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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-14 20:00:11 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 1 + +Author: Ann Radcliffe + +Release Date: September 20, 2010 [EBook #33781] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 1 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<h1>I MISTERI<br /> +<span class="small">DEL</span><br /> +<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1> +<p> <br /> </p> +<p class="center">DI<br /> +ANNA RADCLIFFE</p> +<p> <br /> </p> +<p class="center">VOL. I</p> +<p> <br /> </p> +<p class="center">MILANO<br /> +<i>Oreste Ferrario</i><br /> +<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br /> +e Santa Margherita</span></p> + +<hr /> + +<div class="figcenter"> +<img class="border" src="images/ill.jpg" width="416" height="600" alt="" + /> +<p class="caption">... lacerò un fazzoletto per bendargli la piaga...<br /><a href="#cap4"><i>Cap. IV</i></a></p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center">SOMMARIO</p> + +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_I">Capitolo I</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_II">Capitolo II</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_III">Capitolo III</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_IV">Capitolo IV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_V">Capitolo V</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_VI">Capitolo VI</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_VII">Capitolo VII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_VIII">Capitolo VIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_IX">Capitolo IX</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_X">Capitolo X</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XI">Capitolo XI</a></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_I" id="CAPITOLO_I"></a>CAPITOLO I</h2> + +<p>Sulle sponde della Garonna, nella provincia di +Guienna, esisteva nell'anno 1584 il castello di Sant'Aubert: +dalle sue finestre scoprivansi i ricchi e +fertili paesi della Guienna, che si estendevano lungo +il fiume, coronati da boschi, vigne ed oliveti. A +mezzodì, la prospettiva era circoscritta dalla massa +imponente dei Pirenei, le cui cime, or celate nelle +nubi, ora lasciando scorgere <a name="tn5" id="tn5"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'bizzare'">bizzarre</ins> forme, si mostravano +talvolta, nude e selvagge, in mezzo ai vapori +turchinicci dell'orizzonte, e talora scoprivano +le loro pendici, lungo le quali dondolavano grandi +abeti neri, agitati dai venti. Spaventosi precipizi +contrastavano colla ridente verzura de' prati e delle +selve circostanti, e lo sguardo affaticato dall'aspetto +di quelle voragini, si riposava alla vista degli armenti +e delle capanne dei pastori. Le pianure della +Linguadoca si estendevano a tiro di occhio a tramontana +ed a levante, e l'orizzonte confondevasi a +ponente colle acque del golfo di Guascogna.</p> + +<p>Sant'Aubert, accompagnato dalla sposa e dalla figlia, +andava spesso a passeggiare sulle sponde della +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>Garonna; egli si compiaceva di ascoltare il mormorio +armonioso delle sue acque. Aveva altre volte conosciuto +un altro genere di vivere ben diverso da +questa vita semplice e campestre; aveva a lungo +vissuto nel vortice del gran mondo, ed il quadro +lusinghiero della specie umana, formatosi dal suo +giovine cuore, aveva subìto le tristi alterazioni dell'esperienza. +Nondimeno, la perdita delle sue illusioni +non aveva nè scosso i suoi principii, nè raffreddata +la sua benevolenza: aveva abbandonata la +società piuttosto con pietà che con collera, e si era +limitato per sempre al dolce godimento della natura, +ai piaceri innocenti dello studio, ed in fine all'esercizio +delle domestiche virtù.</p> + +<p>Discendeva da un cadetto d'illustre famiglia; ed +i suoi genitori avrebbero desiderato che, per riparare +alle ingiurie della fortuna, egli avesse ricorso a +qualche ricco partito, o tentato d'innalzarsi colle mene +dell'intrigo. Per questo ultimo progetto, Sant'Aubert +aveva troppo onore e troppa delicatezza; e, quanto +al primo, non aveva bastante ambizione per sacrificare +all'acquisto delle ricchezze ciò ch'esso chiamava +felicità. Dopo la morte del padre sposò una +fanciulla amabile, eguale a lui per nascita, non meno +che pei beni di fortuna. Il lusso e la generosità di +suo padre avevano talmente oberato il patrimonio +ricevuto in retaggio, che fu costretto di alienarne +porzione. Qualche anno dopo il suo matrimonio, lo +vendè a Quesnel, fratello di sua moglie, e si ritirò +in una piccola terra di Guascogna, dove la felicità +coniugale ed i doveri paterni dividevano il suo tempo +colle delizie dello studio e della meditazione.</p> + +<p>Da lunga pezza questo luogo eragli caro; vi era +venuto spesso nella sua infanzia, e conservava ancora +l'impressione dei piaceri ivi gustati; non aveva +obliato nè il vecchio contadino incaricato allora d'invigilare +sopra di lui, nè i suoi frutti, nè la sua +crema, nè le di lui carezze. Que' verdi prati, ove, +pieno di salute, di gioia e di gioventù, aveva scherzato<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span> +tanto in mezzo ai fiori; i boschi, la cui fresca +ombra aveva inteso i suoi primi sospiri, e mantenuta +la sua riflessiva malinconia, che divenne in +seguito il tratto dominante del suo carattere; le passeggiate +agresti pe' monti, i fiumi che aveva traversato, +le pianure vaste e immense come la speranza +dell'età giovanile! Sant'Aubert non si rammentava +se non con entusiasmo e con rincrescimento questi +luoghi abbelliti da tante rimembranze. Alla perfine, +sciolto dal mondo venne a fissarvi il suo soggiorno +ed a realizzare così i voti di tutta la sua vita.</p> + +<p>Il castello, nello stato d'allora, era molto ristretto; +un forestiero ne avrebbe ammirato senza dubbio +l'elegante semplicità e la bellezza esteriore; ma vi +abbisognavano lavori considerevoli per farne l'abitazione +d'una famiglia. Sant'Aubert aveva una specie +di affezione per quella parte d'edificio che aveva +conosciuta il passato; e non volle mai che ne fosse +alterata una sol pietra, dimodochè la nuova costruzione, +adattata allo stile dell'antica, fece del tutto +una dimora più comoda che ricercata. L'interno, +abbandonato alle cure della signora Sant'Aubert, le +somministrò occasione di mostrare il suo gusto; ma +la modestia che caratterizzava i suoi costumi, le fu +sempre di guida negli abbellimenti da lei prescritti.</p> + +<p>La biblioteca occupava la parte occidentale del +castello, ed era piena delle migliori opere antiche +e moderne. Questo appartamento guardava su di un +boschetto che, piantato lungo un dolce clivo, conduceva +al fiume, ed i cui alti e grossi alberi formavano +un'ombra folta e misteriosa. Dalle finestre +si scopriva, al disopra delle pergole, il ricco paese +che estendevasi all'occidente, e si scorgevano a sinistra +gli orribili precipizi dei Pirenei. Vicino alla +biblioteca eravi un terrazzo munito di piante rare +e preziose. Lo studio della botanica era uno dei +divertimenti di Sant'Aubert, ed i monti vicini, che +offrono tanti tesori ai naturalisti, lo trattenevano<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +spesso giornate intiere. Nelle sue gite, veniva qualche +volta accompagnato da sua moglie, e talvolta +dalla figlia: un panierino di vimini per riporvi le +piante, un altro pieno di qualche alimento, che non +si sarebbe potuto trovare nelle capanne dei pastori, +formavano il loro equipaggio; scorrevano così i luoghi +più selvaggi, le vedute più pittoresche, e la loro +attenzione non era concentrata totalmente nello studio +delle menome opere della natura, che non permettesse +loro d'ammirarne egualmente le bellezze grandi +e sublimi. Stanchi di scavalcar rupi, ove pareano +essere stati condotti dal solo entusiasmo, e dove +non si scorgevano sul musco altre orme fuor quelle +del timido camoscio, cercavano essi un ricovero in +que' bei templi di verzura, nascosti in seno delle +montagne. All'ombra de' larici e degli alti pini, gustavano +di una refezione frugale, bevendo l'acque +di una sorgente vicina, e respiravano con delizia +gli effluvi delle varie piante smaltanti la terra, o +pendenti a festoni dagli alberi e dalle rupi.</p> + +<p>A sinistra del terrazzo, e verso le pianure della +Linguadoca, eravi il gabinetto di Emilia, benissimo +assortito di libri, di disegni, di strumenti musicali, +di qualche garrullo uccelletto e di fiori i più ricercati; +quivi, occupata nello studio delle belle arti, +essa le coltivava con successo, giacchè molto convenivano +al gusto ed al carattere di lei. Le sue naturali +disposizioni secondate dalle istruzioni dei genitori, +avevano facilitato i suoi rapidi progressi. Le +finestre di questa stanza si aprivano fino al suolo +sul giardino che circondava la casa; e viali di mandorli +di fichi, di acacie e di mirti fioriti, conducevano +assai lungi la vista fino ai verdi margini irrigati +dalla Garonna.</p> + +<p>I contadini di questo bel clima, finiti i lavori, +venivano spesso verso sera a ballare sulle sponde +del fiume. Il suono animato della musica, la vivacità +dei loro passi il brio delle movenze, il gusto<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span> +ed il capriccioso abbigliamento delle villanelle, dava +a tutta questa scena un carattere interessantissimo.</p> + +<p>La facciata del castello, dalla parte di mezzogiorno, +era situata di fronte alle montagne. Al pian terreno +eravi una gran sala e due comodi salotti. Il pian +superiore, chè eravene un solo, era distribuito in +camere da letto, meno una sola stanza, munita d'un +largo verone, ove si faceva ordinariamente la colazione.</p> + +<p>Nell'aggiustamento esterno, l'affezione di Sant'Aubert +per il teatro della sua infanzia, aveva talvolta +sacrificato il gusto al sentimento. Due vecchi +larici ombreggiavano il castello, e ne impedivano +alquanto la vista; ma Sant'Aubert diceva qualche +volta, che se li vedesse seccare, avrebbe forse la +debolezza di piangerli. Piantò vicino a questi larici +un boschetto di faggi, di pini e di frassini alpini; +su di un alto terrazzo, al disopra del fiume, eranvi +parecchi aranci e limoni, i cui frutti, maturando tra +i fiori, esalavano nell'aere un ammirabile e soave +profumo.</p> + +<p>Unì loro alcuni alberi d'un'altra specie, e colà, +sotto un folto platano le cui frondi stendevansi fino +sul fiume, amava sedere nelle belle sere estive tra +la consorte ed i figliuoli. Traverso il fogliame vedeva +il sole tramontar nel lontano orizzonte, ne +scorgeva gli ultimi raggi risplendere, venir meno e +confondere a poco a poco i purpurei riflessi colle +tinte grige del crepuscolo. Ivi pure amava egli leggere +e conversare colla moglie, a far giuocare i figliuoletti, +ad abbandonarsi ai dolci affetti, compagni +consueti della semplicità e della natura. Spesso pensava, +colle lagrime agli occhi, come que' momenti +fossero le cento volte più soavi de' piaceri rumorosi +e delle tumultuose agitazioni del mondo. Il suo +cuore era contento; chè avea il raro vantaggio di +non desiderar maggior felicità di quella onde fruiva. +La serenità della coscienza comunicavasi alle sue<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +maniere, e, per uno spirito come il suo, dava incanto +alla stessa felicità.</p> + +<p>La caduta totale del giorno non lo allontanava +dal suo platano favorito; amava quel momento in +cui gli ultimi chiarori si spengono, in cui le stelle +vengono a scintillare l'una dopo l'altra nello spazio, +e a riflettersi nello specchio delle acque; istante +patetico e dolce, in cui l'anima delicata schiudesi +ai più teneri sentimenti, alle contemplazioni più +sublimi. Quando la luna, cogli argentei raggi, traversava +il fronzuto fogliame, Sant'Aubert restava +ancora; e spesso si faceva portare, sotto quell'albero +a lui caro, i latticini ed i frutti che componevano +la sua cena. Allorchè la notte faceasi più cupa, l'usignuolo +cantava, ed i di lui armoniosi accenti risvegliavangli +nel fondo dell'anima una dolce malinconia.</p> + +<p>La prima interruzione della felicità che aveva conosciuta +nel suo ritiro, fu cagionata dalla perdita +di due maschi: essi morirono in quell'età in cui +le grazie infantili hanno tanta vaghezza; e sebbene, +per non affliggere soverchiamente la sposa, egli +avesse moderata l'espressione del suo dolore, e si +fosse sforzato di sopportarlo con fermezza, non +aveva filosofia bastante da reggere alla prova di simile +sciagura. Una figlia era ormai la sua unica +prole. Invigilò attentamente sullo sviluppo del di +lei carattere, e si occupò del continuo a mantenerla +nelle disposizioni più adatte a formarne la felicità. +Ella aveva annunziato fin dall'infanzia una rara delicatezza +di spirito, affezioni vive ed una docile benevolenza; +ma lasciava travedere nondimeno troppa +suscettività per godere di una pace durevole: avanzandosi +alla pubertà, questa sensibilità diede un +tuono riflessivo ai suoi pensieri, e una dolcezza +alle maniere, che, aggiungendo grazia alla beltà, la +rendevano molto più interessante alle persone che +l'avvicinavano. Ma Sant'Aubert aveva troppo buon +senso per preferire le <a name="tn10" id="tn10"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'attrattative'">attrattive</ins> alla virtù; egli<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +era troppo avveduto per non sapere quanto queste +siano pericolose a chi le possiede, e non poteva +esserne molto contento. Procurò dunque di fortificare +il di lei carattere, di suefarla a signoreggiare +le inclinazioni ed a sapersi dominare: le insegnò a +non cedere tanto facilmente alle prime impressioni, +e a sopportare con calma le infinite contrarietà della +vita. Ma per insegnarle a vincere sè medesima, ed +a prendere quel grado di dignità tranquilla, che sol +può domare le passioni, e innalzarci al disopra dei +casi e delle disgrazie, aveva bisogno egli stesso di +qualche coraggio, e non senza grande sforzo parea +vedere tranquillamente le lacrime ed i piccoli disgusti, +che la sua previdente sagacità cagionava talvolta +ad Emilia.</p> + +<p>Questa interessante fanciulla somigliava alla madre; +ne aveva la statura elegante, i delicati lineamenti; +aveva al par di lei, gli occhi azzurri, languidi +ed espressivi; ma per quanto belle ne fossero +le fattezze, l'espressione però della sua fisonomia, +mobile come gli oggetti che la colpivano, dava <a name="tn11" id="tn11"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'soprattuto'">soprattutto</ins> +al di lei volto un'attrattiva irresistibile.</p> + +<p>Sant'Aubert coltivò il suo spirito con estrema +cura. Le comunicò una tintura delle scienze, ed una +esatta cognizione della più squisita letteratura. Le +insegnò il latino e l'italiano, desiderando che potesse +leggere i sublimi poemi scritti in queste due +lingue. Annunziò essa, fino dai primi anni, un gusto +deciso per le opere di genio, a questi principii +aumentavano il diletto e la soddisfazione di Sant'Aubert. — Uno +spirito coltivato, — diceva egli, — è +il miglior preservativo al contagio del vizio e +delle follie: uno spirito vuoto ha sempre bisogno +di divertimenti, e s'immerge nell'errore per evitare +la noia. Il movimento delle idee, forma, della riflessione, +una sorgente di piaceri, e le osservazioni +fornite dal mondo medesimo, compensano i pericoli +delle tentazioni ch'esso offre. La meditazione e lo +studio sono necessarie alla felicità, tanto in campagna<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +quanto in città; in campagna esse prevengono +i languori di un'apatia indolente, e somministrano +nuovi godimenti pel gusto e l'osservazione delle +grandi cose; in città, esse rendono la distrazione +meno necessaria, e per conseguenza meno pericolosa. —</p> + +<p>La di lei passeggiata favorita era una peschiera +situata in un boschetto vicino, sulla riva di un ruscello, +che, scendendo dai Pirenei, spumava a traverso +gli scogli, e fuggiva in silenzio sotto l'ombra +degli alberi; da questo sito si scuoprivano fra le +fronzute selve, i più bei siti dei paesi circonvicini; +l'occhio si smarriva in mezzo alle eccelse rupi, alle +umili capanne dei pastori, ed alle vedute ridenti +lungo il fiume: in questo luogo delizioso si recava +bene spesso anche Sant'Aubert e sua madre a godere +il rezzo ne' calori estivi, e verso sera, all'ora +del riposo, ci veniva a salutare il silenzio e l'oscurità, +ed a prestar ascolto ai queruli canti della tenera +Filomela; talvolta ancora portava la musica; +l'eco svegliavasi al suono dell'oboe, e la voce melodiosa +di Emilia addolciva i lievi zeffiri che ricevevan +e portavano lunge da lei la sua espressione +ed i suoi accenti.</p> + +<p>Un giorno, Emilia lesse in un canto del tavolato +i versi seguenti scritti col lapis:</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<span class="i0">Ingenui figli del sentir più puro<br /></span> +<span class="i2">Che sì poco spiegate il mio dolore,<br /></span> +<span class="i2">Versi miei, se avverrà che in questo oscuro<br /></span> +<span class="i2">Sacro alla pace taciturno orrore<br /></span> +<span class="i2">Un oggetto gentil mai si presenti,<br /></span> +<span class="i2">L'amor mio gli narrate e i miei tormenti.<br /></span> +<span class="i0">Quel dì che nel mio core il suo sembiante<br /></span> +<span class="i2">Le amorose destò prime scintille,<br /></span> +<span class="i2">Ah! fatal giorno! ahi sventurato amante!<br /></span> +<span class="i2">Contro il vivo fulgor di sue pupille<br /></span> +<span class="i2">Indifeso mi stava e senza tema<br /></span> +<span class="i2">Della vaga di lor possanza estrema.<br /></span> +<span class="i0">E ripiena d'angelico diletto<br /></span> +<span class="i2">Già sentia palpitar l'alma nel seno:<br /></span> +<span class="i2">Ma l'inganno svanì; l'amato oggetto<br /></span> +<span class="i2">Da me volse le piante in un baleno,<br /></span> +<span class="i2">E lasciommi in partir tutti i più forti<br /></span> +<span class="i2">D'invincibile amor crudi trasporti.<br /></span> +<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span></div></div> + +<p>Questi versi non erano indirizzati ad alcuno: +Emilia non poteva applicarli a sè medesima, sebbene +fosse, senza alcun dubbio, la ninfa di quelle +boscaglie: ella scorse rapidamente il circolo ristretto +delle sue conoscenze, senza poterne fare l'applicazione, +e restò nell'incertezza: incertezza molto meno +penosa per lei, di quello sarebbe stata per uno spirito +più ozioso, non avendo occasione di occuparsi +a lungo d'una bagattella, e d'esagerarne l'importanza +pensandovi del continuo. L'incertezza, che +non le permetteva di supporre che quei versi le +fossero indirizzati, non l'obbligava neppure di adottare +l'idea contraria; ma il piccolo moto di vanità +da lei sentito non durò molto, e ben presto lo dimenticò +per i suoi libri, i suoi studi e le sue buone +opere.</p> + +<p>Poco tempo dopo, la sua inquietudine fu eccitata +da un'indisposizione del padre; esso fu colto dalla +febbre, che, senza essere molto pericolosa, non +mancò di dare una scossa sensibile al di lui temperamento. +La signora Sant'Aubert e sua figlia lo +assistettero con molta premura, ma la sua convalescenza +fu lenta, e mentre egli ricuperava la salute, +la di lui sposa perdeva la sua. Appena fu ristabilito, +la prima visita fu alla peschiera: un paniere di provvisioni, +i libri, ed il liuto di Emilia vi furono mandati +dapprima; della pesca non se ne parlava, perchè +Sant'Aubert non prendeva verun piacere alla +distruzione degli esseri viventi.</p> + +<p>Dopo un'ora di passeggio e di ricerche botaniche, +fu servito il pranzo: la soddisfazione provata pel +piacere di rivedere ancora quel luogo favorito, riempì +i commensali del più dolce sentimento: la cara famiglia +parea ritrovare la felicità sotto quelle ombre +beate. Sant'Aubert discorrea con singolar allegria: +ogni oggetto ne rianimava i sensi; l'amabile frescura, +il diletto che si prova alla vista della natura +dopo i patimenti d'una malattia ed il soggiorno di<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +una camera da letto, non ponno del certo nè comprendersi, +nè descriversi nello stato di perfetta salute; +la verzura delle selve e de' pascoli, la varietà +de' fiori, l'azzurra vôlta de' cieli, l'olezzo dell'aere, +il lene murmure delle acque, il ronzio de' notturni +insetti, tutto sembra allora vivificar l'anima e dar +pregio all'esistenza. La Sant'Aubert, rianimata dalla +gaiezza e dalla convalescenza dello sposo, obliò +la sua indisposizione personale: passeggiò pe' boschi, +e visitò le situazioni deliziose di quel ritiro: conversava +essa col marito e colla figlia, e riguardavali +spesso con un grado di tenerezza che le faceva +versar lagrime. Sant'Aubert, accortosene, le rimproverò +teneramente la sua emozione: ella non potè +che sorridere, stringere la di lui mano, quella di +Emilia, e piangere davvantaggio. Sentì egli che +<a name="tn14" id="tn14"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'l'entusiamo'">l'entusiasmo</ins> del sentimento le diveniva quasi penoso; +una trista impressione s'impadronì dei suoi sensi, +e gli sfuggirono sospiri. — Forse, diceva tra sè, +forse questo momento è il termine della mia felicità, +come ne è il colmo; ma non abbreviamolo con dispiaceri +anticipati; speriamo che non avrò sfuggita +la morte per avere da piangere io stesso i soli esseri +interessanti che me la fanno temere. —</p> + +<p>Per uscire da questi cupi pensieri, o forse piuttosto +per intrattenervisi, pregò Emilia di andar a +cercare il liuto, e suonargli qualche bel pezzo di tenera +musica. Nell'avvicinarsi alla peschiera, essa fu +sorpresa di sentire le corde del suo strumento toccate +da una mano maestra, ed accompagnata da un +canto lamentevole, che cattivò la di lei attenzione. +Ascoltò in profondo silenzio, temendo che un indiscreto +movimento non la privasse d'un suono o non +interrompesse il suonatore. Tutto era tranquillo nel +padiglione, e non sembrando che ci fosse alcuno, +ella continuò ad ascoltare; ma finalmente la sorpresa +e il diletto fecero luogo alla timidezza; questa aumentò +pella rimembranza dei versi scritti a matita,<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span> +da lei già veduti, e titubò se doveva o no ritirarsi +all'istante.</p> + +<p>Nell'intervallo, la musica cessò; Emilia riprese +coraggio, e si avanzò, sebben tremando, verso la +peschiera, ma non ci vide nessuno: il liuto giaceva +sul tavolino, e tutto il resto stava come ce lo aveva +lasciato. Emilia principiò a credere di avere inteso +un altro istrumento, ma si ricordò benissimo di +aver lasciato, nel partire, il suo liuto vicino alla finestra; +si sentì agitata senza saperne il motivo; +l'oscurità, il silenzio di quel luogo, interrotto sol +dal lievissimo tremolio delle foglie, aumentò il suo +timore infantile; volle uscire, ma si accorse che si +indeboliva, e fu obbligata a sedere; mentre procurava +di riaversi, i suoi occhi incontraron di nuovo +i versi scritti col lapis; sussultò come se avesse +veduto uno straniero, poi sforzandosi di vincere il +terrore, alzossi e si avvicinò alla finestra; altri +versi erano stati aggiunti ai primi, e questa volta +il suo nome ne formava il soggetto.</p> + +<p>Non le fu più possibile di dubitare che l'omaggio +non fosse a lei diretto, ma non le fu meno impossibile +d'indovinarne l'autore: mentre ci pensava, +sentì il romore di qualche passo dietro l'edifizio; +spaventata, prese il liuto, fuggì ed incontrò i genitori +in un sentieruzzo lungo la radura.</p> + +<p>Salirono tutti insieme sopra un poggetto coperto +di fichi, d'onde si godeva il più bel punto di vista +delle pianure e delle valli della Guascogna: sedettero +sull'erba, e mentre i loro sguardi abbracciavano +il grandioso spettacolo, respiravano in riposo +i dolci profumi delle piante sparse in quel luogo +incantevole. Emilia ripetè le canzoni più gradite ai +genitori, e l'espressione con cui le cantò ne raddoppiò +il diletto. La musica e la conversazione ve +li trattennero fino all'imbrunire: i candidi veli che +segnavan di sotto a' monti il veloce corso della Garonna +avean cessato d'esser visibili; era un'oscurità<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +più malinconica che trista. Sant'Aubert e la sua +famiglia si alzarono lasciando con dispiacere quel +sito. Ahimè! La signora Sant'Aubert ignorava come +non dovesse ritornarvi mai più!</p> + +<p>Giunta alla peschiera, essa si accorse di aver +perduto un braccialetto, che si era tolto pranzando, +ed avea lasciato sulla tavola, nell'andare al passeggio. +Fu cercato con molta premura, specialmente da +Emilia, ma invano, e convenne rinunziarvi. La Sant'Aubert +aveva in gran pregio questo braccialetto, +perchè conteneva il ritratto di sua figlia; e questo +ritratto, fatto da poco, era di perfettissima somiglianza. +Quando Emilia fu certa di tal perdita, arrossì, +e divenne pensierosa. Un estraneo si era adunque +introdotto nella peschiera in loro assenza; il +liuto smosso ed i versi letti non le permettevano di +dubitarne: si poteva dunque concludere con fondamento, +che il poeta, il suonatore ed il ladro erano +la medesima persona. Ma sebbene que' versi, la musica +ed il furto del ritratto formassero una combinazione +notevole, Emilia si sentì irresistibilmente +aliena dal farne menzione, e si propose soltanto di +non visitare più la peschiera senza essere accompagnata +da qualcuno dei genitori.</p> + +<p>Nel tornare a casa, la fanciulla pensava a quanto +le era accaduto; Sant'Aubert si abbandonava al più +dolce godimento, contemplando i beni che possedeva. +La sua sposa era conturbata ed afflitta dalla perdita +del ritratto; avvicinandosi a casa, distinsero un romore +confuso di voci e di cavalli; parecchi servi +traversarono i viali, ed una carrozza a due cavalli +arrivò nello stesso punto davanti la porta d'ingresso del +castello. Sant'Aubert riconobbe la livrea del cognato, e +trovò difatti i <a name="tn16" id="tn16"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'cuniugi'">coniugi</ins> Quesnel nel salotto. Essi mancavano +da Parigi da pochissimi giorni, e recavansi alle +loro terre distanti dieci leghe dalla valle, Sant'Aubert +gliele aveva vendute da qualche anno. Quesnel era +l'unico fratello della moglie di Sant'Aubert; ma la<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +diversità di carattere avendo impedito di rafforzare +i loro vincoli, la corrispondenza tra essi non era +stata molto sostenuta. Quesnel si era introdotto nel +gran mondo; amava il fasto, e mirava a divenire +qualcosa d'importante; la sua sagacità, le sue insinuazioni +avevano quasi ottenuto l'intento. Non è +dunque da stupire se un uomo tale non sapesse apprezzare +il gusto puro, la semplicità e la moderazione +di Sant'Aubert, e non vi ravvisasse se non +se picciolezza di spirito e totale incapacità. Il matrimonio +di sua sorella aveva mortificato assai la +sua ambizione, essendosi lusingato ch'essa avrebbe +formato un parentado più adatto a servire ai suoi +progetti. Egli aveva ricevute proposte confacentissime +alle sue speranze; ma la sorella, che a quell'epoca +venne richiesta da Sant'Aubert, si accorse, o credè +accorgersi, che la felicità e lo splendore non erano +sempre sinonimi, e la sua scelta fu presto fatta. +Qualunque fossero le idee di Quesnel a tal proposito, +egli avrebbe sacrificato volentieri la quiete della +sorella all'innalzamento della propria fortuna; e +quand'essa si maritò, non potè dissimularle il suo +disprezzo per i di lei principii, e per l'unione ch'essi +determinavano. La Sant'Aubert nascose l'insulto +allo sposo, ma per la prima volta, forse, concepì +qualche risentimento. Conservò la sua dignità, e si +condusse con prudenza; ma il di lei riservato contegno +avverti abbastanza Quesnel di ciò ch'ella +sentiva.</p> + +<p>Nell'ammogliarsi, egli non seguì l'esempio della +sorella; la sua sposa era un'Italiana, ricchissima +erede; ma il costei naturale e l'educazione ne facevano +una persona frivola quanto vana.</p> + +<p>Si erano prefissi di passare la notte in casa di +Sant'Aubert, e siccome il castello non bastava ad +alloggiare tutti i domestici, furono mandati al vicino +villaggio. Dopo i primi complimenti e le disposizioni +necessarie, Quesnel cominciò a parlare delle<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span> +sue relazioni ed amicizie. Sant'Aubert, il quale aveva +vissuto abbastanza nel ritiro e nella solitudine perchè +questo soggetto gli paresse nuovo, lo ascoltò con +pazienza ed attenzione, ed il suo ospite credè ravvisarvi +umiltà e sorpresa insieme. Descrisse vivamente +il piccolo numero di feste, che le turbolenze +di quei tempi permettevano alla corte di Enrico III, +e la sua esattezza compensava l'arroganza: ma quando +arrivò a parlare del duca di Joyeuse, di un trattato +segreto, ond'egli conosceva le negoziazioni colla Porta, +e del punto di vista sotto al quale Enrico di Navarra +era veduto alla corte, Sant'Aubert richiamò +l'antica esperienza, e si convinse facilmente che +il cognato tutto al più poteva tenere l'ultimo posto +alla corte; l'imprudenza dei suoi discorsi non poteva +conciliarsi colle sue pretese cognizioni: pure +Sant'Aubert non volle mettersi a discutere, sapendo +troppo bene che Quesnel non aveva nè sensibilità, +nè criterio.</p> + +<p>La Quesnel, nel frattempo, esprimeva il suo stupore +alla Sant'Aubert sulla vita trista che menava, +diceva essa, in un cantuccio così remoto. Probabilmente, +per eccitare l'invidia, si mise poscia a narrare +le feste da ballo, i pranzi, le veglie ultimamente +date alla corte, e la magnificenza delle feste fatte in +occasione delle nozze del duca di Joyeuse con Margherita +di Lorena, sorella della regina; descrisse +colla stessa precisione e quanto aveva veduto, e +quanto non erale stato concesso di vedere. La fervida +immaginazione di Emilia accoglieva que' racconti +coll'ardente curiosità della gioventù, e la Sant'Aubert, +considerando la figlia colle lacrime agli +occhi, comprese che se lo splendore accresce la felicità, +la sola virtù però può farla nascere.</p> + +<p>Quesnel disse al cognato: « Sono già dodici anni +che ho comprato il vostro patrimonio. — All'incirca, » +rispose Sant'Aubert, reprimendo un sospiro. — Sono +ormai cinque anni che non vi sono stato, » riprese<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span> +Quesnel; « Parigi ed i suoi dintorni sono l'unico +luogo ove si possa vivere; ma d'altra parte, io sono +talmente occupato, talmente versato negli affari, ne +sono tanto oppresso, che non ho potuto senza grandissima +difficoltà, ottenere di assentarmi per un +mese o due. » Sant'Aubert non diceva nulla, e Quesnel +seguitò: « Sonomi maravigliato spesso, che voi, assuefatto +a vivere nella capitale, voi, che siete avvezzo +al gran mondo possiate dimorare altrove, sopratutto +in un paese come questo, ove non si sente +parlare di nulla, e dove si sa appena di esistere. — Io +vivo per la mia famiglia e per me, » disse +Sant'Aubert; « mi contento in oggi di conoscere +la felicità, mentre anch'io per lo passato ho conosciuto +il mondo.</p> + +<p> — Ho deciso di spendere nel mio castello trenta +o quarantamila lire in abbellimenti, » soggiunse +Quesnel, senza badare alla risposta del cognato; +« mi son proposto di farci venire i miei amici nella +prossima estate. Il duca di Durfort, il marchese di +Grammont spero che mi onoreranno della loro presenza +per un mese o due. »</p> + +<p>Sant'Aubert l'interrogò su' suoi progetti di abbellimento; +si trattava di demolire l'ala destra del +castello per fabbricarvi le scuderie. « Farò in seguito, » +aggiunse egli, « una sala da pranzo, un +salotto, un tinello, e gli alloggi per tutti i domestici, +poichè adesso non ho da allogarne la terza +parte.</p> + +<p> — Tutti quelli di mio padre vi alloggiavano comodamente, » +riprese Sant'Aubert, rammentandosi +con dispiacere l'antica abitazione, « ed il di lui seguito +era pur numeroso.</p> + +<p> — Le nostre idee si sono un po' ingrandite, » +disse Quesnel; « ciò ch'era decente in quei tempi, +or non parrebbe più sopportabile. »</p> + +<p>Il flemmatico Sant'Aubert arrossì a tai parole, +ma l'ira fe' presto luogo al <a name="tn19" id="tn19"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'disprezeo'">disprezzo</ins>.<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span></p> + +<p>« Il castello è ingombro d'alberi, » soggiunse +Quesnel, « ma io conto di dargli aria.</p> + +<p> — E che! voi vorreste tagliare gli alberi?</p> + +<p> — Certo, e perchè no? essi impediscono la vista; +c'è un vecchio castagno che stende i rami su tutta +una parte del castello, e cuopre tutta la facciata +dalla parte di mezzogiorno; lo dicono così vecchio, +che dodici uomini starebbero comodamente nel suo +tronco incavato: il vostro entusiasmo non giungerà +fino a pretendere che un vecchio albero inutilissimo +abbia la sua bellezza od il suo uso.</p> + +<p> — Buon Dio! » sclamò Sant'Aubert; « voi non +distruggerete quel maestoso castagno, che esiste da +tanti secoli, e fa l'ornamento della terra! Era già +grosso quando fu fabbricata la casa; da giovine io +mi arrampicava spesso su' di lui rami più alti; nascosto +tra le sue foglie, la pioggia poteva cadere a +diluvio, senza che una sola goccia d'acqua mi toccasse: +quante ore vi ho passate con un libro in +mano! Ma perdonatemi, » continuò egli rammentandosi +che non era inteso, « io parlo del tempo +antico. I miei sentimenti non sono più di moda, e +la conservazione di un albero venerabile non è, al +par d'essi, all'altezza de' tempi odierni.</p> + +<p> — Io lo atterrerò per certo, » disse Quesnel, +« ma in sua vece potrò ben piantare qualche bel +pioppo d'Italia fra i castagni che lascierò nel viale. +La signora Quesnel ama molto i pioppi, e mi parla +spesso della casa di suo zio nei dintorni di Venezia, +ove questa piantagione fa un effetto superbo.</p> + +<p> — Sulle sponde della Brenta, » rispose Sant'Aubert, +« ove il suo fusto alto e diritto si sposa ai +pini, a' cipressi, e pompeggia intorno a portici eleganti +e svelti colonnati, deve effettivamente adornare +quei luoghi deliziosi, ma fra i giganti delle nostre +foreste, accanto ad una gotica e pedante architettura!</p> + +<p> — Questo può essere, caro signor mio, » disse +Quesnel, « io non voglio disputarvelo. Bisogna che<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +voi ritorniate a Parigi, prima che le nostre idee +possano avere qualche rapporto. Ma, a proposito di +Venezia, ho quasi voglia di andarci nella prossima +estate. Può darsi ch'io diventa padrone della casa +di cui vi parlava, e che dicono bellissima. In tal +caso rimetterò i miei progetti di abbellimento all'anno +venturo, e mi lascierò trascinare a passare +qualche mese di più in Italia. »</p> + +<p>Emilia restò alquanto sorpresa nell'udirlo parlare +in quei termini. Un uomo tanto necessario a Parigi, +un uomo che poteva appena allontanarsene per un +mese o due, pensar di andare in paese straniero, ed +abitarvi per qualche tempo! Sant'Aubert conosceva +troppo bene la di lui vanità per maravigliarsi di +simile linguaggio, e vedendo la possibilità di una +proroga per gli abbellimenti progettati, ne concepì +la speranza di un totale abbandono.</p> + +<p>Prima di separarsi, Quesnel desiderò intertenersi +in particolare col cognato; entrarono ambidue in +un'altra stanza e vi restarono a lungo. Il soggetto +del loro colloquio rimase ignoto; ma Sant'Aubert +al ritorno parve molto pensieroso, e la tristezza dipinta +sul suo volto allarmò assai la di lui consorte. +Quando furono soli, essa fu entrata di chiedergliene +il motivo; la delicatezza però la trattenne, riflettendo +che se suo marito avesse creduto conveniente d'informarnela, +non avrebbe aspettato le di lei domande.</p> + +<p>Il dì dopo, Quesnel partì dopo aver avuto un'altra +conferenza con Sant'Aubert. Ciò accadde al dopo +pranzo, e verso sera i nuovi ospiti si rimisero in +viaggio per Epurville, ove sollecitarono i cognati di +andarli a trovare, ma più nella lusinga di far pompa +di magnificenza, che per desiderio di farne lor +fruire le bellezze.</p> + +<p>Emilia tornò con delizia alla libertà statale tolta +colla loro presenza. Ritrovò i suoi libri, le sue passeggiate, +i discorsi istruttivi dei suoi genitori, ed<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +anch'eglino godettero di vedersi liberati da tanta +frivolezza ed arroganza.</p> + +<p>La Sant'Aubert non andò a fare la sua solita passeggiata, +lagnandosi di un poco di stanchezza, ed +il marito uscì colla figlia.</p> + +<p>Presero la strada dei monti. Il loro progetto era +di visitar alcuni vecchi pensionati di Sant'Aubert. +Una rendita modica gli permetteva simile aggravio, +mentr'è probabile che Quesnel con tutti i suoi tesori +non avrebbe potuto sopportarlo.</p> + +<p>Sant'Aubert distribuì i soliti benefizi ai suoi +umili amici; ascoltò gli uni, consolò gli altri; li +contentò tutti co' dolci sguardi della simpatia ed +il sorriso dell'affabilità, e traversando con Emilia +i sentieri ombrosi della selva, tornò seco lei al castello.</p> + +<p>La moglie era già ritirata nelle sue stanze; il +languore e l'abbattimento che l'avevano oppressa, +e che l'arrivo dei forestieri aveva sospeso, la colsero +di nuovo, ma con sintomi più allarmanti. L'indomani +si manifestò la febbre; il medico vi riconobbe +il medesimo carattere di quella ond'era guarito +Sant'Aubert; essa ne aveva ricevuto il contagio assistendo +il marito: la sua complessione troppo debole +non aveva potuto resistere: il male, insinuatosi +nel sangue, l'aveva piombata nel languore. +Sant'Aubert, spinto dalla inquietudine, trattenne il +medico in casa; si rammentò i sentimenti e le riflessioni +che avevano turbate le sue idee l'ultima +volta ch'erano stati insieme alla peschiera; credè +al presentimento, e temè tutto per la malata: riuscì +non ostante a nascondere il suo turbamento, e rianimò +la figlia, aumentandone le speranze. Il medico, +interrogato da lui, rispose che, prima di pronunciarsi, +dovea aspettare una certezza, non ancora da +lui acquistata. L'inferma sembrava averne una meno +dubbiosa, ma i suoi occhi soltanto potevano indicarla; +essa li fissava spesso su' suoi con un'espressione<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +mista di pietà e di tenerezza, come se avesse +antiveduto il loro cordoglio, e sembrava non istare +attaccata alla vita se non per cagione di essi e del +loro dolore. Il settimo giorno fu quello della crisi; +il medico prese un accento più grave; ella se ne +accorse, e profittando di un momento ch'erano soli, +l'accertò esser ella persuasissima della sua morte +imminente. « Non cercate d'ingannarmi, » gli disse; +« io sento che ho poco di vivere, e da qualche +tempo son preparata a morire; ma poichè così è, +una falsa compassione non v'induca a lusingare la +mia famiglia; se lo faceste, la loro afflizione sarebbe +troppo violenta all'epoca della mia morte; io mi +sforzerò, coll'esempio, d'insegnar loro la rassegnazione +ai voleri supremi. »</p> + +<p>Il medico s'intenerì, promise di obbedire, e disse +un po' ruvidamente a Sant'Aubert che non bisognava +sperare. La filosofia di questo sventurato non +era tale da resistere alla prova di un colpo tanto +fatale; ma riflettendo che un aumento di afflizione, +nell'eccesso del suo dolore, avrebbe potuto aggravare +maggiormente la consorte, prese forza bastante +per moderarla alla di lei presenza. Emilia cadde +svenuta, ma appena riprese l'uso dei sensi, ingannata +dalla vivacità dei suoi desiderii, conservò fino +all'ultimo momento la speranza della guarigione +della madre.</p> + +<p>La malattia faceva rapidi progressi; la rassegnazione +e la calma dell'inferma sembravano crescere +con essa la tranquillità con cui attendeva la morte, +nasceva da una coscienza pura, da una vita senza +rimorsi, e per quanto poteva comportarlo l'umana +fragilità, passata costantemente nella presenza di Dio +e nella speme d'un mondo migliore; ma la pietà +non poteva annientare il dolore che provava, lasciando +amici tanto cari al suo cuore. Negli estremi +momenti, parlò molto col marito e con Emilia sulla +vita futura ed altri soggetti religiosi; la di lei rassegnazione,<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +la ferma speranza di ritrovare nell'eternità +i cari oggetti che abbandonava in questo mondo; +lo sforzo che faceva per nascondere il dolore +cagionatole dalla momentanea separazione, tutto contribuì +ad affliggere siffattamente Sant'Aubert, che fu +costretto ad uscire dalla camera. Pianse amare lagrime, +ma in fine fece forza a sè stesso, e rientrò +con una ritenutezza che non poteva se non accrescere +il suo supplizio.</p> + +<p>In alcun tempo Emilia non aveva meglio conosciuto +quanto fosse prudente di moderare la sua +sensibilità, nè mai erasene occupata con tanto coraggio; +ma dopo il momento terribile e funesto dovè +cedere al peso del dolore, e comprese come la speranza +al par della forza avessero concorso a sostenerla. +Sant'Aubert era troppo afflitto egli stesso per +poter consolare la figlia.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_II" id="CAPITOLO_II"></a>CAPITOLO II</h2> + +<p>La spoglia mortale della Sant'Aubert fu inumata +nella chiesa del villaggio vicino; sposo e figlia accompagnarono +il corteggio funebre, e furono seguiti +da un numero prodigioso di abitanti, che piangevano +tutti sinceramente la perdita dell'ottima donna.</p> + +<p>Ritornati dalla chiesa, Sant'Aubert si chiuse nella +sua camera, e ne uscì colla serenità del coraggio e +col pallore della disperazione; ordinò a tutte le +persone che componevano la sua famiglia di riunirsi +vicino a lui. La sola Emilia non compariva: soggiogata +dalla scena lugubre ond'era stata testimone, +erasi chiusa nel suo gabinetto per piangervi in libertà. +Sant'Aubert l'andò a cercare; le prese la +mano in silenzio, e le sue lacrime continuarono: +egli stesso stentò molto a riacquistare la voce e la +facoltà di esprimersi; finalmente disse tremando: +« Cara Emilia, noi andiamo a pregare per l'anima +della tua buona madre; non vuoi tu unirti a noi?<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +Imploreremo il soccorso dell'Onnipotente: da chi +possiamo noi attenderlo se non dal cielo? »</p> + +<p>Emilia trattenne le lacrime, e seguì il padre nel +salotto ov'erano riuniti i domestici. Sant'Aubert +lesse con voce sommessa l'uffizio dei morti, e vi +aggiunse preghiere per l'anima dei defunti. Durante +la lettura, gli mancò la voce, e le lacrime inondarono +il libro; si arrestò, ma le sublimi emozioni +d'una devozione pura innalzarono successivamente +le sue idee al disopra di questo mondo, e versarono +infine il balsamo della consolazione nel +suo cuore.</p> + +<p>Finito l'uffizio, e ritirati i domestici, egli abbracciò +teneramente la sua Emilia. « Mi sono sforzato, » +le disse, « di darti fino dai primi anni un vero +impero su te stessa, e te ne ho rappresentata l'importanza +in tutta la condotta della vita; questa sublime +qualità ci sostiene contro le più pericolose +tentazioni del vizio, ci richiama alla virtù, e modera +parimente l'eccesso delle emozioni più virtuose. +Vi è un punto in cui esse cessano di meritare +questo nome, se la loro conseguenza è un male; +qualunque eccesso è vizioso; il dispiacere medesimo, +sebbene amabile ne' suoi primordi, diviene una passione +ingiusta, quando uno vi si abbandona a spese +dei propri doveri. Per dovere io intendo parlare di +ciò che si deve a sè stessi, al par di quello che si +deve agli altri, un dolore smoderato infiacchisce +l'anima, e la priva di quei dolci godimenti che un +Dio benefico destina all'ornamento della nostra vita. +Emilia cara, invoca, fa uso di tutti i precetti +che hai da me ricevuti, e di cui l'esperienza ti ha +così spesso dimostrato la saviezza... Il tuo dolore è +inutile; non riguardare questa verità come un'espressione +comune di consolazione, ma come un vero +motivo di coraggio. Non vorrei soffocare la tua +sensibilità, figlia mia, ma moderarne soltanto l'intensità. +Di qualunque natura possano essere i mali,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +ond'è afflitto un cuore troppo tenero, non si deve +sperar nulla da quello che non lo è. Tu conosci il +mio dolore, sai se le mie parole sono di quei discorsi +leggieri fatti a caso per arrestare la sensibilità +nella sua sorgente, e il cui unico fine è di far +pompa d'una pretesa filosofia. Ti dimostrerò, cara +figlia, ch'io posso mettere in pratica i consigli che +do. Ti parlo così, perchè non ti posso vedere, senza +dolore, consumarti in lacrime superflue e non fare +veruno sforzo per consolarti; non ti ho parlato +prima, perchè avvi un momento in cui qualunque +ragionamento deve cedere alla natura. Questo momento +è passato, e quando lo si prolunga all'<a name="tn26" id="tn26"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'acesso'">eccesso</ins>, +la trista abitudine che si contrae, opprime lo spirito +al punto di togliergli la sua elasticità, tu urti +in questo scoglio, ma son persuaso che mi proverai +col fatto di volerlo evitare. »</p> + +<p>Emilia, piangendo, sorrise al genitore. « O padre! » +esclamò, e le mancò la voce. Avrebbe aggiunto +senza dubbio: Io voglio mostrarmi degna +del nome di vostra figlia. Ma un movimento misto +di riconoscenza, di tenerezza e di dolore l'oppresse +di nuovo: Sant'Aubert la lasciò piangere senza interromperla, +e parlò di altre cose.</p> + +<p>La prima persona che venne a partecipare alla sua +afflizione fu un certo Barreaux, uomo austero, e che +sembrava insensibile; il gusto della botanica li aveva +legati in amicizia, essendosi incontrati spesso sui +monti. Barreaux erasi ritirato dal mondo, e quasi +dalla società, per vivere in un bellissimo castello, +all'ingresso de' boschi, e vicinissimo alla valle. Come +Sant'Aubert, egli era stato crudelmente disingannato +dall'opinione che aveva avuta degli uomini, +ma, al par di lui, non si limitava ad affliggersene +ed a compiangerli; sentiva più sdegno contro i loro +vizi, che compassione per le loro debolezze.</p> + +<p>Sant'Aubert fu sorpreso nel vederlo. Lo aveva +invitato spesso a venire a visitare la sua famiglia,<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +senza avervelo mai potuto decidere; quel giorno +venne senza riserva, ed entrò in casa come uno dei +più intrinseci amici della famiglia. I bisogni della +sventura parevano averne addolcita la ruvidezza e +domati i pregiudizi. La desolazione di Sant'Aubert +parve l'unica sua occupazione; le maniere, più che +le parole, ne esprimevano la commozione: parlò +poco del soggetto della loro afflizione, ma le sue +attenzioni delicate, il suono della sua voce, e l'interesse +dei suoi sguardi esprimevano il sentimento +del suo cuore; e questo linguaggio fu benissimo +inteso.</p> + +<p>A quell'epoca dolorosa, Sant'Aubert fu visitato +dalla sua unica sorella, la signora Cheron, vedova +da qualche anno, la quale abitava allora nelle proprie +terre vicino a Tolosa. La loro corrispondenza +era stata poco attiva: le espressioni non le mancarono +però; ella non intendeva quella magia dello +sguardo, che parla così bene all'anima, e quella +dolcezza di accenti, che versa un balsamo salutare +nei cuori afflitti e desolati. Assicurò il fratello che +prendeva il più sincero interesse al suo dolore, lodò +le virtù della sua sposa, ed aggiunse quanto immaginò +di più consolante. Emilia non cessò dal piangere +fin ch'essa parlò. Sant'Aubert fu più tranquillo, +ascoltò in silenzio, e cambiò tenore di conversazione.</p> + +<p>Nel partire, la signora Cheron li pregò di andarla +presto a trovare. « Il cambiamento di soggiorno vi +distrarrà non poco, » diss'ella; « fate malissimo ad +affliggervi tanto. » Suo fratello comprese la verità +di queste parole, ma sentiva più ripugnanza di prima +a lasciare un asilo consacrato alla sua felicità. La +presenza della sposa aveva reso quei luoghi tanto +interessanti per lui, che ogni giorno calmando l'amarezza +del suo dolore, aumentava la vaghezza delle +sue rimembranze.</p> + +<p>Egli aveva cionnonpertanto doveri da compiere,<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +e di questo genere era una visita al cognato Quesnel; +un affare importante non permetteva di differirla +più a lungo, e desiderando d'altronde di scuotere +Emilia dal suo abbattimento prese seco lei la +strada d'Epurville.</p> + +<p>Quando la carrozza entrò nel bosco che circondava +il suo antico patrimonio, e che scoprì il viale +di castagni e le torricelle del castello, nel pensare +agli avvenimenti trascorsi in quell'intervallo, e come +il possessore attuale non sapesse nè apprezzare, nè +rispettare un tanto bene, Sant'Aubert sospirò profondamente; +alla fine, entrò nel viale, rivide quei +grandi alberi, delizia della sua infanzia e confidenti +della sua gioventù. A poco a poco il castello mostrò +la sua massiccia grandezza. Rivide la grossa torre, +la porta vôlta d'ingresso, il ponte levatoio, ed il +fosso asciutto che circondava tutto l'edifizio.</p> + +<p>Il romore della carrozza chiamò una folla di servitori +al cancello. Sant'Aubert scese, e condusse +Emilia in una sala gotica; ma gli stemmi, le antiche +insegne della famiglia non la decoravano più. Le +travi, e tutto il legname di quercia del soffitto, +erano stati tinti di bianco. La gran tavola, ove il +feudatrio faceva pompa tutti i giorni della magnificenza +e dell'ospitalità sua, dove il riso ed i lieti +canti avevano così spesso rimbombato, questa tavola +non esisteva più; le panche istesse che circondavano +la sala, erano state tolte. Le grosse pareti non erano +ricoperte che di frivoli ornamenti, i quali dimostravano +quanto fosse gretto e meschino il gusto ed il +sentimento del proprietario attuale.</p> + +<p>Sant'Aubert fu introdotto nel salotto da un elegante +servitore parigino. I coniugi Quesnel lo ricevettero +con fredda garbatezza, con qualche complimento +alla moda, e parvero aver obliato totalmente +di aver avuto una sorella.</p> + +<p>Emilia fu sul punto di versare lacrime, ma ne fu +trattenuta da un giusto risentimento. Sant'Aubert,<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +franco e tranquillo, conservò la sua dignità senza +mostrare di avvedersene, e pose, in soggezione Quesnel; +il quale non poteva spiegarsene il motivo.</p> + +<p>Dopo una conversazione generale, Sant'Aubert +mostrò desiderio di parlargli da solo a solo. Emilia +restò colla signora Quesnel, e fu tosto informata +come per quel giorno istesso fosse stata invitata una +società numerosa: essa fu costretta di sentirsi dire +che una perdita irrimediabile non deve privare di +verun piacere.</p> + +<p>Quando Sant'Aubert seppe di questo invito, sentì +un misto di disgusto e d'indignazione per l'insensibilità +di Quesnel, e fu quasi tentato di tornarsene +al momento al suo castello; ma sentendo che, a suo +riguardo, era stata invitata a venire anche la signora +Cheron, e considerando che Emilia avrebbe potuto +un giorno provare le conseguenze dell'inimicizia +d'un simile zio, non volle esporvela; d'altra parte, +la sua istantanea partenza sarebbe parsa senza dubbio +poco conveniente a persone, che mostravano nondimanco +un sì fiacco sentimento delle convenienze.</p> + +<p>Fra i convitati si trovavano due gentiluomini italiani, +uno chiamato Montoni, parente lontano della +signora Quesnel, dell'età circa quarant'anni, di ammirabile +statura; avea fisonomia virile ed espressiva, +ma in generale esprimeva la baldanza e l'alterigia, +piuttosto che ogni altra disposizione.</p> + +<p>Il signor Cavignì, suo amico, non mostrava più +di trent'anni. Era ad esso inferiore di nascita, ma +non in penetrazione, e lo superava nel talento d'insinuarsi. +Emilia fu piccata del modo con cui la Cheron +parlò a suo padre. « Fratello mio, » gli diss'ella, +« mi spiace di vedervi di così cattiva ciera; dovreste +consultare qualche medico. » Sant'Aubert le rispose, +con malinconico sorriso, che presso a poco stava +come al solito; ed i timori di Emilia le fecero trovare +il padre cambiato assai più che realmente nol +fosse. Se Emilia fosse stata meno oppressa, si sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +divertita, la diversità dei caratteri della conversazione +durante il pranzo, e la magnificenza +istessa con cui fu servito, molto al di sopra di tutto +quanto aveva veduto fin allora, non avrebbero senza +dubbio mancato di svagarla. Montoni, recentemente +giunto dall'Italia, raccontava le turbolenze e le fazioni +che agitavano quel paese. Dipingeva con vivacità +i diversi partiti; deplorava le probabili conseguenze +di quegli orribili tumulti. Il suo amico parlava +con altrettanto ardore della politica della sua +patria; lodava il governo e la prosperità di Venezia, +e vantava la di lei decisa superiorità su tutti gli +altri Stati d'Italia; si rivolse in seguito alle signore, +e parlò colla medesima eloquenza delle mode, degli +spettacoli, delle affabili maniere dei Francesi, ed +ebbe l'accortezza di far cadere il suo discorso su +tutto ciò che poteva lusingare il gusto di quella +nazione: l'adulazione non fu conosciuta da coloro +cui era indirizzata, ma l'effetto però che produsse +sulla loro attenzione non isfuggì alla sua perspicacia. +Quando potè disimpegnarsi dalle altre signore, si +rivolse ad Emilia; ma essa non conosceva nè le +mode, nè i teatri parigini, e la sua modestia e semplicità, +e le sue belle maniere contrastavano forte +col tuono delle compagne. Dopo il pranzo, Sant'Aubert +uscì solo per visitare ancora una volta il vecchio +castagno, che Quesnel pensava distruggere. Riposando +sotto quell'ombra, guardò attraverso le folte +sue frondi, e scorse tra le foglie tremolanti l'azzurra +vôlta de' cieli; gli avvenimenti della sua gioventù +presentaronsegli tutti insieme alla fantasia. Si rammentò +gli antichi amici, il loro carattere, e perfino +le loro fattezze. Da molto tempo essi non esistevano +più; gli parve essere anch'egli un ente quasi isolato, +e la sua Emilia sola poteva fargli amare ancora +la vita.</p> + +<p>Perduto nella folla delle immagini che gli presentava +la sua memoria, giunse al quadro della<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +moribonda sposa; sussultò, e volendo obliarla, se +gli fosse stato possibile, tornò alla società.</p> + +<p>Sant'Aubert fece attaccare la carrozza di buonissim'ora; +Emilia si accorse per via ch'era più taciturno +è più abbattuto del solito; essa ne attribuì +la cagione alle memorie ricordategli da quel luogo, +nè sospettò il vero motivo d'un dolore ch'egli non +le comunicava.</p> + +<p>Ritornati al castello, la di lei afflizione si rinnovò, +e conobbe più che mai gli effetti della privazione +di una madre tanto cara, che l'accoglieva sempre +col sorriso e le più affabili carezze, dopo un'assenza +anche momentanea. Or tutto era cupo e deserto.</p> + +<p>Ma ciò che ottener non possono nè la ragione, nè +gli sforzi, l'ottiene il tempo. Scorsero le settimane, +e l'orrore della disperazione si trasformò a poco a +poco in un dolce sentimento che il cuore conserva, +e gli diventa sacro. Sant'Aubert al contrario, s'indeboliva +sensibilmente, sebbene Emilia, la sola persona +che non lo abbandonasse mai, fosse l'ultima +ad accorgersene. La sua complessione non si era +ristabilita dall'urto ricevuto nella malattia, e la +scossa che provò alla morte della moglie, determinò +il suo estremo languore: il suo medico lo consigliò +di viaggiare. Era visibile come i suoi nervi fossero +stati fortemente attaccati dall'accesso del dolore; e +si credeva che il cambiamento dell'aria ed il moto, +calmandone lo spirito, potessero riescire a restituirgli +l'antico vigore.</p> + +<p>Emilia si occupò quindi dei preparativi, e Sant'Aubert +dei calcoli sulle spese del viaggio. Bisognò +congedare i servi. Emilia, che si permetteva rare +volte di opporre alla volontà del padre domande +od osservazioni, avrebbe voluto non ostante sapere +per qual motivo, nel suo stato infermiccio, egli non +si riservasse almeno un servitore. Ma quando, la +vigilia della partenza, si accorse che Giacomo, Francesco +e Maria erano stati licenziati, e conservata<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +soltanto Teresa, sua antica governante, ne fu estremamente +sorpresa, ed arrischiò di domandargliene +il motivo... « Lo faccio per economia, » le rispose +egli; « noi intraprendiamo un viaggio molto dispendioso. » +Il medico aveva prescritto l'aria di Linguadoca +e di Provenza: Sant'Aubert risolse adunque +d'incamminarsi lentamente verso quelle province, +costeggiando il Mediterraneo.</p> + +<p>Si ritirarono di buon'ora nelle loro camere la +sera precedente alla partenza. Emilia doveva porre +in ordine alcuni libri e qualche altra cosa; suonò +mezzanotte prima che avesse finito; si ricordò dei +suoi disegni, cui voleva portar seco, e che aveva +lasciati nel salotto. Vi andò, e, passando vicino alla +camera del padre, ne trovò la porta socchiusa, e +credè che fosse nel suo gabinetto, come solea fare +tutte le sere dopo la morte della moglie. Agitato +da insonnii crudeli, lasciava il letto, e andava in +quella stanza per procurare di trovarci il riposo. +Quando essa fu in fondo alla scala, guardò nel gabinetto, +ma nol vide. Nel risalire, bussò leggermente +all'uscio, non ricevè nessuna risposta, e si avanzò +pian piano per sapere ove fosse.</p> + +<p>La camera era oscura, ma attraverso alla porta +vetrata si scorgeva un lume nel fondo di una stanza +attigua. Emilia era persuasa che suo padre stava là +dentro; ma temendo che a quell'ora egli vi si trovasse +incomodato, volle andar ad assicurarsene. +Considerando però che una sì improvvisa apparizione +l'avrebbe forse spaventato, lasciò fuori il lume, +e si avanzò pian piano verso la stanza. Là, essa +vide il padre seduto innanzi ad un tavolino, e scorrendo +parecchie carte, alcune delle quali assorbivano +la sua attenzione, e gli strappavano sospiri e per +fino singulti. Emilia, la quale non si era avvicinata +alla porta se non per assicurarsi dello stato di salute +del padre, fu trattenuta in quel momento da +un misto di curiosità e di tenerezza. Non poteva<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +essa scuoprire le sue pene, senza desiderare di saperne +eziandio la causa. Continuò ad osservarlo in +silenzio, non dubitando più che quelle carte non +fossero altrettante lettere. D'improvviso, ei si pose +in ginocchio in un atteggiamento più solenne che +fin allora non l'avesse veduto; ed in una specie di +smarrimento che somigliava molto all'orrore, fece +una lunghissima preghiera. Il di lui volto era coperto +da mortal pallore quando si alzò. Emilia pensava +a ritirarsi, ma lo vide avvicinarsi di nuovo +alle carte, e si trattenne. Egli prese un piccolo +astuccio, e ne levò una miniatura: il lume, che ci +rifletteva sopra, le fece distinguere una donna, e +questa donna non era sua madre!</p> + +<p>Sant'Aubert guardò il ritratto con viva espressione +di tenerezza, lo recò alle labbra, al cuore, e +mandò sospiri convulsi. Emilia non poteva credere +ai propri occhi, ignorando ch'egli possedesse il ritratto +di un'altra donna fuor di sua madre, e specialmente +poi che gli fosse tanto caro. Essa lo guardò +di nuovo a lungo per trovarci l'effigie della genitrice, +ma la di lei attenzione servì solo a convincerla +essere quello il ritratto di un'altra donna. +Finalmente, il padre lo ripose nell'astuccio, ed Emilia, +riflettendo di avere indiscretamente osservati +i di lui segreti, si ritirò il più adagio che le fu +possibile.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_III" id="CAPITOLO_III"></a>CAPITOLO III</h2> + +<p>Sant'Aubert, in vece di prendere la strada diretta +che conduceva in Linguadoca, seguitando le +falde dei Pirenei, preferì un cammino sulle alture, +perchè offriva vedute più estese e più pittoresche. +Uscì un poco di strada per congedarsi da Barreaux; +lo trovò che erborizzava vicino al suo castello, e +quando gli manifestò il soggetto della sua visita +e la sua risoluzione, l'amico gli dimostrò una sensibilità<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +di cui fino a quel punto Sant'Aubert non +avevalo creduto capace. Si separarono con reciproco +rammarico.</p> + +<p>« Se qualcosa avesse potuto togliermi dal mio +ritiro, » disse Barreaux, « sarebbe stato il piacere +di accompagnarvi in questo viaggio; io non faccio +complimenti, e potete credermi: attenderò il vostro +ritorno con grande impazienza. »</p> + +<p>I viaggiatori continuarono il loro cammino: nel +montare in carrozza, Sant'Aubert si volse e vide +il suo castello nella pianura. Idee lugubri gl'invasero +lo spirito, e la sua immaginazione malinconica +gli suggerì che non doveva più ritornarvi. Respinse +questo pensiero, ma continuò a guardare il suo asilo +fino a che la distanza non gli permise più di distinguerlo.</p> + +<p>Emilia restò, come lui, in un profondo silenzio, +ma dopo qualche miglio, la di lei immaginazione, +colpita dalla maestosità degli oggetti circostanti, +cedè alle impressioni più deliziose. La strada passava, +ora lungo orridi precipizi, ora pei siti più +deliziosi.</p> + +<p>Emilia non potè trattenere i suoi trasporti, quando, +dal mezzo de' monti e de' boschi di abeti, scoprì +in lontananza immense pianure, sparse di ville, di +vigneti e di piantagioni d'ogni specie. Le onde +maestose della Garonna scorrevano in quella ricca +valle, e dalla sommità dei Pirenei, d'onde ella trae +origine, si conducevano verso l'Oceano.</p> + +<p>La difficoltà di una strada così poco frequentata +obbligò spesso i viaggiatori di camminare a piedi; +ma si trovavano essi ampiamente ricompensati dalla +fatica per la vaghezza dello spettacolo offerto dalla +natura. Mentre il mulattiere conduceva lentamente +la carrozza, avevano tutto il comodo di percorrere +le solitudini e di abbandonarsi alle sublimi riflessioni +che sollevano l'anima, la leniscono, e la riempiono +in fine di quella consolante certezza che Iddio,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +è presente dappertutto. I godimenti di Sant'Aubert +portavan l'impronta della sua meditabonda +malinconia. Questa disposizione aggiunge un incanto +segreto agli oggetti, e inspira un sentimento religioso +per la contemplazione della natura.</p> + +<p>I nostri viaggiatori si erano premuniti contro la +mancanza degli alberghi, portando seco provvisioni; +potevano dunque fare le loro refezioni a ciel sereno, +e riposare la notte in qualunque luogo avessero +trovato una capanna abitabile. Avevano egualmente +fatte provvisioni per lo spirito, portando seco +un'opera di botanica scritta da Barreaux, e qualche +poeta latino o italiano. Emilia, d'altronde, aveva +seco le matite, e tratto tratto disegnava i punti di +vista che la colpivano maggiormente.</p> + +<p>La solitudine della strada aumentava l'effetto +della scena; appena incontravano essi di tempo in +tempo un contadino coi muli, o qualche fanciullo +che scherzava tra le rupi. Sant'Aubert, incantato +di quella maniera di viaggiare, si decise di avanzare +sempre nelle montagne finchè trovasse strada, +e di non uscirne che al Rossiglione, vicino al mare, +per passare quindi in Linguadoca.</p> + +<p>Un po' dopo mezzodì giunsero in vetta d'un alto +picco che dominava parte della Guascogna e della +Linguadoca. Colà godevasi d'una folta ombra. Vi +scaturiva una fonte, che, fuggendo sotto gli alberi +fra erbosi margini, correva a precipitarsi al basso +in brillanti cascatelle. Il suo lene murmure alfine +perdevasi nel sottoposto baratro, ed il candido polvischio +della sua spuma serviva solo a distinguerne +il corso in mezzo ai negri abeti.</p> + +<p>Il luogo invitava al riposo. Si ammannì il pranzo; +le mule furono staccate, e l'erba che fitta cresceva +quivi intorno, lor fornì copioso nutrimento.</p> + +<p>Finito il pasto, Sant'Aubert prese la mano d'Emilia, +e teneramente la strinse senza dir verbo. +Poco stante, chiamò il mulattiere, e chiesegli se<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span> +conoscesse una via tra i monti che guidar potesse +nel Rossiglione. Michele rispose trovarsene parecchie, +ma esserne poco pratico. Sant'Aubert, non +volendo viaggiare se non fino al tramonto, domandò +il nome di vari casali vicini, ed informossi del tempo +cui impiegherebbero a giugnervi. Il mulattiere calcolò +che si potea andare a Mateau, ma che, se si +volesse movere verso mezzogiorno, dalla parte del +Rossiglione, eravi un villaggio dove si giugnerebbe +assai prima del tramonto.</p> + +<p>Sant'Aubert s'appigliò a quest'ultimo partito. Michele +finì il pasto, attaccò le mule, si ripose in via, +e poco stante sostò. Sant'Aubert lo vide pregare +appiè d'una croce piantata sulla punta d'una rupe +all'orlo della strada; finita l'orazione, fe' schioccar la +frusta e, senza riguardo alcuno per la difficoltà della +via, nè per la vita delle povere mule, le spinse di gran +galoppo sul margine d'uno spaventoso precipizio. Lo +spavento d'Emilia le tolse quasi l'uso de' sensi. Suo +padre, il quale temeva ancor più il pericolo di fermarsi +d'improvviso, fu costretto a tornar a sedere, +e tutto lasciare in balia alle mule, le quali parvero +più savie del loro conduttore. I viaggiatori giunsero +sani e salvi nella valle, e sostarono sul margine +d'un ruscello.</p> + +<p>Dimenticando ormai la magnificenza delle viste +grandiose, internaronsi nell'angusta <a name="tn36" id="tn36"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'vallea'">valle</ins>. Tutto +quivi era solitario o sterile; non vi si vedea anima +viva fuorchè il capriuolo montano, il quale, talfiata, +mostravasi di repente sullo scosceso culmine di +qualche inaccessibile dirupo. Era un sito qual l'avrebbe +scelto Salvator Rosa, se avesse vissuto. +Allora Sant'Aubert, colpito da tale aspetto, attendeasi +quasi a veder isbucare da qualche antro vicino una +torma di masnadieri, e tenea in mano le armi.</p> + +<p>Intanto inoltravano, e la valle allargavasi, assumendo +carattere meno spaventoso. Verso sera, trovaronsi +sulle montagne, in mezzo a scopeti. Da lunge,<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span> +intorno ad essi, il campanaccio degli armenti, la voce +de' mandriani eran l'unico suono che udir si facesse; +e la dimora de' pastori l'unica abitazione che là si +scoprisse. Sant'Aubert notò che il lecce, il sovero e +l'abete vegetavano per gli ultimi sulle vette circostanti. +Ridente verzura tappezzava il fondo della +valle. Scorgeasi nelle profondità, all'ombra di castagni +e querce, pascere e saltellare grosse mandre, disperse +od aggruppate con grazia; taluni animali dormivano +presso la fresca corrente, altri vi spegnevano la sete, +ed altri vi si bagnavano.</p> + +<p>Il sole cominciava ad abbandonare la valle; i suoi +ultimi raggi brillavano sul torrente, ravvivando i +ricchi colori della ginestra e delle eriche fiorite. +Sant'Aubert domandò a Michele quanto fosse distante +il casale di cui avevagli parlato, ma esso non potè +rispondergli con esattezza. Emilia cominciò a temere +avesse smarrita la strada; non eravi ente umano +che potesse soccorrerli, nè guidarli. Avevano lasciato +da lunga mano dietro a sè e il pastore e la capanna, +il crepuscolo scemava ognor più, l'occhio nulla potea +discernere tra l'oscurità, e non distingueva nè casale, +nè tugurio; una riga colorata segnava solo +l'orizzonte, formando l'unica risorsa de' viaggiatori. +Michele si sforzava di farsi coraggio cantando ariette, +che per vero dire, non valevano molto a scacciare +le idee lugubri, ond'erano occupati i viaggiatori.</p> + +<p>Continuarono a camminare assorti in quei profondi +pensieri cui seco traggono la solitudine e la +notte. Michele non cantava più, e non si udiva che +il mormorio della brezza nei boschi, nè si sentiva +che la frescura. D'improvviso furono scossi dallo +scoppio d'un'arme da fuoco; Sant'Aubert fece fermare +la carrozza, e si pose ad ascoltare. Il romore +non viene ripetuto, ma si sente correre nella macchia. +Sant'Aubert prende le sue pistole, e ordina a +Michele di accelerare il passo. Il suono di un corno +da caccia fa rimbombare i monti; Sant'Aubert osserva,<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +e vede un giovine slanciarsi nella strada, seguito +da due cani; lo straniero era vestito da cacciatore; +un moschetto ad armacollo, un corno alla +cintura, ed una specie di picca in mano, davano +una grazia particolare, alla sua persona, secondando +l'agilità dei suoi passi.</p> + +<p>Dopo un momento di riflessione, Sant'Aubert volle +aspettarlo per interrogarlo sul casale cui cercava: +il forestiere rispose che il villaggio era distante solo +una mezza lega, che vi andava egli stesso, e gli +avrebbe servito di guida; Sant'Aubert lo ringraziò, +e colpito dalle di lui maniere semplici e franche, +gli offrì un posto in carrozza. Lo straniero ricusò, +assicurandolo che avrebbe seguito le mule senza +fatica. « Ma voi sarete alloggiato male, » soggiuns'egli; +« questi montanari sono gente poverissima; +non solo non conoscono lusso, ma mancano eziandio +delle cose reputate più indispensabili. — Mi accorgo +che voi non siete di questo paese, » disse Sant'Aubert. — No, +signore, io sono viaggiatore. »</p> + +<p>La carrozza si avanzava, e l'oscurità crescente +fe' meglio conoscere l'utilità di una guida; i sentieri +poi che s'incontravano spesso, avrebbero aumentata +la loro incertezza. Finalmente videro i lumi del +villaggio: si distinsero alcuni casolari, o meglio si +poterono discernere mercè il ruscello che ripercotea +ancora il fioco chiaror del crepuscolo. Lo straniero +si avanzò, e Sant'Aubert intese da lui non +esistere in quel luogo nessun albergo, ma egli si +offrì di cercare un ricetto. Sant'Aubert lo ringraziò, +e siccome il villaggio era vicinissimo, scese per accompagnarlo, +mentre Emilia li seguiva in carrozza.</p> + +<p>Cammin facendo, Sant'Aubert domandò al compagno +se aveva fatta una buona caccia. « No, signore, » +rispos'egli, « e nemmanco era il mio progetto; +amo questo paese e mi propongo di scorrerlo +ancora per qualche settimana; ho i cani con me +piuttosto per piacere, che per utilità; questo abito<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +da cacciatore poi mi serve di pretesto, e mi fa godere +della considerazione, che verrebbe ricusata +senza dubbio ad un forestiero senza apparente occupazione. — Ammiro +il vostro gusto, » rispose +Sant'Aubert, « e, se fossi più giovine, vorrei io +pure passare qualche settimana costì; siamo anche +noi viaggiatori, ma il nostro scopo non è l'istesso. +Io cerco la salute ancor più del piacere. » Qui sospirò +e tacque per un momento; poi, raccogliendosi +soggiunse: « Vorrei trovare una strada un po' buona, +che mi conducesse nel Rossiglione, per passar quindi +in Linguadoca. Voi, che sembrate conoscere il paese, +potreste indicarmene una? »</p> + +<p>Lo straniero lo assicurò che si sarebbe fatto un +piacere di servirlo, e gli parlò d'una strada più a +levante, che dovea condurre ad una città, e di là +facilmente nel Rossiglione.</p> + +<p>Giunti al villaggio, cominciarono a cercare un +asilo, che potesse offrir loro ricovero per la notte; +non trovarono nella maggior parte delle case che +ignoranza, povertà e brio; Sant'Aubert veniva guardato +con aria timida e curiosa; non bisognava aspettarsi +un buon letto. Arrivò Emilia, ed osservando la +fisonomia stanca ed afflitta del povero padre, si querelò +ch'egli avesse scelta una strada sì poco comoda +per un malato. Le migliori abitazioni erano composte +di due camere; una per le mule e il bestiame, +e l'altra per la famiglia, composta quasi da per tutto +di sette o otto figli, e tutti, con il padre e la madre, +dormivano su pelli o foglie secche; e siccome +la sola apertura che fosse in quelle camere era nel +tetto, eravi un fumo ed un odore nauseabondo tali, +che toglievan quasi il respiro nell'entrarvi. Emilia +distolse gli sguardi, e fissò il padre con tenera inquietudine, +di cui il giovine forestiero parve intendere +l'espressione; trasse in disparte Sant'Aubert, +e gli offrì il suo letto. « Se lo paragoniamo a tutti +gli altri, è abbastanza comodo, » gli disse, « ma +altrove mi <a name="tn39" id="tn39"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'vergogneri'">vergognerei</ins> di offrirvelo. »<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span></p> + +<p>Sant'Aubert gli attestò la sua riconoscenza e ricusò +l'offerta; ma lo straniero insistette. « Non rifiutate; +sarei dolente troppo, signore, » ripres'egli, +« se voi giaceste sopra una pelle mentr'io mi trovassi +in un letto; i vostri rifiuti offenderebbero il +mio amor proprio, e potrei pensare che la mia proposta +vi spiaccia; vi mostrerò la strada, e la mia +albergatrice troverà modo d'allogare anche la signorina. »</p> + +<p>Sant'Aubert consentì alfine; e restò sorpreso che +lo straniero fosse tanto poco galante da preferire +il riposo di un uomo a quello d'una giovane vezzosa, +non avendo offerta la camera ad Emilia; ma +essa non fu della medesima opinione, e con un sorriso +espressivo gli dimostrò quanto fosse sensibile +all'attenzione da lui avuta pel padre.</p> + +<p>Il forestiero, che si chiamava Valancourt, si fermò +il primo per dire qualche cosa alla sua albergatrice. +L'alloggio ch'essa aprì non somigliava punto a tutti +quelli che fin allora avevan veduti. La buona donna +impiegò tutte le sue premure nell'accoglier bene +i viaggiatori, ed essi furono costretti di accettare +i due soli letti che si trovassero in quella casa. Ova +e latte erano il solo cibo che potesse offrire, ma +Sant'Aubert aveva provvisioni, e pregò Valancourt +di cenare con loro; l'invito fu benissimo accolto, e +la conversazione si animò. La franchezza, la semplicità, +le idee grandiose ed il gusto per la natura +che mostrava di aver il giovane, incantavano Sant'Aubert. +Egli aveva detto spesso che quest'interesse +per la natura non poteva esistere in un'anima che +non avesse gran purità di cuore e d'immaginazione.</p> + +<p>I discorsi furono interrotti da un violento tumulto, +in cui la voce del mulattiere cuopriva tutte le altre. +Valancourt si alzò per saperne il motivo, e la disputa +durò tanto, che Sant'Aubert perdè la pazienza +e uscì egualmente. Michele altercava coll'albergatrice, +perchè essa proibivagli d'introdurre i muli<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +nella stalla, che gli aveva permesso di dividere +co' suoi tre figli; il sito non era molto bello per +verità, ma non eravi nulla di meglio, e, più delicata +dei suoi conterranei, essa non voleva che i figli dormissero +nella medesima stanza coi muli. Valancourt +riuscì finalmente a pacificar tutti. Pregò l'albergatrice +di lasciare la stalla al mulattiere ed ai suoi +muli; cedè ai di lei figli le pelli stategli preparate +per riposarsi, e l'assicurò che, avvolto nel mantello, +avrebbe passato benissimo la notte su di una panca +vicino alla porta. La buona donna non voleva accettare +simile accomodamento, ma Valancourt insistè +tanto, che questo grande affare terminò così.</p> + +<p>Era tardi, quando Sant'Aubert ed Emilia si ritirarono +nelle loro stanze; Valancourt restò dinanzi +alla porta. In quella bella stagione preferiva siffatto +posto ad una stanzuccia e ad un letto di pelli. Sant'Aubert +fu alcun poco sorpreso di trovare nella +camera Omero, Orazio ed il Petrarca, ma il nome +di Valancourt scritto su quei volumi, glie ne fece +conoscere il possessore.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_IV" id="CAPITOLO_IV"></a>CAPITOLO IV</h2> + +<p>Sant'Aubert si svegliò di buonissim'ora; il sonno +l'aveva ristorato, e volle partire subito. Valancourt +fece colazione con lui, e narrò che pochi mesi prima +era stato fino a Beaujeu, città grossa del Rossiglione, +e Sant'Aubert, dietro suo consiglio, si decise di +prendere quella direzione.</p> + +<p>« La scorciatoia, e la strada che conduce a Beaujeu, » +disse il giovane, « si uniscono alla distanza +di una lega e mezza di qua: se volete permetterlo, +posso dirigervi il vostro mulattiere; bisogna ch'io +passeggi, e la passeggiata che farò con voi, vi sarà +più gradita di qualunque altra. »</p> + +<p>Sant'Aubert accettò la proposta con grato animo; +partirono insieme, ma il giovine non volle acconsentire<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +di entrare nella carrozza. La strada alle +falde de' monti percorreva una valle ridente splendida +per verzura e sparsa di boschetti. Numerosi +armenti vi riposavano all'ombra delle quercette, dei +faggi e de' sicomori; il frassino e la tremula lasciavan +ricadere le fronzute punte de' rami sulle aride +rocce; un po' di terra appena ne ricopriva le radici, +ed il più lieve soffio ne agitava tutti i rami.</p> + +<p>Ad ogni ora del dì vi s'incontrava gente. Il sole +non compariva ancora, e già i pastori guidavano +una immensa mandra a pascere su pe' monti. Sant'Aubert +era partito assai presto per godere della +vista del sorger del sole e respirare l'aura pura +mattutina, tanto proficua a' malati, e che dovea esserlo +specialmente in quelle regioni ove la copia e +varietà delle piante aromatiche la impregnavano +della più soave <a name="tn42" id="tn42"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'fraganza'">fragranza</ins>.</p> + +<p>La leggera nebbia che velava gli oggetti circostanti +dileguossi a poco a poco, e permise ad Emilia +di contemplare i progressi del dì.</p> + +<p>I riflessi incerti dell'aurora, indorando le punte +delle rupi, rivestironle successivamente di vivida +luce, mentre la lor base ed il fondo della valle restavan +coperti da negro vapore. Intanto, le tinte +delle nubi d'oriente rischiararonsi, s'imporporarono, +e rifulsero alfine di mille splendidi colori.</p> + +<p>La trasparenza dell'atmosfera lasciò allo scoverto +fiotti d'oro puro, i raggi brillanti fugarono le tenebre, +e penetrarono nelle fondure della valle ripercotendosi +negli argentei rivi: la natura destavasi +da morte a vita. Sant'Aubert si sentì ravvivato; +avea il cuore commosso; versò lagrime ed innalzò +i pensieri al Creatore di tutte le cose.</p> + +<p>Emilia volle scendere a calpestar quell'erba tutta +rorida di fresca rugiada; essa voleva gustar quella +libertà onde il camoscio parea fruire sulle brune +vette de' monti. Valancourt sostava coi viaggiatori, +mostrando loro con sentimento gli oggetti particolari<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +della sua ammirazione. Sant'Aubert se gli affezionava. — Il +giovine è focoso, ma buono; dicea +fra sè; — ben si vede che non ha mai abitato Parigi. — Egli +arrivò al punto dove si univano le due +strade, con molto suo dispiacere; e si congedò con +più cordialità che non lo permetta d'ordinario una +nuova conoscenza. Valancourt continuò a discorrere +buona pezza vicino alla carrozza; era il momento +di separarsi, e non dimanco restava sempre mettendo +in campo argomenti che lo scusassero di +questo prolungamento. Alla perfine accommiatossi, +e quando partì, Sant'Aubert osservò come contemplasse +Emilia con isguardo attento ed espressivo; +ella lo salutò con timida dolcezza; la carrozza partì, +ma Sant'Aubert poco dopo, sporgendo la testa, osservò +Valancourt immobile sulla strada, colle braccia +incrociate sul bastone, e gli occhi fissi sulla carrozza; +lo salutò colla mano, e Valancourt, scosso dalla +sua estasi, gli fece il saluto e si allontanò.</p> + +<p>L'aspetto del paese cambiò in breve: i viaggiatori, +si trovavano allora in mezzo ad altissime +montagne coperte fino alla sommità da negri boschi +di abeti. Varie punte granitiche, sorgendo dalla +valle stessa, andavan a celare in grembo alle nubi +le nevose cime. Il ruscello, divenuto un fiume, scorreva +in dolce silenzio, e quei cupi boschi riflettevano +la loro ombra nelle sue limpide acque. Per +intervalli uno scosceso dirupo inalzava l'ardita +fronte al di sopra dei boschi e dei vapori che servivan +di cintura ai monti; talvolta una marmorea +aguglia sosteneasi perpendicolarmente al fiorito +margine delle acque; un larice colossale la stringea +colle robuste braccia, e la sua fronte, solcata +dalla folgore, coronavasi ancora di verdi pampini.</p> + +<p>Quando la carrozza camminava adagio, Sant'Aubert +scendeva, e si compiaceva di andare in cerca +di piante curiose, ond'erano sparsi quei luoghi; +Emilia, nell'esaltazione dell'entusiasmo, s'internava<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +nei folti boschi, tendendo l'orecchio in silenzio al +loro imponente mormorio.</p> + +<p>Per lo spazio di molte leghe non incontrarono +nè villaggi, nè casali di sorte alcuna; qualche capanna +di cacciatori qua e là era la sola traccia di +abitazione umana. I viaggiatori pranzarono a ciel +sereno, in un bel sito della valle, assisi all'ombra +dei faggi; dopo di che partirono immediatamente +per Beaujeu.</p> + +<p>La strada saliva sensibilmente, e lasciando i pini +disotto a loro, trovaronsi in mezzo a precipizi. Il +crepuscolo della sera accrescea l'orrore de' luoghi, +ed i viaggiatori ignoravano la distanza di Beaujeu. +Sant'Aubert nonpertanto credea di non esserne +molto lontano, e si rallegrava di non aver quindi +più oltre quella città, a varcare simili deserti. Le +selve, le rupi, i circostanti gioghi confondevansi a +poco a poco nell'oscurità, ed in breve non fu più +possibile discernere quelle indistinte immagini. Michele +precedeva cauto, appena scorgendo la via ma +le sue mule, più esperte, camminavano ancora con +passo franco.</p> + +<p>Alla svolta di un monte, videro un lume; i dirupi +e l'orizzonte furono illuminati a gran distanza. +Gli era certo un gran fuoco, ma nulla indicava se +fosse accidentale o preparato. Sant'Aubert lo credette +acceso da qualche masnada di quei banditi che +infestavano i Pirenei; stava molto attento, e desiderava +sapere se la strada passava vicino a quel +fuoco. Aveva armi da potersi difendere in caso di +bisogno; ma a che serviva una sì debole risorsa +contro una banda di assassini determinati? Rifletteva +a questa circostanza, quando udì una voce +dietro di essi, che intimava al mulattiere di fermarsi. +Sant'Aubert gli ordinò di camminar più +presto, ma o fosse per testardaggine di Michele, o +dei muli, questi non cambiarono il loro passo; s'intese +il galoppo di un cavallo; un uomo raggiunse<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +la carrozza, e ordinò nuovamente di fermarsi. Sant'Aubert, +non dubitando più del costui disegno, +scaricò una pistola dallo sportello; l'incognito vacillò +sul cavallo, ed il romore del colpo fu seguito +da un gemito di dolore. Sarà facile immaginarsi lo +spavento di Sant'Aubert, il quale credè riconoscere +allora la voce dolente di Valancourt. Fece arrestare +egli stesso la carrozza, pronunziò il nome del giovane, +e non potè averne più alcun dubbio. Scese +tosto, e corse a soccorrerlo; il giovane era ancora +a cavallo, il suo sangue scorreva in copia, e sembrava +soffrir molto, sebbene cercasse di consolare +Sant'Aubert, assicurandolo che non era nulla, e sentivasi +ferito solo leggermente nel braccio. Sant'Aubert +e il mulattiere lo aiutarono a smontare e l'adagiarono +in terra; il primo voleva fasciargli la ferita, +ma gli tremavano le mani talmente, che non +potè riuscirvi. Michele intanto correa dietro al cavallo +ch'era fuggito mentre ne scendea il padrone; +chiamò Emilia, e non ricevendo risposta, corse alla +carrozza, e la trovò svenuta. In questa terribile situazione, +e spinto dal dolore di lasciare Valancourt +perdere il sangue, si sforzò di sollevarla, e chiamò +Michele per chieder acqua dal ruscello vicino. Michele +era andato troppo lontano, ma Valancourt, +udendo il nome di Emilia, capì di che si trattava, +ed obbliando sè medesimo, andò in suo soccorso; +essa era già rinvenuta quando le fu vicino; egli +seppe che il deliquio era stato cagionato dal timore +del sinistro occorsogli, e con voce turbata da tutt'altro +sentimento che da quello del dolore, l'assicurò +che la sua ferita era di pochissima conseguenza. +Sant'Aubert si accorse allora che il sangue non era +ancora stagnato; i suoi timori cambiarono oggetto; +<a name="cap4" id="cap4"></a>lacerò un fazzoletto per bendargli la piaga: il sangue +si fermò, ma egli temendo le conseguenze, domandò +più volte se Beaujeu fosse ancora molto lontano, +ed avendo inteso ch'era distante due leghe,<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span> +il suo timore crebbe. Ignorava se Valancourt avrebbe +potuto resistere al moto della carrozza, e lo vedeva +sul punto di svenire. Appena questi ebbe conosciuta +la sua inquietudine, si affrettò di rincorarlo, e parlò +della sua avventura come di una bagatella. Michele +aveva ricondotto il cavallo; Valancourt, salì nella +carrozza; Emilia s'era riavuta, e continuarono la +strada di Beaujeu.</p> + +<p>Sant'Aubert, rinvenuto dal terrore, manifestò la +sua sorpresa sull'incontro di Valancourt; ma questi +la fece cessare. « Voi avete rinnovato il mio +gusto per la società, » gli disse; « dopo la vostra partenza, +il mio casolare mi sembrava un deserto. E giacchè +il mio unico scopo è quello di viaggiare per diletto, +mi sono deciso di partire immediatamente. Ho presa +questa strada, perchè sapeva ch'era più bella di +qualunque altra; e d'altronde, » aggiunse esitando +un poco, « lo confesserò (e perchè non dovrei confessarlo?), +io aveva qualche speranza di raggiungervi. — Ed +io ho crudelmente corrisposto alla +vostra gentilezza, » riprese Sant'Aubert, che si +rimproverava la sua fretta, e glie ne spiegò il motivo. +Ma Valancourt, premuroso di evitare qualunque +inquietudine sul di lui conto, nascose l'ambascia +che provava, e seguitò a conversare allegramente. +Emilia stava in silenzio, a meno che Valancourt +non le volgesse la parola, ed il tuono commosso +con cui lo faceva, valeva da per sè loro ad esprimere +molto.</p> + +<p>Trovavansi allora presso a quel fuoco che spiccava +tanto vivamente nell'oscurità della notte: illuminava +allora la strada tutta, e poteasi facilmente +distinguere le figure che la circondavano. Accostandosi, +riconobbero una banda di zingari che, specialmente +in quell'epoca frequentavano i Pirenei, +svaligiando i viaggiatori. Emilia notò con ispavento +l'aspetto truce di quella compagnia, ed il fuoco che +li rischiarava, diffondendo una nube purpurea sugli<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +alberi, gli scogli e le frondi, aumentava l'effetto +bizzarro del quadro.</p> + +<p>Tutti quegli zingari preparavano la cena. Una +larga caldaia stava sul fuoco, e parecchie persone +occupavansi ad empirla. Lo splendore della fiamma +faceva scorgere una specie di rozza tenda, intorno +alla quale giuocherellavano alla rinfusa ragazzi e +cani. Il tutto formava un complesso veramente +grottesco. I viaggiatori sentivano il pericolo. Valancourt +taceva, ma mise la mano sur una delle +pistole di Sant'Aubert, il quale, fatto altrettanto, +fece avanzare il mulattiere. Passarono nondimeno +senza ricevere insulti. I ladri non s'aspettavano probabilmente +a tale incontro, ed occupavansi troppo +della cena per sentire allora tutt'altro interesse.</p> + +<p>Dopo un'ora e mezza di cammino nella più profonda +oscurità, i viaggiatori arrivarono a Beaujeu +e smontarono al solo albergo che vi fosse, e che, +sebbene molto superiore alle capanne, non cessava +però di essere cattivo.</p> + +<p>Fu fatto venire immediatamente il chirurgo della +città, se tuttavolta si può dar questo nome ad una +specie di maniscalco, che curava uomini e cavalli, +e che in caso di bisogno, faceva anche da barbiere. +Esaminò il braccio di Valancourt, e avendo riconosciuto +che la palla non era penetrata nelle carni, lo +medicò e gli raccomandò il riposo; ma il paziente +non era in verun modo disposto ad obbedirlo. Il +piacere di star meglio era succeduto all'inquietudine +del male; chè ogni godimento diviene positivo +quando contrasta con un pericolo. Valancourt aveva +riacquistate le forze, e volle prender parte alla conversazione. +Sant'Aubert ed Emilia, liberi da qualunque +timore, erano di una singolare allegrezza. +Era già tardi, e Sant'Aubert fu costretto di uscire +col locandiere per andar a cercare qualche cosa per +la cena. Emilia, nell'intervallo, si assentò anch'essa +sotto pretesto di mettere in ordine alcune sue cose;<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span> +trovò l'alloggio meglio disposto di quello che credea +e quindi tornò a raggiugnere Valancourt. Parlarono +delle vedute scoperte in quel giorno, dell'istoria +naturale, della poesia, e finalmente del padre d'Emilia +la quale non poteva parlare o sentir parlare, se non +con gioia, d'un soggetto tanto caro al suo cuore.</p> + +<p>La serata passò piacevolmente, ma siccome +Sant'Aubert era stanco, e Valancourt soffriva ancora, +si separarono subito dopo cena.</p> + +<p>La mattina seguente, Valancourt aveva la febbre, +non aveva dormito e la sua ferita era infiammata: +il chirurgo, che venne a visitarlo di buon'ora, lo +consigliò di restar tranquillo a Beaujeu. Sant'Aubert +aveva pochissima fiducia nei di lui talenti; ma +avendo inteso che non se ne poteva trovare uno +più abile, cambiò il suo piano, e risolse di aspettare +la guarigione del malato. Valancourt parve cercar +di dissuadernelo, ma con più garbo che buona fede. +La sua indisposizione trattenne i viaggiatori per più +giorni colà. Sant'Aubert ebbe luogo di conoscere +i di lui talenti ed il suo carattere, con quella precauzione +filosofica, che sapeva tanto bene impiegare +in tutte le circostanze. Conobbe un naturale franco +e generoso, pieno di ardore, suscettibile di tutto +ciò ch'è grande e buono, ma impetuoso, quasi selvaggio +ed alquanto romanzesco. Valancourt conosceva +poco il mondo; avea idee assennate, sentimenti +giusti; la sua indignazione, come la sua stima +si esprimevano senza misura, nè riguardi. Sant'Aubert +sorrideva della sua veemenza, ma la reprimea +di rado, e diceva fra sè: — Questo giovine, senza +dubbio, non è mai stato a Parigi. — Un sospiro +succedeva a queste riflessioni: egli era deciso di +non lasciar Valancourt prima del suo pieno ristabilimento, +e siccome esso era allora in istato di +viaggiare, ma non a cavallo, Sant'Aubert l'invitò ad +approfittar qualche giorno della sua carrozza. Avendo +saputo che il giovine era d'una famiglia distinta di<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +Guascogna, il cui grado e la considerazione erangli +ben noti, la sua riserva fu meno grande, e Valancourt +avendo accettato l'offerta con piacere, ripresero +tutti insieme la strada che conduceva al Rossiglione.</p> + +<p>Viaggiavano senza sollecitarsi, fermandosi quando +il sito meritava attenzione; s'inerpicavano spesso +sopra alture, cui non potevan giugnere le mule; +smarrivansi tra que' dirupi, coperti di lavanda, di +timo, di ginepro di tamarindo, e protetti da ombre +antiche; una bella vista entusiasmava Emilia, superando +le maraviglie della più fervida imaginazione. +Sant'Aubert si divertiva talvolta ad erborizzare, +mentre Emilia e Valancourt attendevano a qualche +scoperta: il giovane le faceva osservare gli oggetti +particolari della sua ammirazione, e recitava i più +bei passi dei poeti italiani o latini cui essa prediligeva. +Nell'intervallo della conversazione, e quando +non era osservato, fissava gli sguardi su quel leggiadro +volto, i cui lineamenti animati indicavano +tanto spirito ed intelligenza: quando parlava in seguito, +la dolcezza della sua voce palesava un sentimento +cui cercava invano di nascondere. Grado +grado, le pause ed il silenzio di lui divennero più +frequenti: Emilia mostrò molta premura d'interromperli: +essa fin allora così riservata, parlava del +continuo, ora dei boschi, ora delle valli, ora dei +monti, anzichè esporsi al pericolo di certi momenti +di silenzio e di simpatia.</p> + +<p>La via di Beaujeu saliva rapidissimamente: ei +si trovarono in mezzo a' più eccelsi monti; la serenità +e purezza dell'aere, in quell'alte regioni, entusiasmavano +i tre viaggiatori; l'anima loro ne pareva +alleggerita, ed il loro spirito diventato più +penetrante. Ei non avevano parole ad esprimere +emozioni tanto sublimi, quelle di Sant'Aubert ricevevano +un espressione più solenne: le lagrime +irrigavangli le guancie, e camminava in disparte.<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span> +Valancourt parlava tratto tratto per attirar l'attenzione +di Emilia; la limpidezza dell'atmosfera che +lasciavale distinguere tutti gli oggetti, ingannavala +talvolta, e sempre con piacere. Essa non poteva +credere sì lunge da lei ciò che parevale così vicino; +il silenzio profondo della solitudine non era interrotto +se non dal grido delle aquile svolazzanti per +l'aere, e dal sordo rumoreggiar de' torrenti in fondo +degli abissi. Di sopra ad essi la splendida volta de' +cieli non era oscurata da nube alcuna, i vortici +di vapore sostavano in grembo a' monti, il loro +rapido movimento velava talvolta tutto il paese, e +tal altra scoprendone parte, lasciava all'occhio alquanti +momenti d'osservazione. Emilia, estatica, contemplava +la grandezza di quelle nubi che variavano +forma e tinte; ne ammirava l'effetto sulle sottostanti +contrade cui davano ad ogni istante mille nuove +forme.</p> + +<p>Dopo aver viaggiato così per parecchie leghe, +cominciarono a scendere nel Rossiglione, e la scena +che si svolse spiegava una bellezza meno aspra. I +viaggiatori rammaricavano gli oggetti imponenti cui +stavan per abbandonare. Benchè stancato da que' +vasti aspetti, l'occhio riposava gradevolmente sul +verde de' boschi e de' prati; il fiume che irrigavali +la capanna sotto l'ombra de' faggi, i giulivi crocchi +de' pastorelli, i fiori che adornavano i clivi, formavano +insieme uno spettacolo incantevole.</p> + +<p>Scendendo, riconobbero uno de' grandi varchi +de' Pirenei in Ispagna: i fortilizi, le torri, le mura, +ricevevano allora i raggi del sole all'occaso; le +selve circostanti non avevano più se non un riflesso +giallastro, mentre le punte de' dirupi tingeansi ancora +di rosa.</p> + +<p>Sant'Aubert guardava attento senza scoprire la +piccola città indicatagli. Valancourt non poteva informarlo +della distanza, non essendo mai ito tant'oltre; +pur iscorgevano una strada, e doveano crederla<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +diretta, giacchè dopo Beaujeu non avean potuto +smarrirsi da alcuna parte.</p> + +<p>Il sole era vicino al tramonto, e Sant'Aubert +sollecitò il mulattiere; egli sentivasi assai debole, +e desiderava vivamente il riposo; dopo una sì faticosa +giornata la sua inquietudine non si calmò, osservando +un gran treno d'uomini, di muli e di cavalli carichi, +che sfilavano pei sentieri dell'opposto monte, e siccome +i boschi ne celavano spesso il cammino, non +si poteva precisarne il numero: qualcosa di brillante, +come d'armi risplendeva agli ultimi raggi del +sole e la divisa militare si distingueva sui primi, e +su qualche individuo sparso fra la comitiva. Appena +furono nella valle, un'altra banda uscì dai boschi, +ed i timori di Sant'Aubert aumentarono, non dubitando +non fossero tanti contrabbandieri arrestati +nei Pirenei, e scortati dalla soldatesca.</p> + +<p>I viaggiatori avevano errato tanto nelle montagne +che s'ingannarono nei loro calcoli, e non poterono +giungere a Montignì prima della notte. Traversarono +la valle, e notarono sopra un rustico ponte che riuniva +due coste, un crocchio di fanciulli i quali divertivansi +a lanciar sassi nel torrente; le pietre nel +cadere, facevano spruzzar colonne d'acqua mandando +un sordo fragore ripercosso alla lontana dagli echi +dei monti. Sotto il ponte scoprivasi tutta la valle +in prospettiva, una cateratta in mezzo alle rupi, ed +una capanna sopra una punta protetta da annosi +abeti. Quell'abitazione parea dovesse esser vicina +ad una piccola città. Sant'Aubert fece fermare: chiamò +i ragazzi, e lor chiese se Montignì fosse molto lontano; +ma la distanza, lo strepito delle acque non +gli permisero di farsi udire, e la ripidezza delle +montagne che sostenevano il ponte era troppa perchè +tutt'altri fuor d'un alpigiano pratico potesse ascenderle. +Sant'Aubert dunque dovette decidersi a continuare +col favore del crepuscolo la strada, la quale era talmente +disagiosa che parve miglior consiglio scendere<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +di vettura. La luna cominciava a spuntare, ma tramandava +troppo fioca luce; e' camminavano a caso +in mezzo ai pericoli. In quel punto si udì la campana +d'un convento; la fitta tenebria impediva la +vista dell'edifizio, ma il suono pareva venire dai +boschi che coprivano il monte di destra. Valancourt +propose d'andarne in cerca. « Se non troviam ricovero +in quel convento, » dicea egli, « almeno c'indicheranno +la distanza o la posizione di Montignì. » +E si mise a correre senza aspettar risposta; ma +Sant'Aubert lo richiamò dicendogli: « Io sono orribilmente +stanco, ho bisogno di pronto riposo; +andiamo tutti al convento; il vostro robusto aspetto +sventerebbe i nostri disegni; ma quando si vedrà +il mio spossamento e la stanchezza d'Emilia, non ci +si negherà ricetto. »</p> + +<p>Sì dicendo, prese il braccio d'Emilia, e raccomandando +a Michele d'aspettarlo, seguì il suono +della campana e salì dalla parte dei boschi, ma a +passi vacillanti. Valancourt gli offerse il braccio cui +accettò. La luna venne a rischiarare il sentiero, e +lor permise in breve di scorgere torri che sorgevano +sul colle. La campana continuava a guidarli; +entrarono nel bosco, ed il fioco chiarore della luna +divenne più incerto per l'ombra ed il tremolio delle +foglie. L'oscurità, il cupo silenzio, quando la campana +non suonava, la specie d'orrore ispirato da un +luogo sì selvaggio, tutto riempì Emilia d'uno spavento +che la voce e la conversazione di Valancourt +poteva solo diminuire. Dopo alcun tempo di salita, +Sant'Aubert, si lamentò, e tutti sostarono sur un +erboso poggio, dove gli alberi, più radi, lasciavan +godere il chiaro della luna. Sant'Aubert sedette +sull'erba tra i due giovani. La campana non suonava +più, e la quiete notturna non era interrotta da strepito +veruno, avvegnacchè il fragor sordo di qualche +lontano torrente paresse accompagnare, anzichè +turbare il silenzio.<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p> + +<p>Avevano allora sott'occhio la valle testè lasciata. +La luce argentea che ne scopriva le fondure, riflettendo +sulle rupi e le selve di sinistra, contrastava +colle tenebre, onde i boschi a destra erano come +avvolti. Le cime sole erano illuminate a sbalzi; il +resto della valle perdeasi in seno ad una nebbia, +di cui lo stesso chiaro di luna non serviva che a +crescere la foltezza. I viaggiatori ristettero alcun +tempo a contemplare quel bell'effetto.</p> + +<p>« Simili scene, » disse Valancourt, « dilettano il +cuore come i concenti di deliziosa musica; chiunque +ha gustata una volta la melanconia ch'esse ispirano +non vorrebbe mutarne l'impressione per quella dei +più squisiti piaceri. Elleno destano i nostri più puri +sentimenti; dispongono alla benevolenza, alla pietà, +all'amicizia. Coloro ch'io amo, parvemi sempre +d'amarli assai più in quest'ora solenne. » Tremogli +la voce, e sostò.</p> + +<p>Sant'Aubert nulla dicea. Emilia vide cadere una +lagrima sulla mano cui stringeva tra le proprie. Indovinonne +ben essa il pensiero; anche il suo era +corso alla pietosa memoria della genitrice. Ma Sant'Aubert, +rianimandola: « Oh sì, » disse reprimendo +un sospiro, « la memoria di quelli che noi amiamo, +di un tempo trascorso per sempre, gli è in questo +istante che si posa sulle anime nostre! È come una +melodia lontana in mezzo al silenzio delle notti, come +le tinte raddolcite di questo paesaggio. » Poscia, +dopo una pausa, continuò: « Io ho sempre creduto +le idee più lucide a quest'ora che in qualunque altra, +ed il cuore che non ne riconosce l'influenza, è di +certo un cuore snaturato. Vi son tanti.... »</p> + +<p>Valancourt sospirò.</p> + +<p>« Ve ne sono dunque molti? » disse Emilia. — Fra +alcuni anni forse, cara figlia, » rispose +Sant'Aubert, « tu sorriderai ricordandoti tale domanda, +se tuttavolta questa memoria non ti strapperà<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +le lagrime. Ma vieni, mi sento un po' meglio. +Andiamo innanzi. »</p> + +<p>Uscirono finalmente dal bosco, e videro sopra +un'eminenza il convento cui aveano tanto cercato. +Un muro altissimo che lo circondava li condusse +ad un'antica porta; bussarono, ed il laico che venne +ad aprire li condusse in una sala vicina, pregandoli +di aspettare fino a che fosse avvertito il superiore. +Nell'intervallo, comparvero parecchi frati ad osservarli +con curiosità; poco stante ritornò il laico e li +scortò innanzi al superiore. Egli sedeva in un seggiolone; +aveva un grosso libro davanti a sè, sostenuto +da vasto leggìo. Ricevè garbatamente i viaggiatori +senza alzarsi, fece loro poche interrogazioni, ed acconsentì +alla loro domanda. Dopo una brevissima +conferenza, fatti i debiti complimenti, furono condotti +in una stanza, ove si preparava la cena, e +Valancourt, accompagnato da un frate, andò a cercare +Michele, la carrozza ed i muli. Appena ebbe +scesa la metà della strada, udì la voce del mulattiere, +il quale chiamava i nostri viaggiatori per +nome. Convinto, non senza difficoltà, che tanto lui, +quanto il suo padrone non avevano più nulla da +temere, si lasciò condurre in una capanna vicino al +bosco. Valancourt tornò in fretta a cenare cogli +amici, ma Sant'Aubert soffriva troppo per mangiare +con appetito. Emilia, assai inquieta per suo padre, +non sapeva pensare a sè medesima, e <a name="tn54" id="tn54"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Valancorut'">Valancourt</ins>, +mesto e pensieroso, ma sempre occupato di loro, +non pensava ad altro se non a confortare ed incoraggire +Sant'Aubert. Separatisi presto, si ritirarono +nelle loro stanze. Emilia dormì in un gabinetto contiguo +alla camera del padre; trista, pensierosa ed +occupata soltanto dello stato di languore in cui lo +vedeva, coricossi senza speranza di riposo.</p> + +<p>Due ore dopo una campana squillò, e passi precipitosi +percorsero i corridoi. Poco esperta degli +usi claustrali, Emilia spaventossi; i suoi timori,<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +sempre vivi pel padre, le fecero supporre che stesse +più male; si alzò in fretta per correre da lui, ma +essendosi fermata un momento all'uscio onde lasciar +passare i frati, ebbe tempo di riaversi, di riordinare +le idee, e comprendere che la campana aveva suonato +mattutino. Questa campana non suonava più, +tutto era quiete, ed essa non andò più oltre; ma, +non potè dormire, ed allettata d'altra parte dal fulgore +d'una splendida luna, aprì la finestra e si mise +a rimirar il paese.</p> + +<p>Placida era la notte e bella, il firmamento senza +nubi, e lieve zeffiro agitava appena gli alberi della +valle. Stava attenta, allorchè l'inno notturno dei religiosi +sorse dolcemente dalla cappella, situata in +luogo più basso, talchè il sacro cantico parea salire +al cielo traverso il silenzio delle notti. I pensieri +susseguironsi; dall'ammirazione delle opere, l'anima +sua passò all'adorazione del loro onnipossente e +buono autore. Penetrata d'una pietà pura e scevra +da profani sentimenti, l'anima sua elevossi al disopra +dell'universo; gli occhi versaron lagrime; ella adorò +la Potenza infinita nelle sue opere, e la bontà sua +ne' suoi benefizi.</p> + +<p>Il cantico de' frati cesse di nuovo il posto al silenzio; +ma Emilia non lasciò la finestra se non +quando la luna, essendo tramontata l'oscurità parve +invitarla al riposo.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_V" id="CAPITOLO_V"></a>CAPITOLO V</h2> + +<p>Sant'Aubert si trovò la mattina seguente bastantemente +in forza per continuare il viaggio, e sperando +arrivare lo stesso giorno nel Rossiglione, si +mise in cammino di buonissim'ora. La strada che +percorrevano allora i viaggiatori, offriva vedute selvagge +e pittoresche come le precedenti; solo tratto +tratto le scene, meno severe, spiegavano una bellezza +più amena e ridente.<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p> + +<p>Quando Sant'Aubert parea occupato delle piante, +contemplava con trasporto Emilia e Valancourt, i +quali passeggiavano insieme; questi col contegno e +l'emozione del piacere indicava una bella vista nella +scena che lor s'offriva; quella ascoltava e guardava +con un'espressione di sensibilità seria indicante l'elevatezza +del suo spirito. Rassembravano a due +amanti, i quali mai non avessero lasciati i monti +natii, che la situazione loro avesse preservati dal +contagio delle frivolezze; le cui idee, semplici e +grandiose come il paesaggio che percorrevano, non +comprendessero la felicità se non nella tenera unione +de' cuori puri. Sant'Aubert sorrideva e sospirava a +un tempo, pensando alla romanzesca felicità onde la +sua imaginazione offerivagli il quadro; sospirava +inoltre pensando quanto la natura e la semplicità +fossero mai estranee al mondo, poichè i loro soavi +diletti parevano un romanzo.</p> + +<p> — Il mondo, » dicea egli seguendo il proprio +pensiero, « il mondo mette in ridicolo una passione +cui appena conosce; i suoi movimenti ed interessi +distraggono lo spirito, depravano i gusti, corrompono +il cuore; e l'amore non può esistere in un +cuore quando non ha più la cara dignità dell'innocenza. +La virtù e la simpatia son quasi la medesima +cosa; la virtù è la simpatia messa in azione, e le +più delicate affezioni di due cuori formano insieme +il vero amore. Come mai potrebbesi cercar l'amore +in seno alle grandi città? La frivolezza, l'interesse, +la dissipazione, la falsità vi surrogano del continuo +la semplicità, la tenerezza e la franchezza. —</p> + +<p>Era quasi mezzodì quando i viaggiatori giunsero +ad un passo sì pericoloso che lor fu d'uopo scendere +di carrozza; la strada era contornata da boschi, +e anzichè continuare innanzi, si misero a cercar +l'ombra. Un umido rezzo era diffuso per l'aere; +lo splendido smeraldo dell'erba, la bella miscea de' +fiori, de' balsami, de' timi e delle lavande che la<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span> +smaltavano; l'altezza de' pini, de' frassini e de' castagni +che ne proteggevano l'esistenza, tutto concorrea +a far di quello un luogo veramente delizioso. +Talvolta il fogliame, più fitto, interdicea la vista del +paesaggio; altrove, qualche misterioso varco lasciava +traveder all'imaginazione quadri assai più leggiadri +che fin allora non avesse osservati, ed i viaggiatori +abbandonavansi volentieri a que' godimenti quasi +ideali.</p> + +<p>Le pause ed il silenzio che avevano già interrotto +i colloqui di Valancourt e d'Emilia furono quel dì +molto più frequenti. Il giovane, dalla vivacità più +espressiva, cadeva in un accesso di languore, e la +malinconia pingevasi senz'arte fin nel di lui sorriso. +La fanciulla non poteva più ingannarsi: il suo proprio +cuore partecipava il medesimo sentimento.</p> + +<p>Quando Sant'Aubert fu ristorato, continuarono a +camminare pel bosco, credendo sempre costeggiar +la strada; ma s'accorsero alfine d'averla smarrita +affatto. Avevano seguito il declivio ove la beltà de' +luoghi li tratteneva, e la strada andava invece montando +su per la ripida costa. Valancourt chiamò +Michele, ma l'eco solo rispose alle sue grida, ed i +suoi sforzi furono parimente vani per ritrovar la +strada. In tale stato, scorsero fra gli alberi, a qualche +distanza, la capanna d'un pastore. Valancourt +vi corse per chiedere qualche indicazione; giuntovi, +vi trovò soltanto due ragazzi che giocavan sull'erba. +Guardò in casa, e non vide nessuno. Il maggiore de' +fanciulli gli disse che suo padre trovavasi ne' campi, +sua madre nella valle, nè tarderebbe a tornare. Il +giovane pensava a quanto convenisse fare, allorchè +la voce di Michele echeggiò d'improvviso su le rupi +circostanti. Valancourt rispose tosto e cercò d'andare +a raggiungerlo; dopo un faticoso lavoro tra le +boscaglie ed i massi, lo raggiunse alfine ed a stento +riescì a farlo tacere. La strada era lontanissima dal +luogo ove riposavano il padre e la figlia. Era difficile<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span> +di condur fin là la vettura; sarebbe stato troppo +penoso per Sant'Aubert d'inerpicarsi pel bosco, com'egli +stesso avea fatto, ed il giovane era angustiato +molto per trovare un cammino più praticabile.</p> + +<p>Intanto, Sant'Aubert ed Emilia eransi accostati +alla capanna e riposavano sopra una panca campestre +situata fra due pini ed ombreggiata dalle loro +frondi; avean guardato a Valancourt, ed aspettavano +che li raggiungesse.</p> + +<p>Il maggiore de' ragazzi aveva lasciato il giuoco +per rimirar i viaggiatori; ma il piccino continuava +i suoi salti e tormentava il fratello perchè tornasse +ad aiutarlo. Sant'Aubert considerava con piacere +quella fanciullesca semplicità, quando d'improvviso +tale spettacolo, rammentandogli i figli perduti in +quella fresca età, ed in ispecie la loro diletta madre, +lo fece ricadere nella mestizia. Emilia, accortasene, +cominciò una di quelle ariette commoventi cui egli +tanto prediligeva, e ch'ella sapeva cantar colla massima +grazia ed espressione. Il padre le sorrise attraverso +le lagrime, le prese la mano, la strinse teneramente +e cercò bandire i malinconici pensieri. +Essa cantava ancora, quando Valancourt tornò; egli +non volle interromperla, e sostò ad ascoltare. Quand'ebbe +finito, accostossi e narrò d'aver trovato Michele +ed anche una strada per ascendere il dirupo. +Sant'Aubert, a tai parole, ne misurò coll'occhio la +tremenda altezza; sentivasi oppresso, e la salita +pareagli spaventosa. Il partito però sembravagli +preferibile ad una strada lunga e scabrosa affatto; +risolse di tentarlo, ma Emilia, sempre premurosa, +gli propose di pranzare in prima, onde ristorar alquanto +le forze, e Valancourt tornò alla vettura a +cercarvi provvigioni.</p> + +<p>Al ritorno, propose di collocarsi un po' più in +alto, essendovi la vista più bella ed estesa. Stavano +per recarvisi, quando videro una giovane accostarsi +ai ragazzi, accarezzarli, e piangere amaramente.<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p> + +<p>I viaggiatori, interessati dalla di lei sventura, sostarono +a meglio osservarla. Essa prese in braccio +il minore de' figli, e scorti i forestieri, si terse le +lagrime in fretta ed accostossi alla capanna. Sant'Aubert +le chiese la causa della di lei afflizione. Gli +diss'ella che suo marito era un povero pastore, il +quale tutti gli anni passava la state in quella capanna +per condur a pascere un armento sui monti. La +notte precedente aveva perduto tutto; una banda di +zingari, i quali da qualche tempo infestavano la +contrada, avean rapite tutte le pecore del suo padrone. +« Jacopo, » aggiunse la donna, « avendo accumulato +qualche peculio, avea comperato poche pecore +per noi; ma adesso bisognerà darle per sostituire +il gregge tolto al padrone; il peggio si è che +quando questi saprà la cosa, non vorrà più affidarci +i suoi montoni; è un uomo cattivo; ed allora, che +cosa sarà de' nostri figliuoli? »</p> + +<p>L'atteggiamento di quella donna, la semplicità +del suo racconto ed il suo sincero dolore indussero +Sant'Aubert a crederne la trista storia. Valancourt, +convinto ch'era vera, chiese tosto quanto valesse il +gregge rubato; allorchè lo seppe, rimase sconcertato. +Sant'Aubert diè qualche moneta alla donna; +Emilia vi contribuì col suo borsellino, e quindi avviaronsi +al luogo convenuto. Valancourt restò di +dietro parlando colla moglie del pastore, la quale +allora piangeva per la gratitudine e la sorpresa; le +chiese quanto le mancasse ancora per ripristinare +il gregge rapito. Trovò che la somma era quasi la +totalità di quanto portava seco. Stava egli incerto +ed afflitto. — Tale somma, dicea tra sè, basterebbe +alla felicità di questa povera famiglia; sta in poter +mio il darla, e renderli lieti e contenti; ma come +farò poi io? come tornerò a casa col poco che mi +resterà? — Esitò alcun tempo; trovava una voluttà +singolare a salvare una famiglia dalla rovina, +ma sentiva la difficoltà di proseguir la sua strada +col poco danaro che avrebbesi riservato.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p> + +<p>Stava così perplesso, quando comparve lo stesso +pastore. I figliuoli gli corsero incontro; egli ne +prese uno in braccio, e coll'altro attaccato alla cintola, +inoltrò a lenti passi. Il suo aspetto abbattuto, +costernato, decise Valancourt; gettò tutto il danaro +che avea, tranne pochi scudi, e corse dietro a Sant'Aubert, +il quale, sorretto da Emilia, incamminavasi +verso l'erta. Il giovane non erasi mai sentito +l'animo sì leggero; il cuore balzavagli dalla gioia, +e tutti gli oggetti a lui intorno parevano più belli +ed interessanti. Sant'Aubert osservò i di lui trasporti, +e gli disse:</p> + +<p>« Che cos'avete che sì v'incanta?</p> + +<p> — Oh! la bella giornata! » sclamava Valancourt; +« come splende il sole, come pura è l'aura qual +sito magico!</p> + +<p> — E stupendo! » disse Sant'Aubert, la cui felice +esperienza spiegava facilmente l'emozione di +Valancourt; « peccato che tanti ricchi, i quali potrebbero +procurarsi a piacimento uno splendido sole, +lascino avvizzir i lor giorni nelle nebbie dell'egoismo! +Per voi, mio giovine amico, possa sempre il +sole sembrarvi bello quant'oggi; possiate voi, nell'attiva +vostra beneficenza, riunir sempre la bontà +e la saviezza! »</p> + +<p>Valancourt, onorato di tal complimento, non potè +rispondere se non con un sorriso, e fu quello della +gratitudine.</p> + +<p>Continuarono a traversare il bosco tra le fertili +gole de' monti. Giunti appena nel sito ove volean +recarsi, tutti insieme proruppero in un'esclamazione; +dietro ad essi, la rupe perpendicolare sorgeva a +prodigiosa altezza e spartivasi allora in due punte +egualmente alte. Le loro grige tinte contrastavano +collo smalto de' fiori sbuccianti tra i crepacci; i +burroni sui quali l'occhio scorrea rapido per ispingersi +giù nella valle, erano sparsi anch'essi d'arboscelli; +più giù ancora, un verde tappeto indicava<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +i castagneti, in mezzo a' quali scorgeasi la capanna +del povero pastore. Da ogni parte, i Pirenei ergeano +le maestose cime; talune, carche d'immensi massi +di marmo, mutavan colore ed aspetto nel medesimo +tempo del sole; altre, ancor più alte, mostravan +soltanto le nevose punte, e le basi colossali, uniformemente +tappezzate, coprivansi sin giù nella valle +di pini, larici e verdi querce. Questa valle, benchè +stretta, era quella che conduceva al Rossiglione; i +freschi pascoli, la doviziosa coltura contrastavano +stupendamente colla grandiosità delle masse circostanti. +Fra le catene prolungate di monti scoprivasi +il basso Rossiglione, e la grande lontananza, confondendo +tutte le gradazioni, parea riunir la costa +ai candidi flutti del Mediterraneo. Un promontorio +su cui sorgeva un faro indicava solo la separazione +ed il lido; stormi d'uccelli marini volavano intorno. +Più lungi però distinguevansi alcune bianche vele; +il sole ne aumentava il candore, e la lor distanza +dal faro ne facea giudicar la celerità; ma eravene +di sì lontane, che servivan soltanto a separare il +cielo ed il mare.</p> + +<p>Dall'altra parte della valle, proprio in faccia ai +viaggiatori, eravi un passaggio fra le rocce, che +guidava in Guascogna. Costà, nessun vestigio di +coltura; gli scogli di granito ergevansi spontaneamente +dalle basi, trapassando i cieli colle sterili +aguglie; costà, nè foreste, nè cacciatori, nè tuguri: +talvolta però un gigantesco larice gettava l'immensa +sua ombra sopra un incommensurabile precipizio, e +talfiata una croce sopra un dirupo accennava al +viaggiatore il terribil destino di qualche imprudente. +Il loco parea destinato a diventare un ricovero +di banditi; Emilia ad ogni istante aspettavasi +a vederli sbucare; poco dopo, un oggetto non meno +terribile le colpì la vista. Una forca, eretta all'ingresso +del passaggio, e proprio al disopra d'una +croce, spiegava bastantemente qualche tragico fatto.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +Evitò essa di parlarne a Sant'Aubert, ma tal vista +inquietolla; avrebbe voluto sollecitare il passo per +giungere con certezza prima del tramonto. Ma il +padre avea bisogno di rifocillarsi, e, sedendo sull'erba, +i viaggiatori votarono il paniere.</p> + +<p>Sant'Aubert fu rianimato dal riposo e dall'aria +serena di quella spianata. Valancourt era talmente +estatico, talmente bisognoso di conversare, che parea +aver dimenticata tutta la strada che restava da +fare. Finito il pasto, fecero un lungo addio a quel +sito maraviglioso e tornarono ad inerpicarsi. Sant'Aubert +ritrovò la carrozza con piacere; Emilia vi +salì secolui: ma volendo conoscere più minutamente +la deliziosa contrada dove stavano per discendere, +Valancourt slegò i suoi cani e li seguì a piedi; egli +soffermavasi talvolta sopra le alture che gli offrivano +un bel punto di vista; il passo delle mule +permettevagli siffatte distrazioni. Se qualche luogo +spiegava una rara magnificenza, tornava alla carrozza, +e Sant'Aubert, troppo stanco per andar a goderne +in persona, vi mandava la figlia e stavasene ad +aspettarla.</p> + +<p>Era tardi quando calarono dalle belle alture che +coronano il Rossiglione. Questa magnifica provincia +è incassata nelle loro maestose barriere, non restando +aperta che dalla parte del mare. L'aspetto +della cultura abbelliva in fondo il paesaggio, ed il +piano tingevasi de' più vividi colori, e quali il lussureggiante +clima e l'industria degli abitanti potevano +dovunque farli nascere. Boschetti d'aranci e +di limoni imbalsamavan l'aere; i lor frutti già maturi +dondolavano tra le frondi, e le coste dal facile +declivio facevan pompa delle più belle uva. Più lungi, +selve, pascoli, città, casali, il mare, sulla cui rifulgente +<a name="tn62" id="tn62"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'superfice'">superficie</ins> scorrevano molte vele sparse, un +tramonto scintillante di porpora; questo passo, in +mezzo ai monti che lo dominavano, formava la perfetta +unione dell'ameno col sublime; era la bellezza +dormente in seno all'orrore.<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p> + +<p>I viaggiatori, giunti al basso, inoltrarono fra siepi +di mirti e di melagrani fioriti sino alla piccola +città d'Arles, dove contavan passar la notte. Trovarono +un alloggio semplice, ma pulito; avrebbero +passata una deliziosa sera, dopo le fatiche ed i godimenti +del dì, se il momento della separazione che +accostavasi non avesse sparso una nube su' loro +cuori. Sant'Aubert voleva partir la domane, costeggiare +il Mediterraneo e giungere così in Linguadoca. +Valancourt, guarito troppo presto, ormai senza +pretesto per seguire i suoi nuovi amici, dovea separarsene +in quel luogo stesso. Sant'Aubert, il quale +l'amava, proposegli di andar più innanzi; ma non +reiterò l'invito, e Valancourt ebbe il coraggio di +non accettare, per mostrare d'esserne degno. E' dovevano +dunque lasciarsi la domane: Sant'Aubert per +partire alla volta della Linguadoca, e Valancourt +per riprendere la via de' monti onde riedere a casa. +Tutta la sera non proferì sillaba, e stette soprappensieri: +Sant'Aubert fu con lui affettuoso, ma però +grave; Emilia fu seria, benchè cercasse di comparir +allegra; e dopo una delle più malinconiche sere +che mai avessero passate insieme, separaronsi per la +notte.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_VI" id="CAPITOLO_VI"></a>CAPITOLO VI</h2> + +<p>Il giorno dipoi, Valancourt fece colazione coi +compagni, ma nessun d'essi parea aver dormito. +Sant'Aubert portava l'impronta dell'oppressione +e del languore. Emilia trovava la di lui salute +molto infiacchita, e le sue inquietudini crescevano +del continuo: osservava essa tutti i di lui sguardi +con timida premura, e la loro espressione si trovava +subito fedelmente ripetuta ne' suoi.</p> + +<p>Sin dal principio della loro conoscenza, Valancourt +aveva indicato il suo nome e la sua famiglia. +Sant'Aubert conosceva l'uno e l'altra, non meno<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +che i beni delle sua casa, posseduti allora da un +fratello maggiore di Valancourt, i quali distavano +otto leghe circa dal suo castello; ed aveva incontrato +questo fratello in qualche luogo del vicinato. +Questi preliminari avevano facilitato la sua ammissione; +il contegno, le maniere e l'esterior suo gli +avevano guadagnata la stima di Sant'Aubert, che +volentieri fidava nel proprio criterio, ma rispettava +le convenienze; e tutte le buone qualità che riconosceva +in lui, non gli sarebbero parse motivi sufficienti +per avvicinarlo tanto alla figlia.</p> + +<p>La colazione fu quasi taciturna, quanto eralo stata +la cena della sera precedente; ma la loro meditazione +fu interrotta dal romore della carrozza che +doveva condur via Sant'Aubert ed Emilia. Valancourt +si alzò, corse alla finestra, riconobbe la carrozza, +e tornò alla sua sedia senza parlare. Il momento +di separarsi era omai giunto. Sant'Aubert +disse al giovane che sperava rivederlo nella valle, +e che non vi sarebbe passato di certo senza onorarli +di una visita. Valancourt lo ringraziò affettuosamente, +e l'assicurò che non ci avrebbe mai mancato: +sì dicendo guardava timidamente Emilia, la +quale si sforzava di sorridere in mezzo alla sua +profonda tristezza; passarono qualche minuto in un +colloquio animatissimo; Sant'Aubert s'avviò alla +carrozza, Emilia e Valancourt lo seguirono in silenzio: +il giovane restava fermo allo sportello, e +quando furono saliti pareva che nessuno avesse il +coraggio di dirsi addio. In fine Sant'Aubert pronunziò +la trista parola; Emilia fece altrettanto a +Valancourt, che lo ripetè con un sorriso forzato, e +la carrozza si mise in moto.</p> + +<p>I viaggiatori restarono a lungo in silenzio. Sant'Aubert +finalmente disse: « È un giovine interessante; +sono molti anni che una conoscenza sì breve +non m'ha così affettuosamente colpito. Egli mi ricorda +i giorni della mia gioventù, quel tempo in<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span> +cui tutto mi sembrava ammirabile e nuovo. » Sospirò, +e ricadde nella sua meditazione. Emilia si +affacciò alla portiera, e rivide Valancourt immobile +sulla porta, che li seguiva cogli occhi; egli la scorse, +e salutolla colla mano; ella gli restituì il saluto, ma +ad una svolta della strada non potè più vederlo.</p> + +<p>« Mi ricordo ciò ch'era io in quell'età, » soggiunse +Sant'Aubert; « io pensava e sentiva precisamente +come lui. Il mondo allora aprivasi dinanzi +a me, ed or esso si chiude.</p> + +<p> — O caro papà, non abbandonatevi a pensieri sì +lugubri, » disse Emilia con voce tremante; « voi +avete, spero, da vivere molti anni, per la vostra felicità +e la mia.</p> + +<p> — Ah Emilia! » sclamò Sant'Aubert; « pel tuo! +sì, spero che abbia ad esser così. » Asciugò una +lagrima che scorrevagli lungo le guance, e sorridendo +della sua emozione, aggiunse con voce tenera: +« Avvi qualcosa nell'ardore ed ingenuità di +quel giovane, che dee soprattutto commovere un +vecchio, di cui il veleno del mondo non alterò i +sentimenti; sì, io scopro in lui un non so che d'insinuante, +di vivificante, come la vista della primavera +quando si è infermi. Lo spirito del malato assorbe +qualcosa del succhio rinnovantesi, e gli occhi +si rianimano ai raggi meridiani; Valancourt è per +me questa felice primavera. »</p> + +<p>Emilia, la quale stringea amorosamente la mano +del padre, non aveva mai udito dalla sua bocca +un simile elogio che le riescisse tanto gradito, +nemmen quand'erane stata ella medesima l'oggetto.</p> + +<p>Viaggiavano in mezzo a vigneti, boschi e prati, +entusiasmati ad ogni passo di quel magnifico paesaggio +cui limitavan i Pirenei e l'immenso pelago. +Dopo mezzodì giunsero a Calliure, situato sul mediterraneo. +Vi pranzarono, e lasciata passare la caldura, +ripresero a seguire i magici lidi che stendonsi<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span> +fin nella Linguadoca. Emilia considerava con entusiasmo +il vasto impero dell'onde, di cui i lumi e +le ombre variavan tanto singolarmente la superficie, +e le cui spiagge, adorne di boschi, rivestivan già le +prime assise dell'autunno.</p> + +<p>Sant'Aubert era impaziente di trovarsi a Perpignano, +dove aspettava lettere di Quesnel, e per tal +motivo aveva lasciato tosto Calliure, malgrado l'urgente +bisogno di qualche riposo. Dopo alcune leghe +di strada, addormentossi; ed Emilia, la quale avea +messi due o tre libri in carrozza partendo dalla +valle, ebbe agio di farne uso. Essa cercò quello che +aveva letto Valancourt il dì prima: desiderava ripassar +le pagine sulle quali gli occhi d'un amico +sì caro eransi fissati poc'anzi. Volea riandar i passi +ch'egli ammirava, pronunziarli com'egli facea, e +ricondurlo, per dir così, alla di lei presenza. Cercando +questo libro ch'essa non potea trovare, scorse +in vece sua un volume del Petrarca, appartenente +al giovane, il cui nome vi appariva sopra scritto. +Spesso ei gliene leggeva alcuni brani, e sempre con +quella patetica espressione che caratterizzava i sentimenti +dell'autore.</p> + +<p>Arrivarono a Perpignano subito dopo il tramonto +del sole. Sant'Aubert vi trovò le lettere che aspettava +da Quesnel. Se ne mostrò così dolorosamente +commosso, che Emilia, spaventata, lo scongiurò, per +quanto glielo permise la delicatezza, di spiegargliene +il contenuto. Non le rispose se non con lacrime, e +tosto parlò di tutt'altro. Emilia credè bene di non +sollecitarlo ulteriormente, ma lo stato di suo padre +l'occupava forte, e non potè dormire per tutta la +notte.</p> + +<p>Il dì seguente continuarono lungo la costa per +giungere a Leucate, porto del Mediterraneo, situato +sulle frontiere del Rossiglione e della Linguadoca. +Cammin facendo, Emilia rinnovò la istanze del dì +prima, e parve talmente turbata dal silenzio e della<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +disperazione di Sant'Aubert, che questi bandì alfine +qualunque riguardo. « Io non voleva, cara Emilia, » +le diss'egli, « avvelenare i tuoi piaceri, e avrei +desiderato, almeno durante il viaggio, nasconderti +circostanze, che avrei pur troppo dovuto manifestarti +un giorno; la tua afflizione me lo impedisce, +e tu soffri forse più dell'incertezza che non soffriresti +della verità. La visita del signor Quesnel fu +per me un'epoca fatale; ei mi disse allora parte +delle notizie dispiacenti che mi vengono ora confermate +dalle sue lettere. Tu mi avrai inteso parlare +d'un tal <a name="tn67" id="tn67"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Monteville'">Motteville</ins> di Parigi, ma ignoravi che la +maggior porzione di quanto possiedo era deposto +in sue mani; io aveva in lui cieca fiducia, e non +voglio ancora crederlo indegno della mia stima: +parecchie circostanze hanno concorso alla sua rovina, +ed io sono rovinato con lui. »</p> + +<p>Qui si fermò per moderare la sua emozione.</p> + +<p>« Le lettere che ho ricevute dal signor Quesnel » +continuò egli eccitandosi a fermezza, « ne contenevano +altre di Motteville stesso, e tutti i miei timori +sono confermati.</p> + +<p> — Bisognerà egli abbandonare il nostro castello? » +disse Emilia dopo un lungo silenzio.</p> + +<p> — Non è per anco ben certo, » disse Sant'Aubert; +« ciò dipenderà dall'accordo che Motteville +potrà fare co' suoi creditori. Il mio patrimonio, tu +lo sai, non era molto pingue, ed ora non è quasi +più nulla. Io ne sono afflittissimo per te sola, figlia +cara. »</p> + +<p>A tai parole gli mancò la voce. Emilia, tutta lacrimosa, +gli sorrise teneramente, e sforzandosi di +superare la sua agitazione, gli rispose: « Non vi +affliggete nè per voi nè per me, o mio buon padre. +Noi possiamo essere ancora felici. Sì, se ci resta il +castello della valle, noi lo saremo certamente; terremo +una sola donna di servizio, e non vi accorgerete +del cambiamento della vostra fortuna. Consolatevi,<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +caro papà, noi non proveremo nessuna privazione, +giacchè non abbiamo mai gustato le vane +superfluità del lusso, e la povertà non potrà privarci +giammai dei nostri più dolci godimenti; essa +non potrà nè diminuire la nostra tenerezza, nè avvilirci +ai nostri occhi od a quelli delle persone che +ci stimano. »</p> + +<p>Sant'Aubert celossi il volto nel fazzoletto, non +potendo parlare; ma Emilia continuò a favellare al +padre le verità ch'egli stesso avea saputo inculcarle. +« La povertà, » essa gli dicea, « non potrà privarci +d'alcuno de' diletti dell'anima; voi potrete sempre +essere un esempio di coraggio e bontà, ed io la +consolazione d'un prediletto genitore. »</p> + +<p>Sant'Aubert non poteva rispondere: strinse Emilia +al cuore: le loro lacrime si confusero, ma non +erano più lacrime di tristezza. Dopo questo linguaggio +del sentimento, ogni altro sarebbe stato troppo +debole, ed entrambi stettero silenziosi. Sant'Aubert +parlò in seguito secondo il consueto, e se lo spirito +non era nella sua ordinaria tranquillità, ne aveva +almeno ripresa l'apparenza.</p> + +<p>Giunsero a Leucate assai per tempo, ma Sant'Aubert +era stanchissimo, e volle passarvi la notte. +La sera andò a passeggiare colla figlia per visitarne +i contorni. Si scuopriva il lago di Leucate, il <a name="tn68" id="tn68"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Meditarraneo'">Mediterraneo</ins>, +una parte del Rossiglione circondato dai +Pirenei, ed una porzione molto considerevole della +Linguadoca e delle sue fertilissime campagne. Le +uve, già mature, rosseggiavano sui colli aprichi, e +la vendemmia era principiata. I due passeggianti +vedevano i crocchi giulivi, udivano le canzoni a lor +recate sui vanni di lieve zeffiro e godevano anticipatamente +di tutti i piaceri che lor promettea la +strada. Sant'Aubert nondimeno non volle lasciar il +mare: bene spesso fu tentato di tornarsene nella +valle, ma il piacere che prendeva Emilia a questo +viaggio, contrabbilanciava sempre questo desiderio;<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +e d'altronde, voleva far la prova se l'aria marina +non lo sollevasse un poco.</p> + +<p>Il giorno seguente si rimisero in cammino. I Pirenei, +sebbene molto lontani, offrivano una veduta +delle più pittoresche; a destra aveano il mare, ed +a sinistra immense pianure, che si confondevano +coll'orizzonte. Sant'Aubert se ne rallegrava, e ne +parlava con Emilia; ma la sua allegria era più finta +che naturale, ed ombre di tristezza facean velo bene +spesso alla sua fisonomia: un sorriso però di Emilia +bastava per dissiparle; ma ella stessa aveva il cuore +straziato, e vedeva benissimo che gli affanni del padre +indebolivano visibilmente tutti i giorni la sua +salute.</p> + +<p>Giunsero molto tardi ad una piccola città della +Linguadoca; avevano prefisso di dormirvi, ma fu +impossibile; la vendemmia teneva occupati tutti i +posti, e convenne recarsi ad un villaggio più lontano; +la stanchezza ed i patimenti di Sant'Aubert +richiedevano un pronto riposo, e la notte era già +avanzata; ma la necessità non ha legge, e Michele +continuò il suo cammino.</p> + +<p>Le ubertose pianure della Linguadoca, nel fervore +delle vendemmia, rintronavano de' frizzi e della rumorosa +allegria francese. Sant'Aubert non potea più +goderne; il suo stato contrastava troppo tristamente +col brio, la gioventù e i piaceri che circondavanlo. +Quando volgea i languidi occhi su quella scena, +pensava che in breve non la vedrebbero più. — Que' +monti lontani ed eccelsi, » dicea tra sè, considerando +i Pirenei ed il tramonto, « queste belle +pianure, quella vôlta azzurra, la cara luce del dì, +saranno per sempre interdette a' miei sguardi; fra +poco la canzone del contadino, la voce consolatrice +dell'uomo non giugneranno più all'orecchio mio... —</p> + +<p>Gli occhi d'Emilia parean leggere tutto che passava +nell'animo del padre: essa li fissava sul di lui +viso coll'espressione d'una tenera pietà. Dimenticando<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +allora gli argomenti d'un vano rammarico, +non vide più altro che lei, e l'orribile idea di lasciar +la figlia senza protettore, cambiò la sua pena +in un vero tormento; sospirò dal cuor profondo, +e non mosse labbro. Emilia comprese quel sospiro; +gli strinse le mani con tenerezza, e si volse dalla +parte della portiera per nascondere le lagrime. Il +sole proiettava allora un ultimo raggio sul Mediterraneo, +i cui vapori parevano tutti d'oro; a poco +a poco le ombre del crepuscolo si distesero; una +zona scolorita apparve solo a ponente, segnando il +punto dove il sole erasi perduto nelle brume d'una +sera autunnale. Una fresca brezzolina sorgeva dalla +spiaggia. Emilia calò i cristalli; ma la frescura, sì +gradevole nello stato di salute, non era necessaria +per un infermiccio, e il padre la pregò di rialzarli. +Crescendo la sua indisposizione, pensava allora più +che mai a por fine alla marcia del dì; fermò Michele +per sapere a qual distanza fossero dal primo +villaggio. « A quattro leghe, » disse il mulattiere. — Io +non potrò farle, » disse Sant'Aubert; « cercate, +nell'andare innanzi, se non vi fosse una casa +sulla strada in cui possano riceverci per istanotte. »</p> + +<p>Si rigettò in carrozza; Michele fe' schioccar la +frusta, e galoppò finchè Sant'Aubert quasi fuor de' +sensi, gli fece segno di fermarsi. Emilia guardava +alla portiera: vide alla perfine un contadino a qualche +distanza: lo aspettarono e gli chiesero se non +vi fosse ne' dintorni alloggio pe' viaggiatori. Rispose +di non conoscerne. « C'è un castello in mezzo ai +boschi, » soggiunse, « ma io credo che non vi si +riceve nessuno, e non posso insegnarvene la strada +essendo quasi io stesso forestiero. »</p> + +<p>Sant'Aubert stava per rinnovellare le sue domande +sul castello; ma l'uomo piantollo lì e se ne +andò. Dopo un momento di riflessione, Sant'Aubert +ordinò a Michele di andare pian piano verso i boschi. +Ad ogni istante il crepuscolo diventava più<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +oscuro, e la difficoltà di guidarsi cresceva. Passò +un altro paesano.</p> + +<p>« Quale è la strada del castello ne' boschi? » +gridò Michele.</p> + +<p> — Il castello ne' boschi! » sclamò il paesano. +« Volete parlare di quelle torrette?</p> + +<p> — Non so se son torrette, » disse Michele: « parlo +di quel caseggiato bianco che vediamo da lungi in +mezzo a tutti quegli alberi.</p> + +<p> — Sì, son torrette. Ma che! fareste conto d'andarci? » +rispose l'uomo con sorpresa.</p> + +<p>Sant'Aubert, udendo quella strana interrogazione +colpito in ispecie dall'accento con cui la si faceva, +scese di carrozza e gli disse: « Noi siamo viaggiatori, +e cerchiamo una casa per passarvi la notte: +ne conoscete voi qui una vicina?</p> + +<p> — No, signore, » rispose l'uomo « a meno che +non voleste tentar fortuna in que' boschi: ma io +per me non ve lo consiglierei.</p> + +<p> — A chi appartiene quel castello?</p> + +<p> — Nol so, signore.</p> + +<p> — È dunque disabitato?</p> + +<p> — No, non è disabitato; il castaldo e la governante, +vi sono, a quanto credo. »</p> + +<p>All'udir ciò, Sant'Aubert si decise a rischiare un +rifiuto presentandosi al castello. Pregò il contadino +di servir di guida a Michele, e gli promise una ricompensa. +L'uomo riflettè un poco, e disse che avea +altre faccende, ma che non potevano sbagliare seguendo +il viale cui accennò. Sant'Aubert stava per +rispondere, quando il paesano, augurandogli la buona +notte, lo lasciò senza aggiugner altro.</p> + +<p>La carrozza si diresse al viale, cui si trovò sbarrata +da una stanga; Michele smontò ed andò a levarla. +Penetrarono allora tra antichi castagni e +querce annose, i cui rami intralciati formavano una +vôlta altissima: eravi qualcosa di deserto e di selvaggio +nell'aspetto di quel viale, ed il silenzio erane<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +tanto imponente, che Emilia si sentì côlta da involontario +tremore. Ricordavasi l'accento del paesano +nel parlare di quel castello: essa dava alle di lui +parole un'interpretazione più misteriosa che non +avesse fatto prima: cercò nullameno di calmare la +paura; pensò che un'imaginazione turbata ne l'avea +resa suscettibile, e che lo stato del padre e la sua +propria situazione dovevano senza dubbio contribuirvi.</p> + +<p>Inoltrarono lentamente; l'oscurità era quasi completa: +il terreno disuguale e le radici degli alberi +che l'imbarazzavano ad ogni tratto obbligavano a +molta precauzione. D'improvviso, Michele si fermò: +Sant'Aubert guardò per saperne la causa. Vide a +qualche distanza una figura traversare il viale; faceva +troppo buio per distinguere di più, ed egli +ordinò d'avanzare.</p> + +<p>« Mi sembra un luogo strano, » disse Michele; +« non veggo case, e faremmo meglio a tornar indietro.</p> + +<p> — Andate un po' più innanzi, e se non vedremo +edifizi, torneremo sulla strada maestra. »</p> + +<p>Michele s'avanzò, ma con ripugnanza; e l'eccessiva +lentezza della sua marcia fe' riaffacciare Sant'Aubert +alla portiera, e vide ancora la medesima +figura. Questa volta trasalì. Probabilmente l'oscurità +lo rendea proclive a spaventarsi più del consueto; +ma, checchè esser potesse, fermò Michele, e gli disse +di chiamar l'individuo che traversava di tal modo +il viale.</p> + +<p>« Con vostro permesso, » disse Michele, « può +bene essere un ladro.</p> + +<p> — Nol permetto di certo, » ripigliò Sant'Aubert, +non potendo astenersi dal sorridere a quella frase; +« via, torniamo sulla strada, chè non veggo alcuna +apparenza di trovar qui quel che cerchiamo. »</p> + +<p>Michele voltò con vivacità, e rifece velocemente +il viale; una voce partì allora d'in fra gli alberi a<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +sinistra; non era un comando, non un grido di dolore, +ma un suono roco e prolungato che nulla +avea d'umano. Michele spronò le mule senza pensare +all'oscurità, nè agl'intoppi, nè alle buche, e +neppure alla carrozza; nè si fermò se non quando +fu uscito dal viale, e giunto sulla strada infine, rallentò +il passo.</p> + +<p>« Io sto assai male, » disse Sant'Aubert stringendo +la mano della figlia, la quale, spaventata dal +tuono di voce del padre, esclamò: « Gran Dio! voi +state più male, e noi siamo senza soccorso; come +faremo? » Egli appoggiò la testa sulla di lei spalla; +essa lo sostenne fra le sue braccia, e fece fermar la +carrozza. Appena il rumore delle ruote fu cessato, +sentirono musica in lontananza, lo che fu la voce +della speranza per Emilia, che disse: « Oh! noi +siamo vicini a qualche abitazione, e potremo trovarci +aiuto. » Ascoltò attenta: il suono era molto +lontano, e parea venire dal fondo di un bosco, una +parte del quale costeggiava la strada. Guardò dalla +parte d'onde venivano i suoni, e vide al chiaro di +luna qualcosa che somigliava ad un castello, ma era +difficile di giungervi. Sant'Aubert stava troppo male +per sopportare il più piccolo movimento: Michele +non poteva abbandonare le mule; Emilia, che sosteneva +ancora il padre, non voleva abbandonarlo, +e temeva pur di avventurarsi sola a tal distanza, +senza sapere dove ed a chi indirizzarsi: frattanto +bisognava prendere un partito, e senza dilazione. +Sant'Aubert disse dunque a Michele di avanzare più +lentamente che gli fosse possibile, e dopo un momento +svenne. La <a name="tn73" id="tn73"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'carozza'">carrozza</ins> si fermò di nuovo; egli +era privo affatto dell'uso dei sensi. « Ah! padre +mio, mio caro padre! » gridava Emilia disperata; e +credendolo in punto di morte, esclamò: « Parlate, +ditemi una sola parola; ch'io ascolti anche una volta +il suono della vostra voce. » Egli non rispose nulla: +spaventata sempre più, ordinò a Michele di andare<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +ad attingere acqua nel ruscello vicino; egli ne portò +un poco nel suo cappello, che la ragazza spruzzò +sul viso del genitore. I raggi della luna, riflettendo +allora sopra di lui, mostravano l'impressione della +morte. Tutti i movimenti di terrore personale cedettero +in quel punto a un timore dominante, e, +confidando Sant'Aubert a Michele, il quale con +molta difficoltà lasciò le mule, Emilia saltò fuori +della carrozza per cercare il castello che aveva veduto +da lontano, e la musica che dirigeva i suoi +passi, la fece entrare in un sentiero che conduceva +nell'interno del bosco. Il suo spirito, unicamente +occupato del padre e della sua propria inquietudine, +aveva dapprincipio perduto qualunque timore; ma +la foltezza degli alberi, sotto i quali passava, intercettavano +i raggi della luna; l'orrore di quel luogo +le rammentò il suo pericolo; la musica era cessata, +e non le restava altra guida che il caso. Si fermò +un poco con uno spavento inesprimibile; ma l'immagine +del padre vinse ogni altro sentimento, e si +rimise in cammino. Non vedeva nessuna abitazione, +nessuna creatura, e non udiva il più piccolo romore; +camminava sempre senza saper dove, scansava +il folto del bosco e si teneva in mezzo il più +che poteva; finalmente vide una specie di viale in +disordine che metteva ad un punto illuminato dalla +luna; lo stato di quel viale le rammentò il castello +delle torrette, e non dubitò più di esserne vicina. +Esitava a procedere, quando un romore di voci e +scrosci di risa colpirono all'improvviso il suo udito; +non era un riso di allegrezza, ma quello di una +gioia smoderata, ed il suo imbarazzo crebbe d'assai. +Mentre essa ascoltava, una voce in gran distanza si +fece sentire dalla parte della strada ond'era partita; +immaginandosi che fosse Michele, suo primo pensiero +fu quello di tornare indietro, ma poi non seppe +risolversi. L'ultima estremità poteva solamente aver +deciso Michele a lasciare le sue mule: credè il<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +padre moribondo, e corse con maggiore celerità, +nella debole lusinga di ricevere qualche soccorso +da' convitati del bosco. Il suo cuore palpitava per +terribile incertezza; e più si avanzava, più il romore +delle foglie secche la faceva tremare ad ogni +passo. Giunse ad un luogo scoperto illuminato dalla +luna; si fermò, e scorse fra gli alberi un banco +erboso formato a cerchio cui stavan sedute parecchie +persone. Nell'avvicinarsi, giudicò dal loro abbigliamento +che dovevano essere contadini, e distinse +sparse pel bosco varie capanne. Mentre guardava +e si sforzava di vincere il timore che la rendeva +immobile, alcune villanelle uscirono da una +capanna; la musica seguitò e ricominciarono a ballare; +era la festa della vendemmia, e l'istessa musica +udita da lontano. Il di lei cuore, troppo lacerato, +non poteva sentire il contrasto che tutti quei +piaceri formavano colla propria situazione; si fece +innanzi ad un gruppo di vecchi assisi vicino alla +capanna, espose la sua circostanza, e ne implorò +l'assistenza. Parecchi si alzarono con vivacità, offrirono +tutti i loro servigi, e seguirono Emilia, che +parea aver l'ali correndo verso la strada maestra.</p> + +<p>Quando furono giunti alla carrozza, essa trovò il +padre rinvenuto. Ricuperando i sensi, aveva inteso +da Michele la partenza della figlia; la sua inquietudine +per lei oltrepassando il sentimento dei suoi +bisogni, aveva mandato Michele a cercarla; non pertanto +era tuttora in istato di languore, e sentendosi +incapace di andar più oltre, rinnovò le sue domande +sopra un albergo, o sul castello del bosco. « Il castello +non può ricevervi, » disse un contadino venerabile, +il quale aveva seguito Emilia, « esso è +appena abitato; ma se volete farmi l'onore di accettare +il mio tugurio, vi darò il mio letto migliore. »</p> + +<p>Sant'Aubert era francese: non istupì dunque +della cortesia di un francese. Malato com'era, sentì +quanto valore acquistava l'offerta, dalla maniera colla<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +quale era fatta. Aveva troppa delicatezza per iscusarsi, +o per esitare un sol momento a ricevere quell'ospitalità +contadinesca; l'accettò dunque con altrettanta +franchezza, quanta n'era stata adoperata +nell'offerta.</p> + +<p>La carrozza camminò lentamente, seguitando i +contadini per la strada già fatta da Emilia, e giunsero +alla capanna. L'affabilità del suo ospite, e la +certezza di un pronto riposo, resero le forze a Sant'Aubert; +egli vide con dolce compiacenza quel +quadro interessante; i boschi, resi più cupi dal +contrasto, circondavano il sito illuminato; ma diradandosi +ad intervalli, un bianco chiarore ne facea +spiccar una capanna o riflettevasi in un rigagnolo; +egli ascoltò con piacere i suoni allegri della chitarra +e del tamburello, ma non potè vedere senza +emozione il ballo di que' villici. Non avvenne l'egual +cosa di Emilia: l'eccesso dello spavento si era cambiato +in una profonda tristezza, e gli accenti della +gioia facendo luogo a spiacevoli confronti, servivano +ancora a raddoppiarla.</p> + +<p>Il ballo cessò all'avvicinarsi della carrozza: era +un fenomeno in quei boschi remoti, e tutti la circondarono +con istraordinaria curiosità. Appena intesero +che vi era un forestiero ammalato, molte +fanciulle traversarono il prato, tornarono immediatamente +con vino e canestri di frutta, e li offersero +ai viaggiatori disputandosi la preferenza. La carrozza +si fermò finalmente vicino ad una casuccia decentissima, +che apparteneva al venerabile condottiero; +egli aiutò Sant'Aubert a scendere, e lo condusse +con Emilia in una stanzetta terrena, illuminata soltanto +dalla luna. Sant'Aubert, lieto di trovare il +desiato riposo, si adagiò sopra una <a name="tn76" id="tn76"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'spece'">specie</ins> di poltrona. +L'aria fresca e balsamica, impregnata di soavi +effluvi, penetrava nella stanza dalle finestre aperte +e rianimava le sue facoltà infiacchite. Il suo ospite +che si chiamava Voisin, tornò immediatamente con<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +frutta, crema, e tutto il lusso campestre che poteva +somministrare il suo ritiro. Offrì tutto col sorriso +della cordialità, e si mise in piedi dietro la sedia +di Sant'Aubert, il quale insistè per fargli prendere +posto a tavola; quando i frutti ebbero calmato la di +lui sete ardente, si sentì un poco sollevato, e cominciò +a discorrere. L'ospite gli comunicò tutte le +particolarità relative a lui ed alla sua famiglia. Questo +quadro di unione domestica, dipinto col sentimento +del cuore, non poteva mancare di eccitare il +più vivo interesse. Emilia, seduta vicino al padre, +tenendo una mano fra le sue, ascoltava attenta il +buon vecchio. Il di lei cuore era pieno di tristezza +e versava lacrime, pensando che quanto prima non +avrebbe più posseduto il prezioso bene di cui essa +godeva ancora. Il fioco raggio della luna autunnale, +e la musica che si faceva ancora sentire da lontano, +s'accordavano colla sua malinconia. Il vecchio parlava +della sua famiglia, e Sant'Aubert taceva.</p> + +<p>« Non mi resta più che una figlia, » disse Voisin, +« ma fortunatamente essa è maritata e mi tiene +luogo di tutto. Quando morì mia moglie, » aggiuns'egli +sospirando, « io andai a riunirmi con Agnese +e la sua famiglia. Essa ha parecchi figli, che voi +vedete ballare laggiù, allegri e grassi come tanti +fringuelli. Possano eglino esser sempre così! io +spero morire in mezzo a' loro, o signore: ora son +vecchio, e mi resta poco da vivere; ma è una gran +consolazione il morire fra i suoi figli.</p> + +<p> — Mio buon amico, » disse Sant'Aubert con voce +tremante, « voi vivrete, lo spero, lungamente in +mezzo ad essi.</p> + +<p> — Ah, signore! nella mia età, non ho molto +luogo a sperarlo. » Il vecchio fece una pausa. « Eppoi +lo desidero appena, » ripigliò quindi. « Ho fiducia +che, se muoio, andrò difilato al cielo; la +mia povera moglie vi è prima di me. La sera, al +chiaro di luna, credo vederla vagolar presso questi<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span> +boschi cui amava tanto. Credete voi, signore, che +noi possiam visitare la terra, quando avremo lasciati +i nostri corpi?</p> + +<p> — Non dubitatene, » gli rispose Sant'Aubert; +« le separazioni sarebbero troppo dolorose se le +credessimo eterne. Sì, Emilia cara, noi ci ritroveremo +un dì. »</p> + +<p>Alzò gli occhi al cielo, ed i raggi della luna, che +cadevan sopra di lui, mostrarono tutta la pace e la +rassegnazione dell'anima sua, malgrado l'espressione +della tristezza.</p> + +<p>Voisin comprese aver troppo prolungato il tema, +e l'interruppe dicendo: « Ma noi siamo all'oscuro; +abbiamo bisogno di un lume.</p> + +<p> — No, » gli disse Sant'Aubert, « preferisco il chiaro +della luna: non v'incomodate, caro amico. Emilia, +amor mio, io sto ora assai meglio di quel che non +lo sia stato tutto il giorno. Quest'aria mi rinfresca; +io gusto questo riposo, e mi compiaccio di ascoltare +questa bella musica che si ode in lontananza. Lasciami +vedere il tuo sorriso. Chi è che suona così +bene la chitarra? » diss'egli in seguito; « son due +strumenti oppure un'eco?</p> + +<p> — È un'eco, o signore, almeno io lo credo. Ho +inteso spesso questo strumento la notte, quando +tutto è in calma: ma nessuno conosce chi lo suona. +Talvolta è accompagnato da una voce, ma sì +dolce e così trista, che si potrebbe credere compaiano +spiriti nel bosco.</p> + +<p> — Vi compariranno per certo, » disse Sant'Aubert +sorridendo, « ma in carne ed ossa.</p> + +<p> — Qualche volta, a mezzanotte, quando non posso +dormire, » proseguì Voisin, il quale non badò a +quell'osservazione, « l'ho sentita quasi sotto le mie +finestre, nè mai ho intesa musica tanto piacevole: +essa mi faceva pensare alla mia povera moglie, e +piangeva. Talfiata apersi la finestra per procurare +di scorgere qualcuno, ma nell'istante medesimo cessava<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +l'armonia, e non si vedeva nessuno. Ascoltava +con tanto raccoglimento, che il rumore d'una foglia +o il menomo vento finiva col farmi paura. Si diceva +che questa musica fosse un annuncio di morte; ma +son molti anni che l'ascolto e sopravvivo ancora a +questo tristo presagio. »</p> + +<p>Emilia sorrise ad una superstizione tanto ridicola, +e non pertanto, nella posizione del suo spirito, essa +non potè del tutto resistere alla sua impressione +contagiosa.</p> + +<p>« Va bene, amico mio, disse Sant'Aubert; ma se +qualcuno avesse avuto il coraggio di andar dietro +al suono, il musico sarebbe stato conosciuto. Nessuno +l'ha fatto?</p> + +<p> — Sì, signore, fu tentato più volte, si è seguita +la musica sino al bosco, ma essa si ritirava a misura +che noi avanzavamo, e sembrava sempre alla +medesima distanza: i nostri villani hanno avuto +paura, e non vollero andar più oltre. Ben di rado +la si sente tanto di buon'ora come stasera; d'ordinario +ciò accade verso mezzanotte quando quella +fulgida stella che si trova adesso al di sopra di +quelle torrette tramonta a sinistra del bosco.</p> + +<p> — Quali torrette? » domandò Sant'Aubert; « io +non ne vedo alcuna.</p> + +<p> — Perdonate, signore, eccone là una, sulla quale +riflette la luna; vedete voi quel viale? il castello è +quasi nascosto interamente dagli alberi.</p> + +<p> — Sì, papà, » disse Emilia guardando; « non vedete +voi qualche cosa brillare al disopra del bosco? +io credo sia una banderuola, sulla quale riflettono +i raggi della luna.</p> + +<p> — Sì, ora vedo ciò che mi accenni. Di chi è quel +castello?</p> + +<p> — Il marchese di Villeroy ne era il possessore, » +rispose Voisin con fare d'importanza.</p> + +<p> — Ah! » disse Sant'Aubert agitatissimo: « siamo +dunque così vicini a Blangy?<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p> + +<p> — Era la dimora favorita del marchese, » soggiunse +Voisin; « ma la prese in antipatia, e son molti +anni che non vi è stato: mi fu detto che è morto +da poco tempo, e che questo feudo passò in altre +mani. »</p> + +<p>Sant'Aubert, ch'era caduto in pensieri, uscì dalla +sua meditazione a queste ultime parole esclamando: +« Morto! gran Dio! e da quanto tempo? »</p> + +<p> — Mi fu detto esser già da quattro settimane, » +rispose Voisin; « lo conoscevate voi forse?</p> + +<p> — È cosa straordinaria, » rispose Sant'Aubert, +senza fermarsi alla domanda.</p> + +<p> — E perchè? » disse Emilia con timida curiosità. +Egli non rispose, e ricadde nella sua meditazione; +ne uscì poco dopo, e domandò chi fosse il suo erede.</p> + +<p>« Mi son dimenticato del nome » disse Voisin; +« ma so che questo signore abita Parigi, e che non +pensa neppur per ombra di venire al suo castello.</p> + +<p> — Il castello è egli ancora chiuso?</p> + +<p> — A un bel circa, signore; la vecchia castalda +e suo marito ne hanno cura, ma vivono in una casuccia +poco distante.</p> + +<p> — Il castello è spazioso, » disse Emilia, « e dee +essere molto deserto, se non ha che due abitanti.</p> + +<p> — Deserto! oh sì, signorina, » rispose Voisin; +« non vorrei passarvi la notte per tutti i tesori del +mondo.</p> + +<p> — Che dite mai? » soggiunse Sant'Aubert, uscendo +dalla sua meditazione; e Voisin ripetè l'istessa protesta. +Sant'Aubert non potè trattenere una specie +di singulto; ma quasi avesse voluto evitare le osservazioni, +domandò prontamente a Voisin da quanto +tempo abitasse quel paese.</p> + +<p>« Quasi dalla infanzia, » rispose l'ospite.</p> + +<p> — Vi rammentate voi della defunta marchesa? » +disse Sant'Aubert con voce alterata.</p> + +<p> — Ah! signore, se me lo ricordo; ve ne sono +molti altri che non l'hanno dimenticata neppur essi.<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p> + +<p> — Sì, » rispose Sant'Aubert, « ed io sono uno +di quelli.</p> + +<p> — Dunque vi ricorderete d'una bella ed eccellente +signora: dessa meritava una sorte migliore. »</p> + +<p>Sant'Aubert versò qualche lagrima.</p> + +<p>« Basta, » diss'egli con voce quasi soffocata, +« basta, amico mio. »</p> + +<p>Emilia, sebbene sorpresissima, non si permise di +manifestare i suoi sentimenti con veruna dimanda. +Voisin volle scusarsi, ma Sant'Aubert l'interruppe. +« L'apologia è inutile, » gli disse; « cambiamo +piuttosto tema di conversazione. Voi parlavate della +musica che abbiamo sentita.</p> + +<p> — Sì, signore, ma zitto, essa ricomincia; ascoltate +questa voce. »</p> + +<p>Udirono infatti una voce dolce, tenera ed armoniosa, +ma i cui suoni, debolmente articolati, non +permettevano di distinguer nulla che somigliasse a +parole. Ben presto essa cessò, e lo strumento che +l'accompagnava intuonò teneri concenti. Sant'Aubert +osservò che i tuoni n'erano più pieni e melodiosi +di quelli d'una chitarra, ed anche più malinconici +di quelli d'un liuto. Continuarono ad ascoltare, e +non sentirono più nulla.</p> + +<p>« Questo è strano, » disse Sant'Aubert, rompendo +alfine il silenzio.</p> + +<p> — Stranissimo, » disse Emilia.</p> + +<p> — È vero, » soggiunse Voisin; e tacquero tutti.</p> + +<p>Dopo una lunga pausa, Voisin ripigliò:</p> + +<p>« Sono circa diciotto anni che intesi questa musica +per la prima volta in una bellissima notte estiva, +men ricordo; ma era più tardi. Io passeggiava solo +nel bosco; mi ricordo ancora ch'era molto afflitto; +aveva un figliuolo malato, e temeva di perderlo; +aveva vegliato tutta sera al suo letto, mentre sua +madre dormiva, avendolo essa assistito tutta la notte +precedente. Uscii per prendere un po' d'aria; la +giornata era stata caldissima, ed io passeggiava<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +pensieroso sotto gli alberi; udii una musica in lontananza, +e pensai fosse Claudio che suonasse la sua +zampogna; egli era amantissimo di questo strumento. +Quando la sera era bella, stavasi un pezzo sulla +sua porta a suonare; ma quando arrivai in un luogo +ove gli alberi erano meno folti (non me ne scorderò +per tutta la vita), mentr'io guardava le stelle +di settentrione, che in quel momento erano molto +alte, tutto a un tratto udii suoni, ma suoni ch'io +non posso descrivere: sembrava un concerto di angeli; +guardai attentamente, e mi pareva sempre di +vederli salire al cielo. Quando tornai a casa, raccontai +ciò che aveva ascoltato; si burlarono tutti di +me, e mi dissero ch'erano pastori, i quali avean +suonato il loro flauto; non potei mai persuaderli +del contrario. Poche sere dopo, mia moglie udì l'istessa +armonia, e fu sorpresa quanto me. Il padre +Dionigi la spaventò moltissimo, dicendole che il +cielo mandava questo avvertimento per annunziare +la morte di suo figlio, e che questa musica aggiravasi +intorno alle case, contenenti qualche moribondo. »</p> + +<p>Emilia, nell'ascoltare quelle parole, si sentì colpita +da un timore superstizioso affatto nuovo per +lei, ed ebbe molta difficoltà a nascondere il suo turbamento +al padre.</p> + +<p>« Ma nostro figlio visse, o signore, a dispetto del +padre Dionigi.</p> + +<p> — Il padre Dionigi? » disse Sant'Aubert, il quale +ascoltava con attenzione tutti i racconti del buon +vecchio; « noi siam dunque vicini ad un convento?</p> + +<p> — Sì, signore, il convento di Santa Chiara è poco +distante da noi; esso è sulla riva del mare.</p> + +<p> — O cielo! » sclamò Sant'Aubert, come colpito +da un'improvvisa rimembranza; « il convento di +Santa Chiara! »</p> + +<p>Emilia osservò che ai segni del dolore sparsi +sulla di lui fronte, mescolavasi un sentimento di<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span> +orrore. Esso restò immobile; l'argenteo chiaror della +luna colpivagli allora il volto; somigliava ad una di +quelle marmoree statue che, poste su di un mausoleo, +sembran vegliare sulle fredde ceneri, ed affliggersi +senza speranza.</p> + +<p>« Ma, caro papà, » disse Emilia, volendo distrarlo +dai tristi pensieri, « voi vi scordate quanto avete +bisogno di riposo; se il nostro buon ospite me lo +permette, io andrò a prepararvi il letto, giacchè so +come desiderate che sia fatto. »</p> + +<p>Sant'Aubert si raccolse alquanto, e sorridendole +con dolcezza, la pregò di non aumentare la sua fatica +con questa nuova premura. Voisin, la cui cortesia +era stata sospesa dall'interesse che avevano +eccitato i suoi racconti, si scusò di non aver fatto +venire ancora Agnese, ed uscì per andare a prenderla.</p> + +<p>Poco dopo tornò, conducendo sua figlia, giovine +di amabilissima presenza. Emilia intese da lei ciò +che non aveva ancora sospettato, cioè che, per dar +ricovero a loro, bisognava che parte della famiglia +cedesse i suoi letti. Si afflisse di questa circostanza; +ma Agnese, nella sua risposta, mostrò la medesima +buona grazia e l'istessa ospitalità del padre. Fu +dunque deciso che parte dei figli e Michele andassero +a dormire in una casa poco distante.</p> + +<p>« Se domani io starò meglio, mia cara Emilia, » +disse Sant'Aubert, « noi partiremo di buon'ora per +poterci riposare durante il caldo del giorno, e torneremo +a casa. Nello stato della mia salute e delle +mie idee, non posso pensare se non con pena ad +un viaggio più lungo, e sento il bisogno di tornare +alla valle. »</p> + +<p>Anche Emilia desiderava questo ritorno, ma si +turbò sentendo una risoluzione così subitanea. Suo +padre, senza dubbio, stava molto peggio di quello +che voleva far credere. Sant'Aubert si ritirò per +prendere un po' di riposo. Emilia chiuse la sua cameretta,<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +e non potendo dormire, i di lei pensieri la +ricondussero all'ultima conversazione relativa allo +stato delle anime dopo morte. Questo soggetto l'alterava +sensibilmente, dacchè non poteva più lusingarsi +di conservare lungamente il padre. Ella si appoggiava +pensierosa ad una finestrella aperta. Assorta +nelle sue riflessioni, alzava gli occhi al cielo; +vedeva il firmamento sparso d'innumerevoli stelle, +abitate forse dagli spiriti incorporei; i suoi occhi +erravano negli immensi spazi eterei: i di lei pensieri +s'innalzavano, come prima, verso la sublimità +di un Dio, e la contemplazione dell'avvenire. Il ballo +era cessato, le capanne erano silenziose, l'aria sembrava +appena sommuovere leggermente la sommità +degli alberi; il belato di qualche pecorella smarrita, +tratto tratto il suono lontano di un campanello, il +romore di una porta che si chiudeva, interrompevano +soli il silenzio della notte. Anzi da ultimo questi +diversi suoni, che le rammentavano la terra e le +sue occupazioni, cessarono del tutto: cogli occhi lagrimosi, +penetrata da una rispettosa devozione, restò +alla finestra fintanto che, verso mezzanotte, +l'oscurità si fu estesa sulla terra, e che la stella +indicata da Voisin disparve dietro il bosco. Si ricordò +allora di ciò ch'egli aveva detto su tal proposito, +e rammentossi la musica misteriosa; stava +alla finestra, sperando e <a name="tn84" id="tn84"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'tememdo'">temendo</ins> nel tempo istesso +di sentirla tornare; era occupata della forte commozione +del padre, quando Voisin aveva annunziata +la morte del marchese di Villeroy e rammentata la +sorte della marchesa, e si sentiva vivamente interessata +di conoscerne la causa. La di lei curiosità +su questo oggetto era tanto più viva, in quanto che +suo padre non aveva mai pronunziato alla di lei presenza +il nome di Villeroy. La musica non si sentì: +Emilia si accorse che le ore riconducevanla a nuove +fatiche; pensò che bisognava alzarsi di buon mattino, +e si decise di porsi a letto.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_VII" id="CAPITOLO_VII"></a>CAPITOLO VII</h2> + +<p>Emilia fu svegliata di buon'ora, come l'aveva +preveduto. Il sonno l'aveva ristorata un poco; era +stata invasa da sogni penosi, e la più dolce consolazione +degl'infelici non aveale menomamente giovato. +Aprì la finestra, guardò il bosco, respirò l'aria +pura dell'aurora, e si sentì più tranquilla. Tutto il +paese spirava quella frescura che sembra apportar +la salute. Non si sentivano che suoni dolci e simpatici, +come la campana d'un convento lontano, il +mormorio delle onde, il canto degli uccelli e il muggito +del bestiame, ch'essa vedeva camminare lentamente +fra gli sterpi e gli alberi.</p> + +<p>Emilia udì un movimento nella sala, e riconobbe +la voce di Michele, che parlava alle sue mule ed +usciva con loro da una capanna vicina: uscì essa +pure, e trovò il padre, il quale erasi alzato in quel +momento, e non istava meglio di prima. Lo condusse +nella stanzetta dove avevano cenato la sera +avanti: vi trovarono una buonissima colazione, e +l'ospite e sua figlia, che li aspettavano per augurar +loro il buon giorno.</p> + +<p>« Io v' invidio questa bella dimora, amici miei, » +disse Sant'Aubert nel vederli; « essa è così piacevole, +così placida, così decente! E l'aria che vi si +respira! Son certo che questa potrebbe forse restituirmi +la salute. »</p> + +<p>Voisin lo salutò garbatamente, e gli rispose con +civiltà squisita: « La mia dimora è divenuta invidiabile, +dacchè voi e questa signorina l'avete onorata +della vostra presenza. »</p> + +<p><a name="tn85" id="tn85"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Sant'Auber'">Sant'Aubert</ins> sorrise amichevolmente a questo complimento, +e si mise a tavola, la quale era coperta +di frutta, burro e cacio fresco. Emilia, che aveva +esaminato attentamente il padre, e lo trovava in uno +stato deplorabile, l'impegnava premurosamente a<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +protrarre la sua partenza fino a sera; ma egli sembrava +impaziente di tornare a casa, ed esprimeva +questa impazienza con un calore veramente straordinario. +Assicurava che da lunga pezza non s'era +sentito tanto bene, e che viaggerebbe con minor pena +al fresco del mattino che ad ogni altra ora del dì. +Ma mentre esso parlava col suo ospite rispettabile, +e lo ringraziava della cortese accoglienza fattagli, +Emilia lo vide cambiar di colore e cadere sulla +sedia prima ch'essa potesse sostenerlo. In pochi momenti +si rimise dall'improvviso deliquio, ma stava +così male, che si riconobbe incapace di viaggiare; +e dopo aver lottato un poco contro la violenza dei +suoi mali, domandò di essere aiutato a risalire la +scala, e rimettersi in letto. Questa preghiera rinnovò +tutti i terrori di Emilia provati il giorno antecedente, +ma sebbene potesse appena sostenersi, e +resistere al colpo fatale che la colpiva, procurò di +reprimere il proprio dolore, e dandogli il braccio +tremante, aiutò il padre a tornare nella sua camera.</p> + +<p>Appena fu in letto, egli fece chiamare Emilia, la +quale piangeva fuori della stanza, e chiese di esser +lasciato solo con lei. Allora le prese la mano, e +fissò gli occhi nella figlia con tanta tenerezza e dolore, +che il suo coraggio l'abbandonò, ed essa proruppe +in un pianto dirotto. Sant'Aubert cercava di +conservare la sua fermezza, e non poteva parlare; +non poteva che stringerle la mano, e trattenere a +stento le proprie lacrime; alfine prese la parola.</p> + +<p>« Mia cara figlia, » diss'egli, sforzandosi di sorridere +in mezzo all'impressione del suo dolore, « mia +cara Emilia! » Fece una pausa, alzò gli occhi al +cielo, come per implorarne l'assistenza, ed allora +con un tuono di voce più fermo, con uno sguardo +in cui la tenerezza paterna univasi con dignità alla +pia solennità d'un santo, « Figliuola, » le disse, +« io vorrei addolcire le tristi verità che sono costretto +a svelarti, ma non so nasconderti nulla. Oimè!<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +vorrei poterlo fare, ma sarebbe troppo crudele +di prolungare il tuo errore: la nostra separazione +è imminente; convien dunque parlarne, e prepararci +a sopportarla con le nostre riflessioni e le +preghiere. » Gli mancò la voce; Emilia, sempre +piangendo, si strinse la di lui mano al seno, ed +oppressa da convulsi sospiri, non aveva nemmen +forza d'alzare gli occhi.</p> + +<p>« Non perdiamo un solo momento, » disse Sant'Aubert, +rientrando in sè stesso; « ho molte cose da +dirti. Debbo rivelarti un segreto della più alta importanza, +ed ottenere da te una solenne promessa; +quando ciò sarà fatto, io sarò più tranquillo. Tu +devi aver già osservato, mia cara, quanto desidero +di essere a casa mia; tu ne ignori la ragione: ascolta +ciò che sono per dirti. Ma aspetta, ho bisogno di +questa promessa, fatta a tuo padre moribondo! »</p> + +<p>Emilia colpita da queste ultime parole, come se +per la prima volta avesse conosciuto il pericolo del +padre, alzò la testa; le sue lacrime si arrestarono, +e guardandolo un momento con l'espressione di +un'insopportabile afflizione, fu assalita dalle convulsioni, +e svenne. Le grida di Sant'Aubert attirarono +Voisin ed Agnese, che le apprestarono tutti i +possibili soccorsi, ma per lunga pezza indarno. +Quando Emilia rinvenne, Sant'Aubert era così spossato +da tutta quella scena, che restò qualche minuto +senza poter parlare. Un cordiale presentatogli da +Emilia, rianimò le sue forze. Allorchè per la seconda +volta furono soli, egli sforzossi di calmarla, e le +prodigò tutte le consolazioni compatibili colla circostanza. +Ella si gettò nelle sue braccia, pianse dirottamente, +ed il dolore la rendeva talmente insensibile +a' suoi discorsi, ch'egli cessò di parlare, non +potendo che intenerirsi e mescolare le proprie lacrime +a quelle della fanciulla. Richiamata alfine ad +un sentimento di dovere, volle risparmiare al padre +un più lungo spettacolo del suo dolore; si<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span> +sciolse dalle di lui braccia, asciugò le lacrime, ed +articolò qualche parola di consolazione.</p> + +<p>« Cara Emilia, » riprese Sant'Aubert, « figliuola +mia, assoggettiamoci con umile rassegnazione all'Ente +che ci ha protetti e consolati nei pericoli e +nelle afflizioni. Ogni istante della nostra vita è da +lui conosciuto; egli non ci ha mai abbandonati, e +non ci vorrà abbandonare neppure in questo momento. +Io sento questa consolazione nel mio cuore; +ti lascerò, figlia mia, ti lascerò nelle di lui braccia, +e sebbene io abbandoni questo mondo, sarò sempre +alla tua presenza. Sì; Emilia cara, non piangere: la +morte in sè stessa non ha nulla di nuovo o di sorprendente, +giacchè sappiamo tutti di essere nati per +morire; essa non ha nulla di terribile per coloro +che confidano in un Dio onnipotente. Se la vita mi +fosse stata prolungata, il corso della natura me la +avrebbe tolta fra pochi anni. La vecchiaia, e tuttociò +ch'ella porta seco d'infermità, di privazioni e +d'affanni, sarebbero state quanto prima il mio retaggio; +la morte finalmente sarebbe giunta, e ti sarebbe +costata quelle lacrime che spargi in questo +momento. Rallegrati piuttosto, cara figlia, di vedermi +liberato da tanti mali. Io muoio con uno spirito libero, +suscettibile delle consolazioni della fede, e con +perfetta rassegnazione. »</p> + +<p>Si fermò stanco di parlare. Emilia si sforzò di +ricomporsi, e rispondendo a ciò che le aveva +detto, cercò di persuaderlo che non aveva parlato +invano.</p> + +<p>Dopo un poco di riposo, egli ripigliò. « Ma torniamo +al soggetto che tanto mi preme. Ti ho detto +che aveva da chiederti una promessa solenne; bisogna +ch'io la riceva, prima di spiegarti la circostanza +principale di cui devo parlarti; sonvene altre +che, pel tuo riposo, importa che tu ignori per sempre. +Promettimi dunque che eseguirai esattamente +ciò che sono per ordinarti. »<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p> + +<p>Emilia, colpita dalla gravità di queste espressioni, +si terse le lagrime, cui non poteva impedirsi dallo +spargere; e guardando il padre eloquentemente, si +obbligò con giuramento a fare ciò che egli esigerebbe +da lei, senza sapere di che si trattasse. Allora +egli continuò: « Ti conosco troppo, Emilia cara, +per temere che tu abbia a mancar mai ai tuoi impegni, +ma sopratutto ad un impegno così rispettabile. +La tua parola mi pone in calma, e la tua lealtà +diviene di un'importanza inconcepibile per la tranquillità +dei tuoi giorni. Ascolta ora ciò che debbo +dirti. Il gabinetto contiguo alla mia camera nel nostro +castello della valle contiene una specie di botola, +che si apre sotto un'asse del pavimento; la riconoscerai +ad un nodo rimarchevole del legno; d'altronde, +è la penultima asse dalla parte della parete, +ed in faccia alla porta della camera. Circa ad un +braccio di distanza dalla finestra, scorgerai una +commessura, come se la tavola ne fosse stata cambiata; +calca il piede su quella linea, la tavola si +abbasserà, e potrai facilmente farla scorrere sotto +l'altra; di sotto troverai un vuoto. » Egli si fermò +per prender fiato, ed Emilia restò nella più profonda +attenzione. « Capisci tu queste istruzioni, mia +cara? » le disse egli. Emilia, capace appena di proferir +accento, l'assicurò che l'intendeva benissimo.</p> + +<p>« Quando tornerai a casa... » E sospirò profondamente.</p> + +<p>Appena ella lo sentì parlare di questo ritorno, +tutte le circostanze che dovevano accompagnarlo si +presentarono alla di lei immaginazione; ebbe un +nuovo accesso di dolore, e Sant'Aubert, più afflitto +ancora dallo sforzo e dal ritegno fattosi, non potè +trattenere le lacrime. Dopo alcuni momenti, si riebbe, +e continuò: « Cara figlia, consolati; quando non +esisterò più non sarai abbandonata. Ti lascio sotto +l'immediata protezione della provvidenza, che non +mi ha negato mai i suoi soccorsi. Non mi affliggere<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +coll'accesso della tua disperazione; insegnami +piuttosto, col tuo esempio, a moderare quella che +risento. »</p> + +<p>Il malato, il quale non parlava se non con difficoltà, +ripigliò il suo discorso dopo una pausa. +« Quel gabinetto, mia cara..... quando tornerai a +casa, vacci, e sotto la tavola che ho descritta, troverai +un fascio di carte; sta attenta adesso. La promessa +che ho ricevuta da te, è relativa a questo +unico oggetto; tu devi bruciare quelle carte senza +osservarle, nè leggerle; io te l'ordino assolutamente. »</p> + +<p>La sorpresa d'Emilia superando un istante il suo +dolore, chiese il motivo di quella precauzione. Il +padre rispose che se avesse potuto spiegarglielo, la +promessa da lei richiesta non sarebbe stata più +necessaria. « Ti basti, figlia mia, di penetrarti bene +di questa ragione: essa è d'un'estrema importanza. +Sotto quella medesima asse troverai circa dugento +doppie in una borsa di seta. Questo segreto fu già +immaginato per mettere in salvo il denaro che si +trovava nel castello, allorchè la provincia era inondata +da truppe, che, profittando della circostanza, +si abbandonavano ad ogni sorta di depredazioni ed +al saccheggio. Mi resta ancora da ricevere un'altra +promessa da te, ed è, che in qualunque critica posizione +possa trovarti, non venderai mai la nostra +possessione della valle. »</p> + +<p>Sant'Aubert aggiunse, che s' ella si fosse maritata, +avrebbe dovuto specificare nel contratto nuziale, +che il castello le sarebbe rimasto in assoluta +proprietà. Le parlò in seguito del suo patrimonio +con maggior dettaglio di quel che non avesse fatto +fin a quel punto.</p> + +<p>« Le dugento doppie, ed il poco denaro che troverai +nella mia borsa, son tutto il contante che ho +da lasciarti. Ti ho già detto in quale stato sono i +nostri affari col signor Motteville di Parigi. Ah +figlia mia, ti lascio povera, ma non nella miseria. »<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p> + +<p>Emilia non poteva rispondere a nulla; inginocchiata +accanto al letto, bagnava di lacrime la mano +diletta che teneva ancor nelle proprie.</p> + +<p>Dopo questo discorso, lo spirito di Sant'Aubert +parve molto più tranquillo; ma, spossato dallo sforzo +fatto, cadde nel sopore. Emilia continuò ad assisterlo +ed a piangere vicino a lui, fino a che un +lieve colpo battuto alla porta della camera la costrinse +a rialzarsi. Voisin venivale a dire che dabbasso +eravi un confessore del convento vicino, +pronto ad assistere suo padre; ma essa non volle +che lo si svegliasse, e fece pregare il sacerdote a +non andarsene. Quando Sant'Aubert uscì dal suo +sopore, tutti i suoi sensi erano confusi; e ci volle +qualche tempo prima ch'ei riconoscesse Emilia. Allora +mosse le labbra, le stese la mano, ed essa fu +dolorosamente colpita dall'impressione di morte +che osservava in tutti i suoi lineamenti. Dopo pochi +minuti ricuperò la voce, ed Emilia gli domandò +se desiderava vedere un confessore. Le rispose di +sì, ed appena fu introdotto il reverendo padre, ella +si ritirò. Restarono insieme circa mezz'ora: quindi +fu richiamata Emilia, che trovò il padre più agitato, +ed essa allora guardò il confessore con alquanto +risentimento, come s'egli ne fosse stato la cagione. +Il buon religioso la rimirò con dolcezza, e Sant'Aubert, +con voce tremebonda, la pregò di unire le +sue preghiere a quelle degli altri, e dimandò se il +suo ospite non volesse associarvisi. Il buon vecchio +ed Agnese arrivarono amendue piangendo, e s'inginocchiarono +vicino al letto. Il reverendo padre, +con voce maestosa, recitò lentamente le preci degli +agonizzanti. Sant'Aubert, con volto sereno, si univa +con fervore alla loro devozione; qualche lacrima +sfuggivagli talvolta dalle socchiuse pupille, ed i +singulti di Emilia interruppero spesso l'uffizio. +Quando fu finito, e che venne amministrata l'estrema +unzione, il religioso se n'andò. Sant'Aubert<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span> +fe' segno a Voisin d'avvicinarsegli, gli porse la mano, +e stette alcun tempo in silenzio. Alfine gli disse +con voce fioca:</p> + +<p>« Mio buon amico, la nostra conoscenza fu breve, +ma essa bastò per dimostrarmi il vostro buon cuore; +io non dubito che voi non trasportiate tutta questa +benevolenza su mia figlia: quando non sarò più, +essa ne avrà bisogno. L'affido alle cure vostre, pei +pochi giorni cui dee passar qui: non vi dico di più. +Voi avete figli, conoscete i sentimenti d'un padre: +i miei diventerebbero penosi assai se avessi meno +fiducia in voi. »</p> + +<p>Voisin lo rassicurò, e le lagrime attestavano la +sua sincerità, che nulla trascurerebbe per addolcire +l'affanno d'Emilia, e che, s'ei lo bramasse, l'avrebbe +ricondotta in Guascogna. L'offerta gradì tanto al +moribondo, che non trovò parole ond'esprimere la +propria gratitudine, o a meglio dire che l'accettava.</p> + +<p>« Soprattutto, Emilia cara, » ripigliò il morente, +« non cedere alla magia de' bei sentimenti: gli è +l'errore d'uno spirito amabile; ma quelli che posseggono +una vera sensibilità, debbon sapere di buon'ora +quant'ella sia cosa pericolosa; è dessa che tragge +dalla menoma circostanza un eccesso di guai o di +piacere. Nel nostro passaggio traverso questo mondo +noi incontriamo più mali assai che godimenti; e +siccome il sentimento della pena è sempre più vivo +che quello del benessere, la nostra sensibilità ci +rende vittima quando non sappiamo moderar e contenerla. »</p> + +<p>Emilia gli ripetè quanto i suoi consigli le fossero +preziosi, e gli promise di non dimenticarli mai e +cercare di approfittarne. Sant'Aubert le sorrise con +affetto e tristezza insieme. « Lo ripeto, » le disse, +« io non vorrei renderti insensibile, quand'anche ne +avessi il potere; vorrei solo guarentirti dagli eccessi +della sensibilità ed insegnarti ad evitarli. È spregevolissima +quella pretesa umanità che si contenta +di compiangere, nè pensa a confortare!... »<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p> + +<p>Sant'Aubert, qualche tempo dopo, parlò della signora +Cheron sua sorella.</p> + +<p>« Bisogna ch'io t'informi, » aggiunse, « d'una +circostanza interessante per te. Noi abbiamo avuto, +lo sai, pochissimi rapporti con lei, ma è la sola +parente che hai: ho creduto conveniente, come vedrai +nel mio testamento, di affidarti alle sue cure +sino all'età maggiorenne: essa non è veramente la +persona alla quale avrei voluto rimettere la mia +cara Emilia, ma non aveva altra alternativa, e la +credo in fondo poi una buona donna; non ho d'uopo, +figliuola, di raccomandarti d'usar la prudenza per +conciliarti le sue buone grazie: lo farai del certo +in memoria di chi l'ha tentato tante volte per te. »</p> + +<p>Emilia protestò che quant'egli le raccomandava +sarebbe religiosamente eseguito. « Aimè! » soggiunse +affogata dai singhiozzi; « ecco in breve quanto mi +rimarrà; sarà la mia unica consolazione il compiere +esattamente tutti i vostri desiderii. »</p> + +<p>La fanciulla non potea che ascoltare e piangere, +ma la calma estrema del padre, la fede, la speranza +cui dimostrava, lenivano alquanto la di lei <a name="tn93" id="tn93"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'dispezione'">disperazione</ins>. +Nondimeno, essa vedeva quella figura scomposta, +que' segni precursori di morte, quegli occhi +infossati, e sempre fissi in lei, quelle pupille pesanti +e preste a chiudersi: avea il cuore lacerato, e non +poteva esprimersi. Ei volle darle ancora una volta +la benedizione. « Dove sei, cara mia? » disse egli +allungando debolmente le mani verso di lei.</p> + +<p>Emilia era rivolta dalla parte della finestra per +nascondere la sua inesprimibile afflizione; ma comprese +allora ch'egli non ci vedeva più: le impartì +la sua benedizione, che parve l'ultimo sforzo della +sua vita spirante, e ricadde sul guanciale; essa lo +baciò in fronte; il freddo sudore della morte gl'innondava +le tempie; e dimenticando tutto il suo coraggio, +gliele irrigò di lagrime. Il morente aprì gli +occhi; egli esisteva ancora, ma erano gli ultimi<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span> +sforzi della natura affralita, ed in breve la sua anima +volò innanzi al Supremo Motore.</p> + +<p>Emilia fu strappata a viva forza da quella camera +da Voisin e da sua figlia, che procurarono di calmare +il suo dolore; il vecchio piangeva con lei, ma +i soccorsi di Agnese erano più opportuni.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_VIII" id="CAPITOLO_VIII"></a>CAPITOLO VIII</h2> + +<p>Il buon religioso della mattina ritornò la sera per +consolare Emilia, e le portò l'invito dell'abbadessa +di un convento vicino al suo di recarsi da lei. La +fanciulla non accettò l'offerta, ma rispose con molta +riconoscenza. La pia conversazione del confessore, +la dolcezza delle sue maniere, che somigliavano a +quelle del defunto padre, calmarono un poco la violenza +dei suoi trasporti: innalzò il cuore all'Ente +Supremo, presente da per tutto. — Relativamente a +Dio, — pensava Emilia, — il mio dilettissimo padre +esiste come ieri esisteva per me: egli non è +morto che per me; per Dio, per lui, veramente +esiste. —</p> + +<p>Ritirata nella sua cameretta, i suoi pensieri malinconici +vagarono ancora intorno al padre. Immersa +in una specie di sonno, imagini lugubri offuscaronle +l'immaginazione. Sognò di vedere il genitore accostarsele +con benevolo contegno. D'improvviso, sorrise +mesto, alzò gli occhi, aprì le labbra; ma invece +delle sue parole, udì una musica soave, trasportata +sull'aere a grandissima distanza. Vide allora tutti +i suoi lineamenti animarsi nella beata estasi d'un +ente superiore: l'armonia diventava più forte; essa +si destò. Il sogno era finito, ma la musica durava +ancora, ed era una musica celeste.</p> + +<p>Tese l'orecchio, e si sentì agghiacciata da superstizioso +rispetto: le lagrime cessarono, si alzò, ed +affacciossi alla finestra. Tutto era oscuro, ma Emilia, +distogliendo gli occhi dalle tetre selve che frastagliavan<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span> +l'orizzonte, vide a manca quell'astro brillante +ond'avea favellato il vecchio, e che trovavasi +al di sopra del bosco. Ricordossi quanto avea detto, +e siccome la musica agitava l'aere ad intervalli, aprì +la finestra per ascoltar la dolce armonia, la quale +poco dopo andò affievolendosi, ed essa tentò indarno +scoprire donde partisse. La notte non le permise +di nulla distinguere sul prato sottoposto, ed +i suoni diventando successivamente più fiochi e +soavi, cessero alfine il luogo ad un assoluto silenzio...</p> + +<p>Il giorno dipoi essa ricevè un nuovo invito dalla +badessa; Emilia che non poteva risolversi ad abbandonare +la casuccia finchè vi riposava il cadavere +del padre, acconsentì con ripugnanza di andare +quella medesima sera a rassegnarle il suo rispetto. +Un'ora circa avanti il tramonto del sole, +Voisin le servì di guida, e la condusse al convento +traversando il bosco. Questo convento era situato, +al par di quello dei frati di cui abbiam parlato, all'estremità +di un piccolo golfo del Mediterraneo. Se +Emilia fosse stata meno infelice, avrebbe ammirato +la bella vista di un immenso mare, che si scopriva +da un colle, sul quale sorgeva l'edificio; essa avrebbe +contemplato quelle ricche spiaggie coperte d'alberi +e di pasture, ma le sue idee erano fisse in un solo +pensiero, e la natura non aveva ai suoi occhi nè +forma, nè colore. Mentre passava per l'antica porta +del convento la campana suonò a vespro, e le parve +il primo tocco del funerale del padre. I più leggeri +incidenti bastano per alterare uno spirito infiacchito +dal dolore. Emilia superò la crisi penosa, da cui +era agitata, e si lasciò condurre dalla badessa, la +quale la ricevè con materna bontà. La di lei fisonomia +interessante, i suoi sguardi benigni, penetrarono +Emilia di riconoscenza; avea gli occhi pieni +di lacrime, e non poteva parlare. La badessa la fece +sedere vicino a lei e l'osservò in silenzio, mentre +essa cercava di asciugare le lacrime. « Calmatevi,<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +figliola, » le disse ella con voce affettuosa; « non parlate, +io v'intendo, voi avete bisogno di riposo. Noi +andiamo alla preghiera; volete accompagnarci? è +una consolazione, fanciulla cara, il poter deporre i +propri affanni in seno del nostro Padre celeste: egli +ci vede, ci compiange, e ci castiga nella sua misericordia. »</p> + +<p>Emilia versò nuove lacrime, ma le più dolci emozioni +ne mitigarono l'amarezza. La badessa la lasciò +piangere senza interromperla, guardandola con quell'aria +di bontà che pareva indicare l'attitudine di +un angelo custode; Emilia divenne più tranquilla, +parlando francamente, spiegò i suoi motivi di non +lasciare l'abitazione di Voisin.</p> + +<p>La badessa approvò i di lei sentimenti ed il suo +rispetto figliale, ma l'invitò a passare qualche giorno +al convento, prima di ritornare al suo castello. +« Procurate di distrarvi, figlia mia, » le disse ella, +« per rimettervi un poco da questa scossa, prima +di arrischiarne una seconda; non vi dissimulerò +quanto il vostro cuore si sentirà lacerare alla vista +del teatro della vostra passata felicità; qui voi troverete +tutte le consolazioni che possono offrire la +pace, l'amicizia e la religione; ma venite, » soggiunse +vedendo che gli occhi le si riempivano di +lacrime, « venite, scendiamo in cappella. »</p> + +<p>Emilia la seguì in una sala, ov'erano già riunite +tutte le monache; la badessa la presentò dicendo: +« È una giovane per la quale ho molta considerazione; +trattatela come vostra sorella. » Andarono +tutte insieme alla cappella, e l'edificante devozione +colla quale fu recitato l'uffizio divino, elevò lo spirito +di Emilia alle consolazioni della fede e d'una +perfetta rassegnazione.</p> + +<p>L'ora era già avanzata, quando la badessa acconsentì +a <a name="tn96" id="tn96"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'lascirla'">lasciarla</ins> partire. Ella uscì dal convento meno +oppressa di quando v'era entrata, e fu ricondotta a +casa da Voisin. Essa lo seguiva pensierosa in un<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +sentieruzzo poco battuto, quando d'improvviso la +sua guida si fermò, guardossi intorno, gettossi fuor +del sentiero nello scopeto, dicendo d'avere smarrita +la strada; camminava con molta velocità. Emilia, +che non poteva seguirlo in un terreno lubrico e +nella oscurità, restava a gran distanza, e fu costretta +di chiamarlo: egli non voleva fermarsi, e +l'invitava ad accelerare il passo con ruvidezza.</p> + +<p>« Se voi non siete certo della vostra strada, » +disse Emilia, « non sarebbe meglio indirizzarvi a +quel gran castello che scorgo là fra gli alberi?</p> + +<p> — No, » disse Voisin, « non ne vale la pena: +quando saremo a quel ruscello dove voi vedete +splendere un lume al di là del bosco, noi saremo +a casa. Non capisco come ho potuto fare a smarrirmi: +sarà forse perchè vengo rare volte da queste +parti dopo il tramonto del sole.</p> + +<p> — È un luogo molto solitario, » disse Emilia. +« Ma però non ci sono assassini?</p> + +<p> — No, signorina, non ve ne sono.</p> + +<p> — Cosa è dunque che vi spaventa tanto, amico +mio? Sareste mai superstizioso?</p> + +<p> — No, non lo sono; ma, per dirvi la verità, signorina, +nessuno ama trovarsi la notte nelle vicinanze +di quel castello.</p> + +<p> — Da chi è dunque abitato per crederlo così formidabile?</p> + +<p> — Oh! signorina, se almeno fosse abitato! Il +signor marchese è morto, come vi dissi; non ci era +venuto da molti anni, ed i suoi servitori si sono +ritirati in una casuccia poco lontana. »</p> + +<p>Emilia comprese allora che il castello era quello +di cui aveva già parlato Voisin, e che aveva appartenuto +al marchese di Villeroy, la cui morte +aveva tanto sorpreso il di lei padre.</p> + +<p>« Ah, » disse Voisin; « com'esso è desolato! Era +pure una bella casa; che bella situazione! quando +me ne ricordo... »<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p> + +<p>Emilia gli domandò il motivo di quel terribile +cambiamento. Il vecchio taceva, ed essa, colpita +dallo spavento ch'egli manifestava, occupata soprattutto +dall'interesse manifestato da suo padre, ripetè +la domanda, ed aggiunse: Se non sono gli abitanti +che vi spaventano, e se non siete superstizioso, per +qual ragione dunque, amico mio, non avete il coraggio +di avvicinarvi la sera a quel castello?</p> + +<p> — Ebbene dunque, signorina, sarò forse un poco +superstizioso, ma se ne sapeste la vera cagione, potreste +divenirlo anche voi. Sono accadute colà cose +stranissime; il vostro buon padre pareva aver conosciuto +la marchesa.</p> + +<p> — Ditemi, vi prego, cos'è accaduto? » gli disse +Emilia molto commossa.</p> + +<p> — Oimè! » rispose Voisin; « non mi domandate di +più; i segreti domestici del mio padrone devono +essere sempre sacri per me. »</p> + +<p>Emilia, sorpresa da quest'ultima espressione, e +sopratutto dal tuono di voce con cui avevala pronunziata, +non volle fare ulteriori domande. Un interesse +più vivo, l'imagine di Sant'Aubert, occupava +allora tutti i suoi pensieri, ella si rammentò +la musica della notte precedente, e ne parlò a Voisin. +« Voi non siete stata la sola, » le diss'egli; « l'ho +udita anch'io; ma ciò m'accade così spesso a quell'ora, +che non ci bado più.</p> + +<p> — Voi credete al certo, » disse Emilia, « che +questa musica abbia rapporti col castello, ed ecco +perchè siete <a name="tn98" id="tn98"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'saperstizioso'">superstizioso</ins>, n'è vero?</p> + +<p> — Può essere signorina; ma vi sono altre circostanze +relative a quel castello, e delle quali io +conservo tristamente la memoria. »</p> + +<p>Queste parole furono accompagnate da un profondo +sospiro, e la delicatezza di Emilia trattenne +la curiosità, che le avevano destato quei detti misteriosi.</p> + +<p>Tornata a casa, la sua disperazione ricominciò:<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +pareva che non ne avesse sospeso il corso se non +perdendo momentaneamente di vista colui che ne +formava il soggetto; andò tosto a contemplare la +salma del padre, e cedè a tutti i trasporti di un +dolore senza speranza. Voisin avendola finalmente +decisa di allontanarsene, se ne tornò nella sua camera. +Oppressa dalle fatiche del giorno, si addormentò +immediatamente, e quando si svegliò trovossi +molto più sollevata.</p> + +<p>Sant'Aubert aveva domandato di essere sepolto +nella chiesa delle monache di Santa Chiara; aveva +scelta la cappella settentrionale, prossima alla sepoltura +dei marchesi di Villeroy, e ne aveva indicato +il posto. Il superiore vi acconsentì, e la processione +funebre s'incamminò a quella volta. Il venerando +padre, seguito da molti preti, venne a +riceverla alla porta. Il canto del <i>Miserere</i>, il suono +dell'organo, che rimbombò in chiesa quando vi +entrò la bara, i passi vacillanti, e l'aria abbattuta +di Emilia, avrebbero strappato le lacrime ai cuori +più duri; ma essa non ne versò neppur una. Colla +faccia semicoperta da un velo nero, camminava in +mezzo a due persone che la sorreggevano; la badessa +la precedeva, le monache la seguivano, ed il +lamentoso loro canto faceva eco a quello lugubre +del coro. Quando la processione fu giunta al sepolcro, +Emilia abbassò il velo, e nell'intervallo dei +canti si distinsero facilmente i di lei singulti. Il reverendo +sacerdote cominciò la messa, ed Emilia +riescì a frenarsi alquanto, ma quando il cadavere +fu <a name="tn100a" id="tn100a"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'doposto'">deposto</ins> nella tomba, quando udì gettar la terra +che dovea ricoprirlo, le sfuggì un fioco gemito, e +cadde in braccio alla persona che la sosteneva; ma +si rimise prontamente, e potè intendere quelle parole +sublimi: — <i>Il suo corpo riposa in pace, e l'anima +è tornata a Chi glie l'ha data.</i> — La sua disperazione +allora fu sollevata da un diluvio di lacrime.<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p> + +<p>La badessa la fece uscire di chiesa, la condusse +nel suo appartamento, e le offrì tutti i soccorsi +della santa religione e di una tenera pietà. La fanciulla +facea sforzi per vincere la sua debolezza; ma +la superiora, la quale l'osservava attenta, le fece +preparare un letto e la indusse al riposo. Reclamò +con bontà la promessa fatta da lei di passar qualche +giorno al convento. Emilia, cui nulla più richiamava +alla capanna, teatro del suo infortunio, +ebbe agio allora di considerar la sua posizione, e +si sentì incapace di ripartire immediatamente.</p> + +<p>Intanto la bontà materna della badessa e le dolci +attenzioni delle monache nulla risparmiavan per +calmare il di lei spirito e restituirla in salute; ma +essa avea provato scosse troppo <a name="tn100b" id="tn100b"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'violenti'">violente</ins> per ristabilirsi +presto: fu adunque per parecchie settimane +colta da lenta febbre, e cadde in uno stato di languore. +S'affligea di lasciar la tomba dove riposavano +le ceneri del padre; si lusingava che, se moriva +colà, sarebbe a lui riunita. Intanto, Emilia +scrisse alla signora Cheron sua zia ed alla sua +vecchia governante per partecipar loro l'accaduto, +ed informarle della sua situazione. Mentre l'orfanella +stava in convento, la pace interna di quell'asilo, +la bellezza de' dintorni, le attenzioni della superiora +e delle monache fecero su lei un effetto sì attraente, +che fu quasi tentata di separarsi dal mondo; essa +avea perduto i suoi più cari amici, voleva chiudersi +in quel chiostro, in un soggiorno che il sepolcro +del padre rendeale sacro in sempiterno. L'entusiasmo +del suo pensiero, ch'erale quasi naturale, avea +sparso una vernice sì patetica sul santo ritiro d'una +monaca, ch'ell'avea quasi smarrito di vista il vero +egoismo che lo produce. Ma i colori che un'imaginazione +malinconica, lievemente imbevuta di superstizione, +prestava alla vita monastica, svanirono a poco +a poco, quando le tornarono le forze, e ricondussero +un'imagine ch'erane stata bandita soltanto passaggiermente.<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +Tale memoria richiamolla tacitamente alla +speranza, alla consolazione, ai più dolci sentimenti; +bagliori di felicità mostraronsi da lunge, e benchè +non ignorasse a qual punto potevano esser fallaci, +non volle privarsene. Dopo parecchi giorni, ricevè +una risposta dalla sua zia, gonfia di espressioni comuni +di condoglianza, ma non d'un vero dolore; +le annunziava che una persona da lei incaricata sarebbe +andata a prenderla per ricondurla al castello +della valle, giacchè le di lei occupazioni non le +permettevano d'intraprendere un sì lungo viaggio. +Sebbene Emilia preferisse la sua valle a Tolosa, fu +nonostante colpita da una condotta così poco delicata +e sconveniente. La zia permetteva ch'ella ritornasse +al suo castello senza parenti e senza amici +per consolarla e per difenderla; e questa condotta +diveniva tanto più colpevole, in quanto che suo padre +moribondo aveva affidata la derelitta figliuola +alle cure della sorella, com'essa l'aveva avvisata +nella lettera scrittale.</p> + +<p>Passarono alcuni giorni dall'arrivo dell'inviato +della signora Cheron all'epoca in cui Emilia fu in +grado di partire. La sera precedente alla sua partenza, +andò a casa di Voisin per congedarsi da quella +buona famiglia, ed attestarle la sua riconoscenza: +trovò il buon vecchio assiso sulla porta, fra la figlia +ed il genero, che, riposando in quel momento dai +lavori della giornata, suonava una specie di flauto +somigliante ad una zampogna. Essi avevano innanzi +a sè imbandita una piccola mensa ben provvista di +pane, frutti e vino; i ragazzi, tutti belli e pieni di +salute, godevano intorno alla tavola della refezione +che lor veniva distribuita con indicibile affetto dai +genitori. Emilia si fermò un momento prima di +avvicinarsi, contemplando il quadro interessante di +quella buona gente; essa guardava attentamente +quel vecchio rispettabile, e girando gli occhi sulla +casa, l'immagine del padre le rammentò tutto l'orrore<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +della sua situazione. Disse addio a tutta la famiglia +con un'espressione la più tenera e sensibile; +Voisin l'amava come sua figlia e versava lacrime. +Emilia piangeva; evitò di entrare nella casetta, che +le avrebbe rinnovato impressioni troppo dolorose, +e partì.</p> + +<p>Tornata al convento, ella si decise di visitare ancora +una volta la tomba del padre. Avendo inteso +che un andito sotterraneo conduceva a quei sepolcri, +aspettò che tutti fossero in letto, eccettuato una +monaca che le aveva promessa la chiave della +chiesa. Emilia restò in camera finchè l'orologio +suonò mezzanotte, ed allora giunse la monaca +colla chiave promessa. Scesero insieme una +scaletta a chiocciola; la monaca si offrì di accompagnarla +fino al sepolcro, aggiungendo spiacerle il +lasciarla andar sola a quell'ora; ma Emilia la ringraziò, +e non potè acconsentire di avere un testimonio +del suo dolore. La buona religiosa aprì una +porticina e le porse il lume. Emilia la ringraziò, si +avanzò nella chiesa, e suora Maria si ritirò. Assalita +da improvviso terrore, la fanciulla si riavvicinò alla +porta, ed era tentata di richiamarla, ma al momento +stesso, vergognandosi del suo timore, si avanzò nuovamente. +L'aria fredda e umida di quel luogo, il +cupo silenzio che vi regnava, e un fioco raggio di +luna che traversava una finestra gotica, avrebbero +senza dubbio risvegliata in chiunque la superstizione; +ma essa in quel punto non aveva altro pensiero +che il suo dolore. Tutto ad un tratto le parve vedere +un'ombra fra le colonne; si fermò, ma non +avendo udito i passi di alcuno, conobbe esser l'effetto +della sua imaginazione alterata. Sant'Aubert +era sepolto in un'urna semplicissima, la quale non +portava altra iscrizione fuor del suo nome e cognome, +la data della nascita e quella della morte, +ed era situata al piè del pomposo mausoleo de' Villeroy. +Emilia vi si trattenne in orazione finchè la<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +campana del mattutino l'avvertì esser tempo di ritirarsi. +Versò ancora qualche lacrima, baciò il prezioso +sarcofago, e se ne tornò in camera abbandonando +un luogo così tristo. Dopo quel momento di +effusione gustò di un sonno tranquillo; svegliandosi, +si sentì lo spirito più calmo, e parve più rassegnata +di quello fosse stata dopo la morte del padre.</p> + +<p>Giunto il momento della partenza, tutto il suo +dolore si rinnovò; la memoria di suo padre nella +tomba, e la bontà di tante persone viventi, l'affezionavano +a quella dimora; ella sembrava provare, +per il luogo ove riposava Sant'Aubert, quella tenera +affezione che si risente per la patria. La badessa, +nel separarsi da lei, le diede tutte le più sensibili +testimonianze di attaccamento, e l'impegnò a tornare, +se altrove non avesse incontrata quella considerazione, +che dovea aspettarsi. Le altre monache +le esternarono i più vivi rammarici; alla <a name="tn103" id="tn103"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'perfino'">perfine</ins> +lasciò il convento colle lacrime agli occhi, portando +seco l'affetto ed i voti di tutte le persone che vi +restavano.</p> + +<p>Aveva già percorso un lungo tratto di paese prima +che il magnifico spettacolo, che si offeriva alla sua +vista, potesse distrarla. Assorta nella malinconia, non +notò tanti oggetti incantevoli se non per rammentarsi +meglio il padre perduto. Sant'Aubert trovavasi +con lei quando prima li aveva veduti, e le di lui +osservazioni su di essi le tornavano alla memoria. +Quel giorno passò nel languore e nell'abbattimento; +la notte essa dormì sulla frontiera della Linguadoca, +ed il dì successivo entrò in Guascogna.</p> + +<p>Al tramontar del sole, Emilia si trovò nelle vicinanze +della valle tutti quei luoghi che conosceva +sì bene, richiamandola a rimembranze che le straziavano +il cuore, ridestarono tutta la sua tenerezza +ed il suo dolore; guardava piangendo le vette dei +Pirenei colorite allora dalle più belle e vaghe tinte +del tramonto. « Là, » sclamava essa, « là sono<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span> +quelle medesime grotte; ecco là il medesimo bosco +di abeti ch'egli guardava con tanta compiacenza +quando passammo insieme da quei luoghi! Ecco là +quella capanna sull'ameno colle del quale mi aveva +fatto disegnare la veduta. Oh! padre mio, io non +vi vedrò mai più. »</p> + +<p>La strada ad una svolta le lasciò scorgere il castello +in mezzo a quel magnifico paesaggio; i fumaiuoli, +imporporati dall'occaso, sorgevan dietro le +piantagioni favorite di Sant'Aubert, il cui fogliame +celava le parti basse dell'edifizio. Emilia non potè +reprimere un profondo sospiro. — Quest'ora, pensava +ella, era pure la sua ora prediletta. — E vedendo +il paese sul quale allungavansi le ombre: +« Qual quiete! » sclamava; « qual deliziosa scena! +tutto è tranquillo, tutto è amabile, aimè! come già +un tempo! »</p> + +<p>Ella resisteva ancora al peso terribile del suo +dolore, quando udì la musica dei balli campestri +che bene spesso aveva osservati passeggiando col +padre sulle fiorite sponde della Garonna. Allora +pianse amaramente fino al momento in cui si fermò +la carrozza. Alzò gli occhi, e riconobbe la sua vecchia +governante che apriva la porta della casa. Il +cane di suo padre veniva festoso incontro di lei, e +quando fu discesa la colmò di carezze; lo che aumentò +il di lei vivo dolore.</p> + +<p>« Mia cara padroncina... » le disse Teresa, e poi +si fermò; le lacrime di Emilia le impedivano di replicare; +il cane saltellava intorno a lei; di repente +corse alla carrozza. « Ah! signora Emilia, povero +il mio padrone! » sclamò Teresa; « il suo cane è +andato a cercarlo. »</p> + +<p>Emilia singhiozzò vedendo quell'animale amoroso +saltare in carrozza, scendere, fiutare, e cercare con +inquietudine.</p> + +<p>« Venite mia cara signorina, » disse Teresa, « andiamo; +che cosa potrò io darvi per rinfrescarvi? »<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p> + +<p>Emilia prese la mano della governante, sforzandosi +di moderare il suo dolore, con interrogazioni +sullo stato della di lei salute. Camminava lentamente +verso la porta, si fermava, faceva un passo, +e si fermava di nuovo. Qual silenzio! Qual abbandono, +qual morte in quel castello! Temendo di rientrarvi, +e rimproverandosi le sue esitanze, traversò +rapidamente la sala, come se avesse temuto di guardarsi +intorno, ed aprì il gabinetto che altre volte +chiamava il <i>suo</i>. L'imbrunir della sera dava qualcosa +di solenne al disordine di quel luogo: le sedie, +i tavolini, e tutti gli altri mobili, che in tempi +più felici osservava appena, parlavano allora troppo +eloquentemente al suo cuore; ella sedette vicino ad +una finestra che guardava sul giardino, d'onde, in +compagnia del padre, aveva spesso contemplato +l'effetto maraviglioso del sole all'occaso. Non si contenne +più e si trovò sollevata da quello sfogo.</p> + +<p>« Vi ho preparato il letto verde, » disse Teresa +portandole il caffè; « ho creduto che ora lo preferireste +al vostro. Non avrei mai creduto che aveste +a tornar sola. Qual giorno, gran Dio! La nuova, +quando la ricevetti, mi trapassò il cuore: chi l'avrebbe +detto, quando partì il mio povero padrone, che non +doveva tornare mai più? »</p> + +<p>Emilia si coprì la faccia col fazzoletto, e le accennò +di tacere e partirsene.</p> + +<p>La fanciulla <a name="tn106" id="tn106"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'rimasa'">rimase</ins> alcun tempo immersa in alta +mestizia; non vedea un solo oggetto che non le +ravvivasse il suo dolore: le piante favorite di Sant'Aubert, +i libri scelti per lei, e cui leggevano spesso +insieme, gli strumenti musicali onde amava tanto +l'armonia e che suonava egli medesimo. Alla fine, +fattasi coraggio, volle vedere l'appartamento abbandonato; +sentì che la sua pena sarebbe aumentata se +differiva.</p> + +<p>Traversò il cortile, ma il coraggio le venne meno +nell'aprir la biblioteca; forse l'oscurità che la sera<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +ed il fogliame diffondevano intorno accresceva il religioso +effetto di quel luogo, dove tutto le parlava +del padre. Scorse la sedia nella quale si poneva: +rimase interdetta a tal vista, ed immaginossi quasi +averlo visto in persona dinanzi a lei. Cercò scacciare +le illusioni d'un'immaginazione turbata, ma +non potè astenersi da un certo rispettoso terrore +che mescolavasi alle sue emozioni. Inoltrò pian +piano verso la sedia e vi s'assise; avea presso un +leggìo, su cui stava un libro che suo padre non +avea chiuso; riconoscendo la pagina aperta, rammentossi +che la vigilia della sua partenza Sant'Aubert +aveagliene letto qualcosa: era il suo autore favorito. +Guardò il foglio, pianse, e tornò a guardarlo: quel +libro era sacro per lei; essa non avrebbe chiusa la +pagina aperta per tutti i tesori del mondo; ristette +dinanzi al leggìo, non potendo risolversi a lasciarlo.</p> + +<p>In mezzo ai suoi tristi pensieri, vide la porta +aprirsi lentamente; un suono cui udì in fondo alla +stanza, la fece trabalzare; credette scorgere qualche +movimento. Il subietto della sua meditazione, l'abbattimento +de' suoi spiriti, l'agitazione de' sensi le +cagionarono un repentino terrore; s'aspettò qualcosa +di sovrannaturale. Ma la ragione vincendo la paura: +« Di che ho io a temere? » disse; « se le anime +di coloro che amiamo compariscono, non può essere +che pel nostro meglio. »</p> + +<p>Il silenzio che regnava la fece vergognare del suo +timore; frattanto il medesimo suono ricominciò; distinguendo +qualcosa intorno a lei, che venne ad +urtar leggermente la sua sedia, gettò un grido, ma +non potè nel tempo stesso trattenersi dal sorridere +con un po' di confusione, riconoscendo il buon cane +che si accucciava vicino a lei, e le lambiva le mani. +Emilia, non trovandosi in grado quella sera di visitare +tutto il castello, uscì ed andò a passeggiare +in giardino, sul terrazzo sovrastante al fiume. Il +sole era tramontato, ma sotto i fronzuti rami de' mandorli<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span> +distinguevansi le strisce di fuoco che indoravano +il crepuscolo. La fanciulla si avvicinò al platano +favorito, ove Sant'Aubert sedeva spesso vicino +a lei, e dove la sua tenera madre le aveva tante +volte parlato delle delizie della vita futura; quante +volte ben anco suo padre aveva trovato conforto +nell'idea di una eterna riunione! Oppressa da tale rimembranza, +lasciò il platano, ed appoggiandosi al +muro del terrazzo, vide un gruppo di contadini che +ballavano allegramente sulle rive della Garonna, la +cui vasta estensione rifletteva gli ultimi raggi del +dì. Qual doloroso contrasto per la povera Emilia, +infelice e desolata! Si voltò, ma oimè! dove poteva +essa andare senza incontrar ad ogni passo oggetti +fatti per aggravare il suo dolore? se ne tornava +lentamente a casa quando incontrò Teresa, la quale +sgridolla dolcemente di esporsi sola in giardino ed +a quell'ora, dove non poteva ricevere alcuna consolante +assistenza nello stato penoso in cui si trovava.</p> + +<p>« Ve ne prego, Teresa, lasciatemi tranquilla, » +disse Emilia; « la vostra intenzione è ottima, ma +l'eloquenza è male adattata in questo momento.</p> + +<p> — Intanto la cena è preparata, » rispose la governante.</p> + +<p> — Non posso mangiare, » disse Emilia.</p> + +<p> — Fate malissimo, mia cara padrona, bisogna nutrirsi. +Vi ho preparato un fagiano, che m'ha mandato +stamattina il signor Barreaux: avendolo incontrato +ieri, gli dissi che vi aspettava; vi giuro +che non ho mai veduto un uomo più afflitto di lui, +quando gli diedi la trista nuova... »</p> + +<p>Emilia, malgrado tutte le premure di Teresa, non +volle mangiare, e si ritirò nella sua camera.</p> + +<p>Qualche giorno appresso ricevè lettere di sua zia. +La signora Cheron, dopo alcune espressioni di consolazione +e di consiglio, la invitava ad andare a +Tolosa, aggiungendo che il defunto fratello avendole +affidata la sua educazione, si credeva in obbligo<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +d'invigilare sopra di lei. Emilia avrebbe preferito +di restare alla valle; essendo esso l'asilo della sua +infanzia ed il soggiorno di coloro che aveva perduti +per sempre, poteva piangerli liberamente senza essere +molestata da alcuno; ma desiderava parimenti non +dispiacere alla sola parente che le restava.</p> + +<p>Quantunque la di lei tenerezza non le permettesse +di dubitare un istante sulle ragioni che avevano +determinato Sant'Aubert a fare questa scelta, Emilia +comprendeva benissimo che la sua felicità andava +ad essere esposta ai capricci della zia. Rispondendole, +ella chiese il permesso di restare ancora qualche +tempo nella valle, allegando il suo estremo abbattimento, +ed il bisogno che aveva di riposo e di +solitudine, per ristabilirsi dai dispiaceri sofferti; +sapeva benissimo che i di lei gusti differivano assai +da quelli di sua zia, la quale amava la dissipazione, +e le sue ricchezze le permettevano di goderne. +Dopo avere scritta questa lettera, Emilia si sentì +più sollevata.</p> + +<p>Ricevè la visita di Barreaux, il quale compiangeva +sinceramente la perdita dell'amico.</p> + +<p>« Non posso rammentarmene senza il più vivo +interesse, » diceva egli; « io non troverò alcuno +che lo somigli. Se avessi incontrato un uomo solo +come lui nel mondo, non ci avrei rinunciato. »</p> + +<p>L'affezione di Barreaux per Sant'Aubert lo rendeva +estremamente caro ad Emilia; la di lei maggior +consolazione consisteva nel parlare de' suoi +genitori con un uomo che stimava moltissimo, e +che, sotto un esteriore poco gradevole, nascondeva +un cuore tanto sensibile ed uno spirito così coltivato.</p> + +<p>Scorsero parecchie settimane, ed Emilia nel suo +pacifico ritiro passò gradatamente dal dolore ad una +dolce malinconia; poteva già leggere, e leggere perfino +i libri che aveva percorsi col padre, sedere al +suo posto nella biblioteca, inaffiare i fiori da lui<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +piantati, suonare il pianoforte, e cantare di tempo +in tempo qualcuna delle sue arie favorite.</p> + +<p>Quando il suo spirito fu un poco rimesso da questa +prima scossa, comprese il pericolo di cedere all'indolenza, +e pensando che un'attività sostenuta avrebbe +potuto restituirle la forza, si attaccò scrupolosamente +ad impiegare con metodo tutte le ore del giorno. +Allora conobbe più che mai il pregio dell'educazione +ricevuta. Coltivando la di lei mente, Sant'Aubert le +aveva assicurato un rifugio contro l'ozio e la noia. +La dissipazione, i brillanti divertimenti e le distrazioni +della società da cui separavala la sua posizione +attuale, non eranle punto necessari. Ma, nel tempo +medesimo, il padre aveva sviluppato le preziose +qualità del suo spirito; spargendo le sue beneficenze +intorno a sè, con la bontà e la compassione addolciva +i mali di coloro che non poteva alleviare coi +soccorsi; in una parola, sapeva compatire tutti gli +esseri che si trovavano vittima dei mali inseparabili +della vita umana.</p> + +<p>Non ricevendo nessuna risposta dalla Cheron, +Emilia cominciava a lusingarsi di poter prolungare +il suo soggiorno nella valle; e sentendosi bastantemente +in forza, si arrischiò a visitare quei luoghi, +ove il passato rappresentavasi più vivamente al di +lei spirito; recossi dunque alla peschiera, e per aumentare +la malinconia, che tanto le piaceva, portò +seco il liuto, e vi andò in una di quelle ore della +sera che tanto si affanno all'immaginazione e al +cuore: quando la fanciulla fu tra i boschi e vicina +a quel luogo delizioso, si fermò, appoggiossi contro +un albero, e pianse qualche minuto prima di avanzarsi. +La stradella che menava al padiglione era +allora tutta ingombra di erbe; i fiori seminati da +suo padre sui margini, ne parevan quasi soffocati; +le ortiche, il caprifoglio crescevano a cespi; ed ella +osservava tristamente quella passeggiata negletta; +ove tutto annunziava il disordine e la noncuranza,<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +aprì la porta tremando. « Ah! » disse; « ogni cosa +è al suo posto come ve la lasciai quando ci stava +in compagnia di chi non rivredrò mai più. » Se +ne stava ella così pensierosa, senza riflettere ch'era +imminente la notte, e che gli ultimi raggi del sole +indoravano già la cima de' monti; sarebbe rimasta +senza dubbio più a lungo in quella situazione, se +non fosse stata risvegliata da un rumore di passi +dietro l'edifizio. Poco dopo fu aperta la porta, comparve +uno straniero, e stupefatto di vedere Emilia, +la supplicò di scusare la sua indiscretezza. Al suono +di quella voce, svanì il timore di lei, ma crebbe la +sua commozione. Quella erale famigliare, e sebbene +non potesse riconoscerne l'oggetto, la memoria le +serviva troppo bene perch'ella conservasse paura.</p> + +<p>L'ignoto ripetè le sue scuse. Emilia rispose qualche +parola, ed allora avanzandosi esso con vivacità, +esclamò: « Gran Dio! è mai possibile? Certo, io non +m'inganno, è la signorina Sant'Aubert.</p> + +<p> — È vero, » disse Emilia, riconoscendo Valancourt, +la cui fisonomia sembrava molto animata. +Mille rimembranze penose rinnovarono le sue tristi +afflizioni, e lo sforzo che fece per contenersi, non +servì se non ad agitarla davvantaggio. Valancourt +intanto s'informava premurosamente della salute di +Sant'Aubert. Un torrente di lacrime gli fece conoscere +pur troppo la fatal notizia. Egli la condusse +ad una sedia, e si assise vicino a lei che continuava +a piangere, mentre il giovane teneva una mano +stretta fra le sue.</p> + +<p>« Io so, » disse finalmente, « quanto in simili +casi sono inutili le consolazioni: dopo una sì gran +disgrazia, non posso che affliggermi con voi. »</p> + +<p>Quando Valancourt intese che Sant'Aubert era +morto in viaggio, ed aveva lasciato Emilia in mano +a persone estranee, esclamò involontariamente: +« Dov'era io? » quindi mutò discorso, e parlò di +sè medesimo. Le raccontò che, dopo la loro separazione,<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span> +aveva errato qualche giorno sulla riva del +mare, ed era tornato in Guascogna passando per la +Linguadoca.</p> + +<p>Dopo questa breve narrazione, egli tacque: Emilia +non era disposta a riprendere la parola, e s'incamminarono +verso il castello. Quando furono giunti +alla porta, egli si fermò come se avesse creduto di +non dover andar più oltre; disse ad Emilia che +contando recarsi il giorno seguente ad Estuvière, +domandava il permesso di venire a congedarsi da +lei, ed essa non ebbe coraggio di negarglielo.</p> + +<p>Giunta la notte, non potè prender sonno, essendo +più che mai occupata dalla memoria del padre. +Rammentandosi in qual maniera precisa e solenne +le aveva ordinato di bruciare le sue carte, rimproverò +a sè stessa di non avere obbedito più presto, +e decise di riparar la domane a questa negligenza.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_IX" id="CAPITOLO_IX"></a>CAPITOLO IX</h2> + +<p>La mattina seguente, Emilia fece accendere il +fuoco nella camera da letto del padre, e vi andò +ond'eseguire scrupolosamente i di lui ordini: chiuse +la porta per non essere sorpresa, ed aprì il gabinetto +dov'erano i manoscritti; là, in un canto, +presso un seggiolone, eravi il medesimo tavolino +ove avea veduto assiso il padre la notte precedente +alla loro partenza, ed essa non dubitò più che le +carte di cui le aveva parlato, non fossero quelle +stesse la cui lettura gli cagionava allora tanta emozione. +La vita solitaria vissuta da Emilia, i malinconici +subietti de' suoi consueti pensieri avevanla +resa suscettibile di credere a spettri e fantasime. +Era in ispecie passeggiando la sera in una casa +deserta, ch'ella avea rabbrividito più volte a pretese +apparizioni, che non l'avrebbero mai colpita quand'era +felice: tal fu la causa dell'effetto da lei provato,<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +allorchè, alzando gli occhi per la seconda volta +sulla sedia posta in un canto oscuro, vi scorse +l'imagine del genitore. Fu colta da terrore, ed uscì +a precipizio. Poco stante rimproverossi la sua debolezza +nel compiere un dovere così serio, e riaperse +il gabinetto. A tenore delle istruzioni ricevute +trovò ben presto il nodo che doveva servirle di +guida: calcò col piede, e la tavola scorse da per +sè sotto la contigua. Emilia vi ritrovò il fascio di +carte, la borsa dei luigi, e qualche altro foglio +sparso; prese tutto con mano tremante, richiuse +il segreto, e disponevasi a rialzarsi, quando si vide +ancora dinanzi l'imagine che l'avea spaventata: ella +si precipitò nella camera, e cadde sopra una sedia +svenuta; poco dopo rinvenne, e superò in breve +quella spaventevole, ma pietosa sorpresa dell'immaginazione. +Tornò alle carte, ma avea la testa sì poco +a casa, che fissò gli occhi quasi involontariamente +sopra le pagine aperte, senza pensare che trasgrediva +agli ordini formali del padre; una frase di +estrema importanza risvegliò l'attenzione e la memoria +di lei. Abbandonò le carte, ma non potè cancellare +dallo spirito le parole che rianimavano così +vivamente il suo terrore e la sua curiosità; essa +erane estremamente commossa. Più meditava, e più +la sua immaginazione accendevasi. Spinta dalle più +imperiose ragioni, voleva conoscere il mistero che +si nascondeva in quella frase; si pentiva del giuramento +fatto, ed arrivò perfino a dubitare di essere +obbligata ad osservarlo; ma il suo errore non fu di +lunga durata.</p> + +<p>« Ho promesso, » diss'ella, « e non devo discutere, +ma obbedire: allontaniamo una tentazione che mi +renderebbe colpevole, giacchè mi sento forza bastante +per resistere. » E all'istante tutto fu arso.</p> + +<p>Aveva lasciata la borsa sul tavolino senza aprirla; +ma accorgendosi che conteneva qualcosa di più +grosso dei dobloni, si mise ad esaminarla.<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span></p> + +<p>« La sua mano ve li pose, » dicea ella baciando +ogni moneta ed irrigandola di lagrime; « la sua mano, +che or non è più se non fredda polvere! »</p> + +<p>Vi trovò in fondo un pacchettino, contenente una +scatoletta d'avorio nella quale esisteva il ritratto +d'una signora. Stupì e sclamò: « È la stessa dinanzi +la quale piangeva mio padre! » Per quanto la considerasse +attentamente, non potè precisarne la somiglianza: +essa era di peregrina beltà. La sua espressione +particolare era la dolcezza, ma vi regnava +un'ombra di tristezza e rassegnazione.</p> + +<p>Sant'Aubert non le aveva prescritto nulla a proposito +di questa pittura. Emilia credè poterla conservare, +e rammentandosi in qual modo le avesse +parlato della marchesa di Villeroy, s'immaginò facilmente +che quello ne fosse il ritratto: pur non +sapeva comprendere per qual ragione egli l'avesse +conservato.</p> + +<p>La fanciulla osservava la miniatura, senza comprendere +l'interesse che prendeva a contemplarla, +e il movimento d'affetto e di pietà che sentiva in +sè. Ricci di capelli bruni scherzavano trascuratamente +sovra un'ampia fronte: avea il naso quasi +aquilino. Le labbra sorridevano, ma con malinconia: +sollevava gli occhi cilestri al cielo con amabil +languore, e la specie di nube sparsa su tutta la sua +fisonomia parea esprimere la più viva sensibilità.</p> + +<p>Emilia fu scossa dalla profonda meditazione in +cui l'aveva gettata quel ritratto, sentendo aprire la +porta del giardino: conobbe che Valancourt ritornava +al castello, e le abbisognarono alcuni momenti +per rimettersi. Quando lo incontrò nel salotto, fu +colpita dal cambiamento della sua fisonomia dopo +la loro separazione nel Rossiglione: il dolore e l'oscurità +le avevano impedito di accorgersene la sera +precedente; ma l'abbattimento di Valancourt cedè +alla gioia di vederla.</p> + +<p>« Voi vedete, » le disse, « ch'io faccio uso del<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +permesso da voi accordatomi. Vengo per dirvi addio, +sebbene abbia avuto la <a name="tn114" id="tn114"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'fotuna'">fortuna</ins> d'incontrarvi +ieri soltanto. »</p> + +<p>Emilia sorrise debolmente, e, come imbarazzata +di ciò che dovrebbe dire, gli domandò da quanto +tempo fosse tornato in Guascogna. « Vi sono da... » +disse Valancourt facendosi rosso, « dopo aver avuta +la disgrazia di separarmi da amici che mi avevano +reso così delizioso il viaggio dei Pirenei; ho fatto +un giro assai lungo. »</p> + +<p>Una lacrima scorse dagli occhi d'Emilia mentre +Valancourt parlava; egli se ne avvide e parlò di +tutt'altro; lodò il castello, la sua bella situazione +ed i punti di vista che offriva. Emilia, imbarazzatissima +per quel colloquio, scelse con piacere un +soggetto indifferente. Andarono sul terrazzo, e Valancourt +fu incantato dalla vista del fiume, dei +prati, e dei quadri molteplici che presentava la +Guienna.</p> + +<p>Si appoggiò al parapetto, contemplando il rapido +corso della Garonna. « Non è molto tempo, » diss'egli, +« che sono rimontato fino alla sua sorgente; +io non aveva allora la fortuna di conoscervi, poichè +in tal caso avrei dolorosamente sentita la vostra +assenza. »</p> + +<p>Il giovane tacque, e sedette accanto a lei, muto +e tremante; finalmente disse con voce interrotta: +« Questo luogo delizioso.... dovrò abbandonarlo, e +abbandonerò anche voi, forse per sempre.</p> + +<p>Questi momenti possono non tornar più; non voglio +perderli: soffrite intanto che, senza offendere +la vostra delicatezza e il vostro dolore, vi esprima +una volta tutta l'ammirazione, e la riconoscenza +che m'inspira la vostra bontà. Oh! se io potessi +avere un giorno il diritto di chiamare amore il vivo +sentimento che... »</p> + +<p>La commozione di Emilia non le permise di rispondere, +e Valancourt, avendo gettato gli occhi<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +su di lei, la vide impallidire e sul punto di venir +meno: fece un moto involontario per sostenerla, e +questo moto bastò a farla rinvenire con certo quale +spavento. Quando Valancourt riprese la parola, tutto +in lui, e perfino la voce, manifestava l'amore il più +tenero.</p> + +<p>« Io non ardirei, » soggiunse egli, « parlarvi più +a lungo di me: ma questo momento crudele avrebbe +meno amarezza, se potessi portar meco la speranza, +che la confessione, testè sfuggitami, non mi escluderà +in avvenire dalla vostra presenza. »</p> + +<p>Emilia fece un nuovo sforzo per vincere la confusione +delle sue idee. Temeva di tradire il suo +cuore, e di lasciar conoscere la preferenza che accordava +a Valancourt. Ella esitava a manifestare i +sentimenti ond'era animata, non ostante che il cuore +ve la spingesse con molta vivacità. Nonpertanto, +riprese coraggio, per dirgli che si trovava onorata +dalla bontà d'una persona, per la quale suo padre +aveva avuto tanta stima.</p> + +<p>« Egli mi ha dunque giudicato degno della sua +stima? » disse Valancourt con dubbiosa timidezza; +poi, <a name="tn115" id="tn115"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'rimettandosi'">rimettendosi</ins>, soggiunse: « Perdonate questa +domanda; io so appena ciò che voglia dirmi. Se +ardissi lusingarmi della vostra indulgenza, se voi +mi concedeste la speranza di avere qualche volta +le vostre nuove, mi separerei da voi con maggior +tranquillità. »</p> + +<p>Dopo un momento di silenzio, Emilia rispose: +« Io sarò sincera con voi; voi vedete la mia situazione, +e son certa che vi ci adatterete. Vivo in +questa casa, che fu quella del padre mio, ma ci +vivo sola. Oimè! Io non ho più genitori, la cui +presenza possa autorizzare le vostre visite...</p> + +<p> — Non affetterò di non sentire questa verità, » +disse il giovane. Poi aggiunse tristamente: « Ma +chi m'indennizzerà del sacrificio che mi costa la +mia franchezza? Almeno mi permetterete voi di +presentarmi ai vostri parenti. »<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p> + +<p>La fanciulla confusa, non sapeva che rispondere +conoscendone la difficoltà. Il suo isolamento e la +sua posizione non le lasciavano un amico del quale +potesse ricevere un consiglio. La Cheron, unica sua +parente, era occupata solo de' propri piaceri, e trovavasi +talmente offesa della ripugnanza di Emilia +a lasciar la valle, che sembrava non pensar più +a lei.</p> + +<p>« Ah! io lo vedo, » disse Valancourt, dopo un +lungo silenzio, « conosco che mi sono lusingato di +troppo. Voi mi credete indegno della vostra stima. +Viaggio fatalissimo! Io lo riguardava come l'epoca +più fortunata della mia vita: quei giorni deliziosi +avveleneranno il mio avvenire. »</p> + +<p>Qui si alzò bruscamente, e passeggiando a gran +passi sul terrazzo, gli si vedeva la disperazione dipinta +in volto. Emilia ne fu vivamente commossa. I +movimenti del suo cuore trionfarono della di lei +timidezza, e quando egli le fu vicino, gli disse con +una voce che la tradiva: « Voi fate torto ad amendue, +quando dite ch'io vi credo indegno della mia +stima; devo confessare che la possedete da molto +tempo, e che.... »</p> + +<p>Valancourt aspettava impaziente la fine della frase, +ma le parole le spirarono sul labbro: i suoi occhi +nullameno manifestavano tutte l'emozioni del di +lei cuore; Valancourt passò rapidamente dall'imbarazzo +alla gioia. « Emilia, » esclamò egli, +« mia cara Emilia. O cielo! come resistere a tanta +felicità! »</p> + +<p>Si accostò alla bocca la mano della fanciulla; +essa era fredda e tremante, e Valancourt la vide +impallidire; si rimise però prontamente, e gli disse +sorridendo: « mi pare di non essere ancora ristabilita +dal colpo terribile che ha ricevuto il mio povero +cuore.</p> + +<p> — Perdonatemi, » le rispose il giovane, « io non +parlerò più di ciò che può eccitare la vostra sensibilità. »<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +Poi, obliando la sua risoluzione, cominciò +a parlare nuovamente di sè medesimo.</p> + +<p>« Voi non sapete, » le disse, « quanti tormenti +ho sofferti vicino a voi, quando senza dubbio, se +mi onoravate d'un pensiero, voi dovevate credermi +molto lontano di qui. Non ho cessato di vagolar +tutte le notti intorno a questo castello avvolto +in una profonda oscurità; quanto m'era delizioso +il sapermi vicino a voi! Godeva nell'idea che vegliava +intorno al vostro ritiro, e che voi gustavate sonno +tranquillo. Questi giardini non sono nuovi per me. +Una sera scavalcai la siepe, e passai una delle più +felici ore della mia vita sotto la finestra, che credeva +la vostra. »</p> + +<p>Emilia s'informò quanto tempo Valancourt fosse +stato nel vicinato. « Molti giorni, » rispos'egli; +« io voleva profittare del permesso accordatomi da +Sant'Aubert. Non capisco com'egli avesse questa +bontà, ma sebbene lo desiderassi vivamente, quando +si avvicinava il momento, io perdeva il coraggio, +e differiva la mia visita. Era alloggiato in +un villaggio poco discosto, e scorreva co' miei +cani i dintorni di questo bel paese, anelando la +fortuna d'incontrarvi, senza aver l'ardire di venire +a trovarvi. »</p> + +<p>Passarono circa due ore in questa conversazione; +finalmente Valancourt, alzandosi: « Bisogna ch'io +parta, » disse tristamente, « ma colla speranza di +rivedervi, e con quella di offrire il mio rispetto e +la mia servitù ai vostri parenti. La vostra bocca +mi confermi in tale speranza.</p> + +<p> — I miei parenti si chiameranno fortunatissimi di +far la conoscenza d'un antico amico del padre mio. »</p> + +<p>Valancourt le baciò la mano, e restarono immobili +senza potersi allontanare. Emilia taceva, teneva +gli occhi bassi, e quelli di Valancourt stavano fissi +in lei. In quel punto, udirono camminare frettolosamente +dietro al platano.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p> + +<p>La fanciulla, voltandosi, vide la signora Cheron; +arrossì, e fu assalita da improvviso tremito; pure +si alzò, e corse incontro alla zia.</p> + +<p>« Buon giorno, nipote mia, » disse la Cheron +gettando uno sguardo di sorpresa e curiosità su +Valancourt, « buon giorno, nipote mia, come state? +Ma la domanda è inutile; il vostro volto indica +bastantemente che vi siete già consolata della vostra +perdita.</p> + +<p> — Il mio volto in tal caso mi fa torto, signora; +la perdita da me fatta non può mai essere +riparata.</p> + +<p> — Bene!... Bene!... non voglio affliggervi. Voi +somigliate moltissimo a vostro padre... e certo sarebbe +stata una fortuna pel pover'uomo se avesse +avuto un carattere diverso. »</p> + +<p>Emilia non volle replicare, e le presentò l'afflitto +Valancourt; il giovane rispettosamente salutò la +signora Cheron, la quale gli restituì una fredda riverenza, +guardandolo con piglio sdegnoso. Dopo +qualche momento egli si congedò da Emilia con +un'aria che le faceva bastantemente conoscere il +suo dolore di allontanarsi, e lasciarla in compagnia +della zia.</p> + +<p>« Chi è quel giovine? » disse questa con asprezza; +« suppongo sarà uno dei vostri adoratori; ma +io credeva, nipote mia, che aveste un po' più rispetto +delle convenienze, per ricevere le visite d'un +giovinetto nello stato di solitudine in cui siete. Il +mondo osserva questi falli; se ne parlerà, credetelo +a me, che ho più esperienza di voi. »</p> + +<p>Emilia, punta da un rimprovero così violento, +avrebbe voluto interromperla, ma la zia continuò: +« È necessariissimo che vi troviate sotto la direzione +d'una persona in grado di guidarvi più di +quello che possiate farlo voi stessa. In verità, ho +poco tempo per un compito tale; nondimeno, giacchè +il vostro povero padre, negli ultimi istanti di<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +sua vita, mi ha pregato di vegliare sulla vostra condotta, +sono obbligata d'incaricarmene; ma sappiate, +nipote cara, che se non vi determinate alla massima +docilità, non mi tormenterò troppo a riguardo +vostro. »</p> + +<p>Emilia non si provò neppure a rispondere. Il dolore, +l'orgoglio ed il sentimento della sua innocenza +la contennero fino al momento in cui la zia +aggiunse: « Io son venuta a prendervi per condurvi +a Tolosa; mi dispiace però che vostro padre sia +morto con sì tenue sostanza: malgrado ciò, vi prenderò +in casa mia. Quel benedetto vostro padre è +stato sempre più generoso che previdente; in caso +diverso egli non avrebbe lasciato sua figlia alla discrezione +dei parenti.</p> + +<p> — E così appunto non ha fatto, » disse Emilia +freddamente; « il disordine della sua fortuna non +proviene tutto da quella nobile generosità che lo +distingueva: gli affari del signor Motteville possono +accomodarsi, come spero, senza rovinare i creditori, +e fino a quell'epoca mi stimerò fortunatissima di +risiedere nella valle.</p> + +<p> — Non ne dubito, » rispose la Cheron, con un +sorriso pieno d'ironia. « Oh! non ne dubito; e vedo +quanto la tranquillità ed il ritiro furono salutari al +ristabilimento del vostro spirito. Non vi credeva +capace, nipote mia, di una simile doppiezza. Quando +mi allegavate questa scusa, io ci credeva in buona +fede, e non mi aspettava certo di trovarvi in una +compagnia tanto amabile come quella del signor +La.... Va.... me ne sono scordata il nome. Si vede +che osservate bene le convenienze!... »</p> + +<p>Emilia si fece di fuoco, raccontò la relazione di +Valancourt e di suo padre, la circostanza della pistolettata, +e il seguito de' loro viaggi; vi aggiunse +l'incontro fortuito del giorno precedente, e confessò +infine che Valancourt le aveva dimostrato qualche +interesse, e domandato il permesso di rivolgersi +a' suoi parenti.<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p> + +<p>« E chi è quel giovine avventuriere? » disse la +Cheron; « quali sono le sue pretese?</p> + +<p> — Ve le spiegherà egli stesso, o signora; mio +padre lo conosceva, ed io lo credo irreprensibile.</p> + +<p> — Sarà un cadetto, » sclamò la zia, « e per conseguenza +un mendico. Così dunque mio fratello +s'appassionò per cotesto giovine in pochi giorni! già +fu sempre così; nella sua gioventù prendeva inclinazione +o avversione, senza potere indovinarne il +motivo; ed ho osservato più volte, che le persone +dalle quali si allontanava, erano sempre più amabili +di quelle che l'interessavano; ma dei gusti non +si può disputare. Era assuefatto a fidarsi molto della +fisonomia; qual ridicolo entusiasmo! Cos'ha di comune +il volto d'un uomo col suo carattere? Un +uomo dabbene non potrà forse qualche volta avere +una fisonomia spiacevole? »</p> + +<p>La Cheron pronunziò questa sentenza col tuono +trionfante di una persona, la quale, credendo aver +fatta una grande scoperta, se ne applaudisce, e pensa +non si possa contraddirla.</p> + +<p>Emilia, desiderando finire quel colloquio, pregò +la zia di accettare qualche rinfresco.</p> + +<p>Appena giunta a casa, questa le ordinò di fare i +suoi preparativi della partenza per Tolosa fra due +o tre ore. Essa la scongiurò di differire almeno +fino al giorno seguente, e l'ottenne con qualche +difficoltà.</p> + +<p>Il resto del giorno fu passato nell'esercizio di +una pedantesca tirannia per parte della zia, e nei +disgusti e nel dolore per parte della nipote. Appena +quella si fu ritirata, Emilia diede l'ultimo addio alla +casa, ch'era stata la sua culla. La lasciava senza +sapere il tempo della sua assenza, e per un nuovo +genere di vita che ignorava assolutamente; ma non +poteva vincere il presentimento che non sarebbe +mai più ritornata nella valle. Mentre era nella biblioteca +paterna, e che sceglieva qualche libro per portar<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +seco, Teresa aprì la porta onde assicurarsi, secondo +il consueto, se tutto era in ordine, e restò sorpresa +di trovare colà la padroncina. Emilia le diede le +opportune istruzioni pel mantenimento del castello.</p> + +<p>« Oimè! » le disse Teresa; « voi dunque partite? +Se non m'inganno però mi sembra che voi +sareste più felice qui, che non dove vogliono condurvi. »</p> + +<p>Emilia non le rispose, e tornò nella sua camera. +Ivi giunta, si mise alla finestra, e vide il giardino +fiocamente illuminato dalla luna che sorgea allora +al disopra dei fichi. La placida bellezza della notte +accrebbe il di lei desiderio di gustare un tristo +piacere, facendo pure i saluti ai luoghi prediletti +della sua infanzia. Si sentì spinta a scendere, e gettandosi +indosso il velo leggero col quale soleva +passeggiare, entrò a cauti passi nel giardino, e si +diresse celeremente verso i boschetti lontani, lieta di +respirar ancora un'aura libera e sospirare senza essere +osservata da veruno. Il profondo riposo della natura, +i soavi effluvi diffusi dal notturno zeffiro, la vasta +estensione dell'orizzonte e l'azzurro firmamento stellato +rapivano in dolce estasi l'anima sua e la <a name="tn121" id="tn121"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'porvano'">portavano</ins> +gradatamente a quelle altezze sublimi donde +le orme di questo mondo svaniscono.</p> + +<p>Emilia fissò gli occhi sul platano, e vi riposò per +l'ultima volta. Quivi, ancor poche ore prima, ella +discorreva con Valancourt. Ricordossi la confessione +da lui fatta che spesso vagolava la notte intorno +alla sua dimora, che ne scavalcava il recinto; e d'improvviso +pensò che in quel momento stesso egli +poteva trovarsi forse in giardino. La paura d'incontrarlo, +il timore <a name="tn122" id="tn122"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'altresi'">altresì</ins> delle censure della zia la +indussero a ritirarsi in casa. Si fermava spesso +ad esaminare i boschetti prima di traversarli; vi +passò senza vedere alcuno; ma giunta ad un gruppo +di mandorli più vicino alla casa, ed essendosi voltata +per vedere ancora il giardino, credette scorgere<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +una persona uscire dai pergolati più tenebrosi ed +avviarsi lentamente per un viale di tigli, allora illuminato +dalla luna. La distanza, la luce troppo fioca, +non le permisero d'accertarsi se fosse illusione o +realtà. Continuò a guardare alcun tempo, e poco +dopo credette udir camminare a sè vicino. Rientrò +a precipizio, e tornata nella sua stanza, aprì la finestra +nel momento in cui qualcuno penetrava sotto +i mandorli, nel luogo stesso da lei lasciato poc'anzi. +Chiuse la finestra, e, benchè agitatissima, potè gustare +qualche ora di sonno.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_X" id="CAPITOLO_X"></a>CAPITOLO X</h2> + +<p>La carrozza che doveva condurre Emilia e la +zia a Tolosa fu alla porta di buonissim'ora. La +signora Cheron comparve alla colazione prima che +vi giungesse la nipote, e piccata dall'abbattimento +in cui la vide quando comparve, glielo rimproverò +in un modo poco acconcio a farlo cessare. Non +senza molta difficoltà, Emilia potè ottenere di condur +seco il cane tanto amato da suo padre. La zia, premurosa +di partire, fece avanzare la carrozza; la +vecchia Teresa stava sulla porta per congedarsi dalla +sua padrona. « Dio vi accompagni, signorina, » +le disse.</p> + +<p>Emilia non potè rispondere che stringendole teneramente +la mano.</p> + +<p>Molti degl'infelici che ricevevano soccorsi da suo +padre, erano dinanzi alla porta del giardino, e venivano +per salutare l'afflittissima Emilia. Essa distribuì +tutto il danaro che aveva in tasca, e si ritirò +nella carrozza con un profondo sospiro. I precipizi, +l'altezza gigantesca dei Pirenei, e tutte le +altre magnifiche vedute, rammentarono a Emilia +mille interessanti rimembranze; ma questi oggetti +d'ammirazione entusiastica, non eccitavano più allora +in lei che il dolore ed i dispiaceri.<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p> + +<p>Valancourt intanto era ritornato a Estuvière col +cuore tutto pieno di Emilia. Qualche volta si abbandonava +ai sogni di un avvenire felice, più spesso +cedeva alle inquietudini, e fremeva dell'opposizione +che potrebbe trovare nei parenti di Emilia. Egli era +l'ultimo figlio di un'antica famiglia di Guascogna. +Avendo perduto i genitori nell'infanzia, la sua educazione +e la sua tenue legittima erano state affidate +al conte Duverney, suo fratello maggiore di vent'anni. +Egli aveva un'elevazione di spirito ed una +grandezza d'animo che lo facevano brillare negli +esercizi in allora chiamati <i>eroici</i>. La sua sostanza +era diminuita ancora per le spese della sua educazione; +ma il fratello maggiore parea pensare forse +che il suo genio e i suoi talenti avrebbero supplito +alle ingiurie della fortuna; offrivano essi una prospettiva +brillante a Valancourt nella carriera militare, +il solo allora che potesse essere abbracciato +ragionevolmente da un gentiluomo; ed in conseguenza +entrò al servizio.</p> + +<p>Aveva ottenuto un congedo dal reggimento, +quando intraprese il viaggio dei Pirenei, all'epoca +in cui aveva conosciuto Sant'Aubert. Il suo permesso +stando per ispirare, aveva perciò maggior +premura di presentarsi ai parenti di Emilia: temeva +di trovarli contrari ai suoi voti. Il suo patrimonio, +col mediocre supplemento di quello di Emilia, sarebbe +bastato ad entrambi, ma non potea soddisfare +nè la vanità, nè l'ambizione.</p> + +<p>Frattanto le nostre viaggiatrici avanzavano: Emilia +si sforzava di mostrarsi contenta, e ricadeva nel +silenzio e nell'abbattimento. La Cheron attribuiva +la sua malinconia al dispiacere di allontanarsi dall'amante; +persuasa che il dolore della nipote per +la morte del padre non fosse che un'affettazione +di sensibilità, costei faceva di tutto per metterlo in +ridicolo.</p> + +<p>Finalmente giunsero a Tolosa. Emilia essendovi<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +stata molti anni addietro, glie n'era rimasta una +debolissima rimembranza. Restò sorpresa del fasto +della casa e dei mobili; forse la modesta eleganza +cui era assuefatta, fu la cagione del suo +stupore. Seguì la Cheron traverso una vasta anticamera +piena di servi vestiti di ricche livree, +entrò in un bel salotto ornato con più magnificenza +che gusto, e la zia ordinò che servissero +la cena.</p> + +<p>« Son contenta di trovarmi nel mio castello, » +diss'ella abbandonandosi su di un gran canapè; +« ci ho tutta la mia gente intorno; detesto i viaggi, +sebbene dovessi amarli, perchè tutto ciò che +vedo fuori di qua, mi fa sempre trovare ogni cosa +più bella nel mio palazzo. Ebbene! non dite nulla? +Perchè sì muta, Emilia? »</p> + +<p>Questa trattenne le lacrimo che le sfuggivano, +e finse di sorridere. La sua zia si diffuse molto +sullo splendore della casa, sulle conversazioni, e +finalmente su ciò che aspettava da Emilia, il cui +riserbo e la cui timidezza passavano ai di lei occhi +per orgoglio ed ignoranza. Ne prese motivo par +rimproverarla, non conoscendo ciò ch'è necessario +per guidare uno spirito, il quale, diffidando delle +proprie forze, possedendo un discernimento delicato, +e immaginandosi che gli altri abbiano maggiori lumi, +teme di esporsi alla critica, e cerca rifugio nell'oscurità +del silenzio.</p> + +<p>La cena interruppe l'altiero discorso della signora +Cheron, e le riflessioni umilianti ch'essa vi +mescolava per la nipote. Dopo cena, la Cheron si +ritirò nel suo appartamento, ed una cameriera condusse +Emilia al suo; salirono una larga scala, traversarono +diversi corridoi, scesero qualche gradino, +e passarono per uno stretto andito in una parte remota +della casa; infine la cameriera aprì la porta +di una stanzuccia, e disse esser quella destinata per +la signora Emilia: la fanciulla, rimasta sola, si diede<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +in preda a tutto l'eccesso del dolore che non poteva +più contenere. Coloro che sanno per esperienza +a qual punto il cuore s'affezioni agli oggetti anche +inanimati allorchè ne ha preso l'abitudine, quanto +stenti a lasciarli, con qual tenerezza li ritrovi, con +qual dolce illusione crede vedere gli antichi amici, +costoro soli comprenderanno l'abbandono in cui si +trovava allora Emilia, bruscamente tolta dall'unico +ricetto ch'ella riconoscesse dall'infanzia, e gettata +sopra un teatro e fra persone che le spiacevano ancor +più pel carattere che per la novità. Il fido cane +di suo padre era con lei nella cameretta, l'accarezzava, +e le leccava le mani mentr'ella piangea. +« Povera bestia, » diceva essa; « non ho più nessun +altro che te per amico. »</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XI" id="CAPITOLO_XI"></a>CAPITOLO XI</h2> + +<p>Il castello della signora Cheron era vicinissimo +a Tolosa, e circondato da immensi giardini; Emilia, +alzatasi di buon'ora, li percorse prima della colazione. +Da un terrazzo che si estendeva fino all'estremità +di questi giardini, scoprivasi tutta la +Bassa Linguadoca. Emilia riconobbe le alte cime dei +Pirenei; e la sua immaginazione le dipinse tosto la +verzura ed i pascoli che sono alle falde di essi. Il +suo cuore volava verso la sua placida dimora. Provava +un piacere inesprimibil nel supporre di vederne +la situazione, sebbene potesse appena scorgerne +i monti. Poco occupata del paese in cui si +trovava, fissava gli occhi sulla Guascogna, ed il suo +spirito pascevasi delle rimembranze interessanti +destate in lei da tal vista.</p> + +<p>Un servitore venne ad avvertirla che la colazione +era pronta.</p> + +<p>« Dove siete stata così di buon'ora? » disse la +Cheron quando entrò la nipote. « Non approvo +queste passeggiate solitarie. Desidero che non usciate<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +tanto presto la mattina senz'essere accompagnata. +Una fanciulla, che al castello della valle dava appuntamenti +al chiaro di luna, ha bisogno d'un +poco di sorveglianza. »</p> + +<p>Il sentimento della propria innocenza non impedì +il rossore di Emilia. Essa tremava, e chinava gli +occhi tutta confusa, mentre la zia le lanciava sguardi +arditi, ed arrossiva ella stessa: ma il di lei rossore +era quello dell'orgoglio soddisfatto, quello di una +persona che si compiace della propria penetrazione.</p> + +<p>Emilia, non dubitando che la zia non intendesse +parlare della sua passeggiata notturna prima di lasciar +la valle, credè dovergliene spiegare i motivi; +ma essa, col sorriso del disprezzo, ricusò di +ascoltarla.</p> + +<p>« Non mi fido, » le disse, « delle proteste di alcuno; +giudico le persone dalle loro azioni, e proverò +la vostra condotta per l'avvenire. »</p> + +<p>Emilia, meno sorpresa della moderazione e del +silenzio misterioso della zia, di quello nol fosse +stata dell'accusa, vi riflettè profondamente, e non +dubitò più non fosse Valancourt ch'ella avea veduto +la notte ne' giardini della valle, e che la zia +poteva bene aver riconosciuto. Intanto, non lasciando +un soggetto penoso se non per trattarne un altro +che non eralo meno, parlò di Motteville e della +perdita enorme che la nipote faceva nel suo fallimento. +Mentr'essa ragionava con fastosa pietà degl'infortunii +che opprimevano Emilia, insisteva sui +doveri dell'umanità e della riconoscenza, facendo +divorare alla povera fanciulla le più crudeli mortificazioni, +ed obbligandola a considerarsi non solo +sotto la di lei dipendenza, ma sotto quella ben anco +di tutta la servitù.</p> + +<p>L'avvertì allora che in quel giorno si aspettava +molta gente a pranzo, e le ripetè tutte le lezioni +della sera precedente sul modo di contenersi in società: +aggiunse che voleva vederla abbigliata con<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +gusto ed eleganza, e poscia si degnò mostrarle tutto +lo splendore del suo castello, farle osservare tutto +quanto brillava d'una magnificenza particolare, e +che si faceva distinguere nei vari appartamenti; +dopo di che si ritirò nel suo gabinetto di toletta. +Emilia si chiuse nella sua camera, tirò fuori i suoi +libri, e ricreò lo spirito colla lettura, fino al momento +di vestirsi.</p> + +<p>Quando i convitati furono riuniti, Emilia entrò +nella sala con un'aria di timidezza che non potè +vincere, per quanto vi si sforzasse. L'idea che la +zia l'osservava con occhio severo, la turbava vie +maggiormente. Il suo abito di lutto, la dolcezza, +l'abbattimento della sua bella fisonomia, non meno +che la modestia del contegno, la resero interessantissima +a quasi tutta la società. Riconobbe essa Montoni +ed il suo amico Cavignì, che aveva trovati in +casa di Quesnel; avevano questi nella casa della +Cheron tutta la famigliarità di antichi conoscenti, +ed anch'essa sembrava accoglierli con molto piacere.</p> + +<p>Montoni portava nel suo contegno il sentimento +della superiorità: lo spirito ed i talenti co' quali +poteva sostenerla obbligavano tutti gli altri a cedergli. +La finezza del suo tatto era fortemente +espressa nella sua fisonomia; ma sapeva dissimulare +quando bisognava, e potevasi notare spesso in lui +il trionfo dell'arte sulla natura. Aveva il viso lungo +e magro, eppure lo dicevano bello; elogio forse più +da attribuirsi alla forza e vigoria dell'anima, che +delineavansi in tutti i suoi tratti. Emilia concepì +per lui una specie d'ammirazione, ma non quell'ammirazione +che poteva condurre alla stima; essa vi +univa una specie di timore, di cui non sapeva indovinare +il motivo.</p> + +<p>Cavignì era giocondo ed insinuante come la prima +volta. Sebbene quasi sempre occupato della signora +Cheron, trovava il mezzo di parlar con Emilia. Le +indirizzò da principio qualche motto spiritoso, e<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +prese in seguito un'aria di tenerezza di cui ella si +accorse benissimo, e che non la spaventò. Ella parlava +poco, ma la grazia e dolcezza delle sue maniere +l'incoraggirono a continuare; non fu interrotta se +non quando una giovine signora del circolo, che +parlava sempre, e di tutto, venne a mescolarsi ai +loro discorsi; questa signora, che spiegava tutta la +vivacità e la civetteria francese, affettava d'intender +tutto, o piuttosto non vi mettea nemmeno affettazione. +Non essendo mai uscita da una perfetta +ignoranza, s'immaginava che non avesse nulla da +imparare; obbligava tutti ad occuparsi di lei, divertiva +talvolta, stancava dopo un momento, e poi +era abbandonata.</p> + +<p>Emilia, quantunque ricreata da tutto quanto aveva +veduto, si ritirò senza rincrescimento, e si abbandonò +volentieri di nuovo alle rimembranze che tanto le +piacevano.</p> + +<p>Passarono quindici giorni in una folla di visite e +di dissipazioni; Emilia accompagnava per tutto la +Cheron, si divertiva di rado, e annoiavasi spesso. +Fu colpita dell'apparente istruzione e delle cognizioni +di cui facean mostra intorno a lei le persone +che componevano la conversazione; non fu se non +molto dopo che riconobbe l'impostura di tutti quei +pretesi talenti. Ciò che la ingannò maggiormente fu +quell'aria di brio continuato, e soprattutto di bontà +ch'ella osservava in ciascun personaggio. S'immaginava +che un'affabilità consueta e sempre pronta +ne fosse il vero fondamento. Finalmente, l'esagerazione +di qualcuno, meno abile degli altri, le fece sospettare +che, se il contento e la bontà sono i soli +principii d'una dolce amenità, gli eccessi smoderati +ai quali uno si abbandona ordinariamente sono il +risultato della più perfetta insensibilità.</p> + +<p>Emilia passava i momenti più graditi nel padiglione +del terrazzo. Vi si ritirava con un libro, per +godere della sua malinconia, o col liuto, per vincerla.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +Assisa cogli occhi fissi sui Pirenei e sulla Guascogna, +essa cantava le ariette più interessanti del suo +paese, imparate nell'infanzia.</p> + +<p>Una sera, Emilia suonava il liuto nel padiglione +con un'espressione che veniva dal cuore. Il sole all'occaso +illuminava ancora la Garonna, che fuggiva +a qualche distanza, e le cui acque erano passate +dinanzi alla valle. Emilia pensava a Valancourt; non +ne avea udito più parlare dopo il suo soggiorno a +Tolosa; ed ora, lontana da lui, sentiva tutta l'impressione +che aveva fatta sul proprio cuore. Prima +di aver <a name="tn129" id="tn129"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'conasciuto'">conosciuto</ins> Valancourt, non aveva incontrato +alcuno, il cui spirito ed il gusto si accordassero +tanto bene col suo. La Cheron avevale parlato di +dissimulazione, di artifizi; pretendeva essa che quella +delicatezza, cui ammirava nell'amante, non foss'altro +che un laccio per piacerle, eppure essa credeva alla +di lui sincerità. Un dubbio nondimeno, per debole +che fosse, bastava opprimerle il cuore.</p> + +<p>Il rumore d'un cavallo sulla strada, sotto la sua +finestra, la scosse da questi pensieri: vide un cavaliere +il cui personale ed il portamento le rammentavano +Valancourt, giacchè l'oscurità non le permetteva +di distinguerne i lineamenti. Si tirò indietro +temendo d'esser veduta, e desiderando al tempo +stesso di osservare. L'incognito passò senza guardare, +e quando si fu ravvicinata alla finestra, lo +vide nel viale che conduceva a Tolosa. Questo lieve +incidente la rese di cattivo umore, e, dopo alcuni +giri sul terrazzo, tornò presto al castello.</p> + +<p>La Cheron rientrò più ruvida del solito; ed Emilia +non fu contenta se non quando le fu permesso +di ritirarsi nella sua cameretta.</p> + +<p>Il giorno dopo essa fu chiamata dalla zia, la quale +ardeva di collera, e che, appena la vide, le presentò +una lettera.</p> + +<p>« Conoscete voi questo carattere? » le disse con +voce severa, e guardandola fiso, mentre Emilia esaminava +la lettera con attenzione.<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span></p> + +<p> — No, signora, io non lo <a name="tn130" id="tn130"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'conoscono'">conosco</ins>, » le rispose.</p> + +<p> — Non mi fate perder la pazienza, » disse la zia; +« voi lo conoscete, confessatelo subito, esigo che +diciate la verità. »</p> + +<p>Emilia taceva e stava per uscire. La Cheron la +richiamò.</p> + +<p>« Oh! voi siete colpevole: vedo adesso che conoscete +il carattere.</p> + +<p> — Ma se ne dubitavate, signora, » disse Emilia +con dignità, « perchè accusarmi di aver detto una +bugia?</p> + +<p> — È inutile negarlo, » disse la signora Cheron; +« vedo dal vostro contegno che voi non ignorate +il contenuto di questa lettera. Son sicurissima che +in casa mia, e senza mia saputa, avete ricevute lettere +da quel giovine insolente. »</p> + +<p>Emilia, indispettita dalla villania di quell'accusa, +ruppe il silenzio, e si sforzò di giustificarsi, ma +senza convincere la zia.</p> + +<p>« Non posso supporre che quel giovine avrebbe +ardito scrivermi, se voi non l'aveste incoraggito.</p> + +<p> — Mi permetterete di rammentarvi, signora, » +disse Emilia con voce timida, « alcune particolarità +d'un colloquio che avemmo insieme a casa mia: vi +dissi allora con franchezza di non essermi opposta +che il signor Valancourt s'indirizzasse alla mia famiglia.</p> + +<p> — Non voglio essere interrotta, » disse la signora +Cheron; « io.... io... perchè non gliel'avete proibito? » +Emilia non rispose. « Un uomo sconosciuto +a tutti, assolutamente straniero; un avventuriere +che corre dietro ad una ricca fanciulla! Ma almeno, +sotto questo rapporto, si può dire ch'egli si è ingannato +d'assai.</p> + +<p> — Ve l'ho già detto, signora, la sua famiglia era +conosciuta da mio padre, » disse Emilia modestamente, +e fingendo di non avere udita l'ultima frase.</p> + +<p> — Oh! non mi fido niente affatto del suo giudizio<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +favorevole, » replicò la zia colla sua solita leggerezza. +« Egli aveva idee così guaste! Giudicava +la gente alla fisonomia.</p> + +<p> — Signora, poco fa mi credevate colpevole, eppur +lo giudicavate dalla mia fisonomia. »</p> + +<p>Emilia si permise questo rimprovero per rispondere +in qualche modo al tuono poco rispettoso col +quale la Cheron parlava di suo padre.</p> + +<p>« Vi ho fatta chiamare, » soggiunse la zia, « per +significarvi che non intendo essere importunata dalle +lettere o dalle visite di tutti i giovinastri che pretenderanno +adorarvi. Questo signor di Valla... non +so come lo chiamate, ha l'impertinenza di chiedermi +che gli permetta di offerirmi i suoi rispetti; ma gli +risponderò come va. Quanto a voi, Emilia, lo ripeto +una volta per sempre, se non vi uniformate alla mia +volontà, non m'inquieterò più per la vostra educazione, +e vi metterò in un convento.</p> + +<p> — Ah! signora, » disse Emilia struggendosi in +lacrime, « come posso io aver meritato questo trattamento? »</p> + +<p>La Cheron in quell'istante avrebbe potuto ottenere +da lei la promessa di rinunziare per sempre +a Valancourt. Colta dal terrore, non voleva più acconsentire +a rivederlo; temeva d'ingannarsi, e temeva +finalmente di non essere stata abbastanza riservata +nella conferenza avuta alla valle. Sapeva benissimo +di non meritare i sospetti odiosi formati +dalla zia, ma era tormentata da infiniti scrupoli. +Divenuta timida, e dubitando di far male, risolse di +obbedire a qualunque suo comando, e glie ne fece +conoscere l'intenzione; ma la Cheron non le prestava +fede, e non iscorgeva in lei che l'artifizio, o +la paura.</p> + +<p>« Promettetemi, » disse alla nipote, « che non +vedrete quel giovine, e non gli scriverete senza mio +permesso.</p> + +<p> — Ah! signora, » rispose Emilia, « potete voi +supporre ch'io fossi capace di farlo?<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p> + +<p> — Io non so cosa supporre; la gioventù non si +capisce, chè manca troppo di buon senso per desiderar +di essere rispettata.</p> + +<p> — Io mi rispetto da me stessa, » replicò Emilia; +« il padre mio me ne ha sempre insegnata la necessità. +Egli mi diceva che, colla mia propria stima, +otterrò sempre quella degli altri.</p> + +<p> — Mio fratello era un buon uomo, » soggiunse +la Cheron, « ma non conosceva il mondo. Ma... in +somma, non mi avete fatta la promessa che esigo +da voi. »</p> + +<p>Emilia fece la promessa, e andò a passeggiare in +giardino. Arrivata al suo padiglione favorito, sedette +vicino alla finestra che guardava in un boschetto. +La calma di quella solitudine le permetteva di raccogliere +i suoi pensieri e di giudicare da per sè +della sua condotta. Si rammentò il colloquio avuto +al castello, e si convinse con gioia, che nulla poteva +allarmare il suo orgoglio, nè la sua delicatezza; si +confermò nella stima di sè medesima, e della quale +sentiva tanto bisogno. In ogni caso, si decise a non +alimentare una corrispondenza segreta, e ad osservare +la medesima riserva con Valancourt allorchè +lo incontrerebbe. Nell'atto che faceva queste riflessioni, +versò alcune lacrime, ma le asciugò prontamente, +quando sentì camminare, aprire il padiglione, +e, girando la testa, ebbe riconosciuto Valancourt. Un +misto di piacere, di sorpresa e terrore s'impadronì +tanto del suo cuore, che ne fu vivamente commossa. +Impallidì, arrossì, e restò alcuni istanti nell'impossibilità +di parlare, e di alzarsi dalla sedia. Il volto +di Valancourt era lo specchio fedele di ciò che doveva +esprimere il suo: la di lui gioia fu sospesa +quando s'accorse dell'agitazione di Emilia. Rinvenuta +dalla prima sorpresa, essa rispose con un dolce +sorriso; ma una folla di contrari affetti assalirono +nuovamente il di lei cuore, e lottarono con forza +per soggiogar la sua risoluzione. Era difficile conoscere<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +se la vinceva in lei o la gioia di veder Valancourt, +o la paura de' trasporti ai quali si abbandonerebbe +la zia allorchè saprebbe quest'incontro. +Dopo qualche parola altrettanto laconica che imbarazzata, +lo condusse in giardino e gli domandò se +avesse veduta la signora Cheron.</p> + +<p>« No, » diss'egli, « non l'ho veduta, mi fu detto +ch'era occupata, e quando ho saputo ch'eravate in +giardino, mi sono affrettato di venirvi a trovare. » +Poi soggiunse: « Posso io arrischiare di dirvi il +soggetto della mia visita senza incorrere nel vostro +sdegno? Posso io sperare che non mi accuserete +di precipitazione, usando del permesso che mi accordaste, +d'indirizzarmi ai vostri parenti? »</p> + +<p>Emilia non sapea che cosa rispondere, ma la sua +perplessità non fu di lunga durata, e fu di nuovo +assalita dal terrore allorchè, alla svolta del viale, +vide la signora Cheron. Ella aveva ripreso il sentimento +della propria innocenza, ed il suo timore +ne fu affievolito in guisa, che, in vece di evitare la +zia, le andò incontro tranquillissima con Valancourt. +Il malcontento e l'impaziente alterigia con cui li +osservava la Cheron sconcertarono però Emilia: +comprese che quell'incontro sarebbe stato creduto +premeditato; presentò il giovane, e, troppo agitata +per restar con loro, corse a chiudersi in casa, ove +aspettò lungamente e con estrema inquietudine il +risultato della conferenza. Non sapeva immaginarsi +come l'amante avesse potuto introdursi in casa +della zia prima di avere ottenuto il permesso che +domandava. Ignorava essa una circostanza che doveva +rendere inutile questo passo, nel caso ben anco +che la Cheron l'avesse accolto. Valancourt, nell'agitazione +del suo spirito, aveva obliato di datare la +sua lettera; in conseguenza, non avrebb'ella potuto +rispondergli.</p> + +<p>La signora Cheron ebbe un lungo colloquio con +Valancourt, e quando rientrò in casa, il suo contegno<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +esprimeva più cattivo umore che quell'eccessiva +severità di cui aveva fremuto Emilia.</p> + +<p>« Finalmente, » disse la zia, « ho congedato quel +giovinetto, e spero che non riceverò più simili visite, +mi ha assicurata che il vostro abboccamento +non era concertato.</p> + +<p> — Signora, » disse Emilia commossa, « voi glie +ne faceste domanda?</p> + +<p> — Certo che glie l'ho fatta! non dovevate credermi +imprudente tanto da pensare che l'avrei +trascurata.</p> + +<p> — Cielo » sclamò la fanciulla; « quale idea si farà +egli di me, signora, se voi stessa gli dimostrate +tali sospetti?</p> + +<p> — L'opinione che si farà di voi, » ripigliò la zia, +« è d'or innanzi di pochissima conseguenza. Ho +messo fine a questa faccenda, e credo che avrà qualche +opinione della mia prudenza. Gli lasciai travedere +che non era una stolida, e soprattutto non +tanto compiacente da soffrire un commercio clandestino +in casa mia. Quanto fu indiscreto vostro padre, » +continuò poi, « d'avermi lasciata la cura +della vostra condotta! Vorrei vedervi accasata; se +dovessi trovarmi importunata più a lungo da quel +signor Valancourt, o da altri pari a lui, vi metterò +certamente in un chiostro. Ricordatevi dunque dell'alternativa. +Quell'audace ha avuto l'impertinenza +di confessarmi che la sua sostanza è tenuissima, +ch'egli dipende da suo fratello maggiore, e che +questa sostanza dipende dal suo avanzamento nella +carriera militare. Stolto! avrebbe almeno dovuto +nascondermelo se voleva persuadermi. Egli aveva +dunque la presunzione di supporre ch'io avrei +maritata mia nipote ad un uomo nullatenente, ad un +miserabile che lo confessa egli stesso... »</p> + +<p>Emilia fu sensibile alla sincera confessione fatta +da Valancourt; e quantunque la sua povertà rovesciasse +le loro speranze, la franchezza della sua<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +condotta le cagionò un piacere che superò momentaneamente +tutti i suoi affanni.</p> + +<p>La Cheron continuò: « Egli ha altresì creduto +bene di dirmi che non avrebbe ricevuto il suo congedo +se non da voi, ciò ch'io negai positivamente. +Conoscerà così esser sufficientissimo che non lo aggradisca +io, e colgo questa occasione di ripeterlo: +se voi concerterete con lui il menomo abboccamento +a mia insaputa, preparatevi ad uscir di casa mia +all'istante.</p> + +<p> — Come mi conoscete poco, se credete che sia, +necessario un ordine simile! »</p> + +<p>La signora Cheron si mise alla toletta, essendo +invitata per quella sera ad una conversazione. Emilia +avrebbe voluto dispensarsi dall'accompagnarla, +ma non ardì domandarlo pel timore d'una falsa interpretazione. +Quando fu nella sua camera, diè libero +sfogo al proprio dolore: si ricordò che Valancourt, +sempre più amabile per lei, era bandito dalla +sua presenza, e forse per sempre. Essa impiegò nel +pianto quel tempo che la zia consacrava ad abbigliarsi. +Quando si rividero a tavola, i suoi occhi +tradivano le lacrime, e ne fu duramente rimproverata. +Fece grandi sforzi per parer lieta, nè le +riuscirono affatto infruttuosi.</p> + +<p>Andò colla zia dalla signora Clairval, vedova di +certa età, e stabilita da poco tempo a Tolosa in +una villa del marito. Ella aveva vissuto diversi +anni a Parigi con molta eleganza: era naturalmente +allegra, e dopo il suo arrivo a Tolosa, aveva date +le più belle feste che vi fossero vedute.</p> + +<p>Tutto ciò eccitava non solo l'invidia, ma anche +la frivola ambizione della signora Cheron, e non +potendo gareggiare nel fasto e nella spesa, voleva +almeno esser creduta l'intima amica della Clairval.</p> + +<p>A tal uopo, le usava le maggiori cortesie; e quando +si trattava di essere invitata da lei, taceva qualunque +altro impegno. Ne parlava da per tutto, e si dava<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +grandi arie d'importanza, facendo credere che fossero +amiche intrinseche.</p> + +<p>Il divertimento di quella sera consisteva in una +festa da ballo ed una cena. Il ballo era d'un genere +affatto nuovo. Si danzava a diversi gruppi +in giardini estesissimi. I grandi e begli alberi sotto +i quali si dava la festa, erano illuminati da infiniti +lampioni disposti con tutta la varietà possibile. Le +diverse fogge aumentavano l'incanto di quella scena. +Mentre alcuni ballavano, altri, seduti sulle erbose +zolle, parlavano con libertà, criticavano le acconciature, +prendevano rinfreschi o cantavano ariette +accompagnandosi colla chitarra. La galanteria degli +uomini, le civetterie delle donne, la leggerezza e il +brio delle danze, il liuto, il flauto, il cembalo, e +l'aria campestre, che i boschi davano a tutta la +scena, facevano di questa festa un modello piccantissimo +dei piaceri e del gusto francese. Emilia considerava +questo quadro ridente con una specie di +diletto malinconico. Sarà facile comprendere la sua +sorpresa allorchè, gettando a caso gli occhi su di +una contraddanza, riconobbe l'amante che ballava +con una bella e giovine signora, e sembrava aver +per lei le più premurose attenzioni: si volse tosto +volendo condurre altrove la zia, che discorreva con +Cavignì senza avere veduto Valancourt. Un'improvvisa +debolezza l'obbligò a sedere, e l'estremo pallore +che comparve sul di lei volto, fece credere ai +circostanti ch'ella fosse incomodata. La Cheron continuava +a parlare con Cavignì, e il conte di Beauvillers, +che si era occupato di Emilia, le fece alcune +maligne osservazioni a proposito del ballo, alle quali +ella rispose quasi con incoerenza, tanto l'idea di Valancourt +la tormentava, tanto essa era inquieta di +restare sì a lungo vicino a lui. Le osservazioni del +conte sulla contraddanza l'obbligarono intanto a +fissarvi gli occhi, che nello stesso momento s'incontrarono +in quelli di Valancourt. Tremò e voltò<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +via tosto gli sguardi, ma non senza aver distinta +l'alterazione di lui nel vederla. Si sarebbe volentieri +allontanata all'istante medesimo da quel luogo, se +non avesse pensato che questa condotta gli avrebbe +fatto conoscere troppo l'imperio ch'egli aveva sul +di lei cuore. Si provò a continuare il discorso col +conte, il quale le parlò della dama che ballava con +Valancourt: il timore di lasciar travedere il vivo +interesse ch'ella vi prendeva, l'avrebbe senza dubbio +tradita, se gli sguardi del conte non si fossero fissati +allora sulla coppia di cui parlava.</p> + +<p>« Quel giovine cavaliere, » diss'egli, « sembra +un uomo compito in tutto, fuorchè nel ballo: la +sua compagna è una delle bellezze di Tolosa, e sarà +ricchissima. Voglio sperare che saprà fare una scelta +migliore per la felicità della sua vita, di quel che +non l'abbia fatto per la contraddanza; m'accorgo +ch'egli imbroglia tutti gli altri. Mi sorprende però +che quel giovane, col suo bel portamento, non abbia +imparato a ballare. »</p> + +<p>Emilia, alla quale batteva forte il cuore ad ogni +parola, volle troncare il discorso informandosi del +nome di quella signora: prima che il conte potesse +risponderle, la contraddanza finì; ed Emilia, vedendo +che Valancourt si avanzava verso di lei, si +alzò tosto, e andò accanto alla zia.</p> + +<p>« Ecco qua il cavaliere Valancourt, signora, » le +disse sottovoce; « di grazia ritiriamoci. » La zia si +alzò, ma il giovane le aveva raggiunte; egli salutò +la signora Cheron con rispetto, e sua nipote con +dolore. Siccome la presenza di quest'ultima gl'impediva +di restare, passò oltre con un contegno, la +cui tristezza rimproverava a Emilia di aver potuto +risolversi ad aumentarlo: se ne stava essa pensierosa, +allorchè il conte Beauvillers le tornò accanto.</p> + +<p>« Vi domando perdono, signorina, » le disse egli, +« di un'inciviltà involontaria. Quando criticava +così liberamente il cavaliere nel ballo, ignorava ch'ei<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +fosse di vostra conoscenza. » Emilia arrossì e sorrise. +La Cheron però gli rispose: « Se voi parlate +del giovane passato poco fa, posso assicurarvi che +non è, nè di mia conoscenza, nè di quella della signorina +Sant'Aubert.</p> + +<p> — Gli è il cavaliere Valancourt, » disse Cavignì +con indifferenza.</p> + +<p> — Lo conoscete voi? » riprese la signora Cheron.</p> + +<p> — Non ho con lui nessuna relazione, » rispose +Cavignì.</p> + +<p> — Non sapete i motivi che ho di qualificarlo +d'impertinente? Esso ha la presunzione di ammirare +mia nipote.</p> + +<p> — Se, per meritare l'epiteto d'impertinente, basta +ammirare madamigella Emilia, » soggiunse Cavignì, +« temo che ve ne siano molti, ed io m'inscrivo +nella lista.</p> + +<p> — Oh! signore, » disse la Cheron con sorriso +forzato, « mi accorgo che imparaste l'arte dei complimenti +dopo il vostro soggiorno in Francia; ma +non bisogna adulare le fanciulle, perchè esse prendono +l'adulazione per verità. »</p> + +<p>Cavignì girò un momento la testa, e disse con +voce studiata: « A chi si possono dunque allora +far complimenti, signora? Perchè sarebbe assurdo +di rivolgersi ad una donna, il cui gusto è già formato: +essa è <a name="tn138" id="tn138"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'superiora'">superiore</ins> a qualunque elogio. »</p> + +<p>Terminando questa frase, egli guardava Emilia +di soppiatto, e l'ironia brillava nei di lui occhi. +Essa lo intese, ed arrossì per la zia; ma la Cheron +rispose: « Voi avete perfettamente ragione, signore; +una donna di gusto non può, nè deve soffrire +un complimento.</p> + +<p> — Ho inteso dire al signor Montoni, » soggiunse +Cavignì, « che una donna sola ne meritava.</p> + +<p> — Da vero, » esclamò la Cheron con un sorriso +pieno di fiducia; « e chi sarà mai?</p> + +<p> — Oh! » replicò egli: « è facile conoscerla. Non<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +vi è certo più di una donna al mondo che abbia +insieme il merito d'inspirare la lode e lo spirito di +ricusarla. » Ed i suoi occhi si voltavano ancora +verso Emilia, la quale arrossiva sempre più per +la zia.</p> + +<p> — Ma bravo signore, » disse la Cheron, « io protesto +che voi siete Francese. Non ho mai udito uno +straniero esprimersi con tanta galanteria.</p> + +<p> — È verissimo, signora, » rispose il conte cessando +dalla sua parte mutola; « ma la galanteria +dei complimenti sarebbe stata perduta, senza l'ingenuità +che ne scuopre l'applicazione. »</p> + +<p>La Cheron non conobbe il senso satirico di +questa frase, e non sentiva la pena che Emilia provava +per lei.</p> + +<p>« Oh! ecco qua il signor Montoni in persona, » +disse la zia; « voglio raccontargli tutte le belle +cose che mi avete dette. » Ma l'Italiano passò in +un altro viale. « Vi prego di dirmi che cosa può +occupar tanto stasera il vostro amico? Non si è +lasciato vedere neppur un momento, disse madama +Cheron con aria dispettosa.</p> + +<p> — Egli ha, » disse Cavignì, « un affare particolare +col marchese Larivière, che, da quanto vedo, +l'ha occupato fino ad ora, perchè non avrebbe +mancato al certo di venire ad offrirvi i suoi +omaggi. »</p> + +<p>Da tutto quel che intese, Emilia credè accorgersi +che Montoni corteggiava seriamente la zia, e che +non solo essa lo aggradiva, ma si occupava con gelosia +delle di lui menome negligenze. Che la signora +Cheron, alla sua età, volesse scegliere un secondo +sposo, sembrava partito ridicolo; pure, la di lei +vanità non lo rendeva impossibile; ma che, col suo +spirito, il suo volto e le sue pretese, Montoni potesse +scegliere la zia, ecco ciò che sorprendeva Emilia. +I suoi pensieri però non fissaronsi a lungo su +questo oggetto; essa era tormentata da interessi più<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +pressanti. Valancourt, rifiutato dalla zia, Valancourt +aveva ballato con una bella giovine signora... Traversando +il giardino, essa guardava da tutte le parti, +sperando, e temendo di vederlo comparire nella +folla. Nol vide, e la pena che ne risentì le fece conoscere +aver ella più sperato che temuto.</p> + +<p>Montoni le raggiunse di lì a poco, e balbettò +qualche parola sul dispiacere d'essere stato tanto +tempo occupato altrove. La zia ricevè questa scusa +coll'aria dispettosa d'una bambina, ed affettò di +parlar soltanto a Cavignì, il quale, guardando Montoni +ironicamente, parea volergli dire: « Io non +abuserò del mio trionfo, e sosterrò la mia gloria +con tutta umiltà. »</p> + +<p>La cena fu servita nei vari padiglioni del giardino +ed in una gran sala del castello; la Cheron e la +sua comitiva vi cenarono insieme alla signora Clairval, +ed Emilia potè reprimere a stento l'emozione, +quando vide Valancourt prender posto alla medesima +tavola dov'era lei. La zia lo vide egualmente, +e chiese al vicino: « Chi è quel giovine?</p> + +<p> — È il cavaliere Valancourt, » le fu risposto.</p> + +<p> — So anch'io il suo nome, » soggiuns'ella; « ma +chi è mai cotesto cavaliere Valancourt che s'introduce +a questa tavola? »</p> + +<p>L'attenzione della persona da lei interrogata fu +distratta prima di ottenerne risposta. La tavola era +lunghissima; Valancourt stava verso il mezzo colla +sua compagna, ed Emilia, ch'era in un angolo della +medesima, non l'aveva ancora veduta; ciò le diede +motivo di fare mille riflessioni tutte egualmente +per lei disgustose.</p> + +<p>Le osservazioni su tal proposito facevano il tema +di una conversazione indifferente, e qualcuno si +compiaceva d'indirizzarle alla signora Cheron, sempre +intenta ad avvilire Valancourt.</p> + +<p>« Ammiro quella bella signora, » diss'ella, « ma +condanno la sua scelta.<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span></p> + +<p> — Oh! il cavaliere Valancourt è il giovine più +amabile ch'io conosca, » rispose la signora alla +quale era stato rivolto quel discorso; « si dice perfino +che la signora Demery lo sposerà quanto prima, +e gli porterà in dote le sue ricchezze.</p> + +<p> — Ciò è impossibile, » sclamò la Cheron, facendosi +di fuoco; « egli ha sì poco l'aria d'un uomo +di qualità, che se non lo vedessi alla tavola della +signora Clairval, non mi sarei mai persuasa che potesse +esser tale; d'altra parte, ho forti motivi per +dubitare della voce che corre.</p> + +<p> — Ed io non posso dubitarne, » disse l'altra signora, +alquanto piccata di quella contraddizione.</p> + +<p> — Posso io domandarvi, » disse la Clairval, +« signore mie, quale è il soggetto della vostra +quistione?</p> + +<p> — Vedete voi, » le disse la Cheron, « quel giovine +quasi in mezzo alla tavola, e che parla colla +signora Demery? Ebbene! quell'uomo, che non è +conosciuto da alcuno, ha pretese <a name="tn141" id="tn141"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'prosuntuose'">presuntuose</ins> su +mia nipote, e questa circostanza, almeno io lo temo, +ha dato luogo a credere ch'egli si spacciasse +per mio adoratore; considerate ora quanto una tal +ciarla sia offensiva per me.</p> + +<p> — Ne convengo, mia buona amica, » rispose la +Clairval, « e potete esser certa ch'io lo smentirò +da per tutto. » E si voltò da un'altra parte. Cavignì, +che fino a quel punto era stato freddo spettatore +di quella scena, fu in procinto di rompere +in una risata, e lasciò il posto bruscamente.</p> + +<p>« Vedo bene che voi ignorate, » disse alla Cheron +la dama seduta accanto a lei, « che il giovine +di cui parlaste alla signora Clairval è suo nipote!....</p> + +<p> — È impossibile! » sclamò la Cheron, accorgendosi +del suo grossolano sbaglio; e da quel momento +cominciò a lodar Valancourt con altrettanta bassezza, +quanta malignità aveva impiegata fino allora per +denigrarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p> + +<p>Emilia era stata assorta durante la massima parte +del discorso, e fu così preservata dal dispiacere di +udirlo; fu sorpresissima dunque nel sentire le lodi +delle quali sua zia colmava Valancourt, ed ignorava +ancora ch'egli fosse nipote della Clairval; epperò +vide senza rammarico la zia, più imbarazzata di +quello che volesse parere, cercar di ritirarsi subito +dopo la cena. Montoni venne allora a darle la mano +per condurla alla carrozza, e Cavignì, con ironica +gravità, la seguì accompagnando Emilia. Nel salutarli +e nel rialzar la portiera, essa vide l'amante +tra la gente, alla porta. Egli sparve prima della +partenza della vettura; la zia non disse nulla ad +Emilia, ed elleno si separarono giugnendo a casa.</p> + +<p>La mattina seguente, essendo Emilia a colazione +colla zia, le fu presentata una lettera, di cui, al solo +indirizzo, riconobbe il carattere; la ricevè con mano +tremante, e la zia domandò tosto donde venisse. +Emilia la disigillò con suo permesso, e vedendo la +firma di Valancourt, gliela consegnò senza leggerla. +La Cheron la prese con impazienza, e mentre la +leggeva, Emilia procurava d'indovinarne il contenuto +nei di lei sguardi; gliela restituì quasi subito, +e siccome gli sguardi della nipote domandavano se +potesse leggere: « Sì, leggete, leggete, figliuola, » +le disse con minor severità di quello che si aspettava. +Emilia non aveva mai obbedito tanto volentieri. +Valancourt nella sua lettera, parlava poco dell'abboccamento +del dì prima; dichiarava che non +avrebbe ricevuto congedo se non da lei sola, e la +scongiurava di riceverlo quella sera medesima, mentre +leggeva, stupiva che la Cheron mostrasse tanta +moderazione, e, guardandola timidamente, le disse: +« Che debbo rispondergli?</p> + +<p> — Eh! bisogna vederlo quel giovine, sì certo, » +disse la zia; « bisogna vedere ciò che può dire a +favor suo; fategli dire che venga. »</p> + +<p>Emilia osava credere appena a' propri orecchi.<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p> + +<p>« No, no, restate, gli scriverò io stessa, » aggiunse +la zia; e chiese carta e calamaio.</p> + +<p>Emilia non ardiva fidarsi ai dolci motti che l'animavano; +la sorpresa sarebbe stata meno grande, se +avesse inteso la sera innanzi ciò che la zia non avea +scordato, cioè che Valancourt era nipote della signora +Clairval.</p> + +<p>Ella non conobbe i segreti motivi della zia; ma +il risultato fu una visita, la sera stessa, di Valancourt, +che la Cheron ricevè sola nel suo gabinetto. +Ebbero essi insieme un lungo colloquio prima che +Emilia fosse chiamata: quando essa entrò, la zia +parlava con dolcezza, e gli occhi del giovane, il +quale alzossi prontamente, scintillavano di gioia e +di speranza.</p> + +<p>« Noi parlavamo di affari, » disse la zia; « mi +diceva qui il cavaliere, che il fu signor Clairval era +fratello della contessa Duverney, sua madre: avrei +voluto ch'egli mi avesse parlato più presto della +sua parentela colla signora Clairval; l'avrei riguardato +come un motivo più che sufficiente per riceverlo +in casa mia. »</p> + +<p>Valancourt s'inchinò, e voleva presentarsi ad Emilia, +ma la Cheron lo prevenne.</p> + +<p>« Ho acconsentito che voi riceviate le sue visite, +e sebbene non intenda impegnarmi in alcuna promessa, +nè dire che lo considererò come mio nipote, +permetterò la vostra relazione e riguarderò l'unione +ch'egli desidera, come un fatto che potrà aver luogo +fra qualche anno, se il cavaliere avanzerà di grado, +e se le sue circostanze gli permetteranno di ammogliarsi; +ma il signor Valancourt osserverà, e voi +pure, Emilia, che, fino a quel punto, v'interdico positivamente +qualunque idea di matrimonio. »</p> + +<p>La figura d'Emilia, durante questa brusca aringa, +cambiava ad ogni momento; e, verso la fine, la +sua confusione fu tale, che stava per ritirarsi. Valancourt, +intanto, quasi imbarazzato quanto lei, non<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +osava guardarla. Allorchè la zia ebbe finito, egli le +rispose: « Per quanto lusinghiera possa essere per +me la vostra approvazione, per quanto mi trovi +onorato dalla vostra stima, nulladimeno temo tanto, +che oso appena sperare.</p> + +<p> — Spiegatevi, » disse la Cheron. L'inattesa risposta +turbò talmente il giovine, che se fosse stato +spettatore di quella scena, non avrebbe potuto far a +meno di ridere.</p> + +<p>« Fino a che la signora Emilia non mi permetta +di profittare delle vostre bontà, » diss'egli con voce +sommessa, « fintantochè ella non mi permetta di +sperare...</p> + +<p> — Se non c'è altra difficoltà, m'incarico io di +risponder per lei. Sappiate, signore, ch'essa è sotto +la mia custodia, ed io pretendo ch'ell'abbia ad uniformarsi +in tutto alla mia volontà. »</p> + +<p>Sì dicendo, si alzò, e ritirossi nella sua camera +lasciando Emilia e Valancourt in pari imbarazzo: +finalmente il giovine, la cui speranza era maggiore +del timore, le parlò colla vivacità e franchezza a +lui naturali: ma Emilia non si rimise se non dopo +qualche tempo prima di intendere le domande e le +preghiere sue.</p> + +<p>La condotta della signora Cheron era stata diretta +dalla sua vanità personale. Valancourt, nel suo +primo abboccamento con lei, le aveva ingenuamente +confessata la sua posizione attuale, e le sue speranze +per l'avvenire; e con maggior prudenza che umanità, +aveva severamente ed assolutamente respinta +la sua domanda: desiderava che la nipote facesse +un gran matrimonio, non già perchè le augurasse +la felicità che si suppone unita al grado ed alla +opulenza, ma per voler dividere l'importanza che +un illustre parentado potea darle. Quando seppe +che Valancourt era nipote d'una persona come madama +Clairval, desiderò un'unione il cui splendore +per certo avrebbela avvolta nella sua aureola. Fondando<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +le sue speranze sulla ricchezza della Clairval, +obliava ch'essa aveva una figlia. Valancourt però +non l'aveva dimenticato, e contava sì poco sopra l'eredità +della propria zia, che non aveva neppure parlato +di lei nel suo primo colloquio colla Cheron; ma +comunque potesse esser per l'avvenire la fortuna +d'Emilia, la distinzione che le procurava questo parentado +era certa, giacchè la brillante situazione della +Clairval formava l'invidia di tutti, ed era un oggetto +d'emulazione per quelli che potevano sostenerne +la concorrenza. Essa aveva dunque acconsentito +di abbandonar la nipote all'incertezza d'un impegno +la cui conclusione era dubbiosa e lontana; e +di tal modo poco combinata la sua felicità o col consenso, +o coll'opposizione: avrebbe però potuto render +questo matrimonio sicuro e vantaggioso insieme, +ma una tal generosità non entrava allora per nulla +nei suoi progetti.</p> + +<p>Da quel punto, Valancourt fece frequenti visite +alla signora Cheron, ed Emilia passò nella sua società +i più felici momenti dei quali avesse goduto +dopo la morte del padre. Erano ambidue troppo +dolcemente occupati del presente, per interessarsi +molto del futuro: amavano, erano riamati, e non +sospettavano che quell'istesso attaccamento, il quale +formava la loro felicità, potesse cagionare un giorno +la disgrazia della loro vita. In questo intervallo, +la relazione della Cheron colla Clairval divenne +sempre più intima, e la vanità della prima si pasceva +di già bastantemente, pubblicando da per tutto +la passione del nipote della sua amica per Emilia.</p> + +<p>Montoni divenne anch'egli l'ospite giornaliero del +castello, ed Emilia si accorse, col massimo dispiacere, +ch'egli era l'amante di sua zia, e amante +favorito.</p> + +<p>I nostri due giovani passarono così l'inverno, +non solo nella pace, ma anche nella felicità. Il reggimento +di Valancourt era in guarnigione vicino a<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +Tolosa, per cui potevano vedersi di frequente. Il +padiglione del terrazzo era il teatro favorito delle +loro conferenze; la zia ed Emilia vi andavano a lavorare, +e Valancourt leggeva loro opere di spirito. +Egli osservava l'entusiasmo d'Emilia, esprimeva il +suo, e si convinceva infine, ogni giorno più, che le +loro anime erano fatte l'una per l'altra, e che con +il medesimo gusto, la medesima bontà e nobiltà di +sentimenti, essi soli reciprocamente potevano rendersi +felici.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FINE DEL PRIMO VOLUME</p> + +<p> <br /> </p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">1875. Milano, Tip. Ditta Wilmant.</p> + +<hr /> + +<div class="tnote"> +<h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2> + +<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di +quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in +inglese è disponibile su Project Gutenberg: + <a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di +trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto +irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p> + +<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo +originale]:</p> + +<table summary="correzioni"> + <tr> + <td class="r">P. <a href="#tn5">5</a> -</td><td>ora lasciando scorgere bizzarre [bizzare] forme, si mostravano</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn10">10</a> - </td> <td>senso per preferire le attrattive [attrattative] alla virtù</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn11">11</a> - </td> <td>gli oggetti che la colpivano, dava soprattutto [soprattuto]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn14">14</a> - </td> <td>l'entusiasmo [l'entusiamo] del sentimento le diveniva</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn16">16</a> - </td> <td>trovò difatti i coniugi [cuniugi] Quesnel nel salotto.</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn19">19</a> - </td> <td>ma l'ira fe' presto luogo al disprezzo [disprezeo].</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn26">26</a> - </td> <td>è passato, e quando lo si prolunga all'eccesso [acesso],</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn36">36</a> - </td> <td>grandiose, internaronsi nell'angusta valle [vallea].</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn39">39</a> - </td> <td>altrove mi vergognerei [vergogneri] di offrirvelo.</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn42">42</a> - </td> <td>della più soave fragranza [fraganza].</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn54">54</a> - </td> <td>non sapeva pensare a sè medesima, e Valancourt [Valancorut],</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn62">62</a> - </td> <td>superficie [superfice] scorrevano molte vele sparse,</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn67">67</a> - </td> <td>d'un tal Motteville [Monteville] di Parigi, ma ignoravi che la</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn68">68</a> - </td> <td>Si scuopriva il lago di Leucate, il Mediterraneo [Meditarraneo],</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn73">73</a> - </td> <td>La carrozza [carozza] si fermò di nuovo; egli</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn76">76</a> - </td> <td>si adagiò sopra una specie [spece] di poltrona.</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn84">84</a> - </td> <td>alla finestra, sperando e temendo [tememdo] nel tempo istesso</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn85">85</a> - </td> <td>(e altre) Sant'Aubert [Sant'Auber]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn93">93</a> - </td> <td>lenivano alquanto la di lei disperazione [dispezione].</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn96">96</a> - </td> <td>a lasciarla [lascirla] partire. Ella uscì dal convento</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn98">98</a> - </td> <td>perchè siete superstizioso [saperstizioso], n'è vero?</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn100a">100</a> - </td> <td>fu deposto [doposto] nella tomba, quando udì gettar la terra</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn100b">100</a> - </td> <td>avea provato scosse troppo violente [violenti]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn103">103</a> - </td> <td>alla perfine [perfino] lasciò il convento colle lacrime</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn106">106</a> - </td> <td>La fanciulla rimase [rimasa] alcun tempo immersa in alta</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn114">114</a> - </td> <td>sebbene abbia avuto la fortuna [fotuna] d'incontrarvi</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn115">115</a> - </td> <td>poi, rimettendosi [rimettandosi], soggiunse: « Perdonate questa</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn121">121</a> - </td> <td>rapivano in dolce estasi l'anima sua e la portavano [porvano]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn122">122</a> - </td> <td>il timore altresì [altresi] delle censure della zia</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn129">129</a> - </td> <td>di aver conosciuto [conasciuto] Valancourt,</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn130">130</a> - </td> <td>No, signora, io non lo conosco [conoscono],</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn138">138</a> - </td> <td>essa è superiore [superiora] a qualunque elogio.</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn141">141</a> - </td> <td>conosciuto da alcuno, ha pretese presuntuose [prosuntuose]</td> + </tr> +</table> + +<p>Grafie alternative mantenute:</p> + +<ul> +<li>colta / côlta</li> +<li>sopratutto / soprattutto</li> +</ul> + +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 1, by +Ann Radcliffe + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 1 *** + +***** This file should be named 33781-h.htm or 33781-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33781/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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