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+Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2,
+by Ann Radcliffe
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2
+
+Author: Ann Radcliffe
+
+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33782]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI
+DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
+
+
+
+
+ I MISTERI
+ DEL
+ CASTELLO D'UDOLFO
+
+
+ DI
+ ANNA RADCLIFFE
+
+
+ VOL. II
+
+ MILANO
+ _Oreste Ferrario_
+
+ Sotterranei Galleria Nuova,
+ via Silvio Pellico, 6, scala n. 18
+ e Santa Margherita
+
+
+
+
+ [Illustrazione: La Camera misteriosa.
+
+ _Cap. XXII_]
+
+
+
+
+CAPITOLO XII
+
+
+L'avarizia della zia d'Emilia cedè finalmente alla sua vanità. Qualche
+splendido pranzo dato dalla Clairval, e l'adulazione generale ond'essa
+era l'oggetto, aumentarono la premura della Cheron per assicurare una
+parentela che l'avrebbe tanto illustrata a' propri occhi ed a quelli
+del mondo. Propose il prossimo matrimonio di Emilia, ed offrì di
+assicurarne la dote, purchè la Clairval facesse altrettanto pel
+nipote. Questa ponderò la proposta, e considerando ch'Emilia era la
+più prossima erede della Cheron, l'accettò senza difficoltà. Emilia
+ignorava queste disposizioni, quando la zia l'avvertì di prepararsi
+alle nozze che dovevano aver luogo senza indugio. La fanciulla,
+sorpresa, non capiva il motivo di una sì istantanea conclusione, in
+verun modo sollecitata da Valancourt. Ed infatti, non conoscendo le
+convenzioni delle due zie, era ben lontano dallo sperare una sì gran
+felicità. Emilia mostrò qualche opposizione, ma la Cheron, sempre
+gelosa della sua autorità, insistè per il pronto matrimonio, colla
+stessa veemenza, con cui ne aveva rigettate in principio le menome
+apparenze. Tutti gli scrupoli di Emilia svanirono, quando Valancourt,
+istruito allora della sua felicità, venne a scongiurarla di
+confermargliene la certezza.
+
+Mentre si facevano i preparativi di queste nozze, Montoni diveniva
+l'amante dichiarato della Cheron. Ne fu malcontentissima la Clairval
+quando udì parlare del loro imminente matrimonio, e voleva impedire
+quello di Valancourt con Emilia; ma la coscienza le rappresentò, che
+non aveva diritto di punirli dei torti altrui. Sebbene donna del gran
+mondo, era però meno famigliarizzata della sua amica col metodo di far
+dipendere la felicità dalla fortuna e dagli omaggi ch'essa attira,
+anzichè dal proprio cuore.
+
+Emilia osservò con ansietà l'ascendente acquistato da Montoni sulla
+zia, come pure la maggior frequenza delle sue visite. La sua opinione
+su questo Italiano era confermata da quella di Valancourt, il quale
+aveva sempre esternato estrema avversione per lui. Una mattina ch'essa
+lavorava nel padiglione, godendo della dolce frescura primaverile,
+Valancourt leggeva vicino a lei, e tratto tratto deponeva il libro per
+conversare. Fu avvisata che la zia voleva vederla subito; entrò nel
+suo gabinetto, e paragonò sorpresa l'aria abbattuta della signora
+Cheron col genere ricercato del di lei abbigliamento.
+
+«Nipote mia...» diss'ella, e si fermò con qualche imbarazzo. «Vi ho
+fatta cercare... io... io... voleva vedervi. Ho da darvi una
+notizia... da questo momento voi dovete considerare il signor Montoni
+come vostro zio; noi ci siamo maritati stamattina.»
+
+Confusa, non tanto del matrimonio, quanto del segreto con cui era
+stato fatto, dell'agitazione colla quale le venne annunziato, Emilia
+attribuì siffatto mistero alla volontà di Montoni, piuttostochè a
+quella di sua zia; ma questa non voleva che si credesse così.
+
+«Voi vedete,» soggiuns'ella, «che ho voluto fuggire la pubblicità; ma
+ora che la cerimonia è fatta, non m'importa più che si sappia. Vado
+subito ad annunziare alla mia gente che il signor Montoni è il loro
+padrone.»
+
+Emilia fece quanto potè per felicitare la zia di un matrimonio così
+imprudente.
+
+«Voglio celebrare le mie nozze con tutto il fasto,» continuò la
+signora Montoni, «e per non perder tempo, mi servirò dei preparativi
+che furono fatti per le vostre, le quali verranno protratte un poco;
+ma voglio che per far onore alla festa, voi vi abbigliate degli abiti
+fatti pel vostro matrimonio. Desidero egualmente che facciate noto il
+mio cambiamento di nome al signor Valancourt, il quale ne informerà la
+signora Clairval. Fra pochi giorni voglio dare un pranzo magnifico, e
+conto su di loro.»
+
+Emilia era talmente attonita, che potè appena replicare alla zia, e, a
+tenore del suo desiderio, tornò nel padiglione ad informar l'amante
+dell'accaduto. La sorpresa non fu il primo sentimento di Valancourt,
+sentendo parlare di queste nozze precipitose; ma quando seppe che le
+sue erano differite, e che gli ornamenti preparati per abbellire
+l'imeneo della sua Emilia, stavano per esser degradati servendo per la
+signora Montoni, il dolore e lo sdegno agitarono a vicenda il suo
+spirito. Non potè dissimularlo alla fanciulla; i di lei sforzi per
+distrarlo e scherzare su questi timori repentini furono inutili.
+Quando alla fine si separò da lei, era oppresso da una tenera
+inquietudine che la colpì vivamente, e pianse senza saper perchè,
+quando fu giunta all'ingresso del giardino.
+
+Montoni prese possesso del castello colla facilità d'un uomo che da
+lunga pezza lo riguardava come suo. Il suo amico Cavignì l'aveva
+singolarmente servito prodigando alla Cheron le attenzioni e le
+adulazioni ch'essa esigeva, ed alle quali Montoni pareva prestarsi con
+pena; egli ebbe un appartamento nel castello, e fu obbedito dalla
+servitù come lo stesso padrone.
+
+Pochi giorni dopo, la signora Montoni, come l'aveva promesso, diede un
+magnifico pranzo ad una numerosa società. Valancourt v'intervenne, ma
+la Clairval se ne scusò. Vi fu accademia di musica e festa da ballo.
+Valancourt, come di ragione, danzò con Emilia; egli non poteva
+esaminare le decorazioni della festa, senza rammentarsi ch'erano
+destinate per le sue nozze. Nonostante cercava di consolarsi, pensando
+che fra poco i suoi voti sarebbero stati esauditi. La signora Montoni
+ballò, rise e chiaccherò del continuo tutta la sera. Montoni però,
+taciturno e riservato, sembrava ristucco di quel divertimento, e della
+frivola società che ne formava l'oggetto.
+
+Fu il primo e l'ultimo banchetto dato in occasione di quelle nozze.
+Montoni, cui il carattere severo, e il taciturno orgoglio, impedivano
+d'animare queste feste, era nondimeno dispostissimo a provocarle.
+Trovava esso ben di rado nelle conversazioni un uomo che potesse
+rivaleggiar con lui per lo spirito od il talento. Tutto il vantaggio,
+in questa specie di riunioni, era dunque sempre dalla parte sua.
+Conoscendo con quale egoismo si frequenta la società, temeva d'esser
+vinto in simulazione, ovvero in considerazione, dovunque egli si
+trovava. Ma la signora Cheron, quando trattavasi del proprio
+interesse, aveva talfiata più discernimento che vanità. Conosceva essa
+la sua inferiorità alle altre donne in tutte le qualità personali. La
+gelosia naturale risultante da questa cognizione, ne contrariava
+dunque l'inclinazione per le riunioni che offriva Tolosa. La sua
+politica era cambiata; si opponeva con vivacità al gusto del marito
+per il gran mondo, e non dubitava ch'egli non fosse per essere così
+ben ricevuto da tutte le donne com'eralo stato allorchè faceva la
+corte a lei.
+
+Erano scorse poche settimane da questo matrimonio, quando la signora
+Montoni partecipò ad Emilia il progetto di andare in Italia, tostochè
+fossero finiti tutti i preparativi pel viaggio.
+
+«Andremo a Venezia,» diss'ella; «Montoni vi possiede un bel palazzo, e
+quindi passeremo al suo castello in Toscana. Perchè prendete voi
+un'aria così seria, figliuola? Voi che amate tanto le belle vedute,
+dovreste essere incantata di questo viaggio.
+
+--Devo forse venire anch'io?» disse Emilia con emozione e sorpresa
+insieme.
+
+--Sì, certo,» replicò la zia; «come potete supporre che noi vogliamo
+lasciarvi qui? Ah! vedo che pensate al cavaliere. Io credo che non
+sappia nulla, ma lo saprà sicuramente quanto prima. Montoni è uscito
+per darne parte alla signora Clairval, ed annunziarle che i nodi
+proposti fra le nostre famiglie sono sciolti irremissibilmente.»
+
+L'insensibilità colla quale la Montoni faceva sapere alla nipote che
+la separavano, forse per sempre, dall'uomo al quale doveva unirsi per
+tutta la vita, aumentò vie più la disperazione dell'infelice a tal
+notizia. Quando potè parlare, domandò il motivo di tal cangiamento a
+riguardo di Valancourt; e l'unica risposta che ne ottenne fu, che
+Montoni aveva proibito questo matrimonio, attesochè Emilia poteva
+aspirare a partiti assai più vantaggiosi.
+
+«Io lascio attualmente tutta questa faccenda a mio marito,» soggiunse
+la Montoni; «ma devo convenire che il signor Valancourt non mi è
+piaciuto mai, e che non avrei mai dovuto dare il mio consenso. Son
+debole assai; bene spesso son così buona, che le pene altrui mi
+rattristano, e la vostra afflizione la vinse sulla mia opinione. Il
+signor Montoni però mi ha dimostrato con molta chiarezza la follia
+ch'io faceva, ma non avrà certo a rimproverarmela una seconda volta.
+Pretendo assolutamente la vostra sommissione a quelli che conoscono
+meglio di voi i vostri interessi, e ci dovete obbedire in tutto.»
+
+Emilia sarebbe stata sorpresa dalle asserzioni e dall'eloquenza di
+questo discorso, se tutte le di lei facoltà, annientate dalla scossa
+ricevuta, le avessero permesso d'intenderne una sola parola. Qualunque
+fosse la debolezza della signora Montoni, avrebbe potuto risparmiarsi
+il rimprovero di una eccessiva compassione e d'una prodigiosa
+sensibilità ai mali altrui, e soprattutto a quelli di Emilia. Quella
+medesima ambizione che l'aveva indotta a brigare il parentado della
+Clairval, formava oggi il soggetto della rottura. Il suo matrimonio
+con Montoni esaltava ai di lei occhi la propria importanza, e
+conseguentemente cambiava le sue mire per Emilia.
+
+Questa interessante fanciulla era troppo afflitta per far valere le
+sue ragioni, o scendere a preghiere. Quando finalmente volle far uso
+di quest'ultimo mezzo, le mancò la parola, e si ritirò nella sua
+camera per riflettere, se ciò le fosse stato possibile, ad un colpo
+così inaspettato e tremendo.
+
+Passò gran pezza prima che si fosse riavuta abbastanza da porsi a
+riflettere; ma il pensiero che le si affacciò fu tristo e terribile.
+Credè che Montoni volesse disporre di lei pel proprio vantaggio, e
+pensò che Cavignì fosse la persona per la quale si interessasse. La
+prospettiva del viaggio d'Italia diveniva ancor più disgustosa, quando
+considerava la situazione turbolenta di quel paese lacerato dalle
+guerre civili, in preda a tutte le fazioni, e dove ogni castello si
+trovava esposto all'invasione del partito avverso. Considerò a qual
+persona era rimesso il suo destino, ed a qual distanza si sarebbe
+trovata da Valancourt. A tale idea, svanì qualunque altra immagine, ed
+il dolore immerse nella confusione tutti i suoi pensieri.
+
+Passò qualche ora in questo stato doloroso; quando fu avvertita per il
+pranzo, volle scusarsene. La Montoni però, ch'era sola, non volle
+acconsentirvi, e le convenne obbedire. Parlarono pochissimo durante il
+pranzo. L'una era oppressa dal suo dolore, e l'altra indispettita
+dell'assenza inaspettata di Montoni. La sua vanità era offesa da
+siffatta negligenza, e la gelosia l'allarmava principalmente su di ciò
+ch'ella chiamava un impegno misterioso. Non ostante Emilia si provò a
+parlar nuovamente di Valancourt, ma la zia, insensibile a pietà ed ai
+rimorsi, divenne quasi furiosa perchè si permettessero osservazioni
+sulla di lei autorità e su quella di Montoni; in conseguenza la povera
+Emilia si ritirò piangendo.
+
+Traversando il vestibolo, udì entrare qualcuno dalla porta grande; le
+parve di vedere Montoni e raddoppiò il passo; ma riconobbe tosto la
+voce diletta di Valancourt.
+
+«Emilia, mia cara Emilia!» sclamò egli col tuono dell'impazienza, a
+misura che si avanzava e che scuopriva le orme della disperazione sul
+volto di lei. «Emilia, bisogna ch'io vi parli; ho da dirvi mille cose;
+conducetemi in qualche parte ove possiamo parlare con libertà. Ma! voi
+tremate, vi sentite male; lasciate ch'io vi conduca ad una sedia.»
+
+Vide una porta aperta, e si provò a condurre Emilia colà; ma essa,
+ritirando la mano, gli disse sorridendo languidamente:
+
+«Sto già meglio. Se volete parlare con mia zia, è nel salotto.
+
+--Voglio parlare con _voi sola_, mia cara Emilia,» replicò Valancourt.
+«Gran Dio! Siete già arrivata a questo punto? Acconsentite voi così
+facilmente a dimenticarmi? questo luogo non ci conviene, possiamo
+essere intesi. Non voglio da voi che un solo quarto d'ora di
+attenzione.
+
+--Sì, quando avrete veduto mia zia,» disse Emilia.
+
+--Io era già infelice, venendo qui,» esclamò Valancourt; «non
+aumentate il mio affanno con questa freddezza e con questo crudele
+rifiuto.»
+
+L'energia colla quale pronunciò tali parole, la commosse fino alle
+lagrime, ma persistè nella negativa d'ascoltarlo fintantochè non
+avesse veduto la signora Montoni.
+
+«Dov'è suo marito, dov'è egli questo Montoni?» disse Valancourt con
+voce alterata; «debbo parlar giusto con lui.»
+
+Emilia, spaventata delle conseguenze dello sdegno che sfavillava ne'
+di lui occhi, l'assicurò con voce tremante che Montoni non era in
+casa, e lo scongiurò di moderare il risentimento. Agli accenti
+interrotti della di lei voce, gli sguardi di Valancourt passarono
+tosto dal furore alla tenerezza.
+
+«Vi sentite male, Emilia,» diss'egli, «e vogliono perderci amendue.
+Perdonatemi se ho ardito dubitare della vostra tenerezza.»
+
+Emilia non s'oppose più ad accordargli un colloquio nella stanza
+vicina. La maniera colla quale aveva nominato Montoni, aveale
+cagionato i più fondati timori sul pericolo cui poteva correre egli
+stesso; non pensò più se non a prevenire le terribili conseguenze
+della sua vendetta. Ascoltò egli attento le di lei preghiere, e non vi
+rispose che con occhiate di disperazione e di tenerezza. Nascose alla
+meglio il suo risentimento per Montoni, e si sforzò di acchetare i di
+lei terrori; ma Emilia, poco contenta di quell'apparente tranquillità,
+si turbò ancor davvantaggio, e procurò di far conoscere a Valancourt
+l'inconveniente di un alterco con Montoni, lo che avrebbe potuto
+rendere la loro separazione irrimediabile. Cedè egli alle tenere
+preghiere, e le promise che, per quanto grande potesse essere
+l'ostinazione di Montoni, non farebbe mai uso della violenza per
+conservare i suoi diritti.
+
+Emilia si sforzò di calmarlo coll'assicurazione di un attaccamento
+inviolabile. Gli fe' osservare che fra un anno circa sarebbe stata
+maggiorenne, e che per conseguenza allora sarebbe uscita di tutela.
+Queste assicurazioni però consolavano poco Valancourt: egli
+considerava che allora essa sarebbe in Italia, ed in balia di coloro
+il cui potere su di lei non sarebbe cessato tanto facilmente co' loro
+diritti. Emilia, alquanto calmata dalla promessa ottenuta e dalla
+tranquillità ch'egli affettava, stava per lasciarlo, quando la zia
+entrò nella stanza. Gettò essa un'occhiata di rimprovero sulla nipote,
+che si ritirò subito, e una di malcontento e d'alterigia sull'infelice
+giovane.
+
+«Non è questa la condotta ch'io mi aspettava da voi,» diss'ella, «o
+signore; io non credeva di vedervi più in casa mia dopo avervi fatto
+avvertire che le vostre visite non mi tornavano più gradite. Credeva
+ancor meno, che voi cercaste di vedere clandestinamente mia nipote, e
+ch'ella avesse l'imprudenza di acconsentire a ricevervi.»
+
+Valancourt, vedendo esser necessario di giustificare Emilia, protestò
+che l'unico scopo della sua visita era stato quello di domandare un
+abboccamento a Montoni, e ne spiegò i motivi colla moderazione che il
+sesso, più che il carattere di quella donna superba, poteva solo
+esiger da lui.
+
+Le sue preghiere furono ricevute con asprezza. La zia si lagnò che la
+sua prudenza avesse ceduto a quant'essa chiamava la sua compassione,
+aggiungendo infine che conoscendo benissimo la follia della sua prima
+condiscendenza, e volendo evitare di ricadervi, rimetteva intieramente
+ed esclusivamente quest'affare al marito.
+
+L'eloquenza sentimentale del giovane le fece alfine comprendere
+l'indegnità della sua condotta; essa conobbe la vergogna, ma non il
+rimorso. S'indispettì che Valancourt l'avesse ridotta a quella penosa
+situazione, ed il suo odio crebbe colla coscienza dei propri torti.
+L'antipatia ch'egli le ispirava era tanto più forte, in quanto che,
+senza accusarla, la costringeva a convincersi da sè stessa. Non le
+lasciava una scusa per la violenza del risentimento col quale lo
+considerava. Alla perfine, la sua collera divenne così violenta, che
+Valancourt si decise di uscire al momento, affine di non perdere la
+propria stima in una risposta poco misurata, e si convinse appieno che
+non doveva sperare nè pietà, nè giustizia da una persona che sentiva
+il peso delle male opere, e non l'umiltà del pentimento.
+
+Si era formata l'istessa idea di Montoni, essendo chiaro che il piano
+della separazione veniva direttamente da lui. Non era probabile
+ch'egli abbandonasse il suo disegno per preghiere o ragioni che doveva
+aver prevedute, e contro le quali era preparato. Intanto, fedele alle
+promesse fatte ad Emilia, più occupato del suo amore, che geloso della
+propria dignità, Valancourt si guardò bene dall'irritar Montoni senza
+necessità. Gli scrisse, non per domandargli un abboccamento, ma per
+sollecitare il suo favore, e ne attese la risposta con qualche
+tranquillità.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIII
+
+
+La signora Clairval si teneva in disparte da tutto quell'intrigo:
+quando aveva acconsentito al matrimonio di Valancourt, era nella
+credenza che Emilia avrebbe ereditato dalla zia. Allorchè il
+matrimonio di quest'ultima l'ebbe disingannata su tal proposito, la
+coscienza le impedì di rompere un'unione quasi formata; ma la sua
+benevolenza non andava al punto da spingerla a fare un passo che
+avesse a deciderla intieramente. Si felicitava che Valancourt fosse
+sciolto da un impegno ch'essa credeva tanto al disotto di lui per le
+sostanze, quanto Montoni giudicava umiliante tal parentado per la
+bellezza di Emilia. La Clairval poteva stimarsi offesa, che un
+individuo della sua famiglia fosse stato così congedato; ma non si
+degnò di esprimerne il suo risentimento in altro modo che col
+silenzio.
+
+Montoni, nella sua risposta, assicurò Valancourt che un abboccamento,
+non potendo nè cambiare la risoluzione dell'uno, nè vincere i
+desiderii dell'altro, non finirebbe che in un diverbio affatto
+inutile, e che per ciò credeva bene di non accordarglielo.
+
+La moderazione tanto raccomandatagli da Emilia, e le promesse fattele,
+poterono sole trattenere l'impetuosità di Valancourt, che voleva
+correre da Montoni a domandar con fermezza quanto veniva ricusato alle
+sue preghiere. Si limitò dunque a rinnovare le sue istanze, e le
+appoggiò con tutte le ragioni che poteva somministrare la sua
+posizione. Passarono alcuni giorni in domande da una parte, e
+nell'inflessibilità dall'altra. Fosse per timore, o per vergogna, o
+per l'odio che risultava da questi due sentimenti, Montoni evitava
+accuratamente colui che aveva tanto offeso; non era nè intenerito dal
+dolore espresso nelle lettere di Valancourt, nè colpito dal pentimento
+per le solide ragioni in esse contenute. In fine, le lettere
+dell'infelice giovine furono respinte senza essere aperte. Nella sua
+prima disperazione, obliò tutte le promesse eccettuata quella di
+evitare la violenza, e corse al castello, risoluto di veder Montoni, e
+porre tutto in opra per riuscirvi. L'Italiano fece dire che non era in
+casa, ed allorchè Valancourt chiese di parlare alla signora o ad
+Emilia, gli fu negato positivamente l'ingresso. Non volendo impegnarsi
+in alterchi coi servitori, partì e tornò a casa in uno stato di
+frenesia: scrisse l'accaduto a Emilia, esprimendole senza riserva le
+angosce dell'anima; e la scongiurò, giacchè restava solo questo
+ripiego, di accordargli un abboccamento segreto.
+
+Appena quella lettera fu spedita, la sua alterazione si calmò: conobbe
+il fallo commesso, aumentando le pene di Emilia colla descrizione
+troppo sincera de' suoi guai. Avrebbe dato la metà del mondo per
+ricuperare quella lettera imprudente. Emilia però fu preservata dal
+dolore che avrebbe provato ricevendola. La signora Montoni aveva
+ordinato che le fossero portate tutte le lettere dirette alla nipote:
+la lesse, e montata sulle furie per la maniera con la quale Valancourt
+vi trattava Montoni, la bruciò.
+
+Montoni, intanto, sempre più impaziente di lasciar la Francia,
+sollecitava i preparativi della partenza, e terminava in fretta ciò
+che gli restava da fare. Osservò il più profondo silenzio sulle
+lettere nelle quali Valancourt, disperando d'ottener di più, e
+moderando la passione che avealo fatto trascendere, sollecitava il
+permesso soltanto di dire addio ad Emilia. Ma quando il giovane intese
+che sarebbe partita fra pochi giorni, e ch'era stato deciso che non la
+rivedrebbe più, perdè ogni prudenza, e in una seconda lettera le
+propose un matrimonio segreto. Questa lettera andò come l'altra nelle
+mani della signora Montoni, e venne la vigilia della partenza senza
+che Valancourt avesse ricevuto una sola riga di consolazione, o la
+menoma speranza di un ultimo abboccamento.
+
+Intanto Emilia era inabissata nello stupore prodotto da tante
+disgrazie inaspettate ed irrimediabili. Essa amava Valancourt col più
+tenero affetto; erasi abituata da lunga pezza a considerarlo come
+l'amico ed il compagno di tutta la vita; non avea un pensiero di
+felicità al quale non fosse unita la sua idea. Qual doveva esser
+dunque il suo dolore al momento di una separazione così inaspettata, e
+forse eterna, e ad una distanza tale, dove le nuove della loro
+esistenza potrebbero appena giugnere, e tutto questo per obbedire ai
+voleri di uno straniero, a quelli d'una persona che provocava non ha
+guari ancora il loro matrimonio? Invano procurava essa di vincere il
+suo dolore, e rassegnarsi ad una sciagura inevitabile. Il silenzio di
+Valancourt l'affliggeva ancor più, perchè non sapeva attribuirlo al
+suo vero motivo; ma quando, alla vigilia di lasciar Tolosa, seppe che
+non erale permesso di salutarlo, il dolore l'oppresse maggiormente, e
+non potè trattenersi dal domandare alla zia se le fosse stata
+positivamente negata questa consolazione, ciò che le fu barbaramente
+confermato.
+
+«Se il cavaliere avesse voluto ottener da noi questo favore,»
+diss'ella, «avrebbe dovuto contenersi diversamente. Egli doveva
+aspettare con pazienza che noi fossimo disposti ad accordarglielo; non
+mi avrebbe rimproverata perchè persisteva a negargli mia nipote, e non
+avrebbe molestato il signor Montoni, il quale non credeva conveniente
+di entrare in discussione su questa ragazzata. La di lui condotta in
+quest'affare è stata affatto presuntuosa e importuna; desidero di non
+sentir mai più parlar di lui, e che ci liberiate da cotesta ridicola
+tristezza, da cotesti sospiri, da cotesta aria cupa, la quale farebbe
+credere che voi siate sempre disposta a piagnucolare; fate come tutti
+gli altri; il vostro silenzio non basta a nascondere la vostra
+inquietudine alla mia penetrazione; vedo bene che siete disposta a
+piangere in questo momento, sì in questo momento istesso, a dispetto
+della mia proibizione.»
+
+Emilia, che si era voltata dall'altra parte per nascondere le sue
+lacrime, si ritirò a precipizio per versarne in copia. Fu sì grande la
+di lei agitazione nel riflettere al suo stato e all'idea di non veder
+più Valancourt, che sentissi venir meno. Appena si fu riavuta un poco,
+si affacciò alla finestra, e l'aria fresca della notte la rianimò
+alquanto. Il chiaro di luna, cadendo sopra un lungo viale di olmi,
+sotto di lei, invitolla a tentare se il moto e l'aria aperta non
+calmerebbero l'irritazione di tutti i suoi nervi. Tutti dominavano nel
+castello: Emilia scese lo scalone, e traversando il vestibolo, penetrò
+cautamente nel giardino per un andito solitario. Camminava più o meno
+celeremente, secondo che le ombre la ingannavano, credendo vedere
+qualcuno da lontano, e temendo non fosse qualche spione di sua zia.
+Frattanto, il desiderio di rivedere il padiglione, nel quale aveva
+passati tanti momenti felici con Valancourt, dove aveva ammirato seco
+lui le belle pianure della Linguadoca, e la Guascogna sua cara patria,
+questo desiderio la vinse sul timore di essere osservata, e andò verso
+il terrazzo, che si prolungava sino all'ingresso del giardino,
+dominando gran parte della sottoposta prateria, alla quale si scendeva
+per una marmorea scalea. Quando fu alla scala, sostò un momento
+guardando intorno. La distanza del castello aumentava la specie di
+spavento che le cagionavano il silenzio, l'ora e l'oscurità; ma non
+iscorgendo nulla che potesse giustificare i suoi timori, salì sul
+terrazzo, onde il chiaro di luna scopriva l'ampiezza, e mostrava il
+padiglione in fondo. Si avanzò verso questo, e vi entrò; l'oscurità
+del luogo non era adatta a diminuire la sua timidezza. Le gelosie
+erano aperte, ma le piante dei fiori ingombravano l'esterno delle
+finestre, lasciando appena vedere a traverso i rami il paese
+fiocamente illuminato dalla luna. Avvicinandosi ad una finestra, essa
+non gustava di quello spettacolo se non in quanto potea servirla a
+richiamarle alla fantasia più vivamente l'immagine di Valancourt.
+
+«Ah!» sclamò con un gran sospiro, gettandosi sopra una sedia; «quante
+volte ci siamo seduti in questo luogo! Quante volte abbiamo noi
+contemplato questa bella vista! Non l'ammireremo più insieme? mai,
+forse non ci rivedremo mai più!»
+
+D'improvviso, lo spavento ne sospese le lagrime: avendo udito una voce
+vicina a lei nel padiglione, gettò un grido, ma lo strepito
+ripetendosi, distinse la voce amata di Valancourt. Era egli stesso,
+era il giovane che la teneva in braccio. In quell'istante la
+commozione le tolse l'uso della parola.
+
+«Emilia,» disse alfine Valancourt, tenendole una mano stretta tra le
+sue, «mia cara Emilia!» Tacque nuovamente, e l'accento col quale aveva
+pronunziato questo nome, esprimeva la sua tenerezza insieme ed il suo
+dolore.
+
+«O Emilia mia!» soggiuns'egli dopo una lunga pausa; «vi riveggo
+ancora, ed ascolto ancora il suono della vostra voce! Ho errato
+intorno a questi luoghi e a questo giardino per tante notti, nè aveva
+che una debolissima speranza di rivedervi! Era questa la sola risorsa
+che mi restava; grazie al cielo non mi è mancata.»
+
+Emilia pronunziò qualche parola senza saper quasi ciò che dicea,
+espresse il suo inviolabile affetto, e si sforzò di calmare
+l'agitazione di Valancourt. Quando egli si fu un poco rimesso, le
+disse:
+
+«Io son venuto qui subito dopo il tramonto del sole, nè ho cessato poi
+dal percorrere i giardini ed il padiglione. Aveva abbandonato
+qualunque speranza di vedervi; ma non sapeva risolvermi a staccarmi da
+un luogo ove vi sapeva così vicino a me, e sarei probabilmente rimasto
+tutta notte in questi contorni. Ma quando apriste il padiglione,
+l'oscurità m'impediva di distinguere con certezza se fosse la mia cara
+Emilia: il cuore mi batteva così forte per la speranza ed il timore
+ch'io non poteva parlare. Appena intesi gli accenti lamentosi della
+vostra voce, ogni dubbio svanì, ma non i miei timori, fintantochè non
+pronunziaste il mio nome. Nell'eccesso della gioia, non ho pensato
+allo spavento che vi avrei cagionato; ma non poteva più tacere. Oh!
+Emilia, in momenti così preziosi, la consolazione e il dolore lottano
+con tanta forza, che il cuore può a stento sopportarne la tenzone.»
+
+Il cuore d'Emilia sentiva questa verità; ma la gioia di riveder
+l'amante nel momento in cui si accorava di esserne separata per
+sempre, si confuse presto col dolore, quando la riflessione guidò la
+sua immaginazione sull'avvenire. Faceva essa ogni sforzo per
+ricuperare la calma e dignità tanto necessarie per sostenere
+quest'ultimo colloquio. Valancourt non poteva moderarsi; i trasporti
+della gioia si cangiarono improvvisamente in quelli della
+disperazione; ed espresse col linguaggio il più appassionato l'orrore
+della separazione, e la poca probabilità d'una possibile riunione.
+Emilia procurava contenere la propria tristezza, e addolcire quella
+dell'amante.
+
+«Voi mi lasciate,» le dicea egli, «voi andate in terra straniera! E a
+qual distanza! Voi andate a trovare nuove società, nuovi amici, nuovi
+ammiratori; si sforzeranno di farvi scordare di me, e vi saranno
+preparati nuovi nodi. Come poss'io saper tutto questo, e non sentire
+che non tornerete più per me, che non sarete mai più mia?» La voce gli
+mancò soffocata dai singulti.
+
+«Credete voi dunque,» diss'Emilia, «che la mia afflizione nasca da un
+affetto leggiero e momentaneo? Potete voi crederlo?
+
+--Soffrire!» interruppe Valancourt; «soffrir per me! Emilia mia,
+quanto son dolci, e quanto amare al tempo stesso queste parole! Io non
+devo dubitare della vostra costanza; eppure, tal è l'inconseguenza del
+vero amore; è esso sempre pronto a sospettare; e quand'anche la
+ragione lo riprova, egli vorrebbe sempre una nuova assicurazione.
+Adesso vi veggo, vi stringo tra le mie braccia: ancora pochi momenti,
+e non sarà più che un sogno: guarderò, e non vi vedrò più... Io
+rinasco da morte a vita, quando mi dite che vi son caro; ma appena non
+vi ascolto più, ricado nella dubbiezza, e mi abbandono alla
+diffidenza.» Poi, sembrando raccogliersi, esclamò: «Quanto son
+colpevole di tormentarvi così in questi momenti nei quali dovrei
+consolarvi, e sostenere il vostro coraggio!»
+
+Questa riflessione lo intenerì singolarmente. La sua voce e le sue
+parole erano così appassionate, che Emilia, non potendo più contenere
+il proprio, cessò di reprimere il dolore di Valancourt, il quale in
+cotesti istanti terribili di amore e di pietà perdè quasi il potere e
+la volontà di signoreggiare la sua agitazione.
+
+«No,» esclamò, «io non posso, non deggio lasciarvi. Perchè affideremo
+noi la felicità della nostra vita alle volontà di coloro che non hanno
+il diritto di distruggerla, e non possono contribuirvi se non
+concedendovi a me? O Emilia! osate fidarvi al vostro cuore! Osate
+esser mia per sempre!» La voce gli tremava, e non disse di più. Emilia
+piangeva e taceva. Valancourt le propose di sposarsi segretamente.
+«Alla punta del giorno lascerete la casa della signora Montoni, e mi
+seguirete alla chiesa di Sant'Agostino, ove ci attende un sacerdote
+per unirci.»
+
+Il silenzio col quale la fanciulla ascoltò una proposta dettata
+dall'amore e dalla disperazione, in un momento in cui era appena
+capace di respingerla, quando il suo cuore era intenerito dal dolore
+d'una separazione, che poteva essere eterna, quando la sua ragione era
+in preda alle illusioni dell'amore e del terrore; questo silenzio
+incoraggì le speranze di Valancourt. «Parlate, mia cara Emilia,» le
+diss'egli con ardore; «lasciatemi ascoltare il suono della vostra voce
+soave; fate che intenda da voi la conferma del mio destino.» Essa
+rimase muta, un freddo brivido l'assalse, e svenne. L'immaginazione
+turbata di Valancourt se la figurò moribonda. La chiamò per nome, e si
+alzava per andar a chieder soccorso al castello; ma pensando alla di
+lei situazione, fremette all'idea di uscire e lasciarla in quello
+stato.
+
+Dopo qualche momento ella sospirò e rinvenne. Il contrasto da lei
+sofferto fra l'amore e il dovere, la sommissione alla sorella di suo
+padre, la ripugnanza ad un matrimonio clandestino, il timore d'un nodo
+indissolubile, la miseria ed il pentimento in cui essa poteva
+immergere l'oggetto de' suoi affetti, erano motivi troppo forti per
+uno spirito affralito dalle sciagure, e la sua ragione era rimasta
+alquanto sospesa. Ma il dovere e la saviezza, per quanto potessero
+esser penosi trionfarono finalmente della tenerezza e de' suoi tristi
+presentimenti. Essa temeva specialmente di gettar Valancourt
+nell'oscurità, ed in quei vani rimorsi che sarebbero, o le parevan
+dover essere la conseguenza necessaria di un matrimonio nella loro
+posizione. Ella si condusse senza dubbio con una grandezza d'animo
+poco comune, quando risolse di provare un male presente, piuttosto che
+provocare una disgrazia futura.
+
+Si spiegò con un candore che giustificava pienamente a qual punto essa
+lo stimasse ed amasse, e perciò gli divenne, se fosse stato possibile,
+ancor più cara. Gli espose tutti i motivi che la decidevano a
+rigettare la sua offerta. Egli confutò, o piuttosto contraddisse tutti
+quelli che riguardavano lui solo; ma gli altri lo richiamarono a
+tenere considerazioni su di lei, che il furore della passione e della
+disperazione gli avevano fatto obliare. Quel medesimo amore che
+facevagli proporre un matrimonio segreto ed immediato, l'obbligava
+allora a rinunziarvi. La vittoria costava troppo al suo cuore; si
+sforzava di calmarsi per non affliggerla maggiormente, ma non poteva
+dissimulare tutto quel che sentiva. «O Emilia,» diss'egli, «bisogna
+ch'io vi lasci, e son certo che vi lascio per sempre.»
+
+Singulti convulsi l'interruppero, e amendue piansero a calde lacrime.
+Rammentandosi finalmente il pericolo di essere scoperti, e
+l'inconveniente di prolungare un colloquio che l'esporrebbe all'altrui
+censura, Emilia si fece coraggio, e pronunziò l'ultimo addio.
+
+«Restate» disse Valancourt, «restate ancora un momento, ve ne
+scongiuro; ho da dirvi mille cose. L'agitazione del mio spirito non mi
+ha permesso di parlarvi d'un sospetto importantissimo; ho temuto
+mostrarmi poco discreto, e sembrare aver unicamente in mira di
+allarmarvi, per farvi accettare la mia proposta.»
+
+Emilia, turbata, non lo lasciò, ma lo fece uscire dal padiglione, e
+passeggiando sul terrazzo, Valancourt continuò:
+
+«Quel Montoni! Io ho udito voci molto strane sul conto suo. Siete voi
+ben sicura ch'egli sia realmente della famiglia della signora Quesnel,
+e che la di lui fortuna sia tale quale sembra essere?
+
+--Non ho ragione di dubitarne,» rispose Emilia con sorpresa; «son
+certa del primo punto, ma non ho alcun mezzo di giudicar del secondo;
+e vi prego dirmi tutto quel che ne sapete.
+
+--Lo farò per certo, ma questa informazione è imperfettissima e poco
+soddisfacente. Il caso mi ha fatto incontrare un Italiano che
+discorreva con qualcuno di questo Montoni, parlavano essi del suo
+matrimonio, e l'Italiano diceva che s'era quello che s'immaginava, la
+signora Cheron non sarebbe troppo felice. Continuò esso a parlarne con
+pochissima considerazione, ma in termini generali e disse certe cose
+sul di lui carattere, che eccitarono la mia curiosità. Gli feci
+qualche domanda, ma egli fu riservato nelle risposte; e dopo avere
+esitato qualche tempo, confessò che Montoni, secondo la voce pubblica,
+era un uomo perduto negli averi e nella riputazione. Aggiunse qualcosa
+d'un castello che possiede in mezzo agli Appennini, e qualche altra
+circostanza relativa al suo primo genere di vita: lo strinsi
+maggiormente, ma il vivo interesse delle mie domande fu, per quanto io
+credo, troppo visibile, e lo insospettì. Nessuna preghiera fu capace a
+determinarlo di spiegarmi le circostanze cui aveva fatto allusione, o
+a dirne di più: gli osservai che se Montoni possedeva un castello
+negli Appennini, ciò sembrava indicare una nascita distinta, e
+contraddire la supposizione della sua rovina. L'incognito scosse la
+testa e fece un gesto significantissimo, ma non rispose.
+
+«La speranza di saper qualcosa di più positivo mi trattenne a lungo
+vicino a lui; rinnovai più volte le mie domande, ma l'Italiano stette
+in una perfetta riservatezza, dicendomi che tutto quanto aveva esposto
+non era se non il risultato d'una diceria vaga; che l'odio e la
+malignità inventavano spesso simili istorie, e bisognava crederci
+poco. Mi vidi dunque costretto di rinunziare a saperne davvantaggio,
+poichè l'Italiano pareva allarmato delle conseguenze della sua
+indiscrezione. Restai perciò nell'incertezza su d'un oggetto in cui
+essa è quasi insopportabile. Pensate, cara Emilia, a quanto debbo
+soffrire; vi vedo partire per terre straniere con un uomo di carattere
+tanto sospetto, come quello di cotesto Montoni, ma non voglio
+allarmarvi senza necessità; è probabile, come lo ha detto l'Italiano,
+che questo Montoni non sia quello di cui egli parlava; nonpertanto,
+riflettete, mia cara, prima di affidarvi a lui. Ma ormai mi scordava
+tutte le ragioni che poco fa mi hanno fatto abbandonare le mie
+speranze, e rinunziare al desiderio di possedervi subito.»
+
+Valancourt passeggiava a gran passi sul terrazzo, mentre Emilia,
+appoggiata al parapetto, stava immersa in profonda meditazione. La
+notizia allor ricevuta l'allarmava moltissimo, e rinnovava il suo
+interno contrasto. Essa non aveva mai amato Montoni. Il fuoco de' suoi
+occhi, la fierezza dei suoi sguardi, il di lui orgoglio, la sua
+audacia, la profondità del suo risentimento, che alcune occasioni,
+benchè leggere, avevano messo in caso di sviluppare, erano altrettante
+circostanze ch'essa avea sempre osservato con certo quale stupore; e
+l'espressione ordinaria de' suoi lineamenti avevale sempre inspirata
+antipatia. Credeva essa ogni momento più che fosse quello il Montoni
+del quale aveva parlato l'Italiano. L'idea di trovarsi sotto il suo
+dominio assoluto in paese straniero, le sembrava spaventosa; ma il
+timore non era il solo motivo che dovesse indurla ad un matrimonio
+precipitato. L'amore più tenero le aveva già parlato a favore
+dell'amante, e nella sua opinione non aveva potuto vincerla sul
+proprio dovere, sull'interesse ben anco di Valancourt, e sulla
+delicatezza che la faceva opporre ad un matrimonio clandestino. Non
+conveniva dunque aspettare che il terrore operasse più di quello che
+non avesser potuto il dolore e l'amore; ma questo terrore restituì ai
+motivi già combattuti tutta la loro energia, e rese necessaria una
+seconda vittoria. Valancourt, i cui timori per Emilia divenivano
+sempre più forti, a misura che ne pesava le ragioni, non poteva
+adattarsi a questa seconda vittoria. Era più che persuaso che il
+viaggio d'Italia avrebbe immerso la sua Emilia in un laberinto di
+mali. Egli era dunque risoluto di opporvisi pertinacemente, e di
+ottenere da lei un titolo, per divenire il suo legittimo protettore.
+
+«Emilia,» diss'egli col più vivo ardore, «questo non è il momento
+degli scrupoli; non è il momento di calcolare gl'incidenti frivoli e
+secondari relativamente alla nostra felicità avvenire. Vedo adesso,
+più che mai, quali sono i pericoli ai quali andate incontro con un
+uomo del carattere di Montoni. Il discorso dell'Italiano fa temere
+molto, ma meno assai della fisonomia, e dell'idea ch'essa mi ha
+formata di lui; vi scongiuro per il vostro interesse, e pel mio, di
+prevenire le disgrazie che mi fanno fremere a prevederle soltanto....
+Cara Emilia! soffrite che la mia tenerezza e le mie braccia ve ne
+allontanino; datemi il diritto di difendervi. Io son lacerato dal
+dolore all'idea della nostra separazione, e dei mali che possono
+esserne la conseguenza. Non vi son pericoli ch'io non sia capace di
+affrontare per salvarvi. No, Emilia, no, voi non mi amate.
+
+--Abbiamo pochi momenti da perdere in recriminazioni e giuramenti,»
+disse questa sforzandosi di nascondere l'emozione; «se voi dubitate
+quanto mi siete caro, e quanto lo sarete eternamente, allora non vi è
+espressione da parte mia che sia capace di convincerne.» Queste ultime
+parole spirarono sulle sue labbra, e proruppe in largo pianto. Dopo
+alcuni istanti, si riebbe da quello stato di tristezza, e gli disse:
+«Bisogna ch'io vi lasci: è tardi, e nel castello potrebbero accorgersi
+della mia assenza. Pensate a me, amatemi, quando sarò lungi di qui. La
+mia fiducia a tal proposito formerà tutta la mia consolazione.
+
+--Pensare a voi, amarvi!» sclamò Valancourt.
+
+--Tentate di moderare siffatti trasporti per amor mio, tentatelo!
+
+--Per amor vostro!
+
+--Sì, per amor mio,» disse la fanciulla con voce tremante; «non posso
+lasciarvi in questo stato.
+
+--Ebbene, non mi lasciate,» rispose Valancourt; «perchè lasciarci, o
+almeno lasciarci prima dell'albeggiare del dì?
+
+--È impossibile,» soggiunse Emilia; «voi mi straziate il cuore; ma non
+acconsentirò mai a questa proposta imprudente e precipitata.
+
+--Se potessimo disporre del tempo, Emilia cara, essa non sarebbe tanto
+precipitata. Bisogna sottoporci alle circostanze.
+
+--Sì, certo, bisogna sottomettervici. Io vi ho già aperto il cuore: or
+mi sento spossata.
+
+--Perdonate, Emilia; pensate al disordine del mio spirito in questo
+momento in cui sto per lasciare tutto ciò che ho di più caro al mondo.
+Quando sarete partita, mi ricorderò con rimorso di tutto quanto vi
+feci soffrire; allora desidererò invano di vedervi, non foss'altro
+per un istante solo, per lenire il vostro dolore.»
+
+Le lagrime lo interruppero; Emilia pianse con lui.
+
+«Mi mostrerò più degno del vostro amore,» disse Valancourt alfine;
+«non prolungherò questi crudeli istanti, Emilia mia, unico mio bene,
+non dimenticatemi mai: Dio sa quando ci rivedremo. V'affido alla
+Provvidenza. O Dio, Dio mio, proteggetela, beneditela!»
+
+Si strinse la di lei mano al cuore: Emilia gli cadde quasi esanime sul
+seno. Non piangevan più, non si parlavano. Valancourt, allora repressa
+la sua disperazione, tentò di consolarla e rincorarla. Ma essa parea
+incapace di comprenderlo, ed un sospiro che esalava per intervalli
+provava solo che non era svenuta.
+
+Ei la sorreggeva camminando a lenti passi verso il castello, piangendo
+e parlandole sempre. Ella rispondea sol co' sospiri. Giunti alfine a
+capo del viale, parve rianimarsi, e guardandosi intorno:
+
+«Qui bisogna separarsi,» diss'ella sostando. «Perchè prolungar questi
+momenti? Rendetemi quel coraggio del quale ho tanto bisogno. Addio,»
+soggiunse con voce languida; «quando sarete partito, mi ricorderò di
+mille cose ch'io doveva dirvi.
+
+--Ed io! di tante e tante altre,» rispose Valancourt; «non vi ho mai
+lasciata senza ricordarmi subito dopo d'una domanda, d'una preghiera,
+e d'una circostanza relativa al nostro amore, ch'io ardeva dal
+desiderio di comunicarvi, ma che mi sfuggiva dalla fantasia appena vi
+vedeva. O Emilia! quelle fattezze ch'io contemplo in questo momento,
+fra poco saranno lontane da' miei sguardi, e tutti gli sforzi
+dell'immaginazione non potranno delinearmeli con sufficiente
+esattezza...»
+
+Ciò detto se la strinse di nuovo al seno, ove la tenne in silenzio
+bagnandola delle sue lagrime, che vennero pure a sollevare l'ambascia
+della fanciulla. Si dissero addio, e si separarono. Valancourt
+sembrava fare ogni sforzo per allontanarsi. Traversò a precipizio il
+viale; ed Emilia, che camminava lentamente verso il castello, ascoltò
+i suoi passi veloci. La calma malinconica della notte cessò alfine di
+essere interrotta. Ella si affrettò di tornare alla sua camera per
+cercarvi il riposo, ma, oimè! esso era fuggito lungi da lei, e la sua
+sciagura non le permetteva più di gustarne.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIV
+
+
+Le carrozze furono di buon'ora alla porta: il fracasso dei servitori
+che andavano e venivano per le gallerie, svegliarono Emilia da un
+sonno affannoso. Il suo spirito agitato le aveva rappresentato tutta
+notte le immagini più spaventose ed il più tristo avvenire. Fece ogni
+sforzo per bandire queste sinistre impressioni, ma passava da un male
+immaginario alla certezza d'un male reale. Rammentandosi che aveva
+lasciato Valancourt, e forse per sempre, il cuore le mancava a misura
+che la sua immaginazione se lo rappresentava lontano; questi sforzi
+spargevano sulla di lei fisonomia un'espressione di rassegnazione,
+come un legger velo rende la bellezza più interessante nascondendone
+soltanto qualche debole tratto. Ma la signora Montoni notò il di lei
+pallore straordinario, e la rimproverò severamente; disse alla nipote
+che male a proposito si era abbandonata ad inquietudini fanciullesche,
+che la pregava di osservare un po' più il decoro, e non lasciar
+trasparire che fosse incapace di rinunziare ad un affetto poco
+conveniente. Fu servita la colazione: Montoni parlò pochissimo, e
+parve impaziente di partire. Le finestre della sala guardavano sul
+giardino, e nel passarvi vicino, Emilia non potè fare a meno di dare
+un'occhiata a quel luogo, ove, nella notte precedente, erasi separata
+da Valancourt. Gli equipaggi erano già in ordine, ed i viaggiatori
+salirono in carrozza e si misero in cammino. Emilia sarebbe partita
+dal castello senza rammarico, se Valancourt non avesse abitato ne'
+dintorni.
+
+Da una piccola eminenza, ella osservò le immense pianure della
+Guascogna, e le vette irregolari dei Pirenei che sorgevano da lontano
+sull'orizzonte, illuminate già dal sole nascente. «Care montagne,»
+diss'ella fra sè, «quanto tempo passerà prima ch'io vi rivegga! quante
+disgrazie in quest'intervallo, potranno aggravare la mia miseria! Oh!
+s'io potessi esser sicura di non ritornar mai più, ma che Valancourt
+vivesse un giorno per me, partirei in pace! Egli vi vedrà, vi
+contemplerà, mentr'io sarò lontana di qui.»
+
+Gli alberi della strada, che formavano una linea di prospettiva alle
+immense distanze, stavano per nasconderne la vista; ma gli azzurri
+monti distinguevansi ancora traverso il fogliame, ed Emilia non si
+tolse dalla portiera fin quando non li ebbe totalmente perduti di
+vista.
+
+Un altro oggetto risvegliò in breve la sua attenzione. Aveva essa
+osservato appena un uomo che camminava lungo la strada col cappello
+calato sugli occhi, ma ornato d'un pennacchino militare. Al rumore
+delle ruote egli si voltò, ed essa riconobbe Valancourt. Le fece un
+segno, si avvicinò alla carrozza, e dalla portiera le pose in mano una
+lettera. Si sforzò di sorridere in mezzo alla disperazione che
+vedevasegli dipinta sul volto; questo sorriso restò impresso per
+sempre nell'anima di Emilia: si affacciò allo sportello, e lo vide su
+d'una collinetta, appoggiato ad uno degli alberi che l'ombreggiavano;
+seguiva cogli occhi la carrozza, e stese le braccia; ella continuò a
+guardarlo fintantochè la lontananza non n'ebbe cancellati i
+lineamenti, e che la strada, svoltando, nol fece sparire affatto.
+
+Si fermarono ad un castello poco lontano per prendervi Cavignì, e i
+viaggiatori percorsero le pianure della Linguadoca. Emilia fu
+relegata, senza riguardo, colla cameriera di sua zia nella seconda
+carrozza. La presenza di costei le impedì di legger la lettera di
+Valancourt, non volendo esporsi alle di lei probabili osservazioni
+sulla commozione che avrebbele cagionato la lettura della medesima.
+Nulladimeno, n'era tale la curiosità, che la sua mano tremante fu
+mille volte sul punto di romperne il sigillo. All'ora del pranzo,
+Emilia potè aprirla: essa non aveva mai dubitato de' sentimenti di
+Valancourt; ma la nuova assicurazione che ne riceveva, restituì un po'
+di calma al suo cuore. Bagnò la lettera con lacrime di tenerezza, e la
+mise da parte per leggerla quando sarebbe stata soverchiamente
+afflitta, e per occuparsi di lui meno dolorosamente di quello avesse
+fatto la loro separazione. Dopo molti dettagli che l'interessavano
+assai, perchè esprimevano il suo amore, ei la supplicava di pensar
+sempre a lui al tramonto del sole. «I nostri pensieri allora si
+riuniranno,» diceva egli; «io attenderò il tramonto colla maggiore
+impazienza, e godrò dell'idea che i vostri occhi si fisseranno in quel
+momento sopra i medesimi oggetti che i miei, e che i nostri cuori si
+comprenderanno. Voi non sapete, Emilia, la consolazione che me ne
+riprometto, ma mi lusingo che la proverete anche voi.»
+
+È inutile dire con qual commozione Emilia aspettò tutto il giorno il
+tramonto del sole: lo vide finalmente declinare su d'immense pianure,
+lo vide scendere, ed abbassarsi dalla parte ove abitava Valancourt. Da
+quel momento il di lei spirito fu più tranquillo e rassegnato di
+quello nol fosse stato dopo il matrimonio di Montoni e di sua zia.
+
+Per molti giorni i viaggiatori traversarono la Linguadoca, e quindi
+entrarono nel Delfinato. Dopo qualche tragitto pe' monti di quella
+provincia pittoresca, scesero dalle carrozze, e cominciarono a salir
+le Alpi. Qui si offrirono ai loro occhi scene così sublimi, che la
+penna non potrebbe imprendere a descriverle in verun modo. Queste
+nuove e sorprendenti immagini occuparono talmente Emilia, che talfiata
+le fecero allontanare l'idea costante di Valancourt. Più spesso esse
+le rinnovavano la rimembranza de' Pirenei, che avevano ammirati
+insieme, e di cui allora credeva che nulla superasse la bellezza.
+Quante volte desiderò di comunicargli le nuove sensazioni che
+l'animavano a questo spettacolo: quante volte si compiaceva essa
+d'indovinare le osservazioni ch'egli avrebbe fatte, e se lo figurava
+sempre vicino: queste idee nobili e grandiose davano alla di lei
+anima, ai di lei affetti una nuova vita.
+
+Con quali vive e tenere emozioni si univa essa ai pensieri di
+Valancourt all'ora del tramonto! Vagando in mezzo alle Alpi,
+contemplava quell'astro maraviglioso che si perdeva dietro le lor
+vette, le cui ultime tinte morivano sulle punte coperte di neve, e
+questo teatro s'avvolgeva in una maestosa oscurità. Passato quel
+momento, Emilia distolse gli occhi dall'occidente col dispiacere che
+si prova alla partenza d'un amico. L'impressione singolare che spande
+il velo della notte, a misura che si svolge, veniva vie più
+accresciuta da quei sordi rumori che non si ascoltano mai se non al
+progressivo calar delle tenebre, e che rendono la calma generale assai
+più imponente: è il lieve stormir delle foglie, l'ultimo soffio della
+brezza che s'alza al tramonto, il mormorio dei vicini torrenti.....
+
+Nei primi giorni di questo viaggio attraverso le Alpi, la scena
+rappresentava un avvicendarsi sorprendente di deserti e d'abitazioni,
+di colti e di terreni sterili. Sull'orlo di spaventosi precipizi,
+nelle cavità delle rupi, al disotto delle quali si vedeva una folta
+nebbia, si scoprivano villaggi, campanili e monasteri. Verdi pascoli,
+ubertosi vigneti, formavano un contrasto interessante co' sovrapposti
+massi perpendicolari, le cui punte di marmo o granito coronavansi di
+eriche, e non mostravano che rocce massicce ammucchiate le une
+sull'altre, terminate da monti di neve, d'onde cascavano i torrenti
+rumoreggianti in fondo alla valle.
+
+La neve non era ancora sciolta sulle alture del Cenisio, che i
+viaggiatori traversarono con qualche difficoltà; ma Emilia, osservando
+il lago di ghiaccio, e la vasta pianura circondata da quelle rupi
+scoscese si raffigurò facilmente la bellezza di cui si sarebbero
+ornate allo sparir della neve.
+
+Scendendo dalla parte dell'Italia, i precipizi divennero più
+spaventosi, le vedute più alpestri e maestose. Emilia non si stancava
+di guardare le nevose cime de' monti alle differenti ore del giorno:
+rosseggiavano al levar del sole s'infiammavano al mezzogiorno, e la
+sera rivestivansi di porpora; le tracce dell'uomo non si riconoscevano
+che alla zampogna del pastore, al corno del cacciatore, o all'aspetto
+d'un ardito ponte gettato sul torrente per servir di passaggio al
+cacciatore lanciato sull'orme del camoscio fuggitivo.
+
+Viaggiando al di sopra delle nuvole, Emilia osservava con rispettoso
+silenzio la loro immensa superficie, che bene spesso cuopriva tutta la
+scena sottoposta, e somigliava ad un mondo nel caos; altre volte, nel
+diradarsi, lasciavano travedere qualche villaggio o una parte di
+quell'impetuoso torrente, il cui fracasso faceva rimbombar le caverne;
+si vedevano le rupi, le loro punte di ghiaccio, e le cupe foreste
+d'abeti che arrivavano alla metà delle montagne. Ma chi potrebbe
+descrivere l'estasi di Emilia quando scuoprì per la prima volta
+l'Italia! Dal ciglione uno dei precipizi spaventosi del Cenisio, che
+stanno all'ingresso di cotesto bel paese, gettò gli sguardi alle falde
+di quelle orride montagne, e vide le ubertose valli del Piemonte e
+l'immense pianure della Lombardia. La grandezza degli oggetti che le
+s'affacciarono improvvisamente, la regione de' monti, che sembravano
+accumularsi, i profondi precipizi sottoposti, quella cupa verzura
+d'abeti e di querce che ricuopriva le profonde voragini, i torrenti
+fragorosi, le cui rapide cascate sollevavano una specie di nebbia, e
+formavano mari di ghiaccio, tutto prendeva un carattere sublime e
+contrapposto alla quiete e alla bellezza dell'Italia; questa bella
+pianura che aveva per limiti l'orizzonte ne accresceva vie più lo
+splendore con le tinte cilestri che si confondevano coll'orizzonte
+medesimo.
+
+La signora Montoni era spaventatissima osservando i precipizi,
+sull'orlo dei quali i portantini correvano con leggerezza pari alla
+celerità, e saltavan come camosci. Emilia tremava egualmente, ma i di
+lei timori erano un misto di sorpresa, d'ammirazione, di stupore e di
+rispetto, onde non avea mai provato nulla di simile.
+
+I portantini si fermarono per prender fiato, ed i viaggiatori
+sedettero sulla cima d'una rupe. Montoni e Cavignì disputarono sul
+passaggio di Annibale attraverso le Alpi: quegli pretendeva che fosse
+entrato dal Cenisio, e questi sosteneva ch'era sceso dal San Bernardo.
+Questa controversia presentò all'immaginazione di Emilia tutto ciò che
+aveva dovuto soffrire quel famoso guerriero in un'impresa così ardita
+e perigliosa.
+
+La signora Montoni intanto guardava l'Italia; contemplava essa
+coll'immaginazione la magnificenza dei palagi e la maestosità dei
+castelli dei quali andava ad esser padrona a Venezia e negli
+Appennini, e di cui si credea esser divenuta la principessa. Lungi
+dalle inquietudini che avevanle impedito a Tolosa di ricevere tutte le
+_bellezze_, delle quali il marito parlava con maggior compiacenza per
+la sua vanità, che riguardi pel loro onore e rispetto per la verità,
+la signora Montoni progettava accademie, sebbene non amasse la
+musica; conversazioni, sebbene non avesse verun talento per figurare
+nella società; in somma, essa voleva superare collo splendore delle
+sue feste e la ricchezza delle livree tutta la nobiltà di Venezia.
+Questa idea lusinghiera fu nonostante un poco turbata nel riflettere
+che il di lei sposo, quantunque si abbandonasse ad ogni sorta di
+divertimenti, quando se gli presentavano, affettava però il maggior
+disprezzo per la frivola ostentazione che suole accompagnarli. Ma
+pensando che il di lui orgoglio sarebbe forse più soddisfatto di
+spiegare il suo fasto in mezzo ai concittadini ed amici, di quello nol
+fosse stato in Francia, continuò a pascersi di queste illusioni, che
+non cessavano d'estasiarla.
+
+A misura che i viaggiatori calavano, vedevano l'inverno cedere il
+posto alla primavera, ed il cielo cominciava a prendere quella bella
+serenità che appartiene soltanto al clima d'Italia. Il fiume Dora, che
+scaturisce dalle sommità del Cenisio, e si precipita di cascata in
+cascata attraverso i profondi burroni, si rallentava, senza cessare di
+esser pittoresco, nell'avvicinarsi alle valli del Piemonte. I
+viaggiatori vi discesero avanti il tramonto del sole, ed Emilia
+ritrovò ancor una volta la placida beltà d'una scena pastorale: vedeva
+armenti, colline verdeggianti di selve, e graziosi arboscelli quai ne
+avea visti sulle Alpi stesse: i prati erano smaltati di fiori
+primaverili, ranuncole e viole che non tramandano in verun altro paese
+un odore così soave. Emilia avrebbe voluto divenire una contadina
+piemontese, abitare quelle ridenti capanne ombreggiate alle rupi,
+avrebbe voluto menare una vita tranquilla in mezzo a quegli ameni
+paesaggi, pensando con ispavento alle ore, ai mesi intieri che avrebbe
+dovuto passare sotto il dominio di Montoni.
+
+Il sito attuale le raffigurava spesso l'immagine di Valancourt; essa
+lo vedeva sulla punta d'uno scoglio osservando con estasi la stupenda
+natura che lo circondava; lo vedeva errare nella valle, soffermarsi
+spesso per ammirare quella scena interessante, e nel fuoco d'un
+entusiasmo poetico slanciarsi su qualche masso. Ma quando pensava in
+seguito al tempo e alla distanza che dovevano separarli, quando
+pensava che ciascuno de' suoi passi aumentava questa distanza, il
+cuore le si straziava, ed il paese perdeva ogni incanto.
+
+Dopo aver attraversata la Novalese, essi giunsero verso sera
+all'antica e piccola città di Susa, che aveva altre volte chiuso il
+passaggio delle Alpi nel Piemonte. Dopo l'invenzione dell'artiglieria,
+le alture che la dominano ne hanno rese inutili le fortificazioni; ma,
+al chiaro della luna, quelle alture pittoresche, la città sottoposta,
+le sue mura, le sue torri ed i lumi che ne illuminavano porzione,
+formavano per Emilia un quadro interessantissimo. Passarono la notte
+in un albergo che offriva poche risorse; ma l'appetito dei viaggiatori
+dava un sapore delizioso alle pietanze più grossolane, e la stanchezza
+assicurava il loro sonno. In cotesto luogo, Emilia intese il primo
+pezzo di musica italiana su territorio italiano. Seduta dopo cena
+vicino ad una finestrella aperta, ella osservava l'effetto del chiaro
+di luna sulle vette irregolari delle montagne. Si rammentò che in una
+notte consimile aveva riposato su d'una roccia de' Pirenei col padre e
+Valancourt. Intese sotto di lei i suoni armoniosi d'un violino;
+l'espressione di quell'istrumento, in perfetta armonia coi teneri
+sentimenti nei quali era immersa, la sorpresero e l'incantarono a un
+tempo. Cavignì, il quale si avvicinò alla finestra, sorrise della sua
+sorpresa.
+
+«Eh! eh!» le diss'egli; «voi ascolterete la medesima cosa, forse in
+tutti gli alberghi: dev'essere un figlio del locandiere quello che
+suona così, non ne dubito.»
+
+Emilia sempre attenta, credeva udire un artista: un canto melodioso e
+querulo la piombò a grado a grado nella meditazione; i motteggi di
+Cavignì ne la trassero sgradevolmente. Nel tempo istesso Montoni
+ordinò di preparare gli equipaggi di buon'ora, perchè voleva pranzare
+a Torino.
+
+La signora Montoni godeva di trovarsi alfine in una strada piana:
+raccontò lungamente tutti i timori provati, obliando senza dubbio che
+ne faceva la descrizione ai compagni dei suoi pericoli; ed aggiunse
+che sperava presto perder di vista quelle orribili montagne. «Per
+tutto l'oro del mondo,» diss'ella, «non farei un'altra volta l'istesso
+viaggio.» Si lamentò di stanchezza, e si ritirò di buon'ora. Emilia
+fece altrettanto, ed intese da Annetta, la cameriera di sua zia, che
+Cavignì non erasi ingannato a proposito del suonatore di violino. Era
+colui il figlio di un contadino abitante nella valle vicina, che
+andava a passare il carnevale a Venezia, e ch'era creduto molto
+amabile. «Quanto a me,» disse Annetta, «preferirei vivere in queste
+boscaglie, e su queste belle colline, che andare in una città. Si dice
+che noi non vedremo più nè boschi, nè montagne, nè prati, e che
+Venezia è fabbricata in mezzo al mare.»
+
+Emilia convenne con Annetta, che quel giovane perdeva molto nel
+cambio, poichè lasciava l'innocenza e la bellezza campestre, per la
+voluttà di una città corrotta.
+
+Quando fu sola, non potè dormire. L'incontro di Valancourt, e le
+circostanze della loro separazione, non cessarono di occupare il suo
+spirito, ritracciandole il quadro di un'unione fortunata in seno della
+natura, e della felicità dalla quale temeva d'essere lontana per
+sempre.
+
+
+
+
+CAPITOLO XV
+
+
+Il giorno seguente, di buonissim'ora, i viaggiatori partirono per
+Torino. La ricca pianura che si estende dalle Alpi a quella magnifica
+città, non era allora, come adesso, ombreggiata da grossi alberi.
+Piantagioni d'ulivi, di gelsi, di fichi, frammiste di viti, formavano
+un magnifico paesaggio, traverso il quale l'impetuoso Eridano si
+slancia dalle montagne, e si unisce a Torino colle acque dell'umile
+Dora. A misura che i viaggiatori avanzavano, le Alpi prendevano ai
+loro sguardi tutta la maestà del loro aspetto. Le giogaje
+s'innalzavano le une sopra le altre in una lunga successione. Le cime
+più alte, coperte di nubi, si perdevano qualche volta nelle loro
+ondulazioni, e spesso slanciavansi di sopra ad esse. Le falde di que'
+monti, le cui irregolari cavità presentavano ogni sorta di forme,
+tingevansi di porpora e di azzurro al movimento della luce e delle
+ombre, variando ad ogni istante la scena. A levante si spiegavano le
+pianure di Lombardia; scoprivansi già le torri di Torino, e, in
+maggior distanza, gli Appennini circoscrivevano un immenso orizzonte.
+
+La magnificenza di quella città, la vista delle sue chiese, dei suoi
+palagi e delle grandiose piazze, oltrepassavano non solo tutto ciò che
+Emilia avea veduto in Francia, ma tutto quello ancora che si era
+immaginato.
+
+Montoni, il quale conosceva già Torino, e non n'era sorpreso, non cedè
+alle preghiere della consorte, che avrebbe desiderato vedere qualche
+palazzo; non si fermò che il tempo necessario per riposarsi, e si
+affrettò di partir per Venezia. Durante il viaggio, egli si mostrò
+altiero e riservatissimo, specialmente colla moglie; ma questa riserva
+però era meno quella del rispetto che dell'orgoglio e del
+malcontento. Si occupava pochissimo di Emilia. I suoi discorsi con
+Cavignì avevano sempre per soggetto la guerra o la politica, che lo
+stato convulsivo d'Italia rendeva allora molto interessanti. Emilia
+osservava che, nel raccontare qualche fatto illustre, gli occhi di
+Montoni perdevano la loro fosca durezza, e sembravan brillare di
+gioia. Sebbene ella dubitar potesse talvolta che questo istantaneo
+cambiamento fosse piuttosto l'effetto della malizia, che la prova del
+valore, pure questo pareva convenir molto bene al di lui carattere, e
+alle sue maniere superbe e cavalleresche; e Cavignì, con tutta la sua
+disinvoltura e buona grazia, non era in grado di stargli a confronto.
+
+Entrando nel Milanese, lasciarono il loro cappello alla francese pel
+berretto italiano scarlatto, ricamato in oro. Emilia fu sorpresa nel
+vedere Montoni aggiungervi il pennacchio militare, e Cavignì
+contentarsi delle piume che vi si portavano di solito. Credè
+finalmente che Montoni prendesse l'equipaggio soldatesco per traversar
+con più sicurezza una contrada inondata di truppe, e saccheggiata da
+tutti i partiti. Si vedeva in quelle feraci pianure la devastazione
+della guerra. Laddove le terre non restavano incolte, si riconoscevano
+le tracce della rapina. Le viti erano strappate dagli alberi che
+dovevano sostenerle; le olive giacevano calpestate; i boschetti di
+gelsi erano stati tagliati per accenderne il fuoco devastatore de'
+casali e dei villaggi. Emilia volse gli sguardi, sospirando, a
+settentrione, sulle Alpi Elvetiche: le loro solitudini severe parevano
+essere il sicuro asilo degli infelici perseguitati.
+
+I viaggiatori osservarono spesso distaccamenti di truppe che
+marciavano a qualche distanza, e negli alberghi ove sostavano
+provarono gli effetti della estrema carestia, e tutti gli altri
+inconvenienti che sono le conseguenze delle guerre intestine. Pur non
+ebbero mai alcun motivo di temere per la loro sicurezza. Giunti a
+Milano, non si fermarono nè per considerare la grandiosità di quella
+metropoli, nè per visitarne il magnifico tempio, che si stava ancora
+costruendo.
+
+Passato Milano, il paese portava il carattere di una devastazione più
+spaventosa. Tutto allora parea tranquillo; ma come il riposo della
+morte sopra un volto che conserva ancora l'impronta orribile delle
+ultime convulsioni. Lasciato il Milanese, incontrarono essi nuovamente
+truppe. La sera era avanzata; videro un esercito sfilare da lontano
+nella pianura, e le cui lance e gli elmi scintillavano ancora agli
+ultimi raggi del sole. La colonna inoltrò sopra una parte della strada
+chiusa fra due poggi. Si distinguevano facilmente i capi che
+dirigevano la marcia. Parecchi uffiziali galoppavano sui fianchi,
+trasmettendo gli ordini ricevuti dai superiori; altri, separati
+dall'avanguardia, volteggiavano nella pianura a destra.
+
+Nell'avvicinarsi, Montoni, dai pennacchi, dalle bandiere e dai colori
+delle divise dei vari corpi, credè riconoscere la piccola oste
+comandata dal famoso condottiero Utaldo. Egli era amico di lui e de'
+capi principali. Fece fermare le carrozze per aspettarli, e lasciar
+libero il passo. Una musica guerriera si fece in breve sentire; essa
+andò sempre crescendo, e Montoni, persuaso che fosse proprio la banda
+del celebre Utaldo, sporse il capo dalla carrozza, e salutò il
+generale agitando per aria il berretto. Il condottiere rese il saluto
+colla spada, e vari uffiziali, avvicinatisi alla carrozza, accolsero
+Montoni come un antico conoscente: il capitano stesso arrivò poco
+stante; la truppa fece alto, ed il capo s'intertenne con Montoni, cui
+sembrava contentissimo di rivedere. Emilia comprese, dai loro
+discorsi, esser quello un esercito vittorioso che tornava nel suo
+paese; i numerosi carriaggi che l'accompagnavano erano carchi delle
+ricche spoglie dei nemici, non che di feriti e prigionieri che
+sarebbero stati riscattati alla pace. I capi doveano separarsi il
+giorno seguente, dividere il bottino, ed accantonarsi, colle proprie
+bande, nei rispettivi castelli. Quella sera doveva dunque esser
+consacrata ai piaceri, in memoria della comune vittoria, e del congedo
+che prendevano scambievolmente.
+
+Utaldo disse a Montoni che le sue schiere si sarebbero accampate
+quella notte in un villaggio distante mezzo miglio di là; l'invitò a
+tornare addietro, e a prender parte al banchetto, assicurandolo che le
+signore sarebbero benissimo trattate. Montoni se ne scusò allegando
+che voleva arrivare a Verona la sera medesima, e dopo qualche domanda
+sullo stato dei dintorni di quella città, si accommiatò e partì, ma
+non potè giungere a Verona che a notte molto tarda.
+
+Emilia non potè vederne la deliziosa situazione che il giorno dopo.
+Abbandonarono di buon'ora quella bella città, e giunti a Padova,
+s'imbarcarono sulla Brenta per Venezia. Qui, la scena era intieramente
+cambiata. Non eran più i vestigi di guerra sparsi nelle pianure del
+Milanese, ma al contrario tutto respirava il lusso e l'eleganza. Le
+sponde verdeggianti della Brenta non offrivano che bellezze, delizie
+ed opulenza. Emilia considerava con istupore le ville della nobiltà
+veneta, i loro freschi portici, i bei colonnati ombreggiati da pioppi
+e cipressi di maestosa altezza; gli aranci, i cui fiori odorosi
+imbalsamavano l'aria, ed i folti salci che bagnavan le lunghe chiome,
+nel fiume, formando ombrosi ricetti. Il carnevale di Venezia sembrava
+trasportato su quelle sponde incantevoli. Le gondole, in perpetuo
+moto, ne aumentavano la vita. Tutta la bizzarria delle mascherate
+formava una superba decorazione; e verso sera, molti gruppi andavano a
+ballare sotto i grossi alberi.
+
+Cavignì istruiva Emilia del nome dei gentiluomini ai quali
+appartenevano le ville; e per divertirla vi aggiungeva un leggiero
+schizzo dei loro caratteri, essa compiacevasi talvolta ad ascoltarlo;
+ma il suo brio non faceva più sulla signora Montoni l'effetto di
+prima: questa parea quasi sempre seria, e Montoni era constantemente
+riservato.
+
+È indescrivibile la meraviglia della fanciulla allorchè scoprì
+Venezia, i suoi isolotti, i suoi palazzi e le sue torri che tutti
+insieme sorgevano dal mare riflettendo i loro svariati colori sulla
+superficie chiara e tremolante. Il tramonto dava alle acque ed ai
+monti lontani del Friuli, che circondano a tramontana l'Adriatico, una
+tinta giallastra di effetto mirabilissimo. I portici marmorei e le
+colonne di San Marco erano rivestite di ricche tinte e dell'ombra
+maestosa della sera. A misura che si avanzavano, la magnificenza della
+città disegnavasi più particolareggiatamente. I suoi terrazzi,
+sormontati da edifizi aerei eppur maestosi, illuminati, com'eranlo
+allora, dagli ultimi raggi del sole, parevano piuttosto fatti uscir
+dall'onde dalla bacchetta di un mago, che costruiti da mano mortale.
+
+Il sole essendo finalmente sparito, l'ombra invase gradatamente le
+acque e le montagne, spegnendo gli ultimi fuochi che ne doravan le
+sommità; e il violaceo malinconico della sera si stese ovunque come un
+velo. Quanto era profonda e bella la tranquillità che avvolgeva la
+scena! La natura pareva immersa nel riposo. Le più soavi emozioni
+dell'anima eran le sole che si destassero. Gli occhi di Emilia si
+empivano di lacrime: essa provava i trasporti di una devozione
+sublime, innalzando gli sguardi alla vôlta celeste, mentre una musica
+deliziosa accompagnava il mormorio delle acque. Ella ascoltava in
+tacita estasi, e nessuno ardiva rompere il silenzio. I suoni pareano
+ondeggiar nell'aere. La barca avanzavasi con movimento sì placido, che
+appena si poteva distinguere; e la brillante città sembrava moverle
+incontro da sè per ricevere i forestieri. Distinsero allora una voce
+donnesca che, accompagnata da qualche istrumento, cantava una dolce e
+languida arietta. La sua espressione patetica, che sembrava ora quella
+di un amore appassionato, ed ora l'accento lamentevole del dolore
+senza speranza, annunziava bene come il sentimento che le dettava non
+fosse finto. «Ah!» disse Emilia sospirando e rammentandosi Valancourt;
+«quel canto parte sicuramente dal cuore!»
+
+Essa guardavasi intorno con attenta curiosità. Il crepuscolo non
+lasciava più distinguere che immagini imperfette. Intanto, a qualche
+distanza, le parve vedere una gondola, ed intese nel tempo istesso un
+coro armonioso di voci e d'istrumenti. Esso era così dolce, così
+soave! Era come l'inno degli angeli che scendono nel silenzio della
+notte. La musica finì, e parve che il coro sacro risalisse al cielo.
+La calma profonda che susseguì era espressiva quanto l'armonia
+poc'anzi cessata. Finalmente, un sospiro generale parve risvegliar
+tutti da una specie d'estasi. Emilia però restò a lungo abbandonata
+all'amabile tristezza, che si era impadronita de' suoi sensi; ma lo
+spettacolo ridente e tumultuoso della piazza di San Marco fugò le sue
+meditazioni. La luna, che sorgea allora sull'orizzonte, spandeva un
+debole chiarore su' terrazzi, su' portici illuminati, sulle magnifiche
+arcate, e lasciava vedere le numerose società, i cui passi leggieri, i
+canti ed i suoni si mescolavano confusamente.
+
+La musica che i viaggiatori avevano già intesa, passò vicino alla
+barca di Montoni, in una di quelle gondole che si vedevano errare sul
+mare, piene di gente che andava a godere il fresco della sera. Quasi
+tutte avevano suonatori. Il mormorio dell'acque, i colpi misurati dei
+remi sull'onde spumanti, vi aggiungevano un incanto particolare.
+Emilia osservava, ascoltava, e le pareva di essere nel tempio delle
+fate. Anche la zia provava qualche piacere. Montoni felicitavasi di
+essere tornato finalmente a Venezia, ch'esso chiamava la _prima città
+del mondo_; e Cavignì era più allegro ed animato del solito.
+
+La barca passò pel Canal grande ov'era situata la casa di Montoni. I
+palazzi di Sansovino e Palladio spiegavano agli occhi d'Emilia un
+genere di bellezza e magnificenza tale, onde la sua immaginazione non
+aveva potuto formarsi un'idea. L'aria era agitata da dolci suoni
+ripetuti dall'eco del canale, e gruppi di maschere che ballavano al
+lume della luna, realizzavano le più brillanti funzioni della
+fantasmagoria.
+
+La barca si fermò davanti al portico di una gran casa, ed i
+viaggiatori sbarcarono su d'un terrazzo, che per una scala marmorea li
+condusse in un salotto, la cui magnificenza fece stupire Emilia. Le
+pareti ed il soffitto erano ornati di affreschi. Lampade d'argento,
+sospese a catene dello stesso metallo, illuminavano la stanza. Il
+pavimento era coperto di stuoie indiane dipinte di mille colori. La
+tappezzeria delle finestre era di seta verde chiaro, ricamata in oro,
+arricchita di frange verdi ed oro. Il balcone guardava sul Canal
+grande. Emilia, colpita dal carattere tetro di Montoni, osservava con
+sorpresa il lusso e l'eleganza di quei mobili. Si rammentava con
+istupore che glielo avevano descritto per un uomo rovinato.--Ah!» si
+diceva ella; «se Valancourt vedesse questa casa, non parlerebbe più
+così! Come sarebbe convinto della falsità delle ciarle.--
+
+La signora Montoni prese le arie d'una principessa; Montoni,
+impaziente e contrariato, non ebbe neppure la civiltà di salutarla e
+complimentarla sul di lei ingresso in casa sua. Appena giunto ordinò
+la gondola ed uscì con Cavignì per prender parte ai piaceri della
+serata. La Montoni divenne allora seria e pensierosa: Emilia, cui
+tutto sorprendeva, si sforzò di rallegrarla, ma la riflessione non
+diminuiva nè i capricci, nè il cattivo umore della zia, le cui
+risposte furono talmente sgarbate, che Emilia, rinunziando al progetto
+di distrarla, andò ad una finestra, per godere almeno lei d'uno
+spettacolo così nuovo ed interessante. Il primo oggetto che la colpì
+fu un gruppo di persone che ballavano al suono di una chitarra e di
+altri strumenti. La donna che teneva la chitarra e quella che suonava
+il tamburello, ballavano esse pure con molta grazia, brio ed agilità.
+Dopo queste vennero le maschere: chi era travestito da gondoliere, chi
+da menestrello e cantavano tutti versi accompagnati da pochi
+strumenti. Si fermarono a qualche distanza dal portico, ed in que'
+canti Emilia riconobbe le ottave dell'Ariosto. Cantavano le guerre dei
+mori contro Carlo Magno, e le sventure del paladino Orlando. Cambiò il
+tuono della musica, ed intese le malinconiche stanze del Petrarca; la
+magia di quegli accenti dolorosi veniva sostenuta da un'espressione e
+da una musica veramente italiana. Il chiaro di luna compiva
+l'incantesimo.
+
+Emilia era entusiasmata; versava lacrime di tenerezza, e la sua
+immaginazione si portava in Francia vicino a Valancourt; vide con
+rincrescimento svanire quella scena incantata, e restò per qualche
+tempo assorta in una pensierosa tranquillità. Altri suoni
+risvegliarono di lì a poco la sua attenzione: era una maestosa armonia
+di corni. Osservò che molte gondole si mettevano in fila alle sponde;
+riconobbe nella lontana prospettiva del canale una specie di
+processione che solcava la superficie dell'acque; a misura che si
+avvicinava, i corni ed altri strumenti facevano echeggiar l'aria de'
+più soavi concenti.... Poco dopo le deità favolose della città parvero
+sorgere dal seno delle acque. Nettuno, con Venezia sua sposa, si
+avanzavano sul liquido elemento, circondati dai Tritoni e dalle
+naiadi. La bizzarra magnificenza di questo spettacolo sembrava avere
+improvvisamente realizzato tutte le visioni de' poeti; le vaghe
+immagini, delle quali era ripiena l'anima di Emilia, le restarono
+impresse anche molto dopo la comparsa di quella mascherata.
+
+Dopo cena, sua zia vegliò lunga pezza, ma Montoni non tornò a casa. Se
+Emilia aveva ammirata la magnificenza del salotto, non fu però meno
+sorpresa nell'osservare lo stato nudo e miserabile di tutte le stanze,
+che dovè traversare per giungere alla sua camera: vide essa una lunga
+fuga di grandi appartamenti, il cui dissesto indicava bastantemente
+come non fossero stati abitati da molto tempo. Vi erano su qualche
+parete brani sbiaditi di antichissimi parati, su alcune altre qualche
+affresco quasi distrutto dall'umidità. Finalmente essa giunse alla sua
+camera, spaziosa, elevata, sguarnita come le altre, e con grandi
+finestroni; questa stanza richiamolle alla fantasia le idee più tetre,
+ma la vista del mare le dissipò.
+
+
+
+
+CAPITOLO XVI
+
+
+Montoni ed il suo compagno non erano ancora tornati a casa all'alba: i
+gruppi delle maschere o dei ballerini si dispersero collo spuntar del
+giorno, come tante chimere. Montoni era stato occupato altrove; la di
+lui anima poco suscettibile di frivole voluttà, si pasceva nello
+sviluppo delle passioni energiche, le difficoltà, le tempeste della
+vita che rovesciano la felicità degli altri, rianimavano tutta
+l'elasticità dell'anima sua, procurandogli i soli godimenti dei quali
+potesse esser capace; senza un estremo interesse la vita non era per
+lui che un sonno. Quando gli mancava l'interesse reale, se ne formava
+di artificiali, finchè l'abitudine, venendo a snaturarli, cessassero
+di esser fittizi: tale era l'amore pel giuoco. Non vi si era
+abbandonato dapprincipio che per togliersi dall'inerzia e dal
+languore, e vi aveva persistito con tutto l'ardore di una passione
+ostinata. Aveva passata la notte con Cavignì a giuocare in una società
+di giovani che avevan molto da spendere e molti vizi da soddisfare.
+Montoni sprezzava la maggior parte di questa gente, più per la
+debolezza de' loro talenti, che per la bassezza delle inclinazioni, e
+non li frequentava se non per renderli strumenti de' suoi disegni. Fra
+costoro però eranvene di più abili, e Montoni li ammetteva alla sua
+intimità, conservando però sopra di loro quell'alterigia decisa che
+comanda la sommessione agli spiriti vili o timidi, e suscita l'odio e
+la fierezza degli spiriti superiori. Egli avea dunque numerosi e
+mortali nemici; ma l'antichità del loro odio era la prova certa del di
+lui potere; e siccome il potere era il suo unico scopo, gloriavasi più
+di quest'odio che di tutta la stima che avessero potuto tributargli.
+Sprezzava dunque un sentimento tanto moderato come quello della stima,
+ed avrebbe disprezzato sè medesimo, se si fosse creduto capace di
+contentarsene. Nel numero ristretto di coloro ch'egli distingueva,
+contavansi i signori Bertolini, Orsino e Verrezzi. Il primo aveva un
+carattere allegro e passioni vive; era di una dissipazione e d'una
+stravaganza senza pari, ma del resto generoso, ardito e
+schietto.--Orsino, orgoglioso e riservato, amava il potere più che
+l'ostentazione: avea indole crudele e sospettosa; sentiva vivamente le
+ingiurie, e la sete della vendetta non gli dava riposo. Sagace,
+fecondo in ripieghi, paziente, costante nella sua perseveranza, sapeva
+signoreggiare le azioni e le passioni. L'orgoglio, la vendetta e
+l'avarizia erano quasi le sole ch'ei conoscesse: pochi riflessi che
+valessero ad arrestarlo, e pochi gli ostacoli che potessero eludere la
+profondità de' suoi stratagemmi. Costui era il favorito di Montoni.
+
+Verrezzi non mancava di talenti; ma la violenza della sua
+immaginazione lo rendeva schiavo delle passioni più opposte. Egli era
+giocondo, voluttuoso, intraprendente, ma non aveva nè fermezza, nè
+coraggio vero, ed il più vile egoismo era l'unico principio delle sue
+azioni. Pronto ne' progetti, petulante nelle speranze, il primo ad
+intraprendere e ad abbandonare non solo le sue imprese, ma anche
+quelle degli altri; orgoglioso, impetuoso ed insobordinato: tal
+Verrezzi; chiunque però conosceva a fondo il di lui carattere, e sapeva
+dirigere le sue passioni, lo guidava come un fanciullo.
+
+Questi erano gli amici che Montoni introdusse in casa sua, ed ammise a
+mensa, il giorno dopo il suo arrivo a Venezia. Vi era parimente fra
+loro un nobile Veneziano chiamato il conte Morano, ed una tal signora
+Livona, che Montoni presentò alla moglie come persona di merito
+distinto; essa era venuta la mattina per congratularsi del suo arrivo,
+ed era stata invitata a pranzo.
+
+La signora Montoni ricevè di mala grazia i complimenti di quei
+signori. Bastava, per dispiacerle, che fossero amici di suo marito; e
+li odiava perchè accusavali d'aver contribuito a fargli passar la
+notte fuori di casa. Finalmente l'invidiava, chè, sebbene convinta
+della poca influenza di lei su Montoni, supponeva che preferisse la
+loro società alla sua. Il grado del conte Morano gli fruttò
+un'accoglienza che ricusava a tutti gli altri: il di lei portamento,
+le maniere sprezzanti, ed il suo stravagante e ricercato abbigliamento
+(essa non aveva ancora adottato le fogge veneziane), contrastavano
+forte colla bellezza, modestia, dolcezza e semplicità della nipote.
+Questa osservava con più attenzione che piacere la società che la
+circondava: la bellezza però, e le grazie seducenti della signora
+Livona l'interessarono involontariamente; la dolcezza de' suoi accenti
+e la sua aria di compiacenza risvegliarono in Emilia le tenere
+affezioni che sembravano sopite da lungo tempo.
+
+Per profittare della frescura della sera, tutta la compagnia s'imbarcò
+nella gondola di Montoni. Lo splendido fulgore del tramonto coloriva
+ancora le onde, andando a morire a ponente; le ultime tinte parevano
+dileguarsi a poco a poco, mentre l'azzurro cupo del firmamento
+cominciava a scintillar di stelle. Emilia abbandonavasi ad emozioni
+dolci e serie insieme; la quiete della laguna su cui vogava, le
+immagini che venivano a pingervisi, un nuovo cielo, gli astri
+ripercossi nelle acque, il profilo tetro delle torri e de' portici, il
+silenzio infine in quell'ora solenne, interrotto sol dal gorgoglio
+dell'onda e dai suoni indistinti di lontana musica, tutto sublimava i
+suoi pensieri. Sgorgaronle lagrime; i raggi della luna, luminosi ognor
+più che le ombre diffondeansi, proiettavano allora su di lei il loro
+argenteo splendore. Semicoperta d'un nero velo, la sua figura ne
+ricevea un'inenarrabile soavità. Il conte Morano, seduto accanto ad
+Emilia, e che l'aveva considerata in silenzio, prese improvvisamente
+un liuto, e suonandolo con molta agilità, cantò un'aria piena di
+malinconia con voce insinuante. Quand'ebbe finito, diede il liuto ad
+Emilia, che, accompagnandosi con quell'istrumento, cantò con molto
+gusto e semplicità una romanza, poi una canzonetta popolare del suo
+paese; ma questo canto le richiamò al pensiero rimembranze dolorose:
+la voce tremante le spirò sul labbro, e le corde del liuto non
+risuonarono più sotto la sua mano. Vergognandosi infine della
+commozione che l'aveva tradita, passò tosto ad una canzone sì allegra
+e graziosa, che tutta la conversazione proruppe in applausi e fu
+obbligata a ripeterla. In mezzo ai complimenti che le venivano fatti,
+quelli del conte non furono i meno espressivi, e non cessarono se non
+quando Emilia passò il liuto alla signora Livona, la quale se ne servì
+con tutto il gusto italiano.
+
+Il conte, Emilia, Cavignì e la signora Livona cantarono quindi
+canzonette accompagnate da due liuti, e da qualche altro istrumento.
+Talvolta gli strumenti tacevano, e le voci, in accordo perfetto,
+andavano indebolendosi fino all'ultimo grado; dopo una breve pausa si
+rialzavano, gli strumenti riprendevan forza, ed il coro generale
+echeggiava per l'aria.
+
+Intanto, Montoni, annoiato di quella musica, rifletteva al mezzo di
+disimpegnarsi per seguir coloro che volevano andare a giuocare in un
+casino. Propose di tornare a terra: Orsino l'appoggiò con piacere, ma
+il conte e tutti gli altri vi si opposero con vivacità.
+
+Montoni meditava di nuovo il modo di sbarazzarsi da quell'impaccio;
+una gondola vuota che tornava a Venezia passò accanto alla sua. Senza
+tormentarsi più a lungo per una scusa, profittò dell'occasione, e
+affidando le signore agli amici partì con Orsino. Emilia, per la prima
+volta, lo vide andar via con rincrescimento, poichè considerava la di
+lui presenza come una protezione, senza saper bene ciò che avesse a
+temere. Egli sbarcò alla piazza San Marco, e correndo al casino, si
+perdè nella folla de' giuocatori.
+
+Il conte aveva fatto partire segretamente un suo servo nella barca di
+Montoni per mandar cercare i suoi suonatori e la propria gondola.
+Emilia, ignara di tutto questo, intese le allegre canzonette de'
+gondolieri che, turbando coi remi le onde argentine, ove ripercoteasi
+la luna, si avvicinavano, e distinse poco dopo il suono degli
+istrumenti, ed una sinfonia veramente armoniosa; nell'istante medesimo
+le barche si avvicinarono, il conte spiegò tutto, e passarono nella di
+lui gondola parata col gusto più squisito.
+
+Mentre la società gustava rinfreschi di frutti e gelati, i suonatori
+nell'altra barca eseguivano deliziose melodie: il conte, seduto
+accanto ad Emilia, occupavasi di lei sola, e le prodigava con voce
+soave ed appassionata complimenti, il cui senso non poteva esser
+dubbioso; per evitarli, essa parlava colla signora Livona, e prendeva
+con lui un tuono riservato ed imponente, ma troppo dolce per contenere
+le di lui sollecitudini. Egli non poteva vedere, nè ascoltare altri
+che Emilia, e non poteva parlare che a lei. Cavignì l'osservava con
+mal umore, e la fanciulla con imbarazzo.
+
+Sbarcarono tutti alla piazza San Marco; la serenità della notte
+determinò la Montoni ad accettare le proposte del conte, di passare
+cioè alcun tempo prima di andare a cena, al di lui casino col resto
+della società. Se qualche cosa avesse potuto dissipare gli affanni di
+Emilia, sarebbe stata per certo la novità di tutto ciò che la
+circondava, gli ornamenti dei ricchi palazzi ed il tumulto delle
+maschere.
+
+Finalmente recaronsi al casino, ornato col miglior gusto: eravi
+preparata una splendida cena; ma quivi il contegno riserbato di Emilia
+fece comprendere al conte quanto gli fosse necessario il favore della
+Montoni; la condiscendenza da essa già dimostratagli gl'impediva di
+giudicare l'impresa molto difficile; rivolse allora parte delle sue
+attenzioni sulla zia, la quale fu talmente lusingata di tale
+distinzione, che non potè dissimulare la gioia, e prima della fine
+della cena il conte possedeva tutta la sua stima. Quand'egli si
+dirigea a lei, il suo volto accigliato si rasserenava, e sorridea a
+tutte le sue parole, gradiva tutte le di lui proposte: Morano la
+invitò colla società a prendere il caffè nel suo palco al teatro per
+la sera dopo; Emilia, avendo inteso ch'ella accettava, non si occupò
+più che di trovare una scusa per dispensarsene.
+
+Era già tardi quando s'imbarcarono; la sorpresa d'Emilia fu estrema,
+allorchè, uscendo dal casino, vide il sole sorgere dall'Adriatico, e
+la piazza San Marco tuttavia piena di gente. Il sonno da gran pezza
+le aggravava le palpebre; la frescura del vento marino la ravvivò, ed
+essa sarebbe partita di colà con rincrescimento, se non fosse stata la
+presenza del conte, il quale volle assolutamente accompagnar le
+signore fino a casa. Montoni non era tornato ancora: la di lui moglie
+entrò nelle proprie stanze, e liberò Emilia dalla noia della sua
+compagnia.
+
+Montoni tornò tardi ed era furente: aveva fatto una grossa perdita;
+prima di coricarsi, volle parlare a quattr'occhi con Cavignì, e l'aria
+di quest'ultimo fece conoscere abbastanza il dì seguente che il
+soggetto della conferenza eragli riuscito poco gradevole.
+
+La Montoni, che per tutto il dì era stata taciturna e pensierosa,
+ricevè verso sera alcune Veneziane, la cui affabilità piacque assai ad
+Emilia. Queste signore avevano un'aria di scioltezza e cordialità
+inesprimibile co' forestieri; parevan conoscerli da molto tempo; la
+loro conversazione era a vicenda tenera, sentimentale e briosa. La
+Montoni istessa, che non aveva veruna attrattiva per quel genere di
+trattenimento, e la cui asciuttezza e l'egoismo contrastavano sovente
+all'eccesso colla loro squisita cortesia, ella stessa non potè essere
+insensibile alle loro grazie.
+
+Cavignì andò a trovar le signore alla sera: Montoni aveva altri
+impegni. S'imbarcarono esse nella gondola per andare alla piazza San
+Marco, ove il concorso era numeroso. Dopo una breve passeggiata, si
+misero a sedere alla porta di un casino; e mentre Cavignì faceva
+portare il caffè e gelati, arrivò il conte Morano. S'avvicinò ad
+Emilia con aria d'impazienza e di piacere, che, unita alle di lui
+attenzioni della sera precedente, l'obbligarono a riceverlo con timida
+riservatezza.
+
+Era quasi mezzanotte allorchè andarono al teatro. Emilia
+nell'entrarvi, si rammentò tutto ciò che aveva veduto, e ne fu meno
+abbagliata. Tutto lo splendore dell'arte le pareva inferiore
+alla semplicità della natura. Il suo cuore non era commosso
+dall'ammirazione come alla vista dell'immenso Oceano e della grandezza
+de' cieli, al fragor dell'onde tumultuanti, alle melodie d'una musica
+campestre. Tai memorie doveano renderle insipida la scena affettata
+che le s'offriva allo sguardo.
+
+Scorsero così varie settimane, nelle quali Emilia si compiacque a
+considerare un teatro i costumi tanto opposti ai francesi; ma il conte
+Morano vi si trovava troppo frequentemente per la di lei tranquillità.
+Le sue grazie, la sua figura, le sue belle doti, che facevano
+l'ammirazione generale, avrebbero forse interessato anche Emilia, se
+il suo cuore non fosse stato prevenuto per Valancourt. Fors'anco
+avrebbe fatto meglio a mettere meno pertinacia nelle sue premure.
+Qualche tratto del suo carattere che rivelò, indisposero Emilia, e la
+prevennero contro le di lui migliori qualità.
+
+Poco dopo il suo arrivo a Venezia, Montoni ricevè una lettera da
+Quesnel, che gli annunziava la morte dello zio della propria moglie
+nella sua villa sulla Brenta, ed il suo progetto di venir tosto a
+prender possesso di cotesta casa e degli altri beni toccatigli. Questo
+zio era fratello della madre della signora Quesnel. Montoni eragli
+parente da parte di padre, e sebbene non avesse nulla a pretendere da
+cotesta ricca eredità, non potè nascondere tutta l'invidia che tale
+notizia suscitavagli in cuore.
+
+Emilia aveva osservato che, dopo la sua partenza dalla Francia,
+Montoni non aveva conservato nessun riguardo per sua zia: in principio
+l'aveva trascurata, ed ora non le mostrava che avversione e cattivo
+umore. Ella non aveva mai supposto che i difetti della zia fossero
+sfuggiti al discernimento di Montoni, e che lo spirito e la figura di
+lei avessero meritata la sua attenzione. La sorpresa cagionatale da
+questo matrimonio era stata estrema; ma la scelta era fatta, e non
+s'immaginava com'egli potesse così presto mostrarle il suo aperto
+disprezzo. Montoni, allettato dall'apparente ricchezza della Cheron,
+si trovò singolarmente deluso nelle sue speranze. Sedotto dalle
+astuzie da essa messe in opra finchè l'avea creduto necessario, si
+trovò incappato nel laccio in cui egli avrebbe voluto far cadere lei
+stessa. Era stato giocato dall'accortezza d'una donna, della quale
+stimava pochissimo l'intelligenza, e si trovava aver sacrificato
+l'orgoglio e la libertà, senza preservarsi dalla rovina disastrosa
+sospesa sul di lui capo. La signora Cheron erasi posta in testa
+propria la maggior parte delle sostanze. Montoni s'era impadronito del
+resto, e benchè la somma ricavatane fosse inferiore alla sua
+aspettativa ed ai suoi bisogni, aveva portato questo danaro a Venezia
+per abbagliare il pubblico, e tentar la fortuna con un ultimo sforzo.
+
+Le voci riportate a Valancourt sul carattere e la situazione di
+Montoni, erano pur troppo esatte. Toccava al tempo ed alle circostanze
+a svelare il mistero.
+
+La Montoni non era di carattere da soffrire un'ingiuria con dolcezza,
+e molto meno dal risentirla con dignità. Il di lei orgoglio esacerbato
+si spiegava con tutta la violenza, tutta l'acredine d'uno spirito
+limitato, o almeno mal regolato. Non volea nemmen riconoscere avere
+colla sua duplicità provocato in certo qual modo siffatto disprezzo.
+Persistè a credere lei sola essere da compiangersi e Montoni da
+biasimare. Incapace di concepire qualche idea morale d'obbligazione,
+non ne sentiva la forza se non quando la si violava verso di lei. La
+sua vanità soffriva già crudelmente per lo sprezzo aperto del
+consorte; le restava da soffrir davvantaggio, scuoprendone lo stato di
+fortuna. Il disordine della di lui casa faceva conoscere parte della
+verità alle persone spassionate; ma quelle che non volevan credere
+decisamente se non secondo i loro desideri, erano affatto cieche. La
+Montoni non si credeva niente meno d'una principessa, essendo padrona
+di un palazzo a Venezia, e di un castello negli Appennini. Talvolta
+Montoni parlava di andare per qualche settimana al suo castello di
+Udolfo ond'esaminarne lo stato e ritirarne le rendite. Parea non
+esservi stato da due anni, e che il castello fosse abbandonato alle
+cure d'un vecchio servo, ch'egli chiamava il suo intendente.
+
+Emilia sentiva parlar di questo viaggio con piacere, poichè le
+prometteva nuove idee e qualche tregua alle assiduità di Morano.
+D'altronde, alla campagna, avrebbe avuto più agio d'occuparsi di
+Valancourt, e della malinconica memoria dei luoghi natii.
+
+Il conte Morano non si tenne lunga pezza al muto linguaggio delle
+premure. Dichiarò la sua passione ad Emilia, e fece proposte allo zio,
+il quale accettò a dispetto del di lei rifiuto. Incoraggito da
+Montoni, ed in ispecie da una cieca vanità, il conte non disperò di
+riuscire. Emilia fu sorpresa ed offesa sensibilmente della di lui
+persistenza. Morano passava tutto il suo tempo in casa di Montoni, vi
+pranzava, e seguiva da per tutto Emilia e la sua zia.
+
+Montoni non parlava più d'andare ad Udolfo, e non era in casa se non
+quando vi si trovavano il conte ed Orsino. Si notò qualche freddezza
+tra lui e Cavignì, sebbene quest'ultimo abitasse sempre nel palazzo.
+Emilia s'avvide che lo zio si rinchiudea spesso nelle sue stanze con
+Orsino per ore intiere, e qualunque fosse il tema de' loro colloqui,
+convien dire che fosse interessantissimo, perchè Montoni trascurava
+fin la sua passione favorita pel giuoco, e passava la notte in casa.
+Eravi qualcosa di misterioso nelle visite d'Orsino; Emilia n'era più
+inquieta che sorpresa, avendo involontariamente scoperto ciò ch'egli
+si sforzava di nascondere. Montoni, dopo le visite dell'amico, era
+talfiata più pensieroso del solito; tal altra, le sue profonde
+meditazioni l'allontanavano da quanto lo circondava, e spandevano
+sulla di lui fisonomia un'alterazione tale da renderla terribile.
+Altre volte i di lui occhi sfavillavano, e tutta l'energia dell'animo
+suo parea prendere maggior vigore nell'idea d'una sorpresa
+formidabile. Emilia cercava di seguire con interesse i di lui
+mutamenti, ma si guardò bene dal far conoscere l'esito delle sue
+osservazioni alla zia, la quale non vedeva ne' modi strani del marito
+se non la conseguenza d'una ordinaria severità.
+
+Una seconda lettera di Quesnel annunziò l'arrivo di lui e della moglie
+a Miarenti: conteneva inoltre particolari sul fortunato caso che li
+conducea in Italia, e finiva con un invito pressantissimo per Montoni,
+sua moglie e sua nipote, di andarlo a trovare ne' suoi nuovi possessi.
+
+Emilia ricevè, quasi nel medesimo tempo, una lettera molto più
+interessante, e che per qualche tempo calmò l'amarezza del suo cuore.
+Valancourt, sperando ch'ella fosse ancora a Venezia, aveva arrischiato
+una lettera per la posta; le parlava del suo amore, delle sue
+inquietudini e della sua costanza. Aveva languito per qualche tempo a
+Tolosa dopo la di lei partenza, avendovi gustato il piacere di visitar
+tutti i giorni quei luoghi, ov'ella si trovava del consueto, ed erane
+partito per recarsi al castello di suo fratello, nelle vicinanze della
+valle. Dopo le più tenere espressioni e lunghi dettagli, egli
+aggiungeva:
+
+«_Voi dovete osservare che la mia lettera è datata da parecchi giorni
+diversi. Guardate le prime righe, e conoscerete che le scrissi subito
+dopo la vostra partenza di Francia. Scrivere a voi, ecco la sola
+occupazione che ha potuto rendermi sopportabile la vostra assenza.
+Quando converso con voi sulla carta, e vi esprimo ciascuno de' miei
+sentimenti, e tutti gli affetti del cuore, mi pare che siate sempre
+presente: non ho avuto fino ad ora altra consolazione. Ho differito a
+spedire il plico unicamente pel piacere di aumentarlo. Quando una
+circostanza qualunque aveva interessato il mio cuore ed infondeva un
+raggio di gioia nell'anima mia, mi affrettava di comunicarvelo, e mi
+pareva vedervi godere ad una tal descrizione._
+
+«_Debbo farvi nota una circostanza che distrugge in un punto solo
+tutte le mie illusioni. Son costretto di andare a raggiungere il mio
+reggimento, e non posso più vagar sotto quelle ombre amene, ove mi
+figurava di vedervi al mio fianco. La valle è affittata. Ho luogo di
+credere che ciò avvenne a vostra insaputa, da quanto mi ha detto
+Teresa stamattina, e perciò appunto ve ne parlo. Essa piangeva
+raccontandomi che lasciava il servizio della sua cara padrona, ed il
+castello nel quale passò tanti anni felici._ E quel che è peggio,
+_aggiungeva_, senza una lettera della signora Emilia che me ne
+raddolcisca il dolore. Questa è l'opera del signor Quesnel; e ardisco
+dire ch'essa ignora tutto quel che si fa in questo luogo.
+
+«_Teresa mi ha detto aver ricevuto una lettera da lui, annunziandole
+che il castello era affittato, che non c'era più bisogno del suo
+servizio, e che avesse a sloggiare entro una settimana. Qualche giorno
+prima di ricevere questa lettera, ella era stata sorpresa dall'arrivo
+del signor Quesnel e di un forestiero, i quali avevano esaminato
+partitamente il castello._»
+
+Verso la fine della lettera datata una settimana dopo quest'ultima
+frase, Valancourt soggiungea:
+
+«_Prima di partire pel reggimento, sono andato stamattina alla valle.
+Ho saputo che il locatario vi è già alloggiato, e che Teresa n'è
+partita. Ho procurato di aver notizie sul carattere di cotesto
+signore, ma indarno. La peschiera era sempre aperta. Vi andai, e vi
+passai un'ora, pascendomi dell'immagine della mia cara Emilia. O
+Emilia mia! sicuramente noi non siamo separati per sempre, sì, lo
+spero, e vivremo l'uno per l'altro._»
+
+Questa lettera le fece versar molte lacrime, ma lacrime di tenerezza e
+soddisfazione, sentendo che Valancourt stava bene di salute, e che il
+suo affetto per lei non era indebolito nè dal tempo, nè dalla
+lontananza. Quanto alla notizia che le dava intorno al suo castello,
+era stupita ed offesa che Quesnel l'avesse affittato senza degnarsi
+neppure di consultarla. Questo procedere provava evidentemente a qual
+punto egli credesse assoluta la sua autorità ed illimitati i suoi
+poteri nell'amministrazione del di lei patrimonio. È vero che prima
+della sua partenza le aveva proposto di affittare que' fondi, e per
+riguardo ad economia essa non aveva fatta obbiezione alcuna; ma
+affidare al capriccio d'uno straniero i beni e la casa paterna,
+privarla di un asilo sicuro nel caso che qualche disgraziata
+circostanza potesse renderglielo necessario; ecco ciò che l'aveva
+decisa ad opporvisi forte. Sant'Aubert, negli ultimi momenti della sua
+vita, aveva ricevuto da lei la promessa solenne di non disporre mai
+del castello, e, soffrendone la locazione, questa promessa era
+violata. Era troppo evidente che Quesnel non aveva fatto caso delle di
+lei obbiezioni, e considerava come indifferente tutto ciò che si
+opponeva ai soli vantaggi pecuniari. Pareva eziandio ch'egli non si
+fosse degnato d'informare Montoni di tale operazione, giacchè
+quest'ultimo non avrebbe avuto alcun motivo per nascondergliela, se
+gli fosse stata nota. Tale condotta spiacque forte ad Emilia e la
+sorprese; ma ciò che l'afflisse maggiormente fu il licenziamento della
+vecchia e fedel serva del padre suo. «Povera Teresa,» diceva Emilia,
+«tu non puoi avere accumulato nulla del tuo salario; tu eri
+caritatevole cogli infelici, e credevi morire in quella casa ove hai
+passato il fiore degli anni! Povera Teresa! Ora ti hanno scacciata
+nella tua vecchiaia, e sarai costretta d'andare mendicando un tozzo di
+pane!»
+
+E piangeva amaramente mentre faceva queste riflessioni, pensando a
+quel che avrebbe potuto fare per Teresa, e al modo di spiegarsi in
+proposito con Quesnel. Temeva assai che la di lui anima insensibile
+non fosse capace di pietà. Volle informarsi se nelle sue lettere a
+Montoni colui facesse menzione de' suoi affari; lo zio la fece
+pregare, di lì a poco, di passare nel suo gabinetto, e immaginandosi
+che egli volesse comunicarle qualche passo di lettera di Quesnel
+relativo all'affare della valle, vi andò tosto e lo trovò solo.
+
+«Io scrivo al signor Quesnel,» le disse egli, allorchè la vide
+entrare, «in risposta ad una lettera che ho ricevuto ultimamente.
+Desiderava parlarvi sopra un articolo di questa lettera.
+
+--Anch'io desiderava intertenermi con voi di tal soggetto,» rispose
+Emilia.
+
+--È una cosa interessantissima per voi,» soggiunse Montoni; «voi la
+vedrete al certo sotto il medesimo aspetto di me, poichè non si può
+vederla diversamente; converrete adunque che qualunque obbiezione
+fondata sul _sentimento_, come si dice, deve cedere a considerazioni
+d'un vantaggio più positivo.
+
+--Accordandovi questo,» disse Emilia modestamente, «mi pare che nel
+calcolo dovrebbero entrare anche le considerazioni d'umanità; ma temo
+non sia troppo tardi per deliberare a tal proposito, e mi spiace che
+non sia più in mio potere di rigettarlo.
+
+--È troppo tardi,» disse Montoni; «ma piacemi vedere che vi
+sottomettete alla ragione e alla necessità, senza abbandonarvi a
+querele inutili. Applaudisco assaissimo a tale condotta, la quale
+annunzia una forza d'animo di cui il vostro sesso è difficilmente
+capace. Quando avrete qualche anno di più, riconoscerete il servizio
+che vi fanno gli amici vostri, allontanandovi dalle romanzesche
+illusioni del _sentimento_. Non ho ancora chiusa la lettera, e potete
+aggiungervi qualche linea per informar lo zio del vostro consenso: lo
+vedrete fra breve, essendo mia intenzione di condurvi fra pochi
+giorni a Miarenti con mia moglie; così potrete discorrere di
+quest'affare.»
+
+Emilia scrisse le linee seguenti:
+
+«_È inutile adesso, o signore, il farvi osservazioni sull'affare del
+quale il signor Montoni mi dice avervi scritto. Avrei potuto
+desiderare che lo si concludesse meno precipitosamente; ciò mi avrebbe
+dato tempo per vincere quant'egli chiama_ pregiudizi, _e il cui peso
+mi opprime il cuore. Giacchè la cosa è fatta, io mi vi sottopongo, ma
+nonostante la mia sommissione, ho molte cose da dire su altri punti
+relativi al medesimo soggetto, e li riserbo pel momento in cui avrò
+l'onore di vedervi. Intanto vi prego, signore, di voler prender cura
+della povera Teresa, in considerazione della vostra affezionatissima
+nipote._
+
+ «EMILIA SAINT-AUBERT.»
+
+Montoni sorrise ironicamente a ciò che aveva scritto Emilia, ma non le
+fece veruna obbiezione. Ella si ritirò nel suo appartamento, e
+cominciò una lettera per Valancourt; vi riferiva le particolarità del
+suo viaggio, e l'arrivo a Venezia. Vi descrisse le scene più
+interessanti del suo passaggio nelle Alpi, le sue emozioni alla prima
+vista dell'Italia, i costumi ed il carattere del popolo che la
+circondava, e qualche dettaglio sulla condotta di Montoni. Si guardò
+bene dal nominare il conte Morano, e meno ancora della di lui
+dichiarazione, sapendo quanto il vero amore sia facile ad allarmarsi.
+
+
+
+
+CAPITOLO XVII
+
+
+Il dì dopo, il conte pranzò in casa Montoni; era straordinariamente
+allegro. Emilia osservò nelle sue maniere con lei un'aria di fiducia e
+di gioia che non aveva mai avuta; si provò a reprimerlo raddoppiando
+la consueta freddezza, ma non le riuscì. Egli parve cercar l'occasione
+di parlarle senza testimoni, ma Emilia non volle mai aderire ad
+ascoltar cose che non si potessero dire a voce alta. Verso sera, il
+signor Montoni e tutta la società andarono a divertirsi sul mare; il
+conte, conducendo Emilia allo _zendaletto_[1], portò la sua mano alle
+proprie labbra, e la ringraziò della condiscendenza che si era degnata
+mostrare. La fanciulla, sorpresa e malcontenta, affrettossi a ritirar
+la mano, e credette che scherzasse; ma quando in fondo alle scale
+conobbe, dalla livrea, che era lo zendaletto del conte, e che il resto
+della società, essendo già entrata in altre gondole, stava per
+partire, risolse di non soffrire un abboccamento particolare; gli
+diede la buona sera, e tornò verso il portico. Il conte la seguì,
+pregando e supplicando, allorchè giunse Montoni, il quale la prese per
+mano, e la condusse al zendaletto; Emilia lo pregava sottovoce di
+considerare la sconvenienza di quel passo.
+
+ ¹ Specie di gondoletta ornata con magnificenza.
+
+«Questo capriccio è intollerabile,» diss'egli; «io non vedo qui
+nessuna sconvenienza.»
+
+Da quel punto, l'avversione di Emilia pel conte divenne una specie
+d'orrore; l'audacia inconcepibile colla quale continuava a
+perseguitarla ad onta del suo rifiuto, l'indifferenza ch'egli mostrava
+per la sua opinione particolare, finchè Montoni favorisse le sue
+pretese, tutto si riuniva per aumentare l'eccessiva ripugnanza ch'essa
+non aveva mai cessato di sentire per lui. Si tranquillò però alquanto
+sentendo che Montoni sarebbe venuto con loro. Egli si mise da una
+parte e Morano dall'altra. Tutti tacevano mentre i gondolieri
+preparavano i remi; ma Emilia, fremendo del colloquio che sarebbe
+susseguito a quel silenzio, ebbe alfine bastante coraggio per romperlo
+con qualche parola indifferente, all'uopo di prevenire le
+sollecitazioni dell'uno ed i rimproveri dell'altro.
+
+«Io era impaziente,» le disse il conte, «di esprimere la mia
+riconoscenza alla vostra bontà: ma devo pure ringraziare il signor
+Montoni, che mi procurò un'occasione tanto desiderata.»
+
+Emilia guardò il conte con un misto di sorpresa e malcontento.
+
+«Come!» soggiuns'egli; «vorreste voi diminuire la soddisfazione di
+questo momento delizioso? Perchè rimpiombarmi nella perplessità del
+dubbio, e smentire, coi vostri sguardi, il favore delle vostre ultime
+dichiarazioni? Voi non potete dubitare della mia sincerità e di tutto
+l'ardore della mia passione. È inutile, vezzosa Emilia, senza dubbio,
+è inutile affatto che cerchiate di nascondere più a lungo i vostri
+sentimenti.
+
+--Se li avessi mai nascosti, signore,» rispose Emilia, «sarebbe
+inutile senza dubbio il dissimularli viemaggiormente. Aveva sperato
+che mi avreste risparmiata la necessità di dichiararli ancora; ma
+poichè mi ci obbligate, vi protesto, e per l'ultima volta, che la
+vostra perseveranza vi priva perfin della stima ond'io era disposta a
+credervi degno.
+
+--Perdio!» sclamò Montoni; «questo oltrepassa la mia aspettativa;
+aveva conosciuto capricci nelle donne, ma... Osservate, madamigella
+Emilia, che se il conte è vostro amante, io nol sono, e non servirò di
+trastullo alle vostre capricciose incertezze. Vi si propone un
+matrimonio che onorerebbe ogni famiglia: ricordatevi che la vostra non
+è nobile; voi resisteste lunga pezza alle mie ragioni; il mio onore
+adesso è impegnato, e non intendo fare una trista figura. Voi
+persisterete, se v'aggrada, nella dichiarazione che m'incaricaste di
+fare al conte.
+
+--Bisogna per certo che siate caduto in errore, signore,» disse
+Emilia; «le mie risposte su questo soggetto furono costantemente le
+medesime; è degno di voi l'accusarmi di capriccio. Se acconsentiste
+ad incaricarvi delle mie risposte, è un onore ch'io non sollecitai. Ho
+dichiarato io stessa al conte Morano, ed a voi, o signore, che non
+accetterò mai l'onore ch'egli vuol farmi, e lo ripeto.»
+
+Il conte guardava Montoni con meraviglia; il contegno di quest'ultimo
+mostrava eziandio sorpresa, ma una sorpresa mista a sdegno.
+
+«Qui c'è audacia e capriccio insieme. Negherete voi le vostre proprie
+espressioni, signorina?
+
+--Una tal domanda non merita risposta,» disse Emilia arrossendo; «voi
+ve la rammenterete, e vi pentirete d'averla fatta.
+
+--Rispondete categoricamente,» replicò Montoni con veemenza. «Dunque
+ardite disdire le vostre parole? Vorreste negare che poco fa avete
+riconosciuto esser troppo tardi per isciogliervi dai vostri impegni, e
+che voi accettaste la mano del conte? lo negherete voi?
+
+--Negherò tutto, perchè nessuna delle mie parole ha mai espresso nulla
+di simile.
+
+--Negherete voi quello che scriveste al signor Quesnel vostro zio? Se
+ardite farlo, il vostro carattere attesterà contro di voi. Che potete
+dire adesso?» continuò Montoni, prevalendosi del silenzio e della
+confusione d'Emilia.
+
+--Mi accorgo, signore, che siete in un grand'abbaglio, e ch'io stessa
+fui ingannata.
+
+--Non più finzioni, ve ne prego. Siate franca e sincera, se è
+possibile.
+
+--Io sono stata sempre tale, signore, e non men fo al certo nessun
+merito. Non ho alcun motivo di fingere.
+
+--Cosa vuoi dir tutto questo?» esclamò Morano alquanto commosso.
+
+--Sospendete il vostro giudizio, conte,» replicò Montoni; «le idee
+d'una donna sono impenetrabili. Ora, si venga alla spiegazione....
+
+--Scusatemi, signore, se io sospendo questa spiegazione fino al
+momento in cui voi sembrerete più disposto alla fiducia; tutto quel
+ch'io potrei dire adesso non servirebbe che ad espormi ad insulti.
+
+--Spiegatevi ve ne prego,» disse Morano.
+
+--Parlate,» soggiunse Montoni, «vi accordo tutta la fiducia; sentiamo.
+
+--Permettete che vi porti ad uno schiarimento, facendovi una domanda.
+
+--Mille se v'aggrada,» disse Montoni sdegnosamente.
+
+--Qual era il tema della vostra lettera al signor Quesnel?
+
+--Eh! qual poteva mai essere? L'offerta onorifica del conte Morano.
+
+--Allora, signore, noi ci siamo ingannati stranamente entrambi.
+
+--Noi ci siamo spiegati male, suppongo, nel colloquio precedente alla
+lettera. Devo rendervi giustizia; siete molto ingegnosa nel far
+nascere un malinteso.»
+
+Emilia procurava di trattenere le lagrime e risponderete con fermezza.
+«Permettetemi, signore, di spiegarmi intieramente, o di tacer del
+tutto.
+
+--Montoni,» gridò il conte, «lasciatemi patrocinare la mia propria
+causa; è chiaro che voi non potete farci nulla.
+
+--Qualunque discorso a tal proposito,» disse Emilia, «è inutile; se
+volete farmi grazia, non prolungatelo.
+
+--È impossibile, signora, ch'io soffochi una passione che forma
+l'incanto ed il tormento della mia vita. V'amerò sempre, e vi
+perseguiterò con ardore instancabile; quando sarete convinta della
+forza e costanza della mia passione, il vostro cuore cederà alla
+pietà, e forse al ravvedimento.»
+
+Un raggio di luna, cadendo sul volto di Morano, scoperse il
+turbamento e l'agitazione dell'anima sua. D'improvviso esclamò: «È
+troppo, signor Montoni, voi m'ingannaste, e vi domando soddisfazione.
+
+--A me, signore? l'avrete,» balbettò questi.
+
+--Mi avete ingannato,» continuò Morano, «e volete punire l'innocenza
+del cattivo successo dei vostri progetti.»
+
+Montoni sorrise sdegnosamente. Emilia, spaventata dalle conseguenze
+che poteva avere quel diverbio, non potè tacere più a lungo. Spiegò il
+motivo dello sbaglio, e dichiarò che non aveva inteso consultar
+Montoni se non per l'affitto della valle, concludendo, e supplicandolo
+di scrivere sul momento a Quesnel onde riparare a siffatto errore.
+
+Il conte poteva appena contenersi; nullameno, mentr'essa parlava,
+entrambi stavano attenti ai suoi discorsi. Calmato alquanto il di lei
+spavento, Montoni pregò il conte d'ordinare ai gondolieri di tornare
+addietro, promettendogli un abboccamento particolare; Morano aderì
+senza difficoltà.
+
+Emilia, consolata dalla prospettiva di qualche riposo, adoprò le sue
+premure conciliatrici a prevenire una rottura fra due persone che
+aveanla perseguitata, ed insultata ben anco senza riguardo.
+
+Lo zendaletto si fermò alla casa di Montoni; il conte condusse Emilia
+in una sala, ove lo zio la prese pel braccio e le disse qualcosa
+sottovoce. Morano le baciò la mano nonostante tutti i di lei sforzi
+per ritirarla, le augurò la buona notte colla più tenera espressione,
+e ritornò allo zendaletto, accompagnato dall'altro.
+
+Emilia, nella sua camera, considerò con estrema inquietudine la
+condotta ingiusta e tirannica di Montoni, la pertinacia impudente di
+Morano e la propria tristissima situazione, lontana dagli amici e
+dalla patria. Invano pensava a Valancourt, come a di lei protettore:
+egli era trattenuto lontano dal suo servizio, ma si consolava almeno
+nel sapere ch'esisteva al mondo una persona la quale divideva le sue
+pene, ed i cui voti non tendevano che a liberarnela.
+
+Risolse nondimanco di non cagionargli un dolore inutile
+ragguagliandolo come le spiacesse d'aver respinto il suo giudizio
+sopra Montoni, benchè però non si pentisse d'aver ascoltata la voce
+del disinteresse e della delicatezza, rifiutando la proposta d'un
+matrimonio clandestino. Ella nutriva qualche speranza nel suo prossimo
+colloquio collo zio; era decisa a dipingergli la sua trista
+situazione, e pregarlo di permettergli d'accompagnarlo al di lui
+ritorno in Francia; quando d'improvviso ricordossi che la valle, suo
+prediletto soggiorno, unico suo asilo, non sarebbe più a di lei
+disposizione per lunga pezza. Pianse allora, temendo di trovar poca
+pietà in un uomo come Quesnel, il quale disponeva delle sue proprietà
+senza nemmen degnarsi di consultarla, e licenziava una serva vecchia e
+fedele, mettendola così in istrada. Ma benchè certa di non aver più
+casa in patria, e pochi amici, volea tornarvi, per sottrarsi al
+dominio di Montoni, la cui tirannide verso di lei e la durezza verso
+gli altri pareanle insopportabili. E neppur desiderava abitare collo
+zio, il procedere del quale a di lei riguardo bastava a convincerla
+del pari non avrebbe altro fatto se non cambiar d'oppressore.
+
+La condotta di Montoni le pareva singolarmente sospetta, a proposito
+della lettera a Quesnel. Poteva, da principio, essere stato ingannato;
+ma essa temeva non persistesse egli volontariamente nel suo errore per
+intimorirla, piegarla ai suoi desiderii, e costringerla a sposare il
+conte. In qualunque caso però, era premurosissima di parlarne a
+Quesnel, e considerava la sua visita imminente con un misto
+d'impazienza, di speranza e timore.
+
+Il giorno seguente, la Montoni, trovandosi sola con Emilia, le parlò
+del conte Morano. Parve sorpresa che la sera innanzi non avesse
+raggiunto le altre gondole, e ripreso così presto la volta di Venezia.
+Emilia raccontò tutto l'accaduto, esprimendo il suo cordoglio per il
+malinteso sorto fra lei e Montoni, e supplicò la zia d'interporre i
+suoi buoni uffici, perchè questi desse al conte un rifiuto decisivo e
+formale; ma si accorse in breve ch'ella sapeva già tutto.
+
+«Non dovete aspettarvi nessuna condiscendenza da me,» le disse: «ho
+già dato il mio voto, ed il signor Montoni ha ragione di estorcere il
+vostro consenso con tutti i mezzi che sono in suo potere. Quando la
+gioventù s'accieca su' suoi veri interessi, e se ne allontana
+ostinatamente, la maggior fortuna che possa avere è quella di trovare
+amici che si oppongano alle loro follie. Ditemi, in grazia, se, per la
+vostra nascita, potevate aspirare ad un partito così vantaggioso, come
+quello che vi è offerto?
+
+--No, signora,» rispose Emilia; «io non ho l'orgoglio di pretendere...
+
+--Non si può negare che non ne abbiate una buona dose. Il mio povero
+fratello, vostro padre, era anch'egli molto orgoglioso; ma, in verità,
+bisogna confessarlo, la fortuna non lo favoriva troppo.»
+
+Sdegnata per questa maligna allusione al padre, ed incapace di
+rispondere con sufficiente moderazione, Emilia esitò un momento
+confusa; la zia ne trionfava; finalmente le disse: «L'orgoglio di mio
+padre, signora, aveva un oggetto nobilissimo; la sola felicità ch'ei
+conoscesse, veniva dalla bontà, educazione e carità sua verso il
+prossimo. Egli non la fece mai consistere nel superar gli altri in
+ricchezza, nè era umiliato della sua inferiorità a tal riguardo. Non
+respigneva i miseri e gli sventurati. Disprezzava talvolta quelle
+persone le quali, in seno alla prosperità, si rendevano invise a forza
+di vanità, d'ignoranza e di crudeltà. Io farò dunque consistere la mia
+gloria nell'imitarlo.
+
+--Non ho la pretensione, nipote mia, di comprendere quest'accozzaglia
+di bei sentimenti; ne lascio tutta la gloria a voi; ma vorrei
+insegnarvi un poco di buon senso, e non vedervi la maravigliosa
+saviezza di sprezzare la vostra felicità. Non mi vanto d'una
+educazione tanto raffinata come quella che vostro padre si piacque di
+darvi, ma mi contento d'un po' di senso comune. Sarebbe stata una vera
+fortuna, per vostro padre e per voi, se vi avesse insegnato ad
+adoprarlo.»
+
+Emilia, offesa sensibilmente da simili riflessioni sulla memoria del
+padre, disprezzando questo discorso, la lasciò d'improvviso e
+ritirossi nella sua camera.
+
+Ne' pochi giorni che scorsero da questo colloquio alla partenza per
+Miarenti, Montoni non rivolse mai una parola alla nipote; i di lui
+sguardi esprimevano il suo risentimento; ma Emilia era molto sorpresa
+com'egli potesse astenersi dal rinnovare il soggetto. Lo fu
+viemaggiormente vedendo che, negli ultimi tre giorni, il conte non
+comparve, e che Montoni non ne pronunziò neppure il nome. Parecchie
+congetture le si affacciarono alla mente; temeva talora che la lite si
+fosse rinnovata, e fosse riuscita fatale al conte; qualche volta
+inclinava a credere che la stanchezza e il disgusto fossero state la
+conseguenza del di lei rifiuto, e ch'egli avesse abbandonato i suoi
+progetti; da ultimo, s'immaginava che il conte ricorresse allo
+strattagemma di sospendere le sue visite, ottenendo da Montoni che non
+lo nominasse, nella speranza che la gratitudine e la generosità
+opererebbero molto su lei, e determinerebbero un consenso ch'egli non
+attendeva più dall'amore. Passava il tempo in queste vane congetture,
+cedendo volt'a volta alla speranza ed all'amore: partirono infine per
+Miarenti, e quel giorno, come gli altri, il conte non comparve, nè si
+parlò menomamente di lui.
+
+Montoni avendo deciso di non partir da Venezia prima di sera, per
+evitare il caldo e godere il fresco della notte, s'imbarcarono per
+giungere alla Brenta un'ora prima del tramonto. Emilia, seduta sola a
+poppa, contemplava in silenzio gli oggetti che fuggivano a misura che
+la barca inoltrava: vedeva i palazzi sparire a poco a poco confusi
+coll'onde; ben presto le stelle succedettero agli ultimi raggi del
+sole, ed una notte fresca e tranquilla l'invitò a dolci meditazioni,
+turbate sol dal romore momentaneo dei remi, e dal lieve mormorio delle
+acque.
+
+Giunti alle bocche della Brenta, si attaccarono alla barca i cavalli,
+e la fecero avanzare speditamente fra due sponde ornate a vicenda
+d'alberi altissimi, di ricchi palagi, di giardini deliziosi, e di
+boschetti odorosi di mirti e d'aranci. Allora affacciaronsi alla
+fanciulla tenere memorie; pensò alle belle sere passate nella sua
+valle, ed a quelle trascorse con Valancourt presso Tolosa ne' giardini
+della zia. Perduta in tristi riflessioni, e spesso colle lagrime agli
+occhi, ne fu scossa d'improvviso dalla voce di Montoni, che l'invitava
+a prender qualche rinfresco. Recatasi nella cabina, vi trovò la zia
+sola. La fisonomia di questa era accesa di collera, prodotta, a quanto
+parea, da un colloquio avuto col marito. Questi la guardava con aria
+di corruccio e disprezzo, e per qualche tempo restarono ambedue in
+perfetto silenzio. Montoni parlò ad Emilia di Quesnel.
+
+«Mi lusingo, non vorrete persistere nel sostenere che ignoravate il
+soggetto della mia lettera.
+
+--Dopo il vostro silenzio mi era figurata, o signore, che non fosse
+più necessario d'insistere, e che avreste riconosciuto il vostro
+errore.
+
+--Avevate sperato l'impossibile,» sclamò Montoni; «mi sarei dovuto
+aspettare dal vostro sesso una sincerità ed una condotta più
+riflessiva, colla stessa facilità con cui voi poteste immaginarvi di
+convincermi d'errore.»
+
+Emilia arrossì, e non parlò più. Conobbe allora troppo chiaramente che
+aveva di fatti sperato l'impossibile, e che laddove eravi stato errore
+volontario, non si poteva sperare di convincere; era evidente che la
+condotta di Montoni non era stata l'effetto di un malinteso, ma quello
+d'un piano concertato.
+
+Impaziente di sottrarsi ad un colloquio tanto dispiacevole ed
+umiliante per lei, Emilia tornò fuori a sedere a poppa. Là almeno le
+veniva accordato dalla natura quella quiete che le ricusava Montoni.
+
+Quando, svegliata dalla voce d'una guida o da qualche movimento nella
+barca, essa ricadea nelle sue riflessioni, pensava all'accoglienza che
+le farebbero i coniugi Quesnel, e che cosa direbbe a proposito della
+valle. Poi cercava distogliere lo spirito da un soggetto tanto
+fastidioso, divertendosi a contemplare i tratti del bel paese
+illuminato dalla luna. Mentre la sua imaginazione distraevasi così,
+scoprì un edifizio che s'innalzava al disopra degli alberi. Man mano
+che la barca inoltrava, udiva rumor di voci; in breve distinse l'alto
+portico d'una bella casa ombreggiata da pini e pioppi, e la riconobbe
+per la casa medesima statale già mostrata come proprietà del parente
+della signora Quesnel.
+
+La barca si fermò vicino ad una scala marmorea che conduceva sotto il
+portico, il quale era illuminato. Montoni sbarcò colla sua famiglia, e
+trovarono i coniugi Quesnel in mezzo agli amici, assisi su sofà, che
+godevano il fresco della notte mangiando frutti e gelati, mentre
+alcuni suonatori, in qualche distanza, facevano una bella serenata.
+Emilia era già avvezza ai costumi dei paesi caldi, e non fu sorpresa
+di trovar quei signori di fuori dal loro portico a due ore dopo
+mezzanotte.
+
+Fatti i soliti complimenti, la compagnia prese posto sotto il
+portico, e da una sala vicina le furono serviti rinfreschi
+squisitissimi. Cessato il piccolo tumulto dell'arrivo, e quando Emilia
+si fu rimessa dal turbamento provato in barca fu sorpresa dalla
+bellezza singolare di quel luogo, e dai comodi che offriva per
+guarentirsi dalle molestie della stagione. Era una rotonda a cupola
+scoperta di marmo bianco, sostenuta da colonnati della medesima
+materia. Le due ali guardavano su lunghi cortili, lasciando vedere
+immense gradinate sulle sponde del fiume. Una fontana in mezzo, co'
+suoi zampilli, formava, cadendo un piacevole mormorio, e l'odore soave
+dei fiori profumava quel luogo delizioso.
+
+Quesnel parlò dei propri affari col suo tuono ordinario d'importanza.
+Vantò i nuovi acquisti, e compianse con affettazione Montoni delle
+recenti perdite da lui fatte. Quest'ultimo, il cui orgoglio almeno era
+capace di sprezzare una tale ostentazione, scuopriva facilmente, sotto
+una finta compassione, la vera malignità di Quesnel. Lo ascoltò con
+silenzio sdegnoso, quand'ebbe nominato sua nipote, si alzarono
+entrambi ed andarono a passeggiare in giardino.
+
+Emilia intanto si avvicinò alla signora Quesnel, la quale parlava
+della Francia. Il solo nome della di lei patria erale caro: provava
+gran piacere nel considerare una persona che ne veniva. Quel paese
+d'altronde era abitato da Valancourt, e dessa ascoltava attentamente
+nella lieve lusinga di sentirlo nominare. La Quesnel che, durante il
+suo soggiorno in Francia, parlava con estasi dell'Italia, non parlava
+in Italia che delle delizie della Francia, sforzandosi di eccitare la
+curiosità altrui raccontando tutte le belle cose che aveva avuto la
+fortuna di vedervi.
+
+Emilia attese invano il nome di Valancourt. La signora Montoni parlò a
+sua volta delle bellezze di Venezia, e del piacere che sperava gustare
+visitando il castello di Montoni negli Appennini. Quest'ultimo
+articolo non era trattato che per vanità. Emilia sapeva bene che la di
+lei zia apprezzava poco le grandezze solitarie, e quelle in ispecie
+che potea presentare il castello di Udolfo. La conversazione continuò
+malignandosi vicendevolmente, per quanto poteva permetterlo la
+civiltà, con reciproca ostentazione. Assise su morbidi sofà, sotto un
+portico elegante, circondate dai prodigi della natura e dell'arte, gli
+esseri meno sensibili avrebbero dovuto provare trasporti di
+cordialità, buone disposizioni, e cedere con trasporto a tutte le
+dolcezze di quei luoghi incantati.
+
+Poco stante albeggiò; sorse il sole, e permise agli sguardi attoniti
+di contemplare il magnifico spettacolo che offrivano da lunge i monti
+coperti di neve, i declivi verdeggianti, e le ubertose pianure che si
+estendevano alle loro falde.
+
+I contadini che andavano al mercato passavano in battello. Gli
+ombrelli di tela colorata, che portavano la maggior parte per
+guarentirsi dai raggi solari; i canestri di frutti e di fiori che
+andavano accomodando nel tragitto; l'abbigliamento semplice e
+pittoresco delle villanelle, tutto formava un colpo d'occhio dei più
+sorprendenti. La rapidità della corrente, la vivacità dei rematori, i
+canti di quei contadini all'ombra delle vele, ed il suono di qualche
+rustico strumento, dava a tutta la scena il carattere di una festa
+campestre.
+
+Allorchè Montoni e Quesnel ebbero raggiunte le signore, passeggiarono
+tutti insieme nei giardini, la cui elegante distribuzione contribuì
+molto a distrarre Emilia. La forma maestosa e la ricca verzura dei
+cipressi, ch'ella trovava qui nella loro perfezione, l'altezza
+smisurata dei pini e dei pioppi, i folti rami dei platani,
+contrastavano coll'arte in quei giardini meravigliosi; i boschetti di
+mirto ed altre piante fiorite confondevano gli aromatici effluvi con
+quelli di mille fiori che smaltavano il terreno, e l'aria veniva
+rinfrescata dai limpidi ruscelli, serpeggianti fra i verdi pergolati.
+
+Intanto il sole s'innalzava sull'orizzonte, ed il caldo cominciava a
+farsi sentire. La società abbandonò i giardini per andar in cerca di
+riposo.
+
+
+
+
+CAPITOLO XVIII
+
+
+Emilia profittò della prima occasione propizia per parlare a Quesnel
+del castello della valle. Le sue risposte furono concise, e fatte
+coll'accento di chi non ignorando il suo assoluto potere,
+s'impazientisce di vederlo messo in dubbio. Le dichiarò che la
+disposizione presa era una misura necessaria, e ch'essa doveva andar
+debitrice alla di lui prudenza de' vantaggi che gliene sarebbero
+ridondati.
+
+«Del resto,» aggiunse «quando il conte veneziano, di cui non mi
+ricordo il nome, vi avrà sposata, i fastidi della vostra dipendenza
+cesseranno. Come vostro parente, mi rallegro per voi d'una circostanza
+tanto felice, e, ardisco dirlo, così poco attesa dai vostri amici.»
+
+Per qualche momento, Emilia restò muta e fredda; quindi procurò
+disingannarlo a proposito del poscritto da lei aggiunto alla lettera
+di Montoni; Quesnel parve avere ragioni particolari di non crederle, e
+per assai tempo persistè ad accusarla di capriccio. Convinto alfine
+della di lei avversione per Morano, e del rifiuto positivo che gli
+aveva dato, si abbandonò alle stravaganze del risentimento,
+esprimendosi colla maggiore asprezza. Lusingato segretamente dal
+parentado d'un nobile, onde aveva finto dimenticar il casato, era
+incapace d'intenerirsi dei patimenti cui poteva incontrare la nipote
+nel sentiero che le segnava la propria ambizione.
+
+Emilia vide tosto tutte le difficoltà che la minacciavano; e
+quantunque nessuna persecuzione potesse farla rinunziare a Valancourt
+per Morano, essa fremeva all'idea delle violenze di suo zio. A tanta
+collera ed a tanto sdegno oppos'ella solamente la dolce dignità d'uno
+spirito superiore; ma la fermezza misurata della sua condotta non
+servì che ad esacerbare il corruccio di Quesnel, obbligandolo a
+riconoscere la sua inferiorità. Finì per dichiararle che, se
+persisteva nella sua follìa, e lui e Montoni l'avrebbero abbandonata
+al disprezzo universale.
+
+La calma nella quale Emilia erasi mantenuta in presenza dello zio,
+l'abbandonò quando fu sola: pianse amaramente; ripetè più d'una volta
+il nome del padre, di quel tenero padre che non vedeva più, e di cui
+si rammentava tutti gli avvertimenti datile al letto di morte. «Oimè!»
+diceva essa; «conosco bene adesso che la forza del coraggio è
+preferibile alle grazie della sensibilità. Farò tutti gli sforzi per
+adempire alla mia promessa; non mi abbandonerò ad inutili lamenti, e
+procurerò di soffrire con fortezza d'animo l'oppressione che non posso
+evitare.»
+
+Sollevata in qualche modo dal suo fermo proposito di adempire in parte
+alle ultime volontà paterne, terse il pianto, e comparve a tavola
+colla consueta serenità.
+
+Verso sera, le signore andarono a prendere il fresco nella carrozza
+della Quesnel sulle rive della Brenta. La situazione d'Emilia formava
+un contrasto malinconico coll'allegria delle brillanti società riunite
+sotto gli alberi lungo il delizioso fiume. Taluni ballavano all'ombra,
+altri, sdraiati sull'erba, prendevano gelati, mangiavano frutti e
+gustavano in pace le dolcezze d'una bella sera all'aspetto del più bel
+paese del mondo.
+
+La fanciulla considerando le lontane vette nevose degli Appennini,
+pensò al castello di Montoni, e fremè all'idea ch'egli ve la
+condurrebbe, ed avrebbe saputo costringerla all'obbedienza. Questo
+timore però svanì, riflettendo ch'era in di lui potere a Venezia, come
+lo sarebbe stata in ogni altra parte.
+
+Tornarono a Miarenti assai tardi; la cena era preparata nella
+magnifica rotonda già tanto ammirata da Emilia: le signore si
+riposarono sotto il portico, finchè Quesnel, Montoni ed altri
+gentiluomini vennero a raggiungerle. Emilia faceva ogni sforzo per
+tranquillarsi, allorchè una barca sostò d'improvviso alla scalea del
+giardino, ed essa distinse la voce di Morano, il quale comparve poco
+dopo. Ricevè i di lui complimenti in silenzio, e la sua freddezza
+parve da principio sconcertarlo, ma in seguito si rimise, riprese il
+suo brio, e la fanciulla osservò che la specie d'adulazione onde
+l'opprimevano i suoi zii, e di cui ella maravigliossi forte, eccitava
+solo il suo disgusto.
+
+Appena potè ritirarsi, le di lei riflessioni quasi involontariamente
+si aggirarono sui mezzi possibili d'indurre il conte a desistere dalle
+sue pretese; la sua delicatezza non ne trovò di più efficace fuor
+quello di confessargli un vincolo già formato, e rimettersene alla di
+lui generosità. Nullameno, quando la domane egli rinnovò le sue
+premure, Emilia abbandonò quel progetto: sarebbe repugnato troppo al
+di lei orgoglio lo svelare il segreto del suo cuore ad un uomo come
+Morano, e domandargli un sacrifizio; talchè respinse con impazienza il
+piano già concetto. Ripetè il suo rifiuto nei termini più decisi, e
+biasimò severamente la condotta tenuta verso di lei. Il conte ne parve
+mortificato, ma continuò a persistere nelle solite assicurazioni di
+tenerezza; l'arrivo della Quesnel l'interruppe, e fu per Emilia un
+gran soccorso.
+
+Di tal guisa, Emilia passò i giorni più infelici in quella casa
+deliziosa a motivo dell'ostinata assiduità di Morano, e della tirannia
+crudele che esercitavano su di lei Quesnel e Montoni, i quali
+parevano, al par della zia, più risoluti che mai a siffatto
+matrimonio. Quesnel, vedendo infine che i discorsi e le minacce erano
+egualmente inutili per venire ad una pronta decisione, vi rinunziò, e
+tutto fu rimesso al tempo ed al potere di Montoni. Emilia intanto
+desiderava tornar a Venezia, sperando colà sottrarsi in parte alle
+persecuzioni di Morano; d'altro lato, Montoni, distratto dalle
+occupazioni, non sarebbe sempre stato in casa. In mezzo alle sciagure,
+pensò anche a raccomandar con forza la povera Teresa a Quesnel il
+quale, la lusingò promettendole che non l'avrebbe dimenticata.
+
+Montoni, in un lungo colloquio, concertò con Quesnel il piano da
+eseguirsi riguardo alla nipote, e questi promise trovarsi a Venezia
+tosto dopo la celebrazione del matrimonio.
+
+Emilia per la prima volta, non provò verun rincrescimento a separarsi
+da' parenti. Morano tornò a Venezia nella stessa barca di Montoni. La
+fanciulla, la quale osservava gradatamente l'avvicinarsi di quella
+superba città, si vide dappresso la sola persona che potesse
+diminuirgliene il piacere. Arrivarono verso mezzanotte; Emilia fu
+liberata dalla presenza del conte, che seguì Montoni in un casino, e
+potè finalmente ritirarsi nella sua camera.
+
+Il dì seguente, lo zio in un breve colloquio dichiarò ad Emilia che
+non intendeva esser tirato più per le lunghe; il suo matrimonio col
+conte era per lei di un vantaggio così prodigioso, che sarebbe follìa
+l'opporvisi, ed una follìa inconcepibile, e che verrebbe celebrato
+senza dilazione, e, se facea duopo, senza di lei consenso. La giovane,
+la quale fino allora aveva impiegate le ragioni, ricorse alle
+preghiere: il dolore le impediva di considerare che, con un uomo del
+carattere di Montoni, le suppliche non produrrebbero migliore effetto
+delle ragioni. Gli domandò poscia con qual diritto esercitasse egli su
+di lei quell'autorità illimitata. In uno stato più tranquillo, non
+avrebbe rischiato questa domanda che non le giovava a nulla, e faceva
+trionfare Montoni della sua debolezza e del suo isolamento.
+
+«Con qual diritto?» sclamò questi con un sorriso maligno; «col diritto
+della mia volontà; se voi potrete sottrarvene, io non vi domanderò con
+qual diritto lo faceste. Ve lo ricordo per l'ultima volta: voi siete
+straniera, lontana dalla patria; deve interessarvi di avermi per
+amico, e ne conoscete i mezzi; se mi obbligate a divenirvi nemico,
+m'arrischierò a dire che la punizione supererà la vostra aspettativa;
+dovreste ben sapere che non son fatto per essere burlato.»
+
+Emilia restò immobile dopo che Montoni l'ebbe lasciata: era disperata,
+o piuttosto stupefatta; il sentimento della sua miseria era il solo
+che avesse conservato: la Montoni la trovò in quello stato. La giovine
+alzò gli occhi, e il dolore espresso da tutta la di lei persona avendo
+senza dubbio intenerita la zia, le parlò con insolita bontà; il cuore
+di Emilia ne fu commosso, e dopo aver pianto alcun poco, raccolse
+bastante forza per raccontarle il soggetto del suo dolore, e sforzarsi
+d'interessarla per lei. La compassione della zia era stata sorpresa,
+ma la sua ambizione non poteva moderarsi, e credeva esser già la zia
+d'una contessa. I tentativi della fanciulla non riusciron meglio con
+lei che con Montoni: ritornò nella sua camera, e cominciò nuovamente a
+piangere, risolutissima di sfidare ad ogni costo tutta la vendetta di
+Montoni, anzichè sposare un uomo di cui avrebbe disprezzata la
+condotta, quand'anco non avesse mai conosciuto Valancourt.
+
+Sopraggiunse poco di poi una faccenda che per qualche giorno sospese
+l'attenzione di Montoni; le visite misteriose d'Orsino si erano
+rinnovate con maggiore frequenza, dopo il ritorno di Montoni. Cavignì,
+Verrezzi, e qualcun altro erano ammessi, oltre Orsino, a questi
+conciliaboli notturni: Montoni divenne più riservato e severo che mai.
+Se i propri interessi non l'avessero resa indifferente a tutto il
+resto, Emilia si sarebbe accorta che meditava qualche progetto.
+
+Una sera che non doveva tenersi riunione, arrivò Orsino agitatissimo e
+spedì al casino un suo confidente in cerca di Montoni: lo pregava di
+tornare a casa subito, raccomandando al messo di non pronunziar il suo
+nome. Montoni tornò sull'istante, trovò Orsino, e seppe tosto il
+motivo della visita ed agitazione sua, conoscendone già una parte.
+
+Un gentiluomo veneziano, che aveva recentemente provocato l'odio di
+Orsino, era stato pugnalato da scherani pagati da quest'ultimo. Il
+morto apparteneva alle prime famiglie, ed il Senato erasi preso a
+cuore quell'affare. Uno degli assassini fu arrestato, e confessò,
+Orsino essere il reo. Alla nuova del suo pericolo, egli veniva a
+trovare Montoni perchè gli facilitasse la fuga, sapendo che in quel
+momento tutti gli officiali di polizia erano in cerca di lui per tutta
+la città, talchè riuscivagli impossibile di uscirne. Montoni
+acconsentì a nasconderlo per qualche giorno finchè la vigilanza fosse
+rallentata, e potesse con sicurezza lasciar Venezia. Sapeva il
+pericolo che incorreva accordando asilo ad Orsino; ma era tale la
+natura delle obbligazioni sue verso quell'uomo, che non credeva
+prudente negarglielo.
+
+Tal era la persona ammessa da lui alla sua confidenza, e per la quale
+sentiva tanta amicizia, quanto potevalo comportare il suo carattere.
+
+Per tutto il tempo che Orsino rimase nascosto nella casa, Montoni non
+volle attirare gli sguardi del pubblico celebrando le nozze del conte;
+ma quando la fuga del reo ebbe fatto cessare questo ostacolo, informò
+Emilia che il di lei matrimonio avrebbe avuto luogo la mattina
+seguente. Essa protestò che non avrebbe mai acconsentito, ed egli
+rispose con un maligno sorriso, assicurandola che di buonissima ora il
+conte ed un sacerdote si sarebbero trovati in casa sua, e
+consigliandola a non isfidare il di lui risentimento con
+un'opposizione contraria ai suoi voleri ed al proprio di lei bene.
+
+«Esco per tutta sera,» aggiuns'egli: «ricordatevi che domani do la
+vostra mano al conte Morano.»
+
+Emilia, la quale, dopo le ultime di lui minacce, si lusingava che la
+crisi giungerebbe al suo termine, fu poco scossa da questa
+dichiarazione; studiò dunque il mezzo di farsi coraggio considerando
+che il matrimonio non poteva esser valido fintantochè in presenza del
+sacerdote ella ricuserebbe di prender parte alla cerimonia. Il momento
+della prova si avvicinava, ed essa era egualmente agitata dall'idea
+della vendetta e a quella dell'imeneo. Assolutamente incerta sulle
+conseguenze del suo rifiuto all'altare, temeva più che mai il potere
+illimitato di Montoni, ed era persuasa che avrebbe trasgredite senza
+scrupolo tutte le leggi per riuscire ne' suoi progetti.
+
+Mentre stava immersa in questo mare di affanni fu avvertita che Morano
+desiderava parlarle. Appena il servo fu uscito con le di lei scuse, se
+ne pentì, lo chiamò indietro, e volendo provare se le preghiere e la
+fiducia produrrebbero migliore effetto del rifiuto e dello spregio,
+gli fece dire che sarebbe andata a trovarlo ella stessa.
+
+La dignità e il nobile contegno con cui mosse incontro al conte,
+l'aria rassegnata e pensierosa che ne addolciva la fisonomia, non
+erano mezzi capaci per farlo rinunziare a lei, nè servirono se non ad
+aumentare una passione che l'aveva già inebriato. Egli ascoltò ciò
+ch'essa diceva con apparente compiacenza e gran desiderio di
+contentarlo, ma la sua risoluzione era invariabile. Mise in opera con
+lei l'arte e l'insinuazione la più raffinata. Persuasa Emilia che non
+avesse nulla da sperare dalla di lui giustizia, ripetè solennemente le
+sue proteste d'opposizione, e lo lasciò coll'assicurazione formale che
+avrebbe saputo mantenersi nella negativa anche malgrado la violenza.
+Un giusto orgoglio aveane trattenute le lacrime in presenza di Morano,
+ma appena si trovò sola, pianse amaramente, invocando il padre, ed
+attaccandosi con dolore inesprimibile all'idea di Valancourt.
+
+La sera era avanzatissima, allorchè la Montoni entrò nella di lei
+camera cogli ornamenti nuziali che inviavale il conte. Essa aveva
+scansata la nipote per tutta la giornata, temendo cedere ad
+un'insolita sensibilità: non ardiva esporsi alla disperazione di
+Emilia; e forse la sua coscienza, il cui linguaggio era sì poco
+frequente, le rimproverava una condotta sì dura verso un'orfana figlia
+di suo fratello, e della quale un padre moribondo le aveva affidata la
+felicità.
+
+Emilia non volle vedere quei regali, e tentò, sebbene senza speranza,
+un nuovo ed ultimo sforzo per interessare la compassione della zia.
+Commossa forse alternativamente dalla pietà o dai rimorsi, seppe
+nasconder l'una e gli altri, e rimproverò alla nipote la follia di
+affliggersi per un matrimonio che non poteva mancare di renderla
+felice. «Certo,» le diss'ella, «se io non fossi maritata, e se il
+conte mi offrisse la sua mano, sarei molto lusingata di questa
+distinzione. Se io credo dover pensare così, voi, nipote mia, che non
+siete ricca, dovete indubitatamente trovarvene onoratissima, e
+mostrare una riconoscenza, un'umiltà verso Morano, tale da
+corrispondere alla sua condiscendenza. Son sorpresa, ve lo confesso,
+di veder lui così sommesso e voi così orgogliosa. Stupisco della sua
+pazienza, e, se fossi in lui, vi farei per certo ricordare un po'
+meglio dei vostri doveri. Io non vi adulerò, ve lo dico schietto; è
+questa ridicola adulazione che vi dà tanta e tale opinione di voi
+stessa, che vi fa credere non esservi nessuno che possa meritarvi.
+L'ho detto spesso al conte; io non badava alla stravaganza de' suoi
+complimenti, e voi li pigliavate alla lettera.
+
+--La vostra pazienza, signora,» disse Emilia, «soffriva allora assai
+meno della mia.
+
+--Tutto questo è pura affettazione, null'altro,» rispose la zia; «io
+so che l'adulazione v'insuperbisce e vi rende così vana, che credete
+ingenuamente di vedere tutti gli uomini ai vostri piedi; ma
+v'ingannate. Posso accertarvi, nipote mia, che non troverete molti
+adoratori come il conte; chiunque altro vi avrebbe voltate le spalle,
+e vi avrebbe lasciata in preda a un tardo pentimento.
+
+--Oh! perchè mai il conte non fa quel che farebbero gli altri?» disse
+Emilia sospirando.
+
+--È una fortuna per voi che non sia così,» replicò la zia.
+
+--Io non sono ambiziosa; desidero solo restare nello stato in cui mi
+trovo.
+
+--Non si tratta di ciò,» soggiunse la zia; «vedo che pensate sempre a
+quel Valancourt. Scacciate, ven prego, queste ubbie amorose e questo
+ridicolo orgoglio; diventate ragionevole. D'altronde son tutte ciarle
+inutili; voi sarete maritata domani, vogliate o no, già lo sapete: il
+conte non vuole esser più a lungo vostro zimbello.»
+
+La fanciulla non tentò rispondere a siffatta singolare aringa,
+sentendone l'inutilità. La zia depose i regali del conte sopra un
+tavolino ove appoggiavasi Emilia, e le augurò la buona sera.
+L'orfanella fissò gli occhi sulla porta dond'era uscita la zia;
+ascoltava attenta se qualche suono venisse a rialzar l'abbattimento
+spaventoso de' suoi spiriti. Era mezzanotte passata; tutti dormivano,
+tranne il servo che aspettava il padrone. Il di lei animo, prostrato
+dai dispiaceri, cedè allora a terrori imaginari; tremava considerando
+le tenebre dell'ampia stanza in cui trovavasi; temeva senza saper
+perchè. Durò in tale stato tanto tempo, che avrebbe chiamata Annetta,
+la cameriera della zia, se la paura le avesse concesso d'alzarsi dalla
+sedia e traversar le camere. Le tetre illusioni a poco a poco
+svanirono; ed andò a letto, non per dormire, era impossibile, ma per
+cercar di calmare il disordine dell'accesa fantasia e raccogliere le
+forze che le sarebbero state necessarie per la mattina seguente.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIX
+
+
+Un colpo battuto alla porta di Emilia la scosse dalla specie di sonno
+al quale erasi data in preda. Sussultò: le vennero tosto in mente
+Montoni e Morano. Ascoltò qualche momento, e riconoscendo la voce di
+Annetta rischiò ad aprire.
+
+«Che ti conduce qui così di buon'ora?» le chiese tutta tremante.
+
+--Per carità, signorina, non vi spaventate; siete così pallida, che
+fate paura anche a me. Giù dabbasso fanno un gran rumore; tutti i
+servi vanno e vengono con furia, e nessuno può indovinarne il motivo.
+
+--Chi c'è con loro?» disse Emilia; «Annetta, non m'ingannare.
+
+--Il cielo me ne guardi, per tutto l'oro del mondo non v'ingannerei.
+Ho veduto soltanto che il signor Montoni mostra un'impazienza
+straordinaria, e mi diede l'ordine di farvi alzare sul momento.
+
+--Cielo! aiutatemi,» gridò Emilia disperata. «Il conte Morano è dunque
+venuto?
+
+--No, signorina, per quanto io sappia egli non c'è. Sua _eccellenza_
+mandommi a dirvi che a momenti saranno qui le gondole, e partiremo da
+Venezia. Bisogna ch'io mi sbrighi per tornar dalla padrona, la quale è
+tanto confusa, che non sa più quel che si faccia.
+
+--Ma insomma, che cosa significa tutto questo?
+
+--Oh! signora Emilia, io non so altro se non che il signor Montoni è
+tornato a casa agitatissimo, e ci ha fatti alzar tutti, dichiarandoci
+che bisognava partir sull'istante.
+
+--Il conte Morano viene egli con noi? e dove andiamo?
+
+--Lo ignoro. Ho inteso che Lodovico parlava d'un castello che il
+padrone ha in certe montagne.
+
+--Negli Appennini?
+
+--Appunto, signorina; ma sollecitatevi, e pensate all'impazienza del
+signor Montoni. Dio buono! sento già i remi delle gondole che
+arrivano.»
+
+Annetta uscì a precipizio. Emilia si dispose a questo viaggio
+inaspettato, ed appena ebbe gettati libri ed abiti nel baule, ricevè
+un secondo avviso; scese nel gabinetto della zia, ove Montoni le
+rimproverò la sua lentezza. Egli uscì quindi per dare alcuni ordini, e
+Emilia chiese il motivo di quella partenza subitanea. La zia parve
+ignorarlo come lei, e che non intraprendesse quel viaggio se non con
+estrema ripugnanza.
+
+Finalmente tutta la famiglia s'imbarcò, ma nè Morano, nè Cavignì si
+fecero vedere. Questa circostanza rianimò un poco gli spiriti
+abbattuti di Emilia, la quale somigliava ad un condannato a morte, cui
+venga accordata una breve dilazione: il suo cuore si alleggerì ancor
+più, quando ebbero fatto il giro di San Marco senza fermarsi per
+prendere il conte.
+
+L'alba cominciava appena a biancheggiar l'orizzonte ed il lido. Emilia
+non ardiva fare veruna interrogazione a Montoni, che restò qualche
+tempo in cupo silenzio, e s'avvolse quindi nel mantello, come se
+avesse voluto dormire. Sua moglie fece altrettanto. Emilia, non
+potendo prender sonno, alzò una cortina, e si mise a considerar il
+mare. L'aurora illuminava grandemente la sommità dei monti friulani;
+ma le loro coste e le onde che le bagnavano, erano tuttavia sepolte
+nell'ombra: la fanciulla, immersa in dolce malinconia, osservava i
+progressi del giorno, che stendevasi sul mare, illuminando Venezia, i
+suoi isolotti, e finalmente le spiagge italiane, lungo le quali
+cominciavano già a mettersi in moto le barche. I gondolieri venivano
+spesso chiamati da coloro che portavano le provvisioni al mercato di
+Venezia. Un'infinita quantità di barchette coperse in breve la laguna.
+Emilia gettò l'ultimo sguardo su quella magnifica città; ma il di lei
+spirito allora era soltanto occupato da mille congetture sui casi che
+l'attendevano, sul paese ov'era trascinata, e sul motivo di quel
+viaggio repentino.
+
+Le parve dopo mature riflessioni, che Montoni la conducesse al suo
+castello isolato per costringerla più sicuramente all'obbedienza con
+mezzi di terrore. Se le scene tenebrose e solitarie che vi si
+disponevano non sortissero il bramato esito, il suo matrimonio vi
+sarebbe celebrato per forza, e con maggior mistero forse e meno smacco
+per l'onore di Montoni. Il poco coraggio resole dalla proroga svanì a
+questa terribile idea, e quando si toccò la riva, ell'era ricaduta nel
+più penoso abbattimento.
+
+Montoni non rimontò la Brenta, ma continuò in carrozza per andare agli
+Appennini. Durante questo viaggio fu così severo con Emilia che ciò
+solo avrebbe servito a confermare le sue congetture allarmanti.
+
+I viaggiatori cominciarono a salire gli Appennini: a quell'epoca que'
+monti erano coperti da immense foreste di abeti. La strada passava in
+mezzo a questi boschi, e non lasciava vedere che rupi spaventevoli
+sospese sul loro capo, a meno che qualche radura non lasciasse
+distinguere momentaneamente il sottoposto piano. L'oscurità di quei
+luoghi, il loro cupo silenzio, quando neanche il più lieve vento
+agitava la cima degli alberi, l'orrore dei precipizi susseguentisi,
+ciascun oggetto, in una parola, rendeva più imponenti le triste
+riflessioni d'Emilia. Essa non vedeva a sè intorno che immagini di
+spaventosa grandezza e di tetra sublimità.
+
+A misura che i viaggiatori montavano attraverso le selve, le rupi
+accatastavansi a rupi, i monti parevano moltiplicarsi, e la cima di
+un'eminenza sembrava servir di base ad un'altra. Finalmente
+trovaronsi sopra un piccolo piano, ove i mulattieri sostarono. La
+scena vasta e magnifica che si presentava nella valle, eccitò
+l'ammirazione universale, ed interessò perfino la signora Montoni.
+Emilia obliò un momento i suoi mali nell'immensità della natura. Al di
+là d'un anfiteatro di montagne, le cui masse parevano numerose quanto
+le onde del mare, e le cui falde erano coperte di folti boschi,
+scuoprivansi le campagne d'Italia dove i fiumi, le città, gli oliveti,
+le vigne e tutta la prosperità della coltura si mischiavano in una
+ricca confusione. L'Adriatico circoscriveva l'orizzonte. Il Po e la
+Brenta, dopo aver fecondato tutta l'estensione del bel paese, venivano
+a scaricarvi le loro fertili acque. Emilia contemplò a lungo lo
+splendore di quei luoghi deliziosi che abbandonava, e la cui
+magnificenza sembrava non ispiegarsi davanti a lei se non per
+cagionarle maggior rincrescimento. Per lei, il mondo intero non
+conteneva che Valancourt, il di lei cuore dirigevasi a lui solo, e per
+lui solo versava tante lacrime.
+
+Da quel punto di vista sublime i viaggiatori continuarono a salire
+penetrando in una gola angusta che mostrava soltanto minacciose rupi
+sospese sulla strada. Nessun vestigio umano, verun segno di
+vegetazione compariva colà. Questa gola conduceva nel cuore degli
+Appennini. Si allargò finalmente, scoprendo una catena di monti
+sterilissimi, attraverso i quali bisognò viaggiare per più ore.
+
+Verso sera, la strada svoltò in una valle più profonda, circondata
+quasi tutta da scoscese montagne. Il sole tramontava allora dietro lo
+stesso monte che scendevano i viaggiatori, prolungandone l'ombra verso
+la valle; ma i suoi raggi orizzontali, traversando qualche spaccatura,
+doravano le sommità dell'opposta foresta, e scintillavano sulle alte
+torri ed i comignoli d'un castello, i cui vasti bastioni estendevansi
+lungo uno spaventoso precipizio. Lo splendore di tanti oggetti bene
+illuminati veniva accresciuto dal contrasto dell'ombre che avvolgevano
+già la valle.
+
+«Ecco il castello di Udolfo,» disse Montoni, parlando per la prima
+volta dopo parecchie ore.
+
+Emilia guardò il castello con una specie di terrore, quando seppe
+ch'era quello di Montoni; sebbene illuminato in quel momento dal sole
+all'occaso la gotica magnificenza di quell'architettura, le antiche
+mura di pietra bigia, ne formavano un oggetto imponente e sinistro. La
+luce s'affievolì insensibilmente, spargendo una tinta purpurea che si
+estinse grado grado, e lasciò i monti, il castello e tutti gli oggetti
+circonvicini in tetra oscurità.
+
+Isolato, vasto e massiccio, esso sembrava dominare la contrada. Più la
+notte diveniva oscura, più le sue alte torri parevano imponenti.
+L'estensione e l'oscurità di quegli immensi boschi erano considerate
+da Emilia come adatte soltanto a servir di covile a masnadieri.
+Finalmente, le carrozze giunsero alle porte del castello. La lunga
+oscillazione della campana che fu suonata alla porta d'ingresso
+aumentò il terrore di Emilia. Mentre si aspettava l'arrivo di qualcuno
+che aprisse quelle imposte formidabili, ella considerò il maestoso
+edifizio. Le tenebre che l'avvolgevano non le permisero di discernerne
+il recinto, le grosse mura, i bastioni merlati e d'accorgersi che era
+vasto, antico e spaventoso. La porta d'ingresso conduceva nei cortili,
+ed era di proporzioni gigantesche. Due fortissime torri ne difendevano
+il passaggio. Invece di stendardi si vedevano svolazzare, su per le
+sconnesse pietre, erbe lunghissime e piante salvatiche abbarbicate
+nelle rovine, e che parevano crescere a stento in mezzo alla
+desolazione che le circondava. Le torri erano congiunte da una cortina
+munita di merli e casematte. Dall'alto della vôlta cadeva una pesante
+saracinesca. Da questa porta, le mura dei bastioni comunicavano con
+altre torri sporgenti sul precipizio; ma queste muraglie quasi
+rovinate mostravano i guasti della guerra. Mentre Emilia osservava con
+tanta attenzione, si udì aprire i grossi catenacci. Un vecchio
+servitore comparve, e spinse le imposte per lasciar entrare il suo
+signore. Mentre le ruote giravano con fracasso sotto quelle
+saracinesche impenetrabili, Emilia si sentì mancare il cuore, credendo
+entrare nella sua prigione. Il cupo cortile che traversarono
+confermònne la lugubre idea; e la di lei immaginazione, sempre attiva,
+le suggerì un terror maggiore di quel che potesse giustificarlo la sua
+ragione.
+
+Un'altra porta l'introdusse nel secondo cortile, ancor più tristo del
+primo. Emilia ne giudicava alla fioca luce del crepuscolo, vedendone
+le alte mura tappezzate d'ellera e di musco, e le merlate torri
+giganteggianti. L'idea di lunghi patimenti e d'un assassinio le colpì
+l'immaginazione d'improvviso orrore. Questo sentimento non diminuì
+allorchè entrò in una sala gotica, immensa, tenebrosa. Una face che
+brillava da lontano traverso una lunga fila d'arcate serviva solo a
+renderne più sensibile l'oscurità.
+
+L'arrivo inaspettato di Montoni non aveva permesso alcun preparativo
+per riceverlo. Il servo da lui spedito partendo da Venezia, l'aveva
+preceduto di pochi momenti, e questa circostanza scusava in qualche
+modo lo stato di nudità e disordine del castello.
+
+Il servo che venne a far lume, salutò il padrone tacendo, e la di lui
+fisonomia non fu animata da veruna apparenza di piacere. Montoni
+rispose al saluto con leggiero moto della mano e passò. La moglie lo
+seguiva, guardandosi intorno con una sorpresa ed un malcontento, cui
+pareva temer di esprimere. Emilia, vedendo l'immensa estensione di
+quell'edificio, con timido stupore si avvicinò ad una scala marmorea.
+Qui gli archi formavano una vôlta altissima, dal centro della quale
+pendeva una lampada a tre becchi, che il servitore si affrettò di
+accendere. La ricchezza delle cornici, la grandezza di una galleria
+che conduceva a molti appartamenti, ed i vetri coloriti d'un
+finestrone gotico, furono, gli oggetti che scuoprironsi
+successivamente.
+
+Dopo aver girato appiè della scala, e traversata un'anticamera,
+entrarono in una vastissima sala. L'intavolato di nero larice ne
+aumentava l'oscurità.
+
+«Portate altri lumi,» disse Montoni nell'entrare. Il servo depose la
+lucerna ed uscì per ubbidire. La padrona osservò che l'aria della sera
+era umida in quel clima, e che avrebbe gradito un po' di fuoco:
+Montoni ordinò di accenderne.
+
+Mentr'egli passeggiava pensieroso nella stanza, la signora Montoni
+riposava silenziosa sopra un sofà, aspettando il ritorno del servo.
+Emilia osservava l'imponente singolarità e l'abbandono di quel luogo,
+illuminato da una sola lucerna posta in faccia al grande specchio di
+Venezia, che rifletteva oscuratamente la scena, e l'alta statura di
+Montoni, che passava e ripassava colle braccia incrociate, e la faccia
+ombreggiata dalle piume del suo largo cappello. Il vecchio servitore
+tornò di lì a poco carico d'un fascio di legna e seguito da altri due
+servi con lumi.
+
+«Vostra eccellenza sia il benvenuto,» disse il vecchio, dopo aver
+deposte le legna. «Questo castello è stato lunga pezza deserto. Ci
+scuserete sapendo che abbiamo avuto pochissimo tempo. Saranno due anni
+il giorno di san Marco prossimo, che vostra eccellenza non è venuta
+qui.
+
+--Precisamente,» disse Montoni, «tu hai buona memoria, Carlo; come hai
+tu fatto dunque a vivere sì lungamente?
+
+--Ah! signore, molto a stento. I venti freddi che soffiano in questi
+luoghi nell'inverno, sono cattivi per me. Aveva pensato più d'una
+volta di domandare il permesso a vostra eccellenza di lasciarmi
+abbandonare i monti per ritrarmi nella valle; ma non so come sia, io
+non posso risolvermi ad abbandonare queste vecchie mura dove ho
+vissuto per tanti anni.
+
+--Bene,» disse Montoni; «cosa facesti tu in questo castello dopo la
+mia partenza?
+
+--Press'a poco come secondo il solito; ma tutto rovina qui: c'è la
+torre di settentrione che ha bisogno di esser risarcita; molte
+fortificazioni sono in cattivo stato; una parte del tetto della sala
+grande è crollato, e poco mancò non cadesse sulla testa della mia
+povera moglie (Dio l'abbia in pace). Tutti i venti vi s'inabissavano
+l'inverno scorso. Noi fummo quasi per morir di freddo.
+
+--Ci sono altre riparazioni da fare?» disse Montoni con impazienza.
+
+--Oh! sì, eccellenza. Il bastione è rovinato in tre luoghi. Le scale
+della galleria a tramontana sono piene di tante macerie, ch'è
+pericoloso passarvi. Il corridoio che mette alla camera di quercia, è
+nel medesimo stato. Una sera mi ci avventurai; e...
+
+--Basta basta,» disse Montoni vivamente; «ne discorreremo domattina.»
+
+Il fuoco era già acceso. Carlo spazzò il camino, dispose le sedie,
+spolverò una tavola di marmo vicina e uscì.
+
+I nostri personaggi s'accostarono al fuoco. La Montoni tentò appiccar
+discorso, ma le brusche risposte del marito ne la distolsero. Emilia
+procurò di farsi animo, e con voce tremante disse: «Poss'io
+domandarvi, o signore, il motivo di questa improvvisa partenza?» Dopo
+una lunga pausa ebbe bastante coraggio per reiterare la domanda.
+
+«Non mi garba rispondere alle interrogazioni,» disse Montoni, «come a
+voi non conviene di farmene. Il tempo spiegherà tutto. Desidero
+adesso non essere importunato più a lungo. Vi consiglio ad adottare
+una condotta più ragionevole. Tutte queste idee di pretesa sensibilità
+non sono, a dirla schietta, che debolezze.»
+
+Emilia si alzò per andarsene. «Buona notte,» diss'ella alla zia,
+nascondendo con difficoltà la sua emozione.
+
+--Buona notte, mia cara,» rispose questa con accento di bontà
+straordinaria in lei. La tenerezza inaspettata fece piangere la
+fanciulla, che, salutato Montoni, s'avviò. «Ma voi non sapete dove sia
+la vostra camera?» soggiunse la zia. Montoni chiamò il servo che
+attendeva nell'anticamera, e gli ordinò di far venire la cameriera di
+sua moglie, la quale arrivò poco dopo e seguì Emilia.
+
+«Sai tu dove sia la mia camera?» diss'ella ad Annetta nel traversar la
+sala.
+
+--Credo saperlo, signorina, ma è una stanza molto stravagante; è
+situata sul bastione meridionale, e ci si va dallo scalone: la camera
+della signora è all'altra estremità del castello.»
+
+Emilia salì la scala ed entrò nel corridoio. Percorrendolo, Annetta
+ripigliò il chiaccherio.
+
+«È un luogo solitario e tristo questo castello; io tremo tutta nel
+pensare che devo soggiornarvi. Oh! quante volte mi son pentita di
+avere abbandonata la Francia! non mi sarei mai aspettata, quando
+seguii la signora per girare il mondo, di essere imprigionata in un
+luogo simile. Oh! non sarei venuta via dal mio paese, quand'anco
+m'avessero coperta d'oro.
+
+--Da questa parte, signorina, voltate a sinistra. In verità, son quasi
+tentata di credere ai giganti. Questo castello sembra fatto
+espressamente per loro. Una notte o l'altra vedremo qualche folletto;
+ne devono comparire in quella gran sala, la quale, ne' suoi pesanti
+pilastri, somiglia più ad una chiesa, che ad altro.
+
+--Sì,» disse Emilia sorridendo, lieta di sottrarsi a più serii
+pensieri, «se noi venissimo qui a mezzanotte e guardassimo nel
+vestibolo, lo vedremmo per certo illuminato da più di mille lampade.
+Tutti gli spiriti ballerebbero in giro al suon di deliziosa musica; e'
+soglion sempre tener lor congreghe in luoghi consimili. Temo, Annetta,
+tu non abbia bastante coraggio per assistere a sì bello spettacolo. Se
+tu parlassi, tutto svanirebbe all'istante.
+
+--Epperciò credo che se abiterò qui un pezzo diverrò un'ombra anch'io.
+
+--Spero che non confiderai i tuoi timori al signor Montoni; gli
+spiacerebbero assaissimo.
+
+--Come! voi dunque sapete tutto, signorina? Oh! no, no. So ben io cosa
+devo fare, e se il padrone può dormire in pace, certo tutti qui
+possono fare altrettanto... Per quest'andito, signorina; esso conduce
+ad una scaletta. Oh! se vedo qualcosa, cado svenuta sicuramente.
+
+--Non è possibile,» disse Emilia sorridendo, e svoltando l'andito che
+metteva in un'altra galleria. Annetta si avvide allora d'avere
+sbagliata strada, e si smarrì sempre più attraverso altri corridoi:
+spaventata infine dai loro giri e dalla solitudine loro, gridò
+chiedendo soccorso; ma i servi erano dalla parte opposta del castello,
+e non potevano udirla. Emilia aprì la porta d'una camera a sinistra.
+La cameriera sclamò:
+
+«Non entrate là dentro, signora, ci perderemmo ancor più.
+
+--Porta il lume: troveremo la strada traverso tutte queste stanze.»
+
+Annetta stava alla porta titubando; essa tendeva il lume per lasciar
+vedere la camera, ma i suoi raggi non vi penetravano a metà. «Perchè
+non entri?» disse Emilia; «lasciami vedere per dove si va per di qui.»
+
+L'altra si avanzò con ripugnanza. La camera dava adito ad una fuga di
+stanze antiche e spaziose. I mobili che le adornavano erano antichi
+quanto le muraglie, e conservavano un'apparenza di grandezza, sebbene
+logorati dal tempo e dalla polvere.
+
+«Come fa freddo qui,» disse Annetta; «a quanto si dice, non vi ha
+abitato nessuno da molti secoli. Andiamo via.
+
+--Da questa parte potremo forse arrivare allo scalone,» rispose
+Emilia, e andando sempre avanti, si trovarono in una sala guarnita di
+quadri; prese il lume per esaminare quello d'un soldato a cavallo sul
+campo di battaglia. Egli puntava la spada sopra un uomo disteso ai
+piedi del suo destriero, e che sembrava chiederli mercè. Il soldato,
+colla visiera alzata, lo guardava con l'aria della vendetta.
+
+Quest'espressione e tutto il complesso sorpresero Emilia per la sua
+somiglianza con Montoni; fremè e volse altrove lo sguardo. Passando
+col lume accanto agli altri quadri, ne vide uno coperto da un velo
+nero; questa singolarità la colpì; fermossi coll'intenzione di alzare
+il velo e considerare ciò che v'era nascosto con tanta cura; pure
+esitò. «Madonna!» gridò Annetta; «che vuol dir mai questo? È
+sicuramente la pittura, il quadro di cui si parlava a Venezia.
+
+--Che pittura?» disse Emilia. «Che quadro?
+
+--Un quadro,» rispose Annetta, tremante e pallida. «Non ho mai potuto
+sapere ciò che fosse.
+
+--Alza quel velo, Annetta.
+
+--Chi? io, signorina, io? No, per tutto l'oro del mondo.
+
+--Ma che cosa hai saputo su questo quadro, che ti spaventa tanto?
+
+--Nulla, signorina, non mi è stato detto nulla. Andiamo via.
+
+--Sicuro, ma prima voglio vedere il quadro; piglia il lume, Annetta,
+alzerò io il velo.»
+
+La cameriera prese il lume e fuggì precipitosamente, senza volere
+ascoltare Emilia, la quale, non volendo restar al buio, fu obbligata a
+seguirla.
+
+«Ma che cos'hai, Annetta? Cosa ti fu detto di quel quadro, che scappi
+quando ti prego di restare?
+
+--Non ne so il motivo, e non m'han detto nulla. Tutto quel che so, è
+che ci fu qualcosa di spaventoso a tal proposito; che in seguito fu
+sempre tenuto coperto d'un velo nero, e che nessuno lo ha veduto da
+molto tempo. Si dice che ciò abbia qualche rapporto colla persona che
+possedeva il castello prima che appartenesse al padrone; e...
+
+--Benissimo, Annetta, mi accorgo che infatti tu non sai nulla del
+quadro.
+
+--No, nulla in verità, signorina; perchè mi hanno fatto promettere di
+non parlarne mai. Ma...
+
+--In tal caso,» soggiunse Emilia, vedendola combattuta dalla volontà
+di rivelare un segreto, e dal timore delle conseguenze, «in tal caso,
+non voglio saperne di più.
+
+--No, signorina; non me lo domandate.
+
+--Tu diresti tutto.»
+
+Annetta arrossì, Emilia sorrise; finirono di traversare quelle stanze,
+e si trovarono finalmente in cima allo scalone. La cameriera vi lasciò
+la padroncina per chiamare una serva del castello, e farsi condurre
+alla camera inutilmente cercata.
+
+Intanto Emilia pensava al quadro. La curiosità la spingea a tornar
+indietro per esaminarlo; ma l'ora, il luogo, il cupo silenzio che
+regnava intorno, tutto ne la distolse. Pure risolse di tornar col
+nuovo giorno al misterioso quadro e sollevarne il velo.
+
+La serva comparve alfine, e condusse Emilia nella sua camera, situata
+all'estremità del castello ed in fondo al corridoio, sul quale
+s'apriva appunto la fila di stanze che avevano traversate. L'aspetto
+deserto di quella camera fece desiderare alla fanciulla che Annetta
+non partisse subito. Il freddo umido che vi si sentiva la gelava
+quanto il timore; pregò Caterina, la serva del castello, di accenderle
+un po' di fuoco.
+
+«Oh! signorina, son molti anni che non venne acceso fuoco in questa
+camera,» disse la fantesca.
+
+--Non c'era bisogno di dircelo, buona donna,» soggiunse Annetta; «tutte
+le stanze di questo castello son fresche come i pozzi in tempo di
+estate: stupisco che voi possiate vivere in un luogo simile. Per me,
+vorrei essere a Venezia, o piuttosto in Francia.»
+
+Emilia fe' cenno a Caterina di andare a prender le legna.
+
+«Non capisco,» disse la cameriera, «perchè questa si chiami la camera
+doppia.»
+
+La padroncina intanto l'osservava in silenzio, e la trovava alta e
+spaziosa come tutte le altre già vedute. Le pareti erano intavolate di
+larice; il letto e gli altri mobili pareano antichissimi, ed avevano
+quell'aria di tetra grandezza che si osservava in tutto l'edificio.
+Essa aprì un finestrone; ma l'oscurità non le permise di nulla
+distinguere.
+
+In presenza di Annetta, Emilia procurava di contenersi e trattener le
+lacrime. Desiderava ansiosamente di sapere quando si aspettava al
+castello il conte Morano; ma temeva di fare un'interrogazione inutile,
+e divulgare interessi di famiglia in presenza della servitù. Intanto,
+i pensieri d'Annetta occupavansi di oggetti ben diversi: essa amava
+molto il maraviglioso; aveva udito parlare d'una circostanza relativa
+al castello, che solleticava molto la di lei curiosità. Le avevano
+raccomandato il segreto e la sua smania di parlare era così violenta,
+che ad ogni istante stava per dir tutto. Era circostanza sì strana! Il
+non poter parlarne era un castigo forte per lei; ma Montoni poteva
+imporgliene de' più severi ed essa temeva di provocarlo.
+
+Caterina portò le legna, e la fiamma sfavillante fugò alquanto la
+nebbia lugubre della stanza; la fante disse ad Annetta che la padrona
+la cercava: Emilia restò sola in preda alle sue tristi riflessioni.
+Per sottrarvisi, si alzò a considerare meglio la camera ed i mobili.
+Vide una porta chiusa poco esattamente; ma accorgendosi non esser
+quella ond'era entrata, prese il lume per sapere ove conduceva.
+L'aprì, e scorse i gradini d'una scaletta segreta. Volle vedere dove
+mettesse, tanto più che comunicava colla camera; ma nello stato
+attuale del suo spirito le mancò il coraggio per andar più oltre.
+Chiuse la porta, e cercò d'affrancarla, avendo osservato che dalla
+parte interna non aveva chiavistello, mentre di fuori ve n'erano fin
+due. Appoggiandovi una sedia pesante, rimediò in parte al pericolo; ma
+paventava molto d'esser costretta a dormire in quella camera isolata,
+sola e con una porta della quale non conosceva la riuscita. Voleva
+quasi andar a pregar la signora Montoni acciò permettesse ad Annetta
+di passar la notte con lei, ma rigettò quest'idea, persuasa che i di
+lei timori sarebbero stati chiamati puerili, e per non iscuoter anche
+di troppo la fantasia già alterata della giovine. Queste affliggenti
+riflessioni furono interrotte dal rumore di passi nel corridoio: era
+Annetta ed un servo che le portavano la cena da parte della zia. Si
+mise a tavola vicino al fuoco, ed obbligò la cameriera a mangiar seco
+lei. Incoraggita da tale condiscendenza, e dallo splendore e calore
+del fuoco, la buona ragazza accostò la sedia a quella d'Emilia, e le
+disse:
+
+«Avete mai udito parlare, signorina, dello strano caso che ha messo il
+padrone in possesso di questo castello?
+
+--Quale maravigliosa storia ti fu mai detta?» rispose Emilia, cercando
+nascondere la viva curiosità che la tormentava.
+
+--Io so tutto,» soggiunse Annetta guardandosi intorno, ed
+accostandosele sempre più; «Benedetto mi ha raccontato tutto per
+viaggio.--Annetta, mi diss'egli, voi non sapete nulla di quel castello
+ove noi andiamo?--No, gli risposi, signor Benedetto; e voi che ne
+sapete?--Ma mi lusingo che saprete custodire un segreto, altrimenti
+non vi direi nulla per tutto l'oro del mondo.--Ho promesso di non
+parlarne, e si assicura che al padrone spiacerebbe molto che se ne
+ciarlasse.
+
+--Se hai promesso il segreto,» disse Emilia, «fai male a rivelarlo.»
+
+Annetta tacque alcun poco, poi soggiunse: «Oh! ma per voi, signorina,
+so bene che vi posso confidar tutto.»
+
+Emilia si mise a ridere, dicendo: «Io tacerò fedelmente quanto te.»
+
+Annetta replicò con gravità, ch'era cosa indispensabile, e continuò:
+«Voi dovete sapere che questo castello è molto antico e ben
+fortificato; si dice che abbia già sostenuto diversi assedi, e non
+appartenne sempre al signor Montoni, nè a suo padre; ma per una
+disposizione qualsiasi, egli doveva entrarne al possesso, se la
+signora moriva senza maritarsi.
+
+--Qual signora?» disse Emilia.
+
+--Adagio,» soggiunse Annetta; «è la signora di cui verrò a parlarvi.
+Essa abitava nel castello, ed aveva, come potete immaginarvelo, un
+gran treno. Il padrone veniva spesso a visitarla; se ne innamorò e le
+offrì di sposarla; erano parenti alla lontana, ma ciò non importava.
+La signora amava un altro, e non volle saperne di lui, per cui dicono
+montasse sulle furie; e voi ben sapete qual uomo sia quando è in
+collera. Forse lo vide ella in uno di questi trasporti, e lo rifiutò.
+Ma, come vi diceva, essa parea trista, infelice, e ciò per molto
+tempo. O Dio! Che rumore è questo? Non sentite, signorina?
+
+--È il vento,» disse Emilia; «prosiegui il tuo racconto.
+
+--Come vi diceva, essa era afflitta ed infelice, passeggiava sola sul
+terrazzo, sotto le finestre, e là piangeva amaramente... Tutto ciò
+l'ho inteso dire a Venezia; ma ciò che segue, lo seppi oggi soltanto:
+il caso è accaduto molti anni addietro, allorchè il signor Montoni era
+ancor giovine; la dama si chiamava la signora Laurentini; era
+bellissima, ma andava spesso in collera, al par del padrone. Accortosi
+questi ch'essa non voleva dargli retta, che fa? lascia il castello, e
+non ci torna più; ma ciò poco le importava, poichè era infelice anche
+lui assente. Una sera finalmente,» soggiunse la ragazza sbassando la
+voce, e guardando intorno inquieta, «per quanto si dice, verso la fine
+dell'anno, cioè alla metà di settembre, o ai primi di ottobre, a
+quanto suppongo, o fors'anco alla metà di novembre... poco importa, è
+sempre verso la fine dell'anno: ma non posso precisare il momento,
+perchè non me lo dissero neppur essi. In somma, verso la fine
+dell'anno, questa signora andò a passeggiare fuori del castello nel
+bosco vicino, come faceva di solito. Essa era sola, colla sua
+cameriera: faceva freddo; ed il vento, spazzando via le foglie,
+soffiava tristamente attraverso quei grossi castagni che abbiamo
+passati ieri: Benedetto mi mostrava gli alberi mentre raccontava. Il
+vento era dunque molto freddo, e la cameriera la pregava di tornare
+indietro, ma non volle acconsentirvi, chè passeggiava volentieri pei
+boschi in qualunque stagione, la sera in ispecie; e se le foglie
+secche cadevano intorno a lei, ne avea maggior piacere. Ebbene! fu
+veduta scendere verso il bosco; venne la sera, ed essa non comparve.
+Suonarono le dieci, le undici, mezzanotte, e non si vide tornare; i
+domestici, pensando che le fosse occorsa qualche disgrazia, ne
+andarono in traccia; cercarono tutta la notte, ma non la trovarono, e
+non poterono averne nessun indizio. Da quel giorno non ne hanno più
+saputo nulla.
+
+--È proprio vero?» disse Emilia sorpresa.
+
+--Verissimo, signora,» rispose Annetta inorridita; «pur troppo è vero.
+Ma si dice,» soggiunse ella sottovoce, «che da qualche tempo la
+signora Laurentini fu vista più volte di notte nel bosco e nei
+contorni del castello; alcuni de' vecchi servitori, che restarono qui
+dopo il tristo caso, assicurano d'averla veduta. Il vecchio fattore
+potrebbe raccontare cose assai strane, a quanto si dice.
+
+--Qual contraddizione!» soggiunse Emilia; «tu dici che non si era più
+udito parlare di lei, e poi asserisci che fu veduta.
+
+--Tutto questo mi fu detto colla massima segretezza,» continuò Annetta
+senza badare all'osservazione; «son certa che non vorrete farci torto
+a Benedetto ed a me di parlare di questo fatto.
+
+--Non temere della mia indiscrezione,» rispose Emilia; «ma permettimi
+ch'io ti consigli d'essere un po' più prudente, e non isvelare ad
+alcuno quel che hai detto a me. Il signor Montoni, come tu dici,
+potrebbe benissimo andare in collera, se ne sentisse parlare. Ma,
+quali ricerche furono fatte a proposito di questa infelice?
+
+--Oh! infinite, perchè il padrone aveva diritti sul castello, essendo
+parente più prossimo della signora Laurentini; e si dice che i
+giudici, i senatori, od altri, dichiararono ch'egli non potesse
+entrarne in possesso, se non dopo molti anni, e che se dopo questo
+lasso di tempo la dama non si fosse trovata, allora il castello gli
+sarebbe appartenuto come se fosse morta. Ma il fatto si propalò, e si
+sparsero tante e tante voci strane in proposito, che non ardisco
+neppure menzionarvele...
+
+--È strano,» disse Emilia; «ma allorchè la signora Laurentini è di poi
+ricomparsa nel castello, non le ha parlato nessuno?
+
+--Parlato! parlarle!» sclamò Annetta con ispavento. «No, no, e poi no,
+statene sicura.
+
+--E perchè no?» disse Emilia, bramando sapere qualcosa di più.
+
+--Madonna santa! Parlare con uno spirito!
+
+--Ma quali ragioni vi sono per credere che fosse uno spirito, se
+nessuno se le è avvicinato, e se nessuno le ha parlato?
+
+--Oh! signorina, questo non posso dirvelo. Come potete voi farmi
+domande così stravaganti? Ma nessuno l'ha veduta andare e venire nel
+castello. Ora la vedevano in un sito, e poco dopo era in un altro.
+Essa non parlava, e se fosse stata viva, cosa avrebbe fatto in questo
+castello senza parlare? vi sono perfino parecchi luoghi dove nessuno
+si è arrischiato più di andare, e sempre per lo stesso motivo.
+
+--Perchè essa non parlava?» disse Emilia sforzandosi di ridere,
+malgrado la paura che cominciava ad impossessarsi di lei.
+
+--No,» rispose Annetta indispettita; «ma perchè ci si vedeva qualche
+cosa. Si dice pure esservi un'antica cappella nella parte occidentale
+del castello, ove talvolta, a mezzanotte, si sentono gemiti. Io fremo
+solo a pensarvi! colà si sono vedute cose molto straordinarie.
+
+--Finiscila una volta con queste favole.
+
+--Favole! signorina, io posso dirvi in proposito una storia che mi
+raccontò Caterina. Era una fredda sera d'inverno, e Caterina stava
+seduta nel salotto col vecchio Carlo e sua moglie. Carlo desiderò di
+mangiar fichi, ed incaricò la serva d'andarne a cercare alla dispensa,
+ch'era in fondo della galleria settentrionale. Caterina prese la
+lampada... Zitto, signora, odo fracasso!...»
+
+Emilia, in cui allora Annetta avea fatto passar la sua paura, ascoltò
+attenta; ma non udì nulla. La cameriera continuò: «Caterina andò alla
+galleria... è quella che abbiam traversata prima di venir qui. Essa
+andava colla lampada in mano senza paura alcuna... Ancora!» sclamò
+d'improvviso; «ho sentito ancora: or non m'inganno.
+
+--Zitto!» disse Emilia tutta tremante. Ascoltarono, e rimasero
+immobili. Fu udito un colpo battuto nel muro. Annetta gettò un alto
+grido, la porta si aprì con lentezza, e videro entrar Caterina, che
+veniva per dire alla cameriera che la sua padrona la cercava. Annetta
+ridendo e piangendo, rimproverò Caterina di averle fatto tanta paura:
+temeva avesse udito ciò ch'ella aveva detto. Emilia, profondamente
+colpita dalla circostanza principale del racconto di Annetta, non
+avrebbe voluto restar sola nella situazione attuale; ma, per evitare i
+sarcasmi della signora Montoni, e non tradire la propria debolezza,
+lottò contro l'illusioni della paura, e congedò Annetta per tutta la
+notte.
+
+Quando fu sola, pensò alla strana storia della signora Laurentini, e
+poi alla situazione in cui trovavasi ella stessa in quel terribile
+castello, in mezzo a deserti e montagne, in paese straniero, sotto il
+dominio d'un uomo che pochi mesi prima non conosceva, e di cui
+considerava il carattere con un orrore giustificato dal terror
+generale ch'egli ispirava. Allora, ricordando i timori profetici di
+Valancourt, il cuore di lei stringeasi dolorosamente, abbandonandosi a
+vani rammarici.
+
+Il vento, fischiando con forza di fuori pel corridoio, accresceva la
+di lei malinconia. Emilia restava fissa davanti alle fredde ceneri
+dello spento focolare, quando un'impetuosa raffica penetrando con
+ispaventevol fracasso per quegli anditi, scosse porte e finestre, e
+spaventolla tanto più che spostò, nella scossa, la sedia ond'ell'erasi
+servita per affrancare l'uscio della scaletta, che si socchiuse.
+Gelata dal terrore, stette immobile, si fe' quindi coraggio, e corse
+ad assicurarlo alla meglio; quindi coricossi lasciando il lume sulla
+tavola; ma quella luce tetra raddoppiò la sua paura. Al tremolio
+degli incerti raggi le pareva sempre di vedere ombre moversi nel fondo
+tenebroso della camera, ed affacciarsi per fino alle cortine del
+letto. L'orologio del castello suonò un'ora prima ch'ella potesse
+addormentarsi.
+
+
+
+
+CAPITOLO XX
+
+
+La luce del giorno fugò i vapori della superstizione, ma non quelli
+della paura. Si alzò, e per distrarsi delle importune idee, cercò
+occuparsi degli oggetti esterni. Contemplò dalla finestra le selvagge
+grandezze che le s'offrivano; i monti accatastati l'un sull'altro, non
+lasciavan vedere che anguste valli ombreggiate da folte selve. I vasti
+bastioni, gli edifizi diversi del castello, stendevansi lungo uno
+scosceso scoglio appiè del quale rumoreggiava un torrente
+precipitandosi sotto annosi abeti in profondo burrone. Una lieve
+nebbia occupava le lontane fondure, e svanendo gradatamente ai raggi
+del sole, scopriva gli alberi, le coste, gli armenti ed i pastori.
+
+Osservando queste ammirabili vedute, Emilia si trovò alquanto
+sollevata.
+
+L'aria fresca del mattino contribuì non poco a rianimarla. Innalzò i
+pensieri al cielo, chè sentivasi ognor più tranquilla allorchè gustava
+le sublimità della natura. Quando si ritrasse dalla finestra, girò gli
+occhi verso la porta da lei assicurata con tanta cura la notte
+precedente. Era decisa di esaminarne la riuscita, quando,
+nell'avvicinarsi per levar la sedia, si avvide ch'essa n'era già stata
+alquanto scostata. È impossibile descrivere la di lei sorpresa nel
+trovar poscia la porta chiusa. Rimase attonita come se avesse veduto
+uno spettro. La porta del corridoio era chiusa come l'aveva lasciata;
+ma l'altra, che non si poteva chiudere se non dal di fuori, eralo
+stata necessariamente nel corso della notte. Si spaventò all'idea di
+dover dormir ancora in una camera nella quale era sì facile penetrare,
+e così lontana da qualunque soccorso: si decise pertanto di dirlo alla
+signora Montoni, e domandarle il cambiamento della camera.
+
+Dopo qualche difficoltà le riuscì di ritrovare la sala della sera
+precedente, ove stava già preparata la colazione. Sua zia era sola,
+Montoni essendo andato a visitare i contorni del castello, per
+esaminar lo stato delle fortificazioni in compagnia di Carlo. Emilia
+notò che la zia aveva pianto, e il suo cuore s'intenerì per lei con un
+sentimento che si manifestò più nelle sue maniere che nelle parole. Si
+fece coraggio non ostante, e profittando dell'assenza di Montoni,
+chiese un'altra camera, ed informossi del motivo di quel viaggio. Sul
+primo articolo, la zia la rimandò a Montoni, ricusando di
+mescolarsene; e sul secondo, protestò la più assoluta ignoranza.
+Parlarono quindi del castello e del paese che lo circondava; e la zia
+non potè resistere al piacere di motteggiare la buona Emilia sul di
+lei gusto per le bellezze della natura. Questi discorsi furono
+interrotti dall'arrivo di Montoni, il quale si mise a tavola senza
+mostra di avvedersi che vi fosse qualcuno vicino a lui.
+
+Emilia, che l'osservava tacendo, vide nella sua fisonomia
+un'espressione più tetra e severa del solito.--Oh! se io potessi
+indovinare,--diss'ella tra sè,--i pensieri ed i progetti di
+quella testa, non sarei condannata a questo crudele stato
+d'incertezza!--Avanti la fine della colazione, passata nel silenzio,
+Emilia arrischiò la domanda del cambiamento della camera, allegando i
+motivi che ve la inducevano.
+
+«Non ho tempo di occuparmi di queste inezie,» disse Montoni; «quella è
+la camera che vi fu destinata, e dovete contentarvene. Non è
+presumibile che nessuno siasi preso l'incomodo di salire una scala
+per chiudere una porta; se non lo era quando entraste, è
+probabilissimo che il vento abbia sospinto un chiavistello. Ma io non
+so perchè dovrei occuparmi d'una circostanza così frivola.»
+
+Questa risposta non soddisfece punto Emilia, la quale avea notato come
+i chiavistelli fossero rugginosi, e per conseguenza non tanto facili a
+moversi. Non fe' noto questa sua osservazione, ma rinnovò la domanda.
+
+«Se volete essere schiava di simili paure,» disse Montoni severamente,
+«astenetevi almeno dal molestare gli altri. Sappiate vincere tutte
+queste frivolezze, ed occupatevi nel fortificare il vostro spirito.
+Non avvi esistenza più spregevole di quella avvelenata dalla paura.»
+Sì dicendo, egli guardava fisso la moglie, la quale arrossì, e non
+proferì parola. Emilia, sconcertata ed offesa, trovava allora i suoi
+timori troppo giusti per meritare que' sarcasmi; ma vedendo che
+qualunque osservazione in proposito sarebbe inutile affatto, mutò
+discorso.
+
+Carlo entrò di lì a poco portando frutti. «Vostra eccellenza
+dev'essere stanca di quella lunga passeggiata,» diss'egli mettendo le
+frutta sulla tavola; «ma dopo la colazione ci resta da vedere assai
+più: c'è un posto, nella strada sotterranea, che conduce a...»
+
+Montoni aggrottò le ciglia e gli accennò di ritirarsi. Carlo troncò il
+discorso e chinò gli occhi; poi, avvicinandosi alla tavola, soggiunse:
+«Mi son presa la libertà, eccellenza, di portare alcune ciliege per le
+mie padrone: degnatevi gustarle,» diss'egli presentando il paniere
+alle donne; «sono buonissime; le ho colte io stesso; vedete, sono
+grosse come susine.
+
+--Andiamo, andiamo,» disse Montoni impazientito, «basta così. Uscite
+ed aspettatemi, poichè avrò bisogno di voi.» Quando i due coniugi si
+furono ritirati, Emilia cercò distrarsi esaminando il castello. Aprì
+una gran porta e passò sui bastioni, contornati per tre lati da
+precipizii. L'ampiezza di essi ed il paese svariato cui dominavano
+eccitarono la di lei ammirazione. Percorrendoli, sostava ella sovente
+a contemplare la gotica magnificenza d'Udolfo, la sua orgogliosa
+irregolarità, le alte torri, le fortificazioni, le anguste
+finestrelle, le numerose feritoie delle torrette. Affacciatasi al
+parapetto, misurò coll'occhio la voragine spaventosa del sottoposto
+precipizio, di cui le nere cime delle selve celavano ancora la
+profondità. Dovunque volgea gli sguardi, non vedeva che picchi erti,
+tetri abeti e gole anguste, che internavansi negli Appennini, e
+sparivano alla vista tra quelle inaccessibili regioni. Stava così
+intenta quando vide Montoni accompagnato da due uomini che si
+arrampicavano per un sentiero praticato nel vivo sasso. Egli si fermò
+sopra un poggio considerando il bastione, e voltandosi alla scorta, si
+esprimeva con aria e gesti molto energici. Emilia conobbe che un di
+coloro era Carlo, e che solo all'altro, vestito da contadino,
+dirigevansi gli ordini di Montoni. Si ritirò dal muro al repentino
+fracasso d'alcune carrozze ed al tintinnar della campana d'ingresso, e
+le venne subito l'idea che fosse giunto il conte Morano. Tornò
+celeramente alla propria stanza, agitata da mille paure; corse alla
+finestra, e vide sul bastione Montoni che passeggiava con Cavignì:
+parevano intertenersi in animatissimo colloquio.
+
+Mentre stava agitata e perplessa, udì camminare nel corridoio, ed
+Annetta entrò.
+
+«Ah! signorina,» diss'ella, «è arrivato il signor Cavignì: son
+contentissima di veder finalmente una faccia cristiana in questo
+luogo. Egli è così buono, m'ha sempre dimostrato tanto interesse....
+C'è pure il signor Verrezzi, ed un altro che voi non indovinereste
+mai.
+
+--Il conte Morano forse, suppongo...» E cedendo all'emozione, cadde
+quasi svenuta sulla sedia.
+
+--Il conte? Ma chi ve lo dice? No, signorina, egli non è qui, fatevi
+coraggio.
+
+--Ne sei tu ben sicura?
+
+--Sia lodato Iddio,» soggiunse Annetta, «che vi siete riavuta presto.
+In verità, vi credeva moribonda.
+
+--Ma sei proprio sicura che il conte non c'è?
+
+--Oh! sicurissima. Io guardava da un finestrino nella torretta di
+settentrione, quando sono arrivate le carrozze: non mi aspettava certo
+una vista tanto cara in questa spaventosa cittadella. Ma ora vi sono
+padroni, servitori, e si vede un po' di moto. Noi staremo
+allegri: andremo a ballare e cantare nel salotto, ch'è lontano
+dall'appartamento del padrone. Ma, a proposito, Lodovico è venuto con
+loro. Vi dovete ricordare di Lodovico, signora Emilia: quel bel
+giovane che governava la gondola del cavaliere nell'ultima regata, e
+guadagnò il premio! Quello che cantava poesie così belle, sempre sotto
+la mia finestra, al chiaro della luna, a Venezia! Oh! come l'ascoltava
+io!
+
+--Temo che que' versi non ti abbiano guadagnato il cuore, Annetta mia.
+Ma se è così, ricordati di non lasciarglielo capire. Adesso sono
+riavuta, e puoi lasciarmi.
+
+--Mi scordava di domandarvi in qual maniera avete potuto riposare in
+questa antica e spaventosa camera la notte scorsa.
+
+--Come secondo il solito.
+
+--Non avete dunque inteso alcun rumore?
+
+--No.
+
+--Nè veduto nulla?
+
+--Niente affatto.
+
+--È sorprendente.
+
+--Ma dimmi, per qual motivo mi fai tu queste interrogazioni?
+
+--Oh! signorina, non ve lo direi per tutto l'oro del mondo, nè molto
+meno quel che mi fu raccontato di questa camera... Vi spaventereste
+troppo.
+
+--Se è così, tu mi hai già spaventata. Potrai dunque dirmi tutto quel
+che ne sai senza aggravarti la coscienza.
+
+--Dio Signore! si dice che compariscano spiriti in questa camera, e da
+un bel pezzo.
+
+--Se è vero, gli è uno spirito che sa chiudere molto bene i
+chiavistelli,» disse Emilia sforzandosi di ridere, malgrado la sua
+paura. «Ieri sera lasciai quella porta aperta, e stamane l'ho trovata
+chiusa.»
+
+Annetta impallidì, e tacque.
+
+«Hai tu inteso dire che qualche servitore abbia chiusa questa porta
+stamattina prima ch'io mi alzassi?
+
+--No, signora Emilia, vi giuro che non lo so, ma andrò a domandarlo,»
+disse Annetta correndo alla porta del corridoio.
+
+--Fermati, Annetta, ho altre domande da farti. Dimmi quel che sai di
+questa camera e della scaletta segreta.
+
+--Vado subito a domandarlo, signorina; eppoi son persuasa che la
+padrona avrà bisogno di me, e non posso più restare.» Ed uscì ratta,
+senza aspettare risposta. Emilia, sollevata dalla certezza che Morano
+non era arrivato, non potè astenersi di ridere del repentino terrore
+superstizioso di Annetta, benchè anch'ella se ne risentisse talfiata.
+
+Montoni aveva negato ad Emilia un'altra camera, ed ella si decise a
+sopportar rassegnata il male che non poteva evitare. Procurò di
+rendere la sua abitazione più comoda che potè; situò su d'un
+grand'armadio la sua piccola biblioteca, delizia dei giorni felici, e
+consolazione nella sua malinconia, preparò le matite, avendo deciso di
+disegnare il sublime punto di vista che scorgevasi dalla finestra; ma
+rammentandosi quante volte avesse intrapreso anche altrove una
+distrazione di quel genere, e quante ne fosse stata impedita da nuove
+imprevedute disgrazie, titubò ad accingersi al lavoro, turbata dal
+presupposto prossimo arrivo del conte.
+
+Per evitare queste penose riflessioni, si mise a leggere; ma la sua
+attenzione non potendo fissarsi sul libro che aveva in mano, lo buttò
+sul tavolino, e risolse di visitare il castello. Rammentandosi la
+strana istoria dell'antica proprietaria, si ricordò del quadro coperto
+dal velo, e risolse d'andarlo a scoprire. Traversando le stanze che vi
+conducevano, si sentì vivamente agitata: i rapporti di quel quadro
+colla signora del castello, il discorso di Annetta, la circostanza del
+velo, il mistero di quell'affare, eccitavano nell'anima sua un lieve
+sentimento di terrore, ma di quel terrore che s'impadronisce dello
+spirito, l'innalza ad idee grandiose, e, per una specie di magia,
+all'oggetto medesimo, che n'è la cagione.
+
+Emilia camminava tremando, e si fermò un momento alla porta prima di
+risolversi di aprirla. Si avanzò verso il quadro, che parea di
+straordinaria grandezza e trovavasi in un canto; si fermò nuovamente;
+alla fine, con mano timida alzò il velo, ma tosto lasciollo ricadere.
+Non era un dipinto che aveva veduto, e, prima di poter fuggire, svenne
+sul pavimento.
+
+Allorchè ebbe ricuperato l'uso de' sensi la rimembranza di ciò che
+aveva veduto la fece quasi mancare una seconda volta, ed ebbe appena
+la forza di uscir da quel luogo e di tornare nella sua camera. Quando
+vi fu rientrata, non ebbe coraggio di restarvi sola. L'orrore la
+dominava intieramente, e quando fu un poco riavuta, non seppe
+decidersi se dovesse informare la signora Montoni di ciò che aveva
+visto; ma il timore di esser nuovamente derisa, la determinò a tacere.
+Sedette alla finestra per riprender coraggio. Montoni e Verrezzi
+passarono di lì a poco; essi parlavano e ridevano, e la loro voce la
+rianimò alquanto. Bertolini e Cavignì li raggiunsero sul terrazzo.
+Emilia, supponendo allora che la signora Montoni fosse sola, uscì per
+recarsi da lei. Sua zia stava abbigliandosi pel pranzo. Il pallore e
+la costernazione della nipote la sorpresero assai, ma la fanciulla
+ebbe forza bastante per tacere, sebbene il labbro ad ogni momento
+fosse in procinto di tradirla. Restò nell'appartamento della zia fino
+all'ora del pranzo; essa vi trovò i forestieri, i quali avevano un
+aria insolita di preoccupazione, e parevano distratti da interessi
+troppo importanti, per fare attenzione a Emilia od alla zia: parlarono
+poco, e Montoni anche meno: Emilia fremè nel vederlo. L'orrore di
+quella camera le stava sempre innanzi, e cambiò colore temendo di non
+poter contenere l'emozione; ma potè vincere sè medesima,
+interessandosi ai discorsi ed affettando un'ilarità poco d'accordo
+colla mestizia del cuore. Montoni mostrava evidentemente riflettere a
+qualche grande operazione. Il pasto fu silenzioso. La tristezza di
+quel soggiorno influiva perfino sul giocondo carattere di Cavignì.
+
+Il conte Morano non fu nominato. La conversazione s'aggirò tutta sulle
+guerre che in quei tempi laceravano l'Italia, sulla forza delle
+milizie veneziane e sulla bravura dei generali. Dopo il pranzo, Emilia
+intese che il cavaliere sul quale Orsino aveva saziata la sua
+vendetta, era morto in conseguenza delle ferite ricevute, e che
+l'omicida veniva cercato con cura. Questa notizia parve allarmar
+Montoni; ma seppe dissimulare, e s'informò dove fosse nascosto Orsino.
+Gli ospiti, eccettuato Cavignì, ignari che Montoni a Venezia ne avesse
+favorito la fuga, risposero che desso era scappato la medesima notte
+con tanta fretta e segretezza, che neppure i suoi più intimi amici non
+ne avevano saputo nulla.
+
+Emilia si ritirò poco dopo colla signora Montoni, lasciando quei
+signori occupati nei loro consigli segreti. Aveva già Montoni
+avvertito la consorte, con cenni espressivi, a ritirarsi. Questa andò
+sui bastioni a passeggiare, nè aprì bocca: Emilia non interruppe il
+corso de' suoi pensieri. Essa ebbe bisogno di tutta la sua fermezza
+per astenersi dal comunicare alla zia il soggetto terribile del
+quadro. Si sentiva tutta convulsa, ed era tentata di palesarle ogni
+cosa per sollevarsi il cuore; ma, considerando che un'imprudenza della
+zia poteva perderle ambedue, preferì soffrire un male presente anzichè
+sottoporsi per l'avvenire ad uno maggiore. Essa aveva in quel giorno
+strani presentimenti. Le pareva che il suo destino l'incatenasse a
+quel luogo lugubre. Nondimeno, la rimembranza di Valancourt, la
+perfetta fiducia che aveva del suo amore costante, bastavano a
+versarle in seno il balsamo della consolazione.
+
+Mentre appoggiavasi al parapetto del bastione, scorse in poca distanza
+parecchi operai ed un mucchio di pietre che parevano destinate a
+risarcire una breccia. Vide parimenti un antico cannone smontato. La
+zia si fermò per parlare co' lavoranti, domandandoli cosa facessero.
+«Si vuol risarcire le fortificazioni, signora,» disse uno di loro.
+Ella fu sorpresa che Montoni pensasse a que' lavori, tanto più ch'ei
+non le aveva mai manifestata l'intenzione di voler soggiornare colà
+lunga pezza. Si avanzò verso un'alta arcata che conduceva al bastiono
+di mezzogiorno, e che, essendo unita da una parte al castello,
+sosteneva una torretta di guardia dominante tutta la valle.
+Nell'avvicinarsi a quell'arcata, vide da lontano scendere dai boschi
+una numerosa truppa di cavalli e d'uomini, cui riconobbe per soldati
+al solo splendore delle lance e delle altre armi, giacchè la distanza
+non permetteva di giudicare esattamente dei colori. Mentre guardava,
+l'avanguardia uscì dal bosco, ma la truppa continuava a stendersi fino
+all'estremità del monte. L'uniforme militare si distingueva nelle
+prime file, alla testa delle quali inoltrava il comandante, che
+pareva dirigere la marcia delle schiere, avvicinandosi gradatamente al
+castello.
+
+Un tale spettacolo, in quelle contrade solitarie, sorprese ed allarmò
+singolarmente la Montoni, la quale corse in fretta da alcuni contadini
+che lavoravano all'altro bastione, a domandar loro cosa fosse quella
+truppa. Queglino non poterono darle alcuna risposta soddisfacente; e,
+sorpresi anch'essi, osservavano stupidamente la cavalcata. La signora,
+credendo necessario comunicare al marito il soggetto della di lei
+sorpresa, mandò Emilia per avvertirlo che desiderava parlargli. La
+nipote non approvava l'ambasciata, temendo il mal umore dello zio;
+pure obbedì senza aprir bocca.
+
+Nell'avvicinarsi alle stanze, ove si trovava Montoni cogli ospiti,
+Emilia udì una contesa violenta. Si fermò temendo la collera che
+poteva produrre il suo arrivo inaspettato. Poco dopo tacquero tutti;
+allora essa ardì aprir la porta. Montoni si volse vivamente, e la
+guardò senza parlare; ella eseguì la commissione. «Dite alla signora
+che sono occupato,» ei le rispose.
+
+La fanciulla credè bene raccontargli il motivo dell'ambasciata.
+Montoni e gli altri si alzarono tosto e corsero alle finestre; ma, non
+vedendo le truppe, andarono sul bastione, e Cavignì congetturò dovesse
+essere una legione di _condottieri_ in marcia per Modena. Parte di
+quella soldatesca era allora nella valle, l'altra risaliva i monti
+verso ponente, e la retroguardia era ancora sull'orlo dei precipizi,
+dond'erano venuti. Mentre Montoni e gli altri osservavano quella
+marcia militare, s'udì lo squillo delle trombe e dei timpani, i cui
+acuti suoni venivan ripetuti dagli echi. Montoni spiegò i segnali, di
+cui pareva espertissimo, e concluse che non avean nulla di ostile. La
+divisa dei soldati e la qualità delle armi lo confermarono
+nell'opinione di Cavignì; ebbe la soddisfazione di vederli
+allontanare, nè ritirossi fintantochè non furono intieramente
+scomparsi.
+
+Emilia, non sentendosi bastantemente rimessa per sopportare la
+solitudine della sua camera, rimase sul baluardo fino a sera. Gli
+uomini cenarono fra loro. La signora Montoni non uscì dalle sue
+stanze: Emilia recossi da lei prima di ritirarsi, e la trovò piangente
+ed agitata. La tenerezza della nipote era naturalmente così
+insinuante, che riusciva quasi sempre a consolare gli afflitti; ma le
+più dolci espressioni a nulla valsero colla zia. Ella finse, colla
+solita delicatezza, di non osservare il dolore di lei, ma ne' modi usò
+una grazia così squisita, una premura così affettuosa, che quella
+superba se ne offese. Eccitare la pietà della nipote, era per lei un
+affronto sì crudele pel suo orgoglio, che s'affrettò a congedarla.
+Emilia non le parlò della sua estrema ripugnanza a trovarsi isolata;
+le chiese soltanto in grazia che Annetta potesse restare con lei fino
+al momento di coricarsi. L'ottenne a stento; e siccome Annetta allora
+era co' servitori, le convenne ritirarsi sola. Traversò veloce le
+lunghe gallerie. Il fioco chiarore del lume non serviva che a rendere
+più sensibile l'oscurità, ed il vento minacciava di spegnerlo ad ogni
+istante. Passando davanti la fuga delle stanze visitate la mattina,
+credette udir qualche suono, ma guardossi bene dal fermarsi per
+accertarsene. Giunta alla sua camera, non vi trovò neppure una
+scintilla di fuoco. Prese un libro per occuparsi, finchè Annetta
+venisse; ma la solitudine e la quasi oscurità la piombarono nuovamente
+nella desolazione, tanto più ch'era prossima al luogo orribile
+scoperto la mattina. Non sapendo risolversi a dormire in quella stanza
+dove per certo la notte precedente era entrato qualcuno, aspettava
+Annetta con penosa impazienza, volendo saper da lei un'infinità di
+circostanze. Desiderava egualmente interrogarla su quell'oggetto
+d'orrore, di cui la credea informata, sebbene inesattamente. Stupiva
+però, che la camera che lo conteneva restasse aperta tanto
+imprudentemente. Il fioco chiarore diffuso sulle pareti dal lume
+presso a spegnersi, aumentava il suo terrore. Si alzò per tornare
+nella parte abitata del castello, prima che l'olio fosse totalmente
+consunto.
+
+Nell'aprir la porta, intese alcune voci, e vide un lume in fondo al
+corridoio. Era Annetta con un'altra serva. «Ho piacere che siate
+venute,» disse Emilia; «qual cagione vi ha trattenute tanto? Favorite
+di accendere il fuoco.
+
+--La padrona aveva bisogno di me,» rispose Annetta un poco
+imbarazzata. Vado subito a prendere le legna.
+
+--No,» disse Caterina, «è incombenza mia.» Ed uscì. Annetta voleva
+seguirla; ma Emilia la richiamò, ed ella si mise a parlar forte e a
+ridere, come se avesse avuto paura di stare silenziosa.
+
+Caterina tornò colle legna, e tostochè fu acceso il fuoco e la serva
+se ne fu andata, la fanciulla domandò ad Annetta se avesse prese le
+informazioni ordinatele.
+
+«Sì, signora,» rispose la ragazza, «ma nessuno sa nulla. Io ho
+osservato Carlo con attenzione, perchè dicono ch'egli sappia di cose
+strane; quel vecchio ha una cert'aria che non saprei esprimere: mi
+domandò più volte se era ben sicura che la porta della scaletta
+segreta non fosse chiusa.--Sicurissima, gli risposi. In verità,
+signorina, son tanto sbalordita, che non so quel che mi dica. Non
+vorrei dormire in questa camera più che sul cannone del baluardo, là
+in fondo.
+
+--E perchè meno su quel cannone che in qualunque altra parte del
+castello?» disse Emilia sorridendo. «Credo che il letto sarebbe duro.
+
+--Sì, ma non si può trovarne un più cattivo. Il fatto sta che la notte
+scorsa fu veduto qualcosa vicino a quel cannone, che vi stava come di
+guardia.
+
+--E tu credi a tutte le favole che ti spacciano?
+
+--Signorina, vi farò vedere il cannone di cui si tratta. Voi potete
+scorgerlo qui dalla finestra.
+
+--È vero, ma è una prova che sia guardato da un fantasma?
+
+--Come! Se vi faccio vedere il cannone, non lo credete neppure allora?
+
+--No, non credo altro se non quel che vedo co' miei occhi.
+
+--Ebbene, lo vedrete, se volete avvicinarvi soltanto alla finestra.»
+
+Emilia non potè trattener le risa, e Annetta parve sconcertata.
+Vedendo la di lei facilità a credere al maraviglioso, la fanciulla
+credè bene astenersi dal parlarle del soggetto del suo terrore,
+temendo ch'ella soccombesse a paure ideali. Parlò dunque delle regate
+di Venezia.
+
+«Oh! sì, signorina,» disse Annetta, «que' bei lampioni e quelle belle
+notti al chiaro di luna: ecco che cosa c'è di magnifico a Venezia; son
+certa che la luna è più bella in quella città che altrove. Che musica
+deliziosa si sentiva! Lodovico cantava così spesso vicino alla mia
+finestra, sotto il portico! Fu Lodovico a parlarmi di quel quadro che
+avevate tanta smania di vedere ieri.
+
+--Che quadro?» disse Emilia, volendo far parlare Annetta.
+
+--Quel quadro terribile col velo nero.
+
+--L'hai tu veduto?
+
+--Chi? io? giammai; ma stamattina,» continuò la cameriera, parlando
+sottovoce e guardandosi intorno, «stamattina, quando fu giorno
+chiaro,--voi sapete ch'io aveva un gran desiderio di vederlo, ed aveva
+inteso strane cose in proposito,--andai fino alla porta decisa di
+entrarvi, ma la trovai chiusa.»
+
+Emilia fremette, e temendo d'essere stata osservata, poichè la porta
+era stata chiusa sì poco tempo dopo la sua visita, tremava la sua
+curiosità non le attirasse la vendetta di Montoni; e comprendendo quel
+soggetto essere troppo spaventoso per occuparsene a quell'ora, cambiò
+discorso. Era vicina la mezzanotte, e Annetta accingeasi ad andarsene,
+allorchè intesero suonare la campana della porta d'ingresso;
+ristettero spaventate: dopo una lunga pausa udirono il rumore di una
+carrozza nel cortile; Emilia si abbandonò sopra la sedia esclamando:
+«È il conte senz'altro.
+
+--A quest'ora! oh no! parendomi impossibile ch'egli abbia scelto
+questo momento per arrivare in una casa.
+
+--Cara mia, non perdiamo tempo in vani discorsi,» disse Emilia
+spaventata; «va, te ne prego, va a vedere chi può essere.»
+
+Annetta uscì portando via il lume, e lasciandola all'oscuro: ciò le
+avrebbe fatto paura qualche minuto prima, ma in quel momento non ci
+badava: aspettava ed ascoltava quasi senza respirare. Infine Annetta
+ricomparve.
+
+«Sì,» diss'ella, «avevate ragione; è il conte.
+
+--Giusto cielo!» sclamò Emilia; «ma è proprio lui? l'hai realmente
+riconosciuto?
+
+--Sì, l'ho veduto distintamente; sono andata al finestrino della corte
+occidentale che, come sapete, guarda nel cortile intorno. Ho veduto la
+sua carrozza, ov'egli aspettava qualcuno: vi erano molti cavalieri con
+torce accese. Quando gli si presentò Carlo, disse alcune parole ch'io
+non potei capire, e scese in compagnia d'un altro signore. Credendo
+che il padrone fosse già in letto, corsi al gabinetto della padrona
+per saper qualcosa; incontrai Lodovico, dal quale seppi che il signor
+Montoni vegliava ancora, e teneva consiglio cogli altri signori in
+fondo alla galleria di levante. Lodovico mi fe' segno di tacere, ed io
+son tornata subito qui.»
+
+Emilia domandò chi fosse il compagno del conte, e come li avesse
+ricevuti Montoni; ma Annetta non potè dirle nulla.
+
+«Lodovico,» soggiuns'ella, «andava appunto a chiamare il cameriere del
+padrone per informarlo di questo arrivo, allorchè io lo trovai.»
+
+Emilia restò alcun tempo incerta; finalmente pregò Annetta di andar a
+scoprire, se fosse possibile, l'intenzione del conte venendo al
+castello.
+
+«Volentieri,» rispose l'altra; «ma come potrò io trovare la scala, se
+vi lascio la lucerna?»
+
+Emilia si offrì di farle lume. Quando furono in cima alla scala, essa
+riflettè che poteva essere veduta dal conte, e, per evitar di passare
+pel salone, Annetta la condusse per vari anditi ad una scala segreta
+che metteva nel tinello.
+
+Tornando indietro, Emilia temè di smarrirsi, ed essere nuovamente
+spaventata da qualche misterioso spettacolo, e fremea all'idea di
+aprire una sola porta. Mentre stava perplessa e pensierosa, le parve
+udire un singulto; si fermò, e ne sentì un altro distintamente: avea a
+destra parecchi usci; tese l'orecchio; quando fu al secondo, intese
+una voce lamentevole, ma non sapeva decidersi ad aprir la porta, o ad
+allontanarsi. Riconobbe sospiri convulsi e le querele d'un cuore alla
+disperazione: impallidì, e considerò ansiosa le tenebre che
+circondavanla: i lamenti continuavano; la pietà vinse il terrore.
+Nella probabilità che le di lei attenzioni valessero a consolarlo,
+depose il lume, ed aprì la porta pian piano: tutto era tenebre, tranne
+un gabinetto in fondo d'onde trapelava una fioca luce. Parendole
+riconoscere la voce, si avanzò adagio, e vide sua zia appoggiata al
+tavolino, col fazzoletto agli occhi... Essa restò immobile per lo
+stupore.
+
+Un uomo stava assiso vicino al caminetto, ma non potè distinguerlo,
+perchè le voltava le spalle; tratto tratto egli diceva qualche parola
+sottovoce, che non potevasi intendere, ed allora la zia piangeva più
+forte. Avrebbe Emilia voluto indovinare il motivo di quella scena, e
+riconoscere colui che a quell'ora si trovava colà: non volendo però
+aumentare le smanie della zia scuoprendo i suoi segreti, si ritirò con
+cautela, e, sebbene a stento, le riuscì di trovare la sua camera, ove
+in breve altri interessi le fecero obliare la di lei sorpresa.
+
+Annetta tornò senza risposta soddisfacente. I servi, coi quali aveva
+parlato, ignoravano il tempo che il conte doveva restare nel castello:
+non parlavano che delle strade cattive percorse, dei pericoli
+superati, e maravigliavansi che il loro padrone avesse fatto quella
+strada a notte così avanzata. Ella finì col chiedere il permesso
+d'andarsi a riposare.
+
+Emilia, conoscendo che sarebbe stata una crudeltà il trattenerla, la
+congedò. Rimase sola, pensando alla propria situazione ed a quella
+della zia; e gli occhi di lei fermaronsi alfine sul ritratto trovato
+nelle carte che il padre aveale imposto di ardere, e che stava sul
+tavolo con vari disegni estratti da una scatoletta poche ore innanzi:
+tal vista la immerse in tristi riflessioni, ma l'espressione
+commovente del ritratto ne addolciva l'amarezza. Guardò intenerita
+que' leggiadri lineamenti; d'improvviso, ricordossi conturbata le
+parole del manoscritto trovato colla miniatura, e che allora aveanla
+compresa d'incertezza e d'orrore. Infine, si riscosse, e decise di
+coricarsi; ma il silenzio, la solitudine in cui si trovava a quell'ora
+tarda, l'impressione lasciatale dal soggetto cui stava meditando, le
+ne tolsero il coraggio. I racconti di Annetta, benchè frivoli, aveanla
+però conturbata, tanto più dopo la spaventosa circostanza ond'ella era
+stata testimone poco lungi dalla sua camera.
+
+La porta della scala segreta era forse il soggetto d'un timore meglio
+fondato. Decisa a non ispogliarsi, si gettò vestita sul letto; il cane
+di suo padre, il buon Fido, coricato ai di lei piedi, le serviva di
+sentinella.
+
+Preparata così, procurò di bandire le triste idee; ma il suo spirito
+errava tuttavia sui punti che più l'interessavano, e l'orologio suonò
+le due prima ch'ella potesse chiuder occhio. Cedè finalmente ad un
+sonno leggero, e ne fu svegliata da un rumore che le parve sentire in
+camera. Tremante alzò il capo, ascoltò attenta: tutto era nel
+silenzio; credendo essersi ingannata, si riadagiò sul guanciale.
+
+Poco dopo il rumore ricominciò: pareva venir dalla parte della
+scaletta. Si rammentò allora il disgustoso incidente della notte
+scorsa, in cui una mano ignota aveva socchiuso quell'uscio. Il terrore
+le agghiacciò il cuore. Si alzò sul letto, e stirando lievemente il
+cortinaggio, osservò la porta della scala. Il lume che ardeva sul
+caminetto spandeva una luce fiochissima. Il rumore che credeva venire
+dalla porta continuò a farsi sentire. Le pareva che ne smovessero i
+chiavistelli; poi si fermavano, e quindi ricominciavano pian piano,
+come se avessero temuto di farsi udire. Mentre Emilia fissava gli
+occhi da quella parte, vide l'imposta muoversi, aprirsi lenta e
+qualcosa entrare in camera, senza che l'oscurità le permettesse
+distinguer nulla. Quasi morta dallo spavento, fu abbastanza padrona di
+sè stessa per non gridare e lasciar ricader la cortina. Osservò
+tacendo quell'oggetto misterioso, il quale pareva cacciarsi nelle
+parti più oscure della camera, poi talvolta fermarsi; ma quando si
+avvicinò al camino, Emilia potè distinguere una figura umana. Una
+tetra rimembranza fu quasi per farla soccombere. Continuò nonostante
+ad osservar quella figura, la quale restò immobile buona pezza, e si
+avvicinò quindi pian piano ai piedi del letto. Le cortine, socchiuse
+alquanto, permettevano alla fanciulla di vederla; ma il terrore la
+privava perfin dalla forza di fare un movimento. Dopo un istante, la
+figura tornò al camino, prese il lume, considerò la camera, e
+riaccostossi adagio al letto. I raggi della lampada svegliarono
+allora il cane, il quale saltò a terra, latrò forte, e corse
+sull'incognito, che lo respinse colla spada coperta dal fodero. Emilia
+riconobbe il conte Morano. Essa lo guardò muta dallo spavento. Egli
+cadde in ginocchio, scongiurandola di non temere, e gettando il ferro,
+volle prenderle una mano. Ma, ricuperando allora le forze paralizzate
+dal terrore, Emilia saltò giù dal letto, Morano si alzò, la seguì
+verso la porta della scaletta, e la fermò mentre ne toccava il primo
+gradino; ma già al chiarore d'un lume, essa aveva veduto un altr'uomo
+a metà della scala medesima. Gettò un grido di disperazione, e,
+credendosi tradita da Montoni, si diè per perduta.
+
+Il conte la trascinò in camera. «Perchè tanto spavento?» diss'egli con
+voce tremante. «Ascoltatemi, Emilia, io non vengo per farvi alcun
+male; no, giuro al cielo, vi amo troppo, senza dubbio pel mio riposo.»
+
+Emilia lo guardò un momento coll'incertezza della paura. «Lasciatemi,
+signore,» gli disse, «lasciatemi dunque sul momento.
+
+--Ascoltate, Emilia,» soggiunse Morano, «ascoltatemi: io vi amo, e
+sono disperato, sì, disperato. Come posso io guardarvi, forse per
+l'ultima volta e non provare tutte le furie della disperazione? Ma no,
+voi sarete mia a dispetto di Montoni, a dispetto di tutta la sua
+viltà.
+
+--A dispetto di Montoni!» sclamò Emilia con vivacità. «O cielo! che
+sento mai?
+
+--Che Montoni è un infame,» gridò Morano con veemenza, «un infame che
+vi vendeva al mio amore, che...
+
+--E quello che mi comprava lo era egli meno?» diss'ella gettando sul
+conte un'occhiata sprezzante. «Uscite, signore, uscite sull'istante.»
+Poi soggiunse con voce commossa dalla speranza e dal timore, benchè
+sapesse di non poter essere intesa da nessuno: «Od io metterò sossopra
+tutto il castello, ed otterrò dal risentimento del signor Montoni ciò
+che implorai indarno dalla sua pietà.
+
+--Non isperate nulla dalla sua pietà; egli mi ha tradito indegnamente:
+la mia vendetta lo perseguiterà da per tutto; e quanto a voi, Emilia,
+ha senza dubbio progetti più lucrosi del primo.»
+
+Il raggio di speranza che le prime parole del conte avevano reso ad
+Emilia, fu quasi spento da queste ultime espressioni. La di lei
+fisonomia ne fu conturbata, e Morano procurò di trarne vantaggio. Ei
+disse:
+
+«Io perdo il tempo, non venni per declamare contro Montoni, venni per
+sollecitare, per supplicare Emilia; venni per dirle tutto ciò che
+soffro, per iscongiurarla di salvarci amendue: me dalla disperazione e
+lei dalla rovina. Emilia, i progetti di Montoni son tali, che voi non
+potete concepirli; sono terribili, ve lo giuro. Fuggite, fuggite da
+quest'orrida prigione coll'uomo che vi adora. Un servo, guadagnato a
+forza d'oro, mi aprirà le porte del castello, e fra breve vi sarete
+sottratta da questo scellerato.»
+
+Emilia era oppressa dal colpo terribile ricevuto nel mentre appunto
+rinascevale la speranza in cuore. Si vedeva perduta senza riparo.
+Incapace di rispondere e quasi di riflettere, si abbandonò sur una
+sedia, pallida e taciturna; era probabilissimo che in principio
+Montoni l'avesse venduta a Morano, ma era chiaro che in seguito avesse
+ritrattata la sua promessa, e la condotta del conte lo provava.
+Appariva eziandio che un progetto più vantaggioso aveva solo potuto
+decidere l'egoista Montoni ad abbandonare quel piano, che aveva sì
+vivamente sollecitato. Queste riflessioni la fecero fremere delle
+parole di Morano, ch'ella non esitava a credere. Ma mentre tremava
+all'idea delle sventure che l'attendevano nel castello di Udolfo,
+considerava che l'unico mezzo di uscirne era la protezione d'un uomo,
+col quale non potevano mancarle sciagure più certe e non meno
+terribili; mali in fine, di cui non poteva sostener il pensiero.
+
+Il silenzio di lei incoraggì le speranze del conte, che l'osservava
+con impazienza; ei le prese la mano e scongiurala a decidersi. «Tutti
+gl'istanti di ritardo,» le disse, «rendono la partenza più pericolosa;
+i pochi momenti che noi perdiamo, possono dare a Montoni il tempo di
+sorprenderci.
+
+--Per pietà, signore, non m'importunate» disse Emilia fiocamente; «io
+sono infelice, e debbo continuare ad esserlo. Lasciatemi, ve ne prego,
+lasciatemi al mio destino.
+
+--Non mai,» gridò il conte con impeto; «io perirò piuttosto... ma
+perdonate questa violenza: l'idea di perdervi mi altera la ragione.
+Voi non potete ignorare il carattere di Montoni; ma potete ignorare i
+suoi progetti, sì, voi li ignorate certo, chè diversamente non
+esitereste fra l'amor mio ed il suo potere.
+
+--Io non esito punto,» disse Emilia.
+
+--Partiamo dunque,» soggiunse Morano baciandole la mano, ed alzandosi
+in fretta. «La mia carrozza ci aspetta sotto le mura del castello.
+
+--V'ingannate, signore; vi ringrazio dell'interesse che prendete per
+la mia sorte, ma io resterò sotto la protezione del signor Montoni.
+
+--Sotto la sua protezione!» sclamò violentemente Morano; «la sua
+_protezione_! Emilia, deh! non vi lasciate ingannare... Ve l'ho già
+detto quale sarebbe la sua _protezione_.
+
+--Scusate se in questo momento non presto fede ad una semplice
+asserzione, e se esigo qualche prova.
+
+--Non ho il tempo nè il mezzo di produrne.
+
+--Ed io non avrò nessuna volontà di ascoltarle.
+
+--Voi vi beffate della mia pazienza e delle pene mie,» continuò
+Morano; «un matrimonio coll'uomo che vi adora, è egli dunque così
+terribile ai vostri occhi? Preferite questa crudel prigionia? Oh! c'è
+qualcuno, per certo, che m'invola gli affetti che dovrebbero
+appartenermi, altrimenti non potreste ricusare un partito che può
+sottrarvi alla più barbara tirannide.» E correva smarrito su e giù per
+la camera.
+
+--Il vostro discorso, conte Morano, prova abbastanza che i miei
+affetti non potrebbero appartenervi,» disse Emilia con dolcezza.
+«Questa condotta prova abbastanza ch'io sarei ugualmente
+tiranneggiata, caso fossi in vostro potere. Se volete persuadermi il
+contrario, cessate di molestarmi davvantaggio colla vostra presenza;
+se me lo negaste, mi obblighereste di esporvi alla collera del signor
+Montoni.
+
+--Ma ch'ei venga!» sclamò Morano furibondo; «ch'ei venga! Ardisca
+provocare la mia! ardisca guardare in faccia l'uomo che ha così
+insolentemente oltraggiato! Gl'insegnerò io cosa sia la morale, la
+giustizia, e specialmente la vendetta! venga, ed io gl'immergerò la
+spada nel seno.»
+
+La veemenza colla quale si esprimeva, divenne per Emilia un nuovo
+motivo d'inquietudine. Si alzò dalla sedia, ma le tremavano le gambe,
+e ricadde. Guardava attentamente la porta chiusa del corridoio,
+convincendosi di non poter fuggire senza esserne impedita.
+
+«Conte Morano,» diss'ella finalmente, «calmatevi, ve ne scongiuro, ed
+ascoltate la ragione, se non la pietà. Voi v'ingannate egualmente
+nell'amore e nell'odio. Non potrò mai corrispondere all'affetto onde
+vi piaceste onorarmi, e certo io non l'ho mai incoraggito. Il signor
+Montoni non può avervi oltraggiato: sappiate ch'ei non ha diritto di
+disporre della mia mano, quand'anco ne avesse il potere. Lasciatemi,
+abbandonate questo castello, finchè potete farlo con sicurezza.
+Risparmiatevi le terribili conseguenze d'una vendetta ingiusta, ed il
+rimorso sicuro di aver prolungato i miei patimenti.
+
+--Una vendetta ingiusta!» esclamò il conte riprendendo a un tratto la
+furia della passione. «E chi mai potrà vedere questo volto angelico, e
+credere un castigo qualunque proporzionato all'offesa che mi fu fatta?
+Sì, abbandonerò questo castello, ma non ne uscirò solo. La mia gente
+mi aspetta, e vi porterà alla mia carrozza; le vostre strida saranno
+inutili; nessuno può ascoltarle in questo luogo remoto. Cedete dunque
+alla necessità, e lasciatevi condurre.
+
+--Conte Morano,» diss'ella alzandosi, e respingendolo mentre si
+avanzava, «io sono adesso in poter vostro, ma riflettete che una
+simile condotta non può acquistarvi la stima di cui pretendete esser
+degno.»
+
+Qui fu interrotta dal brontolìo del suo cane, che saltò giù dal letto
+per la seconda volta; Morano guardò verso la scala, e, non vedendo
+alcuno, chiamò ad alta voce _Cesario_.
+
+«Emilia,» le disse, in seguito, «perchè mi obbligate ad usar questo
+mezzo? Oh! quanto desidererei persuadervi, anzichè obbligarvi ad
+essere la mia sposa! Ma giuro al cielo che Montoni non vi venderà ad
+un altro. Intanto verrete meco. Cesario, Cesario!...»
+
+Un uomo comparve. Emilia gettò un alto strido, mentre il conte la
+trascinava. In quel punto s'intese rumore all'uscio del corridoio. Il
+conte si fermò, come esitante tra l'amore e la vendetta; l'uscio si
+aprì, e Montoni, seguito dal vecchio intendente e da parecchi altri,
+entrò precipitoso nella camera dicendo: «Ah traditore! pagherai il fio
+del tuo infame attentato; in guardia!»
+
+Il conte non aspettò una seconda sfida; consegnò Emilia a Cesario, e
+voltosi con fierezza: «Sono da te, infame,» gridò egli menandogli un
+colpo da disperato. Montoni si difese valorosamente, ma furono
+separati dai seguaci, mentre Carlo strappava Emilia alla gente di
+Morano.
+
+«È per questo,» disse Montoni con ironia, «è per questo ch'io vi
+riceveva nel mio tetto, e vi permetteva di passarvi la notte? Voi
+adunque veniste a ricompensar la mia ospitalità con un indegno
+tradimento, e per involarmi mia nipote?
+
+--Che chi parla di tradimento,» rispose Morano con rabbia concentrata,
+«osi mostrarsi senza arrossire. Montoni, voi siete un infame; se qui
+c'è tradimento, voi solo ne siete l'autore.
+
+--Ah vile!» gridò l'altro sciogliendosi da chi lo tratteneva e
+correndo addosso al conte. Uscirono dalla porta del corridoio. Il
+combattimento fu così furioso, che nessuno ardì avvicinarsi. Montoni,
+d'altra parte, giurava di trafiggere il primo che si fosse frapposto.
+La gelosia e la vendetta aumentavano la rabbia e l'acciecamento di
+Morano. Montoni, più padrone di sè stesso, ed abilissimo, ebbe il
+vantaggio, e ferì l'avversario; ma questi parendo insensibile al
+dolore e alla perdita del sangue, seguitò a battersi, e piagò Montoni
+leggermente nel braccio, ma nell'istesso momento toccò una larga
+ferita, e cadde in braccio a Cesario. Montoni, appoggiandogli la spada
+al petto, voleva obbligarlo a chieder la vita. Morano potè appena
+replicare con un gesto ed una parola negativa, e svenne. L'altro stava
+per trafiggerlo, ma Cavignì gli trattenne il braccio: cedette però con
+molta difficoltà, e vedendo l'avversario rovesciato, ordinò di
+trasportarlo all'istante fuori del castello.
+
+Emilia, che non aveva potuto uscire dalla camera durante lo spaventoso
+tumulto, entrò nel corridoio, e patrocinando con coraggio la causa
+dell'umanità, supplicò Montoni di accordare a Morano, nel castello, i
+soccorsi che esigeva il suo stato. Montoni, il quale non ascoltava
+quasi mai la pietà, parea in quel momento sitibondo di vendetta. Colla
+crudeltà d'un mostro ordinò per la seconda volta che il suo vinto
+nemico fosse trasportato subito fuori del castello nello stato in cui
+si trovava. Quei dintorni, coperti di boschi, offrivano appena una
+capanna solitaria da passarvi la notte. I servi del conte dichiararono
+che non l'avrebbero mosso di lì, finchè non avesse dato almeno qualche
+segno di vita. Quelli di Montoni stavano immobili, e Cavignì faceva
+invano rimostranze: la sola Emilia, non badando a minacce, portò acqua
+a Morano, e ordinò agli astanti di fasciargli le ferite. Montoni,
+sentendo finalmente qualche dolore alla sua, si ritirò per farsi
+medicare.
+
+In quell'intervallo, il conte rinvenne. Il primo oggetto che lo colpì,
+aprendo gli occhi, fu Emilia chinata su di lui coll'espressione della
+massima inquietudine. Egli la contemplò dolorosamente.
+
+«L'ho meritato,» diss'egli, «ma non da Montoni. Io meritava d'esser
+punito da voi, e ne ricevo invece pietà.» Dopo qualche pausa
+soggiunse: «Bisogna ch'io vi abbandoni, ma non a Montoni. Perdonatemi
+i dispiaceri che vi cagionai. Il tradimento di quell'infame non
+resterà impunito.... Non sono in istato di camminare, ma poco importa:
+portatemi alla capanna più prossima. Non passerei la notte in questo
+luogo, quand'anco fossi certo di morire nel breve tragitto che dovrò
+fare.»
+
+Cavignì propose di andare ad uniformarsi se vi fosse nelle vicinanze
+qualche abituro, prima di levarlo di là, ma il conte era troppo
+impaziente di partire. L'angoscia del suo spirito sembrava ancor più
+violenta del patimento della ferita. Rigettò sdegnosamente la proposta
+di Cavignì, nè volle che si ottenesse per lui il permesso di passar la
+notte nel castello. Cesario voleva far venir innanzi la carrozza, ma
+Morano glielo proibì. «Non potrei sopportarla,» diss'egli; «chiamate i
+miei servitori: essi mi trasporteranno sulle braccia.»
+
+Finalmente, calmandosi alquanto, acconsentì che Cesario andasse prima
+in cerca di un ricetto. Emilia, vedendolo risensato, si disponeva ad
+uscire, quando Montoni glie l'ordinò per mezzo d'un servo, aggiungendo
+che se il conte non era partito, dovesse allontanarsi immediatamente.
+Gli sguardi di Morano sfavillarono di sdegno, e si fece di fuoco.
+
+«Dite a Montoni,» soggiunse, «che me n'andrò quando mi converrà.
+Lascerò questo castello ch'esso _chiama il suo_, come si lascia il
+nido di un serpente; ma non sarà l'ultima volta che udrà parlar di me.
+Ditegli che, per quanto potrò, non gli lascerò _un altro omicidio_
+sulla coscienza.
+
+--Conte Morano, sapete voi bene quel che dite?» disse Cavignì.
+
+--Sì, lo so benissimo, ed egli intenderà ciò ch'io voglio dire. La sua
+coscienza, su questo punto, seconderà la sua intelligenza.
+
+--Conte Morano,» disse Verrezzi, che fin allora stava zitto, «se
+ardite insultare ancora il mio amico, v'immergo la spada nel cuore.
+
+--Sarebbe azione degna dell'amico d'un infame,» disse Morano, e la
+violenza dello sdegno lo fe' sollevare dalle braccia de' servi; ma la
+di lui energia fu momentanea, e ricadde spossato. La gente di Montoni
+tratteneva Verrezzi, il quale pareva disposto a compiere la sua
+minaccia. Cavignì, meno irritato di lui cercava di farlo uscire,
+Emilia, trattenuta fin allora dalla compassione, stava per ritirarsi,
+quando la voce di Morano l'arrestò. Le fe' cenno di avvicinarsi. Ella
+si avanzò timidamente, ma il languore che sfigurava la faccia del
+ferito, eccitò la di lei pietà.
+
+«Vi lascio per sempre,» ei le disse; «forse non vi vedrò più. Vorrei
+portar meco il vostro perdono, e, se non fossi troppo importuno,
+ardisco chiedere la vostra benevolenza.
+
+--Ricevete questo perdono,» disse Emilia, «coi voti più sinceri per la
+vostra pronta guarigione.»
+
+Scongiuratolo quindi ad uscir tosto dal castello, recossi dallo zio.
+Egli era nel salotto di cedro su di un sofà, e soffriva molto della
+sua ferita, ma la sopportava con gran coraggio.
+
+Emilia tremava nell'avvicinarsegli; ei la rampognò forte per non aver
+obbedito subito, e attribuì a capriccio la di lei pietà pel ferito.
+
+La fanciulla, punta da quelle oltraggiose parole, non rispose.
+
+In quella Lodovico entrò nella stanza, riferendo che trasportavano
+Morano su d'una materassa ad una capanna poco distante. Montoni parve
+placarsi, e disse ad Emilia che poteva tornare alla sua camera. Ella
+andossene volentieri; ma l'idea di passar la notte in una stanza che
+poteva esser aperta a tutti, le fece allora più spavento che mai.
+Risolse di andare da sua zia a chiederle il permesso di condur seco
+Annetta.
+
+Nell'avvicinarsi alla galleria, udì voci di persone che parevano
+altercare; riconobbe ch'erano Cavignì e Verrezzi; quest'ultimo
+protestava di voler andare ad informar Montoni dell'insulto fattogli
+da Morano. Cavignì parea cercar di calmarlo.
+
+«Non si deve badare,» diceva egli, «alle ingiurie d'un uomo in
+collera; la vostra ostinazione sarà funesta al conte ed a Montoni; noi
+abbiamo ora interessi molto più seri da discutere.»
+
+Emilia unì le sue preghiere alle ragioni di Cavignì, e riuscirono in
+fine a distoglier Verrezzi dal suo progetto.
+
+Entrata dalla zia, la di lei calma le fece credere che ignorasse
+l'accaduto; volle raccontarglielo con cautela; ma la zia l'interruppe
+dicendole che sapeva tutto. Benchè Emilia sapesse benissimo ch'ella
+aveva poche ragioni per amare il marito, pur non la credeva capace di
+tanta indifferenza. Ottenne il permesso di condur seco Annetta, e si
+ritirò subito. Una striscia di sangue, rigando il corridoio, conducea
+alla sua stanza, e nel luogo del combattimento il suolo erane tutto
+coperto. La fanciulla tremò, ed appoggiossi alla cameriera nel
+passarvi. Giunta in camera, volle esaminare dove mettesse la scala,
+dipendendo molto la sua sicurezza da questa circostanza. Annetta,
+curiosa e spaventata insieme, acconsentì al progetto; ma
+nell'avvicinarsi alla porta, la trovarono chiusa al di fuori, talchè
+dovettero accontentarsi di assicurarla nell'interno, appoggiandovi i
+mobili più pesanti che poterono smovere. Emilia andò a letto, e la
+cameriera si mise sur una sedia presso al camino, ove fumava ancora
+qualche tizzone.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXI
+
+
+Fa duopo riferir ora qualche circostanza di cui l'improvvisa partenza
+da Venezia e la rapida sequela di casi susseguiti nel castello non ne
+concessero d'occuparci.
+
+La mattina istessa di quella partenza, Morano, all'ora convenuta, andò
+a casa Montoni per ricevere la sposa. Fu sorpreso non poco dal
+silenzio e dalla solitudine de' portici, pieni al solito di servitori;
+ma la sorpresa fece luogo immediatamente al colmo dello stupore ed
+alla rabbia, allorchè una vecchia aprì la porta, e disse che il suo
+padrone e tutta la famiglia erano partiti di buonissim'ora da Venezia
+per andare in terraferma. Non potendolo credere, sbarcò dalla gondola
+e corse nella sala ad informarsi più minutamente dalla vecchia, la
+quale persistè nella sua asserzione, e la solitudine del palazzo lo
+convinse della verità. L'afferrò pel braccio, e parve volesse sfogare
+sulla poveretta la bile che l'ardea. Le fece mille interrogazioni in
+una volta, accompagnati da gesti così furibondi, che colei,
+spaventatissima, non fu in grado di rispondergli. La lasciò, e si mise
+a scorrere il portico e i cortili come un insensato, maledicendo
+Montoni e la propria dabbenaggine.
+
+Quando la donna si fu riavuta dal terrore, gli raccontò quanto sapeva;
+per verità era poco, ma bastò a far comprendere a Morano come Montoni
+fosse andato al suo castello degli Appennini. Ei ve lo seguì tostochè
+la sua gente ebbe fatti i necessari preparativi, accompagnato da un
+amico e da numerosa servitù. Era deciso di ottenere Emilia, o
+sacrificare Montoni alla sua vendetta. Quando si fu alquanto calmato,
+la coscienza gli rammentò alcune circostanze che spiegavano abbastanza
+la condotta di Montoni. Ma in qual modo quest'ultimo avrebbe mai
+potuto sospettare un'intenzione ch'egli solo conosceva, e che non
+poteva indovinare? Su questo punto però era stato tradito
+dall'intelligenza simpatica che esiste, per così dire, fra le anime
+poco delicate, e fa giudicare ad un uomo ciò che deve fare un altro in
+una data circostanza. Così infatti era accaduto a Montoni. Aveva
+alfine acquistata la certezza di quanto già sospettava: che la
+sostanza, cioè, del conte Morano, invece di esser ragguardevole, come
+l'aveva creduto in principio, era al contrario in cattivissimo stato.
+Montoni avea favorito le sue pretese sol per motivi personali, per
+orgoglio, per avarizia. La parentela d'un nobile veneziano avrebbe
+sicuramente soddisfatto il primo, e l'altro speculava sui beni di
+Emilia di Guascogna, che doveangli esser ceduti il giorno stesso delle
+nozze. Aveva già concepito qualche sospetto per le sregolatezze del
+conte, ma non aveva acquistata la certezza della di lui rovina, se non
+la vigilia del matrimonio. Non esitò dunque a concludere che Morano lo
+ingannava per certo sull'articolo dei beni di Emilia, e questo dubbio
+confermossi, quando, dopo aver convenuto di firmare il contratto la
+notte medesima, il conte mancò alla sua parola. Un uomo così poco
+riflessivo, così distratto come Morano, nel momento in cui s'occupava
+delle sue nozze, aveva facilmente potuto mancare all'impegno senza
+malizia; ma Montoni interpretò l'incidente secondo le proprie idee.
+Dopo avere aspettato un pezzo, egli aveva ordinato a tutta la sua
+famiglia di star pronta al primo cenno. Affrettandosi di arrivare al
+castello d'Udolfo, voleva sottrarre Emilia a tutte le ricerche di
+Morano, e sciogliersi dall'impegno senza esporsi ad alterchi. Se il
+conte, al contrario, non avesse avuto che pretese onorevoli, com'ei le
+chiamava, avrebbe certamente seguito Emilia, e firmata la cessione
+concertata. A questo patto Montoni l'avrebbe sacrificata senza
+scrupolo ad un uomo rovinato, all'unico scopo di arricchir sè
+medesimo. Si astenne nullameno dal dirle una sola parola sui motivi di
+quella partenza, temendo che un'altra volta un barlume di speranza non
+la rendesse indocile ai suoi voleri.
+
+Fu per tai considerazioni ch'era partito improvvisamente da Venezia;
+e, per motivi opposti, Morano eragli corso dietro attraverso i
+precipizi dell'Appennino. Allorchè seppe il di lui arrivo, Montoni,
+persuaso che venisse ad adempire la sua promessa, si affrettò di
+riceverlo; ma la rabbia, le espressioni ed il contegno di Morano lo
+disingannarono tosto. Montoni spiegò in parte le ragioni della sua
+improvvisa partenza; e il conte, persistendo a chiedere Emilia,
+colmollo di rimproveri senza parlare dell'antico patto.
+
+Il castellano finalmente, stanco della disputa, ne rimise la
+conclusione alla domane, e Morano si ritirò con qualche speranza
+sull'apparente di lui perplessità; quando però, nel silenzio della
+notte, si rammentò il loro colloquio, il di lui carattere e gli esempi
+della sua doppiezza, la poca speranza che conservava l'abbandonò, e
+risolse di non perder l'occasione di possedere Emilia in altro modo.
+Chiamò il suo confidente, gli comunicò il proprio disegno, e
+l'incaricò di scoprire fra i servi del castello qualcuno che volesse
+prestarsi a secondare il ratto di Emilia: se ne rimise in tutto alla
+scelta e prudenza del suo agente, e non a torto, poichè questi non
+tardò a trovar un uomo stato recentemente trattato con rigore da
+Montoni, e che non pensava se non a tradirlo. Costui condusse Cesario
+fuori del castello, e per un passaggio segreto l'introdusse alla
+scala, gl'indicò una via più corta, e gli diede le chiavi che potevano
+favorirne la ritirata; fu anticipatamente ben ricompensato, ed abbiamo
+veduto qual riuscita ebbe l'attentato del conte.
+
+Il vecchio Carlo, frattanto, aveva sorpreso due servitori di Morano, i
+quali avendo avuto ordine di aspettare colla carrozza fuori del
+castello, comunicavansi la loro maraviglia sulla partenza improvvisa e
+segreta del padrone. Il cameriere non aveva lor confidato, del
+progetto di Morano, se non ciò ch'essi dovevano eseguire; ma i
+sospetti eran destati, e Carlo ne trasse il miglior partito. Prima di
+correre da Montoni, procurò di raccogliere altre notizie, ed a tal
+uopo, accompagnato da un altro servo, si pose in agguato alla porta
+del corridoio della camera di Emilia; nè vi restò indarno, giacchè,
+poco dopo, sentì giunger Morano, ed essendosi accertato de' suoi
+progetti, corse ad avvertire il padrone, contribuendo così ad impedire
+il ratto.
+
+Montoni, il giorno dopo, col braccio al collo, fece il solito giro
+delle mura, visitò gli operai, ne fece aumentare il numero, e tornò al
+castello, ov'era aspettato da nuovi ospiti. Li fe' venire in un
+appartamento separato, e Montoni restò chiuso seco loro per quasi due
+ore. Chiamato poscia Carlo, gli ordinò di condurre i forestieri nelle
+stanze destinate agli uffiziali della casa, e di farli immediatamente
+rifocillare.
+
+Frattanto il conte giacea in una capanna della foresta, oppresso da
+doppio patimento, e meditando una terribil vendetta. Il servo di lui,
+spedito al villaggio più vicino, non tornò che il dì dopo con un
+chirurgo, il quale non volle spiegarsi sul carattere della ferita, e
+volendo prima esaminare i progressi dell'infiammazione, gli amministrò
+un calmante, e restò con lui per giudicarne gli effetti.
+
+Emilia potè nel resto di quella notte riposare un poco. Destandosi, si
+rammentò che finalmente era stata liberata dalle persecuzioni di
+Morano, e si sentì sollevata in gran parte da' mali che l'opprimevano
+da tanto tempo. L'affliggevano ancora però i sospetti esternatile dal
+conte sulle mire di Montoni: egli aveva detto che i suoi progetti
+erano impenetrabili, ma terribili. Per iscacciarne il pensiero, cercò
+le sue matite, si affacciò alla finestra, e contemplò il paese per
+iscegliervi una bella veduta.
+
+Così occupata, riconobbe sui bastioni gli uomini giunti di fresco nel
+castello. La vista di quegli stranieri la sorprese, ma ancor più il
+loro esteriore: avevano essi una singolarità di vestiario, una
+fierezza di sguardi, che cattivarono la di lei attenzione. Si ritirò
+dalla finestra mentr'essi vi passavano sotto, ma vi si riaffacciò
+tosto per osservarli meglio. Le loro fisonomie accordavansi così bene
+coll'asprezza di tutta la scena, che, mentre esaminavano il castello,
+li disegnò come banditi nella sua veduta.
+
+Carlo, avendo procurato a coloro i rinfreschi necessari, tornò da
+Montoni, il quale voleva scoprire il traditore da cui, la notte
+precedente, Morano aveva ricevute le chiavi; ma Carlo, troppo fedele
+al suo padrone per soffrire che gli nuocessero, non avrebbe però
+denunziato il camerata, neppure alla giustizia. Accertò che
+l'ignorava, e che il colloquio de' servi del conte non gli avea
+svelato altro che la trama. I sospetti di Montoni caddero naturalmente
+sul guardaportone, e lo fece venire. Bernardino negò con tanta
+audacia, che lo stesso Montoni dubitò della sua reità, senza poterlo
+credere innocente; infine lo rimandò, talchè sebben fosse il vero
+autore del complotto, ebbe l'arte di sfuggire ad un severo castigo.
+
+Montoni recossi dalla moglie, ed Emilia non tardò a raggiungerli; essa
+li trovò in una violenta contesa e voleva ritirarsi, ma la zia la
+richiamò.
+
+«Voi sarete testimone,» diss'ella, «della mia resistenza. Ora
+ripetete, o signore, il comando al quale ho tante volte ricusato
+d'obbedire.»
+
+Egli ordinò severamente alla nipote di ritirarsi. La zia insistè
+perchè restasse. Emilia desiderava sfuggire alla scena di
+quell'alterco; voleva servire la zia, ma disperava di calmare Montoni,
+nei cui sguardi dipingeasi a tratti di fuoco la tempesta dell'anima.
+
+«Uscite,» gridò egli infine con voce tuonante, Emilia obbedì, e andò
+sul bastione, dove non erano più gli stranieri. Meditando
+sull'infelice unione fatta dalla sorella di suo padre, e sull'orrore
+della propria situazione, cagionata dalla ridicola imprudenza della
+zia, avrebbe voluto rispettarla quant'erale affezionata; ma la
+condotta della Montoni aveaglielo sempre reso impossibile. La pietà
+però che sentiva pel cordoglio di quella infelice, le faceva obliare i
+torti dei quali poteva accusarla.
+
+Mentre passeggiava così sul bastione, comparve Annetta, che, guardando
+intorno con cautela, le disse:
+
+«Mia cara padroncina, vi cerco dappertutto; se volete seguirmi, vi
+farò vedere un quadro.
+
+--Un quadro!» sclamò ella fremendo.
+
+--Sì, il ritratto dell'antica padrona del castello. Il vecchio Carlo
+mi ha or detto ch'era dessa, e pensai farvi cosa grata conducendovi a
+vederla: quanto alla signora, voi sapete che non si può parlargliene.
+
+--E perciò tu ne parli con tutti.
+
+--Sì, signora; cosa farei qui, se non potessi parlare? Se fossi in un
+carcere, e mi lasciassero chiaccherare, sarebbe almeno una
+consolazione: sì, vorrei parlare, quand'anco fosse ai muri. Ma venite,
+non perdiamo tempo: bisogna che vi mostri il quadro.
+
+--È forse coperto da un velo?» disse Emilia dopo una pausa; «non ho
+nessuna voglia di vederlo.
+
+--Come! signora Emilia, non volete vedere la padrona del castello,
+quella signora che sparve così stranamente? Quanto a me, avrei
+traversate tutte le montagne per veder il ritratto. A dirvi il vero,
+questo racconto singolare mi fa fremere al solo pensarvi, eppure è
+l'unica cosa che m'interessa.
+
+--Sei tu poi certa che è un quadro? l'hai tu veduto? È coperto da un
+velo?
+
+--Buon Dio! sì, no e sì: son certa che è un quadro. L'ho veduto, e non
+è coperto da alcun velo.»
+
+L'accento e l'aria di sorpresa con cui Annetta rispose, rammentarono
+ad Emilia la sua prudenza, e con un sorriso forzato, dissimulando la
+commozione, acconsentì ad andar a vedere il ritratto posto in una
+stanza oscura attigua al tinello.
+
+«Eccolo qua,» disse Annetta piano, mostrandole il quadro. Emilia
+l'osservò, e vide che rappresentava una signora nel fior dell'età e
+della bellezza. I lineamenti n'erano nobili, regolari e pieni d'una
+forte espressione, ma non di quella seducente dolcezza che avrebbe
+voluto trovarvi Emilia, nè di quella tenera melanconia che tanto
+l'interessava.
+
+«Quant'anni sono scorsi,» disse Emilia, «dacchè è sparita questa
+signora?
+
+--Venti anni circa, a quel che dicono.»
+
+La fanciulla continuò ad esaminare il ritratto.
+
+«Io penso,» ripigliò Annetta, «che il signor Montoni dovrebbe situarlo
+in una camera più bella. A parer mio, il ritratto della signora, della
+quale ha ereditate le ricchezze, dovrebbe stare nell'appartamento
+nobile. In verità, era una bella donna, ed il padrone potrebbe, senza
+vergognarsi, farlo portare nel grand'appartamento dove c'è il quadro
+velato. (Emilia si volse). È vero che non lo si vedrebbe meglio: ne
+trovo sempre chiusa la porta.
+
+--Usciamo,» disse Emilia; «lascia, Annetta, che torni a
+raccomandartelo; procura di esser riservatissima nei tuoi discorsi, e
+non far sospettare che tu sappia la minima cosa, a proposito di quel
+quadro.
+
+--Santo Dio, non è già un segreto: tutti i servitori lo hanno veduto
+più volte.
+
+--Ma come può essere?» disse Emilia sussultando; «veduto! quando?
+come?
+
+--Non c'è nulla di sorprendente: già noi siam tutti un pochetto
+curiosi.
+
+--Ma se mi dicesti che la porta era chiusa?
+
+--Se così fosse, come avremmo potuto entrare?» E guardava da per
+tutto.
+
+--Ah! tu parli di questo quadro qui,» disse Emilia calmandosi. «Vieni,
+Annetta. Non vedo altro degno d'attenzione. Andiamo via.»
+
+Avviandosi alla sua stanza, essa vide Montoni scendere nella sala, e
+tornò nel gabinetto di sua zia, cui trovò sola e piangente. Il dolore
+e il risentimento lottavano sulla sua fisonomia. L'orgoglio aveva
+trattenuto fin allora le sue doglianze. Giudicando Emilia da sè
+medesima, e non potendo dissimulare ciò che si meritava da lei
+l'indegnità del suo trattamento, credeva che i suoi affanni avrebbero
+eccitata la gioia della nipote, anzichè qualche simpatia. Credeva che
+la disprezzerebbe, nè avrebbe, per lei la minima compassione; ma
+conosceva assai male la bontà di Emilia.
+
+Le pene vinsero finalmente l'orgoglioso carattere. Quando Emilia era
+entrata la mattina nelle sue stanze, le avrebbe svelato tutto, se il
+marito non l'avesse prevenuta; ed or che la di lui presenza non
+glielo impediva, proruppe in amari lamenti.
+
+«O Emilia,» esclamò ella, «io sono la donna più infelice! Vengo
+trattata in un modo barbaro! Chi l'avrebbe preveduto, quando aveva
+dinanzi a me una sì bella prospettiva, che proverei un destino così
+terribile? Chi avrebbe creduto, allorchè sposai un uomo come Montoni,
+che mi sarei avvelenata la vita? Non c'è mezzo d'indovinare il miglior
+partito da prendere; non ve n'ha per riconoscere il vero bene. Le
+speranze più lusinghiere c'ingannano, ingannando così anche i più
+saggi. Chi avrebbe preveduto, quando sposai Montoni, che mi pentirei
+così presto della mia generosità?»
+
+Emilia sapeva bene che avrebbe dovuto prevedere tutti questi
+inconvenienti, ma non essendo quello il momento di farle inutili
+rimproveri, sedette presso la zia, le prese la mano, e con quell'aria
+pietosa che la faceva somigliare ad un angelo custode, le parlò con
+infinita dolcezza. Tutti i suoi discorsi però non bastarono a calmare
+la signora Montoni, la quale non volle ascoltar nulla; essa aveva
+bisogno di sfogarsi ancor prima di essere consolata.
+
+«Ingrato!» diss'ella, «mi ha ingannato in tutte le maniere. Ha saputo
+strapparmi dalla patria, dagli amici; mi chiuse in questo antico
+castello, e crede costringermi a cedere a tutti i suoi voleri; ma
+vedrà che si è ingannato, vedrà che nessuna minaccia basterà ad
+indurmi a... Ma chi l'avrebbe creduto? Chi l'avrebbe mai supposto che,
+col suo nome, la sua apparente ricchezza, costui non avesse nulla
+affatto? No, neppure uno zecchino del suo! Io credeva far bene: lo
+credeva uomo d'importanza ed opulentissimo, altrimenti non lo avrei
+sposato. Ingrato! Perfido! Mostro!...
+
+--Cara zia, calmatevi; il signor Montoni sarà forse men ricco di
+quello che credevate, ma non è poi così povero. La casa di Venezia e
+questo castello sono suoi. Posso io domandarvi quali sono le
+circostanze che vi affliggono più particolarmente?
+
+--Quali circostanze!» sclamò la zia furibonda. «Che! non basta? Da
+molto tempo rovinato al giuoco, ha perduto anche tutto ciò che gli ho
+donato, ed ora pretende che gli faccia cessione di tutti i miei beni.
+Fortuna che la maggior parte di essi sono in testa mia: ei vorrebbe
+dilapidare anche questi e gettarsi in un progetto infernale di cui
+egli solo può comprendere l'idea; e... tutto questo non basta?
+
+--Certo,» disse Emilia, «ma rammentatevi, signora, ch'io l'ignorava
+assolutamente.
+
+--E non basta, che la sua rovina sia compiuta, che sia pieno di debiti
+d'ogni sorta al punto che, se dovesse pagarli, non gli resterebbe nè
+il castello, nè la casa di Venezia?
+
+--Sono afflittissima di ciò che mi dite...
+
+--E non basta,» interruppe la zia, «che mi abbia trattata con tanta
+negligenza e crudeltà, perchè gli ricusai la cessione; perchè
+invece di tremare alle sue minacce, lo sfidai risolutamente,
+rimproverandogli, la sua vergognosa condotta? Io l'ho sofferto con
+tutta la dolcezza possibile. Voi sapete bene, nipote, se mi sfuggì mai
+una parola di doglianza fino ad ora; io, il cui unico torto è una
+bontà troppo grande ed una troppo facile condiscendenza! E per mia
+disgrazia mi vedo incatenata per la vita a questo vile, crudele e
+perfido mostro!»
+
+Emilia, comprendendo che i suoi mali non ammettevano consolazione
+reale, e spregiando le frasi comuni, stimò meglio tacere; la signora
+Montoni però, gelosa della sua superiorità, interpretò quel silenzio
+per indifferenza o disprezzo, e le rimproverò l'oblio de' propri
+doveri e la mancanza di sensibilità.
+
+«Oh! come diffidava io di quella sensibilità tanto vantata, quando
+sarebbe stata messa alla prova!» soggiuns'ella; «io sapeva benissimo
+che non v'insegnerebbe nè tenerezza, nè affetto pei parenti che vi
+hanno trattata come loro figlia.
+
+--Perdonate, zia,» disse Emilia con dolcezza, «io mi vanto poco, e se
+lo facessi, non mi vanterei già della mia sensibilità, ch'è un dono
+forse più da temere che da desiderare.
+
+--A meraviglia, nipote, non voglio disputar con voi; ma, come io
+diceva, Montoni minacciommi di violenze, se persisto più a lungo a
+negargli la cessione; era appunto il soggetto della nostra contesa
+quando entraste stamattina. Ora son decisa; non v'ha forza sulla terra
+che possa costringermivici, e non soffrirò con calma tanti mal
+trattamenti; gli dirò tutto ciò che merita, a dispetto delle sue
+minacce e della sua ferocia.»
+
+Emilia profittò di un momento di silenzio per dirle: «Cara zia, voi
+non fareste che irritarlo senza necessità; non provocate di grazia, i
+mali crudeli che temete.
+
+--Poco men cale, ma non lo appagherò mai; voi mi consigliereste forse
+a spogliarmi di tutto il mio?
+
+--No, zia, non intendo dir questo.
+
+--E che intendete voi dunque?
+
+--Voi parlavate di far rimproveri al signor Montoni...» disse Emilia
+titubante.
+
+--Che! Forse non li merita?
+
+--Certo; ma non credo sia prudenza il farglieli nella situazione
+attuale.
+
+--Prudenza! prudenza con un uomo che senza scrupolo calpesta perfino
+le leggi dell'umanità! ed userò prudenza con costui? No, non sarò vile
+a tal segno.
+
+--Pel vostro solo interesse, e non per quello di Montoni,» disse
+Emilia modestamente, «stimerei bene di consultar la prudenza. I vostri
+rimproveri, quantunque giusti, riescirebbero vani, nè farebbero che
+spingerlo a terribili eccessi.
+
+--Come! Dovrei dunque sottoporrai ciecamente a tutto ciò ch'ei mi
+comanda? Pretendereste ch'io me gli gettassi ai piedi per ringraziarlo
+della sua crudeltà? Pretendereste che gli facessi donazione di tutti i
+miei beni?
+
+--Cara zia, io forse mi spiego male! non sono in caso di consigliarvi
+sopra un punto tanto delicato; ma soffrite che ve lo dica: se amate il
+vostro riposo, cercate di calmare il signor Montoni, anzichè
+irritarlo.
+
+--Calmarlo! è impossibile, ripeto, non voglio neppur provarmici.»
+
+Emilia, benchè piccata dall'ostinazione e dalle false idee della zia,
+sentiva pietà de' di lei infortunii, e fece il possibile per calmarla
+e consolarla, dicendole:
+
+«La vostra situazione è forse meno disperata che non crediate. Il
+signor Montoni può dipingervi i suoi affari in uno stato più cattivo
+di quello che lo siano realmente, per esagerare e dimostrare il
+bisogno che ha della vostra cessione; d'altronde, finchè conserverete
+i vostri beni, vi offriranno una risorsa, se la futura condotta di
+vostro marito vi obbligasse a separarvi da lui....
+
+--Nipote crudele e insensibile,» la interruppe impazientemente la zia,
+«voi dunque tentate persuadermi che non ho motivo di querelarmi? Che
+mio marito è in una posizione brillante? che il mio avvenire è
+consolante, e che i miei affanni son puerili e romanzeschi come i
+vostri? Strane consolazioni! Persuadermi che sono priva di criterio e
+di sentimento, perchè voi non sentite nulla, e siete indifferentissima
+ai mali altrui! Io credeva aprire il cuore ad una persona
+compassionevole, che simpatizzasse colle mie pene; ma mi avvedo pur
+troppo che le persone sentimentali non sanno sentire che per sè.
+Andatevene.»
+
+Emilia, senza risponderle, uscì con un misto di pietà e disprezzo.
+Appena fu sola, cedè ai penosi pensieri che le faceva nascere la
+posizione infelice della zia. Le proprie osservazioni, le parole
+equivoche di Morano, l'aveano convinta che il patrimonio di Montoni
+mal corrispondeva alle apparenze. Vedeva il fasto di lui, il numero
+de' servi, le sue nuove spese per le fortificazioni, e la riflessione
+aumentò la di lei incertezza sulla sorte della zia e la propria,
+pensando al truce carattere dello zio che andava ognor più spiegandosi
+nella sua ferocia.
+
+Mentre versava in questi affliggenti pensieri, Annetta le portò il
+pranzo in camera. Sorpresa da tal novità, domandò chi glielo avesse
+ordinato. «La mia padrona,» rispose Annetta. «Il signore ha comandato
+ch'essa pranzi nel suo appartamento ed ella vi manda il pranzo nel
+vostro. Ci sono state forti discussioni fra loro, e mi pare che la
+cosa si faccia seria.»
+
+Emilia, poco badando alle sue ciarle, si mise a tavola, ma Annetta non
+taceva sì facilmente: parlò dell'arrivo degli uomini da lei già veduti
+sul bastione, e della loro strana figura, non meno che della buona
+accoglienza lor fatta da Montoni. «Pranzano essi con lui?» disse
+Emilia.
+
+--No, signorina; hanno già mangiato nelle lor camere in fondo alla
+galleria settentrionale. Non so quando se ne andranno. Il padrone ha
+ordinato a Carlo di portar loro il bisognevole. Hanno già fatto il
+giro di tutto il castello, e dirette molte interrogazioni ai manovali.
+In vita mia non ho mai veduto ceffi così brutti; fanno paura a
+vederli.»
+
+La fanciulla le domandò se avesse udito riparlare del conte Morano, e
+se vi fosse per lui speranza di guarigione. Annetta sapeva solo che
+trovavasi in una capanna, e molto aggravato. Emilia non potè
+nascondere la commozione.
+
+«Signorina,» disse la ciarliera, «come le donne sanno ben nascondere
+l'amore! Io credeva che voi odiaste il conte, e mi sono ingannata.
+
+--Credo di non odiar nessuno,» rispose Emilia sforzandosi al sorriso;
+«ma non sono innamorata certo del conte Morano; e sarei egualmente
+dispiacentissima della morte violenta di chicchessia.»
+
+Annetta tornò a parlare de' dissensi fra i coniugi Montoni. «Non è
+cosa nuova,» diss'ella, «giacchè abbiamo inteso e veduto tutto fino da
+Venezia, sebbene non ve ne abbia mai parlato.
+
+--E facesti benissimo, ed avresti fatto meglio a continuare a tacere;
+abbi dunque prudenza, che questo discorso non mi garba.
+
+--Ah! cara signora Emilia, vedo qual rispetto avete per persone che si
+occupano sì poco di voi! Io non posso soffrire di vedervi illusa in
+tal modo; debbo dirvelo unicamente pel vostro interesse, e senza alcun
+disegno di nuocere alla mia padrona, quantunque, a dir vero, abbia
+poca ragione di amarla.
+
+--Tu non parli certo di mia zia,» disse Emilia con gravità.
+
+--Sì, signora; ma io sono fuori di me. Se voi sapeste tutto quel che
+so io, non andreste in collera. Spesso, spessissimo ho inteso lei ed
+il padrone che parlavano di maritarvi al conte: essa gli diceva sempre
+di non lasciarvi cedere ai vostri ridicoli capricci, ma di saper
+costringervi ad obbedire. Mi si straziava il cuore all'udire tanta
+crudeltà; parendomi che essendo ella stessa infelice, avrebbe dovuto
+compatire le disgrazie altrui e....
+
+--Ti ringrazio della tua pietà, Annetta; ma mia zia era infelice, e
+forse le sue idee erano alterate. Altrimenti io penso... son persuasa
+che... Ma via, lasciami sola, Annetta, ho finito di pranzare.
+
+--Voi non avete mangiato quasi nulla; prendete un altro boccone...
+Alterate le sue idee? affè! mi pare che lo siano sempre. A Tolosa ho
+inteso spesso la padrona parlare di voi e del signor Valancourt alla
+signora Marville e alla signora Vaison in un modo poco bello: diceva
+loro che durava fatica a contenervi ne' limiti del dovere, che
+eravate per lei un gran peso, e che se non vi avesse sorvegliata bene,
+sareste andata a scorrazzare per le campagne col signor Valancourt;
+che lo facevate venir la notte, e....
+
+--Gran Dio!» sclamò Emilia facendosi di fuoco; «è impossibile che mia
+zia mi abbia dipinta così.
+
+--Sì, signora, questa è la pura verità, sebbene non la dica tutta
+intiera. Mi pareva che avrebbe potuto parlare in altra maniera di sua
+nipote, anche nel caso che voi aveste commesso qualche fallo. Ma siate
+certa che non ho mai creduto neppure una sillaba di tutti i suoi
+discorsi. La padrona non guarda mai a ciò che dice, quando parla degli
+altri.
+
+--Comunque sia, Annetta,» disse Emilia, ricomponendosi con dignità,
+«tu fai malissimo ad accusar mia zia presso di me; so che la tua
+intenzione è buona, ma non parliamone più; sparecchia la tavola.»
+
+La cameriera arrossì, chinò gli occhi ed affrettassi ad andarsene.
+
+«È dunque questo il premio della mia onestà?» disse Emilia quando fu
+sola. «È questo il trattamento che debbo ricevere da una parente, da
+una zia, la quale doveva difendere la mia riputazione, invece di
+calunniarla? Oh! mio tenero ed affettuosissimo padre, cosa diresti se
+tu fossi ancora al mondo? Che penseresti della indegna condotta di tua
+sorella a mio riguardo?... Ma via, bando alle inutili recriminazioni,
+e pensiamo soltanto ch'essa è infelice.»
+
+Per divagarsi alquanto, prese il velo, e scese sui bastioni, l'unico
+passeggio che le fosse permesso. Avrebbe, sì, desiderato percorrere i
+boschi sottoposti, e contemplare i sublimi quadri della natura; ma
+Montoni non volendo ch'ella uscisse dal castello, cercava contentarsi
+delle viste pittoresche cui osservava dalle mura. Nessuno eravi allora
+colà; il cielo era tetro e tristo come lei. Però, trapelando il sole
+dalle nubi, Emilia volle vederne l'effetto sulla torre di tramontana:
+voltandosi, vide i tre forestieri della mattina, e si sentì un tremito
+involontario. Coloro le si avvicinarono mentre esitava. Volle
+ritirarsi, ed abbassò il velo, che mal ne nascondeva la beltà. Essi
+guardaronla attenti, parlandosi tra loro: la fierezza delle fisonomie
+la colpì ancor più del singolare abbigliamento. La figura in ispecie
+di quello in mezzo spirava una ferocia selvaggia, truce e maligna che
+l'atterrì. Passò rapida: quando fu in fondo al terrazzo, si volse, e
+vide gli stranieri all'ombra della torretta, intenti a considerarla,
+ed a parlare con fuoco tra loro. Ella affrettossi a ritirarsi in
+camera.
+
+Montoni cenò tardi, e restò un pezzo a tavola cogli ospiti nel salotto
+di cedro. Gonfio del suo recente trionfo su Morano, vuotò spesso la
+coppa, e si abbandonò senza ritegno ai piaceri della tavola e della
+conversazione. Il brio di Cavignì parea al contrario scemato: guardava
+Verrezzi, cui aveva stentato molto a contenere fin allora, e che
+voleva sempre manifestare a Montoni gli ultimi insulti del conte.
+
+Un convitato mise in campo i casi della notte scorsa, e gli occhi di
+Verrezzi sfavillarono: si parlò poscia di Emilia, e fu un concerto di
+elogi. Montoni solo tacea. Partiti i servi, la conversazione divenne
+più libera; il carattere irascibile di Verrezzi mescolava talvolta un
+po' di asprezza in quanto diceva, ma Montoni spiegava la sua
+superiorità perfin negli sguardi e nelle maniere. Uno di essi nominò
+imprudentemente di nuovo Morano; Verrezzi scaldato dal vino, e senza
+badare ai ripetuti segni di Cavignì, diede misteriosamente qualche
+cenno sull'incidente della vigilia. Montoni non parve notarlo e
+continuò a tacere, senza mostrare alterazione. Quell'apparente
+insensibilità accrebbe l'ira di Verrezzi, il quale finì a manifestare
+i detti di Morano, che, cioè, il castello non gli apparteneva
+legittimamente, e che non avrebbegli lasciato volontariamente un altro
+omicidio sull'anima.
+
+«Sarei io insultato alla mia tavola, e lo sarei da un amico?» gridò
+Montoni pallido dal furore. «Perchè ripetermi i motti d'uno stolto?»
+Verrezzi, che si aspettava di vedere l'ira di Montoni volgersi contro
+il conte, guardò Cavignì con sorpresa, e questi godè della sua
+confusione. «Avreste la debolezza di credere ai discorsi d'un uomo
+traviato dal delirio della vendetta?
+
+--Signore,» disse Verrezzi, «noi crediamo solo quel che sappiamo.
+
+--Come!» interruppe Montoni con gravità; «dove sono le vostre prove?
+
+--Noi crediamo solo quel che sappiamo, e non sappiam nulla di quanto
+ci affermò Morano.»
+
+Montoni parve rimettersi, e disse: «Io son sempre pronto, amici,
+quando si tratta del mio onore; nessuno potrebbe dubitarne
+impunemente. Orsù, beviamo.
+
+--Sì, beviamo alla salute della signora Emilia,» disse Cavignì.
+
+--Con vostro permesso, prima a quella della castellana,» soggiunse
+Bertolini. Montoni taceva.
+
+--Alla salute della castellana,» dissero gli ospiti, e Montoni fece un
+lieve cenno di capo in segno d'approvazione.
+
+«Mi sorprende, signore,» gli disse Bertolini, «che abbiate negletto
+tanto questo castello: è un bell'edifizio.
+
+--E molto adatto ai nostri disegni,» replicò Montoni. «Voi non sapete,
+parmi, per qual caso io lo posseggo?
+
+--Ma,» disse Bertolini ridendo, «è un caso fortunatissimo, ed io vorrei
+che me ne accadesse uno simile.
+
+--Se volete compiacervi d'ascoltarmi,» continuò Montoni, «vi
+racconterò la cosa.»
+
+Le fisionomie di Bertolini e Verrezzi esprimevano ansiosa curiosità.
+Cavignì, il quale non ne esternava, sapeva probabilmente già la
+storia.
+
+«Sono quasi venti anni che posseggo questo castello. La signora che lo
+possedeva prima di me, era mia parente lontana. Io sono l'ultimo della
+famiglia: essa era bella e ricca, ed io le offrii la mia mano, ma
+siccome amava un altro, mi respinse. È probabile che il preferito
+abbia respinto lei, che fu assalita da una costante malinconia, ed ho
+tutto il fondamento di credere che troncasse ella stessa i suoi
+giorni. Io non era allora nel castello: è un caso pieno di strane e
+misteriose circostanze ch'io vo' ripetervi.
+
+--Ripetetele,» disse una voce.
+
+Montoni tacque, ed i suoi ospiti, guardandosi reciprocamente, si
+chiesero chi avesse parlato, e s'avvidero che tutti si facevano la
+stessa domanda.
+
+«Siamo ascoltati,» disse Montoni; «ne parleremo un'altra volta:
+beviamo.»
+
+I convitati guardarono per tutta la sala.
+
+«Siamo soli,» disse Verrezzi, «fateci la grazia di continuare.
+
+--Non udiste qualcosa?» sclamò Montoni.
+
+--Parmi di sì,» rispose Bertolini.
+
+--Pura illusione,» disse Verrezzi guardando ancora. «Siam soli.
+Continuate, ven prego.»
+
+Montoni ripigliò sottovoce, mentre i convitati si serravano intorno a
+lui.
+
+«Sappiate che la signora Laurentini da qualche mese mostrava i sintomi
+d'una gran passione e d'un'immaginazione alterata. Talvolta si perdeva
+in una placida meditazione, ma spesso farneticava. Una sera di
+ottobre, dopo uno di questi accessi, si ritirò sola nella sua camera,
+vietando di sturbarla. Era la camera in fondo al corridoio, ch'è stata
+il teatro della scena d'ieri sera: da quell'istante non la videro
+più.
+
+--Come! Non fu veduta più?» disse Bertolini. «Il suo corpo non fu
+trovato nella camera?
+
+--Non si trovò il suo cadavere?» esclamarono tutti unanimamente.
+
+--Mai,» rispose Montoni.
+
+--Quai motivi s'ebbero per supporre che si fosse uccisa?» disse
+Bertolini.--Sì, quai motivi?» disse Verrezzi. Montoni gli lanciò
+un'occhiata sdegnosa. «Perdonate, signore,» soggiunse l'altro; «non
+pensava che la signora fosse vostra parente, quando ne parlai con
+tanta leggerezza.»
+
+Montoni, ricevendo questa scusa, continuò: «Vi spiegherò tosto il
+tutto: ascoltate.
+
+--Ascoltate!» ripetè una voce.
+
+Tutti tacevano, e Montoni cambiò di colore.
+
+«Questa non è un'illusione,» disse finalmente Cavignì.--No,» disse
+Bertolini; «l'ho intesa anch'io.
+
+--Questo diventa straordinario,» soggiunse Montoni, alzandosi
+precipitosamente. Tutti i convitati si alzarono in disordine: furono
+chiamati i servi, si fecero ricerche, ma non fu trovato nessuno. La
+sorpresa e la costernazione crebbero. Montoni fu sconcertato.
+«Lasciamo questa sala,» diss'egli, «ed il soggetto del nostro discorso;
+è troppo serio.» Gli ospiti, disposti ad uscire, pregarono Montoni di
+andare altrove a seguitare il suo racconto, ma invano; malgrado tutti
+i suoi sforzi per parer tranquillo, egli era visibilmente
+agitatissimo.
+
+«Come!» disse Verrezzi; «sareste superstizioso, voi che vi burlate
+dell'altrui credulità?
+
+--Non sono superstizioso,» rispose Montoni «ma convien sapere cosa ciò
+vuol dire.» Uscì, e tutti ritiraronsi.
+
+
+ FINE DEL SECONDO VOLUME
+
+ Milano, 1875--Tip. Ditta Wilmant.
+
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di
+quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in
+inglese si trova su Project Gutenberg: The mysteries of Udolpho
+(http://www.gutenberg.org/etext/3268).
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di
+trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato.
+
+I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo
+originale]:
+
+ P. 14 - col quale lo considerava. Alla perfine [perfino]
+ " 17 - vedo bene che siete disposta [diposta] a
+ " 17 - Tutti dormivano [dominavano] nel castello
+ " 22 - a qual punto essa lo stimasse ed amasse [amassase]
+ " 27 - cadde quasi esanime [esamine] sul seno. Non piangevan più
+ " 52 - degli altri beni toccatigli [toccatagli]
+ " 62 - o signore, che non accetterò [eccetterò] mai
+ " 64 - Calmato alquanto il di lei spavento, Montoni [Monteni]
+ " 76 - oltre Orsino, a questi conciliaboli notturni [nottorni]
+ " 83 - disponevano non sortissero [sortiressero] il bramato esito
+ " 86 - lasciar [lascir] entrare il suo signore
+ " 87 - posta in faccia al [ad] grande specchio
+ " 90 - per assistere [assistare] a sì bello spettacolo
+ " 106 - ad idee grandiose, e, per una specie [spece]
+ " 128 - colmollo di rimproveri [rimpoveri] senza parlare
+ " 141 - e senza badare ai ripetuti segni di [di di] Cavignì
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ follia / follìa
+ Saint-Aubert / Sant'Aubert
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2,
+by Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI
+DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 ***
+
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
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+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
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+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
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+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
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+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
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+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
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+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
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+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
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+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
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+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
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+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33782]
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 ***
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+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
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+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<h1>I MISTERI<br />
+<span class="small">DEL</span><br />
+<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">DI<br />
+ANNA RADCLIFFE</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">VOL. II</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">MILANO<br />
+<i>Oreste Ferrario</i><br />
+<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br />
+e Santa Margherita</span></p>
+
+<hr />
+
+<div class="figcenter">
+<img class="border" src="images/ill.jpg" width="482" height="600" alt=""
+ />
+<p class="caption">La Camera misteriosa.<br />
+<i>Cap. XXII</i></p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center">SOMMARIO</p>
+
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XII">Capitolo XII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XIII">Capitolo XIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XIV">Capitolo XIV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XV">Capitolo XV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XVI">Capitolo XVI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XVII">Capitolo XVII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XVIII">Capitolo XVIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XIX">Capitolo XIX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XX">Capitolo XX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXI">Capitolo XXI</a></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XII" id="CAPITOLO_XII"></a>CAPITOLO XII</h2>
+
+<p>L'avarizia della zia d'Emilia cedè finalmente alla
+sua vanità. Qualche splendido pranzo dato dalla
+Clairval, e l'adulazione generale ond'essa era l'oggetto,
+aumentarono la premura della Cheron per assicurare
+una parentela che l'avrebbe tanto illustrata
+a' propri occhi ed a quelli del mondo. Propose il
+prossimo matrimonio di Emilia, ed offrì di assicurarne
+la dote, purchè la Clairval facesse altrettanto
+pel nipote. Questa ponderò la proposta, e considerando
+ch'Emilia era la più prossima erede della
+Cheron, l'accettò senza difficoltà. Emilia ignorava
+queste disposizioni, quando la zia l'avvertì di prepararsi
+alle nozze che dovevano aver luogo senza
+indugio. La fanciulla, sorpresa, non capiva il motivo
+di una sì istantanea conclusione, in verun modo
+sollecitata da Valancourt. Ed infatti, non conoscendo
+le convenzioni delle due zie, era ben lontano dallo
+sperare una sì gran felicità. Emilia mostrò qualche
+opposizione, ma la Cheron, sempre gelosa della sua
+autorità, insistè per il pronto matrimonio, colla
+stessa veemenza, con cui ne aveva rigettate in principio
+le menome apparenze. Tutti gli scrupoli di
+Emilia svanirono, quando Valancourt, istruito allora
+della sua felicità, venne a scongiurarla di confermargliene
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>la certezza.</p>
+
+<p>Mentre si facevano i preparativi di queste nozze,
+Montoni diveniva l'amante dichiarato della Cheron.
+Ne fu malcontentissima la Clairval quando udì parlare
+del loro imminente matrimonio, e voleva impedire
+quello di Valancourt con Emilia; ma la coscienza
+le rappresentò, che non aveva diritto di
+punirli dei torti altrui. Sebbene donna del gran
+mondo, era però meno famigliarizzata della sua
+amica col metodo di far dipendere la felicità dalla
+fortuna e dagli omaggi ch'essa attira, anzichè dal
+proprio cuore.</p>
+
+<p>Emilia osservò con ansietà l'ascendente acquistato
+da Montoni sulla zia, come pure la maggior frequenza
+delle sue visite. La sua opinione su questo
+Italiano era confermata da quella di Valancourt, il
+quale aveva sempre esternato estrema avversione
+per lui. Una mattina ch'essa lavorava nel padiglione,
+godendo della dolce frescura primaverile, Valancourt
+leggeva vicino a lei, e tratto tratto deponeva il libro
+per conversare. Fu avvisata che la zia voleva
+vederla subito; entrò nel suo gabinetto, e paragonò
+sorpresa l'aria abbattuta della signora Cheron col
+genere ricercato del di lei abbigliamento.</p>
+
+<p>«&nbsp;Nipote mia...&nbsp;» diss'ella, e si fermò con qualche
+imbarazzo. «&nbsp;Vi ho fatta cercare... io... io... voleva
+vedervi. Ho da darvi una notizia... da questo momento
+voi dovete considerare il signor Montoni
+come vostro zio; noi ci siamo maritati stamattina.&nbsp;»</p>
+
+<p>Confusa, non tanto del matrimonio, quanto del
+segreto con cui era stato fatto, dell'agitazione colla
+quale le venne annunziato, Emilia attribuì siffatto
+mistero alla volontà di Montoni, piuttostochè a quella
+di sua zia; ma questa non voleva che si credesse così.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voi vedete,&nbsp;» soggiuns'ella, «&nbsp;che ho voluto
+fuggire la pubblicità; ma ora che la cerimonia è
+fatta, non m'importa più che si sappia. Vado subito
+ad annunziare alla mia gente che il signor
+Montoni è il loro padrone.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p>
+
+<p>Emilia fece quanto potè per felicitare la zia di un
+matrimonio così imprudente.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voglio celebrare le mie nozze con tutto il fasto,&nbsp;»
+continuò la signora Montoni, «&nbsp;e per non perder
+tempo, mi servirò dei preparativi che furono fatti
+per le vostre, le quali verranno protratte un poco;
+ma voglio che per far onore alla festa, voi vi abbigliate
+degli abiti fatti pel vostro matrimonio. Desidero
+egualmente che facciate noto il mio cambiamento
+di nome al signor Valancourt, il quale ne
+informerà la signora Clairval. Fra pochi giorni voglio
+dare un pranzo magnifico, e conto su di loro.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia era talmente attonita, che potè appena replicare
+alla zia, e, a tenore del suo desiderio, tornò
+nel padiglione ad informar l'amante dell'accaduto.
+La sorpresa non fu il primo sentimento di Valancourt,
+sentendo parlare di queste nozze precipitose;
+ma quando seppe che le sue erano differite, e che
+gli ornamenti preparati per abbellire l'imeneo della
+sua Emilia, stavano per esser degradati servendo
+per la signora Montoni, il dolore e lo sdegno agitarono
+a vicenda il suo spirito. Non potè dissimularlo
+alla fanciulla; i di lei sforzi per distrarlo e
+scherzare su questi timori repentini furono inutili.
+Quando alla fine si separò da lei, era oppresso da
+una tenera inquietudine che la colpì vivamente, e
+pianse senza saper perchè, quando fu giunta all'ingresso
+del giardino.</p>
+
+<p>Montoni prese possesso del castello colla facilità
+d'un uomo che da lunga pezza lo riguardava come
+suo. Il suo amico Cavignì l'aveva singolarmente servito
+prodigando alla Cheron le attenzioni e le adulazioni
+ch'essa esigeva, ed alle quali Montoni pareva
+prestarsi con pena; egli ebbe un appartamento nel
+castello, e fu obbedito dalla servitù come lo stesso
+padrone.</p>
+
+<p>Pochi giorni dopo, la signora Montoni, come l'aveva
+promesso, diede un magnifico pranzo ad una<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+numerosa società. Valancourt v'intervenne, ma la
+Clairval se ne scusò. Vi fu accademia di musica e
+festa da ballo. Valancourt, come di ragione, danzò
+con Emilia; egli non poteva esaminare le decorazioni
+della festa, senza rammentarsi ch'erano destinate
+per le sue nozze. Nonostante cercava di consolarsi,
+pensando che fra poco i suoi voti sarebbero
+stati esauditi. La signora Montoni ballò, rise e
+chiaccherò del continuo tutta la sera. Montoni però,
+taciturno e riservato, sembrava ristucco di quel divertimento,
+e della frivola società che ne formava
+l'oggetto.</p>
+
+<p>Fu il primo e l'ultimo banchetto dato in occasione
+di quelle nozze. Montoni, cui il carattere severo,
+e il taciturno orgoglio, impedivano d'animare
+queste feste, era nondimeno dispostissimo a provocarle.
+Trovava esso ben di rado nelle conversazioni
+un uomo che potesse rivaleggiar con lui per lo spirito
+od il talento. Tutto il vantaggio, in questa specie
+di riunioni, era dunque sempre dalla parte sua. Conoscendo
+con quale egoismo si frequenta la società,
+temeva d'esser vinto in simulazione, ovvero in considerazione,
+dovunque egli si trovava. Ma la signora
+Cheron, quando trattavasi del proprio interesse,
+aveva talfiata più discernimento che vanità. Conosceva
+essa la sua inferiorità alle altre donne in tutte
+le qualità personali. La gelosia naturale risultante
+da questa cognizione, ne contrariava dunque l'inclinazione
+per le riunioni che offriva Tolosa. La sua
+politica era cambiata; si opponeva con vivacità al
+gusto del marito per il gran mondo, e non dubitava
+ch'egli non fosse per essere così ben ricevuto
+da tutte le donne com'eralo stato allorchè faceva la
+corte a lei.</p>
+
+<p>Erano scorse poche settimane da questo matrimonio,
+quando la signora Montoni partecipò ad
+Emilia il progetto di andare in Italia, tostochè fossero
+finiti tutti i preparativi pel viaggio.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Andremo a Venezia,&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;Montoni
+vi possiede un bel palazzo, e quindi passeremo al
+suo castello in Toscana. Perchè prendete voi un'aria
+così seria, figliuola? Voi che amate tanto le
+belle vedute, dovreste essere incantata di questo
+viaggio.</p>
+
+<p> &mdash; Devo forse venire anch'io?&nbsp;» disse Emilia con
+emozione e sorpresa insieme.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, certo,&nbsp;» replicò la zia; «&nbsp;come potete supporre
+che noi vogliamo lasciarvi qui? Ah! vedo
+che pensate al cavaliere. Io credo che non sappia
+nulla, ma lo saprà sicuramente quanto prima. Montoni
+è uscito per darne parte alla signora Clairval,
+ed annunziarle che i nodi proposti fra le nostre famiglie
+sono sciolti irremissibilmente.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'insensibilità colla quale la Montoni faceva sapere
+alla nipote che la separavano, forse per sempre,
+dall'uomo al quale doveva unirsi per tutta la
+vita, aumentò vie più la disperazione dell'infelice
+a tal notizia. Quando potè parlare, domandò il motivo
+di tal cangiamento a riguardo di Valancourt;
+e l'unica risposta che ne ottenne fu, che Montoni
+aveva proibito questo matrimonio, attesochè Emilia
+poteva aspirare a partiti assai più vantaggiosi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io lascio attualmente tutta questa faccenda a
+mio marito,&nbsp;» soggiunse la Montoni; «&nbsp;ma devo convenire
+che il signor Valancourt non mi è piaciuto
+mai, e che non avrei mai dovuto dare il mio consenso.
+Son debole assai; bene spesso son così buona,
+che le pene altrui mi rattristano, e la vostra
+afflizione la vinse sulla mia opinione. Il signor
+Montoni però mi ha dimostrato con molta chiarezza
+la follia ch'io faceva, ma non avrà certo a rimproverarmela
+una seconda volta. Pretendo assolutamente
+la vostra sommissione a quelli che conoscono
+meglio di voi i vostri interessi, e ci dovete
+obbedire in tutto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sarebbe stata sorpresa dalle asserzioni e<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+dall'eloquenza di questo discorso, se tutte le di lei
+facoltà, annientate dalla scossa ricevuta, le avessero
+permesso d'intenderne una sola parola. Qualunque
+fosse la debolezza della signora Montoni, avrebbe
+potuto risparmiarsi il rimprovero di una eccessiva
+compassione e d'una prodigiosa sensibilità ai mali
+altrui, e soprattutto a quelli di Emilia. Quella medesima
+ambizione che l'aveva indotta a brigare il
+parentado della Clairval, formava oggi il soggetto
+della rottura. Il suo matrimonio con Montoni esaltava
+ai di lei occhi la propria importanza, e conseguentemente
+cambiava le sue mire per Emilia.</p>
+
+<p>Questa interessante fanciulla era troppo afflitta
+per far valere le sue ragioni, o scendere a preghiere.
+Quando finalmente volle far uso di quest'ultimo
+mezzo, le mancò la parola, e si ritirò nella sua camera
+per riflettere, se ciò le fosse stato possibile,
+ad un colpo così inaspettato e tremendo.</p>
+
+<p>Passò gran pezza prima che si fosse riavuta abbastanza
+da porsi a riflettere; ma il pensiero che
+le si affacciò fu tristo e terribile. Credè che Montoni
+volesse disporre di lei pel proprio vantaggio,
+e pensò che Cavignì fosse la persona per la quale
+si interessasse. La prospettiva del viaggio d'Italia
+diveniva ancor più disgustosa, quando considerava
+la situazione turbolenta di quel paese lacerato dalle
+guerre civili, in preda a tutte le fazioni, e dove
+ogni castello si trovava esposto all'invasione del
+partito avverso. Considerò a qual persona era rimesso
+il suo destino, ed a qual distanza si sarebbe
+trovata da Valancourt. A tale idea, svanì qualunque
+altra immagine, ed il dolore immerse nella confusione
+tutti i suoi pensieri.</p>
+
+<p>Passò qualche ora in questo stato doloroso;
+quando fu avvertita per il pranzo, volle scusarsene.
+La Montoni però, ch'era sola, non volle acconsentirvi,
+e le convenne obbedire. Parlarono pochissimo
+durante il pranzo. L'una era oppressa dal suo dolore,<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+e l'altra indispettita dell'assenza inaspettata
+di Montoni. La sua vanità era offesa da siffatta negligenza,
+e la gelosia l'allarmava principalmente su
+di ciò ch'ella chiamava un impegno misterioso.
+Non ostante Emilia si provò a parlar nuovamente
+di Valancourt, ma la zia, insensibile a pietà ed ai
+rimorsi, divenne quasi furiosa perchè si permettessero
+osservazioni sulla di lei autorità e su quella
+di Montoni; in conseguenza la povera Emilia si ritirò
+piangendo.</p>
+
+<p>Traversando il vestibolo, udì entrare qualcuno
+dalla porta grande; le parve di vedere Montoni e
+raddoppiò il passo; ma riconobbe tosto la voce diletta
+di Valancourt.</p>
+
+<p>«&nbsp;Emilia, mia cara Emilia!&nbsp;» sclamò egli col
+tuono dell'impazienza, a misura che si avanzava e
+che scuopriva le orme della disperazione sul volto
+di lei. «&nbsp;Emilia, bisogna ch'io vi parli; ho da
+dirvi mille cose; conducetemi in qualche parte ove
+possiamo parlare con libertà. Ma! voi tremate, vi
+sentite male; lasciate ch'io vi conduca ad una
+sedia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Vide una porta aperta, e si provò a condurre
+Emilia colà; ma essa, ritirando la mano, gli disse
+sorridendo languidamente:</p>
+
+<p>«&nbsp;Sto già meglio. Se volete parlare con mia zia,
+è nel salotto.</p>
+
+<p> &mdash; Voglio parlare con <i>voi sola</i>, mia cara Emilia,&nbsp;»
+replicò Valancourt. «&nbsp;Gran Dio! Siete già arrivata
+a questo punto? Acconsentite voi così facilmente
+a dimenticarmi? questo luogo non ci conviene,
+possiamo essere intesi. Non voglio da voi che
+un solo quarto d'ora di attenzione.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, quando avrete veduto mia zia,&nbsp;» disse
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Io era già infelice, venendo qui,&nbsp;» esclamò
+Valancourt; «&nbsp;non aumentate il mio affanno con
+questa freddezza e con questo crudele rifiuto.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p>
+
+<p>L'energia colla quale pronunciò tali parole, la
+commosse fino alle lagrime, ma persistè nella negativa
+d'ascoltarlo fintantochè non avesse veduto la
+signora Montoni.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dov'è suo marito, dov'è egli questo Montoni?&nbsp;»
+disse Valancourt con voce alterata; «&nbsp;debbo parlar
+giusto con lui.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, spaventata delle conseguenze dello sdegno
+che sfavillava ne' di lui occhi, l'assicurò con
+voce tremante che Montoni non era in casa, e lo
+scongiurò di moderare il risentimento. Agli accenti
+interrotti della di lei voce, gli sguardi di Valancourt
+passarono tosto dal furore alla tenerezza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi sentite male, Emilia,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;e vogliono
+perderci amendue. Perdonatemi se ho ardito dubitare
+della vostra tenerezza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non s'oppose più ad accordargli un colloquio
+nella stanza vicina. La maniera colla quale
+aveva nominato Montoni, aveale cagionato i più
+fondati timori sul pericolo cui poteva correre egli
+stesso; non pensò più se non a prevenire le terribili
+conseguenze della sua vendetta. Ascoltò egli
+attento le di lei preghiere, e non vi rispose che
+con occhiate di disperazione e di tenerezza. Nascose
+alla meglio il suo risentimento per Montoni, e si
+sforzò di acchetare i di lei terrori; ma Emilia, poco
+contenta di quell'apparente tranquillità, si turbò
+ancor davvantaggio, e procurò di far conoscere a
+Valancourt l'inconveniente di un alterco con Montoni,
+lo che avrebbe potuto rendere la loro separazione
+irrimediabile. Cedè egli alle tenere preghiere,
+e le promise che, per quanto grande potesse essere
+l'ostinazione di Montoni, non farebbe mai uso della
+violenza per conservare i suoi diritti.</p>
+
+<p>Emilia si sforzò di calmarlo coll'assicurazione di
+un attaccamento inviolabile. Gli fe' osservare che
+fra un anno circa sarebbe stata maggiorenne, e che
+per conseguenza allora sarebbe uscita di tutela.<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+Queste assicurazioni però consolavano poco Valancourt:
+egli considerava che allora essa sarebbe in
+Italia, ed in balia di coloro il cui potere su di lei
+non sarebbe cessato tanto facilmente co' loro diritti.
+Emilia, alquanto calmata dalla promessa ottenuta e
+dalla tranquillità ch'egli affettava, stava per lasciarlo,
+quando la zia entrò nella stanza. Gettò essa un'occhiata
+di rimprovero sulla nipote, che si ritirò subito,
+e una di malcontento e d'alterigia sull'infelice
+giovane.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non è questa la condotta ch'io mi aspettava
+da voi,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;o signore; io non credeva di
+vedervi più in casa mia dopo avervi fatto avvertire
+che le vostre visite non mi tornavano più
+gradite. Credeva ancor meno, che voi cercaste di
+vedere clandestinamente mia nipote, e ch'ella avesse
+l'imprudenza di acconsentire a ricevervi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt, vedendo esser necessario di giustificare
+Emilia, protestò che l'unico scopo della sua
+visita era stato quello di domandare un abboccamento
+a Montoni, e ne spiegò i motivi colla moderazione
+che il sesso, più che il carattere di quella
+donna superba, poteva solo esiger da lui.</p>
+
+<p>Le sue preghiere furono ricevute con asprezza.
+La zia si lagnò che la sua prudenza avesse ceduto
+a quant'essa chiamava la sua compassione, aggiungendo
+infine che conoscendo benissimo la follia della
+sua prima condiscendenza, e volendo evitare di ricadervi,
+rimetteva intieramente ed esclusivamente
+quest'affare al marito.</p>
+
+<p>L'eloquenza sentimentale del giovane le fece alfine
+comprendere l'indegnità della sua condotta;
+essa conobbe la vergogna, ma non il rimorso. S'indispettì
+che Valancourt l'avesse ridotta a quella
+penosa situazione, ed il suo odio crebbe colla coscienza
+dei propri torti. L'antipatia ch'egli le ispirava
+era tanto più forte, in quanto che, senza accusarla,
+la costringeva a convincersi da sè stessa.<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+Non le lasciava una scusa per la violenza del risentimento
+col quale lo considerava. Alla <a name="tn14" id="tn14"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'perfino'">perfine</ins>,
+la sua collera divenne così violenta, che Valancourt
+si decise di uscire al momento, affine di non perdere
+la propria stima in una risposta poco misurata,
+e si convinse appieno che non doveva sperare nè
+pietà, nè giustizia da una persona che sentiva il
+peso delle male opere, e non l'umiltà del pentimento.</p>
+
+<p>Si era formata l'istessa idea di Montoni, essendo
+chiaro che il piano della separazione veniva direttamente
+da lui. Non era probabile ch'egli abbandonasse
+il suo disegno per preghiere o ragioni che
+doveva aver prevedute, e contro le quali era preparato.
+Intanto, fedele alle promesse fatte ad Emilia,
+più occupato del suo amore, che geloso della
+propria dignità, Valancourt si guardò bene dall'irritar
+Montoni senza necessità. Gli scrisse, non per
+domandargli un abboccamento, ma per sollecitare
+il suo favore, e ne attese la risposta con qualche
+tranquillità.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XIII" id="CAPITOLO_XIII"></a>CAPITOLO XIII</h2>
+
+<p>La signora Clairval si teneva in disparte da tutto
+quell'intrigo: quando aveva acconsentito al matrimonio
+di Valancourt, era nella credenza che Emilia
+avrebbe ereditato dalla zia. Allorchè il matrimonio
+di quest'ultima l'ebbe disingannata su tal
+proposito, la coscienza le impedì di rompere un'unione
+quasi formata; ma la sua benevolenza non andava
+al punto da spingerla a fare un passo che
+avesse a deciderla intieramente. Si felicitava che Valancourt
+fosse sciolto da un impegno ch'essa credeva
+tanto al disotto di lui per le sostanze, quanto Montoni
+giudicava umiliante tal parentado per la bellezza
+di Emilia. La Clairval poteva stimarsi offesa,
+che un individuo della sua famiglia fosse stato così<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+congedato; ma non si degnò di esprimerne il suo
+risentimento in altro modo che col silenzio.</p>
+
+<p>Montoni, nella sua risposta, assicurò Valancourt
+che un abboccamento, non potendo nè cambiare la
+risoluzione dell'uno, nè vincere i desiderii dell'altro,
+non finirebbe che in un diverbio affatto inutile,
+e che per ciò credeva bene di non accordarglielo.</p>
+
+<p>La moderazione tanto raccomandatagli da Emilia,
+e le promesse fattele, poterono sole trattenere l'impetuosità
+di Valancourt, che voleva correre da Montoni
+a domandar con fermezza quanto veniva ricusato
+alle sue preghiere. Si limitò dunque a rinnovare
+le sue istanze, e le appoggiò con tutte le ragioni
+che poteva somministrare la sua posizione. Passarono
+alcuni giorni in domande da una parte, e nell'inflessibilità
+dall'altra. Fosse per timore, o per
+vergogna, o per l'odio che risultava da questi due
+sentimenti, Montoni evitava accuratamente colui che
+aveva tanto offeso; non era nè intenerito dal dolore
+espresso nelle lettere di Valancourt, nè colpito dal
+pentimento per le solide ragioni in esse contenute.
+In fine, le lettere dell'infelice giovine furono respinte
+senza essere aperte. Nella sua prima disperazione,
+obliò tutte le promesse eccettuata quella di
+evitare la violenza, e corse al castello, risoluto di
+veder Montoni, e porre tutto in opra per riuscirvi.
+L'Italiano fece dire che non era in casa, ed allorchè
+Valancourt chiese di parlare alla signora o ad
+Emilia, gli fu negato positivamente l'ingresso. Non
+volendo impegnarsi in alterchi coi servitori, partì
+e tornò a casa in uno stato di frenesia: scrisse l'accaduto
+a Emilia, esprimendole senza riserva le angosce
+dell'anima; e la scongiurò, giacchè restava
+solo questo ripiego, di accordargli un abboccamento
+segreto.</p>
+
+<p>Appena quella lettera fu spedita, la sua alterazione
+si calmò: conobbe il fallo commesso, aumentando
+le pene di Emilia colla descrizione troppo<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+sincera de' suoi guai. Avrebbe dato la metà del mondo
+per ricuperare quella lettera imprudente. Emilia
+però fu preservata dal dolore che avrebbe provato
+ricevendola. La signora Montoni aveva ordinato che
+le fossero portate tutte le lettere dirette alla nipote:
+la lesse, e montata sulle furie per la maniera con
+la quale Valancourt vi trattava Montoni, la bruciò.</p>
+
+<p>Montoni, intanto, sempre più impaziente di lasciar
+la Francia, sollecitava i preparativi della partenza,
+e terminava in fretta ciò che gli restava da
+fare. Osservò il più profondo silenzio sulle lettere
+nelle quali Valancourt, disperando d'ottener di più,
+e moderando la passione che avealo fatto trascendere,
+sollecitava il permesso soltanto di dire addio
+ad Emilia. Ma quando il giovane intese che sarebbe
+partita fra pochi giorni, e ch'era stato deciso che
+non la rivedrebbe più, perdè ogni prudenza, e in
+una seconda lettera le propose un matrimonio segreto.
+Questa lettera andò come l'altra nelle mani
+della signora Montoni, e venne la vigilia della partenza
+senza che Valancourt avesse ricevuto una sola
+riga di consolazione, o la menoma speranza di un
+ultimo abboccamento.</p>
+
+<p>Intanto Emilia era inabissata nello stupore prodotto
+da tante disgrazie inaspettate ed irrimediabili.
+Essa amava Valancourt col più tenero affetto; erasi
+abituata da lunga pezza a considerarlo come l'amico
+ed il compagno di tutta la vita; non avea un pensiero
+di felicità al quale non fosse unita la sua idea.
+Qual doveva esser dunque il suo dolore al momento
+di una separazione così inaspettata, e forse eterna,
+e ad una distanza tale, dove le nuove della loro
+esistenza potrebbero appena giugnere, e tutto questo
+per obbedire ai voleri di uno straniero, a quelli
+d'una persona che provocava non ha guari ancora
+il loro matrimonio? Invano procurava essa di vincere
+il suo dolore, e rassegnarsi ad una sciagura
+inevitabile. Il silenzio di Valancourt l'affliggeva ancor<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+più, perchè non sapeva attribuirlo al suo vero
+motivo; ma quando, alla vigilia di lasciar Tolosa,
+seppe che non erale permesso di salutarlo, il dolore
+l'oppresse maggiormente, e non potè trattenersi dal
+domandare alla zia se le fosse stata positivamente
+negata questa consolazione, ciò che le fu barbaramente
+confermato.</p>
+
+<p>«&nbsp;Se il cavaliere avesse voluto ottener da noi
+questo favore,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;avrebbe dovuto contenersi
+diversamente. Egli doveva aspettare con pazienza
+che noi fossimo disposti ad accordarglielo;
+non mi avrebbe rimproverata perchè persisteva a
+negargli mia nipote, e non avrebbe molestato il
+signor Montoni, il quale non credeva conveniente di
+entrare in discussione su questa ragazzata. La di lui
+condotta in quest'affare è stata affatto presuntuosa
+e importuna; desidero di non sentir mai più parlar
+di lui, e che ci liberiate da cotesta ridicola tristezza,
+da cotesti sospiri, da cotesta aria cupa, la quale farebbe
+credere che voi siate sempre disposta a piagnucolare;
+fate come tutti gli altri; il vostro silenzio
+non basta a nascondere la vostra inquietudine alla
+mia penetrazione; vedo bene che siete <a name="tn17a" id="tn17a"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'diposta'">disposta</ins> a
+piangere in questo momento, sì in questo momento
+istesso, a dispetto della mia proibizione.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, che si era voltata dall'altra parte per nascondere
+le sue lacrime, si ritirò a precipizio per
+versarne in copia. Fu sì grande la di lei agitazione
+nel riflettere al suo stato e all'idea di non veder più
+Valancourt, che sentissi venir meno. Appena si fu
+riavuta un poco, si affacciò alla finestra, e l'aria
+fresca della notte la rianimò alquanto. Il chiaro di
+luna, cadendo sopra un lungo viale di olmi, sotto
+di lei, invitolla a tentare se il moto e l'aria aperta
+non calmerebbero l'irritazione di tutti i suoi nervi.
+Tutti <a name="tn17b" id="tn17b"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'dominavano'">dormivano</ins> nel castello: Emilia scese lo scalone,
+e traversando il vestibolo, penetrò cautamente
+nel giardino per un andito solitario. Camminava più<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+o meno celeremente, secondo che le ombre la ingannavano,
+credendo vedere qualcuno da lontano, e
+temendo non fosse qualche spione di sua zia. Frattanto,
+il desiderio di rivedere il padiglione, nel
+quale aveva passati tanti momenti felici con Valancourt,
+dove aveva ammirato seco lui le belle pianure
+della Linguadoca, e la Guascogna sua cara patria,
+questo desiderio la vinse sul timore di essere
+osservata, e andò verso il terrazzo, che si prolungava
+sino all'ingresso del giardino, dominando gran
+parte della sottoposta prateria, alla quale si scendeva
+per una marmorea scalea. Quando fu alla scala, sostò
+un momento guardando intorno. La distanza del
+castello aumentava la specie di spavento che le cagionavano
+il silenzio, l'ora e l'oscurità; ma non
+iscorgendo nulla che potesse giustificare i suoi timori,
+salì sul terrazzo, onde il chiaro di luna scopriva
+l'ampiezza, e mostrava il padiglione in fondo.
+Si avanzò verso questo, e vi entrò; l'oscurità del
+luogo non era adatta a diminuire la sua timidezza.
+Le gelosie erano aperte, ma le piante dei fiori ingombravano
+l'esterno delle finestre, lasciando appena
+vedere a traverso i rami il paese fiocamente illuminato
+dalla luna. Avvicinandosi ad una finestra,
+essa non gustava di quello spettacolo se non in
+quanto potea servirla a richiamarle alla fantasia più
+vivamente l'immagine di Valancourt.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah!&nbsp;» sclamò con un gran sospiro, gettandosi
+sopra una sedia; «&nbsp;quante volte ci siamo seduti in
+questo luogo! Quante volte abbiamo noi contemplato
+questa bella vista! Non l'ammireremo più insieme?
+mai, forse non ci rivedremo mai più!&nbsp;»</p>
+
+<p>D'improvviso, lo spavento ne sospese le lagrime:
+avendo udito una voce vicina a lei nel padiglione,
+gettò un grido, ma lo strepito ripetendosi, distinse
+la voce amata di Valancourt. Era egli stesso, era il
+giovane che la teneva in braccio. In quell'istante
+la commozione le tolse l'uso della parola.<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Emilia,&nbsp;» disse alfine Valancourt, tenendole una
+mano stretta tra le sue, «&nbsp;mia cara Emilia!&nbsp;» Tacque
+nuovamente, e l'accento col quale aveva pronunziato
+questo nome, esprimeva la sua tenerezza
+insieme ed il suo dolore.</p>
+
+<p>«&nbsp;O Emilia mia!&nbsp;» soggiuns'egli dopo una lunga
+pausa; «&nbsp;vi riveggo ancora, ed ascolto ancora il
+suono della vostra voce! Ho errato intorno a questi
+luoghi e a questo giardino per tante notti, nè
+aveva che una debolissima speranza di rivedervi!
+Era questa la sola risorsa che mi restava; grazie
+al cielo non mi è mancata.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia pronunziò qualche parola senza saper quasi
+ciò che dicea, espresse il suo inviolabile affetto, e
+si sforzò di calmare l'agitazione di Valancourt.
+Quando egli si fu un poco rimesso, le disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Io son venuto qui subito dopo il tramonto del
+sole, nè ho cessato poi dal percorrere i giardini ed
+il padiglione. Aveva abbandonato qualunque speranza
+di vedervi; ma non sapeva risolvermi a staccarmi
+da un luogo ove vi sapeva così vicino a me, e sarei
+probabilmente rimasto tutta notte in questi contorni.
+Ma quando apriste il padiglione, l'oscurità m'impediva
+di distinguere con certezza se fosse la mia
+cara Emilia: il cuore mi batteva così forte per la
+speranza ed il timore ch'io non poteva parlare. Appena
+intesi gli accenti lamentosi della vostra voce,
+ogni dubbio svanì, ma non i miei timori, fintantochè
+non pronunziaste il mio nome. Nell'eccesso della
+gioia, non ho pensato allo spavento che vi avrei cagionato;
+ma non poteva più tacere. Oh! Emilia, in
+momenti così preziosi, la consolazione e il dolore
+lottano con tanta forza, che il cuore può a stento
+sopportarne la tenzone.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il cuore d'Emilia sentiva questa verità; ma la
+gioia di riveder l'amante nel momento in cui si
+accorava di esserne separata per sempre, si confuse
+presto col dolore, quando la riflessione guidò la sua<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+immaginazione sull'avvenire. Faceva essa ogni sforzo
+per ricuperare la calma e dignità tanto necessarie
+per sostenere quest'ultimo colloquio. Valancourt non
+poteva moderarsi; i trasporti della gioia si cangiarono
+improvvisamente in quelli della disperazione;
+ed espresse col linguaggio il più appassionato l'orrore
+della separazione, e la poca probabilità d'una
+possibile riunione. Emilia procurava contenere la
+propria tristezza, e addolcire quella dell'amante.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voi mi lasciate,&nbsp;» le dicea egli, «&nbsp;voi andate
+in terra straniera! E a qual distanza! Voi andate a
+trovare nuove società, nuovi amici, nuovi ammiratori;
+si sforzeranno di farvi scordare di me, e vi
+saranno preparati nuovi nodi. Come poss'io saper
+tutto questo, e non sentire che non tornerete più
+per me, che non sarete mai più mia?&nbsp;» La voce
+gli mancò soffocata dai singulti.</p>
+
+<p>«&nbsp;Credete voi dunque,&nbsp;» diss'Emilia, «&nbsp;che la mia
+afflizione nasca da un affetto leggiero e momentaneo?
+Potete voi crederlo?</p>
+
+<p> &mdash; Soffrire!&nbsp;» interruppe Valancourt; «&nbsp;soffrir
+per me! Emilia mia, quanto son dolci, e quanto
+amare al tempo stesso queste parole! Io non devo
+dubitare della vostra costanza; eppure, tal è l'inconseguenza
+del vero amore; è esso sempre pronto
+a sospettare; e quand'anche la ragione lo riprova,
+egli vorrebbe sempre una nuova assicurazione. Adesso
+vi veggo, vi stringo tra le mie braccia: ancora pochi
+momenti, e non sarà più che un sogno: guarderò,
+e non vi vedrò più... Io rinasco da morte a vita,
+quando mi dite che vi son caro; ma appena non vi
+ascolto più, ricado nella dubbiezza, e mi abbandono
+alla diffidenza.&nbsp;» Poi, sembrando raccogliersi, esclamò:
+«&nbsp;Quanto son colpevole di tormentarvi così in
+questi momenti nei quali dovrei consolarvi, e sostenere
+il vostro coraggio!&nbsp;»</p>
+
+<p>Questa riflessione lo intenerì singolarmente. La
+sua voce e le sue parole erano così appassionate,<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+che Emilia, non potendo più contenere il proprio,
+cessò di reprimere il dolore di Valancourt, il quale
+in cotesti istanti terribili di amore e di pietà perdè
+quasi il potere e la volontà di signoreggiare la sua
+agitazione.</p>
+
+<p>«&nbsp;No,&nbsp;» esclamò, «&nbsp;io non posso, non deggio lasciarvi.
+Perchè affideremo noi la felicità della nostra
+vita alle volontà di coloro che non hanno il diritto
+di distruggerla, e non possono contribuirvi se non
+concedendovi a me? O Emilia! osate fidarvi al vostro
+cuore! Osate esser mia per sempre!&nbsp;» La voce gli
+tremava, e non disse di più. Emilia piangeva e taceva.
+Valancourt le propose di sposarsi segretamente.
+«&nbsp;Alla punta del giorno lascerete la casa della signora
+Montoni, e mi seguirete alla chiesa di Sant'Agostino,
+ove ci attende un sacerdote per unirci.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il silenzio col quale la fanciulla ascoltò una proposta
+dettata dall'amore e dalla disperazione, in un
+momento in cui era appena capace di respingerla,
+quando il suo cuore era intenerito dal dolore d'una
+separazione, che poteva essere eterna, quando la sua
+ragione era in preda alle illusioni dell'amore e del
+terrore; questo silenzio incoraggì le speranze di Valancourt.
+«&nbsp;Parlate, mia cara Emilia,&nbsp;» le diss'egli
+con ardore; «&nbsp;lasciatemi ascoltare il suono della
+vostra voce soave; fate che intenda da voi la conferma
+del mio destino.&nbsp;» Essa rimase muta, un
+freddo brivido l'assalse, e svenne. L'immaginazione
+turbata di Valancourt se la figurò moribonda. La
+chiamò per nome, e si alzava per andar a chieder
+soccorso al castello; ma pensando alla di lei situazione,
+fremette all'idea di uscire e lasciarla in quello
+stato.</p>
+
+<p>Dopo qualche momento ella sospirò e rinvenne.
+Il contrasto da lei sofferto fra l'amore e il dovere,
+la sommissione alla sorella di suo padre, la ripugnanza
+ad un matrimonio clandestino, il timore d'un
+nodo indissolubile, la miseria ed il pentimento in<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+cui essa poteva immergere l'oggetto de' suoi affetti,
+erano motivi troppo forti per uno spirito affralito
+dalle sciagure, e la sua ragione era rimasta alquanto
+sospesa. Ma il dovere e la saviezza, per quanto potessero
+esser penosi trionfarono finalmente della tenerezza
+e de' suoi tristi presentimenti. Essa temeva
+specialmente di gettar Valancourt nell'oscurità, ed in
+quei vani rimorsi che sarebbero, o le parevan dover
+essere la conseguenza necessaria di un matrimonio
+nella loro posizione. Ella si condusse senza dubbio
+con una grandezza d'animo poco comune, quando
+risolse di provare un male presente, piuttosto che
+provocare una disgrazia futura.</p>
+
+<p>Si spiegò con un candore che giustificava pienamente
+a qual punto essa lo stimasse ed <a name="tn22" id="tn22"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'amassase'">amasse</ins>, e
+perciò gli divenne, se fosse stato possibile, ancor
+più cara. Gli espose tutti i motivi che la decidevano
+a rigettare la sua offerta. Egli confutò, o piuttosto
+contraddisse tutti quelli che riguardavano lui solo;
+ma gli altri lo richiamarono a tenere considerazioni
+su di lei, che il furore della passione e della disperazione
+gli avevano fatto obliare. Quel medesimo
+amore che facevagli proporre un matrimonio segreto
+ed immediato, l'obbligava allora a rinunziarvi. La
+vittoria costava troppo al suo cuore; si sforzava di
+calmarsi per non affliggerla maggiormente, ma non
+poteva dissimulare tutto quel che sentiva. «&nbsp;O Emilia,&nbsp;»
+diss'egli, «&nbsp;bisogna ch'io vi lasci, e son certo
+che vi lascio per sempre.&nbsp;»</p>
+
+<p>Singulti convulsi l'interruppero, e amendue piansero
+a calde lacrime. Rammentandosi finalmente il
+pericolo di essere scoperti, e l'inconveniente di prolungare
+un colloquio che l'esporrebbe all'altrui censura,
+Emilia si fece coraggio, e pronunziò l'ultimo
+addio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Restate&nbsp;» disse Valancourt, «&nbsp;restate ancora un
+momento, ve ne scongiuro; ho da dirvi mille cose.
+L'agitazione del mio spirito non mi ha permesso<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+di parlarvi d'un sospetto importantissimo; ho temuto
+mostrarmi poco discreto, e sembrare aver
+unicamente in mira di allarmarvi, per farvi accettare
+la mia proposta.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, turbata, non lo lasciò, ma lo fece uscire
+dal padiglione, e passeggiando sul terrazzo, Valancourt
+continuò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Quel Montoni! Io ho udito voci molto strane
+sul conto suo. Siete voi ben sicura ch'egli sia realmente
+della famiglia della signora Quesnel, e che
+la di lui fortuna sia tale quale sembra essere?</p>
+
+<p> &mdash; Non ho ragione di dubitarne,&nbsp;» rispose Emilia
+con sorpresa; «&nbsp;son certa del primo punto, ma non
+ho alcun mezzo di giudicar del secondo; e vi prego
+dirmi tutto quel che ne sapete.</p>
+
+<p> &mdash; Lo farò per certo, ma questa informazione è
+imperfettissima e poco soddisfacente. Il caso mi ha
+fatto incontrare un Italiano che discorreva con qualcuno
+di questo Montoni, parlavano essi del suo
+matrimonio, e l'Italiano diceva che s'era quello
+che s'immaginava, la signora Cheron non sarebbe
+troppo felice. Continuò esso a parlarne con pochissima
+considerazione, ma in termini generali e disse
+certe cose sul di lui carattere, che eccitarono la mia
+curiosità. Gli feci qualche domanda, ma egli fu riservato
+nelle risposte; e dopo avere esitato qualche
+tempo, confessò che Montoni, secondo la voce pubblica,
+era un uomo perduto negli averi e nella riputazione.
+Aggiunse qualcosa d'un castello che possiede
+in mezzo agli Appennini, e qualche altra circostanza
+relativa al suo primo genere di vita: lo
+strinsi maggiormente, ma il vivo interesse delle mie
+domande fu, per quanto io credo, troppo visibile,
+e lo insospettì. Nessuna preghiera fu capace a determinarlo
+di spiegarmi le circostanze cui aveva
+fatto allusione, o a dirne di più: gli osservai che
+se Montoni possedeva un castello negli Appennini,
+ciò sembrava indicare una nascita distinta, e contraddire<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+la supposizione della sua rovina. L'incognito
+scosse la testa e fece un gesto significantissimo,
+ma non rispose.</p>
+
+<p>«&nbsp;La speranza di saper qualcosa di più positivo
+mi trattenne a lungo vicino a lui; rinnovai più
+volte le mie domande, ma l'Italiano stette in una
+perfetta riservatezza, dicendomi che tutto quanto
+aveva esposto non era se non il risultato d'una diceria
+vaga; che l'odio e la malignità inventavano
+spesso simili istorie, e bisognava crederci poco. Mi
+vidi dunque costretto di rinunziare a saperne davvantaggio,
+poichè l'Italiano pareva allarmato delle
+conseguenze della sua indiscrezione. Restai perciò
+nell'incertezza su d'un oggetto in cui essa è quasi
+insopportabile. Pensate, cara Emilia, a quanto debbo
+soffrire; vi vedo partire per terre straniere con un
+uomo di carattere tanto sospetto, come quello di
+cotesto Montoni, ma non voglio allarmarvi senza
+necessità; è probabile, come lo ha detto l'Italiano,
+che questo Montoni non sia quello di cui egli parlava;
+nonpertanto, riflettete, mia cara, prima di affidarvi
+a lui. Ma ormai mi scordava tutte le ragioni
+che poco fa mi hanno fatto abbandonare le
+mie speranze, e rinunziare al desiderio di possedervi
+subito.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt passeggiava a gran passi sul terrazzo,
+mentre Emilia, appoggiata al parapetto, stava immersa
+in profonda meditazione. La notizia allor ricevuta
+l'allarmava moltissimo, e rinnovava il suo
+interno contrasto. Essa non aveva mai amato Montoni.
+Il fuoco de' suoi occhi, la fierezza dei suoi
+sguardi, il di lui orgoglio, la sua audacia, la profondità
+del suo risentimento, che alcune occasioni,
+benchè leggere, avevano messo in caso di sviluppare,
+erano altrettante circostanze ch'essa avea sempre
+osservato con certo quale stupore; e l'espressione
+ordinaria de' suoi lineamenti avevale sempre
+inspirata antipatia. Credeva essa ogni momento più<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+che fosse quello il Montoni del quale aveva parlato
+l'Italiano. L'idea di trovarsi sotto il suo dominio
+assoluto in paese straniero, le sembrava spaventosa;
+ma il timore non era il solo motivo che dovesse
+indurla ad un matrimonio precipitato. L'amore più
+tenero le aveva già parlato a favore dell'amante,
+e nella sua opinione non aveva potuto vincerla sul
+proprio dovere, sull'interesse ben anco di Valancourt,
+e sulla delicatezza che la faceva opporre ad
+un matrimonio clandestino. Non conveniva dunque
+aspettare che il terrore operasse più di quello che
+non avesser potuto il dolore e l'amore; ma questo
+terrore restituì ai motivi già combattuti tutta la
+loro energia, e rese necessaria una seconda vittoria.
+Valancourt, i cui timori per Emilia divenivano sempre
+più forti, a misura che ne pesava le ragioni,
+non poteva adattarsi a questa seconda vittoria. Era
+più che persuaso che il viaggio d'Italia avrebbe
+immerso la sua Emilia in un laberinto di mali.
+Egli era dunque risoluto di opporvisi pertinacemente,
+e di ottenere da lei un titolo, per divenire
+il suo legittimo protettore.</p>
+
+<p>«&nbsp;Emilia,&nbsp;» diss'egli col più vivo ardore, «&nbsp;questo
+non è il momento degli scrupoli; non è il momento
+di calcolare gl'incidenti frivoli e secondari
+relativamente alla nostra felicità avvenire. Vedo
+adesso, più che mai, quali sono i pericoli ai
+quali andate incontro con un uomo del carattere
+di Montoni. Il discorso dell'Italiano fa temere
+molto, ma meno assai della fisonomia, e dell'idea
+ch'essa mi ha formata di lui; vi scongiuro
+per il vostro interesse, e pel mio, di prevenire le
+disgrazie che mi fanno fremere a prevederle soltanto....
+Cara Emilia! soffrite che la mia tenerezza
+e le mie braccia ve ne allontanino; datemi il diritto
+di difendervi. Io son lacerato dal dolore all'idea
+della nostra separazione, e dei mali che possono
+esserne la conseguenza. Non vi son pericoli<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+ch'io non sia capace di affrontare per salvarvi. No,
+Emilia, no, voi non mi amate.</p>
+
+<p> &mdash; Abbiamo pochi momenti da perdere in recriminazioni
+e giuramenti,&nbsp;» disse questa sforzandosi
+di nascondere l'emozione; «&nbsp;se voi dubitate
+quanto mi siete caro, e quanto lo sarete eternamente,
+allora non vi è espressione da parte mia
+che sia capace di convincerne.&nbsp;» Queste ultime
+parole spirarono sulle sue labbra, e proruppe in
+largo pianto. Dopo alcuni istanti, si riebbe da quello
+stato di tristezza, e gli disse: «&nbsp;Bisogna ch'io vi
+lasci: è tardi, e nel castello potrebbero accorgersi
+della mia assenza. Pensate a me, amatemi, quando
+sarò lungi di qui. La mia fiducia a tal proposito
+formerà tutta la mia consolazione.</p>
+
+<p> &mdash; Pensare a voi, amarvi!&nbsp;» sclamò Valancourt.</p>
+
+<p> &mdash; Tentate di moderare siffatti trasporti per amor
+mio, tentatelo!</p>
+
+<p> &mdash; Per amor vostro!</p>
+
+<p> &mdash; Sì, per amor mio,&nbsp;» disse la fanciulla con
+voce tremante; «&nbsp;non posso lasciarvi in questo
+stato.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene, non mi lasciate,&nbsp;» rispose Valancourt;
+«&nbsp;perchè lasciarci, o almeno lasciarci prima
+dell'albeggiare del dì?</p>
+
+<p> &mdash; È impossibile,&nbsp;» soggiunse Emilia; «&nbsp;voi mi
+straziate il cuore; ma non acconsentirò mai a questa
+proposta imprudente e precipitata.</p>
+
+<p> &mdash; Se potessimo disporre del tempo, Emilia cara,
+essa non sarebbe tanto precipitata. Bisogna sottoporci
+alle circostanze.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, certo, bisogna sottomettervici. Io vi ho
+già aperto il cuore: or mi sento spossata.</p>
+
+<p> &mdash; Perdonate, Emilia; pensate al disordine del
+mio spirito in questo momento in cui sto per lasciare
+tutto ciò che ho di più caro al mondo.
+Quando sarete partita, mi ricorderò con rimorso di
+tutto quanto vi feci soffrire; allora desidererò invano<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+di vedervi, non foss'altro per un istante solo,
+per lenire il vostro dolore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Le lagrime lo interruppero; Emilia pianse con lui.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi mostrerò più degno del vostro amore,&nbsp;»
+disse Valancourt alfine; «&nbsp;non prolungherò questi
+crudeli istanti, Emilia mia, unico mio bene, non
+dimenticatemi mai: Dio sa quando ci rivedremo.
+V'affido alla Provvidenza. O Dio, Dio mio, proteggetela,
+beneditela!&nbsp;»</p>
+
+<p>Si strinse la di lei mano al cuore: Emilia gli
+cadde quasi <a name="tn27" id="tn27"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'esamine'">esanime</ins> sul seno. Non piangevan più,
+non si parlavano. Valancourt, allora repressa la sua
+disperazione, tentò di consolarla e rincorarla. Ma
+essa parea incapace di comprenderlo, ed un sospiro
+che esalava per intervalli provava solo che non era
+svenuta.</p>
+
+<p>Ei la sorreggeva camminando a lenti passi verso
+il castello, piangendo e parlandole sempre. Ella rispondea
+sol co' sospiri. Giunti alfine a capo del
+viale, parve rianimarsi, e guardandosi intorno:</p>
+
+<p>«&nbsp;Qui bisogna separarsi,&nbsp;» diss'ella sostando.
+«&nbsp;Perchè prolungar questi momenti? Rendetemi
+quel coraggio del quale ho tanto bisogno. Addio,&nbsp;»
+soggiunse con voce languida; «&nbsp;quando sarete partito,
+mi ricorderò di mille cose ch'io doveva dirvi.</p>
+
+<p> &mdash; Ed io! di tante e tante altre,&nbsp;» rispose Valancourt;
+«&nbsp;non vi ho mai lasciata senza ricordarmi
+subito dopo d'una domanda, d'una preghiera,
+e d'una circostanza relativa al nostro amore, ch'io
+ardeva dal desiderio di comunicarvi, ma che mi
+sfuggiva dalla fantasia appena vi vedeva. O Emilia!
+quelle fattezze ch'io contemplo in questo momento,
+fra poco saranno lontane da' miei sguardi, e tutti
+gli sforzi dell'immaginazione non potranno delinearmeli
+con sufficiente esattezza...&nbsp;»</p>
+
+<p>Ciò detto se la strinse di nuovo al seno, ove la
+tenne in silenzio bagnandola delle sue lagrime, che
+vennero pure a sollevare l'ambascia della fanciulla.<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+Si dissero addio, e si separarono. Valancourt sembrava
+fare ogni sforzo per allontanarsi. Traversò a
+precipizio il viale; ed Emilia, che camminava lentamente
+verso il castello, ascoltò i suoi passi veloci.
+La calma malinconica della notte cessò alfine di essere
+interrotta. Ella si affrettò di tornare alla sua
+camera per cercarvi il riposo, ma, oimè! esso era
+fuggito lungi da lei, e la sua sciagura non le permetteva
+più di gustarne.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XIV" id="CAPITOLO_XIV"></a>CAPITOLO XIV</h2>
+
+<p>Le carrozze furono di buon'ora alla porta: il fracasso
+dei servitori che andavano e venivano per le
+gallerie, svegliarono Emilia da un sonno affannoso.
+Il suo spirito agitato le aveva rappresentato tutta
+notte le immagini più spaventose ed il più tristo
+avvenire. Fece ogni sforzo per bandire queste sinistre
+impressioni, ma passava da un male immaginario
+alla certezza d'un male reale. Rammentandosi
+che aveva lasciato Valancourt, e forse per sempre,
+il cuore le mancava a misura che la sua immaginazione
+se lo rappresentava lontano; questi sforzi
+spargevano sulla di lei fisonomia un'espressione di
+rassegnazione, come un legger velo rende la bellezza
+più interessante nascondendone soltanto qualche
+debole tratto. Ma la signora Montoni notò il di lei
+pallore straordinario, e la rimproverò severamente;
+disse alla nipote che male a proposito si era abbandonata
+ad inquietudini fanciullesche, che la pregava
+di osservare un po' più il decoro, e non lasciar
+trasparire che fosse incapace di rinunziare ad
+un affetto poco conveniente. Fu servita la colazione:
+Montoni parlò pochissimo, e parve impaziente di
+partire. Le finestre della sala guardavano sul giardino,
+e nel passarvi vicino, Emilia non potè fare a
+meno di dare un'occhiata a quel luogo, ove, nella
+notte precedente, erasi separata da Valancourt. Gli<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+equipaggi erano già in ordine, ed i viaggiatori salirono
+in carrozza e si misero in cammino. Emilia
+sarebbe partita dal castello senza rammarico, se Valancourt
+non avesse abitato ne' dintorni.</p>
+
+<p>Da una piccola eminenza, ella osservò le immense
+pianure della Guascogna, e le vette irregolari dei
+Pirenei che sorgevano da lontano sull'orizzonte,
+illuminate già dal sole nascente. «&nbsp;Care montagne,&nbsp;»
+diss'ella fra sè, «&nbsp;quanto tempo passerà prima ch'io
+vi rivegga! quante disgrazie in quest'intervallo, potranno
+aggravare la mia miseria! Oh! s'io potessi
+esser sicura di non ritornar mai più, ma che Valancourt
+vivesse un giorno per me, partirei in pace!
+Egli vi vedrà, vi contemplerà, mentr'io sarò lontana
+di qui.&nbsp;»</p>
+
+<p>Gli alberi della strada, che formavano una linea
+di prospettiva alle immense distanze, stavano per
+nasconderne la vista; ma gli azzurri monti distinguevansi
+ancora traverso il fogliame, ed Emilia non
+si tolse dalla portiera fin quando non li ebbe totalmente
+perduti di vista.</p>
+
+<p>Un altro oggetto risvegliò in breve la sua attenzione.
+Aveva essa osservato appena un uomo che
+camminava lungo la strada col cappello calato sugli
+occhi, ma ornato d'un pennacchino militare. Al rumore
+delle ruote egli si voltò, ed essa riconobbe
+Valancourt. Le fece un segno, si avvicinò alla carrozza,
+e dalla portiera le pose in mano una lettera.
+Si sforzò di sorridere in mezzo alla disperazione
+che vedevasegli dipinta sul volto; questo sorriso
+restò impresso per sempre nell'anima di Emilia: si
+affacciò allo sportello, e lo vide su d'una collinetta,
+appoggiato ad uno degli alberi che l'ombreggiavano;
+seguiva cogli occhi la carrozza, e stese le braccia;
+ella continuò a guardarlo fintantochè la lontananza
+non n'ebbe cancellati i lineamenti, e che la strada,
+svoltando, nol fece sparire affatto.</p>
+
+<p>Si fermarono ad un castello poco lontano per<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+prendervi Cavignì, e i viaggiatori percorsero le
+pianure della Linguadoca. Emilia fu relegata, senza
+riguardo, colla cameriera di sua zia nella seconda
+carrozza. La presenza di costei le impedì di legger
+la lettera di Valancourt, non volendo esporsi alle
+di lei probabili osservazioni sulla commozione che
+avrebbele cagionato la lettura della medesima. Nulladimeno,
+n'era tale la curiosità, che la sua mano tremante
+fu mille volte sul punto di romperne il sigillo.
+All'ora del pranzo, Emilia potè aprirla: essa
+non aveva mai dubitato de' sentimenti di Valancourt;
+ma la nuova assicurazione che ne riceveva,
+restituì un po' di calma al suo cuore. Bagnò la lettera
+con lacrime di tenerezza, e la mise da parte
+per leggerla quando sarebbe stata soverchiamente
+afflitta, e per occuparsi di lui meno dolorosamente
+di quello avesse fatto la loro separazione. Dopo
+molti dettagli che l'interessavano assai, perchè esprimevano
+il suo amore, ei la supplicava di pensar
+sempre a lui al tramonto del sole. «&nbsp;I nostri pensieri
+allora si riuniranno,&nbsp;» diceva egli; «&nbsp;io attenderò
+il tramonto colla maggiore impazienza, e
+godrò dell'idea che i vostri occhi si fisseranno in
+quel momento sopra i medesimi oggetti che i
+miei, e che i nostri cuori si comprenderanno. Voi
+non sapete, Emilia, la consolazione che me ne riprometto,
+ma mi lusingo che la proverete anche
+voi.&nbsp;»</p>
+
+<p>È inutile dire con qual commozione Emilia aspettò
+tutto il giorno il tramonto del sole: lo vide finalmente
+declinare su d'immense pianure, lo vide scendere,
+ed abbassarsi dalla parte ove abitava Valancourt.
+Da quel momento il di lei spirito fu più
+tranquillo e rassegnato di quello nol fosse stato
+dopo il matrimonio di Montoni e di sua zia.</p>
+
+<p>Per molti giorni i viaggiatori traversarono la
+Linguadoca, e quindi entrarono nel Delfinato. Dopo
+qualche tragitto pe' monti di quella provincia pittoresca,<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+scesero dalle carrozze, e cominciarono a
+salir le Alpi. Qui si offrirono ai loro occhi scene
+così sublimi, che la penna non potrebbe imprendere
+a descriverle in verun modo. Queste nuove e sorprendenti
+immagini occuparono talmente Emilia, che
+talfiata le fecero allontanare l'idea costante di Valancourt.
+Più spesso esse le rinnovavano la rimembranza
+de' Pirenei, che avevano ammirati insieme,
+e di cui allora credeva che nulla superasse la bellezza.
+Quante volte desiderò di comunicargli le
+nuove sensazioni che l'animavano a questo spettacolo:
+quante volte si compiaceva essa d'indovinare
+le osservazioni ch'egli avrebbe fatte, e se lo figurava
+sempre vicino: queste idee nobili e grandiose davano
+alla di lei anima, ai di lei affetti una nuova vita.</p>
+
+<p>Con quali vive e tenere emozioni si univa essa
+ai pensieri di Valancourt all'ora del tramonto! Vagando
+in mezzo alle Alpi, contemplava quell'astro
+maraviglioso che si perdeva dietro le lor vette, le
+cui ultime tinte morivano sulle punte coperte di
+neve, e questo teatro s'avvolgeva in una maestosa
+oscurità. Passato quel momento, Emilia distolse gli
+occhi dall'occidente col dispiacere che si prova alla
+partenza d'un amico. L'impressione singolare che
+spande il velo della notte, a misura che si svolge,
+veniva vie più accresciuta da quei sordi rumori che
+non si ascoltano mai se non al progressivo calar
+delle tenebre, e che rendono la calma generale assai
+più imponente: è il lieve stormir delle foglie, l'ultimo
+soffio della brezza che s'alza al tramonto, il
+mormorio dei vicini torrenti.....</p>
+
+<p>Nei primi giorni di questo viaggio attraverso le
+Alpi, la scena rappresentava un avvicendarsi sorprendente
+di deserti e d'abitazioni, di colti e di
+terreni sterili. Sull'orlo di spaventosi precipizi, nelle
+cavità delle rupi, al disotto delle quali si vedeva
+una folta nebbia, si scoprivano villaggi, campanili e
+monasteri. Verdi pascoli, ubertosi vigneti, formavano<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+un contrasto interessante co' sovrapposti massi perpendicolari,
+le cui punte di marmo o granito coronavansi
+di eriche, e non mostravano che rocce massicce
+ammucchiate le une sull'altre, terminate da
+monti di neve, d'onde cascavano i torrenti rumoreggianti
+in fondo alla valle.</p>
+
+<p>La neve non era ancora sciolta sulle alture del
+Cenisio, che i viaggiatori traversarono con qualche
+difficoltà; ma Emilia, osservando il lago di ghiaccio,
+e la vasta pianura circondata da quelle rupi scoscese
+si raffigurò facilmente la bellezza di cui si sarebbero
+ornate allo sparir della neve.</p>
+
+<p>Scendendo dalla parte dell'Italia, i precipizi divennero
+più spaventosi, le vedute più alpestri e
+maestose. Emilia non si stancava di guardare le nevose
+cime de' monti alle differenti ore del giorno:
+rosseggiavano al levar del sole s'infiammavano al
+mezzogiorno, e la sera rivestivansi di porpora; le
+tracce dell'uomo non si riconoscevano che alla zampogna
+del pastore, al corno del cacciatore, o all'aspetto
+d'un ardito ponte gettato sul torrente per
+servir di passaggio al cacciatore lanciato sull'orme
+del camoscio fuggitivo.</p>
+
+<p>Viaggiando al di sopra delle nuvole, Emilia osservava
+con rispettoso silenzio la loro immensa superficie,
+che bene spesso cuopriva tutta la scena
+sottoposta, e somigliava ad un mondo nel caos;
+altre volte, nel diradarsi, lasciavano travedere qualche
+villaggio o una parte di quell'impetuoso torrente,
+il cui fracasso faceva rimbombar le caverne;
+si vedevano le rupi, le loro punte di ghiaccio, e le
+cupe foreste d'abeti che arrivavano alla metà delle
+montagne. Ma chi potrebbe descrivere l'estasi di
+Emilia quando scuoprì per la prima volta l'Italia!
+Dal ciglione uno dei precipizi spaventosi del Cenisio,
+che stanno all'ingresso di cotesto bel paese,
+gettò gli sguardi alle falde di quelle orride montagne,
+e vide le ubertose valli del Piemonte e l'immense<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+pianure della Lombardia. La grandezza degli
+oggetti che le s'affacciarono improvvisamente, la
+regione de' monti, che sembravano accumularsi, i
+profondi precipizi sottoposti, quella cupa verzura
+d'abeti e di querce che ricuopriva le profonde voragini,
+i torrenti fragorosi, le cui rapide cascate
+sollevavano una specie di nebbia, e formavano mari
+di ghiaccio, tutto prendeva un carattere sublime e
+contrapposto alla quiete e alla bellezza dell'Italia;
+questa bella pianura che aveva per limiti l'orizzonte
+ne accresceva vie più lo splendore con le tinte cilestri
+che si confondevano coll'orizzonte medesimo.</p>
+
+<p>La signora Montoni era spaventatissima osservando
+i precipizi, sull'orlo dei quali i portantini
+correvano con leggerezza pari alla celerità, e saltavan
+come camosci. Emilia tremava egualmente, ma
+i di lei timori erano un misto di sorpresa, d'ammirazione,
+di stupore e di rispetto, onde non avea
+mai provato nulla di simile.</p>
+
+<p>I portantini si fermarono per prender fiato, ed i
+viaggiatori sedettero sulla cima d'una rupe. Montoni
+e Cavignì disputarono sul passaggio di Annibale
+attraverso le Alpi: quegli pretendeva che fosse
+entrato dal Cenisio, e questi sosteneva ch'era sceso
+dal San Bernardo. Questa controversia presentò all'immaginazione
+di Emilia tutto ciò che aveva dovuto
+soffrire quel famoso guerriero in un'impresa
+così ardita e perigliosa.</p>
+
+<p>La signora Montoni intanto guardava l'Italia;
+contemplava essa coll'immaginazione la magnificenza
+dei palagi e la maestosità dei castelli dei quali andava
+ad esser padrona a Venezia e negli Appennini,
+e di cui si credea esser divenuta la principessa.
+Lungi dalle inquietudini che avevanle impedito a
+Tolosa di ricevere tutte le <i>bellezze</i>, delle quali il
+marito parlava con maggior compiacenza per la sua
+vanità, che riguardi pel loro onore e rispetto per la
+verità, la signora Montoni progettava accademie,<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+sebbene non amasse la musica; conversazioni, sebbene
+non avesse verun talento per figurare nella
+società; in somma, essa voleva superare collo splendore
+delle sue feste e la ricchezza delle livree tutta
+la nobiltà di Venezia. Questa idea lusinghiera fu
+nonostante un poco turbata nel riflettere che il di
+lei sposo, quantunque si abbandonasse ad ogni sorta
+di divertimenti, quando se gli presentavano, affettava
+però il maggior disprezzo per la frivola ostentazione
+che suole accompagnarli. Ma pensando che
+il di lui orgoglio sarebbe forse più soddisfatto di
+spiegare il suo fasto in mezzo ai concittadini ed
+amici, di quello nol fosse stato in Francia, continuò
+a pascersi di queste illusioni, che non cessavano
+d'estasiarla.</p>
+
+<p>A misura che i viaggiatori calavano, vedevano
+l'inverno cedere il posto alla primavera, ed il cielo
+cominciava a prendere quella bella serenità che appartiene
+soltanto al clima d'Italia. Il fiume Dora,
+che scaturisce dalle sommità del Cenisio, e si precipita
+di cascata in cascata attraverso i profondi
+burroni, si rallentava, senza cessare di esser pittoresco,
+nell'avvicinarsi alle valli del Piemonte. I
+viaggiatori vi discesero avanti il tramonto del sole,
+ed Emilia ritrovò ancor una volta la placida beltà
+d'una scena pastorale: vedeva armenti, colline verdeggianti
+di selve, e graziosi arboscelli quai ne
+avea visti sulle Alpi stesse: i prati erano smaltati
+di fiori primaverili, ranuncole e viole che non tramandano
+in verun altro paese un odore così soave.
+Emilia avrebbe voluto divenire una contadina piemontese,
+abitare quelle ridenti capanne ombreggiate
+alle rupi, avrebbe voluto menare una vita tranquilla
+in mezzo a quegli ameni paesaggi, pensando con
+ispavento alle ore, ai mesi intieri che avrebbe dovuto
+passare sotto il dominio di Montoni.</p>
+
+<p>Il sito attuale le raffigurava spesso l'immagine di
+Valancourt; essa lo vedeva sulla punta d'uno scoglio<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+osservando con estasi la stupenda natura che
+lo circondava; lo vedeva errare nella valle, soffermarsi
+spesso per ammirare quella scena interessante,
+e nel fuoco d'un entusiasmo poetico slanciarsi su
+qualche masso. Ma quando pensava in seguito al
+tempo e alla distanza che dovevano separarli, quando
+pensava che ciascuno de' suoi passi aumentava questa
+distanza, il cuore le si straziava, ed il paese
+perdeva ogni incanto.</p>
+
+<p>Dopo aver attraversata la Novalese, essi giunsero
+verso sera all'antica e piccola città di Susa, che
+aveva altre volte chiuso il passaggio delle Alpi nel
+Piemonte. Dopo l'invenzione dell'artiglieria, le alture
+che la dominano ne hanno rese inutili le fortificazioni;
+ma, al chiaro della luna, quelle alture
+pittoresche, la città sottoposta, le sue mura, le sue
+torri ed i lumi che ne illuminavano porzione, formavano
+per Emilia un quadro interessantissimo.
+Passarono la notte in un albergo che offriva poche
+risorse; ma l'appetito dei viaggiatori dava un sapore
+delizioso alle pietanze più grossolane, e la
+stanchezza assicurava il loro sonno. In cotesto luogo,
+Emilia intese il primo pezzo di musica italiana su
+territorio italiano. Seduta dopo cena vicino ad una
+finestrella aperta, ella osservava l'effetto del chiaro
+di luna sulle vette irregolari delle montagne. Si
+rammentò che in una notte consimile aveva riposato
+su d'una roccia de' Pirenei col padre e Valancourt.
+Intese sotto di lei i suoni armoniosi d'un
+violino; l'espressione di quell'istrumento, in perfetta
+armonia coi teneri sentimenti nei quali era
+immersa, la sorpresero e l'incantarono a un tempo.
+Cavignì, il quale si avvicinò alla finestra, sorrise
+della sua sorpresa.</p>
+
+<p>«&nbsp;Eh! eh!&nbsp;» le diss'egli; «&nbsp;voi ascolterete la
+medesima cosa, forse in tutti gli alberghi: dev'essere
+un figlio del locandiere quello che suona così,
+non ne dubito.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p>
+
+<p>Emilia sempre attenta, credeva udire un artista:
+un canto melodioso e querulo la piombò a grado a
+grado nella meditazione; i motteggi di Cavignì ne
+la trassero sgradevolmente. Nel tempo istesso Montoni
+ordinò di preparare gli equipaggi di buon'ora,
+perchè voleva pranzare a Torino.</p>
+
+<p>La signora Montoni godeva di trovarsi alfine in
+una strada piana: raccontò lungamente tutti i timori
+provati, obliando senza dubbio che ne faceva
+la descrizione ai compagni dei suoi pericoli; ed aggiunse
+che sperava presto perder di vista quelle
+orribili montagne. «&nbsp;Per tutto l'oro del mondo,&nbsp;»
+diss'ella, «&nbsp;non farei un'altra volta l'istesso viaggio.&nbsp;»
+Si lamentò di stanchezza, e si ritirò di buon'ora.
+Emilia fece altrettanto, ed intese da Annetta, la cameriera
+di sua zia, che Cavignì non erasi ingannato
+a proposito del suonatore di violino. Era colui il
+figlio di un contadino abitante nella valle vicina, che
+andava a passare il carnevale a Venezia, e ch'era
+creduto molto amabile. «&nbsp;Quanto a me,&nbsp;» disse Annetta,
+«&nbsp;preferirei vivere in queste boscaglie, e su
+queste belle colline, che andare in una città. Si dice
+che noi non vedremo più nè boschi, nè montagne,
+nè prati, e che Venezia è fabbricata in mezzo al
+mare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia convenne con Annetta, che quel giovane
+perdeva molto nel cambio, poichè lasciava l'innocenza
+e la bellezza campestre, per la voluttà di una
+città corrotta.</p>
+
+<p>Quando fu sola, non potè dormire. L'incontro di
+Valancourt, e le circostanze della loro separazione,
+non cessarono di occupare il suo spirito, ritracciandole
+il quadro di un'unione fortunata in seno
+della natura, e della felicità dalla quale temeva
+d'essere lontana per sempre.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XV" id="CAPITOLO_XV"></a>CAPITOLO XV</h2>
+
+<p>Il giorno seguente, di buonissim'ora, i viaggiatori
+partirono per Torino. La ricca pianura che si
+estende dalle Alpi a quella magnifica città, non era
+allora, come adesso, ombreggiata da grossi alberi.
+Piantagioni d'ulivi, di gelsi, di fichi, frammiste di
+viti, formavano un magnifico paesaggio, traverso il
+quale l'impetuoso Eridano si slancia dalle montagne,
+e si unisce a Torino colle acque dell'umile
+Dora. A misura che i viaggiatori avanzavano, le
+Alpi prendevano ai loro sguardi tutta la maestà del
+loro aspetto. Le giogaje s'innalzavano le une sopra
+le altre in una lunga successione. Le cime più alte,
+coperte di nubi, si perdevano qualche volta nelle
+loro ondulazioni, e spesso slanciavansi di sopra ad
+esse. Le falde di que' monti, le cui irregolari cavità
+presentavano ogni sorta di forme, tingevansi di
+porpora e di azzurro al movimento della luce e
+delle ombre, variando ad ogni istante la scena. A
+levante si spiegavano le pianure di Lombardia;
+scoprivansi già le torri di Torino, e, in maggior
+distanza, gli Appennini circoscrivevano un immenso
+orizzonte.</p>
+
+<p>La magnificenza di quella città, la vista delle sue
+chiese, dei suoi palagi e delle grandiose piazze, oltrepassavano
+non solo tutto ciò che Emilia avea
+veduto in Francia, ma tutto quello ancora che si
+era immaginato.</p>
+
+<p>Montoni, il quale conosceva già Torino, e non
+n'era sorpreso, non cedè alle preghiere della consorte,
+che avrebbe desiderato vedere qualche palazzo;
+non si fermò che il tempo necessario per
+riposarsi, e si affrettò di partir per Venezia. Durante
+il viaggio, egli si mostrò altiero e riservatissimo,
+specialmente colla moglie; ma questa riserva
+però era meno quella del rispetto che dell'orgoglio<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+e del malcontento. Si occupava pochissimo di Emilia.
+I suoi discorsi con Cavignì avevano sempre per
+soggetto la guerra o la politica, che lo stato convulsivo
+d'Italia rendeva allora molto interessanti.
+Emilia osservava che, nel raccontare qualche fatto
+illustre, gli occhi di Montoni perdevano la loro fosca
+durezza, e sembravan brillare di gioia. Sebbene
+ella dubitar potesse talvolta che questo istantaneo
+cambiamento fosse piuttosto l'effetto della malizia,
+che la prova del valore, pure questo pareva convenir
+molto bene al di lui carattere, e alle sue maniere
+superbe e cavalleresche; e Cavignì, con tutta
+la sua disinvoltura e buona grazia, non era in grado
+di stargli a confronto.</p>
+
+<p>Entrando nel Milanese, lasciarono il loro cappello
+alla francese pel berretto italiano scarlatto, ricamato
+in oro. Emilia fu sorpresa nel vedere Montoni aggiungervi
+il pennacchio militare, e Cavignì contentarsi
+delle piume che vi si portavano di solito. Credè
+finalmente che Montoni prendesse l'equipaggio soldatesco
+per traversar con più sicurezza una contrada
+inondata di truppe, e saccheggiata da tutti i partiti.
+Si vedeva in quelle feraci pianure la devastazione
+della guerra. Laddove le terre non restavano incolte,
+si riconoscevano le tracce della rapina. Le viti erano
+strappate dagli alberi che dovevano sostenerle; le
+olive giacevano calpestate; i boschetti di gelsi erano
+stati tagliati per accenderne il fuoco devastatore
+de' casali e dei villaggi. Emilia volse gli sguardi,
+sospirando, a settentrione, sulle Alpi Elvetiche: le
+loro solitudini severe parevano essere il sicuro asilo
+degli infelici perseguitati.</p>
+
+<p>I viaggiatori osservarono spesso distaccamenti di
+truppe che marciavano a qualche distanza, e negli
+alberghi ove sostavano provarono gli effetti della
+estrema carestia, e tutti gli altri inconvenienti che
+sono le conseguenze delle guerre intestine. Pur non
+ebbero mai alcun motivo di temere per la loro sicurezza.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+Giunti a Milano, non si fermarono nè per
+considerare la grandiosità di quella metropoli, nè
+per visitarne il magnifico tempio, che si stava ancora
+costruendo.</p>
+
+<p>Passato Milano, il paese portava il carattere di
+una devastazione più spaventosa. Tutto allora parea
+tranquillo; ma come il riposo della morte sopra
+un volto che conserva ancora l'impronta orribile
+delle ultime convulsioni. Lasciato il Milanese,
+incontrarono essi nuovamente truppe. La sera era
+avanzata; videro un esercito sfilare da lontano nella
+pianura, e le cui lance e gli elmi scintillavano ancora
+agli ultimi raggi del sole. La colonna inoltrò
+sopra una parte della strada chiusa fra due poggi.
+Si distinguevano facilmente i capi che dirigevano
+la marcia. Parecchi uffiziali galoppavano sui fianchi,
+trasmettendo gli ordini ricevuti dai superiori; altri,
+separati dall'avanguardia, volteggiavano nella
+pianura a destra.</p>
+
+<p>Nell'avvicinarsi, Montoni, dai pennacchi, dalle bandiere
+e dai colori delle divise dei vari corpi, credè
+riconoscere la piccola oste comandata dal famoso
+condottiero Utaldo. Egli era amico di lui e de' capi
+principali. Fece fermare le carrozze per aspettarli,
+e lasciar libero il passo. Una musica guerriera si
+fece in breve sentire; essa andò sempre crescendo,
+e Montoni, persuaso che fosse proprio la banda del
+celebre Utaldo, sporse il capo dalla carrozza, e salutò
+il generale agitando per aria il berretto. Il condottiere
+rese il saluto colla spada, e vari uffiziali,
+avvicinatisi alla carrozza, accolsero Montoni come un
+antico conoscente: il capitano stesso arrivò poco
+stante; la truppa fece alto, ed il capo s'intertenne
+con Montoni, cui sembrava contentissimo di rivedere.
+Emilia comprese, dai loro discorsi, esser quello
+un esercito vittorioso che tornava nel suo paese; i
+numerosi carriaggi che l'accompagnavano erano carchi
+delle ricche spoglie dei nemici, non che di feriti<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+e prigionieri che sarebbero stati riscattati alla
+pace. I capi doveano separarsi il giorno seguente,
+dividere il bottino, ed accantonarsi, colle proprie
+bande, nei rispettivi castelli. Quella sera doveva dunque
+esser consacrata ai piaceri, in memoria della comune
+vittoria, e del congedo che prendevano scambievolmente.</p>
+
+<p>Utaldo disse a Montoni che le sue schiere si sarebbero
+accampate quella notte in un villaggio distante
+mezzo miglio di là; l'invitò a tornare addietro,
+e a prender parte al banchetto, assicurandolo
+che le signore sarebbero benissimo trattate.
+Montoni se ne scusò allegando che voleva arrivare
+a Verona la sera medesima, e dopo qualche domanda
+sullo stato dei dintorni di quella città, si accommiatò
+e partì, ma non potè giungere a Verona che
+a notte molto tarda.</p>
+
+<p>Emilia non potè vederne la deliziosa situazione
+che il giorno dopo. Abbandonarono di buon'ora
+quella bella città, e giunti a Padova, s'imbarcarono
+sulla Brenta per Venezia. Qui, la scena era intieramente
+cambiata. Non eran più i vestigi di guerra
+sparsi nelle pianure del Milanese, ma al contrario
+tutto respirava il lusso e l'eleganza. Le sponde verdeggianti
+della Brenta non offrivano che bellezze,
+delizie ed opulenza. Emilia considerava con istupore
+le ville della nobiltà veneta, i loro freschi portici, i
+bei colonnati ombreggiati da pioppi e cipressi di
+maestosa altezza; gli aranci, i cui fiori odorosi imbalsamavano
+l'aria, ed i folti salci che bagnavan le
+lunghe chiome, nel fiume, formando ombrosi ricetti.
+Il carnevale di Venezia sembrava trasportato su
+quelle sponde incantevoli. Le gondole, in perpetuo
+moto, ne aumentavano la vita. Tutta la bizzarria delle
+mascherate formava una superba decorazione; e
+verso sera, molti gruppi andavano a ballare sotto i
+grossi alberi.</p>
+
+<p>Cavignì istruiva Emilia del nome dei gentiluomini<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+ai quali appartenevano le ville; e per divertirla vi
+aggiungeva un leggiero schizzo dei loro caratteri,
+essa compiacevasi talvolta ad ascoltarlo; ma il suo
+brio non faceva più sulla signora Montoni l'effetto
+di prima: questa parea quasi sempre seria, e Montoni
+era constantemente riservato.</p>
+
+<p>È indescrivibile la meraviglia della fanciulla allorchè
+scoprì Venezia, i suoi isolotti, i suoi palazzi e
+le sue torri che tutti insieme sorgevano dal mare
+riflettendo i loro svariati colori sulla superficie chiara
+e tremolante. Il tramonto dava alle acque ed ai monti
+lontani del Friuli, che circondano a tramontana
+l'Adriatico, una tinta giallastra di effetto mirabilissimo.
+I portici marmorei e le colonne di San Marco
+erano rivestite di ricche tinte e dell'ombra maestosa
+della sera. A misura che si avanzavano, la magnificenza
+della città disegnavasi più particolareggiatamente.
+I suoi terrazzi, sormontati da edifizi
+aerei eppur maestosi, illuminati, com'eranlo allora,
+dagli ultimi raggi del sole, parevano piuttosto fatti
+uscir dall'onde dalla bacchetta di un mago, che costruiti
+da mano mortale.</p>
+
+<p>Il sole essendo finalmente sparito, l'ombra invase
+gradatamente le acque e le montagne, spegnendo
+gli ultimi fuochi che ne doravan le sommità; e il
+violaceo malinconico della sera si stese ovunque
+come un velo. Quanto era profonda e bella la tranquillità
+che avvolgeva la scena! La natura pareva
+immersa nel riposo. Le più soavi emozioni dell'anima
+eran le sole che si destassero. Gli occhi di Emilia si
+empivano di lacrime: essa provava i trasporti di una
+devozione sublime, innalzando gli sguardi alla vôlta
+celeste, mentre una musica deliziosa accompagnava
+il mormorio delle acque. Ella ascoltava in tacita
+estasi, e nessuno ardiva rompere il silenzio. I suoni
+pareano ondeggiar nell'aere. La barca avanzavasi con
+movimento sì placido, che appena si poteva distinguere;
+e la brillante città sembrava moverle incontro<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+da sè per ricevere i forestieri. Distinsero allora una
+voce donnesca che, accompagnata da qualche istrumento,
+cantava una dolce e languida arietta. La sua
+espressione patetica, che sembrava ora quella di un
+amore appassionato, ed ora l'accento lamentevole
+del dolore senza speranza, annunziava bene come il
+sentimento che le dettava non fosse finto. «&nbsp;Ah!&nbsp;»
+disse Emilia sospirando e rammentandosi Valancourt;
+«&nbsp;quel canto parte sicuramente dal cuore!&nbsp;»</p>
+
+<p>Essa guardavasi intorno con attenta curiosità. Il
+crepuscolo non lasciava più distinguere che immagini
+imperfette. Intanto, a qualche distanza, le parve vedere
+una gondola, ed intese nel tempo istesso un coro armonioso
+di voci e d'istrumenti. Esso era così dolce,
+così soave! Era come l'inno degli angeli che scendono
+nel silenzio della notte. La musica finì, e parve
+che il coro sacro risalisse al cielo. La calma profonda
+che susseguì era espressiva quanto l'armonia
+poc'anzi cessata. Finalmente, un sospiro generale
+parve risvegliar tutti da una specie d'estasi. Emilia
+però restò a lungo abbandonata all'amabile tristezza,
+che si era impadronita de' suoi sensi; ma lo spettacolo
+ridente e tumultuoso della piazza di San Marco
+fugò le sue meditazioni. La luna, che sorgea allora
+sull'orizzonte, spandeva un debole chiarore su' terrazzi,
+su' portici illuminati, sulle magnifiche arcate,
+e lasciava vedere le numerose società, i cui passi
+leggieri, i canti ed i suoni si mescolavano confusamente.</p>
+
+<p>La musica che i viaggiatori avevano già intesa,
+passò vicino alla barca di Montoni, in una di quelle
+gondole che si vedevano errare sul mare, piene di
+gente che andava a godere il fresco della sera. Quasi
+tutte avevano suonatori. Il mormorio dell'acque, i
+colpi misurati dei remi sull'onde spumanti, vi aggiungevano
+un incanto particolare. Emilia osservava,
+ascoltava, e le pareva di essere nel tempio delle
+fate. Anche la zia provava qualche piacere. Montoni<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+felicitavasi di essere tornato finalmente a Venezia,
+ch'esso chiamava la <i>prima città del mondo</i>; e Cavignì
+era più allegro ed animato del solito.</p>
+
+<p>La barca passò pel Canal grande ov'era situata la
+casa di Montoni. I palazzi di Sansovino e Palladio
+spiegavano agli occhi d'Emilia un genere di bellezza
+e magnificenza tale, onde la sua immaginazione
+non aveva potuto formarsi un'idea. L'aria era agitata
+da dolci suoni ripetuti dall'eco del canale, e
+gruppi di maschere che ballavano al lume della luna,
+realizzavano le più brillanti funzioni della fantasmagoria.</p>
+
+<p>La barca si fermò davanti al portico di una gran
+casa, ed i viaggiatori sbarcarono su d'un terrazzo,
+che per una scala marmorea li condusse in un salotto,
+la cui magnificenza fece stupire Emilia. Le pareti
+ed il soffitto erano ornati di affreschi. Lampade
+d'argento, sospese a catene dello stesso metallo, illuminavano
+la stanza. Il pavimento era coperto di
+stuoie indiane dipinte di mille colori. La tappezzeria
+delle finestre era di seta verde chiaro, ricamata in
+oro, arricchita di frange verdi ed oro. Il balcone
+guardava sul Canal grande. Emilia, colpita dal carattere
+tetro di Montoni, osservava con sorpresa il
+lusso e l'eleganza di quei mobili. Si rammentava
+con istupore che glielo avevano descritto per un
+uomo rovinato. &mdash; Ah!&nbsp;» si diceva ella; «&nbsp;se Valancourt
+vedesse questa casa, non parlerebbe più
+così! Come sarebbe convinto della falsità delle
+ciarle. &#8212;</p>
+
+<p>La signora Montoni prese le arie d'una principessa;
+Montoni, impaziente e contrariato, non ebbe neppure
+la civiltà di salutarla e complimentarla sul di
+lei ingresso in casa sua. Appena giunto ordinò la
+gondola ed uscì con Cavignì per prender parte ai
+piaceri della serata. La Montoni divenne allora seria
+e pensierosa: Emilia, cui tutto sorprendeva, si
+sforzò di rallegrarla, ma la riflessione non diminuiva<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+nè i capricci, nè il cattivo umore della zia, le cui
+risposte furono talmente sgarbate, che Emilia, rinunziando
+al progetto di distrarla, andò ad una finestra,
+per godere almeno lei d'uno spettacolo così
+nuovo ed interessante. Il primo oggetto che la colpì
+fu un gruppo di persone che ballavano al suono di
+una chitarra e di altri strumenti. La donna che teneva
+la chitarra e quella che suonava il tamburello,
+ballavano esse pure con molta grazia, brio ed agilità.
+Dopo queste vennero le maschere: chi era travestito
+da gondoliere, chi da menestrello e cantavano
+tutti versi accompagnati da pochi strumenti. Si fermarono
+a qualche distanza dal portico, ed in que'
+canti Emilia riconobbe le ottave dell'Ariosto. Cantavano
+le guerre dei mori contro Carlo Magno, e le
+sventure del paladino Orlando. Cambiò il tuono della
+musica, ed intese le malinconiche stanze del Petrarca;
+la magia di quegli accenti dolorosi veniva
+sostenuta da un'espressione e da una musica veramente
+italiana. Il chiaro di luna compiva l'incantesimo.</p>
+
+<p>Emilia era entusiasmata; versava lacrime di tenerezza,
+e la sua immaginazione si portava in Francia
+vicino a Valancourt; vide con rincrescimento
+svanire quella scena incantata, e restò per qualche
+tempo assorta in una pensierosa tranquillità. Altri
+suoni risvegliarono di lì a poco la sua attenzione:
+era una maestosa armonia di corni. Osservò che
+molte gondole si mettevano in fila alle sponde; riconobbe
+nella lontana prospettiva del canale una
+specie di processione che solcava la superficie dell'acque;
+a misura che si avvicinava, i corni ed altri
+strumenti facevano echeggiar l'aria de' più soavi
+concenti.... Poco dopo le deità favolose della città
+parvero sorgere dal seno delle acque. Nettuno, con
+Venezia sua sposa, si avanzavano sul liquido elemento,
+circondati dai Tritoni e dalle naiadi. La bizzarra
+magnificenza di questo spettacolo sembrava<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+avere improvvisamente realizzato tutte le visioni
+de' poeti; le vaghe immagini, delle quali era ripiena
+l'anima di Emilia, le restarono impresse anche molto
+dopo la comparsa di quella mascherata.</p>
+
+<p>Dopo cena, sua zia vegliò lunga pezza, ma Montoni
+non tornò a casa. Se Emilia aveva ammirata la
+magnificenza del salotto, non fu però meno sorpresa
+nell'osservare lo stato nudo e miserabile di tutte le
+stanze, che dovè traversare per giungere alla sua
+camera: vide essa una lunga fuga di grandi appartamenti,
+il cui dissesto indicava bastantemente come
+non fossero stati abitati da molto tempo. Vi erano
+su qualche parete brani sbiaditi di antichissimi parati,
+su alcune altre qualche affresco quasi distrutto
+dall'umidità. Finalmente essa giunse alla sua camera,
+spaziosa, elevata, sguarnita come le altre, e
+con grandi finestroni; questa stanza richiamolle alla
+fantasia le idee più tetre, ma la vista del mare le
+dissipò.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XVI" id="CAPITOLO_XVI"></a>CAPITOLO XVI</h2>
+
+<p>Montoni ed il suo compagno non erano ancora
+tornati a casa all'alba: i gruppi delle maschere o
+dei ballerini si dispersero collo spuntar del giorno,
+come tante chimere. Montoni era stato occupato altrove;
+la di lui anima poco suscettibile di frivole
+voluttà, si pasceva nello sviluppo delle passioni energiche,
+le difficoltà, le tempeste della vita che rovesciano
+la felicità degli altri, rianimavano tutta l'elasticità
+dell'anima sua, procurandogli i soli godimenti
+dei quali potesse esser capace; senza un
+estremo interesse la vita non era per lui che un
+sonno. Quando gli mancava l'interesse reale, se ne
+formava di artificiali, finchè l'abitudine, venendo a
+snaturarli, cessassero di esser fittizi: tale era l'amore
+pel giuoco. Non vi si era abbandonato dapprincipio
+che per togliersi dall'inerzia e dal languore,<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+e vi aveva persistito con tutto l'ardore di
+una passione ostinata. Aveva passata la notte con
+Cavignì a giuocare in una società di giovani che
+avevan molto da spendere e molti vizi da soddisfare.
+Montoni sprezzava la maggior parte di questa
+gente, più per la debolezza de' loro talenti, che per
+la bassezza delle inclinazioni, e non li frequentava
+se non per renderli strumenti de' suoi disegni. Fra
+costoro però eranvene di più abili, e Montoni li ammetteva
+alla sua intimità, conservando però sopra
+di loro quell'alterigia decisa che comanda la sommessione
+agli spiriti vili o timidi, e suscita l'odio
+e la fierezza degli spiriti superiori. Egli avea dunque
+numerosi e mortali nemici; ma l'antichità del loro
+odio era la prova certa del di lui potere; e siccome
+il potere era il suo unico scopo, gloriavasi più di
+quest'odio che di tutta la stima che avessero potuto
+tributargli. Sprezzava dunque un sentimento tanto
+moderato come quello della stima, ed avrebbe disprezzato
+sè medesimo, se si fosse creduto capace
+di contentarsene. Nel numero ristretto di coloro
+ch'egli distingueva, contavansi i signori Bertolini,
+Orsino e Verrezzi. Il primo aveva un carattere allegro
+e passioni vive; era di una dissipazione e
+d'una stravaganza senza pari, ma del resto generoso,
+ardito e schietto. &mdash; Orsino, orgoglioso e riservato,
+amava il potere più che l'ostentazione:
+avea indole crudele e sospettosa; sentiva vivamente
+le ingiurie, e la sete della vendetta non gli dava
+riposo. Sagace, fecondo in ripieghi, paziente, costante
+nella sua perseveranza, sapeva signoreggiare
+le azioni e le passioni. L'orgoglio, la vendetta e
+l'avarizia erano quasi le sole ch'ei conoscesse: pochi
+riflessi che valessero ad arrestarlo, e pochi gli
+ostacoli che potessero eludere la profondità de' suoi
+stratagemmi. Costui era il favorito di Montoni.</p>
+
+<p>Verrezzi non mancava di talenti; ma la violenza
+della sua immaginazione lo rendeva schiavo delle<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+passioni più opposte. Egli era giocondo, voluttuoso,
+intraprendente, ma non aveva nè fermezza, nè coraggio
+vero, ed il più vile egoismo era l'unico principio
+delle sue azioni. Pronto ne' progetti, petulante
+nelle speranze, il primo ad intraprendere e ad abbandonare
+non solo le sue imprese, ma anche quelle
+degli altri; orgoglioso, impetuoso ed insobordinato:
+tal Verrezzi; chiunque però conosceva a fondo il di
+lui carattere, e sapeva dirigere le sue passioni, lo
+guidava come un fanciullo.</p>
+
+<p>Questi erano gli amici che Montoni introdusse
+in casa sua, ed ammise a mensa, il giorno dopo il
+suo arrivo a Venezia. Vi era parimente fra loro un
+nobile Veneziano chiamato il conte Morano, ed una
+tal signora Livona, che Montoni presentò alla moglie
+come persona di merito distinto; essa era venuta
+la mattina per congratularsi del suo arrivo,
+ed era stata invitata a pranzo.</p>
+
+<p>La signora Montoni ricevè di mala grazia i complimenti
+di quei signori. Bastava, per dispiacerle,
+che fossero amici di suo marito; e li odiava perchè
+accusavali d'aver contribuito a fargli passar la notte
+fuori di casa. Finalmente l'invidiava, chè, sebbene
+convinta della poca influenza di lei su Montoni,
+supponeva che preferisse la loro società alla sua. Il
+grado del conte Morano gli fruttò un'accoglienza
+che ricusava a tutti gli altri: il di lei portamento,
+le maniere sprezzanti, ed il suo stravagante e ricercato
+abbigliamento (essa non aveva ancora adottato
+le fogge veneziane), contrastavano forte colla
+bellezza, modestia, dolcezza e semplicità della nipote.
+Questa osservava con più attenzione che piacere
+la società che la circondava: la bellezza però,
+e le grazie seducenti della signora Livona l'interessarono
+involontariamente; la dolcezza de' suoi
+accenti e la sua aria di compiacenza risvegliarono
+in Emilia le tenere affezioni che sembravano sopite
+da lungo tempo.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p>
+
+<p>Per profittare della frescura della sera, tutta la
+compagnia s'imbarcò nella gondola di Montoni. Lo
+splendido fulgore del tramonto coloriva ancora le
+onde, andando a morire a ponente; le ultime tinte
+parevano dileguarsi a poco a poco, mentre l'azzurro
+cupo del firmamento cominciava a scintillar di stelle.
+Emilia abbandonavasi ad emozioni dolci e serie insieme;
+la quiete della laguna su cui vogava, le
+immagini che venivano a pingervisi, un nuovo cielo,
+gli astri ripercossi nelle acque, il profilo tetro delle
+torri e de' portici, il silenzio infine in quell'ora solenne,
+interrotto sol dal gorgoglio dell'onda e dai
+suoni indistinti di lontana musica, tutto sublimava
+i suoi pensieri. Sgorgaronle lagrime; i raggi della
+luna, luminosi ognor più che le ombre diffondeansi,
+proiettavano allora su di lei il loro argenteo splendore.
+Semicoperta d'un nero velo, la sua figura ne
+ricevea un'inenarrabile soavità. Il conte Morano, seduto
+accanto ad Emilia, e che l'aveva considerata
+in silenzio, prese improvvisamente un liuto, e suonandolo
+con molta agilità, cantò un'aria piena di
+malinconia con voce insinuante. Quand'ebbe finito,
+diede il liuto ad Emilia, che, accompagnandosi con
+quell'istrumento, cantò con molto gusto e semplicità
+una romanza, poi una canzonetta popolare del suo
+paese; ma questo canto le richiamò al pensiero rimembranze
+dolorose: la voce tremante le spirò sul
+labbro, e le corde del liuto non risuonarono più
+sotto la sua mano. Vergognandosi infine della commozione
+che l'aveva tradita, passò tosto ad una canzone
+sì allegra e graziosa, che tutta la conversazione
+proruppe in applausi e fu obbligata a ripeterla.
+In mezzo ai complimenti che le venivano fatti,
+quelli del conte non furono i meno espressivi, e
+non cessarono se non quando Emilia passò il liuto
+alla signora Livona, la quale se ne servì con tutto
+il gusto italiano.</p>
+
+<p>Il conte, Emilia, Cavignì e la signora Livona cantarono<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+quindi canzonette accompagnate da due liuti,
+e da qualche altro istrumento. Talvolta gli strumenti
+tacevano, e le voci, in accordo perfetto, andavano
+indebolendosi fino all'ultimo grado; dopo
+una breve pausa si rialzavano, gli strumenti riprendevan
+forza, ed il coro generale echeggiava per
+l'aria.</p>
+
+<p>Intanto, Montoni, annoiato di quella musica, rifletteva
+al mezzo di disimpegnarsi per seguir coloro
+che volevano andare a giuocare in un casino. Propose
+di tornare a terra: Orsino l'appoggiò con
+piacere, ma il conte e tutti gli altri vi si opposero
+con vivacità.</p>
+
+<p>Montoni meditava di nuovo il modo di sbarazzarsi
+da quell'impaccio; una gondola vuota che tornava
+a Venezia passò accanto alla sua. Senza tormentarsi
+più a lungo per una scusa, profittò dell'occasione,
+e affidando le signore agli amici partì
+con Orsino. Emilia, per la prima volta, lo vide andar
+via con rincrescimento, poichè considerava la
+di lui presenza come una protezione, senza saper
+bene ciò che avesse a temere. Egli sbarcò alla
+piazza San Marco, e correndo al casino, si perdè
+nella folla de' giuocatori.</p>
+
+<p>Il conte aveva fatto partire segretamente un suo
+servo nella barca di Montoni per mandar cercare i
+suoi suonatori e la propria gondola. Emilia, ignara
+di tutto questo, intese le allegre canzonette de' gondolieri
+che, turbando coi remi le onde argentine,
+ove ripercoteasi la luna, si avvicinavano, e distinse
+poco dopo il suono degli istrumenti, ed una sinfonia
+veramente armoniosa; nell'istante medesimo le
+barche si avvicinarono, il conte spiegò tutto, e passarono
+nella di lui gondola parata col gusto più
+squisito.</p>
+
+<p>Mentre la società gustava rinfreschi di frutti e
+gelati, i suonatori nell'altra barca eseguivano deliziose
+melodie: il conte, seduto accanto ad Emilia,<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+occupavasi di lei sola, e le prodigava con voce
+soave ed appassionata complimenti, il cui senso non
+poteva esser dubbioso; per evitarli, essa parlava
+colla signora Livona, e prendeva con lui un tuono
+riservato ed imponente, ma troppo dolce per contenere
+le di lui sollecitudini. Egli non poteva vedere,
+nè ascoltare altri che Emilia, e non poteva
+parlare che a lei. Cavignì l'osservava con mal umore,
+e la fanciulla con imbarazzo.</p>
+
+<p>Sbarcarono tutti alla piazza San Marco; la serenità
+della notte determinò la Montoni ad accettare
+le proposte del conte, di passare cioè alcun tempo
+prima di andare a cena, al di lui casino col resto
+della società. Se qualche cosa avesse potuto dissipare
+gli affanni di Emilia, sarebbe stata per certo
+la novità di tutto ciò che la circondava, gli ornamenti
+dei ricchi palazzi ed il tumulto delle maschere.</p>
+
+<p>Finalmente recaronsi al casino, ornato col miglior
+gusto: eravi preparata una splendida cena; ma
+quivi il contegno riserbato di Emilia fece comprendere
+al conte quanto gli fosse necessario il favore
+della Montoni; la condiscendenza da essa già dimostratagli
+gl'impediva di giudicare l'impresa molto
+difficile; rivolse allora parte delle sue attenzioni
+sulla zia, la quale fu talmente lusingata di tale distinzione,
+che non potè dissimulare la gioia, e prima
+della fine della cena il conte possedeva tutta la sua
+stima. Quand'egli si dirigea a lei, il suo volto accigliato
+si rasserenava, e sorridea a tutte le sue
+parole, gradiva tutte le di lui proposte: Morano la
+invitò colla società a prendere il caffè nel suo palco
+al teatro per la sera dopo; Emilia, avendo inteso
+ch'ella accettava, non si occupò più che di trovare
+una scusa per dispensarsene.</p>
+
+<p>Era già tardi quando s'imbarcarono; la sorpresa
+d'Emilia fu estrema, allorchè, uscendo dal casino,
+vide il sole sorgere dall'Adriatico, e la piazza San
+Marco tuttavia piena di gente. Il sonno da gran<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+pezza le aggravava le palpebre; la frescura del vento
+marino la ravvivò, ed essa sarebbe partita di colà
+con rincrescimento, se non fosse stata la presenza
+del conte, il quale volle assolutamente accompagnar
+le signore fino a casa. Montoni non era tornato ancora:
+la di lui moglie entrò nelle proprie stanze, e
+liberò Emilia dalla noia della sua compagnia.</p>
+
+<p>Montoni tornò tardi ed era furente: aveva fatto
+una grossa perdita; prima di coricarsi, volle parlare
+a quattr'occhi con Cavignì, e l'aria di quest'ultimo
+fece conoscere abbastanza il dì seguente
+che il soggetto della conferenza eragli riuscito poco
+gradevole.</p>
+
+<p>La Montoni, che per tutto il dì era stata taciturna
+e pensierosa, ricevè verso sera alcune Veneziane, la
+cui affabilità piacque assai ad Emilia. Queste signore
+avevano un'aria di scioltezza e cordialità
+inesprimibile co' forestieri; parevan conoscerli da
+molto tempo; la loro conversazione era a vicenda
+tenera, sentimentale e briosa. La Montoni istessa,
+che non aveva veruna attrattiva per quel genere di
+trattenimento, e la cui asciuttezza e l'egoismo
+contrastavano sovente all'eccesso colla loro squisita
+cortesia, ella stessa non potè essere insensibile alle
+loro grazie.</p>
+
+<p>Cavignì andò a trovar le signore alla sera: Montoni
+aveva altri impegni. S'imbarcarono esse nella
+gondola per andare alla piazza San Marco, ove il
+concorso era numeroso. Dopo una breve passeggiata,
+si misero a sedere alla porta di un casino; e mentre
+Cavignì faceva portare il caffè e gelati, arrivò il
+conte Morano. S'avvicinò ad Emilia con aria d'impazienza
+e di piacere, che, unita alle di lui attenzioni
+della sera precedente, l'obbligarono a riceverlo
+con timida riservatezza.</p>
+
+<p>Era quasi mezzanotte allorchè andarono al teatro.
+Emilia nell'entrarvi, si rammentò tutto ciò che
+aveva veduto, e ne fu meno abbagliata. Tutto lo<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+splendore dell'arte le pareva inferiore alla semplicità
+della natura. Il suo cuore non era commosso
+dall'ammirazione come alla vista dell'immenso Oceano
+e della grandezza de' cieli, al fragor dell'onde
+tumultuanti, alle melodie d'una musica campestre.
+Tai memorie doveano renderle insipida la scena affettata
+che le s'offriva allo sguardo.</p>
+
+<p>Scorsero così varie settimane, nelle quali Emilia
+si compiacque a considerare un teatro i costumi
+tanto opposti ai francesi; ma il conte Morano vi
+si trovava troppo frequentemente per la di lei tranquillità.
+Le sue grazie, la sua figura, le sue belle
+doti, che facevano l'ammirazione generale, avrebbero
+forse interessato anche Emilia, se il suo cuore
+non fosse stato prevenuto per Valancourt. Fors'anco
+avrebbe fatto meglio a mettere meno pertinacia
+nelle sue premure. Qualche tratto del suo carattere
+che rivelò, indisposero Emilia, e la prevennero contro
+le di lui migliori qualità.</p>
+
+<p>Poco dopo il suo arrivo a Venezia, Montoni ricevè
+una lettera da Quesnel, che gli annunziava la
+morte dello zio della propria moglie nella sua villa
+sulla Brenta, ed il suo progetto di venir tosto a
+prender possesso di cotesta casa e degli altri beni
+<a name="tn52" id="tn52"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'toccatagli'">toccatigli</ins>. Questo zio era fratello della madre della
+signora Quesnel. Montoni eragli parente da parte di
+padre, e sebbene non avesse nulla a pretendere da
+cotesta ricca eredità, non potè nascondere tutta l'invidia
+che tale notizia suscitavagli in cuore.</p>
+
+<p>Emilia aveva osservato che, dopo la sua partenza
+dalla Francia, Montoni non aveva conservato nessun
+riguardo per sua zia: in principio l'aveva trascurata,
+ed ora non le mostrava che avversione e cattivo
+umore. Ella non aveva mai supposto che i difetti
+della zia fossero sfuggiti al discernimento di
+Montoni, e che lo spirito e la figura di lei avessero
+meritata la sua attenzione. La sorpresa cagionatale
+da questo matrimonio era stata estrema; ma la<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+scelta era fatta, e non s'immaginava com'egli potesse
+così presto mostrarle il suo aperto disprezzo.
+Montoni, allettato dall'apparente ricchezza della
+Cheron, si trovò singolarmente deluso nelle sue
+speranze. Sedotto dalle astuzie da essa messe in
+opra finchè l'avea creduto necessario, si trovò incappato
+nel laccio in cui egli avrebbe voluto far
+cadere lei stessa. Era stato giocato dall'accortezza
+d'una donna, della quale stimava pochissimo l'intelligenza,
+e si trovava aver sacrificato l'orgoglio e
+la libertà, senza preservarsi dalla rovina disastrosa
+sospesa sul di lui capo. La signora Cheron erasi
+posta in testa propria la maggior parte delle sostanze.
+Montoni s'era impadronito del resto, e benchè
+la somma ricavatane fosse inferiore alla sua
+aspettativa ed ai suoi bisogni, aveva portato questo
+danaro a Venezia per abbagliare il pubblico, e tentar
+la fortuna con un ultimo sforzo.</p>
+
+<p>Le voci riportate a Valancourt sul carattere e
+la situazione di Montoni, erano pur troppo esatte.
+Toccava al tempo ed alle circostanze a svelare il
+mistero.</p>
+
+<p>La Montoni non era di carattere da soffrire un'ingiuria
+con dolcezza, e molto meno dal risentirla
+con dignità. Il di lei orgoglio esacerbato si spiegava
+con tutta la violenza, tutta l'acredine d'uno
+spirito limitato, o almeno mal regolato. Non volea
+nemmen riconoscere avere colla sua duplicità
+provocato in certo qual modo siffatto disprezzo.
+Persistè a credere lei sola essere da compiangersi
+e Montoni da biasimare. Incapace di concepire qualche
+idea morale d'obbligazione, non ne sentiva la
+forza se non quando la si violava verso di lei. La
+sua vanità soffriva già crudelmente per lo sprezzo
+aperto del consorte; le restava da soffrir davvantaggio,
+scuoprendone lo stato di fortuna. Il disordine
+della di lui casa faceva conoscere parte della
+verità alle persone spassionate; ma quelle che non<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+volevan credere decisamente se non secondo i loro
+desideri, erano affatto cieche. La Montoni non si
+credeva niente meno d'una principessa, essendo
+padrona di un palazzo a Venezia, e di un castello
+negli Appennini. Talvolta Montoni parlava di andare
+per qualche settimana al suo castello di Udolfo
+ond'esaminarne lo stato e ritirarne le rendite. Parea
+non esservi stato da due anni, e che il castello
+fosse abbandonato alle cure d'un vecchio servo,
+ch'egli chiamava il suo intendente.</p>
+
+<p>Emilia sentiva parlar di questo viaggio con piacere,
+poichè le prometteva nuove idee e qualche
+tregua alle assiduità di Morano. D'altronde, alla
+campagna, avrebbe avuto più agio d'occuparsi di
+Valancourt, e della malinconica memoria dei luoghi
+natii.</p>
+
+<p>Il conte Morano non si tenne lunga pezza al muto
+linguaggio delle premure. Dichiarò la sua passione
+ad Emilia, e fece proposte allo zio, il quale accettò
+a dispetto del di lei rifiuto. Incoraggito da Montoni,
+ed in ispecie da una cieca vanità, il conte non disperò
+di riuscire. Emilia fu sorpresa ed offesa sensibilmente
+della di lui persistenza. Morano passava
+tutto il suo tempo in casa di Montoni, vi pranzava,
+e seguiva da per tutto Emilia e la sua zia.</p>
+
+<p>Montoni non parlava più d'andare ad Udolfo, e
+non era in casa se non quando vi si trovavano il
+conte ed Orsino. Si notò qualche freddezza tra lui e
+Cavignì, sebbene quest'ultimo abitasse sempre nel
+palazzo. Emilia s'avvide che lo zio si rinchiudea
+spesso nelle sue stanze con Orsino per ore intiere,
+e qualunque fosse il tema de' loro colloqui, convien
+dire che fosse interessantissimo, perchè Montoni trascurava
+fin la sua passione favorita pel giuoco, e
+passava la notte in casa. Eravi qualcosa di misterioso
+nelle visite d'Orsino; Emilia n'era più inquieta
+che sorpresa, avendo involontariamente scoperto ciò
+ch'egli si sforzava di nascondere. Montoni, dopo le<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+visite dell'amico, era talfiata più pensieroso del solito;
+tal altra, le sue profonde meditazioni l'allontanavano
+da quanto lo circondava, e spandevano
+sulla di lui fisonomia un'alterazione tale da renderla
+terribile. Altre volte i di lui occhi sfavillavano, e
+tutta l'energia dell'animo suo parea prendere maggior
+vigore nell'idea d'una sorpresa formidabile.
+Emilia cercava di seguire con interesse i di lui mutamenti,
+ma si guardò bene dal far conoscere l'esito
+delle sue osservazioni alla zia, la quale non vedeva
+ne' modi strani del marito se non la conseguenza
+d'una ordinaria severità.</p>
+
+<p>Una seconda lettera di Quesnel annunziò l'arrivo
+di lui e della moglie a Miarenti: conteneva inoltre
+particolari sul fortunato caso che li conducea in
+Italia, e finiva con un invito pressantissimo per Montoni,
+sua moglie e sua nipote, di andarlo a trovare
+ne' suoi nuovi possessi.</p>
+
+<p>Emilia ricevè, quasi nel medesimo tempo, una lettera
+molto più interessante, e che per qualche tempo
+calmò l'amarezza del suo cuore. Valancourt, sperando
+ch'ella fosse ancora a Venezia, aveva arrischiato
+una lettera per la posta; le parlava del suo
+amore, delle sue inquietudini e della sua costanza.
+Aveva languito per qualche tempo a Tolosa dopo la
+di lei partenza, avendovi gustato il piacere di visitar
+tutti i giorni quei luoghi, ov'ella si trovava del
+consueto, ed erane partito per recarsi al castello di
+suo fratello, nelle vicinanze della valle. Dopo le più
+tenere espressioni e lunghi dettagli, egli aggiungeva:</p>
+
+<p>«&nbsp;<i>Voi dovete osservare che la mia lettera è datata
+da parecchi giorni diversi. Guardate le prime
+righe, e conoscerete che le scrissi subito dopo la vostra
+partenza di Francia. Scrivere a voi, ecco la sola
+occupazione che ha potuto rendermi sopportabile la
+vostra assenza. Quando converso con voi sulla carta,
+e vi esprimo ciascuno de' miei sentimenti, e tutti gli
+affetti del cuore, mi pare che siate sempre presente:<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+non ho avuto fino ad ora altra consolazione. Ho differito
+a spedire il plico unicamente pel piacere di
+aumentarlo. Quando una circostanza qualunque aveva
+interessato il mio cuore ed infondeva un raggio di
+gioia nell'anima mia, mi affrettava di comunicarvelo,
+e mi pareva vedervi godere ad una tal descrizione.</i></p>
+
+<p>«&nbsp;<i>Debbo farvi nota una circostanza che distrugge
+in un punto solo tutte le mie illusioni. Son costretto
+di andare a raggiungere il mio reggimento, e non
+posso più vagar sotto quelle ombre amene, ove mi
+figurava di vedervi al mio fianco. La valle è affittata.
+Ho luogo di credere che ciò avvenne a vostra
+insaputa, da quanto mi ha detto Teresa stamattina,
+e perciò appunto ve ne parlo. Essa piangeva raccontandomi
+che lasciava il servizio della sua cara padrona,
+ed il castello nel quale passò tanti anni felici.</i>
+E quel che è peggio, <i>aggiungeva</i>, senza una lettera
+della signora Emilia che me ne raddolcisca il dolore.
+Questa è l'opera del signor Quesnel; e ardisco
+dire ch'essa ignora tutto quel che si fa in questo
+luogo.</p>
+
+<p>«&nbsp;<i>Teresa mi ha detto aver ricevuto una lettera da
+lui, annunziandole che il castello era affittato, che
+non c'era più bisogno del suo servizio, e che avesse
+a sloggiare entro una settimana. Qualche giorno prima
+di ricevere questa lettera, ella era stata sorpresa dall'arrivo
+del signor Quesnel e di un forestiero, i quali
+avevano esaminato partitamente il castello.</i>&nbsp;»</p>
+
+<p>Verso la fine della lettera datata una settimana
+dopo quest'ultima frase, Valancourt soggiungea:</p>
+
+<p>«&nbsp;<i>Prima di partire pel reggimento, sono andato
+stamattina alla valle. Ho saputo che il locatario vi
+è già alloggiato, e che Teresa n'è partita. Ho procurato
+di aver notizie sul carattere di cotesto signore,
+ma indarno. La peschiera era sempre aperta. Vi andai,
+e vi passai un'ora, pascendomi dell'immagine della
+mia cara Emilia. O Emilia mia! sicuramente noi
+non siamo separati per sempre, sì, lo spero, e vivremo
+l'uno per l'altro.&nbsp;»</i><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p>
+
+<p>Questa lettera le fece versar molte lacrime, ma
+lacrime di tenerezza e soddisfazione, sentendo che
+Valancourt stava bene di salute, e che il suo affetto
+per lei non era indebolito nè dal tempo, nè dalla
+lontananza. Quanto alla notizia che le dava intorno
+al suo castello, era stupita ed offesa che Quesnel
+l'avesse affittato senza degnarsi neppure di consultarla.
+Questo procedere provava evidentemente a
+qual punto egli credesse assoluta la sua autorità ed
+illimitati i suoi poteri nell'amministrazione del di
+lei patrimonio. È vero che prima della sua partenza
+le aveva proposto di affittare que' fondi, e per riguardo
+ad economia essa non aveva fatta obbiezione
+alcuna; ma affidare al capriccio d'uno straniero i
+beni e la casa paterna, privarla di un asilo sicuro
+nel caso che qualche disgraziata circostanza potesse
+renderglielo necessario; ecco ciò che l'aveva decisa
+ad opporvisi forte. Sant'Aubert, negli ultimi momenti
+della sua vita, aveva ricevuto da lei la promessa
+solenne di non disporre mai del castello, e,
+soffrendone la locazione, questa promessa era violata.
+Era troppo evidente che Quesnel non aveva
+fatto caso delle di lei obbiezioni, e considerava come
+indifferente tutto ciò che si opponeva ai soli vantaggi
+pecuniari. Pareva eziandio ch'egli non si fosse
+degnato d'informare Montoni di tale operazione,
+giacchè quest'ultimo non avrebbe avuto alcun motivo
+per nascondergliela, se gli fosse stata nota. Tale
+condotta spiacque forte ad Emilia e la sorprese; ma
+ciò che l'afflisse maggiormente fu il licenziamento
+della vecchia e fedel serva del padre suo. «&nbsp;Povera
+Teresa,&nbsp;» diceva Emilia, «&nbsp;tu non puoi avere accumulato
+nulla del tuo salario; tu eri caritatevole
+cogli infelici, e credevi morire in quella casa ove
+hai passato il fiore degli anni! Povera Teresa! Ora
+ti hanno scacciata nella tua vecchiaia, e sarai costretta
+d'andare mendicando un tozzo di pane!&nbsp;»</p>
+
+<p>E piangeva amaramente mentre faceva queste riflessioni,<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+pensando a quel che avrebbe potuto fare
+per Teresa, e al modo di spiegarsi in proposito con
+Quesnel. Temeva assai che la di lui anima insensibile
+non fosse capace di pietà. Volle informarsi se
+nelle sue lettere a Montoni colui facesse menzione
+de' suoi affari; lo zio la fece pregare, di lì a poco,
+di passare nel suo gabinetto, e immaginandosi che
+egli volesse comunicarle qualche passo di lettera di
+Quesnel relativo all'affare della valle, vi andò tosto
+e lo trovò solo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io scrivo al signor Quesnel,&nbsp;» le disse egli, allorchè
+la vide entrare, «&nbsp;in risposta ad una lettera
+che ho ricevuto ultimamente. Desiderava parlarvi
+sopra un articolo di questa lettera.</p>
+
+<p> &mdash; Anch'io desiderava intertenermi con voi di tal
+soggetto,&nbsp;» rispose Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; È una cosa interessantissima per voi,&nbsp;» soggiunse
+Montoni; «&nbsp;voi la vedrete al certo sotto il
+medesimo aspetto di me, poichè non si può vederla
+diversamente; converrete adunque che qualunque
+obbiezione fondata sul <i>sentimento</i>, come si dice, deve
+cedere a considerazioni d'un vantaggio più positivo.</p>
+
+<p> &mdash; Accordandovi questo,&nbsp;» disse Emilia modestamente,
+«&nbsp;mi pare che nel calcolo dovrebbero entrare
+anche le considerazioni d'umanità; ma temo non sia
+troppo tardi per deliberare a tal proposito, e mi
+spiace che non sia più in mio potere di rigettarlo.</p>
+
+<p> &mdash; È troppo tardi,&nbsp;» disse Montoni; «&nbsp;ma piacemi
+vedere che vi sottomettete alla ragione e alla
+necessità, senza abbandonarvi a querele inutili. Applaudisco
+assaissimo a tale condotta, la quale annunzia
+una forza d'animo di cui il vostro sesso è
+difficilmente capace. Quando avrete qualche anno di
+più, riconoscerete il servizio che vi fanno gli amici
+vostri, allontanandovi dalle romanzesche illusioni del
+<i>sentimento</i>. Non ho ancora chiusa la lettera, e potete
+aggiungervi qualche linea per informar lo zio
+del vostro consenso: lo vedrete fra breve, essendo<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+mia intenzione di condurvi fra pochi giorni a Miarenti
+con mia moglie; così potrete discorrere di
+quest'affare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia scrisse le linee seguenti:</p>
+
+<p>«&nbsp;<i>È inutile adesso, o signore, il farvi osservazioni
+sull'affare del quale il signor Montoni mi dice avervi
+scritto. Avrei potuto desiderare che lo si concludesse
+meno precipitosamente; ciò mi avrebbe dato tempo
+per vincere quant'egli chiama</i> pregiudizi, <i>e il cui peso
+mi opprime il cuore. Giacchè la cosa è fatta, io mi
+vi sottopongo, ma nonostante la mia sommissione, ho
+molte cose da dire su altri punti relativi al medesimo
+soggetto, e li riserbo pel momento in cui avrò l'onore
+di vedervi. Intanto vi prego, signore, di voler prender
+cura della povera Teresa, in considerazione della vostra
+affezionatissima nipote.</i></p>
+
+<p class="sig">«&nbsp;<span class="smcap">Emilia Saint-Aubert</span>.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni sorrise ironicamente a ciò che aveva
+scritto Emilia, ma non le fece veruna obbiezione.
+Ella si ritirò nel suo appartamento, e cominciò una
+lettera per Valancourt; vi riferiva le particolarità
+del suo viaggio, e l'arrivo a Venezia. Vi descrisse
+le scene più interessanti del suo passaggio nelle
+Alpi, le sue emozioni alla prima vista dell'Italia, i
+costumi ed il carattere del popolo che la circondava,
+e qualche dettaglio sulla condotta di Montoni.
+Si guardò bene dal nominare il conte Morano, e
+meno ancora della di lui dichiarazione, sapendo
+quanto il vero amore sia facile ad allarmarsi.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XVII" id="CAPITOLO_XVII"></a>CAPITOLO XVII</h2>
+
+<p>Il dì dopo, il conte pranzò in casa Montoni; era
+straordinariamente allegro. Emilia osservò nelle sue
+maniere con lei un'aria di fiducia e di gioia che
+non aveva mai avuta; si provò a reprimerlo raddoppiando<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+la consueta freddezza, ma non le riuscì.
+Egli parve cercar l'occasione di parlarle senza testimoni,
+ma Emilia non volle mai aderire ad ascoltar
+cose che non si potessero dire a voce alta.
+Verso sera, il signor Montoni e tutta la società andarono
+a divertirsi sul mare; il conte, conducendo
+Emilia allo <i>zendaletto</i><a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>, portò la sua mano alle
+proprie labbra, e la ringraziò della condiscendenza
+che si era degnata mostrare. La fanciulla, sorpresa
+e malcontenta, affrettossi a ritirar la mano, e credette
+che scherzasse; ma quando in fondo alle scale
+conobbe, dalla livrea, che era lo zendaletto del
+conte, e che il resto della società, essendo già entrata
+in altre gondole, stava per partire, risolse di
+non soffrire un abboccamento particolare; gli diede
+la buona sera, e tornò verso il portico. Il conte la
+seguì, pregando e supplicando, allorchè giunse
+Montoni, il quale la prese per mano, e la condusse
+al zendaletto; Emilia lo pregava sottovoce di considerare
+la sconvenienza di quel passo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Questo capriccio è intollerabile,&nbsp;» diss'egli; «&nbsp;io
+non vedo qui nessuna sconvenienza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Da quel punto, l'avversione di Emilia pel conte
+divenne una specie d'orrore; l'audacia inconcepibile
+colla quale continuava a perseguitarla ad onta
+del suo rifiuto, l'indifferenza ch'egli mostrava per
+la sua opinione particolare, finchè Montoni favorisse
+le sue pretese, tutto si riuniva per aumentare l'eccessiva
+ripugnanza ch'essa non aveva mai cessato
+di sentire per lui. Si tranquillò però alquanto sentendo
+che Montoni sarebbe venuto con loro. Egli
+si mise da una parte e Morano dall'altra. Tutti tacevano
+mentre i gondolieri preparavano i remi; ma
+Emilia, fremendo del colloquio che sarebbe susseguito
+a quel silenzio, ebbe alfine bastante coraggio
+per romperlo con qualche parola indifferente, all'uopo<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+di prevenire le sollecitazioni dell'uno ed i
+rimproveri dell'altro.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io era impaziente,&nbsp;» le disse il conte, «&nbsp;di
+esprimere la mia riconoscenza alla vostra bontà:
+ma devo pure ringraziare il signor Montoni, che mi
+procurò un'occasione tanto desiderata.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia guardò il conte con un misto di sorpresa
+e malcontento.</p>
+
+<p>«&nbsp;Come!&nbsp;» soggiuns'egli; «&nbsp;vorreste voi diminuire
+la soddisfazione di questo momento delizioso?
+Perchè rimpiombarmi nella perplessità del dubbio,
+e smentire, coi vostri sguardi, il favore delle vostre
+ultime dichiarazioni? Voi non potete dubitare della
+mia sincerità e di tutto l'ardore della mia passione.
+È inutile, vezzosa Emilia, senza dubbio, è inutile
+affatto che cerchiate di nascondere più a lungo i
+vostri sentimenti.</p>
+
+<p> &mdash; Se li avessi mai nascosti, signore,&nbsp;» rispose
+Emilia, «&nbsp;sarebbe inutile senza dubbio il dissimularli
+viemaggiormente. Aveva sperato che mi avreste
+risparmiata la necessità di dichiararli ancora; ma
+poichè mi ci obbligate, vi protesto, e per l'ultima
+volta, che la vostra perseveranza vi priva perfin
+della stima ond'io era disposta a credervi degno.</p>
+
+<p> &mdash; Perdio!&nbsp;» sclamò Montoni; «&nbsp;questo oltrepassa
+la mia aspettativa; aveva conosciuto capricci
+nelle donne, ma... Osservate, madamigella Emilia,
+che se il conte è vostro amante, io nol sono, e non
+servirò di trastullo alle vostre capricciose incertezze.
+Vi si propone un matrimonio che onorerebbe ogni
+famiglia: ricordatevi che la vostra non è nobile;
+voi resisteste lunga pezza alle mie ragioni; il mio
+onore adesso è impegnato, e non intendo fare una
+trista figura. Voi persisterete, se v'aggrada, nella
+dichiarazione che m'incaricaste di fare al conte.</p>
+
+<p> &mdash; Bisogna per certo che siate caduto in errore,
+signore,&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;le mie risposte su questo
+soggetto furono costantemente le medesime; è degno<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+di voi l'accusarmi di capriccio. Se acconsentiste
+ad incaricarvi delle mie risposte, è un onore ch'io
+non sollecitai. Ho dichiarato io stessa al conte Morano,
+ed a voi, o signore, che non <a name="tn62" id="tn62"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'eccetterò'">accetterò</ins> mai
+l'onore ch'egli vuol farmi, e lo ripeto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte guardava Montoni con meraviglia; il
+contegno di quest'ultimo mostrava eziandio sorpresa,
+ma una sorpresa mista a sdegno.</p>
+
+<p>«&nbsp;Qui c'è audacia e capriccio insieme. Negherete
+voi le vostre proprie espressioni, signorina?</p>
+
+<p> &mdash; Una tal domanda non merita risposta,&nbsp;» disse
+Emilia arrossendo; «&nbsp;voi ve la rammenterete, e vi
+pentirete d'averla fatta.</p>
+
+<p> &mdash; Rispondete categoricamente,&nbsp;» replicò Montoni
+con veemenza. «&nbsp;Dunque ardite disdire le vostre
+parole? Vorreste negare che poco fa avete riconosciuto
+esser troppo tardi per isciogliervi dai vostri
+impegni, e che voi accettaste la mano del conte?
+lo negherete voi?</p>
+
+<p> &mdash; Negherò tutto, perchè nessuna delle mie parole
+ha mai espresso nulla di simile.</p>
+
+<p> &mdash; Negherete voi quello che scriveste al signor
+Quesnel vostro zio? Se ardite farlo, il vostro carattere
+attesterà contro di voi. Che potete dire
+adesso?&nbsp;» continuò Montoni, prevalendosi del silenzio
+e della confusione d'Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Mi accorgo, signore, che siete in un grand'abbaglio,
+e ch'io stessa fui ingannata.</p>
+
+<p> &mdash; Non più finzioni, ve ne prego. Siate franca e
+sincera, se è possibile.</p>
+
+<p> &mdash; Io sono stata sempre tale, signore, e non men
+fo al certo nessun merito. Non ho alcun motivo di
+fingere.</p>
+
+<p> &mdash; Cosa vuol dir tutto questo?&nbsp;» esclamò Morano
+alquanto commosso.</p>
+
+<p> &mdash; Sospendete il vostro giudizio, conte,&nbsp;» replicò
+Montoni; «&nbsp;le idee d'una donna sono impenetrabili.
+Ora, si venga alla spiegazione....<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Scusatemi, signore, se io sospendo questa
+spiegazione fino al momento in cui voi sembrerete
+più disposto alla fiducia; tutto quel ch'io potrei
+dire adesso non servirebbe che ad espormi ad
+insulti.</p>
+
+<p> &mdash; Spiegatevi ve ne prego,&nbsp;» disse Morano.</p>
+
+<p> &mdash; Parlate,&nbsp;» soggiunse Montoni, «&nbsp;vi accordo
+tutta la fiducia; sentiamo.</p>
+
+<p> &mdash; Permettete che vi porti ad uno schiarimento,
+facendovi una domanda.</p>
+
+<p> &mdash; Mille se v'aggrada,&nbsp;» disse Montoni sdegnosamente.</p>
+
+<p> &mdash; Qual era il tema della vostra lettera al signor
+Quesnel?</p>
+
+<p> &mdash; Eh! qual poteva mai essere? L'offerta onorifica
+del conte Morano.</p>
+
+<p> &mdash; Allora, signore, noi ci siamo ingannati stranamente
+entrambi.</p>
+
+<p> &mdash; Noi ci siamo spiegati male, suppongo, nel colloquio
+precedente alla lettera. Devo rendervi giustizia;
+siete molto ingegnosa nel far nascere un
+malinteso.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia procurava di trattenere le lagrime e risponderete
+con fermezza. «&nbsp;Permettetemi, signore,
+di spiegarmi intieramente, o di tacer del tutto.</p>
+
+<p> &mdash; Montoni,&nbsp;» gridò il conte, «&nbsp;lasciatemi patrocinare
+la mia propria causa; è chiaro che voi
+non potete farci nulla.</p>
+
+<p> &mdash; Qualunque discorso a tal proposito,&nbsp;» disse
+Emilia, «&nbsp;è inutile; se volete farmi grazia, non prolungatelo.</p>
+
+<p> &mdash; È impossibile, signora, ch'io soffochi una
+passione che forma l'incanto ed il tormento della
+mia vita. V'amerò sempre, e vi perseguiterò con
+ardore instancabile; quando sarete convinta della
+forza e costanza della mia passione, il vostro cuore
+cederà alla pietà, e forse al ravvedimento.&nbsp;»</p>
+
+<p>Un raggio di luna, cadendo sul volto di Morano,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+scoperse il turbamento e l'agitazione dell'anima
+sua. D'improvviso esclamò: «&nbsp;È troppo, signor
+Montoni, voi m'ingannaste, e vi domando soddisfazione.</p>
+
+<p> &mdash; A me, signore? l'avrete,&nbsp;» balbettò questi.</p>
+
+<p> &mdash; Mi avete ingannato,&nbsp;» continuò Morano, «&nbsp;e
+volete punire l'innocenza del cattivo successo dei
+vostri progetti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni sorrise sdegnosamente. Emilia, spaventata
+dalle conseguenze che poteva avere quel diverbio,
+non potè tacere più a lungo. Spiegò il motivo
+dello sbaglio, e dichiarò che non aveva inteso
+consultar Montoni se non per l'affitto della valle,
+concludendo, e supplicandolo di scrivere sul momento
+a Quesnel onde riparare a siffatto errore.</p>
+
+<p>Il conte poteva appena contenersi; nullameno,
+mentr'essa parlava, entrambi stavano attenti ai suoi
+discorsi. Calmato alquanto il di lei spavento, <a name="tn64" id="tn64"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Monteni'">Montoni</ins>
+pregò il conte d'ordinare ai gondolieri di tornare
+addietro, promettendogli un abboccamento particolare;
+Morano aderì senza difficoltà.</p>
+
+<p>Emilia, consolata dalla prospettiva di qualche riposo,
+adoprò le sue premure conciliatrici a prevenire
+una rottura fra due persone che aveanla perseguitata,
+ed insultata ben anco senza riguardo.</p>
+
+<p>Lo zendaletto si fermò alla casa di Montoni; il
+conte condusse Emilia in una sala, ove lo zio la prese
+pel braccio e le disse qualcosa sottovoce. Morano
+le baciò la mano nonostante tutti i di lei sforzi per
+ritirarla, le augurò la buona notte colla più tenera
+espressione, e ritornò allo zendaletto, accompagnato
+dall'altro.</p>
+
+<p>Emilia, nella sua camera, considerò con estrema
+inquietudine la condotta ingiusta e tirannica di Montoni,
+la pertinacia impudente di Morano e la propria
+tristissima situazione, lontana dagli amici e dalla
+patria. Invano pensava a Valancourt, come a di lei
+protettore: egli era trattenuto lontano dal suo servizio,<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+ma si consolava almeno nel sapere ch'esisteva
+al mondo una persona la quale divideva le sue pene,
+ed i cui voti non tendevano che a liberarnela.</p>
+
+<p>Risolse nondimanco di non cagionargli un dolore
+inutile ragguagliandolo come le spiacesse d'aver respinto
+il suo giudizio sopra Montoni, benchè però
+non si pentisse d'aver ascoltata la voce del disinteresse
+e della delicatezza, rifiutando la proposta d'un
+matrimonio clandestino. Ella nutriva qualche speranza
+nel suo prossimo colloquio collo zio; era decisa
+a dipingergli la sua trista situazione, e pregarlo
+di permettergli d'accompagnarlo al di lui ritorno
+in Francia; quando d'improvviso ricordossi che la
+valle, suo prediletto soggiorno, unico suo asilo, non
+sarebbe più a di lei disposizione per lunga pezza.
+Pianse allora, temendo di trovar poca pietà in un
+uomo come Quesnel, il quale disponeva delle sue
+proprietà senza nemmen degnarsi di consultarla, e
+licenziava una serva vecchia e fedele, mettendola
+così in istrada. Ma benchè certa di non aver più
+casa in patria, e pochi amici, volea tornarvi, per
+sottrarsi al dominio di Montoni, la cui tirannide
+verso di lei e la durezza verso gli altri pareanle insopportabili.
+E neppur desiderava abitare collo zio,
+il procedere del quale a di lei riguardo bastava a
+convincerla del pari non avrebbe altro fatto se non
+cambiar d'oppressore.</p>
+
+<p>La condotta di Montoni le pareva singolarmente
+sospetta, a proposito della lettera a Quesnel. Poteva,
+da principio, essere stato ingannato; ma essa
+temeva non persistesse egli volontariamente nel suo
+errore per intimorirla, piegarla ai suoi desiderii, e
+costringerla a sposare il conte. In qualunque caso
+però, era premurosissima di parlarne a Quesnel, e
+considerava la sua visita imminente con un misto
+d'impazienza, di speranza e timore.</p>
+
+<p>Il giorno seguente, la Montoni, trovandosi sola
+con Emilia, le parlò del conte Morano. Parve sorpresa<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+che la sera innanzi non avesse raggiunto le
+altre gondole, e ripreso così presto la volta di Venezia.
+Emilia raccontò tutto l'accaduto, esprimendo
+il suo cordoglio per il malinteso sorto fra lei e Montoni,
+e supplicò la zia d'interporre i suoi buoni uffici,
+perchè questi desse al conte un rifiuto decisivo
+e formale; ma si accorse in breve ch'ella sapeva
+già tutto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non dovete aspettarvi nessuna condiscendenza
+da me,&nbsp;» le disse: «&nbsp;ho già dato il mio voto, ed il
+signor Montoni ha ragione di estorcere il vostro consenso
+con tutti i mezzi che sono in suo potere.
+Quando la gioventù s'accieca su' suoi veri interessi,
+e se ne allontana ostinatamente, la maggior fortuna
+che possa avere è quella di trovare amici che si
+oppongano alle loro follie. Ditemi, in grazia, se, per
+la vostra nascita, potevate aspirare ad un partito
+così vantaggioso, come quello che vi è offerto?</p>
+
+<p> &mdash; No, signora,&nbsp;» rispose Emilia; «&nbsp;io non ho
+l'orgoglio di pretendere...</p>
+
+<p> &mdash; Non si può negare che non ne abbiate una
+buona dose. Il mio povero fratello, vostro padre,
+era anch'egli molto orgoglioso; ma, in verità, bisogna
+confessarlo, la fortuna non lo favoriva troppo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sdegnata per questa maligna allusione al padre,
+ed incapace di rispondere con sufficiente moderazione,
+Emilia esitò un momento confusa; la zia ne
+trionfava; finalmente le disse: «&nbsp;L'orgoglio di mio
+padre, signora, aveva un oggetto nobilissimo; la sola
+felicità ch'ei conoscesse, veniva dalla bontà, educazione
+e carità sua verso il prossimo. Egli non la
+fece mai consistere nel superar gli altri in ricchezza,
+nè era umiliato della sua inferiorità a tal riguardo.
+Non respigneva i miseri e gli sventurati. Disprezzava
+talvolta quelle persone le quali, in seno alla
+prosperità, si rendevano invise a forza di vanità,
+d'ignoranza e di crudeltà. Io farò dunque consistere
+la mia gloria nell'imitarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Non ho la pretensione, nipote mia, di comprendere
+quest'accozzaglia di bei sentimenti; ne lascio
+tutta la gloria a voi; ma vorrei insegnarvi un
+poco di buon senso, e non vedervi la maravigliosa
+saviezza di sprezzare la vostra felicità. Non mi vanto
+d'una educazione tanto raffinata come quella che
+vostro padre si piacque di darvi, ma mi contento
+d'un po' di senso comune. Sarebbe stata una vera
+fortuna, per vostro padre e per voi, se vi avesse
+insegnato ad adoprarlo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, offesa sensibilmente da simili riflessioni
+sulla memoria del padre, disprezzando questo discorso,
+la lasciò d'improvviso e ritirossi nella sua
+camera.</p>
+
+<p>Ne' pochi giorni che scorsero da questo colloquio
+alla partenza per Miarenti, Montoni non rivolse mai
+una parola alla nipote; i di lui sguardi esprimevano
+il suo risentimento; ma Emilia era molto sorpresa
+com'egli potesse astenersi dal rinnovare il soggetto.
+Lo fu viemaggiormente vedendo che, negli ultimi
+tre giorni, il conte non comparve, e che Montoni
+non ne pronunziò neppure il nome. Parecchie congetture
+le si affacciarono alla mente; temeva talora
+che la lite si fosse rinnovata, e fosse riuscita fatale
+al conte; qualche volta inclinava a credere che
+la stanchezza e il disgusto fossero state la conseguenza
+del di lei rifiuto, e ch'egli avesse abbandonato
+i suoi progetti; da ultimo, s'immaginava che
+il conte ricorresse allo strattagemma di sospendere
+le sue visite, ottenendo da Montoni che non lo nominasse,
+nella speranza che la gratitudine e la generosità
+opererebbero molto su lei, e determinerebbero
+un consenso ch'egli non attendeva più dall'amore.
+Passava il tempo in queste vane congetture,
+cedendo volt'a volta alla speranza ed all'amore:
+partirono infine per Miarenti, e quel giorno, come
+gli altri, il conte non comparve, nè si parlò menomamente
+di lui.<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span></p>
+
+<p>Montoni avendo deciso di non partir da Venezia
+prima di sera, per evitare il caldo e godere il fresco
+della notte, s'imbarcarono per giungere alla
+Brenta un'ora prima del tramonto. Emilia, seduta
+sola a poppa, contemplava in silenzio gli oggetti
+che fuggivano a misura che la barca inoltrava: vedeva
+i palazzi sparire a poco a poco confusi coll'onde;
+ben presto le stelle succedettero agli ultimi
+raggi del sole, ed una notte fresca e tranquilla l'invitò
+a dolci meditazioni, turbate sol dal romore
+momentaneo dei remi, e dal lieve mormorio delle
+acque.</p>
+
+<p>Giunti alle bocche della Brenta, si attaccarono
+alla barca i cavalli, e la fecero avanzare speditamente
+fra due sponde ornate a vicenda d'alberi altissimi,
+di ricchi palagi, di giardini deliziosi, e di
+boschetti odorosi di mirti e d'aranci. Allora affacciaronsi
+alla fanciulla tenere memorie; pensò alle
+belle sere passate nella sua valle, ed a quelle trascorse
+con Valancourt presso Tolosa ne' giardini
+della zia. Perduta in tristi riflessioni, e spesso colle
+lagrime agli occhi, ne fu scossa d'improvviso dalla
+voce di Montoni, che l'invitava a prender qualche
+rinfresco. Recatasi nella cabina, vi trovò la zia sola.
+La fisonomia di questa era accesa di collera, prodotta,
+a quanto parea, da un colloquio avuto col
+marito. Questi la guardava con aria di corruccio e
+disprezzo, e per qualche tempo restarono ambedue
+in perfetto silenzio. Montoni parlò ad Emilia di
+Quesnel.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi lusingo, non vorrete persistere nel sostenere
+che ignoravate il soggetto della mia lettera.</p>
+
+<p> &mdash; Dopo il vostro silenzio mi era figurata, o signore,
+che non fosse più necessario d'insistere, e
+che avreste riconosciuto il vostro errore.</p>
+
+<p> &mdash; Avevate sperato l'impossibile,&nbsp;» sclamò Montoni;
+«&nbsp;mi sarei dovuto aspettare dal vostro sesso
+una sincerità ed una condotta più riflessiva, colla<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+stessa facilità con cui voi poteste immaginarvi di
+convincermi d'errore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia arrossì, e non parlò più. Conobbe allora
+troppo chiaramente che aveva di fatti sperato l'impossibile,
+e che laddove eravi stato errore volontario,
+non si poteva sperare di convincere; era evidente
+che la condotta di Montoni non era stata l'effetto
+di un malinteso, ma quello d'un piano concertato.</p>
+
+<p>Impaziente di sottrarsi ad un colloquio tanto dispiacevole
+ed umiliante per lei, Emilia tornò fuori
+a sedere a poppa. Là almeno le veniva accordato
+dalla natura quella quiete che le ricusava Montoni.</p>
+
+<p>Quando, svegliata dalla voce d'una guida o da
+qualche movimento nella barca, essa ricadea nelle
+sue riflessioni, pensava all'accoglienza che le farebbero
+i coniugi Quesnel, e che cosa direbbe a proposito
+della valle. Poi cercava distogliere lo spirito
+da un soggetto tanto fastidioso, divertendosi a contemplare
+i tratti del bel paese illuminato dalla luna.
+Mentre la sua imaginazione distraevasi così, scoprì
+un edifizio che s'innalzava al disopra degli alberi.
+Man mano che la barca inoltrava, udiva rumor di
+voci; in breve distinse l'alto portico d'una bella
+casa ombreggiata da pini e pioppi, e la riconobbe
+per la casa medesima statale già mostrata come
+proprietà del parente della signora Quesnel.</p>
+
+<p>La barca si fermò vicino ad una scala marmorea
+che conduceva sotto il portico, il quale era illuminato.
+Montoni sbarcò colla sua famiglia, e trovarono
+i coniugi Quesnel in mezzo agli amici, assisi su
+sofà, che godevano il fresco della notte mangiando
+frutti e gelati, mentre alcuni suonatori, in qualche
+distanza, facevano una bella serenata. Emilia era
+già avvezza ai costumi dei paesi caldi, e non fu
+sorpresa di trovar quei signori di fuori dal loro
+portico a due ore dopo mezzanotte.</p>
+
+<p>Fatti i soliti complimenti, la compagnia prese<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+posto sotto il portico, e da una sala vicina le furono
+serviti rinfreschi squisitissimi. Cessato il piccolo
+tumulto dell'arrivo, e quando Emilia si fu rimessa
+dal turbamento provato in barca fu sorpresa dalla
+bellezza singolare di quel luogo, e dai comodi che
+offriva per guarentirsi dalle molestie della stagione.
+Era una rotonda a cupola scoperta di marmo bianco,
+sostenuta da colonnati della medesima materia. Le
+due ali guardavano su lunghi cortili, lasciando vedere
+immense gradinate sulle sponde del fiume.
+Una fontana in mezzo, co' suoi zampilli, formava,
+cadendo un piacevole mormorio, e l'odore soave dei
+fiori profumava quel luogo delizioso.</p>
+
+<p>Quesnel parlò dei propri affari col suo tuono ordinario
+d'importanza. Vantò i nuovi acquisti, e compianse
+con affettazione Montoni delle recenti perdite
+da lui fatte. Quest'ultimo, il cui orgoglio almeno
+era capace di sprezzare una tale ostentazione, scuopriva
+facilmente, sotto una finta compassione, la
+vera malignità di Quesnel. Lo ascoltò con silenzio
+sdegnoso, quand'ebbe nominato sua nipote, si alzarono
+entrambi ed andarono a passeggiare in giardino.</p>
+
+<p>Emilia intanto si avvicinò alla signora Quesnel,
+la quale parlava della Francia. Il solo nome della
+di lei patria erale caro: provava gran piacere nel
+considerare una persona che ne veniva. Quel paese
+d'altronde era abitato da Valancourt, e dessa ascoltava
+attentamente nella lieve lusinga di sentirlo nominare.
+La Quesnel che, durante il suo soggiorno
+in Francia, parlava con estasi dell'Italia, non parlava
+in Italia che delle delizie della Francia, sforzandosi
+di eccitare la curiosità altrui raccontando
+tutte le belle cose che aveva avuto la fortuna di
+vedervi.</p>
+
+<p>Emilia attese invano il nome di Valancourt. La
+signora Montoni parlò a sua volta delle bellezze di
+Venezia, e del piacere che sperava gustare visitando
+il castello di Montoni negli Appennini. Quest'ultimo<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+articolo non era trattato che per vanità. Emilia
+sapeva bene che la di lei zia apprezzava poco le
+grandezze solitarie, e quelle in ispecie che potea
+presentare il castello di Udolfo. La conversazione
+continuò malignandosi vicendevolmente, per quanto
+poteva permetterlo la civiltà, con reciproca ostentazione.
+Assise su morbidi sofà, sotto un portico
+elegante, circondate dai prodigi della natura e dell'arte,
+gli esseri meno sensibili avrebbero dovuto
+provare trasporti di cordialità, buone disposizioni,
+e cedere con trasporto a tutte le dolcezze di quei
+luoghi incantati.</p>
+
+<p>Poco stante albeggiò; sorse il sole, e permise agli
+sguardi attoniti di contemplare il magnifico spettacolo
+che offrivano da lunge i monti coperti di
+neve, i declivi verdeggianti, e le ubertose pianure
+che si estendevano alle loro falde.</p>
+
+<p>I contadini che andavano al mercato passavano in
+battello. Gli ombrelli di tela colorata, che portavano
+la maggior parte per guarentirsi dai raggi solari;
+i canestri di frutti e di fiori che andavano accomodando
+nel tragitto; l'abbigliamento semplice e pittoresco
+delle villanelle, tutto formava un colpo d'occhio
+dei più sorprendenti. La rapidità della corrente,
+la vivacità dei rematori, i canti di quei contadini
+all'ombra delle vele, ed il suono di qualche rustico
+strumento, dava a tutta la scena il carattere di una
+festa campestre.</p>
+
+<p>Allorchè Montoni e Quesnel ebbero raggiunte le
+signore, passeggiarono tutti insieme nei giardini, la
+cui elegante distribuzione contribuì molto a distrarre
+Emilia. La forma maestosa e la ricca verzura dei
+cipressi, ch'ella trovava qui nella loro perfezione,
+l'altezza smisurata dei pini e dei pioppi, i folti rami
+dei platani, contrastavano coll'arte in quei giardini
+meravigliosi; i boschetti di mirto ed altre piante
+fiorite confondevano gli aromatici effluvi con quelli
+di mille fiori che smaltavano il terreno, e l'aria<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+veniva rinfrescata dai limpidi ruscelli, serpeggianti
+fra i verdi pergolati.</p>
+
+<p>Intanto il sole s'innalzava sull'orizzonte, ed il
+caldo cominciava a farsi sentire. La società abbandonò
+i giardini per andar in cerca di riposo.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XVIII" id="CAPITOLO_XVIII"></a>CAPITOLO XVIII</h2>
+
+<p>Emilia profittò della prima occasione propizia
+per parlare a Quesnel del castello della valle. Le
+sue risposte furono concise, e fatte coll'accento di
+chi non ignorando il suo assoluto potere, s'impazientisce
+di vederlo messo in dubbio. Le dichiarò
+che la disposizione presa era una misura necessaria,
+e ch'essa doveva andar debitrice alla di lui prudenza
+de' vantaggi che gliene sarebbero ridondati.</p>
+
+<p>«&nbsp;Del resto,&nbsp;» aggiunse «&nbsp;quando il conte veneziano,
+di cui non mi ricordo il nome, vi avrà sposata,
+i fastidi della vostra dipendenza cesseranno.
+Come vostro parente, mi rallegro per voi d'una
+circostanza tanto felice, e, ardisco dirlo, così poco
+attesa dai vostri amici.&nbsp;»</p>
+
+<p>Per qualche momento, Emilia restò muta e fredda;
+quindi procurò disingannarlo a proposito del
+poscritto da lei aggiunto alla lettera di Montoni;
+Quesnel parve avere ragioni particolari di non crederle,
+e per assai tempo persistè ad accusarla di
+capriccio. Convinto alfine della di lei avversione per
+Morano, e del rifiuto positivo che gli aveva dato,
+si abbandonò alle stravaganze del risentimento, esprimendosi
+colla maggiore asprezza. Lusingato segretamente
+dal parentado d'un nobile, onde aveva finto
+dimenticar il casato, era incapace d'intenerirsi dei
+patimenti cui poteva incontrare la nipote nel sentiero
+che le segnava la propria ambizione.</p>
+
+<p>Emilia vide tosto tutte le difficoltà che la minacciavano;
+e quantunque nessuna persecuzione potesse
+farla rinunziare a Valancourt per Morano, essa fremeva<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+all'idea delle violenze di suo zio. A tanta collera
+ed a tanto sdegno oppos'ella solamente la dolce
+dignità d'uno spirito superiore; ma la fermezza misurata
+della sua condotta non servì che ad esacerbare
+il corruccio di Quesnel, obbligandolo a riconoscere
+la sua inferiorità. Finì per dichiararle
+che, se persisteva nella sua follìa, e lui e Montoni
+l'avrebbero abbandonata al disprezzo universale.</p>
+
+<p>La calma nella quale Emilia erasi mantenuta in
+presenza dello zio, l'abbandonò quando fu sola:
+pianse amaramente; ripetè più d'una volta il nome
+del padre, di quel tenero padre che non vedeva
+più, e di cui si rammentava tutti gli avvertimenti
+datile al letto di morte. «&nbsp;Oimè!&nbsp;» diceva essa;
+«&nbsp;conosco bene adesso che la forza del coraggio è
+preferibile alle grazie della sensibilità. Farò tutti
+gli sforzi per adempire alla mia promessa; non mi
+abbandonerò ad inutili lamenti, e procurerò di soffrire
+con fortezza d'animo l'oppressione che non
+posso evitare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sollevata in qualche modo dal suo fermo proposito
+di adempire in parte alle ultime volontà paterne,
+terse il pianto, e comparve a tavola colla
+consueta serenità.</p>
+
+<p>Verso sera, le signore andarono a prendere il
+fresco nella carrozza della Quesnel sulle rive della
+Brenta. La situazione d'Emilia formava un contrasto
+malinconico coll'allegria delle brillanti società
+riunite sotto gli alberi lungo il delizioso fiume. Taluni
+ballavano all'ombra, altri, sdraiati sull'erba,
+prendevano gelati, mangiavano frutti e gustavano
+in pace le dolcezze d'una bella sera all'aspetto del
+più bel paese del mondo.</p>
+
+<p>La fanciulla considerando le lontane vette nevose
+degli Appennini, pensò al castello di Montoni, e
+fremè all'idea ch'egli ve la condurrebbe, ed avrebbe
+saputo costringerla all'obbedienza. Questo timore
+però svanì, riflettendo ch'era in di lui potere a
+Venezia, come lo sarebbe stata in ogni altra parte.<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p>
+
+<p>Tornarono a Miarenti assai tardi; la cena era
+preparata nella magnifica rotonda già tanto ammirata
+da Emilia: le signore si riposarono sotto il
+portico, finchè Quesnel, Montoni ed altri gentiluomini
+vennero a raggiungerle. Emilia faceva ogni
+sforzo per tranquillarsi, allorchè una barca sostò
+d'improvviso alla scalea del giardino, ed essa distinse
+la voce di Morano, il quale comparve poco
+dopo. Ricevè i di lui complimenti in silenzio, e la
+sua freddezza parve da principio sconcertarlo, ma
+in seguito si rimise, riprese il suo brio, e la fanciulla
+osservò che la specie d'adulazione onde l'opprimevano
+i suoi zii, e di cui ella maravigliossi
+forte, eccitava solo il suo disgusto.</p>
+
+<p>Appena potè ritirarsi, le di lei riflessioni quasi
+involontariamente si aggirarono sui mezzi possibili
+d'indurre il conte a desistere dalle sue pretese;
+la sua delicatezza non ne trovò di più efficace fuor
+quello di confessargli un vincolo già formato, e rimettersene
+alla di lui generosità. Nullameno, quando
+la domane egli rinnovò le sue premure, Emilia abbandonò
+quel progetto: sarebbe repugnato troppo
+al di lei orgoglio lo svelare il segreto del suo cuore
+ad un uomo come Morano, e domandargli un sacrifizio;
+talchè respinse con impazienza il piano già
+concetto. Ripetè il suo rifiuto nei termini più decisi,
+e biasimò severamente la condotta tenuta verso
+di lei. Il conte ne parve mortificato, ma continuò
+a persistere nelle solite assicurazioni di tenerezza;
+l'arrivo della Quesnel l'interruppe, e fu per Emilia
+un gran soccorso.</p>
+
+<p>Di tal guisa, Emilia passò i giorni più infelici in
+quella casa deliziosa a motivo dell'ostinata assiduità
+di Morano, e della tirannia crudele che esercitavano
+su di lei Quesnel e Montoni, i quali parevano,
+al par della zia, più risoluti che mai a siffatto
+matrimonio. Quesnel, vedendo infine che i discorsi
+e le minacce erano egualmente inutili per venire<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+ad una pronta decisione, vi rinunziò, e tutto fu rimesso
+al tempo ed al potere di Montoni. Emilia
+intanto desiderava tornar a Venezia, sperando colà
+sottrarsi in parte alle persecuzioni di Morano; d'altro
+lato, Montoni, distratto dalle occupazioni, non
+sarebbe sempre stato in casa. In mezzo alle sciagure,
+pensò anche a raccomandar con forza la povera
+Teresa a Quesnel il quale, la lusingò promettendole
+che non l'avrebbe dimenticata.</p>
+
+<p>Montoni, in un lungo colloquio, concertò con
+Quesnel il piano da eseguirsi riguardo alla nipote,
+e questi promise trovarsi a Venezia tosto dopo la
+celebrazione del matrimonio.</p>
+
+<p>Emilia per la prima volta, non provò verun rincrescimento
+a separarsi da' parenti. Morano tornò a
+Venezia nella stessa barca di Montoni. La fanciulla,
+la quale osservava gradatamente l'avvicinarsi di
+quella superba città, si vide dappresso la sola persona
+che potesse diminuirgliene il piacere. Arrivarono
+verso mezzanotte; Emilia fu liberata dalla
+presenza del conte, che seguì Montoni in un casino,
+e potè finalmente ritirarsi nella sua camera.</p>
+
+<p>Il dì seguente, lo zio in un breve colloquio dichiarò
+ad Emilia che non intendeva esser tirato più
+per le lunghe; il suo matrimonio col conte era per
+lei di un vantaggio così prodigioso, che sarebbe
+follìa l'opporvisi, ed una follìa inconcepibile, e che
+verrebbe celebrato senza dilazione, e, se facea duopo,
+senza di lei consenso. La giovane, la quale fino
+allora aveva impiegate le ragioni, ricorse alle preghiere:
+il dolore le impediva di considerare che,
+con un uomo del carattere di Montoni, le suppliche
+non produrrebbero migliore effetto delle ragioni.
+Gli domandò poscia con qual diritto esercitasse egli
+su di lei quell'autorità illimitata. In uno stato più
+tranquillo, non avrebbe rischiato questa domanda
+che non le giovava a nulla, e faceva trionfare Montoni
+della sua debolezza e del suo isolamento.<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Con qual diritto?&nbsp;» sclamò questi con un sorriso
+maligno; «&nbsp;col diritto della mia volontà; se
+voi potrete sottrarvene, io non vi domanderò con
+qual diritto lo faceste. Ve lo ricordo per l'ultima
+volta: voi siete straniera, lontana dalla patria; deve
+interessarvi di avermi per amico, e ne conoscete i
+mezzi; se mi obbligate a divenirvi nemico, m'arrischierò
+a dire che la punizione supererà la vostra
+aspettativa; dovreste ben sapere che non son fatto
+per essere burlato.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia restò immobile dopo che Montoni l'ebbe
+lasciata: era disperata, o piuttosto stupefatta; il
+sentimento della sua miseria era il solo che avesse
+conservato: la Montoni la trovò in quello stato. La
+giovine alzò gli occhi, e il dolore espresso da tutta
+la di lei persona avendo senza dubbio intenerita la
+zia, le parlò con insolita bontà; il cuore di Emilia
+ne fu commosso, e dopo aver pianto alcun poco,
+raccolse bastante forza per raccontarle il soggetto
+del suo dolore, e sforzarsi d'interessarla per lei. La
+compassione della zia era stata sorpresa, ma la sua
+ambizione non poteva moderarsi, e credeva esser
+già la zia d'una contessa. I tentativi della fanciulla
+non riusciron meglio con lei che con Montoni: ritornò
+nella sua camera, e cominciò nuovamente a
+piangere, risolutissima di sfidare ad ogni costo tutta
+la vendetta di Montoni, anzichè sposare un uomo
+di cui avrebbe disprezzata la condotta, quand'anco
+non avesse mai conosciuto Valancourt.</p>
+
+<p>Sopraggiunse poco di poi una faccenda che per
+qualche giorno sospese l'attenzione di Montoni; le
+visite misteriose d'Orsino si erano rinnovate con
+maggiore frequenza, dopo il ritorno di Montoni.
+Cavignì, Verrezzi, e qualcun altro erano ammessi,
+oltre Orsino, a questi conciliaboli <a name="tn76" id="tn76"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'nottorni'">notturni</ins>: Montoni
+divenne più riservato e severo che mai. Se i propri
+interessi non l'avessero resa indifferente a tutto il
+resto, Emilia si sarebbe accorta che meditava qualche
+progetto.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p>
+
+<p>Una sera che non doveva tenersi riunione, arrivò
+Orsino agitatissimo e spedì al casino un suo confidente
+in cerca di Montoni: lo pregava di tornare
+a casa subito, raccomandando al messo di non pronunziar
+il suo nome. Montoni tornò sull'istante,
+trovò Orsino, e seppe tosto il motivo della visita
+ed agitazione sua, conoscendone già una parte.</p>
+
+<p>Un gentiluomo veneziano, che aveva recentemente
+provocato l'odio di Orsino, era stato pugnalato da
+scherani pagati da quest'ultimo. Il morto apparteneva
+alle prime famiglie, ed il Senato erasi preso
+a cuore quell'affare. Uno degli assassini fu arrestato,
+e confessò, Orsino essere il reo. Alla nuova del suo
+pericolo, egli veniva a trovare Montoni perchè gli
+facilitasse la fuga, sapendo che in quel momento
+tutti gli officiali di polizia erano in cerca di lui per
+tutta la città, talchè riuscivagli impossibile di uscirne.
+Montoni acconsentì a nasconderlo per qualche giorno
+finchè la vigilanza fosse rallentata, e potesse con
+sicurezza lasciar Venezia. Sapeva il pericolo che
+incorreva accordando asilo ad Orsino; ma era tale
+la natura delle obbligazioni sue verso quell'uomo,
+che non credeva prudente negarglielo.</p>
+
+<p>Tal era la persona ammessa da lui alla sua confidenza,
+e per la quale sentiva tanta amicizia, quanto
+potevalo comportare il suo carattere.</p>
+
+<p>Per tutto il tempo che Orsino rimase nascosto
+nella casa, Montoni non volle attirare gli sguardi
+del pubblico celebrando le nozze del conte; ma
+quando la fuga del reo ebbe fatto cessare questo
+ostacolo, informò Emilia che il di lei matrimonio
+avrebbe avuto luogo la mattina seguente. Essa protestò
+che non avrebbe mai acconsentito, ed egli rispose
+con un maligno sorriso, assicurandola che di
+buonissima ora il conte ed un sacerdote si sarebbero
+trovati in casa sua, e consigliandola a non
+isfidare il di lui risentimento con un'opposizione
+contraria ai suoi voleri ed al proprio di lei bene.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Esco per tutta sera,&nbsp;» aggiuns'egli: «&nbsp;ricordatevi
+che domani do la vostra mano al conte Morano.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, la quale, dopo le ultime di lui minacce, si
+lusingava che la crisi giungerebbe al suo termine,
+fu poco scossa da questa dichiarazione; studiò dunque
+il mezzo di farsi coraggio considerando che il
+matrimonio non poteva esser valido fintantochè in
+presenza del sacerdote ella ricuserebbe di prender
+parte alla cerimonia. Il momento della prova si avvicinava,
+ed essa era egualmente agitata dall'idea
+della vendetta e a quella dell'imeneo. Assolutamente
+incerta sulle conseguenze del suo rifiuto all'altare,
+temeva più che mai il potere illimitato di Montoni,
+ed era persuasa che avrebbe trasgredite senza scrupolo
+tutte le leggi per riuscire ne' suoi progetti.</p>
+
+<p>Mentre stava immersa in questo mare di affanni
+fu avvertita che Morano desiderava parlarle. Appena
+il servo fu uscito con le di lei scuse, se ne pentì,
+lo chiamò indietro, e volendo provare se le preghiere
+e la fiducia produrrebbero migliore effetto
+del rifiuto e dello spregio, gli fece dire che sarebbe
+andata a trovarlo ella stessa.</p>
+
+<p>La dignità e il nobile contegno con cui mosse
+incontro al conte, l'aria rassegnata e pensierosa che
+ne addolciva la fisonomia, non erano mezzi capaci
+per farlo rinunziare a lei, nè servirono se non ad
+aumentare una passione che l'aveva già inebriato.
+Egli ascoltò ciò ch'essa diceva con apparente compiacenza
+e gran desiderio di contentarlo, ma la
+sua risoluzione era invariabile. Mise in opera con
+lei l'arte e l'insinuazione la più raffinata. Persuasa
+Emilia che non avesse nulla da sperare dalla di lui
+giustizia, ripetè solennemente le sue proteste d'opposizione,
+e lo lasciò coll'assicurazione formale che
+avrebbe saputo mantenersi nella negativa anche
+malgrado la violenza. Un giusto orgoglio aveane
+trattenute le lacrime in presenza di Morano, ma<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+appena si trovò sola, pianse amaramente, invocando
+il padre, ed attaccandosi con dolore inesprimibile
+all'idea di Valancourt.</p>
+
+<p>La sera era avanzatissima, allorchè la Montoni
+entrò nella di lei camera cogli ornamenti nuziali
+che inviavale il conte. Essa aveva scansata la nipote
+per tutta la giornata, temendo cedere ad un'insolita
+sensibilità: non ardiva esporsi alla disperazione
+di Emilia; e forse la sua coscienza, il cui linguaggio
+era sì poco frequente, le rimproverava una condotta
+sì dura verso un'orfana figlia di suo fratello, e
+della quale un padre moribondo le aveva affidata
+la felicità.</p>
+
+<p>Emilia non volle vedere quei regali, e tentò, sebbene
+senza speranza, un nuovo ed ultimo sforzo
+per interessare la compassione della zia. Commossa
+forse alternativamente dalla pietà o dai rimorsi,
+seppe nasconder l'una e gli altri, e rimproverò alla
+nipote la follia di affliggersi per un matrimonio
+che non poteva mancare di renderla felice. «&nbsp;Certo,&nbsp;»
+le diss'ella, «&nbsp;se io non fossi maritata, e se il conte
+mi offrisse la sua mano, sarei molto lusingata di
+questa distinzione. Se io credo dover pensare così,
+voi, nipote mia, che non siete ricca, dovete indubitatamente
+trovarvene onoratissima, e mostrare
+una riconoscenza, un'umiltà verso Morano, tale da
+corrispondere alla sua condiscendenza. Son sorpresa,
+ve lo confesso, di veder lui così sommesso e voi
+così orgogliosa. Stupisco della sua pazienza, e, se
+fossi in lui, vi farei per certo ricordare un po' meglio
+dei vostri doveri. Io non vi adulerò, ve lo
+dico schietto; è questa ridicola adulazione che vi
+dà tanta e tale opinione di voi stessa, che vi fa
+credere non esservi nessuno che possa meritarvi.
+L'ho detto spesso al conte; io non badava alla
+stravaganza de' suoi complimenti, e voi li pigliavate
+alla lettera.</p>
+
+<p> &mdash; La vostra pazienza, signora,&nbsp;» disse Emilia,
+«&nbsp;soffriva allora assai meno della mia.<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Tutto questo è pura affettazione, null'altro,&nbsp;»
+rispose la zia; «&nbsp;io so che l'adulazione v'insuperbisce
+e vi rende così vana, che credete ingenuamente
+di vedere tutti gli uomini ai vostri piedi;
+ma v'ingannate. Posso accertarvi, nipote mia, che
+non troverete molti adoratori come il conte; chiunque
+altro vi avrebbe voltate le spalle, e vi avrebbe
+lasciata in preda a un tardo pentimento.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! perchè mai il conte non fa quel che farebbero
+gli altri?&nbsp;» disse Emilia sospirando.</p>
+
+<p> &mdash; È una fortuna per voi che non sia così,&nbsp;»
+replicò la zia.</p>
+
+<p> &mdash; Io non sono ambiziosa; desidero solo restare
+nello stato in cui mi trovo.</p>
+
+<p> &mdash; Non si tratta di ciò,&nbsp;» soggiunse la zia; «&nbsp;vedo
+che pensate sempre a quel Valancourt. Scacciate,
+ven prego, queste ubbie amorose e questo ridicolo
+orgoglio; diventate ragionevole. D'altronde son tutte
+ciarle inutili; voi sarete maritata domani, vogliate
+o no, già lo sapete: il conte non vuole esser più
+a lungo vostro zimbello.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla non tentò rispondere a siffatta singolare
+aringa, sentendone l'inutilità. La zia depose
+i regali del conte sopra un tavolino ove appoggiavasi
+Emilia, e le augurò la buona sera. L'orfanella
+fissò gli occhi sulla porta dond'era uscita la zia;
+ascoltava attenta se qualche suono venisse a rialzar
+l'abbattimento spaventoso de' suoi spiriti. Era mezzanotte
+passata; tutti dormivano, tranne il servo
+che aspettava il padrone. Il di lei animo, prostrato
+dai dispiaceri, cedè allora a terrori imaginari; tremava
+considerando le tenebre dell'ampia stanza in
+cui trovavasi; temeva senza saper perchè. Durò in
+tale stato tanto tempo, che avrebbe chiamata Annetta,
+la cameriera della zia, se la paura le avesse
+concesso d'alzarsi dalla sedia e traversar le camere.
+Le tetre illusioni a poco a poco svanirono; ed andò
+a letto, non per dormire, era impossibile, ma per<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+cercar di calmare il disordine dell'accesa fantasia e
+raccogliere le forze che le sarebbero state necessarie
+per la mattina seguente.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XIX" id="CAPITOLO_XIX"></a>CAPITOLO XIX</h2>
+
+<p>Un colpo battuto alla porta di Emilia la scosse
+dalla specie di sonno al quale erasi data in preda.
+Sussultò: le vennero tosto in mente Montoni e Morano.
+Ascoltò qualche momento, e riconoscendo la
+voce di Annetta rischiò ad aprire.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che ti conduce qui così di buon'ora?&nbsp;» le
+chiese tutta tremante.</p>
+
+<p> &mdash; Per carità, signorina, non vi spaventate; siete
+così pallida, che fate paura anche a me. Giù dabbasso
+fanno un gran rumore; tutti i servi vanno e
+vengono con furia, e nessuno può indovinarne il
+motivo.</p>
+
+<p> &mdash; Chi c'è con loro?&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;Annetta,
+non m'ingannare.</p>
+
+<p> &mdash; Il cielo me ne guardi, per tutto l'oro del
+mondo non v'ingannerei. Ho veduto soltanto che il
+signor Montoni mostra un'impazienza straordinaria,
+e mi diede l'ordine di farvi alzare sul momento.</p>
+
+<p> &mdash; Cielo! aiutatemi,&nbsp;» gridò Emilia disperata.
+«&nbsp;Il conte Morano è dunque venuto?</p>
+
+<p> &mdash; No, signorina, per quanto io sappia egli non
+c'è. Sua <i>eccellenza</i> mandommi a dirvi che a momenti
+saranno qui le gondole, e partiremo da Venezia.
+Bisogna ch'io mi sbrighi per tornar dalla
+padrona, la quale è tanto confusa, che non sa più
+quel che si faccia.</p>
+
+<p> &mdash; Ma insomma, che cosa significa tutto questo?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! signora Emilia, io non so altro se non
+che il signor Montoni è tornato a casa agitatissimo,
+e ci ha fatti alzar tutti, dichiarandoci che bisognava
+partir sull'istante.</p>
+
+<p> &mdash; Il conte Morano viene egli con noi? e dove
+andiamo?<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Lo ignoro. Ho inteso che Lodovico parlava
+d'un castello che il padrone ha in certe montagne.</p>
+
+<p> &mdash; Negli Appennini?</p>
+
+<p> &mdash; Appunto, signorina; ma sollecitatevi, e pensate
+all'impazienza del signor Montoni. Dio buono!
+sento già i remi delle gondole che arrivano.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta uscì a precipizio. Emilia si dispose a
+questo viaggio inaspettato, ed appena ebbe gettati
+libri ed abiti nel baule, ricevè un secondo avviso;
+scese nel gabinetto della zia, ove Montoni le rimproverò
+la sua lentezza. Egli uscì quindi per dare
+alcuni ordini, e Emilia chiese il motivo di quella
+partenza subitanea. La zia parve ignorarlo come lei,
+e che non intraprendesse quel viaggio se non con
+estrema ripugnanza.</p>
+
+<p>Finalmente tutta la famiglia s'imbarcò, ma nè
+Morano, nè Cavignì si fecero vedere. Questa circostanza
+rianimò un poco gli spiriti abbattuti di Emilia,
+la quale somigliava ad un condannato a morte,
+cui venga accordata una breve dilazione: il suo
+cuore si alleggerì ancor più, quando ebbero fatto
+il giro di San Marco senza fermarsi per prendere
+il conte.</p>
+
+<p>L'alba cominciava appena a biancheggiar l'orizzonte
+ed il lido. Emilia non ardiva fare veruna
+interrogazione a Montoni, che restò qualche tempo
+in cupo silenzio, e s'avvolse quindi nel mantello,
+come se avesse voluto dormire. Sua moglie fece altrettanto.
+Emilia, non potendo prender sonno, alzò
+una cortina, e si mise a considerar il mare. L'aurora
+illuminava grandemente la sommità dei monti friulani;
+ma le loro coste e le onde che le bagnavano,
+erano tuttavia sepolte nell'ombra: la fanciulla, immersa
+in dolce malinconia, osservava i progressi
+del giorno, che stendevasi sul mare, illuminando
+Venezia, i suoi isolotti, e finalmente le spiagge italiane,
+lungo le quali cominciavano già a mettersi
+in moto le barche. I gondolieri venivano spesso chiamati<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span>
+da coloro che portavano le provvisioni al mercato
+di Venezia. Un'infinita quantità di barchette
+coperse in breve la laguna. Emilia gettò l'ultimo
+sguardo su quella magnifica città; ma il di lei spirito
+allora era soltanto occupato da mille congetture
+sui casi che l'attendevano, sul paese ov'era trascinata,
+e sul motivo di quel viaggio repentino.</p>
+
+<p>Le parve dopo mature riflessioni, che Montoni la
+conducesse al suo castello isolato per costringerla
+più sicuramente all'obbedienza con mezzi di terrore.
+Se le scene tenebrose e solitarie che vi si
+disponevano non <a name="tn83" id="tn83"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'sortiressero'">sortissero</ins> il bramato esito, il
+suo matrimonio vi sarebbe celebrato per forza, e
+con maggior mistero forse e meno smacco per l'onore
+di Montoni. Il poco coraggio resole dalla proroga
+svanì a questa terribile idea, e quando si toccò
+la riva, ell'era ricaduta nel più penoso abbattimento.</p>
+
+<p>Montoni non rimontò la Brenta, ma continuò in
+carrozza per andare agli Appennini. Durante questo
+viaggio fu così severo con Emilia che ciò solo
+avrebbe servito a confermare le sue congetture allarmanti.</p>
+
+<p>I viaggiatori cominciarono a salire gli Appennini:
+a quell'epoca que' monti erano coperti da immense
+foreste di abeti. La strada passava in mezzo a questi
+boschi, e non lasciava vedere che rupi spaventevoli
+sospese sul loro capo, a meno che qualche radura
+non lasciasse distinguere momentaneamente il
+sottoposto piano. L'oscurità di quei luoghi, il loro
+cupo silenzio, quando neanche il più lieve vento
+agitava la cima degli alberi, l'orrore dei precipizi
+susseguentisi, ciascun oggetto, in una parola, rendeva
+più imponenti le triste riflessioni d'Emilia.
+Essa non vedeva a sè intorno che immagini di spaventosa
+grandezza e di tetra sublimità.</p>
+
+<p>A misura che i viaggiatori montavano attraverso
+le selve, le rupi accatastavansi a rupi, i monti parevano
+moltiplicarsi, e la cima di un'eminenza sembrava<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+servir di base ad un'altra. Finalmente trovaronsi
+sopra un piccolo piano, ove i mulattieri sostarono.
+La scena vasta e magnifica che si presentava
+nella valle, eccitò l'ammirazione universale, ed
+interessò perfino la signora Montoni. Emilia obliò
+un momento i suoi mali nell'immensità della natura.
+Al di là d'un anfiteatro di montagne, le cui masse
+parevano numerose quanto le onde del mare, e le
+cui falde erano coperte di folti boschi, scuoprivansi
+le campagne d'Italia dove i fiumi, le città, gli oliveti,
+le vigne e tutta la prosperità della coltura
+si mischiavano in una ricca confusione. L'Adriatico
+circoscriveva l'orizzonte. Il Po e la Brenta, dopo
+aver fecondato tutta l'estensione del bel paese, venivano
+a scaricarvi le loro fertili acque. Emilia contemplò
+a lungo lo splendore di quei luoghi deliziosi
+che abbandonava, e la cui magnificenza sembrava
+non ispiegarsi davanti a lei se non per cagionarle
+maggior rincrescimento. Per lei, il mondo
+intero non conteneva che Valancourt, il di lei cuore
+dirigevasi a lui solo, e per lui solo versava tante
+lacrime.</p>
+
+<p>Da quel punto di vista sublime i viaggiatori continuarono
+a salire penetrando in una gola angusta
+che mostrava soltanto minacciose rupi sospese sulla
+strada. Nessun vestigio umano, verun segno di vegetazione
+compariva colà. Questa gola conduceva
+nel cuore degli Appennini. Si allargò finalmente,
+scoprendo una catena di monti sterilissimi, attraverso
+i quali bisognò viaggiare per più ore.</p>
+
+<p>Verso sera, la strada svoltò in una valle più profonda,
+circondata quasi tutta da scoscese montagne.
+Il sole tramontava allora dietro lo stesso monte che
+scendevano i viaggiatori, prolungandone l'ombra
+verso la valle; ma i suoi raggi orizzontali, traversando
+qualche spaccatura, doravano le sommità dell'opposta
+foresta, e scintillavano sulle alte torri ed
+i comignoli d'un castello, i cui vasti bastioni estendevansi<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+lungo uno spaventoso precipizio. Lo splendore
+di tanti oggetti bene illuminati veniva accresciuto
+dal contrasto dell'ombre che avvolgevano già
+la valle.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ecco il castello di Udolfo,&nbsp;» disse Montoni, parlando
+per la prima volta dopo parecchie ore.</p>
+
+<p>Emilia guardò il castello con una specie di terrore,
+quando seppe ch'era quello di Montoni; sebbene
+illuminato in quel momento dal sole all'occaso
+la gotica magnificenza di quell'architettura, le antiche
+mura di pietra bigia, ne formavano un oggetto
+imponente e sinistro. La luce s'affievolì insensibilmente,
+spargendo una tinta purpurea che si
+estinse grado grado, e lasciò i monti, il castello e
+tutti gli oggetti circonvicini in tetra oscurità.</p>
+
+<p>Isolato, vasto e massiccio, esso sembrava dominare
+la contrada. Più la notte diveniva oscura, più
+le sue alte torri parevano imponenti. L'estensione
+e l'oscurità di quegli immensi boschi erano considerate
+da Emilia come adatte soltanto a servir di
+covile a masnadieri. Finalmente, le carrozze giunsero
+alle porte del castello. La lunga oscillazione
+della campana che fu suonata alla porta d'ingresso
+aumentò il terrore di Emilia. Mentre si aspettava
+l'arrivo di qualcuno che aprisse quelle imposte formidabili,
+ella considerò il maestoso edifizio. Le tenebre
+che l'avvolgevano non le permisero di discernerne
+il recinto, le grosse mura, i bastioni merlati
+e d'accorgersi che era vasto, antico e spaventoso.
+La porta d'ingresso conduceva nei cortili, ed era
+di proporzioni gigantesche. Due fortissime torri ne
+difendevano il passaggio. Invece di stendardi si vedevano
+svolazzare, su per le sconnesse pietre, erbe
+lunghissime e piante salvatiche abbarbicate nelle
+rovine, e che parevano crescere a stento in mezzo
+alla desolazione che le circondava. Le torri erano
+congiunte da una cortina munita di merli e casematte.
+Dall'alto della vôlta cadeva una pesante saracinesca.<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+Da questa porta, le mura dei bastioni
+comunicavano con altre torri sporgenti sul precipizio;
+ma queste muraglie quasi rovinate mostravano
+i guasti della guerra. Mentre Emilia osservava con
+tanta attenzione, si udì aprire i grossi catenacci. Un
+vecchio servitore comparve, e spinse le imposte per
+<a name="tn86" id="tn86"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'lascir'">lasciar</ins> entrare il suo signore. Mentre le ruote giravano
+con fracasso sotto quelle saracinesche impenetrabili,
+Emilia si sentì mancare il cuore, credendo
+entrare nella sua prigione. Il cupo cortile che traversarono
+confermònne la lugubre idea; e la di lei
+immaginazione, sempre attiva, le suggerì un terror
+maggiore di quel che potesse giustificarlo la sua
+ragione.</p>
+
+<p>Un'altra porta l'introdusse nel secondo cortile,
+ancor più tristo del primo. Emilia ne giudicava alla
+fioca luce del crepuscolo, vedendone le alte mura
+tappezzate d'ellera e di musco, e le merlate torri
+giganteggianti. L'idea di lunghi patimenti e d'un
+assassinio le colpì l'immaginazione d'improvviso
+orrore. Questo sentimento non diminuì allorchè entrò
+in una sala gotica, immensa, tenebrosa. Una face
+che brillava da lontano traverso una lunga fila
+d'arcate serviva solo a renderne più sensibile l'oscurità.</p>
+
+<p>L'arrivo inaspettato di Montoni non aveva permesso
+alcun preparativo per riceverlo. Il servo da
+lui spedito partendo da Venezia, l'aveva preceduto
+di pochi momenti, e questa circostanza scusava in
+qualche modo lo stato di nudità e disordine del
+castello.</p>
+
+<p>Il servo che venne a far lume, salutò il padrone
+tacendo, e la di lui fisonomia non fu animata da
+veruna apparenza di piacere. Montoni rispose al saluto
+con leggiero moto della mano e passò. La moglie
+lo seguiva, guardandosi intorno con una sorpresa
+ed un malcontento, cui pareva temer di esprimere.
+Emilia, vedendo l'immensa estensione di<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+quell'edificio, con timido stupore si avvicinò ad
+una scala marmorea. Qui gli archi formavano una
+vôlta altissima, dal centro della quale pendeva una
+lampada a tre becchi, che il servitore si affrettò di
+accendere. La ricchezza delle cornici, la grandezza
+di una galleria che conduceva a molti appartamenti,
+ed i vetri coloriti d'un finestrone gotico, furono,
+gli oggetti che scuoprironsi successivamente.</p>
+
+<p>Dopo aver girato appiè della scala, e traversata
+un'anticamera, entrarono in una vastissima sala.
+L'intavolato di nero larice ne aumentava l'oscurità.</p>
+
+<p>«&nbsp;Portate altri lumi,&nbsp;» disse Montoni nell'entrare.
+Il servo depose la lucerna ed uscì per ubbidire. La
+padrona osservò che l'aria della sera era umida in
+quel clima, e che avrebbe gradito un po' di fuoco:
+Montoni ordinò di accenderne.</p>
+
+<p>Mentr'egli passeggiava pensieroso nella stanza,
+la signora Montoni riposava silenziosa sopra un sofà,
+aspettando il ritorno del servo. Emilia osservava
+l'imponente singolarità e l'abbandono di quel luogo,
+illuminato da una sola lucerna posta in faccia <a name="tn87" id="tn87"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ad'">al</ins>
+grande specchio di Venezia, che rifletteva oscuratamente
+la scena, e l'alta statura di Montoni, che
+passava e ripassava colle braccia incrociate, e la
+faccia ombreggiata dalle piume del suo largo cappello.
+Il vecchio servitore tornò di lì a poco carico
+d'un fascio di legna e seguito da altri due servi
+con lumi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vostra eccellenza sia il benvenuto,&nbsp;» disse il
+vecchio, dopo aver deposte le legna. «&nbsp;Questo castello
+è stato lunga pezza deserto. Ci scuserete sapendo
+che abbiamo avuto pochissimo tempo. Saranno
+due anni il giorno di san Marco prossimo,
+che vostra eccellenza non è venuta qui.</p>
+
+<p> &mdash; Precisamente,&nbsp;» disse Montoni, «&nbsp;tu hai buona
+memoria, Carlo; come hai tu fatto dunque a vivere
+sì lungamente?</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signore, molto a stento. I venti freddi<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+che soffiano in questi luoghi nell'inverno, sono cattivi
+per me. Aveva pensato più d'una volta di domandare
+il permesso a vostra eccellenza di lasciarmi
+abbandonare i monti per ritrarmi nella valle; ma
+non so come sia, io non posso risolvermi ad abbandonare
+queste vecchie mura dove ho vissuto per
+tanti anni.</p>
+
+<p> &mdash; Bene,&nbsp;» disse Montoni; «&nbsp;cosa facesti tu in
+questo castello dopo la mia partenza?</p>
+
+<p> &mdash; Press'a poco come secondo il solito; ma tutto
+rovina qui: c'è la torre di settentrione che ha bisogno
+di esser risarcita; molte fortificazioni sono in
+cattivo stato; una parte del tetto della sala grande
+è crollato, e poco mancò non cadesse sulla testa
+della mia povera moglie (Dio l'abbia in pace). Tutti
+i venti vi s'inabissavano l'inverno scorso. Noi fummo
+quasi per morir di freddo.</p>
+
+<p> &mdash; Ci sono altre riparazioni da fare?&nbsp;» disse
+Montoni con impazienza.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! sì, eccellenza. Il bastione è rovinato in
+tre luoghi. Le scale della galleria a tramontana sono
+piene di tante macerie, ch'è pericoloso passarvi. Il
+corridoio che mette alla camera di quercia, è nel
+medesimo stato. Una sera mi ci avventurai; e...</p>
+
+<p> &mdash; Basta basta,&nbsp;» disse Montoni vivamente; «&nbsp;ne
+discorreremo domattina.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il fuoco era già acceso. Carlo spazzò il camino,
+dispose le sedie, spolverò una tavola di marmo vicina
+e uscì.</p>
+
+<p>I nostri personaggi s'accostarono al fuoco. La
+Montoni tentò appiccar discorso, ma le brusche risposte
+del marito ne la distolsero. Emilia procurò
+di farsi animo, e con voce tremante disse: «&nbsp;Poss'io
+domandarvi, o signore, il motivo di questa improvvisa
+partenza?&nbsp;» Dopo una lunga pausa ebbe bastante
+coraggio per reiterare la domanda.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non mi garba rispondere alle interrogazioni,&nbsp;»
+disse Montoni, «&nbsp;come a voi non conviene di farmene.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+Il tempo spiegherà tutto. Desidero adesso
+non essere importunato più a lungo. Vi consiglio
+ad adottare una condotta più ragionevole. Tutte
+queste idee di pretesa sensibilità non sono, a dirla
+schietta, che debolezze.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si alzò per andarsene. «&nbsp;Buona notte,&nbsp;»
+diss'ella alla zia, nascondendo con difficoltà la sua
+emozione.</p>
+
+<p> &mdash; Buona notte, mia cara,&nbsp;» rispose questa con
+accento di bontà straordinaria in lei. La tenerezza
+inaspettata fece piangere la fanciulla, che, salutato
+Montoni, s'avviò. «&nbsp;Ma voi non sapete dove sia la
+vostra camera?&nbsp;» soggiunse la zia. Montoni chiamò
+il servo che attendeva nell'anticamera, e gli ordinò
+di far venire la cameriera di sua moglie, la quale
+arrivò poco dopo e seguì Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sai tu dove sia la mia camera?&nbsp;» diss'ella ad
+Annetta nel traversar la sala.</p>
+
+<p> &mdash; Credo saperlo, signorina, ma è una stanza
+molto stravagante; è situata sul bastione meridionale,
+e ci si va dallo scalone: la camera della signora
+è all'altra estremità del castello.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia salì la scala ed entrò nel corridoio. Percorrendolo,
+Annetta ripigliò il chiaccherio.</p>
+
+<p>«&nbsp;È un luogo solitario e tristo questo castello;
+io tremo tutta nel pensare che devo soggiornarvi.
+Oh! quante volte mi son pentita di avere abbandonata
+la Francia! non mi sarei mai aspettata,
+quando seguii la signora per girare il mondo, di
+essere imprigionata in un luogo simile. Oh! non
+sarei venuta via dal mio paese, quand'anco m'avessero
+coperta d'oro.</p>
+
+<p> &mdash; Da questa parte, signorina, voltate a sinistra.
+In verità, son quasi tentata di credere ai giganti.
+Questo castello sembra fatto espressamente per loro.
+Una notte o l'altra vedremo qualche folletto; ne
+devono comparire in quella gran sala, la quale,
+ne' suoi pesanti pilastri, somiglia più ad una chiesa,
+che ad altro.<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» disse Emilia sorridendo, lieta di sottrarsi
+a più serii pensieri, «&nbsp;se noi venissimo qui a mezzanotte
+e guardassimo nel vestibolo, lo vedremmo
+per certo illuminato da più di mille lampade. Tutti
+gli spiriti ballerebbero in giro al suon di deliziosa
+musica; e' soglion sempre tener lor congreghe in
+luoghi consimili. Temo, Annetta, tu non abbia bastante
+coraggio per <a name="tn90" id="tn90"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'assistare'">assistere</ins> a sì bello spettacolo.
+Se tu parlassi, tutto svanirebbe all'istante.</p>
+
+<p> &mdash; Epperciò credo che se abiterò qui un pezzo
+diverrò un'ombra anch'io.</p>
+
+<p> &mdash; Spero che non confiderai i tuoi timori al signor
+Montoni; gli spiacerebbero assaissimo.</p>
+
+<p> &mdash; Come! voi dunque sapete tutto, signorina?
+Oh! no, no. So ben io cosa devo fare, e se il padrone
+può dormire in pace, certo tutti qui possono
+fare altrettanto... Per quest'andito, signorina; esso
+conduce ad una scaletta. Oh! se vedo qualcosa,
+cado svenuta sicuramente.</p>
+
+<p> &mdash; Non è possibile,&nbsp;» disse Emilia sorridendo, e
+svoltando l'andito che metteva in un'altra galleria.
+Annetta si avvide allora d'avere sbagliata strada, e
+si smarrì sempre più attraverso altri corridoi: spaventata
+infine dai loro giri e dalla solitudine loro,
+gridò chiedendo soccorso; ma i servi erano dalla
+parte opposta del castello, e non potevano udirla.
+Emilia aprì la porta d'una camera a sinistra. La
+cameriera sclamò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Non entrate là dentro, signora, ci perderemmo
+ancor più.</p>
+
+<p> &mdash; Porta il lume: troveremo la strada traverso
+tutte queste stanze.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta stava alla porta titubando; essa tendeva
+il lume per lasciar vedere la camera, ma i suoi
+raggi non vi penetravano a metà. «&nbsp;Perchè non
+entri?&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;lasciami vedere per dove
+si va per di qui.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'altra si avanzò con ripugnanza. La camera dava<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+adito ad una fuga di stanze antiche e spaziose. I
+mobili che le adornavano erano antichi quanto le
+muraglie, e conservavano un'apparenza di grandezza,
+sebbene logorati dal tempo e dalla polvere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Come fa freddo qui,&nbsp;» disse Annetta; «&nbsp;a quanto
+si dice, non vi ha abitato nessuno da molti secoli.
+Andiamo via.</p>
+
+<p> &mdash; Da questa parte potremo forse arrivare allo
+scalone,&nbsp;» rispose Emilia, e andando sempre avanti,
+si trovarono in una sala guarnita di quadri; prese
+il lume per esaminare quello d'un soldato a cavallo
+sul campo di battaglia. Egli puntava la spada
+sopra un uomo disteso ai piedi del suo destriero,
+e che sembrava chiederli mercè. Il soldato, colla
+visiera alzata, lo guardava con l'aria della vendetta.</p>
+
+<p>Quest'espressione e tutto il complesso sorpresero
+Emilia per la sua somiglianza con Montoni;
+fremè e volse altrove lo sguardo. Passando col
+lume accanto agli altri quadri, ne vide uno coperto
+da un velo nero; questa singolarità la colpì; fermossi
+coll'intenzione di alzare il velo e considerare
+ciò che v'era nascosto con tanta cura; pure
+esitò. «&nbsp;Madonna!&nbsp;» gridò Annetta; che vuol dir
+mai questo? È sicuramente la pittura, il quadro
+di cui si parlava a Venezia.</p>
+
+<p> &mdash; Che pittura?&nbsp;» disse Emilia. «&nbsp;Che quadro?</p>
+
+<p> &mdash; Un quadro,&nbsp;» rispose Annetta, tremante e
+pallida. «&nbsp;Non ho mai potuto sapere ciò che fosse.</p>
+
+<p> &mdash; Alza quel velo, Annetta.</p>
+
+<p> &mdash; Chi? io, signorina, io? No, per tutto l'oro
+del mondo.</p>
+
+<p> &mdash; Ma che cosa hai saputo su questo quadro,
+che ti spaventa tanto?</p>
+
+<p> &mdash; Nulla, signorina, non mi è stato detto nulla.
+Andiamo via.</p>
+
+<p> &mdash; Sicuro, ma prima voglio vedere il quadro;
+piglia il lume, Annetta, alzerò io il velo.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span></p>
+
+<p>La cameriera prese il lume e fuggì precipitosamente,
+senza volere ascoltare Emilia, la quale, non
+volendo restar al buio, fu obbligata a seguirla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ma che cos'hai, Annetta? Cosa ti fu detto di
+quel quadro, che scappi quando ti prego di restare?</p>
+
+<p> &mdash; Non ne so il motivo, e non m'han detto nulla.
+Tutto quel che so, è che ci fu qualcosa di spaventoso
+a tal proposito; che in seguito fu sempre tenuto
+coperto d'un velo nero, e che nessuno lo ha
+veduto da molto tempo. Si dice che ciò abbia qualche
+rapporto colla persona che possedeva il castello
+prima che appartenesse al padrone; e...</p>
+
+<p> &mdash; Benissimo, Annetta, mi accorgo che infatti tu
+non sai nulla del quadro.</p>
+
+<p> &mdash; No, nulla in verità, signorina; perchè mi hanno
+fatto promettere di non parlarne mai. Ma...</p>
+
+<p> &mdash; In tal caso,&nbsp;» soggiunse Emilia, vedendola
+combattuta dalla volontà di rivelare un segreto, e
+dal timore delle conseguenze, «&nbsp;in tal caso, non voglio
+saperne di più.</p>
+
+<p> &mdash; No, signorina; non me lo domandate.</p>
+
+<p> &mdash; Tu diresti tutto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta arrossì, Emilia sorrise; finirono di traversare
+quelle stanze, e si trovarono finalmente in
+cima allo scalone. La cameriera vi lasciò la padroncina
+per chiamare una serva del castello, e farsi
+condurre alla camera inutilmente cercata.</p>
+
+<p>Intanto Emilia pensava al quadro. La curiosità la
+spingea a tornar indietro per esaminarlo; ma l'ora,
+il luogo, il cupo silenzio che regnava intorno, tutto
+ne la distolse. Pure risolse di tornar col nuovo
+giorno al misterioso quadro e sollevarne il velo.</p>
+
+<p>La serva comparve alfine, e condusse Emilia nella
+sua camera, situata all'estremità del castello ed in
+fondo al corridoio, sul quale s'apriva appunto la
+fila di stanze che avevano traversate. L'aspetto deserto
+di quella camera fece desiderare alla fanciulla<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span>
+che Annetta non partisse subito. Il freddo umido
+che vi si sentiva la gelava quanto il timore; pregò
+Caterina, la serva del castello, di accenderle un po'
+di fuoco.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! signorina, son molti anni che non venne
+acceso fuoco in questa camera,&nbsp;» disse la fantesca.</p>
+
+<p> &mdash; Non c'era bisogno di dircelo, buona donna,&nbsp;»
+soggiunse Annetta; «&nbsp;tutte le stanze di questo castello
+son fresche come i pozzi in tempo di estate:
+stupisco che voi possiate vivere in un luogo simile.
+Per me, vorrei essere a Venezia, o piuttosto in
+Francia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fe' cenno a Caterina di andare a prender
+le legna.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non capisco,&nbsp;» disse la cameriera, «&nbsp;perchè
+questa si chiami la camera doppia.&nbsp;»</p>
+
+<p>La padroncina intanto l'osservava in silenzio, e
+la trovava alta e spaziosa come tutte le altre già
+vedute. Le pareti erano intavolate di larice; il letto
+e gli altri mobili pareano antichissimi, ed avevano
+quell'aria di tetra grandezza che si osservava in
+tutto l'edificio. Essa aprì un finestrone; ma l'oscurità
+non le permise di nulla distinguere.</p>
+
+<p>In presenza di Annetta, Emilia procurava di contenersi
+e trattener le lacrime. Desiderava ansiosamente
+di sapere quando si aspettava al castello il
+conte Morano; ma temeva di fare un'interrogazione
+inutile, e divulgare interessi di famiglia in presenza
+della servitù. Intanto, i pensieri d'Annetta
+occupavansi di oggetti ben diversi: essa amava molto
+il maraviglioso; aveva udito parlare d'una circostanza
+relativa al castello, che solleticava molto la
+di lei curiosità. Le avevano raccomandato il segreto
+e la sua smania di parlare era così violenta, che ad
+ogni istante stava per dir tutto. Era circostanza sì
+strana! Il non poter parlarne era un castigo forte
+per lei; ma Montoni poteva imporgliene de' più severi
+ed essa temeva di provocarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p>
+
+<p>Caterina portò le legna, e la fiamma sfavillante
+fugò alquanto la nebbia lugubre della stanza; la
+fante disse ad Annetta che la padrona la cercava:
+Emilia restò sola in preda alle sue tristi riflessioni.
+Per sottrarvisi, si alzò a considerare meglio la camera
+ed i mobili. Vide una porta chiusa poco esattamente;
+ma accorgendosi non esser quella ond'era
+entrata, prese il lume per sapere ove conduceva.
+L'aprì, e scorse i gradini d'una scaletta segreta.
+Volle vedere dove mettesse, tanto più che comunicava
+colla camera; ma nello stato attuale del suo
+spirito le mancò il coraggio per andar più oltre.
+Chiuse la porta, e cercò d'affrancarla, avendo osservato
+che dalla parte interna non aveva chiavistello,
+mentre di fuori ve n'erano fin due. Appoggiandovi
+una sedia pesante, rimediò in parte al pericolo;
+ma paventava molto d'esser costretta a dormire
+in quella camera isolata, sola e con una porta
+della quale non conosceva la riuscita. Voleva quasi
+andar a pregar la signora Montoni acciò permettesse
+ad Annetta di passar la notte con lei, ma rigettò
+quest'idea, persuasa che i di lei timori sarebbero
+stati chiamati puerili, e per non iscuoter anche di
+troppo la fantasia già alterata della giovine. Queste
+affliggenti riflessioni furono interrotte dal rumore
+di passi nel corridoio: era Annetta ed un
+servo che le portavano la cena da parte della zia.
+Si mise a tavola vicino al fuoco, ed obbligò la cameriera
+a mangiar seco lei. Incoraggita da tale condiscendenza,
+e dallo splendore e calore del fuoco, la
+buona ragazza accostò la sedia a quella d'Emilia, e
+le disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Avete mai udito parlare, signorina, dello strano
+caso che ha messo il padrone in possesso di questo
+castello?</p>
+
+<p> &mdash; Quale maravigliosa storia ti fu mai detta?&nbsp;»
+rispose Emilia, cercando nascondere la viva curiosità
+che la tormentava.<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Io so tutto,&nbsp;» soggiunse Annetta guardandosi
+intorno, ed accostandosele sempre più; «&nbsp;Benedetto
+mi ha raccontato tutto per viaggio. &mdash; Annetta, mi
+diss'egli, voi non sapete nulla di quel castello ove noi
+andiamo? &mdash; No, gli risposi, signor Benedetto; e
+voi che ne sapete? &mdash; Ma mi lusingo che saprete
+custodire un segreto, altrimenti non vi direi nulla
+per tutto l'oro del mondo. &mdash; Ho promesso di non
+parlarne, e si assicura che al padrone spiacerebbe
+molto che se ne ciarlasse.</p>
+
+<p> &mdash; Se hai promesso il segreto,&nbsp;» disse Emilia,
+«&nbsp;fai male a rivelarlo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta tacque alcun poco, poi soggiunse: «&nbsp;Oh!
+ma per voi, signorina, so bene che vi posso confidar
+tutto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si mise a ridere, dicendo: «&nbsp;Io tacerò fedelmente
+quanto te.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta replicò con gravità, ch'era cosa indispensabile,
+e continuò: «&nbsp;Voi dovete sapere che questo
+castello è molto antico e ben fortificato; si dice
+che abbia già sostenuto diversi assedi, e non appartenne
+sempre al signor Montoni, nè a suo padre;
+ma per una disposizione qualsiasi, egli doveva entrarne
+al possesso, se la signora moriva senza maritarsi.</p>
+
+<p> &mdash; Qual signora?&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Adagio,&nbsp;» soggiunse Annetta; «&nbsp;è la signora
+di cui verrò a parlarvi. Essa abitava nel castello,
+ed aveva, come potete immaginarvelo, un gran treno.
+Il padrone veniva spesso a visitarla; se ne innamorò
+e le offrì di sposarla; erano parenti alla lontana,
+ma ciò non importava. La signora amava un altro,
+e non volle saperne di lui, per cui dicono montasse
+sulle furie; e voi ben sapete qual uomo sia quando
+è in collera. Forse lo vide ella in uno di questi
+trasporti, e lo rifiutò. Ma, come vi diceva, essa parea
+trista, infelice, e ciò per molto tempo. O Dio!
+Che rumore è questo? Non sentite, signorina?<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; È il vento,&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;prosiegui il tuo
+racconto.</p>
+
+<p> &mdash; Come vi diceva, essa era afflitta ed infelice,
+passeggiava sola sul terrazzo, sotto le finestre, e là
+piangeva amaramente... Tutto ciò l'ho inteso dire a
+Venezia; ma ciò che segue, lo seppi oggi soltanto:
+il caso è accaduto molti anni addietro, allorchè il
+signor Montoni era ancor giovine; la dama si chiamava
+la signora Laurentini; era bellissima, ma andava
+spesso in collera, al par del padrone. Accortosi
+questi ch'essa non voleva dargli retta, che fa?
+lascia il castello, e non ci torna più; ma ciò poco
+le importava, poichè era infelice anche lui assente.
+Una sera finalmente,&nbsp;» soggiunse la ragazza sbassando
+la voce, e guardando intorno inquieta, «&nbsp;per
+quanto si dice, verso la fine dell'anno, cioè alla metà
+di settembre, o ai primi di ottobre, a quanto suppongo,
+o fors'anco alla metà di novembre... poco
+importa, è sempre verso la fine dell'anno: ma non
+posso precisare il momento, perchè non me lo dissero
+neppur essi. In somma, verso la fine dell'anno,
+questa signora andò a passeggiare fuori del castello
+nel bosco vicino, come faceva di solito. Essa era
+sola, colla sua cameriera: faceva freddo; ed il vento,
+spazzando via le foglie, soffiava tristamente attraverso
+quei grossi castagni che abbiamo passati ieri: Benedetto
+mi mostrava gli alberi mentre raccontava.
+Il vento era dunque molto freddo, e la cameriera la
+pregava di tornare indietro, ma non volle acconsentirvi,
+chè passeggiava volentieri pei boschi in
+qualunque stagione, la sera in ispecie; e se le foglie
+secche cadevano intorno a lei, ne avea maggior piacere.
+Ebbene! fu veduta scendere verso il bosco;
+venne la sera, ed essa non comparve. Suonarono le
+dieci, le undici, mezzanotte, e non si vide tornare;
+i domestici, pensando che le fosse occorsa qualche
+disgrazia, ne andarono in traccia; cercarono tutta
+la notte, ma non la trovarono, e non poterono averne<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+nessun indizio. Da quel giorno non ne hanno più
+saputo nulla.</p>
+
+<p> &mdash; È proprio vero?&nbsp;» disse Emilia sorpresa.</p>
+
+<p> &mdash; Verissimo, signora,&nbsp;» rispose Annetta inorridita;
+«&nbsp;pur troppo è vero. Ma si dice,&nbsp;» soggiunse
+ella sottovoce, «&nbsp;che da qualche tempo la signora
+Laurentini fu vista più volte di notte nel bosco e
+nei contorni del castello; alcuni de' vecchi servitori,
+che restarono qui dopo il tristo caso, assicurano
+d'averla veduta. Il vecchio fattore potrebbe raccontare
+cose assai strane, a quanto si dice.</p>
+
+<p> &mdash; Qual contraddizione!&nbsp;» soggiunse Emilia; «&nbsp;tu
+dici che non si era più udito parlare di lei, e poi
+asserisci che fu veduta.</p>
+
+<p> &mdash; Tutto questo mi fu detto colla massima segretezza,&nbsp;»
+continuò Annetta senza badare all'osservazione;
+«&nbsp;son certa che non vorrete farci torto a
+Benedetto ed a me di parlare di questo fatto.</p>
+
+<p> &mdash; Non temere della mia indiscrezione,&nbsp;» rispose
+Emilia; «&nbsp;ma permettimi ch'io ti consigli d'essere
+un po' più prudente, e non isvelare ad alcuno quel
+che hai detto a me. Il signor Montoni, come tu dici,
+potrebbe benissimo andare in collera, se ne sentisse
+parlare. Ma, quali ricerche furono fatte a proposito
+di questa infelice?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! infinite, perchè il padrone aveva diritti
+sul castello, essendo parente più prossimo della signora
+Laurentini; e si dice che i giudici, i senatori,
+od altri, dichiararono ch'egli non potesse entrarne
+in possesso, se non dopo molti anni, e che se dopo
+questo lasso di tempo la dama non si fosse trovata,
+allora il castello gli sarebbe appartenuto come se
+fosse morta. Ma il fatto si propalò, e si sparsero
+tante e tante voci strane in proposito, che non ardisco
+neppure menzionarvele...</p>
+
+<p> &mdash; È strano,&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;ma allorchè la
+signora Laurentini è di poi ricomparsa nel castello,
+non le ha parlato nessuno?<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Parlato! parlarle!&nbsp;» sclamò Annetta con ispavento.
+«&nbsp;No, no, e poi no, statene sicura.</p>
+
+<p> &mdash; E perchè no?&nbsp;» disse Emilia, bramando sapere
+qualcosa di più.</p>
+
+<p> &mdash; Madonna santa! Parlare con uno spirito!</p>
+
+<p> &mdash; Ma quali ragioni vi sono per credere che fosse
+uno spirito, se nessuno se le è avvicinato, e se nessuno
+le ha parlato?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! signorina, questo non posso dirvelo. Come
+potete voi farmi domande così stravaganti? Ma nessuno
+l'ha veduta andare e venire nel castello. Ora
+la vedevano in un sito, e poco dopo era in un altro.
+Essa non parlava, e se fosse stata viva, cosa avrebbe
+fatto in questo castello senza parlare? vi sono
+perfino parecchi luoghi dove nessuno si è arrischiato
+più di andare, e sempre per lo stesso motivo.</p>
+
+<p> &mdash; Perchè essa non parlava?&nbsp;» disse Emilia sforzandosi
+di ridere, malgrado la paura che cominciava
+ad impossessarsi di lei.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» rispose Annetta indispettita; «&nbsp;ma perchè
+ci si vedeva qualche cosa. Si dice pure esservi
+un'antica cappella nella parte occidentale del castello,
+ove talvolta, a mezzanotte, si sentono gemiti.
+Io fremo solo a pensarvi! colà si sono vedute cose
+molto straordinarie.</p>
+
+<p> &mdash; Finiscila una volta con queste favole.</p>
+
+<p> &mdash; Favole! signorina, io posso dirvi in proposito
+una storia che mi raccontò Caterina. Era una fredda
+sera d'inverno, e Caterina stava seduta nel salotto
+col vecchio Carlo e sua moglie. Carlo desiderò di
+mangiar fichi, ed incaricò la serva d'andarne a cercare
+alla dispensa, ch'era in fondo della galleria
+settentrionale. Caterina prese la lampada... Zitto, signora,
+odo fracasso!...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, in cui allora Annetta avea fatto passar la
+sua paura, ascoltò attenta; ma non udì nulla. La
+cameriera continuò: «&nbsp;Caterina andò alla galleria...
+è quella che abbiam traversata prima di venir qui.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+Essa andava colla lampada in mano senza paura alcuna...
+Ancora!&nbsp;» sclamò d'improvviso; «&nbsp;ho sentito
+ancora: or non m'inganno.</p>
+
+<p> &mdash; Zitto!&nbsp;» disse Emilia tutta tremante. Ascoltarono,
+e rimasero immobili. Fu udito un colpo
+battuto nel muro. Annetta gettò un alto grido, la
+porta si aprì con lentezza, e videro entrar Caterina,
+che veniva per dire alla cameriera che la sua padrona
+la cercava. Annetta ridendo e piangendo,
+rimproverò Caterina di averle fatto tanta paura:
+temeva avesse udito ciò ch'ella aveva detto. Emilia,
+profondamente colpita dalla circostanza principale
+del racconto di Annetta, non avrebbe voluto restar
+sola nella situazione attuale; ma, per evitare
+i sarcasmi della signora Montoni, e non tradire la
+propria debolezza, lottò contro l'illusioni della paura,
+e congedò Annetta per tutta la notte.</p>
+
+<p>Quando fu sola, pensò alla strana storia della
+signora Laurentini, e poi alla situazione in cui trovavasi
+ella stessa in quel terribile castello, in mezzo
+a deserti e montagne, in paese straniero, sotto il
+dominio d'un uomo che pochi mesi prima non conosceva,
+e di cui considerava il carattere con un
+orrore giustificato dal terror generale ch'egli ispirava.
+Allora, ricordando i timori profetici di Valancourt,
+il cuore di lei stringeasi dolorosamente,
+abbandonandosi a vani rammarici.</p>
+
+<p>Il vento, fischiando con forza di fuori pel corridoio,
+accresceva la di lei malinconia. Emilia restava
+fissa davanti alle fredde ceneri dello spento
+focolare, quando un'impetuosa raffica penetrando
+con ispaventevol fracasso per quegli anditi, scosse
+porte e finestre, e spaventolla tanto più che spostò,
+nella scossa, la sedia ond'ell'erasi servita per
+affrancare l'uscio della scaletta, che si socchiuse.
+Gelata dal terrore, stette immobile, si fe' quindi
+coraggio, e corse ad assicurarlo alla meglio; quindi
+coricossi lasciando il lume sulla tavola; ma quella<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+luce tetra raddoppiò la sua paura. Al tremolio degli
+incerti raggi le pareva sempre di vedere ombre
+moversi nel fondo tenebroso della camera, ed affacciarsi
+per fino alle cortine del letto. L'orologio del
+castello suonò un'ora prima ch'ella potesse addormentarsi.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XX" id="CAPITOLO_XX"></a>CAPITOLO XX</h2>
+
+<p>La luce del giorno fugò i vapori della superstizione,
+ma non quelli della paura. Si alzò, e per
+distrarsi delle importune idee, cercò occuparsi degli
+oggetti esterni. Contemplò dalla finestra le selvagge
+grandezze che le s'offrivano; i monti accatastati l'un
+sull'altro, non lasciavan vedere che anguste valli
+ombreggiate da folte selve. I vasti bastioni, gli
+edifizi diversi del castello, stendevansi lungo uno
+scosceso scoglio appiè del quale rumoreggiava un
+torrente precipitandosi sotto annosi abeti in profondo
+burrone. Una lieve nebbia occupava le lontane
+fondure, e svanendo gradatamente ai raggi del
+sole, scopriva gli alberi, le coste, gli armenti ed i
+pastori.</p>
+
+<p>Osservando queste ammirabili vedute, Emilia si
+trovò alquanto sollevata.</p>
+
+<p>L'aria fresca del mattino contribuì non poco a
+rianimarla. Innalzò i pensieri al cielo, chè sentivasi
+ognor più tranquilla allorchè gustava le sublimità
+della natura. Quando si ritrasse dalla finestra, girò
+gli occhi verso la porta da lei assicurata con tanta
+cura la notte precedente. Era decisa di esaminarne
+la riuscita, quando, nell'avvicinarsi per levar la
+sedia, si avvide ch'essa n'era già stata alquanto
+scostata. È impossibile descrivere la di lei sorpresa
+nel trovar poscia la porta chiusa. Rimase attonita
+come se avesse veduto uno spettro. La porta del
+corridoio era chiusa come l'aveva lasciata; ma l'altra,
+che non si poteva chiudere se non dal di fuori,<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+eralo stata necessariamente nel corso della notte.
+Si spaventò all'idea di dover dormir ancora in una
+camera nella quale era sì facile penetrare, e così
+lontana da qualunque soccorso: si decise pertanto
+di dirlo alla signora Montoni, e domandarle il cambiamento
+della camera.</p>
+
+<p>Dopo qualche difficoltà le riuscì di ritrovare la
+sala della sera precedente, ove stava già preparata
+la colazione. Sua zia era sola, Montoni essendo andato
+a visitare i contorni del castello, per esaminar
+lo stato delle fortificazioni in compagnia di Carlo.
+Emilia notò che la zia aveva pianto, e il suo cuore
+s'intenerì per lei con un sentimento che si manifestò
+più nelle sue maniere che nelle parole. Si
+fece coraggio non ostante, e profittando dell'assenza
+di Montoni, chiese un'altra camera, ed informossi
+del motivo di quel viaggio. Sul primo articolo, la
+zia la rimandò a Montoni, ricusando di mescolarsene;
+e sul secondo, protestò la più assoluta ignoranza.
+Parlarono quindi del castello e del paese che
+lo circondava; e la zia non potè resistere al piacere
+di motteggiare la buona Emilia sul di lei gusto
+per le bellezze della natura. Questi discorsi
+furono interrotti dall'arrivo di Montoni, il quale si
+mise a tavola senza mostra di avvedersi che vi
+fosse qualcuno vicino a lui.</p>
+
+<p>Emilia, che l'osservava tacendo, vide nella sua
+fisonomia un'espressione più tetra e severa del
+solito. &mdash; Oh! se io potessi indovinare, &mdash; diss'ella
+tra sè, &mdash; i pensieri ed i progetti di quella testa,
+non sarei condannata a questo crudele stato d'incertezza! &mdash; Avanti
+la fine della colazione, passata
+nel silenzio, Emilia arrischiò la domanda del cambiamento
+della camera, allegando i motivi che ve
+la inducevano.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non ho tempo di occuparmi di queste inezie,&nbsp;»
+disse Montoni; «&nbsp;quella è la camera che vi fu destinata,
+e dovete contentarvene. Non è presumibile<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+che nessuno siasi preso l'incomodo di salire una
+scala per chiudere una porta; se non lo era quando
+entraste, è probabilissimo che il vento abbia sospinto
+un chiavistello. Ma io non so perchè dovrei
+occuparmi d'una circostanza così frivola.&nbsp;»</p>
+
+<p>Questa risposta non soddisfece punto Emilia, la
+quale avea notato come i chiavistelli fossero rugginosi,
+e per conseguenza non tanto facili a moversi.
+Non fe' noto questa sua osservazione, ma rinnovò
+la domanda.</p>
+
+<p>«&nbsp;Se volete essere schiava di simili paure,&nbsp;»
+disse Montoni severamente, «&nbsp;astenetevi almeno dal
+molestare gli altri. Sappiate vincere tutte queste
+frivolezze, ed occupatevi nel fortificare il vostro spirito.
+Non avvi esistenza più spregevole di quella
+avvelenata dalla paura.&nbsp;» Sì dicendo, egli guardava
+fisso la moglie, la quale arrossì, e non proferì parola.
+Emilia, sconcertata ed offesa, trovava allora
+i suoi timori troppo giusti per meritare que' sarcasmi;
+ma vedendo che qualunque osservazione in
+proposito sarebbe inutile affatto, mutò discorso.</p>
+
+<p>Carlo entrò di lì a poco portando frutti. «&nbsp;Vostra
+eccellenza dev'essere stanca di quella lunga
+passeggiata,&nbsp;» diss'egli mettendo le frutta sulla tavola;
+«&nbsp;ma dopo la colazione ci resta da vedere
+assai più: c'è un posto, nella strada sotterranea,
+che conduce a...&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni aggrottò le ciglia e gli accennò di ritirarsi.
+Carlo troncò il discorso e chinò gli occhi;
+poi, avvicinandosi alla tavola, soggiunse: «&nbsp;Mi son
+presa la libertà, eccellenza, di portare alcune ciliege
+per le mie padrone: degnatevi gustarle,&nbsp;» diss'egli
+presentando il paniere alle donne; «&nbsp;sono buonissime;
+le ho colte io stesso; vedete, sono grosse come
+susine.</p>
+
+<p> &mdash; Andiamo, andiamo,&nbsp;» disse Montoni impazientito,
+«&nbsp;basta così. Uscite ed aspettatemi, poichè
+avrò bisogno di voi.&nbsp;» Quando i due coniugi si furono<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+ritirati, Emilia cercò distrarsi esaminando il
+castello. Aprì una gran porta e passò sui bastioni,
+contornati per tre lati da precipizii. L'ampiezza di
+essi ed il paese svariato cui dominavano eccitarono
+la di lei ammirazione. Percorrendoli, sostava ella
+sovente a contemplare la gotica magnificenza d'Udolfo,
+la sua orgogliosa irregolarità, le alte torri, le
+fortificazioni, le anguste finestrelle, le numerose feritoie
+delle torrette. Affacciatasi al parapetto, misurò
+coll'occhio la voragine spaventosa del sottoposto
+precipizio, di cui le nere cime delle selve celavano
+ancora la profondità. Dovunque volgea gli sguardi,
+non vedeva che picchi erti, tetri abeti e gole anguste,
+che internavansi negli Appennini, e sparivano
+alla vista tra quelle inaccessibili regioni. Stava così
+intenta quando vide Montoni accompagnato da due
+uomini che si arrampicavano per un sentiero praticato
+nel vivo sasso. Egli si fermò sopra un poggio
+considerando il bastione, e voltandosi alla scorta,
+si esprimeva con aria e gesti molto energici. Emilia
+conobbe che un di coloro era Carlo, e che solo all'altro,
+vestito da contadino, dirigevansi gli ordini
+di Montoni. Si ritirò dal muro al repentino fracasso
+d'alcune carrozze ed al tintinnar della campana
+d'ingresso, e le venne subito l'idea che fosse giunto
+il conte Morano. Tornò celeramente alla propria
+stanza, agitata da mille paure; corse alla finestra, e
+vide sul bastione Montoni che passeggiava con
+Cavignì: parevano intertenersi in animatissimo colloquio.</p>
+
+<p>Mentre stava agitata e perplessa, udì camminare
+nel corridoio, ed Annetta entrò.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! signorina,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;è arrivato il signor
+Cavignì: son contentissima di veder finalmente
+una faccia cristiana in questo luogo. Egli è così
+buono, m'ha sempre dimostrato tanto interesse....
+C'è pure il signor Verrezzi, ed un altro che voi
+non indovinereste mai.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Il conte Morano forse, suppongo...&nbsp;» E cedendo
+all'emozione, cadde quasi svenuta sulla
+sedia.</p>
+
+<p> &mdash; Il conte? Ma chi ve lo dice? No, signorina,
+egli non è qui, fatevi coraggio.</p>
+
+<p> &mdash; Ne sei tu ben sicura?</p>
+
+<p> &mdash; Sia lodato Iddio,&nbsp;» soggiunse Annetta, «&nbsp;che
+vi siete riavuta presto. In verità, vi credeva moribonda.</p>
+
+<p>--Ma sei proprio sicura che il conte non c'è?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! sicurissima. Io guardava da un finestrino
+nella torretta di settentrione, quando sono arrivate
+le carrozze: non mi aspettava certo una vista tanto
+cara in questa spaventosa cittadella. Ma ora vi sono
+padroni, servitori, e si vede un po' di moto. Noi
+staremo allegri: andremo a ballare e cantare nel
+salotto, ch'è lontano dall'appartamento del padrone.
+Ma, a proposito, Lodovico è venuto con loro. Vi
+dovete ricordare di Lodovico, signora Emilia: quel
+bel giovane che governava la gondola del cavaliere
+nell'ultima regata, e guadagnò il premio! Quello
+che cantava poesie così belle, sempre sotto la mia
+finestra, al chiaro della luna, a Venezia! Oh! come
+l'ascoltava io!</p>
+
+<p> &mdash; Temo che que' versi non ti abbiano guadagnato
+il cuore, Annetta mia. Ma se è così, ricordati
+di non lasciarglielo capire. Adesso sono riavuta, e
+puoi lasciarmi.</p>
+
+<p> &mdash; Mi scordava di domandarvi in qual maniera
+avete potuto riposare in questa antica e spaventosa
+camera la notte scorsa.</p>
+
+<p> &mdash; Come secondo il solito.</p>
+
+<p> &mdash; Non avete dunque inteso alcun rumore?</p>
+
+<p> &mdash; No.</p>
+
+<p> &mdash; Nè veduto nulla?</p>
+
+<p> &mdash; Niente affatto.</p>
+
+<p> &mdash; È sorprendente.</p>
+
+<p> &mdash; Ma dimmi, per qual motivo mi fai tu queste
+interrogazioni?<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Oh! signorina, non ve lo direi per tutto l'oro
+del mondo, nè molto meno quel che mi fu raccontato
+di questa camera... Vi spaventereste troppo.</p>
+
+<p> &mdash; Se è così, tu mi hai già spaventata. Potrai
+dunque dirmi tutto quel che ne sai senza aggravarti
+la coscienza.</p>
+
+<p> &mdash; Dio Signore! si dice che compariscano spiriti
+in questa camera, e da un bel pezzo.</p>
+
+<p> &mdash; Se è vero, gli è uno spirito che sa chiudere
+molto bene i chiavistelli,&nbsp;» disse Emilia sforzandosi
+di ridere, malgrado la sua paura. «&nbsp;Ieri sera
+lasciai quella porta aperta, e stamane l'ho trovata
+chiusa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta impallidì, e tacque.</p>
+
+<p>«&nbsp;Hai tu inteso dire che qualche servitore abbia
+chiusa questa porta stamattina prima ch'io mi alzassi?</p>
+
+<p> &mdash; No, signora Emilia, vi giuro che non lo so,
+ma andrò a domandarlo,&nbsp;» disse Annetta correndo
+alla porta del corridoio.</p>
+
+<p> &mdash; Fermati, Annetta, ho altre domande da farti.
+Dimmi quel che sai di questa camera e della scaletta
+segreta.</p>
+
+<p> &mdash; Vado subito a domandarlo, signorina; eppoi
+son persuasa che la padrona avrà bisogno di me,
+e non posso più restare.&nbsp;» Ed uscì ratta, senza
+aspettare risposta. Emilia, sollevata dalla certezza
+che Morano non era arrivato, non potè astenersi di
+ridere del repentino terrore superstizioso di Annetta,
+benchè anch'ella se ne risentisse talfiata.</p>
+
+<p>Montoni aveva negato ad Emilia un'altra camera,
+ed ella si decise a sopportar rassegnata il male che
+non poteva evitare. Procurò di rendere la sua abitazione
+più comoda che potè; situò su d'un grand'armadio
+la sua piccola biblioteca, delizia dei
+giorni felici, e consolazione nella sua malinconia,
+preparò le matite, avendo deciso di disegnare il
+sublime punto di vista che scorgevasi dalla finestra;<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+ma rammentandosi quante volte avesse intrapreso
+anche altrove una distrazione di quel genere, e
+quante ne fosse stata impedita da nuove imprevedute
+disgrazie, titubò ad accingersi al lavoro, turbata
+dal presupposto prossimo arrivo del conte.</p>
+
+<p>Per evitare queste penose riflessioni, si mise a
+leggere; ma la sua attenzione non potendo fissarsi
+sul libro che aveva in mano, lo buttò sul tavolino,
+e risolse di visitare il castello. Rammentandosi la
+strana istoria dell'antica proprietaria, si ricordò del
+quadro coperto dal velo, e risolse d'andarlo a scoprire.
+Traversando le stanze che vi conducevano, si
+sentì vivamente agitata: i rapporti di quel quadro
+colla signora del castello, il discorso di Annetta, la
+circostanza del velo, il mistero di quell'affare, eccitavano
+nell'anima sua un lieve sentimento di terrore,
+ma di quel terrore che s'impadronisce dello
+spirito, l'innalza ad idee grandiose, e, per una <a name="tn106" id="tn106"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'spece'">specie</ins>
+di magia, all'oggetto medesimo, che n'è la cagione.</p>
+
+<p>Emilia camminava tremando, e si fermò un momento
+alla porta prima di risolversi di aprirla. Si
+avanzò verso il quadro, che parea di straordinaria
+grandezza e trovavasi in un canto; si fermò nuovamente;
+alla fine, con mano timida alzò il velo,
+ma tosto lasciollo ricadere. Non era un dipinto che
+aveva veduto, e, prima di poter fuggire, svenne sul
+pavimento.</p>
+
+<p>Allorchè ebbe ricuperato l'uso de' sensi la rimembranza
+di ciò che aveva veduto la fece quasi mancare
+una seconda volta, ed ebbe appena la forza
+di uscir da quel luogo e di tornare nella sua camera.
+Quando vi fu rientrata, non ebbe coraggio di
+restarvi sola. L'orrore la dominava intieramente, e
+quando fu un poco riavuta, non seppe decidersi se
+dovesse informare la signora Montoni di ciò che
+aveva visto; ma il timore di esser nuovamente derisa,
+la determinò a tacere. Sedette alla finestra per
+riprender coraggio. Montoni e Verrezzi passarono<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+di lì a poco; essi parlavano e ridevano, e la loro
+voce la rianimò alquanto. Bertolini e Cavignì li raggiunsero
+sul terrazzo. Emilia, supponendo allora che
+la signora Montoni fosse sola, uscì per recarsi da
+lei. Sua zia stava abbigliandosi pel pranzo. Il pallore
+e la costernazione della nipote la sorpresero
+assai, ma la fanciulla ebbe forza bastante per tacere,
+sebbene il labbro ad ogni momento fosse in procinto
+di tradirla. Restò nell'appartamento della zia fino
+all'ora del pranzo; essa vi trovò i forestieri, i quali
+avevano un aria insolita di preoccupazione, e parevano
+distratti da interessi troppo importanti, per
+fare attenzione a Emilia od alla zia: parlarono poco,
+e Montoni anche meno: Emilia fremè nel vederlo.
+L'orrore di quella camera le stava sempre innanzi,
+e cambiò colore temendo di non poter contenere
+l'emozione; ma potè vincere sè medesima, interessandosi
+ai discorsi ed affettando un'ilarità poco
+d'accordo colla mestizia del cuore. Montoni mostrava
+evidentemente riflettere a qualche grande operazione.
+Il pasto fu silenzioso. La tristezza di quel soggiorno
+influiva perfino sul giocondo carattere di Cavignì.</p>
+
+<p>Il conte Morano non fu nominato. La conversazione
+s'aggirò tutta sulle guerre che in quei tempi
+laceravano l'Italia, sulla forza delle milizie veneziane
+e sulla bravura dei generali. Dopo il pranzo, Emilia
+intese che il cavaliere sul quale Orsino aveva
+saziata la sua vendetta, era morto in conseguenza
+delle ferite ricevute, e che l'omicida veniva cercato
+con cura. Questa notizia parve allarmar Montoni;
+ma seppe dissimulare, e s'informò dove fosse nascosto
+Orsino. Gli ospiti, eccettuato Cavignì, ignari
+che Montoni a Venezia ne avesse favorito la fuga,
+risposero che desso era scappato la medesima notte
+con tanta fretta e segretezza, che neppure i suoi
+più intimi amici non ne avevano saputo nulla.</p>
+
+<p>Emilia si ritirò poco dopo colla signora Montoni,
+lasciando quei signori occupati nei loro consigli<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+segreti. Aveva già Montoni avvertito la consorte,
+con cenni espressivi, a ritirarsi. Questa andò sui
+bastioni a passeggiare, nè aprì bocca: Emilia non
+interruppe il corso de' suoi pensieri. Essa ebbe bisogno
+di tutta la sua fermezza per astenersi dal
+comunicare alla zia il soggetto terribile del quadro.
+Si sentiva tutta convulsa, ed era tentata di palesarle
+ogni cosa per sollevarsi il cuore; ma, considerando
+che un'imprudenza della zia poteva perderle ambedue,
+preferì soffrire un male presente anzichè sottoporsi
+per l'avvenire ad uno maggiore. Essa aveva in
+quel giorno strani presentimenti. Le pareva che il suo
+destino l'incatenasse a quel luogo lugubre. Nondimeno,
+la rimembranza di Valancourt, la perfetta
+fiducia che aveva del suo amore costante, bastavano
+a versarle in seno il balsamo della consolazione.</p>
+
+<p>Mentre appoggiavasi al parapetto del bastione,
+scorse in poca distanza parecchi operai ed un mucchio
+di pietre che parevano destinate a risarcire
+una breccia. Vide parimenti un antico cannone smontato.
+La zia si fermò per parlare co' lavoranti, domandandoli
+cosa facessero. «&nbsp;Si vuol risarcire le
+fortificazioni, signora,&nbsp;» disse uno di loro. Ella fu
+sorpresa che Montoni pensasse a que' lavori, tanto
+più ch'ei non le aveva mai manifestata l'intenzione
+di voler soggiornare colà lunga pezza. Si avanzò
+verso un'alta arcata che conduceva al bastiono di
+mezzogiorno, e che, essendo unita da una parte al
+castello, sosteneva una torretta di guardia dominante
+tutta la valle. Nell'avvicinarsi a quell'arcata,
+vide da lontano scendere dai boschi una numerosa
+truppa di cavalli e d'uomini, cui riconobbe per soldati
+al solo splendore delle lance e delle altre armi,
+giacchè la distanza non permetteva di giudicare
+esattamente dei colori. Mentre guardava, l'avanguardia
+uscì dal bosco, ma la truppa continuava a
+stendersi fino all'estremità del monte. L'uniforme
+militare si distingueva nelle prime file, alla testa<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+delle quali inoltrava il comandante, che pareva dirigere
+la marcia delle schiere, avvicinandosi gradatamente
+al castello.</p>
+
+<p>Un tale spettacolo, in quelle contrade solitarie,
+sorprese ed allarmò singolarmente la Montoni, la
+quale corse in fretta da alcuni contadini che lavoravano
+all'altro bastione, a domandar loro cosa fosse
+quella truppa. Queglino non poterono darle alcuna
+risposta soddisfacente; e, sorpresi anch'essi, osservavano
+stupidamente la cavalcata. La signora, credendo
+necessario comunicare al marito il soggetto
+della di lei sorpresa, mandò Emilia per avvertirlo
+che desiderava parlargli. La nipote non approvava
+l'ambasciata, temendo il mal umore dello zio; pure
+obbedì senza aprir bocca.</p>
+
+<p>Nell'avvicinarsi alle stanze, ove si trovava Montoni
+cogli ospiti, Emilia udì una contesa violenta.
+Si fermò temendo la collera che poteva produrre il
+suo arrivo inaspettato. Poco dopo tacquero tutti;
+allora essa ardì aprir la porta. Montoni si volse vivamente,
+e la guardò senza parlare; ella eseguì la
+commissione. «&nbsp;Dite alla signora che sono occupato,&nbsp;»
+ei le rispose.</p>
+
+<p>La fanciulla credè bene raccontargli il motivo
+dell'ambasciata. Montoni e gli altri si alzarono tosto
+e corsero alle finestre; ma, non vedendo le truppe,
+andarono sul bastione, e Cavignì congetturò dovesse
+essere una legione di <i>condottieri</i> in marcia
+per Modena. Parte di quella soldatesca era allora
+nella valle, l'altra risaliva i monti verso ponente,
+e la retroguardia era ancora sull'orlo dei precipizi,
+dond'erano venuti. Mentre Montoni e gli altri osservavano
+quella marcia militare, s'udì lo squillo
+delle trombe e dei timpani, i cui acuti suoni venivan
+ripetuti dagli echi. Montoni spiegò i segnali,
+di cui pareva espertissimo, e concluse che non
+avean nulla di ostile. La divisa dei soldati e la
+qualità delle armi lo confermarono nell'opinione di<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+Cavignì; ebbe la soddisfazione di vederli allontanare,
+nè ritirossi fintantochè non furono intieramente
+scomparsi.</p>
+
+<p>Emilia, non sentendosi bastantemente rimessa per
+sopportare la solitudine della sua camera, rimase
+sul baluardo fino a sera. Gli uomini cenarono fra
+loro. La signora Montoni non uscì dalle sue stanze:
+Emilia recossi da lei prima di ritirarsi, e la trovò
+piangente ed agitata. La tenerezza della nipote era
+naturalmente così insinuante, che riusciva quasi
+sempre a consolare gli afflitti; ma le più dolci espressioni
+a nulla valsero colla zia. Ella finse, colla solita
+delicatezza, di non osservare il dolore di lei,
+ma ne' modi usò una grazia così squisita, una premura
+così affettuosa, che quella superba se ne offese.
+Eccitare la pietà della nipote, era per lei un
+affronto sì crudele pel suo orgoglio, che s'affrettò
+a congedarla. Emilia non le parlò della sua estrema
+ripugnanza a trovarsi isolata; le chiese soltanto in
+grazia che Annetta potesse restare con lei fino al
+momento di coricarsi. L'ottenne a stento; e siccome
+Annetta allora era co' servitori, le convenne ritirarsi
+sola. Traversò veloce le lunghe gallerie. Il fioco
+chiarore del lume non serviva che a rendere più
+sensibile l'oscurità, ed il vento minacciava di spegnerlo
+ad ogni istante. Passando davanti la fuga
+delle stanze visitate la mattina, credette udir qualche
+suono, ma guardossi bene dal fermarsi per
+accertarsene. Giunta alla sua camera, non vi trovò
+neppure una scintilla di fuoco. Prese un libro per
+occuparsi, finchè Annetta venisse; ma la solitudine
+e la quasi oscurità la piombarono nuovamente nella
+desolazione, tanto più ch'era prossima al luogo orribile
+scoperto la mattina. Non sapendo risolversi
+a dormire in quella stanza dove per certo la notte
+precedente era entrato qualcuno, aspettava Annetta
+con penosa impazienza, volendo saper da lei un'infinità
+di circostanze. Desiderava egualmente interrogarla<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span>
+su quell'oggetto d'orrore, di cui la credea
+informata, sebbene inesattamente. Stupiva però, che
+la camera che lo conteneva restasse aperta tanto
+imprudentemente. Il fioco chiarore diffuso sulle pareti
+dal lume presso a spegnersi, aumentava il suo
+terrore. Si alzò per tornare nella parte abitata del
+castello, prima che l'olio fosse totalmente consunto.</p>
+
+<p>Nell'aprir la porta, intese alcune voci, e vide un
+lume in fondo al corridoio. Era Annetta con un'altra
+serva. «&nbsp;Ho piacere che siate venute,&nbsp;» disse
+Emilia; «&nbsp;qual cagione vi ha trattenute tanto? Favorite
+di accendere il fuoco.</p>
+
+<p> &mdash; La padrona aveva bisogno di me,&nbsp;» rispose
+Annetta un poco imbarazzata. «&nbsp;Vado subito a prendere
+le legna.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» disse Caterina, «&nbsp;è incombenza mia.&nbsp;» Ed
+uscì. Annetta voleva seguirla; ma Emilia la richiamò,
+ed ella si mise a parlar forte e a ridere, come se
+avesse avuto paura di stare silenziosa.</p>
+
+<p>Caterina tornò colle legna, e tostochè fu acceso
+il fuoco e la serva se ne fu andata, la fanciulla
+domandò ad Annetta se avesse prese le informazioni
+ordinatele.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sì, signora,&nbsp;» rispose la ragazza, «&nbsp;ma nessuno
+sa nulla. Io ho osservato Carlo con attenzione, perchè
+dicono ch'egli sappia di cose strane; quel vecchio
+ha una cert'aria che non saprei esprimere: mi
+domandò più volte se era ben sicura che la porta
+della scaletta segreta non fosse chiusa. &mdash; Sicurissima,
+gli risposi. In verità, signorina, son tanto
+sbalordita, che non so quel che mi dica. Non vorrei
+dormire in questa camera più che sul cannone
+del baluardo, là in fondo.</p>
+
+<p> &mdash; E perchè meno su quel cannone che in qualunque
+altra parte del castello?&nbsp;» disse Emilia sorridendo.
+«&nbsp;Credo che il letto sarebbe duro.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, ma non si può trovarne un più cattivo. Il
+fatto sta che la notte scorsa fu veduto qualcosa vicino
+a quel cannone, che vi stava come di guardia.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; E tu credi a tutte le favole che ti spacciano?</p>
+
+<p> &mdash; Signorina, vi farò vedere il cannone di cui
+si tratta. Voi potete scorgerlo qui dalla finestra.</p>
+
+<p> &mdash; È vero, ma è una prova che sia guardato da
+un fantasma?</p>
+
+<p> &mdash; Come! Se vi faccio vedere il cannone, non
+lo credete neppure allora?</p>
+
+<p> &mdash; No, non credo altro se non quel che vedo
+co' miei occhi.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene, lo vedrete, se volete avvicinarvi soltanto
+alla finestra.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non potè trattener le risa, e Annetta parve
+sconcertata. Vedendo la di lei facilità a credere al
+maraviglioso, la fanciulla credè bene astenersi dal
+parlarle del soggetto del suo terrore, temendo
+ch'ella soccombesse a paure ideali. Parlò dunque
+delle regate di Venezia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! sì, signorina,&nbsp;» disse Annetta, «&nbsp;que' bei
+lampioni e quelle belle notti al chiaro di luna: ecco
+che cosa c'è di magnifico a Venezia; son certa che
+la luna è più bella in quella città che altrove. Che
+musica deliziosa si sentiva! Lodovico cantava così
+spesso vicino alla mia finestra, sotto il portico! Fu
+Lodovico a parlarmi di quel quadro che avevate
+tanta smania di vedere ieri.</p>
+
+<p> &mdash; Che quadro?&nbsp;» disse Emilia, volendo far parlare
+Annetta.</p>
+
+<p> &mdash; Quel quadro terribile col velo nero.</p>
+
+<p> &mdash; L'hai tu veduto?</p>
+
+<p> &mdash; Chi? io? giammai; ma stamattina,&nbsp;» continuò
+la cameriera, parlando sottovoce e guardandosi intorno,
+«&nbsp;stamattina, quando fu giorno chiaro, &mdash; voi
+sapete ch'io aveva un gran desiderio di vederlo,
+ed aveva inteso strane cose in proposito, &mdash; andai
+fino alla porta decisa di entrarvi, ma la trovai
+chiusa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fremette, e temendo d'essere stata osservata,
+poichè la porta era stata chiusa sì poco tempo<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+dopo la sua visita, tremava la sua curiosità non le
+attirasse la vendetta di Montoni; e comprendendo
+quel soggetto essere troppo spaventoso per occuparsene
+a quell'ora, cambiò discorso. Era vicina la
+mezzanotte, e Annetta accingeasi ad andarsene, allorchè
+intesero suonare la campana della porta d'ingresso;
+ristettero spaventate: dopo una lunga pausa
+udirono il rumore di una carrozza nel cortile; Emilia
+si abbandonò sopra la sedia esclamando: «&nbsp;È il conte
+senz'altro.</p>
+
+<p> &mdash; A quest'ora! oh no! parendomi impossibile
+ch'egli abbia scelto questo momento per arrivare
+in una casa.</p>
+
+<p> &mdash; Cara mia, non perdiamo tempo in vani discorsi,&nbsp;»
+disse Emilia spaventata; «&nbsp;va, te ne prego,
+va a vedere chi può essere.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta uscì portando via il lume, e lasciandola
+all'oscuro: ciò le avrebbe fatto paura qualche minuto
+prima, ma in quel momento non ci badava:
+aspettava ed ascoltava quasi senza respirare. Infine
+Annetta ricomparve.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sì,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;avevate ragione; è il conte.</p>
+
+<p> &mdash; Giusto cielo!&nbsp;» sclamò Emilia; «&nbsp;ma è proprio
+lui? l'hai realmente riconosciuto?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, l'ho veduto distintamente; sono andata al
+finestrino della corte occidentale che, come sapete,
+guarda nel cortile intorno. Ho veduto la sua carrozza,
+ov'egli aspettava qualcuno: vi erano molti cavalieri
+con torce accese. Quando gli si presentò Carlo, disse
+alcune parole ch'io non potei capire, e scese in
+compagnia d'un altro signore. Credendo che il padrone
+fosse già in letto, corsi al gabinetto della padrona
+per saper qualcosa; incontrai Lodovico, dal
+quale seppi che il signor Montoni vegliava ancora,
+e teneva consiglio cogli altri signori in fondo alla
+galleria di levante. Lodovico mi fe' segno di tacere,
+ed io son tornata subito qui.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia domandò chi fosse il compagno del conte,<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+e come li avesse ricevuti Montoni; ma Annetta non
+potè dirle nulla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Lodovico,&nbsp;» soggiuns'ella, «&nbsp;andava appunto a
+chiamare il cameriere del padrone per informarlo
+di questo arrivo, allorchè io lo trovai.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia restò alcun tempo incerta; finalmente pregò
+Annetta di andar a scoprire, se fosse possibile, l'intenzione
+del conte venendo al castello.</p>
+
+<p>«&nbsp;Volentieri,&nbsp;» rispose l'altra; «&nbsp;ma come potrò
+io trovare la scala, se vi lascio la lucerna?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si offrì di farle lume. Quando furono in
+cima alla scala, essa riflettè che poteva essere veduta
+dal conte, e, per evitar di passare pel salone,
+Annetta la condusse per vari anditi ad una scala
+segreta che metteva nel tinello.</p>
+
+<p>Tornando indietro, Emilia temè di smarrirsi, ed
+essere nuovamente spaventata da qualche misterioso
+spettacolo, e fremea all'idea di aprire una sola porta.
+Mentre stava perplessa e pensierosa, le parve udire
+un singulto; si fermò, e ne sentì un altro distintamente:
+avea a destra parecchi usci; tese l'orecchio;
+quando fu al secondo, intese una voce lamentevole,
+ma non sapeva decidersi ad aprir la porta, o ad
+allontanarsi. Riconobbe sospiri convulsi e le querele
+d'un cuore alla disperazione: impallidì, e considerò
+ansiosa le tenebre che circondavanla: i lamenti continuavano;
+la pietà vinse il terrore. Nella probabilità
+che le di lei attenzioni valessero a consolarlo,
+depose il lume, ed aprì la porta pian piano: tutto
+era tenebre, tranne un gabinetto in fondo d'onde
+trapelava una fioca luce. Parendole riconoscere la
+voce, si avanzò adagio, e vide sua zia appoggiata
+al tavolino, col fazzoletto agli occhi... Essa restò
+immobile per lo stupore.</p>
+
+<p>Un uomo stava assiso vicino al caminetto, ma non
+potè distinguerlo, perchè le voltava le spalle; tratto
+tratto egli diceva qualche parola sottovoce, che non
+potevasi intendere, ed allora la zia piangeva più<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+forte. Avrebbe Emilia voluto indovinare il motivo
+di quella scena, e riconoscere colui che a quell'ora
+si trovava colà: non volendo però aumentare le
+smanie della zia scuoprendo i suoi segreti, si ritirò
+con cautela, e, sebbene a stento, le riuscì di trovare
+la sua camera, ove in breve altri interessi le
+fecero obliare la di lei sorpresa.</p>
+
+<p>Annetta tornò senza risposta soddisfacente. I servi,
+coi quali aveva parlato, ignoravano il tempo che
+il conte doveva restare nel castello: non parlavano
+che delle strade cattive percorse, dei pericoli superati,
+e maravigliavansi che il loro padrone avesse
+fatto quella strada a notte così avanzata. Ella finì
+col chiedere il permesso d'andarsi a riposare.</p>
+
+<p>Emilia, conoscendo che sarebbe stata una crudeltà
+il trattenerla, la congedò. Rimase sola, pensando alla
+propria situazione ed a quella della zia; e gli occhi
+di lei fermaronsi alfine sul ritratto trovato nelle carte
+che il padre aveale imposto di ardere, e che stava
+sul tavolo con vari disegni estratti da una scatoletta
+poche ore innanzi: tal vista la immerse in
+tristi riflessioni, ma l'espressione commovente del
+ritratto ne addolciva l'amarezza. Guardò intenerita
+que' leggiadri lineamenti; d'improvviso, ricordossi
+conturbata le parole del manoscritto trovato colla
+miniatura, e che allora aveanla compresa d'incertezza
+e d'orrore. Infine, si riscosse, e decise di coricarsi;
+ma il silenzio, la solitudine in cui si trovava a
+quell'ora tarda, l'impressione lasciatale dal soggetto
+cui stava meditando, le ne tolsero il coraggio. I
+racconti di Annetta, benchè frivoli, aveanla però
+conturbata, tanto più dopo la spaventosa circostanza
+ond'ella era stata testimone poco lungi dalla sua
+camera.</p>
+
+<p>La porta della scala segreta era forse il soggetto
+d'un timore meglio fondato. Decisa a non ispogliarsi,
+si gettò vestita sul letto; il cane di suo padre,
+il buon Fido, coricato ai di lei piedi, le serviva
+di sentinella.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p>
+
+<p>Preparata così, procurò di bandire le triste idee;
+ma il suo spirito errava tuttavia sui punti che più
+l'interessavano, e l'orologio suonò le due prima
+ch'ella potesse chiuder occhio. Cedè finalmente ad
+un sonno leggero, e ne fu svegliata da un rumore
+che le parve sentire in camera. Tremante alzò il
+capo, ascoltò attenta: tutto era nel silenzio; credendo
+essersi ingannata, si riadagiò sul guanciale.</p>
+
+<p>Poco dopo il rumore ricominciò: pareva venir
+dalla parte della scaletta. Si rammentò allora il disgustoso
+incidente della notte scorsa, in cui una
+mano ignota aveva socchiuso quell'uscio. Il terrore
+le agghiacciò il cuore. Si alzò sul letto, e stirando
+lievemente il cortinaggio, osservò la porta della scala.
+Il lume che ardeva sul caminetto spandeva una luce
+fiochissima. Il rumore che credeva venire dalla porta
+continuò a farsi sentire. Le pareva che ne smovessero
+i chiavistelli; poi si fermavano, e quindi
+ricominciavano pian piano, come se avessero temuto
+di farsi udire. Mentre Emilia fissava gli occhi da
+quella parte, vide l'imposta muoversi, aprirsi lenta
+e qualcosa entrare in camera, senza che l'oscurità
+le permettesse distinguer nulla. Quasi morta dallo
+spavento, fu abbastanza padrona di sè stessa per
+non gridare e lasciar ricader la cortina. Osservò tacendo
+quell'oggetto misterioso, il quale pareva cacciarsi
+nelle parti più oscure della camera, poi talvolta
+fermarsi; ma quando si avvicinò al camino,
+Emilia potè distinguere una figura umana. Una tetra
+rimembranza fu quasi per farla soccombere. Continuò
+nonostante ad osservar quella figura, la quale
+restò immobile buona pezza, e si avvicinò quindi
+pian piano ai piedi del letto. Le cortine, socchiuse
+alquanto, permettevano alla fanciulla di vederla; ma
+il terrore la privava perfin dalla forza di fare un
+movimento. Dopo un istante, la figura tornò al camino,
+prese il lume, considerò la camera, e riaccostossi
+adagio al letto. I raggi della lampada svegliarono<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+allora il cane, il quale saltò a terra, latrò
+forte, e corse sull'incognito, che lo respinse colla
+spada coperta dal fodero. Emilia riconobbe il conte
+Morano. Essa lo guardò muta dallo spavento. Egli
+cadde in ginocchio, scongiurandola di non temere,
+e gettando il ferro, volle prenderle una mano. Ma,
+ricuperando allora le forze paralizzate dal terrore,
+Emilia saltò giù dal letto, Morano si alzò, la seguì
+verso la porta della scaletta, e la fermò mentre ne
+toccava il primo gradino; ma già al chiarore d'un
+lume, essa aveva veduto un altr'uomo a metà della
+scala medesima. Gettò un grido di disperazione, e,
+credendosi tradita da Montoni, si diè per perduta.</p>
+
+<p>Il conte la trascinò in camera. «&nbsp;Perchè tanto
+spavento?&nbsp;» diss'egli con voce tremante. «&nbsp;Ascoltatemi,
+Emilia, io non vengo per farvi alcun male;
+no, giuro al cielo, vi amo troppo, senza dubbio pel
+mio riposo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia lo guardò un momento coll'incertezza
+della paura. «&nbsp;Lasciatemi, signore,&nbsp;» gli disse, «&nbsp;lasciatemi
+dunque sul momento.</p>
+
+<p> &mdash; Ascoltate, Emilia,&nbsp;» soggiunse Morano, «&nbsp;ascoltatemi:
+io vi amo, e sono disperato, sì, disperato.
+Come posso io guardarvi, forse per l'ultima volta
+e non provare tutte le furie della disperazione? Ma
+no, voi sarete mia a dispetto di Montoni, a dispetto
+di tutta la sua viltà.</p>
+
+<p> &mdash; A dispetto di Montoni!&nbsp;» sclamò Emilia con
+vivacità. «&nbsp;O cielo! che sento mai?</p>
+
+<p> &mdash; Che Montoni è un infame,&nbsp;» gridò Morano con
+veemenza, «&nbsp;un infame che vi vendeva al mio
+amore, che...</p>
+
+<p> &mdash; E quello che mi comprava lo era egli meno?&nbsp;»
+diss'ella gettando sul conte un'occhiata sprezzante.
+«&nbsp;Uscite, signore, uscite sull'istante.&nbsp;» Poi soggiunse
+con voce commossa dalla speranza e dal timore,
+benchè sapesse di non poter essere intesa da nessuno:
+«&nbsp;Od io metterò sossopra tutto il castello,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+ed otterrò dal risentimento del signor Montoni ciò
+che implorai indarno dalla sua pietà.</p>
+
+<p> &mdash; Non isperate nulla dalla sua pietà; egli mi ha
+tradito indegnamente: la mia vendetta lo perseguiterà
+da per tutto; e quanto a voi, Emilia, ha senza
+dubbio progetti più lucrosi del primo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il raggio di speranza che le prime parole del
+conte avevano reso ad Emilia, fu quasi spento da
+queste ultime espressioni. La di lei fisonomia ne fu
+conturbata, e Morano procurò di trarne vantaggio.
+Ei disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Io perdo il tempo, non venni per declamare
+contro Montoni, venni per sollecitare, per supplicare
+Emilia; venni per dirle tutto ciò che soffro, per
+iscongiurarla di salvarci amendue: me dalla disperazione
+e lei dalla rovina. Emilia, i progetti di Montoni
+son tali, che voi non potete concepirli; sono
+terribili, ve lo giuro. Fuggite, fuggite da quest'orrida
+prigione coll'uomo che vi adora. Un servo,
+guadagnato a forza d'oro, mi aprirà le porte del
+castello, e fra breve vi sarete sottratta da questo
+scellerato.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia era oppressa dal colpo terribile ricevuto
+nel mentre appunto rinascevale la speranza in cuore.
+Si vedeva perduta senza riparo. Incapace di rispondere
+e quasi di riflettere, si abbandonò sur una sedia,
+pallida e taciturna; era probabilissimo che in
+principio Montoni l'avesse venduta a Morano, ma
+era chiaro che in seguito avesse ritrattata la sua
+promessa, e la condotta del conte lo provava. Appariva
+eziandio che un progetto più vantaggioso
+aveva solo potuto decidere l'egoista Montoni ad
+abbandonare quel piano, che aveva sì vivamente sollecitato.
+Queste riflessioni la fecero fremere delle
+parole di Morano, ch'ella non esitava a credere. Ma
+mentre tremava all'idea delle sventure che l'attendevano
+nel castello di Udolfo, considerava che l'unico
+mezzo di uscirne era la protezione d'un uomo,<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+col quale non potevano mancarle sciagure più certe
+e non meno terribili; mali in fine, di cui non poteva
+sostener il pensiero.</p>
+
+<p>Il silenzio di lei incoraggì le speranze del conte,
+che l'osservava con impazienza; ei le prese la mano
+e scongiurala a decidersi. «&nbsp;Tutti gl'istanti di ritardo,&nbsp;»
+le disse, «&nbsp;rendono la partenza più pericolosa;
+i pochi momenti che noi perdiamo, possono
+dare a Montoni il tempo di sorprenderci.</p>
+
+<p> &mdash; Per pietà, signore, non m'importunate&nbsp;» disse
+Emilia fiocamente; «&nbsp;io sono infelice, e debbo continuare
+ad esserlo. Lasciatemi, ve ne prego, lasciatemi
+al mio destino.</p>
+
+<p> &mdash; Non mai,&nbsp;» gridò il conte con impeto; «&nbsp;io perirò
+piuttosto... ma perdonate questa violenza: l'idea
+di perdervi mi altera la ragione. Voi non potete
+ignorare il carattere di Montoni; ma potete
+ignorare i suoi progetti, sì, voi li ignorate certo,
+chè diversamente non esitereste fra l'amor mio ed
+il suo potere.</p>
+
+<p> &mdash; Io non esito punto,&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Partiamo dunque,&nbsp;» soggiunse Morano baciandole
+la mano, ed alzandosi in fretta. «&nbsp;La mia carrozza
+ci aspetta sotto le mura del castello.</p>
+
+<p> &mdash; V'ingannate, signore; vi ringrazio dell'interesse
+che prendete per la mia sorte, ma io resterò
+sotto la protezione del signor Montoni.</p>
+
+<p> &mdash; Sotto la sua protezione!&nbsp;» sclamò violentemente
+Morano; «&nbsp;la sua <i>protezione</i>! Emilia, deh!
+non vi lasciate ingannare... Ve l'ho già detto quale
+sarebbe la sua <i>protezione</i>.</p>
+
+<p> &mdash; Scusate se in questo momento non presto fede
+ad una semplice asserzione, e se esigo qualche
+prova.</p>
+
+<p> &mdash; Non ho il tempo nè il mezzo di produrne.</p>
+
+<p> &mdash; Ed io non avrò nessuna volontà di ascoltarle.</p>
+
+<p> &mdash; Voi vi beffate della mia pazienza e delle pene<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+mie,&nbsp;» continuò Morano; «&nbsp;un matrimonio coll'uomo
+che vi adora, è egli dunque così terribile ai vostri
+occhi? Preferite questa crudel prigionia? Oh! c'è
+qualcuno, per certo, che m'invola gli affetti che
+dovrebbero appartenermi, altrimenti non potreste
+ricusare un partito che può sottrarvi alla più barbara
+tirannide.&nbsp;» E correva smarrito su e giù per
+la camera.</p>
+
+<p> &mdash; Il vostro discorso, conte Morano, prova abbastanza
+che i miei affetti non potrebbero appartenervi,&nbsp;»
+disse Emilia con dolcezza. «&nbsp;Questa condotta
+prova abbastanza ch'io sarei ugualmente tiranneggiata,
+caso fossi in vostro potere. Se volete
+persuadermi il contrario, cessate di molestarmi davvantaggio
+colla vostra presenza; se me lo negaste,
+mi obblighereste di esporvi alla collera del signor
+Montoni.</p>
+
+<p> &mdash; Ma ch'ei venga!&nbsp;» sclamò Morano furibondo;
+«&nbsp;ch'ei venga! Ardisca provocare la mia! ardisca
+guardare in faccia l'uomo che ha così insolentemente
+oltraggiato! Gl'insegnerò io cosa sia la morale,
+la giustizia, e specialmente la vendetta! venga,
+ed io gl'immergerò la spada nel seno.&nbsp;»</p>
+
+<p>La veemenza colla quale si esprimeva, divenne
+per Emilia un nuovo motivo d'inquietudine. Si alzò
+dalla sedia, ma le tremavano le gambe, e ricadde.
+Guardava attentamente la porta chiusa del corridoio,
+convincendosi di non poter fuggire senza esserne
+impedita.</p>
+
+<p>«&nbsp;Conte Morano,&nbsp;» diss'ella finalmente, «&nbsp;calmatevi,
+ve ne scongiuro, ed ascoltate la ragione, se
+non la pietà. Voi v'ingannate egualmente nell'amore
+e nell'odio. Non potrò mai corrispondere all'affetto
+onde vi piaceste onorarmi, e certo io non
+l'ho mai incoraggito. Il signor Montoni non può
+avervi oltraggiato: sappiate ch'ei non ha diritto
+di disporre della mia mano, quand'anco ne avesse
+il potere. Lasciatemi, abbandonate questo castello,<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+finchè potete farlo con sicurezza. Risparmiatevi le
+terribili conseguenze d'una vendetta ingiusta, ed il
+rimorso sicuro di aver prolungato i miei patimenti.</p>
+
+<p> &mdash; Una vendetta ingiusta!&nbsp;» esclamò il conte riprendendo
+a un tratto la furia della passione. «&nbsp;E
+chi mai potrà vedere questo volto angelico, e credere
+un castigo qualunque proporzionato all'offesa
+che mi fu fatta? Sì, abbandonerò questo castello,
+ma non ne uscirò solo. La mia gente mi aspetta,
+e vi porterà alla mia carrozza; le vostre strida saranno
+inutili; nessuno può ascoltarle in questo
+luogo remoto. Cedete dunque alla necessità, e lasciatevi
+condurre.</p>
+
+<p> &mdash; Conte Morano,&nbsp;» diss'ella alzandosi, e respingendolo
+mentre si avanzava, «&nbsp;io sono adesso in
+poter vostro, ma riflettete che una simile condotta
+non può acquistarvi la stima di cui pretendete
+esser degno.&nbsp;»</p>
+
+<p>Qui fu interrotta dal brontolìo del suo cane, che
+saltò giù dal letto per la seconda volta; Morano
+guardò verso la scala, e, non vedendo alcuno, chiamò
+ad alta voce <i>Cesario</i>.</p>
+
+<p>«&nbsp;Emilia,&nbsp;» le disse, in seguito, «&nbsp;perchè mi obbligate
+ad usar questo mezzo? Oh! quanto desidererei
+persuadervi, anzichè obbligarvi ad essere la
+mia sposa! Ma giuro al cielo che Montoni non vi
+venderà ad un altro. Intanto verrete meco. Cesario,
+Cesario!...&nbsp;»</p>
+
+<p>Un uomo comparve. Emilia gettò un alto strido,
+mentre il conte la trascinava. In quel punto s'intese
+rumore all'uscio del corridoio. Il conte si
+fermò, come esitante tra l'amore e la vendetta;
+l'uscio si aprì, e Montoni, seguito dal vecchio intendente
+e da parecchi altri, entrò precipitoso nella
+camera dicendo: «&nbsp;Ah traditore! pagherai il fio
+del tuo infame attentato; in guardia!&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte non aspettò una seconda sfida; consegnò
+Emilia a Cesario, e voltosi con fierezza: «&nbsp;Sono da<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+te, infame,&nbsp;» gridò egli menandogli un colpo da
+disperato. Montoni si difese valorosamente, ma furono
+separati dai seguaci, mentre Carlo strappava
+Emilia alla gente di Morano.</p>
+
+<p>«&nbsp;È per questo,&nbsp;» disse Montoni con ironia, «&nbsp;è
+per questo ch'io vi riceveva nel mio tetto, e vi
+permetteva di passarvi la notte? Voi adunque veniste
+a ricompensar la mia ospitalità con un indegno
+tradimento, e per involarmi mia nipote?</p>
+
+<p> &mdash; Che chi parla di tradimento,&nbsp;» rispose Morano
+con rabbia concentrata, «&nbsp;osi mostrarsi senza
+arrossire. Montoni, voi siete un infame; se qui c'è
+tradimento, voi solo ne siete l'autore.</p>
+
+<p> &mdash; Ah vile!&nbsp;» gridò l'altro sciogliendosi da chi
+lo tratteneva e correndo addosso al conte. Uscirono
+dalla porta del corridoio. Il combattimento fu
+così furioso, che nessuno ardì avvicinarsi. Montoni,
+d'altra parte, giurava di trafiggere il primo che si
+fosse frapposto. La gelosia e la vendetta aumentavano
+la rabbia e l'acciecamento di Morano. Montoni,
+più padrone di sè stesso, ed abilissimo, ebbe il
+vantaggio, e ferì l'avversario; ma questi parendo
+insensibile al dolore e alla perdita del sangue, seguitò
+a battersi, e piagò Montoni leggermente nel
+braccio, ma nell'istesso momento toccò una larga
+ferita, e cadde in braccio a Cesario. Montoni, appoggiandogli
+la spada al petto, voleva obbligarlo a
+chieder la vita. Morano potè appena replicare con
+un gesto ed una parola negativa, e svenne. L'altro
+stava per trafiggerlo, ma Cavignì gli trattenne il
+braccio: cedette però con molta difficoltà, e vedendo
+l'avversario rovesciato, ordinò di trasportarlo
+all'istante fuori del castello.</p>
+
+<p>Emilia, che non aveva potuto uscire dalla camera
+durante lo spaventoso tumulto, entrò nel corridoio,
+e patrocinando con coraggio la causa dell'umanità,
+supplicò Montoni di accordare a Morano, nel castello,
+i soccorsi che esigeva il suo stato. Montoni,<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+il quale non ascoltava quasi mai la pietà, parea in
+quel momento sitibondo di vendetta. Colla crudeltà
+d'un mostro ordinò per la seconda volta che il suo
+vinto nemico fosse trasportato subito fuori del castello
+nello stato in cui si trovava. Quei dintorni,
+coperti di boschi, offrivano appena una capanna
+solitaria da passarvi la notte. I servi del conte dichiararono
+che non l'avrebbero mosso di lì, finchè
+non avesse dato almeno qualche segno di vita. Quelli
+di Montoni stavano immobili, e Cavignì faceva invano
+rimostranze: la sola Emilia, non badando a
+minacce, portò acqua a Morano, e ordinò agli astanti
+di fasciargli le ferite. Montoni, sentendo finalmente
+qualche dolore alla sua, si ritirò per farsi medicare.</p>
+
+<p>In quell'intervallo, il conte rinvenne. Il primo
+oggetto che lo colpì, aprendo gli occhi, fu Emilia
+chinata su di lui coll'espressione della massima inquietudine.
+Egli la contemplò dolorosamente.</p>
+
+<p>«&nbsp;L'ho meritato,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;ma non da Montoni.
+Io meritava d'esser punito da voi, e ne ricevo
+invece pietà.&nbsp;» Dopo qualche pausa soggiunse: «&nbsp;Bisogna
+ch'io vi abbandoni, ma non a Montoni. Perdonatemi
+i dispiaceri che vi cagionai. Il tradimento
+di quell'infame non resterà impunito.... Non sono
+in istato di camminare, ma poco importa: portatemi
+alla capanna più prossima. Non passerei la
+notte in questo luogo, quand'anco fossi certo di
+morire nel breve tragitto che dovrò fare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Cavignì propose di andare ad uniformarsi se vi
+fosse nelle vicinanze qualche abituro, prima di levarlo
+di là, ma il conte era troppo impaziente di
+partire. L'angoscia del suo spirito sembrava ancor
+più violenta del patimento della ferita. Rigettò sdegnosamente
+la proposta di Cavignì, nè volle che si
+ottenesse per lui il permesso di passar la notte nel
+castello. Cesario voleva far venir innanzi la carrozza,
+ma Morano glielo proibì. «&nbsp;Non potrei sopportarla,&nbsp;»
+diss'egli; «&nbsp;chiamate i miei servitori:
+essi mi trasporteranno sulle braccia.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p>
+
+<p>Finalmente, calmandosi alquanto, acconsentì che
+Cesario andasse prima in cerca di un ricetto. Emilia,
+vedendolo risensato, si disponeva ad uscire,
+quando Montoni glie l'ordinò per mezzo d'un servo,
+aggiungendo che se il conte non era partito, dovesse
+allontanarsi immediatamente. Gli sguardi di
+Morano sfavillarono di sdegno, e si fece di fuoco.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dite a Montoni,&nbsp;» soggiunse, «&nbsp;che me n'andrò
+quando mi converrà. Lascerò questo castello
+ch'esso <i>chiama il suo</i>, come si lascia il nido di un
+serpente; ma non sarà l'ultima volta che udrà parlar
+di me. Ditegli che, per quanto potrò, non gli
+lascerò <i>un altro omicidio</i> sulla coscienza.</p>
+
+<p> &mdash; Conte Morano, sapete voi bene quel che dite?&nbsp;»
+disse Cavignì.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, lo so benissimo, ed egli intenderà ciò ch'io
+voglio dire. La sua coscienza, su questo punto, seconderà
+la sua intelligenza.</p>
+
+<p> &mdash; Conte Morano,&nbsp;» disse Verrezzi, che fin allora
+stava zitto, «&nbsp;se ardite insultare ancora il mio amico,
+v'immergo la spada nel cuore.</p>
+
+<p> &mdash; Sarebbe azione degna dell'amico d'un infame,&nbsp;»
+disse Morano, e la violenza dello sdegno lo fe' sollevare
+dalle braccia de' servi; ma la di lui energia
+fu momentanea, e ricadde spossato. La gente di
+Montoni tratteneva Verrezzi, il quale pareva disposto
+a compiere la sua minaccia. Cavignì, meno irritato
+di lui cercava di farlo uscire, Emilia, trattenuta fin
+allora dalla compassione, stava per ritirarsi, quando
+la voce di Morano l'arrestò. Le fe' cenno di avvicinarsi.
+Ella si avanzò timidamente, ma il languore
+che sfigurava la faccia del ferito, eccitò la di lei
+pietà.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi lascio per sempre,&nbsp;» ei le disse; «&nbsp;forse non
+vi vedrò più. Vorrei portar meco il vostro perdono,
+e, se non fossi troppo importuno, ardisco chiedere
+la vostra benevolenza.</p>
+
+<p> &mdash; Ricevete questo perdono,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;coi
+voti più sinceri per la vostra pronta guarigione.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p>
+
+<p>Scongiuratolo quindi ad uscir tosto dal castello,
+recossi dallo zio. Egli era nel salotto di cedro su
+di un sofà, e soffriva molto della sua ferita, ma la
+sopportava con gran coraggio.</p>
+
+<p>Emilia tremava nell'avvicinarsegli; ei la rampognò
+forte per non aver obbedito subito, e attribuì a capriccio
+la di lei pietà pel ferito.</p>
+
+<p>La fanciulla, punta da quelle oltraggiose parole,
+non rispose.</p>
+
+<p>In quella Lodovico entrò nella stanza, riferendo
+che trasportavano Morano su d'una materassa ad una
+capanna poco distante. Montoni parve placarsi, e
+disse ad Emilia che poteva tornare alla sua camera.
+Ella andossene volentieri; ma l'idea di passar la
+notte in una stanza che poteva esser aperta a tutti,
+le fece allora più spavento che mai. Risolse di andare
+da sua zia a chiederle il permesso di condur
+seco Annetta.</p>
+
+<p>Nell'avvicinarsi alla galleria, udì voci di persone
+che parevano altercare; riconobbe ch'erano Cavignì
+e Verrezzi; quest'ultimo protestava di voler andare
+ad informar Montoni dell'insulto fattogli da Morano.
+Cavignì parea cercar di calmarlo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non si deve badare,&nbsp;» diceva egli, «&nbsp;alle ingiurie
+d'un uomo in collera; la vostra ostinazione
+sarà funesta al conte ed a Montoni; noi abbiamo
+ora interessi molto più seri da discutere.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia unì le sue preghiere alle ragioni di Cavignì,
+e riuscirono in fine a distoglier Verrezzi dal
+suo progetto.</p>
+
+<p>Entrata dalla zia, la di lei calma le fece credere
+che ignorasse l'accaduto; volle raccontarglielo con
+cautela; ma la zia l'interruppe dicendole che sapeva
+tutto. Benchè Emilia sapesse benissimo ch'ella
+aveva poche ragioni per amare il marito, pur non
+la credeva capace di tanta indifferenza. Ottenne il
+permesso di condur seco Annetta, e si ritirò subito.
+Una striscia di sangue, rigando il corridoio, conducea<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+alla sua stanza, e nel luogo del combattimento il suolo
+erane tutto coperto. La fanciulla tremò, ed appoggiossi
+alla cameriera nel passarvi. Giunta in camera,
+volle esaminare dove mettesse la scala, dipendendo
+molto la sua sicurezza da questa circostanza. Annetta,
+curiosa e spaventata insieme, acconsentì al progetto;
+ma nell'avvicinarsi alla porta, la trovarono chiusa
+al di fuori, talchè dovettero accontentarsi di assicurarla
+nell'interno, appoggiandovi i mobili più pesanti
+che poterono smovere. Emilia andò a letto, e
+la cameriera si mise sur una sedia presso al camino,
+ove fumava ancora qualche tizzone.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXI" id="CAPITOLO_XXI"></a>CAPITOLO XXI</h2>
+
+<p>Fa duopo riferir ora qualche circostanza di cui
+l'improvvisa partenza da Venezia e la rapida sequela
+di casi susseguiti nel castello non ne concessero
+d'occuparci.</p>
+
+<p>La mattina istessa di quella partenza, Morano, all'ora
+convenuta, andò a casa Montoni per ricevere la
+sposa. Fu sorpreso non poco dal silenzio e dalla
+solitudine de' portici, pieni al solito di servitori;
+ma la sorpresa fece luogo immediatamente al colmo
+dello stupore ed alla rabbia, allorchè una vecchia
+aprì la porta, e disse che il suo padrone e tutta la
+famiglia erano partiti di buonissim'ora da Venezia
+per andare in terraferma. Non potendolo credere,
+sbarcò dalla gondola e corse nella sala ad informarsi
+più minutamente dalla vecchia, la quale persistè
+nella sua asserzione, e la solitudine del palazzo lo
+convinse della verità. L'afferrò pel braccio, e parve
+volesse sfogare sulla poveretta la bile che l'ardea.
+Le fece mille interrogazioni in una volta, accompagnati
+da gesti così furibondi, che colei, spaventatissima,
+non fu in grado di rispondergli. La lasciò,
+e si mise a scorrere il portico e i cortili come un<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+insensato, maledicendo Montoni e la propria dabbenaggine.</p>
+
+<p>Quando la donna si fu riavuta dal terrore, gli
+raccontò quanto sapeva; per verità era poco, ma
+bastò a far comprendere a Morano come Montoni
+fosse andato al suo castello degli Appennini. Ei ve
+lo seguì tostochè la sua gente ebbe fatti i necessari
+preparativi, accompagnato da un amico e da
+numerosa servitù. Era deciso di ottenere Emilia, o
+sacrificare Montoni alla sua vendetta. Quando si fu
+alquanto calmato, la coscienza gli rammentò alcune
+circostanze che spiegavano abbastanza la condotta
+di Montoni. Ma in qual modo quest'ultimo avrebbe
+mai potuto sospettare un'intenzione ch'egli solo conosceva,
+e che non poteva indovinare? Su questo
+punto però era stato tradito dall'intelligenza simpatica
+che esiste, per così dire, fra le anime poco
+delicate, e fa giudicare ad un uomo ciò che deve
+fare un altro in una data circostanza. Così infatti
+era accaduto a Montoni. Aveva alfine acquistata la
+certezza di quanto già sospettava: che la sostanza,
+cioè, del conte Morano, invece di esser ragguardevole,
+come l'aveva creduto in principio, era al contrario
+in cattivissimo stato. Montoni avea favorito
+le sue pretese sol per motivi personali, per orgoglio,
+per avarizia. La parentela d'un nobile veneziano
+avrebbe sicuramente soddisfatto il primo, e
+l'altro speculava sui beni di Emilia di Guascogna,
+che doveangli esser ceduti il giorno stesso delle
+nozze. Aveva già concepito qualche sospetto per le
+sregolatezze del conte, ma non aveva acquistata la
+certezza della di lui rovina, se non la vigilia del
+matrimonio. Non esitò dunque a concludere che
+Morano lo ingannava per certo sull'articolo dei beni
+di Emilia, e questo dubbio confermossi, quando,
+dopo aver convenuto di firmare il contratto la notte
+medesima, il conte mancò alla sua parola. Un uomo
+così poco riflessivo, così distratto come Morano, nel<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+momento in cui s'occupava delle sue nozze, aveva
+facilmente potuto mancare all'impegno senza malizia;
+ma Montoni interpretò l'incidente secondo le
+proprie idee. Dopo avere aspettato un pezzo, egli
+aveva ordinato a tutta la sua famiglia di star pronta
+al primo cenno. Affrettandosi di arrivare al castello
+d'Udolfo, voleva sottrarre Emilia a tutte le ricerche
+di Morano, e sciogliersi dall'impegno senza esporsi
+ad alterchi. Se il conte, al contrario, non avesse
+avuto che pretese onorevoli, com'ei le chiamava,
+avrebbe certamente seguito Emilia, e firmata la cessione
+concertata. A questo patto Montoni l'avrebbe
+sacrificata senza scrupolo ad un uomo rovinato, all'unico
+scopo di arricchir sè medesimo. Si astenne
+nullameno dal dirle una sola parola sui motivi di
+quella partenza, temendo che un'altra volta un barlume
+di speranza non la rendesse indocile ai suoi
+voleri.</p>
+
+<p>Fu per tai considerazioni ch'era partito improvvisamente
+da Venezia; e, per motivi opposti, Morano
+eragli corso dietro attraverso i precipizi dell'Appennino.
+Allorchè seppe il di lui arrivo, Montoni, persuaso
+che venisse ad adempire la sua promessa, si
+affrettò di riceverlo; ma la rabbia, le espressioni
+ed il contegno di Morano lo disingannarono tosto.
+Montoni spiegò in parte le ragioni della sua improvvisa
+partenza; e il conte, persistendo a chiedere
+Emilia, colmollo di <a name="tn128" id="tn128"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'rimpoveri'">rimproveri</ins> senza parlare dell'antico
+patto.</p>
+
+<p>Il castellano finalmente, stanco della disputa, ne
+rimise la conclusione alla domane, e Morano si ritirò
+con qualche speranza sull'apparente di lui perplessità;
+quando però, nel silenzio della notte, si
+rammentò il loro colloquio, il di lui carattere e gli
+esempi della sua doppiezza, la poca speranza che
+conservava l'abbandonò, e risolse di non perder
+l'occasione di possedere Emilia in altro modo. Chiamò
+il suo confidente, gli comunicò il proprio disegno,<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+e l'incaricò di scoprire fra i servi del castello qualcuno
+che volesse prestarsi a secondare il ratto di
+Emilia: se ne rimise in tutto alla scelta e prudenza
+del suo agente, e non a torto, poichè questi non
+tardò a trovar un uomo stato recentemente trattato
+con rigore da Montoni, e che non pensava se non
+a tradirlo. Costui condusse Cesario fuori del castello,
+e per un passaggio segreto l'introdusse alla scala,
+gl'indicò una via più corta, e gli diede le chiavi
+che potevano favorirne la ritirata; fu anticipatamente
+ben ricompensato, ed abbiamo veduto qual riuscita
+ebbe l'attentato del conte.</p>
+
+<p>Il vecchio Carlo, frattanto, aveva sorpreso due servitori
+di Morano, i quali avendo avuto ordine di
+aspettare colla carrozza fuori del castello, comunicavansi
+la loro maraviglia sulla partenza improvvisa
+e segreta del padrone. Il cameriere non aveva lor
+confidato, del progetto di Morano, se non ciò ch'essi
+dovevano eseguire; ma i sospetti eran destati, e
+Carlo ne trasse il miglior partito. Prima di correre
+da Montoni, procurò di raccogliere altre notizie, ed
+a tal uopo, accompagnato da un altro servo, si
+pose in agguato alla porta del corridoio della camera
+di Emilia; nè vi restò indarno, giacchè, poco dopo,
+sentì giunger Morano, ed essendosi accertato de' suoi
+progetti, corse ad avvertire il padrone, contribuendo
+così ad impedire il ratto.</p>
+
+<p>Montoni, il giorno dopo, col braccio al collo, fece
+il solito giro delle mura, visitò gli operai, ne fece
+aumentare il numero, e tornò al castello, ov'era
+aspettato da nuovi ospiti. Li fe' venire in un appartamento
+separato, e Montoni restò chiuso seco loro
+per quasi due ore. Chiamato poscia Carlo, gli ordinò
+di condurre i forestieri nelle stanze destinate
+agli uffiziali della casa, e di farli immediatamente
+rifocillare.</p>
+
+<p>Frattanto il conte giacea in una capanna della foresta,
+oppresso da doppio patimento, e meditando<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+una terribil vendetta. Il servo di lui, spedito al villaggio
+più vicino, non tornò che il dì dopo con un
+chirurgo, il quale non volle spiegarsi sul carattere
+della ferita, e volendo prima esaminare i progressi
+dell'infiammazione, gli amministrò un calmante, e
+restò con lui per giudicarne gli effetti.</p>
+
+<p>Emilia potè nel resto di quella notte riposare un
+poco. Destandosi, si rammentò che finalmente era
+stata liberata dalle persecuzioni di Morano, e si sentì
+sollevata in gran parte da' mali che l'opprimevano
+da tanto tempo. L'affliggevano ancora però i sospetti
+esternatile dal conte sulle mire di Montoni: egli
+aveva detto che i suoi progetti erano impenetrabili,
+ma terribili. Per iscacciarne il pensiero, cercò le
+sue matite, si affacciò alla finestra, e contemplò il
+paese per iscegliervi una bella veduta.</p>
+
+<p>Così occupata, riconobbe sui bastioni gli uomini
+giunti di fresco nel castello. La vista di quegli stranieri
+la sorprese, ma ancor più il loro esteriore:
+avevano essi una singolarità di vestiario, una fierezza
+di sguardi, che cattivarono la di lei attenzione.
+Si ritirò dalla finestra mentr'essi vi passavano sotto,
+ma vi si riaffacciò tosto per osservarli meglio. Le
+loro fisonomie accordavansi così bene coll'asprezza
+di tutta la scena, che, mentre esaminavano il castello,
+li disegnò come banditi nella sua veduta.</p>
+
+<p>Carlo, avendo procurato a coloro i rinfreschi necessari,
+tornò da Montoni, il quale voleva scoprire
+il traditore da cui, la notte precedente, Morano
+aveva ricevute le chiavi; ma Carlo, troppo fedele
+al suo padrone per soffrire che gli nuocessero, non
+avrebbe però denunziato il camerata, neppure alla
+giustizia. Accertò che l'ignorava, e che il colloquio
+de' servi del conte non gli avea svelato altro che
+la trama. I sospetti di Montoni caddero naturalmente
+sul guardaportone, e lo fece venire. Bernardino negò
+con tanta audacia, che lo stesso Montoni dubitò
+della sua reità, senza poterlo credere innocente;<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+infine lo rimandò, talchè sebben fosse il vero autore
+del complotto, ebbe l'arte di sfuggire ad un severo
+castigo.</p>
+
+<p>Montoni recossi dalla moglie, ed Emilia non tardò
+a raggiungerli; essa li trovò in una violenta contesa
+e voleva ritirarsi, ma la zia la richiamò.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voi sarete testimone,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;della mia
+resistenza. Ora ripetete, o signore, il comando al
+quale ho tante volte ricusato d'obbedire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Egli ordinò severamente alla nipote di ritirarsi.
+La zia insistè perchè restasse. Emilia desiderava
+sfuggire alla scena di quell'alterco; voleva servire
+la zia, ma disperava di calmare Montoni, nei cui
+sguardi dipingeasi a tratti di fuoco la tempesta dell'anima.</p>
+
+<p>«&nbsp;Uscite,&nbsp;» gridò egli infine con voce tuonante,
+Emilia obbedì, e andò sul bastione, dove non erano
+più gli stranieri. Meditando sull'infelice unione fatta
+dalla sorella di suo padre, e sull'orrore della propria
+situazione, cagionata dalla ridicola imprudenza
+della zia, avrebbe voluto rispettarla quant'erale affezionata;
+ma la condotta della Montoni aveaglielo
+sempre reso impossibile. La pietà però che sentiva
+pel cordoglio di quella infelice, le faceva obliare i
+torti dei quali poteva accusarla.</p>
+
+<p>Mentre passeggiava così sul bastione, comparve
+Annetta, che, guardando intorno con cautela, le
+disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Mia cara padroncina, vi cerco dappertutto; se
+volete seguirmi, vi farò vedere un quadro.</p>
+
+<p> &mdash; Un quadro!&nbsp;» sclamò ella fremendo.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, il ritratto dell'antica padrona del castello.
+Il vecchio Carlo mi ha or detto ch'era dessa, e
+pensai farvi cosa grata conducendovi a vederla:
+quanto alla signora, voi sapete che non si può parlargliene.</p>
+
+<p> &mdash; E perciò tu ne parli con tutti.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora; cosa farei qui, se non potessi<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+parlare? Se fossi in un carcere, e mi lasciassero
+chiaccherare, sarebbe almeno una consolazione: sì,
+vorrei parlare, quand'anco fosse ai muri. Ma venite,
+non perdiamo tempo: bisogna che vi mostri il
+quadro.</p>
+
+<p> &mdash; È forse coperto da un velo?&nbsp;» disse Emilia
+dopo una pausa; «&nbsp;non ho nessuna voglia di vederlo.</p>
+
+<p> &mdash; Come! signora Emilia, non volete vedere la
+padrona del castello, quella signora che sparve così
+stranamente? Quanto a me, avrei traversate tutte
+le montagne per veder il ritratto. A dirvi il vero,
+questo racconto singolare mi fa fremere al solo
+pensarvi, eppure è l'unica cosa che m'interessa.</p>
+
+<p> &mdash; Sei tu poi certa che è un quadro? l'hai tu
+veduto? È coperto da un velo?</p>
+
+<p> &mdash; Buon Dio! sì, no e sì: son certa che è un
+quadro. L'ho veduto, e non è coperto da alcun
+velo.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'accento e l'aria di sorpresa con cui Annetta
+rispose, rammentarono ad Emilia la sua prudenza,
+e con un sorriso forzato, dissimulando la commozione,
+acconsentì ad andar a vedere il ritratto posto
+in una stanza oscura attigua al tinello.</p>
+
+<p>«&nbsp;Eccolo qua,&nbsp;» disse Annetta piano, mostrandole
+il quadro. Emilia l'osservò, e vide che rappresentava
+una signora nel fior dell'età e della bellezza.
+I lineamenti n'erano nobili, regolari e pieni d'una
+forte espressione, ma non di quella seducente dolcezza
+che avrebbe voluto trovarvi Emilia, nè di
+quella tenera melanconia che tanto l'interessava.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quant'anni sono scorsi,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;dacchè
+è sparita questa signora?</p>
+
+<p> &mdash; Venti anni circa, a quel che dicono.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla continuò ad esaminare il ritratto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io penso,&nbsp;» ripigliò Annetta, «&nbsp;che il signor
+Montoni dovrebbe situarlo in una camera più bella.
+A parer mio, il ritratto della signora, della quale<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+ha ereditate le ricchezze, dovrebbe stare nell'appartamento
+nobile. In verità, era una bella donna, ed
+il padrone potrebbe, senza vergognarsi, farlo portare
+nel grand'appartamento dove c'è il quadro
+velato. (Emilia si volse). È vero che non lo si vedrebbe
+meglio: ne trovo sempre chiusa la porta.</p>
+
+<p> &mdash; Usciamo,&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;lascia, Annetta,
+che torni a raccomandartelo; procura di esser riservatissima
+nei tuoi discorsi, e non far sospettare
+che tu sappia la minima cosa, a proposito di quel
+quadro.</p>
+
+<p> &mdash; Santo Dio, non è già un segreto: tutti i servitori
+lo hanno veduto più volte.</p>
+
+<p> &mdash; Ma come può essere?&nbsp;» disse Emilia sussultando;
+«&nbsp;veduto! quando? come?</p>
+
+<p> &mdash; Non c'è nulla di sorprendente: già noi siam
+tutti un pochetto curiosi.</p>
+
+<p> &mdash; Ma se mi dicesti che la porta era chiusa?</p>
+
+<p> &mdash; Se così fosse, come avremmo potuto entrare?&nbsp;»
+E guardava da per tutto.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! tu parli di questo quadro qui,&nbsp;» disse
+Emilia calmandosi. «&nbsp;Vieni, Annetta. Non vedo altro
+degno d'attenzione. Andiamo via.&nbsp;»</p>
+
+<p>Avviandosi alla sua stanza, essa vide Montoni
+scendere nella sala, e tornò nel gabinetto di sua
+zia, cui trovò sola e piangente. Il dolore e il risentimento
+lottavano sulla sua fisonomia. L'orgoglio
+aveva trattenuto fin allora le sue doglianze. Giudicando
+Emilia da sè medesima, e non potendo dissimulare
+ciò che si meritava da lei l'indegnità del
+suo trattamento, credeva che i suoi affanni avrebbero
+eccitata la gioia della nipote, anzichè qualche
+simpatia. Credeva che la disprezzerebbe, nè avrebbe,
+per lei la minima compassione; ma conosceva assai
+male la bontà di Emilia.</p>
+
+<p>Le pene vinsero finalmente l'orgoglioso carattere.
+Quando Emilia era entrata la mattina nelle sue
+stanze, le avrebbe svelato tutto, se il marito non<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+l'avesse prevenuta; ed or che la di lui presenza non
+glielo impediva, proruppe in amari lamenti.</p>
+
+<p>«&nbsp;O Emilia,&nbsp;» esclamò ella, «&nbsp;io sono la donna
+più infelice! Vengo trattata in un modo barbaro!
+Chi l'avrebbe preveduto, quando aveva dinanzi a
+me una sì bella prospettiva, che proverei un destino
+così terribile? Chi avrebbe creduto, allorchè sposai
+un uomo come Montoni, che mi sarei avvelenata
+la vita? Non c'è mezzo d'indovinare il miglior
+partito da prendere; non ve n'ha per riconoscere
+il vero bene. Le speranze più lusinghiere c'ingannano,
+ingannando così anche i più saggi. Chi avrebbe
+preveduto, quando sposai Montoni, che mi pentirei
+così presto della mia generosità?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sapeva bene che avrebbe dovuto prevedere
+tutti questi inconvenienti, ma non essendo quello il
+momento di farle inutili rimproveri, sedette presso
+la zia, le prese la mano, e con quell'aria pietosa
+che la faceva somigliare ad un angelo custode, le
+parlò con infinita dolcezza. Tutti i suoi discorsi
+però non bastarono a calmare la signora Montoni,
+la quale non volle ascoltar nulla; essa aveva bisogno
+di sfogarsi ancor prima di essere consolata.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ingrato!&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;mi ha ingannato in tutte
+le maniere. Ha saputo strapparmi dalla patria, dagli
+amici; mi chiuse in questo antico castello, e
+crede costringermi a cedere a tutti i suoi voleri;
+ma vedrà che si è ingannato, vedrà che nessuna
+minaccia basterà ad indurmi a... Ma chi l'avrebbe
+creduto? Chi l'avrebbe mai supposto che, col suo
+nome, la sua apparente ricchezza, costui non avesse
+nulla affatto? No, neppure uno zecchino del suo!
+Io credeva far bene: lo credeva uomo d'importanza
+ed opulentissimo, altrimenti non lo avrei sposato.
+Ingrato! Perfido! Mostro!...</p>
+
+<p> &mdash; Cara zia, calmatevi; il signor Montoni sarà
+forse men ricco di quello che credevate, ma non è
+poi così povero. La casa di Venezia e questo castello<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+sono suoi. Posso io domandarvi quali sono
+le circostanze che vi affliggono più particolarmente?</p>
+
+<p> &mdash; Quali circostanze!&nbsp;» sclamò la zia furibonda.
+«&nbsp;Che! non basta? Da molto tempo rovinato al
+giuoco, ha perduto anche tutto ciò che gli ho donato,
+ed ora pretende che gli faccia cessione di tutti
+i miei beni. Fortuna che la maggior parte di essi
+sono in testa mia: ei vorrebbe dilapidare anche
+questi e gettarsi in un progetto infernale di cui egli
+solo può comprendere l'idea; e... tutto questo non
+basta?</p>
+
+<p> &mdash; Certo,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;ma rammentatevi, signora,
+ch'io l'ignorava assolutamente.</p>
+
+<p> &mdash; E non basta, che la sua rovina sia compiuta,
+che sia pieno di debiti d'ogni sorta al punto che,
+se dovesse pagarli, non gli resterebbe nè il castello,
+nè la casa di Venezia?</p>
+
+<p> &mdash; Sono afflittissima di ciò che mi dite...</p>
+
+<p> &mdash; E non basta,&nbsp;» interruppe la zia, «&nbsp;che mi
+abbia trattata con tanta negligenza e crudeltà, perchè
+gli ricusai la cessione; perchè invece di tremare
+alle sue minacce, lo sfidai risolutamente, rimproverandogli,
+la sua vergognosa condotta? Io l'ho sofferto
+con tutta la dolcezza possibile. Voi sapete bene,
+nipote, se mi sfuggì mai una parola di doglianza
+fino ad ora; io, il cui unico torto è una bontà troppo
+grande ed una troppo facile condiscendenza! E
+per mia disgrazia mi vedo incatenata per la vita a
+questo vile, crudele e perfido mostro!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, comprendendo che i suoi mali non ammettevano
+consolazione reale, e spregiando le frasi
+comuni, stimò meglio tacere; la signora Montoni
+però, gelosa della sua superiorità, interpretò quel
+silenzio per indifferenza o disprezzo, e le rimproverò
+l'oblio de' propri doveri e la mancanza di
+sensibilità.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! come diffidava io di quella sensibilità tanto
+vantata, quando sarebbe stata messa alla prova!&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+soggiuns'ella; «&nbsp;io sapeva benissimo che non v'insegnerebbe
+nè tenerezza, nè affetto pei parenti che
+vi hanno trattata come loro figlia.</p>
+
+<p> &mdash; Perdonate, zia,&nbsp;» disse Emilia con dolcezza,
+«&nbsp;io mi vanto poco, e se lo facessi, non mi vanterei
+già della mia sensibilità, ch'è un dono forse
+più da temere che da desiderare.</p>
+
+<p> &mdash; A meraviglia, nipote, non voglio disputar con
+voi; ma, come io diceva, Montoni minacciommi di
+violenze, se persisto più a lungo a negargli la cessione;
+era appunto il soggetto della nostra contesa
+quando entraste stamattina. Ora son decisa; non
+v'ha forza sulla terra che possa costringermivici, e
+non soffrirò con calma tanti mal trattamenti; gli
+dirò tutto ciò che merita, a dispetto delle sue minacce
+e della sua ferocia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia profittò di un momento di silenzio per
+dirle: «&nbsp;Cara zia, voi non fareste che irritarlo senza
+necessità; non provocate di grazia, i mali crudeli
+che temete.</p>
+
+<p> &mdash; Poco men cale, ma non lo appagherò mai;
+voi mi consigliereste forse a spogliarmi di tutto
+il mio?</p>
+
+<p> &mdash; No, zia, non intendo dir questo.</p>
+
+<p> &mdash; E che intendete voi dunque?</p>
+
+<p> &mdash; Voi parlavate di far rimproveri al signor Montoni...&nbsp;»
+disse Emilia titubante.</p>
+
+<p> &mdash; Che! Forse non li merita?</p>
+
+<p> &mdash; Certo; ma non credo sia prudenza il farglieli
+nella situazione attuale.</p>
+
+<p> &mdash; Prudenza! prudenza con un uomo che senza
+scrupolo calpesta perfino le leggi dell'umanità! ed
+userò prudenza con costui? No, non sarò vile a tal
+segno.</p>
+
+<p> &mdash; Pel vostro solo interesse, e non per quello di
+Montoni,&nbsp;» disse Emilia modestamente, «&nbsp;stimerei
+bene di consultar la prudenza. I vostri rimproveri,
+quantunque giusti, riescirebbero vani, nè farebbero
+che spingerlo a terribili eccessi.<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Come! Dovrei dunque sottoporrai ciecamente
+a tutto ciò ch'ei mi comanda? Pretendereste ch'io
+me gli gettassi ai piedi per ringraziarlo della sua
+crudeltà? Pretendereste che gli facessi donazione di
+tutti i miei beni?</p>
+
+<p> &mdash; Cara zia, io forse mi spiego male! non sono
+in caso di consigliarvi sopra un punto tanto delicato;
+ma soffrite che ve lo dica: se amate il vostro
+riposo, cercate di calmare il signor Montoni, anzichè
+irritarlo.</p>
+
+<p> &mdash; Calmarlo! è impossibile, ripeto, non voglio
+neppur provarmici.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, benchè piccata dall'ostinazione e dalle
+false idee della zia, sentiva pietà de' di lei infortunii,
+e fece il possibile per calmarla e consolarla,
+dicendole:</p>
+
+<p>«&nbsp;La vostra situazione è forse meno disperata che
+non crediate. Il signor Montoni può dipingervi i
+suoi affari in uno stato più cattivo di quello che lo
+siano realmente, per esagerare e dimostrare il bisogno
+che ha della vostra cessione; d'altronde, finchè
+conserverete i vostri beni, vi offriranno una risorsa,
+se la futura condotta di vostro marito vi obbligasse
+a separarvi da lui....</p>
+
+<p> &mdash; Nipote crudele e insensibile,&nbsp;» la interruppe
+impazientemente la zia, «&nbsp;voi dunque tentate persuadermi
+che non ho motivo di querelarmi? Che
+mio marito è in una posizione brillante? che il mio
+avvenire è consolante, e che i miei affanni son puerili
+e romanzeschi come i vostri? Strane consolazioni!
+Persuadermi che sono priva di criterio e di
+sentimento, perchè voi non sentite nulla, e siete
+indifferentissima ai mali altrui! Io credeva aprire
+il cuore ad una persona compassionevole, che simpatizzasse
+colle mie pene; ma mi avvedo pur troppo
+che le persone sentimentali non sanno sentire che
+per sè. Andatevene.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, senza risponderle, uscì con un misto di<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+pietà e disprezzo. Appena fu sola, cedè ai penosi
+pensieri che le faceva nascere la posizione infelice
+della zia. Le proprie osservazioni, le parole equivoche
+di Morano, l'aveano convinta che il patrimonio
+di Montoni mal corrispondeva alle apparenze. Vedeva
+il fasto di lui, il numero de' servi, le sue
+nuove spese per le fortificazioni, e la riflessione aumentò
+la di lei incertezza sulla sorte della zia e la
+propria, pensando al truce carattere dello zio che
+andava ognor più spiegandosi nella sua ferocia.</p>
+
+<p>Mentre versava in questi affliggenti pensieri, Annetta
+le portò il pranzo in camera. Sorpresa da tal
+novità, domandò chi glielo avesse ordinato. «&nbsp;La mia
+padrona,&nbsp;» rispose Annetta. «&nbsp;Il signore ha comandato
+ch'essa pranzi nel suo appartamento ed ella vi
+manda il pranzo nel vostro. Ci sono state forti
+discussioni fra loro, e mi pare che la cosa si faccia
+seria.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, poco badando alle sue ciarle, si mise a
+tavola, ma Annetta non taceva sì facilmente: parlò
+dell'arrivo degli uomini da lei già veduti sul bastione,
+e della loro strana figura, non meno che
+della buona accoglienza lor fatta da Montoni. «&nbsp;Pranzano
+essi con lui?&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; No, signorina; hanno già mangiato nelle lor
+camere in fondo alla galleria settentrionale. Non so
+quando se ne andranno. Il padrone ha ordinato a
+Carlo di portar loro il bisognevole. Hanno già fatto
+il giro di tutto il castello, e dirette molte interrogazioni
+ai manovali. In vita mia non ho mai veduto
+ceffi così brutti; fanno paura a vederli.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla le domandò se avesse udito riparlare
+del conte Morano, e se vi fosse per lui speranza
+di guarigione. Annetta sapeva solo che trovavasi in
+una capanna, e molto aggravato. Emilia non potè
+nascondere la commozione.</p>
+
+<p>«&nbsp;Signorina,&nbsp;» disse la ciarliera, «&nbsp;come le donne
+sanno ben nascondere l'amore! Io credeva che voi
+odiaste il conte, e mi sono ingannata.<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Credo di non odiar nessuno,&nbsp;» rispose Emilia
+sforzandosi al sorriso; «&nbsp;ma non sono innamorata
+certo del conte Morano; e sarei egualmente dispiacentissima
+della morte violenta di chicchessia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta tornò a parlare de' dissensi fra i coniugi
+Montoni. «&nbsp;Non è cosa nuova,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;giacchè
+abbiamo inteso e veduto tutto fino da Venezia, sebbene
+non ve ne abbia mai parlato.</p>
+
+<p> &mdash; E facesti benissimo, ed avresti fatto meglio a
+continuare a tacere; abbi dunque prudenza, che
+questo discorso non mi garba.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! cara signora Emilia, vedo qual rispetto
+avete per persone che si occupano sì poco di voi!
+Io non posso soffrire di vedervi illusa in tal modo;
+debbo dirvelo unicamente pel vostro interesse, e
+senza alcun disegno di nuocere alla mia padrona,
+quantunque, a dir vero, abbia poca ragione di amarla.</p>
+
+<p> &mdash; Tu non parli certo di mia zia,&nbsp;» disse Emilia
+con gravità.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora; ma io sono fuori di me. Se voi
+sapeste tutto quel che so io, non andreste in collera.
+Spesso, spessissimo ho inteso lei ed il padrone
+che parlavano di maritarvi al conte: essa gli diceva
+sempre di non lasciarvi cedere ai vostri ridicoli capricci,
+ma di saper costringervi ad obbedire. Mi si
+straziava il cuore all'udire tanta crudeltà; parendomi
+che essendo ella stessa infelice, avrebbe dovuto compatire
+le disgrazie altrui e....</p>
+
+<p> &mdash; Ti ringrazio della tua pietà, Annetta; ma mia
+zia era infelice, e forse le sue idee erano alterate.
+Altrimenti io penso... son persuasa che... Ma via,
+lasciami sola, Annetta, ho finito di pranzare.</p>
+
+<p> &mdash; Voi non avete mangiato quasi nulla; prendete
+un altro boccone... Alterate le sue idee? affè! mi
+pare che lo siano sempre. A Tolosa ho inteso spesso
+la padrona parlare di voi e del signor Valancourt
+alla signora Marville e alla signora Vaison in un
+modo poco bello: diceva loro che durava fatica a contenervi<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+ne' limiti del dovere, che eravate per lei un
+gran peso, e che se non vi avesse sorvegliata bene,
+sareste andata a scorrazzare per le campagne col
+signor Valancourt; che lo facevate venir la notte, e....</p>
+
+<p> &mdash; Gran Dio!&nbsp;» sclamò Emilia facendosi di fuoco;
+«&nbsp;è impossibile che mia zia mi abbia dipinta così.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora, questa è la pura verità, sebbene
+non la dica tutta intiera. Mi pareva che avrebbe
+potuto parlare in altra maniera di sua nipote, anche
+nel caso che voi aveste commesso qualche fallo.
+Ma siate certa che non ho mai creduto neppure
+una sillaba di tutti i suoi discorsi. La padrona non
+guarda mai a ciò che dice, quando parla degli altri.</p>
+
+<p> &mdash; Comunque sia, Annetta,&nbsp;» disse Emilia, ricomponendosi
+con dignità, «&nbsp;tu fai malissimo ad accusar
+mia zia presso di me; so che la tua intenzione
+è buona, ma non parliamone più; sparecchia la
+tavola.&nbsp;»</p>
+
+<p>La cameriera arrossì, chinò gli occhi ed affrettassi
+ad andarsene.</p>
+
+<p>«&nbsp;È dunque questo il premio della mia onestà?&nbsp;»
+disse Emilia quando fu sola. «&nbsp;È questo il trattamento
+che debbo ricevere da una parente, da una
+zia, la quale doveva difendere la mia riputazione,
+invece di calunniarla? Oh! mio tenero ed affettuosissimo
+padre, cosa diresti se tu fossi ancora al
+mondo? Che penseresti della indegna condotta di
+tua sorella a mio riguardo?... Ma via, bando alle
+inutili recriminazioni, e pensiamo soltanto ch'essa
+è infelice.&nbsp;»</p>
+
+<p>Per divagarsi alquanto, prese il velo, e scese sui
+bastioni, l'unico passeggio che le fosse permesso.
+Avrebbe, sì, desiderato percorrere i boschi sottoposti,
+e contemplare i sublimi quadri della natura;
+ma Montoni non volendo ch'ella uscisse dal castello,
+cercava contentarsi delle viste pittoresche
+cui osservava dalle mura. Nessuno eravi allora colà;
+il cielo era tetro e tristo come lei. Però, trapelando<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+il sole dalle nubi, Emilia volle vederne l'effetto
+sulla torre di tramontana: voltandosi, vide i tre
+forestieri della mattina, e si sentì un tremito involontario.
+Coloro le si avvicinarono mentre esitava.
+Volle ritirarsi, ed abbassò il velo, che mal ne nascondeva
+la beltà. Essi guardaronla attenti, parlandosi
+tra loro: la fierezza delle fisonomie la colpì
+ancor più del singolare abbigliamento. La figura in
+ispecie di quello in mezzo spirava una ferocia selvaggia,
+truce e maligna che l'atterrì. Passò rapida:
+quando fu in fondo al terrazzo, si volse, e vide gli
+stranieri all'ombra della torretta, intenti a considerarla,
+ed a parlare con fuoco tra loro. Ella affrettossi
+a ritirarsi in camera.</p>
+
+<p>Montoni cenò tardi, e restò un pezzo a tavola
+cogli ospiti nel salotto di cedro. Gonfio del suo recente
+trionfo su Morano, vuotò spesso la coppa, e
+si abbandonò senza ritegno ai piaceri della tavola
+e della conversazione. Il brio di Cavignì parea al
+contrario scemato: guardava Verrezzi, cui aveva
+stentato molto a contenere fin allora, e che voleva
+sempre manifestare a Montoni gli ultimi insulti del
+conte.</p>
+
+<p>Un convitato mise in campo i casi della notte
+scorsa, e gli occhi di Verrezzi sfavillarono: si parlò
+poscia di Emilia, e fu un concerto di elogi. Montoni
+solo tacea. Partiti i servi, la conversazione divenne
+più libera; il carattere irascibile di Verrezzi
+mescolava talvolta un po' di asprezza in quanto diceva,
+ma Montoni spiegava la sua superiorità perfin
+negli sguardi e nelle maniere. Uno di essi nominò
+imprudentemente di nuovo Morano; Verrezzi scaldato
+dal vino, e senza badare ai ripetuti segni <a name="tn141" id="tn141"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'di di'">di</ins>
+Cavignì, diede misteriosamente qualche cenno
+sull'incidente della vigilia. Montoni non parve notarlo
+e continuò a tacere, senza mostrare alterazione.
+Quell'apparente insensibilità accrebbe l'ira di Verrezzi,
+il quale finì a manifestare i detti di Morano,<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>
+che, cioè, il castello non gli apparteneva legittimamente,
+e che non avrebbegli lasciato volontariamente
+un altro omicidio sull'anima.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sarei io insultato alla mia tavola, e lo sarei da
+un amico?&nbsp;» gridò Montoni pallido dal furore. «&nbsp;Perchè
+ripetermi i motti d'uno stolto?&nbsp;» Verrezzi, che
+si aspettava di vedere l'ira di Montoni volgersi
+contro il conte, guardò Cavignì con sorpresa, e questi
+godè della sua confusione. «&nbsp;Avreste la debolezza
+di credere ai discorsi d'un uomo traviato dal delirio
+della vendetta?</p>
+
+<p> &mdash; Signore,&nbsp;» disse Verrezzi, noi crediamo solo
+quel che sappiamo.</p>
+
+<p> &mdash; Come!&nbsp;» interruppe Montoni con gravità;
+«&nbsp;dove sono le vostre prove?</p>
+
+<p> &mdash; Noi crediamo solo quel che sappiamo, e non
+sappiam nulla di quanto ci affermò Morano.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni parve rimettersi, e disse: «&nbsp;Io son
+sempre pronto, amici, quando si tratta del mio onore;
+nessuno potrebbe dubitarne impunemente. Orsù,
+beviamo.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, beviamo alla salute della signora Emilia,&nbsp;»
+disse Cavignì.</p>
+
+<p> &mdash; Con vostro permesso, prima a quella della
+castellana,&nbsp;» soggiunse Bertolini. Montoni taceva.</p>
+
+<p> &mdash; Alla salute della castellana,&nbsp;» dissero gli ospiti,
+e Montoni fece un lieve cenno di capo in segno
+d'approvazione.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi sorprende, signore,&nbsp;» gli disse Bertolini,
+«&nbsp;che abbiate negletto tanto questo castello: è un
+bell'edifizio.</p>
+
+<p> &mdash; E molto adatto ai nostri disegni,&nbsp;» replicò
+Montoni. «&nbsp;Voi non sapete, parmi, per qual caso io
+lo posseggo?</p>
+
+<p> &mdash; Ma,&nbsp;» disse Bertolini ridendo, «&nbsp;è un caso fortunatissimo,
+ed io vorrei che me ne accadesse uno
+simile.</p>
+
+<p> &mdash; Se volete compiacervi d'ascoltarmi,&nbsp;» continuò
+Montoni, «&nbsp;vi racconterò la cosa.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p>
+
+<p>Le fisionomie di Bertolini e Verrezzi esprimevano
+ansiosa curiosità. Cavignì, il quale non ne esternava,
+sapeva probabilmente già la storia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sono quasi venti anni che posseggo questo castello.
+La signora che lo possedeva prima di me,
+era mia parente lontana. Io sono l'ultimo della famiglia:
+essa era bella e ricca, ed io le offrii la mia
+mano, ma siccome amava un altro, mi respinse. È
+probabile che il preferito abbia respinto lei, che fu
+assalita da una costante malinconia, ed ho tutto il
+fondamento di credere che troncasse ella stessa i
+suoi giorni. Io non era allora nel castello: è un
+caso pieno di strane e misteriose circostanze ch'io
+vo' ripetervi.</p>
+
+<p> &mdash; Ripetetele,&nbsp;» disse una voce.</p>
+
+<p>Montoni tacque, ed i suoi ospiti, guardandosi reciprocamente,
+si chiesero chi avesse parlato, e s'avvidero
+che tutti si facevano la stessa domanda.</p>
+
+<p>«&nbsp;Siamo ascoltati,&nbsp;» disse Montoni; «&nbsp;ne parleremo
+un'altra volta: beviamo.&nbsp;»</p>
+
+<p>I convitati guardarono per tutta la sala.</p>
+
+<p>«&nbsp;Siamo soli,&nbsp;» disse Verrezzi, «&nbsp;fateci la grazia
+di continuare.</p>
+
+<p> &mdash; Non udiste qualcosa?&nbsp;» sclamò Montoni.</p>
+
+<p> &mdash; Parmi di sì,&nbsp;» rispose Bertolini.</p>
+
+<p> &mdash; Pura illusione,&nbsp;» disse Verrezzi guardando ancora.
+«&nbsp;Siam soli. Continuate, ven prego.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni ripigliò sottovoce, mentre i convitati si
+serravano intorno a lui.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sappiate che la signora Laurentini da qualche
+mese mostrava i sintomi d'una gran passione e
+d'un'immaginazione alterata. Talvolta si perdeva
+in una placida meditazione, ma spesso farneticava.
+Una sera di ottobre, dopo uno di questi accessi, si
+ritirò sola nella sua camera, vietando di sturbarla.
+Era la camera in fondo al corridoio, ch'è stata il
+teatro della scena d'ieri sera: da quell'istante non
+la videro più.<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Come! Non fu veduta più?&nbsp;» disse Bertolini.
+«&nbsp;Il suo corpo non fu trovato nella camera?</p>
+
+<p> &mdash; Non si trovò il suo cadavere?&nbsp;» esclamarono
+tutti unanimamente.</p>
+
+<p> &mdash; Mai,&nbsp;» rispose Montoni.</p>
+
+<p> &mdash; Quai motivi s'ebbero per supporre che si
+fosse uccisa?&nbsp;» disse Bertolini. &mdash; Sì, quai motivi?&nbsp;»
+disse Verrezzi. Montoni gli lanciò un'occhiata sdegnosa.
+«&nbsp;Perdonate, signore, soggiunse l'altro; non
+pensava che la signora fosse vostra parente, quando
+ne parlai con tanta leggerezza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni, ricevendo questa scusa, continuò: «&nbsp;Vi
+spiegherò tosto il tutto: ascoltate.</p>
+
+<p> &mdash; Ascoltate!&nbsp;» ripetè una voce.</p>
+
+<p>Tutti tacevano, e Montoni cambiò di colore.</p>
+
+<p>«&nbsp;Questa non è un'illusione,&nbsp;» disse finalmente
+Cavignì. &mdash; No,&nbsp;» disse Bertolini; «&nbsp;l'ho intesa
+anch'io.</p>
+
+<p> &mdash; Questo diventa straordinario,&nbsp;» soggiunse
+Montoni, alzandosi precipitosamente. Tutti i convitati
+si alzarono in disordine: furono chiamati i
+servi, si fecero ricerche, ma non fu trovato nessuno.
+La sorpresa e la costernazione crebbero. Montoni fu
+sconcertato. «&nbsp;Lasciamo questa sala,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;ed
+il soggetto del nostro discorso; è troppo serio.&nbsp;»
+Gli ospiti, disposti ad uscire, pregarono Montoni di
+andare altrove a seguitare il suo racconto, ma invano;
+malgrado tutti i suoi sforzi per parer tranquillo,
+egli era visibilmente agitatissimo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Come!&nbsp;» disse Verrezzi; «&nbsp;sareste superstizioso,
+voi che vi burlate dell'altrui credulità?</p>
+
+<p> &mdash; Non sono superstizioso,&nbsp;» rispose Montoni
+«&nbsp;ma convien sapere cosa ciò vuol dire.&nbsp;» Uscì, e
+tutti ritiraronsi.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FINE DEL SECONDO VOLUME</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Milano, 1875 &mdash; Tip. Ditta Wilmant.</p>
+
+<hr />
+
+<div class="footnotes"><p class="center">NOTE</p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> Specie di gondoletta ornata con magnificenza.</p></div></div>
+
+<div class="tnote">
+<h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2>
+
+<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di
+quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in
+inglese è disponibile su Project Gutenberg:
+ <a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di
+trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p>
+
+<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo originale]:</p>
+
+<table summary="correzioni">
+ <tr>
+ <td class="r">P.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#tn14">14</a> - </td> <td>col quale lo considerava. Alla perfine [perfino]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn17a">17</a> - </td> <td>vedo bene che siete disposta [diposta] a</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn17b">17</a> - </td> <td>Tutti dormivano [dominavano] nel castello</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn22">22</a> - </td> <td>a qual punto essa lo stimasse ed amasse [amassase]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn27">27</a> - </td> <td>cadde quasi esanime [esamine] sul seno. Non piangevan più</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn52">52</a> - </td> <td>degli altri beni toccatigli [toccatagli]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn62">62</a> - </td> <td>o signore, che non accetterò [eccetterò] mai</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn64">64</a> - </td> <td>Calmato alquanto il di lei spavento, Montoni [Monteni]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn76">76</a> - </td> <td>oltre Orsino, a questi conciliaboli notturni [nottorni]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn83">83</a> - </td> <td>disponevano non sortissero [sortiressero] il bramato esito</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn86">86</a> - </td> <td>lasciar [lascir] entrare il suo signore</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn87">87</a> - </td> <td>posta in faccia al [ad] grande specchio</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn90">90</a> - </td> <td>per assistere [assistare] a sì bello spettacolo</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn106">106</a> - </td> <td>ad idee grandiose, e, per una specie [spece]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn128">128</a> - </td> <td>colmollo di rimproveri [rimpoveri] senza parlare</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn141">141</a> - </td> <td>e senza badare ai ripetuti segni di [di di] Cavignì</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p>Grafie alternative mantenute:</p>
+
+<ul>
+<li>follia / follìa</li>
+<li>Saint-Aubert / Sant'Aubert</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2, by
+Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 2 ***
+
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
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+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+
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+approach us with offers to donate.
+
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+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
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+
+
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+
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