diff options
| -rw-r--r-- | .gitattributes | 3 | ||||
| -rw-r--r-- | 33782-8.txt | 5212 | ||||
| -rw-r--r-- | 33782-8.zip | bin | 0 -> 106515 bytes | |||
| -rw-r--r-- | 33782-h.zip | bin | 0 -> 184858 bytes | |||
| -rw-r--r-- | 33782-h/33782-h.htm | 6670 | ||||
| -rw-r--r-- | 33782-h/images/ill.jpg | bin | 0 -> 71637 bytes | |||
| -rw-r--r-- | LICENSE.txt | 11 | ||||
| -rw-r--r-- | README.md | 2 |
8 files changed, 11898 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/33782-8.txt b/33782-8.txt new file mode 100644 index 0000000..9c0b072 --- /dev/null +++ b/33782-8.txt @@ -0,0 +1,5212 @@ +Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2, +by Ann Radcliffe + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2 + +Author: Ann Radcliffe + +Release Date: September 20, 2010 [EBook #33782] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI +DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + + + I MISTERI + DEL + CASTELLO D'UDOLFO + + + DI + ANNA RADCLIFFE + + + VOL. II + + MILANO + _Oreste Ferrario_ + + Sotterranei Galleria Nuova, + via Silvio Pellico, 6, scala n. 18 + e Santa Margherita + + + + + [Illustrazione: La Camera misteriosa. + + _Cap. XXII_] + + + + +CAPITOLO XII + + +L'avarizia della zia d'Emilia cedè finalmente alla sua vanità. Qualche +splendido pranzo dato dalla Clairval, e l'adulazione generale ond'essa +era l'oggetto, aumentarono la premura della Cheron per assicurare una +parentela che l'avrebbe tanto illustrata a' propri occhi ed a quelli +del mondo. Propose il prossimo matrimonio di Emilia, ed offrì di +assicurarne la dote, purchè la Clairval facesse altrettanto pel +nipote. Questa ponderò la proposta, e considerando ch'Emilia era la +più prossima erede della Cheron, l'accettò senza difficoltà. Emilia +ignorava queste disposizioni, quando la zia l'avvertì di prepararsi +alle nozze che dovevano aver luogo senza indugio. La fanciulla, +sorpresa, non capiva il motivo di una sì istantanea conclusione, in +verun modo sollecitata da Valancourt. Ed infatti, non conoscendo le +convenzioni delle due zie, era ben lontano dallo sperare una sì gran +felicità. Emilia mostrò qualche opposizione, ma la Cheron, sempre +gelosa della sua autorità, insistè per il pronto matrimonio, colla +stessa veemenza, con cui ne aveva rigettate in principio le menome +apparenze. Tutti gli scrupoli di Emilia svanirono, quando Valancourt, +istruito allora della sua felicità, venne a scongiurarla di +confermargliene la certezza. + +Mentre si facevano i preparativi di queste nozze, Montoni diveniva +l'amante dichiarato della Cheron. Ne fu malcontentissima la Clairval +quando udì parlare del loro imminente matrimonio, e voleva impedire +quello di Valancourt con Emilia; ma la coscienza le rappresentò, che +non aveva diritto di punirli dei torti altrui. Sebbene donna del gran +mondo, era però meno famigliarizzata della sua amica col metodo di far +dipendere la felicità dalla fortuna e dagli omaggi ch'essa attira, +anzichè dal proprio cuore. + +Emilia osservò con ansietà l'ascendente acquistato da Montoni sulla +zia, come pure la maggior frequenza delle sue visite. La sua opinione +su questo Italiano era confermata da quella di Valancourt, il quale +aveva sempre esternato estrema avversione per lui. Una mattina ch'essa +lavorava nel padiglione, godendo della dolce frescura primaverile, +Valancourt leggeva vicino a lei, e tratto tratto deponeva il libro per +conversare. Fu avvisata che la zia voleva vederla subito; entrò nel +suo gabinetto, e paragonò sorpresa l'aria abbattuta della signora +Cheron col genere ricercato del di lei abbigliamento. + +«Nipote mia...» diss'ella, e si fermò con qualche imbarazzo. «Vi ho +fatta cercare... io... io... voleva vedervi. Ho da darvi una +notizia... da questo momento voi dovete considerare il signor Montoni +come vostro zio; noi ci siamo maritati stamattina.» + +Confusa, non tanto del matrimonio, quanto del segreto con cui era +stato fatto, dell'agitazione colla quale le venne annunziato, Emilia +attribuì siffatto mistero alla volontà di Montoni, piuttostochè a +quella di sua zia; ma questa non voleva che si credesse così. + +«Voi vedete,» soggiuns'ella, «che ho voluto fuggire la pubblicità; ma +ora che la cerimonia è fatta, non m'importa più che si sappia. Vado +subito ad annunziare alla mia gente che il signor Montoni è il loro +padrone.» + +Emilia fece quanto potè per felicitare la zia di un matrimonio così +imprudente. + +«Voglio celebrare le mie nozze con tutto il fasto,» continuò la +signora Montoni, «e per non perder tempo, mi servirò dei preparativi +che furono fatti per le vostre, le quali verranno protratte un poco; +ma voglio che per far onore alla festa, voi vi abbigliate degli abiti +fatti pel vostro matrimonio. Desidero egualmente che facciate noto il +mio cambiamento di nome al signor Valancourt, il quale ne informerà la +signora Clairval. Fra pochi giorni voglio dare un pranzo magnifico, e +conto su di loro.» + +Emilia era talmente attonita, che potè appena replicare alla zia, e, a +tenore del suo desiderio, tornò nel padiglione ad informar l'amante +dell'accaduto. La sorpresa non fu il primo sentimento di Valancourt, +sentendo parlare di queste nozze precipitose; ma quando seppe che le +sue erano differite, e che gli ornamenti preparati per abbellire +l'imeneo della sua Emilia, stavano per esser degradati servendo per la +signora Montoni, il dolore e lo sdegno agitarono a vicenda il suo +spirito. Non potè dissimularlo alla fanciulla; i di lei sforzi per +distrarlo e scherzare su questi timori repentini furono inutili. +Quando alla fine si separò da lei, era oppresso da una tenera +inquietudine che la colpì vivamente, e pianse senza saper perchè, +quando fu giunta all'ingresso del giardino. + +Montoni prese possesso del castello colla facilità d'un uomo che da +lunga pezza lo riguardava come suo. Il suo amico Cavignì l'aveva +singolarmente servito prodigando alla Cheron le attenzioni e le +adulazioni ch'essa esigeva, ed alle quali Montoni pareva prestarsi con +pena; egli ebbe un appartamento nel castello, e fu obbedito dalla +servitù come lo stesso padrone. + +Pochi giorni dopo, la signora Montoni, come l'aveva promesso, diede un +magnifico pranzo ad una numerosa società. Valancourt v'intervenne, ma +la Clairval se ne scusò. Vi fu accademia di musica e festa da ballo. +Valancourt, come di ragione, danzò con Emilia; egli non poteva +esaminare le decorazioni della festa, senza rammentarsi ch'erano +destinate per le sue nozze. Nonostante cercava di consolarsi, pensando +che fra poco i suoi voti sarebbero stati esauditi. La signora Montoni +ballò, rise e chiaccherò del continuo tutta la sera. Montoni però, +taciturno e riservato, sembrava ristucco di quel divertimento, e della +frivola società che ne formava l'oggetto. + +Fu il primo e l'ultimo banchetto dato in occasione di quelle nozze. +Montoni, cui il carattere severo, e il taciturno orgoglio, impedivano +d'animare queste feste, era nondimeno dispostissimo a provocarle. +Trovava esso ben di rado nelle conversazioni un uomo che potesse +rivaleggiar con lui per lo spirito od il talento. Tutto il vantaggio, +in questa specie di riunioni, era dunque sempre dalla parte sua. +Conoscendo con quale egoismo si frequenta la società, temeva d'esser +vinto in simulazione, ovvero in considerazione, dovunque egli si +trovava. Ma la signora Cheron, quando trattavasi del proprio +interesse, aveva talfiata più discernimento che vanità. Conosceva essa +la sua inferiorità alle altre donne in tutte le qualità personali. La +gelosia naturale risultante da questa cognizione, ne contrariava +dunque l'inclinazione per le riunioni che offriva Tolosa. La sua +politica era cambiata; si opponeva con vivacità al gusto del marito +per il gran mondo, e non dubitava ch'egli non fosse per essere così +ben ricevuto da tutte le donne com'eralo stato allorchè faceva la +corte a lei. + +Erano scorse poche settimane da questo matrimonio, quando la signora +Montoni partecipò ad Emilia il progetto di andare in Italia, tostochè +fossero finiti tutti i preparativi pel viaggio. + +«Andremo a Venezia,» diss'ella; «Montoni vi possiede un bel palazzo, e +quindi passeremo al suo castello in Toscana. Perchè prendete voi +un'aria così seria, figliuola? Voi che amate tanto le belle vedute, +dovreste essere incantata di questo viaggio. + +--Devo forse venire anch'io?» disse Emilia con emozione e sorpresa +insieme. + +--Sì, certo,» replicò la zia; «come potete supporre che noi vogliamo +lasciarvi qui? Ah! vedo che pensate al cavaliere. Io credo che non +sappia nulla, ma lo saprà sicuramente quanto prima. Montoni è uscito +per darne parte alla signora Clairval, ed annunziarle che i nodi +proposti fra le nostre famiglie sono sciolti irremissibilmente.» + +L'insensibilità colla quale la Montoni faceva sapere alla nipote che +la separavano, forse per sempre, dall'uomo al quale doveva unirsi per +tutta la vita, aumentò vie più la disperazione dell'infelice a tal +notizia. Quando potè parlare, domandò il motivo di tal cangiamento a +riguardo di Valancourt; e l'unica risposta che ne ottenne fu, che +Montoni aveva proibito questo matrimonio, attesochè Emilia poteva +aspirare a partiti assai più vantaggiosi. + +«Io lascio attualmente tutta questa faccenda a mio marito,» soggiunse +la Montoni; «ma devo convenire che il signor Valancourt non mi è +piaciuto mai, e che non avrei mai dovuto dare il mio consenso. Son +debole assai; bene spesso son così buona, che le pene altrui mi +rattristano, e la vostra afflizione la vinse sulla mia opinione. Il +signor Montoni però mi ha dimostrato con molta chiarezza la follia +ch'io faceva, ma non avrà certo a rimproverarmela una seconda volta. +Pretendo assolutamente la vostra sommissione a quelli che conoscono +meglio di voi i vostri interessi, e ci dovete obbedire in tutto.» + +Emilia sarebbe stata sorpresa dalle asserzioni e dall'eloquenza di +questo discorso, se tutte le di lei facoltà, annientate dalla scossa +ricevuta, le avessero permesso d'intenderne una sola parola. Qualunque +fosse la debolezza della signora Montoni, avrebbe potuto risparmiarsi +il rimprovero di una eccessiva compassione e d'una prodigiosa +sensibilità ai mali altrui, e soprattutto a quelli di Emilia. Quella +medesima ambizione che l'aveva indotta a brigare il parentado della +Clairval, formava oggi il soggetto della rottura. Il suo matrimonio +con Montoni esaltava ai di lei occhi la propria importanza, e +conseguentemente cambiava le sue mire per Emilia. + +Questa interessante fanciulla era troppo afflitta per far valere le +sue ragioni, o scendere a preghiere. Quando finalmente volle far uso +di quest'ultimo mezzo, le mancò la parola, e si ritirò nella sua +camera per riflettere, se ciò le fosse stato possibile, ad un colpo +così inaspettato e tremendo. + +Passò gran pezza prima che si fosse riavuta abbastanza da porsi a +riflettere; ma il pensiero che le si affacciò fu tristo e terribile. +Credè che Montoni volesse disporre di lei pel proprio vantaggio, e +pensò che Cavignì fosse la persona per la quale si interessasse. La +prospettiva del viaggio d'Italia diveniva ancor più disgustosa, quando +considerava la situazione turbolenta di quel paese lacerato dalle +guerre civili, in preda a tutte le fazioni, e dove ogni castello si +trovava esposto all'invasione del partito avverso. Considerò a qual +persona era rimesso il suo destino, ed a qual distanza si sarebbe +trovata da Valancourt. A tale idea, svanì qualunque altra immagine, ed +il dolore immerse nella confusione tutti i suoi pensieri. + +Passò qualche ora in questo stato doloroso; quando fu avvertita per il +pranzo, volle scusarsene. La Montoni però, ch'era sola, non volle +acconsentirvi, e le convenne obbedire. Parlarono pochissimo durante il +pranzo. L'una era oppressa dal suo dolore, e l'altra indispettita +dell'assenza inaspettata di Montoni. La sua vanità era offesa da +siffatta negligenza, e la gelosia l'allarmava principalmente su di ciò +ch'ella chiamava un impegno misterioso. Non ostante Emilia si provò a +parlar nuovamente di Valancourt, ma la zia, insensibile a pietà ed ai +rimorsi, divenne quasi furiosa perchè si permettessero osservazioni +sulla di lei autorità e su quella di Montoni; in conseguenza la povera +Emilia si ritirò piangendo. + +Traversando il vestibolo, udì entrare qualcuno dalla porta grande; le +parve di vedere Montoni e raddoppiò il passo; ma riconobbe tosto la +voce diletta di Valancourt. + +«Emilia, mia cara Emilia!» sclamò egli col tuono dell'impazienza, a +misura che si avanzava e che scuopriva le orme della disperazione sul +volto di lei. «Emilia, bisogna ch'io vi parli; ho da dirvi mille cose; +conducetemi in qualche parte ove possiamo parlare con libertà. Ma! voi +tremate, vi sentite male; lasciate ch'io vi conduca ad una sedia.» + +Vide una porta aperta, e si provò a condurre Emilia colà; ma essa, +ritirando la mano, gli disse sorridendo languidamente: + +«Sto già meglio. Se volete parlare con mia zia, è nel salotto. + +--Voglio parlare con _voi sola_, mia cara Emilia,» replicò Valancourt. +«Gran Dio! Siete già arrivata a questo punto? Acconsentite voi così +facilmente a dimenticarmi? questo luogo non ci conviene, possiamo +essere intesi. Non voglio da voi che un solo quarto d'ora di +attenzione. + +--Sì, quando avrete veduto mia zia,» disse Emilia. + +--Io era già infelice, venendo qui,» esclamò Valancourt; «non +aumentate il mio affanno con questa freddezza e con questo crudele +rifiuto.» + +L'energia colla quale pronunciò tali parole, la commosse fino alle +lagrime, ma persistè nella negativa d'ascoltarlo fintantochè non +avesse veduto la signora Montoni. + +«Dov'è suo marito, dov'è egli questo Montoni?» disse Valancourt con +voce alterata; «debbo parlar giusto con lui.» + +Emilia, spaventata delle conseguenze dello sdegno che sfavillava ne' +di lui occhi, l'assicurò con voce tremante che Montoni non era in +casa, e lo scongiurò di moderare il risentimento. Agli accenti +interrotti della di lei voce, gli sguardi di Valancourt passarono +tosto dal furore alla tenerezza. + +«Vi sentite male, Emilia,» diss'egli, «e vogliono perderci amendue. +Perdonatemi se ho ardito dubitare della vostra tenerezza.» + +Emilia non s'oppose più ad accordargli un colloquio nella stanza +vicina. La maniera colla quale aveva nominato Montoni, aveale +cagionato i più fondati timori sul pericolo cui poteva correre egli +stesso; non pensò più se non a prevenire le terribili conseguenze +della sua vendetta. Ascoltò egli attento le di lei preghiere, e non vi +rispose che con occhiate di disperazione e di tenerezza. Nascose alla +meglio il suo risentimento per Montoni, e si sforzò di acchetare i di +lei terrori; ma Emilia, poco contenta di quell'apparente tranquillità, +si turbò ancor davvantaggio, e procurò di far conoscere a Valancourt +l'inconveniente di un alterco con Montoni, lo che avrebbe potuto +rendere la loro separazione irrimediabile. Cedè egli alle tenere +preghiere, e le promise che, per quanto grande potesse essere +l'ostinazione di Montoni, non farebbe mai uso della violenza per +conservare i suoi diritti. + +Emilia si sforzò di calmarlo coll'assicurazione di un attaccamento +inviolabile. Gli fe' osservare che fra un anno circa sarebbe stata +maggiorenne, e che per conseguenza allora sarebbe uscita di tutela. +Queste assicurazioni però consolavano poco Valancourt: egli +considerava che allora essa sarebbe in Italia, ed in balia di coloro +il cui potere su di lei non sarebbe cessato tanto facilmente co' loro +diritti. Emilia, alquanto calmata dalla promessa ottenuta e dalla +tranquillità ch'egli affettava, stava per lasciarlo, quando la zia +entrò nella stanza. Gettò essa un'occhiata di rimprovero sulla nipote, +che si ritirò subito, e una di malcontento e d'alterigia sull'infelice +giovane. + +«Non è questa la condotta ch'io mi aspettava da voi,» diss'ella, «o +signore; io non credeva di vedervi più in casa mia dopo avervi fatto +avvertire che le vostre visite non mi tornavano più gradite. Credeva +ancor meno, che voi cercaste di vedere clandestinamente mia nipote, e +ch'ella avesse l'imprudenza di acconsentire a ricevervi.» + +Valancourt, vedendo esser necessario di giustificare Emilia, protestò +che l'unico scopo della sua visita era stato quello di domandare un +abboccamento a Montoni, e ne spiegò i motivi colla moderazione che il +sesso, più che il carattere di quella donna superba, poteva solo +esiger da lui. + +Le sue preghiere furono ricevute con asprezza. La zia si lagnò che la +sua prudenza avesse ceduto a quant'essa chiamava la sua compassione, +aggiungendo infine che conoscendo benissimo la follia della sua prima +condiscendenza, e volendo evitare di ricadervi, rimetteva intieramente +ed esclusivamente quest'affare al marito. + +L'eloquenza sentimentale del giovane le fece alfine comprendere +l'indegnità della sua condotta; essa conobbe la vergogna, ma non il +rimorso. S'indispettì che Valancourt l'avesse ridotta a quella penosa +situazione, ed il suo odio crebbe colla coscienza dei propri torti. +L'antipatia ch'egli le ispirava era tanto più forte, in quanto che, +senza accusarla, la costringeva a convincersi da sè stessa. Non le +lasciava una scusa per la violenza del risentimento col quale lo +considerava. Alla perfine, la sua collera divenne così violenta, che +Valancourt si decise di uscire al momento, affine di non perdere la +propria stima in una risposta poco misurata, e si convinse appieno che +non doveva sperare nè pietà, nè giustizia da una persona che sentiva +il peso delle male opere, e non l'umiltà del pentimento. + +Si era formata l'istessa idea di Montoni, essendo chiaro che il piano +della separazione veniva direttamente da lui. Non era probabile +ch'egli abbandonasse il suo disegno per preghiere o ragioni che doveva +aver prevedute, e contro le quali era preparato. Intanto, fedele alle +promesse fatte ad Emilia, più occupato del suo amore, che geloso della +propria dignità, Valancourt si guardò bene dall'irritar Montoni senza +necessità. Gli scrisse, non per domandargli un abboccamento, ma per +sollecitare il suo favore, e ne attese la risposta con qualche +tranquillità. + + + + +CAPITOLO XIII + + +La signora Clairval si teneva in disparte da tutto quell'intrigo: +quando aveva acconsentito al matrimonio di Valancourt, era nella +credenza che Emilia avrebbe ereditato dalla zia. Allorchè il +matrimonio di quest'ultima l'ebbe disingannata su tal proposito, la +coscienza le impedì di rompere un'unione quasi formata; ma la sua +benevolenza non andava al punto da spingerla a fare un passo che +avesse a deciderla intieramente. Si felicitava che Valancourt fosse +sciolto da un impegno ch'essa credeva tanto al disotto di lui per le +sostanze, quanto Montoni giudicava umiliante tal parentado per la +bellezza di Emilia. La Clairval poteva stimarsi offesa, che un +individuo della sua famiglia fosse stato così congedato; ma non si +degnò di esprimerne il suo risentimento in altro modo che col +silenzio. + +Montoni, nella sua risposta, assicurò Valancourt che un abboccamento, +non potendo nè cambiare la risoluzione dell'uno, nè vincere i +desiderii dell'altro, non finirebbe che in un diverbio affatto +inutile, e che per ciò credeva bene di non accordarglielo. + +La moderazione tanto raccomandatagli da Emilia, e le promesse fattele, +poterono sole trattenere l'impetuosità di Valancourt, che voleva +correre da Montoni a domandar con fermezza quanto veniva ricusato alle +sue preghiere. Si limitò dunque a rinnovare le sue istanze, e le +appoggiò con tutte le ragioni che poteva somministrare la sua +posizione. Passarono alcuni giorni in domande da una parte, e +nell'inflessibilità dall'altra. Fosse per timore, o per vergogna, o +per l'odio che risultava da questi due sentimenti, Montoni evitava +accuratamente colui che aveva tanto offeso; non era nè intenerito dal +dolore espresso nelle lettere di Valancourt, nè colpito dal pentimento +per le solide ragioni in esse contenute. In fine, le lettere +dell'infelice giovine furono respinte senza essere aperte. Nella sua +prima disperazione, obliò tutte le promesse eccettuata quella di +evitare la violenza, e corse al castello, risoluto di veder Montoni, e +porre tutto in opra per riuscirvi. L'Italiano fece dire che non era in +casa, ed allorchè Valancourt chiese di parlare alla signora o ad +Emilia, gli fu negato positivamente l'ingresso. Non volendo impegnarsi +in alterchi coi servitori, partì e tornò a casa in uno stato di +frenesia: scrisse l'accaduto a Emilia, esprimendole senza riserva le +angosce dell'anima; e la scongiurò, giacchè restava solo questo +ripiego, di accordargli un abboccamento segreto. + +Appena quella lettera fu spedita, la sua alterazione si calmò: conobbe +il fallo commesso, aumentando le pene di Emilia colla descrizione +troppo sincera de' suoi guai. Avrebbe dato la metà del mondo per +ricuperare quella lettera imprudente. Emilia però fu preservata dal +dolore che avrebbe provato ricevendola. La signora Montoni aveva +ordinato che le fossero portate tutte le lettere dirette alla nipote: +la lesse, e montata sulle furie per la maniera con la quale Valancourt +vi trattava Montoni, la bruciò. + +Montoni, intanto, sempre più impaziente di lasciar la Francia, +sollecitava i preparativi della partenza, e terminava in fretta ciò +che gli restava da fare. Osservò il più profondo silenzio sulle +lettere nelle quali Valancourt, disperando d'ottener di più, e +moderando la passione che avealo fatto trascendere, sollecitava il +permesso soltanto di dire addio ad Emilia. Ma quando il giovane intese +che sarebbe partita fra pochi giorni, e ch'era stato deciso che non la +rivedrebbe più, perdè ogni prudenza, e in una seconda lettera le +propose un matrimonio segreto. Questa lettera andò come l'altra nelle +mani della signora Montoni, e venne la vigilia della partenza senza +che Valancourt avesse ricevuto una sola riga di consolazione, o la +menoma speranza di un ultimo abboccamento. + +Intanto Emilia era inabissata nello stupore prodotto da tante +disgrazie inaspettate ed irrimediabili. Essa amava Valancourt col più +tenero affetto; erasi abituata da lunga pezza a considerarlo come +l'amico ed il compagno di tutta la vita; non avea un pensiero di +felicità al quale non fosse unita la sua idea. Qual doveva esser +dunque il suo dolore al momento di una separazione così inaspettata, e +forse eterna, e ad una distanza tale, dove le nuove della loro +esistenza potrebbero appena giugnere, e tutto questo per obbedire ai +voleri di uno straniero, a quelli d'una persona che provocava non ha +guari ancora il loro matrimonio? Invano procurava essa di vincere il +suo dolore, e rassegnarsi ad una sciagura inevitabile. Il silenzio di +Valancourt l'affliggeva ancor più, perchè non sapeva attribuirlo al +suo vero motivo; ma quando, alla vigilia di lasciar Tolosa, seppe che +non erale permesso di salutarlo, il dolore l'oppresse maggiormente, e +non potè trattenersi dal domandare alla zia se le fosse stata +positivamente negata questa consolazione, ciò che le fu barbaramente +confermato. + +«Se il cavaliere avesse voluto ottener da noi questo favore,» +diss'ella, «avrebbe dovuto contenersi diversamente. Egli doveva +aspettare con pazienza che noi fossimo disposti ad accordarglielo; non +mi avrebbe rimproverata perchè persisteva a negargli mia nipote, e non +avrebbe molestato il signor Montoni, il quale non credeva conveniente +di entrare in discussione su questa ragazzata. La di lui condotta in +quest'affare è stata affatto presuntuosa e importuna; desidero di non +sentir mai più parlar di lui, e che ci liberiate da cotesta ridicola +tristezza, da cotesti sospiri, da cotesta aria cupa, la quale farebbe +credere che voi siate sempre disposta a piagnucolare; fate come tutti +gli altri; il vostro silenzio non basta a nascondere la vostra +inquietudine alla mia penetrazione; vedo bene che siete disposta a +piangere in questo momento, sì in questo momento istesso, a dispetto +della mia proibizione.» + +Emilia, che si era voltata dall'altra parte per nascondere le sue +lacrime, si ritirò a precipizio per versarne in copia. Fu sì grande la +di lei agitazione nel riflettere al suo stato e all'idea di non veder +più Valancourt, che sentissi venir meno. Appena si fu riavuta un poco, +si affacciò alla finestra, e l'aria fresca della notte la rianimò +alquanto. Il chiaro di luna, cadendo sopra un lungo viale di olmi, +sotto di lei, invitolla a tentare se il moto e l'aria aperta non +calmerebbero l'irritazione di tutti i suoi nervi. Tutti dominavano nel +castello: Emilia scese lo scalone, e traversando il vestibolo, penetrò +cautamente nel giardino per un andito solitario. Camminava più o meno +celeremente, secondo che le ombre la ingannavano, credendo vedere +qualcuno da lontano, e temendo non fosse qualche spione di sua zia. +Frattanto, il desiderio di rivedere il padiglione, nel quale aveva +passati tanti momenti felici con Valancourt, dove aveva ammirato seco +lui le belle pianure della Linguadoca, e la Guascogna sua cara patria, +questo desiderio la vinse sul timore di essere osservata, e andò verso +il terrazzo, che si prolungava sino all'ingresso del giardino, +dominando gran parte della sottoposta prateria, alla quale si scendeva +per una marmorea scalea. Quando fu alla scala, sostò un momento +guardando intorno. La distanza del castello aumentava la specie di +spavento che le cagionavano il silenzio, l'ora e l'oscurità; ma non +iscorgendo nulla che potesse giustificare i suoi timori, salì sul +terrazzo, onde il chiaro di luna scopriva l'ampiezza, e mostrava il +padiglione in fondo. Si avanzò verso questo, e vi entrò; l'oscurità +del luogo non era adatta a diminuire la sua timidezza. Le gelosie +erano aperte, ma le piante dei fiori ingombravano l'esterno delle +finestre, lasciando appena vedere a traverso i rami il paese +fiocamente illuminato dalla luna. Avvicinandosi ad una finestra, essa +non gustava di quello spettacolo se non in quanto potea servirla a +richiamarle alla fantasia più vivamente l'immagine di Valancourt. + +«Ah!» sclamò con un gran sospiro, gettandosi sopra una sedia; «quante +volte ci siamo seduti in questo luogo! Quante volte abbiamo noi +contemplato questa bella vista! Non l'ammireremo più insieme? mai, +forse non ci rivedremo mai più!» + +D'improvviso, lo spavento ne sospese le lagrime: avendo udito una voce +vicina a lei nel padiglione, gettò un grido, ma lo strepito +ripetendosi, distinse la voce amata di Valancourt. Era egli stesso, +era il giovane che la teneva in braccio. In quell'istante la +commozione le tolse l'uso della parola. + +«Emilia,» disse alfine Valancourt, tenendole una mano stretta tra le +sue, «mia cara Emilia!» Tacque nuovamente, e l'accento col quale aveva +pronunziato questo nome, esprimeva la sua tenerezza insieme ed il suo +dolore. + +«O Emilia mia!» soggiuns'egli dopo una lunga pausa; «vi riveggo +ancora, ed ascolto ancora il suono della vostra voce! Ho errato +intorno a questi luoghi e a questo giardino per tante notti, nè aveva +che una debolissima speranza di rivedervi! Era questa la sola risorsa +che mi restava; grazie al cielo non mi è mancata.» + +Emilia pronunziò qualche parola senza saper quasi ciò che dicea, +espresse il suo inviolabile affetto, e si sforzò di calmare +l'agitazione di Valancourt. Quando egli si fu un poco rimesso, le +disse: + +«Io son venuto qui subito dopo il tramonto del sole, nè ho cessato poi +dal percorrere i giardini ed il padiglione. Aveva abbandonato +qualunque speranza di vedervi; ma non sapeva risolvermi a staccarmi da +un luogo ove vi sapeva così vicino a me, e sarei probabilmente rimasto +tutta notte in questi contorni. Ma quando apriste il padiglione, +l'oscurità m'impediva di distinguere con certezza se fosse la mia cara +Emilia: il cuore mi batteva così forte per la speranza ed il timore +ch'io non poteva parlare. Appena intesi gli accenti lamentosi della +vostra voce, ogni dubbio svanì, ma non i miei timori, fintantochè non +pronunziaste il mio nome. Nell'eccesso della gioia, non ho pensato +allo spavento che vi avrei cagionato; ma non poteva più tacere. Oh! +Emilia, in momenti così preziosi, la consolazione e il dolore lottano +con tanta forza, che il cuore può a stento sopportarne la tenzone.» + +Il cuore d'Emilia sentiva questa verità; ma la gioia di riveder +l'amante nel momento in cui si accorava di esserne separata per +sempre, si confuse presto col dolore, quando la riflessione guidò la +sua immaginazione sull'avvenire. Faceva essa ogni sforzo per +ricuperare la calma e dignità tanto necessarie per sostenere +quest'ultimo colloquio. Valancourt non poteva moderarsi; i trasporti +della gioia si cangiarono improvvisamente in quelli della +disperazione; ed espresse col linguaggio il più appassionato l'orrore +della separazione, e la poca probabilità d'una possibile riunione. +Emilia procurava contenere la propria tristezza, e addolcire quella +dell'amante. + +«Voi mi lasciate,» le dicea egli, «voi andate in terra straniera! E a +qual distanza! Voi andate a trovare nuove società, nuovi amici, nuovi +ammiratori; si sforzeranno di farvi scordare di me, e vi saranno +preparati nuovi nodi. Come poss'io saper tutto questo, e non sentire +che non tornerete più per me, che non sarete mai più mia?» La voce gli +mancò soffocata dai singulti. + +«Credete voi dunque,» diss'Emilia, «che la mia afflizione nasca da un +affetto leggiero e momentaneo? Potete voi crederlo? + +--Soffrire!» interruppe Valancourt; «soffrir per me! Emilia mia, +quanto son dolci, e quanto amare al tempo stesso queste parole! Io non +devo dubitare della vostra costanza; eppure, tal è l'inconseguenza del +vero amore; è esso sempre pronto a sospettare; e quand'anche la +ragione lo riprova, egli vorrebbe sempre una nuova assicurazione. +Adesso vi veggo, vi stringo tra le mie braccia: ancora pochi momenti, +e non sarà più che un sogno: guarderò, e non vi vedrò più... Io +rinasco da morte a vita, quando mi dite che vi son caro; ma appena non +vi ascolto più, ricado nella dubbiezza, e mi abbandono alla +diffidenza.» Poi, sembrando raccogliersi, esclamò: «Quanto son +colpevole di tormentarvi così in questi momenti nei quali dovrei +consolarvi, e sostenere il vostro coraggio!» + +Questa riflessione lo intenerì singolarmente. La sua voce e le sue +parole erano così appassionate, che Emilia, non potendo più contenere +il proprio, cessò di reprimere il dolore di Valancourt, il quale in +cotesti istanti terribili di amore e di pietà perdè quasi il potere e +la volontà di signoreggiare la sua agitazione. + +«No,» esclamò, «io non posso, non deggio lasciarvi. Perchè affideremo +noi la felicità della nostra vita alle volontà di coloro che non hanno +il diritto di distruggerla, e non possono contribuirvi se non +concedendovi a me? O Emilia! osate fidarvi al vostro cuore! Osate +esser mia per sempre!» La voce gli tremava, e non disse di più. Emilia +piangeva e taceva. Valancourt le propose di sposarsi segretamente. +«Alla punta del giorno lascerete la casa della signora Montoni, e mi +seguirete alla chiesa di Sant'Agostino, ove ci attende un sacerdote +per unirci.» + +Il silenzio col quale la fanciulla ascoltò una proposta dettata +dall'amore e dalla disperazione, in un momento in cui era appena +capace di respingerla, quando il suo cuore era intenerito dal dolore +d'una separazione, che poteva essere eterna, quando la sua ragione era +in preda alle illusioni dell'amore e del terrore; questo silenzio +incoraggì le speranze di Valancourt. «Parlate, mia cara Emilia,» le +diss'egli con ardore; «lasciatemi ascoltare il suono della vostra voce +soave; fate che intenda da voi la conferma del mio destino.» Essa +rimase muta, un freddo brivido l'assalse, e svenne. L'immaginazione +turbata di Valancourt se la figurò moribonda. La chiamò per nome, e si +alzava per andar a chieder soccorso al castello; ma pensando alla di +lei situazione, fremette all'idea di uscire e lasciarla in quello +stato. + +Dopo qualche momento ella sospirò e rinvenne. Il contrasto da lei +sofferto fra l'amore e il dovere, la sommissione alla sorella di suo +padre, la ripugnanza ad un matrimonio clandestino, il timore d'un nodo +indissolubile, la miseria ed il pentimento in cui essa poteva +immergere l'oggetto de' suoi affetti, erano motivi troppo forti per +uno spirito affralito dalle sciagure, e la sua ragione era rimasta +alquanto sospesa. Ma il dovere e la saviezza, per quanto potessero +esser penosi trionfarono finalmente della tenerezza e de' suoi tristi +presentimenti. Essa temeva specialmente di gettar Valancourt +nell'oscurità, ed in quei vani rimorsi che sarebbero, o le parevan +dover essere la conseguenza necessaria di un matrimonio nella loro +posizione. Ella si condusse senza dubbio con una grandezza d'animo +poco comune, quando risolse di provare un male presente, piuttosto che +provocare una disgrazia futura. + +Si spiegò con un candore che giustificava pienamente a qual punto essa +lo stimasse ed amasse, e perciò gli divenne, se fosse stato possibile, +ancor più cara. Gli espose tutti i motivi che la decidevano a +rigettare la sua offerta. Egli confutò, o piuttosto contraddisse tutti +quelli che riguardavano lui solo; ma gli altri lo richiamarono a +tenere considerazioni su di lei, che il furore della passione e della +disperazione gli avevano fatto obliare. Quel medesimo amore che +facevagli proporre un matrimonio segreto ed immediato, l'obbligava +allora a rinunziarvi. La vittoria costava troppo al suo cuore; si +sforzava di calmarsi per non affliggerla maggiormente, ma non poteva +dissimulare tutto quel che sentiva. «O Emilia,» diss'egli, «bisogna +ch'io vi lasci, e son certo che vi lascio per sempre.» + +Singulti convulsi l'interruppero, e amendue piansero a calde lacrime. +Rammentandosi finalmente il pericolo di essere scoperti, e +l'inconveniente di prolungare un colloquio che l'esporrebbe all'altrui +censura, Emilia si fece coraggio, e pronunziò l'ultimo addio. + +«Restate» disse Valancourt, «restate ancora un momento, ve ne +scongiuro; ho da dirvi mille cose. L'agitazione del mio spirito non mi +ha permesso di parlarvi d'un sospetto importantissimo; ho temuto +mostrarmi poco discreto, e sembrare aver unicamente in mira di +allarmarvi, per farvi accettare la mia proposta.» + +Emilia, turbata, non lo lasciò, ma lo fece uscire dal padiglione, e +passeggiando sul terrazzo, Valancourt continuò: + +«Quel Montoni! Io ho udito voci molto strane sul conto suo. Siete voi +ben sicura ch'egli sia realmente della famiglia della signora Quesnel, +e che la di lui fortuna sia tale quale sembra essere? + +--Non ho ragione di dubitarne,» rispose Emilia con sorpresa; «son +certa del primo punto, ma non ho alcun mezzo di giudicar del secondo; +e vi prego dirmi tutto quel che ne sapete. + +--Lo farò per certo, ma questa informazione è imperfettissima e poco +soddisfacente. Il caso mi ha fatto incontrare un Italiano che +discorreva con qualcuno di questo Montoni, parlavano essi del suo +matrimonio, e l'Italiano diceva che s'era quello che s'immaginava, la +signora Cheron non sarebbe troppo felice. Continuò esso a parlarne con +pochissima considerazione, ma in termini generali e disse certe cose +sul di lui carattere, che eccitarono la mia curiosità. Gli feci +qualche domanda, ma egli fu riservato nelle risposte; e dopo avere +esitato qualche tempo, confessò che Montoni, secondo la voce pubblica, +era un uomo perduto negli averi e nella riputazione. Aggiunse qualcosa +d'un castello che possiede in mezzo agli Appennini, e qualche altra +circostanza relativa al suo primo genere di vita: lo strinsi +maggiormente, ma il vivo interesse delle mie domande fu, per quanto io +credo, troppo visibile, e lo insospettì. Nessuna preghiera fu capace a +determinarlo di spiegarmi le circostanze cui aveva fatto allusione, o +a dirne di più: gli osservai che se Montoni possedeva un castello +negli Appennini, ciò sembrava indicare una nascita distinta, e +contraddire la supposizione della sua rovina. L'incognito scosse la +testa e fece un gesto significantissimo, ma non rispose. + +«La speranza di saper qualcosa di più positivo mi trattenne a lungo +vicino a lui; rinnovai più volte le mie domande, ma l'Italiano stette +in una perfetta riservatezza, dicendomi che tutto quanto aveva esposto +non era se non il risultato d'una diceria vaga; che l'odio e la +malignità inventavano spesso simili istorie, e bisognava crederci +poco. Mi vidi dunque costretto di rinunziare a saperne davvantaggio, +poichè l'Italiano pareva allarmato delle conseguenze della sua +indiscrezione. Restai perciò nell'incertezza su d'un oggetto in cui +essa è quasi insopportabile. Pensate, cara Emilia, a quanto debbo +soffrire; vi vedo partire per terre straniere con un uomo di carattere +tanto sospetto, come quello di cotesto Montoni, ma non voglio +allarmarvi senza necessità; è probabile, come lo ha detto l'Italiano, +che questo Montoni non sia quello di cui egli parlava; nonpertanto, +riflettete, mia cara, prima di affidarvi a lui. Ma ormai mi scordava +tutte le ragioni che poco fa mi hanno fatto abbandonare le mie +speranze, e rinunziare al desiderio di possedervi subito.» + +Valancourt passeggiava a gran passi sul terrazzo, mentre Emilia, +appoggiata al parapetto, stava immersa in profonda meditazione. La +notizia allor ricevuta l'allarmava moltissimo, e rinnovava il suo +interno contrasto. Essa non aveva mai amato Montoni. Il fuoco de' suoi +occhi, la fierezza dei suoi sguardi, il di lui orgoglio, la sua +audacia, la profondità del suo risentimento, che alcune occasioni, +benchè leggere, avevano messo in caso di sviluppare, erano altrettante +circostanze ch'essa avea sempre osservato con certo quale stupore; e +l'espressione ordinaria de' suoi lineamenti avevale sempre inspirata +antipatia. Credeva essa ogni momento più che fosse quello il Montoni +del quale aveva parlato l'Italiano. L'idea di trovarsi sotto il suo +dominio assoluto in paese straniero, le sembrava spaventosa; ma il +timore non era il solo motivo che dovesse indurla ad un matrimonio +precipitato. L'amore più tenero le aveva già parlato a favore +dell'amante, e nella sua opinione non aveva potuto vincerla sul +proprio dovere, sull'interesse ben anco di Valancourt, e sulla +delicatezza che la faceva opporre ad un matrimonio clandestino. Non +conveniva dunque aspettare che il terrore operasse più di quello che +non avesser potuto il dolore e l'amore; ma questo terrore restituì ai +motivi già combattuti tutta la loro energia, e rese necessaria una +seconda vittoria. Valancourt, i cui timori per Emilia divenivano +sempre più forti, a misura che ne pesava le ragioni, non poteva +adattarsi a questa seconda vittoria. Era più che persuaso che il +viaggio d'Italia avrebbe immerso la sua Emilia in un laberinto di +mali. Egli era dunque risoluto di opporvisi pertinacemente, e di +ottenere da lei un titolo, per divenire il suo legittimo protettore. + +«Emilia,» diss'egli col più vivo ardore, «questo non è il momento +degli scrupoli; non è il momento di calcolare gl'incidenti frivoli e +secondari relativamente alla nostra felicità avvenire. Vedo adesso, +più che mai, quali sono i pericoli ai quali andate incontro con un +uomo del carattere di Montoni. Il discorso dell'Italiano fa temere +molto, ma meno assai della fisonomia, e dell'idea ch'essa mi ha +formata di lui; vi scongiuro per il vostro interesse, e pel mio, di +prevenire le disgrazie che mi fanno fremere a prevederle soltanto.... +Cara Emilia! soffrite che la mia tenerezza e le mie braccia ve ne +allontanino; datemi il diritto di difendervi. Io son lacerato dal +dolore all'idea della nostra separazione, e dei mali che possono +esserne la conseguenza. Non vi son pericoli ch'io non sia capace di +affrontare per salvarvi. No, Emilia, no, voi non mi amate. + +--Abbiamo pochi momenti da perdere in recriminazioni e giuramenti,» +disse questa sforzandosi di nascondere l'emozione; «se voi dubitate +quanto mi siete caro, e quanto lo sarete eternamente, allora non vi è +espressione da parte mia che sia capace di convincerne.» Queste ultime +parole spirarono sulle sue labbra, e proruppe in largo pianto. Dopo +alcuni istanti, si riebbe da quello stato di tristezza, e gli disse: +«Bisogna ch'io vi lasci: è tardi, e nel castello potrebbero accorgersi +della mia assenza. Pensate a me, amatemi, quando sarò lungi di qui. La +mia fiducia a tal proposito formerà tutta la mia consolazione. + +--Pensare a voi, amarvi!» sclamò Valancourt. + +--Tentate di moderare siffatti trasporti per amor mio, tentatelo! + +--Per amor vostro! + +--Sì, per amor mio,» disse la fanciulla con voce tremante; «non posso +lasciarvi in questo stato. + +--Ebbene, non mi lasciate,» rispose Valancourt; «perchè lasciarci, o +almeno lasciarci prima dell'albeggiare del dì? + +--È impossibile,» soggiunse Emilia; «voi mi straziate il cuore; ma non +acconsentirò mai a questa proposta imprudente e precipitata. + +--Se potessimo disporre del tempo, Emilia cara, essa non sarebbe tanto +precipitata. Bisogna sottoporci alle circostanze. + +--Sì, certo, bisogna sottomettervici. Io vi ho già aperto il cuore: or +mi sento spossata. + +--Perdonate, Emilia; pensate al disordine del mio spirito in questo +momento in cui sto per lasciare tutto ciò che ho di più caro al mondo. +Quando sarete partita, mi ricorderò con rimorso di tutto quanto vi +feci soffrire; allora desidererò invano di vedervi, non foss'altro +per un istante solo, per lenire il vostro dolore.» + +Le lagrime lo interruppero; Emilia pianse con lui. + +«Mi mostrerò più degno del vostro amore,» disse Valancourt alfine; +«non prolungherò questi crudeli istanti, Emilia mia, unico mio bene, +non dimenticatemi mai: Dio sa quando ci rivedremo. V'affido alla +Provvidenza. O Dio, Dio mio, proteggetela, beneditela!» + +Si strinse la di lei mano al cuore: Emilia gli cadde quasi esanime sul +seno. Non piangevan più, non si parlavano. Valancourt, allora repressa +la sua disperazione, tentò di consolarla e rincorarla. Ma essa parea +incapace di comprenderlo, ed un sospiro che esalava per intervalli +provava solo che non era svenuta. + +Ei la sorreggeva camminando a lenti passi verso il castello, piangendo +e parlandole sempre. Ella rispondea sol co' sospiri. Giunti alfine a +capo del viale, parve rianimarsi, e guardandosi intorno: + +«Qui bisogna separarsi,» diss'ella sostando. «Perchè prolungar questi +momenti? Rendetemi quel coraggio del quale ho tanto bisogno. Addio,» +soggiunse con voce languida; «quando sarete partito, mi ricorderò di +mille cose ch'io doveva dirvi. + +--Ed io! di tante e tante altre,» rispose Valancourt; «non vi ho mai +lasciata senza ricordarmi subito dopo d'una domanda, d'una preghiera, +e d'una circostanza relativa al nostro amore, ch'io ardeva dal +desiderio di comunicarvi, ma che mi sfuggiva dalla fantasia appena vi +vedeva. O Emilia! quelle fattezze ch'io contemplo in questo momento, +fra poco saranno lontane da' miei sguardi, e tutti gli sforzi +dell'immaginazione non potranno delinearmeli con sufficiente +esattezza...» + +Ciò detto se la strinse di nuovo al seno, ove la tenne in silenzio +bagnandola delle sue lagrime, che vennero pure a sollevare l'ambascia +della fanciulla. Si dissero addio, e si separarono. Valancourt +sembrava fare ogni sforzo per allontanarsi. Traversò a precipizio il +viale; ed Emilia, che camminava lentamente verso il castello, ascoltò +i suoi passi veloci. La calma malinconica della notte cessò alfine di +essere interrotta. Ella si affrettò di tornare alla sua camera per +cercarvi il riposo, ma, oimè! esso era fuggito lungi da lei, e la sua +sciagura non le permetteva più di gustarne. + + + + +CAPITOLO XIV + + +Le carrozze furono di buon'ora alla porta: il fracasso dei servitori +che andavano e venivano per le gallerie, svegliarono Emilia da un +sonno affannoso. Il suo spirito agitato le aveva rappresentato tutta +notte le immagini più spaventose ed il più tristo avvenire. Fece ogni +sforzo per bandire queste sinistre impressioni, ma passava da un male +immaginario alla certezza d'un male reale. Rammentandosi che aveva +lasciato Valancourt, e forse per sempre, il cuore le mancava a misura +che la sua immaginazione se lo rappresentava lontano; questi sforzi +spargevano sulla di lei fisonomia un'espressione di rassegnazione, +come un legger velo rende la bellezza più interessante nascondendone +soltanto qualche debole tratto. Ma la signora Montoni notò il di lei +pallore straordinario, e la rimproverò severamente; disse alla nipote +che male a proposito si era abbandonata ad inquietudini fanciullesche, +che la pregava di osservare un po' più il decoro, e non lasciar +trasparire che fosse incapace di rinunziare ad un affetto poco +conveniente. Fu servita la colazione: Montoni parlò pochissimo, e +parve impaziente di partire. Le finestre della sala guardavano sul +giardino, e nel passarvi vicino, Emilia non potè fare a meno di dare +un'occhiata a quel luogo, ove, nella notte precedente, erasi separata +da Valancourt. Gli equipaggi erano già in ordine, ed i viaggiatori +salirono in carrozza e si misero in cammino. Emilia sarebbe partita +dal castello senza rammarico, se Valancourt non avesse abitato ne' +dintorni. + +Da una piccola eminenza, ella osservò le immense pianure della +Guascogna, e le vette irregolari dei Pirenei che sorgevano da lontano +sull'orizzonte, illuminate già dal sole nascente. «Care montagne,» +diss'ella fra sè, «quanto tempo passerà prima ch'io vi rivegga! quante +disgrazie in quest'intervallo, potranno aggravare la mia miseria! Oh! +s'io potessi esser sicura di non ritornar mai più, ma che Valancourt +vivesse un giorno per me, partirei in pace! Egli vi vedrà, vi +contemplerà, mentr'io sarò lontana di qui.» + +Gli alberi della strada, che formavano una linea di prospettiva alle +immense distanze, stavano per nasconderne la vista; ma gli azzurri +monti distinguevansi ancora traverso il fogliame, ed Emilia non si +tolse dalla portiera fin quando non li ebbe totalmente perduti di +vista. + +Un altro oggetto risvegliò in breve la sua attenzione. Aveva essa +osservato appena un uomo che camminava lungo la strada col cappello +calato sugli occhi, ma ornato d'un pennacchino militare. Al rumore +delle ruote egli si voltò, ed essa riconobbe Valancourt. Le fece un +segno, si avvicinò alla carrozza, e dalla portiera le pose in mano una +lettera. Si sforzò di sorridere in mezzo alla disperazione che +vedevasegli dipinta sul volto; questo sorriso restò impresso per +sempre nell'anima di Emilia: si affacciò allo sportello, e lo vide su +d'una collinetta, appoggiato ad uno degli alberi che l'ombreggiavano; +seguiva cogli occhi la carrozza, e stese le braccia; ella continuò a +guardarlo fintantochè la lontananza non n'ebbe cancellati i +lineamenti, e che la strada, svoltando, nol fece sparire affatto. + +Si fermarono ad un castello poco lontano per prendervi Cavignì, e i +viaggiatori percorsero le pianure della Linguadoca. Emilia fu +relegata, senza riguardo, colla cameriera di sua zia nella seconda +carrozza. La presenza di costei le impedì di legger la lettera di +Valancourt, non volendo esporsi alle di lei probabili osservazioni +sulla commozione che avrebbele cagionato la lettura della medesima. +Nulladimeno, n'era tale la curiosità, che la sua mano tremante fu +mille volte sul punto di romperne il sigillo. All'ora del pranzo, +Emilia potè aprirla: essa non aveva mai dubitato de' sentimenti di +Valancourt; ma la nuova assicurazione che ne riceveva, restituì un po' +di calma al suo cuore. Bagnò la lettera con lacrime di tenerezza, e la +mise da parte per leggerla quando sarebbe stata soverchiamente +afflitta, e per occuparsi di lui meno dolorosamente di quello avesse +fatto la loro separazione. Dopo molti dettagli che l'interessavano +assai, perchè esprimevano il suo amore, ei la supplicava di pensar +sempre a lui al tramonto del sole. «I nostri pensieri allora si +riuniranno,» diceva egli; «io attenderò il tramonto colla maggiore +impazienza, e godrò dell'idea che i vostri occhi si fisseranno in quel +momento sopra i medesimi oggetti che i miei, e che i nostri cuori si +comprenderanno. Voi non sapete, Emilia, la consolazione che me ne +riprometto, ma mi lusingo che la proverete anche voi.» + +È inutile dire con qual commozione Emilia aspettò tutto il giorno il +tramonto del sole: lo vide finalmente declinare su d'immense pianure, +lo vide scendere, ed abbassarsi dalla parte ove abitava Valancourt. Da +quel momento il di lei spirito fu più tranquillo e rassegnato di +quello nol fosse stato dopo il matrimonio di Montoni e di sua zia. + +Per molti giorni i viaggiatori traversarono la Linguadoca, e quindi +entrarono nel Delfinato. Dopo qualche tragitto pe' monti di quella +provincia pittoresca, scesero dalle carrozze, e cominciarono a salir +le Alpi. Qui si offrirono ai loro occhi scene così sublimi, che la +penna non potrebbe imprendere a descriverle in verun modo. Queste +nuove e sorprendenti immagini occuparono talmente Emilia, che talfiata +le fecero allontanare l'idea costante di Valancourt. Più spesso esse +le rinnovavano la rimembranza de' Pirenei, che avevano ammirati +insieme, e di cui allora credeva che nulla superasse la bellezza. +Quante volte desiderò di comunicargli le nuove sensazioni che +l'animavano a questo spettacolo: quante volte si compiaceva essa +d'indovinare le osservazioni ch'egli avrebbe fatte, e se lo figurava +sempre vicino: queste idee nobili e grandiose davano alla di lei +anima, ai di lei affetti una nuova vita. + +Con quali vive e tenere emozioni si univa essa ai pensieri di +Valancourt all'ora del tramonto! Vagando in mezzo alle Alpi, +contemplava quell'astro maraviglioso che si perdeva dietro le lor +vette, le cui ultime tinte morivano sulle punte coperte di neve, e +questo teatro s'avvolgeva in una maestosa oscurità. Passato quel +momento, Emilia distolse gli occhi dall'occidente col dispiacere che +si prova alla partenza d'un amico. L'impressione singolare che spande +il velo della notte, a misura che si svolge, veniva vie più +accresciuta da quei sordi rumori che non si ascoltano mai se non al +progressivo calar delle tenebre, e che rendono la calma generale assai +più imponente: è il lieve stormir delle foglie, l'ultimo soffio della +brezza che s'alza al tramonto, il mormorio dei vicini torrenti..... + +Nei primi giorni di questo viaggio attraverso le Alpi, la scena +rappresentava un avvicendarsi sorprendente di deserti e d'abitazioni, +di colti e di terreni sterili. Sull'orlo di spaventosi precipizi, +nelle cavità delle rupi, al disotto delle quali si vedeva una folta +nebbia, si scoprivano villaggi, campanili e monasteri. Verdi pascoli, +ubertosi vigneti, formavano un contrasto interessante co' sovrapposti +massi perpendicolari, le cui punte di marmo o granito coronavansi di +eriche, e non mostravano che rocce massicce ammucchiate le une +sull'altre, terminate da monti di neve, d'onde cascavano i torrenti +rumoreggianti in fondo alla valle. + +La neve non era ancora sciolta sulle alture del Cenisio, che i +viaggiatori traversarono con qualche difficoltà; ma Emilia, osservando +il lago di ghiaccio, e la vasta pianura circondata da quelle rupi +scoscese si raffigurò facilmente la bellezza di cui si sarebbero +ornate allo sparir della neve. + +Scendendo dalla parte dell'Italia, i precipizi divennero più +spaventosi, le vedute più alpestri e maestose. Emilia non si stancava +di guardare le nevose cime de' monti alle differenti ore del giorno: +rosseggiavano al levar del sole s'infiammavano al mezzogiorno, e la +sera rivestivansi di porpora; le tracce dell'uomo non si riconoscevano +che alla zampogna del pastore, al corno del cacciatore, o all'aspetto +d'un ardito ponte gettato sul torrente per servir di passaggio al +cacciatore lanciato sull'orme del camoscio fuggitivo. + +Viaggiando al di sopra delle nuvole, Emilia osservava con rispettoso +silenzio la loro immensa superficie, che bene spesso cuopriva tutta la +scena sottoposta, e somigliava ad un mondo nel caos; altre volte, nel +diradarsi, lasciavano travedere qualche villaggio o una parte di +quell'impetuoso torrente, il cui fracasso faceva rimbombar le caverne; +si vedevano le rupi, le loro punte di ghiaccio, e le cupe foreste +d'abeti che arrivavano alla metà delle montagne. Ma chi potrebbe +descrivere l'estasi di Emilia quando scuoprì per la prima volta +l'Italia! Dal ciglione uno dei precipizi spaventosi del Cenisio, che +stanno all'ingresso di cotesto bel paese, gettò gli sguardi alle falde +di quelle orride montagne, e vide le ubertose valli del Piemonte e +l'immense pianure della Lombardia. La grandezza degli oggetti che le +s'affacciarono improvvisamente, la regione de' monti, che sembravano +accumularsi, i profondi precipizi sottoposti, quella cupa verzura +d'abeti e di querce che ricuopriva le profonde voragini, i torrenti +fragorosi, le cui rapide cascate sollevavano una specie di nebbia, e +formavano mari di ghiaccio, tutto prendeva un carattere sublime e +contrapposto alla quiete e alla bellezza dell'Italia; questa bella +pianura che aveva per limiti l'orizzonte ne accresceva vie più lo +splendore con le tinte cilestri che si confondevano coll'orizzonte +medesimo. + +La signora Montoni era spaventatissima osservando i precipizi, +sull'orlo dei quali i portantini correvano con leggerezza pari alla +celerità, e saltavan come camosci. Emilia tremava egualmente, ma i di +lei timori erano un misto di sorpresa, d'ammirazione, di stupore e di +rispetto, onde non avea mai provato nulla di simile. + +I portantini si fermarono per prender fiato, ed i viaggiatori +sedettero sulla cima d'una rupe. Montoni e Cavignì disputarono sul +passaggio di Annibale attraverso le Alpi: quegli pretendeva che fosse +entrato dal Cenisio, e questi sosteneva ch'era sceso dal San Bernardo. +Questa controversia presentò all'immaginazione di Emilia tutto ciò che +aveva dovuto soffrire quel famoso guerriero in un'impresa così ardita +e perigliosa. + +La signora Montoni intanto guardava l'Italia; contemplava essa +coll'immaginazione la magnificenza dei palagi e la maestosità dei +castelli dei quali andava ad esser padrona a Venezia e negli +Appennini, e di cui si credea esser divenuta la principessa. Lungi +dalle inquietudini che avevanle impedito a Tolosa di ricevere tutte le +_bellezze_, delle quali il marito parlava con maggior compiacenza per +la sua vanità, che riguardi pel loro onore e rispetto per la verità, +la signora Montoni progettava accademie, sebbene non amasse la +musica; conversazioni, sebbene non avesse verun talento per figurare +nella società; in somma, essa voleva superare collo splendore delle +sue feste e la ricchezza delle livree tutta la nobiltà di Venezia. +Questa idea lusinghiera fu nonostante un poco turbata nel riflettere +che il di lei sposo, quantunque si abbandonasse ad ogni sorta di +divertimenti, quando se gli presentavano, affettava però il maggior +disprezzo per la frivola ostentazione che suole accompagnarli. Ma +pensando che il di lui orgoglio sarebbe forse più soddisfatto di +spiegare il suo fasto in mezzo ai concittadini ed amici, di quello nol +fosse stato in Francia, continuò a pascersi di queste illusioni, che +non cessavano d'estasiarla. + +A misura che i viaggiatori calavano, vedevano l'inverno cedere il +posto alla primavera, ed il cielo cominciava a prendere quella bella +serenità che appartiene soltanto al clima d'Italia. Il fiume Dora, che +scaturisce dalle sommità del Cenisio, e si precipita di cascata in +cascata attraverso i profondi burroni, si rallentava, senza cessare di +esser pittoresco, nell'avvicinarsi alle valli del Piemonte. I +viaggiatori vi discesero avanti il tramonto del sole, ed Emilia +ritrovò ancor una volta la placida beltà d'una scena pastorale: vedeva +armenti, colline verdeggianti di selve, e graziosi arboscelli quai ne +avea visti sulle Alpi stesse: i prati erano smaltati di fiori +primaverili, ranuncole e viole che non tramandano in verun altro paese +un odore così soave. Emilia avrebbe voluto divenire una contadina +piemontese, abitare quelle ridenti capanne ombreggiate alle rupi, +avrebbe voluto menare una vita tranquilla in mezzo a quegli ameni +paesaggi, pensando con ispavento alle ore, ai mesi intieri che avrebbe +dovuto passare sotto il dominio di Montoni. + +Il sito attuale le raffigurava spesso l'immagine di Valancourt; essa +lo vedeva sulla punta d'uno scoglio osservando con estasi la stupenda +natura che lo circondava; lo vedeva errare nella valle, soffermarsi +spesso per ammirare quella scena interessante, e nel fuoco d'un +entusiasmo poetico slanciarsi su qualche masso. Ma quando pensava in +seguito al tempo e alla distanza che dovevano separarli, quando +pensava che ciascuno de' suoi passi aumentava questa distanza, il +cuore le si straziava, ed il paese perdeva ogni incanto. + +Dopo aver attraversata la Novalese, essi giunsero verso sera +all'antica e piccola città di Susa, che aveva altre volte chiuso il +passaggio delle Alpi nel Piemonte. Dopo l'invenzione dell'artiglieria, +le alture che la dominano ne hanno rese inutili le fortificazioni; ma, +al chiaro della luna, quelle alture pittoresche, la città sottoposta, +le sue mura, le sue torri ed i lumi che ne illuminavano porzione, +formavano per Emilia un quadro interessantissimo. Passarono la notte +in un albergo che offriva poche risorse; ma l'appetito dei viaggiatori +dava un sapore delizioso alle pietanze più grossolane, e la stanchezza +assicurava il loro sonno. In cotesto luogo, Emilia intese il primo +pezzo di musica italiana su territorio italiano. Seduta dopo cena +vicino ad una finestrella aperta, ella osservava l'effetto del chiaro +di luna sulle vette irregolari delle montagne. Si rammentò che in una +notte consimile aveva riposato su d'una roccia de' Pirenei col padre e +Valancourt. Intese sotto di lei i suoni armoniosi d'un violino; +l'espressione di quell'istrumento, in perfetta armonia coi teneri +sentimenti nei quali era immersa, la sorpresero e l'incantarono a un +tempo. Cavignì, il quale si avvicinò alla finestra, sorrise della sua +sorpresa. + +«Eh! eh!» le diss'egli; «voi ascolterete la medesima cosa, forse in +tutti gli alberghi: dev'essere un figlio del locandiere quello che +suona così, non ne dubito.» + +Emilia sempre attenta, credeva udire un artista: un canto melodioso e +querulo la piombò a grado a grado nella meditazione; i motteggi di +Cavignì ne la trassero sgradevolmente. Nel tempo istesso Montoni +ordinò di preparare gli equipaggi di buon'ora, perchè voleva pranzare +a Torino. + +La signora Montoni godeva di trovarsi alfine in una strada piana: +raccontò lungamente tutti i timori provati, obliando senza dubbio che +ne faceva la descrizione ai compagni dei suoi pericoli; ed aggiunse +che sperava presto perder di vista quelle orribili montagne. «Per +tutto l'oro del mondo,» diss'ella, «non farei un'altra volta l'istesso +viaggio.» Si lamentò di stanchezza, e si ritirò di buon'ora. Emilia +fece altrettanto, ed intese da Annetta, la cameriera di sua zia, che +Cavignì non erasi ingannato a proposito del suonatore di violino. Era +colui il figlio di un contadino abitante nella valle vicina, che +andava a passare il carnevale a Venezia, e ch'era creduto molto +amabile. «Quanto a me,» disse Annetta, «preferirei vivere in queste +boscaglie, e su queste belle colline, che andare in una città. Si dice +che noi non vedremo più nè boschi, nè montagne, nè prati, e che +Venezia è fabbricata in mezzo al mare.» + +Emilia convenne con Annetta, che quel giovane perdeva molto nel +cambio, poichè lasciava l'innocenza e la bellezza campestre, per la +voluttà di una città corrotta. + +Quando fu sola, non potè dormire. L'incontro di Valancourt, e le +circostanze della loro separazione, non cessarono di occupare il suo +spirito, ritracciandole il quadro di un'unione fortunata in seno della +natura, e della felicità dalla quale temeva d'essere lontana per +sempre. + + + + +CAPITOLO XV + + +Il giorno seguente, di buonissim'ora, i viaggiatori partirono per +Torino. La ricca pianura che si estende dalle Alpi a quella magnifica +città, non era allora, come adesso, ombreggiata da grossi alberi. +Piantagioni d'ulivi, di gelsi, di fichi, frammiste di viti, formavano +un magnifico paesaggio, traverso il quale l'impetuoso Eridano si +slancia dalle montagne, e si unisce a Torino colle acque dell'umile +Dora. A misura che i viaggiatori avanzavano, le Alpi prendevano ai +loro sguardi tutta la maestà del loro aspetto. Le giogaje +s'innalzavano le une sopra le altre in una lunga successione. Le cime +più alte, coperte di nubi, si perdevano qualche volta nelle loro +ondulazioni, e spesso slanciavansi di sopra ad esse. Le falde di que' +monti, le cui irregolari cavità presentavano ogni sorta di forme, +tingevansi di porpora e di azzurro al movimento della luce e delle +ombre, variando ad ogni istante la scena. A levante si spiegavano le +pianure di Lombardia; scoprivansi già le torri di Torino, e, in +maggior distanza, gli Appennini circoscrivevano un immenso orizzonte. + +La magnificenza di quella città, la vista delle sue chiese, dei suoi +palagi e delle grandiose piazze, oltrepassavano non solo tutto ciò che +Emilia avea veduto in Francia, ma tutto quello ancora che si era +immaginato. + +Montoni, il quale conosceva già Torino, e non n'era sorpreso, non cedè +alle preghiere della consorte, che avrebbe desiderato vedere qualche +palazzo; non si fermò che il tempo necessario per riposarsi, e si +affrettò di partir per Venezia. Durante il viaggio, egli si mostrò +altiero e riservatissimo, specialmente colla moglie; ma questa riserva +però era meno quella del rispetto che dell'orgoglio e del +malcontento. Si occupava pochissimo di Emilia. I suoi discorsi con +Cavignì avevano sempre per soggetto la guerra o la politica, che lo +stato convulsivo d'Italia rendeva allora molto interessanti. Emilia +osservava che, nel raccontare qualche fatto illustre, gli occhi di +Montoni perdevano la loro fosca durezza, e sembravan brillare di +gioia. Sebbene ella dubitar potesse talvolta che questo istantaneo +cambiamento fosse piuttosto l'effetto della malizia, che la prova del +valore, pure questo pareva convenir molto bene al di lui carattere, e +alle sue maniere superbe e cavalleresche; e Cavignì, con tutta la sua +disinvoltura e buona grazia, non era in grado di stargli a confronto. + +Entrando nel Milanese, lasciarono il loro cappello alla francese pel +berretto italiano scarlatto, ricamato in oro. Emilia fu sorpresa nel +vedere Montoni aggiungervi il pennacchio militare, e Cavignì +contentarsi delle piume che vi si portavano di solito. Credè +finalmente che Montoni prendesse l'equipaggio soldatesco per traversar +con più sicurezza una contrada inondata di truppe, e saccheggiata da +tutti i partiti. Si vedeva in quelle feraci pianure la devastazione +della guerra. Laddove le terre non restavano incolte, si riconoscevano +le tracce della rapina. Le viti erano strappate dagli alberi che +dovevano sostenerle; le olive giacevano calpestate; i boschetti di +gelsi erano stati tagliati per accenderne il fuoco devastatore de' +casali e dei villaggi. Emilia volse gli sguardi, sospirando, a +settentrione, sulle Alpi Elvetiche: le loro solitudini severe parevano +essere il sicuro asilo degli infelici perseguitati. + +I viaggiatori osservarono spesso distaccamenti di truppe che +marciavano a qualche distanza, e negli alberghi ove sostavano +provarono gli effetti della estrema carestia, e tutti gli altri +inconvenienti che sono le conseguenze delle guerre intestine. Pur non +ebbero mai alcun motivo di temere per la loro sicurezza. Giunti a +Milano, non si fermarono nè per considerare la grandiosità di quella +metropoli, nè per visitarne il magnifico tempio, che si stava ancora +costruendo. + +Passato Milano, il paese portava il carattere di una devastazione più +spaventosa. Tutto allora parea tranquillo; ma come il riposo della +morte sopra un volto che conserva ancora l'impronta orribile delle +ultime convulsioni. Lasciato il Milanese, incontrarono essi nuovamente +truppe. La sera era avanzata; videro un esercito sfilare da lontano +nella pianura, e le cui lance e gli elmi scintillavano ancora agli +ultimi raggi del sole. La colonna inoltrò sopra una parte della strada +chiusa fra due poggi. Si distinguevano facilmente i capi che +dirigevano la marcia. Parecchi uffiziali galoppavano sui fianchi, +trasmettendo gli ordini ricevuti dai superiori; altri, separati +dall'avanguardia, volteggiavano nella pianura a destra. + +Nell'avvicinarsi, Montoni, dai pennacchi, dalle bandiere e dai colori +delle divise dei vari corpi, credè riconoscere la piccola oste +comandata dal famoso condottiero Utaldo. Egli era amico di lui e de' +capi principali. Fece fermare le carrozze per aspettarli, e lasciar +libero il passo. Una musica guerriera si fece in breve sentire; essa +andò sempre crescendo, e Montoni, persuaso che fosse proprio la banda +del celebre Utaldo, sporse il capo dalla carrozza, e salutò il +generale agitando per aria il berretto. Il condottiere rese il saluto +colla spada, e vari uffiziali, avvicinatisi alla carrozza, accolsero +Montoni come un antico conoscente: il capitano stesso arrivò poco +stante; la truppa fece alto, ed il capo s'intertenne con Montoni, cui +sembrava contentissimo di rivedere. Emilia comprese, dai loro +discorsi, esser quello un esercito vittorioso che tornava nel suo +paese; i numerosi carriaggi che l'accompagnavano erano carchi delle +ricche spoglie dei nemici, non che di feriti e prigionieri che +sarebbero stati riscattati alla pace. I capi doveano separarsi il +giorno seguente, dividere il bottino, ed accantonarsi, colle proprie +bande, nei rispettivi castelli. Quella sera doveva dunque esser +consacrata ai piaceri, in memoria della comune vittoria, e del congedo +che prendevano scambievolmente. + +Utaldo disse a Montoni che le sue schiere si sarebbero accampate +quella notte in un villaggio distante mezzo miglio di là; l'invitò a +tornare addietro, e a prender parte al banchetto, assicurandolo che le +signore sarebbero benissimo trattate. Montoni se ne scusò allegando +che voleva arrivare a Verona la sera medesima, e dopo qualche domanda +sullo stato dei dintorni di quella città, si accommiatò e partì, ma +non potè giungere a Verona che a notte molto tarda. + +Emilia non potè vederne la deliziosa situazione che il giorno dopo. +Abbandonarono di buon'ora quella bella città, e giunti a Padova, +s'imbarcarono sulla Brenta per Venezia. Qui, la scena era intieramente +cambiata. Non eran più i vestigi di guerra sparsi nelle pianure del +Milanese, ma al contrario tutto respirava il lusso e l'eleganza. Le +sponde verdeggianti della Brenta non offrivano che bellezze, delizie +ed opulenza. Emilia considerava con istupore le ville della nobiltà +veneta, i loro freschi portici, i bei colonnati ombreggiati da pioppi +e cipressi di maestosa altezza; gli aranci, i cui fiori odorosi +imbalsamavano l'aria, ed i folti salci che bagnavan le lunghe chiome, +nel fiume, formando ombrosi ricetti. Il carnevale di Venezia sembrava +trasportato su quelle sponde incantevoli. Le gondole, in perpetuo +moto, ne aumentavano la vita. Tutta la bizzarria delle mascherate +formava una superba decorazione; e verso sera, molti gruppi andavano a +ballare sotto i grossi alberi. + +Cavignì istruiva Emilia del nome dei gentiluomini ai quali +appartenevano le ville; e per divertirla vi aggiungeva un leggiero +schizzo dei loro caratteri, essa compiacevasi talvolta ad ascoltarlo; +ma il suo brio non faceva più sulla signora Montoni l'effetto di +prima: questa parea quasi sempre seria, e Montoni era constantemente +riservato. + +È indescrivibile la meraviglia della fanciulla allorchè scoprì +Venezia, i suoi isolotti, i suoi palazzi e le sue torri che tutti +insieme sorgevano dal mare riflettendo i loro svariati colori sulla +superficie chiara e tremolante. Il tramonto dava alle acque ed ai +monti lontani del Friuli, che circondano a tramontana l'Adriatico, una +tinta giallastra di effetto mirabilissimo. I portici marmorei e le +colonne di San Marco erano rivestite di ricche tinte e dell'ombra +maestosa della sera. A misura che si avanzavano, la magnificenza della +città disegnavasi più particolareggiatamente. I suoi terrazzi, +sormontati da edifizi aerei eppur maestosi, illuminati, com'eranlo +allora, dagli ultimi raggi del sole, parevano piuttosto fatti uscir +dall'onde dalla bacchetta di un mago, che costruiti da mano mortale. + +Il sole essendo finalmente sparito, l'ombra invase gradatamente le +acque e le montagne, spegnendo gli ultimi fuochi che ne doravan le +sommità; e il violaceo malinconico della sera si stese ovunque come un +velo. Quanto era profonda e bella la tranquillità che avvolgeva la +scena! La natura pareva immersa nel riposo. Le più soavi emozioni +dell'anima eran le sole che si destassero. Gli occhi di Emilia si +empivano di lacrime: essa provava i trasporti di una devozione +sublime, innalzando gli sguardi alla vôlta celeste, mentre una musica +deliziosa accompagnava il mormorio delle acque. Ella ascoltava in +tacita estasi, e nessuno ardiva rompere il silenzio. I suoni pareano +ondeggiar nell'aere. La barca avanzavasi con movimento sì placido, che +appena si poteva distinguere; e la brillante città sembrava moverle +incontro da sè per ricevere i forestieri. Distinsero allora una voce +donnesca che, accompagnata da qualche istrumento, cantava una dolce e +languida arietta. La sua espressione patetica, che sembrava ora quella +di un amore appassionato, ed ora l'accento lamentevole del dolore +senza speranza, annunziava bene come il sentimento che le dettava non +fosse finto. «Ah!» disse Emilia sospirando e rammentandosi Valancourt; +«quel canto parte sicuramente dal cuore!» + +Essa guardavasi intorno con attenta curiosità. Il crepuscolo non +lasciava più distinguere che immagini imperfette. Intanto, a qualche +distanza, le parve vedere una gondola, ed intese nel tempo istesso un +coro armonioso di voci e d'istrumenti. Esso era così dolce, così +soave! Era come l'inno degli angeli che scendono nel silenzio della +notte. La musica finì, e parve che il coro sacro risalisse al cielo. +La calma profonda che susseguì era espressiva quanto l'armonia +poc'anzi cessata. Finalmente, un sospiro generale parve risvegliar +tutti da una specie d'estasi. Emilia però restò a lungo abbandonata +all'amabile tristezza, che si era impadronita de' suoi sensi; ma lo +spettacolo ridente e tumultuoso della piazza di San Marco fugò le sue +meditazioni. La luna, che sorgea allora sull'orizzonte, spandeva un +debole chiarore su' terrazzi, su' portici illuminati, sulle magnifiche +arcate, e lasciava vedere le numerose società, i cui passi leggieri, i +canti ed i suoni si mescolavano confusamente. + +La musica che i viaggiatori avevano già intesa, passò vicino alla +barca di Montoni, in una di quelle gondole che si vedevano errare sul +mare, piene di gente che andava a godere il fresco della sera. Quasi +tutte avevano suonatori. Il mormorio dell'acque, i colpi misurati dei +remi sull'onde spumanti, vi aggiungevano un incanto particolare. +Emilia osservava, ascoltava, e le pareva di essere nel tempio delle +fate. Anche la zia provava qualche piacere. Montoni felicitavasi di +essere tornato finalmente a Venezia, ch'esso chiamava la _prima città +del mondo_; e Cavignì era più allegro ed animato del solito. + +La barca passò pel Canal grande ov'era situata la casa di Montoni. I +palazzi di Sansovino e Palladio spiegavano agli occhi d'Emilia un +genere di bellezza e magnificenza tale, onde la sua immaginazione non +aveva potuto formarsi un'idea. L'aria era agitata da dolci suoni +ripetuti dall'eco del canale, e gruppi di maschere che ballavano al +lume della luna, realizzavano le più brillanti funzioni della +fantasmagoria. + +La barca si fermò davanti al portico di una gran casa, ed i +viaggiatori sbarcarono su d'un terrazzo, che per una scala marmorea li +condusse in un salotto, la cui magnificenza fece stupire Emilia. Le +pareti ed il soffitto erano ornati di affreschi. Lampade d'argento, +sospese a catene dello stesso metallo, illuminavano la stanza. Il +pavimento era coperto di stuoie indiane dipinte di mille colori. La +tappezzeria delle finestre era di seta verde chiaro, ricamata in oro, +arricchita di frange verdi ed oro. Il balcone guardava sul Canal +grande. Emilia, colpita dal carattere tetro di Montoni, osservava con +sorpresa il lusso e l'eleganza di quei mobili. Si rammentava con +istupore che glielo avevano descritto per un uomo rovinato.--Ah!» si +diceva ella; «se Valancourt vedesse questa casa, non parlerebbe più +così! Come sarebbe convinto della falsità delle ciarle.-- + +La signora Montoni prese le arie d'una principessa; Montoni, +impaziente e contrariato, non ebbe neppure la civiltà di salutarla e +complimentarla sul di lei ingresso in casa sua. Appena giunto ordinò +la gondola ed uscì con Cavignì per prender parte ai piaceri della +serata. La Montoni divenne allora seria e pensierosa: Emilia, cui +tutto sorprendeva, si sforzò di rallegrarla, ma la riflessione non +diminuiva nè i capricci, nè il cattivo umore della zia, le cui +risposte furono talmente sgarbate, che Emilia, rinunziando al progetto +di distrarla, andò ad una finestra, per godere almeno lei d'uno +spettacolo così nuovo ed interessante. Il primo oggetto che la colpì +fu un gruppo di persone che ballavano al suono di una chitarra e di +altri strumenti. La donna che teneva la chitarra e quella che suonava +il tamburello, ballavano esse pure con molta grazia, brio ed agilità. +Dopo queste vennero le maschere: chi era travestito da gondoliere, chi +da menestrello e cantavano tutti versi accompagnati da pochi +strumenti. Si fermarono a qualche distanza dal portico, ed in que' +canti Emilia riconobbe le ottave dell'Ariosto. Cantavano le guerre dei +mori contro Carlo Magno, e le sventure del paladino Orlando. Cambiò il +tuono della musica, ed intese le malinconiche stanze del Petrarca; la +magia di quegli accenti dolorosi veniva sostenuta da un'espressione e +da una musica veramente italiana. Il chiaro di luna compiva +l'incantesimo. + +Emilia era entusiasmata; versava lacrime di tenerezza, e la sua +immaginazione si portava in Francia vicino a Valancourt; vide con +rincrescimento svanire quella scena incantata, e restò per qualche +tempo assorta in una pensierosa tranquillità. Altri suoni +risvegliarono di lì a poco la sua attenzione: era una maestosa armonia +di corni. Osservò che molte gondole si mettevano in fila alle sponde; +riconobbe nella lontana prospettiva del canale una specie di +processione che solcava la superficie dell'acque; a misura che si +avvicinava, i corni ed altri strumenti facevano echeggiar l'aria de' +più soavi concenti.... Poco dopo le deità favolose della città parvero +sorgere dal seno delle acque. Nettuno, con Venezia sua sposa, si +avanzavano sul liquido elemento, circondati dai Tritoni e dalle +naiadi. La bizzarra magnificenza di questo spettacolo sembrava avere +improvvisamente realizzato tutte le visioni de' poeti; le vaghe +immagini, delle quali era ripiena l'anima di Emilia, le restarono +impresse anche molto dopo la comparsa di quella mascherata. + +Dopo cena, sua zia vegliò lunga pezza, ma Montoni non tornò a casa. Se +Emilia aveva ammirata la magnificenza del salotto, non fu però meno +sorpresa nell'osservare lo stato nudo e miserabile di tutte le stanze, +che dovè traversare per giungere alla sua camera: vide essa una lunga +fuga di grandi appartamenti, il cui dissesto indicava bastantemente +come non fossero stati abitati da molto tempo. Vi erano su qualche +parete brani sbiaditi di antichissimi parati, su alcune altre qualche +affresco quasi distrutto dall'umidità. Finalmente essa giunse alla sua +camera, spaziosa, elevata, sguarnita come le altre, e con grandi +finestroni; questa stanza richiamolle alla fantasia le idee più tetre, +ma la vista del mare le dissipò. + + + + +CAPITOLO XVI + + +Montoni ed il suo compagno non erano ancora tornati a casa all'alba: i +gruppi delle maschere o dei ballerini si dispersero collo spuntar del +giorno, come tante chimere. Montoni era stato occupato altrove; la di +lui anima poco suscettibile di frivole voluttà, si pasceva nello +sviluppo delle passioni energiche, le difficoltà, le tempeste della +vita che rovesciano la felicità degli altri, rianimavano tutta +l'elasticità dell'anima sua, procurandogli i soli godimenti dei quali +potesse esser capace; senza un estremo interesse la vita non era per +lui che un sonno. Quando gli mancava l'interesse reale, se ne formava +di artificiali, finchè l'abitudine, venendo a snaturarli, cessassero +di esser fittizi: tale era l'amore pel giuoco. Non vi si era +abbandonato dapprincipio che per togliersi dall'inerzia e dal +languore, e vi aveva persistito con tutto l'ardore di una passione +ostinata. Aveva passata la notte con Cavignì a giuocare in una società +di giovani che avevan molto da spendere e molti vizi da soddisfare. +Montoni sprezzava la maggior parte di questa gente, più per la +debolezza de' loro talenti, che per la bassezza delle inclinazioni, e +non li frequentava se non per renderli strumenti de' suoi disegni. Fra +costoro però eranvene di più abili, e Montoni li ammetteva alla sua +intimità, conservando però sopra di loro quell'alterigia decisa che +comanda la sommessione agli spiriti vili o timidi, e suscita l'odio e +la fierezza degli spiriti superiori. Egli avea dunque numerosi e +mortali nemici; ma l'antichità del loro odio era la prova certa del di +lui potere; e siccome il potere era il suo unico scopo, gloriavasi più +di quest'odio che di tutta la stima che avessero potuto tributargli. +Sprezzava dunque un sentimento tanto moderato come quello della stima, +ed avrebbe disprezzato sè medesimo, se si fosse creduto capace di +contentarsene. Nel numero ristretto di coloro ch'egli distingueva, +contavansi i signori Bertolini, Orsino e Verrezzi. Il primo aveva un +carattere allegro e passioni vive; era di una dissipazione e d'una +stravaganza senza pari, ma del resto generoso, ardito e +schietto.--Orsino, orgoglioso e riservato, amava il potere più che +l'ostentazione: avea indole crudele e sospettosa; sentiva vivamente le +ingiurie, e la sete della vendetta non gli dava riposo. Sagace, +fecondo in ripieghi, paziente, costante nella sua perseveranza, sapeva +signoreggiare le azioni e le passioni. L'orgoglio, la vendetta e +l'avarizia erano quasi le sole ch'ei conoscesse: pochi riflessi che +valessero ad arrestarlo, e pochi gli ostacoli che potessero eludere la +profondità de' suoi stratagemmi. Costui era il favorito di Montoni. + +Verrezzi non mancava di talenti; ma la violenza della sua +immaginazione lo rendeva schiavo delle passioni più opposte. Egli era +giocondo, voluttuoso, intraprendente, ma non aveva nè fermezza, nè +coraggio vero, ed il più vile egoismo era l'unico principio delle sue +azioni. Pronto ne' progetti, petulante nelle speranze, il primo ad +intraprendere e ad abbandonare non solo le sue imprese, ma anche +quelle degli altri; orgoglioso, impetuoso ed insobordinato: tal +Verrezzi; chiunque però conosceva a fondo il di lui carattere, e sapeva +dirigere le sue passioni, lo guidava come un fanciullo. + +Questi erano gli amici che Montoni introdusse in casa sua, ed ammise a +mensa, il giorno dopo il suo arrivo a Venezia. Vi era parimente fra +loro un nobile Veneziano chiamato il conte Morano, ed una tal signora +Livona, che Montoni presentò alla moglie come persona di merito +distinto; essa era venuta la mattina per congratularsi del suo arrivo, +ed era stata invitata a pranzo. + +La signora Montoni ricevè di mala grazia i complimenti di quei +signori. Bastava, per dispiacerle, che fossero amici di suo marito; e +li odiava perchè accusavali d'aver contribuito a fargli passar la +notte fuori di casa. Finalmente l'invidiava, chè, sebbene convinta +della poca influenza di lei su Montoni, supponeva che preferisse la +loro società alla sua. Il grado del conte Morano gli fruttò +un'accoglienza che ricusava a tutti gli altri: il di lei portamento, +le maniere sprezzanti, ed il suo stravagante e ricercato abbigliamento +(essa non aveva ancora adottato le fogge veneziane), contrastavano +forte colla bellezza, modestia, dolcezza e semplicità della nipote. +Questa osservava con più attenzione che piacere la società che la +circondava: la bellezza però, e le grazie seducenti della signora +Livona l'interessarono involontariamente; la dolcezza de' suoi accenti +e la sua aria di compiacenza risvegliarono in Emilia le tenere +affezioni che sembravano sopite da lungo tempo. + +Per profittare della frescura della sera, tutta la compagnia s'imbarcò +nella gondola di Montoni. Lo splendido fulgore del tramonto coloriva +ancora le onde, andando a morire a ponente; le ultime tinte parevano +dileguarsi a poco a poco, mentre l'azzurro cupo del firmamento +cominciava a scintillar di stelle. Emilia abbandonavasi ad emozioni +dolci e serie insieme; la quiete della laguna su cui vogava, le +immagini che venivano a pingervisi, un nuovo cielo, gli astri +ripercossi nelle acque, il profilo tetro delle torri e de' portici, il +silenzio infine in quell'ora solenne, interrotto sol dal gorgoglio +dell'onda e dai suoni indistinti di lontana musica, tutto sublimava i +suoi pensieri. Sgorgaronle lagrime; i raggi della luna, luminosi ognor +più che le ombre diffondeansi, proiettavano allora su di lei il loro +argenteo splendore. Semicoperta d'un nero velo, la sua figura ne +ricevea un'inenarrabile soavità. Il conte Morano, seduto accanto ad +Emilia, e che l'aveva considerata in silenzio, prese improvvisamente +un liuto, e suonandolo con molta agilità, cantò un'aria piena di +malinconia con voce insinuante. Quand'ebbe finito, diede il liuto ad +Emilia, che, accompagnandosi con quell'istrumento, cantò con molto +gusto e semplicità una romanza, poi una canzonetta popolare del suo +paese; ma questo canto le richiamò al pensiero rimembranze dolorose: +la voce tremante le spirò sul labbro, e le corde del liuto non +risuonarono più sotto la sua mano. Vergognandosi infine della +commozione che l'aveva tradita, passò tosto ad una canzone sì allegra +e graziosa, che tutta la conversazione proruppe in applausi e fu +obbligata a ripeterla. In mezzo ai complimenti che le venivano fatti, +quelli del conte non furono i meno espressivi, e non cessarono se non +quando Emilia passò il liuto alla signora Livona, la quale se ne servì +con tutto il gusto italiano. + +Il conte, Emilia, Cavignì e la signora Livona cantarono quindi +canzonette accompagnate da due liuti, e da qualche altro istrumento. +Talvolta gli strumenti tacevano, e le voci, in accordo perfetto, +andavano indebolendosi fino all'ultimo grado; dopo una breve pausa si +rialzavano, gli strumenti riprendevan forza, ed il coro generale +echeggiava per l'aria. + +Intanto, Montoni, annoiato di quella musica, rifletteva al mezzo di +disimpegnarsi per seguir coloro che volevano andare a giuocare in un +casino. Propose di tornare a terra: Orsino l'appoggiò con piacere, ma +il conte e tutti gli altri vi si opposero con vivacità. + +Montoni meditava di nuovo il modo di sbarazzarsi da quell'impaccio; +una gondola vuota che tornava a Venezia passò accanto alla sua. Senza +tormentarsi più a lungo per una scusa, profittò dell'occasione, e +affidando le signore agli amici partì con Orsino. Emilia, per la prima +volta, lo vide andar via con rincrescimento, poichè considerava la di +lui presenza come una protezione, senza saper bene ciò che avesse a +temere. Egli sbarcò alla piazza San Marco, e correndo al casino, si +perdè nella folla de' giuocatori. + +Il conte aveva fatto partire segretamente un suo servo nella barca di +Montoni per mandar cercare i suoi suonatori e la propria gondola. +Emilia, ignara di tutto questo, intese le allegre canzonette de' +gondolieri che, turbando coi remi le onde argentine, ove ripercoteasi +la luna, si avvicinavano, e distinse poco dopo il suono degli +istrumenti, ed una sinfonia veramente armoniosa; nell'istante medesimo +le barche si avvicinarono, il conte spiegò tutto, e passarono nella di +lui gondola parata col gusto più squisito. + +Mentre la società gustava rinfreschi di frutti e gelati, i suonatori +nell'altra barca eseguivano deliziose melodie: il conte, seduto +accanto ad Emilia, occupavasi di lei sola, e le prodigava con voce +soave ed appassionata complimenti, il cui senso non poteva esser +dubbioso; per evitarli, essa parlava colla signora Livona, e prendeva +con lui un tuono riservato ed imponente, ma troppo dolce per contenere +le di lui sollecitudini. Egli non poteva vedere, nè ascoltare altri +che Emilia, e non poteva parlare che a lei. Cavignì l'osservava con +mal umore, e la fanciulla con imbarazzo. + +Sbarcarono tutti alla piazza San Marco; la serenità della notte +determinò la Montoni ad accettare le proposte del conte, di passare +cioè alcun tempo prima di andare a cena, al di lui casino col resto +della società. Se qualche cosa avesse potuto dissipare gli affanni di +Emilia, sarebbe stata per certo la novità di tutto ciò che la +circondava, gli ornamenti dei ricchi palazzi ed il tumulto delle +maschere. + +Finalmente recaronsi al casino, ornato col miglior gusto: eravi +preparata una splendida cena; ma quivi il contegno riserbato di Emilia +fece comprendere al conte quanto gli fosse necessario il favore della +Montoni; la condiscendenza da essa già dimostratagli gl'impediva di +giudicare l'impresa molto difficile; rivolse allora parte delle sue +attenzioni sulla zia, la quale fu talmente lusingata di tale +distinzione, che non potè dissimulare la gioia, e prima della fine +della cena il conte possedeva tutta la sua stima. Quand'egli si +dirigea a lei, il suo volto accigliato si rasserenava, e sorridea a +tutte le sue parole, gradiva tutte le di lui proposte: Morano la +invitò colla società a prendere il caffè nel suo palco al teatro per +la sera dopo; Emilia, avendo inteso ch'ella accettava, non si occupò +più che di trovare una scusa per dispensarsene. + +Era già tardi quando s'imbarcarono; la sorpresa d'Emilia fu estrema, +allorchè, uscendo dal casino, vide il sole sorgere dall'Adriatico, e +la piazza San Marco tuttavia piena di gente. Il sonno da gran pezza +le aggravava le palpebre; la frescura del vento marino la ravvivò, ed +essa sarebbe partita di colà con rincrescimento, se non fosse stata la +presenza del conte, il quale volle assolutamente accompagnar le +signore fino a casa. Montoni non era tornato ancora: la di lui moglie +entrò nelle proprie stanze, e liberò Emilia dalla noia della sua +compagnia. + +Montoni tornò tardi ed era furente: aveva fatto una grossa perdita; +prima di coricarsi, volle parlare a quattr'occhi con Cavignì, e l'aria +di quest'ultimo fece conoscere abbastanza il dì seguente che il +soggetto della conferenza eragli riuscito poco gradevole. + +La Montoni, che per tutto il dì era stata taciturna e pensierosa, +ricevè verso sera alcune Veneziane, la cui affabilità piacque assai ad +Emilia. Queste signore avevano un'aria di scioltezza e cordialità +inesprimibile co' forestieri; parevan conoscerli da molto tempo; la +loro conversazione era a vicenda tenera, sentimentale e briosa. La +Montoni istessa, che non aveva veruna attrattiva per quel genere di +trattenimento, e la cui asciuttezza e l'egoismo contrastavano sovente +all'eccesso colla loro squisita cortesia, ella stessa non potè essere +insensibile alle loro grazie. + +Cavignì andò a trovar le signore alla sera: Montoni aveva altri +impegni. S'imbarcarono esse nella gondola per andare alla piazza San +Marco, ove il concorso era numeroso. Dopo una breve passeggiata, si +misero a sedere alla porta di un casino; e mentre Cavignì faceva +portare il caffè e gelati, arrivò il conte Morano. S'avvicinò ad +Emilia con aria d'impazienza e di piacere, che, unita alle di lui +attenzioni della sera precedente, l'obbligarono a riceverlo con timida +riservatezza. + +Era quasi mezzanotte allorchè andarono al teatro. Emilia +nell'entrarvi, si rammentò tutto ciò che aveva veduto, e ne fu meno +abbagliata. Tutto lo splendore dell'arte le pareva inferiore +alla semplicità della natura. Il suo cuore non era commosso +dall'ammirazione come alla vista dell'immenso Oceano e della grandezza +de' cieli, al fragor dell'onde tumultuanti, alle melodie d'una musica +campestre. Tai memorie doveano renderle insipida la scena affettata +che le s'offriva allo sguardo. + +Scorsero così varie settimane, nelle quali Emilia si compiacque a +considerare un teatro i costumi tanto opposti ai francesi; ma il conte +Morano vi si trovava troppo frequentemente per la di lei tranquillità. +Le sue grazie, la sua figura, le sue belle doti, che facevano +l'ammirazione generale, avrebbero forse interessato anche Emilia, se +il suo cuore non fosse stato prevenuto per Valancourt. Fors'anco +avrebbe fatto meglio a mettere meno pertinacia nelle sue premure. +Qualche tratto del suo carattere che rivelò, indisposero Emilia, e la +prevennero contro le di lui migliori qualità. + +Poco dopo il suo arrivo a Venezia, Montoni ricevè una lettera da +Quesnel, che gli annunziava la morte dello zio della propria moglie +nella sua villa sulla Brenta, ed il suo progetto di venir tosto a +prender possesso di cotesta casa e degli altri beni toccatigli. Questo +zio era fratello della madre della signora Quesnel. Montoni eragli +parente da parte di padre, e sebbene non avesse nulla a pretendere da +cotesta ricca eredità, non potè nascondere tutta l'invidia che tale +notizia suscitavagli in cuore. + +Emilia aveva osservato che, dopo la sua partenza dalla Francia, +Montoni non aveva conservato nessun riguardo per sua zia: in principio +l'aveva trascurata, ed ora non le mostrava che avversione e cattivo +umore. Ella non aveva mai supposto che i difetti della zia fossero +sfuggiti al discernimento di Montoni, e che lo spirito e la figura di +lei avessero meritata la sua attenzione. La sorpresa cagionatale da +questo matrimonio era stata estrema; ma la scelta era fatta, e non +s'immaginava com'egli potesse così presto mostrarle il suo aperto +disprezzo. Montoni, allettato dall'apparente ricchezza della Cheron, +si trovò singolarmente deluso nelle sue speranze. Sedotto dalle +astuzie da essa messe in opra finchè l'avea creduto necessario, si +trovò incappato nel laccio in cui egli avrebbe voluto far cadere lei +stessa. Era stato giocato dall'accortezza d'una donna, della quale +stimava pochissimo l'intelligenza, e si trovava aver sacrificato +l'orgoglio e la libertà, senza preservarsi dalla rovina disastrosa +sospesa sul di lui capo. La signora Cheron erasi posta in testa +propria la maggior parte delle sostanze. Montoni s'era impadronito del +resto, e benchè la somma ricavatane fosse inferiore alla sua +aspettativa ed ai suoi bisogni, aveva portato questo danaro a Venezia +per abbagliare il pubblico, e tentar la fortuna con un ultimo sforzo. + +Le voci riportate a Valancourt sul carattere e la situazione di +Montoni, erano pur troppo esatte. Toccava al tempo ed alle circostanze +a svelare il mistero. + +La Montoni non era di carattere da soffrire un'ingiuria con dolcezza, +e molto meno dal risentirla con dignità. Il di lei orgoglio esacerbato +si spiegava con tutta la violenza, tutta l'acredine d'uno spirito +limitato, o almeno mal regolato. Non volea nemmen riconoscere avere +colla sua duplicità provocato in certo qual modo siffatto disprezzo. +Persistè a credere lei sola essere da compiangersi e Montoni da +biasimare. Incapace di concepire qualche idea morale d'obbligazione, +non ne sentiva la forza se non quando la si violava verso di lei. La +sua vanità soffriva già crudelmente per lo sprezzo aperto del +consorte; le restava da soffrir davvantaggio, scuoprendone lo stato di +fortuna. Il disordine della di lui casa faceva conoscere parte della +verità alle persone spassionate; ma quelle che non volevan credere +decisamente se non secondo i loro desideri, erano affatto cieche. La +Montoni non si credeva niente meno d'una principessa, essendo padrona +di un palazzo a Venezia, e di un castello negli Appennini. Talvolta +Montoni parlava di andare per qualche settimana al suo castello di +Udolfo ond'esaminarne lo stato e ritirarne le rendite. Parea non +esservi stato da due anni, e che il castello fosse abbandonato alle +cure d'un vecchio servo, ch'egli chiamava il suo intendente. + +Emilia sentiva parlar di questo viaggio con piacere, poichè le +prometteva nuove idee e qualche tregua alle assiduità di Morano. +D'altronde, alla campagna, avrebbe avuto più agio d'occuparsi di +Valancourt, e della malinconica memoria dei luoghi natii. + +Il conte Morano non si tenne lunga pezza al muto linguaggio delle +premure. Dichiarò la sua passione ad Emilia, e fece proposte allo zio, +il quale accettò a dispetto del di lei rifiuto. Incoraggito da +Montoni, ed in ispecie da una cieca vanità, il conte non disperò di +riuscire. Emilia fu sorpresa ed offesa sensibilmente della di lui +persistenza. Morano passava tutto il suo tempo in casa di Montoni, vi +pranzava, e seguiva da per tutto Emilia e la sua zia. + +Montoni non parlava più d'andare ad Udolfo, e non era in casa se non +quando vi si trovavano il conte ed Orsino. Si notò qualche freddezza +tra lui e Cavignì, sebbene quest'ultimo abitasse sempre nel palazzo. +Emilia s'avvide che lo zio si rinchiudea spesso nelle sue stanze con +Orsino per ore intiere, e qualunque fosse il tema de' loro colloqui, +convien dire che fosse interessantissimo, perchè Montoni trascurava +fin la sua passione favorita pel giuoco, e passava la notte in casa. +Eravi qualcosa di misterioso nelle visite d'Orsino; Emilia n'era più +inquieta che sorpresa, avendo involontariamente scoperto ciò ch'egli +si sforzava di nascondere. Montoni, dopo le visite dell'amico, era +talfiata più pensieroso del solito; tal altra, le sue profonde +meditazioni l'allontanavano da quanto lo circondava, e spandevano +sulla di lui fisonomia un'alterazione tale da renderla terribile. +Altre volte i di lui occhi sfavillavano, e tutta l'energia dell'animo +suo parea prendere maggior vigore nell'idea d'una sorpresa +formidabile. Emilia cercava di seguire con interesse i di lui +mutamenti, ma si guardò bene dal far conoscere l'esito delle sue +osservazioni alla zia, la quale non vedeva ne' modi strani del marito +se non la conseguenza d'una ordinaria severità. + +Una seconda lettera di Quesnel annunziò l'arrivo di lui e della moglie +a Miarenti: conteneva inoltre particolari sul fortunato caso che li +conducea in Italia, e finiva con un invito pressantissimo per Montoni, +sua moglie e sua nipote, di andarlo a trovare ne' suoi nuovi possessi. + +Emilia ricevè, quasi nel medesimo tempo, una lettera molto più +interessante, e che per qualche tempo calmò l'amarezza del suo cuore. +Valancourt, sperando ch'ella fosse ancora a Venezia, aveva arrischiato +una lettera per la posta; le parlava del suo amore, delle sue +inquietudini e della sua costanza. Aveva languito per qualche tempo a +Tolosa dopo la di lei partenza, avendovi gustato il piacere di visitar +tutti i giorni quei luoghi, ov'ella si trovava del consueto, ed erane +partito per recarsi al castello di suo fratello, nelle vicinanze della +valle. Dopo le più tenere espressioni e lunghi dettagli, egli +aggiungeva: + +«_Voi dovete osservare che la mia lettera è datata da parecchi giorni +diversi. Guardate le prime righe, e conoscerete che le scrissi subito +dopo la vostra partenza di Francia. Scrivere a voi, ecco la sola +occupazione che ha potuto rendermi sopportabile la vostra assenza. +Quando converso con voi sulla carta, e vi esprimo ciascuno de' miei +sentimenti, e tutti gli affetti del cuore, mi pare che siate sempre +presente: non ho avuto fino ad ora altra consolazione. Ho differito a +spedire il plico unicamente pel piacere di aumentarlo. Quando una +circostanza qualunque aveva interessato il mio cuore ed infondeva un +raggio di gioia nell'anima mia, mi affrettava di comunicarvelo, e mi +pareva vedervi godere ad una tal descrizione._ + +«_Debbo farvi nota una circostanza che distrugge in un punto solo +tutte le mie illusioni. Son costretto di andare a raggiungere il mio +reggimento, e non posso più vagar sotto quelle ombre amene, ove mi +figurava di vedervi al mio fianco. La valle è affittata. Ho luogo di +credere che ciò avvenne a vostra insaputa, da quanto mi ha detto +Teresa stamattina, e perciò appunto ve ne parlo. Essa piangeva +raccontandomi che lasciava il servizio della sua cara padrona, ed il +castello nel quale passò tanti anni felici._ E quel che è peggio, +_aggiungeva_, senza una lettera della signora Emilia che me ne +raddolcisca il dolore. Questa è l'opera del signor Quesnel; e ardisco +dire ch'essa ignora tutto quel che si fa in questo luogo. + +«_Teresa mi ha detto aver ricevuto una lettera da lui, annunziandole +che il castello era affittato, che non c'era più bisogno del suo +servizio, e che avesse a sloggiare entro una settimana. Qualche giorno +prima di ricevere questa lettera, ella era stata sorpresa dall'arrivo +del signor Quesnel e di un forestiero, i quali avevano esaminato +partitamente il castello._» + +Verso la fine della lettera datata una settimana dopo quest'ultima +frase, Valancourt soggiungea: + +«_Prima di partire pel reggimento, sono andato stamattina alla valle. +Ho saputo che il locatario vi è già alloggiato, e che Teresa n'è +partita. Ho procurato di aver notizie sul carattere di cotesto +signore, ma indarno. La peschiera era sempre aperta. Vi andai, e vi +passai un'ora, pascendomi dell'immagine della mia cara Emilia. O +Emilia mia! sicuramente noi non siamo separati per sempre, sì, lo +spero, e vivremo l'uno per l'altro._» + +Questa lettera le fece versar molte lacrime, ma lacrime di tenerezza e +soddisfazione, sentendo che Valancourt stava bene di salute, e che il +suo affetto per lei non era indebolito nè dal tempo, nè dalla +lontananza. Quanto alla notizia che le dava intorno al suo castello, +era stupita ed offesa che Quesnel l'avesse affittato senza degnarsi +neppure di consultarla. Questo procedere provava evidentemente a qual +punto egli credesse assoluta la sua autorità ed illimitati i suoi +poteri nell'amministrazione del di lei patrimonio. È vero che prima +della sua partenza le aveva proposto di affittare que' fondi, e per +riguardo ad economia essa non aveva fatta obbiezione alcuna; ma +affidare al capriccio d'uno straniero i beni e la casa paterna, +privarla di un asilo sicuro nel caso che qualche disgraziata +circostanza potesse renderglielo necessario; ecco ciò che l'aveva +decisa ad opporvisi forte. Sant'Aubert, negli ultimi momenti della sua +vita, aveva ricevuto da lei la promessa solenne di non disporre mai +del castello, e, soffrendone la locazione, questa promessa era +violata. Era troppo evidente che Quesnel non aveva fatto caso delle di +lei obbiezioni, e considerava come indifferente tutto ciò che si +opponeva ai soli vantaggi pecuniari. Pareva eziandio ch'egli non si +fosse degnato d'informare Montoni di tale operazione, giacchè +quest'ultimo non avrebbe avuto alcun motivo per nascondergliela, se +gli fosse stata nota. Tale condotta spiacque forte ad Emilia e la +sorprese; ma ciò che l'afflisse maggiormente fu il licenziamento della +vecchia e fedel serva del padre suo. «Povera Teresa,» diceva Emilia, +«tu non puoi avere accumulato nulla del tuo salario; tu eri +caritatevole cogli infelici, e credevi morire in quella casa ove hai +passato il fiore degli anni! Povera Teresa! Ora ti hanno scacciata +nella tua vecchiaia, e sarai costretta d'andare mendicando un tozzo di +pane!» + +E piangeva amaramente mentre faceva queste riflessioni, pensando a +quel che avrebbe potuto fare per Teresa, e al modo di spiegarsi in +proposito con Quesnel. Temeva assai che la di lui anima insensibile +non fosse capace di pietà. Volle informarsi se nelle sue lettere a +Montoni colui facesse menzione de' suoi affari; lo zio la fece +pregare, di lì a poco, di passare nel suo gabinetto, e immaginandosi +che egli volesse comunicarle qualche passo di lettera di Quesnel +relativo all'affare della valle, vi andò tosto e lo trovò solo. + +«Io scrivo al signor Quesnel,» le disse egli, allorchè la vide +entrare, «in risposta ad una lettera che ho ricevuto ultimamente. +Desiderava parlarvi sopra un articolo di questa lettera. + +--Anch'io desiderava intertenermi con voi di tal soggetto,» rispose +Emilia. + +--È una cosa interessantissima per voi,» soggiunse Montoni; «voi la +vedrete al certo sotto il medesimo aspetto di me, poichè non si può +vederla diversamente; converrete adunque che qualunque obbiezione +fondata sul _sentimento_, come si dice, deve cedere a considerazioni +d'un vantaggio più positivo. + +--Accordandovi questo,» disse Emilia modestamente, «mi pare che nel +calcolo dovrebbero entrare anche le considerazioni d'umanità; ma temo +non sia troppo tardi per deliberare a tal proposito, e mi spiace che +non sia più in mio potere di rigettarlo. + +--È troppo tardi,» disse Montoni; «ma piacemi vedere che vi +sottomettete alla ragione e alla necessità, senza abbandonarvi a +querele inutili. Applaudisco assaissimo a tale condotta, la quale +annunzia una forza d'animo di cui il vostro sesso è difficilmente +capace. Quando avrete qualche anno di più, riconoscerete il servizio +che vi fanno gli amici vostri, allontanandovi dalle romanzesche +illusioni del _sentimento_. Non ho ancora chiusa la lettera, e potete +aggiungervi qualche linea per informar lo zio del vostro consenso: lo +vedrete fra breve, essendo mia intenzione di condurvi fra pochi +giorni a Miarenti con mia moglie; così potrete discorrere di +quest'affare.» + +Emilia scrisse le linee seguenti: + +«_È inutile adesso, o signore, il farvi osservazioni sull'affare del +quale il signor Montoni mi dice avervi scritto. Avrei potuto +desiderare che lo si concludesse meno precipitosamente; ciò mi avrebbe +dato tempo per vincere quant'egli chiama_ pregiudizi, _e il cui peso +mi opprime il cuore. Giacchè la cosa è fatta, io mi vi sottopongo, ma +nonostante la mia sommissione, ho molte cose da dire su altri punti +relativi al medesimo soggetto, e li riserbo pel momento in cui avrò +l'onore di vedervi. Intanto vi prego, signore, di voler prender cura +della povera Teresa, in considerazione della vostra affezionatissima +nipote._ + + «EMILIA SAINT-AUBERT.» + +Montoni sorrise ironicamente a ciò che aveva scritto Emilia, ma non le +fece veruna obbiezione. Ella si ritirò nel suo appartamento, e +cominciò una lettera per Valancourt; vi riferiva le particolarità del +suo viaggio, e l'arrivo a Venezia. Vi descrisse le scene più +interessanti del suo passaggio nelle Alpi, le sue emozioni alla prima +vista dell'Italia, i costumi ed il carattere del popolo che la +circondava, e qualche dettaglio sulla condotta di Montoni. Si guardò +bene dal nominare il conte Morano, e meno ancora della di lui +dichiarazione, sapendo quanto il vero amore sia facile ad allarmarsi. + + + + +CAPITOLO XVII + + +Il dì dopo, il conte pranzò in casa Montoni; era straordinariamente +allegro. Emilia osservò nelle sue maniere con lei un'aria di fiducia e +di gioia che non aveva mai avuta; si provò a reprimerlo raddoppiando +la consueta freddezza, ma non le riuscì. Egli parve cercar l'occasione +di parlarle senza testimoni, ma Emilia non volle mai aderire ad +ascoltar cose che non si potessero dire a voce alta. Verso sera, il +signor Montoni e tutta la società andarono a divertirsi sul mare; il +conte, conducendo Emilia allo _zendaletto_[1], portò la sua mano alle +proprie labbra, e la ringraziò della condiscendenza che si era degnata +mostrare. La fanciulla, sorpresa e malcontenta, affrettossi a ritirar +la mano, e credette che scherzasse; ma quando in fondo alle scale +conobbe, dalla livrea, che era lo zendaletto del conte, e che il resto +della società, essendo già entrata in altre gondole, stava per +partire, risolse di non soffrire un abboccamento particolare; gli +diede la buona sera, e tornò verso il portico. Il conte la seguì, +pregando e supplicando, allorchè giunse Montoni, il quale la prese per +mano, e la condusse al zendaletto; Emilia lo pregava sottovoce di +considerare la sconvenienza di quel passo. + + ¹ Specie di gondoletta ornata con magnificenza. + +«Questo capriccio è intollerabile,» diss'egli; «io non vedo qui +nessuna sconvenienza.» + +Da quel punto, l'avversione di Emilia pel conte divenne una specie +d'orrore; l'audacia inconcepibile colla quale continuava a +perseguitarla ad onta del suo rifiuto, l'indifferenza ch'egli mostrava +per la sua opinione particolare, finchè Montoni favorisse le sue +pretese, tutto si riuniva per aumentare l'eccessiva ripugnanza ch'essa +non aveva mai cessato di sentire per lui. Si tranquillò però alquanto +sentendo che Montoni sarebbe venuto con loro. Egli si mise da una +parte e Morano dall'altra. Tutti tacevano mentre i gondolieri +preparavano i remi; ma Emilia, fremendo del colloquio che sarebbe +susseguito a quel silenzio, ebbe alfine bastante coraggio per romperlo +con qualche parola indifferente, all'uopo di prevenire le +sollecitazioni dell'uno ed i rimproveri dell'altro. + +«Io era impaziente,» le disse il conte, «di esprimere la mia +riconoscenza alla vostra bontà: ma devo pure ringraziare il signor +Montoni, che mi procurò un'occasione tanto desiderata.» + +Emilia guardò il conte con un misto di sorpresa e malcontento. + +«Come!» soggiuns'egli; «vorreste voi diminuire la soddisfazione di +questo momento delizioso? Perchè rimpiombarmi nella perplessità del +dubbio, e smentire, coi vostri sguardi, il favore delle vostre ultime +dichiarazioni? Voi non potete dubitare della mia sincerità e di tutto +l'ardore della mia passione. È inutile, vezzosa Emilia, senza dubbio, +è inutile affatto che cerchiate di nascondere più a lungo i vostri +sentimenti. + +--Se li avessi mai nascosti, signore,» rispose Emilia, «sarebbe +inutile senza dubbio il dissimularli viemaggiormente. Aveva sperato +che mi avreste risparmiata la necessità di dichiararli ancora; ma +poichè mi ci obbligate, vi protesto, e per l'ultima volta, che la +vostra perseveranza vi priva perfin della stima ond'io era disposta a +credervi degno. + +--Perdio!» sclamò Montoni; «questo oltrepassa la mia aspettativa; +aveva conosciuto capricci nelle donne, ma... Osservate, madamigella +Emilia, che se il conte è vostro amante, io nol sono, e non servirò di +trastullo alle vostre capricciose incertezze. Vi si propone un +matrimonio che onorerebbe ogni famiglia: ricordatevi che la vostra non +è nobile; voi resisteste lunga pezza alle mie ragioni; il mio onore +adesso è impegnato, e non intendo fare una trista figura. Voi +persisterete, se v'aggrada, nella dichiarazione che m'incaricaste di +fare al conte. + +--Bisogna per certo che siate caduto in errore, signore,» disse +Emilia; «le mie risposte su questo soggetto furono costantemente le +medesime; è degno di voi l'accusarmi di capriccio. Se acconsentiste +ad incaricarvi delle mie risposte, è un onore ch'io non sollecitai. Ho +dichiarato io stessa al conte Morano, ed a voi, o signore, che non +accetterò mai l'onore ch'egli vuol farmi, e lo ripeto.» + +Il conte guardava Montoni con meraviglia; il contegno di quest'ultimo +mostrava eziandio sorpresa, ma una sorpresa mista a sdegno. + +«Qui c'è audacia e capriccio insieme. Negherete voi le vostre proprie +espressioni, signorina? + +--Una tal domanda non merita risposta,» disse Emilia arrossendo; «voi +ve la rammenterete, e vi pentirete d'averla fatta. + +--Rispondete categoricamente,» replicò Montoni con veemenza. «Dunque +ardite disdire le vostre parole? Vorreste negare che poco fa avete +riconosciuto esser troppo tardi per isciogliervi dai vostri impegni, e +che voi accettaste la mano del conte? lo negherete voi? + +--Negherò tutto, perchè nessuna delle mie parole ha mai espresso nulla +di simile. + +--Negherete voi quello che scriveste al signor Quesnel vostro zio? Se +ardite farlo, il vostro carattere attesterà contro di voi. Che potete +dire adesso?» continuò Montoni, prevalendosi del silenzio e della +confusione d'Emilia. + +--Mi accorgo, signore, che siete in un grand'abbaglio, e ch'io stessa +fui ingannata. + +--Non più finzioni, ve ne prego. Siate franca e sincera, se è +possibile. + +--Io sono stata sempre tale, signore, e non men fo al certo nessun +merito. Non ho alcun motivo di fingere. + +--Cosa vuoi dir tutto questo?» esclamò Morano alquanto commosso. + +--Sospendete il vostro giudizio, conte,» replicò Montoni; «le idee +d'una donna sono impenetrabili. Ora, si venga alla spiegazione.... + +--Scusatemi, signore, se io sospendo questa spiegazione fino al +momento in cui voi sembrerete più disposto alla fiducia; tutto quel +ch'io potrei dire adesso non servirebbe che ad espormi ad insulti. + +--Spiegatevi ve ne prego,» disse Morano. + +--Parlate,» soggiunse Montoni, «vi accordo tutta la fiducia; sentiamo. + +--Permettete che vi porti ad uno schiarimento, facendovi una domanda. + +--Mille se v'aggrada,» disse Montoni sdegnosamente. + +--Qual era il tema della vostra lettera al signor Quesnel? + +--Eh! qual poteva mai essere? L'offerta onorifica del conte Morano. + +--Allora, signore, noi ci siamo ingannati stranamente entrambi. + +--Noi ci siamo spiegati male, suppongo, nel colloquio precedente alla +lettera. Devo rendervi giustizia; siete molto ingegnosa nel far +nascere un malinteso.» + +Emilia procurava di trattenere le lagrime e risponderete con fermezza. +«Permettetemi, signore, di spiegarmi intieramente, o di tacer del +tutto. + +--Montoni,» gridò il conte, «lasciatemi patrocinare la mia propria +causa; è chiaro che voi non potete farci nulla. + +--Qualunque discorso a tal proposito,» disse Emilia, «è inutile; se +volete farmi grazia, non prolungatelo. + +--È impossibile, signora, ch'io soffochi una passione che forma +l'incanto ed il tormento della mia vita. V'amerò sempre, e vi +perseguiterò con ardore instancabile; quando sarete convinta della +forza e costanza della mia passione, il vostro cuore cederà alla +pietà, e forse al ravvedimento.» + +Un raggio di luna, cadendo sul volto di Morano, scoperse il +turbamento e l'agitazione dell'anima sua. D'improvviso esclamò: «È +troppo, signor Montoni, voi m'ingannaste, e vi domando soddisfazione. + +--A me, signore? l'avrete,» balbettò questi. + +--Mi avete ingannato,» continuò Morano, «e volete punire l'innocenza +del cattivo successo dei vostri progetti.» + +Montoni sorrise sdegnosamente. Emilia, spaventata dalle conseguenze +che poteva avere quel diverbio, non potè tacere più a lungo. Spiegò il +motivo dello sbaglio, e dichiarò che non aveva inteso consultar +Montoni se non per l'affitto della valle, concludendo, e supplicandolo +di scrivere sul momento a Quesnel onde riparare a siffatto errore. + +Il conte poteva appena contenersi; nullameno, mentr'essa parlava, +entrambi stavano attenti ai suoi discorsi. Calmato alquanto il di lei +spavento, Montoni pregò il conte d'ordinare ai gondolieri di tornare +addietro, promettendogli un abboccamento particolare; Morano aderì +senza difficoltà. + +Emilia, consolata dalla prospettiva di qualche riposo, adoprò le sue +premure conciliatrici a prevenire una rottura fra due persone che +aveanla perseguitata, ed insultata ben anco senza riguardo. + +Lo zendaletto si fermò alla casa di Montoni; il conte condusse Emilia +in una sala, ove lo zio la prese pel braccio e le disse qualcosa +sottovoce. Morano le baciò la mano nonostante tutti i di lei sforzi +per ritirarla, le augurò la buona notte colla più tenera espressione, +e ritornò allo zendaletto, accompagnato dall'altro. + +Emilia, nella sua camera, considerò con estrema inquietudine la +condotta ingiusta e tirannica di Montoni, la pertinacia impudente di +Morano e la propria tristissima situazione, lontana dagli amici e +dalla patria. Invano pensava a Valancourt, come a di lei protettore: +egli era trattenuto lontano dal suo servizio, ma si consolava almeno +nel sapere ch'esisteva al mondo una persona la quale divideva le sue +pene, ed i cui voti non tendevano che a liberarnela. + +Risolse nondimanco di non cagionargli un dolore inutile +ragguagliandolo come le spiacesse d'aver respinto il suo giudizio +sopra Montoni, benchè però non si pentisse d'aver ascoltata la voce +del disinteresse e della delicatezza, rifiutando la proposta d'un +matrimonio clandestino. Ella nutriva qualche speranza nel suo prossimo +colloquio collo zio; era decisa a dipingergli la sua trista +situazione, e pregarlo di permettergli d'accompagnarlo al di lui +ritorno in Francia; quando d'improvviso ricordossi che la valle, suo +prediletto soggiorno, unico suo asilo, non sarebbe più a di lei +disposizione per lunga pezza. Pianse allora, temendo di trovar poca +pietà in un uomo come Quesnel, il quale disponeva delle sue proprietà +senza nemmen degnarsi di consultarla, e licenziava una serva vecchia e +fedele, mettendola così in istrada. Ma benchè certa di non aver più +casa in patria, e pochi amici, volea tornarvi, per sottrarsi al +dominio di Montoni, la cui tirannide verso di lei e la durezza verso +gli altri pareanle insopportabili. E neppur desiderava abitare collo +zio, il procedere del quale a di lei riguardo bastava a convincerla +del pari non avrebbe altro fatto se non cambiar d'oppressore. + +La condotta di Montoni le pareva singolarmente sospetta, a proposito +della lettera a Quesnel. Poteva, da principio, essere stato ingannato; +ma essa temeva non persistesse egli volontariamente nel suo errore per +intimorirla, piegarla ai suoi desiderii, e costringerla a sposare il +conte. In qualunque caso però, era premurosissima di parlarne a +Quesnel, e considerava la sua visita imminente con un misto +d'impazienza, di speranza e timore. + +Il giorno seguente, la Montoni, trovandosi sola con Emilia, le parlò +del conte Morano. Parve sorpresa che la sera innanzi non avesse +raggiunto le altre gondole, e ripreso così presto la volta di Venezia. +Emilia raccontò tutto l'accaduto, esprimendo il suo cordoglio per il +malinteso sorto fra lei e Montoni, e supplicò la zia d'interporre i +suoi buoni uffici, perchè questi desse al conte un rifiuto decisivo e +formale; ma si accorse in breve ch'ella sapeva già tutto. + +«Non dovete aspettarvi nessuna condiscendenza da me,» le disse: «ho +già dato il mio voto, ed il signor Montoni ha ragione di estorcere il +vostro consenso con tutti i mezzi che sono in suo potere. Quando la +gioventù s'accieca su' suoi veri interessi, e se ne allontana +ostinatamente, la maggior fortuna che possa avere è quella di trovare +amici che si oppongano alle loro follie. Ditemi, in grazia, se, per la +vostra nascita, potevate aspirare ad un partito così vantaggioso, come +quello che vi è offerto? + +--No, signora,» rispose Emilia; «io non ho l'orgoglio di pretendere... + +--Non si può negare che non ne abbiate una buona dose. Il mio povero +fratello, vostro padre, era anch'egli molto orgoglioso; ma, in verità, +bisogna confessarlo, la fortuna non lo favoriva troppo.» + +Sdegnata per questa maligna allusione al padre, ed incapace di +rispondere con sufficiente moderazione, Emilia esitò un momento +confusa; la zia ne trionfava; finalmente le disse: «L'orgoglio di mio +padre, signora, aveva un oggetto nobilissimo; la sola felicità ch'ei +conoscesse, veniva dalla bontà, educazione e carità sua verso il +prossimo. Egli non la fece mai consistere nel superar gli altri in +ricchezza, nè era umiliato della sua inferiorità a tal riguardo. Non +respigneva i miseri e gli sventurati. Disprezzava talvolta quelle +persone le quali, in seno alla prosperità, si rendevano invise a forza +di vanità, d'ignoranza e di crudeltà. Io farò dunque consistere la mia +gloria nell'imitarlo. + +--Non ho la pretensione, nipote mia, di comprendere quest'accozzaglia +di bei sentimenti; ne lascio tutta la gloria a voi; ma vorrei +insegnarvi un poco di buon senso, e non vedervi la maravigliosa +saviezza di sprezzare la vostra felicità. Non mi vanto d'una +educazione tanto raffinata come quella che vostro padre si piacque di +darvi, ma mi contento d'un po' di senso comune. Sarebbe stata una vera +fortuna, per vostro padre e per voi, se vi avesse insegnato ad +adoprarlo.» + +Emilia, offesa sensibilmente da simili riflessioni sulla memoria del +padre, disprezzando questo discorso, la lasciò d'improvviso e +ritirossi nella sua camera. + +Ne' pochi giorni che scorsero da questo colloquio alla partenza per +Miarenti, Montoni non rivolse mai una parola alla nipote; i di lui +sguardi esprimevano il suo risentimento; ma Emilia era molto sorpresa +com'egli potesse astenersi dal rinnovare il soggetto. Lo fu +viemaggiormente vedendo che, negli ultimi tre giorni, il conte non +comparve, e che Montoni non ne pronunziò neppure il nome. Parecchie +congetture le si affacciarono alla mente; temeva talora che la lite si +fosse rinnovata, e fosse riuscita fatale al conte; qualche volta +inclinava a credere che la stanchezza e il disgusto fossero state la +conseguenza del di lei rifiuto, e ch'egli avesse abbandonato i suoi +progetti; da ultimo, s'immaginava che il conte ricorresse allo +strattagemma di sospendere le sue visite, ottenendo da Montoni che non +lo nominasse, nella speranza che la gratitudine e la generosità +opererebbero molto su lei, e determinerebbero un consenso ch'egli non +attendeva più dall'amore. Passava il tempo in queste vane congetture, +cedendo volt'a volta alla speranza ed all'amore: partirono infine per +Miarenti, e quel giorno, come gli altri, il conte non comparve, nè si +parlò menomamente di lui. + +Montoni avendo deciso di non partir da Venezia prima di sera, per +evitare il caldo e godere il fresco della notte, s'imbarcarono per +giungere alla Brenta un'ora prima del tramonto. Emilia, seduta sola a +poppa, contemplava in silenzio gli oggetti che fuggivano a misura che +la barca inoltrava: vedeva i palazzi sparire a poco a poco confusi +coll'onde; ben presto le stelle succedettero agli ultimi raggi del +sole, ed una notte fresca e tranquilla l'invitò a dolci meditazioni, +turbate sol dal romore momentaneo dei remi, e dal lieve mormorio delle +acque. + +Giunti alle bocche della Brenta, si attaccarono alla barca i cavalli, +e la fecero avanzare speditamente fra due sponde ornate a vicenda +d'alberi altissimi, di ricchi palagi, di giardini deliziosi, e di +boschetti odorosi di mirti e d'aranci. Allora affacciaronsi alla +fanciulla tenere memorie; pensò alle belle sere passate nella sua +valle, ed a quelle trascorse con Valancourt presso Tolosa ne' giardini +della zia. Perduta in tristi riflessioni, e spesso colle lagrime agli +occhi, ne fu scossa d'improvviso dalla voce di Montoni, che l'invitava +a prender qualche rinfresco. Recatasi nella cabina, vi trovò la zia +sola. La fisonomia di questa era accesa di collera, prodotta, a quanto +parea, da un colloquio avuto col marito. Questi la guardava con aria +di corruccio e disprezzo, e per qualche tempo restarono ambedue in +perfetto silenzio. Montoni parlò ad Emilia di Quesnel. + +«Mi lusingo, non vorrete persistere nel sostenere che ignoravate il +soggetto della mia lettera. + +--Dopo il vostro silenzio mi era figurata, o signore, che non fosse +più necessario d'insistere, e che avreste riconosciuto il vostro +errore. + +--Avevate sperato l'impossibile,» sclamò Montoni; «mi sarei dovuto +aspettare dal vostro sesso una sincerità ed una condotta più +riflessiva, colla stessa facilità con cui voi poteste immaginarvi di +convincermi d'errore.» + +Emilia arrossì, e non parlò più. Conobbe allora troppo chiaramente che +aveva di fatti sperato l'impossibile, e che laddove eravi stato errore +volontario, non si poteva sperare di convincere; era evidente che la +condotta di Montoni non era stata l'effetto di un malinteso, ma quello +d'un piano concertato. + +Impaziente di sottrarsi ad un colloquio tanto dispiacevole ed +umiliante per lei, Emilia tornò fuori a sedere a poppa. Là almeno le +veniva accordato dalla natura quella quiete che le ricusava Montoni. + +Quando, svegliata dalla voce d'una guida o da qualche movimento nella +barca, essa ricadea nelle sue riflessioni, pensava all'accoglienza che +le farebbero i coniugi Quesnel, e che cosa direbbe a proposito della +valle. Poi cercava distogliere lo spirito da un soggetto tanto +fastidioso, divertendosi a contemplare i tratti del bel paese +illuminato dalla luna. Mentre la sua imaginazione distraevasi così, +scoprì un edifizio che s'innalzava al disopra degli alberi. Man mano +che la barca inoltrava, udiva rumor di voci; in breve distinse l'alto +portico d'una bella casa ombreggiata da pini e pioppi, e la riconobbe +per la casa medesima statale già mostrata come proprietà del parente +della signora Quesnel. + +La barca si fermò vicino ad una scala marmorea che conduceva sotto il +portico, il quale era illuminato. Montoni sbarcò colla sua famiglia, e +trovarono i coniugi Quesnel in mezzo agli amici, assisi su sofà, che +godevano il fresco della notte mangiando frutti e gelati, mentre +alcuni suonatori, in qualche distanza, facevano una bella serenata. +Emilia era già avvezza ai costumi dei paesi caldi, e non fu sorpresa +di trovar quei signori di fuori dal loro portico a due ore dopo +mezzanotte. + +Fatti i soliti complimenti, la compagnia prese posto sotto il +portico, e da una sala vicina le furono serviti rinfreschi +squisitissimi. Cessato il piccolo tumulto dell'arrivo, e quando Emilia +si fu rimessa dal turbamento provato in barca fu sorpresa dalla +bellezza singolare di quel luogo, e dai comodi che offriva per +guarentirsi dalle molestie della stagione. Era una rotonda a cupola +scoperta di marmo bianco, sostenuta da colonnati della medesima +materia. Le due ali guardavano su lunghi cortili, lasciando vedere +immense gradinate sulle sponde del fiume. Una fontana in mezzo, co' +suoi zampilli, formava, cadendo un piacevole mormorio, e l'odore soave +dei fiori profumava quel luogo delizioso. + +Quesnel parlò dei propri affari col suo tuono ordinario d'importanza. +Vantò i nuovi acquisti, e compianse con affettazione Montoni delle +recenti perdite da lui fatte. Quest'ultimo, il cui orgoglio almeno era +capace di sprezzare una tale ostentazione, scuopriva facilmente, sotto +una finta compassione, la vera malignità di Quesnel. Lo ascoltò con +silenzio sdegnoso, quand'ebbe nominato sua nipote, si alzarono +entrambi ed andarono a passeggiare in giardino. + +Emilia intanto si avvicinò alla signora Quesnel, la quale parlava +della Francia. Il solo nome della di lei patria erale caro: provava +gran piacere nel considerare una persona che ne veniva. Quel paese +d'altronde era abitato da Valancourt, e dessa ascoltava attentamente +nella lieve lusinga di sentirlo nominare. La Quesnel che, durante il +suo soggiorno in Francia, parlava con estasi dell'Italia, non parlava +in Italia che delle delizie della Francia, sforzandosi di eccitare la +curiosità altrui raccontando tutte le belle cose che aveva avuto la +fortuna di vedervi. + +Emilia attese invano il nome di Valancourt. La signora Montoni parlò a +sua volta delle bellezze di Venezia, e del piacere che sperava gustare +visitando il castello di Montoni negli Appennini. Quest'ultimo +articolo non era trattato che per vanità. Emilia sapeva bene che la di +lei zia apprezzava poco le grandezze solitarie, e quelle in ispecie +che potea presentare il castello di Udolfo. La conversazione continuò +malignandosi vicendevolmente, per quanto poteva permetterlo la +civiltà, con reciproca ostentazione. Assise su morbidi sofà, sotto un +portico elegante, circondate dai prodigi della natura e dell'arte, gli +esseri meno sensibili avrebbero dovuto provare trasporti di +cordialità, buone disposizioni, e cedere con trasporto a tutte le +dolcezze di quei luoghi incantati. + +Poco stante albeggiò; sorse il sole, e permise agli sguardi attoniti +di contemplare il magnifico spettacolo che offrivano da lunge i monti +coperti di neve, i declivi verdeggianti, e le ubertose pianure che si +estendevano alle loro falde. + +I contadini che andavano al mercato passavano in battello. Gli +ombrelli di tela colorata, che portavano la maggior parte per +guarentirsi dai raggi solari; i canestri di frutti e di fiori che +andavano accomodando nel tragitto; l'abbigliamento semplice e +pittoresco delle villanelle, tutto formava un colpo d'occhio dei più +sorprendenti. La rapidità della corrente, la vivacità dei rematori, i +canti di quei contadini all'ombra delle vele, ed il suono di qualche +rustico strumento, dava a tutta la scena il carattere di una festa +campestre. + +Allorchè Montoni e Quesnel ebbero raggiunte le signore, passeggiarono +tutti insieme nei giardini, la cui elegante distribuzione contribuì +molto a distrarre Emilia. La forma maestosa e la ricca verzura dei +cipressi, ch'ella trovava qui nella loro perfezione, l'altezza +smisurata dei pini e dei pioppi, i folti rami dei platani, +contrastavano coll'arte in quei giardini meravigliosi; i boschetti di +mirto ed altre piante fiorite confondevano gli aromatici effluvi con +quelli di mille fiori che smaltavano il terreno, e l'aria veniva +rinfrescata dai limpidi ruscelli, serpeggianti fra i verdi pergolati. + +Intanto il sole s'innalzava sull'orizzonte, ed il caldo cominciava a +farsi sentire. La società abbandonò i giardini per andar in cerca di +riposo. + + + + +CAPITOLO XVIII + + +Emilia profittò della prima occasione propizia per parlare a Quesnel +del castello della valle. Le sue risposte furono concise, e fatte +coll'accento di chi non ignorando il suo assoluto potere, +s'impazientisce di vederlo messo in dubbio. Le dichiarò che la +disposizione presa era una misura necessaria, e ch'essa doveva andar +debitrice alla di lui prudenza de' vantaggi che gliene sarebbero +ridondati. + +«Del resto,» aggiunse «quando il conte veneziano, di cui non mi +ricordo il nome, vi avrà sposata, i fastidi della vostra dipendenza +cesseranno. Come vostro parente, mi rallegro per voi d'una circostanza +tanto felice, e, ardisco dirlo, così poco attesa dai vostri amici.» + +Per qualche momento, Emilia restò muta e fredda; quindi procurò +disingannarlo a proposito del poscritto da lei aggiunto alla lettera +di Montoni; Quesnel parve avere ragioni particolari di non crederle, e +per assai tempo persistè ad accusarla di capriccio. Convinto alfine +della di lei avversione per Morano, e del rifiuto positivo che gli +aveva dato, si abbandonò alle stravaganze del risentimento, +esprimendosi colla maggiore asprezza. Lusingato segretamente dal +parentado d'un nobile, onde aveva finto dimenticar il casato, era +incapace d'intenerirsi dei patimenti cui poteva incontrare la nipote +nel sentiero che le segnava la propria ambizione. + +Emilia vide tosto tutte le difficoltà che la minacciavano; e +quantunque nessuna persecuzione potesse farla rinunziare a Valancourt +per Morano, essa fremeva all'idea delle violenze di suo zio. A tanta +collera ed a tanto sdegno oppos'ella solamente la dolce dignità d'uno +spirito superiore; ma la fermezza misurata della sua condotta non +servì che ad esacerbare il corruccio di Quesnel, obbligandolo a +riconoscere la sua inferiorità. Finì per dichiararle che, se +persisteva nella sua follìa, e lui e Montoni l'avrebbero abbandonata +al disprezzo universale. + +La calma nella quale Emilia erasi mantenuta in presenza dello zio, +l'abbandonò quando fu sola: pianse amaramente; ripetè più d'una volta +il nome del padre, di quel tenero padre che non vedeva più, e di cui +si rammentava tutti gli avvertimenti datile al letto di morte. «Oimè!» +diceva essa; «conosco bene adesso che la forza del coraggio è +preferibile alle grazie della sensibilità. Farò tutti gli sforzi per +adempire alla mia promessa; non mi abbandonerò ad inutili lamenti, e +procurerò di soffrire con fortezza d'animo l'oppressione che non posso +evitare.» + +Sollevata in qualche modo dal suo fermo proposito di adempire in parte +alle ultime volontà paterne, terse il pianto, e comparve a tavola +colla consueta serenità. + +Verso sera, le signore andarono a prendere il fresco nella carrozza +della Quesnel sulle rive della Brenta. La situazione d'Emilia formava +un contrasto malinconico coll'allegria delle brillanti società riunite +sotto gli alberi lungo il delizioso fiume. Taluni ballavano all'ombra, +altri, sdraiati sull'erba, prendevano gelati, mangiavano frutti e +gustavano in pace le dolcezze d'una bella sera all'aspetto del più bel +paese del mondo. + +La fanciulla considerando le lontane vette nevose degli Appennini, +pensò al castello di Montoni, e fremè all'idea ch'egli ve la +condurrebbe, ed avrebbe saputo costringerla all'obbedienza. Questo +timore però svanì, riflettendo ch'era in di lui potere a Venezia, come +lo sarebbe stata in ogni altra parte. + +Tornarono a Miarenti assai tardi; la cena era preparata nella +magnifica rotonda già tanto ammirata da Emilia: le signore si +riposarono sotto il portico, finchè Quesnel, Montoni ed altri +gentiluomini vennero a raggiungerle. Emilia faceva ogni sforzo per +tranquillarsi, allorchè una barca sostò d'improvviso alla scalea del +giardino, ed essa distinse la voce di Morano, il quale comparve poco +dopo. Ricevè i di lui complimenti in silenzio, e la sua freddezza +parve da principio sconcertarlo, ma in seguito si rimise, riprese il +suo brio, e la fanciulla osservò che la specie d'adulazione onde +l'opprimevano i suoi zii, e di cui ella maravigliossi forte, eccitava +solo il suo disgusto. + +Appena potè ritirarsi, le di lei riflessioni quasi involontariamente +si aggirarono sui mezzi possibili d'indurre il conte a desistere dalle +sue pretese; la sua delicatezza non ne trovò di più efficace fuor +quello di confessargli un vincolo già formato, e rimettersene alla di +lui generosità. Nullameno, quando la domane egli rinnovò le sue +premure, Emilia abbandonò quel progetto: sarebbe repugnato troppo al +di lei orgoglio lo svelare il segreto del suo cuore ad un uomo come +Morano, e domandargli un sacrifizio; talchè respinse con impazienza il +piano già concetto. Ripetè il suo rifiuto nei termini più decisi, e +biasimò severamente la condotta tenuta verso di lei. Il conte ne parve +mortificato, ma continuò a persistere nelle solite assicurazioni di +tenerezza; l'arrivo della Quesnel l'interruppe, e fu per Emilia un +gran soccorso. + +Di tal guisa, Emilia passò i giorni più infelici in quella casa +deliziosa a motivo dell'ostinata assiduità di Morano, e della tirannia +crudele che esercitavano su di lei Quesnel e Montoni, i quali +parevano, al par della zia, più risoluti che mai a siffatto +matrimonio. Quesnel, vedendo infine che i discorsi e le minacce erano +egualmente inutili per venire ad una pronta decisione, vi rinunziò, e +tutto fu rimesso al tempo ed al potere di Montoni. Emilia intanto +desiderava tornar a Venezia, sperando colà sottrarsi in parte alle +persecuzioni di Morano; d'altro lato, Montoni, distratto dalle +occupazioni, non sarebbe sempre stato in casa. In mezzo alle sciagure, +pensò anche a raccomandar con forza la povera Teresa a Quesnel il +quale, la lusingò promettendole che non l'avrebbe dimenticata. + +Montoni, in un lungo colloquio, concertò con Quesnel il piano da +eseguirsi riguardo alla nipote, e questi promise trovarsi a Venezia +tosto dopo la celebrazione del matrimonio. + +Emilia per la prima volta, non provò verun rincrescimento a separarsi +da' parenti. Morano tornò a Venezia nella stessa barca di Montoni. La +fanciulla, la quale osservava gradatamente l'avvicinarsi di quella +superba città, si vide dappresso la sola persona che potesse +diminuirgliene il piacere. Arrivarono verso mezzanotte; Emilia fu +liberata dalla presenza del conte, che seguì Montoni in un casino, e +potè finalmente ritirarsi nella sua camera. + +Il dì seguente, lo zio in un breve colloquio dichiarò ad Emilia che +non intendeva esser tirato più per le lunghe; il suo matrimonio col +conte era per lei di un vantaggio così prodigioso, che sarebbe follìa +l'opporvisi, ed una follìa inconcepibile, e che verrebbe celebrato +senza dilazione, e, se facea duopo, senza di lei consenso. La giovane, +la quale fino allora aveva impiegate le ragioni, ricorse alle +preghiere: il dolore le impediva di considerare che, con un uomo del +carattere di Montoni, le suppliche non produrrebbero migliore effetto +delle ragioni. Gli domandò poscia con qual diritto esercitasse egli su +di lei quell'autorità illimitata. In uno stato più tranquillo, non +avrebbe rischiato questa domanda che non le giovava a nulla, e faceva +trionfare Montoni della sua debolezza e del suo isolamento. + +«Con qual diritto?» sclamò questi con un sorriso maligno; «col diritto +della mia volontà; se voi potrete sottrarvene, io non vi domanderò con +qual diritto lo faceste. Ve lo ricordo per l'ultima volta: voi siete +straniera, lontana dalla patria; deve interessarvi di avermi per +amico, e ne conoscete i mezzi; se mi obbligate a divenirvi nemico, +m'arrischierò a dire che la punizione supererà la vostra aspettativa; +dovreste ben sapere che non son fatto per essere burlato.» + +Emilia restò immobile dopo che Montoni l'ebbe lasciata: era disperata, +o piuttosto stupefatta; il sentimento della sua miseria era il solo +che avesse conservato: la Montoni la trovò in quello stato. La giovine +alzò gli occhi, e il dolore espresso da tutta la di lei persona avendo +senza dubbio intenerita la zia, le parlò con insolita bontà; il cuore +di Emilia ne fu commosso, e dopo aver pianto alcun poco, raccolse +bastante forza per raccontarle il soggetto del suo dolore, e sforzarsi +d'interessarla per lei. La compassione della zia era stata sorpresa, +ma la sua ambizione non poteva moderarsi, e credeva esser già la zia +d'una contessa. I tentativi della fanciulla non riusciron meglio con +lei che con Montoni: ritornò nella sua camera, e cominciò nuovamente a +piangere, risolutissima di sfidare ad ogni costo tutta la vendetta di +Montoni, anzichè sposare un uomo di cui avrebbe disprezzata la +condotta, quand'anco non avesse mai conosciuto Valancourt. + +Sopraggiunse poco di poi una faccenda che per qualche giorno sospese +l'attenzione di Montoni; le visite misteriose d'Orsino si erano +rinnovate con maggiore frequenza, dopo il ritorno di Montoni. Cavignì, +Verrezzi, e qualcun altro erano ammessi, oltre Orsino, a questi +conciliaboli notturni: Montoni divenne più riservato e severo che mai. +Se i propri interessi non l'avessero resa indifferente a tutto il +resto, Emilia si sarebbe accorta che meditava qualche progetto. + +Una sera che non doveva tenersi riunione, arrivò Orsino agitatissimo e +spedì al casino un suo confidente in cerca di Montoni: lo pregava di +tornare a casa subito, raccomandando al messo di non pronunziar il suo +nome. Montoni tornò sull'istante, trovò Orsino, e seppe tosto il +motivo della visita ed agitazione sua, conoscendone già una parte. + +Un gentiluomo veneziano, che aveva recentemente provocato l'odio di +Orsino, era stato pugnalato da scherani pagati da quest'ultimo. Il +morto apparteneva alle prime famiglie, ed il Senato erasi preso a +cuore quell'affare. Uno degli assassini fu arrestato, e confessò, +Orsino essere il reo. Alla nuova del suo pericolo, egli veniva a +trovare Montoni perchè gli facilitasse la fuga, sapendo che in quel +momento tutti gli officiali di polizia erano in cerca di lui per tutta +la città, talchè riuscivagli impossibile di uscirne. Montoni +acconsentì a nasconderlo per qualche giorno finchè la vigilanza fosse +rallentata, e potesse con sicurezza lasciar Venezia. Sapeva il +pericolo che incorreva accordando asilo ad Orsino; ma era tale la +natura delle obbligazioni sue verso quell'uomo, che non credeva +prudente negarglielo. + +Tal era la persona ammessa da lui alla sua confidenza, e per la quale +sentiva tanta amicizia, quanto potevalo comportare il suo carattere. + +Per tutto il tempo che Orsino rimase nascosto nella casa, Montoni non +volle attirare gli sguardi del pubblico celebrando le nozze del conte; +ma quando la fuga del reo ebbe fatto cessare questo ostacolo, informò +Emilia che il di lei matrimonio avrebbe avuto luogo la mattina +seguente. Essa protestò che non avrebbe mai acconsentito, ed egli +rispose con un maligno sorriso, assicurandola che di buonissima ora il +conte ed un sacerdote si sarebbero trovati in casa sua, e +consigliandola a non isfidare il di lui risentimento con +un'opposizione contraria ai suoi voleri ed al proprio di lei bene. + +«Esco per tutta sera,» aggiuns'egli: «ricordatevi che domani do la +vostra mano al conte Morano.» + +Emilia, la quale, dopo le ultime di lui minacce, si lusingava che la +crisi giungerebbe al suo termine, fu poco scossa da questa +dichiarazione; studiò dunque il mezzo di farsi coraggio considerando +che il matrimonio non poteva esser valido fintantochè in presenza del +sacerdote ella ricuserebbe di prender parte alla cerimonia. Il momento +della prova si avvicinava, ed essa era egualmente agitata dall'idea +della vendetta e a quella dell'imeneo. Assolutamente incerta sulle +conseguenze del suo rifiuto all'altare, temeva più che mai il potere +illimitato di Montoni, ed era persuasa che avrebbe trasgredite senza +scrupolo tutte le leggi per riuscire ne' suoi progetti. + +Mentre stava immersa in questo mare di affanni fu avvertita che Morano +desiderava parlarle. Appena il servo fu uscito con le di lei scuse, se +ne pentì, lo chiamò indietro, e volendo provare se le preghiere e la +fiducia produrrebbero migliore effetto del rifiuto e dello spregio, +gli fece dire che sarebbe andata a trovarlo ella stessa. + +La dignità e il nobile contegno con cui mosse incontro al conte, +l'aria rassegnata e pensierosa che ne addolciva la fisonomia, non +erano mezzi capaci per farlo rinunziare a lei, nè servirono se non ad +aumentare una passione che l'aveva già inebriato. Egli ascoltò ciò +ch'essa diceva con apparente compiacenza e gran desiderio di +contentarlo, ma la sua risoluzione era invariabile. Mise in opera con +lei l'arte e l'insinuazione la più raffinata. Persuasa Emilia che non +avesse nulla da sperare dalla di lui giustizia, ripetè solennemente le +sue proteste d'opposizione, e lo lasciò coll'assicurazione formale che +avrebbe saputo mantenersi nella negativa anche malgrado la violenza. +Un giusto orgoglio aveane trattenute le lacrime in presenza di Morano, +ma appena si trovò sola, pianse amaramente, invocando il padre, ed +attaccandosi con dolore inesprimibile all'idea di Valancourt. + +La sera era avanzatissima, allorchè la Montoni entrò nella di lei +camera cogli ornamenti nuziali che inviavale il conte. Essa aveva +scansata la nipote per tutta la giornata, temendo cedere ad +un'insolita sensibilità: non ardiva esporsi alla disperazione di +Emilia; e forse la sua coscienza, il cui linguaggio era sì poco +frequente, le rimproverava una condotta sì dura verso un'orfana figlia +di suo fratello, e della quale un padre moribondo le aveva affidata la +felicità. + +Emilia non volle vedere quei regali, e tentò, sebbene senza speranza, +un nuovo ed ultimo sforzo per interessare la compassione della zia. +Commossa forse alternativamente dalla pietà o dai rimorsi, seppe +nasconder l'una e gli altri, e rimproverò alla nipote la follia di +affliggersi per un matrimonio che non poteva mancare di renderla +felice. «Certo,» le diss'ella, «se io non fossi maritata, e se il +conte mi offrisse la sua mano, sarei molto lusingata di questa +distinzione. Se io credo dover pensare così, voi, nipote mia, che non +siete ricca, dovete indubitatamente trovarvene onoratissima, e +mostrare una riconoscenza, un'umiltà verso Morano, tale da +corrispondere alla sua condiscendenza. Son sorpresa, ve lo confesso, +di veder lui così sommesso e voi così orgogliosa. Stupisco della sua +pazienza, e, se fossi in lui, vi farei per certo ricordare un po' +meglio dei vostri doveri. Io non vi adulerò, ve lo dico schietto; è +questa ridicola adulazione che vi dà tanta e tale opinione di voi +stessa, che vi fa credere non esservi nessuno che possa meritarvi. +L'ho detto spesso al conte; io non badava alla stravaganza de' suoi +complimenti, e voi li pigliavate alla lettera. + +--La vostra pazienza, signora,» disse Emilia, «soffriva allora assai +meno della mia. + +--Tutto questo è pura affettazione, null'altro,» rispose la zia; «io +so che l'adulazione v'insuperbisce e vi rende così vana, che credete +ingenuamente di vedere tutti gli uomini ai vostri piedi; ma +v'ingannate. Posso accertarvi, nipote mia, che non troverete molti +adoratori come il conte; chiunque altro vi avrebbe voltate le spalle, +e vi avrebbe lasciata in preda a un tardo pentimento. + +--Oh! perchè mai il conte non fa quel che farebbero gli altri?» disse +Emilia sospirando. + +--È una fortuna per voi che non sia così,» replicò la zia. + +--Io non sono ambiziosa; desidero solo restare nello stato in cui mi +trovo. + +--Non si tratta di ciò,» soggiunse la zia; «vedo che pensate sempre a +quel Valancourt. Scacciate, ven prego, queste ubbie amorose e questo +ridicolo orgoglio; diventate ragionevole. D'altronde son tutte ciarle +inutili; voi sarete maritata domani, vogliate o no, già lo sapete: il +conte non vuole esser più a lungo vostro zimbello.» + +La fanciulla non tentò rispondere a siffatta singolare aringa, +sentendone l'inutilità. La zia depose i regali del conte sopra un +tavolino ove appoggiavasi Emilia, e le augurò la buona sera. +L'orfanella fissò gli occhi sulla porta dond'era uscita la zia; +ascoltava attenta se qualche suono venisse a rialzar l'abbattimento +spaventoso de' suoi spiriti. Era mezzanotte passata; tutti dormivano, +tranne il servo che aspettava il padrone. Il di lei animo, prostrato +dai dispiaceri, cedè allora a terrori imaginari; tremava considerando +le tenebre dell'ampia stanza in cui trovavasi; temeva senza saper +perchè. Durò in tale stato tanto tempo, che avrebbe chiamata Annetta, +la cameriera della zia, se la paura le avesse concesso d'alzarsi dalla +sedia e traversar le camere. Le tetre illusioni a poco a poco +svanirono; ed andò a letto, non per dormire, era impossibile, ma per +cercar di calmare il disordine dell'accesa fantasia e raccogliere le +forze che le sarebbero state necessarie per la mattina seguente. + + + + +CAPITOLO XIX + + +Un colpo battuto alla porta di Emilia la scosse dalla specie di sonno +al quale erasi data in preda. Sussultò: le vennero tosto in mente +Montoni e Morano. Ascoltò qualche momento, e riconoscendo la voce di +Annetta rischiò ad aprire. + +«Che ti conduce qui così di buon'ora?» le chiese tutta tremante. + +--Per carità, signorina, non vi spaventate; siete così pallida, che +fate paura anche a me. Giù dabbasso fanno un gran rumore; tutti i +servi vanno e vengono con furia, e nessuno può indovinarne il motivo. + +--Chi c'è con loro?» disse Emilia; «Annetta, non m'ingannare. + +--Il cielo me ne guardi, per tutto l'oro del mondo non v'ingannerei. +Ho veduto soltanto che il signor Montoni mostra un'impazienza +straordinaria, e mi diede l'ordine di farvi alzare sul momento. + +--Cielo! aiutatemi,» gridò Emilia disperata. «Il conte Morano è dunque +venuto? + +--No, signorina, per quanto io sappia egli non c'è. Sua _eccellenza_ +mandommi a dirvi che a momenti saranno qui le gondole, e partiremo da +Venezia. Bisogna ch'io mi sbrighi per tornar dalla padrona, la quale è +tanto confusa, che non sa più quel che si faccia. + +--Ma insomma, che cosa significa tutto questo? + +--Oh! signora Emilia, io non so altro se non che il signor Montoni è +tornato a casa agitatissimo, e ci ha fatti alzar tutti, dichiarandoci +che bisognava partir sull'istante. + +--Il conte Morano viene egli con noi? e dove andiamo? + +--Lo ignoro. Ho inteso che Lodovico parlava d'un castello che il +padrone ha in certe montagne. + +--Negli Appennini? + +--Appunto, signorina; ma sollecitatevi, e pensate all'impazienza del +signor Montoni. Dio buono! sento già i remi delle gondole che +arrivano.» + +Annetta uscì a precipizio. Emilia si dispose a questo viaggio +inaspettato, ed appena ebbe gettati libri ed abiti nel baule, ricevè +un secondo avviso; scese nel gabinetto della zia, ove Montoni le +rimproverò la sua lentezza. Egli uscì quindi per dare alcuni ordini, e +Emilia chiese il motivo di quella partenza subitanea. La zia parve +ignorarlo come lei, e che non intraprendesse quel viaggio se non con +estrema ripugnanza. + +Finalmente tutta la famiglia s'imbarcò, ma nè Morano, nè Cavignì si +fecero vedere. Questa circostanza rianimò un poco gli spiriti +abbattuti di Emilia, la quale somigliava ad un condannato a morte, cui +venga accordata una breve dilazione: il suo cuore si alleggerì ancor +più, quando ebbero fatto il giro di San Marco senza fermarsi per +prendere il conte. + +L'alba cominciava appena a biancheggiar l'orizzonte ed il lido. Emilia +non ardiva fare veruna interrogazione a Montoni, che restò qualche +tempo in cupo silenzio, e s'avvolse quindi nel mantello, come se +avesse voluto dormire. Sua moglie fece altrettanto. Emilia, non +potendo prender sonno, alzò una cortina, e si mise a considerar il +mare. L'aurora illuminava grandemente la sommità dei monti friulani; +ma le loro coste e le onde che le bagnavano, erano tuttavia sepolte +nell'ombra: la fanciulla, immersa in dolce malinconia, osservava i +progressi del giorno, che stendevasi sul mare, illuminando Venezia, i +suoi isolotti, e finalmente le spiagge italiane, lungo le quali +cominciavano già a mettersi in moto le barche. I gondolieri venivano +spesso chiamati da coloro che portavano le provvisioni al mercato di +Venezia. Un'infinita quantità di barchette coperse in breve la laguna. +Emilia gettò l'ultimo sguardo su quella magnifica città; ma il di lei +spirito allora era soltanto occupato da mille congetture sui casi che +l'attendevano, sul paese ov'era trascinata, e sul motivo di quel +viaggio repentino. + +Le parve dopo mature riflessioni, che Montoni la conducesse al suo +castello isolato per costringerla più sicuramente all'obbedienza con +mezzi di terrore. Se le scene tenebrose e solitarie che vi si +disponevano non sortissero il bramato esito, il suo matrimonio vi +sarebbe celebrato per forza, e con maggior mistero forse e meno smacco +per l'onore di Montoni. Il poco coraggio resole dalla proroga svanì a +questa terribile idea, e quando si toccò la riva, ell'era ricaduta nel +più penoso abbattimento. + +Montoni non rimontò la Brenta, ma continuò in carrozza per andare agli +Appennini. Durante questo viaggio fu così severo con Emilia che ciò +solo avrebbe servito a confermare le sue congetture allarmanti. + +I viaggiatori cominciarono a salire gli Appennini: a quell'epoca que' +monti erano coperti da immense foreste di abeti. La strada passava in +mezzo a questi boschi, e non lasciava vedere che rupi spaventevoli +sospese sul loro capo, a meno che qualche radura non lasciasse +distinguere momentaneamente il sottoposto piano. L'oscurità di quei +luoghi, il loro cupo silenzio, quando neanche il più lieve vento +agitava la cima degli alberi, l'orrore dei precipizi susseguentisi, +ciascun oggetto, in una parola, rendeva più imponenti le triste +riflessioni d'Emilia. Essa non vedeva a sè intorno che immagini di +spaventosa grandezza e di tetra sublimità. + +A misura che i viaggiatori montavano attraverso le selve, le rupi +accatastavansi a rupi, i monti parevano moltiplicarsi, e la cima di +un'eminenza sembrava servir di base ad un'altra. Finalmente +trovaronsi sopra un piccolo piano, ove i mulattieri sostarono. La +scena vasta e magnifica che si presentava nella valle, eccitò +l'ammirazione universale, ed interessò perfino la signora Montoni. +Emilia obliò un momento i suoi mali nell'immensità della natura. Al di +là d'un anfiteatro di montagne, le cui masse parevano numerose quanto +le onde del mare, e le cui falde erano coperte di folti boschi, +scuoprivansi le campagne d'Italia dove i fiumi, le città, gli oliveti, +le vigne e tutta la prosperità della coltura si mischiavano in una +ricca confusione. L'Adriatico circoscriveva l'orizzonte. Il Po e la +Brenta, dopo aver fecondato tutta l'estensione del bel paese, venivano +a scaricarvi le loro fertili acque. Emilia contemplò a lungo lo +splendore di quei luoghi deliziosi che abbandonava, e la cui +magnificenza sembrava non ispiegarsi davanti a lei se non per +cagionarle maggior rincrescimento. Per lei, il mondo intero non +conteneva che Valancourt, il di lei cuore dirigevasi a lui solo, e per +lui solo versava tante lacrime. + +Da quel punto di vista sublime i viaggiatori continuarono a salire +penetrando in una gola angusta che mostrava soltanto minacciose rupi +sospese sulla strada. Nessun vestigio umano, verun segno di +vegetazione compariva colà. Questa gola conduceva nel cuore degli +Appennini. Si allargò finalmente, scoprendo una catena di monti +sterilissimi, attraverso i quali bisognò viaggiare per più ore. + +Verso sera, la strada svoltò in una valle più profonda, circondata +quasi tutta da scoscese montagne. Il sole tramontava allora dietro lo +stesso monte che scendevano i viaggiatori, prolungandone l'ombra verso +la valle; ma i suoi raggi orizzontali, traversando qualche spaccatura, +doravano le sommità dell'opposta foresta, e scintillavano sulle alte +torri ed i comignoli d'un castello, i cui vasti bastioni estendevansi +lungo uno spaventoso precipizio. Lo splendore di tanti oggetti bene +illuminati veniva accresciuto dal contrasto dell'ombre che avvolgevano +già la valle. + +«Ecco il castello di Udolfo,» disse Montoni, parlando per la prima +volta dopo parecchie ore. + +Emilia guardò il castello con una specie di terrore, quando seppe +ch'era quello di Montoni; sebbene illuminato in quel momento dal sole +all'occaso la gotica magnificenza di quell'architettura, le antiche +mura di pietra bigia, ne formavano un oggetto imponente e sinistro. La +luce s'affievolì insensibilmente, spargendo una tinta purpurea che si +estinse grado grado, e lasciò i monti, il castello e tutti gli oggetti +circonvicini in tetra oscurità. + +Isolato, vasto e massiccio, esso sembrava dominare la contrada. Più la +notte diveniva oscura, più le sue alte torri parevano imponenti. +L'estensione e l'oscurità di quegli immensi boschi erano considerate +da Emilia come adatte soltanto a servir di covile a masnadieri. +Finalmente, le carrozze giunsero alle porte del castello. La lunga +oscillazione della campana che fu suonata alla porta d'ingresso +aumentò il terrore di Emilia. Mentre si aspettava l'arrivo di qualcuno +che aprisse quelle imposte formidabili, ella considerò il maestoso +edifizio. Le tenebre che l'avvolgevano non le permisero di discernerne +il recinto, le grosse mura, i bastioni merlati e d'accorgersi che era +vasto, antico e spaventoso. La porta d'ingresso conduceva nei cortili, +ed era di proporzioni gigantesche. Due fortissime torri ne difendevano +il passaggio. Invece di stendardi si vedevano svolazzare, su per le +sconnesse pietre, erbe lunghissime e piante salvatiche abbarbicate +nelle rovine, e che parevano crescere a stento in mezzo alla +desolazione che le circondava. Le torri erano congiunte da una cortina +munita di merli e casematte. Dall'alto della vôlta cadeva una pesante +saracinesca. Da questa porta, le mura dei bastioni comunicavano con +altre torri sporgenti sul precipizio; ma queste muraglie quasi +rovinate mostravano i guasti della guerra. Mentre Emilia osservava con +tanta attenzione, si udì aprire i grossi catenacci. Un vecchio +servitore comparve, e spinse le imposte per lasciar entrare il suo +signore. Mentre le ruote giravano con fracasso sotto quelle +saracinesche impenetrabili, Emilia si sentì mancare il cuore, credendo +entrare nella sua prigione. Il cupo cortile che traversarono +confermònne la lugubre idea; e la di lei immaginazione, sempre attiva, +le suggerì un terror maggiore di quel che potesse giustificarlo la sua +ragione. + +Un'altra porta l'introdusse nel secondo cortile, ancor più tristo del +primo. Emilia ne giudicava alla fioca luce del crepuscolo, vedendone +le alte mura tappezzate d'ellera e di musco, e le merlate torri +giganteggianti. L'idea di lunghi patimenti e d'un assassinio le colpì +l'immaginazione d'improvviso orrore. Questo sentimento non diminuì +allorchè entrò in una sala gotica, immensa, tenebrosa. Una face che +brillava da lontano traverso una lunga fila d'arcate serviva solo a +renderne più sensibile l'oscurità. + +L'arrivo inaspettato di Montoni non aveva permesso alcun preparativo +per riceverlo. Il servo da lui spedito partendo da Venezia, l'aveva +preceduto di pochi momenti, e questa circostanza scusava in qualche +modo lo stato di nudità e disordine del castello. + +Il servo che venne a far lume, salutò il padrone tacendo, e la di lui +fisonomia non fu animata da veruna apparenza di piacere. Montoni +rispose al saluto con leggiero moto della mano e passò. La moglie lo +seguiva, guardandosi intorno con una sorpresa ed un malcontento, cui +pareva temer di esprimere. Emilia, vedendo l'immensa estensione di +quell'edificio, con timido stupore si avvicinò ad una scala marmorea. +Qui gli archi formavano una vôlta altissima, dal centro della quale +pendeva una lampada a tre becchi, che il servitore si affrettò di +accendere. La ricchezza delle cornici, la grandezza di una galleria +che conduceva a molti appartamenti, ed i vetri coloriti d'un +finestrone gotico, furono, gli oggetti che scuoprironsi +successivamente. + +Dopo aver girato appiè della scala, e traversata un'anticamera, +entrarono in una vastissima sala. L'intavolato di nero larice ne +aumentava l'oscurità. + +«Portate altri lumi,» disse Montoni nell'entrare. Il servo depose la +lucerna ed uscì per ubbidire. La padrona osservò che l'aria della sera +era umida in quel clima, e che avrebbe gradito un po' di fuoco: +Montoni ordinò di accenderne. + +Mentr'egli passeggiava pensieroso nella stanza, la signora Montoni +riposava silenziosa sopra un sofà, aspettando il ritorno del servo. +Emilia osservava l'imponente singolarità e l'abbandono di quel luogo, +illuminato da una sola lucerna posta in faccia al grande specchio di +Venezia, che rifletteva oscuratamente la scena, e l'alta statura di +Montoni, che passava e ripassava colle braccia incrociate, e la faccia +ombreggiata dalle piume del suo largo cappello. Il vecchio servitore +tornò di lì a poco carico d'un fascio di legna e seguito da altri due +servi con lumi. + +«Vostra eccellenza sia il benvenuto,» disse il vecchio, dopo aver +deposte le legna. «Questo castello è stato lunga pezza deserto. Ci +scuserete sapendo che abbiamo avuto pochissimo tempo. Saranno due anni +il giorno di san Marco prossimo, che vostra eccellenza non è venuta +qui. + +--Precisamente,» disse Montoni, «tu hai buona memoria, Carlo; come hai +tu fatto dunque a vivere sì lungamente? + +--Ah! signore, molto a stento. I venti freddi che soffiano in questi +luoghi nell'inverno, sono cattivi per me. Aveva pensato più d'una +volta di domandare il permesso a vostra eccellenza di lasciarmi +abbandonare i monti per ritrarmi nella valle; ma non so come sia, io +non posso risolvermi ad abbandonare queste vecchie mura dove ho +vissuto per tanti anni. + +--Bene,» disse Montoni; «cosa facesti tu in questo castello dopo la +mia partenza? + +--Press'a poco come secondo il solito; ma tutto rovina qui: c'è la +torre di settentrione che ha bisogno di esser risarcita; molte +fortificazioni sono in cattivo stato; una parte del tetto della sala +grande è crollato, e poco mancò non cadesse sulla testa della mia +povera moglie (Dio l'abbia in pace). Tutti i venti vi s'inabissavano +l'inverno scorso. Noi fummo quasi per morir di freddo. + +--Ci sono altre riparazioni da fare?» disse Montoni con impazienza. + +--Oh! sì, eccellenza. Il bastione è rovinato in tre luoghi. Le scale +della galleria a tramontana sono piene di tante macerie, ch'è +pericoloso passarvi. Il corridoio che mette alla camera di quercia, è +nel medesimo stato. Una sera mi ci avventurai; e... + +--Basta basta,» disse Montoni vivamente; «ne discorreremo domattina.» + +Il fuoco era già acceso. Carlo spazzò il camino, dispose le sedie, +spolverò una tavola di marmo vicina e uscì. + +I nostri personaggi s'accostarono al fuoco. La Montoni tentò appiccar +discorso, ma le brusche risposte del marito ne la distolsero. Emilia +procurò di farsi animo, e con voce tremante disse: «Poss'io +domandarvi, o signore, il motivo di questa improvvisa partenza?» Dopo +una lunga pausa ebbe bastante coraggio per reiterare la domanda. + +«Non mi garba rispondere alle interrogazioni,» disse Montoni, «come a +voi non conviene di farmene. Il tempo spiegherà tutto. Desidero +adesso non essere importunato più a lungo. Vi consiglio ad adottare +una condotta più ragionevole. Tutte queste idee di pretesa sensibilità +non sono, a dirla schietta, che debolezze.» + +Emilia si alzò per andarsene. «Buona notte,» diss'ella alla zia, +nascondendo con difficoltà la sua emozione. + +--Buona notte, mia cara,» rispose questa con accento di bontà +straordinaria in lei. La tenerezza inaspettata fece piangere la +fanciulla, che, salutato Montoni, s'avviò. «Ma voi non sapete dove sia +la vostra camera?» soggiunse la zia. Montoni chiamò il servo che +attendeva nell'anticamera, e gli ordinò di far venire la cameriera di +sua moglie, la quale arrivò poco dopo e seguì Emilia. + +«Sai tu dove sia la mia camera?» diss'ella ad Annetta nel traversar la +sala. + +--Credo saperlo, signorina, ma è una stanza molto stravagante; è +situata sul bastione meridionale, e ci si va dallo scalone: la camera +della signora è all'altra estremità del castello.» + +Emilia salì la scala ed entrò nel corridoio. Percorrendolo, Annetta +ripigliò il chiaccherio. + +«È un luogo solitario e tristo questo castello; io tremo tutta nel +pensare che devo soggiornarvi. Oh! quante volte mi son pentita di +avere abbandonata la Francia! non mi sarei mai aspettata, quando +seguii la signora per girare il mondo, di essere imprigionata in un +luogo simile. Oh! non sarei venuta via dal mio paese, quand'anco +m'avessero coperta d'oro. + +--Da questa parte, signorina, voltate a sinistra. In verità, son quasi +tentata di credere ai giganti. Questo castello sembra fatto +espressamente per loro. Una notte o l'altra vedremo qualche folletto; +ne devono comparire in quella gran sala, la quale, ne' suoi pesanti +pilastri, somiglia più ad una chiesa, che ad altro. + +--Sì,» disse Emilia sorridendo, lieta di sottrarsi a più serii +pensieri, «se noi venissimo qui a mezzanotte e guardassimo nel +vestibolo, lo vedremmo per certo illuminato da più di mille lampade. +Tutti gli spiriti ballerebbero in giro al suon di deliziosa musica; e' +soglion sempre tener lor congreghe in luoghi consimili. Temo, Annetta, +tu non abbia bastante coraggio per assistere a sì bello spettacolo. Se +tu parlassi, tutto svanirebbe all'istante. + +--Epperciò credo che se abiterò qui un pezzo diverrò un'ombra anch'io. + +--Spero che non confiderai i tuoi timori al signor Montoni; gli +spiacerebbero assaissimo. + +--Come! voi dunque sapete tutto, signorina? Oh! no, no. So ben io cosa +devo fare, e se il padrone può dormire in pace, certo tutti qui +possono fare altrettanto... Per quest'andito, signorina; esso conduce +ad una scaletta. Oh! se vedo qualcosa, cado svenuta sicuramente. + +--Non è possibile,» disse Emilia sorridendo, e svoltando l'andito che +metteva in un'altra galleria. Annetta si avvide allora d'avere +sbagliata strada, e si smarrì sempre più attraverso altri corridoi: +spaventata infine dai loro giri e dalla solitudine loro, gridò +chiedendo soccorso; ma i servi erano dalla parte opposta del castello, +e non potevano udirla. Emilia aprì la porta d'una camera a sinistra. +La cameriera sclamò: + +«Non entrate là dentro, signora, ci perderemmo ancor più. + +--Porta il lume: troveremo la strada traverso tutte queste stanze.» + +Annetta stava alla porta titubando; essa tendeva il lume per lasciar +vedere la camera, ma i suoi raggi non vi penetravano a metà. «Perchè +non entri?» disse Emilia; «lasciami vedere per dove si va per di qui.» + +L'altra si avanzò con ripugnanza. La camera dava adito ad una fuga di +stanze antiche e spaziose. I mobili che le adornavano erano antichi +quanto le muraglie, e conservavano un'apparenza di grandezza, sebbene +logorati dal tempo e dalla polvere. + +«Come fa freddo qui,» disse Annetta; «a quanto si dice, non vi ha +abitato nessuno da molti secoli. Andiamo via. + +--Da questa parte potremo forse arrivare allo scalone,» rispose +Emilia, e andando sempre avanti, si trovarono in una sala guarnita di +quadri; prese il lume per esaminare quello d'un soldato a cavallo sul +campo di battaglia. Egli puntava la spada sopra un uomo disteso ai +piedi del suo destriero, e che sembrava chiederli mercè. Il soldato, +colla visiera alzata, lo guardava con l'aria della vendetta. + +Quest'espressione e tutto il complesso sorpresero Emilia per la sua +somiglianza con Montoni; fremè e volse altrove lo sguardo. Passando +col lume accanto agli altri quadri, ne vide uno coperto da un velo +nero; questa singolarità la colpì; fermossi coll'intenzione di alzare +il velo e considerare ciò che v'era nascosto con tanta cura; pure +esitò. «Madonna!» gridò Annetta; «che vuol dir mai questo? È +sicuramente la pittura, il quadro di cui si parlava a Venezia. + +--Che pittura?» disse Emilia. «Che quadro? + +--Un quadro,» rispose Annetta, tremante e pallida. «Non ho mai potuto +sapere ciò che fosse. + +--Alza quel velo, Annetta. + +--Chi? io, signorina, io? No, per tutto l'oro del mondo. + +--Ma che cosa hai saputo su questo quadro, che ti spaventa tanto? + +--Nulla, signorina, non mi è stato detto nulla. Andiamo via. + +--Sicuro, ma prima voglio vedere il quadro; piglia il lume, Annetta, +alzerò io il velo.» + +La cameriera prese il lume e fuggì precipitosamente, senza volere +ascoltare Emilia, la quale, non volendo restar al buio, fu obbligata a +seguirla. + +«Ma che cos'hai, Annetta? Cosa ti fu detto di quel quadro, che scappi +quando ti prego di restare? + +--Non ne so il motivo, e non m'han detto nulla. Tutto quel che so, è +che ci fu qualcosa di spaventoso a tal proposito; che in seguito fu +sempre tenuto coperto d'un velo nero, e che nessuno lo ha veduto da +molto tempo. Si dice che ciò abbia qualche rapporto colla persona che +possedeva il castello prima che appartenesse al padrone; e... + +--Benissimo, Annetta, mi accorgo che infatti tu non sai nulla del +quadro. + +--No, nulla in verità, signorina; perchè mi hanno fatto promettere di +non parlarne mai. Ma... + +--In tal caso,» soggiunse Emilia, vedendola combattuta dalla volontà +di rivelare un segreto, e dal timore delle conseguenze, «in tal caso, +non voglio saperne di più. + +--No, signorina; non me lo domandate. + +--Tu diresti tutto.» + +Annetta arrossì, Emilia sorrise; finirono di traversare quelle stanze, +e si trovarono finalmente in cima allo scalone. La cameriera vi lasciò +la padroncina per chiamare una serva del castello, e farsi condurre +alla camera inutilmente cercata. + +Intanto Emilia pensava al quadro. La curiosità la spingea a tornar +indietro per esaminarlo; ma l'ora, il luogo, il cupo silenzio che +regnava intorno, tutto ne la distolse. Pure risolse di tornar col +nuovo giorno al misterioso quadro e sollevarne il velo. + +La serva comparve alfine, e condusse Emilia nella sua camera, situata +all'estremità del castello ed in fondo al corridoio, sul quale +s'apriva appunto la fila di stanze che avevano traversate. L'aspetto +deserto di quella camera fece desiderare alla fanciulla che Annetta +non partisse subito. Il freddo umido che vi si sentiva la gelava +quanto il timore; pregò Caterina, la serva del castello, di accenderle +un po' di fuoco. + +«Oh! signorina, son molti anni che non venne acceso fuoco in questa +camera,» disse la fantesca. + +--Non c'era bisogno di dircelo, buona donna,» soggiunse Annetta; «tutte +le stanze di questo castello son fresche come i pozzi in tempo di +estate: stupisco che voi possiate vivere in un luogo simile. Per me, +vorrei essere a Venezia, o piuttosto in Francia.» + +Emilia fe' cenno a Caterina di andare a prender le legna. + +«Non capisco,» disse la cameriera, «perchè questa si chiami la camera +doppia.» + +La padroncina intanto l'osservava in silenzio, e la trovava alta e +spaziosa come tutte le altre già vedute. Le pareti erano intavolate di +larice; il letto e gli altri mobili pareano antichissimi, ed avevano +quell'aria di tetra grandezza che si osservava in tutto l'edificio. +Essa aprì un finestrone; ma l'oscurità non le permise di nulla +distinguere. + +In presenza di Annetta, Emilia procurava di contenersi e trattener le +lacrime. Desiderava ansiosamente di sapere quando si aspettava al +castello il conte Morano; ma temeva di fare un'interrogazione inutile, +e divulgare interessi di famiglia in presenza della servitù. Intanto, +i pensieri d'Annetta occupavansi di oggetti ben diversi: essa amava +molto il maraviglioso; aveva udito parlare d'una circostanza relativa +al castello, che solleticava molto la di lei curiosità. Le avevano +raccomandato il segreto e la sua smania di parlare era così violenta, +che ad ogni istante stava per dir tutto. Era circostanza sì strana! Il +non poter parlarne era un castigo forte per lei; ma Montoni poteva +imporgliene de' più severi ed essa temeva di provocarlo. + +Caterina portò le legna, e la fiamma sfavillante fugò alquanto la +nebbia lugubre della stanza; la fante disse ad Annetta che la padrona +la cercava: Emilia restò sola in preda alle sue tristi riflessioni. +Per sottrarvisi, si alzò a considerare meglio la camera ed i mobili. +Vide una porta chiusa poco esattamente; ma accorgendosi non esser +quella ond'era entrata, prese il lume per sapere ove conduceva. +L'aprì, e scorse i gradini d'una scaletta segreta. Volle vedere dove +mettesse, tanto più che comunicava colla camera; ma nello stato +attuale del suo spirito le mancò il coraggio per andar più oltre. +Chiuse la porta, e cercò d'affrancarla, avendo osservato che dalla +parte interna non aveva chiavistello, mentre di fuori ve n'erano fin +due. Appoggiandovi una sedia pesante, rimediò in parte al pericolo; ma +paventava molto d'esser costretta a dormire in quella camera isolata, +sola e con una porta della quale non conosceva la riuscita. Voleva +quasi andar a pregar la signora Montoni acciò permettesse ad Annetta +di passar la notte con lei, ma rigettò quest'idea, persuasa che i di +lei timori sarebbero stati chiamati puerili, e per non iscuoter anche +di troppo la fantasia già alterata della giovine. Queste affliggenti +riflessioni furono interrotte dal rumore di passi nel corridoio: era +Annetta ed un servo che le portavano la cena da parte della zia. Si +mise a tavola vicino al fuoco, ed obbligò la cameriera a mangiar seco +lei. Incoraggita da tale condiscendenza, e dallo splendore e calore +del fuoco, la buona ragazza accostò la sedia a quella d'Emilia, e le +disse: + +«Avete mai udito parlare, signorina, dello strano caso che ha messo il +padrone in possesso di questo castello? + +--Quale maravigliosa storia ti fu mai detta?» rispose Emilia, cercando +nascondere la viva curiosità che la tormentava. + +--Io so tutto,» soggiunse Annetta guardandosi intorno, ed +accostandosele sempre più; «Benedetto mi ha raccontato tutto per +viaggio.--Annetta, mi diss'egli, voi non sapete nulla di quel castello +ove noi andiamo?--No, gli risposi, signor Benedetto; e voi che ne +sapete?--Ma mi lusingo che saprete custodire un segreto, altrimenti +non vi direi nulla per tutto l'oro del mondo.--Ho promesso di non +parlarne, e si assicura che al padrone spiacerebbe molto che se ne +ciarlasse. + +--Se hai promesso il segreto,» disse Emilia, «fai male a rivelarlo.» + +Annetta tacque alcun poco, poi soggiunse: «Oh! ma per voi, signorina, +so bene che vi posso confidar tutto.» + +Emilia si mise a ridere, dicendo: «Io tacerò fedelmente quanto te.» + +Annetta replicò con gravità, ch'era cosa indispensabile, e continuò: +«Voi dovete sapere che questo castello è molto antico e ben +fortificato; si dice che abbia già sostenuto diversi assedi, e non +appartenne sempre al signor Montoni, nè a suo padre; ma per una +disposizione qualsiasi, egli doveva entrarne al possesso, se la +signora moriva senza maritarsi. + +--Qual signora?» disse Emilia. + +--Adagio,» soggiunse Annetta; «è la signora di cui verrò a parlarvi. +Essa abitava nel castello, ed aveva, come potete immaginarvelo, un +gran treno. Il padrone veniva spesso a visitarla; se ne innamorò e le +offrì di sposarla; erano parenti alla lontana, ma ciò non importava. +La signora amava un altro, e non volle saperne di lui, per cui dicono +montasse sulle furie; e voi ben sapete qual uomo sia quando è in +collera. Forse lo vide ella in uno di questi trasporti, e lo rifiutò. +Ma, come vi diceva, essa parea trista, infelice, e ciò per molto +tempo. O Dio! Che rumore è questo? Non sentite, signorina? + +--È il vento,» disse Emilia; «prosiegui il tuo racconto. + +--Come vi diceva, essa era afflitta ed infelice, passeggiava sola sul +terrazzo, sotto le finestre, e là piangeva amaramente... Tutto ciò +l'ho inteso dire a Venezia; ma ciò che segue, lo seppi oggi soltanto: +il caso è accaduto molti anni addietro, allorchè il signor Montoni era +ancor giovine; la dama si chiamava la signora Laurentini; era +bellissima, ma andava spesso in collera, al par del padrone. Accortosi +questi ch'essa non voleva dargli retta, che fa? lascia il castello, e +non ci torna più; ma ciò poco le importava, poichè era infelice anche +lui assente. Una sera finalmente,» soggiunse la ragazza sbassando la +voce, e guardando intorno inquieta, «per quanto si dice, verso la fine +dell'anno, cioè alla metà di settembre, o ai primi di ottobre, a +quanto suppongo, o fors'anco alla metà di novembre... poco importa, è +sempre verso la fine dell'anno: ma non posso precisare il momento, +perchè non me lo dissero neppur essi. In somma, verso la fine +dell'anno, questa signora andò a passeggiare fuori del castello nel +bosco vicino, come faceva di solito. Essa era sola, colla sua +cameriera: faceva freddo; ed il vento, spazzando via le foglie, +soffiava tristamente attraverso quei grossi castagni che abbiamo +passati ieri: Benedetto mi mostrava gli alberi mentre raccontava. Il +vento era dunque molto freddo, e la cameriera la pregava di tornare +indietro, ma non volle acconsentirvi, chè passeggiava volentieri pei +boschi in qualunque stagione, la sera in ispecie; e se le foglie +secche cadevano intorno a lei, ne avea maggior piacere. Ebbene! fu +veduta scendere verso il bosco; venne la sera, ed essa non comparve. +Suonarono le dieci, le undici, mezzanotte, e non si vide tornare; i +domestici, pensando che le fosse occorsa qualche disgrazia, ne +andarono in traccia; cercarono tutta la notte, ma non la trovarono, e +non poterono averne nessun indizio. Da quel giorno non ne hanno più +saputo nulla. + +--È proprio vero?» disse Emilia sorpresa. + +--Verissimo, signora,» rispose Annetta inorridita; «pur troppo è vero. +Ma si dice,» soggiunse ella sottovoce, «che da qualche tempo la +signora Laurentini fu vista più volte di notte nel bosco e nei +contorni del castello; alcuni de' vecchi servitori, che restarono qui +dopo il tristo caso, assicurano d'averla veduta. Il vecchio fattore +potrebbe raccontare cose assai strane, a quanto si dice. + +--Qual contraddizione!» soggiunse Emilia; «tu dici che non si era più +udito parlare di lei, e poi asserisci che fu veduta. + +--Tutto questo mi fu detto colla massima segretezza,» continuò Annetta +senza badare all'osservazione; «son certa che non vorrete farci torto +a Benedetto ed a me di parlare di questo fatto. + +--Non temere della mia indiscrezione,» rispose Emilia; «ma permettimi +ch'io ti consigli d'essere un po' più prudente, e non isvelare ad +alcuno quel che hai detto a me. Il signor Montoni, come tu dici, +potrebbe benissimo andare in collera, se ne sentisse parlare. Ma, +quali ricerche furono fatte a proposito di questa infelice? + +--Oh! infinite, perchè il padrone aveva diritti sul castello, essendo +parente più prossimo della signora Laurentini; e si dice che i +giudici, i senatori, od altri, dichiararono ch'egli non potesse +entrarne in possesso, se non dopo molti anni, e che se dopo questo +lasso di tempo la dama non si fosse trovata, allora il castello gli +sarebbe appartenuto come se fosse morta. Ma il fatto si propalò, e si +sparsero tante e tante voci strane in proposito, che non ardisco +neppure menzionarvele... + +--È strano,» disse Emilia; «ma allorchè la signora Laurentini è di poi +ricomparsa nel castello, non le ha parlato nessuno? + +--Parlato! parlarle!» sclamò Annetta con ispavento. «No, no, e poi no, +statene sicura. + +--E perchè no?» disse Emilia, bramando sapere qualcosa di più. + +--Madonna santa! Parlare con uno spirito! + +--Ma quali ragioni vi sono per credere che fosse uno spirito, se +nessuno se le è avvicinato, e se nessuno le ha parlato? + +--Oh! signorina, questo non posso dirvelo. Come potete voi farmi +domande così stravaganti? Ma nessuno l'ha veduta andare e venire nel +castello. Ora la vedevano in un sito, e poco dopo era in un altro. +Essa non parlava, e se fosse stata viva, cosa avrebbe fatto in questo +castello senza parlare? vi sono perfino parecchi luoghi dove nessuno +si è arrischiato più di andare, e sempre per lo stesso motivo. + +--Perchè essa non parlava?» disse Emilia sforzandosi di ridere, +malgrado la paura che cominciava ad impossessarsi di lei. + +--No,» rispose Annetta indispettita; «ma perchè ci si vedeva qualche +cosa. Si dice pure esservi un'antica cappella nella parte occidentale +del castello, ove talvolta, a mezzanotte, si sentono gemiti. Io fremo +solo a pensarvi! colà si sono vedute cose molto straordinarie. + +--Finiscila una volta con queste favole. + +--Favole! signorina, io posso dirvi in proposito una storia che mi +raccontò Caterina. Era una fredda sera d'inverno, e Caterina stava +seduta nel salotto col vecchio Carlo e sua moglie. Carlo desiderò di +mangiar fichi, ed incaricò la serva d'andarne a cercare alla dispensa, +ch'era in fondo della galleria settentrionale. Caterina prese la +lampada... Zitto, signora, odo fracasso!...» + +Emilia, in cui allora Annetta avea fatto passar la sua paura, ascoltò +attenta; ma non udì nulla. La cameriera continuò: «Caterina andò alla +galleria... è quella che abbiam traversata prima di venir qui. Essa +andava colla lampada in mano senza paura alcuna... Ancora!» sclamò +d'improvviso; «ho sentito ancora: or non m'inganno. + +--Zitto!» disse Emilia tutta tremante. Ascoltarono, e rimasero +immobili. Fu udito un colpo battuto nel muro. Annetta gettò un alto +grido, la porta si aprì con lentezza, e videro entrar Caterina, che +veniva per dire alla cameriera che la sua padrona la cercava. Annetta +ridendo e piangendo, rimproverò Caterina di averle fatto tanta paura: +temeva avesse udito ciò ch'ella aveva detto. Emilia, profondamente +colpita dalla circostanza principale del racconto di Annetta, non +avrebbe voluto restar sola nella situazione attuale; ma, per evitare i +sarcasmi della signora Montoni, e non tradire la propria debolezza, +lottò contro l'illusioni della paura, e congedò Annetta per tutta la +notte. + +Quando fu sola, pensò alla strana storia della signora Laurentini, e +poi alla situazione in cui trovavasi ella stessa in quel terribile +castello, in mezzo a deserti e montagne, in paese straniero, sotto il +dominio d'un uomo che pochi mesi prima non conosceva, e di cui +considerava il carattere con un orrore giustificato dal terror +generale ch'egli ispirava. Allora, ricordando i timori profetici di +Valancourt, il cuore di lei stringeasi dolorosamente, abbandonandosi a +vani rammarici. + +Il vento, fischiando con forza di fuori pel corridoio, accresceva la +di lei malinconia. Emilia restava fissa davanti alle fredde ceneri +dello spento focolare, quando un'impetuosa raffica penetrando con +ispaventevol fracasso per quegli anditi, scosse porte e finestre, e +spaventolla tanto più che spostò, nella scossa, la sedia ond'ell'erasi +servita per affrancare l'uscio della scaletta, che si socchiuse. +Gelata dal terrore, stette immobile, si fe' quindi coraggio, e corse +ad assicurarlo alla meglio; quindi coricossi lasciando il lume sulla +tavola; ma quella luce tetra raddoppiò la sua paura. Al tremolio +degli incerti raggi le pareva sempre di vedere ombre moversi nel fondo +tenebroso della camera, ed affacciarsi per fino alle cortine del +letto. L'orologio del castello suonò un'ora prima ch'ella potesse +addormentarsi. + + + + +CAPITOLO XX + + +La luce del giorno fugò i vapori della superstizione, ma non quelli +della paura. Si alzò, e per distrarsi delle importune idee, cercò +occuparsi degli oggetti esterni. Contemplò dalla finestra le selvagge +grandezze che le s'offrivano; i monti accatastati l'un sull'altro, non +lasciavan vedere che anguste valli ombreggiate da folte selve. I vasti +bastioni, gli edifizi diversi del castello, stendevansi lungo uno +scosceso scoglio appiè del quale rumoreggiava un torrente +precipitandosi sotto annosi abeti in profondo burrone. Una lieve +nebbia occupava le lontane fondure, e svanendo gradatamente ai raggi +del sole, scopriva gli alberi, le coste, gli armenti ed i pastori. + +Osservando queste ammirabili vedute, Emilia si trovò alquanto +sollevata. + +L'aria fresca del mattino contribuì non poco a rianimarla. Innalzò i +pensieri al cielo, chè sentivasi ognor più tranquilla allorchè gustava +le sublimità della natura. Quando si ritrasse dalla finestra, girò gli +occhi verso la porta da lei assicurata con tanta cura la notte +precedente. Era decisa di esaminarne la riuscita, quando, +nell'avvicinarsi per levar la sedia, si avvide ch'essa n'era già stata +alquanto scostata. È impossibile descrivere la di lei sorpresa nel +trovar poscia la porta chiusa. Rimase attonita come se avesse veduto +uno spettro. La porta del corridoio era chiusa come l'aveva lasciata; +ma l'altra, che non si poteva chiudere se non dal di fuori, eralo +stata necessariamente nel corso della notte. Si spaventò all'idea di +dover dormir ancora in una camera nella quale era sì facile penetrare, +e così lontana da qualunque soccorso: si decise pertanto di dirlo alla +signora Montoni, e domandarle il cambiamento della camera. + +Dopo qualche difficoltà le riuscì di ritrovare la sala della sera +precedente, ove stava già preparata la colazione. Sua zia era sola, +Montoni essendo andato a visitare i contorni del castello, per +esaminar lo stato delle fortificazioni in compagnia di Carlo. Emilia +notò che la zia aveva pianto, e il suo cuore s'intenerì per lei con un +sentimento che si manifestò più nelle sue maniere che nelle parole. Si +fece coraggio non ostante, e profittando dell'assenza di Montoni, +chiese un'altra camera, ed informossi del motivo di quel viaggio. Sul +primo articolo, la zia la rimandò a Montoni, ricusando di +mescolarsene; e sul secondo, protestò la più assoluta ignoranza. +Parlarono quindi del castello e del paese che lo circondava; e la zia +non potè resistere al piacere di motteggiare la buona Emilia sul di +lei gusto per le bellezze della natura. Questi discorsi furono +interrotti dall'arrivo di Montoni, il quale si mise a tavola senza +mostra di avvedersi che vi fosse qualcuno vicino a lui. + +Emilia, che l'osservava tacendo, vide nella sua fisonomia +un'espressione più tetra e severa del solito.--Oh! se io potessi +indovinare,--diss'ella tra sè,--i pensieri ed i progetti di +quella testa, non sarei condannata a questo crudele stato +d'incertezza!--Avanti la fine della colazione, passata nel silenzio, +Emilia arrischiò la domanda del cambiamento della camera, allegando i +motivi che ve la inducevano. + +«Non ho tempo di occuparmi di queste inezie,» disse Montoni; «quella è +la camera che vi fu destinata, e dovete contentarvene. Non è +presumibile che nessuno siasi preso l'incomodo di salire una scala +per chiudere una porta; se non lo era quando entraste, è +probabilissimo che il vento abbia sospinto un chiavistello. Ma io non +so perchè dovrei occuparmi d'una circostanza così frivola.» + +Questa risposta non soddisfece punto Emilia, la quale avea notato come +i chiavistelli fossero rugginosi, e per conseguenza non tanto facili a +moversi. Non fe' noto questa sua osservazione, ma rinnovò la domanda. + +«Se volete essere schiava di simili paure,» disse Montoni severamente, +«astenetevi almeno dal molestare gli altri. Sappiate vincere tutte +queste frivolezze, ed occupatevi nel fortificare il vostro spirito. +Non avvi esistenza più spregevole di quella avvelenata dalla paura.» +Sì dicendo, egli guardava fisso la moglie, la quale arrossì, e non +proferì parola. Emilia, sconcertata ed offesa, trovava allora i suoi +timori troppo giusti per meritare que' sarcasmi; ma vedendo che +qualunque osservazione in proposito sarebbe inutile affatto, mutò +discorso. + +Carlo entrò di lì a poco portando frutti. «Vostra eccellenza +dev'essere stanca di quella lunga passeggiata,» diss'egli mettendo le +frutta sulla tavola; «ma dopo la colazione ci resta da vedere assai +più: c'è un posto, nella strada sotterranea, che conduce a...» + +Montoni aggrottò le ciglia e gli accennò di ritirarsi. Carlo troncò il +discorso e chinò gli occhi; poi, avvicinandosi alla tavola, soggiunse: +«Mi son presa la libertà, eccellenza, di portare alcune ciliege per le +mie padrone: degnatevi gustarle,» diss'egli presentando il paniere +alle donne; «sono buonissime; le ho colte io stesso; vedete, sono +grosse come susine. + +--Andiamo, andiamo,» disse Montoni impazientito, «basta così. Uscite +ed aspettatemi, poichè avrò bisogno di voi.» Quando i due coniugi si +furono ritirati, Emilia cercò distrarsi esaminando il castello. Aprì +una gran porta e passò sui bastioni, contornati per tre lati da +precipizii. L'ampiezza di essi ed il paese svariato cui dominavano +eccitarono la di lei ammirazione. Percorrendoli, sostava ella sovente +a contemplare la gotica magnificenza d'Udolfo, la sua orgogliosa +irregolarità, le alte torri, le fortificazioni, le anguste +finestrelle, le numerose feritoie delle torrette. Affacciatasi al +parapetto, misurò coll'occhio la voragine spaventosa del sottoposto +precipizio, di cui le nere cime delle selve celavano ancora la +profondità. Dovunque volgea gli sguardi, non vedeva che picchi erti, +tetri abeti e gole anguste, che internavansi negli Appennini, e +sparivano alla vista tra quelle inaccessibili regioni. Stava così +intenta quando vide Montoni accompagnato da due uomini che si +arrampicavano per un sentiero praticato nel vivo sasso. Egli si fermò +sopra un poggio considerando il bastione, e voltandosi alla scorta, si +esprimeva con aria e gesti molto energici. Emilia conobbe che un di +coloro era Carlo, e che solo all'altro, vestito da contadino, +dirigevansi gli ordini di Montoni. Si ritirò dal muro al repentino +fracasso d'alcune carrozze ed al tintinnar della campana d'ingresso, e +le venne subito l'idea che fosse giunto il conte Morano. Tornò +celeramente alla propria stanza, agitata da mille paure; corse alla +finestra, e vide sul bastione Montoni che passeggiava con Cavignì: +parevano intertenersi in animatissimo colloquio. + +Mentre stava agitata e perplessa, udì camminare nel corridoio, ed +Annetta entrò. + +«Ah! signorina,» diss'ella, «è arrivato il signor Cavignì: son +contentissima di veder finalmente una faccia cristiana in questo +luogo. Egli è così buono, m'ha sempre dimostrato tanto interesse.... +C'è pure il signor Verrezzi, ed un altro che voi non indovinereste +mai. + +--Il conte Morano forse, suppongo...» E cedendo all'emozione, cadde +quasi svenuta sulla sedia. + +--Il conte? Ma chi ve lo dice? No, signorina, egli non è qui, fatevi +coraggio. + +--Ne sei tu ben sicura? + +--Sia lodato Iddio,» soggiunse Annetta, «che vi siete riavuta presto. +In verità, vi credeva moribonda. + +--Ma sei proprio sicura che il conte non c'è? + +--Oh! sicurissima. Io guardava da un finestrino nella torretta di +settentrione, quando sono arrivate le carrozze: non mi aspettava certo +una vista tanto cara in questa spaventosa cittadella. Ma ora vi sono +padroni, servitori, e si vede un po' di moto. Noi staremo +allegri: andremo a ballare e cantare nel salotto, ch'è lontano +dall'appartamento del padrone. Ma, a proposito, Lodovico è venuto con +loro. Vi dovete ricordare di Lodovico, signora Emilia: quel bel +giovane che governava la gondola del cavaliere nell'ultima regata, e +guadagnò il premio! Quello che cantava poesie così belle, sempre sotto +la mia finestra, al chiaro della luna, a Venezia! Oh! come l'ascoltava +io! + +--Temo che que' versi non ti abbiano guadagnato il cuore, Annetta mia. +Ma se è così, ricordati di non lasciarglielo capire. Adesso sono +riavuta, e puoi lasciarmi. + +--Mi scordava di domandarvi in qual maniera avete potuto riposare in +questa antica e spaventosa camera la notte scorsa. + +--Come secondo il solito. + +--Non avete dunque inteso alcun rumore? + +--No. + +--Nè veduto nulla? + +--Niente affatto. + +--È sorprendente. + +--Ma dimmi, per qual motivo mi fai tu queste interrogazioni? + +--Oh! signorina, non ve lo direi per tutto l'oro del mondo, nè molto +meno quel che mi fu raccontato di questa camera... Vi spaventereste +troppo. + +--Se è così, tu mi hai già spaventata. Potrai dunque dirmi tutto quel +che ne sai senza aggravarti la coscienza. + +--Dio Signore! si dice che compariscano spiriti in questa camera, e da +un bel pezzo. + +--Se è vero, gli è uno spirito che sa chiudere molto bene i +chiavistelli,» disse Emilia sforzandosi di ridere, malgrado la sua +paura. «Ieri sera lasciai quella porta aperta, e stamane l'ho trovata +chiusa.» + +Annetta impallidì, e tacque. + +«Hai tu inteso dire che qualche servitore abbia chiusa questa porta +stamattina prima ch'io mi alzassi? + +--No, signora Emilia, vi giuro che non lo so, ma andrò a domandarlo,» +disse Annetta correndo alla porta del corridoio. + +--Fermati, Annetta, ho altre domande da farti. Dimmi quel che sai di +questa camera e della scaletta segreta. + +--Vado subito a domandarlo, signorina; eppoi son persuasa che la +padrona avrà bisogno di me, e non posso più restare.» Ed uscì ratta, +senza aspettare risposta. Emilia, sollevata dalla certezza che Morano +non era arrivato, non potè astenersi di ridere del repentino terrore +superstizioso di Annetta, benchè anch'ella se ne risentisse talfiata. + +Montoni aveva negato ad Emilia un'altra camera, ed ella si decise a +sopportar rassegnata il male che non poteva evitare. Procurò di +rendere la sua abitazione più comoda che potè; situò su d'un +grand'armadio la sua piccola biblioteca, delizia dei giorni felici, e +consolazione nella sua malinconia, preparò le matite, avendo deciso di +disegnare il sublime punto di vista che scorgevasi dalla finestra; ma +rammentandosi quante volte avesse intrapreso anche altrove una +distrazione di quel genere, e quante ne fosse stata impedita da nuove +imprevedute disgrazie, titubò ad accingersi al lavoro, turbata dal +presupposto prossimo arrivo del conte. + +Per evitare queste penose riflessioni, si mise a leggere; ma la sua +attenzione non potendo fissarsi sul libro che aveva in mano, lo buttò +sul tavolino, e risolse di visitare il castello. Rammentandosi la +strana istoria dell'antica proprietaria, si ricordò del quadro coperto +dal velo, e risolse d'andarlo a scoprire. Traversando le stanze che vi +conducevano, si sentì vivamente agitata: i rapporti di quel quadro +colla signora del castello, il discorso di Annetta, la circostanza del +velo, il mistero di quell'affare, eccitavano nell'anima sua un lieve +sentimento di terrore, ma di quel terrore che s'impadronisce dello +spirito, l'innalza ad idee grandiose, e, per una specie di magia, +all'oggetto medesimo, che n'è la cagione. + +Emilia camminava tremando, e si fermò un momento alla porta prima di +risolversi di aprirla. Si avanzò verso il quadro, che parea di +straordinaria grandezza e trovavasi in un canto; si fermò nuovamente; +alla fine, con mano timida alzò il velo, ma tosto lasciollo ricadere. +Non era un dipinto che aveva veduto, e, prima di poter fuggire, svenne +sul pavimento. + +Allorchè ebbe ricuperato l'uso de' sensi la rimembranza di ciò che +aveva veduto la fece quasi mancare una seconda volta, ed ebbe appena +la forza di uscir da quel luogo e di tornare nella sua camera. Quando +vi fu rientrata, non ebbe coraggio di restarvi sola. L'orrore la +dominava intieramente, e quando fu un poco riavuta, non seppe +decidersi se dovesse informare la signora Montoni di ciò che aveva +visto; ma il timore di esser nuovamente derisa, la determinò a tacere. +Sedette alla finestra per riprender coraggio. Montoni e Verrezzi +passarono di lì a poco; essi parlavano e ridevano, e la loro voce la +rianimò alquanto. Bertolini e Cavignì li raggiunsero sul terrazzo. +Emilia, supponendo allora che la signora Montoni fosse sola, uscì per +recarsi da lei. Sua zia stava abbigliandosi pel pranzo. Il pallore e +la costernazione della nipote la sorpresero assai, ma la fanciulla +ebbe forza bastante per tacere, sebbene il labbro ad ogni momento +fosse in procinto di tradirla. Restò nell'appartamento della zia fino +all'ora del pranzo; essa vi trovò i forestieri, i quali avevano un +aria insolita di preoccupazione, e parevano distratti da interessi +troppo importanti, per fare attenzione a Emilia od alla zia: parlarono +poco, e Montoni anche meno: Emilia fremè nel vederlo. L'orrore di +quella camera le stava sempre innanzi, e cambiò colore temendo di non +poter contenere l'emozione; ma potè vincere sè medesima, +interessandosi ai discorsi ed affettando un'ilarità poco d'accordo +colla mestizia del cuore. Montoni mostrava evidentemente riflettere a +qualche grande operazione. Il pasto fu silenzioso. La tristezza di +quel soggiorno influiva perfino sul giocondo carattere di Cavignì. + +Il conte Morano non fu nominato. La conversazione s'aggirò tutta sulle +guerre che in quei tempi laceravano l'Italia, sulla forza delle +milizie veneziane e sulla bravura dei generali. Dopo il pranzo, Emilia +intese che il cavaliere sul quale Orsino aveva saziata la sua +vendetta, era morto in conseguenza delle ferite ricevute, e che +l'omicida veniva cercato con cura. Questa notizia parve allarmar +Montoni; ma seppe dissimulare, e s'informò dove fosse nascosto Orsino. +Gli ospiti, eccettuato Cavignì, ignari che Montoni a Venezia ne avesse +favorito la fuga, risposero che desso era scappato la medesima notte +con tanta fretta e segretezza, che neppure i suoi più intimi amici non +ne avevano saputo nulla. + +Emilia si ritirò poco dopo colla signora Montoni, lasciando quei +signori occupati nei loro consigli segreti. Aveva già Montoni +avvertito la consorte, con cenni espressivi, a ritirarsi. Questa andò +sui bastioni a passeggiare, nè aprì bocca: Emilia non interruppe il +corso de' suoi pensieri. Essa ebbe bisogno di tutta la sua fermezza +per astenersi dal comunicare alla zia il soggetto terribile del +quadro. Si sentiva tutta convulsa, ed era tentata di palesarle ogni +cosa per sollevarsi il cuore; ma, considerando che un'imprudenza della +zia poteva perderle ambedue, preferì soffrire un male presente anzichè +sottoporsi per l'avvenire ad uno maggiore. Essa aveva in quel giorno +strani presentimenti. Le pareva che il suo destino l'incatenasse a +quel luogo lugubre. Nondimeno, la rimembranza di Valancourt, la +perfetta fiducia che aveva del suo amore costante, bastavano a +versarle in seno il balsamo della consolazione. + +Mentre appoggiavasi al parapetto del bastione, scorse in poca distanza +parecchi operai ed un mucchio di pietre che parevano destinate a +risarcire una breccia. Vide parimenti un antico cannone smontato. La +zia si fermò per parlare co' lavoranti, domandandoli cosa facessero. +«Si vuol risarcire le fortificazioni, signora,» disse uno di loro. +Ella fu sorpresa che Montoni pensasse a que' lavori, tanto più ch'ei +non le aveva mai manifestata l'intenzione di voler soggiornare colà +lunga pezza. Si avanzò verso un'alta arcata che conduceva al bastiono +di mezzogiorno, e che, essendo unita da una parte al castello, +sosteneva una torretta di guardia dominante tutta la valle. +Nell'avvicinarsi a quell'arcata, vide da lontano scendere dai boschi +una numerosa truppa di cavalli e d'uomini, cui riconobbe per soldati +al solo splendore delle lance e delle altre armi, giacchè la distanza +non permetteva di giudicare esattamente dei colori. Mentre guardava, +l'avanguardia uscì dal bosco, ma la truppa continuava a stendersi fino +all'estremità del monte. L'uniforme militare si distingueva nelle +prime file, alla testa delle quali inoltrava il comandante, che +pareva dirigere la marcia delle schiere, avvicinandosi gradatamente al +castello. + +Un tale spettacolo, in quelle contrade solitarie, sorprese ed allarmò +singolarmente la Montoni, la quale corse in fretta da alcuni contadini +che lavoravano all'altro bastione, a domandar loro cosa fosse quella +truppa. Queglino non poterono darle alcuna risposta soddisfacente; e, +sorpresi anch'essi, osservavano stupidamente la cavalcata. La signora, +credendo necessario comunicare al marito il soggetto della di lei +sorpresa, mandò Emilia per avvertirlo che desiderava parlargli. La +nipote non approvava l'ambasciata, temendo il mal umore dello zio; +pure obbedì senza aprir bocca. + +Nell'avvicinarsi alle stanze, ove si trovava Montoni cogli ospiti, +Emilia udì una contesa violenta. Si fermò temendo la collera che +poteva produrre il suo arrivo inaspettato. Poco dopo tacquero tutti; +allora essa ardì aprir la porta. Montoni si volse vivamente, e la +guardò senza parlare; ella eseguì la commissione. «Dite alla signora +che sono occupato,» ei le rispose. + +La fanciulla credè bene raccontargli il motivo dell'ambasciata. +Montoni e gli altri si alzarono tosto e corsero alle finestre; ma, non +vedendo le truppe, andarono sul bastione, e Cavignì congetturò dovesse +essere una legione di _condottieri_ in marcia per Modena. Parte di +quella soldatesca era allora nella valle, l'altra risaliva i monti +verso ponente, e la retroguardia era ancora sull'orlo dei precipizi, +dond'erano venuti. Mentre Montoni e gli altri osservavano quella +marcia militare, s'udì lo squillo delle trombe e dei timpani, i cui +acuti suoni venivan ripetuti dagli echi. Montoni spiegò i segnali, di +cui pareva espertissimo, e concluse che non avean nulla di ostile. La +divisa dei soldati e la qualità delle armi lo confermarono +nell'opinione di Cavignì; ebbe la soddisfazione di vederli +allontanare, nè ritirossi fintantochè non furono intieramente +scomparsi. + +Emilia, non sentendosi bastantemente rimessa per sopportare la +solitudine della sua camera, rimase sul baluardo fino a sera. Gli +uomini cenarono fra loro. La signora Montoni non uscì dalle sue +stanze: Emilia recossi da lei prima di ritirarsi, e la trovò piangente +ed agitata. La tenerezza della nipote era naturalmente così +insinuante, che riusciva quasi sempre a consolare gli afflitti; ma le +più dolci espressioni a nulla valsero colla zia. Ella finse, colla +solita delicatezza, di non osservare il dolore di lei, ma ne' modi usò +una grazia così squisita, una premura così affettuosa, che quella +superba se ne offese. Eccitare la pietà della nipote, era per lei un +affronto sì crudele pel suo orgoglio, che s'affrettò a congedarla. +Emilia non le parlò della sua estrema ripugnanza a trovarsi isolata; +le chiese soltanto in grazia che Annetta potesse restare con lei fino +al momento di coricarsi. L'ottenne a stento; e siccome Annetta allora +era co' servitori, le convenne ritirarsi sola. Traversò veloce le +lunghe gallerie. Il fioco chiarore del lume non serviva che a rendere +più sensibile l'oscurità, ed il vento minacciava di spegnerlo ad ogni +istante. Passando davanti la fuga delle stanze visitate la mattina, +credette udir qualche suono, ma guardossi bene dal fermarsi per +accertarsene. Giunta alla sua camera, non vi trovò neppure una +scintilla di fuoco. Prese un libro per occuparsi, finchè Annetta +venisse; ma la solitudine e la quasi oscurità la piombarono nuovamente +nella desolazione, tanto più ch'era prossima al luogo orribile +scoperto la mattina. Non sapendo risolversi a dormire in quella stanza +dove per certo la notte precedente era entrato qualcuno, aspettava +Annetta con penosa impazienza, volendo saper da lei un'infinità di +circostanze. Desiderava egualmente interrogarla su quell'oggetto +d'orrore, di cui la credea informata, sebbene inesattamente. Stupiva +però, che la camera che lo conteneva restasse aperta tanto +imprudentemente. Il fioco chiarore diffuso sulle pareti dal lume +presso a spegnersi, aumentava il suo terrore. Si alzò per tornare +nella parte abitata del castello, prima che l'olio fosse totalmente +consunto. + +Nell'aprir la porta, intese alcune voci, e vide un lume in fondo al +corridoio. Era Annetta con un'altra serva. «Ho piacere che siate +venute,» disse Emilia; «qual cagione vi ha trattenute tanto? Favorite +di accendere il fuoco. + +--La padrona aveva bisogno di me,» rispose Annetta un poco +imbarazzata. Vado subito a prendere le legna. + +--No,» disse Caterina, «è incombenza mia.» Ed uscì. Annetta voleva +seguirla; ma Emilia la richiamò, ed ella si mise a parlar forte e a +ridere, come se avesse avuto paura di stare silenziosa. + +Caterina tornò colle legna, e tostochè fu acceso il fuoco e la serva +se ne fu andata, la fanciulla domandò ad Annetta se avesse prese le +informazioni ordinatele. + +«Sì, signora,» rispose la ragazza, «ma nessuno sa nulla. Io ho +osservato Carlo con attenzione, perchè dicono ch'egli sappia di cose +strane; quel vecchio ha una cert'aria che non saprei esprimere: mi +domandò più volte se era ben sicura che la porta della scaletta +segreta non fosse chiusa.--Sicurissima, gli risposi. In verità, +signorina, son tanto sbalordita, che non so quel che mi dica. Non +vorrei dormire in questa camera più che sul cannone del baluardo, là +in fondo. + +--E perchè meno su quel cannone che in qualunque altra parte del +castello?» disse Emilia sorridendo. «Credo che il letto sarebbe duro. + +--Sì, ma non si può trovarne un più cattivo. Il fatto sta che la notte +scorsa fu veduto qualcosa vicino a quel cannone, che vi stava come di +guardia. + +--E tu credi a tutte le favole che ti spacciano? + +--Signorina, vi farò vedere il cannone di cui si tratta. Voi potete +scorgerlo qui dalla finestra. + +--È vero, ma è una prova che sia guardato da un fantasma? + +--Come! Se vi faccio vedere il cannone, non lo credete neppure allora? + +--No, non credo altro se non quel che vedo co' miei occhi. + +--Ebbene, lo vedrete, se volete avvicinarvi soltanto alla finestra.» + +Emilia non potè trattener le risa, e Annetta parve sconcertata. +Vedendo la di lei facilità a credere al maraviglioso, la fanciulla +credè bene astenersi dal parlarle del soggetto del suo terrore, +temendo ch'ella soccombesse a paure ideali. Parlò dunque delle regate +di Venezia. + +«Oh! sì, signorina,» disse Annetta, «que' bei lampioni e quelle belle +notti al chiaro di luna: ecco che cosa c'è di magnifico a Venezia; son +certa che la luna è più bella in quella città che altrove. Che musica +deliziosa si sentiva! Lodovico cantava così spesso vicino alla mia +finestra, sotto il portico! Fu Lodovico a parlarmi di quel quadro che +avevate tanta smania di vedere ieri. + +--Che quadro?» disse Emilia, volendo far parlare Annetta. + +--Quel quadro terribile col velo nero. + +--L'hai tu veduto? + +--Chi? io? giammai; ma stamattina,» continuò la cameriera, parlando +sottovoce e guardandosi intorno, «stamattina, quando fu giorno +chiaro,--voi sapete ch'io aveva un gran desiderio di vederlo, ed aveva +inteso strane cose in proposito,--andai fino alla porta decisa di +entrarvi, ma la trovai chiusa.» + +Emilia fremette, e temendo d'essere stata osservata, poichè la porta +era stata chiusa sì poco tempo dopo la sua visita, tremava la sua +curiosità non le attirasse la vendetta di Montoni; e comprendendo quel +soggetto essere troppo spaventoso per occuparsene a quell'ora, cambiò +discorso. Era vicina la mezzanotte, e Annetta accingeasi ad andarsene, +allorchè intesero suonare la campana della porta d'ingresso; +ristettero spaventate: dopo una lunga pausa udirono il rumore di una +carrozza nel cortile; Emilia si abbandonò sopra la sedia esclamando: +«È il conte senz'altro. + +--A quest'ora! oh no! parendomi impossibile ch'egli abbia scelto +questo momento per arrivare in una casa. + +--Cara mia, non perdiamo tempo in vani discorsi,» disse Emilia +spaventata; «va, te ne prego, va a vedere chi può essere.» + +Annetta uscì portando via il lume, e lasciandola all'oscuro: ciò le +avrebbe fatto paura qualche minuto prima, ma in quel momento non ci +badava: aspettava ed ascoltava quasi senza respirare. Infine Annetta +ricomparve. + +«Sì,» diss'ella, «avevate ragione; è il conte. + +--Giusto cielo!» sclamò Emilia; «ma è proprio lui? l'hai realmente +riconosciuto? + +--Sì, l'ho veduto distintamente; sono andata al finestrino della corte +occidentale che, come sapete, guarda nel cortile intorno. Ho veduto la +sua carrozza, ov'egli aspettava qualcuno: vi erano molti cavalieri con +torce accese. Quando gli si presentò Carlo, disse alcune parole ch'io +non potei capire, e scese in compagnia d'un altro signore. Credendo +che il padrone fosse già in letto, corsi al gabinetto della padrona +per saper qualcosa; incontrai Lodovico, dal quale seppi che il signor +Montoni vegliava ancora, e teneva consiglio cogli altri signori in +fondo alla galleria di levante. Lodovico mi fe' segno di tacere, ed io +son tornata subito qui.» + +Emilia domandò chi fosse il compagno del conte, e come li avesse +ricevuti Montoni; ma Annetta non potè dirle nulla. + +«Lodovico,» soggiuns'ella, «andava appunto a chiamare il cameriere del +padrone per informarlo di questo arrivo, allorchè io lo trovai.» + +Emilia restò alcun tempo incerta; finalmente pregò Annetta di andar a +scoprire, se fosse possibile, l'intenzione del conte venendo al +castello. + +«Volentieri,» rispose l'altra; «ma come potrò io trovare la scala, se +vi lascio la lucerna?» + +Emilia si offrì di farle lume. Quando furono in cima alla scala, essa +riflettè che poteva essere veduta dal conte, e, per evitar di passare +pel salone, Annetta la condusse per vari anditi ad una scala segreta +che metteva nel tinello. + +Tornando indietro, Emilia temè di smarrirsi, ed essere nuovamente +spaventata da qualche misterioso spettacolo, e fremea all'idea di +aprire una sola porta. Mentre stava perplessa e pensierosa, le parve +udire un singulto; si fermò, e ne sentì un altro distintamente: avea a +destra parecchi usci; tese l'orecchio; quando fu al secondo, intese +una voce lamentevole, ma non sapeva decidersi ad aprir la porta, o ad +allontanarsi. Riconobbe sospiri convulsi e le querele d'un cuore alla +disperazione: impallidì, e considerò ansiosa le tenebre che +circondavanla: i lamenti continuavano; la pietà vinse il terrore. +Nella probabilità che le di lei attenzioni valessero a consolarlo, +depose il lume, ed aprì la porta pian piano: tutto era tenebre, tranne +un gabinetto in fondo d'onde trapelava una fioca luce. Parendole +riconoscere la voce, si avanzò adagio, e vide sua zia appoggiata al +tavolino, col fazzoletto agli occhi... Essa restò immobile per lo +stupore. + +Un uomo stava assiso vicino al caminetto, ma non potè distinguerlo, +perchè le voltava le spalle; tratto tratto egli diceva qualche parola +sottovoce, che non potevasi intendere, ed allora la zia piangeva più +forte. Avrebbe Emilia voluto indovinare il motivo di quella scena, e +riconoscere colui che a quell'ora si trovava colà: non volendo però +aumentare le smanie della zia scuoprendo i suoi segreti, si ritirò con +cautela, e, sebbene a stento, le riuscì di trovare la sua camera, ove +in breve altri interessi le fecero obliare la di lei sorpresa. + +Annetta tornò senza risposta soddisfacente. I servi, coi quali aveva +parlato, ignoravano il tempo che il conte doveva restare nel castello: +non parlavano che delle strade cattive percorse, dei pericoli +superati, e maravigliavansi che il loro padrone avesse fatto quella +strada a notte così avanzata. Ella finì col chiedere il permesso +d'andarsi a riposare. + +Emilia, conoscendo che sarebbe stata una crudeltà il trattenerla, la +congedò. Rimase sola, pensando alla propria situazione ed a quella +della zia; e gli occhi di lei fermaronsi alfine sul ritratto trovato +nelle carte che il padre aveale imposto di ardere, e che stava sul +tavolo con vari disegni estratti da una scatoletta poche ore innanzi: +tal vista la immerse in tristi riflessioni, ma l'espressione +commovente del ritratto ne addolciva l'amarezza. Guardò intenerita +que' leggiadri lineamenti; d'improvviso, ricordossi conturbata le +parole del manoscritto trovato colla miniatura, e che allora aveanla +compresa d'incertezza e d'orrore. Infine, si riscosse, e decise di +coricarsi; ma il silenzio, la solitudine in cui si trovava a quell'ora +tarda, l'impressione lasciatale dal soggetto cui stava meditando, le +ne tolsero il coraggio. I racconti di Annetta, benchè frivoli, aveanla +però conturbata, tanto più dopo la spaventosa circostanza ond'ella era +stata testimone poco lungi dalla sua camera. + +La porta della scala segreta era forse il soggetto d'un timore meglio +fondato. Decisa a non ispogliarsi, si gettò vestita sul letto; il cane +di suo padre, il buon Fido, coricato ai di lei piedi, le serviva di +sentinella. + +Preparata così, procurò di bandire le triste idee; ma il suo spirito +errava tuttavia sui punti che più l'interessavano, e l'orologio suonò +le due prima ch'ella potesse chiuder occhio. Cedè finalmente ad un +sonno leggero, e ne fu svegliata da un rumore che le parve sentire in +camera. Tremante alzò il capo, ascoltò attenta: tutto era nel +silenzio; credendo essersi ingannata, si riadagiò sul guanciale. + +Poco dopo il rumore ricominciò: pareva venir dalla parte della +scaletta. Si rammentò allora il disgustoso incidente della notte +scorsa, in cui una mano ignota aveva socchiuso quell'uscio. Il terrore +le agghiacciò il cuore. Si alzò sul letto, e stirando lievemente il +cortinaggio, osservò la porta della scala. Il lume che ardeva sul +caminetto spandeva una luce fiochissima. Il rumore che credeva venire +dalla porta continuò a farsi sentire. Le pareva che ne smovessero i +chiavistelli; poi si fermavano, e quindi ricominciavano pian piano, +come se avessero temuto di farsi udire. Mentre Emilia fissava gli +occhi da quella parte, vide l'imposta muoversi, aprirsi lenta e +qualcosa entrare in camera, senza che l'oscurità le permettesse +distinguer nulla. Quasi morta dallo spavento, fu abbastanza padrona di +sè stessa per non gridare e lasciar ricader la cortina. Osservò +tacendo quell'oggetto misterioso, il quale pareva cacciarsi nelle +parti più oscure della camera, poi talvolta fermarsi; ma quando si +avvicinò al camino, Emilia potè distinguere una figura umana. Una +tetra rimembranza fu quasi per farla soccombere. Continuò nonostante +ad osservar quella figura, la quale restò immobile buona pezza, e si +avvicinò quindi pian piano ai piedi del letto. Le cortine, socchiuse +alquanto, permettevano alla fanciulla di vederla; ma il terrore la +privava perfin dalla forza di fare un movimento. Dopo un istante, la +figura tornò al camino, prese il lume, considerò la camera, e +riaccostossi adagio al letto. I raggi della lampada svegliarono +allora il cane, il quale saltò a terra, latrò forte, e corse +sull'incognito, che lo respinse colla spada coperta dal fodero. Emilia +riconobbe il conte Morano. Essa lo guardò muta dallo spavento. Egli +cadde in ginocchio, scongiurandola di non temere, e gettando il ferro, +volle prenderle una mano. Ma, ricuperando allora le forze paralizzate +dal terrore, Emilia saltò giù dal letto, Morano si alzò, la seguì +verso la porta della scaletta, e la fermò mentre ne toccava il primo +gradino; ma già al chiarore d'un lume, essa aveva veduto un altr'uomo +a metà della scala medesima. Gettò un grido di disperazione, e, +credendosi tradita da Montoni, si diè per perduta. + +Il conte la trascinò in camera. «Perchè tanto spavento?» diss'egli con +voce tremante. «Ascoltatemi, Emilia, io non vengo per farvi alcun +male; no, giuro al cielo, vi amo troppo, senza dubbio pel mio riposo.» + +Emilia lo guardò un momento coll'incertezza della paura. «Lasciatemi, +signore,» gli disse, «lasciatemi dunque sul momento. + +--Ascoltate, Emilia,» soggiunse Morano, «ascoltatemi: io vi amo, e +sono disperato, sì, disperato. Come posso io guardarvi, forse per +l'ultima volta e non provare tutte le furie della disperazione? Ma no, +voi sarete mia a dispetto di Montoni, a dispetto di tutta la sua +viltà. + +--A dispetto di Montoni!» sclamò Emilia con vivacità. «O cielo! che +sento mai? + +--Che Montoni è un infame,» gridò Morano con veemenza, «un infame che +vi vendeva al mio amore, che... + +--E quello che mi comprava lo era egli meno?» diss'ella gettando sul +conte un'occhiata sprezzante. «Uscite, signore, uscite sull'istante.» +Poi soggiunse con voce commossa dalla speranza e dal timore, benchè +sapesse di non poter essere intesa da nessuno: «Od io metterò sossopra +tutto il castello, ed otterrò dal risentimento del signor Montoni ciò +che implorai indarno dalla sua pietà. + +--Non isperate nulla dalla sua pietà; egli mi ha tradito indegnamente: +la mia vendetta lo perseguiterà da per tutto; e quanto a voi, Emilia, +ha senza dubbio progetti più lucrosi del primo.» + +Il raggio di speranza che le prime parole del conte avevano reso ad +Emilia, fu quasi spento da queste ultime espressioni. La di lei +fisonomia ne fu conturbata, e Morano procurò di trarne vantaggio. Ei +disse: + +«Io perdo il tempo, non venni per declamare contro Montoni, venni per +sollecitare, per supplicare Emilia; venni per dirle tutto ciò che +soffro, per iscongiurarla di salvarci amendue: me dalla disperazione e +lei dalla rovina. Emilia, i progetti di Montoni son tali, che voi non +potete concepirli; sono terribili, ve lo giuro. Fuggite, fuggite da +quest'orrida prigione coll'uomo che vi adora. Un servo, guadagnato a +forza d'oro, mi aprirà le porte del castello, e fra breve vi sarete +sottratta da questo scellerato.» + +Emilia era oppressa dal colpo terribile ricevuto nel mentre appunto +rinascevale la speranza in cuore. Si vedeva perduta senza riparo. +Incapace di rispondere e quasi di riflettere, si abbandonò sur una +sedia, pallida e taciturna; era probabilissimo che in principio +Montoni l'avesse venduta a Morano, ma era chiaro che in seguito avesse +ritrattata la sua promessa, e la condotta del conte lo provava. +Appariva eziandio che un progetto più vantaggioso aveva solo potuto +decidere l'egoista Montoni ad abbandonare quel piano, che aveva sì +vivamente sollecitato. Queste riflessioni la fecero fremere delle +parole di Morano, ch'ella non esitava a credere. Ma mentre tremava +all'idea delle sventure che l'attendevano nel castello di Udolfo, +considerava che l'unico mezzo di uscirne era la protezione d'un uomo, +col quale non potevano mancarle sciagure più certe e non meno +terribili; mali in fine, di cui non poteva sostener il pensiero. + +Il silenzio di lei incoraggì le speranze del conte, che l'osservava +con impazienza; ei le prese la mano e scongiurala a decidersi. «Tutti +gl'istanti di ritardo,» le disse, «rendono la partenza più pericolosa; +i pochi momenti che noi perdiamo, possono dare a Montoni il tempo di +sorprenderci. + +--Per pietà, signore, non m'importunate» disse Emilia fiocamente; «io +sono infelice, e debbo continuare ad esserlo. Lasciatemi, ve ne prego, +lasciatemi al mio destino. + +--Non mai,» gridò il conte con impeto; «io perirò piuttosto... ma +perdonate questa violenza: l'idea di perdervi mi altera la ragione. +Voi non potete ignorare il carattere di Montoni; ma potete ignorare i +suoi progetti, sì, voi li ignorate certo, chè diversamente non +esitereste fra l'amor mio ed il suo potere. + +--Io non esito punto,» disse Emilia. + +--Partiamo dunque,» soggiunse Morano baciandole la mano, ed alzandosi +in fretta. «La mia carrozza ci aspetta sotto le mura del castello. + +--V'ingannate, signore; vi ringrazio dell'interesse che prendete per +la mia sorte, ma io resterò sotto la protezione del signor Montoni. + +--Sotto la sua protezione!» sclamò violentemente Morano; «la sua +_protezione_! Emilia, deh! non vi lasciate ingannare... Ve l'ho già +detto quale sarebbe la sua _protezione_. + +--Scusate se in questo momento non presto fede ad una semplice +asserzione, e se esigo qualche prova. + +--Non ho il tempo nè il mezzo di produrne. + +--Ed io non avrò nessuna volontà di ascoltarle. + +--Voi vi beffate della mia pazienza e delle pene mie,» continuò +Morano; «un matrimonio coll'uomo che vi adora, è egli dunque così +terribile ai vostri occhi? Preferite questa crudel prigionia? Oh! c'è +qualcuno, per certo, che m'invola gli affetti che dovrebbero +appartenermi, altrimenti non potreste ricusare un partito che può +sottrarvi alla più barbara tirannide.» E correva smarrito su e giù per +la camera. + +--Il vostro discorso, conte Morano, prova abbastanza che i miei +affetti non potrebbero appartenervi,» disse Emilia con dolcezza. +«Questa condotta prova abbastanza ch'io sarei ugualmente +tiranneggiata, caso fossi in vostro potere. Se volete persuadermi il +contrario, cessate di molestarmi davvantaggio colla vostra presenza; +se me lo negaste, mi obblighereste di esporvi alla collera del signor +Montoni. + +--Ma ch'ei venga!» sclamò Morano furibondo; «ch'ei venga! Ardisca +provocare la mia! ardisca guardare in faccia l'uomo che ha così +insolentemente oltraggiato! Gl'insegnerò io cosa sia la morale, la +giustizia, e specialmente la vendetta! venga, ed io gl'immergerò la +spada nel seno.» + +La veemenza colla quale si esprimeva, divenne per Emilia un nuovo +motivo d'inquietudine. Si alzò dalla sedia, ma le tremavano le gambe, +e ricadde. Guardava attentamente la porta chiusa del corridoio, +convincendosi di non poter fuggire senza esserne impedita. + +«Conte Morano,» diss'ella finalmente, «calmatevi, ve ne scongiuro, ed +ascoltate la ragione, se non la pietà. Voi v'ingannate egualmente +nell'amore e nell'odio. Non potrò mai corrispondere all'affetto onde +vi piaceste onorarmi, e certo io non l'ho mai incoraggito. Il signor +Montoni non può avervi oltraggiato: sappiate ch'ei non ha diritto di +disporre della mia mano, quand'anco ne avesse il potere. Lasciatemi, +abbandonate questo castello, finchè potete farlo con sicurezza. +Risparmiatevi le terribili conseguenze d'una vendetta ingiusta, ed il +rimorso sicuro di aver prolungato i miei patimenti. + +--Una vendetta ingiusta!» esclamò il conte riprendendo a un tratto la +furia della passione. «E chi mai potrà vedere questo volto angelico, e +credere un castigo qualunque proporzionato all'offesa che mi fu fatta? +Sì, abbandonerò questo castello, ma non ne uscirò solo. La mia gente +mi aspetta, e vi porterà alla mia carrozza; le vostre strida saranno +inutili; nessuno può ascoltarle in questo luogo remoto. Cedete dunque +alla necessità, e lasciatevi condurre. + +--Conte Morano,» diss'ella alzandosi, e respingendolo mentre si +avanzava, «io sono adesso in poter vostro, ma riflettete che una +simile condotta non può acquistarvi la stima di cui pretendete esser +degno.» + +Qui fu interrotta dal brontolìo del suo cane, che saltò giù dal letto +per la seconda volta; Morano guardò verso la scala, e, non vedendo +alcuno, chiamò ad alta voce _Cesario_. + +«Emilia,» le disse, in seguito, «perchè mi obbligate ad usar questo +mezzo? Oh! quanto desidererei persuadervi, anzichè obbligarvi ad +essere la mia sposa! Ma giuro al cielo che Montoni non vi venderà ad +un altro. Intanto verrete meco. Cesario, Cesario!...» + +Un uomo comparve. Emilia gettò un alto strido, mentre il conte la +trascinava. In quel punto s'intese rumore all'uscio del corridoio. Il +conte si fermò, come esitante tra l'amore e la vendetta; l'uscio si +aprì, e Montoni, seguito dal vecchio intendente e da parecchi altri, +entrò precipitoso nella camera dicendo: «Ah traditore! pagherai il fio +del tuo infame attentato; in guardia!» + +Il conte non aspettò una seconda sfida; consegnò Emilia a Cesario, e +voltosi con fierezza: «Sono da te, infame,» gridò egli menandogli un +colpo da disperato. Montoni si difese valorosamente, ma furono +separati dai seguaci, mentre Carlo strappava Emilia alla gente di +Morano. + +«È per questo,» disse Montoni con ironia, «è per questo ch'io vi +riceveva nel mio tetto, e vi permetteva di passarvi la notte? Voi +adunque veniste a ricompensar la mia ospitalità con un indegno +tradimento, e per involarmi mia nipote? + +--Che chi parla di tradimento,» rispose Morano con rabbia concentrata, +«osi mostrarsi senza arrossire. Montoni, voi siete un infame; se qui +c'è tradimento, voi solo ne siete l'autore. + +--Ah vile!» gridò l'altro sciogliendosi da chi lo tratteneva e +correndo addosso al conte. Uscirono dalla porta del corridoio. Il +combattimento fu così furioso, che nessuno ardì avvicinarsi. Montoni, +d'altra parte, giurava di trafiggere il primo che si fosse frapposto. +La gelosia e la vendetta aumentavano la rabbia e l'acciecamento di +Morano. Montoni, più padrone di sè stesso, ed abilissimo, ebbe il +vantaggio, e ferì l'avversario; ma questi parendo insensibile al +dolore e alla perdita del sangue, seguitò a battersi, e piagò Montoni +leggermente nel braccio, ma nell'istesso momento toccò una larga +ferita, e cadde in braccio a Cesario. Montoni, appoggiandogli la spada +al petto, voleva obbligarlo a chieder la vita. Morano potè appena +replicare con un gesto ed una parola negativa, e svenne. L'altro stava +per trafiggerlo, ma Cavignì gli trattenne il braccio: cedette però con +molta difficoltà, e vedendo l'avversario rovesciato, ordinò di +trasportarlo all'istante fuori del castello. + +Emilia, che non aveva potuto uscire dalla camera durante lo spaventoso +tumulto, entrò nel corridoio, e patrocinando con coraggio la causa +dell'umanità, supplicò Montoni di accordare a Morano, nel castello, i +soccorsi che esigeva il suo stato. Montoni, il quale non ascoltava +quasi mai la pietà, parea in quel momento sitibondo di vendetta. Colla +crudeltà d'un mostro ordinò per la seconda volta che il suo vinto +nemico fosse trasportato subito fuori del castello nello stato in cui +si trovava. Quei dintorni, coperti di boschi, offrivano appena una +capanna solitaria da passarvi la notte. I servi del conte dichiararono +che non l'avrebbero mosso di lì, finchè non avesse dato almeno qualche +segno di vita. Quelli di Montoni stavano immobili, e Cavignì faceva +invano rimostranze: la sola Emilia, non badando a minacce, portò acqua +a Morano, e ordinò agli astanti di fasciargli le ferite. Montoni, +sentendo finalmente qualche dolore alla sua, si ritirò per farsi +medicare. + +In quell'intervallo, il conte rinvenne. Il primo oggetto che lo colpì, +aprendo gli occhi, fu Emilia chinata su di lui coll'espressione della +massima inquietudine. Egli la contemplò dolorosamente. + +«L'ho meritato,» diss'egli, «ma non da Montoni. Io meritava d'esser +punito da voi, e ne ricevo invece pietà.» Dopo qualche pausa +soggiunse: «Bisogna ch'io vi abbandoni, ma non a Montoni. Perdonatemi +i dispiaceri che vi cagionai. Il tradimento di quell'infame non +resterà impunito.... Non sono in istato di camminare, ma poco importa: +portatemi alla capanna più prossima. Non passerei la notte in questo +luogo, quand'anco fossi certo di morire nel breve tragitto che dovrò +fare.» + +Cavignì propose di andare ad uniformarsi se vi fosse nelle vicinanze +qualche abituro, prima di levarlo di là, ma il conte era troppo +impaziente di partire. L'angoscia del suo spirito sembrava ancor più +violenta del patimento della ferita. Rigettò sdegnosamente la proposta +di Cavignì, nè volle che si ottenesse per lui il permesso di passar la +notte nel castello. Cesario voleva far venir innanzi la carrozza, ma +Morano glielo proibì. «Non potrei sopportarla,» diss'egli; «chiamate i +miei servitori: essi mi trasporteranno sulle braccia.» + +Finalmente, calmandosi alquanto, acconsentì che Cesario andasse prima +in cerca di un ricetto. Emilia, vedendolo risensato, si disponeva ad +uscire, quando Montoni glie l'ordinò per mezzo d'un servo, aggiungendo +che se il conte non era partito, dovesse allontanarsi immediatamente. +Gli sguardi di Morano sfavillarono di sdegno, e si fece di fuoco. + +«Dite a Montoni,» soggiunse, «che me n'andrò quando mi converrà. +Lascerò questo castello ch'esso _chiama il suo_, come si lascia il +nido di un serpente; ma non sarà l'ultima volta che udrà parlar di me. +Ditegli che, per quanto potrò, non gli lascerò _un altro omicidio_ +sulla coscienza. + +--Conte Morano, sapete voi bene quel che dite?» disse Cavignì. + +--Sì, lo so benissimo, ed egli intenderà ciò ch'io voglio dire. La sua +coscienza, su questo punto, seconderà la sua intelligenza. + +--Conte Morano,» disse Verrezzi, che fin allora stava zitto, «se +ardite insultare ancora il mio amico, v'immergo la spada nel cuore. + +--Sarebbe azione degna dell'amico d'un infame,» disse Morano, e la +violenza dello sdegno lo fe' sollevare dalle braccia de' servi; ma la +di lui energia fu momentanea, e ricadde spossato. La gente di Montoni +tratteneva Verrezzi, il quale pareva disposto a compiere la sua +minaccia. Cavignì, meno irritato di lui cercava di farlo uscire, +Emilia, trattenuta fin allora dalla compassione, stava per ritirarsi, +quando la voce di Morano l'arrestò. Le fe' cenno di avvicinarsi. Ella +si avanzò timidamente, ma il languore che sfigurava la faccia del +ferito, eccitò la di lei pietà. + +«Vi lascio per sempre,» ei le disse; «forse non vi vedrò più. Vorrei +portar meco il vostro perdono, e, se non fossi troppo importuno, +ardisco chiedere la vostra benevolenza. + +--Ricevete questo perdono,» disse Emilia, «coi voti più sinceri per la +vostra pronta guarigione.» + +Scongiuratolo quindi ad uscir tosto dal castello, recossi dallo zio. +Egli era nel salotto di cedro su di un sofà, e soffriva molto della +sua ferita, ma la sopportava con gran coraggio. + +Emilia tremava nell'avvicinarsegli; ei la rampognò forte per non aver +obbedito subito, e attribuì a capriccio la di lei pietà pel ferito. + +La fanciulla, punta da quelle oltraggiose parole, non rispose. + +In quella Lodovico entrò nella stanza, riferendo che trasportavano +Morano su d'una materassa ad una capanna poco distante. Montoni parve +placarsi, e disse ad Emilia che poteva tornare alla sua camera. Ella +andossene volentieri; ma l'idea di passar la notte in una stanza che +poteva esser aperta a tutti, le fece allora più spavento che mai. +Risolse di andare da sua zia a chiederle il permesso di condur seco +Annetta. + +Nell'avvicinarsi alla galleria, udì voci di persone che parevano +altercare; riconobbe ch'erano Cavignì e Verrezzi; quest'ultimo +protestava di voler andare ad informar Montoni dell'insulto fattogli +da Morano. Cavignì parea cercar di calmarlo. + +«Non si deve badare,» diceva egli, «alle ingiurie d'un uomo in +collera; la vostra ostinazione sarà funesta al conte ed a Montoni; noi +abbiamo ora interessi molto più seri da discutere.» + +Emilia unì le sue preghiere alle ragioni di Cavignì, e riuscirono in +fine a distoglier Verrezzi dal suo progetto. + +Entrata dalla zia, la di lei calma le fece credere che ignorasse +l'accaduto; volle raccontarglielo con cautela; ma la zia l'interruppe +dicendole che sapeva tutto. Benchè Emilia sapesse benissimo ch'ella +aveva poche ragioni per amare il marito, pur non la credeva capace di +tanta indifferenza. Ottenne il permesso di condur seco Annetta, e si +ritirò subito. Una striscia di sangue, rigando il corridoio, conducea +alla sua stanza, e nel luogo del combattimento il suolo erane tutto +coperto. La fanciulla tremò, ed appoggiossi alla cameriera nel +passarvi. Giunta in camera, volle esaminare dove mettesse la scala, +dipendendo molto la sua sicurezza da questa circostanza. Annetta, +curiosa e spaventata insieme, acconsentì al progetto; ma +nell'avvicinarsi alla porta, la trovarono chiusa al di fuori, talchè +dovettero accontentarsi di assicurarla nell'interno, appoggiandovi i +mobili più pesanti che poterono smovere. Emilia andò a letto, e la +cameriera si mise sur una sedia presso al camino, ove fumava ancora +qualche tizzone. + + + + +CAPITOLO XXI + + +Fa duopo riferir ora qualche circostanza di cui l'improvvisa partenza +da Venezia e la rapida sequela di casi susseguiti nel castello non ne +concessero d'occuparci. + +La mattina istessa di quella partenza, Morano, all'ora convenuta, andò +a casa Montoni per ricevere la sposa. Fu sorpreso non poco dal +silenzio e dalla solitudine de' portici, pieni al solito di servitori; +ma la sorpresa fece luogo immediatamente al colmo dello stupore ed +alla rabbia, allorchè una vecchia aprì la porta, e disse che il suo +padrone e tutta la famiglia erano partiti di buonissim'ora da Venezia +per andare in terraferma. Non potendolo credere, sbarcò dalla gondola +e corse nella sala ad informarsi più minutamente dalla vecchia, la +quale persistè nella sua asserzione, e la solitudine del palazzo lo +convinse della verità. L'afferrò pel braccio, e parve volesse sfogare +sulla poveretta la bile che l'ardea. Le fece mille interrogazioni in +una volta, accompagnati da gesti così furibondi, che colei, +spaventatissima, non fu in grado di rispondergli. La lasciò, e si mise +a scorrere il portico e i cortili come un insensato, maledicendo +Montoni e la propria dabbenaggine. + +Quando la donna si fu riavuta dal terrore, gli raccontò quanto sapeva; +per verità era poco, ma bastò a far comprendere a Morano come Montoni +fosse andato al suo castello degli Appennini. Ei ve lo seguì tostochè +la sua gente ebbe fatti i necessari preparativi, accompagnato da un +amico e da numerosa servitù. Era deciso di ottenere Emilia, o +sacrificare Montoni alla sua vendetta. Quando si fu alquanto calmato, +la coscienza gli rammentò alcune circostanze che spiegavano abbastanza +la condotta di Montoni. Ma in qual modo quest'ultimo avrebbe mai +potuto sospettare un'intenzione ch'egli solo conosceva, e che non +poteva indovinare? Su questo punto però era stato tradito +dall'intelligenza simpatica che esiste, per così dire, fra le anime +poco delicate, e fa giudicare ad un uomo ciò che deve fare un altro in +una data circostanza. Così infatti era accaduto a Montoni. Aveva +alfine acquistata la certezza di quanto già sospettava: che la +sostanza, cioè, del conte Morano, invece di esser ragguardevole, come +l'aveva creduto in principio, era al contrario in cattivissimo stato. +Montoni avea favorito le sue pretese sol per motivi personali, per +orgoglio, per avarizia. La parentela d'un nobile veneziano avrebbe +sicuramente soddisfatto il primo, e l'altro speculava sui beni di +Emilia di Guascogna, che doveangli esser ceduti il giorno stesso delle +nozze. Aveva già concepito qualche sospetto per le sregolatezze del +conte, ma non aveva acquistata la certezza della di lui rovina, se non +la vigilia del matrimonio. Non esitò dunque a concludere che Morano lo +ingannava per certo sull'articolo dei beni di Emilia, e questo dubbio +confermossi, quando, dopo aver convenuto di firmare il contratto la +notte medesima, il conte mancò alla sua parola. Un uomo così poco +riflessivo, così distratto come Morano, nel momento in cui s'occupava +delle sue nozze, aveva facilmente potuto mancare all'impegno senza +malizia; ma Montoni interpretò l'incidente secondo le proprie idee. +Dopo avere aspettato un pezzo, egli aveva ordinato a tutta la sua +famiglia di star pronta al primo cenno. Affrettandosi di arrivare al +castello d'Udolfo, voleva sottrarre Emilia a tutte le ricerche di +Morano, e sciogliersi dall'impegno senza esporsi ad alterchi. Se il +conte, al contrario, non avesse avuto che pretese onorevoli, com'ei le +chiamava, avrebbe certamente seguito Emilia, e firmata la cessione +concertata. A questo patto Montoni l'avrebbe sacrificata senza +scrupolo ad un uomo rovinato, all'unico scopo di arricchir sè +medesimo. Si astenne nullameno dal dirle una sola parola sui motivi di +quella partenza, temendo che un'altra volta un barlume di speranza non +la rendesse indocile ai suoi voleri. + +Fu per tai considerazioni ch'era partito improvvisamente da Venezia; +e, per motivi opposti, Morano eragli corso dietro attraverso i +precipizi dell'Appennino. Allorchè seppe il di lui arrivo, Montoni, +persuaso che venisse ad adempire la sua promessa, si affrettò di +riceverlo; ma la rabbia, le espressioni ed il contegno di Morano lo +disingannarono tosto. Montoni spiegò in parte le ragioni della sua +improvvisa partenza; e il conte, persistendo a chiedere Emilia, +colmollo di rimproveri senza parlare dell'antico patto. + +Il castellano finalmente, stanco della disputa, ne rimise la +conclusione alla domane, e Morano si ritirò con qualche speranza +sull'apparente di lui perplessità; quando però, nel silenzio della +notte, si rammentò il loro colloquio, il di lui carattere e gli esempi +della sua doppiezza, la poca speranza che conservava l'abbandonò, e +risolse di non perder l'occasione di possedere Emilia in altro modo. +Chiamò il suo confidente, gli comunicò il proprio disegno, e +l'incaricò di scoprire fra i servi del castello qualcuno che volesse +prestarsi a secondare il ratto di Emilia: se ne rimise in tutto alla +scelta e prudenza del suo agente, e non a torto, poichè questi non +tardò a trovar un uomo stato recentemente trattato con rigore da +Montoni, e che non pensava se non a tradirlo. Costui condusse Cesario +fuori del castello, e per un passaggio segreto l'introdusse alla +scala, gl'indicò una via più corta, e gli diede le chiavi che potevano +favorirne la ritirata; fu anticipatamente ben ricompensato, ed abbiamo +veduto qual riuscita ebbe l'attentato del conte. + +Il vecchio Carlo, frattanto, aveva sorpreso due servitori di Morano, i +quali avendo avuto ordine di aspettare colla carrozza fuori del +castello, comunicavansi la loro maraviglia sulla partenza improvvisa e +segreta del padrone. Il cameriere non aveva lor confidato, del +progetto di Morano, se non ciò ch'essi dovevano eseguire; ma i +sospetti eran destati, e Carlo ne trasse il miglior partito. Prima di +correre da Montoni, procurò di raccogliere altre notizie, ed a tal +uopo, accompagnato da un altro servo, si pose in agguato alla porta +del corridoio della camera di Emilia; nè vi restò indarno, giacchè, +poco dopo, sentì giunger Morano, ed essendosi accertato de' suoi +progetti, corse ad avvertire il padrone, contribuendo così ad impedire +il ratto. + +Montoni, il giorno dopo, col braccio al collo, fece il solito giro +delle mura, visitò gli operai, ne fece aumentare il numero, e tornò al +castello, ov'era aspettato da nuovi ospiti. Li fe' venire in un +appartamento separato, e Montoni restò chiuso seco loro per quasi due +ore. Chiamato poscia Carlo, gli ordinò di condurre i forestieri nelle +stanze destinate agli uffiziali della casa, e di farli immediatamente +rifocillare. + +Frattanto il conte giacea in una capanna della foresta, oppresso da +doppio patimento, e meditando una terribil vendetta. Il servo di lui, +spedito al villaggio più vicino, non tornò che il dì dopo con un +chirurgo, il quale non volle spiegarsi sul carattere della ferita, e +volendo prima esaminare i progressi dell'infiammazione, gli amministrò +un calmante, e restò con lui per giudicarne gli effetti. + +Emilia potè nel resto di quella notte riposare un poco. Destandosi, si +rammentò che finalmente era stata liberata dalle persecuzioni di +Morano, e si sentì sollevata in gran parte da' mali che l'opprimevano +da tanto tempo. L'affliggevano ancora però i sospetti esternatile dal +conte sulle mire di Montoni: egli aveva detto che i suoi progetti +erano impenetrabili, ma terribili. Per iscacciarne il pensiero, cercò +le sue matite, si affacciò alla finestra, e contemplò il paese per +iscegliervi una bella veduta. + +Così occupata, riconobbe sui bastioni gli uomini giunti di fresco nel +castello. La vista di quegli stranieri la sorprese, ma ancor più il +loro esteriore: avevano essi una singolarità di vestiario, una +fierezza di sguardi, che cattivarono la di lei attenzione. Si ritirò +dalla finestra mentr'essi vi passavano sotto, ma vi si riaffacciò +tosto per osservarli meglio. Le loro fisonomie accordavansi così bene +coll'asprezza di tutta la scena, che, mentre esaminavano il castello, +li disegnò come banditi nella sua veduta. + +Carlo, avendo procurato a coloro i rinfreschi necessari, tornò da +Montoni, il quale voleva scoprire il traditore da cui, la notte +precedente, Morano aveva ricevute le chiavi; ma Carlo, troppo fedele +al suo padrone per soffrire che gli nuocessero, non avrebbe però +denunziato il camerata, neppure alla giustizia. Accertò che +l'ignorava, e che il colloquio de' servi del conte non gli avea +svelato altro che la trama. I sospetti di Montoni caddero naturalmente +sul guardaportone, e lo fece venire. Bernardino negò con tanta +audacia, che lo stesso Montoni dubitò della sua reità, senza poterlo +credere innocente; infine lo rimandò, talchè sebben fosse il vero +autore del complotto, ebbe l'arte di sfuggire ad un severo castigo. + +Montoni recossi dalla moglie, ed Emilia non tardò a raggiungerli; essa +li trovò in una violenta contesa e voleva ritirarsi, ma la zia la +richiamò. + +«Voi sarete testimone,» diss'ella, «della mia resistenza. Ora +ripetete, o signore, il comando al quale ho tante volte ricusato +d'obbedire.» + +Egli ordinò severamente alla nipote di ritirarsi. La zia insistè +perchè restasse. Emilia desiderava sfuggire alla scena di +quell'alterco; voleva servire la zia, ma disperava di calmare Montoni, +nei cui sguardi dipingeasi a tratti di fuoco la tempesta dell'anima. + +«Uscite,» gridò egli infine con voce tuonante, Emilia obbedì, e andò +sul bastione, dove non erano più gli stranieri. Meditando +sull'infelice unione fatta dalla sorella di suo padre, e sull'orrore +della propria situazione, cagionata dalla ridicola imprudenza della +zia, avrebbe voluto rispettarla quant'erale affezionata; ma la +condotta della Montoni aveaglielo sempre reso impossibile. La pietà +però che sentiva pel cordoglio di quella infelice, le faceva obliare i +torti dei quali poteva accusarla. + +Mentre passeggiava così sul bastione, comparve Annetta, che, guardando +intorno con cautela, le disse: + +«Mia cara padroncina, vi cerco dappertutto; se volete seguirmi, vi +farò vedere un quadro. + +--Un quadro!» sclamò ella fremendo. + +--Sì, il ritratto dell'antica padrona del castello. Il vecchio Carlo +mi ha or detto ch'era dessa, e pensai farvi cosa grata conducendovi a +vederla: quanto alla signora, voi sapete che non si può parlargliene. + +--E perciò tu ne parli con tutti. + +--Sì, signora; cosa farei qui, se non potessi parlare? Se fossi in un +carcere, e mi lasciassero chiaccherare, sarebbe almeno una +consolazione: sì, vorrei parlare, quand'anco fosse ai muri. Ma venite, +non perdiamo tempo: bisogna che vi mostri il quadro. + +--È forse coperto da un velo?» disse Emilia dopo una pausa; «non ho +nessuna voglia di vederlo. + +--Come! signora Emilia, non volete vedere la padrona del castello, +quella signora che sparve così stranamente? Quanto a me, avrei +traversate tutte le montagne per veder il ritratto. A dirvi il vero, +questo racconto singolare mi fa fremere al solo pensarvi, eppure è +l'unica cosa che m'interessa. + +--Sei tu poi certa che è un quadro? l'hai tu veduto? È coperto da un +velo? + +--Buon Dio! sì, no e sì: son certa che è un quadro. L'ho veduto, e non +è coperto da alcun velo.» + +L'accento e l'aria di sorpresa con cui Annetta rispose, rammentarono +ad Emilia la sua prudenza, e con un sorriso forzato, dissimulando la +commozione, acconsentì ad andar a vedere il ritratto posto in una +stanza oscura attigua al tinello. + +«Eccolo qua,» disse Annetta piano, mostrandole il quadro. Emilia +l'osservò, e vide che rappresentava una signora nel fior dell'età e +della bellezza. I lineamenti n'erano nobili, regolari e pieni d'una +forte espressione, ma non di quella seducente dolcezza che avrebbe +voluto trovarvi Emilia, nè di quella tenera melanconia che tanto +l'interessava. + +«Quant'anni sono scorsi,» disse Emilia, «dacchè è sparita questa +signora? + +--Venti anni circa, a quel che dicono.» + +La fanciulla continuò ad esaminare il ritratto. + +«Io penso,» ripigliò Annetta, «che il signor Montoni dovrebbe situarlo +in una camera più bella. A parer mio, il ritratto della signora, della +quale ha ereditate le ricchezze, dovrebbe stare nell'appartamento +nobile. In verità, era una bella donna, ed il padrone potrebbe, senza +vergognarsi, farlo portare nel grand'appartamento dove c'è il quadro +velato. (Emilia si volse). È vero che non lo si vedrebbe meglio: ne +trovo sempre chiusa la porta. + +--Usciamo,» disse Emilia; «lascia, Annetta, che torni a +raccomandartelo; procura di esser riservatissima nei tuoi discorsi, e +non far sospettare che tu sappia la minima cosa, a proposito di quel +quadro. + +--Santo Dio, non è già un segreto: tutti i servitori lo hanno veduto +più volte. + +--Ma come può essere?» disse Emilia sussultando; «veduto! quando? +come? + +--Non c'è nulla di sorprendente: già noi siam tutti un pochetto +curiosi. + +--Ma se mi dicesti che la porta era chiusa? + +--Se così fosse, come avremmo potuto entrare?» E guardava da per +tutto. + +--Ah! tu parli di questo quadro qui,» disse Emilia calmandosi. «Vieni, +Annetta. Non vedo altro degno d'attenzione. Andiamo via.» + +Avviandosi alla sua stanza, essa vide Montoni scendere nella sala, e +tornò nel gabinetto di sua zia, cui trovò sola e piangente. Il dolore +e il risentimento lottavano sulla sua fisonomia. L'orgoglio aveva +trattenuto fin allora le sue doglianze. Giudicando Emilia da sè +medesima, e non potendo dissimulare ciò che si meritava da lei +l'indegnità del suo trattamento, credeva che i suoi affanni avrebbero +eccitata la gioia della nipote, anzichè qualche simpatia. Credeva che +la disprezzerebbe, nè avrebbe, per lei la minima compassione; ma +conosceva assai male la bontà di Emilia. + +Le pene vinsero finalmente l'orgoglioso carattere. Quando Emilia era +entrata la mattina nelle sue stanze, le avrebbe svelato tutto, se il +marito non l'avesse prevenuta; ed or che la di lui presenza non +glielo impediva, proruppe in amari lamenti. + +«O Emilia,» esclamò ella, «io sono la donna più infelice! Vengo +trattata in un modo barbaro! Chi l'avrebbe preveduto, quando aveva +dinanzi a me una sì bella prospettiva, che proverei un destino così +terribile? Chi avrebbe creduto, allorchè sposai un uomo come Montoni, +che mi sarei avvelenata la vita? Non c'è mezzo d'indovinare il miglior +partito da prendere; non ve n'ha per riconoscere il vero bene. Le +speranze più lusinghiere c'ingannano, ingannando così anche i più +saggi. Chi avrebbe preveduto, quando sposai Montoni, che mi pentirei +così presto della mia generosità?» + +Emilia sapeva bene che avrebbe dovuto prevedere tutti questi +inconvenienti, ma non essendo quello il momento di farle inutili +rimproveri, sedette presso la zia, le prese la mano, e con quell'aria +pietosa che la faceva somigliare ad un angelo custode, le parlò con +infinita dolcezza. Tutti i suoi discorsi però non bastarono a calmare +la signora Montoni, la quale non volle ascoltar nulla; essa aveva +bisogno di sfogarsi ancor prima di essere consolata. + +«Ingrato!» diss'ella, «mi ha ingannato in tutte le maniere. Ha saputo +strapparmi dalla patria, dagli amici; mi chiuse in questo antico +castello, e crede costringermi a cedere a tutti i suoi voleri; ma +vedrà che si è ingannato, vedrà che nessuna minaccia basterà ad +indurmi a... Ma chi l'avrebbe creduto? Chi l'avrebbe mai supposto che, +col suo nome, la sua apparente ricchezza, costui non avesse nulla +affatto? No, neppure uno zecchino del suo! Io credeva far bene: lo +credeva uomo d'importanza ed opulentissimo, altrimenti non lo avrei +sposato. Ingrato! Perfido! Mostro!... + +--Cara zia, calmatevi; il signor Montoni sarà forse men ricco di +quello che credevate, ma non è poi così povero. La casa di Venezia e +questo castello sono suoi. Posso io domandarvi quali sono le +circostanze che vi affliggono più particolarmente? + +--Quali circostanze!» sclamò la zia furibonda. «Che! non basta? Da +molto tempo rovinato al giuoco, ha perduto anche tutto ciò che gli ho +donato, ed ora pretende che gli faccia cessione di tutti i miei beni. +Fortuna che la maggior parte di essi sono in testa mia: ei vorrebbe +dilapidare anche questi e gettarsi in un progetto infernale di cui +egli solo può comprendere l'idea; e... tutto questo non basta? + +--Certo,» disse Emilia, «ma rammentatevi, signora, ch'io l'ignorava +assolutamente. + +--E non basta, che la sua rovina sia compiuta, che sia pieno di debiti +d'ogni sorta al punto che, se dovesse pagarli, non gli resterebbe nè +il castello, nè la casa di Venezia? + +--Sono afflittissima di ciò che mi dite... + +--E non basta,» interruppe la zia, «che mi abbia trattata con tanta +negligenza e crudeltà, perchè gli ricusai la cessione; perchè +invece di tremare alle sue minacce, lo sfidai risolutamente, +rimproverandogli, la sua vergognosa condotta? Io l'ho sofferto con +tutta la dolcezza possibile. Voi sapete bene, nipote, se mi sfuggì mai +una parola di doglianza fino ad ora; io, il cui unico torto è una +bontà troppo grande ed una troppo facile condiscendenza! E per mia +disgrazia mi vedo incatenata per la vita a questo vile, crudele e +perfido mostro!» + +Emilia, comprendendo che i suoi mali non ammettevano consolazione +reale, e spregiando le frasi comuni, stimò meglio tacere; la signora +Montoni però, gelosa della sua superiorità, interpretò quel silenzio +per indifferenza o disprezzo, e le rimproverò l'oblio de' propri +doveri e la mancanza di sensibilità. + +«Oh! come diffidava io di quella sensibilità tanto vantata, quando +sarebbe stata messa alla prova!» soggiuns'ella; «io sapeva benissimo +che non v'insegnerebbe nè tenerezza, nè affetto pei parenti che vi +hanno trattata come loro figlia. + +--Perdonate, zia,» disse Emilia con dolcezza, «io mi vanto poco, e se +lo facessi, non mi vanterei già della mia sensibilità, ch'è un dono +forse più da temere che da desiderare. + +--A meraviglia, nipote, non voglio disputar con voi; ma, come io +diceva, Montoni minacciommi di violenze, se persisto più a lungo a +negargli la cessione; era appunto il soggetto della nostra contesa +quando entraste stamattina. Ora son decisa; non v'ha forza sulla terra +che possa costringermivici, e non soffrirò con calma tanti mal +trattamenti; gli dirò tutto ciò che merita, a dispetto delle sue +minacce e della sua ferocia.» + +Emilia profittò di un momento di silenzio per dirle: «Cara zia, voi +non fareste che irritarlo senza necessità; non provocate di grazia, i +mali crudeli che temete. + +--Poco men cale, ma non lo appagherò mai; voi mi consigliereste forse +a spogliarmi di tutto il mio? + +--No, zia, non intendo dir questo. + +--E che intendete voi dunque? + +--Voi parlavate di far rimproveri al signor Montoni...» disse Emilia +titubante. + +--Che! Forse non li merita? + +--Certo; ma non credo sia prudenza il farglieli nella situazione +attuale. + +--Prudenza! prudenza con un uomo che senza scrupolo calpesta perfino +le leggi dell'umanità! ed userò prudenza con costui? No, non sarò vile +a tal segno. + +--Pel vostro solo interesse, e non per quello di Montoni,» disse +Emilia modestamente, «stimerei bene di consultar la prudenza. I vostri +rimproveri, quantunque giusti, riescirebbero vani, nè farebbero che +spingerlo a terribili eccessi. + +--Come! Dovrei dunque sottoporrai ciecamente a tutto ciò ch'ei mi +comanda? Pretendereste ch'io me gli gettassi ai piedi per ringraziarlo +della sua crudeltà? Pretendereste che gli facessi donazione di tutti i +miei beni? + +--Cara zia, io forse mi spiego male! non sono in caso di consigliarvi +sopra un punto tanto delicato; ma soffrite che ve lo dica: se amate il +vostro riposo, cercate di calmare il signor Montoni, anzichè +irritarlo. + +--Calmarlo! è impossibile, ripeto, non voglio neppur provarmici.» + +Emilia, benchè piccata dall'ostinazione e dalle false idee della zia, +sentiva pietà de' di lei infortunii, e fece il possibile per calmarla +e consolarla, dicendole: + +«La vostra situazione è forse meno disperata che non crediate. Il +signor Montoni può dipingervi i suoi affari in uno stato più cattivo +di quello che lo siano realmente, per esagerare e dimostrare il +bisogno che ha della vostra cessione; d'altronde, finchè conserverete +i vostri beni, vi offriranno una risorsa, se la futura condotta di +vostro marito vi obbligasse a separarvi da lui.... + +--Nipote crudele e insensibile,» la interruppe impazientemente la zia, +«voi dunque tentate persuadermi che non ho motivo di querelarmi? Che +mio marito è in una posizione brillante? che il mio avvenire è +consolante, e che i miei affanni son puerili e romanzeschi come i +vostri? Strane consolazioni! Persuadermi che sono priva di criterio e +di sentimento, perchè voi non sentite nulla, e siete indifferentissima +ai mali altrui! Io credeva aprire il cuore ad una persona +compassionevole, che simpatizzasse colle mie pene; ma mi avvedo pur +troppo che le persone sentimentali non sanno sentire che per sè. +Andatevene.» + +Emilia, senza risponderle, uscì con un misto di pietà e disprezzo. +Appena fu sola, cedè ai penosi pensieri che le faceva nascere la +posizione infelice della zia. Le proprie osservazioni, le parole +equivoche di Morano, l'aveano convinta che il patrimonio di Montoni +mal corrispondeva alle apparenze. Vedeva il fasto di lui, il numero +de' servi, le sue nuove spese per le fortificazioni, e la riflessione +aumentò la di lei incertezza sulla sorte della zia e la propria, +pensando al truce carattere dello zio che andava ognor più spiegandosi +nella sua ferocia. + +Mentre versava in questi affliggenti pensieri, Annetta le portò il +pranzo in camera. Sorpresa da tal novità, domandò chi glielo avesse +ordinato. «La mia padrona,» rispose Annetta. «Il signore ha comandato +ch'essa pranzi nel suo appartamento ed ella vi manda il pranzo nel +vostro. Ci sono state forti discussioni fra loro, e mi pare che la +cosa si faccia seria.» + +Emilia, poco badando alle sue ciarle, si mise a tavola, ma Annetta non +taceva sì facilmente: parlò dell'arrivo degli uomini da lei già veduti +sul bastione, e della loro strana figura, non meno che della buona +accoglienza lor fatta da Montoni. «Pranzano essi con lui?» disse +Emilia. + +--No, signorina; hanno già mangiato nelle lor camere in fondo alla +galleria settentrionale. Non so quando se ne andranno. Il padrone ha +ordinato a Carlo di portar loro il bisognevole. Hanno già fatto il +giro di tutto il castello, e dirette molte interrogazioni ai manovali. +In vita mia non ho mai veduto ceffi così brutti; fanno paura a +vederli.» + +La fanciulla le domandò se avesse udito riparlare del conte Morano, e +se vi fosse per lui speranza di guarigione. Annetta sapeva solo che +trovavasi in una capanna, e molto aggravato. Emilia non potè +nascondere la commozione. + +«Signorina,» disse la ciarliera, «come le donne sanno ben nascondere +l'amore! Io credeva che voi odiaste il conte, e mi sono ingannata. + +--Credo di non odiar nessuno,» rispose Emilia sforzandosi al sorriso; +«ma non sono innamorata certo del conte Morano; e sarei egualmente +dispiacentissima della morte violenta di chicchessia.» + +Annetta tornò a parlare de' dissensi fra i coniugi Montoni. «Non è +cosa nuova,» diss'ella, «giacchè abbiamo inteso e veduto tutto fino da +Venezia, sebbene non ve ne abbia mai parlato. + +--E facesti benissimo, ed avresti fatto meglio a continuare a tacere; +abbi dunque prudenza, che questo discorso non mi garba. + +--Ah! cara signora Emilia, vedo qual rispetto avete per persone che si +occupano sì poco di voi! Io non posso soffrire di vedervi illusa in +tal modo; debbo dirvelo unicamente pel vostro interesse, e senza alcun +disegno di nuocere alla mia padrona, quantunque, a dir vero, abbia +poca ragione di amarla. + +--Tu non parli certo di mia zia,» disse Emilia con gravità. + +--Sì, signora; ma io sono fuori di me. Se voi sapeste tutto quel che +so io, non andreste in collera. Spesso, spessissimo ho inteso lei ed +il padrone che parlavano di maritarvi al conte: essa gli diceva sempre +di non lasciarvi cedere ai vostri ridicoli capricci, ma di saper +costringervi ad obbedire. Mi si straziava il cuore all'udire tanta +crudeltà; parendomi che essendo ella stessa infelice, avrebbe dovuto +compatire le disgrazie altrui e.... + +--Ti ringrazio della tua pietà, Annetta; ma mia zia era infelice, e +forse le sue idee erano alterate. Altrimenti io penso... son persuasa +che... Ma via, lasciami sola, Annetta, ho finito di pranzare. + +--Voi non avete mangiato quasi nulla; prendete un altro boccone... +Alterate le sue idee? affè! mi pare che lo siano sempre. A Tolosa ho +inteso spesso la padrona parlare di voi e del signor Valancourt alla +signora Marville e alla signora Vaison in un modo poco bello: diceva +loro che durava fatica a contenervi ne' limiti del dovere, che +eravate per lei un gran peso, e che se non vi avesse sorvegliata bene, +sareste andata a scorrazzare per le campagne col signor Valancourt; +che lo facevate venir la notte, e.... + +--Gran Dio!» sclamò Emilia facendosi di fuoco; «è impossibile che mia +zia mi abbia dipinta così. + +--Sì, signora, questa è la pura verità, sebbene non la dica tutta +intiera. Mi pareva che avrebbe potuto parlare in altra maniera di sua +nipote, anche nel caso che voi aveste commesso qualche fallo. Ma siate +certa che non ho mai creduto neppure una sillaba di tutti i suoi +discorsi. La padrona non guarda mai a ciò che dice, quando parla degli +altri. + +--Comunque sia, Annetta,» disse Emilia, ricomponendosi con dignità, +«tu fai malissimo ad accusar mia zia presso di me; so che la tua +intenzione è buona, ma non parliamone più; sparecchia la tavola.» + +La cameriera arrossì, chinò gli occhi ed affrettassi ad andarsene. + +«È dunque questo il premio della mia onestà?» disse Emilia quando fu +sola. «È questo il trattamento che debbo ricevere da una parente, da +una zia, la quale doveva difendere la mia riputazione, invece di +calunniarla? Oh! mio tenero ed affettuosissimo padre, cosa diresti se +tu fossi ancora al mondo? Che penseresti della indegna condotta di tua +sorella a mio riguardo?... Ma via, bando alle inutili recriminazioni, +e pensiamo soltanto ch'essa è infelice.» + +Per divagarsi alquanto, prese il velo, e scese sui bastioni, l'unico +passeggio che le fosse permesso. Avrebbe, sì, desiderato percorrere i +boschi sottoposti, e contemplare i sublimi quadri della natura; ma +Montoni non volendo ch'ella uscisse dal castello, cercava contentarsi +delle viste pittoresche cui osservava dalle mura. Nessuno eravi allora +colà; il cielo era tetro e tristo come lei. Però, trapelando il sole +dalle nubi, Emilia volle vederne l'effetto sulla torre di tramontana: +voltandosi, vide i tre forestieri della mattina, e si sentì un tremito +involontario. Coloro le si avvicinarono mentre esitava. Volle +ritirarsi, ed abbassò il velo, che mal ne nascondeva la beltà. Essi +guardaronla attenti, parlandosi tra loro: la fierezza delle fisonomie +la colpì ancor più del singolare abbigliamento. La figura in ispecie +di quello in mezzo spirava una ferocia selvaggia, truce e maligna che +l'atterrì. Passò rapida: quando fu in fondo al terrazzo, si volse, e +vide gli stranieri all'ombra della torretta, intenti a considerarla, +ed a parlare con fuoco tra loro. Ella affrettossi a ritirarsi in +camera. + +Montoni cenò tardi, e restò un pezzo a tavola cogli ospiti nel salotto +di cedro. Gonfio del suo recente trionfo su Morano, vuotò spesso la +coppa, e si abbandonò senza ritegno ai piaceri della tavola e della +conversazione. Il brio di Cavignì parea al contrario scemato: guardava +Verrezzi, cui aveva stentato molto a contenere fin allora, e che +voleva sempre manifestare a Montoni gli ultimi insulti del conte. + +Un convitato mise in campo i casi della notte scorsa, e gli occhi di +Verrezzi sfavillarono: si parlò poscia di Emilia, e fu un concerto di +elogi. Montoni solo tacea. Partiti i servi, la conversazione divenne +più libera; il carattere irascibile di Verrezzi mescolava talvolta un +po' di asprezza in quanto diceva, ma Montoni spiegava la sua +superiorità perfin negli sguardi e nelle maniere. Uno di essi nominò +imprudentemente di nuovo Morano; Verrezzi scaldato dal vino, e senza +badare ai ripetuti segni di Cavignì, diede misteriosamente qualche +cenno sull'incidente della vigilia. Montoni non parve notarlo e +continuò a tacere, senza mostrare alterazione. Quell'apparente +insensibilità accrebbe l'ira di Verrezzi, il quale finì a manifestare +i detti di Morano, che, cioè, il castello non gli apparteneva +legittimamente, e che non avrebbegli lasciato volontariamente un altro +omicidio sull'anima. + +«Sarei io insultato alla mia tavola, e lo sarei da un amico?» gridò +Montoni pallido dal furore. «Perchè ripetermi i motti d'uno stolto?» +Verrezzi, che si aspettava di vedere l'ira di Montoni volgersi contro +il conte, guardò Cavignì con sorpresa, e questi godè della sua +confusione. «Avreste la debolezza di credere ai discorsi d'un uomo +traviato dal delirio della vendetta? + +--Signore,» disse Verrezzi, «noi crediamo solo quel che sappiamo. + +--Come!» interruppe Montoni con gravità; «dove sono le vostre prove? + +--Noi crediamo solo quel che sappiamo, e non sappiam nulla di quanto +ci affermò Morano.» + +Montoni parve rimettersi, e disse: «Io son sempre pronto, amici, +quando si tratta del mio onore; nessuno potrebbe dubitarne +impunemente. Orsù, beviamo. + +--Sì, beviamo alla salute della signora Emilia,» disse Cavignì. + +--Con vostro permesso, prima a quella della castellana,» soggiunse +Bertolini. Montoni taceva. + +--Alla salute della castellana,» dissero gli ospiti, e Montoni fece un +lieve cenno di capo in segno d'approvazione. + +«Mi sorprende, signore,» gli disse Bertolini, «che abbiate negletto +tanto questo castello: è un bell'edifizio. + +--E molto adatto ai nostri disegni,» replicò Montoni. «Voi non sapete, +parmi, per qual caso io lo posseggo? + +--Ma,» disse Bertolini ridendo, «è un caso fortunatissimo, ed io vorrei +che me ne accadesse uno simile. + +--Se volete compiacervi d'ascoltarmi,» continuò Montoni, «vi +racconterò la cosa.» + +Le fisionomie di Bertolini e Verrezzi esprimevano ansiosa curiosità. +Cavignì, il quale non ne esternava, sapeva probabilmente già la +storia. + +«Sono quasi venti anni che posseggo questo castello. La signora che lo +possedeva prima di me, era mia parente lontana. Io sono l'ultimo della +famiglia: essa era bella e ricca, ed io le offrii la mia mano, ma +siccome amava un altro, mi respinse. È probabile che il preferito +abbia respinto lei, che fu assalita da una costante malinconia, ed ho +tutto il fondamento di credere che troncasse ella stessa i suoi +giorni. Io non era allora nel castello: è un caso pieno di strane e +misteriose circostanze ch'io vo' ripetervi. + +--Ripetetele,» disse una voce. + +Montoni tacque, ed i suoi ospiti, guardandosi reciprocamente, si +chiesero chi avesse parlato, e s'avvidero che tutti si facevano la +stessa domanda. + +«Siamo ascoltati,» disse Montoni; «ne parleremo un'altra volta: +beviamo.» + +I convitati guardarono per tutta la sala. + +«Siamo soli,» disse Verrezzi, «fateci la grazia di continuare. + +--Non udiste qualcosa?» sclamò Montoni. + +--Parmi di sì,» rispose Bertolini. + +--Pura illusione,» disse Verrezzi guardando ancora. «Siam soli. +Continuate, ven prego.» + +Montoni ripigliò sottovoce, mentre i convitati si serravano intorno a +lui. + +«Sappiate che la signora Laurentini da qualche mese mostrava i sintomi +d'una gran passione e d'un'immaginazione alterata. Talvolta si perdeva +in una placida meditazione, ma spesso farneticava. Una sera di +ottobre, dopo uno di questi accessi, si ritirò sola nella sua camera, +vietando di sturbarla. Era la camera in fondo al corridoio, ch'è stata +il teatro della scena d'ieri sera: da quell'istante non la videro +più. + +--Come! Non fu veduta più?» disse Bertolini. «Il suo corpo non fu +trovato nella camera? + +--Non si trovò il suo cadavere?» esclamarono tutti unanimamente. + +--Mai,» rispose Montoni. + +--Quai motivi s'ebbero per supporre che si fosse uccisa?» disse +Bertolini.--Sì, quai motivi?» disse Verrezzi. Montoni gli lanciò +un'occhiata sdegnosa. «Perdonate, signore,» soggiunse l'altro; «non +pensava che la signora fosse vostra parente, quando ne parlai con +tanta leggerezza.» + +Montoni, ricevendo questa scusa, continuò: «Vi spiegherò tosto il +tutto: ascoltate. + +--Ascoltate!» ripetè una voce. + +Tutti tacevano, e Montoni cambiò di colore. + +«Questa non è un'illusione,» disse finalmente Cavignì.--No,» disse +Bertolini; «l'ho intesa anch'io. + +--Questo diventa straordinario,» soggiunse Montoni, alzandosi +precipitosamente. Tutti i convitati si alzarono in disordine: furono +chiamati i servi, si fecero ricerche, ma non fu trovato nessuno. La +sorpresa e la costernazione crebbero. Montoni fu sconcertato. +«Lasciamo questa sala,» diss'egli, «ed il soggetto del nostro discorso; +è troppo serio.» Gli ospiti, disposti ad uscire, pregarono Montoni di +andare altrove a seguitare il suo racconto, ma invano; malgrado tutti +i suoi sforzi per parer tranquillo, egli era visibilmente +agitatissimo. + +«Come!» disse Verrezzi; «sareste superstizioso, voi che vi burlate +dell'altrui credulità? + +--Non sono superstizioso,» rispose Montoni «ma convien sapere cosa ciò +vuol dire.» Uscì, e tutti ritiraronsi. + + + FINE DEL SECONDO VOLUME + + Milano, 1875--Tip. Ditta Wilmant. + + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + +La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di +quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in +inglese si trova su Project Gutenberg: The mysteries of Udolpho +(http://www.gutenberg.org/etext/3268). + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di +trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto +irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. + +I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo +originale]: + + P. 14 - col quale lo considerava. Alla perfine [perfino] + " 17 - vedo bene che siete disposta [diposta] a + " 17 - Tutti dormivano [dominavano] nel castello + " 22 - a qual punto essa lo stimasse ed amasse [amassase] + " 27 - cadde quasi esanime [esamine] sul seno. Non piangevan più + " 52 - degli altri beni toccatigli [toccatagli] + " 62 - o signore, che non accetterò [eccetterò] mai + " 64 - Calmato alquanto il di lei spavento, Montoni [Monteni] + " 76 - oltre Orsino, a questi conciliaboli notturni [nottorni] + " 83 - disponevano non sortissero [sortiressero] il bramato esito + " 86 - lasciar [lascir] entrare il suo signore + " 87 - posta in faccia al [ad] grande specchio + " 90 - per assistere [assistare] a sì bello spettacolo + " 106 - ad idee grandiose, e, per una specie [spece] + " 128 - colmollo di rimproveri [rimpoveri] senza parlare + " 141 - e senza badare ai ripetuti segni di [di di] Cavignì + +Grafie alternative mantenute: + + follia / follìa + Saint-Aubert / Sant'Aubert + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2, +by Ann Radcliffe + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI +DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 *** + +***** This file should be named 33782-8.txt or 33782-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33782/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +http://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. Of course, we hope that you will support the Project +Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by +freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of +this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with +the work. You can easily comply with the terms of this agreement by +keeping this work in the same format with its attached full Project +Gutenberg-tm License when you share it without charge with others. + +1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern +what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in +a constant state of change. If you are outside the United States, check +the laws of your country in addition to the terms of this agreement +before downloading, copying, displaying, performing, distributing or +creating derivative works based on this work or any other Project +Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning +the copyright status of any work in any country outside the United +States. + +1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: + +1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate +access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently +whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the +phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project +Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed, +copied or distributed: + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + +1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived +from the public domain (does not contain a notice indicating that it is +posted with permission of the copyright holder), the work can be copied +and distributed to anyone in the United States without paying any fees +or charges. If you are redistributing or providing access to a work +with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the +work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1 +through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the +Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or +1.E.9. + +1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted +with the permission of the copyright holder, your use and distribution +must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional +terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked +to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the +permission of the copyright holder found at the beginning of this work. + +1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm +License terms from this work, or any files containing a part of this +work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. + +1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this +electronic work, or any part of this electronic work, without +prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with +active links or immediate access to the full terms of the Project +Gutenberg-tm License. + +1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, +compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any +word processing or hypertext form. However, if you provide access to or +distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than +"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version +posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org), +you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a +copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon +request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other +form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm +License as specified in paragraph 1.E.1. + +1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, +performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works +unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. + +1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing +access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided +that + +- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from + the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method + you already use to calculate your applicable taxes. The fee is + owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he + has agreed to donate royalties under this paragraph to the + Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments + must be paid within 60 days following each date on which you + prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax + returns. Royalty payments should be clearly marked as such and + sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the + address specified in Section 4, "Information about donations to + the Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies + you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he + does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm + License. You must require such a user to return or + destroy all copies of the works possessed in a physical medium + and discontinue all use of and all access to other copies of + Project Gutenberg-tm works. + +- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any + money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the + electronic work is discovered and reported to you within 90 days + of receipt of the work. + +- You comply with all other terms of this agreement for free + distribution of Project Gutenberg-tm works. + +1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm +electronic work or group of works on different terms than are set +forth in this agreement, you must obtain permission in writing from +both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael +Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the +Foundation as set forth in Section 3 below. + +1.F. + +1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable +effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread +public domain works in creating the Project Gutenberg-tm +collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic +works, and the medium on which they may be stored, may contain +"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual +property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a +computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by +your equipment. + +1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right +of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project +Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project +Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all +liability to you for damages, costs and expenses, including legal +fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT +LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE +PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE +TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE +LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR +INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH +DAMAGE. + +1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a +defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can +receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a +written explanation to the person you received the work from. If you +received the work on a physical medium, you must return the medium with +your written explanation. The person or entity that provided you with +the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a +refund. If you received the work electronically, the person or entity +providing it to you may choose to give you a second opportunity to +receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy +is also defective, you may demand a refund in writing without further +opportunities to fix the problem. + +1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth +in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO +WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. + +1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied +warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages. +If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the +law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be +interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by +the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any +provision of this agreement shall not void the remaining provisions. + +1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit http://pglaf.org + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/33782-8.zip b/33782-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..804223f --- /dev/null +++ b/33782-8.zip diff --git a/33782-h.zip b/33782-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..86a1a48 --- /dev/null +++ b/33782-h.zip diff --git a/33782-h/33782-h.htm b/33782-h/33782-h.htm new file mode 100644 index 0000000..edab581 --- /dev/null +++ b/33782-h/33782-h.htm @@ -0,0 +1,6670 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2, by Ann Radcliffe + </title> + <style type="text/css"> + +p { + margin-top: .75em; + text-align: justify; } + +p.sig { + text-align: right; + margin-right: 5%; } + +.toc { + text-align: center; + font-size: 95%; } + +h1 { + text-align: center; + line-height: 1.5; + font-weight: 500; } + +h2 { + text-align: center; + margin-top: 2.5em; + margin-bottom: 3em; + font-weight: 500; } + +hr { + width: 33%; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; + margin-right: auto; + clear: both; } + +hr.minor { + width: 15%; + margin-top: 1.5em; + margin-bottom: 1.5em; } + +table { + margin-left: auto; + margin-right: auto; } + +td.r { + text-align: right; + vertical-align: top; + white-space: nowrap; } + +body { + margin-left: 15%; + margin-right: 15%; } + +.pagenum { + position: absolute; + left: 95%; + font-style: normal; + font-weight: normal; + font-size: 65%; + text-align: right; + color: #999999; + background-color: #ffffff; } + +.center { + text-align: center; } + +.small { + font-size: 70%; } + +.big { + font-size: 130%; } + +.smcap { + font-variant: small-caps; } + +.caption { + font-weight: 500; + text-align: center; } + +.tnote { + border: dashed 1px; + margin-top: 4em; + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + padding: .5em 1em .5em 1em; + font-size: 90%; } + +.tnote h2 { + text-align: center; + clear: both; + font-weight: 500; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; } + +.tnote ul { + list-style-type: none; } + +ins.correction { + text-decoration: none; + border-bottom: thin dotted gray; } + +.footnotes { + border: dashed 1px; + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; } + +.footnote { + margin-left: 20%; + margin-right: 20%; + font-size: 0.9em; } + +.footnote .label { + position: absolute; + right: 70%; + text-align: right; } + +.fnanchor { + vertical-align: .3em; + font-size: .8em; + text-decoration: none; + padding-left: .1em; } + +.figcenter { + margin: auto; + text-align: center; } + +.border { + border: 2px solid gray; } + +.poem { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + text-align: left; + font-size: 95%; } + +.poem br { + display: none; } + +.poem .stanza { + margin: 1em 0em 1em 0em; } + +.poem span.i0 { + display: block; + margin-left: 0em; + padding-left: 3em; + text-indent: -3em; } + +.poem span.i2 { + display: block; + margin-left: 1em; + padding-left: 3em; + text-indent: -3em; } + +.poem span.i4 { + display: block; + margin-left: 4em; + padding-left: 3em; + text-indent: -3em; } + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2, by Ann Radcliffe + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2 + +Author: Ann Radcliffe + +Release Date: September 20, 2010 [EBook #33782] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<h1>I MISTERI<br /> +<span class="small">DEL</span><br /> +<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1> +<p> <br /> </p> +<p class="center">DI<br /> +ANNA RADCLIFFE</p> +<p> <br /> </p> +<p class="center">VOL. II</p> +<p> <br /> </p> +<p class="center">MILANO<br /> +<i>Oreste Ferrario</i><br /> +<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br /> +e Santa Margherita</span></p> + +<hr /> + +<div class="figcenter"> +<img class="border" src="images/ill.jpg" width="482" height="600" alt="" + /> +<p class="caption">La Camera misteriosa.<br /> +<i>Cap. XXII</i></p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center">SOMMARIO</p> + +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XII">Capitolo XII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XIII">Capitolo XIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XIV">Capitolo XIV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XV">Capitolo XV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XVI">Capitolo XVI</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XVII">Capitolo XVII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XVIII">Capitolo XVIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XIX">Capitolo XIX</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XX">Capitolo XX</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXI">Capitolo XXI</a></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_XII" id="CAPITOLO_XII"></a>CAPITOLO XII</h2> + +<p>L'avarizia della zia d'Emilia cedè finalmente alla +sua vanità. Qualche splendido pranzo dato dalla +Clairval, e l'adulazione generale ond'essa era l'oggetto, +aumentarono la premura della Cheron per assicurare +una parentela che l'avrebbe tanto illustrata +a' propri occhi ed a quelli del mondo. Propose il +prossimo matrimonio di Emilia, ed offrì di assicurarne +la dote, purchè la Clairval facesse altrettanto +pel nipote. Questa ponderò la proposta, e considerando +ch'Emilia era la più prossima erede della +Cheron, l'accettò senza difficoltà. Emilia ignorava +queste disposizioni, quando la zia l'avvertì di prepararsi +alle nozze che dovevano aver luogo senza +indugio. La fanciulla, sorpresa, non capiva il motivo +di una sì istantanea conclusione, in verun modo +sollecitata da Valancourt. Ed infatti, non conoscendo +le convenzioni delle due zie, era ben lontano dallo +sperare una sì gran felicità. Emilia mostrò qualche +opposizione, ma la Cheron, sempre gelosa della sua +autorità, insistè per il pronto matrimonio, colla +stessa veemenza, con cui ne aveva rigettate in principio +le menome apparenze. Tutti gli scrupoli di +Emilia svanirono, quando Valancourt, istruito allora +della sua felicità, venne a scongiurarla di confermargliene +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>la certezza.</p> + +<p>Mentre si facevano i preparativi di queste nozze, +Montoni diveniva l'amante dichiarato della Cheron. +Ne fu malcontentissima la Clairval quando udì parlare +del loro imminente matrimonio, e voleva impedire +quello di Valancourt con Emilia; ma la coscienza +le rappresentò, che non aveva diritto di +punirli dei torti altrui. Sebbene donna del gran +mondo, era però meno famigliarizzata della sua +amica col metodo di far dipendere la felicità dalla +fortuna e dagli omaggi ch'essa attira, anzichè dal +proprio cuore.</p> + +<p>Emilia osservò con ansietà l'ascendente acquistato +da Montoni sulla zia, come pure la maggior frequenza +delle sue visite. La sua opinione su questo +Italiano era confermata da quella di Valancourt, il +quale aveva sempre esternato estrema avversione +per lui. Una mattina ch'essa lavorava nel padiglione, +godendo della dolce frescura primaverile, Valancourt +leggeva vicino a lei, e tratto tratto deponeva il libro +per conversare. Fu avvisata che la zia voleva +vederla subito; entrò nel suo gabinetto, e paragonò +sorpresa l'aria abbattuta della signora Cheron col +genere ricercato del di lei abbigliamento.</p> + +<p>« Nipote mia... » diss'ella, e si fermò con qualche +imbarazzo. « Vi ho fatta cercare... io... io... voleva +vedervi. Ho da darvi una notizia... da questo momento +voi dovete considerare il signor Montoni +come vostro zio; noi ci siamo maritati stamattina. »</p> + +<p>Confusa, non tanto del matrimonio, quanto del +segreto con cui era stato fatto, dell'agitazione colla +quale le venne annunziato, Emilia attribuì siffatto +mistero alla volontà di Montoni, piuttostochè a quella +di sua zia; ma questa non voleva che si credesse così.</p> + +<p>« Voi vedete, » soggiuns'ella, « che ho voluto +fuggire la pubblicità; ma ora che la cerimonia è +fatta, non m'importa più che si sappia. Vado subito +ad annunziare alla mia gente che il signor +Montoni è il loro padrone. »<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p> + +<p>Emilia fece quanto potè per felicitare la zia di un +matrimonio così imprudente.</p> + +<p>« Voglio celebrare le mie nozze con tutto il fasto, » +continuò la signora Montoni, « e per non perder +tempo, mi servirò dei preparativi che furono fatti +per le vostre, le quali verranno protratte un poco; +ma voglio che per far onore alla festa, voi vi abbigliate +degli abiti fatti pel vostro matrimonio. Desidero +egualmente che facciate noto il mio cambiamento +di nome al signor Valancourt, il quale ne +informerà la signora Clairval. Fra pochi giorni voglio +dare un pranzo magnifico, e conto su di loro. »</p> + +<p>Emilia era talmente attonita, che potè appena replicare +alla zia, e, a tenore del suo desiderio, tornò +nel padiglione ad informar l'amante dell'accaduto. +La sorpresa non fu il primo sentimento di Valancourt, +sentendo parlare di queste nozze precipitose; +ma quando seppe che le sue erano differite, e che +gli ornamenti preparati per abbellire l'imeneo della +sua Emilia, stavano per esser degradati servendo +per la signora Montoni, il dolore e lo sdegno agitarono +a vicenda il suo spirito. Non potè dissimularlo +alla fanciulla; i di lei sforzi per distrarlo e +scherzare su questi timori repentini furono inutili. +Quando alla fine si separò da lei, era oppresso da +una tenera inquietudine che la colpì vivamente, e +pianse senza saper perchè, quando fu giunta all'ingresso +del giardino.</p> + +<p>Montoni prese possesso del castello colla facilità +d'un uomo che da lunga pezza lo riguardava come +suo. Il suo amico Cavignì l'aveva singolarmente servito +prodigando alla Cheron le attenzioni e le adulazioni +ch'essa esigeva, ed alle quali Montoni pareva +prestarsi con pena; egli ebbe un appartamento nel +castello, e fu obbedito dalla servitù come lo stesso +padrone.</p> + +<p>Pochi giorni dopo, la signora Montoni, come l'aveva +promesso, diede un magnifico pranzo ad una<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +numerosa società. Valancourt v'intervenne, ma la +Clairval se ne scusò. Vi fu accademia di musica e +festa da ballo. Valancourt, come di ragione, danzò +con Emilia; egli non poteva esaminare le decorazioni +della festa, senza rammentarsi ch'erano destinate +per le sue nozze. Nonostante cercava di consolarsi, +pensando che fra poco i suoi voti sarebbero +stati esauditi. La signora Montoni ballò, rise e +chiaccherò del continuo tutta la sera. Montoni però, +taciturno e riservato, sembrava ristucco di quel divertimento, +e della frivola società che ne formava +l'oggetto.</p> + +<p>Fu il primo e l'ultimo banchetto dato in occasione +di quelle nozze. Montoni, cui il carattere severo, +e il taciturno orgoglio, impedivano d'animare +queste feste, era nondimeno dispostissimo a provocarle. +Trovava esso ben di rado nelle conversazioni +un uomo che potesse rivaleggiar con lui per lo spirito +od il talento. Tutto il vantaggio, in questa specie +di riunioni, era dunque sempre dalla parte sua. Conoscendo +con quale egoismo si frequenta la società, +temeva d'esser vinto in simulazione, ovvero in considerazione, +dovunque egli si trovava. Ma la signora +Cheron, quando trattavasi del proprio interesse, +aveva talfiata più discernimento che vanità. Conosceva +essa la sua inferiorità alle altre donne in tutte +le qualità personali. La gelosia naturale risultante +da questa cognizione, ne contrariava dunque l'inclinazione +per le riunioni che offriva Tolosa. La sua +politica era cambiata; si opponeva con vivacità al +gusto del marito per il gran mondo, e non dubitava +ch'egli non fosse per essere così ben ricevuto +da tutte le donne com'eralo stato allorchè faceva la +corte a lei.</p> + +<p>Erano scorse poche settimane da questo matrimonio, +quando la signora Montoni partecipò ad +Emilia il progetto di andare in Italia, tostochè fossero +finiti tutti i preparativi pel viaggio.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p> + +<p>« Andremo a Venezia, » diss'ella; « Montoni +vi possiede un bel palazzo, e quindi passeremo al +suo castello in Toscana. Perchè prendete voi un'aria +così seria, figliuola? Voi che amate tanto le +belle vedute, dovreste essere incantata di questo +viaggio.</p> + +<p> — Devo forse venire anch'io? » disse Emilia con +emozione e sorpresa insieme.</p> + +<p> — Sì, certo, » replicò la zia; « come potete supporre +che noi vogliamo lasciarvi qui? Ah! vedo +che pensate al cavaliere. Io credo che non sappia +nulla, ma lo saprà sicuramente quanto prima. Montoni +è uscito per darne parte alla signora Clairval, +ed annunziarle che i nodi proposti fra le nostre famiglie +sono sciolti irremissibilmente. »</p> + +<p>L'insensibilità colla quale la Montoni faceva sapere +alla nipote che la separavano, forse per sempre, +dall'uomo al quale doveva unirsi per tutta la +vita, aumentò vie più la disperazione dell'infelice +a tal notizia. Quando potè parlare, domandò il motivo +di tal cangiamento a riguardo di Valancourt; +e l'unica risposta che ne ottenne fu, che Montoni +aveva proibito questo matrimonio, attesochè Emilia +poteva aspirare a partiti assai più vantaggiosi.</p> + +<p>« Io lascio attualmente tutta questa faccenda a +mio marito, » soggiunse la Montoni; « ma devo convenire +che il signor Valancourt non mi è piaciuto +mai, e che non avrei mai dovuto dare il mio consenso. +Son debole assai; bene spesso son così buona, +che le pene altrui mi rattristano, e la vostra +afflizione la vinse sulla mia opinione. Il signor +Montoni però mi ha dimostrato con molta chiarezza +la follia ch'io faceva, ma non avrà certo a rimproverarmela +una seconda volta. Pretendo assolutamente +la vostra sommissione a quelli che conoscono +meglio di voi i vostri interessi, e ci dovete +obbedire in tutto. »</p> + +<p>Emilia sarebbe stata sorpresa dalle asserzioni e<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +dall'eloquenza di questo discorso, se tutte le di lei +facoltà, annientate dalla scossa ricevuta, le avessero +permesso d'intenderne una sola parola. Qualunque +fosse la debolezza della signora Montoni, avrebbe +potuto risparmiarsi il rimprovero di una eccessiva +compassione e d'una prodigiosa sensibilità ai mali +altrui, e soprattutto a quelli di Emilia. Quella medesima +ambizione che l'aveva indotta a brigare il +parentado della Clairval, formava oggi il soggetto +della rottura. Il suo matrimonio con Montoni esaltava +ai di lei occhi la propria importanza, e conseguentemente +cambiava le sue mire per Emilia.</p> + +<p>Questa interessante fanciulla era troppo afflitta +per far valere le sue ragioni, o scendere a preghiere. +Quando finalmente volle far uso di quest'ultimo +mezzo, le mancò la parola, e si ritirò nella sua camera +per riflettere, se ciò le fosse stato possibile, +ad un colpo così inaspettato e tremendo.</p> + +<p>Passò gran pezza prima che si fosse riavuta abbastanza +da porsi a riflettere; ma il pensiero che +le si affacciò fu tristo e terribile. Credè che Montoni +volesse disporre di lei pel proprio vantaggio, +e pensò che Cavignì fosse la persona per la quale +si interessasse. La prospettiva del viaggio d'Italia +diveniva ancor più disgustosa, quando considerava +la situazione turbolenta di quel paese lacerato dalle +guerre civili, in preda a tutte le fazioni, e dove +ogni castello si trovava esposto all'invasione del +partito avverso. Considerò a qual persona era rimesso +il suo destino, ed a qual distanza si sarebbe +trovata da Valancourt. A tale idea, svanì qualunque +altra immagine, ed il dolore immerse nella confusione +tutti i suoi pensieri.</p> + +<p>Passò qualche ora in questo stato doloroso; +quando fu avvertita per il pranzo, volle scusarsene. +La Montoni però, ch'era sola, non volle acconsentirvi, +e le convenne obbedire. Parlarono pochissimo +durante il pranzo. L'una era oppressa dal suo dolore,<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +e l'altra indispettita dell'assenza inaspettata +di Montoni. La sua vanità era offesa da siffatta negligenza, +e la gelosia l'allarmava principalmente su +di ciò ch'ella chiamava un impegno misterioso. +Non ostante Emilia si provò a parlar nuovamente +di Valancourt, ma la zia, insensibile a pietà ed ai +rimorsi, divenne quasi furiosa perchè si permettessero +osservazioni sulla di lei autorità e su quella +di Montoni; in conseguenza la povera Emilia si ritirò +piangendo.</p> + +<p>Traversando il vestibolo, udì entrare qualcuno +dalla porta grande; le parve di vedere Montoni e +raddoppiò il passo; ma riconobbe tosto la voce diletta +di Valancourt.</p> + +<p>« Emilia, mia cara Emilia! » sclamò egli col +tuono dell'impazienza, a misura che si avanzava e +che scuopriva le orme della disperazione sul volto +di lei. « Emilia, bisogna ch'io vi parli; ho da +dirvi mille cose; conducetemi in qualche parte ove +possiamo parlare con libertà. Ma! voi tremate, vi +sentite male; lasciate ch'io vi conduca ad una +sedia. »</p> + +<p>Vide una porta aperta, e si provò a condurre +Emilia colà; ma essa, ritirando la mano, gli disse +sorridendo languidamente:</p> + +<p>« Sto già meglio. Se volete parlare con mia zia, +è nel salotto.</p> + +<p> — Voglio parlare con <i>voi sola</i>, mia cara Emilia, » +replicò Valancourt. « Gran Dio! Siete già arrivata +a questo punto? Acconsentite voi così facilmente +a dimenticarmi? questo luogo non ci conviene, +possiamo essere intesi. Non voglio da voi che +un solo quarto d'ora di attenzione.</p> + +<p> — Sì, quando avrete veduto mia zia, » disse +Emilia.</p> + +<p> — Io era già infelice, venendo qui, » esclamò +Valancourt; « non aumentate il mio affanno con +questa freddezza e con questo crudele rifiuto. »<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p> + +<p>L'energia colla quale pronunciò tali parole, la +commosse fino alle lagrime, ma persistè nella negativa +d'ascoltarlo fintantochè non avesse veduto la +signora Montoni.</p> + +<p>« Dov'è suo marito, dov'è egli questo Montoni? » +disse Valancourt con voce alterata; « debbo parlar +giusto con lui. »</p> + +<p>Emilia, spaventata delle conseguenze dello sdegno +che sfavillava ne' di lui occhi, l'assicurò con +voce tremante che Montoni non era in casa, e lo +scongiurò di moderare il risentimento. Agli accenti +interrotti della di lei voce, gli sguardi di Valancourt +passarono tosto dal furore alla tenerezza.</p> + +<p>« Vi sentite male, Emilia, » diss'egli, « e vogliono +perderci amendue. Perdonatemi se ho ardito dubitare +della vostra tenerezza. »</p> + +<p>Emilia non s'oppose più ad accordargli un colloquio +nella stanza vicina. La maniera colla quale +aveva nominato Montoni, aveale cagionato i più +fondati timori sul pericolo cui poteva correre egli +stesso; non pensò più se non a prevenire le terribili +conseguenze della sua vendetta. Ascoltò egli +attento le di lei preghiere, e non vi rispose che +con occhiate di disperazione e di tenerezza. Nascose +alla meglio il suo risentimento per Montoni, e si +sforzò di acchetare i di lei terrori; ma Emilia, poco +contenta di quell'apparente tranquillità, si turbò +ancor davvantaggio, e procurò di far conoscere a +Valancourt l'inconveniente di un alterco con Montoni, +lo che avrebbe potuto rendere la loro separazione +irrimediabile. Cedè egli alle tenere preghiere, +e le promise che, per quanto grande potesse essere +l'ostinazione di Montoni, non farebbe mai uso della +violenza per conservare i suoi diritti.</p> + +<p>Emilia si sforzò di calmarlo coll'assicurazione di +un attaccamento inviolabile. Gli fe' osservare che +fra un anno circa sarebbe stata maggiorenne, e che +per conseguenza allora sarebbe uscita di tutela.<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +Queste assicurazioni però consolavano poco Valancourt: +egli considerava che allora essa sarebbe in +Italia, ed in balia di coloro il cui potere su di lei +non sarebbe cessato tanto facilmente co' loro diritti. +Emilia, alquanto calmata dalla promessa ottenuta e +dalla tranquillità ch'egli affettava, stava per lasciarlo, +quando la zia entrò nella stanza. Gettò essa un'occhiata +di rimprovero sulla nipote, che si ritirò subito, +e una di malcontento e d'alterigia sull'infelice +giovane.</p> + +<p>« Non è questa la condotta ch'io mi aspettava +da voi, » diss'ella, « o signore; io non credeva di +vedervi più in casa mia dopo avervi fatto avvertire +che le vostre visite non mi tornavano più +gradite. Credeva ancor meno, che voi cercaste di +vedere clandestinamente mia nipote, e ch'ella avesse +l'imprudenza di acconsentire a ricevervi. »</p> + +<p>Valancourt, vedendo esser necessario di giustificare +Emilia, protestò che l'unico scopo della sua +visita era stato quello di domandare un abboccamento +a Montoni, e ne spiegò i motivi colla moderazione +che il sesso, più che il carattere di quella +donna superba, poteva solo esiger da lui.</p> + +<p>Le sue preghiere furono ricevute con asprezza. +La zia si lagnò che la sua prudenza avesse ceduto +a quant'essa chiamava la sua compassione, aggiungendo +infine che conoscendo benissimo la follia della +sua prima condiscendenza, e volendo evitare di ricadervi, +rimetteva intieramente ed esclusivamente +quest'affare al marito.</p> + +<p>L'eloquenza sentimentale del giovane le fece alfine +comprendere l'indegnità della sua condotta; +essa conobbe la vergogna, ma non il rimorso. S'indispettì +che Valancourt l'avesse ridotta a quella +penosa situazione, ed il suo odio crebbe colla coscienza +dei propri torti. L'antipatia ch'egli le ispirava +era tanto più forte, in quanto che, senza accusarla, +la costringeva a convincersi da sè stessa.<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +Non le lasciava una scusa per la violenza del risentimento +col quale lo considerava. Alla <a name="tn14" id="tn14"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'perfino'">perfine</ins>, +la sua collera divenne così violenta, che Valancourt +si decise di uscire al momento, affine di non perdere +la propria stima in una risposta poco misurata, +e si convinse appieno che non doveva sperare nè +pietà, nè giustizia da una persona che sentiva il +peso delle male opere, e non l'umiltà del pentimento.</p> + +<p>Si era formata l'istessa idea di Montoni, essendo +chiaro che il piano della separazione veniva direttamente +da lui. Non era probabile ch'egli abbandonasse +il suo disegno per preghiere o ragioni che +doveva aver prevedute, e contro le quali era preparato. +Intanto, fedele alle promesse fatte ad Emilia, +più occupato del suo amore, che geloso della +propria dignità, Valancourt si guardò bene dall'irritar +Montoni senza necessità. Gli scrisse, non per +domandargli un abboccamento, ma per sollecitare +il suo favore, e ne attese la risposta con qualche +tranquillità.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XIII" id="CAPITOLO_XIII"></a>CAPITOLO XIII</h2> + +<p>La signora Clairval si teneva in disparte da tutto +quell'intrigo: quando aveva acconsentito al matrimonio +di Valancourt, era nella credenza che Emilia +avrebbe ereditato dalla zia. Allorchè il matrimonio +di quest'ultima l'ebbe disingannata su tal +proposito, la coscienza le impedì di rompere un'unione +quasi formata; ma la sua benevolenza non andava +al punto da spingerla a fare un passo che +avesse a deciderla intieramente. Si felicitava che Valancourt +fosse sciolto da un impegno ch'essa credeva +tanto al disotto di lui per le sostanze, quanto Montoni +giudicava umiliante tal parentado per la bellezza +di Emilia. La Clairval poteva stimarsi offesa, +che un individuo della sua famiglia fosse stato così<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span> +congedato; ma non si degnò di esprimerne il suo +risentimento in altro modo che col silenzio.</p> + +<p>Montoni, nella sua risposta, assicurò Valancourt +che un abboccamento, non potendo nè cambiare la +risoluzione dell'uno, nè vincere i desiderii dell'altro, +non finirebbe che in un diverbio affatto inutile, +e che per ciò credeva bene di non accordarglielo.</p> + +<p>La moderazione tanto raccomandatagli da Emilia, +e le promesse fattele, poterono sole trattenere l'impetuosità +di Valancourt, che voleva correre da Montoni +a domandar con fermezza quanto veniva ricusato +alle sue preghiere. Si limitò dunque a rinnovare +le sue istanze, e le appoggiò con tutte le ragioni +che poteva somministrare la sua posizione. Passarono +alcuni giorni in domande da una parte, e nell'inflessibilità +dall'altra. Fosse per timore, o per +vergogna, o per l'odio che risultava da questi due +sentimenti, Montoni evitava accuratamente colui che +aveva tanto offeso; non era nè intenerito dal dolore +espresso nelle lettere di Valancourt, nè colpito dal +pentimento per le solide ragioni in esse contenute. +In fine, le lettere dell'infelice giovine furono respinte +senza essere aperte. Nella sua prima disperazione, +obliò tutte le promesse eccettuata quella di +evitare la violenza, e corse al castello, risoluto di +veder Montoni, e porre tutto in opra per riuscirvi. +L'Italiano fece dire che non era in casa, ed allorchè +Valancourt chiese di parlare alla signora o ad +Emilia, gli fu negato positivamente l'ingresso. Non +volendo impegnarsi in alterchi coi servitori, partì +e tornò a casa in uno stato di frenesia: scrisse l'accaduto +a Emilia, esprimendole senza riserva le angosce +dell'anima; e la scongiurò, giacchè restava +solo questo ripiego, di accordargli un abboccamento +segreto.</p> + +<p>Appena quella lettera fu spedita, la sua alterazione +si calmò: conobbe il fallo commesso, aumentando +le pene di Emilia colla descrizione troppo<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +sincera de' suoi guai. Avrebbe dato la metà del mondo +per ricuperare quella lettera imprudente. Emilia +però fu preservata dal dolore che avrebbe provato +ricevendola. La signora Montoni aveva ordinato che +le fossero portate tutte le lettere dirette alla nipote: +la lesse, e montata sulle furie per la maniera con +la quale Valancourt vi trattava Montoni, la bruciò.</p> + +<p>Montoni, intanto, sempre più impaziente di lasciar +la Francia, sollecitava i preparativi della partenza, +e terminava in fretta ciò che gli restava da +fare. Osservò il più profondo silenzio sulle lettere +nelle quali Valancourt, disperando d'ottener di più, +e moderando la passione che avealo fatto trascendere, +sollecitava il permesso soltanto di dire addio +ad Emilia. Ma quando il giovane intese che sarebbe +partita fra pochi giorni, e ch'era stato deciso che +non la rivedrebbe più, perdè ogni prudenza, e in +una seconda lettera le propose un matrimonio segreto. +Questa lettera andò come l'altra nelle mani +della signora Montoni, e venne la vigilia della partenza +senza che Valancourt avesse ricevuto una sola +riga di consolazione, o la menoma speranza di un +ultimo abboccamento.</p> + +<p>Intanto Emilia era inabissata nello stupore prodotto +da tante disgrazie inaspettate ed irrimediabili. +Essa amava Valancourt col più tenero affetto; erasi +abituata da lunga pezza a considerarlo come l'amico +ed il compagno di tutta la vita; non avea un pensiero +di felicità al quale non fosse unita la sua idea. +Qual doveva esser dunque il suo dolore al momento +di una separazione così inaspettata, e forse eterna, +e ad una distanza tale, dove le nuove della loro +esistenza potrebbero appena giugnere, e tutto questo +per obbedire ai voleri di uno straniero, a quelli +d'una persona che provocava non ha guari ancora +il loro matrimonio? Invano procurava essa di vincere +il suo dolore, e rassegnarsi ad una sciagura +inevitabile. Il silenzio di Valancourt l'affliggeva ancor<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +più, perchè non sapeva attribuirlo al suo vero +motivo; ma quando, alla vigilia di lasciar Tolosa, +seppe che non erale permesso di salutarlo, il dolore +l'oppresse maggiormente, e non potè trattenersi dal +domandare alla zia se le fosse stata positivamente +negata questa consolazione, ciò che le fu barbaramente +confermato.</p> + +<p>« Se il cavaliere avesse voluto ottener da noi +questo favore, » diss'ella, « avrebbe dovuto contenersi +diversamente. Egli doveva aspettare con pazienza +che noi fossimo disposti ad accordarglielo; +non mi avrebbe rimproverata perchè persisteva a +negargli mia nipote, e non avrebbe molestato il +signor Montoni, il quale non credeva conveniente di +entrare in discussione su questa ragazzata. La di lui +condotta in quest'affare è stata affatto presuntuosa +e importuna; desidero di non sentir mai più parlar +di lui, e che ci liberiate da cotesta ridicola tristezza, +da cotesti sospiri, da cotesta aria cupa, la quale farebbe +credere che voi siate sempre disposta a piagnucolare; +fate come tutti gli altri; il vostro silenzio +non basta a nascondere la vostra inquietudine alla +mia penetrazione; vedo bene che siete <a name="tn17a" id="tn17a"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'diposta'">disposta</ins> a +piangere in questo momento, sì in questo momento +istesso, a dispetto della mia proibizione. »</p> + +<p>Emilia, che si era voltata dall'altra parte per nascondere +le sue lacrime, si ritirò a precipizio per +versarne in copia. Fu sì grande la di lei agitazione +nel riflettere al suo stato e all'idea di non veder più +Valancourt, che sentissi venir meno. Appena si fu +riavuta un poco, si affacciò alla finestra, e l'aria +fresca della notte la rianimò alquanto. Il chiaro di +luna, cadendo sopra un lungo viale di olmi, sotto +di lei, invitolla a tentare se il moto e l'aria aperta +non calmerebbero l'irritazione di tutti i suoi nervi. +Tutti <a name="tn17b" id="tn17b"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'dominavano'">dormivano</ins> nel castello: Emilia scese lo scalone, +e traversando il vestibolo, penetrò cautamente +nel giardino per un andito solitario. Camminava più<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span> +o meno celeremente, secondo che le ombre la ingannavano, +credendo vedere qualcuno da lontano, e +temendo non fosse qualche spione di sua zia. Frattanto, +il desiderio di rivedere il padiglione, nel +quale aveva passati tanti momenti felici con Valancourt, +dove aveva ammirato seco lui le belle pianure +della Linguadoca, e la Guascogna sua cara patria, +questo desiderio la vinse sul timore di essere +osservata, e andò verso il terrazzo, che si prolungava +sino all'ingresso del giardino, dominando gran +parte della sottoposta prateria, alla quale si scendeva +per una marmorea scalea. Quando fu alla scala, sostò +un momento guardando intorno. La distanza del +castello aumentava la specie di spavento che le cagionavano +il silenzio, l'ora e l'oscurità; ma non +iscorgendo nulla che potesse giustificare i suoi timori, +salì sul terrazzo, onde il chiaro di luna scopriva +l'ampiezza, e mostrava il padiglione in fondo. +Si avanzò verso questo, e vi entrò; l'oscurità del +luogo non era adatta a diminuire la sua timidezza. +Le gelosie erano aperte, ma le piante dei fiori ingombravano +l'esterno delle finestre, lasciando appena +vedere a traverso i rami il paese fiocamente illuminato +dalla luna. Avvicinandosi ad una finestra, +essa non gustava di quello spettacolo se non in +quanto potea servirla a richiamarle alla fantasia più +vivamente l'immagine di Valancourt.</p> + +<p>« Ah! » sclamò con un gran sospiro, gettandosi +sopra una sedia; « quante volte ci siamo seduti in +questo luogo! Quante volte abbiamo noi contemplato +questa bella vista! Non l'ammireremo più insieme? +mai, forse non ci rivedremo mai più! »</p> + +<p>D'improvviso, lo spavento ne sospese le lagrime: +avendo udito una voce vicina a lei nel padiglione, +gettò un grido, ma lo strepito ripetendosi, distinse +la voce amata di Valancourt. Era egli stesso, era il +giovane che la teneva in braccio. In quell'istante +la commozione le tolse l'uso della parola.<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p> + +<p>« Emilia, » disse alfine Valancourt, tenendole una +mano stretta tra le sue, « mia cara Emilia! » Tacque +nuovamente, e l'accento col quale aveva pronunziato +questo nome, esprimeva la sua tenerezza +insieme ed il suo dolore.</p> + +<p>« O Emilia mia! » soggiuns'egli dopo una lunga +pausa; « vi riveggo ancora, ed ascolto ancora il +suono della vostra voce! Ho errato intorno a questi +luoghi e a questo giardino per tante notti, nè +aveva che una debolissima speranza di rivedervi! +Era questa la sola risorsa che mi restava; grazie +al cielo non mi è mancata. »</p> + +<p>Emilia pronunziò qualche parola senza saper quasi +ciò che dicea, espresse il suo inviolabile affetto, e +si sforzò di calmare l'agitazione di Valancourt. +Quando egli si fu un poco rimesso, le disse:</p> + +<p>« Io son venuto qui subito dopo il tramonto del +sole, nè ho cessato poi dal percorrere i giardini ed +il padiglione. Aveva abbandonato qualunque speranza +di vedervi; ma non sapeva risolvermi a staccarmi +da un luogo ove vi sapeva così vicino a me, e sarei +probabilmente rimasto tutta notte in questi contorni. +Ma quando apriste il padiglione, l'oscurità m'impediva +di distinguere con certezza se fosse la mia +cara Emilia: il cuore mi batteva così forte per la +speranza ed il timore ch'io non poteva parlare. Appena +intesi gli accenti lamentosi della vostra voce, +ogni dubbio svanì, ma non i miei timori, fintantochè +non pronunziaste il mio nome. Nell'eccesso della +gioia, non ho pensato allo spavento che vi avrei cagionato; +ma non poteva più tacere. Oh! Emilia, in +momenti così preziosi, la consolazione e il dolore +lottano con tanta forza, che il cuore può a stento +sopportarne la tenzone. »</p> + +<p>Il cuore d'Emilia sentiva questa verità; ma la +gioia di riveder l'amante nel momento in cui si +accorava di esserne separata per sempre, si confuse +presto col dolore, quando la riflessione guidò la sua<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +immaginazione sull'avvenire. Faceva essa ogni sforzo +per ricuperare la calma e dignità tanto necessarie +per sostenere quest'ultimo colloquio. Valancourt non +poteva moderarsi; i trasporti della gioia si cangiarono +improvvisamente in quelli della disperazione; +ed espresse col linguaggio il più appassionato l'orrore +della separazione, e la poca probabilità d'una +possibile riunione. Emilia procurava contenere la +propria tristezza, e addolcire quella dell'amante.</p> + +<p>« Voi mi lasciate, » le dicea egli, « voi andate +in terra straniera! E a qual distanza! Voi andate a +trovare nuove società, nuovi amici, nuovi ammiratori; +si sforzeranno di farvi scordare di me, e vi +saranno preparati nuovi nodi. Come poss'io saper +tutto questo, e non sentire che non tornerete più +per me, che non sarete mai più mia? » La voce +gli mancò soffocata dai singulti.</p> + +<p>« Credete voi dunque, » diss'Emilia, « che la mia +afflizione nasca da un affetto leggiero e momentaneo? +Potete voi crederlo?</p> + +<p> — Soffrire! » interruppe Valancourt; « soffrir +per me! Emilia mia, quanto son dolci, e quanto +amare al tempo stesso queste parole! Io non devo +dubitare della vostra costanza; eppure, tal è l'inconseguenza +del vero amore; è esso sempre pronto +a sospettare; e quand'anche la ragione lo riprova, +egli vorrebbe sempre una nuova assicurazione. Adesso +vi veggo, vi stringo tra le mie braccia: ancora pochi +momenti, e non sarà più che un sogno: guarderò, +e non vi vedrò più... Io rinasco da morte a vita, +quando mi dite che vi son caro; ma appena non vi +ascolto più, ricado nella dubbiezza, e mi abbandono +alla diffidenza. » Poi, sembrando raccogliersi, esclamò: +« Quanto son colpevole di tormentarvi così in +questi momenti nei quali dovrei consolarvi, e sostenere +il vostro coraggio! »</p> + +<p>Questa riflessione lo intenerì singolarmente. La +sua voce e le sue parole erano così appassionate,<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +che Emilia, non potendo più contenere il proprio, +cessò di reprimere il dolore di Valancourt, il quale +in cotesti istanti terribili di amore e di pietà perdè +quasi il potere e la volontà di signoreggiare la sua +agitazione.</p> + +<p>« No, » esclamò, « io non posso, non deggio lasciarvi. +Perchè affideremo noi la felicità della nostra +vita alle volontà di coloro che non hanno il diritto +di distruggerla, e non possono contribuirvi se non +concedendovi a me? O Emilia! osate fidarvi al vostro +cuore! Osate esser mia per sempre! » La voce gli +tremava, e non disse di più. Emilia piangeva e taceva. +Valancourt le propose di sposarsi segretamente. +« Alla punta del giorno lascerete la casa della signora +Montoni, e mi seguirete alla chiesa di Sant'Agostino, +ove ci attende un sacerdote per unirci. »</p> + +<p>Il silenzio col quale la fanciulla ascoltò una proposta +dettata dall'amore e dalla disperazione, in un +momento in cui era appena capace di respingerla, +quando il suo cuore era intenerito dal dolore d'una +separazione, che poteva essere eterna, quando la sua +ragione era in preda alle illusioni dell'amore e del +terrore; questo silenzio incoraggì le speranze di Valancourt. +« Parlate, mia cara Emilia, » le diss'egli +con ardore; « lasciatemi ascoltare il suono della +vostra voce soave; fate che intenda da voi la conferma +del mio destino. » Essa rimase muta, un +freddo brivido l'assalse, e svenne. L'immaginazione +turbata di Valancourt se la figurò moribonda. La +chiamò per nome, e si alzava per andar a chieder +soccorso al castello; ma pensando alla di lei situazione, +fremette all'idea di uscire e lasciarla in quello +stato.</p> + +<p>Dopo qualche momento ella sospirò e rinvenne. +Il contrasto da lei sofferto fra l'amore e il dovere, +la sommissione alla sorella di suo padre, la ripugnanza +ad un matrimonio clandestino, il timore d'un +nodo indissolubile, la miseria ed il pentimento in<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +cui essa poteva immergere l'oggetto de' suoi affetti, +erano motivi troppo forti per uno spirito affralito +dalle sciagure, e la sua ragione era rimasta alquanto +sospesa. Ma il dovere e la saviezza, per quanto potessero +esser penosi trionfarono finalmente della tenerezza +e de' suoi tristi presentimenti. Essa temeva +specialmente di gettar Valancourt nell'oscurità, ed in +quei vani rimorsi che sarebbero, o le parevan dover +essere la conseguenza necessaria di un matrimonio +nella loro posizione. Ella si condusse senza dubbio +con una grandezza d'animo poco comune, quando +risolse di provare un male presente, piuttosto che +provocare una disgrazia futura.</p> + +<p>Si spiegò con un candore che giustificava pienamente +a qual punto essa lo stimasse ed <a name="tn22" id="tn22"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'amassase'">amasse</ins>, e +perciò gli divenne, se fosse stato possibile, ancor +più cara. Gli espose tutti i motivi che la decidevano +a rigettare la sua offerta. Egli confutò, o piuttosto +contraddisse tutti quelli che riguardavano lui solo; +ma gli altri lo richiamarono a tenere considerazioni +su di lei, che il furore della passione e della disperazione +gli avevano fatto obliare. Quel medesimo +amore che facevagli proporre un matrimonio segreto +ed immediato, l'obbligava allora a rinunziarvi. La +vittoria costava troppo al suo cuore; si sforzava di +calmarsi per non affliggerla maggiormente, ma non +poteva dissimulare tutto quel che sentiva. « O Emilia, » +diss'egli, « bisogna ch'io vi lasci, e son certo +che vi lascio per sempre. »</p> + +<p>Singulti convulsi l'interruppero, e amendue piansero +a calde lacrime. Rammentandosi finalmente il +pericolo di essere scoperti, e l'inconveniente di prolungare +un colloquio che l'esporrebbe all'altrui censura, +Emilia si fece coraggio, e pronunziò l'ultimo +addio.</p> + +<p>« Restate » disse Valancourt, « restate ancora un +momento, ve ne scongiuro; ho da dirvi mille cose. +L'agitazione del mio spirito non mi ha permesso<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +di parlarvi d'un sospetto importantissimo; ho temuto +mostrarmi poco discreto, e sembrare aver +unicamente in mira di allarmarvi, per farvi accettare +la mia proposta. »</p> + +<p>Emilia, turbata, non lo lasciò, ma lo fece uscire +dal padiglione, e passeggiando sul terrazzo, Valancourt +continuò:</p> + +<p>« Quel Montoni! Io ho udito voci molto strane +sul conto suo. Siete voi ben sicura ch'egli sia realmente +della famiglia della signora Quesnel, e che +la di lui fortuna sia tale quale sembra essere?</p> + +<p> — Non ho ragione di dubitarne, » rispose Emilia +con sorpresa; « son certa del primo punto, ma non +ho alcun mezzo di giudicar del secondo; e vi prego +dirmi tutto quel che ne sapete.</p> + +<p> — Lo farò per certo, ma questa informazione è +imperfettissima e poco soddisfacente. Il caso mi ha +fatto incontrare un Italiano che discorreva con qualcuno +di questo Montoni, parlavano essi del suo +matrimonio, e l'Italiano diceva che s'era quello +che s'immaginava, la signora Cheron non sarebbe +troppo felice. Continuò esso a parlarne con pochissima +considerazione, ma in termini generali e disse +certe cose sul di lui carattere, che eccitarono la mia +curiosità. Gli feci qualche domanda, ma egli fu riservato +nelle risposte; e dopo avere esitato qualche +tempo, confessò che Montoni, secondo la voce pubblica, +era un uomo perduto negli averi e nella riputazione. +Aggiunse qualcosa d'un castello che possiede +in mezzo agli Appennini, e qualche altra circostanza +relativa al suo primo genere di vita: lo +strinsi maggiormente, ma il vivo interesse delle mie +domande fu, per quanto io credo, troppo visibile, +e lo insospettì. Nessuna preghiera fu capace a determinarlo +di spiegarmi le circostanze cui aveva +fatto allusione, o a dirne di più: gli osservai che +se Montoni possedeva un castello negli Appennini, +ciò sembrava indicare una nascita distinta, e contraddire<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +la supposizione della sua rovina. L'incognito +scosse la testa e fece un gesto significantissimo, +ma non rispose.</p> + +<p>« La speranza di saper qualcosa di più positivo +mi trattenne a lungo vicino a lui; rinnovai più +volte le mie domande, ma l'Italiano stette in una +perfetta riservatezza, dicendomi che tutto quanto +aveva esposto non era se non il risultato d'una diceria +vaga; che l'odio e la malignità inventavano +spesso simili istorie, e bisognava crederci poco. Mi +vidi dunque costretto di rinunziare a saperne davvantaggio, +poichè l'Italiano pareva allarmato delle +conseguenze della sua indiscrezione. Restai perciò +nell'incertezza su d'un oggetto in cui essa è quasi +insopportabile. Pensate, cara Emilia, a quanto debbo +soffrire; vi vedo partire per terre straniere con un +uomo di carattere tanto sospetto, come quello di +cotesto Montoni, ma non voglio allarmarvi senza +necessità; è probabile, come lo ha detto l'Italiano, +che questo Montoni non sia quello di cui egli parlava; +nonpertanto, riflettete, mia cara, prima di affidarvi +a lui. Ma ormai mi scordava tutte le ragioni +che poco fa mi hanno fatto abbandonare le +mie speranze, e rinunziare al desiderio di possedervi +subito. »</p> + +<p>Valancourt passeggiava a gran passi sul terrazzo, +mentre Emilia, appoggiata al parapetto, stava immersa +in profonda meditazione. La notizia allor ricevuta +l'allarmava moltissimo, e rinnovava il suo +interno contrasto. Essa non aveva mai amato Montoni. +Il fuoco de' suoi occhi, la fierezza dei suoi +sguardi, il di lui orgoglio, la sua audacia, la profondità +del suo risentimento, che alcune occasioni, +benchè leggere, avevano messo in caso di sviluppare, +erano altrettante circostanze ch'essa avea sempre +osservato con certo quale stupore; e l'espressione +ordinaria de' suoi lineamenti avevale sempre +inspirata antipatia. Credeva essa ogni momento più<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +che fosse quello il Montoni del quale aveva parlato +l'Italiano. L'idea di trovarsi sotto il suo dominio +assoluto in paese straniero, le sembrava spaventosa; +ma il timore non era il solo motivo che dovesse +indurla ad un matrimonio precipitato. L'amore più +tenero le aveva già parlato a favore dell'amante, +e nella sua opinione non aveva potuto vincerla sul +proprio dovere, sull'interesse ben anco di Valancourt, +e sulla delicatezza che la faceva opporre ad +un matrimonio clandestino. Non conveniva dunque +aspettare che il terrore operasse più di quello che +non avesser potuto il dolore e l'amore; ma questo +terrore restituì ai motivi già combattuti tutta la +loro energia, e rese necessaria una seconda vittoria. +Valancourt, i cui timori per Emilia divenivano sempre +più forti, a misura che ne pesava le ragioni, +non poteva adattarsi a questa seconda vittoria. Era +più che persuaso che il viaggio d'Italia avrebbe +immerso la sua Emilia in un laberinto di mali. +Egli era dunque risoluto di opporvisi pertinacemente, +e di ottenere da lei un titolo, per divenire +il suo legittimo protettore.</p> + +<p>« Emilia, » diss'egli col più vivo ardore, « questo +non è il momento degli scrupoli; non è il momento +di calcolare gl'incidenti frivoli e secondari +relativamente alla nostra felicità avvenire. Vedo +adesso, più che mai, quali sono i pericoli ai +quali andate incontro con un uomo del carattere +di Montoni. Il discorso dell'Italiano fa temere +molto, ma meno assai della fisonomia, e dell'idea +ch'essa mi ha formata di lui; vi scongiuro +per il vostro interesse, e pel mio, di prevenire le +disgrazie che mi fanno fremere a prevederle soltanto.... +Cara Emilia! soffrite che la mia tenerezza +e le mie braccia ve ne allontanino; datemi il diritto +di difendervi. Io son lacerato dal dolore all'idea +della nostra separazione, e dei mali che possono +esserne la conseguenza. Non vi son pericoli<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +ch'io non sia capace di affrontare per salvarvi. No, +Emilia, no, voi non mi amate.</p> + +<p> — Abbiamo pochi momenti da perdere in recriminazioni +e giuramenti, » disse questa sforzandosi +di nascondere l'emozione; « se voi dubitate +quanto mi siete caro, e quanto lo sarete eternamente, +allora non vi è espressione da parte mia +che sia capace di convincerne. » Queste ultime +parole spirarono sulle sue labbra, e proruppe in +largo pianto. Dopo alcuni istanti, si riebbe da quello +stato di tristezza, e gli disse: « Bisogna ch'io vi +lasci: è tardi, e nel castello potrebbero accorgersi +della mia assenza. Pensate a me, amatemi, quando +sarò lungi di qui. La mia fiducia a tal proposito +formerà tutta la mia consolazione.</p> + +<p> — Pensare a voi, amarvi! » sclamò Valancourt.</p> + +<p> — Tentate di moderare siffatti trasporti per amor +mio, tentatelo!</p> + +<p> — Per amor vostro!</p> + +<p> — Sì, per amor mio, » disse la fanciulla con +voce tremante; « non posso lasciarvi in questo +stato.</p> + +<p> — Ebbene, non mi lasciate, » rispose Valancourt; +« perchè lasciarci, o almeno lasciarci prima +dell'albeggiare del dì?</p> + +<p> — È impossibile, » soggiunse Emilia; « voi mi +straziate il cuore; ma non acconsentirò mai a questa +proposta imprudente e precipitata.</p> + +<p> — Se potessimo disporre del tempo, Emilia cara, +essa non sarebbe tanto precipitata. Bisogna sottoporci +alle circostanze.</p> + +<p> — Sì, certo, bisogna sottomettervici. Io vi ho +già aperto il cuore: or mi sento spossata.</p> + +<p> — Perdonate, Emilia; pensate al disordine del +mio spirito in questo momento in cui sto per lasciare +tutto ciò che ho di più caro al mondo. +Quando sarete partita, mi ricorderò con rimorso di +tutto quanto vi feci soffrire; allora desidererò invano<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +di vedervi, non foss'altro per un istante solo, +per lenire il vostro dolore. »</p> + +<p>Le lagrime lo interruppero; Emilia pianse con lui.</p> + +<p>« Mi mostrerò più degno del vostro amore, » +disse Valancourt alfine; « non prolungherò questi +crudeli istanti, Emilia mia, unico mio bene, non +dimenticatemi mai: Dio sa quando ci rivedremo. +V'affido alla Provvidenza. O Dio, Dio mio, proteggetela, +beneditela! »</p> + +<p>Si strinse la di lei mano al cuore: Emilia gli +cadde quasi <a name="tn27" id="tn27"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'esamine'">esanime</ins> sul seno. Non piangevan più, +non si parlavano. Valancourt, allora repressa la sua +disperazione, tentò di consolarla e rincorarla. Ma +essa parea incapace di comprenderlo, ed un sospiro +che esalava per intervalli provava solo che non era +svenuta.</p> + +<p>Ei la sorreggeva camminando a lenti passi verso +il castello, piangendo e parlandole sempre. Ella rispondea +sol co' sospiri. Giunti alfine a capo del +viale, parve rianimarsi, e guardandosi intorno:</p> + +<p>« Qui bisogna separarsi, » diss'ella sostando. +« Perchè prolungar questi momenti? Rendetemi +quel coraggio del quale ho tanto bisogno. Addio, » +soggiunse con voce languida; « quando sarete partito, +mi ricorderò di mille cose ch'io doveva dirvi.</p> + +<p> — Ed io! di tante e tante altre, » rispose Valancourt; +« non vi ho mai lasciata senza ricordarmi +subito dopo d'una domanda, d'una preghiera, +e d'una circostanza relativa al nostro amore, ch'io +ardeva dal desiderio di comunicarvi, ma che mi +sfuggiva dalla fantasia appena vi vedeva. O Emilia! +quelle fattezze ch'io contemplo in questo momento, +fra poco saranno lontane da' miei sguardi, e tutti +gli sforzi dell'immaginazione non potranno delinearmeli +con sufficiente esattezza... »</p> + +<p>Ciò detto se la strinse di nuovo al seno, ove la +tenne in silenzio bagnandola delle sue lagrime, che +vennero pure a sollevare l'ambascia della fanciulla.<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +Si dissero addio, e si separarono. Valancourt sembrava +fare ogni sforzo per allontanarsi. Traversò a +precipizio il viale; ed Emilia, che camminava lentamente +verso il castello, ascoltò i suoi passi veloci. +La calma malinconica della notte cessò alfine di essere +interrotta. Ella si affrettò di tornare alla sua +camera per cercarvi il riposo, ma, oimè! esso era +fuggito lungi da lei, e la sua sciagura non le permetteva +più di gustarne.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XIV" id="CAPITOLO_XIV"></a>CAPITOLO XIV</h2> + +<p>Le carrozze furono di buon'ora alla porta: il fracasso +dei servitori che andavano e venivano per le +gallerie, svegliarono Emilia da un sonno affannoso. +Il suo spirito agitato le aveva rappresentato tutta +notte le immagini più spaventose ed il più tristo +avvenire. Fece ogni sforzo per bandire queste sinistre +impressioni, ma passava da un male immaginario +alla certezza d'un male reale. Rammentandosi +che aveva lasciato Valancourt, e forse per sempre, +il cuore le mancava a misura che la sua immaginazione +se lo rappresentava lontano; questi sforzi +spargevano sulla di lei fisonomia un'espressione di +rassegnazione, come un legger velo rende la bellezza +più interessante nascondendone soltanto qualche +debole tratto. Ma la signora Montoni notò il di lei +pallore straordinario, e la rimproverò severamente; +disse alla nipote che male a proposito si era abbandonata +ad inquietudini fanciullesche, che la pregava +di osservare un po' più il decoro, e non lasciar +trasparire che fosse incapace di rinunziare ad +un affetto poco conveniente. Fu servita la colazione: +Montoni parlò pochissimo, e parve impaziente di +partire. Le finestre della sala guardavano sul giardino, +e nel passarvi vicino, Emilia non potè fare a +meno di dare un'occhiata a quel luogo, ove, nella +notte precedente, erasi separata da Valancourt. Gli<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +equipaggi erano già in ordine, ed i viaggiatori salirono +in carrozza e si misero in cammino. Emilia +sarebbe partita dal castello senza rammarico, se Valancourt +non avesse abitato ne' dintorni.</p> + +<p>Da una piccola eminenza, ella osservò le immense +pianure della Guascogna, e le vette irregolari dei +Pirenei che sorgevano da lontano sull'orizzonte, +illuminate già dal sole nascente. « Care montagne, » +diss'ella fra sè, « quanto tempo passerà prima ch'io +vi rivegga! quante disgrazie in quest'intervallo, potranno +aggravare la mia miseria! Oh! s'io potessi +esser sicura di non ritornar mai più, ma che Valancourt +vivesse un giorno per me, partirei in pace! +Egli vi vedrà, vi contemplerà, mentr'io sarò lontana +di qui. »</p> + +<p>Gli alberi della strada, che formavano una linea +di prospettiva alle immense distanze, stavano per +nasconderne la vista; ma gli azzurri monti distinguevansi +ancora traverso il fogliame, ed Emilia non +si tolse dalla portiera fin quando non li ebbe totalmente +perduti di vista.</p> + +<p>Un altro oggetto risvegliò in breve la sua attenzione. +Aveva essa osservato appena un uomo che +camminava lungo la strada col cappello calato sugli +occhi, ma ornato d'un pennacchino militare. Al rumore +delle ruote egli si voltò, ed essa riconobbe +Valancourt. Le fece un segno, si avvicinò alla carrozza, +e dalla portiera le pose in mano una lettera. +Si sforzò di sorridere in mezzo alla disperazione +che vedevasegli dipinta sul volto; questo sorriso +restò impresso per sempre nell'anima di Emilia: si +affacciò allo sportello, e lo vide su d'una collinetta, +appoggiato ad uno degli alberi che l'ombreggiavano; +seguiva cogli occhi la carrozza, e stese le braccia; +ella continuò a guardarlo fintantochè la lontananza +non n'ebbe cancellati i lineamenti, e che la strada, +svoltando, nol fece sparire affatto.</p> + +<p>Si fermarono ad un castello poco lontano per<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +prendervi Cavignì, e i viaggiatori percorsero le +pianure della Linguadoca. Emilia fu relegata, senza +riguardo, colla cameriera di sua zia nella seconda +carrozza. La presenza di costei le impedì di legger +la lettera di Valancourt, non volendo esporsi alle +di lei probabili osservazioni sulla commozione che +avrebbele cagionato la lettura della medesima. Nulladimeno, +n'era tale la curiosità, che la sua mano tremante +fu mille volte sul punto di romperne il sigillo. +All'ora del pranzo, Emilia potè aprirla: essa +non aveva mai dubitato de' sentimenti di Valancourt; +ma la nuova assicurazione che ne riceveva, +restituì un po' di calma al suo cuore. Bagnò la lettera +con lacrime di tenerezza, e la mise da parte +per leggerla quando sarebbe stata soverchiamente +afflitta, e per occuparsi di lui meno dolorosamente +di quello avesse fatto la loro separazione. Dopo +molti dettagli che l'interessavano assai, perchè esprimevano +il suo amore, ei la supplicava di pensar +sempre a lui al tramonto del sole. « I nostri pensieri +allora si riuniranno, » diceva egli; « io attenderò +il tramonto colla maggiore impazienza, e +godrò dell'idea che i vostri occhi si fisseranno in +quel momento sopra i medesimi oggetti che i +miei, e che i nostri cuori si comprenderanno. Voi +non sapete, Emilia, la consolazione che me ne riprometto, +ma mi lusingo che la proverete anche +voi. »</p> + +<p>È inutile dire con qual commozione Emilia aspettò +tutto il giorno il tramonto del sole: lo vide finalmente +declinare su d'immense pianure, lo vide scendere, +ed abbassarsi dalla parte ove abitava Valancourt. +Da quel momento il di lei spirito fu più +tranquillo e rassegnato di quello nol fosse stato +dopo il matrimonio di Montoni e di sua zia.</p> + +<p>Per molti giorni i viaggiatori traversarono la +Linguadoca, e quindi entrarono nel Delfinato. Dopo +qualche tragitto pe' monti di quella provincia pittoresca,<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +scesero dalle carrozze, e cominciarono a +salir le Alpi. Qui si offrirono ai loro occhi scene +così sublimi, che la penna non potrebbe imprendere +a descriverle in verun modo. Queste nuove e sorprendenti +immagini occuparono talmente Emilia, che +talfiata le fecero allontanare l'idea costante di Valancourt. +Più spesso esse le rinnovavano la rimembranza +de' Pirenei, che avevano ammirati insieme, +e di cui allora credeva che nulla superasse la bellezza. +Quante volte desiderò di comunicargli le +nuove sensazioni che l'animavano a questo spettacolo: +quante volte si compiaceva essa d'indovinare +le osservazioni ch'egli avrebbe fatte, e se lo figurava +sempre vicino: queste idee nobili e grandiose davano +alla di lei anima, ai di lei affetti una nuova vita.</p> + +<p>Con quali vive e tenere emozioni si univa essa +ai pensieri di Valancourt all'ora del tramonto! Vagando +in mezzo alle Alpi, contemplava quell'astro +maraviglioso che si perdeva dietro le lor vette, le +cui ultime tinte morivano sulle punte coperte di +neve, e questo teatro s'avvolgeva in una maestosa +oscurità. Passato quel momento, Emilia distolse gli +occhi dall'occidente col dispiacere che si prova alla +partenza d'un amico. L'impressione singolare che +spande il velo della notte, a misura che si svolge, +veniva vie più accresciuta da quei sordi rumori che +non si ascoltano mai se non al progressivo calar +delle tenebre, e che rendono la calma generale assai +più imponente: è il lieve stormir delle foglie, l'ultimo +soffio della brezza che s'alza al tramonto, il +mormorio dei vicini torrenti.....</p> + +<p>Nei primi giorni di questo viaggio attraverso le +Alpi, la scena rappresentava un avvicendarsi sorprendente +di deserti e d'abitazioni, di colti e di +terreni sterili. Sull'orlo di spaventosi precipizi, nelle +cavità delle rupi, al disotto delle quali si vedeva +una folta nebbia, si scoprivano villaggi, campanili e +monasteri. Verdi pascoli, ubertosi vigneti, formavano<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +un contrasto interessante co' sovrapposti massi perpendicolari, +le cui punte di marmo o granito coronavansi +di eriche, e non mostravano che rocce massicce +ammucchiate le une sull'altre, terminate da +monti di neve, d'onde cascavano i torrenti rumoreggianti +in fondo alla valle.</p> + +<p>La neve non era ancora sciolta sulle alture del +Cenisio, che i viaggiatori traversarono con qualche +difficoltà; ma Emilia, osservando il lago di ghiaccio, +e la vasta pianura circondata da quelle rupi scoscese +si raffigurò facilmente la bellezza di cui si sarebbero +ornate allo sparir della neve.</p> + +<p>Scendendo dalla parte dell'Italia, i precipizi divennero +più spaventosi, le vedute più alpestri e +maestose. Emilia non si stancava di guardare le nevose +cime de' monti alle differenti ore del giorno: +rosseggiavano al levar del sole s'infiammavano al +mezzogiorno, e la sera rivestivansi di porpora; le +tracce dell'uomo non si riconoscevano che alla zampogna +del pastore, al corno del cacciatore, o all'aspetto +d'un ardito ponte gettato sul torrente per +servir di passaggio al cacciatore lanciato sull'orme +del camoscio fuggitivo.</p> + +<p>Viaggiando al di sopra delle nuvole, Emilia osservava +con rispettoso silenzio la loro immensa superficie, +che bene spesso cuopriva tutta la scena +sottoposta, e somigliava ad un mondo nel caos; +altre volte, nel diradarsi, lasciavano travedere qualche +villaggio o una parte di quell'impetuoso torrente, +il cui fracasso faceva rimbombar le caverne; +si vedevano le rupi, le loro punte di ghiaccio, e le +cupe foreste d'abeti che arrivavano alla metà delle +montagne. Ma chi potrebbe descrivere l'estasi di +Emilia quando scuoprì per la prima volta l'Italia! +Dal ciglione uno dei precipizi spaventosi del Cenisio, +che stanno all'ingresso di cotesto bel paese, +gettò gli sguardi alle falde di quelle orride montagne, +e vide le ubertose valli del Piemonte e l'immense<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +pianure della Lombardia. La grandezza degli +oggetti che le s'affacciarono improvvisamente, la +regione de' monti, che sembravano accumularsi, i +profondi precipizi sottoposti, quella cupa verzura +d'abeti e di querce che ricuopriva le profonde voragini, +i torrenti fragorosi, le cui rapide cascate +sollevavano una specie di nebbia, e formavano mari +di ghiaccio, tutto prendeva un carattere sublime e +contrapposto alla quiete e alla bellezza dell'Italia; +questa bella pianura che aveva per limiti l'orizzonte +ne accresceva vie più lo splendore con le tinte cilestri +che si confondevano coll'orizzonte medesimo.</p> + +<p>La signora Montoni era spaventatissima osservando +i precipizi, sull'orlo dei quali i portantini +correvano con leggerezza pari alla celerità, e saltavan +come camosci. Emilia tremava egualmente, ma +i di lei timori erano un misto di sorpresa, d'ammirazione, +di stupore e di rispetto, onde non avea +mai provato nulla di simile.</p> + +<p>I portantini si fermarono per prender fiato, ed i +viaggiatori sedettero sulla cima d'una rupe. Montoni +e Cavignì disputarono sul passaggio di Annibale +attraverso le Alpi: quegli pretendeva che fosse +entrato dal Cenisio, e questi sosteneva ch'era sceso +dal San Bernardo. Questa controversia presentò all'immaginazione +di Emilia tutto ciò che aveva dovuto +soffrire quel famoso guerriero in un'impresa +così ardita e perigliosa.</p> + +<p>La signora Montoni intanto guardava l'Italia; +contemplava essa coll'immaginazione la magnificenza +dei palagi e la maestosità dei castelli dei quali andava +ad esser padrona a Venezia e negli Appennini, +e di cui si credea esser divenuta la principessa. +Lungi dalle inquietudini che avevanle impedito a +Tolosa di ricevere tutte le <i>bellezze</i>, delle quali il +marito parlava con maggior compiacenza per la sua +vanità, che riguardi pel loro onore e rispetto per la +verità, la signora Montoni progettava accademie,<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +sebbene non amasse la musica; conversazioni, sebbene +non avesse verun talento per figurare nella +società; in somma, essa voleva superare collo splendore +delle sue feste e la ricchezza delle livree tutta +la nobiltà di Venezia. Questa idea lusinghiera fu +nonostante un poco turbata nel riflettere che il di +lei sposo, quantunque si abbandonasse ad ogni sorta +di divertimenti, quando se gli presentavano, affettava +però il maggior disprezzo per la frivola ostentazione +che suole accompagnarli. Ma pensando che +il di lui orgoglio sarebbe forse più soddisfatto di +spiegare il suo fasto in mezzo ai concittadini ed +amici, di quello nol fosse stato in Francia, continuò +a pascersi di queste illusioni, che non cessavano +d'estasiarla.</p> + +<p>A misura che i viaggiatori calavano, vedevano +l'inverno cedere il posto alla primavera, ed il cielo +cominciava a prendere quella bella serenità che appartiene +soltanto al clima d'Italia. Il fiume Dora, +che scaturisce dalle sommità del Cenisio, e si precipita +di cascata in cascata attraverso i profondi +burroni, si rallentava, senza cessare di esser pittoresco, +nell'avvicinarsi alle valli del Piemonte. I +viaggiatori vi discesero avanti il tramonto del sole, +ed Emilia ritrovò ancor una volta la placida beltà +d'una scena pastorale: vedeva armenti, colline verdeggianti +di selve, e graziosi arboscelli quai ne +avea visti sulle Alpi stesse: i prati erano smaltati +di fiori primaverili, ranuncole e viole che non tramandano +in verun altro paese un odore così soave. +Emilia avrebbe voluto divenire una contadina piemontese, +abitare quelle ridenti capanne ombreggiate +alle rupi, avrebbe voluto menare una vita tranquilla +in mezzo a quegli ameni paesaggi, pensando con +ispavento alle ore, ai mesi intieri che avrebbe dovuto +passare sotto il dominio di Montoni.</p> + +<p>Il sito attuale le raffigurava spesso l'immagine di +Valancourt; essa lo vedeva sulla punta d'uno scoglio<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +osservando con estasi la stupenda natura che +lo circondava; lo vedeva errare nella valle, soffermarsi +spesso per ammirare quella scena interessante, +e nel fuoco d'un entusiasmo poetico slanciarsi su +qualche masso. Ma quando pensava in seguito al +tempo e alla distanza che dovevano separarli, quando +pensava che ciascuno de' suoi passi aumentava questa +distanza, il cuore le si straziava, ed il paese +perdeva ogni incanto.</p> + +<p>Dopo aver attraversata la Novalese, essi giunsero +verso sera all'antica e piccola città di Susa, che +aveva altre volte chiuso il passaggio delle Alpi nel +Piemonte. Dopo l'invenzione dell'artiglieria, le alture +che la dominano ne hanno rese inutili le fortificazioni; +ma, al chiaro della luna, quelle alture +pittoresche, la città sottoposta, le sue mura, le sue +torri ed i lumi che ne illuminavano porzione, formavano +per Emilia un quadro interessantissimo. +Passarono la notte in un albergo che offriva poche +risorse; ma l'appetito dei viaggiatori dava un sapore +delizioso alle pietanze più grossolane, e la +stanchezza assicurava il loro sonno. In cotesto luogo, +Emilia intese il primo pezzo di musica italiana su +territorio italiano. Seduta dopo cena vicino ad una +finestrella aperta, ella osservava l'effetto del chiaro +di luna sulle vette irregolari delle montagne. Si +rammentò che in una notte consimile aveva riposato +su d'una roccia de' Pirenei col padre e Valancourt. +Intese sotto di lei i suoni armoniosi d'un +violino; l'espressione di quell'istrumento, in perfetta +armonia coi teneri sentimenti nei quali era +immersa, la sorpresero e l'incantarono a un tempo. +Cavignì, il quale si avvicinò alla finestra, sorrise +della sua sorpresa.</p> + +<p>« Eh! eh! » le diss'egli; « voi ascolterete la +medesima cosa, forse in tutti gli alberghi: dev'essere +un figlio del locandiere quello che suona così, +non ne dubito. »<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p> + +<p>Emilia sempre attenta, credeva udire un artista: +un canto melodioso e querulo la piombò a grado a +grado nella meditazione; i motteggi di Cavignì ne +la trassero sgradevolmente. Nel tempo istesso Montoni +ordinò di preparare gli equipaggi di buon'ora, +perchè voleva pranzare a Torino.</p> + +<p>La signora Montoni godeva di trovarsi alfine in +una strada piana: raccontò lungamente tutti i timori +provati, obliando senza dubbio che ne faceva +la descrizione ai compagni dei suoi pericoli; ed aggiunse +che sperava presto perder di vista quelle +orribili montagne. « Per tutto l'oro del mondo, » +diss'ella, « non farei un'altra volta l'istesso viaggio. » +Si lamentò di stanchezza, e si ritirò di buon'ora. +Emilia fece altrettanto, ed intese da Annetta, la cameriera +di sua zia, che Cavignì non erasi ingannato +a proposito del suonatore di violino. Era colui il +figlio di un contadino abitante nella valle vicina, che +andava a passare il carnevale a Venezia, e ch'era +creduto molto amabile. « Quanto a me, » disse Annetta, +« preferirei vivere in queste boscaglie, e su +queste belle colline, che andare in una città. Si dice +che noi non vedremo più nè boschi, nè montagne, +nè prati, e che Venezia è fabbricata in mezzo al +mare. »</p> + +<p>Emilia convenne con Annetta, che quel giovane +perdeva molto nel cambio, poichè lasciava l'innocenza +e la bellezza campestre, per la voluttà di una +città corrotta.</p> + +<p>Quando fu sola, non potè dormire. L'incontro di +Valancourt, e le circostanze della loro separazione, +non cessarono di occupare il suo spirito, ritracciandole +il quadro di un'unione fortunata in seno +della natura, e della felicità dalla quale temeva +d'essere lontana per sempre.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XV" id="CAPITOLO_XV"></a>CAPITOLO XV</h2> + +<p>Il giorno seguente, di buonissim'ora, i viaggiatori +partirono per Torino. La ricca pianura che si +estende dalle Alpi a quella magnifica città, non era +allora, come adesso, ombreggiata da grossi alberi. +Piantagioni d'ulivi, di gelsi, di fichi, frammiste di +viti, formavano un magnifico paesaggio, traverso il +quale l'impetuoso Eridano si slancia dalle montagne, +e si unisce a Torino colle acque dell'umile +Dora. A misura che i viaggiatori avanzavano, le +Alpi prendevano ai loro sguardi tutta la maestà del +loro aspetto. Le giogaje s'innalzavano le une sopra +le altre in una lunga successione. Le cime più alte, +coperte di nubi, si perdevano qualche volta nelle +loro ondulazioni, e spesso slanciavansi di sopra ad +esse. Le falde di que' monti, le cui irregolari cavità +presentavano ogni sorta di forme, tingevansi di +porpora e di azzurro al movimento della luce e +delle ombre, variando ad ogni istante la scena. A +levante si spiegavano le pianure di Lombardia; +scoprivansi già le torri di Torino, e, in maggior +distanza, gli Appennini circoscrivevano un immenso +orizzonte.</p> + +<p>La magnificenza di quella città, la vista delle sue +chiese, dei suoi palagi e delle grandiose piazze, oltrepassavano +non solo tutto ciò che Emilia avea +veduto in Francia, ma tutto quello ancora che si +era immaginato.</p> + +<p>Montoni, il quale conosceva già Torino, e non +n'era sorpreso, non cedè alle preghiere della consorte, +che avrebbe desiderato vedere qualche palazzo; +non si fermò che il tempo necessario per +riposarsi, e si affrettò di partir per Venezia. Durante +il viaggio, egli si mostrò altiero e riservatissimo, +specialmente colla moglie; ma questa riserva +però era meno quella del rispetto che dell'orgoglio<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +e del malcontento. Si occupava pochissimo di Emilia. +I suoi discorsi con Cavignì avevano sempre per +soggetto la guerra o la politica, che lo stato convulsivo +d'Italia rendeva allora molto interessanti. +Emilia osservava che, nel raccontare qualche fatto +illustre, gli occhi di Montoni perdevano la loro fosca +durezza, e sembravan brillare di gioia. Sebbene +ella dubitar potesse talvolta che questo istantaneo +cambiamento fosse piuttosto l'effetto della malizia, +che la prova del valore, pure questo pareva convenir +molto bene al di lui carattere, e alle sue maniere +superbe e cavalleresche; e Cavignì, con tutta +la sua disinvoltura e buona grazia, non era in grado +di stargli a confronto.</p> + +<p>Entrando nel Milanese, lasciarono il loro cappello +alla francese pel berretto italiano scarlatto, ricamato +in oro. Emilia fu sorpresa nel vedere Montoni aggiungervi +il pennacchio militare, e Cavignì contentarsi +delle piume che vi si portavano di solito. Credè +finalmente che Montoni prendesse l'equipaggio soldatesco +per traversar con più sicurezza una contrada +inondata di truppe, e saccheggiata da tutti i partiti. +Si vedeva in quelle feraci pianure la devastazione +della guerra. Laddove le terre non restavano incolte, +si riconoscevano le tracce della rapina. Le viti erano +strappate dagli alberi che dovevano sostenerle; le +olive giacevano calpestate; i boschetti di gelsi erano +stati tagliati per accenderne il fuoco devastatore +de' casali e dei villaggi. Emilia volse gli sguardi, +sospirando, a settentrione, sulle Alpi Elvetiche: le +loro solitudini severe parevano essere il sicuro asilo +degli infelici perseguitati.</p> + +<p>I viaggiatori osservarono spesso distaccamenti di +truppe che marciavano a qualche distanza, e negli +alberghi ove sostavano provarono gli effetti della +estrema carestia, e tutti gli altri inconvenienti che +sono le conseguenze delle guerre intestine. Pur non +ebbero mai alcun motivo di temere per la loro sicurezza.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +Giunti a Milano, non si fermarono nè per +considerare la grandiosità di quella metropoli, nè +per visitarne il magnifico tempio, che si stava ancora +costruendo.</p> + +<p>Passato Milano, il paese portava il carattere di +una devastazione più spaventosa. Tutto allora parea +tranquillo; ma come il riposo della morte sopra +un volto che conserva ancora l'impronta orribile +delle ultime convulsioni. Lasciato il Milanese, +incontrarono essi nuovamente truppe. La sera era +avanzata; videro un esercito sfilare da lontano nella +pianura, e le cui lance e gli elmi scintillavano ancora +agli ultimi raggi del sole. La colonna inoltrò +sopra una parte della strada chiusa fra due poggi. +Si distinguevano facilmente i capi che dirigevano +la marcia. Parecchi uffiziali galoppavano sui fianchi, +trasmettendo gli ordini ricevuti dai superiori; altri, +separati dall'avanguardia, volteggiavano nella +pianura a destra.</p> + +<p>Nell'avvicinarsi, Montoni, dai pennacchi, dalle bandiere +e dai colori delle divise dei vari corpi, credè +riconoscere la piccola oste comandata dal famoso +condottiero Utaldo. Egli era amico di lui e de' capi +principali. Fece fermare le carrozze per aspettarli, +e lasciar libero il passo. Una musica guerriera si +fece in breve sentire; essa andò sempre crescendo, +e Montoni, persuaso che fosse proprio la banda del +celebre Utaldo, sporse il capo dalla carrozza, e salutò +il generale agitando per aria il berretto. Il condottiere +rese il saluto colla spada, e vari uffiziali, +avvicinatisi alla carrozza, accolsero Montoni come un +antico conoscente: il capitano stesso arrivò poco +stante; la truppa fece alto, ed il capo s'intertenne +con Montoni, cui sembrava contentissimo di rivedere. +Emilia comprese, dai loro discorsi, esser quello +un esercito vittorioso che tornava nel suo paese; i +numerosi carriaggi che l'accompagnavano erano carchi +delle ricche spoglie dei nemici, non che di feriti<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +e prigionieri che sarebbero stati riscattati alla +pace. I capi doveano separarsi il giorno seguente, +dividere il bottino, ed accantonarsi, colle proprie +bande, nei rispettivi castelli. Quella sera doveva dunque +esser consacrata ai piaceri, in memoria della comune +vittoria, e del congedo che prendevano scambievolmente.</p> + +<p>Utaldo disse a Montoni che le sue schiere si sarebbero +accampate quella notte in un villaggio distante +mezzo miglio di là; l'invitò a tornare addietro, +e a prender parte al banchetto, assicurandolo +che le signore sarebbero benissimo trattate. +Montoni se ne scusò allegando che voleva arrivare +a Verona la sera medesima, e dopo qualche domanda +sullo stato dei dintorni di quella città, si accommiatò +e partì, ma non potè giungere a Verona che +a notte molto tarda.</p> + +<p>Emilia non potè vederne la deliziosa situazione +che il giorno dopo. Abbandonarono di buon'ora +quella bella città, e giunti a Padova, s'imbarcarono +sulla Brenta per Venezia. Qui, la scena era intieramente +cambiata. Non eran più i vestigi di guerra +sparsi nelle pianure del Milanese, ma al contrario +tutto respirava il lusso e l'eleganza. Le sponde verdeggianti +della Brenta non offrivano che bellezze, +delizie ed opulenza. Emilia considerava con istupore +le ville della nobiltà veneta, i loro freschi portici, i +bei colonnati ombreggiati da pioppi e cipressi di +maestosa altezza; gli aranci, i cui fiori odorosi imbalsamavano +l'aria, ed i folti salci che bagnavan le +lunghe chiome, nel fiume, formando ombrosi ricetti. +Il carnevale di Venezia sembrava trasportato su +quelle sponde incantevoli. Le gondole, in perpetuo +moto, ne aumentavano la vita. Tutta la bizzarria delle +mascherate formava una superba decorazione; e +verso sera, molti gruppi andavano a ballare sotto i +grossi alberi.</p> + +<p>Cavignì istruiva Emilia del nome dei gentiluomini<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +ai quali appartenevano le ville; e per divertirla vi +aggiungeva un leggiero schizzo dei loro caratteri, +essa compiacevasi talvolta ad ascoltarlo; ma il suo +brio non faceva più sulla signora Montoni l'effetto +di prima: questa parea quasi sempre seria, e Montoni +era constantemente riservato.</p> + +<p>È indescrivibile la meraviglia della fanciulla allorchè +scoprì Venezia, i suoi isolotti, i suoi palazzi e +le sue torri che tutti insieme sorgevano dal mare +riflettendo i loro svariati colori sulla superficie chiara +e tremolante. Il tramonto dava alle acque ed ai monti +lontani del Friuli, che circondano a tramontana +l'Adriatico, una tinta giallastra di effetto mirabilissimo. +I portici marmorei e le colonne di San Marco +erano rivestite di ricche tinte e dell'ombra maestosa +della sera. A misura che si avanzavano, la magnificenza +della città disegnavasi più particolareggiatamente. +I suoi terrazzi, sormontati da edifizi +aerei eppur maestosi, illuminati, com'eranlo allora, +dagli ultimi raggi del sole, parevano piuttosto fatti +uscir dall'onde dalla bacchetta di un mago, che costruiti +da mano mortale.</p> + +<p>Il sole essendo finalmente sparito, l'ombra invase +gradatamente le acque e le montagne, spegnendo +gli ultimi fuochi che ne doravan le sommità; e il +violaceo malinconico della sera si stese ovunque +come un velo. Quanto era profonda e bella la tranquillità +che avvolgeva la scena! La natura pareva +immersa nel riposo. Le più soavi emozioni dell'anima +eran le sole che si destassero. Gli occhi di Emilia si +empivano di lacrime: essa provava i trasporti di una +devozione sublime, innalzando gli sguardi alla vôlta +celeste, mentre una musica deliziosa accompagnava +il mormorio delle acque. Ella ascoltava in tacita +estasi, e nessuno ardiva rompere il silenzio. I suoni +pareano ondeggiar nell'aere. La barca avanzavasi con +movimento sì placido, che appena si poteva distinguere; +e la brillante città sembrava moverle incontro<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +da sè per ricevere i forestieri. Distinsero allora una +voce donnesca che, accompagnata da qualche istrumento, +cantava una dolce e languida arietta. La sua +espressione patetica, che sembrava ora quella di un +amore appassionato, ed ora l'accento lamentevole +del dolore senza speranza, annunziava bene come il +sentimento che le dettava non fosse finto. « Ah! » +disse Emilia sospirando e rammentandosi Valancourt; +« quel canto parte sicuramente dal cuore! »</p> + +<p>Essa guardavasi intorno con attenta curiosità. Il +crepuscolo non lasciava più distinguere che immagini +imperfette. Intanto, a qualche distanza, le parve vedere +una gondola, ed intese nel tempo istesso un coro armonioso +di voci e d'istrumenti. Esso era così dolce, +così soave! Era come l'inno degli angeli che scendono +nel silenzio della notte. La musica finì, e parve +che il coro sacro risalisse al cielo. La calma profonda +che susseguì era espressiva quanto l'armonia +poc'anzi cessata. Finalmente, un sospiro generale +parve risvegliar tutti da una specie d'estasi. Emilia +però restò a lungo abbandonata all'amabile tristezza, +che si era impadronita de' suoi sensi; ma lo spettacolo +ridente e tumultuoso della piazza di San Marco +fugò le sue meditazioni. La luna, che sorgea allora +sull'orizzonte, spandeva un debole chiarore su' terrazzi, +su' portici illuminati, sulle magnifiche arcate, +e lasciava vedere le numerose società, i cui passi +leggieri, i canti ed i suoni si mescolavano confusamente.</p> + +<p>La musica che i viaggiatori avevano già intesa, +passò vicino alla barca di Montoni, in una di quelle +gondole che si vedevano errare sul mare, piene di +gente che andava a godere il fresco della sera. Quasi +tutte avevano suonatori. Il mormorio dell'acque, i +colpi misurati dei remi sull'onde spumanti, vi aggiungevano +un incanto particolare. Emilia osservava, +ascoltava, e le pareva di essere nel tempio delle +fate. Anche la zia provava qualche piacere. Montoni<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +felicitavasi di essere tornato finalmente a Venezia, +ch'esso chiamava la <i>prima città del mondo</i>; e Cavignì +era più allegro ed animato del solito.</p> + +<p>La barca passò pel Canal grande ov'era situata la +casa di Montoni. I palazzi di Sansovino e Palladio +spiegavano agli occhi d'Emilia un genere di bellezza +e magnificenza tale, onde la sua immaginazione +non aveva potuto formarsi un'idea. L'aria era agitata +da dolci suoni ripetuti dall'eco del canale, e +gruppi di maschere che ballavano al lume della luna, +realizzavano le più brillanti funzioni della fantasmagoria.</p> + +<p>La barca si fermò davanti al portico di una gran +casa, ed i viaggiatori sbarcarono su d'un terrazzo, +che per una scala marmorea li condusse in un salotto, +la cui magnificenza fece stupire Emilia. Le pareti +ed il soffitto erano ornati di affreschi. Lampade +d'argento, sospese a catene dello stesso metallo, illuminavano +la stanza. Il pavimento era coperto di +stuoie indiane dipinte di mille colori. La tappezzeria +delle finestre era di seta verde chiaro, ricamata in +oro, arricchita di frange verdi ed oro. Il balcone +guardava sul Canal grande. Emilia, colpita dal carattere +tetro di Montoni, osservava con sorpresa il +lusso e l'eleganza di quei mobili. Si rammentava +con istupore che glielo avevano descritto per un +uomo rovinato. — Ah! » si diceva ella; « se Valancourt +vedesse questa casa, non parlerebbe più +così! Come sarebbe convinto della falsità delle +ciarle. —</p> + +<p>La signora Montoni prese le arie d'una principessa; +Montoni, impaziente e contrariato, non ebbe neppure +la civiltà di salutarla e complimentarla sul di +lei ingresso in casa sua. Appena giunto ordinò la +gondola ed uscì con Cavignì per prender parte ai +piaceri della serata. La Montoni divenne allora seria +e pensierosa: Emilia, cui tutto sorprendeva, si +sforzò di rallegrarla, ma la riflessione non diminuiva<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +nè i capricci, nè il cattivo umore della zia, le cui +risposte furono talmente sgarbate, che Emilia, rinunziando +al progetto di distrarla, andò ad una finestra, +per godere almeno lei d'uno spettacolo così +nuovo ed interessante. Il primo oggetto che la colpì +fu un gruppo di persone che ballavano al suono di +una chitarra e di altri strumenti. La donna che teneva +la chitarra e quella che suonava il tamburello, +ballavano esse pure con molta grazia, brio ed agilità. +Dopo queste vennero le maschere: chi era travestito +da gondoliere, chi da menestrello e cantavano +tutti versi accompagnati da pochi strumenti. Si fermarono +a qualche distanza dal portico, ed in que' +canti Emilia riconobbe le ottave dell'Ariosto. Cantavano +le guerre dei mori contro Carlo Magno, e le +sventure del paladino Orlando. Cambiò il tuono della +musica, ed intese le malinconiche stanze del Petrarca; +la magia di quegli accenti dolorosi veniva +sostenuta da un'espressione e da una musica veramente +italiana. Il chiaro di luna compiva l'incantesimo.</p> + +<p>Emilia era entusiasmata; versava lacrime di tenerezza, +e la sua immaginazione si portava in Francia +vicino a Valancourt; vide con rincrescimento +svanire quella scena incantata, e restò per qualche +tempo assorta in una pensierosa tranquillità. Altri +suoni risvegliarono di lì a poco la sua attenzione: +era una maestosa armonia di corni. Osservò che +molte gondole si mettevano in fila alle sponde; riconobbe +nella lontana prospettiva del canale una +specie di processione che solcava la superficie dell'acque; +a misura che si avvicinava, i corni ed altri +strumenti facevano echeggiar l'aria de' più soavi +concenti.... Poco dopo le deità favolose della città +parvero sorgere dal seno delle acque. Nettuno, con +Venezia sua sposa, si avanzavano sul liquido elemento, +circondati dai Tritoni e dalle naiadi. La bizzarra +magnificenza di questo spettacolo sembrava<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +avere improvvisamente realizzato tutte le visioni +de' poeti; le vaghe immagini, delle quali era ripiena +l'anima di Emilia, le restarono impresse anche molto +dopo la comparsa di quella mascherata.</p> + +<p>Dopo cena, sua zia vegliò lunga pezza, ma Montoni +non tornò a casa. Se Emilia aveva ammirata la +magnificenza del salotto, non fu però meno sorpresa +nell'osservare lo stato nudo e miserabile di tutte le +stanze, che dovè traversare per giungere alla sua +camera: vide essa una lunga fuga di grandi appartamenti, +il cui dissesto indicava bastantemente come +non fossero stati abitati da molto tempo. Vi erano +su qualche parete brani sbiaditi di antichissimi parati, +su alcune altre qualche affresco quasi distrutto +dall'umidità. Finalmente essa giunse alla sua camera, +spaziosa, elevata, sguarnita come le altre, e +con grandi finestroni; questa stanza richiamolle alla +fantasia le idee più tetre, ma la vista del mare le +dissipò.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XVI" id="CAPITOLO_XVI"></a>CAPITOLO XVI</h2> + +<p>Montoni ed il suo compagno non erano ancora +tornati a casa all'alba: i gruppi delle maschere o +dei ballerini si dispersero collo spuntar del giorno, +come tante chimere. Montoni era stato occupato altrove; +la di lui anima poco suscettibile di frivole +voluttà, si pasceva nello sviluppo delle passioni energiche, +le difficoltà, le tempeste della vita che rovesciano +la felicità degli altri, rianimavano tutta l'elasticità +dell'anima sua, procurandogli i soli godimenti +dei quali potesse esser capace; senza un +estremo interesse la vita non era per lui che un +sonno. Quando gli mancava l'interesse reale, se ne +formava di artificiali, finchè l'abitudine, venendo a +snaturarli, cessassero di esser fittizi: tale era l'amore +pel giuoco. Non vi si era abbandonato dapprincipio +che per togliersi dall'inerzia e dal languore,<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span> +e vi aveva persistito con tutto l'ardore di +una passione ostinata. Aveva passata la notte con +Cavignì a giuocare in una società di giovani che +avevan molto da spendere e molti vizi da soddisfare. +Montoni sprezzava la maggior parte di questa +gente, più per la debolezza de' loro talenti, che per +la bassezza delle inclinazioni, e non li frequentava +se non per renderli strumenti de' suoi disegni. Fra +costoro però eranvene di più abili, e Montoni li ammetteva +alla sua intimità, conservando però sopra +di loro quell'alterigia decisa che comanda la sommessione +agli spiriti vili o timidi, e suscita l'odio +e la fierezza degli spiriti superiori. Egli avea dunque +numerosi e mortali nemici; ma l'antichità del loro +odio era la prova certa del di lui potere; e siccome +il potere era il suo unico scopo, gloriavasi più di +quest'odio che di tutta la stima che avessero potuto +tributargli. Sprezzava dunque un sentimento tanto +moderato come quello della stima, ed avrebbe disprezzato +sè medesimo, se si fosse creduto capace +di contentarsene. Nel numero ristretto di coloro +ch'egli distingueva, contavansi i signori Bertolini, +Orsino e Verrezzi. Il primo aveva un carattere allegro +e passioni vive; era di una dissipazione e +d'una stravaganza senza pari, ma del resto generoso, +ardito e schietto. — Orsino, orgoglioso e riservato, +amava il potere più che l'ostentazione: +avea indole crudele e sospettosa; sentiva vivamente +le ingiurie, e la sete della vendetta non gli dava +riposo. Sagace, fecondo in ripieghi, paziente, costante +nella sua perseveranza, sapeva signoreggiare +le azioni e le passioni. L'orgoglio, la vendetta e +l'avarizia erano quasi le sole ch'ei conoscesse: pochi +riflessi che valessero ad arrestarlo, e pochi gli +ostacoli che potessero eludere la profondità de' suoi +stratagemmi. Costui era il favorito di Montoni.</p> + +<p>Verrezzi non mancava di talenti; ma la violenza +della sua immaginazione lo rendeva schiavo delle<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +passioni più opposte. Egli era giocondo, voluttuoso, +intraprendente, ma non aveva nè fermezza, nè coraggio +vero, ed il più vile egoismo era l'unico principio +delle sue azioni. Pronto ne' progetti, petulante +nelle speranze, il primo ad intraprendere e ad abbandonare +non solo le sue imprese, ma anche quelle +degli altri; orgoglioso, impetuoso ed insobordinato: +tal Verrezzi; chiunque però conosceva a fondo il di +lui carattere, e sapeva dirigere le sue passioni, lo +guidava come un fanciullo.</p> + +<p>Questi erano gli amici che Montoni introdusse +in casa sua, ed ammise a mensa, il giorno dopo il +suo arrivo a Venezia. Vi era parimente fra loro un +nobile Veneziano chiamato il conte Morano, ed una +tal signora Livona, che Montoni presentò alla moglie +come persona di merito distinto; essa era venuta +la mattina per congratularsi del suo arrivo, +ed era stata invitata a pranzo.</p> + +<p>La signora Montoni ricevè di mala grazia i complimenti +di quei signori. Bastava, per dispiacerle, +che fossero amici di suo marito; e li odiava perchè +accusavali d'aver contribuito a fargli passar la notte +fuori di casa. Finalmente l'invidiava, chè, sebbene +convinta della poca influenza di lei su Montoni, +supponeva che preferisse la loro società alla sua. Il +grado del conte Morano gli fruttò un'accoglienza +che ricusava a tutti gli altri: il di lei portamento, +le maniere sprezzanti, ed il suo stravagante e ricercato +abbigliamento (essa non aveva ancora adottato +le fogge veneziane), contrastavano forte colla +bellezza, modestia, dolcezza e semplicità della nipote. +Questa osservava con più attenzione che piacere +la società che la circondava: la bellezza però, +e le grazie seducenti della signora Livona l'interessarono +involontariamente; la dolcezza de' suoi +accenti e la sua aria di compiacenza risvegliarono +in Emilia le tenere affezioni che sembravano sopite +da lungo tempo.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p> + +<p>Per profittare della frescura della sera, tutta la +compagnia s'imbarcò nella gondola di Montoni. Lo +splendido fulgore del tramonto coloriva ancora le +onde, andando a morire a ponente; le ultime tinte +parevano dileguarsi a poco a poco, mentre l'azzurro +cupo del firmamento cominciava a scintillar di stelle. +Emilia abbandonavasi ad emozioni dolci e serie insieme; +la quiete della laguna su cui vogava, le +immagini che venivano a pingervisi, un nuovo cielo, +gli astri ripercossi nelle acque, il profilo tetro delle +torri e de' portici, il silenzio infine in quell'ora solenne, +interrotto sol dal gorgoglio dell'onda e dai +suoni indistinti di lontana musica, tutto sublimava +i suoi pensieri. Sgorgaronle lagrime; i raggi della +luna, luminosi ognor più che le ombre diffondeansi, +proiettavano allora su di lei il loro argenteo splendore. +Semicoperta d'un nero velo, la sua figura ne +ricevea un'inenarrabile soavità. Il conte Morano, seduto +accanto ad Emilia, e che l'aveva considerata +in silenzio, prese improvvisamente un liuto, e suonandolo +con molta agilità, cantò un'aria piena di +malinconia con voce insinuante. Quand'ebbe finito, +diede il liuto ad Emilia, che, accompagnandosi con +quell'istrumento, cantò con molto gusto e semplicità +una romanza, poi una canzonetta popolare del suo +paese; ma questo canto le richiamò al pensiero rimembranze +dolorose: la voce tremante le spirò sul +labbro, e le corde del liuto non risuonarono più +sotto la sua mano. Vergognandosi infine della commozione +che l'aveva tradita, passò tosto ad una canzone +sì allegra e graziosa, che tutta la conversazione +proruppe in applausi e fu obbligata a ripeterla. +In mezzo ai complimenti che le venivano fatti, +quelli del conte non furono i meno espressivi, e +non cessarono se non quando Emilia passò il liuto +alla signora Livona, la quale se ne servì con tutto +il gusto italiano.</p> + +<p>Il conte, Emilia, Cavignì e la signora Livona cantarono<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +quindi canzonette accompagnate da due liuti, +e da qualche altro istrumento. Talvolta gli strumenti +tacevano, e le voci, in accordo perfetto, andavano +indebolendosi fino all'ultimo grado; dopo +una breve pausa si rialzavano, gli strumenti riprendevan +forza, ed il coro generale echeggiava per +l'aria.</p> + +<p>Intanto, Montoni, annoiato di quella musica, rifletteva +al mezzo di disimpegnarsi per seguir coloro +che volevano andare a giuocare in un casino. Propose +di tornare a terra: Orsino l'appoggiò con +piacere, ma il conte e tutti gli altri vi si opposero +con vivacità.</p> + +<p>Montoni meditava di nuovo il modo di sbarazzarsi +da quell'impaccio; una gondola vuota che tornava +a Venezia passò accanto alla sua. Senza tormentarsi +più a lungo per una scusa, profittò dell'occasione, +e affidando le signore agli amici partì +con Orsino. Emilia, per la prima volta, lo vide andar +via con rincrescimento, poichè considerava la +di lui presenza come una protezione, senza saper +bene ciò che avesse a temere. Egli sbarcò alla +piazza San Marco, e correndo al casino, si perdè +nella folla de' giuocatori.</p> + +<p>Il conte aveva fatto partire segretamente un suo +servo nella barca di Montoni per mandar cercare i +suoi suonatori e la propria gondola. Emilia, ignara +di tutto questo, intese le allegre canzonette de' gondolieri +che, turbando coi remi le onde argentine, +ove ripercoteasi la luna, si avvicinavano, e distinse +poco dopo il suono degli istrumenti, ed una sinfonia +veramente armoniosa; nell'istante medesimo le +barche si avvicinarono, il conte spiegò tutto, e passarono +nella di lui gondola parata col gusto più +squisito.</p> + +<p>Mentre la società gustava rinfreschi di frutti e +gelati, i suonatori nell'altra barca eseguivano deliziose +melodie: il conte, seduto accanto ad Emilia,<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span> +occupavasi di lei sola, e le prodigava con voce +soave ed appassionata complimenti, il cui senso non +poteva esser dubbioso; per evitarli, essa parlava +colla signora Livona, e prendeva con lui un tuono +riservato ed imponente, ma troppo dolce per contenere +le di lui sollecitudini. Egli non poteva vedere, +nè ascoltare altri che Emilia, e non poteva +parlare che a lei. Cavignì l'osservava con mal umore, +e la fanciulla con imbarazzo.</p> + +<p>Sbarcarono tutti alla piazza San Marco; la serenità +della notte determinò la Montoni ad accettare +le proposte del conte, di passare cioè alcun tempo +prima di andare a cena, al di lui casino col resto +della società. Se qualche cosa avesse potuto dissipare +gli affanni di Emilia, sarebbe stata per certo +la novità di tutto ciò che la circondava, gli ornamenti +dei ricchi palazzi ed il tumulto delle maschere.</p> + +<p>Finalmente recaronsi al casino, ornato col miglior +gusto: eravi preparata una splendida cena; ma +quivi il contegno riserbato di Emilia fece comprendere +al conte quanto gli fosse necessario il favore +della Montoni; la condiscendenza da essa già dimostratagli +gl'impediva di giudicare l'impresa molto +difficile; rivolse allora parte delle sue attenzioni +sulla zia, la quale fu talmente lusingata di tale distinzione, +che non potè dissimulare la gioia, e prima +della fine della cena il conte possedeva tutta la sua +stima. Quand'egli si dirigea a lei, il suo volto accigliato +si rasserenava, e sorridea a tutte le sue +parole, gradiva tutte le di lui proposte: Morano la +invitò colla società a prendere il caffè nel suo palco +al teatro per la sera dopo; Emilia, avendo inteso +ch'ella accettava, non si occupò più che di trovare +una scusa per dispensarsene.</p> + +<p>Era già tardi quando s'imbarcarono; la sorpresa +d'Emilia fu estrema, allorchè, uscendo dal casino, +vide il sole sorgere dall'Adriatico, e la piazza San +Marco tuttavia piena di gente. Il sonno da gran<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +pezza le aggravava le palpebre; la frescura del vento +marino la ravvivò, ed essa sarebbe partita di colà +con rincrescimento, se non fosse stata la presenza +del conte, il quale volle assolutamente accompagnar +le signore fino a casa. Montoni non era tornato ancora: +la di lui moglie entrò nelle proprie stanze, e +liberò Emilia dalla noia della sua compagnia.</p> + +<p>Montoni tornò tardi ed era furente: aveva fatto +una grossa perdita; prima di coricarsi, volle parlare +a quattr'occhi con Cavignì, e l'aria di quest'ultimo +fece conoscere abbastanza il dì seguente +che il soggetto della conferenza eragli riuscito poco +gradevole.</p> + +<p>La Montoni, che per tutto il dì era stata taciturna +e pensierosa, ricevè verso sera alcune Veneziane, la +cui affabilità piacque assai ad Emilia. Queste signore +avevano un'aria di scioltezza e cordialità +inesprimibile co' forestieri; parevan conoscerli da +molto tempo; la loro conversazione era a vicenda +tenera, sentimentale e briosa. La Montoni istessa, +che non aveva veruna attrattiva per quel genere di +trattenimento, e la cui asciuttezza e l'egoismo +contrastavano sovente all'eccesso colla loro squisita +cortesia, ella stessa non potè essere insensibile alle +loro grazie.</p> + +<p>Cavignì andò a trovar le signore alla sera: Montoni +aveva altri impegni. S'imbarcarono esse nella +gondola per andare alla piazza San Marco, ove il +concorso era numeroso. Dopo una breve passeggiata, +si misero a sedere alla porta di un casino; e mentre +Cavignì faceva portare il caffè e gelati, arrivò il +conte Morano. S'avvicinò ad Emilia con aria d'impazienza +e di piacere, che, unita alle di lui attenzioni +della sera precedente, l'obbligarono a riceverlo +con timida riservatezza.</p> + +<p>Era quasi mezzanotte allorchè andarono al teatro. +Emilia nell'entrarvi, si rammentò tutto ciò che +aveva veduto, e ne fu meno abbagliata. Tutto lo<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +splendore dell'arte le pareva inferiore alla semplicità +della natura. Il suo cuore non era commosso +dall'ammirazione come alla vista dell'immenso Oceano +e della grandezza de' cieli, al fragor dell'onde +tumultuanti, alle melodie d'una musica campestre. +Tai memorie doveano renderle insipida la scena affettata +che le s'offriva allo sguardo.</p> + +<p>Scorsero così varie settimane, nelle quali Emilia +si compiacque a considerare un teatro i costumi +tanto opposti ai francesi; ma il conte Morano vi +si trovava troppo frequentemente per la di lei tranquillità. +Le sue grazie, la sua figura, le sue belle +doti, che facevano l'ammirazione generale, avrebbero +forse interessato anche Emilia, se il suo cuore +non fosse stato prevenuto per Valancourt. Fors'anco +avrebbe fatto meglio a mettere meno pertinacia +nelle sue premure. Qualche tratto del suo carattere +che rivelò, indisposero Emilia, e la prevennero contro +le di lui migliori qualità.</p> + +<p>Poco dopo il suo arrivo a Venezia, Montoni ricevè +una lettera da Quesnel, che gli annunziava la +morte dello zio della propria moglie nella sua villa +sulla Brenta, ed il suo progetto di venir tosto a +prender possesso di cotesta casa e degli altri beni +<a name="tn52" id="tn52"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'toccatagli'">toccatigli</ins>. Questo zio era fratello della madre della +signora Quesnel. Montoni eragli parente da parte di +padre, e sebbene non avesse nulla a pretendere da +cotesta ricca eredità, non potè nascondere tutta l'invidia +che tale notizia suscitavagli in cuore.</p> + +<p>Emilia aveva osservato che, dopo la sua partenza +dalla Francia, Montoni non aveva conservato nessun +riguardo per sua zia: in principio l'aveva trascurata, +ed ora non le mostrava che avversione e cattivo +umore. Ella non aveva mai supposto che i difetti +della zia fossero sfuggiti al discernimento di +Montoni, e che lo spirito e la figura di lei avessero +meritata la sua attenzione. La sorpresa cagionatale +da questo matrimonio era stata estrema; ma la<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +scelta era fatta, e non s'immaginava com'egli potesse +così presto mostrarle il suo aperto disprezzo. +Montoni, allettato dall'apparente ricchezza della +Cheron, si trovò singolarmente deluso nelle sue +speranze. Sedotto dalle astuzie da essa messe in +opra finchè l'avea creduto necessario, si trovò incappato +nel laccio in cui egli avrebbe voluto far +cadere lei stessa. Era stato giocato dall'accortezza +d'una donna, della quale stimava pochissimo l'intelligenza, +e si trovava aver sacrificato l'orgoglio e +la libertà, senza preservarsi dalla rovina disastrosa +sospesa sul di lui capo. La signora Cheron erasi +posta in testa propria la maggior parte delle sostanze. +Montoni s'era impadronito del resto, e benchè +la somma ricavatane fosse inferiore alla sua +aspettativa ed ai suoi bisogni, aveva portato questo +danaro a Venezia per abbagliare il pubblico, e tentar +la fortuna con un ultimo sforzo.</p> + +<p>Le voci riportate a Valancourt sul carattere e +la situazione di Montoni, erano pur troppo esatte. +Toccava al tempo ed alle circostanze a svelare il +mistero.</p> + +<p>La Montoni non era di carattere da soffrire un'ingiuria +con dolcezza, e molto meno dal risentirla +con dignità. Il di lei orgoglio esacerbato si spiegava +con tutta la violenza, tutta l'acredine d'uno +spirito limitato, o almeno mal regolato. Non volea +nemmen riconoscere avere colla sua duplicità +provocato in certo qual modo siffatto disprezzo. +Persistè a credere lei sola essere da compiangersi +e Montoni da biasimare. Incapace di concepire qualche +idea morale d'obbligazione, non ne sentiva la +forza se non quando la si violava verso di lei. La +sua vanità soffriva già crudelmente per lo sprezzo +aperto del consorte; le restava da soffrir davvantaggio, +scuoprendone lo stato di fortuna. Il disordine +della di lui casa faceva conoscere parte della +verità alle persone spassionate; ma quelle che non<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +volevan credere decisamente se non secondo i loro +desideri, erano affatto cieche. La Montoni non si +credeva niente meno d'una principessa, essendo +padrona di un palazzo a Venezia, e di un castello +negli Appennini. Talvolta Montoni parlava di andare +per qualche settimana al suo castello di Udolfo +ond'esaminarne lo stato e ritirarne le rendite. Parea +non esservi stato da due anni, e che il castello +fosse abbandonato alle cure d'un vecchio servo, +ch'egli chiamava il suo intendente.</p> + +<p>Emilia sentiva parlar di questo viaggio con piacere, +poichè le prometteva nuove idee e qualche +tregua alle assiduità di Morano. D'altronde, alla +campagna, avrebbe avuto più agio d'occuparsi di +Valancourt, e della malinconica memoria dei luoghi +natii.</p> + +<p>Il conte Morano non si tenne lunga pezza al muto +linguaggio delle premure. Dichiarò la sua passione +ad Emilia, e fece proposte allo zio, il quale accettò +a dispetto del di lei rifiuto. Incoraggito da Montoni, +ed in ispecie da una cieca vanità, il conte non disperò +di riuscire. Emilia fu sorpresa ed offesa sensibilmente +della di lui persistenza. Morano passava +tutto il suo tempo in casa di Montoni, vi pranzava, +e seguiva da per tutto Emilia e la sua zia.</p> + +<p>Montoni non parlava più d'andare ad Udolfo, e +non era in casa se non quando vi si trovavano il +conte ed Orsino. Si notò qualche freddezza tra lui e +Cavignì, sebbene quest'ultimo abitasse sempre nel +palazzo. Emilia s'avvide che lo zio si rinchiudea +spesso nelle sue stanze con Orsino per ore intiere, +e qualunque fosse il tema de' loro colloqui, convien +dire che fosse interessantissimo, perchè Montoni trascurava +fin la sua passione favorita pel giuoco, e +passava la notte in casa. Eravi qualcosa di misterioso +nelle visite d'Orsino; Emilia n'era più inquieta +che sorpresa, avendo involontariamente scoperto ciò +ch'egli si sforzava di nascondere. Montoni, dopo le<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +visite dell'amico, era talfiata più pensieroso del solito; +tal altra, le sue profonde meditazioni l'allontanavano +da quanto lo circondava, e spandevano +sulla di lui fisonomia un'alterazione tale da renderla +terribile. Altre volte i di lui occhi sfavillavano, e +tutta l'energia dell'animo suo parea prendere maggior +vigore nell'idea d'una sorpresa formidabile. +Emilia cercava di seguire con interesse i di lui mutamenti, +ma si guardò bene dal far conoscere l'esito +delle sue osservazioni alla zia, la quale non vedeva +ne' modi strani del marito se non la conseguenza +d'una ordinaria severità.</p> + +<p>Una seconda lettera di Quesnel annunziò l'arrivo +di lui e della moglie a Miarenti: conteneva inoltre +particolari sul fortunato caso che li conducea in +Italia, e finiva con un invito pressantissimo per Montoni, +sua moglie e sua nipote, di andarlo a trovare +ne' suoi nuovi possessi.</p> + +<p>Emilia ricevè, quasi nel medesimo tempo, una lettera +molto più interessante, e che per qualche tempo +calmò l'amarezza del suo cuore. Valancourt, sperando +ch'ella fosse ancora a Venezia, aveva arrischiato +una lettera per la posta; le parlava del suo +amore, delle sue inquietudini e della sua costanza. +Aveva languito per qualche tempo a Tolosa dopo la +di lei partenza, avendovi gustato il piacere di visitar +tutti i giorni quei luoghi, ov'ella si trovava del +consueto, ed erane partito per recarsi al castello di +suo fratello, nelle vicinanze della valle. Dopo le più +tenere espressioni e lunghi dettagli, egli aggiungeva:</p> + +<p>« <i>Voi dovete osservare che la mia lettera è datata +da parecchi giorni diversi. Guardate le prime +righe, e conoscerete che le scrissi subito dopo la vostra +partenza di Francia. Scrivere a voi, ecco la sola +occupazione che ha potuto rendermi sopportabile la +vostra assenza. Quando converso con voi sulla carta, +e vi esprimo ciascuno de' miei sentimenti, e tutti gli +affetti del cuore, mi pare che siate sempre presente:<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +non ho avuto fino ad ora altra consolazione. Ho differito +a spedire il plico unicamente pel piacere di +aumentarlo. Quando una circostanza qualunque aveva +interessato il mio cuore ed infondeva un raggio di +gioia nell'anima mia, mi affrettava di comunicarvelo, +e mi pareva vedervi godere ad una tal descrizione.</i></p> + +<p>« <i>Debbo farvi nota una circostanza che distrugge +in un punto solo tutte le mie illusioni. Son costretto +di andare a raggiungere il mio reggimento, e non +posso più vagar sotto quelle ombre amene, ove mi +figurava di vedervi al mio fianco. La valle è affittata. +Ho luogo di credere che ciò avvenne a vostra +insaputa, da quanto mi ha detto Teresa stamattina, +e perciò appunto ve ne parlo. Essa piangeva raccontandomi +che lasciava il servizio della sua cara padrona, +ed il castello nel quale passò tanti anni felici.</i> +E quel che è peggio, <i>aggiungeva</i>, senza una lettera +della signora Emilia che me ne raddolcisca il dolore. +Questa è l'opera del signor Quesnel; e ardisco +dire ch'essa ignora tutto quel che si fa in questo +luogo.</p> + +<p>« <i>Teresa mi ha detto aver ricevuto una lettera da +lui, annunziandole che il castello era affittato, che +non c'era più bisogno del suo servizio, e che avesse +a sloggiare entro una settimana. Qualche giorno prima +di ricevere questa lettera, ella era stata sorpresa dall'arrivo +del signor Quesnel e di un forestiero, i quali +avevano esaminato partitamente il castello.</i> »</p> + +<p>Verso la fine della lettera datata una settimana +dopo quest'ultima frase, Valancourt soggiungea:</p> + +<p>« <i>Prima di partire pel reggimento, sono andato +stamattina alla valle. Ho saputo che il locatario vi +è già alloggiato, e che Teresa n'è partita. Ho procurato +di aver notizie sul carattere di cotesto signore, +ma indarno. La peschiera era sempre aperta. Vi andai, +e vi passai un'ora, pascendomi dell'immagine della +mia cara Emilia. O Emilia mia! sicuramente noi +non siamo separati per sempre, sì, lo spero, e vivremo +l'uno per l'altro. »</i><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p> + +<p>Questa lettera le fece versar molte lacrime, ma +lacrime di tenerezza e soddisfazione, sentendo che +Valancourt stava bene di salute, e che il suo affetto +per lei non era indebolito nè dal tempo, nè dalla +lontananza. Quanto alla notizia che le dava intorno +al suo castello, era stupita ed offesa che Quesnel +l'avesse affittato senza degnarsi neppure di consultarla. +Questo procedere provava evidentemente a +qual punto egli credesse assoluta la sua autorità ed +illimitati i suoi poteri nell'amministrazione del di +lei patrimonio. È vero che prima della sua partenza +le aveva proposto di affittare que' fondi, e per riguardo +ad economia essa non aveva fatta obbiezione +alcuna; ma affidare al capriccio d'uno straniero i +beni e la casa paterna, privarla di un asilo sicuro +nel caso che qualche disgraziata circostanza potesse +renderglielo necessario; ecco ciò che l'aveva decisa +ad opporvisi forte. Sant'Aubert, negli ultimi momenti +della sua vita, aveva ricevuto da lei la promessa +solenne di non disporre mai del castello, e, +soffrendone la locazione, questa promessa era violata. +Era troppo evidente che Quesnel non aveva +fatto caso delle di lei obbiezioni, e considerava come +indifferente tutto ciò che si opponeva ai soli vantaggi +pecuniari. Pareva eziandio ch'egli non si fosse +degnato d'informare Montoni di tale operazione, +giacchè quest'ultimo non avrebbe avuto alcun motivo +per nascondergliela, se gli fosse stata nota. Tale +condotta spiacque forte ad Emilia e la sorprese; ma +ciò che l'afflisse maggiormente fu il licenziamento +della vecchia e fedel serva del padre suo. « Povera +Teresa, » diceva Emilia, « tu non puoi avere accumulato +nulla del tuo salario; tu eri caritatevole +cogli infelici, e credevi morire in quella casa ove +hai passato il fiore degli anni! Povera Teresa! Ora +ti hanno scacciata nella tua vecchiaia, e sarai costretta +d'andare mendicando un tozzo di pane! »</p> + +<p>E piangeva amaramente mentre faceva queste riflessioni,<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span> +pensando a quel che avrebbe potuto fare +per Teresa, e al modo di spiegarsi in proposito con +Quesnel. Temeva assai che la di lui anima insensibile +non fosse capace di pietà. Volle informarsi se +nelle sue lettere a Montoni colui facesse menzione +de' suoi affari; lo zio la fece pregare, di lì a poco, +di passare nel suo gabinetto, e immaginandosi che +egli volesse comunicarle qualche passo di lettera di +Quesnel relativo all'affare della valle, vi andò tosto +e lo trovò solo.</p> + +<p>« Io scrivo al signor Quesnel, » le disse egli, allorchè +la vide entrare, « in risposta ad una lettera +che ho ricevuto ultimamente. Desiderava parlarvi +sopra un articolo di questa lettera.</p> + +<p> — Anch'io desiderava intertenermi con voi di tal +soggetto, » rispose Emilia.</p> + +<p> — È una cosa interessantissima per voi, » soggiunse +Montoni; « voi la vedrete al certo sotto il +medesimo aspetto di me, poichè non si può vederla +diversamente; converrete adunque che qualunque +obbiezione fondata sul <i>sentimento</i>, come si dice, deve +cedere a considerazioni d'un vantaggio più positivo.</p> + +<p> — Accordandovi questo, » disse Emilia modestamente, +« mi pare che nel calcolo dovrebbero entrare +anche le considerazioni d'umanità; ma temo non sia +troppo tardi per deliberare a tal proposito, e mi +spiace che non sia più in mio potere di rigettarlo.</p> + +<p> — È troppo tardi, » disse Montoni; « ma piacemi +vedere che vi sottomettete alla ragione e alla +necessità, senza abbandonarvi a querele inutili. Applaudisco +assaissimo a tale condotta, la quale annunzia +una forza d'animo di cui il vostro sesso è +difficilmente capace. Quando avrete qualche anno di +più, riconoscerete il servizio che vi fanno gli amici +vostri, allontanandovi dalle romanzesche illusioni del +<i>sentimento</i>. Non ho ancora chiusa la lettera, e potete +aggiungervi qualche linea per informar lo zio +del vostro consenso: lo vedrete fra breve, essendo<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span> +mia intenzione di condurvi fra pochi giorni a Miarenti +con mia moglie; così potrete discorrere di +quest'affare. »</p> + +<p>Emilia scrisse le linee seguenti:</p> + +<p>« <i>È inutile adesso, o signore, il farvi osservazioni +sull'affare del quale il signor Montoni mi dice avervi +scritto. Avrei potuto desiderare che lo si concludesse +meno precipitosamente; ciò mi avrebbe dato tempo +per vincere quant'egli chiama</i> pregiudizi, <i>e il cui peso +mi opprime il cuore. Giacchè la cosa è fatta, io mi +vi sottopongo, ma nonostante la mia sommissione, ho +molte cose da dire su altri punti relativi al medesimo +soggetto, e li riserbo pel momento in cui avrò l'onore +di vedervi. Intanto vi prego, signore, di voler prender +cura della povera Teresa, in considerazione della vostra +affezionatissima nipote.</i></p> + +<p class="sig">« <span class="smcap">Emilia Saint-Aubert</span>. »</p> + +<p>Montoni sorrise ironicamente a ciò che aveva +scritto Emilia, ma non le fece veruna obbiezione. +Ella si ritirò nel suo appartamento, e cominciò una +lettera per Valancourt; vi riferiva le particolarità +del suo viaggio, e l'arrivo a Venezia. Vi descrisse +le scene più interessanti del suo passaggio nelle +Alpi, le sue emozioni alla prima vista dell'Italia, i +costumi ed il carattere del popolo che la circondava, +e qualche dettaglio sulla condotta di Montoni. +Si guardò bene dal nominare il conte Morano, e +meno ancora della di lui dichiarazione, sapendo +quanto il vero amore sia facile ad allarmarsi.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XVII" id="CAPITOLO_XVII"></a>CAPITOLO XVII</h2> + +<p>Il dì dopo, il conte pranzò in casa Montoni; era +straordinariamente allegro. Emilia osservò nelle sue +maniere con lei un'aria di fiducia e di gioia che +non aveva mai avuta; si provò a reprimerlo raddoppiando<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span> +la consueta freddezza, ma non le riuscì. +Egli parve cercar l'occasione di parlarle senza testimoni, +ma Emilia non volle mai aderire ad ascoltar +cose che non si potessero dire a voce alta. +Verso sera, il signor Montoni e tutta la società andarono +a divertirsi sul mare; il conte, conducendo +Emilia allo <i>zendaletto</i><a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>, portò la sua mano alle +proprie labbra, e la ringraziò della condiscendenza +che si era degnata mostrare. La fanciulla, sorpresa +e malcontenta, affrettossi a ritirar la mano, e credette +che scherzasse; ma quando in fondo alle scale +conobbe, dalla livrea, che era lo zendaletto del +conte, e che il resto della società, essendo già entrata +in altre gondole, stava per partire, risolse di +non soffrire un abboccamento particolare; gli diede +la buona sera, e tornò verso il portico. Il conte la +seguì, pregando e supplicando, allorchè giunse +Montoni, il quale la prese per mano, e la condusse +al zendaletto; Emilia lo pregava sottovoce di considerare +la sconvenienza di quel passo.</p> + +<p>« Questo capriccio è intollerabile, » diss'egli; « io +non vedo qui nessuna sconvenienza. »</p> + +<p>Da quel punto, l'avversione di Emilia pel conte +divenne una specie d'orrore; l'audacia inconcepibile +colla quale continuava a perseguitarla ad onta +del suo rifiuto, l'indifferenza ch'egli mostrava per +la sua opinione particolare, finchè Montoni favorisse +le sue pretese, tutto si riuniva per aumentare l'eccessiva +ripugnanza ch'essa non aveva mai cessato +di sentire per lui. Si tranquillò però alquanto sentendo +che Montoni sarebbe venuto con loro. Egli +si mise da una parte e Morano dall'altra. Tutti tacevano +mentre i gondolieri preparavano i remi; ma +Emilia, fremendo del colloquio che sarebbe susseguito +a quel silenzio, ebbe alfine bastante coraggio +per romperlo con qualche parola indifferente, all'uopo<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +di prevenire le sollecitazioni dell'uno ed i +rimproveri dell'altro.</p> + +<p>« Io era impaziente, » le disse il conte, « di +esprimere la mia riconoscenza alla vostra bontà: +ma devo pure ringraziare il signor Montoni, che mi +procurò un'occasione tanto desiderata. »</p> + +<p>Emilia guardò il conte con un misto di sorpresa +e malcontento.</p> + +<p>« Come! » soggiuns'egli; « vorreste voi diminuire +la soddisfazione di questo momento delizioso? +Perchè rimpiombarmi nella perplessità del dubbio, +e smentire, coi vostri sguardi, il favore delle vostre +ultime dichiarazioni? Voi non potete dubitare della +mia sincerità e di tutto l'ardore della mia passione. +È inutile, vezzosa Emilia, senza dubbio, è inutile +affatto che cerchiate di nascondere più a lungo i +vostri sentimenti.</p> + +<p> — Se li avessi mai nascosti, signore, » rispose +Emilia, « sarebbe inutile senza dubbio il dissimularli +viemaggiormente. Aveva sperato che mi avreste +risparmiata la necessità di dichiararli ancora; ma +poichè mi ci obbligate, vi protesto, e per l'ultima +volta, che la vostra perseveranza vi priva perfin +della stima ond'io era disposta a credervi degno.</p> + +<p> — Perdio! » sclamò Montoni; « questo oltrepassa +la mia aspettativa; aveva conosciuto capricci +nelle donne, ma... Osservate, madamigella Emilia, +che se il conte è vostro amante, io nol sono, e non +servirò di trastullo alle vostre capricciose incertezze. +Vi si propone un matrimonio che onorerebbe ogni +famiglia: ricordatevi che la vostra non è nobile; +voi resisteste lunga pezza alle mie ragioni; il mio +onore adesso è impegnato, e non intendo fare una +trista figura. Voi persisterete, se v'aggrada, nella +dichiarazione che m'incaricaste di fare al conte.</p> + +<p> — Bisogna per certo che siate caduto in errore, +signore, » disse Emilia; « le mie risposte su questo +soggetto furono costantemente le medesime; è degno<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +di voi l'accusarmi di capriccio. Se acconsentiste +ad incaricarvi delle mie risposte, è un onore ch'io +non sollecitai. Ho dichiarato io stessa al conte Morano, +ed a voi, o signore, che non <a name="tn62" id="tn62"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'eccetterò'">accetterò</ins> mai +l'onore ch'egli vuol farmi, e lo ripeto. »</p> + +<p>Il conte guardava Montoni con meraviglia; il +contegno di quest'ultimo mostrava eziandio sorpresa, +ma una sorpresa mista a sdegno.</p> + +<p>« Qui c'è audacia e capriccio insieme. Negherete +voi le vostre proprie espressioni, signorina?</p> + +<p> — Una tal domanda non merita risposta, » disse +Emilia arrossendo; « voi ve la rammenterete, e vi +pentirete d'averla fatta.</p> + +<p> — Rispondete categoricamente, » replicò Montoni +con veemenza. « Dunque ardite disdire le vostre +parole? Vorreste negare che poco fa avete riconosciuto +esser troppo tardi per isciogliervi dai vostri +impegni, e che voi accettaste la mano del conte? +lo negherete voi?</p> + +<p> — Negherò tutto, perchè nessuna delle mie parole +ha mai espresso nulla di simile.</p> + +<p> — Negherete voi quello che scriveste al signor +Quesnel vostro zio? Se ardite farlo, il vostro carattere +attesterà contro di voi. Che potete dire +adesso? » continuò Montoni, prevalendosi del silenzio +e della confusione d'Emilia.</p> + +<p> — Mi accorgo, signore, che siete in un grand'abbaglio, +e ch'io stessa fui ingannata.</p> + +<p> — Non più finzioni, ve ne prego. Siate franca e +sincera, se è possibile.</p> + +<p> — Io sono stata sempre tale, signore, e non men +fo al certo nessun merito. Non ho alcun motivo di +fingere.</p> + +<p> — Cosa vuol dir tutto questo? » esclamò Morano +alquanto commosso.</p> + +<p> — Sospendete il vostro giudizio, conte, » replicò +Montoni; « le idee d'una donna sono impenetrabili. +Ora, si venga alla spiegazione....<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p> + +<p> — Scusatemi, signore, se io sospendo questa +spiegazione fino al momento in cui voi sembrerete +più disposto alla fiducia; tutto quel ch'io potrei +dire adesso non servirebbe che ad espormi ad +insulti.</p> + +<p> — Spiegatevi ve ne prego, » disse Morano.</p> + +<p> — Parlate, » soggiunse Montoni, « vi accordo +tutta la fiducia; sentiamo.</p> + +<p> — Permettete che vi porti ad uno schiarimento, +facendovi una domanda.</p> + +<p> — Mille se v'aggrada, » disse Montoni sdegnosamente.</p> + +<p> — Qual era il tema della vostra lettera al signor +Quesnel?</p> + +<p> — Eh! qual poteva mai essere? L'offerta onorifica +del conte Morano.</p> + +<p> — Allora, signore, noi ci siamo ingannati stranamente +entrambi.</p> + +<p> — Noi ci siamo spiegati male, suppongo, nel colloquio +precedente alla lettera. Devo rendervi giustizia; +siete molto ingegnosa nel far nascere un +malinteso. »</p> + +<p>Emilia procurava di trattenere le lagrime e risponderete +con fermezza. « Permettetemi, signore, +di spiegarmi intieramente, o di tacer del tutto.</p> + +<p> — Montoni, » gridò il conte, « lasciatemi patrocinare +la mia propria causa; è chiaro che voi +non potete farci nulla.</p> + +<p> — Qualunque discorso a tal proposito, » disse +Emilia, « è inutile; se volete farmi grazia, non prolungatelo.</p> + +<p> — È impossibile, signora, ch'io soffochi una +passione che forma l'incanto ed il tormento della +mia vita. V'amerò sempre, e vi perseguiterò con +ardore instancabile; quando sarete convinta della +forza e costanza della mia passione, il vostro cuore +cederà alla pietà, e forse al ravvedimento. »</p> + +<p>Un raggio di luna, cadendo sul volto di Morano,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +scoperse il turbamento e l'agitazione dell'anima +sua. D'improvviso esclamò: « È troppo, signor +Montoni, voi m'ingannaste, e vi domando soddisfazione.</p> + +<p> — A me, signore? l'avrete, » balbettò questi.</p> + +<p> — Mi avete ingannato, » continuò Morano, « e +volete punire l'innocenza del cattivo successo dei +vostri progetti. »</p> + +<p>Montoni sorrise sdegnosamente. Emilia, spaventata +dalle conseguenze che poteva avere quel diverbio, +non potè tacere più a lungo. Spiegò il motivo +dello sbaglio, e dichiarò che non aveva inteso +consultar Montoni se non per l'affitto della valle, +concludendo, e supplicandolo di scrivere sul momento +a Quesnel onde riparare a siffatto errore.</p> + +<p>Il conte poteva appena contenersi; nullameno, +mentr'essa parlava, entrambi stavano attenti ai suoi +discorsi. Calmato alquanto il di lei spavento, <a name="tn64" id="tn64"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Monteni'">Montoni</ins> +pregò il conte d'ordinare ai gondolieri di tornare +addietro, promettendogli un abboccamento particolare; +Morano aderì senza difficoltà.</p> + +<p>Emilia, consolata dalla prospettiva di qualche riposo, +adoprò le sue premure conciliatrici a prevenire +una rottura fra due persone che aveanla perseguitata, +ed insultata ben anco senza riguardo.</p> + +<p>Lo zendaletto si fermò alla casa di Montoni; il +conte condusse Emilia in una sala, ove lo zio la prese +pel braccio e le disse qualcosa sottovoce. Morano +le baciò la mano nonostante tutti i di lei sforzi per +ritirarla, le augurò la buona notte colla più tenera +espressione, e ritornò allo zendaletto, accompagnato +dall'altro.</p> + +<p>Emilia, nella sua camera, considerò con estrema +inquietudine la condotta ingiusta e tirannica di Montoni, +la pertinacia impudente di Morano e la propria +tristissima situazione, lontana dagli amici e dalla +patria. Invano pensava a Valancourt, come a di lei +protettore: egli era trattenuto lontano dal suo servizio,<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span> +ma si consolava almeno nel sapere ch'esisteva +al mondo una persona la quale divideva le sue pene, +ed i cui voti non tendevano che a liberarnela.</p> + +<p>Risolse nondimanco di non cagionargli un dolore +inutile ragguagliandolo come le spiacesse d'aver respinto +il suo giudizio sopra Montoni, benchè però +non si pentisse d'aver ascoltata la voce del disinteresse +e della delicatezza, rifiutando la proposta d'un +matrimonio clandestino. Ella nutriva qualche speranza +nel suo prossimo colloquio collo zio; era decisa +a dipingergli la sua trista situazione, e pregarlo +di permettergli d'accompagnarlo al di lui ritorno +in Francia; quando d'improvviso ricordossi che la +valle, suo prediletto soggiorno, unico suo asilo, non +sarebbe più a di lei disposizione per lunga pezza. +Pianse allora, temendo di trovar poca pietà in un +uomo come Quesnel, il quale disponeva delle sue +proprietà senza nemmen degnarsi di consultarla, e +licenziava una serva vecchia e fedele, mettendola +così in istrada. Ma benchè certa di non aver più +casa in patria, e pochi amici, volea tornarvi, per +sottrarsi al dominio di Montoni, la cui tirannide +verso di lei e la durezza verso gli altri pareanle insopportabili. +E neppur desiderava abitare collo zio, +il procedere del quale a di lei riguardo bastava a +convincerla del pari non avrebbe altro fatto se non +cambiar d'oppressore.</p> + +<p>La condotta di Montoni le pareva singolarmente +sospetta, a proposito della lettera a Quesnel. Poteva, +da principio, essere stato ingannato; ma essa +temeva non persistesse egli volontariamente nel suo +errore per intimorirla, piegarla ai suoi desiderii, e +costringerla a sposare il conte. In qualunque caso +però, era premurosissima di parlarne a Quesnel, e +considerava la sua visita imminente con un misto +d'impazienza, di speranza e timore.</p> + +<p>Il giorno seguente, la Montoni, trovandosi sola +con Emilia, le parlò del conte Morano. Parve sorpresa<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span> +che la sera innanzi non avesse raggiunto le +altre gondole, e ripreso così presto la volta di Venezia. +Emilia raccontò tutto l'accaduto, esprimendo +il suo cordoglio per il malinteso sorto fra lei e Montoni, +e supplicò la zia d'interporre i suoi buoni uffici, +perchè questi desse al conte un rifiuto decisivo +e formale; ma si accorse in breve ch'ella sapeva +già tutto.</p> + +<p>« Non dovete aspettarvi nessuna condiscendenza +da me, » le disse: « ho già dato il mio voto, ed il +signor Montoni ha ragione di estorcere il vostro consenso +con tutti i mezzi che sono in suo potere. +Quando la gioventù s'accieca su' suoi veri interessi, +e se ne allontana ostinatamente, la maggior fortuna +che possa avere è quella di trovare amici che si +oppongano alle loro follie. Ditemi, in grazia, se, per +la vostra nascita, potevate aspirare ad un partito +così vantaggioso, come quello che vi è offerto?</p> + +<p> — No, signora, » rispose Emilia; « io non ho +l'orgoglio di pretendere...</p> + +<p> — Non si può negare che non ne abbiate una +buona dose. Il mio povero fratello, vostro padre, +era anch'egli molto orgoglioso; ma, in verità, bisogna +confessarlo, la fortuna non lo favoriva troppo. »</p> + +<p>Sdegnata per questa maligna allusione al padre, +ed incapace di rispondere con sufficiente moderazione, +Emilia esitò un momento confusa; la zia ne +trionfava; finalmente le disse: « L'orgoglio di mio +padre, signora, aveva un oggetto nobilissimo; la sola +felicità ch'ei conoscesse, veniva dalla bontà, educazione +e carità sua verso il prossimo. Egli non la +fece mai consistere nel superar gli altri in ricchezza, +nè era umiliato della sua inferiorità a tal riguardo. +Non respigneva i miseri e gli sventurati. Disprezzava +talvolta quelle persone le quali, in seno alla +prosperità, si rendevano invise a forza di vanità, +d'ignoranza e di crudeltà. Io farò dunque consistere +la mia gloria nell'imitarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p> + +<p> — Non ho la pretensione, nipote mia, di comprendere +quest'accozzaglia di bei sentimenti; ne lascio +tutta la gloria a voi; ma vorrei insegnarvi un +poco di buon senso, e non vedervi la maravigliosa +saviezza di sprezzare la vostra felicità. Non mi vanto +d'una educazione tanto raffinata come quella che +vostro padre si piacque di darvi, ma mi contento +d'un po' di senso comune. Sarebbe stata una vera +fortuna, per vostro padre e per voi, se vi avesse +insegnato ad adoprarlo. »</p> + +<p>Emilia, offesa sensibilmente da simili riflessioni +sulla memoria del padre, disprezzando questo discorso, +la lasciò d'improvviso e ritirossi nella sua +camera.</p> + +<p>Ne' pochi giorni che scorsero da questo colloquio +alla partenza per Miarenti, Montoni non rivolse mai +una parola alla nipote; i di lui sguardi esprimevano +il suo risentimento; ma Emilia era molto sorpresa +com'egli potesse astenersi dal rinnovare il soggetto. +Lo fu viemaggiormente vedendo che, negli ultimi +tre giorni, il conte non comparve, e che Montoni +non ne pronunziò neppure il nome. Parecchie congetture +le si affacciarono alla mente; temeva talora +che la lite si fosse rinnovata, e fosse riuscita fatale +al conte; qualche volta inclinava a credere che +la stanchezza e il disgusto fossero state la conseguenza +del di lei rifiuto, e ch'egli avesse abbandonato +i suoi progetti; da ultimo, s'immaginava che +il conte ricorresse allo strattagemma di sospendere +le sue visite, ottenendo da Montoni che non lo nominasse, +nella speranza che la gratitudine e la generosità +opererebbero molto su lei, e determinerebbero +un consenso ch'egli non attendeva più dall'amore. +Passava il tempo in queste vane congetture, +cedendo volt'a volta alla speranza ed all'amore: +partirono infine per Miarenti, e quel giorno, come +gli altri, il conte non comparve, nè si parlò menomamente +di lui.<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span></p> + +<p>Montoni avendo deciso di non partir da Venezia +prima di sera, per evitare il caldo e godere il fresco +della notte, s'imbarcarono per giungere alla +Brenta un'ora prima del tramonto. Emilia, seduta +sola a poppa, contemplava in silenzio gli oggetti +che fuggivano a misura che la barca inoltrava: vedeva +i palazzi sparire a poco a poco confusi coll'onde; +ben presto le stelle succedettero agli ultimi +raggi del sole, ed una notte fresca e tranquilla l'invitò +a dolci meditazioni, turbate sol dal romore +momentaneo dei remi, e dal lieve mormorio delle +acque.</p> + +<p>Giunti alle bocche della Brenta, si attaccarono +alla barca i cavalli, e la fecero avanzare speditamente +fra due sponde ornate a vicenda d'alberi altissimi, +di ricchi palagi, di giardini deliziosi, e di +boschetti odorosi di mirti e d'aranci. Allora affacciaronsi +alla fanciulla tenere memorie; pensò alle +belle sere passate nella sua valle, ed a quelle trascorse +con Valancourt presso Tolosa ne' giardini +della zia. Perduta in tristi riflessioni, e spesso colle +lagrime agli occhi, ne fu scossa d'improvviso dalla +voce di Montoni, che l'invitava a prender qualche +rinfresco. Recatasi nella cabina, vi trovò la zia sola. +La fisonomia di questa era accesa di collera, prodotta, +a quanto parea, da un colloquio avuto col +marito. Questi la guardava con aria di corruccio e +disprezzo, e per qualche tempo restarono ambedue +in perfetto silenzio. Montoni parlò ad Emilia di +Quesnel.</p> + +<p>« Mi lusingo, non vorrete persistere nel sostenere +che ignoravate il soggetto della mia lettera.</p> + +<p> — Dopo il vostro silenzio mi era figurata, o signore, +che non fosse più necessario d'insistere, e +che avreste riconosciuto il vostro errore.</p> + +<p> — Avevate sperato l'impossibile, » sclamò Montoni; +« mi sarei dovuto aspettare dal vostro sesso +una sincerità ed una condotta più riflessiva, colla<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +stessa facilità con cui voi poteste immaginarvi di +convincermi d'errore. »</p> + +<p>Emilia arrossì, e non parlò più. Conobbe allora +troppo chiaramente che aveva di fatti sperato l'impossibile, +e che laddove eravi stato errore volontario, +non si poteva sperare di convincere; era evidente +che la condotta di Montoni non era stata l'effetto +di un malinteso, ma quello d'un piano concertato.</p> + +<p>Impaziente di sottrarsi ad un colloquio tanto dispiacevole +ed umiliante per lei, Emilia tornò fuori +a sedere a poppa. Là almeno le veniva accordato +dalla natura quella quiete che le ricusava Montoni.</p> + +<p>Quando, svegliata dalla voce d'una guida o da +qualche movimento nella barca, essa ricadea nelle +sue riflessioni, pensava all'accoglienza che le farebbero +i coniugi Quesnel, e che cosa direbbe a proposito +della valle. Poi cercava distogliere lo spirito +da un soggetto tanto fastidioso, divertendosi a contemplare +i tratti del bel paese illuminato dalla luna. +Mentre la sua imaginazione distraevasi così, scoprì +un edifizio che s'innalzava al disopra degli alberi. +Man mano che la barca inoltrava, udiva rumor di +voci; in breve distinse l'alto portico d'una bella +casa ombreggiata da pini e pioppi, e la riconobbe +per la casa medesima statale già mostrata come +proprietà del parente della signora Quesnel.</p> + +<p>La barca si fermò vicino ad una scala marmorea +che conduceva sotto il portico, il quale era illuminato. +Montoni sbarcò colla sua famiglia, e trovarono +i coniugi Quesnel in mezzo agli amici, assisi su +sofà, che godevano il fresco della notte mangiando +frutti e gelati, mentre alcuni suonatori, in qualche +distanza, facevano una bella serenata. Emilia era +già avvezza ai costumi dei paesi caldi, e non fu +sorpresa di trovar quei signori di fuori dal loro +portico a due ore dopo mezzanotte.</p> + +<p>Fatti i soliti complimenti, la compagnia prese<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +posto sotto il portico, e da una sala vicina le furono +serviti rinfreschi squisitissimi. Cessato il piccolo +tumulto dell'arrivo, e quando Emilia si fu rimessa +dal turbamento provato in barca fu sorpresa dalla +bellezza singolare di quel luogo, e dai comodi che +offriva per guarentirsi dalle molestie della stagione. +Era una rotonda a cupola scoperta di marmo bianco, +sostenuta da colonnati della medesima materia. Le +due ali guardavano su lunghi cortili, lasciando vedere +immense gradinate sulle sponde del fiume. +Una fontana in mezzo, co' suoi zampilli, formava, +cadendo un piacevole mormorio, e l'odore soave dei +fiori profumava quel luogo delizioso.</p> + +<p>Quesnel parlò dei propri affari col suo tuono ordinario +d'importanza. Vantò i nuovi acquisti, e compianse +con affettazione Montoni delle recenti perdite +da lui fatte. Quest'ultimo, il cui orgoglio almeno +era capace di sprezzare una tale ostentazione, scuopriva +facilmente, sotto una finta compassione, la +vera malignità di Quesnel. Lo ascoltò con silenzio +sdegnoso, quand'ebbe nominato sua nipote, si alzarono +entrambi ed andarono a passeggiare in giardino.</p> + +<p>Emilia intanto si avvicinò alla signora Quesnel, +la quale parlava della Francia. Il solo nome della +di lei patria erale caro: provava gran piacere nel +considerare una persona che ne veniva. Quel paese +d'altronde era abitato da Valancourt, e dessa ascoltava +attentamente nella lieve lusinga di sentirlo nominare. +La Quesnel che, durante il suo soggiorno +in Francia, parlava con estasi dell'Italia, non parlava +in Italia che delle delizie della Francia, sforzandosi +di eccitare la curiosità altrui raccontando +tutte le belle cose che aveva avuto la fortuna di +vedervi.</p> + +<p>Emilia attese invano il nome di Valancourt. La +signora Montoni parlò a sua volta delle bellezze di +Venezia, e del piacere che sperava gustare visitando +il castello di Montoni negli Appennini. Quest'ultimo<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +articolo non era trattato che per vanità. Emilia +sapeva bene che la di lei zia apprezzava poco le +grandezze solitarie, e quelle in ispecie che potea +presentare il castello di Udolfo. La conversazione +continuò malignandosi vicendevolmente, per quanto +poteva permetterlo la civiltà, con reciproca ostentazione. +Assise su morbidi sofà, sotto un portico +elegante, circondate dai prodigi della natura e dell'arte, +gli esseri meno sensibili avrebbero dovuto +provare trasporti di cordialità, buone disposizioni, +e cedere con trasporto a tutte le dolcezze di quei +luoghi incantati.</p> + +<p>Poco stante albeggiò; sorse il sole, e permise agli +sguardi attoniti di contemplare il magnifico spettacolo +che offrivano da lunge i monti coperti di +neve, i declivi verdeggianti, e le ubertose pianure +che si estendevano alle loro falde.</p> + +<p>I contadini che andavano al mercato passavano in +battello. Gli ombrelli di tela colorata, che portavano +la maggior parte per guarentirsi dai raggi solari; +i canestri di frutti e di fiori che andavano accomodando +nel tragitto; l'abbigliamento semplice e pittoresco +delle villanelle, tutto formava un colpo d'occhio +dei più sorprendenti. La rapidità della corrente, +la vivacità dei rematori, i canti di quei contadini +all'ombra delle vele, ed il suono di qualche rustico +strumento, dava a tutta la scena il carattere di una +festa campestre.</p> + +<p>Allorchè Montoni e Quesnel ebbero raggiunte le +signore, passeggiarono tutti insieme nei giardini, la +cui elegante distribuzione contribuì molto a distrarre +Emilia. La forma maestosa e la ricca verzura dei +cipressi, ch'ella trovava qui nella loro perfezione, +l'altezza smisurata dei pini e dei pioppi, i folti rami +dei platani, contrastavano coll'arte in quei giardini +meravigliosi; i boschetti di mirto ed altre piante +fiorite confondevano gli aromatici effluvi con quelli +di mille fiori che smaltavano il terreno, e l'aria<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +veniva rinfrescata dai limpidi ruscelli, serpeggianti +fra i verdi pergolati.</p> + +<p>Intanto il sole s'innalzava sull'orizzonte, ed il +caldo cominciava a farsi sentire. La società abbandonò +i giardini per andar in cerca di riposo.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XVIII" id="CAPITOLO_XVIII"></a>CAPITOLO XVIII</h2> + +<p>Emilia profittò della prima occasione propizia +per parlare a Quesnel del castello della valle. Le +sue risposte furono concise, e fatte coll'accento di +chi non ignorando il suo assoluto potere, s'impazientisce +di vederlo messo in dubbio. Le dichiarò +che la disposizione presa era una misura necessaria, +e ch'essa doveva andar debitrice alla di lui prudenza +de' vantaggi che gliene sarebbero ridondati.</p> + +<p>« Del resto, » aggiunse « quando il conte veneziano, +di cui non mi ricordo il nome, vi avrà sposata, +i fastidi della vostra dipendenza cesseranno. +Come vostro parente, mi rallegro per voi d'una +circostanza tanto felice, e, ardisco dirlo, così poco +attesa dai vostri amici. »</p> + +<p>Per qualche momento, Emilia restò muta e fredda; +quindi procurò disingannarlo a proposito del +poscritto da lei aggiunto alla lettera di Montoni; +Quesnel parve avere ragioni particolari di non crederle, +e per assai tempo persistè ad accusarla di +capriccio. Convinto alfine della di lei avversione per +Morano, e del rifiuto positivo che gli aveva dato, +si abbandonò alle stravaganze del risentimento, esprimendosi +colla maggiore asprezza. Lusingato segretamente +dal parentado d'un nobile, onde aveva finto +dimenticar il casato, era incapace d'intenerirsi dei +patimenti cui poteva incontrare la nipote nel sentiero +che le segnava la propria ambizione.</p> + +<p>Emilia vide tosto tutte le difficoltà che la minacciavano; +e quantunque nessuna persecuzione potesse +farla rinunziare a Valancourt per Morano, essa fremeva<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +all'idea delle violenze di suo zio. A tanta collera +ed a tanto sdegno oppos'ella solamente la dolce +dignità d'uno spirito superiore; ma la fermezza misurata +della sua condotta non servì che ad esacerbare +il corruccio di Quesnel, obbligandolo a riconoscere +la sua inferiorità. Finì per dichiararle +che, se persisteva nella sua follìa, e lui e Montoni +l'avrebbero abbandonata al disprezzo universale.</p> + +<p>La calma nella quale Emilia erasi mantenuta in +presenza dello zio, l'abbandonò quando fu sola: +pianse amaramente; ripetè più d'una volta il nome +del padre, di quel tenero padre che non vedeva +più, e di cui si rammentava tutti gli avvertimenti +datile al letto di morte. « Oimè! » diceva essa; +« conosco bene adesso che la forza del coraggio è +preferibile alle grazie della sensibilità. Farò tutti +gli sforzi per adempire alla mia promessa; non mi +abbandonerò ad inutili lamenti, e procurerò di soffrire +con fortezza d'animo l'oppressione che non +posso evitare. »</p> + +<p>Sollevata in qualche modo dal suo fermo proposito +di adempire in parte alle ultime volontà paterne, +terse il pianto, e comparve a tavola colla +consueta serenità.</p> + +<p>Verso sera, le signore andarono a prendere il +fresco nella carrozza della Quesnel sulle rive della +Brenta. La situazione d'Emilia formava un contrasto +malinconico coll'allegria delle brillanti società +riunite sotto gli alberi lungo il delizioso fiume. Taluni +ballavano all'ombra, altri, sdraiati sull'erba, +prendevano gelati, mangiavano frutti e gustavano +in pace le dolcezze d'una bella sera all'aspetto del +più bel paese del mondo.</p> + +<p>La fanciulla considerando le lontane vette nevose +degli Appennini, pensò al castello di Montoni, e +fremè all'idea ch'egli ve la condurrebbe, ed avrebbe +saputo costringerla all'obbedienza. Questo timore +però svanì, riflettendo ch'era in di lui potere a +Venezia, come lo sarebbe stata in ogni altra parte.<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p> + +<p>Tornarono a Miarenti assai tardi; la cena era +preparata nella magnifica rotonda già tanto ammirata +da Emilia: le signore si riposarono sotto il +portico, finchè Quesnel, Montoni ed altri gentiluomini +vennero a raggiungerle. Emilia faceva ogni +sforzo per tranquillarsi, allorchè una barca sostò +d'improvviso alla scalea del giardino, ed essa distinse +la voce di Morano, il quale comparve poco +dopo. Ricevè i di lui complimenti in silenzio, e la +sua freddezza parve da principio sconcertarlo, ma +in seguito si rimise, riprese il suo brio, e la fanciulla +osservò che la specie d'adulazione onde l'opprimevano +i suoi zii, e di cui ella maravigliossi +forte, eccitava solo il suo disgusto.</p> + +<p>Appena potè ritirarsi, le di lei riflessioni quasi +involontariamente si aggirarono sui mezzi possibili +d'indurre il conte a desistere dalle sue pretese; +la sua delicatezza non ne trovò di più efficace fuor +quello di confessargli un vincolo già formato, e rimettersene +alla di lui generosità. Nullameno, quando +la domane egli rinnovò le sue premure, Emilia abbandonò +quel progetto: sarebbe repugnato troppo +al di lei orgoglio lo svelare il segreto del suo cuore +ad un uomo come Morano, e domandargli un sacrifizio; +talchè respinse con impazienza il piano già +concetto. Ripetè il suo rifiuto nei termini più decisi, +e biasimò severamente la condotta tenuta verso +di lei. Il conte ne parve mortificato, ma continuò +a persistere nelle solite assicurazioni di tenerezza; +l'arrivo della Quesnel l'interruppe, e fu per Emilia +un gran soccorso.</p> + +<p>Di tal guisa, Emilia passò i giorni più infelici in +quella casa deliziosa a motivo dell'ostinata assiduità +di Morano, e della tirannia crudele che esercitavano +su di lei Quesnel e Montoni, i quali parevano, +al par della zia, più risoluti che mai a siffatto +matrimonio. Quesnel, vedendo infine che i discorsi +e le minacce erano egualmente inutili per venire<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +ad una pronta decisione, vi rinunziò, e tutto fu rimesso +al tempo ed al potere di Montoni. Emilia +intanto desiderava tornar a Venezia, sperando colà +sottrarsi in parte alle persecuzioni di Morano; d'altro +lato, Montoni, distratto dalle occupazioni, non +sarebbe sempre stato in casa. In mezzo alle sciagure, +pensò anche a raccomandar con forza la povera +Teresa a Quesnel il quale, la lusingò promettendole +che non l'avrebbe dimenticata.</p> + +<p>Montoni, in un lungo colloquio, concertò con +Quesnel il piano da eseguirsi riguardo alla nipote, +e questi promise trovarsi a Venezia tosto dopo la +celebrazione del matrimonio.</p> + +<p>Emilia per la prima volta, non provò verun rincrescimento +a separarsi da' parenti. Morano tornò a +Venezia nella stessa barca di Montoni. La fanciulla, +la quale osservava gradatamente l'avvicinarsi di +quella superba città, si vide dappresso la sola persona +che potesse diminuirgliene il piacere. Arrivarono +verso mezzanotte; Emilia fu liberata dalla +presenza del conte, che seguì Montoni in un casino, +e potè finalmente ritirarsi nella sua camera.</p> + +<p>Il dì seguente, lo zio in un breve colloquio dichiarò +ad Emilia che non intendeva esser tirato più +per le lunghe; il suo matrimonio col conte era per +lei di un vantaggio così prodigioso, che sarebbe +follìa l'opporvisi, ed una follìa inconcepibile, e che +verrebbe celebrato senza dilazione, e, se facea duopo, +senza di lei consenso. La giovane, la quale fino +allora aveva impiegate le ragioni, ricorse alle preghiere: +il dolore le impediva di considerare che, +con un uomo del carattere di Montoni, le suppliche +non produrrebbero migliore effetto delle ragioni. +Gli domandò poscia con qual diritto esercitasse egli +su di lei quell'autorità illimitata. In uno stato più +tranquillo, non avrebbe rischiato questa domanda +che non le giovava a nulla, e faceva trionfare Montoni +della sua debolezza e del suo isolamento.<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span></p> + +<p>« Con qual diritto? » sclamò questi con un sorriso +maligno; « col diritto della mia volontà; se +voi potrete sottrarvene, io non vi domanderò con +qual diritto lo faceste. Ve lo ricordo per l'ultima +volta: voi siete straniera, lontana dalla patria; deve +interessarvi di avermi per amico, e ne conoscete i +mezzi; se mi obbligate a divenirvi nemico, m'arrischierò +a dire che la punizione supererà la vostra +aspettativa; dovreste ben sapere che non son fatto +per essere burlato. »</p> + +<p>Emilia restò immobile dopo che Montoni l'ebbe +lasciata: era disperata, o piuttosto stupefatta; il +sentimento della sua miseria era il solo che avesse +conservato: la Montoni la trovò in quello stato. La +giovine alzò gli occhi, e il dolore espresso da tutta +la di lei persona avendo senza dubbio intenerita la +zia, le parlò con insolita bontà; il cuore di Emilia +ne fu commosso, e dopo aver pianto alcun poco, +raccolse bastante forza per raccontarle il soggetto +del suo dolore, e sforzarsi d'interessarla per lei. La +compassione della zia era stata sorpresa, ma la sua +ambizione non poteva moderarsi, e credeva esser +già la zia d'una contessa. I tentativi della fanciulla +non riusciron meglio con lei che con Montoni: ritornò +nella sua camera, e cominciò nuovamente a +piangere, risolutissima di sfidare ad ogni costo tutta +la vendetta di Montoni, anzichè sposare un uomo +di cui avrebbe disprezzata la condotta, quand'anco +non avesse mai conosciuto Valancourt.</p> + +<p>Sopraggiunse poco di poi una faccenda che per +qualche giorno sospese l'attenzione di Montoni; le +visite misteriose d'Orsino si erano rinnovate con +maggiore frequenza, dopo il ritorno di Montoni. +Cavignì, Verrezzi, e qualcun altro erano ammessi, +oltre Orsino, a questi conciliaboli <a name="tn76" id="tn76"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'nottorni'">notturni</ins>: Montoni +divenne più riservato e severo che mai. Se i propri +interessi non l'avessero resa indifferente a tutto il +resto, Emilia si sarebbe accorta che meditava qualche +progetto.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p> + +<p>Una sera che non doveva tenersi riunione, arrivò +Orsino agitatissimo e spedì al casino un suo confidente +in cerca di Montoni: lo pregava di tornare +a casa subito, raccomandando al messo di non pronunziar +il suo nome. Montoni tornò sull'istante, +trovò Orsino, e seppe tosto il motivo della visita +ed agitazione sua, conoscendone già una parte.</p> + +<p>Un gentiluomo veneziano, che aveva recentemente +provocato l'odio di Orsino, era stato pugnalato da +scherani pagati da quest'ultimo. Il morto apparteneva +alle prime famiglie, ed il Senato erasi preso +a cuore quell'affare. Uno degli assassini fu arrestato, +e confessò, Orsino essere il reo. Alla nuova del suo +pericolo, egli veniva a trovare Montoni perchè gli +facilitasse la fuga, sapendo che in quel momento +tutti gli officiali di polizia erano in cerca di lui per +tutta la città, talchè riuscivagli impossibile di uscirne. +Montoni acconsentì a nasconderlo per qualche giorno +finchè la vigilanza fosse rallentata, e potesse con +sicurezza lasciar Venezia. Sapeva il pericolo che +incorreva accordando asilo ad Orsino; ma era tale +la natura delle obbligazioni sue verso quell'uomo, +che non credeva prudente negarglielo.</p> + +<p>Tal era la persona ammessa da lui alla sua confidenza, +e per la quale sentiva tanta amicizia, quanto +potevalo comportare il suo carattere.</p> + +<p>Per tutto il tempo che Orsino rimase nascosto +nella casa, Montoni non volle attirare gli sguardi +del pubblico celebrando le nozze del conte; ma +quando la fuga del reo ebbe fatto cessare questo +ostacolo, informò Emilia che il di lei matrimonio +avrebbe avuto luogo la mattina seguente. Essa protestò +che non avrebbe mai acconsentito, ed egli rispose +con un maligno sorriso, assicurandola che di +buonissima ora il conte ed un sacerdote si sarebbero +trovati in casa sua, e consigliandola a non +isfidare il di lui risentimento con un'opposizione +contraria ai suoi voleri ed al proprio di lei bene.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p> + +<p>« Esco per tutta sera, » aggiuns'egli: « ricordatevi +che domani do la vostra mano al conte Morano. »</p> + +<p>Emilia, la quale, dopo le ultime di lui minacce, si +lusingava che la crisi giungerebbe al suo termine, +fu poco scossa da questa dichiarazione; studiò dunque +il mezzo di farsi coraggio considerando che il +matrimonio non poteva esser valido fintantochè in +presenza del sacerdote ella ricuserebbe di prender +parte alla cerimonia. Il momento della prova si avvicinava, +ed essa era egualmente agitata dall'idea +della vendetta e a quella dell'imeneo. Assolutamente +incerta sulle conseguenze del suo rifiuto all'altare, +temeva più che mai il potere illimitato di Montoni, +ed era persuasa che avrebbe trasgredite senza scrupolo +tutte le leggi per riuscire ne' suoi progetti.</p> + +<p>Mentre stava immersa in questo mare di affanni +fu avvertita che Morano desiderava parlarle. Appena +il servo fu uscito con le di lei scuse, se ne pentì, +lo chiamò indietro, e volendo provare se le preghiere +e la fiducia produrrebbero migliore effetto +del rifiuto e dello spregio, gli fece dire che sarebbe +andata a trovarlo ella stessa.</p> + +<p>La dignità e il nobile contegno con cui mosse +incontro al conte, l'aria rassegnata e pensierosa che +ne addolciva la fisonomia, non erano mezzi capaci +per farlo rinunziare a lei, nè servirono se non ad +aumentare una passione che l'aveva già inebriato. +Egli ascoltò ciò ch'essa diceva con apparente compiacenza +e gran desiderio di contentarlo, ma la +sua risoluzione era invariabile. Mise in opera con +lei l'arte e l'insinuazione la più raffinata. Persuasa +Emilia che non avesse nulla da sperare dalla di lui +giustizia, ripetè solennemente le sue proteste d'opposizione, +e lo lasciò coll'assicurazione formale che +avrebbe saputo mantenersi nella negativa anche +malgrado la violenza. Un giusto orgoglio aveane +trattenute le lacrime in presenza di Morano, ma<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +appena si trovò sola, pianse amaramente, invocando +il padre, ed attaccandosi con dolore inesprimibile +all'idea di Valancourt.</p> + +<p>La sera era avanzatissima, allorchè la Montoni +entrò nella di lei camera cogli ornamenti nuziali +che inviavale il conte. Essa aveva scansata la nipote +per tutta la giornata, temendo cedere ad un'insolita +sensibilità: non ardiva esporsi alla disperazione +di Emilia; e forse la sua coscienza, il cui linguaggio +era sì poco frequente, le rimproverava una condotta +sì dura verso un'orfana figlia di suo fratello, e +della quale un padre moribondo le aveva affidata +la felicità.</p> + +<p>Emilia non volle vedere quei regali, e tentò, sebbene +senza speranza, un nuovo ed ultimo sforzo +per interessare la compassione della zia. Commossa +forse alternativamente dalla pietà o dai rimorsi, +seppe nasconder l'una e gli altri, e rimproverò alla +nipote la follia di affliggersi per un matrimonio +che non poteva mancare di renderla felice. « Certo, » +le diss'ella, « se io non fossi maritata, e se il conte +mi offrisse la sua mano, sarei molto lusingata di +questa distinzione. Se io credo dover pensare così, +voi, nipote mia, che non siete ricca, dovete indubitatamente +trovarvene onoratissima, e mostrare +una riconoscenza, un'umiltà verso Morano, tale da +corrispondere alla sua condiscendenza. Son sorpresa, +ve lo confesso, di veder lui così sommesso e voi +così orgogliosa. Stupisco della sua pazienza, e, se +fossi in lui, vi farei per certo ricordare un po' meglio +dei vostri doveri. Io non vi adulerò, ve lo +dico schietto; è questa ridicola adulazione che vi +dà tanta e tale opinione di voi stessa, che vi fa +credere non esservi nessuno che possa meritarvi. +L'ho detto spesso al conte; io non badava alla +stravaganza de' suoi complimenti, e voi li pigliavate +alla lettera.</p> + +<p> — La vostra pazienza, signora, » disse Emilia, +« soffriva allora assai meno della mia.<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p> + +<p> — Tutto questo è pura affettazione, null'altro, » +rispose la zia; « io so che l'adulazione v'insuperbisce +e vi rende così vana, che credete ingenuamente +di vedere tutti gli uomini ai vostri piedi; +ma v'ingannate. Posso accertarvi, nipote mia, che +non troverete molti adoratori come il conte; chiunque +altro vi avrebbe voltate le spalle, e vi avrebbe +lasciata in preda a un tardo pentimento.</p> + +<p> — Oh! perchè mai il conte non fa quel che farebbero +gli altri? » disse Emilia sospirando.</p> + +<p> — È una fortuna per voi che non sia così, » +replicò la zia.</p> + +<p> — Io non sono ambiziosa; desidero solo restare +nello stato in cui mi trovo.</p> + +<p> — Non si tratta di ciò, » soggiunse la zia; « vedo +che pensate sempre a quel Valancourt. Scacciate, +ven prego, queste ubbie amorose e questo ridicolo +orgoglio; diventate ragionevole. D'altronde son tutte +ciarle inutili; voi sarete maritata domani, vogliate +o no, già lo sapete: il conte non vuole esser più +a lungo vostro zimbello. »</p> + +<p>La fanciulla non tentò rispondere a siffatta singolare +aringa, sentendone l'inutilità. La zia depose +i regali del conte sopra un tavolino ove appoggiavasi +Emilia, e le augurò la buona sera. L'orfanella +fissò gli occhi sulla porta dond'era uscita la zia; +ascoltava attenta se qualche suono venisse a rialzar +l'abbattimento spaventoso de' suoi spiriti. Era mezzanotte +passata; tutti dormivano, tranne il servo +che aspettava il padrone. Il di lei animo, prostrato +dai dispiaceri, cedè allora a terrori imaginari; tremava +considerando le tenebre dell'ampia stanza in +cui trovavasi; temeva senza saper perchè. Durò in +tale stato tanto tempo, che avrebbe chiamata Annetta, +la cameriera della zia, se la paura le avesse +concesso d'alzarsi dalla sedia e traversar le camere. +Le tetre illusioni a poco a poco svanirono; ed andò +a letto, non per dormire, era impossibile, ma per<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +cercar di calmare il disordine dell'accesa fantasia e +raccogliere le forze che le sarebbero state necessarie +per la mattina seguente.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XIX" id="CAPITOLO_XIX"></a>CAPITOLO XIX</h2> + +<p>Un colpo battuto alla porta di Emilia la scosse +dalla specie di sonno al quale erasi data in preda. +Sussultò: le vennero tosto in mente Montoni e Morano. +Ascoltò qualche momento, e riconoscendo la +voce di Annetta rischiò ad aprire.</p> + +<p>« Che ti conduce qui così di buon'ora? » le +chiese tutta tremante.</p> + +<p> — Per carità, signorina, non vi spaventate; siete +così pallida, che fate paura anche a me. Giù dabbasso +fanno un gran rumore; tutti i servi vanno e +vengono con furia, e nessuno può indovinarne il +motivo.</p> + +<p> — Chi c'è con loro? » disse Emilia; « Annetta, +non m'ingannare.</p> + +<p> — Il cielo me ne guardi, per tutto l'oro del +mondo non v'ingannerei. Ho veduto soltanto che il +signor Montoni mostra un'impazienza straordinaria, +e mi diede l'ordine di farvi alzare sul momento.</p> + +<p> — Cielo! aiutatemi, » gridò Emilia disperata. +« Il conte Morano è dunque venuto?</p> + +<p> — No, signorina, per quanto io sappia egli non +c'è. Sua <i>eccellenza</i> mandommi a dirvi che a momenti +saranno qui le gondole, e partiremo da Venezia. +Bisogna ch'io mi sbrighi per tornar dalla +padrona, la quale è tanto confusa, che non sa più +quel che si faccia.</p> + +<p> — Ma insomma, che cosa significa tutto questo?</p> + +<p> — Oh! signora Emilia, io non so altro se non +che il signor Montoni è tornato a casa agitatissimo, +e ci ha fatti alzar tutti, dichiarandoci che bisognava +partir sull'istante.</p> + +<p> — Il conte Morano viene egli con noi? e dove +andiamo?<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span></p> + +<p> — Lo ignoro. Ho inteso che Lodovico parlava +d'un castello che il padrone ha in certe montagne.</p> + +<p> — Negli Appennini?</p> + +<p> — Appunto, signorina; ma sollecitatevi, e pensate +all'impazienza del signor Montoni. Dio buono! +sento già i remi delle gondole che arrivano. »</p> + +<p>Annetta uscì a precipizio. Emilia si dispose a +questo viaggio inaspettato, ed appena ebbe gettati +libri ed abiti nel baule, ricevè un secondo avviso; +scese nel gabinetto della zia, ove Montoni le rimproverò +la sua lentezza. Egli uscì quindi per dare +alcuni ordini, e Emilia chiese il motivo di quella +partenza subitanea. La zia parve ignorarlo come lei, +e che non intraprendesse quel viaggio se non con +estrema ripugnanza.</p> + +<p>Finalmente tutta la famiglia s'imbarcò, ma nè +Morano, nè Cavignì si fecero vedere. Questa circostanza +rianimò un poco gli spiriti abbattuti di Emilia, +la quale somigliava ad un condannato a morte, +cui venga accordata una breve dilazione: il suo +cuore si alleggerì ancor più, quando ebbero fatto +il giro di San Marco senza fermarsi per prendere +il conte.</p> + +<p>L'alba cominciava appena a biancheggiar l'orizzonte +ed il lido. Emilia non ardiva fare veruna +interrogazione a Montoni, che restò qualche tempo +in cupo silenzio, e s'avvolse quindi nel mantello, +come se avesse voluto dormire. Sua moglie fece altrettanto. +Emilia, non potendo prender sonno, alzò +una cortina, e si mise a considerar il mare. L'aurora +illuminava grandemente la sommità dei monti friulani; +ma le loro coste e le onde che le bagnavano, +erano tuttavia sepolte nell'ombra: la fanciulla, immersa +in dolce malinconia, osservava i progressi +del giorno, che stendevasi sul mare, illuminando +Venezia, i suoi isolotti, e finalmente le spiagge italiane, +lungo le quali cominciavano già a mettersi +in moto le barche. I gondolieri venivano spesso chiamati<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span> +da coloro che portavano le provvisioni al mercato +di Venezia. Un'infinita quantità di barchette +coperse in breve la laguna. Emilia gettò l'ultimo +sguardo su quella magnifica città; ma il di lei spirito +allora era soltanto occupato da mille congetture +sui casi che l'attendevano, sul paese ov'era trascinata, +e sul motivo di quel viaggio repentino.</p> + +<p>Le parve dopo mature riflessioni, che Montoni la +conducesse al suo castello isolato per costringerla +più sicuramente all'obbedienza con mezzi di terrore. +Se le scene tenebrose e solitarie che vi si +disponevano non <a name="tn83" id="tn83"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'sortiressero'">sortissero</ins> il bramato esito, il +suo matrimonio vi sarebbe celebrato per forza, e +con maggior mistero forse e meno smacco per l'onore +di Montoni. Il poco coraggio resole dalla proroga +svanì a questa terribile idea, e quando si toccò +la riva, ell'era ricaduta nel più penoso abbattimento.</p> + +<p>Montoni non rimontò la Brenta, ma continuò in +carrozza per andare agli Appennini. Durante questo +viaggio fu così severo con Emilia che ciò solo +avrebbe servito a confermare le sue congetture allarmanti.</p> + +<p>I viaggiatori cominciarono a salire gli Appennini: +a quell'epoca que' monti erano coperti da immense +foreste di abeti. La strada passava in mezzo a questi +boschi, e non lasciava vedere che rupi spaventevoli +sospese sul loro capo, a meno che qualche radura +non lasciasse distinguere momentaneamente il +sottoposto piano. L'oscurità di quei luoghi, il loro +cupo silenzio, quando neanche il più lieve vento +agitava la cima degli alberi, l'orrore dei precipizi +susseguentisi, ciascun oggetto, in una parola, rendeva +più imponenti le triste riflessioni d'Emilia. +Essa non vedeva a sè intorno che immagini di spaventosa +grandezza e di tetra sublimità.</p> + +<p>A misura che i viaggiatori montavano attraverso +le selve, le rupi accatastavansi a rupi, i monti parevano +moltiplicarsi, e la cima di un'eminenza sembrava<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +servir di base ad un'altra. Finalmente trovaronsi +sopra un piccolo piano, ove i mulattieri sostarono. +La scena vasta e magnifica che si presentava +nella valle, eccitò l'ammirazione universale, ed +interessò perfino la signora Montoni. Emilia obliò +un momento i suoi mali nell'immensità della natura. +Al di là d'un anfiteatro di montagne, le cui masse +parevano numerose quanto le onde del mare, e le +cui falde erano coperte di folti boschi, scuoprivansi +le campagne d'Italia dove i fiumi, le città, gli oliveti, +le vigne e tutta la prosperità della coltura +si mischiavano in una ricca confusione. L'Adriatico +circoscriveva l'orizzonte. Il Po e la Brenta, dopo +aver fecondato tutta l'estensione del bel paese, venivano +a scaricarvi le loro fertili acque. Emilia contemplò +a lungo lo splendore di quei luoghi deliziosi +che abbandonava, e la cui magnificenza sembrava +non ispiegarsi davanti a lei se non per cagionarle +maggior rincrescimento. Per lei, il mondo +intero non conteneva che Valancourt, il di lei cuore +dirigevasi a lui solo, e per lui solo versava tante +lacrime.</p> + +<p>Da quel punto di vista sublime i viaggiatori continuarono +a salire penetrando in una gola angusta +che mostrava soltanto minacciose rupi sospese sulla +strada. Nessun vestigio umano, verun segno di vegetazione +compariva colà. Questa gola conduceva +nel cuore degli Appennini. Si allargò finalmente, +scoprendo una catena di monti sterilissimi, attraverso +i quali bisognò viaggiare per più ore.</p> + +<p>Verso sera, la strada svoltò in una valle più profonda, +circondata quasi tutta da scoscese montagne. +Il sole tramontava allora dietro lo stesso monte che +scendevano i viaggiatori, prolungandone l'ombra +verso la valle; ma i suoi raggi orizzontali, traversando +qualche spaccatura, doravano le sommità dell'opposta +foresta, e scintillavano sulle alte torri ed +i comignoli d'un castello, i cui vasti bastioni estendevansi<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +lungo uno spaventoso precipizio. Lo splendore +di tanti oggetti bene illuminati veniva accresciuto +dal contrasto dell'ombre che avvolgevano già +la valle.</p> + +<p>« Ecco il castello di Udolfo, » disse Montoni, parlando +per la prima volta dopo parecchie ore.</p> + +<p>Emilia guardò il castello con una specie di terrore, +quando seppe ch'era quello di Montoni; sebbene +illuminato in quel momento dal sole all'occaso +la gotica magnificenza di quell'architettura, le antiche +mura di pietra bigia, ne formavano un oggetto +imponente e sinistro. La luce s'affievolì insensibilmente, +spargendo una tinta purpurea che si +estinse grado grado, e lasciò i monti, il castello e +tutti gli oggetti circonvicini in tetra oscurità.</p> + +<p>Isolato, vasto e massiccio, esso sembrava dominare +la contrada. Più la notte diveniva oscura, più +le sue alte torri parevano imponenti. L'estensione +e l'oscurità di quegli immensi boschi erano considerate +da Emilia come adatte soltanto a servir di +covile a masnadieri. Finalmente, le carrozze giunsero +alle porte del castello. La lunga oscillazione +della campana che fu suonata alla porta d'ingresso +aumentò il terrore di Emilia. Mentre si aspettava +l'arrivo di qualcuno che aprisse quelle imposte formidabili, +ella considerò il maestoso edifizio. Le tenebre +che l'avvolgevano non le permisero di discernerne +il recinto, le grosse mura, i bastioni merlati +e d'accorgersi che era vasto, antico e spaventoso. +La porta d'ingresso conduceva nei cortili, ed era +di proporzioni gigantesche. Due fortissime torri ne +difendevano il passaggio. Invece di stendardi si vedevano +svolazzare, su per le sconnesse pietre, erbe +lunghissime e piante salvatiche abbarbicate nelle +rovine, e che parevano crescere a stento in mezzo +alla desolazione che le circondava. Le torri erano +congiunte da una cortina munita di merli e casematte. +Dall'alto della vôlta cadeva una pesante saracinesca.<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +Da questa porta, le mura dei bastioni +comunicavano con altre torri sporgenti sul precipizio; +ma queste muraglie quasi rovinate mostravano +i guasti della guerra. Mentre Emilia osservava con +tanta attenzione, si udì aprire i grossi catenacci. Un +vecchio servitore comparve, e spinse le imposte per +<a name="tn86" id="tn86"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'lascir'">lasciar</ins> entrare il suo signore. Mentre le ruote giravano +con fracasso sotto quelle saracinesche impenetrabili, +Emilia si sentì mancare il cuore, credendo +entrare nella sua prigione. Il cupo cortile che traversarono +confermònne la lugubre idea; e la di lei +immaginazione, sempre attiva, le suggerì un terror +maggiore di quel che potesse giustificarlo la sua +ragione.</p> + +<p>Un'altra porta l'introdusse nel secondo cortile, +ancor più tristo del primo. Emilia ne giudicava alla +fioca luce del crepuscolo, vedendone le alte mura +tappezzate d'ellera e di musco, e le merlate torri +giganteggianti. L'idea di lunghi patimenti e d'un +assassinio le colpì l'immaginazione d'improvviso +orrore. Questo sentimento non diminuì allorchè entrò +in una sala gotica, immensa, tenebrosa. Una face +che brillava da lontano traverso una lunga fila +d'arcate serviva solo a renderne più sensibile l'oscurità.</p> + +<p>L'arrivo inaspettato di Montoni non aveva permesso +alcun preparativo per riceverlo. Il servo da +lui spedito partendo da Venezia, l'aveva preceduto +di pochi momenti, e questa circostanza scusava in +qualche modo lo stato di nudità e disordine del +castello.</p> + +<p>Il servo che venne a far lume, salutò il padrone +tacendo, e la di lui fisonomia non fu animata da +veruna apparenza di piacere. Montoni rispose al saluto +con leggiero moto della mano e passò. La moglie +lo seguiva, guardandosi intorno con una sorpresa +ed un malcontento, cui pareva temer di esprimere. +Emilia, vedendo l'immensa estensione di<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +quell'edificio, con timido stupore si avvicinò ad +una scala marmorea. Qui gli archi formavano una +vôlta altissima, dal centro della quale pendeva una +lampada a tre becchi, che il servitore si affrettò di +accendere. La ricchezza delle cornici, la grandezza +di una galleria che conduceva a molti appartamenti, +ed i vetri coloriti d'un finestrone gotico, furono, +gli oggetti che scuoprironsi successivamente.</p> + +<p>Dopo aver girato appiè della scala, e traversata +un'anticamera, entrarono in una vastissima sala. +L'intavolato di nero larice ne aumentava l'oscurità.</p> + +<p>« Portate altri lumi, » disse Montoni nell'entrare. +Il servo depose la lucerna ed uscì per ubbidire. La +padrona osservò che l'aria della sera era umida in +quel clima, e che avrebbe gradito un po' di fuoco: +Montoni ordinò di accenderne.</p> + +<p>Mentr'egli passeggiava pensieroso nella stanza, +la signora Montoni riposava silenziosa sopra un sofà, +aspettando il ritorno del servo. Emilia osservava +l'imponente singolarità e l'abbandono di quel luogo, +illuminato da una sola lucerna posta in faccia <a name="tn87" id="tn87"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ad'">al</ins> +grande specchio di Venezia, che rifletteva oscuratamente +la scena, e l'alta statura di Montoni, che +passava e ripassava colle braccia incrociate, e la +faccia ombreggiata dalle piume del suo largo cappello. +Il vecchio servitore tornò di lì a poco carico +d'un fascio di legna e seguito da altri due servi +con lumi.</p> + +<p>« Vostra eccellenza sia il benvenuto, » disse il +vecchio, dopo aver deposte le legna. « Questo castello +è stato lunga pezza deserto. Ci scuserete sapendo +che abbiamo avuto pochissimo tempo. Saranno +due anni il giorno di san Marco prossimo, +che vostra eccellenza non è venuta qui.</p> + +<p> — Precisamente, » disse Montoni, « tu hai buona +memoria, Carlo; come hai tu fatto dunque a vivere +sì lungamente?</p> + +<p> — Ah! signore, molto a stento. I venti freddi<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span> +che soffiano in questi luoghi nell'inverno, sono cattivi +per me. Aveva pensato più d'una volta di domandare +il permesso a vostra eccellenza di lasciarmi +abbandonare i monti per ritrarmi nella valle; ma +non so come sia, io non posso risolvermi ad abbandonare +queste vecchie mura dove ho vissuto per +tanti anni.</p> + +<p> — Bene, » disse Montoni; « cosa facesti tu in +questo castello dopo la mia partenza?</p> + +<p> — Press'a poco come secondo il solito; ma tutto +rovina qui: c'è la torre di settentrione che ha bisogno +di esser risarcita; molte fortificazioni sono in +cattivo stato; una parte del tetto della sala grande +è crollato, e poco mancò non cadesse sulla testa +della mia povera moglie (Dio l'abbia in pace). Tutti +i venti vi s'inabissavano l'inverno scorso. Noi fummo +quasi per morir di freddo.</p> + +<p> — Ci sono altre riparazioni da fare? » disse +Montoni con impazienza.</p> + +<p> — Oh! sì, eccellenza. Il bastione è rovinato in +tre luoghi. Le scale della galleria a tramontana sono +piene di tante macerie, ch'è pericoloso passarvi. Il +corridoio che mette alla camera di quercia, è nel +medesimo stato. Una sera mi ci avventurai; e...</p> + +<p> — Basta basta, » disse Montoni vivamente; « ne +discorreremo domattina. »</p> + +<p>Il fuoco era già acceso. Carlo spazzò il camino, +dispose le sedie, spolverò una tavola di marmo vicina +e uscì.</p> + +<p>I nostri personaggi s'accostarono al fuoco. La +Montoni tentò appiccar discorso, ma le brusche risposte +del marito ne la distolsero. Emilia procurò +di farsi animo, e con voce tremante disse: « Poss'io +domandarvi, o signore, il motivo di questa improvvisa +partenza? » Dopo una lunga pausa ebbe bastante +coraggio per reiterare la domanda.</p> + +<p>« Non mi garba rispondere alle interrogazioni, » +disse Montoni, « come a voi non conviene di farmene.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span> +Il tempo spiegherà tutto. Desidero adesso +non essere importunato più a lungo. Vi consiglio +ad adottare una condotta più ragionevole. Tutte +queste idee di pretesa sensibilità non sono, a dirla +schietta, che debolezze. »</p> + +<p>Emilia si alzò per andarsene. « Buona notte, » +diss'ella alla zia, nascondendo con difficoltà la sua +emozione.</p> + +<p> — Buona notte, mia cara, » rispose questa con +accento di bontà straordinaria in lei. La tenerezza +inaspettata fece piangere la fanciulla, che, salutato +Montoni, s'avviò. « Ma voi non sapete dove sia la +vostra camera? » soggiunse la zia. Montoni chiamò +il servo che attendeva nell'anticamera, e gli ordinò +di far venire la cameriera di sua moglie, la quale +arrivò poco dopo e seguì Emilia.</p> + +<p>« Sai tu dove sia la mia camera? » diss'ella ad +Annetta nel traversar la sala.</p> + +<p> — Credo saperlo, signorina, ma è una stanza +molto stravagante; è situata sul bastione meridionale, +e ci si va dallo scalone: la camera della signora +è all'altra estremità del castello. »</p> + +<p>Emilia salì la scala ed entrò nel corridoio. Percorrendolo, +Annetta ripigliò il chiaccherio.</p> + +<p>« È un luogo solitario e tristo questo castello; +io tremo tutta nel pensare che devo soggiornarvi. +Oh! quante volte mi son pentita di avere abbandonata +la Francia! non mi sarei mai aspettata, +quando seguii la signora per girare il mondo, di +essere imprigionata in un luogo simile. Oh! non +sarei venuta via dal mio paese, quand'anco m'avessero +coperta d'oro.</p> + +<p> — Da questa parte, signorina, voltate a sinistra. +In verità, son quasi tentata di credere ai giganti. +Questo castello sembra fatto espressamente per loro. +Una notte o l'altra vedremo qualche folletto; ne +devono comparire in quella gran sala, la quale, +ne' suoi pesanti pilastri, somiglia più ad una chiesa, +che ad altro.<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p> + +<p> — Sì, » disse Emilia sorridendo, lieta di sottrarsi +a più serii pensieri, « se noi venissimo qui a mezzanotte +e guardassimo nel vestibolo, lo vedremmo +per certo illuminato da più di mille lampade. Tutti +gli spiriti ballerebbero in giro al suon di deliziosa +musica; e' soglion sempre tener lor congreghe in +luoghi consimili. Temo, Annetta, tu non abbia bastante +coraggio per <a name="tn90" id="tn90"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'assistare'">assistere</ins> a sì bello spettacolo. +Se tu parlassi, tutto svanirebbe all'istante.</p> + +<p> — Epperciò credo che se abiterò qui un pezzo +diverrò un'ombra anch'io.</p> + +<p> — Spero che non confiderai i tuoi timori al signor +Montoni; gli spiacerebbero assaissimo.</p> + +<p> — Come! voi dunque sapete tutto, signorina? +Oh! no, no. So ben io cosa devo fare, e se il padrone +può dormire in pace, certo tutti qui possono +fare altrettanto... Per quest'andito, signorina; esso +conduce ad una scaletta. Oh! se vedo qualcosa, +cado svenuta sicuramente.</p> + +<p> — Non è possibile, » disse Emilia sorridendo, e +svoltando l'andito che metteva in un'altra galleria. +Annetta si avvide allora d'avere sbagliata strada, e +si smarrì sempre più attraverso altri corridoi: spaventata +infine dai loro giri e dalla solitudine loro, +gridò chiedendo soccorso; ma i servi erano dalla +parte opposta del castello, e non potevano udirla. +Emilia aprì la porta d'una camera a sinistra. La +cameriera sclamò:</p> + +<p>« Non entrate là dentro, signora, ci perderemmo +ancor più.</p> + +<p> — Porta il lume: troveremo la strada traverso +tutte queste stanze. »</p> + +<p>Annetta stava alla porta titubando; essa tendeva +il lume per lasciar vedere la camera, ma i suoi +raggi non vi penetravano a metà. « Perchè non +entri? » disse Emilia; « lasciami vedere per dove +si va per di qui. »</p> + +<p>L'altra si avanzò con ripugnanza. La camera dava<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +adito ad una fuga di stanze antiche e spaziose. I +mobili che le adornavano erano antichi quanto le +muraglie, e conservavano un'apparenza di grandezza, +sebbene logorati dal tempo e dalla polvere.</p> + +<p>« Come fa freddo qui, » disse Annetta; « a quanto +si dice, non vi ha abitato nessuno da molti secoli. +Andiamo via.</p> + +<p> — Da questa parte potremo forse arrivare allo +scalone, » rispose Emilia, e andando sempre avanti, +si trovarono in una sala guarnita di quadri; prese +il lume per esaminare quello d'un soldato a cavallo +sul campo di battaglia. Egli puntava la spada +sopra un uomo disteso ai piedi del suo destriero, +e che sembrava chiederli mercè. Il soldato, colla +visiera alzata, lo guardava con l'aria della vendetta.</p> + +<p>Quest'espressione e tutto il complesso sorpresero +Emilia per la sua somiglianza con Montoni; +fremè e volse altrove lo sguardo. Passando col +lume accanto agli altri quadri, ne vide uno coperto +da un velo nero; questa singolarità la colpì; fermossi +coll'intenzione di alzare il velo e considerare +ciò che v'era nascosto con tanta cura; pure +esitò. « Madonna! » gridò Annetta; che vuol dir +mai questo? È sicuramente la pittura, il quadro +di cui si parlava a Venezia.</p> + +<p> — Che pittura? » disse Emilia. « Che quadro?</p> + +<p> — Un quadro, » rispose Annetta, tremante e +pallida. « Non ho mai potuto sapere ciò che fosse.</p> + +<p> — Alza quel velo, Annetta.</p> + +<p> — Chi? io, signorina, io? No, per tutto l'oro +del mondo.</p> + +<p> — Ma che cosa hai saputo su questo quadro, +che ti spaventa tanto?</p> + +<p> — Nulla, signorina, non mi è stato detto nulla. +Andiamo via.</p> + +<p> — Sicuro, ma prima voglio vedere il quadro; +piglia il lume, Annetta, alzerò io il velo. »<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span></p> + +<p>La cameriera prese il lume e fuggì precipitosamente, +senza volere ascoltare Emilia, la quale, non +volendo restar al buio, fu obbligata a seguirla.</p> + +<p>« Ma che cos'hai, Annetta? Cosa ti fu detto di +quel quadro, che scappi quando ti prego di restare?</p> + +<p> — Non ne so il motivo, e non m'han detto nulla. +Tutto quel che so, è che ci fu qualcosa di spaventoso +a tal proposito; che in seguito fu sempre tenuto +coperto d'un velo nero, e che nessuno lo ha +veduto da molto tempo. Si dice che ciò abbia qualche +rapporto colla persona che possedeva il castello +prima che appartenesse al padrone; e...</p> + +<p> — Benissimo, Annetta, mi accorgo che infatti tu +non sai nulla del quadro.</p> + +<p> — No, nulla in verità, signorina; perchè mi hanno +fatto promettere di non parlarne mai. Ma...</p> + +<p> — In tal caso, » soggiunse Emilia, vedendola +combattuta dalla volontà di rivelare un segreto, e +dal timore delle conseguenze, « in tal caso, non voglio +saperne di più.</p> + +<p> — No, signorina; non me lo domandate.</p> + +<p> — Tu diresti tutto. »</p> + +<p>Annetta arrossì, Emilia sorrise; finirono di traversare +quelle stanze, e si trovarono finalmente in +cima allo scalone. La cameriera vi lasciò la padroncina +per chiamare una serva del castello, e farsi +condurre alla camera inutilmente cercata.</p> + +<p>Intanto Emilia pensava al quadro. La curiosità la +spingea a tornar indietro per esaminarlo; ma l'ora, +il luogo, il cupo silenzio che regnava intorno, tutto +ne la distolse. Pure risolse di tornar col nuovo +giorno al misterioso quadro e sollevarne il velo.</p> + +<p>La serva comparve alfine, e condusse Emilia nella +sua camera, situata all'estremità del castello ed in +fondo al corridoio, sul quale s'apriva appunto la +fila di stanze che avevano traversate. L'aspetto deserto +di quella camera fece desiderare alla fanciulla<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span> +che Annetta non partisse subito. Il freddo umido +che vi si sentiva la gelava quanto il timore; pregò +Caterina, la serva del castello, di accenderle un po' +di fuoco.</p> + +<p>« Oh! signorina, son molti anni che non venne +acceso fuoco in questa camera, » disse la fantesca.</p> + +<p> — Non c'era bisogno di dircelo, buona donna, » +soggiunse Annetta; « tutte le stanze di questo castello +son fresche come i pozzi in tempo di estate: +stupisco che voi possiate vivere in un luogo simile. +Per me, vorrei essere a Venezia, o piuttosto in +Francia. »</p> + +<p>Emilia fe' cenno a Caterina di andare a prender +le legna.</p> + +<p>« Non capisco, » disse la cameriera, « perchè +questa si chiami la camera doppia. »</p> + +<p>La padroncina intanto l'osservava in silenzio, e +la trovava alta e spaziosa come tutte le altre già +vedute. Le pareti erano intavolate di larice; il letto +e gli altri mobili pareano antichissimi, ed avevano +quell'aria di tetra grandezza che si osservava in +tutto l'edificio. Essa aprì un finestrone; ma l'oscurità +non le permise di nulla distinguere.</p> + +<p>In presenza di Annetta, Emilia procurava di contenersi +e trattener le lacrime. Desiderava ansiosamente +di sapere quando si aspettava al castello il +conte Morano; ma temeva di fare un'interrogazione +inutile, e divulgare interessi di famiglia in presenza +della servitù. Intanto, i pensieri d'Annetta +occupavansi di oggetti ben diversi: essa amava molto +il maraviglioso; aveva udito parlare d'una circostanza +relativa al castello, che solleticava molto la +di lei curiosità. Le avevano raccomandato il segreto +e la sua smania di parlare era così violenta, che ad +ogni istante stava per dir tutto. Era circostanza sì +strana! Il non poter parlarne era un castigo forte +per lei; ma Montoni poteva imporgliene de' più severi +ed essa temeva di provocarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p> + +<p>Caterina portò le legna, e la fiamma sfavillante +fugò alquanto la nebbia lugubre della stanza; la +fante disse ad Annetta che la padrona la cercava: +Emilia restò sola in preda alle sue tristi riflessioni. +Per sottrarvisi, si alzò a considerare meglio la camera +ed i mobili. Vide una porta chiusa poco esattamente; +ma accorgendosi non esser quella ond'era +entrata, prese il lume per sapere ove conduceva. +L'aprì, e scorse i gradini d'una scaletta segreta. +Volle vedere dove mettesse, tanto più che comunicava +colla camera; ma nello stato attuale del suo +spirito le mancò il coraggio per andar più oltre. +Chiuse la porta, e cercò d'affrancarla, avendo osservato +che dalla parte interna non aveva chiavistello, +mentre di fuori ve n'erano fin due. Appoggiandovi +una sedia pesante, rimediò in parte al pericolo; +ma paventava molto d'esser costretta a dormire +in quella camera isolata, sola e con una porta +della quale non conosceva la riuscita. Voleva quasi +andar a pregar la signora Montoni acciò permettesse +ad Annetta di passar la notte con lei, ma rigettò +quest'idea, persuasa che i di lei timori sarebbero +stati chiamati puerili, e per non iscuoter anche di +troppo la fantasia già alterata della giovine. Queste +affliggenti riflessioni furono interrotte dal rumore +di passi nel corridoio: era Annetta ed un +servo che le portavano la cena da parte della zia. +Si mise a tavola vicino al fuoco, ed obbligò la cameriera +a mangiar seco lei. Incoraggita da tale condiscendenza, +e dallo splendore e calore del fuoco, la +buona ragazza accostò la sedia a quella d'Emilia, e +le disse:</p> + +<p>« Avete mai udito parlare, signorina, dello strano +caso che ha messo il padrone in possesso di questo +castello?</p> + +<p> — Quale maravigliosa storia ti fu mai detta? » +rispose Emilia, cercando nascondere la viva curiosità +che la tormentava.<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p> + +<p> — Io so tutto, » soggiunse Annetta guardandosi +intorno, ed accostandosele sempre più; « Benedetto +mi ha raccontato tutto per viaggio. — Annetta, mi +diss'egli, voi non sapete nulla di quel castello ove noi +andiamo? — No, gli risposi, signor Benedetto; e +voi che ne sapete? — Ma mi lusingo che saprete +custodire un segreto, altrimenti non vi direi nulla +per tutto l'oro del mondo. — Ho promesso di non +parlarne, e si assicura che al padrone spiacerebbe +molto che se ne ciarlasse.</p> + +<p> — Se hai promesso il segreto, » disse Emilia, +« fai male a rivelarlo. »</p> + +<p>Annetta tacque alcun poco, poi soggiunse: « Oh! +ma per voi, signorina, so bene che vi posso confidar +tutto. »</p> + +<p>Emilia si mise a ridere, dicendo: « Io tacerò fedelmente +quanto te. »</p> + +<p>Annetta replicò con gravità, ch'era cosa indispensabile, +e continuò: « Voi dovete sapere che questo +castello è molto antico e ben fortificato; si dice +che abbia già sostenuto diversi assedi, e non appartenne +sempre al signor Montoni, nè a suo padre; +ma per una disposizione qualsiasi, egli doveva entrarne +al possesso, se la signora moriva senza maritarsi.</p> + +<p> — Qual signora? » disse Emilia.</p> + +<p> — Adagio, » soggiunse Annetta; « è la signora +di cui verrò a parlarvi. Essa abitava nel castello, +ed aveva, come potete immaginarvelo, un gran treno. +Il padrone veniva spesso a visitarla; se ne innamorò +e le offrì di sposarla; erano parenti alla lontana, +ma ciò non importava. La signora amava un altro, +e non volle saperne di lui, per cui dicono montasse +sulle furie; e voi ben sapete qual uomo sia quando +è in collera. Forse lo vide ella in uno di questi +trasporti, e lo rifiutò. Ma, come vi diceva, essa parea +trista, infelice, e ciò per molto tempo. O Dio! +Che rumore è questo? Non sentite, signorina?<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p> + +<p> — È il vento, » disse Emilia; « prosiegui il tuo +racconto.</p> + +<p> — Come vi diceva, essa era afflitta ed infelice, +passeggiava sola sul terrazzo, sotto le finestre, e là +piangeva amaramente... Tutto ciò l'ho inteso dire a +Venezia; ma ciò che segue, lo seppi oggi soltanto: +il caso è accaduto molti anni addietro, allorchè il +signor Montoni era ancor giovine; la dama si chiamava +la signora Laurentini; era bellissima, ma andava +spesso in collera, al par del padrone. Accortosi +questi ch'essa non voleva dargli retta, che fa? +lascia il castello, e non ci torna più; ma ciò poco +le importava, poichè era infelice anche lui assente. +Una sera finalmente, » soggiunse la ragazza sbassando +la voce, e guardando intorno inquieta, « per +quanto si dice, verso la fine dell'anno, cioè alla metà +di settembre, o ai primi di ottobre, a quanto suppongo, +o fors'anco alla metà di novembre... poco +importa, è sempre verso la fine dell'anno: ma non +posso precisare il momento, perchè non me lo dissero +neppur essi. In somma, verso la fine dell'anno, +questa signora andò a passeggiare fuori del castello +nel bosco vicino, come faceva di solito. Essa era +sola, colla sua cameriera: faceva freddo; ed il vento, +spazzando via le foglie, soffiava tristamente attraverso +quei grossi castagni che abbiamo passati ieri: Benedetto +mi mostrava gli alberi mentre raccontava. +Il vento era dunque molto freddo, e la cameriera la +pregava di tornare indietro, ma non volle acconsentirvi, +chè passeggiava volentieri pei boschi in +qualunque stagione, la sera in ispecie; e se le foglie +secche cadevano intorno a lei, ne avea maggior piacere. +Ebbene! fu veduta scendere verso il bosco; +venne la sera, ed essa non comparve. Suonarono le +dieci, le undici, mezzanotte, e non si vide tornare; +i domestici, pensando che le fosse occorsa qualche +disgrazia, ne andarono in traccia; cercarono tutta +la notte, ma non la trovarono, e non poterono averne<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +nessun indizio. Da quel giorno non ne hanno più +saputo nulla.</p> + +<p> — È proprio vero? » disse Emilia sorpresa.</p> + +<p> — Verissimo, signora, » rispose Annetta inorridita; +« pur troppo è vero. Ma si dice, » soggiunse +ella sottovoce, « che da qualche tempo la signora +Laurentini fu vista più volte di notte nel bosco e +nei contorni del castello; alcuni de' vecchi servitori, +che restarono qui dopo il tristo caso, assicurano +d'averla veduta. Il vecchio fattore potrebbe raccontare +cose assai strane, a quanto si dice.</p> + +<p> — Qual contraddizione! » soggiunse Emilia; « tu +dici che non si era più udito parlare di lei, e poi +asserisci che fu veduta.</p> + +<p> — Tutto questo mi fu detto colla massima segretezza, » +continuò Annetta senza badare all'osservazione; +« son certa che non vorrete farci torto a +Benedetto ed a me di parlare di questo fatto.</p> + +<p> — Non temere della mia indiscrezione, » rispose +Emilia; « ma permettimi ch'io ti consigli d'essere +un po' più prudente, e non isvelare ad alcuno quel +che hai detto a me. Il signor Montoni, come tu dici, +potrebbe benissimo andare in collera, se ne sentisse +parlare. Ma, quali ricerche furono fatte a proposito +di questa infelice?</p> + +<p> — Oh! infinite, perchè il padrone aveva diritti +sul castello, essendo parente più prossimo della signora +Laurentini; e si dice che i giudici, i senatori, +od altri, dichiararono ch'egli non potesse entrarne +in possesso, se non dopo molti anni, e che se dopo +questo lasso di tempo la dama non si fosse trovata, +allora il castello gli sarebbe appartenuto come se +fosse morta. Ma il fatto si propalò, e si sparsero +tante e tante voci strane in proposito, che non ardisco +neppure menzionarvele...</p> + +<p> — È strano, » disse Emilia; « ma allorchè la +signora Laurentini è di poi ricomparsa nel castello, +non le ha parlato nessuno?<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p> + +<p> — Parlato! parlarle! » sclamò Annetta con ispavento. +« No, no, e poi no, statene sicura.</p> + +<p> — E perchè no? » disse Emilia, bramando sapere +qualcosa di più.</p> + +<p> — Madonna santa! Parlare con uno spirito!</p> + +<p> — Ma quali ragioni vi sono per credere che fosse +uno spirito, se nessuno se le è avvicinato, e se nessuno +le ha parlato?</p> + +<p> — Oh! signorina, questo non posso dirvelo. Come +potete voi farmi domande così stravaganti? Ma nessuno +l'ha veduta andare e venire nel castello. Ora +la vedevano in un sito, e poco dopo era in un altro. +Essa non parlava, e se fosse stata viva, cosa avrebbe +fatto in questo castello senza parlare? vi sono +perfino parecchi luoghi dove nessuno si è arrischiato +più di andare, e sempre per lo stesso motivo.</p> + +<p> — Perchè essa non parlava? » disse Emilia sforzandosi +di ridere, malgrado la paura che cominciava +ad impossessarsi di lei.</p> + +<p> — No, » rispose Annetta indispettita; « ma perchè +ci si vedeva qualche cosa. Si dice pure esservi +un'antica cappella nella parte occidentale del castello, +ove talvolta, a mezzanotte, si sentono gemiti. +Io fremo solo a pensarvi! colà si sono vedute cose +molto straordinarie.</p> + +<p> — Finiscila una volta con queste favole.</p> + +<p> — Favole! signorina, io posso dirvi in proposito +una storia che mi raccontò Caterina. Era una fredda +sera d'inverno, e Caterina stava seduta nel salotto +col vecchio Carlo e sua moglie. Carlo desiderò di +mangiar fichi, ed incaricò la serva d'andarne a cercare +alla dispensa, ch'era in fondo della galleria +settentrionale. Caterina prese la lampada... Zitto, signora, +odo fracasso!... »</p> + +<p>Emilia, in cui allora Annetta avea fatto passar la +sua paura, ascoltò attenta; ma non udì nulla. La +cameriera continuò: « Caterina andò alla galleria... +è quella che abbiam traversata prima di venir qui.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +Essa andava colla lampada in mano senza paura alcuna... +Ancora! » sclamò d'improvviso; « ho sentito +ancora: or non m'inganno.</p> + +<p> — Zitto! » disse Emilia tutta tremante. Ascoltarono, +e rimasero immobili. Fu udito un colpo +battuto nel muro. Annetta gettò un alto grido, la +porta si aprì con lentezza, e videro entrar Caterina, +che veniva per dire alla cameriera che la sua padrona +la cercava. Annetta ridendo e piangendo, +rimproverò Caterina di averle fatto tanta paura: +temeva avesse udito ciò ch'ella aveva detto. Emilia, +profondamente colpita dalla circostanza principale +del racconto di Annetta, non avrebbe voluto restar +sola nella situazione attuale; ma, per evitare +i sarcasmi della signora Montoni, e non tradire la +propria debolezza, lottò contro l'illusioni della paura, +e congedò Annetta per tutta la notte.</p> + +<p>Quando fu sola, pensò alla strana storia della +signora Laurentini, e poi alla situazione in cui trovavasi +ella stessa in quel terribile castello, in mezzo +a deserti e montagne, in paese straniero, sotto il +dominio d'un uomo che pochi mesi prima non conosceva, +e di cui considerava il carattere con un +orrore giustificato dal terror generale ch'egli ispirava. +Allora, ricordando i timori profetici di Valancourt, +il cuore di lei stringeasi dolorosamente, +abbandonandosi a vani rammarici.</p> + +<p>Il vento, fischiando con forza di fuori pel corridoio, +accresceva la di lei malinconia. Emilia restava +fissa davanti alle fredde ceneri dello spento +focolare, quando un'impetuosa raffica penetrando +con ispaventevol fracasso per quegli anditi, scosse +porte e finestre, e spaventolla tanto più che spostò, +nella scossa, la sedia ond'ell'erasi servita per +affrancare l'uscio della scaletta, che si socchiuse. +Gelata dal terrore, stette immobile, si fe' quindi +coraggio, e corse ad assicurarlo alla meglio; quindi +coricossi lasciando il lume sulla tavola; ma quella<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +luce tetra raddoppiò la sua paura. Al tremolio degli +incerti raggi le pareva sempre di vedere ombre +moversi nel fondo tenebroso della camera, ed affacciarsi +per fino alle cortine del letto. L'orologio del +castello suonò un'ora prima ch'ella potesse addormentarsi.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XX" id="CAPITOLO_XX"></a>CAPITOLO XX</h2> + +<p>La luce del giorno fugò i vapori della superstizione, +ma non quelli della paura. Si alzò, e per +distrarsi delle importune idee, cercò occuparsi degli +oggetti esterni. Contemplò dalla finestra le selvagge +grandezze che le s'offrivano; i monti accatastati l'un +sull'altro, non lasciavan vedere che anguste valli +ombreggiate da folte selve. I vasti bastioni, gli +edifizi diversi del castello, stendevansi lungo uno +scosceso scoglio appiè del quale rumoreggiava un +torrente precipitandosi sotto annosi abeti in profondo +burrone. Una lieve nebbia occupava le lontane +fondure, e svanendo gradatamente ai raggi del +sole, scopriva gli alberi, le coste, gli armenti ed i +pastori.</p> + +<p>Osservando queste ammirabili vedute, Emilia si +trovò alquanto sollevata.</p> + +<p>L'aria fresca del mattino contribuì non poco a +rianimarla. Innalzò i pensieri al cielo, chè sentivasi +ognor più tranquilla allorchè gustava le sublimità +della natura. Quando si ritrasse dalla finestra, girò +gli occhi verso la porta da lei assicurata con tanta +cura la notte precedente. Era decisa di esaminarne +la riuscita, quando, nell'avvicinarsi per levar la +sedia, si avvide ch'essa n'era già stata alquanto +scostata. È impossibile descrivere la di lei sorpresa +nel trovar poscia la porta chiusa. Rimase attonita +come se avesse veduto uno spettro. La porta del +corridoio era chiusa come l'aveva lasciata; ma l'altra, +che non si poteva chiudere se non dal di fuori,<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +eralo stata necessariamente nel corso della notte. +Si spaventò all'idea di dover dormir ancora in una +camera nella quale era sì facile penetrare, e così +lontana da qualunque soccorso: si decise pertanto +di dirlo alla signora Montoni, e domandarle il cambiamento +della camera.</p> + +<p>Dopo qualche difficoltà le riuscì di ritrovare la +sala della sera precedente, ove stava già preparata +la colazione. Sua zia era sola, Montoni essendo andato +a visitare i contorni del castello, per esaminar +lo stato delle fortificazioni in compagnia di Carlo. +Emilia notò che la zia aveva pianto, e il suo cuore +s'intenerì per lei con un sentimento che si manifestò +più nelle sue maniere che nelle parole. Si +fece coraggio non ostante, e profittando dell'assenza +di Montoni, chiese un'altra camera, ed informossi +del motivo di quel viaggio. Sul primo articolo, la +zia la rimandò a Montoni, ricusando di mescolarsene; +e sul secondo, protestò la più assoluta ignoranza. +Parlarono quindi del castello e del paese che +lo circondava; e la zia non potè resistere al piacere +di motteggiare la buona Emilia sul di lei gusto +per le bellezze della natura. Questi discorsi +furono interrotti dall'arrivo di Montoni, il quale si +mise a tavola senza mostra di avvedersi che vi +fosse qualcuno vicino a lui.</p> + +<p>Emilia, che l'osservava tacendo, vide nella sua +fisonomia un'espressione più tetra e severa del +solito. — Oh! se io potessi indovinare, — diss'ella +tra sè, — i pensieri ed i progetti di quella testa, +non sarei condannata a questo crudele stato d'incertezza! — Avanti +la fine della colazione, passata +nel silenzio, Emilia arrischiò la domanda del cambiamento +della camera, allegando i motivi che ve +la inducevano.</p> + +<p>« Non ho tempo di occuparmi di queste inezie, » +disse Montoni; « quella è la camera che vi fu destinata, +e dovete contentarvene. Non è presumibile<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +che nessuno siasi preso l'incomodo di salire una +scala per chiudere una porta; se non lo era quando +entraste, è probabilissimo che il vento abbia sospinto +un chiavistello. Ma io non so perchè dovrei +occuparmi d'una circostanza così frivola. »</p> + +<p>Questa risposta non soddisfece punto Emilia, la +quale avea notato come i chiavistelli fossero rugginosi, +e per conseguenza non tanto facili a moversi. +Non fe' noto questa sua osservazione, ma rinnovò +la domanda.</p> + +<p>« Se volete essere schiava di simili paure, » +disse Montoni severamente, « astenetevi almeno dal +molestare gli altri. Sappiate vincere tutte queste +frivolezze, ed occupatevi nel fortificare il vostro spirito. +Non avvi esistenza più spregevole di quella +avvelenata dalla paura. » Sì dicendo, egli guardava +fisso la moglie, la quale arrossì, e non proferì parola. +Emilia, sconcertata ed offesa, trovava allora +i suoi timori troppo giusti per meritare que' sarcasmi; +ma vedendo che qualunque osservazione in +proposito sarebbe inutile affatto, mutò discorso.</p> + +<p>Carlo entrò di lì a poco portando frutti. « Vostra +eccellenza dev'essere stanca di quella lunga +passeggiata, » diss'egli mettendo le frutta sulla tavola; +« ma dopo la colazione ci resta da vedere +assai più: c'è un posto, nella strada sotterranea, +che conduce a... »</p> + +<p>Montoni aggrottò le ciglia e gli accennò di ritirarsi. +Carlo troncò il discorso e chinò gli occhi; +poi, avvicinandosi alla tavola, soggiunse: « Mi son +presa la libertà, eccellenza, di portare alcune ciliege +per le mie padrone: degnatevi gustarle, » diss'egli +presentando il paniere alle donne; « sono buonissime; +le ho colte io stesso; vedete, sono grosse come +susine.</p> + +<p> — Andiamo, andiamo, » disse Montoni impazientito, +« basta così. Uscite ed aspettatemi, poichè +avrò bisogno di voi. » Quando i due coniugi si furono<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +ritirati, Emilia cercò distrarsi esaminando il +castello. Aprì una gran porta e passò sui bastioni, +contornati per tre lati da precipizii. L'ampiezza di +essi ed il paese svariato cui dominavano eccitarono +la di lei ammirazione. Percorrendoli, sostava ella +sovente a contemplare la gotica magnificenza d'Udolfo, +la sua orgogliosa irregolarità, le alte torri, le +fortificazioni, le anguste finestrelle, le numerose feritoie +delle torrette. Affacciatasi al parapetto, misurò +coll'occhio la voragine spaventosa del sottoposto +precipizio, di cui le nere cime delle selve celavano +ancora la profondità. Dovunque volgea gli sguardi, +non vedeva che picchi erti, tetri abeti e gole anguste, +che internavansi negli Appennini, e sparivano +alla vista tra quelle inaccessibili regioni. Stava così +intenta quando vide Montoni accompagnato da due +uomini che si arrampicavano per un sentiero praticato +nel vivo sasso. Egli si fermò sopra un poggio +considerando il bastione, e voltandosi alla scorta, +si esprimeva con aria e gesti molto energici. Emilia +conobbe che un di coloro era Carlo, e che solo all'altro, +vestito da contadino, dirigevansi gli ordini +di Montoni. Si ritirò dal muro al repentino fracasso +d'alcune carrozze ed al tintinnar della campana +d'ingresso, e le venne subito l'idea che fosse giunto +il conte Morano. Tornò celeramente alla propria +stanza, agitata da mille paure; corse alla finestra, e +vide sul bastione Montoni che passeggiava con +Cavignì: parevano intertenersi in animatissimo colloquio.</p> + +<p>Mentre stava agitata e perplessa, udì camminare +nel corridoio, ed Annetta entrò.</p> + +<p>« Ah! signorina, » diss'ella, « è arrivato il signor +Cavignì: son contentissima di veder finalmente +una faccia cristiana in questo luogo. Egli è così +buono, m'ha sempre dimostrato tanto interesse.... +C'è pure il signor Verrezzi, ed un altro che voi +non indovinereste mai.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p> + +<p> — Il conte Morano forse, suppongo... » E cedendo +all'emozione, cadde quasi svenuta sulla +sedia.</p> + +<p> — Il conte? Ma chi ve lo dice? No, signorina, +egli non è qui, fatevi coraggio.</p> + +<p> — Ne sei tu ben sicura?</p> + +<p> — Sia lodato Iddio, » soggiunse Annetta, « che +vi siete riavuta presto. In verità, vi credeva moribonda.</p> + +<p>--Ma sei proprio sicura che il conte non c'è?</p> + +<p> — Oh! sicurissima. Io guardava da un finestrino +nella torretta di settentrione, quando sono arrivate +le carrozze: non mi aspettava certo una vista tanto +cara in questa spaventosa cittadella. Ma ora vi sono +padroni, servitori, e si vede un po' di moto. Noi +staremo allegri: andremo a ballare e cantare nel +salotto, ch'è lontano dall'appartamento del padrone. +Ma, a proposito, Lodovico è venuto con loro. Vi +dovete ricordare di Lodovico, signora Emilia: quel +bel giovane che governava la gondola del cavaliere +nell'ultima regata, e guadagnò il premio! Quello +che cantava poesie così belle, sempre sotto la mia +finestra, al chiaro della luna, a Venezia! Oh! come +l'ascoltava io!</p> + +<p> — Temo che que' versi non ti abbiano guadagnato +il cuore, Annetta mia. Ma se è così, ricordati +di non lasciarglielo capire. Adesso sono riavuta, e +puoi lasciarmi.</p> + +<p> — Mi scordava di domandarvi in qual maniera +avete potuto riposare in questa antica e spaventosa +camera la notte scorsa.</p> + +<p> — Come secondo il solito.</p> + +<p> — Non avete dunque inteso alcun rumore?</p> + +<p> — No.</p> + +<p> — Nè veduto nulla?</p> + +<p> — Niente affatto.</p> + +<p> — È sorprendente.</p> + +<p> — Ma dimmi, per qual motivo mi fai tu queste +interrogazioni?<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p> + +<p> — Oh! signorina, non ve lo direi per tutto l'oro +del mondo, nè molto meno quel che mi fu raccontato +di questa camera... Vi spaventereste troppo.</p> + +<p> — Se è così, tu mi hai già spaventata. Potrai +dunque dirmi tutto quel che ne sai senza aggravarti +la coscienza.</p> + +<p> — Dio Signore! si dice che compariscano spiriti +in questa camera, e da un bel pezzo.</p> + +<p> — Se è vero, gli è uno spirito che sa chiudere +molto bene i chiavistelli, » disse Emilia sforzandosi +di ridere, malgrado la sua paura. « Ieri sera +lasciai quella porta aperta, e stamane l'ho trovata +chiusa. »</p> + +<p>Annetta impallidì, e tacque.</p> + +<p>« Hai tu inteso dire che qualche servitore abbia +chiusa questa porta stamattina prima ch'io mi alzassi?</p> + +<p> — No, signora Emilia, vi giuro che non lo so, +ma andrò a domandarlo, » disse Annetta correndo +alla porta del corridoio.</p> + +<p> — Fermati, Annetta, ho altre domande da farti. +Dimmi quel che sai di questa camera e della scaletta +segreta.</p> + +<p> — Vado subito a domandarlo, signorina; eppoi +son persuasa che la padrona avrà bisogno di me, +e non posso più restare. » Ed uscì ratta, senza +aspettare risposta. Emilia, sollevata dalla certezza +che Morano non era arrivato, non potè astenersi di +ridere del repentino terrore superstizioso di Annetta, +benchè anch'ella se ne risentisse talfiata.</p> + +<p>Montoni aveva negato ad Emilia un'altra camera, +ed ella si decise a sopportar rassegnata il male che +non poteva evitare. Procurò di rendere la sua abitazione +più comoda che potè; situò su d'un grand'armadio +la sua piccola biblioteca, delizia dei +giorni felici, e consolazione nella sua malinconia, +preparò le matite, avendo deciso di disegnare il +sublime punto di vista che scorgevasi dalla finestra;<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +ma rammentandosi quante volte avesse intrapreso +anche altrove una distrazione di quel genere, e +quante ne fosse stata impedita da nuove imprevedute +disgrazie, titubò ad accingersi al lavoro, turbata +dal presupposto prossimo arrivo del conte.</p> + +<p>Per evitare queste penose riflessioni, si mise a +leggere; ma la sua attenzione non potendo fissarsi +sul libro che aveva in mano, lo buttò sul tavolino, +e risolse di visitare il castello. Rammentandosi la +strana istoria dell'antica proprietaria, si ricordò del +quadro coperto dal velo, e risolse d'andarlo a scoprire. +Traversando le stanze che vi conducevano, si +sentì vivamente agitata: i rapporti di quel quadro +colla signora del castello, il discorso di Annetta, la +circostanza del velo, il mistero di quell'affare, eccitavano +nell'anima sua un lieve sentimento di terrore, +ma di quel terrore che s'impadronisce dello +spirito, l'innalza ad idee grandiose, e, per una <a name="tn106" id="tn106"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'spece'">specie</ins> +di magia, all'oggetto medesimo, che n'è la cagione.</p> + +<p>Emilia camminava tremando, e si fermò un momento +alla porta prima di risolversi di aprirla. Si +avanzò verso il quadro, che parea di straordinaria +grandezza e trovavasi in un canto; si fermò nuovamente; +alla fine, con mano timida alzò il velo, +ma tosto lasciollo ricadere. Non era un dipinto che +aveva veduto, e, prima di poter fuggire, svenne sul +pavimento.</p> + +<p>Allorchè ebbe ricuperato l'uso de' sensi la rimembranza +di ciò che aveva veduto la fece quasi mancare +una seconda volta, ed ebbe appena la forza +di uscir da quel luogo e di tornare nella sua camera. +Quando vi fu rientrata, non ebbe coraggio di +restarvi sola. L'orrore la dominava intieramente, e +quando fu un poco riavuta, non seppe decidersi se +dovesse informare la signora Montoni di ciò che +aveva visto; ma il timore di esser nuovamente derisa, +la determinò a tacere. Sedette alla finestra per +riprender coraggio. Montoni e Verrezzi passarono<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span> +di lì a poco; essi parlavano e ridevano, e la loro +voce la rianimò alquanto. Bertolini e Cavignì li raggiunsero +sul terrazzo. Emilia, supponendo allora che +la signora Montoni fosse sola, uscì per recarsi da +lei. Sua zia stava abbigliandosi pel pranzo. Il pallore +e la costernazione della nipote la sorpresero +assai, ma la fanciulla ebbe forza bastante per tacere, +sebbene il labbro ad ogni momento fosse in procinto +di tradirla. Restò nell'appartamento della zia fino +all'ora del pranzo; essa vi trovò i forestieri, i quali +avevano un aria insolita di preoccupazione, e parevano +distratti da interessi troppo importanti, per +fare attenzione a Emilia od alla zia: parlarono poco, +e Montoni anche meno: Emilia fremè nel vederlo. +L'orrore di quella camera le stava sempre innanzi, +e cambiò colore temendo di non poter contenere +l'emozione; ma potè vincere sè medesima, interessandosi +ai discorsi ed affettando un'ilarità poco +d'accordo colla mestizia del cuore. Montoni mostrava +evidentemente riflettere a qualche grande operazione. +Il pasto fu silenzioso. La tristezza di quel soggiorno +influiva perfino sul giocondo carattere di Cavignì.</p> + +<p>Il conte Morano non fu nominato. La conversazione +s'aggirò tutta sulle guerre che in quei tempi +laceravano l'Italia, sulla forza delle milizie veneziane +e sulla bravura dei generali. Dopo il pranzo, Emilia +intese che il cavaliere sul quale Orsino aveva +saziata la sua vendetta, era morto in conseguenza +delle ferite ricevute, e che l'omicida veniva cercato +con cura. Questa notizia parve allarmar Montoni; +ma seppe dissimulare, e s'informò dove fosse nascosto +Orsino. Gli ospiti, eccettuato Cavignì, ignari +che Montoni a Venezia ne avesse favorito la fuga, +risposero che desso era scappato la medesima notte +con tanta fretta e segretezza, che neppure i suoi +più intimi amici non ne avevano saputo nulla.</p> + +<p>Emilia si ritirò poco dopo colla signora Montoni, +lasciando quei signori occupati nei loro consigli<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +segreti. Aveva già Montoni avvertito la consorte, +con cenni espressivi, a ritirarsi. Questa andò sui +bastioni a passeggiare, nè aprì bocca: Emilia non +interruppe il corso de' suoi pensieri. Essa ebbe bisogno +di tutta la sua fermezza per astenersi dal +comunicare alla zia il soggetto terribile del quadro. +Si sentiva tutta convulsa, ed era tentata di palesarle +ogni cosa per sollevarsi il cuore; ma, considerando +che un'imprudenza della zia poteva perderle ambedue, +preferì soffrire un male presente anzichè sottoporsi +per l'avvenire ad uno maggiore. Essa aveva in +quel giorno strani presentimenti. Le pareva che il suo +destino l'incatenasse a quel luogo lugubre. Nondimeno, +la rimembranza di Valancourt, la perfetta +fiducia che aveva del suo amore costante, bastavano +a versarle in seno il balsamo della consolazione.</p> + +<p>Mentre appoggiavasi al parapetto del bastione, +scorse in poca distanza parecchi operai ed un mucchio +di pietre che parevano destinate a risarcire +una breccia. Vide parimenti un antico cannone smontato. +La zia si fermò per parlare co' lavoranti, domandandoli +cosa facessero. « Si vuol risarcire le +fortificazioni, signora, » disse uno di loro. Ella fu +sorpresa che Montoni pensasse a que' lavori, tanto +più ch'ei non le aveva mai manifestata l'intenzione +di voler soggiornare colà lunga pezza. Si avanzò +verso un'alta arcata che conduceva al bastiono di +mezzogiorno, e che, essendo unita da una parte al +castello, sosteneva una torretta di guardia dominante +tutta la valle. Nell'avvicinarsi a quell'arcata, +vide da lontano scendere dai boschi una numerosa +truppa di cavalli e d'uomini, cui riconobbe per soldati +al solo splendore delle lance e delle altre armi, +giacchè la distanza non permetteva di giudicare +esattamente dei colori. Mentre guardava, l'avanguardia +uscì dal bosco, ma la truppa continuava a +stendersi fino all'estremità del monte. L'uniforme +militare si distingueva nelle prime file, alla testa<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +delle quali inoltrava il comandante, che pareva dirigere +la marcia delle schiere, avvicinandosi gradatamente +al castello.</p> + +<p>Un tale spettacolo, in quelle contrade solitarie, +sorprese ed allarmò singolarmente la Montoni, la +quale corse in fretta da alcuni contadini che lavoravano +all'altro bastione, a domandar loro cosa fosse +quella truppa. Queglino non poterono darle alcuna +risposta soddisfacente; e, sorpresi anch'essi, osservavano +stupidamente la cavalcata. La signora, credendo +necessario comunicare al marito il soggetto +della di lei sorpresa, mandò Emilia per avvertirlo +che desiderava parlargli. La nipote non approvava +l'ambasciata, temendo il mal umore dello zio; pure +obbedì senza aprir bocca.</p> + +<p>Nell'avvicinarsi alle stanze, ove si trovava Montoni +cogli ospiti, Emilia udì una contesa violenta. +Si fermò temendo la collera che poteva produrre il +suo arrivo inaspettato. Poco dopo tacquero tutti; +allora essa ardì aprir la porta. Montoni si volse vivamente, +e la guardò senza parlare; ella eseguì la +commissione. « Dite alla signora che sono occupato, » +ei le rispose.</p> + +<p>La fanciulla credè bene raccontargli il motivo +dell'ambasciata. Montoni e gli altri si alzarono tosto +e corsero alle finestre; ma, non vedendo le truppe, +andarono sul bastione, e Cavignì congetturò dovesse +essere una legione di <i>condottieri</i> in marcia +per Modena. Parte di quella soldatesca era allora +nella valle, l'altra risaliva i monti verso ponente, +e la retroguardia era ancora sull'orlo dei precipizi, +dond'erano venuti. Mentre Montoni e gli altri osservavano +quella marcia militare, s'udì lo squillo +delle trombe e dei timpani, i cui acuti suoni venivan +ripetuti dagli echi. Montoni spiegò i segnali, +di cui pareva espertissimo, e concluse che non +avean nulla di ostile. La divisa dei soldati e la +qualità delle armi lo confermarono nell'opinione di<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +Cavignì; ebbe la soddisfazione di vederli allontanare, +nè ritirossi fintantochè non furono intieramente +scomparsi.</p> + +<p>Emilia, non sentendosi bastantemente rimessa per +sopportare la solitudine della sua camera, rimase +sul baluardo fino a sera. Gli uomini cenarono fra +loro. La signora Montoni non uscì dalle sue stanze: +Emilia recossi da lei prima di ritirarsi, e la trovò +piangente ed agitata. La tenerezza della nipote era +naturalmente così insinuante, che riusciva quasi +sempre a consolare gli afflitti; ma le più dolci espressioni +a nulla valsero colla zia. Ella finse, colla solita +delicatezza, di non osservare il dolore di lei, +ma ne' modi usò una grazia così squisita, una premura +così affettuosa, che quella superba se ne offese. +Eccitare la pietà della nipote, era per lei un +affronto sì crudele pel suo orgoglio, che s'affrettò +a congedarla. Emilia non le parlò della sua estrema +ripugnanza a trovarsi isolata; le chiese soltanto in +grazia che Annetta potesse restare con lei fino al +momento di coricarsi. L'ottenne a stento; e siccome +Annetta allora era co' servitori, le convenne ritirarsi +sola. Traversò veloce le lunghe gallerie. Il fioco +chiarore del lume non serviva che a rendere più +sensibile l'oscurità, ed il vento minacciava di spegnerlo +ad ogni istante. Passando davanti la fuga +delle stanze visitate la mattina, credette udir qualche +suono, ma guardossi bene dal fermarsi per +accertarsene. Giunta alla sua camera, non vi trovò +neppure una scintilla di fuoco. Prese un libro per +occuparsi, finchè Annetta venisse; ma la solitudine +e la quasi oscurità la piombarono nuovamente nella +desolazione, tanto più ch'era prossima al luogo orribile +scoperto la mattina. Non sapendo risolversi +a dormire in quella stanza dove per certo la notte +precedente era entrato qualcuno, aspettava Annetta +con penosa impazienza, volendo saper da lei un'infinità +di circostanze. Desiderava egualmente interrogarla<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span> +su quell'oggetto d'orrore, di cui la credea +informata, sebbene inesattamente. Stupiva però, che +la camera che lo conteneva restasse aperta tanto +imprudentemente. Il fioco chiarore diffuso sulle pareti +dal lume presso a spegnersi, aumentava il suo +terrore. Si alzò per tornare nella parte abitata del +castello, prima che l'olio fosse totalmente consunto.</p> + +<p>Nell'aprir la porta, intese alcune voci, e vide un +lume in fondo al corridoio. Era Annetta con un'altra +serva. « Ho piacere che siate venute, » disse +Emilia; « qual cagione vi ha trattenute tanto? Favorite +di accendere il fuoco.</p> + +<p> — La padrona aveva bisogno di me, » rispose +Annetta un poco imbarazzata. « Vado subito a prendere +le legna.</p> + +<p> — No, » disse Caterina, « è incombenza mia. » Ed +uscì. Annetta voleva seguirla; ma Emilia la richiamò, +ed ella si mise a parlar forte e a ridere, come se +avesse avuto paura di stare silenziosa.</p> + +<p>Caterina tornò colle legna, e tostochè fu acceso +il fuoco e la serva se ne fu andata, la fanciulla +domandò ad Annetta se avesse prese le informazioni +ordinatele.</p> + +<p>« Sì, signora, » rispose la ragazza, « ma nessuno +sa nulla. Io ho osservato Carlo con attenzione, perchè +dicono ch'egli sappia di cose strane; quel vecchio +ha una cert'aria che non saprei esprimere: mi +domandò più volte se era ben sicura che la porta +della scaletta segreta non fosse chiusa. — Sicurissima, +gli risposi. In verità, signorina, son tanto +sbalordita, che non so quel che mi dica. Non vorrei +dormire in questa camera più che sul cannone +del baluardo, là in fondo.</p> + +<p> — E perchè meno su quel cannone che in qualunque +altra parte del castello? » disse Emilia sorridendo. +« Credo che il letto sarebbe duro.</p> + +<p> — Sì, ma non si può trovarne un più cattivo. Il +fatto sta che la notte scorsa fu veduto qualcosa vicino +a quel cannone, che vi stava come di guardia.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p> + +<p> — E tu credi a tutte le favole che ti spacciano?</p> + +<p> — Signorina, vi farò vedere il cannone di cui +si tratta. Voi potete scorgerlo qui dalla finestra.</p> + +<p> — È vero, ma è una prova che sia guardato da +un fantasma?</p> + +<p> — Come! Se vi faccio vedere il cannone, non +lo credete neppure allora?</p> + +<p> — No, non credo altro se non quel che vedo +co' miei occhi.</p> + +<p> — Ebbene, lo vedrete, se volete avvicinarvi soltanto +alla finestra. »</p> + +<p>Emilia non potè trattener le risa, e Annetta parve +sconcertata. Vedendo la di lei facilità a credere al +maraviglioso, la fanciulla credè bene astenersi dal +parlarle del soggetto del suo terrore, temendo +ch'ella soccombesse a paure ideali. Parlò dunque +delle regate di Venezia.</p> + +<p>« Oh! sì, signorina, » disse Annetta, « que' bei +lampioni e quelle belle notti al chiaro di luna: ecco +che cosa c'è di magnifico a Venezia; son certa che +la luna è più bella in quella città che altrove. Che +musica deliziosa si sentiva! Lodovico cantava così +spesso vicino alla mia finestra, sotto il portico! Fu +Lodovico a parlarmi di quel quadro che avevate +tanta smania di vedere ieri.</p> + +<p> — Che quadro? » disse Emilia, volendo far parlare +Annetta.</p> + +<p> — Quel quadro terribile col velo nero.</p> + +<p> — L'hai tu veduto?</p> + +<p> — Chi? io? giammai; ma stamattina, » continuò +la cameriera, parlando sottovoce e guardandosi intorno, +« stamattina, quando fu giorno chiaro, — voi +sapete ch'io aveva un gran desiderio di vederlo, +ed aveva inteso strane cose in proposito, — andai +fino alla porta decisa di entrarvi, ma la trovai +chiusa. »</p> + +<p>Emilia fremette, e temendo d'essere stata osservata, +poichè la porta era stata chiusa sì poco tempo<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +dopo la sua visita, tremava la sua curiosità non le +attirasse la vendetta di Montoni; e comprendendo +quel soggetto essere troppo spaventoso per occuparsene +a quell'ora, cambiò discorso. Era vicina la +mezzanotte, e Annetta accingeasi ad andarsene, allorchè +intesero suonare la campana della porta d'ingresso; +ristettero spaventate: dopo una lunga pausa +udirono il rumore di una carrozza nel cortile; Emilia +si abbandonò sopra la sedia esclamando: « È il conte +senz'altro.</p> + +<p> — A quest'ora! oh no! parendomi impossibile +ch'egli abbia scelto questo momento per arrivare +in una casa.</p> + +<p> — Cara mia, non perdiamo tempo in vani discorsi, » +disse Emilia spaventata; « va, te ne prego, +va a vedere chi può essere. »</p> + +<p>Annetta uscì portando via il lume, e lasciandola +all'oscuro: ciò le avrebbe fatto paura qualche minuto +prima, ma in quel momento non ci badava: +aspettava ed ascoltava quasi senza respirare. Infine +Annetta ricomparve.</p> + +<p>« Sì, » diss'ella, « avevate ragione; è il conte.</p> + +<p> — Giusto cielo! » sclamò Emilia; « ma è proprio +lui? l'hai realmente riconosciuto?</p> + +<p> — Sì, l'ho veduto distintamente; sono andata al +finestrino della corte occidentale che, come sapete, +guarda nel cortile intorno. Ho veduto la sua carrozza, +ov'egli aspettava qualcuno: vi erano molti cavalieri +con torce accese. Quando gli si presentò Carlo, disse +alcune parole ch'io non potei capire, e scese in +compagnia d'un altro signore. Credendo che il padrone +fosse già in letto, corsi al gabinetto della padrona +per saper qualcosa; incontrai Lodovico, dal +quale seppi che il signor Montoni vegliava ancora, +e teneva consiglio cogli altri signori in fondo alla +galleria di levante. Lodovico mi fe' segno di tacere, +ed io son tornata subito qui. »</p> + +<p>Emilia domandò chi fosse il compagno del conte,<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +e come li avesse ricevuti Montoni; ma Annetta non +potè dirle nulla.</p> + +<p>« Lodovico, » soggiuns'ella, « andava appunto a +chiamare il cameriere del padrone per informarlo +di questo arrivo, allorchè io lo trovai. »</p> + +<p>Emilia restò alcun tempo incerta; finalmente pregò +Annetta di andar a scoprire, se fosse possibile, l'intenzione +del conte venendo al castello.</p> + +<p>« Volentieri, » rispose l'altra; « ma come potrò +io trovare la scala, se vi lascio la lucerna? »</p> + +<p>Emilia si offrì di farle lume. Quando furono in +cima alla scala, essa riflettè che poteva essere veduta +dal conte, e, per evitar di passare pel salone, +Annetta la condusse per vari anditi ad una scala +segreta che metteva nel tinello.</p> + +<p>Tornando indietro, Emilia temè di smarrirsi, ed +essere nuovamente spaventata da qualche misterioso +spettacolo, e fremea all'idea di aprire una sola porta. +Mentre stava perplessa e pensierosa, le parve udire +un singulto; si fermò, e ne sentì un altro distintamente: +avea a destra parecchi usci; tese l'orecchio; +quando fu al secondo, intese una voce lamentevole, +ma non sapeva decidersi ad aprir la porta, o ad +allontanarsi. Riconobbe sospiri convulsi e le querele +d'un cuore alla disperazione: impallidì, e considerò +ansiosa le tenebre che circondavanla: i lamenti continuavano; +la pietà vinse il terrore. Nella probabilità +che le di lei attenzioni valessero a consolarlo, +depose il lume, ed aprì la porta pian piano: tutto +era tenebre, tranne un gabinetto in fondo d'onde +trapelava una fioca luce. Parendole riconoscere la +voce, si avanzò adagio, e vide sua zia appoggiata +al tavolino, col fazzoletto agli occhi... Essa restò +immobile per lo stupore.</p> + +<p>Un uomo stava assiso vicino al caminetto, ma non +potè distinguerlo, perchè le voltava le spalle; tratto +tratto egli diceva qualche parola sottovoce, che non +potevasi intendere, ed allora la zia piangeva più<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +forte. Avrebbe Emilia voluto indovinare il motivo +di quella scena, e riconoscere colui che a quell'ora +si trovava colà: non volendo però aumentare le +smanie della zia scuoprendo i suoi segreti, si ritirò +con cautela, e, sebbene a stento, le riuscì di trovare +la sua camera, ove in breve altri interessi le +fecero obliare la di lei sorpresa.</p> + +<p>Annetta tornò senza risposta soddisfacente. I servi, +coi quali aveva parlato, ignoravano il tempo che +il conte doveva restare nel castello: non parlavano +che delle strade cattive percorse, dei pericoli superati, +e maravigliavansi che il loro padrone avesse +fatto quella strada a notte così avanzata. Ella finì +col chiedere il permesso d'andarsi a riposare.</p> + +<p>Emilia, conoscendo che sarebbe stata una crudeltà +il trattenerla, la congedò. Rimase sola, pensando alla +propria situazione ed a quella della zia; e gli occhi +di lei fermaronsi alfine sul ritratto trovato nelle carte +che il padre aveale imposto di ardere, e che stava +sul tavolo con vari disegni estratti da una scatoletta +poche ore innanzi: tal vista la immerse in +tristi riflessioni, ma l'espressione commovente del +ritratto ne addolciva l'amarezza. Guardò intenerita +que' leggiadri lineamenti; d'improvviso, ricordossi +conturbata le parole del manoscritto trovato colla +miniatura, e che allora aveanla compresa d'incertezza +e d'orrore. Infine, si riscosse, e decise di coricarsi; +ma il silenzio, la solitudine in cui si trovava a +quell'ora tarda, l'impressione lasciatale dal soggetto +cui stava meditando, le ne tolsero il coraggio. I +racconti di Annetta, benchè frivoli, aveanla però +conturbata, tanto più dopo la spaventosa circostanza +ond'ella era stata testimone poco lungi dalla sua +camera.</p> + +<p>La porta della scala segreta era forse il soggetto +d'un timore meglio fondato. Decisa a non ispogliarsi, +si gettò vestita sul letto; il cane di suo padre, +il buon Fido, coricato ai di lei piedi, le serviva +di sentinella.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p> + +<p>Preparata così, procurò di bandire le triste idee; +ma il suo spirito errava tuttavia sui punti che più +l'interessavano, e l'orologio suonò le due prima +ch'ella potesse chiuder occhio. Cedè finalmente ad +un sonno leggero, e ne fu svegliata da un rumore +che le parve sentire in camera. Tremante alzò il +capo, ascoltò attenta: tutto era nel silenzio; credendo +essersi ingannata, si riadagiò sul guanciale.</p> + +<p>Poco dopo il rumore ricominciò: pareva venir +dalla parte della scaletta. Si rammentò allora il disgustoso +incidente della notte scorsa, in cui una +mano ignota aveva socchiuso quell'uscio. Il terrore +le agghiacciò il cuore. Si alzò sul letto, e stirando +lievemente il cortinaggio, osservò la porta della scala. +Il lume che ardeva sul caminetto spandeva una luce +fiochissima. Il rumore che credeva venire dalla porta +continuò a farsi sentire. Le pareva che ne smovessero +i chiavistelli; poi si fermavano, e quindi +ricominciavano pian piano, come se avessero temuto +di farsi udire. Mentre Emilia fissava gli occhi da +quella parte, vide l'imposta muoversi, aprirsi lenta +e qualcosa entrare in camera, senza che l'oscurità +le permettesse distinguer nulla. Quasi morta dallo +spavento, fu abbastanza padrona di sè stessa per +non gridare e lasciar ricader la cortina. Osservò tacendo +quell'oggetto misterioso, il quale pareva cacciarsi +nelle parti più oscure della camera, poi talvolta +fermarsi; ma quando si avvicinò al camino, +Emilia potè distinguere una figura umana. Una tetra +rimembranza fu quasi per farla soccombere. Continuò +nonostante ad osservar quella figura, la quale +restò immobile buona pezza, e si avvicinò quindi +pian piano ai piedi del letto. Le cortine, socchiuse +alquanto, permettevano alla fanciulla di vederla; ma +il terrore la privava perfin dalla forza di fare un +movimento. Dopo un istante, la figura tornò al camino, +prese il lume, considerò la camera, e riaccostossi +adagio al letto. I raggi della lampada svegliarono<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +allora il cane, il quale saltò a terra, latrò +forte, e corse sull'incognito, che lo respinse colla +spada coperta dal fodero. Emilia riconobbe il conte +Morano. Essa lo guardò muta dallo spavento. Egli +cadde in ginocchio, scongiurandola di non temere, +e gettando il ferro, volle prenderle una mano. Ma, +ricuperando allora le forze paralizzate dal terrore, +Emilia saltò giù dal letto, Morano si alzò, la seguì +verso la porta della scaletta, e la fermò mentre ne +toccava il primo gradino; ma già al chiarore d'un +lume, essa aveva veduto un altr'uomo a metà della +scala medesima. Gettò un grido di disperazione, e, +credendosi tradita da Montoni, si diè per perduta.</p> + +<p>Il conte la trascinò in camera. « Perchè tanto +spavento? » diss'egli con voce tremante. « Ascoltatemi, +Emilia, io non vengo per farvi alcun male; +no, giuro al cielo, vi amo troppo, senza dubbio pel +mio riposo. »</p> + +<p>Emilia lo guardò un momento coll'incertezza +della paura. « Lasciatemi, signore, » gli disse, « lasciatemi +dunque sul momento.</p> + +<p> — Ascoltate, Emilia, » soggiunse Morano, « ascoltatemi: +io vi amo, e sono disperato, sì, disperato. +Come posso io guardarvi, forse per l'ultima volta +e non provare tutte le furie della disperazione? Ma +no, voi sarete mia a dispetto di Montoni, a dispetto +di tutta la sua viltà.</p> + +<p> — A dispetto di Montoni! » sclamò Emilia con +vivacità. « O cielo! che sento mai?</p> + +<p> — Che Montoni è un infame, » gridò Morano con +veemenza, « un infame che vi vendeva al mio +amore, che...</p> + +<p> — E quello che mi comprava lo era egli meno? » +diss'ella gettando sul conte un'occhiata sprezzante. +« Uscite, signore, uscite sull'istante. » Poi soggiunse +con voce commossa dalla speranza e dal timore, +benchè sapesse di non poter essere intesa da nessuno: +« Od io metterò sossopra tutto il castello,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +ed otterrò dal risentimento del signor Montoni ciò +che implorai indarno dalla sua pietà.</p> + +<p> — Non isperate nulla dalla sua pietà; egli mi ha +tradito indegnamente: la mia vendetta lo perseguiterà +da per tutto; e quanto a voi, Emilia, ha senza +dubbio progetti più lucrosi del primo. »</p> + +<p>Il raggio di speranza che le prime parole del +conte avevano reso ad Emilia, fu quasi spento da +queste ultime espressioni. La di lei fisonomia ne fu +conturbata, e Morano procurò di trarne vantaggio. +Ei disse:</p> + +<p>« Io perdo il tempo, non venni per declamare +contro Montoni, venni per sollecitare, per supplicare +Emilia; venni per dirle tutto ciò che soffro, per +iscongiurarla di salvarci amendue: me dalla disperazione +e lei dalla rovina. Emilia, i progetti di Montoni +son tali, che voi non potete concepirli; sono +terribili, ve lo giuro. Fuggite, fuggite da quest'orrida +prigione coll'uomo che vi adora. Un servo, +guadagnato a forza d'oro, mi aprirà le porte del +castello, e fra breve vi sarete sottratta da questo +scellerato. »</p> + +<p>Emilia era oppressa dal colpo terribile ricevuto +nel mentre appunto rinascevale la speranza in cuore. +Si vedeva perduta senza riparo. Incapace di rispondere +e quasi di riflettere, si abbandonò sur una sedia, +pallida e taciturna; era probabilissimo che in +principio Montoni l'avesse venduta a Morano, ma +era chiaro che in seguito avesse ritrattata la sua +promessa, e la condotta del conte lo provava. Appariva +eziandio che un progetto più vantaggioso +aveva solo potuto decidere l'egoista Montoni ad +abbandonare quel piano, che aveva sì vivamente sollecitato. +Queste riflessioni la fecero fremere delle +parole di Morano, ch'ella non esitava a credere. Ma +mentre tremava all'idea delle sventure che l'attendevano +nel castello di Udolfo, considerava che l'unico +mezzo di uscirne era la protezione d'un uomo,<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +col quale non potevano mancarle sciagure più certe +e non meno terribili; mali in fine, di cui non poteva +sostener il pensiero.</p> + +<p>Il silenzio di lei incoraggì le speranze del conte, +che l'osservava con impazienza; ei le prese la mano +e scongiurala a decidersi. « Tutti gl'istanti di ritardo, » +le disse, « rendono la partenza più pericolosa; +i pochi momenti che noi perdiamo, possono +dare a Montoni il tempo di sorprenderci.</p> + +<p> — Per pietà, signore, non m'importunate » disse +Emilia fiocamente; « io sono infelice, e debbo continuare +ad esserlo. Lasciatemi, ve ne prego, lasciatemi +al mio destino.</p> + +<p> — Non mai, » gridò il conte con impeto; « io perirò +piuttosto... ma perdonate questa violenza: l'idea +di perdervi mi altera la ragione. Voi non potete +ignorare il carattere di Montoni; ma potete +ignorare i suoi progetti, sì, voi li ignorate certo, +chè diversamente non esitereste fra l'amor mio ed +il suo potere.</p> + +<p> — Io non esito punto, » disse Emilia.</p> + +<p> — Partiamo dunque, » soggiunse Morano baciandole +la mano, ed alzandosi in fretta. « La mia carrozza +ci aspetta sotto le mura del castello.</p> + +<p> — V'ingannate, signore; vi ringrazio dell'interesse +che prendete per la mia sorte, ma io resterò +sotto la protezione del signor Montoni.</p> + +<p> — Sotto la sua protezione! » sclamò violentemente +Morano; « la sua <i>protezione</i>! Emilia, deh! +non vi lasciate ingannare... Ve l'ho già detto quale +sarebbe la sua <i>protezione</i>.</p> + +<p> — Scusate se in questo momento non presto fede +ad una semplice asserzione, e se esigo qualche +prova.</p> + +<p> — Non ho il tempo nè il mezzo di produrne.</p> + +<p> — Ed io non avrò nessuna volontà di ascoltarle.</p> + +<p> — Voi vi beffate della mia pazienza e delle pene<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span> +mie, » continuò Morano; « un matrimonio coll'uomo +che vi adora, è egli dunque così terribile ai vostri +occhi? Preferite questa crudel prigionia? Oh! c'è +qualcuno, per certo, che m'invola gli affetti che +dovrebbero appartenermi, altrimenti non potreste +ricusare un partito che può sottrarvi alla più barbara +tirannide. » E correva smarrito su e giù per +la camera.</p> + +<p> — Il vostro discorso, conte Morano, prova abbastanza +che i miei affetti non potrebbero appartenervi, » +disse Emilia con dolcezza. « Questa condotta +prova abbastanza ch'io sarei ugualmente tiranneggiata, +caso fossi in vostro potere. Se volete +persuadermi il contrario, cessate di molestarmi davvantaggio +colla vostra presenza; se me lo negaste, +mi obblighereste di esporvi alla collera del signor +Montoni.</p> + +<p> — Ma ch'ei venga! » sclamò Morano furibondo; +« ch'ei venga! Ardisca provocare la mia! ardisca +guardare in faccia l'uomo che ha così insolentemente +oltraggiato! Gl'insegnerò io cosa sia la morale, +la giustizia, e specialmente la vendetta! venga, +ed io gl'immergerò la spada nel seno. »</p> + +<p>La veemenza colla quale si esprimeva, divenne +per Emilia un nuovo motivo d'inquietudine. Si alzò +dalla sedia, ma le tremavano le gambe, e ricadde. +Guardava attentamente la porta chiusa del corridoio, +convincendosi di non poter fuggire senza esserne +impedita.</p> + +<p>« Conte Morano, » diss'ella finalmente, « calmatevi, +ve ne scongiuro, ed ascoltate la ragione, se +non la pietà. Voi v'ingannate egualmente nell'amore +e nell'odio. Non potrò mai corrispondere all'affetto +onde vi piaceste onorarmi, e certo io non +l'ho mai incoraggito. Il signor Montoni non può +avervi oltraggiato: sappiate ch'ei non ha diritto +di disporre della mia mano, quand'anco ne avesse +il potere. Lasciatemi, abbandonate questo castello,<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +finchè potete farlo con sicurezza. Risparmiatevi le +terribili conseguenze d'una vendetta ingiusta, ed il +rimorso sicuro di aver prolungato i miei patimenti.</p> + +<p> — Una vendetta ingiusta! » esclamò il conte riprendendo +a un tratto la furia della passione. « E +chi mai potrà vedere questo volto angelico, e credere +un castigo qualunque proporzionato all'offesa +che mi fu fatta? Sì, abbandonerò questo castello, +ma non ne uscirò solo. La mia gente mi aspetta, +e vi porterà alla mia carrozza; le vostre strida saranno +inutili; nessuno può ascoltarle in questo +luogo remoto. Cedete dunque alla necessità, e lasciatevi +condurre.</p> + +<p> — Conte Morano, » diss'ella alzandosi, e respingendolo +mentre si avanzava, « io sono adesso in +poter vostro, ma riflettete che una simile condotta +non può acquistarvi la stima di cui pretendete +esser degno. »</p> + +<p>Qui fu interrotta dal brontolìo del suo cane, che +saltò giù dal letto per la seconda volta; Morano +guardò verso la scala, e, non vedendo alcuno, chiamò +ad alta voce <i>Cesario</i>.</p> + +<p>« Emilia, » le disse, in seguito, « perchè mi obbligate +ad usar questo mezzo? Oh! quanto desidererei +persuadervi, anzichè obbligarvi ad essere la +mia sposa! Ma giuro al cielo che Montoni non vi +venderà ad un altro. Intanto verrete meco. Cesario, +Cesario!... »</p> + +<p>Un uomo comparve. Emilia gettò un alto strido, +mentre il conte la trascinava. In quel punto s'intese +rumore all'uscio del corridoio. Il conte si +fermò, come esitante tra l'amore e la vendetta; +l'uscio si aprì, e Montoni, seguito dal vecchio intendente +e da parecchi altri, entrò precipitoso nella +camera dicendo: « Ah traditore! pagherai il fio +del tuo infame attentato; in guardia! »</p> + +<p>Il conte non aspettò una seconda sfida; consegnò +Emilia a Cesario, e voltosi con fierezza: « Sono da<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +te, infame, » gridò egli menandogli un colpo da +disperato. Montoni si difese valorosamente, ma furono +separati dai seguaci, mentre Carlo strappava +Emilia alla gente di Morano.</p> + +<p>« È per questo, » disse Montoni con ironia, « è +per questo ch'io vi riceveva nel mio tetto, e vi +permetteva di passarvi la notte? Voi adunque veniste +a ricompensar la mia ospitalità con un indegno +tradimento, e per involarmi mia nipote?</p> + +<p> — Che chi parla di tradimento, » rispose Morano +con rabbia concentrata, « osi mostrarsi senza +arrossire. Montoni, voi siete un infame; se qui c'è +tradimento, voi solo ne siete l'autore.</p> + +<p> — Ah vile! » gridò l'altro sciogliendosi da chi +lo tratteneva e correndo addosso al conte. Uscirono +dalla porta del corridoio. Il combattimento fu +così furioso, che nessuno ardì avvicinarsi. Montoni, +d'altra parte, giurava di trafiggere il primo che si +fosse frapposto. La gelosia e la vendetta aumentavano +la rabbia e l'acciecamento di Morano. Montoni, +più padrone di sè stesso, ed abilissimo, ebbe il +vantaggio, e ferì l'avversario; ma questi parendo +insensibile al dolore e alla perdita del sangue, seguitò +a battersi, e piagò Montoni leggermente nel +braccio, ma nell'istesso momento toccò una larga +ferita, e cadde in braccio a Cesario. Montoni, appoggiandogli +la spada al petto, voleva obbligarlo a +chieder la vita. Morano potè appena replicare con +un gesto ed una parola negativa, e svenne. L'altro +stava per trafiggerlo, ma Cavignì gli trattenne il +braccio: cedette però con molta difficoltà, e vedendo +l'avversario rovesciato, ordinò di trasportarlo +all'istante fuori del castello.</p> + +<p>Emilia, che non aveva potuto uscire dalla camera +durante lo spaventoso tumulto, entrò nel corridoio, +e patrocinando con coraggio la causa dell'umanità, +supplicò Montoni di accordare a Morano, nel castello, +i soccorsi che esigeva il suo stato. Montoni,<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +il quale non ascoltava quasi mai la pietà, parea in +quel momento sitibondo di vendetta. Colla crudeltà +d'un mostro ordinò per la seconda volta che il suo +vinto nemico fosse trasportato subito fuori del castello +nello stato in cui si trovava. Quei dintorni, +coperti di boschi, offrivano appena una capanna +solitaria da passarvi la notte. I servi del conte dichiararono +che non l'avrebbero mosso di lì, finchè +non avesse dato almeno qualche segno di vita. Quelli +di Montoni stavano immobili, e Cavignì faceva invano +rimostranze: la sola Emilia, non badando a +minacce, portò acqua a Morano, e ordinò agli astanti +di fasciargli le ferite. Montoni, sentendo finalmente +qualche dolore alla sua, si ritirò per farsi medicare.</p> + +<p>In quell'intervallo, il conte rinvenne. Il primo +oggetto che lo colpì, aprendo gli occhi, fu Emilia +chinata su di lui coll'espressione della massima inquietudine. +Egli la contemplò dolorosamente.</p> + +<p>« L'ho meritato, » diss'egli, « ma non da Montoni. +Io meritava d'esser punito da voi, e ne ricevo +invece pietà. » Dopo qualche pausa soggiunse: « Bisogna +ch'io vi abbandoni, ma non a Montoni. Perdonatemi +i dispiaceri che vi cagionai. Il tradimento +di quell'infame non resterà impunito.... Non sono +in istato di camminare, ma poco importa: portatemi +alla capanna più prossima. Non passerei la +notte in questo luogo, quand'anco fossi certo di +morire nel breve tragitto che dovrò fare. »</p> + +<p>Cavignì propose di andare ad uniformarsi se vi +fosse nelle vicinanze qualche abituro, prima di levarlo +di là, ma il conte era troppo impaziente di +partire. L'angoscia del suo spirito sembrava ancor +più violenta del patimento della ferita. Rigettò sdegnosamente +la proposta di Cavignì, nè volle che si +ottenesse per lui il permesso di passar la notte nel +castello. Cesario voleva far venir innanzi la carrozza, +ma Morano glielo proibì. « Non potrei sopportarla, » +diss'egli; « chiamate i miei servitori: +essi mi trasporteranno sulle braccia. »<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p> + +<p>Finalmente, calmandosi alquanto, acconsentì che +Cesario andasse prima in cerca di un ricetto. Emilia, +vedendolo risensato, si disponeva ad uscire, +quando Montoni glie l'ordinò per mezzo d'un servo, +aggiungendo che se il conte non era partito, dovesse +allontanarsi immediatamente. Gli sguardi di +Morano sfavillarono di sdegno, e si fece di fuoco.</p> + +<p>« Dite a Montoni, » soggiunse, « che me n'andrò +quando mi converrà. Lascerò questo castello +ch'esso <i>chiama il suo</i>, come si lascia il nido di un +serpente; ma non sarà l'ultima volta che udrà parlar +di me. Ditegli che, per quanto potrò, non gli +lascerò <i>un altro omicidio</i> sulla coscienza.</p> + +<p> — Conte Morano, sapete voi bene quel che dite? » +disse Cavignì.</p> + +<p> — Sì, lo so benissimo, ed egli intenderà ciò ch'io +voglio dire. La sua coscienza, su questo punto, seconderà +la sua intelligenza.</p> + +<p> — Conte Morano, » disse Verrezzi, che fin allora +stava zitto, « se ardite insultare ancora il mio amico, +v'immergo la spada nel cuore.</p> + +<p> — Sarebbe azione degna dell'amico d'un infame, » +disse Morano, e la violenza dello sdegno lo fe' sollevare +dalle braccia de' servi; ma la di lui energia +fu momentanea, e ricadde spossato. La gente di +Montoni tratteneva Verrezzi, il quale pareva disposto +a compiere la sua minaccia. Cavignì, meno irritato +di lui cercava di farlo uscire, Emilia, trattenuta fin +allora dalla compassione, stava per ritirarsi, quando +la voce di Morano l'arrestò. Le fe' cenno di avvicinarsi. +Ella si avanzò timidamente, ma il languore +che sfigurava la faccia del ferito, eccitò la di lei +pietà.</p> + +<p>« Vi lascio per sempre, » ei le disse; « forse non +vi vedrò più. Vorrei portar meco il vostro perdono, +e, se non fossi troppo importuno, ardisco chiedere +la vostra benevolenza.</p> + +<p> — Ricevete questo perdono, » disse Emilia, « coi +voti più sinceri per la vostra pronta guarigione. »<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p> + +<p>Scongiuratolo quindi ad uscir tosto dal castello, +recossi dallo zio. Egli era nel salotto di cedro su +di un sofà, e soffriva molto della sua ferita, ma la +sopportava con gran coraggio.</p> + +<p>Emilia tremava nell'avvicinarsegli; ei la rampognò +forte per non aver obbedito subito, e attribuì a capriccio +la di lei pietà pel ferito.</p> + +<p>La fanciulla, punta da quelle oltraggiose parole, +non rispose.</p> + +<p>In quella Lodovico entrò nella stanza, riferendo +che trasportavano Morano su d'una materassa ad una +capanna poco distante. Montoni parve placarsi, e +disse ad Emilia che poteva tornare alla sua camera. +Ella andossene volentieri; ma l'idea di passar la +notte in una stanza che poteva esser aperta a tutti, +le fece allora più spavento che mai. Risolse di andare +da sua zia a chiederle il permesso di condur +seco Annetta.</p> + +<p>Nell'avvicinarsi alla galleria, udì voci di persone +che parevano altercare; riconobbe ch'erano Cavignì +e Verrezzi; quest'ultimo protestava di voler andare +ad informar Montoni dell'insulto fattogli da Morano. +Cavignì parea cercar di calmarlo.</p> + +<p>« Non si deve badare, » diceva egli, « alle ingiurie +d'un uomo in collera; la vostra ostinazione +sarà funesta al conte ed a Montoni; noi abbiamo +ora interessi molto più seri da discutere. »</p> + +<p>Emilia unì le sue preghiere alle ragioni di Cavignì, +e riuscirono in fine a distoglier Verrezzi dal +suo progetto.</p> + +<p>Entrata dalla zia, la di lei calma le fece credere +che ignorasse l'accaduto; volle raccontarglielo con +cautela; ma la zia l'interruppe dicendole che sapeva +tutto. Benchè Emilia sapesse benissimo ch'ella +aveva poche ragioni per amare il marito, pur non +la credeva capace di tanta indifferenza. Ottenne il +permesso di condur seco Annetta, e si ritirò subito. +Una striscia di sangue, rigando il corridoio, conducea<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +alla sua stanza, e nel luogo del combattimento il suolo +erane tutto coperto. La fanciulla tremò, ed appoggiossi +alla cameriera nel passarvi. Giunta in camera, +volle esaminare dove mettesse la scala, dipendendo +molto la sua sicurezza da questa circostanza. Annetta, +curiosa e spaventata insieme, acconsentì al progetto; +ma nell'avvicinarsi alla porta, la trovarono chiusa +al di fuori, talchè dovettero accontentarsi di assicurarla +nell'interno, appoggiandovi i mobili più pesanti +che poterono smovere. Emilia andò a letto, e +la cameriera si mise sur una sedia presso al camino, +ove fumava ancora qualche tizzone.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XXI" id="CAPITOLO_XXI"></a>CAPITOLO XXI</h2> + +<p>Fa duopo riferir ora qualche circostanza di cui +l'improvvisa partenza da Venezia e la rapida sequela +di casi susseguiti nel castello non ne concessero +d'occuparci.</p> + +<p>La mattina istessa di quella partenza, Morano, all'ora +convenuta, andò a casa Montoni per ricevere la +sposa. Fu sorpreso non poco dal silenzio e dalla +solitudine de' portici, pieni al solito di servitori; +ma la sorpresa fece luogo immediatamente al colmo +dello stupore ed alla rabbia, allorchè una vecchia +aprì la porta, e disse che il suo padrone e tutta la +famiglia erano partiti di buonissim'ora da Venezia +per andare in terraferma. Non potendolo credere, +sbarcò dalla gondola e corse nella sala ad informarsi +più minutamente dalla vecchia, la quale persistè +nella sua asserzione, e la solitudine del palazzo lo +convinse della verità. L'afferrò pel braccio, e parve +volesse sfogare sulla poveretta la bile che l'ardea. +Le fece mille interrogazioni in una volta, accompagnati +da gesti così furibondi, che colei, spaventatissima, +non fu in grado di rispondergli. La lasciò, +e si mise a scorrere il portico e i cortili come un<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +insensato, maledicendo Montoni e la propria dabbenaggine.</p> + +<p>Quando la donna si fu riavuta dal terrore, gli +raccontò quanto sapeva; per verità era poco, ma +bastò a far comprendere a Morano come Montoni +fosse andato al suo castello degli Appennini. Ei ve +lo seguì tostochè la sua gente ebbe fatti i necessari +preparativi, accompagnato da un amico e da +numerosa servitù. Era deciso di ottenere Emilia, o +sacrificare Montoni alla sua vendetta. Quando si fu +alquanto calmato, la coscienza gli rammentò alcune +circostanze che spiegavano abbastanza la condotta +di Montoni. Ma in qual modo quest'ultimo avrebbe +mai potuto sospettare un'intenzione ch'egli solo conosceva, +e che non poteva indovinare? Su questo +punto però era stato tradito dall'intelligenza simpatica +che esiste, per così dire, fra le anime poco +delicate, e fa giudicare ad un uomo ciò che deve +fare un altro in una data circostanza. Così infatti +era accaduto a Montoni. Aveva alfine acquistata la +certezza di quanto già sospettava: che la sostanza, +cioè, del conte Morano, invece di esser ragguardevole, +come l'aveva creduto in principio, era al contrario +in cattivissimo stato. Montoni avea favorito +le sue pretese sol per motivi personali, per orgoglio, +per avarizia. La parentela d'un nobile veneziano +avrebbe sicuramente soddisfatto il primo, e +l'altro speculava sui beni di Emilia di Guascogna, +che doveangli esser ceduti il giorno stesso delle +nozze. Aveva già concepito qualche sospetto per le +sregolatezze del conte, ma non aveva acquistata la +certezza della di lui rovina, se non la vigilia del +matrimonio. Non esitò dunque a concludere che +Morano lo ingannava per certo sull'articolo dei beni +di Emilia, e questo dubbio confermossi, quando, +dopo aver convenuto di firmare il contratto la notte +medesima, il conte mancò alla sua parola. Un uomo +così poco riflessivo, così distratto come Morano, nel<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +momento in cui s'occupava delle sue nozze, aveva +facilmente potuto mancare all'impegno senza malizia; +ma Montoni interpretò l'incidente secondo le +proprie idee. Dopo avere aspettato un pezzo, egli +aveva ordinato a tutta la sua famiglia di star pronta +al primo cenno. Affrettandosi di arrivare al castello +d'Udolfo, voleva sottrarre Emilia a tutte le ricerche +di Morano, e sciogliersi dall'impegno senza esporsi +ad alterchi. Se il conte, al contrario, non avesse +avuto che pretese onorevoli, com'ei le chiamava, +avrebbe certamente seguito Emilia, e firmata la cessione +concertata. A questo patto Montoni l'avrebbe +sacrificata senza scrupolo ad un uomo rovinato, all'unico +scopo di arricchir sè medesimo. Si astenne +nullameno dal dirle una sola parola sui motivi di +quella partenza, temendo che un'altra volta un barlume +di speranza non la rendesse indocile ai suoi +voleri.</p> + +<p>Fu per tai considerazioni ch'era partito improvvisamente +da Venezia; e, per motivi opposti, Morano +eragli corso dietro attraverso i precipizi dell'Appennino. +Allorchè seppe il di lui arrivo, Montoni, persuaso +che venisse ad adempire la sua promessa, si +affrettò di riceverlo; ma la rabbia, le espressioni +ed il contegno di Morano lo disingannarono tosto. +Montoni spiegò in parte le ragioni della sua improvvisa +partenza; e il conte, persistendo a chiedere +Emilia, colmollo di <a name="tn128" id="tn128"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'rimpoveri'">rimproveri</ins> senza parlare dell'antico +patto.</p> + +<p>Il castellano finalmente, stanco della disputa, ne +rimise la conclusione alla domane, e Morano si ritirò +con qualche speranza sull'apparente di lui perplessità; +quando però, nel silenzio della notte, si +rammentò il loro colloquio, il di lui carattere e gli +esempi della sua doppiezza, la poca speranza che +conservava l'abbandonò, e risolse di non perder +l'occasione di possedere Emilia in altro modo. Chiamò +il suo confidente, gli comunicò il proprio disegno,<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +e l'incaricò di scoprire fra i servi del castello qualcuno +che volesse prestarsi a secondare il ratto di +Emilia: se ne rimise in tutto alla scelta e prudenza +del suo agente, e non a torto, poichè questi non +tardò a trovar un uomo stato recentemente trattato +con rigore da Montoni, e che non pensava se non +a tradirlo. Costui condusse Cesario fuori del castello, +e per un passaggio segreto l'introdusse alla scala, +gl'indicò una via più corta, e gli diede le chiavi +che potevano favorirne la ritirata; fu anticipatamente +ben ricompensato, ed abbiamo veduto qual riuscita +ebbe l'attentato del conte.</p> + +<p>Il vecchio Carlo, frattanto, aveva sorpreso due servitori +di Morano, i quali avendo avuto ordine di +aspettare colla carrozza fuori del castello, comunicavansi +la loro maraviglia sulla partenza improvvisa +e segreta del padrone. Il cameriere non aveva lor +confidato, del progetto di Morano, se non ciò ch'essi +dovevano eseguire; ma i sospetti eran destati, e +Carlo ne trasse il miglior partito. Prima di correre +da Montoni, procurò di raccogliere altre notizie, ed +a tal uopo, accompagnato da un altro servo, si +pose in agguato alla porta del corridoio della camera +di Emilia; nè vi restò indarno, giacchè, poco dopo, +sentì giunger Morano, ed essendosi accertato de' suoi +progetti, corse ad avvertire il padrone, contribuendo +così ad impedire il ratto.</p> + +<p>Montoni, il giorno dopo, col braccio al collo, fece +il solito giro delle mura, visitò gli operai, ne fece +aumentare il numero, e tornò al castello, ov'era +aspettato da nuovi ospiti. Li fe' venire in un appartamento +separato, e Montoni restò chiuso seco loro +per quasi due ore. Chiamato poscia Carlo, gli ordinò +di condurre i forestieri nelle stanze destinate +agli uffiziali della casa, e di farli immediatamente +rifocillare.</p> + +<p>Frattanto il conte giacea in una capanna della foresta, +oppresso da doppio patimento, e meditando<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +una terribil vendetta. Il servo di lui, spedito al villaggio +più vicino, non tornò che il dì dopo con un +chirurgo, il quale non volle spiegarsi sul carattere +della ferita, e volendo prima esaminare i progressi +dell'infiammazione, gli amministrò un calmante, e +restò con lui per giudicarne gli effetti.</p> + +<p>Emilia potè nel resto di quella notte riposare un +poco. Destandosi, si rammentò che finalmente era +stata liberata dalle persecuzioni di Morano, e si sentì +sollevata in gran parte da' mali che l'opprimevano +da tanto tempo. L'affliggevano ancora però i sospetti +esternatile dal conte sulle mire di Montoni: egli +aveva detto che i suoi progetti erano impenetrabili, +ma terribili. Per iscacciarne il pensiero, cercò le +sue matite, si affacciò alla finestra, e contemplò il +paese per iscegliervi una bella veduta.</p> + +<p>Così occupata, riconobbe sui bastioni gli uomini +giunti di fresco nel castello. La vista di quegli stranieri +la sorprese, ma ancor più il loro esteriore: +avevano essi una singolarità di vestiario, una fierezza +di sguardi, che cattivarono la di lei attenzione. +Si ritirò dalla finestra mentr'essi vi passavano sotto, +ma vi si riaffacciò tosto per osservarli meglio. Le +loro fisonomie accordavansi così bene coll'asprezza +di tutta la scena, che, mentre esaminavano il castello, +li disegnò come banditi nella sua veduta.</p> + +<p>Carlo, avendo procurato a coloro i rinfreschi necessari, +tornò da Montoni, il quale voleva scoprire +il traditore da cui, la notte precedente, Morano +aveva ricevute le chiavi; ma Carlo, troppo fedele +al suo padrone per soffrire che gli nuocessero, non +avrebbe però denunziato il camerata, neppure alla +giustizia. Accertò che l'ignorava, e che il colloquio +de' servi del conte non gli avea svelato altro che +la trama. I sospetti di Montoni caddero naturalmente +sul guardaportone, e lo fece venire. Bernardino negò +con tanta audacia, che lo stesso Montoni dubitò +della sua reità, senza poterlo credere innocente;<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +infine lo rimandò, talchè sebben fosse il vero autore +del complotto, ebbe l'arte di sfuggire ad un severo +castigo.</p> + +<p>Montoni recossi dalla moglie, ed Emilia non tardò +a raggiungerli; essa li trovò in una violenta contesa +e voleva ritirarsi, ma la zia la richiamò.</p> + +<p>« Voi sarete testimone, » diss'ella, « della mia +resistenza. Ora ripetete, o signore, il comando al +quale ho tante volte ricusato d'obbedire. »</p> + +<p>Egli ordinò severamente alla nipote di ritirarsi. +La zia insistè perchè restasse. Emilia desiderava +sfuggire alla scena di quell'alterco; voleva servire +la zia, ma disperava di calmare Montoni, nei cui +sguardi dipingeasi a tratti di fuoco la tempesta dell'anima.</p> + +<p>« Uscite, » gridò egli infine con voce tuonante, +Emilia obbedì, e andò sul bastione, dove non erano +più gli stranieri. Meditando sull'infelice unione fatta +dalla sorella di suo padre, e sull'orrore della propria +situazione, cagionata dalla ridicola imprudenza +della zia, avrebbe voluto rispettarla quant'erale affezionata; +ma la condotta della Montoni aveaglielo +sempre reso impossibile. La pietà però che sentiva +pel cordoglio di quella infelice, le faceva obliare i +torti dei quali poteva accusarla.</p> + +<p>Mentre passeggiava così sul bastione, comparve +Annetta, che, guardando intorno con cautela, le +disse:</p> + +<p>« Mia cara padroncina, vi cerco dappertutto; se +volete seguirmi, vi farò vedere un quadro.</p> + +<p> — Un quadro! » sclamò ella fremendo.</p> + +<p> — Sì, il ritratto dell'antica padrona del castello. +Il vecchio Carlo mi ha or detto ch'era dessa, e +pensai farvi cosa grata conducendovi a vederla: +quanto alla signora, voi sapete che non si può parlargliene.</p> + +<p> — E perciò tu ne parli con tutti.</p> + +<p> — Sì, signora; cosa farei qui, se non potessi<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +parlare? Se fossi in un carcere, e mi lasciassero +chiaccherare, sarebbe almeno una consolazione: sì, +vorrei parlare, quand'anco fosse ai muri. Ma venite, +non perdiamo tempo: bisogna che vi mostri il +quadro.</p> + +<p> — È forse coperto da un velo? » disse Emilia +dopo una pausa; « non ho nessuna voglia di vederlo.</p> + +<p> — Come! signora Emilia, non volete vedere la +padrona del castello, quella signora che sparve così +stranamente? Quanto a me, avrei traversate tutte +le montagne per veder il ritratto. A dirvi il vero, +questo racconto singolare mi fa fremere al solo +pensarvi, eppure è l'unica cosa che m'interessa.</p> + +<p> — Sei tu poi certa che è un quadro? l'hai tu +veduto? È coperto da un velo?</p> + +<p> — Buon Dio! sì, no e sì: son certa che è un +quadro. L'ho veduto, e non è coperto da alcun +velo. »</p> + +<p>L'accento e l'aria di sorpresa con cui Annetta +rispose, rammentarono ad Emilia la sua prudenza, +e con un sorriso forzato, dissimulando la commozione, +acconsentì ad andar a vedere il ritratto posto +in una stanza oscura attigua al tinello.</p> + +<p>« Eccolo qua, » disse Annetta piano, mostrandole +il quadro. Emilia l'osservò, e vide che rappresentava +una signora nel fior dell'età e della bellezza. +I lineamenti n'erano nobili, regolari e pieni d'una +forte espressione, ma non di quella seducente dolcezza +che avrebbe voluto trovarvi Emilia, nè di +quella tenera melanconia che tanto l'interessava.</p> + +<p>« Quant'anni sono scorsi, » disse Emilia, « dacchè +è sparita questa signora?</p> + +<p> — Venti anni circa, a quel che dicono. »</p> + +<p>La fanciulla continuò ad esaminare il ritratto.</p> + +<p>« Io penso, » ripigliò Annetta, « che il signor +Montoni dovrebbe situarlo in una camera più bella. +A parer mio, il ritratto della signora, della quale<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +ha ereditate le ricchezze, dovrebbe stare nell'appartamento +nobile. In verità, era una bella donna, ed +il padrone potrebbe, senza vergognarsi, farlo portare +nel grand'appartamento dove c'è il quadro +velato. (Emilia si volse). È vero che non lo si vedrebbe +meglio: ne trovo sempre chiusa la porta.</p> + +<p> — Usciamo, » disse Emilia; « lascia, Annetta, +che torni a raccomandartelo; procura di esser riservatissima +nei tuoi discorsi, e non far sospettare +che tu sappia la minima cosa, a proposito di quel +quadro.</p> + +<p> — Santo Dio, non è già un segreto: tutti i servitori +lo hanno veduto più volte.</p> + +<p> — Ma come può essere? » disse Emilia sussultando; +« veduto! quando? come?</p> + +<p> — Non c'è nulla di sorprendente: già noi siam +tutti un pochetto curiosi.</p> + +<p> — Ma se mi dicesti che la porta era chiusa?</p> + +<p> — Se così fosse, come avremmo potuto entrare? » +E guardava da per tutto.</p> + +<p> — Ah! tu parli di questo quadro qui, » disse +Emilia calmandosi. « Vieni, Annetta. Non vedo altro +degno d'attenzione. Andiamo via. »</p> + +<p>Avviandosi alla sua stanza, essa vide Montoni +scendere nella sala, e tornò nel gabinetto di sua +zia, cui trovò sola e piangente. Il dolore e il risentimento +lottavano sulla sua fisonomia. L'orgoglio +aveva trattenuto fin allora le sue doglianze. Giudicando +Emilia da sè medesima, e non potendo dissimulare +ciò che si meritava da lei l'indegnità del +suo trattamento, credeva che i suoi affanni avrebbero +eccitata la gioia della nipote, anzichè qualche +simpatia. Credeva che la disprezzerebbe, nè avrebbe, +per lei la minima compassione; ma conosceva assai +male la bontà di Emilia.</p> + +<p>Le pene vinsero finalmente l'orgoglioso carattere. +Quando Emilia era entrata la mattina nelle sue +stanze, le avrebbe svelato tutto, se il marito non<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +l'avesse prevenuta; ed or che la di lui presenza non +glielo impediva, proruppe in amari lamenti.</p> + +<p>« O Emilia, » esclamò ella, « io sono la donna +più infelice! Vengo trattata in un modo barbaro! +Chi l'avrebbe preveduto, quando aveva dinanzi a +me una sì bella prospettiva, che proverei un destino +così terribile? Chi avrebbe creduto, allorchè sposai +un uomo come Montoni, che mi sarei avvelenata +la vita? Non c'è mezzo d'indovinare il miglior +partito da prendere; non ve n'ha per riconoscere +il vero bene. Le speranze più lusinghiere c'ingannano, +ingannando così anche i più saggi. Chi avrebbe +preveduto, quando sposai Montoni, che mi pentirei +così presto della mia generosità? »</p> + +<p>Emilia sapeva bene che avrebbe dovuto prevedere +tutti questi inconvenienti, ma non essendo quello il +momento di farle inutili rimproveri, sedette presso +la zia, le prese la mano, e con quell'aria pietosa +che la faceva somigliare ad un angelo custode, le +parlò con infinita dolcezza. Tutti i suoi discorsi +però non bastarono a calmare la signora Montoni, +la quale non volle ascoltar nulla; essa aveva bisogno +di sfogarsi ancor prima di essere consolata.</p> + +<p>« Ingrato! » diss'ella, « mi ha ingannato in tutte +le maniere. Ha saputo strapparmi dalla patria, dagli +amici; mi chiuse in questo antico castello, e +crede costringermi a cedere a tutti i suoi voleri; +ma vedrà che si è ingannato, vedrà che nessuna +minaccia basterà ad indurmi a... Ma chi l'avrebbe +creduto? Chi l'avrebbe mai supposto che, col suo +nome, la sua apparente ricchezza, costui non avesse +nulla affatto? No, neppure uno zecchino del suo! +Io credeva far bene: lo credeva uomo d'importanza +ed opulentissimo, altrimenti non lo avrei sposato. +Ingrato! Perfido! Mostro!...</p> + +<p> — Cara zia, calmatevi; il signor Montoni sarà +forse men ricco di quello che credevate, ma non è +poi così povero. La casa di Venezia e questo castello<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +sono suoi. Posso io domandarvi quali sono +le circostanze che vi affliggono più particolarmente?</p> + +<p> — Quali circostanze! » sclamò la zia furibonda. +« Che! non basta? Da molto tempo rovinato al +giuoco, ha perduto anche tutto ciò che gli ho donato, +ed ora pretende che gli faccia cessione di tutti +i miei beni. Fortuna che la maggior parte di essi +sono in testa mia: ei vorrebbe dilapidare anche +questi e gettarsi in un progetto infernale di cui egli +solo può comprendere l'idea; e... tutto questo non +basta?</p> + +<p> — Certo, » disse Emilia, « ma rammentatevi, signora, +ch'io l'ignorava assolutamente.</p> + +<p> — E non basta, che la sua rovina sia compiuta, +che sia pieno di debiti d'ogni sorta al punto che, +se dovesse pagarli, non gli resterebbe nè il castello, +nè la casa di Venezia?</p> + +<p> — Sono afflittissima di ciò che mi dite...</p> + +<p> — E non basta, » interruppe la zia, « che mi +abbia trattata con tanta negligenza e crudeltà, perchè +gli ricusai la cessione; perchè invece di tremare +alle sue minacce, lo sfidai risolutamente, rimproverandogli, +la sua vergognosa condotta? Io l'ho sofferto +con tutta la dolcezza possibile. Voi sapete bene, +nipote, se mi sfuggì mai una parola di doglianza +fino ad ora; io, il cui unico torto è una bontà troppo +grande ed una troppo facile condiscendenza! E +per mia disgrazia mi vedo incatenata per la vita a +questo vile, crudele e perfido mostro! »</p> + +<p>Emilia, comprendendo che i suoi mali non ammettevano +consolazione reale, e spregiando le frasi +comuni, stimò meglio tacere; la signora Montoni +però, gelosa della sua superiorità, interpretò quel +silenzio per indifferenza o disprezzo, e le rimproverò +l'oblio de' propri doveri e la mancanza di +sensibilità.</p> + +<p>« Oh! come diffidava io di quella sensibilità tanto +vantata, quando sarebbe stata messa alla prova! »<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +soggiuns'ella; « io sapeva benissimo che non v'insegnerebbe +nè tenerezza, nè affetto pei parenti che +vi hanno trattata come loro figlia.</p> + +<p> — Perdonate, zia, » disse Emilia con dolcezza, +« io mi vanto poco, e se lo facessi, non mi vanterei +già della mia sensibilità, ch'è un dono forse +più da temere che da desiderare.</p> + +<p> — A meraviglia, nipote, non voglio disputar con +voi; ma, come io diceva, Montoni minacciommi di +violenze, se persisto più a lungo a negargli la cessione; +era appunto il soggetto della nostra contesa +quando entraste stamattina. Ora son decisa; non +v'ha forza sulla terra che possa costringermivici, e +non soffrirò con calma tanti mal trattamenti; gli +dirò tutto ciò che merita, a dispetto delle sue minacce +e della sua ferocia. »</p> + +<p>Emilia profittò di un momento di silenzio per +dirle: « Cara zia, voi non fareste che irritarlo senza +necessità; non provocate di grazia, i mali crudeli +che temete.</p> + +<p> — Poco men cale, ma non lo appagherò mai; +voi mi consigliereste forse a spogliarmi di tutto +il mio?</p> + +<p> — No, zia, non intendo dir questo.</p> + +<p> — E che intendete voi dunque?</p> + +<p> — Voi parlavate di far rimproveri al signor Montoni... » +disse Emilia titubante.</p> + +<p> — Che! Forse non li merita?</p> + +<p> — Certo; ma non credo sia prudenza il farglieli +nella situazione attuale.</p> + +<p> — Prudenza! prudenza con un uomo che senza +scrupolo calpesta perfino le leggi dell'umanità! ed +userò prudenza con costui? No, non sarò vile a tal +segno.</p> + +<p> — Pel vostro solo interesse, e non per quello di +Montoni, » disse Emilia modestamente, « stimerei +bene di consultar la prudenza. I vostri rimproveri, +quantunque giusti, riescirebbero vani, nè farebbero +che spingerlo a terribili eccessi.<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span></p> + +<p> — Come! Dovrei dunque sottoporrai ciecamente +a tutto ciò ch'ei mi comanda? Pretendereste ch'io +me gli gettassi ai piedi per ringraziarlo della sua +crudeltà? Pretendereste che gli facessi donazione di +tutti i miei beni?</p> + +<p> — Cara zia, io forse mi spiego male! non sono +in caso di consigliarvi sopra un punto tanto delicato; +ma soffrite che ve lo dica: se amate il vostro +riposo, cercate di calmare il signor Montoni, anzichè +irritarlo.</p> + +<p> — Calmarlo! è impossibile, ripeto, non voglio +neppur provarmici. »</p> + +<p>Emilia, benchè piccata dall'ostinazione e dalle +false idee della zia, sentiva pietà de' di lei infortunii, +e fece il possibile per calmarla e consolarla, +dicendole:</p> + +<p>« La vostra situazione è forse meno disperata che +non crediate. Il signor Montoni può dipingervi i +suoi affari in uno stato più cattivo di quello che lo +siano realmente, per esagerare e dimostrare il bisogno +che ha della vostra cessione; d'altronde, finchè +conserverete i vostri beni, vi offriranno una risorsa, +se la futura condotta di vostro marito vi obbligasse +a separarvi da lui....</p> + +<p> — Nipote crudele e insensibile, » la interruppe +impazientemente la zia, « voi dunque tentate persuadermi +che non ho motivo di querelarmi? Che +mio marito è in una posizione brillante? che il mio +avvenire è consolante, e che i miei affanni son puerili +e romanzeschi come i vostri? Strane consolazioni! +Persuadermi che sono priva di criterio e di +sentimento, perchè voi non sentite nulla, e siete +indifferentissima ai mali altrui! Io credeva aprire +il cuore ad una persona compassionevole, che simpatizzasse +colle mie pene; ma mi avvedo pur troppo +che le persone sentimentali non sanno sentire che +per sè. Andatevene. »</p> + +<p>Emilia, senza risponderle, uscì con un misto di<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +pietà e disprezzo. Appena fu sola, cedè ai penosi +pensieri che le faceva nascere la posizione infelice +della zia. Le proprie osservazioni, le parole equivoche +di Morano, l'aveano convinta che il patrimonio +di Montoni mal corrispondeva alle apparenze. Vedeva +il fasto di lui, il numero de' servi, le sue +nuove spese per le fortificazioni, e la riflessione aumentò +la di lei incertezza sulla sorte della zia e la +propria, pensando al truce carattere dello zio che +andava ognor più spiegandosi nella sua ferocia.</p> + +<p>Mentre versava in questi affliggenti pensieri, Annetta +le portò il pranzo in camera. Sorpresa da tal +novità, domandò chi glielo avesse ordinato. « La mia +padrona, » rispose Annetta. « Il signore ha comandato +ch'essa pranzi nel suo appartamento ed ella vi +manda il pranzo nel vostro. Ci sono state forti +discussioni fra loro, e mi pare che la cosa si faccia +seria. »</p> + +<p>Emilia, poco badando alle sue ciarle, si mise a +tavola, ma Annetta non taceva sì facilmente: parlò +dell'arrivo degli uomini da lei già veduti sul bastione, +e della loro strana figura, non meno che +della buona accoglienza lor fatta da Montoni. « Pranzano +essi con lui? » disse Emilia.</p> + +<p> — No, signorina; hanno già mangiato nelle lor +camere in fondo alla galleria settentrionale. Non so +quando se ne andranno. Il padrone ha ordinato a +Carlo di portar loro il bisognevole. Hanno già fatto +il giro di tutto il castello, e dirette molte interrogazioni +ai manovali. In vita mia non ho mai veduto +ceffi così brutti; fanno paura a vederli. »</p> + +<p>La fanciulla le domandò se avesse udito riparlare +del conte Morano, e se vi fosse per lui speranza +di guarigione. Annetta sapeva solo che trovavasi in +una capanna, e molto aggravato. Emilia non potè +nascondere la commozione.</p> + +<p>« Signorina, » disse la ciarliera, « come le donne +sanno ben nascondere l'amore! Io credeva che voi +odiaste il conte, e mi sono ingannata.<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span></p> + +<p> — Credo di non odiar nessuno, » rispose Emilia +sforzandosi al sorriso; « ma non sono innamorata +certo del conte Morano; e sarei egualmente dispiacentissima +della morte violenta di chicchessia. »</p> + +<p>Annetta tornò a parlare de' dissensi fra i coniugi +Montoni. « Non è cosa nuova, » diss'ella, « giacchè +abbiamo inteso e veduto tutto fino da Venezia, sebbene +non ve ne abbia mai parlato.</p> + +<p> — E facesti benissimo, ed avresti fatto meglio a +continuare a tacere; abbi dunque prudenza, che +questo discorso non mi garba.</p> + +<p> — Ah! cara signora Emilia, vedo qual rispetto +avete per persone che si occupano sì poco di voi! +Io non posso soffrire di vedervi illusa in tal modo; +debbo dirvelo unicamente pel vostro interesse, e +senza alcun disegno di nuocere alla mia padrona, +quantunque, a dir vero, abbia poca ragione di amarla.</p> + +<p> — Tu non parli certo di mia zia, » disse Emilia +con gravità.</p> + +<p> — Sì, signora; ma io sono fuori di me. Se voi +sapeste tutto quel che so io, non andreste in collera. +Spesso, spessissimo ho inteso lei ed il padrone +che parlavano di maritarvi al conte: essa gli diceva +sempre di non lasciarvi cedere ai vostri ridicoli capricci, +ma di saper costringervi ad obbedire. Mi si +straziava il cuore all'udire tanta crudeltà; parendomi +che essendo ella stessa infelice, avrebbe dovuto compatire +le disgrazie altrui e....</p> + +<p> — Ti ringrazio della tua pietà, Annetta; ma mia +zia era infelice, e forse le sue idee erano alterate. +Altrimenti io penso... son persuasa che... Ma via, +lasciami sola, Annetta, ho finito di pranzare.</p> + +<p> — Voi non avete mangiato quasi nulla; prendete +un altro boccone... Alterate le sue idee? affè! mi +pare che lo siano sempre. A Tolosa ho inteso spesso +la padrona parlare di voi e del signor Valancourt +alla signora Marville e alla signora Vaison in un +modo poco bello: diceva loro che durava fatica a contenervi<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +ne' limiti del dovere, che eravate per lei un +gran peso, e che se non vi avesse sorvegliata bene, +sareste andata a scorrazzare per le campagne col +signor Valancourt; che lo facevate venir la notte, e....</p> + +<p> — Gran Dio! » sclamò Emilia facendosi di fuoco; +« è impossibile che mia zia mi abbia dipinta così.</p> + +<p> — Sì, signora, questa è la pura verità, sebbene +non la dica tutta intiera. Mi pareva che avrebbe +potuto parlare in altra maniera di sua nipote, anche +nel caso che voi aveste commesso qualche fallo. +Ma siate certa che non ho mai creduto neppure +una sillaba di tutti i suoi discorsi. La padrona non +guarda mai a ciò che dice, quando parla degli altri.</p> + +<p> — Comunque sia, Annetta, » disse Emilia, ricomponendosi +con dignità, « tu fai malissimo ad accusar +mia zia presso di me; so che la tua intenzione +è buona, ma non parliamone più; sparecchia la +tavola. »</p> + +<p>La cameriera arrossì, chinò gli occhi ed affrettassi +ad andarsene.</p> + +<p>« È dunque questo il premio della mia onestà? » +disse Emilia quando fu sola. « È questo il trattamento +che debbo ricevere da una parente, da una +zia, la quale doveva difendere la mia riputazione, +invece di calunniarla? Oh! mio tenero ed affettuosissimo +padre, cosa diresti se tu fossi ancora al +mondo? Che penseresti della indegna condotta di +tua sorella a mio riguardo?... Ma via, bando alle +inutili recriminazioni, e pensiamo soltanto ch'essa +è infelice. »</p> + +<p>Per divagarsi alquanto, prese il velo, e scese sui +bastioni, l'unico passeggio che le fosse permesso. +Avrebbe, sì, desiderato percorrere i boschi sottoposti, +e contemplare i sublimi quadri della natura; +ma Montoni non volendo ch'ella uscisse dal castello, +cercava contentarsi delle viste pittoresche +cui osservava dalle mura. Nessuno eravi allora colà; +il cielo era tetro e tristo come lei. Però, trapelando<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +il sole dalle nubi, Emilia volle vederne l'effetto +sulla torre di tramontana: voltandosi, vide i tre +forestieri della mattina, e si sentì un tremito involontario. +Coloro le si avvicinarono mentre esitava. +Volle ritirarsi, ed abbassò il velo, che mal ne nascondeva +la beltà. Essi guardaronla attenti, parlandosi +tra loro: la fierezza delle fisonomie la colpì +ancor più del singolare abbigliamento. La figura in +ispecie di quello in mezzo spirava una ferocia selvaggia, +truce e maligna che l'atterrì. Passò rapida: +quando fu in fondo al terrazzo, si volse, e vide gli +stranieri all'ombra della torretta, intenti a considerarla, +ed a parlare con fuoco tra loro. Ella affrettossi +a ritirarsi in camera.</p> + +<p>Montoni cenò tardi, e restò un pezzo a tavola +cogli ospiti nel salotto di cedro. Gonfio del suo recente +trionfo su Morano, vuotò spesso la coppa, e +si abbandonò senza ritegno ai piaceri della tavola +e della conversazione. Il brio di Cavignì parea al +contrario scemato: guardava Verrezzi, cui aveva +stentato molto a contenere fin allora, e che voleva +sempre manifestare a Montoni gli ultimi insulti del +conte.</p> + +<p>Un convitato mise in campo i casi della notte +scorsa, e gli occhi di Verrezzi sfavillarono: si parlò +poscia di Emilia, e fu un concerto di elogi. Montoni +solo tacea. Partiti i servi, la conversazione divenne +più libera; il carattere irascibile di Verrezzi +mescolava talvolta un po' di asprezza in quanto diceva, +ma Montoni spiegava la sua superiorità perfin +negli sguardi e nelle maniere. Uno di essi nominò +imprudentemente di nuovo Morano; Verrezzi scaldato +dal vino, e senza badare ai ripetuti segni <a name="tn141" id="tn141"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'di di'">di</ins> +Cavignì, diede misteriosamente qualche cenno +sull'incidente della vigilia. Montoni non parve notarlo +e continuò a tacere, senza mostrare alterazione. +Quell'apparente insensibilità accrebbe l'ira di Verrezzi, +il quale finì a manifestare i detti di Morano,<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +che, cioè, il castello non gli apparteneva legittimamente, +e che non avrebbegli lasciato volontariamente +un altro omicidio sull'anima.</p> + +<p>« Sarei io insultato alla mia tavola, e lo sarei da +un amico? » gridò Montoni pallido dal furore. « Perchè +ripetermi i motti d'uno stolto? » Verrezzi, che +si aspettava di vedere l'ira di Montoni volgersi +contro il conte, guardò Cavignì con sorpresa, e questi +godè della sua confusione. « Avreste la debolezza +di credere ai discorsi d'un uomo traviato dal delirio +della vendetta?</p> + +<p> — Signore, » disse Verrezzi, noi crediamo solo +quel che sappiamo.</p> + +<p> — Come! » interruppe Montoni con gravità; +« dove sono le vostre prove?</p> + +<p> — Noi crediamo solo quel che sappiamo, e non +sappiam nulla di quanto ci affermò Morano. »</p> + +<p>Montoni parve rimettersi, e disse: « Io son +sempre pronto, amici, quando si tratta del mio onore; +nessuno potrebbe dubitarne impunemente. Orsù, +beviamo.</p> + +<p> — Sì, beviamo alla salute della signora Emilia, » +disse Cavignì.</p> + +<p> — Con vostro permesso, prima a quella della +castellana, » soggiunse Bertolini. Montoni taceva.</p> + +<p> — Alla salute della castellana, » dissero gli ospiti, +e Montoni fece un lieve cenno di capo in segno +d'approvazione.</p> + +<p>« Mi sorprende, signore, » gli disse Bertolini, +« che abbiate negletto tanto questo castello: è un +bell'edifizio.</p> + +<p> — E molto adatto ai nostri disegni, » replicò +Montoni. « Voi non sapete, parmi, per qual caso io +lo posseggo?</p> + +<p> — Ma, » disse Bertolini ridendo, « è un caso fortunatissimo, +ed io vorrei che me ne accadesse uno +simile.</p> + +<p> — Se volete compiacervi d'ascoltarmi, » continuò +Montoni, « vi racconterò la cosa. »<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p> + +<p>Le fisionomie di Bertolini e Verrezzi esprimevano +ansiosa curiosità. Cavignì, il quale non ne esternava, +sapeva probabilmente già la storia.</p> + +<p>« Sono quasi venti anni che posseggo questo castello. +La signora che lo possedeva prima di me, +era mia parente lontana. Io sono l'ultimo della famiglia: +essa era bella e ricca, ed io le offrii la mia +mano, ma siccome amava un altro, mi respinse. È +probabile che il preferito abbia respinto lei, che fu +assalita da una costante malinconia, ed ho tutto il +fondamento di credere che troncasse ella stessa i +suoi giorni. Io non era allora nel castello: è un +caso pieno di strane e misteriose circostanze ch'io +vo' ripetervi.</p> + +<p> — Ripetetele, » disse una voce.</p> + +<p>Montoni tacque, ed i suoi ospiti, guardandosi reciprocamente, +si chiesero chi avesse parlato, e s'avvidero +che tutti si facevano la stessa domanda.</p> + +<p>« Siamo ascoltati, » disse Montoni; « ne parleremo +un'altra volta: beviamo. »</p> + +<p>I convitati guardarono per tutta la sala.</p> + +<p>« Siamo soli, » disse Verrezzi, « fateci la grazia +di continuare.</p> + +<p> — Non udiste qualcosa? » sclamò Montoni.</p> + +<p> — Parmi di sì, » rispose Bertolini.</p> + +<p> — Pura illusione, » disse Verrezzi guardando ancora. +« Siam soli. Continuate, ven prego. »</p> + +<p>Montoni ripigliò sottovoce, mentre i convitati si +serravano intorno a lui.</p> + +<p>« Sappiate che la signora Laurentini da qualche +mese mostrava i sintomi d'una gran passione e +d'un'immaginazione alterata. Talvolta si perdeva +in una placida meditazione, ma spesso farneticava. +Una sera di ottobre, dopo uno di questi accessi, si +ritirò sola nella sua camera, vietando di sturbarla. +Era la camera in fondo al corridoio, ch'è stata il +teatro della scena d'ieri sera: da quell'istante non +la videro più.<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span></p> + +<p> — Come! Non fu veduta più? » disse Bertolini. +« Il suo corpo non fu trovato nella camera?</p> + +<p> — Non si trovò il suo cadavere? » esclamarono +tutti unanimamente.</p> + +<p> — Mai, » rispose Montoni.</p> + +<p> — Quai motivi s'ebbero per supporre che si +fosse uccisa? » disse Bertolini. — Sì, quai motivi? » +disse Verrezzi. Montoni gli lanciò un'occhiata sdegnosa. +« Perdonate, signore, soggiunse l'altro; non +pensava che la signora fosse vostra parente, quando +ne parlai con tanta leggerezza. »</p> + +<p>Montoni, ricevendo questa scusa, continuò: « Vi +spiegherò tosto il tutto: ascoltate.</p> + +<p> — Ascoltate! » ripetè una voce.</p> + +<p>Tutti tacevano, e Montoni cambiò di colore.</p> + +<p>« Questa non è un'illusione, » disse finalmente +Cavignì. — No, » disse Bertolini; « l'ho intesa +anch'io.</p> + +<p> — Questo diventa straordinario, » soggiunse +Montoni, alzandosi precipitosamente. Tutti i convitati +si alzarono in disordine: furono chiamati i +servi, si fecero ricerche, ma non fu trovato nessuno. +La sorpresa e la costernazione crebbero. Montoni fu +sconcertato. « Lasciamo questa sala, » diss'egli, « ed +il soggetto del nostro discorso; è troppo serio. » +Gli ospiti, disposti ad uscire, pregarono Montoni di +andare altrove a seguitare il suo racconto, ma invano; +malgrado tutti i suoi sforzi per parer tranquillo, +egli era visibilmente agitatissimo.</p> + +<p>« Come! » disse Verrezzi; « sareste superstizioso, +voi che vi burlate dell'altrui credulità?</p> + +<p> — Non sono superstizioso, » rispose Montoni +« ma convien sapere cosa ciò vuol dire. » Uscì, e +tutti ritiraronsi.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FINE DEL SECONDO VOLUME</p> + +<p> <br /> </p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">Milano, 1875 — Tip. Ditta Wilmant.</p> + +<hr /> + +<div class="footnotes"><p class="center">NOTE</p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> Specie di gondoletta ornata con magnificenza.</p></div></div> + +<div class="tnote"> +<h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2> + +<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di +quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in +inglese è disponibile su Project Gutenberg: + <a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di +trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto +irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p> + +<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo originale]:</p> + +<table summary="correzioni"> + <tr> + <td class="r">P. <a href="#tn14">14</a> - </td> <td>col quale lo considerava. Alla perfine [perfino]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn17a">17</a> - </td> <td>vedo bene che siete disposta [diposta] a</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn17b">17</a> - </td> <td>Tutti dormivano [dominavano] nel castello</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn22">22</a> - </td> <td>a qual punto essa lo stimasse ed amasse [amassase]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn27">27</a> - </td> <td>cadde quasi esanime [esamine] sul seno. Non piangevan più</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn52">52</a> - </td> <td>degli altri beni toccatigli [toccatagli]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn62">62</a> - </td> <td>o signore, che non accetterò [eccetterò] mai</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn64">64</a> - </td> <td>Calmato alquanto il di lei spavento, Montoni [Monteni]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn76">76</a> - </td> <td>oltre Orsino, a questi conciliaboli notturni [nottorni]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn83">83</a> - </td> <td>disponevano non sortissero [sortiressero] il bramato esito</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn86">86</a> - </td> <td>lasciar [lascir] entrare il suo signore</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn87">87</a> - </td> <td>posta in faccia al [ad] grande specchio</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn90">90</a> - </td> <td>per assistere [assistare] a sì bello spettacolo</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn106">106</a> - </td> <td>ad idee grandiose, e, per una specie [spece]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn128">128</a> - </td> <td>colmollo di rimproveri [rimpoveri] senza parlare</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn141">141</a> - </td> <td>e senza badare ai ripetuti segni di [di di] Cavignì</td> + </tr> +</table> + +<p>Grafie alternative mantenute:</p> + +<ul> +<li>follia / follìa</li> +<li>Saint-Aubert / Sant'Aubert</li> +</ul> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2, by +Ann Radcliffe + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 *** + +***** This file should be named 33782-h.htm or 33782-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33782/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +http://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. Of course, we hope that you will support the Project +Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by +freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of +this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with +the work. You can easily comply with the terms of this agreement by +keeping this work in the same format with its attached full Project +Gutenberg-tm License when you share it without charge with others. + +1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern +what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in +a constant state of change. If you are outside the United States, check +the laws of your country in addition to the terms of this agreement +before downloading, copying, displaying, performing, distributing or +creating derivative works based on this work or any other Project +Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning +the copyright status of any work in any country outside the United +States. + +1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: + +1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate +access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently +whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the +phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project +Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed, +copied or distributed: + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + +1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived +from the public domain (does not contain a notice indicating that it is +posted with permission of the copyright holder), the work can be copied +and distributed to anyone in the United States without paying any fees +or charges. If you are redistributing or providing access to a work +with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the +work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1 +through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the +Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or +1.E.9. + +1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted +with the permission of the copyright holder, your use and distribution +must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional +terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked +to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the +permission of the copyright holder found at the beginning of this work. + +1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm +License terms from this work, or any files containing a part of this +work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. + +1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this +electronic work, or any part of this electronic work, without +prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with +active links or immediate access to the full terms of the Project +Gutenberg-tm License. + +1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, +compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any +word processing or hypertext form. However, if you provide access to or +distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than +"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version +posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org), +you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a +copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon +request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other +form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm +License as specified in paragraph 1.E.1. + +1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, +performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works +unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. + +1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing +access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided +that + +- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from + the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method + you already use to calculate your applicable taxes. The fee is + owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he + has agreed to donate royalties under this paragraph to the + Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments + must be paid within 60 days following each date on which you + prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax + returns. Royalty payments should be clearly marked as such and + sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the + address specified in Section 4, "Information about donations to + the Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies + you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he + does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm + License. You must require such a user to return or + destroy all copies of the works possessed in a physical medium + and discontinue all use of and all access to other copies of + Project Gutenberg-tm works. + +- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any + money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the + electronic work is discovered and reported to you within 90 days + of receipt of the work. + +- You comply with all other terms of this agreement for free + distribution of Project Gutenberg-tm works. + +1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm +electronic work or group of works on different terms than are set +forth in this agreement, you must obtain permission in writing from +both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael +Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the +Foundation as set forth in Section 3 below. + +1.F. + +1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable +effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread +public domain works in creating the Project Gutenberg-tm +collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic +works, and the medium on which they may be stored, may contain +"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual +property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a +computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by +your equipment. + +1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right +of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project +Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project +Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all +liability to you for damages, costs and expenses, including legal +fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT +LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE +PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE +TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE +LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR +INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH +DAMAGE. + +1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a +defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can +receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a +written explanation to the person you received the work from. If you +received the work on a physical medium, you must return the medium with +your written explanation. The person or entity that provided you with +the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a +refund. If you received the work electronically, the person or entity +providing it to you may choose to give you a second opportunity to +receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy +is also defective, you may demand a refund in writing without further +opportunities to fix the problem. + +1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth +in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO +WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. + +1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied +warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages. +If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the +law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be +interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by +the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any +provision of this agreement shall not void the remaining provisions. + +1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit http://pglaf.org + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/33782-h/images/ill.jpg b/33782-h/images/ill.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..053ea11 --- /dev/null +++ b/33782-h/images/ill.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..4a8be7a --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #33782 (https://www.gutenberg.org/ebooks/33782) |
