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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Garibaldi in toscana nel 1848 + +Author: Giovanni Sforza + +Release Date: October 13, 2010 [EBook #34066] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI IN TOSCANA NEL 1848 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + + + + + + + BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO + pubblicata da T. CASINI e V. FIORINI.--N. 4 + + + + GARIBALDI IN TOSCANA + NEL 1848 + + DI + + GIOVANNI SFORZA + + + ROMA + SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI + 1897. + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI + + +_Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della Società +si ritengono per contraffatti._ + + (7931) Roma, Tipografia Enrico Voghera. + + + + +I. + + +Garibaldi dopo la giornata di Morazzone (26 agosto 1848) riparò nella +Svizzera, dove cadde ammalato; poi, verso la metà di settembre, per la +via di Francia si ridusse a Nizza. + +Carlo Gemelli, Commissario del Governo di Sicilia in Toscana, il 20 di +quello stesso mese scriveva a Vincenzo Fardella marchese di Torrearsa, +Ministro degli affari esteri in Palermo: «La prevengo che +volontariamente verranno molti italiani, fra i quali ve ne son +parecchi valorosi, ma son gente però di opinioni estreme. Sarebbe +assai utile d'invitare il Garibaldi, che sta in Nizza, uomo atto alla +guerra che si combatte in questo momento presso di noi[1]». Il +consiglio trovò ascolto; e di lí a poco, essendo Garibaldi andato a +Genova, ecco che vi arriva Paolo Fabrizi, e a nome del Governo +Siciliano lo invita a correre in aiuto dell'isola pericolante. Il +Generale promise il suo braccio. «Io acconsentiva contento»; lo +confessa nelle _Memorie_, e soggiunge: «con settantadue de' vecchi e +nuovi compagni, la maggior parte buoni ufficiali, c'imbarcammo a bordo +d'un vapore francese a quella volta. Toccammo Livorno: io contavo di +non sbarcare, ma saputo il nostro arrivo da quel popolo generoso ed +esaltato, fu forza cambiar di proposito. Sbarcammo[2].» + + [1] GEMELLI C., _Storia delle relazioni diplomatiche tra la Sicilia + e la Toscana negli anni 1848-49_. Torino, Franco, 1853, p. 41. + + [2] GARIBALDI G., _Memorie autobiografiche_, Firenze, Barbèra. 1888, + p. 208. + +Sul soggiorno di Garibaldi in Toscana nel 1848 molto è da dire, anche +dopo tutto quello che lui stesso ne ha scritto; non sarà dunque +disutile rifare, colla scorta di nuovi documenti, la storia d'un +episodio, che è sconosciuto in grandissima parte. + + + + +II. + + +Il Montanelli fin dal 21 d'ottobre aveva ricevuto incarico dal +Granduca Leopoldo II di formare un nuovo Ministero. Vi era appunto +intorno, quando, nella mattinata del 25, ebbe da Livorno questo +telegramma: «È giunto nel porto, sul vapore _Pharamond_, proveniente +da Genova, il generale Garibaldi. Sembra che vada in Sicilia. Sono +stati dati gli ordini perché sia ricevuto in modo conveniente a sí +illustre italiano.» + +Il _Corriere Livornese_, diretto allora da Giovanni La Cecilia, +scriveva: «Alle 8 stamane giungeva l'avviso che il prode generale +Garibaldi era a bordo del pacchetto a vapore _Pharamond_, giunto da +Genova. Il sig. La Cecilia disponeva subito che una guardia d'onore +della nostra milizia cittadina, comandata da un ufficiale, presidiasse +la dimora dell'illustre italiano. In pari tempo la guardia municipale +vi mandava un suo distaccamento; e numerosissimo popolo, avendo alla +testa moltissimi officiali dello stesso corpo, si recava ad +incontrarlo. La Via Grande e la Piazza decoravansi quasi tutte a +festa, ed immenso popolo applaudiva all'eroe di Montevideo... Forti e +generose parole ha detto al popolo il Generale, ed ha salutato, in +fine, la Costituente italiana. Tutti i cittadini delle diverse classi +si sono affollati per visitare e conoscere da vicino il nostro +Garibaldi, che si crede disposto a partire per la Sicilia, e che il +popolo livornese vorrebbe invece rimanesse ora in Toscana.» + +Di questo desiderio del popolo livornese si fecero eco i consiglieri +Menichetti e Isolani, che, dopo la partenza del Governatore, +reggevano, per quanto era possibile, la bollente e irrequieta città. E +lo stesso giorno 25 d'ottobre, alle undici della mattina, cosí +telegrafavano al Montanelli: «Garibaldi, sebbene diretto per la +Sicilia, non sarebbe alieno dal prestare i suoi servigi al Governo +Toscano. Rispondete che cosa ne pensate. Egli partirebbe di qui alle +quattro pomeridiane, se non vi sono avvisi in contrario». Era già da +una mezza ora sonato il mezzogiorno e la sospirata risposta non +veniva. Allora fu telegratato di nuovo al Montanelli: «Occorre che sia +data sollecitamente qualche risposta al primo dispaccio intorno alla +presenza del generale Garibaldi». La risposta venne spedita da Firenze +alle tre, e diceva: «Non essendo ancora costituita la nostra autorità, +non posso promettere nulla di positivo a Garibaldi. Se può, differisca +con la sua partenza». Com'era naturale, non piacque punto. Il +Menichetti bisognò che si recasse sull'atto a Firenze a farsi +interprete di questo desiderio, che aveva tutta l'aria d'un comando. +L'Isolani ne avvisò, senza metter tempo in mezzo, il Montanelli. +«Menichetti», cosí gli diceva, «è partito per Firenze: ha bisogno +urgente di parlarti: occorre che tu sia reperibile all'arrivo del +treno». Il popolo d'aspettare non la intendeva per niente, e il povero +Isolani, tredici minuti dopo, fu obbligato a telegrafargli di nuovo: +«Il popolo di Livorno vuole a qualunque patto che Garibaldi rimanga al +servizio della Toscana. Si è riusciti a trattenere la partenza del +vapore, che lo condurrebbe in Sicilia, fino alle sette. Occorre avere +subito una risposta decisiva. Il popolo è molto agitato». Lo stesso +Garibaldi si fece avanti da per sé con questo telegramma al +Montanelli, scritto alle sette e quindici minuti della sera: «Domando +se prende Garibaldi al comando delle forze toscane, e opera contro il +Borbone: sí, o no. GARIBALDI». Il Montanelli alle otto e sei minuti +replicava non a lui, ma all'Isolani: «Confermo quanto ho già scritto, +che se Garibaldi può trattenersi, gli daremo risposta appena il +Ministero della guerra sarà istallato. Ma nel momento non abbiamo +autorità». Ventitrè minuti dopo telegrafò a Garibaldi stesso, +dicendogli: «Per rispondervi, bisogna che prima io conosca quali sono +le forze toscane. Finché il Ministero non è istallato non possiamo dir +nulla». La missione del Menichetti, come era da aspettarsi, non +approdò a niente. «Ho esposto il tutto a Montanelli» (telegrafava +all'Isolani alle nove e trentacinque minuti della sera) «e mi ha dato +la stessa risposta che ha già inviata a Garibaldi, che cioè non +possono prendere nessuna misura finché non è costituito il +Ministero[1].» + + [1] _Documenti del Processo di lesa maestà istruito nel Tribunale di + Prima Istanza di Firenze negli anni 1849-1850_, Firenze, Tip. del + Carcere alle Murate, 1850, p. 372 e segg. + +Il giorno dopo, il _Corriere Livornese_ dava i seguenti ragguagli: +«Garibaldi è rimasto fra noi, perché il cuore e la mente di Garibaldi +hanno compreso il popolo toscano e il valore dell'inaugurata +Costituente italiana. Garibaldi non è rimasto insensibile alle +dimostrazioni de' livornesi. Egli è rimasto, sperando cosí di essere +piú utile alla Sicilia in particolare ed alla causa italiana. Noi +desideriamo che egli venga preposto immediatamente al comando supremo +delle nostre truppe, per ricondurle alla disciplina e all'amore della +patria, che sempre dovrebbero sentire». + +Con ingenua schiettezza Garibaldi confessa nelle sue _Memorie_ d'aver +commesso uno sbaglio nello scendere a terra e restare in Toscana. «Io +piegai, forse indebitamente», (son parole di lui) «alle sollecitazioni +di quella popolazione, la quale frenetica pensò che noi ci +allontanavamo torse troppo dal campo di azione principale. Mi si +promise che in Toscana si formerebbe una forte colonna, e che, +accresciuta di volontari cammin facendo, si poteva per terra marciare +sullo Stato Napoletano, e coadiuvare cosí piú efficacemente alla causa +italiana e alla Sicilia. Mi conformai a tali proposte, ma mi avvidi +ben presto dello sbaglio. Si telegrafò a Firenze, e le risposte circa +i progetti menzionati erano evasive. Non si contrariava apertamente il +voto emesso dal popolo livornese, perché se ne avea timore, ma da chi +capiva qualche cosa si poteva dedurne il dispiacere del Governo. +Comunque fosse, era la fermata decisa, e partito il vapore[1]». + + [1] GARIBALDI, Op. cit. p. 208. + +Garibaldi, risoluto che ebbe di fermarsi, andò a stare in casa di +Carlo Notary, dove già aveva preso stanza la moglie Anita; «ed era +giusto», soggiunge il _Corriere Livornese_, «che Carlo Notary, da +tanti anni propugnatore delle nostre libertà, che negli ultimi +avvenimenti dette le piú chiare prove della sua devozione sincera al +bene della nostra città, ospitasse Garibaldi, uno dei piú puri e +valenti italiani.» + + + + +III. + + +Anche il giorno 26 ricominciò la solita storia dei telegrammi. Ecco +quello che fece l'Isolani al Montanelli: «Garibaldi ha differito per +ora la sua partenza per la Sicilia, attendendo istruzioni dal Governo. +Ieri sera sono scesi a terra gli uomini della sua legione e hanno +preso alloggiamento in città. Ho dato ordine perché sia provveduto +alla loro sussistenza»[1]. Il Montanelli fece orecchi da mercante; ma, +tempestato dal Notary, perdette la pazienza, e replicò: «Ho già +risposto a Garibaldi. Lasciateci un poco in pace. Lavoriamo il +programma[2], che quantunque breve, richiede discrezione e +meditazione». Poi, pentitosi d'aver parlato cosí, sedici minuti dopo +indorava la pillola con questo nuovo telegramma: «A noi piace molto il +prode italiano, e hai fatto bene a trattenerlo. Ma ancora non sono +venuti i decreti[3], per causa di quelle solite formalità, e non +possiamo prendere alcuna determinazione.» + + [1] Il _Corriere Livornese_ cosí racconta lo sbarco de' garibaldini: + «I militi di Garibaldi (circa settanta) sbarcavano circa le undici + pomeridiane, ed erano provveduti immediatamente di alloggio e di + quanto loro bisognava». + + [2] Il programma politico del nuovo Ministero, che fu letto alle + Camere il 28 d'ottobre. + + [3] I decreti di nomina de' nuovi Ministri vennero sottoscritti dal + Granduca il 27 d'ottobre e pubblicati lo stesso giorno nella + _Gazzetta di Firenze_, n. 267. + +Per due giorni fu lasciato in pace; ma il 30 siamo alle solite, e chi +torna a insistere è il Notary. Questa volta fa capo al Guerrazzi, a +cui telegrafa: «Ieri sera (29), con la scusa degli Elbani[1], +spiacevoli fatti; sortita della truppa a fraternizzare; qualche +cristallo rotto. Questo è tutto il danno reale, ma il danno morale è +maggiore. Io ero al teatro con Garibaldi; non potei reprimere. Grandi +ovazioni a Garibaldi. Subito che si può, vi prego pensare per lui. +Dite se lo volete costà.» + + [1] Il giorno 27 era arrivato da Portoferraio il vapore _Il Giglio_ + con una deputazione di centoventi elbani, venuti a fraternizzare + co' livornesi. + +Di lí a poco ecco che capita a Garibaldi una staffetta da Genova, che +gli reca queste notizie: «Pepe uscí di Venezia, batté gli Austriaci, +riprese Mestre, 400 prigionieri e 4 cannoni. Per tutta Venezia si +suona a stormo. I nostri sulle vie di Treviso. La Valtellina e tutta +la Lombardia insorta». Che il Pepe avesse fatto una sortita da +Venezia, e con lieta fortuna, era vero; il resto, in grandissima +parte, fandonie. Ma in quei giorni chi piú le sballava grosse, piú +trovava fede. Infatti, per darne qualche esempio, Piero Gironi +scriveva da Lugano il 29 ottobre al Notary: «Insurrezione in +Valtellina bene sviluppata. Vi sono molte colonne che marciano su +Bergamo. Queste notizie sono ufficiali. Questa sera entriamo in Italia +con D'Apice, che si metterà alla testa dell'insurrezione. Se di costà +ci aiutate con un diversivo sopra Modena, noi potremo essere a Milano +sabato o domenica»; e il giornale _La Concordia_ di Torino stampava: +«Garibaldi è partito precipitosamente da Livorno per accorrere alla +testa degli insorti. Egli saprà certamente ripetere le lezioni di +Luino! Il solo suo nome basta a mettere la confusione fra i cagnotti +di Haynau; che farà poi la sua presenza, ora che è sostenuto anche +dagli abitanti?». + +Garibaldi non si mosse. Per un istante, peraltro, vagheggiò il +pensiero di valicare l'Apennino. Si ritrae da un telegramma del La +Cecilia al Montanelli, fatto lo stesso di 30, che dice: «Garibaldi +parte domani per Lombardia. Occorrono domani vesti e armi per il primo +corpo di volontari che parte per Lombardia». Il Notary, alla sua +volta, ne avvisava il Guerrazzi: «Garibaldi vuol partire col primo +treno per la via di Parma. Istruzioni subito. In Genova sono a sua +disposizione denari e uomini, che lo raggiungeranno per terra». +Silenzio assoluto da parte del Montanelli e del Guerrazzi per tutta la +giornata: in quella seguente, non al La Cecilia, ma all'Isolani, il +Montanelli telegrafava: «Farai sapere che domani» (primo di novembre) +«nel Consiglio ci occuperemo dei provvedimenti richiesti per cooperare +alla guerra d'indipendenza. Dio voglia che le notizie della Lombardia +siano vere». L'Isolani, non sapendo come uscirne, ricorse al +Guerrazzi. «Gli uomini di Garibaldi», son sue parole, «chiedono di +essere armati ed equipaggiati a spese dello Stato, per marciare in +Lombardia. Qual'è la volontà del Governo?» La risposta venne lo stesso +giorno; e fu mandata a voce, col mezzo di Silvio Giannini; ma non +riuscí gradita, come si ricava da questo arrogante dispaccio del +Notary al Guerrazzi: «Male, malissimo è il mandare ambasciate per +mezzo di terzo. Giannini dice che D'Ayala non vuole Garibaldi, perché +ha già sei generali: ma buoni a che? Garibaldi poteva essere in +Palermo. Il vóto pubblico lo volle e lo vorrebbe qui; voi non volete: +poco importa. Vedrete le conseguenze. Capita occasione per mandarlo +via, senza strepito, con poche armi, poche cose; se ne sorte; e si +negano.--Comincia a brontolarsi.--Pensiamo bene, e non parliamo a +tutti.» + +Venne deciso che in quello stesso giorno Garibaldi sarebbe andato a +Firenze per trattare a voce col Ministero; ma sul piú bello capita a +Livorno il Castellani, incaricato d'affari di Venezia. E Garibaldi, +muta a un tratto proposito, e comincia a vagheggiare il pensiero +d'offrire la sua spada alla Regina dell'Adriatico. Il Notary, piú che +mai indispettito, ne avvisa il Guerrazzi. «L'arrivo qui del +Castellani», telegrafa, «sospende la gita costí di Garibaldi. Questa +sera, vedrete che ci sarà scamottato. Saremo, o no, criticati»? Il +giorno appresso, primo di novembre, il Guerrazzi risponde: «Si +concedono le cose che domanda il generale Garibaldi». Questo dispaccio +s'incrocia con quello del Petracchi, capo popolo livornese che +annunzia: «Il Garibaldi parte domani per Firenze insieme alla sua +colonna di ottanta individui circa ». Perduta ogni speranza di esser +preso al servizio della Toscana, s'era finalmente deciso d'andare a +Venezia, con piacere grandissimo del Ministero democratico, che visto +che partiva davvero, cominciò a fargli ponti d'oro. Infatti il +Presidente del Consiglio gli mandava a dire: «Non vi saranno +difficoltà a concedere ciò che si richiede. Vorremmo sapere +l'itinerario. Potrebbe la colonna dividersi nel viaggio, per poi +riunirsi sulla frontiera. Rispondete». Garibaldi replicava subito: «La +legione è di 85 uomini. Fino a Firenze verranno riuniti. Costi farò +ciò che crederete per la via di Bologna. Grazie per le concessioni». A +Mariano D'Ayala, Ministro della guerra, taceva le sue domande con +questo foglio, tutto di sua mano: + +_Autorizzazione di arruolare individui per la colonna Garibaldi._ + +_300 capoti._ + +_300 paia di scarpe._ + +_250 fucili con baionetta e corredi._ + +_20 spade o squadroni per ufficiali con cinturoni._ + +_Il sussidio dei mezzi che piacerà al sig. Ministro per poter arrivare +sino a Bologna._ + +_3 cavalli con una sella._ + +_Se il governo toscano desiderasse che questa colonna fosse annessa +all'esercito Toscano, sussidiariamente potrebbe allora dare i suoi +ordini a proposito, al capo della forza ed alle autorità locali, ove +detta colonna potrebbe transitare._ + +_3 carri per il trasporto delle munizioni e bagagli._ + +_Una guida per la marcia._ + +_Ordini al capo della frontiera cogli Stati Sardi di di ausiliare a +una compagnia mantovana ed altri individui venuti da Genova [1] acciò +possano incorporarsi alla colonna sulla strada di Bologna._ + + [1] Erano i resti del battaglione degli studenti di Mantova, che + ascendevano a circa quattrocento. Ne faceva parte anche Nino + Bixio, che in un suo taccuino, avuto in dono da Goffredo Mameli, + cosí ne descrive l'itinerario: + + _Partito da Genova con un avanzo della Legione Mantovana il 3 + novembre 1848._ + + _A Pontremoli il 5 novembre._ + + _Da Pontremoli il 10 idem._ + + _A Firenze il 15 idem._ + + _Da Firenze il 16 idem._ + + _A Ravenna il 21 idem, dove raggiungiamo la legione Garibaldi._ + + Cfr. GUERZONI G., _La vita di Nino Bixio_, Firenze, Barbèra, 1875, + pag. 70. + +_1000 pacchi cartatucci da fucile._ + +_Del resto si starà alla generosità del cittadino Ministro ed ai suoi +ordini in tutto ciò che riguarda la presente richiesta[1]._ + + [1] Cfr. _Memorie di Mariano D'Ayala e del suo tempo (1808-1877) + scritte dal figlio MICHELANGELO_, Roma, Bocca, 1886, pag. 169. + +Lo stesso giorno, a Giovanni Vecchi, medico chirurgo di Casteggio, che +per lettera gli manifestava il desiderio d'accompagnarlo, Garibaldi +rispondeva: «Noi non potremmo passare da Casteggio, ma dirigendosi per +Firenze noi prenderemo il cammino della Lombardia, o del Veneto[2].» + + [2] GARIBALDI G., _Epistolario_, Milano, Brigola, 1885; I, 22. + +Come Dio volle, il 3 novembre lasciò Livorno. «Il nostro soggiorno in +Livorno fu breve»; cosí ne parla nelle _Memorie_: «si ricevettero +alcuni fucili, ottenuti piú dalla buona volontà di Petracchi, capo +popolano, e dagli altri amici, che da quella del Governo. L'aumento di +numero della nostra forza era insignificante. Si disse di marciare a +Firenze, dove si farebbe di piú; ma fu peggio.» + +La stessa mattina de' 3 l'Isolani telegrafava al Guerrazzi: «Col +secondo treno è partito per Firenze Garibaldi con i suoi uomini. +Sommano a novanta. Sono armati. Petracchi ha consegnato loro i +fucili». Il Notary, parecchie ore dopo, inviava questo telegramma al +Montanelli: «Garibaldi pranza da te. Avvertilo che la sua consorte è +partita con l'ultimo treno. Col treno stesso vi sono dei fucili e +munizioni. Che Garibaldi, o Bardi, pensino a ritirarli. Salute». + + + + +IV. + + +Il giornale fiorentino _L'Alba_ cosí ne annunziava l'arrivo: «Stamani, +a mezzogiorno, è arrivato a Firenze [1] il generale Garibaldi con +ottantaquattro uomini che lo seguono. È stato incontrato alla stazione +della via ferrata Leopolda da eletta schiera di cittadini, da bandiere +e dalla banda militare, che per via Borgognissanti lo hanno +accompagnato alla casa De Gregori, in piazza S. Maria Novella, +destinatagli per abitazione. Lungo il cammino la folla era immensa e +plaudente; gli applausi sono divenuti piú fragorosi ed unanimi sulla +piazza. Il Garibaldi si è fatto al terrazzo e ha pronunziato +all'incirca le seguenti parole: _Immensa è la gratitudine che io sento +per voi, o Toscani. Né essa nasce oggi, ma rimonta a epoca piú +lontana, all'epoca in cui il popolo toscano fu il primo a onorare quel +poco che avevo fatto per l'America[2]. Io credo però che la simpatia +che mi dimostrate, più che all'individuo, sia al principio che intendo +sostenere sui campi italiani, e in questo senso io vi debbo una +maggior gratitudine. Il popolo toscano, senza far torto agli altri, è +colto e gentile; ad esso spetta perciò maggiormente a dimostrare +quanto gli_ _stia a cuore e quanti sacrifici meriti la nostra patria. +La vostra simpatia mi è cara, perché diretta alla causa italiana, per +la quale ho combattuto. Sono persuaso che voi, Toscani, il piú +intelligente e gentile dei popoli italiani, saprete nel tempo stesso +esser quello che piú senta la vergogna della nostra posizione attuale. +E non dubito che vorrete difendere fino all'ultimo istante quella +causa per la quale tutti dobbiamo sacrificare le sostanze e la vita._ +Nuovi applausi. Il sig. Niccolini, romano[3], ha dette calde parole +analoghe alla circostanza, chiudendo: _Viva Garibaldi, viva l'Italia._ +Il Garibaldi si è ritirato: nuovi strepitosi applausi. Garibaldi, +ritornato solo sul terrazzo, ha detto: _La mia anima è con voi, o +Toscani; dovunque mi conduca il destino, la mia anima resterà sempre +con voi e coll'Italia_.» + + + [1] Appendice N. I. + + [2] Fino dal 1846 Cesare De Laugier, il condottiero futuro de' + Toscani alla guerra dell'indipendenza, co' torchi del Fumagalli + aveva stampato a Firenze i Documenti intorno a _Garibaldi e la + legione italiana a Montevideo_; e in Toscana, per opera sopratutto + di Carlo Fenzi e di E. Cesare Della Ripa, era stata aperta la + sottoscrizione per offrire una spada d'onore al prode soldato. La + eseguí con molta bravura Francesco Vagneti, e può vedersene il + disegno nel _Mondo illustrato_ di Torino (ann. II, N. 19, sabato + 13 maggio 1848), insieme con la descrizione che ne fece Luigi + Cicconi, intitolata: _Spada destinata in dono a Giuseppe + Garibaldi_. Anche lo stesso autore, il Vagneti, ne fece una + descrizione: cfr. _La spada che l'Italia destina al general + Garibaldi_, nella _Rivista di Firenze_, N. 64, del 21 giugno 1848. + Garibaldi fin da quando era in America vagheggiava di ridursi in + Toscana, e di pigliarvi servizio co' suoi compagni d'arme. Si + rileva da questa lettera del Console di Montevideo a Genova, + scritta il 5 marzo del '48: «L'altro «giorno giunse a Genova la + moglie del generale Giuseppe Garibaldi con i suoi tre figli. Il + Garibaldi a quest'ora ha lasciato Montevideo per venire in Italia + con una parte della sua legione. Qui si fece una dimostrazione + alla sua moglie appena giunse, e le venne presentata una bandiera + tricolore, che accettò piangendo e gridando: _viva l'Italia e + gl'italiani_. Domani l'altro essa partirà per Nizza, e arrivato + che sia il marito, verranno a stabilirsi in Toscana, dove + Garibaldi ha intenzione di prendere servizio insieme colla sua + legione». Cfr. _Rivista di Firenze_, supplemento al N. 19 dell'8 + marzo '48. + + [1] Costui, che ebbe tanta e cosí brutta parte ne' rivolgimenti + toscani del 1848 e '49, nel seguente modo parlava di sé in un + foglio volante a stampa, ora introvabile: «Toscani. Io mi presento + a voi e vi chieggo il vostro suffragio, sia per la Costituente, + sia per la Legislativa: e perché possiate darlo in conoscenza di + causa, vi dirò poche e semplici parole della mia vita e della mia + fede politica. Uno dei piú ardenti rivoluzionari del '31, + imprigionato appena fu spenta la rivoluzione, fui messo in libertà + per l'amnistia del giugno; rimprigionato di nuovo, fui reso alla + libertà nella venuta delle truppe francesi in Ancona. Là e con gli + scritti e colla parola propugnai la causa della libertà, e per + quanto fu in me cercai di suscitare nel popolo odio per la + dominazione straniera e per quella del potere temporale dei papi. + Miei furono tutti i proclami rivoluzionari usciti in quel tempo + alla luce. Arrestato dallo stesso generale Cubiers nella + stamperia, mentre correggeva le prove della risposta alla bolla di + scomunica che Gregorio aveva lanciata contro quella città, fui + costretto ad esulare. In compagnia di quel santo martire + Ricciotti, transitai per Firenze, da cui venimmo espulsi in tre + ore, e non giungemmo a Livorno che per essere posti in fortezza; + tale era l'ospitalità di colui di Lorena! Giunto a Parigi, + protestai pubblicamente contro la condotta dei Francesi in Ancona. + Quel grande di Lafayette lesse la mia protesta alle Camere, e mi + scrisse lettera, che preziosamente conservo, encomiando la mia + condotta in Ancona ed in Francia. Membro della Società dei Veri + Italiani, presieduta dal tanto celebre Buonarruoti, quindi + vicepresidente, fui uno dei redattori della Costituzione da + presentarsi all'Italia il dí della rivoluzione, le cui basi erano + l'unità e la repubblica, la cui capitale era Roma. Questa + costituzione, scritta tutta di mio pugno, fu litografata, e ne + conservo una copia. Fino d'allora adunque era repubblicano + unitario. Durante i sedici anni di esilio, sia in Francia, sia a + Londra nella Società Democratica, di cui fui anche presidente, + combattei sempre per la santa causa del popolo. Tornato in Italia, + mi fissai a Roma. La stampa non essendo ancor libera, con iscritti + clandestini mi detti a minare il Governo dei preti e il potere dei + gesuiti; e perché in Roma difficilmente si trovavano stampatori, + in Livorno mandava i miei manoscritti, e di là mi tornavan + stampati. Uno dei fondatori del Circolo del Popolo in Roma, di cui + compilai gli statuti, andava giornalmente facendo proseliti alla + causa della libertà e minava sempre più il potere clericale. Ma + questo, al solito, mi chiuse la bocca; imprigionato, fui cacciato + di Roma, benché cittadino romano, e rilegato a Bologna. Non vi era + ancor giunto, che si proclamò la guerra. Chiamati tutti i miei + amici alle armi, corsi verso Bologna; e là impaziente degli indugi + che Pio IX poneva al passaggio del Po, precipitai la partenza e + con cinque compagnie accorsi a Venezia. Incaricato di molte e + interessantissime missioni; officiale di stato maggiore, combattei + come soldato a Cornuda, a Treviso, a Primolano; e conservo lieve, + ma gloriosa vestigie di quel combattimento. Le nostre cose andate + in ruina, venni in Toscana; e sarà inutile il dire il poco che + potei fare, perché da tutti è conosciuto. Il popolo mi vide sempre + fra le sue file e alla testa quando si trattò di ridomandare o di + far riconoscere i suoi diritti non solo, ma anche quando pochi + scellerati Io volean trascinare ad azioni che potean disonorarlo. + Tale io mi fui. Io vi chieggo con confidenza il vostro suffragio, + perché ho la coscienza che non tradirò le vostre speranze, se voi + volete eleggere uno che sia repubblicano unitario. Se metterete il + mio nome nella scheda vi prego ad aggiungervi: _Niccolini di + Roma_. Firenze, li 5 marzo 1849. G. B. NICCOLINI di Roma». + +In que' giorni era capitato a Firenze Carlo Luciano Bonaparte principe +di Canino, che, dopo aver messo il maggiore scompiglio in Roma, veniva +ad aumentarlo in Toscana; vi erano pure capitati i due Romeo, Gio. +Andrea e Pietro Aristeo, i quali avevano diretto l'insurrezione delle +Calabrie; e dietro loro e con loro gente d'ogni paese e condizione. La +sera de' 5, per festeggiare Garibaldi, fu tenuta una straordinaria +adunanza del Circolo del Popolo [1]; «uno fra i Circoli che in Firenze +esercitavano la influenza maggiore e la piú notevole», e che «nato +nella sala di una quieta e remota contrada della riva sinistra +dell'Arno, divenne ben presto cosí numeroso, e di tanto concorso di +uditori affollato, che v'ebbe la necessità di trasferirne la sede in +un locale assai piú spazioso, e fu trasferita nel Teatro Leopoldo»[2]. +Di questo Circolo era stato anima il Guerrazzi; poi, salito che egli +fu al potere, ne assunse la presidenza Carlo Pigli, uomo, come ben +disse il Ranalli, «d'ingegno balzano, quanto ingordo di danaro», che +«parlava sempre, quasi mai a proposito, con voci e gesti e pensieri da +matto»[3]. Di quella adunanza cosí scrive il Pigli stesso: «Prevedendo +che il Teatro Leopoldo non sarebbe in questa occasione bastato a +contenere lo straordinario concorso del popolo, fu chiesto e ottenuto +il Teatro Goldoni. La sera del 5, poco dopo il tramonto, quel Teatro, +per quanto vasto, era pieno e incapace di una sola persona di piú. +Alle ore otto io introduceva nel palco scenico, ov'era il seggio della +presidenza, il principe di Canino, il generale Garibaldi e i due +Romeo, ricevuti in mezzo a vivissimi applausi. Presentandoli al +Circolo, accennai di ciascuno i particolari titoli, e conclusi col +ceder loro la presidenza»[4]. S'accese quindi una gara tra il Pigli, +il principe di Canino e il generale Garibaldi a chi le dicesse piú +grosse[5]. Garibaldi si sbracciava a sostenere che bisognava +«violentare il Governo ed eccitare il popolo»; e finí esclamando: +«Oggi mi pare che l'Italia è in una alternativa co' suoi reggitori, +cioè di rovesciarli, o di trascinarli: non c'è via di mezzo: una delle +due» Il Pigli prese addirittura a recitare la parte di Robespierre. +«La terra s'agita», cominciò a gridare: «freme insanguinata, e aspetta +sangue e poi sangue; e Dio disperda li augurii. Ma, e come sarebbe +possibile che in un momento tremendo di rivoluzione e di crisi +l'aspetto della società si cangiasse senza avvenimenti di sangue? A +guardar bene, o cittadini, si direbbe che la libertà, a somiglianza di +tutte le potenze del mondo, stabilir non si possa che pel diritto +della conquista. Infatti si tratta adesso di una quistione interamente +sociale, e precisamente si tratta dell'ultimo periodo dell'antica +lotta tra le caste privilegiate, che debbono scendere, e il popolo +diseredato, che deve salire. Pensate ora quante mai sono le vittime +condannate a cadere ai piedi dell'altar della patria. Fra queste +vittime vi è l'aristocrazia delle pergamene, ché da qui innanzi i +meriti e le distinzioni saranno conferite, non già pel merito degli +avi, ma pel merito proprio. Fra queste vittime vi è l'aristocrazia del +danaro, ché da qui innanzi la vera proprietà sarà la proprietà +personale; e v'è finalmente l'aristocrazia della mediocrità, questa +immensa famiglia di monocoli e peggio, che innalzata da un potere che +aveva bisogno di satelliti oscuri, sarà col tempo costretta a +spogliare le usurpate divise, in faccia a un altro potere, santo e +irresistibile, la pubblica opinione!» + + [1] Garibaldi era stato eletto per acclamazione socio onorario del + Circolo nell'adunanza del 2 novembre, e il vicepresidente G. + Chiarini e il segretario T. Menichelli si recarono il giorno + appresso dal generale per partecipargli la fatta nomina, che «fu + dall'illustre italiano accettata con quella gentilezza che lo + distingue». + + [2] PIGLI C., _Risposta all'Apologia di F. D. Guerrazzi_, Arezzo, + Borghini, 1852, p. 76. + + [3] RANALLI F., Le Istorie Italiane, Firenze, Le Monnier, 1859, II, + 493. + + [4] _Pigli_, Op. cit, p. 81. + + [5] Appendice II. + +Senza avvedersene, parlando de' «monocoli e peggio», innalzati «da un +potere che aveva bisogno di satelliti oscuri», accennava proprio a sè +stesso: il giorno dopo il Pigli fu nominato Governatore di Livorno![1] + + [1] Appendice III. + + + + +V. + + +Del suo soggiorno a Firenze Garibaldi cosí discorre nelle proprie +_Memorie_. «In Firenze accoglienza magnifica dal popolo, ma +indifferenza e fame per parte del Governo, e fui obbligato d'impegnare +alcuni amici per alimentare la gente. Era il Duca nella capitale della +Toscana. Si diceva però la somma delle cose nelle mani di Guerrazzi. +Io scrivo la storia, e spero di non offendere il grande italiano, se +dico il vero. Montanelli, acclamato meritamente dalla generale +opinione, lo trovai però quale me l'ero immaginato, leale, franco, +modesto, volente il bene dell'Italia, col cuore fervido d'un martire; +ma l'antagonismo d'altri neutralizzava qualunque buona determinazione, +e poco valse perciò la breve permanenza al potere del prode e virtuoso +soldato di Curtatone». A Mariano D'Ayala, Ministro della guerra, che +al pari del Guerrazzi non vedeva l'ora che andasse via dalla Toscana, +l'8 di novembre indirizzò questa lettera: «Cittadino Ministro. Sono a +pregarlo di avere la bontà ordinare che mi sia rimesso il foglio di +rota per centocinquanta uomini che penso far partire domattina buonora +per Calfaggiolo conformandomi con il convenuto con voi, e se poteste +avere la bontà di farmi rimettere pure cinquanta fucili ve ne sarò +sommamente grato. Comandate a tutto al vostro G. GARIBALDI»[1]. + + [1] D'AYALA, Op. cit., pag. 170. + +Lo stesso giorno pigliava commiato dalla cittadinanza con le seguenti +parole a stampa: «Toscani! Accolto in mezzo a voi con generosa gioia, +quale conviensi ad uomini valenti, che raccolgono un vero amico, non +vi parrà ch'io vi aduli, nobili Toscani, quando io vi dico che +insuperbisco de' vostri plausi, dell'affetto vostro. E ben a ragione +siete voi que' Toscani che a Curtatone, a Montanara, e sui colli a S. +Giorgio fatti schivi omai del titolo di gentili che a sí buon dritto +meritavate, degni vi faceste invece del titolo di strenui e di forti. +Io vi lascio, per correre ove i destini d'Italia paion chiamarmi: non +mi divido da voi, né mi separo coll'animo, colle speranze. Trovai a +Livorno impareggiabili cittadini, grandemente benemeriti del +risorgimento della nazione italiana; a Firenze un Ministero uguale +alla grandezza dei tempi, perché degno del popolo e dei destini della +gran patria comune; in tutta Toscana mi occorre un popolo impaziente +di lavar quelle macchie, che mani venali e vendute cosparsero sul nome +italico. Dio resti con voi. Dio ci accompagni. Emuliamo i sublimi +Viennesi, sdegnosi della tirannide. Se per avventura io dirizzerò i +miei passi là dove colle armi e col sangue uopo sarà decretare della +vittoria, non fia mestiere levar la voce per attirarvi su quella via +ove precederovvi; i prodi san rivenire le orme dei prodi. Confidate, o +Toscani, nella inconcussa giustizia della causa nostra, e state +adocchiando l'occasione. Dove si snuderanno i nostri brandi, ben esser +potrete certi che ivi si agiteranno le sorti della libertà e della +nostra Italia. Viva Toscana! Viva Italia!» + +Lasciato dunque il soggiorno di Firenze, che gli sembrò «inutile e +tedioso», fermò il proposito di «passare in Romagna», dove «sperava +far meglio»; tanto piú che dalla Romagna gli sarebbe stato piú facile +di recarsi a Venezia per la via di Ravenna. S'accinse dunque a passar +l'Apennino co' suoi. «Sulla strada», lo confessa non senza rammarico, +«ove dovevamo avere i necessari sussidi per provvedimento del Governo +Toscano, altro non trovammo che la benevolenza degli abitanti, +volonterosi, ma insufficienti ai bisogni nostri. Una lettera del +Governo suddetto ad un Sindaco della frontiera limitava la sussistenza +ed ordinava lo sgombro agli importuni avventurieri». Era una lettera +del Ministro dell'interno F. D. Guerrazzi; e quel Gonfaloniere (cosí +si chiamavano i Sindaci a quel tempo nella Toscana) ebbe la +dabbenaggine di fargliela leggere, come confessa lo stesso Garibaldi: +«Io aveva letto la comunicazione di quel Governo al Sindaco, nella +quale si raccomandava di liberarsi di noi al piú presto». Né questa fu +la sola lettera poco amorevole verso Garibaldi e i suoi seguaci, che +uscisse in quei tempi dalla penna del romanziere livornese, diventato +Ministro. Al R. Delegato della Lunigiana, impaurito de' discorsi +sovversivi che andava facendo una mano di volontari lombardi, che da +Pontremoli moveva alla volta di Firenze per raggiungere Garibaldi[1], +scriveva: «Sono un diluvio di cavallette. Consideriamole come una +piaga di Egitto, ed operisi con tutti i nervi onde presto passino e +contaminino meno luoghi che sia possibile» [2]. + + [1] La lettera del R. Delegato di Lunigiana, E. Sabatini, al + Ministro Guerrazzi è questa: + + «Informai nel decorso giorno (7 novembre '48) l'E. V. + che una parte del corpo franco Garibaldi erasi, lasciata Genova, + raccolta in questa città (Pontremoli); confermo che + dimani (9 novembre) si muove alla volta della capitale. Ora + debbo aggiungere all'E. V. che il soggiorno di quei militi + nel Granducato può essere cagione d'inquietudini; poiché il + tema dei loro discorsi al popolo, con cui cercano di stringere + rapporti, si è che la miglior forma di governo è la repubblicana, + e che neppure il regime costituzionale è buono, + perché i Principi sono traditori e nemici del popolo. Lodano + le defezioni delle truppe regolari, predicano il diritto + che hanno i soldati di dare giudizi delle persone e degli + ordini dei loro capi. Parlano anche male del presente Ministero + toscano, perché non ha abrogato il Principato e cacciato + il Granduca». + + Questa «parte del corpo franco Garibaldi» era formata + degli avanzi, già ricordati, del battaglione degli Studenti + mantovani. Garibaldi, nel suo breve soggiorno in Toscana, + spinto dal desiderio ardentissimo d'accrescere la propria legione + (la quale non ascendeva a «circa cinquecento volontari», + come vuole il Guerzoni, ma ad ottantacinque uomini, + come telegrafò il Generale stesso al Montanelli), fece appello + alla gioventù, col mezzo de' Circoli. Nella _Gazzetta di + Lucca_ de' 6 di novembre si leggeva il seguente invito, che + il giornale lucchese non fu il solo a stampare: «_Battaglione + della Morte_. Il prode generale Garibaldi è intento a formare + un battaglione di scelti e animosi individui italiani, i quali + abbiano volontà irremovibile di ottenere la intera indipendenza + d'Italia, o morire. I lucchesi, validi e schietti amatori + d'Italia, vorranno, speriamo, concorrere a formare questo + battaglione, modello per disciplina e valore nella guerra imminente. + Il battaglione sarà comandato dal generale Giuseppe + Garibaldi, e avrà per cappellano il padre Alessandro + Gavazzi. Alle stanze private del Circolo di Lucca, per incarico + ricevuto dal detto Generale, sono ostensibili le condizioni + per esser messi a far parte di questa eletta di prodi, + e il figurino dell'uniforme. Ivi si ricevono pure le soscrizioni». + Furono parole al vento! + + [2] GUERRAZZI F.D., _Appendice all'Apologia_, Firenze, Le Monnier, + 1852, p. 72. + + + + +VI. + + +Il prode condottiero, disgraziatamente, aveva voce in que' giorni di +testa calda e avventata; si temeva sopratutto che i sovvertitori, de' +quali vi era una straordinaria abbondanza, usassero del suo nome, del +suo valore e della sua audacia per alzare il capo e tentare qualche +colpo di mano. Appunto per questa ragione, perfino il Ministero +democratico della Toscana cercò di sbarazzarsene, e se ne lavò le mani +in fretta e furia, dandogli poche armi, e pregando Pellegrino Rossi, +mente e braccio del Ministero costituzionale di Pio IX, ad accordargli +libero il passo. + +Né questa fu la sola ragione di non accettarlo al servizio della +Toscana. Garibaldi allora, come generale, non godeva quella +reputazione che cominciò ad avere dopo la difesa di Roma. Lo confessa +schiettamente anche il suo compagno d'armi e biografo Giuseppe +Guerzoni. «Gl'italiani», son sue parole, «stimavano Garibaldi un +condottiero di bande, e nulla piú; e si sarebbero ben guardati +dall'affidargli una parte importante, molto meno il comando d'un +esercito». E, quasi temesse d'esser stato poco chiaro, ribatte il +chiodo affermando che nel '48 e '49 «malauguratamente su di lui pesava +quella reputazione di valente condottiero e di inetto generale, che +gli era stata buttata addosso come una camicia di forza fin dal suo +primo ritorno in Italia»[1]. + + [1] GUERZONI G., _Garibaldi_, Firenze, Barbèra, 1882; I, 280. + +Con tutto ciò, l'avere sdegnato le profferte di Garibaldi e il non +essersi voluti servire della sua spada fu uno de' tanti errori del +'48. A nome proprio e dei compagni, da Montevideo, col mezzo di +monsignor Bedini, Nunzio apostolico a Rio Janeiro, egli sin dal '47 si +era rivolto con queste parole a Pio IX: «Se oggi le braccia che hanno +qualche uso delle armi sono accette a Sua Santità, è superfluo il dire +che piú volentieri che mai noi le consacreremo al servizio di colui +che fa tanto per la Patria e per la Chiesa... Non è già la puerile +pretensione che il nostro braccio sia necessario, che ce lo fa +offrire; sappiamo benissimo che il trono di S. Pietro riposa su basi +che non possono crollare, né confermare i soccorsi umani, e che di piú +il nuovo ordine di cose conta numerosi difensori, i quali saprebbero +vigorosamente respingere le ingiuste aggressioni de' suoi nemici; ma +poiché l'opera deve esser repartita tra i buoni, e la dura fatica data +ai forti, fate a noi l'onore di contarci tra questi». Non ebbe neppure +risposta! Nel giugno del '48 sbarca a Nizza, e le prime parole, che +proferisce in pubblico, son queste: «Tutti quelli che mi conoscono +sanno se io sia mai stato favorevole alla causa dei Re; ma questo fu +solo perché allora i Principi facevano il male d'Italia; ora invece io +sono realista e vengo ad esibirmi coi miei al Re di Sardegna, che s'è +fatto il rigeneratore della nostra Penisola, e sono per lui pronto a +versare tutto il mio sangue». Da Nizza, di lí a poco, passa a Genova, +e in un'adunanza del Circolo Nazionale esclama: «Io fui repubblicano, +ma quando seppi che Carlo Alberto si era fatto campione d'Italia, io +ho giurato d'ubbidirlo, e seguitare fedelmente la sua bandiera. In lui +solo vidi riposta la speranza della nostra indipendenza; Carlo Alberto +sia dunque il nostro capo, il nostro simbolo. Gli sforzi di tutti gli +italiani si concentrino in lui. Fuori di lui non vi può esser salute». +Tra il 3 e il 4 di luglio si presentò al Re, al quartiere generale di +Roverbella; si presentò, pieno di devozione e di fede, ma non trovò +ascolto! Venne allora in Toscana, e che accoglienza vi trovasse, si è +veduto! + +Dopo la difesa di Roma e la ritirata a S. Marino, il generale Alfonso +Lamarmora conobbe Garibaldi a Genova nel settembre del '49. «Ho +visitato Garibaldi», scriveva al Da Bormida: «ha bella fisionomia, un +far rozzo, ma franco; sempre piú mi persuado che in buone mani se ne +poteva trar partito». Sette giorni dopo tornava a scrivergli: +«Garibaldi non è uomo comune; la sua fisionomia, comunque rozza, è +molto espressiva. Parla poco e bene: ha molta penetrazione: sempre piú +mi persuado che si è gittato nel partito repubblicano per battersi e +perché i suoi servigi erano stati rifiutati. Né lo credo ora +repubblicano di principio. Fu grande errore il non servirsene. +Occorrendo una nuova guerra, è uomo da impiegare» [1]. La nuova guerra +venne, e l'errore del '48, per fortuna d'Italia, non fu ripetuto! + + [1] CHIALA L., Alfonso Lamarmora, commemorazione, Firenze, Barbèra, + 1879, p.24 e sg. + + + + +VII. + + +Nella descrizione del viaggio di Garibaldi da Firenze a Bologna il +Guerzoni è assai inesatto. «Giunto alle Filigare» (cosí scrive) «trova +un inatteso intoppo. Il generale Zucchi..... posto dal Rossi a +Commissario straordinario di Bologna, timoroso che Garibaldi mirasse +allo Stato Pontificio coll'intenzione di agitarlo e sommuoverlo, gli +aveva inviato incontro un battaglione di Svizzeri, coll'ordine preciso +di sbarrargli il passo». E seguita dicendo come Garibaldi allora non +vide altro espediente che quello di recarsi in persona egli stesso a +Bologna, per spiegare allo Zucchi lo scopo del suo viaggio, e +persuaderlo a lasciargli proseguire il cammino fino all'Adriatico. Lo +Zucchi non volle in sulle prime ascoltar ragioni, e rinnovò il +divieto; ma essendosi vociferata la cosa, e il popolo tumultando +minacciosamente perché fosse lasciato libero il transito al famoso e +già amato capitano, anche il generale pontificio stimò bene di +arrendersi, e Garibaldi poté traversare, sicuro, Bologna, e arrivare +non molestato a Ravenna.» + +Invece la cosa andò in ben altro modo. La stessa mattina del 25 +ottobre che Garibaldi arrivò a Livorno, vi giunse pure il generale +Carlo Zucchi, che, a proposta di Pellegrino Rossi, era stato eletto da +Pio IX ministro delle armi. Proseguí esso il suo viaggio, e appena fu +a Roma entrò subito in carica; quand'ecco che il 5 novembre il Papa lo +chiama in tutta fretta e gli dice: «Sono accaduti in Bologna e in +Ferrara gravi disordini. Ho deliberato di mandarvi colà a vedere come +realmente sono le cose e a rimettervi l'ordine». Il generale rispose: +«Santo Padre, domani tosto partirò». Pio IX soggiunse: «Le cose sono +troppo urgenti per ammettere dilazione di tempo: dovete partire +subito». Lo Zucchi replicò: «Ebbene, entro due ore sarò in viaggio». +Infatti due ore dopo partí, in compagnia del conte Ippolito Gamba, +investito insieme con lui «di tutti i poteri che spettano nei casi +urgenti alle podestà esecutive ed amministrative nelle Legazioni di +Ferrara, di Bologna e di Ravenna e nella Delegazione d'Ancona». +Arrivato a Bologna la notte dell'8, proseguí immediatamente il suo +viaggio alla volta di Ferrara, non fermandosi altro che per cambiare i +cavalli. In questo frattempo Garibaldi colla sua legione giunse ai +confini delle terre pontificie. Un giornale bolognese d'allora, _La +Dieta italiana_, scriveva: «Ieri (8 novembre) alle quattro pomeridiane +partirono di qui (Bologna) 400 svizzeri comandati da un maggiore, alle +volta di Pianoro, pel confine toscano. Questa partenza ha promosso una +quantità di congetture, quasi tutte poco onorevoli al nostro +Ministero; tutte però s'accordano nell'idea che detto movimento di +truppa sia stato cagionato dal sapersi il prossimo arrivo dalla +Toscana del generale Garibaldi con alquanti de' suoi legionari». +_L'Alba_ di Firenze nel suo numero del 10 novembre raccontava: +«Persona giunta questa sera da Bologna ci reca la notizia che il +Governo Pontificio abbia ricusato l'ingresso sul suo territorio al +generale Garibaldi ed alla sua legione, inviando ai confini un corpo +di 400 svizzeri e dragoni per appoggio a questo divieto. L'annunzio di +questa misura aveva portato del malumore in Bologna, ed il decreto +relativo, affisso alle cantonate, era stato strappato e fatto a brani +dal popolo. Garibaldi e la sua legione si trovano attualmente alle +Filigare sul confine toscano.» + +Fino dal primo momento dell'arrivo di Garibaldi a Firenze, una parte +della popolazione di Bologna, seguendo l'esempio di Livorno, s'era +messa in testa di volerlo per suo generale; e con una clamorosissima +dimostrazione ne aveva fatto formale domanda al cardinale Luigi Amat, +capo allora di quella Legazione; il quale, per schermirsi e quietare +il tumulto, fu costretto a dare buone parole. In questo mentre l'Amat +è richiamato a Roma, e gli succede, come Prolegato, il conte +Alessandro Spada, che arriva a Bologna la sera del 6 novembre. L'invio +de' 400 svizzeri a' confini venne fatto da lui e dal barone De Latour, +generale in capo delle milizie pontificie nelle quattro Legazioni. Il +giorno 9, in cui appunto seguí questo invio, fu presentata ad essi la +seguente fierissima protesta, che mostra quanto i cervelli si fossero +riscaldati. È sottoscritta: «Il Popolo Bolognese», e dice: «Bologna +chiese al Governo, per mezzo del cardinale Amat, il generale Garibaldi +per condottiero della sua legione. Il cardinale rispose annuirvi per +sua parte e che avrebbe efficacemente appoggiata in Roma la domanda +del popolo: e ciò al cospetto di migliaia di cittadini. Il popolo +conosce il carteggio passato fra il Nunzio di Firenze e il Legato di +Bologna; nel quale carteggio era chiesto, e consentito per ambedue le +parti, l'arrivo del Garibaldi e de' suoi uomini fra noi. L'atto sleale +onde è fermato con forze imponenti questo generale ai confini, mette +il popolo nel suo diritto di chiedere una spiegazione al Governo, onde +non essere necessitato da tanta illegalità a farsi da sé la ragione +della giustizia ed il diritto naturale delle genti. Quindi vuole +immediatamente e positivamente il richiamo delle truppe spedite contro +il generale in atto ostile, e ciò dentro questa stessa giornata; e +intende che sia onorato l'arrivo dell'eroe di Montevideo con quelle +dimostrazioni ch'ei merita, e soprattutto con l'invito sotto le armi +della brava italiana nostra Civica. In questa occasione il generale De +Latour si ricordi di esser bolognese e che un solo tratto di arbitrio +vale ad oscurare una reputazione faticata per anni». + +La sera del 10 Garibaldi arrivò a Bologna; non so, per altro, se +spontaneamente, o invitato. Una gazzetta di que' giorni cosí descrive +il suo ingresso: «Il generale Garibaldi è finalmente giunto fra noi. +Ieri sera, alle nove, arrivava a Bologna. Una considerevole folla di +popolo andava ad incontrarlo e distaccati dal suo legno i cavalli (ad +onta delle ripetute istanze del generale) lo trascinava, quasi in +trionfo, fino al _Grande Albergo Reale_, dove il Garibaldi fissava la +sua dimora. Qui giunto, il popolo ripeteva piú volte fragorosissimi +applausi ed evviva all'eroe di Montevideo, al valoroso campione +dell'indipendenza italiana. I legionari del Garibaldi sono sempre alle +Filigare, privi di mezzi e di risorse. Il generale Zucchi, ministro +della guerra, giungeva egli pure ier sera in Bologna, reduce da +Ferrara, senza per altro, lasciar trasparire nulla del suo arrivo». Il +giorno 11, da Bologna, cosí scrivevano all'_Alba_: «Garibaldi fu +incontrato alla Porta dal generale Latour, che lo accompagnò a piedi +ed a braccetto fino all'albergo. Il popolo, con bandiere e torcie, +faceva seguito e plauso». Lo stesso corrispondente dell'_Alba_ tornava +a scrivere due giorni dopo: «Il Governo Pontificio ha finalmente +concesso alla legione Garibaldi di transitare pel suo Stato, +consegnando le armi all'ingresso, per esserle restituite all'opposto +confine». Quanto vi sia di vero in questa ultima condizione lo ignoro. +Nella _Gazzetta di Bologna_ del 14 si legge: «Ieri sera (13) giunse in +Pianoro dalla Toscana la colonna dei volontari italiani, che è sotto +gli ordini del generale Garibaldi. Questa mattina (14), dopo aver +pernottato in quel paese, ha preso di colà la via di Romagna, diretta +al littorale dell'Adriatico». + +Sentiamo adesso il generale Zucchi[1]; anche l'accusato ha diritto +alla parola: «Addí 9 novembre mi giunse da Roma la seguente lettera +riservata, all'indirizzo di me e del conte Gamba:--Eccellenze, Il +Governo Toscano ha chiesto al Governo Pontificio il passaggio per 350 +uomini capitanati dal signor Garibaldi, che voglionsi recare a +Venezia. Il Governo di S. Santità prega le LL. EE. di prendere i +provvedimenti opportuni onde questo passaggio sia rapido ed innocuo. +Io non so quale via sia per scegliere. Le LL. EE. dovranno quindi +conferire con codesto signor Prolegato e scrivere a S. E. il signor +cardinale Legato di Forlí ed al signor Prolegato di Ravenna... Coi +sentimenti di distinta stima mi raffermo. Roma, lí 6 novembre 1848. +Dev.mo servo Rossi».--Lo Zucchi stesso dice che «massime lo stato di +Bologna dava materia a spavento», giacché «in essa tutte le passioni +rivoluzionarie ed anarchiche venivano in cento modi fomentate da una +turba di agitatori per mestiere, che s'era precipitata sopra quella +città con avidità canina di sovvertire». Aggiunge poi: «Arrestati +sicari e malandrini, feci disarmare tutti coloro che non erano +descritti nei ruoli della guardia nazionale, e mostrai ferma volontà +di tenere in freno quanti si fossero fatto lecito di turbare la +pubblica quiete. Siffatte opere rinfrancarono i cittadini onesti e i +savi uomini, esasperarono invece coloro che alla salute dell'inferma +patria anteponevano il trionfo delle proprie passioni e della propria +setta». La lettera del ministro Pellegrino Rossi ai commissari Zucchi +e Gamba spiega tutto. Essi, a seconda degli ordini ricevuti, dovevano +concertare coi Prolegati di Bologna e di Ravenna e col Legato di Forlí +la maniera migliore di accordare il passaggio a Garibaldi e ai suoi +legionari, e naturalmente ci occorse il suo tempo: di qui impazienze, +sospetti, malcontento. Del resto, anche per testimonianza del Farini, +«lo Zucchi non fece violenza al Garibaldi, ma si volle che, riposato +che si fosse, partisse co' suoi per Ravenna, di dove avrebbe potuto +imbarcarsi per trarre a Venezia»[2]. + + [1] _Memorie_, Milano, Guigoni, 1861, p. 147. + + [2] _Lo Stato Romano dall'anno 1813 al 1850_, II, 358. + +Brevissimo fu il soggiorno di Garibaldi a Bologna. Andatovi la sera +del 10 novembre, ne ripartí la mattina del 12; e come aveva fatto a +Firenze, tolse commiato della cittadinanza con un proclama a +stampa[1]. + + [1] Cfr. GARIBALDI G., Epistolario, I, 24. + +Il 2 giugno del 1885, a ricordo del fatto, venne murata sulla facciata +del _Grande Albergo Reale_ di Bologna, ora _Hôtel Brun_, la seguente +iscrizione: + + NELL'ANNO MDCCCXLVIII + GIUSEPPE GARIBALDI + DIMORÒ IL X E l'XI NOVEMBRE IN QUESTO PUBBLICO ALBERGO + SEMPRE CON L'ANIMO E CON L'OPERE + EROICAMENTE INTESE + ALLA REDENZIONE DELLA PATRIA + LA SOCIETÀ DEI SUPERSTITI DELLE GUERRE PER L'UNITÀ D'ITALIA + A RICORDANZA IN PERPETUO + P. A. MDCCCLXXXV. + + + + +APPENDICI + + + + +APPENDICE I. + +Di un immaginario soggiorno di Garibaldi in Toscana nel 1833 o 1834. + + +Racconta Niccolò Tommaseo «come un bel giorno passasse da Firenze un +giovane nizzardo, che andava in America, e si presentasse a +Giovampietro Vieusseux». E aggiunge: «Circa trent'anni dopo, un +signore fiorentino, frugando ne' suoi fogli, trova una lettera d'esso +Vieusseux, la quale dice: _Ho dato a un profugo anche per conto +vostro. Il nome suo è Garibaldi_»[1]. + + [1] TOMMASEO N., _Di Giampietro Vieusseux e dell'andamento della + civiltà italiana in un quarto di secolo, memorie_, p. 118. + +Il signore fiorentino era il marchese Gino Capponi. Ecco il testo +della lettera; «Cher ami! Que voulez-vous que je donne pour vous a M. +Garibaldi, que la Police oblige à partir demain sans faute, et qui +repassera chez moi à 4 h. pour avoir quelque secours? Je ferai ce que +je pourrai mais je ne pourrai pas faire grand chose. Ce Garibaldi est +un superbe homme et des manières distinguées. Il a laissé une femme et +quatre enfans». Il marchese Gino gli rispose: «Date venti lire al +signor Garibaldi». Queste due lettere non hanno data, ma Alessandro +Carraresi, che le ha messe di recente alla stampa, di sua testa le +colloca tra il gennaio e il febbraio del 1833 [1]. Tanto lui, quanto +il Tommaseo ritengono poi per sicuro che riguardino Giuseppe +Garibaldi, e pigliano un abbaglio de' piú grossi, giacché non si +tratta del condottiero famoso, ma di un oscuro profugo, che portava il +suo stesso cognome; comune, del resto, nella Liguria. + + [1] _Lettere di GINO CAPPONI, e di altri a lui_; I, 349. + +Quando il Mazzini stava organizzando la spedizione di Savoia, Giuseppe +Garibaldi, allora capitano marittimo mercantile, fu arrolato «come +marinaio di terza classe di leva» nella regia armata sarda. Si rileva +da' documenti che fu «iscritto alla matricola della direzione di Nizza +il 27 febbraio 1832 al n. 289»; che entrò al servizio, in Genova, il +26 dicembre del 1833; e che il 3 di febbraio del 1834 venne imbarcato +sulla regia fregata _Des Geneys_, dalla quale disertò il giorno dopo. +Con sentenza del Consiglio di guerra divisionario sedente in Genova, +de' 14 giugno dello stesso anno, fu condannato, insieme con Vittore +Mascarelli e con Giambattista Caorsi, «alla pena di morte +ignominiosa», e venne dichiarato esposto «alla pubblica vendetta come +nemico della patria e dello Stato» e incorso «in tutte le pene e +pregiudizi imposti dalle regie leggi contro i banditi di primo +catalogo». La sentenza li dice tutti e tre «autori di una cospirazione +ordita in Genova, nei mesi di gennaio e febbraio, tendente a far +insorgere le regie truppe ed a sconvolgere l'attuale Governo»; incolpa +il Caorsi «di avere fatto provvista d'armi, state poi ritrovate +cariche, e di munizioni da guerra»; il Garibaldi e il Mascarelli «di +aver tentato, con lusinghe e somme di denaro, effettivamente sborsate, +d'indurre a farne pur parte alcuni bassi uffiziali del corpo reale +d'artiglieria». + +Fin dal 5 di febbraio Garibaldi era fuggito da Genova, e la Polizia +faceva ogni sforzo per averlo nelle mani. Il Marchese Paolucci, +Governatore militare e civile di Genova, il 10 dello stesso mese, +annunziava al Vicario Regio di Pietrasanta, grossa terra della +Toscana, che era «stato iniziato un procedimento penale, per reato +d'insurrezione, contro Francesco Garibaldy e Rubens, latitanti»; gli +soggiungeva, «come in detto procedimento figurasse inoltre come uno +dei capi del movimento insurrezionale Giuseppe Garibaldy, fratello del +detto Francesco, marinaio in attività di servizio sui regi legni, +evaso da Genova la mattina del 5»; e «nell'ipotesi che il detto +marinaio Giuseppe Garibaldy raggiunga la Toscana, ove si crede che +abbiano trovato ricovero il fratello Francesco e il Rubens», lo +pregava «di disporre il di lui arresto ed estradizione». Conchiudeva +col dirgli: «le partecipo come da una lettera di Francesco Garibaldy, +qui pervenuta e sequestrata, si rilevi essere sua intenzione di +fermarsi alcuni giorni in Pietrasanta». Il giorno dopo torna a +scrivergli che, riguardo ai nomi e cognomi ha preso una filza di +sbagli, giacché Francesco si chiama invece Felice; non si tratta di +Garibaldy, ma di Garibaldi; e in quanto al Rubens, è Ruben di Sion +Cohen. Cosí poi gli dipinge Giuseppe: «ha capelli, barba, mustacchi e +favoriti rossicci, veste un _frak_ grigio-chiaro, porta cappello di +color bianco». Di li a quattro giorni, insiste di nuovo per l'arresto, +e gl'invia un foglio dove sta scritto: + +«Connotati di Garibaldi Giuseppe Maria, figlio di Domenico, nativo di +Nizza, capitano di seconda classe marina mercantile, assentato a +Genova nel corpo dei reali equipaggi permanenti, in qualità di +marinaio di terza classe di leva. + +«Età: anni 27. + +«Statura: once 39 3/4. + +«Capelli: rossicci. + +«Ciglia: rossiccie. + +«Fronte: spaziosa. + +«Occhi: castagni. + +«Naso: aquilino. + +«Bocca: media. + +«Mento: tondo. + +«Viso: ovale. + +«Colorito: naturale. + +«Nome di guerra: Cleombroto». + +Son connotati che non differiscono da quelli che si leggono a p. 392 +del vol. I della _Matricola_ del 1832, tranne che nel viso, che, +invece d'ovale, è tondo[1]. + + [1] DEL CERRO E., _Misteri di Polizia; storia italiana degli ultimi + tempi, ricavata dalle carte d'un Archivio segreto di Stato_, pag. + 164 e segg. + +De' tre fratelli di Garibaldi ve n'era uno infatti di nome Felice. Il +Guerzoni ne fa questo schizzo: «Lasciò dietro a sé la nomina di +elegante zerbino, gran cacciatore di donne; esercitò con qualche +fortuna il commercio, fu agente per molti anni della casa Avigdor a +Bari, e cessò di vivere, non ancora vecchio, il 1856»[1]. Venne, di +fatto, arrestato a Pietrasanta, per ordine del Vicario Regio, nel +febbraio del '34; e insieme con lui fu pure arrestato l'israelita +Cohen, suo compagno di viaggio e di commercio: ma il Governo Toscano +si guardò bene di consegnarli al Governatore di Genova. Dopo pochi +giorni di mite prigionia, entrambi vennero condotti a Livorno e di là +imbarcati per la Corsica. + + [1] GUERZONI G., Garibaldi, I, 10. + +Della sua fuga da Genova, Garibaldi tocca di volo nelle proprie +_Memorie_. «Il 5 febbraio 1834» (son sue parole) «io sortivo da porta +della Lanterna, alle 7 pomeridiane, travestito da contadino e +proscritto. Qui comincia la mia vita pubblica: pochi giorni dopo +leggevo, per la prima volta, il mio nome su d'un giornale. Era una +condanna di morte al mio indirizzo, rapportata dal _Popolo Sovrano_ di +Marsiglia. Stetti inoperoso, a Marsiglia, pochi mesi». Il Guerzoni, +che fu segretario del Generale a Caprera, mentre confessa che «non era +facile» indurlo «a raccontare le sue avventure», afferma che «su +questa tornava egli medesimo spesse volte e volontariamente». Ciò che +dunque ne scrive l'ha udito dalla sua propria bocca. Garibaldi, +fallito il tentativo della rivolta, si rifugiò nella bottega d'una +fruttivendola, e, cambiata nei panni d'un contadino la sua camicia di +marinaro, uscí da porta Lanterna, e lasciata la via maestra, +traversando campi e giardini, saltando muri e siepi, si diresse a +Sestri di ponente; dopo dieci giorni giunse a Nizza, e di là, di notte +tempo, prese la via dell'esilio e, varcato il Varo, toccò finalmente +il suolo francese. + +È dunque provato che il giovane marinaio non mise il piede in Toscana, +né fu quel Garibaldi che a Firenze si presentò al Vieusseux ed ebbe +aiuti di danaro da lui e dal Capponi. Di piú; il Vieusseux racconta +che il profugo Garibaldi, da lui preso a proteggere, aveva moglie e +quattro figli. Il nostro Giuseppe invece era scapolo e, soltanto piú +anni dopo, sposò in America Anita Riberas, che poi lo fece padre di +Menotti, di Teresita e di Ricciotti. + + + + +APPENDICE II + +L'adunanza straordinaria del Circolo del Popolo di Firenze, tenuta nel +Teatro Goldoni la sera del 5 novembre 1848. + + +«Ieri sera (5 novembre) al Teatro Goldoni fu dato un banchetto in +onore del generale Garibaldi a cui convennero circa trecento persone, +e che fu presieduto dal Principe di Canino. Il banchetto fu preceduto +da un'adunanza straordinaria del Circolo del Popolo, nella quale +preser la parola il prof. Carlo Pigli, il Principe di Canino, il +general Garibaldi e il Romeo. Dei loro eloquenti e italianissimi +discorsi, raccolti dagli stenografi, daremo un sunto». Cosí _Il +Popolano_ di Firenze, che era il _Monitore del Circolo del Popolo_ (n. +153, del 6 novembre '48). + + +_A._ + +_Parole dette dal prof. Carlo Pigli._ + +Cittadini, io debbo, prima di tutto, ringraziarvi di questo atto +solenne di affezione e di stima di che mi siete stati generosi +eleggendomi, con tanta maggioranza di suffragi, a vostro Presidente. + +Debbo poi rallegrarmi con voi di questa improvvisa, ma pure +inevitabile nostra resurrezione, che è la resurrezione del Popolo, non +meno potente del Cristo nell'infrangere e polverizzare la lapide del +proprio sepolcro. + +La passione del Popolo oramai è consumata. Ora incomincia la passione +dei despoti e dei loro vili seguaci. Ma il Popolo esce dal suo lavacro +di sangue santificato e invincibile; il despota vi sparirà sommerso e +maledetto dagli uomini fino che la terra conservi traccia del sangue e +delle lacrime sparse. + +Volgetevi indietro e mirate! Per tutto forche, roghi, mannaie e calici +di veleno! Ebbene! questo ferale apparato è la culla gloriosa della +vera vita del Popolo; è il trono della sua maestà, della sua +irresistibil potenza. + +Li uomini si uccidono, ma non si uccide la _idea_, che, fatta gigante, +è oramai regina del mondo. Quando il ferro del carnefice percuote la +testa di un generoso, il suo pensiero si stacca dal sangue e si +converte in un raggio immortale di quel limpido sole, che dovrà +illuminare il trionfo della umanità. + +Le catene dei tiranni si sono cangiate in corone di allori: per tutto +dove la mano sanguigna dei tiranni ha scritto: a _infamia_, l'umana +giustizia ha sparso i trofei della gloria. Fra i piú validi e i piú +sapienti patrocinatori della causa italiana, fra i nostri stessi +Ministri del Governo, troverete uomini usciti dalle prigioni di Stato. + +Certo, che si sarebbe potuto credere che li auspicii, sotto i quali il +Circolo nostro si riapriva, fossero fortunati e gloriosi abbastanza +per non pretender di piú! + +Eppure la nostra fortuna è stata molto piú grande della nostra +aspettativa e speranza. + +Dalle remote terre dell'America venia la fama che un valoroso profugo +dell'Italia, non potendo combattere per la libertà della patria, +combattea per quella di remoti fratelli. Ma quando finalmente la +stessa Italia sorgea scotendo l'esecrato giogo, si seppe allora che, +valicati i mari, scendeva sull'italico lido, facendo del suo peso +tremare la terra sotto il piede dei barbari invasori. Già le valorose +armate del Piemonte erano costrette ricorrere all'ombra del patto di +un Re; ed egli pugnava nel patto dei Popoli, che hanno giurato di +vincere; e io non dico di vincere o morire, che sono i Re che muoiono, +e non i Popoli. + +E questo valoroso, questo eroe, eccolo alla vostra presenza. Onorate, +o cittadini, il prode Garibaldi. + +Né qui prodiga la fortuna limitar volle l'onore di che le piacque cosí +splendidamente coronare la nuova inaugurazione della nostra assemblea. + +Chi è tra noi che non sappia intiera la storia miracolosa della +rivoluzione della Sicilia e della insurrezione della Calabria? + +Chi è che non abbia palpitato e pianto sui casi dei Romeo, commosso +nelle viscere dal racconto delle loro tante virtú, dei loro tanti +sacrifizi e del loro immenso valore? + +Eccoli. Anche i due Romeo sono con noi. Onorate, o cittadini, questi +altri prodi d'Italia, questi altri eroi dell'antica terra dei giganti +e dei prodigi. + +E qui con noi mirate pure finalmente, o cittadini, Carlo Bonaparte, +che nato ai piedi del piú splendido trono del mondo, e principe del +sangue, vi si presenta con non altra divisa che quella di sergente +crociato, valoroso e generoso campione ovunque si discuta e si agiti +la causa d'Italia. + +Onorate, o cittadini, questo anello prezioso delle due piú grandi +nazioni sorelle, Italia e Francia; onorate questo prezioso anello dei +due piú grandi miracoli della umanità, l'impero di Napoleone e +l'emancipazione dei popoli. + + +_B._ + +_Parole di Carlo Luciano Bonaparte principe di Canino._ + +Cittadini, bisogna sapere che cosa è il potere, bisogna sapere che +cosa è l'infame diplomazia, per conoscere il bisogno che hanno i +Ministri non solo di essere sostenuti, ma spinti. + +Il pensiero della Costituente italiana non può piú cadere; il +patriottico Ministero Toscano ha fatto abnegazione di ogni principio +municipale quando ha proclamato che in Roma, in quella nobile e +inevitabile capitale della penisola, si dovesse riunire la Costituente +italiana, scelta dal suffragio universale e diretto del popolo +d'Italia: ma se un Governo retrogrado, se una fazione empia e venduta +ai nemici d'Italia impedisse questo santo vóto dei popoli, sappia +l'Europa, sappia il mondo tutto, che è venuto il giorno in cui gli +italiani sapranno riunirsi e formare la Costituente italiana. Se nol +potranno in Roma, si ricorderanno che l'Italia ha per cuore una +Toscana, e che in qualunque città, in qualunque castello della Toscana +potranno, mercé l'attuale rigenerazione, adunarsi. Abbia però la +Costituente uno scopo unico: l'indipendenza; finché l'ultimo tedesco +non abbia ripassato le Alpi. Bando, per ora, alle funeste distinzioni +fra repubblicani e costituzionali, fra federalisti e unitari: siamo +tutti italiani. E se un partito impudente volesse suscitare, +stigmatizzare i repubblicani, che vantano fra loro i piú generosi +italiani, diciamo ad esso: tacciano le querele intestine! i nostri +ordini di governo li stabilirà la Costituente italiana + +Italiani di tutti i partiti, non eccettuato alcuno, all'armi! +all'armi! abbiam bisogno di unione per cacciar lo straniero. + +Fratelli! Una cosa importante e urgente ci resta a fare. Il vostro +(dirò il nostro) Ministero, nella sua squisita lealtà, ha voluto +convocare la nuova Camera toscana colla legge che aveva prodotto la +prima. Ebbene? soffrirete voi che una seconda volta la Toscana ci dia +un simile eunuco prodotto? Io non son tale da potere consigliare un +Guerrazzi ed un Montanelli, ma se lo fossi, avrei detto loro: Bando +agli scrupoli! i nostri avversari non ne hanno quando si tratta di +calpestare i popoli. Quando si tratta di stringere una lega di Re +contro i popoli tutte le ragioni sono buone; e voi non potrete +allargare la legge elettorale? Io avrei fatto loro questo dilemma: Per +quelli che riconoscono dalla bontà dei Principi le istituzioni +politiche, non può il Principe abbandonare e accrescere la dose di +queste concesse libertà? O per quelli che pensano come me, sostengono +che i Principi altro non hanno fatto che riconoscere una porzione dei +sacrosanti diritti dei popoli, non vi ha sempre tempo di riconoscere +questi diritti maggiori; di riconoscerli in tutta la loro forza, in +tutta la loro estensione? + +Ora dunque chi avrebbe potuto biasimare un consiglio che forse sarebbe +ancora tempo di seguire? Quelli soli che rimproverano i Ministri di +rinunciar soli a una legge concessa dal tradimento di chi aveva il suo +mandato dal Popolo; dal Popolo che dà il suo mandato per sostenere le +sue libertà, non per contrattarle; per proteggerle, non per +abbandonarle a pseudotiranni. Ora dunque, da questo Circolo, +eminentemente italiano, partano individui per ciascuno degli +ottantasei circondari elettorali, e predicando la causa d'Italia +ottengano da quelli elettori che calcolino la importanza del loro voto +e il debito che doppiamente loro incombe di fare che il popolo sia +veramente rappresentato e non si rinnovi una Camera sí poco italiana, +ora che una Camera, che non rappresentava la vera opinione del popolo, +è stata spezzata e infranta. Cosí si spezzi ogni potere che mentisca +la missione popolare! Si devono dunque usare tutte le lecite influenze +perché un Montanelli e un Guerrazzi non siano abbandonati in questo +momento, perché ciò sarebbe un'altissima vergogna per la Toscana, +un'ultima rovina della nostra patria. + + +_C._ + +_Parole del Generale Giuseppe Garibaldi_ + +Io son d'opinione che non solamente si debba sospingere il Ministero, +ma violentarlo, se è necessario, e portarlo piú lontano: dico +violentarlo perché gli ostacoli che lo circondano non lo lasceranno +francamente agire in modo conforme alla sua coscienza. Dunque, se il +popolo conosce la necessità di agire prontamente, io ripeto che non +solamente deve spingere il Ministero, ma violentarlo, quando vi sia, +ciò facendo, la convinzione del bene d'Italia; quando vi sia la +convinzione di un fatto d'urgenza a seguire quella necessità e +adempirla e metterla in pratica, se fosse necessario, in luogo del +periodo, per esempio, di un mese, in quello di un giorno. Io appoggio +sulla necessità di una pronta azione, perché la credo indispensabile +alla posizione d'Italia; perché mi pare che qualunque aggiornamento, +qualunque dilazione per parte nostra sia un delitto grande; perché +sono, conseguentemente, d'opinione che quello che si deve fare in sei +mesi si faccia in sei giorni. + +Violentarlo moralmente, s'intende; e con dimostrazioni, quando si +conosca che vi sia necessità, E che il Ministero sia titubante a +prendere una determinazione, voi dovete eccitare il popolo in massa. +Proponete ciò che è per il bene del popolo, e voi troverete quelli +uomini sommi disposti a consentire e far quello che il popolo domanda. +Oggi bisogna disingannarci. Io non adulo; e nello stesso modo che non +adulo i Principi, non adulo il popolo, perché lo stimo e lo venero. +Oggi mi pare che l'Italia sia in una alternativa co' suoi reggitori; +nella alternativa, cioè, di rovesciarli, o di trascinarli. Non c'è via +di mezzo: una delle due. + +Il vantaggio positivo che il Popolo toscano è pervenuto ad acquistare +oggi sopra le altre popolazioni d'Italia, si è che egli può, nella +foga del suo progresso, trascinare il Principe con sé e metterlo sopra +il cammino dell'interesse d'Italia. Perciò il gran vantaggio che +acquistossi è di essere oggi alla testa della nazione italiana. +Firenze ha preso il posto che toccava a Genova; Genova è oggimai +schiacciata sotto il peso delle baionette che la reazione ha cumulato +nel suo seno. Genova (non è una rampogna che le faccio), Genova ha +fatto forse meno di quello che poteva fare. Nulladimeno Genova si +trova oggi in una posizione diversa da quella di Firenze, ed un grido +suo non avrebbe forse oltrepassato le mura della città, mentre un +grido di Firenze avrà un'eco in tutta la Toscana, poiché la Toscana +non è una piccola frazione d'Italia. + +La Toscana poi particolarmente ha rappresentato e rappresenta il +centro di uno dei principali elementi della nostra nazionalità, la +lingua; la prima delle lingue, la nostra, creata in Toscana, +ingentilita in Toscana, io la credo la base fondamentale della +nazionalità italiana. Siccome l'Italia deve alla Toscana almeno i nove +decimi del progresso della sua lingua, cosí ella le deve una parte +vitale della sua nazionalità. La Toscana si è posta nella situazione +politica che l'Italia le possa dovere la sua emancipazione completa. + +In conseguenza io credo che piú bella posizione di Firenze non vi +possa essere. Oggi bisogna che Firenze sia la capitale d'Italia, la +Parigi d'Italia, ed un grido di Firenze risonerà senza dubbio da +un'estremità all'altra della penisola. Dunque, popolazione di Firenze, +concittadini! non abbandonate quella missione che la Provvidenza vi ha +affidata, che è una missione sacra[1]. + + [1] Il _Popolano_ annota: «In queste idee concorreva il Romeo, e con + poche, ma assennate parole, cercava persuadere il popolo a non + mettere tempo in mezzo per riaccendere la guerra d'indipendenza, + la guerra d'esterminio dello straniero». + + +_D._ + +_Parole di commiato del Presidente Pigli._ + +Riassumendo quanto è stato detto sin qui, voi dovete aprire l'anima a +speranze superbe; pure, rammentando che vi è stato parlato del +possibil bisogno, non che di soccorrere, di spingere perfino questo +stesso Governo, volonteroso e intrepido com'è, dovrete necessariamente +presentire la esistenza di gravi difficoltà da combattere e da +vincere. + +La Politica, questa antica padrona del mondo, è già sparita sotto il +passo dei Popoli che rapidamente s'avanzano; la Diplomazia +dell'Europa, questo misterioso genio del male, spira nell'esilio fra +le nebbie di Londra; e il giorno della Libertà sorge tutto a un tratto +come un giorno dei tropici. + +Con tutto ciò la terra s'agita, freme insanguinata e aspetta sangue e +poi sangue; e Dio disperda li auguri!... + +Ma, e come sarebbe possibile che in un momento tremendo di rivoluzione +e di crisi l'aspetto della società si cangiasse senza avvenimenti di +sangue? + +A guardar bene, o cittadini, si direbbe che la Libertà, a somiglianza +di tutte le potenze del mondo, stabilir non si possa che pel diritto +della conquista. + +Infatti si tratta adesso di una questione intieramente sociale, e +precisamente si tratta dell'ultimo periodo dell'antica lotta fra le +caste privilegiate, che debbono scendere, e il popolo diseredato, che +deve salire. + +Pensate ora quante mai sono le vittime condannate a cadere ai piedi +dell'altar della Patria!... + +Fra queste vittime vi è l'aristocrazia delle pergamene; ché da qui +innanzi i gradi e le distinzioni saranno conferite non già pel merito +degli avi, ma pel merito proprio. + +Fra queste vittime vi è l'aristocrazia del danaro; ché da qui innanzi +la vera proprietà sarà la proprietà personale. + +E v'è finalmente l'aristocrazia della mediocrità--questa immensa +famiglia di monocoli e peggio, che, inalzata da un potere che avea +bisogno di satelliti oscuri, sarà, col tempo, costretta a spogliare le +usurpate divise in faccia a un altro potere, santo e irresistibile--la +pubblica opinione. + +Cessi dunque la maraviglia di tutte le presenti calamità della terra, +e ci conforti il pensiero che l'Italia non vedrà mai li orrori dei +paesi meno inciviliti di lei, comecché l'antica e gentile cultura di +questa classica terra abbia lentamente fra le diverse classi della +società consumate le asprezze e gli attriti. + +L'Italia non è barbara, fuor che occupata dai barbari: giuriamo +disperderli, e tutti ci abbracceremo fratelli. + + + + +APPENDICE III. + +Il prof. Carlo Pigli Governatore di Livorno. + + +La nomina del prof. Carlo Pigli a Governatore di Livorno suscitò molte +recriminazioni, e il Guerrazzi se n'ebbe amaramente a pentire e finí +col destituirlo. Il giornale fiorentino _Lo Stenterello_ (n. 34, 15 +novembre 1848) ne fece questo ritratto, che è una vera fotografia. + +«Il sig. Carlo Pigli, attual Governatore civile e militare di Livorno, +uno de' primi corifei della democrazia-pura, uno de' primi che abbia +in Italia dottoralmente enunciate le antisociali teorie de' +socialisti, potrebbe egli all'uopo provare che la sua condotta, +passata e presente, sia veramente conforme ai principii ch'egli mostra +di professare? Noi temiamo forte di no, e sospettiamo ch'egli non +altro sia che un novello Padre Zappata. E poiché non ignoriamo che +quando si produce un'accusa siam tenuti a darne le prove, noi non +mancheremo di darle. Il pubblico dunque ascolti, e il pubblico dopo +avere ascoltato pronunzi la sentenza. Il sig. dott. Carlo Pigli è +d'Arezzo ed aggirandosi _temporibus illis_ per la casa dell'autocrate +Vittorio Fossombroni, parimenti d'Arezzo, tanto si strisciò, tanto +scodinzolò, che il dottorino si vide nominato professore +all'Università di Pisa. Ma il fare il professore non era come il fare +il leccazampe; il parlar dalla cattedra universitaria non era come il +parlare nel Circolo di Via Maggio, o nella bettola di Via Calzaioli: +il perché il professor novellino fu in breve dispensato, ed invece del +terzo o del quarto, come si ebbero altri, egli ebbe l'intero; e cosí +pel favore del vecchio Ministro si beccò 700 scudi all'anno senza far +niente. Pareva pertanto che l'ex professore avesse dovuto serbare +eterna gratitudine al Fossombroni, a solo il quale egli doveva un sí +grasso benefizio, e a solo il quale doveva dire: _Deus nobis haec otia +fecit._ Eh sí, le zucche! Il dottorino ex-professore, continuando +sempre a frequentare il vecchio Ministro, gli tastava a quando a +quando il polso: ma un bel giorno, preso dalla bellezza di quel +principio, da lui oggi pubblicamente professato, che cioè deve +abolirsi l'aristocrazia della ricchezza, presentò all'aristocrata +Fossombroni un conticino di 1200 scudi per tastature di polso. E se +per tale intimazione l'aristocrata fu per sempre liberato dalla +presenza d'un democratico-puro, fu parimente alleggerito dell'incomodo +peso di cento libbre d'argento. Il principio della democrazia (non per +altro _pura_) essendo stato adottato in Toscana per la promulgazione +dello Statuto, il sig. Pigli fu nominato Deputato d'Arezzo. Si sarebbe +creduto che un uomo non sprovvisto d'un qualche patrimonio, un uomo +che si beccava 700 scudi all'anno senz'altra fatica che quella di +contarli, avrebbe prestato, siccome Deputato, l'opera sua +gratuitamente. Eh sí, le zucche! Egli cominciò dapprima a chiedere 100 +scudi per le spese di viaggio. Vedete, la chiesta è discretissima per +il viaggio da Arezzo a Firenze! Quindi chiese per le sue fatiche +l'inezia di scudi 1400 all'anno. Ma poiché il pollo non voleva +lasciarsi pelare senza stridere, e poiché un tale stridere allarmava +il vicinato, il Deputato democratico d'Arezzo si contentò allora della +piccola responsione annua di scudi 900. Ora finalmente il sig. dott. +prof. Deputato democratico puro, sebbene, poveretto! abbia poca +salute, si sobbarca pel bene della pura democrazia al gravoso carico +di Governator di Livorno, cui è annesso lo stipendio annuo di scudi +4000! Certo la democrazia passata e presente del sig. dott. Pigli non +può esser piú pura; certo la sua abnegazione e il suo disinteresse non +posson esser maggiori; certo le sue azioni private e pubbliche non +posson meglio corrispondere ai suoi teorici principii di socialismo! +Evviva dunque il novello P. Zappata!». + + + + +INDICE DELLE PERSONE E COSE NOTABILI + + + _Alba (L')_, giornale fiorentino, citato, 18, 37, 39. + + AMAT DI S. FILIPPO Luigi, cardinale legato di Bologna, 37. + + BARDI Giuseppe, incaricato di ricevere armi e munizioni + dei Garibaldini in Firenze, 17 + + _Battaglione Mantovano_, suoi avanzi riuniti alla legione + garibaldina, 15 + + _Battaglione della Morte_, doveva formarsi in Toscana, 30. + + BEDINI Gaetano, internunzio pontificio in America, 32. + + BIXIO Nino, descrive l'itinerario del battaglione mantovano, 15. + + BONAPARTE Carlo Luciano, principe di Canino, in Firenze, 21, 23, 24; + presiede l'adunanza del Circolo del Popolo, 51; + suo discorso, 54, 57, + + BUONARROTI Filippo, cospiratore toscano, presidente della Società + dei veri italiani, 21. + + CAORSI Gio. Battista, condannato a morte con Garibaldi, 46. + + CAPPONI Gino, invitato dal Viesseux, aiuta un profugo Garibaldi, 45, 46. + + CARLO Alberto, re di Sardegna, non accoglie le offerte di Garibaldi, 33. + + CARRARESI Alessandro, citato, 46. + + CASTELLANI, incaricato d'affari di Venezia, va a Livorno, 13, 14. + + CHIARINI G., presidente del Circolo del Popolo in Firenze, 22. + + CICCONI Luigi, descrive la spada offerta a Garibaldi, 19. + + CIRONI Piero, manda notizie inesatte da Lugano, 12. + + _Circolo Nazionale_ in Genova, 33. + + _Circolo del Popolo_ in Firenze 22-25, 51-62; + in Lucca, 30; + in Roma, 21. + + CLEOMBROTO, nome di guerra di Giuseppe Garibaldi, 49. + + COHEN Ruben, proscritto 47, 49, arrestato, 49. + + _Concordia (La)_, giornale torinese, citato, 12. + + _Corriere Livornese_, giornale diretto da G. La Cecilia, + citato, 5, 8, 9, 10. + + CUBIÈRES Amedeo Luigi, generale francese in Ancona nel 1832, 20. + + DA BORMIDA Giuseppe, generale piemontese, 33, + + D'APICE Domenico, generale toscano, doveva capitanare l'insurrezione + di Valtellina, 12. + + D'AYALA Mariano, ministro della guerra in Toscana, creduto avverso + a Garibaldi, 13, 26; + domanda di Garibaldi a lui, 14-16; + lettera di Garibaldi a lui, 26, 27; + sue memorie citate, 16, 27, + + DE LATOUR, generale pontificio in Bologna, 38, 39. + + DE LAUGIER Cesare, generale toscano, sua pubblicazione su Garibaldi + in America, 18. + + DEL CERRO Emilio, citato, 49. + + DELLA RIPA E. Cesare, promotore della sottoscrizione per la spada + d'onore a Garibaldi, 19. + + _Dieta Italiana (La)_, giornale bolognese, citato, 36. + + _Elbani_, loro deputazione di 120 cittadini in Livorno, 11. + + FABRIZI Paolo, in Genova invita Garibaldi per la Sicilia, 4. + + FARDELLA Vincenzo marchese di Torrearsa, ministro degli affari esteri + del Governo Siciliano, 3. + + _Farini_ Luigi Carlo, citato, 41. + + _Fenzi_ Carlo, promotore della sottoscrizione per la spada d'onore + a Garibaldi, 19. + + _Fossombroni_ Vittorio, 64. + + GAMBA Ippolito di Ravenna, commissario collo Zucchi in + Romagna, 36, 40. + + GARIBALDI . . . . . , profugo ligure in Toscana 45, 46, 50. + + GARIBALDI Anita, 9. + + GARIBALDI Domenico, padre di Giuseppe, 48 + + GARIBALDI Felice, fratello di Giuseppe, 49; + erroneamente indicato col nome di Francesco, 47. + + GARIBALDI Giuseppe, suo servizio nell'armata piemontese, 46; + condanna a morte e vicende immediate, 46-48; + in America 19; + offre di là i suoi servigi a Pio IX, 32; + giunto in Italia, li offre a Carlo Alberto, 33; + nella Svizzera, 3; + a Nizza, 3; + a Livorno, 4-16; + disegno d'andare in Lombardia, 12; + va a Firenze, 16, 17; + suo arrivo e dimora in Firenze, 18-28; + suo discorso al Circolo del Popolo, 57-60; + va a Bologna e in Romagna, 28-41; + suo immaginario soggiorno in Toscana dopo la diserzione + del 1833, 45-50; + suoi figli, 19, 50; + sue memorie citate, 4, 8, 26, 49; + suo epistolario citato, 16, 42; + suo nome di guerra, 49. + + GAVAZZI p. Alessandro, doveva essere cappellano del _Battaglione + della Morte_, 30. + + _Gazzetta di Bologna_, citata, 40. + + _Gazzetta di Firenze_, giornale ufficiale, citata, 11. + + _Gazzetta di Lucca_, citata, 30. + + GEMELLI Carlo, commissario del Governo Siciliano in Toscana, 3. + + GIANNINI Silvio, mandato dal Montanelli a Livorno, 13. + + GREGORIO XVI papa, 20. + + GUERRAZZI Francesco Domenico, ministro dell'interno in + Toscana, 11, 12, 16; + promotore del Circolo del Popolo, 23, 26; + sue lettere a un Gonfaloniere, 28 + e al Delegato di Lunigiana, 29; + nomina il Pigli governatore di Livorno, 63. + + GUERZONI Giuseppe, segretario e biografo di Garibaldi, + citato, 15, 31, 35, 49, 50. + + ISOLANI, consigliere di governo in Livorno, 6, 8, 10, 13, 16, + + HAYNAU Giulio Giacomo, generale austriaco, 12. + + LA CECILIA Giovanni, direttore del _Corriere Livornese_, 5; + suo telegramma al Montanelli, 12. + + LAFAYETTE Giuseppe, 21. + + LAMARMORA Alfonso, generale piemontese, suo giudizio su + Garibaldi, 33. + + LEOPOLDO II, granduca di Toscana, 5, 20, + + MAMELI Goffredo, suo taccuino donato a Nino Bixio, 15, + + MASCARELLI Vittore, condannato a morte con Garibaldi, 46. + + MAZZINI Giuseppe, sua spedizione in Savoia, 46. + + MENICHELLI T., segretario del Circolo del popolo in Firenze, 22 + + MENICHETTI, consigliere di governo in Livorno, 6, 7, 8. + + _Ministero democratico toscano_ formato dal Montanelli, 5; + suo contegno verso Garibaldi 6-14, 16-17, 26-32; + giudizii di Garibaldi su di esso, 26, 27. + + _Mondo Illustrato_, periodico torinese, citato, 19. + + MONTANELLI Giuseppe, governatore di Livorno nel 1848, 6; + è chiamato a formare il Ministero, 5; + suo contegno verso Garibaldi, 9-10; + giudizio di Garibaldi su lui, 26. + + NICCOLINI Gio. Battista romano, sue notizie e suoi vanti, 20-22. + + NOTARY Carlo, livornese, accoglie Garibaldi in casa sua, 9; + suoi telegrammi ed insistenze presso il Montanelli, 10, 15, 16, + e il Guerrazzi, 11, 12, 13. + + PAOLUCCI Filippo, governatore di Genova nel 1834, 47. + + PEPE Guglielmo, notizie correnti su lui e sui fatti di Venezia, 11. + + PETRACCHI Angelo, capo-popolo livornese, 14, 16. + + PIGLI Carlo, presidente del Circolo del Popolo in Firenze, 23; + suoi discorsi al Circolo, 51-54, 60-62; + governatore di Livorno, 25, 63; + ritratto che ne fece lo _Stenterello_, 61-65. + + PIO IX papa, 22, 32, 36. + + _Popolano (Il)_, giornale fiorentino, organo del Circolo + del Popolo, 51. + + _Popolo Sovrano (Il)_, giornale di Marsiglia, riferisce la condanna + di Garibaldi, 50. + + RANALLI Ferdinando, storico italiano, citato, 23. + + RIBERAS Anita, moglie di Garibaldi, 19, 50. + + RICCIOTTI Niccola, ricordato, 20. + + _Rivista di Firenze_, citata, 19. + + ROMEO Giovanni Andrea, patriota calabrese, 22, + suo discorso al Circolo del Popolo in Firenze, 51, 60. + + ROMEO Pietro Aristeo, suo fratello, 22. + + ROSSI Pellegrino, ministro di Pio IX, 31, 35, 36; + sua lettera allo Zucchi per Garibaldi, 40. + + RUBENS, latitante con Felice Garibaldi, 47; (vedi Cohen). + + SABATINI E., delegato di Lunigiana, sua lettera pel passaggio dei + garibaldini, 29. + + _Società democratica_ in Londra, 21. + + _Società dei veri italiani_ in Francia, presieduta dal Buonarroti, 21. + + SPADA Alessandro, prolegato in Bologna, 38. + + _Spada d'onore a Garibaldi_, notizie relative, 18-19. + + _Stenterello (Lo)_ giornale fiorentino, suo articolo sul + Pigli, 63-65. + + TOMMASEO Niccolò, citato, 45. + + VAGNETI Francesco, eseguisce e descrive la spada offerta + a Garibaldi, 19. + + VECCHI Giovanni, medico di Casteggio, lettera di Garibaldi a lui, 16. + + VIEUSSEUX Gio. Pietro, aiuta un Garibaldi proscritto, 45. + + ZUCCHI Carlo, generale, suo contegno in Bologna verso Garibaldi, 35-41. + + + + + INDICE DEL VOLUME GARIBALDI IN TOSCANA NEL 1848: + + I. Da Nizza a Livorno Pag. 3-4 + II. L'arrivo di Garibaldi e il Ministero democratico » 5-9 + III. Garibaldi a Livorno » 10-17 + IV. Arrivo a Firenze e adunanza al Circolo del Popolo » 18-25 + V. Partenza dalla Toscana » 26-30 + VI. Diffidenze ufficiali verso Garibaldi » 31-34 + VII. Dalla Toscana in Romagna » 35-42 + + APPENDICI: + + I. Di un immaginario soggiorno di Garibaldi in Toscana + nel 1833 o 1834 » 45-50 + II. L'adunanza straordinaria del Circolo del Popolo di Firenze + tenuta nel teatro Goldoni la sera del 5 novembre 1848 » 51-62 + III. Il prof. Carlo Pigli Governatore di Livorno » 63-65 + + INDICE DELLE PERSONE E COSE NOTABILI » 67-71 + + + + + + + +End of Project Gutenberg's Garibaldi in toscana nel 1848, by Giovanni Sforza + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI IN TOSCANA NEL 1848 *** + +***** This file should be named 34066-8.txt or 34066-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/4/0/6/34066/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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