto il giorno, e vedremo passare il _tram_, e andremo alla Certosa di
+Chiaravalle, dove si sale sul campanile per una scaletta in aria, che fa
+paura, ed è facile cader giù...
+
+Carlo seguì il compagno, sedotto da quella prospettiva; ed i fanciulli
+passarono delle buone ore insieme.
+
+Ma quando cominciò a farsi buio, si trovarono imbarazzati. La mamma
+stava per tornare, e pare che non fosse molto indulgente, perchè il suo
+figliolo si metteva in grave pensiero.
+
+--Se ti vede qui mi sgrida; diceva.
+
+D'altra parte Carlo, dopo essere stato assente tutta la giornata, si
+sentiva meno disposto che mai a riaffrontare solo la Margherita: e le
+strade buie gli mettevano paura.
+
+A lungo pensare, il suo ospite trovò un ripiego: in fondo al casamento
+c'era un piccolo fienile.
+
+--Dormirai nel fieno, disse a Carlo. È bello, sai! Ora ti rimpiatti
+lassù; ed appena avrò la mia minestra, salirò anch'io e mangeremo
+insieme. La mamma non s'accorgerà di nulla.
+
+La cosa andò benissimo. Carlo s'addormentò, o quasi, prima che il suo
+compagno lo lasciasse, e tirò via a dormire fino al mattino. L'altro,
+che si divertiva di quella novità d'aver un ospite, e che desiderava di
+farlo sgattaiolare prima che il padrone del fienile potesse scoprirlo e
+denunciarlo alla sua mamma, era già accanto all'amico quando questi si
+destò.
+
+Lo fece scendere subito, e traverso i campi, lo ricondusse sulla strada,
+dividendo con lui un pezzo di polenta fredda ed una cipolla, che sua
+madre gli aveva dato per colazione. Prima di lasciar Carlo, gli disse:
+
+--Vai sempre dritto: poi volta a destra e troverai l'ospedale. Oggi è la
+vigilia di Natale, ti lasceranno entrare. Dacchè il tuo nonno deve
+uscire domani, è segno che sta bene, e potrà anche venire con te questa
+sera.
+
+Carlo approvò quel facile accomodamento, e s'avviò col cuore leggero.
+Ma, appena ebbe passato il dazio, ricominciarono le difficoltà. Quando
+doveva voltare a destra? Alla prima contrada? Alla seconda?
+
+Per non sbagliare, voltò alla prima; prese i bastioni, ed arrivò fino a
+Porta Venezia. Ma non s'imbattè in nessuna costruzione che gli
+ricordasse l'ospedale. Allora entrò in città, e si diede a camminare di
+su, di giù, distraendosi a guardare le botteghe, poi ripigliando la sua
+strada, poi fermandosi di nuovo.
+
+Forse in quei lunghi giri e rigiri passò anche dinanzi all'ospedale; ma
+non lo riconobbe.
+
+Avrebbe voluto domandare a qualcuno dov'era, ma non osava, e camminava
+sempre, pensando che finirebbe per arrivarci.
+
+Nelle prime ore del pomeriggio si trovò in piazza Cavour, all'ingresso
+dei giardini pubblici. Andò fino al laghetto a vedere le anatre, poi più
+in giù alla grande gabbia degli uccelli, poi tornò indietro, e si fermò
+allo steccato, in cui s'aggiravano melanconicamente due cervi
+freddolosi.
+
+Addossati alle sbarre, parecchi bambini eleganti ben ravvoltolati nelle
+pelliccie, porgevano delle chicche ai cervi, mentre le bambinaie
+discorrevano coi loro conoscenti.
+
+Un bambinello tutto vestito di bianco, che si reggeva appena, non
+riesciva, per quanto allungasse il braccino minuscolo, ad attirare
+l'attenzione d'un cervo sul suo pezzo di chicca. Carlo aveva fame, prese
+pian piano dalla manina del bimbo quel dono trascurato dall'animale, e
+si pose a mangiarlo.
+
+L'infante rimase stupefatto a guardarlo coi ditini stesi nel suo guanto
+bianco; aperse la bocca come per piangere; poi gli venne un'idea più
+amena. Prese il resto della chicca che aveva nell'altra mano, e cominciò
+a mangiare anche lui, sorridendo a Carlo con aria d'intelligenza.
+
+Più tardi cominciò a cadere un nevischio gelido; scese la nebbia. Carlo
+aveva ripreso ad errare per le contrade, ma il freddo gli penetrava
+nelle ossa.
+
+Avvezzo dal nonno a tutte le agiatezze, quell'umidità che gli gelava i
+panni addosso, gli dava noia.
+
+Si trovava in piazza del Duomo. Pensò che quel giorno non aveva pregato,
+e che per questo non gli riusciva di trovar l'ospedale.
+
+Entrò in chiesa.
+
+Era un po' assonnato; non si rendeva ben conto di quanto farebbe dopo.
+
+S'andò a rannicchiare in un angolo buio, nell'ultima cappella a sinistra
+che era in riparazione. C'erano ponti da tutti i lati, travi, tele
+distese, materiali da lavoro. Ma in quell'ora i lavori erano sospesi, ed
+il fanciullo si trovò isolato nella massima tranquillità.
+
+L'atmosfera interna era tepida; regnava una penombra scura, ma, lungo le
+navate, un rumore incessante di passi, faceva sentire che c'era molta
+gente in chiesa, e rassicurava il bambino. Da lontano, nel coro, s'udiva
+un salmeggiare monotono che conciliava il sonno.
+
+Carlo, stanco, assiderato, non potè sostenere a lungo l'attenzione alla
+preghiera; chinò il capo verso la parete, e s'addormentò.
+
+Fu risvegliato molte ore dopo, da una molestia allo stomaco. Non era un
+dolore. Era uno stiramento, una nausea. Aveva fame.
+
+Chiamò due o tre volte il nonno; era il nome che gli veniva alle labbra
+ogni giorno al primo destarsi, dacchè sapeva parlare. Ma non udì la
+buona voce del vecchio, e si ricordò vagamente la sua storia dolorosa.
+
+Stese le braccia, e sentì che non era in letto. Si rizzò ingranchito,
+confuso; fece alcuni passi, ed urtò negli attrezzi degli operai che
+ingombravano la cappella. Non sapeva più dove fosse.
+
+Si pose a camminare a tentoni nell'oscurità, urtando ad ogni tratto,
+scansando un intoppo, impigliandosi in un altro; tremava tutto;
+piagnucolava, ancora istupidito dal sonno. Finalmente non incontrò più
+ostacoli, non trovò più appoggio da nessun lato, si sentì solo,
+smarrito, nelle tenebre infinite, nel silenzio pauroso.
+
+Atterrito cominciò a chiamare strillando; e le vôlte immense ripeterono
+le sue grida con un suono cavernoso, che veniva da lontano, si
+ripercoteva, si frangeva, si prolungava, e moriva lentamente nel buio e
+nel silenzio di tomba. Allora la paura invase la mente del fanciullo
+come un delirio. Egli si pose a correre nell'oscurità, urlando,
+strillando, disperato, pazzo di terrore.
+
+
+VI.
+
+Suor Maria vegliava la notte di Natale al letto d'una donna malata.
+
+Nascondeva il volto fra le braccia incrociate, e piangeva sul suo abito
+grigio, pensando il Natale delle famiglie, le madri puerilmente occupate
+del segreto delle strenne, i bimbi giulivi intorno alle mense festive.
+
+Lei pure, dopo aver lottato contro la inerzia delle abitudini, ed aver
+vinto, aveva sognato un momento il sorriso d'un fanciulletto, e la sua
+prima strenna di ceppo. E quella speranza era nata nel suo cuore in un
+impeto di carità per un vecchio moribondo.
+
+Ma pareva che una maledizione ingiusta la condannasse a vivere solitaria
+e senza affetti; anche la buona azione era rimasta infeconda, per non
+procurarle una gioia. Ed il vecchio era morto solo; ed il bimbo errava
+solo nelle gelide notti d'inverno; e la suora generosa e buona, era sola
+fra due letti d'ospedale.
+
+Fu tolta a quelle meditazioni da una infermiera che veniva a chiamarla.
+Si asciugò gli occhi, ricompose le pieghe rigide del suo grembiule da
+monaca e s'affrettò dietro la donna.
+
+Una brigata di giovinotti entrando in Duomo per la messa della
+mezzanotte, avevano trovato un bambino svenuto e lo avevano trasportato
+all'ospedale.
+
+Per la prima volta, nella sua lunga pratica d'infermiera, suor Maria
+dimenticò la malata affidata alle sue cure, e la notte passò senza
+ch'ella ricomparisse nella corsia.
+
+La mattina di Natale, traverso l'uscio della sua cella, s'udiva uno
+strano rumore come il ruzzolare di carrozzelle di legno sul pavimento,
+ed il cinguettìo d'una voce infantile.
+
+Più tardi, all'ora del pranzo, la monaca non scese in refettorio; e la
+suora conversa che le recava i piatti dalla cucina, la trovò seduta ad
+una piccola mensa allegramente ornata di chicche e di arance, ed
+apparecchiata per due.
+
+Carlo sedeva in faccia a suor Maria, rispondendo amichevolmente alle sue
+domande, ingrossando la voce per narrarle il terribile fatto della sua
+reclusione in Duomo, interrogando a sua volta circa una certa casetta
+bianca con un giardinetto verde, dove la monaca gli diceva che dovevano
+recarsi presto, ad abitare insieme.
+
+Tratto tratto la campana dell'ospedale riprendeva a sonare a morto, e la
+suora rabbrividiva.
+
+Poi s'udì lontan lontano il fischio acuto della locomotiva sibilare fra
+i rintocchi lenti della campana.
+
+Il bambino alzò il dito, come per accennare quel suono ben noto, che gli
+richiamava tante storie e promesse serene di viaggi, e susurrò cogli
+occhi scintillanti e la bocchina aperta al sorriso.
+
+--È il nonno che torna!
+
+--No; è il nonno che parte: rispose gravemente la suora che conosceva la
+campana.
+
+--Va in quel sito lontano dove lo fanno guarire? disse un po' meno lieto
+il fanciullo.
+
+--Sì; in quel sito lontano dove starà sempre bene.
+
+--Quando tornerà? domandò Carlo.
+
+--Non tornerà: andremo noi a raggiungerlo.
+
+Il bambino contento di quella promessa, stese le braccia verso la suora
+che lo prese in grembo; poi ricominciò le sue chiacchierine
+sconclusionate, con certe note acute, certe risate argentine, che
+echeggiavano stranamente fra le muraglie nude della cella. E suor Maria,
+abbracciandolo stretto, benediva il cielo che, per una vita di carità,
+le aveva concesso un amore; e pensando all'avvenire non si sentiva più
+sola.
+
+
+
+
+SILENZI D'AMORE.
+
+
+Lui si chiamava Fausto; aveva poco più di trentacinque anni, ed era
+artista di canto; tenore.
+
+Lei era una di quelle signore eleganti di cui si dice sempre il casato
+ed il titolo, e si possono frequentare un mese senza saperne il nome.
+
+Non si conoscevano. Fausto era stato a Pegli, dove un'altra dama di
+Milano gli aveva dato una lettera di presentazione per la contessa
+Floralio di Santigliano, che doveva trovare a Recoaro.
+
+--Una donnina elegante, spiritosa, simpatica; una giovine vedova.
+
+Fausto aveva incontrati a Recoaro molti conoscenti: aveva domandato
+della contessa:
+
+--Aveva realmente le attrattive che gli avevano detto?
+
+--Sì; Ma aveva delle timidezze da provinciale. Non osava stare
+all'albergo. Aveva preso alloggio da una famiglia ammodo; una mamma
+grassa e tre giovinette magre che si tirava sempre dietro come
+un'aureola di onestà.
+
+Fausto rimise nel portafogli la lettera di presentazione.
+
+Colla sua bella e florida gioventù, col suo carattere leale, il suo
+spirito sereno, il suo gran nome, e la fortuna che gli sorrideva, non
+aveva che a presentarsi per incontrare delle simpatie, non gli
+occorrevano lettere.
+
+Da due, tre, dieci persone, la contessa s'intese dire che era arrivato
+Fausto, il più celebre dei tenori viventi, che cantava una sola stagione
+dell'anno al Covent-Garden o a Pietroburgo, ed in due mesi di trionfi e
+di gloria, si faceva una rendita da principe. Tutta Recoaro era agitata
+dalla speranza di udirlo.
+
+--Canterebbe?
+
+In società no. Era noto che non lo faceva mai. Ma se si fosse combinato
+il solito concerto a beneficio?...
+
+Poi l'amica di Milano scrisse alla contessa:
+
+«Come aveva trovato il suo raccomandato? Simpatico vero? Si vedevano
+spesso? Le faceva la corte?»
+
+La contessa si meravigliò che non fosse comparso: se ne meravigliò al
+casino, se ne meravigliò alla fonte:
+
+--Ma questo signore è un orso!
+
+Fausto lo seppe, e, martire della cortesia, si mise i guanti e fece la
+visita.
+
+Fu introdotto in uno di quei salotti borghesi che stanno sempre chiusi
+perchè il sole non abbia a sciupare i mobili, e di cui la serva apre le
+imposte quando ha fatto entrare un visitatore, lo abbaglia col riflesso
+del sollione che batte sul muro bianco di facciata, poi si volta, vede
+che si copre gli occhi colle mani, torna a chiudere un po' più, un po'
+meno, e lo fa assistere ad una serie d'effetti di luce, pittorici forse,
+ma punto comodi.
+
+Fausto si guardò intorno, e fece una smorfia. Era un salotto freddo ed
+inospitale, senza il posto della signora, il suo angolo, la sua nicchia
+dove un amico può sederle accanto, presso il suo tavolino, e i suoi
+lavori, i suoi libri, i suoi giornali, i suoi albums e discorrere
+intimamente, sfogliando di quà, guardando di là, sgomitolando un filo di
+seta, disegnando un profilo colla matita, leggicchiando un'epigrafe,
+commentando, saltando di palo in frasca, mentre la signora continua a
+stare al suo posto a fare quello che stava facendo, senza aver l'aria
+d'essere là per riceverlo, di perdere il suo tempo per lui.
+
+Era il salotto pretenzioso ed ingenuo delle famiglie che ricevono poco,
+e, per conseguenza, non sanno ricevere.
+
+Un divano contro una parete, le poltrone in giro ed una tavola in mezzo
+su cui la vanità del proprietario mette in mostra tutti quegli oggetti,
+che la sua modestia considera troppo belli per farli servire al loro
+scopo.
+
+Tazze in cui nessuno ha mai bevuto; servizi da thè e da caffè vergini
+d'ogni contatto colle bibite suddette; calamai che non conoscono neppur
+di vista l'inchiostro; e poi, fiori artificiali, uccelli imbalsamati ed
+i ricami più o meno scoloriti delle signorine di casa; e su tutte le
+spalliere dei mobili quadrati e dischi all'uncinetto per difendere la
+stoffa dal contatto dei visitatori.
+
+La contessa entrò, salutò in piedi, sedette a disagio sul divano, colle
+mani in mano, impacciata di trovarsi là fuor di posto, con quell'aria di
+ricevimento che sembra misurare il tempo alle visite.
+
+Fausto, che era avvezzo ad essere ricevuto fra gli intimi delle belle
+signore, rimase stonato anche lui.
+
+Fecero i discorsi di circostanza:
+
+--È da parecchio, che è giunto a Recoaro?
+
+Poi un'occhiatina alla data della lettera che lo presentava, ed un
+sorriso dissimulato con ostentazione, ma senza osare di parlarne.
+
+--E le acque le fanno bene? Io ne bevo tanti bicchieri, e lei? È poco. È
+troppo. Quanto tempo si aspetta alla fonte!...
+
+Una conversazione da far dormire in piedi. La contessa cercò di metterci
+qua e là qualche parola spiritosa. Ma non si sentiva a suo agio, ed a
+Fausto fecero l'effetto d'una guarnizione di tartufi e d'un bicchiere di
+bordeaux introdotti improvvisamente nel _menu_ di un pranzo casalingo.
+Non erano in armonia con tutto il resto, stonavano.
+
+Uscì col fermo proposito di non ripetere la visita che alla vigilia
+della partenza, nutrendo speranza di non trovare in casa la signora, e
+di potersela cavare col laconico _p. p. c._, in margine di una carta da
+visita.
+
+Ma, per quanto la speranza sia economica a nutrirsi, quella di Fausto
+non potè vivere a lungo.
+
+Il giorno seguente incontrò la contessa alla fonte.
+
+Era appoggiata colle spalle ad un albero, aspettando il suo turno per
+andare a bere.
+
+Aveva intorno le solite signorine magre ed alcuni uomini.
+
+Là in piedi, con quell'albero per tutto mobiglio, si trovava assai meno
+a disagio che nel salotto borghese.
+
+Appena Fausto le si fece incontro, gli stese la mano mettendo un «Buon
+giorno» tra due virgole del discorso, e continuò a parlare:
+
+--Senza dubbio, ha sapore d'inchiostro, ma mi ci sono avvezza. Non fosse
+altro, a forza di dirlo; è la quarta volta che lo ripeto stamane.
+
+--Lo ripeta anche a me, disse Fausto.
+
+--Parlava dell'acqua?...
+
+--Sfido! Dell'acqua, del sapore d'inchiostro, della maggiore o minore
+ripugnanza che ci si ha... Qui si parla a rime obbligate.
+
+--Ma le signore di spirito sapranno introdurvi qualche variante, ribattè
+Fausto coll'intenzione di fare un complimento.
+
+--È una rima obbligata anche il fare dei madrigali alle signore, disse
+la contessa.
+
+--Ed il presentarli anche quando non sono riesciti nevvero? soggiunse
+tutto umiliato il povero Fausto, che avrebbe voluto ritirare il suo.
+
+--Come vede... rispose la contessa accennando a lui.
+
+Ma lo disse ridendo per togliere l'amarezza a quell'ironia. Poi troncò
+lì quel discorso, presentò Fausto alle signorine Asting, agli altri
+conoscenti, e s'avviò per cercare il suo bicchiere.
+
+Era davvero elegante, ben fatta; vestita bene; era giovine, allegra,
+cordialissima, entrava subito in confidenza. Era una di quelle signore,
+colle quali gli uomini stanno volentieri in compagnia, perchè sanno
+discorrere, tolgono di mezzo la soggezione senza mai perdere la loro
+dignità di contegno, e non annoiano mai; una di quelle donne di cui le
+altre dicono:
+
+--Non si capisce che cosa ci trovino gli uomini di attraente. Non è
+bella.
+
+--Non era al casino ieri sera? domandò Fausto.
+
+E vedendo che la contessa lo guardava ridendo, soggiunse:
+
+--È anche questa una rima obbligata?
+
+--Ed anche questa è la quarta volta che si ripete, perchè lei è il
+quarto conoscente che incontro. No, al casino non c'ero. La signora
+Asting non ci andava, e non mi trova abbastanza vecchia per affidarmi le
+sue figlie. Non potevo andarci sola.
+
+--Se potessi offrirmi di venire a prenderla io... disse Fausto.
+
+--Sarebbe proprio il caso di dire: _meglio sola che male accompagnata_.
+
+--Lei almeno non ci pensa affatto a fare dei madrigali.
+
+--Ma li faccio senza pensarci.
+
+--Dicendomi che con me sarebbe male accompagnata?...
+
+--Se fosse vecchio e brutto, non glielo direi.
+
+--Allora vorrei essere vecchio e brutto.
+
+La Contessa lo guardò ridendo, ma non rispose. Si vedeva però che aveva
+qualche cosa da dire, e Fausto glielo domandò:
+
+--Perchè ride? Pensa qualche cosa di male sul conto mio?
+
+--Sì. Penso che è un po' volubile.
+
+--Può darsi, rispose Fausto.
+
+Poi accorgendosi che aveva detto una fatuità, soggiunse:
+
+--Non voglio contraddirla. Ma da che lo argomenta?
+
+--Fino a ieri s'è tenuto in tasca una lettera a maturar la data, per
+evitare di vedermi; ed oggi vorrebbe essere vecchio e brutto per
+accompagnarmi.
+
+--Fino a ieri non la conoscevo.
+
+Fausto sarebbe andato lontano su quella via, ma lei si limitò ad
+inchinarsi ridendo al suo complimento, e parlò di altro.
+
+Non insisteva mai sui discorsi, quando cominciavano a prendere una piega
+galante; li lasciava cadere, salvo ad intavolarne altri che seguiva fino
+allo stesso punto, per piantarli lì daccapo. È un gioco che piace molto
+alle belle donnine; un gioco pericoloso. È come quella mezza ebbrezza
+che procura l'oppio, quell'esaltamento lieve che si attinge in un
+bicchiere di Sciampagna, un'ebbrezza, un esaltamento innocenti, ma
+terribilmente arrischiati. Un altro bicchiere di Sciampagna, un grano
+d'oppio di più, possono trascinare all'ubbriachezza e magari alla morte.
+Vi sono tante esistenze oneste che pericolano a questo gioco.
+
+La sera, Fausto e la Contessa si rividero al passeggio, l'indomani alla
+fonte, e così via, come accade sempre alle acque ed ai bagni. Si fa vita
+insieme e si è presto amici.
+
+Erano sempre contenti di ritrovarsi, si mettevano subito in allegria. Ma
+non erano mai soli. La Contessa giungeva inevitabilmente accompagnata
+dalle signorine Asting, e la conversazione era generale.
+
+Fausto s'andava ogni giorno innamorando un po' di più della Contessa, e
+lei sentiva crescere in modo inquietante la sua simpatia per lui.
+
+Ma non si conoscevano abbastanza per abbandonarsi ad una fiducia che
+poteva essere ingannevole. Stavano in guardia tutti e due.
+
+Fausto insinuava, quando poteva farlo, qualche parola tra scherzosa e
+seria, che turbava la Contessa: qualche volta era lei che la provocava
+ed era lui che si turbava.
+
+Ma ogni volta che stava per affermare a sè stesso: «Sì, è innamorata di
+me» si ricordava le notizie che gli avevano date della Contessa al suo
+arrivo a Recoaro:--«gentile, cordiale con tutti socievolissima,
+brillante, ma buona madre di famiglia ed onesta.»
+
+Quanto a lei, vedeva quelle esitazioni, capiva che la sua onestà lo
+scoraggiava, e ci aveva rabbia.
+
+Avrebbe voluto che fosse stato certo alla prima che non c'era nessuna
+speranza clandestina da fondare su di lei ma che l'amasse ugualmente.
+Non era libera? Non erano liberi tutti e due? L'idea che quel sentimento
+che l'agitava tutta non trovasse altro riscontro nel cuore di lui
+fuorchè la speranza ignobile d'un'avventura galante, l'offendeva.
+
+Qualche volta si mostrava scettica per strappargli ogni illusione, e
+pensava:
+
+«Meglio che disperi e non mi ami, che amarmi a quel modo.»
+
+Un giorno che le signorine Asting parlavano di due innamorati da _fatto
+diverso_, disse:
+
+--Se avessero preso del chinino, questa catastrofe non sarebbe accaduta.
+Il chinino è un calmante eccellente pei nervi; e l'amore non è che una
+malattia nervosa.
+
+Pare che lei ne faccia uso del chinino, disse Fausto. Ne ha studiato
+molto gli effetti.
+
+Glielo disse a mezza voce perchè gli altri non udissero, irritato da
+quella negazione fredda che lo scoraggiava.
+
+Ma a lei quella parola sommessa, sussurrata come una confidenza fece
+l'effetto d'una carezza, malgrado l'insolenza che racchiudeva.
+S'indispettiva di non risentirsi di quell'insolenza, ma non si
+risentiva.
+
+Tutto il giorno, tutta la sera, ripensò quella voce bassa, quella frase
+mormorata per lei sola, quell'atto intimo di parlarle piano. Le pareva
+che l'indomani e tutti i giorni dovesse sempre parlarle così.
+
+Scrisse una lunga lettera a' suoi due figli; una lettera di madre
+appassionata:
+
+«Non aveva sulla terra altri affetti che loro due, s'era votata ad una
+vedovanza perpetua per non defraudarli d'una parte della sua tenerezza.
+
+«Era impaziente di vedere la fine di quel mese, per andarli a prendere
+al collegio, e portarli con sè in villa, e vivere tutto l'autunno in
+famiglia. Le era penoso starsene sola a quel modo. Alle acque
+s'annoiava... s'annoiava...»
+
+Voleva persuaderlo a sè stessa; ma invece alle acque ci aveva un
+interessamento troppo vivo. Aspettava con impazienza il mattino per
+andare alla fonte, e se per caso ne tornava senza una parola che
+l'avesse agitata, era triste.
+
+E le accadeva sovente. Fausto s'annoiava di quella tutela che lei aveva
+sempre intorno. Gli pareva un'ostentazione di diffidenza, e si metteva
+in diffidenza anche lui.
+
+La contessa invece avrebbe voluto svincolarsi da quelle soggezioni, ma
+era timida, non osava più.
+
+Prima era andata parecchie volte alla fonte sola: ma, dacchè conosceva
+Fausto, le sarebbe sembrato di andare a cercarlo; si sarebbe vergognata
+di lui più che degli altri; e si circondava più che mai.
+
+Avevano tutti e due uno strano modo di parlare fissandosi gli occhi
+negli occhi con un'intensità che pareva fatta per accompagnare dei
+discorsi appassionati. Invece sovente dicevano:
+
+«Guardi quel cappellino. Sa chi è quella signora? Oggi le signore Asting
+sono più eleganti del solito» e simili sciocchezze.
+
+E poi, in mancanza di parole affettuose da ricordare, ricordavano gli
+sguardi; quell'occhio largo, intento, profondo, ritornava con insistenza
+alla loro mente nelle ore solitarie e lente della lontananza, esaltava
+la fantasia innamorata, che ne riscaldava, coll'intensità del desiderio,
+la muta eloquenza.
+
+Un giorno qualcuno propose una gita sui somarelli; Fausto mise un grande
+impegno nel combinarla, se ne entusiasmò addirittura. Gli pareva che la
+campagna, l'allegria della circostanza, gli avrebbero fornita
+l'occasione di isolarsi colla contessa un po' a lungo, di parlare con
+calma, senza soggezione.
+
+Non aveva il proposito di precipitarsi a' suoi piedi come faceva nei
+melodrammi nella sua qualità di tenore. Anzi, appunto perchè era un
+cantante, s'impuntiva a non far nulla di melodrammatico, e per evitare
+ogni atteggiamento teatrale, si mostrava prosaico fino all'affettazione.
+Ma nella sua anima d'artista sentiva potentemente la poesia della vita.
+
+Quella donna vedova, indipendente che vedeva ogni giorno senza poter mai
+svincolarla dalle soggezioni da giovinetta di cui s'era circondata, quei
+discorsi nervosi in cui apparivano lampi di passione, e che, subito
+dopo, una nota di scetticismo o di puritanismo smentiva, gli avevano
+messa la febbre nel cuore.
+
+Era risoluto a parlare, ad uscire da quell'incertezza ad ogni costo, a
+costo di fare una dichiarazione d'amore sul dorso di un asino.
+
+Appunto in quel giorno il seguito della Contessa era al gran completo.
+
+Oltre alla signora Asting, le figlie, i conoscenti soliti, c'era un
+giovine di Milano arrivato allora, che le portava una grande provvista
+di novità, e le faceva la corte anche lui.
+
+Fausto non era geloso, e la Contessa neppure. Avevano troppo spirito per
+questo. Ma tutti i terzi che s'intromettevano fra loro li irritavano;
+d'altra parte, avevano abbastanza pratica di società per saper pigliare
+le cose con disinvoltura, e nascondere il loro malcontento.
+
+Ma nascondendolo agli altri, se lo nascondevano anche a vicenda, e
+ciascuno interpretava come indifferenza la rassegnazione dell'altro, e
+si scoraggiava, e ci metteva della dignità a dissimulare ed a vincere un
+sentimento che non credeva più corrisposto.
+
+Così non cercarono più di isolarsi.
+
+Lui andò a far la corte alle altre signore, e lei si lasciò far la corte
+dagli altri giovinotti.
+
+Soltanto tratto tratto si mandavano una parola al volo, si guardavano da
+lontano, ed erano sempre quelle occhiate profonde, intime, amorose che
+suscitavano una tempesta nel cuore di tutti e due.
+
+Mentre mangiavano seduti in un prato, Fausto udì la Contessa discorrere
+col giovine milanese di una sua idea paradossale di andare in Terra
+Santa colla società della _Propaganda Fide_.
+
+Era smaniosa di vedere quei luoghi pittoreschi tutti idealizzati dalla
+poesia del cristianesimo...
+
+«--E non c'era obbligo di far propaganda, nè di associarsi a tutte le
+preghiere ed ai digiuni.» Ciascuno era libero di agire come gli
+consigliava la sua coscienza; onestamente, ben inteso. Si pagavano mille
+lire e si era provveduti di tutto per sei mesi; viaggio, carovane, guide
+per essere accompagnati nei luoghi pericolosi; era anche un'economia...
+
+--Quando partiamo? disse Fausto.
+
+--Ma che! Lei crede di trovare sul Golgota codeste fette di
+_roast-beef_? rispose la Contessa.
+
+Aveva sentita una scossa al cuore a quella parola, colla quale pareva
+che Fausto volesse dirle che si credeva unito a lei, che le apparteneva
+già tanto, da associarsi ad ogni suo disegno stravagante ed
+ineffettuabile, e voleva nascondere la sua commozione.
+
+Lui dovette scusarsi del suo appetito; s'irritò di quella risposta
+prosaica.
+
+Se l'avesse amato, se avesse desiderato di sapersi amata da lui, avrebbe
+potuto rispondergli:--Con che diritto, perchè vuol venire con me?
+
+E lui le avrebbe sussurrato: «--Perchè l'amo.»
+
+Invece l'aveva evitata quella parola: non voleva udirla. E più tardi,
+sola nella sua camera, anche la Contessa rimpiangeva la stessa cosa. Se
+avesse osato domandargli perchè si associava a quel suo disegno, egli le
+avrebbe risposto:
+
+«--Perchè l'amo.»
+
+Risentiva nel silenzio della notte quella parola sussurrata da quella
+voce; ne provava un fremito, una soavità infinita. Sperava che gliela
+direbbe il domani, e fantasticava la poesia dolce d'una confessione
+d'amore.
+
+Ma i domani si succedevano tutti ugualmente delusori.
+
+Sempre le stesse soggezioni da cui non osava svincolarsi; sempre la
+stessa timidezza, le stesse diffidenze; la stessa conversazione, a
+frizzi, scherzosa, paradossale, di cui avevano presa l'abitudine, e che
+toglieva ogni valore anche alle espressioni più amorose ed ardite.
+
+Fausto ebbe ancora una speranza, una sera che la Contessa lo invitò a
+prendere il tè.
+
+Si figurò uno di quei tè intimi, una cuccuma piccina piccina, due sole
+tazze, due mani che si sfiorano tremando nell'accendere un fiammifero e
+nel dar fuoco allo spirito, due cuori che battono forte forte, mentre
+stesi in due poltroncine, col capo abbandonato indietro e la tazza fra
+le mani, i due amici, uomo e donna, si mandano traverso il fumo del tè
+delle frasi brevi, un po' nervose, colla voce convulsa, collo sguardo
+largo e fisso.
+
+Poi posano le tazze, lui prende quell'occasione per alzarsi, per
+accostarsi a lei, le va dietro pian piano, si appoggia alla spalliera
+della poltrona, e col capo sul capo di lei, colle labbra che le sfiorano
+l'orecchio, coll'alito ardente che le brucia il collo le dice:
+
+«--Lo sapete, Maria--lo sapete, Bianca--lo sapete, Teresa, che vi voglio
+bene?»
+
+Fra le altre miserie Fausto non conosceva il nome della Contessa. Doveva
+mettere dei puntolini al posto del nome, nel suo sogno d'amore. Ma
+pazienza; purchè quel sogno si avverasse era anche disposto a chiamarla
+Contessa per l'ultima volta.
+
+Aspettò quella sera commosso, felice, impaziente. Ci andò troppo presto;
+ma doveva essere un altro disinganno.
+
+La Contessa era seduta sul divano colla signora Asting e la signorina
+maggiore. Le altre sorelle sonavano un pezzo a quattro mani!!!!
+
+Se intanto avesse potuto sedere accanto alla Contessa, benedetto il
+pezzo a quattro mani che gli avrebbe permesso di parlarle piano. Ma i
+posti erano occupati a destra ed a sinistra. Bisognò sentire,
+assaporare, lodare il «tremulo» perfettamente eseguito con tanta
+agilità, tanta forza, un pezzo così difficile...
+
+Poi vennero i discorsi musicali. La Contessa era nervosa; voleva che le
+opere si musicassero su libretti in prosa. La poesia era una puerilità.
+Perchè misurare il pensiero sopra un metro, contarci le parole, fissarci
+le cadenze? Questo era ufficio della musica. Ed anche essa doveva essere
+semplice, naturale, senz'artificio; un lungo recitativo, filato,
+drammatico. Lì sui due piedi, ridusse in prosa da parodia, la CELESTE
+AIDA ed il CIEL O MAR! della Gioconda, e volle che Fausto cantasse le
+sue arie così.
+
+Lei aveva fatto la sua parte bene, però; e lui fece bene la sua, come
+faceva bene tutto. Aveva quel dono prezioso. Ci mise dell'umorismo.
+
+Poi la Contessa gli strinse la mano per ringraziarlo, e quella stretta
+di mano lunga, espressiva, lo fece tremare di gioia.
+
+--Ed ora basta, nevvero, di bandire la poesia? le disse. Ora torniamo
+poeti.
+
+--Ma no. La poesia è una convulsione dei nervi, insistè la Contessa, che
+li aveva lei i nervi in convulsione, perchè era malcontenta dalla sua
+serata.
+
+--Come l'amore allora? disse Fausto.
+
+--Come l'amore.
+
+--E si guarisce anche col chinino?
+
+--Perchè lo domanda? È poeta lei?
+
+--No, sono innamorato, rispose Fausto. Ma lo disse stizzito. Quella
+scherma di frasi artifiziose, di paradossi, lo irritava.
+
+Tuttavia la Contessa provò un sussulto al cuore a quella confessione. Ma
+le signorine Asting si mordevano le labbra come per reprimere una voglia
+di ridere che non avevano, e lei rispose:
+
+--Ah! allora la compiango.
+
+--Perchè? domandò Fausto.
+
+--Perchè è capitato qui dove siamo tutta gente prosaica.
+
+--Non credono all'amore?
+
+--Sì; ci crediamo, come alla febbre; e consigliamo il chinino.
+
+--Io se conoscessi una donna innamorata, le consiglierei le acque di
+Recoaro, disse Fausto stizzito.
+
+--Per averla vicina?
+
+--No. Non l'avrei vicina perchè parto domani. Per guarirla dell'amore
+come lei.
+
+--La prego di credere che io non ho avuto bisogno di guarire. Non ne ero
+malata.
+
+--Mai?
+
+--Mai. Poi ripigliò: Forse, quando mi sono maritata...--Era un modo di
+troncare il discorso. L'annuncio di quella partenza l'aveva scossa
+tutta. Perchè partiva?
+
+Quella sera si separarono amareggiati, irritati; si strinsero la mano
+convulsamente. E nelle lunghe ore d'una notte insonne, la Contessa si
+tormentò con pensieri sconfortanti:
+
+«Dunque non l'amava, non l'aveva amata mai dacchè se ne andava così,
+senza rivederla, come un estraneo. Era venuto dopo di lei. Non aveva
+scritture che lo chiamassero altrove. Se ne andava per andarsene; perchè
+ne aveva assai, di Recoaro. La sua presenza non contava per nulla, non
+aveva influenza per trattenerlo. O Dio! E lei che s'era montata la
+testa!...»
+
+La mattina si alzò dal letto scoraggiata, disillusa, ma calma come una
+donna ragionevole. Le faceva male di rinunciare a quell'ultima
+illusione. Era l'ultima. Aveva già creduto di non poter averne più. Poi
+sul suo orizzonte grigio di madre, di vedova, era apparsa quell'ultima
+striscia rosea di crepuscolo, quell'ultimo bagliore di luce,
+quell'ultimo saluto di sole.
+
+S'era sentita ravvivare la fantasia, riscaldare il cuore. Ed ora
+bisognava rinunciarvi, ritornare al grigio, ritornare alla solitudine
+fredda, e alla sua età era per sempre!
+
+Voleva pensare ad altro. A' suoi figli; ad Alfredo che aveva bisogno dei
+bagni di mare: ed al suo villino sul lago di Como a cui si dovevano fare
+delle riparazioni importanti e costose. Come tutrice de' suoi figli,
+queste dovevano essere le sue cure. Ed intanto le tornavano insistenti
+al pensiero due versi d'una romanza moderna che aveva cantata tutto
+l'inverno senza badarci.
+
+ La vita è solitudine
+ Senz'amor, senza sogni e senza Dei.
+
+Si vestì coll'abito da mattina tutto bianco, che la faceva svelta e
+sottile. Poi andò al balcone irritata dalla penombra grigia che
+l'avvolgeva, assetata di luce, assetata d'azzurro, e spalancò le gelosie
+con un impeto nervoso, mormorando sempre
+
+ La vita è solitudine
+ Senz'amor, senza sogni e senza Dei.
+
+Ma rimase là, colle braccia alzate, colla frase interrotta, paralizzata,
+immobile, bianca sul fondo scuro del balcone aperto, come una statua in
+una nicchia. Aveva ritrovata la poesia rimpianta, aveva ritrovato il suo
+amore, il suo sogno, la sua fede.
+
+Giù nella via, appoggiato al muro di contro al balcone, aveva veduto
+Fausto, colla faccia alzata verso di lei, che l'aveva aspettata, che la
+guardava fissa co' suoi grandi occhi innamorati.
+
+Quella dichiarazione tanto aspettata, tanto invocata, che nessuna parola
+aveva potuto esprimere, che nessuna dimostrazione era valsa ad
+affermare, ora era detta, chiara, appassionata, irrevocabile. In quel
+momento ogni dubbio scomparve. Tutta la storia del loro cuore si
+rivelava in quello sguardo muto. Non si salutarono. Anche il saluto è
+una convenzione e loro erano fuori di tutte le convenzioni, di tutte le
+regole. Tra un grande artista e una gran dama, quell'amore dal balcone
+alla maniera degli studenti, per non essere ridicolo doveva essere
+solenne e grande come una vera passione.
+
+Da parte di Fausto era un atto disperato.
+
+Irritato con sè stesso di non poter dire quello che aveva nel cuore,
+irritato colla Contessa che non voleva comprenderlo, irritato più che
+mai con tutti i terzi e con tutte le soggezioni che si frapponevano tra
+loro, in un momento di dispetto si era lasciato sfuggire quella parola:
+«Parto domani.» Non era un proposito, non ci aveva pensato, non aveva
+risoluto nulla. Ma omai l'aveva detto, e doveva partire per non
+suscitare commenti pettegoli. E tuttavia non voleva partire con quella
+spina nel cuore; non poteva tollerare quell'incertezza.
+
+Un momento gli era venuta l'idea di scrivere alla Contessa; ma quando
+era stato lì per scrivere l'indirizzo di quella signora, di cui non
+conosceva neppur il nome, aveva esitato.
+
+E se non l'avesse amato? Se fosse stata un'illusione la sua, e lei
+dovesse ridere di lui e della sua lettera? Se realmente non avesse
+creduto all'amore come diceva? E ad ogni modo, qualunque emozione le
+avesse suscitata nell'animo quella confessione scritta, se s'era
+proposta serbare il suo segreto, la lettera non avrebbe giovato a
+strapparglielo. E due ore dopo, Fausto l'avrebbe riveduta col solito
+sorriso sulle labbra, e se c'era stata una tempesta, non ne avrebbe
+saputo nulla. Ed egli voleva saperlo, voleva sorprenderla quella
+tempesta che rispondeva in un altro cuore alla tempesta del suo.
+
+Quando mi vedrà, all'alba, fermo in istrada a contemplare la sua
+finestra, come un innamorato da romanzo, come un pazzo, non potrà
+pigliarlo per un complimento. Dovrà comprendere che l'amo, e confessare
+che lo comprende.
+
+E la Contessa non esitò a confessarlo. Rimase affascinata, col cuore
+palpitante, cogli occhi fissi negli occhi di lui, bevendo a larghi sorsi
+la felicità, in quel lungo silenzio d'amore. Rimase senza misurare il
+tempo, senza contare le ore. Dopo la luce rosea dell'alba, venne un
+soffione che le ardeva il capo, che la avvolgeva tutta in un'aureola
+d'oro, che le infiammava il volto, che strappava raggi e scintille da'
+suoi cappelli biondi. E Fausto dimenticava il tempo, la strada, la
+gente, non vedeva che lei in quella gloria di luce e d'amore.
+
+E quando dovettero ritirarsi, riportarono nel cuore la gioia intensa
+dalla passione corrisposta. Non diffidavano più: erano certi l'uno
+dell'altra. La società abusa di tutto, toglie il valore ad ogni cosa. Le
+più calde proteste sono complimenti; una stretta di mano forte, lunga,
+amorosa, è un saluto; le assiduità più insistenti, sono cortesie. Ma
+quella corrispondenza muta di due sguardi, l'eloquente poesia di quel
+silenzio, non era registrata fra gli atti regolari della vita, non si
+poteva giustificare con un nome profano.
+
+Era il linguaggio della passione.
+
+Più tardi, quando s'incontrarono alla fonte, la Contessa non era più
+timida e peritante; colla sicurezza della felicità, si lasciò dietro un
+tratto la sua inevitabile tutela, e, per la prima volta, lei e Fausto,
+si trovarono liberi di parlarsi senza testimoni. Ma si erano detto tutto
+in quel lungo silenzio d'amore, si sentivano d'accordo. Si strinsero la
+mano; poi Fausto le offerse il braccio, e si avviarono lentamente
+inebbriati e felici, appoggiati l'una all'altro, come dovevano esserlo
+per tutta la vita.
+
+
+
+
+UNA VOCAZIONE.
+
+
+--Cosa volete? È una necessità... disse il signor Cantinelli avviandosi
+verso l'uscio, con un sorriso un po' forzato, sul viso giallastro. Il
+Signore m'ha tolta troppo presto la vostra povera mamma... Cosa fare?
+Cosa fare?
+
+Le due ragazze erano sedute una in faccia all'altra, nel vano della
+finestra, ai due lati d'un gran telaio sul quale era stesa una stoffa di
+seta bianca, destinata a diventare, quando il ricamo fosse finito, uno
+stendardo da portare in processione per la festa della Madonna del
+rosario.
+
+Non alzarono gli occhi dal lavoro, e non risposero.
+
+Il signor Cantinelli stette un momento esitante tra il parlare ancora e
+l'andarsene. Aveva detto quanto doveva dire; la nuova ufficiale del suo
+secondo matrimonio. Ma quel silenzio, quella freddezza delle sue
+figliole, lo lasciavano scontento. Era buono; avrebbe voluto vedere
+tutti soddisfatti. E d'altra parte, non poteva nè voleva rinunciare alle
+seconde nozze. Cercò di strappare una parola d'approvazione alle ragazze
+dicendo:
+
+--Il Signore ha stabilito così, e sia fatta la sua volontà, nevvero
+figliuole?
+
+--Tu sai quel che fai babbo... rispose la Bianca in fretta, senza
+guardarlo.
+
+La Paola non rispose affatto.
+
+Allora il signor Cantinelli insinuò la sua persona piccola, ossuta e
+magra, traverso l'uscio socchiuso, e, sempre con quel risolino compunto
+sul largo viso incorniciato dai capelli e dalle basette biondiccie,
+richiuse l'uscio pian piano, e senza rumore.
+
+Quando fu scomparso, le ragazze affrettarono i punti al ricamo,
+vergognose di quell'idea che stava fra loro, sentendosi offese nel loro
+pudore delicato di giovinette, e non osando parlarne.
+
+--Dammi il filo d'oro, disse dopo un tratto la Bianca, questo contorno
+deve riuscire bellissimo.
+
+E guardava attentamente il ricamo, come se da un pezzo non avesse
+pensato ad altro, ed il discorso di suo padre non l'avesse menomamente
+distratta da quel pensiero.
+
+--Il filo d'oro è nell'armadio, della nostra camera, rispose la Paola.
+
+Poi, tirando l'ago in fretta e senza guardare sua sorella soggiunse:
+
+--La nostra povera camera che dobbiamo abbandonare.
+
+Le tremava la voce ed era tutta convulsa.
+
+La Bianca arrossì vivamente, ma non rispose, e non si mosse per andare a
+prendere il filo d'oro. L'aveva domandato per dir qualche cosa, ma non
+le occorreva.
+
+Intanto la Paola diventava più agitata. Le tremava la mano, ed il
+respiro le si faceva corto ed affannoso. Sentiva il bisogno di sfogare
+l'amarezza che le si accumulava in cuore di minuto in minuto.
+
+Quella nuova inaspettata, impreveduta affatto, l'aveva ferita aspramente
+nel suo amor proprio di donna di casa, e più che tutto, nel suo pudore
+verginale.
+
+--È crudele, disse fremendo, essere scacciate dalla nostra camera. E
+perchè? Da tre anni che dirigo io la casa, ho sempre bastato a tutto, e
+non _ha_ mai dovuto farmi rimproveri, mi pare.
+
+Parlava di suo padre, ma in quel momento non voleva nominarlo.
+
+--Dobbiamo rassegnarci, rispose la Bianca in tono conciliante, e sempre
+cogli occhi bassi. Dacchè non c'è un'altra camera abbastanza vasta...
+
+--Ma che bisogno c'era della camera vasta... e del resto? esclamò con
+impeto la Paola, rizzandosi tutta nervosa, ed andando a parlare ai vetri
+della finestra. Non si stava bene tra noi? Che bisogno c'era?...
+
+--Forse al babbo riesciva d'imbarazzo l'accompagnarci, il vegliare su
+noi... Bisogna aver pazienza... suggerì la Bianca, che, sebbene più
+giovine di sua sorella, era più positiva, e meno facile ad eccitarsi.
+
+--Ma che! Ma che! Io ho ventidue anni, mi so custodire da me, e tu pure;
+ed usciamo così poco che non può dargli fastidio l'accompagnarci; in
+casa non vien mai nessuno ...
+
+--Sentiva troppo la perdita della povera mamma, ritornò a dire la
+Bianca. Aveva bisogno d'una compagna anche lui...
+
+--Stai zitta! Stai zitta! gridò la Paola febbrilmente, turandosi le
+orecchie. Certe cose mi fanno vergogna. La sua compagna l'ha avuta. Dio
+gliel'ha tolta; è una disgrazia; ma non ha diritto lui di trovarsene
+un'altra. L'amore il matrimonio, devono legare per sempre, per questa
+vita e per l'altra.
+
+--Sai; ciascuno ha il suo modo di sentire... Ora il babbo ha un'altra
+affezione...
+
+--Oh! alla sua età! Un padre di famiglia... pensa!
+
+E la Paola si pose a ravviare con una fretta convulsa le sete sparse sul
+telaio; poi se lo caricò sulle spalle per andarlo a riporre borbottando:
+
+--Ah! povera mamma! povera mamma! Chi muor muore, e chi vive si fa core!
+
+La Bianca le andò dietro nella famosa camera che dovevano abbandonare, e
+quando il telaio fu appeso al chiodo in fondo ad un grande armadio,
+abbracciò, per di dietro, le spalle della sua sorella maggiore, e
+posandole la guancia sulle treccie per non incontrare il suo sguardo
+durante quel discorso imbarazzante, le susurrò:
+
+--Cerchiamo di prendere la cosa in buona parte, Paola. È il nostro
+babbo, ed è buono; non tocca a noi di giudicarlo.
+
+--Io non posso a meno di soffrire; farò male, me ne confesserò; non so
+che farci; c'è qualche cosa dentro di me che s'offende, mi vergogno;...
+Non so... Al solo pensarci mi vengono le fiamme al viso.
+
+E con un gesto di ripugnanza esclamò:
+
+--Oh! alla loro età!
+
+--Ma via! Sei un'esagerata! Una sensitiva! Lei ha dieci o dodici anni
+più di te; non è vecchia. Non sarà una matrigna. Saremo tre sorelle
+invece di due...
+
+--Che! tre sorelle! ribattè la Paola crollando le spalle. Prima di
+tutto, non è già più giovane se ha dodici anni più di me. E poi...
+poi... Tu non pensi alle conseguenze...
+
+E non osò dir altro. Arrossirono tutte e due senza guardarsi, come
+avrebbero fatto dinanzi ad un'immagine troppo nuda.
+
+ *
+ * *
+
+Il signor Cantinelli era molto devoto; frequentava la chiesa ed i
+sacramenti, mangiava di magro il venerdì ed il sabato, non lavorava mai
+la domenica nè le altre feste comandate, a costo di morir di noia, ed
+era in buona fede.
+
+Aveva ereditato da suo padre un patrimonio meschino, ed un'intelligenza,
+ancor più meschina del patrimonio.
+
+Aveva tentato di studiare per ottenere un grado accademico, ma non era
+riuscito. S'era voluto avviarlo al commercio; ma aveva manifestato, alle
+prime prove, un'assoluta incapacità.
+
+S'era dunque accontentato d'un impiego modesto in una banca, dove la sua
+grande onestà gli faceva perdonare di non avere altri meriti.
+
+Da buon cristiano però egli s'appagava del suo stato; era umile, non
+aveva ambizioni. Era stato buon marito, ed era buon padre, affettuoso,
+carezzevole, perfino sdolcinato; incapace del menomo atto violento, e
+neppure d'alzare la voce.
+
+Badava a fare il suo dovere, come l'intendeva lui, _da galantuomo e da
+buon cristiano_, ed era sempre contento.
+
+Non desiderava la roba d'altri, e, finchè aveva avuto la moglie, e
+finchè gli era durato il dolore d'averla perduta, non aveva mai
+desiderata neppure la donna d'altri.
+
+Appena rimasto vedovo aveva ritirate le sue figliole dal convento, aveva
+ceduto a loro la camera nuziale coi due lettini gemelli, ed era andato a
+dormire nella cameretta, dove stavano le fanciulle quand'erano piccine.
+
+La Paola aveva assunto il governo della casa che disimpegnava benissimo,
+mettendo in ogni cosa la raffinatezza, l'eleganza, l'idealismo che erano
+nella sua natura.
+
+E, tra il lavoro, le preghiere, le pratiche religiose e le carezze che
+prodigava alle figliole, quel buon uomo, tutto tenerume, credeva di
+poter durare tutta la vita.
+
+Ma aveva poco più di cinquant'anni; era vegeto, tranquillo; ed un bel
+giorno s'avvide che il desiderio peccaminoso della donna d'altri, o
+almeno della donna non sua, cominciava a spuntargli nel cuore.
+
+Se fosse stato prete o frate, nella sua grande onestà avrebbe ricorso ai
+cilici, alle macerazioni, magari alla disciplina, e, di certo non
+avrebbe trasgredito il suo dovere.
+
+Ma, dacchè non aveva fatto dei voti, e gli era possibile di conciliare i
+suoi desideri col suo dovere, di farsi anzi un dovere di quanto ora lo
+turbava come una tentazione, non gli parve vero di mettersi d'accordo
+colla santa madre chiesa e con sè stesso, aggiungendo un nuovo piacere
+alla sua vita da cuor contento.
+
+Sicuro della santità delle sue idee, si mise ad adocchiare le donne che
+incontrava, specialmente all'uscire dalla chiesa, per esser certo
+d'imbattersi in una sposa timorata di Dio; e non tardò ad accorgersi che
+una donnetta, belloccia, piccolina e grassa, faceva accelerare le
+pulsazioni del suo cuore, ogni volta che lo sfiorava col vestito
+passando, o che fermava a caso gli occhi chiari da bionda, nei suoi.
+
+Le tenne dietro; seppe chi era, e dove abitava, e che era vedova, senza
+prole. Le espose nei termini più onesti la sua domanda, che venne
+accettata; e, colla coscienza tranquilla ed il cuore giubilante, andò ad
+annunciare alle sue figliole la nuova de' suoi serotini amori.
+
+Aveva cominciato la confidenza abbracciandole, accarezzandole,
+vezzeggiandole, com'era sua abitudine. Ma il rossore, la confusione di
+loro a quella rivelazione, lo avevano imbarazzato; e se ne era andato
+via un po' impensierito, non potendo capire come mai un fatto legittimo
+e santo, come il settimo sacramento, potesse offendere chicchessia.
+
+Non erano coniugi sant'Anna e san Gioachino, san Giuseppe e la
+Madonna...?
+
+ *
+ * *
+
+Anche la prima moglie del signor Cantinelli era stata allevata
+religiosamente, e, vivendo con quel divoto convinto, era diventata
+divota, ed aveva inculcati gli stessi sentimenti alle sue figliole.
+
+Queste non avevano un vero fervore religioso. Avevano accolti sentimenti
+e credenze, senza discuterli, e come cose indiscutibili. Non provavano
+gran dolcezza nelle preghiere, nè estasi nella meditazione; non si
+commovevano alla confessione nè alla comunione; ma avrebbero creduto di
+commettere un'enormità trascurando quei sacramenti, o perdendo la messa
+una domenica.
+
+La Bianca, di carattere sereno e calmo come suo padre, di mente
+ristretta, punto fantastica, metteva d'accordo le pratiche religiose e
+la vita di famiglia, pensava che un giorno o l'altro la domanderebbero
+in moglie, si mariterebbe, avrebbe dei figlioli da allevare; ed
+aspettava tranquillamente quell'avvenire che le sorrideva.
+
+La Paola, invece, aveva un ideale poetico, mezzo uomo e mezzo angelo;
+pensava all'amore come ad una musica serafica, ad un vincolo misterioso,
+solenne ed eterno; il matrimonio se lo figurava «il traversare la vita
+tenendosi per mano». Era per lei il colmo della poesia, un quadro di
+bellezza, di gioventù, di luce e d'azzurro.
+
+Nessuno le mostrava mai la parte vera e positiva dell'esistenza nel
+matrimonio. Sua sorella, meno idealista, la vedeva da sè. Ma lei avrebbe
+avuto bisogno di un correttivo alla mente troppo immaginosa ed alla sua
+sensibilità eccessiva.
+
+E questo correttivo non lo trovava di certo nell'ambiente in cui viveva.
+Il riserbo della vita monastica, nel convento, aveva anzi aumentata la
+sua suscettibilità. La menoma parola meno che pura, o che lei credesse
+tale, la faceva arrossire. Se stava cucendo una camicia, quando entrava
+qualcuno, la nascondeva in fretta come una cosa indecente, e per quanto
+poteva, evitava persino di nominarla.
+
+In casa loro non c'erano quadri nè statue profane. Nell'entrata c'era
+una nicchia con una statua della Madonna dinanzi alla quale ardeva
+sempre un lumicino. Nella camera delle ragazze c'era un'altra madonnina
+di gesso. Un bambino Gesù di cera, che riposava da anni ed anni sotto
+una campana di vetro nel salotto, era stato pudicamente vestito di una
+tunichina di seta bianca, che il tempo aveva ingiallita; e le ragazze
+l'avevano veduto sempre così.
+
+Non erano mai state in una pinacoteca, nè ad una esposizione artistica;
+e, persino in istrada, il signor Cantinelli studiava dei giri viziosi
+per non farle passare dinanzi ai monumenti, dove avrebbero potuto vedere
+qualche figura di donna col petto scoperto o qualche puttino nudo.
+
+Avevano letti i romanzi della contessa di Segur, della signora Fleuriot,
+del padre Bresciani, ed altri dello stesso genere. Ma questi appunto
+avevano fomentate le aspirazioni idealiste della Paola, che, nelle
+coppie di sposi, voleva vedere soltanto dei Malek Hadel e delle Matilde.
+
+In tanta purezza d'azzurro, quel matrimonio d'un uomo vecchio con una
+donna matura, quel discorso del cambiamento di camera per cedere a loro
+la camera comune coi due letti gemelli, suscitò tutte le ripugnanze
+della poetica Paola.
+
+L'amore vecchio, che s'adagiava senza riserbo dov'era passato un altro
+amore giovine e pieno delle ingenuità e dei rossori dei primi
+sentimenti, offendeva la sua delicatezza di fanciulla, la metteva
+nell'imbarazzo, come se avesse commessa lei un'azione sconveniente.
+
+Il signor Cantinelli presentò le sue figlie alla sposa in una visita di
+cerimonia, nella quale si contenne con un grande riserbo; e poi affrettò
+le nozze per uscire da quella situazione difficile.
+
+Fece colla sposa un brevissimo viaggio di nozze, perchè i suoi mezzi e
+l'impiego non gli permettevano di prolungarlo e perchè, come padre
+affettuoso e compreso del suo dovere, non voleva lasciar lungamente due
+giovinette sole.
+
+E dopo otto giorni tornò a custodirle, offrendo agli occhi modesti delle
+due fanciulle, pei quali s'era messa una camicia al bambino Gesù, lo
+spettacolo della sua luna di miele; certi baci e certe occhiate da fare
+arrossire la Vergine di gesso nella sua nicchia.
+
+Faceva il suo dovere di sposo cristiano amando la sposa che Dio gli
+aveva concessa; e, del resto, era carezzevole per natura, baciucchiava
+la moglie come baciucchiava le figlie; di atti scandalosi non sarebbe
+stato capace di commetterne; e la sua coscienza non gli rimproverava
+nulla.
+
+Infatti la Bianca non ci vedeva alcun male.
+
+Quando sua sorella usciva dal salotto tutta rossa ed indignata,
+spingendosi indietro l'uscio, per isfuggire la vista di quelle carezze,
+lei la seguiva e le diceva:
+
+--Ma perchè ti agiti a questo modo, Paola? Non vuoi che il babbo voglia
+bene alla sua sposa? È la religione stessa che comanda agli sposi
+d'amarsi.
+
+La Paola non rispondeva, come non aveva parlato neppur prima. Non si
+rendeva ragione della ripugnanza che provava. Non faceva un torto a suo
+padre della sua tenerezza. Ma sentiva che ognuna di quelle carezze
+distruggeva una sua illusione; le faceva vedere vecchio, brutto,
+materiale, l'amore che lei aveva collocato in alto, sulle nuvole, puro e
+bello come una visione di cielo; profanava il suo idolo.
+
+La Bianca la capiva in parte, ma non poteva ragionarla molto. Era un
+argomento troppo scabroso per loro. Tutt'al più le diceva:
+
+--Tu hai troppa poesia in testa. Ti figuri che tutti abbiamo le tue
+delicatezze. Invece il mondo è differente; e bisogna pigliarlo com'è. Se
+vorrai maritarti, mia cara, ti ci dovrai avvezzare.
+
+--No, è impossibile, diceva la Paola, se il matrimonio è così non ne
+voglio sapere.
+
+--Ma come vuoi che sia? insisteva la Bianca, vincendo un poco l'usato
+riserbo del loro parlare, per dare un poco d'ilarità alla sorella troppo
+ideale. Vuoi che due sposi stiano a guardarsi da lontano come due papi
+di gesso? Se si fanno qualche carezza, non ci vedo nulla di male.
+
+La Paola crollava le spalle e stava zitta. Infatti non avrebbe potuto
+dire che ci vedesse del male neppur lei.
+
+Ma non trovava più bello il matrimonio, dacchè lo vedeva così, e si
+sentiva profondamente delusa, e soffriva della sua delusione, e non
+sapeva più cosa desiderare nè cosa sperare, dacchè il suo sogno era
+svanito.
+
+A forza di isolarla in un ambiente di purezza ideale, di parlarle col
+frasario convenzionale inventato per le ingenue, di accarezzare il suo
+pudore esagerato e ritroso da sensitiva, l'avevano lasciato esaltare
+fino alla mania.
+
+Co' suoi ventidue anni e la sua intelligenza, non poteva serbare
+l'indifferenza e la fede d'un'ingenua; capiva che fin allora s'era
+ingannata; si sentiva fuori dalla normalità; ma non poteva vincere le
+sue impressioni, la sua delicatezza nervosa, e soffriva, piangeva, si
+eccitava.
+
+ *
+ * *
+
+Dopo alcuni mesi la sposa cominciò ad abbandonarsi sulle poltrone in
+abito discinto, e lo sposo, più tenero verso di lei, parlava tutto
+ringalluzzito, di «quello che verrà,» della culla, dell'allattamento.
+
+Erano discorsi nuovi in quella casa, dove era molto se, arrossendo e
+chinando gli occhi, si diceva che «una tale signora aveva comperato un
+figliolo».
+
+La Paola aveva finito per isolarsi quanto era possibile, nella sua
+cameretta.
+
+Lavorava e pregava in silenzio, teneva sempre gli occhi bassi, ed a poco
+a poco, la sua ritrosia sempre allarmata, le aveva dato un aspetto
+rigido.
+
+Un giorno il signor Cantinelli la prese a parte e le disse:
+
+--Sai, figliola mia, che t'avvicini ai ventitre anni? Non è per dire che
+invecchi, gioia mia, ma perchè è tempo di darti marito. Sono certo che
+lo desideri.
+
+--No, no, no! esclamò arrossendo la Paola.
+
+--Via! tutte le ragazze dicono così. Ma quando lo trovano sono
+contentone. E tu l'hai trovato.
+
+--Non m'importa: Non lo voglio...
+
+--Ma, no, bimba mia. Non far la ritrosa. Credi che io non abbia capito
+che tu ci pativi a veder me e la Rosa che ci vogliamo bene? Ho visto che
+avevi spesso gli occhi rossi, specialmente dacchè abbiamo delle
+speranze... Si sa, una ragazza alla tua età, desidera d'andare a posto
+anche lei, e la vista della felicità degli altri aumenta la sua
+impazienza...
+
+--Babbo. Ti giuro che non desidero di maritarmi. Voglio farmi monaca...
+esclamò la Paola tutta nervosa.
+
+--Non hai mai manifestata questa vocazione, Paola cara. È mio dovere di
+esortarti a pensarci seriamente. Darsi al Signore è una buona, una santa
+cosa; ma bisogna averne la vocazione; ed io credo d'aver osservato che
+tu hai delle altre aspirazioni...
+
+--Nessun'aspirazione. Hai osservato male, interruppe aspramente la
+Paola. Voglio farmi monaca. È un pezzo che ci penso...
+
+--Ma senti, almeno, quanto volevo dirti. È il nostro fabbriciere della
+parrocchia che m'ha parlato d'un buon partito per te...
+
+--Oh Dio! No no! Com'è possibile sposare uno che non si conosce? No.
+Voglio farmi monaca. Digli di no. Nè lui, nè nessuno. Odio questi
+matrimoni...
+
+--Ebbene, insistè il padre, aspetta ancora. Ne troverai uno ti tuo
+gusto. Ma intanto questo dovresti vederlo. È un'ottima persona, timorata
+di Dio, ed un bell'uomo. Un po' maturo, ma ancora vegeto...
+
+Queste ultime parole misero addirittura in convulsione la povera
+sensitiva, che si nascose il volto gridando di no, che non voleva
+saperne, che aveva una assoluta ripugnanza pel matrimonio, che si
+sentiva una gran vocazione per la vita monastica, che voleva cominciare
+il noviziato, subito, subito...
+
+In un'altra famiglia quella vocazione senza fervore religioso,
+improvvisa e tenace, avrebbe inspirato delle diffidenze, e spinto il
+padre ad indagarne il movente.
+
+Ma in casa Cantinelli, si diceva con convinzione che «darsi al Signore è
+una santa cosa quando si ha la vocazione»; e, dacchè la fanciulla
+affermava d'averla, il padre devoto avrebbe creduto d'andar contro il
+volere di Dio, ostinandosi a contrariarla.
+
+Una volta presa quella risoluzione, la Paola affrettò le cose, e riesci
+ad entrare in convento prima che la sua matrigna partorisse.
+
+L'idea di trovarsi in casa in quel momento le dava i brividi.
+
+La Bianca non poteva consolarsi della lontananza di sua sorella. Tanto
+più che la Paola, a misura che s'era abbandonata a' suoi scrupoli, s'era
+andata separando moralmente da lei, come se le facesse un torto
+d'accettare quello stato di cose che le pareva scandaloso.
+
+Nel suo isolamento la povera Bianca sentiva il bisogno di qualcuno da
+amare e da proteggere, come aveva fatto colla sua sorella maggiore.
+
+A poco a poco si venne affezionando alla matrigna, che era buona e che
+aveva bisogno d'assistenza. E quando, due mesi dopo, la sposa la fece
+chiamare nella sua camera una mattina, e le presentò un visino violaceo
+di bimbo, tutto contornato di fasce e di trine, con due piccoli pugni
+stretti che si agitavano inconscientemente fuori dalle fascie, si sentì
+tutta intenerita, e pianse di commozione baciando quel nuovo fratello.
+
+Il giorno stesso scrisse alla Paola:
+
+«Rinuncia all'idea di abbandonarci per sempre. Torna fra noi. Dio ci ha
+mandato un fratellino, piccino e bello come il bambino Gesù. Me lo
+lasciano tenere a battesimo da me. Ma se tu vieni ti cederò questa
+gioia, e lo chiameremo Paolo, e sarà il tuo fratellino. Quando il
+Signore ne manderà un altro quello sarà il mio...»
+
+La rigida novizia strappò la lettera, e rispose che era più ferma che
+mai nel suo proposito di farsi monaca.
+
+Infatti, otto mesi dopo pronunciò i voti.
+
+
+Col volto pallido, gli occhi sempre bassi, l'aspetto rigido, suora Paola
+Immacolata è ora la monaca più fredda e severa del convento.
+
+Le educande tremano dinanzi a lei, che aspra, nervosa, eccitabile,
+aggrava tutte le mancanze e le punisce con un rigore eccessivo ed
+inesorabile.
+
+Quando il signor Cantinelli va a farle una visita traverso la grata del
+parlatorio, e la trova gelida, indifferente, completamente staccata da
+lui, dalla Bianca, e che non parla mai dei nuovi fratellini che non vide
+neppure, torna a casa dicendo:
+
+--Era una vera vocazione. Il suo cuore era tutto per Dio e per la
+religione. Non ha altri amori. Era una vera vocazione.
+
+La Bianca è la sola che, nella sua semplice bontà, vede qualche cosa di
+anormale che non capisce, ma sente, nell'anima di sua sorella; e dice
+crollando il capo:
+
+--Chissà! Forse se fosse stata allevata diversamente...
+
+
+
+
+RACCONTO ALLA VECCHIA MANIERA.
+
+
+La Carmela aveva conosciuto il suo fidanzato alla Sagra di Galliate.
+C'era andata con una sorella del parroco, e s'era trovata tutta confusa
+quando arrivando, aveva veduto nel cortile, una folla nera di preti. Non
+aveva ancora sedici anni, ed era naturale che fosse molto timida. Aveva
+detto alla sua compagna:
+
+--Ma non ti pare che si dovrà stare in una gran suggezione, noi due sole
+fra tanti preti?
+
+La compagna, che era maggiore di lei di parecchi anni, le aveva
+risposto:
+
+--Se avessi creduto di non veder altri che preti non sarei partita da
+Novara, e non t'avrei invitata, poverina.
+
+Poi aveva soggiunto con un luccicchio giulivo negli occhi:
+
+--Verrà Giusto, e verrà mio fratello Gaudenzio.
+
+Giusto era il suo fidanzato, un giovine medico, che aspettava d'essere
+nominato medico condotto di Oleggio per isposarla. Ed il fratello
+Gaudenzio era uno studente che faceva il quarto anno di legge
+all'università di Torino, e che l'Amalia vagheggiava di vedere
+innamorato e fidanzato della sua amica.
+
+Infatti poco dopo arrivarono Giusto e Gaudenzio, con una frotta d'amici,
+tutti studenti che erano a Novara in vacanza, fra i quali Mario
+Pedrazzi, che aveva ventidue anni, e stava per prendere la laurea da
+ingegnere.
+
+Era bello, biondo, coi capelli ondulati e rigonfi, cogli occhi d'un
+grigio chiaro, grandi, un po' infossati, pieni di languidezza e di
+mistero.
+
+Quegli occhi meravigliosi s'erano subito fissati negli occhioni neri
+della Carmela, come per magnetizzarla. E l'avevano magnetizzata.
+
+Prima del pranzo c'era stata la presentazione; a pranzo, seduti accanto,
+avevano fatto conoscenza; dopo pranzo, passeggiando in giardino dietro
+gli altri due già fidanzati, Mario aveva detto delle cose molto
+sentimentali, e la Carmela s'era sentito rimescolare il sangue e
+sussultare il cuore; ai vespri avevano sempre tenuti gli occhi fissi
+l'uno nell'altro, lasciando che quelle occhiate lunghe e languide
+dicessero tutto quanto volevano dire; e la sera, andando alla stazione
+per ripartire, lungo la strada buia, Mario, che dava il braccio alla
+Carmela, le aveva presa la mano che si appoggiava sulla manica della sua
+giacchetta, e le aveva sussurrato:
+
+--Cara... cara...
+
+La Carmela non aveva risposto, e lui non aveva aggiunto altro. Ma
+avevano continuato a camminare colle mani unite, col braccio di lei
+stretto fortemente fra il petto ed il braccio di lui, ed avevano
+scambiato ogni sorta di confessioni, di proteste, di promesse in quel
+lungo silenzio d'amore.
+
+Poi, a Novara, quando lei gli aveva stesa la mano alla stazione, prima
+d'andarsene col suo babbo che stava ad aspettarla, Mario aveva
+sussurrato:
+
+--Per sempre...?
+
+E lei aveva chinato il capo con un sì molto sommesso, ma molto chiaro e
+risoluto.
+
+Ma da quel momento non c'erano più stati ravvicinamenti simili fra loro.
+
+L'Amalia, risentita che la sua amica avesse scelto per l'appunto un
+altro invece di suo fratello, s'era messa a trattarla con freddezza, a
+stare a distanza, e poco dopo s'era sposata, ed era partita col marito
+per Oleggio.
+
+Intanto Mario era partito di nuovo per Torino a compiere gli studi.
+
+Ma appena tornato a Novara colla laurea, s'era messo a passare parecchie
+volte al giorno sotto le finestre della Carmela, a seguirla in istrada,
+da lontano, perchè, naturalmente, lei non usciva sola, a fissarla col
+canocchiale tutta la sera, quando gli accadeva di vederla in teatro.
+
+Parecchie volte s'erano incontrati a qualche festa da ballo di famiglia,
+ed allora lui aveva ballato quasi esclusivamente con lei, e le aveva
+detto delle cose molto significative, per lei che, grazie al precedente
+di Galliate, era in grado di interpretarle: «Che lui aveva sempre avuto
+una gran preferenza per le donne brune. Che i dintorni di Novara non
+erano poi tanto privi di bellezze pittoresche come si diceva. Lui
+trovava che Galliate era un luogo pieno di poesia. Lui vagheggiava un
+ideale modesto: avviarsi bene nella sua carriera, associare alla sua
+esistenza una dolce compagna, bruna, e passare la vita tra lo studio e
+lei, in una bella Casina elegante e piccola...»
+
+Erano i suoi disegni d'avvenire che le comunicava a quel modo; e la
+Carmela ne era felice.
+
+Due volte il suo babbo le aveva fatte delle proposte di matrimonio. Ma
+lei, fedele al fidanzato del suo cuore, aveva rifiutato con un pretesto,
+per non tradire il suo segreto.
+
+Intanto erano passati tre anni. La Carmela ne aveva dicianove. Mario
+aveva messo uno studio, e faceva buoni affari. Era tempo di chiudere
+quel romanzo di amore, che tutta la città conosceva, ed al quale ogni
+mala lingua faceva un'aggiunta, e molti commenti.
+
+La Carmela in quei tre anni s'era cucito tutto il corredo, s'era
+preparati molti ricami in colore, per le poltrone del suo futuro
+salotto, aveva imparato a fare delle conserve, a riporre le frutta per
+l'inverno, a preparare dei liquori casalinghi, per essere una massaia
+modello.
+
+Ed aspettava fiduciosa e serena d'essere chiamata a mettere in pratica
+quelle cognizioni preziose, quando ad un tratto, in una casa terza, in
+un giorno di visita, in mezzo ad un circolo di signore, si sentì gettare
+brutalmente in faccia la nuova tremenda, che distruggeva tutto il suo
+avvenire:
+
+«L'ingegnere Pedrazzi è sposo.»
+
+Non svenne, come succede nei romanzi, e non abbreviò neppure la sua
+visita per non farsi scorgere. E stette a sentire le doti e la dote
+della sposa; una bella dote, perchè Pedrazzi aveva sempre aspirato a
+fare un ricco matrimonio; era un giovine serio, badava al sodo, era
+certo che farebbe una bella carriera...
+
+Appena tornata a casa, la Carmela si rinchiuse nella sua camera, e
+pianse finchè ebbe lacrime negli occhi.
+
+Dovette fare uno sforzo per andare a tavola; ma aveva il viso stravolto,
+e non mangiò nulla. Se ci fosse stata una mamma, una parente in casa, si
+sarebbe avveduta che c'era un guaio. Ma la Carmela viveva sola col suo
+babbo, vedovo, il quale badava più agli affari che a lei. E potè
+abbandonarsi alla sua desolazione senza essere interrogata.
+
+Passò la notte intera a ripensarci.
+
+Certo non avrebbe più osato ricomparire in città dopo una simile
+mortificazione. Avrebbe preferito morire. Ma non si muore quando si
+vuole.
+
+La Carmela aveva una sorella molto maggiore di lei, maritata già da
+cinque anni con un ricco possidente di un villaggio presso Santhià.
+
+S'era sposata quando la sorella più giovine era in collegio, e si
+vedevano una volta all'anno a San Gaudenzio, quando la signora De
+Lorenzi andava a Novara a passare quel giorno solenne nella casa
+paterna.
+
+Era naturale che la Carmela pensasse d'andare in quella circostanza da
+sua sorella.
+
+Ne parlò a suo padre, il quale consentì facilmente, e telegrafò per
+annunciare la sua partenza. Ma ricevette un telegramma che le diceva di
+non moversi, ed in seguito una lettera, che spiegava il telegramma.
+
+Nel paese infieriva la difterite, e la signora De Lorenzi assisteva i
+suoi coloni ammalati, prima per sentimento di carità, poi per conservare
+la popolarità del marito, che era sindaco, e non disperava di diventare
+deputato alle prime elezioni.
+
+Ma questo non iscoraggiò la Carmela. La morte, nello stato d'animo in
+cui si trovava, non le faceva paura. E ad ogni modo non voleva rimanere
+a Novara a nessun costo.
+
+Disse a suo padre: che lei non aveva più pace al pensiero che sua
+sorella era sola, esposta al pericolo d'un contagio, che voleva andare
+ad aiutarla, a dividere la sua sorte, ad assisterla, in caso che si
+ammalasse, a morire con lei...
+
+E si mostrò, o parve, nel suo eccitamento, animata da tanto affetto
+fraterno e da tanto sentimento di carità, che suo padre le concesse di
+partire.
+
+Soltanto, lui non poteva accompagnarla. Era professore in un liceo
+privato, ed, in coscienza, non poteva correre il rischio di portare il
+contagio ai suoi allievi.
+
+Fors'anche non gli garbava di pigliarlo neppure per sè. Però conosceva
+un possidente di Tronzano, presso Santhià, che, di solito, era sempre a
+Novara, nei giorni di mercato, e disse:
+
+--Vedrò. Se Beltrami è qui, domattina lo pregherò d'accompagnarti.
+
+Beltrami c'era. Accettò cordialmente l'incarico, prese la valigia della
+Carmela e fece entrare la signorina in un vagone di prima classe, dove
+rimasero soli.
+
+Era un vecchio signore grasso coi capelli grigi.
+
+La Carmela si rincantucciò in un angolo del vagone, e, col viso contro
+il vetro del finestrino, stette a guardare i prati verdi ed umidi, le
+risaie gialle allagate da un'acqua sudicia, tutta quella campagna
+monotona, il cui piano liscio, sterminato, era appena interrotto da
+qualche filare di gelsi, da pochi ciriegi selvatici sui quali
+s'arrampicavano le viti, dalle case coloniche isolate, rozze, povere.
+
+E pensava:
+
+--Ecco; la mia vita omai scorrerà triste, monotona come questa pianura.
+Arriverò a cinquant'anni, come sono oggi; più vecchia, più brutta, ma
+senza gioie, dacchè non ho più amore nè speranza... Preferirei pigliare
+la difterite e morire... sarebbe finita!
+
+Sbirciò un'occhiata al vecchio signore, e vedendo che aveva spiegata la
+_Perseveranza_, e leggeva attentamente il bollettino della borsa, ne
+profittò per piangere liberamente.
+
+Ma il suo compagno non era tanto assorto nel bollettino della borsa da
+non udire i piccoli singhiozzi che le sfuggivano.
+
+Si volse stupito, stette un tratto a considerarla, poi lasciando la
+_Perseveranza_ abbandonata sul sedile, le si fece accosto e le disse:
+
+--Come! Piange? Un'eroina?
+
+La Carmela stava in un momento d'eccitazione. Aveva bisogno di sfogo, ed
+in un impeto di sincerità esclamò:
+
+--No, non dica... Io non sono un'eroina!
+
+--Ma se va a sfidare la morte per curare i contadini difterici...
+
+Il signor Beltrami diceva questo con un'ombra d'ironia. Non amava gli
+atteggiamenti drammatici, e le ostentazioni d'eroismo inutile.
+
+La Carmela intuì quella disapprovazione per quanto celata, e ne fu
+punta. Quel vecchio signore aveva un'aria buona ed intelligente nel
+volto florido, negli occhi scintillanti come quelli d'un giovinotto. Le
+inspirava fiducia, ed avrebbe voluto che la stimasse; e senza
+rifletterci molto, tornò a dire:
+
+--Ma io non vado a sfidare la morte. Vado a cercarla, o vado a
+nascondermi perchè ho un gran dispiacere, e non ho il coraggio di
+sopportarlo. Ecco che eroina sono!
+
+E ricacciando il volto nella pezzuola, che era già tutta bagnata,
+riprese a piangere, senza ritegno, un po' sollevata da quella
+confidenza.
+
+Il vecchio signore lasciò che si sfogasse un poco, ed intanto la guardò
+fisso con occhio di profonda pietà; poi le disse:
+
+--Via, ora smetta di piangere. Le fa male, e si fa gli occhi gonfi che è
+un peccato. Mi confidi il suo gran dispiacere. Faccia conto ch'io sia il
+suo babbo... Ma non tanto severo come lui; un babbo indulgente, pieno di
+compatimento pei dispiaceri della gioventù, e disposto a ricevere le sue
+confidenze con cuore da amico... Dica, via. Vuole che siamo amici? Vuol
+dirmi perchè è afflitta, perchè piange?
+
+Era appunto quanto aveva bisogno quel povero cuore crucciato ed oppresso
+dal suo cruccio segreto. Un amico a cui confidarlo. Rispose senza
+scoprirsi il volto, perchè si vergognava:
+
+--Piango perchè il mio amante mi ha abbandonata.
+
+Il vecchio signore fece un balzo sul sedile, ed esclamò meravigliato:
+
+--Il suo amante? Lei aveva un amante? Ma quanti anni ha?
+
+--Ne ho diciannove. Erano già tre anni che ci si voleva bene...
+
+--Ma il suo babbo, che è tanto severo, le permetteva questa relazione?
+
+--Non la sapeva.
+
+--Non avrà saputo in che rapporti erano; ma infine, che lei conosceva
+quel giovinotto, che veniva in casa sua, doveva pure saperlo...
+
+--Ma no. Non veniva in casa mia...
+
+Il vecchio signore stette un tratto confuso, poi riprese un po'
+esitante, e colla voce un po' meno dolce:
+
+--Allora era lei... Dove lo vedeva, insomma?
+
+--Lo vedevo dal balcone.
+
+--Ah! esclamò il signor Beltrami; ed i suoi occhi brillarono più che
+mai, ed il suo volto tornò sereno. Riprese l'interrogatorio
+coll'indulgenza di prima.
+
+--E, si scrivevano?
+
+--No...
+
+--Ma come avevano fatto per sapere di volersi bene? Avevano pure dovuto
+dirselo, o scriverlo...
+
+La Carmela era tutta mortificata. Infatti non se l'erano detto nè
+scritto. Volle narrare la storia di Galliate, ma quel vecchio signore,
+alla sua età, aveva perduto di vista gli amori giovanili, e rispose
+quasi ridendo:
+
+--Se non c'è altro, figliola mia, non è un amante che ha perduto, è un
+sogno che s'è dileguato.
+
+Le prese tutte e due le mani in una delle sue che era grossa e forte, le
+pose l'altra sulla fronte, e rispingendole il capo indietro per
+guardarla negli occhi, le disse:
+
+--Lei non sa cosa sia l'amore.
+
+In quella lo sportello fu aperto con impeto, ed i guarda freni passarono
+gridando:
+
+--Vercelli! Vercelli! Chi scende? Dodici minuti di fermata...
+Vercelli!...
+
+Il vecchio signore scese, ed andò al caffè a bere una tazza di birra.
+
+La Carmela un po' stupita dal discorso che avevano fatto, dal vuoto che
+aveva dovuto riconoscere nel suo passato, tenne dietro collo sguardo a
+quell'uomo attempato, che le aveva inspirata tanta fiducia.
+
+Non era punto grasso, come le era parso alla prima. Era robusto. Teneva
+il cappello in mano facendosi aria, ed i suoi capelli grigi, ritti sul
+capo, foltissimi, facevano una bella cornice al volto fresco. Aveva le
+sopraciglia ed i baffi castani, appena brizzolati di qualche filo
+d'argento. E camminava leggero, svelto. Da lontano le accennò se volesse
+bere, ed i suoi occhi neri brillarono come due fiamme.
+
+La Carmela nel suo profondo abbandono, provò un'ombra di gioia al vedere
+che quel vecchio amico, non le aveva perduta la considerazione, e
+sembrava volerle bene anche dopo la sua confidenza. Ed era stupefatta
+d'avergliela fatta quella confidenza, così, subito, conoscendolo appena.
+Ma le pareva di conoscerlo da un pezzo. Era così ardito, insinuante, ed
+aveva una voce così calda, e guardava così direttamente negli occhi. Non
+si poteva mentire con lui.
+
+Del resto cosa le importava? Non lo sapeva tutta Novara il suo segreto?
+
+Il vecchio signore risalì, tornò a sedere al suo posto, e riprese la
+_Perseveranza_ senza parlare. I guarda freni chiusero i vagoni, il
+convoglio si mosse, ed i due amici rimasero ancora soli.
+
+Ad un tratto il vecchio signore si alzò, andò a sedere accanto alla
+Carmela, le prese la mano che lei teneva abbandonata in grembo e le
+disse, come se continuasse il discorso di poco prima:
+
+--L'amore, figliola mia, il buono, il vero, non si accontenta di quelle
+lunghe separazioni mute, senza una manifestazione, senza uno sfogo.
+L'amore non bada alla laurea dell'uomo, alla dote della donna, a nessuna
+considerazione d'interesse. Un uomo che ama arde tutto, freme, desidera
+con forza, con passione; va direttamente al suo scopo, e domanda
+francamente, impaziente alla donna che ama:
+
+«--Vuoi esser mia?»
+
+Nell'enfasi di quel discorso, il vecchio signore aveva attirata a sè la
+mano che stringeva, e guardava la Carmela negli occhi tanto davvicino,
+che il suo alito le sfiorava la bocca.
+
+Non era più vecchio. Era un uomo forte, appassionato e bello.
+
+Quelle parole entravano acute, pungenti nel cuore della Carmela, e le
+faceva sentire amaramente che, infatti, non era stata amata mai, che
+s'era illusa. Eppure doveva essere una dolce cosa sentirsi amata così.
+Una dolce cosa, che lei non proverebbe mai...
+
+Ma mentre pensava questo, invasa da una gran voglia di piangere, di
+piangere, sul petto di quell'amico di un'ora, che le parlava con tanto
+calore, sentì un braccio forte e tremante stringersi intorno alla sua
+vita, e quella voce dolce e profonda ripetere:
+
+--Di' vuoi? Voi essere mia moglie, mia compagna nel bene come nel male?
+Vedi, io ti conosco da un'ora, ti amo da un'ora, forse da meno, ma non
+aspetto domani a dirtelo.
+
+Poi soggiunse colla disinvoltura d'un uomo avvezzo alle tempeste della
+vita:
+
+--È vero che ho trent'otto anni, e non ho molto tempo d'aspettare.
+
+E vedendo che la Carmela non parlava, ma tremava tutta e non cercava di
+sciogliersi dal braccio che la stringeva, riprese:
+
+--Non temere, bambina... So chi sei, e non dimentico che t'hanno
+affidata a me. Non ti domando che una parola. Di' non ti spaventano i
+miei capelli grigi?
+
+La Carmela abbandonò il capo sulla spalla di lui, susurrando:
+
+--Oh no! no!
+
+Scendendo alla stazione di Santhià, il vecchio signore si fece incontro
+alla sorella della Carmela dicendole:
+
+--Le presento la mia sposa. Glie l'affido soltanto per poche ore, e la
+riconduco subito a Novara, perchè ha una gran paura della difterite.
+
+La signora De Lorenzi osservò:
+
+--T'avevo pur detto, di non venire, Carmela.
+
+E la Carmela, dando uno sguardo al suo compagno, rispose:
+
+--Allora non avevo paura di morire.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+ INDICE
+
+
+ Cara Speranza _pag._ 1
+ Il «Curare». Racconto di Natale » 29
+ Suor Maria. Racconto di Natale » 73
+ Silenzi d'Amore » 125
+ Una Vocazione » 165
+ Racconto alla vecchia maniera » 197
+
+
+
+
+
+ Nota del Trascrittore
+
+ Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+ senza annotazione minimi errori tipografici. I numeri di pagina
+ indicati nell'Indice, anche se errati, sono stati conservati. Sono
+ stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
+
+ Pag. 20 - era spaventata [spaventa] all'idea
+ 92 - abbottonato a sghembo [sgembo]
+ 124 - s'udiva uno strano rumore [rumure]
+ 130 - Aveva realmente le attrattive [attrative]
+ 147 - se ne entusiasmò [entusiastò]
+ 180 - gli era possibile di conciliare [concigliare]
+ 181 - gli occhi chiari da bionda [bionde]
+
+ Grafie alternative mantenute:
+
+ Turiddu / Turiddo
+ qua / quà
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Cara Speranza, by
+Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARA SPERANZA ***
+
+***** This file should be named 34518-8.txt or 34518-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/4/5/1/34518/
+
+Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
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+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
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+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+
+*** START: FULL LICENSE ***
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+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
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+distribution of electronic works, by using or distributing this work
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+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
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+used on or associated in any way with an electronic work by people who
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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