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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La Repubblica di Venezia e la Persia + +Author: Guglielmo Berchet + +Release Date: November 17, 2010 [EBook #34352] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA REPUBBLICA DI VENEZIA *** + + + + +Produced by Carla, Carlo Traverso, Barbara Magni and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + + + + + + LA + REPUBBLICA DI VENEZIA + E LA + PERSIA + + + PER + GUGLIELMO BERCHET + + + + + TORINO + TIPOGRAFIA G. B. PARAVIA E COMP. + 1865 + + + + + [Illustrazione: Sigillo reale (homajon) dello shàh Husein, 1696] + + + + +AVVERTIMENTO + + +Nell'anno 1861 il Governo di S. M. il Re d'Italia deliberò d'inviare +una missione diplomatica a S. M. il Re di Persia, e scelse per essa il +commendatore Marcello Cerruti, in allora Ministro Residente, ora +Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario. Volendosi dal +viaggio in paese, sul quale in diversi rami di scienza tuttora si +desiderano notizie meglio esatte e complete, ottenere altresì +vantaggio di studi ad incremento delle cognizioni universali, il +Governo del Re destinò pure alcuni distinti naturalisti, matematici ed +ufficiali di armi diverse ad accompagnare il commendatore Cerruti. La +spedizione italiana partì nell'aprile dell'anno 1862 per la via di +Costantinopoli, e fu di ritorno nel dicembre successivo per quella di +Pietroburgo. + +Durante i preparativi della spedizione, e nel corso della medesima, +il Governo del Re più volte mi aveva fatto l'onore di chiedere il mio +avviso sulle istruzioni ad impartirsi per le utilità del commercio, e +sugli studi a preferirsi. Sottoponendo in tali argomenti le mie +opinioni, mi si presentò altresì il pensiero, che sarebbe stato utile +di cogliere questa circostanza anche per attivare ricerche negli +archivi italiani, onde illustrare la storia nazionale, mediante la +pubblicazione delle antiche relazioni diplomatiche delle repubbliche +italiane colla Persia, circa le quali non erano state finora date alle +stampe se non incomplete notizie. A questo effetto si ordinarono a +diversi archivi del regno indagini, le cui risultanze, almeno finora, +non hanno ben corrisposto alle brame. Ma era specialmente negli +archivi di Venezia che doveva ritrovarsi la massa dei documenti di +maggiore importanza, perchè già era noto che nessuno degli Stati +italiani aveva avuto così antichi e frequenti rapporti colla Persia, +quanto la repubblica di Venezia; stante l'interesse massimo della +stessa repubblica di coltivare l'amicizia di Stato potente, situato +alle spalle di Turchia, ad entrambi nemica, e per l'eccellente +ordinamento di Venezia nelle diplomatiche cose, delle quali essa fu a +tutti gli Stati maestra. E poichè vincoli d'amicizia e di stima mi +legavano al cav. dott. Guglielmo Berchet, che già aveva avuto a +studente di legge in Padova, quand'io era colà, ed egli aveva dato +prove ripetute di somma diligenza ed abilità nel raccogliere e +pubblicare documenti diplomatici esistenti nell'archivio dei Frari, +così mi rivolsi privatamente a lui, e lo pregai di voler sospendere +per qualche tempo gli altri lavori suoi sulle _Relazioni degli +Ambasciatori veneziani_, il _Commercio della repubblica_, e le _Leggi +venete monetarie_, e di favorirmi d'indagini su tale argomento pur +esso di molto interesse italiano e di onore alla sapienza della sua +nobile città. Il cav. Berchet aderì volentieri all'invito +dell'amicizia, ed al proprio desiderio di contribuire ad illustrare la +storia veneta, che è tanta parte dell'italiana, ed a nessuna delle +europee è seconda nella gloria dei fatti; ed abile ed indefesso si +pose alle ricerche, che riescirono sommamente felici. Mi ha quindi +trasmesso con lettera espressiva della sua benevolenza per me le +risultanze delle solerti sue indagini, accompagnando le copie degli +originali documenti con una elaborata memoria, la quale è molto +opportuna a seguirne la serie, ed a comprenderne la colleganza ed il +valore. + +Venuto così, per merito altrui di esperienza e sapere, al possesso di +scritti, che sono fondamento e luce di una parte di storia italiana +rimasta fino al presente alquanto vaga ed oscura, parmi conveniente +di consegnare al pubblico il frutto non mio. E siccome conosco che i +lavori del Berchet sono sempre commendevoli per diligenza e perizia, +così mi astengo da qualsivoglia inserzione di frase non sua, od +esclusione di alcuna scritta da lui. Di me in questo caso veramente +può dirsi ciò che leggiamo nel sacro codice:--_Quid habes quod non +accepisti?_ + +Spero poi che il cav. Guglielmo Berchet mi vorrà essere cortese +d'indulgenza quanto mi fu d'amicizia, se io non volli che l'utile suo +lavoro avesse ad essere fecondo solamente di privata istruzione per +me, ma col darlo alle stampe accrebbi con esso il patrimonio delle +cognizioni comuni. + + Torino, 20 novembre 1864. + + Comm. NEGRI CRISTOFORO. + + + + +Illustre Professore ed Amico Carissimo, + + +_Poichè ella, ottimo amico, rammentando i nostri antichi colloquii +sull'attuale ufficio della storia, i quali assai mi giovarono +d'istruzione e d'incoraggiamento, ed usando cortese benevolenza ai +miei studi, volle chiedermi se ne' miei lavori sulle relazioni +diplomatiche della Repubblica di Venezia, avessi raccolte alcune +memorie intorno alle cose veneto-persiane, e mi espresse il desiderio +di averne notizia; mi adoperai con ogni cura possibile per ordinare +alcuni appunti che tenevo, e per completarli con una serie di +ricerche, negli archivi di questa città, le quali riuscirono fortunate +così, che io oso sperare sia il presente lavoro degno di esserle +presentato, con animo grato alla di lei gentile fiducia._ + +_Io mi lusingo, che mentre gli sguardi di tutta l'Europa sono rivolti +all'Oriente, per escogitare o la sorte riservata all'impero ottomano, +dalle combinazioni della diplomazia e dal progresso della civiltà, o +la importanza vera che acquisteranno i porti del Mediterraneo, per le +nuove vie che si aprono alla navigazione e si tentano nel continente +dell'Asia; giovare potranno, come giustamente Ella, egregio +Commendatore, mi avvertiva, questi studi documentati intorno alle +relazioni diplomatiche di Venezia colla Persia, i quali gettano nuova +luce sugli intendimenti politici e sugli interessi commerciali di +quella Repubblica, che fu scudo alla civiltà contro le invasioni +turchesche, ed ebbe per gran tempo il primato nel commercio +dell'Asia._ + +_Fin da quando la Persia cominciò a risorgere nel secolo XV, la +Repubblica di Venezia, che dopo la conquista di Costantinopoli +intraprendeva per istituto e per necessità le lotte secolari contro la +Turchia, mirò costantemente a quella regione, e sopra di essa posò le +proprie speranze per la divisione dell'impero ottomano, che i suoi +uomini di Stato ripetevano in Senato: non potersi ottenere_, se non +mediante l'accordo dei principi cristiani colla Persia, situata alle +spalle di Turchia, e ad essa nemica per sentimento religioso e per +gelosia di dominio nell'Asia. + +_I Veneziani in fatti, prestarono aiuto ai Persiani nella guerra del +1470-74 fra Mohammed e Uzunhasan, e stabilirono con quest'ultimo le +basi di una divisione dei possessi turchi; spinsero gli shàh della +Persia a conquistare il Laristan, che diede loro la chiave del golfo +Persico; li animarono ad impossessarsi dell'Asia turca, durante le +guerre di Cipro, di Candia e della Morea._ + +_E non soltanto a questo intendimento precipuo della politica +tradizionale della Repubblica mirò l'accordo continuamente da essa +mantenuto colla Persia, mediante una serie di missioni diplomatiche +pubbliche e secrete; ma eziandio per la tutela e svolgimento del +reciproco commercio, e per conservare o ristorare verso il +Mediterraneo il ricchissimo traffico dell'Asia interiore, che dopo la +scoperta del capo di Buona Speranza rivolgevasi a mezzogiorno._ + +_La preziosa raccolta dei documenti relativi alle guerre dei Veneti +nell'Asia del 1470-74, pubblicata dal chiarissimo mio amico_ ENRICO +CORNET _in Vienna nel 1856, e la celebre collezione di viaggi fatta +dal_ RAMUSIO _in Venezia nel 1559, mi offerirono le prime basi di +questo studio, che ho procurato di rendere possibilmente compiuto, +attingendo a fonti inedite accreditate ed a documenti ufficiali._ + +_E poichè ebbi la ventura di raccogliere un copioso numero di questi +documenti, per la maggior parte tuttora ignoti, ho potuto dare al +lavoro che Le presento quell'ampiezza, che senza sorpassare i limiti +imposti dall'argomento è dovuta alla sua importante specialità; e con +quel rigore che ora chiedesi alla storia, chiamata si può dire a +rendere ragione, con prove irrefragabili di ogni singolo fatto od +asserzione, giovare alla precisa intelligenza di quei gelosi negoziati +di Persia, che il_ FOSCARINI _lamentava non essere ben conosciuti; +nonchè della condizione del traffico veneto-persiano, e della origine +e sviluppo del sistema consolare della Repubblica che fu maestra, a +chi venne di poi, nei metodi di protezione dei propri nazionali e dei +propri interessi nell'estero, e segnatamente nell'Asia._ + +_Ho diviso pertanto la Memoria in due parti, cioè:_ + +PARTE PRIMA: Delle Relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Venezia +e la Persia. + +PARTE SECONDA: Delle Relazioni commerciali: _e questa in due sezioni_: + +I. Del commercio dei Veneziani colla Persia. + +II. Dei consolati veneti, negli scali del commercio persiano. + +APPENDICE: Dei viaggiatori veneziani nella Persia, e delle venete +descrizioni edite ed inedite di quella regione. + +_Questa Memoria precede la bella serie di 85 fra i più importanti +documenti veneto-persiani, ai quali essa si richiama; ed alcuni +disegni che eziandio valeranno ad illustrarla._ + +_Eccole, pregiatissimo amico, quello che ho potuto fare per +corrispondere al di lei desiderio. Questi materiali, ho la persuasione +che potranno nelle di lei abili mani, riescire di qualche importanza +agli studi storici; io quindi la prego di accoglierli coll'antica +benevolenza, e di tenerli siccome cosa sua e qual pegno del mio +affetto e della mia devozione._ + + Venezia, il 30 febbraio 1864. + + _Di Lei Egregio Professore + Obblig.mo Amico_ + GUGLIELMO BERCHET. + + + + +INDICE + + + PARTE PRIMA + + Delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Venezia e la Persia. + + I. + + Risorgimento della Persia pel valore di Hasanbei, + detto poi Uzunhasan, 1460 _Pag._ 1 + Rapporti di famiglia tra quel re e la repubblica + di Venezia » _ivi_ + Relazioni politiche-internazionali dei due Stati » 2 + Missione di Lazaro Quirini nella Persia » 3 + Arrivo a Venezia di Mamenatazab oratore persiano » _ivi_ + Alleanza Veneto-Persiana contro la Turchia » _ivi_ + Trattative dei Veneziani col messo persiano Kasam Hasan » 4 + Pratiche di pace colla Turchia, 1470 » 5 + Ritorno a Venezia di Lazaro Quirini, insieme + all'oratore persiano Mirath, 1471 » _ivi_ + Esposizione fatta dal Quirini e dal Persiano nel + veneto senato, risposte e deliberazioni » 6 + Arrivo di un messo persiano diretto a Roma » _ivi_ + Nomina di Caterino Zeno ambasciatore veneto al re di Persia » _ivi_ + Commissioni date dal senato allo Zeno » _ivi_ + Suo arrivo in Persia ed accoglienze ivi ricevute » 7 + Legazione persiana a Venezia. Agì Mohammed reca + un prezioso dono alla signorìa » 8 + Arrivo a Venezia del medico Isaach, altro messo persiano, + e deliberazioni del senato » _ivi_ + Nomina di Giosafat Barbaro ambasciatore in Persia » 9 + Commissioni palesi e segrete, date al Barbaro » _ivi_ + Suo viaggio per la Persia » 11 + Soccorsi ed aiuti dati al principe di Caramania » _ivi_ + Uffici dello Zeno per spingere Uzunhasan alla guerra » 12 + Nunzio persiano a Costantinopoli per intimare la guerra » _ivi_ + Prime mosse dei Persiani » 13 + Esposizione al veneto senato di un nuovo messo persiano » _ivi_ + Battaglia sull'Eufrate vinta dai Persiani » 14 + Deliberazione del veneto senato di far assalire + Costantinopoli » _ivi_ + Vano ricorso all'imperatore ed al re d'Ungheria » _ivi_ + Sconfitta dell'esercito persiano a Terdshan 1473 » 14 + Commissione data da Uzunhasan a Caterino Zeno » 15 + Viaggio di ritorno dello Zeno » _ivi_ + Elezione di due oratori in Persia: Paolo Ognibene e + Ambrogio Contarini » 16 + Commissioni palesi e secrete date ai medesimi » 17 + Esito della missione dello Zeno presso varii sovrani + d'Europa » 18 + Relazione dell'ambasciata del Barbaro » _ivi_ + Relazione dell'Ognibene » 20 + Relazione del Contarini » _ivi_ + Morte di Uzunhasan e pace tra Venezia e la Turchia 1479 » _ivi_ + + II. + + Spedizione nella Persia, di Giovanni Dario segretario della + repubblica nel 1485 » 22 + Pratiche di alleanza introdotte tra la repubblica ed + Ismail sufì » 23 + Relazioni al senato dei successi di Ismail sufì » 23 + Lettera del sufì al doge e monete persiane a Venezia » 24 + Arrivo in Venezia di oratori persiani, 1508 » 25 + Scopo ed esito della loro missione » _ivi_ + Spedizione al Cairo di Domenico Trevisan » 27 + Interesse della Repubblica nelle guerre turco-persiane » _ivi_ + Guerra di Cipro, 1571 » 29 + Missione in Persia di chogia Alì con lettere a quel re » _ivi_ + Commissione a Vincenzo Alessandri veneto legato allo + shàh Thamasp » _ivi_ + Suo viaggio in Persia, accoglienze ivi ricevute ed + esito della sua legazione » 30 + Relazione della ambasciata in Persia di Vincenzo Alessandri » 37 + Pace della repubblica colla Turchia, 1572 » 38 + Arrivo in Venezia di chogia Mohammed inviato persiano, 1580 » _ivi_ + Scopo ed esito della segreta missione di lui » 39 + Nuove lotte fra Turchi e Persiani e relazioni presentate al + veneto senato » 40 + + III. + + Abbas il Grande re della Persia rinnova l'antica amicizia + colla repubblica di Venezia » 41 + Ritratto di lui, letto in senato dal console + Malipiero, 1596 » _ivi_ + Egli è spinto dai Veneziani a conquistare il Laristan » 42 + Arrivo in Venezia di Efet beg oratore persiano, 1600 » 43 + Esposizione in senato di Efet beg e risposta avuta » _ivi_ + Solenne ambasciata persiana di Fethy bei, 1603 » 44 + Esposizione in senato, doni recati, e accoglienza ricevuta » _ivi_ + Doni fatti dalla repubblica al re persiano » 46 + Quadro commesso a Gabriele Caliari per memoria + dell'ambasciata di Fethy bei » 47 + Arrivo in Venezia del messo persiano Chieos, 1608 » _ivi_ + Simile del chogia Seffer, 1610 » _ivi_ + Nuova ambasciata persiana a Venezia, 1621, come accolta + e licenziata » 49 + Guerra di Candia 1645. La repubblica ricorre alla Persia » 50 + Invio di due oratori veneti nella Persia per diverse vie » _ivi_ + Il re di Polonia unisce un proprio legato al veneto » 51 + Viaggio ed esito della missione veneto-polacca » _ivi_ + Relazione presentata al senato dai due oratori veneti al + re della Persia » 52 + Pace colla Turchia » 53 + Nuovi messi persiani a Venezia, 1673 » _ivi_ + Franchigie accordate ai cristiani nella Persia per + intercessione della veneta signoria » 54 + Guerra della Morea--La Repubblica tenta associarsi + la Persia » 55 + Carattere dei rapporti internazionali veneto-persiani nel + secolo decimo-ottavo » _ivi_ + + + PARTE SECONDA + + Delle relazioni commerciali tra la Repubblica di Venezia + e la Persia. + + I. + + _Del commercio dei Veneziani colla Persia._ + + Commercio delle spezie delle Indie e dei prodotti dell'Asia » 59 + Via che tenevano le merci dell'Asia, verso quali porti del + Mediterraneo » _ivi_ + Importanza del mercato di Tauris » 60 + Trattati dei Veneziani per facilitare il commercio + con quella piazza » 61 + Come sia stato favorito il commercio della Persia; e come + i mercanti armeni e persiani. Leggi relative » 62 + Mercanzie che da Venezia si importavano nella Persia » 64 + Mercanzie che dalla Persia si esportavano per Venezia » 66 + Leggi intorno al commercio delle sete persiane » 67 + Decadimento del commercio dei Veneziani colla Persia » 68 + Carovane e scali del commercio persiano » 70 + Relazioni ufficiali della condizione del commercio + colla Persia » 71 + Provvedimenti pubblici veneti e persiani per sostenerlo » 73 + + II. + + _Dei consolati veneti negli scali del commercio colla Persia._ + + Antica istituzione dei Consolati » 76 + Baili e Consoli.--Loro diritti e giurisdizioni » _ivi_ + Magistratura dei _Consoli dei mercanti_ » 77 + Magistratura dei _Cinque Savi alla mercanzia_ » _ivi_ + Luoghi di residenza dei consoli veneti negli scali + del commercio persiano » _ivi_ + Memorie di quei consoli » 78 + Magistrato del _Cottimo di Damasco_ » _ivi_ + Relazioni consolari presentate al senato » 79 + Leggi relative ai consolati della Sorìa » 81 + Diritto consolare dei Veneziani » 84 + Vicende del consolato di Aleppo » 85 + + + APPENDICE + + Notizia intorno ai viaggiatori veneziani nella Persia, + ed alle descrizioni edite ed inedite di quella regione » 89 + + + DOCUMENTI + + PARTE PRIMA + + I. + + I. Dell'origine di Assanbei sive Ussun Cassan, + breve notatione » 97 + II. Deliberazione del veneto senato, 2 dicembre 1463 » 102 + III. Deliberazione del senato, 15 febbraio 1464 » 104 + IV. Deliberazione del senato, 26 settembre 1464, e lettera + ducale ad Uzunhasan di Persia » 105 + V. Lettera ducale ad Uzunhasan, 27 febbraio 1466 » 106 + VI. Commissione data a Caterino Zeno ambasciatore veneto in + Persia, 1471 18 maggio » 108 + VII. Altra commissione allo stesso, 1471 10 settembre » 111 + VIII. Credenziale del medico Isaach messo persiano + a Venezia, 1472 » 114 + IX. Commissione data a Giosafat Barbaro ambasciatore + veneto in Persia, 28 gennaio 1473 » 116 + X. Commissione segreta allo stesso, 11 febbraio 1473 » 125 + XI. Relazione al veneto senato di Caterino Zeno + ambasciatore in Persia, 27 luglio 1473 » 130 + XII. Relazione della battaglia di Terdshan, 18 agosto, 1473 » 135 + XIII. Lettera d'Uzunhasan alla veneta signorìa, + 16 ottobre 1473 » 137 + XIV. Commissione data ad Ambrogio Contarini ambasciatore + veneto in Persia, 11 febbraio 1474 » 139 + XV. Commissione secreta allo stesso, 11 febbraio 1474 » 145 + XVI. Altri punti secreti allo stesso, 11 febbraio 1474 » 148 + + II. + + XVII. Dispaccio 10 luglio 1485 di Giovanni Dario spedito in + Persia dal bailo veneto a Costantinopoli » 150 + XVIII. Altro dispaccio dello stesso, 11 luglio 1485 » 152 + XIX. Relazione al senato fatta da Costantino Lascari + spedito in Caramania ed in Persia, 14 ottobre 1502 » 153 + XX. Altra deposizione dello stesso, 16 ottobre 1502 » 156 + XXI. Lettera del sufì Ismail al doge Leonardo Loredano, + gennaio 1505 » 158 + XXII. Lettera ducale al re di Persia, 27 ottobre 1570 » _ivi_ + XXIII. Commissione data a Vincenzo di Alessandri veneto + oratore in Persia, 30 ottobre 1570 » 160 + XXIV. Lettera ducale al re di Persia, 30 ottobre, 1570 » 162 + XXV. Dispaccio 25 luglio 1572 del segretario Alessandri » 163 + XXVI. Relazione letta in senato da Vincenzo Alessandri + nel 1574 » 167 + XXVII. Lettera dello shàh di Persia Mohammed Kodabend alla + repubblica di Venezia, 1º maggio 1580 » 182 + XXVIII. Relazione segreta fatta dal chogia Mohammed oratore + persiano a Venezia, 1º maggio 1580 » 183 + + III. + + XXIX. Atto verbale della presentazione nell'Ecc. Collegio + dell'oratore persiano Efet beg, 8 giugno 1600 » 192 + XXX. Lettera dello shàh Abbas il Grande al doge di Venezia, + ricevuta 18 giugno 1600 » 193 + XXXI. Lettera ducale al re della Persia, giugno 1600 » 195 + XXXII. Lettera di Abbas il Grande alla repubblica, + 5 marzo 1603 » 196 + XXXIII. Nota dei doni recati a Venezia dall'oratore + persiano Fethy bei, marzo 1603 » 197 + XXXIV. Deliberazione del senato, 6 marzo 1603 » 198 + XXXV. Lettera ducale al re di Persia, 2 settembre 1603 » 199 + XXXVI. Lettera dello shàh, recata al doge dall'armeno + Chiéos, 1607 » 200 + XXXVII. Dispaccio 2 settembre 1609 del console veneto + nella Soria, F. Sagredo » 201 + XXXVIII. Atto verbale della presentazione in collegio + del messo persiano Seffer, 30 gennaio 1610 » 203 + XXXIX. Lettera alla veneta signorìa dello shàh Abbas + il Grande ricevuta nel gennaio 1610 » 207 + XL. Ricevuta delle robe di Fethy bei fatta dal chogia Seffer » 208 + XLI. Lettera ducale al re di Persia, 30 gennaio 1610 » 209 + XLII. Lettera del re di Persia, recata al doge dagli oratori + Alredin e Sassuar, 1 marzo 1613 » 210 + XLIII. Atto verbale della presentazione in collegio del messo + persiano Sassuar, 1º febbraio 1621 » 212 + XLIV. Lettera del re di Persia alla signorìa, + 1º febbraio 1621 » 214 + XLV. Deliberazione del senato, 4 febbraio 1621 » 215 + XLVI. Rapporto di Domenico Santi, inviato dai Principi + cristiani nella Persia, 26 giugno 1645 » _ivi_ + XLVII. Lettera ducale al re della Persia, 2 decembre 1645 » 216 + XLVIII. Simile, 17 luglio 1646 » 217 + XLIX. Lettera del re di Persia, ricevuta il 28 marzo 1649 » 218 + L. Relazione della Persia presentata nell'Ecc. Collegio dal + padre Antonio di Fiandra, veneto legato, allo shàh Abbas + II, 28 marzo 1649 » _ivi_ + LI. Relazione spedita al senato da Domenico Santi messo in + Persia, 29 marzo 1649 » 225 + LII. Lettera ducale al re di Persia, 22 gennaio 1661 » 229 + LIII. Offerta dell'arcivescovo armeno Aranchies di trattare + la lega fra la repubblica e la Persia, 10 giugno 1662 » 230 + LIV. Lettera ducale al re di Persia, 10 giugno 1662 » 231 + LV. Rapporto al senato, intorno alcuni padri domenicani + venuti a Venezia con incarichi dello shàh di Persia, + 19 luglio 1673 » _ivi_ + LVI. Lettera dell'Arcivescovo di Nashirvan alla signoria, + 19 luglio 1673 » 232 + LVII. Lettera del re di Persia alla repubblica, + 19 luglio 1673 » 234 + LVIII. Relazione al senato intorno ad un colloquio secreto, + tenuto coi messi persiani 19 luglio 1673 » 236 + LIX. Ducale al re della Persia, 22 luglio 1673 » 239 + LX. Idem, 4 giugno 1695 » 241 + LXI. Lettera dello shàh Abbas al doge di Venezia, ricevuta + il 5 settembre 1669 » 242 + LXII. Ducale al re di Persia, 29 dicembre 1663 » 243 + LXIII. Istanza dell'arcivescovo Aranchieli, 18 luglio 1669 » 244 + LXIV. Litera ducalis ad Persarum regem, 20 julii 1669 » 245 + LXV. Lettera dello shàh Husein al doge Silvestro Valier, + 1696 » 246 + LXVI. Lettera ducale al re di Persia, 15 marzo 1697 » 247 + LXVII. Simile, 23 dicembre 1718 » _ivi_ + + PARTE SECONDA + + I. + + LXVIII. Relazione ai _Savj alla Mercanzia_, intorno le + spese che occorrono sopra le merci, che si distaccano da + Venetia, per giungere in Astrakan, attraversando la Persia » 248 + LXIX. Lettera del re di Persia al nobiluomo G. F. Sagredo, + 1609 » 252 + LXX. Simile, 1610 » 253 + LXXI. Simile, 1611 » 254 + LXXII. Manifesto del re di Persia alla onorata turba dei + mercanti venetiani, 1611 » 255 + LXXIII. Lettera del re di Persia alla repubblica di + Venezia, 1611 » 256 + LXXIV. Lettera dello shàh al nobiluomo Alvise Sagredo, + 1627 settembre » 257 + LXXV. Ducale al re della Persia, 13 marzo 1629 » 259 + + II. + + LXXVI. Deliberazione del senato, 7 dicembre 1548 » 260 + LXXVII. Istanza di Andrea Benedetti ai Cinque Savi alla + mercanzia » 261 + LXXVIII. Scrittura dei Cinque Savi al senato, + 23 dicembre 1762 » 264 + LXXIX. Decreto del senato, 29 dicembre 1762 » 268 + + APPENDICE + + LXXX. Lettera di ser Donato da Leze a Zuan Caroldo, con una + descrizione della Persia, 14 settembre 1514 » 269 + LXXXI. Simile, 7 ottobre 1514 » 273 + LXXXII. Simile, 2 novembre 1514 » 275 + LXXXIII. Relazione della Persia, di Teodoro Balbi, 1570 » 276 + LXXXIV. Relazione della Persia, 1586 » 290 + LXXXV. Relazione per li viaggi di Persia, 1673 » 293 + + + TAVOLE + + Sigillo reale (homajon) dello shàh Husein, 1694 » 1 + Coppa donata da Uzunhasan alla veneta signorìa, 1470 » 8 + Quadro dipinto da Gabriele Caliari, per ricordare + l'ambasciata persiana a Venezia del 1603 » 47 + Lettera dello shàh Abbas il Grande, 22 gennaio 1610 » 48 + Lettera dello shàh Husein al doge Silvestro Valier, 1696 » 55 + + + + +LA REPUBBLICA DI VENEZIA E LA PERSIA + + + + +PARTE I. + +Delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Venezia e la Persia. + + +I. + +Scomparso quasi il nome della Persia, durante il periodo dei califfati +(anno 652-1258), soggiogata e divisa quella regione dagli Arabi, dai +Mongoli, dai Tartari e dai Turcomanni, cominciò soltanto nel secolo XV +a risorgere pel valore di Uzunhasan, il quale potè far rivivere col +nome persiano le gloriose tradizioni degli Acmenidi e dei Sassanidi. + +Nelle lotte delle due fazioni turcomanne, dell'ariete nero +(_Karakojunlu_) e dell'ariete bianco (_Akkojunlu_), Hasanbei, detto +poi Uzunhasan (il lungo), capo di quest'ultima, rimanendo vincitore, +occupò gli stati e le castella di alcuni potenti signori suoi vicini. +E mossosi, di poco varcata la metà del secolo XV, contro Gihan shàh, +sovrano dell'ariete nero, lo vinse nelle campagne di Erzengian; +quindi, sconfitto Ebusaid signore dell'Azerbeigian, si impadronì di +tutta la Persia, fra questi confini: a levante l'Indo e la Tartaria, a +ponente la Georgia, Trebisonda, la Caramania, la Siria e l'Armenia +minore, a mezzogiorno l'Arabia ed il mare dell'India, a tramontana il +monte di Bakù[1]. + +Uzunhasan sposò la despina Teodora, figlia di Giovanni imperatore di +Trebisonda, il quale gliela accordò per consorte colla condizione che +ella continuasse a vivere nella religione greca [Documento I]. + +Quest'imperatore, seguendo l'esempio di altri deboli sovrani +trapezuntini, che, disposando le proprie figlie a principi barbari, si +assicuravano la loro protezione, credette con tale unione, e +coll'alleanza conchiusa col nuovo signore della Persia, di difendere +il proprio trono dalla potenza minacciosa di Mohammed, il quale, dopo +la conquista di Costantinopoli, voleva impadronirsi di quegli ibridi +imperi greci, che erano sorti dalle rovine di Bisanzio. + +L'imperatore Giovanni diede in isposa l'altra sua figlia, sorella +della despina di Persia, al duca dell'Arcipelago Nicolò Crespo, da cui +nacquero quattro figliuole maritate con altrettanti gentiluomini +veneziani, cioè: + +Fiorenza con Marco Cornaro[2]. + +Lucrezia con un Priuli. + +Valenza con Giovanni Loredano, e + +Violante con Caterino Zeno[3]. + +Ecco relazioni di famiglia, che, oltre agli interessi politici +internazionali, avvicinarono la signorìa di Venezia alla Persia. E +questi ultimi erano della massima importanza. + +Il grande _signore di due mari e di due parti di mondo_, titolo che +Mohammed si diede dopo la presa di Costantinopoli, non sazio di nuove +conquiste, mirava ad estendere i confini del suo impero a danno dei +principi suoi vicini. Tra questi, i più potenti erano dalla parte +dell'Europa: Venezia, che offeriva alla civiltà l'antemurale dei suoi +possedimenti in levante; dalla parte dell'Asia, il nuovo monarca +persiano. Venezia quindi e la Persia dovevano porsi d'accordo contro +il comune naturale nemico, dacchè la Provvidenza destinava +principalmente questi due stati a frenare l'ambizione di lui in +occidente ed in oriente. + +La conquista dell'impero di Trebisonda, fatta da Mohammed nell'anno +1461; la guerra mossa ai Veneziani nella primavera del 1463, che +cominciò coll'improvviso assalto di Argo; e le spedizioni contro i +principi di Caramania, protetti da Uzunhasan, porsero occasione al +sire persiano ed alla repubblica di Venezia di apprestare d'accordo le +armi contro il comune nemico. + +A' 2 di dicembre 1463 il veneto senato ordinava ad Andrea Cornaro di +offerire al principe di Caramania Pir Ahmed, e ad Uzunhasan proposta +di lega, commettendogli di spedire a questo fine Lazaro Quirini nella +Persia, qualora egli in persona non avesse potuto recarsi colà[4]. + +Contemporaneamente vincevasi in senato la _parte_ di mandare +ambasciatori, Nicolò Canal in Francia, Marco Donà al duca di Borgogna, +altri ai re di Sicilia e di Portogallo; e di scrivere ai re d'Ungheria +e di Boemia, per invitarli a concorrere nella lega contro il Turco[5], +della quale il pontefice erasi dichiarato capo e banditore. + +Andrea Cornaro conchiuse l'alleanza col principe Caramano [Documento +III]; e mentre Lazaro Quirini s'incamminava per la Persia, arrivò in +Venezia a' 13 di marzo 1464, per la via di Aleppo e di Rodi, +Mamenatazab ambasciatore di Uzunhasan[6]. + +Espose quegli in senato: «che era spedito dal suo signore per bene +intendersi contro i Turchi; che egli prometteva di mettere in campo +nella prossima primavera un esercito di 60,000 cavalli; che l'albero +grosso sta pur forte contro i venti, tamen se un piccolo verme entra a +rodere il tronco da basso, lo riduce così, che il vento facilmente lo +atterra; e Uzunhasan sarà quel verme che roderà questo grand'albero, e +mai conchiuderà pace colla Turchia senza partecipazione della veneta +repubblica, purchè anch'essa dal proprio canto ciò prometta; avendo +essa intenzione di muovere sulle rive dello stretto verso Gallipoli, +affinchè la veneta armata potesse inoltrarsi fino a Costantinopoli». + +Questo oratore persiano fu assai bene accolto dal senato, che +ordinava, ai 26 di settembre 1464, gli fosse data pel suo re una +lettera ducale, colla quale accettando la proposta lega, lo si +rendesse avvertito della cooperazione certa del pontefice, del duca di +Borgogna e del re di Sicilia, e della guerra sussistente fra i Turchi +ed il re d'Ungheria; e animandolo a muovere gagliardamente contro +l'Ottomano lo si assicurasse che ogni acquisto nella terra ferma la +repubblica lo riterrebbe interamente di lui [Documento IV]. + +Convenivasi poi a voce con Mamenatazab, che ove col concorso della +veneta armata si acquistassero coste o porti di mare, questi +resterebbero della repubblica[7]: la quale più che lontani possessi +mirava ad ottenere punti strategici od interessanti al commercio; e +secondo la frase del Dandolo _volle i popoli piuttosto amici che +sudditi, e scali al suo traffico, anzichè ampii dominii, ma sempre +libero il mare_. + +L'oratore persiano partì da Venezia colle galere di Beiruth, assai +soddisfatto e regalato, portando seco oltre alla predetta lettera +ducale, braccia venti di panno d'oro da offerirsi in nome della veneta +signorìa a Uzunhasan. Ed arrivato a Rodi, il capitano generale da mar, +Mocenigo, gli fece vedere in ordinanza la veneta armata, assicurandolo +che l'avrebbe impiegata in servizio, e per secondare i disegni e le +imprese magnanime del suo re[8]. + +Nell'anno seguente arrivò a Venezia un altro messo persiano chiamato +Kasam-Hasan, con lettere di Uzunhasan, le quali attestavano la sua +pronta disposizione a far la guerra ed eccitavano la repubblica, e per +di lei mezzo i principi cristiani, a muovere di comune accordo le +armi. + +Il senato rispose ai 27 febbraio 1466 [Documento V] confermando la +deliberata volontà sua di continuare gagliardamente la lotta, e +partecipando le conchiuse leghe e le speranze che tenevansi: +quantunque per la morte di Pio II, e per le gelosie dei principi +cristiani verso la repubblica veneta, che trovavasi all'apogèo della +sua potenza pei nuovi acquisti, fosse di assai minorata la energìa +colla quale davasi dapprima opera a tal lega contro la prepotenza +ottomana. + +Scriveva in fatti il senato ai proprii oratori a Roma....... «Et +propterea omni studio et efficatia querite, ut ad conclusionem +deveniatur, et Sanctitas Sua si quid in effectum collatura est, non +amplius promittat sed conferat, hoc idem faciant caeteri et omnes +recidite conventus, omnes collationes non solum dedecorosas, sed etiam +detrimentosas, quum dum hujusmodi collationibus et consultationibus, +tempus territur, Hannibal Saguntum oppugnat[9]». + +Dopo la presa di Negroponte[10], dubitando Mohammed, che per questa +nuova ed importante sua conquista, i principi europei si decidessero, +nel pericolo comune, ad accorrere efficacemente in soccorso della +repubblica, mandò a Venezia proposizioni di pace, per mezzo della +propria matrigna sorella del despota Zorzi di Servia; laonde il +senato, che da qualche tempo mancava di ogni notizia delle mosse e dei +progressi di Uzunhasan, commise a Nicolò Cocco ed a Francesco Cappello +di proporre destramente all'imperatore la restituzione di Negroponte, +verso il pagamento di una somma che avevano facoltà di portare fino a +ducati d'oro 250,000 da soddisfarsi per rate in 5 anni, rimanendo però +alla repubblica tutte le isole che allora teneva[11]; ma tali furono +le pretensioni di Mohammed, che ogni trattativa fu dai Veneziani +disdegnosamente respinta. + +Mentre duravano queste pratiche di accomodamento, arrivò dalla Persia +in Venezia nel febbraio 1471 Lazaro Quirini, insieme ad un oratore +persiano chiamato Mirath[12], il quale era latore di una lettera del +suo re[13], che annunciava le vittorie da esso riportate sopra varii +principi suoi confinanti, e la sua intenzione di muovere contro la +Turchia col concorso della veneta armata. + +Il serenissimo principe rispose nel giorno 7 di marzo all'oratore +persiano: che si sentivano con gioia le notizie del suo re, e si +teneva assai cara la sua amicizia dalla repubblica, sempre disposta ad +assisterlo. E «per confermare in perpetuo quell'amicizia e stringerla +maggiormente» il senato deliberava nello stesso giorno: di mandare un +solenne ambasciatore in Persia, eletto fra i nobili, con stipendio di +ducati mille, incaricandolo di portarsi colà, insieme all'oratore +persiano Mirath, un notaio ducale e cinque famigliari. La _parte_ fu +presa in Pregadi con 148 voti affermativi contro 2 negativi; e furono +eletti dapprima ser Francesco Michele, poi ser Giacomo Medin che +rifiutarono, finalmente Caterino Zeno il quale accettò[14]. + +Frattanto arrivava pure in Venezia un altro legato di Uzunhasan, il +quale, passato il mar Nero da Trebisonda a Moncastro[15] e venuto per +la via di Polonia insieme ad un ambasciatore di quel re, dirigevasi al +sommo pontefice per sollecitare col suo mezzo il concorso dei principi +cristiani. Il senato gli rispose opportunamente «conforti per conforti +et offerte per offerte» e lo accompagnò con lettera di raccomandazione +all'oratore veneto in Roma, dove fu vestito ed accarezzato dal +pontefice, e rimandato in Persia con un legato papale, frate di S. +Francesco[16]. + +Caterino, figliuolo di Dracone Zeno[17], essendo stato molti anni col +padre in Damasco, e qual nipote della despina moglie di Uzunhasan, si +giudicò potesse servir bene e con profitto la patria in questa +ambasceria al sovrano della Persia. + +Ai 18 di maggio 1471 fu allo Zeno rilasciata dal senato la commissione +[Documento VI]; ma dietro proposta del savio agli ordini Pietro +Donato, fu differita la di lui spedizione, fino all'arrivo da +Costantinopoli di precise notizie sulle incamminate trattative di +pace. + +Le quali, poichè furono di manifesta e decisa rottura, il senato dava +allo Zeno una seconda commissione a' 10 settembre 1471 [Documento +VII]. + +Con queste due commissioni veniva incaricato lo Zeno di andare in +Persia, per la via di Cipro e di Caramania, insieme al legato Mirath, +e di mostrare a quel re il contento della repubblica per la sua +potenza, e la perfetta sua disposizione di concorrere coll'armata +navale in pieno accordo e lega con lui. Doveva pure lo Zeno +giustificare le incamminate trattative di pace, accolte dietro domanda +del Turco e in mancanza di ogni notizia dalla Persia, ma con lieto +animo opportunamente a tempo reiette. Gli fu ordinato di portar seco +un dono di panni d'oro da presentarsi ad Uzunhasan, e di visitare la +regina, nonchè il signore di Caramania ed il re di Georgia. Finalmente +egli ebbe incarico di rilevare e descrivere tutte quelle minute +informazioni che potesse avere: della potenza del re di Persia, della +sua età, valore, stato, confini, vicinanze, redditi, esercito; nonchè +della sua disposizione e volontà nella guerra contro la Porta, e di +tutte le altre cose che egli riputasse degne di essere conosciute. + +Con questi ordini pertanto Caterino Zeno partitosi da Venezia, passò a +Rodi pochi mesi, e di là, entrato nel paese del Caramano, pervenne +dopo molto travaglio in Persia. Ed annunciato il suo arrivo, fu egli +da quel re ricevuto con grandi dimostrazioni di onore, quale +ambasciatore di una repubblica potente e confederata; e avendo poi +chiesto di presentarsi alla regina, ne ebbe per grazia speciale il +permesso, cosa insolita a concedersi a qualsiasi persona, dacchè non +era costume in Persia che le donne, e particolarmente le regine, si +lasciassero vedere. + +Laonde condotto lo Zeno innanzi alla despina Teodora, e datale notizia +di sè, fu accolto e ricevuto come caro nipote, fu alloggiato nel reale +palazzo, e presentato ogni giorno (cosa riputata di molto onore) delle +stesse vivande della real mensa. Ed udita più particolarmente la +cagione della sua venuta, la regina gli promise ogni aiuto e favore, +riputandosi parente della signorìa di Venezia; e di fatto ella +contribuì efficacemente ad indurre Uzunhasan a muovere le armi contro +Mohammed[18]. + +Scriveva quindi lo Zeno il 30 di maggio 1472[19] al capitano generale +Pietro Mocenigo, essere egli arrivato in Tauris al 30 aprile, aver +trovata la più liberale accoglienza dal re e dalla regina, e la +migliore disposizione di muovere nella Caramania e verso le coste +contro gli Ottomani. E pregava il capitano generale di accordare +passaggio ad un nuovo legato persiano, che Uzunhasan spediva a +Venezia. + +Giunse in fatti, alla fine di agosto, in Venezia l'oratore agì +Mohammed, per chiedere alla repubblica soccorso di artiglierie, delle +quali mancava il campo persiano. + +Questo oratore recava alla signorìa un preziosissimo dono, che tuttora +si conserva fra gli stupendi cimeli del tesoro di S. Marco. Esso +consiste in un catino ricavato in una sola turchese di smisurata +grandezza, avente il diametro delle celebri colonnette della +cattedrale di Siviglia (m. 0,228). Sulla superficie esteriore stanno +intagliate cinque lepri, e nel fondo le parole _bar allah_, +interpretate dal Montfaucon _opifex Deus_, avvegnachè opera sì +straordinaria e preziosa debba riputarsi divina. Il catino è +contornato da una doppia legatura, entro e fuori, d'oro finamente +cesellato e guernito di cinquanta gemme. Il Montfaucon dichiara che +nessun altro cimelio gli ha destato maggior meraviglia, così pure il +Cicognara; ma lo Zanotto ed il Durand dubitano, e forse a ragione, che +il catino sia invece di pasta vitrea, la cui arte era perfettissima in +Persia, d'onde si diffuse per la civile Europa[20]. + + [Illustrazione: Coppa donata da Uzunhasan alla veneta signorìa, 1470] + +Pochi giorni prima di agì Mohammed arrivava per la via di Caffa un +altro messo persiano [Documento VIII], «spagnuolo di nascita e di fede +ebreo» il quale confermava che il suo signore era in viaggio con un +potentissimo esercito, e risoluto di non ritirarsi dall'Asia minore +senza aver prima debellato il Turco. Questo messo fu consigliato di +presentarsi al re Ferdinando di Napoli ed al pontefice. Dai quali +ottenne buone parole e scarse promesse. A Roma fu con due famigliari +battezzato da papa Sisto, che gli pose il suo nome, e lo regalò di +molti doni. + +In seguito alla domanda di agì Mohammed, deliberavasi in senato la +lettera ducale 25 settembre 1472 al re della Persia[21] per +assicurarlo, che gli sarebbero spedite le chieste artiglierie, e che +ordinavasi al capitano generale da mar di porsi intieramente colla +veneta armata a di lui disposizione. + +In questo senso scriveasi pure il 27 settembre allo Zeno, che ai 5 del +successivo gennaio 1473[22] si rendeva avvertito del licenziamento di +un nuovo oratore turco, venuto per ricercare la pace, mentre il senato +non voleva conchiuderla se non d'accordo col re persiano, +incaricandolo di annunziare ad Uzunhasan il prossimo arrivo delle +chieste artiglierie, condotte da uno speciale ambasciatore. + +Nel medesimo giorno in fatti il senato eleggeva oratore in Persia, +collo stipendio di 1800 ducati all'anno, e coll'accompagnamento di +dieci persone, Giosafat Barbaro, il quale per essere stato console +veneto alla Tana e governatore in Scutari, conosceva perfettamente le +lingue orientali[23]. + +E deliberava nella successiva tornata delli 11 gennaio[24] che si +mandassero al re di Persia sei bombarde grosse, dieci di mezza +grandezza e trentasei minori. Erano le bombarde una specie di mortaio +in forma di tromba, nella cui bocca poneasi in luogo di palla una gran +pietra. Inoltre 500 spingarde, specie di grande balestre, schioppetti +e polveri quanti più se ne potessero raccogliere, pali di ferro 300, +zappe 3000, badili 4000, e finalmente un regalo di panni pel valore di +diecimila ducati. + +Nella relazione del suo viaggio in Persia, pubblicata dal Ramusio, il +Barbaro narra che partì da Venezia insieme ad agì Mohammed con due +galere sottili, seguite da due grosse, cariche di bombarde, spingarde, +schioppetti, polveri, carri e ferramenta pel valore di 4000 ducati, e +con 200 schioppettieri e balestieri, comandati da quattro contestabili +e da un governatore che era Tommaso da Imola; e che li doni per +Uzunhasan consistettero in lavori e vasi d'argento del valore di +ducati 3000, in panni d'oro e di seta del valore di ducali 2500, e in +panni di lana di color scarlatto ed altri fini del valore di ducati +3000. + +E successivamente colle _parti_ 5 novembre, 21 dicembre 1473 e 22 +gennaio 1474, il senato ordinava di assoldare Antonio di Brabante +bombardiere, e di mandarlo ad Uzunhasan insieme ad altri 500 +schioppetti e 100 spingarde. Marino Contarini fu incaricato di fare +questi nuovi acquisti; ed il capitano generale da mar, di farli +giungere nella Persia[25]. + +Le commissioni a Giosafat Barbaro furono due: una palese, data il 28 +gennaio 1473 [Documento IX], l'altra segreta l'11 febbraio seguente +[Documento X]. + +Colla prima ordinavasi al Barbaro di andare oratore solenne per la +repubblica in Persia, insieme al legato persiano agì Mohammed ed agli +ambasciatori del sommo pontefice e del re di Sicilia, allo scopo di +confermare ed animare vieppiù Uzunhasan nell'impresa contro i Turchi, +e di recargli le chieste armi e le genti. + +Cammin facendo egli doveva eccitare il capitano generale Mocenigo a +fatti importanti nella nuova stagione, visitare il re e la regina di +Cipro, procurando di indurli ad unire la loro flotta, e finalmente +maneggiarsi per lo stesso fine coi cavalieri di Rodi. + +Il veneto oratore dovea presentarsi al re di Persia insieme a Caterino +Zeno, «per rendere più cospicua e solenne la ambasceria; ed esporgli, +che la repubblica da dieci anni era in guerra col Turco deliberata di +sostenerla e proseguirla d'accordo colla Persia sino all'ultimo +eccidio del comune nemico; che aveva rifiutata ogni proposizione di +pace; che l'armata veneta e la collegata aveano già infestate le +marine dell'Anatolia, ed erano pronte a nuove e più importanti +imprese nella prossima primavera; e finalmente che egli portava seco +le chieste artiglierie e gli uomini capaci d'instruire in quell'arma +il suo esercito». + +Le cose espresse nella detta commissione, ebbe il Barbaro +autorizzazione di comunicare agli ambasciatori del papa e del re +Ferdinando che lo accompagnavano, ma non quelle contenute nella +commissione segreta che gli fu data l'11 febbraio 1473. + +Questa portava le istruzioni particolari, nel caso che ad onta degli +sforzi del veneto oratore, per animarlo alla guerra, il re persiano +inclinato avesse alla pace: + +«Essere intenzione della repubblica di non venire mai a pace col +Turco, se non qualora quegli acconsenta di rinunciare in favore della +Persia tutta l'Anatolia che è viscere della sua potenza, e le terre al +di là dello stretto, con tutta la ripa opposta alla Grecia, ed il +castello dei Dardanelli, ed inoltre si obblighi a mai più fabbricare +alcun altro castello lungo quella spiaggia, onde possano i Veneziani +aver libero il mar Nero e ristorarvi gli antichi traffici e commerci». + +Se poi la conclusione della pace avvenisse da parte di Uzunhasan, +doveva il Barbaro impegnarlo ad includervi la repubblica, procurando +di farle restituire la Morea, Metelino, Negroponte, od almeno +Negroponte ed Argo. + +Con queste commissioni pertanto Giosafat Barbaro partì da Venezia a' +18 di febbraio 1473, e per Zara, Lesina, Corfù, Modone e Rodi giunse a +Famagosta il 29 di marzo[26]. Ma quantunque alla repubblica assai +importasse il sollecito suo viaggio in Persia, egli dovette fermarsi +circa un anno nell'isola di Cipro, essendo tutte le coste occupate +dagli Ottomani. + +Quivi egli diede prove di carattere saldo e di valentìa negli affari +di stato, mantenendo in fede il Lusignano, che per ambizione di regno +era più tenero degli infedeli che dei cristiani, e provvedendo col +generale Mocenigo in aiuto del principe di Caramania. + +Il quale, alleatosi alla repubblica fin dal 1464, avendo chiesto a +Giosafat Barbaro, che trovavasi in Cipro, soccorso per ricuperare i +castelli di Sighin, Kurku e Selefke, intorno ai quali stava il suo +campo, ebbe dal Barbaro e dal Mocenigo la chiesta assistenza; +perocchè, portatisi colla veneta armata alle marine, essi presero a +viva forza Sighin ed ottennero a patti gli altri due castelli, che il +Mocenigo[27] consegnò a Kasim beg fratello del Caramano, il quale +ringraziatolo del possente aiuto, lo regalò di un leopardo e di un +superbo destriero tutto addobbato con fornimenti d'argento[28]. + +Intanto Caterino Zeno non si stancava di eccitare la regina di Persia +perchè persuadesse il marito a muovere la guerra a Mohammed, acerrimo +nemico in particolare di lei, a cui avea fatta perire tutta la +famiglia; per le quali persuasioni Uzunhasan, che era di già +infiammato ad abbassare la potenza ottomana e ad innalzare la propria, +scrisse al signore dei Georgiani che rompesse da quel lato la +guerra[29], e mandò un oratore a Costantinopoli per chiedere +Trebisonda ed i luoghi usurpati. + +Questo oratore presentò al sultano, secondo il costume orientale, una +mazza ed un sacco di miglio, per dimostrargli che il re della Persia +avrebbe armato esercito potente e numerosissimo; ma il padishàh lo +licenziava facendogli vedere a mangiare da poche galline quel miglio, +e dicendogli: «Così i miei giannizzeri faranno cogli uomini del tuo +signore, che sono soliti a guardar capre e non a guerreggiare[30]». + +Allora Uzunhasan rivolse ogni sua cura a raccogliere genti ed armi, e +mandò notizia a Venezia della sua mossa, animando la repubblica a fare +altrettanto dalla sua parte; con lettera recata da Sebastiano dei +Crosecchieri cappellano di Caterino Zeno, nell'ottobre 1472[31]. + +Ai 15 di dicembre[32] lo Zeno partecipava le prime vittorie di +Uzunhasan, che uditi i fatti della veneta armata sulle coste della +Caramania, ancorchè non gli fossero ancora pervenuti i domandati +sussidii, avea dato ordine di guerra, per nulla temendo i rigori della +stagione e la mancanza di artiglierie. + +Il veneto oratore seguì l'esercito persiano, e lo passò in rassegna +prima che entrasse in campagna. Narra lo Zeno nella sua lettera del 9 +ottobre 1472[33] che quello era composto di 100 mila cavalli, armati +in parte alla maniera che usavasi in Italia, e in parte coperti da +fortissimi cuoi atti a resistere ai grandi colpi. Gli uomini erano +vestiti parte con corazzine dorate e maglie, e parte in seta. Aveano +rotelle in luogo di scudi, e scimitarre. + +Mentre l'esercito persiano dopo le prime vittorie attese nel verno a +ristorarsi, Uzunhasan spedì un nuovo oratore a Venezia, il quale vi +giunse per la via di Cipro nel mese di febbraio 1473, e recò la +notizia della presa di Malatiah all'ovest dell'Eufrate, e dell'assedio +di Bir[34]. + +Il serenissimo principe accolse il legato persiano con amorevolezza; +si congratulò seco delle vittorie ottenute, esprimendo fiducia che il +Barbaro si sarebbe recato quanto prima nella Persia colle bombarde, le +spingarde, e coi maestri di artiglieria, spediti da quasi un anno. Ed +egualmente scriveva ad Uzunhasan il 15 di febbraio[35], annunziandogli +la venuta del Barbaro con efficaci sussidii, e l'ordine dato alla +veneta armata di attaccare le coste, tostochè il di lui esercito si +fosse a quelle avvicinato. Il Barbaro poi lo avvertiva da Colchos l'8 +di giugno[36] di essere con potentissima armata e cogli ambasciatori +del papa e del re Ferdinando ed agì Mohammed a di lui disposizione, e +pronto ad attaccare la stessa Costantinopoli. + +Queste lettere empierono di allegrezza e di speranze Uzunhasan, il +quale ne fece bandire la nuova per tutto l'esercito, e salutare a +suon di trombette e zambalare il nome veneziano [Documento XI]. + +I Turchi, fatto anch'essi il maggior sforzo, si avvicinarono +all'Eufrate poco lungi da Malatiah, dove sull'altra riva erano +schierati i Persiani in ordinanza. Quivi si incontrarono i due +eserciti, ed azzuffatisi vigorosamente, prevalse il persiano. Il +sopraggiungere della notte però impedì, che la vittoria di Uzunhasan +riescisse decisiva e finale. + +Rotti pertanto gli Ottomani, scriveva a Venezia Luca da Molino, +sopracomito del porto di S. Teodoro[37]: che era vicino il re di +Persia, che il Mocenigo aveva incominciate le operazioni marittime, e +che già tutta la costa erasi assoggettata e restituita al Caramano. + +Laonde, elevati gli animi alle più belle speranze, si vinceva in +senato, dietro proposizione di Girolamo da Mula, il partito, di +scrivere al Mocenigo che penetrasse con tutta l'armata nello stretto, +e si portasse a battere immediatamente la stessa Costantinopoli, +qualora però fossero stati di tale avviso il legato papale e il +capitano di Napoli[38]. + +Ma poco stettero le cose a cangiare d'aspetto. Battuti i Turchi, fu +Uzunhasan spinto dai suoi ad inseguirli al di là dell'Eufrate, e potè +raggiungerli presso Terdshan nelle vicinanze di Erzengian, alla fine +di luglio del 1473. Mentre il suo esercito era in marcia, mandò l'11 +di luglio a chiamare lo Zeno e gli comandò di scrivere all'imperatore +ed al re d'Ungheria di «metter a foco et fiamma il paese de l'Othoman +in Europa, perchè essendo esso, con l'aiuto di Dio, per aver +certissima vittoria contro l'Othoman, el vol ch'el sia sfrachassado da +ogni parte, che più nol se possa refar, et che totalmente sia estinto +el nome suo[39]». + +Confidando pertanto nella favorevole sua fortuna, e credendo per la +recente vittoria di poter ancora facilmente superare l'esercito +ottomano, Uzunhasan apprestò a battaglia le sue truppe, appena che lo +ebbe raggiunto[40]. + +Ma, attaccato invece vigorosamente e disperatamente dai Turchi, egli +rimase sconfitto per modo che dovette fuggire nelle montagne +dell'Armenia, abbandonando il campo e le salmerìe, mentre invano suo +figlio Seinel perdeva la vita, cercando di tener testa coi pochi +rimasti [Documento XII]. + +Per quella stessa opinione che Uzunhasan teneva di essere invincibile, +si avvilì maggiormente di questa sconfitta; laonde non vedendo altra +speranza che nel soccorso dei principi cristiani, ai quali le sue +disgrazie non toccavano meno che a lui, spedì Caterino Zeno come +proprio ambasciatore presso ai principi d'Europa: con incarico di +domandar loro quell'aiuto che richiedeva il pericolo comune, e +particolarmente dacchè, in contemplazione della repubblica di Venezia +e degli interessi della cristianità, avea preso le armi. Prometteva +poi di mettere in campo per la ventura stagione un formidabile +esercito, onde continuare nella impresa. + +Partitosi lo Zeno dalla corte persiana, si diresse alle rive del mar +Nero, dove, noleggiata una nave genovese di Luigi Dal Pozzo, corse +pericolo di essere tradito e consegnato agli Ottomani, se Andrea +Scaramelli di notte tempo accostandosi secretamente con una barca alla +nave, da quella non lo avesse levato, e condotto incognito a Caffa, +insieme ad un di lui servo chiamato Martino. + +Quivi trovandosi lo Zeno spoglio di denari e di ogni cosa, e non +potendo essere assistito dal povero suo liberatore, potè una seconda +volta salvarsi da mal partito e così porsi in grado di adempire ai +suoi incarichi, per la fedeltà del suo servo Martino, che tanto lo +pregò fino a che egli accondiscese di venderlo siccome schiavo per +provvedersi di denari pel viaggio. La generosità del Martino fu poi +riconosciuta dal veneto senato, che lo riscattò e lo provvide di +buona pensione[41]. + +Da Caffa lo Zeno scriveva alla signorìa, narrando il successo della +guerra passata, le nuove speranze che ancora si avevano, e lo incarico +a lui affidato da Uzunhasan, del quale spediva una lettera al doge +Nicolò Tron _relucentissimo sultan de la fede cristiana_, cui +prometteva di esser pronto a tentare di nuovo con tutte le forze della +Persia la fortuna delle armi [Documento XIII]. + +Queste lettere furono assai gradite dal senato, che intendendo non +essere ancora Giosafat Barbaro passato nella Persia, non gli parve +convenisse alla dignità sua di lasciare un re affezionato e fedele +senza un ambasciatore, dacchè lo Zeno erasi da lui dipartito. + +Laonde il consiglio dei Dieci deliberava di spedirvi Paolo +Ognibene[42] albanese, con commissione di confermare ad Uzunhasan che +la repubblica intendeva di persistere nella lega, la quale non avrebbe +mancato di fruttargli il possesso di tutta l'Asia turca; e di +ponderare allo stesso quanto importava all'impresa che egli +coll'esercito passasse l'Eufrate. + +All'Ognibene non venne fissato alcun stipendio; ma gli fu promesso che +la repubblica non mancherebbe d'usare verso la sua persona e famiglia +la magnificenza solita verso chi ben la serviva. + +Oltre a questa spedizione dell'Ognibene, il senato deliberava nel +giorno 30 di ottobre dello stesso anno 1473[43] di eleggere un altro +oratore solenne ad Uzunhasan; ma nominato Francesco Michele, egli +rifiutò, e quanti altri venivano eletti declinavano tale onore per +cagione del viaggio pericolosissimo; laonde furono prese le _parti_ 22 +e 30 novembre che stabilirono pene a chi si rifiutasse, e che +autorizzarono il Consiglio a scegliere l'ambasciatore da qualunque +luogo od ufficio. + +Il 10 di dicembre 1473 fu eletto Ambrogio Contarini, quondam Bernardo, +che accettò, ed il 20 scrivevasi al Barbaro, che sollecitasse intanto +la sua partenza da Cipro e per qualunque via procurasse giungere al +più presto possibile nella Persia. + +Le commissioni date dal senato ad Ambrogio Contarini furono due, una +palese, e l'altra segreta. + +La prima [Documento XIV] ordinava al veneto legato di abboccarsi +coll'ambasciatore di Napoli, di cercar notizie di Caterino Zeno che +credevasi a Caffa, e di Giosafat Barbaro, e con questi e col +segretario Paolo Ognibene concertarsi per la miglior riuscita della +sua missione. + +La commissione segreta [Documenti XV e XVI] ricordava, come l'anno +precedente, ritenendosi che il re persiano penetrasse nell'Anatolia, +la repubblica avea ordinato al capitano generale Mocenigo di spingersi +vigorosamente coll'armata nello stretto fino a Costantinopoli, +mettendo a ferro e fuoco tutta la ripa, onde il nemico vedendo in +pericolo la propria capitale fosse costretto a ritirare gran parte +delle sue genti, così agevolando la vittoria al re di Persia; che +inoltre la repubblica aveva mandate le chieste artiglierie e gli +uomini esperti a maneggiarle; per le quali cose doveva Uzunhasan +convincersi della buona volontà dei Veneziani, e degli sforzi che +sarebbero sempre pronti a fare in suo favore: sia ch'egli, seguendo il +parere del senato, spingesse la guerra per terra, mentre la veneta +armata penetrerebbe nello stretto; sia ch'egli preferisse la campagna +della Sorìa: purchè per l'una o per l'altra di queste imprese egli +muovesse sollecitamente, il tutto consistendo nella celerità delle +operazioni. + +Se poi il veneto oratore avesse trovato il re disposto a tregua o +pace, gli si ingiungeva di far di tutto per istornarvelo; e, non +riuscendo, di ottenere che alla repubblica fossero restituiti +Negroponte ed Argo, od almeno ch'ella fosse inclusa nella pace. + +Questa commissione segreta ebbe ordine il Contarini di imparare a +memoria prima di partire d'Italia, e di ritenerla col mezzo di +contrassegni e cifre a lui solo note, con obbligo assoluto di +abbruciare il foglio in modo che non potesse mai essere letto da +alcuno. + +Intanto che l'Ognibene[44] ed il Contarini si dirigevano verso la +Persia, e che il Barbaro altresì trovava mezzo d'incamminarvisi, +Caterino Zeno proseguiva il suo viaggio di ritorno a Venezia, +eseguendo le commissioni avute, quale ambasciatore del re persiano. + +Trovò egli in Polonia il re Casimiro in guerra cogli Ungheri, ed +esponendogli lo incarico avuto da Uzunhasan, lo esortò ed indusse a +conchiudere la pace, per lasciare almeno agli Ungheri agio di unirsi +nella lega contro i Turchi. + +Dalla Polonia lo Zeno passò in Ungheria, dove ebbe grandi promesse, e +l'onore del cavalierato il 20 aprile 1474. Finalmente egli arrivò in +Venezia, e riferita in senato la commissione avuta dal re di Persia, +fu per ciò inviato con altri quattro ambasciatori al papa ed al re di +Napoli[45]. + +Queste legazioni non produssero il desiderato effetto e tornarono +vane. I principi della cristianità si erano, secondo la robusta +espressione di Giovanni Sagredo[46], raffreddati, anzi intirizziti. +Ritornato in patria lo Zeno, fu egli nominato del Consiglio dei Dieci, +a grande maggioranza di voti. + +Frattanto il Barbaro col solo agì Mohammed ed il cancelliere, +travestiti da pellegrini, senza roba e senz'altra famiglia, +abbandonati anche dal legato papale e da quello di Napoli, poterono +incamminarsi per la Persia l'11 febbraio 1474[47]. + +La relazione del viaggio di Giosafat Barbaro fu pure pubblicata dal +Ramusio, e, tradotta in latino dal Geudero, fu inserita nell'_Historia +rerum persicarum_ del Bizarro. + +Narra il Barbaro che partitosi finalmente da Cipro sbarcò al Kurku, e +per Selefke, Tarsus, Merdin, Assankief e Sairt arrivò al monte Tauro, +dove nel giorno 4 di aprile, assalito dai Kurdi e spogliato di ogni +cosa, egli potè a stento salvarsi fuggendo, _per aver sotto un buon +cavallo_. Ma egual sorte non toccava ad agì Mohammed ed al +cancelliere, che rimasero da quegli assassini trucidati. Le +disgraziate vicende del viaggio del Barbaro non si limitarono a +questa, che, giunto a Vastan presso Tauris, e richiesto del suo nome +e della sua missione da quei Turcomanni che si trovavano alla porta +della città, avendo egli detto di tener lettere per il loro re, ma che +non credeva cosa onesta il mostrarle, fu assai maltrattato, e colpito +dal loro capo con un pugno così vigoroso nella mascella, che per +quattro mesi gliene durò il dolore. + +Arrivato finalmente il veneto legato in Tauris ed acconciatosi in un +caravanserai, fece sapere ad Uzunhasan che desiderava di +presentarglisi. Il re mandò per lui immediatamente la mattina +appresso; laonde fu condotto alla sua presenza così male in arnese, +che «quanto avea in dosso non potea valere due ducati». Fu accolto +assai cortesemente dal persiano, che gli promise soddisfazione, e +compenso del danno patito[48]. + +Il luogo del ricevimento fu un padiglione del magnifico palazzo detto +_Aptisti_, che tenevasi per una delle meraviglie della Persia. Il +padiglione giaceva nel mezzo di un giardino a trifoglio, con una +rigogliosa fontana d'innanzi[49]. La loggia era decorata a grossi +mosaici di varii colori; a mano sinistra sedeva il signore della +Persia sopra un cuscino di broccato d'oro, con un altro simile dietro +alle spalle, ed al suo lato stava un brocchiero alla moresca colla sua +scimitarra. Uzunhasan ricevette il veneto ambasciatore, circondato dai +grandi del suo regno, e mentre varii cantori facevano sentire dolci +concenti, al suono di arpe, liuti, cembali e pive. Il giorno dopo +mandò al Barbaro due vesti, uno sciallo di seta, una pezza di bambagio +da mettere in capo, e ducati 20. + +La relazione del viaggio di Giosafat Barbaro continua narrando i +costumi, le ricchezze, il commercio, i prodotti della Persia +confrontati con quelli d'Italia, e descrive l'esercito e la potenza di +quel re. Dati questi importantissimi, ma che è inutile di ripetere, +dacchè stanno pubblicati nelle sopracitate collezioni, insieme ad +un'altra non meno interessante descrizione della Persia fatta da un +mercante veneziano, che ivi dimorò intorno a quel tempo. + +Circa l'esito della sua missione, il Barbaro dice: che quando arrivò +in Tauris, correva voce che Uzunhasan fosse deciso a continuare nella +lotta contro i Turchi, ma che le conseguenze della infelice giornata +di Terdshan, la ribellione di Oghurlu Mohammed, e la tiepidezza delle +corti cristiane resero impossibile la riscossa. Egli portò invece le +armi contro il re di Gorgora, e fatta con esso la pace, si ritirò nei +propri stati, ove morì il giorno dell'Epifanìa dell'anno 1478. + +Dopo la morte di Uzunhasan avvennero nella Persia i più gravi +sconvolgimenti, che portarono finalmente la esclusione dal trono della +sua dinastìa. + +Laonde il Barbaro, presa licenza, si unì ad un armeno che recavasi in +Erzengian, ove giunse ai 29 di aprile 1478. Quindi con una carovana +andò in Aleppo ed in Beiruth, e con una nave di Candia si portò in +Venezia, per recare al senato le notizie della sfortunata sua +legazione. + +Ed esito simile ebbero pur quelle di Paolo Ognibene e di Ambrogio +Contarini. + +Paolo Ognibene arrivava dalla Persia il 17 di febbraio 1475 e riferiva +nel Consiglio dei Dieci: che entrato nel paese del Caramano si era +unito con alcuni Turchi che andavano alla Mecca, dai quali poche +miglia fuori di Aleppo si dipartì fingendo di avere perduta la borsa, +e così avendo potuto ritornare in quella città, prese il cammino della +Persia. Passato l'Eufrate, egli entrò nel paese di Uzunhasan, e +presentatosi a quel re, fu accolto amorevolmente ed udito con +attenzione. + +Pochi giorni dopo l'arrivo in Persia dell'Ognibene vi giungeva +Giosafat Barbaro, laonde Uzunhasan incaricava l'Ognibene di ritornare +tosto a Venezia, e di esporre alla signorìa, ch'egli _era re della +propria parola_, e che nella prossima primavera avrebbe allestito un +poderoso esercito. + +La relazione dell'Ognibene fu assai grata al Consiglio dei Dieci, che +lo premiava colla nomina di massaro all'ufficio delle Rason vecchie, +collo stipendio annuo di ducati 400[50]. + +Anche la relazione del viaggio e dell'ambasciata in Persia di Ambrogio +Contarini fu pubblicata nelle citate collezioni. Partitosi +quell'oratore da Venezia a' 23 di febbraio 1473, andò per la via di +terra a Caffa, ove giunse ai 26 di aprile, passando per Norimberg, +Potsdam e la Russia bassa. Imbarcatosi sul mar Nero, si recò alle +foci del Fasi al 1º di luglio, e per la Mingrelia, la Georgia e parte +dell'Armenia, giunse al 4 di agosto nella città di Tauris. + +Ma siccome il re di Persia trovavasi in Ispahan, il Contarini si +diresse a quella volta, ove incontrò Giosafat Barbaro che lo seguiva +in qualità di legato della repubblica. + +Nel giorno 4 di novembre 1474 il veneto oratore si presentò ad +Uzunhasan ed offerì le sue credenziali. Esposta la commissione avuta +dal senato, ebbe affettuosissima accoglienza, ma assai breve ed +ambigua risposta. E ritornato poi colla corte in Tauris, gli fu +commesso da quel re di partire per Venezia, e di recare la notizia che +egli era pronto a far la guerra. Fu il Contarini regalato di due +vesti, di un cavallo e di poche altre cose, e fu incaricato di portare +alla signoria alcune spade e turbanti. + +Nel 28 di giugno 1475, quantunque convinto che le promesse di +Uzunhasan difficilmente sarebbero state mantenute, il Contarini si +licenziò da quel re, e per la via del Caspio e della Tartaria si +diresse a Venezia. + +Il viaggio di ritorno riescì al veneto legato oltremodo faticoso, +avendo dovuto per terre barbare ed infestate, viaggiare senza o con +pochi danari. Egli portava indosso una casacca tutta squarciata, +foderata di pelli d'agnello, una triste pelliccia, e un berretto pure +di agnello. Passato il gran deserto dell'asiatica Sarmazia, arrivò in +Moscovia, e presentatosi a quel duca, fu assai bene accolto e +regalato; quindi per la Lituania, la Polonia e l'Allemagna giunse a +Venezia il 9 di aprile 1477, e riferito in senato l'esito della sua +missione, corse a ringraziare Iddio di averlo preservato da tanti +pericoli e di avergli conceduta la grazia di rivedere la patria. + +Colla morte di Uzunhasan terminava per Venezia l'ultima speranza di +appoggio; laonde nel 1478 la repubblica fermò pace colla Turchia, e +pose fine ad una lotta che durò sedici anni, e che avrebbe potuto +vendicare il 1453, in cui compievasi la gran vergogna della +cristianità, e liberare l'Europa da una causa incessante di +perturbazioni e di guerre. + + +II. + +La repubblica di Venezia però non cessava di considerare con grande +interesse le cose persiane, dacchè a quella parte stavano ancora +rivolte le sue speranze, nel quasi totale abbandono dei principi +cristiani. + +Sembra che il segretario veneto Giovanni Dario, spedito nell'anno 1478 +alla Porta per negoziare la pace, avesse poi incarico nel 1485 dal +bailo Pietro Bembo, di recarsi nella Persia, per attingere notizie +sulla condizione di quel regno sconvolto dopo la morte di Uzunhasan, e +sulla possibilità di una comune riscossa. Due lettere in fatti si +conservano del Dario [Documenti XVII e XVIII], le quali però narrano +solamente l'accoglienza ch'egli ebbe nel campo persiano, e quella +fatta agli ambasciatori dell'Ungheria e dell'India, che eransi pure in +quel tempo recati colà. + +Allorquando poi il valoroso Ismaìl, capo della setta credente in Alì, +detta dei Ssufì [Arabo: sufi][51], approfittando dell'entusiasmo +religioso s'insignorì della Persia, il veneto senato non solo cercò, +col mezzo dei suoi rappresentanti in levante, ogni particolare notizia +sull'origine, le forze ed i progressi di lui, ma rottasi la pace colla +Turchia nel 1494, introdusse pratiche di alleanza con esso e col +principe di Caramania. + +Un gentiluomo di Costantinopoli, abitante in Cipro e suddito veneto, +Costantino Lascari, spedito a questo fine nella Persia, lesse in +senato al suo ritorno in Venezia nel 1502, una preziosa relazione del +sufì [Documenti XIX e XX], dalla quale la repubblica, se ricavò +importanti notizie delle vittorie e progressi persiani, dovette però +convincersi non essere possibile di ristorare allora l'antica lega con +Ismaìl, laonde mancandole eziandio i soccorsi chiesti alla Francia ed +al Portogallo, conchiuse la pace colla Turchia, che fu giurata il 14 +dicembre 1502 dal sultano, e il 20 maggio 1503 dal doge. + +Non ismettevasi tuttavolta in senato il pensiero, che fu poi la +costante politica tradizionale della repubblica, di studiare le +occasioni opportune, per frenare la prepotenza ottomana, e per +rilevare in levante la supremazìa politica e commerciale dei +Veneziani. + +I dispacci dei baili a Costantinopoli riportati dal Sanudo, e quattro +relazioni che in quei preziosi diarii sono pure conservate inedite, +fanno di ciò piena testimonianza. La prima è una deposizione del +nunzio Dell'Asta fatta alla signoria nel dicembre 1501, intorno al +nuovo profeta Ismaìl[52]; la seconda una relazione 7 settembre 1502 +del luogotenente di Cipro Nicolò Priuli, sui progressi del sufì e +della sua setta[53]; la terza una deposizione fatta nell'ottobre 1503 +intorno ai successi persiani, da un Moriati di Erzerum spedito +appositivamente in Tauris dai rettori di Cipro[54]; la quarta +finalmente è una lettera di Giovanni Morosini da Damasco del 5 marzo +1507[55], la quale narrando con ogni possibile esattezza le lotte del +sufì contro Alidul e la Turchia, rappresentava al senato «quello +essere il momento opportuno di cospirare d'accordo fra i principi +cristiani e la Persia, nella santissima impresa di scacciare il Turco +d'Europa». La lettera del Morosini termina col seguente ritratto dello +shàh Ismaìl. + +«Il sophi è adorato et è nominato non re nè principe, ma sancto et +propheta: è bellissimo giovane senza barba, studiosissimo et +doctissimo in lettere, dicono aver con sè tre preti armeni, i quali +per otto anni continui sien stati suoi precettori, et non lascivo al +solito dei Persi, homo de grande justitia et senza alcuna avidità, et +molto più liberal de Alexandro, anzi prodigo di tutto, perchè come gli +vien el danaro subito lo distribuisce in modo che el par un Dio in +terra; et come ai templi se fanno offerte si offeriscono a lui le +facultà, et hanno de gratia che tanto si degni de acceptarle. La fede +veramente che el tien no se intende; ma se pol conjetturare che el sia +più presto cristiano che altro, persuadendo li popoli che Dio vivo +che è in cielo li governa. Vive con amor religioso et si contenta di +quanto ha minimo et privato homo. L'ha tamen qualche schiava et anchor +non legittima mogliera; nol beve vino palese nè occulto, ma qualche +volta el mangia certa herba che alquanto aliena, et allora commette +qualche severità; et tamquam sanctus par de divination, perchè mai si +consiglia con alcun; et per questo tutti crede che el sia ad ogni sua +operation divinitas in ispirito. El tien una gatta sempre con lui, et +guai a chi fasse alcuna offension a quella....». + +Questo valoroso principe fondatore della dinastìa dei Sufiani, non +mostrava minore desiderio del veneto senato, a stringere l'alleanza, e +ad unire le proprie armi a quelle della repubblica. + +Scriveva in fatti il console a Damasco Bartolomeo Contarini nel +novembre dell'anno 1505[56]: essere a lui venuto un chasandar del +Caramano con una lettera del sufì di Persia, scritta in lingua +_agemina_[57], al soldan dei Veneziani, colla quale narrando le +conseguite vittorie gli partecipava il suo grande amore e la sua +speranza di presto incontrarsi con lui. + +Questa lettera fu ricevuta a Venezia nel gennaio 1605 [Documento XXI] +insieme ad alcune monete d'oro e d'argento del nuovo signore della +Persia, le quali portavano le seguenti iscrizioni così ricordate dal +Sanudo nei suoi diarii[58]. + +Da una parte: + +«Soldam, Ladel, Elchemel, Elhadi, Sainsa, Elmoda, Ismail Sain, +Chaledule Melche (El Signor giusto, compido, corredor, re dei re, el +victorioso Ismail mundo et puro, Iddio fazi el so regno eterno)». + +E dall'altra parte la formula religiosa dei Persiani: + +«Lailla, Lhalla, Mahumet Resulhalla, Uhalì, Ulihalla (Un solo Dio, un +solo messo Maometto, un sanctissimo Ali)». + +E due anni appresso Ismaìl reso ancor più potente per felici imprese, +e nemico a Bajezid per la diversità della religione e la gelosia del +dominio nell'Asia, mandò formalmente oratori a Venezia per chiedere +alleanza, conforme a quella che Caterino Zeno aveva conchiusa con +Uzunhasan[59]. + +Ma per quella fatalità, che ha poi sempre impedito la effettuazione +del grande concetto politico dei Veneziani, in quel tempo medesimo i +principi cristiani congiurando a Cambray contro Venezia, la posero +nella necessità di lasciarsi sfuggire la vagheggiata occasione. + +Il senato ricevette il primo annunzio di questa intenzione del sufì +dal console a Damasco Contarini, con dispaccio 4 marzo 1508[60]; +quindi nel settembre dello stesso anno il provveditore di Napoli di +Romania scrisse ai capi del Consiglio dei Dieci, che di notte +secretamente erasi a lui presentato un messo del sufì della Persia +«per pregarlo di informare il veneto senato che il suo re era amico +dei cristiani, veniva a rovina del Turco, voleva bene a san Marco et +alla signorìa, ed aveva fatto penetrare il suo esercito +nell'Anatolia[61]». Finalmente colla nave di ser Francesco Malipiero +arrivarono a Venezia due oratori, uno persiano ed uno caramano, con +lettera di Ismaìl tradotta dal console Pietro Zeno, la quale, +accreditando i suoi ambasciatori, esprimeva la buona amicizia che il +re persiano portava alla repubblica, ed il suo desiderio di stringerla +maggiormente e più efficacemente[62]. Accolti essi cortesemente dal +senato, furono a spese pubbliche alloggiati nel palazzo Barbaro a s. +Stefano dove abitava l'oratore di Francia. + +Pochi giorni dopo si presentava in collegio il solo ambasciatore +persiano, colla formale domanda d'Ismaìl: che gli fossero mandati +dall'Italia per la via di Sorìa maestri che gettassero artiglierie; e +che la veneta armata tenesse occupato Baiezid nella guerra di mare +presso alle coste della Grecia, mentre egli lo avrebbe chiamato a +battaglia nell'Asia minore. + +Il collegio ricevette onorevolmente l'ambasciatore persiano; ma gli +fece rispondere dai savi «che i Veneziani si ricordavano molto bene la +buona amicizia e la lega che avevano stretta col re di Persia, che +essi erano molto contenti che il sufì fosse nemico dei Turchi, avesse +pensato di comunicare alla repubblica l'interesse della guerra, e +promettesse quelle cose, le quali se Uzunhasan avesse mantenute non vi +sarebbe forse più stata occasione di muover guerra agli Ottomani; ma +che tali erano i cambiamenti delle cose del mondo, che siccome in quel +tempo il persiano non pensò o non potè ritentare la sorte delle armi, +così ora la repubblica trovandosi in gravissima condizione, non poteva +far ciò che pure ardentemente desiderava, avvegnachè era occupata in +una importantissima guerra, mossale dai più potenti sovrani d'Europa +che avevano congiurato a Cambray, non provocati da ingiuria alcuna, ma +solo eccitati da invidia della felicità dei Veneziani». + +E però si commetteva al persiano di riferire al suo re: che la +repubblica avrebbe all'occasione e potendo fatta ogni opera affinchè +il sufì conoscesse ch'ella non aveva cosa alcuna più cara +dell'amicizia dei Persiani, nè maggior desiderio di quello, di unire +alle loro le proprie armi, per frenare od abbattere la prepotenza +ottomana[63]. + +L'ambasciatore persiano, così licenziato, partì colle galere di Cipro, +arrivato in Candia ammalò[64]; quindi passato nella Siria, tenne +ragionamento segreto con Pietro Zeno console veneto in Damasco sulla +probabilità di un prossimo concorso della veneta armata colle forze +persiane. + +La qual cosa essendo venuta a cognizione del sultano del Cairo, egli +altamente se ne adirò, rispetto particolarmente alle minaccie fattegli +da Bajezid, per aver tollerato che nei suoi stati, ministri persiani +congiurassero contro di lui; laonde ordinava la immediata carcerazione +dello Zeno, e del console veneto in Alessandria, Contarini. + +Scriveva allora il senato al sultano[65]: non aver avuto la veneta +signorìa alcuna ingerenza in quei discorsi, che se pur fossero stati +fatti erano di carattere meramente privato, nè alcuna notizia di que' +nunzi... «Se questa po' è causa de romper una tanto longa amicizia lo +lassemmo al savio parer del sultan. No giustifichemo cosa alcuna, solo +dicemo la verità[66]». + +Lo Zeno ed il Contarini tosto furono posti in libertà; ma non essendo +cessato del tutto il mal animo del sultano per la venuta in Venezia +degli oratori persiani, il senato commetteva a Domenico Trevisan, +eletto nel 22 dicembre 1511 ambasciatore straordinario al Cairo per +affari di commercio, di cercare ogni mezzo e via di calmarlo +«rappresentandogli che la loro venuta non fu ad alcuno male efecto, ma +solum per comunicare le occorrenze et li successi del loro signor, el +qual mostrava di esser affetionato alla signorìa nostra, et ai quali +fu in corrispondenza con parole generali risposto, com'è costume della +signorìa nostra de fare con tutti[67]». + +Di questa ambasciata Domenico Trevisan lesse in Pregadi a' 24 di +ottobre 1512, la stupenda relazione riportata dal Sanudo[68], e Pietro +Zeno narrò pure lungamente i suoi casi nel gennaio dell'anno +seguente[69]. + +E quella non fu la sola volta che i Veneziani nella Siria mostrassero +troppo chiaramente lo interesse della repubblica per la Persia, mentre +si ha notizia di un Andrea Morosini, rinomatissimo pel vasto negozio +di mercatura in Aleppo, che fu fatto morire per avere nell'anno 1526 +sovvenuto di danari e di cavalli Roberto ambasciatore di Carlo V, che +passava in Persia[70]. + +Posto fine colla pace di Bologna, 1529, alla guerra che slealmente +aveano mossa i principi cristiani alla repubblica, essa ricominciò a +guardare all'oriente verso il naturale suo nemico, e a seguire colla +più viva attenzione le vicende delle guerre che ferveano nell'Asia fra +i Turchi ed i Persiani. + +Riferiva in senato a' 3 di giugno Daniello Ludovisi segretario, +ritornato da Costantinopoli[71], che quantunque le forze del re di +Persia, limitate a cento e ventimila cavalli, non si potevano ritenere +in caso di contrastare felicemente col Turco, la gran difesa di quel +regno consisteva nel ritirarsi, spogliando il paese di ogni sorta di +vettovaglie; ed il bailo Bernardo Navagero nel 1553[72] assicurava che +il sufì era poco meno che adorato dai suoi sudditi e temuto assai dal +Turco, il quale non potrà avere mai nemico maggiore del re di Persia, +per la differenza della religione e per la condizione rispettiva dei +loro Stati. + +Daniele Barbaro presentava nello stesso anno 1553, una relazione della +guerra di Persia mossa da Suleiman per vendicare la infelice +spedizione del 1548; la quale relazione, pubblicata siccome anonima +dall'Albèri[73], è ricca di curiose ed importanti notizie; bella +soprattutto per tre minute descrizioni: della fine miserabile di +Mustafà figliuolo di Suleiman fatto strangolare per ordine del padre; +della città di Aleppo; e della pomposa entrata che vi fece il +padishàh. + +Ricordava il bailo Domenico Trevisan sul finire dell'anno 1554[74] +essere il sufì l'unico impedimento al gran signore di impadronirsi di +tutta l'Asia. + +Ed Antonio Erizzo ritornato da Costantinopoli nel 1557, narrando i +particolari della guerra turco-persiana finita colla pace di Amasia +nel 1555, considerava[75] il manifesto pericolo che dalla parte della +Persia sovrastava alla Turchia, ed il mal animo del gransignore contro +quel re, del quale avrebbe voluto più presto la rovina che di +qualsivoglia altro, ancorchè cristiano. + +Marino Cavalli nel 1560 riferiva in senato[76] che il gransignore +assai temeva il re della Persia per la possibilità sua di sollevargli +alle spalle tutto il paese, quando egli fosse in guerra coi cristiani; +e faceva constare che soltanto tre cose potevano condurre a rovina +l'impero ottomano, cioè: I. Le divisioni ed i dissidii interni. II. La +corruzione del governo e la vita licenziosa, avara e sensuale di quei +popoli. III. Un re di Persia valoroso che, fatta la pace coi Tartari +suoi confinanti, volesse ricuperare il suo, coll'aiuto dei principi +cristiani: aiuto che, secondo il Cavalli, avrebbe dovuto prestarsi per +almeno cinque o sei anni, dacchè «non bisogna pensar di soggiogar mai +i Turchi, nè vincerli, se non ammazzandoli, come essi fecero dei +Mamelucchi, e questo non si potrà fare in poco tempo, nè con due o tre +battaglie». + +Finalmente il bailo Marcantonio Barbaro sosteneva in senato: che freno +alcuno non potea maggiormente domare ogni insolente pensiero dei +Turchi, quanto il conoscere essi la buona intelligenza fra i principi +cristiani ed il re della Persia[77]. + +Per queste considerazioni e rispetti, allorquando Selino mosse la +guerra ai Veneziani, per la conquista del regno di Cipro, la +repubblica deliberava di rivolgersi a Thamasp re di Persia, +eccitandolo ad unirsi seco nella lega per vendicare le antiche e le +recenti ingiurie. + +Il Consiglio dei Dieci consegnava a tal fine, nel 27 di ottobre 1570 a +chogia Ali negoziante di Tauris, che trattenutosi a Venezia per affari +di traffico, desiderava di ritornare nella Persia, una lettera ducale +a quel re [Documento XXII], colla quale annunciandogli la ingiusta +guerra intrapresa contro la repubblica da Selino, lo eccitavasi a fare +un'importante diversione nell'Asia, che avrebbe paralizzate le forze +turchesche, accresciuta gloria al suo nome, potenza e sicurezza +all'impero persiano. E tre giorni appresso il medesimo Consiglio dei +Dieci commetteva al segretario del senato Vincenzo degli Alessandri +[Documento XXIII], uomo peritissimo nel viaggiare e conoscitore delle +lingue orientali per la lunga dimora fatta a Costantinopoli, di +recarsi secretamente nella Persia con altra lettera ducale a quel re +[Documento XXIV], per informarlo a viva voce dei grandi apparecchi che +si facevano da tutti i principi cristiani onde assalire con eserciti e +flotte l'impero turchesco, e per esortarlo a cogliere la favorevole +occasione di rompere dalla sua parte la guerra, mentre gli Stati +ottomani nell'Asia erano spogli delle truppe mandate all'impresa di +Cipro. + +Il viaggio del veneto oratore nella Persia e l'esito della sua +missione, furono dallo stesso Alessandri narrati col dispaccio +ufficiale 24 luglio 1572, che qui si riporta nella sua integrità[78]. + +_Serenissimo Principe, Illustrissimi Signori._ + +«Essendo in questo ritorno di Persia cascato in pericolosa +disposizione di febbre e petecchie in Leopoli, e parendomi essere +alquanto risanato, mi posi in cammino per presentarmi a' piedi di +Vostra Serenità, nè avendo ancora avuto le forze per poter continuare, +essendo molto battuto sì dal lungo viaggio che dalla presa malattia, +mi sono fermato per qualche giorno in questa città, e comprendendo +quanto può esser caro alla Serenità Vostra saper el successo del +negozio commessomi, ancorchè da Tauris due volte abbia inviato per +l'Armenia lettere a Costantinopoli all'illustrissimo Bailo, le dico: +che dappoi che fui spedito da questo medesimo Consiglio a Tamasp re di +Persia con lettere e con commissione che io gli dessi conto della +guerra ingiustamente mossale da sultan Selin, delle gran preparazioni +di armada che per difesa de' suoi stati ed offesa di sì gran inimigo +la Serenità Vostra aveva fatto, e dell'unione dei principi cristiani +mossi per questa causa, che dovessi etiam invitare desso re a prender +l'armi in sì venturata occasion contro detto Selin, mi partii con +quella maggior diligenza che fu possibile tenendo la via di Germania, +Polonia e Bogdania, discendendo nel paese del Turco a Moncastro, città +sopra le rive del mar maggiore, dal qual luogo scrissi alla Serenità +Vostra ai 19 di marzo del 1571 e le diedi avviso del cammin che avevo +a tenere, ed essendomi alquanti giorni fermato per aspettar passaggio +che mi conducesse in Asia; venuta occasion di nave, mi partii, nè +potendo per venti contrarii arrivare a Trebisonda, com'era intenzione +mia, smontai a Sinope, sebben per quella via il cammin fu lungo e di +molto pericolo, avendo dovuto passare per la città di Samsum, Tokat, +Erzengian, Derbent ed Erzerum e de lì entrar nella Persia. + +«Giunsi nella città di Tauris, metropoli di quel regno, a' 17 di +luglio, mi fermai alquanti giorni per prendere informazione del modo +del negozio di là, per non andar del tutto nuovo ed inesperto a +Casbin, città dove il re già da molti anni fa la sua residenza. Ed +essendomi imbattuto in un gentiluomo inglese, el qual per via di +Moscovia con molta facultà di carisce ed altri panni era venuto per il +fiume Volga in Persia, con nome di ambasciatore della regina e con +lettere di credenza, e si aveva trovato col re e fatti gran presenti +ed ottenuti comandamenti di poter liberamente contrattare, condur +mercanzie e dal paese trarne quella quantità e sorte che le pareria sì +per conto suo, come di altri mercanti inglesi; avendo con detto +gentiluomo contratto alquanto di amicizia, intesi il modo del governo +e come sultan Caidar Mirza, terzo figliuolo del re e luogotenente del +padre, indirizzava tutti li negozi; con queste ed altre istruzioni +della natura del re mi partii, ed ai 14 d'agosto giunsi a Casbin, +essendo venuti a trovarmi alcuni mercanti armeni i quali avevano +mandati li loro fattori in cotesta inclita città desiderando sapere +alcuna nuova, li dissi che la Serenità Vostra li aveva licenziati già +molto tempo insieme colle loro robe e che erano partiti prima di me, +alli quali domandai l'ora che il figliuolo del re ammette all'udienza; +mi dissero per ordinario di notte, dicendomi etiam esser signori della +loro terra chiamata Diulfa e che uno risiedeva lì per agente. +Mostrando essi di aver facile introduzione li dissi che io aveva +lettere di Vostra Serenità alla maestà del re, e che mi sarebbe stato +caro per mezzo loro che alla corte di Mirza si fosse saputa la mia +venuta. Questi si partirono ed aspettato che detto signor uscisse dal +padre, il quale secondo il costume di quella corte non uscì dal +consiglio prima che a tre ore di notte, e subito giunto al suo palazzo +li diedero avviso; nè mettendo tempo di mezzo comandò ad alcuni dei +suoi gentiluomini che venissero per me. + +«Giunto io a lui, si partì da uno delli fratelli ed altri signori con +li quali guardavano alcuni giochi di fuoco e solo con un suo +gentiluomo si ritirò sotto una loggetta. Introdotto che fui alla sua +presenza dissi: che se la Serenità Vostra avesse saputo che S. A. +tiene sì degnamente il grado di Luogotenente del re, con ispeciali +lettere là lo avrìa honorato, siccome colle presenti lo fa alla maestà +di suo padre. Mirza con grata ciera rispose che io fossi il benvenuto, +e che li pareva strano il mio lungo cammino in questi tempi per paese +degli Ottomani. Mi domandò se aveva presso di me la lettera: io gli +mostrai il vasetto di stagno, e dissi che la era là dentro, per il che +restò pieno di meraviglia, la prese e volse in un fazzoletto dicendo +di presentarla così al re; mi domandò se v'era altro al presente, +risposi che con gran fatica mi avevo potuto solo presentare a S. A. +rispetto l'esser venuto per mezzo il paese de nemici, ma che con +occasione la Serenità Vostra non avrìa mancato di onorare la maestà +del re e sua signorìa con quei degni presenti che se le conveniva. +Ringraziò e mi dimandò del contenuto della lettera. Io gli dissi che +credevo che la Serenità Vostra desse avviso a S. M. della poca fede +osservatale da sultan Selin, il quale con solenne giuramento aveva +promesso e giurato in nome di Dio, delli profeti, e per le anime dei +suoi passati di osservar buona e sincera pace colla Serenità Vostra, +ora mosso da avido desiderio, sprezzando ogni onor, nè curandosi di +esser tenuto presso i principi del mondo mancator di parola, con tutte +le forze sue da mare e da terra aveva fatto sbarcare eserciti a Cipro +per impadronirsi di quell'isola; però che la S. V. colla sua +potentissima armata di molte galere, galeazze, navi ed altri vascelli +di battaglia si era preparata all'offesa di sì crudel tiranno, e che +desiderava che la maestà del re sapesse che siccome poco innanzi il +Turco non osservò il giuramento fatto all'ambasciatore di V. S., così +non osserverebbe le promesse fatte all'ambasciatore di S. M., ed +avrebbe cercato quanto prima pace colla S. V. per cominciare guerra +con lui, come per molti esempi delli passati imperatori ottomani, S. +A. poteva di ciò esser certa; e che ora in sì grande e quasi certa +occasione di vittoria, la S. V. mi avea mandato per invitar il re suo +padre a prender l'armi, essendosi mossi già li maggiori principi +cristiani; e che solamente bastava che S. M. col potentissimo suo +esercito si muovesse sia per riavere le città e castelli ingiustamente +toltigli dalli passati signori ottomani, sì per la molta inclinazione +che tutto il popolo dal fiume Eufrate fino alli suoi confini gli +portava, come a re giusto et loro antico naturale signore. Il che non +gli saria stato difficile, rispetto che molti bascià, baglierbei di +Natolia, di Caramania e sangiacchi, erano andati all'impresa di Cipro, +avendo lasciato il paese privo d'ogni presidio di gente; oltrecchè la +S. V. insieme colli principi averia in modo tenuto oppresse in quelle +parti le forze di esso Selino, che non saria mai stato ardito di +abbandonar Costantinopoli per passare in Asia. + +«Mirza, dopo di avermi con attenzione ascoltato, disse che era proprio +dei signori ottomani il primo e secondo anno del loro imperio romper +ogni promessa, dicendo esser benissimo istrutto della loro poca fede, +e che avria data la lettera al re e fattogli sapere le cose da me +intese, procurando di farmi avere udienza quanto prima, e più +segretamente; perchè in tal negozio conosceva esser così l'intenzione +sua, rispetto che l'ambasciatore d'Inghilterra già poco tempo avendole +baciato pubblicamente la mano, avea messo in gran sospetto li bascià +delli confini, li quali fin allora dissero che S. M. era per unirsi +colli Franchi; il che se lo farà, non vorrà che di ciò abbiano avviso +alcuno, nemmeno occasione di sospettare sicchè coglierlo potrà alla +sprovvista; dimandandomi se di certo la lega era conclusa e quali +principi erano più potenti in mare. Gli dissi, la Serenità Vostra, la +maestà del re di Spagna ed il sommo pontefice; mi domandò se il re di +Portogallo era compreso in detta lega, gli dissi che ancor lui era per +entrare, perchè oltre l'essere congiunto di stato e di volontà col re +di Spagna, era figliuolo di una sua sorella; mi dimandò etiam del re +di Francia: risposi che al presente non aveva galere; e qui si pose +fine, partendomi accompagnato dal suo maggiordomo, il quale mi disse +che Mirza di queste nuove sentiva grandissimo piacere, e che ogni +particolare avria riferito al padre. + +«Stando io in aspettazione di essere chiamato al re, et passati alcuni +giorni dissi alli Armeni, i quali del continuo erano alla porta di +Mirza, che mi pareva strano non aver avviso alcuno di essere +introdotto, e mi sarebbe stato caro che dal maggiordomo avessero +inteso se a S. M. era stata presentata la lettera e quello che l'aveva +comandato: i quali intesero che la mattina seguente Mirza gliela avea +presentata in quel vasetto, che era stato in lungo ragionamento col +padre, ma non sapevasi quello avesse ordinato. Il secondo giorno andai +dal detto maggiordomo, il quale disse aver inteso da Mirza che il re +aveva comandato che mi fermassi, e fatta tradurre la lettera dal +dragomanno che fu dell'ambasciatore d'Inghilterra, il quale si era +fatto turco, e visto che per quella accusava una antecedente mandata +da V. S. per un chogia Alì mercante di Tauris, però voleva vedere +anche quella, poi mi avria spedito. Gli dissi che detto mercante non +poteva molto tardare, essendosi partito da Venezia due mesi prima di +me, e che sebbene la S. V. mi aveva imposto diligenza, mi acquetava +col volere di S. M. + +«In questo intervallo di tempo cercai di istruirmi di ogni +particolare, sì della persona ed animo di questo re e figliuolo, come +dei signori da loro chiamati sultani, del modo di governo di quella +corte e regno, delle loro entrate e spese et etiam della qualità e +numero di milizie che possono fare, come dalla S. V. nell'ultimo del +mio partir mi fu comandato che io avessi ad osservare, le quali cose +non scriverò al presente, sì per non attediar colla lunghezza loro la +S. V., come per non essere in atto di poterlo fare. + +«Giunse a' 3 di novembre chogia Alì accompagnato da un gentiluomo del +sultano di Tauris parente del gran cancelliere al quale fu +indiricciato, e subito condotto al re prima ch'io sapessi la sua +venuta, il quale aspettai che uscisse dal palazzo, e mi riferì che S. +M. gli aveva dimandato dove si aveva trattenuto tanto tempo e che era +molti giorni che lo aspettava e avvicinandosegli disse: questo è di +quel bel panno di Venezia, avendo chogia Alì fatto presente di tre +veste. Gli diede il libro dicendo che la lettera della S. V. era là +nella coperta, il re ordinò al nipote figliuolo di Codabem Mirza, +primo figliuolo di S. M. che dovesse portarle dentro alle donne; gli +domandò se era vero della lega, e se a Venezia era carestia di grano, +rispose esser la lega conclusa al fermo, e che al presente vi era +abundanzia non avendo durato la carestìa se non che 4 mesi, domandò se +in detto tempo si trovava pane, disse che ve ne era quantità grande e +che per tutte le piazze si vendeva ma era caro; rispose il re di ciò +poco importava dicendo questo esser contrario agli avvisi che da un +ciaus di Erzerum li furono dati, il quale disse che non si trovava +pane per danari e che perciò moriva molta gente; domandò se il signor +di Transilvania era sollevato contro il Turco, disse di sì, e che +essendo in Andrianopoli passò Acmat bascià, il quale con esercito +andava contro detto signore. Il re si lontanò alquanto da chogia Alì, +e disse ai sultani signori, la lega di certo è conclusa, ed il +Transilvano che era l'ala destra dell'esercito degli Ottomani si è +levato contro loro. Di nuovo S. M. domandò se aveva vedute le +preparazioni dell'armata e se era in gran numero; disse che aveva +contato 300 galere, 20 galere grosse e molte navi dicendogli ogni +particolare, come erano armate e quanta artiglieria che v'era sopra, e +che aveva inteso esser quelle di Spagna 100 e 50 quelle del Papa; e +volendo incominciare a parlare del negozio della lettera, il re disse +che ei sapeva ogni cosa; così restò, e rivolto al cancelliere, +replicando disse: bene bene, fermandosi per un poco; poi ordinò ad un +Turco che con diligenza dovesse andare a Shirvan a far levare 28 pezzi +d'artiglieria che si trovava a Sanbiachi città vicina al gran Caspio e +condurli nel castello di Derbent alli confini del Turco, e che etiam +fosse condotto dal detto luoco 600 somme di camelli di armadura vicino +a Tauris. + +«Dato che ebbe S. M. questi ordini, presente chogia Alì, li dimandò se +era vero che il bascià fosse andato all'impresa di Candia, il quale +rispose non saper di certo, ma aver inteso che l'armata di V. S. dovrà +invernar in quelle parti, e che se fosse andato il bascià sopra +quell'isola, al fermo si avria incontrato e saria seguita battaglia, +domandò che forma aveva il galione e se era vero che sopra vi fosse +300 bocche da fuoco. Chogia Alì disse che tra grandi e piccole +passavano questo numero, il capitano della guardia, che da loro è +chiamato Cursi bassi, disse che li pareva impossibile, il re rispose +che in materia di legni armati e di artiglieria tutto quello che +intendeva dei Veneziani dovesse crederlo, perchè per via di Aleppo, di +Costantinopoli ed altri luochi aveva avvisi conformi, dicendo che +chogia Alì dovesse parlare e dire tutto quello sapeva. Il qual rispose +aver veduto tante cose che in un subito non le poteva dir così +presto; disse il re che non partisse, ed ordinò che si fermasse, ma +avendo aspettato fin ora tarda entro alle donne, fu licenziato. Io, +desiderando espedizione, andai da sultan Caidar Mirza e dissi a sua +signorìa che chogia Alì era giunto, e che io desiderava qualche +risposta essendo vicino a tre mesi ch'io mi trovava a quella corte; mi +disse che l'aveva veduto a parlare col re, e che quanto alla +espedizione mia con la venuta di questo facilmente potrà venir a +memoria a suo padre ed espedirmi, perchè lui conosceva la sua natura +che non voleva gli fosse ricordata cosa alcuna, e che però bisognava +aspettare. + +«Di ciò consigliatomi con chogia Alì, disse avria parlato al gran +cancelliere, dal quale ebbe risposta che questo negozio era +indiricciato con Mirza e che non sapeva come ricordarlo a S. M., ma +che bisognava aspettar uno o due anni per veder prima qualche buon +progresso di questa guerra, poi averia risposto, che questo era signor +prudente ed in simil negozio si governava coll'occasione e con il +tempo, che li presenti disturbi del Ghilan impedivan la risoluzione di +altri affari. Chogia Alì disse al signor segretario che la S. V. mi +aveva imposto diligenza, e che però instavo espedizione, il qual +rispose che a gran negozio vi voleva gran tempo a risolvere. Stando io +in molto travaglio di animo, sia per la irresoluzione loro, come +perchè li denari mi erano venuti a manco, mi fu arricordato da quelli +Armeni che mi indirizzarono a Mirza che dovessi trovarmi con un +signore chiamato Eminlicbes famigliarissimo del re, il quale trattava +molti importanti negozi. Andai da detto signore con un picciol +presente e gli diedi conto del successo, e lo pregai ad interponersi +alla mia espedizione, il qual mi promise con l'occasione di farlo. Due +giorni dopo mi mandò a chiamare e mi disse che aveva parlato con S. M. +la quale aveva visto il tenore delle due lettere, che Mirza oltre li +aver parlatole a viva voce di tal negozio, lo aveva etiam posto in +scrittura tutto quello che nella prima udienza aveva ragionato con me, +e data essa scrittura al re, che al presente non poteva con animo +riposato far rispondere a detta lettera, e che aveva comandato che +essendo qui due per un effetto, l'uno fosse licenziato e l'altro +restasse per la risposta. Ringraziai detto signore del cortese +ufficio e mi trovai con chogia Alì e li riferii l'ordine del re, il +quale disse che lui saria restato volentieri, sì perchè aveva già +venduta la sua mercanzia a tempo, come perchè quella promessa che +dalla S. V. li è stata fatta, è con condizione che abbi a portar +risposta della lettera a lui data. Io vedendo il desiderio suo di +restare, e sapendo che questo caso era poco servizio di V. S. che più +lui che io per tal causa restasse, risolsi di partirmi ed il giorno +seguente presi licenza da sultan Caidar Mirza, e gli dissi quanto la +maestà del padre aveva comandato, e che con buona grazia di S. A. mi +volevo partire. Mi disse che gli dispiaceva che io forse contro il +volere mio avessi tardato tanto; ma che l'ordinario dei negozi di +questa corte portava seco lunghezza di tempo, volendo il re vedere +minutamente ogni cosa, e che lo raccomandassi alla S. V. Ringraziai S. +A. e dissi che la V. S. nelle occasioni non saria mancata con degni +affetti, dimostrarli grata corrispondenza; e nel partire il suo +maggiordomo mi disse che l'aveva mostrato a Mirza li tre zecchini che +nella prima udienza io gli aveva donati, i quali erano coll'impronta +di V. S., e che li erano molto piaciuti e desiderava di darmi moneta +di quanti ne aveva io, veramente non me ne trovava più che 12 nuovi, +glieli diedi, nè volsi in cambio altro danaro. + +«Mirza mi mandò un tappeto di seta di quattro braccia, facendomi dire +che per memoria sua lo godessi, perchè in memoria di V. S. avria +tenuti presso di lui detti zecchini; et nella buona gratia di V. S. +humilmente mi raccomando». + + Di Cracovia, alli 24 di luglio 1574. + + Di Vostra Serenità, + + _Humilissimo Servitore_ + VINCENZO DI ALESSANDRI. + +Così l'Alessandri, non ammesso all'udienza del re Thamasp, convenne +ritirarsi, e tornato a Venezia dopo un altro faticosissimo viaggio +[Documento XXV] lesse nel consiglio dei X e zonta gli 11 di ottobre +1572 la relazione di questa sua ambasceria, nella quale sono affermate +alcune cose per verità tanto straordinarie che fanno credere, come pur +dubitava il Foscarini, che l'esito poco felice della sua legazione in +Persia lo abbia reso proclive ad esagerare le non buone qualità di +quel re e di quel governo. La relazione dell'Alessandri [Documento +XXVI] contiene notizie sui paesi che componevano la Persia, sul loro +grado di civiltà e prosperità, sulla persona del re e qualità dello +animo suo e dei suoi figliuoli, sulla corte, i ministri, il modo di +trattare gli affari e di amministrare la giustizia, insomma su tutto +ciò ch'egli riputò degno d'essere rappresentato. + +La repubblica di Venezia pertanto, abbandonata dai principi della lega +dopo la gloriosa battaglia di Lepanto, e non assistita dalla Persia, +stipulava nel 1572 la pace col Turco, perdendo un'altra occasione di +abbattere la costui potenza, mediante il vagheggiato accordo colla +Persia; il quale fatalmente non potè mai verificarsi, perocchè le +vicende politiche ed economiche dell'uno e dell'altro Stato, non +permisero che nello stesso tempo ambedue si trovassero pronti contro +il comune nemico. + +Arrivava in fatti a Venezia nell'anno 1580 chogia Mohammed persiano, +uomo di 80 anni, latore di una lettera di quel re Mohammed Khodabend, +che dichiaravasi pronto a corrispondere all'invito fatto al suo +predecessore dall'Alessandri [Documento XXVII]. Il legato persiano +giustificava il re Thamasp di non avere intrapresa la guerra, perchè +vecchio ed infermo; ed esponeva che il nuovo re era in campo con +formidabile esercito nella via di Babilonia contro i Turchi, che i +sultani avevano giurato di non deporre le armi per anni 15, e che +chiedevasi alla repubblica soltanto di dimostrare in qualche maniera +il suo morale concorso. + +La missione di Mohammed fu secretissima, per non destare gelosie ai +Turchi. Accolto in casa dell'Alessandri, ebbe egli di notte conferenza +con due secretarii della cancelleria ducale, che lo invitarono a +dettare non solo quanto gli era stato commesso dal suo re, ma tutte +le particolari notizie delle cose persiane che erano a sua cognizione. + +Questa relazione fu presentata al Consiglio dei X [Documento XXVIII], +il quale ai 13 di giugno deliberava che il doge ricevesse secretamente +l'oratore persiano, e gli facesse leggere la seguente risposta: + +«Per l'affezione grandissima che noi portiamo al serenissimo re di +Persia, havendo la Signoria Nostra sempre avuto buona amicitia con li +serenissimi suoi predecessori, havemo veduto gratamente voi, mandato +qui per ordine di S. M., ed udite volentieri le lettere che ci avete +portate, et in risposta vi dicemo: che noi desideriamo intender sempre +felici successi di S. M. come di re giustissimo e valorosissimo, et +nostro amico, onde avemo pregato et pregamo di cuore il signor Dio che +li doni victoria, et speriamo che così sarà, poichè difende una causa +giusta et comanda ad una nazione valorosissima et solita ad esser +sempre victoriosa. + +«Noi non vi diamo lettere nostre per non mettere in pericolo la vostra +persona che ne è carissima, per la prudentia che conoscemo essere in +voi; ma riferirete a bocca a quei signori che vi hanno mandato, ed +anche a Sua Maestà questa nostra buona volontà, nella quale +continueremo sempre, sperando nel Signor Dio, che continuando la +guerra darà occasione non solamente a noi, ma anco a tutta la +christianità, di mostrare con effetti il comun desiderio; et per segno +che vi abbiamo veduto volentieri vi sarà dato dal segretario nostro un +presente che goderete per memoria nostra[79]». + +Così fu licenziato l'oratore persiano col dono di 300 zecchini, +perocchè non parve al Consiglio dei X di rompere la pace testè firmata +colla Turchia, mentre le agitazioni della Persia e la instabilità di +quel trono non potevano assicurare un vigoroso e durevole concorso da +quella parte. + +Però la politica dei Veneziani non si ristette dal mirare ancora e +perseverantemente alla Persia, come a naturale alleata nel momento +opportuno di tentare di nuovo la sorte delle armi. + +Fra i codici del conte Manin in Venezia si conserva un'anonima +relazione dell'impero dei Turchi e dei Persiani dell'anno 1575, nella +quale sono ripetute le cause naturali e permanenti dell'avversione fra +quei due imperi[80]; e fra i codici del cavaliere Cicogna, il trattato +della guerra di Persia del 1578 presentato al senato dal bailo in +Costantinopoli ser Nicolò Barbarigo, e la relazione delle turbolenze +che agitarono la Persia sotto Ismaìl, scritta a quanto pare dal +console veneto in Soria, Teodoro Balbi, nel 1582[81]. + +La guerra turco-persiana è poi descritta anche nella relazione del +console Giovanni Michele 1587[82], che ne indica le cause, cioè: +l'antica dissensione di fede, e il desiderio ambizioso di Amurath +d'estendere i confini del suo impero a danno della Persia, +approfittando delle discordie insorte in quel regno dopo la morte di +Thamasp fra i partigiani di Caidar e quelli d'Ismaìl. + +Continue e particolari informazioni sulla guerra di Persia e sulle +condizioni di quel regno pervennero al senato colle relazioni +ufficiali dei consoli in Soria, Andrea Navagero 1574, e Pietro Michele +1584[83], e dei baili Giovanni Soranzo 1576, Paolo Contarini 1583, e +Francesco Morosini 1585[84]. Quest'ultimo ricordava quanto importasse +la concordia dei principi cristiani contro la Turchia, che dalle loro +diffidenze soltanto traeva la propria forza; e come a farle notabile +offesa, modo più facile e più sicuro non v'era che d'irrompere dalla +parte della Russia e della Persia, mentre un'armata navale penetrasse +nel Bosforo ed attaccasse direttamente i castelli dell'arcipelago «con +che poteasi sperar certo di scacciare finalmente i Turchi +dall'Europa». + +Ma il bailo Lorenzo Bernardo, che lesse la sua relazione in senato nel +1592[85], opinava che la dissoluzione dell'impero ottomano non poteasi +sperare se non che dalla corruzione interna di quel governo: perocchè +la Persia, unico stato che avrebbe potuto fargli concorrenza o +raccoglierne l'eredità, restava abbattuta dall'ultima guerra che le +tolse la Media, il Korassan, parte dell'Armenia e la città di Tauris. +«Le cause di tanta perdita e rovina dell'impero persiano, egli disse, +sono due: l'una intrinseca, l'altra estrinseca. La prima è stata la +discordia insorta fra i fratelli del re, e fra il re ed i sultani e +principi di quel regno, per la quale esso restò diviso; la seconda, la +guerra promossa da Usbech re dei Tartari e signore di Samarcanda, il +quale, sia per secreta intelligenza col Turco, sia per altre cause, +attaccava la Persia dalla parte settentrionale, e le toglieva il paese +di Korassan, nello stesso tempo che ferveva la lotta contro la +Turchia, la quale ebbe così agio di toglierle tanto paese dalla parte +di occidente e di mezzogiorno. A queste cause particolari si +aggiungano le generali della debolezza della Persia, cioè la forma di +quel governo, l'organizzazione di quella milizia, e la mancanza +d'artiglieria». + +Senonchè lo shàh Abbas il grande, salito sul trono, restaurava +l'impero persiano con splendide vittorie e con saggi ordinamenti, e +stringeva maggiormente l'antica amicizia e la buona corrispondenza +colla repubblica di Venezia. + + +III. + +Questo giovane principe salito al trono nell'età di anni 18, per la +immatura e violenta morte del fratello, ebbe la ventura di rimetterlo +in onore, e di ristorare le sorti della Persia. E conoscendo quanto +importava a quella regione la ottima corrispondenza colla repubblica +di Venezia, pei rispetti del comune nemico, e per quelli del traffico +che minacciava dirigersi tutto per la nuova via aperta alla +navigazione, egli mandò varii oratori a Venezia collo scopo di dare, +come si espresse con formula singolare, _una mossa o scorlo alla +catena_ che teneva strettamente congiunto l'amor suo alla repubblica, +e lo interesse reciproco dei due Stati. + +Di già i consoli veneti nella Siria ed i baili a Costantinopoli +avevano riferite in senato le gesta e le virtù di Abbas, che fu +meritamente onorato del nome di grande, ed in particolare Alessandro +Malipiero nell'anno 1596 aveva minutamente informato intorno le +riforme date da esso ai suoi stati, le conquiste fatte, e le sue +differenze col kan dei Tartari rispetto all'acquisto del Korassan, le +quali difficoltarono le sue marcie nei paesi ottomani[86]. + +Ecco il ritratto di Abbas, letto in senato dal Malipiero: + +«Questo principe è di mediocre statura, di corpo ben disposto e +proporzionato, di carnagione bruna, di aspetto nobile e di occhi vivi +e molto spiritosi. È per natura affabile, molto umano e tratta con +ogni sorta di persone domesticamente, lontano in tutto da quella tanta +grandezza che sogliono ostentare i Turchi. È magnifico e molto +liberale, massime coi soldati, i quali da ogni parte con larghissimi +partiti va raccogliendo. Ma soprattutto è di mente giustissima, di +spirito molto capace ed intendente, risoluto e presto in tutte le +azioni sue. Ha gran concetti nell'animo, ed aspira a rimettere il +regno di Persia nell'antica sua grandezza ed onore: nè manca altro +alle eroiche sue condizioni, che forze corrispondenti alle qualità del +suo generosissimo animo». + +Pietro Della Valle poi, nel suo raro e curioso libro _Sulle conditioni +di Abbas re della Persia_, stampato in Venezia nel 1628, narra che la +conquista del Laristan, che è la chiave del golfo Persico, sia stata +fatta da quel re per eccitamento dei Veneziani che dimoravano alla sua +corte, e dei quali altamente i consigli apprezzava. «Un mercatante +venetiano, così egli dice, era andato in Ormus pei suoi traffici, e da +Bassorati avea ivi condotta una giovane christiana della quale erasi +invaghito. Seppe egli che dai ministri ecclesiastici portoghesi +voleasi torgliergli la donna sua; laonde pensò ricondurla a Bassorah, +et allestite le cose sue, si diresse a quella città attraversando il +paese di Lar. Quivi dominava Ibraim kan, il quale, avute nuove di +quella giovane, e saputo che era bella, la volse per sè, e fecela con +violenza rapire, mandando a male tutte le robe del venetiano. Questi +punto atrocemente nell'amore e nell'interesse, pensò di ricorrere al +re Abbas, presso il quale sapeva trovarsi un altro veneziano, allora +molto favorito, siccome il primo europeo che era capitato a quella +corte; e col suo mezzo fece istanza al re di vendicare gli oppressi: +considerandogli, come qualora i viaggiatori patissero per quelle vie +tali ingiurie, si sarebbero i mercatanti stranieri disanimati a far +quei viaggi con detrimento del commercio persiano. Altamente Abbas si +sdegnò, e chiesta inutilmente ad Ibraim la restituzione della donna e +della roba del veneziano, ordinò all'esercito di Alla hurdi di +penetrare nel paese di Lar e di non cessare la guerra fino a che non +lo avesse soggiogato del tutto. Così in fatti avvenne, e in poco +tempo, fatto anco prigioniero Ibraim, potè il re di Persia unire ai +suoi stati il paese di Lar». + +Nel giorno 1º di giugno dell'anno 1600 si presentò +nell'eccellentissimo collegio il dragomanno Giacomo Nores [Documento +XXIX] per annunciare l'arrivo di un oratore del re di Persia. + +Il messo persiano chiamavasi Efet beg, persona di stima e di molta +grazia appresso quel re. Fu egli introdotto l'8 di giugno in collegio, +e fatto sedere vicino ai Savii di Terraferma, fece la sua esposizione +con alquante parole in lingua persiana, interpretate dal dragomanno +Nores, in significazione della buona volontà del sufi verso la +repubblica, il cui nome era non solo amato, ma riverito grandemente +nella Persia, ed in favore del reciproco commercio dei due Stati. +Portatosi quindi a baciare la mano al doge gli presentò la lettera di +Abbas [Documento XXX] che ricercava favore particolare intorno alla +provvisione di alcune merci, e si estendeva in ufficii di +confirmazione di quella buona amicizia che aveva sempre sussistito tra +la repubblica di Venezia e la Persia. + +Ad attestare la quale portò inoltre il persiano, a nome del suo re, un +panno tessuto d'oro e di velluto rappresentante l'Annunciazione di +Maria Vergine, fatto fare apposta, in misura di 7 a 8 braccia e che fu +riposto nelle sale del Consiglio dei Dieci[87]. + +Il serenissimo principe assicurò l'oratore persiano, che la repubblica +teneva in gran conto la perfetta corrispondenza col suo re, cui +augurava ogni prosperità, e ringraziandolo del dono recato, gli +promise favorevole risoluzione intorno a ciò che ricercava la lettera +dello shàh. Il senato in fatti aderì ad ogni inchiesta del persiano, +ed ordinò che gli venissero dati pel suo re alcuni doni del valore di +ducati d'oro duecento, ed una lettera ducale la quale attestasse allo +shàh Abbas «che mai in alcun tempo egli potrebbe desiderare migliore, +nè più ben disposta volontà di quella che in tutte le occorrenze le +comproverebbe il sincerissimo animo della veneta signorìa [Documento +XXXI]». + +Questo oratore precedette di poco tempo una splendida legazione +pervenuta dalla Persia in Venezia nell'anno 1603, ed accolta colle più +solenni formalità. + +Annunciata dal dragomanno Nores fu la legazione persiana introdotta a' +dì 5 marzo 1603 nella sala del collegio[88]. La componevano Fethy bei, +persona di alta condizione, ed agente particolare del re[89], il +dragomanno, sei persiani e tre armeni del seguito, ciascuno dei quali +portava doni per la serenissima signoria. + +Posti i Persiani a sedere a destra ed a sinistra del principe, rimase +in piedi dinanzi al tribunale il solo Fethy bei, che nella sua lingua +interpretata dal dragomanno disse: «Che si rallegrava di veder la +faccia di Sua Serenità, come quella di signore giusto, potente e +glorioso». + +Ed avendogli il doge risposto «che sentiva di ciò piacere, e che lo +vedeva di lieto animo, perchè inviato da un principe, grande, potente +e molto amato dalla repubblica». Il persiano così continuò[90]: +«Sogliono alle volte li principi grandi visitarsi l'un l'altro col +mezzo di lettere, per continuare ed accreditare di questa maniera +l'amicizia e buona corrispondenza che hanno insieme; laonde il mio +signore che onora ed ama grandemente la repubblica, mi ha +accompagnato con una lettera a Vostra Serenità, per continuare ed +accrescere l'amicizia e la buona corrispondenza che hanno insieme»; e +poichè eragli stato ordinato di presentarla nelle proprie mani del +doge, la trasse dal seno, ove la teneva riposta entro una borsa di +seta rossa ricamata in argento, la baciò ed offerse al doge [Documento +XXXII]: aggiungendo, che in essa il re raccomandava inoltre la persona +sua e la spedizione dei suoi affari, che consistevano nell'acquisto di +archibugi e di zacchi. + +Il serenissimo principe Marino Grimani, presa la lettera rispose: «che +la dimostrazione così continuata di amore e di ottima volontà del re +di Persia verso la repubblica era largamente corrisposta da una vera e +sincera affezione, e che a suo tempo si darebbe al suo ben accetto +oratore la risposta, assicurandolo intanto che la persona sua, come +raccomandata da S. M. sarebbe stata benissimo trattata ed interamente +soddisfatta». + +Allora il persiano, offerendo una piccola nota scritta nella sua +lingua [Documento XXXIII], soggiunse che il suo re presentava alla +repubblica i doni ivi indicati, e che erano portati dai nove uomini +del suo seguito, e pregò il doge di farseli recare davanti. + +Così fu fatto. E per primo fu spiegato un manto tessuto d'oro. +«Questo, disse il persiano, il mio re ha fatto fabbricare apposta per +la Serenità Vostra, ed è tutto di un pezzo senza cucitura, e lo manda +a Lei in particolare, acciocchè si contenti per amor suo ed in memoria +di S. M. portarlo Ella stessa in dosso. Ne ha fatto fare un altro +simile a questo, e lo ha mandato a presentare al re di Mogol suo +grande amico». + +Fu poi spiegato un tappeto di seta, tessuto in oro, ed a colori, lungo +quattro braccia, e largo tre; «Questo, disse il persiano, è dei più +belli tappeti che si facciano. Il mio re avendo inteso che ogni anno +si mette fuori il tesoro di S. Marco, tanto famoso per tutto il mondo, +lo manda alla Serenità Vostra, perchè si contenti ordinare che ogni +volta che si esporrà il tesoro sia esso esposto sopra questo +tappeto[91] per la sua gran bellezza». + +Quindi, mostrato un panno di velluto, colle figure di Cristo e di +Maria tessute in oro, lungo 7 braccia: «E questo, disse il persiano, +il re manda perchè sia presentato alla chiesa di S. Marco». + +Furono inoltre spiegate sei vesti in pezza, cioè tre di seta tessute +in oro, e tre altre di seta leggiera a varii colori. + +Il serenissimo principe rispose: che aggradivasi il nobilissimo +presente ben degno di re così grande, e tanto amato ed onorato dalla +repubblica, e che sarebbe riposto in luogo degno, a perpetua memoria +della Maestà Sua[92]. + +E nel giorno seguente ordinavasi che tutti i doni recati dal legato +persiano fossero consegnati alla chiesa di S. Marco, commettendo a +quei procuratori di far convertire le vesti in tante pianete, e di +esporre il tappeto nei giorni solenni sullo sgabello del doge[93]. +Ordini che furono puntualmente eseguiti[94]. Comandava inoltre il +senato ai 6 di marzo [Documento XXXIV] ed ai 14 di agosto, che si +spendessero duecento ducati in rinfrescamenti di Fethy bei, e lo si +regalasse di alcune vesti di seta pel valore di altri ducati duecento; +che a ciascun uomo del suo seguito si donasse una veste di panno +scarlatto[95], e finalmente che si spendessero ducati mille trecento +sessanta nei doni pel re della Persia, i quali furono: un bacile con +ramino d'argento dorato a figure, ed uno simile di argento puro, un +catino d'argento con oro e brocca simile, due fiaschi d'argento +intagliati col vetro, un'armatura completa, due zacchi forniti l'uno +verde in oro, l'altro rosso, e quattro archibugi lavorati in radice +con perle e oro[96]. Inoltre il legato persiano fu favorito nei suoi +acquisti[97], e gli fu consegnata una lettera ducale pel suo re, colla +quale ringraziandolo della missione dell'ambasciatore, lo si +assicurava, dell'ottima disposizione della repubblica verso la Persia, +e del desiderio vivissimo di manifestarla al mondo, mediante veri +effetti, e di aumentarla a beneficio del comune commercio [Documento +XXXV]. + +E per tramandare la memoria di così splendida ambasceria, il senato +commetteva a Gabriele Caliari di dipingere la presentazione degli +oratori persiani, in una tela che ancora si ammira nella sala delle +quattro porte del palazzo ducale, ed è una delle migliori sue +opere[98]. + + [Illustrazione: Quadro dipinto da Gabriele Caliari, per ricordare + l'ambasciata persiana a Venezia del 1603] + +L'arrivo di Fethy bei a Venezia, oltrecchè giovò a mantenere quella +corrispondenza tra la Persia e la repubblica che tanto conveniva agli +interessi politici e commerciali dei Veneziani; destando gelosie al +gransignore, lo rese così disposto alla pace, che rinnovò ed ampliò +gli antichi trattati colla repubblica[99]. + +L'oratore persiano, nel suo ritorno alla patria, trovò accesa la +guerra fra il suo re e gl'Ottomani, sicchè arrivato nella Siria gli +furono sequestrati tutti gli oggetti che portava seco, parte dei quali +poterono essere posti in salvo dal console di Venezia, e parte in +questa stessa città furono rimandati. + +Laonde poco tempo dopo lo shàh Abbas, cui era impedito dall'esercito +ottomano di spedire una formale legazione a Venezia, incaricava +l'armeno Chieos di presentare una sua lettera al doge per annunciargli +non solo la guerra che allora fervea, ed esprimergli il suo desiderio +di unirsi ai principi cristiani ed in particolare alla repubblica; ma +eziandio per chiedergli notizie dell'ambasciatore Fethy bei [Documento +XXXVI]. E quando poi egli seppe che le merci ed i doni della veneta +signoria erano presso il console della Soria, od a Venezia, qui spedì +un altro suo messo, il chogia Seffer, che arrivava nel gennaio 1610. + +Il console nella Soria Giovanni Francesco Sagredo, raccomandava questo +oratore persiano al veneto senato, in contemplazione della potenza +acquistata dallo shàh Abbas, la cui alleanza potea altamente giovare +alla repubblica, e per corrispondere all'ottima inclinazione che quel +re sempre avea addimostrata al nome ed agli interessi veneziani, per +modo che alla sua corte qualunque ancorchè di bassa condizione fosse o +si facesse credere veneziano, era accolto e trattato con tale +famigliarità e cortesia da non potersi desiderare di più [Documento +XXXVII]. + +A' 30 di gennaio 1610 il chogia Seffer con quattro persone di seguito, +vestite tutte alla persiana, si presentò nel collegio, introdotto dal +dragomanno Giacomo Nores; espose lo scopo della sua venuta, il quale +era di attestare alla veneta signorìa il desiderio vivissimo del re di +Persia di perseverare nell'ottima corrispondenza ed unione, che _ab +antiquo_ sussisteva fra i due Stati e di accrescerla maggiormente +[Documento XXXVIII]; e presentando una lettera involta in due borse, +una di raso, e l'altra di velluto, chiuse entro una scatola coperta di +ricchissimo drappo, soggiunse: «che con quella il re pregava eziandio +il serenissimo principe ad ordinare, che, al suo messo fossero +consegnate le robe di Fethy bei, che erano ritornate a Venezia[100]». + + [Illustrazione: Lettera dello shàh Abbas il Grande, 22 gennaio 1610] + +Letta dal dragomanno la lettera, il doge espresse i ringraziamenti +della repubblica all'onorevole ufficio dello shàh di Persia, e promise +di corrispondere al desiderio di lui. + +Quindi il senato deliberava che fossero a chogia Seffer consegnati i +chiesti oggetti [Documento XL] con un dono in danaro di ducati 200, ed +in rinfrescamenti di ducati 100, e con una lettera ducale al re della +Persia per risposta a quella recata dal suo oratore [Documento XLI]. + +Conchiusa poi la pace fra la Persia e la Turchia, pervennero a Venezia +nell'anno 1613, accompagnati da una lettera di raccomandazione dello +stesso Nasuf bashàh[101], primo visir a Costantinopoli, due inviati +persiani, Alredin e Sassuar, per annunciare il felice evento della +pace, ed attestare che il re della Persia: «nel suo puro et real +animo, che a guisa del sole non riceve in sè nè macchia, nè menda di +cattivi pensieri, desiderava di continuare nella solita amicizia ed +unione colla signorìa di Venezia, avendo inteso con grande +soddisfazione dell'animo suo la stima ed il conto che negli stati +della repubblica si faceva del nome persiano, e bramava che si +ristorasse la pratica ed il commercio che sussisteva prima della +guerra, assicurando che i veneti mercanti sarebbero accolti con ogni +favore nella Persia, nè mai molestati da alcuno o danneggiati, per +quanto importa un minimo capello della testa [Documento XLII]». + +Questi oratori persiani furono onorevolmente accolti e favoriti. +Recarono essi a Venezia 50 colli di seta e molti diamanti, ed +esportarono merci preziose di vario genere che lo shàh aveva loro +commesso di comperare, con un memoriale del quale sarà fatto cenno +nella Parte seconda, siccome saggio della qualità delle merci che in +quel tempo la Persia ricercava a Venezia. + +Sassuar ritornò poi di nuovo a Venezia, quale oratore persiano, nel +1621, per migliorare i rapporti internazionali dei due stati. E +presentatosi in senato al 1º febbraio 1621 insieme ad agì Aivas di +Tauris [Documento XLIII], offrì una lettera dello shàh Abbas +[Documento XLIV] con un dono di 4 tappeti, 25 pezze di giurini, e 25 +di lizari d'India. Benedetto Tagliapietra consigliere anziano +ricevette, in assenza del doge, l'oratore persiano, e ringraziatolo +della lettera e del dono, lo assicurò che la sua raccomandazione +sarebbe stata tenuta in gran conto, molto importando alla repubblica +l'amicizia del suo re, ed il facile commercio colla Persia. + +I preziosi drappi recati da Sassuar furono quindi consegnati ai +procuratori de supra per essere usati nelle pubbliche cerimonie della +chiesa di S. Marco[102] [Documento XLV]. + +Allorquando poi la repubblica veneta fu minacciata dell'impresa di +Candia, per la cui difesa sacrificò e sangue e ricchezze, invano +chiedendo agli Stati europei aiuto possente per sostenere in +quell'isola l'antemurale della civiltà, non mancò di dirigersi +eziandio alla Persia, colla speranza di trovare almeno da quella parte +una importante diversione, che le lasciasse agio a difendere i proprii +possedimenti. + +Nell'anno 1645, il senato mandò all'ambasciatore veneto in Polonia +Giovanni Tiepolo[103] una lettera pel re di Persia, incaricandolo di +spedirla in quel regno con apposito legato, e di pregare il re di +Polonia di unire anch'egli un suo oratore per lo interesse comune +della cristianità, minacciata dalla prepotenza ottomana. E commetteva +inoltre a Domenico Santi, che era diretto in Persia dal papa, +dall'imperatore, dal re di Polonia e dal gran duca di Toscana +[Documento XLVI], di prendere la via della Siria e di recare una +consimile lettera al re persiano, per eccitarlo a muovere dalla sua +parte contro la Turchia. + +Le due lettere ducali allo shàh della Persia portavano le date 2 +dicembre 1645 [Documento XLVII] e 17 luglio 1646 [Documento XLVIII]. + +Ricordavano esse, come l'Ottomano avesse più volte portate le armi +contro i di lui predecessori, per rendere più vasta e formidabile la +sua potenza. Che politica tradizionale della Persia era di mirare +all'indebolimento di lui, e che ora le si offeriva la opportunità, +dacchè stavano le armi ottomane impegnate in una impresa che non +avrebbe mancato di spingere tutti i principi di Europa a frenare le +usurpazioni della Turchia; e che già la campagna era incominciata coi +più lieti auspicii, avendo la veneta armata assalita e danneggiata la +ottomana nello stretto. + +Il re di Polonia aderì alle istanze dell'ambasciatore veneziano, ed +incaricò il nobile polacco Slich di recarsi in suo nome nella Persia, +insieme al veneto legato padre Antonio di Fiandra domenicano, cui il +Tiepolo avea consegnata la lettera ducale per lo shàh e le +credenziali. + +L'ambasciata veneto-polacca partì il 2 ottobre 1646 da Varsavia, +accompagnata da 25 gentiluomini polacchi, e per Mosca e +Nishni-Novogorod giunse a Casan il 12 febbraio 1647, ove si riposò per +tre mesi. Partita poi da Casan a' 3 di maggio per il Volga, dopo un +mese di procellosa navigazione sul Caspio, approdò alle spiaggie +persiane e si diresse ad Ispahan, ove giunse soltanto al 15 di +settembre, pei disagi sofferti nel viaggio dall'ambasciatore polacco. +Il quale appena arrivato in Ispahan ammalò gravemente per modo, che +non potendo eseguire le commissioni del suo re, mandò a chiamare uno +dei principali della corte persiana, e presentandogli il veneto +legato, consegnò al padre Antonio le lettere e le credenziali sue +proprie, dichiarando che quegli soddisferebbe alla ambasciata in nome +del re di Polonia e della repubblica veneta. E pochi giorni dopo egli +spirò, e fu sepolto con molto onore nella chiesa dei Carmelitani +Scalzi. + +Introdotto il padre Antonio all'udienza del re il 27 di ottobre, +offerse le lettere del re di Polonia e della repubblica, ed ebbe per +risposta che sarebbesi con lieto animo ricambiata la loro amicizia. +Invitato poi a stendere in lingua persiana i punti principali della +sua domanda, egli li presentò; ma ottenne soltanto una vaga +assicurazione che il re avrebbe assai volontieri cercato occasione di +corrispondere efficacemente ai desiderii dei principi cristiani, ed +una lettera in questo senso al doge di Venezia, affettuosissima, ma +senza impegni [Documento XLIX]. + +La Persia in fatti non era in grado di corrispondere: perocchè aveva +in quel tempo mandato un esercito nel regno di Conducar, cogliendo +occasione e dalle discordie che dopo la morte del Gran Mogol erano +insorte fra i di lui figli, e dalla guerra tra la Porta e Venezia, per +ricuperare quel regno al kan dei Tartari Olbek, che dal Gran Mogol ne +era stato spogliato. + +Ritornato a Venezia, il padre Antonio si presentò in senato a' 28 di +marzo 1649, e lesse una interessantissima e finora inedita relazione +della sua ambasciata, distinta in tre parti, cioè: + +1º Il suo viaggio in Persia, la miglior via per andarvi, e le +accoglienze e gli onori ricevuti quale ambasciatore cristiano; + +2º Quello che ha trattato col re di Persia; + +3º Quello che si poteva sperare dallo shàh in aiuto della repubblica; +conchiudendo che terminata la guerra nel Conducar, potevasi ritenere +che il giovine e valoroso re persiano avrebbe rivolto le sue armi +contro i Turchi [Documento L]. + +Il padre Antonio presentava inoltre una scrittura in data di Shangai +24 aprile 1648 dell'altro legato in Persia Domenico Santi [Documento +LI]. + +La relazione del Santi che pure trovasi inedita è stillata in lingua +italiana frammista di alcuni termini castigliani, locchè farebbe +credere che, quantunque egli si annunciasse suddito della repubblica, +fosse o nativo di Spagna o avesse ivi gran tempo dimorato. Narra il +Santi l'esito della sua missione nella Persia, conforme a quello del +padre Antonio di Fiandra, e si estende nei più minuti particolari +intorno al disastroso suo viaggio, alle grandi spese che dovette +sostenere, ed alla quantità dei doni che fu obbligato di presentare al +re ed ai ministri per ottenere benevolo ascolto. + +Senonchè peggiorando le condizioni dei Veneti nell'isola di Candia, la +repubblica che aveva, si può dire, quasi invano chiesti sussidii ai +principi della cristianità, tentò di nuovo dopo il 1660 di ricorrere +alla Persia, dapprima con lettere dirette a quel re [Documento LII], +quindi accogliendo la offerta segreta dell'arcivescovo armeno +Aranchies che proponeva di trattare la lega coi Persiani [Documenti +LIII e LIV], e finalmente inviando alla corte dello shàh l'arcivescovo +di Nashirvan. Ma pur troppo, mentre duravano queste pratiche, il regno +di Candia andò perduto. + +La repubblica di Venezia dovea anche in questa terza invasione +ottomana resistere sola, e sacrificare generosamente il sangue dei +suoi figli ed i propri tesori per difendere l'antemurale della +civiltà. Dopo una gloriosa lotta di 25 anni, che rese immortale la +fama del valore e della costanza dei Veneziani, il regno di Candia fu +occupato dalle truppe ottomane, la croce lasciò il posto alla mezza +luna. + +Conchiusa appena la pace colla Turchia, arrivò in Venezia una +importante missione dalla Persia. La componevano due padri domenicani: +Maria di S. Giovanni ed Antonio di S. Nazaro, incaricati +dall'arcivescovo di Nashirvan di presentare al senato la relazione dei +suoi negoziati colla Persia, e la risposta dello shàh agli inviti +della repubblica [Documento LV]. Gli atti di questa missione, l'ultima +che dalla Persia venisse a Venezia, chiaramente dimostrano le +relazioni internazionali dei due stati, così rispetto alle comuni +aspirazioni, come agli interessi del traffico ed alla tutela dei +cristiani nell'Asia. + +Il 20 luglio 1673 i padri domenicani presentarono nel collegio la +lettera dell'arcivescovo di Nashirvan [Documento LVI] e quella del re +di Persia, esprimendo in idioma turco lo incarico avuto dallo shàh di +augurare al serenissimo principe le maggiori prosperità, e di +attestare la di lui stima ed osservanza alla repubblica[104]. + +La lettera dell'arcivescovo esponeva: come dopo di aver corsi molti +pericoli particolarmente in Erzerum dove fu accusato per spia, egli +giunse in Ispahan, presentò le lettere ducali allo shàh che le accolse +affettuosamente, ed a cui narrò colla maggior efficaccia possibile le +condizioni della guerra di Candia. Il re della Persia ascoltò +attentamente ogni cosa, di tutto chiese le più minute notizie e +promise di dare pronta soddisfazione alle proposte della repubblica. +Ma la nuova sopraggiunta della resa di Candia, dal re con sorpresa e +dolore sentita, mandò a vuoto le incamminate trattative; ed il +desiderio dello shàh di soddisfare alle richieste del veneto senato, +dovette limitarsi a franchigie e protezioni accordate ai cristiani +nella Persia, le quali sono attestate nella stessa lettera del monarca +persiano [Documento LVII], nè poteansi sperare maggiori: perocchè egli +avea dato ordine, che per riguardo alla veneta signorìa venissero i +cristiani rispettati ed onorati, e godessero privilegi ed immunità in +tutte le città e terre della Persia; ed anzi in qualsiasi luogo, dove +si trovassero abitazioni dei cristiani, le immunità loro accordate +dovessero estendersi a tutti gli altri abitanti di qualsivoglia +condizione o setta si fossero. Assicurava inoltre il re della Persia, +di essere disposto ad accogliere con prontezza e di dare immediata +esecuzione a ciò che alla veneta signorìa sembrasse opportuno di +proporgli, rispetto alle novità che potessero insorgere nei suoi +rapporti coll'impero ottomano. + +Il dragomanno Fortis presentava quindi al senato una relazione di un +colloquio secreto tenuto per ordine dei savii coi padri domenicani, i +quali dissero che da lungo tempo il re persiano nutriva sentimento di +vendetta contro gli Ottomani; e che se i capitoli della tregua di +Babilonia e la guerra nel Conducar l'avevano finora obbligato a +simulare l'odio implacabile contro i Turchi, il giovane e valoroso +monarca desiderava prossima occasione di battersi contro di loro, +d'accordo colla signorìa di Venezia, il granduca di Moscovia ed il re +di Polonia, persuaso che tali alleanze avrebbero bastato per finirla +una volta coll'impero turchesco [Documento LVIII]. Il Fortis +aggiungeva nella sua relazione particolari notizie intorno alla +condizione dell'esercito persiano, ed alcuni suggerimenti opportuni a +mantenere per diversi scali il commercio colla Persia, durante la +guerra, insieme ad una descrizione delle vie che da Venezia +conducevano in Ispahan. + +La repubblica fu assai lieta di questa legazione, ringraziò il re +della Persia per la protezione ed i beneficii che accordava ai +cristiani nei suoi regni, promise reciprocanza [Documento LIX], regalò +splendidamente i padri dominicani, il contegno, le pratiche e le +proposizioni dell'arcivescovo di Nashirvan altamente commendò[105]. + +Questa fu l'ultima occasione, che per circostanze fatali la repubblica +di Venezia ha perduta; avvegnachè rinnovatasi la lotta colla Turchia +nel 1695, essa invano tentò di associare ai suoi minacciati destini la +Persia [Documento LX], ed allorquando nel 1714 il divano non potendosi +adattare alla perdita della Morea, le intimava di nuovo la guerra +siccome violatrice degli accordi di Carlovitz, essa non più ricorse +alla Persia che stava impegnata in lotte civili, e soscrisse la pace +di Passarovitz, che pose fine alle sue speranze in oriente. + +Però anche durante il secolo decimo ottavo le relazioni internazionali +veneto-persiane si mantennero nello stesso costante carattere di +ottima amicizia e corrispondenza. + +Quando la repubblica si avvide di non poter più recare ad effetto +l'idea di dividere l'impero ottomano col concorso della Persia, non +cessò di coltivare i buoni rapporti con quel governo, nella mira di +proteggere gli interessi della cristianità in Asia. + +I pochi documenti che si hanno attestano come nel 1669 [Documento +LXI], in seguito a spedizione nella Persia di Antonio Doni, quello +shàh dimostrasse alla repubblica la più favorevole disposizione ad +incontrare i suoi desiderii; e come efficacemente proteggesse ora il +vicario generale padre Fassi raccomandatogli dai Veneziani per istanza +del granduca di Toscana [Documento LXII], ora il padre Arachieli che +pei cattolici volle edificare una chiesa in Erivan [Documenti LXIII e +LXIV]. + +Morto Suleiman nel 1692 e succedutogli Husein, la repubblica mandò al +nuovo re, colle lettere di congratulazione, le più vive +raccomandazioni in favore dei cristiani che abitavano nella Persia; le +quali furono riscontrate con termini di adesione e di ringraziamento, +e con espressioni di augurio pel mantenimento della stretta colleganza +fra i due Stati. + + [Illustrazione: Lettera dello shàh Husein al doge Silvestro Valier, + 1696] + +Questa lettera, di cui diamo nei documenti la traduzione [Documento +LXV], e qui il fac-simile, porta in luogo della sottoscrizione, non +conosciuta dai maomettani, il grande sigillo reale detto _Homajon_, +nella forma elegante che usavasi pei trattati, lettere patenti o +missive all'estero, e il cui disegno, quale la fotografia potè +riprodurlo, ponemmo in fronte al presente volume[106]. Esso contiene +nel centro fra un bellissimo intreccio di fiori e di foglie la cifra +reale _Sultan Husein ben Suleiman_ 1106, cioè il sultano Husein figlio +di Solimano, anno 1694. All'intorno nelle dodici nicchie dovrebbonsi +leggere i nomi dei dodici _Imam_, e al disopra la solita formula od +invocazione religiosa dei Persiani. + +Nell'anno 1697 a' 13 di marzo si presentò in collegio il padre Pietro +Paolo Palma arcivescovo d'Ancira con breve di Innocenzo XII al re di +Persia[107] pregando la repubblica di mediazione in favore del vescovo +d'Ispahan e di quei missionarii che erano stati esiliati dal suo +regno. Ed il senato nella prossima tornata del 15 marzo deliberava di +rivolgersi allo shàh, al patriarca armeno ed al gran Mogol [Documento +LXVI]. + +Finalmente essendo accaduta nel 1718 la spogliazione della chiesa dei +Cappuccini a Tiflis, il veneto senato scriveva il 23 di dicembre +[Documento LXVII] al re della Persia pregandolo «di porgere sollievo +agli oppressi, di far cessare gli insulti e le animosità, di +restituire la religione cattolica alla pristina quiete». + +Le relazioni internazionali della repubblica di Venezia colla Persia, +furono pertanto in tutti i secoli improntate della più schietta +amicizia, e mantenute costanti da eguali tendenze politiche e da +sentimenti di civiltà e di religione. + +Oltre a ciò un altro importante rispetto, pur degno di somma +considerazione, stringeva Venezia alla Persia: quello del commercio, +del quale trattasi nella seguente Parte seconda. + + + + +PARTE II. + +Delle relazioni commerciali tra la Repubblica di Venezia e la Persia. + + +I. + +Del commercio dei Veneziani colla Persia. + +Gli aromi delle Indie orientali, le spezie, le merci, le sete, i +prodotti e le manifatture dell'Asia furono fino dai più antichi tempi +primario scopo del commercio europeo, e le nazioni che poterono averle +di prima mano arricchirono assai e si resero tributarie le altre. Nei +più remoti secoli, ora i Fenici ricevendole dal golfo Persico e dal +mar Rosso, le portavano per Tiro, Sidone ed Alessandria nel +Mediterraneo, ora gli Assiri ed i Caldei per la via dell'Indo, +dell'Oxo (Amon-daria) e del Caspio, quindi del Ciro e del Fasi, o del +Volga e del Tanai (Don) le spingevano nel mar Nero. + +In mezzo alle irruzioni dei barbari, perdutosi l'uso delle merci di +levante, l'Europa sofferendone la mancanza abbisognò di abili +navigatori che ne la provvedessero. Si presentarono gli Italiani, e +dalle sponde del mar Nero o dalle coste orientali del Mediterraneo le +navi di Amalfi, di Sicilia, di Pisa, di Genova e particolarmente di +Venezia recarono a tutta l'Europa i preziosi prodotti dell'Asia. + +Che il primato del commercio asiatico, benchè contrastato dai +Genovesi, fosse fino dagli esordii della repubblica nelle mani dei +Veneziani, che Venezia fosse, come la disse il Giogalli, la dogana +principale delle ricchezze dell'Asia, lo prova la famosa lettera di +Cassiodoro dell'anno 528, dalla quale consta che essa provvedesse i re +Goti di quanto abbisognavano. Assicurano le cronache che nei secoli +VII e VIII le navi della repubblica recavano in Europa i prodotti e +le manifatture dell'Asia; la cronaca _Dandolo_ che nell'anno 814 i +Veneziani commerciassero in Siria; la _Cavense_ che nel 987 +caricassero nel porto di Salerno per le coste asiatiche, e finalmente +dall'anno 971 incomincia la importantissima serie dei decreti, patti e +privilegi dei Veneziani relativi al commercio d'Oriente che ne +comprovano la ricchezza e la preminenza[108]. + +I prodotti dell'Asia mettevano capo dapprima ai porti della Siria e +dell'Egitto; quindi nel mar Nero alla Tana sullo sbocco del Tanai, a +Trebisonda, e ad Ajazzo, angolo il più orientale fra la Cilicia e la +Siria, secondo le vicissitudini che sconvolsero le regioni d'oriente. + +Giosafat Barbaro e Ambrogio Contarini narrano nei loro viaggi, che +fino dai più remoti tempi le merci dell'Indie e quelle dell'interno +dell'Asia navigavano pel fiume Indo fino all'antica Battriana, donde +trasportate per terra con cammelli in sette giorni, nell'Icaro che +sbocca nell'Oxo, si versavano nel mar Caspio, attraversando i +ricchissimi mercati di Samarcanda e Buccara. Quindi dall'emporio di +Astrakan rimontando il Volga fino all'incurvatura del Don scendeano +poi per la palude Meotide nei porti del mar Nero, impiegando, siccome +narra il Contarini, otto giornate da Astrakan alla Tana. + +Affermano quegli scrittori che la Tana fosse il più antico emporeo +delle merci asiatiche, ma il Foscarini[109] dimostrava che i porti +della Siria e dell'Egitto mantennero il traffico delle Indie qualche +secolo prima di quelli del mar Nero, dove le strepitose vittorie di +Gengiskan e la distruzione dell'impero crociato condussero il +commercio dell'Asia; e Marco Polo assicura che ai suoi tempi +pervenivano principalmente ad Ajazzo le merci dell'oriente, e vi si +cambiavano con quelle dell'occidente recate dalle navi veneziane e +genovesi, e destinate al gran mercato di Tauris. + +Le merci dell'Asia orientale venivano portate a Campion (Cantcheu), +quindi a Balxian (Badkhchan), e attraversando il deserto pervenivano +nella Persia a Casbin Sultania e Tauris. Quelle dell'Asia meridionale +erano portate pel golfo Persico a Bassorah, dove concorrevano anche le +mercanzie dell'Arabia e delle coste di Etiopia, ed operavasi il cambio +con quelle della Cina e dell'Asia settentrionale, quindi seguitando il +corso dell'Eufrate pervenivano ai fiorenti mercati di Damasco e di +Aleppo; oppure lungo il Tigri attraversavano la Persia e giungevano +esse pure al grande emporeo di Tauris[110]. Da questa piazza due +grandi vie commerciali si partivano l'una per Erzerum diretta ad +Ajazzo, scalo principale nel Mediterraneo, l'altra pure per Erzerum a +Trebisonda nel mar Nero. + +Il commercio di Tauris che concentrava quello della Persia e dove +concorrevano principalmente le produzioni asiatiche fu assai +vagheggiato dai Veneziani[111]. Tauris, l'antica reggia dei Medi, fu +per lungo tempo residenza dei sovrani di Persia; collocata in sito +salubre, comodo e facile al traffico, ed in relazione cogli emporei di +Samarcanda, Bukara, Bolkar ed Otrar, e con quelli di Bassorah e di +Ormus, non poteva essere in posizione più favorevole al commercio. Le +vie dell'Armenia, di Trebisonda e della Siria la ponevano in +comunicazione col mar Nero e col Mediterraneo, e da esse riceveva in +cambio le merci d'Europa. Marino Sanudo affermava che le vie +dell'Armenia e della Persia erano preferibili a quelle dell'Egitto, e +proponeva nel secolo XIV di far passare attraverso quelle regioni una +gran strada commerciale per l'India. + +Trascurar non potevano i Veneziani emporeo così prezioso, e per +favorire il commercio con quella piazza si hanno precise notizie fin +dal secolo IX di trattati conchiusi dal doge Pietro Orseolo coi +Saraceni, quindi co' re cristiani di Gerusalemme, i soldani +d'Antiochia, di Tripoli, di Beruti, i re d'Armenia, gl'imperatori di +Nicea e di Trebisonda, i soldani d'Aleppo, di Babilonia, di Rumili e +gli imperatori dei Tartari[112]. Flotte veneziane in isquadre chiamate +mude, e comandate dapprima da un nobile eletto dal maggior consiglio, +quindi dal senato, con ispecial commissione veleggiavano per +assicurare la libertà del commercio intorno alla Tauride e lungo le +coste di Trebisonda, di Bitinia, di Paflagonia, di Cilicia e della +Soria. Stabilimenti e Consolati Veneziani nel mar Nero si ricordano +fin dal secolo XIII; viaggiatori veneziani nelle regioni interne +dell'Asia, i Polo, fin dal 1250; ambasciatori in Tauris, Marco +Cornaro, nel 1319[113], in Armenia Giorgio Dolfin[114], a Trebisonda +Nicolò Quirini nel 1349[115]. + +I mercanti persiani e gli armeni che facevano il commercio +veneto-persiano, eziandio durante le guerre colla Turchia, erano +particolarmente accetti e favoriti dai Veneziani. + +Senza tener conto delle tradizioni che si hanno, rispetto alla via di +Venezia detta ruga Giuffa ed al campo dei Mori, siccome luoghi ove +albergavano Armeni e Saraceni, tradizioni che non reggono ad una +critica severa, si sa che fino dall'anno 1253 esisteva a san Giuliano +in una casa conceduta da Marco Ziani, ricchissimo negoziante nipote +del doge Sebastiano, un ospizio la cui istituzione era di ricoverare +qualunque pellegrino armeno per tre giorni, donando però una sola +cena[116]. Allorquando Uzunhasan si insignorì della Persia e +dell'Armenia, e conchiuse alleanza colla repubblica negli anni +1470-73[117], crebbero i favori verso quelle nazioni. Nell'anno 1476 +gli Armeni eressero presso il loro ospizio a S. Giuliano una chiesetta +che fu nel 1691 riedificata a spese di Girocco Mirmano ivi sepolto. E +rifugiatosi da Costantinopoli e da Modone in Venezia l'abate Pietro +Mechitar ottenne nel 1718 di edificare nell'isola di S. Lazzaro un +monastero ed un collegio, i quali, ampliandosi e fiorendo sempre più, +si resero benemeriti per uomini distintissimi ed operosi a diffondere +la scienza nei loro correligionarii dell'Asia, e ad unire le due +letterature orientale ed occidentale. Gli Armeni furono interessati a +scortare e favorire gli oratori ai sovrani della Persia e i mercanti +veneti in quella regione. La sopraintendenza e giudicatura della loro +nazione era specialmente raccomandata al magistrato dei cinque Savii +della mercanzia[118]; appositi sensali con particolari discipline +vegliavano affinchè non venissero defraudati in modo alcuno nei loro +contratti[119], e finalmente Armeni e Persiani erano esenti del +pagamento delle tasse di cottimi e di bailaggi[120]. + +Molte e ricche case commerciali armene erano stabilite a Venezia, ma +di mano in mano che diminuiva la importanza del traffico colle regioni +dell'Asia si ritirarono, ed abbiamo memoria che solo fra gli anni 1732 +e 1758 lasciarono questa città ben dodici case armene[121]. I minori +negozianti però fino al cadere della repubblica continuarono a vendere +le loro mercanzie, sotto certi ombrelloni dispiegati accanto ai tre +stendardi della piazza di S. Marco, e l'ultimo di quegli Armeni fu +Tommaso Posa che continuava a vestir l'abito orientale. + +Riguardo ai Persiani esistono vaghe tradizioni di un antichissimo +fondaco, situato a S. Giovanni Grisostomo sul rivo che mette al canal +grande, dirimpetto al fondaco dei Tedeschi, ma anche queste tradizioni +non reggono ad una critica severa. Egli è certo che nel secolo XVII i +Persiani albergavano nel fondaco dei Turchi a San Giovanni decollato, +ma separati dai sudditi del gran signore. Mediante decreto 10 giugno +1662 dei cinque Savii alla mercanzia, furono con tale condizione +obbligati i Persiani e le Persiane a passare nel fondaco dei Turchi; +ed il successivo decreto 16 giugno dello stesso anno stabiliva pene di +bando e di galera a quei Persiani che continuassero a soggiornare in +case private e non andassero colle loro mercanzie nel fondaco. + +Gli Armeni ed i Persiani, come tutti gli orientali, avevano in Venezia +un luogo particolarmente destinato alla loro tumulazione, e quando +erano cristiani nell'isola di S. Giorgio Maggiore, in un recinto +intorno al campanile. Fino a questi ultimi tempi poteasi vedere +qualche lapide con caratteri di quelle nazioni, ma pur troppo molte ne +andarono seppellite nel rifare le fondamenta di quel campanile. + +La famiglia Sceriman di Djulfa d'Ispahan era la più illustre e ricca +delle persiane stabilite a Venezia; e nel secolo XVII la sua casa +commerciale era una delle più considerevoli d'Europa. E la famiglia +patrizia Boldù, illustre per fasti militari e per senno civile, è pure +di origine persiana[122]. + +Merci che da Venezia si importavano nella Persia erano: panni tessuti +d'oro, d'argento ed a varii colori, velluti, damaschi, stoffe di lana +e di seta, fili d'oro, d'argento e galloni, cera lavorata, zucchero +raffinato, mercurio, vitriolo, cinabro, arsenico, canfora, cremor di +tartaro, teriaca, casse di noce, cordami, carte da giuoco, moneta +buona e falsa (scadente?), armi, acciai, ferrareccie, aghi, carta, +stampati, chincaglie, vetri, specchi e conterie[123]. + +I Veneziani pel continuo traffico e relazione coll'oriente avevano +tolto il costume di vestire le donne con panni tessuti d'oro e +d'argento, e fin dal secolo XIII si ha memoria di una magistratura +detta dei _panni d'oro_, che sopraintendeva a quel lavoro +rigorosamente invigilandone la manifattura ed il commercio. Quindi le +genti dell'Asia mandavano ad acquistare in Venezia tali preziose +drapperìe, per la sicurezza che aveano di non rimanere ingannati. + +Qui si fabbricavano eziandio per il commercio asiatico gli ormesini, +specie di drappo di seta, così nominato da Ormus, d'onde venne, e ci +dà testimonianza della celebrità di quelle fabbriche il nome della +calle degli Ormesini in cannareggio. Il commercio della carta e quello +degli stampati tuttora fioriscono. Quello poi delle conterie e degli +specchi si mantenne prospero fino al cadere della repubblica. L'arte +vetraria, e particolarmente quella del coloramento alla pasta vitrea, +si ritiene da molti, che i Veneziani apprendessero nella Persia; ma +se anche ciò non fosse, è però vero ch'essi estesero in quella regione +ed in tutta l'Asia questo commercio, per modo da ingenerarvi il +costume di adoperare in luogo delle _coroncine_ di cocco usate dagli +orientali, _coroncine_ di vetro colorato molto più vaghe; e da far +entrare le _margherite_ negli abiti, negli addobbi, e perfino +adoperarle come segno di dignità. Ed il costume persiano che le donne +portar dovessero in dote uno specchio almeno, di Venezia, dava a +questi un grandissimo smercio. + +Siccome saggio delle merci che ancora nel secolo XVII la Persia +ritraeva da Venezia, ecco la traduzione fatta dal dragomanno Nores, il +18 marzo 1613, del: + +_Memoriale consegnato dallo shàh di Persia Abbas ai suoi agenti +Alredin et Sassuar, delle cose che sono obbligati a comperare a +Venetia d'ordine del re_[124]. + +Zacchi, che siano di somma bontà e di maglia minuta et stretta. + +Rasi boni et belli, parte negri et parte a colori. + +Tabini boni. + +Ormesini fatti in Venetia. + +Panni venetiani, che siano boni e fini di diversi colori. + +Argenterie di diversa sorte, così schiette come lavorate a figure. + +Vetri lavorati, belli, ben fatti et indorati la maggior parte. + +Lavori di cristallo di montagna senza alcune vene. + +Specchi di cristallo grande, che siano netti et senza casse. + +Specchi mezzani et piccoli, a punta di diamante. + +Pietre d'anelli d'ogni sorta, con figure intagliate sopra. + +Armi da guerra d'ogni sorta, che sieno a proposito nostro. + +Occhiali di cristallo fatti a diamante. + +Coltelli et forfe (forbici) di buona sorte et tempera. + +Cremisì. + +Instrumenti da lavorare e da far zacchi (giacchi). + +Azzali che sieno buoni et fini. + +Pugnali, colli sui ferri indorati, senza fodero. + +Non porterete nè archibusi, nè orologi, nè cassette di cristallo, +perchè non fanno di bisogno. Orecchini di cristallo di diverse sorte +con figure. + +Portar delle cipolle et sementi di fiori belli, con la nota del tempo +e del modo come si piantano. + +Menar tessitori che sappiano far velluti et rasi, se si può. + +Instrumenti ovver ordigni da lustrare i panni di seta, con la nota del +modo come si fa. + +Maschere di diverse sorta da trasvestirsi; et altre cose straordinarie +che non siano state qui portate o poste in uso, siano di che prezzo si +voglia. + +Et così eseguirete. + +_col sigillo reale._ + + +Le monete veneziane erano accettate dai Persiani, come dai Mongoli, +Tartari, Arabi ed Indiani. In Armenia poi i Veneziani, per privilegi +ottenuti fino dal secolo XIII, lavoravano i dirrhem ed altre +saracinesche monete di un gran pregio nella Persia. Essi associaronsi +inoltre agli Armeni ed ai Persiani nella fabbricazione dei +cammellotti, e finalmente goderono franchigia per le mercanzie che +tratte da Tauris e dalla Persia, attraversavano l'Armenia. + +Queste mercanzie consistevano principalmente: in panni di seta, di +lana, di pelo di cammello e di capra, rasi con ricami tessuti d'oro, +tappeti di Persia e di Caramania, riputati da M. Polo i migliori del +mondo, cammellotti, mussuline, particolarmente da Mussul presso +Mardin, abbondante di cotoni, cordovani rossi e gialli ed altre pelli +in genere, pesce secco e salato, beluga del Caspio, argento ed oro in +polvere tratti dai fiumi di Bukaria, rame delle miniere di Tokat, +datteri di Bassorah, pepe, tabacco, indaco, allume, zuccaro, galla, +zenzero, zafferano, rabarbaro, gomma, miele, sale di Bukaria, sale +ammoniaco, bitumi, tra cui il _nafta_ ed il celebre _mum_, droghe +diverse, erbe medicinali, cera, perle di Ormuz, lapislazzuli, turchesi +ed altre pietre preziose, lavori ed intarsiature alla _agemina_, così +detti da _agem_, nome col quale gli Arabi indicano le terre ad essi +straniere ed in particolare la Persia; e finalmente la seta greggia di +cui incomparabilmente abbondavano le provincie persiane situate sul +Caspio, Astrabad, Mazanderan, Schirvan e sopra tutte il Ghilan, la cui +seta in natura ed in manifatture era ed è riputata la migliore di +tutta la Persia. + +Il commercio delle sete persiane fu specialmente regolato e favorito +dal magistrato dei Cinque savii alla mercanzia, nei cui registri +trovansi fra le altre le seguenti disposizioni: + +Le sete persiane doveano passare per gli scali della Sorìa, +assoggettarsi alla visita del console di Damasco e di Aleppo, e +soddisfare una tassa di favore, fissata colla tariffa 5 marzo 1537; +quindi venire accompagnate a Venezia da tratte particolari dei +provveditori al cottimo[125]. E diminuendo quel traffico, per la +concorrenza dei mercanti forestieri, nella grave proporzione di 1000 a +100, nel principio del secolo XVII, deliberava il senato ai 2 di +maggio 1614 che tutte le sete persiane, che per gli scali della Sorìa +venissero condotte a Venezia, fossero esenti per anni sei (tempo +dappoi indeterminatamente prorogato) dal dazio del 6 per %, semprecchè +li mercanti che le portavano per la via di Aleppo certificassero con +prove irrefragabili al console di Sorìa la loro provenienza dalla +Persia. + +Il console in Aleppo, Girolamo Morosini, aveva nell'anno precedente +sotto la propria responsabilità ridotto quella tassa dal 6 al 2 per %, +_onde favorire la venuta in Venezia dei mercanti persiani tanto +desiderati dalla repubblica_; e nella relazione che lesse in senato il +9 febbraio 1615 perorò la abolizione intera della tassa, che fu +stabilita. E per favorirne la esportazione da Venezia, e far fronte +alla concorrenza straniera, il senato ordinava ai 10 di luglio dello +stesso anno, che per due anni, i quali furono varie volte prorogati, +potessero le sete persiane escire dallo stato veneto per la via di +Ponteba esenti da dazio. Finalmente nel 1626 al 14 di agosto +deliberavasi in Pregadì che le sete persiane, che capitassero in +Venezia con mercanti armeni e persiani, fossero esentate dall'1 per % +che pagavasi per il cottimo e del 2 per il bailaggio di Sorìa, +_acciocchè con questo ragionevole vantaggio si incamminino a questa +piazza_[126]. + +Anche lo shàh della Persia, Abbas il Grande, fermò particolarmente la +sua attenzione sul commercio serico. Fra le grandi innovazioni da esso +adottate per ristorare le sorti economiche del suo impero, volle che +gli Armeni trasmigrati in Djulfa d'Ispahan ricevessero dai +proprietari le sete, e si esercitassero esclusivamente in quel +traffico, nel quale divennero operosissimi. + +Ma le condizioni politiche ed economiche della repubblica, e le +vicissitudini del commercio e della navigazione delle potenze europee, +andarono togliendo poco a poco ai Veneziani il primato nel traffico +della seta e di tutte le merci persiane. + +Dopo l'invasione dei Mongoli, che, sorpreso il floridissimo emporeo +della Tana (1414), vi trucidarono i veneti mercanti e misero a ruba i +loro fondachi, e dopo la conquista di Costantinopoli (1453) che chiuse +il mar Nero alla navigazione degli Europei, i Veneziani, rinnovati gli +antichi trattati coi soldani di Egitto, ai quali era soggetta la +Palestina e la Siria, avevano ricondotto nel Mediterraneo il commercio +della Persia e delle Indie, fino alla scoperta del giro del capo di +Buona Speranza. + +Questa importante rivoluzione commerciale, avvenuta dopo l'acquisto +della terraferma veneziana, e seguìta dalla lega di Cambray, e dalle +lotte contro la Turchia, che scossero profondamente la potenza della +Repubblica in levante, diede il principal crollo al commercio dei +Veneziani nell'Asia. Essi conobbero tosto, che la impresa di Vasco di +Gama, deviandolo a mezzogiorno, paralizzava l'antico e ricchissimo +traffico, del quale erano in possesso. + +Le più serie informazioni intorno alla fortuna dei Portoghesi, il re +dei quali tosto assumeva il titolo di Signore della navigazione e +commercio dell'Etiopia, dell'Arabia, della Persia e delle Indie, +pervennero al senato dai suoi oratori e messi secreti a Lisbona, e +dagli ambasciatori presso la corte di Spagna; ma i deputati al +commercio dissuadendo i Veneziani dall'abbandonare una navigazione +antica, viva, certa, per seguirne una nuova, incerta, lontana e +contrastata da molti[127], essi guardarono invece all'Egitto, e, +mentre spingevano i soldani a contrastare nei mari dell'India i +progressi ai Portoghesi[128], rinnovarono con loro gli antichi patti e +ottennero le migliori franchigie. + +Benedetto Sanudo, ed il console di Damasco Bartolomeo Contarini +ottennero nell'anno 1502 dal sultano del Cairo che per le merci +aquistate dai Veneziani nell'egizia Sorìa pagar si dovessero solo 90 +ducati per ogni valore di mille, in luogo dei 100 che pagavano i +mercanti delle altre nazioni, _in considerazione che il commercio +veneziano era da antichissimo tempo il fondamento di tutti gli +altri_[129]. E venuto a Venezia nell'anno 1507 Tagri-Berdi, oratore +del sultano di Egitto, si stabilirono nuovi capitoli per favorire quel +commercio[130], i quali poi furono ampiamente confermati nel 1508 da +Domenico Trevisan ambasciatore della repubblica al Cairo, rispetto +particolarmente al traffico delle spezie[131]. Ed allorquando Selino +nell'anno 1517 sconfisse il soldano per la assistenza data ad Ismaìl +sufì di Persia, e si rese padrone di Aleppo, di Damasco e dell'egizia +Sorìa, la repubblica gli mandò cospicua legazione di Luigi Mocenigo e +Bartolomeo Contarini, i quali ottennero dal conquistatore la +rinnovazione dei privilegi accordati dai sovrani d'Egitto ai mercanti +veneziani. + +Senonchè la nuova via delle Indie, e la formazione delle grandi +compagnie di navigazione, congiunte alle altre fatali e ben note +circostanze politico-economiche della repubblica, fecero +irresistibilmente decadere il commercio dei Veneziani colla Persia; la +storia del quale può ricavarsi dalle preziose relazioni consolari, che +si trovano tuttora per la maggior parte inedite negli archivi di +Venezia. + +Instituita per decreto del senato 15 febbraio 1507 la magistratura dei +Cinque savi alla mercanzia, ed assoggettati ad essa i consolati e gli +affari del traffico, «per dare migliore regola e svolgimento al +commercio» fu da quella proposto al senato di trasferire in Aleppo il +consolato generale veneto nell'Asia[132], dacchè in quella ricca e +commerciale città, dopo la deviazione dell'Amur, le vittorie di +Tamerlano, e la esclusione dei Veneziani dal mar Nero, convenivano le +merci dell'Asia e particolarmente le persiane; in quanto non si +volgevano a mezzogiorno attirate dalla nuova via insegnata da Vasco di +Gama. + +Molte carovane andavano e venivano regolarmente da Aleppo. Le tre +principali erano quelle di Ormuz, della Persia e della Mecca[133]. Le +più ricche, assicurava il console Morana, portavano valori per circa 8 +milioni di piastre. + +Quelle di Ormuz, partite da Aleppo e passato il deserto, si recavano a +Bagdad e di là a Bassorah navigando sull'Eufrate, e da quella città +pel golfo Persico si portavano in Ormuz. Il giro del capo di Buona +Speranza colpì principalmente queste carovane. + +Quelle della Persia, partite da Aleppo, e passato l'Eufrate andavano +in Orfa, quindi a Carahemit, Tiflis e Tauris. Da Tauris si recavano a +Derdevil, poi a Kasbin, quindi in Ispahan. Ma essendo obbligate a +passare per molte città cadute in potere della Turchia, venivano da +quei ministri così aggravate di gabelle, e ritardate nel loro cammino +con tali angherie, _che chi avea fatto quel viaggio una volta, +difficilmente era allettato tentarlo una seconda_[134]. + +Le carovane finalmente della Mecca, che avevano triplice scopo, +religioso, politico ed economico, recavano i pellegrini alla città +santa. Marino Sanudo[135] riporta una lettera da Damasco del 7 aprile +1514, la quale nota fino da quel tempo una sensibile diminuzione nella +quantità delle spezierie portate dalla carovana della Mecca, che nel +giorno 4 di quel mese era passata da Damasco con sole 300 some di +spezie, la maggior parte zenzero, ed il resto cannella e garofani +molto cari. + +Le navi veneziane, che recavano nei porti della Siria le merci +destinate all'emporeo di Aleppo e ne ritraevano quelle ivi comperate +permutate dai mercanti nazionali, sbarcavano or in Tripoli di Sorìa +ora in Alessandretta. Da principio lo scalo preferito era quello di +Tripoli; ma le straordinarie concussioni commesse da que' ministri +turcheschi, i quali al giungere delle navi veneziane si pigliavano +quanto lor tornava di talento senza pagare, lasciavano per vario tempo +le merci sballate esposte alle pioggie ed ai ladrocinii, le +mescolavano con quelle di altre nazioni, e poi le partivano a loro +capriccio, secondo le mancie che ricevevano, e senza riguardo alcuno +al possessore, all'origine ed alla loro provenienza[136], persuasero +il console Tommaso Contarini, che al suo arrivo in Siria nel 1590 +trovò quel cottimo aggravato di 80 mille ducati, a chiedere alla Porta +la concessione di far scalo invece ad Alessandretta, nell'antico golfo +di Ajazzo. Colla spesa di mille zecchini egli ottenne in un mese il +firmano[137]. Proibì alle navi venete di andare a Tripoli, e favorì +assai la prima che sbarcò in Alessandretta, e fu la nave _Grattarola_ +che vi guadagnò di nolo 16 mille ducati. + +Nella relazione che il Contarini lesse in senato si vantò di avere con +questo cambio migliorato il negozio della Sorìa di più di 40,000 +ducati annui[138]. Ma la posizione di Alessandretta, spiaggia +paludosa, con esalazioni pestifere particolarmente nell'estate, +circondata da monti, senza o con pochissime case, e con incomodissimo +sbarco, per cui i marinai erano obbligati a star nell'acqua fino alla +cintola per scaricare le mercanzie, la minaccia che il porto stesso +andasse otturandosi col crescervi sensibilmente degli scanni, e +finalmente le scorrerie dei soldati turchi e dei ladri, persuasero i +consoli della Sorìa, successori del Contarini, di tornare allo scalo +di Tripoli, dove i ministri turchi erano stati posti sotto la +sorveglianza di un beglierbei mandato a governare quella città[139]. + +Ma il ritorno dello scalo principale a Tripoli contribuì esso pure a +danneggiare il commercio dei Veneziani, per la distanza da quella +città ad Aleppo, la difficoltà di trovare i cammelli, e la molta spesa +delle condotte. E più ancora per le assai gravi cagioni, che si +trovano così enumerate nelle preziose relazioni consolari e nelle +scritture dei Cinque savi alla mercanzia: + +I. Le guerre colla Turchia, che davano occasione ed accrescevano +fidanza ai corsari, interrompevano ed infestavano il commercio +marittimo della Repubblica. + +II. La perdita di Cipro, scalo principale per il commercio dell'Asia, +quella di Candia e della Morea, e la esclusione dei Veneziani dal mar +Nero. + +III. Le ribellioni della Siria, e le guerre turco-persiane. + +IV. Gli enormi balzelli, le concussioni, le difficoltà dei trasporti +per terra dagli scali in Aleppo e nella Persia, che portavano una +spesa maggiore del valore delle merci [Doc. LXVIII]. + +V. Lo scemato consumo delle pannine, per la moda introdotta nel +principio del secolo XVII dai Persiani, e favorita dallo shàh Abbas il +Grande, di vestire di imbottiti, per modo che il traffico dei panni +era nel 1611 ridotto ad un terzo dell'ordinario. + +VI. L'aggravio sulle mercanzie di tutte le spese di cottimo, bailaggi +e consolati, le quali aumentavano in ragione inversa della quantità +delle merci che si importavano in Asia. + +VII. La pessima amministrazione dei fattori ed agenti. + +VIII. La introduzione dell'arte della seta in Aleppo e in Damasco. + +IX. La concorrenza dei mercanti inglesi, francesi e fiamminghi, +ammessi nei porti della Turchia sul finire del secolo XVI[140]. +Concorrenza formidabile, perocchè essi erano favoriti dai Turchi con +esenzioni di dazii; portavano in Asia maggior quantità di denaro, così +facilitandosi gli acquisti in confronto dei Veneziani, che per lo più +facevano commercio a permuta; e finalmente vi recavano pannine più +vaghe non solo, ma più leggiere e quindi di minor costo. + +X. I trattati e le guerre russo-persiane, che deviarono a settentrione +il commercio della Persia. + +A rianimare il commercio coll'Asia, il senato e la magistratura dei +Cinque savi migliorarono il sistema doganale; favorirono società di +commercio; accordarono esenzioni e soccorsi di danaro ai fabbricatori +di navi; tolsero il dazio sul pepe che i navigli veneziani levavano da +Beiruth; stabilirono tasse moderatissime sugli oggetti da permutarsi +con merci asiatiche; ordinarono che le spezie fossero trasportate +soltanto colle navi da mercanzia, vietandone il trasporto sopra legni +stranieri[141], così offerendo quasi un modello al famoso _Act of +navigation_ inglese del secolo XVII; diminuirono le tasse di consolati +e di cottimi; regolarono l'amministrazione consolare nella Sorìa; e +per l'ammaestramento di giovani da impiegarsi nelle ambascerie, +consolati o missioni in levante, instituirono un collegio di lingue +orientali. + +Ed eguale desiderio essi incontrarono particolarmente nel sovrano +della Persia Abbas il Grande, che più volte mandava oratori a Venezia +_per dare una scossa alla catena che congiungeva l'amor suo alla +repubblica_, e per migliorare il commercio reciproco. Affidava quel re +al console veneto nella Siria G. Francesco Sagredo, lo insigne +statista e scienziato, amico del Galileo, la protezione dei sudditi +persiani nella Siria, e quindi nell'anno 1611 lo nominava suo console +e procuratore generale in tutti i paesi della repubblica [Documenti +LXIX, LXX, LXXI], offerendo le maggiori agevolezze e favori ai +mercanti veneti nei propri stati [Documenti LXXII, LXXIII]. + +Invitava egli poi alla sua corte nel 1627 Alvise Sagredo per ragioni +del traffico particolarmente della seta [Documento LXXIV]; al quale +invito corrispondeva il senato, per la costante sua mira di ristorare +nel Mediterraneo il commercio persiano [Documento LXXV]. Se lo shàh +Abbas avesse potuto trasmettere ai suoi successori le grandi sue viste +di prosperità nazionale, certamente la Persia sarebbe divenuta il +centro delle comunicazioni che cominciavano a stabilirsi fra l'Europa +e le Indie. + +Lodovico Gallo, nel suo viaggio da Venezia alle Indie[142], assicura +che nella Persia bastava essere o spendere il nome di veneziano per +aver adito al re, venire onorato e rispettato da ognuno. E Pietro +della Valle, nella sua vita di Abbas il Grande, ci narra come la +conquista del regno di Lar, divenuto per le sue possessioni di Gombrum +l'emporio del golfo Persico, e la sede principale del commercio colle +contrade lungo le coste del Malabar, sia stata fatta dal re di Persia +per eccitamento dei Veneziani[143]. + +Ma ogni provvedimento fu inutile: il traffico della repubblica andò +irresistibilmente diminuendo da quel sommo grado ond'era giunto nel +secolo XV. + +Il Foscarini scriveva: non rimanere al suo tempo, che la sola +tradizione degli antichissimi commerci dell'Asia; e tutte le relazioni +che si hanno comprovano l'immenso interesse dei Veneziani in quelle +regioni. + +Nell'anno 1405 andarono da Venezia alle coste della Siria sei cocche +cariche di merci del valore di 320,000 zecchini[144]. Nel 1515 invece +notava il Sanudo[145] l'arrivo a Venezia delle galere di Beiruth a +suon di campane, giusta il solito, con un carico molto povero, cioè di +1,200 colli in tutto, e pochi anni appresso solo con un carico di 800 +colli. E mentre prima della scoperta del capo di Buona Speranza +ascendevano a 40 le case commerciali in Aleppo[146], nell'anno 1596, +quantunque la nazione veneziana superasse le altre per numero ed +importanza, solo 16 case principali si trovavano in Aleppo, trattando +ciascuna dai 100 ai 200 mille ducati d'oro all'anno. Tutto il traffico +dei Veneziani in quell'epoca ascendeva a due milioni. Nel tempo del +consolato Malipiero (1593-96) furono importate nella Sorìa pezze +20,000 di panni di lana e braccia 200,000 di panni di seta delle +fabbriche veneziane[147]. + +Nel primo anno del consolato Emo, 1597, la nazione veneziana portò +nella Siria per un milione di merci ed uno di contanti; ma due anni +dopo il negozio discese ad un milione e mezzo soltanto. La qual somma +però abbracciava la metà di tutto il traffico della Siria, da parte +della cristianità, che ascendeva a tre milioni[148]. + +Nell'anno 1614 i Veneziani portarono in Aleppo ottocento in novecento +mille ducati, in pannine per 150,000 ed il resto in altre mercanzie da +fondaco. I Francesi vi spesero tre milioni di reali; i Fiamminghi un +milione; e gli Inglesi mezzo milione[149]. + +Nel 1625 le case commerciali venete in Aleppo si ridussero solo a +cinque[150]. + +Lamentavano i Savi fino dal 5 luglio 1616 la diversione del traffico, +e la navigazione del levante essere ridotta in mano di pochi rimasti, +che potevano però ancora mantenere un discreto commercio, _al quale_, +dicevano in senato dissuadendo la guerra contro Solimano, _la +repubblica deve la sua conservazione_. + +Sopraggiunta la lunga e fatale guerra di Candia, questa diede agio +alle altre nazioni di dilatare ed assorbire quasi interamente il +commercio persiano, al quale aveano atteso Leone X, il cardinale +Richelieu, il duca Federigo d'Holstein, le provincie unite, e gli zar +di Moscovia. E succeduta la pace, ripigliarono i Veneziani con +difficoltà il negozio di Aleppo, mentre colà, dove nei tempi passati +poteansi dire cittadini, appena si riputarono forestieri[151]. + +Nel principio del secolo scorso risorsero per poco tempo novelle +speranze. Fu ripigliato il progetto di riaprire una comunicazione per +la Persia coll'India, ma la morte di Kuli khan fece tramontare la +impresa. Però avendo Pietro il Grande, che mirava ad attirare nel suo +impero il commercio asiatico, conchiuso nel 1729 un prezioso trattato +colla Persia, e ristoratosi poi nel mar Nero, aperto finalmente ai +Veneziani, il commercio del Caspio, la repubblica tentò, mediante +l'Erizzo suo ambasciatore in Vienna, di stabilire d'accordo col +principe Gallitz in un trattato colla Russia, pel quale le merci del +Caspio condotte alle rive del mar Nero fossero con franchigie ivi +levate dalle navi veneziane[152]. + +Ma fallito il tentativo colla Russia, e disertate le nuove speranze, +rimasero insuperabili le gravi cagioni che da tre secoli avevano tolto +ai Veneziani la superiorità nel commercio persiano, il quale o si +volse per Tiflis, Oremburgo e Nishni-Novogorod nell'interno della +Russia, o si introdusse alle Smirne ed a Trebisonda, dove la +concorrenza straniera superò di gran lunga la residua attività +commerciale dei Veneziani. + + +II. + +Dei Consolati veneti negli scali del commercio persiano. + +Il commercio dei Veneziani colla Persia, era specialmente favorito e +protetto dai consolati veneti, negli scali principali dell'Asia +anteriore. + +La istituzione dei consolati veneti è antichissima e si perde nella +caligine dei tempi. Negli emporii più importanti del commercio, e +nelle più remote età davasi ai consoli il nome di bailo, che +significa, secondo il Ducange, _mercatorum prætor_. Il bailo o console +era capo della nazione nel luogo di sua residenza e giurisdizione, ed +oratore ordinario al principe; protettore dei sudditi negozianti e +viaggiatori; giudice delle civili vertenze; esattore dei pubblici +diritti. Dovea provvedere al mantenimento degli scali, alla prosperità +e regolare amministrazione delle fattorìe; ed in qualche paese potea +giudicare e punire i delitti capitali e di stato. Un bailo di 1º rango +doveva tenere un cappellano e notaio, due camerlenghi, un medico, +quattro servitori, un dragomanno, due trombettieri e quattro cavalli. +Veniva nominato dal Maggior Consiglio, con quattro mani di elezione, +doveva esser nobile, e riceveva il titolo di _Magnifico Messere_. + +Ma affinchè l'autorità del bailo o del console non divenisse +arbitraria, erano a lui destinati ordinariamente due nobili come +consiglieri, senza il voto dei quali non poteva deliberare, ed in +alcuni casi di maggior importanza egli era obbligato a radunare un +Consiglio di dodici fra i più distinti sudditi della repubblica nel +luogo di sua residenza. + +I membri di questo Consiglio dei XII, il quale in seguito divenne +permanente, erano sottoposti ad una disciplina assai rigorosa, +avvegnacchè un decreto del 14 luglio 1492 dichiarasse perfino: che se +taluno di loro avesse palesato una deliberazione consolare o qualunque +altra cosa a danno della repubblica, fosse bandito colla confisca di +tutti i suoi beni, e nel caso di suo ritorno gli venisse eziandio +tagliata la lingua. Il Consiglio dei dodici eleggeva i due +camerlenghi, che dovevano tenere uno la cassa, l'altro i registri del +consolato, e nominava il vice-console nei luoghi più importanti del +commercio. + +Circa alla metà del secolo XIII venne istituita la magistratura dei +_Consoli dei Mercanti_, composta di tre cittadini estratti dopo il +1633 dal corpo di uno dei Consigli dei XL. Gli oggetti di mercatura e +di commercio erano suo principale attributo, e da essa dipendevano i +consolati. + +Ma dopo la creazione del magistrato dei _Cinque savi alla mercanzia_ +istituito col decreto 15 febbraio 1507, i diritti e le attribuzioni +dei _Consoli dei mercanti_ vennero ristrette a più angusti confini. +Questa nuova magistratura era di grande importanza, imperciocchè per +oggetti di commercio teneva relazione e corrispondenza colle potenze +straniere d'Europa, dell'Asia e dell'Africa, e cogli ambasciatori e +residenti veneti. I consolati furono a lei sottoposti. Da lei i +capitani ricevevano le patenti di navigazione; giudicava per singolare +privilegio i sudditi della Porta ottomana. + +Per provvedere agli interessi del commercio persiano, che in gran +parte abbracciava il ricchissimo dell'Asia, tennero ordinariamente i +Veneziani consolati alla Tana, a Trebisonda, in Acri, Tripoli, +Beiruth, Damasco ed Aleppo. + +Prima che il mar Nero fosse negato alla navigazione dei Veneziani e +che l'impero di Trebisonda cadesse nelle mani di Mohammed II, gli +scali della Tana e di Trebisonda erano della massima importanza: +dacchè a quello concorrevano le merci dell'interno dell'Asia pel +Caspio, il Volga ed il Tanai, ed a questo quelle dell'Armenia, della +Georgia e della Persia. Ma dopo che le vittorie di Tamerlano, nel +principio del secolo XV, deviarono il corso stabilito alle merci delle +Indie, le quali ripresero l'antica strada del Mediterraneo, il +commercio dell'Asia si ridusse per gran parte nella Siria. + +Negli scali del mar Nero i Veneziani tenevano un console a Soldadìa +prima che i Genovesi erigessero Gaffa e vi ponessero l'emporio del +loro traffico[153], e si hanno notizie di consoli veneti alla Tana +dall'anno 1349 al 1464, ed a Trebisonda dal 1383 al 1450. + +La più antica memoria che si abbia di consoli veneti è relativa a +Teofilo Zeno, bailo in Siria nel 1217, ed a Marsilio Zorzi, bailo pure +in Siria nel 1243[154]; quindi si hanno notizie di baili in Acri dal +1256 al 1277, e finalmente di consoli in Siria dal 1384 al 1675 ed +alla caduta della repubblica[155]. + +Salita la Persia ad un grado d'importanza per le vittorie di +Uzunhasan, e per quelle di Ismail, che fondava la dinastia dei sufì, +nella fine del secolo XV e principio del secolo XVI, il commercio dei +Veneziani con quella regione si concentrò nella Siria, dacchè la +conquista di Costantinopoli e la caduta dei greci imperi di Nicea e di +Trebisonda avevano interdetto alla repubblica il commercio del mar +Nero. + +Conoscendo allora il senato di quanta importanza diveniva il negozio +nella Siria, creava nell'anno 1497 il magistrato denominato _Cottimo +di Damasco_, affinchè con particolare attenzione invigilasse alla +direzione del consolato di Siria allora residente in Damasco, e +suggerisse tutti i provvedimenti opportuni a sostenere quel commercio +nello stato di floridezza ed a ristorarlo[156]. + +Molte furono le disposizioni di legge stabilite, le regole prescritte +ai consoli, le cautele comandate per la esazione dei _cottimi_ ossiano +tasse pei diritti consolari, e per migliorare le coste, mantenere i +fondachi e le fabbriche; le quali disposizioni andarono poi colle +vicende politiche e commerciali del mondo cangiando secondo i tempi e +le circostanze. + +Ma la legge più importante e più singolare relativa ai consoli veneti +è quella che fino dall'anno 1268[157] confermava la sapientissima +pratica dei ministri veneziani all'estero e nei reggimenti, di leggere +in senato, al ritorno, la relazione delle osservazioni fatte durante +il loro ufficio e delle cose degne di essere riportate. + +Le relazioni degli ambasciatori veneti sono ora per la maggior parte +di pubblica ragione[158], e rendono testimonianza dell'alta stima in +cui furono sempre e meritamente tenuti questi splendidi monumenti +della nostra politica nazionale. + +Di non minore importanza, certamente, sono le relazioni dei consoli, +perocchè, se per avventura non raggiungono quella delle relazioni +d'ambasciata, rispetto alla cognizione delle tendenze politiche e del +grado di potenza degli stati, toccano colle più distinte e minute +particolarità gli interessi del traffico non meno degni di +considerazione. + +La più antica relazione consolare che si conosca, è appunto della +Siria, e fu presentata nel collegio dal bailo Marsilio Zorzi nel mese +di ottobre 1243. Essa è in lingua latina, e narra la condizione dei +possessi e dei privilegi veneti in Tiro, con molte curiose ed +importanti particolarità. Fu pubblicata di recente nel vol. XIII +delle _Fontes rerum austriacarum_. + +Da quell'epoca fino alla riorganizzazione del consolato di Sorìa +(1548) [Doc. LXXVI] non si ha alcuna notizia di relazioni consolari; +ed anche posteriormente pare che non siano stati chiamati a leggere in +senato se non quei consoli, i quali, per l'importanza delle cose che +avevano a riferire, erano per ciò specialmente invitati dal magistrato +dei Cinque savi alla mercanzia. + +Tre sole relazioni consolari sembra che finora abbiano veduta la luce, +cioè: quella di Lorenzo Tiepolo, ritornato dalla Sorìa nel 1560, +pubblicata per nozze del cav. Cicogna nel 1857; quella di Giovanni +Michele fu Giuseppe ritornato nel 1587, pubblicata nel Tesoro +politico, e dall'Albèri sotto il titolo di «Relazione delli successi +della guerra tra il turco e il persiano dal 1577 al 1587[159]»; e +quella di Giovanni Antonio Morana, agente consolare in Aleppo al +cadere della Repubblica, pubblicata in Venezia dall'Andreola nel 1799. +Quest'ultima non fu presentata al senato, ma invece fu dedicata al +nobil uomo Giustiniani, imp. reg. consigliere, deputato al veneto +commercio. + +Oltre a queste, dieci altre importantissime relazioni si conservano +tuttavia inedite negli archivi di Venezia, cioè: + + Relazione di Siria del console Andrea Navagero, 1575 + » » Pietro Michele, 8 decembre 1584 + » » Tommaso Contarini, 11 decembre 1594 + » » Alessandro Malipiero, 16 febbraio 1596 + » » Giorgio Emo, 12 decembre 1599 + » » Vincenzo Dandolo, 27 febbraio 1602 + » » Gio. Francesco Sagredo, 4 luglio 1611 + » » Stesso, 15 maggio 1612 + » » Girolamo Morosini, 9 febbraio 1614 + » » Giuseppe Civran, 21 agosto 1625 + » » Alvise Pesaro 1628 + +Dispacci del console Nicolò Foscolo dal 1636 al 1639. + +Le quali relazioni sono di tanta maggiore importanza, in quanto si +riferiscono all'epoca delle guerre persiane e delle ribellioni della +Siria, ed avvisano alle cause della progressiva diminuzione del +commercio dei Veneziani nell'Asia. + +Ogni relazione ordinariamente è divisa in tre parti: nella prima +tratta delle condizioni del commercio, offerendo preziosi dati +statistici e suggerendo i rimedi opportuni a ristorarlo; nella seconda +delle condizioni economiche, politiche e militari della Siria, delle +rendite e forze che ne ricava la Porta, e delle costei relazioni colla +Persia; e nella terza finalmente dello stato del regno di Cipro. +Venivano lette in senato, e depositate nell'archivio della cancelleria +segreta. + +Diminuendo il commercio coll'Asia ed aumentando le spese del consolato +di Damasco ad una somma annua considerevole a peso ed aggravio della +mercanzia, il senato deliberò l'11 febbraio 1545 di abolire il +consolato di Damasco, e di trasportare la residenza di quel console in +Tripoli, la quale nell'anno 1548 fu poi ridotta in Aleppo, emporio +principale del commercio, colla facoltà di sostituire vice-consolati +nelle spiagge della Sorìa. + +Molte furono le deliberazioni del senato e dei Cinque savi alla +mercanzia intorno al consolato della Sorìa. Nei preziosi diarii di +Marin Sanudo, e nell'epilogo dei Cinque savi, si trovano fra le altre +le seguenti: + +1424, 4 dicembre. Non possano i consoli, nè i loro figli non +emancipati esercitare commercio nel luogo della loro residenza, e +sieno al caso multati di ducati 1000. + +1503, 22 giugno. L'autorità del console di Damasco sia ampliata _in +personal e real_, per la poca obbedienza, che gli vien prestata. + +1513, giugno. Il salario del console di Damasco sia portato da 500 +ducati che aveva, a 500 ashrafi. + +1524, 19 aprile. I consoli di Siria formino processo contro i Veneti, +che avessero corrispondenza con forestieri, per mandare le loro +mercanzie sopra navi venete. + +1526, maggio. Il console di Damasco sia eletto per anni 2 per +scrutinio a quattro mani di elezione, e sia nobile. + +Item. Il console non possa scrivere nel suo libro alcuna partita in +dare ai Mori, se prima non siano notali all'incontro i loro crediti, +sotto pena di pagar del suo. + +1539, 23 maggio. Tutte le sete e spezie, eccettuato il pepe, che si +traggono dalla Sorìa e dall'Egitto, venendo a Venezia da diversi +luoghi, paghino il 4 per % da applicarsi al pagamento dei debiti del +cottimo di Damasco e di Alessandria. + +1543, 9 luglio. Non si possa ridurre in Sorìa il Consiglio dei XII in +assistenza del console, nelle più gravi deliberazioni, senza il di lui +intervento. + +1544, 4 luglio. Si procuri di ottenere dalla Porta che il console di +Damasco possa stare in Tripoli pel governo dei mercanti. + +1545, 11 febbraio. Il console di Damasco trasporti la sua residenza in +Tripoli di Sorìa. + +1546, 17 luglio. Venendo a morte alcun suddito veneto, debbano i +consoli far l'inventario delle robe sue. + +1548, 19 decembre, in Maggior Consiglio. La elezione del console in +Siria sia fatta per anni 3. Porti il titolo di console della Sorìa. +Sia scritto al bailo in Costantinopoli di ottenere che il console +della Sorìa possa risiedere in Aleppo, dove sono le maggiori faccende. +Abbia il console di salario 600 ducati da venete lire 6,4 l'uno, oltre +ai diritti consolari di Tripoli di Sorìa. Il vice-console di Tripoli +sia eletto ogni anno dal Consiglio dei XII, sia nobil uomo, e debba +avere dal cottimo il salario di ashrafi 270 all'anno. L'esattore del +cottimo e delle altre tasse alle marine, sia eletto dal console, +che dovrà pagarlo del proprio, e garantire la di lui buona +amministrazione. + +1549, 11 gennaio. Il console nominato debba immediatamente recarsi al +suo posto, sotto pena di 500 ducati. + +1574, 19 ottobre. La imposta del 2 per % di cottimo, che si riscuoteva +in Siria per supplire alle spese del consolato, sia per minore +aggravio presa a cambio in Venezia. + +1586, 5 marzo. Non si possa eleggere od approvare alcun console senza +speciale informazione del magistrato dei Cinque savi alla mercanzia. + +1586, 12 giugno. Sia imposto ½ per % alle merci che verranno di Siria +per la espedizione di quel console. + +1588, 3 luglio. Sia levata la arbitraria gravezza posta dal console +della Sorìa sui mercanti e restituito il percetto: «essendo pubblica +intenzione di accarezzare i mercanti per non deviare il commercio». + +1592, 11 settembre. Tutte le merci che vengono di Sorìa siano tenute +a pagare ½ per cento al cottimo di Damasco, oltre l'1 che si paga +presentemente, e ciò per estinzione dei debiti arretrati. + +1608, 28 luglio. Sia concesso al console di Sorìa per una volta tanto +250 zecchini, in causa della carestia, principalmente del vino, che +bisogna presentare ai signori Turchi. + +1611, 13 gennaio. Al console di Aleppo si diano per viaggio da Tripoli +alla sua residenza mille reali, e pel ritorno ottocento, ed inoltre +gli siano dati 200 zecchini per il presente da farsi giusta +l'ordinario. + +1613, 1º giugno. È proibita al console della Sorìa la pratica invalsa +di non permettere il passaggio a mercanti esteri sulle navi venete. + +1624, 20 agosto. Per sollevare i trafficanti colla Sorìa delle gravi +spese sotto varii pretesti introdotte, è ordinato: + +1º I consoli non debbono vendere cosa alcuna a cottimo per nome loro. + +2º Non sieno dati ai giannizzeri più di 700 ducati di buona valuta +all'anno. + +3º Pel viaggio di mare e di terra non si dia al console di Aleppo più +di 1000 lire per l'andata, e 1000 pel ritorno. + +4º I consoli non ricevano presenti dai bashà, o li ricambino del +proprio. + +5º I consoli andando a nozze od a convito paghino ogni cosa del +proprio, senza interesse del cottimo. + +6º I mercanti non siano costretti a provvisioni di danari, se non per +spese ballottate nel Consiglio dei X, nel quale debba intervenire un +capo di ogni casa che ha negozio in Aleppo. + +1670, 21 agosto. Siano rimessi i consoli di Aleppo, come si praticava +prima della guerra. + +1671, 8 giugno. La tassa del 4 per % sia ridotta al 2, e destinata +unicamente al pagamento dei debiti di cassa del cottimo. + +1675, 22 gennaio. 1677, 18 marzo. 1678, 17 giugno. Sospesi i consolati +d'Aleppo, di Alessandria e loro vice-consoli. + +1680, 3 gennaio. Sia concesso ad Andrea Negri di recarsi in Aleppo in +qualità di agente dei mercanti. + +1683, 9 ottobre. Sia stabilita un'imposta fissa di 400 reali per ogni +nave di vela quadra veniente dalla Siria, e di 200 per ogni nave +minore. + +1689, 29 luglio. Quelli che trarranno robe dalla Sorìa sieno obbligati +a far le tratte particolari, naviglio per naviglio, e mandarle a +Venezia segnate dai provveditori al cottimo di Damasco. + +Il diritto consolare dei Veneziani fu soltanto nell'anno 1786 ridotto +a disposizione di legge generale, e compreso nel titolo XII, parte I, +del famoso codice per la veneta mercantile marina, che è uno dei più +preziosi monumenti della sapienza civile della repubblica, negli +ultimi anni della sua esistenza. + +Le determinazioni principali del codice relative ai consolati erano: + +Ogni console dovea essere suddito veneto, aver compiuta l'età di 25 +anni, godere ottima fama di onestà e di intelligenza nel commercio, +essere munito delle patenti e di speciali commissioni. Appena arrivato +al luogo di residenza, egli dovea presentare le patenti a quelle +autorità per essere riconosciuto, quindi rispettato ed obbedito dai +sudditi. Il suo impiego durava 5 anni, nè poteva sostituire alcuno, +senza espressa permissione del magistrato dei Cinque savi. Conseguiva +gli appuntamenti e i diritti consolari nei modi e misure fissate da +apposita tariffa stabilita dai Cinque savi, ed esposta nella +cancelleria del consolato, con proibizione di esigere di più, e di +prender danari a censo o mutuo a debito della nazione. Tenere dovea +sopra apposito libro timbrato la nota, giorno per giorno, dei veneti +bastimenti che arrivavano nel suo raggio giurisdizionale, colle più +minute indicazioni del carico, del capitano e dell'equipaggio, +riscontrando, mediante apposito esame, le polizze di carico, le fedi +di sanità e i ruoli degli equipaggi. Tutti i manifesti dei carichi e +le notizie più importanti relative al commercio ed alla navigazione, +egli doveva far giungere al più presto possibile al magistrato dei +Cinque savi. + +Il console eleggeva il suo cancelliere, del quale era responsabile in +via civile. Se il cancelliere non era suddito, la nomina dovea essere +approvata dai Cinque savi. Nelle parti del levante e dell'Asia dovea +il console tenere un cappellano di rito cattolico. + +Le differenze fra i sudditi doveano essere composte ed appianate dal +console, che avea pure autorità di arrestare e punire quelli che +turbavano la regolarità del traffico, o violavano le leggi penali; +nei casi gravi però dovea inviarli, colla prima opportunità, alla +dominante. + +Il console erigeva gli atti verbali nei casi di getto ed in tutti gli +altri nei quali veniva richiesto dai sudditi; eseguiva gli inventari, +gli atti di morte; ricevea testamenti; e dava forza legale, come +pubblico notaio, ai contratti stipulati alla sua presenza. Il +cancelliere poi in un apposito libro dovea tenere la copia di tutte le +deliberazioni e degli atti del consolato, di tutte le polizze, i +contratti, gli inventari, i testamenti e delle altre carte che +pervenivano alla cancelleria. + +Nei casi di naufragio il console doveva accorrere per salvare con ogni +mezzo possibile i naufraghi, e riceveva poi il 2 per % di premio sul +netto ricavo delle cose ricuperate. + +Mancando il console di vita, il cancelliere lo doveva sostituire fino +alla nomina del successore. + +I consoli dovevano dar piena esecuzione e far rispettare ed obbedire +il codice della mercantile marina, le leggi generali e le disposizioni +dei magistrati e degli ambasciatori e residenti alle corti, aver cura +perchè fosse mantenuta la fede nei contratti, la esattezza nei +pagamenti, la quiete e la libertà del commercio. + +Per le spese straordinarie che occorrevano nei consolati, il console +dovea convocare il Consiglio dei Dodici, col quale si stabilivano le +misure necessarie, gettando una tassa sui capitali dei negozianti. Che +se però le spese erano molto rilevanti, o la amministrazione consolare +restava in debito, vi provvedeva il collegio dei Cottimi[160] gettando +un'altra tassa sopra tutte le mercanzie; la quale ascese al 4, al 6, e +talvolta perfino al 12 per % nella Siria, oltre la tassa ordinaria cui +quelle erano sottoposte per i diritti consolari e pel mantenimento in +Venezia della magistratura detta _Cottimo di Damasco_. + +Sopraggiunta la lunga e fatale guerra di Candia, il vice-console nella +Siria Alvise Tartarello, ripatriato nel 1648, dimostrò in senato +ascendere il debito della nazione a ducati 66,652, per estinguere il +quale fu imposta una tassa del 4 per %. Con questa tassa si poterono +pagare durante la guerra 40 mille ducati, per modo che, succeduta la +pace, il nuovo console Marco Bembo propose di saldare la residua +passività del cottimo, riducendo la tassa dal 4 al 2 per %. + +Ma le spese del consolato Bembo, per quanto si raccoglie dalle +scritture dei capi di piazza, ascesero a reali 32 mille circa, per cui +le merci furono aggravate del 10 per cento in conto di cottimo, oltre +il 2 destinato all'estinzione del debito precedente, e si dovette anzi +ricorrere ai negozianti per un prestito di reali 20,000. + +Fu eletto poi console nella Siria Francesco Foscari; ma sempre più +diminuendo il traffico dei Veneziani nell'Asia, e particolarmente +colla Persia e le Indie, per le gravi cagioni enunciate più sopra, il +senato deliberava a' 22 gennaio 1675 di togliere quel consolato, +_accompagnando con sentimento grave la notizia circa alla mancanza in +quello scalo del negozio dei Veneziani, e quanto era gravosa la +continuazione del consolato di Aleppo_. + +Accordossi allora ai pochi sudditi, che ancora negoziavano nella Sorìa +e coll'Armenia e la Persia, di rivolgersi per la protezione a quei +consoli di altre nazioni amiche, che essi nella specialità dei casi +ritenessero migliori; ma mal volentieri tollerando i mercanti questa +necessità, oltre le ristrettezze molto considerevoli dell'estenuato +negozio, si astennero finalmente dallo spedire in Sorìa merce alcuna. + +Laonde Andrea Benedetti, che in qualità di agente aveva sostituito +l'ultimo console Foscari, dovette, per supplire alle spese, accrescere +il debito della nazione veneziana e portarlo alla somma di 40 mille +reali. + +Offertosi poi Andrea Negri di andare in Aleppo col titolo di agente +dei mercanti, e di soddisfare tutti i debiti lasciati dal Benedetti, e +tutelare gli interessi dei Veneziani negli scali dell'Asia, verso la +corrisponsione di una tassa del 5 per % sulle merci di ragione dei +mercanti veneti che passavano in Siria, il senato accolse la +proposizione ed emanò conforme decreto il 3 gennaio 1680. + +Ma non bastando la preavvisata tassa, fu imposta una contribuzione +fissa da 200 a 400 reali per ogni nave, secondo la grandezza, che +toccasse i porti della Sorìa, e furono rimossi come inofficiosi e +superflui i sette ministri del _Cottimo_ di Damasco, destinando la +tassa a loro favore, in pagamento invece dei debiti nella Siria. + +Tutte queste disposizioni però non furono sufficienti, ed il Negri non +avendo potuto soddisfare tutti i debiti della nazione, fu arrestato +dai Turchi, ed ebbe appena la ventura di fuggire dalle loro mani, +lasciando sequestrata anche la casa consolare da un Corrado +Kalchebrum, mercante fiammingo. + +Fu allora che Andrea Benedetti, suo predecessore nella sfortunata +agenzìa di Aleppo, offerse di assumerla di nuovo, proponendo ai Cinque +savi, in una sua particolareggiata scrittura [Documento LXXVII], i +mezzi per riordinare quell'amministrazione, ristorare il commercio dei +Veneziani, e mantenere il decoro della repubblica. + +Il senato aderì a questa proposizione; e le saggie misure prese dal +Benedetti, il progetto di riaprire una comunicazione colla Persia e +colle Indie, i trattati di Pietro il Grande colla Persia, e l'essere +stato schiuso il mar Nero alla navigazione dei Veneziani, fecero +sorgere più che mai vive le speranze di riattivare sulle coste +dell'Asia e del mar Nero il commercio persiano. Laonde i savi +proposero la ristorazione del consolato di Aleppo [Documento LXXVIII], +che fu ordinata col decreto 29 dicembre 1762 [Documento LXXIX], e durò +fino alla caduta della repubblica. + + + + +APPENDICE + +Dei Viaggiatori veneziani in Persia e delle venete Descrizioni edite +ed inedite di quella regione. + + +Quantunque intorno ai viaggiatori veneziani in generale abbiano +trattato lo Zurla, il Morelli, il Filiasi, il Foscarini, e da ultimo +il Lazari, reputasi conveniente, in appendice al presente studio +storico, di riportare quelle notizie particolari e quei nuovi +documenti che si poterono raccogliere e si riferiscono a viaggiatori +veneziani nella Persia, ed a venete relazioni di quella regione. + +La conquista di Costantinopoli (1201) avea dato un impulso gigantesco +alla potenza commerciale dei Veneziani. Le loro navi cercavano nei +porti del mar Nero, della Siria e dell'Egitto i preziosi prodotti +dell'oriente; ma non si ha memoria di alcuno che siasi allora +addentrato nelle regioni interne dell'Asia, che abbia osato di tentare +peregrinazioni per quelle remote contrade, che erano involte nella più +fitta caligine, durante l'impero degli Arabi. + +I primi che intrapresero viaggi per l'interno dell'Asia furono i +veneziani Matteo e Nicolò Polo, i quali mossero nell'anno 1250, al +tempo di Baldovino imperatore, da Costantinopoli, e inoltratisi nel +mar Nero sbarcarono nel porto di Soldadìa vicino a Caffa, e +proseguendo il loro cammino per terra nella Cumania verso Derbent, +via che facevano i popoli circassi per andare in Persia, passarono il +Tigri ed il Deserto fino a che giunsero nella residenza del gran khan +dei Tartari. Ritornati quindi a Venezia dopo un così lungo e +straordinario viaggio, essi trovarono il nipote Marco, il quale +invaghitosi dalle meravigliose descrizioni che gli zii facevano dei +luoghi visitati nell'Asia, li pregò di condurlo seco loro nella +seconda spedizione in Tartarìa, dove avevano promesso al gran khan di +recarsi di nuovo. + +Marco Polo nel suo famoso viaggio[161] per le regioni di oriente, dove +dimorò ventisei anni, racconta che si recò in Armenia nel porto di +Ajazzo, nel quale ordinariamente facevano scalo i mercanti di Genova e +di Venezia; e descrive, fra le altre regioni di quasi tutta l'Asia, +gli otto regni che allora componevano la Persia, le condizioni di +quegli abitanti, i prodotti e le industrie, avendo attraversata quella +regione nel suo ritorno dalle Indie, ed essendosi presentato a Cazan, +uno dei migliori principi persiani, che ebbe pur relazione col papa +Bonifacio VIII[162]. + +Da quell'epoca, per due secoli, mancano notizie di viaggiatori +veneziani penetrati nell'interno dell'Asia, tranne i pochi dati che ci +rimangono di un Marco Cornaro, ambasciatore in Tauris nel 1319, i +quali fanno ritenere sussistessero fin da quel tempo relazioni +internazionali veneto-persiane[163], ed un documento del 1328, +scoperto di recente dal chiarissimo Thomas negli archivi di Vienna, e +che appunto si riferisce a rapporti commerciali veneto-persiani. + +Nell'anno 1424 Nicolò Conti veneziano partì da Damasco, e attraversata +l'Arabia Petrea, andò a Bagdad, quindi a Bassorah. Imbarcatosi nel +golfo Persico, veleggiò per Ormuz a Cambaja, d'onde unitosi con alcuni +mercanti turchi e persiani attraversò la penisola spingendosi fino +alle foci del Gange. Il Poggio, fiorentino, lasciò una succinta +memoria dei viaggi del Conti, una parte della quale è dedicata alla +descrizione della Persia[164]. Intorno a quel tempo, si ha pure +memoria di Dracone Zeno figlio di Giovanni che dimorò molti anni alla +Balsera, alla Mecca ed in Persia per affari di mercatura[165]. + +Allorquando poi Mohammed II, vincitore di Costantinopoli, minacciò i +possesi veneti nel levante, e la repubblica strinse alleanza colla +Persia contro il comune nemico, andarono in quella regione i veneziani +Lazaro Quirini, Caterino Zeno, Giosafat Barbaro, Paolo Ognibene ed +Ambrogio Contarini, i quali nelle loro relazioni, nei dispacci e nelle +esposizioni fatte al senato lasciarono importantissime descrizioni dei +luoghi da essi visitati[166]. + +Oltre alle relazioni dei viaggi del Zeno, del Barbaro e del Contarini, +il Ramusio pubblicava nel 1559 quella di un anonimo mercante che fu in +Persia, il quale si dimostra palesemente essere stato un veneziano per +la lingua che usa, e pei paragoni dei quali si serve; ed un'altra di +Giovanni Battista Angiolello vicentino, intorno alla vita ed ai fatti +di Uzunhasan, re di Persia. + +Queste descrizioni vengono a formare, come giustamente osservava il +Foscarini, una storia seguente delle rivoluzioni persiane dal tempo di +Uzunhasan al consolidamento sul trono della dinastìa dei Sufi, la +quale merita d'essere compiuta colla pubblicazione delle interessanti +scritture di ser Donato da Leze, amico dell'Angiolello [Documenti +LXXX, LXXXI, LXXXII], i dispacci del Dario e le relazioni di Giovanni +Lassari [Documenti XVII, XVIII, XIX, e XX]. + +Luigi Rancinotto veneziano, fattore di un negozio in Alessandria del +patrizio Domenico Priuli, fu in Persia nell'anno 1532. Egli estese la +relazione dei suoi viaggi, stampata da Aldo Manuzio nel 1557[167], +nella quale narra: che sentite le stupende cose che pubblicavansi +delle nuove scoperte portoghesi gli venne volontà di viaggiare e di +riscontrarle coi propri occhi. Quindi scorse l'Etiopia, visitò Calicut +e andò in Persia, dove fu presente alle tre legazioni ivi pervenute +dall'Arabia Felice, da Sumatra e dalle Molucche per implorare aiuto a +Thamasp, onde porre un termine ai crudeli trattamenti dei Portoghesi. + +Allorquando Selino mosse guerra alla repubblica per lo acquisto del +regno di Cipro, il segretario del senato Vincenzo Alessandri, andato +in Persia per trattar lega con quel re, ci lasciò nei suoi dispacci, e +nella relazione che lesse in Pregadi, assai preziose notizie di quella +regione [Documenti XXV e XXVI]. + +Teodoro Balbi trovandosi console nella Siria dall'anno 1578 al 1582 +dettò una relazione della Persia, tuttora inedita e che merita di +essere pubblicata [Documento LXXXIII]. + +Le guerre turco-persiane di quel tempo sono poi descritte nelle +due relazioni di Giovanni Michele e di Daniele Barbaro già +pubblicate[168], nonchè dal bailo Nicolò Barbarigo nel suo Trattato, +che giace ancora inedito fra i codici del cav. Cicogna; relazioni che +giovarono al Minadoi, mentre stava scrivendo in Aleppo la sua storia, +pubblicata a Roma nell'anno 1586, e due anni dopo in Venezia. + +Una breve relazione del viaggio da Venezia alla Persia e di quella +regione, fatta da un anonimo veneziano alla fine del secolo XVI, +trovasi fra i documenti [Documento LXXXIV] di questo lavoro, tratta +dai nostri codici. + +Secondo il Foscarini, che ne deduce la notizia dall'elogio funebre di +Ottaviano Bon, scritto dal vescovo Giovanni Lollino, pare che anche il +Bon, abbia nei primi anni del secolo XVII descritta la guerra, che i +Persiani sostennero contro Amurath I, ma tale relazione ci è ignota. + +Tuttora sono poi inedite per la maggior parte le preziose relazioni +fatte dai consoli veneti nella Siria, le quali tutte discorrono con +interessanti particolarità della Persia, e specialmente quella di +Alessandro Malipiero, 16 febbraio 1596, e la terza di Giovanni +Francesco Sagredo, l'amico di Galileo, scritta nel 1612 e che è +irreperibile[169]. + +Ambrogio Bembo trovandosi insieme ad un suo zio console veneto in +Aleppo, intraprese nel 1670 un viaggio alle Indie orientali, che durò +quattro anni.--La relazione di questo viaggio, della quale una parte è +dedicata alla Persia, trovasi nel Morelli: _Dissertazione sopra alcuni +viaggiatori veneziani poco noti_. + +Intorno a quel tempo arrivarono pure in Venezia alcuni padri +Domenicani spediti dal re della Persia, i quali in seguito ad invito +del senato dettarono una _Relazione sulli viaggi di Persia_, che per +decreto del 1673 fu inserita nei _Commemoriali_ [Documento LXXXV]. + +Finalmente nei dispacci dei veneti ministri in levante si incontrano +copiose e particolareggiate le notizie delle cose persiane, che essi +apprendevano da appositi inviati in quella regione: avvegnachè il +conoscere le intime condizioni della Persia, pei noti rispetti del +comune nemico e del reciproco commercio, assai importasse alla +repubblica di Venezia. + + + + +DOCUMENTI + + +DOCUMENTO I. + +DELL'ORIGINE DI ASSANBEI SIVE USSUN CASSAN + +Breve Notatione. + +Nell'anno 1470, riferisce uno, che trovandosi in Persia l'anno 1468, e +rasonando con li mercanti li quali nuovamente vennero di Trebisonda, +tra li quali fu Domenico Del Carretto che usava quel viaggio, disse +che veniva nominato questo Ussun Cassan, et che in quelli zorni aveva +fatto scorrerìa in Amasia et in Angora con pochissime genti, et il +signor soldan Baiezit fiol di Maumet turco, in quel tempo essendo +zovene, temeva affrontarsi con Ussun predicto, et si meravigliassimo +del suo temer. Mi disse quel Domenico perchè vi meravigliate? io vo' +narrar di questo Ussun Cassan cose incredibili. Costui fu fio di un +signor abitante nelle montagne, su le quali ha alcuni castelli +fortissimi, il suo paese si dice Tactai, è di poco tegnir. Essendo +quello morto, il suo fiol Ussun divenne molto valevole, savio, audace +et delli più belli di corpo, che da gran tempo si sono veduti, grande, +spalluto, tutti i membri corrispondenti a quella bella persona come se +fosse dipinto, et il suo capo siegue alla grandezza de la persona, con +do occhi neri che è un terrore al vederli: et quanto è valoroso, tanto +è liberale, cortese, benigno «ideo dicitur gratior et pulcher veniens +in corpore virtus». Io come mercadante sono stato nel suo paese, +vidilo, parlai con esso, et così come è grande, similiter il suo +mangiar è estremo; e per il suo cavalcar, pochi boni cavalli se trova +a portar tanto corpazzo. Del 1455 si mostrò con 3000 uomini e corse +nel paese di Hasan[170] e danneggiavalo molto, sì che mai poteva a lui +resistere, quamvis Hasan fosse signore di Zagatai, nè poteva averlo in +le man perchè lui era sempre sentiroso et apto alle insidie, et come +presentiva la venuta di Hasan fugiva in le montagne. E nota che Hasan +vedendosi grande et potente signore, et Ussun Cassan un signoretto che +ardiva farli tanti insulti, molto si lamentò verso i suoi baroni +dicendo: _che val la mia potenza se non trovo nessun barone a prendere +questo ladroncello e condurmelo morto o vivo, che prometto a chi mi +porta la sua testa di dargli una città di suo contento_. E di tutti li +baroni nessuno si mosse, salvo uno detto Acmat, e disse: _O gran +Signore, tojo l'impresa mi, vu intendè che homo è costui, lassè far a +mio modo, et in pochi dì ve lo menerò o morto o vivo_, et Hasan +promise a suo modo. Questo Acmat si mise in punto con alcuni pochi +electi perseguitando Ussun continuamente; et improvvisamente trovatolo +al pascolo in campagna e appresso al monte quello assaltò, et avendo +messo in fuga e sparsa quella poca zente che era fugita per li monti, +il dì seguente Ussun si trovò adunati 1700 uomini dicendo a quelli: _A +che semo più boni? da questo Acmat semo assediai, nè potemo scampar la +morte, meglio è morir virilmente, che tristamente esser pigliati_. +Tandem consejati deliberarono assaltarli alla seconda guardia, et +premandati esploratori et inteso che riposavano con sue mojer e fioi, +allora dito e fato assaltano quelli che sono drento al padiglione di +Acmat; e la fortuna a quei de Ussun andò prospera et prese quel barone +salvo con grande uccision di nemici, e quelli vedendosi rotti et el so +capitano preso, a poco poco se inchinarono ad Ussun et domandarono +perdonanza. Ussun Cassan cortesemente tutto accettava e con parole +lusingava dicendo: _Vardè fradei cari, cadaun che conosce el suo, +voglia el suo, del vostro mi no vogio niente, et etiam le vostre donne +e fameje, io pur son signor e fiol de signor, e benchè sia povero Dio +è grande_. + +Vedendo li nemici suoi tanta lealtà ad una voce li fecero grandissima +laude, e vi furono di quelli che li dissero che voleano restare se a +lui piaceva, et esso allegramente tutti accettò e disseli: _Saremo +tutti fradei insieme; et quel pezzo de pan che havremo, partiremo +tutti quanti_. + +Dopo l'acceptar di questi fece venir davanti quel barone Acmat preso +domandandoli: _che cazon ti ha fatto far la impresa de perseguitarmi?_ +Rispose: _Sapiè che lo bando che fece il mio Signore, fu a chi +attrovasse di dargli la vostra testa li donava una città et facevalo +beato. Io pensando aver la vittoria ho tolto tale impresa_. Ussun +Cassan rispose: _Feste voi la sententia, e quella cercavi per mi, farò +fare a voi_, e comandò fosse decapitato e mandato il capo al sultan +con queste parole: _Tolè signor grande el presente che desideravi_; +facendoli poi aggiungere: _Perchè mi vai perseguitando, ti è signor +grande e mi pur son fiol de signor, benchè non sia sì potente; tu dici +che sono ladro in le montagne, ma lassime venir al piano, lassime +riposar, che ti prometto esser con te pacifico_, con molte altre +parole. Soprazonse poi la donna, fu di quel barone con alcuni altri +che ritornavano alle loro case e non vollero rimaner con Ussun, et a +quella donna ha facto restituir el suo, et quella con buone parole +confortava et pregava volesse restar con lui, promettendo mandarla con +suo contento, et etiam alcune altre che erano in sua compagnia, le +quali non volendo rimaner, quelle fece accompagnare alle loro case con +boni cavalli, sopra ponendo questo a quella ambascieria. + +Di presente Hasan vedendo le sue dolci parole et amore, restò +stupeffatto et era contento di non lo molestar. Ussun con quella gente +che a lui moltiplicava non volle più scorzisar el paese di Hasan, ma +correva sui confini di Amasia fin in Angora; et Baiezid che abitava in +Amasia essendo zovene non ardiva affrontarsi con Ussun perocchè suo +padre si disdegnava. + +Et nel 1459, essendo approssimato al confin di Trebisonda, Ussun se +ridusse alle sue fortezze, ma sempre correva. Il Turco mandò allora +sui ambasciatori con presenti di panni d'oro et di seta, lavori +d'argento e cavalli a donar ad Hasan, pregandolo che stringesse dalla +sua banda Ussun Cassan e lui dall'altra a metterlo in mezzo et +prenderlo. Ma egli in quel tempo non si mosse, anzi veniva detto che +Ussun Cassan in la strada aveva fatto prendere quel legato +dell'ottomano che portava li presenti ad Hasan, e non fu vero, nè +possibile lui si muovesse. + +Nel 1450 l'imperatore de Trebisonda guerreggiava col signor Armenich +che era suddito di Ussun Cassan, onde l'imperatore preparato +l'esercito con poca gente per andare a prendere questo Armenich +credendo averlo a man salva, fu come intraviene a quello che poco +stima l'inimico, preso l'imperatore da Armenich, il quale essendo +suddito di Ussun Cassan a quello lo presentò. Essendo l'imperatore +alla presenza di Ussun Cassan, li richiese fosse fatto tajar del so +prezio, che provederia de redimersi, onde Ussun Cassan li disse: +_Quello che io desiderava mi vien alle mani, io danari non apprezzo, +mi fu detto voi avere una fia savia e da ben, dita Teodora, demela per +mugier._--L'imperatore rispose: _Come potrà farsi questo, essendo noi +christiani e voi pagan?_ Rispose Ussun: _Non curo questo, pure +intravegniria cosa del nostro contento unanime da ella, perchè per +cristiana la voglio e per questo l'apprezzo, perchè a mi donne no +manca, adunque per questa caxon me muovo et a voi è forza farlo_. E +così seguì le nozze et datoli la fiola per questa via, et have quella +in devotion carissima. Avuta madama Teodora per moiera, pare che la +fortuna ad Ussun Cassan andasse prospera, et ogni dì moltiplicava in +seguito de zente. + +Vedendo Maomet turco moltiplicar Ussun, temendo non si facesse grande, +fece esercito nel 1461 ed andò verso Trebisonda, acciò Ussun no +prosperasse in quello impero. + +Vedendo Ussun no poter resistere alla potenza del turco, li fu forza +mostrarli le spalle, e ritornò alli monti e alli suoi castelli. Il +turco non volendo Ussun per vicino, aumentato il suo esercito andò in +persona e prese Trebisonda, nel cui esercito fu Nicolò Sagondino +segretario della Signoria nostra. + +La despota Teodora mojer de Ussun Cassan avendo fatti fioli, et per +tal matrimonio essendo arsa d'amore con Ussun Cassan li disse queste +parole: _Signor mio, omai di voi non può mancar la vita se il vostro +sangue è vita e sangue di vostra fia, et è el ben dei vostri figlioli, +abbiè dunque fede delli consigli che vi darò. Tolè questa crosetta, e +applichela con questa catenella al vostro collo e abbiè devotion, et +ogni dì per mio contento mettela sulla fronte e basela con reverentia, +e se caso v'intravegnisse essere in battaglia raccomandeve con zelo e +fede a questo crocifisso; e se voi non avrè vittoria riputeme una +cattiva et inimica dei vostri fioli: perchè trovata la verità di quel +che dico averè occasion de volermi tanto più ben_. Per tal suasion, +Ussun Cassan, per amor della donna che lo costrinse, o fosse +permission della Divina grazia, el tolse quella crosetta con devotion +et pace, che da quell'ora venne in tanta prosperità che dove el se +metteva in battaglia, etiam ch'el fosse de poca potentia, diventò gran +signore: et è opinion de molti che segretamente è sta convertito alla +christiana fede. + +In questi tempi essendo Maomet turco vicino di confine ad Ussun Cassan +et a Hasan, ed essendo Ussun in mezzo Maomet iterum aveva ordito +intelligentia con Hasan di prendere Ussun Cassan, et avvedutosi di +tali insidie Ussun si pose a far forte in una valle a piè di un monte +et fece tajar grandi alberi mettendo quelli per traverso le vie et +fecesi forte. Aveva il turco comandà al fiol Bajezid di Amasia che +andasse a congiungersi con Hasan, per poter prendere Ussun, il quale +essendo avvisato di questo, attendeva a farsi forte. Accade che +vedendo Hasan la precauzione facta per Ussun, che non era possibile +ottenir la sua intenzione, deliberò tornar indrio, et lasciar +l'impresa; e za la gente del suo esercito aveva in gran parte +licentià. Ussun Cassan avendo presentito che Hasan aveva licenziato +gran parte del suo esercito, vedendo occasione, e modo venutogli di +far egregio assalto a Hasan, una notte con zente eletta uscì dalla sua +fortezza e con insidia assaltò Hasan, e quello prese con sua masnada e +feceli tajar el capo a lui et al so fiol. Il capo di Hasan mandò a +presentare a Maomet turco, il capo del fiol mandò al sultan. + +Il soldan have gran piacer per essere amico de Ussun. Il turco el +contrario. Et il turco mandò a dire ad Ussun Cassan che non aveva +fatto bene a far simili atti a così gran signore. Ussun li fece +rispondere: _Mi ho fatto con la spada in man, quello che dovea fare_. + +Prosperando in stato Ussun Cassan per la morte di Hasan, e +sottomettendo il suo imperio con tanta vittoria, l'imperatore dei +Tartari Zagatai[171], si mosse potentissimo per invidia e venne contro +Ussun Cassan, et quello assediò, chi dice in campagna e chi in città. + +Ussun vedendosi astretto mandò a quello ambasceria, et con bone parole +lo amaliò mentre la notte aveva ordito e messo in punto le sue genti, +et dopo riposato assaltò li tartari e mise quelli in rotta. Prese il +signor dei Tartari Zagatai e feceli tagiar il capo, per lo che tutti +quei popoli s'inchinarono a lui; et a questo modo si fece signor di +tutta la Persia et Media, et fu nel 1469. + +Dopo avuta la vittoria dei Tartari e Zagatai, mandò suoi ambasciatori +a Maomet turco per annunciarli tanta vittoria. Il suo ambasciatore +venne a cavallo fino a Scutari, et annunziato al signor turco el suo +zonzer, subito fece armar una fusta et lo mandò a levar e condur a +Costantinopoli: il quale si appresentò alla Porta dicendo al Turco +come il signor Ussun Cassan, con bella continenza per esser huomo di +bella maniera, lo mandava; li bassà si levorno in piedi et andolli +incontro per accompagnarlo; ed appresentato al signore le basò le man +et li disse poche parole presentandoli lettere di Ussun Cassan di tre +righe: quello che era scritto nessuno l'intese, et li portò presenti: +un uovo di struzzo con un velo sottile et un altro uovo con una veste: +e che questo sia vero io Zorzi di Fiandra credente, ho inteso a +razonar essendo al Cairo. + +Tornando al nostro proposito detto ambasciator de Ussun Cassan portò +etiam a donare al turco uno scacchier lavorato di legno aloe et +fornito di scacchi molto superbi, et una spada guernita, et quattro +armature da huomo a cavallo. Fu dato sopra tali presenti molta +signification. + +Il sig. Maomet appresentò al detto ambasciatore aspri 30,000, panni +d'oro et altre cose stimate valere aspri 50 in 60 mille, et non +permise che alcuno gli parlasse. E questo fu appunto in quel giorno +che domino Nicolo da Canal, capitano generale della Signoria, prese +Lemno. + +E dispacciato dalla Porta detto ambasciatore fu accompagnato fino in +Russia. Dopo accade che in ispazio di tempo si ribellò un fiol di +Hasan con tre grandi baroni di suo padre. Questi baroni lo avevano +rilevato nei paesi di Zagatai, fortificandosi adunava di quelle zenti +che fu di suo padre Hasan. Il ditto Ussun Cassan quelli perseguitava +et absediava, et tandem li prese et tagliò il capo a detti quattro, et +a questo modo venne a restare assolutamente signore del paese; et per +la comune fama et opinione di tutti questo Ussun Cassan non ha più +contrasto di alcun vicino, e resta in li suoi confini un altro signore +di Zagatai, piccolo signore, tamen suo amico. + +Et questo con brevità ho notato mi Zorzi de Fiandra scorrendo fino al +dì odierno 1470. + + _Cronaca Sanudo, mss. nell'archivio Cicogna._ + +Questo Zorzi di Fiandra si manifesta se non veneziano, certamente al +servizio della repubblica, e la sua scrittura trovasi inserita fra i +documenti inediti della preziosa Cronaca di Marino Sanudo, che +soltanto in parte fu pubblicata dal Muratori, _Rerum italic. script._, +t. XXII. La detta relazione pare però che non fosse sconosciuta al +Ramusio ed all'autore dei Commentarii del viaggio in Persia di +Caterino Zeno. + + +DOCUMENTO II. + +1463, die 2 Decembris. + +Quantum conferre possit rebus gerendis contra Turcum, quod magnus +Caramanus ac Uxonus Cassanus bellum inferrant huic hosti: +unusquisque satis intelligit quam propulsatus etiam ex partibus illis +tenendum erit exterminium suum, multum facile secuturum esse. +Et vir nobilis Andreas Cornario valde praticus et aptus ad res istas, de +ordine nostro praticam habuerit cum Caramano, et pro quanto +habetur sperandum est negocium istud per manus suas votive perfici +posse: propterea vadit pars: + +Quod scribatur eidem Andreae: Nos esse contentos, quod personabiliter +quanto celerius esse possit se conferrat ad magnum Caramanum +cum nostris literis credentialibus quod sibi mittantur presentandæ +dominationi suae. Apud quam commemorando insolentiarum et +maxima dominandi libidinem turci communis hostis sui et nostri, +quotque provincias et regna subegit destructis et caesis regibus et +principibus suis. Et quod sicut videt totum orbem nititur deglutine +omnem operam dare debeat per illos omnes utiliores et meliores +modos: quos noverit expedire inducendi eum ad gerendum bellum, +ex illa parte contra hostem ipsum, contra quem etiam in partibus +Greciæ et Europae, et nos et alii domini et potentatus facimus et +facturi sumus, quodquod a nobis fieri possit ad deprimendam superbiam +tanti hostis. + +Utque, Ex.ª, ipsius Caramani intelligat bonam mentem nostram +in honorem et commoda sua sumus bene contenti mittere sibi libere +et nostris impensis galeas sex ex nostris armatas et bene in puncto, +ad agendum bellum a parte maris, terris et locis, præfati hostis, +per id spacium temporis quod exigentia et tempus patient et quod, +quidquid acquiret, sit Ex.ae illius domini. + +Sumus quoque contenti velut affecti ill. dominationi suae, non +devenire ad ullam concordiam seu pacem cum Turco nisi in ea interveniat +et includatur una nobiscum ipse dom. Caramanus. Cum hoc +etiam, quod sicut honestum est Ex.ª sua, ergo nos servare et facere +debeat istud idem. + +Et demum comittatur eidem Andreæ quod pro obtinenda hac +intentione nostra, omne studium et diligentiam adhibere debeat. +Nihilque prætermittere ut effectus iste sequatur, dareque continuam +notitiam per literas suas nostro dominio ac capitaneo nostro generali +de omnibus, quae sequentur. + +Mittantur quoque literæ nostrae credentiales ad ipsum Andream +directive Uxoni Cassano et Turcomano, sub quibus idem Andreas seu +vir nobilis Lazarus Quirino, casu quo non posset accedere, se conferre +debeat ad Uxonum Cassanum, vel ad ipsum Turcumanum, ad operandum +similiter modis omnibus et inducendum eos ad inferrendum +bellum turco. + +Verum ex nunc captum sit. Quod idem Andreas aut alius vel alii +pro eo non possint facere nec fieri facere per se vel alios mercationum +alluminum aut aliarum, sub poena ducatorum mille, exigenda +per advocatores communis. + + Voti de parte 110. + de non 16. + non sinceri 3. + +Nota quod super materia suprascripta facta fuit commisio, viro nobili +ser Marco Cornario militi. + + _Confrontato nell'Archivio generale dei Frari, Secreta XXI, p. 209._ + + +DOCUMENTO III. + +Die 15 Februarii (1463 m. v.) 1464. + +Quia vehementer pro commoditate rerum nostrarum, Dominatio +nostra superioribus mensibus confederationem et intelligentiam conclusit +cum illustr.mo Domino Caramano, medio nobilis viri Andreae +Cornario, qui dominus vita functus est. Sitque optimum factu, eam +cum filio suo, qui ei successit, juvene et animoso redintegrare. + +Vadit pars quod per collegium mitti debeat unus nuntius ad ipsum +dominum Caramanum, cum una pecia panni aurei valoris ducatorum +ce. ipsi ill.mo domino pro mare partium ipsarum danda. Item cum +aliis rebus valoris aliorum ducatorum CC. donandis primis portae suae +sicuti collegio videbitur. Qui nuntius nostro nomine de obitu principis +suis doleat, deque successione Exª sua congratuletur, curetque +secum omnia capitula confederationis ipsius, ipso domino presente +cum ill.mo patre suo conclusa, sua cum Exª redintegrare et confirmare, +sicuti particularius ei per collegium in mandatis dabitur. Et replicentur +litterae ad illustrissimum Ussonum Cassanum Ex. suae superioribus +mensibus scriptae. Deque his omnibus detur notitia suprascripto +ser Andreæ Cornario et ser Lazaro Quirino, qui rem ipsam praticare +et iuvare poterunt, sicut autem fecerunt. + + _Secreta XXII, p. 67._ + + +DOCUMENTO IV. + +1464, 26 Septembris. + +Quod orator domini Ussoni Cassani, qui ad presentiam nostrani +fuit, q. primum expedire debeat, ut cum galeis Baruti ad partes Syriae +se transferat et inde ad Dominum suum reverti, emique et donari +debeant oratori predicto brachia velati cremisini XII et brachia VI +scarlati pro duabus vestibus, et duc. C. auri uni eius filio detur +pannus scarlatus pro una veste, et famulo pannus viridus et duc. +IV, filio famulo autem duo. Fiuntque eis expense usque quo in +terram Syriam descenderunt, quas solvat dominium. Et fieri eidem +demonstratio. Emanturque et dentur dicto oratori brachia XX, +panni aurei pulcherrimi, quæ nostro nomine in signum amoris nostri +debeat presentare. + +Qui denari accipiantur de deposito et de omni alia ratione unde... +citius poterunt. + +Domino vero Uxono Cassano scribatur in hac forma et oretenus +etiam dicatur eidem oratori legantur q. ejusmodi litere de verbo ad +verbum. + +«Nui havemo ricevuto le sapientissime et benevole lettere della +Ill. S. V., et inteso etiam quanto a bocca saviamente ha riferito +_Mametanazab_ vostro secretario et ambassadore, de la optima +disposizione e mente della E. V. di far insieme con nui contra l'Othoman +commun et accerimo inimico; et molto ne ha piaciuto intender questa +opinion e mente della vostra Cels., la qual è de signor sapientissimo +e magnanimo: perchè l'Othoman per la sua superbia et ambizione +non studia nè desidera altro con tutti i so pensieri che devorar e +oprimer tutti li signori del mondo et specialmente li suoi vicini. Et +quanto poi al dicto Othoman va disfacendo ora questo ora quest'altro, +tanto più insaciabilmente desidera, e se sforza destruger ognuno et +accrescer la potentia et tirannia sua. Pertanto se convien alla Exc. +V. Signoria animosa e sapientissima, in questo tempo che nui ed +altri principi christiani se retrovamo contro de lui in guerra, dal +canto vostro con tutta vostra potentia prestissimamente movervi, +e venir a sua disfazione e rovina per propria vostra salute e de tutti +altri, perchè remanendo questo Othoman nelle sue forze e signoria +nè la Vostra Exc. nè alcun altro signor se pol reputar signor nel stato +suo. El novo Pontefice capo e principe dei christiani fa ed è per far +ogni di più a rovina del detto Othoman. + +Questo medesimo fa lo ill. ducha de Borgogna et molti altri principi +e signori christiani. Noi come semo certissimi già havete inteso, +havemo potentissima armata in mar et esercito terrestre in la Morea +et Albania. El ser. re de Ongaria da canto suo li fa acerbissima +guerra. Nè è possibile che il detto Othoman possi per modo alcun +farvi alcun ostacolo e resistenza. E però quanto più presto la E. +V. se moverà, tanto più presto e facilmente ottenirà tutto lo stato suo +in quelle parti, come quella sapientissima semo certissimi che ottimamente +intenda. Et fin da mo[172] semo ben contenti che tutto quello +che aquisterà la V. E. liberamente sia suo. Ne avemo più particolarmente +parlado con el sopradetto ambassador vostro, el qual etiam +de tutte cose occorrenti e dei progressi dei cristiani contro dito +nemico ordinatamente informato, tutto seriamente riferirà alla E. V., +le qual cosse abbia la V. Cels. per fermissime e verissime, alla +qual in ogni sia comodità ed exaltation se offerimo. + +Et de adventu præfati oratoris ad presentiam nostram detur notitia +viro Nobili Marco Cornario militi, et mittantur ei copiae literarum +præfati domini Uxoni Cassani ad nos, et literarum nostrarum ad +præfatum dominum, ut opportune providere circa hanc materiam +possit. + +Adviseturque de optimo tractamento per nos eidem oratori +facto. + + de parte 84. + de non 0. + non sinceri 0. + + _Secreta XXII, p. 39._ + + +DOCUMENTO V. + +(1465, m. v.) 1466 27 Febbrajo. + +ILLUSTRI DOMINO HASANBEI VID. USSUN CASSANO. + +Accipimus literas Ex. V. quas nobis redidit Cassanus Azanus +lator præsentium, ex quibus intelleximus quæcumque Ex. V. ad nos +scripsit de optima dispositione et promptitudine sua faciendi et +magnanime belligerandi contra insolentissimum Mahometem regem +turcorum, inimicum communem, et universi fere orbis acerrimum +hostem, nec non q. ferventer et efficaciter nos exortatur ut non modo +faciamus potenter et hostem nostrum aggrediamur validissimis viribus, +sed etiam excitemus ceteros principes christianos ad hoc bellum +necessarissimum, quo pestis hæc et pernicies omnium in pace +vivere cupientium perdatur et debellatur! + +Commemorando singularem benevolentiam et sinceram amicitiam, +qua nobis efficitur Ex. V. quamobrem respondentes agimus Ill. Dominationi +vestrae ingentes gratias pro hujusmodi suo perhumano et +prudentissimo scribendi officio. Quo nihil nobis gratius fieri potuisset, +et certe nunquam explicare et verbis consequi possemus quantopere +amemus et charam habeamus benevolentiam et amicitiam vestram: +atque quam maxime nobis cordi sit audire et intelligere ista, +quae ad nos scripsistis vehementer pertinentia ad utriusque nostram +salutem. Verum ut Ex. V. cognoscat nos quoque promptissimos et +paratissimos esse faciendi omnia adversum communem hunc hostem, +nihilque intentatum omittere quo omnino debelletur. Qui non contentus +finibus suis universum fere orbem terrarum subjicere sibi +conatur. + +Scitote jam nos habere potentissimam classem in mari, quam ad +paucissimas dies potentiorem et validiorem reddemus supra XL +triremium navium complurimum. Item in Amoream mittimus copias +nostras armigeras, ut firmum exercitum opponamus hosti. In Albaniam +quo equites et pedites ultra illos quos habemus in magno numero +transmittimus. Habemus praeterea oratorem nostrum apud regem +Hungariae qui continue horatur et instat Maj. Suam, ad magnanime +persequendum bellum, qui jam est in armis potenter. Summusque +Pontifex pater et caput omnium christianorum nobiscum sentit, qui +nihil aliud molitur, nihil aliud parat, quam contundere rabiem hostis +hujus nostri et excitare christianas vires in eum. + +Restat tantum ut Ill. D. V. persequatur magnanime bellum ut +coepit, et potenter irruat adversus loca et provincias hostis atque undique +eum exagitet. Nunc quoque est tempus optatum. Nunc offert se +occasio ut omnes liberemur continua molestia et solecitudine confracto +et penitus confecto immanissimo isto dracone. Et ita nos hinc +faciemus nec rei ulli parcemus quantum in nobis erit. Gratissimum +autem nobis erit ut V. E. nobis soepius scribat, et certiores faciat de +progressibus vestris, et mittat litteras ad consulem nostrum Aleppi qui +celeriter eas mittet. Et ita nos per illam viam faciemus ut alter alterius +res intelligat. Rogantes ad extremum ut V. E. cohortari placeat +Ill. Dominum Caramanum ad faciendum magnanime et bellum +constanter perseverandum, quam non deerunt sibi omnes nostri +favores possibiles. + +Scribantur similes, mutatis mutandis, ill. Theodorae domini +imperatori Trapezundae filiae magni conjugi præfati Hassanbei, in +responsionem litterarum suarum, cum gratiarum actione munusculi +dominio nostro missi. + + De parte 96. + De non 0. + Non sinceri 2. + + _Secreta XXII, pag. 132._ + + +DOCUMENTO VI. + +_1ª Commissione a Caterino Zeno, delegato oratore veneto in Persia._ + +(1471, 18 Maji) + +Quod orator illustrissimi domini Ussoni Cassani expediatur, et +cum eo insimul vadat nobilis vir Catarinus Geno orator noster +designatus ad ipsum dominum, et vadat cum infrascripta commissione. + +Nos Christophorus Maurus Dei grazia dux Venetiarum, etc. Comittimus +tibi dilecto civi nostro Catarino Geno designato oratore +nostro ad illustrissimum dominum Ussonum Cassanum, ut insimul +cum oratore ipsius domini eos ad presentiam ejus, dirigendo et tenendo +iter tuum pro majore celeritate et securitate, sicuti deliberabitur +et imponetur tibi per collegium nostrum. + +Constitutus ad presentiam prefati domini et presentatis literis +nostris credentialibus, facies salutationes hortationes et oblationes +convenientes et honorificas prout iudicaveris convenire honori et dignitati +illius domini, et nostri dominj, utendo omnibus illis amabilibus +et honorabilibus, et omni significatione benevolentiae plenis +verbis que intelliges prefato domino, et moribus, ac nature gentis +grata esse. In primis autem gratulaberis cum excellentia sua de +omni prosperitate, felicitate et propagatione persone et imperij sui, +que, quanto prosperiora et feliciora splendidioraque sunt, tanto +majorem voluptatem capimus, ut decet veros et bonos amicos ac +studiosos illustrissimae domui suae, amplificando et ornando partem +istam sicut noveris convenire--Subsequenter expones celsitudini +suae quod cum venisset ad nos orator suus una cum nobile +cive et oratore nostro Lazaro Quirino excepimus et vidimus eum +libentissime, audivimusque summa cum jucunditate quaecumque +nobis retulit, nomine illustrissimae dominationis suae, ultra literas +suas nobis scriptas, quas legimus attentissimo animo. Et omnia +fuerunt nobis gratissima, tum propter nostram in excellentiam suam +affectionem et benevolentiam, tum etiam quia cognovimus +dispositionem et propositum suum sapientissimum faciendi magnanime +contra istum Ottomanum comunem hostem immanissimum, et fidei +violatorem atque fractorem, ob rationes et causas precedentissime +memoratas et per dictum oratorem suum, et per literas excellentiae +suae, quum provocata et lacessita illustrissima dominatione sua partim +perfidia, partim immoderata libidine dominandi universo orbi +ottomani ipsius vendicare se disponat. Quibus quidem causis, nos +etiam quamvis nostris finibus semper contenti viximus, precedentibus +multis injuriis et occupatone cujusdam loci nostri in Amorea, inducti +et coacti sumus capere arma et terra et mari resistere insatiali +appetitui suo perdendi omnes. Qui non est dubium ad alium +non vigilat, quod, superatis nobis, posse expeditius et liberius sequi +cogitationes et designa sua in provinciis asiaticis, in primis contra +illustrissimam dominationem suam et alios dominios asiaticos, cum +ipse fedifragus nemini fidem servet, aut juramentum teneat. Quin +imo, spreta omni fide, violatoque juramento, multos dominios perdidit, +et poenibus delevit. Sed speramus, auctore Deo optimo maximo, +cui displicent talia, ac procedente excellentia vestra magnanimiter +et potenter sicut decrevit, et pro amplitudine imperii et magnitudine +virium suum merito potest, cogitationes et designia ipsius Ottomani +frustrabuntur, nec succedent sibi ut putat. Nam et nos, pro +viribus nostris maritimis et terrestribus quas auximus, et quotidie +magis augemus, provocati et lacessiti tot et tantis iniuriis, faciemus +simul et semel omnem conatum nostrum. Et hoc modo coactus, +continebit ac retrahet se induceturque potius timendi sibi, +et dubitandi de exterminio suo, quam inquietandi et infestandi alios et +universum orbem sibi promittendi; cohortando et inanimando excellentiam +prefati domini ad hoc, ac omni efficatia verborum declarando +sibi optimam nostram dispositionem et promptitudinem ad +hanc rem, et impresiam aggrediendam et conficiendam insimul, et +animis conspirantibus invicem. Et pro majore reputatione rerum +nostrarum, ac pro accendendo magis excellentiam suam, commemorabis +et foedus et ligam nostram cum serenissimo domino rege Ferdinando +Sicilie, etc., pro defensione statuum nostrorum contra dictum +Ottomanum, tangendo etiam ad propositum tuum, quod non deficient +etiam nobis favores summis patris nostri et aliorum potentatum +Italiae, et hoc pro sicuritate sua, cum omnibus minitetur +draco iste et insatiabilis serpens fidei fractor et dominorum eversor. + +Dictis et expositis rebus predictis, subiungere te volumus, quod +fieri potest pervenisse ad noticiam excellentiae suae nos misisse oratores +nostros prefatum ottomanum. Et ut omnia inotescant illustrissimae +dominationi suae eidem notificamus, quod ante adventus oratoris +sui ad nos, jam expediveramus et miseramus ipsos oratores +nostros ad predictum Ottomanum, suasi et exhortati ad pacem per +personas medias. Quia nescimus quem finem habitura sit et quando +tamen dicta pax sequeretur, non restabimus nihilominus esse ille +boni amici et studiosi omnis exaltationis et felicitatis excellentiae +suae, sicut semper fuimus et sumus, nec fidem unquam capiemus de +eo sicuti eccellentia sua sapientissime nobis dici fecit, excusabitisque +nos, quia si prius venisset orator suus et magnanima voluntas +sua nobis innotuisset, suprasedendum curassemus in mittendis dictis +nostris oratoribus. + +Ad propositum tuum ubi melius tibi occurret dices prefato domino, +quod si distulimus expedire oratorem suum factum est ex +multis nostris occupationibus in preparando classem nostram numerosiorem +et majorem solito, et in mittendo trans mare copias nostras +armigeras et alia multa necessaria sicut fieri solet. + +Volumus preterea, ut sub literis nostris credentialibus visitare +debeas nomine nostro illustrissimam dominam consortem praefati +domini, utendo verbis onorificis et convenientibus, ac commemorandi +antiquam et bonam amicitiam quam semper habuimus cum serenissimo +imperatore olim genitore suo, offerendo nos etc., ac inanimando +excellentiam suam, ex substantia hujus nostre commissionis, +ad exortandum illustrissimum dominum consortem suum ad istam +impresiam contra turcum sicut semper fecit, et per literas +suas alias de his nobis scripsit. + +Posteaquam autem exposueris hec nostra mandata, et steteris apud +prefatum illustrissimum dominum per aliquod dies sicut tibi melius +videbitur, ac desumpta tota illa informatione et minutiore quam habere +et intelligere poteris de potentia prefati domini, etate, valitudine, +habilitate, statu, situ, redditibus, exercitibus, confinibus, vicinis, +ac demum de dispositione et voluntate ipsius domini ad istam +impresiam, et quibuscumque aliis rebus, que merito nostra cognitione +digne et alicujus momenti et extimationis judicaveris, ita ut +reditu tuo possimus capere certitudinem de rei veritate, et labor ac +impensa istius tuae legationis non videatur omnino inutilis, sed potius +per tempora futura fieri possit constructus aliquis de rebus +istius domini, nostra intentio est ut accepta bona et grata licentia +a prefato domino, revertaris ad prasentiam nostram bene et comulatissime +instructus, aut per illam celeriorem et securiorem viam que +tibi videbitur, aut si haberes modum veniendi usquam ad marittima +loca cum exercitibus prefati domini quos mittere contra loca Turci, +que via judicio aliquorum et telior et tutior foret, in hoc casu +te gubernabis cum omni diligentia et studio. + +Et ex nunc captum sit, quod praefactis domino et consorti suae +fieri debeant et miti per ipsum nostrum oratorem duo exenia de +panno aurato prout videbitur collegio, et oratur ipsius domini hic +existens vestiatur de veluto. + + De parte 74 + De non 2 + Non sincere 4. + +Ser Aloysius Donato sapiens ordinum, vult quod differatur expeditio +dicti oratoris donec habeatur ab oratoribus qui sunt ad Turcum litere +de successu rerum. + + De parte 61 + +_Secreta XXV._ Ediz. Cornet. Le guerre dei Veneti nell'Asia. Vienna, +1856. + + +Documento VII. + +_2ª Commissione a Caterino Zeno._ + +(1471, die 10 Septembris) + +Quod viro nobili Catarino Geno oratori ad illustrissimum dominum +Ussonum Cassanum fiat commissio in hac forma. + +Christophorus Mauro dei gratia dux venetiarum, etc. + +Committimus tibi nobili viro Catarino Geno dilecto civi et fideli +nostro, ut cum passaggio quod tibi deputavimus in Cyprum te conferas +una cum oratore illustrissimi Domini Ussoni Cassani et inde per +ditionem Caramani accedas ad presentiam supra scripti domini Ussoni, +orator noster. Cui presentatis literis nostris credentialibus +factisque pro more salutationibus et oblationibus sub illa quam +ampliori et accomodatiori verborum forma que tibi visa sit, congratulare +ample et copiose de omnibus victoriis et prosperitatibus +suis et de acquisitione amplissimorum regnorum suorum; postea expones, +redijsse ad nos superioribus mensibus virum nobilem Lazarum +Quirinum quem ad excellentiam suam miseramus nostrum oratorem, +et secum venisse etiam oratorem suum, tecum presentialiter +regredientem, quem intuitu celsitudine sue alacriter vidimus et suscepimus. +Et per utrumque eorum intelleximus optimam illius illustrissimi +domini erga nos benevolentiam et animum atque intentione +valide faciendi contra comunem inimicum ottomanum, cuius +insaciabilis dominandi appetitus notissimus est non solum dominantibus +in Europa sed etiam in Asia, ubi omnes quos potuit dominus, +oppressit et extinxit nemini servata fide, et nulla usus humanitate +vel respectu, modo aliena rapere et occupare potuerit indifferenter +et sino ullo penitus discrimine. Et pro benevola in nos affectione +celsitudini sue gratias agas amplas et uberes, affirmeque quod pari +nos ipsam excellentiam suam benevolentiam et caritate prosequimur. +Dispositionem autem et magnanimam illius voluntatem contra comunem +hostem lauda et extolle cum verbis pertinentibus; subiunge tamen +quod si distulimus expedire predictum oratorem suum, et te etiam mittere +ad presentiam excellentiae suae, in causa fuere multe maximeque +occupationes nostre, et multi motus qui inter christianos excitati sunt +pro insurgendo unite et valide contra supra dictum ottomanum, et hoc +loco explica et narra conventum Ratisbone habitum per imperatoriam +Majestatem, et reliquos principes germanos, et deliberationem agendi +et educandi potenter exercitum, et dispositionem serenissimorum +dominorum regum Polonie et Hungarie, confederationem preterea +totius Italie pro illius quiete et unite insurgere possit, et nostram +cum regia celsitudine ligam et intelligentiam per quam habemus +potentem in mari classem, et habituri proximo anno sumus +galearum ultra centum et magni numerum navium, electionem +novi pontificis ad expeditionem generalem christianorum, et ad +totalem ex Europa expultionem predicti inimici. Que cum ita disposita +sint hortaberis excellentiam suam nostro nomine, ut hac occasione +uti velit, et cum suis viribus ex parte Asiae veniat potentissimus +sives mittat in oppressionem predicti inimici qui utriusque +oppressus et distractus, utriquam partium resistere non poterit, sed +ab utroque facile superabitur et in hanc partem te diffunde. Hortare +insta et sollicita ut se movat et descendat sive mittat in oppressionem +predicti hostis, quum hic est totius tue commissionis effectus +et fructus qui ex tua profectione sperari potest. + +Et illic differ, et ad nos scribes et omnia declara que fueris operatus +et que futura illic sperari debeat, et expecta mandatum. + +Praticam pacis quam cum ipso turco habuimus justifica et declara +quod invitati ab eo et requisiti de pace, misimus oratores +nostros, sed cognita illius insatiabili et perfidiora ambitione omnia +rapiendi et dominandi ubique terrarum, aspirantis et citra et ultra +mare ad imperium omnium gentium et omnium nationum, et cognita +dispositione dominorom quos supra memoravimus ad conculcandam +tantam rabiamet seviciem, et se liberandum ab ista peste, cum eis potius +in comunem salutem concurrere voluimus, quam secum ad pacem +devenire, et oratorem nostrum pace infecta, revocavimus. Sicque +persuadere nitaris, ut excellentia sua in suo quod nobis per ejus oratorem +et literas propositum declaravit perseveret, et cum reliquis +dominis hosti suo infensis a latere suo concurrat in illius extintionem, +et opulentissimis regnis suis inferiorem Asiam adiungat, et +universum dominatum hostis sibi gloriose vindicet. Que res, preterquam +quod excellentissima per se sit erit, etiam firmamento et stabilimento +universi imperii sui, depulsa comuni lue et omni remoto +offendiculo ad totius orientis imperium. + +Scripsit ad nos summus pontifex, deliberasse mittere nuntium +quempiam suum, et nos beatitudini suae respondimus et suasimus +talem missionem; si ita fuerit, tu eris cum predicto pontificio +nuntio et secum omnia procura et solicita. + +Et ex nunc captum sit, quod pro expeditione dicti oratores, accipi +debeant ducatos 2000 auri de omni loco et officio, sive mutuo cum +obbligatione necessaria quorum 500 auri sint pro illius provisione +et reliqui pro impensis. + +Et supra donis faciendis atque vestiendis et honorandis oratoribus +prefati domini, collegium habeat libertatem providendi sicut ei visum +fuerit et accipiantur pecuniae ad id necessariae ab officio rationem +veterum. + +Cum fueris in ditionem Caramani illum visita nostro nomine, sub +literis nostris credentialibus, et suade atque orteris ad faciendum +contra Turcum, et pete ut ad tuum securum transitum prestare tibi +placeat omnes favores et omnem possibilem commoditatem. + +Preterea sel tempo et camin te servirà, visiterai el serenissimo re de +Zorzania, sotto nostre lettere de credentia, quale te havemo fato dar +e dapoi le convenienti et debite salutation per parte nostra facte, lo +exhorterai et inflamerai con quelle parole convenienti et idonee che +a la prudentia tua aparerà a questa impreza. + + De parte 69 + +Ser Jacob Lauredanus procurator, ser sapientes consilii, ser +Franciscus Michael sapiens ordinum, volunt commissionem per totum, sed +loco verborum positorum inter duo in primo capitulo, volunt verba +infrascripta: verum transacto yeme, si prefactus dominus se preparet +pro veniendo aut mittendo exercitum contra Turcum, tu illic differ et +sollicita expedictionem et scribe atque expecta mandatum; si vero +postquam ver adveneris videres prefactum dominum non se movere, aut +aliter rem dispositam quam suaserit, tu accepta bona licentia redeas +ad presentiam nostram. + + De parte 49 + De non 11 + Non sincere 4 + + _Secreta XXV._ Cornet, Op. cit. + + +DOCUMENTO VIII. + +Magnarum Provinciarum caput, et Dominorum Provinciarum Princeps, ac +etiam omnium illustrium dominationum. Domino magno.... augeat +felicitatem tue Serenitati certum et manifestum est nec potest aliquis +tantam magnitudinem tuam exaltare, seu extollere, quantum decet et +tibi conveniens est. + +Sumus nos tibi amicitia et dilectione conjuncti nunc et propter ut +prius et antea eramus, nec aliquid in corde nostro fictum aut +simulatum cogitamus. + +Et dignum est..... Oratores el nuntii tui apud nos continue esse +debeant et de occurrentibus nos teneant certiores. Vos autem, si de +nobis..... cupistis, adepti sumus Dei gratia, ea que numquam animo +cogitavimus, nec aliquo modo speravimus, nisi Provinciam Babiloniae, +Amasiae, Adicabageis et omnia quae continentur in eis, et fecimus +nobis ea subjecta, et possidemus usque ad partes Romaniae seu Greciae, +et non violentia et viribus, sed benignitate et equitate, et omnes +perfidos inimicos confundimus, laus et gloria altissimo Deo. + +Erat unus solum qui nobis aliquantulum adversabatur, hic etiam sponte +humiliatus ad nos venit, et largiti sumus ei dominium de Corassan, +laudetur Deus, incessanter. Sultan Cassan Baicona est nomen istius +domini Corassan. Restat nunc alius secundus Sultan Greciae sive +Romaniae, qui inimicum facundus et magnus, presentim super Caramanos, +quibus veteri et antiqua amicitia conjuncti sumus. Ipsi Caramani +venerunt ad nos supplices usque ad provinciam Azimie, quibus visis, +subito venimus in Tauris, inspeximus super negotia eorum, et +cognovimus quod ipsi proprii malorum suorum causa fuere. De principio +nostre lune Rabemel sive Juli 1472 ad partes eis propinquiores iter +faciemus. Multa et alia in presenti dicere sumiturus, que hic medicine +Doctor noster ad te in sermone prudens mittimus, magnus medicus Isaac +fidelis in quem magnam fidem habemus oretenus tibi omnia de mandato +nostro sufficienter narrabit, et quecumque pacta intrinseca et secreta +cum eo tractabitis et ipsa suum habebimus rata grata et firma, tamquam +si ad componenda ea presentes essemus. + +Datum in principio lunae Rabemel sive Julii, anno Maumethi 877 +secundum cursum nostrum. + +_A tergo._ + +Magnarum Provinciarum domino, et principi civitatum venetorum testo +Deo augeatur felicitas vestra, magnitudo vestra, excellentia vestra, +q. nota est omnibus cum sit propter famam, et hoc dico bono corde +propter amicitiam quam habemus et sumus nos firmati in aliquo +fundamento vobiscum veteri et antiquo, et dignissimum est quod litera +tua oratores et nuntii apud nos continue esse debeant ut de occurentia +continue avisemur. + +Copia de una lettera scripta da Uzunhasan al Doxe nostro nell'anno +1472. + + Marino Sanudo, _Cronaca ms. nell'Archivio Cicogna_. + + +DOCUMENTO IX. + +_Commissione a Giosafat Barbaro, ambasciatore veneto in Persia._ + +1473 (1472 m. v.) 28 Januarii. + +Quod ser Josaphat Barbaro oratori designato ad ill.mum dominum +Ussonum Cassanum fiat haec commissio. + +Nicolaus Tronus Dei gratia Dux Venetiarum, ect. Commitimus libi +nobili viro Josaphat Barbaro dilecto civi et fideli nostro, ut vadas +orator noster ad ill.mum et potentissimum dominum Ussanum Cassanum, +et cum duobus galeis que subito expedite erunt, insieme cum +li ambassadori del summo pontefice e della maestà del Re e cum +Azimaemeth ambassador di esso ill.mum Signor, tu te parti et recta +et solicita navigatione te conferissi in Cipri, per lo principal luogo +dove habiate a smontar, per intender cum verità i progressi del predicto +Signor, e dove la persona et esercito suo se trova, per pigliar +più certo partito al seguro transito vostro per esser alla prexentia soa. + +In questa andata toa, ritrovandote cum el capitan nostro zeneral +da mar et proveditori conferirai cum loro, e daragli notitia de la +cauxa de questa ambassada et forma de questi nostri comandamenti, +et de le munition et altre cosse deliberate mandar per nui a quel +Signor come tu sai esser nostra volontà con effecto. Non te trovando +con el predecto capitan, lassa al nostro rezimento de Modon +la copia de questa commission sigillata, perchè al ritorno li del capitan +la ghe sia presentata per soa perfecta intelligentia. + +Zonto in Cipri, visiterai per nostro nome et soto nostre lettere +de credenza quel serenissimo signor re, et farai le consuete e benevoli +salutation et ample offerte come si convien a lo amor et mutua +nostra convention cussi antiqua cum suo ill.mi progenitori, come +molto più strecta et valida per la nova parentela et affinità contracta +con la Signoria nostra. Visiterai etiam et honorerai la serenissima +regina, con lettere de credenza et con ogni significazione de nostra +dilection verso de quella per accresser tanto la soa reputation appresso +tutti quando da tutti sia intexo l'amor et extimation nostra de quella +et del suo felice zonzer in Cipro, et alégrate cum el re et cum lei. Da +poi queste bone et zeneral parole darai al predetto re avixo de la +causa de la andata toa e de li altri ambassadori pontificio et regio +al signor Usson Cassan, per visitarlo honorarlo confermarlo in suo +proposito et già tolta l'imprexa contra l'Ottoman et inflamarlo a seguir +sino in ultimo exitio del soprascripto comun nimicho; et anche +li significherai che la deliberation nostra de potentissima armata +futura molto più per tempo dell'uxato, et cussi nostra come +de la maestà del re, et non se dubita che el summo pontefice farà +anche lui pro viribus ampliando questa parte d'armata, modesta +però et gravemente sicchè l'appari più verità che ostentation. Dichiarali +anche el mandar che nui femo de bombarde grosse e mezane, +spingarde, schiopeti, polvere et altra munition et artiglieria, +bombardieri, schiopettieri et inzegnieri per satisfar a le requisitioni del +prefato signor, et ajutar a favorir l'imprexa soa. Da poi queste +notification, perchè optimamente te servirà el proposito, conforta e +rechiedi efficaze et instantemente la predicta maestà, che lui armi et +expedischi le sue galie quante più lui pò, azochè unite con le altre de' +cristiani e separatamente come meglio e più utile dell'imprexa fosse +indicato, possino esser preste in favor de cussi utile comune e +salutifera a tuti expeditione, facendoli intender questo esser el tempo +et unicha occaxion de soa liberation et perpetua tranquillità, +extinguendosi l'incendio che non solamente a tuto levante, ma tuti +cristiani manazava ultima consumptione, e da li amici vicini non si pò +sperar se non raxonevolmente ogni comodità et bene, mancandoli specialmente +el modo e la occaxion dell'offender tale quale ha questo +rabioxo et potentissimo serpente: et in questa per inanimar et indur +la predecta maestà ad ogni provision et sussidio da esser +prestato in opposito de lo inimicho et in favor del sopra scripto +ill.mo sig. Usson et soi adherenti, fane ogni efficace istantia. + +Capitato a Rhodi visiterai el gran maestro sotto nostre lettere de +credenza; et post generalia, dali avixo de la caxon de l'andata toa, +de li altri ambasadori ut supra, et de tutti li preparativi predicti, +suadi et indù (muovi) soa reverendissima signoria a lo armar le +galie quatro, che lui è obligato per vigor de la liga cum la maestà +regia et cum nui, et mandarle al capitan nostro, et al prestar ogni +subsidio et favor a l'imprexa del sopra scritto excellentissimo signor, +per comun bene de tuti cristiani e de la soa reverendissima signoria +e soa religion che sono più che molti altri vicini al pericolo; +e bixognando al predecto signor alguna sovention de bombarde e +munition oltre quelle mandemo nui, li piaqui suvenirlo perchè si +come nui li avemo per più lettere scritto, tutto semo contenti restituirli. + +Nui non podemo indivinar dove se ritrova la persona et exercito +del soprascritto illustrissimo signor, nè in che termini serano le +cosse al zonzer tuo in Cipro, e però non podemo darte in comandamento +che tu faci più una via che un'altra, nè pigli più uno partito +che un altro per essere a la presentia soa, ma tolta quella information +dei luoghi cammini e muodi de lo andar che necessario sia +l'è de nostro desiderio et intention che quanto più presto sia possibile +tu te si trovi à la presentia de soa celsitudine, e se per la +condition de le vie e segurtà de lo andar potrai condur o tuti o +parte dei prexenti che nui avemo deliberato mandar et tuttavia se +preparano et serano subitamente dietro de ti in Cipro, molto ne +sarà grato per più honorificentia de l'ambassata toa; quando ch'anno +lassati quelli in la galia in Cipro non differir, nè inspazar per questo +l'andata toa anzi più presto che tu poi vatene et zonto con l'ajuto +di Dio dove sia la persona del soprascritto ill.mo signor conferissi +subitamente con el nobil homo ser Chatarin Zen ambassador +nostro, e da lui tuò ogni piena information e distinto avixo +del numero de lo esercito e de la disposition del signor e de le +cosse seguite fino quel hora che a te non fossero note et de ogni +altra occorrentia et cossa pertinente la materia, azochè perfectamente +informato più apertamente tu possi e proponer e risponder +e parlar quanto sia expediente. + +Serai a la presentia del prefato illustrissimo signor quando parerà +à la soa sublimità de udire te, e porte le lettere nostre de +credenza e i prexenti segondo l'uxansa loro, se quelli o parte come +havemo dito di sopra tu haverai potuto condur cum ti, se non +farai la scuxa necessaria e darai modesto avixo de la partita de +quelli e del esser lassati per ti in Cipro o tuti o lo resto et condurase +a la presentia soa quando per la condition de le vie se possino +condur. Saluta da poi conforta et offerissi a la soa sublimità, +cum ogni amplitudine e reverentia de parole, e si come a ti è ben +noto esser de consuetudine de simel signori. + +Subzonzi da poi esser stato a la presentia nostra i mexi passati +Isach hebreo medicho et ambassador del prefacto illustrissimo signor, +che vene per la via di Caffa e molto fo longo e tardo el venir +suo per le difficoltà e impazi occorsoli in chammino si come lui +expone, e per soa relation intendesemo la magnanima disposition +volontà de la prefata celsitudine del moversi e venir contro l'Othoman +comun et universal inimicho de tuti, per vindicar tante inzurie e +spoglie facte injuste et inhumanamente a tanti signori. + +Questo stesso pochi dì dipoi ci confermò lo effecto de la cossa +e la effectual mossa de esso excellentissimo signor, dechiaratane per +lettere del nostro ambassador ser Chatarino Zen et per relation de +agì Mohammed ambassador de sua sublimità, e pegli effecti et successi +istessi, la qual mossa et imprexa come degna de sempiterna e +immortal laude e gloria cussì era al tuto necessaria, et serà, Deo +bene juvante, fructuoxa et felicissima, laudabile et glorioxa la fa la +grandeza et excelenza de quella, necessaria le ambitiose crudel et +insaciabel condition et appetiti de lo inimicho che in ogni occasion et +comodità li fosse intravenuta non haria havuto più riguardo a la +soa sublimità et a suoi figlioli de quello lui ha avuto a tanti signori +quanti per forza parte e parte per ingano e perfidia ha privi de stati +suoi e facto mal capitar, fructuoxa per lo acquisto de nuovo regno +et imperio ampio et grande per se, firmamento e stabilimento de li +altri già acquistati e posseduti regni a suoi figliuoli e nepoti in +perpetuum, felicissima serà senza dubio per la justicia, bontà et comulata +virtù del prefato illustrissimo signor, el qual Dio ha electo et deputato +repressor de tanta tirrannide et vendicator de tante injurie, +spolie e crudeltà, et libertà de tanti afflicti signori populi e zente. +Et già ha dimostrato Dio in questo principio del suo mover signo +de futuro felice exito, imperocchè come per via intrinseca e famigliar +de lo inimico semo facti certi tanto è lui e tutta soa zente +impaurita et spaventata, che per ogni modo se reputano vinti e +superati el prefato excellentissimo signor vincitor et dominator, +che suol esser infallibel argumento e segno de quello de esser +uno cussi universal presagio e quasi certo inditio de la mente +de ognuno. Con queste e tutte altre parole e raxon persuaxorie +et efficazi, laudata et exaltata la sua glorioxa imprexa et proposito, +quanto più tu puoi, cerca de confermarlo et inflamarlo in essa, et +così nel primo congresso et audentia come a la zornata in tuti li +conferimenti e raxonari te occorrerà, dove accomodamente et in +proposito tu possi farlo. + +Dapoi suzonzi che per l'uno e l'altro ambassador de soa celsitudine, +zoè per lo primo Isach medicho e poi per agi Mohammed nui +semo stati richiesti per nome de soa celsitudine al far bona guerra +dal canto nostro a lo inimicho, perchè così lui desponeva de far e +faria dal suo, et a subvenir e favorir l'impresa soa de potente armata, +de bombarde, bombardieri che quelli sappia far et exercitar, +de spingarde e schiopetti et altre necessarie munition et artiglierie, +le qual tute cosse con grandissima solecitudine havemo disposto et +preparato de far. Et comenzando da la guerra ricorda a soa sublimità, +nui esse stati in quella anni X, et esser continuamente deliberati +de proseguirla et sostenirla insieme con lui, fino in ultimo +fine et exidio de lo inimicho, el qual come qui de soto diremo ha +cum nui cerchato cum multa instantia et promesse la pace e nui +per far come havemo dito et cercar insieme con la prefata celsitudine +havemo refutata, e con tutte le forze nostre non solum maritime +ma etiandio terrestre per tutto dove con lui nui confinemo +lo offendemo e guerrizemo, e più che mai lo faremo confortando et +inducendo tuti li suo vicini ad offenderlo e li subditi a sublevation +et rebellion. + +Da mar veramente credemo esser venuto a noticia del prefato +illustrissimo signor in quanti luoghi questa estate passata l'armata +de' nostri collegati et nostra habia infestato tuta la marina de la +Natolia, saccomanato e brusato luoghi assai, aspectando lo approximar +de la soa celsitudine per aiutarlo a lo acquisto dei luoghi +de lo inimicho; l'inverno veramente essendo uxanza disarmar buona +parte de l'armata per manco spexa e poi a tempo novo instaurarla; +questo inverno sperando soa sublimità potesse esser più vicina a +le marine per poter far quanto ne ha richiesto, havemo tenuto +fuori la mazor parte de quella, e de novo armato e multiplicato +il numero de le galie nostre, e tutavia armemo e mandemo fuori +sì che molto più per tempo del uxato quella sarà suxo l'imprexa +presta ad ogni favor de soa celsitudine dove sia più necessario. +L'armata veramente del serenissimo signor re Ferando già semo +avixati essere per la più parte in ordine sicchè in quello istesso +tempo se conzonzerà con la nostra et similiter non dubitemo farà +el sommo Pontefice, la optima mente e disposition de entrambi +i qual intenderà la prefata celsitudine per ambassador de loro. + +De le bombarde, maestri e spingarde e tutte altre munition dechiara +al prefato excellentissimo signor el numero de tutte cosse +e de li maestri e schiopetieri apti et experti per poter mostrar +a de li suoi che se adaptano a simil exercitio, che prestamente +se comprende et impara, et in pochissimi zorni tanti se ne farà +experti et apti quanti vorrà soa signoria, bona parte de le qual +cosse havemo voluto che vedi l'ambassador suo agì Mohammed cargar +sopra la galia grossa, che per condur dicte munition tutavia +se arma e subito serà driedo de vui in Cypro e con quella anche +li prexenti, sicchè potrai affirmar al soprascripto signor tutto esser +in levante a suo ordine et comando, e non esser da tardar la +venuta soa a le marine per occupar et redur in soa podestà i +luogi de lo inimicho. + +Per tute queste cosse zoè de guerra da terra et armata continua +grossissima de munition preparate et mandate dechiara, nui +non esser manchati da spexa et incredibil summa de danari, nè +esser per manchar per el continuar l'imprexa a far tuto quello +po le forze nostre in le cosse soprascripte per satisfaction compita +de tuto quello che per l'uno e per l'altro de suoi ambassadori +semo stati richiesti. + +Isach medicho, primo ambassador suo, ritornato da Roma e andato +per sua deliberation et per nostro conforto item al serenissimo +re di Hungaria per iterum suaderlo et confortarlo a far +animoxa et potentemente contra al comun inimicho, apresso el qual +re nui etiam tenimo uno nostro secretario per tal effecto, et per +instesso Isach li havemo scripto et commesso intorno a zò +apertamente et cussi speremo dicto serenissimo signor re esser per +fare, la gente del qual che sono in Belgrado in questi proximi +zorni corseno in Servia e feceno grandissima preda et assaltate +nel ritorno dal presidio del inimicho furono alle mani, et sono roti +et tagliati a pezzi la major parte de li nemici, parte prexi e molto +pochi fugiti, se reduseno i Ongari a Belgrado cum la preda e +cura la victoria; sichè lo inimico è per haver da ogni canto e da +ogni parte stimulo e molestia tale che impossibel al tutto li sarà +poter resister a tanti. E descendendo el prefato excellentissimo +signor cum tanta potentia, se po' reputar lo inimico doverli più +presto occorrer et esserli certissima preda cha contrasto. De la +qual suo ruina avedendosene lui come astuto et intelligente, ha +cum nui ricercata la paxe, in do luoghi di nostri mandato suo +ambassadori, l'uno a Corphu come ve è noto, l'altro a Scutari +persone molto honorate e non ha havuto per inconveniente nè +a smachamento de sua reputatione et cum ample et larghe offerte +de optime et honorevol condition per nui. A l'uno e a l'altro di +quei ambassadori havemo fatto dar licentia et in tuto recusata ogni +sua practica, et molto più ogni conclusion per essere cum quello +excellentissimo signor, cum lo qual semo colligati uniti e streti +per la sua justizia, bontà et virtù per le condition de lo inimicho +comun, et indifferente a lui et a nui et ad ognun a chi el possi +nuocer per l'insaciabel suo appetito, per la condition de la guerra +et aptitudine de farla, lui da uno canto per terra, nui principalmente +da mar, che come l'uno da l'altro po' ricever a tal imprexa +grandissimo favor et aiuto, cussì se existima impossibile che lo +inimico a tutti do'insieme possi resister, e non li sia necessario +sucumber per ogni modo, et esser come havemo dito certissima +preda et triumpho del prefacto illustrissimo signor. + +Non ce ha parso adonque dar orrechie a sue proposte et offerte, +perchè el non se perdi retardi o impazi la perfection de la voluntà +de Dio, de la qual esso illustrissimo signor è veramente +costituito executor et ademptitor. Questo volemo che tu dichiari +a soa sublimità, perchè se forsi altramente fosse de dicta pratica +divulgato, lui sapia el vero, e non presti fede a le arti ed astucie +del inimicho, el qual non dubitemo ponto che cum el re d'Hungaria +et cum altri christiani haverà tentato e tenterà de apaxarsi +e componerse. Ma da tutti tenimo sarà repudiato come è stato da +nui, e per lo exempio nostro e per esser ognuno erecto contra lui et +aspettar la opportunità del vindicar le ricevute injurie e liberarse +da la soa continua formidine. E benchè lui habia ricevuta da nui +repulsa e così credemo riceverà da altri per le raxon predecte niente +de mancho astuto e malitioxo ha forsi facto e farà divulgare l'oposito +per favorir con bosìe el facto suo, come anco dal canto nostro lui +fa divulgar essere in pactica de pace cum quel signor et esser in sua +libertà haverla. La qual cossa nui non havemo mai creduta nè credemo +per niente per la prudentia singulare et magnanimità de la +celsitudine sua la qual non vorrà tuor a se stesso l'imperio, e desister +da cussì gloriosa et certa victoria et triumpho, per lassar a discretion +de lo inimicho tutta la sua posterità, e de tal inimicho crudelissimo +et immanissimo che mai non ebbe nè servò fede, nè humanità +ad alcuno, testimonii tanti signori cazati, lacerati e dissipati, +el qual quanto più cresce et più se firma in la potentia et dominio +suo tanto è più a tuti formidolosa e più pericolose le condition de +ogni suo vicino. Questa parte nui volemo che tu esponi, dechiari et +manizi cum ogni dexterità et efficatia, sì che la serva et a la +manifestation de la verità per quanto nui havemo facto in la materia de +la pace come el Turco, et in dissuader et abalienare l'animo de esso +signor in tutto e per tutto da simil mention et fantaxie de paxe. + +Tuta questa toa exposition et ambassata, ed ogni altra cossa +occorrente fa e tracia insieme cum el nobel homo ser Catharin Zen +nostro ambassador essendo lui apresso quello illustrissimo signor, sì +ch'el pari per la vostra union una ambassata e non più, per l'honor +de la nostra signoria e de le persone vostre, et per più utilità de la +materia, quando lui fosse lontano fa et eseguisci tu solo. + +Cum li ambassadori pontificio et regio comunicherai et questi +nostri comandamenti et per zornata ogni occorrente materia, sì che +loro a ti, e tu a loro, e tuti insieme dagate a le facende christiane et +comune, ogni favor caldo et reputation. + +Zonti veramente in Cypro sel predecto illustrissimo signor fusse +anchor tanto lontan da le marine, e le vie sì precluse et impedite, +ch'el passar vostro fosse o impossibile o periculoso et però tardo, l'è +de nostra intention, che per quelli miglior modi et mezzi che a ti sia +possibile de ritrovar, et per el mezzo de la maestà del re de Cypro, +e per ogni altra via, tu mandi al nobel homo Catharin Zen le lettere +che nui li scrivemo le qual te havemo fato dar multiplicate perchè +per più diversi messi tu le mandi azò che malcapitando alguno, le +altre pervenghino a le sue mani, e tu anche per quelli istessi messi +scrivili del tuo zonzer in Cypro insieme cum li altri ambassadori, e +dali parlicular avvixo de tuti i preparamenti fati per nui e mandati +e zonti cum ti in Cypro, e cussì fa che agì Mohammed scriva e replica +anche lui ingrossando et ampliando ogni cossa per ben de la materia +e perchè quel signor se induchi a presto descender et poter +uxar le munition mandate et subsidii li sarà per dar l'armata Christiana. +E se quando serai cum el capetanio nostro zeneral, lui havesse +de mandar qualche uno per qualche altra via, et similiter in Rodi +qualche uno altro, volemo ch'el si mandi, et che anche per ti se +scrivi come è dito, e facci simel ad agì Mohammed, azò che per ogni +modo el predicto illustrissimo signor habbia avixo del zonzer vostro +e dei preparatorii facti et spedicti et zonti in Levante a suo ordine +et disposition. Et parendoti mandarli qualche fidato messo o messi +senza lettere oltra quelli mandasti cum lettere et cum qualche consegno +de parole sì che ser Catharin cognoscesse esser veri tui nuntii +e potesse darli fede per la notitia del consegno che satisfesse +in luogo de lettere de credentia, volemo che tu li mandi. Et breviter +fa ogni experientia e non lassar nè da quanto te havemo ricordato, nè +che a ti paresse utile et possibile, cosa alguna o modo algun inexperto +per far intender a quel signor el vostro esser in Cypro cum tute le +cosse predicte, e l'armata esser prestissima come havemo dito. E +perchè solamente questa noticia da esser data per le messi zudichemo +utile et necessaria, ma etiandio la pubblica fama et dimostration de +le cosse predicte perchè per quella venga anche a noticia de quel +signor e de li amici soi Caraman et altri, volemo che non solamente +ne avixate dicto signor Caraman et altri, ma cum le galie a vui deputate +che sono do, volemo che vui ve redugè verso i luoghi e marina +del dicto Caraman possandolo far seguramente dandoli avixo del +vostro esser lì perchè possando cum sua scorta e favori passate al +signor Uzunhasan. E non possando per esser dal Ottoman occupati +i luoghi da marina, facta ogni experientia et demostration, retornate +in Cypro, spaxate messi et aspectate la occaxion, el modo, et intendando +che possiate haver de le galie del serenissimo signor re de +Cypri per el passazo vostro, quando poreti passar licentiate quelle +do che ritornino a ritrovar el capitanio nostro zeneral, ma non possando +haver de quelle del re, retenete le suedicte do, fino vi siano +necessarie al detto passazo. Se veramente le vie fosseno expedite, +smontati vui a terra et prexa la deliberation del cammino, licentiatile, +che cum prestezza ritornino al capetanio nostro zeneral. + +Passando vui per la dition del Caraman visiterai sua signoria, +conforterai et offerirai sotto nostre lettere de credenza sul zeneral +et consueto, et li dichiarerai quanto a ti apparà esser expediente e +ben de le cosse; el che meglio potrai li presente intender che per +nui dartelo in comandamento, et per servar l'uxanza et per più +acharezarlo prexentali per nostro nome. + +Occorendo ritrovarti dove sia la donna del prefato signor, fiola che +fu del imperator de Trapesonda, visiteraila cum licentia del signor +sotto nostre lettere de credenza, et usa quella forma de parole che a +toa prudentia aparerà convenirse a la soa dignità et anche al proposito +della materia, e ne la visitation presentati per nostro nome, +et se più de una de le done sue fosse cum sua celsitudine, visita +anche le altre che da lui siano amate et existimate, et prexentale. + +Visiterai similiter cum nostre letere de credenza i figlioli de quello +illustrissimo signor et a zaschadun de loro prexenta. Dapoi et la prima +volta et visitation de assiduamente che tu te ritrovi cum loro et cum +a zaschadun de loro suadili et inflamali a la prosecution de l'imprexa +necessaria al suo proprio bene et exaltation cum le raxon dite de sopra +al padre et cum le altre che te occorrerano, similiter farai sel +te occorrerà el modo cum l'imperatrice de Trapesunda per vendetta +del ingiuria, spolie et morte del padre, et per lo acquisto de lo imperio +suo de Trapesunda. + +Visiterai etiam Omarbei suo principal capitanio e quelli altri parerano +a ti solo letere de credenza molte de le qual ti havemo fato dar +senza soprascripto perchè de lì lo possi far et uxarle al bixogno et +prexentalo. + +Perchè come tu intendi el desiderio nostro è grandissimo de intender +i progressi del sopradicto illustrissimo signor et ogni occorrentia +in quello exercito et in quelle parte sarai solecito et diligente +in darne solicito et continuo avixo de ogni cossa che tu vedrai al +dirai et intenderai cussì del numero de la zente come de i pensieri e +desegni e de i cammini de lo exercito del sopradicto signor et brevemente +de ogni cossa che raxonevolmente tu possi intender la noticia sua esserne +grata; et non sparagnar nè spexa nè fatica, nè pericolo de +messi, replicando per ogni via possibile sì che da ti habbiamo spesse +lettere et avixi. Farai lo simile de Cypri fina serai lì. + +Ben chel appari che in principio de questa nostra commissione ve +comandemo che vui andagà in Cypro recta navigatione, intendete +però questo proceder perchè nui existimemo quella esser più idonea +scala al passar vostro al predicto illustrissimo signor che presuponemo +non sia ancor disceso a le marine. Ma se altramente fosse, e +quando sereti cum el capitanio nostro intendesti chel drizarvi altrove +fosse più a proposito de la prescrita esecution de questi nostri +comandamenti lassemo in arbitrio e disposition vostra far segondo el +conseio e parer del capitanio nostro et vostra prudentia, et prender +quel partito sia più idoneo et accomodato a la satisfaction del grande +nostro desiderio che presto vi ritrovate a la presentia de quel +illustrissimo signor. + +Et ex nunc captum fuit quod dentur suprascripto oratori ducati +500 et dandi se Catarino pro illius impensis. + + De parte 157 + De non 0 + Non sincere 2 + + _Secreta XXV._ Cornet, op. cit. + + +DOCUMENTO X. + +_Commissione segreta a Giosafat Barbaro._ + +(1473, Die 11 Februarij). + +_Ser Josaphat Barbaro oratori nostro +ituro ad illustrissimum dominum Uzunhasanum._ + +Ben che assai sufficientemente per la forma della toa aperta commission +tu habi intexa l'intention nostra et desiderio che lo illustrissimo +signor Uxon proseguisca la guerra, et recercando lo inimico +astuto et malitioxo la pace, quella refuti come cossa al stato +suo per le raxon allegate pernitioxa, et anche qual via nel proseguir +la guerra sia più in proposito de le cosse nostre, videlicet in la Natolia +dominio et viscere de lo inimico, ampuò (tuttavia) per questi nostri +secreti comandamenti ne ha parso parlar intorno a l'una e l'altra +de le predecte do cosse più particolare e destinctamente; nè de questo +qui te diremo, volemo che tu comunici cum li ambassadori che sono +in to compagnia, nè cum algun de loro. Per quanto aspecta a la +pace nui non volemo che cum questo perfido et insaciabil inimico se +possi aver pace alcuna che possi esser nè segura, nè durativa senza +queste condition che lui cedesse in tutto e per tutto la Natolia a questo +illustrissimo signor, e tuto quello lui possiede de là del stretto +cum tuta la ripa de esso strecto opposita a la Grecia, si che in quella +niente omnino li restasse. Questo dicemo cussì per lo castello del +Dardanello che pervenisse in mano et podestà del prefacto excellentissimo +signor, come perchè niuno altro più ne potesse edificar in +locho alcuno de quela ripa, et conseguentemente fosse in libertà nostra +passar suxo per el strecto et intrar in mar Mazor et venir a Trapezonda +et altri luoghi de esso excellentissimo signor per instauration +de li antiqui trafici et commercij, per beneficio della sua celsitudine +et suoi subditi e nostri. A nui veramente consignasse la Morea e l'ixola +de Metelino e restituisse el nostro Negroponte; et ancor cum tute queste +condition, considerata la rabia et rapacità soa existememo saria +pericoloxo lasarli tanti regni et potentie quante lui possiede in Europa, +cum le qual a qualche caxo potria esser molesto al prefacto illustrissimo +signor, a suoi figliuoli et a li amici soi. Ma pur quando tu vedessi +la celsitudine soa inclinasse a mention de pace et non si potesse +per te ritrar e suader in contrario ricorda et proponi questa conditione +nel modo nui te lo dicemo. + +La mente adonque nostra et nostro desiderio saria la prosecution +de la guerra fina che cura le arme el fusse expulso de la Natolia e reducto +in tal termini che ogni condiction de pace se potesse raxonevolmente +sperare e poi segondo el tempo e le cosse non mancheria +darli quella leze apparisse esser per tuti do nui più avantaxosa et fuzir +ogni practica in questo mezo, perchè le non pò se non grandissimamente +nuocer a le comune cosse et bene del prefacto excellentissimo +signor et nostro. + +Pur quando facta per te ogni possibel experientia et conato per lo +suader el refuto de ogni paxe e la prosecution de la guerra et exterminio +de lo inimico, et cum le universal raxon non esser da darli pace +niuna, e poi cum lo ricordo de le soprascripte dure difficil condition, +non le succedesse nè l'una, nè l'altra via; ma quel excellentissimo signor +inesorabilmente avanti la total eversion et ejection de lo inimico +fuor de la Natolia fosse inclinato a la pace cum la restitution de i +stati de i signor cazati in essa provincia o altramente, che nui ben +podemo considerar ma non intender perfectamente tutte cosse: +in questo caxo sii solicito in recordar il facto nostro, sì che a nui +anche sia resignata la Morea, Metelin e restituto Negroponte, e non +possando tutte queste cosse quella più parte tu puoi obtenir. Et in +fine almancho ne sia restituto Negroponte et Argo o pur siamo insieme +cum el predicto illustrissimo signor inclusi in tal pace +come suo colligati et confederati con tutti li nostri confederati et +adherenti. + +Possiamo intorno a tal materia dirte asai raxon, le qual tute e de +le altre anche segondo el tempo e la qualità de la materia te po +soccorrer a ti stesso che sei prudente e practico uxa la tua solicitudine +prudentia et diligentia al più bene et al maior avantazo et beneficio +del stado nostro. + +A l'altra parte che è della via de far la guerra tu intendi questi +do Stati esser proposti suxo questo taoliero per dir cussì l'uno quello +del Turcho, l'altro quello del Soldan. E ben che nui existimemo che +al tuo zonzer in levante el prefato excellentissimo signor già serà +drezato per quel cammino lui deve andar, ampuò in ogni caso nui te +dichiariremo el concepto nostro. Se per ventura tu ritrovasti soa +excellentissima signoria ancipite et suxo l'uno et suxo l'altro partido, +volemo che tu lo suadi et lo conforti a la via della Natolia e ruina +del Ottoman come ad imprexa più necessaria et più glorioxa, la qual +riuscita non li resta più alcuna difficultà al certo impero de tuta l'Asia. +E se già lui si fosse drizato a questa banda del Turcho, mantienlo tu +in tal proposito che credemo lo farai senza difficoltà. + +Se veramente lui fosse intrato in Sorìa, in questo caxo perchè +varie pono esser le condition delle cosse non ce par de darte alcun +singular comandamento se non quanto te diremo appresso, non intendando +che possi esser utile nè che nocino a le cosse nostre et a +le persone et haver de li nostri merchatanti, la salute e ben di qual +volemo che sia el tuo bersajo e la to brocha dove tu hai a drezar +tuti i tuo pensieri studi et spiriti per la loro salute e liberazione. +Volemo che per ogni modo tu passi a ritrovar quello excellentissimo +signor perchè molto meglio appresso lui che da la longa potrai aiutar +et favorir la salute e liberation de nostri, che stando lontano, anzi +stando lontano offenderesti e l'una e l'altra parte et potria questo esser +dopiamente et per do vie la extintion de li nostri. Tu intendi et +cognosci per quanto ve stagi le persone, el mobile che se ritrova in +levante uxa a questa volta ogni animo ogni distinction et ogni raxon +per la conservation et liberation de quelli cum lettere et messi de +quel excellentissimo signor, cum luxenghe, manaze, forze, parole et +effecti de quello a quelli luoghi dove se ritrovano i nostri mercadanti +et haver suo sì che tuto se salvi per quelle vie et modi che tu crederai +meglio e più certamente poterlo fare. + +Perchè come ne ha referito questo nuovo ambassador del soprascripto +illustrissimo signor, la despina è apresso de lui in grandissimo +amor et reputation et auctorità, oltre quello nui te havemo +commesso in l'altra commission toa de la visictation et prexenti, l'è +anche de nostra intentione che quanto più tu poi tu la honori et +exalti, e sì te forzi de renderla a tute le voglie nostre propitia et per +tute quelle vie e mezzi che tu intenderai et cognoscerai poterlo fare. + +E dichiarali lo amor nostro et observantia in quella e la speranza +che nui havemo in la sua sublimità, e mesedando i respecti christiani +cum i nostri e l'odio inextinguibile lei deve haver a lo inimico, +la dolzeza de la vendetta de tante ricevute inzurie nel sangue suo, +fa de obtener et uxar l'opera et favore suo al ben de tutte cosse a ti +comesse. + +Visiterai similiter et honorerai et prexenterai la madre del soprascripto +illustrissimo signor cum forma de parole a la soa dignità +conveniente et a la persecution de l'imprexa quella inanimerai el +inflammerai per lo evidentissimo beneficio et necessità del stado de +suo figliolo, de li nepoti e descendenti suoi cum quelle parole et raxon +che alla materia et a la persona soa convenga. + +Benchè nui te habiamo dito in l'altra commission che tu comunichi +ogni cossa cum li ambassadori pontificio e regio, sapi ampuò +esser de nostra intention che tu comunichi le cosse comune zeneral +e manifeste, non questi nostri secreti, nè altra cossa che meritasse +taciturnità e silentio; tu è prudente uxa la consueta tòa intelligentia +et practicha. + +Da poi la prima exposition de questo ultimo messo del soprascripto +illustrissimo signor, lui è iterum venuto a la presentia nostra et +hanc exposto chel predicto signor Uxon per suo sagramento ha promesso +al nobel homo Catarinzen nostro ambassador de perseverar +perpetuamente cum nui in amicitia coniunction et union, et haver +li amici nostri per amici et li inimici per inimici. E questo istesso +lui ne ha offerto et promesso de affermar da bel novo cum sagramento +per nome de quello excellentissimo signor: però nui volemo che tu te +informi di questa particularità dal soprascripto ser Catarin, el qual +se meravigliamo che se cussì è non ce ne habi dato notizia. Et essendo +necessario far in tal materia altra solemnità et obligarne la fede +de quel signor, e la nostra a lui, a perpetua soprascripta union et +intelligentia contra l'Othoman, specificatamente semo contenti che tu ne +ricevi ogni obligo, et al incontro oblighi et prometti per nui sì che +dita obligation sia mutua et equalmente reciproca, contra però l'Othoman +come havemo dicto e non contra altri, per i pericoli che tu intendi +de le persone et haver nostro che sempre se retrova in podestà +del soldan, a la salvezza de le qual nostre persone et havere habi +semper in ogni caxo singular et precipua cura et diligentia. + +Comunicherai tutti questi nostri comandamenti e sì li exeguirai +insieme cum el nobel homo ser Catarin Zen et avixalo che tutto tegni +secretissimo quanto qua se comanda per nui, sel serà lì, et essendo +lontano exeguissi ti solo come in la patente commission te +havemo dicto. + +E perchè per do letere del prefato ser Catarin nui semo avixati +quello excellentissimo signor haverli domandato danari; sel occoresse +chel te facesse simel domanda a ti, volemo che cum la dichiaration +de le incredibel spexe nostre distinctamente tochate in l'altra +tua commission che sono honestissime et urgentissime, et cum +tutte le altre honeste et iuste raxon et justification tu honesti la +Signorìa Nostra, e declina quanto tu puoi questa materia. + + De parte 116 + De non 5 + Non sincere 6 + + _Secreta XXV._ Cornet, op. cit. + + +DOCUMENTO XI. + +_Copia di una lettera scritta per D. Catarin Zen, Orator nostro +al Signor Ussun Cassan, nell'anno 1473, addì 27 Lujo._ + +Serenissime Princeps et Excellentissime Domine etc. Addì 14 +Jugno scrissi a Vostra Sublimità dalle campagne di Erzingan a risposta +di una di V. S. in data addì 9 Zener 1473; et certo dirò +così: Serenissimo Principe quella lettera non fu lettera ma Spirito +Santo, se detta lettera non veniva ovvero la fosse stata più tarda non +so come fossero passà le cose. Questo illustrissimo signor toleva la +volta di sopra come el feva. Il sommo Dio sia ringraziato il quale ha +provisto a tutto. Questo illustrissimo signore come scrissi a V. S. +ringrazia molto V. Serenità dell'esaltazione che feci per nome di +V. Celsitudine a Lui, per essere andà magnanimamente contro l'Ottoman. + +Lui ha prevenuto la V. Sublimità in aver fato dar commiazione +all'ambassador dell'Ottomano, et questo perchè V. Serenità si riputava +za essere unita et conzunta con essa ill.ma sua signorìa, et per il simile +delle bombarde e munizion, maestri ingegneri et de schiopeteri +e dell'armata mandata da V. S.; et perciò sua ill.ma signorìa +aveva mandato, come saveva, un suo schiavo che fu Armirbei +contro l'Ottoman con cavalli 200,000. Allora sua signorìa voleva +mandar suo fio Ourgulu bei con cavalli 150,000 e sua celsitudine +voleva venir dietro potentissimo, et dissimi ancora così +come Vostra Serenità aveva posta fede in non far pace coll'Ottoman, +ella stasse di buon animo che egli non faria mai pace coll'Ottoman +per la fede che aveva porta. Qualunque cosa Vostra Serenità intendesse +dall'Ottoman non lo credesse et come sua ill.ma signorìa voleva +vegnir prima ad Erzengian, e li adunar tutte le sue genti, et +per tutta la luna di luglio voleva andar e mandar contro l'Othoman +per amor delle biade; e come in quei dì essendo venuto un ambassatore +dell'Ottoman a questo stesso signore per fare la pace, lo avesse +rimandato. + +Significai ancora a V. S. tutti li progressi che aveva fatti questo +signore fino a quell'ora, per dita mia lettera. + +Scrissi ancora un'altra mia in data 12 luglio da Erzengian, per +avvisarla come questo ill.mo signor avea fatto cazzar dito ambasciatore +dell'Ottoman senza dargli udienza; e come a certi spioni turchi +ha fato tajar la testa e taccarla al collo e così mandar all'Ottoman +dicendogli ch'el vegna presto; et come pure abbia fatto venir me +alla sua presenza e dissemi: _Ambasciator, tu intendi, l'Ottoman vien +con tuto el so poter contro de mi, et ha abandonà tutti li luoghi che +tiene in ponente per venir più potente contro di noi. Scrivi alla tua +illustrissima Signorìa ed all'imperator et al re d'Ongheria, che facciano +tutto el so poter di andar a distrugger l'Ottoman in Europa, +perchè in questa parte d'Anatolia vojo andarlo a trovar, et coll'aiuto +di Dio distrugerlo, et così voglio che faccian quelli Signori di ponente +acciò el dito Ottoman non si possa più refar, et che totalmente el sia +distrutto et che il suo nome no se abia più a menzionar_; et comandami +scrivessi alla magnificenza del capitano spazzasse presto una galia +per dar ricapito a ditte lettere, et così quamprimum scrissi +una lettera al capitano che mandasse una galia in Dalmazia, et +così mandai la lettera alla Maestà Cesarea dell'Imperatore, et altre +d'Ongaria; le copie delle quali mandai a Vª Serenità et altre cose +come avrà inteso per quella mia. + +Addì 13 luio ricevetti lettere dalla magnificenza del capitano, e +di mess. Josafat Barbaro ambassatore date a dì 3 jugno in Porto +di S. Teodoro, et con quelle lettere direttive a questo ill.mo signore, +et al signor Caramano, per le quali fu informato della magnificenza +del capitano, come Sua Magnificenza era zonta lì, con potentissima +armata, e del Sommo Pontefice, e del re Ferdinando, et che avea +zente, molte bombarde, munizion, maestri schiopettieri, et presenti +per essere dati a questo ill.mo signore; et come Sua Magnificenza +aveva mandato da Vostra Serenità di stare ad obbedienza di questo +ill.mo signore, et che molto Sua Magnificenza desiderava intendere +li felicissimi progressi di questo ill.mo signore, ed aspettavalo con +gran desiderio alle marine, per far qualche solenissimo fatto insieme +con lui; et che intanto avea preso et consegnato a Kasim bei i tre +castelli alle marine. Quamprimum fui alla presenza di questo ill.mo +signore, e li significai quanto Sua Magnificenza me commetteva, e +li apprestai la lettera che scriveva la magnificenza del capitano, +et il Barbaro, il ditto ill.mo signore, me le feze lezere, e lette che le +have, subito sua signoria ill.ma feze sonar le zambalare per tutto el +campo in onor, gloria e trionfo di Vostre Eccellenze, e della +magnificenza del capitano, dicendo: questi sono uomini da fatto, e +che non stanno oziosi con tante sue galie. Il ditto ill.mo signore +molto ringraziò Vostra Serenità della obbedienza che aveva commesso +al magnanimo capitano, e delle bombarde, munizion, maestri +scoppetieri, e presenti che si era per dare a sua ill.ma signorìa, e +ringraziò molto la magnificenza del capitano di aver consegnato +per suo nome a Kasim bei li tre soprascritti castelli. + +Sua ill.ma signorìa mi disse: _Ambassator, intendo il tua magnanimo +capitano colle zenti di Kasim bei sono andati al Candelaro e sono +huomini molto soleciti, se Dio li concede grazia di avere il Candelaro, +scrivi al tuo magnanimo capitano nol consegni ad alcuno che sel tegni +per lui, e scriverli che non si parta da lì, ovvero dalle terre del +Caraman, perchè col nome de Dio seguirò loro alle marine e faremo colla +Dio grazia qualche rilevata cosa_. Questo ill.mo signor come ho scritto +di sopra, voleva mandar avanti so fio contro l'Othoman con cavalli +150,000; ora ha deliberato non vada avanti, ma sua ill.ma signoria +vuol andar in persona con tutto l'esercito a trovar l'Othomano. +Da questo campo sono 300,000 cavalli ben in ordine armati, +et per lo simile li huomini di ora in ora si vanno grandemente +impassando. Questo ill.mo signor ha fatto comandamento a tutti li +uomini di queste montagne che vengano in campo, li quali di ora +in ora giungono. Questo ill.mo signore solecita il cammino per andar +a trovar l'Othomano, spero in Dio non sarà troppi zorni si toccheremo +li fianchi. Pregherò l'Altissimo Iddio per sua clemenza ne +doni vittoria; ogni zorno vien persone dell'Othoman, che scampa +per questo campo. Questo ill.mo signore li vede volentieri, e li fa +doni e veste; oggi son venuti signori quattro dall'Ottoman, li quali +sono fuzìti. + +Sono stato dal signor Caraman al quale ho data la lettera che gli +scrive la magnificenza del capitano, e di m. Josafat Barbaro ambasciatore, +il quale mi ha fatto lezere. Sua signorìa ringrazia molto la +Vostra Signorìa di tanto beneficio li ha fatto la magnificenza del +capitano, lo qual sommamente lauda, e dice tutto il suo stato essere +in Vostra Serenità, et di quello essa disponga come del suo proprio. + +Delle condizion di questo ill.mo sig., l'è poco tempo che sua signorìa +non aveva altre che cavalli 30,000 et presto si ridusse in cavalli 300,000, +s'ingegnò di rubar da suo fratello una terra grande, e che avea +mura belle e grosse come quelle de Costantinopoli. Dopo comenzò +ad aquistar il paese, e star sempre in campagna come fa al presente. +Là el mandò domandare molte cose in tributo, fra le quali el +domandava 30,000 garzoni, a Gihan Shah; questo ill.mo signore fu +contento darli ogni cosa, eccetto li garzoni, dicendo non poterlo +far; li comenzò a romper guerra, e mediante la Dio grazia, lo vinse +sora Tauris, et havuta Tauris il soldan Baiesit qual era di sora Tauris +li mosse guerra. Questo ill.mo signore l'andò a trovare, e suo fiol +Ugorlom bei, il quale al presente è qui in campo, el prese e conquistò +tutto il paese che è sora Tauris a zornate 50 fino al mare di +India; dall'altra parte tien a confini de Tartari: et tien paese fino +al monte di Bakù, da quella parte di sopra tutto è pacifico, et nulla +dubita. E come scrissi a Vostra Serenità dì 12 lujo l'è venuta a +questo ill.mo signore una solenne ambassata del Tartaro, et ha portato +presenti nove ferri da taiar, nove scimitare, una sella, una brenna, +do fanali, e 200 persone cariche di peletterie, zoè martori, zibellini, +faine, armellini, dossi vari e volpi: et ha mandà a dire a questo +ill.mo signore come el pretende stare con sua signorìa in pace, +come l'è sta finora, sicchè di fora delle parti di levante, per la Dio +grazia sta sicurissimo, verso tramontana confina col re di Zorzania +e da queste parti nulla dubita, e sono in pace. Dalla parte destra +confina con Bagdad, zoè Babilonia la grande, et confina con Arabi, +colli quali è in pace, et molti sono in campo con questo ill.mo +signore. Quando l'andò verso Aleppo tutti li Arabi si movevan +per venir in favore di questo signore, sicchè da parte destra nulla +dubita. Verso ponente confina col Soldan e con l'Othoman; col +Soldan, come dirò de sotto, credo sarà d'accordo, nel mezzo del +suo paese l'aveva il signor di Bitilis, dove el mi mandò l'anno +passato, il quale aveva castelli 20 et assaissime montagne li qual +si chiama Kurdi, valorosissimi huomini et dividono il paese di +questo ill.mo signore in do parti, cominzando da un luogo chiamato +Kirmanchà che va fino a Tauris ch'è sotto alle montagne, et divide +il paese in do parti, da confini dell'Othoman fino a Tauris. Allora +quel signor di Bitelis si rese con tutti li castelli e genti, in +modo che tutto il paese s'è ridotto di questo ill.mo signore, con +assaissime città e tutte ben condizionate, castelli assaissimi, le quali +città e castelli molti ho visti, per essere andà per mezzo del paese di +Tauris, e da Tauris ho circondà tutto il paese, come per altre mie +ho scritto a Vostra Serenità. + +Questo illustrissimo signor, se vol, el farà un milion de huomini; +da suoi signori ha una grandissima obbedienza; li principali signori +ha di grazia andare al suo padiglion, avanti al quale stanno +sentadi in terra, et essendo nel padiglion niuno osa parlare, et +il Signor parla, e quel sua ill.ma signoria dice tutti conferma, +et nullo li basta l'animo di dirli contro di quello el dice di che +l'ha un'obbedienza grandissima. Questo campo pare un santuario, +nullo si lamenta. Questo ill.mo signor non ha far altro se non attendere +all'Othoman, perchè da tutte le altre parti l'è benissimo condizionato. +Per tutto questo paese sono Armeni cristiani assaissimi, +fanno chiese a suo piacere, il signore li concede in un luogo chiamato +Galguch sia fatta una chiesa di Nostra Donna in volto: ha coperto +do chiese, una di Simeon Apostolo, l'altra di S. Zuan Battista +con tre cappelle, et li dà il modo di farle al modo italian, e così +hanno fatto. + +Delle sue entrate non posso bene intendere: tol la decima di tutte +le entrade; gli Armeni pagano uno ducato per testa che sono grandissimo +numero. Li signori, a beneplacito di questo signore, li mette +e dismette alle sue zenti e castelli, li quali secondo la signorìa che +hanno, quando il signor li chiama sono obbligati di venir con certo +numero di cavalli et huomini secondo le sue rendite, e così vengono; +le zente d'armi sono pagate a ragion di anno, et hanno le paghe di +mesi sei in mesi sei, et da per homo col cavallo da ducati 40 fin +a 60 secondo li homini, all'anno; et benchè dica, Serenissimo Principe, +che questo illustre signore potrà fare un milione di huomini et +al presente abbia in campo homini 300,000, di questo la non la si +meravigli: perchè come ho detto la lettera di V. Serenità de 9 Fevrer +1473 non fu lettera, ma fu lo Spirito Santo. Questo ill.mo signore +non pretendeva per lui venir zoso, ma andar alla volta di levante; +et ho saputo per buona via da principali signori, che questo +illustrissimo signore, la venuta del veneto ambassador reputava +un sogno, per essere il paese della Signorìa lontanissimo, et +dopo che venne questa santissima lettera, il signore che avea allora +persone 100,000, veduta la ditta lettera, la quale ricevè addì 12 +jugno, si deliberò di venire contro l'Othoman. + +In questi zorni è venuto un ambassator del Soldan a Ongurlu +bei fio di questo ill.mo signore, et al signor Caraman, ad esortar +quelli s'interpona con questo ill.mo signore di far paze col Soldan, +e vuol far tutto quello piace a questo ill.mo signore, l'ha mandà al +Soldan un suo ambassatore per questa facenda per quel che mi +dice il Caraman, ma temo la pace non seguirà. Nec alia. Alla grazia +di Vostra Serenità mi raccomando. Data nel felicissimo Campo di +Ussun Cassan in le campagne di Erzignan addì 27 luio 1473. Excellentissimae +Dominationis vestre, Caterinus Zeno. + + _Cronaca Sanudo. Ms. Cicogna._ + + +DOCUMENTO XII. + +_Relazione della battaglia di Terdshan._ + +Magnifici et generosi domini post commendationem, etc. Le ultime +mie scritte a Vostre Mag. fo de XXVII lujo, per le quali significai a +quelle come questo ill.mo signore andava in persona a trovar l'Ottoman, +e che non saria tropi zorni che i sariano a le mano. A hora significo +a Vostre Mag. come a dì primo avosto questo ill.mo signore se acostò +a lo exercito de l'Ottoman, et el detto Ottoman era, con persone da +cavalo e a piedi 150m, ben in ordene de chari, bombarde e schiopetieri +e fanterie. Questo ill.mo signore haveva da persone a chavalo 300m, +e lasò con el suo chariazo de le done, puti e suo haver, da persone +100m. El ditto Ottoman visto esserli venuto arente, dubitando, serò +tuto el campo suo con chari e bombarde. Questo ill.mo signore commenzò +subito principiar la bataglia, e sempre era vincitor, e fo morto +de l'ottoman Asmorat bassà de la Romania, e Amirbei capetanio de la +Morea fo prexo: l'Ottoman mandò uno suo subaschi a questo signore +per far pace. Questo ill.mo signore per niente volse pace, per la fede +el me aveva dado per nome de la nostra Ill.ma Signoria. Questo signore +mandò Ugurlonbei suo figlio con el signor Charaman de sopra el +campo de l'Ottoman con gran numero di chavali, mandò ancor l'altro +figlio suo nominado Seinel beg da una banda del campo de l'Ottoman +e Bajandur beg dall'altra banda con gran numero de chavali. +Questo ill.mo signore romase a lo incontro de sotto da l'Ottoman +con grande exercito, in modo che lo exercito de l'Ottoman era +tuto circondà da la zente de questo ill.mo signore. Questo ill.mo +signore voleva strenzer l'Ottoman; l'Ottoman vedendose circondà +cercava de voler con lo exercito fuzir, e mosesi per do fiade. +A dì X volendo fuzir l'Ottoman, questo ill.mo signore volonteroso de +esser a le mano in questo dì X, a hora de nona montò a chavalo, e +commenzò ad intrar contra l'Ottomano e sempre venzando, et essendo +l'Ottoman in fuga, fono da una parte e dall'altra molti et assaissimi +morti, e per questo ill.mo signore fo presi de quelli dell'Ottoman e +morto Duranamet fio de Amirbei capetanio de la Morea, Agybey, +Cuzuxenan, Penzin, Enzingalar, uno principal signore haveva l'Ottoman +in Constantinopoli è stato morto, el qual era christiano et al +fradel de Mamut bassà, tutti i soprascripti grandissimi capetanj frambulari +da 50; e accostandose questo ill.mo signore a li chari de l'Ottoman, +l'Ottoman comenzò a cargar a dosso a questo ill.mo signore +con bombarde, spingarde e con molta fantaria, con schiopeti in modo +che le zenti de questo ill.mo signore comenzò fuzir. Intanto che tuti +fuzino, et lassono tuti i pavioni e gambeli, i quali fono tuti tolti per +quelli de l'Ottoman, e tuto el bazaro, e questo campo fo rotto. Mi che +sempre seguiva el signore, miracolosamente Dio per sua misericordia +me ha salvà, al qual rendo immortalissime gratie. Questo ill.mo signore +fuzì e tute le sue zente per le montagne, e tuti son reduti dove i lassorno +i pavioni de le loro done, puti e suo haver. El signore è salvo, +e do suo fioli e el signore Charaman e Baiandurbey. + +Non par da conto de questo ill.mo signore sia manchà alcuno, tute +le zente sono redute. Questo ill.mo signore è in pè, e su la reputation +e non par rotto. L'ha mandà in Syras che è mexe uno de zornade +sopra Tauris per el fiol grande, el qual è potentissimo, chel debi +vignir zoso con tuto el suo poder, et ha fatto commandamento per +tuti suoi luoghi che tuti se meta in ordene. Questo ill.mo signore va +ordenando el paexe suo, e va verso Tauris, e dice che a tempo novo +el vol andar contra l'Ottoman, el qual torna nel suo paexe. + +A dì VII de questo, vene in campo do ambassadori del serenissimo +signor re de Hungaria, con i qual fui a la presentia de questo +ill.mo signore, et udita la sua ambassada, dissi a la sua ill.ma signorìa +voleva mandar uno mio homo a la mag. del capetanio zeneral, e +quel piacesse commandar a sua ill.ma signoria che la commandasse. +Sua serenità me disse non mandar el tuo homo, ma voglio tu vadi da +la to ill.ma signoria insieme con questi ambassadori del serenissimo +re de Hungaria. Mi come tuti i miei sano, haveva deliberado remagnir +infina uno altro anno ad intender e veder quello era per far questo +ill.mo signore. Habiandome dà licentia questo signore non posso +far manco de non me partir, et in nel nome di Dio, con questi +mag. ambassadori del re de Hungaria torò el mio chamin. Priego +Dio me condugi a Venexia a salvamento per seguir mio debito ho +scripto questa a Vostre Mag. aziò quelle de tuto sia informade de +quanto è seguido. Priego Vostre Mag. a tutti me arecomandati.--Nec +alia.--Data nel campo de Ussun Cassan zornade quatro lonzi +d'Erzingan die XVIII, Augusti MCCCCLXXIII. + + CATHARINUS GENO _Orator_. + +_A latere:_ + +Magnificis et generosis viris, dominis Petro Mozenico procuratori, +capit. generali maris, ac provisoribus classis, nec non Josaphat +Barbaro oratori Ill.mi DD. Venetiarum ad Ill.mum D. Ussonum Cassanum +dignissimis. + + _Dai Codici Foscarini._ + + +DOCUMENTO XIII. + ++ _Jesus MCCCCLXXIII die XVI Octobris in civitate Caffe._ + +In nomine Domini amen. Haec est quaedam tranlatio de lingua +persica in lingua latina seu italica, cuiusdam literae magni et +potentissimi Assanbech, directe ill. dominationi venetiarum, translata +de dictis linguis vid. arabica et persica in idiomate italico, de +mandato spectabilis domini Christophori de Calle, honor. consulis +mercatorum venetorum in civitate Caffe. Instante ac requirente magnifico +domino Catarino Zeno veneto oratore Ill. D. Venet. ad prefactum dominum +Assanbech ac oratore prefacti domini Assanbech ad Summum Pontificem, +ad Ser.mum imperatorem Romanorum, ad Ser.mum Ferdinandum +regem Siciliae, ad Ser.mum dominum Cassimirum regem Poloniae, +ser. D. Mattiam regem Hungariae, nec non ad prefactum Ill.mum +dominum Venetiarum per me Constantinum de Sarra artium liberalium +magistrum, et specialiter ad hoc negotium cancellarium electum +per prefactum dominum consulem, tamquam suum confidentem, +de verbo ad verbum et verbum pro verbo, nihil addito vel +mutato quod mutet sensum, aut variet intellectum, nisi forte forent +alique dictione in illis linguis: quae per propriam italicam dictionem +non possent transferre, quas dictiones exposui pro propinquiorem +dictionem, quae potuit confirmari tali arabicae, sive persicae dictioni. +Quae translatio facta fuit interpretante Choza Goli armeno docto viro +et perito in dictis linguis, ipso interpretante et me transferrente +mediante patre Giorgio de ordine unitorum perito in lingua armenica et +tartarica, verba illa mihi exponenti in lingua italica. + +Et q. littera habet signa sex rotunda, videlicet unum in fine +litterae a parte interiori et reliqua quinq. etiam in fine litterae a parte +exteriori. + +Quae translatio talis est, scripta tamen per alium mihi confidentem. + +In nomine omnipotentis Dei, _litteris aureis_. + +Unus Deus, _litteris aureis_. Haec sunt verba risplendentis atque +fortissimis Assan, _litteris nigris_. + +Grandissimo honorandissimo Gran Signor, Signor de grandi Signori, +relucentissimo signor Sultan su la fede christiana Nicola Tron doxe +di Venexia, cum la man a la gola me inchino e a le bone parole non +torno in driedo: ma anchora me inchino.--Ahora ve fasso assaper +come sultan Othoman per mal far vegniva suxo el mio paese: e l'è vegnudo +a le contrade de Erzingan; et nui a pocho a pocho semo venuti +al intorno del detto Erzingan. Pochi delli nostri huomeni sono scontradi +cum quelli a volto a volto: cum la nostra benediction adosso i +nostri nemici li avemo superati de cinquanta sei milia homeni de quelle +dell'Othoman avemo tagliati a pezzi, et cento e cinquanta subaschi et +trentacinque capitanii grandi havemo prexi vivi. Dentro de questi xe +Absmorat. L'Othoman de queste cose ha fatto gran pensamento, et +tuto intorno avea facto fossi, et haveva grande pensier: el fundamento +so è de gran signor. Ma alquanto sono tornado in driedo, et quelo +l'altro zorno è tornado in driedo a la parte del so paese ha dato, el +suo volto, et nui asì havemo seguido driedo. Tanto havemo seguido +apresso che presto l'è uscito fuora del nostro paese. Da poi alquanti +zorni andassimo alla volta della caza et andar a tanfaruzo per el tornar +fece indriedo queli, havemo cavalcado, et una parte dei miei huomeni +senza la mia parola cazete intorno de quelli et fece battaglia. Pocho +de rota n'ha facto mancamento come cossa fortuita. I Othomani de +simil cossa se han fatto per lor grande favore et nome. Et sono +tornadi indriedo. Nui semo in riposo in nostro paexe in paze. Dentro +el mio spirito zorno et nocte è che questo primo tempo, cum la vostra +union et con la volontà de Dio, cavalcheremo addosso a l'Othoman, +et non sapiate altramente perchè questo è el mio voler. Io ho +manda sul mio paexe Irach, Fars, sin a la porta de Condustam, +e mio paexe Taharsam, Masanderam, Ghilam, Sarahath, Aderbigian, +Bagdad. Questi tutti miei paexi et in tuti miei luoghi dove sono zente +d'arme, e quando comandarò tuti serano a mi. Sapiè non sarà altramente. +Bixogna queste cose non metter in dubio, perchè la mia parola +xe una, e la vostra disposition senza falo avviseme, et che le vostre +lettere no manchi, de quel vui deliberè et che me fassa assaver, che +non manchi che li vostri homeni venga a mi de continuo et d'ogni +cossa savarè de Catharin Zen ambassador. Data a la nostra porta dei +primo lune mensis augusti MCCCCLXXIII. + +Nos Christophorus Calle per la nostra S. S. de Venexia consolo in +la presente Città de Caffa de la prenominata inclita natione, affirmamus +omnia suprascrita; et ad robur omnium premissorum vissimus has +sigillo gloriosi evangelistae Sancti Marci impressione muniri manu +propria. + +Ego Constantius de Sarra, artium liberalium magister et pubblicus +imperiali autoritate notarius, tamquam confidens praefacti domini consulis, +suprascriptam literam transtulit ut supra, et ad veritate proemissorum, +signum meum notarj apposui consuetum. + + _Commemoriale XVI, p. 27. Arch. ven. gen._ + + +DOCUMENTO XIV. + +_1474, 11 Febbraio. Commissione ad Ambrogio Contarini, +ambasciatore veneto in Persia._ + +Nicolaus Marcellus Dei gratia dux Ventiarum etc.--Comittimo a ti, +nobel homo Ambrosio Contareno dilecto cittadin et fedel nostro, +che tu vadi ambassador nostro al illustrissimo signor Uxon Cassan, +et quanto più presto te sia possibile per via de terra vadi a Caffa +e di lì passi el mar Mazor e desmonti in quel luogo che tu intenderai +esser più apto e più vicino a le provincie et dominio del prefacto +illustrissimo signor. + +La via toa de qui a Caffa zudegemo più segura per Polonia, per +esser le provincie più pachate, et anche perchè cum el favor de quel +serenissimo signor re del paexe suo fino a Caffa sarà più tuto l'andar +tuo, et in la terra propria più riguardado et reservado che altramente +per la autorità et reverentia ha sua maestà et per lo paexe è +in la terra. + +Zonto adunque in Polonia te conferirai a quella città o luogo dove +intenderai esser la regia sublimità, a la qual te presenterai e porte +le nostre lettere de credenza e fate le consuete et observante salutation +et offerte, et prexentato el don et prexente li mandemo per +ti, dirai a la maestà predicta ti esser mandato da nui per esser al +cospecto del soprascripto illustrissimo signor per animarlo, persuaderlo, +et ridurlo a l'imprexa contra el Turcho, come coloro che cum +tuti i nostri pensieri e forze ricerchemo la liberazion de la fede et +religion christiana dal pericolo de questo immanissimo inimico di +Christo, et non cognoscemo niun più accomodato rimedio che la +ritornata del soprascripto potentissimo signor a l'imprexa, el qual +ritornando serà a christiani facil cosa spinzerlo de l'Europa, et molto +più facile al soprascripto signor opprimerlo in l'Asia, et per questo +modo liberar el mondo de questa peste et pernicie. Et sapendo nui +la autorità e reverentia grande che necessariamente ha la prefacta +regia sublimità, cussì per tuto el paexe fino a Caffa come anche in +la terra propria, et ricordevoli de la singolar benevolentia et amor +che dicta maestà ci porta et de la observantia et culto nostro in +quella, havemo prexo questa confidentia de mandarte a la presentia +soa e richieder e pregarla che in beneficio de le cosse christiane +et in nostra precipua complacentia el te faci accompagnar et scorzer +fino a quella città, et per mezo de suo proprio nuntio o letere +efficacissime, anche in quella, et al passar de lì te presti ogni possibel +favor et ajuto, declarando ti esser suo proprio ambassador mandato +per sua regia sublimità al predicto potentissimo signor, la +qual cosa a ti sarà de grandissimo comodo et segurtà et a la maestà +predicta non potrà esser se non grandemente honorevole. + +Impetrato adonque tutto quello favor e de quella qualità potrai obtener, +spazandote prestissimamente de Polonia prosiegui el tuo cammino +a Caffa, e de li oltramar, nel qual passazo e camino non te +demo più uno comandamento che un altro, perchè bixogna che per +zornata tu prendi i partiti siano a più tuo seguro, et anche prestissimo +andar per ritrovarte a la presentia del soprascripto potente +signor. Nui te dicemo de Caffa e de passar al mar perchè existimemo +che tal via et transito sia apto et idoneo per information havemo, +ma se alguno miglior partito te occorresse o per ricordo et favor +del soprascripto serenissimo signor re, o altramente, volemo che +sia però in tua libertà prender quel partito sia più accomodato +presto e seguro, perchè el nostro final desiderio è che tu gli vadi, e +sia per qual via se vogli, pur che là te conduchi. + +Et per tuo avixo nui havemo mandato per quella propria via el +prudente cittadin nostro Polo Ognibene, et havemo indrizzato a la +prefata maestà sua cum prexente de uno cavezo de panno d'oro in +restagno molto bello, de braza..... Investiga cum diligentia et anche +modestia sel dicto Polo è capitato e fato el prexente nostro, e come +in tute cosse lui ha facto et obtenuto da quel serenissimo signor re, +ogni cosa potrai dimandar apertamente et a la maestà predecta et ad +altri; ma del presente fa de intenderlo quanto più cautamente et +honestamente poi, et danne avixo de tuto e del dì del suo partir de lì +per Caffa, e cusì del tuo zonzer come anche del partir tuo. + +L'unico nostro pensiero et desiderio è che lo illustrissimo signor +Usson Cassan ritorni questo anno o quanto più prestamente sia possibile +a l'impresa contra el Turcho, e questa è la principal causa +de l'andata toa et del mandar anche de tuti altri messi et letere nostre; +et prima chel seguisse la bataglia fra el prefacto excellentissimo +signor et el Turcho, pur per tenerlo suxo l'impresa li mandasemo el +nobel homo Josaphat Barbaro cum prexenti e munition, el qual non +ha mai per la via de la Sorìa potuto passar, et anchora se ritrova in +Cypro cum tute le soprascripte prexenti e munition. + +Zonto adonque in cospecto del soprascripto potentissimo signor, li +presenterai le letere a lui directive che sono narrative de tuto questo +proprio effecto, et in fine la credentiale in toa persona come nostro +ambassador come per la copia la qual te havemo facto dar vedrai, et +volemo che quelle te siano instruction e doctrina al suader el soprascripto +ill.mo signor la ritornata et prosecution de la gloriosa impresa +soa, dichiarandoli veramente per esse letere la singular fama et immortal +gloria acquistata per lui per la mossa et magnanima imprexa +soa predicta, la facilità de la oppression de lo inimicho, li singular et +inenarabel beneficij lui ne ha a ricever, la necessità grande del +proseguirla, et de accelerarla per non dar a lo inimicho de riposo et +de reassumer le forze, perchè più duro e più difficile sarìa poi el +vincerlo. Et cum tutte quelle raxon che in dicte letere se contien, +da poi facte le conveniente salutation cum le parole e modi se serve +cum tal signor, procurerai cum ogni tuo ingegno, studio e diligentia, +chel prefato signor per ogni modo questo anno se movi e torni +a l'imprexa, che impossibel è che l'inimicho se li opponi per esser +stato da lui grandemente frachassato et morto el fior de la zente sue, +et impoverito et desperato tuto el suo paexe. La qual cossa cognoscendo +tutti li principi christiani sono tuti erecti et aspectano la fama +de la ritornata del soprascripto ill.mo signor a l'imprexa per spingerlo +et opprimerlo ognuno dal canto suo, et a questo nui continuamente +li tenimo inanemati et solicitati per nostri messi et ambassadori. +Nui veramente cum l'armata nostra più instructa che mai, +cum tute nostre munition et instrumenti bellici mandati l'anno passato +et che da novo nui manderemo saremo molto per tempo a quelle +marine o dove intenderemo drezarse el soprascripto illustrissimo signor, +per poterli porzer non solamente in mare, ma anche in terra i +favori nostri. Al qual etiam dichiarerai che cum i nostri presidii +seranno anche quelli del serenissimo signor re Ferdinando nostro +confederato, come dal suo ambassador quello intenderà, et similiter +el summo pontefice et cum le proprie forze et cum el concitar e mover +tutti cristiani in forma che non si po nè creder nè stimar altramente, +ma che tranne lo inimicho per ogni modo habia ad esser preda et triumpho +de quel sublime signor, a chi Dio per suo iusticia et singular bontà +et virtù ha per ogni modo promissa questa glorioxa victoria in +exaltation soa et in vendeta de tante tirannie, oppression et +crudeltà commesse et che ogni dì commette el predicto inimicho. +Tute queste cosse e de le altre più difuxamente narremo in dicte +letere che in questa commission, tu le anderai amplificando a tuo +proposito per persuadere et indur dicto potentissimo signor a l'imprexa. +Questo è in effecto, quello nui desideremo et cerchemo come +cossa sopra tutte altre salutar al soprascritto ill.mo signor et a nui, +però tu niente lassa intentato et non cerchato dicto o facto, che +per ti far sia possibile per obtener quanto di sopra te imponemo. + +El serenissimo signor re Ferando nostro confederato manda anche +lui el magnifico cavalier misser Lanciloto.... zentilomo napoletano, +costumata e virtuoxa persona, suo ambassador al soprascripto +signor illustrissimo, cum lo qual tu hai qui conferito, cercha la via e +modo de lo securo e presto andar vostro o divixi per diverse vie, o +in diversi zorni, o uniti parte, e parte divixi, che de questo lassamo +a vui prender el miglior partito. Ma zonti ambidui cum la gratia de +Dio in corte del soprascripto ill.mo signor conferirete insieme, et +insieme tuto procurarete et farete unita et conformamente per nome +de ambeduo i signori vostri, azò in ogni andamento vostro et opera +apparati et siati conformi et uniti. E se tu zonzesti prima che lui, +avixane el soprascripto illustrissimo signor de la venuta del soprascripto +ambassador, e cusì cum lui intendeti de qui, che zonzendo lui +prima, ne avixi dicto signor de la toa venuta del compagno, el qual +venuto moltiplichi poi l'instantia et efficacia de compagnia. + +Et ex nunc captum sit quod presens commissio ante discessum +oratoris ostendatur oratori regio, sicut de commissione ser Josaphat +Barbaro factum fuit cum altero oratore regio et oratore summi pontificis. + +Del nobel homo Catharin Zen el qual da poi partito da quello illustrissimo +signor è zonto a Caffa niente più avemo sentito de lui, +per el che non semo senza qualche dubio de la persona soa, impossibel +è che tu per strada o non lo scontri se è sano e libero, o veramente +in Polonia non senti da lui qualche cosa, o almancho in Caffa +dove pur è zonto. Se tu lo scontri per ventura, informate da lui de +ogni cossa necessaria perchè meglio sappi quanto tu hai a far per bona +e votiva execution de i nostri comandamenti, et anche del tuo cammino +qual quelo habi ad esser da Caffa in là, informati molto bene. E +zonto al signor Usson dali avixo che al tuo partir decto ser Catarin +non era zonto a nui e cusì havendo de lui sentito o non sentito cossa +alguna, avixane la sua sublimità, perchè se forse non li respondesamo +a qualche particularità commessa da esserne riferita per decto ser +Catharin, essa celsitudine non prendi admiration o sdegno. Et anche +avixa esso ill.mo signor, che algune lettere che da Caffa, el predecto +ser Catharin ne scriveva mandate per lui per via de Costantinopoli +a la mano del capitanio nostro zeneral da mar et per lui a nui, +in mar sono perite cum el grippo, sì che nui semo rimasti senza desiderata +information de quelle cosse. + +El potria occorrer, che insieme cum ti se ritrovasse el nobel homo +Josaphat Barbaro, et qualchun altro nostro zentiluomo mandato per +la via de Sorìa, et anche Polo Ogniben che nui havemo intitulato +nostro secretario. Ritrovandote cum questi o cum alguno de loro, +conferite insieme et habiatevi ambassadori per ambassadori, et Polo +in suo grado, et unitamente fate quello se convien, sì che tutti appariate +como sete mandati da uno instesso signor et per una instessa +cossa, per ben de la materia et per più honor nostro, et per quanto +aveti chara la gratia nostra, non mostrate fra vui algun segno de +discordantia. I messi anche che nui havemo mandati Martin Pin e uno +Polo albanexe et altri mandati per el capitanio nostro zeneral cum +letere de simel consonantia al soprascripto signor, habiatili e tractatili +per nostri nuntii, et expediteli a nui cum vostre lettere, separati +l'uno da l'altro et per diverse vie. + +Oltra questi o se questi non fusseno capitati, spazatene de li altri +et siate solicitissimi in scriverne e de ogni successo distincto avixo +per ogni via, e de Sorìa e de Charmania, et per ogni altra via, +e non guardate a sparagno nè de persone nè di dinari, che ben sapete +el desiderio nostro de esser cum diligentia et frequentia avixati +de ogni deliberation et progresso del soprascritto excellentissimo +signor. + +Visiterai quando potrai anche quello excellentissimo signor la moglie +la despina, la qual intendemo esser in gratia sopra ogni altra +persona del soprascripto signor, et ha cauxa de esser implacabel inimicha +del turco per la morte del padre e spoliation del sangue suo +del suo stato et imperio de Trapexonda. E come nui intendiamo, che +è optima christiana e sempre a nui ha mostrato benivolentia et amor, +messedando tuti questi respecti et cauxe ad insieme, et presertim le +proprie soe e le christiane, procura de inflamarla in questa opinion +et voler chel soprascritto illustrissimo signor prosiegui la comenzata +imprexa, et possi dir victoria soa, perchè reducto lo inimicho +ne i termini presenti se li po ben dir esser vincto e superato. + +I figlioli del soprascripto illustrissimo signor similiter visiterai, +e dextra et acconzamente a chiascun de loro ricorda conforta e +suadi chel signor suo padre proseguì l'imprexa soa, et dimostra +anche a loro la facilità e certezza de la victoria, la necessità che +li de' indur a cusì desiderar i fructi inenarabili non solamente cum +amplication del stato e dominio che è guadagno, ma cum stabilimento +de quello già possedono et dominano, che è segurtà e conservation +del proprio imperio, che vivendo el Turco e rassumendo per +riposo le forze, sempre sarà da lui insidiato e cercato de poner in +periculo. + +Cum el signor Caraman e cum quelli altri signori se ritroverano +in corte de quel signor, cazati per lo Turcho fa anche assiduamente +l'officio, inanimali e solicitali, che questa prexente occaxion non si +perdi, mostrando anche a loro la facilità anzi certeza de la victoria. + +Serenissimo autem domino regi Poloniae mittantur dono per eundem +oratorem brachia XVI campi auri pulcherimi, ducat. circa X +pro quolibet brachio, sicut melius fieri per deputandos ab collegio +videbitur. + +Spazata questa commission toa, l'è zonta una nave da Caffa per +la qual havemo ricevuto le copie de le letere che quello illustrissimo +signor ne scrive, e quelle lui scrive al papa e al re, et havemo +intexo la cauxa de la indugia de Catarin in Caffa, el al soprascripto +potentissimo signor havemo per più vie risposto a dicte +suo letere et per ti anche replichemo quelle instesse, et havemoti +fato dar una copia per che ti anche oltra la letera exponi et operi +quello medesimo. Et quello più oltra sentirai in camino de dicto +Caterin, ne avixerai come de sopra havemo dicto el soprascripto +excellentissimo signor. + + De parte 147 + De non 0 + Non sincere 0 + + _Secreta XXVI._ Cornet, op. cit. + + +DOCUMENTO XV. + +1473. Die 11 Februarij. + +_Comissione segreta ad Ambrogio Contarini._ + +_Ser Ambrosio Contareno +oratori ad illustrissimum dominum Ussonum Cassanum._ + +Per la patente tua commission te havemo imposto quello che generalmente +rechiede la materia e che se convien a la comunication havrai +a far cum l'ambassador regio. Qui nui te parleremo alquanto più +particularmente cussì de la guerra come de la pace, et è nostra intention +che tutto questo appresso de ti sia secretissimo per quella forma +te sarà comandato, zoè che prima che tu parti de Italia, tu impari +molto ben e tengi a memoria cum quelli contrasegni e zifre parerà +a ti, questo foglio in tutto brusi et consumi, sì che mai possi esser +veduto per alguno. + +Existimando nui questo anno passato, che quello serenissimo signor +fusse per intrar in la Natolia et venir a la extintion del Othoman, +havevamo dato comandamento al capitanio nostro zeneral da mar, +che cum tuta l'armata vigoroxamente intrasse nel Streto e penetrasse +fino a Costantinopoli mettendo a focho e consumando tuto da l'una +e dal altra ripa, per el che seria stata forza a lo inimico remandar +bona parte de le gente suo a difexa de la propria caxa et sedia soa, +e tanto serìa stato mancho potente contra al potentissimo exercito +de la soa sublimità, cum grandissima confusion et perturbation de +tuto el stato suo, per la intersecation e division de ogni comodità sì +de victuarie, come de ogni altra cossa de la Grecia in la Natolia, et cum +certo sollevamento et rebellion de molte sue provincie e luoghi de la +banda de la Grecia che poteria facilmente esser la ultima ruina de +tuto el stato suo in l'una et in l'altra provincia. + +Intexo dapoi per letere del nobel homo Catarin Zen nostro ambassador, +quello excellentissimo signor haver facto altra deliberation +e drizarsi ad altro cammino, aviassemo cum celerità verso le marine +del Caraman le munition, artiglierie et homeni al manizarle experti, +richiesti per soa celsitudine, le qual ancora se ritrovano in +Cypro et ritrovase anche l'ambassador nostro cum i presenti che nui +mandèmo per honorar sua illustrissima signoria. + +El capitanio veramento nostro che come havemo dicto aspectava +de intrar in Strecto, havendo da nui oltra el primo quello anche reservato +et exceptivo comandamento de far in tuto e per tuto quanto +comanderia quel potentissimo signor, havendo ricevuto lettere dal +signor Caraman et cussì da ser Catarin Zen nostro ambassador, che +dichiariva la intention et voler del soprascripto illustrissimo signor +esser, che cum l'armada se conferisse a le marine del predecto signor +Caraman et quello aiutasse a lo acquisto del suo stato, cussì +fece conferendosi lì cum l'armata e tute munition, et acquistò et restituì +a quel signor quelle castelle et luoghi sape (che sa) la sublimità +sopradicta, aspectando sempre la venuta de quella o de la scorta per +assegurarli et assignarli le artigliarie predicte, e lo ambassador nostro +per venir a la presentia soa per honorar quello come desideriamo. + +Successe, stando in questa expectatione, la battaglia fra la celsitudine +soa et l'Othoman, per la qual è lo inimicho reducto in grandissimo +extermio, licenziate le reliquie del suo esercito, le qual non ponno +non confessar la loro extrema et incedibel strage e ruina, e ritrovase +el paexe et dominio suo desperato et consumato et cum continua +angossa e paura della ritornata a suo ultimo excidio del soprascripto +illustrissimo signor. + +Queste cosse volemo che tu dichiari a do fini: l'uno perchè questo +passato anno dicto illustrissimo signor intendi et cognossi el vero +successo de le cosse dal canto nostro e de la speranza conceputa per +lui de i presidij nostri, se reputi satisfacto da nui et siane anche +certo in lo avenire per ogni imprexa che la soa subblimità deliberi +prender. + +L'è ben vero che per lo desiderio nostro vossamo (vorremmo) +e judichemo sarìa più in proposito proseguir totis viribus contra +l'Othoman, soa sublimità per terra, e nui nel Streto come de sopra +havemo dicto, che come havemo già dicto è pessimamente conditionato, +per non aspectar che cum el tempo si resumi e fortifichi, perchè +vincto et estincto costui, niuna più difficultà resta ad esso +eccellentissimo signor a la monarchia de tuta l'Asia. Ma quando pur +sua celsitudine a la Sorìa più presto fosse disposta per parerli più +facilitar et meglio disponer l'impresa nostra contra l'Othoman el qual +per niente è da lassar in riposo, dichiarali anche che ad essa imprexa +lui è per haver niente mancho l'armata, munition, favori et presidii +nostri tuti, come de coloro che cum sua sublimità se reputemo +conjuncti et uniti in partecipation de ogni fortuna. + + De parte 50 + De non 13 + Non sincere 6 + +_Aggiunta proposta dai savi agli ordini._ + +Se per ventura tu ritrovassi el soprascripto illustrissimo signor +suspexo e tardo al moversi et presertim contra l'Othoman, e le raxon +già dicte de la facilità, utilità, gloria et necessità non lo persuadesse, +et anche per se medesimo a l'imprexa de la Sorìa ti paresse star in +dubio, perchè essendone per se incitado et volunteroxo basta che tu +l'offerischi quanto de sopra havemo dicto, in tal caxo per persuaderlo +e moverlo per qualche modo, facta ogni experientia de la Natolia, +e non si movando, tu suadili la Sorìa reame di tante victualie, +intrade e tute altre commodità inenarabile, al vincer veramente +niuna difficultà, domata continuamente et desiderata per lo inimico, +la qual unita ale forze del soprascripto illustrissimo signor insuperabile +per se medesime, et havendo in sua disposizione el mare per +mezo de l'armata nostra, per lo qual po' ricever soa sublimità ogni +necessario favore e lo inimico ogni danno et ogni disconzo, come +questi do superior anni per nui soli li avemo facto, cossa indubitatissima +è che l'Othoman in spacio brevissimo et senza difficultà +convegni esser per se medesimo suppresso et extincto et quello +excellentissimo signor libero dominator de tuto. + +Queste cosse proponile, et sforzate de farle molto ben gustar et +intender, che o per l'una o per l'altra de queste imprexe la sublimità +predicta se movi, l'una vincta, l'altra è necessariamente obtenuta, +e non può fallir che cussì non sia. Tutto consiste nel celere +moto de quel signor, essendo tutte cosse al suo favor disposte più +che mai fusseno o potesseno esser per le allegate raxon: si che venendo +non gli è dubietà e difficultà alcuna, che soa celsitudine non +abbia ad esser el secondo Alessandro, et lassar in simel stato la soa +posterità. + + De parte 74. + + _Secreta XXVI._ Cornet, op. cit. + + +DOCUMENTO XVI. + +_Altri punti segreti ad Ambrogio Contarini._--1473, 11 Febbraio. + + Capitulum distincte scribendum et imponendum oratori + secretius una cum aliis secretioribus et non + comunicandum cum regio oratore. + +Se tu sentisti o nel tuo zorzer o da poi alguna practica tractamento +o mention de pace o triegua fra el prefato illustrissimo signor +et il signor Turcho, tu quella dessuadi et desturba quanto più tu +poi, ricordando el pericolo che per tal pace e triegua po adevenir +al stato del soprascripto illustrissimo signor, perchè per quelle si +dà tempo e commodità a lo inimico de reassumer le forze al presente +debilitate et exauste, e de offender et opprimer, dove hora po +senza molta difficultà esser lui offeso et oppresso. Ricorda tuti i +regni e provincie lui ha occupato, esser occupati per questi mezi +de ritrovar condition de pace o triegua quando lui è stato da la +parte del desavantazo come hora è, et instaurate le forze, non ha +servato mai fede ad alguno, et però non è da esserli dato tempo +nè riposo. Ma questo è el tracto e la occasion de estinguerlo et +assecurarse in perpetuo de sue avare et pericolose condition et +voglie. Se veramente facta per ti ogni possibel experientia e conato +de disuader et romper ogni simel practica, e te accorzesti l'animo +del soprascripto illustrissimo signor inrevocabiliter a lo acordo +esser disposto, in questo caxo perche semo certissimi che quello +excellentissimo signor vorà dicto accordo cum ogni avantazo et +segure condition et deturbation de la potentia de lo inimico e vorà +che a lui sia restituito Trapesunda, et al Caraman et ad altri signori +spogliati e cazati del stato loro, per nui tu anche ricorda e dimanda +chel ne sia restituito Negroponte nostro et Argos, o almancho +Negroponte non possendo obtenir tuti do, dechiarando a quello +excellentissimo signor l'importantia de l'ixola predicta per le cosse +da mar, la qual essendo in nostra podestà, sempre tute quelle forze +maritime sono ad ogni proposito commodità et voglia de esso excellentissimo +signor cum singular sua gloria et exaltation. Fa adunque +quanto tu poi et sai, che venendosi a pace o accordo quello sia cum +li soprascripti avantazi. Da poi facto ogni cossa, se pur pace o +triegua hano necessariamente a seguir a chavo a chavo senza avantazi, +procura anche che in quelle insieme cum el serenissimo signor +re Ferando siamo nominati comprexi et inclusi per la parte del +soprascripto exellentissimo signor, come suo confederati et partecipi +cusì della guerra come de la pace e de ogni altra sorte d'acordo, +insieme cum li adherenti e recomandati nostri e de chiaschun de +nui. Ma questa sia l'ultima cossa che tu dimandi e cerchi, dapoi che +tentato ogni cossa per ti non fosse possibel far altramente. Et se al +tuo zonzer la pace per ventura fosse facta o triegua ne le qual de +nuj doi non fosse sta facta mention, tu modestamente recorda la +conjunction et union nostra e la nostra constantia et refuto facto +de ogni pace offertane da lo inimicho e fede et speranza nostra in +soa sublimità, a qual tu pregherai che in dicta pace o triegua ce +vogli includer cum quanta miglior condition sia possibile, purchè +cum soa sublimità in ogni condition o fortuna siamo uniti, insieme +cum i nostri. + + De parte 147 + De non 0 + Non sincere 0 + + _Secreta XXVI._ Cornet, op. cit. + + +DOCUMENTO XVII. + +_Carteggio del veneto segretario Giovanni Dario, +spedito in Persia dal bailo a Costantinopoli, nel 1485._ + +Magnifice et generose Domine. Partecipo a Vostra Magnificenza, +come ho già fatto con altra lettera che mandai al console nostro in +Adrianopoli, che questa mattina fu fata porta solenne per accettar +l'ambasciatore del soldano, e anche io andai per vedere cose nuove, +e subito presentandomi in quel cerchio che era intorno li signori, +per sua grazia mi fecero chiamare e sentare sopra uno scagno incontro +di loro, arente i defterdari, e venne da mi un ambasciatore di +questi Ungheri, che venne ultimamente con una bella compagnia +alla quale mandarono un tappeto fuora del pavion. E poi per buon +spazio cominciarono a venire li presenti del sultano, e fu in prima: +un animale grande come un lion con varie macchie, negro del capo +fino alla coda, che era una terribilità a vederlo; di poi vennero sei +corsieri bellissimi, el primo con una sella e briglia d'oro e con barda +di lame all'azimesca, e i altri corsieri poi disfornidi. Drio vennero +tre cammelli corridori con tre selle e cossinelli di panno di seta, e +coverte a lor modo; e drio di questi vennero presenti minudi: tre +pappagalli bellissimi con gabbie, e quattro garzoni eunuchi neri, e +due spade fornide e quattro disfornie. Doi mazze di ferro bellissime, +doi accette con la cima un suo fornimento, elmi, brochieri di +azzal, e drio questo furono molte selle, sanibaffi, centure, lizari, +panni di seda che in verità a doi pezze per uomo erano più di ottanta +per sorte che le portavano. Dietro li presenti venne l'ambasciatore +con una berretta in testa e una veste damaschina verde e le +maniche di ricamo d'oro, e tutta la sua schiena fino in terra era +coperta di zibellini. E subito ch'el se appresentò in quel cerchio li +signori uscirono dal pavione con loro seguito e li andarono incontro; +dopo la salutatione lo menarono sotto il pavione, ed essendo +di sotto il Daut bassà, ed in mezzo agli altri sentati, e +ragionando per buon pezzo furono chiamati dal signore e andarono +li tre bassà con l'ambasciatore e quel suo dottor grande che venne +di Costantinopoli. Et entradi dal signore, stettero manco de un +quarto d'ora ed escirono fuori, e tornarono a sentare sotto il pavione, +e portarono fuori un gran rotolo di scritture, le quali fecero +tagliare, e le lesse il dottor grande, e fu lunghissima lettura. + +Da poi letto, portarono il desinare e messe molte vivande davanti +li bassà e altri che sentavano con loro. Da poi il desinare fu messo +avanti li defterdari e da poi furono messi otto piatti di porcellana +avanti di me con diverse cose. E chiamato lo ambasciatore unghero, +sedette sotto di me e mangiassimo di quel che vi era cadauno. +Levati i piatti vennero i deputati e dissero all'ambasciatore unghero +ch'el tornasse fora al suo primo luogo, e così fece, ed ebbe del sole +quanto ne ha voluto, ed io rimasi sopra il mio scagno, ed ogni +uomo ha giudicato che la persona mia sia stata molto onorata in +questa giornata alla corte. E Dio sia di tutto ringraziato. + +Domani si dice che anderà l'ambasciatore d'India, ed io faccio +conto di riposare. Ma Luca Sofrano, portadore di questa è stato +alla presente solennitade. Di nuovo el sarà anche a quella di domani, +e narrerà tutto alla Magnificenza Vostra e tuorrà a mi la +fadiga de scriver, che in verità stando scomodo come sto, con grandissimo +caldo sotto di questo padiglione non mi vien voglia di far +niente di ben, nè mai in vita mia ho visto più strano solazzo di +questo che non avevo pur aqua fresca da bere. Ricevo per altro +grandissima cortesia, ma ritardi e struzi inesplicabili, avendo anche +alle spalle gli ambasciatori di tre città e se ne aspettano degli altri, +e ognuno vorria essere spacciato dal dire e fare le cose sue. E +questa corte contrapesa, e con tanti ambasciatori è occupatissima. +Io peno di mezzo, e in verità, come altre fiate ho scritto, non bisogneria +metter tanta carne al fuoco, nè creder ad un giovine che +non sa niente e che ha riferido cosa non vera e poste le cose nostre +in pericolo. Prego Dio me dia grazia che possa riescir con onore e +alla Magnificenza Vostra mi raccomando. + + Dat. in Kasbin in Persia, li 10 luglio 1485. + + _Archivio Cicogna_, cod. MDCCXCVI. + + +DOCUMENTO XVIII. + +Magnifice et generose domine. Hieri scrissi a Vostra Magnificenza come +l'ambasciator del soldano era andato alla corte, e le cosse seguite, e +mandai la lettera al detto nostro console la quale credo l'averà ben +recata. Questa mattina doveva andare l'ambasciatore d'India, e io +desiderava di riposare e aveva anche tolto un poco de medicina, e +temporeggiando così sul mio stramazzo sentii venire un chiaus el qual +me domandò da parte da questi signori sultani che io andasse a questa +solennità; e così mi vestii e andai alla Porta accompagnato da quel +medesimo chiaus, e presentandomi davanti il loro pavione fui chiamato +e introdotto sotto, e sentai in quel scagno preparatomi secondo +usanza, e dietro de mi per tre o quattro passi fora del pavione erano +sentati tre di quei signori ungheri, e dietro di loro due servitori, e +avevano del sole quanto volevano. Dopo buon pezzo venne l'ambasciatore +indiano, il quale fu accettato honoratamente e sentò sotto Daut in +mezzo delli altri signori; e averte le casse delli presenti li sultani +hanno voluto vedere el pugnal e la cima che venivano presentate al +signore, e portate avanti di loro, mi chiamarono che anch'io andassi a +vedere, e sentando avanti di loro, me fu messo in mano, et era la +vagina tutta d'oro, e la guardia di fora di rubini, cioè in mezzo vi +erano 22 grossi rubini, e dalle bande rubinetti piccoli, ed in alcuni +luoghi qualche turchese, e nella cima della vaina una perla grossa; e +mentre vedevo et esaminavo detto pugnale furono chiamati e andorno dal +signore. E la corte e tutto quel campo erano pieni d'uomini, che +portavano suoi presenti e sono 2600 lizari e porcellane, code di +cavalli, lanze di canna, uno bellissimo papagallo rosso ed altre +gentilezze indiane, e parve miracolo a vedere in un tratto tanti +presenti. E li signori sultani sentando così e vedendo me mandarono a +dire, che tenissi bene a mente per fare e simile anca mi verso il +signore. Et io risposi che valeva più al loro signore il buon amore +dei miei signori, che non valeva tutte le cose del mondo. E così se +voltarono da mi tutti insieme, e mi fecero atto che avevo risposto +molto bene. Fu portato il desinare e avanti de mi solo fu portate +diverse bandigioni. E alli ongheri fu dato di fuora, e mangiando quei +signori, me invitarono che mangiassi, ed io lor facevo dire, che anco +volevo bevere; e mangiammo molto bene e appetito e allegramente, e +prometto alla Magnificenza Vostra che tra quelle bandigioni vi era una +minestra con sugo de limone che mi ha saputo molto buona, e di questa +sola ho desinato. E dicto pasto mi fu portato in piatti di porcellana, +la vivanda era buona, ma mi averìa piuttosto bevuto una tazza di vino. +Partito poi l'ambasciatore indiano anch'io tolsi licenza, e me ne +venni al mio alloggiamento. Ed in tutto ciò è stato presente Luca +Sofrano, e potrà ragionarle distintamente. Ne me accade altro che +raccomandarmi alla Magnificenza Vostra. + +dat. in Castris regis Persiarum 11 luglio 1485. + + GIOVANNI DARIO. + + _Archivio Cicogna, cod. MDCCXCVI._ + + +DOCUMENTO XIX. + + _Copia di una relatione facta per dom. Costantin + Laschari, stato al Charaman per nome della Signorìa + Nostra, narra delle cosse del Sophì, le quali furono + lette in Collegio ed in Pregadi._ + +Ser.mo ed ill.mo principe, et excell.mi signori, post debitas +comendationes io Costantin Laschari bon servidor di questa signorìa, +per obedir a quella, che dovessi diponer in scriptura zercha ale cosse +imposte per Vostra Serenità de le cose del sig. Caraman de inde del +sig. Sophì el qual è principe de tuta la Persia, chel ser.mo imperador +Uxon Cassan dominava: et prima zonto a Tarsus che fo adì 16 marzo, +subito mandai uno messo a Tauris al sig. Caraman con letere di V. S. +facendoli intender tanto quanto per questa signorìa me està imposto, +de lo qual sig. ebbi aviso, siccome alla S. V. io ho scrito, et subito +mi partii de Tarsus per andar a trovarme con el dito sig. el qual +trovai in Astankief lontan da Tauris zornate 15 con circa cavalli 300; +fate le debite revisitation da parte de Vostra Serenità narandoli +quanto questa signoria era disposta a darli ogni favor et ajuto contro +il Turco, azò potesse esser ritornato in suo stato, de che sua sig.ª +ne ricevette grandissima consolation et insieme cavalchassemo in verso +Aleppo, in la qual terra stessemo insieme zorni 5, et dapoi molti +consulti e rasonamenti fatti insieme la sua sig.ª deliberò mandar uno +ambassador in Cypro a le exellentie de quelli rectori de V. S., i +qual invero i ha fato bona acoglientia al dito amb. et della promessa +fatta al suo signor de artelaria et galie, che ne altra cossa +desiderava questo signor; et tanto più chel signor Sophì li comesse +che dovesse vegnir verso la Caramania che etiam lui li veniva drieto +per metterlo in signoria, lo qual sig. Caraman et da tuta la sua zente +fu certificato aver cavalcato insieme col sig. Sophì tre zornade in +verso alo paexe del Turco, con tuto lo suo exercito per esser el primo +per discaziar quel signor, el qual è debilissimo e no po far 5000 +combattenti gente inesperta et mal in ordine in arme, et poi quanto +sera in Amasia fara deliberation per qual strada debba entrar in +Caramania per esser tre et quattro passi; la potentia del qual signor +Sophì, è de combattenti 80m. tra a cavalo e a piedi, zente persiana di +gran experientia de guerra, ben armadi de armadure per loro e per li +cavali, però chel fior de armadure che son al Cayro per li schiavi se +trazeno de la Persia de una cità che se chiama Siras, de che +Serenissimo Principe me ho voluto ben far certo non tanto del signor +Caraman quanto de tute le sue gente come etiam d'altre persone venute +da Persia, che tute si acordano de questa potentia et esser cussi ben +in ordine, però che andava contro la casa ottomana come heretichi +dalla fede macometana, et usurpatori del stato di molti signori +macometani, et che se intendeva con quella ill.ma signoria, et per lui +chel dito sig. Caraman narandoli quanto per vostra Serenità li avea +dechiarito; praeterea el dito signor Sophì havanti che partisse de la +Persia per ogni rispeto et per tolerse davanti li occhi tutti li +sospetti che poteva haver, preseno con le sue forze tuti quelli +signori che erano in la Persia di nº 80 in 90, et feceli tagliar la +testa e a tuti i soi figlioli fin in terzo grado, la qual cosa piasete +a tutti li popoli per le gran tirannie che fevano et mazimamente ali +merchadanti insuper al signor Soldano del qual non hanno niun favor; +et trovandomi in Aleppo ie le vidi tornar dal Cayro con 25 cavali e +andar in verso Amasia per trovarse con quello altro signor molto mal +contento; et quanto questi doi signori insieme zoè d'Amasia et de +Tauris con tutti li favori che possano mai aver non porano far cavali +7 in 8m; ben è vero ser.mo principe chel Gran turco avea mandato nuovo +fiolo con potente hoste, chi diceva di 30 mille, chi di 40 mille, in +soccorso de questi do signori che per el parlar dil signor di +Caramania et de altre zente che venivano de Persia el signor Sophì con +lo suo exercito gera più potente di quello che se stimava, et ben in +ordine e tanto più quanto l'andava per la fede contra questi eretici +ottomani di poca fede, usurpadori de molto stato, et che senza alcun +dubio li teniva aver vitoria. Ser.mo Principe sopra tutte le altre +cosse ho voluto aver bona information de questo sig. Sophì: esso è in +ordine di danari, de che de cadaun me fu certifichato aver grandissima +ricchezza, prima pel il gran paese che possiede preterea aver tolto +gran facultà di questi signori che ha fato morir, et esser signor di +gran justizia et liberal con tutti, homo de anni 20 in 22 molto +prospero, ha uno suo fradello de anni 11 in 12 lassato a Tauris, et +una sorella chel prometeva darla per mojer al sig. Caraman. Questo +signor Sophì è molto afezionato a questa sua setta che è una certa +religione catholica a lor modo, in discordantia de la opinion del suo +propheta Macometto et Omar, che fo suo discipulo, et questo Sophì +aderisse ala opinion de Alì che fu pure discipol del profeta. Tamen in +articulo di loro fede erano dissidenti come se pol dir fosseno al +tempo di san Piero et de altri pontifici gli Ariani, che benchè +cristiani, tamen erano eretici; concludo Ser.mo Principe che a juditio +mio se la persona del Gran turco con potentissima hoste et lui in +persona non vien a scontrarse con questo Sophì vedo in pericolo esser +discaziato de la Caramania et a tempo nuovo andar più oltra. Apresso +ali altri favori di questo Sophì se atrova in lo paexe del Turcho gran +copia di gente di la opinion di questo Sophì, che son certo che si +acosteranno a lui. Ser.mo prencipe non voglio restar con ogni debita +reverentia dir che atrovandomi in Tarsus a questo mio viazo, da molti +et molti subditi del signor Caraman fui certificato veramente chel +fiolo del Gran turco primogenito che si trova in Caramania in la terra +de Cogno, havendo suo padre mandò per lui per averlo suspeto non volse +andar, anzi quando el Caraman ala prima volta venne in quel paexe el +fugì e abandonò el paexe et lassò chel Caraman fesse el suo corso; et +dapoi chel Caraman, per non se poder mantegnir contra la gente +ottomana, e fu ritornato a la Caramania del dito locho de Cogno, el al +continuo ha scrito al sig. Caraman che debba vegnir che lui è contento +chel toglia el paexe el se fassa signor, et etiam el fradelo che è in +Amasia ha fato la experentia per metter le man addosso. Ser.mo +prencipe se la Vostra Ser.tà parlando sempre reverentemente non +desprezia questo mio parlar, perche io ho gran famigliarità con questo +fiolo del Turco, che avanti questa guerra el mio exercitio jera de +andar marchadante in quelle parte, e più volte parlando de la Vostra +Signoria me motteggiò: che se questa signorìa di Venetia vorà me ne +anderò a trovarla perche congosco che mio padre e miei fradeli zercha +de metterme la man adosso per farme morir, aziò che dapoi come primo +genito non abia reame et qualche volta ho parlato di questo in Cypro +ala bona memoria di ms. Marin Malipiero. È vero Ser.mo Prencipe che +questo signor è homo forte, e mandava spesse volte in Cypro per toler +porchi, che lui mangiava che è contra la fede macometana, et +ultimamente suo padre feze impichar sei subaschi, et molti altri +signori de la sua porta che consentiva questa cossa, suplicando di +summa gratia che la vostra ser.tà me debia despazar presto a cazone +che possa tornar in casa mia o veramente dove me comanda vostra +ser.tà; et cussi me voglia aver per riccomandato et guardar me con +l'occhio di la pietà a tanti pericoli che ho corso per quest'impresa +per avanti, et maximamente in questo viazo, de perder la vita et esser +scortigato, et son cargo di fioli, et per queste guerre in Turchia ho +avuto gran danno et romaxi povero et mendico, ala gratia di la qual +come bon servitor me raccomando (scrita adì 14 octob. 1502 in Venetia) +humilissimo servitor di la Sig.ª Vostra, Costantino Lascari. + + _Diarj Sanudo. Codd. Marciani._ + + +DOCUMENTO XX. + +_Copia de una altra depositione del ditto._ + +Ser.mo Prencipe et domino meo, post debitas comendationes etc. +Avendo io Constantin Laschari data in scriptura ala Vostra Serenità +circha le cosse del signor Caraman etc. etiam del signor +Sophì, me pare de voler ajonger a questa altra scriptura e voler +dechiarir questo signor Sophì inimico capital de la casa otumana, +la qual inamicizia è ab antico et non principia a hora, +de che essendo questa religion di Sophì dal principio de la fede +macometana fin a hora nel paexe di la Persia, Caramania, Turchia +et per Sorìa sempre porta gran odio a questa caxa otumana, +et per tenirla come eretica di la fede, ne mai ha manchà che in ogni +tempo questa religion de Sophì ha fato guerra a questa caxa otumana +ala parte de Trapesonda et brusò quella terra di Trapesonda +dove hanno castelli et qualche cità non de gran conto, niente +de manco per lo suo natural sono signori et di sangue de signori. +Questo signor Sophì è nato di una neza de Usuncaxan, dove con +questo parentà se ha fato signor in la Persia et fatose +imperador, et non senza gran fondamento è mosso ad aquistar tanto +paexe, deinde haver tanto seguito de li populi, sì per esser signor +natural come etiam per la gran justitia et liberalitate sua, et per +esser signor de gran ricchezza.--Serenissimo Prencipe, havendo +visto in sì breve tempo questo signor haver tanto prosperado me +pareva cosa incredibile, e de qui è processo che ho voluto cautamente +domandar a Persiani et a molte altre nation in el paexe dove +son stato fin a Astankief, e di tutti universalmente son sta certificato +prima la sua progenie sempre è sta signori et fioli di signori, +de inde son stati sempre persone de valor. Serenissimo Prencipe +ho voluto far questa dechiaration perchè da molti e molti son interrogato +se questo Sophì sia propheta et persona relevata parendo le +cosse miracolose, et da quelle persone che m'ha parso di qualche +ingenio, io li ho risposto esser signor natural et soi antecessori el +parentato de imperio de Persia, el è vero che questo Sophì se tien +intro la sua fede molto cattolico; non dirò altro che ali piedi di +V. S. mi raccomando suplicandola che mi voglia presto expedir et +averme per racomandato per esser povero gentiluomo da Costantinopoli +de casa Delascari, habitante in Cypro circha anni XX in tra +li boni parentadi di quel regno, et con mojer et cargo de fioli, adì 16 +octobre 1502 in Venetia. + + Humil servitor de la Serenità Vostra + Costantino Laschari. + + _Diarii Sanudo. Codd. Marciani._ + + +DOCUMENTO XXI. + + _Copia de una letera del signor Sophi, mandata al + serenissimo principe nostro messer Leonardo Loredano + doxe de Venezia, ricevuta in Zener 1505._ + +Ismail Sophi soldam, che Dio fazi el suo regno eterno: al soldam de' +Venitiani grande amicho nostro, che Dio fazi el so dominio perpetuo. +Le lingue non potriano exprimer, nè penna potria scriver, nè +intelletto potria comprender lo amor che vi portemo. Havemo gran sete +e gran desiderio de veder la signoril persona vostra, speremo nella +misericordia de Dio, e in quello che apre e serra il tutto, che presto +se vederemo e saremo boni amici. Ve avisemo che havemo conquistà tuto +el paese della Azimia con gran prosperità, e speremo nella omnipotenza +de Dio che perseveremo ogni dì in mazor vittoria, perchè Dio è +onnipotente et misericordioso, et nella fortezza del suo brazo speremo +che haveremo victoria contro li inimici nostri. + +(Questa fu translatada cussi). + + _Diarii Sanudo, vol. VI. Codd. marciani._ + + +DOCUMENTO XXII. + +1570, 27 ottobre. + + _Serenissimo et Excellentissimo Domino Sciah Thamasp + filii Sciah Ismail Imperatori Persarum, Atribeigian, + Sirvan, Hirach, Corasan, Ghilan, et aliorum regnorum, + patri victoriarum, justitiae amatori, et Regi Regum + Orientalium Invictissimo._ + + _Aloysius Mocenigo Dei Gratia Dux Venetiarum etc. + salutem et honoris ac gloriae felicia incrementa:_ + +Per quella antiqua et candida amicitia, che ha sempre tenuta e +tiene la signoria nostra con la imperiale Maestà Vostra, noi havemo +deliberato di mandarle un nostro ambasciator per farle intender +le cose che sono scritte qui a basso; ma il conoscer che le strade +tutte, per le quali si può venire alla Maestà Vostra, sono guardate con +gran diligenza dei Turchi, ne ha fatto ritardare, ma non mancheremo +di farlo se sarà possibile. Fra tanto il sig. Dio ne ha mandato +avanti un altro mezzo, che è l'onorato chogia Alì di Tauris, suddito +della Maestà Vostra, il quale si attrovava in questa città con un +grossissimo cavedal (capitale) et fu intrattenuto con tutta la soa roba +per causa della presente guerra mossane tanto ingiustamente dal sig. +Turco; ma avendo noi inteso questo esser suddito fedele di Vostra +Maestà, l'abbiamo fatto metter in libertà e rilassarli tutte le robe sue, +per quel singolare amor e respetto che portiamo all'imperiale Maestà +Vostra. Questo chogia Alì ne ha detto che desidera tornar a casa soa, +et si è contentato di portar le presenti lettere nostre per Vostra +Maestà: la quale saprà che essendo noi in pace col sig. sultan +Soliman passato imperatore di Costantinopoli, conservata per molti +anni, morto lui il presente sig. sultan Selim suo figliuolo la confirmò +con solenissimo giuramento, ma da poi senza alcuna causa ne +ha rotta la detta pace et mandato contro di noi la sua armata, quale +è andata per far l'impresa del regno nostro de Cipro, et ha mandato +anco le genti sue de terra in Dalmatia contro le nostre città. +Ma noi con la gratia de Dio havemo fatto preparazione di una grande +et potente armata et de gente de piè et de cavallo; et oltre delle +nostre forze li principi christiani hanno fatto preparativi per +congiungersi con noi contro questo comune inimico, tanto che l'anno +presente et anco quelli che veniranno si farà animosamente la +guerra, et non si vorrà più la pace con questo sig. poichè si +vede che el non osserva la fede; e se la Maestà Vostra imperial la +qual ha forze così grande et tremende alli Turchi, con questa occasione +si moverà contro di questo suo inimico, il qual non le ha mai +osservato cosa che li abbi promesso, si po tener per sicuro che +combattendolo noi con li altri christiani da questa parte et la Maestà +Vostra dalla sua, ella potrà ricuperar quel paese che esso le ha +ingiustamente occupato, e romperli quei disegni che l'ha d'andar +molestando et infestando ora un principe et ora l'altro senza conservar +amicitia con alcuno, se non in quanto le serve per farli star quieti +sino che el combatte con un altro. Vostra Maestà è piena di prudentia +et valor, e siamo certissimi che non la lascerà passar questa +occasione di batter questo suo inimico: il che oltra l'obbligo grandissimo +che noi li averemo, apporterà immortal gloria al suo nome, +ampliazone al suo impero, et una sicurtà perpetua che questo +signor non sia in qualche tempo per darli molestia, secondo che +per molti effetti ha mostrato di haver in animo, se ben al presente +simula, di voler star in amicizia con lei, ma non aspetta altro che +tempo comodo a poterlo offender, cosa che non può far ora per la +guerra che ha con la cristianità. Noi dunque la pregamo a muoversi +con generoso animo contro di lui, et promettemo a Vostra Maestà +in fede di vero principe, che noi con li altri cristiani dal canto nostro +faremo ogni sforzo per batter in mare et in terra questo universale +inimico di tutti. Non saremo più lunghi, perchè confidamo che +Vostra Maestà coglierà la occasione che li manda il sig. Dio, il qual +pregamo che li doni felice e longa vita. + + _Parti Secrete; fra i nostri Codd._ + + +DOCUMENTO XXIII. + +1570, 30 ottobre, in Zonta. + +_Che al fedelissimo nodar estraordinario della cancelleria nostra +Vincenzo di Alessandri sia commesso in questa forma:_ + +Vincenzo! Sperando noi ricever da te ottimo servitio, per l'esperienza +che hai delle cose turchesche e delli dispareri che sono tra +il sig. Turco et il signor Sophì, abbiamo deliberato col Consiglio +nostro dei X e Zonta, di mandarti in Persia a quel serenissimo +signor con lettere nostre per eccitar Sua Maestà a muoversi contro +il sig. Turco; però col nome de Dio ti metterai in cammino, sollecitandolo +quanto ti sarà possibile, et giunto a quel signor, dopo +presentate le nostre lettere, et facta certa Sua Maestà della sincera +amicitia che tenemo con lei, le dirai che avemo voluto mandarti per +darle conto della guerra che con tanta ingiustizia ne ha mossa il +sig. Turco, contro la sua parola et giuramento, senza che da noi +gli ne sia sta data alcuna causa, del che anco li avemo dato aviso +con altre lettere nostre che li saranno portate da un suo suddito. +Et così le narrerai il modo tenuto da quel signor in romperne la +pace, et come con tutte le sue forze da mar e da terra è venuto +contro di noi, talmente che ha abbandonato tutti quei paesi di là +in arbitrio e poter di Sua Maestà se non vorrà perder l'occasione; +poi seguirai che noi gagliardemente se difendemo et per mar et per +terra: e che li altri cristiani si congiungono con noi a' danni di +questo comune inimico, et che siamo per continovar la guerra: di +modo che tenendolo noi travagliato da questa parte, se Sua Maestà se +muoverà dalla sua, farà quei maggiori progressi che possa desiderar, +sì perchè ha potentissime forze come perchè li popoli sono devoti +del suo nome; et li potrai dir che essendo tu stato per molti anni in +Costantinopoli, li puoi far fede del mal animo che ha quel signor contro +Sua Maestà, ma che al presente lo dissimula per causa della guerra +che ha contro i cristiani, temendo che quando Sua Maestà si movesse +contro di lui fosse con suo grandissimo danno; et qui li pondererai +come per la guerra che detto sig. Turco fece ultimamente +in Ungheria si sono molto debilitate le sue forze. Con queste +et altre ragioni che el sig. Dio te metterà avanti, procurerai di +eccittare Sua Maestà a rompere col sig. Turco, promettendoli +sempre che noi da questa parte faremo gagliardemente la guerra +insieme colli altri cristiani: e le dirai che ella non può aver maggior +occasione di aquistarsi oltre la ampliazione del suo imperio un nome +immortale, e di obbligarsi in perpetuo la Signoria Nostra con tutta +la cristianità. Questo negotio se non potrai trattarlo con Sua Maestà, +lo farai col suo primo ministro, facendogli intender che con prima +occasione se mostreremo gratissimi del favor che ne haverà fatto +Sua Maestà; e ne escuserai se non avemo mandato li onorati presenti +che si convengono et a Sua Maestà Imp. et a Sua Magnificentia: +perchè hai convenuto andar incognito et senza impedimento per +poter liberamente passar per li paesi del sig. Turco, et procurerai +di avere la resoluzione et risposta alle nostre lettere, con la +quale te ne ritornerai a noi. + +Ti abbiam fatto dar per le spese del viaggio de andata et ritorno +ducati 1200 delli quali non sei obbligato mostrar conto alcuno. + + De parte 21 + De non 0 + Non sinceri 1 + + _Parti secrete; ibid._ + + +DOCUMENTO XXIV. + +1570, 30 ottobre. + +_Al Serenissimo Imperator dei Persiani._ + +Sapendo noi quanto dispiaccia alla Maestà Vostra le cose ingiuste, +e che un principe manchi di fede all'altro senza alcuna causa, +havemo voluto con queste lettere e con la viva voce del fedelissimo +secretario nostro Vincenzo de Alessandri apportatore di esse, +far sapere a Vostra Maestà come il presente imperatore dei Turchi +in Costantinopoli sultan Selim, havendo con solennissimo giuramento +confirmata la pace che per molti anni ha avuta la signoria nostra +con il signor suo padre: non havendo alcun rispetto de romper la +sua parola, ne ha mossa la guerra con mandar la sua armata e +molta gente da terra a combatter il regno nostro de Cipro, et altre +genti in Albania et Dalmatia, contro le nostre città; et questo senza +averne avuto pur una minima causa. Noi all'incontro havemo fatto +una grande armata, e messe insieme genti da piedi e da cavallo +per difendersi gagliardamente con l'ajuto di Dio, e li altri principi +christiani ancora se preparano, et già il pontefice et il re di +Spagna hanno congiunte le loro forze con le nostre talmente che +si farà la guerra a questo comune inimico, qual non osserva fede +ad alcuno; et tanto conserva l'amicitia con uno, quanto li torna +a proposito per batter un altro, siccome fa al presente, che simula +di esser amico di Vostra Maestà per poter combatter con +noi christiani senza aver timor delle vittoriosissime armi di Vostra +Maestà, ma l'animo suo è cattivo contro di lei, et quando +non fosse travagliato dalle forze dei christiani cercheria di travagliar +li sudditi di Vostra Maestà, la qual essendo prudentissima, et +conoscendo molto bene l'animo che ha questo signor, de inimico, +non manco contra di lei che contro di noi, saprà ben prender l'occasione, +hora che detto signor è occupato con le sue forze in queste +nostre bande, di far dalla sua parte quei acquisti che li saranno +facilissimi, sì perchè il sig. Turco non potrà resistere alle potentissime +forze di V. M., massimamente a questo tempo che è combattuto +dalle armi christiane, sì perchè la maggior parte dei sudditi +di esso Turco sono devotissimi al nome della imperial Maestà +Vostra. Noi con le forze degli altri principi christiani, faremo dal +canto nostro una gagliarda guerra, in modo che movendosi anco +la Maestà Vostra si pò esser certi da ogni parte aver vittoria, et +che sarà con perpetua gloria del potentissimo suo nome, con grandezza +et ampliatione del suo impero, et la Signorìa nostra insieme +con tutta la cristianità resterà obbligatissima alla imperial Maestà +Vostra, secondo che più ampiamente le narrerà il predetto fedelissimo +secretario nostro, alle parole del qual la si degnerà prestar +fede come farebbe a noi medesimi. Et li anni soi sieno longhi et +felicissimi. + + De parte 21 + De non 0 + Non sincere 1 + + _Parti secrete; ibid._ + + +DOCUMENTO XXV. + +Serenissimo Principe, Ill.mi Signori, + +A' 12 di novembre mi partii dalla corte del re di Persia, et sapendo +non poter giunger in tempo di passar il mar Maggiore perchè +l'inverno mi aveva sopragiunto; ed essendo informato che il Moscovita +non concede il passo a niuno de lì per il suo paese che voglia +passar in Polonia, nè trovandomi ben l'andar in Ormuz rispetto la +lunga navigazione, ed il non esser solito di partir nave per il Portogallo +prima che a mezzo marzo, resolsi fermarmi a Tauris per lasciar +passare alquanto dell'inverno fin che fosse venuto tempo d'inviarmi +per l'Armenia maggiore, et il paese dei Giorgiani, non potendo ritornare +per la strada che io era andato, essendomi stato affermato che +il bassà di Erzerum mandò dietro per me tre ciaus sino a Erivan +nella Persia, li quali dimandarono a un mercante armeno se mi aveva +veduto, dandogli segni dei vestimenti et persona; il qual disse non +saper, ancorachè un giorno prima avesse parlato meco, nè mi conoscendo +per cristiano, rispetto che nel passare d'Erzerum io era in +abito di armeno, et subito giunto ai confini di Persia mi vestii di altri +panni alla turchesca, et ciò per correr manco pericolo di assassini +da strada, i quali sono in quelle parti in grandissima quantità; +in fine detto mercante mi trovò in Casbin, e mi raccontò come +li ciaus si trattennero due giorni per aver qualche nuova, li quali +dissero come un uomo che era al mio servigio si era trovato a Erzerum +con alcuni suoi paesani, ed avendo bevuto più dell'ordinario, +dissero alcune parole che diedero sospetto che io fossi italiano ed +uomo pubblico; ma non essendo stati bene informati, facevano giudizio +da per loro, et ragionando con altri di tal cosa dopo il mio partire +fu riferito al subaschi, il quale li prese e condusse al bascià +interrogandoli sopra quello che avevano ragionato. Negarono ogni +cosa, furono posti in prigione, et con diligenza mandarono dietro +per me, onde per fuggire così evidenti pericoli fui forzato passar +per strade non usate e deserte, allontanandomi quanto più poteva da +detti confini. Partii da Tauris alla fine di febbraio e passata l'Armenia +maggiore entrai nelli confini dei Georgiani, mi trovai con gran +quantità di soldati a cavallo che andavano ad Erivan, nel qual luoco +essendomi pochi giorni trovato vidi che el sultan faceva gran preparation +di genti da guerra per ordine del re; nè si sapeva così pubblicamente +le cause sebben tutti dicevano esser contro Turchi. + +Giunsi a Pazagan, terra dei Georgiani, nel qual loco vi era un gran +moto, e si erano mezzo sollevati. Due giorni dappoi il sangiacco di +Sasset sottoposto a sultan Selim mi fece chiamare e mi dimandò si +sapeva in che parte l'esercito del re di Persia era per andare; io li +dissi non sapere perocchè non veniva da Persia, ma dal proprio paese +dei Georgiani. + +Partitomi di là per condurmi al mar Maggior, entrai in deserte ed +asprissime montagne, nelle quali passai estremi disagi di fame, avendomi +convenuto per sei giorni nutrire di alcune radici di erbe, le +quali sono come cardi selvatici, nè essendovi acque perchè erano +agghiacciate, mi bisognava disfar la neve per bevere, ed aggiunto lo +andar a piedi a tanti mali, et ciò perchè sopra dette non vi può passar +cavalli, sì per l'altezza ed asprezza loro, come perchè non vi saria +da nutrire li animali, oltre il pericolo di leoni, orsi ed altre fiere +selvatiche che in esse vi sono. Giunsi coll'aiuto di Dio alla fine di +marzo in Cogna città alle rive del mar Maggiore, nel qual luogo mi +fermai per non essere alcun passaggio in pronto, et intesi che +li christiani Circassi erano venuti con 24 vascelli, et avevano per +300 miglia di paese a marina, abbrucciato e depredato le ville e tagliate +le vigne dei Turchi ed ammazzato gran quantità di loro, e che +avevano portate via le donne e putti e le robbe, per il che si dubitavano +che bonacciato il mare non venissero sopra detta città. + +Giunsero da Trebisonda sei galere armate per la guardia di quel loco, +con ordine di sultan Selim di non si partire dal porto, ma guardar +solamente la terra, perchè dubitava che detti Circassi non avessero +cresciuto il numero di detti vascelli. Partitomi con una barca, a marina +a marina giunsi a Rissa, nel qual luoco mi abbattei in un ciaus venuto +da Samsum per canevi, il quale non ne avea potuto trovare per 600 miglia +di paese che avea scorso più di 130 cantari, e li aveva pagati +con 200 aspri il cantaro, che prima li aveva per 80, e mi disse che +non era filo da poterne far per una gomena, et avea comandamento di +andare in Georgia e Circassia, ma per dubio di quelli corsari, si ritornò. + +Io imbarcatomi sopra il suo caramussali, mi condusse fino a Trebisonda, +dal qual intesi le espedizioni e preparazioni fatte per nuova +armata; disse che nella Grecia erano stati spediti ciaussi con comandamento +che si facessero galere e si lavorassero a quelle scale, +conforme a quello mi aveva detto il ciaus; dal qual luoco partitomi +sopra una nave di Greci, giunto a Sinope, presi porto non +avendo avuto vento da buttarmi al mare per passare in Europa, +smontai e vidi 6 galere pronte alla vela le quali partirono due +giorni dopo per Costantinopoli, essendone la settimana innanzi partitone +24 per quanto mi fu affermato dai Greci, vi erano anche +due corpi di galere grosse nelle quali si lavorava, perchè nel +principio non le erano state date le debite misure; essendo tirate +lunghissime e datali tanta larghezza che per gran navi sarebbe +stata troppa, però aspettavano da Costantinopoli un proto sì per +tirar quelle a buona forma come per farne delle altre. Le maestranze +sono state licenziate fino all'invernata acciò navicassero e conducessero +oltracciò a Costantinopoli ed altri luochi quello bisognava, +continuandosi però con ogni diligenza a condur legnami per l'anno +venturo e già ne era preparata grandissima quantità; ed essendo +li conduttori stentati nelle paghe, disse uno di loro all'emir +che bisognava andare a farsi pagare dalli Franchi, perchè pigliando +le galere ad istanza loro si affaticavano. Io innanzi al +partir, per esser loro di qualche importanza, presi un poco di disegno +del sito della città e del castello, e scandagliai l'acque, perchè +in tre luochi vi sono porti, sei miglia lontano l'uno dall'altro, +e l'uno mezzo miglio vicino alla città, nel qual si lavora le galere, +e li due lontani miglia cinque e mezzo. Il medesimo feci a Trebisonda +avendosi due volte la nave allargata in mare per passare +alle altre rive, essendo da venti contrarii ributtata, si risolse il +padrone essendo sua la nave ed il carico che era vino, senza far +motto ad alcuno, di tenersi a costa di terra e con buonissimo +vento in tre giorni arrivammo alla bocca di Costantinopoli; nel +qual luoco per buona sorte trovai nave che stava per andar al +Danubio per formento, la qual si trattenne dieci giorni innanzi il +partire. Li marinari andavano ogni giorno a Costantinopoli; dai quali +intesi che Ulularli capitano di mare era per partire alli primi di +giugno con 12 galere per guardia delli castelli, e che non aveva +voluto levar spahi nè giannizzeri, ma uomini marittimi tutti con +archibusi da sette spanne, perchè conosceva le forze far poco effetto +contro gente armata. Non si faceva altro, giorno e notte, a +Costantinopoli, che buttar di detti archibusi; nè resterò di dire alla +Serenità Vostra un effetto grandissimo ed incredibile che per causa +di una voce sparsa per tutte le rive del mar Maggiore, è successo: +dico che sopra la moschea di S. Sofia e sopra quella di Sultaniè +alla parte di Andernopoli sono comparse due croci le quali giorno +e notte si vedono, per il che li cristiani da questi luochi cominciando +fin a Costantinopoli tutti universalmente tengono questo per +fermo, nè aspettano altro che piccola occasione per levarsi. Questa +nuova è passata tanto innanzi che li Turchi medesimi la credono, +esser il fine dell'impero ottomano, e che loro speran che passando +ai Franchi il tributo li abbiano a lasciare nel paese. + +Partitomi da Costantinopoli giunsi al Danubio, ed entrato per la +bocca, chiamata san Giorgio, arrivai per mezzo la Bogdania, e +dallo scrivan dell'emir intesi come Bogdan vaivoda si era +ribellato, e che sultan Selim avea mandato Giano vaivoda per +signor di quel paese, il quale ricercava che li sangiacchi di Silistria, +Bendir e di Achirman andassero in suo ajuto perchè Bogdan +era per entrar nel paese dei Polacchi. Gli fu risposto che +detto soccorso non gli si poteva dare, perchè il sangiacco di +Silistria avea ordine di cavalcar verso Adrianopoli e li altri di +guardar li loro confini. Entrato che fu nella Bogdania vidde l'esercito +di quel signore il qual poteva essere di 20m. uomini a cavallo, +tutti contadini disarmati d'ogni sorta di arme da difesa con +spade, mannerini, e pochi con lance, li cavalli non da guerra ma +ronzini. + +Il giorno che giunsi a Yassy terra ove il signor fa residenza fu tagliata +la testa in publico a sette gentiluomini della fazion di Bogdan vaivoda, i +quali volevano la notte seguente ammazzar Giano vaivoda: però vive +con gran timore, rispetto che nè da gentiluomini nè dal popolo è +amato, e questo per la troppa tirannide che usa ai popoli; per il che +il primo signor è al presente da ognuno desiderato, il quale se bene +è qui in Polonia, si trova a sua instantia in Bogdania la fortezza di +Cottin, castello in detto paese nel confine della Polonia, nè aspetta +altro per entrar di nuovo contro il detto Giano che il tempo del +raccolto, convenendo li villani in detto tempo levarsi dal campo per +andare a tagliare i grani e far i loro altri affari. In Leopoli si +faranno preparazioni grandi di guerra, e già sono ridotti infiniti +signori e gentiluomini, ne si sa per che parti; et in buona grazia +della Serenità Vostra mi raccomando. + +Di Cracovia a XXV luglio MDLXXII. + + Di Vostra Serenità + + _Humilissimo servitor_ + VINCENZO DI ALESSANDRI. + + _Archivio Cicogna, cod. 1762._ + + +DOCUMENTO XXVI. + + _Relazione presentata al Consiglio dei Dieci il 24 + settembre 1572 e letta l'11 ottobre da Vincenzo + Alessandri, veneto legato a Thamasp re di Persia._ + +Dovendo io, secondo il comandamento fattomi ultimamente da Vostre +Signorìe Eccellentissime, mettere in scrittura tutto quello che (oltre +quanto per mie lettere ho scritto nel corso di ventun mesi passati, +dal dì ch'io mi partii dai piedi di Vostra Serenità per andare in +Persia, fino al mio ritorno) ho diligentemente osservato; non bisogna +che s'aspettino da me, poco atto in tal professione, nè quella maniera +di dire, nè quell'ordine che per avventura ricercheriano le cose che +narrerò; ma che si contentino che, come meglio io potrò, e secondo che +mi verranno a memoria, io le esplichi in carta: essendo per dar conto +delli paesi e regni che si trovano nella Persia, dell'abbondanza e +mancamento di essi, della natura dei popoli, della persona del re e +qualità dell'animo suo, de' suoi figliuoli, del governo, della corte, +del modo ed ordinamento di consigliare e risolvere le cose di stato e +d'amministrar giustizia, delle entrate e spese del regno, del numero e +qualità di quei sultani, che non vuol dir altro che signori principali +della milizia, ed in somma di tutto quello che mi ricorderò, o che +giudicherò degno della sua notizia, rendendo certe le Signorìe Vostre +Illustrissime ch'io non dirò cosa che non abbia veduta, o che da +relazione di diversi uomini degni di fede non mi sia stata detta con +verità. + +E per cominciare dal re di Persia, Elle hanno da sapere, come questo +re, nominato Tamasp, viene per linea retta da Alì, genero che fu di +Maometto profeta. Fu figliolo d'Ismaele I, il padre del quale si +addimandava Caider, uomo di gran bontà e dottrina, e da loro tenuto +per santo, dicendo aver predetto molti anni innanzi come il figlio +doveva esser re, sebbene esso Ismaele s'impadronì del regno con poco +timor di Dio facendo tagliar la testa al figlio del suo re; in che +sebben la fortuna gli fu favorevole e prospera, ebbe però nel corso +degli anni del suo regnare molti travagli dagli imperatori Ottomani, +quali al suo tempo cominciarono a metter piede nelle fortezze +principali del suo regno, come fece sultano Selim padre che fu di +sultano Solimano, il quale s'impadronì di Carahemit, città di +grandissima importanza e abbondante di tutte le cose necessarie, +popolatissima e piena di molti artefici, e posta in bellissimo sito, +sì che dove prima per natura era forte, ora per industria degli +Ottomani è fatta fortissima: nella quale vi si tiene un bascià di +grande importanza, dependendo da detto luogo molte terre e castelli, i +quali erano tutti di detto Ismaele nel paese chiamato Diarbech. Ebbe +Ismaele, oltre il presente re, che fu il primogenito, tre figli, cioè +Elias Mirza, Janus Mirza e Bairan Mirza. Elias fu uomo di gran valore +e di grande ardire, e nel tempo che si trovò in pace col re, prese +Baracan, re di Servan, e le sue città e paesi, il qual regno è grande +e d'importanza, ed è alle rive del mar Caspio. Restò questo regno +tutto nelle mani del re suo fratello, il qual non avendo fatto niuna +grata dimostrazione per l'acquisto di tanto paese verso di lui, fu +causa che se gli inimicò, e si congiunse con gli Ottomani, e con +grandissimo esercito levò sultan Solimano a danni del fratello, +prendendogli molti paesi e principalmente la città di Irun, allora +principal fortezza di Persia, lontana da Tauris sei giornate; per la +qual cosa il detto re lo fece ammazzare, come fece anco di Janus +Mirza, secondo fratello, dubitando che ancor egli non si sollevasse, +essendo il terzo per innanzi morto di morte naturale: del quale è solo +restato un figlio, il quale ha il suo stato in India; e desiderando il +re dargli una delle sue figliuole, il fece chiamare; ma li popoli non +vollero mai acconsentire che andasse a Casbin, dubitando che ad esso +ancora non si facesse qualche dispiacere. + +Li figliuoli di esso re Tamasp in tutti sono undici maschi e tre +femmine, generati con diverse donne. Il primo si addimanda Codabend +Mirza, di anni quarantatrè, buono, di natura quieta, nè si cura molto +delle cose del mondo, contentandosi di un piccolo stato datogli dal re +nel regno di Corassan; ed ha tre figli, il maggior dei quali è di età +di quattordici anni, di bellissimo aspetto e di alto spirito e +caramente amato dal re, sì per le sue virtù, sì per non aver dai figli +altro nipote che questo. Ismael, secondo figlio, è di età di anni +quaranta, di natura robusto, di altissimo animo, di gran cuore e +desideroso di guerra, avendo in molte occasioni dimostrato il valor +suo contro gli Ottomani, e particolarmente contra il bascià di +Erzerum, poichè con poco numero di cavalli ruppe l'esercito di esso +bascià, ch'era in gran numero, e se presto non si fosse ritirato, si +sarebbe anco impadronito della città; e questa ritirata fu poichè +Mirza Bech, primo consigliere del re, ed inimicissimo d'Ismaele, disse +al re che conosceva essere nella mente di questo giovine troppo alti +pensieri, avendo senza la licenza del principe radunato esercito, ed +essendo entrato nel paese degli Ottomani: in tempo di pace, parendogli +questi segni di poca obbedienza, mostrando anche al re alcune lettere +mandate alli sultani per le provincie, invitandoli a sollevarsi alla +guerra contro detti Ottomani, per il che si risolse il re, a +persuasione di costui, di metterlo in castello con guardia di sultani +e molti soldati, onde è già 13 anni e più che si trova prigione, e +sebbene quest'anno se gli sono levate le guardie, non è però +licenziato lui. Il re più volte, per gratificarlo, gli ha mandato +donne bellissime, acciò che si trattenga, nè mai ha voluto assentire, +dicendo che lui con pazienza sopporta l'esser prigione del principe, +ma che gli saria stato di troppo gran peso vedere anco li figliuoli +suoi prigioni, e che a schiavi non si convengono donne. + +È il detto Ismaele sopra modo amato dal principe; ma il timore è +grande vedendo esser lui ardentissimamente desiderato per signore da +tutto il popolo, ancorchè li sultani mostrino essi ancora di temerlo +molto per la sua troppo fiera natura. Per il che si fa giudizio, che +succedendo al regno, egli potria riformare gran parte dei capi della +milizia, e levarsi dinanzi tanto numero di fratelli, che gli hanno +occupato gran parte del regno. + +Sultan Caidar Mirza, terzo figlio del principe, è di età d'anni +sedici, di piccola persona, ma di bellissima faccia e franco sì nel +parlare come nel conversare, e nel vestire e cavalcare attillatissimo, +e soprammodo amato dal padre. Si diletta di sentir ragionare di +guerra, ancorchè mostri non esser molto atto a tale esercizio, per la +troppo delicata e quasi femminile sua complessione. Fa prova +d'ammazzare animali colle sue proprie mani, e molte volte, ancorchè le +spade siano di eccellente lama, non gli può passar la pelle, avendolo +io veduto a fare di simili prove e di poi restare pieno di vergogna, +ed arrossire e prendere scusa, ora che le spade non tagliavano, ora +che per compassione non gli ammazzava. È di buon intelletto, e per +quell'età è assai grave: mostra intendere le cose di governo, e sapere +come si reggono gli altri principi del mondo. Sultan Mustafà, +Emirkhan, e Gemet Mirza, sono tutti tre tra li quattordici e quindici +anni: sono di buona indole, e mostrano grande ingegno; gli altri sono +fra li dieci e undici anni, e stanno a Corassan ad imparar lettere, da +un piccolo in poi di età di quattro anni, il quale è appresso il re, +per esser secondo quell'età, accorto e molto piacevole. Le figliuole +sono tutte maritate in parenti con dote di gran stati. + +Il re è in età di sessantaquattro anni, e del suo imperio cinquantuno, +essendo stato eletto di tredici anni. È di statura mediocre, ben +formato di corpo, di faccia alquanto scura, di gran labbri e barba, ma +non molto canuto, di complessione piuttosto malinconica che +altrimenti, conoscendosi ciò per molti segni, ma principalmente per +non essere uscito del palazzo in dieci anni pur una volta, nè a +caccia, nè ad altra sorte di piaceri, il che è di molto mala +soddisfazione al popolo, il quale secondo l'uso di quel paese non +vedendo il suo re, non può se non con estrema difficoltà dire i suoi +gravami, nè possono esser suffragati nelle cose di giustizia: per il +che, giorno e notte gridano ad alta voce dinanzi alle porte del +palazzo, quando cento e quando mille alla volta, che gli sia fatto +giustizia, ed il re sentendo le voci comanda per l'ordinario che siano +licenziati, dicendo esser nel paese li giudici deputati che faranno +giustizia, non considerando che quelle querele sono contro li giudici +tiranni e contro li sultani, i quali per l'ordinario stanno alla +strada ad assassinare la gente, come per molti casi da me veduti e +uditi mi sono accertato; e come la Serenità Vostra è per intendere. + +Nella città di Massinuan furono presi alcuni assassini, i quali +avevano ammazzati alcuni mercanti, e toltogli le robe; i presi furono +menati alla giustizia. Il giudice, venuto in luce del tradimento, si +fece portare il furto, poi licenziò li delinquenti, tenendo una parte +delle robe per lui, e l'altra mandando a Casbin ad alcuni sultani in +presenza dei padroni di esse robe. E andando io alla corte ogni +giorno, li vedevo a stracciarsi i panni, montar gridando per le mura +del palazzo e dire ad alta voce al re che cosa egli faceva, e da che +causavasi che egli non volesse rimediare a tanta ingiustizia. Per il +che furono molte volte ben bastonati, e con le pietre fatti saltar giù +dalle mura, nè mai fu loro possibile essere uditi. Oltre di questo, +nella città di Tauris, sedici ladri armati con archibusi scalarono di +notte il principal fondaco di quella città, il quale si chiama Kan del +signore, dove vi erano da quaranta mercatanti; e sapendo i ladri che +tra gli altri, Achmet celebre mercante d'Algeri si trovava buona +quantità di danari contanti, ruppero le porte della camera del detto +Achmet, e lo ammazzarono, pigliando trenta tomani, che fanno sei mila +scudi, oltre alcune verghe d'argento e altre robe; ed essendosi mossi +li mercanti per la difesa del fondaco, furono colle archibugiate fatti +ritirare nelle stanze. Pochi giorni dopo, vicino alla casa dove io +ero, fu dalli medesimi ladri, la notte con lanterne, assaltata la casa +di un Armeno, e toltigli quattro colli di seta, e per quello si disse +fu veduta la detta seta in casa del sultano di Tauris; e sebbene di +tutte queste cose se ne siano fatte querele alla corte e trovati li +ladri, non si è perciò proceduto per via di giustizia contra di loro, +mostrando il re di non curarsene punto. Oltre di questo, un mercante +Turco, chiamato Kara Seraferin, usato anco a venire in Venezia, +essendo in Casbin in un fondaco, ed avendo inteso i Kurdi, i quali +sono quelli che guardano la persona del re, essere detto mercante +ricchissimo, presero occasione di fargli un pasto, e trattenerlo +tanto, che li compagni, li quali aveano tolta una bottega affitto +contigua a detto fondaco, ruppero il muro, ed entrorno dentro, e gli +rubarono dodici mila ducati contanti. Il detto mercante tornato alla +stanza subito si avvide del fatto, ed andò alla porta del palazzo, ed +avendo amicizia di molti sultani, fu introdotto dal re; e querelando i +detti Kurdi che lo avevano invitato, come consapevoli di questo fatto, +il re fece chiamar li Kurdi, li quali negorno; ed instando il mercante +che fossero messi in prigione, e preso il loro costituto +separatamente, il re disse che l'averia fatto per contentarlo, ma caso +che detti colpevoli non avessero confessato, avria poi fatto tagliar +la testa a lui; il quale, di ciò dubitando, non volle altrimenti +continuare l'espedizione della causa. Ma pochi giorni dopo, +coll'occasione di un giovine avendo scoperto come detti Kurdi avevano +fatto il furto, fece il mercante esaminare li testimoni per il giudice +della città di Casbin, e presentò il loro detto al re con quattrocento +ducati di dono, acciò fosse spedito presto da sua maestà. Il re mandò +per li detti Kurdi, ai quali furono trovati li danari avendone spesi +pochi, e comandò che detto denaro fosse posto nel tesoro, ordinando +che il detto Cara Seraferin non gli fosse più introdotto innanzi. +Questo fatto diede grandissima occasione a tutte le genti di +ragionare, e di dolersi della poca giustizia del re, benchè ogni dì si +veda seguire di simili effetti, curandosi egli poco di sentire i suoi +sudditi per tal causa lamentarsi; ed un giorno il re disse ad un +vecchio Kurdo suo buffone, quale dormiva nell'anticamera, d'aver +quella notte dormito assai bene, avendolo sentito cantare; al che il +buffone rispose che non sapeva che il suo canto avesse forza di +addormentare sua maestà, perchè quando l'avesse saputo non averia mai +aperto la bocca, acciocchè anche ella stesse svegliata a sentire li +pianti e li lamenti che tutta la notte facevano li poveri suoi +sudditi, per cagione degli assassinamenti fattigli per le strade e per +le terre proprie, dicendo che nel libro delle querele da otto anni in +qua vi eran scritte più di diecimila persone, ch'erano state +ammazzate. Questo dispiacque molto al re, il quale con alterazione +d'animo disse, che bisognava prima fare appiccar lui e li suoi +compagni, dalli quali venivano tutti li mali, intendendo delli Kurdi; +e ciò non è maraviglia perchè non gli dando le loro paghe, sono +forzati andare alla strada, e fare di simili altri effetti, tanto più +quanto che vedono che in materia delle cose di giustizia, come ho +detto, il re non prende alcuna cura, o pensiero. Da ciò avviene che +per tutto quel regno sono mal sicure le strade, e nelle case si corra +anco di gran pericoli, e li giudici quasi tutti dalla forza del denaro +si lasciano vincere. + +Con verità si può anche dire, che mai questo re abbia avuto +inclinazione alle cose della guerra, ancorchè secondo il loro termine +ne discorra con eccellenza, essendo uomo di pochissimo cuore; e se +pure in qualche occasione si è mostrato di entrare in campagna, non lo +ha fatto perchè la natura lo invitasse, ma sforzatamente, non essendo +mai stato ardito di mostrar la faccia all'inimico, anzi con infinito +suo biasmo ha perso in suo tempo tanti luoghi, che fariano assai ad un +gran principe. Ma quello che sopra tutto gli è piaciuto, e piace al +presente, sono le donne e li danari, le quali donne hanno messo tanto +possesso nell'animo di questo re, che molti, non sapendo altro dire, +affermano che l'abbiano affatturato, stando la maggior parte del tempo +con esse ragionando, e consigliandosi con esse anche delle cose di +stato, buttando figure di chiromanzia sopra le cose del mondo, +scrivendo eziandio li sogni, e quando taluni vengono ad effetto, le +donne gli ricordano, ch'egli è profeta di Dio; delle quali adulazioni +egli ne sente grandissima contentezza, e sebbene è per natura avaro, +con queste donne si può dire che sia prodigo, donandole di gioie, +danari, e altre cose in gran quantità. Sogliono però esse donne, con +licenza del re, alle volte uscire del serraglio, quelle però che hanno +figliuoli, sotto pretesto di andarli a vedere in caso di malattia: ed +io vidi uscire la madre di sultan Mustafà Mirza, il quale era alquanto +indisposto, poco dopo mezzogiorno, col capo coperto con un caffetano +di panno negro, cavalcando come fanno gli uomini, accompagnata da +quattro schiavi e sei uomini a piedi. + +Usa esso re molti elettuarj per fomentar la lussuria, ed a questo +tiene gente apposta, ed a quelli che li fanno migliori dà gran premj. +Suole anche dare in serbo le schiave donzelle alle sultane per non ci +spendere intorno, e quando comanda che siano menate a lui, esse le +ornano con gioie, ed altri ricchi ornamenti. + +Ora sebbene dalle cose dette chiaramente si può conoscere l'avarizia +di questo re, pure non resterò di dire alla Serenità Vostra alcuni +particolari, li quali daranno maggior certezza di questo. + +Manda esso re nel paese di Konducar per turbanti e boraccini, in +Corassan per velluti, rasi ed altri panni di seta, ed in Aleppo per +panni di lana; e di tutte queste robe fa far drappi, che dà in +pagamento alli soldati, ponendogli a conto quel che vale uno, dieci. +Piglia ogni sorte di presenti per piccoli che siano, nè all'incontro +si cura di corrispondere; ed io vidi un vassallo del Turco venuto di +Aleppo, con intenzione di farsi Persiano, il qual baciò il piede al +re, e gli presentò un mulo e dodici ducati d'oro. Tolse il re li +dodici ducati, e gli disse che gli restituiva il mulo, prendendo il +suo nome in nota, come si suol far di quelli che vengono dal paese +degli Ottomani, e mostrano tener conto de' Persi. + +Di più si racconta quanto appresso: un soldato prese in tempo di +guerra un figlio di un signore Usbech, uno dei maggiori nemici di +questo re, il quale è di tanto seguito nei confini di Corassan, che il +re è forzato di dargli quaranta tomani all'anno, che fanno ottomila +ducati, acciocchè non dia molestia alle carovane che vengono dalle +Indie: e volendo un altro soldato donare al predetto soldato per causa +di tal prigionia, un villaggio e mille ducati, che glielo desse, esso +volle presentarlo al re pensando di aver maggior premio; ma egli non +gli donò altro che un cavallo in ricompensa di così gran prigione. + +Mostra egli è vero questo re grandissima liberalità nel dar +provvisione a molti, sebbene faccia l'assegnazione in luoghi che non +vengono mai pagate, se non hanno gran favori, o non fanno donativi. +Libera ogni giorno per l'anima sua molte terre dalli tributi ed +angarìe, ma per il più passati due o tre anni li vuol poi tutti in una +volta, come ha fatto nel tempo che io mi trovava alla corte nella +terra di Tulfa, abitata tutta da uomini, i quali erano stati esenti +per sei anni dal tributo, ed in una volta il volse tutto del tempo +passato con danno e rovina di quei poveri cristiani, oltra lo aver +mandato Cariambeg maestro di casa di sultan Caidar Mirza, luogotenente +del re, a riscuoter detti danari con venticinque some di drappi e +scarpe da vendere: usando esso re, ogni giorno mutarsi cinque volte di +vestimenti i quali sono distribuiti a quei popoli, ponendogli a conto +quel che vale uno, dieci, non bisognando però che alcuno si mostri +renitente a pigliare dette robe, anzi aver per grazia grande il +poterne avere. Il medesimo fu fatto nel paese di Alingria, abitato +tutto da Latini, sebben non usino altra lingua che turca, persiana, ed +armena; i quali oggi dalli Persiani sono chiamati Franchi. + +L'arcivescovo di quel luogo si chiama l'arcivescovo di Erivan, il +quale due volte è venuto qui a Venezia, come dalle patenti fatteli, +l'una sotto il serenissimo Girolamo Priuli di febbraio 1561, l'altra +sotto il serenissimo Loredan 1569, avendole io vedute e lette per +essere stato in quel luogo quarantacinque giorni, per fuggir di essere +perseguitato dalli ciaussi che dal bascià di Erzerum mi furono mandati +dietro. + +Vende esso re spesso gioje ed altre mercanzie, comprando e vendendo +con quella sottilità che faria un mediocre mercante. Egli è vero, che +già sei anni egli ha fatto un effetto piuttosto magnanimo che +altrimenti, avendo levato ogni sorte di dazj che si trovano nel suo +regno, i quali erano i maggiori che fossero in tutto il mondo: poichè +di mercanzia, od altro, di sette parti ne pigliava una, oltre quello +che li ministri toglievano. Vien però affermato che di ciò furono +causa alcune visioni che gli vennero in sogno, dicendo che gli +angioli l'avevano preso pel collo e dimandatogli se ad un re che ha +nome di giusto, e che viene dalla casa di Alì, si conveniva con rovina +di tante povere genti comportar dazj sì crudeli, e che però gli +comandavano di liberare le genti. Si svegliò esso re pieno di paura, e +comandò che per tutti li paesi del suo regno fossero levati li dazj. +Ma di questo fatto si comprende chiaramente dagli effetti, che di +giorno in giorno egli pare esserne pentito, e desiderare di accumular +danari con mille e mille operazioni indegne di uomo, non che di re; le +quali non racconterò così particolarmente alla Serenità Vostra +per non l'attediare con la lunghezza loro, sapendo che le cose +antecedentemente narrate, basteranno per far conoscere l'animo suo. + +Passerò perciò a parlare della sua corte, la quale è divisa veramente +sotto due capi; cioè il servizio del re, e il consiglio di stato. + +Il servizio del re è diviso in tre sorte di gente; in donne, in +figliuoli di sultani, e in schiavi comprati dal re o avuti in doni dal +caramè, che così da loro è chiamato il serraglio dove stanno le donne. +È da esse servito quando dorme di dentro, e sono tutte schiave +circasse e georgiane; quando dorme di fuori è servito nelli servizi +bassi, come nel vestirsi e dispogliarsi, dagli schiavi, de' quali ne +ha da quaranta o cinquanta. Questi tengono anche all'ordine le cose di +dispensa. La terza sorte di gente che lo servono, sono nobili figli di +sultani, i quali non stanno nel palazzo regio, ma vengono mattina e +sera dalle loro case al servizio, e sono ora più, ora meno, ma per +l'ordinario sono al numero di cento. Vien servito a vicenda da loro +nel dare l'acqua alle mani, nel presentargli le scarpe, e nello +andargli dietro quando cammina per li giardini. + +La ricompensa che il detto re dà agli schiavi che lo servono, da +quindici sino all'età di venticinque in trenta anni, sempre con le +barbe rase, è l'imprestar loro, a chi trenta, a chi cinquantamila +ducati, al venti per cento, a chi per dieci, ed a chi per venti anni, +ricercandone egli però il frutto d'anno in anno. Essi poi prestano a +sessanta e ottanta per cento ai signori della corte che stanno in +aspettazione di aver dal re gradi e governi, con buone cauzioni di +possessioni e stabili, e caso che quelli che hanno preso il denaro nel +fine dell'anno non si compongano con quelli che l'hanno dato del +capitale o del prò, senza altro protesto gli vendono le case o +possessioni, nè vi è altro rimedio a riaverle. + +La ricompensa del servizio de' nobili sono i gradi della corte, come +centurioni e capitani alla guardia del re, e sultanati che s'intendono +essere governi delle provincie. Questo è quanto appartiene al servizio +della persona del re. + +Il consiglio veramente è un solo nel quale non vi è altro presidente +che esso re, con intervento di dodici sultani, uomini di esperienza e +d'intelligenza nelle cose e governo di stato; sebbene questo numero è +alternato da quei sultani che di tanto in tanto vengono alla corte, ed +entrano tutti in consiglio ogni giorno, eccetto quando il re va al +bagno e quando si taglia le unghie. L'ora del ridursi, sì l'estate, +come lo inverno, è dalle ventidue ore in poi, e stanno ridotti secondo +le materie che si trattano, fin tre, quattro, cinque, sei, e sette ore +di notte. Siede il re sopra un divano non molto alto da terra, e +dietro alle sue spalle siedono li figliuoli quando si trovano alla +corte, alla quale ordinariamente interviene sultan Caidar Mirza, che è +come luogotenente del re, nè si parte da esso. All'incontro della +faccia di esso re, siedono li sultani consiglieri per età, e dalla +parte destra e sinistra siedono li quattro grandi consiglieri da loro +chiamati visiri. Il re propone le materie e sopra esse discorre, +dimandando il parere dei sultani ad uno ad uno, e secondo che dicono +le loro opinioni si levano dal loro luogo, e vengono appresso il re, e +siedono, parlando con voce alta, di modo che possino essere intesi +dagli altri sultani, e nel corso del ragionamento, il re, se sente +qualche ragione che gli piaccia, la fa notare alli gran consiglieri e +molte volte la nota di mano propria; e così a mano a mano secondo che +il re chiami i Sultani vengono a dire le loro opinioni. Il re ora +risolve le cose del primo consiglio, quando non ha dubbio delle +materie che si trattano, ora si fa portare le ragioni di tutto il +consiglio, e da lui le considera e poi si risolve. Nel numero di +questi sultani del consiglio entra anco il capitano della guardia del +re, che sebbene non è sultano, è però nobile, ed uscendo di quel grado +entra sultano. Li gran consiglieri non hanno voce, nè ricordano cosa +alcuna, se dal re non sian dimandati; li quali sebben sono +onoratissimi e molto stimati, non possono però ascendere al grado di +sultani, nè di altri servizj pertinenti alla guerra ancorchè fossero +nobilmente nati. La carica veramente è piuttosto di genere virtuosa +che nobile. Mentre che il consiglio sta ridotto ogni notte, vi stanno +anco le guardie di trecento Kurdi armati, li quali, licenziato il +consiglio, non si partono, ma dormono lì per guardia del re. + +Parendomi aver sin qui detto a sufficienza della corte di questo re, +parlerò ora della grandezza del suo stato, e qual sia il modo del +governo delle provincie e regni che in esso si trovano, considerando +le metropoli, e come è amato esso re dai popoli abitanti nel suo +paese. Confina il paese posseduto dal re di Persia da levante con +l'India, ch'è tra il fiume Gange e Indo; da ponente col fiume Tigri, +che divide la Persia della Mesopotamia, ora detta Diarbech, il qual +fiume correndo sino alli confini di Babilonia, entra nell'Eufrate, ed +uno istesso alveo corrono tutti due per Bassora, e sboccano nel mar +Persico verso il mezzodì; da tramontana col mar Caspio e colla +Tartaria del gran Khan del Catai. + +Nel detto paese vi sono numero cinquantadue città, e le principali di +esse sono: Tauris, metropoli di tutto il regno, Casbin, Erivan ed +altre, le quali ad una ad una non nominerò, ma dirò solo che non ve +n'è pur una in tutto il regno che sia murata, ma tutte sono aperte; le +fabbriche sono bruttissime, e le case tutte di loto, cioè fango e +paglia tagliata mescolata insieme, nè vi sono moschee nè altro che +possa render vaghe dette città, ancorchè per l'ordinario i siti siano +bellissimi. Le strade sono brutte per la quantità della polvere, e +malamente vi si può andare, e conseguentemente l'inverno vi sono +fanghi estremi. + +Vi è grandissima abbondanza di grani per l'ordinario, ancorchè non +piova se non rare volte; ma usano di condur l'acqua a bagnare i campi +una settimana in una parte, ed una settimana in un'altra; ed a questo +modo vengono a dar tant'acqua alle biade e vigne quanto basta. E nelle +ascese, ed altri luoghi, dove le acque non ponno esser tirate, se ne +servono di prateria. Vi è anco quantità grande di carnaggi, e sopra +tutto di castrati, e di tutta grassezza, ed io ho veduto in Tauris più +volte pesar le loro cosce dieci buttuarie, che sariano quaranta delle +nostre libbre. Contuttociò sono assai care rispetto alla quantità +grande che ve n'è incredibile, e tale che non pare che debba mai +spedirsi, eppure si vende; e ciò avviene perchè non credo che sia nel +mondo nazione che mangi più delli Persiani: essendo ordinario che +tutti i vecchi non che li giovani, mangino quattro volte al giorno, e +ciò per causa dell'acque, che essendo perfettissime, ajutano la +digestione. + +Sono li Persiani piuttosto genti povere che altrimenti. Nelle città e +ville non usano molti adornamenti. Dorme ognuno in terra, e quelli che +sono in qualche condizione usano lo stramazzo sopra tappeti, gli altri +un feltro semplice. Le donne sono per l'ordinario tutte brutte, ma di +bellissimi lineamenti e nobili cere, sebbene i loro abiti non sono +così attillati come quelli delle Turche. Usano però di vestire di +seta, portando in testa il caffetano, lasciandosi veder la faccia a +chi esse vogliono, e a chi non vogliono l'ascondono, e portano sopra +la testa perle ed altre gioje; e di qui avviene, che le perle sono in +gran prezzo anco a quelle parti, non essendo molto tempo che si sono +cominciate ad usare. + +La riverenza e l'amore che da tutto il popolo di questo regno vien +portato al re, non ostante le cose già dette per le quali pare +dovrebbe essere odiato, è incredibil cosa: perchè essi, non come un +re, ma come Dio lo adorano, e ciò procede perch'egli viene dalla linea +di Alì, loro santo principale; e quelli che si trovano in malattia o +altra disgrazia, non chiamano tanto in ajuto il nome di Dio, quanto +fanno il nome del re, facendo voti, o di portargli qualche dono o di +venire a baciar la porta del suo palazzo, e si tien felice quella casa +che può aver qualche drappo o scarpe di esso re, dell'acqua dove esso +si è lavato le mani, usandola contro la febbre; per tacere altre +infinite cose che si potriano dire in questo proposito. Dirò bene che +non pure li popoli, ma li figliuoli stessi e sultani ordinariamente +quando parlano con lui, parendogli non poter tenere epiteti +convenienti a tanta altezza, gli dicono: tu sei la nostra fede, e in +te crediamo. Così si osserva nelle città vicine sino a questo segno di +riverenza; ma nelle ville e luoghi più lontani molti tengono che egli, +oltre avere lo spirito profetico, risusciti i morti, e faccia di altri +simili miracoli, dicendo che siccome Alì loro santo principale ebbe +undici figli maschi, che così anco questo re ha avuto dalla maestà di +Dio la medesima grazia di undici figli come Alì. + +Vero è che nella città di Tauris non vi è tanta venerazione come negli +altri luoghi, e per questo si dice ch'egli si sia partito di là e +andato a stare a Casbin, vedendo di non essere secondo il genio suo +stimato, per rispetto che la detta città è divisa in due parti, le +quali si chiamano, una Kamitai, e l'altra Ermicai; nelle quali fazioni +sono nove capi di sestieri, cinque in una e quattro nell'altra, dai +quali dipendono tutti li cittadini. Queste fazioni per il passato +erano molto discordi, ed ogni giorno si ammazzavano, nè bastava al re +ed altri il rimediarvi, per esser fra esse parti discordia, ed odio +antico di più di trecento anni, e certo si può dire che piuttosto essi +capi di sestieri siano signori di detta città, che il re proprio. Ora +sono in pace e uniti; ed a questo proposito non voglio lasciar di dire +alla Serenità Vostra, che essendo nel principio della loro quaresima +montate le carni un poco più del prezzo ordinario, andorno questi +capi al palazzo del sultano, ed ammazzorno tutti li ministri, e se il +sultano avesse fatto moto alcuno, sarebbe anch'egli stato ammazzato, e +per quei ministri che non si trovorno presenti, andorno li sollevati +alle case loro, gettando le porte a terra, e gli ammazzarono e +portorno le teste sopra il palazzo, non curando far questa operazione +più di giorno che di notte, nè a ciò si può rimediare rispetto +all'umor loro. Vero è che da essi non si è mai sentito che sia nata +alcuna cosa inonesta contro il particolare; e solo per il passato +hanno ammazzati delli sultani, per conservare una certa loro libertà +ed alcuni loro privilegi antichi. E per esser detta città, come ho +detto, metropoli di tutto il regno, parmi di dire alcuna altra cosa di +essa. + +È posta essa città per dir il tutto della medesima, sopra una gran +pianura, poco lontana da alcuni monticelli, essendogli vicino un colle +dove anticamente vi era un castello, come si vede dalle ruine che vi +sono al circuito. Questa città ancorchè non abbia muraglia, è di +quindici miglia e più, ed è in forma lunga, onde che da un luogo che +si addimanda Nassar fino all'uscir della città verso Casbin, vi è +quasi una piccola giornata di cammino e vi sono però infiniti +giardini, e luoghi vacui. Le contrade sono quarantuna e per ogni +contrada vi è un bazaro, di modo che si può dire che in ogni contrada +vi sia una piccola terra abbondantissima, ma sopra tutto di cose +magnative. L'aere è felicissimo, sì d'inverno come di estate. Li +frutti superano di bontà e di bellezza quelli di qualsivoglia altro +paese. La città è mercantile, concorrendo in essa le merci e caravane +d'ogni parte del regno; ma ora il negozio della mercanzia patisce +molto, rispetto alle cose della guerra che la Serenità Vostra ha con +il Turco, perchè dove due colli di seta, della quale il paese è +abbondantissimo, valevano quattrocento e più zecchini, si vendono meno +di duegento. Le spezie che vengono per via di Ormuz, non vi è persona +che le guardi, perchè il suo corso ordinario era in Aleppo; ora non vi +essendo in che contrattarre, restano abbandonate da qualche parte in +poi, che vengono condotte a Costantinopoli stessa, e di là in +Bogdania, spargendosi per la Polonia, e di là in Danimarca, Svezia ed +altri luoghi; ma sono tanto grandi le spese, che li guadagni riescono +piccolissimi, se però non vi si perde; avendone fatta la prova alcuni +Armeni ch'io vidi in Tauris; e tanto più si verranno a raffreddare +tutti i negozi, quanto che un gentiluomo inglese addimandato il +signore Tommaso da Londra, venuto in detta città con molte facoltà di +pannina per via di Moscovia, sotto nome di ambasciatore della regina, +essendo venuto a morte, il sultano di Shirvan gl'intertenne tutte le +robe, per il che li compagni ch'erano con lui convennero spendere gran +quantità di danari per riaverle, sicchè per questa causa non si deve +sperare che da quelle parti le faccende abbiano a continuare. Nel +regno di Corassan si lavora di panni di seta, e specialmente di +velluti, li quali possono stare al paragone delli genovesi e d'altri +luoghi. Lavorano delli rasi e damaschi con quella bellezza e polizia +che si sogliono fare in Italia e sono a buon mercato. + +Nel detto paese di Persia non vi sono merci d'oro, nè d'argento, nè di +rame, ma solamente di ferro; però quelli che conducono argenti di +Turchia in Persia guadagnano venti per cento, e dell'oro da quaranta +in cinquanta per cento, e delli rami, quando dieci e quando venti e +più per cento. Vero è che vi sono gravi spese per esser proibito il +portar dei metalli nel predetto paese. + +Ora venendo alle forze di questo re, parmi considerar prima e +principalmente l'entrate. + +Ha questo re come cosa principale, contra l'ordinario di tutti li +regni che sogliono cavar l'entrate loro dalli dazi, il costume di +prendersi una parte delli frumenti, biade ed altre cose che produce la +terra, e delle vigne e praterie si paga d'ogni mille, il valore di +sessanta archi, che sono alcune loro misure, che dieci fariano la +misura di un campo; di tasse, dalle case de' cristiani cava cinque per +cento di tributo; in alcune parti cinque ducati per casa, e in alcune +altre, sette e otto secondo la fertilità e bontà del paese. Degli +animali, per ogni quaranta pecore quindici bisti all'anno, che sono +tre ducati di nostra moneta, e per ogni vacca dieci bisti all'anno, +che degli animali maschi non si paga. E questi sono li dazi del re e +le sue entrate; le quali dicono al presente che ascendono alla somma +di tre milioni d'oro. + +Le spese poi ch'escono dal tesoro di sua maestà sono veramente +pochissime per quanto si vede; perchè esso re non è in obbligo di +pagare altro che cinquemila soldati, chiamati da loro Kurdi, che sono +la guardia della sua persona, scelti fra la miglior gente e la più +bella che sia in tutto quello stato; nè manco a questi dà paga in +contante, ma in quel cambio dà loro vestimenta e anelli, ponendoli a +quel prezzo che gli pare. Vero è che ha undici figliuoli come ho +detto, e che ognuno di loro tien corte separata ed onorevole; ma non +si sa quello dia loro. + +Di sultani, come si è detto, sonvene da cinquanta, de' quali si forma +tutta la milizia di questo re, tenendo diviso in cinquanta parti lo +stato suo, oltra quello che tiene lui e li suoi figliuoli, il quale +non è sottoposto a cura di nessun altro. Detti sultani hanno in +condotta da cinquecento fino a trecento uomini a cavallo per ciascuno, +i quali separatamente cavano dalle regioni a loro assegnate, tanta +entrata che possono mantenere dette genti e cavalli, e far fare le +mostre spesse volte; sicchè in occasione di guerra non ha altro +pensiero, che spedire alli sultani un corriere uno o due mesi innanzi, +che, per esser sempre all'ordine, vengono senza difficoltà dove sono +chiamati, e possono ascendere in tutti al numero di sessantamila, +benchè la voce sia di molti più. Sono genti per l'ordinario di bello +aspetto, robuste e ben formate, e di gran cuore, e desiderose di +guerra. + +Usano costoro per armi da difesa la corazza e la targa, e vi sono anco +molti elmi, e da offesa la freccia e gli archibusi, il quale non vi è +soldato che non l'usi; ed è ridotta quest'arte in tanta eccellenza, +che quanto alla perfezione superano i loro archibusi quelli di ogni +altro luogo, ed anco quanto alla tempra eccellente che gli danno: sono +le canne di detti archibusi per l'ordinario sette spanne di lunghezza, +e portano poco manco di tre oncie di palla, gli usano con tanta +facilità, che non li impedisce punto la spada, la quale tengono +attaccata all'arcione del cavallo per adoprarla quando bisogna. +L'archibuso se lo accomodano dietro la schiena con tanta facilità, che +l'una cosa non impedisce l'altra. + +Li cavalli sono ridotti in tanta eccellenza di bellezza e di bontà che +non han più bisogno di farne condur da altre parti, e questo dalla +morte di sultan Bajazet in qua, perchè detto signore venne in Persia +con bellissimi cavalli caramani, e cavalle arabe eccellenti, i quali +furono donati nel passare; e di poi che dal presente re fu fatto +ammazzare, gli restorno dieci mila tra cavalli e cavalle dalle quali è +riuscita al presente una razza così bella, che gli Ottomani non ne +hanno una tale. Restarono poi anche di detto Bajazet trenta pezzi di +artiglieria, oltre li danari ed altre spoglie. + +Oltre le forze dette, ha il re di Persia quella di aver fatto +disertare li paesi verso li confini del Turco da ogni parte per sei e +sette giornate di cammino, e rovinar quei castelli che v'erano, per +assicurarsi sempre più da detti Ottomani, che non gli venga volontà +d'impadronirsene e tenerseli. + +Parendomi avere abbastanza detto a Vostra Serenità delle fortezze di +questo re, parlerò ora delle pertinenze ed intelligenze che ha con gli +altri principi vicini. + +Ha esso re pretensioni sopra li paesi toltigli dall'imperatore +Ottomano, cominciando dal fiume Eufrate da quella banda sino a +Babilonia, e verso ponente sopra il paese di Diarbek e Armenia minore. +Ha esso re intelligenza, e da lui dipende un principe cristiano, +signore de' Giorgiani, ed è suo tributario di venti mila ducati +all'anno, ed ha il suo stato vicino al mar Caspio; il qual principe in +occasione di guerra contra Ottomani potrebbe servire con dieci mila +uomini a cavallo, tutta gente florida e valorosa. + +Vi sono anco alcuni signorotti turchi, Kurdi, quali stanno sopra certe +montagne tra l'Armenia minore (verso quella parte dei Giorgiani, che è +posseduta dal Turco) e il mar Maggiore, sopra le quali montagne +essendo io passato, ed avendo veduto io in Erivan preparazioni di +genti, detti signori tenevano per fermo che fosse contra sultano +Selim, onde mostravano di sentir grandissima contentezza, e facevano +preparazioni per mettersi all'ordine alla guerra; ed essi tutti uniti +potriano fare tre in quattro mila cavalli di rara bontà. + +Ora non mi pare di dovere più tediare Vostra Serenità, massimamente +avendole io con mie lettere dato conto di mano in mano del mio +negoziato e del mio viaggio. Nel qual viaggio fui crudelmente battuto +sotto la pianta dei piedi in Erzerum, e mille volte a pericolo di +crudelissima morte, cercato da tre ciaussi di Alì pascià, di Erzerum, +che mi aveva per spia; e dopo essere scampato dalle loro mani, corso +in infiniti altri pericoli e disagi. In premio di che non addimando +alla Serenità Vostra altro che la sua buona grazia, ed occasioni di +poterla sempre servire. + + _L'originale fu di recente scoperto nell'archivio dei + Frari dal signor Pasini. Colla scorta di quello si potè + riscontrare la presente relazione, già pubblicata + dall'_Albèri, _nel vol. II, serie III,_ Relazioni + venete. + + +DOCUMENTO XXVII. + +Dopo molte onorate et degne salutationi, che a così gran signori se li +conviene, li desideramo stato felice fino al finimento del mondo. Si +fa sapere all'Altezze Vostre per bocca di khan Mehemet e di Emirissè +sultan nostri buoni e cari amici, come siamo pronti a quanto ne +invitaste per lo passato, e più che mai continuiamo nel medesimo +volere, però se ancor voi siete dello stesso parere lo farete +intendere. Chogia Mehemet è nostro, el quale per aver avuto amicizia +in Venezia con Vincenzo che fu in Tauris, è stato introdotto in questo +negotio con il mezzo di chogia Cabibulà: al quale Mehemet abbiamo +commesso che con gran prestezza si debba trasferire a voi, e darvi +conto che siamo in campagna con 200 mille persone, se incaminiamo +verso le parti di Babilonia. Però di gratia espedirete il detto chogia +Mehemet, et sano lo inviarete dandoli boni avvisi, facendo passare con +segretezza. + + _Espositioni Principi 1580._ + + +DOCUMENTO XXVIII. + +1580 al 1º di maggio. + +Essendo tornato il Serenissimo Principe dal Gran Consiglio et ridotto +nella sua anticamera, con li clarissimi messer Zuane Donato +consigliere e messer Alvise Foscari capo dell'Illustrissimo Consiglio +dei X, secondo l'ordine posto nell'eccellentissimo collegio, comparve +il fedelissimo Vincenzo de Alessandri, nodaro ordinario della cancelleria +ducal, et con lui un persiano huomo di età d'intorno alli ottanta +anni, il quale appresentatosi molto humilmente a S. Serenità espose +la sua ambasciata, e diede due lettere una scritta in persiano e l'altra +in turco, la prima fu letta da esso persiano, la seconda dal predetto +Alessandri, et perchè nelle espositione e nelle lettere erano molti +particolari che difficilmente si sariano potuti raccordare per poterli +mettere in scrittura comodamente, fu posto ordine che questo si facesse +in casa del predetto Alessandri, dove si poteva andare sicuramente, +per essere la sua casa posta in tale luogo che non si saria veduto da +alcuno; et così alli tre del medesimo ridotti noi Antonio Milledonne, +e Domenico Vico segretari et humilissimi servitori di Vostra Serenità +alla casa suddetta alle ore 10, ritrovassimo il suddetto persiano che +aspettava, al quale facessimo dire per il detto Alessandri che S. Serenità +gli faceva intendere che se aveva bisogno di qualche favore, +se lo faria prontamente; qual rispose «come haverei io ardimento di +dimandare alcuna cosa, essendo suo schiavo?» Si passò poi a dire che +essendo stato grato a S. Serenità quanto esso le aveva esposto, et +però desiderando di averlo in scrittura eravamo venuti qui per udirlo +un'altra volta da lui medesimo, che però fosse contento di dirlo a +parte perchè si scriveria il tutto; il qual rispose «volontieri sta ben» +et disse: + +Che essendo il re di Persia in Kasbin, già sei mesi circa disse alli +suoi sultani del sangue: che già qualche anno, fu a suo padre un huomo +mandato da' Venetiani, et dimandò se vi fosse qualcuno che si ricordasse +di quel fatto, perchè lui a quel tempo se trovava in Korassan: che +però vorria, che se non lo si sapeva da loro, si mandasse in Tauris da +Mehemet khan, che è principal sultan et del sangue per intendere da +lui come passò la cosa. Et così fu mandato in Tauris, et Mehemet khan +mandò a chiamare chogia Cabibulà che è un vecchio ed onorato mercante, +che è stato altre volte a Venezia insieme a chogia Succurlà che +è visir, il qual secondo il costume del regno, quando bolla le lettere +le bolla con tre bolli, che è quanto il bollo del re, perchè gli altri +sultani bollano con un bollo solo. + +Il predetto chogia Cabibulà, essendo chiamato, portò a presentare +(secondo l'uso del paese, che ognuno che è chiamato da' sultani del +sangue, porta presenti) una vesta di panno, una fessa da testa, ed +un gottonin, et andò al detto Mehemet khan et disse quello che il +comandava. Gli domandò il sultan: se conosceva quelli che furono +mandati da Venetia al re vecchio; lui rispose: cognosco. Gli dimandarno +del nome, disse che non sapeva il suo nome, ma bensì che +erano venuti, et che si trovava in Tauris chogia Mehemet il quale in +Venezia aveva avuta cortesia da quello che fu in Tauris, che forse sapria +dir il nome; et così mandarno a chiamar me che sono il sopradetto +chogia Mehemet. + +Io andai insieme con chogia Cabibulà, et narrai come fui preso al +tempo della guerra dalla galea Trevisana, che mi tolsero in fallo per +turco, se ben aveva patente del Zaguri console in Ragusa e da quei +signori di Ragusa, e toltami la roba; ma che li signori venetiani mi +liberarono, et fecero restituir la roba; et fu causa di questo favor, +quell'huomo che fu in Tauris, et che il collegio di Venetia viste le +patenti mi fece espedire. Chogia Cabibulà mi disse: che lui aveva +visto quell'huomo, et che el ghe aveva insegnà la strada de ritornar +a Venezia, ma che el no saveva el so nome; et che il sultan ghe lo +domandava; che però se 'l savesse ghe 'l dovessi dir. Io risposi ch'el +saveva, et che l'aveva nome Vincenzo, et così tolsero il nome in nota. +Io trovandomi alla presentia dei sultani sopradetti, mi dissero: dapoi +che tu conosci quel Vincenzo e che sei stato altre volte a Venezia, +volemo che tu vi torni a portarvi alcune lettere. Io dissi che sono +vecchio di 78 anni, come vuol sua signorìa che vada? Non ardii di dir +altro alli sultani, ma ritirato con chogia Cabibulà, mi escusai che non +avria possuto per la mia età far questo viaggio; ma lui mi disse: non +dir così, perchè bisogna far quello che comanda l'imperatore, e questo +è il suo comandamento. + +Intendendo li sultani la mia escusazione, per consolarmi et acciò +potessi fare il viaggio mi concessero 20 case di una villa con li suoi +terreni, et mi fecero e bollarono la patente della concession et della +esenzione. Io non potei mancare di adempire il comandamento del re +dettomi dalli sultani; mi messi in ordine per partire: et fu detto che +dovessi fare il servizio secretissimamente. + +Da poi fui chiamato et mi diedero due lettere, et mi dissero che +dovessi dire alli signori di Venetia, che loro stavano nel medesimo +proposito, che li mandarno a dire; ma che allora non si potè effettuar +perchè viveva il re vecchio il quale haveva molte indispositioni; ma +che tutti li sultani aveano giurato per Alì, che al presente non volevano +deponer le armi per anni 15, fino a che non debellavano i Turchi +ovvero non erano essi debellati; et che dovessi aggiungere che se li +signori Veneziani, haveranno il medesimo proposito, che si continuerà +ancor più lungo tempo la guerra; ma che se li mandi un segno +della sua volontà: perchè noi non volemo da loro suoi eserciti, ma +solamente la volontà, et che nelle sue chiese secondo la forma della +sua religione faccino dire delle oration per noi; et che il re del +Portogallo che comanda in Ormuz dove sta un persiano, come saria a +dir bailo, aveva dato ordine che siano mandati in Persia 20000 zecchini +et quel più che facesse bisogno per la guerra. Che i Turchi avevano +mossa questa guerra ingiustamente, senza causa, come credono +che si sappia; et però loro aveano posti in ordine li suoi eserciti, et +che si erano ridotti insieme alcuni re del sangue, che sono verso la +India, nominati Bairam Mirza fiol d'un fratello di Thamasp re vecchio, +Sciam Mirza, Eleas Mirza, Siringuineat Mirza et sultan Caidar; che +questi fanno un consiglio creato di nuovo, e che così il re li chiamò +tutti e li disse: sono tre anni che questi infedeli ne molestano, bisogna +far una buona risoluzione che o noi li vinciamo loro o essi ne +vinca noi; et essi sultani risposero che era ben onesto, perchè li +Turchi li avevano tolti molti paesi, che era vergogna che li tenessero, +però bisogna armarsi e ricuperarli, perchè i Turchi avevano mancato +della fede e rotti li capitoli, et che non temevano Dio, ma che osservavano +li loro giuramenti quanto solamente lor metteva conto. Che li +sopradetti re messero insieme per aiuto del re di Persia 70 mila persone, +li quali vennero per la parte delle Indie che si chiama Konducar. +Che il re di Persia oltre questi, ha 80 mila persone delle sue. Che el +re di Lar, qual è tributario del re di Persia e gli paga 5000 tomani +(che un toman è da circa 20 scudi), questi gli ha dato 15 mila uomini +a cavallo armati. Che Sanabat re dalla parte di Ghilan, ancor +esso tributario, ha dato 10 mila archibusieri. Che el re di Ghilan +nominato Sciempsi khan, ha dato 10 mila uomini tutti a cavallo armati; +che el re di Persia ha tolto per donna una figliuola di Abdulà khan re +dei Tartari. Che dei signori Georgiani fratelli, nominati uno Simon +e l'altro Davit, che cristiani loro sono, il re di Persia conoscendoli +valorosi ha data a Simon una sua figliuola, et lui s'è fatto persiano, +restando il suo fratello cristiano; questi li danno 20 mila gentiluomini, +che sono tutti cristiani. + +Domandato come sapeva questi particolari, rispose: questa cosa +è pubblica in Tauris, ma li sultani me l'hanno detto di bocca propria, +perchè lo riferisca alli signori Venetiani, et mi hanno anco detto +come è distribuito l'esercito; et poi disse da se: mi meraviglio che +tu mi dimandi queste cose, perchè l'armata che è a Venezia no se +sala a Padova e in tutte queste bande? Questo non è un pomo che se +tegna ascoso. Gli fu detto che non si meravigliasse se ghe vien domandato +qualche cosa, perchè si fa per poter chiarir meglio il tutto, e +non perchè non si creda quello che lui dice; rispose che questo non +importava niente, e gli fu detto che dicesse la divisione dell'esercito. + +Disse che 50 mila persone erano sotto la custodia di Bairam Mirza, +verso la parte di Babilonia, il quale è andato per guardar et rovinar +quel paese: che altri 50 mila erano sotto la custodia del fiol di Sciam +Mirza, el quale è andato nel paese di Soresul et ha preso quel bascià +et ammazzato con ruina di quelle genti de' quali ne furono menati da +300 vivi a Kasbin. Che Beram Mirza, con 50 mila ancor esso è andato +contro Ustret bascià verso Van; et che el resto dell'esercito è +rimasto col re; dicendo che el se haveva scordato dire che el fiol del +re nominato Emir khan Mirza con Jocmat sultan, et gran parte delle +genti erano all'incontro de Mustafà. Che quel fiol del re è generale +dell'esercito, et quello che sostenta la guerra. Dimandato del nome +del re di Persia rispose: Koda-Bendè. Dimandato se questo successe +immediato al padre, ovvero altri prima. Rispose. Morto Schà Thamasp +una parte voleva per re sultan Caidar Mirza, che era terzo figliuolo +che governava al tempo del padre, ma la maggior parte voleva +Ismaìl el secondo; onde si attacarno insieme; ma presto si sciolsero, +poichè fu morto Caidar et electo Ismaìl, qual fece tagliar la testa a +molti sultani, che gli erano stati contrari, onde ancor lui fu assassinato. +Successe poi questo che regna che è il primo figliuolo, e si +trovava a Korassan, il quale è huomo di 47 anni in circa, che non si +parte mai da Kasbin; ha avuto mal de occhi, ma li medici lo hanno +guarito; et soggiunse: io ho pur assai cose scritte nel cuore delli +successi della guerra et specialmente di Shirvan, de onde Mustafà partì +nudo; ma ho paura de attediar, se volete che dica, dirò. Gli fu detto +che el dica, el disse: + +Che quando se intese la partita di Mustafà con l'esercito dì Costantinopoli +ognuno si meravigliò per esser lui uomo vecchio, e massimamente +Tocmat sultan il quale lo conosceva molto bene per essere +stati ambidue a Costantinopoli. De che sorte fosse l'esercito turco +non lo starò a dire perchè voi lo sapete bene; ma essendo lui partito +da Esdrun verso la Persia fino ad un luogo che si chiama il Cars, il +che inteso da sultan Tocmat, mandò a presentargli 160 some di risi, +di meloni et altri rinfrescamenti, et li mandò un uomo suo a domandare +a che effetto era venuto tanto avanti nel paese persiano, Mustafà +mandò a rispondere per un suo uomo, con presente di 10 cavalli, +vesti di seta, e rinfrescamenti: che l'era venuto per sottometter li +Georgiani li quali erano soliti per avanti a dar tributo al sig. Turco, +e par che Tocmat sultan le aveva fatto dire che el paese di Cars era +il confin, et che se l'era venuto per prender quel paese, sopra ogni +sasso si lasceria una testa dicendo: Cars è un luogo rovinato che divide +el paese del Turco dai Persiani. Mustafà rispose che Dio guarda, +ma che l'era venuto per Georgiani come di sopra. Che sultan Tocmat +li fece anco dire, che lui non credeva che fosse mente del suo signor +di romper li capitoli che erano fatti; perchè li giuramenti passano +da un re all'altro, che questo saria con danno dell'anima dei morti, +ed anco di quei che vivono; et che se lui veniva per fabbricar Cars +che lo rifabbricherieno con tante teste dei Turchi. + +Che lui Mustafà in Persia non poteva far cosa alcuna, ma ben +che loro Persiani, passeriano nel paese dei Turchi fino a Tokat, +tagliando ed abbruciando di tutto, che saria con danno non delli +grandi, ma delli piccoli; che però non volevano questo cargo sull'anima; +ma cha lui era servitore del suo re e Mustafà del suo, che +però tra loro due combattessero e definissero le querele. Mustafà +rispose con inganno el falsità, che non era venuto per il paese di +Persia, onde sultan Tocmat li diede il passo, ma ben sempre tenendo +gli occhi aperti, et essendosi spinto avanti Mustafà fino a +certa acqua che si chiama Canacaburi, che è la strada certa di andar +nel Shirvan, vedendo sultan Tocmat che era ingannato, disse +costui ne inganna, et esortò le sue genti et diede alla coda dell'esercito, +e ne tagliò fino a 30 mille, et li tolsero parte delli cariaggi +e quasi tutti i danari che aveva con lui; ma li sopraggiunsero altre +genti: onde Tocmat si ritirò colla preda e Mustafà passò allo Shirvan. +Tocmat sultan mandò la preda al re, et li fece intendere che +Turchi avevano rotta la fede e che li sariano addosso, et che però +si mettesse all'ordine. Mustafà frattanto penetrò nel paese del +Shirvan, fino ad una terra che si domanda Aras, e la prese e si +fermò in quel luogo 28 giorni, et per il cattivissimo aere che vi è +si ammalò l'esercito, ond'ebbe maggior danno dalle infermità che +non aveva avuto dalla spada. Mustafà in questo tempo mandò spioni +per il paese ad intender quello che facevano i Persiani, parte dei +quali spioni furono presi, et da loro intesero Persiani, che Mustafà +era in Aras con parte dell'esercito, con la mortalità che ho detto +di sopra, e che Osman bassà con un'altra parte era ad un'acqua in +un certo sito forte. Quei spioni che non furono presi tornarono a +Mustafà e li dissero che Persiani erano all'ordine per darli adosso. +Onde esso consigliò Iman ed altri bassà, e disse che avendo la infermità +che veniva dal cielo non si potevano effettuare i suoi disegni, +che bisognava far meglio che si poteva per non perder quel +paese che avevano acquistato con tanta fatica e spesa; che però +Osman si valesse di 30m. persone per guardar Samachi, che è la +metropoli di quel paese, e lo fece serraschiere che vuol dir +capitanio-generale, et fece anco sotto di lui altri bascià, perchè +l'aveva questa libertà dal gran signore di così fare; et lui se ne fuggì +per la parte dei Georgiani, per un paese detto Seventberg, e per la +fuga così presta davano cinque gambelli per due pani, et in questa +fuga ebbero grandissimo danno dai Georgiani cristiani, non essendo +ancor giunti li Persiani; e che con poche genti che non credo arrivassero +a 20,000 persone si ritirò in Erzerum; che partido Mustafà +sopraggiunsero Persiani, e la prima cosa che facessero ricuperarono +Aras dove i Turchi avevano fatto un castello di frasche e +fango, et postovi l'artilleria; ammazzarono il bassà detto Caidar e le +genti et tolsero l'artilleria in numero di 200 pezzi, e la mandorno al +re, poi andarono a Samachi e lo circumdarono tutto, ma sopraggiunse +in aiuto dei Turchi 8000 tartari per via di Caffa, il che +intendendo i Persiani, una parte si levò dall'assedio et andò ad +incontrarli; ed in questo tempo Osman bassa, fuggì da Samachi; i +Tartari furono tutti tagliati a pezzi, ed esso Osman si salvò in un +castello dei Circassi detto Derbent, dopo la fuga del quale i sultani +entrarono per tutte terre a man salva et ritornarono in tutti li +suoi governi, avendo ritrovato anco in Samachi artiglieria, e preso +tutto l'aver di Osman; et questo fu al fin dell'anno. L'anno seguente +Mustafà rinforzò l'esercito al numero per quanto si diceva di 250 +mille persone, e conoscendo il danno che aveva avuto in Persia, +cercò di ricuperare in qualche modo, e si avviò a Cars per fabbricarlo, +dove venne anco l'esercito dei Persiani, et combatterono con +grande effusione di sangue da una parte e dall'altra, tanto che appena +è credibile; pur Mustafà restò superiore e fabbricò il Cars. +Fra questo tempo li Tartari, che sapevano che Osman era in quel +castello, lo andorno a levare et si ridussero in campagna da una +parte del paese di Shirvan, i quali erano al numero di 30,000. I +Persiani si risolsero di mandare una parte contro li sopradetti +Tartari, e l'altra parte si ritirò da Cars, et così Mustafà lo fabbricò; +ma sopraggiunto l'inverno, che è molto aspro in quelle parti +lo lasciò presidiato e si ritirò in Erzerum, licenziando parte +dell'esercito, qual era mal satisfatto et Mustafà anco molto afflitto. +Li Tartari, et li Persiani che si erano all'incontro, stavano caduno +dalla sua parte sopra l'avvantaggio, fino a che venne l'inverno, il +quale sopraggiunto, li Tartari che sono mezzi nudi convennero ritirarsi, +con la quale occasione i Persiani ne tagliarono molti a +pezzi, et Osman bassà convenne tornare a salvarsi nel castello sopradetto +di Derbent. I Persiani poi, che sono più atti alla fatica che +Turchi, e che non hanno bisogno di tante comodità, perchè bene +spesso stanno 40 giorni con una camisa, et menano sempre con +loro un caval vodo quando vanno in fazion, per averlo sempre +fresco, tornarono a Cars, ma non avendo artigliere da batter, perchè +quella che presero l'haveano disfatta, et fatto bagattini, non la avendo +loro, nè avendo il modo di adoperarla, non potendo però prender +Cars, hanno rovinato il paese intorno, che non vi è restata appena +la herba, onde se vogliono soccorso bisogna lo aspettino da +Erzerum, perchè adesso vi sono delle munizioni che vi lasciò Mustafà, +stando tuttavia assediati dai Persiani. + +Dimandato in che modo vien mantenuto tanto tempo così grande +esercito, rispose: l'imperatore è molto grande ed ha tesori; ma l'esercito +si vale dell'abbondanza del paese, et delli danni che fanno ai +Turchi, et delli tesori che si hanno guadagnati; e poi anco quando +tutto manca se ne tuol ad imprestito, et quei re che ho detto di sopra +tutti aiutano; et come ho detto questo è il terzo anno che li sultani +hanno giurato di continuar la guerra et di non lasciar la spada per +15 anni. Dimandato quello che si intende di Mustafà, rispose che +si diceva che il sig. Turco li aveva mandato sei capigi, perchè el voleva +che el rendesse conto che avendogli lui persuasa la guerra et +partitosi con un esercito così florido e con tanti tesori et tanta +artilleria, quello che ha fatto et in che modo ha impiantato Osman +bassà in quel paese di Circassia. Che Mustafà avendo inteso oltre questo +che el suo signor voleva mandar un altro in luogo suo disse: che +quanto alli tesori se sono andati, saranno andati del suo; et perchè +l'era chiamato a Costantinopoli pregava ch'el si lasciasse ancora +un anno perchè el non voleva morir d'altra spada che de' Persiani. +Dimandato se in questi tempi è stata mai trattazione alcuna de pace, +rispose: che essendo stato persuaso al re di Persia da Mustafà a +mandar persone per trattare la pace, mandò un suo uomo in quel +tempo che successe la morte di Mehemet bassà, il quale arrivò a +Scutari, et fece intendere ad Achmet bassà, che el suo re a richiesta +de Mustafà l'aveva mandato a dirgli, che li pareva cosa ingiusta +continuare a spander tanto sangue di monsulmani: che però quando +gli fosse restituito il suo passo esso leveria le offese; et questo +huomo fu scacciato via dai Turchi, et che lo volevano anco offendere, +et che Achmet disse che ambasciator no porta pena, onde fu +scacciato via. + +Fo data la lettera scritta in persiano ad esso chogia Mehemet et +li fu detto che el dica chi scrive questa lettera. Rispose: Emir khan +che un signore in Tauris come saria a dir vicerè, signata dal suo +segretario. Gli fu poi detto che la traducesse in turco, così presala +e lettala cominciò a dire: + +«Molti saluti a voi, gran signori di Venetia. Quello che fu +mandato da vostre altezze, chogia Cabibulà lo ha conosciuto, +così noi abbiamo mandato alla vostra felicità chogia Mehemet per +significarvi, come noi continuiamo nelle promesse et nella fede che +dessimo, così desideramo che ancor da voi ne venga un segnale; +piacendo alla Maestà di Dio, solo signor del mondo, speramo di +castigar quei scellerati, nè li lasceremo per il corso di 20 anni fuori +delle nostre mani, et con lasciarvi con perpetue salutazioni». + +Dimandato che el dia el giorno della lettera, rispose: che può essere +da sei mesi, ma che nella lettera non si trova il tempo. La lettera +in turco fu lasciata all'Alessandri, che la traduca con comodità[173] +per esser ormai l'ora tardissima. Et fu domandato il detto +Mehemet del modo con il quale aveva portate dette lettere rispose: +Dopo che io baciai le mani a quei signori che mi diedero le lettere, +mi messi in una carovana di 200 persone, et feci la via di Van, havendo +legato le lettere nei mazzi di seta. Venni a Tokat, e da Tokat in +Brussa, dove giunto trovai che le sete valevano assai, et però io le +vendetti là et salvai il solo collo che aveva le lettere, et tornai a +cavallo con diligenza a prenderne delle altre. Et dimandato perchè si +messe a pericolo di discompiacer al re col perder tanto tempo +rispose: l'ho fatto perchè li miei compagni tutti vendevano, et se +non l'havessi fatto avriano detto: che vuol dir che costui non le +vende, potendo avanzar tanto; e poteva entrar sospetto. Io incontrai +altri che venivano per il medesimo viaggio, et comperai da loro +le sete, con le quali sono venuto a Gallipoli, et da Gallipoli passato +per la via di Narenta a Venezia; et disse che a Sarnizza furono +aperte alquante balle di seta della carovana, per vedere se vi era +alcuna cosa dentro, et non li trovarono alcuna cosa, et non havendo +trovato niente gli mangiorno 20 talleri. Interrogato se ha +compagni con lui, rispose che ha un figliuolo di suo fratello, et che +sono 5 uomini computato il servitore; ma che nessuno nè anco +suo nipote sa alcuna cosa perchè li va la sua testa. Dimandato dove +sono alloggiati rispose in una corte a san Zuanne Novo nelle case +di cha Zen. Dimandato se essendo la guerra in Persia lasciano andar +le mercanzie su e giù rispose: a' mercanti da nessuna delle +parti viene facta ingiuria nè nelle persone, nè nelle robe; et vedendo +che erimo per licenziarsi si levò in piedi et fece oration, secondo +il suo uso, et disse: Io son venuto qua per servitio del mio re, +et prego Dio per la sua felicità et anco per la vostra; al che gli fu +risposto, che se gli useria in questa città ogni cortesia et favore; +et esso ringratiò che el se avesse fatto venir in questo luoco +secretissimo «perchè essendo condotto in palazzo alla presentia del +principe a dir quelle poche parole che dissi, me tremava le +gambe». + + _Espositioni Ambasciatori 1580-83._ + + +DOCUMENTO XXIX. + +1600, 8 giugno. + +Avendo il Nores dragomano della lingua turca, fatto sapere che +era giunto in questa città un Persiano con sei ovvero otto in compagnia, +soggetto di stima e di molta grazia appresso quel re, e che +desiderava far riverenza a S. S.tà fu dato ordine che per oggi +fosse introdotto nell'ecc. Collegio dove venuto fu fatto sedere sopra +gli ill.mi sig. Savj di Terraferma; ed interpretando lo stesso Nores +disse il persiano: che il suo potentissimo re lo aveva mandato in +questa nobilissima gran città, e commessogli di presentar le lettere +sue e baciar la mano a S. S., la qual inteso questo tanto rispose: +che la sua persona era ben veduta e che si sentiva piacere del suo +salvo arrivo dopo così lungo viaggio, e che le lettere si riceverieno +con gratissimo animo, desiderandosi ogni bene al suo signore. +Replicò il Persiano che rendeva molte grazie della amorevole volontà +che se gli mostrava, e che essendo il nome veneziano non solo +amato, ma riverito grandemente nel suo paese, abbracciandosi e favorendosi +in tutte le cose li mercanti che vi capitano, desiderava il +suo signore che continuassero ad andarvi, e che all'incontro fossero +protetti e favoriti quelli che venissero di là. Disse S. S. che +si era ben certi dell'ottima volontà del suo re verso le cose della +Repubblica, che se ne teneva molto conto con una perfetta corrispondenza +e con vivo desiderio di ogni sua prosperità, onde poteva +ognuno rendersi sicurissimo che li sudditi di sua maestà saranno +sempre ben veduti. Allora il Persiano soggiunse: che essendo venuto +con diverse robe del suo re, per contrattarne e comperarne altre +in questa città, come quello che ha la cura principale di provvedere le +molte cose per servigio della casa sua, desiderava due grazie: l'una +che avendo bisogno per lo stesso servizio di far tingere certi panni +di alcuni colori che si usano in Persia, e per quanto intende sono +proibiti in Venezia, supplicava gli fosse concesso di farli tingere a +modo suo, e l'altra che avendo fatta elezione di due senseri per +smaltire le suddette sue robe e comprarne d'altre, desiderava che +questi fossero chiamati, ed ordinatoli che procedessero con diligenza +e sincerità affinchè egli potesse spedirsi presto. + +Il ser.mo gli rispose che desiderava fargli cosa grata, e che questi +signori secondo la forma del governo sarebbero insieme, per +dargli risoluzione sopra di ciò con la risposta alle lettere del suo re. + +Mostrò il Persiano di restar soddisfatto, e disse che non avendo +altro il suo signore da mandar in segno dell'amore che porta a +questa serenissima Repubblica, le mandava a donare un panno +tessuto d'oro e di velluto con figure, fatto far apposta per questo +effetto. + +Di che essendo stato ringraziato da Sua Serenità, egli prese licenza +e partì. + + _Espositioni Ambasciatori._ + + +DOCUMENTO XXX. + +1600, 8 giugno. + + _Al famoso e celeberrimo principe e signore d'alta e + felice prosapia, dominatore di paesi e di provincie, + amministratore della giustizia, fondatore del vero modo + e forma di governo, singolare fra i principi della + nazione cristiana, ornato di virtù, valor e potenza, + pieno di pompe, maestà, grandezze, il famosissimo + giudice e signore di Venezia, il cui fine sia prospero e + felice._ + +Dopo li molti ed onorati saluti che si convengono alla sua dignità +e grandezza, i quali se ne vengono accompagnati dalla sincera amicizia +ed amore che derivano dall'intima parte dell'animo nostro desideroso +di ogni suo bene, se gli fa colla presente regal lettera +amichevolmente sapere: che essendo nostro desiderio e principale +oggetto di conservare sempre sincera amicizia e confederata unione +colli principi famosi e gran signori cristiani, ed essendo il solito dei +gran re e principi per confermazione e stabilimento dell'amore ed +amicizia, rinnovare bene spesso tra di essi la memoria dell'affezione +e benevolenza, et visitarsi l'uno con l'altro per via di amorevoli ed +amichevoli lettere, mentre che non si possi fare ciò presenzialmente +e colle proprie persone, valendosi anco uno dell'altro nelle sue occasioni +ed occorrenze, come noi desideriamo che Ella se ne vagli di +noi e conservi la nostra amicizia in quello stesso modo che conserviamo +noi la sua; pertanto coll'occasione della venuta del valoroso e +fidelissimo nostro uomo Efet beg agente e negoziatore della riverita +nostra corte, il quale è stato spedito e mandato in quella parte per +alcuni servigi della propria nostra regal persona, non abbiamo voluto +restare con la presente nostra gioconda lettera di dare una +mossa e scorlo alla catena che tiene fra di noi congiunto e catenato +l'amore e l'amicizia, e per dar anco occasione a lei di seguitare lo +stesso uso, tenendo sempre aperta la porta agli uffici e complimenti +et alla comune pratica e commercio. Onde giunto che sarà il suddetto +nostro onorato e stimato uomo, desideriamo che Ella sia +contenta di commettere alli suoi ministri ed agenti pubblici, che +dovendo egli fare alcuni servigi in quella parte di ordine e commissione +nostra, vogliano detti suoi ministri ed agenti prestare ogni suo +favore ed aiuto nelle sue occorrenze, acciocchè possa egli con il +mezzo della protezione ed aiuto loro, spedirsi tosto delli suoi negozi, +ed adempiere quel tanto che gli è stato commesso per poter poi +quanto prima fare ritorno a questo paese, nel quale se occorrerà +alla sua felice persona cosa alcuna, ne la farà liberamente e senza +alcun rispetto sapere, che dalla benignità e munificenza nostra sarà +volontieri adempito ogni suo desiderio e richiesta. + +Del resto desideriamo che la felicità, grandezza e potenza sue sieno +perpetue e senza fine. + + +Senza data.--La sottoscrizione in stampa dentro del bollo regio, +con il quale è solito di bollarsi solamente le lettere che si scrive alli +re e principi posta abbasso nel fine della lettera, dice prima nel capo +del bollo: Dio, Maometto et Alì, et poi più abbasso in mezzo del bollo +dice: serenissimo Shàh Abbas re di Persia. + + +E nel principo della lettera in alto è scritto con lettere d'oro; +Iddio puro et altissimo. + + +Tradotta per me Giacomo de Nores interprete pubblico. + + _Filza 11, Esposizioni Principi._ + + +DOCUMENTO XXXI. + +1600, giugno. + +_Al serenissimo re di Persia._ + +Le lettere di V. M. portateci dal valoroso Efet beg, ne sono state +per ogni rispetto molto care, e gratissimo tutto ciò che ella si è +compiaciuta di significarci, per espressioni del suo cortese animo +verso la nostra Repubblica, la quale avendo conservata sempre antica +e sincera amicizia colla sereniss. sua corona, riceve al presente +singolare contento, che dalla M. V. le sia corrisposta con queste +dimostrazioni amorevoli, da noi largamente meritate, per il desiderio +che tenemo di darle maggiormente a conoscere che la stessa buona +amicizia resterà in ogni tempo dal nostro canto fermamente stabilita +sopra un sincerissimo affetto verso di lei, et accresciuta dall'amorevole +protezione dei sudditi suoi che capitano in questa città, dove +sogliono essere così ben veduti e trattati, che possono loro medesimi +renderle indubitato testimonio, quanto riesca a noi di consolazione, +che li nostri siano all'incontro favoriti da lei, onde il commercio +abbia ad ampliarsi a maggior benefizio dei comuni sudditi; ed a perfetto +stabilimento della nostra buona amicizia ed intelligenza, la quale +siccome già vedemo conservarsi dalla M. V. perchè con abbondanza +del suo affetto chiaramente espresso in esse lettere, ha voluto complir +ad un tratto a tutti gli uffici, che per la distanza del paese +non possono esser tra noi molto frequenti: così la pregamo di esser +certa di non dover in alcun tempo mai desiderare migliore, nè più +ben disposta volontà di quella, che avremo di comprobarle in tutte +le occorrenze la ottima corrispondenza del nostro sincerissimo animo; +e gli anni di lei siano molti, accompagnati da continue prosperità +e da ogni altro felice avvenimento. + + _Nella Miscellanea atti turcheschi. Arch. Gen._ + + +DOCUMENTO XXXII. + + _Traduzione fatta da me Giacomo de Nores interprete + della ser. Rep. di una lettera scritta in lingua + persiana da Shàh Abbas re di Persia, portata da Fethy + bei suo agente e servo. Di sopra della lettera è scritto + con oro:_ + +Dio immacolato e altissimo. + +_Et poi comincia di sotto._ + +Al famoso ed eccelso principe, e signore di alto stato, dominatore +di paesi e di provincie, amministratore della giustizia, osservatore +del vero modo di governo, eletto tra i principi grandi della +nazione cristiana, unico tra i potenti della generazione credente il +Messia, ornato di gloria onor e potenza, pieno di pompe prosperità +e grandezze, il famoso ed eccelso principe di Venezia le sue +grandezze durino sempre. + +Dopo li onorati e sinceri saluti, che procedono dalla buona amicizia, +amore ed unione d'animo, che è fra di noi, le si fa colla +presente nostra real lettera amichevolmente sapere, che essendo costume +del nostro reale animo di augurare sempre prosperità e grandezze +alli nostri buoni amici, prima d'ogni altra cosa, preghiamo +con questa nostra che le sue azioni sieno conformi alla volontà di +Dio, e che abbino buon e felice fine. Da poi le dicemo che per +l'inclinazione e desiderio che noi abbiamo di stabilire l'amicizia ed +amore con tutti li principi grandi e signori della cristianità, ed in +particolare colla sua eccelsa persona come principe famoso e potente, +tenemo sempre le porte aperte a tutti quelli che vengono da +quei loro paesi e massime da Venezia, i quali sono da noi ben veduti +e favoriti, ed ognuno se ne ritorna contento e soddisfatto della +reale cortesia e buoni trattamenti che gli si usa. + +Ora dunque confidando noi che all'incontro lei ancora per la +stima che fa della nostra amicizia sincera ed amore, debba fare il +medesimo con li nostri, acciò che si continui tanto maggiormente +la pratica ed il commercio fra li mercanti dell'una e l'altra parte, +abbiamo voluto mandare ora a quel paese l'onorato agente nostro +e servo nominato Fethy bei per alcune cose necessarie al nostro +real servigio e specialmente per provvedere di alcune armi archibusi +e zacchi fini che gli abbiamo commesso per servizio proprio +ed uso della nostra real corte. Pertanto desideriamo dalla sua eccelsa +persona, che per amor nostro egli sia visto con occhio benigno +e protetto in ogni sua occorrenza e bisogno, commettendo +inoltre alli suoi onorati ministri e servi, che dovendo il suddetto +Fethy bei nostro onorato servo ed agente comperare le suddette +armi archibusi e zacchi di nostra commissione, debbano essi ministri +prestargli ogni favore ed aiuto per trovare cose che sieno +onorate e degne della nostra real persona, acciocchè ben servito +di ogni cosa se ne possa egli ritornare presto alla nostra felice +corte. E se all'incontro occorrerà alla sua eccelsa persona cosa alcuna, +delle cose preziose che si trovano in questi paesi, ne la farà +come buoni amici sapere confidentemente, che sarà adempito ogni +suo desiderio e mandato tutto quello le farà di bisogno. Del resto +desideriamo che osservando le condizioni dell'amicizia, voglia esser +contenta di visitarci qualche volta con sue onorate lettere come +faremo ancor noi colle nostre. E per fine preghiamo che le sue +grandezze e prosperità e onori sieno perpetui, e con lo aiuto celeste +si termini in bene ogni suo desiderio. + +Senza data. + +In luogo della sottoscrizione è posto al fine della lettera il sigillo +grande del re qual dice: Shàh Abbas servo del miracoloso +uomo Alì protettore del regno. + + _Iscrizioni veneziane, del_ Cicogna. + + +DOCUMENTO XXXIII. + +_Tradutione della Nota del presente del re di Persia, +bollata con il suo proprio bollo._ + +Nota del presente che si manda da parte di S. M. potentissima, +al famoso et eccelso principe di Venetia con Fethy bei suo honorato +servo et agente. + +Un manto tessuto d'oro + +Un tappeto di velluto tessuto con oro, et argento + +Un panno di velluto tessuto in oro, con figure di Cristo et di +sua madre Maria + +Tre cavezzi tessuti in oro + +Tre schietti tessuti con seta. + + _Esp. Principi._ + + +DOCUMENTO XXXIV. + +1603, 6 marzo in Pregadi. + +Essendo a proposito deliberare cosa alcuna intorno li strati che +il serenissimo re di Persia ha mandato a donar a Sua Serenità +l'anderà parte: + +Che il suddetto strato qual sarà qui sottosegnato sia juxta la +legge mandato alla chiesa di S. Marco. E da mo, sia commesso alli +procuratori di detta chiesa che debbano far convertire le vesti in +tante pianete e paramenti come loro piacerà meglio; et il tappeto +sia conservato in detta chiesa da essere nei giorni solenni quando +il serenissimo principe va in cappella accomodato su lo sgabello +dove se inginocchia Sua Serenità: + +Un manto tessuto d'oro + +Un tappeto di seda tessuto d'oro, lungo braccia 4 alto 3 + +Un panno di seta ed oro a figure, lungo 3 braccia circa con +14 figure + +Tre veste di seta ed oro a figure, lunghe braccia 2 + +Tre altre veste di panni di seta senza oro o figure, di lunghezza +braccia 3,7 circa. + + +Et da mo che delli danari della Ser. Rep. siano spesi fino alla +somma di ducati 100 in tanti rinfrescamenti, come parerà al collegio +nostro, per presentarli parte a parte al persiano che ha portato +il suddetto presente. + + De si 173 + No 2 + Non sinceri 10 + + _Commemoriale XXVI._ + + +DOCUMENTO XXXV. + +1603, 2. settembre in Pregadi. + +_Al Serenissimo re di Persia._ + +Se ne ritorna al presente a V. M. l'onorato e valoroso agente +suo Fethy Bei, espedito intieramente di tutti li negozii, per i quali +fu egli inviato da lei in questa città, essendo stato gratamente veduto +ed accarezzato da noi, e favorito ancora in tutto quello che +ricercava il bisogno, coll'aver in particolare comandato ai nostri +ministri di indirizzarlo in maniera che nella provvisione delle armi, +zacchi ed archibugi a lui concessa, et a noi dalla Maestà vostra +con sue lettere officiosissime raccomandata, egli ne riportasse, +come fa, cose onorate et degne della sua real persona. Et ci è +riescita gratissima sopramodo questa sua amorevole confidenza, la +quale conosciamo derivar da una sincera affezione che vostra +Maestà porta alla Repubblica nostra, per la occasione che ci ha prestata +di dimostrare nella persona di questo agente l'ottima disposizione +dell'animo nostro verso di Lei; il che non tralasciamo in +alcun tempo di manifestare al mondo con veri effetti, usando ogni +amorevole trattamento a tutti li sudditi di V. M. che capitano in +questa città nostra, per corrisponder a quei cortesi termini che lei +conforme alla grandezza del real animo suo usa verso li sudditi e +mercanti nostri, che se ne vengono in quelle parti. Il qual mezzo è +sopra ogni altro altissimo, non solo per stabilire ma stringere et +augumentare maggiormente a beneficio del comune commercio quella +perfetta amicizia et ottima corrispondenza, che per lunghissimo e +continuato corso d'anni si è mantenuta tra quella potentissima corona +e la Repubblica nostra, e che dal canto nostro sarà conservata +con ogni termine di ufficio verso la serenissima sua persona. +Alla quale auguriamo accrescimento di grandezza con perpetuo +corso di gloria e felicità. + +Et da mo: sia preso che per corrispondere all'onoratissimo presente +mandato dal re di Persia per il predetto agente suo alla signoria +nostra, sieno spesi delli danari del deposito per le occorrentie, +dalli officiali nostri alle rason vecchie fra ducati 1300 in quelle robe +e gentilezze che parerà al collegio nostro per mandar a quella Maestà, +insieme colle lettere pubbliche da esser consignate al predetto +agente suo. Al qual sieno parimenti donate in nome della signorìa +nostra tante vesti di seta di quella sorte che parerà ad esso collegio +per il valor di ducati 200; ed alli 8 uomini che sono in sua compagnia +sia dato una veste di panno scarlatto per cadaun, da esser +dette vesti pagate colli medesimi danari del deposito per le occorrentie. + + De si 133. + De no 2. + Non sinceri 9. + + _Cicogna Iscrizioni, e Delib. Senato, Arch. gen._ + + +DOCUMENTO XXXVI. + + _Al famoso ed eccelso fra i principi della nazione + cristiana, eletto fra i potenti e grandi signori che + vivono nella legge del Messia, dominatore di paesi e di + provincie, administratore della giustizia, ornato di + virtù valor e prudenza, il potentissimo Doge di Venezia, + a cui il Signor Iddio aumenti lo stato e la potenza._ + +Dopo molti onorati saluti che si convengono alla sua dignità e +grandezza, ed alla buona amicizia et amor che è fra noi, le si fa +colla presente nostra real lettera amichevolmente sapere: che essendo +nostro _particolar desiderio_ di continuar sempre nella buona amicizia +ed unione con tutti li principi famosi della cristianità, ed in +particolare colla sua alta e felice persona, come principe giusto, +savio e potente, abbiamo voluto con questa nostra regal lettera +visitarla e salutarla ora di nuovo, certificandole detta buona volontà +ed affezion che portiamo alle sue alte persone ed a tutta la sua +eccelsa repubblica; e perchè lei sa la contesa e la guerra che +vertisce ora tra noi ed il re dei Turchi, il quale facendo per ciò +prender a Costantinopoli ed altrove tutti li mercanti nostri sudditi e +dipendenti ha fatto confiscare le robe ed ogni altra cosa che essi +portavano per uso e servizio della nostra real corte; onde essendoci +levata l'occasione di poter mandare costì delli nostri proprii uomini +di corte, per esser impedito e vietato il passo, abbiamo determinato +di mandar ora costì l'onorato fra i pari e simili suoi chogia Chieos +mercante cristiano zulfatino, così per fare questo complimento a lei, +come anco per fornirsi di là di alcune robe e merci che fanno bisogno +per uso della nostra real corte; però desideriamo che sia da lei +commesso ed ordinato alli suoi onorati ministri ed agenti che voglino +per amor nostro favorirlo ed ajutarlo in ogni sua occorrenza, affinchè +egli possa spedirsi presto e bene delle sue faccende, e ritornarsene +qui quanto prima può con le robe che gli sono state da noi commesse ed +ordinate. Con questa occasione non resteremo anco di pregarla di darci +qualche avviso di questi nostri agenti che vennero già costì per +nostro servizio, ed anco delle loro robbe ed effetti quello ne è +successo; desiderando noi che siano da lei per pietà ajutati e +favoriti in ogni luoco per amor nostro; e se all'incontro avrà bisogno +anche lei di cosa alcuna in queste nostre parti ne le faccia con sue +lettere confidentemente sapere come si conviene tra buoni e veri +amici, che sarà da noi eseguito prontamente il suo desiderio in tutto +quello che le sarà qui di bisogno; e per fine desideriamo che le sue +forze e grandezze siano sempre in aumento. + +Senza data--In luogo di sottoscrizione è posto nel rovescio della +lettera il bollo regale che dice: Shàh Abbas servo di Alì protettore +del regno. + + _Filza Atti turcheschi._ + + +DOCUMENTO XXXVII. + +_Serenissimo Principe,_ + +Havendo il ser.mo re di Persia date in diversi tempi a diverse +persone sete da vender quì, è avvenuto, parte pel mal governo di +coloro che le avevano, e parte per altri accidenti, che si sia perduta +quasi ogni cosa. Ha perciò la maestà sua espedito _chogia Seffer_ armeno +portator di queste per la ricuperazione di quanto si ritroverà +di sua ragione in codeste parti. In raccomandazione di questo, ho +avuto lettere efficacissime da due miei corrispondenti che si trovano +in Persia, e principalmente da uno chiamato Giacomo Nava di Salò, +il quale viene trattenuto dal re come pieggio di un Angelo Gradenigo +figliuolo di un ebreo fatto cristiano, che ebbe da S. M. circa 50 +balle di seta; e qui ancora il padre di esso chogia Seffer, che è +sensale nostro di casa mi ha con indicibile affetto raccomandato +questo negozio, perchè dal buon esito di questo dipende tutto l'esser +e la fortuna del suo figliuolo e tutta la sua. Io nondimeno ad +istanza di questo non intendo molestar la Serenità Vostra, ben mi +persuado che per rispetto di chi lo manda, sia per accarezzarlo e +favorirlo quanto più sarà possibile, in modo che il re conosca la +stima che ella fa della M. S. la quale all'incontro è tanto inclinata +al _nome veneziano_, che qualunque dei nostri il quale si trasferisca +alla sua corte ancorchè di bassissima condizione, tratta seco con +tanta famigliarità e riceve tanti comodi e cortesie che più non è +possibile a credere; non pure essendo egli quel gran re che è, +ma ancora se fosse solamente conte di un piccol castello: onde potrebbe +essere che egli si persuadesse che lo stesso dovesse fare +con questo suo agente la Serenità Vostra, alla quale riverentemente +ho voluto far saper questo, non perchè creda che si convenghi a +lei far soverchio onore a questo chogia Seffer (il quale manco è atto +a discernere e conoscere certi termini), ma solo perchè se gli mostri +molto affettuosa e amorevole verso i suoi negozi; ond'egli possi +ancora far testimonianza alla M. S. di avere da lei ricevuto favori e +cortesie molto apparenti. + +Questo re presume di se stesso molto, ben sì per la corona che +egli ha della Persia, ma più ancora per gli acquisti fatti da lei, +avendo sottomessi li re del Ghilan e di Lar ed impadronitosi del +regno loro, e quasi del tutto disfatti li Tartari Usbecchi, ai quali ha +preso la grandissima provincia del Korassan, oltre il paese ricuperato +dalle mani dei Turchi fino sotto Van, e avendo ridotto alla sua +devozione li principi Georgiani e buona parte dei Kurdi: crede perciò +dover essere stimato dal mondo molto più dei suoi predecessori. + +Per questi rispetti adunque, io per la parte mia non ho mancato +ricevere con allegra fronte esso chogia Seffer ed usargli tutte le +cortesie che ho saputo, ed in particolare gli ho prestati 200 e più +zecchini con mio incomodo e danno, essendomi contentato di riceverli +da lui costì senza niun beneficio di cambio, ancorchè egli me +lo abbia offerto maggiore del corso ordinario; e di più molto prontamente +ho dato ordine che sieno condotti in questa città e consegnati +a suo padre e ad un altro persiano di conto, alcuni cassoni di +vetri che in Alessandretta si ritrovavano consegnati in cancelleria di +ragione del suo re, in modo che essendo rimasti tutti questi +soddisfattissimi di tanta mia prontezza, hanno fatta in Persia +un'amplissima informazione della cortesia ricevuta dal console di +Venezia, e della speranza che ho loro data che costì chogia Seffer sia +per ricevere da Vostra Serenità molta maggiore grazia, ecc. + +In Aleppo 2 settembre 1609. + + GIO. FRANCESCO SAGREDO. + +Presentata nel collegio il 22 gennaio 1610 da chogia Seffer colle +lettere del re persiano. + + _Esp. Principi, Filza 18._ + + +DOCUMENTO XXXVIII. + +1609 (1610) 30 gennaio. + +Venne li giorni passati il fedelissimo Giacomo Nores interprete +pubblico, alle porte dell'ecc. Collegio, a dar conto dell'arrivo in questa +città di un armeno suddito del serenissimo re di Persia, e della +istanza che questo li aveva mandato a fare per alcuni della sua nazione, +acciò lo andasse a trovare al suo alloggiamento a' ss. Apostoli in camera +locante; ma non aver voluto il detto Nores muoversi senza saputa +et comandamento di Sua Serenità, dalla quale disse che attenderebbe +quell'ordine che le fosse piaciuto darle, che tanto egli avria +puntualmente eseguito. + +Li fu commesso di andare da detto armeno, e come da se, intendere +ogni particolare del suo viaggio, e notar la causa della venuta sua in +questa città, e di riferir poi il tutto all'ecc. Collegio. + +Ritornato il Nores riferì in questa sostanza: + +Io sono stato all'alloggiamento dell'armeno in ordine a quanto mi +fu commesso, e mi sono abboccato con lui. Questo è giovane di 32 +anni in circa, parla bene, e nelli suoi ragionamenti si mostra molto +sensato e discreto; disse essere stato alquanto da figliuolo in corte +del re, ed esser al presente cameriere di S. M. Che sono 10 mesi +che manca di Persia; che è capitato in cristianità per via di Sorìa, +dove si imbarcò sopra un vascello francese che lo condusse a Marsiglia; +di là passò a Genova, a Livorno, a Fiorenza, di dove s'è poi +condotto in questa città. Ha lettere del re per la Serenità Vostra, e me +le ha mostrate e sono senza borsa e senza sigillo, la contenenza delle +quali per una breve scorsa che io ne feci è la buona amicizia di quella +corona con questa Serenissima Repubblica ed il desiderio e pronta +disposizione di continuarla dal canto di S. M., e che si mandò de +lì questo chogia Seffer nominato suo agente, per la recuperazion di +quelle robe che si trovano in questa città riportate da Sorìa, che furono +condotte in quelle parti dall'agente di quel re che fu qui nelli anni +passati e che nel ritorno fu dilapidato da' Turchi. Io presa occasione +dalla qualità del negozio suo, giudicai a proposito, come da me +considerargli, che il proprio luoco era di indirizzare le sue trattazioni +non con Vostra Serenità, ma cogli ill.mi signori V Savj alla mercanzia, +che è un magistrato di senatori principali al quale sono raccomandati +tutti gli affari di quelle parti orientali, pertinenti ai mercanti. +A che egli rispose che farebbe quanto fosse consigliato; ed aggiunse, +che fornito qui il suo negozio ritornerà a Firenze, poi a Roma, quindi +in Spagna, per ritornarsene in Persia da quella parte; che tiene lettere +del suo re per quei principi, colle quali li esorta a muoversi contro +il Turco. Ho veduto anco una lettera diretta al signor Bartolomeo +del Calese scrittagli da un Giacomo Nava che si trova in Persia ed al +presente è tenuto come prigione per pieggio di quell'Anzolo Gradenigo +che gli anni passati ebbe una quantità di sete di ragione di quella +Maestà, per contrattarle in Venezia, ed ha malmenato il capitale. + +Ho anco veduto un piego di lettere dirette a questo monsignor +Nuncio del Pontefice, scritte per quanto mi ha narrato esso armeno +da un certo frate scalzo, che dice risiedere in Persia presso il suo re, +spendendo nome e titolo di ambassadore di S. Santità, e due altre +lettere scritte dal medesimo frate una al padre generale dei Carmelitani, +l'altra ad un segretario del pontefice. Questi dice che al partir +suo dalla corte, lasciò il re con tutti tre i suoi figliuoli a Tauris, che +aveva diviso il suo esercito in due parti, e mandatane una sotto Van, +con quel numero di ribelli che s'erano accostati a S. M., e si intendeva +aver preso un castello vicino a Van in sito molto forte, di +dove stringevano talmente quella fortezza che speravano doverle capitar +presto nelle mani: che l'altra parte dell'esercito aveva il re +mandato alla impresa di Babilonia, sotto il comando di un valorosissimo +capitano. E questo è quanto ho potuto sottrarre del suo viaggio +e del suo negozio; avendomi inoltre narrato i molti favori e cortesie +che ha egli ricevuti in Aleppo dal console di Vostra Serenità, +delle quali mi disse aver dato conto con sue lettere particolari alla +maestà del suo re, lodandosi sopra modo dei buoni trattamenti che +gli erano stati usati dal predetto console. + +Fu consigliato sopra la relazione del Nores nell'ecc. Collegio, e +commessogli, che andato di nuovo all'armeno lo ricercasse come da +se della risoluzione che aveva preso intorno il presentar la lettera +del suo re, o nell'ecc. Collegio, o nel magistrato dei V Savj alla +mercanzia, perchè sarebbe stato nell'una o nell'altra via gratificato. + +Ed avendo il Nores fatto l'ufficio riportò questa risposta: che esso +armeno avrebbe desiderato presentar la lettera a Sua Serenità, perchè +altrimenti facendo, crederia commettere grande errore e mancamento, +ed essere grandemente ripreso da ognuno, che essendo stato +mandato in questa città con lettera del suo re, fosse egli partito senza +vedere la faccia di Sua Serenità, alla quale vorria presentare esse lettere +per essere da lei raccomandato alli signori V Savj. + +Onde fu stabilito di deputargli l'audienza per venerdì 22 del presente +e farlo seder sopra gli ill.mi signori savj di Terraferma. + +Di più disse il Nores, che ragionando esso armeno, del suo viaggio +gli ha narrato che l'intenzione sua era di passare da Sorìa addiritura +in questa città, ma il mancamento dei passaggi lo aveva necessitato +ad imbarcarsi in un vascello francese che lo condusse a Marsiglia +dove prese una barca con animo di venire in questa città; ma perchè +a Nizza ed a Monaco si ebbe sospetto che fosse spia, fu necessitato +palesarsi essere agente del re, per non essere offeso; e continuando +li tempi cattivi, fece risoluzione di licenziare la barca ed +andar per terra a Genova, essendo stato accarezzato e molto ben veduto +da quei signori: che di là si transferì a Livorno per barca, e +da quel governatore, per sospetto pure che fosse spia, fu mandato a +Fiorenza: che il segretario Vinta fu a vederlo, al quale diede conto +di se e del suo viaggio, e per farsi conoscere agente del re procurò +di essere ammesso alla udienza del signor granduca, ma non volendo +S. A. darle audienza e riceverlo nel pubblico palazzo, gli fu fatto sapere, +che dovesse in una mattina ritrovarsi in una chiesa a messa +dove saria stata anche la A. S., siccome egli fece, e le diede la lettera +del suo re che portava per S. A., benchè avesse disegnato di presentarla +solo al suo ritorno da questa città. + +Averle detto inoltre esso armeno, che li signori ambasciatori di +Francia e di Spagna ed anco monsignor Nunzio, gli hanno mandato +a dire che desiderano vederlo, ma che egli si è scusato per ora colle +sue molte occupazioni. + +Venerdì mattina venne esso chogia Seffer armeno, con quattro servitori +vestiti alla persiana nell'ecc. Collegio, e seduto sopra li signori +savi di Terraferma, parlò in questa sostanza così interpretando il +Nores: + +Ringrazio l'Altissimo Iddio, che mi ha fatto degno di vederla faccia +di Vostra Serenità principe giusto, savio e potentissimo, il cui nome +è onorato e celelebrato per tutto l'universo, ed in particolare alla corte +del mio re, il quale ama, stima ed onora per questi rispetti grandemente +Vostra Serenità; e desiderando continuar nella buona amicizia +amore et union di animi con questa eccelsa Repubblica, è parso a +S. M. mandar me suo umile servo con una sua regal lettera, per significar +a Vostra Serenità, questa buona volontà, e l'affezione grande +che ab antiquo porta a questo felicissimo e potentissimo dominio. + +Rispose sua Serenità: che era da rallegrarsi del giunger suo sano +e salvo in questa città da così lungo viaggio: che si vedeva volontieri +la persona sua per rispetto del suo potentissimo e valorosissimo re, +da S. Ser. e da tutta la Repubblica grandemente amato ed osservato, +col quale si conserva quella sincera amicizia e benevolenza, che per +il passato si ha tenuto con quella corona; che avendo lettere di S. M. +le poteva presentare, perchè si farieno leggere, ed intesa la continentia +di quella, si potria forse darle a bocca qualche risposta. + +Ciò detto, si levò l'armeno da sedere e accostatosi alla sedia di +Sua Serenità le baciò la veste, e presentò in mano propria una lettera +del clarissimo console in Aleppo, ed immediate uno dei suoi uomini +presentò una scatola lunga, coperta di panno di Bursa, involta in +un fazzoletto vergado, nel qual era una lettera posta in due borse una +di raso sguardo, e l'altro di velluto verde, involta in un altro +fazzoletto. + +Ed il Nores spiegata essa lettera, la lesse ad alta voce, poi la interpretò +con gran prontezza e con piena soddisfazione di tutto l'eccellentissimo +Collegio. + +Dopo letta essa lettera, il Serenissimo Principe ringraziò S. M. del +suo amorevole ufficio, e della ottima volontà sua verso la Repubblica, +dalla quale è ricambiato di vera affezione ed osservanza. Quanto al +negozio disse non aver a memoria se siano venute di Sorìa in questa +città robe di quell'agente di S. M., che nondimeno si chiameranno +i Magistrati, e da loro si prenderà informazione, ed essendovi cosa +alcuna non si mancherà di dar ordine che gli sia consegnata. + +E l'armeno non replicando altro prese licenzia, accompagnato a +casa dal medesimo Nores che lo aveva levato ed accompagnato al palazzo. + + _Registro Esp. Principi, pag. 135._ + + +DOCUMENTO XXXIX. + + _Alli famosi e celeberrimi fra i principi e signori + grandi della nazione cristiana, eletti fra i più savi e + nobili della generazione credente al Messia, dominatori + di paesi e di province, amatori di giustizia, ornati di + virtù, valor e prudenza, e pieni di gravità e di + grandezza: li signori di Venezia, ai quali il sig. Dio + augmenti le forze e la potenza._ + +Dopo molti amorevoli ed onorevoli saluti, che si convengono alla loro +dignità e grandezza, ed alla buona amicizia, amor et unione d'animo +che è tra noi, le si fa amichevolmente sapere, che desiderando noi di +continuare con tutti li principi e signori grandi della cristianità, +ed in particolare colle vostre eccelse persone, nella buona +intelligenza ed unione d'animo abbiamo voluto visitarle e salutarle +ora, colla presente nostra regal lettera, significandole l'amore e la +affezion grande che le portiamo ed il desiderio che abbiamo di vedere +le cose loro in buono e felice stato, come di signori savi, giusti e +prudenti: ai quali non si resterà con questa occasione di dire anco, +che avendo noi mandato già a Venezia uno delli nostri onorevoli agenti +nominato chogia Fethy bei per comperare alcune cose necessarie alla +nostra regal corte, il quale ritornando qui da noi con molte e diverse +robe di valore, giunto che fu in Sorìa, avendo trovata la guerra +principiata fra noi e il re dei Turchi, furono da quelle genti inumane +dilapidate e malmenate tutte quelle robe che egli portava, eccettuando +una parte di esse che fu di nuovo ritornata e rimandata a Venezia, e +che si ritrova al presente siccome abbiamo inteso custodita e +conservata interamente, come si conviene alla buona amicizia et amore +che è fra noi. Però venendo ora costì, con questa nostra regal +lettera, l'onorato fra pari e simili suoi chogia Seffer figliuolo di +chogia Iadigar cristiano zulfatino, nostro fidato agente, desideramo +dalle loro eccelse persone, che sieno contenti di fare consegnare +tutte quelle robe che ritrovano costì di nostra ragione al suddetto +chogia Seffer nostro agente, bollate ed inventariate per mano delli +loro onorati ministri ed agenti, acciocchè vengano da lui condotte qui +sane e sicure, insieme con tutti quelli mercanti nostri sudditi che +saranno ricoverati nei loro paesi; et pertanto le pregamo a voler +prestar per amor nostro ogni favore et aiuto al nostro inviato nelle +sue occorrenze; e se all'incontro avranno bisogno ancor essi di cosa +alcuna qui nel nostro paese, ce lo faranno con loro lettere +confidentemente sapere, che si adempierà volontieri il desiderio loro; +e di più l'esortiamo a scriverci e visitarci spesso colle loro +lettere, come si conviene a buoni e veri amici; acciocchè rinnovandosi +tra noi sempre più l'amore e l'affetione, si stabilisca tanto +maggiormente il fondamento della nostra amicizia. + +Senza data, et senza sottoscrizione; ma nel rovescio della lettera è +posto il bollo del re, qual dice: Shàh Abbas servo del miracoloso uomo +Alì protettore del regno. + +Tradotta per me Giacomo de Nores interprete della Serenissima +Signorìa. + + _Esp. Principi, Filza 18._ + + +DOCUMENTO XL. + +1609 (1610) a' 17 febbraio. + +Ricevo io chogia Seffer figliuolo di chogia Iadigar, armeno zulfatino, +agente del serenissimo re di Persia, dall'ufficio degli eccellentissimi +Cinque savi sopra la mercanzia, tutte le robe, vestimenta e +merci, contenute nel seguente inventario, a cao per cao, sorte per +sorte, insieme con la cassella d'argento legata con cristalli di montagna, +il bacil d'argento col suo ramino, un'armatura intiera, arcobusi, +zacchi et altro; come è particolarmente dichiarato nel presente +inventario, et di più in contanti lire 521,12. + +Io Giacomo Nores fui presente alla consignation come sopra. + +Io Ismail zulfatino, testimonio della detta ricevuta. + +Io Codis armeno, testimonio come sopra. + +L'inventario descrive partitamente vari oggetti di vestiario, bacili, +rasoi, spille, ventagli, pugnali, coltelli, forbici ed altri ferri, carta, +luci di cristallo con e senza foglia, e nove quadri ad olio così indicati: + +Un presepio. + +Una Madonna. + +Un Salvador. + +Una donna nuda, che si mette la camisa. + +La Maddalena in ordine. + +La Maddalena nuda. + +La regina di Cipro. + +Una donna veneziana. + +Una donna a lunghi capelli, o Cassandra. + + _Esp. Amb. Filza 19._ + + +DOCUMENTO XLI. + +1609 (1610), 30 gennaro, in Pregadì. + +_Al Serenissimo re di Persia._ + +Ci sono state per ogni rispetto molto care le lettere di V. M. portateci +dall'honorato chogia Seffer armeno agente suo; et gratissimo +tutto ciò che ella si è compiaciuta di significarne per espressione +del suo cortese animo verso la Repubblica Nostra, la quale riceve +ora singolare contento di vedere dal canto della M. V. così amorevol +corrispondenza, all'antica et perfetta amicizia che tenemo con quella +corona. + +Et siccome ci siamo grandemente compiaciuti della presente occasione, +che ci ha data V. M. di rinnovare nella sua memoria l'ottima +disposizione del suo sincerissimo animo verso di lei, così in maggior +dichiarazione di essa, abbiamo commesso che sieno prontamente +consignate al detto chogia Seffer, il quale è stato da noi gratamente +veduto ed accarezzato, quelle poche robe che furono ritornate in +questa città colle nostre navi gli anni passati, quando seguì all'agente +di V. M. chogia Fethy bei il mal incontro nella Sorìa, et sono +state conservate esse robe di ordine nostro dal magistrato che ne ha +la cura, per consegnarle a chi le poteva legittimamente ricevere per +nome di V. M. La quale desideriamo che resti persuasa della prontezza +che sarà sempre in noi di conservare et aumentare maggiormente +con ogni termine di ufficio quella sincera amicizia et ottima +corrispondenza, che per lunghissimo corso d'anni si è mantenuta +tra quella potentissima corona e la Repubblica Nostra. Con che auguriamo +alla valorosissima persona di V. M. accrescimento di grandezza, +con perpetuo corso di gloria e di felicità. + + _Arch. Donà Miscell._ + + +DOCUMENTO XLII. + +Il regno è di Dio. + + _Al famoso ed eccelso fra i principi e signori grandi + della nazione cristiana, eletto fra i più sublimi e + potenti della generazione vivente nella legge del + Messia, dominator di paesi e di provincie, + amministratore della giustizia, ornato di virtù valor e + prudenza, pieno di gravità e di grandezza, il principe + di Venezia, al quale l'Altissimo Dio sia propizio e + favorevole._ + +Dopo molti onorati e sinceri saluti che si convengono alla sua +dignità e grandezza, ed all'amore, amicizia ed unione d'animo che è +tra noi, le si fa con questa nostra real lettera amichevolmente sapere +che per grazia dell'altissimo Iddio le cose nostre passano fin quì +prosperamente mediante le orazioni dei nostri buoni e sinceri amici, +che con puro e sincero animo desiderano l'aumento della nostra +felicità e grandezza, ed in questo onorato numero crediamo fermamente +che siano tutti li principi cristiani, ed in particolare la vostra +magnanima ed eccelsa persona: onde abbiamo determinato nel +nostro _puro e real animo che a guisa del sole non riceve in se nè +macchia nè menda di cattivi pensieri_, di continuar con tutti i principi +ed in particolare colla sua onorata e felice persona, come principe +grande, potente e giusto, nella solita buona amicizia ed unione d'animo, +e tanto maggiormente quanto che per relazione di tutti li +nostri agenti e dipendenti che sono stati in quelle parti e che sono +ritornati qui a salvamento abbiamo con soddisfazion dell'animo nostro +intesa la stima e conto che si fa in tutto il suo stato e paese della +nazione e del nome _persiano_ per amor nostro, ed anco delli buoni +trattamenti e cortesie che sono stati usati così da lei come dalli +ministri della sua eccelsa ed onorata corte, alli suddetti nostri +agenti, i quali sono perciò ritornati alla nostra felice corte contenti +e soddisfatti laudando molto la sua buona ed onorata giustizia e l'amor +grande che ella ci porta: e però desiderando noi che per maggiore +confermazione di essa amicizia, che siano sempre tra noi aperte le +porte ai negozi e pratiche, e che tra li sudditi dell'una e dell'altra +parte si continui amichevolmente nel commercio e traffico come si +faceva prima che succedessero questi ultimi moti di guerra, abbiamo +voluto destinar ora costì alcuni nostri agenti, così per provvedersi +di alcune cose necessarie alla nostra real corte, come anco per rinnovar +la pratica ed il commercio e per dar animo ed esempio alli mercanti +del suo paese di far il medesimo. Però giunti che saranno essi a +salvamento, desideriamo che sieno da lei raccomandati alli suoi +onorati ministri, acciò che siano da loro protetti e favoriti nelle loro +occorrenze e massime nel contrattare e comperare quelle cose che +le sono state da noi espressamente ordinate, ed in particolare delli +zacchi di maglia che sieno di somma bontà ed eccellenza, perchè ne +fanno grandemente di bisogno per essere noi quasi sempre in guerra +ed in contesa, con li ostinati e temerari, che cercano di contrapporsi +a noi e alle nostre forze e di perturbare il nostro reale animo. Insomma +desideriamo che per amor nostro gli sia dato ogni aiuto e +indirizzo necessario acciocchè eseguendo essi bene le nostre commissioni +possano ritornare qui con buona espedizione delli loro negozi. + +E se li mercanti cristiani delle sue città e paesi si disponeranno di +venire qui per traffico, la assicuriamo che saranno da noi ben veduti +e ben trattati, dandoli autorità di fornirsi di tutte quelle robe e +mercanzie che le faranno bisogno, e si partiranno tutti di qui contenti +e consolati. Non permettendo noi che siano essi molestati d'alcuno, +over danneggiati per quanto importa un minimo capello della testa; e +oltre di ciò occorrendo particolarmente cosa alcuna qui per uso o +servizio della sua felice persona, ne la facci sapere che sarà da noi +adempito ogni suo desiderio; e sopra il tutto la esortiamo a scriverci +e visitarci spesso con sue lettere come che faremo anche noi; +acciocchè rinnovandosi tra noi sempre più l'amore e la benevolenza +si stabilisca tanto più il fondamento della nostra amicizia; e per +fine desideriamo che le sue grandezze sieno perpetue. + +Senza data; in luogo della sottoscrizione il sigillo. + + _Filza atti turcheschi._ + + +DOCUMENTO XLIII. + +1621, 1º febbraio. + +Venuti questa mattina nell'eccell. Collegio alcuni persiani ultimamente +capitati in questa città con le galere di mercanzia, uno di essi +che è il principale chiamato Sassuar disse che aveva lettere del suo +re da presentar a S. S., come agente suo per negozi mercantili era +capitato in queste parti, il che avendo esposto il dragomanno Nores, +fu il sopradetto fatto sedere sopra gli ill.mi sig. savj di terraferma +e presentata la lettera che fu data al Nores da tradurre, disse in +sostanza: + +Che il felicissimo e potentissimo Abbas re di Persia suo signore +mandava molte affettuose ed onorevoli salutazioni a S. S. ed a tutti +gli altri signori del governo, che aveva espressa commission di Sua +Maestà di significare a viva voce la buona volontà ed affezione che +portava a questa eccelsa Repubblica, e la stima grande che fa di essa +per la fama che nel mondo era sparsa della sua buona e retta giustizia, +della prudentissima et esemplar maniera del suo ottimo governo, +commendato grandemente da S. M. ed ammirato da tutta la +nation persiana. Che il suo re amava tutti li cristiani, ma particolarmente +portava grandissima affezione a quelli della nazion veneziana. +Che quando capitano in Persia sudditi veneti erano dal suo re accarezzati, +ed usato verso di loro ogni buon e cortese termine, non +inferiore a quello che ben sapeva usarsi verso la nazion persiana +in questa città. + +Rispose l'ill.mo signor Benetto de ca Taiapiera, consigliere di +maggior età in absenza di S. S., che si riceveva con particolare +contento da cadauno di questi SS. EE. le lettere che egli aveva portate +per nome del serenissimo re di Persia, amato dalla Repubblica e +tenuto in quella stima che conveniva al suo gran merito e degnissime +condizioni di principe così grande come era la M. S.; che si +aveva ricevuta soddisfazione grande del loro venire in questa città, nè +si avrìa tralasciato cosa che avesse potuto comprobare cogli effetti +quella buona volontà che si portava a tutta la nazion persiana, e che +si avrìa dato ordine al magistrato dei V savj alla mercanzia, acciocchè +dove li occorresse il bisogno, fossero giustamente favorite le +cose loro. + +Rese umilissime grazie il persiano suddetto delle cortesi esibizioni +che li erano fatte, delle quali nelle occorrenze si sarebbe valso: +disse poi che il suo signore aveva voluto accompagnare la sua onorata +lettera con un nobil presente a S. S., et fece introdurre alcuni persiani, +quattro dei quali avevano un tappeto per cadauno, e due altri +l'uno con 25 pezze di giurini, l'altro con 25 lizari d'India, e soggiunse +che uno dei sopradetti tappeti era stato donato dal suo re +da quello di Magor, e che S. M. lo aveva stimato degno di Sua Serenità. + +Fu dall'ill.mo sig. consigliere de ca Taiapiera suddetto ringraziata la +M. S. di così cortese dono, e detto che si avrìa tenuto dalla serenissima +Repubblica e conservato per degna ed onorata memoria del cortese +affetto di S. M. verso di lei; e dopo alcune parole di reciproco +complimento, si levò il persiano ed unito con dei suoi principali volse +far reverenza a cadauno degli ecc.mi signori cons., capi dei XL, savi +del Consiglio, savj di T. F. e savj agli ordini, e sceso i scalini del +tribunale disse che si teneva obbligato riferire e ringraziare di Sua +Serenità del buon trattamento che aveva ricevuto a Spalato per lo spazio +di 5 mesi tra il far la contumacia ed aspettar le galee, che era +seguito per così lunga dimora con molto patimento, nel quale era +stato sollevato da quell'ill.mo sig. console con infiniti comodi e +cortesie, onde perciò li restava grandemente obbligato, ed il medesimo +le era stato fatto nella città di Zara da quelli ill.mi sig. rettori, ed +anco nel viaggio di mare dall'ill.mo sig. capitano delle galee che +hanno accompagnato quelle di mercanzia; e che con questa occasione +non voleva restar di dire per l'amore e riverenza che portava +a questa ser.ma Repubblica che sarìa di molto comodo ai mercanti +e maggiormente frequentata quella scala, e condottevi da lontanissime +parti mercanzie di gran rilievo, se le galere che vi sono destinate +andassero più sollecitamente a quel viaggio e con maggior +comodo dei mercanti, senza dubio sarìa se una sola vi andasse e +l'altra ritornasse, per accomodar di questo modo così quei mercanti +che vengono in questa città come quelli che partono di quà per le +case loro; ed essendogli detto che si averia avuto considerazione a +questo suo prudente ed amorevole raccordo, licenziati partirono li +persiani sopradetti. + + _Commemoriale XXVIII._ + + +DOCUMENTO XLIV. + +_In nome di Dio vero re e imperator del mondo._ + +Al famoso ed eccelso re di Venezia, dominator di paesi e di provincie, +osservator della buona e retta regola di governo, ornato di +bontà, gravità, e grandezza, pieno di equità, giustizia e clemenza, a +cui lo Altissimo Dio sia sempre propizio e favorevole. + +Dopo molti onorevoli e sinceri saluti che si convengono all'amore +ed amicizia ed alla buona intelligenza unione e corrispondenza d'animo +che è tra noi, le si fa colla presente nostra real lettera +amichevolmente sapere, che essendo sempre stato nostro real costume +di conservar buona sincera amicizia con li re e principi grandi della +cristianità, ed in particolare colli re e signori di Venezia, antichi +amici ed amatori di questo nostro felicissimo regno, avendo perciò noi +sempre tenute le porte aperte alle ambascerie ed alli traffici e mezzi +mercantili, concedendo libera pratica alli loro sudditi e vassalli in +ogni luogo del nostro amplissimo regno, abbiamo voluto ora, che +sono aperte le strade, mandar costà uno delli nostri onorati agenti +chiamato Sassuar in compagnia di agi Aivas da Tauris, ed altri +nostri sudditi, così per confirmare la buona amicizia con la sua eccelsa +persona, e rinnovare la pratica ed il commercio colli sudditi +dell'una e l'altra parte, come per fornirsi anco di diverse cose necessarie +per uso e servizio della nostra real corte. + +Però giunti che saranno essi a salvamento, desideriamo che sieno +da lei raccomandati con ogni efficacia alli suoi onorati ministri, +acciocchè mediante la loro protezione ed ajuto, eseguendo la nostra +volontà e commissione, debitamente possino ritornare qui quanto +prima; e medesimamente occorrendo cosa alcuna qui nel nostro +stato per uso e servizio della sua felice persona la preghiamo ad +accennarci confidentemente, che sarà prontamente adempito ed effettuato +ogni suo desiderio. + +Del resto desideriamo che le sue grandezze sieno sempre in aumento. + +Senza data. + +In luogo di sottoscrizione è posto a tergo della lettera il bollo +regale che dice: + + _Servo del re dei re_ SHÀH ABBAS. + + (_Espositioni Principi_). + + +DOCUMENTO XLV. + +1621, 4 febbraio, in Pregadì. + +Che li quattro tappeti portati a donar alla S. N. per nome del +serenissimo re di Persia dai persiani ultimamente stati nel Collegio +nostro, e le 25 pezze di giurini e le altre 25 dei lizari d'India sieno +fatti consegnare alli Proc. de supra perchè se ne abbino a valere +ad onore del Signor Dio, nella chiesa nostra di S. Marco e nelle pubbliche +cerimonie. E ne sieno fatte le note, dove e come sarà di bisogno. + + _Delib. Senato._ + + +DOCUMENTO XLVI. + +_Serenissimo Principe,_ + +Mentre io Domenico de Santi q.m Luca suddito e servo umilissimo +della Serenità Vostra, era pronto per imbarcarmi sopra la nave +Tomaso Bonaventura inglese per Sorìa, ed indi per andarmene in +Persia, con lettere del sommo pontefice, della sacra M. Cesarea, +della maestà di Polonia e dell'altezza ser.ma di Toscana, tutte dirette +al re di Persia, per occasione dei presenti moti della cristianità, +e con certa istruzione del pontefice al padre maestro Paolo +Pietromali dominicano assistente in Persia per detti principi, fui +fatto chiamare nell'ecc.mo Collegio, e poi subito fatto uscire con ordine +che prima di partire dovessi farne motivo alle E.E. V.V. Ma più +non avendo avuto chi mi introduca ed essendo frattanto la predetta +nave partita, ora che si trova lesta la nave Margarita Costante per +fare fra 4 giorni il medesimo viaggio, colla quale disegno imbarcarmi, +vengo conforme all'ordine predetto e alla mia riveritissima +osservanza verso la Ser. Vostra a darle notizia di ciò, prontissimo +di eseguire ogni cenno che mi sarà dato con l'ossequio ben dovuto +alla mia fedelissima devozione. + +1646, 26 giugno. + +Che sia rimessa ai Savi dell'una e l'altra mano. + + 6 Cons. + + Pisani Pier Corner + Antonio Venier Ser.º Dolfin + Benedetto Polani Lorenzo Draghi + + FRAN. VERDIZOTTI _Segretario_. + + _Filza secr. 1646, pag. 97._ + + +DOCUMENTO XLVII. + +1645, 2 decembre. + +_Al re di Persia._ + +Grandemente sempre ha incontrate la Repubblica le occasioni di +rendere veri segni a vostra Maestà ed a' potentissimi precessori suoi +di affetto e di stima. Nella stessa valida sincera costituzione d'animo +se le confermeranno in ogni tempo avvenire colle opere le nostre +ottime intenzioni. Già saranno pervenute alla Maestà vostra le gravissime +emergenze che passano, le quali meritano il riflesso di ogni +principe, potendo gli incendj delle armi turchesche coll'ardire e coi +progressi molto diffondersi e turbare ogni confine. In questo stato +di cose li generosi concetti di vostra maestà saranno dricciati alle +più degne risoluzioni a comune profitto. Ed intanto preghiamo il +Signor Dio guardi vostra Maestà con continui incrementi di felicità +e di salute. + + Voti Affermativi 109. + Negativi 0. + Non sinceri 2. + + VALERIO ANTELMI _Segretario_. + + _Senato Corti._ + + +DOCUMENTO XLVIII. + +1646, 17 luglio. + +_Al Re di Persia._ + +Sarà a quest'ora pervenuto all'orecchio di V. M. l'ostilità ingiustamente +ed in sprezzo di parola e di fede promossa a' Stati della nostra +Repubblica dall'impero Ottomano. Proviene il motivo del Turco da +sete inestinguibile di rapire or all'una or all'altra parte l'altrui, e +dilatando la sua grandezza rendersi infine oppugnatore e dominatore +dell'universo. Così a danno dei potentissimi predecessori di V. M. +ha mosse più volte l'armi, e col manto di amicizia e di pace agevolatisi +furtivamente i più notabili acquisti. Come vasta e formidabile +sempre più si va formando quella potenza, deve comunemente svegliare +i riflessi ed accrescere le gelosie. Se dalla riconoscenza del +fatto e dalle prudentissime massime dei progenitori è eccitata V. M. +alla depressione di quell'orgoglio, altrettanto l'invita ad imprese +gloriose l'opportunità della presente occupazione di quelle armi da questo +canto, e la certezza di essere secondata e seguitata dagli altri +principi. + +Costantissima è la Repubblica di conservarsi e difendersi col +petto esposto dei cittadini e con la profusione dei tesori, di già dai +nostri vascelli datosi il buon principio della presente campagna, assalita +ed in gran parte dannificata vicino ai Dardanelli l'armata dell'inimico. + +Valeranno però le presenti a testimonio non meno di confidenza, +che dell'affetto e nostra osservanza sempre sincera verso la M. V., +e del pubblico desiderio ardentissimo di vederla con i dovuti riacquisti +coronata di nuove glorie, ed a V. M. auguriamo in fine lunghissimi +e felicissimi gli anni. + + Affermativi 102 + Negativi 0 + Non sinceri 0 + + FRAN. VERDIZOTTI _seg.º_ + + _Senato Corti 1646._ + + +DOCUMENTO XLIX. + +Iddio immacolato. Iddio eccelso. + +Al comandante dello Stato Veneto, che S. D. M. gli conservi ed +esalti il dominio con prosperità e felicità, prestate le salutazioni e +benedizioni che provengono da stima e vagliono per segni di onore e di +pregio, offerte da una pura sincerità al possessore della magnificenza +e signorìa, vigilante nell'amministrazion di giustizia, scelto fra i +signori imperanti, stimato fra i potentati retti nella religione del +Messia, e principe fra cristiani di alto stato e condizione sublime, il cui +fine Iddio termini in bene, con le benedizioni del cielo, ed accresci in +grandezza ed augumento il suo posto reale con disposizioni del cielo +adattate ad una prosperità: quello però che se le porta a cognizione +è che la lettera inviataci con amichevole contenuto, per la quale resta +innovato il vincolo di amicizia e di amorevolezza, è stata come si conviene +aggradita e corrisposta con termini di osservanza amichevole +dovuti a' Principi grandi e potentati di cristianità, che pure anco in +avvenire saranno d'impulso alla continuazione per discendenza e +apriranno l'adito alla comunicanza di lettere. + +Nel resto, continua esaltazione etc. + + _Commemoriale XXIX._ + + +DOCUMENTO L. + +1649, 28 marzo. + + _Questa mattina ritornato il padre domenicano all'ecc. + Collegio, e fatto introdurre, disse essersi partito di + Persia già un anno in circa, aver avuto da quel re la + lettera presentata, e parimenti da Domenico Santi che + colà si ritrovava un'altra che consegnò; e dimandatogli + da Sua Serenità alcune particolarità rispose nel tenore + appunto che si contiene nella scrittura che poi ha dato, + ed è la seguente:_ + +_Serenissimo Principe,_ + +Desiderando io l'esaltazione della santa Fede Cristiana e di questa +Serenissima Repubblica, che con tanto valore tanti anni sono si +impiega combattendo contro il comune nemico, non ho perdonato +a fatica alcuna nell'andar da Polonia in Persia e venire di Persia a +Venezia, a portare lettere di quel re di Persia a Vostra Serenità; e +per obbedire ai suoi comandamenti di por in carta alcuna relazione di +quello che ho potuto fare, dirò a Vostra Serenità tre cose: + +Primo: il viaggio in Persia e come si può ivi per la più breve e +facile via andare, e li onori che nel viaggio come ambassadore dei +Cristiani mi furono fatti. + +Secondo: quello che ho trattato col re di Persia. + +Terzo: quello che si può sperare da quel re in nostro aiuto. + +Io mi ritrovavo in Polonia nel tempo che ivi era il signor Tiepolo +Giovanni ambasciatore a quella corona, il quale oltre a quello che +aveva negoziato con quel re e fattolo armare, ha anche fatto che +inviasse un ambasciatore al re di Persia, e subito egli spedì uno che si +dimandò Slich nobile polacco, per invitarlo a muover la guerra contro +i Turchi, e destinò ed elesse S. M. me per suo compagno nella +ambasceria, e ci furono date dall'ill.mo Giovanni Tiepolo lettere di +Vostra Serenità al suddetto re di Persia. + +Si inviassimo dunque con 25 nobili polacchi a quella volta. Li 2 +ottobre 1646 partii da Varsavia, per compagno del detto ambasciatore +e giunsimo a 20 decembre in Mosca città metropoli e residenza +di quel granduca. Ricevuti con grandissimo onore ed affetto, +li 23 fossimo introdotti alla udienza pubblica. + +Li 12 gennaro partissimo provvisti di cavalli, soldati ed ogni altra +cosa necessaria dal suddetto granduca pel nostro viaggio in Persia. +Li 18 giunsimo a Vladimiria città anticamente sedia delli granduchi +di Moscovia. Li 21 a Murom, li 24 a Nisni Novogorod città bellissima +e grande. + +Il primo di febbraio a Cosma e Damiano, li 12 giunsimo in Cazan +città bella e mercantile, dove siamo svernati per li gran freddi che +vi erano e li pericoli delli tartari calmuchi. + +Li 3 di maggio provvisti di barche e di uomini ed ogni altra cosa +necessaria per la navigazione, ci imbarcassimo per la Volga fiume +grandissimo, e li 22 giunsimo in Astracan città bella e grande, ben +munita di presidio, ove stassimo fino alli 7 di giugno che si imbarcassimo, +provvisti di comitiva e di ogni cosa necessaria dal granduca +per il mar Caspio, nel quale fossimo un mese con grandissimi +pericoli. + +Li 4 di luglio sbarcassimo in Nizova, spiaggia di Persia, li 22 +partissimo di là per Sciamachia, città capitale della provincia di +Schirvan. Li 25 giunsimo colà ove fossimo ricevuti con grandissimo +onore dal Khan di quella città. + +Li 3 agosto partimmo per Ardebilla città bella e grande onorata +dal sepolcro del re Saladino quale tengono per gran santo. Vi è quivi +un ospitale fondato dal detto re che sostenta ogni giorno 500 +persone. + +Li 18 partimmo da questa città e giunsimo in Zenghian città, e +di là a Sultaniè, da Sultaniè a Com città molto bella, e quivi si +ammalò il signor ambasciatore. Di Com addì 5 settembre giunsimo +in Cascian città bellissima e ricca dove si lavorano molto belli +panni di seta. + +Li 10 partimmo e li 15 giunsimo in Ispahan sedia e residenza di +S. M. di Persia. Fossimo incontrati da molti cortigiani e signori +spediti da S. M. per introdurci dentro la città, i quali ci condussero +ad un bellissimo palazzo preparato per nostro alloggio, la sera S. M. +ci mandò la cena preparata in piatti d'oro ed altri vasi. + +Poco si passò che s'ammalò il signor ambasciatore gravemente e +non gli fu possibile di andare all'udienza; crescendo il male, fece +chiamare uno dei principali cortigiani di S. M. al quale disse: + +Giacchè così piace al signor Iddio di chiamarmi ad altra vita, e +che non posso pienamente adempire la volontà del re e della serenissima +Repubblica veneta in questa ambasceria; questo presente +signor padre, datomi dal mio re per compagno dell'ambasciata, soddisferà +intieramente a quella. Perciò in presenza dello stesso signor +persiano mi consegnò l'istruzione, le lettere ed ogni cosa, e li 7 di +ottobre, munito dei nostri ss. Sacramenti, rese l'anima sua al creatore, +e fu sepolto il giorno seguente con gran pompa nella chiesa dei +padri M. R. Carmelitani scalzi. + +Li 17 io fui introdotto all'udienza pubblica del re, accompagnato +da molti sì persiani come franchi, e salutato che ebbi S. M. da parte +del serenissimo re di Polonia ed anco da parte della serenissima Repubblica +di Venezia, gli resi le lettere. S. M. mi fece sedere e per molto +tempo mi trattenne interrogandomi della salute e stato delli serenissimi +re e principi cristiani: io risposi conforme a quello stato che +avevo saputo nella mia partenza. + +Li 31 io fui invitato da parte di S. M. alla loro pasqua che chiamano +Bairan: risposi che molto volontieri avrei servito S. M. +mentre ciò non seguisse in mio pregiudizio col cedere il luogo ad altri +ambasciatori che si ritrovassero ivi, mi risposero che per certo non +mi sarebbe fatto pregiudizio nè torto veruno. Il dì seguente vennero +a levarmi con cavalli di S. M. per me e per tutta la mia gente. + +Giunto a palazzo feci riverenza a S. M. e mi fu dato luogo conveniente. + +Durarono i giuochi ben due ore dove si videro diversi combattimenti; +quindi si fece un banchetto, nel quale S. M. e tutti mangiarono +in terra ed io ad una tavoletta alta un piede sedendo sopra una +seggiola bassa. Finito il pranzo mi ritirai all'alloggiamento nostro. +Il giorno dopo mandò S. M. un principal della sua corte da me a +dirmi, che mettessi in carta in lingua persiana, come usasi colà, +quanto desiderava il serenissimo re di Polonia e la serenissima Repubblica +di Venezia. Io subito mandai a chiamare li padri carmelitani +scalzi che mi tradussero in lingua persiana e scrissero li punti seguenti: + +1. Universo mundo bene est notum turcarum imperatores precipue +presentem esse fidei fracturam, nulliq. regi convicino, non solum +non tenere iuramentum viro sub amicitiae pretexta ferro, igneq. +occupare dictiones. + +2. Cuius sacramenti fragium, non volentes christiani reges sustinere: +volenterque eius tantam superbiam reprimere, Christi invocato +auxilio, omnes suas vires ac potentiam terra mariq. converterunt. + +3. Et quia serenissimi regis nostri, Reipublicaeq. venetorum +dictiones, confinibus illius sunt viciniores ob idque gravius sentiunt +eius insultus; quam alii monarchae christiani, quibus pro +muro quodam modo sunt, per Dei voluntatem serenissimum regem +nostrum pro supremo duce suo, omnes unanimi consensu delegerunt. + +4. Qui huic tam sancto operi lubens humeros submisit, desiderans, +et alios monarchas quibus cum ab antiquis saeculis amicitia fuit ad +tollendum tam comunem inimicum ad similia vota excitare, me ad +regiam maiestatem tuam expedivit. + +5. Quoniam vero contra hunc inimicum uter non solum antecessores +maiestatis tuae, verum etiam ipsa tua maiestas, magnam causam +sustinet, non sibi persuadet serenissimus rex noster nec +non omnes alii reges ac principes christiani maiestatem tuam hanc +occasionem, otio praetermissuram. Cuius gratia antecessores maiestatis +tuae, tanta sanguinis effusione plura possederunt. + +6. Hoc itaque regia maiestas tua, iusta ponderando non parcat +ancipiti gladio ne antecessorum suorum tantorum heroum, qui +etiam in florente sua aetate nullis laboribus pepercerunt, alte impressa +vestigia properantur ac tot tantiq. reges et principes spe sua +in tuae maiestatis persona fraudentur, nec hoc cum gratia legato +ad ipsos destinato comitari dignetur. + +I quali punti presentai a S. M., e lettili rispose che molto volontieri +avrebbe soddisfatto alla amicizia dei principi cristiani. + +In quel tempo ivi era un ambasciatore del Gran Mogol, il quale era +stato trattenuto due anni per alcune lettere quali avea scritto al +suo re e furono intercette. + +Scriveva che il serenissimo re di Persia era ancor giovinetto e +non poteva trattar con esso, e quando chiedeva audienza dal re se +gli rispondeva, che il re era ancor troppo giovane e che aspettasse il +tempo. S. M. il re di Persia era d'anni 18 quando giunsimo noi in +Persia, giovane grazioso affabile, e come era detto da tutti era per +riescire un altro shàh Abbas suo avo, continuamente a cavallo e nelli +esercizii militari; la sua ava moglie del detto shàh Abbas reggeva e +governava, ma ora lui essendo d'anni 19 governava lui stesso. Ha +per moglie una senza figliuoli ma si diceva che era gravida. La moglie +è figlia di un certo Surcolano qual abita in Daghestand, benchè +di donne ne abbia molte, quella è la principale. + +Il suo cancelliere gran Visir si chiama Dauleto, uomo molto osservante +della sua legge, e non troppo amico dei cristiani; ha per moglie +una sorella del re di Persia, ha 5 figliuoli ed a tutti gli fece cavar +gli occhi, acciò non si sollevassero arrivati che fossero in età. + +S. M. mandò un corriere a Costantinopoli per sapere se i principi +cristiani facevano guerra, e per questa occasione ci trattenne 11 +settimane, sin tanto che il corriere ritornasse da Costantinopoli, e +quando cercavo l'espedizione mi rispondevano che mi riposassi che +quanto prima ci spedirebbe. + +Il 16 novembre il serenissimo re mi mandò le vesti, quali è solito +dare agli ambasciatori, ed il giorno seguente fui chiamato di nuovo +all'udienza ove mi diede l'espedizione, cioè lettere per il serenissimo +re di Polonia e per la serenissima Repubblica di Venezia, di sua propria +mano, salutandoli e pregandoli felicissimi successi, promettendo +di soddisfare alla amicizia. + +Di là ad alcuni giorni partii d'Ispahan e per il nostro ritorno +accompagnato da 25 soldati persiani, e provvisti di cavalli e d'ogni cosa +necessaria pel viaggio, ritornassimo per la istessa strada che eravamo +venuti. + +Li 20 gennaio giunsimo in Sciamachia città principale della provincia +di Schirvan, come ho detto di sopra, furono mandati dallo +stesso Khan molti persiani per incontrarci e condurci al nostro alloggio +ove fossimo benissimo trattati da esso, ed ivi ci fermassimo +sino alli 29 di aprile. + +Più volte ci invitò il Khan nel suo palazzo e particolarmente una +volta, che fu il giorno di S. Tomaso d'Aquino, li 7 di marzo: molte +cose allora ci riferì particolarmente dell'armata veneta che faceva +grandissimi progressi contro l'armata turchesca, delle galere che +erano state fracassate dalla armata veneziana di Smirne e di Scio e +minutissimamente di ogni cosa. Di più disseci che di Babilonia erano +fuggiti 200 turchi spahi in Persia, e promettevano al serenissimo re +di Persia, che se volesse inviare solo 12 mille uomini la città si sarebbe +resa, perchè era sprovveduta di presidio, e la miglior soldatesca +era stata levata dal Gran Signore, e li più peggiori gente inesperta +era restata. Di più disse che il serenissimo re aveva ordinato che il +Khan Solimano qual sta non molto lontano di Babilonia, stesse +apparecchiato, e lo stesso a quello di Erivan, di Tauris, di Sciamachia ed +altri che stassero lesti. Disse di più che il gran Signore scrisse al +serenissimo re di Persia, per genti, ma la S. M. non si contentò. Ogni +di ci mandava a riferire minutissimamente quanto faceva la serenissima +Repubblica. + +Di più il Khan ci disse che S. M. mandava un esercito verso il regno +di Conducar per ricuperarlo unito insieme col gran Khan di +Tartaria Olbeco qual fu scacciato dal suo paese dal re Gran Mogol, +ma con l'aiuto del re di Persia lo ricuperò cacciando di nuovo gl'Indiani, +ed in quel tempo morì il re di Mogol ed il regno si divise +in quattro figliuoli; ed il minor nato è il più vivace, più bellicoso +degli altri fratelli e più amato e riverito, non si contentò +della parte lasciatagli dal re Mogol suo padre, levò l'armi contro il +suo fratello maggiore, come ancor fece contro il suo padre vivendo; +il che vedendo il re di Persia si risolse tentar di ricuperare quel regno +insieme unito con il gran Khan Olbeco, vedendo gli figliuoli +del Gran Mogol disuniti, molti anni sono che cercava questa occasione +tanto più vedendo che il gran Signore aveva che fare colla +serenissima Repubblica, perchè quando lui voleva andare sopra il detto +regno il gran Turco gli dava addosso, e quando voleva ricuperar Babilonia +il gran Mogol gli dava ancor lui addosso, e così non potea +nè l'uno nè l'altro ricuperare. Ma avendo l'occasione tanto per la +morte del gran Mogol, quanto per la guerra che aveva il gran Turco +contro la serenissima Repubblica, si deliberò di tentar la fortuna, ma +credo come dicevano i Persiani che quella guerra finirebbe presto, e +tutti e particolarmente li grandi dicevano che col ritorno dell'esercito +da quella parte dell'India andrebbe per ricuperare i luoghi occupati +dal gran Turco. + +Li 29 aprile partissimo per la marina e vi giunsimo li 5 di maggio; +ci trattenessimo dalli 5 di maggio alli 12 giugno, allora ci imbarcassimo, +li 25 facessimo vela verso Astracan, ma volendo così la Divina +Maestà fossimo costretti a ritornar al luogo dove eravamo partiti per +li venti contrarii e poco mancò che non s'affogasse la barca. Li 28 +per grazia di Dio facessimo di nuovo vela e giunsimo li 6 di luglio +all'acqua dolce, ed in detta acqua navigassimo 5 dì. Io mandai il mio +interprete con un nobile polacco in Astracan, al palatino di detta +città, e lui ci mandò 2 barche piccole perchè la barca grande non +poteva andare per esservi poca acqua. + +La domenica mattina 29 ci vennero incontro molti nobili moscoviti +e soldatesca che quivi si ritrovava in Astracan; li 29 partissimo di +detta città provvisti di ogni cosa necessaria al viaggio come barca e +soldati per la Volga, 60 leghe da Astracan. Li 15 agosto giunsimo in +Saricina città sopra la Volga, 70 leghe da Astracan. L'istesso giorno +partissimo per Saraton, 20 leghe da Saricina, ivi giunsimo li 29, e li +13 di settembre giunsimo in Samaria dove siamo stati molto ben trattati +dal Palatino di quella città. Di Samaria a Simbir, a Tetiuschi, +li 4 di ottobre a Cazan e li 6 partissimo e giunsimo li 14 di ottobre a +Cosma e Damiano e Vailgoroda li 19. Li 25 giunsimo a Nisni Novogorod +che fu domenica, li 3 di novembre giunsimo in Murom e li +8 a Vladimiria e li 19 giunsimo a Mosca residenza e sedia del granduca +di Moscovia, ove fui ricevuto con grandissimo onore ed affetto, +visitandomi li due cancellieri da parte del granduca offerendomi +quello m'era necessario. + +Li 5 di dicembre partissimo di detta città e giunsimo in Smolensco +città del serenissimo re di Polonia, ove mi fermai tre settimane per +li pericoli delli Cosacchi. Li 8 di gennaio partissimo per Cracovia ove +giunsimo li 8 di febbraio, e li 13 ebbi udienza da S. M. il re di Polonia +e resi le lettere del serenissimo re di Persia. + +La strada più breve per andar in Persia di qua è per la via di +Aleppo, ovvero pel mar Nero imbarcandosi a Caffa per la Mingrelia, +non trovandosi comodità per imbarcarsi in Caffa per Mingrelia si troverà +per Trebisonda. Di Mingrelia nel stato del re di Persia in tre +settimane si può entrare per la Moscovia. Bisogna aspettare il tempo +opportuno perchè il fiume nella primavera è troppo grande, d'inverno +è congelato, e gravi sono i pericoli dei tartari, mongoli, e dei +calmuchi, inimici comuni delli moscoviti: all'andar sarebbe facile +ma al ritornar difficile. Questo è quanto per la brevità del tempo +posso narrare a Vostra Serenità circa il mio viaggio. + +Di Vostra Serenità + + _Devotissimo Servitore_ + + Fra ANTONIO DI FIANDRA Domenicano. + Stà a ss. Giovanni et Paolo. + + _Espositioni Secrete._ + + +DOCUMENTO LI. + +29 marzo 1649. + +_Serenissimo Principe,_ + +Espedito che fui dalla Serenità Vostra con lettera ed ordini per la +reale Maestà di Persia, per procurare da lui la guerra in Babilonia +contro l'Ottomano, conforme alla mia promessa, con lui ho operato +molto efficacemente si per l'ordine avuto da S. S. come da Vostra Serenità, +ed anco per zelo della mia patria, che più caldamente mi ha spinto +con ogni vigore e seguito durante il mio viaggio per Sorìa. Giunto in +Aleppo mi sono infermato di grave malattia, che mi ha tenuto aggravato +per lo spazio di mesi 5 con pericolo della vita; ma con l'aiuto +del signore Iddio rilevatomi e convalescente ho seguito il mio viaggio +e per nuova strada non frequentata mi sono condotto alle frontiere di +Persia, con le mie robe per il presente, onde mi ha costato grande +spesa, acciò non fossero aperte e vedute dette robe, e speso alla +somma di 1430 reali da otto, a condurmi fino in Ispahan. + +Ora entrato nella terra del detto rey, alle frontiere mi fu subito +domandato dal duque di quelli paesi chi io era e di dove venivo +e dove volevo passare, non essendo costume per tal strada simili +persone e tali robe venire. Li risposi esser mandato di cristianità, +da quattro monarchi potentissimi cristiani, con lettere dirette +alla maestà di Persia, onde il detto le volse vedere. Io mostratele, mi +fece grande onore, trattenendomi 3 giorni, e intanto espedita una +staffetta al rey, dandole conto come un tale veniva con tali negozi, e +di poi mi lasciò passare con una persona sua che mi accompagnerìa +al detto rey, essendo così il costume. Però bisognò che io li fassi il +suo presente, il quale fu alla somma di reali n. 350 tra lui e suoi +grandi, perchè così è costume per tutta la Persia e Turchia a camminar +con li presenti, come credo che la S. V. sarà bene informata +di ogni cosa. + +Seguitò il mio viaggio onde mi condussi in Ispahan, e per la nuova +che era andata, me viene ad incontrar tutti li franchi che la estano, +e mi condussero in città con molto onor. Onde il visir mi mandò il +capo di mehemendar a dimandare se era vero che io avessi tali lettere +e se avevo presenti para el rey. Io le risposi non aver cosa niuna +mandata da niuno, ma avendo alcune galanterie io comperate per +queste parti che gliele presenteria volentieri. Lui rispose che bene, +e che sarebbe andato a dar nuova di tutto a detto granvisir. E così +mi mandò subito il vitto della tavola del rey nelli vasi d'oro, per el +spazio de 8 giorni; dapoi mandò reali 450 dicendomi che mi espesassi +da me, e mi disse che mi mettessi in ordine che un di questi +giorni sarebbe venuto a levar me all'udienza, e che preparassi il +presente che avevo da fare al rey, e che facessi copiar le lettere che +aveva da presentare in scritto persiano. Questo fu gran favore di Dio +che el me ordinasse a me, perchè se le riceveva così e le avesse mandate +ad altri franchi per interpretare, li erano tali che altro non +desideravano perchè la coda di Francia arriva fin qui, e quelli che +manco si estimano e che paiono sancti sono quelli che estano +qui, para avvisar il tutto, come volevano fare volendo corrompere +il mio mullà, sive escrivano persio, che li dasse le copie del +tutto. Ma io accortomi, operai tanto sicuro e cauto che non hanno +avuto il loro intento. + +Tutte le lettere che io avevo degli altri principi, il principe fece che +io le presentassi essendo lui insieme con me, questo per non aver +lui con chi poterle accompagnare essendo in grandissima calamità e +miseria; e qui dando lettere bisogna anco le si porti in compagnia. Le +presentai colla istruzione del pontefice insieme tutto in scripto, essendo +la udienza in pubblico, e per non aver tanto a parlare, così si +fece onde passò bene tutto il negozio. + +A cabo di altri 8 giorni il detto mehemendar mi venne a levare e +condurre davanti al rey in udienza, e comparso le presentai in mano +del proprio rey tutte le dette lettere ed istruzione, insieme con il +presente, il quale era portato da 24 uomini essendo pel valore di +4500 reali. Fui ben visto dal rey e dal gran visir e da tutti li grandi +della corte, e con cortesi parole disnando in sua tavola con lui e visir +e grandi del regno, disse a me poi che altra volta mi avrebbe chiamato +all'udienza e convito in questo tempo. Seando la audienza del +visir, con il presente suo, qual era della summa de trescientos e sescenta +reali in circa, ed un'altra copia dell'istruzione, acciocchè anche +lui a parte potesse veder e saper el tutto, sebbene egli fa tutti li negozi +del reino, essendo il re giovane di anni 18 in circa. Qui anco si ebbe +cortese risposta, si diede il suo presente al suo partir acciò si potesse +aver l'ingresso libero, avendo a trattare più volte con il detto visir. + +A cabo di altri 15 giorni in circa el rey mi mandò a casa il mio +presente per il mehemendar il quale era in danaro 750 reali ed alcune +pezze di seta con oro ed altre senza ed alcuni telami, le quali robe +diceva il detto mehemendar valere settecentos et cincuenta reali, sicchè +il tutto tra roba e soldi sommava 1500 reali; ma volendo io vendere +la roba per bisogno di denari per le spese fatte, non mi davano +la metà di quello diceva il mehemendar. Di che le conservai e me +ne servii per altri presenti che avevo a fare, e non ne tirai niun profitto +de le. Mi mandò anco insieme la ghalata regia, cioè veste, e +disse che fra pochi giorni mi verrebbe a levare all'udienza; e da li +a 5 giorni mi chiamò all'udienza del rey, gli portai un altro presente +del valore di reali 225; mi diede le risposte dicendo che riverisci +le EE. VV. da sua parte; mi dimandò poi per quale strada +volevo partire, io gli risposi non aver altra strada che per Moscovia, +ovvero India, ora la più breve era per Moscovia, onde al detto +principe chiesi per favore lettere pel granduca di Moscovia, e lui +cortesemente mi rispose volentieri; ma in questo darmi la detta +lettera e passaporto passarono altri due mesi, per cagione di alcuni +emuli che portarono ogni risposta e spedizione a mesi 4, +avendo fatta molta spesa per il vitto di mia tavola per detti mesi, +reali 480 presente per il detto mehemendar, reali 230 per altra spesa +di servitori, e quello che portò il vitto del rey con el mio presente +e la ghalata, il mio dragomano, mullà sive escrivano persico, ed altri +che son molto lungo mettere in carta mi andò reali 620. Per cavalli, +tappeti, pavoni, ed altra spesa per il mio viaggio me andò 460; +onde avendo fatta tanta spesa ed essendo con pochi denari e viaggio +lungo da fare avendo 10 cavalli, chiesi al rey alcun viatico onde mi +mandò altri 750 reali, ma questi non è bastanti al viaggio che finora +ho fatto, oltre ad alcuni vestimenti fattomi per comparir all'audienza +pel valor di 470 reali, per un presente fatto a colui che mi condusse +in Moscovia, e spesi altri 220 reali pel viaggio da Ispahan fin ora +presente, e pel mio vitto reali 450 che è stato questo el corso di mesi 7. +Sicchè mi trovo di sotto da 7000 reali in circa, ma al capo di 4 giorni +dalla mia partenza da Ispahan mi incontrai in un tale Giorgellis +ambasciatore della sacra maestà di Polonia, che Dio volesse non avessi +mai veduto per essermi stato di notabilissimo danno, e da Sua +Maestà medesima ne avrà V. S. informazione del tutto, perchè io +glielo scritto, e poi con la mia venuta più oltre saprà ogni cosa; ora +rivolto addietro accompagnatolo in Ispahan con ogni onore, sì per la +maestà di Polonia come per aver seco una lettera del serenissimo defunto +Enrico, dipoi rivolto il mio viaggio venni fino la porta sopradetta +di Moscovia, ma per alcun negozio scoperto sono tornato addietro essendo +stata data mala informazione alli Moscoviti, ed essendo zente +sospettosa perfida e mal fida, non mi hanno permesso il passaggio +per la sua terra. Onde ritorno per via d'India la quale sarà per +lo spazio di 15 mesi in circa con mio grandissimo dispendio oltre +il speso. Questo io non dico per essere rimborsato di alcuna cosa, +ma lo dico solo acciocchè sappi la Serenità Vostra che li son +buon suddito, e quello che li ho promesso per amor della patria e +per mantenere l'onore ed il decoro di Vostra Serenità e della +cristianità ho fatto, ed osservato la mia parola, e la manterrò se +dovessi vender la camicia e me stesso ancora, e con il mio arrivo +in patria vederà il tutto che io avrò operato, ma anco avanti +sentiranno le nuove come sarà eseguito ogni cosa, e con altra mia +per altra via significherò più volte a Vostra Serenità il tutto e +per fine riverentemente genuflesso le bacio il manto d'onore. + + Di Sciangai il dì 24 aprile 1648. + +Supplicherò riverentemente V. S. far noto il tutto alla Santità di N. +S. acciocchè lui ancora sappia quanto si opera in questa corte +conforme li suoi ordini, senza preterire niun punto anzi con il mio +dispendio ho sostenuto e mantenuto la riputazione ed onore che a Sua +Beatitudine si conveniva, traendone dal tutto frutto e profitto +buonissimo, che fra poco tempo per quanto si parla qui lo vederà, e +con altra mia per altra via sarà di ogni cosa informato, e poi al mio +arrivo molto più oltre. E riverentemente me inchino. + +Di Vostra Serenità + + _Umilissimo et devotissimo servitore et schiavo_ + DOMENICO DE SANTI q.m LUCA. + + _Espos. Principi secreta._ + + +DOCUMENTO LII. + +1661 (1660 m. v.) 22 gennaro. + +_Al re di Persia._ + +Agli ingiusti travagli che tuttavia ci fanno risentire i Turchi, resiste +la Repubblica nostra con costanza generosa, e prepara per la vicina +ventura campagna ogni vigorosa provisione, particolarmente per +la parte di mare, mirando ad occupare con la necessaria prevenzion +il posto importantissimo dei Dardanelli con buon numero di navi. +V. M. da tutti tanto stimata, non solo per la propria potenza, ma per +il valore delle sue armi, aquisterebbe appo il mondo un merito singolare +e gloria insigne al suo nome, se con le sue forze si disponesse +ad abbattere l'Ottomano comune nemico. Molte buone congiunzioni e +la pace universale già segnata in cristianità aprono la strada a fortunati +successi ed a grandi vittorie, mentre sono tutti i principi +disposti a secondarle. Abbiamo voluto portare alla M. V. queste +notizie, acciò comprenda la buona opportunità che se le offerisce di +abbattere così fieri nemici; confirmandole con tale incontro la nostra +antica osservanza, e la confidenza che si tiene di riportare dalla sua +gran mano ogni più valida assistenza: sicura la M. V. della memoria +grata e perpetua che sarà per conservargli la Repubblica con desiderio +di corrispondergli con sinceri testimoni di stima, augurando +intanto alla M. V. il colmo di ogni grandezza e prosperità. + + De si 79 + De no 0 + Non sinceri 3 + + _Senato Corti. R. 37._ + + +DOCUMENTO LIII. + +1662, 10 giugno. + +_Serenissimo Principe,_ + +Io Aranchies Vartapiet, arcivescovo d'Armenia maggiore, raccomandato +alla S. V. ed a tutti i principi cristiani nel passaporto dell'em.mo +Chigi, essendomi stato illuminato il cuore nel conoscimento +della vera fede, e però andato a Roma a confessarla nelle mani del +sommo Pontefice, desiderando colle opere di confessarla e conoscendo +la Serenissima Vostra Repubblica di Venezia religiosissima, e +che più di tutti li principi cristiani con la confessione e con le armi +la sustenta, humilmente espongo: + +Con l'occasione che supplico passaporto, dovendo passare per la +Persia, ed avendo stretta intelligenza con quella Maestà, se fosse +conferente agli interessi della S. V. di trattar lega con quel re a danni +dell'Ottomano, mi offerisco di praticarla, assicurando la Maestà di +certa lega ed unione colla Ser. Rep., supplicandola di secretezza in +questo affare, perchè li Armeni che sono in Venezia inimici degli +Armeni cattolici ed a me inimicissimi, a quale hanno l'occhio, per +esser persona la prima dopo il patriarca d'Armenia, onde se sapessero +alcuna cosa avviserebbero e mi leverebbero la vita per strada. +Benchè mi sarebbe caro di perderla per la fede e per la Ser. Rep., +le sicurezze che io ho e l'inclinazione del re di Persia a questa lega +mi certificano, e le espressioni a me fatte mi necessitano della sicurezza +del fine. + +Nel passaporto supplico la S. V. raccomandarmi a tutti e specialmente +al suddetto re. Ricevendo la S. V. la mia esibizione, si compiaccia +farmi dar braccia sei di soprarizzo d'oro per donar al re, +perchè da questo conosca quella Maestà le commissioni delle S. V. +e un poco di danaro per far il viaggio. Le difficoltà che si hanno +per passar nel paese dell'Ottomano sono benissimo note. Io non ho +difficoltà alcuna del passaggio, e se paresse alla suprema prudenza +della S. V. far che alcuno si accompagni con me con commissioni +più secrete, sarà sicurissimo. + +Protestando al sig. Dio e alla S. V. che in questo viaggio questo +affare avrà buon fine o morirò martire per la santa fede e per questa +Ser. Repubblica. + + _Filza Corti, 66._ + + +DOCUMENTO LIV. + +1662, 10 giugno in Senato. + +_Al re di Persia._ + +È in cammino per queste parti Aranchies Vartapiet arcivescovo +d'Armenia maggiore, e presentandosi occasione di rinnovare la memoria +a V. M. del pubblico cordiale affetto, mancheressimo, non facendolo, +all'ardore dello stesso desiderio che nutrisce verso di lei la +nostra Rep. sempre con sentimenti particolari di stima grande e di +amicizia vera. Udrà dalla viva voce di lui quello che dai nostri cuori +ha potuto ritrar più al vivo nel discorso. Sieno però le presenti a +ritratto di un'ottima disposizione; e se combattuti noi da gran nemico, +più si cimentamo, giusti mantenitori del dominio nostro, vaglia +ciò per pegno al mondo di una sincerissima volontà, ed a lei queste +lettere di una immutabile osservanza che nei presenti tempi brameressimo +poterle avvicinare con altrettante prove, quanto uniti se le +trovamo sempre coll'anima e coll'affetto, pregando a V. M. per fine +lunghezza d'anni e felicità di avvenimenti. + + Affermativi 113 + Negativi 1 + Non sinceri 2 + + VERDIZOTTI _Segretario_. + +Colla parte del Senato 10 giugno 1662 fu poi stabilito che si dessero +all'arcivescovo oltre alla presente lettera zecchini 50 per una volta +tanto, per spese di viaggio, stante la molta sua povertà, e per +contrassegno di conosciuto merito. + + _Filza Corti, 66._ + + +DOCUMENTO LV. + +1673, 19 luglio. + +Per comando delle Eccellenze Vostre trasferitomi io Pietro Fortis, +dragomanno pubblico, nel convento dei santi Giovanni e Paolo, dove +si attrovano li padri domenicani venuti di Persia, nominati Maria di +san Giovanni, e Antonio di san Nazaro, parlando in turco, ai quali +dissi di aver le Eccellenze Vostre inteso il loro arrivo in questa città +con qualche commissione del re di Persia, che saranno ben veduti, +desiderando Sue Eccellenze d'intendere quali sieno gli ordini che +tengono. Risposero render umilmente ed ossequientissime grazie +alla Maestà pubblica, che si è compiaciuta degnarsi di ricercar di +loro, et dissero essere tre anni che sono partiti dalla presenza del re +di Persia, con lettere dirette al ser.mo principe di Venezia, tre per +la sede apostolica, una pel re cristianissimo, ed una pel granduca di +Fiorenza. Essere partiti per via di Moscovia, ma per le guerre d'allora +aver convenuto fermarsi nel viaggio 22 mesi, che poi liberatosi +il paese continuarono il loro viaggio, e passando per la Germania capitorno +qui dopo un lungo e disastroso viaggio. + +Ricercati da me se hanno qualche cosa da dire oltre alle predette +lettere, dissero che già 4 anni fu spedito dalla sede apostolica con +titolo di ambasciador di S. Santità. Matteo arcivescovo di Naschiwan +dell'ordine di san Domenico con lettere al medesimo re, alle quali +risponde, come pure ebbe lettere di Sua Serenità al medesimo re, e +quelle che s'attrovano avere, sono le risposte. Mi dissero non aver +d'avvantaggio, rimettendosi alle lettere e supplicando bene Vostre +Eccellenze delle risposte che così hanno commissione dal re, perchè +continui la buona corrispondenza colla Ser. Rep. instando d'esser +spediti con celerità. + +Aver nel viaggio così lungo patito molto e con un dispendio sopragrande, +su di che si raccomandano alla somma benignità delle Eccellenze +Vostre: instando pure di essere provveduti perchè possino far +il viaggio per Fiorenza, che di là poi si porteranno a Roma e Parigi. + +Tanto ho ricavato dai medesimi, in ordine ai comandi delle Eccellenze +Vostre. + + _Esp. Principi._ + + +DOCUMENTO LVI. + +_Serenissimi Signori,_ + +Richiedevano le mie obbligazioni che in propria persona fossi venuto +a render le dovute grazie a questo ecc.mo senato, ma la mia +senile età, la lunghezza del viaggio, li gravissimi pericoli che si +incontrano, mi impediscono e la soddisfazione del mio debito e la +esecuzione del mio desiderio. Che però quel tanto non mi è permesso +far di persona vengo a farlo colla penna, significandogli, +come dopo gravissimi pericoli e di mare e di terra, singolarmente +in Erzerum dove fui accusato per spia, giunsi in questa mia provincia +e da qui poi mi trasferii in Ispahan, dove ritrovai appunto +giunto l'ambasciatore di Polonia. Per molti affari del re fu ad ambidue +procrastinata l'udienza per tre mesi. Venuto poi il tempo presentai +le lettere delle Vostre Signorie Eccellentissime quali furono +affettuosamente ricevute, et poi con la maggior efficacia possibile +esposi la mossa della guerra contra del turco Ottomano conforme +l'impostomi dalle Eccellenze Vostre e fui benignamente ascoltato. Mi +domandò poi il re minutamente di tutti i principi cristiani, del loro +numero, grandezza e potenza; e di codesta Ser. Rep. dissi quel tanto +che in verità si doveva che non era ad altri inferiore. Per ottenere +poi l'espedizione sono stato trattenuto sette mesi. La causa di tanta +dilazione fu la nuova che sopraggiunse della resa di Candia dal re +sentita al maggior segno, che mi disse queste parole: + +Come! principi cristiani m'invitano alla guerra col turco, mentre +essi hanno resa una piazza tanto tempo difesa, quasi che temano della +loro propria potenza? + +Non mancai far ogni sforzo per giustificar questo fatto, procurando +di renderlo capace nel miglior modo fosse possibile. + +Circa agli interessi della mia provincia ho ottenuto, mercè l'intercessione +di Vostra Serenità, quanto per addesso desideravo. È ben +vero che assai più avrei ottenuto se non fosse stato l'accennato disturbo +di Candia. Intorno al negozio della guerra non mi ha dato +risposta alcuna a bocca, dicendomi che nelle lettere risponsive si +contenevano li suoi sentimenti; che però consegnatemi le lettere dirette +a questo ecc.mo senato, insieme colle altre dirette al sommo +pontefice, mi comandò che per due dei miei frati a posta le inviassi, +acciò avessero sicuro recapito, e che colle scritture non toccassero i +passi dell'Ottoman, ma che si inviassero per la strada di Moscovia, +e che si accompagnassero con il suo ambasciatore quale egli inviava +al re di Polonia. Tanto appunto eseguisco inviando per i miei frati alle +Signorie Vostre Eccellentissime l'accennate lettere con affezionatissimo +rendimento di grazie, promettendomi dalla loro benignità ogni possibile +aiuto, in ogni altra occorrenza e bisogno di questi poveri cattolici, +posti nel mezzo di tanti voracissimi lupi di scismatici ed infedeli, +che fanno del continuo ogni sforzo per divorarli. E però le +mie forze non sono sufficienti per difenderli se non vengo aiutato +dalla pietà dei cristiani principi, e singolarmente da codesta Ser. Rep. +che in pietà ogni altro eccede. Raccomando alla vostra benignità +questi due padri, che invio; mentre per fine profondissimamente me +le inchino augurandogli dalla Divina Maestà ogni bramata prosperità. + +Da Naschirvan provincia dell'Armenia maggiore 10 agosto 1670. + +Delle Vostre Signorie Serenissime + + Umilissimo ed obbedientissimo servo + FRA MATTEO AVANISENS + _Arcivescovo di Naschirvan_. + + _Esp. Princ. Filza 87._ + + +DOCUMENTO LVII. + +Laudato sia il grande e onnipotente Iddio. + +Potentissimo, maestosissimo ed altissimo principe, padrone e +possessore del vasto dominio veneziano, signore e monarca di grandezza, +maestà, giustizia e magnanimità, serenissimo possessore del +manto della gloria, potente dominatore fra li re cristiani, di carità +e di equità che non ha pari, qual s'assomiglia all'oceano che non +ha paragone nella immensità, essendo nota a tutto l'universo la sua +grandezza e potenza. + +Dopo di che le portiamo colla presente che avendo la Serenità +Vostra inviate sue da noi stimatissime lettere, per mano di Matteo +vescovo di Naschirvan, dirette alla felice memoria del potentissimo +nostro padre che ora gode stanze serene e gloriose nel paradiso; +quali lettere sono state invece di lui a noi presentate, ed intesone +il contenuto, alle quali si è fatta quella stima che meritano le grandezze +cospicue di chi le ha inviate. + +E sopra il motivo della raccomandazione per li popoli cattolici, della +credenza di Gesù che si attrovano nel nostro dominio, acciò godino tutte +le immunità e privilegi, abbiamo comandato che per tutte le città, +castelli, terre e villaggi dove vi sono abitazioni sieno rispettati ed +onorati, comminando che non li sia inferita molestia alcuna: anzi per +maggiormente far palese la stima che facciamo delle raccomandazioni +di Vostra Serenità, abbiamo comandato che attrovandosi in qual +si sia castello e villaggio alcuno dei sopradetti, molti o pochi dei +sudditi cattolici in molto o poco numero, a causa di loro restino +anco immuni tutti gli altri di qualsivoglia condizione o setta, e ciò +per esservi colà abitanti cattolici; e questo perchè si veda la nostra +intenzione che è sempre per incontrare nelle soddisfazioni di un +principe così a noi amico, al quale professiamo osservanza non ordinaria. +Ma nonostante le immunità ed esenzioni da noi concesse ai +popoli non solo cattolici, ma anco agli altri abitanti in quelle terre e +castelli, hanno essi voluto colla direzione del suddetto vescovo Matteo +contribuire un semplice segno di ricognizione al mio erario come +dominante, e questo per goder perpetuamente le concessioni da noi +fatteli, dove per consolarli abbiamo così confermato. Onde con +questo decreto restano immuni da qualsivoglia altra contribuzione, +cui per l'avanti soccombevano, non solo all'erario regio, ma anco alli +rappresentanti che colà si attrovano e che per l'avvenire vi saranno; +quali dovranno in tutta puntualità adempire ed eseguire i nostri comandi +nel ben governarli, proteggerli e difenderli da qualsivoglia +molestia, i quali popoli potranno a loro piacere e con sicurezza attendere +ai loro negozi. Abbiamo avuto notizia come la guerra che vertiva +sopra l'isola di Candia con l'Ottomano resti ora cessata, ed il tutto +aggiustato con la pace stabilita e convertita in buona amicizia, ed +attrovarsi al presente la predetta isola di Candia in potere del medesimo +Ottomano e restate sopite tutte le differenze. Nonostante però se +nell'animo della Serenità Vostra insorgesse altro di nuovo sopra +ciò, la preghiamo che senza alcun rispetto o riguardo si compiaccia +darci avviso e manifestarci l'animo suo, assicurandola di una prontezza +nell'abbracciare e poner in esecuzione quanto ci dirà e quanto +desidera. + +Nel resto le preghiamo dal Signor Dio tutte le felicità, prosperità +e grandezze maggiori. + +_Sigillo del re di Persia_ SULEIMAN. + + PIETRO FORTIS + _Dragomanno pubblico_. + + _Esp. Princ. Filza 40._ + + +DOCUMENTO LVIII. + +1673. Luglio. + + _Relazione presentata al senato dal dragomanno Fortis + intorno al colloquio da esso tenuto coi padri domenicani + venuti dalla Persia._ + +_Serenissimo principe,_ + +Avendo fatta istanza i padri domenicani, venuti dalla Persia, a voler +conferire con me Pietro Fortis, alcuni particolari da portarsi alla +notizia di Vostra Serenità, ne diedi parte agli ecc. Savj dai quali +comandato di riferire tutto ciò che dai medesimi sarà rapportato, +dissero: + +Che il viaggio loro benchè sia stato lungo, ad ogni modo questi +tre anni non sono stati spesi sempre nel cammino, ma bensì per +esser stati fermati nelli confini della Persia e Moscovia 22 mesi continui, +per causa delle guerre con alcuni ribelli del moscovita, e che +fu comandato alli medesimi padri dallo stesso re con ordine espresso +di non progredire il viaggio se prima non ricevevano altre commissioni, +dubitando che arrestati o svaligiati in qualche parte per le +turbolenze insorte potessero perdersi le lettere che tenevan per la +Serenità Vostra e per altri principi. + +Furono fermati medesimamente in Polonia più di tre mesi, non +permettendoli di passar oltre quei comandanti, e ciò per non aver +lettere del re di Persia dirette a quelli; ma capitato poi l'ambasciatore +Polacco, si levarono di là e proseguirono il loro cammino. + +Nel discorso che tenne il medesimo re di Persia con l'arcivescovo +di Naschirvan prima della loro partenza, fu sopra ogni altro principe +della cristianità esaltato il nome della Serenissima Repubblica di +Venezia, riguardevole a tutto il mondo, ma particolarmente per aver +sola contro la potenza dell'ottomano imperio, non solo sostenuti +gli incontri tanti anni, ma desertati tanti paesi, ed ottenute tante +vittorie contro il medesimo, colla distruzione delle sue armate marittime, +il che ha reso stupore a tutto l'universo. Dagli avvisi che capitarono +in Persia si seppe la pace seguita, e sebbene l'isola di +Candia rimase in potere del Turco, fu però col cambio di altri Stati +e particolarmente di alcune piazze invece dell'isola predetta, rimaste +sotto il comando della Repubblica. Ma che però la pace non poteva +sussistere stantechè i principi cristiani avrebbero mosse le armi al +Turco per la ricupera del detto regno. Esser molto tempo che il +Persiano nutrisce stimoli di vendetta contro l'Ottomano; ma la tregua +seguita fra loro nella presa di Babilonia, di 30 anni, con giuramento +solenne lo obbligava all'osservanza. E benchè spirata sette +anni orsono, furono tante le cause di ambe le parti che si prorogò da +se stessa; perchè il Persiano occupato nella guerra con il Magor per +la contesa di Conducar, fortezza di considerazione nei loro confini, +ed il Turco impegnato in quella di Candia, fu cagione che ambidue +simularono l'odio implacabile che verte tra queste due nazioni; ma +l'assunzione al trono del regnante re d'età d'anni 28, con desiderio +di riavere il perduto e restituire al nome persiano l'antico splendore, +che sempre nei tempi andati fu superiore al Turco, lo stimula ad +una generosa risoluzione, annuendo pure alla sua inclinazione i governatori +delle provincie, nelle quali sono investiti dalli re in forma +di feudo e vi continua la successione nei loro posteri, non come i +bassà dell'Ottomano che di niente e senza meriti vengono innalzati +al comando il quale appena principiato svanisce, e finisce senza memoria +e senza posterità. + +Vive dunque nella Persia la brama di cimentare le armi contro il +Turco, e si andava disponendo l'armamento con gran coraggio, +essendo capitati avvisi ai detti padri in Polonia della mossa di +60,000 cavalli con altri ancora che si attendevano dalle provincie +più lontane, oltre la provisione che si faceva di fanteria, benchè lo +sforzo di quella milizia consiste nella cavalleria. Essersi già +pubblicamente promulgala la intenzione del Persiano, disponer l'armi +contro l'Ottomano; essere seguite alcune fazioni nei confini di +Erivan. La ribellione di un bassà turco, ricoveratosi sotto il +Persiano, e mediante quella di un comandante persiano portatosi +nello stato del Turco colle continue scorrerie che si fanno in quei +confini, come pure la invasione dei cosacchi con saiche nelle paludi del +mar Nero verso la Tana, che obbligava il Turco a spedir colà l'armata +di galere. L'unione poi del Moscovita e del Polacco contro del medesimo +Ottomano, lo potrà metter in grande apprensione, poichè l'invasione +che possono far nel mar Nero, con il mezzo dei cosacchi con le saiche in +forma di barche armate con 70 o 80 soldati armati per ciascheduna +può opprimerlo molto, mentre lo sforzo dell'alimento di Costantinopoli +d'altra parte non gli è permesso, che da quel mare, poco +d'altrove avendone rispetto al bisogno di una così grande e popolosa +città. Le qual saiche possono con facilità impedire alli +vascelli che transitano per quel mare l'ingresso nel canale di +Costantinopoli come altre volte è seguito, e che pose in gran +costernazione il Turco; sicchè invaso nel mar Nero, molestato per terra +nelle Provincie di Valacchia, Moldavia e Transilvania, possono senza +difficoltà gli aggressori inoltrarsi fino a Costantinopoli, non vi +essendo fortezze nè passi che lo impediscano, per aver anco uniti al +loro partito buona parte di quei tartari che non obbediscono al gran +Khan di Tartaria e che solo mirano al loro provecchio colla speranza di +gran bottino. + +L'esibizione del re di Persia fatta alla Serenità Vostra non essere +senza gran fondamento, mentre stimate da lui queste forze +nella cristianità maggiori di qualsiasi altro principe, si prefigge che +possono far molto per mare e reprimere qualsivoglia tentativo del +medesimo, perchè oppresso per terra dall'esercito polacco e moscovita, +invaso dai medesimi nel mar Nero, che sarebbe un trafiggerlo +nelle viscere più interne, assalito dal Persiano nell'Asia, e lontano +dalli soccorsi, combattuto nel mar Bianco dalle armi di Vostra +Serenità, portandosi le armate fino ai castelli dello stretto, +caderà inevitabilmente quella potenza che con tirannide possede +tanti regni e che va occupando alla giornata li Stati altrui. + +Essere il Persiano propenso molto nell'incontrare le soddisfazioni +della Serenissima Repubblica, e va meditando il modo di far conoscere +il suo desiderio e di impiegare le sue armi a pro di questa, +facendo gran capitale della medesima, per il beneficio che ponno +ricevere con tale unione gli interessi di quella corona, come pure la +Serenità Vostra. + +Ma perchè quel principe non è come gli altri più vicini, e che si +internano cogli avvisi nel comprendere lo stato degli altri, sarebbe +molto giovevole agli interessi di Vostra Serenità e della cristianità +tutta, che si compiacesse spedire qualche persona pratica a quel +re colla istruzione di quello che ricerca lo stato presente delle vicende +che corrono: perchè nè il vescovo suaccennato, nè altri di +quel paese non avendo il filo e la notizia delle cose d'Europa, e di +quello ricerca il bisogno non ponno e non sanno rappresentare a +quel re, benchè istrutti, una minima parte di quello che farebbe una +persona versata in affari simili, perchè al sicuro indurrebbe quel +re a deliberazioni molto giovevoli alla cristianità e sarebbe gradita +al maggiore segno, essendo stato già in altri tempi fatta simile spedizione +dalla Serenità Vostra, come pure capitarno qui ambasciatori +di quel re. + +E perchè la mossa delle armi persiane contro il Turco può causare +che resti preclusa la via al commercio per la Turchia delle +merci che capitano a questa piazza dalla Persia, si potrebbe, come +il re lo desidera, avere reciproco concorso colle flotte da Ormuz o +d'altra scala in fino Moscovia, e di là poi con le carovane per terra per +la Polonia e la Germania la condotta delle sete e d'altre merci +preziosissime, le quali si porteranno dai medesimi Persiani in questa +città con più sicurezza, per mutarle in tante pannine d'oro e di seta +e d'altre merci, come si praticava prima simile condotta con le navi +d'Aleppo d'altro scalo delle Sorie; perchè se gli Olandesi e gli Inglesi +ne vorranno, capiteranno in questa città a comprarne, e non +avranno per l'avvenire quelle forme così vantaggiose da loro praticate +nella compreda delle medesime sete a loro piacimento, per non +saper quei popoli altrove esitarle, e lo facevano a vilissimo prezzo. + +Tanto mi dissero di portare alla notizia delle EE. VV. in ordine a +quello è stato loro comandato. + + _Reg. Esp. Princ. pag. 43._ + + +DOCUMENTO LIX. + +1673, 23 luglio, in Pregadi. + +_Al re di Persia._ + +Dai padri domenicani in Europa spediti da monsignor reverendo +arcivescovo di Naschirvan, ci sono state rese in questi giorni lettere +di V. M. ricevute da noi con quel contento che può esser ben concepito +dalla conoscenza della stima rispetto ed affettuosa osservanza +professata sempre dalla Repubblica nostra alla sua serenissima casa, +e continuata alla sua imperiale persona, secondo l'istituto dei maggiori +nostri, dell'assunzione della quale al trono colle più cordiali +espressioni dei nostri cuori, ce ne rallegriamo; come alla perdita +della Maestà del padre, contribuimo affettuoso sincero compatimento, +consolandosi nel vederla compensata colla successione di sì degno +erede, d'ogni più squisita prerogativa adornato. Li favori dalla M. V. +impartiti nei suoi felicissimi Stati a monsignor vescovo di Naschirvan ed +ai cattolici con il riguardo di esimerli da ogni aggravio, che da tenue +volontario solo all'imperial cassa, è degno effetto della sua generosità, +che obbligando noi a' più sinceri ed efficaci rendimenti di grazie, +impetrerà dal grande Iddio alla degnissima persona e casa di V. M. +la affluenza d'abbondanti concorsi di prosperi eventi, al singolar +merito che la adorna corrispondenti ed adeguati. A' sudditi però +di codesto serenissimo imperio saran nei stati nostri sempre e per +propension propria nostra, e per corrispondere alle cortesissime +deliberazioni sue, prestato ogni miglior trattamento, assistiti li +mercanti nei loro negozi, e fattegli godere tutte le prove di affetto e +dilezione, e quanto più abbondante sarà il loro concorso sarà tanto +maggiore il nostro godimento, di poter con più copiosi effetti far +conoscere la stima che per Vostra Maestà havemo, ed il desiderio di +comprobargliela con effetti. Con grandissimo sentimento si ricevono +pure li cortesi sensi della M. V. verso le cose pubbliche, che ad +ogni occorrenza saran sempre corrisposti dalla Repubblica nostra +con pari affetto e propensione alle grandezze e vantaggi del suo +serenissimo dominio. + +Terminando le presenti col pregar a V. M. copiose prosperità e +grandezze con incremento di gloriosi successi e lungo corso di +anni felici. + + +E da mo sia preso: che nel darsi nel collegio le lettere ai padri +domenicani pel re di Persia, sian dal Serenissimo Principe spese +parole che indicando la stima delle lettere e persona reale, dichiarino +soddisfazione e godimento per le loro espedizioni verso monsignor +vescovo di Naschirvan che li ha mandati. + +Sia pur deliberato che a' padri predetti che sono due con li +compagni sia pagato il viaggio sino a Fiorenza che importa ducati +cinquanta. Ed alli stessi, delli danari della Signorìa nostra sien dati +in dono scudi d'argento cento per una volta tanto, che doveran esserli +fatti capitar dalli Savi del collegio con la notizia del deliberato +per il viaggio, come meglio loro parerà. + + De parte 148 + De non 0 + Non sinceri 2 + + PADAVIN _Seg._ + + _Senato Corti._ + + +DOCUMENTO LX. + +1695, 4 giugno. + +_Al re di Persia._ + +Quanto ha sempre la Repubblica nostra tenuto in considerazione +di veri amici, e quanto ha professato di affetto e di particolarissima +stima a tutti li degnissimi progenitori della M. V., altrettanto conosce +opportuno e convenevole nella esaltazione di sua persona presentemente +al dominio di codesto celebre regno, portargliene un pieno testimonio +con esprimergliene il contento del Senato di veder appoggiata +la mole del governo alla grande sua direzione, che tale viene a +ripeterlo il mondo tutto per le doti singolari che la adornano e che +sono universalmente acclamate. + +A questo sentimento di nostra sincera inalterabile osservanza, non +potemo non unire quelli delle speranze che giustamente concepimo, +nella costanza e nel vigore coi quali da noi si versa, con profusioni +d'oro e di sangue, per far argine alle vaste immagini della potenza +ottomana di predominare l'universo intiero, veder anco dal canto +della M. V. date le mosse ai proprii vittoriosi eserciti contro sì potente +inimico, per tener abbassato non solo il di lui fierissimo orgoglio, +ma per restituire a codesta corona quei stati che con violenta +ed ingiusta usurpazione gli sono stati dal medesimo smembrati, onde +vagliano le glorie di V. M. a divertire le vessazioni comuni, augurando +noi al suo grande merito li avvenimenti più fortunati e le felicità +più desiderabili, congiunte con lunghezza d'anni. + + De parte 125 + De non 0 + Non sinceri 1 + + _Senato Secreta._ + + +DOCUMENTO LXI. + +_Sia lodato il grande Iddio, +Sia sempre benedetto il nome del potente Iddio, +Sia lodato e salutato il profeta Macometto et suoi seguaci._ + +Al sublime, eccelso, magnanimo signore, imperatore e monarca, +supremo duce, glorioso, trionfante, cospicuo tra i più grandi imperatori. +A voi che siete il re più potente fra i nazareni credenti, ed arbitro +degli affari tra i più maestosi principi della religion del Messia +e di tutto l'imperio della cristianità, quello che porta sopra il capo +la corona universale e possiede la fortuna di Alessandro Magno, possessore +del manto della gloria concessa ab eterno dalla maestà del +sommo e potente Dio, signore che viverà in tutti i secoli glorioso e +trionfante, che così le viene da noi augurato con tutta la credenza +maggiore. + +Si porta li più sinceri, amichevoli, cordiali ed affettuosi saluti +quali possono derivare dalla corrispondenza pronta di buon amico. +Dopo di che si notifica alla S. V. e grandezza esserci pervenuta +una lettera scritta dalla sua magnanimità e presentataci in ora +propizia da Antonio Doni, il quale ha in tutti i numeri adempiuto il +comando che dalla sua sublimità gli è stato commesso, e dal quale ci è +stata con tutte le forme più efficaci rappresentata la buona disposizione +che la grandezza sua si compiace conservare verso di noi. + +In quanto a quello si pratica in questo stato intorno al succedere +all'eredità delle facoltà dei fratelli, cioè quando un armeno abbracci +la legge maomettana, è costume sempre mai continuato e però tale +essendo non si può alterare la legge antica: così lo rappresentiamo +alla sua notizia poichè costà non può esser cosa alcuna a lei nascosta; +tuttavolta per levare qualsisia inganno o pregiudizio dei medesimi +si daranno ordini espressi ai giudici cui spetta, acciò questa +nazione non abbi a soggiacere ad alcuna molestia, ma solo a quello +comandano le leggi antiche, e ciò sarà fatto e intanto se ci sarà dato +il modo di manifestare sempre più la nostra cordiale e sincera amicizia +colla Ser. V. capitando qui alcuno dei suoi sarà in tutti i +numeri ben visto, se li somministrerà ogni aiuto e si procurerà di +fare il possibile acciò si adempisca la volontà della sua grandezza. +Tanto desideriamo di corrispondere alle sue cordiali espressioni che +si è compiaciuta darcene nelle sue lettere, le quali da noi al maggior +segno sono desiderate, acciò sempre resti ferma e radicata questa +buona corrispondenza, che come tale viene da noi sempre promessa, +e per il resto il grande Iddio sii quello che prosperi e rendi fortunato +il suo stato ed imperio. + + Sigillo: _Il servo di Dio_, ABBAS _re di Persia_. + + _Liber dominorum, Arch. gen., la sola traduzione._ + + +DOCUMENTO LXII. + +1663, 29 decembre. + +_Al re di Persia._ + +Fra le glorie più insigni della M. V. quella particolarmente risplende +della bontà colla quale si degna di riguardare ed amare li +proprii sudditi; nè essendo li cattolici commoranti sotto il felice +suo impero niente meno divoti ed affezionati alla di lei corona di +quello sieno gli altri, a ragione si persuadono e promettono ogni +favore. Di qui è però che dovendo la M. V. essere supplicata dal +padre fra Antonio Fassi domenicano vicario generale in Oriente di +una grazia a favore dei medesimi, come essi se la persuadono +dalla generosità del di lei animo, così la Repubblica nostra, che +professa grande osservanza verso il suo cospicuo nome e che tiene +tanta parte nel vantaggio del cristianesimo, viene ad intercedere +con tutta la sua svisceratezza dell'animo per la medesima, il che non +anderà disgiunto dai riguardi del vantaggio della sua corona, e +sommamente obbligherà la Repubblica stessa, la quale brama che +dalla M. V. sia prestato cortese l'orecchio al padre suddetto in ciò +che le rappresenterà in ordine alla suddetta istanza. E qua alla +M. V. bramando gli incrementi delle maggiori felicità, gli auguriamo +felice e prospero il corso degli anni. + + De parte 125 + De non 1 + Non sinceri 2 + + TOMMASO PIZZONI _Seg._ + +Questa raccomandazione è stata chiesta dal granduca di Toscana per +mezzo del suo residente a Venezia Celesi; il quale fatto venire in +collegio nel 29 decembre ebbe oltre questa lettera un'altra pel +granduca, acciò il padre Fassi per incarico di quello sostenesse in +Persia gli interessi della causa comune, rispetto agli impegni colle +armi turchesche in Ungheria, invitando lo shàh a coglier l'occasione +di riacquistare alla propria corona l'antico patrimonio. + + _Senato Corti, Reg. 40 e Filza 59._ + + +DOCUMENTO LXIII. + +18 luglio 1669. + +_Serenissimo Principe,_ + +Quelle insegne gloriose che tiene spiegate la Serenità Vostra a difesa +della cattolica religione sono tante ali della fama, che pubblicano +le glorie di questa Ser. Rep. anco nelle più remote parti del +mondo. Di qui è che per interceder l'alto patrocinio di V. S. sin +dalla Persia son quì venuto; io Arachieli arcivescovo armeno servo +umilissimo di Vostra Serenità. + +Fiorisce in quelle parti tra le spine del maomettanismo la cattolica +religione, e quei poveri cristiani bramano erigere nella città di +Erivan una chiesa, e la pietà del sommo Pontefice è concorsa a scrivere +al re di Persia perchè permetta questa erezione. Il stesso breve +pontificio, accompagnato da molti testimoniali di quello eminentissimo +porporato, humilio alla Serenità Vostra per comprobazione del +tutto, e la supplico col solito di sua cristiana carità accompagnarmi +anch'essa con sue lettere al re di Persia, acciò mediante le alte +intercessioni della Serenità Vostra più facile riesca la permissione +della erezione. + +Humiliato pure imploro gli effetti della pubblica real munificenza, +che valgano a sovvenirmi in un così lungo e disastroso viaggio, accertando +la Serenità Vostra che così io nei miei sacrifici, come tutti +quei poveri cristiani porgeremo fervide le preci alla Divina Maestà, +perchè conceda vittorie e palme alle armi gloriose della Serenità +Vostra. Grazie. + + _Senato Corti, 83._ + + +DOCUMENTO LXIV. + +1669, 20 julii in Senatu. + +_Ad Persarum Regem._ + +Pietatis impulsu digne excitatus venerabilis archiepiscopus Arachielis +armenus prolixo plane despecto itinere Romam adiit, ubi +humanitate ac virtute emicans vir habuit consequi apud Maiestatem +Vestram officiosas ac enixas summi Pontificis commendatitias, ut +generose ac perlibenter ipsi eadem largiatur facultatem construendi +ecclesiam in civitatem de Erivan in cultum erga Deum et in Christi +fidelium solatium qui illic incolunt. Eundem ergo huc perventum +comiter excipimus cura suavitatis et honesti gratia ingenii causa, tum +honoris, quo ipsum idem summus Pontifex suarum litterarum commenta +prosecutus est, et ipsi Archiepiscopo nostrarum ibidem commendationum +cupiditate flagranti, grato animo condescendimus, eas perlibenter +concedendo, presertim ob sic nobis oblatam opportunitatem +in Majestatis Vestrae memoriam redigendi veterem nostram +observantiam. His igitur enixe rogamus, ut benigne de erectione +eiusdem templi sua regia voluntas assentiatur, quam ipse Archiepiscopus +suppliciter implorabit, non temere credentes Maiestatem +Vestram consueta mira clementia imperturam hoc gratiae; quod +certo fiet non absque sui nominis praeclarissimi gloria quae ab avectione +divini cultu sibi emanavit, et inde magnus ad sua pristina erga +nos studia cumulus accedet. Hoc interitu a Deo summopere petimus +ut satis longum vitae spatium M. V. peragat et omnia sibi feliciter +eveniant. + +E da me sia preso che del danaro della Signorìa Nostra sia dato in +dono per una volta tanto ducati cento buona valuta al sopradetto +arcivescovo armeno. + + + 81 + - 0 + - 3 + + LODOVICO FRANCESCHI _Segretario_. + + _Senato Corti, 83._ + + +DOCUMENTO LXV. + +Sia glorificato il nome di Dio. + +_Silvester Valerius,_ + +Adorno di felicità, principe confederato e grande di Venezia e +delli stati Bergamasco, Cremasco, Bresciano, Veronese, di Padova, +del Polesine, del Cadorin, dell'Istria, della Dalmazia, d'Epiro, Lesina, +Corfù, Cefalonia, Zante, Cerigo, Candia, Micone, del Vicentino, +del Trevisano, Feltrino, Bellunese, Cherso, Arbe, Chersoneso, ecc. +Siccome colle espressioni fregiate dell'amicizia e buona corrispondenza +mi portate le notizie ripiene di congratulazione e testimonianza +di affetto per la assunzione mia disposta dalla divina Provvidenza al +trono monarcale ed ornamento del mondo, così bramo di accudire +in questo tempo con diligenza acciò possa riescir bello e fruttifero il +fine; e che un albero piantato di primavera faccia confidare un buon +autunno nella raccolta dei suoi desideri. + +Si dissiparono poi in un istante le nubi ai raggi luminosi della pace +ed amicizia con la partecipazione favorevole del vostro ben stare ed +abbondante del genio vostro sincero verso di me, assieme con le +vaste idee che nutrite per l'avanzamento a gradi maggiori che io ve +lo prego dal creatore, ed assicuro che dal mio canto si avrà sempre +riguardo a quello concerne alla grandezza e dominio del mondo. + +Intanto vi desidero un fine propizio ed una vita coronata di vittorie +ed aiuto eterno, come pure la continuazione della vostra colleganza. +Ed augurando al vostro dominio e governo potenza e fine fortunato, +prego Dio vi concedi il suo perdono. + +Con tali caratteri invia e rappresenta la dichiarazione della sua +sincerità il servo dell'Altissimo. + +_Sigillo_--SULTAN HUSEIM Monarca universale +figlio di Suleiman. + +_Questa traduzione è del dragomanno Fortis; l'originale ed il sigillo, +fotografati, stanno a pag. 1 e 55 della presente memoria._ + + +DOCUMENTO LXVI. + +1697, 15 marzo, in Pregadì. + +_Al re di Persia._ + +Passa negli stati felici di V. M. mons. rev. fra Pietro Paolo Palma +carmelitano scalzo arcivescovo d'Ancira, per affari incaricatigli dal +nostro sommo pontefice, e sebbene siamo certi che per le distinte +condizioni di virtù e di merito che adornano questo degno soggetto, +sarà benignamente accolto coi suoi compagni dalla bontà della Maestà +Vostra, non lasciamo di raccomandarglielo, come pure li suoi negozi +che anderà maneggiando, e stessamente monsignor Elia pure +carmelitano scalzo, e tutta questa esemplar religione. + +Confidiamo nell'animo invitto e grande di Vostra Maestà che queste +nostre raccomandazioni saranno gradite dal suo molto stimato affetto, +mentre noi siamo pronti a dare alla Maestà Vostra in tutti gli +incontri vere prove dell'osservanza nostra sincera verso la reale +persona di Vostra Maestà, a cui bramiamo incrementi sempre maggiori +di gloria in anni lunghi di felicissima vita. + + Affermativi 112 + Negativi 0 + Non sinceri 0 + + L. S. + + MICHEL MARINO _Segretario_. + + _Filza Roma ordinaria, 1697._ + + +DOCUMENTO LXVII. + +1718, 23 decembre, in Pregadì. + +_Al re di Persia._ + +Dar cuore magnanimo dei gloriosi predecessori di Vostra Maestà +e dall'imperiale benignità sua, protetta sempre egualmente la cattolica +religione nei suoi felicissimi stati, riesce alla stessa tanto più +sensibile il vedersi perturbata, quanto più lontani dalla regia sua +mente son li disordini arrivati a Tiflis in Georgia ad istigazione del +patriarca armeno e di un certo Minas Vartutier, con danno personale +dei cappuccini missionari e d'altri armeni cattolici e collo +spoglio della loro chiesa. + +Quanto degno è l'oggetto di presentarsi all'animo retto e pietoso +di Vostra Maestà per esigere gli effetti della sua imperiale giustizia, +altrettanto forte è il motivo che move gli animi del senato ad avanzarle +le proprie premure, onde con ogni maggiore efficacia preghiamo +la Maestà vostra a degnarsi di porger sollievo agli oppressi +cogli ordini opportuni, affinchè cessino gli insulti e le animosità, e +sia restituita la cattolica religione nella sua pristina quiete. Mentre +però in favor della istanza parla con vigor sufficiente l'equità, ed +essendo certo il senato che questo titolo sarà motivo bastante per +meritarsi l'imperial sua protezione: così non ci resta che ravvivare +con tale incontro alla Maestà Vostra l'antica stima ben distinta e la +osservanza affettuosa che la Repubblica nostra professa alla serenissima +sua casa ed imperiale persona, e pregare il grande Iddio che +sopra di essa diffonda le grandezze e prosperità più copiose, con +incremento di gloriosi successi, e che il giro degli anni della Maestà +Vostra sia lungo e ricolmo di ogni più desiderabile felicità. + + De si 96 + De no 1 + Non sinceri 0 + + GIOVANNI MARIA VINCENTI _Segretario_. + + _Senato Corti, Registro 95._ + + +DOCUMENTO LXVIII. + +_Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori V Savi alla Mercanzia,_ + +Incaricata dal comando delle EE. VV. l'umilissima persona mia, +di renderle informate di quali e quante spese occorrono sopra le +mercanzie, le quali si distaccano da questa dominante per giungere +in Astrakan, porto in ora dipendente dall'imperio di tutte le Russie +e situato alle bocche del Volga, per mezzo delle quali esso gran fiume +si scarica nel mar Caspio, non ho creduto di poterlo adempiere in +modo migliore che con quello di rassegnare a VV. EE. l'inserto conto, +il quale con chiarezza e preciso dettaglio dimostra ogni e qualunque +spesa non solo, ma quale è altresì la strada per cui le mercanzie da +queste lagune presentemente giungono, traversando li mari Adriatico +e Arcipelago, li stati Ottomani, il regno di Persia ed il mar Caspio +fino alle foci del Volga. + +Dalla nota stessa rileveranno le EE. VV. che sopra colli 61 di libbre +500 sottili cadauno, in conseguenza pesanti fra tutti libbre 30,500, +composti per la maggior parte di specchi, conterie, robe, allume, +panni ad uso di Francia e carta tutte manifatture venete, come pure +di qualche porzione d'oro cantarin, aghi e fil di citra, lavori germanici +ascendenti al costo di L. 45,193 piccole, comprese le loro spese +sino a bordo, nonchè le sicurtà sopra veneta nave sino in Alessandretta, +rileveranno dico, che montarono le spese del loro distacco +da questo porto sino al loro giungere per Aleppo in Babilonia a lire +20,313 piccole. + +Nel caso poi che si avesse voluto far tradurre questi stessi colli 61 +di merci sino in Astrakan per mezzo del Tigri e Bassora, indi per il +seno Persico e Buscir ad Ispahan, poi nel Ghilan e finalmente per +il Caspio in Astrakan, osserveranno che la aggiunta delle spese al +proseguimento di un tal viaggio rileva oltre L. 41,310,15; sicchè +unite queste alle precedentemente accennate spese da Venezia in +Babilonia di L. 20,313 sommano assieme L. 61,623,15, che seco +portano L. 45,193 di costo di mercanzie in peso di libbre 30,500. + +Le spese adunque sopra le merci da Venezia sino a Babilonia +montano a 15% sopra il loro capitale ed a soldi 14 per ogni libbra +di peso veneto sottile, e giungendo poi esse merci sino in Astrakan +arriverebbero le spese al 30% sopra il loro costo, ed a soldi 40 per +ogni libbra del loro peso. + +Oltre alla accennata strada per la parte meridionale della Persia, +avvi per l'altra parte settentrionale di quel regno l'altra via di Tauris +con cui si può passare dalli stati Ottomani nelli Russi, traversando li +stati Persiani; ma quantunque questa sii strada più breve ed anco +meno costosa, ciò non ostante praticata non viene attesi li gravi pericoli +che incontrerebbero le merci e i loro condottieri attraversando +il deserto, denominato deserto nero. + +Ho l'onore di esponere tutti questi fatti, ed asserirli per indubitati +per propria mia pratica o per asserzione non dubia degli Armeni +miei compatrioti, li quali al presente a questa parte si trovano +dopo averne incontrate le prove essi medesimi. Possiamo poi assicurare +noi tutti con costanza a questo gravissimo Magistrato, che intanto +limitatissimo si è il commercio tra questa dominante e la Persia con +il Volga, che fanno gli Armeni qui domiciliati, come pure quelli che +di continuo viaggiano trasferendosi dagli uni agli altri stati, in quanto +che le spese sopra le merci dell'esporto e dell'introduzione, come le +EE. VV. rilevano, sono maggiori del capitale, ed inoltre perchè a comodo +delle differenti vetture del viaggio, ora con cammelli, che +portano sino a libbre 1000, ora con muli capaci di libbre 600 solo, e +qualche volta di altri animali da soma che non possono levare se non il +peso di libbre 300, delle quali differenti vetture è necessità di servirsi, +conviene più di una volta disfare e rifare li colli, ed assoggettarsi +bene spesso alle ruberie, e per la difficoltà poi e lunghezza del +viaggio soggiacere a rotture, le quali, massime nelli specchi e robe +di allume lavoro di questo metropoli, sono assai significanti. Per altro +qualora tutti questi ostacoli non si incontrassero, ed il cammino per +giungere dall'Adriatico nel Caspio potesse riuscire più facile e più +breve, anzichè limitato quale in oggi egli è per le difficoltà esposte, +abbondantissimo e quasi immenso riescirebbe un tal traffico, tanto +per ogni genere di prodotti e di manifatture che da questi stati si +tradurrebbero nell'Asia, quanto delli effetti dell'Asia stessa che a questa +parte giungerebbero. + +Umilmente esposto quant'era a mia cognizione e quanto di vero +ho potuto rintracciare da pratiche persone nel proposito ho l'onore +di inchinarmi e di baciare le loro vesti. Grazie. + + Li seguenti colli 61 merci diverse spedite per via di Alessandretta + in Babilonia costano posti a bordo L. 45,193 » + + Avvertendo che ogni collo pesava libbre 500 + sottili compresa la cassa pel comodo del + trasporto da Alessandretta in Babilonia + sopra cammelli. + + Seguono le spese occorse ai colli suddetti da + Alessandretta sino in Babilonia, secondo il + rispettivo loro contenuto cioè: + + N. 2. Casse Luci dall'Ebreo con + foglia Pezze 155 50 + » 1. Cassa detti senza foglia » 74 20 + » 6. Casse rubini n. 1 e n. 2 » 410 34 + » 1. Cassa aghi gialli » 68 32 + » 1. Cassa fil di citra » 79 08 + » 2. Casse oro cantarino » 152 16 + » 4. Balle panni ad uso di Francia » 327 63 + » 2. Casse rubini n. 3 » 143 62 + » 3. Casse olivette nere n. 2 » 217 58 + » 3. Casse coralli falsi » 289 96 + » 2. Casse di aghi da cucire » 170 91 + » 3. Casse conteria diversa » 145 64 + » 1. Cassa carta dorata » 57 21 + » 30. Ballotti carta bianca » 1,241 89 + --------- + Pezze 3,534 04 fanno L. 20,315 » + ----------- + L. 65,508 » + + Vi sono poi le altre spese da Babilonia fino + in Astrakan, le quali sebbene ai suddetti + colli non sieno occorse per non essere in + detto luogo passati, non ostante spedendoli + però sono le seguenti, cioè: + + Da Babilonia a Bassora per acqua + sul Tigri P. 5½ per % Pezze 335 50 + A Bassora, dogana di sortita + 2½ per % » 240 » + Da Bassora a Buscir, pel seno + Persico, a pezze 6 per collo » 366 » + A Buscir, porto della Persia, + dogana di entrata a 2% » 240 » + Da Buscir a Shiraz sono giorni + dodici di cammino a 4% » 1,464 » + + Si avverte che a Buscir conviene + disfare li colli e formarli di + L. 250 l'uno, sottili, perchè + vanno a schiena di cavalli e muli, + e non più a cammelli, e qualche + volta per mancanza di cavalli e + muli convien farli condurre a + schiena di somari, e per questi + si devono formare li colli di + L. 120 circa sottili; e qualche + volta oltre lo smarrimento e + patimento delle mercanzie vi è la + spesa del disfare e far di nuovo le + casse suddette che non è + indifferente. + + A Schiraz, dogana a 2½ per % + sopra la stima » 300 » + Da Schiraz ad Ispahan giorni 12 a + P. 16 per collo di libbre + 500 sottili » 976 » + A Ispahan dogana a 2½ per % + sopra la stima » 300 » + Da Ispahan a Ghilan giorni 25 a + P. 20 per collo di 500 + libbre sottili » 1,220 » + A Ghilan dogana a 5-1/6 sopra la + stima » 600 » + Da Ghilan in Astrakan per nave a + P. 6 per collo di libbre 500 » 366 » + In Astrakan dogana 7% sopra la + stima di P. 12 » 840 » + -------- + Pezze 7,247 50 fanno L. 41,310 15 + ---------- + L. 106,818 15 + +Ascendendo l'importo delle suddette mercanzie qui fino a bordo L. +45193, quindi le spese che, come sopra, di poi occorrono, le aggravano +di più di 35 per % circa. + +Si avverte che da Babilonia può andarsi in Astrakan per la via di +Tauris, passando per il deserto negro, e sono le spese all'incirca +come sopra, e forse meno qualche cosa, ma per altro la strada è più +pericolosa. + +_Archivio Cicogna, codice MDCCXCVII, fra le carte che appartenevano al +senatore storiografo Francesco Donà._ + + +DOCUMENTO LXIX. + + _Lettera scritta dal re di Persia all'ill.mo signor + Giovanni Francesco Sagredo, console veneto in Aleppo, + tradotta dal persiano in italiano._ + + +Signore illustrissimo. Il desiderio mio, Re di Persia, da voi ill.mo +signor console veneto nella Sorìa, degnissimo, onoratissimo, +meritissimo e giustissimo giudice, il quale io molto amo, è che V. S. +Ill. abbia per raccomandati li miei dipendenti, che vanno e vengono +del continuo per coteste parti, e li favorisca, siccome io per il +passato ho fatto, e per l'avvenire farò a tutti i suoi, che +capiteranno in queste parti, alli quali resterò con obbligo di +favorire per amore di V. S. Ill. e del serenissimo senato, stantechè +tutti li miei predicano molto bene del favore che del continuo +ricevono. Però per l'avvenire V. S. per amor mio non manchi di fare il +medesimo, che io come affezionato alli cristiani non mancherò per +l'amor suo di fare lo stesso in questi miei paesi: e così come V. S. è +stata dal suo principe sostituita costì, così anco nel mio regno ha la +medesima autorità e potestà; et inoltre in ogni altro che ella +desideri da me in suo contento, me ne faccia consapevole che sarà +soddisfatta. Et in fine etc. + + _1608--11 Archivio Donà. Miscellanee._ + + +DOCUMENTO LXX. + +_A Giovanni Francesco Sagredo console veneto nella Sorìa._ + +D'ordine della maestà regia fo sapere a voi, onorato giudice e +console della nazione cristiana, che avendo noi inteso da tutti li +nostri messi, ambasciatori ed uomini che vanno e vengono di lì, +li buoni trattamenti e le cortesie che voi li usate, e li favori che ci +prestate per amor nostro, siamo restati di voi e delle opere vostre +grandemente soddisfatti, e però giudicandovi degno dell'amore e +grazia nostra, abbiamo voluto con questa regal carta darvi segno +della buona volontà, ed affetto verso di voi, che è concepito in noi +verso la vostra persona, la quale affezione anderà di giorno in giorno +crescendo nella real nostra persona, si come anderete voi crescendo +con questa volontà e amore nella divozione verso la nostra real +corte, che sarà anche causa di accrescere maggiormente l'amore e +la affezione che portiamo alla razza cristiana. E pertanto farete conto +di risiedere lì non solo per il vostro altissimo e potentissimo principe +di Venezia, ma anco per noi e per li nostri sudditi persiani, +ai quali non resterete di prestar favore ed aiuto nelle occorrenze, +e se da qui havete bisogno di cosa alcuna, lo farete senza alcun +rispetto sapere alla nostra alta corte, che sarete da lei gratificato ed +esaudito prontamente; così sappiate e prestate fede a questa nostra +regal lettera. + + _1610, Filza Atti turcheschi._ + + +DOCUMENTO LXXI. + +_Il regno è di Dio._ + + _All'onorevole e prudente fra li seguaci principali + della nazione cristiana, eletto fra i più nobili della + generazione credente al Messia Giovanni Francesco + Sagredo, il cui valore sia in aumento._ + +Dopo molti amorevoli ed amichevoli saluti che si convengono alle +onorate sue qualità e condizioni, le si fa sapere con questa nostra regal +lettera che sono state da noi ricevute per mano dell'onorato fra +i sapienti della religione cristiana fra Vincenzo carmelitano le sue +lettere piene di amore ed osservanza verso la nostra regal corte, insieme +coll'onorato presente che le è parso di mandarci, il quale è +stato da noi ricevuto ed accettato volentieri, perchè pervenuto dalle +mani di persona che da noi è amata molto per la sua prudenza +e buona disposizione che ha mostrato sempre in ogni occorrenza +del nostro real servizio in Siria. Però ringraziandola molto le diremo +di aver presentemente inteso da esse sue lettere il servizio prestatoci +nel custodire ed inviare qui quelle robe che si ritrovavano +costì di nostra ragione, e li favori e le cortesie usate alli nostri +mercatanti ed agenti in quelle parti, la qual cosa avendo portato +molto piacere e contento al nostro real animo è stata cagione di +accrescere in noi la buona volontà ed affezione verso la sua persona +ed il desiderio che abbiamo di gratificarla in ogni occorrenza: +intanto augurando noi buono ed onorato fine alle sue azioni e prosperità +maggiore alla sua casa, l'abbiamo ora per segno di questa +nostra buona volontà ed affezione, come amico et curatore della +nostra inclita eccelsa corte, eletto nostro procuratore generale nella +città e stato di Venezia, volendo che tutti li nostri agenti e mercanti +che capiteranno in quelle parti sieno ricevuti ed accettati da lei e +fatti spedire delli loro negozi e faccende, ed in particolar di quelli +così che si saranno da noi commessi ad uso della nostra regal corte; +e offerendoci ancor noi pronti di far prestare dalli nostri qui ogni +aiuto e favore alli suoi agenti e dipendenti che verranno nella Persia: +desiderando noi che siano sempre aperte le porte fra l'una +e l'altra parte alli negozii e commerci per servizio ed utilità comune +di ambedue li stati; ed occorrendo particolarmente cosa alcuna qui +in questa provincia per uso della sua persona ne la faccia sapere che +sarà da noi adempito ogni suo desiderio, e la si assicuri del nostro +amore in ogni tempo. + +Dato nella luna di.... dell'anno del nostro Profeta 1020. (1611). + + _Filza Atti turcheschi._ + + +DOCUMENTO LXXII. + +_Il regno è di Dio._ + +Con questa real carta si fa sapere a Voi, onorata turba di mercanti +venetiani, a' quali il signor Dio sia sempre propitio e favorevole, +che avendo noi avuto sempre particolar mira di favorire et +accarezzare nel nostro florido regno tutti li mercanti forestieri, sia +di che grado et conditione esser si voglia, et in particolar quelli +della natione cristiana amata et stimata da noi molto, non abbiamo +mancato di procurare in ogni tempo di dar così a quelli, come a questi, +et più a questi che a quelli ogni possibile satisfazione, acciò che +ognuno di essi ritornasse alla sua patria et paese contento e satisfatto +delli nostri buoni et onorati trattamenti, siccome potranno far di ciò +fede tutti li mercanti della nazione franca et armena che sono stati +finora in questa provincia; nè avendo mai permesso, nè consentito +che niuno delli nostri sudditi e vassalli li possi far alcuna minima +offesa et oltraggio, nè meno dargli danno che possi importar tanto +quanto importa un semplice capello della testa sua. + +Ma nondimeno vedendo noi che per tema e rispetto di questi +presenti moti di guerra, li mercanti cristiani non ardiscono di +venire così liberamente qui in questi paesi, come fanno tutti gli altri, +abbiamo voluto colla presente nostra esortarli ed invitarli a voler +frequentare senza alcun rispetto questo nostro amplissimo regno, et +continuar con animo libero et franco nelli soliti negotii et faccende, +per servizio ed utilità comune delli sudditi di ambedue le parti, che +saranno da noi ben veduti ed accarezzati in ogni città et loco del +nostro stato, dandoli libertà di poter comperare e condur fuori del +nostro regno seta et ogni altra mercanzia senza tema di essere molestati +od impediti da alcuno: siccome abbiamo anco di ciò scritto +all'onorato fra i grandi e principali della nazione cristiana Giovanni +Francesco Sagredo che è stato da noi eletto commesso generale +nella città et stato di Venezia, il quale facendo consapevole di questa +nostra buona volontà e desiderio tutti li onorati mercanti di Venetia, +farà ad ognuno di loro palese questa nostra reale patente. + +Data nella luna di Rabilsan dell'anno del nostro propheta 1020, +cioè nel 1611. + + _Fra i nostri Codici._ + + +DOCUMENTO LXXIII. + +Il regno è di Dio + + _Al famoso et eccelso fra i Principi et signori grandi + della nazion cristiana, sublime fra i più nobili e + potenti del popolo vivente nella legge del Messia, + ornato di virtù, valore et prudenza, pieno di gravità, + pompe e grandezze il Principe di Venezia et altri + onorati signori et giudici della Repubblica veneziana: + che il Signor Dio conduca a fine ogni loro buono et + onorato desiderio._ + +Dopo molti honorati et affettuosi saluti che derivano dall'amore +ed affezion grande che portiamo alla sua eccelsa persona, et a tutta +la sua famosa Repubblica, le facciamo sapere, con questa nostra +real lettera, come abbiamo ricevuto, per mano dell'honorato et scientifico +padre fra Vincenzo carmelitano, le sue onorate lettere, con +le quali avendoci fatto sapere la buona e sincera volontà et affezion +grande che lei e tutti li signori della sua Repubblica portano +a questa nostra sublime corte, hanno accresciuto nel nostro real +animo la stima che facciamo della loro buona amicizia, tanto maggiormente +che abbiamo da esse sue lettere inteso li favori prestati, +le cortesie usate costì alli nostri agenti, et anco la buona espedizione +delli loro negozi, seguita mediante la loro honorata protezione +et aiuto. Del che restando noi grandemente satisfatti, le auguriamo +all'incontro da Dio felice avvenimento in ogni loro azione, +et aumento di maggiore prosperità et potenza conforme al loro desiderio. +E le facciamo di più saper con questa nostra real lettera, +che essendo da noi e dalla nostra sublime corte osservate perfettamente +le condizioni della buona e sincera amicizia e confederazione +con tutti li principi e signori grandi della cristianità, siccome +per le continue legazioni ed ambascerie che sono state mandate +e ricevute fin'ora d'ambedue le parti s'ha potuto chiaramente +vedere, così desideriamo che facendo ancor loro il medesimo con +noi e con la nostra eccelsa corte, non voglino mancare di darci +segno di questa loro sincera volontà et affezione in ogni occasione, +che le si rappresenterà concernente il suo reale servizio et interesse; +e sopra il tutto desideriamo di vedere spesso loro lettere +per segno della continuazione et perseveranza loro nella suddetta +buona volontà et amicizia: come che non mancheremo di far anco +noi il medesimo dal canto nostro, esortandoli a comandar liberamente +alli mercanti et sudditi del loro stato che debbano frequentar +sicuramente con li loro traffichi et mercanzie il nostro custodito +paese, perchè saranno benissimo veduti et accarezzati in ogni città +et luoco del nostro stato, sì come possono far di ciò fede tutti +quelli mercanti et altri della nazion franca, che l'hanno veduto et +esperimentato; et noi li assicuriamo da ogni molestia, et travaglio, +dandogli autorità di comprar, trager, et condur fuori dal nostro +stato seta et ogni altra mercanzia che li parerà; et saranno sempre +honorati et stimati meglio di ogni altra nazione et anco delli medesimi +sudditi mussulmani; e se tanto per suo uso, che della eccelsa +Repubblica, occorresse cosa alcuna qui nella Persia, ce lo +faccia sapere che sarà da noi adempito volontieri ogni loro onorato +desiderio, come si conviene alla buona amicizia et unione d'animo +che è tra noi, la quale desideriamo che sia sempre in augumento. + +Dato nella luna di Rabilsan dell'anno di Macometto 1020, cioè +nel 1611. + + _Archivio Donà, Miscell._ + + +DOCUMENTO LXXIV. + +_Lettera del re di Persia al nob. Alvise Sagredo._ + +Giunta che sarà al glorioso, nella religion del Messia, Alvise Sagredo +gentiluomo del Consiglio dell'Ecc. Signoria di Venezia, questa +nostra regia lettera, sia noto come dal canto nostro regio gli desideriamo +ogni onore, e che le nobilissime sue azioni sieno sempre +sublimate; e che sono capitate nell'Eccellentissima nostra Corte molte +sue lettere scritte al padre Taddeo, dalle quali siamo stati ragguagliati +dell'allegrezza da lei sentita per le nostre gloriosissime vittorie, +avvisategli da Alvise Parente uomo grande fra i suoi pari: il che +ha fatto maggiore la nostra benevolenza verso di lui. + +Quello che scrive poi circa al mandar detto Parente in questo nostro +regno, per comprar le nostre sede e per trattar con noi importantissimi +interessi, gli dicemo che non può far se non bene, perchè finora +tutti quelli che sono venuti nelli nostri paesi, così li uomini +come le mercanzie, espediti che hanno li suoi affari se ne ritornano +contenti alle patrie loro, e potendo ognuno venire ed andare a suo +piacimento, tanto maggiormente potranno farlo li agenti suoi, li +quali così nelle compere come nelle vendite saranno sempre protetti +e favoriti, nè mai riceveranno molestia alcuna. Scriveressimo +volentieri nostre lettere all'Eccellentissimo ed Eminentissimo Principe +di Venezia, signore dei popoli cristiani, ma non avendo noi +sentita nuova alcuna di Sua Serenità stimiamo superfluo il farlo; +speriamo però in Dio Altissimo di doverne ricevere, ed allora poi +non mancheremo di corrispondere a quella Repubblica in conformità +della buona amicizia che tenemo seco, ed è quanto si conviene. + +Già molto tempo Riza agà, uomo delli grandi della nostra Corte, +ha mandato a quella volta con i suoi agenti 30 in 40 some di sete +delle nostre regie entrate, e quelle ivi giunte sono state vendute, +come dalle lettere del console veneto in Aleppo siamo avvisati, e che +anco per il buon governo di quella città sono stati custoditi li retratti +nella zecca dove tuttavia s'attrovano. Pertanto è convenevole che +giunto che sarà in quella città Mehemet Alì servitore del gran ministro +sopradetto abbi lui cura in conformità della buona amicizia che +tiene con la nostra regia persona di farli aver il tratto a esse nostre +sete, procurando che il detto Mehemet con li agenti e servitori predetti, +pervenghino sani e salvi con la sopradetta facoltà nella nostra +eccelsa Corte. Del resto se lei potesse venirsene con licenza dei suoi +superiori in questo nostro regno, proverà favori tali che maggiori non +saprà desiderarne, e tratteressimo negozi di gran rilievo per servizio +di ambe le parti. Venga dunque allegramente che sarà sempre ben +veduto e trattato e farà esperienza dell'amore che le portiamo. + +Data nel mese di settembre 1627. + + _Archivio Cicogna, codice MDCCXCVI._ + + +DOCUMENTO LXXV. + +1629, 13 marzo in Pregadi. + +_Al Serenissimo re di Persia._ + +Quanto maggiore il desiderio della Repubblica nostra che fra li +sudditi di Vostra Maestà e li nostri, passi reciproca buona intelligenza +e traffico mercantile, utili ad ambi li stati, altrettanto ne riesce caro +tutto ciò che viene dirizzato a questo fine. Per tanto carissimo ci è +stato quello che abbiamo inteso dalle lettere della Maestà Vostra +scritte al diletto nobile Alvise Sagredo, soggetto da noi per le sue +ben degne condizioni grandemente amato, conducendosi nella Persia +a negozio mercantile sarà ricevuto con quel candido e sincero animo +che viene da lei espresso nelle medesime lettere, con la confirmazione +in esse della buona disposizione della Maestà Vostra verso la Nostra +Repubblica; e consolati rimanemo grandemente del buon zelo che vi +tiene Vostra Maestà. + +Noi ancora dove conosceremo poter riescire profittevoli ai suoi +mercanti ed al comune interesse non mancheremo di porgere l'opera +nostra, con quella prontezza vivezza ed affetto che avemo sempre +fatto, e ne può essere stato riferto da suoi essendone grandemente a +cuore la libertà del negoziare nel stato nostro a tutte le nazioni, +specialmente alli Persiani; e siccome ricevemo a favore ogni testimonio +che provenga da lei a maggior espressione della sua buona volontà verso il +predetto diletto nobile nostro, così insieme col ringraziarnela di vivo +cuore, venimo a renderla certa che tutte le volte che ne sarà dato +modo non mancheremo con veri affetti di corrispondere a così graziosa +dimostrazione e di conservare la nostra sincera cordialissima osservanza +e comprobazione della buona amicizia che abbiamo tenuto +sempre colli Serenissimi suoi Precessori; e che conserviamo e +conserveremo sempre sincerissima colla Maestà Vostra affettuosa +volontà verso le sue soddisfazioni, desiderandole sempre ogni maggior +prosperità e contento; e gli anni di Vostra Maestà sieno lunghi +e felicissimi. + + De parte 114 + De non 4 + Non sinceri 7 + + ALBERTO ZUNTANI + _Nodaro Ducal._ + + _Archivio Manin, codice MCCCLVII._ + + +DOCUMENTO LXXVI. + +_Copia di capitolo contenuto nella parte dell'eccellentissimo senato +7 dicembre 1548._ + +L'anderà parte: che salve e riservate tutte le parti prese a questa +non repugnanti, sia per l'autorità di questo consiglio preso et etiam +confirmato nel nostro M. C. che l'elezione del nuovo console et +successori, se faccia per anni _3_ in loco de anni _2_ che stanno ora, e +il titolo suo sia _Console della Sorìa_, il qual console star debba in quel +luoco della _Sorìa_ che per questo Consiglio sarà deliberato più comodo +alli mercadanti et mercanzia, e che sia di minor spesa al +cottimo; il quale console aver debba de salario ducati _600_ all'anno +a v. l. 6,4 per ducato, netti da ogni angaria per sue spese, et etiam +habbi tutti li consulagi di Tripoli e della Sorìa, il che sarà di buona +utilità al predetto console per esser compita la concessione facta per +il Consiglio nostro dei X alli figliuoli del n. h. Angelo Michel come +avevano loro giusta la parte presa in questo Consiglio sotto li 2 zugno +1544, e debba cessar alli detti consoli la utilità che aveano dal +cottimo delli 5 p. %, per iscoder li 3 p. % ed ora li 2 da marine +permessi a detti consoli fino a che compiva detta concession dei +Micheli, giusta el tenor della predetta parte. Intendendo che la +elezion del console di Tripoli sia fatta per il Consiglio dei XII per +anno uno, e così di anno in anno s'abbia a continuar; et esso vice-console +sia nobile nostro nè altrimenti possino far, ed il vice-console +che sarà eletto ut supra debba dal cottimo aver il salario +solito a darsi di asraffi 270 all'anno da grossi 5 per asraffo. Quanto +veramente al scoder li 3 p. % ed ora due di cottimo et altre angherie +alle marine, il console nostro sia obbligato lui far el scoditor, +el qual console si intendi piezzo e servador di buona administrazion +del danaro che si scoderà a dette marine, il qual scoditor sia pagato +delli danari di esso console, e perciò il cottimo non abbia spesa +alcuna come porta il dover. + +Preterea, detto console sia eletto con li modi della regolazion fatta +per li Savi nostri sopra la mercanzia e provvigioni di tutti li cottimi +nelle revision delle spese, che hanno fatte juxta la imposition fatta +alli predetti, per la parte presa in questo consiglio sotto dei 11 febbraio +1545. In reliquis vero, sia con tutti li modi, autorità, giurisdizioni +et utilità che sono tra li altri consoli e che è al presente. + +Et acciocchè si ottenga il detto console stii dove stanno li mercadanti, +e dove si trattano le faccende che è in Aleppo, però sia preso +che sia data commission alli Baili nostri overo Oratori nostri, over +altro che paresse comodo et atto a far tal officio, che debba tentar +con ogni mezzo la permission che detti consoli abbino la sua ferma +sede in Aleppo, con que' modi, forme e virtù per li Savi nostri sopra +la mercanzia e provvigioni di cottimi sarà accordato, per beneficio del +cottimo e mercanti nostri. + +_1548 die 19. Dic. In majori Consilio posita fuit suprascripta pars, +et capta fuit._ + + GIACOMO AUGUSTO PRETTI + _Nodaro ducal._ + + _Archivio Manin, Codice Svaier, n. LVIII._ + + +DOCUMENTO LXXVII. + +_Ill.mi ed Eccell.mi signori Savi alla Mercanzia,_ + +Avendo io Andrea Benedetti servo e fedel suddito del mio principe +serenissimo, ed umilissimo delle Eccellenze Vostre arricordato +alli signori capi di piazza alcuni affari appartenenti al negozio della +Sorìa e Palestina, trovo anco dovuto presentare alle Eccellenze Vostre +i seguenti capitoli; ciò per la lunga pratica di quelle parti per +avervi dimorato circa anni undici con privati e pubblici impieghi, +dei quali circa 6½ come vice-console in Tripoli di Sorìa e Palestina, +istituito dall'eccell.mo signor Marco Bembo e confermato dall'eccell.mo +signor Francesco Foscari, furono ambidue consoli in Aleppo. Nel +qual loco chiamato dall'eccell.mo Foscari, fui obbligato a restare in +sua vece per interveniente della nazione veneta, dove vi ho dimorato +anni 3, mesi 6 e giorni 13, come dalle carte quali con la presente +saranno sotto il riflesso dell'Eccellenze Vostre, sino a che il sig. +Giovanni Andrea Negri entrò in mia vece che fu li 5 agosto 1681. + +Dove stimolato da zelo di vedere rindrizzato quell'importante negozio +di questa piazza, e incoraggire li signori mercanti, offerisco ai +piedi delle Eccellenze Vostre la mia persona per intraprendere gli +affari medesimi, e sacrificare quando occorresse la propria vita con +più dimorarvi anni 6, o quanto parerà alle Eccellenze Vostre, sino +che sieno quelli affari ben stabiliti, il che non può essere se non +colla lunghezza di tempo e con la mutazione di quei bassà e grandi +che sogliono essere dalla Porta mandati al governo di quei paesi, che +confidando in S. D. M. in tale affare spero ogni buon successo. + +I. Per sollevare il negozio ed estinguere i debiti è necessario +scansare le gran spese, che si sogliono fare in Aleppo ai grandi ed +altri turchi del paese, e quelle che si va civanzando resti a diffalco +dei debiti, il che sarà con il far trasportare la carica da Aleppo in +Tripoli di Sorìa, e sarà facile nel primo ingresso, maggiormente che +nelle capitolazioni stabilite l'anno 1670 non si fa menzione di Aleppo, +ma solo di Tripoli e Beiruth. + +Nei tempi andati, il console abitava in Damasco, ma per le gran +spese, d'ordine dell'eccell.mo senato l'anno 1545 11 febbraio portò +la residenza in Tripoli per sollievo del negozio, e per l'essere alle +marine per il cottimo di entrata ed uscita e perchè il negozio dei +veneti in quei tempi era florido ed opulento, ora al tutto diverso, +l'eccell.mo senato decretò l'anno 1548 7 decembre che il console +dovesse andare ad abitare in Aleppo invece di Tripoli. + +Essendo dunque stato trasportato il console di Damasco in Tripoli +e da Tripoli in Aleppo, non sarà difficile il trasportare di nuovo da +Aleppo in Tripoli, conservando quella casa consolare per abitazione +a suo tempo del console nobile, che sarà quando il cottimo sarà sollevato +dai debiti presenti, tanto più che molte volte hanno fatto li signori +mercanti tanto nazionali quanto forestieri passare le loro +mercanzie da Aleppo in Tripoli, per caricare sopra navi venete per +Venezia. + +II. Quando io venghi graziato e istituito in carica in Tripoli di +Sorìa in luogo di Aleppo, con quel titolo che parerà alle Eccellenze +Vostre, ricerco che mi sia fatto sicuro assegnamento, acciò non sieno +molestati gli effetti dei signori mercanti e che con onore del mio +principe possa decorosamente sostenere quella carica, annualmente, +di paga e panattica dalle Eccellenze Vostre con l'assenso dei signori +mercanti se così li piace senza poder pretender qualsisia altra cosa, +e sia tenuto con esso assegnamento fare tutte le spese al bassà, cadì, +musalem, kachia, agà dei gianizzeri, agà di marina, doganieri, e ad +altri turchi, sì pure ad altri del paese, tanto ordinarie quanto +estraordinarie, con più salario di cancelliere, di dragomano, giannizzeri, +capellano, cera per la capella, affitto di casa, vino ed aceto che si +dispensa ai turchi, fattori di marina dove approdano le navi con +bandiera di San Marco per gli interessi del cottimo ed altra servitù, +che il decoro della carica richiede, il tutto io debba fare +coll'assegnamento, senz'altro aggravare il cottimo. L'ancoraggio delle navi +dover esser pagato dalli capitani o interessati di quelle, il quale è +stato moderato e non pagano come prima. E le avarìe che cadessero, +che Dio non voglia, benchè nel corso di anni 11 oltre ultimi anni 3 +che io per particolari affari dimorai in Tripoli di Barberia, da me mai +provate, nè alla nazione fatte sentire, quelle vadino a conto di cottimo, +o di chi ne fosse l'autore, come le Eccellenze Vostre ordineranno. + +III. Che appresso di me sieno eletti due mercanti della nazione +per deputati, uno dei quali debba esser per mesi 6 cassiere e finito +quel tempo debba far la consegna delle chiavi al successore, che +sarà d'una cassa nella quale si ponerà il danaro di entrata ed uscita +del cottimo che dalle mercanzie s'anderà scuotendo: così pure li +libri e scritture appartenenti al medesimo, qual cassa doverà esser +custodita appresso il rappresentante, serrata con due chiavi. + +IV. Tutte le polizze e tratte d'entrada e d'uscita doveranno essere +viste da me e dai suddetti deputati, e tenuta nota distinta sopra li +libri, che saranno segnati con il solito san Marco, che dalle Eccellenze +Vostre colle tratte e tariffe mi verrà consegnato, ciò dal +scontro del cottimo per cauzione delli stimatissimi mercanti, i quali +libri doveranno di tempo in tempo essere sottoscritti per cauzione +ut supra. + +V. Che non sieno permesse nella Sorìa e Palestina tratte di navi +forestiere per Venezia, ancorchè volessero pagare li soliti diritti del +cottimo, ciò per non levare il traffico alle nostre navi. + +VI. Che tutte le mercanzie che saranno state caricate nelle scale +della Sorìa e Palestina da Veneti o da loro fatte passare sotto nome +supposto, del che venendo in cognizione siano per Livorno od altra +parte, e poi quelle fatte passare in questa dominante a dazi del +cottimo, sieno quelle mercanzie obbligate al pagamento di 20 p. % +di pena conforme alla tariffa, qual dalle Eccellenze Vostre +irremissibilmente verrà fatta levare, la metà di qual pena dovrà essere +trasmessa in Sorìa, dove risiederà la carica di Aleppo per i bisogni +di quel cottimo, e l'altra metà come le Eccellenze Vostre +determineranno. E tanto si intendi di tutte quelle mercanzie che dalle +scale medesime della Sorìa ut supra fossero fatte passare con nave +barche in Cipro senza aver pagato il cottimo. + +VII. Quando il debito di cottimo preso sopra di se il signor Giovanni +Andrea Negri non sia stato da lui soddisfatto con il ricavare +dalla tansa di 3 p. %, el qual nel principio della sua carica in +anno uno e mezzo gli è capitato a quelle scale 17 navi, oltrecchè +dovea riscuotere il cottimo e tansa della nave san Giovanni Battista, +che sotto di me partì per Venezia senza tratte, verranno li +creditori in Tripoli, con li quali et con li deputati si potrà con +vantaggio aggiustare come sarà dalle Eccellenze Vostre stabilito. + +VIII. Che con ogni convoglio o almeno ogni anno siano mandati +al Magistrato delle Eccellenze Vostre note distinte di quello sarà +entrato in cassa di cottimo e pagato per cauzione alli signori mercanti. + +IX. Quando le Eccellenze Vostre terminassero, che io dovessi risiedere +in Aleppo e non in Tripoli di Sorìa pure mi esibisco nella +conformità del II capitolo. Con che genuflesso alle Eccellenze Vostre +mi inchino. + + ANDREA BENEDETTI. + + _Archivio Manin, Codice Svaier n. DCCXLII._ + + +DOCUMENTO LXXVIII. + +_Serenissimo Principe,_ + +Nella sollecitudine in cui siamo di mantenere e coltivare per ogni +modo il veneto commercio, e procurar da esso i possibili vantaggi, +abbiamo fatto nostro singolare studio per ravvisare quali traffici e +quali profitti derivino alla nostra nazione solita a commerciare colla +piazza di Aleppo. + +Riconoscemmo in fatto che riaperto di presente il traffico con la +Persia, molto contribuisce allo smaltimento delle merci e manifatture, +che da questa a quella piazza si spediscono, il libero passaggio +che da non molto tempo hanno le carovane di Bassora (prima scala +delle Indie nel golfo Persico) e Bagdad per Aleppo e Damasco, nelle +quali i sudditi negozianti stabiliti in Aleppo spediscono per arbitrio +in dette due piazze merci di Germania, robe, allume, perle false, corniole +e diverse conterie. + +Gli stessi Arabi conduttori delle carovane fanno considerabili +provviste di detti generi per contanti, ciò che rende un riguardevole +profitto, ossia perchè i ritorni che ricevono quei veneti negozianti +consistono per lo più in droghe diverse, capo di essenzial commercio +di questa piazza, ossia perchè gli Arabi suddetti comperando in +Aleppo per contanti le sopradette merci e manifatture provvedono li +mercanti delle spezie, onde possano adempiere alle commissioni o +tratte che lor vengono ingiunte dalli loro corrispondenti proprietari. + +Utile pertanto e per noi vantaggioso ravvisando questo commercio, +ci siamo perciò applicati nel cercare quale protezione venga nella +detta scala di Aleppo donata al nostro traffico, e rilevassimo per il +fatto essere presentemente appoggiati questi affari ad una ditta +ebrea, e ciò fino a che si trasferisce a quelle parti la suddita persona +di Domenico Serioli in qualità di deputato, dipendente questo +dal veneto console in Cipro, nella di cui scala doveva per decreto di +Vostra Serenità 10 aprile 1770 risiedervi in figura di console nostro +Girolamo Brigadi che attualmente ne sostiene il carico. Sembrando +a noi nelle già esposte circostanze di questo commercio non adattata +la figura di un deputato, perciò chiamati i capi del Consorzio di Egitto +e pur quelli di Cipro e Sorìa, ed eccitati a porre in scritto che a +pubblici rispetti rassegniamo se convenisse unire li 2 Consorzi e le +di loro rispettive casse, se più utile fosse a quel commercio destinarvi +colà un console o pur bastasse lasciarvi un deputato, finalmente +se la persona che avesse a sostenere il carico in Aleppo potesse +soffrire l'annuo aggravio di piastre 600 da corrispondersi al +veneto console in Cipro; mostrarono anzi la necessità di trascegliersi +un console in Aleppo, indipendente da quello di Cipro, di sollevarlo +dall'annua contribuzione delle accennate piastre 600, e perfino di +unire i due Consorzii e le casse. + +Ed infatti essendo li Consorzi stessi di Cipro, di Egitto e di Sorìa +composti di un numero di negozianti che per lo più negoziano del +pari nell'uno e nell'altro luoco, ne diviene che le viste dell'interesse +sieno comuni e che questi due corpi abbiano ad essere diretti colle +stesse massime e con gli stessi principii. + +Ben è vero però, che la pratica fin'oggi corsa nel metodo del pagamento +dei consolati è stata eseguita in modo differente. Ma è vero +altresì che questi rispettivi consoli si mantengono con li diritti +consolari che si ricavano dalle merci andanti e venienti da quelle scale, +con questa diversità però che il Consorzio d'Egitto corrisponde al +suo console generale un annuo ed idoneo assegnamento, ed egli invece +esige per cassa nazionale a questa parte tutti i diritti consolari; +ma il Consorzio di Cipro e di Sorìa, che non tiene cassa nazionale, assegna +alli suoi rispettivi consoli in moneta turca tutti i diritti consolari +sopra il valore delle merci andanti e venienti, che risultano in +ragione di 2 per 100 delle stime delle dogane turchesche, e mercè +di tali esborsi viene la nazione protetta e resa immune da ogni altro +aggravio.--Ora pertanto che la esperienza delle cose corse e l'indole +delle presenti ci documenta, sembra perciò che convenga al +rispettivo interesse dei commercianti ed alla buona disciplina del +commercio l'unione di questi Consorzi nella parte che tende al pagamento +dei consolati, da farsi sempre da ognuno indistintamente a +Venezia, onde andrà a passare tutto il soldo in una cassa nazionale. +Oltre il ravvisarvi per le importanti viste di quel commercio necessaria +la residenza di un console in Aleppo dalli medesimi negozianti +che là vi trafficano come abbiamo accennato, altro riflesso ancora +persuase di aderirvi, mentre essendo stata eletta per lo innanzi la +figura di deputato nella supposizione che risparmiar potesse molte +spese, non sussiste per il fatto la stessa supposizione poichè i Turchi +soliti a ricever regali dalla figura colà residente per la dovuta +protezione delle rispettive loro nazioni, li professano inalterabilmente e +senza alcuna diminuzione, nè potrebbero minorarsi senza molta dispiacenza +di quei comandanti, i quali non distinguendo deputato da +console, riguardando sì l'uno come l'altro come rappresentante la +nazione, allorchè essi non rimanessero contenti, ne succederebbe +inevitabilmente una rovinosa conseguenza pei mali trattamenti che +riceverebbe la nazione e chi la rappresenta, con pericolo e danno del +nostro commercio. + +Se in Aleppo pertanto devesi per gli addotti motivi destinare un +console, che per le informazioni prese e per le asserzioni scritte dagli +stessi capi delli due rispettivi Consorzii, il più utile ed il più +opportuno non sappiamo riconoscere se non se il veneto suddito Domenico +Serioli persona di tutta probità e cognizione, avendone già dati saggi +nell'esercizio del vice-consolato di Cipro con molta sua laude e nostra +approvazione sostenuto; indebita perciò comparisce l'annua corresponsione +delle piastre 600 verso il Briganti console in Cipro: sì +perchè tal sottrazione gli toglierebbe il modo di potersi mantenere; sì +perchè lo stesso Briganti, lorchè risiedeva in Aleppo, considerando +non bastevoli i proventi consolari che senza alcuna diminuzione esigeva, +supplicò in seguito che gli fossero aggiunti i dritti per le mercanzie +che andassero e venissero da Alessandretta, Cipro, Acri ed +altre scale; si perchè finalmente il ricavato di alquante merci che +dalla dominante colà si spediscono passano con cambiali in danaro +in Cipro e nelle coste della Sorìa per la provvista dei coloni e di altri +generi necessari al carico delle venete navi di ritorno a questa +parte.--Quando pertanto dall'eccellentissimo senato venga adottata la +massima di destinar questo console ad Aleppo indipendente da +quello di Cipro, vorrà pertanto V. S. precisamente stabilire che il +Serioli abbia da rimanere sollevato da tal contribuzione tanto per il +passato che per l'avvenire. E che sì l'uno che l'altro debbano conseguire +un annuo certo ed idoneo assegnamento, da esser loro corrisposto +dalla cassa nazionale che dovrà tenersi in questa parte ed in +cui avranno ad affluire tutti i diritti consolari spettanti alli sopradetti +due consoli, come si accostuma per quello del Cairo. Ma siccome +per deficenze dei lumi non si può ora fissare il preciso annuo +quantitativo, così si sono eccitati i capi delli sopradetti due Consorzi a +denotarci qual provisionale assegnamento stabilir si potesse a dovuto +mantenimento di ambedue questi consoli, sopra il qual punto +non avendo essi per ora esibiti i loro pensamenti, ci riserbiamo +perciò di produrre il reverente nostro parere in altra scrittura. +Avendo la particolarità di questo consolato somministrato a noi argomento +di riconoscere nella generalità dei consoli singolarmente del +levante, la inosservanza e la indisciplina anco riguardo alla esazione +dei cottimi e delle avarìe, faremo pertanto nostro impegno il rintracciarne +i disordini, per quindi rilevati portarne distinte le relazioni +all'eccellentissimo senato per gli opportuni rimedi e compensi. +Ma poichè tale importante argomento esigerà qualche dilazione di +tempo, così vorrà intanto la sovrana autorità rinnovare la tanto utile +e salutar legge, che i consoli abbiano coi metodi soliti e praticati ad +ogni quinquennio ad essere ammessi alla ballottazione o per la loro +riconferma, o per la dimissione dal servizio, a norma delle loro +direzioni. Grazie. + +Data dal Magistrato dei V. Savi alla Mercanzia li 23 decembre 1762. + + MARCANTONIO TREVISAN--L. ANDREA DA REZZE + GABRIEL MARCELLO--ALVISE CONTARINI + + _Savi alla Mercanzia._ + + _Senato Mar., Filza 1110._ + + +DOCUMENTO LXXIX. + +1762, 29 decembre in Pregadi. + +Sollecito il benemerito magistrato dei Cinque Savj alla mercanzia +in riconoscere i traffici e le utilità derivanti alla veneta nazione dal +commercio, che ella esercita con la piazza di Aleppo, rappresenta +nella diligente scrittura ora letta, che riapertasi di presente la +comunicazione con la Persia, molto contribuisce allo smaltimento dei +generi nostri il libero passaggio delle carovane di Bassora e Bagdad +per Aleppo e Damasco, e quindi descrive i vantaggi che ne colgono +i sudditi negozianti dalle spedizioni che fanno in dette piazze di +merci di Germania, di robe, allume, perle false, conterie ed altre +nazionali manifatture. + +Dalla descrizione di un così utile e vantaggioso commercio, passando +a riflettere alla figura non addattata di un veneto deputato, +stabilito col decreto 10 aprile 1760, riferisce il magistrato stesso le +commissioni che dietro a tale prudente considerazione ha creduto +di dare ai capi del consorzio di Egitto e a quelli di Cipro e Sorìa, +per li riflessi dei quali si vede risultare ad evidenza la necessità di +doversi stabilire in avvenire un consolato in Aleppo indipendente +da quello di Cipro, di sollevar nel frattempo il deputato dalla +contribuzione di piastre 600 all'anno imposte a favore del console +Brigadi (di Cipro), e finalmente di unire li due consorzi e casse, +fissando ai rispettivi due consoli quell'annuo assegnamento che sia +conveniente ai rispetti e convenienze dell'uno e dell'altro consolato. + +Utili riconoscendosi dalla maturità di questo Consiglio tali suggerimenti, +si assente a buon conto in via di massima allo stabilimento +del console in Aleppo, indipendente da quello di Cipro in +luogo della deputazione; e che debba assegnarsi all'uno e all'altro +un congruo stipendio, con l'oggetto che il pagamento dei consolati +abbia a farsi a questa parte come si pratica per quelli di Egitto; +mentre per quello sia alla proposta unione dei consorzi e casse e +rispettivi assegnamenti dovrà il magistrato stesso ricercare ai capi +predetti se nel proposto espediente vi sia pure concorsa la volontà +dei rispettivi consorzi, con tutto il di più che tiene rapporto alla +materia. + +Al giungere di tali riferte, che colla maggiore sollecitudine porterà +il magistrato alla cognizione del senato, si fisserà parimenti quell'annuo +stipendio dovrà assignarsi ai consoli di Aleppo ed a quello del +Cairo, sospendendosi la contribuzione delle piastre 600 che dal Serioli +doveano corrispondersi al Brigadi. + +Nel rimarcarsi infine con sensibile rammarico quanto accenna il +magistrato rispetto all'innosservanza e indiscipline dei consoli, +singolarmente del levante nella esazione dei cottimi ed avarìe, attenderà +questo Consiglio le premesse relazioni, per quindi addattarvi gli +opportuni rimedii, unitamente a quanto prescrivono le leggi e i decreti +sul generale dei consolati e ciò a lume delle più convenienti +deliberazioni. + + De si 82 + De no 3 + Non sinceri 3 + + CESARE VIGNOLA _Segretario_. + + _Fra i nostri Codici._ + + +DOCUMENTO LXXX. + + _Copia de una letera copiosa, scrita per ser Donado da + Leze q. ser Priamo da Padova, a dì 14 settembre 1514, + drizzata a Zuan Jacomo Caroldo secretario._ + +Come per sue lettere è avisato esser avisi da Costantinopoli del +progresso che aveva fatto il signor Turco contra le genti del Sophì +quali erano ritirate e el signor era intrado nel paexe 4 zornate et +che lo exercito del dito signor Turco essendo in certe montagne havea +patido de vituarie e che da poi per via di Trabisonda sono sta +soccorsi, et era venuto 14 mille Giorgiani sul campo Turchesco li +quali se oferivano de darli vituarie per il campo e che il signor +Sophì non se sapea dove fosse et il signor havea deliberato andar in +Tauris; a le qual nuove risponde a parte a parte licet non habi le +scripture lì, et tutavolta essendo aiutado da domino Zuan Maria +Anzolello citadin vicentino qual stete con l'avo de questo signor ani +20, e se ritrovò quando el dito signor andò contra Ussum Cassam +sempre nel campo si che scriveva cossa che li piaceva, ecc. + +Sempre che el Turco vol far exercito per andar in levante se aponta +cum quello in mezzo della Natolia paese atto a nutrir li exerciti nel +qual loco andò Baiezid signor Turco contra Tamerlan et li fo roto e +preso e messo in una gabia di ferro dove morite e cusì fece Maumetho +avo del presente signor quando l'andò contra dito Usson Cassam si che +questo sarà el principio del camino che ha tegnudo el presente Selim. +E qual camin tolse verso Amasia che è partendosi dal loco de Ancira +per greco a man manca et è zornate sei da campo. Da questo loco de +Ancira a banda destra per ostro se va al Cogno per sirocho alla +Caramania e per sirocho a levante se va alla Cazaria. Ma torniamo in +Amasia seguitando il viazo nostro. Amasia è una città grande murata +quale era sedia del soldan Achmash posta fra colli ha uno castello +alla parte di tramontana sopra uno monte, passa per la dita citade una +fiumana la qual nasse nelle montagne del Tochat et come la pasa dita +cità per miglia 10, se volze per maistro andando per vallade tra +montagne grandissime buta in mar mazor avente Sinope cità nominata. +Dala cità di Amasia per due zorni de campo se va al Tochat terra +murada dove se fan pani da seda assai et chi se partisse da questo +locho et chi andasse per grego per 100 mia anderia in Trapesonda; +lassamo questo camin che viene al proposito nostro. Dal Tochat per +dieci zorni da campo se va a Sivas casal grande e l'ultimo del paese +del signor Turco, lontan dal qual per miglia cinque passa una fiumana +grande la qual nasse nelle montagne apresso Trapesonda discore Cazaria +et si mette in lo Eufrates. Sopra della strada partendosi da Sivas per +passar el dito fiume v'è un ponte de piera grande, questa è la strada +principal e più comoda a tutti quelli che voleno andar in Tauris +passato dito ponte intrase nel paexe de Erzingan qual è parte de la +Armenia minore et è del signor Sophi paese montuoso circumdato da due +parte da montagne grandissime, da tramontana in parte montagne de +Trapesonda ed in parte da la terra de Giorgiani, da levante le +montagne che divide la Armenia mazor e menor le qual principia da li +monti dei Giorgiani e va per ostro fino a lo Euphrates sopra le qual +le gente del paexe fuze quando li vien invasion alcuna come ha fato al +presente. Ma perchè si dice chel Sophis è retrato e non se trova, +scrive lui tien certo, el non se trovi a quelle bande perchè come el +scrisse lui feva gran guerra nel paese de Zagathay et haveva da far +non solum con li fioli del signor de dito loco ma haveva etiam al +incontro uno barbaro di diti fioli quale uno de li 7 soldani della +Tartaria, si che tien lui non sia stato a queste bande si potria dir +che gente sono queste che ha fato mover il signor Turco avvisa el +signor Sophì per voler ajutar soltam Murath havea mandato comito a li +paesi soi che confina con il Turco. Tutti obedisse al dito Murath e +lui haveva fatto exercito de gente comandato a nostro modo, però sono +retrati e questo sarà il vero. Passando el fiume Lys se intra nel +paese de Erzingan el primo loco che si ritrova se chiama Niessier +posto sopra un monte lontan dal fiume Lys mia do a banda mancha del +dito locho andando per monte se trova uno altro castello: e da questo +per una zornata dessendendo in capo del monte dove se fa lume de +rocha, loco murato e forte, e questo è quello che in le lettere si +chiama Cussari è paexe sterilissimo, e quando al signor Mahumeth fo +li, el suo exercito patì grandemente come ha fato al presente Selim, +da questo loco per zorni doi per campagna e coline se va in Erzingan e +le dite campagne è dette de Erzingan, questo locho non è murato, ma +hanno castello quando vi andò el signor Mahumetho avo de questo signor +fo trovato pocha gente perchè tutti eran fugiti a la montagna, fo +trovato in una chiexa de ditto caxal un vecchio qual aveva assai libri +intorno et essendo andatti dentro molti Turchi dimandato chi l'era non +respondendo fo morto. Da poi se intese che l'era gran philosopho el +signor Mahumeth se ne dolse assai di questa tal morte. + +Partendose de Erzingan per miglia 10 se ritrova una fiumana grande la +qual nasce nelle montagne che divide la Armenia mazor da la menor; +passato detto fiume se entra in un paexe qual dura due zornate fino al +fiume Euphrate dove è el passo solito a passar le gente che vano in +Tauris, quì il fiume è larghissimo, fa de molti polexeni dentro +giarosi. Quivi se apresentò el signor Mahumetho cum lo exercito suo +per voler passar, dal altra banda del fiume se ritrovava le gente de +Ussum Cassan. El signor Turco volse far experientia de dover passar se +anegò Asmurath bassà della Romania et assai altri, si che tra +annegati, presi et morti se perse de le persone 12 mille. El signor +Turco, visto non poter far altro, lassò la impresa del passar et andò +cum l'exercito seguitando el fiume verso levante per zorni due e mezo. +Dapoi voltatosi per maistro abbandonato el fiume intrò in algune ville +dove el retrovò esser passato Ussum Cassan a traverso di quelle +montagne furno a le mani el fu rota a la gente de Ussum Cassan et +morto Ezeniel suo fiol prese li cariazì e pavioni e le gente furono +fugate dopo de questo el dito signor Mahumetho se redusse a le sue +terre e messo lo exercito intorno in termine di 17 zorni l'ebbe a +patti, questo è quanto operhò el dito signor Mahumetho contra Ussum +Cassan el qual non havea la mità del poder che ha al presente el +signor Sophì, sì che questa è la conclusione et opinion nostra che più +altro non passerà de quello fece suo avo. E si el passera el camin che +aveva a far dito signor per andar in Tauris e questo passato che +l'averà lo Euphrate troverà do strade, una verso levante, l'altra +verso ostro e sirocho; quella verso levante è strada inusitata per +esser mal habitata passando Palu che uno castello sopra un monte, +sotto del qual passa lo Euphrate se ritrova campagne che produce +giunchi e non se habita, salvo a pe di monti, siche qua exercito non +po andar. La strada in ostro e sirocho è quella che è usitata dove +vanno caravane, sichè partendose dal fiume per pocho spatio se trova +montagne nel principio dele qual è uno castello andando per valle et +monti se ritrova Angora per due zornate et per due altre pur vallade e +monti se discende in una pianura dove è Amith, questa è città murata +et ha un castello sopra un monte, qua se fa grandissime marchatantie +sì per la Sorìa come per la Persia. Dal dito loco de Amith per garbin +se va per 6 zorni in Alepo. Qui stanzia el capetanio zeneral del +signor Sophì; da questo loco per andar in Tauris ghè do strade le qual +vanno a una cità nominata Tiflis la quale è posta fra due montagne et +è passo fortissimo sì per el sito del loco come per la fiumana che fa +forte el dito passo. Quivi ne sarà da far assai. + +Da Amith per sirocho se va a Mardin che è passo sopra un monte et è +zorni cinque, da Mardin per zorni do per levante se va in +Askaranchief, quì se ritrova da la banda da levante del dito locho una +fiumana grandissima che quella che vien per Amith, questa fiumana è +profonda et ha le rive altissime, sichè ruinato el ponte che passa +dito fiume è impossibile che exercito alcun passa da el dito locho de +Askaranchief, per 3 zorni pur per levante se va a Tiflis, hor +partendose de Amith per levante se va per una vallada larghissima et +abitatissima per zurnade 10 se ariva a Tiflis e nel mezo del camin se +ritrova una piccola terra de un signor el qual non volea dar +obedienzia al Sophì e ghe mosse el campo el have per forza e tagliò +tutti a pezi, al presente è tuto rovinato. Quando se parte da Tiflis +per levante per 3 zorni declinando uno poco a la mancha se trova Van +la quale è in principio de un lago chiamato dello stesso nome, el qual +è longo miglia 100 largo 20, l'acqua sua è salsa e non è poca +maraveglia perchè essendo detto lago in mezzo de la Armenia sia salso. +El se ritrova uno altro lago arente Tauris do zornade lo qual è salso +et è grande più de 20 miglia, longo se chiama Salamas del quale se +traze sai assai de la qual se fornise la Media, Persia, Armenia et +Mesopotamia. + +El lago dito de Vanar ha tre insule dentro, una è desabitata e le +altre due habitate, la principal se chiama Santa Croxe, l'altra Santa +Maria, quella di Santa Croxe è miglia do lontan da terra da la banda +de ostro del lago, la qual insula ha uno monasterio dove sta un +patriarcha con 100 monaci, in questo monasterio Jacub signor de Tauris +fiol de Ussuni Cassam fece custodir sua sorella major che fo de Shàh +Aider padre del signor Sophì insieme cum el fiolo qual stete 7 anni et +quando fo messo ne haveva nove morto Jacub andò nel paexe del padre e +fecesi signor, del qual al presente non se dirà altro, ma andando a +Van dal dito loco suso per el lago per una zornata se trova altri +casali, fino che dopo 10 giorni, se arriva a Tauris. Tauris è in +pianura et è in sul confin de la Media et de la Armenia, volge mia tre +murato de terra dove è la stanzia di signori de la Persia, avanti che +diti signori l'avvesseno dito locho de Tauris la stanzia sua era in +Susa. Resta a dir de' Giorgiani ma per non esser al proposito a questo +cammino non se dirà altro. + + _Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX._ + + +DOCUMENTO LXXXI. + + _Sumario de una lettera de ser Donato da Leze scrita a + Zuan Giacomo Caroldo, secretario ducal, a dì 7 octubris + 1514._ + +...... Et quanto a la parte de venir le spetie in Trapesunda per el +seno Persico, qui soto noterò il modo se solea tenirse neli tempi +passati, essendo l'impero de Costantinopoli ne le man dei Greci. Li +navili che venivano dall'India cum spetie non solevano andare nel mar +Rosso, ma tutti venivano nel seno Persico, nel qual golfo è uno porto +dove buta l'Eufrate, quivi entrava li navili e si conduceva alla cità +de la Balsera, la qual è sopra la riva del dito fiume, mìa 50 lontan +dal mar. Parte de le qual specie si conduceva in Trabesonda et parte +in Erzingan e de lì alla terra, da poi essendo el deto paese in +guerra, rote le strade fu forza ai mercanti condurle nel seno Arabico +come fanno al presente. + +La cità della Balsera è grande e mercantesca, dove se fa faccende +assai, come de fide degni armeni ho inteso, et è situata ne la +provincia de Babilonia. Da questo loco in Trabesonda sono giornate XXX +a mìa XXV per zornata. Sicchè tanta strada feva dita mercanzia e lungo +saria narrar li lochi dove capitavano, e de Trabesonda con navigli se +conducevano a Costantinopoli. L'altra strada che è Astrakan, +partendosi dalla Balsera e fuori per tramontana al fiume Eufrate fina +dove se congiunge Tigris che è zornate 8, e de lì a Cazan cità sopra +el Tigri giornate 4, poi se passa pur per tramontana molte zornate de +caravana fino a la gran cità de Schamachi, e da detto luoco fina in +Bachù che è posta sopra il mar Caspio zorni 4. Quivi è una cità dove +se fa gran fazende, da la qual è ditto mare de Bachù. In questo loco +se cargava le spetie sopra li navigli e se conduceva in Astrakan terra +dei Tartari posta sopra il fiume Volga e de qua per 8 zorni chi +volesse andar alla traversa se andaria alla Tana per la campagna che +per esser disabitada se va suso per el fiume, poi se traversa al dicto +loco de la Tana in zorni 16. Quivi venia le galere de Venezia e +levavano dicte spetie come è scritto nell'itinerario di Messer Josafat +Barbaro. + + _Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX._ + + +DOCUMENTO LXXXII. + + _Copia de una letera de ser Donado da Leze, podestà e + capitano a Rovigo, scrita a Zuan Jacomo Caroldo, + secretario. Data a Rovigo adì 2 novembre 1514._ + +Per lettere vostre de ultimo del passato son avvisado, esser nove +importantissima venuta al clarissimo Gritti da Ragusi, come el signor +turco Selim a dì 23 agosto su la campagna de Choi ha fatto zeneral +battaglia col signor Sophì con crudelissima strage dell'esercito suo. +Tandem era restato victorioso et era fugito detto signor Sophì e lo +signor Selim dovea andar in Tauris, pregandomi che io vogli far +risposta sopra di ciò. Io desideroso di satisfar al voler vostro, +anchor che sii occupatissimo in diverse cose et abi dei gran fastidj +in questo locho, non resterò che io notifichi li lochi et siti che +potrà andar detto Selim, et dove si potrà ritrager el detto Sophì, per +ritornare iterum a la campagna; ben ve dirò questo che Selim è entrato +troppo dentro, che da Choi dove me scrivete esser sta la battaglia fin +al principio del so paese sono giornate 25, et avendo avuto una tal +rotta qual me scrivete non potendose refar per esser el paese tutto +per el signor Sophì non so come el farà se iterum un altro esercito +adosso li venirà, nonostante questa vittoria, facio mal juditio del +fato suo come qui soto intenderete. + +Choi è uno casale grande sopra la campagna, non è murato e da questo +luoco fin in Tauris sono sei zornate. In tuta campagna, se ritrovano +due loci grandi, due zornate lontani l'uno dall'altro chiamati Moriam +et Sophiam, come vedrete ne le mie lettere per avanti scritteve. Sichè +dicto signor Turco anderà in Tauris, et sono certo che li se +affirmerà, perchè el signor Sophì s'era lontano da lui, et volendo +andar a trovarlo vorrà del tempo. S'el Sophì serà vivo potrà far gran +numero di zente et presto in diverse provincie come è nella Persia, +Kerman, Eri, Ghan, Fars, et Shirvan. Tutti questi paesi sono +abbondantissimi de uomini. Accostato a qual voi di questi loci con +quelle poche zente se ritrova ritornerà iterum alla campagna e serà +alla condizione di Antheo che reassumeva le forze tante volte quante +la terra toccava. Et acciò intendiate li paesi scripti de sopra: + +Tauris è in li confini de la Media et Armenia, guardando dal dicto +locho di Tauris verso levante a banda destra è la Persia, Cherman +Irak. La principal cità de presente della Persia è Schraz, la quale è +lontana da Tauris per levante e scirocco zornate 20, e da lì in Kar +altre 20. Shiraz è di sotto da questo verso ostro per mezzo l'isola de +Ormus. Da tutte queste tre provincie se pol trazer una gran quantità +de zente et massime de Schiraz et Persia. La dicta cità de Schraz fa +200,000 anime ed è murata. Altre volte ribellò a Ussun Cassan de +volontà de un suo figliuolo che voleva farse signor, sicchè da questi +loci potria esser tratto esercito potentissimo, ma tengo non andrà a +questa banda, ma anderà ad altra parte verso tramontana per aver li +Georgiani con lui, quali sono inimicissimi col Turco ancor che +venissero nel suo campo. Questo farieno per non se lo retirar adosso +per confinar loro con Trapesonda. + +Or torniamo a Tauris; partendosi de lì, andar per greco per 7 +giornate se trova Ardevil, confina da ponente con el paese de Shirvan +dove è la gran cità de Schiamachi. Et il paese de Schirvan confina con +li Giorgiani verso maistro dove è Emircapi dicta e porte de ferro, et +da questa banda potrà aver soccorso numeroso sì dai Giorgiani come da +quelli altri paesi nominati. Puol aver etiam soccorso grande de +Azerbigian che confina da levante col paese de Ardevil, et etiam de +Sara che è sopra el mar Caspio. Se potria dir che el potesse trager +zente assai dal paese de Corassan, ma per esser novi sotto el suo +dominio non credo che vorrà di quelle. Se potria anco servir di bona +zente de Ispaan et altri paesi che sono in la Media. Sicchè per +concludere tengo farà grandi eserciti per esser ben voluto da tutti e +liberalissimo. Sta che, come ho dicto di sopra, mi dubito assai del +fatto de Selim. + + _Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX._ + + +DOCUMENTO LXXXIII. + +_Relazione di Persia, del clarissimo messer Teodoro Balbi +console veneto nella Siria dall'anno 1578 al 1582._ + +_Serenissimo Principe,_ + +Dalla guerra di Persia, nella quale con numerosissimo esercito e +con gran spargimento di sangue contendono insieme due potentissimi +re del mondo, non mi ha parso poter avere informazione della +quale la Serenità Vostra possa in parte rimanere soddisfatta, se non +coll'aver minutamente inteso se le forze del presente esercito come +di ogni altra particolarità con cui si possa far giudicio, come il re +persiano sia per resistere alli assalti turcheschi, e con che ordine e +fondamento possa muover le armi contro un tanto forte inimico. Così +mi sono andato, con più certezza che ho potuto, informando delle +entrate e spese di detto re, della milizia che egli ha, dell'ordine del +guerreggiare e stipendiar li soldati, dell'obbedienza che gli porta il +suo popolo, di molti altri successi nelli tempi passati nella creazione +di re, dalla quale si può comprender la durazione di quell'imperio, +e di molte altre cose pertinenti alle forze e poter suo; le quali tutte +ho voluto far sapere alla Serenità Vostra con questa mia scrittura, +non aspettando di farlo personalmente nel mio ritorno a Venezia, per +sapere quanto più ora, che si fa questa guerra famosa appresso tutti +li principi del mondo, erano desideratissimi tali avvisi, di quello sarà +di qui a tre anni, quando forse sarà compito il guerreggiare in +quelle parti. Supplico intanto Vostra Serenità che in questa mia relazione +attenda più alla volontà e desiderio con che io la faccio, che +è di darle quanto più per me di sua soddisfazione; perchè del resto +sono sicuro che per la mia poca esercitazione nel dire non sarà +degna del suo cospetto, e per non essere stato io nella Persia, nè +aver ragionato con persone maggiormente istruite di quel regno, potrà +parere in molte parti imperfetto. + +È posta la Persia sotto il clima stesso di Venezia e dell'Europa, +e nella parte di tramontana dove è il mar Caspio è montuosa e freddissima, +da quella di mezzogiorno è pur anco montuosa ma fertilissima +e calda. Ha molte fontane e fiumi, e dove è il golfo d'Ormuz +è dal mare perfino bagnata. Confina coi Tartari e con altri re idolatri. +Dove è la città di Vastan ed altre città dalla parte di ponente +confina con Turchi e Georgiani. + +Ebbe questo imperio molti re, dei quali siccome è stato scritto +copiosamente da molti scrittori, così ora non tocca a me ragionare +che di quelli che della legge maomettana in quà hanno regnato. + +Il primo dei quali fu Ismail Gioneid che seguendo la legge di Alì +et per questa cagione perseguitato dai Turchi fuggì in queste regioni +nella città di Ardevil, dove vivendo vita esemplare e da tutti i +circonvicini tenuto per santo, venne in tanta reverenza appresso ciascuno +che ridusse molti di quei popoli alla fede di Alì, essendo da +loro tenuto per capo. Così visse molto tempo e dopo la sua morte +successe Haider, il quale non stette molto che in guerra fu morto +restando suo erede Ismail che dopo gli idolatri di Nembrod fu il +primo che ebbe titolo di re della Persia, e quasi di tutta se ne fece +padrone sottomettendola al suo impero con molti regni e ducati di +fede turca. Combattè con sultan Selino, e per causa delle artiglierie +fu rotto. Fu uomo liberalissimo e sopratutto coi soldati spendeva +quanto aveva, e la sua morte ne diede il segno che pochissimo oro +se gli ritrovò. Fu bellicoso e sopramodo si dilettò della caccia. +Fabbricò una gran moschea nella città di Ispahan, morì ad Ardevil, +dove era andato a visitare la tomba di suo padre l'anno 1523, +avendo xv anni con assai buona fortuna amministrato il regno. + +Il figliuolo per nome chiamato shàh Thamasp padre del presente +re successe nel regno in età di 11 anni e ne regnò 50. Guerreggiò con +Selim quantunque non volesse mai seco venire a giornata, per la +esperienza che ebbe dal padre dell'artiglieria; prese Tauris città +principale di quel regno e di nuovo la riacquistò, fece la pace con +detto Turco e promise di mai rompergli guerra, siccome fu veduto +nelli capitoli fatti tra loro, nè fu detto che la fortezza di Kars fosse +gittata a terra, e che per 8 miglia da una parte e dall'altra fosse +fatto deserto affinchè in niun tempo potesse nascer mai fra circonvicini +dissensioni. Così mai l'uno contro l'altro mosse le armi, anzi +in occasion di bisogno si promisero soccorso. Il detto shàh Thamasp +andando contro un re georgiano a questo e quello inimico così fece, +e lo vinse a tempo che d'ogni altra cosa pensava che alla guerra per +esser l'invernata e d'ogni intorno la neve, ed oltre il sacco e bottino +che fece menò un 30 mille anime fra uomini e donne da 15 fino +ai 30 anni. + +E perchè si trovavano del re morto 24 figliuoli tutti in diverse +città del regno divisi, che intendendo la perdita del padre e della +città regia, nissuno se ne fece padrone chiamandosi re di quelle, +e ne restò il regno in 14 parti diviso. Uno di questi fratelli è Simbes +che è quello che l'anno passato era in poter del re di Persia +e che prometteva andar ad infestar li passi e non lasciar andar +niuna cosa all'esercito dei nemici, ed acciocchè gli fosse data credenza +si fece turco-persiano. Siccome scrissi a Vostra Serenità è +uomo di grandissima stima, e tanto che in qualcuno è animo che se +questi è da parte dei Persiani, basti lui a metter in gravissima necessità +i nemici. Son tutti i suoi georgiani soldati veterani dati a +vita comoda, che non hanno alcun pensiero nè cura della cavalleria. +Dicono discender da una figliuola di Salomone. Tengono altari e +chiese come le nostre con figure del Salvatore e della Beata Vergine. +La sua sede è ora a Tiflis che rende tributi al regno di Persia. + +Fu quel Shàh Thamasp il primo che andò ad abitare Kasbin ed +ivi poner la sedia; e quella città era per avanti antica villa suddita +del re di Ghilan, il territorio della quale per lunghezza è 18 leghe +e per larghezza 14, situata in mezzo di alte montagne dalla parte di +tramontana, dove la neve in ogni tempo dell'anno si trova; e questo +fece per sicurtà e per esser in mezzo del suo regno in sito fortissimo, +e di essa ne ha fatto una città principalissima. Si chiama +questa villa Kasbin che in sua lingua non vuol dir altro che castigo, +perchè a quel tempo in essa erano rilegati tutti i malfattori +che non erano giudicati a morte; ed ora è città nobilissima adorna +di grandissime fabbriche e giardini di molta spesa, fra li quali ve +n'è uno del proprio re, di spesa di più di 12,000 ducati, per la cui +bellezza lo chiamano reest che in lingua loro intendono paradiso. +È città popolatissima che dicono che ad ogni richiesta del re gli +sono sempre pronti 30,000 cavalli, il circuito della quale è intorno +a leghe tre. Ebbe il suddetto shàh Thamasp dal re dei Tartari il regno +di Candar in dono per l'aiuto e soccorso che egli diede per +rimetterlo in stato al tempo che fu rotto nel regno di Cambaia. + +Fu questo shàh Thamasp crudel tiranno, che chi vedeva ricco e di +qualche autorità nel suo regno lo privava della roba, e se non gli +toglieva la vita gli faceva cavare gli occhi; di niuno suo capitano o +cavaliere si fidava, nè d'alcuno voleva consiglio; era avarissimo e +per accumular danari mandava perfino al bazar le proprie vesti, +tratteneva il soldo che prometteva ai soldati, per il che 15000 e più +abbandonarono la Persia facendosi vassalli dei Tartari ed altri re +delle Indie, per non esser sottoposti a un tanto tiranno. Usava d'anno +in anno rinnovar la moneta facendola fare di metà valor, e non si +stampava dell'altra, proibendo quella, e quasi tutta la colava nella +zecca, e di questa ragione nelle altre città del regno cavava danaro +grandissimo, che non si mette in computo delle sue rendite. Alla +sua morte gli fu trovato fra oro argento e gioie, cosa che par impossibile, +nondimeno mi è stata confermata da più bocche più di 80 milioni +di ducati, tra li quali v'erano 17 milioni battuti a maidini d'oro. +Lasciò fra cavalli, cavalle e cammelli al nº di 100,000. Morì del 1576 +ai 11 maggio, avendo regnato 50 anni. Poche ore avanti conoscesse +la sua morte, ordinò il suo testamento, e avanti che nel suo regno +succedesse shàh Ismail suo figlio secondogenito, per trovarsi il presente +Mohammed Kodabende dedicato alle cose della sua legge e +per aver corta vista: e si fidò pur di 4 suoi capitani che essi chiamano +sultani, il nome dei quali sono: sultan Ibraim mirza, suo nipote +che si trovava in alcuni suoi castelli discosti da Kasbin 6 in 7 +giornate dalla parte di levante, al qual fece intender venisse con +quante più forze potesse, così fece venendo con 12 mille cavalli: +mettendosi nella casa regale, e datogli dal detto re autorità del governo, +e fattolo camerier principale con autorità di portar la spada +che a niuno è concessa; il secondo era mirza Alì sultan; il terzo +Absalon bey; e del quarto non si è potuto aver il nome, e solo per +il tratto intendeva andar attorno dal Derogi che a loro usanza vuol +dir governatore del regno, il quale era quarto visir creato di più +dell'ordinario, già per avanti trattava di far morir shàh Thamasp e +suo figliuolo shàh Ismail per metter in sedia sultan Aider altro figlio +di shàh Thamasp e di madre georgiana, sol perchè lui saria stato, +sopraintendente di tutto il maneggio del regno. + +Sapendo adunque shàh Thamasp questo disegno del governatore +consultò coi sultani, di tor di vita sultan Aider figliuolo suo, e lo +mandò a chiamar con fargli dire che avanti chiudesse gli occhi desiderava +vederlo e farlo suo successore, alla qual richiesta fu il figliuolo +obbediente, e giunto al cospetto del padre disse il re ad un suo capitano +chiamato Absalon bey che facesse il suo ufficio; per il che fu il +figliuolo legato e posto in catena in una stanza con sicurissima +guardia. Mancato il re fu tenuta detta morte secreta facendo serrar +tutte le porte del palazzo. Il che vedendo il terzo giorno che fu li 8 +detto, il governatore ribelle non volse più tardare che Aider non +fosse pronunziato re, corse armata mano alla casa regale con 15000 +fanti suoi seguaci, gettando a terra la prima, seconda e terza porta +gridando a loro usanza Aider suo re. Questo vedendo li sultani che +erano alla custodia del palazzo, mandarono nella stanza dove era +Aider serrato, Samal bey di sangue circasso e fecero che gli troncasse +la testa; e troncata che l'ebbe la portò in mano gettandola dalle scale +del palazzo a piedi del cavallo del governatore nemico, che pur attendeva +a gridar Aider re: dicendogli, piglia la testa del tuo re con +molte parole vituperose. Ed essendo ancor essi provvisti di gran +banda di gente e soccorsi, attaccarono la zuffa, tagliandone quanti +ne trovavano che ascesero al numero di 4 mille e più, non lasciando +in vita nè grande, nè piccolo, nè dell'uno, nè dell'altro sesso della +sua prole, mettendo a sacco le case loro e dispianandole fino alle +fondamenta; e lui togliendo la fuga con non più di 2000 cavalli +se ne uscì fuori della città, e per necessità di fame ed altri disagi +fu abbandonato nel viaggio dalle sue genti, e dal proprio figliuolo +che si ricorse nella città di Kom a Sultania madre di Ismail +e del presente re di nazione turcomanna zia di Emerkan, il quale +al presente è capitano generale, ed è detto per sopranome Spada +di Persia, sperando che per mezzo di lei gli fosse salvata la vita; +ma non gli riuscì perchè de li a poco fu morto insieme con sei +altri fratelli. E vedutosi detto governator abbandonato da ognuno +si vestì da medico in alcune montagne fuggendo per venirsene al +Turco, fu da alcuni cacciatori inviati da Absalon bey suo nemico, +conosciuto e preso e condotto ad esso e tenuto fino alla venuta di +Ismail che lo fece morire, siccome dirò più abbasso. E perchè +per le rapine e morti che si facevano nella città, per non vi essere +il re, pochi erano sicuri nelle case proprie, il giorno 17 Absalon +bey ed alcuni capitani del re morto, con gran banda di gente +andarono per la città e per li bazari assicurando e dando animo +a ciascuno che tornasse ai suoi negozi: dicendo che il re Ismail +non poteva far che ogni ora non comparisse: mandando bandi attorno +che sotto pena della vita niuno avesse ardire di molestare +nè cosa, nè persona della città; e dove si trovava un malfattore +gli erano troncate le mani e i piedi o tagliata la testa siccome +pareva meritasse il delitto, ponendola sopra le lancie e portandola +attorno per la città e bazari, e con questi mezzi fecero cessare il +spavento ed assicurare l'animo di ognuno. Facevano al mezzogiorno +e alla sera che fossero sonate gnacchere, e fatta allegrezza con +gridi altissimi che il re era vicino, e questo solo per tenere il +freno a qualcuno che avesse animo di perseverar nelle stesse +rapine. + +Il giorno dietro che fu alli 18 fu pubblicato shàh Ismail re, +nella moschea grande, e di subito tutti li capitani e soldati che +erano alla custodia della città e di tutte le circonvicine, andarono +a levare il re che ancora si trovava in un castello sottoposto alla +città di Ardevil discosta da Kasbin giornate dieci dalla parte di +tramontana, dove fu dal padre relegato, per il mal animo che lui +credeva avere contro i Turchi, et per esser di natura feroce dubitava +calasse alli confini e fosse cagione di romper la guerra col +Turco, e per questo lo tenne in quella fortezza appresso anni sedici. +E giunti in vista di detto castello cominciarono a gridar shàh +Ismail che vuol dire re Ismail, facendo molti segni d'allegrezza; +al che però da lui non fu dato ascolto nè manco dal capitano che +era in sua custodia congiunto di sangue col governator ribelle, e +diceva voler combatter con loro; ma fu da Ismail ordinato che non +facesse motto alcuno perchè in breve la visita si sapria, sì come +fu che non stettero molto che da ogni luoco vedeva comparir gente +ed empiersi le campagne di soldati che gridavano colle stesse voci +Ismail re. Del che fatto certo discese dalla fortezza, ed il capitano +che primamente non volse credere fu il primo a baciargli il piede, +e dimandargli perdono con la spada legata al collo se l'aveva offeso, +perchè tutto aveva fatto per non esser disobbediente al re +morto padre suo, che già tanti anni glielo avea dato in custodia; +e così gli perdonò, anzi concesse ad un suo figliuolo il governo +di Tauris; e di poi gli corse ognuno a baciare il piede: e veduto +che già si erano adunati più di 85 mille cavalli con forse 5 mille +padiglioni deliberò incamminarsi verso Kasbin ed a mezzo cammino +fu incontrato da sultan Mirza suo germano da parte di padre +e cognato, e smontato da cavallo, volse il re fare il medesimo +abbracciandolo e raccogliendolo caramente, e dopo molte parole di +complimento lo creò suo capitan generale, confirmandolo nella stessa +dignità la quale il padre gli aveva data, ordinando che il suo padiglione +fosse posto all'incontro delli reali ancorchè ciò non fosse +solito a farsi in niun tempo. E giunto alli 14 luglio alla vista della +città di Kasbin, ivi si accampò ed alli 15 gli fu menato in catena per +il capitano Absalon bey il governatore ribelle, e da esso re gli furono +dette molte parole come conveniva alla sua infedeltà, e se lo scacciò +davanti serbando la sua morte a pochi giorni. Dopo, lui stette fino +li 17 facendo molte giustizie crudeli. Venne fino alle porte della +città sopra 12 cavalli cavalcando or sopra l'uno or sull'altro, per +segno delli 12 figliuoli di Alì suo profeta; e per timore non gli +fosse tirata qualche archibugiata e fosse morto, con 20 suoi più +fidati si mise in una strada dove non era aspettato e per la porta +del giardino ascosamente se ne andò nel palazzo reale, facendo che +il suo capitano generale andasse sotto l'ombrello per la strada ove +tutto il popolo stava aspettandolo. + +Non stette molto che divenne crudele sopra ogni altro non perdonando +ad alcuno della stirpe del governatore ribelle, nemmeno al +cognato creato da lui capitano generale che tutti fece morire insieme +con dieci fratelli, chi di veleno e chi strangolandoli, fuori che il +presente re il quale si trovava in Schiraz discosto da Kasbin due +giornate che non lo potè aver mai in così poco tempo che regnò; ma +bensì il suo figliuolo con due suoi germani e tutti li principali sultani +che erano nella corte del padre; et soleva dire che non si potevano +sostentar i padiglioni reali con corde vecchie, e con le sue proprie +mani ne ammazzò infiniti, dicendo voler vedere se la sua spada tagliava, +e per il computo fatto delli morti di mano sua e di suo ordine +ascesero al numero di dodici mille, senza quelli che in così breve +tempo che regnò privò degli occhi e scacciò in esilio. Fu di pensiero +per qualche suo fine di lasciar la fede di Aly e pigliar quella di Omar, +ne diede segno col cavar gli occhi ad un suo califfo persona principal +della fede; e con far molte altre offese ed insulti a molti altri +suoi santoni; il che pressentito da' principali che restarono nel regno +fecero congiura insieme con una sua sorella alla quale lui aveva fatti +molti oltraggi e toltigli 200,000 ducati e più che si trovava e li schiavi +e schiave, facendola star in vita ristretta e piena di disagi; donna di +30 anni astuta e prudente e che dal padre suo era stimata e si fidava +di lei; e così insieme ordinarono il veleno ponendolo in alcune palle +di teriaca che soleva mangiare, e postate in una busteta che soleva +portare il figliuolo di un suo capitano confidente che sempre gli stava +a lato; egli al solito ne prese e la notte seguente restò morto, essendo +in età di 44 anni e fu alli 24 novembre 1577, la vigilia di santa +Catterina avendo regnato solamente 1 anno 7 mesi e 6 giorni, morto +a tempo che disegnava far pubblicar la legge che voleva firmare all'ultimo +del suo Ramadan, e diceva pubblicamente che avria fatto doni +e tenuti in sua grazia tutti quelli i quali l'avessero seguitato ed altri +che avessero voluto star ostinati nelle sue opinioni gli avria fatti +andar a fil di spada; e per non lasciar andar più avanti questo suo +disegno gli fu dato il veleno. Fu tenuta dalla detta sorella la morte +del re secreta, mandando a chiamar li capitani principali complici +della morte del detto re, e lor disse che nelle sue mani stava +quell'abbondantissimo regno, e se volevano essi con gli odi particolari +vederle il fine facevano gran peccato; ma che allora era tempo di rimettere +ogni malanimo che avessero, l'uno contro l'altro, e non dar +questa allegrezza ai Turchi e Tartari che dall'una e dall'altra banda +confinano che goderiano di beverli il sangue, e di veder la desolazione +di quell'impero, e quello diceva, lo diceva per loro e suoi +successori non per lei che ne aveva la minor parte, essendo donna e +di sangue regio che da qualche banda avria pur avuto un pezzo di +pane; e non voler che tante fatiche del padre ed avolo suo rimanessero +distrutte per le lor dissensioni in questo momento, e fusse annullata +la casa del suo profeta, e con parole assai maggiori, cosa +insolita in una donna e massime in quelle parti, e con tanta eloquenza +che fece risolver ogni mal animo che era tra loro ed aquietar l'uno e +l'altro alla sua presenza, facendo loro dopo giurare sopra il suo mufti +di conservare il regno per il fratello. + +Fu per questi sparsa voce per la città che il re fosse morto e fu +dal popolo levato tumulto, il quale andando alla casa reale e gridando +voler vedere il suo re, la sorella con li capitani deliberarono +di far comparire uno vestito cogli abiti regali sopra una terrazza +eminente, intonando la voce come Ismail era solito fare, mostrando +colle mani segni di comandare ai suoi, e diede a creder al popolo +che quello fosse il re e lo aquetò ed ordinò di subito che tutta la milizia +fosse posta sotto quei capitani che erano sette e che cadauno +avesse cura delli sottoposti, ed a detta signora furono fatti venire +tutti li capitani in loro lingua sultani, dicendoli sotto che banda di +capitano volevano stare, perchè il re era morto e bisognava tenere +il regno senza confusione fino a che venisse il fratello. Tutti assentirono +e nominarono il capitano, cui volevano essere sottoposti colle +sue genti fra li 7 antedetti; ed ordinata la città in sette quartieri ed +a cadauno consegnato il suo con li soldati sottoposti, spedirono quante +più genti poterono sì di Kasbin come delle città circonvicine con +padiglioni ed altre cose necessarie per levare il nuovo re che era +pure in Schiraz. + +Così venne a far l'entrata ai 25 di gennaio 1577 essendo di età di +anni 41, tutto canuto ancor che si tinga la barba; di bella faccia, e +proporzionata persona, impedito della vista e non vede niente a +basso, ma guardando all'alto vede così ben come ciascuno; ma +avanti venisse a Kasbin, mandò a dimandar al zio della sorella, come +quello che l'amava, dubitando che al disegno avea fatto di farlo +morir questo suo zio non se li opponesse con vederla difender; e +perciò non gli nascesse tumulto, ed essendo questo buon capitano ed +amato sopra ogni altro dai suoi soldati ed era chiamato Samahal +sultan, il quale andò se ben con timore, ed avea fatto per avanti +andar la nipote sorella del detto re a casa sua, avendo fortificato +benissimo il suo palazzo, e messovi grandissimo numero di gente colla +guardia e donatogli quanto aveva d'importanza, acciocchè in ogni occasione +fossero pronti a morir con lui; dove dal re fu accolto caramente +e non mostrando segno di animo cattivo, anzi confermatolo +gran cancelliero; siccome era stato fatto dal fratello; avendo ordinato +prima che fosse strangolato, subito fosse partito da lui, come fu eseguito +spedendo di subito a far morir la sorella a compiacenza della +prima moglie di shàh Ismail fratello del marito; ma più per l'invidia +che le portava per esser donna accorta e prudentissima facendo +anco far il medesimo ad Alì sultan uno dei 7 capitani che gli conservarono +il regno, sol perchè trovandosi lui governatore per avanti +dove lui abitava gli usò molte stranezze e per esser stato molto amico +del fratello morto, e che teneva ancora un suo figliuolo di mesi 4 in +governo che lo fece anche morire. Entrò nella città, fece doni +liberalissimi di centinaia e migliaia di ducati; i banditi fece venir nella +città e restituir loro le dignità, fece di subito liberare gli ambasciatori +dei Tartari che si trovavono in un castello postivi dal fratello, e +con doni e cortesi parole gli dimostrò il dispiacere che sentiva del mal +procedere loro usato, e che lui era prontissimo di conservar la stessa +amicizia che li usò il padre suo; e si partirono soddisfattissimi da +lui. Fece il medesimo a molti ambasciatori di re delle Indie e ciaus +turchi che si trovavano in Bagdad e Caraemit che in tutto erano +otto, e li fece consegnare a 4 di quei capitani principali acciò li +custodissero fino ad altro suo ordine. E questo per li moti che già +erano stati sentiti al tempo del fratello che i Turchi volevano mandare +a fortificar Kars e che intendevano voler il kasnadar e facoltà a +loro modo lasciate in quel regno alla morte di sultan Bocafir, +fuggito in Persia al tempo di sultan Selim suo padre, che lo perseguitava +per farlo morire per la discordia e disamore che le venne +coi fratelli, e che alfine di ordine di sultan Soliman fu morto nella +Persia in un banchetto che shàh Thamasp gli fece, e non per altro +che per non voler romper la guerra col Turco secondo la fede promessa, +facendo anche morire insieme col padre, due suoi figliuoli e +tutta la corte che ascendevano al numero di 2000 persone; e restatigli +17 pezzi di artiglieria minuta, uno di 50 e gli altri di 21, con +numero grande di archibugi, che aveva seco, del che sultan Amurath +al presente re dei Tartari, gli mandò a ricercar dette facoltà, +ovvero come essi dicono tesoro, ed anco perchè fino l'anno avanti +al tempo di shàh Ismail era concertato di aver Shirvan a tradimento +colli propri terrieri, avendo veduta una lettera che prometteva +alli detti di Shirvan di mandargli 50,000 archibugi, se loro si +contentassero d'accettarlo per loro re; la quale ebbe per mezzo di +un proprio di Shirvan con industria, e se ne fuggì al re suo, narrandogli +particolarmente quanto era allora seguìto, e per questo si +diede voce di guerra, e tanto più era tenuta per certa, quanto che +Ismail era in pensiero di andar a cingersi la spada e far le solite +cerimonie siccome fecero li suoi predecessori in Babilonia; del che +essendo morto e successo il presente re nominato Mohammed Khodabende +e trovati gli umori alterati, le opinioni di Amurath di +voler fortificare Kars, anzi che tuttavia lo fortificava (fortezza che +per li capitoli del padre sultan Soliman con il suo shàh Thamasp non +poteva ad alcun modo fare), commesse a quei sangiacchi vicini che +non permettessero che tal fortificazione andasse avanti, d'onde per +necessità ne seguirono scaramuccie e danni all'uno e all'altro nelle +città e castella vicine; e furono mandati da una parte e dall'altra per +propria difesa gente e soldati con sangiacchi ed altri venendo in +questo modo a guerra odiosa ed a scoperta battaglia. Fu per questo +spedito in diligenza da Costantinopoli Mustafà che se ne andò con +potentissimo esercito verso quelle bande, nè per altro sono venuti +questi due barbari e potentissimi re a definizione di armi, ancorchè +alcuno voglia che tutto sia nato più per causa della fede che per altro. +Ma le cause sono state le sopradette che furono prima origine di +tante guerre. Questo è quanto alle condizioni delli re che fino al +tempo presente hanno avuta la Persia. + +Li regni sottoposti a questa corona sono Korassan, Candar, Shirvan, +Kuhistan, Curdistan, Ghilan, Laristan, Avaz e il regno di Ormuz; +ma questi tre ultimi gli rendono solo tributo, e la sede è posta in +Kasbin. Ma dalla parte di ostro le città Kom, Kashan che è la principal +di mercanzia, Jepaham, Shiraz, che anticamente era la sedia del +regno di Kars e che fu fabbricata da un pastore, dal qual portò il +nome, divenne città grandissima, e per causa delli suoi cittadini che +non volsero accettar il suo re che fuggiva per una rotta che ebbe +dai suoi nemici, fu da lì a poco tempo da lui rovinata fino alli +fondamenti, le sono situate attorno più ville e moltissimi castelli; +seguono la città di Ardistan Abircà, la quale fu rovinata da Ismail primo +per la poca obbedienza. Dalla parte di tramontana è posta Tauris +che prima era la sedia reale discosta dieci giornate da Kasbin, Ardevil, +che era già loco dove si dava sepoltura alli re, la città di Erzengian, +Naschivan, Shirvan ed altre. Da levante tiene il regno del Korasan con +molte città e castelle. La città di Mohamedsal, così chiamata per il +nome del suo profeta, in cui vi è una moschea, nella qual dicono essere +un grandissimo tesoro ammassato d'oro e d'argento, che è discosto +da Kasbin giornate 24; inoltre Bistam, Sistan. Dalla parte di +ponente ha un regno di Kurdi nelli confini di Bagdad, il cui re si dimanda +Rustan ed ha per moglie una figliuola che fu di shàh Thamasp +re di Persia e mette in campagna 12000 cavalli. Questo rende tributo +e non si sa di quanto, tiene anco alcune città di Georgiani sebben ora +si sono ribellate al Turco; gli è anco reso tributo a Lar che è regno +discosto 5 giornate da Ormuz; ha più abbasso la città di Bursa che +è sedia di un re d'Arabi nelli confini della Balsera appresso il fiume +Tigri che d'ogni intorno la bagna, il re della quale gli rende tributo +di 20 fra cavalli e cavalle di pregio grandissimo. Ma ora si è ribellato +da lui e datosi ai Turchi, che è quello che per avanti scrissi, +confina con Babilonia da una banda, e dall'altra con Mossul ancor +città della Persia e molte altre città e castella. + +Le entrate del regno suddetto, ancorchè non si abbiano potuto +aver particolarmente di provincia in provincia, nondimeno si diranno +succintamente in somma, la quale molti vogliono che ascenda a 4 milioni +e ½ d'oro. Ma la più parte dice che ha 4 milioni soli all'anno; +se bene non doveriano arrivarci di gran lunga, ma per la tirranide +dei re loro, che di uno ne traggono cinque finchè viene a questa +somma. + +Oltre di questo ha una infinità grande di ville e castella tutte applicate +a stipendi della cavalleria, che il minor salario che dà, è di +ducati 100. Ma perchè essi le fanno lavorare non cavano d'ognuno +tre; a questo modo ha anco parte della fanteria pagata che tiene alla +sua guardia; se tutto questo danaro le venisse nel suo Kasnada avria +grandissima quantità d'oro, avendo oltre la cavalleria, come la S. V. +intenderà alla sua guardia 6000 gentiluomini, li quali sono pagati +per li 4000, come ci ha detto, in ville ed assegnatoli da 300 fino a +2000 ducati l'anno, e per il resto delli 2000 entra nella spesa, siccome +dirò: questo è quanto ho potuto sottrarre delle rendite del regno di +Persia. + +La spesa che fa e tiene dirò alla Serenità Vostra con la medesima +brevità: ha 70 sultani che sono deputati al governo delle città pagati +de proprio kasnà con partito di 10 fino a 30000 ducati all'anno +per uno, con obbligo di tener chi 3 chi 4 chi 5 cento fra cavalli +e pedoni li quali tutti sieno pronti ad ogni servizio del re. +Paga li due mille Turchi della sua guardia da 100 a 160 ducati all'anno +per uno, fino a tanto che nasce occasione di premiarli in ville +come dissi sopra e la maggior parte dell'arcobugieria è pagata dallo +proprio kasnà, e queste sono le maggior spese che ha quella corona. + +Le dignità e gradi che sono appresso il re sono queste: la prima +è _Mirza_ che vuol dir principe, e si dà solo a' figliuoli o nipoti regii. +Segue la dignità di _Kan_ e questi sono adoperati solamente per capitani +generali nelli negozi principali del regno; tiene anco una specie +di vicerè che tiene cura di tutte le cose, così in pace come in guerra. +Oltre questo sono tre visiri, uno delli quali attende a riscuoter +l'entrada; il secondo ha carico delle scritture; il terzo ha il governo del +Kasnadar, cioè del denaro della corona. Ha un Curchi bassi che è +capo della guardia dei 6000 curchi: come anco ha un capo dei portinari, +che ascendono al n. di 700. Ha due gran Kan che uno dei quali +porta sempre il bollo reale detto _homajon_ appeso al collo. Seguono +poi li sultani cioè capitani, e di questi se ne serve il re oltre il tener +la gente ad essi sottoposta all'ordine e pronte in mandarli al governo +di città e provincie. Vi sono anco molti altri gradi e dignità che +per non tediar Vostra Serenità lascio da parte. + +La dignità pontificale è chiamata da loro _Mugieteed_, che vuol dire +papa della legge; il qual titolo sebbene è nella persona delli propri +re, nondimeno è conferito in altre persone per non occuparsi egli in +tal negozio. Tiene il Califfo che è persona sacerdotale che ha il carico +di poner il corno al re ed a tutti quelli che sono fatti degni da +esso re del corno. Vi è il cadì che attende alle cose civili e criminali +della città, e che col tempo poi ascende alle dette due dignità. + +La milizia che tiene il suddetto re è di 100,000 cavalli pagati come +avanti ho detto; tutta gente conosciuta ed esercitata nell'armi, e +fedelissima al loro re e potrà anco valersene, siccome intendeva, +pagandola. Ha pedoni in grandissimo numero, che dicono che ad ogni +bisogno ne caveria 200,000, ed anco 250 mille è questo, è affermato +per cosa certa che non ha 100,000 archibugii, i quali in parte sono +pagati in ville e castelle, ma la più parte dal kasnà del proprio re. + +L'arme che usa la cavalleria sono la lancia non più lunga di 5 +braccia; l'arco e la scimitarra, della quale fanno professione sopra +ogni altra nazione e la stimano principal arma sopra tutte che usano. +Per difesa usano camicie di maglia, alcune corazze a similitudine +delle nostre corazzine; portano il braccio destro armato di brazzaletto +come fa il cavalleggiero, e questo per sicurtà nell'adoperare +la spada. Li cavalli sono armati di piastre, groppa, testa, petto +e collo, ma dicono che sono lame sottili e che la frecciata li offende, +e di questi non ne ha che pochi armati. La fanteria porta +la scimitarra e l'arco, gli archibugieri lo schioppo e la scimitarra, +alcune calate a foggia di corona con 12 stringhe attorno per memoria +dei 12 profeti coi quali morendo dicono che vanno in paradiso, +ed altri portano certe catenelle in vece di calate e di queste +calate e catenelle ne porta anche la cavalleria. + +Il modo che tiene a poner in battaglia è questo: alla parte destra +per uso antico pone 20,000 cavalli della stirpe che adesso la chiamano +del traditore per il già detto governatore; alla banda sinistra +vanno 10,000 della stirpe di quelli che dicono esser venuti da Damasco; +mettono poi anco altri 28,000 della gente tenuta in minor conto, compartiti +sotto due capi uno con 18 mille a banda sinistra e l'altro +con 10,000 a banda destra. Nel corpo della battaglia sta il Sovrano +che è sempre solito andar cogli eserciti: se ben questo, per +quanto dicono, non andava per causa della vista, ma mandava un +suo figliuolo di anni 14 che questo anno ha fatto cose notabili +per quella sua età, e che vivendo riescirà un gran cavaliere. In +tutto si stima che potrà metter in campagna 200,000 cavalli. + +Nel regno vi sono cavalli da soma eccellenti di prezzo di 1000 +fino 2000 ducati l'uno, assuefatti al maneggio a loro usanza che +sono il galloppar, correre e volgersi all'una e l'altra mano, e sono +sotto l'uomo ferocissimi e pare che niuno possa domarli. + +Il popolo persiano era a tempo di shàh Thamasp popolo obbediente, +il che nasceva per la disunione che era fra li sultani principali; +ma dopo che la principessa prudentemente accompagnò e congiunse +in matrimonio quelle famiglie, par che sia ridotto sotto miglior +obbedienza e non seguano più quelle rivolte che erano solite +a nascere: che quanto al re, quando mandava qualche sultan +alle città, se le sottometteva in breve tempo come cosa propria, si +opponeva al re, donde nascevano le morti e provvisioni di roba +che esso shàh Thamasp quasi prudentemente per questo capo a +quei tali usava. + +Sono li Persiani uomini dediti alla fatica, e nella milizia gente +che combatte fino alla morte, persone ben disposte, di bella faccia, +e con comparazione in questa superiore alla gente turca; che se +non avessero il timore che hanno della artiglieria, poco stimeriano +quelle forze nemiche. Le donne sono bellissime, cavalcano molte +di esse meglio degli uomini, credono agli augurii e nel giorno che +se ne presenta qualcuno non vogliono far niuna cosa fino alla +sera, essendo in questo assai superstiziose. + +Questo regno non ha mai fatto lega con altri, perchè di altri +non si fida; ma se pur avesse da domandar aiuto e di fidarsi di +qualcheduno lo faria col governo di Ormuz per aver comodo di +vascelli e andar per mare alla Balsera e di lì poi a Babilonia, tenendo +con lui tal confidenza che mai in alcun tempo le saria negato. + +Questo mi parve di doverle riferire. Ed alla Serenità Vostra +mi raccomando. + + _Arch. Cicogna. Cod. MDCCLXII._ + + +DOCUMENTO LXXXIV. + +_Di Persia l'anno 1586-87, nel qual tempo il signor Turco +acquistò Tauris._ + +Da Venezia in Alessandria d'Egitto, quindi al Cairo, di dove attraversando +l'Egitto arrivai in Sorìa, passando per mezzo la città di Damasco +e di Aleppo, e di là passando oltre al fiume Eufrate giunsi in +Caraemit città posta sopra la riviera del fiume Tigri e di quindi per +l'Armenia maggiore pervenni in Van, ultima fortezza dei Turchi, frontiera +de' Persiani, di onde passai in Tauris. + +Sultania è città di Persia, lontana da Tauris 8 giornate e da Kasbin +sei. + +Gengie città di Persia non molto lontana dal mar Caspio e da Tauris +giornate sei incirca. + +Turcoman castello dei Turchi posto sulla strada tra Tauris et +Kasbin. + +Da Tauris a Kasbin et poi attraversando la Persia, et passando per +le principali città Kashan, Ispahan, Schiraz, etc. pervenni ad Ormuz. +Sono città di deboli fortezze. + +Le armi dei Persiani sono solamente in certa qualità di gente chiamata +chisilbaschi, che viene a dir testa rossa perchè sogliono portare +in testa una cuffia rossa; ma non sono comunemente nelli popoli. Li +quali teste rosse godono terreni pubblici assegnati loro per paga, et +sono circa 30,000 non compresi quelli di Corassan o di Sciraz. Nelli +quali si armerieno altri 30,000. Il qual numero è considerabile perchè +30 mille sanno far gagliarda resistenza a 100,000. È militia +quasi tutta da cavallo di forte nerbo et valorosa con la spada con la +lancia et con l'arco. Archibusi non usano perchè non li curano, non +perchè non avessero modo da farne quanti volessero. Artiglierie non +hanno, nè uomini da fortification e da espugnation. + +Il re è anzi povero che no di danari. Non riscuote dazio di roba +alcuna. Ma le arti contribuiscono un tanto per uno, e la rendita sua +è di terreni propri di certa contribuzione fatta dalli possessori dei +beni stabili, e dal ricavato dalle miniere di stagno, di ferro et di rame +che vi sono ricche, e da miniere di turchesi e lapislazzuli da' quali +si fa l'azzuro e l'oltremarino da noi tanto stimati. + +Il regno di Persia è diviso in sette regni principali, e ciascuno di +essi in molto più piccoli regni: come veggiamo il regno di Castiglia +haver sotto di sè Granata, Toledo, Lione, Murcia et simili. + +L'uno è detto Irak di cui è capo la città di Ispahan dal quale dicono +che cava il re trentacinque mille tomani che è 700,000 ducati. + +L'altro è chiamato Agiem di cui è capo Sciraz ed è el proprio regno +di Persia, da cui ha preso il nome tutto il paese, come la Francia da +quella parte ove siede Parigi, et questo dicono che è della medesima +entrata. + +Il terzo è Corassan di cui è capo Herat grande et famosissima città. + +Il quarto Aderbigian di cui è capo Tauris. Et questi due sono di +maggior rendita che li due primi. + +Gli altri tre chiamati Mazendaran, Shirvan e Ghilan, di cui è capo +Taberistan, possono essere tanto più ricchi come quei due primi, in +modo che a quella rendita possono l'uno per l'altro agguagliar. + +E dicendo che quel re abbia in tutto di rendita in tempo di pace +5 milioni di poco si può errar. + +Le spese sono molto piccole, perchè la militia è pagata de' terreni +come s'è detto, et la corte ancora è di poco costo. Perchè li signori +che vi stanno sono alli governi dei regni ed alle città, quando uni +quando altri, lasciando alli governi loro luogotenenti che vivono da +certi terreni pubblici et utili, che dà l'ufficio. Tal che della sua corte +non viene a pagare altro che i cortigiani, che servono la sua persona, +nè questi sono di molto numero. + +Resta la spesa del mangiar et del vestir, et questa anchora è piccola, +essendo in quel paese poco deliziosi et molto parchi nell'uno et +nell'altro. Talchè quel re, quando non corre guerra, può parere di +starsi assai ricco. + +Li confini di quel reame sono dalla parte di Persia, verso tramontana +i Tartari che sono della stessa religione che li Turchi. Da ponente +stendendosi verso mezzogiorno il re di Spagna col regno di +Ormuz. E da levante verso tramontana il re delle Indie da noi detto +il Gran Mogol, che finora non si mostra al Persiano nè amico nè +inimico. Ma da questo lato si trammezza il piccolo regno di Conducar +posseduto parimenti da questo re. E da ponente e tramontana non +molto lontan dal mar Caspio, stanno in un angolo i Georgiani, cristiani +di religione, valorosissimi soldati et devotissimi alla corona di +Persia se ben sono signori liberi. Questi han fatto in suo servitio el +tuttavia fanno dai lor confini, mortal guerra col sig. Turco, con perdita +di qualche parte del loro stato et della loro più principale fortezza +detta Tiflis (1587). + +La città di Ormuz è capo non solo di quel piccolo regno che nel +golfo di Persia si contiene, ma con la sua riputazione lo mantiene. +Perchè qui è la fortezza, qui stanno li soldati, qui abitano li portoghesi +e di qui si cavano le rendite che vengono al fisco. Il rimanente +come di poca importanza e di meno considerazione si lascia quasi +sotto la cura di quel re moro, re solo di nome vano et senza soggetto, +perchè egli di quelle rendite viva et abbia qualche sembianza di governare. + +Questa città per piccola che ella sia è popolosa e ricca di danari, +sendo la più mercantile del mondo. + +È posta in una piccola isoletta tanto sterile ed infelice che solo +pare cosa maravigliosa a dire, perchè così essendo sia pur abitata. +Poichè non produce non solo cosa alcuna al vivere necessario, fuori +che sale, ma ne anche una gocciola d'acqua si ritrova. Nè fin ora +hanno trovato modo de far cisterne o conserve per servirsi di quella +che piove; come che una sola conserva sia nella fortezza, la quale per +ogni occorrente necessità sogliono tener piena. + +Ma questo si tien per certo che in tempo di battaglia si aprirebbe +per il trono delle artiglierie. Et per questo Mattia de Alburcherch +capitano di quella città, ha in quel cambio alcune tine di legno rimedio +poco bastante, et di qualche incomodo come dicono alcuni. + +Questo elemento con tutti gli altri elementi, sono condotti dalla +costa di Persia, che tutta gli è amica e da alcun altro luogo sotto la +sua giurisditione. Et ancora che di quivi gli siano somministrate +vettovaglie tuttavia molto spesso ne hanno grandissima carestia et +dell'acqua massimamente nelli mesi di giugno, luglio et agosto che +soffiano per lo più venti contro la costa, di onde gli viene la migliore +e la più dolce. Onde bisogna che si vada a torre con le spade et a +comperarla col sangue. + +E la gente bassa e la maggior parte delli habitatori se ne passano +in terraferma, nè si trova in quella città artigiani o gente meccanica +che facciano alcun servitio. + +Questo esempio mostra chiaramente che ciascuna volta che sarà +ad Ormuz vietata la costa di Persia, esso non sarà più Ormuz. Et +posto che per qualche mese si sofferisse questo disagio a lungo andar +bisognerebbe disabitarlo o darlo senza spada in mano di chi lo volesse. +Al che aspira il sig. Turco per la comodità delle mercanzie et +per esser questo il vero passo donde si traghetta alla India. Et perchè +nella costa di Persia havrebbe comodità di fabbricar galere, che oggidì +li costano come se si facessero d'argento. + +Da Tauris in Ormuz ci sono cinquanta giornate di carovana. Ma la +vittoria fa adito a tutti. + +Il regno di Persia è pieno di ribelli, et è tutto posto in iscompiglio; +et i popoli stanchi della guerra e della spesa, e dal non poter attender +a' negozi. + + _Fra i nostri Codici._ + + +DOCUMENTO LXXXV. + +_Relazione per li viaggi di Persia._ + +1673, 20 luglio. + +Il viaggio da Venezia fino in Ispahan, dove s'attrova il re di Persia +facendolo per via di Germania si arriva a Vienna in 14 o 15 giornate +e di là in Varsavia in 20 giornate o poco più, ed altrettante fino +a Mosca ove risiede il Granduca. È necessario poi attrovarsi nel +tempo della partenza da Mosca nelli mesi di maggio, giugno, luglio +e agosto, perchè dovendosi imbarcare nel fiume Volga, nel qual si +cammina per lo spazio di 40 giorni sopra barconi senza remi con +le sole vele ed in tempo di bonazza, vengono remorchiati da marinari +coll'alzana. In altra stagione non si naviga quel fiume perchè in ottobre +si gela e dura così gelato fino alla metà di aprile. + +Nel terminar detto fiume si arriva alla città di Astrakan, fortezza +di considerazione custodita dalli Russi sotto il comando del +moscovita. Si sbarca colà e con altri vascelli più grandi si entra nel +mar Caspio, nel quale navigando intorno a 20 e 30 giornate al più +si arriva nella città di Derbent del Persiano. In questo cammino navigando +con vascelli grossi si sta lontano dalla terra, perchè in alcuni +siti vi sono genti di mal affare che tendono alle rapine e che non +conoscono alcuna superiorità. Arrivati nel Derbent termina la navigazione +e viaggiando di là per terra, per paese montuoso e sassoso +lo spazio di 8 giornate si capita a Shumachia, città dove vi sta un +provveditore generale del Persiano, e di là poi nel progresso di un +mese di cammino si arriva ad Ispahan dove risiede il re e metropoli +della Persia, facendosi d'ordinario le giornate di 4 o 5 leghe da 5 +miglia l'una e talvolta fino 8 leghe per poter giungere alla posata. In +questo viaggio vi si cammina sempre per pianura, eccetto che 3 o 4 +giornate di montuoso, ma non però tanto malagevole. Sicchè tutto il +viaggio da Venezia alla città dominicale di Persia Ispahan, con il +continuo cammino vi potrà esser lo spazio di mesi 5 o 6. + +Vi è quello poi che si fa per la Turchia. Da Ispahan fino a Erivan +si va in 40 giornate per terra, ma vi bisogna l'unione di molti per +formare le carovane, e convengono aspettare lo spazio di 2 o 3 mesi +e talvolta 4 per la mossa, stantechè vi sono truppe di centinaia di +Sciti che vivono di rapine. + +Da Erivan in Erzerum si può arrivare in 20 giornate, ma però +colle medesime provvisioni unendosi almeno 2 o più mille persone, +perchè arrivati in Erzerum ciascuno si incammina pel paese destinato. + +Da Erzerum a Tokat, che sono tutte due città grandi e popolate, +si giunge in 20 giornate, e di là a Bursa città mercantile, metropoli +della Bitinia, in 30 giorni, ed in 5 a Costantinopoli e continuando il +viaggio per Adrianopoli con le carovane, al più in 2 mesi si capita +a Spalatro, con l'ordinario cammino di 4 o 5 leghe di 5 miglia +al giorno. Onde calcolando il cammino per la Germania, Polonia +e Moscovia si arriva in Persia tra 5½ in 6 mesi; e quello per +Costantinopoli in altrettanto. Da tutte due le parti vi sono i pericoli: +per quella di Costantinopoli, l'invasione dei Sciti che svaligiano +i viandanti, quando non sono numerosi per resisterli; per +quella di Moscovia vi sono le fortune del mar Caspio, ed il rischio +che si corre di cader nelle mani di quei popoli nelle rive del mar +medesimo, i quali tendono alle rapine, quando non sono provveduti di +assistenza. + + _Commerciali, 1673-74._ + + + FINE + + +NOTE: + +[1] Dei Commentari del viaggio in Persia di Caterino Zeno il +Cavaliere; nella Raccolta del Ramusio. Venezia 1583, vol. II. + +[2] Fu poi madre della regina di Cipro. + +[3] Commentari Zeno, cit. + +[4] Documento II. Col Caramano la repubblica avea conchiuso un +trattato di commercio fino dal 1453. + +[5] Paolo Morosini, Hist. Veneta, lib. XXIV. + +[6] Marin Sanudo, Cronaca ms. nell'Archivio Cicogna. + +[7] Malipiero, Annali veneti, Archivio storico italiano, vol. VII e +VIII. + +[8] Paolo Morosini, Hist. ven. cit., pag. 579. + +[9] Cornet, Le guerre dei Veneti nell'Asia, 1470-1474. Vienna, 1856. + +[10] L'isola di Negroponte era toccata ai Veneziani nella divisione +dell'impero di Romania. Mohammed la occupò nel 1469; e la repubblica +che la possedeva da 264 anni, consideravala come uno dei più preziosi +stabilimenti che avesse nel levante. + +[11] Commissioni 27 novembre 1470 e 2 gennaio 1471. Cornet, op. cit. + +[12] Ducale a Vettor Soranzo in Sicilia, 2 marzo 1471. Ib. + +[13] Pubblicata negli Annali di Malipiero. Archivio storico italiano, +vol. VII, pag. 68. + +[14] Deliberazioni segrete, volume XXV. Cornet, op. cit. pag. 23. + +[15] L'antica Hermonassa sulla sponda del Niester, scalo della +Valacchia e Moldavia. + +[16] Ducali a Vettore Soranzo, 22 aprile e 25 ottobre 1471. + +[17] Dracone Zeno, figliuolo di Antonio, viaggiò nel 1425 per gran +parte dell'Asia, dimorò molti anni alla Balsera, alla Mecca ed in +Persia, e morì a Damasco. + +[18] Commentari del viaggio di Caterino Zeno, cit. + +[19] Annali del Malipiero, cit. + +[20] Secreta XXV, V. Cornet, op. cit., e la tavola qui di fronte. + +[21] Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 47. + +[22] Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 49 e 63. + +[23] Verdiziotti, Dei fatti veneti, p. 572. + +[24] Secreta XXV, Cornet, op. cit., p. 65. + +[25] Registri Senato Terra, tom. VI, pag. 186, 188, 191, 194. Arch. +ven. gen. + +[26] Lettere al Senato di Giosafat Barbaro, Vienna 1852, dai codici +Foscarini. + +[27] Pietro Mocenigo fu poi creato doge a' 16 dicembre 1474. Morì nel +1476 e gli fu posto il seguente epitaffio: «Qui Asia a faucibus +Hellesponti usque in Cyprum ferro ignique vastata, Caramanis regibus +venetorum sociis, Othomano oppressis, regno restituto....» + +E Nicolò Tron, che fu Doge dal 1471 al 1473, ebbe per epitaffio: «Cum +rege Parthorum contra Turcum socia arma coniunxit....» e per breve: + + Hic Thronus aeteris dux est demissus ab astris + Ut Persam Veneto iungeret imperio. + +[28] Coriolano Cippico, _De Bello Asiatico_, Venetiis 1594. + +[29] Commentari Zeno, op. cit. + +[30] Marin Sanudo nel vol. XXII, _Rerum italicarum scriptores_. + +[31] Pubblicata negli Annali del Malipiero, cit. + +[32] Annali del Malipiero cit. VII, pag. 83. + +[33] Ib. pag. 82. + +[34] Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 83. + +[35] Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 84. + +[36] Lettere di Giosafat Barbaro, cit. + +[37] Aghaliman, il 4 giugno 1473; Malipiero, Ann. pag. 87. + +[38] Deliberazione del Senato, 25 giugno 1473. Secreta XXV, pag. 19, +Archivio veneto generale. + +[39] Lettera dello Zeno, 13 luglio 1473. Così di fatto egli scrisse a +Federico III, il quale invece cercò di ridurre la Dieta, perchè non si +desse aiuto alcuno ad Uzunhasan, onde il gransignore prosperasse +contro la repubblica. E scrisse egualmente al re Mattia, che trattò +invece la pace colla Turchia. + +[40] L'esercito persiano contava 300,000 uomini. Lettera dello Zeno, +26 luglio 1473. + +[41] Commentari dei viaggi dello Zeno, cit. + +[42] Malipiero, Annali cit. + +[43] Secreta XXVI, Cornet, op. cit. + +[44] L'Ognibene sbarcò a Kurku il 18 gennaio 1474, ivi condotto dalla +galea Caterina, e per la via di Aleppo andò in Persia. + +[45] Commentari Zeno, cit. + +[46] Memorie storiche dei Monarchi Ottomani. + +[47] Lettere del Barbaro, cit. + +[48] Viaggio di Giosafat Barbaro in Persia, Ramusio, op. cit. + +[49] Viaggio di un mercante che fu nella Persia, Ramusio, op. cit. + +[50] Malipiero, annali op. cit. + +[51] Benchè gli etimologi non siano d'accordo intorno alla derivazione +del nome sufì, adottiamo questo modo di scriverlo, dopo le preziose +considerazioni dell'Hammer, del Marsden, e dei moderni orientalisti. + +[52] Sanudo Codd. Marciani, vol. IV, pag. 66. Vedi Brown, Ragguagli +sulla vita e le opere di M. Sanudo. + +[53] Sanudo IV, pag. 168. + +[54] Sanudo V, pag. 137. + +[55] Sanudo VII, pag. 407. + +[56] Sanudo VII, pag. 168-173. + +[57] Persiana, da _agem_, nome col quale gli arabi indicano le terre +ad essi straniere, ed in particolare la Persia. + +[58] Vol. VII, pag. 194. + +[59] Paolo Giovio, Hist. di Venezia, lib. XIII. + +[60] Sanudo VII, pag. 425. + +[61] Sanudo VII, pag. 508. + +[62] Sanudo VIII, pag. 182. + +[63] P. Giovio, Hist. cit., pag. 321. + +[64] Nel settembre 1509. Sanudo IX, pag. 135. + +[65] Il 21 giugno 1511. + +[66] Secreta XLIV, pag. 31. Archivio veneto generale. + +[67] Secreta XLIV, pag. 73. Arch. ven. gen. + +[68] Vol. XV. + +[69] Ib. + +[70] Morana, Relazione del commercio di Aleppo. Venezia 1799. + +[71] Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato nel secolo XVI, +edite in Firenze da Eugenio Albèri. Serie III, vol. I, pag. 24. + +[72] Albèri, Relazioni venete cit., serie III, vol. I, pag. 85. + +[73] Serie III, vol. I, pag. 193. Questa relazione porta, in una copia +esistente nell'Archivio generale del regno a Torino, il nome di +Daniele Barbaro; e nei codici Foscarini a Vienna il titolo: Relatione +del Sophi re di Persia, di Armenia, di Assiria e di Media, cogli altri +Stati suoi, et successi della guerra col Turco. + +[74] Albèri, Relazioni venete cit. Serie III, vol. I, pag. 166. + +[75] Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. III, pag. 138. + +[76] Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. I, pag. 278. + +[77] Nell'anno 1573. Albèri, relazioni cit. Serie III, vol I, pag. +338. + +[78] Inedito e tratto dal codice 1762 dell'arch. Cicogna. + +[79] Esp. Princ. Registri anni 1580-83. Arch. secreto del Collegio. + +[80] Raccolta Svajer, n. 878. + +[81] Cod. MDCCLXII. + +[82] Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II. + +[83] Relazioni consolari inedite, presso di me. + +[84] Albèri, Serie III, vol. II. + +[85] Albèri, ibid. + +[86] Relazione inedita presentata in senato il 16 febbraio 1596. + +[87] _Libro cerimoniali_. Arch. gen. + +[88] Cerimoniali cit. + +[89] Il traffico in Persia non pregiudicava alla nobiltà o alla +condizione elevata delle persone. Lo stesso re aveva agenti che +mercatavano nei paesi lontani per suo conto, ancorchè investiti di +distinto carattere pubblico. Mss. Donà. + +[90] Esp. Collegio. + +[91] Conforme all'usanza persiana. + +[92] Iscrizioni venete del Cicogna, vol. V, pag. 645. + +[93] Commemoriale XXVI. + +[94] Ricevuta 9 marzo 1603 dalla fabbriceria di S. Marco, in atti +Guglielmo di Mapheis, notaio dei procuratori de supra. Il tappeto +tuttora si conserva nella sacristia di S. Marco, ma in cattivo stato. + +[95] Commemoriale XXVI, pag. 159. + +[96] Deliberazione del Senato, 22 settembre 1603. + +[97] Deliberazione del Senato, 22 agosto 1603, particolarmente +sull'uscita dei 114 zacchi che egli avea comperati. + +[98] Vedi la Tavola qui riportata. + +[99] Trattato 7 marzo 1605, presentato dall'ambasciatore Mocenigo. + +[100] Vedi il fac-simile qui posto, ed il documento XXXIX, che ne è la +traduzione. + +[101] Filza, Atti Turcheschi, Miscell. A. G. + +[102] I quattro tappeti si conservano tuttora, ma in cattivo stato, +nella chiesa di S. Marco. + +[103] Delib. Senato, 2 decembre 1645. + +[104] Esp. Princ. + +[105] Delib. Senato, 22 e 28 luglio 1673. + +[106] Vedi la tavola al frontispizio. + +[107] Per curiosità ecco un saggio dei titoli usati dal re di Persia +verso il Pontefice nel 1658: + +«Luna del cielo, del dominio della gloria, della equità, della +potenza, della magnificenza, della perfezione e della liberalità papa +Clemente, sostenimento convenevolissimo, trono della fortezza d'animo +e della fortuna, di sublime maestà come Alessandro, magnanimo come +Dario, splendido come Gemsid, d'intelletto perspicace come Feriddum, +di ingegno sublime come il re Chiaus, signore della giustizia come +Nisservan, di prudenza singolare e di costumi rarissimi, intelligente +come Aristotile, di mente pura come Platone, firmamento degli astri, +via e corso dei medesimi, diadema del sole, luna corrente, lucido +orione, Giove felice, stabile Saturno, compendio d'ogni ornamento, di +animo esemplare, di modestia segnalatissima, portatore dello stendardo +dei beneficii liberali, possessore di autorità reale e di tutte le +perfezioni, onorato e riverito dai principi cristiani, rifugio di +coloro che credono in Gesù, magnificentissimo come Osdroe, corona +della maestà re augustissimo e potentissimo, di sublime grandezza +d'animo, tesoro delle glorie immense, splendore del sole fiammeggiante +ed aurora del mondo, che i fini de' tuoi desiderii siano conformi al +tuo volere e siano sotto la protezione di chi li concede». Archivio +Cicogna. + +[108] In gran parte pubblicati di recente a Vienna nelle _Fontes rerum +austriacarum_. + +[109] Letteratura veneziana. + +[110] A partibus Tartarorum scilicet a Baldach et Thorisio conducta +sunt mercimonia. Marino Sanuto, _Secreta fidelium crucis_. + +[111] Decreto del Senato 16 giugno 1332. + +[112] Volumi _Pacta. Arch. gen. e Fontes cit._ + +[113] Istrumento di quitanza, nell'archivio gen. + +[114] Decreto del Senato, 4 febbraio 1329. + +[115] Gradenigo, Cod. ambasciatori. + +[116] Minute dell'opera inedita di G. Rossi sul costume veneziano, +presso il cav. Cicogna. + +[117] V. Parte I. + +[118] Decreto 9 maggio 1676. + +[119] Decreto dei cinque Savii 26 decembre 1641 e 19 gennaio 1672. + +[120] Decreti del Senato, 7 settembre 1622 e 6 luglio 1646, +riconfermati il 2 gennaio 1648. + +[121] Libro Tanse. + +[122] Mirza Ipahan, rifugiatosi nel Belgio, prese il nome di Bois le +duc da cui derivò quello attuale della famiglia Boldù. + +[123] Relazione inedita del console in Siria, Alessandro Malipiero, +1596; e relazione d'Aleppo del console Morana 1793. + +[124] Vedi Parte I, pag. 49. + +[125] Deliberazione del Senato, 29 dicembre 1589. + +[126] Confermata il 24 febbraio 1627. + +[127] Scritture relative al commercio dei Veneziani, presso il nob. +Alberti. + +[128] Da una memoria inedita del cav. Giacomazzi nell'archivio +Cicogna, parrebbe che i Veneziani avessero prestato ai soldani aiuto +effettivo collo spedire alcune navi in pezzi ad Alessandria, le quali +per terra trasportate sulle coste del mar Rosso ed ivi allestite, +passassero poi nei mari dell'India. Nel volume II dei preziosi diarii +del Sanudo leggesi soltanto, in data 24 novembre 1503, _che el Soldan +fa fare al Cairo fuste, le qual si mandano disfatte in Thor, ove se +ficheranno et manderanno in India, perchè dicono in India quando +haveranno viste quele fuste queli de lì ne sapranno fare anche loro a +quel modo, et haverà marinai assai da quelle bande_. + +[129] Diarii Sanudo, vol. II, p. 744. + +[130] Diarii Sanudo, vol. III, pag. 149, 1507 31 marzo. Il Tagri-Berdi +andò a Firenze ed ivi pure conchiuse trattato di commercio. Vedi la +preziosa opera del comm. M. Amari, _I diplomi arabi dello Archivio +fiorentino_. + +[131] Comm. XIX. + +[132] Legge 19 decembre 1548. + +[133] Relazione inedita del console Dandolo, 1602. + +[134] Relaz. Dandolo, cit. + +[135] Diarii, Vol. XVIII, pag. 340. + +[136] Relazione del console Sagredo, 1612, inedita. + +[137] 13 febbraio 1592. Arch. Manin. + +[138] Relazione del console Tommaso Contarini, 1593, inedita. + +[139] Prima relazione di G. F. Sagredo, 1611, inedita. + +[140] Memoria inedita dello storico Francesco Donà. + +[141] Decreto del senato, aprile 1537. + +[142] Pubblicato nello Spettatore, Firenze, 1857. + +[143] Numismatic Chronicle, februarj 1854, London. + +[144] Zennari, Dell'antico commercio dei Veneziani. + +[145] Diarii, vol. XV e seg. + +[146] Morana, Relazione consolare cit., pag. 7. + +[147] Relazione del console Alessandro Malipiero, 1596, inedita. + +[148] Relazione del console Giorgio Emo, 1599, inedita. + +[149] Relazione del console Girolamo Morosini, 1614, inedita. + +[150] Relazione del console Giuseppe Civran, 1625, inedita. + +[151] Scrittura dei cinque Savi, 18 aprile 1699. + +[152] Commercio di Moscovia. Codici Donà. + +[153] Nel libro Zanetta del M. C. si trova un decreto relativo al +console di Soldadìa dell'anno 1287, mentre l'Olderico confessa che il +primo console genovese fu Paolino Doria nel 1289. + +[154] Fontes Rerum Austriacarum cit., vol. XIII. + +[155] Libro Reggimenti. Codice Marciano. + +[156] Scrittura dei Cinque savi alla mercanzia 28 aprile +1699--Archivio Manin. Cod. Svajer DCCXLII. + +[157] V. Barozzi e Berchet, Relazioni degli ambasciatori veneti del +secolo XVII, Venezia, 1858; Baschet, La Diplomatie venitienne, Paris, +1862. + +[158] Particolarmente nella collezione dell'Albèri. Firenze, 1844-63, +ed in quella Barozzi e Berchet citate. + +[159] Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II, pag. 256. + +[160] Composto di quattro magistrature, cioè: Cinque savi alla +mercanzia--Cottimo di Damasco--Cottimo di Alessandria--Cottimo di +Londra. + +[161] Il Milione, Venezia, 1847, per cura di V. Lazari. + +[162] Lazari, Marco Polo, p. 224, 414. + +[163] Foscarini, Della Letteratura veneziana, lib. IV. + +[164] Ramusio, Delle navigazioni e viaggi, vol. II. + +[165] Morì a Damasco nel 1425. Capellari, Campidoglio veneto, ms. +della Marciana. + +[166] Vedi la Parte I e i Documenti. + +[167] Viaggi alla Tana in Persia, ecc. + +[168] Alberi, Relazioni venete, serie III, vol. II. + +[169] Ciò si deduce dalle altre due relazioni del Sagredo che si +conservano inedite. + +[170] Hasan, zio di Uzunhasan, figlio di Karajuluk.--Hammer, storia +dell'impero Osmano. Vol. V, pag. 192.--Genabi, nella biblioteca +imperiale di Vienna, pag. 228. + +[171] Ebusaid, figlio di Miran shàh, nipote di Timur. Genabi, pag. +228. + +[172] E fin d'ora. + +[173] Vedi il Doc. precedente. + + + + + +Nota del trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali, così come tutte le grafie +alternative, sono state mantenute, correggendo senza annotazione +minimi errori tipografici. + +Le note a piè pagina che fanno riferimento alla sezione Documenti sono +state spostate nel corpo del testo per maggior comodità di +consultazione. Nel Documento XIII, il simbolo "Obelisco" è stato +sostituito con +. + +Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo +originale]: + + Pag. 20 - passando per Norimberg, Potsdam [Postdam] e la Russia bassa + 30 - grandi apparecchi che si facevano [favevano] da tutti + 32 - il giuramento fatto all'ambasciatore [ambaciatore] + 144 - et siate solicitissimi [solcitissimi] in scriverne + 144 - che è segurtà e conservation [convation] + 147 - partecipation de ogni fortuna [fortuma] + 168 - sapere, come [come ripetuto] questo re + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La Repubblica di Venezia e la Persia, by +Guglielmo Berchet + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA REPUBBLICA DI VENEZIA *** + +***** This file should be named 34352-8.txt or 34352-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/4/3/5/34352/ + +Produced by Carla, Carlo Traverso, Barbara Magni and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Donations are accepted in a number of other +ways including including checks, online payments and credit card +donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/34352-8.zip b/34352-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..a4e2f29 --- /dev/null +++ b/34352-8.zip diff --git a/34352-h.zip b/34352-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..833bd59 --- /dev/null +++ b/34352-h.zip diff --git a/34352-h/34352-h.htm b/34352-h/34352-h.htm new file mode 100644 index 0000000..cd9b270 --- /dev/null +++ b/34352-h/34352-h.htm @@ -0,0 +1,14322 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + La Repubblica di Venezia e la Persia, by Guglielmo Berchet + </title> + <style type="text/css"> + +body { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; } + +p { + margin-top: .5em; + line-height: 1.2; + text-align: justify; } + +h1,h2,h3 {text-align: center; font-weight: normal; + font-style: normal; clear: both;} + +h1 {font-size: 170%; line-height: 1.5; } +h2 {font-size: 140%;} +h3 {font-size: 110%; margin-top: 3em; margin-bottom: 0;} + +hr { + width: 65%; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; + margin-right: auto; + clear: both; } + +hr.minor { + width: 15%; + margin-top: 1.5em; + margin-bottom: 1.5em; } + +hr.tiny {width: 10%; margin-top: 1em;} + +table {margin: auto; font-size: 95%; line-height: 1.1;} + +td.left {padding-right: .5em; margin-left: 1.5em; text-indent: -1.5em; } +td.right {text-align: right; white-space: nowrap; vertical-align: bottom; } +td.center {text-align: center; margin: 0; text-indent: 0;} + +table.ind {width: 70%;} + +table.vot {width: 25%; margin-bottom: 1.5em;} + +table.rel {width: 60%;} + +table.cons {width: 50%; white-space: nowrap;} + +table.conto { width: 100%; empty-cells: show; font-size: 100%;} +table.conto td.left {padding-right: .5em; margin-left: 0em; text-indent: 0em;} +td.c { text-align: center; padding-left: 1em; padding-right: 1em;} + +span.sp {margin-left: 2.2em;} + +td {text-align: left; vertical-align: top;} + +.above, .below {font-size: 70%;} +.above {vertical-align: 0.4em;} +.below {vertical-align: -0.1em;} + +.supers {font-size: 70%; vertical-align: 0.5em;} + +.pagenum { + position: absolute; + left: 94%; + font-style: normal; + font-weight: normal; + font-size: 65%; + text-align: right; + color: #999999; + background-color: #ffffff; } + +.blockquot { + margin-left: 5%; + margin-right: 5%; + font-size: 95%; } + +.blockquot p {margin-left: 1.5em; text-indent: -1.5em;} + +.center { text-align: center; } + +.r {text-align: right; } + +.break { margin-top: 2em; } + +.pad4 {margin-top: 4em;} + +.date { margin-left: 5%; text-align: left; } + +.sig { margin-right: 5%; text-align: right; } + +.small { font-size: 70%; } + +.big { + font-size: 130%; } + +.smcap { + font-variant: small-caps; } + +.tnote { + border: dashed 1px; + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + margin-top: 5em; + padding: .5em 1em .5em 1em; + font-size: 90%; } + +.tnote h2 { + text-align: center; + clear: both; + font-weight: 500; + margin-top: 1.5em; + margin-bottom: 1.5em; } + +.tnote ul {list-style-type: none;} + +img.letter {width: 4em; height: 1.6em; vertical-align: text-bottom;} + +img.border {border: 1px solid gray;} + +.figcenter { + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + text-align: center; } + +.footnotes { + margin-top: 4em; + border: dashed 1px; } + +.footnote { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + font-size: 0.9em; } + +.footnote .label { + position: absolute; + right: 84%; + text-align: right; } + +.fnanchor { + vertical-align: .3em; + font-size: .7em; + text-decoration: none; + padding-left: .1em; } + +.poem { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + text-align: left; } + +.poem br { + display: none; } + +.poem .stanza { + margin: 1em 0em 1em 0em; } + +.poem span.i0 { + display: block; + margin-left: 0em; + padding-left: 3em; + text-indent: -3em; } + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of La Repubblica di Venezia e la Persia, by +Guglielmo Berchet + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. 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B. PARAVIA E COMP.</span><br /> +<span class="small">1865</span> +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_iii" id="Page_iii">[iii]</a></span></p> + +<p> <br /> </p> + +<h2><a name="AVVERTIMENTO" id="AVVERTIMENTO"></a>AVVERTIMENTO</h2> + +<p class="break">Nell'anno 1861 il Governo di S. M. il Re d'Italia +deliberò d'inviare una missione diplomatica +a S. M. il Re di Persia, e scelse per essa il +commendatore Marcello Cerruti, in allora Ministro +Residente, ora Inviato Straordinario e Ministro +Plenipotenziario. Volendosi dal viaggio in +paese, sul quale in diversi rami di scienza tuttora +si desiderano notizie meglio esatte e complete, +ottenere altresì vantaggio di studi ad incremento +delle cognizioni universali, il Governo +del Re destinò pure alcuni distinti naturalisti, +matematici ed ufficiali di armi diverse ad accompagnare +il commendatore Cerruti. La spedizione +italiana partì nell'aprile dell'anno 1862 per la +via di Costantinopoli, e fu di ritorno nel dicembre +successivo per quella di Pietroburgo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_iv" id="Page_iv">[iv]</a></span></p><p>Durante i preparativi della spedizione, e nel +corso della medesima, il Governo del Re più volte +mi aveva fatto l'onore di chiedere il mio avviso +sulle istruzioni ad impartirsi per le utilità del +commercio, e sugli studi a preferirsi. Sottoponendo +in tali argomenti le mie opinioni, mi +si presentò altresì il pensiero, che sarebbe stato +utile di cogliere questa circostanza anche per +attivare ricerche negli archivi italiani, onde illustrare +la storia nazionale, mediante la pubblicazione +delle antiche relazioni diplomatiche +delle repubbliche italiane colla Persia, circa le +quali non erano state finora date alle stampe se +non incomplete notizie. A questo effetto si ordinarono +a diversi archivi del regno indagini, le +cui risultanze, almeno finora, non hanno ben corrisposto +alle brame. Ma era specialmente negli +archivi di Venezia che doveva ritrovarsi la massa +dei documenti di maggiore importanza, perchè +già era noto che nessuno degli Stati italiani aveva +avuto così antichi e frequenti rapporti colla Persia, +quanto la repubblica di Venezia; stante +l'interesse massimo della stessa repubblica di +coltivare l'amicizia di Stato potente, situato alle +spalle di Turchia, ad entrambi nemica, e per l'eccellente +ordinamento di Venezia nelle diplomatiche +cose, delle quali essa fu a tutti gli Stati +maestra. E poichè vincoli d'amicizia e di stima mi +<span class="pagenum"><a name="Page_v" id="Page_v">[v]</a></span>legavano al cav. dott. Guglielmo Berchet, che +già aveva avuto a studente di legge in Padova, +quand'io era colà, ed egli aveva dato prove ripetute +di somma diligenza ed abilità nel raccogliere +e pubblicare documenti diplomatici esistenti nell'archivio +dei Frari, così mi rivolsi privatamente +a lui, e lo pregai di voler sospendere per qualche +tempo gli altri lavori suoi sulle <i>Relazioni degli +Ambasciatori veneziani</i>, il <i>Commercio della repubblica</i>, +e le <i>Leggi venete monetarie</i>, e di favorirmi +d'indagini su tale argomento pur esso di +molto interesse italiano e di onore alla sapienza +della sua nobile città. Il cav. Berchet aderì volentieri +all'invito dell'amicizia, ed al proprio desiderio +di contribuire ad illustrare la storia veneta, +che è tanta parte dell'italiana, ed a nessuna delle +europee è seconda nella gloria dei fatti; ed abile +ed indefesso si pose alle ricerche, che riescirono +sommamente felici. Mi ha quindi trasmesso con +lettera espressiva della sua benevolenza per me +le risultanze delle solerti sue indagini, accompagnando +le copie degli originali documenti con +una elaborata memoria, la quale è molto opportuna +a seguirne la serie, ed a comprenderne la +colleganza ed il valore.</p> + +<p>Venuto così, per merito altrui di esperienza e +sapere, al possesso di scritti, che sono fondamento +e luce di una parte di storia italiana rimasta +fino al presente alquanto vaga ed oscura, parmi<span class="pagenum"><a name="Page_vi" id="Page_vi">[vi]</a></span> +conveniente di consegnare al pubblico il frutto +non mio. E siccome conosco che i lavori del Berchet +sono sempre commendevoli per diligenza e +perizia, così mi astengo da qualsivoglia inserzione +di frase non sua, od esclusione di alcuna +scritta da lui. Di me in questo caso veramente +può dirsi ciò che leggiamo nel sacro codice: — <i>Quid +habes quod non accepisti?</i></p> + +<p>Spero poi che il cav. Guglielmo Berchet mi +vorrà essere cortese d'indulgenza quanto mi fu +d'amicizia, se io non volli che l'utile suo lavoro +avesse ad essere fecondo solamente di privata +istruzione per me, ma col darlo alle stampe accrebbi +con esso il patrimonio delle cognizioni +comuni.</p> + +<p class="date">Torino, 20 novembre 1864.</p> + +<p class="sig">Comm. <span class="smcap">Negri Cristoforo</span>.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_vii" id="Page_vii">[vii]</a></span></p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="date"><i>Illustre Professore ed Amico Carissimo,</i></p> + +<p> <br /> </p> + +<p><i>Poichè ella, ottimo amico, rammentando i nostri antichi colloquii +sull'attuale ufficio della storia, i quali assai mi giovarono +d'istruzione e d'incoraggiamento, ed usando cortese benevolenza +ai miei studi, volle chiedermi se ne' miei lavori sulle +relazioni diplomatiche della Repubblica di Venezia, avessi +raccolte alcune memorie intorno alle cose veneto-persiane, e +mi espresse il desiderio di averne notizia; mi adoperai con +ogni cura possibile per ordinare alcuni appunti che tenevo, e +per completarli con una serie di ricerche, negli archivi di questa +città, le quali riuscirono fortunate così, che io oso sperare sia +il presente lavoro degno di esserle presentato, con animo grato +alla di lei gentile fiducia.</i></p> + +<p><i>Io mi lusingo, che mentre gli sguardi di tutta l'Europa +sono rivolti all'Oriente, per escogitare o la sorte riservata all'impero +ottomano, dalle combinazioni della diplomazia e dal +progresso della civiltà, o la importanza vera che acquisteranno<span class="pagenum"><a name="Page_viii" id="Page_viii">[viii]</a></span> +i porti del Mediterraneo, per le nuove vie che si aprono alla +navigazione e si tentano nel continente dell'Asia; giovare potranno, +come giustamente Ella, egregio Commendatore, mi avvertiva, +questi studi documentati intorno alle relazioni diplomatiche +di Venezia colla Persia, i quali gettano nuova luce +sugli intendimenti politici e sugli interessi commerciali di +quella Repubblica, che fu scudo alla civiltà contro le invasioni +turchesche, ed ebbe per gran tempo il primato nel commercio +dell'Asia.</i></p> + +<p><i>Fin da quando la Persia cominciò a risorgere nel secolo +XV, la Repubblica di Venezia, che dopo la conquista di Costantinopoli +intraprendeva per istituto e per necessità le lotte +secolari contro la Turchia, mirò costantemente a quella regione, +e sopra di essa posò le proprie speranze per la divisione +dell'impero ottomano, che i suoi uomini di Stato ripetevano +in Senato: non potersi ottenere</i>, se non mediante +l'accordo dei principi cristiani colla Persia, situata alle spalle +di Turchia, e ad essa nemica per sentimento religioso e +per gelosia di dominio nell'Asia.</p> + +<p><i>I Veneziani in fatti, prestarono aiuto ai Persiani nella +guerra del 1470-74 fra Mohammed e Uzunhasan, e stabilirono +con quest'ultimo le basi di una divisione dei possessi +turchi; spinsero gli shàh della Persia a conquistare il Laristan, +che diede loro la chiave del golfo Persico; li animarono +ad impossessarsi dell'Asia turca, durante le guerre di +Cipro, di Candia e della Morea.</i></p> + +<p><i>E non soltanto a questo intendimento precipuo della politica +tradizionale della Repubblica mirò l'accordo continuamente da +essa mantenuto colla Persia, mediante una serie di missioni +diplomatiche pubbliche e secrete; ma eziandio per la tutela<span class="pagenum"><a name="Page_ix" id="Page_ix">[ix]</a></span> +e svolgimento del reciproco commercio, e per conservare o +ristorare verso il Mediterraneo il ricchissimo traffico dell'Asia +interiore, che dopo la scoperta del capo di Buona Speranza +rivolgevasi a mezzogiorno.</i></p> + +<p><i>La preziosa raccolta dei documenti relativi alle guerre dei +Veneti nell'Asia del 1470-74, pubblicata dal chiarissimo mio +amico</i> <span class="smcap">Enrico Cornet</span> <i>in Vienna nel 1856, e la celebre collezione +di viaggi fatta dal</i> <span class="smcap">Ramusio</span> <i>in Venezia nel 1559, mi offerirono +le prime basi di questo studio, che ho procurato di +rendere possibilmente compiuto, attingendo a fonti inedite accreditate +ed a documenti ufficiali.</i></p> + +<p><i>E poichè ebbi la ventura di raccogliere un copioso numero +di questi documenti, per la maggior parte tuttora ignoti, ho +potuto dare al lavoro che Le presento quell'ampiezza, che +senza sorpassare i limiti imposti dall'argomento è dovuta alla +sua importante specialità; e con quel rigore che ora chiedesi +alla storia, chiamata si può dire a rendere ragione, con prove +irrefragabili di ogni singolo fatto od asserzione, giovare alla +precisa intelligenza di quei gelosi negoziati di Persia, che +il</i> <span class="smcap">Foscarini</span> <i>lamentava non essere ben conosciuti; nonchè +della condizione del traffico veneto-persiano, e della origine +e sviluppo del sistema consolare della Repubblica che fu +maestra, a chi venne di poi, nei metodi di protezione dei +propri nazionali e dei propri interessi nell'estero, e segnatamente +nell'Asia.</i></p> + +<p><i>Ho diviso pertanto la Memoria in due parti, cioè:</i></p> + +<p><span class="smcap">Parte prima</span>: Delle Relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Venezia +e la Persia.<span class="pagenum"><a name="Page_x" id="Page_x">[x]</a></span></p> + +<p><span class="smcap">Parte seconda</span>: Delle Relazioni commerciali: <i>e questa in due sezioni</i>:</p> + +<p class="date">I. Del commercio dei Veneziani colla Persia.</p> + +<p class="date">II. Dei consolati veneti, negli scali del commercio persiano.</p> + +<p><span class="smcap">Appendice</span>: Dei viaggiatori veneziani nella Persia, e delle venete descrizioni +edite ed inedite di quella regione.</p> + +<p><i>Questa Memoria precede la bella serie di 85 fra i più importanti +documenti veneto-persiani, ai quali essa si richiama; +ed alcuni disegni che eziandio valeranno ad illustrarla.</i></p> + +<p><i>Eccole, pregiatissimo amico, quello che ho potuto fare per +corrispondere al di lei desiderio. Questi materiali, ho la persuasione +che potranno nelle di lei abili mani, riescire di +qualche importanza agli studi storici; io quindi la prego di +accoglierli coll'antica benevolenza, e di tenerli siccome cosa +sua e qual pegno del mio affetto e della mia devozione.</i></p> + +<p class="date">Venezia, il 30 febbraio 1864.</p> + +<p class="sig"><i><span style="margin-right: .5em">Di Lei Egregio Professore</span><br /> +<span style="margin-right: 2em">Obblig.<sup>mo</sup> Amico</span></i><br /><br /> +GUGLIELMO BERCHET.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xi" id="Page_xi">[xi]</a></span></p> + +<p class="center break big">INDICE</p> + +<table class="ind" summary="Indice"> + <tr> + <td style="width: 85%"></td> <td style="width: 15%"></td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>PARTE PRIMA</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>Delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Venezia e la Persia.</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">I.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Risorgimento della Persia pel valore di Hasanbei, detto poi Uzunhasan 1460</td> <td class="right"><i>Pag.</i> <a href="#Page_1">1</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Rapporti di famiglia tra quel re e la repubblica di Venezia </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazioni politiche-internazionali dei due Stati </td> <td class="right"> <a href="#Page_2">2</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Missione di Lazaro Quirini nella Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_3">3</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo a Venezia di Mamenatazab oratore persiano </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Alleanza Veneto-Persiana contro la Turchia </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Trattative dei Veneziani col messo persiano Kasam Hasan </td> <td class="right"> <a href="#Page_4">4</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Pratiche di pace colla Turchia 1470 </td> <td class="right"> <a href="#Page_5">5</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Ritorno a Venezia di Lazaro Quirini, insieme all'oratore persiano Mirath, 1471</td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Esposizione fatta dal Quirini e dal Persiano nel veneto senato, risposte e deliberazioni</td> <td class="right"> <a href="#Page_6">6</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo di un messo persiano diretto a Roma </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Nomina di Caterino Zeno ambasciatore veneto al re di Persia </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Commissioni date dal senato allo Zeno </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Suo arrivo in Persia ed accoglienze ivi ricevute </td> <td class="right"> <a href="#Page_7">7</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Legazione persiana a Venezia. Agì Mohammed reca un prezioso dono alla signorìa</td> <td class="right"> <a href="#Page_8">8</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo a Venezia del medico Isaach, altro messo persiano, e deliberazioni del senato</td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Nomina di Giosafat Barbaro ambasciatore in Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_9">9</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Commissioni palesi e segrete, date al Barbaro </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Suo viaggio per la Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_11">11</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Soccorsi ed aiuti dati al principe di Caramania </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Uffici dello Zeno per spingere Uzunhasan alla guerra </td> <td class="right"> <a href="#Page_12">12</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Nunzio persiano a Costantinopoli per intimare la guerra </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Prime mosse dei Persiani </td> <td class="right"> <a href="#Page_13">13</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Esposizione al veneto senato di un nuovo messo persiano </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Battaglia sull'Eufrate vinta dai Persiani </td> <td class="right"> <a href="#Page_14">14</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Deliberazione del veneto senato di far assalire Costantinopoli </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Vano ricorso all'imperatore ed al re d'Ungheria </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Sconfitta dell'esercito persiano a Terdshan 1473 </td> <td class="right"><a href="#Page_14">14</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Commissione data da Uzunhasan a Caterino Zeno </td> <td class="right"> <a href="#Page_15">15</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Viaggio di ritorno dello Zeno </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Elezione di due oratori in Persia: Paolo Ognibene e Ambrogio Contarini</td> <td class="right"> <a href="#Page_16">16</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Commissioni palesi e secrete date ai medesimi </td> <td class="right"> <a href="#Page_17">17</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Esito della missione dello Zeno presso varii sovrani d'Europa </td> <td class="right"> <a href="#Page_18">18</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazione dell'ambasciata del Barbaro </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazione dell'Ognibene </td> <td class="right"> <a href="#Page_20">20</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazione del Contarini </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Morte di Uzunhasan e pace tra Venezia e la Turchia 1479 </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">II.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Spedizione nella Persia, di Giovanni Dario segretario della repubblica nel 1485</td> <td class="right"> <a href="#Page_22">22</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Pratiche di alleanza introdotte tra la repubblica ed Ismail sufì </td> <td class="right"> <a href="#Page_23">23</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazioni al senato dei successi di Ismail sufì </td> <td class="right"> <a href="#Page_23">23</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Lettera del sufì al doge e monete persiane a Venezia </td> <td class="right"> <a href="#Page_24">24</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo in Venezia di oratori persiani, 1508 </td> <td class="right"> <a href="#Page_25">25</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Scopo ed esito della loro missione </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Spedizione al Cairo di Domenico Trevisan </td> <td class="right"> <a href="#Page_27">27</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Interesse della Repubblica nelle guerre turco-persiane </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Guerra di Cipro, 1571 </td> <td class="right"> <a href="#Page_29">29</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Missione in Persia di chogia Alì con lettere a quel re </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Commissione a Vincenzo Alessandri veneto legato allo shàh Thamasp </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Suo viaggio in Persia, accoglienze ivi ricevute ed esito della sua legazione</td> <td class="right"> <a href="#Page_30">30</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazione della ambasciata in Persia di Vincenzo Alessandri </td> <td class="right"> <a href="#Page_37">37</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Pace della repubblica colla Turchia, 1572 </td> <td class="right"> <a href="#Page_38">38</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo in Venezia di chogia Mohammed inviato persiano, 1580 </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Scopo ed esito della segreta missione di lui </td> <td class="right"> <a href="#Page_39">39</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Nuove lotte fra Turchi e Persiani e relazioni presentate al veneto senato</td> <td class="right"> <a href="#Page_40">40</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">III.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Abbas il Grande re della Persia rinnova l'antica amicizia colla repubblica di Venezia</td> <td class="right"> <a href="#Page_41">41</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Ritratto di lui, letto in senato dal console Malipiero, 1596 </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Egli è spinto dai Veneziani a conquistare il Laristan </td> <td class="right"> <a href="#Page_42">42</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo in Venezia di Efet beg oratore persiano 1600 </td> <td class="right"> <a href="#Page_43">43</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Esposizione in senato di Efet beg e risposta avuta </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Solenne ambasciata persiana di Fethy bei, 1603 </td> <td class="right"><a href="#Page_44">44</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Esposizione in senato, doni recati, e accoglienza ricevuta </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Doni fatti dalla repubblica al re persiano </td> <td class="right"> <a href="#Page_46">46</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Quadro commesso a Gabriele Caliari per memoria dell'ambasciata di Fethy bei</td> <td class="right"> <a href="#Page_47">47</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Arrivo in Venezia del messo persiano Chieos, 1608 </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Simile del chogia Seffer, 1610 </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Nuova ambasciata persiana a Venezia, 1621, come accolta e licenziata</td> <td class="right"> <a href="#Page_49">49</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Guerra di Candia 1645. La repubblica ricorre alla Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_50">50</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Invio di due oratori veneti nella Persia per diverse vie </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Il re di Polonia unisce un proprio legato al veneto </td> <td class="right"> <a href="#Page_51">51</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Viaggio ed esito della missione veneto-polacca </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazione presentata al senato dai due oratori veneti al re della Persia</td> <td class="right"> <a href="#Page_52">52</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Pace colla Turchia </td> <td class="right"> <a href="#Page_53">53</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Nuovi messi persiani a Venezia, 1673 </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Franchigie accordate ai cristiani nella Persia per intercessione della veneta signoria</td> <td class="right"> <a href="#Page_54">54</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Guerra della Morea — La Repubblica tenta associarsi la Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_55">55</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Carattere dei rapporti internazionali veneto-persiani nel secolo decimo-ottavo</td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>PARTE SECONDA</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>Delle relazioni commerciali tra la Repubblica di Venezia e la Persia.</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">I.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><i>Del commercio dei Veneziani colla Persia.</i></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Commercio delle spezie delle Indie e dei prodotti dell'Asia </td> <td class="right"> <a href="#Page_59">59</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Via che tenevano le merci dell'Asia, verso quali porti del Mediterraneo</td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Importanza del mercato di Tauris </td> <td class="right"> <a href="#Page_60">60</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Trattati dei Veneziani per facilitare il commercio con quella piazza</td> <td class="right"> <a href="#Page_61">61</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Come sia stato favorito il commercio della Persia; e come i mercanti armeni e persiani. Leggi relative</td> <td class="right"> <a href="#Page_62">62</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Mercanzie che da Venezia si importavano nella Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_64">64</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Mercanzie che dalla Persia si esportavano per Venezia </td> <td class="right"> <a href="#Page_66">66</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Leggi intorno al commercio delle sete persiane </td> <td class="right"> <a href="#Page_67">67</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Decadimento del commercio dei Veneziani colla Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_68">68</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Carovane e scali del commercio persiano </td> <td class="right"> <a href="#Page_70">70</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazioni ufficiali della condizione del commercio colla Persia </td> <td class="right"> <a href="#Page_71">71</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Provvedimenti pubblici veneti e persiani per sostenerlo </td> <td class="right"> <a href="#Page_73">73</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">II.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><i>Dei consolati veneti negli scali del commercio colla Persia.</i></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Antica istituzione dei Consolati</td> <td class="right"><a href="#Page_76">76</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Baili e Consoli. — Loro diritti e giurisdizioni </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Magistratura dei <i>Consoli dei mercanti</i> </td> <td class="right"> <a href="#Page_77">77</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Magistratura dei <i>Cinque Savi alla mercanzia</i> </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Luoghi di residenza dei consoli veneti negli scali del commercio persiano</td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Memorie di quei consoli </td> <td class="right"> <a href="#Page_78">78</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Magistrato del <i>Cottimo di Damasco</i> </td> <td class="right"> <i>ivi</i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Relazioni consolari presentate al senato </td> <td class="right"> <a href="#Page_79">79</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Leggi relative ai consolati della Sorìa </td> <td class="right"> <a href="#Page_81">81</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Diritto consolare dei Veneziani </td> <td class="right"> <a href="#Page_84">84</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Vicende del consolato di Aleppo </td> <td class="right"> <a href="#Page_85">85</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>APPENDICE</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Notizia intorno ai viaggiatori veneziani nella Persia, ed alle descrizioni edite ed inedite di quella regione</td> <td class="right"> <a href="#Page_89">89</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>DOCUMENTI</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">PARTE PRIMA</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">I.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">I. Dell'origine di Assanbei sive Ussun Cassan, breve notatione </td> <td class="right"> <a href="#DOC_I">97</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">II. Deliberazione del veneto senato, 2 dicembre 1463 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_II">102</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">III. Deliberazione del senato, 15 febbraio 1464 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_III">104</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">IV. Deliberazione del senato, 26 settembre 1464, e lettera ducale ad Uzunhasan di Persia</td> <td class="right"> <a href="#DOC_IV">105</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">V. Lettera ducale ad Uzunhasan, 27 febbraio 1466 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_V">106</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">VI. Commissione data a Caterino Zeno ambasciatore veneto in Persia, 1471 18 maggio</td> <td class="right"> <a href="#DOC_VI">108</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">VII. Altra commissione allo stesso, 1471 10 settembre </td> <td class="right"> <a href="#DOC_VII">111</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">VIII. Credenziale del medico Isaach messo persiano a Venezia, 1472</td> <td class="right"> <a href="#DOC_VIII">114</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">IX. Commissione data a Giosafat Barbaro ambasciatore veneto in Persia, 28 gennaio 1473</td> <td class="right"><a href="#DOC_IX">116</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">X. Commissione segreta allo stesso, 11 febbraio 1473 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_X">125</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XI. Relazione al veneto senato di Caterino Zeno ambasciatore in Persia, 27 luglio 1473</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XI">130</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XII. Relazione della battaglia di Terdshan, 18 agosto, 1473 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XII">135</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XIII. Lettera d'Uzunhasan alla veneta signorìa, 16 ottobre 1473 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XIII">137</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XIV. Commissione data ad Ambrogio Contarini ambasciatore veneto in Persia, 11 febbraio 1474</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XIV">139</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XV. Commissione secreta allo stesso, 11 febbraio 1474 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XV">145</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XVI. Altri punti secreti allo stesso, 11 febbraio 1474 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XVI">148</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">II.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XVII. Dispaccio 10 luglio 1485 di Giovanni Dario spedito in Persia dal bailo veneto a Costantinopoli</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XVII">150</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XVIII. Altro dispaccio dello stesso, 11 luglio 1485 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XVIII">152</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XIX. Relazione al senato fatta da Costantino Lascari spedito in Caramania ed in Persia, 14 ottobre 1502</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XIX">153</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XX. Altra deposizione dello stesso, 16 ottobre 1502 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XX">156</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXI. Lettera del sufì Ismail al doge Leonardo Loredano, gennaio 1505</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXI">158</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXII. Lettera ducale al re di Persia, 27 ottobre 1570 </td> <td class="right"> <i><a href="#DOC_XXII">ivi</a></i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXIII. Commissione data a Vincenzo di Alessandri veneto oratore in Persia, 30 ottobre 1570</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXIII">160</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXIV. Lettera ducale al re di Persia, 30 ottobre, 1570 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXIV">162</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXV. Dispaccio 25 luglio 1572 del segretario Alessandri </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXV">163</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXVI. Relazione letta in senato da Vincenzo Alessandri nel 1574 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXVI">167</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXVII. Lettera dello shàh di Persia Mohammed Kodabend alla repubblica di Venezia, 1º maggio 1580</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXVII">182</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXVIII. Relazione segreta fatta dal chogia Mohammed oratore persiano a Venezia, 1º maggio 1580</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXVIII">183</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">III.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXIX. Atto verbale della presentazione nell'Ecc. Collegio dell'oratore persiano Efet beg, 8 giugno 1600</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXIX">192</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXX. Lettera dello shàh Abbas il Grande al doge di Venezia, ricevuta 18 giugno 1600</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXX">193</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXI. Lettera ducale al re della Persia, giugno 1600 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXI">195</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXII. Lettera di Abbas il Grande alla repubblica, 5 marzo 1603 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXII">196</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXIII. Nota dei doni recati a Venezia dall'oratore persiano Fethy bei, marzo 1603</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXIII">197</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXIV. Deliberazione del senato, 6 marzo 1603 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXIV">198</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXV. Lettera ducale al re di Persia, 2 settembre 1603 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXV">199</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXVI. Lettera dello shàh, recata al doge dall'armeno Chiéos, 1607</td> <td class="right"><a href="#DOC_XXXVI">200</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXVII. Dispaccio 2 settembre 1609 del console veneto nella Soria, F. Sagredo</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXVII">201</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXVIII. Atto verbale della presentazione in collegio del messo persiano Seffer, 30 gennaio 1610</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXVIII">203</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XXXIX. Lettera alla veneta signorìa dello shàh Abbas il Grande ricevuta nel gennaio 1610</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XXXIX">207</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XL. Ricevuta delle robe di Fethy bei fatta dal chogia Seffer </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XL">208</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLI. Lettera ducale al re di Persia, 30 gennaio 1610 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLI">209</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLII. Lettera del re di Persia, recata al doge dagli oratori Alredin e Sassuar, 1 marzo 1613</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLII">210</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLIII. Atto verbale della presentazione in collegio del messo persiano Sassuar, 1º febbraio 1621</td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLIII">212</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLIV. Lettera del re di Persia alla signorìa, 1º febbraio 1621 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLIV">214</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLV. Deliberazione del senato, 4 febbraio 1621 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLV">215</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLVI. Rapporto di Domenico Santi, inviato dai Principi cristiani nella Persia, 26 giugno 1645</td> <td class="right"> <i><a href="#DOC_XLVI">ivi</a></i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLVII. Lettera ducale al re della Persia, 2 decembre 1645 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLVII">216</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLVIII. Simile, 17 luglio 1646 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLVIII">217</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">XLIX. Lettera del re di Persia, ricevuta il 28 marzo 1649 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_XLIX">218</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">L. Relazione della Persia presentata nell'Ecc. Collegio dal padre Antonio di Fiandra, veneto legato, allo shàh Abbas II, 28 marzo 1649</td> <td class="right"> <i><a href="#DOC_L">ivi</a></i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LI. Relazione spedita al senato da Domenico Santi messo in Persia, 29 marzo 1649</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LI">225</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LII. Lettera ducale al re di Persia, 22 gennaio 1661 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LII">229</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LIII. Offerta dell'arcivescovo armeno Aranchies di trattare la lega fra la repubblica e la Persia, 10 giugno 1662</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LIII">230</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LIV. Lettera ducale al re di Persia, 10 giugno 1662 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LIV">231</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LV. Rapporto al senato, intorno alcuni padri domenicani venuti a Venezia con incarichi dello shàh di Persia, 19 luglio 1673</td> <td class="right"> <i><a href="#DOC_LV">ivi</a></i></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LVI. Lettera dell'Arcivescovo di Nashirvan alla signoria, 19 luglio 1673</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LVI">232</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LVII. Lettera del re di Persia alla repubblica, 19 luglio 1673 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LVII">234</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LVIII. Relazione al senato intorno ad un colloquio secreto, tenuto coi messi persiani 19 luglio 1673</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LVIII">236</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LIX. Ducale al re della Persia, 22 luglio 1673 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LIX">239</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LX. Idem, 4 giugno 1695 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LX">241</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXI. Lettera dello shàh Abbas al doge di Venezia, ricevuta il 5 settembre 1669</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXI">242</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXII. Ducale al re di Persia, 29 dicembre 1663 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXII">243</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXIII. Istanza dell'arcivescovo Aranchieli, 18 luglio 1669 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXIII">244</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXIV. Litera ducalis ad Persarum regem, 20 julii 1669 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXIV">245</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXV. Lettera dello shàh Husein al doge Silvestro Valier, 1696 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXV">246</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXVI. Lettera ducale al re di Persia, 15 marzo 1697 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXVI">247</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXVII. Simile, 23 dicembre 1718 </td> <td class="right"> <i><a href="#DOC_LXVII">ivi</a></i></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">PARTE SECONDA</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">I.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXVIII. Relazione ai <i>Savj alla Mercanzia</i>, intorno le spese che occorrono sopra le merci, che si distaccano da Venetia, per giungere in Astrakan, attraversando la Persia</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXVIII">248</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXIX. Lettera del re di Persia al nobiluomo G. F. Sagredo, 1609 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXIX">252</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXX. Simile, 1610 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXX">253</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXI. Simile, 1611 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXI">254</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXII. Manifesto del re di Persia alla onorata turba dei mercanti venetiani, 1611</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXII">255</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXIII. Lettera del re di Persia alla repubblica di Venezia, 1611 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXIII">256</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXIV. Lettera dello shàh al nobiluomo Alvise Sagredo, 1627 settembre</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXIV">257</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXV. Ducale al re della Persia, 13 marzo 1629 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXV">259</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">II.</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXVI. Deliberazione del senato, 7 dicembre 1548 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXVI">260</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXVII. Istanza di Andrea Benedetti ai Cinque Savi alla mercanzia </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXVII">261</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXVIII. Scrittura dei Cinque Savi al senato, 23 dicembre 1762 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXVIII">264</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXIX. Decreto del senato, 29 dicembre 1762 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXIX">268</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">APPENDICE</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXX. Lettera di ser Donato da Leze a Zuan Caroldo, con una descrizione della Persia, 14 settembre 1514</td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXX">269</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXXI. Simile, 7 ottobre 1514 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXXI">273</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXXII. Simile, 2 novembre 1514 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXXII">275</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXXIII. Relazione della Persia, di Teodoro Balbi, 1570 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXXIII">276</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXXIV. Relazione della Persia, 1586 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXXIV">290</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">LXXXV. Relazione per li viaggi di Persia, 1673 </td> <td class="right"> <a href="#DOC_LXXXV">293</a></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center"><b>TAVOLE</b></td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Sigillo reale (homajon) dello shàh Husein, 1694 </td> <td class="right"> <a href="#sigillo">1</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Coppa donata da Uzunhasan alla veneta signorìa, 1470 </td> <td class="right"> <a href="#coppa">8</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Quadro dipinto da Gabriele Caliari, per ricordare l'ambasciata persiana a Venezia del 1603</td> <td class="right"> <a href="#quadro">47</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Lettera dello shàh Abbas il Grande, 22 gennaio 1610 </td> <td class="right"> <a href="#letteraAbbas">48</a></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Lettera dello shàh Husein al doge Silvestro Valier, 1696 </td> <td class="right"> <a href="#letteraHusein">55</a></td> + </tr> +</table> + +<hr /> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center big">LA<br /> +REPUBBLICA DI VENEZIA<br /> +E LA<br /> +PERSIA</p> + +<p> <br /> </p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p> + +<p> <br /> </p> + +<h2>PARTE I.</h2> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center break"><span class="big">Delle relazioni diplomatiche<br /> +tra<br /> +la Repubblica di Venezia e la Persia.</span></p> + +<h3><a name="I_I" id="I_I">I</a>.</h3> + +<p class="break">Scomparso quasi il nome della Persia, durante il periodo +dei califfati (anno 652-1258), soggiogata e divisa quella regione +dagli Arabi, dai Mongoli, dai Tartari e dai Turcomanni, +cominciò soltanto nel secolo XV a risorgere pel valore di +Uzunhasan, il quale potè far rivivere col nome persiano le +gloriose tradizioni degli Acmenidi e dei Sassanidi.</p> + +<p>Nelle lotte delle due fazioni turcomanne, dell'ariete nero +(<i>Karakojunlu</i>) e dell'ariete bianco (<i>Akkojunlu</i>), Hasanbei, detto +poi Uzunhasan (il lungo), capo di quest'ultima, rimanendo +vincitore, occupò gli stati e le castella di alcuni potenti signori +suoi vicini. E mossosi, di poco varcata la metà del secolo XV, +contro Gihan shàh, sovrano dell'ariete nero, lo vinse nelle campagne +di Erzengian; quindi, sconfitto Ebusaid signore dell'Azerbeigian, +si impadronì di tutta la Persia, fra questi +confini: a levante l'Indo e la Tartaria, a ponente la Georgia, +Trebisonda, la Caramania, la Siria e l'Armenia minore, a +mezzogiorno l'Arabia ed il mare dell'India, a tramontana +il monte di Bakù<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>.</p> + +<p>Uzunhasan sposò la despina Teodora, figlia di Giovanni imperatore +di Trebisonda, il quale gliela accordò per consorte<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span> +colla condizione che ella continuasse a vivere nella religione +greca [<a href="#DOC_I">Documento I</a>].</p> + +<p>Quest'imperatore, seguendo l'esempio di altri deboli sovrani +trapezuntini, che, disposando le proprie figlie a principi +barbari, si assicuravano la loro protezione, credette con tale +unione, e coll'alleanza conchiusa col nuovo signore della +Persia, di difendere il proprio trono dalla potenza minacciosa +di Mohammed, il quale, dopo la conquista di Costantinopoli, +voleva impadronirsi di quegli ibridi imperi greci, che erano +sorti dalle rovine di Bisanzio.</p> + +<p>L'imperatore Giovanni diede in isposa l'altra sua figlia, +sorella della despina di Persia, al duca dell'Arcipelago Nicolò +Crespo, da cui nacquero quattro figliuole maritate con altrettanti +gentiluomini veneziani, cioè:</p> + +<p>Fiorenza con Marco Cornaro<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2"></a><a href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a>.</p> + +<p>Lucrezia con un Priuli.</p> + +<p>Valenza con Giovanni Loredano, e</p> + +<p>Violante con Caterino Zeno<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3"></a><a href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a>.</p> + +<p>Ecco relazioni di famiglia, che, oltre agli interessi politici +internazionali, avvicinarono la signorìa di Venezia alla Persia. +E questi ultimi erano della massima importanza.</p> + +<p>Il grande <i>signore di due mari e di due parti di mondo</i>, +titolo che Mohammed si diede dopo la presa di Costantinopoli, +non sazio di nuove conquiste, mirava ad estendere +i confini del suo impero a danno dei principi suoi vicini. +Tra questi, i più potenti erano dalla parte dell'Europa: +Venezia, che offeriva alla civiltà l'antemurale dei suoi possedimenti +in levante; dalla parte dell'Asia, il nuovo monarca +persiano. Venezia quindi e la Persia dovevano porsi +d'accordo contro il comune naturale nemico, dacchè la +Provvidenza destinava principalmente questi due stati a +frenare l'ambizione di lui in occidente ed in oriente.</p> + +<p>La conquista dell'impero di Trebisonda, fatta da Mohammed +nell'anno 1461; la guerra mossa ai Veneziani nella primavera +del 1463, che cominciò coll'improvviso assalto di<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span> +Argo; e le spedizioni contro i principi di Caramania, protetti +da Uzunhasan, porsero occasione al sire persiano ed alla +repubblica di Venezia di apprestare d'accordo le armi contro +il comune nemico.</p> + +<p>A' 2 di dicembre 1463 il veneto senato ordinava ad Andrea +Cornaro di offerire al principe di Caramania Pir Ahmed, e +ad Uzunhasan proposta di lega, commettendogli di spedire +a questo fine Lazaro Quirini nella Persia, qualora egli in +persona non avesse potuto recarsi colà<a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4"></a><a href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a>.</p> + +<p>Contemporaneamente vincevasi in senato la <i>parte</i> di mandare +ambasciatori, Nicolò Canal in Francia, Marco Donà al +duca di Borgogna, altri ai re di Sicilia e di Portogallo; e di +scrivere ai re d'Ungheria e di Boemia, per invitarli a concorrere +nella lega contro il Turco<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5"></a><a href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a>, della quale il pontefice +erasi dichiarato capo e banditore.</p> + +<p>Andrea Cornaro conchiuse l'alleanza col principe Caramano [<a href="#DOC_III">Documento III</a>]; +e mentre Lazaro Quirini s'incamminava per la +Persia, arrivò in Venezia a' 13 di marzo 1464, per la via di +Aleppo e di Rodi, Mamenatazab ambasciatore di Uzunhasan<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6"></a><a href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a>.</p> + +<p>Espose quegli in senato: « che era spedito dal suo signore +per bene intendersi contro i Turchi; che egli +prometteva di mettere in campo nella prossima primavera +un esercito di 60,000 cavalli; che l'albero grosso sta +pur forte contro i venti, tamen se un piccolo verme entra +a rodere il tronco da basso, lo riduce così, che il vento +facilmente lo atterra; e Uzunhasan sarà quel verme che +roderà questo grand'albero, e mai conchiuderà pace colla +Turchia senza partecipazione della veneta repubblica, purchè +anch'essa dal proprio canto ciò prometta; avendo essa +intenzione di muovere sulle rive dello stretto verso Gallipoli, +affinchè la veneta armata potesse inoltrarsi fino a +Costantinopoli ».</p> + +<p>Questo oratore persiano fu assai bene accolto dal senato,<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span> +che ordinava, ai 26 di settembre 1464, gli fosse data pel suo +re una lettera ducale, colla quale accettando la proposta +lega, lo si rendesse avvertito della cooperazione certa del +pontefice, del duca di Borgogna e del re di Sicilia, e della +guerra sussistente fra i Turchi ed il re d'Ungheria; e animandolo +a muovere gagliardamente contro l'Ottomano lo +si assicurasse che ogni acquisto nella terra ferma la repubblica +lo riterrebbe interamente di lui [<a href="#DOC_IV">Documento IV</a>].</p> + +<p>Convenivasi poi a voce con Mamenatazab, che ove col concorso +della veneta armata si acquistassero coste o porti di +mare, questi resterebbero della repubblica<a name="FNanchor_7_7" id="FNanchor_7_7"></a><a href="#Footnote_7_7" class="fnanchor">[7]</a>: la quale più +che lontani possessi mirava ad ottenere punti strategici od +interessanti al commercio; e secondo la frase del Dandolo +<i>volle i popoli piuttosto amici che sudditi, e scali al suo traffico, +anzichè ampii dominii, ma sempre libero il mare</i>.</p> + +<p>L'oratore persiano partì da Venezia colle galere di Beiruth, +assai soddisfatto e regalato, portando seco oltre alla predetta +lettera ducale, braccia venti di panno d'oro da offerirsi in +nome della veneta signorìa a Uzunhasan. Ed arrivato a Rodi, +il capitano generale da mar, Mocenigo, gli fece vedere in ordinanza +la veneta armata, assicurandolo che l'avrebbe impiegata +in servizio, e per secondare i disegni e le imprese magnanime +del suo re<a name="FNanchor_8_8" id="FNanchor_8_8"></a><a href="#Footnote_8_8" class="fnanchor">[8]</a>.</p> + +<p>Nell'anno seguente arrivò a Venezia un altro messo persiano +chiamato Kasam-Hasan, con lettere di Uzunhasan, le +quali attestavano la sua pronta disposizione a far la guerra +ed eccitavano la repubblica, e per di lei mezzo i principi cristiani, +a muovere di comune accordo le armi.</p> + +<p>Il senato rispose ai 27 febbraio 1466 [<a href="#DOC_V">Documento V</a>] confermando la +deliberata volontà sua di continuare gagliardamente la lotta, +e partecipando le conchiuse leghe e le speranze che tenevansi: +quantunque per la morte di Pio II, e per le gelosie +dei principi cristiani verso la repubblica veneta, che +trovavasi all'apogèo della sua potenza pei nuovi acquisti,<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span> +fosse di assai minorata la energìa colla quale davasi dapprima +opera a tal lega contro la prepotenza ottomana.</p> + +<p>Scriveva in fatti il senato ai proprii oratori a Roma....... +« Et propterea omni studio et efficatia querite, ut ad conclusionem +deveniatur, et Sanctitas Sua si quid in effectum +collatura est, non amplius promittat sed conferat, hoc idem +faciant caeteri et omnes recidite conventus, omnes collationes +non solum dedecorosas, sed etiam detrimentosas, +quum dum hujusmodi collationibus et consultationibus, +tempus territur, Hannibal Saguntum oppugnat<a name="FNanchor_9_9" id="FNanchor_9_9"></a><a href="#Footnote_9_9" class="fnanchor">[9]</a> ».</p> + +<p><a name="parte_I" id="parte_I"></a>Dopo la presa di Negroponte<a name="FNanchor_10_10" id="FNanchor_10_10"></a><a href="#Footnote_10_10" class="fnanchor">[10]</a>, dubitando Mohammed, che +per questa nuova ed importante sua conquista, i principi +europei si decidessero, nel pericolo comune, ad accorrere efficacemente +in soccorso della repubblica, mandò a Venezia proposizioni +di pace, per mezzo della propria matrigna sorella +del despota Zorzi di Servia; laonde il senato, che da qualche +tempo mancava di ogni notizia delle mosse e dei progressi +di Uzunhasan, commise a Nicolò Cocco ed a Francesco +Cappello di proporre destramente all'imperatore la restituzione +di Negroponte, verso il pagamento di una somma che avevano +facoltà di portare fino a ducati d'oro 250,000 da soddisfarsi +per rate in 5 anni, rimanendo però alla repubblica +tutte le isole che allora teneva<a name="FNanchor_11_11" id="FNanchor_11_11"></a><a href="#Footnote_11_11" class="fnanchor">[11]</a>; ma tali furono le pretensioni +di Mohammed, che ogni trattativa fu dai Veneziani +disdegnosamente respinta.</p> + +<p>Mentre duravano queste pratiche di accomodamento, arrivò +dalla Persia in Venezia nel febbraio 1471 Lazaro Quirini, +insieme ad un oratore persiano chiamato Mirath<a name="FNanchor_12_12" id="FNanchor_12_12"></a><a href="#Footnote_12_12" class="fnanchor">[12]</a>, il +quale era latore di una lettera del suo re<a name="FNanchor_13_13" id="FNanchor_13_13"></a><a href="#Footnote_13_13" class="fnanchor">[13]</a>, che annunciava +le vittorie da esso riportate sopra varii principi suoi<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span> +confinanti, e la sua intenzione di muovere contro la Turchia +col concorso della veneta armata.</p> + +<p>Il serenissimo principe rispose nel giorno 7 di marzo all'oratore +persiano: che si sentivano con gioia le notizie del +suo re, e si teneva assai cara la sua amicizia dalla repubblica, +sempre disposta ad assisterlo. E « per confermare in +perpetuo quell'amicizia e stringerla maggiormente » il senato +deliberava nello stesso giorno: di mandare un solenne ambasciatore +in Persia, eletto fra i nobili, con stipendio di ducati +mille, incaricandolo di portarsi colà, insieme all'oratore persiano +Mirath, un notaio ducale e cinque famigliari. La <i>parte</i> +fu presa in Pregadi con 148 voti affermativi contro 2 negativi; +e furono eletti dapprima ser Francesco Michele, poi +ser Giacomo Medin che rifiutarono, finalmente Caterino +Zeno il quale accettò<a name="FNanchor_14_14" id="FNanchor_14_14"></a><a href="#Footnote_14_14" class="fnanchor">[14]</a>.</p> + +<p>Frattanto arrivava pure in Venezia un altro legato di Uzunhasan, +il quale, passato il mar Nero da Trebisonda a +Moncastro<a name="FNanchor_15_15" id="FNanchor_15_15"></a><a href="#Footnote_15_15" class="fnanchor">[15]</a> e venuto per la via di Polonia insieme ad +un ambasciatore di quel re, dirigevasi al sommo pontefice +per sollecitare col suo mezzo il concorso dei principi cristiani. +Il senato gli rispose opportunamente « conforti per +conforti et offerte per offerte » e lo accompagnò con lettera +di raccomandazione all'oratore veneto in Roma, dove fu +vestito ed accarezzato dal pontefice, e rimandato in Persia +con un legato papale, frate di S. Francesco<a name="FNanchor_16_16" id="FNanchor_16_16"></a><a href="#Footnote_16_16" class="fnanchor">[16]</a>.</p> + +<p>Caterino, figliuolo di Dracone Zeno<a name="FNanchor_17_17" id="FNanchor_17_17"></a><a href="#Footnote_17_17" class="fnanchor">[17]</a>, essendo stato molti +anni col padre in Damasco, e qual nipote della despina +moglie di Uzunhasan, si giudicò potesse servir bene e con +profitto la patria in questa ambasceria al sovrano della Persia.</p> + +<p>Ai 18 di maggio 1471 fu allo Zeno rilasciata dal senato la +commissione [<a href="#DOC_VI">Documento VI</a>]; ma dietro proposta del savio agli ordini<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span> +Pietro Donato, fu differita la di lui spedizione, fino all'arrivo +da Costantinopoli di precise notizie sulle incamminate trattative +di pace.</p> + +<p>Le quali, poichè furono di manifesta e decisa rottura, il +senato dava allo Zeno una seconda commissione a' 10 settembre +1471 [<a href="#DOC_VII">Documento VII</a>].</p> + +<p>Con queste due commissioni veniva incaricato lo Zeno di +andare in Persia, per la via di Cipro e di Caramania, insieme +al legato Mirath, e di mostrare a quel re il contento della +repubblica per la sua potenza, e la perfetta sua disposizione +di concorrere coll'armata navale in pieno accordo e lega +con lui. Doveva pure lo Zeno giustificare le incamminate +trattative di pace, accolte dietro domanda del Turco e in +mancanza di ogni notizia dalla Persia, ma con lieto animo +opportunamente a tempo reiette. Gli fu ordinato di portar +seco un dono di panni d'oro da presentarsi ad Uzunhasan, +e di visitare la regina, nonchè il signore di Caramania ed +il re di Georgia. Finalmente egli ebbe incarico di rilevare +e descrivere tutte quelle minute informazioni che potesse +avere: della potenza del re di Persia, della sua età, valore, +stato, confini, vicinanze, redditi, esercito; nonchè della +sua disposizione e volontà nella guerra contro la Porta, e +di tutte le altre cose che egli riputasse degne di essere conosciute.</p> + +<p>Con questi ordini pertanto Caterino Zeno partitosi da Venezia, +passò a Rodi pochi mesi, e di là, entrato nel paese +del Caramano, pervenne dopo molto travaglio in Persia. Ed +annunciato il suo arrivo, fu egli da quel re ricevuto con grandi +dimostrazioni di onore, quale ambasciatore di una repubblica +potente e confederata; e avendo poi chiesto di presentarsi +alla regina, ne ebbe per grazia speciale il permesso, cosa +insolita a concedersi a qualsiasi persona, dacchè non era +costume in Persia che le donne, e particolarmente le regine, +si lasciassero vedere.</p> + +<p>Laonde condotto lo Zeno innanzi alla despina Teodora, e +datale notizia di sè, fu accolto e ricevuto come caro nipote, +fu alloggiato nel reale palazzo, e presentato ogni giorno (cosa +riputata di molto onore) delle stesse vivande della real mensa.<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +Ed udita più particolarmente la cagione della sua venuta, la +regina gli promise ogni aiuto e favore, riputandosi parente +della signorìa di Venezia; e di fatto ella contribuì efficacemente +ad indurre Uzunhasan a muovere le armi contro +Mohammed<a name="FNanchor_18_18" id="FNanchor_18_18"></a><a href="#Footnote_18_18" class="fnanchor">[18]</a>.</p> + +<p>Scriveva quindi lo Zeno il 30 di maggio 1472<a name="FNanchor_19_19" id="FNanchor_19_19"></a><a href="#Footnote_19_19" class="fnanchor">[19]</a> al capitano +generale Pietro Mocenigo, essere egli arrivato in Tauris +al 30 aprile, aver trovata la più liberale accoglienza dal re +e dalla regina, e la migliore disposizione di muovere nella +Caramania e verso le coste contro gli Ottomani. E pregava +il capitano generale di accordare passaggio ad un nuovo +legato persiano, che Uzunhasan spediva a Venezia.</p> + +<p>Giunse in fatti, alla fine di agosto, in Venezia l'oratore +agì Mohammed, per chiedere alla repubblica soccorso di artiglierie, +delle quali mancava il campo persiano.</p> + +<p>Questo oratore recava alla signorìa un preziosissimo dono, +che tuttora si conserva fra gli stupendi cimeli del tesoro di +S. Marco. Esso consiste in un catino ricavato in una sola +turchese di smisurata grandezza, avente il diametro delle +celebri colonnette della cattedrale di Siviglia (m. 0,228). Sulla +superficie esteriore stanno intagliate cinque lepri, e nel fondo +le parole <i>bar allah</i>, interpretate dal Montfaucon <i>opifex Deus</i>, +avvegnachè opera sì straordinaria e preziosa debba riputarsi +divina. Il catino è contornato da una doppia legatura, entro +e fuori, d'oro finamente cesellato e guernito di cinquanta +gemme. Il Montfaucon dichiara che nessun altro cimelio gli +ha destato maggior meraviglia, così pure il Cicognara; ma lo +Zanotto ed il Durand dubitano, e forse a ragione, che il catino +sia invece di pasta vitrea, la cui arte era perfettissima in +Persia, d'onde si diffuse per la civile Europa<a name="FNanchor_20_20" id="FNanchor_20_20"></a><a href="#Footnote_20_20" class="fnanchor">[20]</a>.</p> + +<div class="figcenter"> +<a name="coppa" id="coppa"></a> +<img src="images/ill-008.jpg" width="600" height="514" alt="Coppa donata da Uzunhasan alla veneta signorìa, 1470" + /> +</div> + +<p>Pochi giorni prima di agì Mohammed arrivava per la via di +Caffa un altro messo persiano [<a href="#DOC_VIII">Documento VIII</a>], « spagnuolo di nascita e di +fede ebreo » il quale confermava che il suo signore era in +viaggio con un potentissimo esercito, e risoluto di non ritirarsi +dall'Asia minore senza aver prima debellato il Turco.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span> +Questo messo fu consigliato di presentarsi al re Ferdinando +di Napoli ed al pontefice. Dai quali ottenne buone parole +e scarse promesse. A Roma fu con due famigliari battezzato +da papa Sisto, che gli pose il suo nome, e lo regalò di molti +doni.</p> + +<p>In seguito alla domanda di agì Mohammed, deliberavasi +in senato la lettera ducale 25 settembre 1472 al re della +Persia<a name="FNanchor_21_21" id="FNanchor_21_21"></a><a href="#Footnote_21_21" class="fnanchor">[21]</a> per assicurarlo, che gli sarebbero spedite le chieste +artiglierie, e che ordinavasi al capitano generale da mar di +porsi intieramente colla veneta armata a di lui disposizione.</p> + +<p>In questo senso scriveasi pure il 27 settembre allo Zeno, +che ai 5 del successivo gennaio 1473<a name="FNanchor_22_22" id="FNanchor_22_22"></a><a href="#Footnote_22_22" class="fnanchor">[22]</a> si rendeva avvertito +del licenziamento di un nuovo oratore turco, venuto per ricercare +la pace, mentre il senato non voleva conchiuderla +se non d'accordo col re persiano, incaricandolo di annunziare +ad Uzunhasan il prossimo arrivo delle chieste artiglierie, +condotte da uno speciale ambasciatore.</p> + +<p>Nel medesimo giorno in fatti il senato eleggeva oratore in +Persia, collo stipendio di 1800 ducati all'anno, e coll'accompagnamento +di dieci persone, Giosafat Barbaro, il quale per +essere stato console veneto alla Tana e governatore in Scutari, +conosceva perfettamente le lingue orientali<a name="FNanchor_23_23" id="FNanchor_23_23"></a><a href="#Footnote_23_23" class="fnanchor">[23]</a>.</p> + +<p>E deliberava nella successiva tornata delli 11 gennaio<a name="FNanchor_24_24" id="FNanchor_24_24"></a><a href="#Footnote_24_24" class="fnanchor">[24]</a> +che si mandassero al re di Persia sei bombarde grosse, +dieci di mezza grandezza e trentasei minori. Erano le bombarde +una specie di mortaio in forma di tromba, nella +cui bocca poneasi in luogo di palla una gran pietra. Inoltre +500 spingarde, specie di grande balestre, schioppetti +e polveri quanti più se ne potessero raccogliere, pali di ferro +300, zappe 3000, badili 4000, e finalmente un regalo di panni +pel valore di diecimila ducati.</p> + +<p>Nella relazione del suo viaggio in Persia, pubblicata dal +Ramusio, il Barbaro narra che partì da Venezia insieme ad +agì Mohammed con due galere sottili, seguite da due grosse, +cariche di bombarde, spingarde, schioppetti, polveri, carri<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +e ferramenta pel valore di 4000 ducati, e con 200 schioppettieri +e balestieri, comandati da quattro contestabili e da +un governatore che era Tommaso da Imola; e che li doni +per Uzunhasan consistettero in lavori e vasi d'argento del +valore di ducati 3000, in panni d'oro e di seta del valore di +ducali 2500, e in panni di lana di color scarlatto ed altri fini +del valore di ducati 3000.</p> + +<p>E successivamente colle <i>parti</i> 5 novembre, 21 dicembre 1473 +e 22 gennaio 1474, il senato ordinava di assoldare Antonio +di Brabante bombardiere, e di mandarlo ad Uzunhasan insieme +ad altri 500 schioppetti e 100 spingarde. Marino Contarini +fu incaricato di fare questi nuovi acquisti; ed il capitano +generale da mar, di farli giungere nella Persia<a name="FNanchor_25_25" id="FNanchor_25_25"></a><a href="#Footnote_25_25" class="fnanchor">[25]</a>.</p> + +<p>Le commissioni a Giosafat Barbaro furono due: una palese, +data il 28 gennaio 1473 [<a href="#DOC_IX">Documento IX</a>], l'altra segreta l'11 febbraio +seguente [<a href="#DOC_X">Documento X</a>].</p> + +<p>Colla prima ordinavasi al Barbaro di andare oratore solenne +per la repubblica in Persia, insieme al legato persiano +agì Mohammed ed agli ambasciatori del sommo pontefice e del +re di Sicilia, allo scopo di confermare ed animare vieppiù +Uzunhasan nell'impresa contro i Turchi, e di recargli le +chieste armi e le genti.</p> + +<p>Cammin facendo egli doveva eccitare il capitano generale +Mocenigo a fatti importanti nella nuova stagione, visitare +il re e la regina di Cipro, procurando di indurli ad unire +la loro flotta, e finalmente maneggiarsi per lo stesso fine coi +cavalieri di Rodi.</p> + +<p>Il veneto oratore dovea presentarsi al re di Persia insieme +a Caterino Zeno, « per rendere più cospicua e solenne la +ambasceria; ed esporgli, che la repubblica da dieci anni +era in guerra col Turco deliberata di sostenerla e proseguirla +d'accordo colla Persia sino all'ultimo eccidio del +comune nemico; che aveva rifiutata ogni proposizione +di pace; che l'armata veneta e la collegata aveano già infestate +le marine dell'Anatolia, ed erano pronte a nuove<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +e più importanti imprese nella prossima primavera; e finalmente +che egli portava seco le chieste artiglierie e gli +uomini capaci d'instruire in quell'arma il suo esercito ».</p> + +<p>Le cose espresse nella detta commissione, ebbe il Barbaro +autorizzazione di comunicare agli ambasciatori del papa e +del re Ferdinando che lo accompagnavano, ma non quelle +contenute nella commissione segreta che gli fu data l'11 +febbraio 1473.</p> + +<p>Questa portava le istruzioni particolari, nel caso che ad +onta degli sforzi del veneto oratore, per animarlo alla guerra, +il re persiano inclinato avesse alla pace:</p> + +<p>« Essere intenzione della repubblica di non venire mai a +pace col Turco, se non qualora quegli acconsenta di rinunciare +in favore della Persia tutta l'Anatolia che è viscere +della sua potenza, e le terre al di là dello stretto, +con tutta la ripa opposta alla Grecia, ed il castello dei +Dardanelli, ed inoltre si obblighi a mai più fabbricare alcun +altro castello lungo quella spiaggia, onde possano i +Veneziani aver libero il mar Nero e ristorarvi gli antichi +traffici e commerci ».</p> + +<p>Se poi la conclusione della pace avvenisse da parte di +Uzunhasan, doveva il Barbaro impegnarlo ad includervi +la repubblica, procurando di farle restituire la Morea, Metelino, +Negroponte, od almeno Negroponte ed Argo.</p> + +<p>Con queste commissioni pertanto Giosafat Barbaro partì +da Venezia a' 18 di febbraio 1473, e per Zara, Lesina, Corfù, +Modone e Rodi giunse a Famagosta il 29 di marzo<a name="FNanchor_26_26" id="FNanchor_26_26"></a><a href="#Footnote_26_26" class="fnanchor">[26]</a>. Ma quantunque +alla repubblica assai importasse il sollecito suo viaggio +in Persia, egli dovette fermarsi circa un anno nell'isola +di Cipro, essendo tutte le coste occupate dagli Ottomani.</p> + +<p>Quivi egli diede prove di carattere saldo e di valentìa +negli affari di stato, mantenendo in fede il Lusignano, che +per ambizione di regno era più tenero degli infedeli che dei +cristiani, e provvedendo col generale Mocenigo in aiuto del +principe di Caramania.</p> + +<p>Il quale, alleatosi alla repubblica fin dal 1464, avendo chiesto +a Giosafat Barbaro, che trovavasi in Cipro, soccorso per<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +ricuperare i castelli di Sighin, Kurku e Selefke, intorno ai +quali stava il suo campo, ebbe dal Barbaro e dal Mocenigo +la chiesta assistenza; perocchè, portatisi colla veneta armata +alle marine, essi presero a viva forza Sighin ed ottennero a +patti gli altri due castelli, che il Mocenigo<a name="FNanchor_27_27" id="FNanchor_27_27"></a><a href="#Footnote_27_27" class="fnanchor">[27]</a> consegnò a Kasim +beg fratello del Caramano, il quale ringraziatolo del possente +aiuto, lo regalò di un leopardo e di un superbo destriero +tutto addobbato con fornimenti d'argento<a name="FNanchor_28_28" id="FNanchor_28_28"></a><a href="#Footnote_28_28" class="fnanchor">[28]</a>.</p> + +<p>Intanto Caterino Zeno non si stancava di eccitare la regina +di Persia perchè persuadesse il marito a muovere la +guerra a Mohammed, acerrimo nemico in particolare di lei, +a cui avea fatta perire tutta la famiglia; per le quali persuasioni +Uzunhasan, che era di già infiammato ad abbassare +la potenza ottomana e ad innalzare la propria, scrisse al +signore dei Georgiani che rompesse da quel lato la guerra<a name="FNanchor_29_29" id="FNanchor_29_29"></a><a href="#Footnote_29_29" class="fnanchor">[29]</a>, +e mandò un oratore a Costantinopoli per chiedere Trebisonda +ed i luoghi usurpati.</p> + +<p>Questo oratore presentò al sultano, secondo il costume +orientale, una mazza ed un sacco di miglio, per dimostrargli +che il re della Persia avrebbe armato esercito potente e numerosissimo; +ma il padishàh lo licenziava facendogli vedere a +mangiare da poche galline quel miglio, e dicendogli: « Così +i miei giannizzeri faranno cogli uomini del tuo signore, che +sono soliti a guardar capre e non a guerreggiare<a name="FNanchor_30_30" id="FNanchor_30_30"></a><a href="#Footnote_30_30" class="fnanchor">[30]</a> ».</p> + +<p>Allora Uzunhasan rivolse ogni sua cura a raccogliere +genti ed armi, e mandò notizia a Venezia della sua mossa, +animando la repubblica a fare altrettanto dalla sua parte; +con lettera recata da Sebastiano dei Crosecchieri cappellano +di Caterino Zeno, nell'ottobre 1472<a name="FNanchor_31_31" id="FNanchor_31_31"></a><a href="#Footnote_31_31" class="fnanchor">[31]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span></p> +<p>Ai 15 di dicembre<a name="FNanchor_32_32" id="FNanchor_32_32"></a><a href="#Footnote_32_32" class="fnanchor">[32]</a> lo Zeno partecipava le prime vittorie +di Uzunhasan, che uditi i fatti della veneta armata +sulle coste della Caramania, ancorchè non gli fossero ancora +pervenuti i domandati sussidii, avea dato ordine di guerra, +per nulla temendo i rigori della stagione e la mancanza di +artiglierie.</p> + +<p>Il veneto oratore seguì l'esercito persiano, e lo passò in +rassegna prima che entrasse in campagna. Narra lo Zeno +nella sua lettera del 9 ottobre 1472<a name="FNanchor_33_33" id="FNanchor_33_33"></a><a href="#Footnote_33_33" class="fnanchor">[33]</a> che quello era composto +di 100 mila cavalli, armati in parte alla maniera che +usavasi in Italia, e in parte coperti da fortissimi cuoi atti +a resistere ai grandi colpi. Gli uomini erano vestiti parte con +corazzine dorate e maglie, e parte in seta. Aveano rotelle in +luogo di scudi, e scimitarre.</p> + +<p>Mentre l'esercito persiano dopo le prime vittorie attese nel +verno a ristorarsi, Uzunhasan spedì un nuovo oratore a +Venezia, il quale vi giunse per la via di Cipro nel mese di +febbraio 1473, e recò la notizia della presa di Malatiah all'ovest +dell'Eufrate, e dell'assedio di Bir<a name="FNanchor_34_34" id="FNanchor_34_34"></a><a href="#Footnote_34_34" class="fnanchor">[34]</a>.</p> + +<p>Il serenissimo principe accolse il legato persiano con amorevolezza; +si congratulò seco delle vittorie ottenute, esprimendo +fiducia che il Barbaro si sarebbe recato quanto prima +nella Persia colle bombarde, le spingarde, e coi maestri di +artiglieria, spediti da quasi un anno. Ed egualmente scriveva +ad Uzunhasan il 15 di febbraio<a name="FNanchor_35_35" id="FNanchor_35_35"></a><a href="#Footnote_35_35" class="fnanchor">[35]</a>, annunziandogli la +venuta del Barbaro con efficaci sussidii, e l'ordine dato alla +veneta armata di attaccare le coste, tostochè il di lui esercito +si fosse a quelle avvicinato. Il Barbaro poi lo avvertiva +da Colchos l'8 di giugno<a name="FNanchor_36_36" id="FNanchor_36_36"></a><a href="#Footnote_36_36" class="fnanchor">[36]</a> di essere con potentissima armata +e cogli ambasciatori del papa e del re Ferdinando ed +agì Mohammed a di lui disposizione, e pronto ad attaccare +la stessa Costantinopoli.</p> + +<p>Queste lettere empierono di allegrezza e di speranze Uzunhasan, +il quale ne fece bandire la nuova per tutto l'esercito,<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +e salutare a suon di trombette e zambalare il nome +veneziano [<a href="#DOC_XI">Documento XI</a>].</p> + +<p>I Turchi, fatto anch'essi il maggior sforzo, si avvicinarono +all'Eufrate poco lungi da Malatiah, dove sull'altra riva erano +schierati i Persiani in ordinanza. Quivi si incontrarono i due +eserciti, ed azzuffatisi vigorosamente, prevalse il persiano. Il +sopraggiungere della notte però impedì, che la vittoria di +Uzunhasan riescisse decisiva e finale.</p> + +<p>Rotti pertanto gli Ottomani, scriveva a Venezia Luca da +Molino, sopracomito del porto di S. Teodoro<a name="FNanchor_37_37" id="FNanchor_37_37"></a><a href="#Footnote_37_37" class="fnanchor">[37]</a>: che era vicino +il re di Persia, che il Mocenigo aveva incominciate le operazioni +marittime, e che già tutta la costa erasi assoggettata +e restituita al Caramano.</p> + +<p>Laonde, elevati gli animi alle più belle speranze, si vinceva +in senato, dietro proposizione di Girolamo da Mula, il partito, +di scrivere al Mocenigo che penetrasse con tutta l'armata +nello stretto, e si portasse a battere immediatamente +la stessa Costantinopoli, qualora però fossero stati di tale +avviso il legato papale e il capitano di Napoli<a name="FNanchor_38_38" id="FNanchor_38_38"></a><a href="#Footnote_38_38" class="fnanchor">[38]</a>.</p> + +<p>Ma poco stettero le cose a cangiare d'aspetto. Battuti i Turchi, +fu Uzunhasan spinto dai suoi ad inseguirli al di là +dell'Eufrate, e potè raggiungerli presso Terdshan nelle +vicinanze di Erzengian, alla fine di luglio del 1473. Mentre +il suo esercito era in marcia, mandò l'11 di luglio a chiamare +lo Zeno e gli comandò di scrivere all'imperatore ed +al re d'Ungheria di « metter a foco et fiamma il paese de +l'Othoman in Europa, perchè essendo esso, con l'aiuto di +Dio, per aver certissima vittoria contro l'Othoman, el vol +ch'el sia sfrachassado da ogni parte, che più nol se possa +refar, et che totalmente sia estinto el nome suo<a name="FNanchor_39_39" id="FNanchor_39_39"></a><a href="#Footnote_39_39" class="fnanchor">[39]</a> ».</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p> +<p>Confidando pertanto nella favorevole sua fortuna, e credendo +per la recente vittoria di poter ancora facilmente superare +l'esercito ottomano, Uzunhasan apprestò a battaglia +le sue truppe, appena che lo ebbe raggiunto<a name="FNanchor_40_40" id="FNanchor_40_40"></a><a href="#Footnote_40_40" class="fnanchor">[40]</a>.</p> + +<p>Ma, attaccato invece vigorosamente e disperatamente dai +Turchi, egli rimase sconfitto per modo che dovette fuggire +nelle montagne dell'Armenia, abbandonando il campo e le +salmerìe, mentre invano suo figlio Seinel perdeva la vita, +cercando di tener testa coi pochi rimasti [<a href="#DOC_XII">Documento XII</a>].</p> + +<p>Per quella stessa opinione che Uzunhasan teneva di essere +invincibile, si avvilì maggiormente di questa sconfitta; +laonde non vedendo altra speranza che nel soccorso dei +principi cristiani, ai quali le sue disgrazie non toccavano +meno che a lui, spedì Caterino Zeno come proprio ambasciatore +presso ai principi d'Europa: con incarico di domandar +loro quell'aiuto che richiedeva il pericolo comune, e particolarmente +dacchè, in contemplazione della repubblica di +Venezia e degli interessi della cristianità, avea preso le +armi. Prometteva poi di mettere in campo per la ventura +stagione un formidabile esercito, onde continuare nella impresa.</p> + +<p>Partitosi lo Zeno dalla corte persiana, si diresse alle rive +del mar Nero, dove, noleggiata una nave genovese di Luigi +Dal Pozzo, corse pericolo di essere tradito e consegnato agli +Ottomani, se Andrea Scaramelli di notte tempo accostandosi +secretamente con una barca alla nave, da quella non lo +avesse levato, e condotto incognito a Caffa, insieme ad un +di lui servo chiamato Martino.</p> + +<p>Quivi trovandosi lo Zeno spoglio di denari e di ogni cosa, +e non potendo essere assistito dal povero suo liberatore, +potè una seconda volta salvarsi da mal partito e così porsi +in grado di adempire ai suoi incarichi, per la fedeltà del suo +servo Martino, che tanto lo pregò fino a che egli accondiscese +di venderlo siccome schiavo per provvedersi di denari +pel viaggio. La generosità del Martino fu poi riconosciuta<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +dal veneto senato, che lo riscattò e lo provvide di buona +pensione<a name="FNanchor_41_41" id="FNanchor_41_41"></a><a href="#Footnote_41_41" class="fnanchor">[41]</a>.</p> + +<p>Da Caffa lo Zeno scriveva alla signorìa, narrando il successo +della guerra passata, le nuove speranze che ancora si +avevano, e lo incarico a lui affidato da Uzunhasan, del +quale spediva una lettera al doge Nicolò Tron <i>relucentissimo +sultan de la fede cristiana</i>, cui prometteva di esser pronto a +tentare di nuovo con tutte le forze della Persia la fortuna +delle armi [<a href="#DOC_XIII">Documento XIII</a>].</p> + +<p>Queste lettere furono assai gradite dal senato, che intendendo +non essere ancora Giosafat Barbaro passato nella Persia, +non gli parve convenisse alla dignità sua di lasciare un +re affezionato e fedele senza un ambasciatore, dacchè lo Zeno +erasi da lui dipartito.</p> + +<p>Laonde il consiglio dei Dieci deliberava di spedirvi Paolo +Ognibene<a name="FNanchor_42_42" id="FNanchor_42_42"></a><a href="#Footnote_42_42" class="fnanchor">[42]</a> albanese, con commissione di confermare ad +Uzunhasan che la repubblica intendeva di persistere nella +lega, la quale non avrebbe mancato di fruttargli il possesso +di tutta l'Asia turca; e di ponderare allo stesso quanto importava +all'impresa che egli coll'esercito passasse l'Eufrate.</p> + +<p>All'Ognibene non venne fissato alcun stipendio; ma gli fu +promesso che la repubblica non mancherebbe d'usare verso +la sua persona e famiglia la magnificenza solita verso chi +ben la serviva.</p> + +<p>Oltre a questa spedizione dell'Ognibene, il senato deliberava +nel giorno 30 di ottobre dello stesso anno 1473<a name="FNanchor_43_43" id="FNanchor_43_43"></a><a href="#Footnote_43_43" class="fnanchor">[43]</a> di +eleggere un altro oratore solenne ad Uzunhasan; ma nominato +Francesco Michele, egli rifiutò, e quanti altri venivano +eletti declinavano tale onore per cagione del viaggio pericolosissimo; +laonde furono prese le <i>parti</i> 22 e 30 novembre +che stabilirono pene a chi si rifiutasse, e che autorizzarono +il Consiglio a scegliere l'ambasciatore da qualunque +luogo od ufficio.</p> + +<p>Il 10 di dicembre 1473 fu eletto Ambrogio Contarini, +quondam Bernardo, che accettò, ed il 20 scrivevasi al Barbaro,<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +che sollecitasse intanto la sua partenza da Cipro e +per qualunque via procurasse giungere al più presto possibile +nella Persia.</p> + +<p>Le commissioni date dal senato ad Ambrogio Contarini +furono due, una palese, e l'altra segreta.</p> + +<p>La prima [<a href="#DOC_XIV">Documento XIV</a>] ordinava al veneto legato di abboccarsi coll'ambasciatore +di Napoli, di cercar notizie di Caterino Zeno +che credevasi a Caffa, e di Giosafat Barbaro, e con questi e +col segretario Paolo Ognibene concertarsi per la miglior riuscita +della sua missione.</p> + +<p>La commissione segreta [Documenti <a href="#DOC_XV">XV</a> e <a href="#DOC_XVI">XVI</a>] ricordava, come l'anno precedente, +ritenendosi che il re persiano penetrasse nell'Anatolia, +la repubblica avea ordinato al capitano generale Mocenigo +di spingersi vigorosamente coll'armata nello stretto fino +a Costantinopoli, mettendo a ferro e fuoco tutta la ripa, +onde il nemico vedendo in pericolo la propria capitale fosse +costretto a ritirare gran parte delle sue genti, così agevolando +la vittoria al re di Persia; che inoltre la repubblica +aveva mandate le chieste artiglierie e gli uomini esperti +a maneggiarle; per le quali cose doveva Uzunhasan convincersi +della buona volontà dei Veneziani, e degli sforzi che +sarebbero sempre pronti a fare in suo favore: sia ch'egli, +seguendo il parere del senato, spingesse la guerra per terra, +mentre la veneta armata penetrerebbe nello stretto; sia ch'egli +preferisse la campagna della Sorìa: purchè per l'una o +per l'altra di queste imprese egli muovesse sollecitamente, +il tutto consistendo nella celerità delle operazioni.</p> + +<p>Se poi il veneto oratore avesse trovato il re disposto a +tregua o pace, gli si ingiungeva di far di tutto per istornarvelo; +e, non riuscendo, di ottenere che alla repubblica fossero +restituiti Negroponte ed Argo, od almeno ch'ella fosse +inclusa nella pace.</p> + +<p>Questa commissione segreta ebbe ordine il Contarini di +imparare a memoria prima di partire d'Italia, e di ritenerla +col mezzo di contrassegni e cifre a lui solo note, con obbligo +assoluto di abbruciare il foglio in modo che non potesse +mai essere letto da alcuno.<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p> + +<p>Intanto che l'Ognibene<a name="FNanchor_44_44" id="FNanchor_44_44"></a><a href="#Footnote_44_44" class="fnanchor">[44]</a> ed il Contarini si dirigevano verso +la Persia, e che il Barbaro altresì trovava mezzo d'incamminarvisi, +Caterino Zeno proseguiva il suo viaggio di ritorno +a Venezia, eseguendo le commissioni avute, quale ambasciatore +del re persiano.</p> + +<p>Trovò egli in Polonia il re Casimiro in guerra cogli Ungheri, +ed esponendogli lo incarico avuto da Uzunhasan, lo esortò +ed indusse a conchiudere la pace, per lasciare almeno agli +Ungheri agio di unirsi nella lega contro i Turchi.</p> + +<p>Dalla Polonia lo Zeno passò in Ungheria, dove ebbe +grandi promesse, e l'onore del cavalierato il 20 aprile 1474. +Finalmente egli arrivò in Venezia, e riferita in senato la +commissione avuta dal re di Persia, fu per ciò inviato con +altri quattro ambasciatori al papa ed al re di Napoli<a name="FNanchor_45_45" id="FNanchor_45_45"></a><a href="#Footnote_45_45" class="fnanchor">[45]</a>.</p> + +<p>Queste legazioni non produssero il desiderato effetto e +tornarono vane. I principi della cristianità si erano, secondo +la robusta espressione di Giovanni Sagredo<a name="FNanchor_46_46" id="FNanchor_46_46"></a><a href="#Footnote_46_46" class="fnanchor">[46]</a>, raffreddati, +anzi intirizziti. Ritornato in patria lo Zeno, fu egli nominato +del Consiglio dei Dieci, a grande maggioranza di voti.</p> + +<p>Frattanto il Barbaro col solo agì Mohammed ed il cancelliere, +travestiti da pellegrini, senza roba e senz'altra famiglia, +abbandonati anche dal legato papale e da quello di Napoli, +poterono incamminarsi per la Persia l'11 febbraio 1474<a name="FNanchor_47_47" id="FNanchor_47_47"></a><a href="#Footnote_47_47" class="fnanchor">[47]</a>.</p> + +<p>La relazione del viaggio di Giosafat Barbaro fu pure pubblicata +dal Ramusio, e, tradotta in latino dal Geudero, fu +inserita nell'<i>Historia rerum persicarum</i> del Bizarro.</p> + +<p>Narra il Barbaro che partitosi finalmente da Cipro sbarcò +al Kurku, e per Selefke, Tarsus, Merdin, Assankief e Sairt +arrivò al monte Tauro, dove nel giorno 4 di aprile, assalito +dai Kurdi e spogliato di ogni cosa, egli potè a stento salvarsi +fuggendo, <i>per aver sotto un buon cavallo</i>. Ma egual sorte non +toccava ad agì Mohammed ed al cancelliere, che rimasero da +quegli assassini trucidati. Le disgraziate vicende del viaggio +del Barbaro non si limitarono a questa, che, giunto a Vastan<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span> +presso Tauris, e richiesto del suo nome e della sua missione +da quei Turcomanni che si trovavano alla porta della +città, avendo egli detto di tener lettere per il loro re, ma +che non credeva cosa onesta il mostrarle, fu assai maltrattato, +e colpito dal loro capo con un pugno così vigoroso +nella mascella, che per quattro mesi gliene durò il dolore.</p> + +<p>Arrivato finalmente il veneto legato in Tauris ed acconciatosi +in un caravanserai, fece sapere ad Uzunhasan che +desiderava di presentarglisi. Il re mandò per lui immediatamente +la mattina appresso; laonde fu condotto alla sua +presenza così male in arnese, che « quanto avea in dosso non +potea valere due ducati ». Fu accolto assai cortesemente dal +persiano, che gli promise soddisfazione, e compenso del danno +patito<a name="FNanchor_48_48" id="FNanchor_48_48"></a><a href="#Footnote_48_48" class="fnanchor">[48]</a>.</p> + +<p>Il luogo del ricevimento fu un padiglione del magnifico +palazzo detto <i>Aptisti</i>, che tenevasi per una delle meraviglie +della Persia. Il padiglione giaceva nel mezzo di un giardino +a trifoglio, con una rigogliosa fontana d'innanzi<a name="FNanchor_49_49" id="FNanchor_49_49"></a><a href="#Footnote_49_49" class="fnanchor">[49]</a>. +La loggia era decorata a grossi mosaici di varii colori; a +mano sinistra sedeva il signore della Persia sopra un cuscino +di broccato d'oro, con un altro simile dietro alle spalle, +ed al suo lato stava un brocchiero alla moresca colla sua +scimitarra. Uzunhasan ricevette il veneto ambasciatore, circondato +dai grandi del suo regno, e mentre varii cantori +facevano sentire dolci concenti, al suono di arpe, liuti, cembali +e pive. Il giorno dopo mandò al Barbaro due vesti, +uno sciallo di seta, una pezza di bambagio da mettere in +capo, e ducati 20.</p> + +<p>La relazione del viaggio di Giosafat Barbaro continua narrando +i costumi, le ricchezze, il commercio, i prodotti della +Persia confrontati con quelli d'Italia, e descrive l'esercito e +la potenza di quel re. Dati questi importantissimi, ma che +è inutile di ripetere, dacchè stanno pubblicati nelle sopracitate +collezioni, insieme ad un'altra non meno interessante +descrizione della Persia fatta da un mercante veneziano, che +ivi dimorò intorno a quel tempo.</p> + +<p>Circa l'esito della sua missione, il Barbaro dice: che quando<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +arrivò in Tauris, correva voce che Uzunhasan fosse deciso +a continuare nella lotta contro i Turchi, ma che le conseguenze +della infelice giornata di Terdshan, la ribellione di +Oghurlu Mohammed, e la tiepidezza delle corti cristiane resero +impossibile la riscossa. Egli portò invece le armi contro il +re di Gorgora, e fatta con esso la pace, si ritirò nei propri +stati, ove morì il giorno dell'Epifanìa dell'anno 1478.</p> + +<p>Dopo la morte di Uzunhasan avvennero nella Persia i più +gravi sconvolgimenti, che portarono finalmente la esclusione +dal trono della sua dinastìa.</p> + +<p>Laonde il Barbaro, presa licenza, si unì ad un armeno +che recavasi in Erzengian, ove giunse ai 29 di aprile 1478. +Quindi con una carovana andò in Aleppo ed in Beiruth, e +con una nave di Candia si portò in Venezia, per recare al senato +le notizie della sfortunata sua legazione.</p> + +<p>Ed esito simile ebbero pur quelle di Paolo Ognibene e di +Ambrogio Contarini.</p> + +<p>Paolo Ognibene arrivava dalla Persia il 17 di febbraio 1475 +e riferiva nel Consiglio dei Dieci: che entrato nel paese del +Caramano si era unito con alcuni Turchi che andavano alla +Mecca, dai quali poche miglia fuori di Aleppo si dipartì +fingendo di avere perduta la borsa, e così avendo potuto ritornare +in quella città, prese il cammino della Persia. Passato +l'Eufrate, egli entrò nel paese di Uzunhasan, e presentatosi a +quel re, fu accolto amorevolmente ed udito con attenzione.</p> + +<p>Pochi giorni dopo l'arrivo in Persia dell'Ognibene vi giungeva +Giosafat Barbaro, laonde Uzunhasan incaricava l'Ognibene +di ritornare tosto a Venezia, e di esporre alla signorìa, +ch'egli <i>era re della propria parola</i>, e che nella prossima +primavera avrebbe allestito un poderoso esercito.</p> + +<p>La relazione dell'Ognibene fu assai grata al Consiglio dei +Dieci, che lo premiava colla nomina di massaro all'ufficio +delle Rason vecchie, collo stipendio annuo di ducati 400<a name="FNanchor_50_50" id="FNanchor_50_50"></a><a href="#Footnote_50_50" class="fnanchor">[50]</a>.</p> + +<p>Anche la relazione del viaggio e dell'ambasciata in Persia +di Ambrogio Contarini fu pubblicata nelle citate collezioni. +Partitosi quell'oratore da Venezia a' 23 di febbraio 1473, +andò per la via di terra a Caffa, ove giunse ai 26 di aprile, +passando per Norimberg, <a name="tn20" id="tn20"></a>Potsdam e la Russia bassa. Imbarcatosi<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +sul mar Nero, si recò alle foci del Fasi al 1º di +luglio, e per la Mingrelia, la Georgia e parte dell'Armenia, +giunse al 4 di agosto nella città di Tauris.</p> + +<p>Ma siccome il re di Persia trovavasi in Ispahan, il Contarini +si diresse a quella volta, ove incontrò Giosafat Barbaro +che lo seguiva in qualità di legato della repubblica.</p> + +<p>Nel giorno 4 di novembre 1474 il veneto oratore si presentò +ad Uzunhasan ed offerì le sue credenziali. Esposta la +commissione avuta dal senato, ebbe affettuosissima accoglienza, +ma assai breve ed ambigua risposta. E ritornato +poi colla corte in Tauris, gli fu commesso da quel re di +partire per Venezia, e di recare la notizia che egli era pronto +a far la guerra. Fu il Contarini regalato di due vesti, di un +cavallo e di poche altre cose, e fu incaricato di portare alla +signoria alcune spade e turbanti.</p> + +<p>Nel 28 di giugno 1475, quantunque convinto che le promesse +di Uzunhasan difficilmente sarebbero state mantenute, +il Contarini si licenziò da quel re, e per la via del +Caspio e della Tartaria si diresse a Venezia.</p> + +<p>Il viaggio di ritorno riescì al veneto legato oltremodo faticoso, +avendo dovuto per terre barbare ed infestate, viaggiare +senza o con pochi danari. Egli portava indosso una +casacca tutta squarciata, foderata di pelli d'agnello, una triste +pelliccia, e un berretto pure di agnello. Passato il gran deserto +dell'asiatica Sarmazia, arrivò in Moscovia, e presentatosi +a quel duca, fu assai bene accolto e regalato; quindi +per la Lituania, la Polonia e l'Allemagna giunse a Venezia il +9 di aprile 1477, e riferito in senato l'esito della sua missione, +corse a ringraziare Iddio di averlo preservato da tanti pericoli +e di avergli conceduta la grazia di rivedere la patria.</p> + +<p>Colla morte di Uzunhasan terminava per Venezia l'ultima +speranza di appoggio; laonde nel 1478 la repubblica +fermò pace colla Turchia, e pose fine ad una lotta che durò +sedici anni, e che avrebbe potuto vendicare il 1453, in cui +compievasi la gran vergogna della cristianità, e liberare l'Europa +da una causa incessante di perturbazioni e di guerre.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span></p> + +<h3><a name="I_II" id="I_II">II</a>.</h3> + +<p class="break">La repubblica di Venezia però non cessava di considerare +con grande interesse le cose persiane, dacchè a quella +parte stavano ancora rivolte le sue speranze, nel quasi totale +abbandono dei principi cristiani.</p> + +<p>Sembra che il segretario veneto Giovanni Dario, spedito +nell'anno 1478 alla Porta per negoziare la pace, avesse poi +incarico nel 1485 dal bailo Pietro Bembo, di recarsi nella +Persia, per attingere notizie sulla condizione di quel regno +sconvolto dopo la morte di Uzunhasan, e sulla possibilità di +una comune riscossa. Due lettere in fatti si conservano del +Dario [Documenti <a href="#DOC_XVII">XVII</a> e <a href="#DOC_XVIII">XVIII</a>], le quali però narrano solamente l'accoglienza ch'egli +ebbe nel campo persiano, e quella fatta agli ambasciatori +dell'Ungheria e dell'India, che eransi pure in quel tempo +recati colà.</p> + +<p>Allorquando poi il valoroso Ismaìl, capo della setta credente +in Alì, detta dei Ssufì <img class="letter" src="images/ill-022.jpg" alt="Arabo: sufi" /><a name="FNanchor_51_51" id="FNanchor_51_51"></a><a href="#Footnote_51_51" class="fnanchor">[51]</a>, approfittando dell'entusiasmo +religioso s'insignorì della Persia, il veneto senato +non solo cercò, col mezzo dei suoi rappresentanti in levante, +ogni particolare notizia sull'origine, le forze ed i progressi di +lui, ma rottasi la pace colla Turchia nel 1494, introdusse pratiche +di alleanza con esso e col principe di Caramania.</p> + +<p>Un gentiluomo di Costantinopoli, abitante in Cipro e suddito +veneto, Costantino Lascari, spedito a questo fine nella +Persia, lesse in senato al suo ritorno in Venezia nel 1502, +una preziosa relazione del sufì [Documenti <a href="#DOC_XIX">XIX</a> e <a href="#DOC_XX">XX</a>], dalla quale la repubblica, +se ricavò importanti notizie delle vittorie e progressi persiani, +dovette però convincersi non essere possibile di ristorare +allora l'antica lega con Ismaìl, laonde mancandole +eziandio i soccorsi chiesti alla Francia ed al Portogallo, conchiuse +la pace colla Turchia, che fu giurata il 14 dicembre +1502 dal sultano, e il 20 maggio 1503 dal doge.<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span></p> + +<p>Non ismettevasi tuttavolta in senato il pensiero, che fu +poi la costante politica tradizionale della repubblica, di studiare +le occasioni opportune, per frenare la prepotenza ottomana, +e per rilevare in levante la supremazìa politica e +commerciale dei Veneziani.</p> + +<p>I dispacci dei baili a Costantinopoli riportati dal Sanudo, +e quattro relazioni che in quei preziosi diarii sono pure +conservate inedite, fanno di ciò piena testimonianza. La prima +è una deposizione del nunzio Dell'Asta fatta alla signoria +nel dicembre 1501, intorno al nuovo profeta Ismaìl<a name="FNanchor_52_52" id="FNanchor_52_52"></a><a href="#Footnote_52_52" class="fnanchor">[52]</a>; la seconda +una relazione 7 settembre 1502 del luogotenente di +Cipro Nicolò Priuli, sui progressi del sufì e della sua setta<a name="FNanchor_53_53" id="FNanchor_53_53"></a><a href="#Footnote_53_53" class="fnanchor">[53]</a>; +la terza una deposizione fatta nell'ottobre 1503 intorno ai +successi persiani, da un Moriati di Erzerum spedito appositivamente +in Tauris dai rettori di Cipro<a name="FNanchor_54_54" id="FNanchor_54_54"></a><a href="#Footnote_54_54" class="fnanchor">[54]</a>; la quarta finalmente +è una lettera di Giovanni Morosini da Damasco del 5 +marzo 1507<a name="FNanchor_55_55" id="FNanchor_55_55"></a><a href="#Footnote_55_55" class="fnanchor">[55]</a>, la quale narrando con ogni possibile esattezza +le lotte del sufì contro Alidul e la Turchia, rappresentava +al senato « quello essere il momento opportuno di cospirare +d'accordo fra i principi cristiani e la Persia, nella santissima +impresa di scacciare il Turco d'Europa ». La lettera +del Morosini termina col seguente ritratto dello shàh Ismaìl.</p> + +<p>« Il sophi è adorato et è nominato non re nè principe, +ma sancto et propheta: è bellissimo giovane senza barba, +studiosissimo et doctissimo in lettere, dicono aver con sè +tre preti armeni, i quali per otto anni continui sien stati +suoi precettori, et non lascivo al solito dei Persi, homo de +grande justitia et senza alcuna avidità, et molto più liberal +de Alexandro, anzi prodigo di tutto, perchè come gli vien +el danaro subito lo distribuisce in modo che el par un Dio +in terra; et come ai templi se fanno offerte si offeriscono +a lui le facultà, et hanno de gratia che tanto si degni de +acceptarle. La fede veramente che el tien no se intende; ma +se pol conjetturare che el sia più presto cristiano che altro,<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +persuadendo li popoli che Dio vivo che è in cielo li governa. +Vive con amor religioso et si contenta di quanto ha minimo +et privato homo. L'ha tamen qualche schiava et anchor non +legittima mogliera; nol beve vino palese nè occulto, ma +qualche volta el mangia certa herba che alquanto aliena, et +allora commette qualche severità; et tamquam sanctus par +de divination, perchè mai si consiglia con alcun; et per +questo tutti crede che el sia ad ogni sua operation divinitas +in ispirito. El tien una gatta sempre con lui, et +guai a chi fasse alcuna offension a quella.... ».</p> + +<p>Questo valoroso principe fondatore della dinastìa dei Sufiani, +non mostrava minore desiderio del veneto senato, a stringere +l'alleanza, e ad unire le proprie armi a quelle della +repubblica.</p> + +<p>Scriveva in fatti il console a Damasco Bartolomeo Contarini +nel novembre dell'anno 1505<a name="FNanchor_56_56" id="FNanchor_56_56"></a><a href="#Footnote_56_56" class="fnanchor">[56]</a>: essere a lui venuto un +chasandar del Caramano con una lettera del sufì di Persia, +scritta in lingua <i>agemina</i><a name="FNanchor_57_57" id="FNanchor_57_57"></a><a href="#Footnote_57_57" class="fnanchor">[57]</a>, al soldan dei Veneziani, colla +quale narrando le conseguite vittorie gli partecipava il suo +grande amore e la sua speranza di presto incontrarsi con lui.</p> + +<p>Questa lettera fu ricevuta a Venezia nel gennaio 1605 [<a href="#DOC_XXI">Documento XXI</a>] +insieme ad alcune monete d'oro e d'argento del nuovo signore +della Persia, le quali portavano le seguenti iscrizioni +così ricordate dal Sanudo nei suoi diarii<a name="FNanchor_58_58" id="FNanchor_58_58"></a><a href="#Footnote_58_58" class="fnanchor">[58]</a>.</p> + +<p>Da una parte:</p> + +<p>« Soldam, Ladel, Elchemel, Elhadi, Sainsa, Elmoda, Ismail +Sain, Chaledule Melche (El Signor giusto, compido, corredor, +re dei re, el victorioso Ismail mundo et puro, Iddio +fazi el so regno eterno) ».</p> + +<p>E dall'altra parte la formula religiosa dei Persiani:</p> + +<p>« Lailla, Lhalla, Mahumet Resulhalla, Uhalì, Ulihalla (Un +solo Dio, un solo messo Maometto, un sanctissimo Ali) ».<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p> + +<p>E due anni appresso Ismaìl reso ancor più potente per +felici imprese, e nemico a Bajezid per la diversità della religione +e la gelosia del dominio nell'Asia, mandò formalmente +oratori a Venezia per chiedere alleanza, conforme a quella +che Caterino Zeno aveva conchiusa con Uzunhasan<a name="FNanchor_59_59" id="FNanchor_59_59"></a><a href="#Footnote_59_59" class="fnanchor">[59]</a>.</p> + +<p>Ma per quella fatalità, che ha poi sempre impedito la effettuazione +del grande concetto politico dei Veneziani, in +quel tempo medesimo i principi cristiani congiurando a +Cambray contro Venezia, la posero nella necessità di lasciarsi +sfuggire la vagheggiata occasione.</p> + +<p>Il senato ricevette il primo annunzio di questa intenzione +del sufì dal console a Damasco Contarini, con dispaccio 4 +marzo 1508<a name="FNanchor_60_60" id="FNanchor_60_60"></a><a href="#Footnote_60_60" class="fnanchor">[60]</a>; quindi nel settembre dello stesso anno il +provveditore di Napoli di Romania scrisse ai capi del Consiglio +dei Dieci, che di notte secretamente erasi a lui presentato +un messo del sufì della Persia « per pregarlo di +informare il veneto senato che il suo re era amico dei +cristiani, veniva a rovina del Turco, voleva bene a san +Marco et alla signorìa, ed aveva fatto penetrare il suo esercito +nell'Anatolia<a name="FNanchor_61_61" id="FNanchor_61_61"></a><a href="#Footnote_61_61" class="fnanchor">[61]</a> ». Finalmente colla nave di ser Francesco +Malipiero arrivarono a Venezia due oratori, uno persiano +ed uno caramano, con lettera di Ismaìl tradotta dal +console Pietro Zeno, la quale, accreditando i suoi ambasciatori, +esprimeva la buona amicizia che il re persiano portava +alla repubblica, ed il suo desiderio di stringerla maggiormente +e più efficacemente<a name="FNanchor_62_62" id="FNanchor_62_62"></a><a href="#Footnote_62_62" class="fnanchor">[62]</a>. Accolti essi cortesemente dal +senato, furono a spese pubbliche alloggiati nel palazzo Barbaro +a s. Stefano dove abitava l'oratore di Francia.</p> + +<p>Pochi giorni dopo si presentava in collegio il solo ambasciatore +persiano, colla formale domanda d'Ismaìl: che +gli fossero mandati dall'Italia per la via di Sorìa maestri +che gettassero artiglierie; e che la veneta armata tenesse +occupato Baiezid nella guerra di mare presso alle coste della +Grecia, mentre egli lo avrebbe chiamato a battaglia nell'Asia +minore.<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p> + +<p>Il collegio ricevette onorevolmente l'ambasciatore persiano; +ma gli fece rispondere dai savi « che i Veneziani si +ricordavano molto bene la buona amicizia e la lega che +avevano stretta col re di Persia, che essi erano molto contenti +che il sufì fosse nemico dei Turchi, avesse pensato di comunicare +alla repubblica l'interesse della guerra, e promettesse +quelle cose, le quali se Uzunhasan avesse mantenute +non vi sarebbe forse più stata occasione di muover guerra +agli Ottomani; ma che tali erano i cambiamenti delle cose +del mondo, che siccome in quel tempo il persiano non +pensò o non potè ritentare la sorte delle armi, così ora +la repubblica trovandosi in gravissima condizione, non poteva +far ciò che pure ardentemente desiderava, avvegnachè +era occupata in una importantissima guerra, mossale dai +più potenti sovrani d'Europa che avevano congiurato a +Cambray, non provocati da ingiuria alcuna, ma solo eccitati +da invidia della felicità dei Veneziani ».</p> + +<p>E però si commetteva al persiano di riferire al suo re: +che la repubblica avrebbe all'occasione e potendo fatta ogni +opera affinchè il sufì conoscesse ch'ella non aveva cosa alcuna +più cara dell'amicizia dei Persiani, nè maggior desiderio +di quello, di unire alle loro le proprie armi, per frenare +od abbattere la prepotenza ottomana<a name="FNanchor_63_63" id="FNanchor_63_63"></a><a href="#Footnote_63_63" class="fnanchor">[63]</a>.</p> + +<p>L'ambasciatore persiano, così licenziato, partì colle galere +di Cipro, arrivato in Candia ammalò<a name="FNanchor_64_64" id="FNanchor_64_64"></a><a href="#Footnote_64_64" class="fnanchor">[64]</a>; quindi passato nella +Siria, tenne ragionamento segreto con Pietro Zeno console +veneto in Damasco sulla probabilità di un prossimo concorso +della veneta armata colle forze persiane.</p> + +<p>La qual cosa essendo venuta a cognizione del sultano del +Cairo, egli altamente se ne adirò, rispetto particolarmente +alle minaccie fattegli da Bajezid, per aver tollerato che nei +suoi stati, ministri persiani congiurassero contro di lui; +laonde ordinava la immediata carcerazione dello Zeno, e del +console veneto in Alessandria, Contarini.</p> + +<p>Scriveva allora il senato al sultano<a name="FNanchor_65_65" id="FNanchor_65_65"></a><a href="#Footnote_65_65" class="fnanchor">[65]</a>: non aver avuto la +veneta signorìa alcuna ingerenza in quei discorsi, che se<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +pur fossero stati fatti erano di carattere meramente privato, +nè alcuna notizia di que' nunzi... « Se questa po' è causa de +romper una tanto longa amicizia lo lassemmo al savio +parer del sultan. No giustifichemo cosa alcuna, solo dicemo +la verità<a name="FNanchor_66_66" id="FNanchor_66_66"></a><a href="#Footnote_66_66" class="fnanchor">[66]</a> ».</p> + +<p>Lo Zeno ed il Contarini tosto furono posti in libertà; ma +non essendo cessato del tutto il mal animo del sultano per +la venuta in Venezia degli oratori persiani, il senato commetteva +a Domenico Trevisan, eletto nel 22 dicembre 1511 +ambasciatore straordinario al Cairo per affari di commercio, +di cercare ogni mezzo e via di calmarlo « rappresentandogli +che la loro venuta non fu ad alcuno male efecto, +ma solum per comunicare le occorrenze et li successi del +loro signor, el qual mostrava di esser affetionato alla signorìa +nostra, et ai quali fu in corrispondenza con parole +generali risposto, com'è costume della signorìa nostra de +fare con tutti<a name="FNanchor_67_67" id="FNanchor_67_67"></a><a href="#Footnote_67_67" class="fnanchor">[67]</a> ».</p> + +<p>Di questa ambasciata Domenico Trevisan lesse in Pregadi +a' 24 di ottobre 1512, la stupenda relazione riportata dal Sanudo<a name="FNanchor_68_68" id="FNanchor_68_68"></a><a href="#Footnote_68_68" class="fnanchor">[68]</a>, +e Pietro Zeno narrò pure lungamente i suoi casi +nel gennaio dell'anno seguente<a name="FNanchor_69_69" id="FNanchor_69_69"></a><a href="#Footnote_69_69" class="fnanchor">[69]</a>.</p> + +<p>E quella non fu la sola volta che i Veneziani nella Siria +mostrassero troppo chiaramente lo interesse della repubblica +per la Persia, mentre si ha notizia di un Andrea Morosini, +rinomatissimo pel vasto negozio di mercatura in Aleppo, che +fu fatto morire per avere nell'anno 1526 sovvenuto di danari +e di cavalli Roberto ambasciatore di Carlo V, che passava +in Persia<a name="FNanchor_70_70" id="FNanchor_70_70"></a><a href="#Footnote_70_70" class="fnanchor">[70]</a>.</p> + +<p>Posto fine colla pace di Bologna, 1529, alla guerra che slealmente +aveano mossa i principi cristiani alla repubblica, +essa ricominciò a guardare all'oriente verso il naturale +suo nemico, e a seguire colla più viva attenzione le vicende +delle guerre che ferveano nell'Asia fra i Turchi ed i Persiani.<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span></p> + +<p>Riferiva in senato a' 3 di giugno Daniello Ludovisi segretario, +ritornato da Costantinopoli<a name="FNanchor_71_71" id="FNanchor_71_71"></a><a href="#Footnote_71_71" class="fnanchor">[71]</a>, che quantunque le forze +del re di Persia, limitate a cento e ventimila cavalli, non +si potevano ritenere in caso di contrastare felicemente col +Turco, la gran difesa di quel regno consisteva nel ritirarsi, +spogliando il paese di ogni sorta di vettovaglie; ed il bailo +Bernardo Navagero nel 1553<a name="FNanchor_72_72" id="FNanchor_72_72"></a><a href="#Footnote_72_72" class="fnanchor">[72]</a> assicurava che il sufì era +poco meno che adorato dai suoi sudditi e temuto assai dal +Turco, il quale non potrà avere mai nemico maggiore del +re di Persia, per la differenza della religione e per la condizione +rispettiva dei loro Stati.</p> + +<p>Daniele Barbaro presentava nello stesso anno 1553, una +relazione della guerra di Persia mossa da Suleiman per +vendicare la infelice spedizione del 1548; la quale relazione, +pubblicata siccome anonima dall'Albèri<a name="FNanchor_73_73" id="FNanchor_73_73"></a><a href="#Footnote_73_73" class="fnanchor">[73]</a>, è ricca di curiose +ed importanti notizie; bella soprattutto per tre minute +descrizioni: della fine miserabile di Mustafà figliuolo di Suleiman +fatto strangolare per ordine del padre; della città di +Aleppo; e della pomposa entrata che vi fece il padishàh.</p> + +<p>Ricordava il bailo Domenico Trevisan sul finire dell'anno +1554<a name="FNanchor_74_74" id="FNanchor_74_74"></a><a href="#Footnote_74_74" class="fnanchor">[74]</a> essere il sufì l'unico impedimento al gran signore +di impadronirsi di tutta l'Asia.</p> + +<p>Ed Antonio Erizzo ritornato da Costantinopoli nel 1557, +narrando i particolari della guerra turco-persiana finita colla +pace di Amasia nel 1555, considerava<a name="FNanchor_75_75" id="FNanchor_75_75"></a><a href="#Footnote_75_75" class="fnanchor">[75]</a> il manifesto pericolo +che dalla parte della Persia sovrastava alla Turchia, +ed il mal animo del gransignore contro quel re, del quale +avrebbe voluto più presto la rovina che di qualsivoglia altro, +ancorchè cristiano.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p> +<p>Marino Cavalli nel 1560 riferiva in senato<a name="FNanchor_76_76" id="FNanchor_76_76"></a><a href="#Footnote_76_76" class="fnanchor">[76]</a> che il gransignore +assai temeva il re della Persia per la possibilità sua +di sollevargli alle spalle tutto il paese, quando egli fosse in +guerra coi cristiani; e faceva constare che soltanto tre cose potevano +condurre a rovina l'impero ottomano, cioè: I. Le divisioni +ed i dissidii interni. II. La corruzione del governo e la +vita licenziosa, avara e sensuale di quei popoli. III. Un re di +Persia valoroso che, fatta la pace coi Tartari suoi confinanti, +volesse ricuperare il suo, coll'aiuto dei principi cristiani: +aiuto che, secondo il Cavalli, avrebbe dovuto prestarsi per +almeno cinque o sei anni, dacchè « non bisogna pensar di +soggiogar mai i Turchi, nè vincerli, se non ammazzandoli, +come essi fecero dei Mamelucchi, e questo non si potrà +fare in poco tempo, nè con due o tre battaglie ».</p> + +<p>Finalmente il bailo Marcantonio Barbaro sosteneva in senato: +che freno alcuno non potea maggiormente domare ogni +insolente pensiero dei Turchi, quanto il conoscere essi la +buona intelligenza fra i principi cristiani ed il re della Persia<a name="FNanchor_77_77" id="FNanchor_77_77"></a><a href="#Footnote_77_77" class="fnanchor">[77]</a>.</p> + +<p>Per queste considerazioni e rispetti, allorquando Selino +mosse la guerra ai Veneziani, per la conquista del regno di +Cipro, la repubblica deliberava di rivolgersi a Thamasp re +di Persia, eccitandolo ad unirsi seco nella lega per vendicare +le antiche e le recenti ingiurie.</p> + +<p>Il Consiglio dei Dieci consegnava a tal fine, nel 27 di ottobre +1570 a chogia Ali negoziante di Tauris, che trattenutosi +a Venezia per affari di traffico, desiderava di ritornare +nella Persia, una lettera ducale a quel re [<a href="#DOC_XXII">Documento XXII</a>], colla quale +annunciandogli la ingiusta guerra intrapresa contro la repubblica +da Selino, lo eccitavasi a fare un'importante diversione +nell'Asia, che avrebbe paralizzate le forze turchesche, +accresciuta gloria al suo nome, potenza e sicurezza all'impero +persiano. E tre giorni appresso il medesimo Consiglio +dei Dieci commetteva al segretario del senato Vincenzo degli +Alessandri [<a href="#DOC_XXIII">Documento XXIII</a>], uomo peritissimo nel viaggiare e conoscitore +delle lingue orientali per la lunga dimora fatta a Costantinopoli,<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +di recarsi secretamente nella Persia con altra lettera +ducale a quel re [<a href="#DOC_XXIV">Documento XXIV</a>], per informarlo a viva voce dei +grandi apparecchi che si <a name="tn30" id="tn30"></a>facevano da tutti i principi cristiani +onde assalire con eserciti e flotte l'impero turchesco, e per +esortarlo a cogliere la favorevole occasione di rompere +dalla sua parte la guerra, mentre gli Stati ottomani nell'Asia +erano spogli delle truppe mandate all'impresa di Cipro.</p> + +<p>Il viaggio del veneto oratore nella Persia e l'esito della +sua missione, furono dallo stesso Alessandri narrati col +dispaccio ufficiale 24 luglio 1572, che qui si riporta nella +sua integrità<a name="FNanchor_78_78" id="FNanchor_78_78"></a><a href="#Footnote_78_78" class="fnanchor">[78]</a>.</p> + +<p class="center"><i>Serenissimo Principe, Illustrissimi Signori.</i></p> + +<p>« Essendo in questo ritorno di Persia cascato in pericolosa +disposizione di febbre e petecchie in Leopoli, e parendomi +essere alquanto risanato, mi posi in cammino per presentarmi +a' piedi di Vostra Serenità, nè avendo ancora avuto +le forze per poter continuare, essendo molto battuto sì dal +lungo viaggio che dalla presa malattia, mi sono fermato per +qualche giorno in questa città, e comprendendo quanto può +esser caro alla Serenità Vostra saper el successo del negozio +commessomi, ancorchè da Tauris due volte abbia inviato +per l'Armenia lettere a Costantinopoli all'illustrissimo Bailo, +le dico: che dappoi che fui spedito da questo medesimo Consiglio +a Tamasp re di Persia con lettere e con commissione +che io gli dessi conto della guerra ingiustamente mossale +da sultan Selin, delle gran preparazioni di armada che per +difesa de' suoi stati ed offesa di sì gran inimigo la Serenità +Vostra aveva fatto, e dell'unione dei principi cristiani mossi +per questa causa, che dovessi etiam invitare desso re a +prender l'armi in sì venturata occasion contro detto Selin, mi +partii con quella maggior diligenza che fu possibile tenendo +la via di Germania, Polonia e Bogdania, discendendo nel +paese del Turco a Moncastro, città sopra le rive del mar +maggiore, dal qual luogo scrissi alla Serenità Vostra ai 19 +di marzo del 1571 e le diedi avviso del cammin che avevo +a tenere, ed essendomi alquanti giorni fermato per aspettar<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +passaggio che mi conducesse in Asia; venuta occasion di +nave, mi partii, nè potendo per venti contrarii arrivare a +Trebisonda, com'era intenzione mia, smontai a Sinope, sebben +per quella via il cammin fu lungo e di molto pericolo, avendo +dovuto passare per la città di Samsum, Tokat, Erzengian, +Derbent ed Erzerum e de lì entrar nella Persia.</p> + +<p>« Giunsi nella città di Tauris, metropoli di quel regno, +a' 17 di luglio, mi fermai alquanti giorni per prendere informazione +del modo del negozio di là, per non andar del tutto +nuovo ed inesperto a Casbin, città dove il re già da molti +anni fa la sua residenza. Ed essendomi imbattuto in un +gentiluomo inglese, el qual per via di Moscovia con molta +facultà di carisce ed altri panni era venuto per il fiume +Volga in Persia, con nome di ambasciatore della regina e +con lettere di credenza, e si aveva trovato col re e fatti gran +presenti ed ottenuti comandamenti di poter liberamente contrattare, +condur mercanzie e dal paese trarne quella quantità +e sorte che le pareria sì per conto suo, come di altri +mercanti inglesi; avendo con detto gentiluomo contratto alquanto +di amicizia, intesi il modo del governo e come sultan +Caidar Mirza, terzo figliuolo del re e luogotenente del +padre, indirizzava tutti li negozi; con queste ed altre istruzioni +della natura del re mi partii, ed ai 14 d'agosto giunsi +a Casbin, essendo venuti a trovarmi alcuni mercanti armeni +i quali avevano mandati li loro fattori in cotesta inclita città +desiderando sapere alcuna nuova, li dissi che la Serenità +Vostra li aveva licenziati già molto tempo insieme colle loro +robe e che erano partiti prima di me, alli quali domandai +l'ora che il figliuolo del re ammette all'udienza; mi dissero +per ordinario di notte, dicendomi etiam esser signori della +loro terra chiamata Diulfa e che uno risiedeva lì per agente. +Mostrando essi di aver facile introduzione li dissi che io +aveva lettere di Vostra Serenità alla maestà del re, e che +mi sarebbe stato caro per mezzo loro che alla corte di Mirza +si fosse saputa la mia venuta. Questi si partirono ed aspettato +che detto signor uscisse dal padre, il quale secondo il +costume di quella corte non uscì dal consiglio prima che +a tre ore di notte, e subito giunto al suo palazzo li diedero +avviso; nè mettendo tempo di mezzo comandò ad alcuni dei +suoi gentiluomini che venissero per me.<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p> + +<p>« Giunto io a lui, si partì da uno delli fratelli ed altri signori +con li quali guardavano alcuni giochi di fuoco e solo con +un suo gentiluomo si ritirò sotto una loggetta. Introdotto +che fui alla sua presenza dissi: che se la Serenità Vostra +avesse saputo che S. A. tiene sì degnamente il grado di Luogotenente +del re, con ispeciali lettere là lo avrìa honorato, +siccome colle presenti lo fa alla maestà di suo padre. Mirza +con grata ciera rispose che io fossi il benvenuto, e che li +pareva strano il mio lungo cammino in questi tempi per +paese degli Ottomani. Mi domandò se aveva presso di me +la lettera: io gli mostrai il vasetto di stagno, e dissi che la +era là dentro, per il che restò pieno di meraviglia, la prese +e volse in un fazzoletto dicendo di presentarla così al re; +mi domandò se v'era altro al presente, risposi che con gran +fatica mi avevo potuto solo presentare a S. A. rispetto l'esser +venuto per mezzo il paese de nemici, ma che con occasione +la Serenità Vostra non avrìa mancato di onorare la maestà +del re e sua signorìa con quei degni presenti che se le +conveniva. Ringraziò e mi dimandò del contenuto della lettera. +Io gli dissi che credevo che la Serenità Vostra desse +avviso a S. M. della poca fede osservatale da sultan Selin, +il quale con solenne giuramento aveva promesso e giurato +in nome di Dio, delli profeti, e per le anime dei suoi passati +di osservar buona e sincera pace colla Serenità Vostra, +ora mosso da avido desiderio, sprezzando ogni onor, nè +curandosi di esser tenuto presso i principi del mondo mancator +di parola, con tutte le forze sue da mare e da terra +aveva fatto sbarcare eserciti a Cipro per impadronirsi di +quell'isola; però che la S. V. colla sua potentissima armata +di molte galere, galeazze, navi ed altri vascelli di battaglia +si era preparata all'offesa di sì crudel tiranno, e che desiderava +che la maestà del re sapesse che siccome poco innanzi +il Turco non osservò il giuramento fatto <a name="tn32" id="tn32"></a>all'ambasciatore +di V. S., così non osserverebbe le promesse fatte +all'ambasciatore di S. M., ed avrebbe cercato quanto prima +pace colla S. V. per cominciare guerra con lui, come per +molti esempi delli passati imperatori ottomani, S. A. poteva +di ciò esser certa; e che ora in sì grande e quasi certa +occasione di vittoria, la S. V. mi avea mandato per invitar +il re suo padre a prender l'armi, essendosi mossi già li<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +maggiori principi cristiani; e che solamente bastava che S. M. +col potentissimo suo esercito si muovesse sia per riavere +le città e castelli ingiustamente toltigli dalli passati signori +ottomani, sì per la molta inclinazione che tutto il popolo +dal fiume Eufrate fino alli suoi confini gli portava, come a +re giusto et loro antico naturale signore. Il che non gli saria +stato difficile, rispetto che molti bascià, baglierbei di Natolia, +di Caramania e sangiacchi, erano andati all'impresa di +Cipro, avendo lasciato il paese privo d'ogni presidio di gente; +oltrecchè la S. V. insieme colli principi averia in modo tenuto +oppresse in quelle parti le forze di esso Selino, che +non saria mai stato ardito di abbandonar Costantinopoli per +passare in Asia.</p> + +<p>« Mirza, dopo di avermi con attenzione ascoltato, disse che +era proprio dei signori ottomani il primo e secondo anno +del loro imperio romper ogni promessa, dicendo esser benissimo +istrutto della loro poca fede, e che avria data la +lettera al re e fattogli sapere le cose da me intese, procurando +di farmi avere udienza quanto prima, e più segretamente; +perchè in tal negozio conosceva esser così l'intenzione +sua, rispetto che l'ambasciatore d'Inghilterra già poco tempo +avendole baciato pubblicamente la mano, avea messo in gran +sospetto li bascià delli confini, li quali fin allora dissero che +S. M. era per unirsi colli Franchi; il che se lo farà, non +vorrà che di ciò abbiano avviso alcuno, nemmeno occasione di +sospettare sicchè coglierlo potrà alla sprovvista; dimandandomi +se di certo la lega era conclusa e quali principi erano +più potenti in mare. Gli dissi, la Serenità Vostra, la maestà +del re di Spagna ed il sommo pontefice; mi domandò se il +re di Portogallo era compreso in detta lega, gli dissi che +ancor lui era per entrare, perchè oltre l'essere congiunto di +stato e di volontà col re di Spagna, era figliuolo di una +sua sorella; mi dimandò etiam del re di Francia: risposi +che al presente non aveva galere; e qui si pose fine, partendomi +accompagnato dal suo maggiordomo, il quale mi +disse che Mirza di queste nuove sentiva grandissimo piacere, +e che ogni particolare avria riferito al padre.</p> + +<p>« Stando io in aspettazione di essere chiamato al re, et +passati alcuni giorni dissi alli Armeni, i quali del continuo +erano alla porta di Mirza, che mi pareva strano non aver<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +avviso alcuno di essere introdotto, e mi sarebbe stato caro +che dal maggiordomo avessero inteso se a S. M. era stata +presentata la lettera e quello che l'aveva comandato: i quali +intesero che la mattina seguente Mirza gliela avea presentata +in quel vasetto, che era stato in lungo ragionamento +col padre, ma non sapevasi quello avesse ordinato. Il secondo +giorno andai dal detto maggiordomo, il quale disse +aver inteso da Mirza che il re aveva comandato che mi fermassi, +e fatta tradurre la lettera dal dragomanno che fu +dell'ambasciatore d'Inghilterra, il quale si era fatto turco, +e visto che per quella accusava una antecedente mandata +da V. S. per un chogia Alì mercante di Tauris, però voleva +vedere anche quella, poi mi avria spedito. Gli dissi che +detto mercante non poteva molto tardare, essendosi partito +da Venezia due mesi prima di me, e che sebbene la S. V. +mi aveva imposto diligenza, mi acquetava col volere di S. M.</p> + +<p>« In questo intervallo di tempo cercai di istruirmi di ogni +particolare, sì della persona ed animo di questo re e figliuolo, +come dei signori da loro chiamati sultani, del modo di governo +di quella corte e regno, delle loro entrate e spese et +etiam della qualità e numero di milizie che possono fare, come +dalla S. V. nell'ultimo del mio partir mi fu comandato che +io avessi ad osservare, le quali cose non scriverò al presente, +sì per non attediar colla lunghezza loro la S. V., come +per non essere in atto di poterlo fare.</p> + +<p>« Giunse a' 3 di novembre chogia Alì accompagnato da un +gentiluomo del sultano di Tauris parente del gran cancelliere al +quale fu indiricciato, e subito condotto al re prima ch'io sapessi +la sua venuta, il quale aspettai che uscisse dal palazzo, e mi +riferì che S. M. gli aveva dimandato dove si aveva trattenuto +tanto tempo e che era molti giorni che lo aspettava +e avvicinandosegli disse: questo è di quel bel panno di Venezia, +avendo chogia Alì fatto presente di tre veste. Gli diede +il libro dicendo che la lettera della S. V. era là nella coperta, +il re ordinò al nipote figliuolo di Codabem Mirza, +primo figliuolo di S. M. che dovesse portarle dentro alle +donne; gli domandò se era vero della lega, e se a Venezia +era carestia di grano, rispose esser la lega conclusa al fermo, +e che al presente vi era abundanzia non avendo durato la +carestìa se non che 4 mesi, domandò se in detto tempo si trovava<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +pane, disse che ve ne era quantità grande e che per tutte +le piazze si vendeva ma era caro; rispose il re di ciò poco +importava dicendo questo esser contrario agli avvisi che da +un ciaus di Erzerum li furono dati, il quale disse che non +si trovava pane per danari e che perciò moriva molta gente; +domandò se il signor di Transilvania era sollevato contro +il Turco, disse di sì, e che essendo in Andrianopoli passò +Acmat bascià, il quale con esercito andava contro detto signore. +Il re si lontanò alquanto da chogia Alì, e disse ai sultani +signori, la lega di certo è conclusa, ed il Transilvano +che era l'ala destra dell'esercito degli Ottomani si è levato +contro loro. Di nuovo S. M. domandò se aveva vedute le +preparazioni dell'armata e se era in gran numero; disse che +aveva contato 300 galere, 20 galere grosse e molte navi dicendogli +ogni particolare, come erano armate e quanta artiglieria +che v'era sopra, e che aveva inteso esser quelle di +Spagna 100 e 50 quelle del Papa; e volendo incominciare +a parlare del negozio della lettera, il re disse che ei sapeva +ogni cosa; così restò, e rivolto al cancelliere, replicando +disse: bene bene, fermandosi per un poco; poi ordinò ad un +Turco che con diligenza dovesse andare a Shirvan a far levare +28 pezzi d'artiglieria che si trovava a Sanbiachi città +vicina al gran Caspio e condurli nel castello di Derbent alli +confini del Turco, e che etiam fosse condotto dal detto luoco +600 somme di camelli di armadura vicino a Tauris.</p> + +<p>« Dato che ebbe S. M. questi ordini, presente chogia Alì, li +dimandò se era vero che il bascià fosse andato all'impresa +di Candia, il quale rispose non saper di certo, ma aver +inteso che l'armata di V. S. dovrà invernar in quelle parti, +e che se fosse andato il bascià sopra quell'isola, al fermo +si avria incontrato e saria seguita battaglia, domandò che +forma aveva il galione e se era vero che sopra vi fosse 300 +bocche da fuoco. Chogia Alì disse che tra grandi e piccole +passavano questo numero, il capitano della guardia, che da +loro è chiamato Cursi bassi, disse che li pareva impossibile, +il re rispose che in materia di legni armati e di artiglieria +tutto quello che intendeva dei Veneziani dovesse crederlo, +perchè per via di Aleppo, di Costantinopoli ed altri luochi +aveva avvisi conformi, dicendo che chogia Alì dovesse parlare +e dire tutto quello sapeva. Il qual rispose aver veduto tante<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span> +cose che in un subito non le poteva dir così presto; disse il re +che non partisse, ed ordinò che si fermasse, ma avendo aspettato +fin ora tarda entro alle donne, fu licenziato. Io, desiderando +espedizione, andai da sultan Caidar Mirza e dissi +a sua signorìa che chogia Alì era giunto, e che io desiderava +qualche risposta essendo vicino a tre mesi ch'io mi +trovava a quella corte; mi disse che l'aveva veduto a parlare +col re, e che quanto alla espedizione mia con la venuta +di questo facilmente potrà venir a memoria a suo padre ed +espedirmi, perchè lui conosceva la sua natura che non voleva +gli fosse ricordata cosa alcuna, e che però bisognava +aspettare.</p> + +<p>« Di ciò consigliatomi con chogia Alì, disse avria parlato +al gran cancelliere, dal quale ebbe risposta che questo +negozio era indiricciato con Mirza e che non sapeva come +ricordarlo a S. M., ma che bisognava aspettar uno o due +anni per veder prima qualche buon progresso di questa +guerra, poi averia risposto, che questo era signor prudente +ed in simil negozio si governava coll'occasione e con il tempo, +che li presenti disturbi del Ghilan impedivan la risoluzione +di altri affari. Chogia Alì disse al signor segretario che la S. V. +mi aveva imposto diligenza, e che però instavo espedizione, +il qual rispose che a gran negozio vi voleva gran tempo a +risolvere. Stando io in molto travaglio di animo, sia per +la irresoluzione loro, come perchè li denari mi erano venuti +a manco, mi fu arricordato da quelli Armeni che mi indirizzarono +a Mirza che dovessi trovarmi con un signore chiamato +Eminlicbes famigliarissimo del re, il quale trattava +molti importanti negozi. Andai da detto signore con un picciol +presente e gli diedi conto del successo, e lo pregai ad interponersi +alla mia espedizione, il qual mi promise con +l'occasione di farlo. Due giorni dopo mi mandò a chiamare +e mi disse che aveva parlato con S. M. la quale aveva visto +il tenore delle due lettere, che Mirza oltre li aver parlatole +a viva voce di tal negozio, lo aveva etiam posto in scrittura +tutto quello che nella prima udienza aveva ragionato con +me, e data essa scrittura al re, che al presente non poteva +con animo riposato far rispondere a detta lettera, e che aveva +comandato che essendo qui due per un effetto, l'uno fosse +licenziato e l'altro restasse per la risposta. Ringraziai detto<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span> +signore del cortese ufficio e mi trovai con chogia Alì e li riferii +l'ordine del re, il quale disse che lui saria restato volentieri, +sì perchè aveva già venduta la sua mercanzia a +tempo, come perchè quella promessa che dalla S. V. li è +stata fatta, è con condizione che abbi a portar risposta della +lettera a lui data. Io vedendo il desiderio suo di restare, e +sapendo che questo caso era poco servizio di V. S. che più +lui che io per tal causa restasse, risolsi di partirmi ed il +giorno seguente presi licenza da sultan Caidar Mirza, e gli +dissi quanto la maestà del padre aveva comandato, e che +con buona grazia di S. A. mi volevo partire. Mi disse che +gli dispiaceva che io forse contro il volere mio avessi tardato +tanto; ma che l'ordinario dei negozi di questa corte +portava seco lunghezza di tempo, volendo il re vedere minutamente +ogni cosa, e che lo raccomandassi alla S. V. +Ringraziai S. A. e dissi che la V. S. nelle occasioni non saria +mancata con degni affetti, dimostrarli grata corrispondenza; +e nel partire il suo maggiordomo mi disse che l'aveva mostrato +a Mirza li tre zecchini che nella prima udienza io gli +aveva donati, i quali erano coll'impronta di V. S., e che li +erano molto piaciuti e desiderava di darmi moneta di quanti +ne aveva io, veramente non me ne trovava più che 12 nuovi, +glieli diedi, nè volsi in cambio altro danaro.</p> + +<p>« Mirza mi mandò un tappeto di seta di quattro braccia, +facendomi dire che per memoria sua lo godessi, perchè in +memoria di V. S. avria tenuti presso di lui detti zecchini; +et nella buona gratia di V. S. humilmente mi raccomando ».</p> + +<p class="date">Di Cracovia, alli 24 di luglio 1574.</p> + +<p class="date">Di Vostra Serenità,</p> + +<p class="sig"><span style="margin-right: .5em"><i>Humilissimo Servitore</i></span><br /><br /> +<span class="smcap">Vincenzo di Alessandri</span>.</p> + +<p class="break">Così l'Alessandri, non ammesso all'udienza del re Thamasp, +convenne ritirarsi, e tornato a Venezia dopo un altro faticosissimo +viaggio [<a href="#DOC_XXV">Documento XXV</a>] lesse nel consiglio dei X e zonta<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +gli 11 di ottobre 1572 la relazione di questa sua ambasceria, +nella quale sono affermate alcune cose per verità tanto +straordinarie che fanno credere, come pur dubitava il Foscarini, +che l'esito poco felice della sua legazione in Persia +lo abbia reso proclive ad esagerare le non buone qualità di +quel re e di quel governo. La relazione dell'Alessandri [<a href="#DOC_XXVI">Documento XXVI</a>] +contiene notizie sui paesi che componevano la Persia, sul +loro grado di civiltà e prosperità, sulla persona del re e +qualità dello animo suo e dei suoi figliuoli, sulla corte, i +ministri, il modo di trattare gli affari e di amministrare la +giustizia, insomma su tutto ciò ch'egli riputò degno d'essere +rappresentato.</p> + +<p>La repubblica di Venezia pertanto, abbandonata dai principi +della lega dopo la gloriosa battaglia di Lepanto, e non +assistita dalla Persia, stipulava nel 1572 la pace col Turco, +perdendo un'altra occasione di abbattere la costui potenza, +mediante il vagheggiato accordo colla Persia; il quale fatalmente +non potè mai verificarsi, perocchè le vicende politiche +ed economiche dell'uno e dell'altro Stato, non permisero +che nello stesso tempo ambedue si trovassero pronti +contro il comune nemico.</p> + +<p>Arrivava in fatti a Venezia nell'anno 1580 chogia Mohammed +persiano, uomo di 80 anni, latore di una lettera di quel re +Mohammed Khodabend, che dichiaravasi pronto a corrispondere +all'invito fatto al suo predecessore dall'Alessandri [<a href="#DOC_XXVII">Documento XXVII</a>]. +Il legato persiano giustificava il re Thamasp di non avere intrapresa +la guerra, perchè vecchio ed infermo; ed esponeva che +il nuovo re era in campo con formidabile esercito nella via +di Babilonia contro i Turchi, che i sultani avevano giurato +di non deporre le armi per anni 15, e che chiedevasi alla +repubblica soltanto di dimostrare in qualche maniera il suo +morale concorso.</p> + +<p>La missione di Mohammed fu secretissima, per non destare +gelosie ai Turchi. Accolto in casa dell'Alessandri, ebbe egli di +notte conferenza con due secretarii della cancelleria ducale, +che lo invitarono a dettare non solo quanto gli era stato commesso<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +dal suo re, ma tutte le particolari notizie delle cose +persiane che erano a sua cognizione.</p> + +<p>Questa relazione fu presentata al Consiglio dei X [<a href="#DOC_XXVIII">Documento XXVIII</a>], il +quale ai 13 di giugno deliberava che il doge ricevesse secretamente +l'oratore persiano, e gli facesse leggere la seguente +risposta:</p> + +<p>« Per l'affezione grandissima che noi portiamo al serenissimo +re di Persia, havendo la Signoria Nostra sempre avuto +buona amicitia con li serenissimi suoi predecessori, havemo +veduto gratamente voi, mandato qui per ordine di +S. M., ed udite volentieri le lettere che ci avete portate, +et in risposta vi dicemo: che noi desideriamo intender +sempre felici successi di S. M. come di re giustissimo e +valorosissimo, et nostro amico, onde avemo pregato et +pregamo di cuore il signor Dio che li doni victoria, et +speriamo che così sarà, poichè difende una causa giusta +et comanda ad una nazione valorosissima et solita ad esser +sempre victoriosa.</p> + +<p>« Noi non vi diamo lettere nostre per non mettere in pericolo +la vostra persona che ne è carissima, per la prudentia +che conoscemo essere in voi; ma riferirete a bocca a quei +signori che vi hanno mandato, ed anche a Sua Maestà questa +nostra buona volontà, nella quale continueremo sempre, +sperando nel Signor Dio, che continuando la guerra darà +occasione non solamente a noi, ma anco a tutta la christianità, +di mostrare con effetti il comun desiderio; et per segno +che vi abbiamo veduto volentieri vi sarà dato dal segretario +nostro un presente che goderete per memoria nostra<a name="FNanchor_79_79" id="FNanchor_79_79"></a><a href="#Footnote_79_79" class="fnanchor">[79]</a> ».</p> + +<p>Così fu licenziato l'oratore persiano col dono di 300 zecchini, +perocchè non parve al Consiglio dei X di rompere +la pace testè firmata colla Turchia, mentre le agitazioni della +Persia e la instabilità di quel trono non potevano assicurare +un vigoroso e durevole concorso da quella parte.</p> + +<p>Però la politica dei Veneziani non si ristette dal mirare +ancora e perseverantemente alla Persia, come a naturale +alleata nel momento opportuno di tentare di nuovo la sorte +delle armi.<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span></p> + +<p>Fra i codici del conte Manin in Venezia si conserva un'anonima +relazione dell'impero dei Turchi e dei Persiani dell'anno +1575, nella quale sono ripetute le cause naturali e +permanenti dell'avversione fra quei due imperi<a name="FNanchor_80_80" id="FNanchor_80_80"></a><a href="#Footnote_80_80" class="fnanchor">[80]</a>; e fra i +codici del cavaliere Cicogna, il trattato della guerra di Persia +del 1578 presentato al senato dal bailo in Costantinopoli +ser Nicolò Barbarigo, e la relazione delle turbolenze +che agitarono la Persia sotto Ismaìl, scritta a quanto pare +dal console veneto in Soria, Teodoro Balbi, nel 1582<a name="FNanchor_81_81" id="FNanchor_81_81"></a><a href="#Footnote_81_81" class="fnanchor">[81]</a>.</p> + +<p>La guerra turco-persiana è poi descritta anche nella relazione +del console Giovanni Michele 1587<a name="FNanchor_82_82" id="FNanchor_82_82"></a><a href="#Footnote_82_82" class="fnanchor">[82]</a>, che ne indica +le cause, cioè: l'antica dissensione di fede, e il desiderio ambizioso +di Amurath d'estendere i confini del suo impero a +danno della Persia, approfittando delle discordie insorte in +quel regno dopo la morte di Thamasp fra i partigiani di +Caidar e quelli d'Ismaìl.</p> + +<p>Continue e particolari informazioni sulla guerra di Persia +e sulle condizioni di quel regno pervennero al senato colle +relazioni ufficiali dei consoli in Soria, Andrea Navagero 1574, +e Pietro Michele 1584<a name="FNanchor_83_83" id="FNanchor_83_83"></a><a href="#Footnote_83_83" class="fnanchor">[83]</a>, e dei baili Giovanni Soranzo 1576, +Paolo Contarini 1583, e Francesco Morosini 1585<a name="FNanchor_84_84" id="FNanchor_84_84"></a><a href="#Footnote_84_84" class="fnanchor">[84]</a>. Quest'ultimo +ricordava quanto importasse la concordia dei principi +cristiani contro la Turchia, che dalle loro diffidenze soltanto +traeva la propria forza; e come a farle notabile offesa, +modo più facile e più sicuro non v'era che d'irrompere dalla +parte della Russia e della Persia, mentre un'armata navale +penetrasse nel Bosforo ed attaccasse direttamente i castelli +dell'arcipelago « con che poteasi sperar certo di scacciare +finalmente i Turchi dall'Europa ».</p> + +<p>Ma il bailo Lorenzo Bernardo, che lesse la sua relazione in +senato nel 1592<a name="FNanchor_85_85" id="FNanchor_85_85"></a><a href="#Footnote_85_85" class="fnanchor">[85]</a>, opinava che la dissoluzione dell'impero ottomano +non poteasi sperare se non che dalla corruzione interna +di quel governo: perocchè la Persia, unico stato che avrebbe<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +potuto fargli concorrenza o raccoglierne l'eredità, restava +abbattuta dall'ultima guerra che le tolse la Media, il Korassan, +parte dell'Armenia e la città di Tauris. « Le cause di tanta +perdita e rovina dell'impero persiano, egli disse, sono due: +l'una intrinseca, l'altra estrinseca. La prima è stata la +discordia insorta fra i fratelli del re, e fra il re ed i sultani +e principi di quel regno, per la quale esso restò diviso; +la seconda, la guerra promossa da Usbech re dei +Tartari e signore di Samarcanda, il quale, sia per secreta +intelligenza col Turco, sia per altre cause, attaccava la +Persia dalla parte settentrionale, e le toglieva il paese di +Korassan, nello stesso tempo che ferveva la lotta contro +la Turchia, la quale ebbe così agio di toglierle tanto paese +dalla parte di occidente e di mezzogiorno. A queste cause +particolari si aggiungano le generali della debolezza della +Persia, cioè la forma di quel governo, l'organizzazione di +quella milizia, e la mancanza d'artiglieria ».</p> + +<p>Senonchè lo shàh Abbas il grande, salito sul trono, restaurava +l'impero persiano con splendide vittorie e con saggi +ordinamenti, e stringeva maggiormente l'antica amicizia e +la buona corrispondenza colla repubblica di Venezia.</p> + +<h3><a name="I_III" id="I_III">III</a>.</h3> + +<p class="break">Questo giovane principe salito al trono nell'età di anni 18, +per la immatura e violenta morte del fratello, ebbe la ventura +di rimetterlo in onore, e di ristorare le sorti della Persia. +E conoscendo quanto importava a quella regione la ottima +corrispondenza colla repubblica di Venezia, pei rispetti del +comune nemico, e per quelli del traffico che minacciava +dirigersi tutto per la nuova via aperta alla navigazione, egli +mandò varii oratori a Venezia collo scopo di dare, come si +espresse con formula singolare, <i>una mossa o scorlo alla catena</i> +che teneva strettamente congiunto l'amor suo alla repubblica, +e lo interesse reciproco dei due Stati.</p> + +<p>Di già i consoli veneti nella Siria ed i baili a Costantinopoli +avevano riferite in senato le gesta e le virtù di Abbas, +che fu meritamente onorato del nome di grande, ed in +particolare Alessandro Malipiero nell'anno 1596 aveva minutamente<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +informato intorno le riforme date da esso ai suoi +stati, le conquiste fatte, e le sue differenze col kan dei +Tartari rispetto all'acquisto del Korassan, le quali difficoltarono +le sue marcie nei paesi ottomani<a name="FNanchor_86_86" id="FNanchor_86_86"></a><a href="#Footnote_86_86" class="fnanchor">[86]</a>.</p> + +<p>Ecco il ritratto di Abbas, letto in senato dal Malipiero:</p> + +<p>« Questo principe è di mediocre statura, di corpo ben +disposto e proporzionato, di carnagione bruna, di aspetto +nobile e di occhi vivi e molto spiritosi. È per natura affabile, +molto umano e tratta con ogni sorta di persone +domesticamente, lontano in tutto da quella tanta grandezza +che sogliono ostentare i Turchi. È magnifico e molto +liberale, massime coi soldati, i quali da ogni parte con +larghissimi partiti va raccogliendo. Ma soprattutto è di +mente giustissima, di spirito molto capace ed intendente, +risoluto e presto in tutte le azioni sue. Ha gran concetti +nell'animo, ed aspira a rimettere il regno di Persia +nell'antica sua grandezza ed onore: nè manca altro alle +eroiche sue condizioni, che forze corrispondenti alle qualità +del suo generosissimo animo ».</p> + +<p>Pietro Della Valle poi, nel suo raro e curioso libro <i>Sulle +conditioni di Abbas re della Persia</i>, stampato in Venezia nel 1628, +narra che la conquista del Laristan, che è la chiave del +golfo Persico, sia stata fatta da quel re per eccitamento dei +Veneziani che dimoravano alla sua corte, e dei quali altamente +i consigli apprezzava. « Un mercatante venetiano, +così egli dice, era andato in Ormus pei suoi traffici, e da +Bassorati avea ivi condotta una giovane christiana della +quale erasi invaghito. Seppe egli che dai ministri ecclesiastici +portoghesi voleasi torgliergli la donna sua; laonde +pensò ricondurla a Bassorah, et allestite le cose sue, +si diresse a quella città attraversando il paese di Lar. +Quivi dominava Ibraim kan, il quale, avute nuove di quella +giovane, e saputo che era bella, la volse per sè, e fecela +con violenza rapire, mandando a male tutte le robe del +venetiano. Questi punto atrocemente nell'amore e nell'interesse, +pensò di ricorrere al re Abbas, presso il quale +sapeva trovarsi un altro veneziano, allora molto favorito,<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +siccome il primo europeo che era capitato a quella corte; +e col suo mezzo fece istanza al re di vendicare gli oppressi: +considerandogli, come qualora i viaggiatori patissero +per quelle vie tali ingiurie, si sarebbero i mercatanti +stranieri disanimati a far quei viaggi con detrimento del +commercio persiano. Altamente Abbas si sdegnò, e chiesta +inutilmente ad Ibraim la restituzione della donna e della +roba del veneziano, ordinò all'esercito di Alla hurdi di +penetrare nel paese di Lar e di non cessare la guerra +fino a che non lo avesse soggiogato del tutto. Così in +fatti avvenne, e in poco tempo, fatto anco prigioniero +Ibraim, potè il re di Persia unire ai suoi stati il paese +di Lar ».</p> + +<p>Nel giorno 1º di giugno dell'anno 1600 si presentò nell'eccellentissimo +collegio il dragomanno Giacomo Nores [<a href="#DOC_XXIX">Documento XXIX</a>] per +annunciare l'arrivo di un oratore del re di Persia.</p> + +<p>Il messo persiano chiamavasi Efet beg, persona di stima +e di molta grazia appresso quel re. Fu egli introdotto l'8 di +giugno in collegio, e fatto sedere vicino ai Savii di Terraferma, +fece la sua esposizione con alquante parole in lingua +persiana, interpretate dal dragomanno Nores, in significazione +della buona volontà del sufi verso la repubblica, il +cui nome era non solo amato, ma riverito grandemente nella +Persia, ed in favore del reciproco commercio dei due Stati. +Portatosi quindi a baciare la mano al doge gli presentò la +lettera di Abbas [<a href="#DOC_XXX">Documento XXX</a>] che ricercava favore particolare intorno alla +provvisione di alcune merci, e si estendeva in ufficii di confirmazione +di quella buona amicizia che aveva sempre sussistito +tra la repubblica di Venezia e la Persia.</p> + +<p>Ad attestare la quale portò inoltre il persiano, a nome del +suo re, un panno tessuto d'oro e di velluto rappresentante +l'Annunciazione di Maria Vergine, fatto fare apposta, in misura +di 7 a 8 braccia e che fu riposto nelle sale del Consiglio +dei Dieci<a name="FNanchor_87_87" id="FNanchor_87_87"></a><a href="#Footnote_87_87" class="fnanchor">[87]</a>.</p> + +<p>Il serenissimo principe assicurò l'oratore persiano, che +la repubblica teneva in gran conto la perfetta corrispondenza<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +col suo re, cui augurava ogni prosperità, e ringraziandolo +del dono recato, gli promise favorevole risoluzione +intorno a ciò che ricercava la lettera dello shàh. Il senato +in fatti aderì ad ogni inchiesta del persiano, ed ordinò +che gli venissero dati pel suo re alcuni doni del valore di +ducati d'oro duecento, ed una lettera ducale la quale attestasse +allo shàh Abbas « che mai in alcun tempo egli +potrebbe desiderare migliore, nè più ben disposta volontà +di quella che in tutte le occorrenze le comproverebbe il +sincerissimo animo della veneta signorìa [<a href="#DOC_XXXI">Documento XXXI</a>] ».</p> + +<p>Questo oratore precedette di poco tempo una splendida +legazione pervenuta dalla Persia in Venezia nell'anno 1603, +ed accolta colle più solenni formalità.</p> + +<p>Annunciata dal dragomanno Nores fu la legazione persiana +introdotta a' dì 5 marzo 1603 nella sala del collegio<a name="FNanchor_88_88" id="FNanchor_88_88"></a><a href="#Footnote_88_88" class="fnanchor">[88]</a>. +La componevano Fethy bei, persona di alta condizione, ed +agente particolare del re<a name="FNanchor_89_89" id="FNanchor_89_89"></a><a href="#Footnote_89_89" class="fnanchor">[89]</a>, il dragomanno, sei persiani e +tre armeni del seguito, ciascuno dei quali portava doni per la +serenissima signoria.</p> + +<p>Posti i Persiani a sedere a destra ed a sinistra del principe, +rimase in piedi dinanzi al tribunale il solo Fethy bei, +che nella sua lingua interpretata dal dragomanno disse: +« Che si rallegrava di veder la faccia di Sua Serenità, come +quella di signore giusto, potente e glorioso ».</p> + +<p>Ed avendogli il doge risposto « che sentiva di ciò piacere, +e che lo vedeva di lieto animo, perchè inviato da un +principe, grande, potente e molto amato dalla repubblica ». +Il persiano così continuò<a name="FNanchor_90_90" id="FNanchor_90_90"></a><a href="#Footnote_90_90" class="fnanchor">[90]</a>: « Sogliono alle volte li principi +grandi visitarsi l'un l'altro col mezzo di lettere, per +continuare ed accreditare di questa maniera l'amicizia e +buona corrispondenza che hanno insieme; laonde il mio +signore che onora ed ama grandemente la repubblica, mi<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +ha accompagnato con una lettera a Vostra Serenità, per +continuare ed accrescere l'amicizia e la buona corrispondenza +che hanno insieme »; e poichè eragli stato ordinato +di presentarla nelle proprie mani del doge, la trasse +dal seno, ove la teneva riposta entro una borsa di seta rossa +ricamata in argento, la baciò ed offerse al doge [<a href="#DOC_XXXII">Documento XXXII</a>]: aggiungendo, +che in essa il re raccomandava inoltre la persona sua +e la spedizione dei suoi affari, che consistevano nell'acquisto +di archibugi e di zacchi.</p> + +<p>Il serenissimo principe Marino Grimani, presa la lettera +rispose: « che la dimostrazione così continuata di amore e +di ottima volontà del re di Persia verso la repubblica era +largamente corrisposta da una vera e sincera affezione, e +che a suo tempo si darebbe al suo ben accetto oratore la +risposta, assicurandolo intanto che la persona sua, come raccomandata +da S. M. sarebbe stata benissimo trattata ed interamente +soddisfatta ».</p> + +<p>Allora il persiano, offerendo una piccola nota scritta nella +sua lingua [<a href="#DOC_XXXIII">Documento XXXIII</a>], soggiunse che il suo re presentava alla repubblica +i doni ivi indicati, e che erano portati dai nove +uomini del suo seguito, e pregò il doge di farseli recare +davanti.</p> + +<p>Così fu fatto. E per primo fu spiegato un manto tessuto +d'oro. « Questo, disse il persiano, il mio re ha fatto fabbricare +apposta per la Serenità Vostra, ed è tutto di un +pezzo senza cucitura, e lo manda a Lei in particolare, +acciocchè si contenti per amor suo ed in memoria di S. M. +portarlo Ella stessa in dosso. Ne ha fatto fare un altro +simile a questo, e lo ha mandato a presentare al re di Mogol +suo grande amico ».</p> + +<p>Fu poi spiegato un tappeto di seta, tessuto in oro, ed +a colori, lungo quattro braccia, e largo tre; « Questo, disse +il persiano, è dei più belli tappeti che si facciano. Il mio +re avendo inteso che ogni anno si mette fuori il tesoro +di S. Marco, tanto famoso per tutto il mondo, lo manda +alla Serenità Vostra, perchè si contenti ordinare che ogni<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span> +volta che si esporrà il tesoro sia esso esposto sopra questo +tappeto<a name="FNanchor_91_91" id="FNanchor_91_91"></a><a href="#Footnote_91_91" class="fnanchor">[91]</a> per la sua gran bellezza ».</p> + +<p>Quindi, mostrato un panno di velluto, colle figure di Cristo +e di Maria tessute in oro, lungo 7 braccia: « E questo, disse +il persiano, il re manda perchè sia presentato alla chiesa +di S. Marco ».</p> + +<p>Furono inoltre spiegate sei vesti in pezza, cioè tre di seta +tessute in oro, e tre altre di seta leggiera a varii colori.</p> + +<p>Il serenissimo principe rispose: che aggradivasi il nobilissimo +presente ben degno di re così grande, e tanto amato +ed onorato dalla repubblica, e che sarebbe riposto in luogo +degno, a perpetua memoria della Maestà Sua<a name="FNanchor_92_92" id="FNanchor_92_92"></a><a href="#Footnote_92_92" class="fnanchor">[92]</a>.</p> + +<p>E nel giorno seguente ordinavasi che tutti i doni recati +dal legato persiano fossero consegnati alla chiesa di +S. Marco, commettendo a quei procuratori di far convertire +le vesti in tante pianete, e di esporre il tappeto nei giorni +solenni sullo sgabello del doge<a name="FNanchor_93_93" id="FNanchor_93_93"></a><a href="#Footnote_93_93" class="fnanchor">[93]</a>. Ordini che furono puntualmente +eseguiti<a name="FNanchor_94_94" id="FNanchor_94_94"></a><a href="#Footnote_94_94" class="fnanchor">[94]</a>. Comandava inoltre il senato ai 6 di +marzo [<a href="#DOC_XXXIV">Documento XXXIV</a>] ed ai 14 di agosto, che si spendessero duecento +ducati in rinfrescamenti di Fethy bei, e lo si regalasse di +alcune vesti di seta pel valore di altri ducati duecento; che +a ciascun uomo del suo seguito si donasse una veste di +panno scarlatto<a name="FNanchor_95_95" id="FNanchor_95_95"></a><a href="#Footnote_95_95" class="fnanchor">[95]</a>, e finalmente che si spendessero ducati +mille trecento sessanta nei doni pel re della Persia, i quali +furono: un bacile con ramino d'argento dorato a figure, +ed uno simile di argento puro, un catino d'argento con oro +e brocca simile, due fiaschi d'argento intagliati col vetro, +un'armatura completa, due zacchi forniti l'uno verde in oro, +l'altro rosso, e quattro archibugi lavorati in radice con perle +e oro<a name="FNanchor_96_96" id="FNanchor_96_96"></a><a href="#Footnote_96_96" class="fnanchor">[96]</a>. Inoltre il legato persiano fu favorito nei suoi<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +acquisti<a name="FNanchor_97_97" id="FNanchor_97_97"></a><a href="#Footnote_97_97" class="fnanchor">[97]</a>, e gli fu consegnata una lettera ducale pel suo +re, colla quale ringraziandolo della missione dell'ambasciatore, +lo si assicurava, dell'ottima disposizione della repubblica +verso la Persia, e del desiderio vivissimo di manifestarla +al mondo, mediante veri effetti, e di aumentarla a beneficio +del comune commercio [<a href="#DOC_XXXV">Documento XXXV</a>].</p> + +<p>E per tramandare la memoria di così splendida ambasceria, +il senato commetteva a Gabriele Caliari di dipingere +la presentazione degli oratori persiani, in una tela che +ancora si ammira nella sala delle quattro porte del palazzo +ducale, ed è una delle migliori sue opere<a name="FNanchor_98_98" id="FNanchor_98_98"></a><a href="#Footnote_98_98" class="fnanchor">[98]</a>.</p> + +<div class="figcenter"> +<a name="quadro" id="quadro"></a> +<img src="images/ill-047.jpg" width="640" height="447" alt="Quadro dipinto da Gabriele Caliari, per ricordare l'ambasciata persiana a Venezia del 1603" + /> +</div> + +<p>L'arrivo di Fethy bei a Venezia, oltrecchè giovò a mantenere +quella corrispondenza tra la Persia e la repubblica +che tanto conveniva agli interessi politici e commerciali dei +Veneziani; destando gelosie al gransignore, lo rese così disposto +alla pace, che rinnovò ed ampliò gli antichi trattati +colla repubblica<a name="FNanchor_99_99" id="FNanchor_99_99"></a><a href="#Footnote_99_99" class="fnanchor">[99]</a>.</p> + +<p>L'oratore persiano, nel suo ritorno alla patria, trovò accesa +la guerra fra il suo re e gl'Ottomani, sicchè arrivato nella Siria +gli furono sequestrati tutti gli oggetti che portava seco, +parte dei quali poterono essere posti in salvo dal console +di Venezia, e parte in questa stessa città furono rimandati.</p> + +<p>Laonde poco tempo dopo lo shàh Abbas, cui era impedito +dall'esercito ottomano di spedire una formale legazione +a Venezia, incaricava l'armeno Chieos di presentare una sua +lettera al doge per annunciargli non solo la guerra che allora +fervea, ed esprimergli il suo desiderio di unirsi ai principi +cristiani ed in particolare alla repubblica; ma eziandio +per chiedergli notizie dell'ambasciatore Fethy bei [<a href="#DOC_XXXVI">Documento XXXVI</a>]. E +quando poi egli seppe che le merci ed i doni della veneta +signoria erano presso il console della Soria, od a Venezia, +qui spedì un altro suo messo, il chogia Seffer, che arrivava +nel gennaio 1610.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p> + +<p>Il console nella Soria Giovanni Francesco Sagredo, raccomandava +questo oratore persiano al veneto senato, in contemplazione +della potenza acquistata dallo shàh Abbas, la +cui alleanza potea altamente giovare alla repubblica, e per +corrispondere all'ottima inclinazione che quel re sempre +avea addimostrata al nome ed agli interessi veneziani, per +modo che alla sua corte qualunque ancorchè di bassa condizione +fosse o si facesse credere veneziano, era accolto e +trattato con tale famigliarità e cortesia da non potersi desiderare +di più [<a href="#DOC_XXXVII">Documento XXXVII</a>].</p> + +<p>A' 30 di gennaio 1610 il chogia Seffer con quattro persone +di seguito, vestite tutte alla persiana, si presentò nel collegio, +introdotto dal dragomanno Giacomo Nores; espose lo +scopo della sua venuta, il quale era di attestare alla veneta +signorìa il desiderio vivissimo del re di Persia di perseverare +nell'ottima corrispondenza ed unione, che <i>ab antiquo</i> +sussisteva fra i due Stati e di accrescerla maggiormente [<a href="#DOC_XXXVIII">Documento XXXVIII</a>]; +e presentando una lettera involta in due borse, una di raso, +e l'altra di velluto, chiuse entro una scatola coperta di ricchissimo +drappo, soggiunse: « che con quella il re pregava +eziandio il serenissimo principe ad ordinare, che, al suo +messo fossero consegnate le robe di Fethy bei, che erano +ritornate a Venezia<a name="FNanchor_100_100" id="FNanchor_100_100"></a><a href="#Footnote_100_100" class="fnanchor">[100]</a> ».</p> + +<div class="figcenter"> +<a name="letteraAbbas" id="letteraAbbas"></a> +<img class="border" src="images/ill-048.jpg" width="248" height="550" alt="Lettera dello shàh Abbas il Grande, 22 gennaio 1610" + /> +</div> + +<p>Letta dal dragomanno la lettera, il doge espresse i ringraziamenti +della repubblica all'onorevole ufficio dello shàh +di Persia, e promise di corrispondere al desiderio di lui.</p> + +<p>Quindi il senato deliberava che fossero a chogia Seffer consegnati +i chiesti oggetti [<a href="#DOC_XL">Documento XL</a>] con un dono in danaro di ducati 200, +ed in rinfrescamenti di ducati 100, e con una lettera ducale +al re della Persia per risposta a quella recata dal suo +oratore [<a href="#DOC_XLI">Documento XLI</a>].</p> + +<p>Conchiusa poi la pace fra la Persia e la Turchia, pervennero +a Venezia nell'anno 1613, accompagnati da una lettera<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +di raccomandazione dello stesso Nasuf bashàh<a name="FNanchor_101_101" id="FNanchor_101_101"></a><a href="#Footnote_101_101" class="fnanchor">[101]</a>, primo visir +a Costantinopoli, due inviati persiani, Alredin e Sassuar, per +annunciare il felice evento della pace, ed attestare che il re +della Persia: « nel suo puro et real animo, che a guisa del +sole non riceve in sè nè macchia, nè menda di cattivi +pensieri, desiderava di continuare nella solita amicizia ed +unione colla signorìa di Venezia, avendo inteso con grande +soddisfazione dell'animo suo la stima ed il conto che negli +stati della repubblica si faceva del nome persiano, e +bramava che si ristorasse la pratica ed il commercio che +sussisteva prima della guerra, assicurando che i veneti +mercanti sarebbero accolti con ogni favore nella Persia, +nè mai molestati da alcuno o danneggiati, per quanto +importa un minimo capello della testa [<a href="#DOC_XLII">Documento XLII</a>] ».</p> + +<p>Questi oratori persiani furono onorevolmente accolti e favoriti. +Recarono essi a Venezia 50 colli di seta e molti diamanti, +ed esportarono merci preziose di vario genere che lo +shàh aveva loro commesso di comperare, con un memoriale +del quale sarà fatto cenno nella Parte seconda, siccome +saggio della qualità delle merci che in quel tempo la Persia +ricercava a Venezia.</p> + +<p>Sassuar ritornò poi di nuovo a Venezia, quale oratore +persiano, nel 1621, per migliorare i rapporti internazionali +dei due stati. E presentatosi in senato al 1º febbraio 1621 +insieme ad agì Aivas di Tauris [<a href="#DOC_XLIII">Documento XLIII</a>], offrì una lettera dello shàh +Abbas [<a href="#DOC_XLIV">Documento XLIV</a>] con un dono di 4 tappeti, 25 pezze di giurini, e +25 di lizari d'India. Benedetto Tagliapietra consigliere anziano +ricevette, in assenza del doge, l'oratore persiano, e +ringraziatolo della lettera e del dono, lo assicurò che la sua +raccomandazione sarebbe stata tenuta in gran conto, molto +importando alla repubblica l'amicizia del suo re, ed il facile +commercio colla Persia.</p> + +<p>I preziosi drappi recati da Sassuar furono quindi consegnati<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span> +ai procuratori de supra per essere usati nelle pubbliche +cerimonie della chiesa di S. Marco<a name="FNanchor_102_102" id="FNanchor_102_102"></a><a href="#Footnote_102_102" class="fnanchor">[102]</a> [<a href="#DOC_XLV">Documento XLV</a>].</p> + +<p>Allorquando poi la repubblica veneta fu minacciata dell'impresa +di Candia, per la cui difesa sacrificò e sangue +e ricchezze, invano chiedendo agli Stati europei aiuto possente +per sostenere in quell'isola l'antemurale della civiltà, +non mancò di dirigersi eziandio alla Persia, colla speranza +di trovare almeno da quella parte una importante diversione, +che le lasciasse agio a difendere i proprii possedimenti.</p> + +<p>Nell'anno 1645, il senato mandò all'ambasciatore veneto +in Polonia Giovanni Tiepolo<a name="FNanchor_103_103" id="FNanchor_103_103"></a><a href="#Footnote_103_103" class="fnanchor">[103]</a> una lettera pel re di Persia, +incaricandolo di spedirla in quel regno con apposito legato, +e di pregare il re di Polonia di unire anch'egli un suo oratore +per lo interesse comune della cristianità, minacciata dalla +prepotenza ottomana. E commetteva inoltre a Domenico Santi, +che era diretto in Persia dal papa, dall'imperatore, dal re +di Polonia e dal gran duca di Toscana [<a href="#DOC_XLVI">Documento XLVI</a>], di prendere la +via della Siria e di recare una consimile lettera al re persiano, +per eccitarlo a muovere dalla sua parte contro la +Turchia.</p> + +<p>Le due lettere ducali allo shàh della Persia portavano le +date 2 dicembre 1645 [<a href="#DOC_XLVII">Documento XLVII</a>] e 17 luglio 1646 [<a href="#DOC_XLVIII">Documento XLVIII</a>].</p> + +<p>Ricordavano esse, come l'Ottomano avesse più volte portate +le armi contro i di lui predecessori, per rendere più vasta e +formidabile la sua potenza. Che politica tradizionale della +Persia era di mirare all'indebolimento di lui, e che ora le +si offeriva la opportunità, dacchè stavano le armi ottomane +impegnate in una impresa che non avrebbe mancato di spingere +tutti i principi di Europa a frenare le usurpazioni della +Turchia; e che già la campagna era incominciata coi più +lieti auspicii, avendo la veneta armata assalita e danneggiata +la ottomana nello stretto.<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span></p> + +<p>Il re di Polonia aderì alle istanze dell'ambasciatore veneziano, +ed incaricò il nobile polacco Slich di recarsi in suo +nome nella Persia, insieme al veneto legato padre Antonio +di Fiandra domenicano, cui il Tiepolo avea consegnata la +lettera ducale per lo shàh e le credenziali.</p> + +<p>L'ambasciata veneto-polacca partì il 2 ottobre 1646 da +Varsavia, accompagnata da 25 gentiluomini polacchi, e per +Mosca e Nishni-Novogorod giunse a Casan il 12 febbraio +1647, ove si riposò per tre mesi. Partita poi da Casan a' 3 di +maggio per il Volga, dopo un mese di procellosa navigazione +sul Caspio, approdò alle spiaggie persiane e si diresse +ad Ispahan, ove giunse soltanto al 15 di settembre, +pei disagi sofferti nel viaggio dall'ambasciatore polacco. Il +quale appena arrivato in Ispahan ammalò gravemente per +modo, che non potendo eseguire le commissioni del suo re, +mandò a chiamare uno dei principali della corte persiana, e +presentandogli il veneto legato, consegnò al padre Antonio +le lettere e le credenziali sue proprie, dichiarando che quegli +soddisferebbe alla ambasciata in nome del re di Polonia e +della repubblica veneta. E pochi giorni dopo egli spirò, e fu +sepolto con molto onore nella chiesa dei Carmelitani Scalzi.</p> + +<p>Introdotto il padre Antonio all'udienza del re il 27 di ottobre, +offerse le lettere del re di Polonia e della repubblica, +ed ebbe per risposta che sarebbesi con lieto animo ricambiata +la loro amicizia. Invitato poi a stendere in lingua persiana +i punti principali della sua domanda, egli li presentò; ma +ottenne soltanto una vaga assicurazione che il re avrebbe assai +volontieri cercato occasione di corrispondere efficacemente ai +desiderii dei principi cristiani, ed una lettera in questo senso +al doge di Venezia, affettuosissima, ma senza impegni [<a href="#DOC_XLIX">Documento XLIX</a>].</p> + +<p>La Persia in fatti non era in grado di corrispondere: perocchè +aveva in quel tempo mandato un esercito nel regno +di Conducar, cogliendo occasione e dalle discordie che dopo +la morte del Gran Mogol erano insorte fra i di lui figli, e +dalla guerra tra la Porta e Venezia, per ricuperare quel regno +al kan dei Tartari Olbek, che dal Gran Mogol ne era stato +spogliato.</p> + +<p>Ritornato a Venezia, il padre Antonio si presentò in senato<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +a' 28 di marzo 1649, e lesse una interessantissima e finora +inedita relazione della sua ambasciata, distinta in tre +parti, cioè:</p> + +<p>1º Il suo viaggio in Persia, la miglior via per andarvi, +e le accoglienze e gli onori ricevuti quale ambasciatore cristiano;</p> + +<p>2º Quello che ha trattato col re di Persia;</p> + +<p>3º Quello che si poteva sperare dallo shàh in aiuto della +repubblica; conchiudendo che terminata la guerra nel Conducar, +potevasi ritenere che il giovine e valoroso re persiano +avrebbe rivolto le sue armi contro i Turchi [<a href="#DOC_L">Documento L</a>].</p> + +<p>Il padre Antonio presentava inoltre una scrittura in data +di Shangai 24 aprile 1648 dell'altro legato in Persia Domenico +Santi [<a href="#DOC_LI">Documento LI</a>].</p> + +<p>La relazione del Santi che pure trovasi inedita è stillata +in lingua italiana frammista di alcuni termini castigliani, +locchè farebbe credere che, quantunque egli si annunciasse +suddito della repubblica, fosse o nativo di Spagna +o avesse ivi gran tempo dimorato. Narra il Santi l'esito +della sua missione nella Persia, conforme a quello del +padre Antonio di Fiandra, e si estende nei più minuti particolari +intorno al disastroso suo viaggio, alle grandi spese +che dovette sostenere, ed alla quantità dei doni che fu obbligato +di presentare al re ed ai ministri per ottenere benevolo +ascolto.</p> + +<p>Senonchè peggiorando le condizioni dei Veneti nell'isola +di Candia, la repubblica che aveva, si può dire, quasi invano +chiesti sussidii ai principi della cristianità, tentò di +nuovo dopo il 1660 di ricorrere alla Persia, dapprima con +lettere dirette a quel re [<a href="#DOC_LII">Documento LII</a>], quindi accogliendo la offerta +segreta dell'arcivescovo armeno Aranchies che proponeva +di trattare la lega coi Persiani [Documenti <a href="#DOC_LIII">LIII</a> e <a href="#DOC_LIV">LIV</a>], e finalmente inviando alla +corte dello shàh l'arcivescovo di Nashirvan. Ma pur troppo, +mentre duravano queste pratiche, il regno di Candia andò +perduto.<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p> + +<p>La repubblica di Venezia dovea anche in questa terza invasione +ottomana resistere sola, e sacrificare generosamente +il sangue dei suoi figli ed i propri tesori per difendere l'antemurale +della civiltà. Dopo una gloriosa lotta di 25 anni, +che rese immortale la fama del valore e della costanza dei +Veneziani, il regno di Candia fu occupato dalle truppe ottomane, +la croce lasciò il posto alla mezza luna.</p> + +<p>Conchiusa appena la pace colla Turchia, arrivò in Venezia +una importante missione dalla Persia. La componevano due +padri domenicani: Maria di S. Giovanni ed Antonio di S. Nazaro, +incaricati dall'arcivescovo di Nashirvan di presentare +al senato la relazione dei suoi negoziati colla Persia, e la +risposta dello shàh agli inviti della repubblica [<a href="#DOC_LV">Documento LV</a>]. Gli atti +di questa missione, l'ultima che dalla Persia venisse a Venezia, +chiaramente dimostrano le relazioni internazionali +dei due stati, così rispetto alle comuni aspirazioni, come +agli interessi del traffico ed alla tutela dei cristiani nell'Asia.</p> + +<p>Il 20 luglio 1673 i padri domenicani presentarono nel +collegio la lettera dell'arcivescovo di Nashirvan [<a href="#DOC_LVI">Documento LVI</a>] e quella +del re di Persia, esprimendo in idioma turco lo incarico +avuto dallo shàh di augurare al serenissimo principe le maggiori +prosperità, e di attestare la di lui stima ed osservanza +alla repubblica<a name="FNanchor_104_104" id="FNanchor_104_104"></a><a href="#Footnote_104_104" class="fnanchor">[104]</a>.</p> + +<p>La lettera dell'arcivescovo esponeva: come dopo di aver +corsi molti pericoli particolarmente in Erzerum dove fu accusato +per spia, egli giunse in Ispahan, presentò le lettere +ducali allo shàh che le accolse affettuosamente, ed a cui narrò +colla maggior efficaccia possibile le condizioni della guerra +di Candia. Il re della Persia ascoltò attentamente ogni cosa, di +tutto chiese le più minute notizie e promise di dare pronta +soddisfazione alle proposte della repubblica. Ma la nuova +sopraggiunta della resa di Candia, dal re con sorpresa e +dolore sentita, mandò a vuoto le incamminate trattative; ed il +desiderio dello shàh di soddisfare alle richieste del veneto +senato, dovette limitarsi a franchigie e protezioni accordate<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +ai cristiani nella Persia, le quali sono attestate nella stessa +lettera del monarca persiano [<a href="#DOC_LVII">Documento LVII</a>], nè poteansi sperare maggiori: +perocchè egli avea dato ordine, che per riguardo alla +veneta signorìa venissero i cristiani rispettati ed onorati, e +godessero privilegi ed immunità in tutte le città e terre della +Persia; ed anzi in qualsiasi luogo, dove si trovassero abitazioni +dei cristiani, le immunità loro accordate dovessero +estendersi a tutti gli altri abitanti di qualsivoglia condizione +o setta si fossero. Assicurava inoltre il re della Persia, di +essere disposto ad accogliere con prontezza e di dare immediata +esecuzione a ciò che alla veneta signorìa sembrasse +opportuno di proporgli, rispetto alle novità che potessero +insorgere nei suoi rapporti coll'impero ottomano.</p> + +<p>Il dragomanno Fortis presentava quindi al senato una relazione +di un colloquio secreto tenuto per ordine dei savii +coi padri domenicani, i quali dissero che da lungo tempo il re +persiano nutriva sentimento di vendetta contro gli Ottomani; +e che se i capitoli della tregua di Babilonia e la guerra nel +Conducar l'avevano finora obbligato a simulare l'odio implacabile +contro i Turchi, il giovane e valoroso monarca desiderava +prossima occasione di battersi contro di loro, d'accordo +colla signorìa di Venezia, il granduca di Moscovia +ed il re di Polonia, persuaso che tali alleanze avrebbero bastato +per finirla una volta coll'impero turchesco [<a href="#DOC_LVIII">Documento LVIII</a>]. Il Fortis +aggiungeva nella sua relazione particolari notizie intorno +alla condizione dell'esercito persiano, ed alcuni suggerimenti +opportuni a mantenere per diversi scali il commercio colla +Persia, durante la guerra, insieme ad una descrizione delle +vie che da Venezia conducevano in Ispahan.</p> + +<p>La repubblica fu assai lieta di questa legazione, ringraziò +il re della Persia per la protezione ed i beneficii che accordava +ai cristiani nei suoi regni, promise reciprocanza [<a href="#DOC_LIX">Documento LIX</a>], +regalò splendidamente i padri dominicani, il contegno, le +pratiche e le proposizioni dell'arcivescovo di Nashirvan altamente +commendò<a name="FNanchor_105_105" id="FNanchor_105_105"></a><a href="#Footnote_105_105" class="fnanchor">[105]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span></p> +<p>Questa fu l'ultima occasione, che per circostanze fatali la +repubblica di Venezia ha perduta; avvegnachè rinnovatasi +la lotta colla Turchia nel 1695, essa invano tentò di associare +ai suoi minacciati destini la Persia [<a href="#DOC_LX">Documento LX</a>], ed allorquando +nel 1714 il divano non potendosi adattare alla perdita della +Morea, le intimava di nuovo la guerra siccome violatrice degli +accordi di Carlovitz, essa non più ricorse alla Persia che +stava impegnata in lotte civili, e soscrisse la pace di Passarovitz, +che pose fine alle sue speranze in oriente.</p> + +<p>Però anche durante il secolo decimo ottavo le relazioni +internazionali veneto-persiane si mantennero nello stesso costante +carattere di ottima amicizia e corrispondenza.</p> + +<p>Quando la repubblica si avvide di non poter più recare +ad effetto l'idea di dividere l'impero ottomano col concorso +della Persia, non cessò di coltivare i buoni rapporti con quel +governo, nella mira di proteggere gli interessi della cristianità +in Asia.</p> + +<p>I pochi documenti che si hanno attestano come nel 1669 [<a href="#DOC_LXI">Documento LXI</a>], +in seguito a spedizione nella Persia di Antonio Doni, quello +shàh dimostrasse alla repubblica la più favorevole disposizione +ad incontrare i suoi desiderii; e come efficacemente +proteggesse ora il vicario generale padre Fassi raccomandatogli +dai Veneziani per istanza del granduca di Toscana [<a href="#DOC_LXII">Documento LXII</a>], +ora il padre Arachieli che pei cattolici volle edificare una +chiesa in Erivan [Documenti <a href="#DOC_LXIII">LXIII</a> e <a href="#DOC_LXIV">LXIV</a>].</p> + +<p>Morto Suleiman nel 1692 e succedutogli Husein, la repubblica +mandò al nuovo re, colle lettere di congratulazione, +le più vive raccomandazioni in favore dei cristiani che abitavano +nella Persia; le quali furono riscontrate con termini +di adesione e di ringraziamento, e con espressioni di augurio +pel mantenimento della stretta colleganza fra i due +Stati.</p> + +<div class="figcenter"> +<a name="letteraHusein" id="letteraHusein"></a> +<img class="border" src="images/ill-055.jpg" width="268" height="550" alt="Lettera dello shàh Husein al doge Silvestro Valier, 1696" + /> +</div> + +<p>Questa lettera, di cui diamo nei documenti la traduzione [<a href="#DOC_LXV">Documento LXV</a>], +e qui il fac-simile, porta in luogo della sottoscrizione, non +conosciuta dai maomettani, il grande sigillo reale detto<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +<i>Homajon</i>, nella forma elegante che usavasi pei trattati, lettere +patenti o missive all'estero, e il cui disegno, quale la +fotografia potè riprodurlo, ponemmo in fronte al presente +volume<a name="FNanchor_106_106" id="FNanchor_106_106"></a><a href="#Footnote_106_106" class="fnanchor">[106]</a>. Esso contiene nel centro fra un bellissimo intreccio +di fiori e di foglie la cifra reale <i>Sultan Husein ben +Suleiman</i> 1106, cioè il sultano Husein figlio di Solimano, +anno 1694. All'intorno nelle dodici nicchie dovrebbonsi leggere +i nomi dei dodici <i>Imam</i>, e al disopra la solita formula +od invocazione religiosa dei Persiani.</p> + +<p>Nell'anno 1697 a' 13 di marzo si presentò in collegio il +padre Pietro Paolo Palma arcivescovo d'Ancira con breve di +Innocenzo XII al re di Persia<a name="FNanchor_107_107" id="FNanchor_107_107"></a><a href="#Footnote_107_107" class="fnanchor">[107]</a> pregando la repubblica di +mediazione in favore del vescovo d'Ispahan e di quei missionarii +che erano stati esiliati dal suo regno. Ed il senato nella +prossima tornata del 15 marzo deliberava di rivolgersi allo +shàh, al patriarca armeno ed al gran Mogol [<a href="#DOC_LXVI">Documento LXVI</a>].</p> + +<p>Finalmente essendo accaduta nel 1718 la spogliazione della +chiesa dei Cappuccini a Tiflis, il veneto senato scriveva<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span> +il 23 di dicembre [<a href="#DOC_LXVII">Documento LXVII</a>] al re della Persia pregandolo « di porgere +sollievo agli oppressi, di far cessare gli insulti e le +animosità, di restituire la religione cattolica alla pristina +quiete ».</p> + +<p>Le relazioni internazionali della repubblica di Venezia +colla Persia, furono pertanto in tutti i secoli improntate della +più schietta amicizia, e mantenute costanti da eguali tendenze +politiche e da sentimenti di civiltà e di religione.</p> + +<p>Oltre a ciò un altro importante rispetto, pur degno di +somma considerazione, stringeva Venezia alla Persia: quello +del commercio, del quale trattasi nella seguente Parte seconda.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p> + +<p> <br /> </p> + +<h2><a name="PARTE_II" id="PARTE_II"></a>PARTE II.</h2> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center break"><span class="big">Delle relazioni commerciali<br /> +tra<br /> +la Repubblica di Venezia e la Persia.</span></p> + +<h3><a name="II_I" id="II_I">I</a>.<br /><br /> +Del commercio dei Veneziani colla Persia.</h3> + +<p class="break">Gli aromi delle Indie orientali, le spezie, le merci, le sete, +i prodotti e le manifatture dell'Asia furono fino dai più antichi +tempi primario scopo del commercio europeo, e le nazioni +che poterono averle di prima mano arricchirono assai e si +resero tributarie le altre. Nei più remoti secoli, ora i Fenici +ricevendole dal golfo Persico e dal mar Rosso, le portavano +per Tiro, Sidone ed Alessandria nel Mediterraneo, ora gli +Assiri ed i Caldei per la via dell'Indo, dell'Oxo (Amon-daria) +e del Caspio, quindi del Ciro e del Fasi, o del Volga e del +Tanai (Don) le spingevano nel mar Nero.</p> + +<p>In mezzo alle irruzioni dei barbari, perdutosi l'uso delle +merci di levante, l'Europa sofferendone la mancanza abbisognò +di abili navigatori che ne la provvedessero. Si presentarono +gli Italiani, e dalle sponde del mar Nero o dalle +coste orientali del Mediterraneo le navi di Amalfi, di Sicilia, +di Pisa, di Genova e particolarmente di Venezia recarono +a tutta l'Europa i preziosi prodotti dell'Asia.</p> + +<p>Che il primato del commercio asiatico, benchè contrastato +dai Genovesi, fosse fino dagli esordii della repubblica nelle +mani dei Veneziani, che Venezia fosse, come la disse il +Giogalli, la dogana principale delle ricchezze dell'Asia, lo +prova la famosa lettera di Cassiodoro dell'anno 528, dalla +quale consta che essa provvedesse i re Goti di quanto abbisognavano. +Assicurano le cronache che nei secoli VII e VIII +le navi della repubblica recavano in Europa i prodotti e le<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span> +manifatture dell'Asia; la cronaca <i>Dandolo</i> che nell'anno 814 +i Veneziani commerciassero in Siria; la <i>Cavense</i> che nel 987 +caricassero nel porto di Salerno per le coste asiatiche, e finalmente +dall'anno 971 incomincia la importantissima serie +dei decreti, patti e privilegi dei Veneziani relativi al commercio +d'Oriente che ne comprovano la ricchezza e la preminenza<a name="FNanchor_108_108" id="FNanchor_108_108"></a><a href="#Footnote_108_108" class="fnanchor">[108]</a>.</p> + +<p>I prodotti dell'Asia mettevano capo dapprima ai porti della +Siria e dell'Egitto; quindi nel mar Nero alla Tana sullo +sbocco del Tanai, a Trebisonda, e ad Ajazzo, angolo il più +orientale fra la Cilicia e la Siria, secondo le vicissitudini che +sconvolsero le regioni d'oriente.</p> + +<p>Giosafat Barbaro e Ambrogio Contarini narrano nei loro +viaggi, che fino dai più remoti tempi le merci dell'Indie +e quelle dell'interno dell'Asia navigavano pel fiume Indo +fino all'antica Battriana, donde trasportate per terra con +cammelli in sette giorni, nell'Icaro che sbocca nell'Oxo, si +versavano nel mar Caspio, attraversando i ricchissimi mercati +di Samarcanda e Buccara. Quindi dall'emporio di Astrakan +rimontando il Volga fino all'incurvatura del Don scendeano +poi per la palude Meotide nei porti del mar Nero, impiegando, +siccome narra il Contarini, otto giornate da Astrakan +alla Tana.</p> + +<p>Affermano quegli scrittori che la Tana fosse il più antico +emporeo delle merci asiatiche, ma il Foscarini<a name="FNanchor_109_109" id="FNanchor_109_109"></a><a href="#Footnote_109_109" class="fnanchor">[109]</a> dimostrava +che i porti della Siria e dell'Egitto mantennero il traffico +delle Indie qualche secolo prima di quelli del mar Nero, dove +le strepitose vittorie di Gengiskan e la distruzione dell'impero +crociato condussero il commercio dell'Asia; e Marco +Polo assicura che ai suoi tempi pervenivano principalmente +ad Ajazzo le merci dell'oriente, e vi si cambiavano con quelle +dell'occidente recate dalle navi veneziane e genovesi, e destinate +al gran mercato di Tauris.</p> + +<p>Le merci dell'Asia orientale venivano portate a Campion +(Cantcheu), quindi a Balxian (Badkhchan), e attraversando il +deserto pervenivano nella Persia a Casbin Sultania e Tauris.<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +Quelle dell'Asia meridionale erano portate pel golfo Persico +a Bassorah, dove concorrevano anche le mercanzie dell'Arabia +e delle coste di Etiopia, ed operavasi il cambio con +quelle della Cina e dell'Asia settentrionale, quindi seguitando +il corso dell'Eufrate pervenivano ai fiorenti mercati +di Damasco e di Aleppo; oppure lungo il Tigri attraversavano +la Persia e giungevano esse pure al grande emporeo +di Tauris<a name="FNanchor_110_110" id="FNanchor_110_110"></a><a href="#Footnote_110_110" class="fnanchor">[110]</a>. Da questa piazza due grandi vie commerciali +si partivano l'una per Erzerum diretta ad Ajazzo, scalo principale +nel Mediterraneo, l'altra pure per Erzerum a Trebisonda +nel mar Nero.</p> + +<p>Il commercio di Tauris che concentrava quello della Persia +e dove concorrevano principalmente le produzioni asiatiche +fu assai vagheggiato dai Veneziani<a name="FNanchor_111_111" id="FNanchor_111_111"></a><a href="#Footnote_111_111" class="fnanchor">[111]</a>. Tauris, l'antica reggia +dei Medi, fu per lungo tempo residenza dei sovrani di Persia; +collocata in sito salubre, comodo e facile al traffico, ed +in relazione cogli emporei di Samarcanda, Bukara, Bolkar +ed Otrar, e con quelli di Bassorah e di Ormus, non poteva +essere in posizione più favorevole al commercio. Le vie dell'Armenia, +di Trebisonda e della Siria la ponevano in comunicazione +col mar Nero e col Mediterraneo, e da esse +riceveva in cambio le merci d'Europa. Marino Sanudo affermava +che le vie dell'Armenia e della Persia erano preferibili +a quelle dell'Egitto, e proponeva nel secolo XIV di far +passare attraverso quelle regioni una gran strada commerciale +per l'India.</p> + +<p>Trascurar non potevano i Veneziani emporeo così prezioso, +e per favorire il commercio con quella piazza si hanno +precise notizie fin dal secolo IX di trattati conchiusi dal doge +Pietro Orseolo coi Saraceni, quindi co' re cristiani di Gerusalemme, +i soldani d'Antiochia, di Tripoli, di Beruti, i re +d'Armenia, gl'imperatori di Nicea e di Trebisonda, i soldani +d'Aleppo, di Babilonia, di Rumili e gli imperatori dei +Tartari<a name="FNanchor_112_112" id="FNanchor_112_112"></a><a href="#Footnote_112_112" class="fnanchor">[112]</a>. Flotte veneziane in isquadre chiamate mude, e +comandate dapprima da un nobile eletto dal maggior consiglio,<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +quindi dal senato, con ispecial commissione veleggiavano +per assicurare la libertà del commercio intorno +alla Tauride e lungo le coste di Trebisonda, di Bitinia, di +Paflagonia, di Cilicia e della Soria. Stabilimenti e Consolati +Veneziani nel mar Nero si ricordano fin dal secolo XIII; viaggiatori +veneziani nelle regioni interne dell'Asia, i Polo, fin +dal 1250; ambasciatori in Tauris, Marco Cornaro, nel 1319<a name="FNanchor_113_113" id="FNanchor_113_113"></a><a href="#Footnote_113_113" class="fnanchor">[113]</a>, +in Armenia Giorgio Dolfin<a name="FNanchor_114_114" id="FNanchor_114_114"></a><a href="#Footnote_114_114" class="fnanchor">[114]</a>, a Trebisonda Nicolò Quirini +nel 1349<a name="FNanchor_115_115" id="FNanchor_115_115"></a><a href="#Footnote_115_115" class="fnanchor">[115]</a>.</p> + +<p>I mercanti persiani e gli armeni che facevano il commercio +veneto-persiano, eziandio durante le guerre colla +Turchia, erano particolarmente accetti e favoriti dai Veneziani.</p> + +<p>Senza tener conto delle tradizioni che si hanno, rispetto +alla via di Venezia detta ruga Giuffa ed al campo dei Mori, +siccome luoghi ove albergavano Armeni e Saraceni, tradizioni +che non reggono ad una critica severa, si sa che fino +dall'anno 1253 esisteva a san Giuliano in una casa conceduta +da Marco Ziani, ricchissimo negoziante nipote del doge +Sebastiano, un ospizio la cui istituzione era di ricoverare +qualunque pellegrino armeno per tre giorni, donando però +una sola cena<a name="FNanchor_116_116" id="FNanchor_116_116"></a><a href="#Footnote_116_116" class="fnanchor">[116]</a>. Allorquando Uzunhasan si insignorì +della Persia e dell'Armenia, e conchiuse alleanza colla repubblica +negli anni 1470-73<a name="FNanchor_117_117" id="FNanchor_117_117"></a><a href="#Footnote_117_117" class="fnanchor">[117]</a>, crebbero i favori verso +quelle nazioni. Nell'anno 1476 gli Armeni eressero presso +il loro ospizio a S. Giuliano una chiesetta che fu nel 1691 +riedificata a spese di Girocco Mirmano ivi sepolto. E rifugiatosi +da Costantinopoli e da Modone in Venezia l'abate +Pietro Mechitar ottenne nel 1718 di edificare nell'isola di +S. Lazzaro un monastero ed un collegio, i quali, ampliandosi +e fiorendo sempre più, si resero benemeriti per uomini +distintissimi ed operosi a diffondere la scienza nei loro correligionarii +dell'Asia, e ad unire le due letterature orientale<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +ed occidentale. Gli Armeni furono interessati a scortare e +favorire gli oratori ai sovrani della Persia e i mercanti veneti +in quella regione. La sopraintendenza e giudicatura +della loro nazione era specialmente raccomandata al magistrato +dei cinque Savii della mercanzia<a name="FNanchor_118_118" id="FNanchor_118_118"></a><a href="#Footnote_118_118" class="fnanchor">[118]</a>; appositi sensali +con particolari discipline vegliavano affinchè non venissero +defraudati in modo alcuno nei loro contratti<a name="FNanchor_119_119" id="FNanchor_119_119"></a><a href="#Footnote_119_119" class="fnanchor">[119]</a>, e finalmente +Armeni e Persiani erano esenti del pagamento delle tasse +di cottimi e di bailaggi<a name="FNanchor_120_120" id="FNanchor_120_120"></a><a href="#Footnote_120_120" class="fnanchor">[120]</a>.</p> + +<p>Molte e ricche case commerciali armene erano stabilite +a Venezia, ma di mano in mano che diminuiva la importanza +del traffico colle regioni dell'Asia si ritirarono, ed abbiamo +memoria che solo fra gli anni 1732 e 1758 lasciarono +questa città ben dodici case armene<a name="FNanchor_121_121" id="FNanchor_121_121"></a><a href="#Footnote_121_121" class="fnanchor">[121]</a>. I minori negozianti +però fino al cadere della repubblica continuarono a +vendere le loro mercanzie, sotto certi ombrelloni dispiegati +accanto ai tre stendardi della piazza di S. Marco, e l'ultimo +di quegli Armeni fu Tommaso Posa che continuava a vestir +l'abito orientale.</p> + +<p>Riguardo ai Persiani esistono vaghe tradizioni di un antichissimo +fondaco, situato a S. Giovanni Grisostomo sul rivo +che mette al canal grande, dirimpetto al fondaco dei Tedeschi, +ma anche queste tradizioni non reggono ad una critica +severa. Egli è certo che nel secolo XVII i Persiani albergavano +nel fondaco dei Turchi a San Giovanni decollato, +ma separati dai sudditi del gran signore. Mediante decreto 10 +giugno 1662 dei cinque Savii alla mercanzia, furono con +tale condizione obbligati i Persiani e le Persiane a passare +nel fondaco dei Turchi; ed il successivo decreto 16 giugno +dello stesso anno stabiliva pene di bando e di galera a quei +Persiani che continuassero a soggiornare in case private e +non andassero colle loro mercanzie nel fondaco.</p> + +<p>Gli Armeni ed i Persiani, come tutti gli orientali, avevano +in Venezia un luogo particolarmente destinato alla loro tumulazione,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +e quando erano cristiani nell'isola di S. Giorgio +Maggiore, in un recinto intorno al campanile. Fino a questi +ultimi tempi poteasi vedere qualche lapide con caratteri di +quelle nazioni, ma pur troppo molte ne andarono seppellite +nel rifare le fondamenta di quel campanile.</p> + +<p>La famiglia Sceriman di Djulfa d'Ispahan era la più illustre +e ricca delle persiane stabilite a Venezia; e nel secolo XVII +la sua casa commerciale era una delle più considerevoli +d'Europa. E la famiglia patrizia Boldù, illustre per fasti militari +e per senno civile, è pure di origine persiana<a name="FNanchor_122_122" id="FNanchor_122_122"></a><a href="#Footnote_122_122" class="fnanchor">[122]</a>.</p> + +<p>Merci che da Venezia si importavano nella Persia erano: +panni tessuti d'oro, d'argento ed a varii colori, velluti, damaschi, +stoffe di lana e di seta, fili d'oro, d'argento e galloni, +cera lavorata, zucchero raffinato, mercurio, vitriolo, +cinabro, arsenico, canfora, cremor di tartaro, teriaca, casse +di noce, cordami, carte da giuoco, moneta buona e falsa +(scadente?), armi, acciai, ferrareccie, aghi, carta, stampati, +chincaglie, vetri, specchi e conterie<a name="FNanchor_123_123" id="FNanchor_123_123"></a><a href="#Footnote_123_123" class="fnanchor">[123]</a>.</p> + +<p>I Veneziani pel continuo traffico e relazione coll'oriente +avevano tolto il costume di vestire le donne con panni tessuti +d'oro e d'argento, e fin dal secolo XIII si ha memoria +di una magistratura detta dei <i>panni d'oro</i>, che sopraintendeva +a quel lavoro rigorosamente invigilandone la manifattura +ed il commercio. Quindi le genti dell'Asia mandavano +ad acquistare in Venezia tali preziose drapperìe, per la sicurezza +che aveano di non rimanere ingannati.</p> + +<p>Qui si fabbricavano eziandio per il commercio asiatico gli +ormesini, specie di drappo di seta, così nominato da Ormus, +d'onde venne, e ci dà testimonianza della celebrità di quelle +fabbriche il nome della calle degli Ormesini in cannareggio. +Il commercio della carta e quello degli stampati tuttora fioriscono. +Quello poi delle conterie e degli specchi si mantenne +prospero fino al cadere della repubblica. L'arte vetraria, e particolarmente +quella del coloramento alla pasta vitrea, si ritiene +da molti, che i Veneziani apprendessero nella Persia;<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span> +ma se anche ciò non fosse, è però vero ch'essi estesero in +quella regione ed in tutta l'Asia questo commercio, per modo +da ingenerarvi il costume di adoperare in luogo delle <i>coroncine</i> +di cocco usate dagli orientali, <i>coroncine</i> di vetro colorato molto +più vaghe; e da far entrare le <i>margherite</i> negli abiti, negli +addobbi, e perfino adoperarle come segno di dignità. Ed il +costume persiano che le donne portar dovessero in dote uno +specchio almeno, di Venezia, dava a questi un grandissimo +smercio.</p> + +<p>Siccome saggio delle merci che ancora nel secolo XVII +la Persia ritraeva da Venezia, ecco la traduzione fatta dal +dragomanno Nores, il 18 marzo 1613, del:</p> + +<p><i>Memoriale consegnato dallo shàh di Persia Abbas ai suoi +agenti Alredin et Sassuar, delle cose che sono obbligati a comperare +a Venetia d'ordine del re</i><a name="FNanchor_124_124" id="FNanchor_124_124"></a><a href="#Footnote_124_124" class="fnanchor">[124]</a>.</p> + +<p>Zacchi, che siano di somma bontà e di maglia minuta et +stretta.</p> + +<p>Rasi boni et belli, parte negri et parte a colori.</p> + +<p>Tabini boni.</p> + +<p>Ormesini fatti in Venetia.</p> + +<p>Panni venetiani, che siano boni e fini di diversi colori.</p> + +<p>Argenterie di diversa sorte, così schiette come lavorate a +figure.</p> + +<p>Vetri lavorati, belli, ben fatti et indorati la maggior parte.</p> + +<p>Lavori di cristallo di montagna senza alcune vene.</p> + +<p>Specchi di cristallo grande, che siano netti et senza casse.</p> + +<p>Specchi mezzani et piccoli, a punta di diamante.</p> + +<p>Pietre d'anelli d'ogni sorta, con figure intagliate sopra.</p> + +<p>Armi da guerra d'ogni sorta, che sieno a proposito nostro.</p> + +<p>Occhiali di cristallo fatti a diamante.</p> + +<p>Coltelli et forfe (forbici) di buona sorte et tempera.</p> + +<p>Cremisì.</p> + +<p>Instrumenti da lavorare e da far zacchi (giacchi).</p> + +<p>Azzali che sieno buoni et fini.</p> + +<p>Pugnali, colli sui ferri indorati, senza fodero.</p> + +<p>Non porterete nè archibusi, nè orologi, nè cassette di cristallo, +perchè non fanno di bisogno. Orecchini di cristallo di +diverse sorte con figure.<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p> + +<p>Portar delle cipolle et sementi di fiori belli, con la nota +del tempo e del modo come si piantano.</p> + +<p>Menar tessitori che sappiano far velluti et rasi, se si può.</p> + +<p>Instrumenti ovver ordigni da lustrare i panni di seta, con +la nota del modo come si fa.</p> + +<p>Maschere di diverse sorta da trasvestirsi; et altre cose straordinarie +che non siano state qui portate o poste in uso, +siano di che prezzo si voglia.</p> + +<p class="date">Et così eseguirete.</p> + +<p><i>col sigillo reale.</i></p> + +<p class="break">Le monete veneziane erano accettate dai Persiani, come dai +Mongoli, Tartari, Arabi ed Indiani. In Armenia poi i Veneziani, +per privilegi ottenuti fino dal secolo XIII, lavoravano i +dirrhem ed altre saracinesche monete di un gran pregio nella +Persia. Essi associaronsi inoltre agli Armeni ed ai Persiani +nella fabbricazione dei cammellotti, e finalmente goderono +franchigia per le mercanzie che tratte da Tauris e dalla Persia, +attraversavano l'Armenia.</p> + +<p>Queste mercanzie consistevano principalmente: in panni di +seta, di lana, di pelo di cammello e di capra, rasi con ricami +tessuti d'oro, tappeti di Persia e di Caramania, riputati +da M. Polo i migliori del mondo, cammellotti, mussuline, +particolarmente da Mussul presso Mardin, abbondante +di cotoni, cordovani rossi e gialli ed altre pelli in genere, +pesce secco e salato, beluga del Caspio, argento ed oro in +polvere tratti dai fiumi di Bukaria, rame delle miniere di +Tokat, datteri di Bassorah, pepe, tabacco, indaco, allume, +zuccaro, galla, zenzero, zafferano, rabarbaro, gomma, miele, +sale di Bukaria, sale ammoniaco, bitumi, tra cui il <i>nafta</i> ed +il celebre <i>mum</i>, droghe diverse, erbe medicinali, cera, perle +di Ormuz, lapislazzuli, turchesi ed altre pietre preziose, lavori +ed intarsiature alla <i>agemina</i>, così detti da <i>agem</i>, nome +col quale gli Arabi indicano le terre ad essi straniere ed in +particolare la Persia; e finalmente la seta greggia di cui incomparabilmente +abbondavano le provincie persiane situate +sul Caspio, Astrabad, Mazanderan, Schirvan e sopra tutte +il Ghilan, la cui seta in natura ed in manifatture era ed è +riputata la migliore di tutta la Persia.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p> + +<p>Il commercio delle sete persiane fu specialmente regolato +e favorito dal magistrato dei Cinque savii alla mercanzia, +nei cui registri trovansi fra le altre le seguenti disposizioni:</p> + +<p>Le sete persiane doveano passare per gli scali della Sorìa, +assoggettarsi alla visita del console di Damasco e di +Aleppo, e soddisfare una tassa di favore, fissata colla tariffa +5 marzo 1537; quindi venire accompagnate a Venezia da +tratte particolari dei provveditori al cottimo<a name="FNanchor_125_125" id="FNanchor_125_125"></a><a href="#Footnote_125_125" class="fnanchor">[125]</a>. E diminuendo +quel traffico, per la concorrenza dei mercanti forestieri, nella +grave proporzione di 1000 a 100, nel principio del secolo XVII, +deliberava il senato ai 2 di maggio 1614 che tutte le sete +persiane, che per gli scali della Sorìa venissero condotte a +Venezia, fossero esenti per anni sei (tempo dappoi indeterminatamente +prorogato) dal dazio del 6 per %, semprecchè +li mercanti che le portavano per la via di Aleppo certificassero +con prove irrefragabili al console di Sorìa la loro +provenienza dalla Persia.</p> + +<p>Il console in Aleppo, Girolamo Morosini, aveva nell'anno +precedente sotto la propria responsabilità ridotto quella tassa +dal 6 al 2 per %, <i>onde favorire la venuta in Venezia dei mercanti +persiani tanto desiderati dalla repubblica</i>; e nella relazione che +lesse in senato il 9 febbraio 1615 perorò la abolizione intera +della tassa, che fu stabilita. E per favorirne la esportazione +da Venezia, e far fronte alla concorrenza straniera, +il senato ordinava ai 10 di luglio dello stesso anno, che per +due anni, i quali furono varie volte prorogati, potessero le +sete persiane escire dallo stato veneto per la via di Ponteba +esenti da dazio. Finalmente nel 1626 al 14 di agosto +deliberavasi in Pregadì che le sete persiane, che capitassero +in Venezia con mercanti armeni e persiani, fossero esentate +dall'1 per % che pagavasi per il cottimo e del 2 per il bailaggio +di Sorìa, <i>acciocchè con questo ragionevole vantaggio si incamminino +a questa piazza</i><a name="FNanchor_126_126" id="FNanchor_126_126"></a><a href="#Footnote_126_126" class="fnanchor">[126]</a>.</p> + +<p>Anche lo shàh della Persia, Abbas il Grande, fermò particolarmente +la sua attenzione sul commercio serico. Fra le +grandi innovazioni da esso adottate per ristorare le sorti +economiche del suo impero, volle che gli Armeni trasmigrati<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +in Djulfa d'Ispahan ricevessero dai proprietari le sete, e si +esercitassero esclusivamente in quel traffico, nel quale divennero +operosissimi.</p> + +<p>Ma le condizioni politiche ed economiche della repubblica, +e le vicissitudini del commercio e della navigazione delle potenze +europee, andarono togliendo poco a poco ai Veneziani +il primato nel traffico della seta e di tutte le merci persiane.</p> + +<p>Dopo l'invasione dei Mongoli, che, sorpreso il floridissimo +emporeo della Tana (1414), vi trucidarono i veneti mercanti e +misero a ruba i loro fondachi, e dopo la conquista di Costantinopoli +(1453) che chiuse il mar Nero alla navigazione degli +Europei, i Veneziani, rinnovati gli antichi trattati coi soldani +di Egitto, ai quali era soggetta la Palestina e la Siria, avevano +ricondotto nel Mediterraneo il commercio della Persia +e delle Indie, fino alla scoperta del giro del capo di Buona +Speranza.</p> + +<p>Questa importante rivoluzione commerciale, avvenuta dopo +l'acquisto della terraferma veneziana, e seguìta dalla lega +di Cambray, e dalle lotte contro la Turchia, che scossero +profondamente la potenza della Repubblica in levante, diede +il principal crollo al commercio dei Veneziani nell'Asia. Essi +conobbero tosto, che la impresa di Vasco di Gama, deviandolo +a mezzogiorno, paralizzava l'antico e ricchissimo traffico, +del quale erano in possesso.</p> + +<p>Le più serie informazioni intorno alla fortuna dei Portoghesi, +il re dei quali tosto assumeva il titolo di Signore +della navigazione e commercio dell'Etiopia, dell'Arabia, della +Persia e delle Indie, pervennero al senato dai suoi oratori +e messi secreti a Lisbona, e dagli ambasciatori presso la +corte di Spagna; ma i deputati al commercio dissuadendo +i Veneziani dall'abbandonare una navigazione antica, viva, +certa, per seguirne una nuova, incerta, lontana e contrastata +da molti<a name="FNanchor_127_127" id="FNanchor_127_127"></a><a href="#Footnote_127_127" class="fnanchor">[127]</a>, essi guardarono invece all'Egitto, e, mentre +spingevano i soldani a contrastare nei mari dell'India i progressi +ai Portoghesi<a name="FNanchor_128_128" id="FNanchor_128_128"></a><a href="#Footnote_128_128" class="fnanchor">[128]</a>, rinnovarono con loro gli antichi patti +e ottennero le migliori franchigie.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span></p><p>Benedetto Sanudo, ed il console di Damasco Bartolomeo +Contarini ottennero nell'anno 1502 dal sultano del Cairo +che per le merci aquistate dai Veneziani nell'egizia Sorìa +pagar si dovessero solo 90 ducati per ogni valore di mille, in +luogo dei 100 che pagavano i mercanti delle altre nazioni, +<i>in considerazione che il commercio veneziano era da antichissimo +tempo il fondamento di tutti gli altri</i><a name="FNanchor_129_129" id="FNanchor_129_129"></a><a href="#Footnote_129_129" class="fnanchor">[129]</a>. E venuto a +Venezia nell'anno 1507 Tagri-Berdi, oratore del sultano di +Egitto, si stabilirono nuovi capitoli per favorire quel commercio<a name="FNanchor_130_130" id="FNanchor_130_130"></a><a href="#Footnote_130_130" class="fnanchor">[130]</a>, +i quali poi furono ampiamente confermati nel 1508 +da Domenico Trevisan ambasciatore della repubblica al Cairo, +rispetto particolarmente al traffico delle spezie<a name="FNanchor_131_131" id="FNanchor_131_131"></a><a href="#Footnote_131_131" class="fnanchor">[131]</a>. Ed allorquando +Selino nell'anno 1517 sconfisse il soldano per la assistenza +data ad Ismaìl sufì di Persia, e si rese padrone +di Aleppo, di Damasco e dell'egizia Sorìa, la repubblica gli +mandò cospicua legazione di Luigi Mocenigo e Bartolomeo +Contarini, i quali ottennero dal conquistatore la rinnovazione +dei privilegi accordati dai sovrani d'Egitto ai mercanti +veneziani.</p> + +<p>Senonchè la nuova via delle Indie, e la formazione delle grandi +compagnie di navigazione, congiunte alle altre fatali e ben +note circostanze politico-economiche della repubblica, fecero +irresistibilmente decadere il commercio dei Veneziani colla +Persia; la storia del quale può ricavarsi dalle preziose relazioni +consolari, che si trovano tuttora per la maggior parte +inedite negli archivi di Venezia.<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span></p> + +<p>Instituita per decreto del senato 15 febbraio 1507 la magistratura +dei Cinque savi alla mercanzia, ed assoggettati +ad essa i consolati e gli affari del traffico, « per dare migliore +regola e svolgimento al commercio » fu da quella proposto +al senato di trasferire in Aleppo il consolato generale veneto +nell'Asia<a name="FNanchor_132_132" id="FNanchor_132_132"></a><a href="#Footnote_132_132" class="fnanchor">[132]</a>, dacchè in quella ricca e commerciale +città, dopo la deviazione dell'Amur, le vittorie di Tamerlano, +e la esclusione dei Veneziani dal mar Nero, convenivano +le merci dell'Asia e particolarmente le persiane; in +quanto non si volgevano a mezzogiorno attirate dalla nuova +via insegnata da Vasco di Gama.</p> + +<p>Molte carovane andavano e venivano regolarmente da +Aleppo. Le tre principali erano quelle di Ormuz, della Persia +e della Mecca<a name="FNanchor_133_133" id="FNanchor_133_133"></a><a href="#Footnote_133_133" class="fnanchor">[133]</a>. Le più ricche, assicurava il console +Morana, portavano valori per circa 8 milioni di piastre.</p> + +<p>Quelle di Ormuz, partite da Aleppo e passato il deserto, +si recavano a Bagdad e di là a Bassorah navigando sull'Eufrate, +e da quella città pel golfo Persico si portavano in +Ormuz. Il giro del capo di Buona Speranza colpì principalmente +queste carovane.</p> + +<p>Quelle della Persia, partite da Aleppo, e passato l'Eufrate +andavano in Orfa, quindi a Carahemit, Tiflis e Tauris. Da +Tauris si recavano a Derdevil, poi a Kasbin, quindi in Ispahan. +Ma essendo obbligate a passare per molte città cadute in +potere della Turchia, venivano da quei ministri così aggravate +di gabelle, e ritardate nel loro cammino con tali angherie, +<i>che chi avea fatto quel viaggio una volta, difficilmente +era allettato tentarlo una seconda</i><a name="FNanchor_134_134" id="FNanchor_134_134"></a><a href="#Footnote_134_134" class="fnanchor">[134]</a>.</p> + +<p>Le carovane finalmente della Mecca, che avevano triplice +scopo, religioso, politico ed economico, recavano i pellegrini +alla città santa. Marino Sanudo<a name="FNanchor_135_135" id="FNanchor_135_135"></a><a href="#Footnote_135_135" class="fnanchor">[135]</a> riporta una lettera da +Damasco del 7 aprile 1514, la quale nota fino da quel tempo +una sensibile diminuzione nella quantità delle spezierie portate +dalla carovana della Mecca, che nel giorno 4 di quel<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +mese era passata da Damasco con sole 300 some di spezie, +la maggior parte zenzero, ed il resto cannella e garofani +molto cari.</p> + +<p>Le navi veneziane, che recavano nei porti della Siria le merci +destinate all'emporeo di Aleppo e ne ritraevano quelle ivi comperate +permutate dai mercanti nazionali, sbarcavano or in +Tripoli di Sorìa ora in Alessandretta. Da principio lo scalo preferito +era quello di Tripoli; ma le straordinarie concussioni +commesse da que' ministri turcheschi, i quali al giungere +delle navi veneziane si pigliavano quanto lor tornava di +talento senza pagare, lasciavano per vario tempo le merci +sballate esposte alle pioggie ed ai ladrocinii, le mescolavano +con quelle di altre nazioni, e poi le partivano a loro capriccio, +secondo le mancie che ricevevano, e senza riguardo +alcuno al possessore, all'origine ed alla loro provenienza<a name="FNanchor_136_136" id="FNanchor_136_136"></a><a href="#Footnote_136_136" class="fnanchor">[136]</a>, +persuasero il console Tommaso Contarini, che al suo arrivo +in Siria nel 1590 trovò quel cottimo aggravato di 80 mille +ducati, a chiedere alla Porta la concessione di far scalo +invece ad Alessandretta, nell'antico golfo di Ajazzo. Colla +spesa di mille zecchini egli ottenne in un mese il firmano<a name="FNanchor_137_137" id="FNanchor_137_137"></a><a href="#Footnote_137_137" class="fnanchor">[137]</a>. +Proibì alle navi venete di andare a Tripoli, e favorì assai la +prima che sbarcò in Alessandretta, e fu la nave <i>Grattarola</i> +che vi guadagnò di nolo 16 mille ducati.</p> + +<p>Nella relazione che il Contarini lesse in senato si vantò +di avere con questo cambio migliorato il negozio della Sorìa +di più di 40,000 ducati annui<a name="FNanchor_138_138" id="FNanchor_138_138"></a><a href="#Footnote_138_138" class="fnanchor">[138]</a>. Ma la posizione di Alessandretta, +spiaggia paludosa, con esalazioni pestifere particolarmente +nell'estate, circondata da monti, senza o con +pochissime case, e con incomodissimo sbarco, per cui i marinai +erano obbligati a star nell'acqua fino alla cintola per +scaricare le mercanzie, la minaccia che il porto stesso andasse +otturandosi col crescervi sensibilmente degli scanni, e +finalmente le scorrerie dei soldati turchi e dei ladri, persuasero +i consoli della Sorìa, successori del Contarini, di tornare +allo scalo di Tripoli, dove i ministri turchi erano stati posti<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +sotto la sorveglianza di un beglierbei mandato a governare +quella città<a name="FNanchor_139_139" id="FNanchor_139_139"></a><a href="#Footnote_139_139" class="fnanchor">[139]</a>.</p> + +<p>Ma il ritorno dello scalo principale a Tripoli contribuì +esso pure a danneggiare il commercio dei Veneziani, per la +distanza da quella città ad Aleppo, la difficoltà di trovare i +cammelli, e la molta spesa delle condotte. E più ancora per +le assai gravi cagioni, che si trovano così enumerate nelle +preziose relazioni consolari e nelle scritture dei Cinque savi +alla mercanzia:</p> + +<p>I. Le guerre colla Turchia, che davano occasione ed accrescevano +fidanza ai corsari, interrompevano ed infestavano +il commercio marittimo della Repubblica.</p> + +<p>II. La perdita di Cipro, scalo principale per il commercio +dell'Asia, quella di Candia e della Morea, e la esclusione +dei Veneziani dal mar Nero.</p> + +<p>III. Le ribellioni della Siria, e le guerre turco-persiane.</p> + +<p>IV. Gli enormi balzelli, le concussioni, le difficoltà dei +trasporti per terra dagli scali in Aleppo e nella Persia, che +portavano una spesa maggiore del valore delle merci [<a href="#DOC_LXVIII">Doc. LXVIII</a>].</p> + +<p>V. Lo scemato consumo delle pannine, per la moda introdotta +nel principio del secolo XVII dai Persiani, e favorita +dallo shàh Abbas il Grande, di vestire di imbottiti, per modo +che il traffico dei panni era nel 1611 ridotto ad un terzo +dell'ordinario.</p> + +<p>VI. L'aggravio sulle mercanzie di tutte le spese di cottimo, +bailaggi e consolati, le quali aumentavano in ragione +inversa della quantità delle merci che si importavano +in Asia.</p> + +<p>VII. La pessima amministrazione dei fattori ed agenti.</p> + +<p>VIII. La introduzione dell'arte della seta in Aleppo e +in Damasco.</p> + +<p>IX. La concorrenza dei mercanti inglesi, francesi e fiamminghi, +ammessi nei porti della Turchia sul finire del secolo +XVI<a name="FNanchor_140_140" id="FNanchor_140_140"></a><a href="#Footnote_140_140" class="fnanchor">[140]</a>. Concorrenza formidabile, perocchè essi erano +favoriti dai Turchi con esenzioni di dazii; portavano in +Asia maggior quantità di denaro, così facilitandosi gli acquisti<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +in confronto dei Veneziani, che per lo più facevano commercio +a permuta; e finalmente vi recavano pannine più +vaghe non solo, ma più leggiere e quindi di minor costo.</p> + +<p>X. I trattati e le guerre russo-persiane, che deviarono a +settentrione il commercio della Persia.</p> + +<p>A rianimare il commercio coll'Asia, il senato e la magistratura +dei Cinque savi migliorarono il sistema doganale; +favorirono società di commercio; accordarono esenzioni e +soccorsi di danaro ai fabbricatori di navi; tolsero il dazio +sul pepe che i navigli veneziani levavano da Beiruth; stabilirono +tasse moderatissime sugli oggetti da permutarsi +con merci asiatiche; ordinarono che le spezie fossero trasportate +soltanto colle navi da mercanzia, vietandone il trasporto +sopra legni stranieri<a name="FNanchor_141_141" id="FNanchor_141_141"></a><a href="#Footnote_141_141" class="fnanchor">[141]</a>, così offerendo quasi un +modello al famoso <i>Act of navigation</i> inglese del secolo XVII; +diminuirono le tasse di consolati e di cottimi; regolarono +l'amministrazione consolare nella Sorìa; e per l'ammaestramento +di giovani da impiegarsi nelle ambascerie, consolati +o missioni in levante, instituirono un collegio di lingue +orientali.</p> + +<p>Ed eguale desiderio essi incontrarono particolarmente nel +sovrano della Persia Abbas il Grande, che più volte mandava +oratori a Venezia <i>per dare una scossa alla catena che congiungeva +l'amor suo alla repubblica</i>, e per migliorare il commercio +reciproco. Affidava quel re al console veneto nella Siria +G. Francesco Sagredo, lo insigne statista e scienziato, amico +del Galileo, la protezione dei sudditi persiani nella Siria, +e quindi nell'anno 1611 lo nominava suo console e procuratore +generale in tutti i paesi della repubblica [Documenti <a href="#DOC_LXIX">LXIX</a>, <a href="#DOC_LXX">LXX</a>, <a href="#DOC_LXXI">LXXI</a>], offerendo +le maggiori agevolezze e favori ai mercanti veneti nei propri +stati [Documenti <a href="#DOC_LXXII">LXXII</a>, <a href="#DOC_LXXIII">LXXIII</a>].</p> + +<p>Invitava egli poi alla sua corte nel 1627 Alvise Sagredo +per ragioni del traffico particolarmente della seta [<a href="#DOC_LXXIV">Documento LXXIV</a>]; al +quale invito corrispondeva il senato, per la costante sua +mira di ristorare nel Mediterraneo il commercio persiano [<a href="#DOC_LXXV">Documento LXXV</a>].<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +Se lo shàh Abbas avesse potuto trasmettere ai suoi successori +le grandi sue viste di prosperità nazionale, certamente +la Persia sarebbe divenuta il centro delle comunicazioni che +cominciavano a stabilirsi fra l'Europa e le Indie.</p> + +<p>Lodovico Gallo, nel suo viaggio da Venezia alle Indie<a name="FNanchor_142_142" id="FNanchor_142_142"></a><a href="#Footnote_142_142" class="fnanchor">[142]</a>, +assicura che nella Persia bastava essere o spendere il nome +di veneziano per aver adito al re, venire onorato e rispettato +da ognuno. E Pietro della Valle, nella sua vita di Abbas il +Grande, ci narra come la conquista del regno di Lar, divenuto +per le sue possessioni di Gombrum l'emporio del golfo +Persico, e la sede principale del commercio colle contrade +lungo le coste del Malabar, sia stata fatta dal re di Persia +per eccitamento dei Veneziani<a name="FNanchor_143_143" id="FNanchor_143_143"></a><a href="#Footnote_143_143" class="fnanchor">[143]</a>.</p> + +<p>Ma ogni provvedimento fu inutile: il traffico della repubblica +andò irresistibilmente diminuendo da quel sommo +grado ond'era giunto nel secolo XV.</p> + +<p>Il Foscarini scriveva: non rimanere al suo tempo, che la +sola tradizione degli antichissimi commerci dell'Asia; e tutte +le relazioni che si hanno comprovano l'immenso interesse dei +Veneziani in quelle regioni.</p> + +<p>Nell'anno 1405 andarono da Venezia alle coste della Siria +sei cocche cariche di merci del valore di 320,000 zecchini<a name="FNanchor_144_144" id="FNanchor_144_144"></a><a href="#Footnote_144_144" class="fnanchor">[144]</a>. +Nel 1515 invece notava il Sanudo<a name="FNanchor_145_145" id="FNanchor_145_145"></a><a href="#Footnote_145_145" class="fnanchor">[145]</a> l'arrivo a Venezia delle +galere di Beiruth a suon di campane, giusta il solito, con +un carico molto povero, cioè di 1,200 colli in tutto, e pochi +anni appresso solo con un carico di 800 colli. E mentre prima +della scoperta del capo di Buona Speranza ascendevano a +40 le case commerciali in Aleppo<a name="FNanchor_146_146" id="FNanchor_146_146"></a><a href="#Footnote_146_146" class="fnanchor">[146]</a>, nell'anno 1596, quantunque +la nazione veneziana superasse le altre per numero +ed importanza, solo 16 case principali si trovavano in Aleppo, +trattando ciascuna dai 100 ai 200 mille ducati d'oro all'anno. +Tutto il traffico dei Veneziani in quell'epoca ascendeva a +due milioni. Nel tempo del consolato Malipiero (1593-96)<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +furono importate nella Sorìa pezze 20,000 di panni di lana +e braccia 200,000 di panni di seta delle fabbriche veneziane<a name="FNanchor_147_147" id="FNanchor_147_147"></a><a href="#Footnote_147_147" class="fnanchor">[147]</a>.</p> + +<p>Nel primo anno del consolato Emo, 1597, la nazione veneziana +portò nella Siria per un milione di merci ed uno di +contanti; ma due anni dopo il negozio discese ad un milione +e mezzo soltanto. La qual somma però abbracciava la +metà di tutto il traffico della Siria, da parte della cristianità, +che ascendeva a tre milioni<a name="FNanchor_148_148" id="FNanchor_148_148"></a><a href="#Footnote_148_148" class="fnanchor">[148]</a>.</p> + +<p>Nell'anno 1614 i Veneziani portarono in Aleppo ottocento +in novecento mille ducati, in pannine per 150,000 ed il resto +in altre mercanzie da fondaco. I Francesi vi spesero tre +milioni di reali; i Fiamminghi un milione; e gli Inglesi +mezzo milione<a name="FNanchor_149_149" id="FNanchor_149_149"></a><a href="#Footnote_149_149" class="fnanchor">[149]</a>.</p> + +<p>Nel 1625 le case commerciali venete in Aleppo si ridussero +solo a cinque<a name="FNanchor_150_150" id="FNanchor_150_150"></a><a href="#Footnote_150_150" class="fnanchor">[150]</a>.</p> + +<p>Lamentavano i Savi fino dal 5 luglio 1616 la diversione +del traffico, e la navigazione del levante essere ridotta in +mano di pochi rimasti, che potevano però ancora mantenere +un discreto commercio, <i>al quale</i>, dicevano in senato dissuadendo +la guerra contro Solimano, <i>la repubblica deve la sua +conservazione</i>.</p> + +<p>Sopraggiunta la lunga e fatale guerra di Candia, questa +diede agio alle altre nazioni di dilatare ed assorbire quasi +interamente il commercio persiano, al quale aveano atteso +Leone X, il cardinale Richelieu, il duca Federigo d'Holstein, +le provincie unite, e gli zar di Moscovia. E succeduta la pace, +ripigliarono i Veneziani con difficoltà il negozio di Aleppo, +mentre colà, dove nei tempi passati poteansi dire cittadini, +appena si riputarono forestieri<a name="FNanchor_151_151" id="FNanchor_151_151"></a><a href="#Footnote_151_151" class="fnanchor">[151]</a>.</p> + +<p>Nel principio del secolo scorso risorsero per poco tempo +novelle speranze. Fu ripigliato il progetto di riaprire una +comunicazione per la Persia coll'India, ma la morte di Kuli +khan fece tramontare la impresa. Però avendo Pietro il Grande,<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +che mirava ad attirare nel suo impero il commercio asiatico, +conchiuso nel 1729 un prezioso trattato colla Persia, e ristoratosi +poi nel mar Nero, aperto finalmente ai Veneziani, +il commercio del Caspio, la repubblica tentò, mediante l'Erizzo +suo ambasciatore in Vienna, di stabilire d'accordo col +principe Gallitz in un trattato colla Russia, pel quale le merci +del Caspio condotte alle rive del mar Nero fossero con franchigie +ivi levate dalle navi veneziane<a name="FNanchor_152_152" id="FNanchor_152_152"></a><a href="#Footnote_152_152" class="fnanchor">[152]</a>.</p> + +<p>Ma fallito il tentativo colla Russia, e disertate le nuove +speranze, rimasero insuperabili le gravi cagioni che da tre +secoli avevano tolto ai Veneziani la superiorità nel commercio +persiano, il quale o si volse per Tiflis, Oremburgo +e Nishni-Novogorod nell'interno della Russia, o si introdusse +alle Smirne ed a Trebisonda, dove la concorrenza straniera +superò di gran lunga la residua attività commerciale dei +Veneziani.</p> + +<h3><a name="II" id="II">II</a>.<br /><br /> +Dei Consolati veneti<br /> +negli scali del commercio persiano.</h3> + +<p class="break">Il commercio dei Veneziani colla Persia, era specialmente +favorito e protetto dai consolati veneti, negli scali principali +dell'Asia anteriore.</p> + +<p>La istituzione dei consolati veneti è antichissima e si +perde nella caligine dei tempi. Negli emporii più importanti +del commercio, e nelle più remote età davasi ai consoli +il nome di bailo, che significa, secondo il Ducange, +<i>mercatorum prætor</i>. Il bailo o console era capo della nazione +nel luogo di sua residenza e giurisdizione, ed oratore ordinario +al principe; protettore dei sudditi negozianti e viaggiatori; +giudice delle civili vertenze; esattore dei pubblici +diritti. Dovea provvedere al mantenimento degli scali, alla +prosperità e regolare amministrazione delle fattorìe; ed in +qualche paese potea giudicare e punire i delitti capitali e +di stato. Un bailo di 1º rango doveva tenere un cappellano<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +e notaio, due camerlenghi, un medico, quattro servitori, un +dragomanno, due trombettieri e quattro cavalli. Veniva nominato +dal Maggior Consiglio, con quattro mani di elezione, +doveva esser nobile, e riceveva il titolo di <i>Magnifico Messere</i>.</p> + +<p>Ma affinchè l'autorità del bailo o del console non divenisse +arbitraria, erano a lui destinati ordinariamente due +nobili come consiglieri, senza il voto dei quali non poteva deliberare, +ed in alcuni casi di maggior importanza egli era +obbligato a radunare un Consiglio di dodici fra i più distinti +sudditi della repubblica nel luogo di sua residenza.</p> + +<p>I membri di questo Consiglio dei XII, il quale in seguito +divenne permanente, erano sottoposti ad una disciplina assai +rigorosa, avvegnacchè un decreto del 14 luglio 1492 dichiarasse +perfino: che se taluno di loro avesse palesato una +deliberazione consolare o qualunque altra cosa a danno della +repubblica, fosse bandito colla confisca di tutti i suoi beni, +e nel caso di suo ritorno gli venisse eziandio tagliata la lingua. +Il Consiglio dei dodici eleggeva i due camerlenghi, che +dovevano tenere uno la cassa, l'altro i registri del consolato, +e nominava il vice-console nei luoghi più importanti +del commercio.</p> + +<p>Circa alla metà del secolo XIII venne istituita la magistratura +dei <i>Consoli dei Mercanti</i>, composta di tre cittadini +estratti dopo il 1633 dal corpo di uno dei Consigli dei XL. +Gli oggetti di mercatura e di commercio erano suo principale +attributo, e da essa dipendevano i consolati.</p> + +<p>Ma dopo la creazione del magistrato dei <i>Cinque savi alla +mercanzia</i> istituito col decreto 15 febbraio 1507, i diritti e +le attribuzioni dei <i>Consoli dei mercanti</i> vennero ristrette a +più angusti confini. Questa nuova magistratura era di grande +importanza, imperciocchè per oggetti di commercio teneva +relazione e corrispondenza colle potenze straniere d'Europa, +dell'Asia e dell'Africa, e cogli ambasciatori e residenti veneti. +I consolati furono a lei sottoposti. Da lei i capitani +ricevevano le patenti di navigazione; giudicava per singolare +privilegio i sudditi della Porta ottomana.</p> + +<p>Per provvedere agli interessi del commercio persiano, che +in gran parte abbracciava il ricchissimo dell'Asia, tennero +ordinariamente i Veneziani consolati alla Tana, a Trebisonda, +in Acri, Tripoli, Beiruth, Damasco ed Aleppo.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p> + +<p>Prima che il mar Nero fosse negato alla navigazione dei +Veneziani e che l'impero di Trebisonda cadesse nelle mani +di Mohammed II, gli scali della Tana e di Trebisonda erano +della massima importanza: dacchè a quello concorrevano le +merci dell'interno dell'Asia pel Caspio, il Volga ed il Tanai, +ed a questo quelle dell'Armenia, della Georgia e della +Persia. Ma dopo che le vittorie di Tamerlano, nel principio +del secolo XV, deviarono il corso stabilito alle merci delle +Indie, le quali ripresero l'antica strada del Mediterraneo, il +commercio dell'Asia si ridusse per gran parte nella Siria.</p> + +<p>Negli scali del mar Nero i Veneziani tenevano un console +a Soldadìa prima che i Genovesi erigessero Gaffa e vi ponessero +l'emporio del loro traffico<a name="FNanchor_153_153" id="FNanchor_153_153"></a><a href="#Footnote_153_153" class="fnanchor">[153]</a>, e si hanno notizie di +consoli veneti alla Tana dall'anno 1349 al 1464, ed a Trebisonda +dal 1383 al 1450.</p> + +<p>La più antica memoria che si abbia di consoli veneti è +relativa a Teofilo Zeno, bailo in Siria nel 1217, ed a Marsilio +Zorzi, bailo pure in Siria nel 1243<a name="FNanchor_154_154" id="FNanchor_154_154"></a><a href="#Footnote_154_154" class="fnanchor">[154]</a>; quindi si hanno +notizie di baili in Acri dal 1256 al 1277, e finalmente di +consoli in Siria dal 1384 al 1675 ed alla caduta della repubblica<a name="FNanchor_155_155" id="FNanchor_155_155"></a><a href="#Footnote_155_155" class="fnanchor">[155]</a>.</p> + +<p>Salita la Persia ad un grado d'importanza per le vittorie +di Uzunhasan, e per quelle di Ismail, che fondava la dinastia +dei sufì, nella fine del secolo XV e principio del secolo +XVI, il commercio dei Veneziani con quella regione si +concentrò nella Siria, dacchè la conquista di Costantinopoli +e la caduta dei greci imperi di Nicea e di Trebisonda +avevano interdetto alla repubblica il commercio del mar +Nero.</p> + +<p>Conoscendo allora il senato di quanta importanza diveniva +il negozio nella Siria, creava nell'anno 1497 il magistrato +denominato <i>Cottimo di Damasco</i>, affinchè con particolare +attenzione invigilasse alla direzione del consolato di<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +Siria allora residente in Damasco, e suggerisse tutti i provvedimenti +opportuni a sostenere quel commercio nello stato +di floridezza ed a ristorarlo<a name="FNanchor_156_156" id="FNanchor_156_156"></a><a href="#Footnote_156_156" class="fnanchor">[156]</a>.</p> + +<p>Molte furono le disposizioni di legge stabilite, le regole +prescritte ai consoli, le cautele comandate per la esazione +dei <i>cottimi</i> ossiano tasse pei diritti consolari, e per migliorare +le coste, mantenere i fondachi e le fabbriche; le quali disposizioni +andarono poi colle vicende politiche e commerciali +del mondo cangiando secondo i tempi e le circostanze.</p> + +<p>Ma la legge più importante e più singolare relativa ai +consoli veneti è quella che fino dall'anno 1268<a name="FNanchor_157_157" id="FNanchor_157_157"></a><a href="#Footnote_157_157" class="fnanchor">[157]</a> confermava +la sapientissima pratica dei ministri veneziani all'estero +e nei reggimenti, di leggere in senato, al ritorno, la +relazione delle osservazioni fatte durante il loro ufficio e +delle cose degne di essere riportate.</p> + +<p>Le relazioni degli ambasciatori veneti sono ora per la +maggior parte di pubblica ragione<a name="FNanchor_158_158" id="FNanchor_158_158"></a><a href="#Footnote_158_158" class="fnanchor">[158]</a>, e rendono testimonianza +dell'alta stima in cui furono sempre e meritamente +tenuti questi splendidi monumenti della nostra politica nazionale.</p> + +<p>Di non minore importanza, certamente, sono le relazioni +dei consoli, perocchè, se per avventura non raggiungono +quella delle relazioni d'ambasciata, rispetto alla cognizione +delle tendenze politiche e del grado di potenza degli stati, +toccano colle più distinte e minute particolarità gli interessi +del traffico non meno degni di considerazione.</p> + +<p>La più antica relazione consolare che si conosca, è appunto +della Siria, e fu presentata nel collegio dal bailo +Marsilio Zorzi nel mese di ottobre 1243. Essa è in lingua +latina, e narra la condizione dei possessi e dei privilegi veneti +in Tiro, con molte curiose ed importanti particolarità. Fu<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span> +pubblicata di recente nel vol. XIII delle <i>Fontes rerum austriacarum</i>.</p> + +<p>Da quell'epoca fino alla riorganizzazione del consolato di +Sorìa (1548) [<a href="#DOC_LXXVI">Doc. LXXVI</a>] non si ha alcuna notizia di relazioni consolari; +ed anche posteriormente pare che non siano stati +chiamati a leggere in senato se non quei consoli, i quali, +per l'importanza delle cose che avevano a riferire, erano +per ciò specialmente invitati dal magistrato dei Cinque savi +alla mercanzia.</p> + +<p>Tre sole relazioni consolari sembra che finora abbiano +veduta la luce, cioè: quella di Lorenzo Tiepolo, ritornato +dalla Sorìa nel 1560, pubblicata per nozze del cav. Cicogna +nel 1857; quella di Giovanni Michele fu Giuseppe ritornato +nel 1587, pubblicata nel Tesoro politico, e dall'Albèri sotto il titolo +di « Relazione delli successi della guerra tra il turco e il +persiano dal 1577 al 1587<a name="FNanchor_159_159" id="FNanchor_159_159"></a><a href="#Footnote_159_159" class="fnanchor">[159]</a> »; e quella di Giovanni Antonio +Morana, agente consolare in Aleppo al cadere della Repubblica, +pubblicata in Venezia dall'Andreola nel 1799. Quest'ultima +non fu presentata al senato, ma invece fu dedicata +al nobil uomo Giustiniani, imp. reg. consigliere, deputato al +veneto commercio.</p> + +<p>Oltre a queste, dieci altre importantissime relazioni si conservano +tuttavia inedite negli archivi di Venezia, cioè:</p> + +<table class="rel" summary="Relazioni"> + <tr> + <td class="left">Relazione di Siria del console Andrea Navagero,</td> <td class="right">1575</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Pietro</span> Michele, 8 decembre</td> <td class="right">1584</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Tommaso</span> Contarini, 11 decembre </td> <td class="right">1594</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Alessandro</span> Malipiero, 16 febbraio </td> <td class="right">1596</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Giorgio</span> Emo, 12 decembre </td> <td class="right">1599</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Vincenzo</span> Dandolo, 27 febbraio </td> <td class="right">1602</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Gio.</span> Francesco Sagredo, 4 luglio </td> <td class="right">1611</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Stesso</span>, 15 maggio </td> <td class="right">1612</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Girolamo</span> Morosini, 9 febbraio</td> <td class="right">1614</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Giuseppe</span> Civran, 21 agosto </td> <td class="right">1625</td> + </tr> + <tr> + <td class="left"><span class="sp">»</span> <span class="sp">»</span> <span class="sp">Alvise</span> Pesaro</td> <td class="right">1628</td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="left">Dispacci del console Nicolò Foscolo dal 1636 al 1639.</td> + </tr> +</table> + +<p>Le quali relazioni sono di tanta maggiore importanza, in<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +quanto si riferiscono all'epoca delle guerre persiane e delle +ribellioni della Siria, ed avvisano alle cause della progressiva +diminuzione del commercio dei Veneziani nell'Asia.</p> + +<p>Ogni relazione ordinariamente è divisa in tre parti: nella +prima tratta delle condizioni del commercio, offerendo preziosi +dati statistici e suggerendo i rimedi opportuni a ristorarlo; +nella seconda delle condizioni economiche, politiche +e militari della Siria, delle rendite e forze che ne ricava la +Porta, e delle costei relazioni colla Persia; e nella terza finalmente +dello stato del regno di Cipro. Venivano lette in +senato, e depositate nell'archivio della cancelleria segreta.</p> + +<p>Diminuendo il commercio coll'Asia ed aumentando le spese +del consolato di Damasco ad una somma annua considerevole +a peso ed aggravio della mercanzia, il senato deliberò +l'11 febbraio 1545 di abolire il consolato di Damasco, +e di trasportare la residenza di quel console in Tripoli, la +quale nell'anno 1548 fu poi ridotta in Aleppo, emporio principale +del commercio, colla facoltà di sostituire vice-consolati +nelle spiagge della Sorìa.</p> + +<p>Molte furono le deliberazioni del senato e dei Cinque savi +alla mercanzia intorno al consolato della Sorìa. Nei preziosi +diarii di Marin Sanudo, e nell'epilogo dei Cinque savi, si +trovano fra le altre le seguenti:</p> + +<p>1424, 4 dicembre. Non possano i consoli, nè i loro figli +non emancipati esercitare commercio nel luogo della loro +residenza, e sieno al caso multati di ducati 1000.</p> + +<p>1503, 22 giugno. L'autorità del console di Damasco sia +ampliata <i>in personal e real</i>, per la poca obbedienza, che gli +vien prestata.</p> + +<p>1513, giugno. Il salario del console di Damasco sia portato +da 500 ducati che aveva, a 500 ashrafi.</p> + +<p>1524, 19 aprile. I consoli di Siria formino processo contro +i Veneti, che avessero corrispondenza con forestieri, per +mandare le loro mercanzie sopra navi venete.</p> + +<p>1526, maggio. Il console di Damasco sia eletto per anni +2 per scrutinio a quattro mani di elezione, e sia nobile.</p> + +<p>Item. Il console non possa scrivere nel suo libro alcuna +partita in dare ai Mori, se prima non siano notali all'incontro +i loro crediti, sotto pena di pagar del suo.</p> + +<p>1539, 23 maggio. Tutte le sete e spezie, eccettuato il pepe,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +che si traggono dalla Sorìa e dall'Egitto, venendo a Venezia +da diversi luoghi, paghino il 4 per % da applicarsi al pagamento +dei debiti del cottimo di Damasco e di Alessandria.</p> + +<p>1543, 9 luglio. Non si possa ridurre in Sorìa il Consiglio +dei XII in assistenza del console, nelle più gravi deliberazioni, +senza il di lui intervento.</p> + +<p>1544, 4 luglio. Si procuri di ottenere dalla Porta che il +console di Damasco possa stare in Tripoli pel governo dei +mercanti.</p> + +<p>1545, 11 febbraio. Il console di Damasco trasporti la sua +residenza in Tripoli di Sorìa.</p> + +<p>1546, 17 luglio. Venendo a morte alcun suddito veneto, +debbano i consoli far l'inventario delle robe sue.</p> + +<p>1548, 19 decembre, in Maggior Consiglio. La elezione del +console in Siria sia fatta per anni 3. Porti il titolo di console +della Sorìa. Sia scritto al bailo in Costantinopoli di +ottenere che il console della Sorìa possa risiedere in Aleppo, +dove sono le maggiori faccende. Abbia il console di salario +600 ducati da venete lire 6,4 l'uno, oltre ai diritti consolari +di Tripoli di Sorìa. Il vice-console di Tripoli sia eletto ogni +anno dal Consiglio dei XII, sia nobil uomo, e debba avere +dal cottimo il salario di ashrafi 270 all'anno. L'esattore del +cottimo e delle altre tasse alle marine, sia eletto dal console, +che dovrà pagarlo del proprio, e garantire la di lui +buona amministrazione.</p> + +<p>1549, 11 gennaio. Il console nominato debba immediatamente +recarsi al suo posto, sotto pena di 500 ducati.</p> + +<p>1574, 19 ottobre. La imposta del 2 per % di cottimo, che +si riscuoteva in Siria per supplire alle spese del consolato, +sia per minore aggravio presa a cambio in Venezia.</p> + +<p>1586, 5 marzo. Non si possa eleggere od approvare alcun +console senza speciale informazione del magistrato dei Cinque +savi alla mercanzia.</p> + +<p>1586, 12 giugno. Sia imposto ½ per % alle merci che +verranno di Siria per la espedizione di quel console.</p> + +<p>1588, 3 luglio. Sia levata la arbitraria gravezza posta dal +console della Sorìa sui mercanti e restituito il percetto: +« essendo pubblica intenzione di accarezzare i mercanti per +non deviare il commercio ».</p> + +<p>1592, 11 settembre. Tutte le merci che vengono di Sorìa<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span> +siano tenute a pagare ½ per cento al cottimo di Damasco, +oltre l'1 che si paga presentemente, e ciò per estinzione dei +debiti arretrati.</p> + +<p>1608, 28 luglio. Sia concesso al console di Sorìa per una +volta tanto 250 zecchini, in causa della carestia, principalmente +del vino, che bisogna presentare ai signori Turchi.</p> + +<p>1611, 13 gennaio. Al console di Aleppo si diano per viaggio +da Tripoli alla sua residenza mille reali, e pel ritorno ottocento, +ed inoltre gli siano dati 200 zecchini per il presente +da farsi giusta l'ordinario.</p> + +<p>1613, 1º giugno. È proibita al console della Sorìa la pratica +invalsa di non permettere il passaggio a mercanti esteri +sulle navi venete.</p> + +<p>1624, 20 agosto. Per sollevare i trafficanti colla Sorìa delle +gravi spese sotto varii pretesti introdotte, è ordinato:</p> + +<p>1º I consoli non debbono vendere cosa alcuna a cottimo +per nome loro.</p> + +<p>2º Non sieno dati ai giannizzeri più di 700 ducati di buona +valuta all'anno.</p> + +<p>3º Pel viaggio di mare e di terra non si dia al console +di Aleppo più di 1000 lire per l'andata, e 1000 pel ritorno.</p> + +<p>4º I consoli non ricevano presenti dai bashà, o li +ricambino del proprio.</p> + +<p>5º I consoli andando a nozze od a convito paghino ogni +cosa del proprio, senza interesse del cottimo.</p> + +<p>6º I mercanti non siano costretti a provvisioni di danari, +se non per spese ballottate nel Consiglio dei X, nel +quale debba intervenire un capo di ogni casa che ha negozio +in Aleppo.</p> + +<p>1670, 21 agosto. Siano rimessi i consoli di Aleppo, come +si praticava prima della guerra.</p> + +<p>1671, 8 giugno. La tassa del 4 per % sia ridotta al 2, e destinata +unicamente al pagamento dei debiti di cassa del cottimo.</p> + +<p>1675, 22 gennaio. 1677, 18 marzo. 1678, 17 giugno. Sospesi +i consolati d'Aleppo, di Alessandria e loro vice-consoli.</p> + +<p>1680, 3 gennaio. Sia concesso ad Andrea Negri di recarsi +in Aleppo in qualità di agente dei mercanti.</p> + +<p>1683, 9 ottobre. Sia stabilita un'imposta fissa di 400 reali +per ogni nave di vela quadra veniente dalla Siria, e di 200 +per ogni nave minore.<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span></p> + +<p>1689, 29 luglio. Quelli che trarranno robe dalla Sorìa sieno +obbligati a far le tratte particolari, naviglio per naviglio, e +mandarle a Venezia segnate dai provveditori al cottimo di +Damasco.</p> + +<p>Il diritto consolare dei Veneziani fu soltanto nell'anno 1786 +ridotto a disposizione di legge generale, e compreso nel titolo +XII, parte I, del famoso codice per la veneta mercantile +marina, che è uno dei più preziosi monumenti della sapienza +civile della repubblica, negli ultimi anni della sua esistenza.</p> + +<p>Le determinazioni principali del codice relative ai consolati +erano:</p> + +<p>Ogni console dovea essere suddito veneto, aver compiuta +l'età di 25 anni, godere ottima fama di onestà e di intelligenza +nel commercio, essere munito delle patenti e di speciali +commissioni. Appena arrivato al luogo di residenza, +egli dovea presentare le patenti a quelle autorità per essere +riconosciuto, quindi rispettato ed obbedito dai sudditi. Il suo +impiego durava 5 anni, nè poteva sostituire alcuno, senza +espressa permissione del magistrato dei Cinque savi. Conseguiva +gli appuntamenti e i diritti consolari nei modi e +misure fissate da apposita tariffa stabilita dai Cinque savi, +ed esposta nella cancelleria del consolato, con proibizione +di esigere di più, e di prender danari a censo o mutuo a +debito della nazione. Tenere dovea sopra apposito libro +timbrato la nota, giorno per giorno, dei veneti bastimenti +che arrivavano nel suo raggio giurisdizionale, colle più minute +indicazioni del carico, del capitano e dell'equipaggio, +riscontrando, mediante apposito esame, le polizze di carico, +le fedi di sanità e i ruoli degli equipaggi. Tutti i manifesti +dei carichi e le notizie più importanti relative al commercio +ed alla navigazione, egli doveva far giungere al più presto +possibile al magistrato dei Cinque savi.</p> + +<p>Il console eleggeva il suo cancelliere, del quale era responsabile +in via civile. Se il cancelliere non era suddito, +la nomina dovea essere approvata dai Cinque savi. Nelle +parti del levante e dell'Asia dovea il console tenere un cappellano +di rito cattolico.</p> + +<p>Le differenze fra i sudditi doveano essere composte ed +appianate dal console, che avea pure autorità di arrestare +e punire quelli che turbavano la regolarità del traffico, o<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +violavano le leggi penali; nei casi gravi però dovea inviarli, +colla prima opportunità, alla dominante.</p> + +<p>Il console erigeva gli atti verbali nei casi di getto ed in +tutti gli altri nei quali veniva richiesto dai sudditi; eseguiva +gli inventari, gli atti di morte; ricevea testamenti; e dava +forza legale, come pubblico notaio, ai contratti stipulati alla +sua presenza. Il cancelliere poi in un apposito libro dovea +tenere la copia di tutte le deliberazioni e degli atti del consolato, +di tutte le polizze, i contratti, gli inventari, i testamenti +e delle altre carte che pervenivano alla cancelleria.</p> + +<p>Nei casi di naufragio il console doveva accorrere per salvare +con ogni mezzo possibile i naufraghi, e riceveva poi il +2 per % di premio sul netto ricavo delle cose ricuperate.</p> + +<p>Mancando il console di vita, il cancelliere lo doveva sostituire +fino alla nomina del successore.</p> + +<p>I consoli dovevano dar piena esecuzione e far rispettare +ed obbedire il codice della mercantile marina, le leggi generali +e le disposizioni dei magistrati e degli ambasciatori +e residenti alle corti, aver cura perchè fosse mantenuta la +fede nei contratti, la esattezza nei pagamenti, la quiete e +la libertà del commercio.</p> + +<p>Per le spese straordinarie che occorrevano nei consolati, +il console dovea convocare il Consiglio dei Dodici, col quale +si stabilivano le misure necessarie, gettando una tassa sui +capitali dei negozianti. Che se però le spese erano molto +rilevanti, o la amministrazione consolare restava in debito, +vi provvedeva il collegio dei Cottimi<a name="FNanchor_160_160" id="FNanchor_160_160"></a><a href="#Footnote_160_160" class="fnanchor">[160]</a> gettando un'altra +tassa sopra tutte le mercanzie; la quale ascese al 4, al 6, +e talvolta perfino al 12 per % nella Siria, oltre la tassa ordinaria +cui quelle erano sottoposte per i diritti consolari e pel +mantenimento in Venezia della magistratura detta <i>Cottimo +di Damasco</i>.</p> + +<p>Sopraggiunta la lunga e fatale guerra di Candia, il vice-console +nella Siria Alvise Tartarello, ripatriato nel 1648, +dimostrò in senato ascendere il debito della nazione a ducati +66,652, per estinguere il quale fu imposta una tassa<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +del 4 per %. Con questa tassa si poterono pagare durante +la guerra 40 mille ducati, per modo che, succeduta la pace, +il nuovo console Marco Bembo propose di saldare la residua +passività del cottimo, riducendo la tassa dal 4 al 2 +per %.</p> + +<p>Ma le spese del consolato Bembo, per quanto si raccoglie +dalle scritture dei capi di piazza, ascesero a reali 32 mille +circa, per cui le merci furono aggravate del 10 per cento +in conto di cottimo, oltre il 2 destinato all'estinzione del +debito precedente, e si dovette anzi ricorrere ai negozianti +per un prestito di reali 20,000.</p> + +<p>Fu eletto poi console nella Siria Francesco Foscari; ma +sempre più diminuendo il traffico dei Veneziani nell'Asia, e +particolarmente colla Persia e le Indie, per le gravi cagioni +enunciate più sopra, il senato deliberava a' 22 gennaio 1675 +di togliere quel consolato, <i>accompagnando con sentimento +grave la notizia circa alla mancanza in quello scalo del negozio +dei Veneziani, e quanto era gravosa la continuazione +del consolato di Aleppo</i>.</p> + +<p>Accordossi allora ai pochi sudditi, che ancora negoziavano +nella Sorìa e coll'Armenia e la Persia, di rivolgersi per la +protezione a quei consoli di altre nazioni amiche, che essi +nella specialità dei casi ritenessero migliori; ma mal volentieri +tollerando i mercanti questa necessità, oltre le ristrettezze +molto considerevoli dell'estenuato negozio, si astennero +finalmente dallo spedire in Sorìa merce alcuna.</p> + +<p>Laonde Andrea Benedetti, che in qualità di agente aveva +sostituito l'ultimo console Foscari, dovette, per supplire alle +spese, accrescere il debito della nazione veneziana e portarlo +alla somma di 40 mille reali.</p> + +<p>Offertosi poi Andrea Negri di andare in Aleppo col titolo +di agente dei mercanti, e di soddisfare tutti i debiti lasciati +dal Benedetti, e tutelare gli interessi dei Veneziani +negli scali dell'Asia, verso la corrisponsione di una tassa +del 5 per % sulle merci di ragione dei mercanti veneti che +passavano in Siria, il senato accolse la proposizione ed emanò +conforme decreto il 3 gennaio 1680.</p> + +<p>Ma non bastando la preavvisata tassa, fu imposta una +contribuzione fissa da 200 a 400 reali per ogni nave, secondo +la grandezza, che toccasse i porti della Sorìa, e furono<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +rimossi come inofficiosi e superflui i sette ministri del <i>Cottimo</i> +di Damasco, destinando la tassa a loro favore, in pagamento +invece dei debiti nella Siria.</p> + +<p>Tutte queste disposizioni però non furono sufficienti, ed +il Negri non avendo potuto soddisfare tutti i debiti della +nazione, fu arrestato dai Turchi, ed ebbe appena la ventura +di fuggire dalle loro mani, lasciando sequestrata anche la +casa consolare da un Corrado Kalchebrum, mercante fiammingo.</p> + +<p>Fu allora che Andrea Benedetti, suo predecessore nella +sfortunata agenzìa di Aleppo, offerse di assumerla di nuovo, +proponendo ai Cinque savi, in una sua particolareggiata +scrittura [<a href="#DOC_LXXVII">Documento LXXVII</a>], i mezzi per riordinare quell'amministrazione, +ristorare il commercio dei Veneziani, e mantenere il decoro +della repubblica.</p> + +<p>Il senato aderì a questa proposizione; e le saggie misure +prese dal Benedetti, il progetto di riaprire una comunicazione +colla Persia e colle Indie, i trattati di Pietro il Grande +colla Persia, e l'essere stato schiuso il mar Nero alla navigazione +dei Veneziani, fecero sorgere più che mai vive le +speranze di riattivare sulle coste dell'Asia e del mar Nero il +commercio persiano. Laonde i savi proposero la ristorazione +del consolato di Aleppo [<a href="#DOC_LXXVIII">Documento LXXVIII</a>], che fu ordinata col decreto 29 dicembre +1762 [<a href="#DOC_LXXIX">Documento LXXIX</a>], e durò fino alla caduta della repubblica.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p> + +<p> <br /> </p> + +<h2><a name="APPENDICE" id="APPENDICE"></a>APPENDICE</h2> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center break"><span class="big">Dei Viaggiatori veneziani in Persia<br /> +e delle venete Descrizioni edite ed inedite<br /> +di quella regione.</span></p> + +<p class="break">Quantunque intorno ai viaggiatori veneziani in generale +abbiano trattato lo Zurla, il Morelli, il Filiasi, il Foscarini, +e da ultimo il Lazari, reputasi conveniente, in appendice al +presente studio storico, di riportare quelle notizie particolari +e quei nuovi documenti che si poterono raccogliere e si riferiscono +a viaggiatori veneziani nella Persia, ed a venete +relazioni di quella regione.</p> + +<p>La conquista di Costantinopoli (1201) avea dato un impulso +gigantesco alla potenza commerciale dei Veneziani. Le loro +navi cercavano nei porti del mar Nero, della Siria e dell'Egitto +i preziosi prodotti dell'oriente; ma non si ha memoria +di alcuno che siasi allora addentrato nelle regioni interne +dell'Asia, che abbia osato di tentare peregrinazioni per quelle +remote contrade, che erano involte nella più fitta caligine, +durante l'impero degli Arabi.</p> + +<p>I primi che intrapresero viaggi per l'interno dell'Asia furono +i veneziani Matteo e Nicolò Polo, i quali mossero nell'anno +1250, al tempo di Baldovino imperatore, da Costantinopoli, +e inoltratisi nel mar Nero sbarcarono nel porto di +Soldadìa vicino a Caffa, e proseguendo il loro cammino per<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +terra nella Cumania verso Derbent, via che facevano i popoli +circassi per andare in Persia, passarono il Tigri ed il +Deserto fino a che giunsero nella residenza del gran khan dei +Tartari. Ritornati quindi a Venezia dopo un così lungo e straordinario +viaggio, essi trovarono il nipote Marco, il quale +invaghitosi dalle meravigliose descrizioni che gli zii facevano +dei luoghi visitati nell'Asia, li pregò di condurlo seco +loro nella seconda spedizione in Tartarìa, dove avevano promesso +al gran khan di recarsi di nuovo.</p> + +<p>Marco Polo nel suo famoso viaggio<a name="FNanchor_161_161" id="FNanchor_161_161"></a><a href="#Footnote_161_161" class="fnanchor">[161]</a> per le regioni di +oriente, dove dimorò ventisei anni, racconta che si recò in +Armenia nel porto di Ajazzo, nel quale ordinariamente facevano +scalo i mercanti di Genova e di Venezia; e descrive, +fra le altre regioni di quasi tutta l'Asia, gli otto regni che +allora componevano la Persia, le condizioni di quegli abitanti, +i prodotti e le industrie, avendo attraversata quella +regione nel suo ritorno dalle Indie, ed essendosi presentato +a Cazan, uno dei migliori principi persiani, che ebbe pur +relazione col papa Bonifacio VIII<a name="FNanchor_162_162" id="FNanchor_162_162"></a><a href="#Footnote_162_162" class="fnanchor">[162]</a>.</p> + +<p>Da quell'epoca, per due secoli, mancano notizie di viaggiatori +veneziani penetrati nell'interno dell'Asia, tranne i +pochi dati che ci rimangono di un Marco Cornaro, ambasciatore +in Tauris nel 1319, i quali fanno ritenere sussistessero +fin da quel tempo relazioni internazionali veneto-persiane<a name="FNanchor_163_163" id="FNanchor_163_163"></a><a href="#Footnote_163_163" class="fnanchor">[163]</a>, +ed un documento del 1328, scoperto di recente +dal chiarissimo Thomas negli archivi di Vienna, e che appunto +si riferisce a rapporti commerciali veneto-persiani.</p> + +<p>Nell'anno 1424 Nicolò Conti veneziano partì da Damasco, +e attraversata l'Arabia Petrea, andò a Bagdad, quindi a Bassorah. +Imbarcatosi nel golfo Persico, veleggiò per Ormuz +a Cambaja, d'onde unitosi con alcuni mercanti turchi e persiani +attraversò la penisola spingendosi fino alle foci del +Gange. Il Poggio, fiorentino, lasciò una succinta memoria +dei viaggi del Conti, una parte della quale è dedicata alla +descrizione della Persia<a name="FNanchor_164_164" id="FNanchor_164_164"></a><a href="#Footnote_164_164" class="fnanchor">[164]</a>. Intorno a quel tempo, si ha pure<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +memoria di Dracone Zeno figlio di Giovanni che dimorò +molti anni alla Balsera, alla Mecca ed in Persia per affari +di mercatura<a name="FNanchor_165_165" id="FNanchor_165_165"></a><a href="#Footnote_165_165" class="fnanchor">[165]</a>.</p> + +<p>Allorquando poi Mohammed II, vincitore di Costantinopoli, +minacciò i possesi veneti nel levante, e la repubblica strinse +alleanza colla Persia contro il comune nemico, andarono in +quella regione i veneziani Lazaro Quirini, Caterino Zeno, +Giosafat Barbaro, Paolo Ognibene ed Ambrogio Contarini, +i quali nelle loro relazioni, nei dispacci e nelle esposizioni +fatte al senato lasciarono importantissime descrizioni dei +luoghi da essi visitati<a name="FNanchor_166_166" id="FNanchor_166_166"></a><a href="#Footnote_166_166" class="fnanchor">[166]</a>.</p> + +<p>Oltre alle relazioni dei viaggi del Zeno, del Barbaro e del +Contarini, il Ramusio pubblicava nel 1559 quella di un anonimo +mercante che fu in Persia, il quale si dimostra palesemente +essere stato un veneziano per la lingua che usa, e +pei paragoni dei quali si serve; ed un'altra di Giovanni Battista +Angiolello vicentino, intorno alla vita ed ai fatti di +Uzunhasan, re di Persia.</p> + +<p>Queste descrizioni vengono a formare, come giustamente +osservava il Foscarini, una storia seguente delle rivoluzioni +persiane dal tempo di Uzunhasan al consolidamento sul trono +della dinastìa dei Sufi, la quale merita d'essere compiuta colla +pubblicazione delle interessanti scritture di ser Donato da +Leze, amico dell'Angiolello [Documenti <a href="#DOC_LXXX">LXXX</a>, <a href="#DOC_LXXXI">LXXXI</a>, <a href="#DOC_LXXXII">LXXXII</a>], i dispacci del Dario e le relazioni +di Giovanni Lassari [Documenti <a href="#DOC_XVII">XVII</a>, <a href="#DOC_XVIII">XVIII</a>, <a href="#DOC_XIX">XIX</a>, e <a href="#DOC_XX">XX</a>].</p> + +<p>Luigi Rancinotto veneziano, fattore di un negozio in Alessandria +del patrizio Domenico Priuli, fu in Persia nell'anno +1532. Egli estese la relazione dei suoi viaggi, stampata da Aldo +Manuzio nel 1557<a name="FNanchor_167_167" id="FNanchor_167_167"></a><a href="#Footnote_167_167" class="fnanchor">[167]</a>, nella quale narra: che sentite le stupende +cose che pubblicavansi delle nuove scoperte portoghesi +gli venne volontà di viaggiare e di riscontrarle coi +propri occhi. Quindi scorse l'Etiopia, visitò Calicut e andò +in Persia, dove fu presente alle tre legazioni ivi pervenute<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span> +dall'Arabia Felice, da Sumatra e dalle Molucche per implorare +aiuto a Thamasp, onde porre un termine ai crudeli trattamenti +dei Portoghesi.</p> + +<p>Allorquando Selino mosse guerra alla repubblica per lo +acquisto del regno di Cipro, il segretario del senato Vincenzo +Alessandri, andato in Persia per trattar lega con quel re, ci +lasciò nei suoi dispacci, e nella relazione che lesse in Pregadi, +assai preziose notizie di quella regione [Documenti <a href="#DOC_XXV">XXV</a> e <a href="#DOC_XXVI">XXVI</a>].</p> + +<p>Teodoro Balbi trovandosi console nella Siria dall'anno 1578 +al 1582 dettò una relazione della Persia, tuttora inedita e che +merita di essere pubblicata [<a href="#DOC_LXXXIII">Documento LXXXIII</a>].</p> + +<p>Le guerre turco-persiane di quel tempo sono poi descritte +nelle due relazioni di Giovanni Michele e di Daniele Barbaro +già pubblicate<a name="FNanchor_168_168" id="FNanchor_168_168"></a><a href="#Footnote_168_168" class="fnanchor">[168]</a>, nonchè dal bailo Nicolò Barbarigo nel suo +Trattato, che giace ancora inedito fra i codici del cav. Cicogna; +relazioni che giovarono al Minadoi, mentre stava scrivendo +in Aleppo la sua storia, pubblicata a Roma nell'anno 1586, +e due anni dopo in Venezia.</p> + +<p>Una breve relazione del viaggio da Venezia alla Persia e +di quella regione, fatta da un anonimo veneziano alla fine +del secolo XVI, trovasi fra i documenti [<a href="#DOC_LXXXIV">Documento LXXXIV</a>] di questo lavoro, +tratta dai nostri codici.</p> + +<p>Secondo il Foscarini, che ne deduce la notizia dall'elogio +funebre di Ottaviano Bon, scritto dal vescovo Giovanni Lollino, +pare che anche il Bon, abbia nei primi anni del secolo +XVII descritta la guerra, che i Persiani sostennero contro +Amurath I, ma tale relazione ci è ignota.</p> + +<p>Tuttora sono poi inedite per la maggior parte le preziose +relazioni fatte dai consoli veneti nella Siria, le quali +tutte discorrono con interessanti particolarità della Persia, +e specialmente quella di Alessandro Malipiero, 16 febbraio +1596, e la terza di Giovanni Francesco Sagredo, l'amico di +Galileo, scritta nel 1612 e che è irreperibile<a name="FNanchor_169_169" id="FNanchor_169_169"></a><a href="#Footnote_169_169" class="fnanchor">[169]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p> +<p>Ambrogio Bembo trovandosi insieme ad un suo zio console +veneto in Aleppo, intraprese nel 1670 un viaggio alle +Indie orientali, che durò quattro anni. — La relazione di +questo viaggio, della quale una parte è dedicata alla Persia, +trovasi nel Morelli: <i>Dissertazione sopra alcuni viaggiatori +veneziani poco noti</i>.</p> + +<p>Intorno a quel tempo arrivarono pure in Venezia alcuni +padri Domenicani spediti dal re della Persia, i quali in seguito +ad invito del senato dettarono una <i>Relazione sulli +viaggi di Persia</i>, che per decreto del 1673 fu inserita nei +<i>Commemoriali</i> [<a href="#DOC_LXXXV">Documento LXXXV</a>].</p> + +<p>Finalmente nei dispacci dei veneti ministri in levante si +incontrano copiose e particolareggiate le notizie delle cose +persiane, che essi apprendevano da appositi inviati in quella +regione: avvegnachè il conoscere le intime condizioni della +Persia, pei noti rispetti del comune nemico e del reciproco +commercio, assai importasse alla repubblica di Venezia.</p> + +<hr /> + +<p> <br /> </p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p> + +<h2><a name="DOCUMENTI" id="DOCUMENTI"></a>DOCUMENTI</h2> + +<hr class="minor" /> + +<h3><a name="DOC_I" id="DOC_I"></a>DOCUMENTO I.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">DELL'ORIGINE<br /> +<span class="small">DI</span><br /> +ASSANBEI SIVE USSUN CASSAN<br /><br /> + +Breve Notatione.</p> + +<p class="break">Nell'anno 1470, riferisce uno, che trovandosi in Persia l'anno 1468, +e rasonando con li mercanti li quali nuovamente vennero di Trebisonda, +tra li quali fu Domenico Del Carretto che usava quel viaggio, +disse che veniva nominato questo Ussun Cassan, et che in quelli +zorni aveva fatto scorrerìa in Amasia et in Angora con pochissime +genti, et il signor soldan Baiezit fiol di Maumet turco, in quel +tempo essendo zovene, temeva affrontarsi con Ussun predicto, et si +meravigliassimo del suo temer. Mi disse quel Domenico perchè vi +meravigliate? io vo' narrar di questo Ussun Cassan cose incredibili. +Costui fu fio di un signor abitante nelle montagne, su le quali ha +alcuni castelli fortissimi, il suo paese si dice Tactai, è di poco +tegnir. Essendo quello morto, il suo fiol Ussun divenne molto valevole, +savio, audace et delli più belli di corpo, che da gran tempo +si sono veduti, grande, spalluto, tutti i membri corrispondenti a +quella bella persona come se fosse dipinto, et il suo capo siegue +alla grandezza de la persona, con do occhi neri che è un terrore +al vederli: et quanto è valoroso, tanto è liberale, cortese, benigno +« ideo dicitur gratior et pulcher veniens in corpore virtus ». Io come +mercadante sono stato nel suo paese, vidilo, parlai con esso, et così +come è grande, similiter il suo mangiar è estremo; e per il suo cavalcar, +pochi boni cavalli se trova a portar tanto corpazzo. Del +1455 si mostrò con 3000 uomini e corse nel paese di Hasan<a name="FNanchor_170_170" id="FNanchor_170_170"></a><a href="#Footnote_170_170" class="fnanchor">[170]</a> +e danneggiavalo molto, sì che mai poteva a lui resistere, quamvis +Hasan fosse signore di Zagatai, nè poteva averlo in le man perchè +lui era sempre sentiroso et apto alle insidie, et come presentiva<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span> +la venuta di Hasan fugiva in le montagne. E nota che Hasan +vedendosi grande et potente signore, et Ussun Cassan un signoretto +che ardiva farli tanti insulti, molto si lamentò verso i +suoi baroni dicendo: <i>che val la mia potenza se non trovo nessun +barone a prendere questo ladroncello e condurmelo morto o vivo, +che prometto a chi mi porta la sua testa di dargli una città di +suo contento</i>. E di tutti li baroni nessuno si mosse, salvo uno detto +Acmat, e disse: <i>O gran Signore, tojo l'impresa mi, vu intendè che homo +è costui, lassè far a mio modo, et in pochi dì ve lo menerò o morto o +vivo</i>, et Hasan promise a suo modo. Questo Acmat si mise in punto +con alcuni pochi electi perseguitando Ussun continuamente; et +improvvisamente trovatolo al pascolo in campagna e appresso al +monte quello assaltò, et avendo messo in fuga e sparsa quella poca +zente che era fugita per li monti, il dì seguente Ussun si trovò adunati +1700 uomini dicendo a quelli: <i>A che semo più boni? da questo +Acmat semo assediai, nè potemo scampar la morte, meglio è morir virilmente, +che tristamente esser pigliati</i>. Tandem consejati deliberarono +assaltarli alla seconda guardia, et premandati esploratori et inteso che +riposavano con sue mojer e fioi, allora dito e fato assaltano quelli +che sono drento al padiglione di Acmat; e la fortuna a quei de Ussun +andò prospera et prese quel barone salvo con grande uccision di nemici, +e quelli vedendosi rotti et el so capitano preso, a poco poco se inchinarono +ad Ussun et domandarono perdonanza. Ussun Cassan cortesemente +tutto accettava e con parole lusingava dicendo: <i>Vardè fradei cari, cadaun +che conosce el suo, voglia el suo, del vostro mi no vogio niente, et +etiam le vostre donne e fameje, io pur son signor e fiol de signor, e +benchè sia povero Dio è grande</i>.</p> + +<p>Vedendo li nemici suoi tanta lealtà ad una voce li fecero grandissima +laude, e vi furono di quelli che li dissero che voleano restare se a +lui piaceva, et esso allegramente tutti accettò e disseli: <i>Saremo tutti +fradei insieme; et quel pezzo de pan che havremo, partiremo tutti +quanti</i>.</p> + +<p>Dopo l'acceptar di questi fece venir davanti quel barone Acmat +preso domandandoli: <i>che cazon ti ha fatto far la impresa de perseguitarmi?</i> +Rispose: <i>Sapiè che lo bando che fece il mio Signore, fu a chi +attrovasse di dargli la vostra testa li donava una città et facevalo beato. +Io pensando aver la vittoria ho tolto tale impresa</i>. Ussun Cassan rispose: +<i>Feste voi la sententia, e quella cercavi per mi, farò fare a voi</i>, e comandò +fosse decapitato e mandato il capo al sultan con queste parole: <i>Tolè +signor grande el presente che desideravi</i>; facendoli poi aggiungere: <i>Perchè<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +mi vai perseguitando, ti è signor grande e mi pur son fiol de signor, +benchè non sia sì potente; tu dici che sono ladro in le montagne, ma lassime +venir al piano, lassime riposar, che ti prometto esser con te +pacifico</i>, con molte altre parole. Soprazonse poi la donna, fu di quel +barone con alcuni altri che ritornavano alle loro case e non vollero +rimaner con Ussun, et a quella donna ha facto restituir el suo, et +quella con buone parole confortava et pregava volesse restar con lui, +promettendo mandarla con suo contento, et etiam alcune altre che +erano in sua compagnia, le quali non volendo rimaner, quelle fece +accompagnare alle loro case con boni cavalli, sopra ponendo questo a +quella ambascieria.</p> + +<p>Di presente Hasan vedendo le sue dolci parole et amore, restò +stupeffatto et era contento di non lo molestar. Ussun con quella +gente che a lui moltiplicava non volle più scorzisar el paese di Hasan, +ma correva sui confini di Amasia fin in Angora; et Baiezid che +abitava in Amasia essendo zovene non ardiva affrontarsi con Ussun +perocchè suo padre si disdegnava.</p> + +<p>Et nel 1459, essendo approssimato al confin di Trebisonda, Ussun +se ridusse alle sue fortezze, ma sempre correva. Il Turco mandò allora +sui ambasciatori con presenti di panni d'oro et di seta, lavori d'argento +e cavalli a donar ad Hasan, pregandolo che stringesse dalla sua +banda Ussun Cassan e lui dall'altra a metterlo in mezzo et prenderlo. +Ma egli in quel tempo non si mosse, anzi veniva detto che Ussun +Cassan in la strada aveva fatto prendere quel legato dell'ottomano che +portava li presenti ad Hasan, e non fu vero, nè possibile lui si muovesse.</p> + +<p>Nel 1450 l'imperatore de Trebisonda guerreggiava col signor Armenich +che era suddito di Ussun Cassan, onde l'imperatore preparato +l'esercito con poca gente per andare a prendere questo Armenich +credendo averlo a man salva, fu come intraviene a quello che +poco stima l'inimico, preso l'imperatore da Armenich, il quale essendo +suddito di Ussun Cassan a quello lo presentò. Essendo l'imperatore +alla presenza di Ussun Cassan, li richiese fosse fatto tajar del so +prezio, che provederia de redimersi, onde Ussun Cassan li disse: +<i>Quello che io desiderava mi vien alle mani, io danari non apprezzo, mi +fu detto voi avere una fia savia e da ben, dita Teodora, demela per mugier.</i> — L'imperatore +rispose: <i>Come potrà farsi questo, essendo noi +christiani e voi pagan?</i> Rispose Ussun: <i>Non curo questo, pure intravegniria +cosa del nostro contento unanime da ella, perchè per cristiana la +voglio e per questo l'apprezzo, perchè a mi donne no manca, adunque<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +per questa caxon me muovo et a voi è forza farlo</i>. E così seguì le nozze +et datoli la fiola per questa via, et have quella in devotion carissima. +Avuta madama Teodora per moiera, pare che la fortuna ad Ussun +Cassan andasse prospera, et ogni dì moltiplicava in seguito de +zente.</p> + +<p>Vedendo Maomet turco moltiplicar Ussun, temendo non si facesse +grande, fece esercito nel 1461 ed andò verso Trebisonda, acciò Ussun +no prosperasse in quello impero.</p> + +<p>Vedendo Ussun no poter resistere alla potenza del turco, li fu forza +mostrarli le spalle, e ritornò alli monti e alli suoi castelli. Il turco non +volendo Ussun per vicino, aumentato il suo esercito andò in persona +e prese Trebisonda, nel cui esercito fu Nicolò Sagondino segretario +della Signoria nostra.</p> + +<p>La despota Teodora mojer de Ussun Cassan avendo fatti fioli, et +per tal matrimonio essendo arsa d'amore con Ussun Cassan li disse +queste parole: <i>Signor mio, omai di voi non può mancar la vita +se il vostro sangue è vita e sangue di vostra fia, et è el ben dei vostri figlioli, +abbiè dunque fede delli consigli che vi darò. Tolè questa crosetta, +e applichela con questa catenella al vostro collo e abbiè devotion, et +ogni dì per mio contento mettela sulla fronte e basela con reverentia, e +se caso v'intravegnisse essere in battaglia raccomandeve con zelo e fede +a questo crocifisso; e se voi non avrè vittoria riputeme una cattiva et +inimica dei vostri fioli: perchè trovata la verità di quel che dico averè +occasion de volermi tanto più ben</i>. Per tal suasion, Ussun Cassan, +per amor della donna che lo costrinse, o fosse permission della Divina +grazia, el tolse quella crosetta con devotion et pace, che da +quell'ora venne in tanta prosperità che dove el se metteva in battaglia, +etiam ch'el fosse de poca potentia, diventò gran signore: et +è opinion de molti che segretamente è sta convertito alla christiana +fede.</p> + +<p>In questi tempi essendo Maomet turco vicino di confine ad Ussun +Cassan et a Hasan, ed essendo Ussun in mezzo Maomet iterum +aveva ordito intelligentia con Hasan di prendere Ussun Cassan, et +avvedutosi di tali insidie Ussun si pose a far forte in una valle a +piè di un monte et fece tajar grandi alberi mettendo quelli per traverso +le vie et fecesi forte. Aveva il turco comandà al fiol Bajezid +di Amasia che andasse a congiungersi con Hasan, per poter prendere +Ussun, il quale essendo avvisato di questo, attendeva a farsi +forte. Accade che vedendo Hasan la precauzione facta per Ussun, +che non era possibile ottenir la sua intenzione, deliberò tornar indrio,<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +et lasciar l'impresa; e za la gente del suo esercito aveva in +gran parte licentià. Ussun Cassan avendo presentito che Hasan +aveva licenziato gran parte del suo esercito, vedendo occasione, e +modo venutogli di far egregio assalto a Hasan, una notte con zente +eletta uscì dalla sua fortezza e con insidia assaltò Hasan, e quello prese +con sua masnada e feceli tajar el capo a lui et al so fiol. Il capo di Hasan +mandò a presentare a Maomet turco, il capo del fiol mandò al +sultan.</p> + +<p>Il soldan have gran piacer per essere amico de Ussun. Il turco +el contrario. Et il turco mandò a dire ad Ussun Cassan che non aveva +fatto bene a far simili atti a così gran signore. Ussun li fece rispondere: +<i>Mi ho fatto con la spada in man, quello che dovea fare</i>.</p> + +<p>Prosperando in stato Ussun Cassan per la morte di Hasan, e sottomettendo +il suo imperio con tanta vittoria, l'imperatore dei Tartari +Zagatai<a name="FNanchor_171_171" id="FNanchor_171_171"></a><a href="#Footnote_171_171" class="fnanchor">[171]</a>, si mosse potentissimo per invidia e venne contro Ussun +Cassan, et quello assediò, chi dice in campagna e chi in città.</p> + +<p>Ussun vedendosi astretto mandò a quello ambasceria, et con bone +parole lo amaliò mentre la notte aveva ordito e messo in punto le +sue genti, et dopo riposato assaltò li tartari e mise quelli in rotta. +Prese il signor dei Tartari Zagatai e feceli tagiar il capo, per lo che +tutti quei popoli s'inchinarono a lui; et a questo modo si fece signor +di tutta la Persia et Media, et fu nel 1469.</p> + +<p>Dopo avuta la vittoria dei Tartari e Zagatai, mandò suoi ambasciatori +a Maomet turco per annunciarli tanta vittoria. Il suo ambasciatore +venne a cavallo fino a Scutari, et annunziato al signor turco +el suo zonzer, subito fece armar una fusta et lo mandò a levar e +condur a Costantinopoli: il quale si appresentò alla Porta dicendo al +Turco come il signor Ussun Cassan, con bella continenza per esser +huomo di bella maniera, lo mandava; li bassà si levorno in piedi et +andolli incontro per accompagnarlo; ed appresentato al signore le +basò le man et li disse poche parole presentandoli lettere di Ussun +Cassan di tre righe: quello che era scritto nessuno l'intese, et li portò +presenti: un uovo di struzzo con un velo sottile et un altro uovo +con una veste: e che questo sia vero io Zorzi di Fiandra credente, +ho inteso a razonar essendo al Cairo.</p> + +<p>Tornando al nostro proposito detto ambasciator de Ussun Cassan +portò etiam a donare al turco uno scacchier lavorato di legno aloe et +fornito di scacchi molto superbi, et una spada guernita, et quattro<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +armature da huomo a cavallo. Fu dato sopra tali presenti molta signification.</p> + +<p>Il sig. Maomet appresentò al detto ambasciatore aspri 30,000, +panni d'oro et altre cose stimate valere aspri 50 in 60 mille, et non +permise che alcuno gli parlasse. E questo fu appunto in quel giorno +che domino Nicolo da Canal, capitano generale della Signoria, prese +Lemno.</p> + +<p>E dispacciato dalla Porta detto ambasciatore fu accompagnato fino +in Russia. Dopo accade che in ispazio di tempo si ribellò un fiol di +Hasan con tre grandi baroni di suo padre. Questi baroni lo avevano +rilevato nei paesi di Zagatai, fortificandosi adunava di quelle zenti +che fu di suo padre Hasan. Il ditto Ussun Cassan quelli perseguitava +et absediava, et tandem li prese et tagliò il capo a detti +quattro, et a questo modo venne a restare assolutamente signore del +paese; et per la comune fama et opinione di tutti questo Ussun +Cassan non ha più contrasto di alcun vicino, e resta in li suoi confini +un altro signore di Zagatai, piccolo signore, tamen suo amico.</p> + +<p>Et questo con brevità ho notato mi Zorzi de Fiandra scorrendo +fino al dì odierno 1470.</p> + +<p class="sig"><i>Cronaca Sanudo, mss. nell'archivio Cicogna.</i></p> + +<p>Questo Zorzi di Fiandra si manifesta se non veneziano, certamente +al servizio della repubblica, e la sua scrittura trovasi inserita fra i documenti +inediti della preziosa Cronaca di Marino Sanudo, che soltanto +in parte fu pubblicata dal Muratori, <i>Rerum italic. script.</i>, t. XXII. +La detta relazione pare però che non fosse sconosciuta al Ramusio +ed all'autore dei Commentarii del viaggio in Persia di Caterino Zeno.</p> + +<h3><a name="DOC_II" id="DOC_II"></a>DOCUMENTO II.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1463, die 2 Decembris.</p> + +<p class="break">Quantum conferre possit rebus gerendis contra Turcum, quod magnus +Caramanus ac Uxonus Cassanus bellum inferrant huic hosti: +unusquisque satis intelligit quam propulsatus etiam ex partibus illis +tenendum erit exterminium suum, multum facile secuturum esse.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +Et vir nobilis Andreas Cornario valde praticus et aptus ad res istas, de +ordine nostro praticam habuerit cum Caramano, et pro quanto +habetur sperandum est negocium istud per manus suas votive perfici +posse: propterea vadit pars:</p> + +<p>Quod scribatur eidem Andreae: Nos esse contentos, quod personabiliter +quanto celerius esse possit se conferrat ad magnum Caramanum +cum nostris literis credentialibus quod sibi mittantur presentandæ +dominationi suae. Apud quam commemorando insolentiarum +et maxima dominandi libidinem turci communis hostis sui et nostri, +quotque provincias et regna subegit destructis et caesis regibus et +principibus suis. Et quod sicut videt totum orbem nititur deglutine +omnem operam dare debeat per illos omnes utiliores et meliores +modos: quos noverit expedire inducendi eum ad gerendum bellum, +ex illa parte contra hostem ipsum, contra quem etiam in partibus +Greciæ et Europae, et nos et alii domini et potentatus facimus et +facturi sumus, quodquod a nobis fieri possit ad deprimendam superbiam +tanti hostis.</p> + +<p>Utque, Ex.ª, ipsius Caramani intelligat bonam mentem nostram +in honorem et commoda sua sumus bene contenti mittere sibi libere +et nostris impensis galeas sex ex nostris armatas et bene in puncto, +ad agendum bellum a parte maris, terris et locis, præfati hostis, +per id spacium temporis quod exigentia et tempus patient et quod, +quidquid acquiret, sit Ex.<span class="supers">ae</span> illius domini.</p> + +<p>Sumus quoque contenti velut affecti ill. dominationi suae, non +devenire ad ullam concordiam seu pacem cum Turco nisi in ea interveniat +et includatur una nobiscum ipse dom. Caramanus. Cum hoc +etiam, quod sicut honestum est Ex.ª sua, ergo nos servare et facere +debeat istud idem.</p> + +<p>Et demum comittatur eidem Andreæ quod pro obtinenda hac intentione +nostra, omne studium et diligentiam adhibere debeat. +Nihilque prætermittere ut effectus iste sequatur, dareque continuam +notitiam per literas suas nostro dominio ac capitaneo nostro generali +de omnibus, quae sequentur.</p> + +<p>Mittantur quoque literæ nostrae credentiales ad ipsum Andream +directive Uxoni Cassano et Turcomano, sub quibus idem Andreas seu +vir nobilis Lazarus Quirino, casu quo non posset accedere, se conferre +debeat ad Uxonum Cassanum, vel ad ipsum Turcumanum, ad operandum +similiter modis omnibus et inducendum eos ad inferrendum +bellum turco.</p> + +<p>Verum ex nunc captum sit. Quod idem Andreas aut alius vel alii<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span> +pro eo non possint facere nec fieri facere per se vel alios mercationum +alluminum aut aliarum, sub pœna ducatorum mille, exigenda +per advocatores communis.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>Voti de parte</td> <td class="right">110.</td> + </tr> + <tr> + <td><span class="sp">de non</span></td> <td class="right">16.</td> + </tr> + <tr> + <td><span class="sp">non sinceri</span></td> <td class="right">3.</td> + </tr> +</table> + +<p>Nota quod super materia suprascripta facta fuit commisio, viro +nobili ser Marco Cornario militi.</p> + +<p class="sig"><i>Confrontato nell'Archivio generale dei Frari, Secreta XXI, p. 209.</i></p> + +<h3><a name="DOC_III" id="DOC_III"></a>DOCUMENTO III.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">Die 15 Februarii (1463 m. v.) 1464.</p> + +<p class="break">Quia vehementer pro commoditate rerum nostrarum, Dominatio +nostra superioribus mensibus confederationem et intelligentiam conclusit +cum illustr.<span class="supers">mo</span> Domino Caramano, medio nobilis viri Andreae +Cornario, qui dominus vita functus est. Sitque optimum factu, eam +cum filio suo, qui ei successit, juvene et animoso redintegrare.</p> + +<p>Vadit pars quod per collegium mitti debeat unus nuntius ad ipsum +dominum Caramanum, cum una pecia panni aurei valoris ducatorum +ce. ipsi ill.<span class="supers">mo</span> domino pro mare partium ipsarum danda. Item cum +aliis rebus valoris aliorum ducatorum CC. donandis primis portae suae +sicuti collegio videbitur. Qui nuntius nostro nomine de obitu principis +suis doleat, deque successione Exª sua congratuletur, curetque +secum omnia capitula confederationis ipsius, ipso domino presente +cum ill.<span class="supers">mo</span> patre suo conclusa, sua cum Exª redintegrare et confirmare, +sicuti particularius ei per collegium in mandatis dabitur. Et replicentur +litterae ad illustrissimum Ussonum Cassanum Ex. suae superioribus +mensibus scriptae. Deque his omnibus detur notitia suprascripto +ser Andreæ Cornario et ser Lazaro Quirino, qui rem ipsam praticare +et iuvare poterunt, sicut autem fecerunt.</p> + +<p class="sig"><i>Secreta XXII, p. 67.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_IV" id="DOC_IV"></a>DOCUMENTO IV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1464, 26 Septembris.</p> + +<p>Quod orator domini Ussoni Cassani, qui ad presentiam nostrani +fuit, q. primum expedire debeat, ut cum galeis Baruti ad partes Syriae +se transferat et inde ad Dominum suum reverti, emique et donari +debeant oratori predicto brachia velati cremisini XII et brachia VI +scarlati pro duabus vestibus, et duc. C. auri uni eius filio detur +pannus scarlatus pro una veste, et famulo pannus viridus et duc. +IV, filio famulo autem duo. Fiuntque eis expense usque quo in +terram Syriam descenderunt, quas solvat dominium. Et fieri eidem +demonstratio. Emanturque et dentur dicto oratori brachia XX, +panni aurei pulcherrimi, quæ nostro nomine in signum amoris nostri +debeat presentare.</p> + +<p>Qui denari accipiantur de deposito et de omni alia ratione unde... +citius poterunt.</p> + +<p>Domino vero Uxono Cassano scribatur in hac forma et oretenus +etiam dicatur eidem oratori legantur q. ejusmodi litere de verbo ad +verbum.</p> + +<p>« Nui havemo ricevuto le sapientissime et benevole lettere della +Ill. S. V., et inteso etiam quanto a bocca saviamente ha riferito <i>Mametanazab</i> +vostro secretario et ambassadore, de la optima disposizione +e mente della E. V. di far insieme con nui contra l'Othoman +commun et accerimo inimico; et molto ne ha piaciuto intender questa +opinion e mente della vostra Cels., la qual è de signor sapientissimo +e magnanimo: perchè l'Othoman per la sua superbia et ambizione +non studia nè desidera altro con tutti i so pensieri che devorar e +oprimer tutti li signori del mondo et specialmente li suoi vicini. Et +quanto poi al dicto Othoman va disfacendo ora questo ora quest'altro, +tanto più insaciabilmente desidera, e se sforza destruger ognuno et +accrescer la potentia et tirannia sua. Pertanto se convien alla Exc. +V. Signoria animosa e sapientissima, in questo tempo che nui ed +altri principi christiani se retrovamo contro de lui in guerra, dal +canto vostro con tutta vostra potentia prestissimamente movervi, +e venir a sua disfazione e rovina per propria vostra salute e de tutti +altri, perchè remanendo questo Othoman nelle sue forze e signoria +nè la Vostra Exc. nè alcun altro signor se pol reputar signor nel stato<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +suo. El novo Pontefice capo e principe dei christiani fa ed è per far +ogni di più a rovina del detto Othoman.</p> + +<p>Questo medesimo fa lo ill. ducha de Borgogna et molti altri principi +e signori christiani. Noi come semo certissimi già havete inteso, +havemo potentissima armata in mar et esercito terrestre in la Morea +et Albania. El ser. re de Ongaria da canto suo li fa acerbissima +guerra. Nè è possibile che il detto Othoman possi per modo alcun +farvi alcun ostacolo e resistenza. E però quanto più presto la E. +V. se moverà, tanto più presto e facilmente ottenirà tutto lo stato suo +in quelle parti, come quella sapientissima semo certissimi che ottimamente +intenda. Et fin da mo<a name="FNanchor_172_172" id="FNanchor_172_172"></a><a href="#Footnote_172_172" class="fnanchor">[172]</a> semo ben contenti che tutto quello +che aquisterà la V. E. liberamente sia suo. Ne avemo più particolarmente +parlado con el sopradetto ambassador vostro, el qual etiam +de tutte cose occorrenti e dei progressi dei cristiani contro dito +nemico ordinatamente informato, tutto seriamente riferirà alla E. V., +le qual cosse abbia la V. Cels. per fermissime e verissime, alla +qual in ogni sia comodità ed exaltation se offerimo.</p> + +<p>Et de adventu præfati oratoris ad presentiam nostram detur notitia +viro Nobili Marco Cornario militi, et mittantur ei copiae literarum +præfati domini Uxoni Cassani ad nos, et literarum nostrarum ad +præfatum dominum, ut opportune providere circa hanc materiam +possit.</p> + +<p>Adviseturque de optimo tractamento per nos eidem oratori +facto.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>de parte</td> <td class="right">84.</td> + </tr> + <tr> + <td>de non</td> <td class="right">0.</td> + </tr> + <tr> + <td>non sinceri</td> <td class="right">0.</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXII, p. 39.</i></p> + +<h3><a name="DOC_V" id="DOC_V"></a>DOCUMENTO V.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">(1465, m. v.) 1466 27 Febbrajo.<br /><br /> + +<span class="smcap">Illustri Domino Hasanbei vid. Ussun Cassano.</span></p> + +<p class="break">Accipimus literas Ex. V. quas nobis redidit Cassanus Azanus +lator præsentium, ex quibus intelleximus quæcumque Ex. V. ad nos +scripsit de optima dispositione et promptitudine sua faciendi et magnanime<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span> +belligerandi contra insolentissimum Mahometem regem +turcorum, inimicum communem, et universi fere orbis acerrimum +hostem, nec non q. ferventer et efficaciter nos exortatur ut non modo +faciamus potenter et hostem nostrum aggrediamur validissimis viribus, +sed etiam excitemus ceteros principes christianos ad hoc bellum +necessarissimum, quo pestis hæc et pernicies omnium in pace +vivere cupientium perdatur et debellatur!</p> + +<p>Commemorando singularem benevolentiam et sinceram amicitiam, +qua nobis efficitur Ex. V. quamobrem respondentes agimus Ill. Dominationi +vestrae ingentes gratias pro hujusmodi suo perhumano et +prudentissimo scribendi officio. Quo nihil nobis gratius fieri potuisset, +et certe nunquam explicare et verbis consequi possemus quantopere +amemus et charam habeamus benevolentiam et amicitiam vestram: +atque quam maxime nobis cordi sit audire et intelligere ista, +quae ad nos scripsistis vehementer pertinentia ad utriusque nostram +salutem. Verum ut Ex. V. cognoscat nos quoque promptissimos et paratissimos +esse faciendi omnia adversum communem hunc hostem, +nihilque intentatum omittere quo omnino debelletur. Qui non contentus +finibus suis universum fere orbem terrarum subjicere sibi +conatur.</p> + +<p>Scitote jam nos habere potentissimam classem in mari, quam ad +paucissimas dies potentiorem et validiorem reddemus supra XL triremium +navium complurimum. Item in Amoream mittimus copias +nostras armigeras, ut firmum exercitum opponamus hosti. In Albaniam +quo equites et pedites ultra illos quos habemus in magno numero +transmittimus. Habemus praeterea oratorem nostrum apud regem +Hungariae qui continue horatur et instat Maj. Suam, ad magnanime +persequendum bellum, qui jam est in armis potenter. Summusque +Pontifex pater et caput omnium christianorum nobiscum sentit, qui +nihil aliud molitur, nihil aliud parat, quam contundere rabiem hostis +hujus nostri et excitare christianas vires in eum.</p> + +<p>Restat tantum ut Ill. D. V. persequatur magnanime bellum ut +cœpit, et potenter irruat adversus loca et provincias hostis atque undique +eum exagitet. Nunc quoque est tempus optatum. Nunc offert se +occasio ut omnes liberemur continua molestia et solecitudine confracto +et penitus confecto immanissimo isto dracone. Et ita nos hinc +faciemus nec rei ulli parcemus quantum in nobis erit. Gratissimum +autem nobis erit ut V. E. nobis sœpius scribat, et certiores faciat de +progressibus vestris, et mittat litteras ad consulem nostrum Aleppi qui +celeriter eas mittet. Et ita nos per illam viam faciemus ut alter alterius<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +res intelligat. Rogantes ad extremum ut V. E. cohortari placeat +Ill. Dominum Caramanum ad faciendum magnanime et bellum +constanter perseverandum, quam non deerunt sibi omnes nostri +favores possibiles.</p> + +<p>Scribantur similes, mutatis mutandis, ill. Theodorae domini imperatori +Trapezundae filiae magni conjugi præfati Hassanbei, in +responsionem litterarum suarum, cum gratiarum actione munusculi +dominio nostro missi.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">96.</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0.</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">2.</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXII, pag. 132.</i></p> + +<h3><a name="DOC_VI" id="DOC_VI"></a>DOCUMENTO VI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>1ª Commissione a Caterino Zeno, delegato oratore veneto in Persia.</i><br /><br /> + +(1471, 18 Maji)</p> + +<p class="break">Quod orator illustrissimi domini Ussoni Cassani expediatur, et +cum eo insimul vadat nobilis vir Catarinus Geno orator noster +designatus ad ipsum dominum, et vadat cum infrascripta commissione.</p> + +<p>Nos Christophorus Maurus Dei grazia dux Venetiarum, etc. Comittimus +tibi dilecto civi nostro Catarino Geno designato oratore +nostro ad illustrissimum dominum Ussonum Cassanum, ut insimul +cum oratore ipsius domini eos ad presentiam ejus, dirigendo et tenendo +iter tuum pro majore celeritate et securitate, sicuti deliberabitur +et imponetur tibi per collegium nostrum.</p> + +<p>Constitutus ad presentiam prefati domini et presentatis literis +nostris credentialibus, facies salutationes hortationes et oblationes +convenientes et honorificas prout iudicaveris convenire honori et dignitati +illius domini, et nostri dominj, utendo omnibus illis amabilibus +et honorabilibus, et omni significatione benevolentiae plenis +verbis que intelliges prefato domino, et moribus, ac nature gentis +grata esse. In primis autem gratulaberis cum excellentia sua de +omni prosperitate, felicitate et propagatione persone et imperij sui, +que, quanto prosperiora et feliciora splendidioraque sunt, tanto +majorem voluptatem capimus, ut decet veros et bonos amicos ac<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +studiosos illustrissimae domui suae, amplificando et ornando partem +istam sicut noveris convenire — Subsequenter expones celsitudini +suae quod cum venisset ad nos orator suus una cum nobile +cive et oratore nostro Lazaro Quirino excepimus et vidimus eum +libentissime, audivimusque summa cum jucunditate quaecumque +nobis retulit, nomine illustrissimae dominationis suae, ultra literas +suas nobis scriptas, quas legimus attentissimo animo. Et omnia +fuerunt nobis gratissima, tum propter nostram in excellentiam suam +affectionem et benevolentiam, tum etiam quia cognovimus dispositionem +et propositum suum sapientissimum faciendi magnanime +contra istum Ottomanum comunem hostem immanissimum, et fidei +violatorem atque fractorem, ob rationes et causas precedentissime +memoratas et per dictum oratorem suum, et per literas excellentiae +suae, quum provocata et lacessita illustrissima dominatione sua partim +perfidia, partim immoderata libidine dominandi universo orbi +ottomani ipsius vendicare se disponat. Quibus quidem causis, nos +etiam quamvis nostris finibus semper contenti viximus, precedentibus +multis injuriis et occupatone cujusdam loci nostri in Amorea, inducti +et coacti sumus capere arma et terra et mari resistere insatiali +appetitui suo perdendi omnes. Qui non est dubium ad alium +non vigilat, quod, superatis nobis, posse expeditius et liberius sequi +cogitationes et designa sua in provinciis asiaticis, in primis contra +illustrissimam dominationem suam et alios dominios asiaticos, cum +ipse fedifragus nemini fidem servet, aut juramentum teneat. Quin +imo, spreta omni fide, violatoque juramento, multos dominios perdidit, +et poenibus delevit. Sed speramus, auctore Deo optimo maximo, +cui displicent talia, ac procedente excellentia vestra magnanimiter +et potenter sicut decrevit, et pro amplitudine imperii et magnitudine +virium suum merito potest, cogitationes et designia ipsius Ottomani +frustrabuntur, nec succedent sibi ut putat. Nam et nos, pro +viribus nostris maritimis et terrestribus quas auximus, et quotidie +magis augemus, provocati et lacessiti tot et tantis iniuriis, faciemus +simul et semel omnem conatum nostrum. Et hoc modo coactus, +continebit ac retrahet se induceturque potius timendi sibi, +et dubitandi de exterminio suo, quam inquietandi et infestandi alios et +universum orbem sibi promittendi; cohortando et inanimando excellentiam +prefati domini ad hoc, ac omni efficatia verborum declarando +sibi optimam nostram dispositionem et promptitudinem ad +hanc rem, et impresiam aggrediendam et conficiendam insimul, et animis +conspirantibus invicem. Et pro majore reputatione rerum nostrarum,<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +ac pro accendendo magis excellentiam suam, commemorabis +et foedus et ligam nostram cum serenissimo domino rege Ferdinando +Sicilie, etc., pro defensione statuum nostrorum contra +dictum Ottomanum, tangendo etiam ad propositum tuum, quod non +deficient etiam nobis favores summis patris nostri et aliorum potentatum +Italiae, et hoc pro sicuritate sua, cum omnibus minitetur +draco iste et insatiabilis serpens fidei fractor et dominorum eversor.</p> + +<p>Dictis et expositis rebus predictis, subiungere te volumus, quod +fieri potest pervenisse ad noticiam excellentiae suae nos misisse oratores +nostros prefatum ottomanum. Et ut omnia inotescant illustrissimae +dominationi suae eidem notificamus, quod ante adventus oratoris +sui ad nos, jam expediveramus et miseramus ipsos oratores +nostros ad predictum Ottomanum, suasi et exhortati ad pacem per +personas medias. Quia nescimus quem finem habitura sit et quando +tamen dicta pax sequeretur, non restabimus nihilominus esse ille +boni amici et studiosi omnis exaltationis et felicitatis excellentiae +suae, sicut semper fuimus et sumus, nec fidem unquam capiemus de +eo sicuti eccellentia sua sapientissime nobis dici fecit, excusabitisque +nos, quia si prius venisset orator suus et magnanima voluntas +sua nobis innotuisset, suprasedendum curassemus in mittendis dictis +nostris oratoribus.</p> + +<p>Ad propositum tuum ubi melius tibi occurret dices prefato domino, +quod si distulimus expedire oratorem suum factum est ex +multis nostris occupationibus in preparando classem nostram numerosiorem +et majorem solito, et in mittendo trans mare copias nostras +armigeras et alia multa necessaria sicut fieri solet.</p> + +<p>Volumus preterea, ut sub literis nostris credentialibus visitare +debeas nomine nostro illustrissimam dominam consortem praefati +domini, utendo verbis onorificis et convenientibus, ac commemorandi +antiquam et bonam amicitiam quam semper habuimus cum +serenissimo imperatore olim genitore suo, offerendo nos etc., ac +inanimando excellentiam suam, ex substantia hujus nostre commissionis, +ad exortandum illustrissimum dominum consortem suum +ad istam impresiam contra turcum sicut semper fecit, et per literas +suas alias de his nobis scripsit.</p> + +<p>Posteaquam autem exposueris hec nostra mandata, et steteris apud +prefatum illustrissimum dominum per aliquod dies sicut tibi melius +videbitur, ac desumpta tota illa informatione et minutiore quam habere +et intelligere poteris de potentia prefati domini, etate, valitudine, +habilitate, statu, situ, redditibus, exercitibus, confinibus, vicinis,<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span> +ac demum de dispositione et voluntate ipsius domini ad istam +impresiam, et quibuscumque aliis rebus, que merito nostra cognitione +digne et alicujus momenti et extimationis judicaveris, ita ut +reditu tuo possimus capere certitudinem de rei veritate, et labor ac +impensa istius tuae legationis non videatur omnino inutilis, sed potius +per tempora futura fieri possit constructus aliquis de rebus +istius domini, nostra intentio est ut accepta bona et grata licentia +a prefato domino, revertaris ad prasentiam nostram bene et comulatissime +instructus, aut per illam celeriorem et securiorem viam que +tibi videbitur, aut si haberes modum veniendi usquam ad marittima +loca cum exercitibus prefati domini quos mittere contra loca Turci, +que via judicio aliquorum et telior et tutior foret, in hoc casu +te gubernabis cum omni diligentia et studio.</p> + +<p>Et ex nunc captum sit, quod praefactis domino et consorti suae +fieri debeant et miti per ipsum nostrum oratorem duo exenia de +panno aurato prout videbitur collegio, et oratur ipsius domini hic +existens vestiatur de veluto.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">74</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">2</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">4</td> + </tr> +</table> + +<p>Ser Aloysius Donato sapiens ordinum, vult quod differatur expeditio +dicti oratoris donec habeatur ab oratoribus qui sunt ad Turcum +litere de successu rerum.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">61</td> + </tr> +</table> + +<p class="date"><i>Secreta XXV.</i> Ediz. Cornet. Le guerre dei Veneti nell'Asia. Vienna, +1856.</p> + +<h3><a name="DOC_VII" id="DOC_VII"></a>DOCUMENTO VII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>2ª Commissione a Caterino Zeno.</i><br /><br /> + +(1471, die 10 Septembris)</p> + +<p>Quod viro nobili Catarino Geno oratori ad illustrissimum dominum +Ussonum Cassanum fiat commissio in hac forma.</p> + +<p>Christophorus Mauro dei gratia dux venetiarum, etc.</p> + +<p>Committimus tibi nobili viro Catarino Geno dilecto civi et fideli<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +nostro, ut cum passaggio quod tibi deputavimus in Cyprum te conferas +una cum oratore illustrissimi Domini Ussoni Cassani et inde per +ditionem Caramani accedas ad presentiam supra scripti domini Ussoni, +orator noster. Cui presentatis literis nostris credentialibus +factisque pro more salutationibus et oblationibus sub illa quam +ampliori et accomodatiori verborum forma que tibi visa sit, congratulare +ample et copiose de omnibus victoriis et prosperitatibus +suis et de acquisitione amplissimorum regnorum suorum; postea expones, +redijsse ad nos superioribus mensibus virum nobilem Lazarum +Quirinum quem ad excellentiam suam miseramus nostrum oratorem, +et secum venisse etiam oratorem suum, tecum presentialiter +regredientem, quem intuitu celsitudine sue alacriter vidimus et suscepimus. +Et per utrumque eorum intelleximus optimam illius illustrissimi +domini erga nos benevolentiam et animum atque intentione +valide faciendi contra comunem inimicum ottomanum, cuius +insaciabilis dominandi appetitus notissimus est non solum dominantibus +in Europa sed etiam in Asia, ubi omnes quos potuit dominus, +oppressit et extinxit nemini servata fide, et nulla usus humanitate +vel respectu, modo aliena rapere et occupare potuerit indifferenter +et sino ullo penitus discrimine. Et pro benevola in nos affectione +celsitudini sue gratias agas amplas et uberes, affirmeque quod pari +nos ipsam excellentiam suam benevolentiam et caritate prosequimur. +Dispositionem autem et magnanimam illius voluntatem contra comunem +hostem lauda et extolle cum verbis pertinentibus; subiunge tamen +quod si distulimus expedire predictum oratorem suum, et te etiam mittere +ad presentiam excellentiae suae, in causa fuere multe maximeque +occupationes nostre, et multi motus qui inter christianos excitati sunt +pro insurgendo unite et valide contra supra dictum ottomanum, et hoc +loco explica et narra conventum Ratisbone habitum per imperatoriam +Majestatem, et reliquos principes germanos, et deliberationem agendi +et educandi potenter exercitum, et dispositionem serenissimorum +dominorum regum Polonie et Hungarie, confederationem preterea +totius Italie pro illius quiete et unite insurgere possit, et nostram +cum regia celsitudine ligam et intelligentiam per quam habemus +potentem in mari classem, et habituri proximo anno sumus +galearum ultra centum et magni numerum navium, electionem +novi pontificis ad expeditionem generalem christianorum, et ad +totalem ex Europa expultionem predicti inimici. Que cum ita disposita +sint hortaberis excellentiam suam nostro nomine, ut hac occasione +uti velit, et cum suis viribus ex parte Asiae veniat potentissimus<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +sives mittat in oppressionem predicti inimici qui utriusque +oppressus et distractus, utriquam partium resistere non poterit, sed +ab utroque facile superabitur et in hanc partem te diffunde. Hortare +insta et sollicita ut se movat et descendat sive mittat in oppressionem +predicti hostis, quum hic est totius tue commissionis effectus +et fructus qui ex tua profectione sperari potest.</p> + +<p>Et illic differ, et ad nos scribes et omnia declara que fueris operatus +et que futura illic sperari debeat, et expecta mandatum.</p> + +<p>Praticam pacis quam cum ipso turco habuimus justifica et declara +quod invitati ab eo et requisiti de pace, misimus oratores +nostros, sed cognita illius insatiabili et perfidiora ambitione omnia +rapiendi et dominandi ubique terrarum, aspirantis et citra et ultra +mare ad imperium omnium gentium et omnium nationum, et cognita +dispositione dominorom quos supra memoravimus ad conculcandam +tantam rabiamet seviciem, et se liberandum ab ista peste, cum eis potius +in comunem salutem concurrere voluimus, quam secum ad pacem +devenire, et oratorem nostrum pace infecta, revocavimus. Sicque +persuadere nitaris, ut excellentia sua in suo quod nobis per ejus oratorem +et literas propositum declaravit perseveret, et cum reliquis +dominis hosti suo infensis a latere suo concurrat in illius extintionem, +et opulentissimis regnis suis inferiorem Asiam adiungat, et +universum dominatum hostis sibi gloriose vindicet. Que res, preterquam +quod excellentissima per se sit erit, etiam firmamento et stabilimento +universi imperii sui, depulsa comuni lue et omni remoto +offendiculo ad totius orientis imperium.</p> + +<p>Scripsit ad nos summus pontifex, deliberasse mittere nuntium +quempiam suum, et nos beatitudini suae respondimus et suasimus +talem missionem; si ita fuerit, tu eris cum predicto pontificio +nuntio et secum omnia procura et solicita.</p> + +<p>Et ex nunc captum sit, quod pro expeditione dicti oratores, accipi +debeant ducatos 2000 auri de omni loco et officio, sive mutuo cum +obbligatione necessaria quorum 500 auri sint pro illius provisione +et reliqui pro impensis.</p> + +<p>Et supra donis faciendis atque vestiendis et honorandis oratoribus +prefati domini, collegium habeat libertatem providendi sicut ei visum +fuerit et accipiantur pecuniae ad id necessariae ab officio rationem +veterum.</p> + +<p>Cum fueris in ditionem Caramani illum visita nostro nomine, sub +literis nostris credentialibus, et suade atque orteris ad faciendum<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +contra Turcum, et pete ut ad tuum securum transitum prestare tibi +placeat omnes favores et omnem possibilem commoditatem.</p> + +<p>Preterea sel tempo et camin te servirà, visiterai el serenissimo re de +Zorzania, sotto nostre lettere de credentia, quale te havemo fato dar +e dapoi le convenienti et debite salutation per parte nostra facte, lo +exhorterai et inflamerai con quelle parole convenienti et idonee che +a la prudentia tua aparerà a questa impreza.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">69</td> + </tr> +</table> + +<p>Ser Jacob Lauredanus procurator, ser sapientes consilii, ser Franciscus +Michael sapiens ordinum, volunt commissionem per totum, +sed loco verborum positorum inter duo in primo capitulo, volunt +verba infrascripta: verum transacto yeme, si prefactus dominus se +preparet pro veniendo aut mittendo exercitum contra Turcum, tu +illic differ et sollicita expedictionem et scribe atque expecta mandatum; +si vero postquam ver adveneris videres prefactum dominum +non se movere, aut aliter rem dispositam quam suaserit, tu accepta +bona licentia redeas ad presentiam nostram.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">49</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">11</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">4</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXV.</i> Cornet, Op. cit.</p> + +<h3><a name="DOC_VIII" id="DOC_VIII"></a>DOCUMENTO VIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="break">Magnarum Provinciarum caput, et Dominorum Provinciarum Princeps, +ac etiam omnium illustrium dominationum. Domino magno.... +augeat felicitatem tue Serenitati certum et manifestum est nec potest +aliquis tantam magnitudinem tuam exaltare, seu extollere, +quantum decet et tibi conveniens est.</p> + +<p>Sumus nos tibi amicitia et dilectione conjuncti nunc et propter +ut prius et antea eramus, nec aliquid in corde nostro fictum aut simulatum +cogitamus.</p> + +<p>Et dignum est..... Oratores el nuntii tui apud nos continue esse +debeant et de occurrentibus nos teneant certiores. Vos autem, si de<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +nobis..... cupistis, adepti sumus Dei gratia, ea que numquam animo +cogitavimus, nec aliquo modo speravimus, nisi Provinciam Babiloniae, +Amasiae, Adicabageis et omnia quae continentur in eis, et fecimus +nobis ea subjecta, et possidemus usque ad partes Romaniae +seu Greciae, et non violentia et viribus, sed benignitate et equitate, +et omnes perfidos inimicos confundimus, laus et gloria altissimo +Deo.</p> + +<p>Erat unus solum qui nobis aliquantulum adversabatur, hic etiam +sponte humiliatus ad nos venit, et largiti sumus ei dominium de +Corassan, laudetur Deus, incessanter. Sultan Cassan Baicona est +nomen istius domini Corassan. Restat nunc alius secundus Sultan +Greciae sive Romaniae, qui inimicum facundus et magnus, presentim +super Caramanos, quibus veteri et antiqua amicitia conjuncti +sumus. Ipsi Caramani venerunt ad nos supplices usque ad provinciam +Azimie, quibus visis, subito venimus in Tauris, inspeximus super +negotia eorum, et cognovimus quod ipsi proprii malorum suorum +causa fuere. De principio nostre lune Rabemel sive Juli 1472 ad +partes eis propinquiores iter faciemus. Multa et alia in presenti +dicere sumiturus, que hic medicine Doctor noster ad te in sermone +prudens mittimus, magnus medicus Isaac fidelis in quem magnam +fidem habemus oretenus tibi omnia de mandato nostro sufficienter +narrabit, et quecumque pacta intrinseca et secreta cum eo tractabitis +et ipsa suum habebimus rata grata et firma, tamquam si ad +componenda ea presentes essemus.</p> + +<p>Datum in principio lunae Rabemel sive Julii, anno Maumethi 877 +secundum cursum nostrum.</p> + +<p class="center"><i>A tergo.</i></p> + +<p>Magnarum Provinciarum domino, et principi civitatum venetorum +testo Deo augeatur felicitas vestra, magnitudo vestra, excellentia +vestra, q. nota est omnibus cum sit propter famam, et hoc dico bono +corde propter amicitiam quam habemus et sumus nos firmati in +aliquo fundamento vobiscum veteri et antiquo, et dignissimum est +quod litera tua oratores et nuntii apud nos continue esse debeant ut +de occurentia continue avisemur.</p> + +<p>Copia de una lettera scripta da Uzunhasan al Doxe nostro nell'anno +1472.</p> + +<p class="sig">Marino Sanudo, <i>Cronaca ms. nell'Archivio Cicogna</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_IX" id="DOC_IX"></a>DOCUMENTO IX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Commissione a Giosafat Barbaro, ambasciatore veneto in Persia.</i> +<br /><br /> +1473 (1472 m. v.) 28 Januarii.</p> + +<p class="break">Quod ser Josaphat Barbaro oratori designato ad ill.mum dominum +Ussonum Cassanum fiat haec commissio.</p> + +<p>Nicolaus Tronus Dei gratia Dux Venetiarum, ect. Commitimus libi +nobili viro Josaphat Barbaro dilecto civi et fideli nostro, ut vadas +orator noster ad ill.mum et potentissimum dominum Ussanum Cassanum, +et cum duobus galeis que subito expedite erunt, insieme cum +li ambassadori del summo pontefice e della maestà del Re e cum +Azimaemeth ambassador di esso ill.mum Signor, tu te parti et recta +et solicita navigatione te conferissi in Cipri, per lo principal luogo +dove habiate a smontar, per intender cum verità i progressi del predicto +Signor, e dove la persona et esercito suo se trova, per pigliar +più certo partito al seguro transito vostro per esser alla prexentia soa.</p> + +<p>In questa andata toa, ritrovandote cum el capitan nostro zeneral +da mar et proveditori conferirai cum loro, e daragli notitia de la +cauxa de questa ambassada et forma de questi nostri comandamenti, +et de le munition et altre cosse deliberate mandar per nui a quel +Signor come tu sai esser nostra volontà con effecto. Non te trovando +con el predecto capitan, lassa al nostro rezimento de Modon +la copia de questa commission sigillata, perchè al ritorno li del capitan +la ghe sia presentata per soa perfecta intelligentia.</p> + +<p>Zonto in Cipri, visiterai per nostro nome et soto nostre lettere +de credenza quel serenissimo signor re, et farai le consuete e benevoli +salutation et ample offerte come si convien a lo amor et mutua +nostra convention cussi antiqua cum suo ill.mi progenitori, come +molto più strecta et valida per la nova parentela et affinità contracta +con la Signoria nostra. Visiterai etiam et honorerai la serenissima +regina, con lettere de credenza et con ogni significazione de nostra dilection +verso de quella per accresser tanto la soa reputation appresso +tutti quando da tutti sia intexo l'amor et extimation nostra de quella +et del suo felice zonzer in Cipro, et alégrate cum el re et cum lei. Da +poi queste bone et zeneral parole darai al predetto re avixo de la +causa de la andata toa e de li altri ambassadori pontificio et regio<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +al signor Usson Cassan, per visitarlo honorarlo confermarlo in suo +proposito et già tolta l'imprexa contra l'Ottoman et inflamarlo a seguir +sino in ultimo exitio del soprascripto comun nimicho; et anche +li significherai che la deliberation nostra de potentissima armata +futura molto più per tempo dell'uxato, et cussi nostra come +de la maestà del re, et non se dubita che el summo pontefice farà +anche lui pro viribus ampliando questa parte d'armata, modesta +però et gravemente sicchè l'appari più verità che ostentation. Dichiarali +anche el mandar che nui femo de bombarde grosse e mezane, +spingarde, schiopeti, polvere et altra munition et artiglieria, +bombardieri, schiopettieri et inzegnieri per satisfar a le requisitioni del +prefato signor, et ajutar a favorir l'imprexa soa. Da poi queste notification, +perchè optimamente te servirà el proposito, conforta e rechiedi +efficaze et instantemente la predicta maestà, che lui armi et expedischi +le sue galie quante più lui pò, azochè unite con le altre de' cristiani +e separatamente come meglio e più utile dell'imprexa fosse indicato, +possino esser preste in favor de cussi utile comune e salutifera a +tuti expeditione, facendoli intender questo esser el tempo et unicha +occaxion de soa liberation et perpetua tranquillità, extinguendosi +l'incendio che non solamente a tuto levante, ma tuti cristiani manazava +ultima consumptione, e da li amici vicini non si pò sperar +se non raxonevolmente ogni comodità et bene, mancandoli specialmente +el modo e la occaxion dell'offender tale quale ha questo +rabioxo et potentissimo serpente: et in questa per inanimar et indur +la predecta maestà ad ogni provision et sussidio da esser +prestato in opposito de lo inimicho et in favor del sopra scripto +ill.mo sig. Usson et soi adherenti, fane ogni efficace istantia.</p> + +<p>Capitato a Rhodi visiterai el gran maestro sotto nostre lettere de +credenza; et post generalia, dali avixo de la caxon de l'andata toa, +de li altri ambasadori ut supra, et de tutti li preparativi predicti, +suadi et indù (muovi) soa reverendissima signoria a lo armar le +galie quatro, che lui è obligato per vigor de la liga cum la maestà +regia et cum nui, et mandarle al capitan nostro, et al prestar ogni +subsidio et favor a l'imprexa del sopra scritto excellentissimo signor, +per comun bene de tuti cristiani e de la soa reverendissima signoria +e soa religion che sono più che molti altri vicini al pericolo; +e bixognando al predecto signor alguna sovention de bombarde e +munition oltre quelle mandemo nui, li piaqui suvenirlo perchè si +come nui li avemo per più lettere scritto, tutto semo contenti restituirli.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p> + +<p>Nui non podemo indivinar dove se ritrova la persona et exercito +del soprascritto illustrissimo signor, nè in che termini serano le +cosse al zonzer tuo in Cipro, e però non podemo darte in comandamento +che tu faci più una via che un'altra, nè pigli più uno partito +che un altro per essere a la presentia soa, ma tolta quella information +dei luoghi cammini e muodi de lo andar che necessario sia +l'è de nostro desiderio et intention che quanto più presto sia possibile +tu te si trovi à la presentia de soa celsitudine, e se per la +condition de le vie e segurtà de lo andar potrai condur o tuti o +parte dei prexenti che nui avemo deliberato mandar et tuttavia se +preparano et serano subitamente dietro de ti in Cipro, molto ne +sarà grato per più honorificentia de l'ambassata toa; quando ch'anno +lassati quelli in la galia in Cipro non differir, nè inspazar per questo +l'andata toa anzi più presto che tu poi vatene et zonto con l'ajuto +di Dio dove sia la persona del soprascritto ill.mo signor conferissi +subitamente con el nobil homo ser Chatarin Zen ambassador +nostro, e da lui tuò ogni piena information e distinto avixo +del numero de lo esercito e de la disposition del signor e de le +cosse seguite fino quel hora che a te non fossero note et de ogni +altra occorrentia et cossa pertinente la materia, azochè perfectamente +informato più apertamente tu possi e proponer e risponder +e parlar quanto sia expediente.</p> + +<p>Serai a la presentia del prefato illustrissimo signor quando parerà +à la soa sublimità de udire te, e porte le lettere nostre de +credenza e i prexenti segondo l'uxansa loro, se quelli o parte come +havemo dito di sopra tu haverai potuto condur cum ti, se non +farai la scuxa necessaria e darai modesto avixo de la partita de +quelli e del esser lassati per ti in Cipro o tuti o lo resto et condurase +a la presentia soa quando per la condition de le vie se possino +condur. Saluta da poi conforta et offerissi a la soa sublimità, +cum ogni amplitudine e reverentia de parole, e si come a ti è ben +noto esser de consuetudine de simel signori.</p> + +<p>Subzonzi da poi esser stato a la presentia nostra i mexi passati +Isach hebreo medicho et ambassador del prefacto illustrissimo signor, +che vene per la via di Caffa e molto fo longo e tardo el venir +suo per le difficoltà e impazi occorsoli in chammino si come lui +expone, e per soa relation intendesemo la magnanima disposition +volontà de la prefata celsitudine del moversi e venir contro l'Othoman +comun et universal inimicho de tuti, per vindicar tante inzurie e +spoglie facte injuste et inhumanamente a tanti signori.<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p> + +<p>Questo stesso pochi dì dipoi ci confermò lo effecto de la cossa +e la effectual mossa de esso excellentissimo signor, dechiaratane per +lettere del nostro ambassador ser Chatarino Zen et per relation de +agì Mohammed ambassador de sua sublimità, e pegli effecti et successi +istessi, la qual mossa et imprexa come degna de sempiterna e +immortal laude e gloria cussì era al tuto necessaria, et serà, Deo +bene juvante, fructuoxa et felicissima, laudabile et glorioxa la fa la +grandeza et excelenza de quella, necessaria le ambitiose crudel et insaciabel +condition et appetiti de lo inimicho che in ogni occasion et +comodità li fosse intravenuta non haria havuto più riguardo a la +soa sublimità et a suoi figlioli de quello lui ha avuto a tanti signori +quanti per forza parte e parte per ingano e perfidia ha privi de stati +suoi e facto mal capitar, fructuoxa per lo acquisto de nuovo regno +et imperio ampio et grande per se, firmamento e stabilimento de li +altri già acquistati e posseduti regni a suoi figliuoli e nepoti in perpetuum, +felicissima serà senza dubio per la justicia, bontà et comulata +virtù del prefato illustrissimo signor, el qual Dio ha electo et deputato +repressor de tanta tirrannide et vendicator de tante injurie, +spolie e crudeltà, et libertà de tanti afflicti signori populi e zente. +Et già ha dimostrato Dio in questo principio del suo mover signo +de futuro felice exito, imperocchè come per via intrinseca e famigliar +de lo inimico semo facti certi tanto è lui e tutta soa zente +impaurita et spaventata, che per ogni modo se reputano vinti e +superati el prefato excellentissimo signor vincitor et dominator, +che suol esser infallibel argumento e segno de quello de esser +uno cussi universal presagio e quasi certo inditio de la mente +de ognuno. Con queste e tutte altre parole e raxon persuaxorie +et efficazi, laudata et exaltata la sua glorioxa imprexa et proposito, +quanto più tu puoi, cerca de confermarlo et inflamarlo in essa, et +così nel primo congresso et audentia come a la zornata in tuti li +conferimenti e raxonari te occorrerà, dove accomodamente et in +proposito tu possi farlo.</p> + +<p>Dapoi suzonzi che per l'uno e l'altro ambassador de soa celsitudine, +zoè per lo primo Isach medicho e poi per agi Mohammed nui +semo stati richiesti per nome de soa celsitudine al far bona guerra +dal canto nostro a lo inimicho, perchè così lui desponeva de far e +faria dal suo, et a subvenir e favorir l'impresa soa de potente armata, +de bombarde, bombardieri che quelli sappia far et exercitar, +de spingarde e schiopetti et altre necessarie munition et artiglierie, +le qual tute cosse con grandissima solecitudine havemo disposto et<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span> +preparato de far. Et comenzando da la guerra ricorda a soa sublimità, +nui esse stati in quella anni X, et esser continuamente deliberati +de proseguirla et sostenirla insieme con lui, fino in ultimo +fine et exidio de lo inimicho, el qual come qui de soto diremo ha +cum nui cerchato cum multa instantia et promesse la pace e nui +per far come havemo dito et cercar insieme con la prefata celsitudine +havemo refutata, e con tutte le forze nostre non solum maritime +ma etiandio terrestre per tutto dove con lui nui confinemo +lo offendemo e guerrizemo, e più che mai lo faremo confortando et +inducendo tuti li suo vicini ad offenderlo e li subditi a sublevation +et rebellion.</p> + +<p>Da mar veramente credemo esser venuto a noticia del prefato +illustrissimo signor in quanti luoghi questa estate passata l'armata +de' nostri collegati et nostra habia infestato tuta la marina de la +Natolia, saccomanato e brusato luoghi assai, aspectando lo approximar +de la soa celsitudine per aiutarlo a lo acquisto dei luoghi +de lo inimicho; l'inverno veramente essendo uxanza disarmar buona +parte de l'armata per manco spexa e poi a tempo novo instaurarla; +questo inverno sperando soa sublimità potesse esser più vicina a +le marine per poter far quanto ne ha richiesto, havemo tenuto +fuori la mazor parte de quella, e de novo armato e multiplicato +il numero de le galie nostre, e tutavia armemo e mandemo fuori +sì che molto più per tempo del uxato quella sarà suxo l'imprexa +presta ad ogni favor de soa celsitudine dove sia più necessario. +L'armata veramente del serenissimo signor re Ferando già semo +avixati essere per la più parte in ordine sicchè in quello istesso +tempo se conzonzerà con la nostra et similiter non dubitemo farà +el sommo Pontefice, la optima mente e disposition de entrambi +i qual intenderà la prefata celsitudine per ambassador de loro.</p> + +<p>De le bombarde, maestri e spingarde e tutte altre munition dechiara +al prefato excellentissimo signor el numero de tutte cosse +e de li maestri e schiopetieri apti et experti per poter mostrar +a de li suoi che se adaptano a simil exercitio, che prestamente +se comprende et impara, et in pochissimi zorni tanti se ne farà +experti et apti quanti vorrà soa signoria, bona parte de le qual +cosse havemo voluto che vedi l'ambassador suo agì Mohammed cargar +sopra la galia grossa, che per condur dicte munition tutavia +se arma e subito serà driedo de vui in Cypro e con quella anche +li prexenti, sicchè potrai affirmar al soprascripto signor tutto esser +in levante a suo ordine et comando, e non esser da tardar la<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +venuta soa a le marine per occupar et redur in soa podestà i +luogi de lo inimicho.</p> + +<p>Per tute queste cosse zoè de guerra da terra et armata continua +grossissima de munition preparate et mandate dechiara, nui +non esser manchati da spexa et incredibil summa de danari, nè +esser per manchar per el continuar l'imprexa a far tuto quello +po le forze nostre in le cosse soprascripte per satisfaction compita +de tuto quello che per l'uno e per l'altro de suoi ambassadori +semo stati richiesti.</p> + +<p>Isach medicho, primo ambassador suo, ritornato da Roma e andato +per sua deliberation et per nostro conforto item al serenissimo +re di Hungaria per iterum suaderlo et confortarlo a far +animoxa et potentemente contra al comun inimicho, apresso el qual +re nui etiam tenimo uno nostro secretario per tal effecto, et per +instesso Isach li havemo scripto et commesso intorno a zò apertamente +et cussi speremo dicto serenissimo signor re esser per +fare, la gente del qual che sono in Belgrado in questi proximi +zorni corseno in Servia e feceno grandissima preda et assaltate +nel ritorno dal presidio del inimicho furono alle mani, et sono roti +et tagliati a pezzi la major parte de li nemici, parte prexi e molto +pochi fugiti, se reduseno i Ongari a Belgrado cum la preda e +cura la victoria; sichè lo inimico è per haver da ogni canto e da +ogni parte stimulo e molestia tale che impossibel al tutto li sarà +poter resister a tanti. E descendendo el prefato excellentissimo +signor cum tanta potentia, se po' reputar lo inimico doverli più +presto occorrer et esserli certissima preda cha contrasto. De la +qual suo ruina avedendosene lui come astuto et intelligente, ha +cum nui ricercata la paxe, in do luoghi di nostri mandato suo +ambassadori, l'uno a Corphu come ve è noto, l'altro a Scutari +persone molto honorate e non ha havuto per inconveniente nè +a smachamento de sua reputatione et cum ample et larghe offerte +de optime et honorevol condition per nui. A l'uno e a l'altro di +quei ambassadori havemo fatto dar licentia et in tuto recusata ogni +sua practica, et molto più ogni conclusion per essere cum quello +excellentissimo signor, cum lo qual semo colligati uniti e streti +per la sua justizia, bontà et virtù per le condition de lo inimicho +comun, et indifferente a lui et a nui et ad ognun a chi el possi +nuocer per l'insaciabel suo appetito, per la condition de la guerra +et aptitudine de farla, lui da uno canto per terra, nui principalmente +da mar, che come l'uno da l'altro po' ricever a tal imprexa<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +grandissimo favor et aiuto, cussì se existima impossibile che lo +inimico a tutti do'insieme possi resister, e non li sia necessario +sucumber per ogni modo, et esser come havemo dito certissima +preda et triumpho del prefacto illustrissimo signor.</p> + +<p>Non ce ha parso adonque dar orrechie a sue proposte et offerte, +perchè el non se perdi retardi o impazi la perfection de la voluntà +de Dio, de la qual esso illustrissimo signor è veramente +costituito executor et ademptitor. Questo volemo che tu dichiari +a soa sublimità, perchè se forsi altramente fosse de dicta pratica +divulgato, lui sapia el vero, e non presti fede a le arti ed astucie +del inimicho, el qual non dubitemo ponto che cum el re d'Hungaria +et cum altri christiani haverà tentato e tenterà de apaxarsi +e componerse. Ma da tutti tenimo sarà repudiato come è stato da +nui, e per lo exempio nostro e per esser ognuno erecto contra lui et +aspettar la opportunità del vindicar le ricevute injurie e liberarse +da la soa continua formidine. E benchè lui habia ricevuta da nui +repulsa e così credemo riceverà da altri per le raxon predecte niente +de mancho astuto e malitioxo ha forsi facto e farà divulgare l'oposito +per favorir con bosìe el facto suo, come anco dal canto nostro lui +fa divulgar essere in pactica de pace cum quel signor et esser in sua +libertà haverla. La qual cossa nui non havemo mai creduta nè credemo +per niente per la prudentia singulare et magnanimità de la +celsitudine sua la qual non vorrà tuor a se stesso l'imperio, e desister +da cussì gloriosa et certa victoria et triumpho, per lassar a discretion +de lo inimicho tutta la sua posterità, e de tal inimicho crudelissimo +et immanissimo che mai non ebbe nè servò fede, nè humanità +ad alcuno, testimonii tanti signori cazati, lacerati e dissipati, +el qual quanto più cresce et più se firma in la potentia et dominio +suo tanto è più a tuti formidolosa e più pericolose le condition de +ogni suo vicino. Questa parte nui volemo che tu esponi, dechiari et +manizi cum ogni dexterità et efficatia, sì che la serva et a la manifestation +de la verità per quanto nui havemo facto in la materia de la +pace come el Turco, et in dissuader et abalienare l'animo de esso +signor in tutto e per tutto da simil mention et fantaxie de paxe.</p> + +<p>Tuta questa toa exposition et ambassata, ed ogni altra cossa occorrente +fa e tracia insieme cum el nobel homo ser Catharin Zen +nostro ambassador essendo lui apresso quello illustrissimo signor, sì +ch'el pari per la vostra union una ambassata e non più, per l'honor +de la nostra signoria e de le persone vostre, et per più utilità de la +materia, quando lui fosse lontano fa et eseguisci tu solo.<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p> + +<p>Cum li ambassadori pontificio et regio comunicherai et questi +nostri comandamenti et per zornata ogni occorrente materia, sì che +loro a ti, e tu a loro, e tuti insieme dagate a le facende christiane et +comune, ogni favor caldo et reputation.</p> + +<p>Zonti veramente in Cypro sel predecto illustrissimo signor fusse +anchor tanto lontan da le marine, e le vie sì precluse et impedite, +ch'el passar vostro fosse o impossibile o periculoso et però tardo, l'è +de nostra intention, che per quelli miglior modi et mezzi che a ti sia +possibile de ritrovar, et per el mezzo de la maestà del re de Cypro, +e per ogni altra via, tu mandi al nobel homo Catharin Zen le lettere +che nui li scrivemo le qual te havemo fato dar multiplicate perchè +per più diversi messi tu le mandi azò che malcapitando alguno, le +altre pervenghino a le sue mani, e tu anche per quelli istessi messi +scrivili del tuo zonzer in Cypro insieme cum li altri ambassadori, e +dali parlicular avvixo de tuti i preparamenti fati per nui e mandati +e zonti cum ti in Cypro, e cussì fa che agì Mohammed scriva e replica +anche lui ingrossando et ampliando ogni cossa per ben de la materia +e perchè quel signor se induchi a presto descender et poter +uxar le munition mandate et subsidii li sarà per dar l'armata Christiana. +E se quando serai cum el capetanio nostro zeneral, lui havesse +de mandar qualche uno per qualche altra via, et similiter in Rodi +qualche uno altro, volemo ch'el si mandi, et che anche per ti se +scrivi come è dito, e facci simel ad agì Mohammed, azò che per ogni +modo el predicto illustrissimo signor habbia avixo del zonzer vostro +e dei preparatorii facti et spedicti et zonti in Levante a suo ordine +et disposition. Et parendoti mandarli qualche fidato messo o messi +senza lettere oltra quelli mandasti cum lettere et cum qualche consegno +de parole sì che ser Catharin cognoscesse esser veri tui nuntii +e potesse darli fede per la notitia del consegno che satisfesse +in luogo de lettere de credentia, volemo che tu li mandi. Et breviter +fa ogni experientia e non lassar nè da quanto te havemo ricordato, nè +che a ti paresse utile et possibile, cosa alguna o modo algun inexperto +per far intender a quel signor el vostro esser in Cypro cum tute le +cosse predicte, e l'armata esser prestissima come havemo dito. E +perchè solamente questa noticia da esser data per le messi zudichemo +utile et necessaria, ma etiandio la pubblica fama et dimostration de +le cosse predicte perchè per quella venga anche a noticia de quel +signor e de li amici soi Caraman et altri, volemo che non solamente +ne avixate dicto signor Caraman et altri, ma cum le galie a vui deputate +che sono do, volemo che vui ve redugè verso i luoghi e marina<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +del dicto Caraman possandolo far seguramente dandoli avixo del +vostro esser lì perchè possando cum sua scorta e favori passate al +signor Uzunhasan. E non possando per esser dal Ottoman occupati +i luoghi da marina, facta ogni experientia et demostration, retornate +in Cypro, spaxate messi et aspectate la occaxion, el modo, et intendando +che possiate haver de le galie del serenissimo signor re de +Cypri per el passazo vostro, quando poreti passar licentiate quelle +do che ritornino a ritrovar el capitanio nostro zeneral, ma non possando +haver de quelle del re, retenete le suedicte do, fino vi siano +necessarie al detto passazo. Se veramente le vie fosseno expedite, +smontati vui a terra et prexa la deliberation del cammino, licentiatile, +che cum prestezza ritornino al capetanio nostro zeneral.</p> + +<p>Passando vui per la dition del Caraman visiterai sua signoria, +conforterai et offerirai sotto nostre lettere de credenza sul zeneral +et consueto, et li dichiarerai quanto a ti apparà esser expediente e +ben de le cosse; el che meglio potrai li presente intender che per +nui dartelo in comandamento, et per servar l'uxanza et per più +acharezarlo prexentali per nostro nome.</p> + +<p>Occorendo ritrovarti dove sia la donna del prefato signor, fiola che +fu del imperator de Trapesonda, visiteraila cum licentia del signor +sotto nostre lettere de credenza, et usa quella forma de parole che a +toa prudentia aparerà convenirse a la soa dignità et anche al proposito +della materia, e ne la visitation presentati per nostro nome, +et se più de una de le done sue fosse cum sua celsitudine, visita +anche le altre che da lui siano amate et existimate, et prexentale.</p> + +<p>Visiterai similiter cum nostre letere de credenza i figlioli de quello +illustrissimo signor et a zaschadun de loro prexenta. Dapoi et la prima +volta et visitation de assiduamente che tu te ritrovi cum loro et cum +a zaschadun de loro suadili et inflamali a la prosecution de l'imprexa +necessaria al suo proprio bene et exaltation cum le raxon dite de sopra +al padre et cum le altre che te occorrerano, similiter farai sel +te occorrerà el modo cum l'imperatrice de Trapesunda per vendetta +del ingiuria, spolie et morte del padre, et per lo acquisto de lo imperio +suo de Trapesunda.</p> + +<p>Visiterai etiam Omarbei suo principal capitanio e quelli altri parerano +a ti solo letere de credenza molte de le qual ti havemo fato dar +senza soprascripto perchè de lì lo possi far et uxarle al bixogno et +prexentalo.</p> + +<p>Perchè come tu intendi el desiderio nostro è grandissimo de intender +i progressi del sopradicto illustrissimo signor et ogni occorrentia<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +in quello exercito et in quelle parte sarai solecito et diligente +in darne solicito et continuo avixo de ogni cossa che tu vedrai al +dirai et intenderai cussì del numero de la zente come de i pensieri e +desegni e de i cammini de lo exercito del sopradicto signor et brevemente +de ogni cossa che raxonevolmente tu possi intender la noticia sua esserne +grata; et non sparagnar nè spexa nè fatica, nè pericolo de +messi, replicando per ogni via possibile sì che da ti habbiamo spesse +lettere et avixi. Farai lo simile de Cypri fina serai lì.</p> + +<p>Ben chel appari che in principio de questa nostra commissione ve +comandemo che vui andagà in Cypro recta navigatione, intendete +però questo proceder perchè nui existimemo quella esser più idonea +scala al passar vostro al predicto illustrissimo signor che presuponemo +non sia ancor disceso a le marine. Ma se altramente fosse, e +quando sereti cum el capitanio nostro intendesti chel drizarvi altrove +fosse più a proposito de la prescrita esecution de questi nostri comandamenti +lassemo in arbitrio e disposition vostra far segondo el +conseio e parer del capitanio nostro et vostra prudentia, et prender +quel partito sia più idoneo et accomodato a la satisfaction del grande +nostro desiderio che presto vi ritrovate a la presentia de quel illustrissimo +signor.</p> + +<p>Et ex nunc captum fuit quod dentur suprascripto oratori ducati +500 et dandi se Catarino pro illius impensis.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">157</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">2</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXV.</i> Cornet, op. cit.</p> + +<h3><a name="DOC_X" id="DOC_X"></a>DOCUMENTO X.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Commissione segreta a Giosafat Barbaro.</i><br /><br /> + +(1473, Die 11 Februarij).<br /> +<br /> +<i>Ser Josaphat Barbaro oratori nostro<br /> +ituro ad illustrissimum dominum Uzunhasanum.</i></p> + +<p class="break">Ben che assai sufficientemente per la forma della toa aperta commission +tu habi intexa l'intention nostra et desiderio che lo illustrissimo +signor Uxon proseguisca la guerra, et recercando lo inimico<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +astuto et malitioxo la pace, quella refuti come cossa al stato +suo per le raxon allegate pernitioxa, et anche qual via nel proseguir +la guerra sia più in proposito de le cosse nostre, videlicet in la Natolia +dominio et viscere de lo inimico, ampuò (tuttavia) per questi nostri +secreti comandamenti ne ha parso parlar intorno a l'una e l'altra +de le predecte do cosse più particolare e destinctamente; nè de questo +qui te diremo, volemo che tu comunici cum li ambassadori che sono +in to compagnia, nè cum algun de loro. Per quanto aspecta a la +pace nui non volemo che cum questo perfido et insaciabil inimico se +possi aver pace alcuna che possi esser nè segura, nè durativa senza +queste condition che lui cedesse in tutto e per tutto la Natolia a questo +illustrissimo signor, e tuto quello lui possiede de là del stretto +cum tuta la ripa de esso strecto opposita a la Grecia, si che in quella +niente omnino li restasse. Questo dicemo cussì per lo castello del +Dardanello che pervenisse in mano et podestà del prefacto excellentissimo +signor, come perchè niuno altro più ne potesse edificar in +locho alcuno de quela ripa, et conseguentemente fosse in libertà nostra +passar suxo per el strecto et intrar in mar Mazor et venir a Trapezonda +et altri luoghi de esso excellentissimo signor per instauration +de li antiqui trafici et commercij, per beneficio della sua celsitudine +et suoi subditi e nostri. A nui veramente consignasse la Morea e l'ixola +de Metelino e restituisse el nostro Negroponte; et ancor cum tute queste +condition, considerata la rabia et rapacità soa existememo saria +pericoloxo lasarli tanti regni et potentie quante lui possiede in Europa, +cum le qual a qualche caxo potria esser molesto al prefacto illustrissimo +signor, a suoi figliuoli et a li amici soi. Ma pur quando tu vedessi +la celsitudine soa inclinasse a mention de pace et non si potesse +per te ritrar e suader in contrario ricorda et proponi questa conditione +nel modo nui te lo dicemo.</p> + +<p>La mente adonque nostra et nostro desiderio saria la prosecution +de la guerra fina che cura le arme el fusse expulso de la Natolia e reducto +in tal termini che ogni condiction de pace se potesse raxonevolmente +sperare e poi segondo el tempo e le cosse non mancheria +darli quella leze apparisse esser per tuti do nui più avantaxosa et fuzir +ogni practica in questo mezo, perchè le non pò se non grandissimamente +nuocer a le comune cosse et bene del prefacto excellentissimo +signor et nostro.</p> + +<p>Pur quando facta per te ogni possibel experientia et conato per lo +suader el refuto de ogni paxe e la prosecution de la guerra et exterminio +de lo inimico, et cum le universal raxon non esser da darli pace<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +niuna, e poi cum lo ricordo de le soprascripte dure difficil condition, +non le succedesse nè l'una, nè l'altra via; ma quel excellentissimo signor +inesorabilmente avanti la total eversion et ejection de lo inimico +fuor de la Natolia fosse inclinato a la pace cum la restitution de i +stati de i signor cazati in essa provincia o altramente, che nui ben +podemo considerar ma non intender perfectamente tutte cosse: +in questo caxo sii solicito in recordar il facto nostro, sì che a nui +anche sia resignata la Morea, Metelin e restituto Negroponte, e non +possando tutte queste cosse quella più parte tu puoi obtenir. Et in +fine almancho ne sia restituto Negroponte et Argo o pur siamo insieme +cum el predicto illustrissimo signor inclusi in tal pace +come suo colligati et confederati con tutti li nostri confederati et +adherenti.</p> + +<p>Possiamo intorno a tal materia dirte asai raxon, le qual tute e de +le altre anche segondo el tempo e la qualità de la materia te po +soccorrer a ti stesso che sei prudente e practico uxa la tua solicitudine +prudentia et diligentia al più bene et al maior avantazo et beneficio +del stado nostro.</p> + +<p>A l'altra parte che è della via de far la guerra tu intendi questi +do Stati esser proposti suxo questo taoliero per dir cussì l'uno quello +del Turcho, l'altro quello del Soldan. E ben che nui existimemo che +al tuo zonzer in levante el prefato excellentissimo signor già serà +drezato per quel cammino lui deve andar, ampuò in ogni caso nui te +dichiariremo el concepto nostro. Se per ventura tu ritrovasti soa +excellentissima signoria ancipite et suxo l'uno et suxo l'altro partido, +volemo che tu lo suadi et lo conforti a la via della Natolia e ruina +del Ottoman come ad imprexa più necessaria et più glorioxa, la qual +riuscita non li resta più alcuna difficultà al certo impero de tuta l'Asia. +E se già lui si fosse drizato a questa banda del Turcho, mantienlo tu +in tal proposito che credemo lo farai senza difficoltà.</p> + +<p>Se veramente lui fosse intrato in Sorìa, in questo caxo perchè +varie pono esser le condition delle cosse non ce par de darte alcun +singular comandamento se non quanto te diremo appresso, non intendando +che possi esser utile nè che nocino a le cosse nostre et a +le persone et haver de li nostri merchatanti, la salute e ben di qual +volemo che sia el tuo bersajo e la to brocha dove tu hai a drezar +tuti i tuo pensieri studi et spiriti per la loro salute e liberazione. +Volemo che per ogni modo tu passi a ritrovar quello excellentissimo +signor perchè molto meglio appresso lui che da la longa potrai aiutar +et favorir la salute e liberation de nostri, che stando lontano, anzi<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +stando lontano offenderesti e l'una e l'altra parte et potria questo esser +dopiamente et per do vie la extintion de li nostri. Tu intendi et +cognosci per quanto ve stagi le persone, el mobile che se ritrova in +levante uxa a questa volta ogni animo ogni distinction et ogni raxon +per la conservation et liberation de quelli cum lettere et messi de +quel excellentissimo signor, cum luxenghe, manaze, forze, parole et +effecti de quello a quelli luoghi dove se ritrovano i nostri mercadanti +et haver suo sì che tuto se salvi per quelle vie et modi che tu crederai +meglio e più certamente poterlo fare.</p> + +<p>Perchè come ne ha referito questo nuovo ambassador del soprascripto +illustrissimo signor, la despina è apresso de lui in grandissimo +amor et reputation et auctorità, oltre quello nui te havemo +commesso in l'altra commission toa de la visictation et prexenti, l'è +anche de nostra intentione che quanto più tu poi tu la honori et +exalti, e sì te forzi de renderla a tute le voglie nostre propitia et per +tute quelle vie e mezzi che tu intenderai et cognoscerai poterlo fare.</p> + +<p>E dichiarali lo amor nostro et observantia in quella e la speranza +che nui havemo in la sua sublimità, e mesedando i respecti christiani +cum i nostri e l'odio inextinguibile lei deve haver a lo inimico, +la dolzeza de la vendetta de tante ricevute inzurie nel sangue suo, +fa de obtener et uxar l'opera et favore suo al ben de tutte cosse a ti +comesse.</p> + +<p>Visiterai similiter et honorerai et prexenterai la madre del soprascripto +illustrissimo signor cum forma de parole a la soa dignità +conveniente et a la persecution de l'imprexa quella inanimerai el inflammerai +per lo evidentissimo beneficio et necessità del stado de +suo figliolo, de li nepoti e descendenti suoi cum quelle parole et raxon +che alla materia et a la persona soa convenga.</p> + +<p>Benchè nui te habiamo dito in l'altra commission che tu comunichi +ogni cossa cum li ambassadori pontificio e regio, sapi ampuò +esser de nostra intention che tu comunichi le cosse comune zeneral +e manifeste, non questi nostri secreti, nè altra cossa che meritasse +taciturnità e silentio; tu è prudente uxa la consueta tòa intelligentia +et practicha.</p> + +<p>Da poi la prima exposition de questo ultimo messo del soprascripto +illustrissimo signor, lui è iterum venuto a la presentia nostra et +hanc exposto chel predicto signor Uxon per suo sagramento ha promesso +al nobel homo Catarinzen nostro ambassador de perseverar +perpetuamente cum nui in amicitia coniunction et union, et haver +li amici nostri per amici et li inimici per inimici. E questo istesso<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +lui ne ha offerto et promesso de affermar da bel novo cum sagramento +per nome de quello excellentissimo signor: però nui volemo che tu te +informi di questa particularità dal soprascripto ser Catarin, el qual +se meravigliamo che se cussì è non ce ne habi dato notizia. Et essendo +necessario far in tal materia altra solemnità et obligarne la fede +de quel signor, e la nostra a lui, a perpetua soprascripta union et intelligentia +contra l'Othoman, specificatamente semo contenti che tu ne +ricevi ogni obligo, et al incontro oblighi et prometti per nui sì che +dita obligation sia mutua et equalmente reciproca, contra però l'Othoman +come havemo dicto e non contra altri, per i pericoli che tu intendi +de le persone et haver nostro che sempre se retrova in podestà +del soldan, a la salvezza de le qual nostre persone et havere habi +semper in ogni caxo singular et precipua cura et diligentia.</p> + +<p>Comunicherai tutti questi nostri comandamenti e sì li exeguirai +insieme cum el nobel homo ser Catarin Zen et avixalo che tutto tegni +secretissimo quanto qua se comanda per nui, sel serà lì, et essendo +lontano exeguissi ti solo come in la patente commission te +havemo dicto.</p> + +<p>E perchè per do letere del prefato ser Catarin nui semo avixati +quello excellentissimo signor haverli domandato danari; sel occoresse +chel te facesse simel domanda a ti, volemo che cum la dichiaration +de le incredibel spexe nostre distinctamente tochate in l'altra +tua commission che sono honestissime et urgentissime, et cum +tutte le altre honeste et iuste raxon et justification tu honesti la +Signorìa Nostra, e declina quanto tu puoi questa materia.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">116</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">5</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">6</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXV.</i> Cornet, op. cit.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XI" id="DOC_XI"></a>DOCUMENTO XI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Copia di una lettera scritta per D. Catarin Zen, Orator nostro +al Signor Ussun Cassan, nell'anno 1473, addì 27 Lujo.</i></p> + +<p class="break">Serenissime Princeps et Excellentissime Domine etc. Addì 14 +Jugno scrissi a Vostra Sublimità dalle campagne di Erzingan a risposta +di una di V. S. in data addì 9 Zener 1473; et certo dirò +così: Serenissimo Principe quella lettera non fu lettera ma Spirito +Santo, se detta lettera non veniva ovvero la fosse stata più tarda non +so come fossero passà le cose. Questo illustrissimo signor toleva la +volta di sopra come el feva. Il sommo Dio sia ringraziato il quale ha +provisto a tutto. Questo illustrissimo signore come scrissi a V. S. +ringrazia molto V. Serenità dell'esaltazione che feci per nome di +V. Celsitudine a Lui, per essere andà magnanimamente contro l'Ottoman.</p> + +<p>Lui ha prevenuto la V. Sublimità in aver fato dar commiazione all'ambassador +dell'Ottomano, et questo perchè V. Serenità si riputava +za essere unita et conzunta con essa ill.ma sua signorìa, et per il simile +delle bombarde e munizion, maestri ingegneri et de schiopeteri +e dell'armata mandata da V. S.; et perciò sua ill.ma signorìa +aveva mandato, come saveva, un suo schiavo che fu Armirbei +contro l'Ottoman con cavalli 200,000. Allora sua signorìa voleva +mandar suo fio Ourgulu bei con cavalli 150,000 e sua celsitudine +voleva venir dietro potentissimo, et dissimi ancora così +come Vostra Serenità aveva posta fede in non far pace coll'Ottoman, +ella stasse di buon animo che egli non faria mai pace coll'Ottoman +per la fede che aveva porta. Qualunque cosa Vostra Serenità intendesse +dall'Ottoman non lo credesse et come sua ill.ma signorìa voleva +vegnir prima ad Erzengian, e li adunar tutte le sue genti, et<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +per tutta la luna di luglio voleva andar e mandar contro l'Othoman +per amor delle biade; e come in quei dì essendo venuto un ambassatore +dell'Ottoman a questo stesso signore per fare la pace, +lo avesse rimandato.</p> + +<p>Significai ancora a V. S. tutti li progressi che aveva fatti questo +signore fino a quell'ora, per dita mia lettera.</p> + +<p>Scrissi ancora un'altra mia in data 12 luglio da Erzengian, per +avvisarla come questo ill.mo signor avea fatto cazzar dito ambasciatore +dell'Ottoman senza dargli udienza; e come a certi spioni turchi +ha fato tajar la testa e taccarla al collo e così mandar all'Ottoman +dicendogli ch'el vegna presto; et come pure abbia fatto venir me +alla sua presenza e dissemi: <i>Ambasciator, tu intendi, l'Ottoman vien +con tuto el so poter contro de mi, et ha abandonà tutti li luoghi che +tiene in ponente per venir più potente contro di noi. Scrivi alla tua +illustrissima Signorìa ed all'imperator et al re d'Ongheria, che facciano +tutto el so poter di andar a distrugger l'Ottoman in Europa, +perchè in questa parte d'Anatolia vojo andarlo a trovar, et coll'aiuto +di Dio distrugerlo, et così voglio che faccian quelli Signori di ponente +acciò el dito Ottoman non si possa più refar, et che totalmente el sia +distrutto et che il suo nome no se abia più a menzionar</i>; et comandami +scrivessi alla magnificenza del capitano spazzasse presto una galia +per dar ricapito a ditte lettere, et così quamprimum scrissi +una lettera al capitano che mandasse una galia in Dalmazia, et +così mandai la lettera alla Maestà Cesarea dell'Imperatore, et altre +d'Ongaria; le copie delle quali mandai a Vª Serenità et altre cose +come avrà inteso per quella mia.</p> + +<p>Addì 13 luio ricevetti lettere dalla magnificenza del capitano, e +di mess. Josafat Barbaro ambassatore date a dì 3 jugno in Porto +di S. Teodoro, et con quelle lettere direttive a questo ill.mo signore, +et al signor Caramano, per le quali fu informato della magnificenza +del capitano, come Sua Magnificenza era zonta lì, con potentissima +armata, e del Sommo Pontefice, e del re Ferdinando, et che avea +zente, molte bombarde, munizion, maestri schiopettieri, et presenti +per essere dati a questo ill.mo signore; et come Sua Magnificenza +aveva mandato da Vostra Serenità di stare ad obbedienza di questo +ill.mo signore, et che molto Sua Magnificenza desiderava intendere +li felicissimi progressi di questo ill.mo signore, ed aspettavalo con +gran desiderio alle marine, per far qualche solenissimo fatto insieme +con lui; et che intanto avea preso et consegnato a Kasim bei i tre +castelli alle marine. Quamprimum fui alla presenza di questo ill.mo<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +signore, e li significai quanto Sua Magnificenza me commetteva, e +li apprestai la lettera che scriveva la magnificenza del capitano, +et il Barbaro, il ditto ill.mo signore, me le feze lezere, e lette che le +have, subito sua signoria ill.ma feze sonar le zambalare per tutto el +campo in onor, gloria e trionfo di Vostre Eccellenze, e della magnificenza +del capitano, dicendo: questi sono uomini da fatto, e +che non stanno oziosi con tante sue galie. Il ditto ill.mo signore +molto ringraziò Vostra Serenità della obbedienza che aveva commesso +al magnanimo capitano, e delle bombarde, munizion, maestri +scoppetieri, e presenti che si era per dare a sua ill.ma signorìa, e +ringraziò molto la magnificenza del capitano di aver consegnato +per suo nome a Kasim bei li tre soprascritti castelli.</p> + +<p>Sua ill.ma signorìa mi disse: <i>Ambassator, intendo il tua magnanimo +capitano colle zenti di Kasim bei sono andati al Candelaro e sono +huomini molto soleciti, se Dio li concede grazia di avere il Candelaro, +scrivi al tuo magnanimo capitano nol consegni ad alcuno che sel tegni +per lui, e scriverli che non si parta da lì, ovvero dalle terre del Caraman, +perchè col nome de Dio seguirò loro alle marine e faremo colla +Dio grazia qualche rilevata cosa</i>. Questo ill.mo signor come ho scritto +di sopra, voleva mandar avanti so fio contro l'Othoman con cavalli +150,000; ora ha deliberato non vada avanti, ma sua ill.ma signoria +vuol andar in persona con tutto l'esercito a trovar l'Othomano. +Da questo campo sono 300,000 cavalli ben in ordine armati, +et per lo simile li huomini di ora in ora si vanno grandemente impassando. +Questo ill.mo signor ha fatto comandamento a tutti li +uomini di queste montagne che vengano in campo, li quali di ora +in ora giungono. Questo ill.mo signore solecita il cammino per andar +a trovar l'Othomano, spero in Dio non sarà troppi zorni si toccheremo +li fianchi. Pregherò l'Altissimo Iddio per sua clemenza ne +doni vittoria; ogni zorno vien persone dell'Othoman, che scampa +per questo campo. Questo ill.mo signore li vede volentieri, e li fa +doni e veste; oggi son venuti signori quattro dall'Ottoman, li quali +sono fuzìti.</p> + +<p>Sono stato dal signor Caraman al quale ho data la lettera che gli +scrive la magnificenza del capitano, e di m. Josafat Barbaro ambasciatore, +il quale mi ha fatto lezere. Sua signorìa ringrazia molto la +Vostra Signorìa di tanto beneficio li ha fatto la magnificenza del capitano, +lo qual sommamente lauda, e dice tutto il suo stato essere +in Vostra Serenità, et di quello essa disponga come del suo proprio.</p> + +<p>Delle condizion di questo ill.mo sig., l'è poco tempo che sua signorìa<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +non aveva altre che cavalli 30,000 et presto si ridusse in cavalli 300,000, +s'ingegnò di rubar da suo fratello una terra grande, e che avea +mura belle e grosse come quelle de Costantinopoli. Dopo comenzò +ad aquistar il paese, e star sempre in campagna come fa al presente. +Là el mandò domandare molte cose in tributo, fra le quali el domandava +30,000 garzoni, a Gihan Shah; questo ill.mo signore fu +contento darli ogni cosa, eccetto li garzoni, dicendo non poterlo +far; li comenzò a romper guerra, e mediante la Dio grazia, lo vinse +sora Tauris, et havuta Tauris il soldan Baiesit qual era di sora Tauris +li mosse guerra. Questo ill.mo signore l'andò a trovare, e suo fiol +Ugorlom bei, il quale al presente è qui in campo, el prese e conquistò +tutto il paese che è sora Tauris a zornate 50 fino al mare di +India; dall'altra parte tien a confini de Tartari: et tien paese fino +al monte di Bakù, da quella parte di sopra tutto è pacifico, et nulla +dubita. E come scrissi a Vostra Serenità dì 12 lujo l'è venuta a +questo ill.mo signore una solenne ambassata del Tartaro, et ha portato +presenti nove ferri da taiar, nove scimitare, una sella, una brenna, +do fanali, e 200 persone cariche di peletterie, zoè martori, zibellini, +faine, armellini, dossi vari e volpi: et ha mandà a dire a questo +ill.mo signore come el pretende stare con sua signorìa in pace, +come l'è sta finora, sicchè di fora delle parti di levante, per la Dio +grazia sta sicurissimo, verso tramontana confina col re di Zorzania +e da queste parti nulla dubita, e sono in pace. Dalla parte destra +confina con Bagdad, zoè Babilonia la grande, et confina con Arabi, +colli quali è in pace, et molti sono in campo con questo ill.mo +signore. Quando l'andò verso Aleppo tutti li Arabi si movevan +per venir in favore di questo signore, sicchè da parte destra nulla +dubita. Verso ponente confina col Soldan e con l'Othoman; col +Soldan, come dirò de sotto, credo sarà d'accordo, nel mezzo del +suo paese l'aveva il signor di Bitilis, dove el mi mandò l'anno +passato, il quale aveva castelli 20 et assaissime montagne li qual +si chiama Kurdi, valorosissimi huomini et dividono il paese di +questo ill.mo signore in do parti, cominzando da un luogo chiamato +Kirmanchà che va fino a Tauris ch'è sotto alle montagne, et divide +il paese in do parti, da confini dell'Othoman fino a Tauris. Allora +quel signor di Bitelis si rese con tutti li castelli e genti, in +modo che tutto il paese s'è ridotto di questo ill.mo signore, con +assaissime città e tutte ben condizionate, castelli assaissimi, le quali +città e castelli molti ho visti, per essere andà per mezzo del paese di<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +Tauris, e da Tauris ho circondà tutto il paese, come per altre mie +ho scritto a Vostra Serenità.</p> + +<p>Questo illustrissimo signor, se vol, el farà un milion de huomini; +da suoi signori ha una grandissima obbedienza; li principali signori +ha di grazia andare al suo padiglion, avanti al quale stanno +sentadi in terra, et essendo nel padiglion niuno osa parlare, et +il Signor parla, e quel sua ill.ma signoria dice tutti conferma, +et nullo li basta l'animo di dirli contro di quello el dice di che +l'ha un'obbedienza grandissima. Questo campo pare un santuario, +nullo si lamenta. Questo ill.mo signor non ha far altro se non attendere +all'Othoman, perchè da tutte le altre parti l'è benissimo condizionato. +Per tutto questo paese sono Armeni cristiani assaissimi, +fanno chiese a suo piacere, il signore li concede in un luogo chiamato +Galguch sia fatta una chiesa di Nostra Donna in volto: ha coperto +do chiese, una di Simeon Apostolo, l'altra di S. Zuan Battista +con tre cappelle, et li dà il modo di farle al modo italian, e così +hanno fatto.</p> + +<p>Delle sue entrate non posso bene intendere: tol la decima di tutte +le entrade; gli Armeni pagano uno ducato per testa che sono grandissimo +numero. Li signori, a beneplacito di questo signore, li mette +e dismette alle sue zenti e castelli, li quali secondo la signorìa che +hanno, quando il signor li chiama sono obbligati di venir con certo +numero di cavalli et huomini secondo le sue rendite, e così vengono; +le zente d'armi sono pagate a ragion di anno, et hanno le paghe di +mesi sei in mesi sei, et da per homo col cavallo da ducati 40 fin +a 60 secondo li homini, all'anno; et benchè dica, Serenissimo Principe, +che questo illustre signore potrà fare un milione di huomini et +al presente abbia in campo homini 300,000, di questo la non la si meravigli: +perchè come ho detto la lettera di V. Serenità de 9 Fevrer +1473 non fu lettera, ma fu lo Spirito Santo. Questo ill.mo signore +non pretendeva per lui venir zoso, ma andar alla volta di levante; +et ho saputo per buona via da principali signori, che questo illustrissimo +signore, la venuta del veneto ambassador reputava +un sogno, per essere il paese della Signorìa lontanissimo, et +dopo che venne questa santissima lettera, il signore che avea allora +persone 100,000, veduta la ditta lettera, la quale ricevè addì 12 +jugno, si deliberò di venire contro l'Othoman.</p> + +<p>In questi zorni è venuto un ambassator del Soldan a Ongurlu +bei fio di questo ill.mo signore, et al signor Caraman, ad esortar +quelli s'interpona con questo ill.mo signore di far paze col Soldan,<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +e vuol far tutto quello piace a questo ill.mo signore, l'ha mandà al +Soldan un suo ambassatore per questa facenda per quel che mi +dice il Caraman, ma temo la pace non seguirà. Nec alia. Alla grazia +di Vostra Serenità mi raccomando. Data nel felicissimo Campo di +Ussun Cassan in le campagne di Erzignan addì 27 luio 1473. Excellentissimae +Dominationis vestre, Caterinus Zeno.</p> + +<p class="sig"><i>Cronaca Sanudo. Ms. Cicogna.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XII" id="DOC_XII"></a>DOCUMENTO XII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Relazione della battaglia di Terdshan.</i></p> + +<p class="break">Magnifici et generosi domini post commendationem, etc. Le ultime +mie scritte a Vostre Mag. fo de XXVII lujo, per le quali significai a +quelle come questo ill.<span class="supers">mo</span> signore andava in persona a trovar l'Ottoman, +e che non saria tropi zorni che i sariano a le mano. A hora significo +a Vostre Mag. come a dì primo avosto questo ill.<span class="supers">mo</span> signore se acostò +a lo exercito de l'Ottoman, et el detto Ottoman era, con persone da +cavalo e a piedi 150<span class="supers">m</span>, ben in ordene de chari, bombarde e schiopetieri +e fanterie. Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore haveva da persone a chavalo 300<span class="supers">m</span>, +e lasò con el suo chariazo de le done, puti e suo haver, da persone +100<span class="supers">m</span>. El ditto Ottoman visto esserli venuto arente, dubitando, serò +tuto el campo suo con chari e bombarde. Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore commenzò +subito principiar la bataglia, e sempre era vincitor, e fo morto +de l'ottoman Asmorat bassà de la Romania, e Amirbei capetanio de la +Morea fo prexo: l'Ottoman mandò uno suo subaschi a questo signore +per far pace. Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore per niente volse pace, per la fede +el me aveva dado per nome de la nostra Ill.<span class="supers">ma</span> Signoria. Questo signore +mandò Ugurlonbei suo figlio con el signor Charaman de sopra el +campo de l'Ottoman con gran numero di chavali, mandò ancor l'altro +figlio suo nominado Seinel beg da una banda del campo de l'Ottoman +e Bajandur beg dall'altra banda con gran numero de chavali. +Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore romase a lo incontro de sotto da l'Ottoman +con grande exercito, in modo che lo exercito de l'Ottoman era +tuto circondà da la zente de questo ill.<span class="supers">mo</span> signore. Questo ill.<span class="supers">mo</span> +signore voleva strenzer l'Ottoman; l'Ottoman vedendose circondà +cercava de voler con lo exercito fuzir, e mosesi per do fiade.<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +A dì X volendo fuzir l'Ottoman, questo ill.<span class="supers">mo</span> signore volonteroso de +esser a le mano in questo dì X, a hora de nona montò a chavalo, e +commenzò ad intrar contra l'Ottomano e sempre venzando, et essendo +l'Ottoman in fuga, fono da una parte e dall'altra molti et assaissimi +morti, e per questo ill.<span class="supers">mo</span> signore fo presi de quelli dell'Ottoman e +morto Duranamet fio de Amirbei capetanio de la Morea, Agybey, +Cuzuxenan, Penzin, Enzingalar, uno principal signore haveva l'Ottoman +in Constantinopoli è stato morto, el qual era christiano et al +fradel de Mamut bassà, tutti i soprascripti grandissimi capetanj frambulari +da 50; e accostandose questo ill.<span class="supers">mo</span> signore a li chari de l'Ottoman, +l'Ottoman comenzò a cargar a dosso a questo ill.<span class="supers">mo</span> signore +con bombarde, spingarde e con molta fantaria, con schiopeti in modo +che le zenti de questo ill.<span class="supers">mo</span> signore comenzò fuzir. Intanto che tuti +fuzino, et lassono tuti i pavioni e gambeli, i quali fono tuti tolti per +quelli de l'Ottoman, e tuto el bazaro, e questo campo fo rotto. Mi che +sempre seguiva el signore, miracolosamente Dio per sua misericordia +me ha salvà, al qual rendo immortalissime gratie. Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore +fuzì e tute le sue zente per le montagne, e tuti son reduti dove i lassorno +i pavioni de le loro done, puti e suo haver. El signore è salvo, +e do suo fioli e el signore Charaman e Baiandurbey.</p> + +<p>Non par da conto de questo ill.<span class="supers">mo</span> signore sia manchà alcuno, tute +le zente sono redute. Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore è in pè, e su la reputation +e non par rotto. L'ha mandà in Syras che è mexe uno de zornade +sopra Tauris per el fiol grande, el qual è potentissimo, chel debi +vignir zoso con tuto el suo poder, et ha fatto commandamento per +tuti suoi luoghi che tuti se meta in ordene. Questo ill.<span class="supers">mo</span> signore va +ordenando el paexe suo, e va verso Tauris, e dice che a tempo novo +el vol andar contra l'Ottoman, el qual torna nel suo paexe.</p> + +<p>A dì VII de questo, vene in campo do ambassadori del serenissimo +signor re de Hungaria, con i qual fui a la presentia de questo +ill.<span class="supers">mo</span> signore, et udita la sua ambassada, dissi a la sua ill.<span class="supers">ma</span> signorìa +voleva mandar uno mio homo a la mag. del capetanio zeneral, e +quel piacesse commandar a sua ill.<span class="supers">ma</span> signoria che la commandasse. +Sua serenità me disse non mandar el tuo homo, ma voglio tu vadi da +la to ill.<span class="supers">ma</span> signoria insieme con questi ambassadori del serenissimo +re de Hungaria. Mi come tuti i miei sano, haveva deliberado remagnir +infina uno altro anno ad intender e veder quello era per far questo +ill.<span class="supers">mo</span> signore. Habiandome dà licentia questo signore non posso +far manco de non me partir, et in nel nome di Dio, con questi +mag. ambassadori del re de Hungaria torò el mio chamin. Priego<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +Dio me condugi a Venexia a salvamento per seguir mio debito ho +scripto questa a Vostre Mag. aziò quelle de tuto sia informade de +quanto è seguido. Priego Vostre Mag. a tutti me arecomandati. — Nec +alia. — Data nel campo de Ussun Cassan zornade quatro lonzi +d'Erzingan die XVIII, Augusti MCCCCLXXIII.</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Catharinus Geno</span> <i>Orator</i>.</p> + +<p class="date"><i>A latere:</i></p> + +<p>Magnificis et generosis viris, dominis Petro Mozenico procuratori, +capit. generali maris, ac provisoribus classis, nec non Josaphat Barbaro +oratori Ill.mi DD. Venetiarum ad Ill.mum D. Ussonum Cassanum +dignissimis.</p> + +<p class="sig"><i>Dai Codici Foscarini.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XIII" id="DOC_XIII"></a>DOCUMENTO XIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">† <i>Jesus MCCCCLXXIII die XVI Octobris in civitate Caffe.</i></p> + +<p>In nomine Domini amen. Haec est quaedam tranlatio de lingua +persica in lingua latina seu italica, cuiusdam literae magni et potentissimi +Assanbech, directe ill. dominationi venetiarum, translata de +dictis linguis vid. arabica et persica in idiomate italico, de mandato +spectabilis domini Christophori de Calle, honor. consulis mercatorum +venetorum in civitate Caffe. Instante ac requirente magnifico domino +Catarino Zeno veneto oratore Ill. D. Venet. ad prefactum dominum +Assanbech ac oratore prefacti domini Assanbech ad Summum Pontificem, +ad Ser.mum imperatorem Romanorum, ad Ser.mum Ferdinandum +regem Siciliae, ad Ser.mum dominum Cassimirum regem +Poloniae, ser. D. Mattiam regem Hungariae, nec non ad prefactum +Ill.mum dominum Venetiarum per me Constantinum de Sarra artium +liberalium magistrum, et specialiter ad hoc negotium cancellarium +electum per prefactum dominum consulem, tamquam suum confidentem, +de verbo ad verbum et verbum pro verbo, nihil addito vel +mutato quod mutet sensum, aut variet intellectum, nisi forte forent +alique dictione in illis linguis: quae per propriam italicam dictionem +non possent transferre, quas dictiones exposui pro propinquiorem<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +dictionem, quae potuit confirmari tali arabicae, sive persicae dictioni. +Quae translatio facta fuit interpretante Choza Goli armeno docto viro +et perito in dictis linguis, ipso interpretante et me transferrente mediante +patre Giorgio de ordine unitorum perito in lingua armenica et +tartarica, verba illa mihi exponenti in lingua italica.</p> + +<p>Et q. littera habet signa sex rotunda, videlicet unum in fine +litterae a parte interiori et reliqua quinq. etiam in fine litterae a parte +exteriori.</p> + +<p>Quae translatio talis est, scripta tamen per alium mihi confidentem.</p> + +<p>In nomine omnipotentis Dei, <i>litteris aureis</i>.</p> + +<p>Unus Deus, <i>litteris aureis</i>. Haec sunt verba risplendentis atque fortissimis +Assan, <i>litteris nigris</i>.</p> + +<p>Grandissimo honorandissimo Gran Signor, Signor de grandi Signori, +relucentissimo signor Sultan su la fede christiana Nicola Tron doxe +di Venexia, cum la man a la gola me inchino e a le bone parole non +torno in driedo: ma anchora me inchino. — Ahora ve fasso assaper +come sultan Othoman per mal far vegniva suxo el mio paese: e l'è vegnudo +a le contrade de Erzingan; et nui a pocho a pocho semo venuti +al intorno del detto Erzingan. Pochi delli nostri huomeni sono scontradi +cum quelli a volto a volto: cum la nostra benediction adosso i +nostri nemici li avemo superati de cinquanta sei milia homeni de quelle +dell'Othoman avemo tagliati a pezzi, et cento e cinquanta subaschi et +trentacinque capitanii grandi havemo prexi vivi. Dentro de questi xe +Absmorat. L'Othoman de queste cose ha fatto gran pensamento, et +tuto intorno avea facto fossi, et haveva grande pensier: el fundamento +so è de gran signor. Ma alquanto sono tornado in driedo, et quelo +l'altro zorno è tornado in driedo a la parte del so paese ha dato, el +suo volto, et nui asì havemo seguido driedo. Tanto havemo seguido +apresso che presto l'è uscito fuora del nostro paese. Da poi alquanti +zorni andassimo alla volta della caza et andar a tanfaruzo per el tornar +fece indriedo queli, havemo cavalcado, et una parte dei miei huomeni +senza la mia parola cazete intorno de quelli et fece battaglia. Pocho +de rota n'ha facto mancamento come cossa fortuita. I Othomani de +simil cossa se han fatto per lor grande favore et nome. Et sono +tornadi indriedo. Nui semo in riposo in nostro paexe in paze. Dentro +el mio spirito zorno et nocte è che questo primo tempo, cum la vostra +union et con la volontà de Dio, cavalcheremo addosso a l'Othoman, +et non sapiate altramente perchè questo è el mio voler. Io ho +manda sul mio paexe Irach, Fars, sin a la porta de Condustam, +e mio paexe Taharsam, Masanderam, Ghilam, Sarahath, Aderbigian,<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +Bagdad. Questi tutti miei paexi et in tuti miei luoghi dove sono zente +d'arme, e quando comandarò tuti serano a mi. Sapiè non sarà altramente. +Bixogna queste cose non metter in dubio, perchè la mia parola +xe una, e la vostra disposition senza falo avviseme, et che le vostre +lettere no manchi, de quel vui deliberè et che me fassa assaver, che +non manchi che li vostri homeni venga a mi de continuo et d'ogni +cossa savarè de Catharin Zen ambassador. Data a la nostra porta dei +primo lune mensis augusti MCCCCLXXIII.</p> + +<p>Nos Christophorus Calle per la nostra S. S. de Venexia consolo in +la presente Città de Caffa de la prenominata inclita natione, affirmamus +omnia suprascrita; et ad robur omnium premissorum vissimus has +sigillo gloriosi evangelistae Sancti Marci impressione muniri manu +propria.</p> + +<p>Ego Constantius de Sarra, artium liberalium magister et pubblicus +imperiali autoritate notarius, tamquam confidens praefacti domini consulis, +suprascriptam literam transtulit ut supra, et ad veritate proemissorum, +signum meum notarj apposui consuetum.</p> + +<p class="sig"><i>Commemoriale XVI, p. 27. Arch. ven. gen.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XIV" id="DOC_XIV"></a>DOCUMENTO XIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>1474, 11 Febbraio. Commissione ad Ambrogio Contarini, +ambasciatore veneto in Persia.</i></p> + +<p class="break">Nicolaus Marcellus Dei gratia dux Ventiarum etc. — Comittimo a ti, +nobel homo Ambrosio Contareno dilecto cittadin et fedel nostro, +che tu vadi ambassador nostro al illustrissimo signor Uxon Cassan, +et quanto più presto te sia possibile per via de terra vadi a Caffa +e di lì passi el mar Mazor e desmonti in quel luogo che tu intenderai +esser più apto e più vicino a le provincie et dominio del prefacto +illustrissimo signor.</p> + +<p>La via toa de qui a Caffa zudegemo più segura per Polonia, per +esser le provincie più pachate, et anche perchè cum el favor de quel +serenissimo signor re del paexe suo fino a Caffa sarà più tuto l'andar<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +tuo, et in la terra propria più riguardado et reservado che altramente +per la autorità et reverentia ha sua maestà et per lo paexe è +in la terra.</p> + +<p>Zonto adunque in Polonia te conferirai a quella città o luogo dove +intenderai esser la regia sublimità, a la qual te presenterai e porte +le nostre lettere de credenza e fate le consuete et observante salutation +et offerte, et prexentato el don et prexente li mandemo per +ti, dirai a la maestà predicta ti esser mandato da nui per esser al +cospecto del soprascripto illustrissimo signor per animarlo, persuaderlo, +et ridurlo a l'imprexa contra el Turcho, come coloro che cum +tuti i nostri pensieri e forze ricerchemo la liberazion de la fede et +religion christiana dal pericolo de questo immanissimo inimico di +Christo, et non cognoscemo niun più accomodato rimedio che la +ritornata del soprascripto potentissimo signor a l'imprexa, el qual +ritornando serà a christiani facil cosa spinzerlo de l'Europa, et molto +più facile al soprascripto signor opprimerlo in l'Asia, et per questo +modo liberar el mondo de questa peste et pernicie. Et sapendo nui +la autorità e reverentia grande che necessariamente ha la prefacta +regia sublimità, cussì per tuto el paexe fino a Caffa come anche in +la terra propria, et ricordevoli de la singolar benevolentia et amor +che dicta maestà ci porta et de la observantia et culto nostro in +quella, havemo prexo questa confidentia de mandarte a la presentia +soa e richieder e pregarla che in beneficio de le cosse christiane +et in nostra precipua complacentia el te faci accompagnar et scorzer +fino a quella città, et per mezo de suo proprio nuntio o letere +efficacissime, anche in quella, et al passar de lì te presti ogni possibel +favor et ajuto, declarando ti esser suo proprio ambassador mandato +per sua regia sublimità al predicto potentissimo signor, la +qual cosa a ti sarà de grandissimo comodo et segurtà et a la maestà +predicta non potrà esser se non grandemente honorevole.</p> + +<p>Impetrato adonque tutto quello favor e de quella qualità potrai obtener, +spazandote prestissimamente de Polonia prosiegui el tuo cammino +a Caffa, e de li oltramar, nel qual passazo e camino non te +demo più uno comandamento che un altro, perchè bixogna che per +zornata tu prendi i partiti siano a più tuo seguro, et anche prestissimo +andar per ritrovarte a la presentia del soprascripto potente +signor. Nui te dicemo de Caffa e de passar al mar perchè existimemo +che tal via et transito sia apto et idoneo per information havemo, +ma se alguno miglior partito te occorresse o per ricordo et favor +del soprascripto serenissimo signor re, o altramente, volemo che<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +sia però in tua libertà prender quel partito sia più accomodato +presto e seguro, perchè el nostro final desiderio è che tu gli vadi, e +sia per qual via se vogli, pur che là te conduchi.</p> + +<p>Et per tuo avixo nui havemo mandato per quella propria via el +prudente cittadin nostro Polo Ognibene, et havemo indrizzato a la +prefata maestà sua cum prexente de uno cavezo de panno d'oro in +restagno molto bello, de braza..... Investiga cum diligentia et anche +modestia sel dicto Polo è capitato e fato el prexente nostro, e come +in tute cosse lui ha facto et obtenuto da quel serenissimo signor re, +ogni cosa potrai dimandar apertamente et a la maestà predecta et ad +altri; ma del presente fa de intenderlo quanto più cautamente et +honestamente poi, et danne avixo de tuto e del dì del suo partir de lì +per Caffa, e cusì del tuo zonzer come anche del partir tuo.</p> + +<p>L'unico nostro pensiero et desiderio è che lo illustrissimo signor +Usson Cassan ritorni questo anno o quanto più prestamente sia possibile +a l'impresa contra el Turcho, e questa è la principal causa +de l'andata toa et del mandar anche de tuti altri messi et letere nostre; +et prima chel seguisse la bataglia fra el prefacto excellentissimo +signor et el Turcho, pur per tenerlo suxo l'impresa li mandasemo el +nobel homo Josaphat Barbaro cum prexenti e munition, el qual non +ha mai per la via de la Sorìa potuto passar, et anchora se ritrova in +Cypro cum tute le soprascripte prexenti e munition.</p> + +<p>Zonto adonque in cospecto del soprascripto potentissimo signor, li +presenterai le letere a lui directive che sono narrative de tuto questo +proprio effecto, et in fine la credentiale in toa persona come nostro +ambassador come per la copia la qual te havemo facto dar vedrai, et +volemo che quelle te siano instruction e doctrina al suader el soprascripto +ill.mo signor la ritornata et prosecution de la gloriosa impresa +soa, dichiarandoli veramente per esse letere la singular fama et immortal +gloria acquistata per lui per la mossa et magnanima imprexa +soa predicta, la facilità de la oppression de lo inimicho, li singular et +inenarabel beneficij lui ne ha a ricever, la necessità grande del proseguirla, +et de accelerarla per non dar a lo inimicho de riposo et +de reassumer le forze, perchè più duro e più difficile sarìa poi el +vincerlo. Et cum tutte quelle raxon che in dicte letere se contien, +da poi facte le conveniente salutation cum le parole e modi se serve +cum tal signor, procurerai cum ogni tuo ingegno, studio e diligentia, +chel prefato signor per ogni modo questo anno se movi e torni +a l'imprexa, che impossibel è che l'inimicho se li opponi per esser +stato da lui grandemente frachassato et morto el fior de la zente sue,<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +et impoverito et desperato tuto el suo paexe. La qual cossa cognoscendo +tutti li principi christiani sono tuti erecti et aspectano la fama +de la ritornata del soprascripto ill.mo signor a l'imprexa per spingerlo +et opprimerlo ognuno dal canto suo, et a questo nui continuamente +li tenimo inanemati et solicitati per nostri messi et ambassadori. +Nui veramente cum l'armata nostra più instructa che mai, +cum tute nostre munition et instrumenti bellici mandati l'anno passato +et che da novo nui manderemo saremo molto per tempo a quelle +marine o dove intenderemo drezarse el soprascripto illustrissimo signor, +per poterli porzer non solamente in mare, ma anche in terra i +favori nostri. Al qual etiam dichiarerai che cum i nostri presidii +seranno anche quelli del serenissimo signor re Ferdinando nostro +confederato, come dal suo ambassador quello intenderà, et similiter +el summo pontefice et cum le proprie forze et cum el concitar e mover +tutti cristiani in forma che non si po nè creder nè stimar altramente, +ma che tranne lo inimicho per ogni modo habia ad esser +preda et triumpho de quel sublime signor, a chi Dio per suo iusticia +et singular bontà et virtù ha per ogni modo promissa questa glorioxa +victoria in exaltation soa et in vendeta de tante tirannie, oppression et +crudeltà commesse et che ogni dì commette el predicto inimicho. +Tute queste cosse e de le altre più difuxamente narremo in dicte +letere che in questa commission, tu le anderai amplificando a tuo +proposito per persuadere et indur dicto potentissimo signor a l'imprexa. +Questo è in effecto, quello nui desideremo et cerchemo come +cossa sopra tutte altre salutar al soprascritto ill.mo signor et a nui, +però tu niente lassa intentato et non cerchato dicto o facto, che +per ti far sia possibile per obtener quanto di sopra te imponemo.</p> + +<p>El serenissimo signor re Ferando nostro confederato manda anche +lui el magnifico cavalier misser Lanciloto.... zentilomo napoletano, +costumata e virtuoxa persona, suo ambassador al soprascripto +signor illustrissimo, cum lo qual tu hai qui conferito, cercha la via e +modo de lo securo e presto andar vostro o divixi per diverse vie, o +in diversi zorni, o uniti parte, e parte divixi, che de questo lassamo +a vui prender el miglior partito. Ma zonti ambidui cum la gratia de +Dio in corte del soprascripto ill.mo signor conferirete insieme, et +insieme tuto procurarete et farete unita et conformamente per nome +de ambeduo i signori vostri, azò in ogni andamento vostro et opera +apparati et siati conformi et uniti. E se tu zonzesti prima che lui, +avixane el soprascripto illustrissimo signor de la venuta del soprascripto +ambassador, e cusì cum lui intendeti de qui, che zonzendo lui<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span> +prima, ne avixi dicto signor de la toa venuta del compagno, el qual +venuto moltiplichi poi l'instantia et efficacia de compagnia.</p> + +<p>Et ex nunc captum sit quod presens commissio ante discessum +oratoris ostendatur oratori regio, sicut de commissione ser Josaphat +Barbaro factum fuit cum altero oratore regio et oratore summi pontificis.</p> + +<p>Del nobel homo Catharin Zen el qual da poi partito da quello illustrissimo +signor è zonto a Caffa niente più avemo sentito de lui, +per el che non semo senza qualche dubio de la persona soa, impossibel +è che tu per strada o non lo scontri se è sano e libero, o veramente +in Polonia non senti da lui qualche cosa, o almancho in Caffa +dove pur è zonto. Se tu lo scontri per ventura, informate da lui de +ogni cossa necessaria perchè meglio sappi quanto tu hai a far per bona +e votiva execution de i nostri comandamenti, et anche del tuo cammino +qual quelo habi ad esser da Caffa in là, informati molto bene. E +zonto al signor Usson dali avixo che al tuo partir decto ser Catarin +non era zonto a nui e cusì havendo de lui sentito o non sentito cossa +alguna, avixane la sua sublimità, perchè se forse non li respondesamo +a qualche particularità commessa da esserne riferita per decto ser +Catharin, essa celsitudine non prendi admiration o sdegno. Et anche +avixa esso ill.mo signor, che algune lettere che da Caffa, el predecto +ser Catharin ne scriveva mandate per lui per via de Costantinopoli +a la mano del capitanio nostro zeneral da mar et per lui a nui, +in mar sono perite cum el grippo, sì che nui semo rimasti senza desiderata +information de quelle cosse.</p> + +<p>El potria occorrer, che insieme cum ti se ritrovasse el nobel homo +Josaphat Barbaro, et qualchun altro nostro zentiluomo mandato per +la via de Sorìa, et anche Polo Ogniben che nui havemo intitulato +nostro secretario. Ritrovandote cum questi o cum alguno de loro, +conferite insieme et habiatevi ambassadori per ambassadori, et Polo +in suo grado, et unitamente fate quello se convien, sì che tutti appariate +como sete mandati da uno instesso signor et per una instessa +cossa, per ben de la materia et per più honor nostro, et per quanto +aveti chara la gratia nostra, non mostrate fra vui algun segno de discordantia. +I messi anche che nui havemo mandati Martin Pin e uno +Polo albanexe et altri mandati per el capitanio nostro zeneral cum +letere de simel consonantia al soprascripto signor, habiatili e tractatili +per nostri nuntii, et expediteli a nui cum vostre lettere, separati +l'uno da l'altro et per diverse vie.</p> + +<p>Oltra questi o se questi non fusseno capitati, spazatene de li altri<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +et siate <a name="tn144" id="tn144"></a>solicitissimi in scriverne e de ogni successo distincto avixo +per ogni via, e de Sorìa e de Charmania, et per ogni altra via, +e non guardate a sparagno nè de persone nè di dinari, che ben sapete +el desiderio nostro de esser cum diligentia et frequentia avixati +de ogni deliberation et progresso del soprascritto excellentissimo +signor.</p> + +<p>Visiterai quando potrai anche quello excellentissimo signor la moglie +la despina, la qual intendemo esser in gratia sopra ogni altra +persona del soprascripto signor, et ha cauxa de esser implacabel inimicha +del turco per la morte del padre e spoliation del sangue suo +del suo stato et imperio de Trapexonda. E come nui intendiamo, che +è optima christiana e sempre a nui ha mostrato benivolentia et amor, +messedando tuti questi respecti et cauxe ad insieme, et presertim le +proprie soe e le christiane, procura de inflamarla in questa opinion +et voler chel soprascritto illustrissimo signor prosiegui la comenzata +imprexa, et possi dir victoria soa, perchè reducto lo inimicho +ne i termini presenti se li po ben dir esser vincto e superato.</p> + +<p>I figlioli del soprascripto illustrissimo signor similiter visiterai, +e dextra et acconzamente a chiascun de loro ricorda conforta e +suadi chel signor suo padre proseguì l'imprexa soa, et dimostra +anche a loro la facilità e certezza de la victoria, la necessità che +li de' indur a cusì desiderar i fructi inenarabili non solamente cum +amplication del stato e dominio che è guadagno, ma cum stabilimento +de quello già possedono et dominano, che è segurtà e <a name="tn144a" id="tn144a"></a>conservation +del proprio imperio, che vivendo el Turco e rassumendo per +riposo le forze, sempre sarà da lui insidiato e cercato de poner in +periculo.</p> + +<p>Cum el signor Caraman e cum quelli altri signori se ritroverano +in corte de quel signor, cazati per lo Turcho fa anche assiduamente +l'officio, inanimali e solicitali, che questa prexente occaxion non si +perdi, mostrando anche a loro la facilità anzi certeza de la victoria.</p> + +<p>Serenissimo autem domino regi Poloniae mittantur dono per eundem +oratorem brachia XVI campi auri pulcherimi, ducat. circa X +pro quolibet brachio, sicut melius fieri per deputandos ab collegio +videbitur.</p> + +<p>Spazata questa commission toa, l'è zonta una nave da Caffa per +la qual havemo ricevuto le copie de le letere che quello illustrissimo +signor ne scrive, e quelle lui scrive al papa e al re, et havemo +intexo la cauxa de la indugia de Catarin in Caffa, el al soprascripto +potentissimo signor havemo per più vie risposto a dicte<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +suo letere et per ti anche replichemo quelle instesse, et havemoti +fato dar una copia per che ti anche oltra la letera exponi et operi +quello medesimo. Et quello più oltra sentirai in camino de dicto +Caterin, ne avixerai come de sopra havemo dicto el soprascripto +excellentissimo signor.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">147</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">0</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXVI.</i> Cornet, op. cit.</p> + +<h3><a name="DOC_XV" id="DOC_XV"></a>DOCUMENTO XV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1473. Die 11 Februarij.<br /> +<br /> +<i>Comissione segreta ad Ambrogio Contarini.</i><br /> +<br /><br /> +<i>Ser Ambrosio Contareno +oratori ad illustrissimum dominum Ussonum Cassanum.</i></p> + +<p class="break">Per la patente tua commission te havemo imposto quello che generalmente +rechiede la materia e che se convien a la comunication havrai +a far cum l'ambassador regio. Qui nui te parleremo alquanto più particularmente +cussì de la guerra come de la pace, et è nostra intention +che tutto questo appresso de ti sia secretissimo per quella forma +te sarà comandato, zoè che prima che tu parti de Italia, tu impari +molto ben e tengi a memoria cum quelli contrasegni e zifre parerà +a ti, questo foglio in tutto brusi et consumi, sì che mai possi esser +veduto per alguno.</p> + +<p>Existimando nui questo anno passato, che quello serenissimo signor +fusse per intrar in la Natolia et venir a la extintion del Othoman, +havevamo dato comandamento al capitanio nostro zeneral da mar, +che cum tuta l'armata vigoroxamente intrasse nel Streto e penetrasse +fino a Costantinopoli mettendo a focho e consumando tuto da l'una +e dal altra ripa, per el che seria stata forza a lo inimico remandar<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +bona parte de le gente suo a difexa de la propria caxa et sedia soa, +e tanto serìa stato mancho potente contra al potentissimo exercito +de la soa sublimità, cum grandissima confusion et perturbation de +tuto el stato suo, per la intersecation e division de ogni comodità sì +de victuarie, come de ogni altra cossa de la Grecia in la Natolia, et cum +certo sollevamento et rebellion de molte sue provincie e luoghi de la +banda de la Grecia che poteria facilmente esser la ultima ruina de +tuto el stato suo in l'una et in l'altra provincia.</p> + +<p>Intexo dapoi per letere del nobel homo Catarin Zen nostro ambassador, +quello excellentissimo signor haver facto altra deliberation +e drizarsi ad altro cammino, aviassemo cum celerità verso le marine +del Caraman le munition, artiglierie et homeni al manizarle experti, +richiesti per soa celsitudine, le qual ancora se ritrovano in +Cypro et ritrovase anche l'ambassador nostro cum i presenti che nui +mandèmo per honorar sua illustrissima signoria.</p> + +<p>El capitanio veramento nostro che come havemo dicto aspectava +de intrar in Strecto, havendo da nui oltra el primo quello anche reservato +et exceptivo comandamento de far in tuto e per tuto quanto +comanderia quel potentissimo signor, havendo ricevuto lettere dal +signor Caraman et cussì da ser Catarin Zen nostro ambassador, che +dichiariva la intention et voler del soprascripto illustrissimo signor +esser, che cum l'armada se conferisse a le marine del predecto signor +Caraman et quello aiutasse a lo acquisto del suo stato, cussì +fece conferendosi lì cum l'armata e tute munition, et acquistò et restituì +a quel signor quelle castelle et luoghi sape (che sa) la sublimità +sopradicta, aspectando sempre la venuta de quella o de la scorta per +assegurarli et assignarli le artigliarie predicte, e lo ambassador nostro +per venir a la presentia soa per honorar quello come desideriamo.</p> + +<p>Successe, stando in questa expectatione, la battaglia fra la celsitudine +soa et l'Othoman, per la qual è lo inimicho reducto in grandissimo +extermio, licenziate le reliquie del suo esercito, le qual non ponno +non confessar la loro extrema et incedibel strage e ruina, e ritrovase +el paexe et dominio suo desperato et consumato et cum continua +angossa e paura della ritornata a suo ultimo excidio del soprascripto +illustrissimo signor.</p> + +<p>Queste cosse volemo che tu dichiari a do fini: l'uno perchè questo +passato anno dicto illustrissimo signor intendi et cognossi el vero +successo de le cosse dal canto nostro e de la speranza conceputa per +lui de i presidij nostri, se reputi satisfacto da nui et siane anche<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +certo in lo avenire per ogni imprexa che la soa subblimità deliberi +prender.</p> + +<p>L'è ben vero che per lo desiderio nostro vossamo (vorremmo) +e judichemo sarìa più in proposito proseguir totis viribus contra +l'Othoman, soa sublimità per terra, e nui nel Streto come de sopra +havemo dicto, che come havemo già dicto è pessimamente conditionato, +per non aspectar che cum el tempo si resumi e fortifichi, perchè +vincto et estincto costui, niuna più difficultà resta ad esso eccellentissimo +signor a la monarchia de tuta l'Asia. Ma quando pur +sua celsitudine a la Sorìa più presto fosse disposta per parerli più +facilitar et meglio disponer l'impresa nostra contra l'Othoman el qual +per niente è da lassar in riposo, dichiarali anche che ad essa imprexa +lui è per haver niente mancho l'armata, munition, favori et presidii +nostri tuti, come de coloro che cum sua sublimità se reputemo +conjuncti et uniti in partecipation de ogni <a name="tn147" id="tn147"></a>fortuna.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">50</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">13</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">6</td> + </tr> +</table> + +<p class="center pad4"><i>Aggiunta proposta dai savi agli ordini.</i></p> + +<p>Se per ventura tu ritrovassi el soprascripto illustrissimo signor +suspexo e tardo al moversi et presertim contra l'Othoman, e le raxon +già dicte de la facilità, utilità, gloria et necessità non lo persuadesse, +et anche per se medesimo a l'imprexa de la Sorìa ti paresse star in +dubio, perchè essendone per se incitado et volunteroxo basta che tu +l'offerischi quanto de sopra havemo dicto, in tal caxo per persuaderlo +e moverlo per qualche modo, facta ogni experientia de la Natolia, +e non si movando, tu suadili la Sorìa reame di tante victualie, +intrade e tute altre commodità inenarabile, al vincer veramente +niuna difficultà, domata continuamente et desiderata per lo inimico, +la qual unita ale forze del soprascripto illustrissimo signor insuperabile +per se medesime, et havendo in sua disposizione el mare per +mezo de l'armata nostra, per lo qual po' ricever soa sublimità ogni +necessario favore e lo inimico ogni danno et ogni disconzo, come +questi do superior anni per nui soli li avemo facto, cossa indubitatissima<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span> +è che l'Othoman in spacio brevissimo et senza difficultà +convegni esser per se medesimo suppresso et extincto et quello +excellentissimo signor libero dominator de tuto.</p> + +<p>Queste cosse proponile, et sforzate de farle molto ben gustar et +intender, che o per l'una o per l'altra de queste imprexe la sublimità +predicta se movi, l'una vincta, l'altra è necessariamente obtenuta, +e non può fallir che cussì non sia. Tutto consiste nel celere +moto de quel signor, essendo tutte cosse al suo favor disposte più +che mai fusseno o potesseno esser per le allegate raxon: si che venendo +non gli è dubietà e difficultà alcuna, che soa celsitudine non +abbia ad esser el secondo Alessandro, et lassar in simel stato la soa +posterità.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">74.</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXVI.</i> Cornet, op. cit.</p> + +<h3><a name="DOC_XVI" id="DOC_XVI"></a>DOCUMENTO XVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Altri punti segreti ad Ambrogio Contarini.</i> — 1473, 11 Febbraio.</p> + +<div class="blockquot"><p>Capitulum distincte scribendum et imponendum oratori secretius +una cum aliis secretioribus et non comunicandum cum regio +oratore.</p></div> + +<p class="break">Se tu sentisti o nel tuo zorzer o da poi alguna practica tractamento +o mention de pace o triegua fra el prefato illustrissimo signor +et il signor Turcho, tu quella dessuadi et desturba quanto più tu +poi, ricordando el pericolo che per tal pace e triegua po adevenir +al stato del soprascripto illustrissimo signor, perchè per quelle si +dà tempo e commodità a lo inimico de reassumer le forze al presente +debilitate et exauste, e de offender et opprimer, dove hora po +senza molta difficultà esser lui offeso et oppresso. Ricorda tuti i +regni e provincie lui ha occupato, esser occupati per questi mezi +de ritrovar condition de pace o triegua quando lui è stato da la +parte del desavantazo come hora è, et instaurate le forze, non ha<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span> +servato mai fede ad alguno, et però non è da esserli dato tempo +nè riposo. Ma questo è el tracto e la occasion de estinguerlo et +assecurarse in perpetuo de sue avare et pericolose condition et +voglie. Se veramente facta per ti ogni possibel experientia e conato +de disuader et romper ogni simel practica, e te accorzesti l'animo +del soprascripto illustrissimo signor inrevocabiliter a lo acordo +esser disposto, in questo caxo perche semo certissimi che quello +excellentissimo signor vorà dicto accordo cum ogni avantazo et +segure condition et deturbation de la potentia de lo inimico e vorà +che a lui sia restituito Trapesunda, et al Caraman et ad altri signori +spogliati e cazati del stato loro, per nui tu anche ricorda e dimanda +chel ne sia restituito Negroponte nostro et Argos, o almancho +Negroponte non possendo obtenir tuti do, dechiarando a quello +excellentissimo signor l'importantia de l'ixola predicta per le cosse +da mar, la qual essendo in nostra podestà, sempre tute quelle forze +maritime sono ad ogni proposito commodità et voglia de esso excellentissimo +signor cum singular sua gloria et exaltation. Fa adunque +quanto tu poi et sai, che venendosi a pace o accordo quello sia cum +li soprascripti avantazi. Da poi facto ogni cossa, se pur pace o +triegua hano necessariamente a seguir a chavo a chavo senza avantazi, +procura anche che in quelle insieme cum el serenissimo signor +re Ferando siamo nominati comprexi et inclusi per la parte del +soprascripto exellentissimo signor, come suo confederati et partecipi +cusì della guerra come de la pace e de ogni altra sorte d'acordo, +insieme cum li adherenti e recomandati nostri e de chiaschun de +nui. Ma questa sia l'ultima cossa che tu dimandi e cerchi, dapoi che +tentato ogni cossa per ti non fosse possibel far altramente. Et se al +tuo zonzer la pace per ventura fosse facta o triegua ne le qual de +nuj doi non fosse sta facta mention, tu modestamente recorda la +conjunction et union nostra e la nostra constantia et refuto facto +de ogni pace offertane da lo inimicho e fede et speranza nostra in +soa sublimità, a qual tu pregherai che in dicta pace o triegua ce +vogli includer cum quanta miglior condition sia possibile, purchè +cum soa sublimità in ogni condition o fortuna siamo uniti, insieme +cum i nostri.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">147</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">0</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Secreta XXVI.</i> Cornet, op. cit.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XVII" id="DOC_XVII"></a>DOCUMENTO XVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Carteggio del veneto segretario Giovanni Dario, +spedito in Persia dal bailo a Costantinopoli, nel 1485.</i></p> + +<p class="break">Magnifice et generose Domine. Partecipo a Vostra Magnificenza, +come ho già fatto con altra lettera che mandai al console nostro in +Adrianopoli, che questa mattina fu fata porta solenne per accettar +l'ambasciatore del soldano, e anche io andai per vedere cose nuove, +e subito presentandomi in quel cerchio che era intorno li signori, +per sua grazia mi fecero chiamare e sentare sopra uno scagno incontro +di loro, arente i defterdari, e venne da mi un ambasciatore di +questi Ungheri, che venne ultimamente con una bella compagnia +alla quale mandarono un tappeto fuora del pavion. E poi per buon +spazio cominciarono a venire li presenti del sultano, e fu in prima: +un animale grande come un lion con varie macchie, negro del capo +fino alla coda, che era una terribilità a vederlo; di poi vennero sei +corsieri bellissimi, el primo con una sella e briglia d'oro e con barda +di lame all'azimesca, e i altri corsieri poi disfornidi. Drio vennero +tre cammelli corridori con tre selle e cossinelli di panno di seta, e +coverte a lor modo; e drio di questi vennero presenti minudi: tre +pappagalli bellissimi con gabbie, e quattro garzoni eunuchi neri, e +due spade fornide e quattro disfornie. Doi mazze di ferro bellissime, +doi accette con la cima un suo fornimento, elmi, brochieri di +azzal, e drio questo furono molte selle, sanibaffi, centure, lizari, +panni di seda che in verità a doi pezze per uomo erano più di ottanta +per sorte che le portavano. Dietro li presenti venne l'ambasciatore +con una berretta in testa e una veste damaschina verde e le +maniche di ricamo d'oro, e tutta la sua schiena fino in terra era +coperta di zibellini. E subito ch'el se appresentò in quel cerchio li +signori uscirono dal pavione con loro seguito e li andarono incontro; +dopo la salutatione lo menarono sotto il pavione, ed essendo +di sotto il Daut bassà, ed in mezzo agli altri sentati, e +ragionando per buon pezzo furono chiamati dal signore e andarono<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span> +li tre bassà con l'ambasciatore e quel suo dottor grande che venne +di Costantinopoli. Et entradi dal signore, stettero manco de un +quarto d'ora ed escirono fuori, e tornarono a sentare sotto il pavione, +e portarono fuori un gran rotolo di scritture, le quali fecero +tagliare, e le lesse il dottor grande, e fu lunghissima lettura.</p> + +<p>Da poi letto, portarono il desinare e messe molte vivande davanti +li bassà e altri che sentavano con loro. Da poi il desinare fu messo +avanti li defterdari e da poi furono messi otto piatti di porcellana +avanti di me con diverse cose. E chiamato lo ambasciatore unghero, +sedette sotto di me e mangiassimo di quel che vi era cadauno. +Levati i piatti vennero i deputati e dissero all'ambasciatore unghero +ch'el tornasse fora al suo primo luogo, e così fece, ed ebbe del sole +quanto ne ha voluto, ed io rimasi sopra il mio scagno, ed ogni +uomo ha giudicato che la persona mia sia stata molto onorata in +questa giornata alla corte. E Dio sia di tutto ringraziato.</p> + +<p>Domani si dice che anderà l'ambasciatore d'India, ed io faccio +conto di riposare. Ma Luca Sofrano, portadore di questa è stato +alla presente solennitade. Di nuovo el sarà anche a quella di domani, +e narrerà tutto alla Magnificenza Vostra e tuorrà a mi la +fadiga de scriver, che in verità stando scomodo come sto, con grandissimo +caldo sotto di questo padiglione non mi vien voglia di far +niente di ben, nè mai in vita mia ho visto più strano solazzo di +questo che non avevo pur aqua fresca da bere. Ricevo per altro +grandissima cortesia, ma ritardi e struzi inesplicabili, avendo anche +alle spalle gli ambasciatori di tre città e se ne aspettano degli altri, +e ognuno vorria essere spacciato dal dire e fare le cose sue. E +questa corte contrapesa, e con tanti ambasciatori è occupatissima. +Io peno di mezzo, e in verità, come altre fiate ho scritto, non bisogneria +metter tanta carne al fuoco, nè creder ad un giovine che +non sa niente e che ha riferido cosa non vera e poste le cose nostre +in pericolo. Prego Dio me dia grazia che possa riescir con onore e +alla Magnificenza Vostra mi raccomando.</p> + +<p class="date">Dat. in Kasbin in Persia, li 10 luglio 1485.</p> + +<p class="sig"><i>Archivio Cicogna</i>, cod. MDCCXCVI.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XVIII" id="DOC_XVIII"></a>DOCUMENTO XVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="break">Magnifice et generose domine. Hieri scrissi a Vostra Magnificenza +come l'ambasciator del soldano era andato alla corte, e le cosse +seguite, e mandai la lettera al detto nostro console la quale credo +l'averà ben recata. Questa mattina doveva andare l'ambasciatore +d'India, e io desiderava di riposare e aveva anche tolto un poco de +medicina, e temporeggiando così sul mio stramazzo sentii venire +un chiaus el qual me domandò da parte da questi signori sultani +che io andasse a questa solennità; e così mi vestii e andai alla +Porta accompagnato da quel medesimo chiaus, e presentandomi +davanti il loro pavione fui chiamato e introdotto sotto, e sentai in +quel scagno preparatomi secondo usanza, e dietro de mi per tre o +quattro passi fora del pavione erano sentati tre di quei signori +ungheri, e dietro di loro due servitori, e avevano del sole quanto +volevano. Dopo buon pezzo venne l'ambasciatore indiano, il quale +fu accettato honoratamente e sentò sotto Daut in mezzo delli altri +signori; e averte le casse delli presenti li sultani hanno voluto +vedere el pugnal e la cima che venivano presentate al signore, e +portate avanti di loro, mi chiamarono che anch'io andassi a vedere, +e sentando avanti di loro, me fu messo in mano, et era la vagina +tutta d'oro, e la guardia di fora di rubini, cioè in mezzo vi erano 22 +grossi rubini, e dalle bande rubinetti piccoli, ed in alcuni luoghi +qualche turchese, e nella cima della vaina una perla grossa; e +mentre vedevo et esaminavo detto pugnale furono chiamati e andorno +dal signore. E la corte e tutto quel campo erano pieni +d'uomini, che portavano suoi presenti e sono 2600 lizari e porcellane, +code di cavalli, lanze di canna, uno bellissimo papagallo +rosso ed altre gentilezze indiane, e parve miracolo a vedere in +un tratto tanti presenti. E li signori sultani sentando così e vedendo +me mandarono a dire, che tenissi bene a mente per fare e +simile anca mi verso il signore. Et io risposi che valeva più al loro +signore il buon amore dei miei signori, che non valeva tutte le cose +del mondo. E così se voltarono da mi tutti insieme, e mi fecero atto +che avevo risposto molto bene. Fu portato il desinare e avanti de +mi solo fu portate diverse bandigioni. E alli ongheri fu dato di fuora, +e mangiando quei signori, me invitarono che mangiassi, ed io +lor facevo dire, che anco volevo bevere; e mangiammo molto bene e<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span> +appetito e allegramente, e prometto alla Magnificenza Vostra che tra +quelle bandigioni vi era una minestra con sugo de limone che mi ha +saputo molto buona, e di questa sola ho desinato. E dicto pasto mi +fu portato in piatti di porcellana, la vivanda era buona, ma mi averìa +piuttosto bevuto una tazza di vino. Partito poi l'ambasciatore indiano +anch'io tolsi licenza, e me ne venni al mio alloggiamento. Ed +in tutto ciò è stato presente Luca Sofrano, e potrà ragionarle distintamente. +Ne me accade altro che raccomandarmi alla Magnificenza +Vostra.</p> + +<p class="date">dat. in Castris regis Persiarum 11 luglio 1485.</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Giovanni Dario.</span></p> + +<p class="date"><i>Archivio Cicogna, cod. MDCCXCVI.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XIX" id="DOC_XIX"></a>DOCUMENTO XIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Copia di una relatione facta per dom. Costantin Laschari, stato al +Charaman per nome della Signorìa Nostra, narra delle cosse del +Sophì, le quali furono lette in Collegio ed in Pregadi.</i></p></div> + +<p class="break">Ser.mo ed ill.mo principe, et excell.mi signori, post debitas comendationes +io Costantin Laschari bon servidor di questa signorìa, per +obedir a quella, che dovessi diponer in scriptura zercha ale cosse +imposte per Vostra Serenità de le cose del sig. Caraman de inde del +sig. Sophì el qual è principe de tuta la Persia, chel ser.mo imperador +Uxon Cassan dominava: et prima zonto a Tarsus che fo adì 16 +marzo, subito mandai uno messo a Tauris al sig. Caraman con letere +di V. S. facendoli intender tanto quanto per questa signorìa +me està imposto, de lo qual sig. ebbi aviso, siccome alla S. V. io +ho scrito, et subito mi partii de Tarsus per andar a trovarme con +el dito sig. el qual trovai in Astankief lontan da Tauris zornate 15 +con circa cavalli 300; fate le debite revisitation da parte de Vostra +Serenità narandoli quanto questa signoria era disposta a darli +ogni favor et ajuto contro il Turco, azò potesse esser ritornato in +suo stato, de che sua sig.ª ne ricevette grandissima consolation et +insieme cavalchassemo in verso Aleppo, in la qual terra stessemo +insieme zorni 5, et dapoi molti consulti e rasonamenti fatti insieme +la sua sig.ª deliberò mandar uno ambassador in Cypro a le exellentie<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span> +de quelli rectori de V. S., i qual invero i ha fato bona +acoglientia al dito amb. et della promessa fatta al suo signor de +artelaria et galie, che ne altra cossa desiderava questo signor; et tanto +più chel signor Sophì li comesse che dovesse vegnir verso la Caramania +che etiam lui li veniva drieto per metterlo in signoria, lo qual +sig. Caraman et da tuta la sua zente fu certificato aver cavalcato insieme +col sig. Sophì tre zornade in verso alo paexe del Turco, con +tuto lo suo exercito per esser el primo per discaziar quel signor, +el qual è debilissimo e no po far 5000 combattenti gente +inesperta et mal in ordine in arme, et poi quanto sera in Amasia +fara deliberation per qual strada debba entrar in Caramania per +esser tre et quattro passi; la potentia del qual signor Sophì, è de +combattenti 80m. tra a cavalo e a piedi, zente persiana di gran experientia +de guerra, ben armadi de armadure per loro e per li cavali, +però chel fior de armadure che son al Cayro per li schiavi se +trazeno de la Persia de una cità che se chiama Siras, de che Serenissimo +Principe me ho voluto ben far certo non tanto del signor +Caraman quanto de tute le sue gente come etiam d'altre persone +venute da Persia, che tute si acordano de questa potentia et +esser cussi ben in ordine, però che andava contro la casa ottomana +come heretichi dalla fede macometana, et usurpatori del +stato di molti signori macometani, et che se intendeva con quella +ill.ma signoria, et per lui chel dito sig. Caraman narandoli quanto +per vostra Serenità li avea dechiarito; praeterea el dito signor Sophì +havanti che partisse de la Persia per ogni rispeto et per tolerse +davanti li occhi tutti li sospetti che poteva haver, preseno con le +sue forze tuti quelli signori che erano in la Persia di nº 80 in 90, +et feceli tagliar la testa e a tuti i soi figlioli fin in terzo grado, la +qual cosa piasete a tutti li popoli per le gran tirannie che fevano +et mazimamente ali merchadanti insuper al signor Soldano del qual +non hanno niun favor; et trovandomi in Aleppo ie le vidi tornar dal +Cayro con 25 cavali e andar in verso Amasia per trovarse con quello +altro signor molto mal contento; et quanto questi doi signori insieme +zoè d'Amasia et de Tauris con tutti li favori che possano mai +aver non porano far cavali 7 in 8m; ben è vero ser.mo principe +chel Gran turco avea mandato nuovo fiolo con potente hoste, chi diceva +di 30 mille, chi di 40 mille, in soccorso de questi do signori +che per el parlar dil signor di Caramania et de altre zente che +venivano de Persia el signor Sophì con lo suo exercito gera più +potente di quello che se stimava, et ben in ordine e tanto più quanto<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span> +l'andava per la fede contra questi eretici ottomani di poca fede, +usurpadori de molto stato, et che senza alcun dubio li teniva aver +vitoria. Ser.mo Principe sopra tutte le altre cosse ho voluto aver bona +information de questo sig. Sophì: esso è in ordine di danari, de che de +cadaun me fu certifichato aver grandissima ricchezza, prima pel il +gran paese che possiede preterea aver tolto gran facultà di questi signori che +ha fato morir, et esser signor di gran justizia et liberal +con tutti, homo de anni 20 in 22 molto prospero, ha uno suo fradello +de anni 11 in 12 lassato a Tauris, et una sorella chel prometeva +darla per mojer al sig. Caraman. Questo signor Sophì è molto +afezionato a questa sua setta che è una certa religione catholica a +lor modo, in discordantia de la opinion del suo propheta Macometto +et Omar, che fo suo discipulo, et questo Sophì aderisse +ala opinion de Alì che fu pure discipol del profeta. Tamen in articulo +di loro fede erano dissidenti come se pol dir fosseno al tempo +di san Piero et de altri pontifici gli Ariani, che benchè cristiani, +tamen erano eretici; concludo Ser.mo Principe che a juditio mio se +la persona del Gran turco con potentissima hoste et lui in persona +non vien a scontrarse con questo Sophì vedo in pericolo esser +discaziato de la Caramania et a tempo nuovo andar più oltra. Apresso +ali altri favori di questo Sophì se atrova in lo paexe del Turcho +gran copia di gente di la opinion di questo Sophì, che son certo +che si acosteranno a lui. Ser.mo prencipe non voglio restar con +ogni debita reverentia dir che atrovandomi in Tarsus a questo mio +viazo, da molti et molti subditi del signor Caraman fui certificato +veramente chel fiolo del Gran turco primogenito che si trova in +Caramania in la terra de Cogno, havendo suo padre mandò per +lui per averlo suspeto non volse andar, anzi quando el Caraman +ala prima volta venne in quel paexe el fugì e abandonò el paexe et +lassò chel Caraman fesse el suo corso; et dapoi chel Caraman, per +non se poder mantegnir contra la gente ottomana, e fu ritornato +a la Caramania del dito locho de Cogno, el al continuo ha scrito +al sig. Caraman che debba vegnir che lui è contento chel toglia el +paexe el se fassa signor, et etiam el fradelo che è in Amasia ha +fato la experentia per metter le man addosso. Ser.mo prencipe se la +Vostra Ser.tà parlando sempre reverentemente non desprezia questo +mio parlar, perche io ho gran famigliarità con questo fiolo del +Turco, che avanti questa guerra el mio exercitio jera de andar +marchadante in quelle parte, e più volte parlando de la Vostra +Signoria me motteggiò: che se questa signorìa di Venetia vorà me ne<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span> +anderò a trovarla perche congosco che mio padre e miei fradeli +zercha de metterme la man adosso per farme morir, aziò che dapoi +come primo genito non abia reame et qualche volta ho parlato di +questo in Cypro ala bona memoria di ms. Marin Malipiero. È vero +Ser.mo Prencipe che questo signor è homo forte, e mandava spesse +volte in Cypro per toler porchi, che lui mangiava che è contra la fede +macometana, et ultimamente suo padre feze impichar sei subaschi, +et molti altri signori de la sua porta che consentiva questa cossa, +suplicando di summa gratia che la vostra ser.tà me debia despazar +presto a cazone che possa tornar in casa mia o veramente dove +me comanda vostra ser.tà; et cussi me voglia aver per riccomandato +et guardar me con l'occhio di la pietà a tanti pericoli che ho corso per +quest'impresa per avanti, et maximamente in questo viazo, de perder +la vita et esser scortigato, et son cargo di fioli, et per queste guerre +in Turchia ho avuto gran danno et romaxi povero et mendico, ala +gratia di la qual come bon servitor me raccomando (scrita adì 14 +octob. 1502 in Venetia) humilissimo servitor di la Sig.ª Vostra, +Costantino Lascari.</p> + +<p class="sig"><i>Diarj Sanudo. Codd. Marciani.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XX" id="DOC_XX"></a>DOCUMENTO XX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Copia de una altra depositione del ditto.</i></p> + +<p class="break">Ser.mo Prencipe et domino meo, post debitas comendationes etc. +Avendo io Constantin Laschari data in scriptura ala Vostra Serenità +circha le cosse del signor Caraman etc. etiam del signor +Sophì, me pare de voler ajonger a questa altra scriptura e voler +dechiarir questo signor Sophì inimico capital de la casa otumana, +la qual inamicizia è ab antico et non principia a hora, +de che essendo questa religion di Sophì dal principio de la fede +macometana fin a hora nel paexe di la Persia, Caramania, Turchia +et per Sorìa sempre porta gran odio a questa caxa otumana, +et per tenirla come eretica di la fede, ne mai ha manchà che in ogni<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span> +tempo questa religion de Sophì ha fato guerra a questa caxa otumana +ala parte de Trapesonda et brusò quella terra di Trapesonda +dove hanno castelli et qualche cità non de gran conto, +niente de manco per lo suo natural sono signori et di sangue +de signori. Questo signor Sophì è nato di una neza de Usuncaxan, +dove con questo parentà se ha fato signor in la Persia et fatose +imperador, et non senza gran fondamento è mosso ad aquistar tanto +paexe, deinde haver tanto seguito de li populi, sì per esser signor +natural come etiam per la gran justitia et liberalitate sua, et per +esser signor de gran ricchezza. — Serenissimo Prencipe, havendo +visto in sì breve tempo questo signor haver tanto prosperado me +pareva cosa incredibile, e de qui è processo che ho voluto cautamente +domandar a Persiani et a molte altre nation in el paexe dove +son stato fin a Astankief, e di tutti universalmente son sta certificato +prima la sua progenie sempre è sta signori et fioli di signori, +de inde son stati sempre persone de valor. Serenissimo Prencipe +ho voluto far questa dechiaration perchè da molti e molti son interrogato +se questo Sophì sia propheta et persona relevata parendo le +cosse miracolose, et da quelle persone che m'ha parso di qualche +ingenio, io li ho risposto esser signor natural et soi antecessori el +parentato de imperio de Persia, el è vero che questo Sophì se tien +intro la sua fede molto cattolico; non dirò altro che ali piedi di +V. S. mi raccomando suplicandola che mi voglia presto expedir et +averme per racomandato per esser povero gentiluomo da Costantinopoli +de casa Delascari, habitante in Cypro circha anni XX in tra +li boni parentadi di quel regno, et con mojer et cargo de fioli, adì 16 +octobre 1502 in Venetia.</p> + +<p class="sig">Humil servitor de la Serenità Vostra<br /> + <span style="margin-right: 2.2em">Costantino Laschari.</span></p> + +<p class="date"><i>Diarii Sanudo. Codd. Marciani.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXI" id="DOC_XXI"></a>DOCUMENTO XXI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Copia de una letera del signor Sophi, mandata al serenissimo principe +nostro messer Leonardo Loredano doxe de Venezia, ricevuta in +Zener 1505.</i></p></div> + +<p class="break">Ismail Sophi soldam, che Dio fazi el suo regno eterno: al soldam +de' Venitiani grande amicho nostro, che Dio fazi el so dominio perpetuo. +Le lingue non potriano exprimer, nè penna potria scriver, +nè intelletto potria comprender lo amor che vi portemo. Havemo gran +sete e gran desiderio de veder la signoril persona vostra, speremo +nella misericordia de Dio, e in quello che apre e serra il tutto, che +presto se vederemo e saremo boni amici. Ve avisemo che havemo +conquistà tuto el paese della Azimia con gran prosperità, e speremo +nella omnipotenza de Dio che perseveremo ogni dì in mazor +vittoria, perchè Dio è onnipotente et misericordioso, et nella fortezza +del suo brazo speremo che haveremo victoria contro li inimici +nostri.</p> + +<p>(Questa fu translatada cussi).</p> + +<p class="sig"><i>Diarii Sanudo, vol. VI. Codd. marciani.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXII" id="DOC_XXII"></a>DOCUMENTO XXII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1570, 27 ottobre.</p> + +<div class="blockquot"><p><i>Serenissimo et Excellentissimo Domino Sciah Thamasp filii Sciah +Ismail Imperatori Persarum, Atribeigian, Sirvan, Hirach, Corasan, +Ghilan, et aliorum regnorum, patri victoriarum, justitiae amatori, +et Regi Regum Orientalium Invictissimo.</i></p> + +<p><i>Aloysius Mocenigo Dei Gratia Dux Venetiarum etc. salutem et honoris +ac gloriae felicia incrementa:</i></p></div> + +<p class="break">Per quella antiqua et candida amicitia, che ha sempre tenuta e +tiene la signoria nostra con la imperiale Maestà Vostra, noi havemo +deliberato di mandarle un nostro ambasciator per farle intender +le cose che sono scritte qui a basso; ma il conoscer che le strade<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span> +tutte, per le quali si può venire alla Maestà Vostra, sono guardate con +gran diligenza dei Turchi, ne ha fatto ritardare, ma non mancheremo +di farlo se sarà possibile. Fra tanto il sig. Dio ne ha mandato +avanti un altro mezzo, che è l'onorato chogia Alì di Tauris, suddito +della Maestà Vostra, il quale si attrovava in questa città con un grossissimo +cavedal (capitale) et fu intrattenuto con tutta la soa roba per +causa della presente guerra mossane tanto ingiustamente dal sig. +Turco; ma avendo noi inteso questo esser suddito fedele di Vostra +Maestà, l'abbiamo fatto metter in libertà e rilassarli tutte le robe sue, +per quel singolare amor e respetto che portiamo all'imperiale Maestà +Vostra. Questo chogia Alì ne ha detto che desidera tornar a casa soa, +et si è contentato di portar le presenti lettere nostre per Vostra +Maestà: la quale saprà che essendo noi in pace col sig. sultan +Soliman passato imperatore di Costantinopoli, conservata per molti +anni, morto lui il presente sig. sultan Selim suo figliuolo la confirmò +con solenissimo giuramento, ma da poi senza alcuna causa ne +ha rotta la detta pace et mandato contro di noi la sua armata, quale +è andata per far l'impresa del regno nostro de Cipro, et ha mandato +anco le genti sue de terra in Dalmatia contro le nostre città. +Ma noi con la gratia de Dio havemo fatto preparazione di una grande +et potente armata et de gente de piè et de cavallo; et oltre delle +nostre forze li principi christiani hanno fatto preparativi per congiungersi +con noi contro questo comune inimico, tanto che l'anno +presente et anco quelli che veniranno si farà animosamente la +guerra, et non si vorrà più la pace con questo sig. poichè si +vede che el non osserva la fede; e se la Maestà Vostra imperial la +qual ha forze così grande et tremende alli Turchi, con questa occasione +si moverà contro di questo suo inimico, il qual non le ha mai +osservato cosa che li abbi promesso, si po tener per sicuro che +combattendolo noi con li altri christiani da questa parte et la Maestà +Vostra dalla sua, ella potrà ricuperar quel paese che esso le ha ingiustamente +occupato, e romperli quei disegni che l'ha d'andar molestando +et infestando ora un principe et ora l'altro senza conservar +amicitia con alcuno, se non in quanto le serve per farli star quieti +sino che el combatte con un altro. Vostra Maestà è piena di prudentia +et valor, e siamo certissimi che non la lascerà passar questa +occasione di batter questo suo inimico: il che oltra l'obbligo grandissimo +che noi li averemo, apporterà immortal gloria al suo nome, +ampliazone al suo impero, et una sicurtà perpetua che questo +signor non sia in qualche tempo per darli molestia, secondo che<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span> +per molti effetti ha mostrato di haver in animo, se ben al presente +simula, di voler star in amicizia con lei, ma non aspetta altro che +tempo comodo a poterlo offender, cosa che non può far ora per la +guerra che ha con la cristianità. Noi dunque la pregamo a muoversi +con generoso animo contro di lui, et promettemo a Vostra Maestà +in fede di vero principe, che noi con li altri cristiani dal canto nostro +faremo ogni sforzo per batter in mare et in terra questo universale +inimico di tutti. Non saremo più lunghi, perchè confidamo che +Vostra Maestà coglierà la occasione che li manda il sig. Dio, il qual +pregamo che li doni felice e longa vita.</p> + +<p class="sig"><i>Parti Secrete; fra i nostri Codd.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXIII" id="DOC_XXIII"></a>DOCUMENTO XXIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1570, 30 ottobre, in Zonta.<br /> +<br /> +<i>Che al fedelissimo nodar estraordinario della cancelleria nostra +Vincenzo di Alessandri sia commesso in questa forma:</i></p> + +<p class="break">Vincenzo! Sperando noi ricever da te ottimo servitio, per l'esperienza +che hai delle cose turchesche e delli dispareri che sono tra +il sig. Turco et il signor Sophì, abbiamo deliberato col Consiglio +nostro dei X e Zonta, di mandarti in Persia a quel serenissimo +signor con lettere nostre per eccitar Sua Maestà a muoversi contro +il sig. Turco; però col nome de Dio ti metterai in cammino, sollecitandolo +quanto ti sarà possibile, et giunto a quel signor, dopo +presentate le nostre lettere, et facta certa Sua Maestà della sincera +amicitia che tenemo con lei, le dirai che avemo voluto mandarti per +darle conto della guerra che con tanta ingiustizia ne ha mossa il +sig. Turco, contro la sua parola et giuramento, senza che da noi +gli ne sia sta data alcuna causa, del che anco li avemo dato aviso +con altre lettere nostre che li saranno portate da un suo suddito. +Et così le narrerai il modo tenuto da quel signor in romperne la +pace, et come con tutte le sue forze da mar e da terra è venuto +contro di noi, talmente che ha abbandonato tutti quei paesi di là +in arbitrio e poter di Sua Maestà se non vorrà perder l'occasione;<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span> +poi seguirai che noi gagliardemente se difendemo et per mar et per +terra: e che li altri cristiani si congiungono con noi a' danni di +questo comune inimico, et che siamo per continovar la guerra: di +modo che tenendolo noi travagliato da questa parte, se Sua Maestà se +muoverà dalla sua, farà quei maggiori progressi che possa desiderar, +sì perchè ha potentissime forze come perchè li popoli sono devoti +del suo nome; et li potrai dir che essendo tu stato per molti anni in +Costantinopoli, li puoi far fede del mal animo che ha quel signor contro +Sua Maestà, ma che al presente lo dissimula per causa della guerra +che ha contro i cristiani, temendo che quando Sua Maestà si movesse +contro di lui fosse con suo grandissimo danno; et qui li pondererai +come per la guerra che detto sig. Turco fece ultimamente +in Ungheria si sono molto debilitate le sue forze. Con queste +et altre ragioni che el sig. Dio te metterà avanti, procurerai di +eccittare Sua Maestà a rompere col sig. Turco, promettendoli +sempre che noi da questa parte faremo gagliardemente la guerra +insieme colli altri cristiani: e le dirai che ella non può aver maggior +occasione di aquistarsi oltre la ampliazione del suo imperio un nome +immortale, e di obbligarsi in perpetuo la Signoria Nostra con tutta +la cristianità. Questo negotio se non potrai trattarlo con Sua Maestà, +lo farai col suo primo ministro, facendogli intender che con prima +occasione se mostreremo gratissimi del favor che ne haverà fatto +Sua Maestà; e ne escuserai se non avemo mandato li onorati presenti +che si convengono et a Sua Maestà Imp. et a Sua Magnificentia: +perchè hai convenuto andar incognito et senza impedimento per +poter liberamente passar per li paesi del sig. Turco, et procurerai +di avere la resoluzione et risposta alle nostre lettere, con la +quale te ne ritornerai a noi.</p> + +<p>Ti abbiam fatto dar per le spese del viaggio de andata et ritorno +ducati 1200 delli quali non sei obbligato mostrar conto alcuno.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">21</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">1</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Parti secrete; ibid.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXIV" id="DOC_XXIV"></a>DOCUMENTO XXIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1570, 30 ottobre.<br /> +<br /> +<i>Al Serenissimo Imperator dei Persiani.</i></p> + +<p class="break">Sapendo noi quanto dispiaccia alla Maestà Vostra le cose ingiuste, +e che un principe manchi di fede all'altro senza alcuna causa, +havemo voluto con queste lettere e con la viva voce del fedelissimo +secretario nostro Vincenzo de Alessandri apportatore di esse, +far sapere a Vostra Maestà come il presente imperatore dei Turchi +in Costantinopoli sultan Selim, havendo con solennissimo giuramento +confirmata la pace che per molti anni ha avuta la signoria nostra +con il signor suo padre: non havendo alcun rispetto de romper la +sua parola, ne ha mossa la guerra con mandar la sua armata e +molta gente da terra a combatter il regno nostro de Cipro, et altre +genti in Albania et Dalmatia, contro le nostre città; et questo senza +averne avuto pur una minima causa. Noi all'incontro havemo fatto +una grande armata, e messe insieme genti da piedi e da cavallo +per difendersi gagliardamente con l'ajuto di Dio, e li altri principi +christiani ancora se preparano, et già il pontefice et il re di +Spagna hanno congiunte le loro forze con le nostre talmente che +si farà la guerra a questo comune inimico, qual non osserva fede +ad alcuno; et tanto conserva l'amicitia con uno, quanto li torna +a proposito per batter un altro, siccome fa al presente, che simula +di esser amico di Vostra Maestà per poter combatter con +noi christiani senza aver timor delle vittoriosissime armi di Vostra +Maestà, ma l'animo suo è cattivo contro di lei, et quando +non fosse travagliato dalle forze dei christiani cercheria di travagliar +li sudditi di Vostra Maestà, la qual essendo prudentissima, et +conoscendo molto bene l'animo che ha questo signor, de inimico, +non manco contra di lei che contro di noi, saprà ben prender l'occasione, +hora che detto signor è occupato con le sue forze in queste +nostre bande, di far dalla sua parte quei acquisti che li saranno +facilissimi, sì perchè il sig. Turco non potrà resistere alle potentissime +forze di V. M., massimamente a questo tempo che è combattuto +dalle armi christiane, sì perchè la maggior parte dei sudditi<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span> +di esso Turco sono devotissimi al nome della imperial Maestà +Vostra. Noi con le forze degli altri principi christiani, faremo dal +canto nostro una gagliarda guerra, in modo che movendosi anco +la Maestà Vostra si pò esser certi da ogni parte aver vittoria, et +che sarà con perpetua gloria del potentissimo suo nome, con grandezza +et ampliatione del suo impero, et la Signorìa nostra insieme +con tutta la cristianità resterà obbligatissima alla imperial Maestà +Vostra, secondo che più ampiamente le narrerà il predetto fedelissimo +secretario nostro, alle parole del qual la si degnerà prestar +fede come farebbe a noi medesimi. Et li anni soi sieno longhi et +felicissimi.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">21</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sincere</td> <td class="right">1</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Parti secrete; ibid.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXV" id="DOC_XXV"></a>DOCUMENTO XXV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="date break">Serenissimo Principe, Ill.mi Signori,</p> + +<p class="break">A' 12 di novembre mi partii dalla corte del re di Persia, et sapendo +non poter giunger in tempo di passar il mar Maggiore perchè +l'inverno mi aveva sopragiunto; ed essendo informato che il Moscovita +non concede il passo a niuno de lì per il suo paese che voglia +passar in Polonia, nè trovandomi ben l'andar in Ormuz rispetto la +lunga navigazione, ed il non esser solito di partir nave per il Portogallo +prima che a mezzo marzo, resolsi fermarmi a Tauris per lasciar +passare alquanto dell'inverno fin che fosse venuto tempo d'inviarmi +per l'Armenia maggiore, et il paese dei Giorgiani, non potendo ritornare +per la strada che io era andato, essendomi stato affermato che +il bassà di Erzerum mandò dietro per me tre ciaus sino a Erivan +nella Persia, li quali dimandarono a un mercante armeno se mi aveva +veduto, dandogli segni dei vestimenti et persona; il qual disse non +saper, ancorachè un giorno prima avesse parlato meco, nè mi conoscendo +per cristiano, rispetto che nel passare d'Erzerum io era in<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span> +abito di armeno, et subito giunto ai confini di Persia mi vestii di altri +panni alla turchesca, et ciò per correr manco pericolo di assassini +da strada, i quali sono in quelle parti in grandissima quantità; +in fine detto mercante mi trovò in Casbin, e mi raccontò come +li ciaus si trattennero due giorni per aver qualche nuova, li quali +dissero come un uomo che era al mio servigio si era trovato a Erzerum +con alcuni suoi paesani, ed avendo bevuto più dell'ordinario, +dissero alcune parole che diedero sospetto che io fossi italiano ed +uomo pubblico; ma non essendo stati bene informati, facevano giudizio +da per loro, et ragionando con altri di tal cosa dopo il mio partire +fu riferito al subaschi, il quale li prese e condusse al bascià +interrogandoli sopra quello che avevano ragionato. Negarono ogni +cosa, furono posti in prigione, et con diligenza mandarono dietro +per me, onde per fuggire così evidenti pericoli fui forzato passar +per strade non usate e deserte, allontanandomi quanto più poteva da +detti confini. Partii da Tauris alla fine di febbraio e passata l'Armenia +maggiore entrai nelli confini dei Georgiani, mi trovai con gran +quantità di soldati a cavallo che andavano ad Erivan, nel qual luoco +essendomi pochi giorni trovato vidi che el sultan faceva gran preparation +di genti da guerra per ordine del re; nè si sapeva così pubblicamente +le cause sebben tutti dicevano esser contro Turchi.</p> + +<p>Giunsi a Pazagan, terra dei Georgiani, nel qual loco vi era un gran +moto, e si erano mezzo sollevati. Due giorni dappoi il sangiacco di +Sasset sottoposto a sultan Selim mi fece chiamare e mi dimandò si +sapeva in che parte l'esercito del re di Persia era per andare; io li +dissi non sapere perocchè non veniva da Persia, ma dal proprio paese +dei Georgiani.</p> + +<p>Partitomi di là per condurmi al mar Maggior, entrai in deserte ed +asprissime montagne, nelle quali passai estremi disagi di fame, avendomi +convenuto per sei giorni nutrire di alcune radici di erbe, le +quali sono come cardi selvatici, nè essendovi acque perchè erano agghiacciate, +mi bisognava disfar la neve per bevere, ed aggiunto lo +andar a piedi a tanti mali, et ciò perchè sopra dette non vi può passar +cavalli, sì per l'altezza ed asprezza loro, come perchè non vi saria +da nutrire li animali, oltre il pericolo di leoni, orsi ed altre fiere selvatiche +che in esse vi sono. Giunsi coll'aiuto di Dio alla fine di marzo +in Cogna città alle rive del mar Maggiore, nel qual luogo mi +fermai per non essere alcun passaggio in pronto, et intesi che +li christiani Circassi erano venuti con 24 vascelli, et avevano per +300 miglia di paese a marina, abbrucciato e depredato le ville e tagliate<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span> +le vigne dei Turchi ed ammazzato gran quantità di loro, e che +avevano portate via le donne e putti e le robbe, per il che si dubitavano +che bonacciato il mare non venissero sopra detta città.</p> + +<p>Giunsero da Trebisonda sei galere armate per la guardia di quel loco, +con ordine di sultan Selim di non si partire dal porto, ma guardar solamente +la terra, perchè dubitava che detti Circassi non avessero cresciuto +il numero di detti vascelli. Partitomi con una barca, a marina a +marina giunsi a Rissa, nel qual luoco mi abbattei in un ciaus venuto da +Samsum per canevi, il quale non ne avea potuto trovare per 600 miglia +di paese che avea scorso più di 130 cantari, e li aveva pagati +con 200 aspri il cantaro, che prima li aveva per 80, e mi disse che +non era filo da poterne far per una gomena, et avea comandamento di +andare in Georgia e Circassia, ma per dubio di quelli corsari, si ritornò.</p> + +<p>Io imbarcatomi sopra il suo caramussali, mi condusse fino a Trebisonda, +dal qual intesi le espedizioni e preparazioni fatte per nuova +armata; disse che nella Grecia erano stati spediti ciaussi con comandamento +che si facessero galere e si lavorassero a quelle scale, +conforme a quello mi aveva detto il ciaus; dal qual luoco partitomi +sopra una nave di Greci, giunto a Sinope, presi porto non +avendo avuto vento da buttarmi al mare per passare in Europa, +smontai e vidi 6 galere pronte alla vela le quali partirono due +giorni dopo per Costantinopoli, essendone la settimana innanzi partitone +24 per quanto mi fu affermato dai Greci, vi erano anche +due corpi di galere grosse nelle quali si lavorava, perchè nel +principio non le erano state date le debite misure; essendo tirate +lunghissime e datali tanta larghezza che per gran navi sarebbe +stata troppa, però aspettavano da Costantinopoli un proto sì per +tirar quelle a buona forma come per farne delle altre. Le maestranze +sono state licenziate fino all'invernata acciò navicassero e conducessero +oltracciò a Costantinopoli ed altri luochi quello bisognava, continuandosi +però con ogni diligenza a condur legnami per l'anno +venturo e già ne era preparata grandissima quantità; ed essendo +li conduttori stentati nelle paghe, disse uno di loro all'emir +che bisognava andare a farsi pagare dalli Franchi, perchè pigliando +le galere ad istanza loro si affaticavano. Io innanzi al +partir, per esser loro di qualche importanza, presi un poco di disegno +del sito della città e del castello, e scandagliai l'acque, perchè +in tre luochi vi sono porti, sei miglia lontano l'uno dall'altro, +e l'uno mezzo miglio vicino alla città, nel qual si lavora le galere,<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span> +e li due lontani miglia cinque e mezzo. Il medesimo feci a Trebisonda +avendosi due volte la nave allargata in mare per passare +alle altre rive, essendo da venti contrarii ributtata, si risolse il padrone +essendo sua la nave ed il carico che era vino, senza far +motto ad alcuno, di tenersi a costa di terra e con buonissimo +vento in tre giorni arrivammo alla bocca di Costantinopoli; nel +qual luoco per buona sorte trovai nave che stava per andar al +Danubio per formento, la qual si trattenne dieci giorni innanzi il +partire. Li marinari andavano ogni giorno a Costantinopoli; dai quali +intesi che Ulularli capitano di mare era per partire alli primi di +giugno con 12 galere per guardia delli castelli, e che non aveva +voluto levar spahi nè giannizzeri, ma uomini marittimi tutti con +archibusi da sette spanne, perchè conosceva le forze far poco effetto +contro gente armata. Non si faceva altro, giorno e notte, a +Costantinopoli, che buttar di detti archibusi; nè resterò di dire alla +Serenità Vostra un effetto grandissimo ed incredibile che per causa +di una voce sparsa per tutte le rive del mar Maggiore, è successo: +dico che sopra la moschea di S. Sofia e sopra quella di Sultaniè +alla parte di Andernopoli sono comparse due croci le quali giorno +e notte si vedono, per il che li cristiani da questi luochi cominciando +fin a Costantinopoli tutti universalmente tengono questo per +fermo, nè aspettano altro che piccola occasione per levarsi. Questa +nuova è passata tanto innanzi che li Turchi medesimi la credono, +esser il fine dell'impero ottomano, e che loro speran che passando +ai Franchi il tributo li abbiano a lasciare nel paese.</p> + +<p>Partitomi da Costantinopoli giunsi al Danubio, ed entrato per la +bocca, chiamata san Giorgio, arrivai per mezzo la Bogdania, e +dallo scrivan dell'emir intesi come Bogdan vaivoda si era ribellato, +e che sultan Selim avea mandato Giano vaivoda per +signor di quel paese, il quale ricercava che li sangiacchi di Silistria, +Bendir e di Achirman andassero in suo ajuto perchè Bogdan +era per entrar nel paese dei Polacchi. Gli fu risposto che +detto soccorso non gli si poteva dare, perchè il sangiacco di +Silistria avea ordine di cavalcar verso Adrianopoli e li altri di +guardar li loro confini. Entrato che fu nella Bogdania vidde l'esercito +di quel signore il qual poteva essere di 20m. uomini a cavallo, +tutti contadini disarmati d'ogni sorta di arme da difesa con +spade, mannerini, e pochi con lance, li cavalli non da guerra ma +ronzini.<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span></p> + +<p>Il giorno che giunsi a Yassy terra ove il signor fa residenza fu tagliata +la testa in publico a sette gentiluomini della fazion di Bogdan vaivoda, i +quali volevano la notte seguente ammazzar Giano vaivoda: però vive +con gran timore, rispetto che nè da gentiluomini nè dal popolo è +amato, e questo per la troppa tirannide che usa ai popoli; per il che +il primo signor è al presente da ognuno desiderato, il quale se bene +è qui in Polonia, si trova a sua instantia in Bogdania la fortezza di +Cottin, castello in detto paese nel confine della Polonia, nè aspetta +altro per entrar di nuovo contro il detto Giano che il tempo del +raccolto, convenendo li villani in detto tempo levarsi dal campo per +andare a tagliare i grani e far i loro altri affari. In Leopoli si +faranno preparazioni grandi di guerra, e già sono ridotti infiniti +signori e gentiluomini, ne si sa per che parti; et in buona grazia +della Serenità Vostra mi raccomando.</p> + +<p>Di Cracovia a XXV luglio MDLXXII.</p> + +<p class="date">Di Vostra Serenità</p> + +<p class="sig"><span style="margin-right: 1em"><i>Humilissimo servitor</i></span><br /> +<span class="smcap">Vincenzo di Alessandri</span>.</p> + +<p class="date"><i>Archivio Cicogna, cod. 1762.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXVI" id="DOC_XXVI"></a>DOCUMENTO XXVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Relazione presentata al Consiglio dei Dieci il 24 settembre 1572 e letta +l'11 ottobre da Vincenzo Alessandri, veneto legato a Thamasp re di +Persia.</i></p></div> + +<p class="break">Dovendo io, secondo il comandamento fattomi ultimamente da +Vostre Signorìe Eccellentissime, mettere in scrittura tutto quello che +(oltre quanto per mie lettere ho scritto nel corso di ventun mesi +passati, dal dì ch'io mi partii dai piedi di Vostra Serenità per andare +in Persia, fino al mio ritorno) ho diligentemente osservato; +non bisogna che s'aspettino da me, poco atto in tal professione, nè +quella maniera di dire, nè quell'ordine che per avventura ricercheriano +le cose che narrerò; ma che si contentino che, come +meglio io potrò, e secondo che mi verranno a memoria, io le<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span> +esplichi in carta: essendo per dar conto delli paesi e regni che si +trovano nella Persia, dell'abbondanza e mancamento di essi, della +natura dei popoli, della persona del re e qualità dell'animo suo, +de' suoi figliuoli, del governo, della corte, del modo ed ordinamento +di consigliare e risolvere le cose di stato e d'amministrar giustizia, +delle entrate e spese del regno, del numero e qualità di quei sultani, +che non vuol dir altro che signori principali della milizia, ed +in somma di tutto quello che mi ricorderò, o che giudicherò degno +della sua notizia, rendendo certe le Signorìe Vostre Illustrissime ch'io +non dirò cosa che non abbia veduta, o che da relazione di diversi +uomini degni di fede non mi sia stata detta con verità.</p> + +<p>E per cominciare dal re di Persia, Elle hanno da sapere, <a name="tn168" id="tn168"></a>come +questo re, nominato Tamasp, viene per linea retta da Alì, genero +che fu di Maometto profeta. Fu figliolo d'Ismaele I, il padre del +quale si addimandava Caider, uomo di gran bontà e dottrina, e da +loro tenuto per santo, dicendo aver predetto molti anni innanzi +come il figlio doveva esser re, sebbene esso Ismaele s'impadronì del +regno con poco timor di Dio facendo tagliar la testa al figlio del suo +re; in che sebben la fortuna gli fu favorevole e prospera, ebbe però +nel corso degli anni del suo regnare molti travagli dagli imperatori +Ottomani, quali al suo tempo cominciarono a metter piede nelle +fortezze principali del suo regno, come fece sultano Selim padre che +fu di sultano Solimano, il quale s'impadronì di Carahemit, città di +grandissima importanza e abbondante di tutte le cose necessarie, +popolatissima e piena di molti artefici, e posta in bellissimo sito, sì +che dove prima per natura era forte, ora per industria degli Ottomani +è fatta fortissima: nella quale vi si tiene un bascià di grande +importanza, dependendo da detto luogo molte terre e castelli, i quali +erano tutti di detto Ismaele nel paese chiamato Diarbech. Ebbe +Ismaele, oltre il presente re, che fu il primogenito, tre figli, cioè +Elias Mirza, Janus Mirza e Bairan Mirza. Elias fu uomo di gran valore +e di grande ardire, e nel tempo che si trovò in pace col re, +prese Baracan, re di Servan, e le sue città e paesi, il qual regno è +grande e d'importanza, ed è alle rive del mar Caspio. Restò questo +regno tutto nelle mani del re suo fratello, il qual non avendo fatto +niuna grata dimostrazione per l'acquisto di tanto paese verso di +lui, fu causa che se gli inimicò, e si congiunse con gli Ottomani, e +con grandissimo esercito levò sultan Solimano a danni del fratello, +prendendogli molti paesi e principalmente la città di Irun, allora +principal fortezza di Persia, lontana da Tauris sei giornate; per la<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span> +qual cosa il detto re lo fece ammazzare, come fece anco di Janus +Mirza, secondo fratello, dubitando che ancor egli non si sollevasse, +essendo il terzo per innanzi morto di morte naturale: del quale è +solo restato un figlio, il quale ha il suo stato in India; e desiderando +il re dargli una delle sue figliuole, il fece chiamare; ma li popoli non +vollero mai acconsentire che andasse a Casbin, dubitando che ad +esso ancora non si facesse qualche dispiacere.</p> + +<p>Li figliuoli di esso re Tamasp in tutti sono undici maschi e tre +femmine, generati con diverse donne. Il primo si addimanda Codabend +Mirza, di anni quarantatrè, buono, di natura quieta, nè si +cura molto delle cose del mondo, contentandosi di un piccolo stato +datogli dal re nel regno di Corassan; ed ha tre figli, il maggior dei +quali è di età di quattordici anni, di bellissimo aspetto e di alto +spirito e caramente amato dal re, sì per le sue virtù, sì per non +aver dai figli altro nipote che questo. Ismael, secondo figlio, è di +età di anni quaranta, di natura robusto, di altissimo animo, di gran +cuore e desideroso di guerra, avendo in molte occasioni dimostrato +il valor suo contro gli Ottomani, e particolarmente contra il bascià +di Erzerum, poichè con poco numero di cavalli ruppe l'esercito di +esso bascià, ch'era in gran numero, e se presto non si fosse ritirato, +si sarebbe anco impadronito della città; e questa ritirata fu poichè +Mirza Bech, primo consigliere del re, ed inimicissimo d'Ismaele, +disse al re che conosceva essere nella mente di questo giovine troppo +alti pensieri, avendo senza la licenza del principe radunato esercito, +ed essendo entrato nel paese degli Ottomani: in tempo di pace, parendogli +questi segni di poca obbedienza, mostrando anche al re +alcune lettere mandate alli sultani per le provincie, invitandoli a +sollevarsi alla guerra contro detti Ottomani, per il che si risolse +il re, a persuasione di costui, di metterlo in castello con guardia di +sultani e molti soldati, onde è già 13 anni e più che si trova prigione, +e sebbene quest'anno se gli sono levate le guardie, non è +però licenziato lui. Il re più volte, per gratificarlo, gli ha mandato +donne bellissime, acciò che si trattenga, nè mai ha voluto assentire, +dicendo che lui con pazienza sopporta l'esser prigione del principe, +ma che gli saria stato di troppo gran peso vedere anco li figliuoli +suoi prigioni, e che a schiavi non si convengono donne.</p> + +<p>È il detto Ismaele sopra modo amato dal principe; ma il timore +è grande vedendo esser lui ardentissimamente desiderato per signore +da tutto il popolo, ancorchè li sultani mostrino essi ancora di temerlo +molto per la sua troppo fiera natura. Per il che si fa giudizio,<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span> +che succedendo al regno, egli potria riformare gran parte dei capi +della milizia, e levarsi dinanzi tanto numero di fratelli, che gli +hanno occupato gran parte del regno.</p> + +<p>Sultan Caidar Mirza, terzo figlio del principe, è di età d'anni +sedici, di piccola persona, ma di bellissima faccia e franco sì nel +parlare come nel conversare, e nel vestire e cavalcare attillatissimo, +e soprammodo amato dal padre. Si diletta di sentir ragionare di +guerra, ancorchè mostri non esser molto atto a tale esercizio, per la +troppo delicata e quasi femminile sua complessione. Fa prova d'ammazzare +animali colle sue proprie mani, e molte volte, ancorchè le +spade siano di eccellente lama, non gli può passar la pelle, avendolo +io veduto a fare di simili prove e di poi restare pieno di vergogna, +ed arrossire e prendere scusa, ora che le spade non tagliavano, ora +che per compassione non gli ammazzava. È di buon intelletto, e +per quell'età è assai grave: mostra intendere le cose di governo, e +sapere come si reggono gli altri principi del mondo. Sultan Mustafà, +Emirkhan, e Gemet Mirza, sono tutti tre tra li quattordici e quindici +anni: sono di buona indole, e mostrano grande ingegno; gli altri +sono fra li dieci e undici anni, e stanno a Corassan ad imparar lettere, +da un piccolo in poi di età di quattro anni, il quale è appresso +il re, per esser secondo quell'età, accorto e molto piacevole. Le +figliuole sono tutte maritate in parenti con dote di gran stati.</p> + +<p>Il re è in età di sessantaquattro anni, e del suo imperio cinquantuno, +essendo stato eletto di tredici anni. È di statura mediocre, +ben formato di corpo, di faccia alquanto scura, di gran +labbri e barba, ma non molto canuto, di complessione piuttosto +malinconica che altrimenti, conoscendosi ciò per molti segni, ma +principalmente per non essere uscito del palazzo in dieci anni pur +una volta, nè a caccia, nè ad altra sorte di piaceri, il che è di molto +mala soddisfazione al popolo, il quale secondo l'uso di quel paese +non vedendo il suo re, non può se non con estrema difficoltà dire i +suoi gravami, nè possono esser suffragati nelle cose di giustizia: per +il che, giorno e notte gridano ad alta voce dinanzi alle porte del +palazzo, quando cento e quando mille alla volta, che gli sia fatto +giustizia, ed il re sentendo le voci comanda per l'ordinario che siano +licenziati, dicendo esser nel paese li giudici deputati che faranno +giustizia, non considerando che quelle querele sono contro li giudici +tiranni e contro li sultani, i quali per l'ordinario stanno alla strada +ad assassinare la gente, come per molti casi da me veduti e uditi mi +sono accertato; e come la Serenità Vostra è per intendere.<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span></p> + +<p>Nella città di Massinuan furono presi alcuni assassini, i quali +avevano ammazzati alcuni mercanti, e toltogli le robe; i presi furono +menati alla giustizia. Il giudice, venuto in luce del tradimento, si fece +portare il furto, poi licenziò li delinquenti, tenendo una parte delle +robe per lui, e l'altra mandando a Casbin ad alcuni sultani in presenza +dei padroni di esse robe. E andando io alla corte ogni giorno, +li vedevo a stracciarsi i panni, montar gridando per le mura del +palazzo e dire ad alta voce al re che cosa egli faceva, e da che causavasi +che egli non volesse rimediare a tanta ingiustizia. Per il che +furono molte volte ben bastonati, e con le pietre fatti saltar giù dalle +mura, nè mai fu loro possibile essere uditi. Oltre di questo, nella +città di Tauris, sedici ladri armati con archibusi scalarono di notte +il principal fondaco di quella città, il quale si chiama Kan del signore, +dove vi erano da quaranta mercatanti; e sapendo i ladri che +tra gli altri, Achmet celebre mercante d'Algeri si trovava buona +quantità di danari contanti, ruppero le porte della camera del detto +Achmet, e lo ammazzarono, pigliando trenta tomani, che fanno sei +mila scudi, oltre alcune verghe d'argento e altre robe; ed essendosi +mossi li mercanti per la difesa del fondaco, furono colle archibugiate +fatti ritirare nelle stanze. Pochi giorni dopo, vicino alla casa +dove io ero, fu dalli medesimi ladri, la notte con lanterne, assaltata +la casa di un Armeno, e toltigli quattro colli di seta, e per quello si +disse fu veduta la detta seta in casa del sultano di Tauris; e sebbene +di tutte queste cose se ne siano fatte querele alla corte e trovati +li ladri, non si è perciò proceduto per via di giustizia contra di +loro, mostrando il re di non curarsene punto. Oltre di questo, un +mercante Turco, chiamato Kara Seraferin, usato anco a venire in +Venezia, essendo in Casbin in un fondaco, ed avendo inteso i Kurdi, +i quali sono quelli che guardano la persona del re, essere detto +mercante ricchissimo, presero occasione di fargli un pasto, e trattenerlo +tanto, che li compagni, li quali aveano tolta una bottega +affitto contigua a detto fondaco, ruppero il muro, ed entrorno +dentro, e gli rubarono dodici mila ducati contanti. Il detto mercante +tornato alla stanza subito si avvide del fatto, ed andò alla +porta del palazzo, ed avendo amicizia di molti sultani, fu introdotto +dal re; e querelando i detti Kurdi che lo avevano invitato, come +consapevoli di questo fatto, il re fece chiamar li Kurdi, li quali negorno; +ed instando il mercante che fossero messi in prigione, e +preso il loro costituto separatamente, il re disse che l'averia fatto per +contentarlo, ma caso che detti colpevoli non avessero confessato,<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span> +avria poi fatto tagliar la testa a lui; il quale, di ciò dubitando, non +volle altrimenti continuare l'espedizione della causa. Ma pochi giorni +dopo, coll'occasione di un giovine avendo scoperto come detti Kurdi +avevano fatto il furto, fece il mercante esaminare li testimoni per il +giudice della città di Casbin, e presentò il loro detto al re con +quattrocento ducati di dono, acciò fosse spedito presto da sua +maestà. Il re mandò per li detti Kurdi, ai quali furono trovati li +danari avendone spesi pochi, e comandò che detto denaro fosse +posto nel tesoro, ordinando che il detto Cara Seraferin non gli +fosse più introdotto innanzi. Questo fatto diede grandissima occasione +a tutte le genti di ragionare, e di dolersi della poca giustizia +del re, benchè ogni dì si veda seguire di simili effetti, curandosi +egli poco di sentire i suoi sudditi per tal causa lamentarsi; ed un +giorno il re disse ad un vecchio Kurdo suo buffone, quale dormiva +nell'anticamera, d'aver quella notte dormito assai bene, avendolo +sentito cantare; al che il buffone rispose che non sapeva che il +suo canto avesse forza di addormentare sua maestà, perchè quando +l'avesse saputo non averia mai aperto la bocca, acciocchè anche +ella stesse svegliata a sentire li pianti e li lamenti che tutta la notte +facevano li poveri suoi sudditi, per cagione degli assassinamenti +fattigli per le strade e per le terre proprie, dicendo che nel libro +delle querele da otto anni in qua vi eran scritte più di diecimila +persone, ch'erano state ammazzate. Questo dispiacque molto al re, +il quale con alterazione d'animo disse, che bisognava prima fare +appiccar lui e li suoi compagni, dalli quali venivano tutti li mali, +intendendo delli Kurdi; e ciò non è maraviglia perchè non gli +dando le loro paghe, sono forzati andare alla strada, e fare di simili +altri effetti, tanto più quanto che vedono che in materia delle +cose di giustizia, come ho detto, il re non prende alcuna cura, +o pensiero. Da ciò avviene che per tutto quel regno sono mal sicure +le strade, e nelle case si corra anco di gran pericoli, e li giudici +quasi tutti dalla forza del denaro si lasciano vincere.</p> + +<p>Con verità si può anche dire, che mai questo re abbia avuto inclinazione +alle cose della guerra, ancorchè secondo il loro termine +ne discorra con eccellenza, essendo uomo di pochissimo cuore; e +se pure in qualche occasione si è mostrato di entrare in campagna, +non lo ha fatto perchè la natura lo invitasse, ma sforzatamente, non +essendo mai stato ardito di mostrar la faccia all'inimico, anzi con +infinito suo biasmo ha perso in suo tempo tanti luoghi, che fariano +assai ad un gran principe. Ma quello che sopra tutto gli è piaciuto,<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span> +e piace al presente, sono le donne e li danari, le quali donne hanno +messo tanto possesso nell'animo di questo re, che molti, non sapendo +altro dire, affermano che l'abbiano affatturato, stando la +maggior parte del tempo con esse ragionando, e consigliandosi con +esse anche delle cose di stato, buttando figure di chiromanzia sopra +le cose del mondo, scrivendo eziandio li sogni, e quando taluni +vengono ad effetto, le donne gli ricordano, ch'egli è profeta di Dio; +delle quali adulazioni egli ne sente grandissima contentezza, e sebbene +è per natura avaro, con queste donne si può dire che sia prodigo, +donandole di gioie, danari, e altre cose in gran quantità. +Sogliono però esse donne, con licenza del re, alle volte uscire del +serraglio, quelle però che hanno figliuoli, sotto pretesto di andarli a +vedere in caso di malattia: ed io vidi uscire la madre di sultan +Mustafà Mirza, il quale era alquanto indisposto, poco dopo mezzogiorno, +col capo coperto con un caffetano di panno negro, cavalcando +come fanno gli uomini, accompagnata da quattro schiavi e sei +uomini a piedi.</p> + +<p>Usa esso re molti elettuarj per fomentar la lussuria, ed a questo +tiene gente apposta, ed a quelli che li fanno migliori dà gran premj. +Suole anche dare in serbo le schiave donzelle alle sultane per non +ci spendere intorno, e quando comanda che siano menate a lui, +esse le ornano con gioie, ed altri ricchi ornamenti.</p> + +<p>Ora sebbene dalle cose dette chiaramente si può conoscere l'avarizia +di questo re, pure non resterò di dire alla Serenità Vostra alcuni +particolari, li quali daranno maggior certezza di questo.</p> + +<p>Manda esso re nel paese di Konducar per turbanti e boraccini, +in Corassan per velluti, rasi ed altri panni di seta, ed in +Aleppo per panni di lana; e di tutte queste robe fa far drappi, che +dà in pagamento alli soldati, ponendogli a conto quel che vale uno, +dieci. Piglia ogni sorte di presenti per piccoli che siano, nè all'incontro +si cura di corrispondere; ed io vidi un vassallo del Turco +venuto di Aleppo, con intenzione di farsi Persiano, il qual baciò il +piede al re, e gli presentò un mulo e dodici ducati d'oro. Tolse il +re li dodici ducati, e gli disse che gli restituiva il mulo, prendendo +il suo nome in nota, come si suol far di quelli che vengono +dal paese degli Ottomani, e mostrano tener conto de' Persi.</p> + +<p>Di più si racconta quanto appresso: un soldato prese in tempo di +guerra un figlio di un signore Usbech, uno dei maggiori nemici di +questo re, il quale è di tanto seguito nei confini di Corassan, che il re è +forzato di dargli quaranta tomani all'anno, che fanno ottomila ducati,<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span> +acciocchè non dia molestia alle carovane che vengono dalle +Indie: e volendo un altro soldato donare al predetto soldato per +causa di tal prigionia, un villaggio e mille ducati, che glielo desse, +esso volle presentarlo al re pensando di aver maggior premio; ma +egli non gli donò altro che un cavallo in ricompensa di così gran +prigione.</p> + +<p>Mostra egli è vero questo re grandissima liberalità nel dar provvisione +a molti, sebbene faccia l'assegnazione in luoghi che non +vengono mai pagate, se non hanno gran favori, o non fanno donativi. +Libera ogni giorno per l'anima sua molte terre dalli tributi +ed angarìe, ma per il più passati due o tre anni li vuol poi tutti +in una volta, come ha fatto nel tempo che io mi trovava alla corte +nella terra di Tulfa, abitata tutta da uomini, i quali erano stati +esenti per sei anni dal tributo, ed in una volta il volse tutto del +tempo passato con danno e rovina di quei poveri cristiani, oltra +lo aver mandato Cariambeg maestro di casa di sultan Caidar Mirza, +luogotenente del re, a riscuoter detti danari con venticinque some +di drappi e scarpe da vendere: usando esso re, ogni giorno mutarsi +cinque volte di vestimenti i quali sono distribuiti a quei popoli, +ponendogli a conto quel che vale uno, dieci, non bisognando però +che alcuno si mostri renitente a pigliare dette robe, anzi aver per +grazia grande il poterne avere. Il medesimo fu fatto nel paese di +Alingria, abitato tutto da Latini, sebben non usino altra lingua +che turca, persiana, ed armena; i quali oggi dalli Persiani sono +chiamati Franchi.</p> + +<p>L'arcivescovo di quel luogo si chiama l'arcivescovo di Erivan, il +quale due volte è venuto qui a Venezia, come dalle patenti fatteli, +l'una sotto il serenissimo Girolamo Priuli di febbraio 1561, l'altra +sotto il serenissimo Loredan 1569, avendole io vedute e lette per +essere stato in quel luogo quarantacinque giorni, per fuggir di essere +perseguitato dalli ciaussi che dal bascià di Erzerum mi furono +mandati dietro.</p> + +<p>Vende esso re spesso gioje ed altre mercanzie, comprando e +vendendo con quella sottilità che faria un mediocre mercante. +Egli è vero, che già sei anni egli ha fatto un effetto piuttosto magnanimo +che altrimenti, avendo levato ogni sorte di dazj che si trovano +nel suo regno, i quali erano i maggiori che fossero in tutto il mondo: +poichè di mercanzia, od altro, di sette parti ne pigliava una, oltre +quello che li ministri toglievano. Vien però affermato che di ciò +furono causa alcune visioni che gli vennero in sogno, dicendo che gli<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span> +angioli l'avevano preso pel collo e dimandatogli se ad un re che ha +nome di giusto, e che viene dalla casa di Alì, si conveniva con +rovina di tante povere genti comportar dazj sì crudeli, e che però +gli comandavano di liberare le genti. Si svegliò esso re pieno di +paura, e comandò che per tutti li paesi del suo regno fossero levati +li dazj. Ma di questo fatto si comprende chiaramente dagli effetti, +che di giorno in giorno egli pare esserne pentito, e desiderare +di accumular danari con mille e mille operazioni indegne di +uomo, non che di re; le quali non racconterò così particolarmente +alla Serenità Vostra per non l'attediare con la lunghezza loro, sapendo +che le cose antecedentemente narrate, basteranno per far +conoscere l'animo suo.</p> + +<p>Passerò perciò a parlare della sua corte, la quale è divisa veramente +sotto due capi; cioè il servizio del re, e il consiglio di +stato.</p> + +<p>Il servizio del re è diviso in tre sorte di gente; in donne, in +figliuoli di sultani, e in schiavi comprati dal re o avuti in doni +dal caramè, che così da loro è chiamato il serraglio dove stanno le +donne. È da esse servito quando dorme di dentro, e sono tutte +schiave circasse e georgiane; quando dorme di fuori è servito nelli +servizi bassi, come nel vestirsi e dispogliarsi, dagli schiavi, de' quali +ne ha da quaranta o cinquanta. Questi tengono anche all'ordine le +cose di dispensa. La terza sorte di gente che lo servono, sono nobili +figli di sultani, i quali non stanno nel palazzo regio, ma vengono +mattina e sera dalle loro case al servizio, e sono ora più, ora meno, +ma per l'ordinario sono al numero di cento. Vien servito a vicenda +da loro nel dare l'acqua alle mani, nel presentargli le scarpe, e nello +andargli dietro quando cammina per li giardini.</p> + +<p>La ricompensa che il detto re dà agli schiavi che lo servono, da +quindici sino all'età di venticinque in trenta anni, sempre con le +barbe rase, è l'imprestar loro, a chi trenta, a chi cinquantamila +ducati, al venti per cento, a chi per dieci, ed a chi per venti anni, ricercandone +egli però il frutto d'anno in anno. Essi poi prestano a +sessanta e ottanta per cento ai signori della corte che stanno in +aspettazione di aver dal re gradi e governi, con buone cauzioni di +possessioni e stabili, e caso che quelli che hanno preso il denaro +nel fine dell'anno non si compongano con quelli che l'hanno dato +del capitale o del prò, senza altro protesto gli vendono le case o +possessioni, nè vi è altro rimedio a riaverle.</p> + +<p>La ricompensa del servizio de' nobili sono i gradi della corte,<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span> +come centurioni e capitani alla guardia del re, e sultanati che s'intendono +essere governi delle provincie. Questo è quanto appartiene +al servizio della persona del re.</p> + +<p>Il consiglio veramente è un solo nel quale non vi è altro presidente +che esso re, con intervento di dodici sultani, uomini di esperienza +e d'intelligenza nelle cose e governo di stato; sebbene questo +numero è alternato da quei sultani che di tanto in tanto vengono +alla corte, ed entrano tutti in consiglio ogni giorno, eccetto quando +il re va al bagno e quando si taglia le unghie. L'ora del ridursi, sì +l'estate, come lo inverno, è dalle ventidue ore in poi, e stanno ridotti +secondo le materie che si trattano, fin tre, quattro, cinque, +sei, e sette ore di notte. Siede il re sopra un divano non molto alto +da terra, e dietro alle sue spalle siedono li figliuoli quando si trovano +alla corte, alla quale ordinariamente interviene sultan Caidar +Mirza, che è come luogotenente del re, nè si parte da esso. All'incontro +della faccia di esso re, siedono li sultani consiglieri per età, +e dalla parte destra e sinistra siedono li quattro grandi consiglieri +da loro chiamati visiri. Il re propone le materie e sopra esse discorre, +dimandando il parere dei sultani ad uno ad uno, e secondo +che dicono le loro opinioni si levano dal loro luogo, e vengono appresso +il re, e siedono, parlando con voce alta, di modo che possino +essere intesi dagli altri sultani, e nel corso del ragionamento, il +re, se sente qualche ragione che gli piaccia, la fa notare alli +gran consiglieri e molte volte la nota di mano propria; e così a +mano a mano secondo che il re chiami i Sultani vengono a dire +le loro opinioni. Il re ora risolve le cose del primo consiglio, +quando non ha dubbio delle materie che si trattano, ora si fa portare +le ragioni di tutto il consiglio, e da lui le considera e poi si +risolve. Nel numero di questi sultani del consiglio entra anco il capitano +della guardia del re, che sebbene non è sultano, è però nobile, +ed uscendo di quel grado entra sultano. Li gran consiglieri non +hanno voce, nè ricordano cosa alcuna, se dal re non sian dimandati; +li quali sebben sono onoratissimi e molto stimati, non possono +però ascendere al grado di sultani, nè di altri servizj pertinenti alla +guerra ancorchè fossero nobilmente nati. La carica veramente è +piuttosto di genere virtuosa che nobile. Mentre che il consiglio sta +ridotto ogni notte, vi stanno anco le guardie di trecento Kurdi armati, +li quali, licenziato il consiglio, non si partono, ma dormono lì +per guardia del re.</p> + +<p>Parendomi aver sin qui detto a sufficienza della corte di questo<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span> +re, parlerò ora della grandezza del suo stato, e qual sia il modo del +governo delle provincie e regni che in esso si trovano, considerando +le metropoli, e come è amato esso re dai popoli abitanti nel suo +paese. Confina il paese posseduto dal re di Persia da levante con +l'India, ch'è tra il fiume Gange e Indo; da ponente col fiume Tigri, +che divide la Persia della Mesopotamia, ora detta Diarbech, il qual +fiume correndo sino alli confini di Babilonia, entra nell'Eufrate, ed +uno istesso alveo corrono tutti due per Bassora, e sboccano nel +mar Persico verso il mezzodì; da tramontana col mar Caspio e +colla Tartaria del gran Khan del Catai.</p> + +<p>Nel detto paese vi sono numero cinquantadue città, e le principali +di esse sono: Tauris, metropoli di tutto il regno, Casbin, Erivan +ed altre, le quali ad una ad una non nominerò, ma dirò solo che +non ve n'è pur una in tutto il regno che sia murata, ma tutte sono +aperte; le fabbriche sono bruttissime, e le case tutte di loto, cioè +fango e paglia tagliata mescolata insieme, nè vi sono moschee nè altro +che possa render vaghe dette città, ancorchè per l'ordinario i siti +siano bellissimi. Le strade sono brutte per la quantità della polvere, +e malamente vi si può andare, e conseguentemente l'inverno +vi sono fanghi estremi.</p> + +<p>Vi è grandissima abbondanza di grani per l'ordinario, ancorchè +non piova se non rare volte; ma usano di condur l'acqua a bagnare +i campi una settimana in una parte, ed una settimana in un'altra; ed +a questo modo vengono a dar tant'acqua alle biade e vigne quanto +basta. E nelle ascese, ed altri luoghi, dove le acque non ponno +esser tirate, se ne servono di prateria. Vi è anco quantità grande +di carnaggi, e sopra tutto di castrati, e di tutta grassezza, ed io ho +veduto in Tauris più volte pesar le loro cosce dieci buttuarie, che +sariano quaranta delle nostre libbre. Contuttociò sono assai care +rispetto alla quantità grande che ve n'è incredibile, e tale che non +pare che debba mai spedirsi, eppure si vende; e ciò avviene perchè +non credo che sia nel mondo nazione che mangi più delli Persiani: +essendo ordinario che tutti i vecchi non che li giovani, mangino +quattro volte al giorno, e ciò per causa dell'acque, che essendo +perfettissime, ajutano la digestione.</p> + +<p>Sono li Persiani piuttosto genti povere che altrimenti. Nelle città +e ville non usano molti adornamenti. Dorme ognuno in terra, e +quelli che sono in qualche condizione usano lo stramazzo sopra tappeti, +gli altri un feltro semplice. Le donne sono per l'ordinario tutte +brutte, ma di bellissimi lineamenti e nobili cere, sebbene i loro<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span> +abiti non sono così attillati come quelli delle Turche. Usano però +di vestire di seta, portando in testa il caffetano, lasciandosi veder +la faccia a chi esse vogliono, e a chi non vogliono l'ascondono, e +portano sopra la testa perle ed altre gioje; e di qui avviene, che +le perle sono in gran prezzo anco a quelle parti, non essendo molto +tempo che si sono cominciate ad usare.</p> + +<p>La riverenza e l'amore che da tutto il popolo di questo regno +vien portato al re, non ostante le cose già dette per le quali pare +dovrebbe essere odiato, è incredibil cosa: perchè essi, non come un +re, ma come Dio lo adorano, e ciò procede perch'egli viene dalla +linea di Alì, loro santo principale; e quelli che si trovano in malattia +o altra disgrazia, non chiamano tanto in ajuto il nome di +Dio, quanto fanno il nome del re, facendo voti, o di portargli qualche +dono o di venire a baciar la porta del suo palazzo, e si tien +felice quella casa che può aver qualche drappo o scarpe di esso re, +dell'acqua dove esso si è lavato le mani, usandola contro la febbre; +per tacere altre infinite cose che si potriano dire in questo proposito. +Dirò bene che non pure li popoli, ma li figliuoli stessi e sultani +ordinariamente quando parlano con lui, parendogli non poter +tenere epiteti convenienti a tanta altezza, gli dicono: tu sei la nostra +fede, e in te crediamo. Così si osserva nelle città vicine sino a +questo segno di riverenza; ma nelle ville e luoghi più lontani molti +tengono che egli, oltre avere lo spirito profetico, risusciti i morti, e +faccia di altri simili miracoli, dicendo che siccome Alì loro santo +principale ebbe undici figli maschi, che così anco questo re ha avuto +dalla maestà di Dio la medesima grazia di undici figli come Alì.</p> + +<p>Vero è che nella città di Tauris non vi è tanta venerazione come +negli altri luoghi, e per questo si dice ch'egli si sia partito di là e +andato a stare a Casbin, vedendo di non essere secondo il genio suo +stimato, per rispetto che la detta città è divisa in due parti, le quali +si chiamano, una Kamitai, e l'altra Ermicai; nelle quali fazioni sono +nove capi di sestieri, cinque in una e quattro nell'altra, dai quali +dipendono tutti li cittadini. Queste fazioni per il passato erano molto +discordi, ed ogni giorno si ammazzavano, nè bastava al re ed altri +il rimediarvi, per esser fra esse parti discordia, ed odio antico di +più di trecento anni, e certo si può dire che piuttosto essi capi di +sestieri siano signori di detta città, che il re proprio. Ora sono in +pace e uniti; ed a questo proposito non voglio lasciar di dire alla +Serenità Vostra, che essendo nel principio della loro quaresima montate +le carni un poco più del prezzo ordinario, andorno questi capi<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span> +al palazzo del sultano, ed ammazzorno tutti li ministri, e se il sultano +avesse fatto moto alcuno, sarebbe anch'egli stato ammazzato, +e per quei ministri che non si trovorno presenti, andorno li sollevati +alle case loro, gettando le porte a terra, e gli ammazzarono e +portorno le teste sopra il palazzo, non curando far questa operazione +più di giorno che di notte, nè a ciò si può rimediare rispetto +all'umor loro. Vero è che da essi non si è mai sentito che sia nata +alcuna cosa inonesta contro il particolare; e solo per il passato +hanno ammazzati delli sultani, per conservare una certa loro libertà +ed alcuni loro privilegi antichi. E per esser detta città, come ho +detto, metropoli di tutto il regno, parmi di dire alcuna altra cosa +di essa.</p> + +<p>È posta essa città per dir il tutto della medesima, sopra una gran +pianura, poco lontana da alcuni monticelli, essendogli vicino un +colle dove anticamente vi era un castello, come si vede dalle ruine +che vi sono al circuito. Questa città ancorchè non abbia muraglia, +è di quindici miglia e più, ed è in forma lunga, onde che da un +luogo che si addimanda Nassar fino all'uscir della città verso Casbin, +vi è quasi una piccola giornata di cammino e vi sono però infiniti +giardini, e luoghi vacui. Le contrade sono quarantuna e per ogni +contrada vi è un bazaro, di modo che si può dire che in ogni contrada +vi sia una piccola terra abbondantissima, ma sopra tutto di +cose magnative. L'aere è felicissimo, sì d'inverno come di estate. Li +frutti superano di bontà e di bellezza quelli di qualsivoglia altro +paese. La città è mercantile, concorrendo in essa le merci e caravane +d'ogni parte del regno; ma ora il negozio della mercanzia patisce +molto, rispetto alle cose della guerra che la Serenità Vostra ha +con il Turco, perchè dove due colli di seta, della quale il paese è +abbondantissimo, valevano quattrocento e più zecchini, si vendono +meno di duegento. Le spezie che vengono per via di Ormuz, non +vi è persona che le guardi, perchè il suo corso ordinario era in +Aleppo; ora non vi essendo in che contrattarre, restano abbandonate +da qualche parte in poi, che vengono condotte a Costantinopoli +stessa, e di là in Bogdania, spargendosi per la Polonia, e di là in +Danimarca, Svezia ed altri luoghi; ma sono tanto grandi le spese, +che li guadagni riescono piccolissimi, se però non vi si perde; +avendone fatta la prova alcuni Armeni ch'io vidi in Tauris; e tanto +più si verranno a raffreddare tutti i negozi, quanto che un gentiluomo +inglese addimandato il signore Tommaso da Londra, venuto +in detta città con molte facoltà di pannina per via di Moscovia,<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span> +sotto nome di ambasciatore della regina, essendo venuto a morte, il +sultano di Shirvan gl'intertenne tutte le robe, per il che li compagni +ch'erano con lui convennero spendere gran quantità di danari per +riaverle, sicchè per questa causa non si deve sperare che da quelle +parti le faccende abbiano a continuare. Nel regno di Corassan si +lavora di panni di seta, e specialmente di velluti, li quali possono +stare al paragone delli genovesi e d'altri luoghi. Lavorano delli rasi +e damaschi con quella bellezza e polizia che si sogliono fare in Italia +e sono a buon mercato.</p> + +<p>Nel detto paese di Persia non vi sono merci d'oro, nè d'argento, +nè di rame, ma solamente di ferro; però quelli che conducono argenti +di Turchia in Persia guadagnano venti per cento, e dell'oro da +quaranta in cinquanta per cento, e delli rami, quando dieci e +quando venti e più per cento. Vero è che vi sono gravi spese per +esser proibito il portar dei metalli nel predetto paese.</p> + +<p>Ora venendo alle forze di questo re, parmi considerar prima e +principalmente l'entrate.</p> + +<p>Ha questo re come cosa principale, contra l'ordinario di tutti li +regni che sogliono cavar l'entrate loro dalli dazi, il costume di +prendersi una parte delli frumenti, biade ed altre cose che produce +la terra, e delle vigne e praterie si paga d'ogni mille, il valore di +sessanta archi, che sono alcune loro misure, che dieci fariano la +misura di un campo; di tasse, dalle case de' cristiani cava cinque +per cento di tributo; in alcune parti cinque ducati per casa, e in +alcune altre, sette e otto secondo la fertilità e bontà del paese. Degli +animali, per ogni quaranta pecore quindici bisti all'anno, che sono +tre ducati di nostra moneta, e per ogni vacca dieci bisti all'anno, +che degli animali maschi non si paga. E questi sono li dazi del re e +le sue entrate; le quali dicono al presente che ascendono alla somma +di tre milioni d'oro.</p> + +<p>Le spese poi ch'escono dal tesoro di sua maestà sono veramente +pochissime per quanto si vede; perchè esso re non è in obbligo di +pagare altro che cinquemila soldati, chiamati da loro Kurdi, che +sono la guardia della sua persona, scelti fra la miglior gente e la più +bella che sia in tutto quello stato; nè manco a questi dà paga in +contante, ma in quel cambio dà loro vestimenta e anelli, ponendoli +a quel prezzo che gli pare. Vero è che ha undici figliuoli come ho +detto, e che ognuno di loro tien corte separata ed onorevole; ma +non si sa quello dia loro.</p> + +<p>Di sultani, come si è detto, sonvene da cinquanta, de' quali si<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span> +forma tutta la milizia di questo re, tenendo diviso in cinquanta parti +lo stato suo, oltra quello che tiene lui e li suoi figliuoli, il quale non +è sottoposto a cura di nessun altro. Detti sultani hanno in condotta +da cinquecento fino a trecento uomini a cavallo per ciascuno, i quali +separatamente cavano dalle regioni a loro assegnate, tanta entrata +che possono mantenere dette genti e cavalli, e far fare le mostre +spesse volte; sicchè in occasione di guerra non ha altro pensiero, +che spedire alli sultani un corriere uno o due mesi innanzi, che, +per esser sempre all'ordine, vengono senza difficoltà dove sono chiamati, +e possono ascendere in tutti al numero di sessantamila, benchè +la voce sia di molti più. Sono genti per l'ordinario di bello aspetto, +robuste e ben formate, e di gran cuore, e desiderose di guerra.</p> + +<p>Usano costoro per armi da difesa la corazza e la targa, e vi sono +anco molti elmi, e da offesa la freccia e gli archibusi, il quale non +vi è soldato che non l'usi; ed è ridotta quest'arte in tanta eccellenza, +che quanto alla perfezione superano i loro archibusi quelli di ogni +altro luogo, ed anco quanto alla tempra eccellente che gli danno: +sono le canne di detti archibusi per l'ordinario sette spanne di lunghezza, +e portano poco manco di tre oncie di palla, gli usano con +tanta facilità, che non li impedisce punto la spada, la quale tengono +attaccata all'arcione del cavallo per adoprarla quando bisogna. +L'archibuso se lo accomodano dietro la schiena con tanta facilità, +che l'una cosa non impedisce l'altra.</p> + +<p>Li cavalli sono ridotti in tanta eccellenza di bellezza e di bontà +che non han più bisogno di farne condur da altre parti, e questo +dalla morte di sultan Bajazet in qua, perchè detto signore venne in +Persia con bellissimi cavalli caramani, e cavalle arabe eccellenti, i +quali furono donati nel passare; e di poi che dal presente re fu fatto +ammazzare, gli restorno dieci mila tra cavalli e cavalle dalle quali è +riuscita al presente una razza così bella, che gli Ottomani non ne +hanno una tale. Restarono poi anche di detto Bajazet trenta pezzi di +artiglieria, oltre li danari ed altre spoglie.</p> + +<p>Oltre le forze dette, ha il re di Persia quella di aver fatto disertare +li paesi verso li confini del Turco da ogni parte per sei e sette giornate +di cammino, e rovinar quei castelli che v'erano, per assicurarsi +sempre più da detti Ottomani, che non gli venga volontà d'impadronirsene +e tenerseli.</p> + +<p>Parendomi avere abbastanza detto a Vostra Serenità delle fortezze +di questo re, parlerò ora delle pertinenze ed intelligenze che ha con +gli altri principi vicini.<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p> + +<p>Ha esso re pretensioni sopra li paesi toltigli dall'imperatore Ottomano, +cominciando dal fiume Eufrate da quella banda sino a +Babilonia, e verso ponente sopra il paese di Diarbek e Armenia minore. +Ha esso re intelligenza, e da lui dipende un principe cristiano, +signore de' Giorgiani, ed è suo tributario di venti mila ducati all'anno, +ed ha il suo stato vicino al mar Caspio; il qual principe in occasione +di guerra contra Ottomani potrebbe servire con dieci mila uomini a +cavallo, tutta gente florida e valorosa.</p> + +<p>Vi sono anco alcuni signorotti turchi, Kurdi, quali stanno sopra +certe montagne tra l'Armenia minore (verso quella parte dei +Giorgiani, che è posseduta dal Turco) e il mar Maggiore, sopra +le quali montagne essendo io passato, ed avendo veduto io in Erivan +preparazioni di genti, detti signori tenevano per fermo che fosse +contra sultano Selim, onde mostravano di sentir grandissima contentezza, +e facevano preparazioni per mettersi all'ordine alla guerra; +ed essi tutti uniti potriano fare tre in quattro mila cavalli di rara +bontà.</p> + +<p>Ora non mi pare di dovere più tediare Vostra Serenità, massimamente +avendole io con mie lettere dato conto di mano in mano del +mio negoziato e del mio viaggio. Nel qual viaggio fui crudelmente +battuto sotto la pianta dei piedi in Erzerum, e mille volte a pericolo +di crudelissima morte, cercato da tre ciaussi di Alì pascià, di Erzerum, +che mi aveva per spia; e dopo essere scampato dalle loro +mani, corso in infiniti altri pericoli e disagi. In premio di che non +addimando alla Serenità Vostra altro che la sua buona grazia, ed +occasioni di poterla sempre servire.</p> + +<div class="blockquot"><p><i>L'originale fu di recente scoperto nell'archivio dei Frari dal signor +Pasini. Colla scorta di quello si potè riscontrare la presente relazione, +già pubblicata dall'</i>Albèri, <i>nel vol. II, serie III,</i> Relazioni +venete.</p></div> + +<h3><a name="DOC_XXVII" id="DOC_XXVII"></a>DOCUMENTO XXVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="break">Dopo molte onorate et degne salutationi, che a così gran signori +se li conviene, li desideramo stato felice fino al finimento del mondo. +Si fa sapere all'Altezze Vostre per bocca di khan Mehemet e di Emirissè +sultan nostri buoni e cari amici, come siamo pronti a quanto +ne invitaste per lo passato, e più che mai continuiamo nel medesimo<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span> +volere, però se ancor voi siete dello stesso parere lo farete intendere. +Chogia Mehemet è nostro, el quale per aver avuto amicizia in Venezia +con Vincenzo che fu in Tauris, è stato introdotto in questo negotio +con il mezzo di chogia Cabibulà: al quale Mehemet abbiamo commesso +che con gran prestezza si debba trasferire a voi, e darvi conto +che siamo in campagna con 200 mille persone, se incaminiamo verso +le parti di Babilonia. Però di gratia espedirete il detto chogia Mehemet, +et sano lo inviarete dandoli boni avvisi, facendo passare con segretezza.</p> + +<p class="sig"><i>Espositioni Principi 1580.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXVIII" id="DOC_XXVIII"></a>DOCUMENTO XXVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1580 al 1º di maggio.</p> + +<p class="break">Essendo tornato il Serenissimo Principe dal Gran Consiglio et ridotto +nella sua anticamera, con li clarissimi messer Zuane Donato +consigliere e messer Alvise Foscari capo dell'Illustrissimo Consiglio +dei X, secondo l'ordine posto nell'eccellentissimo collegio, comparve +il fedelissimo Vincenzo de Alessandri, nodaro ordinario della cancelleria +ducal, et con lui un persiano huomo di età d'intorno alli ottanta +anni, il quale appresentatosi molto humilmente a S. Serenità espose +la sua ambasciata, e diede due lettere una scritta in persiano e l'altra +in turco, la prima fu letta da esso persiano, la seconda dal predetto +Alessandri, et perchè nelle espositione e nelle lettere erano molti particolari +che difficilmente si sariano potuti raccordare per poterli mettere +in scrittura comodamente, fu posto ordine che questo si facesse +in casa del predetto Alessandri, dove si poteva andare sicuramente, +per essere la sua casa posta in tale luogo che non si saria veduto da +alcuno; et così alli tre del medesimo ridotti noi Antonio Milledonne, +e Domenico Vico segretari et humilissimi servitori di Vostra Serenità +alla casa suddetta alle ore 10, ritrovassimo il suddetto persiano che +aspettava, al quale facessimo dire per il detto Alessandri che S. Serenità +gli faceva intendere che se aveva bisogno di qualche favore, +se lo faria prontamente; qual rispose « come haverei io ardimento di +dimandare alcuna cosa, essendo suo schiavo? » Si passò poi a dire che<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span> +essendo stato grato a S. Serenità quanto esso le aveva esposto, et +però desiderando di averlo in scrittura eravamo venuti qui per udirlo +un'altra volta da lui medesimo, che però fosse contento di dirlo a +parte perchè si scriveria il tutto; il qual rispose « volontieri sta ben » +et disse:</p> + +<p>Che essendo il re di Persia in Kasbin, già sei mesi circa disse alli +suoi sultani del sangue: che già qualche anno, fu a suo padre un huomo +mandato da' Venetiani, et dimandò se vi fosse qualcuno che si ricordasse +di quel fatto, perchè lui a quel tempo se trovava in Korassan: che +però vorria, che se non lo si sapeva da loro, si mandasse in Tauris da +Mehemet khan, che è principal sultan et del sangue per intendere da +lui come passò la cosa. Et così fu mandato in Tauris, et Mehemet khan +mandò a chiamare chogia Cabibulà che è un vecchio ed onorato mercante, +che è stato altre volte a Venezia insieme a chogia Succurlà che +è visir, il qual secondo il costume del regno, quando bolla le lettere +le bolla con tre bolli, che è quanto il bollo del re, perchè gli altri +sultani bollano con un bollo solo.</p> + +<p>Il predetto chogia Cabibulà, essendo chiamato, portò a presentare +(secondo l'uso del paese, che ognuno che è chiamato da' sultani del +sangue, porta presenti) una vesta di panno, una fessa da testa, ed +un gottonin, et andò al detto Mehemet khan et disse quello che il comandava. +Gli domandò il sultan: se conosceva quelli che furono +mandati da Venetia al re vecchio; lui rispose: cognosco. Gli dimandarno +del nome, disse che non sapeva il suo nome, ma bensì che +erano venuti, et che si trovava in Tauris chogia Mehemet il quale in +Venezia aveva avuta cortesia da quello che fu in Tauris, che forse sapria +dir il nome; et così mandarno a chiamar me che sono il sopradetto +chogia Mehemet.</p> + +<p>Io andai insieme con chogia Cabibulà, et narrai come fui preso al +tempo della guerra dalla galea Trevisana, che mi tolsero in fallo per +turco, se ben aveva patente del Zaguri console in Ragusa e da quei +signori di Ragusa, e toltami la roba; ma che li signori venetiani mi +liberarono, et fecero restituir la roba; et fu causa di questo favor, +quell'huomo che fu in Tauris, et che il collegio di Venetia viste le +patenti mi fece espedire. Chogia Cabibulà mi disse: che lui aveva +visto quell'huomo, et che el ghe aveva insegnà la strada de ritornar +a Venezia, ma che el no saveva el so nome; et che il sultan ghe lo +domandava; che però se 'l savesse ghe 'l dovessi dir. Io risposi ch'el +saveva, et che l'aveva nome Vincenzo, et così tolsero il nome in nota. +Io trovandomi alla presentia dei sultani sopradetti, mi dissero: dapoi<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span> +che tu conosci quel Vincenzo e che sei stato altre volte a Venezia, +volemo che tu vi torni a portarvi alcune lettere. Io dissi che sono +vecchio di 78 anni, come vuol sua signorìa che vada? Non ardii di dir +altro alli sultani, ma ritirato con chogia Cabibulà, mi escusai che non +avria possuto per la mia età far questo viaggio; ma lui mi disse: non +dir così, perchè bisogna far quello che comanda l'imperatore, e questo +è il suo comandamento.</p> + +<p>Intendendo li sultani la mia escusazione, per consolarmi et acciò +potessi fare il viaggio mi concessero 20 case di una villa con li suoi +terreni, et mi fecero e bollarono la patente della concession et della +esenzione. Io non potei mancare di adempire il comandamento del re +dettomi dalli sultani; mi messi in ordine per partire: et fu detto che +dovessi fare il servizio secretissimamente.</p> + +<p>Da poi fui chiamato et mi diedero due lettere, et mi dissero che +dovessi dire alli signori di Venetia, che loro stavano nel medesimo +proposito, che li mandarno a dire; ma che allora non si potè effettuar +perchè viveva il re vecchio il quale haveva molte indispositioni; ma +che tutti li sultani aveano giurato per Alì, che al presente non volevano +deponer le armi per anni 15, fino a che non debellavano i Turchi +ovvero non erano essi debellati; et che dovessi aggiungere che se li +signori Veneziani, haveranno il medesimo proposito, che si continuerà +ancor più lungo tempo la guerra; ma che se li mandi un segno +della sua volontà: perchè noi non volemo da loro suoi eserciti, ma +solamente la volontà, et che nelle sue chiese secondo la forma della +sua religione faccino dire delle oration per noi; et che il re del Portogallo +che comanda in Ormuz dove sta un persiano, come saria a +dir bailo, aveva dato ordine che siano mandati in Persia 20000 zecchini +et quel più che facesse bisogno per la guerra. Che i Turchi avevano +mossa questa guerra ingiustamente, senza causa, come credono +che si sappia; et però loro aveano posti in ordine li suoi eserciti, et +che si erano ridotti insieme alcuni re del sangue, che sono verso la +India, nominati Bairam Mirza fiol d'un fratello di Thamasp re vecchio, +Sciam Mirza, Eleas Mirza, Siringuineat Mirza et sultan Caidar; che +questi fanno un consiglio creato di nuovo, e che così il re li chiamò +tutti e li disse: sono tre anni che questi infedeli ne molestano, bisogna +far una buona risoluzione che o noi li vinciamo loro o essi ne +vinca noi; et essi sultani risposero che era ben onesto, perchè li +Turchi li avevano tolti molti paesi, che era vergogna che li tenessero, +però bisogna armarsi e ricuperarli, perchè i Turchi avevano mancato +della fede e rotti li capitoli, et che non temevano Dio, ma che osservavano<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span> +li loro giuramenti quanto solamente lor metteva conto. Che li +sopradetti re messero insieme per aiuto del re di Persia 70 mila persone, +li quali vennero per la parte delle Indie che si chiama Konducar. +Che il re di Persia oltre questi, ha 80 mila persone delle sue. Che el +re di Lar, qual è tributario del re di Persia e gli paga 5000 tomani +(che un toman è da circa 20 scudi), questi gli ha dato 15 mila uomini +a cavallo armati. Che Sanabat re dalla parte di Ghilan, ancor +esso tributario, ha dato 10 mila archibusieri. Che el re di Ghilan +nominato Sciempsi khan, ha dato 10 mila uomini tutti a cavallo armati; +che el re di Persia ha tolto per donna una figliuola di Abdulà khan re +dei Tartari. Che dei signori Georgiani fratelli, nominati uno Simon +e l'altro Davit, che cristiani loro sono, il re di Persia conoscendoli +valorosi ha data a Simon una sua figliuola, et lui s'è fatto persiano, +restando il suo fratello cristiano; questi li danno 20 mila gentiluomini, +che sono tutti cristiani.</p> + +<p>Domandato come sapeva questi particolari, rispose: questa cosa +è pubblica in Tauris, ma li sultani me l'hanno detto di bocca propria, +perchè lo riferisca alli signori Venetiani, et mi hanno anco detto +come è distribuito l'esercito; et poi disse da se: mi meraviglio che +tu mi dimandi queste cose, perchè l'armata che è a Venezia no se +sala a Padova e in tutte queste bande? Questo non è un pomo che se +tegna ascoso. Gli fu detto che non si meravigliasse se ghe vien domandato +qualche cosa, perchè si fa per poter chiarir meglio il tutto, e +non perchè non si creda quello che lui dice; rispose che questo non +importava niente, e gli fu detto che dicesse la divisione dell'esercito.</p> + +<p>Disse che 50 mila persone erano sotto la custodia di Bairam Mirza, +verso la parte di Babilonia, il quale è andato per guardar et rovinar +quel paese: che altri 50 mila erano sotto la custodia del fiol di Sciam +Mirza, el quale è andato nel paese di Soresul et ha preso quel bascià +et ammazzato con ruina di quelle genti de' quali ne furono menati da +300 vivi a Kasbin. Che Beram Mirza, con 50 mila ancor esso è andato +contro Ustret bascià verso Van; et che el resto dell'esercito è +rimasto col re; dicendo che el se haveva scordato dire che el fiol del +re nominato Emir khan Mirza con Jocmat sultan, et gran parte delle +genti erano all'incontro de Mustafà. Che quel fiol del re è generale +dell'esercito, et quello che sostenta la guerra. Dimandato del nome +del re di Persia rispose: Koda-Bendè. Dimandato se questo successe +immediato al padre, ovvero altri prima. Rispose. Morto Schà Thamasp +una parte voleva per re sultan Caidar Mirza, che era terzo figliuolo +che governava al tempo del padre, ma la maggior parte voleva<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span> +Ismaìl el secondo; onde si attacarno insieme; ma presto si sciolsero, +poichè fu morto Caidar et electo Ismaìl, qual fece tagliar la testa a +molti sultani, che gli erano stati contrari, onde ancor lui fu assassinato. +Successe poi questo che regna che è il primo figliuolo, e si +trovava a Korassan, il quale è huomo di 47 anni in circa, che non si +parte mai da Kasbin; ha avuto mal de occhi, ma li medici lo hanno +guarito; et soggiunse: io ho pur assai cose scritte nel cuore delli successi +della guerra et specialmente di Shirvan, de onde Mustafà partì +nudo; ma ho paura de attediar, se volete che dica, dirò. Gli fu detto +che el dica, el disse:</p> + +<p>Che quando se intese la partita di Mustafà con l'esercito dì Costantinopoli +ognuno si meravigliò per esser lui uomo vecchio, e massimamente +Tocmat sultan il quale lo conosceva molto bene per essere +stati ambidue a Costantinopoli. De che sorte fosse l'esercito turco +non lo starò a dire perchè voi lo sapete bene; ma essendo lui partito +da Esdrun verso la Persia fino ad un luogo che si chiama il Cars, il +che inteso da sultan Tocmat, mandò a presentargli 160 some di risi, +di meloni et altri rinfrescamenti, et li mandò un uomo suo a domandare +a che effetto era venuto tanto avanti nel paese persiano, Mustafà +mandò a rispondere per un suo uomo, con presente di 10 cavalli, +vesti di seta, e rinfrescamenti: che l'era venuto per sottometter li +Georgiani li quali erano soliti per avanti a dar tributo al sig. Turco, +e par che Tocmat sultan le aveva fatto dire che el paese di Cars era +il confin, et che se l'era venuto per prender quel paese, sopra ogni +sasso si lasceria una testa dicendo: Cars è un luogo rovinato che divide +el paese del Turco dai Persiani. Mustafà rispose che Dio guarda, +ma che l'era venuto per Georgiani come di sopra. Che sultan Tocmat +li fece anco dire, che lui non credeva che fosse mente del suo signor +di romper li capitoli che erano fatti; perchè li giuramenti passano +da un re all'altro, che questo saria con danno dell'anima dei morti, +ed anco di quei che vivono; et che se lui veniva per fabbricar Cars +che lo rifabbricherieno con tante teste dei Turchi.</p> + +<p>Che lui Mustafà in Persia non poteva far cosa alcuna, ma ben +che loro Persiani, passeriano nel paese dei Turchi fino a Tokat, tagliando +ed abbruciando di tutto, che saria con danno non delli +grandi, ma delli piccoli; che però non volevano questo cargo sull'anima; +ma cha lui era servitore del suo re e Mustafà del suo, che +però tra loro due combattessero e definissero le querele. Mustafà +rispose con inganno el falsità, che non era venuto per il paese di +Persia, onde sultan Tocmat li diede il passo, ma ben sempre tenendo<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span> +gli occhi aperti, et essendosi spinto avanti Mustafà fino a +certa acqua che si chiama Canacaburi, che è la strada certa di andar +nel Shirvan, vedendo sultan Tocmat che era ingannato, disse +costui ne inganna, et esortò le sue genti et diede alla coda dell'esercito, +e ne tagliò fino a 30 mille, et li tolsero parte delli cariaggi +e quasi tutti i danari che aveva con lui; ma li sopraggiunsero altre +genti: onde Tocmat si ritirò colla preda e Mustafà passò allo Shirvan. +Tocmat sultan mandò la preda al re, et li fece intendere che +Turchi avevano rotta la fede e che li sariano addosso, et che però +si mettesse all'ordine. Mustafà frattanto penetrò nel paese del +Shirvan, fino ad una terra che si domanda Aras, e la prese e si +fermò in quel luogo 28 giorni, et per il cattivissimo aere che vi è +si ammalò l'esercito, ond'ebbe maggior danno dalle infermità che +non aveva avuto dalla spada. Mustafà in questo tempo mandò spioni +per il paese ad intender quello che facevano i Persiani, parte dei +quali spioni furono presi, et da loro intesero Persiani, che Mustafà +era in Aras con parte dell'esercito, con la mortalità che ho detto +di sopra, e che Osman bassà con un'altra parte era ad un'acqua in +un certo sito forte. Quei spioni che non furono presi tornarono a +Mustafà e li dissero che Persiani erano all'ordine per darli adosso. +Onde esso consigliò Iman ed altri bassà, e disse che avendo la infermità +che veniva dal cielo non si potevano effettuare i suoi disegni, +che bisognava far meglio che si poteva per non perder quel +paese che avevano acquistato con tanta fatica e spesa; che però +Osman si valesse di 30m. persone per guardar Samachi, che è la +metropoli di quel paese, e lo fece serraschiere che vuol dir capitanio-generale, +et fece anco sotto di lui altri bascià, perchè l'aveva +questa libertà dal gran signore di così fare; et lui se ne fuggì +per la parte dei Georgiani, per un paese detto Seventberg, e per la +fuga così presta davano cinque gambelli per due pani, et in questa +fuga ebbero grandissimo danno dai Georgiani cristiani, non essendo +ancor giunti li Persiani; e che con poche genti che non credo arrivassero +a 20,000 persone si ritirò in Erzerum; che partido Mustafà +sopraggiunsero Persiani, e la prima cosa che facessero ricuperarono +Aras dove i Turchi avevano fatto un castello di frasche e +fango, et postovi l'artilleria; ammazzarono il bassà detto Caidar e le +genti et tolsero l'artilleria in numero di 200 pezzi, e la mandorno al +re, poi andarono a Samachi e lo circumdarono tutto, ma sopraggiunse +in aiuto dei Turchi 8000 tartari per via di Caffa, il che +intendendo i Persiani, una parte si levò dall'assedio et andò ad incontrarli;<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span> +ed in questo tempo Osman bassa, fuggì da Samachi; i +Tartari furono tutti tagliati a pezzi, ed esso Osman si salvò in un +castello dei Circassi detto Derbent, dopo la fuga del quale i sultani +entrarono per tutte terre a man salva et ritornarono in tutti li +suoi governi, avendo ritrovato anco in Samachi artiglieria, e preso +tutto l'aver di Osman; et questo fu al fin dell'anno. L'anno seguente +Mustafà rinforzò l'esercito al numero per quanto si diceva di 250 +mille persone, e conoscendo il danno che aveva avuto in Persia, +cercò di ricuperare in qualche modo, e si avviò a Cars per fabbricarlo, +dove venne anco l'esercito dei Persiani, et combatterono con +grande effusione di sangue da una parte e dall'altra, tanto che appena +è credibile; pur Mustafà restò superiore e fabbricò il Cars. +Fra questo tempo li Tartari, che sapevano che Osman era in quel +castello, lo andorno a levare et si ridussero in campagna da una +parte del paese di Shirvan, i quali erano al numero di 30,000. I +Persiani si risolsero di mandare una parte contro li sopradetti +Tartari, e l'altra parte si ritirò da Cars, et così Mustafà lo fabbricò; +ma sopraggiunto l'inverno, che è molto aspro in quelle parti +lo lasciò presidiato e si ritirò in Erzerum, licenziando parte dell'esercito, +qual era mal satisfatto et Mustafà anco molto afflitto. Li +Tartari, et li Persiani che si erano all'incontro, stavano caduno +dalla sua parte sopra l'avvantaggio, fino a che venne l'inverno, il +quale sopraggiunto, li Tartari che sono mezzi nudi convennero ritirarsi, +con la quale occasione i Persiani ne tagliarono molti a +pezzi, et Osman bassà convenne tornare a salvarsi nel castello sopradetto +di Derbent. I Persiani poi, che sono più atti alla fatica che +Turchi, e che non hanno bisogno di tante comodità, perchè bene +spesso stanno 40 giorni con una camisa, et menano sempre con +loro un caval vodo quando vanno in fazion, per averlo sempre +fresco, tornarono a Cars, ma non avendo artigliere da batter, perchè +quella che presero l'haveano disfatta, et fatto bagattini, non la avendo +loro, nè avendo il modo di adoperarla, non potendo però prender +Cars, hanno rovinato il paese intorno, che non vi è restata appena +la herba, onde se vogliono soccorso bisogna lo aspettino da +Erzerum, perchè adesso vi sono delle munizioni che vi lasciò Mustafà, +stando tuttavia assediati dai Persiani.</p> + +<p>Dimandato in che modo vien mantenuto tanto tempo così grande +esercito, rispose: l'imperatore è molto grande ed ha tesori; ma l'esercito +si vale dell'abbondanza del paese, et delli danni che fanno ai +Turchi, et delli tesori che si hanno guadagnati; e poi anco quando<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span> +tutto manca se ne tuol ad imprestito, et quei re che ho detto di sopra +tutti aiutano; et come ho detto questo è il terzo anno che li sultani +hanno giurato di continuar la guerra et di non lasciar la spada per +15 anni. Dimandato quello che si intende di Mustafà, rispose che +si diceva che il sig. Turco li aveva mandato sei capigi, perchè el voleva +che el rendesse conto che avendogli lui persuasa la guerra et +partitosi con un esercito così florido e con tanti tesori et tanta artilleria, +quello che ha fatto et in che modo ha impiantato Osman +bassà in quel paese di Circassia. Che Mustafà avendo inteso oltre questo +che el suo signor voleva mandar un altro in luogo suo disse: che +quanto alli tesori se sono andati, saranno andati del suo; et perchè +l'era chiamato a Costantinopoli pregava ch'el si lasciasse ancora +un anno perchè el non voleva morir d'altra spada che de' Persiani. +Dimandato se in questi tempi è stata mai trattazione alcuna de pace, +rispose: che essendo stato persuaso al re di Persia da Mustafà a +mandar persone per trattare la pace, mandò un suo uomo in quel +tempo che successe la morte di Mehemet bassà, il quale arrivò a +Scutari, et fece intendere ad Achmet bassà, che el suo re a richiesta +de Mustafà l'aveva mandato a dirgli, che li pareva cosa ingiusta +continuare a spander tanto sangue di monsulmani: che però quando +gli fosse restituito il suo passo esso leveria le offese; et questo +huomo fu scacciato via dai Turchi, et che lo volevano anco offendere, +et che Achmet disse che ambasciator no porta pena, onde fu +scacciato via.</p> + +<p>Fo data la lettera scritta in persiano ad esso chogia Mehemet et +li fu detto che el dica chi scrive questa lettera. Rispose: Emir khan +che un signore in Tauris come saria a dir vicerè, signata dal suo +segretario. Gli fu poi detto che la traducesse in turco, così presala +e lettala cominciò a dire:</p> + +<p>« Molti saluti a voi, gran signori di Venetia. Quello che fu +mandato da vostre altezze, chogia Cabibulà lo ha conosciuto, +così noi abbiamo mandato alla vostra felicità chogia Mehemet per +significarvi, come noi continuiamo nelle promesse et nella fede che +dessimo, così desideramo che ancor da voi ne venga un segnale; +piacendo alla Maestà di Dio, solo signor del mondo, speramo di +castigar quei scellerati, nè li lasceremo per il corso di 20 anni fuori +delle nostre mani, et con lasciarvi con perpetue salutazioni ».</p> + +<p>Dimandato che el dia el giorno della lettera, rispose: che può essere +da sei mesi, ma che nella lettera non si trova il tempo. La lettera +in turco fu lasciata all'Alessandri, che la traduca con comodità<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span><a name="FNanchor_173_173" id="FNanchor_173_173"></a><a href="#Footnote_173_173" class="fnanchor">[173]</a> +per esser ormai l'ora tardissima. Et fu domandato il detto +Mehemet del modo con il quale aveva portate dette lettere rispose: +Dopo che io baciai le mani a quei signori che mi diedero le lettere, +mi messi in una carovana di 200 persone, et feci la via di Van, havendo +legato le lettere nei mazzi di seta. Venni a Tokat, e da Tokat in +Brussa, dove giunto trovai che le sete valevano assai, et però io le +vendetti là et salvai il solo collo che aveva le lettere, et tornai a cavallo +con diligenza a prenderne delle altre. Et dimandato perchè si +messe a pericolo di discompiacer al re col perder tanto tempo +rispose: l'ho fatto perchè li miei compagni tutti vendevano, et se +non l'havessi fatto avriano detto: che vuol dir che costui non le +vende, potendo avanzar tanto; e poteva entrar sospetto. Io incontrai +altri che venivano per il medesimo viaggio, et comperai da loro +le sete, con le quali sono venuto a Gallipoli, et da Gallipoli passato +per la via di Narenta a Venezia; et disse che a Sarnizza furono +aperte alquante balle di seta della carovana, per vedere se vi era +alcuna cosa dentro, et non li trovarono alcuna cosa, et non havendo +trovato niente gli mangiorno 20 talleri. Interrogato se ha +compagni con lui, rispose che ha un figliuolo di suo fratello, et che +sono 5 uomini computato il servitore; ma che nessuno nè anco +suo nipote sa alcuna cosa perchè li va la sua testa. Dimandato dove +sono alloggiati rispose in una corte a san Zuanne Novo nelle case +di cha Zen. Dimandato se essendo la guerra in Persia lasciano andar +le mercanzie su e giù rispose: a' mercanti da nessuna delle +parti viene facta ingiuria nè nelle persone, nè nelle robe; et vedendo +che erimo per licenziarsi si levò in piedi et fece oration, secondo +il suo uso, et disse: Io son venuto qua per servitio del mio re, +et prego Dio per la sua felicità et anco per la vostra; al che gli fu +risposto, che se gli useria in questa città ogni cortesia et favore; +et esso ringratiò che el se avesse fatto venir in questo luoco secretissimo +« perchè essendo condotto in palazzo alla presentia del +principe a dir quelle poche parole che dissi, me tremava le +gambe ».</p> + +<p class="sig"><i>Espositioni Ambasciatori 1580-83.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXIX" id="DOC_XXIX"></a>DOCUMENTO XXIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1600, 8 giugno.</p> + +<p class="break">Avendo il Nores dragomano della lingua turca, fatto sapere che +era giunto in questa città un Persiano con sei ovvero otto in compagnia, +soggetto di stima e di molta grazia appresso quel re, e che +desiderava far riverenza a S. S.tà fu dato ordine che per oggi +fosse introdotto nell'ecc. Collegio dove venuto fu fatto sedere sopra +gli ill.mi sig. Savj di Terraferma; ed interpretando lo stesso Nores +disse il persiano: che il suo potentissimo re lo aveva mandato in +questa nobilissima gran città, e commessogli di presentar le lettere +sue e baciar la mano a S. S., la qual inteso questo tanto rispose: +che la sua persona era ben veduta e che si sentiva piacere del suo +salvo arrivo dopo così lungo viaggio, e che le lettere si riceverieno +con gratissimo animo, desiderandosi ogni bene al suo signore. +Replicò il Persiano che rendeva molte grazie della amorevole volontà +che se gli mostrava, e che essendo il nome veneziano non solo +amato, ma riverito grandemente nel suo paese, abbracciandosi e favorendosi +in tutte le cose li mercanti che vi capitano, desiderava il +suo signore che continuassero ad andarvi, e che all'incontro fossero +protetti e favoriti quelli che venissero di là. Disse S. S. che +si era ben certi dell'ottima volontà del suo re verso le cose della +Repubblica, che se ne teneva molto conto con una perfetta corrispondenza +e con vivo desiderio di ogni sua prosperità, onde poteva +ognuno rendersi sicurissimo che li sudditi di sua maestà saranno +sempre ben veduti. Allora il Persiano soggiunse: che essendo venuto +con diverse robe del suo re, per contrattarne e comperarne altre +in questa città, come quello che ha la cura principale di provvedere le +molte cose per servigio della casa sua, desiderava due grazie: l'una +che avendo bisogno per lo stesso servizio di far tingere certi panni +di alcuni colori che si usano in Persia, e per quanto intende sono +proibiti in Venezia, supplicava gli fosse concesso di farli tingere a +modo suo, e l'altra che avendo fatta elezione di due senseri per +smaltire le suddette sue robe e comprarne d'altre, desiderava che<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span> +questi fossero chiamati, ed ordinatoli che procedessero con diligenza +e sincerità affinchè egli potesse spedirsi presto.</p> + +<p>Il ser.mo gli rispose che desiderava fargli cosa grata, e che questi +signori secondo la forma del governo sarebbero insieme, per +dargli risoluzione sopra di ciò con la risposta alle lettere del suo re.</p> + +<p>Mostrò il Persiano di restar soddisfatto, e disse che non avendo +altro il suo signore da mandar in segno dell'amore che porta a +questa serenissima Repubblica, le mandava a donare un panno +tessuto d'oro e di velluto con figure, fatto far apposta per questo +effetto.</p> + +<p>Di che essendo stato ringraziato da Sua Serenità, egli prese licenza +e partì.</p> + +<p class="sig"><i>Espositioni Ambasciatori.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXX" id="DOC_XXX"></a>DOCUMENTO XXX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1600, 8 giugno.</p> + +<div class="blockquot"><p><i>Al famoso e celeberrimo principe e signore d'alta e felice prosapia, +dominatore di paesi e di provincie, amministratore della giustizia, +fondatore del vero modo e forma di governo, singolare fra i principi +della nazione cristiana, ornato di virtù, valor e potenza, pieno di +pompe, maestà, grandezze, il famosissimo giudice e signore di Venezia, +il cui fine sia prospero e felice.</i></p></div> + +<p class="break">Dopo li molti ed onorati saluti che si convengono alla sua dignità +e grandezza, i quali se ne vengono accompagnati dalla sincera amicizia +ed amore che derivano dall'intima parte dell'animo nostro desideroso +di ogni suo bene, se gli fa colla presente regal lettera +amichevolmente sapere: che essendo nostro desiderio e principale +oggetto di conservare sempre sincera amicizia e confederata unione +colli principi famosi e gran signori cristiani, ed essendo il solito dei +gran re e principi per confermazione e stabilimento dell'amore ed +amicizia, rinnovare bene spesso tra di essi la memoria dell'affezione +e benevolenza, et visitarsi l'uno con l'altro per via di amorevoli ed +amichevoli lettere, mentre che non si possi fare ciò presenzialmente<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span> +e colle proprie persone, valendosi anco uno dell'altro nelle sue occasioni +ed occorrenze, come noi desideriamo che Ella se ne vagli di +noi e conservi la nostra amicizia in quello stesso modo che conserviamo +noi la sua; pertanto coll'occasione della venuta del valoroso e +fidelissimo nostro uomo Efet beg agente e negoziatore della riverita +nostra corte, il quale è stato spedito e mandato in quella parte per +alcuni servigi della propria nostra regal persona, non abbiamo voluto +restare con la presente nostra gioconda lettera di dare una +mossa e scorlo alla catena che tiene fra di noi congiunto e catenato +l'amore e l'amicizia, e per dar anco occasione a lei di seguitare lo +stesso uso, tenendo sempre aperta la porta agli uffici e complimenti +et alla comune pratica e commercio. Onde giunto che sarà il suddetto +nostro onorato e stimato uomo, desideriamo che Ella sia +contenta di commettere alli suoi ministri ed agenti pubblici, che +dovendo egli fare alcuni servigi in quella parte di ordine e commissione +nostra, vogliano detti suoi ministri ed agenti prestare ogni suo +favore ed aiuto nelle sue occorrenze, acciocchè possa egli con il +mezzo della protezione ed aiuto loro, spedirsi tosto delli suoi negozi, +ed adempiere quel tanto che gli è stato commesso per poter poi +quanto prima fare ritorno a questo paese, nel quale se occorrerà +alla sua felice persona cosa alcuna, ne la farà liberamente e senza +alcun rispetto sapere, che dalla benignità e munificenza nostra sarà +volontieri adempito ogni suo desiderio e richiesta.</p> + +<p>Del resto desideriamo che la felicità, grandezza e potenza sue sieno +perpetue e senza fine.</p> + +<p class="break">Senza data. — La sottoscrizione in stampa dentro del bollo regio, +con il quale è solito di bollarsi solamente le lettere che si scrive alli +re e principi posta abbasso nel fine della lettera, dice prima nel capo +del bollo: Dio, Maometto et Alì, et poi più abbasso in mezzo del bollo +dice: serenissimo Shàh Abbas re di Persia.</p> + +<p class="break">E nel principo della lettera in alto è scritto con lettere d'oro; +Iddio puro et altissimo.</p> + +<p class="break">Tradotta per me Giacomo de Nores interprete pubblico.</p> + +<p class="sig"><i>Filza 11, Esposizioni Principi.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXXI" id="DOC_XXXI"></a>DOCUMENTO XXXI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1600, giugno.<br /> +<br /> +<i>Al serenissimo re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Le lettere di V. M. portateci dal valoroso Efet beg, ne sono state +per ogni rispetto molto care, e gratissimo tutto ciò che ella si è +compiaciuta di significarci, per espressioni del suo cortese animo +verso la nostra Repubblica, la quale avendo conservata sempre antica +e sincera amicizia colla sereniss. sua corona, riceve al presente +singolare contento, che dalla M. V. le sia corrisposta con queste +dimostrazioni amorevoli, da noi largamente meritate, per il desiderio +che tenemo di darle maggiormente a conoscere che la stessa buona +amicizia resterà in ogni tempo dal nostro canto fermamente stabilita +sopra un sincerissimo affetto verso di lei, et accresciuta dall'amorevole +protezione dei sudditi suoi che capitano in questa città, dove +sogliono essere così ben veduti e trattati, che possono loro medesimi +renderle indubitato testimonio, quanto riesca a noi di consolazione, +che li nostri siano all'incontro favoriti da lei, onde il commercio +abbia ad ampliarsi a maggior benefizio dei comuni sudditi; ed a perfetto +stabilimento della nostra buona amicizia ed intelligenza, la quale +siccome già vedemo conservarsi dalla M. V. perchè con abbondanza +del suo affetto chiaramente espresso in esse lettere, ha voluto complir +ad un tratto a tutti gli uffici, che per la distanza del paese +non possono esser tra noi molto frequenti: così la pregamo di esser +certa di non dover in alcun tempo mai desiderare migliore, nè più +ben disposta volontà di quella, che avremo di comprobarle in tutte +le occorrenze la ottima corrispondenza del nostro sincerissimo animo; +e gli anni di lei siano molti, accompagnati da continue prosperità +e da ogni altro felice avvenimento.</p> + +<p class="sig"><i>Nella Miscellanea atti turcheschi. Arch. Gen.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXXII" id="DOC_XXXII"></a>DOCUMENTO XXXII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Traduzione fatta da me Giacomo de Nores interprete della ser. Rep. di +una lettera scritta in lingua persiana da Shàh Abbas re di Persia, +portata da Fethy bei suo agente e servo. Di sopra della lettera è +scritto con oro:</i></p></div> + +<p class="center break">Dio immacolato e altissimo.</p> + +<p class="break"><i>Et poi comincia di sotto.</i></p> + +<p>Al famoso ed eccelso principe, e signore di alto stato, dominatore +di paesi e di provincie, amministratore della giustizia, osservatore +del vero modo di governo, eletto tra i principi grandi della +nazione cristiana, unico tra i potenti della generazione credente il +Messia, ornato di gloria onor e potenza, pieno di pompe prosperità +e grandezze, il famoso ed eccelso principe di Venezia le sue +grandezze durino sempre.</p> + +<p>Dopo li onorati e sinceri saluti, che procedono dalla buona amicizia, +amore ed unione d'animo, che è fra di noi, le si fa colla +presente nostra real lettera amichevolmente sapere, che essendo costume +del nostro reale animo di augurare sempre prosperità e grandezze +alli nostri buoni amici, prima d'ogni altra cosa, preghiamo +con questa nostra che le sue azioni sieno conformi alla volontà di +Dio, e che abbino buon e felice fine. Da poi le dicemo che per +l'inclinazione e desiderio che noi abbiamo di stabilire l'amicizia ed +amore con tutti li principi grandi e signori della cristianità, ed in +particolare colla sua eccelsa persona come principe famoso e potente, +tenemo sempre le porte aperte a tutti quelli che vengono da +quei loro paesi e massime da Venezia, i quali sono da noi ben veduti +e favoriti, ed ognuno se ne ritorna contento e soddisfatto della +reale cortesia e buoni trattamenti che gli si usa.</p> + +<p>Ora dunque confidando noi che all'incontro lei ancora per la +stima che fa della nostra amicizia sincera ed amore, debba fare il +medesimo con li nostri, acciò che si continui tanto maggiormente +la pratica ed il commercio fra li mercanti dell'una e l'altra parte, +abbiamo voluto mandare ora a quel paese l'onorato agente nostro +e servo nominato Fethy bei per alcune cose necessarie al nostro +real servigio e specialmente per provvedere di alcune armi archibusi +e zacchi fini che gli abbiamo commesso per servizio proprio<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span> +ed uso della nostra real corte. Pertanto desideriamo dalla sua eccelsa +persona, che per amor nostro egli sia visto con occhio benigno +e protetto in ogni sua occorrenza e bisogno, commettendo +inoltre alli suoi onorati ministri e servi, che dovendo il suddetto +Fethy bei nostro onorato servo ed agente comperare le suddette +armi archibusi e zacchi di nostra commissione, debbano essi ministri +prestargli ogni favore ed aiuto per trovare cose che sieno +onorate e degne della nostra real persona, acciocchè ben servito +di ogni cosa se ne possa egli ritornare presto alla nostra felice +corte. E se all'incontro occorrerà alla sua eccelsa persona cosa alcuna, +delle cose preziose che si trovano in questi paesi, ne la farà +come buoni amici sapere confidentemente, che sarà adempito ogni +suo desiderio e mandato tutto quello le farà di bisogno. Del resto +desideriamo che osservando le condizioni dell'amicizia, voglia esser +contenta di visitarci qualche volta con sue onorate lettere come +faremo ancor noi colle nostre. E per fine preghiamo che le sue +grandezze e prosperità e onori sieno perpetui, e con lo aiuto celeste +si termini in bene ogni suo desiderio.</p> + +<p>Senza data.</p> + +<p>In luogo della sottoscrizione è posto al fine della lettera il sigillo +grande del re qual dice: Shàh Abbas servo del miracoloso +uomo Alì protettore del regno.</p> + +<p class="sig"><i>Iscrizioni veneziane, del</i> Cicogna.</p> + +<h3><a name="DOC_XXXIII" id="DOC_XXXIII"></a>DOCUMENTO XXXIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Tradutione della Nota del presente del re di Persia, +bollata con il suo proprio bollo.</i></p> + +<p class="break">Nota del presente che si manda da parte di S. M. potentissima, +al famoso et eccelso principe di Venetia con Fethy bei suo honorato +servo et agente.</p> + +<p>Un manto tessuto d'oro</p> + +<p>Un tappeto di velluto tessuto con oro, et argento</p> + +<p>Un panno di velluto tessuto in oro, con figure di Cristo et di +sua madre Maria</p> + +<p>Tre cavezzi tessuti in oro</p> + +<p>Tre schietti tessuti con seta.</p> + +<p class="sig"><i>Esp. Principi.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXXIV" id="DOC_XXXIV"></a>DOCUMENTO XXXIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1603, 6 marzo in Pregadi.</p> + +<p class="break">Essendo a proposito deliberare cosa alcuna intorno li strati che +il serenissimo re di Persia ha mandato a donar a Sua Serenità +l'anderà parte:</p> + +<p>Che il suddetto strato qual sarà qui sottosegnato sia juxta la +legge mandato alla chiesa di S. Marco. E da mo, sia commesso alli +procuratori di detta chiesa che debbano far convertire le vesti in +tante pianete e paramenti come loro piacerà meglio; et il tappeto +sia conservato in detta chiesa da essere nei giorni solenni quando +il serenissimo principe va in cappella accomodato su lo sgabello +dove se inginocchia Sua Serenità:</p> + +<p>Un manto tessuto d'oro</p> + +<p>Un tappeto di seda tessuto d'oro, lungo braccia 4 alto 3</p> + +<p>Un panno di seta ed oro a figure, lungo 3 braccia circa con +14 figure</p> + +<p>Tre veste di seta ed oro a figure, lunghe braccia 2</p> + +<p>Tre altre veste di panni di seta senza oro o figure, di lunghezza +braccia 3,7 circa.</p> + +<p class="break">Et da mo che delli danari della Ser. Rep. siano spesi fino alla +somma di ducati 100 in tanti rinfrescamenti, come parerà al collegio +nostro, per presentarli parte a parte al persiano che ha portato +il suddetto presente.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De si</td> <td class="right">173</td> + </tr> + <tr> + <td>No</td> <td class="right">2</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">10</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Commemoriale XXVI.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXXV" id="DOC_XXXV"></a>DOCUMENTO XXXV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1603, 2. settembre in Pregadi.<br /> +<br /> +<i>Al Serenissimo re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Se ne ritorna al presente a V. M. l'onorato e valoroso agente +suo Fethy Bei, espedito intieramente di tutti li negozii, per i quali +fu egli inviato da lei in questa città, essendo stato gratamente veduto +ed accarezzato da noi, e favorito ancora in tutto quello che +ricercava il bisogno, coll'aver in particolare comandato ai nostri +ministri di indirizzarlo in maniera che nella provvisione delle armi, +zacchi ed archibugi a lui concessa, et a noi dalla Maestà vostra +con sue lettere officiosissime raccomandata, egli ne riportasse, +come fa, cose onorate et degne della sua real persona. Et ci è +riescita gratissima sopramodo questa sua amorevole confidenza, la +quale conosciamo derivar da una sincera affezione che vostra +Maestà porta alla Repubblica nostra, per la occasione che ci ha prestata +di dimostrare nella persona di questo agente l'ottima disposizione +dell'animo nostro verso di Lei; il che non tralasciamo in +alcun tempo di manifestare al mondo con veri effetti, usando ogni +amorevole trattamento a tutti li sudditi di V. M. che capitano in +questa città nostra, per corrisponder a quei cortesi termini che lei +conforme alla grandezza del real animo suo usa verso li sudditi e +mercanti nostri, che se ne vengono in quelle parti. Il qual mezzo è +sopra ogni altro altissimo, non solo per stabilire ma stringere et +augumentare maggiormente a beneficio del comune commercio quella +perfetta amicizia et ottima corrispondenza, che per lunghissimo e +continuato corso d'anni si è mantenuta tra quella potentissima corona +e la Repubblica nostra, e che dal canto nostro sarà conservata +con ogni termine di ufficio verso la serenissima sua persona. +Alla quale auguriamo accrescimento di grandezza con perpetuo +corso di gloria e felicità.</p> + +<p>Et da mo: sia preso che per corrispondere all'onoratissimo presente +mandato dal re di Persia per il predetto agente suo alla signoria +nostra, sieno spesi delli danari del deposito per le occorrentie, +dalli officiali nostri alle rason vecchie fra ducati 1300 in quelle robe<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span> +e gentilezze che parerà al collegio nostro per mandar a quella Maestà, +insieme colle lettere pubbliche da esser consignate al predetto +agente suo. Al qual sieno parimenti donate in nome della signorìa +nostra tante vesti di seta di quella sorte che parerà ad esso collegio +per il valor di ducati 200; ed alli 8 uomini che sono in sua compagnia +sia dato una veste di panno scarlatto per cadaun, da esser +dette vesti pagate colli medesimi danari del deposito per le occorrentie.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De si</td> <td class="right">133.</td> + </tr> + <tr> + <td>De no</td> <td class="right">2.</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">9.</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Cicogna Iscrizioni, e Delib. Senato, Arch. gen.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXXVI" id="DOC_XXXVI"></a>DOCUMENTO XXXVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Al famoso ed eccelso fra i principi della nazione cristiana, eletto fra +i potenti e grandi signori che vivono nella legge del Messia, dominatore +di paesi e di provincie, administratore della giustizia, ornato +di virtù valor e prudenza, il potentissimo Doge di Venezia, +a cui il Signor Iddio aumenti lo stato e la potenza.</i></p></div> + +<p class="break">Dopo molti onorati saluti che si convengono alla sua dignità e +grandezza, ed alla buona amicizia et amor che è fra noi, le si fa colla +presente nostra real lettera amichevolmente sapere: che essendo nostro +<i>particolar desiderio</i> di continuar sempre nella buona amicizia +ed unione con tutti li principi famosi della cristianità, ed in particolare +colla sua alta e felice persona, come principe giusto, savio +e potente, abbiamo voluto con questa nostra regal lettera visitarla +e salutarla ora di nuovo, certificandole detta buona volontà ed affezion +che portiamo alle sue alte persone ed a tutta la sua eccelsa +repubblica; e perchè lei sa la contesa e la guerra che vertisce ora tra +noi ed il re dei Turchi, il quale facendo per ciò prender a Costantinopoli +ed altrove tutti li mercanti nostri sudditi e dipendenti ha +fatto confiscare le robe ed ogni altra cosa che essi portavano per +uso e servizio della nostra real corte; onde essendoci levata l'occasione +di poter mandare costì delli nostri proprii uomini di corte,<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span> +per esser impedito e vietato il passo, abbiamo determinato di +mandar ora costì l'onorato fra i pari e simili suoi chogia Chieos +mercante cristiano zulfatino, così per fare questo complimento +a lei, come anco per fornirsi di là di alcune robe e merci che +fanno bisogno per uso della nostra real corte; però desideriamo +che sia da lei commesso ed ordinato alli suoi onorati ministri +ed agenti che voglino per amor nostro favorirlo ed ajutarlo +in ogni sua occorrenza, affinchè egli possa spedirsi presto e bene +delle sue faccende, e ritornarsene qui quanto prima può con le robe +che gli sono state da noi commesse ed ordinate. Con questa occasione +non resteremo anco di pregarla di darci qualche avviso di +questi nostri agenti che vennero già costì per nostro servizio, ed +anco delle loro robbe ed effetti quello ne è successo; desiderando +noi che siano da lei per pietà ajutati e favoriti in ogni luoco per +amor nostro; e se all'incontro avrà bisogno anche lei di cosa alcuna +in queste nostre parti ne le faccia con sue lettere confidentemente +sapere come si conviene tra buoni e veri amici, che sarà +da noi eseguito prontamente il suo desiderio in tutto quello che +le sarà qui di bisogno; e per fine desideriamo che le sue forze e +grandezze siano sempre in aumento.</p> + +<p>Senza data — In luogo di sottoscrizione è posto nel rovescio della +lettera il bollo regale che dice: Shàh Abbas servo di Alì protettore +del regno.</p> + +<p class="sig"><i>Filza Atti turcheschi.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXXVII" id="DOC_XXXVII"></a>DOCUMENTO XXXVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Havendo il ser.mo re di Persia date in diversi tempi a diverse +persone sete da vender quì, è avvenuto, parte pel mal governo di +coloro che le avevano, e parte per altri accidenti, che si sia perduta +quasi ogni cosa. Ha perciò la maestà sua espedito <i>chogia Seffer</i> armeno +portator di queste per la ricuperazione di quanto si ritroverà +di sua ragione in codeste parti. In raccomandazione di questo, ho +avuto lettere efficacissime da due miei corrispondenti che si trovano +in Persia, e principalmente da uno chiamato Giacomo Nava di Salò,<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span> +il quale viene trattenuto dal re come pieggio di un Angelo Gradenigo +figliuolo di un ebreo fatto cristiano, che ebbe da S. M. circa 50 +balle di seta; e qui ancora il padre di esso chogia Seffer, che è +sensale nostro di casa mi ha con indicibile affetto raccomandato +questo negozio, perchè dal buon esito di questo dipende tutto l'esser +e la fortuna del suo figliuolo e tutta la sua. Io nondimeno ad +istanza di questo non intendo molestar la Serenità Vostra, ben mi +persuado che per rispetto di chi lo manda, sia per accarezzarlo e +favorirlo quanto più sarà possibile, in modo che il re conosca la +stima che ella fa della M. S. la quale all'incontro è tanto inclinata +al <i>nome veneziano</i>, che qualunque dei nostri il quale si trasferisca +alla sua corte ancorchè di bassissima condizione, tratta seco con +tanta famigliarità e riceve tanti comodi e cortesie che più non è +possibile a credere; non pure essendo egli quel gran re che è, +ma ancora se fosse solamente conte di un piccol castello: onde potrebbe +essere che egli si persuadesse che lo stesso dovesse fare +con questo suo agente la Serenità Vostra, alla quale riverentemente +ho voluto far saper questo, non perchè creda che si convenghi a +lei far soverchio onore a questo chogia Seffer (il quale manco è atto +a discernere e conoscere certi termini), ma solo perchè se gli mostri +molto affettuosa e amorevole verso i suoi negozi; ond'egli possi +ancora far testimonianza alla M. S. di avere da lei ricevuto favori e +cortesie molto apparenti.</p> + +<p>Questo re presume di se stesso molto, ben sì per la corona che +egli ha della Persia, ma più ancora per gli acquisti fatti da lei, +avendo sottomessi li re del Ghilan e di Lar ed impadronitosi del +regno loro, e quasi del tutto disfatti li Tartari Usbecchi, ai quali ha +preso la grandissima provincia del Korassan, oltre il paese ricuperato +dalle mani dei Turchi fino sotto Van, e avendo ridotto alla sua +devozione li principi Georgiani e buona parte dei Kurdi: crede perciò +dover essere stimato dal mondo molto più dei suoi predecessori.</p> + +<p>Per questi rispetti adunque, io per la parte mia non ho mancato +ricevere con allegra fronte esso chogia Seffer ed usargli tutte le +cortesie che ho saputo, ed in particolare gli ho prestati 200 e più +zecchini con mio incomodo e danno, essendomi contentato di riceverli +da lui costì senza niun beneficio di cambio, ancorchè egli me +lo abbia offerto maggiore del corso ordinario; e di più molto prontamente +ho dato ordine che sieno condotti in questa città e consegnati +a suo padre e ad un altro persiano di conto, alcuni cassoni di<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span> +vetri che in Alessandretta si ritrovavano consegnati in cancelleria di +ragione del suo re, in modo che essendo rimasti tutti questi soddisfattissimi +di tanta mia prontezza, hanno fatta in Persia un'amplissima +informazione della cortesia ricevuta dal console di Venezia, e +della speranza che ho loro data che costì chogia Seffer sia per ricevere +da Vostra Serenità molta maggiore grazia, ecc.</p> + +<p>In Aleppo 2 settembre 1609.</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Gio. Francesco Sagredo.</span></p> + +<p>Presentata nel collegio il 22 gennaio 1610 da chogia Seffer colle +lettere del re persiano.</p> + +<p class="sig"><i>Esp. Principi, Filza 18.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XXXVIII" id="DOC_XXXVIII"></a>DOCUMENTO XXXVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1609 (1610) 30 gennaio.</p> + +<p class="break">Venne li giorni passati il fedelissimo Giacomo Nores interprete +pubblico, alle porte dell'ecc. Collegio, a dar conto dell'arrivo in questa +città di un armeno suddito del serenissimo re di Persia, e della +istanza che questo li aveva mandato a fare per alcuni della sua nazione, +acciò lo andasse a trovare al suo alloggiamento a' ss. Apostoli in camera +locante; ma non aver voluto il detto Nores muoversi senza saputa +et comandamento di Sua Serenità, dalla quale disse che attenderebbe +quell'ordine che le fosse piaciuto darle, che tanto egli avria +puntualmente eseguito.</p> + +<p>Li fu commesso di andare da detto armeno, e come da se, intendere +ogni particolare del suo viaggio, e notar la causa della venuta sua in +questa città, e di riferir poi il tutto all'ecc. Collegio.</p> + +<p>Ritornato il Nores riferì in questa sostanza:</p> + +<p>Io sono stato all'alloggiamento dell'armeno in ordine a quanto mi +fu commesso, e mi sono abboccato con lui. Questo è giovane di 32 +anni in circa, parla bene, e nelli suoi ragionamenti si mostra molto +sensato e discreto; disse essere stato alquanto da figliuolo in corte +del re, ed esser al presente cameriere di S. M. Che sono 10 mesi +che manca di Persia; che è capitato in cristianità per via di Sorìa, +dove si imbarcò sopra un vascello francese che lo condusse a Marsiglia; +di là passò a Genova, a Livorno, a Fiorenza, di dove s'è poi<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span> +condotto in questa città. Ha lettere del re per la Serenità Vostra, e me +le ha mostrate e sono senza borsa e senza sigillo, la contenenza delle +quali per una breve scorsa che io ne feci è la buona amicizia di quella +corona con questa Serenissima Repubblica ed il desiderio e pronta +disposizione di continuarla dal canto di S. M., e che si mandò de +lì questo chogia Seffer nominato suo agente, per la recuperazion di +quelle robe che si trovano in questa città riportate da Sorìa, che furono +condotte in quelle parti dall'agente di quel re che fu qui nelli anni +passati e che nel ritorno fu dilapidato da' Turchi. Io presa occasione +dalla qualità del negozio suo, giudicai a proposito, come da me considerargli, +che il proprio luoco era di indirizzare le sue trattazioni +non con Vostra Serenità, ma cogli ill.mi signori V Savj alla mercanzia, +che è un magistrato di senatori principali al quale sono raccomandati +tutti gli affari di quelle parti orientali, pertinenti ai mercanti. +A che egli rispose che farebbe quanto fosse consigliato; ed aggiunse, +che fornito qui il suo negozio ritornerà a Firenze, poi a Roma, quindi +in Spagna, per ritornarsene in Persia da quella parte; che tiene lettere +del suo re per quei principi, colle quali li esorta a muoversi contro +il Turco. Ho veduto anco una lettera diretta al signor Bartolomeo +del Calese scrittagli da un Giacomo Nava che si trova in Persia ed al +presente è tenuto come prigione per pieggio di quell'Anzolo Gradenigo +che gli anni passati ebbe una quantità di sete di ragione di quella +Maestà, per contrattarle in Venezia, ed ha malmenato il capitale.</p> + +<p>Ho anco veduto un piego di lettere dirette a questo monsignor +Nuncio del Pontefice, scritte per quanto mi ha narrato esso armeno +da un certo frate scalzo, che dice risiedere in Persia presso il suo re, +spendendo nome e titolo di ambassadore di S. Santità, e due altre +lettere scritte dal medesimo frate una al padre generale dei Carmelitani, +l'altra ad un segretario del pontefice. Questi dice che al partir +suo dalla corte, lasciò il re con tutti tre i suoi figliuoli a Tauris, che +aveva diviso il suo esercito in due parti, e mandatane una sotto Van, +con quel numero di ribelli che s'erano accostati a S. M., e si intendeva +aver preso un castello vicino a Van in sito molto forte, di +dove stringevano talmente quella fortezza che speravano doverle capitar +presto nelle mani: che l'altra parte dell'esercito aveva il re +mandato alla impresa di Babilonia, sotto il comando di un valorosissimo +capitano. E questo è quanto ho potuto sottrarre del suo viaggio +e del suo negozio; avendomi inoltre narrato i molti favori e cortesie +che ha egli ricevuti in Aleppo dal console di Vostra Serenità, +delle quali mi disse aver dato conto con sue lettere particolari alla<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span> +maestà del suo re, lodandosi sopra modo dei buoni trattamenti che +gli erano stati usati dal predetto console.</p> + +<p>Fu consigliato sopra la relazione del Nores nell'ecc. Collegio, e +commessogli, che andato di nuovo all'armeno lo ricercasse come da +se della risoluzione che aveva preso intorno il presentar la lettera +del suo re, o nell'ecc. Collegio, o nel magistrato dei V Savj alla mercanzia, +perchè sarebbe stato nell'una o nell'altra via gratificato.</p> + +<p>Ed avendo il Nores fatto l'ufficio riportò questa risposta: che esso +armeno avrebbe desiderato presentar la lettera a Sua Serenità, perchè +altrimenti facendo, crederia commettere grande errore e mancamento, +ed essere grandemente ripreso da ognuno, che essendo stato +mandato in questa città con lettera del suo re, fosse egli partito senza +vedere la faccia di Sua Serenità, alla quale vorria presentare esse lettere +per essere da lei raccomandato alli signori V Savj.</p> + +<p>Onde fu stabilito di deputargli l'audienza per venerdì 22 del presente +e farlo seder sopra gli ill.mi signori savj di Terraferma.</p> + +<p>Di più disse il Nores, che ragionando esso armeno, del suo viaggio +gli ha narrato che l'intenzione sua era di passare da Sorìa addiritura +in questa città, ma il mancamento dei passaggi lo aveva necessitato +ad imbarcarsi in un vascello francese che lo condusse a Marsiglia +dove prese una barca con animo di venire in questa città; ma perchè +a Nizza ed a Monaco si ebbe sospetto che fosse spia, fu necessitato +palesarsi essere agente del re, per non essere offeso; e continuando +li tempi cattivi, fece risoluzione di licenziare la barca ed +andar per terra a Genova, essendo stato accarezzato e molto ben veduto +da quei signori: che di là si transferì a Livorno per barca, e +da quel governatore, per sospetto pure che fosse spia, fu mandato a +Fiorenza: che il segretario Vinta fu a vederlo, al quale diede conto +di se e del suo viaggio, e per farsi conoscere agente del re procurò +di essere ammesso alla udienza del signor granduca, ma non volendo +S. A. darle audienza e riceverlo nel pubblico palazzo, gli fu fatto sapere, +che dovesse in una mattina ritrovarsi in una chiesa a messa +dove saria stata anche la A. S., siccome egli fece, e le diede la lettera +del suo re che portava per S. A., benchè avesse disegnato di presentarla +solo al suo ritorno da questa città.</p> + +<p>Averle detto inoltre esso armeno, che li signori ambasciatori di +Francia e di Spagna ed anco monsignor Nunzio, gli hanno mandato +a dire che desiderano vederlo, ma che egli si è scusato per ora colle +sue molte occupazioni.</p> + +<p>Venerdì mattina venne esso chogia Seffer armeno, con quattro servitori<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span> +vestiti alla persiana nell'ecc. Collegio, e seduto sopra li signori +savi di Terraferma, parlò in questa sostanza così interpretando il +Nores:</p> + +<p>Ringrazio l'Altissimo Iddio, che mi ha fatto degno di vederla faccia +di Vostra Serenità principe giusto, savio e potentissimo, il cui nome +è onorato e celelebrato per tutto l'universo, ed in particolare alla corte +del mio re, il quale ama, stima ed onora per questi rispetti grandemente +Vostra Serenità; e desiderando continuar nella buona amicizia +amore et union di animi con questa eccelsa Repubblica, è parso a +S. M. mandar me suo umile servo con una sua regal lettera, per significar +a Vostra Serenità, questa buona volontà, e l'affezione grande +che ab antiquo porta a questo felicissimo e potentissimo dominio.</p> + +<p>Rispose sua Serenità: che era da rallegrarsi del giunger suo sano +e salvo in questa città da così lungo viaggio: che si vedeva volontieri +la persona sua per rispetto del suo potentissimo e valorosissimo re, +da S. Ser. e da tutta la Repubblica grandemente amato ed osservato, +col quale si conserva quella sincera amicizia e benevolenza, che per +il passato si ha tenuto con quella corona; che avendo lettere di S. M. +le poteva presentare, perchè si farieno leggere, ed intesa la continentia +di quella, si potria forse darle a bocca qualche risposta.</p> + +<p>Ciò detto, si levò l'armeno da sedere e accostatosi alla sedia di +Sua Serenità le baciò la veste, e presentò in mano propria una lettera +del clarissimo console in Aleppo, ed immediate uno dei suoi uomini +presentò una scatola lunga, coperta di panno di Bursa, involta in +un fazzoletto vergado, nel qual era una lettera posta in due borse una +di raso sguardo, e l'altro di velluto verde, involta in un altro fazzoletto.</p> + +<p>Ed il Nores spiegata essa lettera, la lesse ad alta voce, poi la interpretò +con gran prontezza e con piena soddisfazione di tutto l'eccellentissimo +Collegio.</p> + +<p>Dopo letta essa lettera, il Serenissimo Principe ringraziò S. M. del +suo amorevole ufficio, e della ottima volontà sua verso la Repubblica, +dalla quale è ricambiato di vera affezione ed osservanza. Quanto al +negozio disse non aver a memoria se siano venute di Sorìa in questa +città robe di quell'agente di S. M., che nondimeno si chiameranno +i Magistrati, e da loro si prenderà informazione, ed essendovi cosa +alcuna non si mancherà di dar ordine che gli sia consegnata.</p> + +<p>E l'armeno non replicando altro prese licenzia, accompagnato a +casa dal medesimo Nores che lo aveva levato ed accompagnato al palazzo.</p> + +<p class="sig"><i>Registro Esp. Principi, pag. 135.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XXXIX" id="DOC_XXXIX"></a>DOCUMENTO XXXIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Alli famosi e celeberrimi fra i principi e signori grandi della nazione +cristiana, eletti fra i più savi e nobili della generazione credente al +Messia, dominatori di paesi e di province, amatori di giustizia, ornati +di virtù, valor e prudenza, e pieni di gravità e di grandezza: li +signori di Venezia, ai quali il sig. Dio augmenti le forze e la potenza.</i></p></div> + +<p class="break">Dopo molti amorevoli ed onorevoli saluti, che si convengono alla +loro dignità e grandezza, ed alla buona amicizia, amor et unione d'animo +che è tra noi, le si fa amichevolmente sapere, che desiderando +noi di continuare con tutti li principi e signori grandi della cristianità, +ed in particolare colle vostre eccelse persone, nella buona intelligenza +ed unione d'animo abbiamo voluto visitarle e salutarle ora, +colla presente nostra regal lettera, significandole l'amore e la affezion +grande che le portiamo ed il desiderio che abbiamo di vedere le +cose loro in buono e felice stato, come di signori savi, giusti e prudenti: +ai quali non si resterà con questa occasione di dire anco, che +avendo noi mandato già a Venezia uno delli nostri onorevoli agenti +nominato chogia Fethy bei per comperare alcune cose necessarie +alla nostra regal corte, il quale ritornando qui da noi con molte e +diverse robe di valore, giunto che fu in Sorìa, avendo trovata la +guerra principiata fra noi e il re dei Turchi, furono da quelle genti +inumane dilapidate e malmenate tutte quelle robe che egli portava, +eccettuando una parte di esse che fu di nuovo ritornata e rimandata +a Venezia, e che si ritrova al presente siccome abbiamo inteso custodita +e conservata interamente, come si conviene alla buona amicizia +et amore che è fra noi. Però venendo ora costì, con questa +nostra regal lettera, l'onorato fra pari e simili suoi chogia Seffer figliuolo +di chogia Iadigar cristiano zulfatino, nostro fidato agente, desideramo +dalle loro eccelse persone, che sieno contenti di fare consegnare +tutte quelle robe che ritrovano costì di nostra ragione al suddetto +chogia Seffer nostro agente, bollate ed inventariate per mano +delli loro onorati ministri ed agenti, acciocchè vengano da lui condotte +qui sane e sicure, insieme con tutti quelli mercanti nostri sudditi +che saranno ricoverati nei loro paesi; et pertanto le pregamo a +voler prestar per amor nostro ogni favore et aiuto al nostro inviato<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span> +nelle sue occorrenze; e se all'incontro avranno bisogno ancor essi di +cosa alcuna qui nel nostro paese, ce lo faranno con loro lettere +confidentemente sapere, che si adempierà volontieri il desiderio +loro; e di più l'esortiamo a scriverci e visitarci spesso colle loro +lettere, come si conviene a buoni e veri amici; acciocchè rinnovandosi +tra noi sempre più l'amore e l'affetione, si stabilisca tanto maggiormente +il fondamento della nostra amicizia.</p> + +<p>Senza data, et senza sottoscrizione; ma nel rovescio della lettera è +posto il bollo del re, qual dice: Shàh Abbas servo del miracoloso +uomo Alì protettore del regno.</p> + +<p>Tradotta per me Giacomo de Nores interprete della Serenissima +Signorìa.</p> + +<p class="sig"><i>Esp. Principi, Filza 18.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XL" id="DOC_XL"></a>DOCUMENTO XL.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1609 (1610) a' 17 febbraio.</p> + +<p class="break">Ricevo io chogia Seffer figliuolo di chogia Iadigar, armeno zulfatino, +agente del serenissimo re di Persia, dall'ufficio degli eccellentissimi +Cinque savi sopra la mercanzia, tutte le robe, vestimenta e +merci, contenute nel seguente inventario, a cao per cao, sorte per +sorte, insieme con la cassella d'argento legata con cristalli di montagna, +il bacil d'argento col suo ramino, un'armatura intiera, arcobusi, +zacchi et altro; come è particolarmente dichiarato nel presente +inventario, et di più in contanti lire 521,12.</p> + +<p>Io Giacomo Nores fui presente alla consignation come sopra.</p> + +<p>Io Ismail zulfatino, testimonio della detta ricevuta.</p> + +<p>Io Codis armeno, testimonio come sopra.</p> + +<p>L'inventario descrive partitamente vari oggetti di vestiario, bacili, +rasoi, spille, ventagli, pugnali, coltelli, forbici ed altri ferri, carta, +luci di cristallo con e senza foglia, e nove quadri ad olio così indicati:</p> + +<p>Un presepio.</p> + +<p>Una Madonna.</p> + +<p>Un Salvador.</p> + +<p>Una donna nuda, che si mette la camisa.<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span></p> + +<p>La Maddalena in ordine.</p> + +<p>La Maddalena nuda.</p> + +<p>La regina di Cipro.</p> + +<p>Una donna veneziana.</p> + +<p>Una donna a lunghi capelli, o Cassandra.</p> + +<p class="sig"><i>Esp. Amb. Filza 19.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XLI" id="DOC_XLI"></a>DOCUMENTO XLI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1609 (1610), 30 gennaro, in Pregadì.</p> + +<p class="date break"><i>Al Serenissimo re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Ci sono state per ogni rispetto molto care le lettere di V. M. portateci +dall'honorato chogia Seffer armeno agente suo; et gratissimo +tutto ciò che ella si è compiaciuta di significarne per espressione +del suo cortese animo verso la Repubblica Nostra, la quale riceve +ora singolare contento di vedere dal canto della M. V. così amorevol +corrispondenza, all'antica et perfetta amicizia che tenemo con quella +corona.</p> + +<p>Et siccome ci siamo grandemente compiaciuti della presente occasione, +che ci ha data V. M. di rinnovare nella sua memoria l'ottima +disposizione del suo sincerissimo animo verso di lei, così in maggior +dichiarazione di essa, abbiamo commesso che sieno prontamente +consignate al detto chogia Seffer, il quale è stato da noi gratamente +veduto ed accarezzato, quelle poche robe che furono ritornate in +questa città colle nostre navi gli anni passati, quando seguì all'agente +di V. M. chogia Fethy bei il mal incontro nella Sorìa, et sono +state conservate esse robe di ordine nostro dal magistrato che ne ha +la cura, per consegnarle a chi le poteva legittimamente ricevere per +nome di V. M. La quale desideriamo che resti persuasa della prontezza +che sarà sempre in noi di conservare et aumentare maggiormente +con ogni termine di ufficio quella sincera amicizia et ottima +corrispondenza, che per lunghissimo corso d'anni si è mantenuta +tra quella potentissima corona e la Repubblica Nostra. Con che auguriamo +alla valorosissima persona di V. M. accrescimento di grandezza, +con perpetuo corso di gloria e di felicità.</p> + +<p class="sig"><i>Arch. Donà Miscell.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XLII" id="DOC_XLII"></a>DOCUMENTO XLII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">Il regno è di Dio.</p> + +<div class="blockquot"><p><i>Al famoso ed eccelso fra i principi e signori grandi della nazione cristiana, +eletto fra i più sublimi e potenti della generazione vivente +nella legge del Messia, dominator di paesi e di provincie, amministratore +della giustizia, ornato di virtù valor e prudenza, pieno di +gravità e di grandezza, il principe di Venezia, al quale l'Altissimo +Dio sia propizio e favorevole.</i></p></div> + +<p class="break">Dopo molti onorati e sinceri saluti che si convengono alla sua +dignità e grandezza, ed all'amore, amicizia ed unione d'animo che è +tra noi, le si fa con questa nostra real lettera amichevolmente sapere +che per grazia dell'altissimo Iddio le cose nostre passano fin quì +prosperamente mediante le orazioni dei nostri buoni e sinceri amici, +che con puro e sincero animo desiderano l'aumento della nostra +felicità e grandezza, ed in questo onorato numero crediamo fermamente +che siano tutti li principi cristiani, ed in particolare la vostra +magnanima ed eccelsa persona: onde abbiamo determinato nel +nostro <i>puro e real animo che a guisa del sole non riceve in se nè +macchia nè menda di cattivi pensieri</i>, di continuar con tutti i principi +ed in particolare colla sua onorata e felice persona, come principe +grande, potente e giusto, nella solita buona amicizia ed unione d'animo, +e tanto maggiormente quanto che per relazione di tutti li +nostri agenti e dipendenti che sono stati in quelle parti e che sono +ritornati qui a salvamento abbiamo con soddisfazion dell'animo nostro +intesa la stima e conto che si fa in tutto il suo stato e paese della nazione +e del nome <i>persiano</i> per amor nostro, ed anco delli buoni trattamenti +e cortesie che sono stati usati così da lei come dalli ministri +della sua eccelsa ed onorata corte, alli suddetti nostri agenti, i quali +sono perciò ritornati alla nostra felice corte contenti e soddisfatti +laudando molto la sua buona ed onorata giustizia e l'amor grande +che ella ci porta: e però desiderando noi che per maggiore confermazione +di essa amicizia, che siano sempre tra noi aperte le porte ai +negozi e pratiche, e che tra li sudditi dell'una e dell'altra parte si +continui amichevolmente nel commercio e traffico come si faceva +prima che succedessero questi ultimi moti di guerra, abbiamo voluto<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span> +destinar ora costì alcuni nostri agenti, così per provvedersi di alcune +cose necessarie alla nostra real corte, come anco per rinnovar la +pratica ed il commercio e per dar animo ed esempio alli mercanti +del suo paese di far il medesimo. Però giunti che saranno essi a +salvamento, desideriamo che sieno da lei raccomandati alli suoi +onorati ministri, acciò che siano da loro protetti e favoriti nelle loro +occorrenze e massime nel contrattare e comperare quelle cose che +le sono state da noi espressamente ordinate, ed in particolare delli +zacchi di maglia che sieno di somma bontà ed eccellenza, perchè ne +fanno grandemente di bisogno per essere noi quasi sempre in guerra +ed in contesa, con li ostinati e temerari, che cercano di contrapporsi +a noi e alle nostre forze e di perturbare il nostro reale animo. Insomma +desideriamo che per amor nostro gli sia dato ogni aiuto e +indirizzo necessario acciocchè eseguendo essi bene le nostre commissioni +possano ritornare qui con buona espedizione delli loro +negozi.</p> + +<p>E se li mercanti cristiani delle sue città e paesi si disponeranno di +venire qui per traffico, la assicuriamo che saranno da noi ben veduti +e ben trattati, dandoli autorità di fornirsi di tutte quelle robe e mercanzie +che le faranno bisogno, e si partiranno tutti di qui contenti e +consolati. Non permettendo noi che siano essi molestati d'alcuno, +over danneggiati per quanto importa un minimo capello della testa; e +oltre di ciò occorrendo particolarmente cosa alcuna qui per uso o +servizio della sua felice persona, ne la facci sapere che sarà da noi +adempito ogni suo desiderio; e sopra il tutto la esortiamo a scriverci +e visitarci spesso con sue lettere come che faremo anche noi; +acciocchè rinnovandosi tra noi sempre più l'amore e la benevolenza +si stabilisca tanto più il fondamento della nostra amicizia; e per +fine desideriamo che le sue grandezze sieno perpetue.</p> + +<p>Senza data; in luogo della sottoscrizione il sigillo.</p> + +<p class="sig"><i>Filza atti turcheschi.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XLIII" id="DOC_XLIII"></a>DOCUMENTO XLIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1621, 1º febbraio.</p> + +<p class="break">Venuti questa mattina nell'eccell. Collegio alcuni persiani ultimamente +capitati in questa città con le galere di mercanzia, uno di essi +che è il principale chiamato Sassuar disse che aveva lettere del suo +re da presentar a S. S., come agente suo per negozi mercantili era +capitato in queste parti, il che avendo esposto il dragomanno Nores, +fu il sopradetto fatto sedere sopra gli ill.mi sig. savj di terraferma +e presentata la lettera che fu data al Nores da tradurre, disse in sostanza:</p> + +<p>Che il felicissimo e potentissimo Abbas re di Persia suo signore +mandava molte affettuose ed onorevoli salutazioni a S. S. ed a tutti +gli altri signori del governo, che aveva espressa commission di Sua +Maestà di significare a viva voce la buona volontà ed affezione che +portava a questa eccelsa Repubblica, e la stima grande che fa di essa +per la fama che nel mondo era sparsa della sua buona e retta giustizia, +della prudentissima et esemplar maniera del suo ottimo governo, +commendato grandemente da S. M. ed ammirato da tutta la +nation persiana. Che il suo re amava tutti li cristiani, ma particolarmente +portava grandissima affezione a quelli della nazion veneziana. +Che quando capitano in Persia sudditi veneti erano dal suo re accarezzati, +ed usato verso di loro ogni buon e cortese termine, non +inferiore a quello che ben sapeva usarsi verso la nazion persiana +in questa città.</p> + +<p>Rispose l'ill.mo signor Benetto de ca Taiapiera, consigliere di +maggior età in absenza di S. S., che si riceveva con particolare +contento da cadauno di questi SS. EE. le lettere che egli aveva portate +per nome del serenissimo re di Persia, amato dalla Repubblica e +tenuto in quella stima che conveniva al suo gran merito e degnissime +condizioni di principe così grande come era la M. S.; che si +aveva ricevuta soddisfazione grande del loro venire in questa città, nè +si avrìa tralasciato cosa che avesse potuto comprobare cogli effetti +quella buona volontà che si portava a tutta la nazion persiana, e che +si avrìa dato ordine al magistrato dei V savj alla mercanzia, acciocchè +dove li occorresse il bisogno, fossero giustamente favorite le +cose loro.<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span></p> + +<p>Rese umilissime grazie il persiano suddetto delle cortesi esibizioni +che li erano fatte, delle quali nelle occorrenze si sarebbe valso: +disse poi che il suo signore aveva voluto accompagnare la sua onorata +lettera con un nobil presente a S. S., et fece introdurre alcuni persiani, +quattro dei quali avevano un tappeto per cadauno, e due altri +l'uno con 25 pezze di giurini, l'altro con 25 lizari d'India, e soggiunse +che uno dei sopradetti tappeti era stato donato dal suo re +da quello di Magor, e che S. M. lo aveva stimato degno di Sua Serenità.</p> + +<p>Fu dall'ill.mo sig. consigliere de ca Taiapiera suddetto ringraziata la +M. S. di così cortese dono, e detto che si avrìa tenuto dalla serenissima +Repubblica e conservato per degna ed onorata memoria del cortese +affetto di S. M. verso di lei; e dopo alcune parole di reciproco complimento, +si levò il persiano ed unito con dei suoi principali volse +far reverenza a cadauno degli ecc.mi signori cons., capi dei XL, savi +del Consiglio, savj di T. F. e savj agli ordini, e sceso i scalini del +tribunale disse che si teneva obbligato riferire e ringraziare di Sua Serenità +del buon trattamento che aveva ricevuto a Spalato per lo spazio +di 5 mesi tra il far la contumacia ed aspettar le galee, che era +seguito per così lunga dimora con molto patimento, nel quale era +stato sollevato da quell'ill.mo sig. console con infiniti comodi e cortesie, +onde perciò li restava grandemente obbligato, ed il medesimo +le era stato fatto nella città di Zara da quelli ill.mi sig. rettori, ed +anco nel viaggio di mare dall'ill.mo sig. capitano delle galee che +hanno accompagnato quelle di mercanzia; e che con questa occasione +non voleva restar di dire per l'amore e riverenza che portava +a questa ser.ma Repubblica che sarìa di molto comodo ai mercanti +e maggiormente frequentata quella scala, e condottevi da lontanissime +parti mercanzie di gran rilievo, se le galere che vi sono destinate +andassero più sollecitamente a quel viaggio e con maggior +comodo dei mercanti, senza dubio sarìa se una sola vi andasse e +l'altra ritornasse, per accomodar di questo modo così quei mercanti +che vengono in questa città come quelli che partono di quà per le +case loro; ed essendogli detto che si averia avuto considerazione a +questo suo prudente ed amorevole raccordo, licenziati partirono li +persiani sopradetti.</p> + +<p class="sig"><i>Commemoriale XXVIII.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XLIV" id="DOC_XLIV"></a>DOCUMENTO XLIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>In nome di Dio vero re e imperator del mondo.</i></p> + +<p class="break">Al famoso ed eccelso re di Venezia, dominator di paesi e di provincie, +osservator della buona e retta regola di governo, ornato di +bontà, gravità, e grandezza, pieno di equità, giustizia e clemenza, a +cui lo Altissimo Dio sia sempre propizio e favorevole.</p> + +<p>Dopo molti onorevoli e sinceri saluti che si convengono all'amore +ed amicizia ed alla buona intelligenza unione e corrispondenza d'animo +che è tra noi, le si fa colla presente nostra real lettera amichevolmente +sapere, che essendo sempre stato nostro real costume +di conservar buona sincera amicizia con li re e principi grandi della +cristianità, ed in particolare colli re e signori di Venezia, antichi +amici ed amatori di questo nostro felicissimo regno, avendo perciò noi +sempre tenute le porte aperte alle ambascerie ed alli traffici e mezzi +mercantili, concedendo libera pratica alli loro sudditi e vassalli in +ogni luogo del nostro amplissimo regno, abbiamo voluto ora, che +sono aperte le strade, mandar costà uno delli nostri onorati agenti +chiamato Sassuar in compagnia di agi Aivas da Tauris, ed altri +nostri sudditi, così per confirmare la buona amicizia con la sua eccelsa +persona, e rinnovare la pratica ed il commercio colli sudditi +dell'una e l'altra parte, come per fornirsi anco di diverse cose necessarie +per uso e servizio della nostra real corte.</p> + +<p>Però giunti che saranno essi a salvamento, desideriamo che sieno +da lei raccomandati con ogni efficacia alli suoi onorati ministri, +acciocchè mediante la loro protezione ed ajuto, eseguendo la nostra +volontà e commissione, debitamente possino ritornare qui quanto +prima; e medesimamente occorrendo cosa alcuna qui nel nostro +stato per uso e servizio della sua felice persona la preghiamo ad +accennarci confidentemente, che sarà prontamente adempito ed effettuato +ogni suo desiderio.</p> + +<p>Del resto desideriamo che le sue grandezze sieno sempre in aumento.</p> + +<p>Senza data.</p> + +<p>In luogo di sottoscrizione è posto a tergo della lettera il bollo +regale che dice:</p> + +<p class="sig"><i>Servo del re dei re</i> <span class="smcap">Shàh Abbas</span>.</p> + +<p class="date">(<i>Espositioni Principi</i>).</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XLV" id="DOC_XLV"></a>DOCUMENTO XLV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1621, 4 febbraio, in Pregadì.</p> + +<p class="break">Che li quattro tappeti portati a donar alla S. N. per nome del +serenissimo re di Persia dai persiani ultimamente stati nel Collegio +nostro, e le 25 pezze di giurini e le altre 25 dei lizari d'India sieno +fatti consegnare alli Proc. de supra perchè se ne abbino a valere +ad onore del Signor Dio, nella chiesa nostra di S. Marco e nelle pubbliche +cerimonie. E ne sieno fatte le note, dove e come sarà di bisogno.</p> + +<p class="sig"><i>Delib. Senato.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XLVI" id="DOC_XLVI"></a>DOCUMENTO XLVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Mentre io Domenico de Santi q.<span class="supers">m</span> Luca suddito e servo umilissimo +della Serenità Vostra, era pronto per imbarcarmi sopra la nave +Tomaso Bonaventura inglese per Sorìa, ed indi per andarmene in +Persia, con lettere del sommo pontefice, della sacra M. Cesarea, +della maestà di Polonia e dell'altezza ser.ma di Toscana, tutte dirette +al re di Persia, per occasione dei presenti moti della cristianità, +e con certa istruzione del pontefice al padre maestro Paolo +Pietromali dominicano assistente in Persia per detti principi, fui +fatto chiamare nell'ecc.mo Collegio, e poi subito fatto uscire con ordine +che prima di partire dovessi farne motivo alle E.E. V.V. Ma più +non avendo avuto chi mi introduca ed essendo frattanto la predetta +nave partita, ora che si trova lesta la nave Margarita Costante per +fare fra 4 giorni il medesimo viaggio, colla quale disegno imbarcarmi, +vengo conforme all'ordine predetto e alla mia riveritissima<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span> +osservanza verso la Ser. Vostra a darle notizia di ciò, prontissimo +di eseguire ogni cenno che mi sarà dato con l'ossequio ben dovuto +alla mia fedelissima devozione.</p> + +<p class="center">1646, 26 giugno.</p> + +<p>Che sia rimessa ai Savi dell'una e l'altra mano.</p> + +<table class="cons" summary="consiglieri"> + <tr> + <td colspan="3" class="center">6 Cons.</td> + </tr> + <tr> + <td class="right">Pisani</td> <td> </td><td>Pier Corner</td> + </tr> + <tr> + <td class="right">Antonio Venier</td> <td> </td><td>Ser.º Dolfin</td> + </tr> + <tr> + <td class="right">Benedetto Polani</td> <td> </td><td>Lorenzo Draghi</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Fran. Verdizotti</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p class="date"><i>Filza secr. 1646, pag. 97.</i></p> + +<h3><a name="DOC_XLVII" id="DOC_XLVII"></a>DOCUMENTO XLVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1645, 2 decembre.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Grandemente sempre ha incontrate la Repubblica le occasioni di +rendere veri segni a vostra Maestà ed a' potentissimi precessori suoi +di affetto e di stima. Nella stessa valida sincera costituzione d'animo +se le confermeranno in ogni tempo avvenire colle opere le nostre +ottime intenzioni. Già saranno pervenute alla Maestà vostra le gravissime +emergenze che passano, le quali meritano il riflesso di ogni +principe, potendo gli incendj delle armi turchesche coll'ardire e coi +progressi molto diffondersi e turbare ogni confine. In questo stato +di cose li generosi concetti di vostra maestà saranno dricciati alle +più degne risoluzioni a comune profitto. Ed intanto preghiamo il +Signor Dio guardi vostra Maestà con continui incrementi di felicità +e di salute.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>Voti Affermativi</td> <td class="right">109.</td> + </tr> + <tr> + <td>Negativi</td> <td class="right">0.</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">2.</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Valerio Antelmi</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p class="date"><i>Senato Corti.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XLVIII" id="DOC_XLVIII"></a>DOCUMENTO XLVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1646, 17 luglio.</p> + +<p class="date break"><i>Al Re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Sarà a quest'ora pervenuto all'orecchio di V. M. l'ostilità ingiustamente +ed in sprezzo di parola e di fede promossa a' Stati della nostra +Repubblica dall'impero Ottomano. Proviene il motivo del Turco da +sete inestinguibile di rapire or all'una or all'altra parte l'altrui, e dilatando +la sua grandezza rendersi infine oppugnatore e dominatore +dell'universo. Così a danno dei potentissimi predecessori di V. M. +ha mosse più volte l'armi, e col manto di amicizia e di pace agevolatisi +furtivamente i più notabili acquisti. Come vasta e formidabile +sempre più si va formando quella potenza, deve comunemente svegliare +i riflessi ed accrescere le gelosie. Se dalla riconoscenza del +fatto e dalle prudentissime massime dei progenitori è eccitata V. M. +alla depressione di quell'orgoglio, altrettanto l'invita ad imprese gloriose +l'opportunità della presente occupazione di quelle armi da questo +canto, e la certezza di essere secondata e seguitata dagli altri +principi.</p> + +<p>Costantissima è la Repubblica di conservarsi e difendersi col +petto esposto dei cittadini e con la profusione dei tesori, di già dai +nostri vascelli datosi il buon principio della presente campagna, assalita +ed in gran parte dannificata vicino ai Dardanelli l'armata dell'inimico.</p> + +<p>Valeranno però le presenti a testimonio non meno di confidenza, +che dell'affetto e nostra osservanza sempre sincera verso la M. V., +e del pubblico desiderio ardentissimo di vederla con i dovuti riacquisti +coronata di nuove glorie, ed a V. M. auguriamo in fine lunghissimi +e felicissimi gli anni.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>Affermativi</td> <td class="right">102</td> + </tr> + <tr> + <td>Negativi</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">0</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Fran. Verdizotti</span> <i>seg.º</i></p> + +<p class="date"><i>Senato Corti 1646.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_XLIX" id="DOC_XLIX"></a>DOCUMENTO XLIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">Iddio immacolato. Iddio eccelso.</p> + +<p class="break">Al comandante dello Stato Veneto, che S. D. M. gli conservi ed +esalti il dominio con prosperità e felicità, prestate le salutazioni e benedizioni +che provengono da stima e vagliono per segni di onore e di +pregio, offerte da una pura sincerità al possessore della magnificenza +e signorìa, vigilante nell'amministrazion di giustizia, scelto fra i signori +imperanti, stimato fra i potentati retti nella religione del +Messia, e principe fra cristiani di alto stato e condizione sublime, il cui +fine Iddio termini in bene, con le benedizioni del cielo, ed accresci in +grandezza ed augumento il suo posto reale con disposizioni del cielo +adattate ad una prosperità: quello però che se le porta a cognizione +è che la lettera inviataci con amichevole contenuto, per la quale resta +innovato il vincolo di amicizia e di amorevolezza, è stata come si conviene +aggradita e corrisposta con termini di osservanza amichevole +dovuti a' Principi grandi e potentati di cristianità, che pure anco in +avvenire saranno d'impulso alla continuazione per discendenza e +apriranno l'adito alla comunicanza di lettere.</p> + +<p>Nel resto, continua esaltazione etc.</p> + +<p class="sig"><i>Commemoriale XXIX.</i></p> + +<h3><a name="DOC_L" id="DOC_L"></a>DOCUMENTO L.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1649, 28 marzo.</p> + +<div class="blockquot"><p><i>Questa mattina ritornato il padre domenicano all'ecc. Collegio, e fatto +introdurre, disse essersi partito di Persia già un anno in circa, aver +avuto da quel re la lettera presentata, e parimenti da Domenico +Santi che colà si ritrovava un'altra che consegnò; e dimandatogli da +Sua Serenità alcune particolarità rispose nel tenore appunto che si +contiene nella scrittura che poi ha dato, ed è la seguente:</i></p></div> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Desiderando io l'esaltazione della santa Fede Cristiana e di questa +Serenissima Repubblica, che con tanto valore tanti anni sono si<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span> +impiega combattendo contro il comune nemico, non ho perdonato +a fatica alcuna nell'andar da Polonia in Persia e venire di Persia a +Venezia, a portare lettere di quel re di Persia a Vostra Serenità; e +per obbedire ai suoi comandamenti di por in carta alcuna relazione di +quello che ho potuto fare, dirò a Vostra Serenità tre cose:</p> + +<p>Primo: il viaggio in Persia e come si può ivi per la più breve e +facile via andare, e li onori che nel viaggio come ambassadore dei +Cristiani mi furono fatti.</p> + +<p>Secondo: quello che ho trattato col re di Persia.</p> + +<p>Terzo: quello che si può sperare da quel re in nostro aiuto.</p> + +<p>Io mi ritrovavo in Polonia nel tempo che ivi era il signor Tiepolo +Giovanni ambasciatore a quella corona, il quale oltre a quello che +aveva negoziato con quel re e fattolo armare, ha anche fatto che +inviasse un ambasciatore al re di Persia, e subito egli spedì uno che si +dimandò Slich nobile polacco, per invitarlo a muover la guerra contro +i Turchi, e destinò ed elesse S. M. me per suo compagno nella +ambasceria, e ci furono date dall'ill.mo Giovanni Tiepolo lettere di +Vostra Serenità al suddetto re di Persia.</p> + +<p>Si inviassimo dunque con 25 nobili polacchi a quella volta. Li 2 +ottobre 1646 partii da Varsavia, per compagno del detto ambasciatore +e giunsimo a 20 decembre in Mosca città metropoli e residenza +di quel granduca. Ricevuti con grandissimo onore ed affetto, +li 23 fossimo introdotti alla udienza pubblica.</p> + +<p>Li 12 gennaro partissimo provvisti di cavalli, soldati ed ogni altra +cosa necessaria dal suddetto granduca pel nostro viaggio in Persia. +Li 18 giunsimo a Vladimiria città anticamente sedia delli granduchi +di Moscovia. Li 21 a Murom, li 24 a Nisni Novogorod città bellissima +e grande.</p> + +<p>Il primo di febbraio a Cosma e Damiano, li 12 giunsimo in Cazan +città bella e mercantile, dove siamo svernati per li gran freddi che +vi erano e li pericoli delli tartari calmuchi.</p> + +<p>Li 3 di maggio provvisti di barche e di uomini ed ogni altra cosa +necessaria per la navigazione, ci imbarcassimo per la Volga fiume +grandissimo, e li 22 giunsimo in Astracan città bella e grande, ben +munita di presidio, ove stassimo fino alli 7 di giugno che si imbarcassimo, +provvisti di comitiva e di ogni cosa necessaria dal granduca +per il mar Caspio, nel quale fossimo un mese con grandissimi +pericoli.</p> + +<p>Li 4 di luglio sbarcassimo in Nizova, spiaggia di Persia, li 22 +partissimo di là per Sciamachia, città capitale della provincia di<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span> +Schirvan. Li 25 giunsimo colà ove fossimo ricevuti con grandissimo +onore dal Khan di quella città.</p> + +<p>Li 3 agosto partimmo per Ardebilla città bella e grande onorata +dal sepolcro del re Saladino quale tengono per gran santo. Vi è quivi +un ospitale fondato dal detto re che sostenta ogni giorno 500 +persone.</p> + +<p>Li 18 partimmo da questa città e giunsimo in Zenghian città, e +di là a Sultaniè, da Sultaniè a Com città molto bella, e quivi si +ammalò il signor ambasciatore. Di Com addì 5 settembre giunsimo +in Cascian città bellissima e ricca dove si lavorano molto belli +panni di seta.</p> + +<p>Li 10 partimmo e li 15 giunsimo in Ispahan sedia e residenza di +S. M. di Persia. Fossimo incontrati da molti cortigiani e signori +spediti da S. M. per introdurci dentro la città, i quali ci condussero +ad un bellissimo palazzo preparato per nostro alloggio, la sera S. M. +ci mandò la cena preparata in piatti d'oro ed altri vasi.</p> + +<p>Poco si passò che s'ammalò il signor ambasciatore gravemente e +non gli fu possibile di andare all'udienza; crescendo il male, fece +chiamare uno dei principali cortigiani di S. M. al quale disse:</p> + +<p>Giacchè così piace al signor Iddio di chiamarmi ad altra vita, e +che non posso pienamente adempire la volontà del re e della serenissima +Repubblica veneta in questa ambasceria; questo presente +signor padre, datomi dal mio re per compagno dell'ambasciata, soddisferà +intieramente a quella. Perciò in presenza dello stesso signor +persiano mi consegnò l'istruzione, le lettere ed ogni cosa, e li 7 di +ottobre, munito dei nostri ss. Sacramenti, rese l'anima sua al creatore, +e fu sepolto il giorno seguente con gran pompa nella chiesa dei +padri M. R. Carmelitani scalzi.</p> + +<p>Li 17 io fui introdotto all'udienza pubblica del re, accompagnato +da molti sì persiani come franchi, e salutato che ebbi S. M. da parte +del serenissimo re di Polonia ed anco da parte della serenissima Repubblica +di Venezia, gli resi le lettere. S. M. mi fece sedere e per molto +tempo mi trattenne interrogandomi della salute e stato delli serenissimi +re e principi cristiani: io risposi conforme a quello stato che +avevo saputo nella mia partenza.</p> + +<p>Li 31 io fui invitato da parte di S. M. alla loro pasqua che chiamano +Bairan: risposi che molto volontieri avrei servito S. M. +mentre ciò non seguisse in mio pregiudizio col cedere il luogo ad altri +ambasciatori che si ritrovassero ivi, mi risposero che per certo non<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span> +mi sarebbe fatto pregiudizio nè torto veruno. Il dì seguente vennero +a levarmi con cavalli di S. M. per me e per tutta la mia gente.</p> + +<p>Giunto a palazzo feci riverenza a S. M. e mi fu dato luogo conveniente.</p> + +<p>Durarono i giuochi ben due ore dove si videro diversi combattimenti; +quindi si fece un banchetto, nel quale S. M. e tutti mangiarono +in terra ed io ad una tavoletta alta un piede sedendo sopra una +seggiola bassa. Finito il pranzo mi ritirai all'alloggiamento nostro. +Il giorno dopo mandò S. M. un principal della sua corte da me a +dirmi, che mettessi in carta in lingua persiana, come usasi colà, +quanto desiderava il serenissimo re di Polonia e la serenissima Repubblica +di Venezia. Io subito mandai a chiamare li padri carmelitani +scalzi che mi tradussero in lingua persiana e scrissero li punti seguenti:</p> + +<p>1. Universo mundo bene est notum turcarum imperatores precipue +presentem esse fidei fracturam, nulliq. regi convicino, non solum +non tenere iuramentum viro sub amicitiae pretexta ferro, igneq. +occupare dictiones.</p> + +<p>2. Cuius sacramenti fragium, non volentes christiani reges sustinere: +volenterque eius tantam superbiam reprimere, Christi invocato +auxilio, omnes suas vires ac potentiam terra mariq. converterunt.</p> + +<p>3. Et quia serenissimi regis nostri, Reipublicaeq. venetorum +dictiones, confinibus illius sunt viciniores ob idque gravius sentiunt +eius insultus; quam alii monarchae christiani, quibus pro +muro quodam modo sunt, per Dei voluntatem serenissimum regem +nostrum pro supremo duce suo, omnes unanimi consensu delegerunt.</p> + +<p>4. Qui huic tam sancto operi lubens humeros submisit, desiderans, +et alios monarchas quibus cum ab antiquis saeculis amicitia fuit ad +tollendum tam comunem inimicum ad similia vota excitare, me ad +regiam maiestatem tuam expedivit.</p> + +<p>5. Quoniam vero contra hunc inimicum uter non solum antecessores +maiestatis tuae, verum etiam ipsa tua maiestas, magnam +causam sustinet, non sibi persuadet serenissimus rex noster nec +non omnes alii reges ac principes christiani maiestatem tuam hanc +occasionem, otio praetermissuram. Cuius gratia antecessores maiestatis +tuae, tanta sanguinis effusione plura possederunt.</p> + +<p>6. Hoc itaque regia maiestas tua, iusta ponderando non parcat +ancipiti gladio ne antecessorum suorum tantorum heroum, qui<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span> +etiam in florente sua aetate nullis laboribus pepercerunt, alte impressa +vestigia properantur ac tot tantiq. reges et principes spe sua +in tuae maiestatis persona fraudentur, nec hoc cum gratia legato +ad ipsos destinato comitari dignetur.</p> + +<p>I quali punti presentai a S. M., e lettili rispose che molto volontieri +avrebbe soddisfatto alla amicizia dei principi cristiani.</p> + +<p>In quel tempo ivi era un ambasciatore del Gran Mogol, il quale era +stato trattenuto due anni per alcune lettere quali avea scritto al +suo re e furono intercette.</p> + +<p>Scriveva che il serenissimo re di Persia era ancor giovinetto e +non poteva trattar con esso, e quando chiedeva audienza dal re se +gli rispondeva, che il re era ancor troppo giovane e che aspettasse il +tempo. S. M. il re di Persia era d'anni 18 quando giunsimo noi in +Persia, giovane grazioso affabile, e come era detto da tutti era per riescire +un altro shàh Abbas suo avo, continuamente a cavallo e nelli +esercizii militari; la sua ava moglie del detto shàh Abbas reggeva e +governava, ma ora lui essendo d'anni 19 governava lui stesso. Ha +per moglie una senza figliuoli ma si diceva che era gravida. La moglie +è figlia di un certo Surcolano qual abita in Daghestand, benchè +di donne ne abbia molte, quella è la principale.</p> + +<p>Il suo cancelliere gran Visir si chiama Dauleto, uomo molto osservante +della sua legge, e non troppo amico dei cristiani; ha per moglie +una sorella del re di Persia, ha 5 figliuoli ed a tutti gli fece cavar +gli occhi, acciò non si sollevassero arrivati che fossero in età.</p> + +<p>S. M. mandò un corriere a Costantinopoli per sapere se i principi +cristiani facevano guerra, e per questa occasione ci trattenne 11 settimane, +sin tanto che il corriere ritornasse da Costantinopoli, e +quando cercavo l'espedizione mi rispondevano che mi riposassi che +quanto prima ci spedirebbe.</p> + +<p>Il 16 novembre il serenissimo re mi mandò le vesti, quali è solito +dare agli ambasciatori, ed il giorno seguente fui chiamato di nuovo +all'udienza ove mi diede l'espedizione, cioè lettere per il serenissimo +re di Polonia e per la serenissima Repubblica di Venezia, di sua propria +mano, salutandoli e pregandoli felicissimi successi, promettendo +di soddisfare alla amicizia.</p> + +<p>Di là ad alcuni giorni partii d'Ispahan e per il nostro ritorno accompagnato +da 25 soldati persiani, e provvisti di cavalli e d'ogni cosa +necessaria pel viaggio, ritornassimo per la istessa strada che eravamo +venuti.</p> + +<p>Li 20 gennaio giunsimo in Sciamachia città principale della provincia<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span> +di Schirvan, come ho detto di sopra, furono mandati dallo +stesso Khan molti persiani per incontrarci e condurci al nostro alloggio +ove fossimo benissimo trattati da esso, ed ivi ci fermassimo +sino alli 29 di aprile.</p> + +<p>Più volte ci invitò il Khan nel suo palazzo e particolarmente una +volta, che fu il giorno di S. Tomaso d'Aquino, li 7 di marzo: molte +cose allora ci riferì particolarmente dell'armata veneta che faceva +grandissimi progressi contro l'armata turchesca, delle galere che +erano state fracassate dalla armata veneziana di Smirne e di Scio e +minutissimamente di ogni cosa. Di più disseci che di Babilonia erano +fuggiti 200 turchi spahi in Persia, e promettevano al serenissimo re +di Persia, che se volesse inviare solo 12 mille uomini la città si sarebbe +resa, perchè era sprovveduta di presidio, e la miglior soldatesca +era stata levata dal Gran Signore, e li più peggiori gente inesperta +era restata. Di più disse che il serenissimo re aveva ordinato che il +Khan Solimano qual sta non molto lontano di Babilonia, stesse apparecchiato, +e lo stesso a quello di Erivan, di Tauris, di Sciamachia ed +altri che stassero lesti. Disse di più che il gran Signore scrisse al serenissimo +re di Persia, per genti, ma la S. M. non si contentò. Ogni +di ci mandava a riferire minutissimamente quanto faceva la serenissima +Repubblica.</p> + +<p>Di più il Khan ci disse che S. M. mandava un esercito verso il regno +di Conducar per ricuperarlo unito insieme col gran Khan di +Tartaria Olbeco qual fu scacciato dal suo paese dal re Gran Mogol, +ma con l'aiuto del re di Persia lo ricuperò cacciando di nuovo gl'Indiani, +ed in quel tempo morì il re di Mogol ed il regno si divise +in quattro figliuoli; ed il minor nato è il più vivace, più bellicoso +degli altri fratelli e più amato e riverito, non si contentò +della parte lasciatagli dal re Mogol suo padre, levò l'armi contro il +suo fratello maggiore, come ancor fece contro il suo padre vivendo; +il che vedendo il re di Persia si risolse tentar di ricuperare quel regno +insieme unito con il gran Khan Olbeco, vedendo gli figliuoli +del Gran Mogol disuniti, molti anni sono che cercava questa occasione +tanto più vedendo che il gran Signore aveva che fare colla +serenissima Repubblica, perchè quando lui voleva andare sopra il detto +regno il gran Turco gli dava addosso, e quando voleva ricuperar Babilonia +il gran Mogol gli dava ancor lui addosso, e così non potea +nè l'uno nè l'altro ricuperare. Ma avendo l'occasione tanto per la +morte del gran Mogol, quanto per la guerra che aveva il gran Turco +contro la serenissima Repubblica, si deliberò di tentar la fortuna, ma<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span> +credo come dicevano i Persiani che quella guerra finirebbe presto, e +tutti e particolarmente li grandi dicevano che col ritorno dell'esercito +da quella parte dell'India andrebbe per ricuperare i luoghi occupati +dal gran Turco.</p> + +<p>Li 29 aprile partissimo per la marina e vi giunsimo li 5 di maggio; +ci trattenessimo dalli 5 di maggio alli 12 giugno, allora ci imbarcassimo, +li 25 facessimo vela verso Astracan, ma volendo così la Divina +Maestà fossimo costretti a ritornar al luogo dove eravamo partiti per +li venti contrarii e poco mancò che non s'affogasse la barca. Li 28 +per grazia di Dio facessimo di nuovo vela e giunsimo li 6 di luglio +all'acqua dolce, ed in detta acqua navigassimo 5 dì. Io mandai il mio +interprete con un nobile polacco in Astracan, al palatino di detta +città, e lui ci mandò 2 barche piccole perchè la barca grande non +poteva andare per esservi poca acqua.</p> + +<p>La domenica mattina 29 ci vennero incontro molti nobili moscoviti +e soldatesca che quivi si ritrovava in Astracan; li 29 partissimo di +detta città provvisti di ogni cosa necessaria al viaggio come barca e +soldati per la Volga, 60 leghe da Astracan. Li 15 agosto giunsimo in +Saricina città sopra la Volga, 70 leghe da Astracan. L'istesso giorno partissimo +per Saraton, 20 leghe da Saricina, ivi giunsimo li 29, e li 13 +di settembre giunsimo in Samaria dove siamo stati molto ben trattati +dal Palatino di quella città. Di Samaria a Simbir, a Tetiuschi, +li 4 di ottobre a Cazan e li 6 partissimo e giunsimo li 14 di ottobre a +Cosma e Damiano e Vailgoroda li 19. Li 25 giunsimo a Nisni Novogorod +che fu domenica, li 3 di novembre giunsimo in Murom e li +8 a Vladimiria e li 19 giunsimo a Mosca residenza e sedia del granduca +di Moscovia, ove fui ricevuto con grandissimo onore ed affetto, +visitandomi li due cancellieri da parte del granduca offerendomi +quello m'era necessario.</p> + +<p>Li 5 di dicembre partissimo di detta città e giunsimo in Smolensco +città del serenissimo re di Polonia, ove mi fermai tre settimane per +li pericoli delli Cosacchi. Li 8 di gennaio partissimo per Cracovia ove +giunsimo li 8 di febbraio, e li 13 ebbi udienza da S. M. il re di Polonia +e resi le lettere del serenissimo re di Persia.</p> + +<p>La strada più breve per andar in Persia di qua è per la via di +Aleppo, ovvero pel mar Nero imbarcandosi a Caffa per la Mingrelia, +non trovandosi comodità per imbarcarsi in Caffa per Mingrelia si troverà +per Trebisonda. Di Mingrelia nel stato del re di Persia in tre +settimane si può entrare per la Moscovia. Bisogna aspettare il tempo +opportuno perchè il fiume nella primavera è troppo grande, d'inverno<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span> +è congelato, e gravi sono i pericoli dei tartari, mongoli, e dei +calmuchi, inimici comuni delli moscoviti: all'andar sarebbe facile +ma al ritornar difficile. Questo è quanto per la brevità del tempo +posso narrare a Vostra Serenità circa il mio viaggio.</p> + +<p class="date">Di Vostra Serenità</p> + +<p class="sig"><span style="margin-right: 3em"><i>Devotissimo Servitore</i></span><br /> + +Fra <span class="smcap">Antonio di Fiandra</span> Domenicano.<br /> +<span style="margin-right: 2em">Stà a ss. Giovanni et Paolo.</span></p> + +<p class="date"><i>Espositioni Secrete.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LI" id="DOC_LI"></a>DOCUMENTO LI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">29 marzo 1649.</p> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Espedito che fui dalla Serenità Vostra con lettera ed ordini per la +reale Maestà di Persia, per procurare da lui la guerra in Babilonia +contro l'Ottomano, conforme alla mia promessa, con lui ho operato +molto efficacemente si per l'ordine avuto da S. S. come da Vostra Serenità, +ed anco per zelo della mia patria, che più caldamente mi ha spinto +con ogni vigore e seguito durante il mio viaggio per Sorìa. Giunto in +Aleppo mi sono infermato di grave malattia, che mi ha tenuto aggravato +per lo spazio di mesi 5 con pericolo della vita; ma con l'aiuto +del signore Iddio rilevatomi e convalescente ho seguito il mio viaggio +e per nuova strada non frequentata mi sono condotto alle frontiere di +Persia, con le mie robe per il presente, onde mi ha costato grande +spesa, acciò non fossero aperte e vedute dette robe, e speso alla +somma di 1430 reali da otto, a condurmi fino in Ispahan.</p> + +<p>Ora entrato nella terra del detto rey, alle frontiere mi fu subito +domandato dal duque di quelli paesi chi io era e di dove venivo +e dove volevo passare, non essendo costume per tal strada simili +persone e tali robe venire. Li risposi esser mandato di cristianità, +da quattro monarchi potentissimi cristiani, con lettere dirette +alla maestà di Persia, onde il detto le volse vedere. Io mostratele, mi +fece grande onore, trattenendomi 3 giorni, e intanto espedita una<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span> +staffetta al rey, dandole conto come un tale veniva con tali negozi, e +di poi mi lasciò passare con una persona sua che mi accompagnerìa +al detto rey, essendo così il costume. Però bisognò che io li fassi il +suo presente, il quale fu alla somma di reali n. 350 tra lui e suoi +grandi, perchè così è costume per tutta la Persia e Turchia a camminar +con li presenti, come credo che la S. V. sarà bene informata +di ogni cosa.</p> + +<p>Seguitò il mio viaggio onde mi condussi in Ispahan, e per la nuova +che era andata, me viene ad incontrar tutti li franchi che la estano, +e mi condussero in città con molto onor. Onde il visir mi mandò il +capo di mehemendar a dimandare se era vero che io avessi tali lettere +e se avevo presenti para el rey. Io le risposi non aver cosa niuna +mandata da niuno, ma avendo alcune galanterie io comperate per +queste parti che gliele presenteria volentieri. Lui rispose che bene, +e che sarebbe andato a dar nuova di tutto a detto granvisir. E così +mi mandò subito il vitto della tavola del rey nelli vasi d'oro, per el +spazio de 8 giorni; dapoi mandò reali 450 dicendomi che mi espesassi +da me, e mi disse che mi mettessi in ordine che un di questi +giorni sarebbe venuto a levar me all'udienza, e che preparassi il +presente che avevo da fare al rey, e che facessi copiar le lettere che +aveva da presentare in scritto persiano. Questo fu gran favore di Dio +che el me ordinasse a me, perchè se le riceveva così e le avesse mandate +ad altri franchi per interpretare, li erano tali che altro non desideravano +perchè la coda di Francia arriva fin qui, e quelli che +manco si estimano e che paiono sancti sono quelli che estano +qui, para avvisar il tutto, come volevano fare volendo corrompere +il mio mullà, sive escrivano persio, che li dasse le copie del +tutto. Ma io accortomi, operai tanto sicuro e cauto che non hanno +avuto il loro intento.</p> + +<p>Tutte le lettere che io avevo degli altri principi, il principe fece che +io le presentassi essendo lui insieme con me, questo per non aver +lui con chi poterle accompagnare essendo in grandissima calamità e +miseria; e qui dando lettere bisogna anco le si porti in compagnia. Le +presentai colla istruzione del pontefice insieme tutto in scripto, essendo +la udienza in pubblico, e per non aver tanto a parlare, così si +fece onde passò bene tutto il negozio.</p> + +<p>A cabo di altri 8 giorni il detto mehemendar mi venne a levare e +condurre davanti al rey in udienza, e comparso le presentai in mano +del proprio rey tutte le dette lettere ed istruzione, insieme con il +presente, il quale era portato da 24 uomini essendo pel valore di<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span> +4500 reali. Fui ben visto dal rey e dal gran visir e da tutti li grandi +della corte, e con cortesi parole disnando in sua tavola con lui e visir +e grandi del regno, disse a me poi che altra volta mi avrebbe chiamato +all'udienza e convito in questo tempo. Seando la audienza del +visir, con il presente suo, qual era della summa de trescientos e sescenta +reali in circa, ed un'altra copia dell'istruzione, acciocchè anche +lui a parte potesse veder e saper el tutto, sebbene egli fa tutti li negozi +del reino, essendo il re giovane di anni 18 in circa. Qui anco si ebbe +cortese risposta, si diede il suo presente al suo partir acciò si potesse +aver l'ingresso libero, avendo a trattare più volte con il detto visir.</p> + +<p>A cabo di altri 15 giorni in circa el rey mi mandò a casa il mio +presente per il mehemendar il quale era in danaro 750 reali ed alcune +pezze di seta con oro ed altre senza ed alcuni telami, le quali robe +diceva il detto mehemendar valere settecentos et cincuenta reali, sicchè +il tutto tra roba e soldi sommava 1500 reali; ma volendo io vendere +la roba per bisogno di denari per le spese fatte, non mi davano +la metà di quello diceva il mehemendar. Di che le conservai e me +ne servii per altri presenti che avevo a fare, e non ne tirai niun profitto +de le. Mi mandò anco insieme la ghalata regia, cioè veste, e +disse che fra pochi giorni mi verrebbe a levare all'udienza; e da li +a 5 giorni mi chiamò all'udienza del rey, gli portai un altro presente +del valore di reali 225; mi diede le risposte dicendo che riverisci +le EE. VV. da sua parte; mi dimandò poi per quale strada +volevo partire, io gli risposi non aver altra strada che per Moscovia, +ovvero India, ora la più breve era per Moscovia, onde al detto +principe chiesi per favore lettere pel granduca di Moscovia, e lui +cortesemente mi rispose volentieri; ma in questo darmi la detta +lettera e passaporto passarono altri due mesi, per cagione di alcuni +emuli che portarono ogni risposta e spedizione a mesi 4, +avendo fatta molta spesa per il vitto di mia tavola per detti mesi, +reali 480 presente per il detto mehemendar, reali 230 per altra spesa +di servitori, e quello che portò il vitto del rey con el mio presente +e la ghalata, il mio dragomano, mullà sive escrivano persico, ed altri +che son molto lungo mettere in carta mi andò reali 620. Per cavalli, +tappeti, pavoni, ed altra spesa per il mio viaggio me andò 460; +onde avendo fatta tanta spesa ed essendo con pochi denari e viaggio +lungo da fare avendo 10 cavalli, chiesi al rey alcun viatico onde mi +mandò altri 750 reali, ma questi non è bastanti al viaggio che finora +ho fatto, oltre ad alcuni vestimenti fattomi per comparir all'audienza +pel valor di 470 reali, per un presente fatto a colui che mi condusse<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span> +in Moscovia, e spesi altri 220 reali pel viaggio da Ispahan fin ora presente, +e pel mio vitto reali 450 che è stato questo el corso di mesi 7. +Sicchè mi trovo di sotto da 7000 reali in circa, ma al capo di 4 giorni +dalla mia partenza da Ispahan mi incontrai in un tale Giorgellis ambasciatore +della sacra maestà di Polonia, che Dio volesse non avessi +mai veduto per essermi stato di notabilissimo danno, e da Sua +Maestà medesima ne avrà V. S. informazione del tutto, perchè io +glielo scritto, e poi con la mia venuta più oltre saprà ogni cosa; ora +rivolto addietro accompagnatolo in Ispahan con ogni onore, sì per la +maestà di Polonia come per aver seco una lettera del serenissimo defunto +Enrico, dipoi rivolto il mio viaggio venni fino la porta sopradetta +di Moscovia, ma per alcun negozio scoperto sono tornato addietro essendo +stata data mala informazione alli Moscoviti, ed essendo zente sospettosa +perfida e mal fida, non mi hanno permesso il passaggio +per la sua terra. Onde ritorno per via d'India la quale sarà per +lo spazio di 15 mesi in circa con mio grandissimo dispendio oltre +il speso. Questo io non dico per essere rimborsato di alcuna cosa, +ma lo dico solo acciocchè sappi la Serenità Vostra che li son +buon suddito, e quello che li ho promesso per amor della patria e +per mantenere l'onore ed il decoro di Vostra Serenità e della +cristianità ho fatto, ed osservato la mia parola, e la manterrò se +dovessi vender la camicia e me stesso ancora, e con il mio arrivo +in patria vederà il tutto che io avrò operato, ma anco avanti +sentiranno le nuove come sarà eseguito ogni cosa, e con altra mia +per altra via significherò più volte a Vostra Serenità il tutto e +per fine riverentemente genuflesso le bacio il manto d'onore.</p> + +<p class="center break">Di Sciangai il dì 24 aprile 1648.</p> + +<p class="break">Supplicherò riverentemente V. S. far noto il tutto alla Santità +di N. S. acciocchè lui ancora sappia quanto si opera in questa +corte conforme li suoi ordini, senza preterire niun punto anzi con +il mio dispendio ho sostenuto e mantenuto la riputazione ed onore +che a Sua Beatitudine si conveniva, traendone dal tutto frutto e +profitto buonissimo, che fra poco tempo per quanto si parla qui +lo vederà, e con altra mia per altra via sarà di ogni cosa informato, e +poi al mio arrivo molto più oltre. E riverentemente me inchino.</p> + +<p>Di Vostra Serenità</p> + +<p class="sig"><i>Umilissimo et devotissimo servitore et schiavo</i><br /> + <span style="margin-right: 2.5em"><span class="smcap">Domenico De Santi</span> q.m <span class="smcap">Luca</span>.</span></p> + +<p class="date"><i>Espos. Principi secreta.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LII" id="DOC_LII"></a>DOCUMENTO LII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1661 (1660 m. v.) 22 gennaro.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Agli ingiusti travagli che tuttavia ci fanno risentire i Turchi, resiste +la Repubblica nostra con costanza generosa, e prepara per la vicina +ventura campagna ogni vigorosa provisione, particolarmente per +la parte di mare, mirando ad occupare con la necessaria prevenzion +il posto importantissimo dei Dardanelli con buon numero di navi. +V. M. da tutti tanto stimata, non solo per la propria potenza, ma per +il valore delle sue armi, aquisterebbe appo il mondo un merito singolare +e gloria insigne al suo nome, se con le sue forze si disponesse +ad abbattere l'Ottomano comune nemico. Molte buone congiunzioni e +la pace universale già segnata in cristianità aprono la strada a fortunati +successi ed a grandi vittorie, mentre sono tutti i principi +disposti a secondarle. Abbiamo voluto portare alla M. V. queste +notizie, acciò comprenda la buona opportunità che se le offerisce di +abbattere così fieri nemici; confirmandole con tale incontro la nostra +antica osservanza, e la confidenza che si tiene di riportare dalla sua +gran mano ogni più valida assistenza: sicura la M. V. della memoria +grata e perpetua che sarà per conservargli la Repubblica con desiderio +di corrispondergli con sinceri testimoni di stima, augurando +intanto alla M. V. il colmo di ogni grandezza e prosperità.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De si</td> <td class="right">79</td> + </tr> + <tr> + <td>De no</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">3</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Senato Corti. R. 37.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LIII" id="DOC_LIII"></a>DOCUMENTO LIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1662, 10 giugno.</p> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Io Aranchies Vartapiet, arcivescovo d'Armenia maggiore, raccomandato +alla S. V. ed a tutti i principi cristiani nel passaporto dell'em.mo +Chigi, essendomi stato illuminato il cuore nel conoscimento +della vera fede, e però andato a Roma a confessarla nelle mani del +sommo Pontefice, desiderando colle opere di confessarla e conoscendo +la Serenissima Vostra Repubblica di Venezia religiosissima, e +che più di tutti li principi cristiani con la confessione e con le armi +la sustenta, humilmente espongo:</p> + +<p>Con l'occasione che supplico passaporto, dovendo passare per la +Persia, ed avendo stretta intelligenza con quella Maestà, se fosse conferente +agli interessi della S. V. di trattar lega con quel re a danni +dell'Ottomano, mi offerisco di praticarla, assicurando la Maestà di +certa lega ed unione colla Ser. Rep., supplicandola di secretezza in +questo affare, perchè li Armeni che sono in Venezia inimici degli +Armeni cattolici ed a me inimicissimi, a quale hanno l'occhio, per +esser persona la prima dopo il patriarca d'Armenia, onde se sapessero +alcuna cosa avviserebbero e mi leverebbero la vita per strada. +Benchè mi sarebbe caro di perderla per la fede e per la Ser. Rep., +le sicurezze che io ho e l'inclinazione del re di Persia a questa lega +mi certificano, e le espressioni a me fatte mi necessitano della sicurezza +del fine.</p> + +<p>Nel passaporto supplico la S. V. raccomandarmi a tutti e specialmente +al suddetto re. Ricevendo la S. V. la mia esibizione, si compiaccia +farmi dar braccia sei di soprarizzo d'oro per donar al re, +perchè da questo conosca quella Maestà le commissioni delle S. V. +e un poco di danaro per far il viaggio. Le difficoltà che si hanno +per passar nel paese dell'Ottomano sono benissimo note. Io non ho +difficoltà alcuna del passaggio, e se paresse alla suprema prudenza +della S. V. far che alcuno si accompagni con me con commissioni +più secrete, sarà sicurissimo.</p> + +<p>Protestando al sig. Dio e alla S. V. che in questo viaggio questo +affare avrà buon fine o morirò martire per la santa fede e per questa +Ser. Repubblica.</p> + +<p class="sig"><i>Filza Corti, 66.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LIV" id="DOC_LIV"></a>DOCUMENTO LIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1662, 10 giugno in Senato.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">È in cammino per queste parti Aranchies Vartapiet arcivescovo +d'Armenia maggiore, e presentandosi occasione di rinnovare la memoria +a V. M. del pubblico cordiale affetto, mancheressimo, non facendolo, +all'ardore dello stesso desiderio che nutrisce verso di lei la +nostra Rep. sempre con sentimenti particolari di stima grande e di +amicizia vera. Udrà dalla viva voce di lui quello che dai nostri cuori +ha potuto ritrar più al vivo nel discorso. Sieno però le presenti a +ritratto di un'ottima disposizione; e se combattuti noi da gran nemico, +più si cimentamo, giusti mantenitori del dominio nostro, vaglia +ciò per pegno al mondo di una sincerissima volontà, ed a lei queste +lettere di una immutabile osservanza che nei presenti tempi brameressimo +poterle avvicinare con altrettante prove, quanto uniti se le +trovamo sempre coll'anima e coll'affetto, pregando a V. M. per fine +lunghezza d'anni e felicità di avvenimenti.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>Affermativi</td> <td class="right">113</td> + </tr> + <tr> + <td>Negativi</td> <td class="right">1</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri </td> <td class="right">2</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Verdizotti</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p>Colla parte del Senato 10 giugno 1662 fu poi stabilito che si dessero +all'arcivescovo oltre alla presente lettera zecchini 50 per una +volta tanto, per spese di viaggio, stante la molta sua povertà, e per +contrassegno di conosciuto merito.</p> + +<p class="sig"><i>Filza Corti, 66.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LV" id="DOC_LV"></a>DOCUMENTO LV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1673, 19 luglio.</p> + +<p class="break">Per comando delle Eccellenze Vostre trasferitomi io Pietro Fortis, +dragomanno pubblico, nel convento dei santi Giovanni e Paolo, dove +si attrovano li padri domenicani venuti di Persia, nominati Maria di<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span> +san Giovanni, e Antonio di san Nazaro, parlando in turco, ai quali +dissi di aver le Eccellenze Vostre inteso il loro arrivo in questa città +con qualche commissione del re di Persia, che saranno ben veduti, +desiderando Sue Eccellenze d'intendere quali sieno gli ordini che +tengono. Risposero render umilmente ed ossequientissime grazie +alla Maestà pubblica, che si è compiaciuta degnarsi di ricercar di +loro, et dissero essere tre anni che sono partiti dalla presenza del re +di Persia, con lettere dirette al ser.mo principe di Venezia, tre per +la sede apostolica, una pel re cristianissimo, ed una pel granduca di +Fiorenza. Essere partiti per via di Moscovia, ma per le guerre d'allora +aver convenuto fermarsi nel viaggio 22 mesi, che poi liberatosi +il paese continuarono il loro viaggio, e passando per la Germania capitorno +qui dopo un lungo e disastroso viaggio.</p> + +<p>Ricercati da me se hanno qualche cosa da dire oltre alle predette +lettere, dissero che già 4 anni fu spedito dalla sede apostolica con +titolo di ambasciador di S. Santità. Matteo arcivescovo di Naschiwan +dell'ordine di san Domenico con lettere al medesimo re, alle quali risponde, +come pure ebbe lettere di Sua Serenità al medesimo re, e +quelle che s'attrovano avere, sono le risposte. Mi dissero non aver +d'avvantaggio, rimettendosi alle lettere e supplicando bene Vostre Eccellenze +delle risposte che così hanno commissione dal re, perchè +continui la buona corrispondenza colla Ser. Rep. instando d'esser +spediti con celerità.</p> + +<p>Aver nel viaggio così lungo patito molto e con un dispendio sopragrande, +su di che si raccomandano alla somma benignità delle Eccellenze +Vostre: instando pure di essere provveduti perchè possino far +il viaggio per Fiorenza, che di là poi si porteranno a Roma e Parigi.</p> + +<p>Tanto ho ricavato dai medesimi, in ordine ai comandi delle Eccellenze +Vostre.</p> + +<p class="sig"><i>Esp. Principi.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LVI" id="DOC_LVI"></a>DOCUMENTO LVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="date"><i>Serenissimi Signori,</i></p> + +<p class="break">Richiedevano le mie obbligazioni che in propria persona fossi venuto +a render le dovute grazie a questo ecc.mo senato, ma la mia +senile età, la lunghezza del viaggio, li gravissimi pericoli che si incontrano,<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span> +mi impediscono e la soddisfazione del mio debito e la +esecuzione del mio desiderio. Che però quel tanto non mi è permesso +far di persona vengo a farlo colla penna, significandogli, +come dopo gravissimi pericoli e di mare e di terra, singolarmente +in Erzerum dove fui accusato per spia, giunsi in questa mia provincia +e da qui poi mi trasferii in Ispahan, dove ritrovai appunto +giunto l'ambasciatore di Polonia. Per molti affari del re fu ad ambidue +procrastinata l'udienza per tre mesi. Venuto poi il tempo presentai +le lettere delle Vostre Signorie Eccellentissime quali furono +affettuosamente ricevute, et poi con la maggior efficacia possibile +esposi la mossa della guerra contra del turco Ottomano conforme +l'impostomi dalle Eccellenze Vostre e fui benignamente ascoltato. Mi +domandò poi il re minutamente di tutti i principi cristiani, del loro +numero, grandezza e potenza; e di codesta Ser. Rep. dissi quel tanto +che in verità si doveva che non era ad altri inferiore. Per ottenere +poi l'espedizione sono stato trattenuto sette mesi. La causa di tanta +dilazione fu la nuova che sopraggiunse della resa di Candia dal re +sentita al maggior segno, che mi disse queste parole:</p> + +<p>Come! principi cristiani m'invitano alla guerra col turco, mentre +essi hanno resa una piazza tanto tempo difesa, quasi che temano della +loro propria potenza?</p> + +<p>Non mancai far ogni sforzo per giustificar questo fatto, procurando +di renderlo capace nel miglior modo fosse possibile.</p> + +<p>Circa agli interessi della mia provincia ho ottenuto, mercè l'intercessione +di Vostra Serenità, quanto per addesso desideravo. È ben +vero che assai più avrei ottenuto se non fosse stato l'accennato disturbo +di Candia. Intorno al negozio della guerra non mi ha dato +risposta alcuna a bocca, dicendomi che nelle lettere risponsive si +contenevano li suoi sentimenti; che però consegnatemi le lettere dirette +a questo ecc.mo senato, insieme colle altre dirette al sommo +pontefice, mi comandò che per due dei miei frati a posta le inviassi, +acciò avessero sicuro recapito, e che colle scritture non toccassero i +passi dell'Ottoman, ma che si inviassero per la strada di Moscovia, +e che si accompagnassero con il suo ambasciatore quale egli inviava +al re di Polonia. Tanto appunto eseguisco inviando per i miei frati alle +Signorie Vostre Eccellentissime l'accennate lettere con affezionatissimo +rendimento di grazie, promettendomi dalla loro benignità ogni possibile +aiuto, in ogni altra occorrenza e bisogno di questi poveri cattolici, +posti nel mezzo di tanti voracissimi lupi di scismatici ed infedeli, +che fanno del continuo ogni sforzo per divorarli. E però le<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span> +mie forze non sono sufficienti per difenderli se non vengo aiutato +dalla pietà dei cristiani principi, e singolarmente da codesta Ser. Rep. +che in pietà ogni altro eccede. Raccomando alla vostra benignità +questi due padri, che invio; mentre per fine profondissimamente me +le inchino augurandogli dalla Divina Maestà ogni bramata prosperità.</p> + +<p>Da Naschirvan provincia dell'Armenia maggiore 10 agosto 1670.</p> + +<p class="date">Delle Vostre Signorie Serenissime</p> + +<p class="sig">Umilissimo ed obbedientissimo servo<br /> +<span style="margin-right: 2.5em"><span class="smcap">Fra Matteo Avanisens</span></span><br /> +<span style="margin-right: 1.5em"><i>Arcivescovo di Naschirvan</i>.</span></p> + +<p class="date"><i>Esp. Princ. Filza 87.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LVII" id="DOC_LVII"></a>DOCUMENTO LVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">Laudato sia il grande e onnipotente Iddio.</p> + +<p class="break">Potentissimo, maestosissimo ed altissimo principe, padrone e +possessore del vasto dominio veneziano, signore e monarca di grandezza, +maestà, giustizia e magnanimità, serenissimo possessore del +manto della gloria, potente dominatore fra li re cristiani, di carità +e di equità che non ha pari, qual s'assomiglia all'oceano che non +ha paragone nella immensità, essendo nota a tutto l'universo la sua +grandezza e potenza.</p> + +<p>Dopo di che le portiamo colla presente che avendo la Serenità +Vostra inviate sue da noi stimatissime lettere, per mano di Matteo +vescovo di Naschirvan, dirette alla felice memoria del potentissimo +nostro padre che ora gode stanze serene e gloriose nel paradiso; +quali lettere sono state invece di lui a noi presentate, ed intesone +il contenuto, alle quali si è fatta quella stima che meritano le grandezze +cospicue di chi le ha inviate.</p> + +<p>E sopra il motivo della raccomandazione per li popoli cattolici, della +credenza di Gesù che si attrovano nel nostro dominio, acciò godino tutte +le immunità e privilegi, abbiamo comandato che per tutte le città, castelli, +terre e villaggi dove vi sono abitazioni sieno rispettati ed onorati, +comminando che non li sia inferita molestia alcuna: anzi per +maggiormente far palese la stima che facciamo delle raccomandazioni<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span> +di Vostra Serenità, abbiamo comandato che attrovandosi in qual +si sia castello e villaggio alcuno dei sopradetti, molti o pochi dei +sudditi cattolici in molto o poco numero, a causa di loro restino +anco immuni tutti gli altri di qualsivoglia condizione o setta, e ciò +per esservi colà abitanti cattolici; e questo perchè si veda la nostra +intenzione che è sempre per incontrare nelle soddisfazioni di un +principe così a noi amico, al quale professiamo osservanza non ordinaria. +Ma nonostante le immunità ed esenzioni da noi concesse ai +popoli non solo cattolici, ma anco agli altri abitanti in quelle terre e +castelli, hanno essi voluto colla direzione del suddetto vescovo Matteo +contribuire un semplice segno di ricognizione al mio erario come +dominante, e questo per goder perpetuamente le concessioni da noi +fatteli, dove per consolarli abbiamo così confermato. Onde con +questo decreto restano immuni da qualsivoglia altra contribuzione, +cui per l'avanti soccombevano, non solo all'erario regio, ma anco alli +rappresentanti che colà si attrovano e che per l'avvenire vi saranno; +quali dovranno in tutta puntualità adempire ed eseguire i nostri comandi +nel ben governarli, proteggerli e difenderli da qualsivoglia +molestia, i quali popoli potranno a loro piacere e con sicurezza attendere +ai loro negozi. Abbiamo avuto notizia come la guerra che vertiva +sopra l'isola di Candia con l'Ottomano resti ora cessata, ed il tutto +aggiustato con la pace stabilita e convertita in buona amicizia, ed +attrovarsi al presente la predetta isola di Candia in potere del medesimo +Ottomano e restate sopite tutte le differenze. Nonostante però se +nell'animo della Serenità Vostra insorgesse altro di nuovo sopra +ciò, la preghiamo che senza alcun rispetto o riguardo si compiaccia +darci avviso e manifestarci l'animo suo, assicurandola di una prontezza +nell'abbracciare e poner in esecuzione quanto ci dirà e quanto +desidera.</p> + +<p>Nel resto le preghiamo dal Signor Dio tutte le felicità, prosperità +e grandezze maggiori.</p> + +<p class="date"><i>Sigillo del re di Persia</i> <span class="smcap">Suleiman</span>.</p> + +<p class="sig"><span style="margin-right: 2em"><span class="smcap">Pietro Fortis</span></span><br /> +<i>Dragomanno pubblico</i>.</p> + +<p class="date"><i>Esp. Princ. Filza 40.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LVIII" id="DOC_LVIII"></a>DOCUMENTO LVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1673. Luglio.</p> + +<div class="blockquot"><p><i>Relazione presentata al senato dal dragomanno Fortis intorno al colloquio +da esso tenuto coi padri domenicani venuti dalla Persia.</i></p></div> + +<p class="date break"><i>Serenissimo principe,</i></p> + +<p class="break">Avendo fatta istanza i padri domenicani, venuti dalla Persia, a voler +conferire con me Pietro Fortis, alcuni particolari da portarsi alla +notizia di Vostra Serenità, ne diedi parte agli ecc. Savj dai quali +comandato di riferire tutto ciò che dai medesimi sarà rapportato, +dissero:</p> + +<p>Che il viaggio loro benchè sia stato lungo, ad ogni modo questi +tre anni non sono stati spesi sempre nel cammino, ma bensì per +esser stati fermati nelli confini della Persia e Moscovia 22 mesi continui, +per causa delle guerre con alcuni ribelli del moscovita, e che +fu comandato alli medesimi padri dallo stesso re con ordine espresso +di non progredire il viaggio se prima non ricevevano altre commissioni, +dubitando che arrestati o svaligiati in qualche parte per le +turbolenze insorte potessero perdersi le lettere che tenevan per la +Serenità Vostra e per altri principi.</p> + +<p>Furono fermati medesimamente in Polonia più di tre mesi, non +permettendoli di passar oltre quei comandanti, e ciò per non aver +lettere del re di Persia dirette a quelli; ma capitato poi l'ambasciatore +Polacco, si levarono di là e proseguirono il loro cammino.</p> + +<p>Nel discorso che tenne il medesimo re di Persia con l'arcivescovo +di Naschirvan prima della loro partenza, fu sopra ogni altro principe +della cristianità esaltato il nome della Serenissima Repubblica di +Venezia, riguardevole a tutto il mondo, ma particolarmente per aver +sola contro la potenza dell'ottomano imperio, non solo sostenuti +gli incontri tanti anni, ma desertati tanti paesi, ed ottenute tante +vittorie contro il medesimo, colla distruzione delle sue armate marittime, +il che ha reso stupore a tutto l'universo. Dagli avvisi che capitarono +in Persia si seppe la pace seguita, e sebbene l'isola di +Candia rimase in potere del Turco, fu però col cambio di altri Stati +e particolarmente di alcune piazze invece dell'isola predetta, rimaste +sotto il comando della Repubblica. Ma che però la pace non poteva sussistere +stantechè i principi cristiani avrebbero mosse le armi al<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span> +Turco per la ricupera del detto regno. Esser molto tempo che il +Persiano nutrisce stimoli di vendetta contro l'Ottomano; ma la tregua +seguita fra loro nella presa di Babilonia, di 30 anni, con giuramento +solenne lo obbligava all'osservanza. E benchè spirata sette +anni orsono, furono tante le cause di ambe le parti che si prorogò da +se stessa; perchè il Persiano occupato nella guerra con il Magor per +la contesa di Conducar, fortezza di considerazione nei loro confini, +ed il Turco impegnato in quella di Candia, fu cagione che ambidue +simularono l'odio implacabile che verte tra queste due nazioni; ma +l'assunzione al trono del regnante re d'età d'anni 28, con desiderio +di riavere il perduto e restituire al nome persiano l'antico splendore, +che sempre nei tempi andati fu superiore al Turco, lo stimula ad +una generosa risoluzione, annuendo pure alla sua inclinazione i governatori +delle provincie, nelle quali sono investiti dalli re in forma +di feudo e vi continua la successione nei loro posteri, non come i +bassà dell'Ottomano che di niente e senza meriti vengono innalzati +al comando il quale appena principiato svanisce, e finisce senza memoria +e senza posterità.</p> + +<p>Vive dunque nella Persia la brama di cimentare le armi contro il +Turco, e si andava disponendo l'armamento con gran coraggio, +essendo capitati avvisi ai detti padri in Polonia della mossa di +60,000 cavalli con altri ancora che si attendevano dalle provincie +più lontane, oltre la provisione che si faceva di fanteria, benchè lo +sforzo di quella milizia consiste nella cavalleria. Essersi già pubblicamente +promulgala la intenzione del Persiano, disponer l'armi +contro l'Ottomano; essere seguite alcune fazioni nei confini di +Erivan. La ribellione di un bassà turco, ricoveratosi sotto il +Persiano, e mediante quella di un comandante persiano portatosi +nello stato del Turco colle continue scorrerie che si fanno in quei +confini, come pure la invasione dei cosacchi con saiche nelle paludi del +mar Nero verso la Tana, che obbligava il Turco a spedir colà l'armata +di galere. L'unione poi del Moscovita e del Polacco contro del medesimo +Ottomano, lo potrà metter in grande apprensione, poichè l'invasione +che possono far nel mar Nero, con il mezzo dei cosacchi con le saiche in +forma di barche armate con 70 o 80 soldati armati per ciascheduna +può opprimerlo molto, mentre lo sforzo dell'alimento di Costantinopoli +d'altra parte non gli è permesso, che da quel mare, poco +d'altrove avendone rispetto al bisogno di una così grande e popolosa +città. Le qual saiche possono con facilità impedire alli +vascelli che transitano per quel mare l'ingresso nel canale di Costantinopoli<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span> +come altre volte è seguito, e che pose in gran costernazione +il Turco; sicchè invaso nel mar Nero, molestato per terra nelle +Provincie di Valacchia, Moldavia e Transilvania, possono senza difficoltà +gli aggressori inoltrarsi fino a Costantinopoli, non vi essendo +fortezze nè passi che lo impediscano, per aver anco uniti al loro partito +buona parte di quei tartari che non obbediscono al gran Khan +di Tartaria e che solo mirano al loro provecchio colla speranza di +gran bottino.</p> + +<p>L'esibizione del re di Persia fatta alla Serenità Vostra non essere +senza gran fondamento, mentre stimate da lui queste forze +nella cristianità maggiori di qualsiasi altro principe, si prefigge che +possono far molto per mare e reprimere qualsivoglia tentativo del +medesimo, perchè oppresso per terra dall'esercito polacco e moscovita, +invaso dai medesimi nel mar Nero, che sarebbe un trafiggerlo +nelle viscere più interne, assalito dal Persiano nell'Asia, e lontano +dalli soccorsi, combattuto nel mar Bianco dalle armi di Vostra +Serenità, portandosi le armate fino ai castelli dello stretto, +caderà inevitabilmente quella potenza che con tirannide possede +tanti regni e che va occupando alla giornata li Stati altrui.</p> + +<p>Essere il Persiano propenso molto nell'incontrare le soddisfazioni +della Serenissima Repubblica, e va meditando il modo di far conoscere +il suo desiderio e di impiegare le sue armi a pro di questa, +facendo gran capitale della medesima, per il beneficio che ponno +ricevere con tale unione gli interessi di quella corona, come pure la +Serenità Vostra.</p> + +<p>Ma perchè quel principe non è come gli altri più vicini, e che si +internano cogli avvisi nel comprendere lo stato degli altri, sarebbe +molto giovevole agli interessi di Vostra Serenità e della cristianità +tutta, che si compiacesse spedire qualche persona pratica a quel +re colla istruzione di quello che ricerca lo stato presente delle vicende +che corrono: perchè nè il vescovo suaccennato, nè altri di +quel paese non avendo il filo e la notizia delle cose d'Europa, e di +quello ricerca il bisogno non ponno e non sanno rappresentare a +quel re, benchè istrutti, una minima parte di quello che farebbe una +persona versata in affari simili, perchè al sicuro indurrebbe quel +re a deliberazioni molto giovevoli alla cristianità e sarebbe gradita +al maggiore segno, essendo stato già in altri tempi fatta simile spedizione +dalla Serenità Vostra, come pure capitarno qui ambasciatori +di quel re.</p> + +<p>E perchè la mossa delle armi persiane contro il Turco può causare<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span> +che resti preclusa la via al commercio per la Turchia delle +merci che capitano a questa piazza dalla Persia, si potrebbe, come +il re lo desidera, avere reciproco concorso colle flotte da Ormuz o +d'altra scala in fino Moscovia, e di là poi con le carovane per terra per +la Polonia e la Germania la condotta delle sete e d'altre merci preziosissime, +le quali si porteranno dai medesimi Persiani in questa +città con più sicurezza, per mutarle in tante pannine d'oro e di seta +e d'altre merci, come si praticava prima simile condotta con le navi +d'Aleppo d'altro scalo delle Sorie; perchè se gli Olandesi e gli Inglesi +ne vorranno, capiteranno in questa città a comprarne, e non +avranno per l'avvenire quelle forme così vantaggiose da loro praticate +nella compreda delle medesime sete a loro piacimento, per non +saper quei popoli altrove esitarle, e lo facevano a vilissimo prezzo.</p> + +<p>Tanto mi dissero di portare alla notizia delle EE. VV. in ordine a +quello è stato loro comandato.</p> + +<p class="sig"><i>Reg. Esp. Princ. pag. 43.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LIX" id="DOC_LIX"></a>DOCUMENTO LIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1673, 23 luglio, in Pregadi.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Dai padri domenicani in Europa spediti da monsignor reverendo +arcivescovo di Naschirvan, ci sono state rese in questi giorni lettere +di V. M. ricevute da noi con quel contento che può esser ben concepito +dalla conoscenza della stima rispetto ed affettuosa osservanza +professata sempre dalla Repubblica nostra alla sua serenissima casa, +e continuata alla sua imperiale persona, secondo l'istituto dei maggiori +nostri, dell'assunzione della quale al trono colle più cordiali +espressioni dei nostri cuori, ce ne rallegriamo; come alla perdita +della Maestà del padre, contribuimo affettuoso sincero compatimento, +consolandosi nel vederla compensata colla successione di sì degno +erede, d'ogni più squisita prerogativa adornato. Li favori dalla M. V. +impartiti nei suoi felicissimi Stati a monsignor vescovo di Naschirvan ed +ai cattolici con il riguardo di esimerli da ogni aggravio, che da tenue +volontario solo all'imperial cassa, è degno effetto della sua generosità, +che obbligando noi a' più sinceri ed efficaci rendimenti di grazie,<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span> +impetrerà dal grande Iddio alla degnissima persona e casa di V. M. +la affluenza d'abbondanti concorsi di prosperi eventi, al singolar +merito che la adorna corrispondenti ed adeguati. A' sudditi però +di codesto serenissimo imperio saran nei stati nostri sempre e per +propension propria nostra, e per corrispondere alle cortesissime deliberazioni +sue, prestato ogni miglior trattamento, assistiti li mercanti +nei loro negozi, e fattegli godere tutte le prove di affetto e +dilezione, e quanto più abbondante sarà il loro concorso sarà tanto +maggiore il nostro godimento, di poter con più copiosi effetti far +conoscere la stima che per Vostra Maestà havemo, ed il desiderio di +comprobargliela con effetti. Con grandissimo sentimento si ricevono +pure li cortesi sensi della M. V. verso le cose pubbliche, che ad +ogni occorrenza saran sempre corrisposti dalla Repubblica nostra +con pari affetto e propensione alle grandezze e vantaggi del suo +serenissimo dominio.</p> + +<p>Terminando le presenti col pregar a V. M. copiose prosperità e +grandezze con incremento di gloriosi successi e lungo corso di +anni felici.</p> + +<p class="break">E da mo sia preso: che nel darsi nel collegio le lettere ai padri +domenicani pel re di Persia, sian dal Serenissimo Principe spese +parole che indicando la stima delle lettere e persona reale, dichiarino +soddisfazione e godimento per le loro espedizioni verso monsignor +vescovo di Naschirvan che li ha mandati.</p> + +<p>Sia pur deliberato che a' padri predetti che sono due con li +compagni sia pagato il viaggio sino a Fiorenza che importa ducati +cinquanta. Ed alli stessi, delli danari della Signorìa nostra sien dati +in dono scudi d'argento cento per una volta tanto, che doveran esserli +fatti capitar dalli Savi del collegio con la notizia del deliberato +per il viaggio, come meglio loro parerà.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">148</td> + </tr> + <tr> + <td>De non </td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">2</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Padavin</span> <i>Seg.</i></p> + +<p class="date"><i>Senato Corti.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LX" id="DOC_LX"></a>DOCUMENTO LX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1695, 4 giugno.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Quanto ha sempre la Repubblica nostra tenuto in considerazione +di veri amici, e quanto ha professato di affetto e di particolarissima +stima a tutti li degnissimi progenitori della M. V., altrettanto conosce +opportuno e convenevole nella esaltazione di sua persona presentemente +al dominio di codesto celebre regno, portargliene un pieno testimonio +con esprimergliene il contento del Senato di veder appoggiata +la mole del governo alla grande sua direzione, che tale viene a +ripeterlo il mondo tutto per le doti singolari che la adornano e che +sono universalmente acclamate.</p> + +<p>A questo sentimento di nostra sincera inalterabile osservanza, non +potemo non unire quelli delle speranze che giustamente concepimo, +nella costanza e nel vigore coi quali da noi si versa, con profusioni +d'oro e di sangue, per far argine alle vaste immagini della potenza +ottomana di predominare l'universo intiero, veder anco dal canto +della M. V. date le mosse ai proprii vittoriosi eserciti contro sì potente +inimico, per tener abbassato non solo il di lui fierissimo orgoglio, +ma per restituire a codesta corona quei stati che con violenta +ed ingiusta usurpazione gli sono stati dal medesimo smembrati, onde +vagliano le glorie di V. M. a divertire le vessazioni comuni, augurando +noi al suo grande merito li avvenimenti più fortunati e le felicità +più desiderabili, congiunte con lunghezza d'anni.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">125</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">1</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><i>Senato Secreta.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXI" id="DOC_LXI"></a>DOCUMENTO LXI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Sia lodato il grande Iddio,<br /> +Sia sempre benedetto il nome del potente Iddio,<br /> +Sia lodato e salutato il profeta Macometto et suoi seguaci.</i></p> + +<p class="break">Al sublime, eccelso, magnanimo signore, imperatore e monarca, +supremo duce, glorioso, trionfante, cospicuo tra i più grandi imperatori. +A voi che siete il re più potente fra i nazareni credenti, ed arbitro +degli affari tra i più maestosi principi della religion del Messia +e di tutto l'imperio della cristianità, quello che porta sopra il capo +la corona universale e possiede la fortuna di Alessandro Magno, possessore +del manto della gloria concessa ab eterno dalla maestà del +sommo e potente Dio, signore che viverà in tutti i secoli glorioso e +trionfante, che così le viene da noi augurato con tutta la credenza +maggiore.</p> + +<p>Si porta li più sinceri, amichevoli, cordiali ed affettuosi saluti +quali possono derivare dalla corrispondenza pronta di buon amico. +Dopo di che si notifica alla S. V. e grandezza esserci pervenuta +una lettera scritta dalla sua magnanimità e presentataci in ora +propizia da Antonio Doni, il quale ha in tutti i numeri adempiuto il +comando che dalla sua sublimità gli è stato commesso, e dal quale ci è +stata con tutte le forme più efficaci rappresentata la buona disposizione +che la grandezza sua si compiace conservare verso di noi.</p> + +<p>In quanto a quello si pratica in questo stato intorno al succedere +all'eredità delle facoltà dei fratelli, cioè quando un armeno abbracci +la legge maomettana, è costume sempre mai continuato e però tale +essendo non si può alterare la legge antica: così lo rappresentiamo +alla sua notizia poichè costà non può esser cosa alcuna a lei nascosta; +tuttavolta per levare qualsisia inganno o pregiudizio dei medesimi +si daranno ordini espressi ai giudici cui spetta, acciò questa +nazione non abbi a soggiacere ad alcuna molestia, ma solo a quello +comandano le leggi antiche, e ciò sarà fatto e intanto se ci sarà dato +il modo di manifestare sempre più la nostra cordiale e sincera amicizia +colla Ser. V. capitando qui alcuno dei suoi sarà in tutti i +numeri ben visto, se li somministrerà ogni aiuto e si procurerà di +fare il possibile acciò si adempisca la volontà della sua grandezza. +Tanto desideriamo di corrispondere alle sue cordiali espressioni che<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span> +si è compiaciuta darcene nelle sue lettere, le quali da noi al maggior +segno sono desiderate, acciò sempre resti ferma e radicata questa +buona corrispondenza, che come tale viene da noi sempre promessa, +e per il resto il grande Iddio sii quello che prosperi e rendi fortunato +il suo stato ed imperio.</p> + +<p class="center">Sigillo: <i>Il servo di Dio</i>, <span class="smcap">Abbas</span> <i>re di Persia</i>.</p> + +<p class="sig"><i>Liber dominorum, Arch. gen., la sola traduzione.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXII" id="DOC_LXII"></a>DOCUMENTO LXII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1663, 29 decembre.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Fra le glorie più insigni della M. V. quella particolarmente risplende +della bontà colla quale si degna di riguardare ed amare li +proprii sudditi; nè essendo li cattolici commoranti sotto il felice +suo impero niente meno divoti ed affezionati alla di lei corona di +quello sieno gli altri, a ragione si persuadono e promettono ogni +favore. Di qui è però che dovendo la M. V. essere supplicata dal +padre fra Antonio Fassi domenicano vicario generale in Oriente di +una grazia a favore dei medesimi, come essi se la persuadono +dalla generosità del di lei animo, così la Repubblica nostra, che +professa grande osservanza verso il suo cospicuo nome e che tiene +tanta parte nel vantaggio del cristianesimo, viene ad intercedere +con tutta la sua svisceratezza dell'animo per la medesima, il che non +anderà disgiunto dai riguardi del vantaggio della sua corona, e +sommamente obbligherà la Repubblica stessa, la quale brama che +dalla M. V. sia prestato cortese l'orecchio al padre suddetto in ciò +che le rappresenterà in ordine alla suddetta istanza. E qua alla +M. V. bramando gli incrementi delle maggiori felicità, gli auguriamo +felice e prospero il corso degli anni.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">125</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">1</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">2</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Tommaso Pizzoni</span> <i>Seg.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span></p> + +<p>Questa raccomandazione è stata chiesta dal granduca di Toscana +per mezzo del suo residente a Venezia Celesi; il quale fatto venire +in collegio nel 29 decembre ebbe oltre questa lettera un'altra pel +granduca, acciò il padre Fassi per incarico di quello sostenesse +in Persia gli interessi della causa comune, rispetto agli impegni +colle armi turchesche in Ungheria, invitando lo shàh a coglier l'occasione +di riacquistare alla propria corona l'antico patrimonio.</p> + +<p class="sig"><i>Senato Corti, Reg. 40 e Filza 59.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXIII" id="DOC_LXIII"></a>DOCUMENTO LXIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">18 luglio 1669.</p> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Quelle insegne gloriose che tiene spiegate la Serenità Vostra a difesa +della cattolica religione sono tante ali della fama, che pubblicano +le glorie di questa Ser. Rep. anco nelle più remote parti del +mondo. Di qui è che per interceder l'alto patrocinio di V. S. sin +dalla Persia son quì venuto; io Arachieli arcivescovo armeno servo +umilissimo di Vostra Serenità.</p> + +<p>Fiorisce in quelle parti tra le spine del maomettanismo la cattolica +religione, e quei poveri cristiani bramano erigere nella città di +Erivan una chiesa, e la pietà del sommo Pontefice è concorsa a scrivere +al re di Persia perchè permetta questa erezione. Il stesso breve +pontificio, accompagnato da molti testimoniali di quello eminentissimo +porporato, humilio alla Serenità Vostra per comprobazione del +tutto, e la supplico col solito di sua cristiana carità accompagnarmi +anch'essa con sue lettere al re di Persia, acciò mediante le alte intercessioni +della Serenità Vostra più facile riesca la permissione della +erezione.</p> + +<p>Humiliato pure imploro gli effetti della pubblica real munificenza, +che valgano a sovvenirmi in un così lungo e disastroso viaggio, accertando +la Serenità Vostra che così io nei miei sacrifici, come tutti +quei poveri cristiani porgeremo fervide le preci alla Divina Maestà, +perchè conceda vittorie e palme alle armi gloriose della Serenità +Vostra. Grazie.</p> + +<p class="sig"><i>Senato Corti, 83.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXIV" id="DOC_LXIV"></a>DOCUMENTO LXIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1669, 20 julii in Senatu.</p> + +<p class="date break"><i>Ad Persarum Regem.</i></p> + +<p class="break">Pietatis impulsu digne excitatus venerabilis archiepiscopus Arachielis +armenus prolixo plane despecto itinere Romam adiit, ubi +humanitate ac virtute emicans vir habuit consequi apud Maiestatem +Vestram officiosas ac enixas summi Pontificis commendatitias, ut +generose ac perlibenter ipsi eadem largiatur facultatem construendi +ecclesiam in civitatem de Erivan in cultum erga Deum et in Christi +fidelium solatium qui illic incolunt. Eundem ergo huc perventum +comiter excipimus cura suavitatis et honesti gratia ingenii causa, tum +honoris, quo ipsum idem summus Pontifex suarum litterarum commenta +prosecutus est, et ipsi Archiepiscopo nostrarum ibidem commendationum +cupiditate flagranti, grato animo condescendimus, eas +perlibenter concedendo, presertim ob sic nobis oblatam opportunitatem +in Majestatis Vestrae memoriam redigendi veterem nostram +observantiam. His igitur enixe rogamus, ut benigne de erectione +eiusdem templi sua regia voluntas assentiatur, quam ipse Archiepiscopus +suppliciter implorabit, non temere credentes Maiestatem +Vestram consueta mira clementia imperturam hoc gratiae; quod +certo fiet non absque sui nominis praeclarissimi gloria quae ab avectione +divini cultu sibi emanavit, et inde magnus ad sua pristina erga +nos studia cumulus accedet. Hoc interitu a Deo summopere petimus +ut satis longum vitae spatium M. V. peragat et omnia sibi feliciter +eveniant.</p> + +<p>E da me sia preso che del danaro della Signorìa Nostra sia dato in +dono per una volta tanto ducati cento buona valuta al sopradetto arcivescovo +armeno.</p> + +<table class="vot" style="width: 10%" summary="voti"> + <tr> + <td>+</td> <td class="right">81</td> + </tr> + <tr> + <td>- </td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>-</td> <td class="right">3</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Lodovico Franceschi</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p class="date"><i>Senato Corti, 83.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXV" id="DOC_LXV"></a>DOCUMENTO LXV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">Sia glorificato il nome di Dio.</p> + +<p class="date break"><i>Silvester Valerius,</i></p> + +<p class="break">Adorno di felicità, principe confederato e grande di Venezia e +delli stati Bergamasco, Cremasco, Bresciano, Veronese, di Padova, +del Polesine, del Cadorin, dell'Istria, della Dalmazia, d'Epiro, Lesina, +Corfù, Cefalonia, Zante, Cerigo, Candia, Micone, del Vicentino, +del Trevisano, Feltrino, Bellunese, Cherso, Arbe, Chersoneso, ecc. +Siccome colle espressioni fregiate dell'amicizia e buona corrispondenza +mi portate le notizie ripiene di congratulazione e testimonianza +di affetto per la assunzione mia disposta dalla divina Provvidenza al +trono monarcale ed ornamento del mondo, così bramo di accudire +in questo tempo con diligenza acciò possa riescir bello e fruttifero il +fine; e che un albero piantato di primavera faccia confidare un buon +autunno nella raccolta dei suoi desideri.</p> + +<p>Si dissiparono poi in un istante le nubi ai raggi luminosi della pace +ed amicizia con la partecipazione favorevole del vostro ben stare ed +abbondante del genio vostro sincero verso di me, assieme con le +vaste idee che nutrite per l'avanzamento a gradi maggiori che io ve +lo prego dal creatore, ed assicuro che dal mio canto si avrà sempre +riguardo a quello concerne alla grandezza e dominio del mondo.</p> + +<p>Intanto vi desidero un fine propizio ed una vita coronata di vittorie +ed aiuto eterno, come pure la continuazione della vostra colleganza. +Ed augurando al vostro dominio e governo potenza e fine fortunato, +prego Dio vi concedi il suo perdono.</p> + +<p>Con tali caratteri invia e rappresenta la dichiarazione della sua +sincerità il servo dell'Altissimo.</p> + +<p class="center"><i>Sigillo</i> — <span class="smcap">Sultan Huseim</span> Monarca universale +figlio di Suleiman.</p> + +<p><i>Questa traduzione è del dragomanno Fortis; l'originale ed il sigillo, +fotografati, stanno a pag. <a href="#sigillo">1</a> e <a href="#letteraHusein">55</a> della presente memoria.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXVI" id="DOC_LXVI"></a>DOCUMENTO LXVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1697, 15 marzo, in Pregadì.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Passa negli stati felici di V. M. mons. rev. fra Pietro Paolo Palma +carmelitano scalzo arcivescovo d'Ancira, per affari incaricatigli dal +nostro sommo pontefice, e sebbene siamo certi che per le distinte +condizioni di virtù e di merito che adornano questo degno soggetto, +sarà benignamente accolto coi suoi compagni dalla bontà della Maestà +Vostra, non lasciamo di raccomandarglielo, come pure li suoi negozi +che anderà maneggiando, e stessamente monsignor Elia pure +carmelitano scalzo, e tutta questa esemplar religione.</p> + +<p>Confidiamo nell'animo invitto e grande di Vostra Maestà che queste +nostre raccomandazioni saranno gradite dal suo molto stimato affetto, +mentre noi siamo pronti a dare alla Maestà Vostra in tutti gli +incontri vere prove dell'osservanza nostra sincera verso la reale +persona di Vostra Maestà, a cui bramiamo incrementi sempre maggiori +di gloria in anni lunghi di felicissima vita.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>Affermativi</td> <td class="right">112</td> + </tr> + <tr> + <td>Negativi</td> <td class="right">0</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">0</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span style="margin-right: 4.5em">L. S.</span><br /> +<span class="smcap">Michel Marino</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p class="date"><i>Filza Roma ordinaria, 1697.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXVII" id="DOC_LXVII"></a>DOCUMENTO LXVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1718, 23 decembre, in Pregadì.</p> + +<p class="date break"><i>Al re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Dar cuore magnanimo dei gloriosi predecessori di Vostra Maestà +e dall'imperiale benignità sua, protetta sempre egualmente la cattolica +religione nei suoi felicissimi stati, riesce alla stessa tanto più +sensibile il vedersi perturbata, quanto più lontani dalla regia sua +mente son li disordini arrivati a Tiflis in Georgia ad istigazione del<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span> +patriarca armeno e di un certo Minas Vartutier, con danno personale +dei cappuccini missionari e d'altri armeni cattolici e collo +spoglio della loro chiesa.</p> + +<p>Quanto degno è l'oggetto di presentarsi all'animo retto e pietoso +di Vostra Maestà per esigere gli effetti della sua imperiale giustizia, +altrettanto forte è il motivo che move gli animi del senato ad avanzarle +le proprie premure, onde con ogni maggiore efficacia preghiamo +la Maestà vostra a degnarsi di porger sollievo agli oppressi +cogli ordini opportuni, affinchè cessino gli insulti e le animosità, e +sia restituita la cattolica religione nella sua pristina quiete. Mentre +però in favor della istanza parla con vigor sufficiente l'equità, ed +essendo certo il senato che questo titolo sarà motivo bastante per +meritarsi l'imperial sua protezione: così non ci resta che ravvivare +con tale incontro alla Maestà Vostra l'antica stima ben distinta e la +osservanza affettuosa che la Repubblica nostra professa alla serenissima +sua casa ed imperiale persona, e pregare il grande Iddio che +sopra di essa diffonda le grandezze e prosperità più copiose, con +incremento di gloriosi successi, e che il giro degli anni della Maestà +Vostra sia lungo e ricolmo di ogni più desiderabile felicità.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De si</td> <td class="right">96</td> + </tr> + <tr> + <td>De no</td> <td class="right">1</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">0</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Giovanni Maria Vincenti</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p class="date"><i>Senato Corti, Registro 95.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXVIII" id="DOC_LXVIII"></a>DOCUMENTO LXVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori V Savi alla Mercanzia,</i></p> + +<p class="break">Incaricata dal comando delle EE. VV. l'umilissima persona mia, +di renderle informate di quali e quante spese occorrono sopra le +mercanzie, le quali si distaccano da questa dominante per giungere +in Astrakan, porto in ora dipendente dall'imperio di tutte le Russie +e situato alle bocche del Volga, per mezzo delle quali esso gran fiume +si scarica nel mar Caspio, non ho creduto di poterlo adempiere in +modo migliore che con quello di rassegnare a VV. EE. l'inserto conto,<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span> +il quale con chiarezza e preciso dettaglio dimostra ogni e qualunque +spesa non solo, ma quale è altresì la strada per cui le mercanzie da +queste lagune presentemente giungono, traversando li mari Adriatico +e Arcipelago, li stati Ottomani, il regno di Persia ed il mar Caspio +fino alle foci del Volga.</p> + +<p>Dalla nota stessa rileveranno le EE. VV. che sopra colli 61 di libbre +500 sottili cadauno, in conseguenza pesanti fra tutti libbre 30,500, +composti per la maggior parte di specchi, conterie, robe, allume, +panni ad uso di Francia e carta tutte manifatture venete, come pure +di qualche porzione d'oro cantarin, aghi e fil di citra, lavori germanici +ascendenti al costo di L. 45,193 piccole, comprese le loro spese +sino a bordo, nonchè le sicurtà sopra veneta nave sino in Alessandretta, +rileveranno dico, che montarono le spese del loro distacco +da questo porto sino al loro giungere per Aleppo in Babilonia a lire +20,313 piccole.</p> + +<p>Nel caso poi che si avesse voluto far tradurre questi stessi colli 61 +di merci sino in Astrakan per mezzo del Tigri e Bassora, indi per il +seno Persico e Buscir ad Ispahan, poi nel Ghilan e finalmente per +il Caspio in Astrakan, osserveranno che la aggiunta delle spese al +proseguimento di un tal viaggio rileva oltre L. 41,310,15; sicchè +unite queste alle precedentemente accennate spese da Venezia in +Babilonia di L. 20,313 sommano assieme L. 61,623,15, che seco +portano L. 45,193 di costo di mercanzie in peso di libbre 30,500.</p> + +<p>Le spese adunque sopra le merci da Venezia sino a Babilonia +montano a 15% sopra il loro capitale ed a soldi 14 per ogni libbra +di peso veneto sottile, e giungendo poi esse merci sino in Astrakan +arriverebbero le spese al 30% sopra il loro costo, ed a soldi 40 per +ogni libbra del loro peso.</p> + +<p>Oltre alla accennata strada per la parte meridionale della Persia, +avvi per l'altra parte settentrionale di quel regno l'altra via di Tauris +con cui si può passare dalli stati Ottomani nelli Russi, traversando li +stati Persiani; ma quantunque questa sii strada più breve ed anco +meno costosa, ciò non ostante praticata non viene attesi li gravi pericoli +che incontrerebbero le merci e i loro condottieri attraversando +il deserto, denominato deserto nero.</p> + +<p>Ho l'onore di esponere tutti questi fatti, ed asserirli per indubitati +per propria mia pratica o per asserzione non dubia degli Armeni +miei compatrioti, li quali al presente a questa parte si trovano +dopo averne incontrate le prove essi medesimi. Possiamo poi assicurare +noi tutti con costanza a questo gravissimo Magistrato, che intanto<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250"></a><a name="Page_251" id="Page_251"></a><a name="Page_252" id="Page_252"></a>[250-252]</span> +limitatissimo si è il commercio tra questa dominante e la Persia con +il Volga, che fanno gli Armeni qui domiciliati, come pure quelli che +di continuo viaggiano trasferendosi dagli uni agli altri stati, in quanto +che le spese sopra le merci dell'esporto e dell'introduzione, come le +EE. VV. rilevano, sono maggiori del capitale, ed inoltre perchè a comodo +delle differenti vetture del viaggio, ora con cammelli, che +portano sino a libbre 1000, ora con muli capaci di libbre 600 solo, e +qualche volta di altri animali da soma che non possono levare se non +il peso di libbre 300, delle quali differenti vetture è necessità di servirsi, +conviene più di una volta disfare e rifare li colli, ed assoggettarsi +bene spesso alle ruberie, e per la difficoltà poi e lunghezza del +viaggio soggiacere a rotture, le quali, massime nelli specchi e robe +di allume lavoro di questo metropoli, sono assai significanti. Per altro +qualora tutti questi ostacoli non si incontrassero, ed il cammino per +giungere dall'Adriatico nel Caspio potesse riuscire più facile e più +breve, anzichè limitato quale in oggi egli è per le difficoltà esposte, +abbondantissimo e quasi immenso riescirebbe un tal traffico, tanto +per ogni genere di prodotti e di manifatture che da questi stati si +tradurrebbero nell'Asia, quanto delli effetti dell'Asia stessa che a questa +parte giungerebbero.</p> + +<p>Umilmente esposto quant'era a mia cognizione e quanto di vero +ho potuto rintracciare da pratiche persone nel proposito ho l'onore +di inchinarmi e di baciare le loro vesti. Grazie.</p> + +<table class="conto" summary="costi spedizione"> + <tr> + <td style="width: 60%"> </td> <td style="width: 18%"> </td> <td style="width: 7%"> </td> <td style="width: 15%"> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="3" class="left">Li seguenti colli 61 merci diverse spedite per via di Alessandretta in Babilonia costano posti a bordo</td> <td class="right">L. 45,193 »</td> + </tr> + <tr> + <td colspan="3" class="left">Avvertendo che ogni collo pesava libbre 500 sottili compresa la cassa pel comodo del trasporto da Alessandretta in Babilonia sopra cammelli.</td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td colspan="3" class="left">Seguono le spese occorse ai colli suddetti da Alessandretta sino in Babilonia, secondo il rispettivo loro contenuto cioè:</td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">N. 2. Casse Luci dall'Ebreo con foglia</td> <td class="right">Pezze 155 50</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 1. Cassa detti senza foglia</td> <td class="right"> 74 20</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 6. Casse rubini n. 1 e n. 2</td> <td class="right"> 410 34</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 1. Cassa aghi gialli</td> <td class="right"> 68 32</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 1. Cassa fil di citra</td> <td class="right"> 79 08</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 2. Casse oro cantarino</td> <td class="right"> 152 16</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 4. Balle panni ad uso di Francia</td> <td class="right"> 327 63</td> <td class="c"></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 2. Casse rubini n. 3</td> <td class="right"> 143 62</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 3. Casse olivette nere n. 2</td> <td class="right"> 217 58</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 3. Casse coralli falsi</td> <td class="right"> 289 96</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 2. Casse di aghi da cucire</td> <td class="right"> 170 91</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 3. Casse conteria diversa</td> <td class="right"> 145 64</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 1. Cassa carta dorata</td> <td class="right"> 57 21</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left"> » 30. Ballotti carta bianca</td> <td class="right"> 1,241 89</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td></td> <td class="right">Pezze 3,534 04</td> <td class="c">fanno</td> <td class="right">L. 20,315 »</td> + </tr> + <tr> + <td></td> <td></td> <td></td> <td class="right">L. 65,508 »</td> + </tr> + <tr> + <td colspan="3" class="left">Vi sono poi le altre spese da Babilonia fino in Astrakan, le quali sebbene ai suddetti colli non sieno occorse per non essere in detto luogo passati, non ostante spedendoli però sono le seguenti, cioè:</td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Da Babilonia a Bassora per acqua sul Tigri P. 5½ per %</td> <td class="right">Pezze 335 50</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">A Bassora, dogana di sortita 2½ per % </td> <td class="right"> 240 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Da Bassora a Buscir, pel seno Persico, a pezze 6 per collo</td> <td class="right"> 366 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">A Buscir, porto della Persia, dogana di entrata a 2%</td> <td class="right"> 240 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Da Buscir a Shiraz sono giorni dodici di cammino a 4%</td> <td class="right"> 1,464 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Si avverte che a Buscir conviene disfare li colli e formarli di L. 250 l'uno, sottili, perchè vanno a schiena di cavalli e muli, e non più a cammelli, e qualche volta per mancanza di cavalli e muli convien farli condurre a schiena di somari, e per questi si devono formare li colli di L. 120 circa sottili; e qualche volta oltre lo smarrimento e patimento delle mercanzie vi è la spesa del disfare e far di nuovo le casse suddette che non è indifferente.</td> <td></td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">A Schiraz, dogana a 2½ per % sopra la stima</td> <td class="right"> 300 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Da Schiraz ad Ispahan giorni 12 a P. 16 per collo di libbre 500 sottili</td> <td class="right"> 976 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">A Ispahan dogana a 2½ per % sopra la stima</td> <td class="right"> 300 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Da Ispahan a Ghilan giorni 25 a P. 20 per collo di 500 libbre sottili</td> <td class="right"> 1,220 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">A Ghilan dogana a 5<span class="above">1</span>⁄<span class="below">6</span> sopra la stima</td> <td class="right"> 600 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">Da Ghilan in Astrakan per nave a P. 6 per collo di libbre 500</td> <td class="right"> 366 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td class="left">In Astrakan dogana 7% sopra la stima di P. 12</td> <td class="right"> 840 »</td> <td></td> <td></td> + </tr> + <tr> + <td></td> <td class="right">Pezze 7,247 50</td> <td class="c">fanno</td> <td class="right">L. 41,310 15</td> + </tr> + <tr> + <td></td> <td></td> <td></td> <td class="right">L. 106,818 15</td> + </tr> +</table> + +<p>Ascendendo l'importo delle suddette mercanzie qui fino a bordo +L. 45193, quindi le spese che, come sopra, di poi occorrono, le aggravano +di più di 35 per % circa.</p> + +<p>Si avverte che da Babilonia può andarsi in Astrakan per la via di +Tauris, passando per il deserto negro, e sono le spese all'incirca +come sopra, e forse meno qualche cosa, ma per altro la strada è più +pericolosa.</p> + +<p><i>Archivio Cicogna, codice MDCCXCVII, fra le carte che appartenevano +al senatore storiografo Francesco Donà.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXIX" id="DOC_LXIX"></a>DOCUMENTO LXIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Lettera scritta dal re di Persia all'ill.mo signor Giovanni Francesco +Sagredo, console veneto in Aleppo, tradotta dal persiano in italiano.</i></p></div> + +<p class="break">Signore illustrissimo. Il desiderio mio, Re di Persia, da voi +ill.mo signor console veneto nella Sorìa, degnissimo, onoratissimo, +meritissimo e giustissimo giudice, il quale io molto amo, è che +V. S. Ill. abbia per raccomandati li miei dipendenti, che vanno e +vengono del continuo per coteste parti, e li favorisca, siccome io<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span> +per il passato ho fatto, e per l'avvenire farò a tutti i suoi, che capiteranno +in queste parti, alli quali resterò con obbligo di favorire per +amore di V. S. Ill. e del serenissimo senato, stantechè tutti li miei +predicano molto bene del favore che del continuo ricevono. Però +per l'avvenire V. S. per amor mio non manchi di fare il medesimo, +che io come affezionato alli cristiani non mancherò per l'amor suo +di fare lo stesso in questi miei paesi: e così come V. S. è stata +dal suo principe sostituita costì, così anco nel mio regno ha la +medesima autorità e potestà; et inoltre in ogni altro che ella +desideri da me in suo contento, me ne faccia consapevole che sarà +soddisfatta. Et in fine etc.</p> + +<p class="sig"><i>1608 — 11 Archivio Donà. Miscellanee.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXX" id="DOC_LXX"></a>DOCUMENTO LXX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>A Giovanni Francesco Sagredo console veneto nella Sorìa.</i></p> + +<p class="break">D'ordine della maestà regia fo sapere a voi, onorato giudice e +console della nazione cristiana, che avendo noi inteso da tutti li +nostri messi, ambasciatori ed uomini che vanno e vengono di lì, +li buoni trattamenti e le cortesie che voi li usate, e li favori che ci +prestate per amor nostro, siamo restati di voi e delle opere vostre +grandemente soddisfatti, e però giudicandovi degno dell'amore e +grazia nostra, abbiamo voluto con questa regal carta darvi segno +della buona volontà, ed affetto verso di voi, che è concepito in noi +verso la vostra persona, la quale affezione anderà di giorno in giorno +crescendo nella real nostra persona, si come anderete voi crescendo +con questa volontà e amore nella divozione verso la nostra real +corte, che sarà anche causa di accrescere maggiormente l'amore e +la affezione che portiamo alla razza cristiana. E pertanto farete conto +di risiedere lì non solo per il vostro altissimo e potentissimo principe +di Venezia, ma anco per noi e per li nostri sudditi persiani, +ai quali non resterete di prestar favore ed aiuto nelle occorrenze, +e se da qui havete bisogno di cosa alcuna, lo farete senza alcun +rispetto sapere alla nostra alta corte, che sarete da lei gratificato ed +esaudito prontamente; così sappiate e prestate fede a questa nostra +regal lettera.</p> + +<p class="sig"><i>1610, Filza Atti turcheschi.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXI" id="DOC_LXXI"></a>DOCUMENTO LXXI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Il regno è di Dio.</i></p> + +<div class="blockquot"><p><i>All'onorevole e prudente fra li seguaci principali della nazione cristiana, +eletto fra i più nobili della generazione credente al Messia +Giovanni Francesco Sagredo, il cui valore sia in aumento.</i></p></div> + +<p class="break">Dopo molti amorevoli ed amichevoli saluti che si convengono alle +onorate sue qualità e condizioni, le si fa sapere con questa nostra regal +lettera che sono state da noi ricevute per mano dell'onorato fra +i sapienti della religione cristiana fra Vincenzo carmelitano le sue +lettere piene di amore ed osservanza verso la nostra regal corte, insieme +coll'onorato presente che le è parso di mandarci, il quale è +stato da noi ricevuto ed accettato volentieri, perchè pervenuto dalle +mani di persona che da noi è amata molto per la sua prudenza +e buona disposizione che ha mostrato sempre in ogni occorrenza +del nostro real servizio in Siria. Però ringraziandola molto le diremo +di aver presentemente inteso da esse sue lettere il servizio prestatoci +nel custodire ed inviare qui quelle robe che si ritrovavano +costì di nostra ragione, e li favori e le cortesie usate alli nostri +mercatanti ed agenti in quelle parti, la qual cosa avendo portato +molto piacere e contento al nostro real animo è stata cagione di +accrescere in noi la buona volontà ed affezione verso la sua persona +ed il desiderio che abbiamo di gratificarla in ogni occorrenza: +intanto augurando noi buono ed onorato fine alle sue azioni e prosperità +maggiore alla sua casa, l'abbiamo ora per segno di questa +nostra buona volontà ed affezione, come amico et curatore della +nostra inclita eccelsa corte, eletto nostro procuratore generale nella +città e stato di Venezia, volendo che tutti li nostri agenti e mercanti +che capiteranno in quelle parti sieno ricevuti ed accettati da lei e +fatti spedire delli loro negozi e faccende, ed in particolar di quelli +così che si saranno da noi commessi ad uso della nostra regal corte; +e offerendoci ancor noi pronti di far prestare dalli nostri qui ogni +aiuto e favore alli suoi agenti e dipendenti che verranno nella Persia: +desiderando noi che siano sempre aperte le porte fra l'una +e l'altra parte alli negozii e commerci per servizio ed utilità comune +di ambedue li stati; ed occorrendo particolarmente cosa alcuna qui +in questa provincia per uso della sua persona ne la faccia sapere che +sarà da noi adempito ogni suo desiderio, e la si assicuri del nostro +amore in ogni tempo.</p> + +<p>Dato nella luna di.... dell'anno del nostro Profeta 1020. (1611).</p> + +<p class="sig"><i>Filza Atti turcheschi.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXII" id="DOC_LXXII"></a>DOCUMENTO LXXII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Il regno è di Dio.</i></p> + +<p class="break">Con questa real carta si fa sapere a Voi, onorata turba di mercanti +venetiani, a' quali il signor Dio sia sempre propitio e favorevole, +che avendo noi avuto sempre particolar mira di favorire et +accarezzare nel nostro florido regno tutti li mercanti forestieri, sia +di che grado et conditione esser si voglia, et in particolar quelli +della natione cristiana amata et stimata da noi molto, non abbiamo +mancato di procurare in ogni tempo di dar così a quelli, come a questi, +et più a questi che a quelli ogni possibile satisfazione, acciò che +ognuno di essi ritornasse alla sua patria et paese contento e satisfatto +delli nostri buoni et onorati trattamenti, siccome potranno far di ciò +fede tutti li mercanti della nazione franca et armena che sono stati +finora in questa provincia; nè avendo mai permesso, nè consentito +che niuno delli nostri sudditi e vassalli li possi far alcuna minima +offesa et oltraggio, nè meno dargli danno che possi importar tanto +quanto importa un semplice capello della testa sua.</p> + +<p>Ma nondimeno vedendo noi che per tema e rispetto di questi +presenti moti di guerra, li mercanti cristiani non ardiscono di +venire così liberamente qui in questi paesi, come fanno tutti gli altri, +abbiamo voluto colla presente nostra esortarli ed invitarli a voler frequentare +senza alcun rispetto questo nostro amplissimo regno, et +continuar con animo libero et franco nelli soliti negotii et faccende, +per servizio ed utilità comune delli sudditi di ambedue le parti, che +saranno da noi ben veduti ed accarezzati in ogni città et loco del +nostro stato, dandoli libertà di poter comperare e condur fuori del +nostro regno seta et ogni altra mercanzia senza tema di essere molestati +od impediti da alcuno: siccome abbiamo anco di ciò scritto +all'onorato fra i grandi e principali della nazione cristiana Giovanni +Francesco Sagredo che è stato da noi eletto commesso generale +nella città et stato di Venezia, il quale facendo consapevole di questa +nostra buona volontà e desiderio tutti li onorati mercanti di Venetia, +farà ad ognuno di loro palese questa nostra reale patente.</p> + +<p>Data nella luna di Rabilsan dell'anno del nostro propheta 1020, +cioè nel 1611.</p> + +<p class="sig"><i>Fra i nostri Codici.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXIII" id="DOC_LXXIII"></a>DOCUMENTO LXXIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">Il regno è di Dio</p> + +<div class="blockquot"><p><i>Al famoso et eccelso fra i Principi et signori grandi della nazion +cristiana, sublime fra i più nobili e potenti del popolo vivente nella +legge del Messia, ornato di virtù, valore et prudenza, pieno di gravità, +pompe e grandezze il Principe di Venezia et altri onorati signori +et giudici della Repubblica veneziana: che il Signor Dio +conduca a fine ogni loro buono et onorato desiderio.</i></p></div> + +<p class="break">Dopo molti honorati et affettuosi saluti che derivano dall'amore +ed affezion grande che portiamo alla sua eccelsa persona, et a tutta +la sua famosa Repubblica, le facciamo sapere, con questa nostra +real lettera, come abbiamo ricevuto, per mano dell'honorato et scientifico +padre fra Vincenzo carmelitano, le sue onorate lettere, con +le quali avendoci fatto sapere la buona e sincera volontà et affezion +grande che lei e tutti li signori della sua Repubblica portano +a questa nostra sublime corte, hanno accresciuto nel nostro real +animo la stima che facciamo della loro buona amicizia, tanto maggiormente +che abbiamo da esse sue lettere inteso li favori prestati, +le cortesie usate costì alli nostri agenti, et anco la buona espedizione +delli loro negozi, seguita mediante la loro honorata protezione +et aiuto. Del che restando noi grandemente satisfatti, le auguriamo +all'incontro da Dio felice avvenimento in ogni loro azione, +et aumento di maggiore prosperità et potenza conforme al loro desiderio. +E le facciamo di più saper con questa nostra real lettera, +che essendo da noi e dalla nostra sublime corte osservate perfettamente +le condizioni della buona e sincera amicizia e confederazione +con tutti li principi e signori grandi della cristianità, siccome +per le continue legazioni ed ambascerie che sono state mandate +e ricevute fin'ora d'ambedue le parti s'ha potuto chiaramente +vedere, così desideriamo che facendo ancor loro il medesimo con +noi e con la nostra eccelsa corte, non voglino mancare di darci +segno di questa loro sincera volontà et affezione in ogni occasione, +che le si rappresenterà concernente il suo reale servizio et interesse; +e sopra il tutto desideriamo di vedere spesso loro lettere +per segno della continuazione et perseveranza loro nella suddetta<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span> +buona volontà et amicizia: come che non mancheremo di far anco +noi il medesimo dal canto nostro, esortandoli a comandar liberamente +alli mercanti et sudditi del loro stato che debbano frequentar +sicuramente con li loro traffichi et mercanzie il nostro custodito +paese, perchè saranno benissimo veduti et accarezzati in ogni città +et luoco del nostro stato, sì come possono far di ciò fede tutti +quelli mercanti et altri della nazion franca, che l'hanno veduto et +esperimentato; et noi li assicuriamo da ogni molestia, et travaglio, +dandogli autorità di comprar, trager, et condur fuori dal nostro +stato seta et ogni altra mercanzia che li parerà; et saranno sempre +honorati et stimati meglio di ogni altra nazione et anco delli medesimi +sudditi mussulmani; e se tanto per suo uso, che della eccelsa +Repubblica, occorresse cosa alcuna qui nella Persia, ce lo +faccia sapere che sarà da noi adempito volontieri ogni loro onorato +desiderio, come si conviene alla buona amicizia et unione d'animo +che è tra noi, la quale desideriamo che sia sempre in augumento.</p> + +<p>Dato nella luna di Rabilsan dell'anno di Macometto 1020, cioè +nel 1611.</p> + +<p class="sig"><i>Archivio Donà, Miscell.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXIV" id="DOC_LXXIV"></a>DOCUMENTO LXXIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Lettera del re di Persia al nob. Alvise Sagredo.</i></p> + +<p class="break">Giunta che sarà al glorioso, nella religion del Messia, Alvise Sagredo +gentiluomo del Consiglio dell'Ecc. Signoria di Venezia, questa +nostra regia lettera, sia noto come dal canto nostro regio gli desideriamo +ogni onore, e che le nobilissime sue azioni sieno sempre +sublimate; e che sono capitate nell'Eccellentissima nostra Corte molte +sue lettere scritte al padre Taddeo, dalle quali siamo stati ragguagliati +dell'allegrezza da lei sentita per le nostre gloriosissime vittorie, +avvisategli da Alvise Parente uomo grande fra i suoi pari: il che +ha fatto maggiore la nostra benevolenza verso di lui.</p> + +<p>Quello che scrive poi circa al mandar detto Parente in questo nostro<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span> +regno, per comprar le nostre sede e per trattar con noi importantissimi +interessi, gli dicemo che non può far se non bene, perchè finora +tutti quelli che sono venuti nelli nostri paesi, così li uomini +come le mercanzie, espediti che hanno li suoi affari se ne ritornano +contenti alle patrie loro, e potendo ognuno venire ed andare a suo +piacimento, tanto maggiormente potranno farlo li agenti suoi, li +quali così nelle compere come nelle vendite saranno sempre protetti +e favoriti, nè mai riceveranno molestia alcuna. Scriveressimo +volentieri nostre lettere all'Eccellentissimo ed Eminentissimo Principe +di Venezia, signore dei popoli cristiani, ma non avendo noi +sentita nuova alcuna di Sua Serenità stimiamo superfluo il farlo; +speriamo però in Dio Altissimo di doverne ricevere, ed allora poi +non mancheremo di corrispondere a quella Repubblica in conformità +della buona amicizia che tenemo seco, ed è quanto si conviene.</p> + +<p>Già molto tempo Riza agà, uomo delli grandi della nostra Corte, +ha mandato a quella volta con i suoi agenti 30 in 40 some di sete +delle nostre regie entrate, e quelle ivi giunte sono state vendute, +come dalle lettere del console veneto in Aleppo siamo avvisati, e che +anco per il buon governo di quella città sono stati custoditi li retratti +nella zecca dove tuttavia s'attrovano. Pertanto è convenevole che +giunto che sarà in quella città Mehemet Alì servitore del gran ministro +sopradetto abbi lui cura in conformità della buona amicizia che +tiene con la nostra regia persona di farli aver il tratto a esse nostre +sete, procurando che il detto Mehemet con li agenti e servitori predetti, +pervenghino sani e salvi con la sopradetta facoltà nella nostra +eccelsa Corte. Del resto se lei potesse venirsene con licenza dei suoi +superiori in questo nostro regno, proverà favori tali che maggiori non +saprà desiderarne, e tratteressimo negozi di gran rilievo per servizio +di ambe le parti. Venga dunque allegramente che sarà sempre ben +veduto e trattato e farà esperienza dell'amore che le portiamo.</p> + +<p>Data nel mese di settembre 1627.</p> + +<p class="sig"><i>Archivio Cicogna, codice MDCCXCVI.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXV" id="DOC_LXXV"></a>DOCUMENTO LXXV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1629, 13 marzo in Pregadi.</p> + +<p class="date break"><i>Al Serenissimo re di Persia.</i></p> + +<p class="break">Quanto maggiore il desiderio della Repubblica nostra che fra li +sudditi di Vostra Maestà e li nostri, passi reciproca buona intelligenza +e traffico mercantile, utili ad ambi li stati, altrettanto ne riesce caro +tutto ciò che viene dirizzato a questo fine. Per tanto carissimo ci è +stato quello che abbiamo inteso dalle lettere della Maestà Vostra +scritte al diletto nobile Alvise Sagredo, soggetto da noi per le sue +ben degne condizioni grandemente amato, conducendosi nella Persia +a negozio mercantile sarà ricevuto con quel candido e sincero animo +che viene da lei espresso nelle medesime lettere, con la confirmazione +in esse della buona disposizione della Maestà Vostra verso la Nostra +Repubblica; e consolati rimanemo grandemente del buon zelo che vi +tiene Vostra Maestà.</p> + +<p>Noi ancora dove conosceremo poter riescire profittevoli ai suoi +mercanti ed al comune interesse non mancheremo di porgere l'opera +nostra, con quella prontezza vivezza ed affetto che avemo sempre +fatto, e ne può essere stato riferto da suoi essendone grandemente a +cuore la libertà del negoziare nel stato nostro a tutte le nazioni, specialmente +alli Persiani; e siccome ricevemo a favore ogni testimonio che +provenga da lei a maggior espressione della sua buona volontà verso il +predetto diletto nobile nostro, così insieme col ringraziarnela di vivo +cuore, venimo a renderla certa che tutte le volte che ne sarà dato +modo non mancheremo con veri affetti di corrispondere a così graziosa +dimostrazione e di conservare la nostra sincera cordialissima osservanza +e comprobazione della buona amicizia che abbiamo tenuto +sempre colli Serenissimi suoi Precessori; e che conserviamo e +conserveremo sempre sincerissima colla Maestà Vostra affettuosa +volontà verso le sue soddisfazioni, desiderandole sempre ogni maggior +prosperità e contento; e gli anni di Vostra Maestà sieno lunghi +e felicissimi.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De parte</td> <td class="right">114</td> + </tr> + <tr> + <td>De non</td> <td class="right">4</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">7</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Alberto Zuntani</span><br /> +<span style="margin-right: 0.5em"><i>Nodaro Ducal.</i></span></p> + +<p class="date"><i>Archivio Manin, codice MCCCLVII.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXVI" id="DOC_LXXVI"></a>DOCUMENTO LXXVI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Copia di capitolo contenuto nella parte dell'eccellentissimo senato +7 dicembre 1548.</i></p> + +<p class="break">L'anderà parte: che salve e riservate tutte le parti prese a questa +non repugnanti, sia per l'autorità di questo consiglio preso et etiam +confirmato nel nostro M. C. che l'elezione del nuovo console et +successori, se faccia per anni <i>3</i> in loco de anni <i>2</i> che stanno ora, e +il titolo suo sia <i>Console della Sorìa</i>, il qual console star debba in quel +luoco della <i>Sorìa</i> che per questo Consiglio sarà deliberato più comodo +alli mercadanti et mercanzia, e che sia di minor spesa al +cottimo; il quale console aver debba de salario ducati <i>600</i> all'anno +a v. l. 6,4 per ducato, netti da ogni angaria per sue spese, et etiam +habbi tutti li consulagi di Tripoli e della Sorìa, il che sarà di buona +utilità al predetto console per esser compita la concessione facta per +il Consiglio nostro dei X alli figliuoli del n. h. Angelo Michel come +avevano loro giusta la parte presa in questo Consiglio sotto li 2 zugno +1544, e debba cessar alli detti consoli la utilità che aveano dal +cottimo delli 5 p. 0/0, per iscoder li 3 p. 0/0 ed ora li 2 da marine +permessi a detti consoli fino a che compiva detta concession dei +Micheli, giusta el tenor della predetta parte. Intendendo che la +elezion del console di Tripoli sia fatta per il Consiglio dei XII per +anno uno, e così di anno in anno s'abbia a continuar; et esso vice-console +sia nobile nostro nè altrimenti possino far, ed il vice-console +che sarà eletto ut supra debba dal cottimo aver il salario +solito a darsi di asraffi 270 all'anno da grossi 5 per asraffo. Quanto +veramente al scoder li 3 p. 0/0 ed ora due di cottimo et altre angherie +alle marine, il console nostro sia obbligato lui far el scoditor, +el qual console si intendi piezzo e servador di buona administrazion +del danaro che si scoderà a dette marine, il qual scoditor sia pagato +delli danari di esso console, e perciò il cottimo non abbia spesa +alcuna come porta il dover.</p> + +<p>Preterea, detto console sia eletto con li modi della regolazion fatta +per li Savi nostri sopra la mercanzia e provvigioni di tutti li cottimi +nelle revision delle spese, che hanno fatte juxta la imposition fatta +alli predetti, per la parte presa in questo consiglio sotto dei 11 febbraio +1545. In reliquis vero, sia con tutti li modi, autorità, giurisdizioni +et utilità che sono tra li altri consoli e che è al presente.<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span></p> + +<p>Et acciocchè si ottenga il detto console stii dove stanno li mercadanti, +e dove si trattano le faccende che è in Aleppo, però sia preso +che sia data commission alli Baili nostri overo Oratori nostri, over +altro che paresse comodo et atto a far tal officio, che debba tentar +con ogni mezzo la permission che detti consoli abbino la sua ferma +sede in Aleppo, con que' modi, forme e virtù per li Savi nostri sopra +la mercanzia e provvigioni di cottimi sarà accordato, per beneficio del +cottimo e mercanti nostri.</p> + +<p><i>1548 die 19. Dic. In majori Consilio posita fuit suprascripta pars, +et capta fuit.</i></p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Giacomo Augusto Pretti</span><br /> + <span style="margin-right: 2em"><i>Nodaro ducal.</i></span></p> + +<p class="date"><i>Archivio Manin, Codice Svaier, n. LVIII.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXVII" id="DOC_LXXVII"></a>DOCUMENTO LXXVII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Ill.mi ed Eccell.mi signori Savi alla Mercanzia,</i></p> + +<p class="break">Avendo io Andrea Benedetti servo e fedel suddito del mio principe +serenissimo, ed umilissimo delle Eccellenze Vostre arricordato +alli signori capi di piazza alcuni affari appartenenti al negozio della +Sorìa e Palestina, trovo anco dovuto presentare alle Eccellenze Vostre +i seguenti capitoli; ciò per la lunga pratica di quelle parti per +avervi dimorato circa anni undici con privati e pubblici impieghi, +dei quali circa 6½ come vice-console in Tripoli di Sorìa e Palestina, +istituito dall'eccell.mo signor Marco Bembo e confermato dall'eccell.mo +signor Francesco Foscari, furono ambidue consoli in Aleppo. Nel +qual loco chiamato dall'eccell.mo Foscari, fui obbligato a restare in +sua vece per interveniente della nazione veneta, dove vi ho dimorato +anni 3, mesi 6 e giorni 13, come dalle carte quali con la presente +saranno sotto il riflesso dell'Eccellenze Vostre, sino a che il sig. Giovanni +Andrea Negri entrò in mia vece che fu li 5 agosto 1681.</p> + +<p>Dove stimolato da zelo di vedere rindrizzato quell'importante negozio +di questa piazza, e incoraggire li signori mercanti, offerisco ai +piedi delle Eccellenze Vostre la mia persona per intraprendere gli +affari medesimi, e sacrificare quando occorresse la propria vita con +più dimorarvi anni 6, o quanto parerà alle Eccellenze Vostre, sino<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span> +che sieno quelli affari ben stabiliti, il che non può essere se non +colla lunghezza di tempo e con la mutazione di quei bassà e grandi +che sogliono essere dalla Porta mandati al governo di quei paesi, che +confidando in S. D. M. in tale affare spero ogni buon successo.</p> + +<p>I. Per sollevare il negozio ed estinguere i debiti è necessario +scansare le gran spese, che si sogliono fare in Aleppo ai grandi ed +altri turchi del paese, e quelle che si va civanzando resti a diffalco +dei debiti, il che sarà con il far trasportare la carica da Aleppo in +Tripoli di Sorìa, e sarà facile nel primo ingresso, maggiormente che +nelle capitolazioni stabilite l'anno 1670 non si fa menzione di Aleppo, +ma solo di Tripoli e Beiruth.</p> + +<p>Nei tempi andati, il console abitava in Damasco, ma per le gran +spese, d'ordine dell'eccell.mo senato l'anno 1545 11 febbraio portò +la residenza in Tripoli per sollievo del negozio, e per l'essere alle +marine per il cottimo di entrata ed uscita e perchè il negozio dei +veneti in quei tempi era florido ed opulento, ora al tutto diverso, +l'eccell.mo senato decretò l'anno 1548 7 decembre che il console +dovesse andare ad abitare in Aleppo invece di Tripoli.</p> + +<p>Essendo dunque stato trasportato il console di Damasco in Tripoli +e da Tripoli in Aleppo, non sarà difficile il trasportare di nuovo da +Aleppo in Tripoli, conservando quella casa consolare per abitazione +a suo tempo del console nobile, che sarà quando il cottimo sarà sollevato +dai debiti presenti, tanto più che molte volte hanno fatto li signori +mercanti tanto nazionali quanto forestieri passare le loro +mercanzie da Aleppo in Tripoli, per caricare sopra navi venete per +Venezia.</p> + +<p>II. Quando io venghi graziato e istituito in carica in Tripoli di +Sorìa in luogo di Aleppo, con quel titolo che parerà alle Eccellenze +Vostre, ricerco che mi sia fatto sicuro assegnamento, acciò non sieno +molestati gli effetti dei signori mercanti e che con onore del mio +principe possa decorosamente sostenere quella carica, annualmente, +di paga e panattica dalle Eccellenze Vostre con l'assenso dei signori +mercanti se così li piace senza poder pretender qualsisia altra cosa, +e sia tenuto con esso assegnamento fare tutte le spese al bassà, cadì, +musalem, kachia, agà dei gianizzeri, agà di marina, doganieri, e ad +altri turchi, sì pure ad altri del paese, tanto ordinarie quanto estraordinarie, +con più salario di cancelliere, di dragomano, giannizzeri, capellano, +cera per la capella, affitto di casa, vino ed aceto che si +dispensa ai turchi, fattori di marina dove approdano le navi con +bandiera di San Marco per gli interessi del cottimo ed altra servitù,<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span> +che il decoro della carica richiede, il tutto io debba fare coll'assegnamento, +senz'altro aggravare il cottimo. L'ancoraggio delle navi +dover esser pagato dalli capitani o interessati di quelle, il quale è +stato moderato e non pagano come prima. E le avarìe che cadessero, +che Dio non voglia, benchè nel corso di anni 11 oltre ultimi anni 3 +che io per particolari affari dimorai in Tripoli di Barberia, da me mai +provate, nè alla nazione fatte sentire, quelle vadino a conto di cottimo, +o di chi ne fosse l'autore, come le Eccellenze Vostre ordineranno.</p> + +<p>III. Che appresso di me sieno eletti due mercanti della nazione +per deputati, uno dei quali debba esser per mesi 6 cassiere e finito +quel tempo debba far la consegna delle chiavi al successore, che +sarà d'una cassa nella quale si ponerà il danaro di entrata ed uscita +del cottimo che dalle mercanzie s'anderà scuotendo: così pure li +libri e scritture appartenenti al medesimo, qual cassa doverà esser +custodita appresso il rappresentante, serrata con due chiavi.</p> + +<p>IV. Tutte le polizze e tratte d'entrada e d'uscita doveranno essere +viste da me e dai suddetti deputati, e tenuta nota distinta sopra li +libri, che saranno segnati con il solito san Marco, che dalle Eccellenze +Vostre colle tratte e tariffe mi verrà consegnato, ciò dal +scontro del cottimo per cauzione delli stimatissimi mercanti, i quali +libri doveranno di tempo in tempo essere sottoscritti per cauzione +ut supra.</p> + +<p>V. Che non sieno permesse nella Sorìa e Palestina tratte di navi +forestiere per Venezia, ancorchè volessero pagare li soliti diritti del +cottimo, ciò per non levare il traffico alle nostre navi.</p> + +<p>VI. Che tutte le mercanzie che saranno state caricate nelle scale +della Sorìa e Palestina da Veneti o da loro fatte passare sotto nome +supposto, del che venendo in cognizione siano per Livorno od altra +parte, e poi quelle fatte passare in questa dominante a dazi del +cottimo, sieno quelle mercanzie obbligate al pagamento di 20 p. 0/0 +di pena conforme alla tariffa, qual dalle Eccellenze Vostre irremissibilmente +verrà fatta levare, la metà di qual pena dovrà essere trasmessa +in Sorìa, dove risiederà la carica di Aleppo per i bisogni +di quel cottimo, e l'altra metà come le Eccellenze Vostre determineranno. +E tanto si intendi di tutte quelle mercanzie che dalle +scale medesime della Sorìa ut supra fossero fatte passare con nave +barche in Cipro senza aver pagato il cottimo.</p> + +<p>VII. Quando il debito di cottimo preso sopra di se il signor Giovanni +Andrea Negri non sia stato da lui soddisfatto con il ricavare<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span> +dalla tansa di 3 p. 0/0, el qual nel principio della sua carica in +anno uno e mezzo gli è capitato a quelle scale 17 navi, oltrecchè +dovea riscuotere il cottimo e tansa della nave san Giovanni Battista, +che sotto di me partì per Venezia senza tratte, verranno li +creditori in Tripoli, con li quali et con li deputati si potrà con vantaggio +aggiustare come sarà dalle Eccellenze Vostre stabilito.</p> + +<p>VIII. Che con ogni convoglio o almeno ogni anno siano mandati +al Magistrato delle Eccellenze Vostre note distinte di quello sarà +entrato in cassa di cottimo e pagato per cauzione alli signori mercanti.</p> + +<p>IX. Quando le Eccellenze Vostre terminassero, che io dovessi risiedere +in Aleppo e non in Tripoli di Sorìa pure mi esibisco nella +conformità del II capitolo. Con che genuflesso alle Eccellenze Vostre +mi inchino.</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Andrea Benedetti.</span></p> + +<p class="date"><i>Archivio Manin, Codice Svaier n. DCCXLII.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXVIII" id="DOC_LXXVIII"></a>DOCUMENTO LXXVIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Nella sollecitudine in cui siamo di mantenere e coltivare per ogni +modo il veneto commercio, e procurar da esso i possibili vantaggi, +abbiamo fatto nostro singolare studio per ravvisare quali traffici e +quali profitti derivino alla nostra nazione solita a commerciare colla +piazza di Aleppo.</p> + +<p>Riconoscemmo in fatto che riaperto di presente il traffico con la +Persia, molto contribuisce allo smaltimento delle merci e manifatture, +che da questa a quella piazza si spediscono, il libero passaggio +che da non molto tempo hanno le carovane di Bassora (prima scala +delle Indie nel golfo Persico) e Bagdad per Aleppo e Damasco, nelle +quali i sudditi negozianti stabiliti in Aleppo spediscono per arbitrio +in dette due piazze merci di Germania, robe, allume, perle false, corniole +e diverse conterie.<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span></p> + +<p>Gli stessi Arabi conduttori delle carovane fanno considerabili +provviste di detti generi per contanti, ciò che rende un riguardevole +profitto, ossia perchè i ritorni che ricevono quei veneti negozianti +consistono per lo più in droghe diverse, capo di essenzial commercio +di questa piazza, ossia perchè gli Arabi suddetti comperando in +Aleppo per contanti le sopradette merci e manifatture provvedono li +mercanti delle spezie, onde possano adempiere alle commissioni o +tratte che lor vengono ingiunte dalli loro corrispondenti proprietari.</p> + +<p>Utile pertanto e per noi vantaggioso ravvisando questo commercio, +ci siamo perciò applicati nel cercare quale protezione venga nella +detta scala di Aleppo donata al nostro traffico, e rilevassimo per il +fatto essere presentemente appoggiati questi affari ad una ditta +ebrea, e ciò fino a che si trasferisce a quelle parti la suddita persona +di Domenico Serioli in qualità di deputato, dipendente questo +dal veneto console in Cipro, nella di cui scala doveva per decreto di +Vostra Serenità 10 aprile 1770 risiedervi in figura di console nostro +Girolamo Brigadi che attualmente ne sostiene il carico. Sembrando +a noi nelle già esposte circostanze di questo commercio non adattata +la figura di un deputato, perciò chiamati i capi del Consorzio di Egitto +e pur quelli di Cipro e Sorìa, ed eccitati a porre in scritto che a +pubblici rispetti rassegniamo se convenisse unire li 2 Consorzi e le +di loro rispettive casse, se più utile fosse a quel commercio destinarvi +colà un console o pur bastasse lasciarvi un deputato, finalmente +se la persona che avesse a sostenere il carico in Aleppo potesse +soffrire l'annuo aggravio di piastre 600 da corrispondersi al +veneto console in Cipro; mostrarono anzi la necessità di trascegliersi +un console in Aleppo, indipendente da quello di Cipro, di sollevarlo +dall'annua contribuzione delle accennate piastre 600, e perfino di +unire i due Consorzii e le casse.</p> + +<p>Ed infatti essendo li Consorzi stessi di Cipro, di Egitto e di Sorìa +composti di un numero di negozianti che per lo più negoziano del +pari nell'uno e nell'altro luoco, ne diviene che le viste dell'interesse +sieno comuni e che questi due corpi abbiano ad essere diretti colle +stesse massime e con gli stessi principii.</p> + +<p>Ben è vero però, che la pratica fin'oggi corsa nel metodo del pagamento +dei consolati è stata eseguita in modo differente. Ma è vero +altresì che questi rispettivi consoli si mantengono con li diritti consolari +che si ricavano dalle merci andanti e venienti da quelle scale, +con questa diversità però che il Consorzio d'Egitto corrisponde al +suo console generale un annuo ed idoneo assegnamento, ed egli invece<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span> +esige per cassa nazionale a questa parte tutti i diritti consolari; +ma il Consorzio di Cipro e di Sorìa, che non tiene cassa nazionale, assegna +alli suoi rispettivi consoli in moneta turca tutti i diritti consolari +sopra il valore delle merci andanti e venienti, che risultano in +ragione di 2 per 100 delle stime delle dogane turchesche, e mercè +di tali esborsi viene la nazione protetta e resa immune da ogni altro +aggravio. — Ora pertanto che la esperienza delle cose corse e l'indole +delle presenti ci documenta, sembra perciò che convenga al +rispettivo interesse dei commercianti ed alla buona disciplina del +commercio l'unione di questi Consorzi nella parte che tende al pagamento +dei consolati, da farsi sempre da ognuno indistintamente a +Venezia, onde andrà a passare tutto il soldo in una cassa nazionale. +Oltre il ravvisarvi per le importanti viste di quel commercio necessaria +la residenza di un console in Aleppo dalli medesimi negozianti +che là vi trafficano come abbiamo accennato, altro riflesso ancora +persuase di aderirvi, mentre essendo stata eletta per lo innanzi la +figura di deputato nella supposizione che risparmiar potesse molte +spese, non sussiste per il fatto la stessa supposizione poichè i Turchi +soliti a ricever regali dalla figura colà residente per la dovuta protezione +delle rispettive loro nazioni, li professano inalterabilmente e +senza alcuna diminuzione, nè potrebbero minorarsi senza molta dispiacenza +di quei comandanti, i quali non distinguendo deputato da +console, riguardando sì l'uno come l'altro come rappresentante la +nazione, allorchè essi non rimanessero contenti, ne succederebbe inevitabilmente +una rovinosa conseguenza pei mali trattamenti che riceverebbe +la nazione e chi la rappresenta, con pericolo e danno del +nostro commercio.</p> + +<p>Se in Aleppo pertanto devesi per gli addotti motivi destinare un +console, che per le informazioni prese e per le asserzioni scritte dagli +stessi capi delli due rispettivi Consorzii, il più utile ed il più opportuno +non sappiamo riconoscere se non se il veneto suddito Domenico +Serioli persona di tutta probità e cognizione, avendone già dati saggi +nell'esercizio del vice-consolato di Cipro con molta sua laude e nostra +approvazione sostenuto; indebita perciò comparisce l'annua corresponsione +delle piastre 600 verso il Briganti console in Cipro: sì +perchè tal sottrazione gli toglierebbe il modo di potersi mantenere; sì +perchè lo stesso Briganti, lorchè risiedeva in Aleppo, considerando +non bastevoli i proventi consolari che senza alcuna diminuzione esigeva, +supplicò in seguito che gli fossero aggiunti i dritti per le mercanzie +che andassero e venissero da Alessandretta, Cipro, Acri ed<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span> +altre scale; si perchè finalmente il ricavato di alquante merci che +dalla dominante colà si spediscono passano con cambiali in danaro +in Cipro e nelle coste della Sorìa per la provvista dei coloni e di altri +generi necessari al carico delle venete navi di ritorno a questa parte. — Quando +pertanto dall'eccellentissimo senato venga adottata la +massima di destinar questo console ad Aleppo indipendente da +quello di Cipro, vorrà pertanto V. S. precisamente stabilire che il +Serioli abbia da rimanere sollevato da tal contribuzione tanto per il +passato che per l'avvenire. E che sì l'uno che l'altro debbano conseguire +un annuo certo ed idoneo assegnamento, da esser loro corrisposto +dalla cassa nazionale che dovrà tenersi in questa parte ed in +cui avranno ad affluire tutti i diritti consolari spettanti alli sopradetti +due consoli, come si accostuma per quello del Cairo. Ma siccome +per deficenze dei lumi non si può ora fissare il preciso annuo quantitativo, +così si sono eccitati i capi delli sopradetti due Consorzi a +denotarci qual provisionale assegnamento stabilir si potesse a dovuto +mantenimento di ambedue questi consoli, sopra il qual punto +non avendo essi per ora esibiti i loro pensamenti, ci riserbiamo +perciò di produrre il reverente nostro parere in altra scrittura. +Avendo la particolarità di questo consolato somministrato a noi argomento +di riconoscere nella generalità dei consoli singolarmente del +levante, la inosservanza e la indisciplina anco riguardo alla esazione +dei cottimi e delle avarìe, faremo pertanto nostro impegno il rintracciarne +i disordini, per quindi rilevati portarne distinte le relazioni +all'eccellentissimo senato per gli opportuni rimedi e compensi. +Ma poichè tale importante argomento esigerà qualche dilazione di +tempo, così vorrà intanto la sovrana autorità rinnovare la tanto utile +e salutar legge, che i consoli abbiano coi metodi soliti e praticati ad +ogni quinquennio ad essere ammessi alla ballottazione o per la loro +riconferma, o per la dimissione dal servizio, a norma delle loro +direzioni. Grazie.</p> + +<p>Data dal Magistrato dei V. Savi alla Mercanzia li 23 decembre 1762.</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Marcantonio Trevisan</span> — <span class="smcap">L. Andrea da Rezze</span><br /> + <span style="margin-right: 1.5em"><span class="smcap">Gabriel Marcello</span> — <span class="smcap">Alvise Contarini</span></span><br /> +<span style="margin-right: 5em"><i>Savi alla Mercanzia.</i></span></p> + +<p class="date"><i>Senato Mar., Filza 1110.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXIX" id="DOC_LXXIX"></a>DOCUMENTO LXXIX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break">1762, 29 decembre in Pregadi.</p> + +<p class="break">Sollecito il benemerito magistrato dei Cinque Savj alla mercanzia +in riconoscere i traffici e le utilità derivanti alla veneta nazione dal +commercio, che ella esercita con la piazza di Aleppo, rappresenta +nella diligente scrittura ora letta, che riapertasi di presente la comunicazione +con la Persia, molto contribuisce allo smaltimento dei +generi nostri il libero passaggio delle carovane di Bassora e Bagdad +per Aleppo e Damasco, e quindi descrive i vantaggi che ne colgono +i sudditi negozianti dalle spedizioni che fanno in dette piazze di +merci di Germania, di robe, allume, perle false, conterie ed altre +nazionali manifatture.</p> + +<p>Dalla descrizione di un così utile e vantaggioso commercio, passando +a riflettere alla figura non addattata di un veneto deputato, +stabilito col decreto 10 aprile 1760, riferisce il magistrato stesso le +commissioni che dietro a tale prudente considerazione ha creduto +di dare ai capi del consorzio di Egitto e a quelli di Cipro e Sorìa, +per li riflessi dei quali si vede risultare ad evidenza la necessità di +doversi stabilire in avvenire un consolato in Aleppo indipendente +da quello di Cipro, di sollevar nel frattempo il deputato dalla contribuzione +di piastre 600 all'anno imposte a favore del console +Brigadi (di Cipro), e finalmente di unire li due consorzi e casse, +fissando ai rispettivi due consoli quell'annuo assegnamento che sia +conveniente ai rispetti e convenienze dell'uno e dell'altro consolato.</p> + +<p>Utili riconoscendosi dalla maturità di questo Consiglio tali suggerimenti, +si assente a buon conto in via di massima allo stabilimento +del console in Aleppo, indipendente da quello di Cipro in +luogo della deputazione; e che debba assegnarsi all'uno e all'altro +un congruo stipendio, con l'oggetto che il pagamento dei consolati +abbia a farsi a questa parte come si pratica per quelli di Egitto; +mentre per quello sia alla proposta unione dei consorzi e casse e +rispettivi assegnamenti dovrà il magistrato stesso ricercare ai capi +predetti se nel proposto espediente vi sia pure concorsa la volontà +dei rispettivi consorzi, con tutto il di più che tiene rapporto alla +materia.<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span></p> + +<p>Al giungere di tali riferte, che colla maggiore sollecitudine porterà +il magistrato alla cognizione del senato, si fisserà parimenti quell'annuo +stipendio dovrà assignarsi ai consoli di Aleppo ed a quello del +Cairo, sospendendosi la contribuzione delle piastre 600 che dal Serioli +doveano corrispondersi al Brigadi.</p> + +<p>Nel rimarcarsi infine con sensibile rammarico quanto accenna il +magistrato rispetto all'innosservanza e indiscipline dei consoli, singolarmente +del levante nella esazione dei cottimi ed avarìe, attenderà +questo Consiglio le premesse relazioni, per quindi addattarvi gli +opportuni rimedii, unitamente a quanto prescrivono le leggi e i decreti +sul generale dei consolati e ciò a lume delle più convenienti +deliberazioni.</p> + +<table class="vot" summary="voti"> + <tr> + <td>De si</td> <td class="right">82</td> + </tr> + <tr> + <td>De no</td> <td class="right">3</td> + </tr> + <tr> + <td>Non sinceri</td> <td class="right">3</td> + </tr> +</table> + +<p class="sig"><span class="smcap">Cesare Vignola</span> <i>Segretario</i>.</p> + +<p class="date"><i>Fra i nostri Codici.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXX" id="DOC_LXXX"></a>DOCUMENTO LXXX.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Copia de una letera copiosa, scrita per ser Donado da Leze q. ser +Priamo da Padova, a dì 14 settembre 1514, drizzata a Zuan +Jacomo Caroldo secretario.</i></p></div> + +<p class="break">Come per sue lettere è avisato esser avisi da Costantinopoli del +progresso che aveva fatto il signor Turco contra le genti del Sophì +quali erano ritirate e el signor era intrado nel paexe 4 zornate et che +lo exercito del dito signor Turco essendo in certe montagne havea +patido de vituarie e che da poi per via di Trabisonda sono sta soccorsi, +et era venuto 14 mille Giorgiani sul campo Turchesco li quali +se oferivano de darli vituarie per il campo e che il signor Sophì +non se sapea dove fosse et il signor havea deliberato andar in +Tauris; a le qual nuove risponde a parte a parte licet non habi le +scripture lì, et tutavolta essendo aiutado da domino Zuan Maria Anzolello +citadin vicentino qual stete con l'avo de questo signor ani 20,<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span> +e se ritrovò quando el dito signor andò contra Ussum Cassam sempre +nel campo si che scriveva cossa che li piaceva, ecc.</p> + +<p>Sempre che el Turco vol far exercito per andar in levante se +aponta cum quello in mezzo della Natolia paese atto a nutrir li +exerciti nel qual loco andò Baiezid signor Turco contra Tamerlan +et li fo roto e preso e messo in una gabia di ferro dove morite +e cusì fece Maumetho avo del presente signor quando l'andò contra +dito Usson Cassam si che questo sarà el principio del camino che +ha tegnudo el presente Selim. E qual camin tolse verso Amasia +che è partendosi dal loco de Ancira per greco a man manca et +è zornate sei da campo. Da questo loco de Ancira a banda destra +per ostro se va al Cogno per sirocho alla Caramania e per sirocho a levante +se va alla Cazaria. Ma torniamo in Amasia seguitando il viazo +nostro. Amasia è una città grande murata quale era sedia del soldan +Achmash posta fra colli ha uno castello alla parte di tramontana +sopra uno monte, passa per la dita citade una fiumana la qual nasse +nelle montagne del Tochat et come la pasa dita cità per miglia 10, +se volze per maistro andando per vallade tra montagne grandissime +buta in mar mazor avente Sinope cità nominata. Dala cità di Amasia +per due zorni de campo se va al Tochat terra murada dove se fan +pani da seda assai et chi se partisse da questo locho et chi andasse +per grego per 100 mia anderia in Trapesonda; lassamo questo camin +che viene al proposito nostro. Dal Tochat per dieci zorni da +campo se va a Sivas casal grande e l'ultimo del paese del signor +Turco, lontan dal qual per miglia cinque passa una fiumana grande +la qual nasse nelle montagne apresso Trapesonda discore Cazaria +et si mette in lo Eufrates. Sopra della strada partendosi da Sivas +per passar el dito fiume v'è un ponte de piera grande, questa è +la strada principal e più comoda a tutti quelli che voleno andar +in Tauris passato dito ponte intrase nel paexe de Erzingan qual è +parte de la Armenia minore et è del signor Sophi paese montuoso +circumdato da due parte da montagne grandissime, da tramontana +in parte montagne de Trapesonda ed in parte da la terra de +Giorgiani, da levante le montagne che divide la Armenia mazor e +menor le qual principia da li monti dei Giorgiani e va per ostro +fino a lo Euphrates sopra le qual le gente del paexe fuze quando +li vien invasion alcuna come ha fato al presente. Ma perchè si dice +chel Sophis è retrato e non se trova, scrive lui tien certo, el non se +trovi a quelle bande perchè come el scrisse lui feva gran guerra nel +paese de Zagathay et haveva da far non solum con li fioli del signor<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span> +de dito loco ma haveva etiam al incontro uno barbaro di diti fioli +quale uno de li 7 soldani della Tartaria, si che tien lui non sia stato +a queste bande si potria dir che gente sono queste che ha fato +mover il signor Turco avvisa el signor Sophì per voler ajutar soltam +Murath havea mandato comito a li paesi soi che confina con il +Turco. Tutti obedisse al dito Murath e lui haveva fatto exercito de +gente comandato a nostro modo, però sono retrati e questo sarà +il vero. Passando el fiume Lys se intra nel paese de Erzingan el +primo loco che si ritrova se chiama Niessier posto sopra un monte +lontan dal fiume Lys mia do a banda mancha del dito locho andando +per monte se trova uno altro castello: e da questo per una +zornata dessendendo in capo del monte dove se fa lume de rocha, +loco murato e forte, e questo è quello che in le lettere si chiama +Cussari è paexe sterilissimo, e quando al signor Mahumeth fo li, +el suo exercito patì grandemente come ha fato al presente Selim, +da questo loco per zorni doi per campagna e coline se va in +Erzingan e le dite campagne è dette de Erzingan, questo locho +non è murato, ma hanno castello quando vi andò el signor Mahumetho +avo de questo signor fo trovato pocha gente perchè +tutti eran fugiti a la montagna, fo trovato in una chiexa de ditto +caxal un vecchio qual aveva assai libri intorno et essendo andatti +dentro molti Turchi dimandato chi l'era non respondendo fo morto. +Da poi se intese che l'era gran philosopho el signor Mahumeth se +ne dolse assai di questa tal morte.</p> + +<p>Partendose de Erzingan per miglia 10 se ritrova una fiumana +grande la qual nasce nelle montagne che divide la Armenia mazor +da la menor; passato detto fiume se entra in un paexe qual dura +due zornate fino al fiume Euphrate dove è el passo solito a passar +le gente che vano in Tauris, quì il fiume è larghissimo, fa de molti +polexeni dentro giarosi. Quivi se apresentò el signor Mahumetho +cum lo exercito suo per voler passar, dal altra banda del fiume +se ritrovava le gente de Ussum Cassan. El signor Turco volse far +experientia de dover passar se anegò Asmurath bassà della Romania +et assai altri, si che tra annegati, presi et morti se perse de +le persone 12 mille. El signor Turco, visto non poter far altro, lassò +la impresa del passar et andò cum l'exercito seguitando el fiume +verso levante per zorni due e mezo. Dapoi voltatosi per maistro abbandonato +el fiume intrò in algune ville dove el retrovò esser passato +Ussum Cassan a traverso di quelle montagne furno a le mani el +fu rota a la gente de Ussum Cassan et morto Ezeniel suo fiol prese li<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span> +cariazì e pavioni e le gente furono fugate dopo de questo el dito signor +Mahumetho se redusse a le sue terre e messo lo exercito +intorno in termine di 17 zorni l'ebbe a patti, questo è quanto +operhò el dito signor Mahumetho contra Ussum Cassan el qual non +havea la mità del poder che ha al presente el signor Sophì, sì che +questa è la conclusione et opinion nostra che più altro non passerà +de quello fece suo avo. E si el passera el camin che aveva a far +dito signor per andar in Tauris e questo passato che l'averà lo +Euphrate troverà do strade, una verso levante, l'altra verso ostro e +sirocho; quella verso levante è strada inusitata per esser mal habitata +passando Palu che uno castello sopra un monte, sotto del qual +passa lo Euphrate se ritrova campagne che produce giunchi e non +se habita, salvo a pe di monti, siche qua exercito non po andar. La +strada in ostro e sirocho è quella che è usitata dove vanno caravane, +sichè partendose dal fiume per pocho spatio se trova montagne nel +principio dele qual è uno castello andando per valle et monti se +ritrova Angora per due zornate et per due altre pur vallade e +monti se discende in una pianura dove è Amith, questa è città murata +et ha un castello sopra un monte, qua se fa grandissime marchatantie +sì per la Sorìa come per la Persia. Dal dito loco de Amith +per garbin se va per 6 zorni in Alepo. Qui stanzia el capetanio zeneral +del signor Sophì; da questo loco per andar in Tauris ghè do strade +le qual vanno a una cità nominata Tiflis la quale è posta fra due +montagne et è passo fortissimo sì per el sito del loco come per la +fiumana che fa forte el dito passo. Quivi ne sarà da far assai.</p> + +<p>Da Amith per sirocho se va a Mardin che è passo sopra un monte +et è zorni cinque, da Mardin per zorni do per levante se va in Askaranchief, +quì se ritrova da la banda da levante del dito locho +una fiumana grandissima che quella che vien per Amith, questa fiumana +è profonda et ha le rive altissime, sichè ruinato el ponte che +passa dito fiume è impossibile che exercito alcun passa da el dito +locho de Askaranchief, per 3 zorni pur per levante se va a Tiflis, +hor partendose de Amith per levante se va per una vallada larghissima +et abitatissima per zurnade 10 se ariva a Tiflis e nel mezo del +camin se ritrova una piccola terra de un signor el qual non volea +dar obedienzia al Sophì e ghe mosse el campo el have per forza e +tagliò tutti a pezi, al presente è tuto rovinato. Quando se parte da +Tiflis per levante per 3 zorni declinando uno poco a la mancha se +trova Van la quale è in principio de un lago chiamato dello stesso +nome, el qual è longo miglia 100 largo 20, l'acqua sua è salsa<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span> +e non è poca maraveglia perchè essendo detto lago in mezzo de +la Armenia sia salso. El se ritrova uno altro lago arente Tauris +do zornade lo qual è salso et è grande più de 20 miglia, longo se +chiama Salamas del quale se traze sai assai de la qual se fornise la +Media, Persia, Armenia et Mesopotamia.</p> + +<p>El lago dito de Vanar ha tre insule dentro, una è desabitata +e le altre due habitate, la principal se chiama Santa Croxe, l'altra +Santa Maria, quella di Santa Croxe è miglia do lontan da terra da +la banda de ostro del lago, la qual insula ha uno monasterio dove +sta un patriarcha con 100 monaci, in questo monasterio Jacub +signor de Tauris fiol de Ussuni Cassam fece custodir sua sorella +major che fo de Shàh Aider padre del signor Sophì insieme cum +el fiolo qual stete 7 anni et quando fo messo ne haveva nove +morto Jacub andò nel paexe del padre e fecesi signor, del qual al +presente non se dirà altro, ma andando a Van dal dito loco suso per el +lago per una zornata se trova altri casali, fino che dopo 10 giorni, +se arriva a Tauris. Tauris è in pianura et è in sul confin de la +Media et de la Armenia, volge mia tre murato de terra dove è la +stanzia di signori de la Persia, avanti che diti signori l'avvesseno +dito locho de Tauris la stanzia sua era in Susa. Resta a dir de' Giorgiani +ma per non esser al proposito a questo cammino non se dirà +altro.</p> + +<p class="sig"><i>Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXXI" id="DOC_LXXXI"></a>DOCUMENTO LXXXI.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Sumario de una lettera de ser Donato da Leze scrita a Zuan Giacomo +Caroldo, secretario ducal, a dì 7 octubris 1514.</i></p></div> + +<p class="break">...... Et quanto a la parte de venir le spetie in Trapesunda per el +seno Persico, qui soto noterò il modo se solea tenirse neli tempi +passati, essendo l'impero de Costantinopoli ne le man dei Greci. Li +navili che venivano dall'India cum spetie non solevano andare nel +mar Rosso, ma tutti venivano nel seno Persico, nel qual golfo è uno +porto dove buta l'Eufrate, quivi entrava li navili e si conduceva alla<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span> +cità de la Balsera, la qual è sopra la riva del dito fiume, mìa 50 +lontan dal mar. Parte de le qual specie si conduceva in Trabesonda +et parte in Erzingan e de lì alla terra, da poi essendo el deto paese +in guerra, rote le strade fu forza ai mercanti condurle nel seno Arabico +come fanno al presente.</p> + +<p>La cità della Balsera è grande e mercantesca, dove se fa faccende +assai, come de fide degni armeni ho inteso, et è situata ne la provincia +de Babilonia. Da questo loco in Trabesonda sono giornate XXX +a mìa XXV per zornata. Sicchè tanta strada feva dita mercanzia e +lungo saria narrar li lochi dove capitavano, e de Trabesonda con navigli +se conducevano a Costantinopoli. L'altra strada che è Astrakan, +partendosi dalla Balsera e fuori per tramontana al fiume Eufrate fina +dove se congiunge Tigris che è zornate 8, e de lì a Cazan cità sopra +el Tigri giornate 4, poi se passa pur per tramontana molte zornate +de caravana fino a la gran cità de Schamachi, e da detto luoco fina +in Bachù che è posta sopra il mar Caspio zorni 4. Quivi è una cità +dove se fa gran fazende, da la qual è ditto mare de Bachù. In questo +loco se cargava le spetie sopra li navigli e se conduceva in Astrakan +terra dei Tartari posta sopra il fiume Volga e de qua per 8 zorni chi +volesse andar alla traversa se andaria alla Tana per la campagna che +per esser disabitada se va suso per el fiume, poi se traversa al dicto +loco de la Tana in zorni 16. Quivi venia le galere de Venezia e levavano +dicte spetie come è scritto nell'itinerario di Messer Josafat Barbaro.</p> + +<p class="sig"><i>Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXXII" id="DOC_LXXXII"></a>DOCUMENTO LXXXII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<div class="blockquot"><p><i>Copia de una letera de ser Donado da Leze, podestà e capitano a Rovigo, +scrita a Zuan Jacomo Caroldo, secretario. Data a Rovigo adì 2 +novembre 1514.</i></p></div> + +<p class="break">Per lettere vostre de ultimo del passato son avvisado, esser nove +importantissima venuta al clarissimo Gritti da Ragusi, come el signor +turco Selim a dì 23 agosto su la campagna de Choi ha fatto zeneral +battaglia col signor Sophì con crudelissima strage dell'esercito suo. +Tandem era restato victorioso et era fugito detto signor Sophì e lo<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span> +signor Selim dovea andar in Tauris, pregandomi che io vogli far +risposta sopra di ciò. Io desideroso di satisfar al voler vostro, anchor +che sii occupatissimo in diverse cose et abi dei gran fastidj +in questo locho, non resterò che io notifichi li lochi et siti che potrà +andar detto Selim, et dove si potrà ritrager el detto Sophì, per +ritornare iterum a la campagna; ben ve dirò questo che Selim è +entrato troppo dentro, che da Choi dove me scrivete esser sta la +battaglia fin al principio del so paese sono giornate 25, et avendo +avuto una tal rotta qual me scrivete non potendose refar per esser +el paese tutto per el signor Sophì non so come el farà se iterum un +altro esercito adosso li venirà, nonostante questa vittoria, facio mal +juditio del fato suo come qui soto intenderete.</p> + +<p>Choi è uno casale grande sopra la campagna, non è murato e da +questo luoco fin in Tauris sono sei zornate. In tuta campagna, se +ritrovano due loci grandi, due zornate lontani l'uno dall'altro chiamati +Moriam et Sophiam, come vedrete ne le mie lettere per avanti +scritteve. Sichè dicto signor Turco anderà in Tauris, et sono certo +che li se affirmerà, perchè el signor Sophì s'era lontano da lui, et +volendo andar a trovarlo vorrà del tempo. S'el Sophì serà vivo potrà +far gran numero di zente et presto in diverse provincie come è nella +Persia, Kerman, Eri, Ghan, Fars, et Shirvan. Tutti questi paesi sono +abbondantissimi de uomini. Accostato a qual voi di questi loci con +quelle poche zente se ritrova ritornerà iterum alla campagna e serà +alla condizione di Antheo che reassumeva le forze tante volte quante +la terra toccava. Et acciò intendiate li paesi scripti de sopra:</p> + +<p>Tauris è in li confini de la Media et Armenia, guardando dal dicto +locho di Tauris verso levante a banda destra è la Persia, Cherman +Irak. La principal cità de presente della Persia è Schraz, la quale è +lontana da Tauris per levante e scirocco zornate 20, e da lì in Kar +altre 20. Shiraz è di sotto da questo verso ostro per mezzo l'isola +de Ormus. Da tutte queste tre provincie se pol trazer una gran quantità +de zente et massime de Schiraz et Persia. La dicta cità de Schraz +fa 200,000 anime ed è murata. Altre volte ribellò a Ussun Cassan +de volontà de un suo figliuolo che voleva farse signor, sicchè da +questi loci potria esser tratto esercito potentissimo, ma tengo non +andrà a questa banda, ma anderà ad altra parte verso tramontana +per aver li Georgiani con lui, quali sono inimicissimi col Turco ancor +che venissero nel suo campo. Questo farieno per non se lo retirar +adosso per confinar loro con Trapesonda.</p> + +<p>Or torniamo a Tauris; partendosi de lì, andar per greco per 7<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span> +giornate se trova Ardevil, confina da ponente con el paese de Shirvan +dove è la gran cità de Schiamachi. Et il paese de Schirvan confina +con li Giorgiani verso maistro dove è Emircapi dicta e porte +de ferro, et da questa banda potrà aver soccorso numeroso sì dai +Giorgiani come da quelli altri paesi nominati. Puol aver etiam soccorso +grande de Azerbigian che confina da levante col paese de +Ardevil, et etiam de Sara che è sopra el mar Caspio. Se potria dir +che el potesse trager zente assai dal paese de Corassan, ma per +esser novi sotto el suo dominio non credo che vorrà di quelle. +Se potria anco servir di bona zente de Ispaan et altri paesi che +sono in la Media. Sicchè per concludere tengo farà grandi eserciti +per esser ben voluto da tutti e liberalissimo. Sta che, come ho dicto +di sopra, mi dubito assai del fatto de Selim.</p> + +<p class="sig"><i>Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXXIII" id="DOC_LXXXIII"></a>DOCUMENTO LXXXIII.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Relazione di Persia, del clarissimo messer Teodoro Balbi +console veneto nella Siria dall'anno 1578 al 1582.</i></p> + +<p class="date break"><i>Serenissimo Principe,</i></p> + +<p class="break">Dalla guerra di Persia, nella quale con numerosissimo esercito e +con gran spargimento di sangue contendono insieme due potentissimi +re del mondo, non mi ha parso poter avere informazione della +quale la Serenità Vostra possa in parte rimanere soddisfatta, se non +coll'aver minutamente inteso se le forze del presente esercito come +di ogni altra particolarità con cui si possa far giudicio, come il re +persiano sia per resistere alli assalti turcheschi, e con che ordine e +fondamento possa muover le armi contro un tanto forte inimico. Così +mi sono andato, con più certezza che ho potuto, informando delle +entrate e spese di detto re, della milizia che egli ha, dell'ordine del +guerreggiare e stipendiar li soldati, dell'obbedienza che gli porta il +suo popolo, di molti altri successi nelli tempi passati nella creazione +di re, dalla quale si può comprender la durazione di quell'imperio, +e di molte altre cose pertinenti alle forze e poter suo; le quali tutte +ho voluto far sapere alla Serenità Vostra con questa mia scrittura,<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span> +non aspettando di farlo personalmente nel mio ritorno a Venezia, per +sapere quanto più ora, che si fa questa guerra famosa appresso tutti +li principi del mondo, erano desideratissimi tali avvisi, di quello sarà +di qui a tre anni, quando forse sarà compito il guerreggiare in +quelle parti. Supplico intanto Vostra Serenità che in questa mia relazione +attenda più alla volontà e desiderio con che io la faccio, che +è di darle quanto più per me di sua soddisfazione; perchè del resto +sono sicuro che per la mia poca esercitazione nel dire non sarà +degna del suo cospetto, e per non essere stato io nella Persia, nè +aver ragionato con persone maggiormente istruite di quel regno, potrà +parere in molte parti imperfetto.</p> + +<p>È posta la Persia sotto il clima stesso di Venezia e dell'Europa, +e nella parte di tramontana dove è il mar Caspio è montuosa e freddissima, +da quella di mezzogiorno è pur anco montuosa ma fertilissima +e calda. Ha molte fontane e fiumi, e dove è il golfo d'Ormuz +è dal mare perfino bagnata. Confina coi Tartari e con altri re idolatri. +Dove è la città di Vastan ed altre città dalla parte di ponente +confina con Turchi e Georgiani.</p> + +<p>Ebbe questo imperio molti re, dei quali siccome è stato scritto +copiosamente da molti scrittori, così ora non tocca a me ragionare +che di quelli che della legge maomettana in quà hanno regnato.</p> + +<p>Il primo dei quali fu Ismail Gioneid che seguendo la legge di Alì +et per questa cagione perseguitato dai Turchi fuggì in queste regioni +nella città di Ardevil, dove vivendo vita esemplare e da tutti i circonvicini +tenuto per santo, venne in tanta reverenza appresso ciascuno +che ridusse molti di quei popoli alla fede di Alì, essendo da +loro tenuto per capo. Così visse molto tempo e dopo la sua morte +successe Haider, il quale non stette molto che in guerra fu morto +restando suo erede Ismail che dopo gli idolatri di Nembrod fu il +primo che ebbe titolo di re della Persia, e quasi di tutta se ne fece +padrone sottomettendola al suo impero con molti regni e ducati di +fede turca. Combattè con sultan Selino, e per causa delle artiglierie +fu rotto. Fu uomo liberalissimo e sopratutto coi soldati spendeva +quanto aveva, e la sua morte ne diede il segno che pochissimo oro +se gli ritrovò. Fu bellicoso e sopramodo si dilettò della caccia. +Fabbricò una gran moschea nella città di Ispahan, morì ad Ardevil, +dove era andato a visitare la tomba di suo padre l'anno 1523, +avendo xv anni con assai buona fortuna amministrato il regno.</p> + +<p>Il figliuolo per nome chiamato shàh Thamasp padre del presente +re successe nel regno in età di 11 anni e ne regnò 50. Guerreggiò con<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span> +Selim quantunque non volesse mai seco venire a giornata, per la +esperienza che ebbe dal padre dell'artiglieria; prese Tauris città +principale di quel regno e di nuovo la riacquistò, fece la pace con +detto Turco e promise di mai rompergli guerra, siccome fu veduto +nelli capitoli fatti tra loro, nè fu detto che la fortezza di Kars fosse +gittata a terra, e che per 8 miglia da una parte e dall'altra fosse +fatto deserto affinchè in niun tempo potesse nascer mai fra circonvicini +dissensioni. Così mai l'uno contro l'altro mosse le armi, anzi +in occasion di bisogno si promisero soccorso. Il detto shàh Thamasp +andando contro un re georgiano a questo e quello inimico così fece, +e lo vinse a tempo che d'ogni altra cosa pensava che alla guerra per +esser l'invernata e d'ogni intorno la neve, ed oltre il sacco e bottino +che fece menò un 30 mille anime fra uomini e donne da 15 fino +ai 30 anni.</p> + +<p>E perchè si trovavano del re morto 24 figliuoli tutti in diverse +città del regno divisi, che intendendo la perdita del padre e della +città regia, nissuno se ne fece padrone chiamandosi re di quelle, +e ne restò il regno in 14 parti diviso. Uno di questi fratelli è Simbes +che è quello che l'anno passato era in poter del re di Persia +e che prometteva andar ad infestar li passi e non lasciar andar +niuna cosa all'esercito dei nemici, ed acciocchè gli fosse data credenza +si fece turco-persiano. Siccome scrissi a Vostra Serenità è +uomo di grandissima stima, e tanto che in qualcuno è animo che se +questi è da parte dei Persiani, basti lui a metter in gravissima necessità +i nemici. Son tutti i suoi georgiani soldati veterani dati a +vita comoda, che non hanno alcun pensiero nè cura della cavalleria. +Dicono discender da una figliuola di Salomone. Tengono altari e +chiese come le nostre con figure del Salvatore e della Beata Vergine. +La sua sede è ora a Tiflis che rende tributi al regno di Persia.</p> + +<p>Fu quel Shàh Thamasp il primo che andò ad abitare Kasbin ed +ivi poner la sedia; e quella città era per avanti antica villa suddita +del re di Ghilan, il territorio della quale per lunghezza è 18 leghe +e per larghezza 14, situata in mezzo di alte montagne dalla parte di +tramontana, dove la neve in ogni tempo dell'anno si trova; e questo +fece per sicurtà e per esser in mezzo del suo regno in sito fortissimo, +e di essa ne ha fatto una città principalissima. Si chiama +questa villa Kasbin che in sua lingua non vuol dir altro che castigo, +perchè a quel tempo in essa erano rilegati tutti i malfattori +che non erano giudicati a morte; ed ora è città nobilissima adorna +di grandissime fabbriche e giardini di molta spesa, fra li quali ve<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span> +n'è uno del proprio re, di spesa di più di 12,000 ducati, per la cui +bellezza lo chiamano reest che in lingua loro intendono paradiso. +È città popolatissima che dicono che ad ogni richiesta del re gli +sono sempre pronti 30,000 cavalli, il circuito della quale è intorno +a leghe tre. Ebbe il suddetto shàh Thamasp dal re dei Tartari il regno +di Candar in dono per l'aiuto e soccorso che egli diede per +rimetterlo in stato al tempo che fu rotto nel regno di Cambaia.</p> + +<p>Fu questo shàh Thamasp crudel tiranno, che chi vedeva ricco e di +qualche autorità nel suo regno lo privava della roba, e se non gli +toglieva la vita gli faceva cavare gli occhi; di niuno suo capitano o +cavaliere si fidava, nè d'alcuno voleva consiglio; era avarissimo e +per accumular danari mandava perfino al bazar le proprie vesti, +tratteneva il soldo che prometteva ai soldati, per il che 15000 e più +abbandonarono la Persia facendosi vassalli dei Tartari ed altri re +delle Indie, per non esser sottoposti a un tanto tiranno. Usava d'anno +in anno rinnovar la moneta facendola fare di metà valor, e non si +stampava dell'altra, proibendo quella, e quasi tutta la colava nella +zecca, e di questa ragione nelle altre città del regno cavava danaro +grandissimo, che non si mette in computo delle sue rendite. Alla +sua morte gli fu trovato fra oro argento e gioie, cosa che par impossibile, +nondimeno mi è stata confermata da più bocche più di 80 milioni +di ducati, tra li quali v'erano 17 milioni battuti a maidini d'oro. +Lasciò fra cavalli, cavalle e cammelli al nº di 100,000. Morì del 1576 +ai 11 maggio, avendo regnato 50 anni. Poche ore avanti conoscesse +la sua morte, ordinò il suo testamento, e avanti che nel suo regno +succedesse shàh Ismail suo figlio secondogenito, per trovarsi il presente +Mohammed Kodabende dedicato alle cose della sua legge e +per aver corta vista: e si fidò pur di 4 suoi capitani che essi chiamano +sultani, il nome dei quali sono: sultan Ibraim mirza, suo nipote +che si trovava in alcuni suoi castelli discosti da Kasbin 6 in 7 +giornate dalla parte di levante, al qual fece intender venisse con +quante più forze potesse, così fece venendo con 12 mille cavalli: +mettendosi nella casa regale, e datogli dal detto re autorità del governo, +e fattolo camerier principale con autorità di portar la spada +che a niuno è concessa; il secondo era mirza Alì sultan; il terzo +Absalon bey; e del quarto non si è potuto aver il nome, e solo per +il tratto intendeva andar attorno dal Derogi che a loro usanza vuol +dir governatore del regno, il quale era quarto visir creato di più +dell'ordinario, già per avanti trattava di far morir shàh Thamasp e +suo figliuolo shàh Ismail per metter in sedia sultan Aider altro figlio<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span> +di shàh Thamasp e di madre georgiana, sol perchè lui saria stato, +sopraintendente di tutto il maneggio del regno.</p> + +<p>Sapendo adunque shàh Thamasp questo disegno del governatore +consultò coi sultani, di tor di vita sultan Aider figliuolo suo, e lo +mandò a chiamar con fargli dire che avanti chiudesse gli occhi desiderava +vederlo e farlo suo successore, alla qual richiesta fu il figliuolo +obbediente, e giunto al cospetto del padre disse il re ad un suo capitano +chiamato Absalon bey che facesse il suo ufficio; per il che fu il +figliuolo legato e posto in catena in una stanza con sicurissima +guardia. Mancato il re fu tenuta detta morte secreta facendo serrar +tutte le porte del palazzo. Il che vedendo il terzo giorno che fu li 8 +detto, il governatore ribelle non volse più tardare che Aider non +fosse pronunziato re, corse armata mano alla casa regale con 15000 +fanti suoi seguaci, gettando a terra la prima, seconda e terza porta +gridando a loro usanza Aider suo re. Questo vedendo li sultani che +erano alla custodia del palazzo, mandarono nella stanza dove era +Aider serrato, Samal bey di sangue circasso e fecero che gli troncasse +la testa; e troncata che l'ebbe la portò in mano gettandola dalle scale +del palazzo a piedi del cavallo del governatore nemico, che pur attendeva +a gridar Aider re: dicendogli, piglia la testa del tuo re con +molte parole vituperose. Ed essendo ancor essi provvisti di gran +banda di gente e soccorsi, attaccarono la zuffa, tagliandone quanti +ne trovavano che ascesero al numero di 4 mille e più, non lasciando +in vita nè grande, nè piccolo, nè dell'uno, nè dell'altro sesso della +sua prole, mettendo a sacco le case loro e dispianandole fino alle +fondamenta; e lui togliendo la fuga con non più di 2000 cavalli +se ne uscì fuori della città, e per necessità di fame ed altri disagi +fu abbandonato nel viaggio dalle sue genti, e dal proprio figliuolo +che si ricorse nella città di Kom a Sultania madre di Ismail +e del presente re di nazione turcomanna zia di Emerkan, il quale +al presente è capitano generale, ed è detto per sopranome Spada +di Persia, sperando che per mezzo di lei gli fosse salvata la vita; +ma non gli riuscì perchè de li a poco fu morto insieme con sei +altri fratelli. E vedutosi detto governator abbandonato da ognuno +si vestì da medico in alcune montagne fuggendo per venirsene al +Turco, fu da alcuni cacciatori inviati da Absalon bey suo nemico, +conosciuto e preso e condotto ad esso e tenuto fino alla venuta di +Ismail che lo fece morire, siccome dirò più abbasso. E perchè +per le rapine e morti che si facevano nella città, per non vi essere +il re, pochi erano sicuri nelle case proprie, il giorno 17 Absalon<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span> +bey ed alcuni capitani del re morto, con gran banda di gente +andarono per la città e per li bazari assicurando e dando animo +a ciascuno che tornasse ai suoi negozi: dicendo che il re Ismail +non poteva far che ogni ora non comparisse: mandando bandi attorno +che sotto pena della vita niuno avesse ardire di molestare +nè cosa, nè persona della città; e dove si trovava un malfattore +gli erano troncate le mani e i piedi o tagliata la testa siccome +pareva meritasse il delitto, ponendola sopra le lancie e portandola +attorno per la città e bazari, e con questi mezzi fecero cessare il +spavento ed assicurare l'animo di ognuno. Facevano al mezzogiorno +e alla sera che fossero sonate gnacchere, e fatta allegrezza con +gridi altissimi che il re era vicino, e questo solo per tenere il +freno a qualcuno che avesse animo di perseverar nelle stesse +rapine.</p> + +<p>Il giorno dietro che fu alli 18 fu pubblicato shàh Ismail re, +nella moschea grande, e di subito tutti li capitani e soldati che +erano alla custodia della città e di tutte le circonvicine, andarono +a levare il re che ancora si trovava in un castello sottoposto alla +città di Ardevil discosta da Kasbin giornate dieci dalla parte di +tramontana, dove fu dal padre relegato, per il mal animo che lui +credeva avere contro i Turchi, et per esser di natura feroce dubitava +calasse alli confini e fosse cagione di romper la guerra col +Turco, e per questo lo tenne in quella fortezza appresso anni sedici. +E giunti in vista di detto castello cominciarono a gridar shàh +Ismail che vuol dire re Ismail, facendo molti segni d'allegrezza; +al che però da lui non fu dato ascolto nè manco dal capitano che +era in sua custodia congiunto di sangue col governator ribelle, e +diceva voler combatter con loro; ma fu da Ismail ordinato che non +facesse motto alcuno perchè in breve la visita si sapria, sì come +fu che non stettero molto che da ogni luoco vedeva comparir gente +ed empiersi le campagne di soldati che gridavano colle stesse voci +Ismail re. Del che fatto certo discese dalla fortezza, ed il capitano +che primamente non volse credere fu il primo a baciargli il piede, +e dimandargli perdono con la spada legata al collo se l'aveva offeso, +perchè tutto aveva fatto per non esser disobbediente al re +morto padre suo, che già tanti anni glielo avea dato in custodia; +e così gli perdonò, anzi concesse ad un suo figliuolo il governo +di Tauris; e di poi gli corse ognuno a baciare il piede: e veduto +che già si erano adunati più di 85 mille cavalli con forse 5 mille +padiglioni deliberò incamminarsi verso Kasbin ed a mezzo cammino<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span> +fu incontrato da sultan Mirza suo germano da parte di padre +e cognato, e smontato da cavallo, volse il re fare il medesimo abbracciandolo +e raccogliendolo caramente, e dopo molte parole di +complimento lo creò suo capitan generale, confirmandolo nella stessa +dignità la quale il padre gli aveva data, ordinando che il suo padiglione +fosse posto all'incontro delli reali ancorchè ciò non fosse +solito a farsi in niun tempo. E giunto alli 14 luglio alla vista della +città di Kasbin, ivi si accampò ed alli 15 gli fu menato in catena per +il capitano Absalon bey il governatore ribelle, e da esso re gli furono +dette molte parole come conveniva alla sua infedeltà, e se lo scacciò +davanti serbando la sua morte a pochi giorni. Dopo, lui stette fino +li 17 facendo molte giustizie crudeli. Venne fino alle porte della +città sopra 12 cavalli cavalcando or sopra l'uno or sull'altro, per +segno delli 12 figliuoli di Alì suo profeta; e per timore non gli +fosse tirata qualche archibugiata e fosse morto, con 20 suoi più +fidati si mise in una strada dove non era aspettato e per la porta +del giardino ascosamente se ne andò nel palazzo reale, facendo che +il suo capitano generale andasse sotto l'ombrello per la strada ove +tutto il popolo stava aspettandolo.</p> + +<p>Non stette molto che divenne crudele sopra ogni altro non perdonando +ad alcuno della stirpe del governatore ribelle, nemmeno al +cognato creato da lui capitano generale che tutti fece morire insieme +con dieci fratelli, chi di veleno e chi strangolandoli, fuori che il +presente re il quale si trovava in Schiraz discosto da Kasbin due +giornate che non lo potè aver mai in così poco tempo che regnò; ma +bensì il suo figliuolo con due suoi germani e tutti li principali sultani +che erano nella corte del padre; et soleva dire che non si potevano +sostentar i padiglioni reali con corde vecchie, e con le sue proprie +mani ne ammazzò infiniti, dicendo voler vedere se la sua spada tagliava, +e per il computo fatto delli morti di mano sua e di suo ordine +ascesero al numero di dodici mille, senza quelli che in così breve +tempo che regnò privò degli occhi e scacciò in esilio. Fu di pensiero +per qualche suo fine di lasciar la fede di Aly e pigliar quella di Omar, +ne diede segno col cavar gli occhi ad un suo califfo persona principal +della fede; e con far molte altre offese ed insulti a molti altri +suoi santoni; il che pressentito da' principali che restarono nel regno +fecero congiura insieme con una sua sorella alla quale lui aveva fatti +molti oltraggi e toltigli 200,000 ducati e più che si trovava e li schiavi +e schiave, facendola star in vita ristretta e piena di disagi; donna di +30 anni astuta e prudente e che dal padre suo era stimata e si fidava<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span> +di lei; e così insieme ordinarono il veleno ponendolo in alcune palle +di teriaca che soleva mangiare, e postate in una busteta che soleva +portare il figliuolo di un suo capitano confidente che sempre gli stava +a lato; egli al solito ne prese e la notte seguente restò morto, essendo +in età di 44 anni e fu alli 24 novembre 1577, la vigilia di santa +Catterina avendo regnato solamente 1 anno 7 mesi e 6 giorni, morto +a tempo che disegnava far pubblicar la legge che voleva firmare all'ultimo +del suo Ramadan, e diceva pubblicamente che avria fatto doni +e tenuti in sua grazia tutti quelli i quali l'avessero seguitato ed altri +che avessero voluto star ostinati nelle sue opinioni gli avria fatti +andar a fil di spada; e per non lasciar andar più avanti questo suo +disegno gli fu dato il veleno. Fu tenuta dalla detta sorella la morte +del re secreta, mandando a chiamar li capitani principali complici +della morte del detto re, e lor disse che nelle sue mani stava quell'abbondantissimo +regno, e se volevano essi con gli odi particolari vederle +il fine facevano gran peccato; ma che allora era tempo di rimettere +ogni malanimo che avessero, l'uno contro l'altro, e non dar +questa allegrezza ai Turchi e Tartari che dall'una e dall'altra banda +confinano che goderiano di beverli il sangue, e di veder la desolazione +di quell'impero, e quello diceva, lo diceva per loro e suoi +successori non per lei che ne aveva la minor parte, essendo donna e +di sangue regio che da qualche banda avria pur avuto un pezzo di +pane; e non voler che tante fatiche del padre ed avolo suo rimanessero +distrutte per le lor dissensioni in questo momento, e fusse annullata +la casa del suo profeta, e con parole assai maggiori, cosa +insolita in una donna e massime in quelle parti, e con tanta eloquenza +che fece risolver ogni mal animo che era tra loro ed aquietar l'uno e +l'altro alla sua presenza, facendo loro dopo giurare sopra il suo mufti +di conservare il regno per il fratello.</p> + +<p>Fu per questi sparsa voce per la città che il re fosse morto e fu +dal popolo levato tumulto, il quale andando alla casa reale e gridando +voler vedere il suo re, la sorella con li capitani deliberarono +di far comparire uno vestito cogli abiti regali sopra una terrazza +eminente, intonando la voce come Ismail era solito fare, mostrando +colle mani segni di comandare ai suoi, e diede a creder al popolo +che quello fosse il re e lo aquetò ed ordinò di subito che tutta la milizia +fosse posta sotto quei capitani che erano sette e che cadauno +avesse cura delli sottoposti, ed a detta signora furono fatti venire +tutti li capitani in loro lingua sultani, dicendoli sotto che banda di +capitano volevano stare, perchè il re era morto e bisognava tenere<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span> +il regno senza confusione fino a che venisse il fratello. Tutti assentirono +e nominarono il capitano, cui volevano essere sottoposti colle +sue genti fra li 7 antedetti; ed ordinata la città in sette quartieri ed +a cadauno consegnato il suo con li soldati sottoposti, spedirono quante +più genti poterono sì di Kasbin come delle città circonvicine con +padiglioni ed altre cose necessarie per levare il nuovo re che era +pure in Schiraz.</p> + +<p>Così venne a far l'entrata ai 25 di gennaio 1577 essendo di età di +anni 41, tutto canuto ancor che si tinga la barba; di bella faccia, e +proporzionata persona, impedito della vista e non vede niente a +basso, ma guardando all'alto vede così ben come ciascuno; ma +avanti venisse a Kasbin, mandò a dimandar al zio della sorella, come +quello che l'amava, dubitando che al disegno avea fatto di farlo +morir questo suo zio non se li opponesse con vederla difender; e +perciò non gli nascesse tumulto, ed essendo questo buon capitano ed +amato sopra ogni altro dai suoi soldati ed era chiamato Samahal +sultan, il quale andò se ben con timore, ed avea fatto per avanti +andar la nipote sorella del detto re a casa sua, avendo fortificato benissimo +il suo palazzo, e messovi grandissimo numero di gente colla +guardia e donatogli quanto aveva d'importanza, acciocchè in ogni occasione +fossero pronti a morir con lui; dove dal re fu accolto caramente +e non mostrando segno di animo cattivo, anzi confermatolo +gran cancelliero; siccome era stato fatto dal fratello; avendo ordinato +prima che fosse strangolato, subito fosse partito da lui, come fu eseguito +spedendo di subito a far morir la sorella a compiacenza della +prima moglie di shàh Ismail fratello del marito; ma più per l'invidia +che le portava per esser donna accorta e prudentissima facendo +anco far il medesimo ad Alì sultan uno dei 7 capitani che gli conservarono +il regno, sol perchè trovandosi lui governatore per avanti +dove lui abitava gli usò molte stranezze e per esser stato molto amico +del fratello morto, e che teneva ancora un suo figliuolo di mesi 4 in +governo che lo fece anche morire. Entrò nella città, fece doni liberalissimi +di centinaia e migliaia di ducati; i banditi fece venir nella +città e restituir loro le dignità, fece di subito liberare gli ambasciatori +dei Tartari che si trovavono in un castello postivi dal fratello, e +con doni e cortesi parole gli dimostrò il dispiacere che sentiva del mal +procedere loro usato, e che lui era prontissimo di conservar la stessa +amicizia che li usò il padre suo; e si partirono soddisfattissimi da +lui. Fece il medesimo a molti ambasciatori di re delle Indie e ciaus +turchi che si trovavano in Bagdad e Caraemit che in tutto erano<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span> +otto, e li fece consegnare a 4 di quei capitani principali acciò li +custodissero fino ad altro suo ordine. E questo per li moti che già +erano stati sentiti al tempo del fratello che i Turchi volevano mandare +a fortificar Kars e che intendevano voler il kasnadar e facoltà a +loro modo lasciate in quel regno alla morte di sultan Bocafir, +fuggito in Persia al tempo di sultan Selim suo padre, che lo perseguitava +per farlo morire per la discordia e disamore che le venne +coi fratelli, e che alfine di ordine di sultan Soliman fu morto nella +Persia in un banchetto che shàh Thamasp gli fece, e non per altro +che per non voler romper la guerra col Turco secondo la fede promessa, +facendo anche morire insieme col padre, due suoi figliuoli e +tutta la corte che ascendevano al numero di 2000 persone; e restatigli +17 pezzi di artiglieria minuta, uno di 50 e gli altri di 21, con +numero grande di archibugi, che aveva seco, del che sultan Amurath +al presente re dei Tartari, gli mandò a ricercar dette facoltà, +ovvero come essi dicono tesoro, ed anco perchè fino l'anno avanti +al tempo di shàh Ismail era concertato di aver Shirvan a tradimento +colli propri terrieri, avendo veduta una lettera che prometteva +alli detti di Shirvan di mandargli 50,000 archibugi, se loro si +contentassero d'accettarlo per loro re; la quale ebbe per mezzo di +un proprio di Shirvan con industria, e se ne fuggì al re suo, narrandogli +particolarmente quanto era allora seguìto, e per questo si +diede voce di guerra, e tanto più era tenuta per certa, quanto che +Ismail era in pensiero di andar a cingersi la spada e far le solite +cerimonie siccome fecero li suoi predecessori in Babilonia; del che +essendo morto e successo il presente re nominato Mohammed Khodabende +e trovati gli umori alterati, le opinioni di Amurath di +voler fortificare Kars, anzi che tuttavia lo fortificava (fortezza che +per li capitoli del padre sultan Soliman con il suo shàh Thamasp non +poteva ad alcun modo fare), commesse a quei sangiacchi vicini che +non permettessero che tal fortificazione andasse avanti, d'onde per +necessità ne seguirono scaramuccie e danni all'uno e all'altro nelle +città e castella vicine; e furono mandati da una parte e dall'altra per +propria difesa gente e soldati con sangiacchi ed altri venendo in +questo modo a guerra odiosa ed a scoperta battaglia. Fu per questo +spedito in diligenza da Costantinopoli Mustafà che se ne andò con +potentissimo esercito verso quelle bande, nè per altro sono venuti +questi due barbari e potentissimi re a definizione di armi, ancorchè +alcuno voglia che tutto sia nato più per causa della fede che per altro. +Ma le cause sono state le sopradette che furono prima origine di<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span> +tante guerre. Questo è quanto alle condizioni delli re che fino al +tempo presente hanno avuta la Persia.</p> + +<p>Li regni sottoposti a questa corona sono Korassan, Candar, Shirvan, +Kuhistan, Curdistan, Ghilan, Laristan, Avaz e il regno di Ormuz; +ma questi tre ultimi gli rendono solo tributo, e la sede è posta in +Kasbin. Ma dalla parte di ostro le città Kom, Kashan che è la principal +di mercanzia, Jepaham, Shiraz, che anticamente era la sedia del +regno di Kars e che fu fabbricata da un pastore, dal qual portò il +nome, divenne città grandissima, e per causa delli suoi cittadini che +non volsero accettar il suo re che fuggiva per una rotta che ebbe +dai suoi nemici, fu da lì a poco tempo da lui rovinata fino alli fondamenti, +le sono situate attorno più ville e moltissimi castelli; seguono +la città di Ardistan Abircà, la quale fu rovinata da Ismail primo +per la poca obbedienza. Dalla parte di tramontana è posta Tauris +che prima era la sedia reale discosta dieci giornate da Kasbin, Ardevil, +che era già loco dove si dava sepoltura alli re, la città di Erzengian, +Naschivan, Shirvan ed altre. Da levante tiene il regno del Korasan con +molte città e castelle. La città di Mohamedsal, così chiamata per il +nome del suo profeta, in cui vi è una moschea, nella qual dicono essere +un grandissimo tesoro ammassato d'oro e d'argento, che è discosto +da Kasbin giornate 24; inoltre Bistam, Sistan. Dalla parte di +ponente ha un regno di Kurdi nelli confini di Bagdad, il cui re si dimanda +Rustan ed ha per moglie una figliuola che fu di shàh Thamasp +re di Persia e mette in campagna 12000 cavalli. Questo rende tributo +e non si sa di quanto, tiene anco alcune città di Georgiani sebben ora +si sono ribellate al Turco; gli è anco reso tributo a Lar che è regno +discosto 5 giornate da Ormuz; ha più abbasso la città di Bursa che +è sedia di un re d'Arabi nelli confini della Balsera appresso il fiume +Tigri che d'ogni intorno la bagna, il re della quale gli rende tributo +di 20 fra cavalli e cavalle di pregio grandissimo. Ma ora si è ribellato +da lui e datosi ai Turchi, che è quello che per avanti scrissi, +confina con Babilonia da una banda, e dall'altra con Mossul ancor +città della Persia e molte altre città e castella.</p> + +<p>Le entrate del regno suddetto, ancorchè non si abbiano potuto +aver particolarmente di provincia in provincia, nondimeno si diranno +succintamente in somma, la quale molti vogliono che ascenda a 4 milioni +e ½ d'oro. Ma la più parte dice che ha 4 milioni soli all'anno; +se bene non doveriano arrivarci di gran lunga, ma per la tirranide +dei re loro, che di uno ne traggono cinque finchè viene a questa +somma.<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span></p> + +<p>Oltre di questo ha una infinità grande di ville e castella tutte applicate +a stipendi della cavalleria, che il minor salario che dà, è di +ducati 100. Ma perchè essi le fanno lavorare non cavano d'ognuno +tre; a questo modo ha anco parte della fanteria pagata che tiene alla +sua guardia; se tutto questo danaro le venisse nel suo Kasnada avria +grandissima quantità d'oro, avendo oltre la cavalleria, come la S. V. +intenderà alla sua guardia 6000 gentiluomini, li quali sono pagati +per li 4000, come ci ha detto, in ville ed assegnatoli da 300 fino a +2000 ducati l'anno, e per il resto delli 2000 entra nella spesa, siccome +dirò: questo è quanto ho potuto sottrarre delle rendite del regno di +Persia.</p> + +<p>La spesa che fa e tiene dirò alla Serenità Vostra con la medesima +brevità: ha 70 sultani che sono deputati al governo delle città pagati +de proprio kasnà con partito di 10 fino a 30000 ducati all'anno +per uno, con obbligo di tener chi 3 chi 4 chi 5 cento fra cavalli +e pedoni li quali tutti sieno pronti ad ogni servizio del re. +Paga li due mille Turchi della sua guardia da 100 a 160 ducati all'anno +per uno, fino a tanto che nasce occasione di premiarli in ville +come dissi sopra e la maggior parte dell'arcobugieria è pagata dallo +proprio kasnà, e queste sono le maggior spese che ha quella corona.</p> + +<p>Le dignità e gradi che sono appresso il re sono queste: la prima +è <i>Mirza</i> che vuol dir principe, e si dà solo a' figliuoli o nipoti regii. +Segue la dignità di <i>Kan</i> e questi sono adoperati solamente per capitani +generali nelli negozi principali del regno; tiene anco una specie +di vicerè che tiene cura di tutte le cose, così in pace come in guerra. +Oltre questo sono tre visiri, uno delli quali attende a riscuoter l'entrada; +il secondo ha carico delle scritture; il terzo ha il governo del +Kasnadar, cioè del denaro della corona. Ha un Curchi bassi che è +capo della guardia dei 6000 curchi: come anco ha un capo dei portinari, +che ascendono al n. di 700. Ha due gran Kan che uno dei quali +porta sempre il bollo reale detto <i>homajon</i> appeso al collo. Seguono +poi li sultani cioè capitani, e di questi se ne serve il re oltre il tener +la gente ad essi sottoposta all'ordine e pronte in mandarli al governo +di città e provincie. Vi sono anco molti altri gradi e dignità che +per non tediar Vostra Serenità lascio da parte.</p> + +<p>La dignità pontificale è chiamata da loro <i>Mugieteed</i>, che vuol dire +papa della legge; il qual titolo sebbene è nella persona delli propri +re, nondimeno è conferito in altre persone per non occuparsi egli in +tal negozio. Tiene il Califfo che è persona sacerdotale che ha il carico +di poner il corno al re ed a tutti quelli che sono fatti degni da<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span> +esso re del corno. Vi è il cadì che attende alle cose civili e criminali +della città, e che col tempo poi ascende alle dette due dignità.</p> + +<p>La milizia che tiene il suddetto re è di 100,000 cavalli pagati come +avanti ho detto; tutta gente conosciuta ed esercitata nell'armi, e fedelissima +al loro re e potrà anco valersene, siccome intendeva, pagandola. +Ha pedoni in grandissimo numero, che dicono che ad ogni +bisogno ne caveria 200,000, ed anco 250 mille è questo, è affermato +per cosa certa che non ha 100,000 archibugii, i quali in parte sono +pagati in ville e castelle, ma la più parte dal kasnà del proprio re.</p> + +<p>L'arme che usa la cavalleria sono la lancia non più lunga di 5 +braccia; l'arco e la scimitarra, della quale fanno professione sopra +ogni altra nazione e la stimano principal arma sopra tutte che usano. +Per difesa usano camicie di maglia, alcune corazze a similitudine +delle nostre corazzine; portano il braccio destro armato di brazzaletto +come fa il cavalleggiero, e questo per sicurtà nell'adoperare +la spada. Li cavalli sono armati di piastre, groppa, testa, petto +e collo, ma dicono che sono lame sottili e che la frecciata li offende, +e di questi non ne ha che pochi armati. La fanteria porta +la scimitarra e l'arco, gli archibugieri lo schioppo e la scimitarra, +alcune calate a foggia di corona con 12 stringhe attorno per memoria +dei 12 profeti coi quali morendo dicono che vanno in paradiso, +ed altri portano certe catenelle in vece di calate e di queste +calate e catenelle ne porta anche la cavalleria.</p> + +<p>Il modo che tiene a poner in battaglia è questo: alla parte destra +per uso antico pone 20,000 cavalli della stirpe che adesso la chiamano +del traditore per il già detto governatore; alla banda sinistra +vanno 10,000 della stirpe di quelli che dicono esser venuti da Damasco; +mettono poi anco altri 28,000 della gente tenuta in minor conto, compartiti +sotto due capi uno con 18 mille a banda sinistra e l'altro +con 10,000 a banda destra. Nel corpo della battaglia sta il Sovrano +che è sempre solito andar cogli eserciti: se ben questo, per +quanto dicono, non andava per causa della vista, ma mandava un +suo figliuolo di anni 14 che questo anno ha fatto cose notabili +per quella sua età, e che vivendo riescirà un gran cavaliere. In +tutto si stima che potrà metter in campagna 200,000 cavalli.</p> + +<p>Nel regno vi sono cavalli da soma eccellenti di prezzo di 1000 +fino 2000 ducati l'uno, assuefatti al maneggio a loro usanza che +sono il galloppar, correre e volgersi all'una e l'altra mano, e sono +sotto l'uomo ferocissimi e pare che niuno possa domarli.</p> + +<p>Il popolo persiano era a tempo di shàh Thamasp popolo obbediente,<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span> +il che nasceva per la disunione che era fra li sultani +principali; ma dopo che la principessa prudentemente accompagnò +e congiunse in matrimonio quelle famiglie, par che sia ridotto +sotto miglior obbedienza e non seguano più quelle rivolte che erano +solite a nascere: che quanto al re, quando mandava qualche sultan +alle città, se le sottometteva in breve tempo come cosa propria, si +opponeva al re, donde nascevano le morti e provvisioni di roba +che esso shàh Thamasp quasi prudentemente per questo capo a +quei tali usava.</p> + +<p>Sono li Persiani uomini dediti alla fatica, e nella milizia gente +che combatte fino alla morte, persone ben disposte, di bella faccia, +e con comparazione in questa superiore alla gente turca; che se +non avessero il timore che hanno della artiglieria, poco stimeriano +quelle forze nemiche. Le donne sono bellissime, cavalcano molte +di esse meglio degli uomini, credono agli augurii e nel giorno che +se ne presenta qualcuno non vogliono far niuna cosa fino alla +sera, essendo in questo assai superstiziose.</p> + +<p>Questo regno non ha mai fatto lega con altri, perchè di altri +non si fida; ma se pur avesse da domandar aiuto e di fidarsi di +qualcheduno lo faria col governo di Ormuz per aver comodo di +vascelli e andar per mare alla Balsera e di lì poi a Babilonia, tenendo +con lui tal confidenza che mai in alcun tempo le saria negato.</p> + +<p>Questo mi parve di doverle riferire. Ed alla Serenità Vostra +mi raccomando.</p> + +<p class="sig"><i>Arch. Cicogna. Cod. MDCCLXII.</i></p> + +<h3><a name="DOC_LXXXIV" id="DOC_LXXXIV"></a>DOCUMENTO LXXXIV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Di Persia l'anno 1586-87, nel qual tempo il signor Turco +acquistò Tauris.</i></p> + +<p class="break">Da Venezia in Alessandria d'Egitto, quindi al Cairo, di dove attraversando +l'Egitto arrivai in Sorìa, passando per mezzo la città di Damasco +e di Aleppo, e di là passando oltre al fiume Eufrate giunsi in +Caraemit città posta sopra la riviera del fiume Tigri e di quindi per<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span> +l'Armenia maggiore pervenni in Van, ultima fortezza dei Turchi, frontiera +de' Persiani, di onde passai in Tauris.</p> + +<p>Sultania è città di Persia, lontana da Tauris 8 giornate e da Kasbin +sei.</p> + +<p>Gengie città di Persia non molto lontana dal mar Caspio e da Tauris +giornate sei incirca.</p> + +<p>Turcoman castello dei Turchi posto sulla strada tra Tauris et +Kasbin.</p> + +<p>Da Tauris a Kasbin et poi attraversando la Persia, et passando per +le principali città Kashan, Ispahan, Schiraz, etc. pervenni ad Ormuz. +Sono città di deboli fortezze.</p> + +<p>Le armi dei Persiani sono solamente in certa qualità di gente chiamata +chisilbaschi, che viene a dir testa rossa perchè sogliono portare +in testa una cuffia rossa; ma non sono comunemente nelli popoli. Li +quali teste rosse godono terreni pubblici assegnati loro per paga, et +sono circa 30,000 non compresi quelli di Corassan o di Sciraz. Nelli +quali si armerieno altri 30,000. Il qual numero è considerabile perchè +30 mille sanno far gagliarda resistenza a 100,000. È militia +quasi tutta da cavallo di forte nerbo et valorosa con la spada con la +lancia et con l'arco. Archibusi non usano perchè non li curano, non +perchè non avessero modo da farne quanti volessero. Artiglierie non +hanno, nè uomini da fortification e da espugnation.</p> + +<p>Il re è anzi povero che no di danari. Non riscuote dazio di roba +alcuna. Ma le arti contribuiscono un tanto per uno, e la rendita sua +è di terreni propri di certa contribuzione fatta dalli possessori dei +beni stabili, e dal ricavato dalle miniere di stagno, di ferro et di rame +che vi sono ricche, e da miniere di turchesi e lapislazzuli da' quali +si fa l'azzuro e l'oltremarino da noi tanto stimati.</p> + +<p>Il regno di Persia è diviso in sette regni principali, e ciascuno di +essi in molto più piccoli regni: come veggiamo il regno di Castiglia +haver sotto di sè Granata, Toledo, Lione, Murcia et simili.</p> + +<p>L'uno è detto Irak di cui è capo la città di Ispahan dal quale dicono +che cava il re trentacinque mille tomani che è 700,000 ducati.</p> + +<p>L'altro è chiamato Agiem di cui è capo Sciraz ed è el proprio regno +di Persia, da cui ha preso il nome tutto il paese, come la Francia da +quella parte ove siede Parigi, et questo dicono che è della medesima +entrata.</p> + +<p>Il terzo è Corassan di cui è capo Herat grande et famosissima città.</p> + +<p>Il quarto Aderbigian di cui è capo Tauris. Et questi due sono di +maggior rendita che li due primi.<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span></p> + +<p>Gli altri tre chiamati Mazendaran, Shirvan e Ghilan, di cui è capo +Taberistan, possono essere tanto più ricchi come quei due primi, in +modo che a quella rendita possono l'uno per l'altro agguagliar.</p> + +<p>E dicendo che quel re abbia in tutto di rendita in tempo di pace +5 milioni di poco si può errar.</p> + +<p>Le spese sono molto piccole, perchè la militia è pagata de' terreni +come s'è detto, et la corte ancora è di poco costo. Perchè li signori +che vi stanno sono alli governi dei regni ed alle città, quando uni +quando altri, lasciando alli governi loro luogotenenti che vivono da +certi terreni pubblici et utili, che dà l'ufficio. Tal che della sua corte +non viene a pagare altro che i cortigiani, che servono la sua persona, +nè questi sono di molto numero.</p> + +<p>Resta la spesa del mangiar et del vestir, et questa anchora è piccola, +essendo in quel paese poco deliziosi et molto parchi nell'uno et +nell'altro. Talchè quel re, quando non corre guerra, può parere di +starsi assai ricco.</p> + +<p>Li confini di quel reame sono dalla parte di Persia, verso tramontana +i Tartari che sono della stessa religione che li Turchi. Da ponente +stendendosi verso mezzogiorno il re di Spagna col regno di +Ormuz. E da levante verso tramontana il re delle Indie da noi detto +il Gran Mogol, che finora non si mostra al Persiano nè amico nè +inimico. Ma da questo lato si trammezza il piccolo regno di Conducar +posseduto parimenti da questo re. E da ponente e tramontana non +molto lontan dal mar Caspio, stanno in un angolo i Georgiani, cristiani +di religione, valorosissimi soldati et devotissimi alla corona di +Persia se ben sono signori liberi. Questi han fatto in suo servitio el +tuttavia fanno dai lor confini, mortal guerra col sig. Turco, con perdita +di qualche parte del loro stato et della loro più principale fortezza +detta Tiflis (1587).</p> + +<p>La città di Ormuz è capo non solo di quel piccolo regno che nel +golfo di Persia si contiene, ma con la sua riputazione lo mantiene. +Perchè qui è la fortezza, qui stanno li soldati, qui abitano li portoghesi +e di qui si cavano le rendite che vengono al fisco. Il rimanente +come di poca importanza e di meno considerazione si lascia quasi +sotto la cura di quel re moro, re solo di nome vano et senza soggetto, +perchè egli di quelle rendite viva et abbia qualche sembianza di governare.</p> + +<p>Questa città per piccola che ella sia è popolosa e ricca di danari, +sendo la più mercantile del mondo.</p> + +<p>È posta in una piccola isoletta tanto sterile ed infelice che solo<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span> +pare cosa maravigliosa a dire, perchè così essendo sia pur abitata. +Poichè non produce non solo cosa alcuna al vivere necessario, fuori +che sale, ma ne anche una gocciola d'acqua si ritrova. Nè fin ora +hanno trovato modo de far cisterne o conserve per servirsi di quella +che piove; come che una sola conserva sia nella fortezza, la quale per +ogni occorrente necessità sogliono tener piena.</p> + +<p>Ma questo si tien per certo che in tempo di battaglia si aprirebbe +per il trono delle artiglierie. Et per questo Mattia de Alburcherch +capitano di quella città, ha in quel cambio alcune tine di legno rimedio +poco bastante, et di qualche incomodo come dicono alcuni.</p> + +<p>Questo elemento con tutti gli altri elementi, sono condotti dalla +costa di Persia, che tutta gli è amica e da alcun altro luogo sotto la +sua giurisditione. Et ancora che di quivi gli siano somministrate +vettovaglie tuttavia molto spesso ne hanno grandissima carestia et +dell'acqua massimamente nelli mesi di giugno, luglio et agosto che +soffiano per lo più venti contro la costa, di onde gli viene la migliore +e la più dolce. Onde bisogna che si vada a torre con le spade et a +comperarla col sangue.</p> + +<p>E la gente bassa e la maggior parte delli habitatori se ne passano +in terraferma, nè si trova in quella città artigiani o gente meccanica +che facciano alcun servitio.</p> + +<p>Questo esempio mostra chiaramente che ciascuna volta che sarà +ad Ormuz vietata la costa di Persia, esso non sarà più Ormuz. Et +posto che per qualche mese si sofferisse questo disagio a lungo andar +bisognerebbe disabitarlo o darlo senza spada in mano di chi lo volesse. +Al che aspira il sig. Turco per la comodità delle mercanzie et +per esser questo il vero passo donde si traghetta alla India. Et perchè +nella costa di Persia havrebbe comodità di fabbricar galere, che oggidì +li costano come se si facessero d'argento.</p> + +<p>Da Tauris in Ormuz ci sono cinquanta giornate di carovana. Ma la +vittoria fa adito a tutti.</p> + +<p>Il regno di Persia è pieno di ribelli, et è tutto posto in iscompiglio; +et i popoli stanchi della guerra e della spesa, e dal non poter attender +a' negozi.</p> + +<p class="sig"><i>Fra i nostri Codici.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span></p> + +<h3><a name="DOC_LXXXV" id="DOC_LXXXV"></a>DOCUMENTO LXXXV.</h3> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center break"><i>Relazione per li viaggi di Persia.</i><br /> +<br /> +1673, 20 luglio.</p> + +<p class="break">Il viaggio da Venezia fino in Ispahan, dove s'attrova il re di Persia +facendolo per via di Germania si arriva a Vienna in 14 o 15 giornate +e di là in Varsavia in 20 giornate o poco più, ed altrettante fino +a Mosca ove risiede il Granduca. È necessario poi attrovarsi nel +tempo della partenza da Mosca nelli mesi di maggio, giugno, luglio +e agosto, perchè dovendosi imbarcare nel fiume Volga, nel qual si +cammina per lo spazio di 40 giorni sopra barconi senza remi con +le sole vele ed in tempo di bonazza, vengono remorchiati da marinari +coll'alzana. In altra stagione non si naviga quel fiume perchè in ottobre +si gela e dura così gelato fino alla metà di aprile.</p> + +<p>Nel terminar detto fiume si arriva alla città di Astrakan, fortezza +di considerazione custodita dalli Russi sotto il comando del +moscovita. Si sbarca colà e con altri vascelli più grandi si entra nel +mar Caspio, nel quale navigando intorno a 20 e 30 giornate al più +si arriva nella città di Derbent del Persiano. In questo cammino navigando +con vascelli grossi si sta lontano dalla terra, perchè in alcuni +siti vi sono genti di mal affare che tendono alle rapine e che non +conoscono alcuna superiorità. Arrivati nel Derbent termina la navigazione +e viaggiando di là per terra, per paese montuoso e sassoso +lo spazio di 8 giornate si capita a Shumachia, città dove vi sta un +provveditore generale del Persiano, e di là poi nel progresso di un +mese di cammino si arriva ad Ispahan dove risiede il re e metropoli +della Persia, facendosi d'ordinario le giornate di 4 o 5 leghe da 5 +miglia l'una e talvolta fino 8 leghe per poter giungere alla posata. In +questo viaggio vi si cammina sempre per pianura, eccetto che 3 o 4 +giornate di montuoso, ma non però tanto malagevole. Sicchè tutto il +viaggio da Venezia alla città dominicale di Persia Ispahan, con il +continuo cammino vi potrà esser lo spazio di mesi 5 o 6.</p> + +<p>Vi è quello poi che si fa per la Turchia. Da Ispahan fino a Erivan +si va in 40 giornate per terra, ma vi bisogna l'unione di molti per +formare le carovane, e convengono aspettare lo spazio di 2 o 3 mesi +e talvolta 4 per la mossa, stantechè vi sono truppe di centinaia di +Sciti che vivono di rapine.<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p> + +<p>Da Erivan in Erzerum si può arrivare in 20 giornate, ma però +colle medesime provvisioni unendosi almeno 2 o più mille persone, +perchè arrivati in Erzerum ciascuno si incammina pel paese destinato.</p> + +<p>Da Erzerum a Tokat, che sono tutte due città grandi e popolate, +si giunge in 20 giornate, e di là a Bursa città mercantile, metropoli +della Bitinia, in 30 giorni, ed in 5 a Costantinopoli e continuando il +viaggio per Adrianopoli con le carovane, al più in 2 mesi si capita +a Spalatro, con l'ordinario cammino di 4 o 5 leghe di 5 miglia +al giorno. Onde calcolando il cammino per la Germania, Polonia +e Moscovia si arriva in Persia tra 5½ in 6 mesi; e quello per +Costantinopoli in altrettanto. Da tutte due le parti vi sono i pericoli: +per quella di Costantinopoli, l'invasione dei Sciti che svaligiano +i viandanti, quando non sono numerosi per resisterli; per +quella di Moscovia vi sono le fortune del mar Caspio, ed il rischio +che si corre di cader nelle mani di quei popoli nelle rive del mar +medesimo, i quali tendono alle rapine, quando non sono provveduti di +assistenza.</p> + +<p class="sig"><i>Commerciali, 1673-74.</i></p> + +<p class="center pad4">FINE</p> + +<div class="footnotes"> + +<h3 class="break">NOTE:</h3> + +<div class="footnote break"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> Dei Commentari del viaggio in Persia di Caterino Zeno il Cavaliere; +nella Raccolta del Ramusio. Venezia 1583, vol. II.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2"><span class="label">[2]</span></a> Fu poi madre della regina di Cipro.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3"><span class="label">[3]</span></a> Commentari Zeno, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4"></a><a href="#FNanchor_4_4"><span class="label">[4]</span></a> <a href="#DOC_II">Documento II</a>. Col Caramano la repubblica avea conchiuso un trattato +di commercio fino dal 1453.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5"></a><a href="#FNanchor_5_5"><span class="label">[5]</span></a> Paolo Morosini, Hist. Veneta, lib. XXIV.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6"></a><a href="#FNanchor_6_6"><span class="label">[6]</span></a> Marin Sanudo, Cronaca ms. nell'Archivio Cicogna.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7"></a><a href="#FNanchor_7_7"><span class="label">[7]</span></a> Malipiero, Annali veneti, Archivio storico italiano, vol. VII e VIII.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_8_8" id="Footnote_8_8"></a><a href="#FNanchor_8_8"><span class="label">[8]</span></a> Paolo Morosini, Hist. ven. cit., pag. 579.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_9_9" id="Footnote_9_9"></a><a href="#FNanchor_9_9"><span class="label">[9]</span></a> Cornet, Le guerre dei Veneti nell'Asia, 1470-1474. Vienna, 1856.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_10_10" id="Footnote_10_10"></a><a href="#FNanchor_10_10"><span class="label">[10]</span></a> L'isola di Negroponte era toccata ai Veneziani nella divisione dell'impero +di Romania. Mohammed la occupò nel 1469; e la repubblica che +la possedeva da 264 anni, consideravala come uno dei più preziosi stabilimenti +che avesse nel levante.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_11_11" id="Footnote_11_11"></a><a href="#FNanchor_11_11"><span class="label">[11]</span></a> Commissioni 27 novembre 1470 e 2 gennaio 1471. Cornet, op. cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_12_12" id="Footnote_12_12"></a><a href="#FNanchor_12_12"><span class="label">[12]</span></a> Ducale a Vettor Soranzo in Sicilia, 2 marzo 1471. Ib.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_13_13" id="Footnote_13_13"></a><a href="#FNanchor_13_13"><span class="label">[13]</span></a> Pubblicata negli Annali di Malipiero. Archivio storico italiano, vol. VII, +pag. 68.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_14_14" id="Footnote_14_14"></a><a href="#FNanchor_14_14"><span class="label">[14]</span></a> Deliberazioni segrete, volume XXV. Cornet, op. cit. pag. 23.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_15_15" id="Footnote_15_15"></a><a href="#FNanchor_15_15"><span class="label">[15]</span></a> L'antica Hermonassa sulla sponda del Niester, scalo della Valacchia +e Moldavia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_16_16" id="Footnote_16_16"></a><a href="#FNanchor_16_16"><span class="label">[16]</span></a> Ducali a Vettore Soranzo, 22 aprile e 25 ottobre 1471.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_17_17" id="Footnote_17_17"></a><a href="#FNanchor_17_17"><span class="label">[17]</span></a> Dracone Zeno, figliuolo di Antonio, viaggiò nel 1425 per gran parte +dell'Asia, dimorò molti anni alla Balsera, alla Mecca ed in Persia, e morì +a Damasco.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_18_18" id="Footnote_18_18"></a><a href="#FNanchor_18_18"><span class="label">[18]</span></a> Commentari del viaggio di Caterino Zeno, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_19_19" id="Footnote_19_19"></a><a href="#FNanchor_19_19"><span class="label">[19]</span></a> Annali del Malipiero, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_20_20" id="Footnote_20_20"></a><a href="#FNanchor_20_20"><span class="label">[20]</span></a> Secreta XXV, V. Cornet, op. cit., e la tavola qui di fronte.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_21_21" id="Footnote_21_21"></a><a href="#FNanchor_21_21"><span class="label">[21]</span></a> Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 47.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_22_22" id="Footnote_22_22"></a><a href="#FNanchor_22_22"><span class="label">[22]</span></a> Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 49 e 63.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_23_23" id="Footnote_23_23"></a><a href="#FNanchor_23_23"><span class="label">[23]</span></a> Verdiziotti, Dei fatti veneti, p. 572.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_24_24" id="Footnote_24_24"></a><a href="#FNanchor_24_24"><span class="label">[24]</span></a> Secreta XXV, Cornet, op. cit., p. 65.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_25_25" id="Footnote_25_25"></a><a href="#FNanchor_25_25"><span class="label">[25]</span></a> Registri Senato Terra, tom. VI, pag. 186, 188, 191, 194. Arch. +ven. gen.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_26_26" id="Footnote_26_26"></a><a href="#FNanchor_26_26"><span class="label">[26]</span></a> Lettere al Senato di Giosafat Barbaro, Vienna 1852, dai codici Foscarini.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_27_27" id="Footnote_27_27"></a><a href="#FNanchor_27_27"><span class="label">[27]</span></a> Pietro Mocenigo fu poi creato doge a' 16 dicembre 1474. Morì nel 1476 +e gli fu posto il seguente epitaffio: « Qui Asia a faucibus Hellesponti +usque in Cyprum ferro ignique vastata, Caramanis regibus venetorum +sociis, Othomano oppressis, regno restituto.... » +</p><p> +E Nicolò Tron, che fu Doge dal 1471 al 1473, ebbe per epitaffio: « Cum +rege Parthorum contra Turcum socia arma coniunxit.... » e per breve: +</p> +<div class="poem"><div class="stanza"> +<span class="i0">Hic Thronus aeteris dux est demissus ab astris<br /></span> +<span class="i0">Ut Persam Veneto iungeret imperio.<br /></span> +</div></div> +</div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_28_28" id="Footnote_28_28"></a><a href="#FNanchor_28_28"><span class="label">[28]</span></a> Coriolano Cippico, <i>De Bello Asiatico</i>, Venetiis 1594.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_29_29" id="Footnote_29_29"></a><a href="#FNanchor_29_29"><span class="label">[29]</span></a> Commentari Zeno, op. cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_30_30" id="Footnote_30_30"></a><a href="#FNanchor_30_30"><span class="label">[30]</span></a> Marin Sanudo nel vol. XXII, <i>Rerum italicarum scriptores</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_31_31" id="Footnote_31_31"></a><a href="#FNanchor_31_31"><span class="label">[31]</span></a> Pubblicata negli Annali del Malipiero, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_32_32" id="Footnote_32_32"></a><a href="#FNanchor_32_32"><span class="label">[32]</span></a> Annali del Malipiero cit. VII, pag. 83.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_33_33" id="Footnote_33_33"></a><a href="#FNanchor_33_33"><span class="label">[33]</span></a> Ib. pag. 82.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_34_34" id="Footnote_34_34"></a><a href="#FNanchor_34_34"><span class="label">[34]</span></a> Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 83.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_35_35" id="Footnote_35_35"></a><a href="#FNanchor_35_35"><span class="label">[35]</span></a> Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 84.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_36_36" id="Footnote_36_36"></a><a href="#FNanchor_36_36"><span class="label">[36]</span></a> Lettere di Giosafat Barbaro, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_37_37" id="Footnote_37_37"></a><a href="#FNanchor_37_37"><span class="label">[37]</span></a> Aghaliman, il 4 giugno 1473; Malipiero, Ann. pag. 87.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_38_38" id="Footnote_38_38"></a><a href="#FNanchor_38_38"><span class="label">[38]</span></a> Deliberazione del Senato, 25 giugno 1473. Secreta XXV, pag. 19, +Archivio veneto generale.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_39_39" id="Footnote_39_39"></a><a href="#FNanchor_39_39"><span class="label">[39]</span></a> Lettera dello Zeno, 13 luglio 1473. Così di fatto egli scrisse a Federico +III, il quale invece cercò di ridurre la Dieta, perchè non si desse +aiuto alcuno ad Uzunhasan, onde il gransignore prosperasse contro la +repubblica. E scrisse egualmente al re Mattia, che trattò invece la pace +colla Turchia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_40_40" id="Footnote_40_40"></a><a href="#FNanchor_40_40"><span class="label">[40]</span></a> L'esercito persiano contava 300,000 uomini. Lettera dello Zeno, 26 +luglio 1473.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_41_41" id="Footnote_41_41"></a><a href="#FNanchor_41_41"><span class="label">[41]</span></a> Commentari dei viaggi dello Zeno, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_42_42" id="Footnote_42_42"></a><a href="#FNanchor_42_42"><span class="label">[42]</span></a> Malipiero, Annali cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_43_43" id="Footnote_43_43"></a><a href="#FNanchor_43_43"><span class="label">[43]</span></a> Secreta XXVI, Cornet, op. cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_44_44" id="Footnote_44_44"></a><a href="#FNanchor_44_44"><span class="label">[44]</span></a> L'Ognibene sbarcò a Kurku il 18 gennaio 1474, ivi condotto dalla +galea Caterina, e per la via di Aleppo andò in Persia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_45_45" id="Footnote_45_45"></a><a href="#FNanchor_45_45"><span class="label">[45]</span></a> Commentari Zeno, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_46_46" id="Footnote_46_46"></a><a href="#FNanchor_46_46"><span class="label">[46]</span></a> Memorie storiche dei Monarchi Ottomani.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_47_47" id="Footnote_47_47"></a><a href="#FNanchor_47_47"><span class="label">[47]</span></a> Lettere del Barbaro, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_48_48" id="Footnote_48_48"></a><a href="#FNanchor_48_48"><span class="label">[48]</span></a> Viaggio di Giosafat Barbaro in Persia, Ramusio, op. cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_49_49" id="Footnote_49_49"></a><a href="#FNanchor_49_49"><span class="label">[49]</span></a> Viaggio di un mercante che fu nella Persia, Ramusio, op. cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_50_50" id="Footnote_50_50"></a><a href="#FNanchor_50_50"><span class="label">[50]</span></a> Malipiero, annali op. cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_51_51" id="Footnote_51_51"></a><a href="#FNanchor_51_51"><span class="label">[51]</span></a> Benchè gli etimologi non siano d'accordo intorno alla derivazione +del nome sufì, adottiamo questo modo di scriverlo, dopo le preziose +considerazioni dell'Hammer, del Marsden, e dei moderni orientalisti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_52_52" id="Footnote_52_52"></a><a href="#FNanchor_52_52"><span class="label">[52]</span></a> Sanudo Codd. Marciani, vol. IV, pag. 66. Vedi Brown, Ragguagli +sulla vita e le opere di M. Sanudo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_53_53" id="Footnote_53_53"></a><a href="#FNanchor_53_53"><span class="label">[53]</span></a> Sanudo IV, pag. 168.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_54_54" id="Footnote_54_54"></a><a href="#FNanchor_54_54"><span class="label">[54]</span></a> Sanudo V, pag. 137.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_55_55" id="Footnote_55_55"></a><a href="#FNanchor_55_55"><span class="label">[55]</span></a> Sanudo VII, pag. 407.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_56_56" id="Footnote_56_56"></a><a href="#FNanchor_56_56"><span class="label">[56]</span></a> Sanudo VII, pag. 168-173.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_57_57" id="Footnote_57_57"></a><a href="#FNanchor_57_57"><span class="label">[57]</span></a> Persiana, da <i>agem</i>, nome col quale gli arabi indicano le terre ad +essi straniere, ed in particolare la Persia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_58_58" id="Footnote_58_58"></a><a href="#FNanchor_58_58"><span class="label">[58]</span></a> Vol. VII, pag. 194.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_59_59" id="Footnote_59_59"></a><a href="#FNanchor_59_59"><span class="label">[59]</span></a> Paolo Giovio, Hist. di Venezia, lib. XIII.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_60_60" id="Footnote_60_60"></a><a href="#FNanchor_60_60"><span class="label">[60]</span></a> Sanudo VII, pag. 425.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_61_61" id="Footnote_61_61"></a><a href="#FNanchor_61_61"><span class="label">[61]</span></a> Sanudo VII, pag. 508.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_62_62" id="Footnote_62_62"></a><a href="#FNanchor_62_62"><span class="label">[62]</span></a> Sanudo VIII, pag. 182.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_63_63" id="Footnote_63_63"></a><a href="#FNanchor_63_63"><span class="label">[63]</span></a> P. Giovio, Hist. cit., pag. 321.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_64_64" id="Footnote_64_64"></a><a href="#FNanchor_64_64"><span class="label">[64]</span></a> Nel settembre 1509. Sanudo IX, pag. 135.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_65_65" id="Footnote_65_65"></a><a href="#FNanchor_65_65"><span class="label">[65]</span></a> Il 21 giugno 1511.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_66_66" id="Footnote_66_66"></a><a href="#FNanchor_66_66"><span class="label">[66]</span></a> Secreta XLIV, pag. 31. Archivio veneto generale.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_67_67" id="Footnote_67_67"></a><a href="#FNanchor_67_67"><span class="label">[67]</span></a> Secreta XLIV, pag. 73. Arch. ven. gen.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_68_68" id="Footnote_68_68"></a><a href="#FNanchor_68_68"><span class="label">[68]</span></a> Vol. XV.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_69_69" id="Footnote_69_69"></a><a href="#FNanchor_69_69"><span class="label">[69]</span></a> Ib.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_70_70" id="Footnote_70_70"></a><a href="#FNanchor_70_70"><span class="label">[70]</span></a> Morana, Relazione del commercio di Aleppo. Venezia 1799.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_71_71" id="Footnote_71_71"></a><a href="#FNanchor_71_71"><span class="label">[71]</span></a> Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato nel secolo XVI, edite +in Firenze da Eugenio Albèri. Serie III, vol. I, pag. 24.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_72_72" id="Footnote_72_72"></a><a href="#FNanchor_72_72"><span class="label">[72]</span></a> Albèri, Relazioni venete cit., serie III, vol. I, pag. 85.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_73_73" id="Footnote_73_73"></a><a href="#FNanchor_73_73"><span class="label">[73]</span></a> Serie III, vol. I, pag. 193. Questa relazione porta, in una copia esistente +nell'Archivio generale del regno a Torino, il nome di Daniele +Barbaro; e nei codici Foscarini a Vienna il titolo: Relatione del Sophi +re di Persia, di Armenia, di Assiria e di Media, cogli altri Stati suoi, et +successi della guerra col Turco.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_74_74" id="Footnote_74_74"></a><a href="#FNanchor_74_74"><span class="label">[74]</span></a> Albèri, Relazioni venete cit. Serie III, vol. I, pag. 166.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_75_75" id="Footnote_75_75"></a><a href="#FNanchor_75_75"><span class="label">[75]</span></a> Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. III, pag. 138.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_76_76" id="Footnote_76_76"></a><a href="#FNanchor_76_76"><span class="label">[76]</span></a> Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. I, pag. 278.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_77_77" id="Footnote_77_77"></a><a href="#FNanchor_77_77"><span class="label">[77]</span></a> Nell'anno 1573. Albèri, relazioni cit. Serie III, vol I, pag. 338.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_78_78" id="Footnote_78_78"></a><a href="#FNanchor_78_78"><span class="label">[78]</span></a> Inedito e tratto dal codice 1762 dell'arch. Cicogna.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_79_79" id="Footnote_79_79"></a><a href="#FNanchor_79_79"><span class="label">[79]</span></a> Esp. Princ. Registri anni 1580-83. Arch. secreto del Collegio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_80_80" id="Footnote_80_80"></a><a href="#FNanchor_80_80"><span class="label">[80]</span></a> Raccolta Svajer, n. 878.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_81_81" id="Footnote_81_81"></a><a href="#FNanchor_81_81"><span class="label">[81]</span></a> Cod. MDCCLXII.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_82_82" id="Footnote_82_82"></a><a href="#FNanchor_82_82"><span class="label">[82]</span></a> Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_83_83" id="Footnote_83_83"></a><a href="#FNanchor_83_83"><span class="label">[83]</span></a> Relazioni consolari inedite, presso di me.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_84_84" id="Footnote_84_84"></a><a href="#FNanchor_84_84"><span class="label">[84]</span></a> Albèri, Serie III, vol. II.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_85_85" id="Footnote_85_85"></a><a href="#FNanchor_85_85"><span class="label">[85]</span></a> Albèri, ibid.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_86_86" id="Footnote_86_86"></a><a href="#FNanchor_86_86"><span class="label">[86]</span></a> Relazione inedita presentata in senato il 16 febbraio 1596.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_87_87" id="Footnote_87_87"></a><a href="#FNanchor_87_87"><span class="label">[87]</span></a> <i>Libro cerimoniali</i>. Arch. gen.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_88_88" id="Footnote_88_88"></a><a href="#FNanchor_88_88"><span class="label">[88]</span></a> Cerimoniali cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_89_89" id="Footnote_89_89"></a><a href="#FNanchor_89_89"><span class="label">[89]</span></a> Il traffico in Persia non pregiudicava alla nobiltà o alla condizione +elevata delle persone. Lo stesso re aveva agenti che mercatavano nei +paesi lontani per suo conto, ancorchè investiti di distinto carattere pubblico. +Mss. Donà.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_90_90" id="Footnote_90_90"></a><a href="#FNanchor_90_90"><span class="label">[90]</span></a> Esp. Collegio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_91_91" id="Footnote_91_91"></a><a href="#FNanchor_91_91"><span class="label">[91]</span></a> Conforme all'usanza persiana.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_92_92" id="Footnote_92_92"></a><a href="#FNanchor_92_92"><span class="label">[92]</span></a> Iscrizioni venete del Cicogna, vol. V, pag. 645.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_93_93" id="Footnote_93_93"></a><a href="#FNanchor_93_93"><span class="label">[93]</span></a> Commemoriale XXVI.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_94_94" id="Footnote_94_94"></a><a href="#FNanchor_94_94"><span class="label">[94]</span></a> Ricevuta 9 marzo 1603 dalla fabbriceria di S. Marco, in atti Guglielmo +di Mapheis, notaio dei procuratori de supra. Il tappeto tuttora si conserva +nella sacristia di S. Marco, ma in cattivo stato.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_95_95" id="Footnote_95_95"></a><a href="#FNanchor_95_95"><span class="label">[95]</span></a> Commemoriale XXVI, pag. 159.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_96_96" id="Footnote_96_96"></a><a href="#FNanchor_96_96"><span class="label">[96]</span></a> Deliberazione del Senato, 22 settembre 1603.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_97_97" id="Footnote_97_97"></a><a href="#FNanchor_97_97"><span class="label">[97]</span></a> Deliberazione del Senato, 22 agosto 1603, particolarmente sull'uscita +dei 114 zacchi che egli avea comperati.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_98_98" id="Footnote_98_98"></a><a href="#FNanchor_98_98"><span class="label">[98]</span></a> Vedi la Tavola qui riportata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_99_99" id="Footnote_99_99"></a><a href="#FNanchor_99_99"><span class="label">[99]</span></a> Trattato 7 marzo 1605, presentato dall'ambasciatore Mocenigo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_100_100" id="Footnote_100_100"></a><a href="#FNanchor_100_100"><span class="label">[100]</span></a> Vedi il fac-simile qui posto, ed il <a href="#DOC_XXXIX">documento XXXIX</a>, che ne è la +traduzione.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_101_101" id="Footnote_101_101"></a><a href="#FNanchor_101_101"><span class="label">[101]</span></a> Filza, Atti Turcheschi, Miscell. A. G.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_102_102" id="Footnote_102_102"></a><a href="#FNanchor_102_102"><span class="label">[102]</span></a> I quattro tappeti si conservano tuttora, ma in +cattivo stato, nella chiesa di S. Marco.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_103_103" id="Footnote_103_103"></a><a href="#FNanchor_103_103"><span class="label">[103]</span></a> Delib. Senato, 2 decembre 1645.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_104_104" id="Footnote_104_104"></a><a href="#FNanchor_104_104"><span class="label">[104]</span></a> Esp. Princ.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_105_105" id="Footnote_105_105"></a><a href="#FNanchor_105_105"><span class="label">[105]</span></a> Delib. Senato, 22 e 28 luglio 1673.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_106_106" id="Footnote_106_106"></a><a href="#FNanchor_106_106"><span class="label">[106]</span></a> Vedi la tavola al <a href="#sigillo">frontispizio</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_107_107" id="Footnote_107_107"></a><a href="#FNanchor_107_107"><span class="label">[107]</span></a> Per curiosità ecco un saggio dei titoli usati dal re di Persia verso +il Pontefice nel 1658: +</p><p> +« Luna del cielo, del dominio della gloria, della equità, della potenza, +della magnificenza, della perfezione e della liberalità papa Clemente, +sostenimento convenevolissimo, trono della fortezza d'animo e della fortuna, +di sublime maestà come Alessandro, magnanimo come Dario, +splendido come Gemsid, d'intelletto perspicace come Feriddum, di +ingegno sublime come il re Chiaus, signore della giustizia come Nisservan, +di prudenza singolare e di costumi rarissimi, intelligente +come Aristotile, di mente pura come Platone, firmamento degli +astri, via e corso dei medesimi, diadema del sole, luna corrente, lucido +orione, Giove felice, stabile Saturno, compendio d'ogni ornamento, +di animo esemplare, di modestia segnalatissima, portatore dello stendardo +dei beneficii liberali, possessore di autorità reale e di tutte le +perfezioni, onorato e riverito dai principi cristiani, rifugio di coloro +che credono in Gesù, magnificentissimo come Osdroe, corona della maestà +re augustissimo e potentissimo, di sublime grandezza d'animo, tesoro +delle glorie immense, splendore del sole fiammeggiante ed aurora del +mondo, che i fini de' tuoi desiderii siano conformi al tuo volere e siano +sotto la protezione di chi li concede ». Archivio Cicogna.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_108_108" id="Footnote_108_108"></a><a href="#FNanchor_108_108"><span class="label">[108]</span></a> In gran parte pubblicati di recente a Vienna nelle <i>Fontes rerum +austriacarum</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_109_109" id="Footnote_109_109"></a><a href="#FNanchor_109_109"><span class="label">[109]</span></a> Letteratura veneziana.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_110_110" id="Footnote_110_110"></a><a href="#FNanchor_110_110"><span class="label">[110]</span></a> A partibus Tartarorum scilicet a Baldach et Thorisio conducta sunt +mercimonia. Marino Sanuto, <i>Secreta fidelium crucis</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_111_111" id="Footnote_111_111"></a><a href="#FNanchor_111_111"><span class="label">[111]</span></a> Decreto del Senato 16 giugno 1332.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_112_112" id="Footnote_112_112"></a><a href="#FNanchor_112_112"><span class="label">[112]</span></a> Volumi <i>Pacta. Arch. gen. e Fontes cit.</i></p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_113_113" id="Footnote_113_113"></a><a href="#FNanchor_113_113"><span class="label">[113]</span></a> Istrumento di quitanza, nell'archivio gen.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_114_114" id="Footnote_114_114"></a><a href="#FNanchor_114_114"><span class="label">[114]</span></a> Decreto del Senato, 4 febbraio 1329.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_115_115" id="Footnote_115_115"></a><a href="#FNanchor_115_115"><span class="label">[115]</span></a> Gradenigo, Cod. ambasciatori.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_116_116" id="Footnote_116_116"></a><a href="#FNanchor_116_116"><span class="label">[116]</span></a> Minute dell'opera inedita di G. Rossi sul costume veneziano, presso +il cav. Cicogna.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_117_117" id="Footnote_117_117"></a><a href="#FNanchor_117_117"><span class="label">[117]</span></a> V. <a href="#parte_I">Parte I</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_118_118" id="Footnote_118_118"></a><a href="#FNanchor_118_118"><span class="label">[118]</span></a> Decreto 9 maggio 1676.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_119_119" id="Footnote_119_119"></a><a href="#FNanchor_119_119"><span class="label">[119]</span></a> Decreto dei cinque Savii 26 decembre 1641 e 19 gennaio 1672.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_120_120" id="Footnote_120_120"></a><a href="#FNanchor_120_120"><span class="label">[120]</span></a> Decreti del Senato, 7 settembre 1622 e 6 luglio 1646, riconfermati +il 2 gennaio 1648.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_121_121" id="Footnote_121_121"></a><a href="#FNanchor_121_121"><span class="label">[121]</span></a> Libro Tanse.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_122_122" id="Footnote_122_122"></a><a href="#FNanchor_122_122"><span class="label">[122]</span></a> Mirza Ipahan, rifugiatosi nel Belgio, prese il nome di Bois le duc +da cui derivò quello attuale della famiglia Boldù.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_123_123" id="Footnote_123_123"></a><a href="#FNanchor_123_123"><span class="label">[123]</span></a> Relazione inedita del console in Siria, Alessandro Malipiero, 1596; +e relazione d'Aleppo del console Morana 1793.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_124_124" id="Footnote_124_124"></a><a href="#FNanchor_124_124"><span class="label">[124]</span></a> Vedi Parte I, <a href="#Page_49">pag. 49</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_125_125" id="Footnote_125_125"></a><a href="#FNanchor_125_125"><span class="label">[125]</span></a> Deliberazione del Senato, 29 dicembre 1589.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_126_126" id="Footnote_126_126"></a><a href="#FNanchor_126_126"><span class="label">[126]</span></a> Confermata il 24 febbraio 1627.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_127_127" id="Footnote_127_127"></a><a href="#FNanchor_127_127"><span class="label">[127]</span></a> Scritture relative al commercio dei Veneziani, presso il nob. Alberti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_128_128" id="Footnote_128_128"></a><a href="#FNanchor_128_128"><span class="label">[128]</span></a> Da una memoria inedita del cav. Giacomazzi nell'archivio Cicogna, +parrebbe che i Veneziani avessero prestato ai soldani aiuto effettivo collo spedire alcune navi in pezzi ad Alessandria, le quali per terra trasportate +sulle coste del mar Rosso ed ivi allestite, passassero poi nei mari +dell'India. Nel volume II dei preziosi diarii del Sanudo leggesi soltanto, +in data 24 novembre 1503, <i>che el Soldan fa fare al Cairo fuste, le +qual si mandano disfatte in Thor, ove se ficheranno et manderanno +in India, perchè dicono in India quando haveranno viste quele +fuste queli de lì ne sapranno fare anche loro a quel modo, et haverà +marinai assai da quelle bande</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_129_129" id="Footnote_129_129"></a><a href="#FNanchor_129_129"><span class="label">[129]</span></a> Diarii Sanudo, vol. II, p. 744.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_130_130" id="Footnote_130_130"></a><a href="#FNanchor_130_130"><span class="label">[130]</span></a> Diarii Sanudo, vol. III, pag. 149, 1507 31 marzo. Il Tagri-Berdi +andò a Firenze ed ivi pure conchiuse trattato di commercio. Vedi la preziosa +opera del comm. M. Amari, <i>I diplomi arabi dello Archivio fiorentino</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_131_131" id="Footnote_131_131"></a><a href="#FNanchor_131_131"><span class="label">[131]</span></a> Comm. XIX.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_132_132" id="Footnote_132_132"></a><a href="#FNanchor_132_132"><span class="label">[132]</span></a> Legge 19 decembre 1548.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_133_133" id="Footnote_133_133"></a><a href="#FNanchor_133_133"><span class="label">[133]</span></a> Relazione inedita del console Dandolo, 1602.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_134_134" id="Footnote_134_134"></a><a href="#FNanchor_134_134"><span class="label">[134]</span></a> Relaz. Dandolo, cit.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_135_135" id="Footnote_135_135"></a><a href="#FNanchor_135_135"><span class="label">[135]</span></a> Diarii, Vol. XVIII, pag. 340.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_136_136" id="Footnote_136_136"></a><a href="#FNanchor_136_136"><span class="label">[136]</span></a> Relazione del console Sagredo, 1612, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_137_137" id="Footnote_137_137"></a><a href="#FNanchor_137_137"><span class="label">[137]</span></a> 13 febbraio 1592. Arch. Manin.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_138_138" id="Footnote_138_138"></a><a href="#FNanchor_138_138"><span class="label">[138]</span></a> Relazione del console Tommaso Contarini, 1593, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_139_139" id="Footnote_139_139"></a><a href="#FNanchor_139_139"><span class="label">[139]</span></a> Prima relazione di G. F. Sagredo, 1611, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_140_140" id="Footnote_140_140"></a><a href="#FNanchor_140_140"><span class="label">[140]</span></a> Memoria inedita dello storico Francesco Donà.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_141_141" id="Footnote_141_141"></a><a href="#FNanchor_141_141"><span class="label">[141]</span></a> Decreto del senato, aprile 1537.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_142_142" id="Footnote_142_142"></a><a href="#FNanchor_142_142"><span class="label">[142]</span></a> Pubblicato nello Spettatore, Firenze, 1857.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_143_143" id="Footnote_143_143"></a><a href="#FNanchor_143_143"><span class="label">[143]</span></a> Numismatic Chronicle, februarj 1854, London.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_144_144" id="Footnote_144_144"></a><a href="#FNanchor_144_144"><span class="label">[144]</span></a> Zennari, Dell'antico commercio dei Veneziani.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_145_145" id="Footnote_145_145"></a><a href="#FNanchor_145_145"><span class="label">[145]</span></a> Diarii, vol. XV e seg.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_146_146" id="Footnote_146_146"></a><a href="#FNanchor_146_146"><span class="label">[146]</span></a> Morana, Relazione consolare cit., pag. 7.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_147_147" id="Footnote_147_147"></a><a href="#FNanchor_147_147"><span class="label">[147]</span></a> Relazione del console Alessandro Malipiero, 1596, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_148_148" id="Footnote_148_148"></a><a href="#FNanchor_148_148"><span class="label">[148]</span></a> Relazione del console Giorgio Emo, 1599, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_149_149" id="Footnote_149_149"></a><a href="#FNanchor_149_149"><span class="label">[149]</span></a> Relazione del console Girolamo Morosini, 1614, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_150_150" id="Footnote_150_150"></a><a href="#FNanchor_150_150"><span class="label">[150]</span></a> Relazione del console Giuseppe Civran, 1625, inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_151_151" id="Footnote_151_151"></a><a href="#FNanchor_151_151"><span class="label">[151]</span></a> Scrittura dei cinque Savi, 18 aprile 1699.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_152_152" id="Footnote_152_152"></a><a href="#FNanchor_152_152"><span class="label">[152]</span></a> Commercio di Moscovia. Codici Donà.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_153_153" id="Footnote_153_153"></a><a href="#FNanchor_153_153"><span class="label">[153]</span></a> Nel libro Zanetta del M. C. si trova un decreto relativo al console +di Soldadìa dell'anno 1287, mentre l'Olderico confessa che il primo console +genovese fu Paolino Doria nel 1289.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_154_154" id="Footnote_154_154"></a><a href="#FNanchor_154_154"><span class="label">[154]</span></a> Fontes Rerum Austriacarum cit., vol. XIII.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_155_155" id="Footnote_155_155"></a><a href="#FNanchor_155_155"><span class="label">[155]</span></a> Libro Reggimenti. Codice Marciano.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_156_156" id="Footnote_156_156"></a><a href="#FNanchor_156_156"><span class="label">[156]</span></a> Scrittura dei Cinque savi alla mercanzia 28 aprile 1699 — Archivio +Manin. Cod. Svajer DCCXLII.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_157_157" id="Footnote_157_157"></a><a href="#FNanchor_157_157"><span class="label">[157]</span></a> V. Barozzi e Berchet, Relazioni degli ambasciatori veneti del secolo +XVII, Venezia, 1858; Baschet, La Diplomatie venitienne, Paris, 1862.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_158_158" id="Footnote_158_158"></a><a href="#FNanchor_158_158"><span class="label">[158]</span></a> Particolarmente nella collezione dell'Albèri. Firenze, 1844-63, ed in +quella Barozzi e Berchet citate.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_159_159" id="Footnote_159_159"></a><a href="#FNanchor_159_159"><span class="label">[159]</span></a> Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II, pag. 256.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_160_160" id="Footnote_160_160"></a><a href="#FNanchor_160_160"><span class="label">[160]</span></a> Composto di quattro magistrature, cioè: Cinque savi alla mercanzia — Cottimo +di Damasco — Cottimo di Alessandria — Cottimo di Londra.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_161_161" id="Footnote_161_161"></a><a href="#FNanchor_161_161"><span class="label">[161]</span></a> Il Milione, Venezia, 1847, per cura di V. Lazari.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_162_162" id="Footnote_162_162"></a><a href="#FNanchor_162_162"><span class="label">[162]</span></a> Lazari, Marco Polo, p. 224, 414.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_163_163" id="Footnote_163_163"></a><a href="#FNanchor_163_163"><span class="label">[163]</span></a> Foscarini, Della Letteratura veneziana, lib. IV.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_164_164" id="Footnote_164_164"></a><a href="#FNanchor_164_164"><span class="label">[164]</span></a> Ramusio, Delle navigazioni e viaggi, vol. II.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_165_165" id="Footnote_165_165"></a><a href="#FNanchor_165_165"><span class="label">[165]</span></a> Morì a Damasco nel 1425. Capellari, Campidoglio veneto, ms. +della Marciana.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_166_166" id="Footnote_166_166"></a><a href="#FNanchor_166_166"><span class="label">[166]</span></a> Vedi la Parte I e i Documenti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_167_167" id="Footnote_167_167"></a><a href="#FNanchor_167_167"><span class="label">[167]</span></a> Viaggi alla Tana in Persia, ecc.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_168_168" id="Footnote_168_168"></a><a href="#FNanchor_168_168"><span class="label">[168]</span></a> Alberi, Relazioni venete, serie III, vol. II.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_169_169" id="Footnote_169_169"></a><a href="#FNanchor_169_169"><span class="label">[169]</span></a> Ciò si deduce dalle altre due relazioni del Sagredo che si conservano +inedite.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_170_170" id="Footnote_170_170"></a><a href="#FNanchor_170_170"><span class="label">[170]</span></a> Hasan, zio di Uzunhasan, figlio di Karajuluk. — Hammer, storia dell'impero +Osmano. Vol. V, pag. 192. — Genabi, nella biblioteca imperiale +di Vienna, pag. 228.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_171_171" id="Footnote_171_171"></a><a href="#FNanchor_171_171"><span class="label">[171]</span></a> Ebusaid, figlio di Miran shàh, nipote di Timur. Genabi, pag. 228.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_172_172" id="Footnote_172_172"></a><a href="#FNanchor_172_172"><span class="label">[172]</span></a> E fin d'ora.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_173_173" id="Footnote_173_173"></a><a href="#FNanchor_173_173"><span class="label">[173]</span></a> Vedi il <a href="#DOC_XXVII">Doc. precedente</a>.</p></div></div> + +<div class="tnote"> + +<h2>Nota del trascrittore</h2> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali, così come tutte le grafie alternative, sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.</p> + +<p>Le note a piè pagina che fanno riferimento alla sezione Documenti sono state spostate nel corpo del testo per maggior comodità di consultazione.</p> + +<p>Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:</p> + +<ul> +<li> <a href="#tn20">20</a> - passando per Norimberg, Potsdam [Postdam] e la Russia bassa</li> +<li> <a href="#tn30">30</a> - grandi apparecchi che si facevano [favevano] da tutti</li> +<li> <a href="#tn32">32</a> - il giuramento fatto all'ambasciatore [ambaciatore]</li> +<li> <a href="#tn144">144</a> - et siate solicitissimi [solcitissimi] in scriverne</li> +<li> <a href="#tn144a">144</a> - che è segurtà e conservation [convation]</li> +<li> <a href="#tn147">147</a> - partecipation de ogni fortuna [fortuma]</li> +<li> <a href="#tn168">168</a> - sapere, come [come ripetuto] questo re</li> +</ul> +</div> + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La Repubblica di Venezia e la Persia, by +Guglielmo Berchet + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA REPUBBLICA DI VENEZIA *** + +***** This file should be named 34352-h.htm or 34352-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/4/3/5/34352/ + +Produced by Carla, Carlo Traverso, Barbara Magni and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/34352-h/images/cover.jpg b/34352-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..0f29274 --- /dev/null +++ b/34352-h/images/cover.jpg diff --git a/34352-h/images/ill-008.jpg b/34352-h/images/ill-008.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..cf0b054 --- /dev/null +++ b/34352-h/images/ill-008.jpg diff --git a/34352-h/images/ill-022.jpg b/34352-h/images/ill-022.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..60b7303 --- /dev/null +++ b/34352-h/images/ill-022.jpg diff --git a/34352-h/images/ill-047.jpg b/34352-h/images/ill-047.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..d72bc6b --- /dev/null +++ b/34352-h/images/ill-047.jpg diff --git a/34352-h/images/ill-048.jpg b/34352-h/images/ill-048.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..3285c22 --- /dev/null +++ b/34352-h/images/ill-048.jpg diff --git a/34352-h/images/ill-055.jpg b/34352-h/images/ill-055.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..4995f3e --- /dev/null +++ b/34352-h/images/ill-055.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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