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+Project Gutenberg's Garibaldi in toscana nel 1848, by Giovanni Sforza
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: Garibaldi in toscana nel 1848
+
+Author: Giovanni Sforza
+
+Release Date: October 13, 2010 [EBook #34066]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI IN TOSCANA NEL 1848 ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
+
+
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+
+
+
+ BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO
+ pubblicata da T. CASINI e V. FIORINI.--N. 4
+
+
+
+ GARIBALDI IN TOSCANA
+ NEL 1848
+
+ DI
+
+ GIOVANNI SFORZA
+
+
+ ROMA
+ SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI
+ 1897.
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+ DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI
+
+
+_Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della Società
+si ritengono per contraffatti._
+
+ (7931) Roma, Tipografia Enrico Voghera.
+
+
+
+
+I.
+
+
+Garibaldi dopo la giornata di Morazzone (26 agosto 1848) riparò nella
+Svizzera, dove cadde ammalato; poi, verso la metà di settembre, per la
+via di Francia si ridusse a Nizza.
+
+Carlo Gemelli, Commissario del Governo di Sicilia in Toscana, il 20 di
+quello stesso mese scriveva a Vincenzo Fardella marchese di Torrearsa,
+Ministro degli affari esteri in Palermo: «La prevengo che
+volontariamente verranno molti italiani, fra i quali ve ne son
+parecchi valorosi, ma son gente però di opinioni estreme. Sarebbe
+assai utile d'invitare il Garibaldi, che sta in Nizza, uomo atto alla
+guerra che si combatte in questo momento presso di noi[1]». Il
+consiglio trovò ascolto; e di lí a poco, essendo Garibaldi andato a
+Genova, ecco che vi arriva Paolo Fabrizi, e a nome del Governo
+Siciliano lo invita a correre in aiuto dell'isola pericolante. Il
+Generale promise il suo braccio. «Io acconsentiva contento»; lo
+confessa nelle _Memorie_, e soggiunge: «con settantadue de' vecchi e
+nuovi compagni, la maggior parte buoni ufficiali, c'imbarcammo a bordo
+d'un vapore francese a quella volta. Toccammo Livorno: io contavo di
+non sbarcare, ma saputo il nostro arrivo da quel popolo generoso ed
+esaltato, fu forza cambiar di proposito. Sbarcammo[2].»
+
+ [1] GEMELLI C., _Storia delle relazioni diplomatiche tra la Sicilia
+ e la Toscana negli anni 1848-49_. Torino, Franco, 1853, p. 41.
+
+ [2] GARIBALDI G., _Memorie autobiografiche_, Firenze, Barbèra. 1888,
+ p. 208.
+
+Sul soggiorno di Garibaldi in Toscana nel 1848 molto è da dire, anche
+dopo tutto quello che lui stesso ne ha scritto; non sarà dunque
+disutile rifare, colla scorta di nuovi documenti, la storia d'un
+episodio, che è sconosciuto in grandissima parte.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Il Montanelli fin dal 21 d'ottobre aveva ricevuto incarico dal
+Granduca Leopoldo II di formare un nuovo Ministero. Vi era appunto
+intorno, quando, nella mattinata del 25, ebbe da Livorno questo
+telegramma: «È giunto nel porto, sul vapore _Pharamond_, proveniente
+da Genova, il generale Garibaldi. Sembra che vada in Sicilia. Sono
+stati dati gli ordini perché sia ricevuto in modo conveniente a sí
+illustre italiano.»
+
+Il _Corriere Livornese_, diretto allora da Giovanni La Cecilia,
+scriveva: «Alle 8 stamane giungeva l'avviso che il prode generale
+Garibaldi era a bordo del pacchetto a vapore _Pharamond_, giunto da
+Genova. Il sig. La Cecilia disponeva subito che una guardia d'onore
+della nostra milizia cittadina, comandata da un ufficiale, presidiasse
+la dimora dell'illustre italiano. In pari tempo la guardia municipale
+vi mandava un suo distaccamento; e numerosissimo popolo, avendo alla
+testa moltissimi officiali dello stesso corpo, si recava ad
+incontrarlo. La Via Grande e la Piazza decoravansi quasi tutte a
+festa, ed immenso popolo applaudiva all'eroe di Montevideo... Forti e
+generose parole ha detto al popolo il Generale, ed ha salutato, in
+fine, la Costituente italiana. Tutti i cittadini delle diverse classi
+si sono affollati per visitare e conoscere da vicino il nostro
+Garibaldi, che si crede disposto a partire per la Sicilia, e che il
+popolo livornese vorrebbe invece rimanesse ora in Toscana.»
+
+Di questo desiderio del popolo livornese si fecero eco i consiglieri
+Menichetti e Isolani, che, dopo la partenza del Governatore,
+reggevano, per quanto era possibile, la bollente e irrequieta città. E
+lo stesso giorno 25 d'ottobre, alle undici della mattina, cosí
+telegrafavano al Montanelli: «Garibaldi, sebbene diretto per la
+Sicilia, non sarebbe alieno dal prestare i suoi servigi al Governo
+Toscano. Rispondete che cosa ne pensate. Egli partirebbe di qui alle
+quattro pomeridiane, se non vi sono avvisi in contrario». Era già da
+una mezza ora sonato il mezzogiorno e la sospirata risposta non
+veniva. Allora fu telegratato di nuovo al Montanelli: «Occorre che sia
+data sollecitamente qualche risposta al primo dispaccio intorno alla
+presenza del generale Garibaldi». La risposta venne spedita da Firenze
+alle tre, e diceva: «Non essendo ancora costituita la nostra autorità,
+non posso promettere nulla di positivo a Garibaldi. Se può, differisca
+con la sua partenza». Com'era naturale, non piacque punto. Il
+Menichetti bisognò che si recasse sull'atto a Firenze a farsi
+interprete di questo desiderio, che aveva tutta l'aria d'un comando.
+L'Isolani ne avvisò, senza metter tempo in mezzo, il Montanelli.
+«Menichetti», cosí gli diceva, «è partito per Firenze: ha bisogno
+urgente di parlarti: occorre che tu sia reperibile all'arrivo del
+treno». Il popolo d'aspettare non la intendeva per niente, e il povero
+Isolani, tredici minuti dopo, fu obbligato a telegrafargli di nuovo:
+«Il popolo di Livorno vuole a qualunque patto che Garibaldi rimanga al
+servizio della Toscana. Si è riusciti a trattenere la partenza del
+vapore, che lo condurrebbe in Sicilia, fino alle sette. Occorre avere
+subito una risposta decisiva. Il popolo è molto agitato». Lo stesso
+Garibaldi si fece avanti da per sé con questo telegramma al
+Montanelli, scritto alle sette e quindici minuti della sera: «Domando
+se prende Garibaldi al comando delle forze toscane, e opera contro il
+Borbone: sí, o no. GARIBALDI». Il Montanelli alle otto e sei minuti
+replicava non a lui, ma all'Isolani: «Confermo quanto ho già scritto,
+che se Garibaldi può trattenersi, gli daremo risposta appena il
+Ministero della guerra sarà istallato. Ma nel momento non abbiamo
+autorità». Ventitrè minuti dopo telegrafò a Garibaldi stesso,
+dicendogli: «Per rispondervi, bisogna che prima io conosca quali sono
+le forze toscane. Finché il Ministero non è istallato non possiamo dir
+nulla». La missione del Menichetti, come era da aspettarsi, non
+approdò a niente. «Ho esposto il tutto a Montanelli» (telegrafava
+all'Isolani alle nove e trentacinque minuti della sera) «e mi ha dato
+la stessa risposta che ha già inviata a Garibaldi, che cioè non
+possono prendere nessuna misura finché non è costituito il
+Ministero[1].»
+
+ [1] _Documenti del Processo di lesa maestà istruito nel Tribunale di
+ Prima Istanza di Firenze negli anni 1849-1850_, Firenze, Tip. del
+ Carcere alle Murate, 1850, p. 372 e segg.
+
+Il giorno dopo, il _Corriere Livornese_ dava i seguenti ragguagli:
+«Garibaldi è rimasto fra noi, perché il cuore e la mente di Garibaldi
+hanno compreso il popolo toscano e il valore dell'inaugurata
+Costituente italiana. Garibaldi non è rimasto insensibile alle
+dimostrazioni de' livornesi. Egli è rimasto, sperando cosí di essere
+piú utile alla Sicilia in particolare ed alla causa italiana. Noi
+desideriamo che egli venga preposto immediatamente al comando supremo
+delle nostre truppe, per ricondurle alla disciplina e all'amore della
+patria, che sempre dovrebbero sentire».
+
+Con ingenua schiettezza Garibaldi confessa nelle sue _Memorie_ d'aver
+commesso uno sbaglio nello scendere a terra e restare in Toscana. «Io
+piegai, forse indebitamente», (son parole di lui) «alle sollecitazioni
+di quella popolazione, la quale frenetica pensò che noi ci
+allontanavamo torse troppo dal campo di azione principale. Mi si
+promise che in Toscana si formerebbe una forte colonna, e che,
+accresciuta di volontari cammin facendo, si poteva per terra marciare
+sullo Stato Napoletano, e coadiuvare cosí piú efficacemente alla causa
+italiana e alla Sicilia. Mi conformai a tali proposte, ma mi avvidi
+ben presto dello sbaglio. Si telegrafò a Firenze, e le risposte circa
+i progetti menzionati erano evasive. Non si contrariava apertamente il
+voto emesso dal popolo livornese, perché se ne avea timore, ma da chi
+capiva qualche cosa si poteva dedurne il dispiacere del Governo.
+Comunque fosse, era la fermata decisa, e partito il vapore[1]».
+
+ [1] GARIBALDI, Op. cit. p. 208.
+
+Garibaldi, risoluto che ebbe di fermarsi, andò a stare in casa di
+Carlo Notary, dove già aveva preso stanza la moglie Anita; «ed era
+giusto», soggiunge il _Corriere Livornese_, «che Carlo Notary, da
+tanti anni propugnatore delle nostre libertà, che negli ultimi
+avvenimenti dette le piú chiare prove della sua devozione sincera al
+bene della nostra città, ospitasse Garibaldi, uno dei piú puri e
+valenti italiani.»
+
+
+
+
+III.
+
+
+Anche il giorno 26 ricominciò la solita storia dei telegrammi. Ecco
+quello che fece l'Isolani al Montanelli: «Garibaldi ha differito per
+ora la sua partenza per la Sicilia, attendendo istruzioni dal Governo.
+Ieri sera sono scesi a terra gli uomini della sua legione e hanno
+preso alloggiamento in città. Ho dato ordine perché sia provveduto
+alla loro sussistenza»[1]. Il Montanelli fece orecchi da mercante; ma,
+tempestato dal Notary, perdette la pazienza, e replicò: «Ho già
+risposto a Garibaldi. Lasciateci un poco in pace. Lavoriamo il
+programma[2], che quantunque breve, richiede discrezione e
+meditazione». Poi, pentitosi d'aver parlato cosí, sedici minuti dopo
+indorava la pillola con questo nuovo telegramma: «A noi piace molto il
+prode italiano, e hai fatto bene a trattenerlo. Ma ancora non sono
+venuti i decreti[3], per causa di quelle solite formalità, e non
+possiamo prendere alcuna determinazione.»
+
+ [1] Il _Corriere Livornese_ cosí racconta lo sbarco de' garibaldini:
+ «I militi di Garibaldi (circa settanta) sbarcavano circa le undici
+ pomeridiane, ed erano provveduti immediatamente di alloggio e di
+ quanto loro bisognava».
+
+ [2] Il programma politico del nuovo Ministero, che fu letto alle
+ Camere il 28 d'ottobre.
+
+ [3] I decreti di nomina de' nuovi Ministri vennero sottoscritti dal
+ Granduca il 27 d'ottobre e pubblicati lo stesso giorno nella
+ _Gazzetta di Firenze_, n. 267.
+
+Per due giorni fu lasciato in pace; ma il 30 siamo alle solite, e chi
+torna a insistere è il Notary. Questa volta fa capo al Guerrazzi, a
+cui telegrafa: «Ieri sera (29), con la scusa degli Elbani[1],
+spiacevoli fatti; sortita della truppa a fraternizzare; qualche
+cristallo rotto. Questo è tutto il danno reale, ma il danno morale è
+maggiore. Io ero al teatro con Garibaldi; non potei reprimere. Grandi
+ovazioni a Garibaldi. Subito che si può, vi prego pensare per lui.
+Dite se lo volete costà.»
+
+ [1] Il giorno 27 era arrivato da Portoferraio il vapore _Il Giglio_
+ con una deputazione di centoventi elbani, venuti a fraternizzare
+ co' livornesi.
+
+Di lí a poco ecco che capita a Garibaldi una staffetta da Genova, che
+gli reca queste notizie: «Pepe uscí di Venezia, batté gli Austriaci,
+riprese Mestre, 400 prigionieri e 4 cannoni. Per tutta Venezia si
+suona a stormo. I nostri sulle vie di Treviso. La Valtellina e tutta
+la Lombardia insorta». Che il Pepe avesse fatto una sortita da
+Venezia, e con lieta fortuna, era vero; il resto, in grandissima
+parte, fandonie. Ma in quei giorni chi piú le sballava grosse, piú
+trovava fede. Infatti, per darne qualche esempio, Piero Gironi
+scriveva da Lugano il 29 ottobre al Notary: «Insurrezione in
+Valtellina bene sviluppata. Vi sono molte colonne che marciano su
+Bergamo. Queste notizie sono ufficiali. Questa sera entriamo in Italia
+con D'Apice, che si metterà alla testa dell'insurrezione. Se di costà
+ci aiutate con un diversivo sopra Modena, noi potremo essere a Milano
+sabato o domenica»; e il giornale _La Concordia_ di Torino stampava:
+«Garibaldi è partito precipitosamente da Livorno per accorrere alla
+testa degli insorti. Egli saprà certamente ripetere le lezioni di
+Luino! Il solo suo nome basta a mettere la confusione fra i cagnotti
+di Haynau; che farà poi la sua presenza, ora che è sostenuto anche
+dagli abitanti?».
+
+Garibaldi non si mosse. Per un istante, peraltro, vagheggiò il
+pensiero di valicare l'Apennino. Si ritrae da un telegramma del La
+Cecilia al Montanelli, fatto lo stesso di 30, che dice: «Garibaldi
+parte domani per Lombardia. Occorrono domani vesti e armi per il primo
+corpo di volontari che parte per Lombardia». Il Notary, alla sua
+volta, ne avvisava il Guerrazzi: «Garibaldi vuol partire col primo
+treno per la via di Parma. Istruzioni subito. In Genova sono a sua
+disposizione denari e uomini, che lo raggiungeranno per terra».
+Silenzio assoluto da parte del Montanelli e del Guerrazzi per tutta la
+giornata: in quella seguente, non al La Cecilia, ma all'Isolani, il
+Montanelli telegrafava: «Farai sapere che domani» (primo di novembre)
+«nel Consiglio ci occuperemo dei provvedimenti richiesti per cooperare
+alla guerra d'indipendenza. Dio voglia che le notizie della Lombardia
+siano vere». L'Isolani, non sapendo come uscirne, ricorse al
+Guerrazzi. «Gli uomini di Garibaldi», son sue parole, «chiedono di
+essere armati ed equipaggiati a spese dello Stato, per marciare in
+Lombardia. Qual'è la volontà del Governo?» La risposta venne lo stesso
+giorno; e fu mandata a voce, col mezzo di Silvio Giannini; ma non
+riuscí gradita, come si ricava da questo arrogante dispaccio del
+Notary al Guerrazzi: «Male, malissimo è il mandare ambasciate per
+mezzo di terzo. Giannini dice che D'Ayala non vuole Garibaldi, perché
+ha già sei generali: ma buoni a che? Garibaldi poteva essere in
+Palermo. Il vóto pubblico lo volle e lo vorrebbe qui; voi non volete:
+poco importa. Vedrete le conseguenze. Capita occasione per mandarlo
+via, senza strepito, con poche armi, poche cose; se ne sorte; e si
+negano.--Comincia a brontolarsi.--Pensiamo bene, e non parliamo a
+tutti.»
+
+Venne deciso che in quello stesso giorno Garibaldi sarebbe andato a
+Firenze per trattare a voce col Ministero; ma sul piú bello capita a
+Livorno il Castellani, incaricato d'affari di Venezia. E Garibaldi,
+muta a un tratto proposito, e comincia a vagheggiare il pensiero
+d'offrire la sua spada alla Regina dell'Adriatico. Il Notary, piú che
+mai indispettito, ne avvisa il Guerrazzi. «L'arrivo qui del
+Castellani», telegrafa, «sospende la gita costí di Garibaldi. Questa
+sera, vedrete che ci sarà scamottato. Saremo, o no, criticati»? Il
+giorno appresso, primo di novembre, il Guerrazzi risponde: «Si
+concedono le cose che domanda il generale Garibaldi». Questo dispaccio
+s'incrocia con quello del Petracchi, capo popolo livornese che
+annunzia: «Il Garibaldi parte domani per Firenze insieme alla sua
+colonna di ottanta individui circa ». Perduta ogni speranza di esser
+preso al servizio della Toscana, s'era finalmente deciso d'andare a
+Venezia, con piacere grandissimo del Ministero democratico, che visto
+che partiva davvero, cominciò a fargli ponti d'oro. Infatti il
+Presidente del Consiglio gli mandava a dire: «Non vi saranno
+difficoltà a concedere ciò che si richiede. Vorremmo sapere
+l'itinerario. Potrebbe la colonna dividersi nel viaggio, per poi
+riunirsi sulla frontiera. Rispondete». Garibaldi replicava subito: «La
+legione è di 85 uomini. Fino a Firenze verranno riuniti. Costi farò
+ciò che crederete per la via di Bologna. Grazie per le concessioni». A
+Mariano D'Ayala, Ministro della guerra, taceva le sue domande con
+questo foglio, tutto di sua mano:
+
+_Autorizzazione di arruolare individui per la colonna Garibaldi._
+
+_300 capoti._
+
+_300 paia di scarpe._
+
+_250 fucili con baionetta e corredi._
+
+_20 spade o squadroni per ufficiali con cinturoni._
+
+_Il sussidio dei mezzi che piacerà al sig. Ministro per poter arrivare
+sino a Bologna._
+
+_3 cavalli con una sella._
+
+_Se il governo toscano desiderasse che questa colonna fosse annessa
+all'esercito Toscano, sussidiariamente potrebbe allora dare i suoi
+ordini a proposito, al capo della forza ed alle autorità locali, ove
+detta colonna potrebbe transitare._
+
+_3 carri per il trasporto delle munizioni e bagagli._
+
+_Una guida per la marcia._
+
+_Ordini al capo della frontiera cogli Stati Sardi di di ausiliare a
+una compagnia mantovana ed altri individui venuti da Genova [1] acciò
+possano incorporarsi alla colonna sulla strada di Bologna._
+
+ [1] Erano i resti del battaglione degli studenti di Mantova, che
+ ascendevano a circa quattrocento. Ne faceva parte anche Nino
+ Bixio, che in un suo taccuino, avuto in dono da Goffredo Mameli,
+ cosí ne descrive l'itinerario:
+
+ _Partito da Genova con un avanzo della Legione Mantovana il 3
+ novembre 1848._
+
+ _A Pontremoli il 5 novembre._
+
+ _Da Pontremoli il 10 idem._
+
+ _A Firenze il 15 idem._
+
+ _Da Firenze il 16 idem._
+
+ _A Ravenna il 21 idem, dove raggiungiamo la legione Garibaldi._
+
+ Cfr. GUERZONI G., _La vita di Nino Bixio_, Firenze, Barbèra, 1875,
+ pag. 70.
+
+_1000 pacchi cartatucci da fucile._
+
+_Del resto si starà alla generosità del cittadino Ministro ed ai suoi
+ordini in tutto ciò che riguarda la presente richiesta[1]._
+
+ [1] Cfr. _Memorie di Mariano D'Ayala e del suo tempo (1808-1877)
+ scritte dal figlio MICHELANGELO_, Roma, Bocca, 1886, pag. 169.
+
+Lo stesso giorno, a Giovanni Vecchi, medico chirurgo di Casteggio, che
+per lettera gli manifestava il desiderio d'accompagnarlo, Garibaldi
+rispondeva: «Noi non potremmo passare da Casteggio, ma dirigendosi per
+Firenze noi prenderemo il cammino della Lombardia, o del Veneto[2].»
+
+ [2] GARIBALDI G., _Epistolario_, Milano, Brigola, 1885; I, 22.
+
+Come Dio volle, il 3 novembre lasciò Livorno. «Il nostro soggiorno in
+Livorno fu breve»; cosí ne parla nelle _Memorie_: «si ricevettero
+alcuni fucili, ottenuti piú dalla buona volontà di Petracchi, capo
+popolano, e dagli altri amici, che da quella del Governo. L'aumento di
+numero della nostra forza era insignificante. Si disse di marciare a
+Firenze, dove si farebbe di piú; ma fu peggio.»
+
+La stessa mattina de' 3 l'Isolani telegrafava al Guerrazzi: «Col
+secondo treno è partito per Firenze Garibaldi con i suoi uomini.
+Sommano a novanta. Sono armati. Petracchi ha consegnato loro i
+fucili». Il Notary, parecchie ore dopo, inviava questo telegramma al
+Montanelli: «Garibaldi pranza da te. Avvertilo che la sua consorte è
+partita con l'ultimo treno. Col treno stesso vi sono dei fucili e
+munizioni. Che Garibaldi, o Bardi, pensino a ritirarli. Salute».
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Il giornale fiorentino _L'Alba_ cosí ne annunziava l'arrivo: «Stamani,
+a mezzogiorno, è arrivato a Firenze [1] il generale Garibaldi con
+ottantaquattro uomini che lo seguono. È stato incontrato alla stazione
+della via ferrata Leopolda da eletta schiera di cittadini, da bandiere
+e dalla banda militare, che per via Borgognissanti lo hanno
+accompagnato alla casa De Gregori, in piazza S. Maria Novella,
+destinatagli per abitazione. Lungo il cammino la folla era immensa e
+plaudente; gli applausi sono divenuti piú fragorosi ed unanimi sulla
+piazza. Il Garibaldi si è fatto al terrazzo e ha pronunziato
+all'incirca le seguenti parole: _Immensa è la gratitudine che io sento
+per voi, o Toscani. Né essa nasce oggi, ma rimonta a epoca piú
+lontana, all'epoca in cui il popolo toscano fu il primo a onorare quel
+poco che avevo fatto per l'America[2]. Io credo però che la simpatia
+che mi dimostrate, più che all'individuo, sia al principio che intendo
+sostenere sui campi italiani, e in questo senso io vi debbo una
+maggior gratitudine. Il popolo toscano, senza far torto agli altri, è
+colto e gentile; ad esso spetta perciò maggiormente a dimostrare
+quanto gli_ _stia a cuore e quanti sacrifici meriti la nostra patria.
+La vostra simpatia mi è cara, perché diretta alla causa italiana, per
+la quale ho combattuto. Sono persuaso che voi, Toscani, il piú
+intelligente e gentile dei popoli italiani, saprete nel tempo stesso
+esser quello che piú senta la vergogna della nostra posizione attuale.
+E non dubito che vorrete difendere fino all'ultimo istante quella
+causa per la quale tutti dobbiamo sacrificare le sostanze e la vita._
+Nuovi applausi. Il sig. Niccolini, romano[3], ha dette calde parole
+analoghe alla circostanza, chiudendo: _Viva Garibaldi, viva l'Italia._
+Il Garibaldi si è ritirato: nuovi strepitosi applausi. Garibaldi,
+ritornato solo sul terrazzo, ha detto: _La mia anima è con voi, o
+Toscani; dovunque mi conduca il destino, la mia anima resterà sempre
+con voi e coll'Italia_.»
+
+
+ [1] Appendice N. I.
+
+ [2] Fino dal 1846 Cesare De Laugier, il condottiero futuro de'
+ Toscani alla guerra dell'indipendenza, co' torchi del Fumagalli
+ aveva stampato a Firenze i Documenti intorno a _Garibaldi e la
+ legione italiana a Montevideo_; e in Toscana, per opera sopratutto
+ di Carlo Fenzi e di E. Cesare Della Ripa, era stata aperta la
+ sottoscrizione per offrire una spada d'onore al prode soldato. La
+ eseguí con molta bravura Francesco Vagneti, e può vedersene il
+ disegno nel _Mondo illustrato_ di Torino (ann. II, N. 19, sabato
+ 13 maggio 1848), insieme con la descrizione che ne fece Luigi
+ Cicconi, intitolata: _Spada destinata in dono a Giuseppe
+ Garibaldi_. Anche lo stesso autore, il Vagneti, ne fece una
+ descrizione: cfr. _La spada che l'Italia destina al general
+ Garibaldi_, nella _Rivista di Firenze_, N. 64, del 21 giugno 1848.
+ Garibaldi fin da quando era in America vagheggiava di ridursi in
+ Toscana, e di pigliarvi servizio co' suoi compagni d'arme. Si
+ rileva da questa lettera del Console di Montevideo a Genova,
+ scritta il 5 marzo del '48: «L'altro «giorno giunse a Genova la
+ moglie del generale Giuseppe Garibaldi con i suoi tre figli. Il
+ Garibaldi a quest'ora ha lasciato Montevideo per venire in Italia
+ con una parte della sua legione. Qui si fece una dimostrazione
+ alla sua moglie appena giunse, e le venne presentata una bandiera
+ tricolore, che accettò piangendo e gridando: _viva l'Italia e
+ gl'italiani_. Domani l'altro essa partirà per Nizza, e arrivato
+ che sia il marito, verranno a stabilirsi in Toscana, dove
+ Garibaldi ha intenzione di prendere servizio insieme colla sua
+ legione». Cfr. _Rivista di Firenze_, supplemento al N. 19 dell'8
+ marzo '48.
+
+ [1] Costui, che ebbe tanta e cosí brutta parte ne' rivolgimenti
+ toscani del 1848 e '49, nel seguente modo parlava di sé in un
+ foglio volante a stampa, ora introvabile: «Toscani. Io mi presento
+ a voi e vi chieggo il vostro suffragio, sia per la Costituente,
+ sia per la Legislativa: e perché possiate darlo in conoscenza di
+ causa, vi dirò poche e semplici parole della mia vita e della mia
+ fede politica. Uno dei piú ardenti rivoluzionari del '31,
+ imprigionato appena fu spenta la rivoluzione, fui messo in libertà
+ per l'amnistia del giugno; rimprigionato di nuovo, fui reso alla
+ libertà nella venuta delle truppe francesi in Ancona. Là e con gli
+ scritti e colla parola propugnai la causa della libertà, e per
+ quanto fu in me cercai di suscitare nel popolo odio per la
+ dominazione straniera e per quella del potere temporale dei papi.
+ Miei furono tutti i proclami rivoluzionari usciti in quel tempo
+ alla luce. Arrestato dallo stesso generale Cubiers nella
+ stamperia, mentre correggeva le prove della risposta alla bolla di
+ scomunica che Gregorio aveva lanciata contro quella città, fui
+ costretto ad esulare. In compagnia di quel santo martire
+ Ricciotti, transitai per Firenze, da cui venimmo espulsi in tre
+ ore, e non giungemmo a Livorno che per essere posti in fortezza;
+ tale era l'ospitalità di colui di Lorena! Giunto a Parigi,
+ protestai pubblicamente contro la condotta dei Francesi in Ancona.
+ Quel grande di Lafayette lesse la mia protesta alle Camere, e mi
+ scrisse lettera, che preziosamente conservo, encomiando la mia
+ condotta in Ancona ed in Francia. Membro della Società dei Veri
+ Italiani, presieduta dal tanto celebre Buonarruoti, quindi
+ vicepresidente, fui uno dei redattori della Costituzione da
+ presentarsi all'Italia il dí della rivoluzione, le cui basi erano
+ l'unità e la repubblica, la cui capitale era Roma. Questa
+ costituzione, scritta tutta di mio pugno, fu litografata, e ne
+ conservo una copia. Fino d'allora adunque era repubblicano
+ unitario. Durante i sedici anni di esilio, sia in Francia, sia a
+ Londra nella Società Democratica, di cui fui anche presidente,
+ combattei sempre per la santa causa del popolo. Tornato in Italia,
+ mi fissai a Roma. La stampa non essendo ancor libera, con iscritti
+ clandestini mi detti a minare il Governo dei preti e il potere dei
+ gesuiti; e perché in Roma difficilmente si trovavano stampatori,
+ in Livorno mandava i miei manoscritti, e di là mi tornavan
+ stampati. Uno dei fondatori del Circolo del Popolo in Roma, di cui
+ compilai gli statuti, andava giornalmente facendo proseliti alla
+ causa della libertà e minava sempre più il potere clericale. Ma
+ questo, al solito, mi chiuse la bocca; imprigionato, fui cacciato
+ di Roma, benché cittadino romano, e rilegato a Bologna. Non vi era
+ ancor giunto, che si proclamò la guerra. Chiamati tutti i miei
+ amici alle armi, corsi verso Bologna; e là impaziente degli indugi
+ che Pio IX poneva al passaggio del Po, precipitai la partenza e
+ con cinque compagnie accorsi a Venezia. Incaricato di molte e
+ interessantissime missioni; officiale di stato maggiore, combattei
+ come soldato a Cornuda, a Treviso, a Primolano; e conservo lieve,
+ ma gloriosa vestigie di quel combattimento. Le nostre cose andate
+ in ruina, venni in Toscana; e sarà inutile il dire il poco che
+ potei fare, perché da tutti è conosciuto. Il popolo mi vide sempre
+ fra le sue file e alla testa quando si trattò di ridomandare o di
+ far riconoscere i suoi diritti non solo, ma anche quando pochi
+ scellerati Io volean trascinare ad azioni che potean disonorarlo.
+ Tale io mi fui. Io vi chieggo con confidenza il vostro suffragio,
+ perché ho la coscienza che non tradirò le vostre speranze, se voi
+ volete eleggere uno che sia repubblicano unitario. Se metterete il
+ mio nome nella scheda vi prego ad aggiungervi: _Niccolini di
+ Roma_. Firenze, li 5 marzo 1849. G. B. NICCOLINI di Roma».
+
+In que' giorni era capitato a Firenze Carlo Luciano Bonaparte principe
+di Canino, che, dopo aver messo il maggiore scompiglio in Roma, veniva
+ad aumentarlo in Toscana; vi erano pure capitati i due Romeo, Gio.
+Andrea e Pietro Aristeo, i quali avevano diretto l'insurrezione delle
+Calabrie; e dietro loro e con loro gente d'ogni paese e condizione. La
+sera de' 5, per festeggiare Garibaldi, fu tenuta una straordinaria
+adunanza del Circolo del Popolo [1]; «uno fra i Circoli che in Firenze
+esercitavano la influenza maggiore e la piú notevole», e che «nato
+nella sala di una quieta e remota contrada della riva sinistra
+dell'Arno, divenne ben presto cosí numeroso, e di tanto concorso di
+uditori affollato, che v'ebbe la necessità di trasferirne la sede in
+un locale assai piú spazioso, e fu trasferita nel Teatro Leopoldo»[2].
+Di questo Circolo era stato anima il Guerrazzi; poi, salito che egli
+fu al potere, ne assunse la presidenza Carlo Pigli, uomo, come ben
+disse il Ranalli, «d'ingegno balzano, quanto ingordo di danaro», che
+«parlava sempre, quasi mai a proposito, con voci e gesti e pensieri da
+matto»[3]. Di quella adunanza cosí scrive il Pigli stesso: «Prevedendo
+che il Teatro Leopoldo non sarebbe in questa occasione bastato a
+contenere lo straordinario concorso del popolo, fu chiesto e ottenuto
+il Teatro Goldoni. La sera del 5, poco dopo il tramonto, quel Teatro,
+per quanto vasto, era pieno e incapace di una sola persona di piú.
+Alle ore otto io introduceva nel palco scenico, ov'era il seggio della
+presidenza, il principe di Canino, il generale Garibaldi e i due
+Romeo, ricevuti in mezzo a vivissimi applausi. Presentandoli al
+Circolo, accennai di ciascuno i particolari titoli, e conclusi col
+ceder loro la presidenza»[4]. S'accese quindi una gara tra il Pigli,
+il principe di Canino e il generale Garibaldi a chi le dicesse piú
+grosse[5]. Garibaldi si sbracciava a sostenere che bisognava
+«violentare il Governo ed eccitare il popolo»; e finí esclamando:
+«Oggi mi pare che l'Italia è in una alternativa co' suoi reggitori,
+cioè di rovesciarli, o di trascinarli: non c'è via di mezzo: una delle
+due» Il Pigli prese addirittura a recitare la parte di Robespierre.
+«La terra s'agita», cominciò a gridare: «freme insanguinata, e aspetta
+sangue e poi sangue; e Dio disperda li augurii. Ma, e come sarebbe
+possibile che in un momento tremendo di rivoluzione e di crisi
+l'aspetto della società si cangiasse senza avvenimenti di sangue? A
+guardar bene, o cittadini, si direbbe che la libertà, a somiglianza di
+tutte le potenze del mondo, stabilir non si possa che pel diritto
+della conquista. Infatti si tratta adesso di una quistione interamente
+sociale, e precisamente si tratta dell'ultimo periodo dell'antica
+lotta tra le caste privilegiate, che debbono scendere, e il popolo
+diseredato, che deve salire. Pensate ora quante mai sono le vittime
+condannate a cadere ai piedi dell'altar della patria. Fra queste
+vittime vi è l'aristocrazia delle pergamene, ché da qui innanzi i
+meriti e le distinzioni saranno conferite, non già pel merito degli
+avi, ma pel merito proprio. Fra queste vittime vi è l'aristocrazia del
+danaro, ché da qui innanzi la vera proprietà sarà la proprietà
+personale; e v'è finalmente l'aristocrazia della mediocrità, questa
+immensa famiglia di monocoli e peggio, che innalzata da un potere che
+aveva bisogno di satelliti oscuri, sarà col tempo costretta a
+spogliare le usurpate divise, in faccia a un altro potere, santo e
+irresistibile, la pubblica opinione!»
+
+ [1] Garibaldi era stato eletto per acclamazione socio onorario del
+ Circolo nell'adunanza del 2 novembre, e il vicepresidente G.
+ Chiarini e il segretario T. Menichelli si recarono il giorno
+ appresso dal generale per partecipargli la fatta nomina, che «fu
+ dall'illustre italiano accettata con quella gentilezza che lo
+ distingue».
+
+ [2] PIGLI C., _Risposta all'Apologia di F. D. Guerrazzi_, Arezzo,
+ Borghini, 1852, p. 76.
+
+ [3] RANALLI F., Le Istorie Italiane, Firenze, Le Monnier, 1859, II,
+ 493.
+
+ [4] _Pigli_, Op. cit, p. 81.
+
+ [5] Appendice II.
+
+Senza avvedersene, parlando de' «monocoli e peggio», innalzati «da un
+potere che aveva bisogno di satelliti oscuri», accennava proprio a sè
+stesso: il giorno dopo il Pigli fu nominato Governatore di Livorno![1]
+
+ [1] Appendice III.
+
+
+
+
+V.
+
+
+Del suo soggiorno a Firenze Garibaldi cosí discorre nelle proprie
+_Memorie_. «In Firenze accoglienza magnifica dal popolo, ma
+indifferenza e fame per parte del Governo, e fui obbligato d'impegnare
+alcuni amici per alimentare la gente. Era il Duca nella capitale della
+Toscana. Si diceva però la somma delle cose nelle mani di Guerrazzi.
+Io scrivo la storia, e spero di non offendere il grande italiano, se
+dico il vero. Montanelli, acclamato meritamente dalla generale
+opinione, lo trovai però quale me l'ero immaginato, leale, franco,
+modesto, volente il bene dell'Italia, col cuore fervido d'un martire;
+ma l'antagonismo d'altri neutralizzava qualunque buona determinazione,
+e poco valse perciò la breve permanenza al potere del prode e virtuoso
+soldato di Curtatone». A Mariano D'Ayala, Ministro della guerra, che
+al pari del Guerrazzi non vedeva l'ora che andasse via dalla Toscana,
+l'8 di novembre indirizzò questa lettera: «Cittadino Ministro. Sono a
+pregarlo di avere la bontà ordinare che mi sia rimesso il foglio di
+rota per centocinquanta uomini che penso far partire domattina buonora
+per Calfaggiolo conformandomi con il convenuto con voi, e se poteste
+avere la bontà di farmi rimettere pure cinquanta fucili ve ne sarò
+sommamente grato. Comandate a tutto al vostro G. GARIBALDI»[1].
+
+ [1] D'AYALA, Op. cit., pag. 170.
+
+Lo stesso giorno pigliava commiato dalla cittadinanza con le seguenti
+parole a stampa: «Toscani! Accolto in mezzo a voi con generosa gioia,
+quale conviensi ad uomini valenti, che raccolgono un vero amico, non
+vi parrà ch'io vi aduli, nobili Toscani, quando io vi dico che
+insuperbisco de' vostri plausi, dell'affetto vostro. E ben a ragione
+siete voi que' Toscani che a Curtatone, a Montanara, e sui colli a S.
+Giorgio fatti schivi omai del titolo di gentili che a sí buon dritto
+meritavate, degni vi faceste invece del titolo di strenui e di forti.
+Io vi lascio, per correre ove i destini d'Italia paion chiamarmi: non
+mi divido da voi, né mi separo coll'animo, colle speranze. Trovai a
+Livorno impareggiabili cittadini, grandemente benemeriti del
+risorgimento della nazione italiana; a Firenze un Ministero uguale
+alla grandezza dei tempi, perché degno del popolo e dei destini della
+gran patria comune; in tutta Toscana mi occorre un popolo impaziente
+di lavar quelle macchie, che mani venali e vendute cosparsero sul nome
+italico. Dio resti con voi. Dio ci accompagni. Emuliamo i sublimi
+Viennesi, sdegnosi della tirannide. Se per avventura io dirizzerò i
+miei passi là dove colle armi e col sangue uopo sarà decretare della
+vittoria, non fia mestiere levar la voce per attirarvi su quella via
+ove precederovvi; i prodi san rivenire le orme dei prodi. Confidate, o
+Toscani, nella inconcussa giustizia della causa nostra, e state
+adocchiando l'occasione. Dove si snuderanno i nostri brandi, ben esser
+potrete certi che ivi si agiteranno le sorti della libertà e della
+nostra Italia. Viva Toscana! Viva Italia!»
+
+Lasciato dunque il soggiorno di Firenze, che gli sembrò «inutile e
+tedioso», fermò il proposito di «passare in Romagna», dove «sperava
+far meglio»; tanto piú che dalla Romagna gli sarebbe stato piú facile
+di recarsi a Venezia per la via di Ravenna. S'accinse dunque a passar
+l'Apennino co' suoi. «Sulla strada», lo confessa non senza rammarico,
+«ove dovevamo avere i necessari sussidi per provvedimento del Governo
+Toscano, altro non trovammo che la benevolenza degli abitanti,
+volonterosi, ma insufficienti ai bisogni nostri. Una lettera del
+Governo suddetto ad un Sindaco della frontiera limitava la sussistenza
+ed ordinava lo sgombro agli importuni avventurieri». Era una lettera
+del Ministro dell'interno F. D. Guerrazzi; e quel Gonfaloniere (cosí
+si chiamavano i Sindaci a quel tempo nella Toscana) ebbe la
+dabbenaggine di fargliela leggere, come confessa lo stesso Garibaldi:
+«Io aveva letto la comunicazione di quel Governo al Sindaco, nella
+quale si raccomandava di liberarsi di noi al piú presto». Né questa fu
+la sola lettera poco amorevole verso Garibaldi e i suoi seguaci, che
+uscisse in quei tempi dalla penna del romanziere livornese, diventato
+Ministro. Al R. Delegato della Lunigiana, impaurito de' discorsi
+sovversivi che andava facendo una mano di volontari lombardi, che da
+Pontremoli moveva alla volta di Firenze per raggiungere Garibaldi[1],
+scriveva: «Sono un diluvio di cavallette. Consideriamole come una
+piaga di Egitto, ed operisi con tutti i nervi onde presto passino e
+contaminino meno luoghi che sia possibile» [2].
+
+ [1] La lettera del R. Delegato di Lunigiana, E. Sabatini, al
+ Ministro Guerrazzi è questa:
+
+ «Informai nel decorso giorno (7 novembre '48) l'E. V.
+ che una parte del corpo franco Garibaldi erasi, lasciata Genova,
+ raccolta in questa città (Pontremoli); confermo che
+ dimani (9 novembre) si muove alla volta della capitale. Ora
+ debbo aggiungere all'E. V. che il soggiorno di quei militi
+ nel Granducato può essere cagione d'inquietudini; poiché il
+ tema dei loro discorsi al popolo, con cui cercano di stringere
+ rapporti, si è che la miglior forma di governo è la repubblicana,
+ e che neppure il regime costituzionale è buono,
+ perché i Principi sono traditori e nemici del popolo. Lodano
+ le defezioni delle truppe regolari, predicano il diritto
+ che hanno i soldati di dare giudizi delle persone e degli
+ ordini dei loro capi. Parlano anche male del presente Ministero
+ toscano, perché non ha abrogato il Principato e cacciato
+ il Granduca».
+
+ Questa «parte del corpo franco Garibaldi» era formata
+ degli avanzi, già ricordati, del battaglione degli Studenti
+ mantovani. Garibaldi, nel suo breve soggiorno in Toscana,
+ spinto dal desiderio ardentissimo d'accrescere la propria legione
+ (la quale non ascendeva a «circa cinquecento volontari»,
+ come vuole il Guerzoni, ma ad ottantacinque uomini,
+ come telegrafò il Generale stesso al Montanelli), fece appello
+ alla gioventù, col mezzo de' Circoli. Nella _Gazzetta di
+ Lucca_ de' 6 di novembre si leggeva il seguente invito, che
+ il giornale lucchese non fu il solo a stampare: «_Battaglione
+ della Morte_. Il prode generale Garibaldi è intento a formare
+ un battaglione di scelti e animosi individui italiani, i quali
+ abbiano volontà irremovibile di ottenere la intera indipendenza
+ d'Italia, o morire. I lucchesi, validi e schietti amatori
+ d'Italia, vorranno, speriamo, concorrere a formare questo
+ battaglione, modello per disciplina e valore nella guerra imminente.
+ Il battaglione sarà comandato dal generale Giuseppe
+ Garibaldi, e avrà per cappellano il padre Alessandro
+ Gavazzi. Alle stanze private del Circolo di Lucca, per incarico
+ ricevuto dal detto Generale, sono ostensibili le condizioni
+ per esser messi a far parte di questa eletta di prodi,
+ e il figurino dell'uniforme. Ivi si ricevono pure le soscrizioni».
+ Furono parole al vento!
+
+ [2] GUERRAZZI F.D., _Appendice all'Apologia_, Firenze, Le Monnier,
+ 1852, p. 72.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+Il prode condottiero, disgraziatamente, aveva voce in que' giorni di
+testa calda e avventata; si temeva sopratutto che i sovvertitori, de'
+quali vi era una straordinaria abbondanza, usassero del suo nome, del
+suo valore e della sua audacia per alzare il capo e tentare qualche
+colpo di mano. Appunto per questa ragione, perfino il Ministero
+democratico della Toscana cercò di sbarazzarsene, e se ne lavò le mani
+in fretta e furia, dandogli poche armi, e pregando Pellegrino Rossi,
+mente e braccio del Ministero costituzionale di Pio IX, ad accordargli
+libero il passo.
+
+Né questa fu la sola ragione di non accettarlo al servizio della
+Toscana. Garibaldi allora, come generale, non godeva quella
+reputazione che cominciò ad avere dopo la difesa di Roma. Lo confessa
+schiettamente anche il suo compagno d'armi e biografo Giuseppe
+Guerzoni. «Gl'italiani», son sue parole, «stimavano Garibaldi un
+condottiero di bande, e nulla piú; e si sarebbero ben guardati
+dall'affidargli una parte importante, molto meno il comando d'un
+esercito». E, quasi temesse d'esser stato poco chiaro, ribatte il
+chiodo affermando che nel '48 e '49 «malauguratamente su di lui pesava
+quella reputazione di valente condottiero e di inetto generale, che
+gli era stata buttata addosso come una camicia di forza fin dal suo
+primo ritorno in Italia»[1].
+
+ [1] GUERZONI G., _Garibaldi_, Firenze, Barbèra, 1882; I, 280.
+
+Con tutto ciò, l'avere sdegnato le profferte di Garibaldi e il non
+essersi voluti servire della sua spada fu uno de' tanti errori del
+'48. A nome proprio e dei compagni, da Montevideo, col mezzo di
+monsignor Bedini, Nunzio apostolico a Rio Janeiro, egli sin dal '47 si
+era rivolto con queste parole a Pio IX: «Se oggi le braccia che hanno
+qualche uso delle armi sono accette a Sua Santità, è superfluo il dire
+che piú volentieri che mai noi le consacreremo al servizio di colui
+che fa tanto per la Patria e per la Chiesa... Non è già la puerile
+pretensione che il nostro braccio sia necessario, che ce lo fa
+offrire; sappiamo benissimo che il trono di S. Pietro riposa su basi
+che non possono crollare, né confermare i soccorsi umani, e che di piú
+il nuovo ordine di cose conta numerosi difensori, i quali saprebbero
+vigorosamente respingere le ingiuste aggressioni de' suoi nemici; ma
+poiché l'opera deve esser repartita tra i buoni, e la dura fatica data
+ai forti, fate a noi l'onore di contarci tra questi». Non ebbe neppure
+risposta! Nel giugno del '48 sbarca a Nizza, e le prime parole, che
+proferisce in pubblico, son queste: «Tutti quelli che mi conoscono
+sanno se io sia mai stato favorevole alla causa dei Re; ma questo fu
+solo perché allora i Principi facevano il male d'Italia; ora invece io
+sono realista e vengo ad esibirmi coi miei al Re di Sardegna, che s'è
+fatto il rigeneratore della nostra Penisola, e sono per lui pronto a
+versare tutto il mio sangue». Da Nizza, di lí a poco, passa a Genova,
+e in un'adunanza del Circolo Nazionale esclama: «Io fui repubblicano,
+ma quando seppi che Carlo Alberto si era fatto campione d'Italia, io
+ho giurato d'ubbidirlo, e seguitare fedelmente la sua bandiera. In lui
+solo vidi riposta la speranza della nostra indipendenza; Carlo Alberto
+sia dunque il nostro capo, il nostro simbolo. Gli sforzi di tutti gli
+italiani si concentrino in lui. Fuori di lui non vi può esser salute».
+Tra il 3 e il 4 di luglio si presentò al Re, al quartiere generale di
+Roverbella; si presentò, pieno di devozione e di fede, ma non trovò
+ascolto! Venne allora in Toscana, e che accoglienza vi trovasse, si è
+veduto!
+
+Dopo la difesa di Roma e la ritirata a S. Marino, il generale Alfonso
+Lamarmora conobbe Garibaldi a Genova nel settembre del '49. «Ho
+visitato Garibaldi», scriveva al Da Bormida: «ha bella fisionomia, un
+far rozzo, ma franco; sempre piú mi persuado che in buone mani se ne
+poteva trar partito». Sette giorni dopo tornava a scrivergli:
+«Garibaldi non è uomo comune; la sua fisionomia, comunque rozza, è
+molto espressiva. Parla poco e bene: ha molta penetrazione: sempre piú
+mi persuado che si è gittato nel partito repubblicano per battersi e
+perché i suoi servigi erano stati rifiutati. Né lo credo ora
+repubblicano di principio. Fu grande errore il non servirsene.
+Occorrendo una nuova guerra, è uomo da impiegare» [1]. La nuova guerra
+venne, e l'errore del '48, per fortuna d'Italia, non fu ripetuto!
+
+ [1] CHIALA L., Alfonso Lamarmora, commemorazione, Firenze, Barbèra,
+ 1879, p.24 e sg.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Nella descrizione del viaggio di Garibaldi da Firenze a Bologna il
+Guerzoni è assai inesatto. «Giunto alle Filigare» (cosí scrive) «trova
+un inatteso intoppo. Il generale Zucchi..... posto dal Rossi a
+Commissario straordinario di Bologna, timoroso che Garibaldi mirasse
+allo Stato Pontificio coll'intenzione di agitarlo e sommuoverlo, gli
+aveva inviato incontro un battaglione di Svizzeri, coll'ordine preciso
+di sbarrargli il passo». E seguita dicendo come Garibaldi allora non
+vide altro espediente che quello di recarsi in persona egli stesso a
+Bologna, per spiegare allo Zucchi lo scopo del suo viaggio, e
+persuaderlo a lasciargli proseguire il cammino fino all'Adriatico. Lo
+Zucchi non volle in sulle prime ascoltar ragioni, e rinnovò il
+divieto; ma essendosi vociferata la cosa, e il popolo tumultando
+minacciosamente perché fosse lasciato libero il transito al famoso e
+già amato capitano, anche il generale pontificio stimò bene di
+arrendersi, e Garibaldi poté traversare, sicuro, Bologna, e arrivare
+non molestato a Ravenna.»
+
+Invece la cosa andò in ben altro modo. La stessa mattina del 25
+ottobre che Garibaldi arrivò a Livorno, vi giunse pure il generale
+Carlo Zucchi, che, a proposta di Pellegrino Rossi, era stato eletto da
+Pio IX ministro delle armi. Proseguí esso il suo viaggio, e appena fu
+a Roma entrò subito in carica; quand'ecco che il 5 novembre il Papa lo
+chiama in tutta fretta e gli dice: «Sono accaduti in Bologna e in
+Ferrara gravi disordini. Ho deliberato di mandarvi colà a vedere come
+realmente sono le cose e a rimettervi l'ordine». Il generale rispose:
+«Santo Padre, domani tosto partirò». Pio IX soggiunse: «Le cose sono
+troppo urgenti per ammettere dilazione di tempo: dovete partire
+subito». Lo Zucchi replicò: «Ebbene, entro due ore sarò in viaggio».
+Infatti due ore dopo partí, in compagnia del conte Ippolito Gamba,
+investito insieme con lui «di tutti i poteri che spettano nei casi
+urgenti alle podestà esecutive ed amministrative nelle Legazioni di
+Ferrara, di Bologna e di Ravenna e nella Delegazione d'Ancona».
+Arrivato a Bologna la notte dell'8, proseguí immediatamente il suo
+viaggio alla volta di Ferrara, non fermandosi altro che per cambiare i
+cavalli. In questo frattempo Garibaldi colla sua legione giunse ai
+confini delle terre pontificie. Un giornale bolognese d'allora, _La
+Dieta italiana_, scriveva: «Ieri (8 novembre) alle quattro pomeridiane
+partirono di qui (Bologna) 400 svizzeri comandati da un maggiore, alle
+volta di Pianoro, pel confine toscano. Questa partenza ha promosso una
+quantità di congetture, quasi tutte poco onorevoli al nostro
+Ministero; tutte però s'accordano nell'idea che detto movimento di
+truppa sia stato cagionato dal sapersi il prossimo arrivo dalla
+Toscana del generale Garibaldi con alquanti de' suoi legionari».
+_L'Alba_ di Firenze nel suo numero del 10 novembre raccontava:
+«Persona giunta questa sera da Bologna ci reca la notizia che il
+Governo Pontificio abbia ricusato l'ingresso sul suo territorio al
+generale Garibaldi ed alla sua legione, inviando ai confini un corpo
+di 400 svizzeri e dragoni per appoggio a questo divieto. L'annunzio di
+questa misura aveva portato del malumore in Bologna, ed il decreto
+relativo, affisso alle cantonate, era stato strappato e fatto a brani
+dal popolo. Garibaldi e la sua legione si trovano attualmente alle
+Filigare sul confine toscano.»
+
+Fino dal primo momento dell'arrivo di Garibaldi a Firenze, una parte
+della popolazione di Bologna, seguendo l'esempio di Livorno, s'era
+messa in testa di volerlo per suo generale; e con una clamorosissima
+dimostrazione ne aveva fatto formale domanda al cardinale Luigi Amat,
+capo allora di quella Legazione; il quale, per schermirsi e quietare
+il tumulto, fu costretto a dare buone parole. In questo mentre l'Amat
+è richiamato a Roma, e gli succede, come Prolegato, il conte
+Alessandro Spada, che arriva a Bologna la sera del 6 novembre. L'invio
+de' 400 svizzeri a' confini venne fatto da lui e dal barone De Latour,
+generale in capo delle milizie pontificie nelle quattro Legazioni. Il
+giorno 9, in cui appunto seguí questo invio, fu presentata ad essi la
+seguente fierissima protesta, che mostra quanto i cervelli si fossero
+riscaldati. È sottoscritta: «Il Popolo Bolognese», e dice: «Bologna
+chiese al Governo, per mezzo del cardinale Amat, il generale Garibaldi
+per condottiero della sua legione. Il cardinale rispose annuirvi per
+sua parte e che avrebbe efficacemente appoggiata in Roma la domanda
+del popolo: e ciò al cospetto di migliaia di cittadini. Il popolo
+conosce il carteggio passato fra il Nunzio di Firenze e il Legato di
+Bologna; nel quale carteggio era chiesto, e consentito per ambedue le
+parti, l'arrivo del Garibaldi e de' suoi uomini fra noi. L'atto sleale
+onde è fermato con forze imponenti questo generale ai confini, mette
+il popolo nel suo diritto di chiedere una spiegazione al Governo, onde
+non essere necessitato da tanta illegalità a farsi da sé la ragione
+della giustizia ed il diritto naturale delle genti. Quindi vuole
+immediatamente e positivamente il richiamo delle truppe spedite contro
+il generale in atto ostile, e ciò dentro questa stessa giornata; e
+intende che sia onorato l'arrivo dell'eroe di Montevideo con quelle
+dimostrazioni ch'ei merita, e soprattutto con l'invito sotto le armi
+della brava italiana nostra Civica. In questa occasione il generale De
+Latour si ricordi di esser bolognese e che un solo tratto di arbitrio
+vale ad oscurare una reputazione faticata per anni».
+
+La sera del 10 Garibaldi arrivò a Bologna; non so, per altro, se
+spontaneamente, o invitato. Una gazzetta di que' giorni cosí descrive
+il suo ingresso: «Il generale Garibaldi è finalmente giunto fra noi.
+Ieri sera, alle nove, arrivava a Bologna. Una considerevole folla di
+popolo andava ad incontrarlo e distaccati dal suo legno i cavalli (ad
+onta delle ripetute istanze del generale) lo trascinava, quasi in
+trionfo, fino al _Grande Albergo Reale_, dove il Garibaldi fissava la
+sua dimora. Qui giunto, il popolo ripeteva piú volte fragorosissimi
+applausi ed evviva all'eroe di Montevideo, al valoroso campione
+dell'indipendenza italiana. I legionari del Garibaldi sono sempre alle
+Filigare, privi di mezzi e di risorse. Il generale Zucchi, ministro
+della guerra, giungeva egli pure ier sera in Bologna, reduce da
+Ferrara, senza per altro, lasciar trasparire nulla del suo arrivo». Il
+giorno 11, da Bologna, cosí scrivevano all'_Alba_: «Garibaldi fu
+incontrato alla Porta dal generale Latour, che lo accompagnò a piedi
+ed a braccetto fino all'albergo. Il popolo, con bandiere e torcie,
+faceva seguito e plauso». Lo stesso corrispondente dell'_Alba_ tornava
+a scrivere due giorni dopo: «Il Governo Pontificio ha finalmente
+concesso alla legione Garibaldi di transitare pel suo Stato,
+consegnando le armi all'ingresso, per esserle restituite all'opposto
+confine». Quanto vi sia di vero in questa ultima condizione lo ignoro.
+Nella _Gazzetta di Bologna_ del 14 si legge: «Ieri sera (13) giunse in
+Pianoro dalla Toscana la colonna dei volontari italiani, che è sotto
+gli ordini del generale Garibaldi. Questa mattina (14), dopo aver
+pernottato in quel paese, ha preso di colà la via di Romagna, diretta
+al littorale dell'Adriatico».
+
+Sentiamo adesso il generale Zucchi[1]; anche l'accusato ha diritto
+alla parola: «Addí 9 novembre mi giunse da Roma la seguente lettera
+riservata, all'indirizzo di me e del conte Gamba:--Eccellenze, Il
+Governo Toscano ha chiesto al Governo Pontificio il passaggio per 350
+uomini capitanati dal signor Garibaldi, che voglionsi recare a
+Venezia. Il Governo di S. Santità prega le LL. EE. di prendere i
+provvedimenti opportuni onde questo passaggio sia rapido ed innocuo.
+Io non so quale via sia per scegliere. Le LL. EE. dovranno quindi
+conferire con codesto signor Prolegato e scrivere a S. E. il signor
+cardinale Legato di Forlí ed al signor Prolegato di Ravenna... Coi
+sentimenti di distinta stima mi raffermo. Roma, lí 6 novembre 1848.
+Dev.mo servo Rossi».--Lo Zucchi stesso dice che «massime lo stato di
+Bologna dava materia a spavento», giacché «in essa tutte le passioni
+rivoluzionarie ed anarchiche venivano in cento modi fomentate da una
+turba di agitatori per mestiere, che s'era precipitata sopra quella
+città con avidità canina di sovvertire». Aggiunge poi: «Arrestati
+sicari e malandrini, feci disarmare tutti coloro che non erano
+descritti nei ruoli della guardia nazionale, e mostrai ferma volontà
+di tenere in freno quanti si fossero fatto lecito di turbare la
+pubblica quiete. Siffatte opere rinfrancarono i cittadini onesti e i
+savi uomini, esasperarono invece coloro che alla salute dell'inferma
+patria anteponevano il trionfo delle proprie passioni e della propria
+setta». La lettera del ministro Pellegrino Rossi ai commissari Zucchi
+e Gamba spiega tutto. Essi, a seconda degli ordini ricevuti, dovevano
+concertare coi Prolegati di Bologna e di Ravenna e col Legato di Forlí
+la maniera migliore di accordare il passaggio a Garibaldi e ai suoi
+legionari, e naturalmente ci occorse il suo tempo: di qui impazienze,
+sospetti, malcontento. Del resto, anche per testimonianza del Farini,
+«lo Zucchi non fece violenza al Garibaldi, ma si volle che, riposato
+che si fosse, partisse co' suoi per Ravenna, di dove avrebbe potuto
+imbarcarsi per trarre a Venezia»[2].
+
+ [1] _Memorie_, Milano, Guigoni, 1861, p. 147.
+
+ [2] _Lo Stato Romano dall'anno 1813 al 1850_, II, 358.
+
+Brevissimo fu il soggiorno di Garibaldi a Bologna. Andatovi la sera
+del 10 novembre, ne ripartí la mattina del 12; e come aveva fatto a
+Firenze, tolse commiato della cittadinanza con un proclama a
+stampa[1].
+
+ [1] Cfr. GARIBALDI G., Epistolario, I, 24.
+
+Il 2 giugno del 1885, a ricordo del fatto, venne murata sulla facciata
+del _Grande Albergo Reale_ di Bologna, ora _Hôtel Brun_, la seguente
+iscrizione:
+
+ NELL'ANNO MDCCCXLVIII
+ GIUSEPPE GARIBALDI
+ DIMORÒ IL X E l'XI NOVEMBRE IN QUESTO PUBBLICO ALBERGO
+ SEMPRE CON L'ANIMO E CON L'OPERE
+ EROICAMENTE INTESE
+ ALLA REDENZIONE DELLA PATRIA
+ LA SOCIETÀ DEI SUPERSTITI DELLE GUERRE PER L'UNITÀ D'ITALIA
+ A RICORDANZA IN PERPETUO
+ P. A. MDCCCLXXXV.
+
+
+
+
+APPENDICI
+
+
+
+
+APPENDICE I.
+
+Di un immaginario soggiorno di Garibaldi in Toscana nel 1833 o 1834.
+
+
+Racconta Niccolò Tommaseo «come un bel giorno passasse da Firenze un
+giovane nizzardo, che andava in America, e si presentasse a
+Giovampietro Vieusseux». E aggiunge: «Circa trent'anni dopo, un
+signore fiorentino, frugando ne' suoi fogli, trova una lettera d'esso
+Vieusseux, la quale dice: _Ho dato a un profugo anche per conto
+vostro. Il nome suo è Garibaldi_»[1].
+
+ [1] TOMMASEO N., _Di Giampietro Vieusseux e dell'andamento della
+ civiltà italiana in un quarto di secolo, memorie_, p. 118.
+
+Il signore fiorentino era il marchese Gino Capponi. Ecco il testo
+della lettera; «Cher ami! Que voulez-vous que je donne pour vous a M.
+Garibaldi, que la Police oblige à partir demain sans faute, et qui
+repassera chez moi à 4 h. pour avoir quelque secours? Je ferai ce que
+je pourrai mais je ne pourrai pas faire grand chose. Ce Garibaldi est
+un superbe homme et des manières distinguées. Il a laissé une femme et
+quatre enfans». Il marchese Gino gli rispose: «Date venti lire al
+signor Garibaldi». Queste due lettere non hanno data, ma Alessandro
+Carraresi, che le ha messe di recente alla stampa, di sua testa le
+colloca tra il gennaio e il febbraio del 1833 [1]. Tanto lui, quanto
+il Tommaseo ritengono poi per sicuro che riguardino Giuseppe
+Garibaldi, e pigliano un abbaglio de' piú grossi, giacché non si
+tratta del condottiero famoso, ma di un oscuro profugo, che portava il
+suo stesso cognome; comune, del resto, nella Liguria.
+
+ [1] _Lettere di GINO CAPPONI, e di altri a lui_; I, 349.
+
+Quando il Mazzini stava organizzando la spedizione di Savoia, Giuseppe
+Garibaldi, allora capitano marittimo mercantile, fu arrolato «come
+marinaio di terza classe di leva» nella regia armata sarda. Si rileva
+da' documenti che fu «iscritto alla matricola della direzione di Nizza
+il 27 febbraio 1832 al n. 289»; che entrò al servizio, in Genova, il
+26 dicembre del 1833; e che il 3 di febbraio del 1834 venne imbarcato
+sulla regia fregata _Des Geneys_, dalla quale disertò il giorno dopo.
+Con sentenza del Consiglio di guerra divisionario sedente in Genova,
+de' 14 giugno dello stesso anno, fu condannato, insieme con Vittore
+Mascarelli e con Giambattista Caorsi, «alla pena di morte
+ignominiosa», e venne dichiarato esposto «alla pubblica vendetta come
+nemico della patria e dello Stato» e incorso «in tutte le pene e
+pregiudizi imposti dalle regie leggi contro i banditi di primo
+catalogo». La sentenza li dice tutti e tre «autori di una cospirazione
+ordita in Genova, nei mesi di gennaio e febbraio, tendente a far
+insorgere le regie truppe ed a sconvolgere l'attuale Governo»; incolpa
+il Caorsi «di avere fatto provvista d'armi, state poi ritrovate
+cariche, e di munizioni da guerra»; il Garibaldi e il Mascarelli «di
+aver tentato, con lusinghe e somme di denaro, effettivamente sborsate,
+d'indurre a farne pur parte alcuni bassi uffiziali del corpo reale
+d'artiglieria».
+
+Fin dal 5 di febbraio Garibaldi era fuggito da Genova, e la Polizia
+faceva ogni sforzo per averlo nelle mani. Il Marchese Paolucci,
+Governatore militare e civile di Genova, il 10 dello stesso mese,
+annunziava al Vicario Regio di Pietrasanta, grossa terra della
+Toscana, che era «stato iniziato un procedimento penale, per reato
+d'insurrezione, contro Francesco Garibaldy e Rubens, latitanti»; gli
+soggiungeva, «come in detto procedimento figurasse inoltre come uno
+dei capi del movimento insurrezionale Giuseppe Garibaldy, fratello del
+detto Francesco, marinaio in attività di servizio sui regi legni,
+evaso da Genova la mattina del 5»; e «nell'ipotesi che il detto
+marinaio Giuseppe Garibaldy raggiunga la Toscana, ove si crede che
+abbiano trovato ricovero il fratello Francesco e il Rubens», lo
+pregava «di disporre il di lui arresto ed estradizione». Conchiudeva
+col dirgli: «le partecipo come da una lettera di Francesco Garibaldy,
+qui pervenuta e sequestrata, si rilevi essere sua intenzione di
+fermarsi alcuni giorni in Pietrasanta». Il giorno dopo torna a
+scrivergli che, riguardo ai nomi e cognomi ha preso una filza di
+sbagli, giacché Francesco si chiama invece Felice; non si tratta di
+Garibaldy, ma di Garibaldi; e in quanto al Rubens, è Ruben di Sion
+Cohen. Cosí poi gli dipinge Giuseppe: «ha capelli, barba, mustacchi e
+favoriti rossicci, veste un _frak_ grigio-chiaro, porta cappello di
+color bianco». Di li a quattro giorni, insiste di nuovo per l'arresto,
+e gl'invia un foglio dove sta scritto:
+
+«Connotati di Garibaldi Giuseppe Maria, figlio di Domenico, nativo di
+Nizza, capitano di seconda classe marina mercantile, assentato a
+Genova nel corpo dei reali equipaggi permanenti, in qualità di
+marinaio di terza classe di leva.
+
+«Età: anni 27.
+
+«Statura: once 39 3/4.
+
+«Capelli: rossicci.
+
+«Ciglia: rossiccie.
+
+«Fronte: spaziosa.
+
+«Occhi: castagni.
+
+«Naso: aquilino.
+
+«Bocca: media.
+
+«Mento: tondo.
+
+«Viso: ovale.
+
+«Colorito: naturale.
+
+«Nome di guerra: Cleombroto».
+
+Son connotati che non differiscono da quelli che si leggono a p. 392
+del vol. I della _Matricola_ del 1832, tranne che nel viso, che,
+invece d'ovale, è tondo[1].
+
+ [1] DEL CERRO E., _Misteri di Polizia; storia italiana degli ultimi
+ tempi, ricavata dalle carte d'un Archivio segreto di Stato_, pag.
+ 164 e segg.
+
+De' tre fratelli di Garibaldi ve n'era uno infatti di nome Felice. Il
+Guerzoni ne fa questo schizzo: «Lasciò dietro a sé la nomina di
+elegante zerbino, gran cacciatore di donne; esercitò con qualche
+fortuna il commercio, fu agente per molti anni della casa Avigdor a
+Bari, e cessò di vivere, non ancora vecchio, il 1856»[1]. Venne, di
+fatto, arrestato a Pietrasanta, per ordine del Vicario Regio, nel
+febbraio del '34; e insieme con lui fu pure arrestato l'israelita
+Cohen, suo compagno di viaggio e di commercio: ma il Governo Toscano
+si guardò bene di consegnarli al Governatore di Genova. Dopo pochi
+giorni di mite prigionia, entrambi vennero condotti a Livorno e di là
+imbarcati per la Corsica.
+
+ [1] GUERZONI G., Garibaldi, I, 10.
+
+Della sua fuga da Genova, Garibaldi tocca di volo nelle proprie
+_Memorie_. «Il 5 febbraio 1834» (son sue parole) «io sortivo da porta
+della Lanterna, alle 7 pomeridiane, travestito da contadino e
+proscritto. Qui comincia la mia vita pubblica: pochi giorni dopo
+leggevo, per la prima volta, il mio nome su d'un giornale. Era una
+condanna di morte al mio indirizzo, rapportata dal _Popolo Sovrano_ di
+Marsiglia. Stetti inoperoso, a Marsiglia, pochi mesi». Il Guerzoni,
+che fu segretario del Generale a Caprera, mentre confessa che «non era
+facile» indurlo «a raccontare le sue avventure», afferma che «su
+questa tornava egli medesimo spesse volte e volontariamente». Ciò che
+dunque ne scrive l'ha udito dalla sua propria bocca. Garibaldi,
+fallito il tentativo della rivolta, si rifugiò nella bottega d'una
+fruttivendola, e, cambiata nei panni d'un contadino la sua camicia di
+marinaro, uscí da porta Lanterna, e lasciata la via maestra,
+traversando campi e giardini, saltando muri e siepi, si diresse a
+Sestri di ponente; dopo dieci giorni giunse a Nizza, e di là, di notte
+tempo, prese la via dell'esilio e, varcato il Varo, toccò finalmente
+il suolo francese.
+
+È dunque provato che il giovane marinaio non mise il piede in Toscana,
+né fu quel Garibaldi che a Firenze si presentò al Vieusseux ed ebbe
+aiuti di danaro da lui e dal Capponi. Di piú; il Vieusseux racconta
+che il profugo Garibaldi, da lui preso a proteggere, aveva moglie e
+quattro figli. Il nostro Giuseppe invece era scapolo e, soltanto piú
+anni dopo, sposò in America Anita Riberas, che poi lo fece padre di
+Menotti, di Teresita e di Ricciotti.
+
+
+
+
+APPENDICE II
+
+L'adunanza straordinaria del Circolo del Popolo di Firenze, tenuta nel
+Teatro Goldoni la sera del 5 novembre 1848.
+
+
+«Ieri sera (5 novembre) al Teatro Goldoni fu dato un banchetto in
+onore del generale Garibaldi a cui convennero circa trecento persone,
+e che fu presieduto dal Principe di Canino. Il banchetto fu preceduto
+da un'adunanza straordinaria del Circolo del Popolo, nella quale
+preser la parola il prof. Carlo Pigli, il Principe di Canino, il
+general Garibaldi e il Romeo. Dei loro eloquenti e italianissimi
+discorsi, raccolti dagli stenografi, daremo un sunto». Cosí _Il
+Popolano_ di Firenze, che era il _Monitore del Circolo del Popolo_ (n.
+153, del 6 novembre '48).
+
+
+_A._
+
+_Parole dette dal prof. Carlo Pigli._
+
+Cittadini, io debbo, prima di tutto, ringraziarvi di questo atto
+solenne di affezione e di stima di che mi siete stati generosi
+eleggendomi, con tanta maggioranza di suffragi, a vostro Presidente.
+
+Debbo poi rallegrarmi con voi di questa improvvisa, ma pure
+inevitabile nostra resurrezione, che è la resurrezione del Popolo, non
+meno potente del Cristo nell'infrangere e polverizzare la lapide del
+proprio sepolcro.
+
+La passione del Popolo oramai è consumata. Ora incomincia la passione
+dei despoti e dei loro vili seguaci. Ma il Popolo esce dal suo lavacro
+di sangue santificato e invincibile; il despota vi sparirà sommerso e
+maledetto dagli uomini fino che la terra conservi traccia del sangue e
+delle lacrime sparse.
+
+Volgetevi indietro e mirate! Per tutto forche, roghi, mannaie e calici
+di veleno! Ebbene! questo ferale apparato è la culla gloriosa della
+vera vita del Popolo; è il trono della sua maestà, della sua
+irresistibil potenza.
+
+Li uomini si uccidono, ma non si uccide la _idea_, che, fatta gigante,
+è oramai regina del mondo. Quando il ferro del carnefice percuote la
+testa di un generoso, il suo pensiero si stacca dal sangue e si
+converte in un raggio immortale di quel limpido sole, che dovrà
+illuminare il trionfo della umanità.
+
+Le catene dei tiranni si sono cangiate in corone di allori: per tutto
+dove la mano sanguigna dei tiranni ha scritto: a _infamia_, l'umana
+giustizia ha sparso i trofei della gloria. Fra i piú validi e i piú
+sapienti patrocinatori della causa italiana, fra i nostri stessi
+Ministri del Governo, troverete uomini usciti dalle prigioni di Stato.
+
+Certo, che si sarebbe potuto credere che li auspicii, sotto i quali il
+Circolo nostro si riapriva, fossero fortunati e gloriosi abbastanza
+per non pretender di piú!
+
+Eppure la nostra fortuna è stata molto piú grande della nostra
+aspettativa e speranza.
+
+Dalle remote terre dell'America venia la fama che un valoroso profugo
+dell'Italia, non potendo combattere per la libertà della patria,
+combattea per quella di remoti fratelli. Ma quando finalmente la
+stessa Italia sorgea scotendo l'esecrato giogo, si seppe allora che,
+valicati i mari, scendeva sull'italico lido, facendo del suo peso
+tremare la terra sotto il piede dei barbari invasori. Già le valorose
+armate del Piemonte erano costrette ricorrere all'ombra del patto di
+un Re; ed egli pugnava nel patto dei Popoli, che hanno giurato di
+vincere; e io non dico di vincere o morire, che sono i Re che muoiono,
+e non i Popoli.
+
+E questo valoroso, questo eroe, eccolo alla vostra presenza. Onorate,
+o cittadini, il prode Garibaldi.
+
+Né qui prodiga la fortuna limitar volle l'onore di che le piacque cosí
+splendidamente coronare la nuova inaugurazione della nostra assemblea.
+
+Chi è tra noi che non sappia intiera la storia miracolosa della
+rivoluzione della Sicilia e della insurrezione della Calabria?
+
+Chi è che non abbia palpitato e pianto sui casi dei Romeo, commosso
+nelle viscere dal racconto delle loro tante virtú, dei loro tanti
+sacrifizi e del loro immenso valore?
+
+Eccoli. Anche i due Romeo sono con noi. Onorate, o cittadini, questi
+altri prodi d'Italia, questi altri eroi dell'antica terra dei giganti
+e dei prodigi.
+
+E qui con noi mirate pure finalmente, o cittadini, Carlo Bonaparte,
+che nato ai piedi del piú splendido trono del mondo, e principe del
+sangue, vi si presenta con non altra divisa che quella di sergente
+crociato, valoroso e generoso campione ovunque si discuta e si agiti
+la causa d'Italia.
+
+Onorate, o cittadini, questo anello prezioso delle due piú grandi
+nazioni sorelle, Italia e Francia; onorate questo prezioso anello dei
+due piú grandi miracoli della umanità, l'impero di Napoleone e
+l'emancipazione dei popoli.
+
+
+_B._
+
+_Parole di Carlo Luciano Bonaparte principe di Canino._
+
+Cittadini, bisogna sapere che cosa è il potere, bisogna sapere che
+cosa è l'infame diplomazia, per conoscere il bisogno che hanno i
+Ministri non solo di essere sostenuti, ma spinti.
+
+Il pensiero della Costituente italiana non può piú cadere; il
+patriottico Ministero Toscano ha fatto abnegazione di ogni principio
+municipale quando ha proclamato che in Roma, in quella nobile e
+inevitabile capitale della penisola, si dovesse riunire la Costituente
+italiana, scelta dal suffragio universale e diretto del popolo
+d'Italia: ma se un Governo retrogrado, se una fazione empia e venduta
+ai nemici d'Italia impedisse questo santo vóto dei popoli, sappia
+l'Europa, sappia il mondo tutto, che è venuto il giorno in cui gli
+italiani sapranno riunirsi e formare la Costituente italiana. Se nol
+potranno in Roma, si ricorderanno che l'Italia ha per cuore una
+Toscana, e che in qualunque città, in qualunque castello della Toscana
+potranno, mercé l'attuale rigenerazione, adunarsi. Abbia però la
+Costituente uno scopo unico: l'indipendenza; finché l'ultimo tedesco
+non abbia ripassato le Alpi. Bando, per ora, alle funeste distinzioni
+fra repubblicani e costituzionali, fra federalisti e unitari: siamo
+tutti italiani. E se un partito impudente volesse suscitare,
+stigmatizzare i repubblicani, che vantano fra loro i piú generosi
+italiani, diciamo ad esso: tacciano le querele intestine! i nostri
+ordini di governo li stabilirà la Costituente italiana
+
+Italiani di tutti i partiti, non eccettuato alcuno, all'armi!
+all'armi! abbiam bisogno di unione per cacciar lo straniero.
+
+Fratelli! Una cosa importante e urgente ci resta a fare. Il vostro
+(dirò il nostro) Ministero, nella sua squisita lealtà, ha voluto
+convocare la nuova Camera toscana colla legge che aveva prodotto la
+prima. Ebbene? soffrirete voi che una seconda volta la Toscana ci dia
+un simile eunuco prodotto? Io non son tale da potere consigliare un
+Guerrazzi ed un Montanelli, ma se lo fossi, avrei detto loro: Bando
+agli scrupoli! i nostri avversari non ne hanno quando si tratta di
+calpestare i popoli. Quando si tratta di stringere una lega di Re
+contro i popoli tutte le ragioni sono buone; e voi non potrete
+allargare la legge elettorale? Io avrei fatto loro questo dilemma: Per
+quelli che riconoscono dalla bontà dei Principi le istituzioni
+politiche, non può il Principe abbandonare e accrescere la dose di
+queste concesse libertà? O per quelli che pensano come me, sostengono
+che i Principi altro non hanno fatto che riconoscere una porzione dei
+sacrosanti diritti dei popoli, non vi ha sempre tempo di riconoscere
+questi diritti maggiori; di riconoscerli in tutta la loro forza, in
+tutta la loro estensione?
+
+Ora dunque chi avrebbe potuto biasimare un consiglio che forse sarebbe
+ancora tempo di seguire? Quelli soli che rimproverano i Ministri di
+rinunciar soli a una legge concessa dal tradimento di chi aveva il suo
+mandato dal Popolo; dal Popolo che dà il suo mandato per sostenere le
+sue libertà, non per contrattarle; per proteggerle, non per
+abbandonarle a pseudotiranni. Ora dunque, da questo Circolo,
+eminentemente italiano, partano individui per ciascuno degli
+ottantasei circondari elettorali, e predicando la causa d'Italia
+ottengano da quelli elettori che calcolino la importanza del loro voto
+e il debito che doppiamente loro incombe di fare che il popolo sia
+veramente rappresentato e non si rinnovi una Camera sí poco italiana,
+ora che una Camera, che non rappresentava la vera opinione del popolo,
+è stata spezzata e infranta. Cosí si spezzi ogni potere che mentisca
+la missione popolare! Si devono dunque usare tutte le lecite influenze
+perché un Montanelli e un Guerrazzi non siano abbandonati in questo
+momento, perché ciò sarebbe un'altissima vergogna per la Toscana,
+un'ultima rovina della nostra patria.
+
+
+_C._
+
+_Parole del Generale Giuseppe Garibaldi_
+
+Io son d'opinione che non solamente si debba sospingere il Ministero,
+ma violentarlo, se è necessario, e portarlo piú lontano: dico
+violentarlo perché gli ostacoli che lo circondano non lo lasceranno
+francamente agire in modo conforme alla sua coscienza. Dunque, se il
+popolo conosce la necessità di agire prontamente, io ripeto che non
+solamente deve spingere il Ministero, ma violentarlo, quando vi sia,
+ciò facendo, la convinzione del bene d'Italia; quando vi sia la
+convinzione di un fatto d'urgenza a seguire quella necessità e
+adempirla e metterla in pratica, se fosse necessario, in luogo del
+periodo, per esempio, di un mese, in quello di un giorno. Io appoggio
+sulla necessità di una pronta azione, perché la credo indispensabile
+alla posizione d'Italia; perché mi pare che qualunque aggiornamento,
+qualunque dilazione per parte nostra sia un delitto grande; perché
+sono, conseguentemente, d'opinione che quello che si deve fare in sei
+mesi si faccia in sei giorni.
+
+Violentarlo moralmente, s'intende; e con dimostrazioni, quando si
+conosca che vi sia necessità, E che il Ministero sia titubante a
+prendere una determinazione, voi dovete eccitare il popolo in massa.
+Proponete ciò che è per il bene del popolo, e voi troverete quelli
+uomini sommi disposti a consentire e far quello che il popolo domanda.
+Oggi bisogna disingannarci. Io non adulo; e nello stesso modo che non
+adulo i Principi, non adulo il popolo, perché lo stimo e lo venero.
+Oggi mi pare che l'Italia sia in una alternativa co' suoi reggitori;
+nella alternativa, cioè, di rovesciarli, o di trascinarli. Non c'è via
+di mezzo: una delle due.
+
+Il vantaggio positivo che il Popolo toscano è pervenuto ad acquistare
+oggi sopra le altre popolazioni d'Italia, si è che egli può, nella
+foga del suo progresso, trascinare il Principe con sé e metterlo sopra
+il cammino dell'interesse d'Italia. Perciò il gran vantaggio che
+acquistossi è di essere oggi alla testa della nazione italiana.
+Firenze ha preso il posto che toccava a Genova; Genova è oggimai
+schiacciata sotto il peso delle baionette che la reazione ha cumulato
+nel suo seno. Genova (non è una rampogna che le faccio), Genova ha
+fatto forse meno di quello che poteva fare. Nulladimeno Genova si
+trova oggi in una posizione diversa da quella di Firenze, ed un grido
+suo non avrebbe forse oltrepassato le mura della città, mentre un
+grido di Firenze avrà un'eco in tutta la Toscana, poiché la Toscana
+non è una piccola frazione d'Italia.
+
+La Toscana poi particolarmente ha rappresentato e rappresenta il
+centro di uno dei principali elementi della nostra nazionalità, la
+lingua; la prima delle lingue, la nostra, creata in Toscana,
+ingentilita in Toscana, io la credo la base fondamentale della
+nazionalità italiana. Siccome l'Italia deve alla Toscana almeno i nove
+decimi del progresso della sua lingua, cosí ella le deve una parte
+vitale della sua nazionalità. La Toscana si è posta nella situazione
+politica che l'Italia le possa dovere la sua emancipazione completa.
+
+In conseguenza io credo che piú bella posizione di Firenze non vi
+possa essere. Oggi bisogna che Firenze sia la capitale d'Italia, la
+Parigi d'Italia, ed un grido di Firenze risonerà senza dubbio da
+un'estremità all'altra della penisola. Dunque, popolazione di Firenze,
+concittadini! non abbandonate quella missione che la Provvidenza vi ha
+affidata, che è una missione sacra[1].
+
+ [1] Il _Popolano_ annota: «In queste idee concorreva il Romeo, e con
+ poche, ma assennate parole, cercava persuadere il popolo a non
+ mettere tempo in mezzo per riaccendere la guerra d'indipendenza,
+ la guerra d'esterminio dello straniero».
+
+
+_D._
+
+_Parole di commiato del Presidente Pigli._
+
+Riassumendo quanto è stato detto sin qui, voi dovete aprire l'anima a
+speranze superbe; pure, rammentando che vi è stato parlato del
+possibil bisogno, non che di soccorrere, di spingere perfino questo
+stesso Governo, volonteroso e intrepido com'è, dovrete necessariamente
+presentire la esistenza di gravi difficoltà da combattere e da
+vincere.
+
+La Politica, questa antica padrona del mondo, è già sparita sotto il
+passo dei Popoli che rapidamente s'avanzano; la Diplomazia
+dell'Europa, questo misterioso genio del male, spira nell'esilio fra
+le nebbie di Londra; e il giorno della Libertà sorge tutto a un tratto
+come un giorno dei tropici.
+
+Con tutto ciò la terra s'agita, freme insanguinata e aspetta sangue e
+poi sangue; e Dio disperda li auguri!...
+
+Ma, e come sarebbe possibile che in un momento tremendo di rivoluzione
+e di crisi l'aspetto della società si cangiasse senza avvenimenti di
+sangue?
+
+A guardar bene, o cittadini, si direbbe che la Libertà, a somiglianza
+di tutte le potenze del mondo, stabilir non si possa che pel diritto
+della conquista.
+
+Infatti si tratta adesso di una questione intieramente sociale, e
+precisamente si tratta dell'ultimo periodo dell'antica lotta fra le
+caste privilegiate, che debbono scendere, e il popolo diseredato, che
+deve salire.
+
+Pensate ora quante mai sono le vittime condannate a cadere ai piedi
+dell'altar della Patria!...
+
+Fra queste vittime vi è l'aristocrazia delle pergamene; ché da qui
+innanzi i gradi e le distinzioni saranno conferite non già pel merito
+degli avi, ma pel merito proprio.
+
+Fra queste vittime vi è l'aristocrazia del danaro; ché da qui innanzi
+la vera proprietà sarà la proprietà personale.
+
+E v'è finalmente l'aristocrazia della mediocrità--questa immensa
+famiglia di monocoli e peggio, che, inalzata da un potere che avea
+bisogno di satelliti oscuri, sarà, col tempo, costretta a spogliare le
+usurpate divise in faccia a un altro potere, santo e irresistibile--la
+pubblica opinione.
+
+Cessi dunque la maraviglia di tutte le presenti calamità della terra,
+e ci conforti il pensiero che l'Italia non vedrà mai li orrori dei
+paesi meno inciviliti di lei, comecché l'antica e gentile cultura di
+questa classica terra abbia lentamente fra le diverse classi della
+società consumate le asprezze e gli attriti.
+
+L'Italia non è barbara, fuor che occupata dai barbari: giuriamo
+disperderli, e tutti ci abbracceremo fratelli.
+
+
+
+
+APPENDICE III.
+
+Il prof. Carlo Pigli Governatore di Livorno.
+
+
+La nomina del prof. Carlo Pigli a Governatore di Livorno suscitò molte
+recriminazioni, e il Guerrazzi se n'ebbe amaramente a pentire e finí
+col destituirlo. Il giornale fiorentino _Lo Stenterello_ (n. 34, 15
+novembre 1848) ne fece questo ritratto, che è una vera fotografia.
+
+«Il sig. Carlo Pigli, attual Governatore civile e militare di Livorno,
+uno de' primi corifei della democrazia-pura, uno de' primi che abbia
+in Italia dottoralmente enunciate le antisociali teorie de'
+socialisti, potrebbe egli all'uopo provare che la sua condotta,
+passata e presente, sia veramente conforme ai principii ch'egli mostra
+di professare? Noi temiamo forte di no, e sospettiamo ch'egli non
+altro sia che un novello Padre Zappata. E poiché non ignoriamo che
+quando si produce un'accusa siam tenuti a darne le prove, noi non
+mancheremo di darle. Il pubblico dunque ascolti, e il pubblico dopo
+avere ascoltato pronunzi la sentenza. Il sig. dott. Carlo Pigli è
+d'Arezzo ed aggirandosi _temporibus illis_ per la casa dell'autocrate
+Vittorio Fossombroni, parimenti d'Arezzo, tanto si strisciò, tanto
+scodinzolò, che il dottorino si vide nominato professore
+all'Università di Pisa. Ma il fare il professore non era come il fare
+il leccazampe; il parlar dalla cattedra universitaria non era come il
+parlare nel Circolo di Via Maggio, o nella bettola di Via Calzaioli:
+il perché il professor novellino fu in breve dispensato, ed invece del
+terzo o del quarto, come si ebbero altri, egli ebbe l'intero; e cosí
+pel favore del vecchio Ministro si beccò 700 scudi all'anno senza far
+niente. Pareva pertanto che l'ex professore avesse dovuto serbare
+eterna gratitudine al Fossombroni, a solo il quale egli doveva un sí
+grasso benefizio, e a solo il quale doveva dire: _Deus nobis haec otia
+fecit._ Eh sí, le zucche! Il dottorino ex-professore, continuando
+sempre a frequentare il vecchio Ministro, gli tastava a quando a
+quando il polso: ma un bel giorno, preso dalla bellezza di quel
+principio, da lui oggi pubblicamente professato, che cioè deve
+abolirsi l'aristocrazia della ricchezza, presentò all'aristocrata
+Fossombroni un conticino di 1200 scudi per tastature di polso. E se
+per tale intimazione l'aristocrata fu per sempre liberato dalla
+presenza d'un democratico-puro, fu parimente alleggerito dell'incomodo
+peso di cento libbre d'argento. Il principio della democrazia (non per
+altro _pura_) essendo stato adottato in Toscana per la promulgazione
+dello Statuto, il sig. Pigli fu nominato Deputato d'Arezzo. Si sarebbe
+creduto che un uomo non sprovvisto d'un qualche patrimonio, un uomo
+che si beccava 700 scudi all'anno senz'altra fatica che quella di
+contarli, avrebbe prestato, siccome Deputato, l'opera sua
+gratuitamente. Eh sí, le zucche! Egli cominciò dapprima a chiedere 100
+scudi per le spese di viaggio. Vedete, la chiesta è discretissima per
+il viaggio da Arezzo a Firenze! Quindi chiese per le sue fatiche
+l'inezia di scudi 1400 all'anno. Ma poiché il pollo non voleva
+lasciarsi pelare senza stridere, e poiché un tale stridere allarmava
+il vicinato, il Deputato democratico d'Arezzo si contentò allora della
+piccola responsione annua di scudi 900. Ora finalmente il sig. dott.
+prof. Deputato democratico puro, sebbene, poveretto! abbia poca
+salute, si sobbarca pel bene della pura democrazia al gravoso carico
+di Governator di Livorno, cui è annesso lo stipendio annuo di scudi
+4000! Certo la democrazia passata e presente del sig. dott. Pigli non
+può esser piú pura; certo la sua abnegazione e il suo disinteresse non
+posson esser maggiori; certo le sue azioni private e pubbliche non
+posson meglio corrispondere ai suoi teorici principii di socialismo!
+Evviva dunque il novello P. Zappata!».
+
+
+
+
+INDICE DELLE PERSONE E COSE NOTABILI
+
+
+ _Alba (L')_, giornale fiorentino, citato, 18, 37, 39.
+
+ AMAT DI S. FILIPPO Luigi, cardinale legato di Bologna, 37.
+
+ BARDI Giuseppe, incaricato di ricevere armi e munizioni
+ dei Garibaldini in Firenze, 17
+
+ _Battaglione Mantovano_, suoi avanzi riuniti alla legione
+ garibaldina, 15
+
+ _Battaglione della Morte_, doveva formarsi in Toscana, 30.
+
+ BEDINI Gaetano, internunzio pontificio in America, 32.
+
+ BIXIO Nino, descrive l'itinerario del battaglione mantovano, 15.
+
+ BONAPARTE Carlo Luciano, principe di Canino, in Firenze, 21, 23, 24;
+ presiede l'adunanza del Circolo del Popolo, 51;
+ suo discorso, 54, 57,
+
+ BUONARROTI Filippo, cospiratore toscano, presidente della Società
+ dei veri italiani, 21.
+
+ CAORSI Gio. Battista, condannato a morte con Garibaldi, 46.
+
+ CAPPONI Gino, invitato dal Viesseux, aiuta un profugo Garibaldi, 45, 46.
+
+ CARLO Alberto, re di Sardegna, non accoglie le offerte di Garibaldi, 33.
+
+ CARRARESI Alessandro, citato, 46.
+
+ CASTELLANI, incaricato d'affari di Venezia, va a Livorno, 13, 14.
+
+ CHIARINI G., presidente del Circolo del Popolo in Firenze, 22.
+
+ CICCONI Luigi, descrive la spada offerta a Garibaldi, 19.
+
+ CIRONI Piero, manda notizie inesatte da Lugano, 12.
+
+ _Circolo Nazionale_ in Genova, 33.
+
+ _Circolo del Popolo_ in Firenze 22-25, 51-62;
+ in Lucca, 30;
+ in Roma, 21.
+
+ CLEOMBROTO, nome di guerra di Giuseppe Garibaldi, 49.
+
+ COHEN Ruben, proscritto 47, 49, arrestato, 49.
+
+ _Concordia (La)_, giornale torinese, citato, 12.
+
+ _Corriere Livornese_, giornale diretto da G. La Cecilia,
+ citato, 5, 8, 9, 10.
+
+ CUBIÈRES Amedeo Luigi, generale francese in Ancona nel 1832, 20.
+
+ DA BORMIDA Giuseppe, generale piemontese, 33,
+
+ D'APICE Domenico, generale toscano, doveva capitanare l'insurrezione
+ di Valtellina, 12.
+
+ D'AYALA Mariano, ministro della guerra in Toscana, creduto avverso
+ a Garibaldi, 13, 26;
+ domanda di Garibaldi a lui, 14-16;
+ lettera di Garibaldi a lui, 26, 27;
+ sue memorie citate, 16, 27,
+
+ DE LATOUR, generale pontificio in Bologna, 38, 39.
+
+ DE LAUGIER Cesare, generale toscano, sua pubblicazione su Garibaldi
+ in America, 18.
+
+ DEL CERRO Emilio, citato, 49.
+
+ DELLA RIPA E. Cesare, promotore della sottoscrizione per la spada
+ d'onore a Garibaldi, 19.
+
+ _Dieta Italiana (La)_, giornale bolognese, citato, 36.
+
+ _Elbani_, loro deputazione di 120 cittadini in Livorno, 11.
+
+ FABRIZI Paolo, in Genova invita Garibaldi per la Sicilia, 4.
+
+ FARDELLA Vincenzo marchese di Torrearsa, ministro degli affari esteri
+ del Governo Siciliano, 3.
+
+ _Farini_ Luigi Carlo, citato, 41.
+
+ _Fenzi_ Carlo, promotore della sottoscrizione per la spada d'onore
+ a Garibaldi, 19.
+
+ _Fossombroni_ Vittorio, 64.
+
+ GAMBA Ippolito di Ravenna, commissario collo Zucchi in
+ Romagna, 36, 40.
+
+ GARIBALDI . . . . . , profugo ligure in Toscana 45, 46, 50.
+
+ GARIBALDI Anita, 9.
+
+ GARIBALDI Domenico, padre di Giuseppe, 48
+
+ GARIBALDI Felice, fratello di Giuseppe, 49;
+ erroneamente indicato col nome di Francesco, 47.
+
+ GARIBALDI Giuseppe, suo servizio nell'armata piemontese, 46;
+ condanna a morte e vicende immediate, 46-48;
+ in America 19;
+ offre di là i suoi servigi a Pio IX, 32;
+ giunto in Italia, li offre a Carlo Alberto, 33;
+ nella Svizzera, 3;
+ a Nizza, 3;
+ a Livorno, 4-16;
+ disegno d'andare in Lombardia, 12;
+ va a Firenze, 16, 17;
+ suo arrivo e dimora in Firenze, 18-28;
+ suo discorso al Circolo del Popolo, 57-60;
+ va a Bologna e in Romagna, 28-41;
+ suo immaginario soggiorno in Toscana dopo la diserzione
+ del 1833, 45-50;
+ suoi figli, 19, 50;
+ sue memorie citate, 4, 8, 26, 49;
+ suo epistolario citato, 16, 42;
+ suo nome di guerra, 49.
+
+ GAVAZZI p. Alessandro, doveva essere cappellano del _Battaglione
+ della Morte_, 30.
+
+ _Gazzetta di Bologna_, citata, 40.
+
+ _Gazzetta di Firenze_, giornale ufficiale, citata, 11.
+
+ _Gazzetta di Lucca_, citata, 30.
+
+ GEMELLI Carlo, commissario del Governo Siciliano in Toscana, 3.
+
+ GIANNINI Silvio, mandato dal Montanelli a Livorno, 13.
+
+ GREGORIO XVI papa, 20.
+
+ GUERRAZZI Francesco Domenico, ministro dell'interno in
+ Toscana, 11, 12, 16;
+ promotore del Circolo del Popolo, 23, 26;
+ sue lettere a un Gonfaloniere, 28
+ e al Delegato di Lunigiana, 29;
+ nomina il Pigli governatore di Livorno, 63.
+
+ GUERZONI Giuseppe, segretario e biografo di Garibaldi,
+ citato, 15, 31, 35, 49, 50.
+
+ ISOLANI, consigliere di governo in Livorno, 6, 8, 10, 13, 16,
+
+ HAYNAU Giulio Giacomo, generale austriaco, 12.
+
+ LA CECILIA Giovanni, direttore del _Corriere Livornese_, 5;
+ suo telegramma al Montanelli, 12.
+
+ LAFAYETTE Giuseppe, 21.
+
+ LAMARMORA Alfonso, generale piemontese, suo giudizio su
+ Garibaldi, 33.
+
+ LEOPOLDO II, granduca di Toscana, 5, 20,
+
+ MAMELI Goffredo, suo taccuino donato a Nino Bixio, 15,
+
+ MASCARELLI Vittore, condannato a morte con Garibaldi, 46.
+
+ MAZZINI Giuseppe, sua spedizione in Savoia, 46.
+
+ MENICHELLI T., segretario del Circolo del popolo in Firenze, 22
+
+ MENICHETTI, consigliere di governo in Livorno, 6, 7, 8.
+
+ _Ministero democratico toscano_ formato dal Montanelli, 5;
+ suo contegno verso Garibaldi 6-14, 16-17, 26-32;
+ giudizii di Garibaldi su di esso, 26, 27.
+
+ _Mondo Illustrato_, periodico torinese, citato, 19.
+
+ MONTANELLI Giuseppe, governatore di Livorno nel 1848, 6;
+ è chiamato a formare il Ministero, 5;
+ suo contegno verso Garibaldi, 9-10;
+ giudizio di Garibaldi su lui, 26.
+
+ NICCOLINI Gio. Battista romano, sue notizie e suoi vanti, 20-22.
+
+ NOTARY Carlo, livornese, accoglie Garibaldi in casa sua, 9;
+ suoi telegrammi ed insistenze presso il Montanelli, 10, 15, 16,
+ e il Guerrazzi, 11, 12, 13.
+
+ PAOLUCCI Filippo, governatore di Genova nel 1834, 47.
+
+ PEPE Guglielmo, notizie correnti su lui e sui fatti di Venezia, 11.
+
+ PETRACCHI Angelo, capo-popolo livornese, 14, 16.
+
+ PIGLI Carlo, presidente del Circolo del Popolo in Firenze, 23;
+ suoi discorsi al Circolo, 51-54, 60-62;
+ governatore di Livorno, 25, 63;
+ ritratto che ne fece lo _Stenterello_, 61-65.
+
+ PIO IX papa, 22, 32, 36.
+
+ _Popolano (Il)_, giornale fiorentino, organo del Circolo
+ del Popolo, 51.
+
+ _Popolo Sovrano (Il)_, giornale di Marsiglia, riferisce la condanna
+ di Garibaldi, 50.
+
+ RANALLI Ferdinando, storico italiano, citato, 23.
+
+ RIBERAS Anita, moglie di Garibaldi, 19, 50.
+
+ RICCIOTTI Niccola, ricordato, 20.
+
+ _Rivista di Firenze_, citata, 19.
+
+ ROMEO Giovanni Andrea, patriota calabrese, 22,
+ suo discorso al Circolo del Popolo in Firenze, 51, 60.
+
+ ROMEO Pietro Aristeo, suo fratello, 22.
+
+ ROSSI Pellegrino, ministro di Pio IX, 31, 35, 36;
+ sua lettera allo Zucchi per Garibaldi, 40.
+
+ RUBENS, latitante con Felice Garibaldi, 47; (vedi Cohen).
+
+ SABATINI E., delegato di Lunigiana, sua lettera pel passaggio dei
+ garibaldini, 29.
+
+ _Società democratica_ in Londra, 21.
+
+ _Società dei veri italiani_ in Francia, presieduta dal Buonarroti, 21.
+
+ SPADA Alessandro, prolegato in Bologna, 38.
+
+ _Spada d'onore a Garibaldi_, notizie relative, 18-19.
+
+ _Stenterello (Lo)_ giornale fiorentino, suo articolo sul
+ Pigli, 63-65.
+
+ TOMMASEO Niccolò, citato, 45.
+
+ VAGNETI Francesco, eseguisce e descrive la spada offerta
+ a Garibaldi, 19.
+
+ VECCHI Giovanni, medico di Casteggio, lettera di Garibaldi a lui, 16.
+
+ VIEUSSEUX Gio. Pietro, aiuta un Garibaldi proscritto, 45.
+
+ ZUCCHI Carlo, generale, suo contegno in Bologna verso Garibaldi, 35-41.
+
+
+
+
+ INDICE DEL VOLUME GARIBALDI IN TOSCANA NEL 1848:
+
+ I. Da Nizza a Livorno Pag. 3-4
+ II. L'arrivo di Garibaldi e il Ministero democratico » 5-9
+ III. Garibaldi a Livorno » 10-17
+ IV. Arrivo a Firenze e adunanza al Circolo del Popolo » 18-25
+ V. Partenza dalla Toscana » 26-30
+ VI. Diffidenze ufficiali verso Garibaldi » 31-34
+ VII. Dalla Toscana in Romagna » 35-42
+
+ APPENDICI:
+
+ I. Di un immaginario soggiorno di Garibaldi in Toscana
+ nel 1833 o 1834 » 45-50
+ II. L'adunanza straordinaria del Circolo del Popolo di Firenze
+ tenuta nel teatro Goldoni la sera del 5 novembre 1848 » 51-62
+ III. Il prof. Carlo Pigli Governatore di Livorno » 63-65
+
+ INDICE DELLE PERSONE E COSE NOTABILI » 67-71
+
+
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's Garibaldi in toscana nel 1848, by Giovanni Sforza
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI IN TOSCANA NEL 1848 ***
+
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+even without complying with the full terms of this agreement. See
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
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+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+
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+
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+License terms from this work, or any files containing a part of this
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+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
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+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
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+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
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+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
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+increasing the number of public domain and licensed works that can be
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+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
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+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
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+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
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+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
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+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
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