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+Project Gutenberg's Il libro della cucina del sec. XIV, by Anonymous
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Il libro della cucina del sec. XIV
+
+Author: Anonymous
+
+Editor: Francesco Zambrini
+
+Release Date: October 1, 2010 [EBook #33954]
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+Language: Italian
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+Character set encoding: UTF-8
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL LIBRO DELLA CUCINA DEL SEC. XIV ***
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+
+Produced by Carla, Carlo Traverso, Barbara Magni and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+ IL
+
+ LIBRO DELLA CUCINA
+
+ DEL SEC. XIV
+
+
+ TESTO DI LINGUA
+ NON MAI FIN QUI
+ STAMPATO
+
+
+ BOLOGNA
+ Presso Gaetano Romagnoli
+ 1863
+
+
+ Edizione di soli 202 esemplari
+ ordinatamente numerati
+
+ N. 99
+
+ TIPI FAVA E GARAGNANI
+
+
+
+
+Al Chiarissimo Signore,
+
+SIG. FRANCESCO CORAZZINI
+
+PROFESSORE DI STORIA E DI GEOGRAFIA NEL R. LICEO DI BENEVENTO.
+
+
+Molto illustre Signore,
+
+_A un caldissimo amatore e felice coltivatore de' nostri antichi
+classici studii, quale è la S. V. Ch.ma, non puote certamente
+ispiacere l'offerta di questo_ LIBRO DI CUCINA, _dettato, a quel che
+si pare, nell'aureo trecento, o in quel torno, e non mai, per quanto è
+a mia notizia, fin qui reso di pubblico diritto. La S. V. Ch.ma nel
+passato anno, tratta da soverchio di amorevolezza, volle testificarmi
+l'affezione sua pubblicamente, intitolandomi l'erudito e candido suo
+ragionamento sulla_ necessità di conservare e accomunare la lingua;
+_ed io oggi voglio in qualche maniera rendernele un poco di
+contraccambio, per giustizia ed equità, e per la gratitudine e la
+stima che caldissime verso di Lei sento._
+
+_Or si compiaccia dunque, o molto illustre Signore, di accettare con
+lieto viso questa mia testimonianza de' prefati ragionevoli
+sentimenti; e mi creda, quale con singolare affetto ed ossequio, ho
+l'onore di dichiararmi_
+
+_Di Bologna, nel Novembre del 1863._
+
+ Suo Obbl.mo Servidore
+
+ FRANCESCO ZAMBRINI.
+
+
+
+
+AVVERTENZA
+
+
+Niuno si faccia a credere che, nella pubblicazione di questo libro, io
+abbia avuto in animo porgere ammaestramenti di buona e gentile cucina:
+no, per mia fede. Le ragioni che mi mossero a torlo dall'oblivione in
+cui si giacea, trassero dal desiderio di accrescere sempre più la
+messe de' vocaboli, spezialmente domestici e di cose attinenti alle
+arti, della quale il nostro libro è assai abbondevole, e di offerire
+un testo che ci rappresenta al vivo le costumanze de' nostri antichi,
+per ciò che risguarda l'uso delle loro vivande e delle mense. La qual
+cosa tanto più feci volentieri, in quanto che niun libro di simil
+genere, secondo ch'è a mia notizia, scritto in volgare nel sec. XIV,
+venne finora reso di pubblica ragione. Questo duplice vantaggio dunque
+me ne dette stimolo, e m'avviso che bastar debba perch'ei torni bene
+accetto al colto ed erudito leggitore. Nulla ha a fare coll'antico
+libro _De re culinaria_ di Apicio, nè con altri trattati latini,
+anteriori al sec. XIV; ma egli è senza dubbio scritto originalmente da
+penna toscana, e per avventura, non ostante pochi senesismi ed altri
+vocaboli speciali soltanto a diverse provincie italiane, fiorentina.
+La semplicità, l'eleganza e la sobrietà, conforme il comporta la
+materia trattata, vi spirano da ogni lato. Per comprovarlo a un girar
+d'occhio, veggasi il seguente capitolo:
+
+ Nelle gran feste e dì pasquali, fà di pasta uno arbore o
+ vite, o giardino. E insù l'albore appicca pomi, pere, o
+ uccelli diversi, o uve, ciò che tu vuoli, fatti di pasta
+ distemperata con ova: e debbiansi empire di empiture
+ sopra dette e coloralle di diversi colori, come giallo,
+ verde, bianco e nero. A onore del detto arbore, poni nel
+ mezzo d'esso uno pastello, ovvero gabbia piena
+ d'uccelli; e in tale arbore puoi ponere tutti i frutti,
+ li quali troverai, secondo e diversi tempi. Quando si
+ portarà nella corte, facciasi sotto l'albore (o vite, o
+ giardino) fuoco di legne altamente, e ponanvisi vergelle
+ odorifere; e ponanvisi pomposamente.
+
+Così scriveva forse un idiota cuoco, che vivea cinquecento anni fa!
+Ciò nondimeno, colpa dell'antico amanuense, in assai luoghi mi sono
+abbattuto, senza dubbio corrotti ed errati, la più parte de' quali io
+mi cimentai colla critica a rettificare. Se ci riuscii felicemente,
+bene sta; se non, sia come non fatto; anzi prego l'indulgenza del
+cortese pubblico a passarsene come se le mie osservazioni non
+fossero, lasciando nel senno de' meglio avveduti l'indovinare più
+acconciamente, e darne spiegazioni meno lambiccate.
+
+Secondo il mio costume, io mi tenni strettamente all'originale, nè
+feci che leggerissime mutazioni di grafia, come _predicti_ in
+_predetti_; _pescio_ in _pesce_; _poi_, verbo, in _puoi_; _de_ in
+_di_, e cotali altre coserelle scambiai di niun momento, le quali nè
+danno, nè tolgono la veste del tempo, ma non sono che varietà
+introdotte per lo più da' copisti.
+
+Oltre le opportune note, posi in fine una _Tavola_ di voci e modi
+degni di osservazione, colla giunta di un _Indice_ di que' vocaboli,
+che, sconosciuti affatto, indarno si cercherebbero ne' lessici della
+nostra lingua; de' quali poi abbiamo la propria significazione dalla
+specialità di ciascheduna vivanda, donde traggono il nome. Note
+esplicative di antichi vocaboli, oggi disusati e proprii soltanto dei
+primi secoli della lingua, non posi mai, o quasi; tenendo per fermo
+che non n'avesse bisogno chi si fa a leggere in volumi di simil
+genere, anco persuaso che per niuno de' miei leggitori non potrebbesi
+giammai rinnovellare veruno equivoco, della foggia che intravvenne a
+un cotal Borso Zeminian da Sant'Ambrosi; il qual come fosse, e come la
+bisogna andasse, voglio brevemente, e secondo un manoscritto da me
+posseduto, qui a piè dimostrare.
+
+ Secondo che io ho udito raccontare da persona degna di
+ fede, egli ebbe, non sono ancora molti anni passati, nel
+ contado modanese, un cotal Borso Zeminian da
+ Sant'Ambrosi, il quale, tuttavia essendo fanciullo,
+ checchè la cagione si fusse, a Bologna da' genitori suoi
+ fu condotto. Dove poi crescendo negli anni, e, com'è
+ costume, mandato alle scuole perchè egli apparasse
+ leggere e scrivere, ed essere un savio e prob'uomo,
+ intervenne che, stante ch'egli avea dalla natura sortito
+ un così ruvido e ottuso ingegno da non isperarne cosa
+ che buona si fusse, per quanto ei s'affaticasse, e per
+ quantunque i precettori si dessero attorno ad
+ ammaestrarlo, e' non venne giammai a capo di alcun poco
+ di bene; sicchè, pure quasi come colui che non isguardò
+ a libri di sorte alcuna, nella sua innata ignoranza
+ sempre poi fino alla morte si rimase. Ma però che dove è
+ ignoranza, ivi suole essere prosunzione, così perch'egli
+ avea letto più volte il _Fiore di Virtù_, la _Storia di
+ Barlaam_, i _Reali di Francia_ e _Guerrino detto il
+ Meschino_, e ne avea spigolati e ricolti in un suo
+ quadernuccio, come gemme e tesori di lingua, tutti i
+ riboboli e le parole strane che in que' libri si
+ trovano, egli si credeva un gran Sere, e si spacciava
+ per un gran letterato e conoscitore e ristauratore delle
+ opere del trecento: e di libri e di scrittori e di cose
+ letterarie nelle brigate e fuori non finava giammai di
+ strombazzare; e ne diceva le più stolte cose del mondo,
+ e le più ridevoli; e tali e tante in somma da
+ disgradarne quel benedetto Calandrino, e il Carafulla:
+ e, secondo il vezzo degl'ignoranti, a quale vi vogliate
+ scrittura, anche di dott'uomo, che venisse alla luce,
+ costui apponeva, e ne voleva trovar difetti, e ne diceva
+ le sconcie parole con ognuno, ora appuntando una
+ virgola, ora trovando un _c_ rovescio, ora un _o_
+ corsivo dove tondo, siccome lui, esser dovea, e cotali
+ altre stucchevoli miseriuole, menando per ciò tanto
+ scalpore con chiunque s'abbattesse, ch'e' riusciva più
+ impronto della tosse. A questa sua prosunzione e follia
+ aggiugnevasi per soprappiù una sì sfrenata e sudicia e
+ abbominevole e calunniatrice lingua, che egli avrebbe
+ detto corna anche di messer Domeneddio, quando glie ne
+ fosse venuto il mal talento. Nel contendere, ed anco nel
+ favellare tranquillo e dimestico era sì insolente,
+ plebeo e svergognato, che avrebbe vinto un granducale
+ gabellier livornese, e un birro papale. Insomma egli era
+ uno di que' cotali omicellacci, quasi idrofobi, che,
+ conoscendosi inetti affatto a ogni buon'opera, ed avendo
+ pure il ruzzo in capo di volere apparir dotti,
+ s'ingegnano e brigano di mettere in iscredito le fatiche
+ degli studianti, avvisandosi mattamente, coll'abbassare
+ altrui, di innalzar sè medesimi; e così provocano e
+ prendono per lo petto i pacifici uomini, acciò ch'ei
+ divengan per forza irosi e mordaci. Era costui bassotto
+ di sua persona, con un cotal viso arcigno e molesto,
+ che, fisamente sguardandolo, avresti detto: oh! ei ci
+ venne per fare uggia ad altrui! ove stavano due
+ disuguali occhiuzzi porcini (l'un de' quali
+ inferiormente bitorzoluto), che indicavano orgoglio,
+ ignoranza e ingratitudine; e donde lieto sporgeva un
+ nasello, nella sua picciolezza pieghevole e mobile come
+ la proboscide d'un liofante, tanto rivolto all'in su ed
+ aperto, che parea ch'ei sogghignasse alle glorie. La
+ bocca era tagliata conforme le parole luride, che del
+ continuo da essa partivano; e l'orecchie poco si
+ discostavano dalle comuni, salvo che le estremità, più
+ ardite, signoreggiavano intellettualmente, forse di
+ qualche pertica, la cima del cucuzzolo. E dalla parte
+ superiore della manca guancia discendeva una lista di
+ pelo bianco quasi come la neve; la quale, a modo di
+ barbagianni, girando sotto la gola, risaliva poi
+ convenevolmente lungo la diritta, fino alla uguale
+ altezza della contrapposta; sicchè Borso era ancor
+ giovane allora ch'ei dette una solenne mentita a quel
+ proverbio, che dice:—Gli ultimi a incanutir sono i
+ c....ni.—Onde tra per le suddette ragioni, e perchè
+ egli avea non so quale altra cosa, ch'io non vo' dire,
+ sì prolungata, immensa e sconcia, da potersene fare la
+ cuffia alla testa d'ogni gran toro, veniva dal popolo,
+ per dispregio, non Borso Zeminian da S. Ambrosi, ma
+ Borson Birrino il maldicente, comunemente appellato. Ora
+ lasciando da una parte queste ed altre simili tacche, e
+ a quel venendo che più importa, dirò, che egli stava
+ compilando, per alfabeto, non so quale suo _Operone_
+ sugli spropositi di tutti i filologi italiani, forse da
+ Adamo in qua, niuno eccettuato (a compiere il quale,
+ _lavorando dì e notte_, ci avrebbe spesi bene un otto
+ anni, abborracciando un 6000 pagine, in gran foglio); e
+ già era pervenuto, a quanto egli stesso affermava, al _c
+ o co, e gli cresceva la materia tra le mani_, quando gli
+ avvenne quel ch'io sono per dirvi. Invasato costui e
+ fradicio nelle storpiature del 300, oltre le quali, come
+ dicemmo, niuna cosa più conosceva, accadde, che, dovendo
+ egli condursi una volta per certe sue bisogne (forse a
+ cercar fave, di cui andava assai ghiotto) su quel di
+ Pontecchio, diessi attorno per rifornirsi d'una
+ cavalcatura. E non potendo averne cavallo alcuno che ben
+ gli stesse, stante che pochi bolognini volea trar fuori
+ di quella sua stemperata e maledetta borsa, piena tutta
+ di borra e di fastidio, alla perfine, mettendo in non
+ cale la gelosia che nascere ne potesse e il pericolo di
+ fare a' calci, pose di torre a fidanza un asino. Misesi
+ dunque per la città dimandando or l'uno or l'altro se
+ avea l'asino da prestargli; e niuno non ritrovandone per
+ domandare che si facesse, accadde, ch'e' venne ad
+ abbattersi in una contrada detta san Mamolo, dove al
+ sommo della porta d'una bottega stava scritto con tanto
+ di lettere:—Spaccio d'Anisi.—Or ciò vedendo
+ Borsacchione, e risovvenendosi un tratto, come gli
+ antichi talvolta, per trasponimento di sillabe,
+ scambiavano il significato d'una parola in quello
+ d'un'altra, e che per ciò stesso in luogo di _prefetto_
+ dicevan _perfetto_, di _indivia_ _invidia_, di _prelato_
+ _perlato_ e cotali altri ciancioni; grosso come era e
+ materiale oltremodo, non ricordandosi punto il
+ tristanzuolo, che non già nel secolo XIV, ma nel XIX
+ vivea, s'avvisò troppo bene, che _Anisi_ ed _Asini_
+ fosse una sola cosa, sicchè di presente disse fra sè:
+ Hojo, gnaffe, el fristolo m'àe dibonaire mente atato:
+ alle guagnele, eo en caballo, et _ratearòe_ a bolontate,
+ et fave manicaròe a dispitto de fratelmo, et diverròe
+ piùe _rogente_! ed entrò sicuramente alla bottega, e
+ incominciò a voler fare il nolo. Ma coloro che là entro
+ erano, riconosciutolo per Borson Birrino il maldicente,
+ credendosi che questo egli avesse fatto per torsi giuoco
+ di loro, dicendogli le maggior villanie del mondo,
+ fuggendo egli, se gli cacciaron dietro con grossi e
+ nocchieruti querciuoli; e, raggiuntolo, il conciaron sì
+ bene, che non gli lasciaron in dosso parte alcuna del
+ corpo, che macera non fosse; e avvegnachè troppo tardi,
+ pure il cattivello alla perfine s'avvide, che mal fanno
+ coloro, che vogliono esercitare l'altrui mestiere. Ma
+ questo, secondo che mi fu raccontato, poco gli giovò poi
+ nel rimanente, perchè in iscambio di mutar modi, e di
+ attendere a portar some, vieppiù accrebbe e in petulanza
+ e in maldicenza e in odio verso altrui; nel che, come
+ d'animo perverso ch'egli era e turpe, se ancora fosse
+ per i tempi, tuttavia si rimarrebbe[1].
+
+ ¹ In questo medesimo ms. stanno molte altre avventure di
+ costui, intitolate: _Commentario della Vita e degli studii
+ di Borson Birrino_, corredato di preziosi documenti, che
+ alla circostanza produrremo per intero, perchè _gutta cavat
+ lapidem_.
+
+Il codice manoscritto del LIBRO DELLA COCINA sta nella R. Biblioteca
+dell'Università di Bologna, in una _Miscellanea_, segn. del num. 158;
+il quale intendo qui appresso descrivere a utilità degli amatori della
+bibliografia italiana. Valgano queste mie cure a rendermi vie più
+benevoli gli amatori delle nostre antiche lettere.
+
+
+
+
+MISCELLANEA.
+
+
+Codice membranaceo dei secoli XIV e XV, in foglio, a due colonne, di
+carte 101, delle quali l'ultime due bianche: segnato già N. 143, Aula
+II-A; ed ora, conforme la segnatura del Bibliotecario, sig. prof.
+cavaliere Liborio Veggetti, N. 158. Comunque i caratteri sieno di più
+tempi, di varie forme, e di diverse penne, leggonsi tuttavia
+sufficientemente bene. Nella prima carta, _recto_, trovasi scritto
+quanto segue, di mano moderna, e forse del finire del passato secolo:
+_Manoscritti italiani antichi, Cod. Saec. XIII e XIV, Adjectis
+nonnullis XV_. A mio avviso nulla vi ha, che appartenga al sec. XIII.
+Pervenne a questa Regia Biblioteca Universitaria dalla munificenza di
+Papa Benedetto XIV. Vi si contengono le seguenti cose:
+
+
+I.—SEGNI CHE SIRANO INAZI AL DÌ DEL IUDICIO.
+
+È l'opuscolo diviso in 15 brevi rubriche, secondo la partizione delle
+15 giornate che indicano i Vangelisti. Si contiene nella metà della
+prima carta, _verso_, unica non a colonnette; e comincia: _El primo
+dì. El mare salzara_ ecc. Finisce: _poi la gete resuscitara al
+iudicio_.
+
+
+II.—DOUE, E, LINFERNO, DEI SUOI NOMI, E CHE PADULI DE FUOCHO E FIUMI I
+SAUI LI DESCRIUANO.
+
+Occupa il rimanente della pagina suddetta, e comincia: _Inferno, e,
+ditto perche ifra, cioe posto di sotto_. Finisce: _E così luochi
+etiadio de purgatorio_. Seguitano tre versi in latino delle pene
+dell'inferno.
+
+
+III.—LEGGENDA O STORIA DI SANTA ANFROSINA.
+
+Si comprende in 132 strofe di vario metro, cioè ora di sei, ora di
+sette e talvolta di otto versi. Comincia col titolo seguente:
+_Anfrosina beata vergene puedente humile e soferete Tra monaci moristi
+monacata_. Segue la prima strofa, che comincia:
+
+ Per dir la storia tua e la legenda
+ Co diuotion cio posto intendimento
+ E pche chiaramete ognom lanteda
+ Prima diro com fu tuo nascimento
+ Po del conoscimento Cauesti a dodici ani
+ Poi co uestisti i pani Dun secular per essere monacata.
+
+Finisce:
+
+ E simile mente ancor si aduocata
+ Di chi lalegie canta e sta a odire
+ Virgine benedecta si pregata
+ Pregar per noi al somo et'no sire
+ Che ce faccia coprire
+ Di manto di salute
+ A la soma virtute
+ Si che nostra aima sia glorificata.
+
+
+IV.—LE NOIE.
+
+È un curioso componimento satirico, in terza rima, di Antonio Pucci,
+già edito fra le sue _Rime_, ed il quale pur trovasi al codice N. 147
+con questo titolo: LE NOGLIE DEL PATECCHIA. Comincia:
+
+ Io prego la diuina maiestade
+ Supna alteza soma sapieza
+ Lume infinito eterna ueritade
+
+ Che nella mia ingnorante itelligenza
+ Spiri alquanto del beato lume
+ Che fa riluminare la coscienza
+
+Finisce:
+
+ A noia me quado elli e dimandato
+ Limosina per dio a più psone
+ Chel pouero sia dapiu pouero cacciato.
+
+
+V.—DOCTRINA DE LO SCHIAVO DE BARJ.
+
+Sono varie _Sentenze_ o _Proverbi_ già più volte stampati nel secolo
+XV e XVI, o sotto questo medesimo titolo, o con quello di _El Savio
+Romano_. Trovasi eziandio quest'opuscolo in alcuni mss. intitolato:
+_Ammaestramenti di Salamone_. Secondo il nostro codice, una ristampa
+io ne feci nel passato anno, tenendone però a confronto un altro della
+libreria de' Cann. di S. Salvatore di qui, e uno Laurenziano.
+Comincia:
+
+ Al Nome sia de Dio e de buono incomiciare
+ Tutte le cose che lomo vene a fare.
+ Intedi figliuol se uuoli imparare Sapienza
+
+Finisce:
+
+ Copiuto e oramai questo dittato
+ Abbia quei che fece esto tractato
+ In questo mondo da Dio buono stato, e si nellaltro.
+
+
+VI.—CINQUE SONETTI E UNA LAUDA.
+
+Nè i _Sonetti_, nè la _Lauda_ han nome d'Autore. Ecco i capoversi di
+soli quattro de' prefati _Sonetti_, giacchè uno d'essi, ed è per
+ordine di scrittura il terzo, resta inintelligibile.
+
+ Il giouene che uol portare honore.
+
+Questo _Sonetto_ leggesi riportato dal Mai nel suo _Spicilegium
+romanum_; vol. 1.º, pag. 688, come di un Ciano o Cino del Borgo S.
+Sepolcro.
+
+ O no posso trovar chi ficchi lagho
+
+Leggesi fra le _Rime_ del Burchiello. In alcuni codici però si ascrive
+all'_Orcagna_, e come di lui si diè fuori dall'egregio sig. prof.
+Francesco Corazzini, a pag. 321 della sua _Miscellanea di cose inedite
+o rare_; Firenze, Baracchi, 1853, in 12.º
+
+ Da la fortuna si vole imparare
+ Denon dinegare ch sia pisano.
+
+Riporteremo per saggio il seguente, che credo inedito.
+
+ Da la fortuna si uole emparare
+ Spirituale e temporale usanza
+ In questo modo no preder baldaza
+ Ma serui a Dio p altro aquistare
+
+ Quando se sano procaccia d'avanzare
+ Si che nel difecto no abbi machaza
+ Nellaltrui ben non auer speraza
+ Che ciascun ama se piu chel copare
+
+ Pero quado tu se in giouenitate
+ Procaccia si che sel tepo taualla
+ No tiritroui uecchio in pouertade
+
+ Che tal co techo dalegreza galla
+ No che ti desse denari o derrate
+ El no tidarebbe del loto de la stalla
+
+ Ma se da te arai nell'altrui scala
+ Non ti fia detto come ala cichala.
+
+La _Lauda_, che è di strofe 26, comincia:
+
+ Misericordia eterno Dio
+ Pace pace Signor pio
+ Non guardare al nostro errore.
+
+Finisce:
+
+ A honore e laude sia
+ De la Vergine Maria
+ Questa sentenza ria
+ Da noi levi oni.... ore.
+
+Non meno i _Sonetti_ che la _Lauda_, sono preceduti dalle seguenti
+parole:
+
+ I segni de stultitia sono questi
+ Tosto essere iganato. prouerb. cap. X.
+ Impetuosamente parlare, proverb. XV.
+ Apena essere correcto, o coreggerse. prov. VII.
+ Ageuolmente irarsi. Eccl. VII.
+ Con stolti usare. Prov. XV.
+ Idilecti seguitare. Prov. I.
+
+
+VII.—MIRACOLI DIVERSI.
+
+Sono alcune pie _Narrazioni_ ed _Ammonizioni_, dettate certamente
+nell'aureo secolo del trecento. Risguardano tutte miracoli o prodigi
+intervenuti per grazia della Vergine Maria, i quali però nulla hanno
+che fare col libro intitolato propriamente: MIRACOLI DELLA MADONNA,
+pure scritti nel buon tempo della favella italiana, e più volte
+stampati nei secoli XV e XIX assai scorrettamente, ed aventi bisogno
+che una pietosa mano vi medicasse le piaghe, di che in molte parti
+sono bruttati. I _Miracoli_, e _Ammonimenti_ contenuti in questo
+nostro codice, occupano poco più che 10 carte, e salvo il primo, che è
+assai lungo e che tiene 26 colonne intere, gli altri tutti sono
+discretamente brevi. Eccone gli argomenti per ordine, col principio e
+la fine.
+
+1. _Miraculo duna donna teptata dal cognato scampata da pericoli,
+ritornata in gratia per sua castita, e diuotione de la Vergine Maria.
+E poi facta monacha._
+
+Comincia:
+
+ Truovasi che fu nella cita di roma uno huomo
+ potentissimo dauere e di persona ingratiato molto da
+ citadini e dal populo di roma et era sauio et saputo e
+ dimolto buono consiglio in utilita del suo comune.
+
+Finisce:
+
+ E per tanto ognj uomo de pigliare esenpio di fare senpre
+ bene e guardarsi di mal fare e Dio per la sua grazia e
+ misericordia cene faccia dono Amen.
+
+Questa narrazione, insieme con un'altra, si dette fuori per mia cura
+nel 1861, col titolo: _Novelle d'Incerti Autori del sec. XIV_;
+Bologna, tip. del Progresso.
+
+2. _La Vergine Maria scampa labadessa grauida del cuoco, dale mani del
+uescouo._
+
+Comincia:
+
+ Truouasi che fue una badessa duno munisterio la quale
+ era di molta santa uita, onde laltre monache li
+ portauano grande inuidia.
+
+Finisce:
+
+ Poi morto il uescouo, e questo fanciullo fuchiamato
+ uescouo, e la Vergine Maria gli die la gratia e poi la
+ gloria. Amen.
+
+Quasi simile esempio, ma assai più prolisso, pubblicai tra i _Dodici
+Conti Morali d'Anonimo Senese_; Bologna tipi del Progresso, 1861.
+
+3. _Una donna mori che non confexo uno peccato per uergogna, de che il
+benfare nolli ualse._
+
+Comincia:
+
+ Truouasi che fue uno huomo e una donna la quale era sua
+ moglie, e istando insieme per più tempo e no poteuano
+ avere niuno figliuolo.
+
+Finisce:
+
+ E percio no e bisogno che tu prieghi idio per me chio
+ mai non posso auere misericordia da Dio. Amen.
+
+4. _Duno abbate luxorioso, che uoti di non avere afare con niuna dicta
+Maria._
+
+A saggio dello stile e della lingua usati dall'Anonimo scrittore di
+queste devote e superstiziose narrazioncelle, per chi non avesse la
+_Novella_ predetta (N. 1), darem per intero la seguente, come una
+delle meno prolisse.
+
+ Truouasi che fue uno abate il quale era uno grande
+ amicho di Dio e dera questo abate ungrande luxurioso, e
+ stando cosi tutta uia pensaua modo e uia chom egli
+ potesse trouare medicina di questo pechato. Questo abate
+ auea grande diuozione alla Vergine Maria congni die gli
+ facieua ispeziale orazione, e auea promesso di stare
+ netto echasto allordine ora disse questo abate e promise
+ di maj non auere afare con niuna femmina la quale auesse
+ nome Maria, ora uene questi efue tentato duna garzonetta
+ e uegniendo latentazione siebbe il chonsentimento e ando
+ agiaciere chollej. Istando questo abate achasa di
+ chostei edera nellatto disse questi, tristo a me per che
+ nono io tenuto io quello chio promesso, allora chiamo
+ chostei e disse dimi chome tu ai nome, e questa disse
+ Maria. Allora questo abate fu punto duno dolore
+ grandissimo e inchomincio apiangere molto fortemente, e
+ in questo pianto lanima si parti dal chorpo e fu menata
+ in paradiso, ora rimase questa garzonetta e uedeua
+ chostuj morto e non sapea chessi fare, se non che uenne
+ e debelo sotterrato sotto illetto, ora disse Idio io non
+ uoglio chelle grazie della mia Madre sieno ochulte, in
+ mantanente tutte lechampane della terra chominciarono
+ asonare sanza toccharle persona, allora lagente
+ sicomincio molto amaravigliare e il ueschouo etutta
+ lagente furono raghunati alla chiesa magiore della
+ terra, esendo cosi questa femina uegendo chera uolonta
+ di Dio che questa opera si sapesse, mossesi e andonne al
+ ueschouo e chon molte lagrime gli ebbe questo fatto
+ (_sic_) udendo il ueschouo questo fatto pensosi che
+ questo era grande amicho di Dio e chegli auea grande
+ diuozione alla Vergine Maria, mossesi tutta la gente e
+ andaro etrouaro questo abate, e dal chapo edalpiede auea
+ uno torchio grandissimo accieso, e stauano e non si
+ uedeano chi li tenesse. Allora fu tolto il chorpo e
+ portato alla Chiesa e questi torchi si li andauano
+ dinanzi e non si uedeua chigli portava, e sotterrato
+ chostui, e amenduni itorchi si nandaro in cielo, si che
+ dice che questo abate per lachontrizione chegliebbe alla
+ Vergine Maria che merito di andare in uita eterna epoi
+ il chorpo suo facieua molti miracholi. Amen.
+
+Questa ridevole narrazioncella leggesi anche ne' _Miracoli della
+Madonna_, ed in più altri antichi testi; ma diversificano tra loro
+nella dicitura, ed in qualche particolare circostanza.
+
+5. _Duno conte che indugio tornare a penitentia e uiuo ando
+all'inferno._
+
+Comincia:
+
+ Truovasi che fue uno chonte edera uno grande pecchatore
+ e stando grande tempo nel peccato e Domenedio laspettava
+ che tornasse a lui.
+
+Finisce:
+
+ Ora pensi ogni persona questo fatto perche none istia
+ nel pecchato perche troppo la Domenedio permale chi pena
+ troppo a tornare alla sua misericordia.
+
+Si pubblicò nel passato anno in numero di soli 12 esemplari numerati.
+Somiglia a una narrazione del Passavanti, e a un'altra di fra Filippo
+da Siena.
+
+6. _Duno riccho diuetato pouero che non uolle rinegare la Vergine
+Maria per auere richeze._
+
+Comincia:
+
+ Truovasi che fu un uomo il quale era molto riccho e
+ staua sempre in grande chonviti.
+
+Finisce:
+
+ E uene il uescouo e si glidiede molte riccheze per amore
+ della Vergine Maria ed ella gli diede riccheze
+ ispirituale e achatogli qui la grazia e poi la gloria.
+
+7. _Duno fratello duno re che per lacto di dinuntiare la morte, mori,
+e presa la penitentia fu salvo._
+
+Comincia:
+
+ Truovasi che fu in una terra uno Re il quale istava
+ sempre tristo, e giamai non si ralegraua per niuna
+ chagione.
+
+Finisce:
+
+ E nella gloria diuita eterna allaquale ci chonducha
+ Iddio perla sua misericordia. Amen.
+
+8. _Questioni del Corpo di Christo, e risposte per exempli de la
+substantia, de la grandeza, de la diuisione e non diminutione._
+
+Comincia:
+
+ L'uomo die credere fermamente che nellostia che tu uedi
+ alaltare che uisia quello medesimo chorpo che Iesu
+ Christo trasse.
+
+Finisce:
+
+ E dandare auita beata nella quale Idio che ci amaestrj e
+ aluminia della sua grazia in questo mondo e nellaltro la
+ gloria. Amen.
+
+9. _Exemplo che lomo non de indugiare ilfare penitentia, e non dire
+domane faro, laltro di faro._
+
+Comincia:
+
+ Truovasi che fu uno prete ilquale era grande amicho di
+ Dio, e haveva questo prete uno suo chericho chavea nome
+ Esau.
+
+Finisce:
+
+ Allora comincia apiangere negia non gli uale che giamai
+ non puote fare penitenzia dè suoi pecchati. Amen.
+
+10. _Exemplo de chi non esce di peccato, è simile al falcone._
+
+Comincia:
+
+ Aviene alchuna volta che luomo legha il falchone in su
+ la stangha, e quando luccello ista in su lastanga e vede
+ passare la preda ec.
+
+Finisce:
+
+ E achiechalo del chuore edella mente perche maj non
+ escha del pecchato. Amen.
+
+11. _A fuggire il peccato fuggi ipensieri._
+
+Comincia:
+
+ Diciesi che luomo dee istare fermo adifendersi dalle
+ tentationi.
+
+Finisce:
+
+ Luomo de fugire icharnali pensierj sopra tutte lechose.
+ Amen.
+
+12. _La predicatione di Christo._
+
+Comincia:
+
+ Dicie il glorioso euangelista missere santo matheo, che
+ predicando una fiata el nostro benigno Salvatore ec.
+
+Finisce:
+
+ Chi udirà uoluntieri la parola de Dio, fia cosa
+ impossibile che non abbia la gloria de uita eterna.
+ Amen.
+
+
+VIII.—FIORE DIUIRTU.
+
+Quegli che fece prima le schede de' mss. giacenti in questa
+Biblioteca, in iscambio di _Fiore di virtù_, lesse _Hore diurne_, e
+aggiunse che vi si contenevano _diversi Ragionamenti morali sopra le
+virtù ed i vizii_. E di fatto egli non aggiunse male, però che in
+questo libricciuolo si tratta propriamente delle virtù e de' vizii.
+Occupa pagine poco più che 41. Dal capitolo dell'_Avarizia_, sino alla
+fine, la scrittura è di altra mano. Tutte le iniziali sono scritte in
+rosso, e qui e qua trovansi spazii in bianco da dipingervi figure
+allusive all'argomento, secondo che vedesi in altri codici di simile
+operetta. Manca il prologo, non per difetto del Codice, ma sì bene
+dell'amanuense: l'indice precede l'operetta, che comincia tosto col
+primo capitolo. La lezione sembrami non delle più antiche. E vano il
+parlare di quest'aurea scritturina, tante e tante volte ne' tempi
+antichi e ne' moderni stampata e ristampata, e della quale stanno più
+codici in questa Regia Biblioteca.
+
+
+IX.—ARTICOLI DI DOTTRINA CRISTIANA, ed altro.
+
+Si comprendono in sei colonne, e sono i seguenti: _Virtu de aqua
+benedecta._—_Segni de la stultitia, cioe del matto._—_Proprietadi
+del core duro, dice sancto Bernardo a Eugenio libro primo._—_Come
+ipeccati descendono luno dalaltro._—_Quante sono le uirtu, e come
+insieme ligate._—_Perche non sono piu che quattro._—_De i doni de
+lo Spirito Sancto come aiutano a cacciare i uitij e le passioni
+delanima._—_Di questi Doni seguitano effecti._—_Unione dei Doni con
+le uirtudi._—_Effecti che nascono dei Doni dello Spirito Sancto uniti
+con le decte uirtudi, secondo etiandio lo euangelio di sancto Matheo._
+
+
+X.—SPOSIZIONE DEL SIMBOLO APOSTOLICO.
+
+È preceduta da un lungo prologo, ove si parla in genere della _Fede_;
+dopo di che si passa alla dichiarazione del _Credo_. Il tutto è
+compreso in 7 pagine. Comincia:
+
+ Scrivesi nel decreto de Consecratione distintione. iiijº
+ Capitolo: Vos ante omnia etc. che el santolo, cioe coluj
+ che tene altri abaptismo etenuto amostrare albaptizato
+ la Fede. Et perche tu figliuolo non se baptizato da
+ persone intendenti che tisapesseno derozare, e forse io
+ non siro altempo che tu arai intendimento perfetto. Acio
+ che tu leggendo ticonfermi in la Fede, nella quale tu se
+ baptizato leggi questa catacumina, cioe digrossatione de
+ Fede.
+
+Finisce:
+
+ Non potrà intrare in quella uita chi non diuentera tale
+ quale uno fanciullo, e conuerra che di peccato ueniale
+ sia netto. E Christo dixe. Senon diuenterete come questo
+ fanciullo non intrarete nel regno del Cielo etc. E
+ conuene che lanima stia tanto in purgatorio, che di
+ venialj sia monda. Altramente non entrerà in Cielo.
+
+Molte sono, e fra loro diverse (delle quali pur taluna si trova in
+istampa) le _Sposizioni del Simbolo degli Apostoli_, ma questa,
+secondo il mio conoscimento, reputo affatto inedita.
+
+
+XI. TRATTATELLO SOPRA I PECCATI UENIALI.
+
+Vi si parla stesamente de' peccati veniali, toccando anche in fine e
+annoverando i mortali. Sta in 5 Colonne, e comincia:
+
+ Come per natura lomo et ogni cosa desidera elbene, e per
+ questo si vede che levirtu sono da natura che sono cosa
+ bona et perfetta. Cosi per lo contrario ogni homo et
+ creatura, a in odio et horrore elmale che e contra
+ natura.
+
+Reputo che questo _Trattatello_ null'altro sia, se non che un
+frammento capitolo d'opera maggiore.
+
+
+XII.—REGULE DE LA CONFEXIONE.
+
+Sta in 15 colonne: comincia:
+
+ _Come de essere la confexione._ Sia simplice, humile,
+ feruente, pura e fedele.
+
+Il _Trattatello_ finisce coi _Comandamenti di Dio_. Secondo che è a
+mia notizia, lo giudico inedito, ed è affatto dissimile da quello che
+pubblicò nel 1851 il benemerito e celebre letterato ab. Giuseppe
+Arcangeli. Quantunque faccia seguito agli altri sopra indicati
+articoli di _Dottrina cristiana_, pure ciò non è avvenuto che
+casualmente, essendo i mss. che contengono le prefate materie del
+tutto disuguali e nelle membrane e nella forma de' caratteri.
+
+
+XIII.—MALEDIZIONE DI M.º ANT.º DA FERRARA DESPREGIANDO AMORE.
+
+Non conosco in istampa questo Componimento; è in trentatre terzine.
+Daremo per saggio la prima e l'ultima.
+
+ Diuiso sia per luniuerso pace
+ Per gli animi aciesi dellettenalj pene
+ Chomio seghuendo questo dir mi face
+
+ De uolgi il poter tuo aumilta
+ Si che pietosa questa dona truoui
+ Per linfiniti guai che dato ma.
+
+
+XIV.—DISPERATA DEL SAUIOZZO DA SIENA.
+
+È una Canzone di strofe 7, che comincia:
+
+ Le infastidite labra incuj gia posi
+
+Finisce:
+
+ Poi che Iddio me contro e 'l mondo in ira.
+
+Questo poeta, che scrisse molte _Rime_, delle quali poche abbiamo in
+istampa, fioriva sul finire del secolo XIV. Egli si chiamò Simone
+Forestani di Ser Dino Sanese, e fu appellato il _Saviozzo_. La
+predetta _Canzone_, composta dall'autore pochi dì prima ch'ei
+s'uccidesse in carcere, si stampò in Firenze dal Bonaccorsi nel 1490,
+a cura di Cesare Torto, che la inserì nella _Raccolta di Rime di
+Agostino Staccoli_.
+
+Seguita nel Codice un _Titolario_ appartenente al secolo XV, che
+occupa presso che 7 colonne, in un carattere quasi inintelligibile:
+indi il _Sonetto_ che comincia: _Molti volendo dir che fusse amore_,
+ecc. Poi l'_Ave Maria_ disposta in 16 terzine, che comincia: _Ave
+stella diana luscie serena_. Amendue questi componimenti sono senza
+nome d'autore. Il primo però, come è noto, è di Dante; ed il secondo
+di Maestro Antonio da Ferrara: fu pubblicato da Monsignor Telesforo
+Bini, a fac. 37 delle _Rime e Prose del buon secolo della lingua_ ec.;
+Lucca, Giusti, 1852, in 8.º: offre varietà di lezione.
+
+
+XV.—CANTARI DE LA REINA DORIENTE.
+
+Comincia:
+
+ Superna maiesta da cui procede
+ Ciò che nel mondo da ogni sustanza
+ E se cortese a chi tirichiede
+ Diuotamente con fede e speranza
+ Humilemente ti chieggio mercede
+ Che doni gratia ame pien dignoranza
+ Chio rimi sì la presente legenda
+ Che tutta gente dilecto ne prenda.
+
+Carte 9 e una colonna alla decima. Ogni pagina contiene circa 9
+ottave. Mancano a quel che si pare due carte, cioè il fine del _tertio
+cantare_ e il principio del 4.º Generalmente la lezione è buona, ma il
+carattere è logoro, e si legge con qualche difficoltà. È un
+curiosissimo popolare cavalleresco poemetto, in ottava rima, diviso in
+4 _Cantari_. Vogliono alcuni dotti, che sia il più antico poema di
+cavalleria che originalmente venisse scritto in Italia. L'autore, che
+si svela egli stesso al fine del primo cantare, si è Antonio Pucci
+fiorentino, che vivea sul finire del secolo XIV. Ne abbiamo edizioni
+antiche, delle quali una si annovera dal cav. Gius. Molini, a faccie
+114, N. 13 delle sue _Operette bibliografiche_: due dal prof. Libri
+nel suo _Catalogo_, ed una dal P. Blasi, che di questo Romanzo fece
+una diligente analisi, alla pagina 243 de' suoi _Opuscoli di Autori
+Siciliani_, al vol. XX. Oltre le predette, infinite ristampe se ne
+fecero poi appresso per uso del popolo.
+
+
+XVI.—SONETTI SOPRA I SETTE PECCATI MORTALI.
+
+Stanno in tre colonne, compreso il riepilogo, che qui sotto
+trascriveremo. In molti codici questi sette _Sonetti_ trovansi senza
+nome d'autore, come accade nel nostro ms.; in altri vengono attribuiti
+a Fazio degli Uberti; e in altri finalmente a maestro Antonio da
+Ferrara. Più volte pertanto si pubblicarono ora sotto il nome
+dell'uno, ed ora sotto quello dell'altro. Il conte Alessandro Mortara
+ce li dette, come lavoro di quest'ultimo, nel 1820, riducendoli a più
+corretta lezione di qualunque altra antecedente stampa, e vi tolse
+molti di quegli errori, onde erano deturpati nelle prime edizioni. In
+buona lezione li ristampò altresì il ch. sig. avv. Gustavo Galletti.
+In questo nostro codice, ai _Sonetti_ seguono i seguenti versi:
+
+ Superbia fa lom esser arrogante
+ Inuidia de laltrui ben mal dire
+ Ira pien dodio e mal parlante
+ Accidia il fa con desinor morire
+
+ Auaritia il fa falso e desliale
+ Luxuria sfrenato e bestiale
+ Gula insensato e del corpo male
+
+ Humilta in ciel lo fa salire
+ Carita ilfa doni ben amante
+ Patientia ilfa ben e mal sofrire
+ Bene operare adio il mette auante
+
+ Largheza cortese e gratioso
+ Castita benigno e amoroso
+ Temperanza chiaro sauio e gioioso
+
+ { Però prego ciaschun che iuitij scacci
+ _ritornello_ {
+ { E da le septe uirtu mai non si slacci.
+
+
+XVII.—CANTILENA SOPRA LA PASSIONE E MORTE DI CRISTO.
+
+È un componimento poetico disposto in versi rimati a due a due, e
+scritti in ordine di sestine. Compreso il _Lamentatio Matris_, la
+_Pietà di Giuseppe d'Arimatia_, ed il _Pianto della Maddalena_, che
+seguono la _Passione e Morte_: sono in tutto 88 Sestine, che occupano
+12 colonne. Comincia:
+
+ Paxio domini nostri Iesu Christi
+ Secondo channo scripto iuangelisti
+ A gram consiglio furon ipharisei
+ Principi sacerdoti e graui iudei
+ Si come gente ciecha e fuor del senno
+ Di prender Christo lor consiglio fenno.
+ El di duna gram festa sapressaua ec.
+
+Finisce:
+
+ Non lauete trouato la ouel fu posto
+ Non uindugiate piu andate tosto
+ E dite chel uedranno senza dimoro
+ In galilea dinanzi da loro,
+ Si come alor promisse e disse
+ Nel tempo che infra lor al mondo uisse.
+
+
+XVIII.—INCOMINCIA IL CANTARE DE APOLLONIO DI TIRO.
+
+ Omniposente Dio Signor superno
+ Senza cominciamento e senza fine
+ Che per deliberarci dallinferno
+ Portar degnasti corona di spine
+ Celestiale di noi se Padre eterno
+ Da cui procedon le gratie diuine
+ Donami gratia ora qui al presente
+ Chio dica cosa che piaccia alla gente.
+
+Carte 12: ogni pagina contiene circa 11 ottave: sventuratamente manca
+l'ultima carta; il carattere è bello e intelligibile, ma la lezione, a
+parer mio, non è troppo corretta: per chi volesse imprenderne una
+nuova edizione, sarebbe necessario consultare altri codici, di cui non
+abbiamo difetto nelle Biblioteche Toscane. Alcune antiche stampe
+vengono allegate dai Bibliografi, ma tanto sfigurate, camuffate e
+rimodernate, da non farsene verun capitale. Anche di questo poetico
+componimento, in sei cantari diviso, non v'ha dubbio, è autore Antonio
+Pucci. Si conosce chiaramente dallo stile e da certi suoi modi
+peculiari; senza che egli stesso lo dice, conforme suo costume, in
+fine al primo cantare:
+
+ Nell'altro canto uidiro il tenore
+ Comel pescator del pescio coce
+ E come si porto ben dapollonio
+ Al uostro honor rimo questo Antonio.
+
+Ci viene dal greco, nella cui lingua in origine barbaramente fu
+scritto; donde poi, come cosa assai popolare, nel medio evo si
+tradusse in tutte le lingue d'Europa. Una lata versione in prosa dal
+latino se ne fece nel buon secolo di nostra lingua, di cui trovansi
+più codici nelle Librerie Fiorentine. Di questo volgarizzamento
+favellò il cav. Salviati ne' suoi _Avvertimenti_. Esso venne citato
+dagli Accademici della Crusca nel loro Vocabolario come testo di
+lingua, secondo un codice che fu di Gio. Batt. Strozzi, oggi nella
+Riccardiana. Si pubblicò la prima volta con somma diligenza e
+assennatezza per cura dell'illustre filologo sig. avv. Leone Del Prete
+nel 1861.
+
+
+XIX.—TRATTATO DI CUCINA.
+
+È preceduto da due faccie contenenti l'indice delle rubriche; indi
+seguita il _Trattato_ che si comprende in cinque carte; ma vuolsi
+notare che questo non è che un frammento, mancandone parecchie a mezzo
+e in fine: i caratteri precedono per avventura di qualche anno il
+_Libro_ che segue, e così, per mio avviso, lo stile e la lingua.
+Eccone un saggio:
+
+ _Se uuoli fare blasmangieri._
+
+ Se uuoli fare blasmangieri per xij. signori tolli.iij.
+ libre di mandorle et una meza di riso et.iiij. capponi
+ et due libre di sugnactio frescho et mezo quarto di
+ garofani et serba.l. mandorle monde et lautre fae
+ macinare et stempera con acqua chiara et colale bene et
+ tolli lo riso bene lauato a tre acque et rasciugalo bene
+ colla touallia et fallo pestare et stacciare et tolli
+ petti di polli et falli uno poco lessare et filali
+ sotili et falli istare tutta nocte nel lacte delle
+ mandorle et struggi lo sugnaccio in una pentola per se
+ et metti a fuoco lo lacte et serbane due iscodelle et
+ quando il lacte bolle bene stempera la farina dello riso
+ con questo lacte crudo et mettilo a bollire et tienlo
+ indietro in su la brasia et metti incontenente le polpe
+ filate et metti del zuccaro in quantita et quando è bene
+ cotto poni in prima sopra le scodelle un poco d'acqua
+ rosata poi zuccaro poi mandorle soffritte et bianche e
+ poi garofani chabbiano dato uno bollore in acqua. Questa
+ uiuanda uuole essere biancha come nieue e spessa e
+ stretta.
+
+ _Se uuoli fare buono burro._
+
+ Tolli vj. casci freschi o passi et pestali bene et
+ stemperali con lacqua chiara e fredda el grasso tornera
+ di sopra et questo si puote operare in ogni mangiare o a
+ frigere huoua chi non uolesse lardo.
+
+ _Se uuoli fare giunchata di lacte._
+
+ Tolli lacte di peccora et mettilo a bollire in uasello
+ istagnato et no lasciare leuare il bollore impero che
+ diuenterebbe granelloso trailo di quello uasello et
+ mettilo in uno altro et quando è freddo mettiui il
+ presame et mesta forte et quando e preso fa giuncata.
+
+ _Se uuoli fare pamcia di carne._
+
+ Tolli per xij signori libre.vij. di pamcia magra et
+ lessala et battila bene et tolli una libra di cascio
+ gratugiato et.xxiiij. huoua et una merola di pane et
+ speci dolci et forti et gruoco et iiij scudelle di brodo
+ di cappone o di bue et tutte queste metti in uno cattino
+ et poi le metti a bollire senza acqua et mesta bene et
+ fa che sia bene saporoso di spetie et ispessa.
+
+
+XX.—LIBRO DE LA COCINA.
+
+È pure preceduto dall'indice dei Capitoli, che occupa tre colonne: il
+carattere sembrami del finire del sec. XIV, o al più de' primissimi
+anni del susseguente; e di quel tempo medesimo, o circa, sembrami la
+dettatura: fu da me preferito questo all'antecedente, perchè completo.
+Sta in diciannove pagine, non compreso l'indice sopraddetto. Ogni
+argomento è scritto in rosso: in fine leggonsi alcune ricette
+medicinali, scritte da altra penna. Non è a mia cognizione che fosse
+giammai stampato. Eccone un saggio nella grafia del codice.
+
+ _A fare i cauli bianchi bene cotti._
+
+ Tolgli itorsi del caulo e mondali bene siche de le
+ frondi niente ce -magna e troncali nel tenero de la
+ cima, et quando bolle la pentola con oglie et aqua
+ gittaui dentro i detti torsi o uero biancho de cauli, e
+ mettiui del biancho de finocchi. E falli tanto bollire
+ che sia bene spesso. E se uuoli puoi ponerui dentro
+ oglio o brodo de carne o de capone, pepe, poluere di
+ spetie, ova debattute, zaffarano a colorare, e da al
+ signore.
+
+Finisce il codice _Miscellaneo_, come segue:
+
+ _Contra 'l male de chi auesse la borsa grossa._
+
+ Recipe fegato di gallo, ardilo, fanne poluere, mescola
+ cum duetanto comino pesto sottile, mettiui bolio
+ armenico per la meita che e el comino, mesta insieme,
+ poi prendi di questa poluere uno cuchiaio per uolta e
+ dallo a bere con uino biancho caldo.
+
+ Anche quando uene la rottura usa la radice del nagalico
+ pesta. fanne frittelle nell'oglio. mescolaui peli di
+ lepore tagliati bene triti. Stempera con acqua piouana
+ tanto che ne facci frictelle o migliaccio.
+
+ _Impiastro proprio a questo defecto a porre di sotto._
+
+ Recipe pece nauale. ℥. ij. litargiro. sangue de dragone.
+ cera biancha o uoi rossa. pece greca. galbino. ana. ℥.
+ ij. bolio armenico. ℥. ij. giesso. gomma arabica. ℥.
+ iiij. mastice. ℥. 4. aristologia lunga e tonda ana. ℥.
+ vj. trementina. ℥. ij. verditerra. ℥. 4. galla. ℥. j.
+ consolida maggiore e minore ana. ℥. ij. Sangue de homo
+ da uena dal barbieri de fresco libre. j. et confea
+ cori.—Tolli una pellicella de montone frescha con peli
+ come è scorticata. cocila in acqua piouana e bolla per
+ spatio d'una hora. poi cola questa acqua. poi mettila in
+ una pentola roza. fa bollire tanto che torni a mezo. poi
+ ui metti cera et litargiro. pece greca. mastice.
+ olibano. gomma arabica. galbano lamoniaco. e la galla.
+ Facto questo reponi la decta pentola al fuoco. metteui
+ el gesso et holio. e poi il sangue del omo. tuttauia
+ mesta con diligentia a fuoco lento, poi mettiui
+ l'aristolagia poi l'aloe epatico, mummia et sangue de
+ dragone. Fa queste cose cocere tanto che sieno spesse si
+ che si possino fasciare che non coli, e poni sopra la
+ parte rotta. tegna 'l braghieri. stia in posa _e nonsie
+ maledicente_. Guarditi da pasti uentosi e da gridare. e
+ de non essere stiticho. usi cassia o manna. Non ponti a
+ l'uscire del corpo.
+
+
+
+
+CORREGGI
+
+
+ Alla pag. 38, lin. 1 _tortelii_ in _tortelli_.
+
+ » 60, » 18 _e tagliato sottile, e
+ fa_ in _e taglialo sottile
+ e fà_.
+
+ » 93, » 11 _ed altri simili_ in _ed
+ altre simili_.
+
+ » 94, » 15 _con asterisco_ in _con
+ lineetta_.
+
+ » 113, » 17 _a luogo_ in _a lungo_.
+
+
+
+
+IL
+
+LIBRO DELLA COCINA
+
+
+
+
+AL NOME DI DIO. AMEN.
+
+INCOMINCIASI IL LIBRO DE LA COCINA.
+
+
+
+
+=Dei Cauli.=
+
+_A fare i Cauli bianchi bene cotti._
+
+Togli i torsi del caulo, e mondali bene, sì che de le frondi niente ci
+rimagna; e troncali nel tenero de la cima: e quando bolle la pentola,
+con oglio et aqua, gittavi dentro i detti torsi, o vero bianco de'
+cauli, e mettivi del bianco di finocchi, et fàlli tanto bollire, che
+sia bene spesso. Et se vuoli, puoi ponervi dentro oglio, o brodo di
+carne, o di cappone, pepe, polvere di spezie, ova dibattute, e
+zaffarano a colorare; e dà al Signore.
+
+_A fare i cauli verdi con carne._
+
+Togli le cime dei cauli sane, e gittale nella pentola bugliente con la
+carne, e fàlli bullire; et cavali e metti nell'aqua fredda. Et tolto
+d'altro bruodo in un'altra pentola, mettivi del bianco de i finocchi;
+et quando è ora del mangiare, poni i detti cauli col brodo nella
+pentola predetta; fà bullire un poco, e puoi mettarvi brodo di carne
+di cappone, o oglio.
+
+_Dei predetti._
+
+Togli i cauli e poni a cocere con carne di castrone, o di porco, o
+carne insalata; e mettivi dentro del bianco del finocchio e del
+petrosello, e mesta forte. Poi cavatane la carne, mesta i detti cauli,
+sì che sieno bene triti. E dentro puoi mettere ova dibattute, pepe,
+zaffarano, polvere di spezie. E possonsi fare a questo muodo el dì de
+digiuno, con oglio, con pesce insalato[1].
+
+_Dei predetti._
+
+Togli le cime dei cauli, e fàlle bullire: poi le cava, e friggile
+nell'oglio con cipolle tagliate, e bianco di finocchi, e pome
+tagliate; e poni dentro un poco di brodo: et poi fà le scudelle, e
+gittavi su de le spezie. Possonsi eziandio fare con lo lardo, col
+cascio e con l'ova perdute, et ponervi de le spezie; e dara' al
+Signore.
+
+
+=De le foglie minute, et dei finocchi.=
+
+Togli spinacci e triplice biete; scieglile bene, et fà bollire. Poi le
+cava, e battile col coltello fortemente: poi togli petroselli,
+finocchi, anesi, cipolle, e battile e tritale col coltello, e
+soffriggi con olio bene; e prendi altre erbe minute e soffriggile
+insieme, e mettivi uno poco d'acqua, e lassa bullire, e mettivi del
+pepe e de le specie; e dà mangiare. In questo modo si possono ponere
+dentro ova dibattute, polpa di pesce senza spine, carne di castrone e
+di porco; o carne insalata, e diversificare, secondo pare a la
+discrezione di buono cuoco; e torre maggiorana, trasmarino, petrosello
+con bone spezie, cum garofani; e di queste erbe, peste forte nel
+mortaro, cum pesce o carne battuta, porestine fare mortadelli,
+comandelli e molte altre cose: a questo modo puoi torre erbe
+domestiche, ovvero salvatiche, se d'orti non si potesseno avere.
+
+_Del medesmo mangiare con borraggine._
+
+Togli borraggine, spinacci e biete trepice[2] e simili: poni in acqua
+fredda a bullire; poi gittata via l'acqua, s'attritino forte col
+coltello: poi rimetti a cuocere con latte d'amandole, e, messovi
+dentro battuto di tinca, potrai dare la quaresma al Signore con le
+specie e con zaffarano, messovi del zuccaro.
+
+_Del predetto._
+
+Anche tollendo finocchio intero, bullito, cotto con cennamo, pepe e
+zaffarano, e mettivi ova perdute e carne di polli, o altra carne, o
+quello che tu vuoli[3].
+
+_Del predetto._
+
+Anche tollendo erbe minute odorifere, bullite, battute, cotte col
+petto de la gallina, peste nel mortaro, et aggiunte de le foglie, si
+possono dare al Signore, o a l'infermo per avere soluzione di ventre.
+
+_Del predetto._
+
+Togli finocchio bianco trito minuto, e poi lo fà friggere con uno poco
+di bianco di porro trito minuto, con ovo, o lardo, e ponvi uno poco
+d'acqua e zaffarano e sale, e fà bullire, e ponvi ova dibattute, se
+vuoli, dentro.
+
+_Del predetto._
+
+Togli finocchio ben lavato, poi fà allessare, e gittata l'acqua,
+friggilo con oglio, o lardo, sale, e dà mangiare.
+
+
+=Salsa di finocchio.=
+
+Togli fiori di finocchio, e pesta nel mortaio; ponli del zaffarano,
+noce moscada, garofani, cardamone, ventello[4] d'ovo, e distempera con
+lo zaffarano; et è bona salsa nel mese di settembre, con ovi.
+
+
+=De' senacioni; ciòe in più modi.=
+
+Togli senacioni, et....[5] adunali tagliati minutissimamente, et
+lavati bene in l'acqua calda, et premuti: et poni a cuocere in
+un'altra acqua cum carni di porco et sale abbastanza, o con altre
+carni.
+
+_Dei predetti._
+
+Tolli senaciones bulliti, bene triti col coltello, e poni a friggere
+con cipolla, non molta. E anche li poni in altra acqua cum oglio e
+sale. Et questo mangiare giova a chi non pò orinare per lo vizio de la
+pietra.
+
+_Item, a usanza di marchesi._
+
+Togli cimole di cauli, che si dice rapazoli, ovvero cimole di rape
+tenere, e poni a cocere; e quando sono cotte, poni a friggere con
+oglio, con porri o cipolle, o senza l'uno e l'altro. E possi fare sì
+che ciascuno stia per sè, ovvero coniunti insieme.
+
+
+=De la senape.=
+
+Tolli cimole di senape, e fà bollire in acqua; e gettata via l'acqua,
+fà friggere in padella con oglio e sale, ovvero le poni con carne a
+cuocere.
+
+
+=De li sparaci.=
+
+Togli li sparaci, e fàlli bollire; e quando sieno bulliti, ponli a
+cocere con oglio, cipolle, sale e zaffarano, e spezie trite, o senza.
+
+
+=De le lattughe.=
+
+Togli lattughe con latte fresco di capre, del mese d'aprile, con
+spezie e tuorli d'ova, e lardo fresco, e carni di porco. Questo
+mangiare si chiama mangiare di lattuche, perciò che si fa di midolle
+di lattuche[6].
+
+
+=De le zucche.=
+
+Togli zucche novelle tagliate e lavate con acqua calda, e premile
+fortemente in uno panno, e ponansi a cocere con carne di porco fresca,
+e pepe e zaffarano.
+
+_Altrimenti._
+
+Anche togli zucche novelle, e lavale e premile fortemente, e con ova
+cotte, e con cipolle, e cascio trito fortemente, e gittale in acqua
+bullita, col pepe e col zafferano, e oglio a sufficienzia, e sale. E
+di tali si possono fare ravioli con carne battuta mista, e anche
+pastelli.
+
+_Altrimenti._
+
+Togli zucche secche, et polle a mollo con acqua calda, al vespero; e
+quando sono mollificate, tagliale minute, e taglia sopra la taola, con
+cipolle, e con oglio, pepe e zaffarano: soffriggi e poni in civero,
+fatto di aceto e mollena di pane, a cocere. E a tale modo si pò fare
+con latte d'amandole, pepe, cruoco, sale e oglio e con latte di noci.
+
+
+=De le pere.=
+
+Togli pere fresche e mettile in acqua a mollare; e, gittata quella
+acqua, polla a bullire in altra acqua con sale et oglio, e poca
+cipolla a soffriggere con spezie e zaffarano in poca acqua, e poni a
+cocere: e quando saranno cotte, menestra un poco di spezie in
+scutelle. E similemente puoi fare in poco di latte d'amandole, senza
+oglio e senza cipolle, ponendo un poco di zuccaro e un poco di sale.
+
+
+=Di cipolle.=
+
+Togli cipolle tagliate e lavate bene con acqua calda, e metti a cocere
+con carne e cascio, pepe e zaffarano; e poi ponevi ova dibattute, pepe
+e croco, se voli, e spezie in scudelle.
+
+
+=De' porri.=
+
+Togli porri bianchi, a uso di Toscana, triti tagliati minuti, lavati
+con acqua calda, e poni a cocere con uno pezzo di carne di porco
+fresca, e poi trita la detta carne coi predetti porri e col pepe et
+zaffarano e ova dibattute; e sovraggiogni carne di porco, o altra, e
+dà mangiare; e poni spezie in scudelle.
+
+_Altramente a tempo di digiuno._
+
+Togli porri tagliati, ben lavati e premuti, e poni a cocere con oglio
+e pane trito, o grattato, distemperato con ova, pepe e cruoco: e ponvi
+ova sperdute, e cascio tagliato, e dà a mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Anche i porri fessi in quattro parti, e ben bulliti e cavati da
+l'acqua, si possono friggere con oglio, sale e pepe, sopra le scudelle
+a tempo di quaresima.
+
+_Altramente con carne._
+
+Togli porri bianchi, tagliati minuto e ben lavati, e cuocili con carne
+di castrone; e cotti dà mangiare con spezie.
+
+_Altramente._
+
+Togli porri bene lavati e lessati: poi li cava, e tritali minuti col
+coltello, e poni in padella o altro vaso a friggere con oglio e sale,
+ovvero lardo. E poni in acqua a cuocere e ciminium trito e ova
+dibattute e cruoco, e, se vuoli, ponerai carne di porco, o di
+castrone, o quello che ti piace.
+
+_Altramente._
+
+Togli porri interi, bene lavati, e, fessi in quattro parti, e lessali
+un poco: poi cavali, e poni in taola a scolare; poi togli farina, e
+distempera con acqua calda un poco, e mena nel catino co la mescola
+fortemente, e con sale dentro. Poi togli quelli porri a pezza a pezza,
+et involgi in quella pasta; e poi friggili con olio ad abbundanza.
+
+
+=De' naponi, ovvero navoni.=
+
+Tolli i capi di navoni, fàlli bullire un poco; da po' sciugali un
+poco; poi li poni a cuocere nel lardo dei polli. E se vuoli farli
+coloriti, ponvi cruoco, ovvero ova dibattute, distemperate col detto
+brodo. E puoi ponervi ovi, carne appezzata o tritata, e latte di
+capra, quando tu vuoli.
+
+
+=De' raponcelli.=
+
+Togli raponcelli, bene bulliti in acqua, e poni a soffriggere con
+oglio, cipolla e sale; e quando sono cotti et apparecchiati, mettivi
+spezie in scudelle.
+
+_Altramente._
+
+Togli raponcelli, ovvero paperdelli[7] con olio e sale e cascio
+grattato e ova dibattute: e giongievi su cascio e ova perdute, nel dì
+del sabbato.
+
+
+=De le rape.=
+
+Togli rape bullite colle foglie, e polle a cocere con carne di bue, e
+pepe, e cruoco. E quando sono cotte, le poni in scudelle per la comune
+famiglia.
+
+_Altramente._
+
+Togli i capi de le rape, senza foglie, taglia e fa bullire in acqua. E
+gittata via quella acqua, poni a cuocere con cappone o altra carne, e
+colorale con cruoco e pepe. E poste in esse ova distemperate, cascio
+secco tagliato e ova lesse, mettivi su latte di capra, e dà mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Togli rape senza foglie, mondate di corteccia, bullite e sciutte, e
+poni a cuocere con sale et latte di noci, e ponvi pepe e cruoco.
+
+_Altramente._
+
+Togli rape senza foglie, bullite; e gittata via l'acqua, togli pane
+insuppato nel brodo de la carne; e de le dette rape, e cascio
+grattato, e grasso di carne, a suolo de l'uno e a suolo de l'altro, fa
+una suppa, che si chiama suppa di fanti.
+
+
+=De' ceci.=
+
+Togli ceci rossi o bianchi; e, tenuti a mollo, cuocili col pepe, e col
+zaffarano, e erbe odorifere. E quando sono queste cose cotte, ponni
+parte nel mortaio e pesta che sia spessa, e ponvi brodo saporoso, e
+poi ponvi castagne arrostite intere, e radice di petroselli, e brodo
+di carne; ovvero, a questo modo, le puoi cuocere con la carne, se
+vuoli.
+
+_Altramente per dì di sabbato._
+
+Togli ceci rotti, e pòlli a cuocere con pepe e croco, e con cascio
+tagliato, e ova perdute, o ova dibattute.
+
+_Altramente._
+
+Togli ceci rotti bulliti, e gittata via l'acqua della cocitura, colle
+predette cose ponasi cipolla soffritta, e bene confetta con oglio o
+lardo, come el tempo o dì richiede.
+
+_Altramente._
+
+Togli ceci rotti bulliti, e gittata via l'acqua, ponasi a cocere con
+latte di mandole, spezie e croco; e possi fare senza spezie con
+giengiovo; e siranno i ceci bianchi[8].
+
+_Altramente._
+
+Togli ceci interi, e poni a cuocere con ogni carne salata, lavata e
+spurata bene del sale: e ponvi pepe e croco, se vuoli. E puoi ponervi
+ceci rotti e ova perdute, ovvero dibattute, e eziandio lardelli.
+
+_Altramente._
+
+Togli ceci freschi novelli, bulliti; e gittata via l'acqua, li puoi
+cocere con spezie, croco, sale et oglio e ova battute, cascio e carne,
+come tu vuoli.
+
+_Altramente di Quaresima._
+
+Togli ceci rotti o interi, poni a cocere con olio, sale e pesci
+minuzzati, ovvero battuti e distemperati nel mortaio; e, messovi
+spezie e zaffarano, dà a mangiare.
+
+
+=De' peselli.=
+
+Togli i pesi, e poni a bullire con molta acqua, e riserva l'acqua,
+nella quale tu possi fare suppa a modo di Francia. E poni in padella
+cipolla con oglio a soffriggere; e quando è soffritta, metti la detta
+acqua nella detta padella, et allora togli pane, tagliato grosso
+mezzanamente, e poni in la detta acqua con spezie, e dentro vi
+s'immolli. Poi togli i pesi predetti, e poni a cocere in altra acqua
+con oglio, sale e cipolla, e dà mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Togli i pesi ben bulliti; e, gittata via l'acqua, mettili a cocere con
+cascio di briga[9], oglio e ova sperdute; e puoi mettervi dentro del
+petrosello.
+
+_Altramente._
+
+I pesi freschi, cuocili con oglio, sale, spezie, zaffarano, ova
+dibattute; e dà a mangiare.
+
+
+=Peselli con carne.=
+
+Metti i peselli a cocere con carne, bene spurata dal sale; e la detta
+carne, poi che serà cotta, tagliala minuto, e metti in scudelle.
+
+_Altramente._
+
+Peselli bulliti, e gittata via l'acqua, ponli a cocere in altra acqua
+con carne di porco salata, e un poco di zaffarano. E puoi mettervi
+dentro carne fresca di castrone, o altra, come tu vuoli.
+
+
+=De le fave sane.=
+
+Fave fresche novelle, fàlle bullire; e gittata via l'acqua, mettile a
+cocere con latte di capra, o di pecora, latte d'amandole, o con carne,
+bene spurata di sale. E mettivi ova dibattute, e lardelli in scudelle
+se vuoli.
+
+_Altramente._
+
+Le fave in prima molli, mettile a bollire, e gittatane via l'acqua,
+mettile in altra acqua a bollire con carne di porco, o con cascio; e
+dà mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Fave fresche novelle bullite; e gittatane via l'acqua, mettile a
+cocere con cipolla soffritta in oglio, e erbe odorifere pestate,
+aggiunte con pepe e zaffarano.
+
+_Altramente._
+
+Togli fiori di fave, e metti a cocere con carne di porco fresca; e
+quando sono quasi cotte, mettivi dentro ova dibattute, latte e spezie,
+zaffarano e sale, e fà che la carne sia bene dibattuta, e mesta tutto,
+e fàllo spesso, quasi mortadello.
+
+_Altramente._
+
+Cuoceli i fiori di fave col cappone intero, e al fine de la cocitura,
+mettivi latte d'amandole e ova dibattute, pepe, zaffarano e sale; e
+cocansi in buono vaso.
+
+
+=De le fave infrante.=
+
+Togli fave, bene infrante, mundate e sciolte e nette, e fàlle bullire
+uno bollore; e, gittatene via l'acqua, lavale molto bene, e mettile in
+uno altro vaso con poca acqua e sale, che sieno solamente coperte
+coll'acqua, e volgile spesso colla mescola: e, cotte che le siranno
+spesse, ammaccale con la mescola fortemente. Poi le distempera con uno
+poco d'acqua aggiunta, e fà scudelle, e metti in le scudelle mele,
+ovvero oglio fritto con cipolle, ovvero lardo fritto.
+
+_Altramente._
+
+Fave infrante, e lavate con l'acqua calda, mettile a bullire: e quando
+aranno bullito, lavale bene un'altra volta, e polle a bullire in
+tanta acqua, che sieno coperte e guardate dal fumo. E quando saranno
+ben cotte, menale con la mazza; poi le distempera con acqua fredda,
+ovvero vino bianco, sì che sieno bene fatte. Poi fàne minestre, e
+mettivi su oglio, fritto con cipolle; e dà mangiare. E se volessi,
+puoile distemperare con acqua calda, e se vuoli, mettivi su pepe,
+zaffarano, mele e zuccaro. Con queste fave porrai dare tinca, o altri
+pesci. E sappi, che, de le predette cose, porrai fare mortadello.
+
+
+=De le lenti.=
+
+Togli le lenti bene lavate e nette da le pietre, e poni a cuocere con
+erbe odorifere, oglio, sale e zaffarano. E quando saranno cotte,
+tritale bene; e messovi su ova dibattute, e cascio secco tagliato, dà
+mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Poni a cuocere le lenti con carne di porco fresca o insalata, e dàlle
+a mangiare, pur così senza ova e cascio.
+
+
+=De' fasoli=[10].
+
+Fasoli bene lavati e bulliti, metti a cocere con oglio e cipolle, con
+sopradette spezie, cascio grattato, et ova dibattute.
+
+_Altramente al modo Trivisano._
+
+Metti fasoli bulliti, discaccati[11], a cocere con carne insalata, e
+con pepe, e zafferano. E possonsi dare soffritti con oglio, postovi
+dentro un poco d'aceto, amido e sale.
+
+_Altramente._
+
+Tolli i fasoli bulliti, e gittatane via l'acqua, mettili a cocere con
+carne di castrone, di porco, o di bue, o qualunche vuoli, e molto
+pesta, e un poco di zaffarano e sale; e dà mangiare.
+
+
+=De' fungi=[12].
+
+Togli fungi di monti, bulliti, e cipolla soffritta con lardo, e poni a
+bullire con spezie et altre erbe odorifere, e ova dibattute; e dà
+mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Togli fungi di monte, e lessali; e gittatane via l'acqua, mettili poi
+a friggere con cipolla tritata minuto, o con bianco di porro, spezie e
+sale; e dà a mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Togli fungi secchi, e tenuti a mollo dal vespero a la mattina; e
+gittata via l'acqua, tagliali minuti col coltello, e un poco di porro
+bianco, o cipolla; e poni a friggere con oglio, o lardo e spezie e
+castagne e aceto, e un poco d'acqua e sale. E poi ci poni mostarda con
+mosto cotto, e carne di porco, se ti piacerà.
+
+
+=De la composta.=
+
+Togli carote bene lavate e bullite, e fatte freddare: et in l'acqua
+d'esse fà cocere rape divise in quattro parti e non molto cotte, e
+similemente fàlle freddare. Poi togli radici di petroselli, di
+rafano............[13] e bianco di porro, e finocchi, pere, cappari, e
+cime di cauli, e fà spartitamente tutte cose bullire, e freddisi come
+di sopra: secondo i lombardi, vi si possono porre de' garobbi[14]. Poi
+togli mostarda bona, fatta con forte aceto, seme di finocchi, anisi; e
+singularmente ordina a solaio. E poni rafano tagliato minuto in
+ciascuno solaio de le predette erbe, e poni mostarda e poi erbe
+particularemente, come si conviene. Queste cose così ordinate, mettile
+in uno vaso, e di sopra poni una taola larga, e lassa stare per otto
+dì.
+
+_Altramente._
+
+Togli rafano tagliato minuto, anasi, seme di finocchi, e poni a
+cuocere nel mosto; e cocansi tanto, che 'l mosto torni a mezzo: e con
+questo mosto distempera la mostarda. Poi togli rape picciole e naponi,
+e mele cotogne, e pomi, divisi in quattro parti, e pere divise per
+metà, e carote integre, e radici di petroselli, e bianco di finocchi,
+e metti a cocere tutte queste cose. E quando saranno cotte, compolle
+ordinatamente in uno vaso netto, interponendovi mostarda distemperata
+di sopra, a' suoli predetti. E se volessi, puoi ponervi del mele; e
+puossi fare cum zuccaro e cannella distemperata col predetto e con
+aceto, e riponi e serva.
+
+
+=De' brodi: e primo, de brodo granato.=
+
+Togli polli smembrati, e metti a friggere con cipolle, e lardo, et
+acqua abbastanza: e quando siranno quasi cotti, togli erbe odorifere,
+tritale bene col zaffarano, pepe, garofani, cennamo e zenzovo, e
+distempera col brodo predetto, e mesta onni cosa insieme; poi tolli
+ova dibattute, e mettivi un poco d'acqua fredda, e aggiungivi di quel
+brodo, e mesta, e poni a fuoco. Et quando cominciarà a bullire, levala
+dal fuoco, e mangia.
+
+_Altramente._
+
+Togli capponi o galline, e lessali. E postovi dentro spezie et erbe,
+togli tuorla d'ova, col brodo, e mesta e dibatti nel catino: poi
+bollano insieme fino che 'l brodo diventa granelloso. E così fà di
+tutti gli uccelli, con lardo, o senza lardo.
+
+_Altramente._
+
+Togli polli tagliati grosso, smembrati, o interi, e friggi nel lardo
+con erbe odorifere, spezie, agresta intera, e fa come di sopra; ma fà
+poco brodo. E ponsi fare brodi di carne, e di uccelli piccioli e
+grandi. E puo'li colorare, e fare verdi con erbe peste.
+
+
+=De la gelatina di pesce.=
+
+Togli buono vino con un poco d'aceto, e, sciumato[15] che fia quando
+bolle, mettivi dentro il pescie, e, cotto, cavalne, e fà bullire il
+vino tanto, che torni a la terza parte: poi mettivi dentro zaffarano e
+altre spezie, con alloro: poi colato il vino, mettivi spico, e lassa
+che sia freddo; poi metti, sopra 'l pesce, nel catino.
+
+
+=Del brodo del pesce.=
+
+Pesce bene lavato, quanto si conviene: friggilo con l'oglio
+abbundantemente, poi lassa freddare: poi abbi cipolle tagliate per
+traverso; friggile con oglio rimanente del pesce: poi prendi amandole
+monde, uva secca, ienula secca e prugne, e friggi con le dette cipolle
+insieme, e leva via l'oglio che avanza, e togli pepe e zaffarano, e
+altre spezie elette, bene trite, e distempera con le cipolle predette,
+e vino e aceto; e, distemperato fortemente, metti a fuoco fino che
+bolla: poi levalo dal fuoco, e poni in altro vaso, e mettilo
+ordinatamente a solaio col pesce predetto. E se 'l volessi dolce,
+ponvi o vino cotto, o zuccaro competentemente.
+
+_Altramente._
+
+Togli buono vino e un poco d'aceto e bolla insieme e sciuma: poi
+mettivi il pesce a cocere; e, cotto, cavalo; e il vino tanto bolla,
+che torni al terzo; poi mettici alloro, zaffarano e spezie fine, e fà
+riscaldare il pesce, e cola il vino e ponvi spico, e lassa freddare il
+pesce.
+
+
+=Del paparo.=
+
+Taglia la gola al paparo o oca; pelalo bene e bruscia; taglia i piei,
+cavali l'interiori e lava bene: poi togli agresto, aglio; e se tali
+cose non poi avere, togli erbe odorifere, bagnate in aceto, e ricusci
+di sotto, e poni in spiedo, e arrostilo; e se non fosse grasso,
+mettivi dentro del lardo. E poni un poco d'acqua in una scudella, e
+togli il grasso che esce d'inde. E quando serà assai cotto, levalo dal
+fuoco, e dà mangiare col succo d'aranci, di limoncelli, o di lumìe: e
+se vuoli, puoi fare peverada con molena di pane abbrusciata, e col
+fegato abbrusticato e pesto con la detta molena: e tutte cose,
+distemperate con aceto, fà bullire e mettivi pepe, zaffarano, garofani
+et altre spezie bone. Del capo, piedi, ventricchi, fegato, puoi farne
+agresta, mettendovi dentro ova dibattute, zaffarano, spezie; e dà
+mangiare.
+
+_Altramente._
+
+Poni un poco d'acqua in una scudella, e côgli il grasso che esce del
+paparo o oca; e giungivi succhio di melangole e zuccaro, che sarà
+acrodolze; mettivi zaffarano, e friggi in la padella: fà poi
+abbrusticare del pane bianco, infuso in tuorla d'ova dibattute, e
+metti nel savore predetto, e poni nel taglieri a suolo a suolo.
+
+
+=De la grua.=
+
+Grua bene lavata, e bullita un poco in caldaia larga, mettila in lo
+spiedo, e arrostila, non perciò a pieno: poi abbi cipolla tagliata a
+modo di dadi, e bene fritta col lardo abbastanza, e colora col
+zaffarano. E abbi fette di pane alquanto abbrusticate, e di buono
+vino, cotto e mestato colla cipolla predetta: fà bullire la detta grua
+smembrata colle dette cose nel vino uno bollore. E nel brodo magro del
+detto savore, molla il pane predetto: sopra uno taglieri grande, del
+savore, spezie e carne ordina gradatamente a solaio, come si conviene,
+e a la fine de la cocitura, ponvi del grasso del detto savore. Simile
+si può fare del capo di castrone o vitella, bene pelata, in acqua
+bullita; ma de' non bene lessarli. E fatto ordinatamente, com'è detto
+di sopra, debbiasi mettere su cascio, e poi mangia.
+
+
+=Del brodo saracenico=[16].
+
+Togli capponi arrostiti, e i fegati loro con le spezie, et pane
+abbrusticato; trita nel mortaio; e distempera nel mortaio buono vino
+bianco e succhi agri, e poi smembra i detti capponi, e metti a bollire
+con le predette cose in una pentola, e mettivi su dattali, uve grece,
+prugne secche, amandole monde intere, e lardo sufficiente; e dà a
+mangiare. Simile modo fà de' pesci marini; pome e pere puoi ponere nei
+detti brodi.
+
+
+=Del brodo dei capponi.=
+
+Togli capponi, e lessali; e quando siranno cotti con quelle spezie che
+tu vorrai, rompili in uno catino con ova e brodo loro, e gitta farina
+con mescola forata sopra i detti capponi rotti; e tutto questo si
+gitti nel bruodo, e bolla un poco: e' chiamasi brodo apollocato.
+
+_Altramente a la provenzale._
+
+Togli fegati, ventricchi e interiori di capponi ben lavati e ben
+tagliati; e poni in una pentola con poca acqua, e cuoci con spezie e
+ova dibattute, e colora come tu vuoli. E puoi soffrigger le predette
+cose, e ponervi succhi acetosi e dolci. Similmente puoi fare co' capi
+e' piedi di capponi, o loro simili.
+
+_Altramente a la spagnuola si fa brodo verde._
+
+Tolli uccelli, fegatelli, o carne, quantunche tu vuoli; lessali bene
+con bone spezie e erbe verdi pestate; e poi, aggiuntovi ova dibattute,
+pòlle nel detto brodo de la detta carne, e bollano. Il brodo non dè
+essere spesso.
+
+
+=De le starne.=
+
+Togli starne bullite e polli smembrati con erbe odorifere, sale, e
+bone spezie trite nel mortaio: e soffritta la detta carne con lardo,
+pòlla a cocere in un poco d'acqua nella pentola, e mettivi su latte
+d'amandole; e a la fine de la cocitura, mettivi cuoriandoro:
+distemperalo col loro bruodo, e fà brodo granato, se vuoli. Simile
+modo si pò fare de' pavoni, fagiani, pollastri giovini, e uccelli
+piccioli.
+
+
+=De la gratonia.=
+
+Togli latte di pecora, e distemperalo fortemente con l'ova, e poni il
+lardo nella padella, presso al fuoco, sì che sia calda bene: e abbi la
+mescola forata, e spargi il latte su la mescola intorno per la
+padella, e cuocelo competentemente. E, levatolo dal fuoco, giungivi
+zuccaro, e mangia. _Item_ nel detto brodo, giongivi albumi d'ova
+stretti, tagliati a modo di dadi; e chiamasi gratonia spagnola: e
+questa puoi colorare come ti piace.
+
+
+=De' Crispelli, ovvero Frittelle Ubaldine.=
+
+Togli farina netta, bianca, e distempera con ova e fermento uno poco;
+mettivi zaffarano, e poi metti a cocere con lardo disfatto; da poi
+mettivi su zuccaro o mele, e mangia.
+
+_Altramente._
+
+Piglia farina bianca con un poco di levame: distempera con acqua
+calda, e fà levare, cioè fermentare: poi, prese ova di luccio, o di
+trota, o di corvalo[17], o d'altro pesce, mesta forte colla predetta
+pasta; e, messovi dentro del zaffarano, coci come detto è di sopra.
+
+_Altramente._
+
+Simile puoi fare con cipolle trite, con nepitella et erbe; e friggile
+con aglio o lardo: poi prendi farina, e distempera insieme tutte cose
+con albume d'ova, e mettivi fiori di sambuco et altri fiori, come tu
+vuoli; e diversifica i colori come ti piace, e mettili in lardo
+bolliente con la mescola spartitamente.
+
+
+=De' guanti, cioè ravioli.=
+
+Togli ceci bianchi, ben immolli in l'acqua; lessali bene, poi cavati
+dell'acqua, tritali forte e mestali con la detta acqua, e colali; e,
+di quella acqua colata, distempera la farina come tu vorrai; e
+friggansi a lento fuoco con lardo o oglio, e mettivi su del mele.
+
+_Altramente._
+
+Distempera la farina con l'ova, fà di poi guanti o altro, come tu
+vuoli: poni a cocere bene in la padella con lardo caldo o oglio.
+
+
+=Di salsiccie, o vuo' tortelli di pesce.=
+
+Metti il pesce in acqua bullita, sì che si possa bene spolpare da le
+spine, e togli erbe odorifere, trite bene insieme con la detta polpa
+di pesce, e spezie: poi metti tutto in uno panno di lino bene largo e
+bucato, e spremili forte: poi metti in la padella con oglio caldo, e
+fàlle per lungo, o per traverso, come ti piace.
+
+
+=De' crispelli di carne, o vero tortelli e ravioli.=
+
+Prendi ventresca di porco scorticata, lessala, e tritala forte col
+coltello: togli erbe odorifere bona quantità, e pestale forte nel
+mortaio: mettivi su del cascio fresco con esse et un poco di farina, e
+distempera con albume d'ova, sì che sia duro. E preso del grasso del
+porco fresco in bona quantità, metti in la padella, sì che bolla, e
+fàne crispelli; e cotti, e cavati, mettivi su del zuccaro.
+
+_Altramente._
+
+Togli cascio fresco, trito forte: mettivi un poco di farina, e
+distempera con albume d'ova, sì che sia spesso; e metti a cocere con
+lardo, come detto è di sopra; e mettivi su zuccaro, come nell'altre
+cose fu detto.
+
+
+=De le gualdaffe di ventri et caldumi.=
+
+Togli ventre di vitella, e lavalo con l'acqua fredda o con la calda,
+radendolo et mondandolo quanto puoi più mondare: poi poni il detto
+ventre in la padella senza liquore sopra 'l fuoco, e volgilo e
+rivolgilo spesso, fine che possa essere bene mondo e raso: poi anche
+il lava con l'acqua, come prima: poi fàllo un poco bullire in acqua e
+cuocilo, messovi dentro menta intera e sale: poi friggasi col lardo in
+la padella, come tu vuoli, e togli quello brodo, ch'e' si chiama
+gualdaffa.
+
+_Altramente, de' budelli._
+
+Togli budelli di vitella giovene; lavali bene, e impili de le dette
+gualdaffe cotte, tagliate minute, misticate con ova dibattute e cascio
+grattato, spezie e sale: e fatto questo, puoni a lessare: e puoli
+ponere a rostire; e dà mangiare. Puoi anche ponere queste gualdaffe in
+bruodi o in pastelli. E così puoi fare gualdaffe di altri animali.
+
+_Altramente._
+
+Togli budello mondo, lavato e raso con acqua fredda o calda; e sala;
+poi anco il lava con l'acqua. Prendi ova dibattute, cascio grattato,
+zaffarano, spezie e erbe odorifere trite e peste nel mortaio; e pòlle
+in scudella o catino, e mesta insieme; e empiasi, e ponasi a bullire
+fine che sia bene cotto. E fatto questo, ponasi nello spiedo, o in la
+graticola; e dà a mangiare.
+
+
+=Dei detti gualdaffi e caldumi.=
+
+Dei detti gualdaffi e budelli crudi di vacca si pò fare brodo, s'ei si
+lavano bene: i detti budelli tagliali e friggili in lardo con cipolla
+tagliata minuto: pòlli a bullire, et metti in essi tuorla d'ova con
+molena di pane, spezie, erbe; et fà brodo granato, se tu vuoli, e
+colora come tu vuoli. E questo brodo si chiama caldume.
+
+
+=De la corata e ventre di porco in caldume.=
+
+Simile fà de la corata e del ventre del porco; e lavalo bene; e,
+tagliato minuto, friggilo con lardo e con le cipolle ecc., come detto
+è di sopra.
+
+
+=De li savori.=
+
+Togli cenamo, zenzovo e pane arrostito (la crosta), e sale, e pesta
+bene nel mortaio: poi distempera con buono vino, e un poco cola, e fà
+bullire un poco. Tale sapore si chiama cenamata, e conviensi a tutte
+carni di capriolo e lepore a rosto. Nota che la carne del capriolo si
+pò arrostire con ossa, e senza ossa. Simile quelle de la lepore e
+altre carni, cioè dayne, cervi e simili, e a le quali si conviene il
+detto savore, e succhio di melangole con spezie, se tu vuoli.
+
+
+=De la peverada.=
+
+Togli pane abbrusticato, un poco di zaffarano che non colori, spezie e
+fegati triti e pesti nel mortaio, e distempera con aceto o vino e
+bruodo predetto, e fàllo dolce o acetoso, come tu vuoli. E tale
+peverata si può dare con carne domestica, salvatica e con pesce.
+
+
+=De' civeri di lepore e altre carni.=
+
+Smembra il lepore tutto, e, con poco lavare, cuocilo in acqua; poi
+togli il fegato e polmone cotto, pestalo bene nel mortaio, e poi che
+fia cotto il detto lepore, togli spezie, pepe e cipolla, e soffriggi
+nel lardo col detto polmone e pane arrostito: e poi che sono tutte
+cose insieme bullite, dà a taola. Nota che tu dei, il fegato e polmone
+cotto, tritare e pestare nel mortaio con spezie e pane abbrusciato, e
+distemperallo con buono vino, e un poco d'aceto. E poi che fie cotto e
+soffritto il lepore con la cipolla, gitta il detto savore sopra 'l
+lepore, e lassa freddare che sia tepido, e dà mangiare. E tal modo si
+pò fare per le pernici, cioè starne.
+
+_Altramente._
+
+Togli cenamo, garofani, noci moscate, noci d'India, fegati di
+uccelli, tuorla d'ova, e uccelli piccioli, interi o partiti, e
+friggili con lardo: poi li cuoci nel detto bruodo, e fà come di sopra
+è detto.
+
+
+=Di sommacchia di polli o di uccelli.=
+
+Togli polli smembrati e friggili nel lardo; e togli amandole,
+summacco[18] con l'acqua e cocili con li polli, e sia spesso, e dà a
+mangiare. Simile puoi fare de' pesci appezzati: simile fà de' polli,
+dei capponi, o starne, o uccelli piccioli, e budelli di capponi. In
+tale mangiare puoi ponere amido; e molto aiuta chi à flusso di ventre.
+Simile puoi fare de' pesci appezzati, o battuti, ponendo oglio in
+luogo di lardo.
+
+
+=Di limonìa di polli.=
+
+Friggansi li polli col lardo e cipolle, e pestisi l'amido non
+mondo[19], e distemperisi col bruodo de la carne del porco, e colisi,
+e cocansi con li detti polli e spezie. E se non avessi amido, spessisi
+il bruodo colle tuorla d'ova; e quando sirà presso l'ora del
+ministrare, metti in quello, succhio di limoni, o di lomìe, o di
+cetrangule.
+
+
+=Di gratomèa di polli, uccelli et pesci.=
+
+Lessa li polli, e togli i fegati, amido, spezie e tuorla d'ova, e
+distempera col detto brodo, e fàllo spesso; e quando serà bene cotto,
+mettivi su zuccaro minuzzato, e dà a taola. Simile fà de' capponi,
+starne, e accolora, e assapora, come è detto. Simile fà de li pesci,
+ponendo oglio per lardo.
+
+
+=Di romanìa di polli.=
+
+Friggansi li polli con lardo e cipolle, e pestisi l'amido non mondato,
+e distemperisi con succhii di mele grane forti o dolci: premisi forte
+e colisi bene, e mettasi coi polli, e bolla un poco, e mestisi col
+cocchiaio, o dibattisi, e mettavisi su spezie. E in difetto di mele
+grane, si pò fare brodo con erbe.
+
+
+=Di agliata bianca con li capponi.=
+
+Togli capponi bene lessi, e col brodo distempera spezie, agli e
+amandole, e bollano abbastanza, che sia spessa. Questa si chiama
+bianca agliata: se altramente si colasse, perde il nome. Puossi fare
+dei capponi arrostiti e lardati.
+
+
+=De' blanmangieri.=
+
+Togli petti di galline, cotti; e, posti sopra una taola, fàlli sfilare
+più sottili che puoi. Intanto lava il riso e sciugalo, e fànne farina,
+e cernila con setaccio o stamigna; poi distempera la detta farina del
+riso con latte di capra o di pecora o d'amandole, e metti a bollire in
+una pentola ben lavata e netta; e, quando comincia a bollire, mettivi
+dentro i detti petti sfilati, con zuccaro bianco e lardo bianco
+fritto; e guardalo dal fumo, e fàllo bullire temperatamente senza
+impeto di fuoco, sì che sia ispesso, come suole essere il riso. E
+quando tu menestrarai, mettivi suso zuccaro trito o pesto, e lardo
+fritto. Se tu vuoli, puolilo fare col riso intero da per sè,
+apparicchiato e ordinato col latte di capra, a modo oltramontano; e,
+quando tu il dai, mettivi su amandole soffritte nel lardo, e zenzovo
+bianco tagliato.
+
+_Altramente di Quaresima._
+
+Togli amandole monde, e sciutte con tovaglia; e pestale fortemente
+quanto puoi, non mettendovi acqua: poi con uno panno lino premile
+quanto puoi, e, l'oglio che n'esce, mettilo in uno vaso: poi togli le
+guscie, ovvero corteccie rimaste, e distemperale con l'acqua fredda, e
+colale con la stamigna o sedaccio; e con quello latte distempera la
+farina del grano del riso, com'è detto, e metti a bullire come detto
+è: e metti su zuccaro colla polpa del pesce; di luccio, ranocchi, o di
+altro pesce che abbia la polpa bianca, e diffilata come petto di
+galline: e quando menestrarai, mettivi su zuccaro et amandole, e
+mangia. Puoi anche fare del bianco di porri, lessati in acqua:
+diffilali e distemperali con la farina predetta, come di sopra.
+
+_Altramente con riso._
+
+Togli il riso, e lavalo forte; e, lavato, fà bullire: cavalo e ponilo
+sul taglieri a freddare; poi rimettilo a cocere, e mettivi su latte di
+pecora, e fa bullire competentemente; e, mentre bolle, mettivi polli
+truncati, e mettivi su lardo fritto fresco, e zuccaro. E quando farai
+le minestre, mettivi su zuccaro e spezie abbastanza, con lardo fritto.
+
+
+=De la festiggia.=
+
+Togli polli interi netti, friggili nel lardo; poi mettili a cocere in
+acqua con zuccaro, spezie e zenzovo; e fàlli spessi.
+
+
+=A empiere uno pavone.=
+
+Scortica il pavone, rimanendo il capo colle penne: poi togli carne di
+porco non troppo grassa, e anche pesta de la carne del detto pavone o
+altro, e tritale e pestale insieme. Anche pesta spezie, cannella e
+noci moscate, quelle che tu vuoli; le quali, bene trite e peste colli
+albumi d'ova, mestale insieme, e disbatti colle dette spezie e carne
+fortemente, e riserva le tuorla da per sè. Poi empi il detto pavone
+de la detta carne trita e pesta, e spezie predette: e involgi il detto
+pavone in una rete di porco, e fermalo con brocche di legno: e così il
+metti nella caldaia in acqua tepida, e bolla soavemente. E quando serà
+ristretto bollendo, arrostilo in spiedo o in graticola, e coloralo con
+le tuorla d'ova dibattute, le quali tu servasti; e non le torre tutte,
+ma del resto faraine pome, come seguita, cioè. Togli lumbo di porco
+crudo, e tritalo minutissimamente col coltello, e battilo forte; poi
+mesta la detta carne con le dette tuorla d'ova riservate, e spezie
+predette, e fàlle sì spesso, che intra le palme de le mani facci pomi
+piccioli; e involgili in tuorla d'ova, e colorali, e mettili a bollire
+in acqua bollente. Poi così bolliti[20] puoi arrostire e coloralli con
+tuorla d'ova sottilmente con penne. Di queste pome ne puoi mettere
+dentro nel pavone, e di fuore, sotto la detta rete. E, fatto questo,
+rivesti il detto pavone del suo cuoio, pelle e penne riservate, e
+portalo a taola: e, levato su il cuoio, dà a mangiare[21].
+
+
+=A empiere una gallina.=
+
+Pelata che fie la gallina, scorticala cruda; e de la carne sua, e
+carne di porco senza osso, bene battuta, e spezie, e ova, e lardo
+chiaro, cioè strutto, mesedati[22] insieme, empi il cuoio de la detta
+gallina; e ne l'acqua bogliente nella caldara si stringa: poi
+l'arrosti nello spiedo; e guarda che non crepi. E in tal modo puoi
+fare d'altri uselli[23].
+
+_Altramente._
+
+Scortica la gallina, come detto è, la cui carne si coca con le spezie.
+Poi prendi uno vaso di terra, fatto in modo di cardafisia, cioè
+d'inguastara[24] o di fiasco; metti il detto cuoio nell'acqua nel
+detto vaso, ritenendo il collo del detto cuoio di fuore del vaso: poi
+empi il detto cuoio de la detta empitura: poi ligato il detto collo, e
+messovi un poco d'acqua, metti a cocere. E quando sirà cotto, rompi il
+vaso, e dà a mangiare.
+
+
+=A empiere uno vitello.=
+
+Togli el vitello giovene scorticato, ovvero pelato: arrostilo e
+empilo, come tu vuoli: puoi ponervi papari, galline e capponi e
+l'empitura che sopra è detta, e qualunche altra bona: mettivi però
+molto lardo battuto, nel ventre; poi togli il grasso che ne cade
+quando s'arrostisce, e poni en peverata col pane abbrusticato, e
+zaffarano; e bolla un poco da per sè la detta peverata; e dà a
+mangiare.
+
+
+=A empiere uno castrone.=
+
+Di uno castrone intero, raso, tu puoi farne come detto è al primo modo
+de la gallina; e per sua empitura puoi ponere galline, pernici intere
+lesse, o smembrate, e ogni cosa buona che tu vuoli; e guardalo dal
+crepare. Simile modo puoi fare d'uno capretto pelato.
+
+
+=A empiere una spalla, o altro membro.=
+
+Togli spalla di castrone, e leva la carne dall'osso, e togli ventresca
+di porco, e tutte insieme tritale e battile col coltello su la taola.
+E prendi erbe odorifere in buona quantità, peste, con spezie e
+zaffarano, e mesta colla detta carne e ventresca: giongivi cascio
+fresco, bene pesto con ova, in bona quantità; e distempera che non sia
+troppo spesso, nè molle: poi togli una rete di porco o di castrone, e
+stendila su la taola, e togli la metà de la detta carne, e stendila su
+per la detta rete: poi prendi l'osso de la spalla e pòllo su la detta
+carne: e poi togli l'altra metà di carne, e pòlla sul detto osso de
+l'altra parte, sì che l'osso sia nel mezzo, e coprilo tutto colla
+detta rete. Poi pòllo sulla graticola del ferro, e arrostilo, sì che
+basti, e dà a mangiare. Simile puoi fare de gli altri membri.
+
+
+=A empiere uno ventre.=
+
+Togli ventre di porco o di castrone bene lavato e netto; poi togli il
+grasso e carne loro, cotta alquanto; la quale mesta con spezie e ova,
+e empi il detto ventre de le predette misture, e poni a cocere in
+acqua, e chiudi il forame, e pungilo con l'aco mentre esso si coce.
+Ovvero sì il puoi arrostire su la graticola, e coloralo, e assapora
+come tu vuoli. Anco il può empire di bona ventresca di porco, con
+ravioli interi. Similmente puoi empire uccelli che tu vuoli.
+
+
+=A empiere budelle.=
+
+Budelli di porco o vitella tu li puoi empire di grasso porcino e altre
+carni, con spezie e erbe odorifere, e fà come detto è del ventre,
+ligando et pungendo: e mangia.
+
+
+=De la suppa.=
+
+Togli pane tagliato rotondo, come a modo di taglieri; friggilo in la
+padella con lardo fresco, e gittavi su bone spezie, e togli pane
+abbrusticato, e distemperalo col grasso, che sia caduto di pavone, o
+d'altri uccelli, e gittalo sopra il pane fritto nella padella; e di
+sopra gittavi zuccaro, o succhi acetosi, e mangia.
+
+_Altramente._
+
+Togli pane tagliato rotundo, come detto è di sopra, e fundilo in
+tuorla d'ova dibattute, e friggilo in la padella: poi nel poni su nel
+taglieri ordinatamente a suolo a suolo; e, se vuoli, puoi mettervi del
+zuccaro, o de le spezie, e dà al signore col pavone, o cum altri
+uccelli.
+
+
+=Del pastello romano.=
+
+Togli polli smembrati, spezie e zaffarano et erbe odorifere: mestali
+insieme, e friggili uno poco: poi mettivi ova dibattute e agresta in
+bona quantità; e intanto facciasi la crosta: componi poi il pastello,
+facendo due o tre solari, e a ciascuno solaro mettendo spezie: al di
+sopra metti lardo, e copri il pastello, e fà uno foro nel mezzo
+dattorno: di sopra forma uccelli di pasta pieni, o altri animali che
+ti piacciano; e postovi del lardo, cuocilo nel forno, e dà mangiare.
+Simile modo si pò fare di cascio fresco con carne battuta.
+
+
+=Del pastello dei capretti.=
+
+Togli capretto bene tagliato, et sepis tagliate[25], e friggi con
+lardo: anco togli erbe odorifere in buona quantità e zaffarano, e
+pesta forte, e cascio fresco con esse bene trito, e distempera colla
+detta carne, e metti in uno vaso sulla bragia, sì che sia spesso
+alquanto, e fà la pasta nella teggia competentemente sottile, e poni
+del lardo soffritto intra 'l testo e la pasta. Togli anche pepe
+sofficientemente, e carne con ova predette, e poni nel testo, e fà
+un'altra pasta, e metti di sopra, e poni bragia di sotto e di sopra.
+
+_Altramente._
+
+Togli uno capretto minuzzato o polli piccioli smembrati, e friggili
+col lardo fresco e cipolle minuzzate, e erbe odorifere trite con
+zaffarano, e tuorla d'ova, e distempera fortemente, e mesta con ova, e
+metti tutto in uno vaso sopra la bragia, e volgi spesso, fine che sia
+spesso: giongivi spezie abbastanza; coloralo con tuorla d'ova, e fà la
+forma de la pasta, e rinchiudi tutto: fà cuocere, e mangia.
+
+
+=Del pastello di uccelli vivi.=
+
+Fà il pastello, e empilo di semola, e fàllo cocere nel forno; e quando
+sia cotto, gittane fuora la semola per uno buco di sotto o da lato, e
+inchiudivi dentro diversi uccelli vivi, quelli che tu vuoli: e fà
+fenestrelle nel pastello, a modo di fenestrelle di gabbia; e fatto
+questo, ponasi nell'arbore che si dirà[26].
+
+_Altramente pastello buono._
+
+Se tu vuoli fare pastello d'animali salvatichi, fà arrostire la carne,
+e lardala come tu vuoli: bagnala col vino con maggiore abbundanzia di
+spezie.
+
+_Altramente._
+
+Pastello puoi fare di carne di bue, di castrone e di porco, tagliata
+molto minuta con agli, cipolle, scalogne, agresta sana, o con erbe, a
+quel modo che tu vuoli.
+
+
+=De la torta parmesana.=
+
+Togli polli smembrati e tagliati, e friggili con le cipolle ben trite,
+con lardo in bona quantità: e, cotti i polli abbastanza, mettivi su
+spezie e sale abbastanza. Poi togli erbe odorifere, mettivi su
+zaffarano in bona quantità, e trita forte........[27] in bona
+quantità, e poni la medolla sopra 'l grasso di quello, e batti col
+coltello fortemente, e spessa e mesta colle dette erbe con alquanto di
+cascio grattato. Poi togli di queste un'altra quantità, e fanne
+ravioli; e togli anche cascio fresco, e fanne ravioli bianchi. Togli
+anche petrosello e altre erbe odorifere e cascio fresco, e fanne
+ravioli verdi, e tutte cose sopraddette distempera con ova. Togli
+anche amandole monde; pestale forte e dividile in due parti; nell'una
+mettivi de le spezie in bona quantità, nell'altra mettivi zuccaro; e
+de l'una e de l'altra quantità fanne ravioli spartitamente: poi togli
+ova e fàlli pieni. Togli anche budelli di porco bene grassi e lavati,
+et empili di bone erbe e cascio, e lessali bene. Togli anche
+presciutto crudo e taglialo sottile e fà similmente salsuccie: poi
+togli ova dibattute, e mesta con li detti polli in uno vaso, e pòllo
+su la bragia, e mescola, mescola con la mescola fine che sia spesso;
+poi levalo dal fuoco, e assaporalo di sale. Poi togli farina bene
+monda, e fanne pasta salda, e forma al modo de la tegghia o la
+padella. Poi collo cocchiaio togli del brodo dei detti polli, e ungi
+la detta pasta: poi nella detta pasta fà un solaio di carne d'essi
+polli; nel secondo solaio poni ravioli bianchi col savore di sopra;
+nel terzio solaio poni presciutto e salsuccie, tagliate come detto è.
+Nel quarto solaio poni de la detta carne. Nel quinto poni dei
+cervellati, cioè budelli pieni di sopraddetti. Nel sesto de' ravioli
+d'amandole; e in ciascuno solaio vi si ponano dei dattari; e anche
+metti sopra la detta carne, il savore; e in ciascuno solaio poni
+spezie abbastanza: poi metti spezie di sopra che basti: e abbi la
+bragia, e poni il testo sopra; e di sopra e di sotto sia la bragia.
+Scopri spesso la detta torta, e ungila con lardo; e se la si rompesse,
+togli la pasta sottile, e sottilemente menata, e bagnala coll'acqua, e
+poni su la rottura, e metti il testo caldo di sopra.
+
+
+=De la torta di capponi, fagiani, uccelli, coratelle e pesci.=
+
+Puoi anche fare torta di capponi, fagiani, starne, uccelli salvatichi
+e domestichi, piccioli e grandi, di coratelle; e di pesci marini e di
+fiumi, e di pomi, e di simili cose nei dì del digiuno, e di pesci
+battuti con spezie, con latte d'amandole e ova; e assaporala e
+colorala, come tu vuoli.
+
+
+=De la casciata.=
+
+Togli cascio fresco lavato e bene premuto, e spezzato minuto colle
+mani nel catino: poi togli ova, e sbattile bene insieme col detto
+cascio e con lardo pesto e battuto, e un poco di pepe, se tu vuoli, e
+metti nella crosta, e assapora di sale, e fà cocere. Nelle predette
+cose, se vi si mette menta, o nepitella pesta, si chiama erbata; e
+puossi fare con scalogne e zucche: e puossi fare tale casciata senza
+la crosta di sopra.
+
+
+=Del coppo di polli o d'altri uccelli.=
+
+Smembra i polli o uccelli: distempera la farina co l'acqua calda, e
+fàlla molto dura: poi fà la forma del coppo de la detta pasta, e
+mettivi dentro i polli predetti coll'agresto non trito, zaffarano e
+spezie, e un poco d'acqua fredda, e chiudilo di sopra con la pasta, e
+cocasi nel forno, ovvero tra i testi; e al sommo del coppo poni uno
+pezzo di lardo largo.
+
+
+=Del coppo d'altre cose, e da ciascuno giorno.=
+
+Simile coppo puoi fare di carne di bue, di porco, come detto è di
+sopra. E, per mancamento d'agresto, puoi mettarvi succhio di
+cetrangole, d'aranci e acqua rosada. E puoi fare coppo di carne di
+capriolo e d'altre carni, e di coratelle di capretto con erbe
+odorifere, spezie e zaffarano, e diversificare e coloralle come tu
+vuoli; e di ceci, fagiuoli, e di zucche, e d'altre misture, che si
+ponono nei pastelli.
+
+
+=Del pastello di anguilla.=
+
+Anguille scorticate, bene lavate e nette, tagliale; e, fatta la crosta
+dura, mettivele dentro; gittavi su spezie in bona quantità, e ponvi un
+poco d'oglio e succhio d'aranci, citrangole, o lemoncelli; e cuoci
+intra i testi: e, cotto, mangialo caldo, che è migliore.
+
+
+=Del coppo di lampreda.=
+
+Togli la lampreda bene lavata, e striccala col sale[28]: non si tagli,
+nè non si scortichi: in ciascuno foro del capo metti uno garofano; e
+fatto il coppo di pasta dura, ponavisi dentro la detta lampreda sana,
+a modo di cerchio con spezie e zaffarano: mettavisi dentro acqua
+rosada, e colorala di sopra, come vuoli, e coprila. Simile modo si pò
+fare di lamprede picciole senza garofani, con acqua rosada, e succhi
+di citrangole, aranci, lomìe. Anche si possono le lamprede arrostire e
+mangiarle con la salsa.
+
+
+=Del pastello de le trote e d'altri pesci.=
+
+Fà la forma de la pasta dura a longhezza de la trota, o vuoli rotunda,
+e togli la trota, e facciasi bene scagliata, lavata, e insalata; e le
+cose dentro[29]: mettila ne la detta pasta: ponvi spezie su, ben
+trite, con zaffarano e oglio, e chiudi la detta pasta, secondo la
+forma de la trota, e facciansi corna in ciascuno capo di pasta a modo
+di barche: e facciasi due fori nella detta pasta; uno presso al capo,
+l'altro presso a l'altro capo; ovvero si faccia uno foro nel mezzo, e
+cocasi nel forno, ovvero nei testi. Poi che sirà bene cotto, mettasi
+per quelli fori acqua rosada, ovvero succhio d'aranci, di citrangole:
+e al tempo di carne, ponasi ine[30] del lardo distrutto, e non de
+l'oglio. Similmente si pò fare coppo, ovvero pastello d'altri pesci,
+di sardine, alici, triglie e altri, per quello medesimo modo.
+
+
+=Del polpo.=
+
+Polpo grosso si pò lessare e mangiare col sale e comino, o altri pesci
+simili al polpo, che si chiamano moscatelli.
+
+
+=De la seppia.=
+
+Togli la seppia, aprila, e cavane il nero, e servalo: poi taglia la
+seppia minuto, e friggila in oglio co le spezie. E quando sirà fritta,
+mettili un poco d'acqua, e bolla ine dentro: poi distempera quello
+nero riservato, che si chiama sale di seppia, col buono vino, e poni
+nel bruodo con erbe odorifere e spezie, e dà mangiare.
+
+
+=Del nero de la seppia.=
+
+Nota, che 'l nero de la seppia si dè ligare di capo, chè non si
+sparga; e porre al fumo, sì che quando volessi fare salsa, savore,
+bruodo o altro mangiare nero, tu ricorra a quello. _Item_ nota, come
+detto è[31], in ciascuna salsa, savore o brodo, si possono ponere cose
+preziose, cioè oro, petre preziose, spezie elette, ovvero cardamone,
+erbe odorifere o comuni, cipolle, porri a tuo volere, per li sani e
+per li 'nfermi.
+
+
+=Del pesce calamaro.=
+
+A arrostire il pesce calamaro, cavali l'interiori per li orecchi, e
+per quelli medesmi mettivi sale, ovvero per la bocca, chè esca per
+quella; sia spazio in modo di spada, e fàllo cocere un poco presso al
+fuoco. Poi il larda sottilmente e studiosamente, quasi fosse uno
+fagiano, e di novo l'arrosti abbastanza, e mangia col succhio
+d'aranci, citrangole, acqua rosa, o limoncelli.
+
+
+=De l'interiori e budelli di pesci.=
+
+Le interiori di pesci, lavati e tagliati non minuto, friggili con
+oglio e cipolle, suttilmente tagliate; e poni con esse bone spezie,
+zaffarano e maggiorana trita: distempera con un poco d'acqua
+bogliente, e tolli una meròla di pane, bene trita e distemperata,
+anche con poca acqua, e bolla un poco; e in luogo di maggiorana, puoi
+ponere comino: si[32] vorrai il predetto brodo fare spesso con
+amandole non monde e pestate, distemperisi col vino: e colate queste
+cose, non vi si pona zaffarano: gittavi su seme di coriandoli e
+carni[33], trito cum zuccaro.
+
+
+=De la gratonata di polli.=
+
+Polli smembrati, friggili con lardo e con cipolle; e, mentre si
+friggono, mettivi uno poco d'acqua, sì che si cocano bene nella
+pentola, e volgili spesso eziandio con la mescola: mettivi su spezie,
+zaffarano e succhio d'uva agresta, e fà bullire; e per ciascuno pollo
+togli quattro tuorla d'ova, e distempera coll'agresto, e fà bullire
+crudo, e sbatti insieme nel catino, e insieme, coll'arte de' polli, fà
+oni[34] cosa bullire; e, bullito, levalo dal fuoco, e mangia.
+
+
+=De sardamone di carne.=
+
+Togli carne di castrone, del petto: taglia minuto, e fà bullire forte;
+e quando sirà bullita, acciò che non sappia di beccume, leva via
+l'acqua, e friggi la carne col lardo: poi mettivi su abbastanza di
+quella acqua, in tanto che poco rimagna di quello brodo; e quando
+siranno cotte, mettivi su coriandoli e carote bene trite, con spezie e
+zaffarano abbastanza. E se non avessi coriandoli, mettivi del comino,
+e mangia.
+
+
+=De la fromentiera col pollo.=
+
+Togli frumento buono calvellino, o altro buono, mondo e pesto nel
+mortaio, bene lavato. E la sera il metti a lessare; e, quando comincia
+a crepare, mettivi dentro in la pentola, gallina grassa, o bona
+pettorina di castrone calda: coprila bene, e servala così fine a la
+mattina. La mattina cava la gallina, o la carne, e pòlla sul taglieri,
+e serva. Il grano metti a cocere col latte di capra, o pecora,
+giontovi su lardo o grasso soffritto: poi togli la detta carne, e
+sfilala dall'ossa, e fà minestre; e su vi metti lardo fritto. Questo è
+buono cibo, e se non avessi latte, fàllo con ova e cascio.
+
+
+=Del farro di spelta.=
+
+Togli il farro de la spelta monda e rotta, e fàllo bullire un poco; e,
+gittata via quella acqua, lava il detto farro molto bene, e ritornalo
+a cocere con latte di capra, o di pecora, ovvero d'amandole, fine che
+sia ben cotto. Trita il cascio fresco, e mestalo con albume d'ova, e
+mettilo nel detto farro bogliente; e bolla un poco. E puoi mettarvi
+carne di galline o di polli, a modo di blanche mangieri; e di sopra
+metti del grasso del porco; e se 'l vuoli fare giallo, coloralo di
+zaffarano e tuorla d'ova, e ponvi del zuccaro.
+
+
+=De la zeunia di colombi, polli e altri uccelli.=
+
+Quando tu occidi polli, colombi o altri uccelli, riserva il sangue e
+li fegatelli: poi, smembrati, li friggi con le cipolle e col lardo,
+giuntovi dentro origano secco, bene pestato, distemperato con vino:
+poi togli il sangue de li predetti, e i fegatelli con uno poco di pane
+brusticato, e pesta forte, e distempera con aceto e vino, e colora
+sottilmente, e poni a bullire coi detti uccelli, aggiuntovi dentro del
+pepe competentemente; per li columbi spezialmente, vi si ponano capo
+d'agli; e mangia.
+
+
+=De le ova piene.=
+
+Togli ova, lessali e mondali, e parti ciascun per mezzo, e cava inde
+il tuorlo; e, presa maggioranzia[35], zaffarano e garofani, distempera
+coi detti tuorla d'ova, e pesta forte, aggiontovi dentro cascio
+grattato: e, per ciascuno otto ova, distempera uno ovo crudo; e, fatto
+questo, d'esso savore empi le pacche de l'ova, e friggile con buono
+lardo, e mangia, aggiontovi il savore che si dice verzuzo[36]
+francioso. De l'ova fritte, arrostite e sbattute è sì noto, che non
+bisogna dire d'esse.
+
+
+=Dei tomacelli, ovvero mortadelle.=
+
+Togli il fegato del porco, e lessalo: poi lo cava, e tritalo sulla
+taola col coltello fortemente e spesso; o vero tu il gratta colla
+grattusia al modo del cascio secco. Poi abbi maggiorana e altre erbe
+odorifere, bene peste col pepe, e detto fegato, e nel mortaio
+distempera con l'ova tanto, che sia spesso. Poi abbi rete di porco, e,
+a modo di monticelli tondi, li copri, e spartitamente li friggi nella
+padella col lardo; e cotti, cavali e poni in una pentola nova. E prese
+spezie con zaffarano e pepe, distemperato con bono vino, gettalo sopra
+essi nella pentola, e fàlli bullire competentemente, e mangia.
+
+
+=De li fegatelli.=
+
+Togli il fegato, taglialo a pezzi e arrostili nel spiedo; e quando non
+seranno bene cotti, involgi sopra essi la rete del porco, e fà cocere.
+E, cotti, mettili in una pentola nova, e fàlli su il savore, come
+detto è di sopra: e involgendolo ciascuno fegatello per sè in la rete
+del porco, è migliore.
+
+
+=Del coppo di latte caprino, o pecorino.=
+
+Togli farina bianca; distemperala e fà la pasta per lo coppo, a modo
+di berretta, e poni nei testi sì che sia forte. Poi togli latte con
+ova dibattute, insieme con zaffarano, e metti nella forma, e cocilo
+competentemente; e puoi rompere l'ova sane con esso, chè si cocano nel
+latte.
+
+
+=De la gelatina di pesci senza oglio.=
+
+Metti a bullire vino con aceto, e mettivi dentro a cocere i pesci bene
+lavati; e, cotti, cavali e poni in un altro vaso. E in lo detto vino e
+aceto metti cipolle tagliate per traverso, e fà tanto bullire, che
+torni alla terza parte: poi mettivi dentro zaffarano, comino e pepe, e
+getta tutto sopr'al pesce cotto, e lassa freddare. Questa è schibezia
+di tavernaio[37].
+
+
+=Del giardino.=
+
+Nelle gran feste e dì pascuali, fà di pasta uno arbore o vite, o
+giardino. E in su l'albore appicca pomi, pere, o uccelli, o uve, o,
+ciò che tu vuoli, diversifica[38], fatti di pasta distemperata con
+ova: e debbiansi empire di empiture sopra dette e coloralle di diversi
+colori; come giallo, verde, bianco e nero. A onore del detto arbore,
+poni nel mezzo d'esso uno pastello, ovvero gabbia piena d'uccelli; e
+in tale arbore puoi ponere tutti i frutti, li quali troverai, secondo
+e diversi tempi. Quando si portarà nella corte, facciasi sotto
+l'albore (o vite, o giardino) fuoco di legne altamente, e ponanvisi
+vergelle odorifere; e ponanvisi pomposamente.
+
+
+=Del dulcamine, cioè frittelle non quaresimali.=
+
+Togli farina distemperata con ova et acqua, e assuttigliata e stesa;
+tagliala a modo di foglie, o di fichi, o come vuoli, e friggile nel
+lardo, o oglio ad abbundanza; e cotte, mettivi su del mele bullito, e
+mangia.
+
+
+=De li erbati.=
+
+Di tutti i fiori e altre più erbe predette, quali che tu vuoli, puoi
+fare erbolato con cascio e ova e spezie, e dèsi cocere nel forno o tra
+i testi: la crosta si chiama erbata.
+
+
+=De le lasagne.=
+
+Togli farina bona, bianca; distempera con acqua tepida, e fà che sia
+spessa: poi la stendi sottilmente, e lassa sciugare: debbiansi cocere
+nel brodo del cappone, o d'altra carne grassa: poi metti nel piattello
+col cascio grasso grattato, a suolo a suolo, come ti piace.
+
+
+=Del mele bullito co le noci, detto nucato.=
+
+Togli mele bullito e schiumato, con le noci un poco peste, e spezie,
+cotte insieme: bagnati la palma de la mano coll'acqua, et estendilo:
+lassa freddare, e dà a mangiare. E puoi ponere amandole, e avellane in
+luogo di noci.
+
+
+=De li tortelli.=
+
+Di pasta tu puoi fare oni instrumento che tu vuoli, cioè ferro da
+cavallo, fibbie, anelli, lettere e ogni animale, che tu vuoli. E puoli
+empiere, se tu vuoli, e cocere nella padella col lardo e con oglio, e
+pesci[39], e colora come vuoli.
+
+
+=De la ioncada.=
+
+Togli latte puro, chiaro, colato, e mettivi presame di capretto o
+d'agnello; e quando sirà stretto, lavalo bene, e compollo tra i
+gionchi, e dà al signore: ovvero che tu il poni nell'acqua fredda fine
+a ora di mangiare.
+
+
+=De la paniccia col latte.=
+
+Togli legume bene sciolto da le pietre, e da rena; e, bene lavato e
+pesto, fallo bullire con un poco d'acqua: poi giungivi su del latte
+abbastanza col lardo, ovvero grassa di porco soffritta, e coloralo
+come vuoli. E questo cibo tu puoi mangiare col capretto arrosto.
+
+
+=De i savori: e prima del savore per l'arrosto.=
+
+Pesta il basilico nel mortaio, e ponvi del pepe, e distempera con
+l'agresta. Questo savore è buono con ogni arrosto, e ova lesse: e,
+mancando questo, abbi melerancie, citrangole, o limoni.
+
+
+=De i savori con li pippioni.=
+
+Fegato de i pippioni abbruscialo, e cocilo sotto la bragia; poi lo
+pesta nel mortaio col pepe e col pane abbrusticato, e insuppalo nel
+vino o nell'aceto, e stempera. Se 'l vuoli fare bullire, puoi; se non,
+dàllo crudo.
+
+
+=Del savore con la grua.=
+
+Togli il fegato de la grua e arrostilo sulla bragia: poi piglia bone
+spezie, maggiorana, zaffarano e il detto fegatello, e pesta bene ogni
+cosa insieme, e due tuorla d'ova metti con essi, e distempera con
+buono vino e un poco d'aceto; poi mettivi un poco di mosto cotto,
+acciò che sia acro dolce.
+
+
+=Savori per papari et per porchetta.=
+
+Fà come detto è di sopra, eccetto il vino cotto. E il grasso che cola
+del paparo, mettilo nel savore. Simile fà colla porcella arrostita; e
+se non vuoli fare tale savore, fà salsa verde.
+
+
+=Savore per malardi[40] et anatre.=
+
+Fà come detto è di sopra del savore de la grua; non ponere però
+zaffarano per tutti uccelli di rivera[41]. Per queste cose, che dette
+sono, il discreto cuoco potrà in tutte cose essere dotto, secondo la
+diversità dei regni; e potrà i mangiari variare e colorare, secondo
+che a lui parrà.
+
+
+=De la pastringa.=
+
+Togli cascio grasso e taglialo minuto, e togli rete di porco: queste
+cose mesta con farina e ova, e distempera; et, messovi zaffarano, poni
+nelle croste a cocere, e fàlla bianca: o tu la colora, come tu vuoli.
+
+
+=Del solcio dei piedi d'uccelli, et di capo di porco.=
+
+Fà lessare i piedi e' capi fortemente: giungivi aceto in bona quantità
+e foglie di salvia, e mangia. E puoilo servare per xv giorni, a tempo
+di verno.
+
+Anche di questi medesmi fà come detto è di sopra, e quando la carne
+sirà quasi cotta, giungivi aceto nell'acqua, abbastanza, sì che non
+sia troppo forte, nè debile. Fàllo poi bullire sì che torni al terzo,
+a tempo di state; e poni la carne in altro vaso: mettivi su foglie
+d'alloro, e togli spezie e zaffarano, e distempera col brodo predetto;
+poi cola il brodo sopra la carne predetta, e giungivi su di spico bene
+trito, e assapora di sale, e mangia. E se spico non avessi, mettivi
+del comino. Similmente si pò fare gelatina di porcello, di polli, o
+altri uccelli, che tu vuoli.
+
+
+=Del cascio arrostito.=
+
+Togli cascio di bria[42], che è grasso, o bufalino, o altro, ch'è
+tenero et grasso: sia mondato; et, essendo molto fresco, lavalo; poi
+lo metti in uno bastone fesso in due parti, ovvero ne la rocca, e
+volgilo al fuoco fine a tanto che comincia a fondere, ovvero scorrere
+e sfilare per lo caldo: poi, il metti sul pane tagliato sottilmente,
+ovvero in nebula per taglieri, e porta al signore.
+
+
+=Dei cauli per li 'nfermi.=
+
+Fà bullire un poco i cauli nell'acqua semplice; e da per sè coci la
+carne di castrone un poco in un'altra acqua: poi cava i cauli et la
+detta carne, e metti ogni cosa in una pentola, et cocili bene, e
+mettivi del petrosello, e cocili come tu vuoli per infermi.
+
+
+=De l'erbe minute.=
+
+Spinacci, borraggini, petrosello, biete, aneto e simili cose fa
+bullire, e gittane via l'acqua: poi le batti minutissimamente su la
+taola: e metti a cocere con latte d'amandole, e guardale dal fumo.
+
+
+=Per li costipati, stitici, e che non orinano.=
+
+Togli spinacci; incocili[43] con pochi finocchi, petrosello e
+borraggine et malve, bene lavate: fà bullire, poi le trita, e metti a
+cocere con carne di castrone. Anch'è caulo, lassativo per infermi.
+Togli cauli di pastino[44], e mettili nel brodo, dove sia stato cotto
+il cappone, e cocili bene, e mettivi poco sale. Anche nei dì di
+digiuno[45] togli cauli di pastino con finocchi, e cocili con oglio,
+latte e zaffarano.
+
+
+=De le zucche.=
+
+Togli zucche novelline, lavale bene con acqua calda, e spremile
+fortemente, e metti a cocere con latte d'amandole. Nota che i mangiari
+d'erbe e foglie minute per l'infermi, si possono cocere nel brodo de
+la carne che si dà a loro.
+
+
+=De i ceci per li 'nfermi.=
+
+Togli ceci rossi o bianchi; metti a cocere con oglio e sale et pepe et
+zaffarano e un poco di ruta; pesta nel mortaio, e mangia. Anche togli
+ceci infranti, e lessali, e gittata via l'acqua, mettili in un'altra
+acqua a cocere con oglio o lardo battuto, sale, zaffarano, spezie,
+tuorla d'ova battute, e un poco di cascio; e mesta tutte cose insieme,
+e dà mangiare.
+
+
+=De le lattuche.=
+
+Togli lattuche fesse in due parti, e cocile senza sale; e poste sul
+taglieri, dàlle a mangiare con verde salsa, o savore.
+
+
+=Dei peselli freschi per li 'nfermi.=
+
+Togli i pesi novelli e latte spesso, e amandole, e ponvi un poco di
+sale: poi fà uno coppo di pasta bene composto: giungivi su, se tu
+vuoli, zuccaro, e metti a cocere, e mangia.
+
+
+=De l'amandolato et del farro per li 'nfermi.=
+
+Togli l'amandole, e mondale; pestale e distempera con acqua bullita, e
+poni latte a cocere con la meròla del pane, o vero farro; e ponvi
+tuorla d'ova sane; e pesti, ovvero distemperati, mettivi zaffarano,
+et zuccaro, e uno poco di sale.
+
+
+=De la tria genoese per li 'nfermi.=
+
+Metti la tria nel latte de l'amandole bullito, e un poco di sale, e dà
+a mangiare.
+
+
+=Riso per li 'nfermi.=
+
+Metti el riso a cocere nell'acqua dove sieno stati cotti i piei del
+capretto, e mettivi latte d'amandole, e zuccaro.
+
+
+=De la farina per infreddati.=
+
+Fà bullire l'acqua con quattro oncie di adragante e cum due oncie di
+zuccaro; et, mentre bolle, mettivi la farina bianca a poco a poco,
+mestando forte col cocchiaro, e lassa bene cocere, e dà a lo
+'nfreddato. Puoi anche cocere a li 'nfermi starne, polli, pesci,
+secondo la valitudine de lo 'nfermo, simplicimente lessi, ovvero nei
+bruodi, secondo che di sopra è detto, e ova sperdute e molte altre
+cose ministrare.
+
+
+=De le triglie per li 'nfermi.=
+
+Lessa le triglie con petrosello e con zaffarano, e dà mangiare.
+
+
+=De' pomi lessi per l'infermi.=
+
+Lessa i pomi, poi li taglia: lassa freddare, e dà a lo infermo.
+
+
+=De' pomi arrostiti.=
+
+Involgi i pomi nelle scope, e metti sotto la bragia: lassa cocere, poi
+li taglia; metti nel vino, e dà a lo 'nfermo.
+
+_De i predetti, altramente._
+
+Taglia per mezzo i pomi, e cavane li grani dentro, e quelli luoghi
+voiti[46] empili di zuccaro pesto: poi raggiugni el pomo, e metti
+nello spiedo a rostire, sì che i pomi paiano interi; e quando siranno
+bene arrostiti, dàlli a lo infermo.
+
+Carne arrostita è più savorita che la lessa, perchè è cotta nel suo
+umido, e quella nell'altrui.
+
+
+=A cocere prestamente e bene uno arrosto.=
+
+Togli carboni, e con essi coci; e quando sono bene accesi, gittavi su
+vino, e dureranno più e più focosi. E anche togli olio, e lardo bene
+pesto et battuto, mesta insieme, e ungi con esso la carne.
+
+
+=De la insaleggiata di cipolle.=
+
+Togli cipolle; cuocile sotto la bragia, e poi le monda, e tagliale per
+traverso longhette e sottili: mettili alquanto d'aceto, sale, oglio e
+spezie, e dà a mangiare.
+
+
+=A trarre il sale de la pentola.=
+
+Metti nella pentola una midolla di pane inviluppata in panno lino
+bianco; altri dice farina. Or se tu la tieni sospesa presso al brodo,
+e' trarrà il sale.
+
+
+=A cavare il fumo del mangiare.=
+
+Metti nella pentola una noce forata, e trarrà a sè il fumo.
+
+
+=Frittelle nuove.=
+
+Prendi midolla di pane grattugiata bene, e sugo d'erbe fine, menta,
+petrosello; e togli ova, e stempera insieme, e metti a friggere nel
+lardo fresco, strutto in padella. E poi le metti per taglieri, e
+gittavi su polvere di zuccaro.
+
+
+=A chi non avesse levame.=
+
+Tolli uno pane, e grattugialo et tridilo[47] con la farina: questo non
+farà buono pane, ma di questo poi esce buono levaduro[48].
+
+
+=A fare agresto.=
+
+Togli del taso, cioè groma di vino bianco: pestalo bene, fàllo cocere
+con vino o acqua, e sirà agresto.
+
+
+
+
+ANNOTAZIONI
+
+
+[1] Il codice qui legge con _pesce in sabato_: parendomi lezione
+palesemente errata, mutai _in sabato_ in _insalato_.
+
+[2] Il cod.: _togli spinacie biette trepuce_. È chiaro che qui si dee
+leggere: _spinacci_ e _biete trepice_, o _tripice_, sincope di
+_triplice_.
+
+[3] Parole di difficile e dubbia intelligenza: _per lo che tu vuoli_.
+
+[4] Così il cod.: forse _ventrello_, dim. di _ventre_, che per
+similitud. indicherebbe la parte interna dell'uovo, cioè il _tuorlo_.
+
+[5] Nel cod. parola inintelligibile, perchè consunta.
+
+[6] Qui il cod. senza dubbio ha lezione errata, perocchè in iscambio
+di _mangiare di zucche_, dee leggere, secondo il buon senso, _mangiare
+di lattuche_, come ho posto.
+
+[7] Così il ms.: forse per similitud. volgarmente _poppardelli_ o
+_popperdelli_.
+
+[8] _Siranno_ per _saranno_, da _sire_: così molt'altre volte. V. il
+Nannucci, a pag. 462 dell'_Analisi critica dei verbi italiani_;
+Firenze, Le Monnier, 1843.
+
+[9] _Cascio di briga!_ sembrami strano: tuttavia, se dovessi sporre la
+mia opinione, direi esserne uscita questa voce dal cambiamento del _c_
+nel _g_, come usavano di frequente gli antichi, e come in alcune
+parole tuttavia veggiamo: così dicesi _mica_ e _miga_, _spica_ e
+_spiga_, ed altre simili. _Briga_ dunque io mi avviso essere tutt'uno
+con _brica_ o _bricca_, femmine del _bricco_ o _montone_; e del
+_becco_ o _caprone_. _Cascio di briga_ dunque potrebbe equivalere a
+cascio di _pecora_ o di _capra_. V. anche la nota 42.
+
+[10] Vocabolo pretto romagnuolo.
+
+[11] Così il ms.: forse _disbaccati, tolti dalle bacche_, o _da'
+baccelli_, il che non sarebbe detto molto propriamente, per mio
+avviso: forse potrebbesi anche leggere _distaccati_, sottintendendosi
+_da' baccelli_.
+
+[12] Fognata l'_h_, come usavano gli antichi: _funghi_. Così più sotto
+troveremo _sciumati_ per _schiumati_, ed altri simili.
+
+[13] Il cod. a questo luogo ha parole di niuna significazione; eccole:
+_danati in libro e acciorj_.
+
+[14] Così il ms.: forse _carobbi_, o _garoffi_, _garofi_.
+
+[15] Fognata l'_h_, come sopra in _fungi_: _schiumato_.
+
+[16] Il cod. legge qui e nell'_Indice_ de' Capitoli: _sarta cenito_,
+parole di niun significato: le mutai in una sola, scrivendo
+_saracenico_, intimamente convinto, che per tal modo fosse a leggersi
+anche per le diverse sostanze aromatiche di che il brodo è confettato.
+Forse l'autore con mala ortografia scrisse _sarra_, che dal copista si
+cambiò in _sarta_, e l'ultimo _t_ in _cenito_, fu male inteso,
+essendovi molta simiglianza ne' codici tra il _t_ e il _c_. Se male
+corressi, sia come non fatto: altri indovini meglio.
+
+[17] Il cod. legge _coualo_ con lineetta sopra l'_o_ e l'_u_. V. la
+_Tavola_ appresso.
+
+[18] Il ms. ha _sumacho_: il _sommacco_ è pianta assai nota.
+
+[19] Così legge il cod. Sembrami però strano, ripugnando al buon senso
+che si mescolasse nelle vivande _amido non mondo_, cioè _amido immondo
+e sudicio_: così pur si ripete alla pag. seguente, lin. 20. Forse in
+origine _ben mondo_, che fu letto _bon mondo_, e da _bon_ si trasse il
+_non_. Potrebbe anche essere proceduto tale errore dall'avere il
+copista male inteso _amidon_ (alla spagnuola _amydon_), e quindi per
+astrazione sostituito _amido non_. Ma sia come si vuole, _l'amido non
+mondo_, non mi ci entra.
+
+[20] Il cod.: _poi così bolliti e non bolliti_.
+
+[21] Il cod. ha per soprappiù: _de la salsa cercha tra l'altre_; ma
+quale salsa? io omisi questo brandello, perchè troppo interrotto
+rimaneva il concetto: forse manca qualche altra parola.
+
+[22] _Mesedati_, pretto bolognesismo: _mescolati_.
+
+[23] _Uselli_; proprio del favellare romagnolo: _uccelli_.
+
+[24] Vocabolo d'antichissima origine, che vale _guastada_, _caraffa_.
+V. la _Tavola_ appresso.
+
+[25] Così il ms.; non saprei come qui indovinare; forse _saepius
+tagliato_; almeno così se ne trae una significazione.
+
+[26] Si riferisce l'autore all'articolo del Giardino, posto più
+innanzi, alla pag. 75.
+
+[27] Nel cod. parole di dubbia intelligenza: _e ex coriatam_:
+interpreti e indovini chi vuole.
+
+[28] Così il ms. _Striccare_ in buon toscano vuol dire _strigare_,
+_distrigare_. E _striccare_ in alcune provincie italiane vale
+_stringere_, _unire premendo_, e simili.
+
+[29] Così legge il ms., ma senza dubbio qui è difetto di lezione.
+
+[30] _Ine_, _ivi_: è voce comune al dialetto sanese. Intorno a questo
+vocabolo ed a' suoi vari significati V. lo _Spoglio_ del ch.mo signor
+cav. Polidori: sta dopo gli Statuti Senesi.
+
+[31] Così il ms.: certo non ricordò l'autore prima d'ora che in cotali
+vivande si potessero _ponere cose preziose, cioè oro, e petre
+preziose_.
+
+[32] _Si_ per _se_, proprio a tutti gli scrittori antichi: sarebbe
+anche più comune, se gli editori lasciassero i testi nella loro
+integrità perfetta.
+
+[33] Così il cod.: sembrami che quelle _carni_ qui ci stieno a
+pigione.
+
+[34] _Coll'arte dei polli_: idiotismo: _coll'arti dei polli_, _cogli
+arti_: ma vedi la _Tavola_ appresso: _oni_ antiqu. _ogni_.
+
+[35] Così il ms.: _maggiorana_.
+
+[36] Forse _versugo_, o _verzume_.
+
+[37] _Schibezia_: mutato il _v_ consonante nel _b_, come in _bomere_,
+in _boto_, in _boce_ e simili, per _vomere_, _voto_ e _voce_;
+aggiuntovi l'_i_ alla finale per istrascico, secondo l'antico costume,
+come in _penitenzia_, _astinenzia_ ecc. Onde ridotta questa parola
+alla grafia in uso, ne esce: _schivèza_, _schivezza_, (_schifezza_).
+
+[38] Il cod. _diversi_.
+
+[39] Così il cod.: forse _e pepe_.
+
+[40] Per quanti uccellatori m'abbia domandati, a sapere che cosa sieno
+i _malardi_, niuno mel seppe dire: è probabilmente alcuno uccello che
+per la specie s'avvicina all'anitra. Se in iscambio di _savore per
+malardi et anatre_ dicesse: _savore per anatre et malardi_, avrei
+sospettato che, a preferenza di _malardi_, si fosse dovuto leggere
+_valardi_, _vallardi_, cioè _uccelli di valle_.
+
+[41] Il cod.: _di civera_: è assai facile scambiare una _r_ in un _c_
+o nello scrivere, o nell'interpretare lo scritto.
+
+[42] Il cod. _dibria_: io ho disseparata la parola, scrivendo _di
+bria_, per convenienza a quanto dissi alla nota 9. _Bria_ sarebbe
+dunque sincope di _briga_: se errai, sia come non detto. Confesso il
+vero, potrebbesi qui scrivere _d'Ibria_, cioè _d'Iberia_; perchè, come
+oggi sono in voce di ottimi i caci di Montecavallo e di Olanda, così
+una volta potevano quelli della Spagna. Infine dirò, che, non meno a
+questo luogo, che alla pag. 18, potrebbe esser corso uno strafalcione,
+e che s'avesse in sostanza a leggere, non già _di briga_, o _di bria_,
+o _d'Ibria_, ma sì bene _d'ibrice_, o _di bibrice_, dal lat. _berbix_;
+_capra_: ma come che sia, lascio che altri indovini con miglior senno
+e a suo talento, e del mio fantasticare si passi il cortese
+leggitore.
+
+[43] Il cod. _in cutial_ o _in cucial_, parola di niuna
+significazione: se _incocili_ non istà bene, il savio lettore corregga
+meglio.
+
+[44] _Pastino_ è voce latina, e vale, secondo i vocabolaristi,
+_divelto_; non se n'allega che un solo es. del Crescenzio: procede da
+_pastinare_, che vuol dire _rivoltar la terra_, _diveglierla_ molto
+sottilmente e profondamente. _Caulo di pastino_ dunque vorrà
+interpretarsi per _cavolo_ coltivato in terreno di forte lavoragione:
+in alcuni paesi della Toscana è voce tuttavia in uso.
+
+[45] Il cod.: _nei dì di giugno_: qui non ci ha bisogno di scusa se
+mutai _nei dì di digiuno_.
+
+[46] Antiqu. _vôti_. Comunissimo è negli antichi testi l'_i_
+intromesso nelle parole. Ne troviamo ess. in Pucciandone Martelli da
+Pisa, in Tommaso Buzzuola da Faenza, in Antonio del Beccaio da
+Ferrara, in Ciullo d'Alcamo, in Fra Guittone d'Arezzo, in Bonaggiunta
+da Lucca, e in cent'altri: onde noti sono il _faite_ per _fate_,
+_erraita_ per _errata_, _guairi_ per _guari_, _bailìa_ per _balìa_,
+_mainera_ per _maniera_, _guaitare_ per _guatare_, ec. ec.
+
+[47] Così il ms.: manca la prep. _in_, _intridilo_.
+
+[48] _Levaduro_ corre tuttavia per le bocche del popolo dell'Emilia, e
+vale _levame_, _lievito_, _fermento_.
+
+
+
+
+TAVOLA
+
+_di alcune Voci e modi di dire che si trovano in questo libro, non
+registrati nella quarta impressione del Vocabolario della Crusca, o
+mancanti degli opportuni esempi_.
+
+
+ABBRUSTICARE. _Abbrustolare leggermente_ (_Pag. 31, lin. 14_). Fà poi
+abbrusticare del pane bianco infuso in tuorla d'ova dibattute, e metti
+nel savore predetto.
+
+ Manca questo verbo al Vocabolario.
+
+ABBRUSTICATO. _Add. da Abbrusticare._ _Abbrustolato leggermente_
+(_Pag. 42, lin. 16_). Togli pane abbrusticato, un poco di zaffarano
+che non colori, spezie, e fegati triti.
+
+ Manca ai Vocabolarii. Trovasi altre volte in questo
+ libricciuolo. A Pag. 72, lin. 10 abbiamo pur
+ _brusticato_.
+
+AGRODOLCE, o, come il nostro testo, _Acrodolce_. _Aggiunto che si dà a
+que' commestibili, in cui l'agro e il dolce rimangono insieme
+contemperati_ (_Pag. 80, lin. 13_). Distempera con buono vino e un
+poco d'aceto; poi mettivi un poco di mosto cotto, acciò che sia
+acrodolce.
+
+ Non registra la Crusca questo vocabolo.
+
+ACCOLORARE. _Colorare_ (_Pag. 45, lin. 15_). Simile fa de' capponi,
+starne, e accolora, e assapora, come è detto.
+
+ Manca al Vocabolario questo verbo.
+
+ALICE. _Acciuga_ (_Pag. 66, lin. 10_). Similmente si può fare coppo,
+ovvero pastello d'altri pesci, di sardine, alici, triglie e altri.
+
+ Il Vocabolario registra questo vocabolo con un solo
+ esempio tratto dalle _Satire del Menzini_.
+
+ALLESSARE. _Lessare_ (_Pag. 6, lin. 2_). Togli finocchio ben lavato,
+poi fà allessare.
+
+ Manca al Vocabolario, dove però registrasi l'addiet.
+ _Allesso_.
+
+A MOLLO. _Mettere o tenere a mollo o a molle._ _Mettere o tenere in
+bagno_ (_Pag. 9, lin. 11_). Togli zucche secche, et pòlle a mollo con
+acqua calda al vespero. _E altrove._ Togli ceci rossi o bianchi; e,
+tenuti a mollo, cuocili col pepe e col zaffarano, e erbe odorifere.
+
+ Il Vocabolario non cita che un solo esempio del Cellini,
+ ma del _mettere a molle_, non a _mollo_. È guisa di
+ favellare che tuttavia corre per le bocche del popolo
+ romagnuolo, e vale propriamente _immergere in quale si
+ voglia liquido una cosa, di cui imbevendosi, divenga per
+ lo più molle e tenera_.
+
+APPEZZATO. Addiet. da _Appezzare_, _mettere in pezzi_ (_Pag. 13, lin.
+8_). E puoi ponervi ovi, carne appezzata o tritata, e latte di capra,
+quando tu vuoli.
+
+ L'addiet. _appezzato_ non registrasi ne' Vocabolarii;
+ bensì il suo verbo, ma senza esempio alcuno.
+
+ARTI, o, come il nostro testo, _Arte_. _Membra_ (_Pag. 69, lin. 15_).
+Distempera coll'agresto, e fà bullire crudo, e sbatti insieme nel
+catino, e insieme coll'arte de' polli, fà oni cosa bullire.
+
+ Nel Vocabolario non se ne registra che un solo esempio
+ dell'Algarotti. Questa voce viene dal latino; _Artus,
+ Artuum_, che equivale a _nodi_, _giunture_, _membra_. Si
+ suol dire comunemente nel solo numero del più, ed in
+ genere maschile: è voce comune agli Anatomici d'oggidì.
+ Nel numero del meno, tra i latini trovasi usato da
+ Lucano.
+
+A SOLAIO. Posto avverbialm. _Distesamente._ _L'un sopra l'altro, a
+suolo a suolo_ (_Pag. 29, lin. 17_). Poi levalo dal fuoco, e poni in
+altro vaso, e mettilo ordinatamente a solaio col pesce predetto.
+
+ Manca al Vocabolario.
+
+ASSAPORARE. _Condire._ _Confettare_ (_Pag. 45, lin. 16_). Simile fà
+de' capponi, starne, e accolora, e assapora, come è detto.
+
+ In questo significato manca al Vocabolario. V. anche
+ alla pag. 82, lin. 19.
+
+BATTUTO. Sostantivo. Vale _qualunque commestibile ben minuzzato e
+pesto_ (_Pag. 4, lin. 20_). Messovi dentro battuto di tinca, potrai
+dare la quaresma al Signore.
+
+ Manca al Vocabolario: è però vocabolo oggi in uso, e
+ _battuto_ dicesi ogni ripieno che serve nelle vivande,
+ ed anche per minestre; come _battuto da tortelli_, _da
+ agnellotti_, _da ravioli_ ec.
+
+BECCUME. _Propriamente quel puzzo che mena la carne macellata del
+montone o becco_ (_Pag. 70, lin. 1_). Togli carne di castrone, del
+petto: taglia minuto, e fà bullire forte; e quando sirà bullita,
+acciò che non sappia di beccume, leva via l'acqua ec.
+
+ Manca al Vocabolario. Io porto opinione, che questo
+ vocabolo potrebbesi usare eziandio in genere, favellando
+ di quel puzzo di carnume che ha la beccheria stessa, e
+ che porta con seco pur anche il beccaio.
+
+BROCCA. _Canna, o verga divisa in cima in più parti e allargata_
+(_Pag. 50, lin. 5_). Involgi il detto pavone in una rete di porco, e
+fermalo con brocche di legno.
+
+ In simile signif. non si registra che con un solo
+ esempio del Lippi.
+
+BRUCIARE, o, come il nostro testo, _Brusciare_. _Abbrustiare_ (_Pag.
+30, lin. 9_). Taglia la gola al paparo o oca; pelalo bene e bruscia.
+
+ In questo significato, che propriamente vale quel
+ _mettere alquanto alla fiamma che si fa gli uccelli
+ pelati, per tor via quella peluria che rimane loro dopo
+ levate le penne_, manca al Vocabolario.
+
+BUFALINO. _Di Bufalo o Bufala_ (_Pag. 83, lin. 3_). Togli cascio di
+bria, che è grasso, o bufalino, o altro, ch'è tenero et grasso.
+
+ Manca questa voce al Vocabolario.
+
+CALVELLINO. _Aggiunta d'una specie di grano gentile, senza ariste,
+detto anche Calvello_ (_Pag. 70, lin. 11_). Togli frumento buono
+calvellino o altro buono, mondo, e pesta nel mortaio.
+
+ Il Vocabolario registra _Calvello_, con esempi del
+ secolo XV, ma non _Calvellino_.
+
+CARDAFISIA. _Vaso di terra, quasi della forma di fiasco._ _Caraffa_
+(_Pag. 52, lin. 21_). Prendi uno vaso di terra fatto in modo di
+cardafisia, cioè d'inguastara o di fiasco.
+
+ Non registrasi in verun lessico questo vocabolo.
+
+CAROTA. _Radice di color rosso o giallo, che mangiasi cotta e in
+insalata_ (_Pag. 26, lin. 15_). Togli rape picciole e naponi ec., e
+carote integre, e radici di petroselli.
+
+ Il Vocab. non registra veruno es. del buon secolo.
+
+CERVELLATO. _Cervellata_ (_Pag. 61, lin. 10_). Nel quinto (_solaio_)
+poni dei cervellati, cioè budelli pieni di sopraddetti.
+
+ Nel Vocabolario registrasi _Cervellata_, senza esempi
+ del buon secolo, ma non _Cervellato_.
+
+CIMOLA. Dim. di _Cima_ (_Pag. 7, lin. 9_). Togli cimoli di cauli, che
+si dice rapazoli, ovvero cimole di rape tenere, e poni a cocere.
+
+ Manca questo vocabolo, e anche oggidì potrebbe usarsi
+ molto acconciamente.
+
+CIVERO. _Sorta di salsa o di savore_ (_Pag. 9, lin. 16_). Soffriggi e
+poni in civero, fatto di aceto e molena di pane, a cocere.
+
+ Il Vocabolario non registra questa voce. Che cosa sia
+ propriamente il _civero_ vedilo alla pag. 43.
+
+COCITURA. _Cocimento_ (_Pag. 32, lin. 13_). Ordina gradatamente a
+solaio, come si conviene, e a la fine de la cocitura, ponvi del grasso
+del detto savore.
+
+ Il Vocabolario a questa voce, in simile significato, non
+ registra che un solo esempio del Salvini.
+
+COMANDELLO. _Specie di salsicciotto_ (_Pag. 4, lin. 10_). Porestine
+fare mortadelli, comandelli, e molte altre cose.
+
+ Non trovasi in verun lessico questo vocabolo.
+
+CORVALO. _Specie di pesce marino, abbastanza noto_ (_Pag. 36, lin.
+13_). Poi prese ova di luccio, o di trota, o di corvalo, o d'altro
+pesce, mesta forte.
+
+ Manca ai Vocabolarii. Il Corvalo è pesce comune
+ all'Adriatico, di sapore squisito, di forma quasi ovale,
+ schiacciato, e simigliante al rombo, ma assai più
+ squammoso. I piccoli chiamansi _Corbelli_: un esempio
+ pure ne troviamo nel _Morgante del Pulci_: canto 14,
+ stanza 66. _La triglia, il ragno, il corvallo e 'l
+ salmone._
+
+CRISPELLO. _Frittella fatta con farina, ova e fermento_ (_Pag. 36.
+lin. 1_). De' crispelli ovvero frittelle Ubaldine.
+
+ Il Vocabolario non ne registra verun esempio che
+ appartenga al buon secolo. Diconsi queste frittelle,
+ _crispelli_, dal raccresparsi che fanno in cocendosi.
+
+EMPITURA. _Ripieno_ (_Pag. 52, lin. 5_). Empi il detto cuoio de la
+detta empitura: poi ligato il detto collo, e messovi un poco d'acqua,
+metti a cocere.
+
+ Manca questo vocabolo ai lessici della lingua.
+
+FEGATELLO. _Dim. di Fegato._ _Piccolo fegato._ _Fegatelletto_ (_Pag.
+72, lin. 4_). Quando tu occidi polli, colombi o altri uccelli, riserva
+il sangue e li fegatelli.
+
+ In simile signif. manca al Vocabolario, che ha
+ _fegatello_ per un pezzuolo di fegato involto nella sua
+ rete, di cui vedi a pag. 74.
+
+FONDERE. _Struggere._ _Liquefare_ (_Pag. 83, lin. 9_). Volgilo al
+fuoco fine a tanto che comincia a fondere, ovvero scorrere e sfilare
+per lo caldo.
+
+ Qui è adoperato a maniera di neutro, nel qual
+ significato manca alla Crusca.
+
+GIUNCATA, o, come il nostro testo, _Ioncada_. _Latte rappreso, di cui
+vedi l'articolo per intero, qui in parte allegato_ (Pag. 78, lin.
+14.). Togli latte puro, chiaro, colato, e mettivi pressame di capretto
+o d'agnello, ec.
+
+ Manca il Vocabolario d'esempi del buon secolo.
+
+GRASSA. _Sugna_ (_Pag. 79, lin. 6_). Giongivi su del latte abbastanza
+col lardo, ovvero grassa di porco soffritta.
+
+ Manca al Vocabolario: è voce viva e comune in diverse
+ Provincie dell'Italia centrale.
+
+GROSSO. _Avverb._ _Grossamente_ (_Pag. 28, lin. 4_). Togli polli
+tagliati grosso, smembrati o interi.
+
+ La Crusca non ne registra che un solo esempio in rima
+ tratto dal _Pataffio_, che ora è noto appartenere al
+ sec. XV.
+
+IENULA. _Enula._ _Pianta aromatica abbastanza nota_ (_Pag. 29, lin.
+8_). Prendi amandole monde, uva secca, ienula secca e prugne.
+
+ Non registrasi nel Vocabolario questa voce, che però ha
+ _enula_ con ess. antichi.
+
+INGUASTARA. _Inguistara._ _Guastada_ (_Pag. 51, lin. 21_). Prendi uno
+vaso di terra fatto in modo di cardafisia, cioè d'inguastara o di
+fiasco.
+
+ Il Vocabolario registra bene _Inguistara_, ma non
+ _inguastara_, che più si accosta a _guastada_.
+
+INSALEGGIATA. _Insalata_ (_Pag. 90, lin. 1_). Insaleggiata di cipolle.
+Togli cipolle; cuocile sotto la bragia e poi le monda.
+
+ Manca questa voce a' Vocabolarii, che sembrami non
+ essere tuttavia indegna d'avervi luogo.
+
+INSUPPARE. _Inzuppare._ _Infondere_ nelle cose liquide _materie che
+possano incorporarle_ (_Pag. 15, lin. 3_). Togli rape senza foglie,
+bullite; e gittata via l'acqua, togli pane insuppato nel brodo de la
+carne. _E altrove._ Lo pesta nel mortaio col pepe e col pane
+abbrusticato, e insuppalo nel vino o nell'aceto.
+
+ Come ne' Vocabolarii registrasi con buoni esempii
+ _Suppa_ per _Zuppa_, così potrà registrarsi
+ nell'avvenire _Insuppare_ per _Inzuppare_.
+
+INTEGRO. _Non diviso._ _Intero_ (_Pag. 26, lin. 15_). Poi togli rape
+picciole ec. e pomi, divisi in quattro parti, ec. e carote integre.
+
+ Il Vocabolario non registra in questo senso, che è il
+ proprio, che un solo esempio dell'Ariosto.
+
+LARDATO. Addiet. da _Lardare_, cioè _Metter lardelli nelle carni che
+si debbono arrostire_ (_Pag. 46, lin. 15_). Puossi fare dei capponi
+arrostiti e lardati.
+
+ Non se ne registra ne' Vocabolarii che un solo esempio
+ moderno, in senso metaforico.
+
+LEPORE. _Lepre_ (_Pag. 42, lin. 8_). Conviensi a tutte carni di
+capriolo e lepore a rosto.
+
+ In simile significato manca a' Vocabolarii. Per entro a
+ questo libricciuolo molte altre volte trovasi. Ne
+ abbiamo anche esempi nella antica _Storia d'una crudele
+ matrigna_, testo ritoccato da mano moderna, ma che per
+ ciò non cessa dall'essere in origine dettato nell'aureo
+ trecento.
+
+LEVAME. _Lievito._ _Fermento_ (_Pag. 36, lin. 10_). Piglia farina
+bianca con un poco di levame: distempera con acqua calda, e fà levare.
+
+ Non registrasi questo vocabolo, che non sembrami
+ dispregevole, in verun lessico.
+
+LIMONCELLO. _Specie di piccolo limone_ (_Pag. 30, lin. 20_). Dà
+mangiare col succo d'aranci, o di limoncelli, o lumìe.
+
+ Questa voce, più volte usata dal nostro autore,
+ registrasi nel Vocabolario con un solo esempio del Redi.
+ _Lumìa_, o _Lomìa_, voce antichissima, registrata con un
+ esempio di M. Aldobrandino, _è una sorta di limone, con
+ poco sugo dolce, e di soave sapore_.
+
+MELANGOLA. _Frutto del melangolo._ Agrume noto (_Pag. 31, lin. 12_).
+Giungivi succhio di melangole e zuccaro, che sarà acrodolze.
+
+ A questa voce manca il Vocabolario d'esempi antichi.
+
+MEROLLA, o come il nostro testo, _Meròla_. _Midollo_ (_Pag. 68, lin.
+18_). Distempera con un poco d'acqua bogliente, e tolli una meròla di
+pane.
+
+ Il Vocabolario a questa voce non registra se non se
+ esempi in rima.
+
+MINUTO. Avverbio, _Minutamente_ (_Pag. 24, lin. 13_). Togli fungi di
+monte ec. mettili poi a friggere con cipolla tritata minuto.
+
+ Non registrasi nel Vocabolario veruno esempio d'autore
+ antico.
+
+MISTICATO. Addiet. da _Misticare_. _Confondere insieme._ _Unire;
+Abborracciare_ (_Pag. 40, lin. 9_). Togli budelli di vitella giovene,
+lavali bene e impili de le dette gualdaffe cotte, tagliate minute,
+misticate con ova dibattute e cascio grattato ec.
+
+ Nel Vocabolario manca questo Addiettivo. Vi si registra
+ però _Misticare_ con un solo esempio tratto dalle _Rime
+ burlesche di Mattio Franzesi_.
+
+MOLLARE. _Mollificare_ (_Pag. 9, lin. 22_). Togli pere fresche e
+mettile in acqua a mollare.
+
+ In significato di _mollificare_ manca ai Vocabolarii.
+
+MOLLENA. _Mollica._ _Polpa del pane_ (_Pag. 9, lin. 16_). Soffriggi e
+poni in civero, fatto di aceto e mollena di pane, a cocere.
+
+ Non registrasi questo vocabolo, ch'io mi sappia, in
+ verun lessico della lingua italiana. Presso alcuni
+ popoli dell'Emilia è tuttavia in uso.
+
+MOSCATELLO. _Specie di pesce simile al Polpo_ (_Pag. 66, lin. 16_).
+Polpo grosso si pò lessare e mangiare col sale e comino, o altri pesci
+simili al polpo, che si chiamano moscatelli.
+
+ Manca al Vocabolario questa voce in simile significato.
+
+NAPONE. _Navone_ (_Pag. 13, lin. 1_). De' naponi ovvero navoni.
+
+ Mancano di questa parola i Vocabolarii, che però
+ registrano _Napo_, con esempii dell'antico
+ _Volgarizzamento di Palladio_, del _Crescenzio_ e di
+ altri.
+
+OVO _Perduto_ o _Sperduto_, vale ovo _Dibattuto_, _Distemperato_
+(_Pag. 3, lin. 9_). Possonsi eziandio fare con lo lardo, col cascio, e
+con l'ova perdute. E _pag. 16, lin. 12_. E puoi ponervi ceci rotti e
+ova perdute, ovvero dibattute. E _pag. 18, lin. 11_. Mettili a cocere
+con cascio di briga, oglio e ova sperdute.
+
+ Oggi per _uova perdute_, o _sperdute_, intendiamo di
+ quelle uova gittate intere, fuori del guscio, nell'acqua
+ bollente, donde, appresso pochi istanti, si ritraggono
+ belle e cotte, col ramaiuolo, e divisate a solaio in una
+ tegghia, si maritano col formaggio parmigiano o col
+ burro. Cotesta è per lo meno usanza romagnuola.
+
+PACCA DELL'UOVO. _Albume dell'uovo stesso ristretto e diviso per metà,
+toltone via il tuorlo_ (_Pag. 73, lin. 5_). Togli ova, lessali e
+mondali e parti ciascun per mezzo, e cava indi il tuorlo ec., e, fatto
+questo, d'esso savore empi le pacche de l'ova, e friggile con buono
+lardo.
+
+ Manca a' Vocabolarii questa voce.
+
+PASTELLO. _Pezzuolo di varie materie ridotte in pasta_ (_Pag. 9, lin.
+9_). Di tali si possono fare ravioli con carne battuta mista, e anche
+pastelli.
+
+ Non registransi nel Vocabolario che soli esempi moderni.
+
+PESELLO. _Pisello_ (_Pag. 18, lin. 18_). Metti i peselli a cocere con
+carne, bene spurata dal sale.
+
+ Questo nostro scrittore usa indistintamente _peselli_ e
+ _pesi_, la qual ultima voce appartiene propriamente al
+ pisano. _Peselli_, per _piselli_, dice la Crusca essere
+ voce della _poesia_! non ne arreca che soli due esempi
+ tratti dalla _Coltivazione dell'Alamanni_.
+
+PETTORINA. _Carne del petto_ (_Pag. 70, lin. 16_). Mettivi dentro in
+la pentola gallina grassa, o bona pettorina di castrone calda.
+
+ Indarno si cercherebbe ne' Vocabolarii questa voce.
+
+PEVERATA. _Peverada_ (_Pag. 42, lin. 21_). de la peverada.... E tale
+peverata si può dare con carne domestica, salvatica e con pesce.
+
+ _Peverata_ manca al Vocabolario, che ha però _Peverada_.
+ Gli Accademici della Crusca definirono la _Peverada per
+ quell'acqua, nella quale è cotta la carne, cioè il
+ brodo_: così pure il Varchi ed il Redi. Altri disse, che
+ _Peverada si è quell'acqua nella quale è cotta la carne,
+ ma aggiuntovi del pepe_. Della _Peverada_ discussero a
+ lungo il Menagio, il Baruffaldi, il Monti e il Pezzana.
+ A rettamente definire che cosa sia propriamente la
+ _Peverada_ usata da' nostri antichi, basta allegare il
+ capitolo di questo _Libro di cucina_, dal quale si
+ ritrae apertamente altro non essere se non che una
+ _salsa_ o _savore_, composto delle sostanze indicatevi,
+ e dove non entra punto il pepe. Da ciò ne verrebbe, che
+ la lezione del cod. parmense del _Pungilingua_ non è
+ errata, come fu creduto dal Pezzana, laddove in iscambio
+ di _Peverada, ovvero brodo impepato_, secondo i testi
+ stampati e allegati, legge: _gittovvi suso certa
+ peverata e brodo_. Con tutto ciò non si nega che per
+ _Peverada_ possa intendersi generalmente eziandio ogni
+ confezione, in che abbia luogo il _pepe_. Onde anche
+ oggidì chiamasi _Peverata_ quel condimento di olio, sale
+ e pepe, che usiamo nel mangiar sedani, e cose simili.
+
+RAPAZUOLO, o, come il nostro testo, _Rapazolo_. _Specie di cavolo_
+(_Pag. 7, lin. 9_). Togli cimole di cauli, che si dice rapazoli,
+ovvero cimole di rape tenere, e poni a cocere.
+
+ Manca al Vocabolario questa parola. Non registrasi
+ neppure ne' _Discorsi del Mattioli_.
+
+RAPONCELLO. _Piccola rapa_ (_Pag. 13, lin. 11_). Togli raponcelli bene
+bulliti con acqua, e poni a soffriggere con oglio, ec.
+
+ Manca al Vocabolario questa parola.
+
+ROTONDO. Avverb. _Rotondamente_ (_Pag. 55, lin. 12_). Togli pane
+tagliato rotondo, come a modo di taglieri; friggilo in la padella con
+lardo fresco.
+
+ Manca questo Avverbio al Vocabolario.
+
+SALSUCCIA. _Vezz. di Salsiccia_ (_Pag. 60, lin. 18_). Togli anche
+prosciutto crudo e tagliato sottile, e fà similmente salsuccie. E a
+_Pag. 61, lin. 7_. Nel terzio solaio poni presciutto e salsuccie,
+tagliate come detto è.
+
+ Manca al Vocabolario. Come nel numero del meno può
+ essere vezzeggiativo di salsiccia, così in quello del
+ più equivale alla salsiccia stessa compartita in piccoli
+ rocchi.
+
+SARDINA. _Sardella_ (_Pag. 66, lin. 10_). Similmente si pò fare coppo,
+ovvero pastello d'altri pesci, di sardine, alici, triglie e altri.
+
+ Il Vocabolario non registra che un solo esempio del
+ Redi.
+
+SENACIONE. _Pianta nota_ (_Pag. 6, lin. 14_). Togli senacioni et
+adunali tagliati minutissimamente.
+
+ Questo vocabolo manca alla Crusca. Intorno al
+ _senacione_ o _senecione_, V. nel _Mattioli_.
+
+SFILARE. Metaforicamente parlando di carne, vale _Disunire,
+sottilmente Spiccare e per lo lungo l'un pezzuolo di carne dall'altro_
+(_Pag. 46, lin. 18_). Togli petti di galline, cotti; e, posti sopra
+una taola, fàgli sfilare più sottili che puoi...; e, quando comincia a
+bollire mettivi dentro i detti petti sfilati.
+
+ In senso metaforico non trovo registrato nei Vocabolarii
+ questo verbo.
+
+SOFFRIGGERE. Secondo i Vocabolaristi vale _Leggermente friggere_
+(_Pag. 3, lin. 18_). Togli petroselli, finocchi, ec. e soffriggi con
+olio bene; e prendi altre erbe minute e soffriggile insieme.
+
+ Il Vocabolario non ne registra verun esempio. Molte
+ altre volte ritrovasi questo verbo nel presente
+ libretto.
+
+SPICO. _Spigo._ _Spicanardi_ (_Pag. 28, lin. 20_). Poi colato il vino,
+mettivi spico, e lassa che sia freddo.
+
+ Questa voce, altre volte usata dal nostro autore, manca
+ al Vocabolario.
+
+SPURATO. Add. da _Spurare_. _Spurgato._ _Nettato._ _Purificato_ ec.
+(_Pag. 16, lin. 16_). Poni a cuocere, con ogni carne salata, lavata e
+spurata bene del sale.
+
+ Il Vocabolario non cita che un solo esempio del Redi al
+ verbo _Spurare_.
+
+TRASMARINO. _Ramerino_ (_Pag 4. lin. 5_). (Togli) maggiorana,
+trasmarino, petrosello con bone spezie ec.
+
+ Non registrasi in simile significato questa voce nel
+ Vocabolario.
+
+TRIGLIA. _Pesce noto_ (_Pag. 66, lin. 10_). Similmente si pò fare
+coppo, ovvero pastello d'altri pesci, di sardine, alici, triglie e
+altri.
+
+ Registrasi questa voce nel Vocabolario con un solo
+ esempio tratto dal _Morgante del Pulci_.
+
+VENTRICCHIO. _Ventriglio_ (_Pag. 31, lin. 4_). Del capo, piedi,
+ventricchi, fegato, puoi farne agresta.
+
+ Il Vocabolario non ne registra che un solo esempio del
+ Redi.
+
+ZAFFARANO. _Zafferano_ (_Pag. 1, lin. 16_). E se vuoli, puoi ponervi
+dentro oglio ec. ec. e zaffarano a colorare.
+
+ Non registrasi nel Vocabolario se non _zafferano_:
+ comunque la differenza consista nel solo scambio
+ dell'_e_ nell'_a_, comunissimo a tutti gli antichi
+ scrittori, tuttavia ho avvisato bene qui farne ricordo.
+ Molte altre volte trovasi in questo libro _zaffarano_
+ per _zafferano_, che per brevità ci asterremo di notare.
+
+
+
+
+INDICE d'altre _Voci_ non registrate nel Vocabolario, le quali
+traggono il loro significato dalla specialità di ciascuna vivanda
+donde prendono il nome.
+
+
+ Agresta che cosa sia Pag. 31
+ Amandolato » 86
+ Blanmangieri » 46
+ Brodo appollocato » 33
+ Caldume » 41
+ Casciata » 62
+ Cenamata » 42
+ Dulcamine » 76
+ Erbata » 62
+ Festiggia » 49
+ Fromentiera » 70
+ Gratomèa » 45
+ Gratonata » 69
+ Gratonia » 35
+ Guanti » 37
+ Gualdaffe » 40
+ Limonia » 44
+ Nucato » 77
+ Paniccia » 79
+ Pastringa » 81
+ Romania » 45
+ Sardamone » 69
+ Sommacchia » 44
+ Tria genoese » 87
+ Tomacelli » 73
+ Zeunia » 72
+
+
+
+
+ INDICE
+ DEI
+ CAPITOLI DEL LIBRO
+
+ Della Cucina
+
+
+ _A fare i Cauli bianchi bene cotti_ Pag. 1
+ _A fare i cauli verdi con carne_ » 2
+ _Dei predetti_ » IVI
+ _Dei predetti_ » 3
+ _De le foglie minute, et dei finocchi_ » IVI
+ _Del medesmo mangiare con borraggine_ » 4
+ _Del predetto_ » 5
+ _Del predetto_ » IVI
+ _Del predetto_ » IVI
+ _Del predetto_ » 6
+ _Salsa di finocchio_ » IVI
+ _De' senacioni; cioè in più modi_ » IVI
+ _Dei predetti_ » 7
+ _Item, a usanza di marchesi_ » IVI
+ _De la senape_ » IVI
+ _De li sparaci_ » 8
+ _De le lattughe_ » IVI
+ _De le zucche_ » IVI
+ _Altrimenti_ » 9
+ _Altrimenti_ » IVI
+ _De le pere_ » IVI
+ _Di cipolle_ » 10
+ _De' porri_ » IVI
+ _Altramente a tempo di digiuno_ » 11
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente con carne_ » IVI
+ _Altramente_ » 12
+ _Altramente_ » IVI
+ _De' naponi, ovvero navoni_ » 13
+ _De' raponcelli_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _De le rape_ » 14
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » 15
+ _De' ceci_ » IVI
+ _Altramente per dì di sabbato_ » IVI
+ _Altramente_ » 16
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » 17
+ _Altramente di Quaresima_ » IVI
+ _De' peselli_ » IVI
+ _Altramente_ » 18
+ _Altramente_ » IVI
+ _Peselli con carne_ » IVI
+ _Altramente_ » 19
+ _De le fave sane_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » 20
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _De le fave infrante_ » 21
+ _Altramente_ » IVI
+ _De le lenti_ » 22
+ _Altramente_ » 23
+ _De' fasoli_ » IVI
+ _Altramente al modo trivisano_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _De' fungi_ » 24
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _De la composta_ » 25
+ _Altramente_ » 26
+ _De brodi: e primo, de brodo granato_ » 27
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » 28
+ _De la gelatina di pesce_ » IVI
+ _Del brodo del pesce_ » 29
+ _Altramente_ » IVI
+ _Del paparo_ » 30
+ _Altramente_ » IVI
+ _De la grua_ » IVI
+ _Del brodo saracenico_ » 32
+ _Del brodo dei capponi_ » 33
+ _Altramente a la provenzale_ » IVI
+ _Altramente a la spagnuola si fa brodo verde_ » 34
+ _De le starne_ » IVI
+ _De la gratonia_ » 35
+ _De crispelli, ovvero frittelle Ubaldine_ » 36
+ _Altramente_ » IVI
+ _Altramente_ » IVI
+ _De' guanti, cioè ravioli_ » 37
+ _Altramente_ » IVI
+ _Di salsiccie, o vuo' tortelli di pesce_ » 38
+ _De' crispelli di carne, o vero tortelli e ravioli_ » IVI
+ _Altramente_ » 39
+ _De le gualdaffe di ventri et caldumi_ » IVI
+ _Altramente, de' budelli_ » 40
+ _Altramente_ » IVI
+ _Dei detti gualdaffi e caldumi_ » 41
+ _De la corata e ventre di porco in caldume_ » IVI
+ _De li savori_ » 42
+ _De la peverada_ » IVI
+ _De' civeri di lepore e altre carni_ » 43
+ _Altramente_ » IVI
+ _Di sommacchia di polli, o di uccelli_ » 44
+ _Di limonìa di polli_ » IVI
+ _Di gratomèa di polli, uccelli et pesci_ » 45
+ _Di romanìa di polli_ » IVI
+ _Di agliata bianca con li capponi_ » 46
+ _De' Blanmangieri_ » IVI
+ _Altramente di Quaresima_ » 47
+ _Altramente con riso_ » 48
+ _De la festiggia_ » 49
+ _A empiere uno pavone_ » IVI
+ _A empiere una gallina_ » 51
+ _Altramente_ » IVI
+ _A empiere uno vitello_ » 52
+ _A empiere una castrone_ » 53
+ _A empiere una spalla, o altro membro_ » IVI
+ _A empiere uno ventre_ » 54
+ _A empiere budelle_ » 55
+ _De la suppa_ » IVI
+ _Altramente_ » 56
+ _Del pastello romano_ » IVI
+ _Del pastello dei capretti_ » 57
+ _Altramente_ » IVI
+ _Del pastello di uccelli vivi_ » 58
+ _Altramente pastello buono_ » IVI
+ _Altramente_ » 59
+ _De la torta parmesana_ » IVI
+ _De la torta di capponi, fagiani, uccelli, coratelle e pesci_ » 62
+ _De la casciata_ » IVI
+ _Del coppo di polli, o d'altri uccelli_ » 63
+ _Del coppo d'altre cose, e da ciascuno giorno_ » IVI
+ _Del pastello di anguilla_ » 64
+ _Del coppo di lampreda_ » IVI
+ _Del pastello de le trote e d'altri pesci_ » 65
+ _Del polpo_ » 66
+ _De la seppia_ » IVI
+ _Del nero de la seppia_ » 67
+ _Del pesce calamaro_ » IVI
+ _De l'interiori e budelli di pesci_ » 68
+ _De la gratonata di polli_ » 69
+ _De sardamone di carne_ » IVI
+ _De la fromentiera col pollo_ » 70
+ _Del farro di spelta_ » 71
+ _De la zeunia di colombi polli e altri uccelli_ » 72
+ _De le ova piene_ » IVI
+ _Dei tomacelli, ovvero mortadelle_ » 73
+ _De li fegatelli_ » 74
+ _Del coppo di latte caprino o pecorino_ » IVI
+ _De la gelatina di pesci senza oglio_ » 75
+ _Del giardino_ » IVI
+ _Del dulcamine, cioè frittelle non quaresimali_ » 76
+ _De li erbati_ » 77
+ _De le lasagne_ » IVI
+ _Del mele bullito co le noci detto nucato_ » IVI
+ _De li tortelli_ » 78
+ _De la ioncada_ » IVI
+ _De la paniccia col latte_ » 79
+ _De i savori, e prima del savore per l'arrosto_ » IVI
+ _Dei savori con li pippioni_ » IVI
+ _Del savore con la grua_ » 80
+ _Savori per papari et per porchetta_ » IVI
+ _Savore per malardi et anatre_ » 81
+ _De la pastringa_ » IVI
+ _Del solcio dei piedi d'uccelli et di capo di porco_ » 82
+ _Del cascio arrostito_ » 83
+ _Dei cauli per li 'nfermi_ » IVI
+ _De l'erbe minute_ » 84
+ _Per li costipati, stitici, e che non orinano_ » IVI
+ _De le zucche_ » 85
+ _De i ceci per li 'nfermi_ » IVI
+ _De le lattuche_ » 86
+ _Dei peselli freschi per li 'nfermi_ » 86
+ _De l'amandolato et del farro per li 'nfermi_ » IVI
+ _De la tria genoese per li 'nfermi_ » 87
+ _Riso per li 'nfermi_ » IVI
+ _De la farina per infreddati_ » IVI
+ _De le triglie per li 'nfermi_ » 88
+ _De' pomi lessi per l'infermi_ » IVI
+ _De' pomi arrostiti_ » IVI
+ _De i predetti, altramente_ » 89
+ _A cocere prestamente e bene uno arrosto_ » IVI
+ _De la insaleggiata di cipolle_ » 90
+ _A trarre il sale de la pentola_ » IVI
+ _A cavare il fumo del mangiare_ » IVI
+ _Frittelle nuove_ » 91
+ _A chi non avesse levame_ » IVI
+ _A fare agresto_ » IVI
+
+
+
+
+RETTIFICAZIONE
+
+
+Alla pag. 75, linea ultima, mutai _diversi_, conforme legge il codice,
+in _diversifica_, e richiamai, colla cifra (38), il leggitore alla
+apposita nota, dove poi avvertiva che il cod. ha _diversi_. Ora,
+meglio considerato il periodo, mi sono assicurato che la guasta
+lezione che ivi apparisce, non da altro procede che dall'avere il
+copista posposto il _diversi_. Si tolgan dunque via _diversifica_ e la
+cifra e la nota corrispondente, e si legga: _E in su l'albore appicca
+pomi, pere, o uccelli diversi, o uve, ciò che tu vuoli, fatti di pasta
+distemperata con ova_.
+
+Alcuni erroruzzi tipografici di picciol conto, che, non ostante la
+diligenza usata, potessero essere sfuggiti, si lasciano emendare dalla
+discrezione del savio lettore, come, a cag. d'es., alla pag. 26, lin.
+21, _poi_ in luogo di _puoi_; 31, 15. _înfuso_ per _infuso_; 69, 15.
+_arte de_ per _arte de'_, e simili.
+
+
+
+
+ SCELTA
+ DI
+ CURIOSITÀ LETTERARIE
+ INEDITE O RARE
+ DAL SECOLO XIII AL XVII
+
+In Appendice alla Collezione di Opere inedite o rare
+
+Dispensa 40
+
+Di questa SCELTA usciranno otto o dieci volumetti all'anno: la
+tiratura di essi verrà eseguita in numero non maggiore di esemplari
+202: il prezzo sarà uniformato al num. dei fogli di ciascheduna
+dispensa, e alla quantità degli esemplari tirati: sesto, carta e
+caratteri, uguali al presente fascicolo.
+
+ Gaetano Romagnoli.
+
+
+OPUSCOLI GIÀ PUBBLICATI
+
+ I. =Novelle d'incerti Autori del Secolo XIV.=
+ II. =Lezione di Maestro Bartolino dal Canto
+ de' Bischeri.=
+ III. =Martirio d'una Fanciulla Faentina.=
+ IV. =Due Novelle Morali d'Autore Anonimo
+ del Secolo XIV.=
+ V. =Vita di Francesco Petrarca.=
+ VI. =Storia di una Fanciulla tradita da un suo
+ amante.=
+ VII. =Commento di Ser Agresto da Ficaruolo.=
+ VIII. =La Mula, la Chiave e Madrigali satirici
+ del Doni Fiorentino.=
+ IX. =Dodici Conti Morali d'Anonimo Senese.=
+ X. =La Lusignacca, Novella inedita scritta
+ nel buon secolo della lingua italiana.=
+ XI. =Dottrina dello Schiavo di Bari.=
+ XII. =Il Passio o Vangelo di Nicodemo.=
+ XIII. =Sermone di S. Bernardino da Siena.=
+ XIV. =Storia d'una Crudele Matrigna.=
+ XV. =Il Lamento della Beata Vergine Maria e
+ le Allegrezze in rima.=
+ XVI. =Il Libro della Vita Contemplativa.=
+ XVII. =Brieve Meditazione dei Beneficii di Dio=,
+ per Agnolo Torini da Firenze.
+ XVIII. =La Vita di Romolo=, volgarizzata da M.ro
+ Donato da Pratovecchio.
+ XIX. =Il Marchese di Saluzzo e la Griselda=,
+ Novella in ottave del secolo XV.
+ XX. =Un'Avventura amorosa= narrata da Bernardo
+ Dovizi da Bibbiena.—=Novella di Pier
+ Geronimo Gentile.=—=Le Compagnie dei
+ Battuti in Roma nell'anno 1389.=
+ XXI. =Due Epistole d'Ovidio=, tratte dal volgarizzamento
+ delle Eroidi fatto da messere Carlo
+ Figiovanni nel secolo XIV.
+ XXII. =Novelle di Marco Mantova.=
+ XXIII. =Historia di Lancillotto dal Lago.=
+ XXIV. =Saggio del Volgarizzamento Antico=, di
+ Valerio Massimo.
+ XXV. =Novella del Cerbino=, in ottava rima.
+ XXVI. =Trattatello delle Virtù.=
+ XXVII. =Negoziazione di Giulio Ottonelli alla Corte
+ di Spagna.=
+ XXVIII. =Tancredi Principe di Salerno=, novella in
+ rima di Hieronimo Benivieni fiorentino.
+ XXIX. =Le Vite di Numa e T. Ostilio= di F. Petrarca
+ in seguito alla Disp. XVIII.
+ XXX. =La Epistola di san Iacopo= e =Capitoli
+ del Vangelo di san Giovanni=.
+ XXXI. =Storia di S. Clemente Papa=, fatta volgare
+ nel secolo XIV.
+ XXXII. =Il Libro delle Lamentazioni di Jeremia=
+ e il =Cantico de' Cantici di Salamone=.
+ XXXIII. =Epistola di Alberto degli Albizzi a Martino V,
+ e alcune Leggende.=
+ XXXIV. =I Salterelli del Bronzino Pittore.=
+ XXXV. =Gibello=, novella inedita in 8.ª rima.
+ XXXVI. =Comento a una Canzone di F. Petrarca=
+ per Luigi Marsili.
+ XXXVII. =Vita di Saffo e Frammenti= pel professor
+ Bustelli.
+ XXXVIII. =Rime di mons. Stefano Vai.=
+ XXXIX. =Capitoli delle Monache di Pontetetto=.
+ XL. =Libro della Cocina=, del Secolo XIV.
+ XLI. =Historia della Reina d'Oriente.=
+ XLII. =La Fisiognomia.=
+ XLIII. =Storia della Reina Ester.=
+ XLIV. =Sei Odi inedite di F. Redi.=
+ XLV. =Istoria di Maria per Ravenna.=
+ XLVI. =Trattatello della Virginità.=
+ XLVII. =Lamento di Fiorenza.=
+ XLVIII. =Un viaggio a Perugia.=
+ XLIX. =Il Tesoro= canto carnacialesco mandato a
+ Cosimo I. Granduca, da Lorenzo Braccesi.
+ L. =Storia di Fra Michele Minorita.=
+ LI. =Dell'arte del Vetro per musaico.=
+ LII. =Leggende d'alcuni Santi e Beati= Parte I.
+ LIII. =id. id.= Parte II.
+ LIV. =Capitoli di S. Iacopo d'Altopascio.=
+ LV. =Lettera de' Fraticelli a tutti i Cristiani.=
+ LVI. =Iacoppo Novella inedita.=
+ LVII. =Leggenda di Sant'Albano.=
+ LVIII. =Sonetti giocosi di Antonio da Pistoia.=
+ LIX. =Fiori di Medicina di Maestro Gregorio
+ Medicofisico.=
+ LX. =Cronachetta di S. Gemignano.=
+ LXI. =Trattato di Virtù morali.=
+ LXII. =Proverbi del Cornazano.=
+ LXIII. =Fiore di Filosofi.=
+ LXIV. =Il Libro de' sette Savi.=
+ LXV. =Del libero arbitrio, Trattato di San
+ Bernardo.=
+ LXVI. =Azioni di A. Medici.=
+ LXVII. =Pronostichi d'Ippocrate.=
+ LXVIII. =S. Bernardo, Stimolo d'Amore—Pistola
+ a Ramondo.=
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate
+dall'autore nelle pagine "Correggi" e "Rettificazione" sono state
+riportate nel testo, a eccezione di quella riguardante pag. 75, per la
+quale non si è modificato l'originale.
+
+Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo
+originale]:
+
+ 59 - Togli polli [pulli] smembrati e tagliati
+ 108 - Non se ne registra ne' Vocabolarii [Vocobolarii]
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ esempi / esempii
+ fanne / fànne
+ polla / pòlla
+ polle / pòlle
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's Il libro della cucina del sec. XIV, by Anonymous
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+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
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+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
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+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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