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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 20:00:11 -0700
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+ I misteri del castello d'Udolfo, vol. 1, by Ann Radcliffe
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+<pre>
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+Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 1, by Ann Radcliffe
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 1
+
+Author: Ann Radcliffe
+
+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33781]
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+Language: Italian
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+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 1 ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
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+
+
+
+</pre>
+
+
+<h1>I MISTERI<br />
+<span class="small">DEL</span><br />
+<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">DI<br />
+ANNA RADCLIFFE</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">VOL. I</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">MILANO<br />
+<i>Oreste Ferrario</i><br />
+<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br />
+e Santa Margherita</span></p>
+
+<hr />
+
+<div class="figcenter">
+<img class="border" src="images/ill.jpg" width="416" height="600" alt=""
+ />
+<p class="caption">... lacerò un fazzoletto per bendargli la piaga...<br /><a href="#cap4"><i>Cap. IV</i></a></p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center">SOMMARIO</p>
+
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_I">Capitolo I</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_II">Capitolo II</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_III">Capitolo III</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_IV">Capitolo IV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_V">Capitolo V</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_VI">Capitolo VI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_VII">Capitolo VII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_VIII">Capitolo VIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_IX">Capitolo IX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_X">Capitolo X</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XI">Capitolo XI</a></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_I" id="CAPITOLO_I"></a>CAPITOLO I</h2>
+
+<p>Sulle sponde della Garonna, nella provincia di
+Guienna, esisteva nell'anno 1584 il castello di Sant'Aubert:
+dalle sue finestre scoprivansi i ricchi e
+fertili paesi della Guienna, che si estendevano lungo
+il fiume, coronati da boschi, vigne ed oliveti. A
+mezzodì, la prospettiva era circoscritta dalla massa
+imponente dei Pirenei, le cui cime, or celate nelle
+nubi, ora lasciando scorgere <a name="tn5" id="tn5"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'bizzare'">bizzarre</ins> forme, si mostravano
+talvolta, nude e selvagge, in mezzo ai vapori
+turchinicci dell'orizzonte, e talora scoprivano
+le loro pendici, lungo le quali dondolavano grandi
+abeti neri, agitati dai venti. Spaventosi precipizi
+contrastavano colla ridente verzura de' prati e delle
+selve circostanti, e lo sguardo affaticato dall'aspetto
+di quelle voragini, si riposava alla vista degli armenti
+e delle capanne dei pastori. Le pianure della
+Linguadoca si estendevano a tiro di occhio a tramontana
+ed a levante, e l'orizzonte confondevasi a
+ponente colle acque del golfo di Guascogna.</p>
+
+<p>Sant'Aubert, accompagnato dalla sposa e dalla figlia,
+andava spesso a passeggiare sulle sponde della
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>Garonna; egli si compiaceva di ascoltare il mormorio
+armonioso delle sue acque. Aveva altre volte conosciuto
+un altro genere di vivere ben diverso da
+questa vita semplice e campestre; aveva a lungo
+vissuto nel vortice del gran mondo, ed il quadro
+lusinghiero della specie umana, formatosi dal suo
+giovine cuore, aveva subìto le tristi alterazioni dell'esperienza.
+Nondimeno, la perdita delle sue illusioni
+non aveva nè scosso i suoi principii, nè raffreddata
+la sua benevolenza: aveva abbandonata la
+società piuttosto con pietà che con collera, e si era
+limitato per sempre al dolce godimento della natura,
+ai piaceri innocenti dello studio, ed in fine all'esercizio
+delle domestiche virtù.</p>
+
+<p>Discendeva da un cadetto d'illustre famiglia; ed
+i suoi genitori avrebbero desiderato che, per riparare
+alle ingiurie della fortuna, egli avesse ricorso a
+qualche ricco partito, o tentato d'innalzarsi colle mene
+dell'intrigo. Per questo ultimo progetto, Sant'Aubert
+aveva troppo onore e troppa delicatezza; e, quanto
+al primo, non aveva bastante ambizione per sacrificare
+all'acquisto delle ricchezze ciò ch'esso chiamava
+felicità. Dopo la morte del padre sposò una
+fanciulla amabile, eguale a lui per nascita, non meno
+che pei beni di fortuna. Il lusso e la generosità di
+suo padre avevano talmente oberato il patrimonio
+ricevuto in retaggio, che fu costretto di alienarne
+porzione. Qualche anno dopo il suo matrimonio, lo
+vendè a Quesnel, fratello di sua moglie, e si ritirò
+in una piccola terra di Guascogna, dove la felicità
+coniugale ed i doveri paterni dividevano il suo tempo
+colle delizie dello studio e della meditazione.</p>
+
+<p>Da lunga pezza questo luogo eragli caro; vi era
+venuto spesso nella sua infanzia, e conservava ancora
+l'impressione dei piaceri ivi gustati; non aveva
+obliato nè il vecchio contadino incaricato allora d'invigilare
+sopra di lui, nè i suoi frutti, nè la sua
+crema, nè le di lui carezze. Que' verdi prati, ove,
+pieno di salute, di gioia e di gioventù, aveva scherzato<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+tanto in mezzo ai fiori; i boschi, la cui fresca
+ombra aveva inteso i suoi primi sospiri, e mantenuta
+la sua riflessiva malinconia, che divenne in
+seguito il tratto dominante del suo carattere; le passeggiate
+agresti pe' monti, i fiumi che aveva traversato,
+le pianure vaste e immense come la speranza
+dell'età giovanile! Sant'Aubert non si rammentava
+se non con entusiasmo e con rincrescimento questi
+luoghi abbelliti da tante rimembranze. Alla perfine,
+sciolto dal mondo venne a fissarvi il suo soggiorno
+ed a realizzare così i voti di tutta la sua vita.</p>
+
+<p>Il castello, nello stato d'allora, era molto ristretto;
+un forestiero ne avrebbe ammirato senza dubbio
+l'elegante semplicità e la bellezza esteriore; ma vi
+abbisognavano lavori considerevoli per farne l'abitazione
+d'una famiglia. Sant'Aubert aveva una specie
+di affezione per quella parte d'edificio che aveva
+conosciuta il passato; e non volle mai che ne fosse
+alterata una sol pietra, dimodochè la nuova costruzione,
+adattata allo stile dell'antica, fece del tutto
+una dimora più comoda che ricercata. L'interno,
+abbandonato alle cure della signora Sant'Aubert, le
+somministrò occasione di mostrare il suo gusto; ma
+la modestia che caratterizzava i suoi costumi, le fu
+sempre di guida negli abbellimenti da lei prescritti.</p>
+
+<p>La biblioteca occupava la parte occidentale del
+castello, ed era piena delle migliori opere antiche
+e moderne. Questo appartamento guardava su di un
+boschetto che, piantato lungo un dolce clivo, conduceva
+al fiume, ed i cui alti e grossi alberi formavano
+un'ombra folta e misteriosa. Dalle finestre
+si scopriva, al disopra delle pergole, il ricco paese
+che estendevasi all'occidente, e si scorgevano a sinistra
+gli orribili precipizi dei Pirenei. Vicino alla
+biblioteca eravi un terrazzo munito di piante rare
+e preziose. Lo studio della botanica era uno dei
+divertimenti di Sant'Aubert, ed i monti vicini, che
+offrono tanti tesori ai naturalisti, lo trattenevano<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+spesso giornate intiere. Nelle sue gite, veniva qualche
+volta accompagnato da sua moglie, e talvolta
+dalla figlia: un panierino di vimini per riporvi le
+piante, un altro pieno di qualche alimento, che non
+si sarebbe potuto trovare nelle capanne dei pastori,
+formavano il loro equipaggio; scorrevano così i luoghi
+più selvaggi, le vedute più pittoresche, e la loro
+attenzione non era concentrata totalmente nello studio
+delle menome opere della natura, che non permettesse
+loro d'ammirarne egualmente le bellezze grandi
+e sublimi. Stanchi di scavalcar rupi, ove pareano
+essere stati condotti dal solo entusiasmo, e dove
+non si scorgevano sul musco altre orme fuor quelle
+del timido camoscio, cercavano essi un ricovero in
+que' bei templi di verzura, nascosti in seno delle
+montagne. All'ombra de' larici e degli alti pini, gustavano
+di una refezione frugale, bevendo l'acque
+di una sorgente vicina, e respiravano con delizia
+gli effluvi delle varie piante smaltanti la terra, o
+pendenti a festoni dagli alberi e dalle rupi.</p>
+
+<p>A sinistra del terrazzo, e verso le pianure della
+Linguadoca, eravi il gabinetto di Emilia, benissimo
+assortito di libri, di disegni, di strumenti musicali,
+di qualche garrullo uccelletto e di fiori i più ricercati;
+quivi, occupata nello studio delle belle arti,
+essa le coltivava con successo, giacchè molto convenivano
+al gusto ed al carattere di lei. Le sue naturali
+disposizioni secondate dalle istruzioni dei genitori,
+avevano facilitato i suoi rapidi progressi. Le
+finestre di questa stanza si aprivano fino al suolo
+sul giardino che circondava la casa; e viali di mandorli
+di fichi, di acacie e di mirti fioriti, conducevano
+assai lungi la vista fino ai verdi margini irrigati
+dalla Garonna.</p>
+
+<p>I contadini di questo bel clima, finiti i lavori,
+venivano spesso verso sera a ballare sulle sponde
+del fiume. Il suono animato della musica, la vivacità
+dei loro passi il brio delle movenze, il gusto<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+ed il capriccioso abbigliamento delle villanelle, dava
+a tutta questa scena un carattere interessantissimo.</p>
+
+<p>La facciata del castello, dalla parte di mezzogiorno,
+era situata di fronte alle montagne. Al pian terreno
+eravi una gran sala e due comodi salotti. Il pian
+superiore, chè eravene un solo, era distribuito in
+camere da letto, meno una sola stanza, munita d'un
+largo verone, ove si faceva ordinariamente la colazione.</p>
+
+<p>Nell'aggiustamento esterno, l'affezione di Sant'Aubert
+per il teatro della sua infanzia, aveva talvolta
+sacrificato il gusto al sentimento. Due vecchi
+larici ombreggiavano il castello, e ne impedivano
+alquanto la vista; ma Sant'Aubert diceva qualche
+volta, che se li vedesse seccare, avrebbe forse la
+debolezza di piangerli. Piantò vicino a questi larici
+un boschetto di faggi, di pini e di frassini alpini;
+su di un alto terrazzo, al disopra del fiume, eranvi
+parecchi aranci e limoni, i cui frutti, maturando tra
+i fiori, esalavano nell'aere un ammirabile e soave
+profumo.</p>
+
+<p>Unì loro alcuni alberi d'un'altra specie, e colà,
+sotto un folto platano le cui frondi stendevansi fino
+sul fiume, amava sedere nelle belle sere estive tra
+la consorte ed i figliuoli. Traverso il fogliame vedeva
+il sole tramontar nel lontano orizzonte, ne
+scorgeva gli ultimi raggi risplendere, venir meno e
+confondere a poco a poco i purpurei riflessi colle
+tinte grige del crepuscolo. Ivi pure amava egli leggere
+e conversare colla moglie, a far giuocare i figliuoletti,
+ad abbandonarsi ai dolci affetti, compagni
+consueti della semplicità e della natura. Spesso pensava,
+colle lagrime agli occhi, come que' momenti
+fossero le cento volte più soavi de' piaceri rumorosi
+e delle tumultuose agitazioni del mondo. Il suo
+cuore era contento; chè avea il raro vantaggio di
+non desiderar maggior felicità di quella onde fruiva.
+La serenità della coscienza comunicavasi alle sue<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+maniere, e, per uno spirito come il suo, dava incanto
+alla stessa felicità.</p>
+
+<p>La caduta totale del giorno non lo allontanava
+dal suo platano favorito; amava quel momento in
+cui gli ultimi chiarori si spengono, in cui le stelle
+vengono a scintillare l'una dopo l'altra nello spazio,
+e a riflettersi nello specchio delle acque; istante
+patetico e dolce, in cui l'anima delicata schiudesi
+ai più teneri sentimenti, alle contemplazioni più
+sublimi. Quando la luna, cogli argentei raggi, traversava
+il fronzuto fogliame, Sant'Aubert restava
+ancora; e spesso si faceva portare, sotto quell'albero
+a lui caro, i latticini ed i frutti che componevano
+la sua cena. Allorchè la notte faceasi più cupa, l'usignuolo
+cantava, ed i di lui armoniosi accenti risvegliavangli
+nel fondo dell'anima una dolce malinconia.</p>
+
+<p>La prima interruzione della felicità che aveva conosciuta
+nel suo ritiro, fu cagionata dalla perdita
+di due maschi: essi morirono in quell'età in cui
+le grazie infantili hanno tanta vaghezza; e sebbene,
+per non affliggere soverchiamente la sposa, egli
+avesse moderata l'espressione del suo dolore, e si
+fosse sforzato di sopportarlo con fermezza, non
+aveva filosofia bastante da reggere alla prova di simile
+sciagura. Una figlia era ormai la sua unica
+prole. Invigilò attentamente sullo sviluppo del di
+lei carattere, e si occupò del continuo a mantenerla
+nelle disposizioni più adatte a formarne la felicità.
+Ella aveva annunziato fin dall'infanzia una rara delicatezza
+di spirito, affezioni vive ed una docile benevolenza;
+ma lasciava travedere nondimeno troppa
+suscettività per godere di una pace durevole: avanzandosi
+alla pubertà, questa sensibilità diede un
+tuono riflessivo ai suoi pensieri, e una dolcezza
+alle maniere, che, aggiungendo grazia alla beltà, la
+rendevano molto più interessante alle persone che
+l'avvicinavano. Ma Sant'Aubert aveva troppo buon
+senso per preferire le <a name="tn10" id="tn10"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'attrattative'">attrattive</ins> alla virtù; egli<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+era troppo avveduto per non sapere quanto queste
+siano pericolose a chi le possiede, e non poteva
+esserne molto contento. Procurò dunque di fortificare
+il di lei carattere, di suefarla a signoreggiare
+le inclinazioni ed a sapersi dominare: le insegnò a
+non cedere tanto facilmente alle prime impressioni,
+e a sopportare con calma le infinite contrarietà della
+vita. Ma per insegnarle a vincere sè medesima, ed
+a prendere quel grado di dignità tranquilla, che sol
+può domare le passioni, e innalzarci al disopra dei
+casi e delle disgrazie, aveva bisogno egli stesso di
+qualche coraggio, e non senza grande sforzo parea
+vedere tranquillamente le lacrime ed i piccoli disgusti,
+che la sua previdente sagacità cagionava talvolta
+ad Emilia.</p>
+
+<p>Questa interessante fanciulla somigliava alla madre;
+ne aveva la statura elegante, i delicati lineamenti;
+aveva al par di lei, gli occhi azzurri, languidi
+ed espressivi; ma per quanto belle ne fossero
+le fattezze, l'espressione però della sua fisonomia,
+mobile come gli oggetti che la colpivano, dava <a name="tn11" id="tn11"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'soprattuto'">soprattutto</ins>
+al di lei volto un'attrattiva irresistibile.</p>
+
+<p>Sant'Aubert coltivò il suo spirito con estrema
+cura. Le comunicò una tintura delle scienze, ed una
+esatta cognizione della più squisita letteratura. Le
+insegnò il latino e l'italiano, desiderando che potesse
+leggere i sublimi poemi scritti in queste due
+lingue. Annunziò essa, fino dai primi anni, un gusto
+deciso per le opere di genio, a questi principii
+aumentavano il diletto e la soddisfazione di Sant'Aubert. &mdash; Uno
+spirito coltivato, &mdash; diceva egli, &mdash; è
+il miglior preservativo al contagio del vizio e
+delle follie: uno spirito vuoto ha sempre bisogno
+di divertimenti, e s'immerge nell'errore per evitare
+la noia. Il movimento delle idee, forma, della riflessione,
+una sorgente di piaceri, e le osservazioni
+fornite dal mondo medesimo, compensano i pericoli
+delle tentazioni ch'esso offre. La meditazione e lo
+studio sono necessarie alla felicità, tanto in campagna<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+quanto in città; in campagna esse prevengono
+i languori di un'apatia indolente, e somministrano
+nuovi godimenti pel gusto e l'osservazione delle
+grandi cose; in città, esse rendono la distrazione
+meno necessaria, e per conseguenza meno pericolosa.&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>La di lei passeggiata favorita era una peschiera
+situata in un boschetto vicino, sulla riva di un ruscello,
+che, scendendo dai Pirenei, spumava a traverso
+gli scogli, e fuggiva in silenzio sotto l'ombra
+degli alberi; da questo sito si scuoprivano fra le
+fronzute selve, i più bei siti dei paesi circonvicini;
+l'occhio si smarriva in mezzo alle eccelse rupi, alle
+umili capanne dei pastori, ed alle vedute ridenti
+lungo il fiume: in questo luogo delizioso si recava
+bene spesso anche Sant'Aubert e sua madre a godere
+il rezzo ne' calori estivi, e verso sera, all'ora
+del riposo, ci veniva a salutare il silenzio e l'oscurità,
+ed a prestar ascolto ai queruli canti della tenera
+Filomela; talvolta ancora portava la musica;
+l'eco svegliavasi al suono dell'oboe, e la voce melodiosa
+di Emilia addolciva i lievi zeffiri che ricevevan
+e portavano lunge da lei la sua espressione
+ed i suoi accenti.</p>
+
+<p>Un giorno, Emilia lesse in un canto del tavolato
+i versi seguenti scritti col lapis:</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">Ingenui figli del sentir più puro<br /></span>
+<span class="i2">Che sì poco spiegate il mio dolore,<br /></span>
+<span class="i2">Versi miei, se avverrà che in questo oscuro<br /></span>
+<span class="i2">Sacro alla pace taciturno orrore<br /></span>
+<span class="i2">Un oggetto gentil mai si presenti,<br /></span>
+<span class="i2">L'amor mio gli narrate e i miei tormenti.<br /></span>
+<span class="i0">Quel dì che nel mio core il suo sembiante<br /></span>
+<span class="i2">Le amorose destò prime scintille,<br /></span>
+<span class="i2">Ah! fatal giorno! ahi sventurato amante!<br /></span>
+<span class="i2">Contro il vivo fulgor di sue pupille<br /></span>
+<span class="i2">Indifeso mi stava e senza tema<br /></span>
+<span class="i2">Della vaga di lor possanza estrema.<br /></span>
+<span class="i0">E ripiena d'angelico diletto<br /></span>
+<span class="i2">Già sentia palpitar l'alma nel seno:<br /></span>
+<span class="i2">Ma l'inganno svanì; l'amato oggetto<br /></span>
+<span class="i2">Da me volse le piante in un baleno,<br /></span>
+<span class="i2">E lasciommi in partir tutti i più forti<br /></span>
+<span class="i2">D'invincibile amor crudi trasporti.<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span></div></div>
+
+<p>Questi versi non erano indirizzati ad alcuno:
+Emilia non poteva applicarli a sè medesima, sebbene
+fosse, senza alcun dubbio, la ninfa di quelle
+boscaglie: ella scorse rapidamente il circolo ristretto
+delle sue conoscenze, senza poterne fare l'applicazione,
+e restò nell'incertezza: incertezza molto meno
+penosa per lei, di quello sarebbe stata per uno spirito
+più ozioso, non avendo occasione di occuparsi
+a lungo d'una bagattella, e d'esagerarne l'importanza
+pensandovi del continuo. L'incertezza, che
+non le permetteva di supporre che quei versi le
+fossero indirizzati, non l'obbligava neppure di adottare
+l'idea contraria; ma il piccolo moto di vanità
+da lei sentito non durò molto, e ben presto lo dimenticò
+per i suoi libri, i suoi studi e le sue buone
+opere.</p>
+
+<p>Poco tempo dopo, la sua inquietudine fu eccitata
+da un'indisposizione del padre; esso fu colto dalla
+febbre, che, senza essere molto pericolosa, non
+mancò di dare una scossa sensibile al di lui temperamento.
+La signora Sant'Aubert e sua figlia lo
+assistettero con molta premura, ma la sua convalescenza
+fu lenta, e mentre egli ricuperava la salute,
+la di lui sposa perdeva la sua. Appena fu ristabilito,
+la prima visita fu alla peschiera: un paniere di provvisioni,
+i libri, ed il liuto di Emilia vi furono mandati
+dapprima; della pesca non se ne parlava, perchè
+Sant'Aubert non prendeva verun piacere alla
+distruzione degli esseri viventi.</p>
+
+<p>Dopo un'ora di passeggio e di ricerche botaniche,
+fu servito il pranzo: la soddisfazione provata pel
+piacere di rivedere ancora quel luogo favorito, riempì
+i commensali del più dolce sentimento: la cara famiglia
+parea ritrovare la felicità sotto quelle ombre
+beate. Sant'Aubert discorrea con singolar allegria:
+ogni oggetto ne rianimava i sensi; l'amabile frescura,
+il diletto che si prova alla vista della natura
+dopo i patimenti d'una malattia ed il soggiorno di<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+una camera da letto, non ponno del certo nè comprendersi,
+nè descriversi nello stato di perfetta salute;
+la verzura delle selve e de' pascoli, la varietà
+de' fiori, l'azzurra vôlta de' cieli, l'olezzo dell'aere,
+il lene murmure delle acque, il ronzio de' notturni
+insetti, tutto sembra allora vivificar l'anima e dar
+pregio all'esistenza. La Sant'Aubert, rianimata dalla
+gaiezza e dalla convalescenza dello sposo, obliò
+la sua indisposizione personale: passeggiò pe' boschi,
+e visitò le situazioni deliziose di quel ritiro: conversava
+essa col marito e colla figlia, e riguardavali
+spesso con un grado di tenerezza che le faceva
+versar lagrime. Sant'Aubert, accortosene, le rimproverò
+teneramente la sua emozione: ella non potè
+che sorridere, stringere la di lui mano, quella di
+Emilia, e piangere davvantaggio. Sentì egli che
+<a name="tn14" id="tn14"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'l'entusiamo'">l'entusiasmo</ins> del sentimento le diveniva quasi penoso;
+una trista impressione s'impadronì dei suoi sensi,
+e gli sfuggirono sospiri. &mdash; Forse, diceva tra sè,
+forse questo momento è il termine della mia felicità,
+come ne è il colmo; ma non abbreviamolo con dispiaceri
+anticipati; speriamo che non avrò sfuggita
+la morte per avere da piangere io stesso i soli esseri
+interessanti che me la fanno temere.&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>Per uscire da questi cupi pensieri, o forse piuttosto
+per intrattenervisi, pregò Emilia di andar a
+cercare il liuto, e suonargli qualche bel pezzo di tenera
+musica. Nell'avvicinarsi alla peschiera, essa fu
+sorpresa di sentire le corde del suo strumento toccate
+da una mano maestra, ed accompagnata da un
+canto lamentevole, che cattivò la di lei attenzione.
+Ascoltò in profondo silenzio, temendo che un indiscreto
+movimento non la privasse d'un suono o non
+interrompesse il suonatore. Tutto era tranquillo nel
+padiglione, e non sembrando che ci fosse alcuno,
+ella continuò ad ascoltare; ma finalmente la sorpresa
+e il diletto fecero luogo alla timidezza; questa aumentò
+pella rimembranza dei versi scritti a matita,<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+da lei già veduti, e titubò se doveva o no ritirarsi
+all'istante.</p>
+
+<p>Nell'intervallo, la musica cessò; Emilia riprese
+coraggio, e si avanzò, sebben tremando, verso la
+peschiera, ma non ci vide nessuno: il liuto giaceva
+sul tavolino, e tutto il resto stava come ce lo aveva
+lasciato. Emilia principiò a credere di avere inteso
+un altro istrumento, ma si ricordò benissimo di
+aver lasciato, nel partire, il suo liuto vicino alla finestra;
+si sentì agitata senza saperne il motivo;
+l'oscurità, il silenzio di quel luogo, interrotto sol
+dal lievissimo tremolio delle foglie, aumentò il suo
+timore infantile; volle uscire, ma si accorse che si
+indeboliva, e fu obbligata a sedere; mentre procurava
+di riaversi, i suoi occhi incontraron di nuovo
+i versi scritti col lapis; sussultò come se avesse
+veduto uno straniero, poi sforzandosi di vincere il
+terrore, alzossi e si avvicinò alla finestra; altri
+versi erano stati aggiunti ai primi, e questa volta
+il suo nome ne formava il soggetto.</p>
+
+<p>Non le fu più possibile di dubitare che l'omaggio
+non fosse a lei diretto, ma non le fu meno impossibile
+d'indovinarne l'autore: mentre ci pensava,
+sentì il romore di qualche passo dietro l'edifizio;
+spaventata, prese il liuto, fuggì ed incontrò i genitori
+in un sentieruzzo lungo la radura.</p>
+
+<p>Salirono tutti insieme sopra un poggetto coperto
+di fichi, d'onde si godeva il più bel punto di vista
+delle pianure e delle valli della Guascogna: sedettero
+sull'erba, e mentre i loro sguardi abbracciavano
+il grandioso spettacolo, respiravano in riposo
+i dolci profumi delle piante sparse in quel luogo
+incantevole. Emilia ripetè le canzoni più gradite ai
+genitori, e l'espressione con cui le cantò ne raddoppiò
+il diletto. La musica e la conversazione ve
+li trattennero fino all'imbrunire: i candidi veli che
+segnavan di sotto a' monti il veloce corso della Garonna
+avean cessato d'esser visibili; era un'oscurità<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+più malinconica che trista. Sant'Aubert e la sua
+famiglia si alzarono lasciando con dispiacere quel
+sito. Ahimè! La signora Sant'Aubert ignorava come
+non dovesse ritornarvi mai più!</p>
+
+<p>Giunta alla peschiera, essa si accorse di aver
+perduto un braccialetto, che si era tolto pranzando,
+ed avea lasciato sulla tavola, nell'andare al passeggio.
+Fu cercato con molta premura, specialmente da
+Emilia, ma invano, e convenne rinunziarvi. La Sant'Aubert
+aveva in gran pregio questo braccialetto,
+perchè conteneva il ritratto di sua figlia; e questo
+ritratto, fatto da poco, era di perfettissima somiglianza.
+Quando Emilia fu certa di tal perdita, arrossì,
+e divenne pensierosa. Un estraneo si era adunque
+introdotto nella peschiera in loro assenza; il
+liuto smosso ed i versi letti non le permettevano di
+dubitarne: si poteva dunque concludere con fondamento,
+che il poeta, il suonatore ed il ladro erano
+la medesima persona. Ma sebbene que' versi, la musica
+ed il furto del ritratto formassero una combinazione
+notevole, Emilia si sentì irresistibilmente
+aliena dal farne menzione, e si propose soltanto di
+non visitare più la peschiera senza essere accompagnata
+da qualcuno dei genitori.</p>
+
+<p>Nel tornare a casa, la fanciulla pensava a quanto
+le era accaduto; Sant'Aubert si abbandonava al più
+dolce godimento, contemplando i beni che possedeva.
+La sua sposa era conturbata ed afflitta dalla perdita
+del ritratto; avvicinandosi a casa, distinsero un romore
+confuso di voci e di cavalli; parecchi servi
+traversarono i viali, ed una carrozza a due cavalli
+arrivò nello stesso punto davanti la porta d'ingresso del
+castello. Sant'Aubert riconobbe la livrea del cognato, e
+trovò difatti i <a name="tn16" id="tn16"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'cuniugi'">coniugi</ins> Quesnel nel salotto. Essi mancavano
+da Parigi da pochissimi giorni, e recavansi alle
+loro terre distanti dieci leghe dalla valle, Sant'Aubert
+gliele aveva vendute da qualche anno. Quesnel era
+l'unico fratello della moglie di Sant'Aubert; ma la<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+diversità di carattere avendo impedito di rafforzare
+i loro vincoli, la corrispondenza tra essi non era
+stata molto sostenuta. Quesnel si era introdotto nel
+gran mondo; amava il fasto, e mirava a divenire
+qualcosa d'importante; la sua sagacità, le sue insinuazioni
+avevano quasi ottenuto l'intento. Non è
+dunque da stupire se un uomo tale non sapesse apprezzare
+il gusto puro, la semplicità e la moderazione
+di Sant'Aubert, e non vi ravvisasse se non
+se picciolezza di spirito e totale incapacità. Il matrimonio
+di sua sorella aveva mortificato assai la
+sua ambizione, essendosi lusingato ch'essa avrebbe
+formato un parentado più adatto a servire ai suoi
+progetti. Egli aveva ricevute proposte confacentissime
+alle sue speranze; ma la sorella, che a quell'epoca
+venne richiesta da Sant'Aubert, si accorse, o credè
+accorgersi, che la felicità e lo splendore non erano
+sempre sinonimi, e la sua scelta fu presto fatta.
+Qualunque fossero le idee di Quesnel a tal proposito,
+egli avrebbe sacrificato volentieri la quiete della
+sorella all'innalzamento della propria fortuna; e
+quand'essa si maritò, non potè dissimularle il suo
+disprezzo per i di lei principii, e per l'unione ch'essi
+determinavano. La Sant'Aubert nascose l'insulto
+allo sposo, ma per la prima volta, forse, concepì
+qualche risentimento. Conservò la sua dignità, e si
+condusse con prudenza; ma il di lei riservato contegno
+avverti abbastanza Quesnel di ciò ch'ella
+sentiva.</p>
+
+<p>Nell'ammogliarsi, egli non seguì l'esempio della
+sorella; la sua sposa era un'Italiana, ricchissima
+erede; ma il costei naturale e l'educazione ne facevano
+una persona frivola quanto vana.</p>
+
+<p>Si erano prefissi di passare la notte in casa di
+Sant'Aubert, e siccome il castello non bastava ad
+alloggiare tutti i domestici, furono mandati al vicino
+villaggio. Dopo i primi complimenti e le disposizioni
+necessarie, Quesnel cominciò a parlare delle<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+sue relazioni ed amicizie. Sant'Aubert, il quale aveva
+vissuto abbastanza nel ritiro e nella solitudine perchè
+questo soggetto gli paresse nuovo, lo ascoltò con
+pazienza ed attenzione, ed il suo ospite credè ravvisarvi
+umiltà e sorpresa insieme. Descrisse vivamente
+il piccolo numero di feste, che le turbolenze
+di quei tempi permettevano alla corte di Enrico III,
+e la sua esattezza compensava l'arroganza: ma quando
+arrivò a parlare del duca di Joyeuse, di un trattato
+segreto, ond'egli conosceva le negoziazioni colla Porta,
+e del punto di vista sotto al quale Enrico di Navarra
+era veduto alla corte, Sant'Aubert richiamò
+l'antica esperienza, e si convinse facilmente che
+il cognato tutto al più poteva tenere l'ultimo posto
+alla corte; l'imprudenza dei suoi discorsi non poteva
+conciliarsi colle sue pretese cognizioni: pure
+Sant'Aubert non volle mettersi a discutere, sapendo
+troppo bene che Quesnel non aveva nè sensibilità,
+nè criterio.</p>
+
+<p>La Quesnel, nel frattempo, esprimeva il suo stupore
+alla Sant'Aubert sulla vita trista che menava,
+diceva essa, in un cantuccio così remoto. Probabilmente,
+per eccitare l'invidia, si mise poscia a narrare
+le feste da ballo, i pranzi, le veglie ultimamente
+date alla corte, e la magnificenza delle feste fatte in
+occasione delle nozze del duca di Joyeuse con Margherita
+di Lorena, sorella della regina; descrisse
+colla stessa precisione e quanto aveva veduto, e
+quanto non erale stato concesso di vedere. La fervida
+immaginazione di Emilia accoglieva que' racconti
+coll'ardente curiosità della gioventù, e la Sant'Aubert,
+considerando la figlia colle lacrime agli
+occhi, comprese che se lo splendore accresce la felicità,
+la sola virtù però può farla nascere.</p>
+
+<p>Quesnel disse al cognato: «&nbsp;Sono già dodici anni
+che ho comprato il vostro patrimonio. &mdash; All'incirca,&nbsp;»
+rispose Sant'Aubert, reprimendo un sospiro. &mdash; Sono
+ormai cinque anni che non vi sono stato,&nbsp;» riprese<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+Quesnel; «&nbsp;Parigi ed i suoi dintorni sono l'unico
+luogo ove si possa vivere; ma d'altra parte, io sono
+talmente occupato, talmente versato negli affari, ne
+sono tanto oppresso, che non ho potuto senza grandissima
+difficoltà, ottenere di assentarmi per un
+mese o due.&nbsp;» Sant'Aubert non diceva nulla, e Quesnel
+seguitò: «&nbsp;Sonomi maravigliato spesso, che voi, assuefatto
+a vivere nella capitale, voi, che siete avvezzo
+al gran mondo possiate dimorare altrove, sopratutto
+in un paese come questo, ove non si sente
+parlare di nulla, e dove si sa appena di esistere. &mdash; Io
+vivo per la mia famiglia e per me,&nbsp;» disse
+Sant'Aubert; «&nbsp;mi contento in oggi di conoscere
+la felicità, mentre anch'io per lo passato ho conosciuto
+il mondo.</p>
+
+<p> &mdash; Ho deciso di spendere nel mio castello trenta
+o quarantamila lire in abbellimenti,&nbsp;» soggiunse
+Quesnel, senza badare alla risposta del cognato;
+«&nbsp;mi son proposto di farci venire i miei amici nella
+prossima estate. Il duca di Durfort, il marchese di
+Grammont spero che mi onoreranno della loro presenza
+per un mese o due.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert l'interrogò su' suoi progetti di abbellimento;
+si trattava di demolire l'ala destra del
+castello per fabbricarvi le scuderie. «&nbsp;Farò in seguito,&nbsp;»
+aggiunse egli, «&nbsp;una sala da pranzo, un
+salotto, un tinello, e gli alloggi per tutti i domestici,
+poichè adesso non ho da allogarne la terza
+parte.</p>
+
+<p> &mdash; Tutti quelli di mio padre vi alloggiavano comodamente,&nbsp;»
+riprese Sant'Aubert, rammentandosi
+con dispiacere l'antica abitazione, «&nbsp;ed il di lui seguito
+era pur numeroso.</p>
+
+<p> &mdash; Le nostre idee si sono un po' ingrandite,&nbsp;»
+disse Quesnel; «&nbsp;ciò ch'era decente in quei tempi,
+or non parrebbe più sopportabile.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il flemmatico Sant'Aubert arrossì a tai parole,
+ma l'ira fe' presto luogo al <a name="tn19" id="tn19"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'disprezeo'">disprezzo</ins>.<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Il castello è ingombro d'alberi,&nbsp;» soggiunse
+Quesnel, «&nbsp;ma io conto di dargli aria.</p>
+
+<p> &mdash; E che! voi vorreste tagliare gli alberi?</p>
+
+<p> &mdash; Certo, e perchè no? essi impediscono la vista;
+c'è un vecchio castagno che stende i rami su tutta
+una parte del castello, e cuopre tutta la facciata
+dalla parte di mezzogiorno; lo dicono così vecchio,
+che dodici uomini starebbero comodamente nel suo
+tronco incavato: il vostro entusiasmo non giungerà
+fino a pretendere che un vecchio albero inutilissimo
+abbia la sua bellezza od il suo uso.</p>
+
+<p> &mdash; Buon Dio!&nbsp;» sclamò Sant'Aubert; «&nbsp;voi non
+distruggerete quel maestoso castagno, che esiste da
+tanti secoli, e fa l'ornamento della terra! Era già
+grosso quando fu fabbricata la casa; da giovine io
+mi arrampicava spesso su' di lui rami più alti; nascosto
+tra le sue foglie, la pioggia poteva cadere a
+diluvio, senza che una sola goccia d'acqua mi toccasse:
+quante ore vi ho passate con un libro in
+mano! Ma perdonatemi,&nbsp;» continuò egli rammentandosi
+che non era inteso, «&nbsp;io parlo del tempo
+antico. I miei sentimenti non sono più di moda, e
+la conservazione di un albero venerabile non è, al
+par d'essi, all'altezza de' tempi odierni.</p>
+
+<p> &mdash; Io lo atterrerò per certo,&nbsp;» disse Quesnel,
+«&nbsp;ma in sua vece potrò ben piantare qualche bel
+pioppo d'Italia fra i castagni che lascierò nel viale.
+La signora Quesnel ama molto i pioppi, e mi parla
+spesso della casa di suo zio nei dintorni di Venezia,
+ove questa piantagione fa un effetto superbo.</p>
+
+<p> &mdash; Sulle sponde della Brenta,&nbsp;» rispose Sant'Aubert,
+«&nbsp;ove il suo fusto alto e diritto si sposa ai
+pini, a' cipressi, e pompeggia intorno a portici eleganti
+e svelti colonnati, deve effettivamente adornare
+quei luoghi deliziosi, ma fra i giganti delle nostre
+foreste, accanto ad una gotica e pedante architettura!</p>
+
+<p> &mdash; Questo può essere, caro signor mio,&nbsp;» disse
+Quesnel, «&nbsp;io non voglio disputarvelo. Bisogna che<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+voi ritorniate a Parigi, prima che le nostre idee
+possano avere qualche rapporto. Ma, a proposito di
+Venezia, ho quasi voglia di andarci nella prossima
+estate. Può darsi ch'io diventa padrone della casa
+di cui vi parlava, e che dicono bellissima. In tal
+caso rimetterò i miei progetti di abbellimento all'anno
+venturo, e mi lascierò trascinare a passare
+qualche mese di più in Italia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia restò alquanto sorpresa nell'udirlo parlare
+in quei termini. Un uomo tanto necessario a Parigi,
+un uomo che poteva appena allontanarsene per un
+mese o due, pensar di andare in paese straniero, ed
+abitarvi per qualche tempo! Sant'Aubert conosceva
+troppo bene la di lui vanità per maravigliarsi di
+simile linguaggio, e vedendo la possibilità di una
+proroga per gli abbellimenti progettati, ne concepì
+la speranza di un totale abbandono.</p>
+
+<p>Prima di separarsi, Quesnel desiderò intertenersi
+in particolare col cognato; entrarono ambidue in
+un'altra stanza e vi restarono a lungo. Il soggetto
+del loro colloquio rimase ignoto; ma Sant'Aubert
+al ritorno parve molto pensieroso, e la tristezza dipinta
+sul suo volto allarmò assai la di lui consorte.
+Quando furono soli, essa fu entrata di chiedergliene
+il motivo; la delicatezza però la trattenne, riflettendo
+che se suo marito avesse creduto conveniente d'informarnela,
+non avrebbe aspettato le di lei domande.</p>
+
+<p>Il dì dopo, Quesnel partì dopo aver avuto un'altra
+conferenza con Sant'Aubert. Ciò accadde al dopo
+pranzo, e verso sera i nuovi ospiti si rimisero in
+viaggio per Epurville, ove sollecitarono i cognati di
+andarli a trovare, ma più nella lusinga di far pompa
+di magnificenza, che per desiderio di farne lor
+fruire le bellezze.</p>
+
+<p>Emilia tornò con delizia alla libertà statale tolta
+colla loro presenza. Ritrovò i suoi libri, le sue passeggiate,
+i discorsi istruttivi dei suoi genitori, ed<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+anch'eglino godettero di vedersi liberati da tanta
+frivolezza ed arroganza.</p>
+
+<p>La Sant'Aubert non andò a fare la sua solita passeggiata,
+lagnandosi di un poco di stanchezza, ed
+il marito uscì colla figlia.</p>
+
+<p>Presero la strada dei monti. Il loro progetto era
+di visitar alcuni vecchi pensionati di Sant'Aubert.
+Una rendita modica gli permetteva simile aggravio,
+mentr'è probabile che Quesnel con tutti i suoi tesori
+non avrebbe potuto sopportarlo.</p>
+
+<p>Sant'Aubert distribuì i soliti benefizi ai suoi
+umili amici; ascoltò gli uni, consolò gli altri; li
+contentò tutti co' dolci sguardi della simpatia ed
+il sorriso dell'affabilità, e traversando con Emilia
+i sentieri ombrosi della selva, tornò seco lei al castello.</p>
+
+<p>La moglie era già ritirata nelle sue stanze; il
+languore e l'abbattimento che l'avevano oppressa,
+e che l'arrivo dei forestieri aveva sospeso, la colsero
+di nuovo, ma con sintomi più allarmanti. L'indomani
+si manifestò la febbre; il medico vi riconobbe
+il medesimo carattere di quella ond'era guarito
+Sant'Aubert; essa ne aveva ricevuto il contagio assistendo
+il marito: la sua complessione troppo debole
+non aveva potuto resistere: il male, insinuatosi
+nel sangue, l'aveva piombata nel languore.
+Sant'Aubert, spinto dalla inquietudine, trattenne il
+medico in casa; si rammentò i sentimenti e le riflessioni
+che avevano turbate le sue idee l'ultima
+volta ch'erano stati insieme alla peschiera; credè
+al presentimento, e temè tutto per la malata: riuscì
+non ostante a nascondere il suo turbamento, e rianimò
+la figlia, aumentandone le speranze. Il medico,
+interrogato da lui, rispose che, prima di pronunciarsi,
+dovea aspettare una certezza, non ancora da
+lui acquistata. L'inferma sembrava averne una meno
+dubbiosa, ma i suoi occhi soltanto potevano indicarla;
+essa li fissava spesso su' suoi con un'espressione<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+mista di pietà e di tenerezza, come se avesse
+antiveduto il loro cordoglio, e sembrava non istare
+attaccata alla vita se non per cagione di essi e del
+loro dolore. Il settimo giorno fu quello della crisi;
+il medico prese un accento più grave; ella se ne
+accorse, e profittando di un momento ch'erano soli,
+l'accertò esser ella persuasissima della sua morte
+imminente. «&nbsp;Non cercate d'ingannarmi,&nbsp;» gli disse;
+«&nbsp;io sento che ho poco di vivere, e da qualche
+tempo son preparata a morire; ma poichè così è,
+una falsa compassione non v'induca a lusingare la
+mia famiglia; se lo faceste, la loro afflizione sarebbe
+troppo violenta all'epoca della mia morte; io mi
+sforzerò, coll'esempio, d'insegnar loro la rassegnazione
+ai voleri supremi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il medico s'intenerì, promise di obbedire, e disse
+un po' ruvidamente a Sant'Aubert che non bisognava
+sperare. La filosofia di questo sventurato non
+era tale da resistere alla prova di un colpo tanto
+fatale; ma riflettendo che un aumento di afflizione,
+nell'eccesso del suo dolore, avrebbe potuto aggravare
+maggiormente la consorte, prese forza bastante
+per moderarla alla di lei presenza. Emilia cadde
+svenuta, ma appena riprese l'uso dei sensi, ingannata
+dalla vivacità dei suoi desiderii, conservò fino
+all'ultimo momento la speranza della guarigione
+della madre.</p>
+
+<p>La malattia faceva rapidi progressi; la rassegnazione
+e la calma dell'inferma sembravano crescere
+con essa la tranquillità con cui attendeva la morte,
+nasceva da una coscienza pura, da una vita senza
+rimorsi, e per quanto poteva comportarlo l'umana
+fragilità, passata costantemente nella presenza di Dio
+e nella speme d'un mondo migliore; ma la pietà
+non poteva annientare il dolore che provava, lasciando
+amici tanto cari al suo cuore. Negli estremi
+momenti, parlò molto col marito e con Emilia sulla
+vita futura ed altri soggetti religiosi; la di lei rassegnazione,<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+la ferma speranza di ritrovare nell'eternità
+i cari oggetti che abbandonava in questo mondo;
+lo sforzo che faceva per nascondere il dolore
+cagionatole dalla momentanea separazione, tutto contribuì
+ad affliggere siffattamente Sant'Aubert, che fu
+costretto ad uscire dalla camera. Pianse amare lagrime,
+ma in fine fece forza a sè stesso, e rientrò
+con una ritenutezza che non poteva se non accrescere
+il suo supplizio.</p>
+
+<p>In alcun tempo Emilia non aveva meglio conosciuto
+quanto fosse prudente di moderare la sua
+sensibilità, nè mai erasene occupata con tanto coraggio;
+ma dopo il momento terribile e funesto dovè
+cedere al peso del dolore, e comprese come la speranza
+al par della forza avessero concorso a sostenerla.
+Sant'Aubert era troppo afflitto egli stesso per
+poter consolare la figlia.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_II" id="CAPITOLO_II"></a>CAPITOLO II</h2>
+
+<p>La spoglia mortale della Sant'Aubert fu inumata
+nella chiesa del villaggio vicino; sposo e figlia accompagnarono
+il corteggio funebre, e furono seguiti
+da un numero prodigioso di abitanti, che piangevano
+tutti sinceramente la perdita dell'ottima donna.</p>
+
+<p>Ritornati dalla chiesa, Sant'Aubert si chiuse nella
+sua camera, e ne uscì colla serenità del coraggio e
+col pallore della disperazione; ordinò a tutte le
+persone che componevano la sua famiglia di riunirsi
+vicino a lui. La sola Emilia non compariva: soggiogata
+dalla scena lugubre ond'era stata testimone,
+erasi chiusa nel suo gabinetto per piangervi in libertà.
+Sant'Aubert l'andò a cercare; le prese la
+mano in silenzio, e le sue lacrime continuarono:
+egli stesso stentò molto a riacquistare la voce e la
+facoltà di esprimersi; finalmente disse tremando:
+«&nbsp;Cara Emilia, noi andiamo a pregare per l'anima
+della tua buona madre; non vuoi tu unirti a noi?<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+Imploreremo il soccorso dell'Onnipotente: da chi
+possiamo noi attenderlo se non dal cielo?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia trattenne le lacrime, e seguì il padre nel
+salotto ov'erano riuniti i domestici. Sant'Aubert
+lesse con voce sommessa l'uffizio dei morti, e vi
+aggiunse preghiere per l'anima dei defunti. Durante
+la lettura, gli mancò la voce, e le lacrime inondarono
+il libro; si arrestò, ma le sublimi emozioni
+d'una devozione pura innalzarono successivamente
+le sue idee al disopra di questo mondo, e versarono
+infine il balsamo della consolazione nel
+suo cuore.</p>
+
+<p>Finito l'uffizio, e ritirati i domestici, egli abbracciò
+teneramente la sua Emilia. «&nbsp;Mi sono sforzato,&nbsp;»
+le disse, «&nbsp;di darti fino dai primi anni un vero
+impero su te stessa, e te ne ho rappresentata l'importanza
+in tutta la condotta della vita; questa sublime
+qualità ci sostiene contro le più pericolose
+tentazioni del vizio, ci richiama alla virtù, e modera
+parimente l'eccesso delle emozioni più virtuose.
+Vi è un punto in cui esse cessano di meritare
+questo nome, se la loro conseguenza è un male;
+qualunque eccesso è vizioso; il dispiacere medesimo,
+sebbene amabile ne' suoi primordi, diviene una passione
+ingiusta, quando uno vi si abbandona a spese
+dei propri doveri. Per dovere io intendo parlare di
+ciò che si deve a sè stessi, al par di quello che si
+deve agli altri, un dolore smoderato infiacchisce
+l'anima, e la priva di quei dolci godimenti che un
+Dio benefico destina all'ornamento della nostra vita.
+Emilia cara, invoca, fa uso di tutti i precetti
+che hai da me ricevuti, e di cui l'esperienza ti ha
+così spesso dimostrato la saviezza... Il tuo dolore è
+inutile; non riguardare questa verità come un'espressione
+comune di consolazione, ma come un vero
+motivo di coraggio. Non vorrei soffocare la tua
+sensibilità, figlia mia, ma moderarne soltanto l'intensità.
+Di qualunque natura possano essere i mali,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+ond'è afflitto un cuore troppo tenero, non si deve
+sperar nulla da quello che non lo è. Tu conosci il
+mio dolore, sai se le mie parole sono di quei discorsi
+leggieri fatti a caso per arrestare la sensibilità
+nella sua sorgente, e il cui unico fine è di far
+pompa d'una pretesa filosofia. Ti dimostrerò, cara
+figlia, ch'io posso mettere in pratica i consigli che
+do. Ti parlo così, perchè non ti posso vedere, senza
+dolore, consumarti in lacrime superflue e non fare
+veruno sforzo per consolarti; non ti ho parlato
+prima, perchè avvi un momento in cui qualunque
+ragionamento deve cedere alla natura. Questo momento
+è passato, e quando lo si prolunga all'<a name="tn26" id="tn26"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'acesso'">eccesso</ins>,
+la trista abitudine che si contrae, opprime lo spirito
+al punto di togliergli la sua elasticità, tu urti
+in questo scoglio, ma son persuaso che mi proverai
+col fatto di volerlo evitare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, piangendo, sorrise al genitore. «&nbsp;O padre!&nbsp;»
+esclamò, e le mancò la voce. Avrebbe aggiunto
+senza dubbio: Io voglio mostrarmi degna
+del nome di vostra figlia. Ma un movimento misto
+di riconoscenza, di tenerezza e di dolore l'oppresse
+di nuovo: Sant'Aubert la lasciò piangere senza interromperla,
+e parlò di altre cose.</p>
+
+<p>La prima persona che venne a partecipare alla sua
+afflizione fu un certo Barreaux, uomo austero, e che
+sembrava insensibile; il gusto della botanica li aveva
+legati in amicizia, essendosi incontrati spesso sui
+monti. Barreaux erasi ritirato dal mondo, e quasi
+dalla società, per vivere in un bellissimo castello,
+all'ingresso de' boschi, e vicinissimo alla valle. Come
+Sant'Aubert, egli era stato crudelmente disingannato
+dall'opinione che aveva avuta degli uomini,
+ma, al par di lui, non si limitava ad affliggersene
+ed a compiangerli; sentiva più sdegno contro i loro
+vizi, che compassione per le loro debolezze.</p>
+
+<p>Sant'Aubert fu sorpreso nel vederlo. Lo aveva
+invitato spesso a venire a visitare la sua famiglia,<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+senza avervelo mai potuto decidere; quel giorno
+venne senza riserva, ed entrò in casa come uno dei
+più intrinseci amici della famiglia. I bisogni della
+sventura parevano averne addolcita la ruvidezza e
+domati i pregiudizi. La desolazione di Sant'Aubert
+parve l'unica sua occupazione; le maniere, più che
+le parole, ne esprimevano la commozione: parlò
+poco del soggetto della loro afflizione, ma le sue
+attenzioni delicate, il suono della sua voce, e l'interesse
+dei suoi sguardi esprimevano il sentimento
+del suo cuore; e questo linguaggio fu benissimo
+inteso.</p>
+
+<p>A quell'epoca dolorosa, Sant'Aubert fu visitato
+dalla sua unica sorella, la signora Cheron, vedova
+da qualche anno, la quale abitava allora nelle proprie
+terre vicino a Tolosa. La loro corrispondenza
+era stata poco attiva: le espressioni non le mancarono
+però; ella non intendeva quella magia dello
+sguardo, che parla così bene all'anima, e quella
+dolcezza di accenti, che versa un balsamo salutare
+nei cuori afflitti e desolati. Assicurò il fratello che
+prendeva il più sincero interesse al suo dolore, lodò
+le virtù della sua sposa, ed aggiunse quanto immaginò
+di più consolante. Emilia non cessò dal piangere
+fin ch'essa parlò. Sant'Aubert fu più tranquillo,
+ascoltò in silenzio, e cambiò tenore di conversazione.</p>
+
+<p>Nel partire, la signora Cheron li pregò di andarla
+presto a trovare. «&nbsp;Il cambiamento di soggiorno vi
+distrarrà non poco,&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;fate malissimo ad
+affliggervi tanto.&nbsp;» Suo fratello comprese la verità
+di queste parole, ma sentiva più ripugnanza di prima
+a lasciare un asilo consacrato alla sua felicità. La
+presenza della sposa aveva reso quei luoghi tanto
+interessanti per lui, che ogni giorno calmando l'amarezza
+del suo dolore, aumentava la vaghezza delle
+sue rimembranze.</p>
+
+<p>Egli aveva cionnonpertanto doveri da compiere,<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+e di questo genere era una visita al cognato Quesnel;
+un affare importante non permetteva di differirla
+più a lungo, e desiderando d'altronde di scuotere
+Emilia dal suo abbattimento prese seco lei la
+strada d'Epurville.</p>
+
+<p>Quando la carrozza entrò nel bosco che circondava
+il suo antico patrimonio, e che scoprì il viale
+di castagni e le torricelle del castello, nel pensare
+agli avvenimenti trascorsi in quell'intervallo, e come
+il possessore attuale non sapesse nè apprezzare, nè
+rispettare un tanto bene, Sant'Aubert sospirò profondamente;
+alla fine, entrò nel viale, rivide quei
+grandi alberi, delizia della sua infanzia e confidenti
+della sua gioventù. A poco a poco il castello mostrò
+la sua massiccia grandezza. Rivide la grossa torre,
+la porta vôlta d'ingresso, il ponte levatoio, ed il
+fosso asciutto che circondava tutto l'edifizio.</p>
+
+<p>Il romore della carrozza chiamò una folla di servitori
+al cancello. Sant'Aubert scese, e condusse
+Emilia in una sala gotica; ma gli stemmi, le antiche
+insegne della famiglia non la decoravano più. Le
+travi, e tutto il legname di quercia del soffitto,
+erano stati tinti di bianco. La gran tavola, ove il
+feudatrio faceva pompa tutti i giorni della magnificenza
+e dell'ospitalità sua, dove il riso ed i lieti
+canti avevano così spesso rimbombato, questa tavola
+non esisteva più; le panche istesse che circondavano
+la sala, erano state tolte. Le grosse pareti non erano
+ricoperte che di frivoli ornamenti, i quali dimostravano
+quanto fosse gretto e meschino il gusto ed il
+sentimento del proprietario attuale.</p>
+
+<p>Sant'Aubert fu introdotto nel salotto da un elegante
+servitore parigino. I coniugi Quesnel lo ricevettero
+con fredda garbatezza, con qualche complimento
+alla moda, e parvero aver obliato totalmente
+di aver avuto una sorella.</p>
+
+<p>Emilia fu sul punto di versare lacrime, ma ne fu
+trattenuta da un giusto risentimento. Sant'Aubert,<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+franco e tranquillo, conservò la sua dignità senza
+mostrare di avvedersene, e pose, in soggezione Quesnel;
+il quale non poteva spiegarsene il motivo.</p>
+
+<p>Dopo una conversazione generale, Sant'Aubert
+mostrò desiderio di parlargli da solo a solo. Emilia
+restò colla signora Quesnel, e fu tosto informata
+come per quel giorno istesso fosse stata invitata una
+società numerosa: essa fu costretta di sentirsi dire
+che una perdita irrimediabile non deve privare di
+verun piacere.</p>
+
+<p>Quando Sant'Aubert seppe di questo invito, sentì
+un misto di disgusto e d'indignazione per l'insensibilità
+di Quesnel, e fu quasi tentato di tornarsene
+al momento al suo castello; ma sentendo che, a suo
+riguardo, era stata invitata a venire anche la signora
+Cheron, e considerando che Emilia avrebbe potuto
+un giorno provare le conseguenze dell'inimicizia
+d'un simile zio, non volle esporvela; d'altra parte,
+la sua istantanea partenza sarebbe parsa senza dubbio
+poco conveniente a persone, che mostravano nondimanco
+un sì fiacco sentimento delle convenienze.</p>
+
+<p>Fra i convitati si trovavano due gentiluomini italiani,
+uno chiamato Montoni, parente lontano della
+signora Quesnel, dell'età circa quarant'anni, di ammirabile
+statura; avea fisonomia virile ed espressiva,
+ma in generale esprimeva la baldanza e l'alterigia,
+piuttosto che ogni altra disposizione.</p>
+
+<p>Il signor Cavignì, suo amico, non mostrava più
+di trent'anni. Era ad esso inferiore di nascita, ma
+non in penetrazione, e lo superava nel talento d'insinuarsi.
+Emilia fu piccata del modo con cui la Cheron
+parlò a suo padre. «&nbsp;Fratello mio,&nbsp;» gli diss'ella,
+«&nbsp;mi spiace di vedervi di così cattiva ciera; dovreste
+consultare qualche medico.&nbsp;» Sant'Aubert le rispose,
+con malinconico sorriso, che presso a poco stava
+come al solito; ed i timori di Emilia le fecero trovare
+il padre cambiato assai più che realmente nol
+fosse. Se Emilia fosse stata meno oppressa, si sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+divertita, la diversità dei caratteri della conversazione
+durante il pranzo, e la magnificenza
+istessa con cui fu servito, molto al di sopra di tutto
+quanto aveva veduto fin allora, non avrebbero senza
+dubbio mancato di svagarla. Montoni, recentemente
+giunto dall'Italia, raccontava le turbolenze e le fazioni
+che agitavano quel paese. Dipingeva con vivacità
+i diversi partiti; deplorava le probabili conseguenze
+di quegli orribili tumulti. Il suo amico parlava
+con altrettanto ardore della politica della sua
+patria; lodava il governo e la prosperità di Venezia,
+e vantava la di lei decisa superiorità su tutti gli
+altri Stati d'Italia; si rivolse in seguito alle signore,
+e parlò colla medesima eloquenza delle mode, degli
+spettacoli, delle affabili maniere dei Francesi, ed
+ebbe l'accortezza di far cadere il suo discorso su
+tutto ciò che poteva lusingare il gusto di quella
+nazione: l'adulazione non fu conosciuta da coloro
+cui era indirizzata, ma l'effetto però che produsse
+sulla loro attenzione non isfuggì alla sua perspicacia.
+Quando potè disimpegnarsi dalle altre signore, si
+rivolse ad Emilia; ma essa non conosceva nè le
+mode, nè i teatri parigini, e la sua modestia e semplicità,
+e le sue belle maniere contrastavano forte
+col tuono delle compagne. Dopo il pranzo, Sant'Aubert
+uscì solo per visitare ancora una volta il vecchio
+castagno, che Quesnel pensava distruggere. Riposando
+sotto quell'ombra, guardò attraverso le folte
+sue frondi, e scorse tra le foglie tremolanti l'azzurra
+vôlta de' cieli; gli avvenimenti della sua gioventù
+presentaronsegli tutti insieme alla fantasia. Si rammentò
+gli antichi amici, il loro carattere, e perfino
+le loro fattezze. Da molto tempo essi non esistevano
+più; gli parve essere anch'egli un ente quasi isolato,
+e la sua Emilia sola poteva fargli amare ancora
+la vita.</p>
+
+<p>Perduto nella folla delle immagini che gli presentava
+la sua memoria, giunse al quadro della<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+moribonda sposa; sussultò, e volendo obliarla, se
+gli fosse stato possibile, tornò alla società.</p>
+
+<p>Sant'Aubert fece attaccare la carrozza di buonissim'ora;
+Emilia si accorse per via ch'era più taciturno
+è più abbattuto del solito; essa ne attribuì
+la cagione alle memorie ricordategli da quel luogo,
+nè sospettò il vero motivo d'un dolore ch'egli non
+le comunicava.</p>
+
+<p>Ritornati al castello, la di lei afflizione si rinnovò,
+e conobbe più che mai gli effetti della privazione
+di una madre tanto cara, che l'accoglieva sempre
+col sorriso e le più affabili carezze, dopo un'assenza
+anche momentanea. Or tutto era cupo e deserto.</p>
+
+<p>Ma ciò che ottener non possono nè la ragione, nè
+gli sforzi, l'ottiene il tempo. Scorsero le settimane,
+e l'orrore della disperazione si trasformò a poco a
+poco in un dolce sentimento che il cuore conserva,
+e gli diventa sacro. Sant'Aubert al contrario, s'indeboliva
+sensibilmente, sebbene Emilia, la sola persona
+che non lo abbandonasse mai, fosse l'ultima
+ad accorgersene. La sua complessione non si era
+ristabilita dall'urto ricevuto nella malattia, e la
+scossa che provò alla morte della moglie, determinò
+il suo estremo languore: il suo medico lo consigliò
+di viaggiare. Era visibile come i suoi nervi fossero
+stati fortemente attaccati dall'accesso del dolore; e
+si credeva che il cambiamento dell'aria ed il moto,
+calmandone lo spirito, potessero riescire a restituirgli
+l'antico vigore.</p>
+
+<p>Emilia si occupò quindi dei preparativi, e Sant'Aubert
+dei calcoli sulle spese del viaggio. Bisognò
+congedare i servi. Emilia, che si permetteva rare
+volte di opporre alla volontà del padre domande
+od osservazioni, avrebbe voluto non ostante sapere
+per qual motivo, nel suo stato infermiccio, egli non
+si riservasse almeno un servitore. Ma quando, la
+vigilia della partenza, si accorse che Giacomo, Francesco
+e Maria erano stati licenziati, e conservata<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+soltanto Teresa, sua antica governante, ne fu estremamente
+sorpresa, ed arrischiò di domandargliene
+il motivo... «&nbsp;Lo faccio per economia,&nbsp;» le rispose
+egli; «&nbsp;noi intraprendiamo un viaggio molto dispendioso.&nbsp;»
+Il medico aveva prescritto l'aria di Linguadoca
+e di Provenza: Sant'Aubert risolse adunque
+d'incamminarsi lentamente verso quelle province,
+costeggiando il Mediterraneo.</p>
+
+<p>Si ritirarono di buon'ora nelle loro camere la
+sera precedente alla partenza. Emilia doveva porre
+in ordine alcuni libri e qualche altra cosa; suonò
+mezzanotte prima che avesse finito; si ricordò dei
+suoi disegni, cui voleva portar seco, e che aveva
+lasciati nel salotto. Vi andò, e, passando vicino alla
+camera del padre, ne trovò la porta socchiusa, e
+credè che fosse nel suo gabinetto, come solea fare
+tutte le sere dopo la morte della moglie. Agitato
+da insonnii crudeli, lasciava il letto, e andava in
+quella stanza per procurare di trovarci il riposo.
+Quando essa fu in fondo alla scala, guardò nel gabinetto,
+ma nol vide. Nel risalire, bussò leggermente
+all'uscio, non ricevè nessuna risposta, e si avanzò
+pian piano per sapere ove fosse.</p>
+
+<p>La camera era oscura, ma attraverso alla porta
+vetrata si scorgeva un lume nel fondo di una stanza
+attigua. Emilia era persuasa che suo padre stava là
+dentro; ma temendo che a quell'ora egli vi si trovasse
+incomodato, volle andar ad assicurarsene.
+Considerando però che una sì improvvisa apparizione
+l'avrebbe forse spaventato, lasciò fuori il lume,
+e si avanzò pian piano verso la stanza. Là, essa
+vide il padre seduto innanzi ad un tavolino, e scorrendo
+parecchie carte, alcune delle quali assorbivano
+la sua attenzione, e gli strappavano sospiri e per
+fino singulti. Emilia, la quale non si era avvicinata
+alla porta se non per assicurarsi dello stato di salute
+del padre, fu trattenuta in quel momento da
+un misto di curiosità e di tenerezza. Non poteva<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+essa scuoprire le sue pene, senza desiderare di saperne
+eziandio la causa. Continuò ad osservarlo in
+silenzio, non dubitando più che quelle carte non
+fossero altrettante lettere. D'improvviso, ei si pose
+in ginocchio in un atteggiamento più solenne che
+fin allora non l'avesse veduto; ed in una specie di
+smarrimento che somigliava molto all'orrore, fece
+una lunghissima preghiera. Il di lui volto era coperto
+da mortal pallore quando si alzò. Emilia pensava
+a ritirarsi, ma lo vide avvicinarsi di nuovo
+alle carte, e si trattenne. Egli prese un piccolo
+astuccio, e ne levò una miniatura: il lume, che ci
+rifletteva sopra, le fece distinguere una donna, e
+questa donna non era sua madre!</p>
+
+<p>Sant'Aubert guardò il ritratto con viva espressione
+di tenerezza, lo recò alle labbra, al cuore, e
+mandò sospiri convulsi. Emilia non poteva credere
+ai propri occhi, ignorando ch'egli possedesse il ritratto
+di un'altra donna fuor di sua madre, e specialmente
+poi che gli fosse tanto caro. Essa lo guardò
+di nuovo a lungo per trovarci l'effigie della genitrice,
+ma la di lei attenzione servì solo a convincerla
+essere quello il ritratto di un'altra donna.
+Finalmente, il padre lo ripose nell'astuccio, ed Emilia,
+riflettendo di avere indiscretamente osservati
+i di lui segreti, si ritirò il più adagio che le fu
+possibile.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_III" id="CAPITOLO_III"></a>CAPITOLO III</h2>
+
+<p>Sant'Aubert, in vece di prendere la strada diretta
+che conduceva in Linguadoca, seguitando le
+falde dei Pirenei, preferì un cammino sulle alture,
+perchè offriva vedute più estese e più pittoresche.
+Uscì un poco di strada per congedarsi da Barreaux;
+lo trovò che erborizzava vicino al suo castello, e
+quando gli manifestò il soggetto della sua visita
+e la sua risoluzione, l'amico gli dimostrò una sensibilità<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+di cui fino a quel punto Sant'Aubert non
+avevalo creduto capace. Si separarono con reciproco
+rammarico.</p>
+
+<p>«&nbsp;Se qualcosa avesse potuto togliermi dal mio
+ritiro,&nbsp;» disse Barreaux, «&nbsp;sarebbe stato il piacere
+di accompagnarvi in questo viaggio; io non faccio
+complimenti, e potete credermi: attenderò il vostro
+ritorno con grande impazienza.&nbsp;»</p>
+
+<p>I viaggiatori continuarono il loro cammino: nel
+montare in carrozza, Sant'Aubert si volse e vide
+il suo castello nella pianura. Idee lugubri gl'invasero
+lo spirito, e la sua immaginazione malinconica
+gli suggerì che non doveva più ritornarvi. Respinse
+questo pensiero, ma continuò a guardare il suo asilo
+fino a che la distanza non gli permise più di distinguerlo.</p>
+
+<p>Emilia restò, come lui, in un profondo silenzio,
+ma dopo qualche miglio, la di lei immaginazione,
+colpita dalla maestosità degli oggetti circostanti,
+cedè alle impressioni più deliziose. La strada passava,
+ora lungo orridi precipizi, ora pei siti più
+deliziosi.</p>
+
+<p>Emilia non potè trattenere i suoi trasporti, quando,
+dal mezzo de' monti e de' boschi di abeti, scoprì
+in lontananza immense pianure, sparse di ville, di
+vigneti e di piantagioni d'ogni specie. Le onde
+maestose della Garonna scorrevano in quella ricca
+valle, e dalla sommità dei Pirenei, d'onde ella trae
+origine, si conducevano verso l'Oceano.</p>
+
+<p>La difficoltà di una strada così poco frequentata
+obbligò spesso i viaggiatori di camminare a piedi;
+ma si trovavano essi ampiamente ricompensati dalla
+fatica per la vaghezza dello spettacolo offerto dalla
+natura. Mentre il mulattiere conduceva lentamente
+la carrozza, avevano tutto il comodo di percorrere
+le solitudini e di abbandonarsi alle sublimi riflessioni
+che sollevano l'anima, la leniscono, e la riempiono
+in fine di quella consolante certezza che Iddio,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+è presente dappertutto. I godimenti di Sant'Aubert
+portavan l'impronta della sua meditabonda
+malinconia. Questa disposizione aggiunge un incanto
+segreto agli oggetti, e inspira un sentimento religioso
+per la contemplazione della natura.</p>
+
+<p>I nostri viaggiatori si erano premuniti contro la
+mancanza degli alberghi, portando seco provvisioni;
+potevano dunque fare le loro refezioni a ciel sereno,
+e riposare la notte in qualunque luogo avessero
+trovato una capanna abitabile. Avevano egualmente
+fatte provvisioni per lo spirito, portando seco
+un'opera di botanica scritta da Barreaux, e qualche
+poeta latino o italiano. Emilia, d'altronde, aveva
+seco le matite, e tratto tratto disegnava i punti di
+vista che la colpivano maggiormente.</p>
+
+<p>La solitudine della strada aumentava l'effetto
+della scena; appena incontravano essi di tempo in
+tempo un contadino coi muli, o qualche fanciullo
+che scherzava tra le rupi. Sant'Aubert, incantato
+di quella maniera di viaggiare, si decise di avanzare
+sempre nelle montagne finchè trovasse strada,
+e di non uscirne che al Rossiglione, vicino al mare,
+per passare quindi in Linguadoca.</p>
+
+<p>Un po' dopo mezzodì giunsero in vetta d'un alto
+picco che dominava parte della Guascogna e della
+Linguadoca. Colà godevasi d'una folta ombra. Vi
+scaturiva una fonte, che, fuggendo sotto gli alberi
+fra erbosi margini, correva a precipitarsi al basso
+in brillanti cascatelle. Il suo lene murmure alfine
+perdevasi nel sottoposto baratro, ed il candido polvischio
+della sua spuma serviva solo a distinguerne
+il corso in mezzo ai negri abeti.</p>
+
+<p>Il luogo invitava al riposo. Si ammannì il pranzo;
+le mule furono staccate, e l'erba che fitta cresceva
+quivi intorno, lor fornì copioso nutrimento.</p>
+
+<p>Finito il pasto, Sant'Aubert prese la mano d'Emilia,
+e teneramente la strinse senza dir verbo.
+Poco stante, chiamò il mulattiere, e chiesegli se<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+conoscesse una via tra i monti che guidar potesse
+nel Rossiglione. Michele rispose trovarsene parecchie,
+ma esserne poco pratico. Sant'Aubert, non
+volendo viaggiare se non fino al tramonto, domandò
+il nome di vari casali vicini, ed informossi del tempo
+cui impiegherebbero a giugnervi. Il mulattiere calcolò
+che si potea andare a Mateau, ma che, se si
+volesse movere verso mezzogiorno, dalla parte del
+Rossiglione, eravi un villaggio dove si giugnerebbe
+assai prima del tramonto.</p>
+
+<p>Sant'Aubert s'appigliò a quest'ultimo partito. Michele
+finì il pasto, attaccò le mule, si ripose in via,
+e poco stante sostò. Sant'Aubert lo vide pregare
+appiè d'una croce piantata sulla punta d'una rupe
+all'orlo della strada; finita l'orazione, fe' schioccar la
+frusta e, senza riguardo alcuno per la difficoltà della
+via, nè per la vita delle povere mule, le spinse di gran
+galoppo sul margine d'uno spaventoso precipizio. Lo
+spavento d'Emilia le tolse quasi l'uso de' sensi. Suo
+padre, il quale temeva ancor più il pericolo di fermarsi
+d'improvviso, fu costretto a tornar a sedere,
+e tutto lasciare in balia alle mule, le quali parvero
+più savie del loro conduttore. I viaggiatori giunsero
+sani e salvi nella valle, e sostarono sul margine
+d'un ruscello.</p>
+
+<p>Dimenticando ormai la magnificenza delle viste
+grandiose, internaronsi nell'angusta <a name="tn36" id="tn36"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'vallea'">valle</ins>. Tutto
+quivi era solitario o sterile; non vi si vedea anima
+viva fuorchè il capriuolo montano, il quale, talfiata,
+mostravasi di repente sullo scosceso culmine di
+qualche inaccessibile dirupo. Era un sito qual l'avrebbe
+scelto Salvator Rosa, se avesse vissuto.
+Allora Sant'Aubert, colpito da tale aspetto, attendeasi
+quasi a veder isbucare da qualche antro vicino una
+torma di masnadieri, e tenea in mano le armi.</p>
+
+<p>Intanto inoltravano, e la valle allargavasi, assumendo
+carattere meno spaventoso. Verso sera, trovaronsi
+sulle montagne, in mezzo a scopeti. Da lunge,<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+intorno ad essi, il campanaccio degli armenti, la voce
+de' mandriani eran l'unico suono che udir si facesse;
+e la dimora de' pastori l'unica abitazione che là si
+scoprisse. Sant'Aubert notò che il lecce, il sovero e
+l'abete vegetavano per gli ultimi sulle vette circostanti.
+Ridente verzura tappezzava il fondo della
+valle. Scorgeasi nelle profondità, all'ombra di castagni
+e querce, pascere e saltellare grosse mandre, disperse
+od aggruppate con grazia; taluni animali dormivano
+presso la fresca corrente, altri vi spegnevano la sete,
+ed altri vi si bagnavano.</p>
+
+<p>Il sole cominciava ad abbandonare la valle; i suoi
+ultimi raggi brillavano sul torrente, ravvivando i
+ricchi colori della ginestra e delle eriche fiorite.
+Sant'Aubert domandò a Michele quanto fosse distante
+il casale di cui avevagli parlato, ma esso non potè
+rispondergli con esattezza. Emilia cominciò a temere
+avesse smarrita la strada; non eravi ente umano
+che potesse soccorrerli, nè guidarli. Avevano lasciato
+da lunga mano dietro a sè e il pastore e la capanna,
+il crepuscolo scemava ognor più, l'occhio nulla potea
+discernere tra l'oscurità, e non distingueva nè casale,
+nè tugurio; una riga colorata segnava solo
+l'orizzonte, formando l'unica risorsa de' viaggiatori.
+Michele si sforzava di farsi coraggio cantando ariette,
+che per vero dire, non valevano molto a scacciare
+le idee lugubri, ond'erano occupati i viaggiatori.</p>
+
+<p>Continuarono a camminare assorti in quei profondi
+pensieri cui seco traggono la solitudine e la
+notte. Michele non cantava più, e non si udiva che
+il mormorio della brezza nei boschi, nè si sentiva
+che la frescura. D'improvviso furono scossi dallo
+scoppio d'un'arme da fuoco; Sant'Aubert fece fermare
+la carrozza, e si pose ad ascoltare. Il romore
+non viene ripetuto, ma si sente correre nella macchia.
+Sant'Aubert prende le sue pistole, e ordina a
+Michele di accelerare il passo. Il suono di un corno
+da caccia fa rimbombare i monti; Sant'Aubert osserva,<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+e vede un giovine slanciarsi nella strada, seguito
+da due cani; lo straniero era vestito da cacciatore;
+un moschetto ad armacollo, un corno alla
+cintura, ed una specie di picca in mano, davano
+una grazia particolare, alla sua persona, secondando
+l'agilità dei suoi passi.</p>
+
+<p>Dopo un momento di riflessione, Sant'Aubert volle
+aspettarlo per interrogarlo sul casale cui cercava:
+il forestiere rispose che il villaggio era distante solo
+una mezza lega, che vi andava egli stesso, e gli
+avrebbe servito di guida; Sant'Aubert lo ringraziò,
+e colpito dalle di lui maniere semplici e franche,
+gli offrì un posto in carrozza. Lo straniero ricusò,
+assicurandolo che avrebbe seguito le mule senza
+fatica. «&nbsp;Ma voi sarete alloggiato male,&nbsp;» soggiuns'egli;
+«&nbsp;questi montanari sono gente poverissima;
+non solo non conoscono lusso, ma mancano eziandio
+delle cose reputate più indispensabili. &mdash; Mi accorgo
+che voi non siete di questo paese,&nbsp;» disse Sant'Aubert. &mdash; No,
+signore, io sono viaggiatore.&nbsp;»</p>
+
+<p>La carrozza si avanzava, e l'oscurità crescente
+fe' meglio conoscere l'utilità di una guida; i sentieri
+poi che s'incontravano spesso, avrebbero aumentata
+la loro incertezza. Finalmente videro i lumi del
+villaggio: si distinsero alcuni casolari, o meglio si
+poterono discernere mercè il ruscello che ripercotea
+ancora il fioco chiaror del crepuscolo. Lo straniero
+si avanzò, e Sant'Aubert intese da lui non
+esistere in quel luogo nessun albergo, ma egli si
+offrì di cercare un ricetto. Sant'Aubert lo ringraziò,
+e siccome il villaggio era vicinissimo, scese per accompagnarlo,
+mentre Emilia li seguiva in carrozza.</p>
+
+<p>Cammin facendo, Sant'Aubert domandò al compagno
+se aveva fatta una buona caccia. «&nbsp;No, signore,&nbsp;»
+rispos'egli, «&nbsp;e nemmanco era il mio progetto;
+amo questo paese e mi propongo di scorrerlo
+ancora per qualche settimana; ho i cani con me
+piuttosto per piacere, che per utilità; questo abito<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+da cacciatore poi mi serve di pretesto, e mi fa godere
+della considerazione, che verrebbe ricusata
+senza dubbio ad un forestiero senza apparente occupazione. &mdash; Ammiro
+il vostro gusto,&nbsp;» rispose
+Sant'Aubert, «&nbsp;e, se fossi più giovine, vorrei io
+pure passare qualche settimana costì; siamo anche
+noi viaggiatori, ma il nostro scopo non è l'istesso.
+Io cerco la salute ancor più del piacere.&nbsp;» Qui sospirò
+e tacque per un momento; poi, raccogliendosi
+soggiunse: «&nbsp;Vorrei trovare una strada un po' buona,
+che mi conducesse nel Rossiglione, per passar quindi
+in Linguadoca. Voi, che sembrate conoscere il paese,
+potreste indicarmene una?&nbsp;»</p>
+
+<p>Lo straniero lo assicurò che si sarebbe fatto un
+piacere di servirlo, e gli parlò d'una strada più a
+levante, che dovea condurre ad una città, e di là
+facilmente nel Rossiglione.</p>
+
+<p>Giunti al villaggio, cominciarono a cercare un
+asilo, che potesse offrir loro ricovero per la notte;
+non trovarono nella maggior parte delle case che
+ignoranza, povertà e brio; Sant'Aubert veniva guardato
+con aria timida e curiosa; non bisognava aspettarsi
+un buon letto. Arrivò Emilia, ed osservando la
+fisonomia stanca ed afflitta del povero padre, si querelò
+ch'egli avesse scelta una strada sì poco comoda
+per un malato. Le migliori abitazioni erano composte
+di due camere; una per le mule e il bestiame,
+e l'altra per la famiglia, composta quasi da per tutto
+di sette o otto figli, e tutti, con il padre e la madre,
+dormivano su pelli o foglie secche; e siccome
+la sola apertura che fosse in quelle camere era nel
+tetto, eravi un fumo ed un odore nauseabondo tali,
+che toglievan quasi il respiro nell'entrarvi. Emilia
+distolse gli sguardi, e fissò il padre con tenera inquietudine,
+di cui il giovine forestiero parve intendere
+l'espressione; trasse in disparte Sant'Aubert,
+e gli offrì il suo letto. «&nbsp;Se lo paragoniamo a tutti
+gli altri, è abbastanza comodo,&nbsp;» gli disse, «&nbsp;ma
+altrove mi <a name="tn39" id="tn39"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'vergogneri'">vergognerei</ins> di offrirvelo.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span></p>
+
+<p>Sant'Aubert gli attestò la sua riconoscenza e ricusò
+l'offerta; ma lo straniero insistette. «&nbsp;Non rifiutate;
+sarei dolente troppo, signore,&nbsp;» ripres'egli,
+«&nbsp;se voi giaceste sopra una pelle mentr'io mi trovassi
+in un letto; i vostri rifiuti offenderebbero il
+mio amor proprio, e potrei pensare che la mia proposta
+vi spiaccia; vi mostrerò la strada, e la mia
+albergatrice troverà modo d'allogare anche la signorina.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert consentì alfine; e restò sorpreso che
+lo straniero fosse tanto poco galante da preferire
+il riposo di un uomo a quello d'una giovane vezzosa,
+non avendo offerta la camera ad Emilia; ma
+essa non fu della medesima opinione, e con un sorriso
+espressivo gli dimostrò quanto fosse sensibile
+all'attenzione da lui avuta pel padre.</p>
+
+<p>Il forestiero, che si chiamava Valancourt, si fermò
+il primo per dire qualche cosa alla sua albergatrice.
+L'alloggio ch'essa aprì non somigliava punto a tutti
+quelli che fin allora avevan veduti. La buona donna
+impiegò tutte le sue premure nell'accoglier bene
+i viaggiatori, ed essi furono costretti di accettare
+i due soli letti che si trovassero in quella casa. Ova
+e latte erano il solo cibo che potesse offrire, ma
+Sant'Aubert aveva provvisioni, e pregò Valancourt
+di cenare con loro; l'invito fu benissimo accolto, e
+la conversazione si animò. La franchezza, la semplicità,
+le idee grandiose ed il gusto per la natura
+che mostrava di aver il giovane, incantavano Sant'Aubert.
+Egli aveva detto spesso che quest'interesse
+per la natura non poteva esistere in un'anima che
+non avesse gran purità di cuore e d'immaginazione.</p>
+
+<p>I discorsi furono interrotti da un violento tumulto,
+in cui la voce del mulattiere cuopriva tutte le altre.
+Valancourt si alzò per saperne il motivo, e la disputa
+durò tanto, che Sant'Aubert perdè la pazienza
+e uscì egualmente. Michele altercava coll'albergatrice,
+perchè essa proibivagli d'introdurre i muli<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+nella stalla, che gli aveva permesso di dividere
+co' suoi tre figli; il sito non era molto bello per
+verità, ma non eravi nulla di meglio, e, più delicata
+dei suoi conterranei, essa non voleva che i figli dormissero
+nella medesima stanza coi muli. Valancourt
+riuscì finalmente a pacificar tutti. Pregò l'albergatrice
+di lasciare la stalla al mulattiere ed ai suoi
+muli; cedè ai di lei figli le pelli stategli preparate
+per riposarsi, e l'assicurò che, avvolto nel mantello,
+avrebbe passato benissimo la notte su di una panca
+vicino alla porta. La buona donna non voleva accettare
+simile accomodamento, ma Valancourt insistè
+tanto, che questo grande affare terminò così.</p>
+
+<p>Era tardi, quando Sant'Aubert ed Emilia si ritirarono
+nelle loro stanze; Valancourt restò dinanzi
+alla porta. In quella bella stagione preferiva siffatto
+posto ad una stanzuccia e ad un letto di pelli. Sant'Aubert
+fu alcun poco sorpreso di trovare nella
+camera Omero, Orazio ed il Petrarca, ma il nome
+di Valancourt scritto su quei volumi, glie ne fece
+conoscere il possessore.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_IV" id="CAPITOLO_IV"></a>CAPITOLO IV</h2>
+
+<p>Sant'Aubert si svegliò di buonissim'ora; il sonno
+l'aveva ristorato, e volle partire subito. Valancourt
+fece colazione con lui, e narrò che pochi mesi prima
+era stato fino a Beaujeu, città grossa del Rossiglione,
+e Sant'Aubert, dietro suo consiglio, si decise di
+prendere quella direzione.</p>
+
+<p>«&nbsp;La scorciatoia, e la strada che conduce a Beaujeu,&nbsp;»
+disse il giovane, «&nbsp;si uniscono alla distanza
+di una lega e mezza di qua: se volete permetterlo,
+posso dirigervi il vostro mulattiere; bisogna ch'io
+passeggi, e la passeggiata che farò con voi, vi sarà
+più gradita di qualunque altra.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert accettò la proposta con grato animo;
+partirono insieme, ma il giovine non volle acconsentire<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+di entrare nella carrozza. La strada alle
+falde de' monti percorreva una valle ridente splendida
+per verzura e sparsa di boschetti. Numerosi
+armenti vi riposavano all'ombra delle quercette, dei
+faggi e de' sicomori; il frassino e la tremula lasciavan
+ricadere le fronzute punte de' rami sulle aride
+rocce; un po' di terra appena ne ricopriva le radici,
+ed il più lieve soffio ne agitava tutti i rami.</p>
+
+<p>Ad ogni ora del dì vi s'incontrava gente. Il sole
+non compariva ancora, e già i pastori guidavano
+una immensa mandra a pascere su pe' monti. Sant'Aubert
+era partito assai presto per godere della
+vista del sorger del sole e respirare l'aura pura
+mattutina, tanto proficua a' malati, e che dovea esserlo
+specialmente in quelle regioni ove la copia e
+varietà delle piante aromatiche la impregnavano
+della più soave <a name="tn42" id="tn42"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'fraganza'">fragranza</ins>.</p>
+
+<p>La leggera nebbia che velava gli oggetti circostanti
+dileguossi a poco a poco, e permise ad Emilia
+di contemplare i progressi del dì.</p>
+
+<p>I riflessi incerti dell'aurora, indorando le punte
+delle rupi, rivestironle successivamente di vivida
+luce, mentre la lor base ed il fondo della valle restavan
+coperti da negro vapore. Intanto, le tinte
+delle nubi d'oriente rischiararonsi, s'imporporarono,
+e rifulsero alfine di mille splendidi colori.</p>
+
+<p>La trasparenza dell'atmosfera lasciò allo scoverto
+fiotti d'oro puro, i raggi brillanti fugarono le tenebre,
+e penetrarono nelle fondure della valle ripercotendosi
+negli argentei rivi: la natura destavasi
+da morte a vita. Sant'Aubert si sentì ravvivato;
+avea il cuore commosso; versò lagrime ed innalzò
+i pensieri al Creatore di tutte le cose.</p>
+
+<p>Emilia volle scendere a calpestar quell'erba tutta
+rorida di fresca rugiada; essa voleva gustar quella
+libertà onde il camoscio parea fruire sulle brune
+vette de' monti. Valancourt sostava coi viaggiatori,
+mostrando loro con sentimento gli oggetti particolari<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+della sua ammirazione. Sant'Aubert se gli affezionava. &mdash; Il
+giovine è focoso, ma buono; dicea
+fra sè; &mdash; ben si vede che non ha mai abitato Parigi. &mdash; Egli
+arrivò al punto dove si univano le due
+strade, con molto suo dispiacere; e si congedò con
+più cordialità che non lo permetta d'ordinario una
+nuova conoscenza. Valancourt continuò a discorrere
+buona pezza vicino alla carrozza; era il momento
+di separarsi, e non dimanco restava sempre mettendo
+in campo argomenti che lo scusassero di
+questo prolungamento. Alla perfine accommiatossi,
+e quando partì, Sant'Aubert osservò come contemplasse
+Emilia con isguardo attento ed espressivo;
+ella lo salutò con timida dolcezza; la carrozza partì,
+ma Sant'Aubert poco dopo, sporgendo la testa, osservò
+Valancourt immobile sulla strada, colle braccia
+incrociate sul bastone, e gli occhi fissi sulla carrozza;
+lo salutò colla mano, e Valancourt, scosso dalla
+sua estasi, gli fece il saluto e si allontanò.</p>
+
+<p>L'aspetto del paese cambiò in breve: i viaggiatori,
+si trovavano allora in mezzo ad altissime
+montagne coperte fino alla sommità da negri boschi
+di abeti. Varie punte granitiche, sorgendo dalla
+valle stessa, andavan a celare in grembo alle nubi
+le nevose cime. Il ruscello, divenuto un fiume, scorreva
+in dolce silenzio, e quei cupi boschi riflettevano
+la loro ombra nelle sue limpide acque. Per
+intervalli uno scosceso dirupo inalzava l'ardita
+fronte al di sopra dei boschi e dei vapori che servivan
+di cintura ai monti; talvolta una marmorea
+aguglia sosteneasi perpendicolarmente al fiorito
+margine delle acque; un larice colossale la stringea
+colle robuste braccia, e la sua fronte, solcata
+dalla folgore, coronavasi ancora di verdi pampini.</p>
+
+<p>Quando la carrozza camminava adagio, Sant'Aubert
+scendeva, e si compiaceva di andare in cerca
+di piante curiose, ond'erano sparsi quei luoghi;
+Emilia, nell'esaltazione dell'entusiasmo, s'internava<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+nei folti boschi, tendendo l'orecchio in silenzio al
+loro imponente mormorio.</p>
+
+<p>Per lo spazio di molte leghe non incontrarono
+nè villaggi, nè casali di sorte alcuna; qualche capanna
+di cacciatori qua e là era la sola traccia di
+abitazione umana. I viaggiatori pranzarono a ciel
+sereno, in un bel sito della valle, assisi all'ombra
+dei faggi; dopo di che partirono immediatamente
+per Beaujeu.</p>
+
+<p>La strada saliva sensibilmente, e lasciando i pini
+disotto a loro, trovaronsi in mezzo a precipizi. Il
+crepuscolo della sera accrescea l'orrore de' luoghi,
+ed i viaggiatori ignoravano la distanza di Beaujeu.
+Sant'Aubert nonpertanto credea di non esserne
+molto lontano, e si rallegrava di non aver quindi
+più oltre quella città, a varcare simili deserti. Le
+selve, le rupi, i circostanti gioghi confondevansi a
+poco a poco nell'oscurità, ed in breve non fu più
+possibile discernere quelle indistinte immagini. Michele
+precedeva cauto, appena scorgendo la via ma
+le sue mule, più esperte, camminavano ancora con
+passo franco.</p>
+
+<p>Alla svolta di un monte, videro un lume; i dirupi
+e l'orizzonte furono illuminati a gran distanza.
+Gli era certo un gran fuoco, ma nulla indicava se
+fosse accidentale o preparato. Sant'Aubert lo credette
+acceso da qualche masnada di quei banditi che
+infestavano i Pirenei; stava molto attento, e desiderava
+sapere se la strada passava vicino a quel
+fuoco. Aveva armi da potersi difendere in caso di
+bisogno; ma a che serviva una sì debole risorsa
+contro una banda di assassini determinati? Rifletteva
+a questa circostanza, quando udì una voce
+dietro di essi, che intimava al mulattiere di fermarsi.
+Sant'Aubert gli ordinò di camminar più
+presto, ma o fosse per testardaggine di Michele, o
+dei muli, questi non cambiarono il loro passo; s'intese
+il galoppo di un cavallo; un uomo raggiunse<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+la carrozza, e ordinò nuovamente di fermarsi. Sant'Aubert,
+non dubitando più del costui disegno,
+scaricò una pistola dallo sportello; l'incognito vacillò
+sul cavallo, ed il romore del colpo fu seguito
+da un gemito di dolore. Sarà facile immaginarsi lo
+spavento di Sant'Aubert, il quale credè riconoscere
+allora la voce dolente di Valancourt. Fece arrestare
+egli stesso la carrozza, pronunziò il nome del giovane,
+e non potè averne più alcun dubbio. Scese
+tosto, e corse a soccorrerlo; il giovane era ancora
+a cavallo, il suo sangue scorreva in copia, e sembrava
+soffrir molto, sebbene cercasse di consolare
+Sant'Aubert, assicurandolo che non era nulla, e sentivasi
+ferito solo leggermente nel braccio. Sant'Aubert
+e il mulattiere lo aiutarono a smontare e l'adagiarono
+in terra; il primo voleva fasciargli la ferita,
+ma gli tremavano le mani talmente, che non
+potè riuscirvi. Michele intanto correa dietro al cavallo
+ch'era fuggito mentre ne scendea il padrone;
+chiamò Emilia, e non ricevendo risposta, corse alla
+carrozza, e la trovò svenuta. In questa terribile situazione,
+e spinto dal dolore di lasciare Valancourt
+perdere il sangue, si sforzò di sollevarla, e chiamò
+Michele per chieder acqua dal ruscello vicino. Michele
+era andato troppo lontano, ma Valancourt,
+udendo il nome di Emilia, capì di che si trattava,
+ed obbliando sè medesimo, andò in suo soccorso;
+essa era già rinvenuta quando le fu vicino; egli
+seppe che il deliquio era stato cagionato dal timore
+del sinistro occorsogli, e con voce turbata da tutt'altro
+sentimento che da quello del dolore, l'assicurò
+che la sua ferita era di pochissima conseguenza.
+Sant'Aubert si accorse allora che il sangue non era
+ancora stagnato; i suoi timori cambiarono oggetto;
+<a name="cap4" id="cap4"></a>lacerò un fazzoletto per bendargli la piaga: il sangue
+si fermò, ma egli temendo le conseguenze, domandò
+più volte se Beaujeu fosse ancora molto lontano,
+ed avendo inteso ch'era distante due leghe,<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+il suo timore crebbe. Ignorava se Valancourt avrebbe
+potuto resistere al moto della carrozza, e lo vedeva
+sul punto di svenire. Appena questi ebbe conosciuta
+la sua inquietudine, si affrettò di rincorarlo, e parlò
+della sua avventura come di una bagatella. Michele
+aveva ricondotto il cavallo; Valancourt, salì nella
+carrozza; Emilia s'era riavuta, e continuarono la
+strada di Beaujeu.</p>
+
+<p>Sant'Aubert, rinvenuto dal terrore, manifestò la
+sua sorpresa sull'incontro di Valancourt; ma questi
+la fece cessare. «&nbsp;Voi avete rinnovato il mio
+gusto per la società,&nbsp;» gli disse; «&nbsp;dopo la vostra partenza,
+il mio casolare mi sembrava un deserto. E giacchè
+il mio unico scopo è quello di viaggiare per diletto,
+mi sono deciso di partire immediatamente. Ho presa
+questa strada, perchè sapeva ch'era più bella di
+qualunque altra; e d'altronde,&nbsp;» aggiunse esitando
+un poco, «&nbsp;lo confesserò (e perchè non dovrei confessarlo?),
+io aveva qualche speranza di raggiungervi. &mdash; Ed
+io ho crudelmente corrisposto alla
+vostra gentilezza,&nbsp;» riprese Sant'Aubert, che si
+rimproverava la sua fretta, e glie ne spiegò il motivo.
+Ma Valancourt, premuroso di evitare qualunque
+inquietudine sul di lui conto, nascose l'ambascia
+che provava, e seguitò a conversare allegramente.
+Emilia stava in silenzio, a meno che Valancourt
+non le volgesse la parola, ed il tuono commosso
+con cui lo faceva, valeva da per sè loro ad esprimere
+molto.</p>
+
+<p>Trovavansi allora presso a quel fuoco che spiccava
+tanto vivamente nell'oscurità della notte: illuminava
+allora la strada tutta, e poteasi facilmente
+distinguere le figure che la circondavano. Accostandosi,
+riconobbero una banda di zingari che, specialmente
+in quell'epoca frequentavano i Pirenei,
+svaligiando i viaggiatori. Emilia notò con ispavento
+l'aspetto truce di quella compagnia, ed il fuoco che
+li rischiarava, diffondendo una nube purpurea sugli<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+alberi, gli scogli e le frondi, aumentava l'effetto
+bizzarro del quadro.</p>
+
+<p>Tutti quegli zingari preparavano la cena. Una
+larga caldaia stava sul fuoco, e parecchie persone
+occupavansi ad empirla. Lo splendore della fiamma
+faceva scorgere una specie di rozza tenda, intorno
+alla quale giuocherellavano alla rinfusa ragazzi e
+cani. Il tutto formava un complesso veramente
+grottesco. I viaggiatori sentivano il pericolo. Valancourt
+taceva, ma mise la mano sur una delle
+pistole di Sant'Aubert, il quale, fatto altrettanto,
+fece avanzare il mulattiere. Passarono nondimeno
+senza ricevere insulti. I ladri non s'aspettavano probabilmente
+a tale incontro, ed occupavansi troppo
+della cena per sentire allora tutt'altro interesse.</p>
+
+<p>Dopo un'ora e mezza di cammino nella più profonda
+oscurità, i viaggiatori arrivarono a Beaujeu
+e smontarono al solo albergo che vi fosse, e che,
+sebbene molto superiore alle capanne, non cessava
+però di essere cattivo.</p>
+
+<p>Fu fatto venire immediatamente il chirurgo della
+città, se tuttavolta si può dar questo nome ad una
+specie di maniscalco, che curava uomini e cavalli,
+e che in caso di bisogno, faceva anche da barbiere.
+Esaminò il braccio di Valancourt, e avendo riconosciuto
+che la palla non era penetrata nelle carni, lo
+medicò e gli raccomandò il riposo; ma il paziente
+non era in verun modo disposto ad obbedirlo. Il
+piacere di star meglio era succeduto all'inquietudine
+del male; chè ogni godimento diviene positivo
+quando contrasta con un pericolo. Valancourt aveva
+riacquistate le forze, e volle prender parte alla conversazione.
+Sant'Aubert ed Emilia, liberi da qualunque
+timore, erano di una singolare allegrezza.
+Era già tardi, e Sant'Aubert fu costretto di uscire
+col locandiere per andar a cercare qualche cosa per
+la cena. Emilia, nell'intervallo, si assentò anch'essa
+sotto pretesto di mettere in ordine alcune sue cose;<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+trovò l'alloggio meglio disposto di quello che credea
+e quindi tornò a raggiugnere Valancourt. Parlarono
+delle vedute scoperte in quel giorno, dell'istoria
+naturale, della poesia, e finalmente del padre d'Emilia
+la quale non poteva parlare o sentir parlare, se non
+con gioia, d'un soggetto tanto caro al suo cuore.</p>
+
+<p>La serata passò piacevolmente, ma siccome
+Sant'Aubert era stanco, e Valancourt soffriva ancora,
+si separarono subito dopo cena.</p>
+
+<p>La mattina seguente, Valancourt aveva la febbre,
+non aveva dormito e la sua ferita era infiammata:
+il chirurgo, che venne a visitarlo di buon'ora, lo
+consigliò di restar tranquillo a Beaujeu. Sant'Aubert
+aveva pochissima fiducia nei di lui talenti; ma
+avendo inteso che non se ne poteva trovare uno
+più abile, cambiò il suo piano, e risolse di aspettare
+la guarigione del malato. Valancourt parve cercar
+di dissuadernelo, ma con più garbo che buona fede.
+La sua indisposizione trattenne i viaggiatori per più
+giorni colà. Sant'Aubert ebbe luogo di conoscere
+i di lui talenti ed il suo carattere, con quella precauzione
+filosofica, che sapeva tanto bene impiegare
+in tutte le circostanze. Conobbe un naturale franco
+e generoso, pieno di ardore, suscettibile di tutto
+ciò ch'è grande e buono, ma impetuoso, quasi selvaggio
+ed alquanto romanzesco. Valancourt conosceva
+poco il mondo; avea idee assennate, sentimenti
+giusti; la sua indignazione, come la sua stima
+si esprimevano senza misura, nè riguardi. Sant'Aubert
+sorrideva della sua veemenza, ma la reprimea
+di rado, e diceva fra sè: &mdash; Questo giovine, senza
+dubbio, non è mai stato a Parigi. &mdash; Un sospiro
+succedeva a queste riflessioni: egli era deciso di
+non lasciar Valancourt prima del suo pieno ristabilimento,
+e siccome esso era allora in istato di
+viaggiare, ma non a cavallo, Sant'Aubert l'invitò ad
+approfittar qualche giorno della sua carrozza. Avendo
+saputo che il giovine era d'una famiglia distinta di<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+Guascogna, il cui grado e la considerazione erangli
+ben noti, la sua riserva fu meno grande, e Valancourt
+avendo accettato l'offerta con piacere, ripresero
+tutti insieme la strada che conduceva al Rossiglione.</p>
+
+<p>Viaggiavano senza sollecitarsi, fermandosi quando
+il sito meritava attenzione; s'inerpicavano spesso
+sopra alture, cui non potevan giugnere le mule;
+smarrivansi tra que' dirupi, coperti di lavanda, di
+timo, di ginepro di tamarindo, e protetti da ombre
+antiche; una bella vista entusiasmava Emilia, superando
+le maraviglie della più fervida imaginazione.
+Sant'Aubert si divertiva talvolta ad erborizzare,
+mentre Emilia e Valancourt attendevano a qualche
+scoperta: il giovane le faceva osservare gli oggetti
+particolari della sua ammirazione, e recitava i più
+bei passi dei poeti italiani o latini cui essa prediligeva.
+Nell'intervallo della conversazione, e quando
+non era osservato, fissava gli sguardi su quel leggiadro
+volto, i cui lineamenti animati indicavano
+tanto spirito ed intelligenza: quando parlava in seguito,
+la dolcezza della sua voce palesava un sentimento
+cui cercava invano di nascondere. Grado
+grado, le pause ed il silenzio di lui divennero più
+frequenti: Emilia mostrò molta premura d'interromperli:
+essa fin allora così riservata, parlava del
+continuo, ora dei boschi, ora delle valli, ora dei
+monti, anzichè esporsi al pericolo di certi momenti
+di silenzio e di simpatia.</p>
+
+<p>La via di Beaujeu saliva rapidissimamente: ei
+si trovarono in mezzo a' più eccelsi monti; la serenità
+e purezza dell'aere, in quell'alte regioni, entusiasmavano
+i tre viaggiatori; l'anima loro ne pareva
+alleggerita, ed il loro spirito diventato più
+penetrante. Ei non avevano parole ad esprimere
+emozioni tanto sublimi, quelle di Sant'Aubert ricevevano
+un espressione più solenne: le lagrime
+irrigavangli le guancie, e camminava in disparte.<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+Valancourt parlava tratto tratto per attirar l'attenzione
+di Emilia; la limpidezza dell'atmosfera che
+lasciavale distinguere tutti gli oggetti, ingannavala
+talvolta, e sempre con piacere. Essa non poteva
+credere sì lunge da lei ciò che parevale così vicino;
+il silenzio profondo della solitudine non era interrotto
+se non dal grido delle aquile svolazzanti per
+l'aere, e dal sordo rumoreggiar de' torrenti in fondo
+degli abissi. Di sopra ad essi la splendida volta de'
+cieli non era oscurata da nube alcuna, i vortici
+di vapore sostavano in grembo a' monti, il loro
+rapido movimento velava talvolta tutto il paese, e
+tal altra scoprendone parte, lasciava all'occhio alquanti
+momenti d'osservazione. Emilia, estatica, contemplava
+la grandezza di quelle nubi che variavano
+forma e tinte; ne ammirava l'effetto sulle sottostanti
+contrade cui davano ad ogni istante mille nuove
+forme.</p>
+
+<p>Dopo aver viaggiato così per parecchie leghe,
+cominciarono a scendere nel Rossiglione, e la scena
+che si svolse spiegava una bellezza meno aspra. I
+viaggiatori rammaricavano gli oggetti imponenti cui
+stavan per abbandonare. Benchè stancato da que'
+vasti aspetti, l'occhio riposava gradevolmente sul
+verde de' boschi e de' prati; il fiume che irrigavali
+la capanna sotto l'ombra de' faggi, i giulivi crocchi
+de' pastorelli, i fiori che adornavano i clivi, formavano
+insieme uno spettacolo incantevole.</p>
+
+<p>Scendendo, riconobbero uno de' grandi varchi
+de' Pirenei in Ispagna: i fortilizi, le torri, le mura,
+ricevevano allora i raggi del sole all'occaso; le
+selve circostanti non avevano più se non un riflesso
+giallastro, mentre le punte de' dirupi tingeansi ancora
+di rosa.</p>
+
+<p>Sant'Aubert guardava attento senza scoprire la
+piccola città indicatagli. Valancourt non poteva informarlo
+della distanza, non essendo mai ito tant'oltre;
+pur iscorgevano una strada, e doveano crederla<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+diretta, giacchè dopo Beaujeu non avean potuto
+smarrirsi da alcuna parte.</p>
+
+<p>Il sole era vicino al tramonto, e Sant'Aubert
+sollecitò il mulattiere; egli sentivasi assai debole,
+e desiderava vivamente il riposo; dopo una sì faticosa
+giornata la sua inquietudine non si calmò, osservando
+un gran treno d'uomini, di muli e di cavalli carichi,
+che sfilavano pei sentieri dell'opposto monte, e siccome
+i boschi ne celavano spesso il cammino, non
+si poteva precisarne il numero: qualcosa di brillante,
+come d'armi risplendeva agli ultimi raggi del
+sole e la divisa militare si distingueva sui primi, e
+su qualche individuo sparso fra la comitiva. Appena
+furono nella valle, un'altra banda uscì dai boschi,
+ed i timori di Sant'Aubert aumentarono, non dubitando
+non fossero tanti contrabbandieri arrestati
+nei Pirenei, e scortati dalla soldatesca.</p>
+
+<p>I viaggiatori avevano errato tanto nelle montagne
+che s'ingannarono nei loro calcoli, e non poterono
+giungere a Montignì prima della notte. Traversarono
+la valle, e notarono sopra un rustico ponte che riuniva
+due coste, un crocchio di fanciulli i quali divertivansi
+a lanciar sassi nel torrente; le pietre nel
+cadere, facevano spruzzar colonne d'acqua mandando
+un sordo fragore ripercosso alla lontana dagli echi
+dei monti. Sotto il ponte scoprivasi tutta la valle
+in prospettiva, una cateratta in mezzo alle rupi, ed
+una capanna sopra una punta protetta da annosi
+abeti. Quell'abitazione parea dovesse esser vicina
+ad una piccola città. Sant'Aubert fece fermare: chiamò
+i ragazzi, e lor chiese se Montignì fosse molto lontano;
+ma la distanza, lo strepito delle acque non
+gli permisero di farsi udire, e la ripidezza delle
+montagne che sostenevano il ponte era troppa perchè
+tutt'altri fuor d'un alpigiano pratico potesse ascenderle.
+Sant'Aubert dunque dovette decidersi a continuare
+col favore del crepuscolo la strada, la quale era talmente
+disagiosa che parve miglior consiglio scendere<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+di vettura. La luna cominciava a spuntare, ma tramandava
+troppo fioca luce; e' camminavano a caso
+in mezzo ai pericoli. In quel punto si udì la campana
+d'un convento; la fitta tenebria impediva la
+vista dell'edifizio, ma il suono pareva venire dai
+boschi che coprivano il monte di destra. Valancourt
+propose d'andarne in cerca. «&nbsp;Se non troviam ricovero
+in quel convento,&nbsp;» dicea egli, «&nbsp;almeno c'indicheranno
+la distanza o la posizione di Montignì.&nbsp;»
+E si mise a correre senza aspettar risposta; ma
+Sant'Aubert lo richiamò dicendogli: «&nbsp;Io sono orribilmente
+stanco, ho bisogno di pronto riposo;
+andiamo tutti al convento; il vostro robusto aspetto
+sventerebbe i nostri disegni; ma quando si vedrà
+il mio spossamento e la stanchezza d'Emilia, non ci
+si negherà ricetto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sì dicendo, prese il braccio d'Emilia, e raccomandando
+a Michele d'aspettarlo, seguì il suono
+della campana e salì dalla parte dei boschi, ma a
+passi vacillanti. Valancourt gli offerse il braccio cui
+accettò. La luna venne a rischiarare il sentiero, e
+lor permise in breve di scorgere torri che sorgevano
+sul colle. La campana continuava a guidarli;
+entrarono nel bosco, ed il fioco chiarore della luna
+divenne più incerto per l'ombra ed il tremolio delle
+foglie. L'oscurità, il cupo silenzio, quando la campana
+non suonava, la specie d'orrore ispirato da un
+luogo sì selvaggio, tutto riempì Emilia d'uno spavento
+che la voce e la conversazione di Valancourt
+poteva solo diminuire. Dopo alcun tempo di salita,
+Sant'Aubert, si lamentò, e tutti sostarono sur un
+erboso poggio, dove gli alberi, più radi, lasciavan
+godere il chiaro della luna. Sant'Aubert sedette
+sull'erba tra i due giovani. La campana non suonava
+più, e la quiete notturna non era interrotta da strepito
+veruno, avvegnacchè il fragor sordo di qualche
+lontano torrente paresse accompagnare, anzichè
+turbare il silenzio.<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p>
+
+<p>Avevano allora sott'occhio la valle testè lasciata.
+La luce argentea che ne scopriva le fondure, riflettendo
+sulle rupi e le selve di sinistra, contrastava
+colle tenebre, onde i boschi a destra erano come
+avvolti. Le cime sole erano illuminate a sbalzi; il
+resto della valle perdeasi in seno ad una nebbia,
+di cui lo stesso chiaro di luna non serviva che a
+crescere la foltezza. I viaggiatori ristettero alcun
+tempo a contemplare quel bell'effetto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Simili scene,&nbsp;» disse Valancourt, «&nbsp;dilettano il
+cuore come i concenti di deliziosa musica; chiunque
+ha gustata una volta la melanconia ch'esse ispirano
+non vorrebbe mutarne l'impressione per quella dei
+più squisiti piaceri. Elleno destano i nostri più puri
+sentimenti; dispongono alla benevolenza, alla pietà,
+all'amicizia. Coloro ch'io amo, parvemi sempre
+d'amarli assai più in quest'ora solenne.&nbsp;» Tremogli
+la voce, e sostò.</p>
+
+<p>Sant'Aubert nulla dicea. Emilia vide cadere una
+lagrima sulla mano cui stringeva tra le proprie. Indovinonne
+ben essa il pensiero; anche il suo era
+corso alla pietosa memoria della genitrice. Ma Sant'Aubert,
+rianimandola: «&nbsp;Oh sì,&nbsp;» disse reprimendo
+un sospiro, «&nbsp;la memoria di quelli che noi amiamo,
+di un tempo trascorso per sempre, gli è in questo
+istante che si posa sulle anime nostre! È come una
+melodia lontana in mezzo al silenzio delle notti, come
+le tinte raddolcite di questo paesaggio.&nbsp;» Poscia,
+dopo una pausa, continuò: «&nbsp;Io ho sempre creduto
+le idee più lucide a quest'ora che in qualunque altra,
+ed il cuore che non ne riconosce l'influenza, è di
+certo un cuore snaturato. Vi son tanti....&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt sospirò.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ve ne sono dunque molti?&nbsp;» disse Emilia. &mdash; Fra
+alcuni anni forse, cara figlia,&nbsp;» rispose
+Sant'Aubert, «&nbsp;tu sorriderai ricordandoti tale domanda,
+se tuttavolta questa memoria non ti strapperà<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+le lagrime. Ma vieni, mi sento un po' meglio.
+Andiamo innanzi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Uscirono finalmente dal bosco, e videro sopra
+un'eminenza il convento cui aveano tanto cercato.
+Un muro altissimo che lo circondava li condusse
+ad un'antica porta; bussarono, ed il laico che venne
+ad aprire li condusse in una sala vicina, pregandoli
+di aspettare fino a che fosse avvertito il superiore.
+Nell'intervallo, comparvero parecchi frati ad osservarli
+con curiosità; poco stante ritornò il laico e li
+scortò innanzi al superiore. Egli sedeva in un seggiolone;
+aveva un grosso libro davanti a sè, sostenuto
+da vasto leggìo. Ricevè garbatamente i viaggiatori
+senza alzarsi, fece loro poche interrogazioni, ed acconsentì
+alla loro domanda. Dopo una brevissima
+conferenza, fatti i debiti complimenti, furono condotti
+in una stanza, ove si preparava la cena, e
+Valancourt, accompagnato da un frate, andò a cercare
+Michele, la carrozza ed i muli. Appena ebbe
+scesa la metà della strada, udì la voce del mulattiere,
+il quale chiamava i nostri viaggiatori per
+nome. Convinto, non senza difficoltà, che tanto lui,
+quanto il suo padrone non avevano più nulla da
+temere, si lasciò condurre in una capanna vicino al
+bosco. Valancourt tornò in fretta a cenare cogli
+amici, ma Sant'Aubert soffriva troppo per mangiare
+con appetito. Emilia, assai inquieta per suo padre,
+non sapeva pensare a sè medesima, e <a name="tn54" id="tn54"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Valancorut'">Valancourt</ins>,
+mesto e pensieroso, ma sempre occupato di loro,
+non pensava ad altro se non a confortare ed incoraggire
+Sant'Aubert. Separatisi presto, si ritirarono
+nelle loro stanze. Emilia dormì in un gabinetto contiguo
+alla camera del padre; trista, pensierosa ed
+occupata soltanto dello stato di languore in cui lo
+vedeva, coricossi senza speranza di riposo.</p>
+
+<p>Due ore dopo una campana squillò, e passi precipitosi
+percorsero i corridoi. Poco esperta degli
+usi claustrali, Emilia spaventossi; i suoi timori,<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+sempre vivi pel padre, le fecero supporre che stesse
+più male; si alzò in fretta per correre da lui, ma
+essendosi fermata un momento all'uscio onde lasciar
+passare i frati, ebbe tempo di riaversi, di riordinare
+le idee, e comprendere che la campana aveva suonato
+mattutino. Questa campana non suonava più,
+tutto era quiete, ed essa non andò più oltre; ma,
+non potè dormire, ed allettata d'altra parte dal fulgore
+d'una splendida luna, aprì la finestra e si mise
+a rimirar il paese.</p>
+
+<p>Placida era la notte e bella, il firmamento senza
+nubi, e lieve zeffiro agitava appena gli alberi della
+valle. Stava attenta, allorchè l'inno notturno dei religiosi
+sorse dolcemente dalla cappella, situata in
+luogo più basso, talchè il sacro cantico parea salire
+al cielo traverso il silenzio delle notti. I pensieri
+susseguironsi; dall'ammirazione delle opere, l'anima
+sua passò all'adorazione del loro onnipossente e
+buono autore. Penetrata d'una pietà pura e scevra
+da profani sentimenti, l'anima sua elevossi al disopra
+dell'universo; gli occhi versaron lagrime; ella adorò
+la Potenza infinita nelle sue opere, e la bontà sua
+ne' suoi benefizi.</p>
+
+<p>Il cantico de' frati cesse di nuovo il posto al silenzio;
+ma Emilia non lasciò la finestra se non
+quando la luna, essendo tramontata l'oscurità parve
+invitarla al riposo.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_V" id="CAPITOLO_V"></a>CAPITOLO V</h2>
+
+<p>Sant'Aubert si trovò la mattina seguente bastantemente
+in forza per continuare il viaggio, e sperando
+arrivare lo stesso giorno nel Rossiglione, si
+mise in cammino di buonissim'ora. La strada che
+percorrevano allora i viaggiatori, offriva vedute selvagge
+e pittoresche come le precedenti; solo tratto
+tratto le scene, meno severe, spiegavano una bellezza
+più amena e ridente.<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p>
+
+<p>Quando Sant'Aubert parea occupato delle piante,
+contemplava con trasporto Emilia e Valancourt, i
+quali passeggiavano insieme; questi col contegno e
+l'emozione del piacere indicava una bella vista nella
+scena che lor s'offriva; quella ascoltava e guardava
+con un'espressione di sensibilità seria indicante l'elevatezza
+del suo spirito. Rassembravano a due
+amanti, i quali mai non avessero lasciati i monti
+natii, che la situazione loro avesse preservati dal
+contagio delle frivolezze; le cui idee, semplici e
+grandiose come il paesaggio che percorrevano, non
+comprendessero la felicità se non nella tenera unione
+de' cuori puri. Sant'Aubert sorrideva e sospirava a
+un tempo, pensando alla romanzesca felicità onde la
+sua imaginazione offerivagli il quadro; sospirava
+inoltre pensando quanto la natura e la semplicità
+fossero mai estranee al mondo, poichè i loro soavi
+diletti parevano un romanzo.</p>
+
+<p> &mdash; Il mondo,&nbsp;» dicea egli seguendo il proprio
+pensiero, «&nbsp;il mondo mette in ridicolo una passione
+cui appena conosce; i suoi movimenti ed interessi
+distraggono lo spirito, depravano i gusti, corrompono
+il cuore; e l'amore non può esistere in un
+cuore quando non ha più la cara dignità dell'innocenza.
+La virtù e la simpatia son quasi la medesima
+cosa; la virtù è la simpatia messa in azione, e le
+più delicate affezioni di due cuori formano insieme
+il vero amore. Come mai potrebbesi cercar l'amore
+in seno alle grandi città? La frivolezza, l'interesse,
+la dissipazione, la falsità vi surrogano del continuo
+la semplicità, la tenerezza e la franchezza.&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>Era quasi mezzodì quando i viaggiatori giunsero
+ad un passo sì pericoloso che lor fu d'uopo scendere
+di carrozza; la strada era contornata da boschi,
+e anzichè continuare innanzi, si misero a cercar
+l'ombra. Un umido rezzo era diffuso per l'aere;
+lo splendido smeraldo dell'erba, la bella miscea de'
+fiori, de' balsami, de' timi e delle lavande che la<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+smaltavano; l'altezza de' pini, de' frassini e de' castagni
+che ne proteggevano l'esistenza, tutto concorrea
+a far di quello un luogo veramente delizioso.
+Talvolta il fogliame, più fitto, interdicea la vista del
+paesaggio; altrove, qualche misterioso varco lasciava
+traveder all'imaginazione quadri assai più leggiadri
+che fin allora non avesse osservati, ed i viaggiatori
+abbandonavansi volentieri a que' godimenti quasi
+ideali.</p>
+
+<p>Le pause ed il silenzio che avevano già interrotto
+i colloqui di Valancourt e d'Emilia furono quel dì
+molto più frequenti. Il giovane, dalla vivacità più
+espressiva, cadeva in un accesso di languore, e la
+malinconia pingevasi senz'arte fin nel di lui sorriso.
+La fanciulla non poteva più ingannarsi: il suo proprio
+cuore partecipava il medesimo sentimento.</p>
+
+<p>Quando Sant'Aubert fu ristorato, continuarono a
+camminare pel bosco, credendo sempre costeggiar
+la strada; ma s'accorsero alfine d'averla smarrita
+affatto. Avevano seguito il declivio ove la beltà de'
+luoghi li tratteneva, e la strada andava invece montando
+su per la ripida costa. Valancourt chiamò
+Michele, ma l'eco solo rispose alle sue grida, ed i
+suoi sforzi furono parimente vani per ritrovar la
+strada. In tale stato, scorsero fra gli alberi, a qualche
+distanza, la capanna d'un pastore. Valancourt
+vi corse per chiedere qualche indicazione; giuntovi,
+vi trovò soltanto due ragazzi che giocavan sull'erba.
+Guardò in casa, e non vide nessuno. Il maggiore de'
+fanciulli gli disse che suo padre trovavasi ne' campi,
+sua madre nella valle, nè tarderebbe a tornare. Il
+giovane pensava a quanto convenisse fare, allorchè
+la voce di Michele echeggiò d'improvviso su le rupi
+circostanti. Valancourt rispose tosto e cercò d'andare
+a raggiungerlo; dopo un faticoso lavoro tra le
+boscaglie ed i massi, lo raggiunse alfine ed a stento
+riescì a farlo tacere. La strada era lontanissima dal
+luogo ove riposavano il padre e la figlia. Era difficile<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+di condur fin là la vettura; sarebbe stato troppo
+penoso per Sant'Aubert d'inerpicarsi pel bosco, com'egli
+stesso avea fatto, ed il giovane era angustiato
+molto per trovare un cammino più praticabile.</p>
+
+<p>Intanto, Sant'Aubert ed Emilia eransi accostati
+alla capanna e riposavano sopra una panca campestre
+situata fra due pini ed ombreggiata dalle loro
+frondi; avean guardato a Valancourt, ed aspettavano
+che li raggiungesse.</p>
+
+<p>Il maggiore de' ragazzi aveva lasciato il giuoco
+per rimirar i viaggiatori; ma il piccino continuava
+i suoi salti e tormentava il fratello perchè tornasse
+ad aiutarlo. Sant'Aubert considerava con piacere
+quella fanciullesca semplicità, quando d'improvviso
+tale spettacolo, rammentandogli i figli perduti in
+quella fresca età, ed in ispecie la loro diletta madre,
+lo fece ricadere nella mestizia. Emilia, accortasene,
+cominciò una di quelle ariette commoventi cui egli
+tanto prediligeva, e ch'ella sapeva cantar colla massima
+grazia ed espressione. Il padre le sorrise attraverso
+le lagrime, le prese la mano, la strinse teneramente
+e cercò bandire i malinconici pensieri.
+Essa cantava ancora, quando Valancourt tornò; egli
+non volle interromperla, e sostò ad ascoltare. Quand'ebbe
+finito, accostossi e narrò d'aver trovato Michele
+ed anche una strada per ascendere il dirupo.
+Sant'Aubert, a tai parole, ne misurò coll'occhio la
+tremenda altezza; sentivasi oppresso, e la salita
+pareagli spaventosa. Il partito però sembravagli
+preferibile ad una strada lunga e scabrosa affatto;
+risolse di tentarlo, ma Emilia, sempre premurosa,
+gli propose di pranzare in prima, onde ristorar alquanto
+le forze, e Valancourt tornò alla vettura a
+cercarvi provvigioni.</p>
+
+<p>Al ritorno, propose di collocarsi un po' più in
+alto, essendovi la vista più bella ed estesa. Stavano
+per recarvisi, quando videro una giovane accostarsi
+ai ragazzi, accarezzarli, e piangere amaramente.<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p>
+
+<p>I viaggiatori, interessati dalla di lei sventura, sostarono
+a meglio osservarla. Essa prese in braccio
+il minore de' figli, e scorti i forestieri, si terse le
+lagrime in fretta ed accostossi alla capanna. Sant'Aubert
+le chiese la causa della di lei afflizione. Gli
+diss'ella che suo marito era un povero pastore, il
+quale tutti gli anni passava la state in quella capanna
+per condur a pascere un armento sui monti. La
+notte precedente aveva perduto tutto; una banda di
+zingari, i quali da qualche tempo infestavano la
+contrada, avean rapite tutte le pecore del suo padrone.
+«&nbsp;Jacopo,&nbsp;» aggiunse la donna, «&nbsp;avendo accumulato
+qualche peculio, avea comperato poche pecore
+per noi; ma adesso bisognerà darle per sostituire
+il gregge tolto al padrone; il peggio si è che
+quando questi saprà la cosa, non vorrà più affidarci
+i suoi montoni; è un uomo cattivo; ed allora, che
+cosa sarà de' nostri figliuoli?&nbsp;»</p>
+
+<p>L'atteggiamento di quella donna, la semplicità
+del suo racconto ed il suo sincero dolore indussero
+Sant'Aubert a crederne la trista storia. Valancourt,
+convinto ch'era vera, chiese tosto quanto valesse il
+gregge rubato; allorchè lo seppe, rimase sconcertato.
+Sant'Aubert diè qualche moneta alla donna;
+Emilia vi contribuì col suo borsellino, e quindi avviaronsi
+al luogo convenuto. Valancourt restò di
+dietro parlando colla moglie del pastore, la quale
+allora piangeva per la gratitudine e la sorpresa; le
+chiese quanto le mancasse ancora per ripristinare
+il gregge rapito. Trovò che la somma era quasi la
+totalità di quanto portava seco. Stava egli incerto
+ed afflitto. &mdash; Tale somma, dicea tra sè, basterebbe
+alla felicità di questa povera famiglia; sta in poter
+mio il darla, e renderli lieti e contenti; ma come
+farò poi io? come tornerò a casa col poco che mi
+resterà? &mdash; Esitò alcun tempo; trovava una voluttà
+singolare a salvare una famiglia dalla rovina,
+ma sentiva la difficoltà di proseguir la sua strada
+col poco danaro che avrebbesi riservato.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p>
+
+<p>Stava così perplesso, quando comparve lo stesso
+pastore. I figliuoli gli corsero incontro; egli ne
+prese uno in braccio, e coll'altro attaccato alla cintola,
+inoltrò a lenti passi. Il suo aspetto abbattuto,
+costernato, decise Valancourt; gettò tutto il danaro
+che avea, tranne pochi scudi, e corse dietro a Sant'Aubert,
+il quale, sorretto da Emilia, incamminavasi
+verso l'erta. Il giovane non erasi mai sentito
+l'animo sì leggero; il cuore balzavagli dalla gioia,
+e tutti gli oggetti a lui intorno parevano più belli
+ed interessanti. Sant'Aubert osservò i di lui trasporti,
+e gli disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Che cos'avete che sì v'incanta?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! la bella giornata!&nbsp;» sclamava Valancourt;
+«&nbsp;come splende il sole, come pura è l'aura qual
+sito magico!</p>
+
+<p> &mdash; E stupendo!&nbsp;» disse Sant'Aubert, la cui felice
+esperienza spiegava facilmente l'emozione di
+Valancourt; «&nbsp;peccato che tanti ricchi, i quali potrebbero
+procurarsi a piacimento uno splendido sole,
+lascino avvizzir i lor giorni nelle nebbie dell'egoismo!
+Per voi, mio giovine amico, possa sempre il
+sole sembrarvi bello quant'oggi; possiate voi, nell'attiva
+vostra beneficenza, riunir sempre la bontà
+e la saviezza!&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt, onorato di tal complimento, non potè
+rispondere se non con un sorriso, e fu quello della
+gratitudine.</p>
+
+<p>Continuarono a traversare il bosco tra le fertili
+gole de' monti. Giunti appena nel sito ove volean
+recarsi, tutti insieme proruppero in un'esclamazione;
+dietro ad essi, la rupe perpendicolare sorgeva a
+prodigiosa altezza e spartivasi allora in due punte
+egualmente alte. Le loro grige tinte contrastavano
+collo smalto de' fiori sbuccianti tra i crepacci; i
+burroni sui quali l'occhio scorrea rapido per ispingersi
+giù nella valle, erano sparsi anch'essi d'arboscelli;
+più giù ancora, un verde tappeto indicava<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+i castagneti, in mezzo a' quali scorgeasi la capanna
+del povero pastore. Da ogni parte, i Pirenei ergeano
+le maestose cime; talune, carche d'immensi massi
+di marmo, mutavan colore ed aspetto nel medesimo
+tempo del sole; altre, ancor più alte, mostravan
+soltanto le nevose punte, e le basi colossali, uniformemente
+tappezzate, coprivansi sin giù nella valle
+di pini, larici e verdi querce. Questa valle, benchè
+stretta, era quella che conduceva al Rossiglione; i
+freschi pascoli, la doviziosa coltura contrastavano
+stupendamente colla grandiosità delle masse circostanti.
+Fra le catene prolungate di monti scoprivasi
+il basso Rossiglione, e la grande lontananza, confondendo
+tutte le gradazioni, parea riunir la costa
+ai candidi flutti del Mediterraneo. Un promontorio
+su cui sorgeva un faro indicava solo la separazione
+ed il lido; stormi d'uccelli marini volavano intorno.
+Più lungi però distinguevansi alcune bianche vele;
+il sole ne aumentava il candore, e la lor distanza
+dal faro ne facea giudicar la celerità; ma eravene
+di sì lontane, che servivan soltanto a separare il
+cielo ed il mare.</p>
+
+<p>Dall'altra parte della valle, proprio in faccia ai
+viaggiatori, eravi un passaggio fra le rocce, che
+guidava in Guascogna. Costà, nessun vestigio di
+coltura; gli scogli di granito ergevansi spontaneamente
+dalle basi, trapassando i cieli colle sterili
+aguglie; costà, nè foreste, nè cacciatori, nè tuguri:
+talvolta però un gigantesco larice gettava l'immensa
+sua ombra sopra un incommensurabile precipizio, e
+talfiata una croce sopra un dirupo accennava al
+viaggiatore il terribil destino di qualche imprudente.
+Il loco parea destinato a diventare un ricovero
+di banditi; Emilia ad ogni istante aspettavasi
+a vederli sbucare; poco dopo, un oggetto non meno
+terribile le colpì la vista. Una forca, eretta all'ingresso
+del passaggio, e proprio al disopra d'una
+croce, spiegava bastantemente qualche tragico fatto.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+Evitò essa di parlarne a Sant'Aubert, ma tal vista
+inquietolla; avrebbe voluto sollecitare il passo per
+giungere con certezza prima del tramonto. Ma il
+padre avea bisogno di rifocillarsi, e, sedendo sull'erba,
+i viaggiatori votarono il paniere.</p>
+
+<p>Sant'Aubert fu rianimato dal riposo e dall'aria
+serena di quella spianata. Valancourt era talmente
+estatico, talmente bisognoso di conversare, che parea
+aver dimenticata tutta la strada che restava da
+fare. Finito il pasto, fecero un lungo addio a quel
+sito maraviglioso e tornarono ad inerpicarsi. Sant'Aubert
+ritrovò la carrozza con piacere; Emilia vi
+salì secolui: ma volendo conoscere più minutamente
+la deliziosa contrada dove stavano per discendere,
+Valancourt slegò i suoi cani e li seguì a piedi; egli
+soffermavasi talvolta sopra le alture che gli offrivano
+un bel punto di vista; il passo delle mule
+permettevagli siffatte distrazioni. Se qualche luogo
+spiegava una rara magnificenza, tornava alla carrozza,
+e Sant'Aubert, troppo stanco per andar a goderne
+in persona, vi mandava la figlia e stavasene ad
+aspettarla.</p>
+
+<p>Era tardi quando calarono dalle belle alture che
+coronano il Rossiglione. Questa magnifica provincia
+è incassata nelle loro maestose barriere, non restando
+aperta che dalla parte del mare. L'aspetto
+della cultura abbelliva in fondo il paesaggio, ed il
+piano tingevasi de' più vividi colori, e quali il lussureggiante
+clima e l'industria degli abitanti potevano
+dovunque farli nascere. Boschetti d'aranci e
+di limoni imbalsamavan l'aere; i lor frutti già maturi
+dondolavano tra le frondi, e le coste dal facile
+declivio facevan pompa delle più belle uva. Più lungi,
+selve, pascoli, città, casali, il mare, sulla cui rifulgente
+<a name="tn62" id="tn62"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'superfice'">superficie</ins> scorrevano molte vele sparse, un
+tramonto scintillante di porpora; questo passo, in
+mezzo ai monti che lo dominavano, formava la perfetta
+unione dell'ameno col sublime; era la bellezza
+dormente in seno all'orrore.<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p>
+
+<p>I viaggiatori, giunti al basso, inoltrarono fra siepi
+di mirti e di melagrani fioriti sino alla piccola
+città d'Arles, dove contavan passar la notte. Trovarono
+un alloggio semplice, ma pulito; avrebbero
+passata una deliziosa sera, dopo le fatiche ed i godimenti
+del dì, se il momento della separazione che
+accostavasi non avesse sparso una nube su' loro
+cuori. Sant'Aubert voleva partir la domane, costeggiare
+il Mediterraneo e giungere così in Linguadoca.
+Valancourt, guarito troppo presto, ormai senza
+pretesto per seguire i suoi nuovi amici, dovea separarsene
+in quel luogo stesso. Sant'Aubert, il quale
+l'amava, proposegli di andar più innanzi; ma non
+reiterò l'invito, e Valancourt ebbe il coraggio di
+non accettare, per mostrare d'esserne degno. E' dovevano
+dunque lasciarsi la domane: Sant'Aubert per
+partire alla volta della Linguadoca, e Valancourt
+per riprendere la via de' monti onde riedere a casa.
+Tutta la sera non proferì sillaba, e stette soprappensieri:
+Sant'Aubert fu con lui affettuoso, ma però
+grave; Emilia fu seria, benchè cercasse di comparir
+allegra; e dopo una delle più malinconiche sere
+che mai avessero passate insieme, separaronsi per la
+notte.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_VI" id="CAPITOLO_VI"></a>CAPITOLO VI</h2>
+
+<p>Il giorno dipoi, Valancourt fece colazione coi
+compagni, ma nessun d'essi parea aver dormito.
+Sant'Aubert portava l'impronta dell'oppressione
+e del languore. Emilia trovava la di lui salute
+molto infiacchita, e le sue inquietudini crescevano
+del continuo: osservava essa tutti i di lui sguardi
+con timida premura, e la loro espressione si trovava
+subito fedelmente ripetuta ne' suoi.</p>
+
+<p>Sin dal principio della loro conoscenza, Valancourt
+aveva indicato il suo nome e la sua famiglia.
+Sant'Aubert conosceva l'uno e l'altra, non meno<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+che i beni delle sua casa, posseduti allora da un
+fratello maggiore di Valancourt, i quali distavano
+otto leghe circa dal suo castello; ed aveva incontrato
+questo fratello in qualche luogo del vicinato.
+Questi preliminari avevano facilitato la sua ammissione;
+il contegno, le maniere e l'esterior suo gli
+avevano guadagnata la stima di Sant'Aubert, che
+volentieri fidava nel proprio criterio, ma rispettava
+le convenienze; e tutte le buone qualità che riconosceva
+in lui, non gli sarebbero parse motivi sufficienti
+per avvicinarlo tanto alla figlia.</p>
+
+<p>La colazione fu quasi taciturna, quanto eralo stata
+la cena della sera precedente; ma la loro meditazione
+fu interrotta dal romore della carrozza che
+doveva condur via Sant'Aubert ed Emilia. Valancourt
+si alzò, corse alla finestra, riconobbe la carrozza,
+e tornò alla sua sedia senza parlare. Il momento
+di separarsi era omai giunto. Sant'Aubert
+disse al giovane che sperava rivederlo nella valle,
+e che non vi sarebbe passato di certo senza onorarli
+di una visita. Valancourt lo ringraziò affettuosamente,
+e l'assicurò che non ci avrebbe mai mancato:
+sì dicendo guardava timidamente Emilia, la
+quale si sforzava di sorridere in mezzo alla sua
+profonda tristezza; passarono qualche minuto in un
+colloquio animatissimo; Sant'Aubert s'avviò alla
+carrozza, Emilia e Valancourt lo seguirono in silenzio:
+il giovane restava fermo allo sportello, e
+quando furono saliti pareva che nessuno avesse il
+coraggio di dirsi addio. In fine Sant'Aubert pronunziò
+la trista parola; Emilia fece altrettanto a
+Valancourt, che lo ripetè con un sorriso forzato, e
+la carrozza si mise in moto.</p>
+
+<p>I viaggiatori restarono a lungo in silenzio. Sant'Aubert
+finalmente disse: «&nbsp;È un giovine interessante;
+sono molti anni che una conoscenza sì breve
+non m'ha così affettuosamente colpito. Egli mi ricorda
+i giorni della mia gioventù, quel tempo in<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+cui tutto mi sembrava ammirabile e nuovo.&nbsp;» Sospirò,
+e ricadde nella sua meditazione. Emilia si
+affacciò alla portiera, e rivide Valancourt immobile
+sulla porta, che li seguiva cogli occhi; egli la scorse,
+e salutolla colla mano; ella gli restituì il saluto, ma
+ad una svolta della strada non potè più vederlo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi ricordo ciò ch'era io in quell'età,&nbsp;» soggiunse
+Sant'Aubert; «&nbsp;io pensava e sentiva precisamente
+come lui. Il mondo allora aprivasi dinanzi
+a me, ed or esso si chiude.</p>
+
+<p> &mdash; O caro papà, non abbandonatevi a pensieri sì
+lugubri,&nbsp;» disse Emilia con voce tremante; «&nbsp;voi
+avete, spero, da vivere molti anni, per la vostra felicità
+e la mia.</p>
+
+<p> &mdash; Ah Emilia!&nbsp;» sclamò Sant'Aubert; «&nbsp;pel tuo!
+sì, spero che abbia ad esser così.&nbsp;» Asciugò una
+lagrima che scorrevagli lungo le guance, e sorridendo
+della sua emozione, aggiunse con voce tenera:
+«&nbsp;Avvi qualcosa nell'ardore ed ingenuità di
+quel giovane, che dee soprattutto commovere un
+vecchio, di cui il veleno del mondo non alterò i
+sentimenti; sì, io scopro in lui un non so che d'insinuante,
+di vivificante, come la vista della primavera
+quando si è infermi. Lo spirito del malato assorbe
+qualcosa del succhio rinnovantesi, e gli occhi
+si rianimano ai raggi meridiani; Valancourt è per
+me questa felice primavera.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, la quale stringea amorosamente la mano
+del padre, non aveva mai udito dalla sua bocca
+un simile elogio che le riescisse tanto gradito,
+nemmen quand'erane stata ella medesima l'oggetto.</p>
+
+<p>Viaggiavano in mezzo a vigneti, boschi e prati,
+entusiasmati ad ogni passo di quel magnifico paesaggio
+cui limitavan i Pirenei e l'immenso pelago.
+Dopo mezzodì giunsero a Calliure, situato sul mediterraneo.
+Vi pranzarono, e lasciata passare la caldura,
+ripresero a seguire i magici lidi che stendonsi<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+fin nella Linguadoca. Emilia considerava con entusiasmo
+il vasto impero dell'onde, di cui i lumi e
+le ombre variavan tanto singolarmente la superficie,
+e le cui spiagge, adorne di boschi, rivestivan già le
+prime assise dell'autunno.</p>
+
+<p>Sant'Aubert era impaziente di trovarsi a Perpignano,
+dove aspettava lettere di Quesnel, e per tal
+motivo aveva lasciato tosto Calliure, malgrado l'urgente
+bisogno di qualche riposo. Dopo alcune leghe
+di strada, addormentossi; ed Emilia, la quale avea
+messi due o tre libri in carrozza partendo dalla
+valle, ebbe agio di farne uso. Essa cercò quello che
+aveva letto Valancourt il dì prima: desiderava ripassar
+le pagine sulle quali gli occhi d'un amico
+sì caro eransi fissati poc'anzi. Volea riandar i passi
+ch'egli ammirava, pronunziarli com'egli facea, e
+ricondurlo, per dir così, alla di lei presenza. Cercando
+questo libro ch'essa non potea trovare, scorse
+in vece sua un volume del Petrarca, appartenente
+al giovane, il cui nome vi appariva sopra scritto.
+Spesso ei gliene leggeva alcuni brani, e sempre con
+quella patetica espressione che caratterizzava i sentimenti
+dell'autore.</p>
+
+<p>Arrivarono a Perpignano subito dopo il tramonto
+del sole. Sant'Aubert vi trovò le lettere che aspettava
+da Quesnel. Se ne mostrò così dolorosamente
+commosso, che Emilia, spaventata, lo scongiurò, per
+quanto glielo permise la delicatezza, di spiegargliene
+il contenuto. Non le rispose se non con lacrime, e
+tosto parlò di tutt'altro. Emilia credè bene di non
+sollecitarlo ulteriormente, ma lo stato di suo padre
+l'occupava forte, e non potè dormire per tutta la
+notte.</p>
+
+<p>Il dì seguente continuarono lungo la costa per
+giungere a Leucate, porto del Mediterraneo, situato
+sulle frontiere del Rossiglione e della Linguadoca.
+Cammin facendo, Emilia rinnovò la istanze del dì
+prima, e parve talmente turbata dal silenzio e della<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+disperazione di Sant'Aubert, che questi bandì alfine
+qualunque riguardo. «&nbsp;Io non voleva, cara Emilia,&nbsp;»
+le diss'egli, «&nbsp;avvelenare i tuoi piaceri, e avrei
+desiderato, almeno durante il viaggio, nasconderti
+circostanze, che avrei pur troppo dovuto manifestarti
+un giorno; la tua afflizione me lo impedisce,
+e tu soffri forse più dell'incertezza che non soffriresti
+della verità. La visita del signor Quesnel fu
+per me un'epoca fatale; ei mi disse allora parte
+delle notizie dispiacenti che mi vengono ora confermate
+dalle sue lettere. Tu mi avrai inteso parlare
+d'un tal <a name="tn67" id="tn67"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Monteville'">Motteville</ins> di Parigi, ma ignoravi che la
+maggior porzione di quanto possiedo era deposto
+in sue mani; io aveva in lui cieca fiducia, e non
+voglio ancora crederlo indegno della mia stima:
+parecchie circostanze hanno concorso alla sua rovina,
+ed io sono rovinato con lui.&nbsp;»</p>
+
+<p>Qui si fermò per moderare la sua emozione.</p>
+
+<p>«&nbsp;Le lettere che ho ricevute dal signor Quesnel&nbsp;»
+continuò egli eccitandosi a fermezza, «&nbsp;ne contenevano
+altre di Motteville stesso, e tutti i miei timori
+sono confermati.</p>
+
+<p> &mdash; Bisognerà egli abbandonare il nostro castello?&nbsp;»
+disse Emilia dopo un lungo silenzio.</p>
+
+<p> &mdash; Non è per anco ben certo,&nbsp;» disse Sant'Aubert;
+«&nbsp;ciò dipenderà dall'accordo che Motteville
+potrà fare co' suoi creditori. Il mio patrimonio, tu
+lo sai, non era molto pingue, ed ora non è quasi
+più nulla. Io ne sono afflittissimo per te sola, figlia
+cara.&nbsp;»</p>
+
+<p>A tai parole gli mancò la voce. Emilia, tutta lacrimosa,
+gli sorrise teneramente, e sforzandosi di
+superare la sua agitazione, gli rispose: «&nbsp;Non vi
+affliggete nè per voi nè per me, o mio buon padre.
+Noi possiamo essere ancora felici. Sì, se ci resta il
+castello della valle, noi lo saremo certamente; terremo
+una sola donna di servizio, e non vi accorgerete
+del cambiamento della vostra fortuna. Consolatevi,<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+caro papà, noi non proveremo nessuna privazione,
+giacchè non abbiamo mai gustato le vane
+superfluità del lusso, e la povertà non potrà privarci
+giammai dei nostri più dolci godimenti; essa
+non potrà nè diminuire la nostra tenerezza, nè avvilirci
+ai nostri occhi od a quelli delle persone che
+ci stimano.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert celossi il volto nel fazzoletto, non
+potendo parlare; ma Emilia continuò a favellare al
+padre le verità ch'egli stesso avea saputo inculcarle.
+«&nbsp;La povertà,&nbsp;» essa gli dicea, «&nbsp;non potrà privarci
+d'alcuno de' diletti dell'anima; voi potrete sempre
+essere un esempio di coraggio e bontà, ed io la
+consolazione d'un prediletto genitore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert non poteva rispondere: strinse Emilia
+al cuore: le loro lacrime si confusero, ma non
+erano più lacrime di tristezza. Dopo questo linguaggio
+del sentimento, ogni altro sarebbe stato troppo
+debole, ed entrambi stettero silenziosi. Sant'Aubert
+parlò in seguito secondo il consueto, e se lo spirito
+non era nella sua ordinaria tranquillità, ne aveva
+almeno ripresa l'apparenza.</p>
+
+<p>Giunsero a Leucate assai per tempo, ma Sant'Aubert
+era stanchissimo, e volle passarvi la notte.
+La sera andò a passeggiare colla figlia per visitarne
+i contorni. Si scuopriva il lago di Leucate, il <a name="tn68" id="tn68"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Meditarraneo'">Mediterraneo</ins>,
+una parte del Rossiglione circondato dai
+Pirenei, ed una porzione molto considerevole della
+Linguadoca e delle sue fertilissime campagne. Le
+uve, già mature, rosseggiavano sui colli aprichi, e
+la vendemmia era principiata. I due passeggianti
+vedevano i crocchi giulivi, udivano le canzoni a lor
+recate sui vanni di lieve zeffiro e godevano anticipatamente
+di tutti i piaceri che lor promettea la
+strada. Sant'Aubert nondimeno non volle lasciar il
+mare: bene spesso fu tentato di tornarsene nella
+valle, ma il piacere che prendeva Emilia a questo
+viaggio, contrabbilanciava sempre questo desiderio;<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+e d'altronde, voleva far la prova se l'aria marina
+non lo sollevasse un poco.</p>
+
+<p>Il giorno seguente si rimisero in cammino. I Pirenei,
+sebbene molto lontani, offrivano una veduta
+delle più pittoresche; a destra aveano il mare, ed
+a sinistra immense pianure, che si confondevano
+coll'orizzonte. Sant'Aubert se ne rallegrava, e ne
+parlava con Emilia; ma la sua allegria era più finta
+che naturale, ed ombre di tristezza facean velo bene
+spesso alla sua fisonomia: un sorriso però di Emilia
+bastava per dissiparle; ma ella stessa aveva il cuore
+straziato, e vedeva benissimo che gli affanni del padre
+indebolivano visibilmente tutti i giorni la sua
+salute.</p>
+
+<p>Giunsero molto tardi ad una piccola città della
+Linguadoca; avevano prefisso di dormirvi, ma fu
+impossibile; la vendemmia teneva occupati tutti i
+posti, e convenne recarsi ad un villaggio più lontano;
+la stanchezza ed i patimenti di Sant'Aubert
+richiedevano un pronto riposo, e la notte era già
+avanzata; ma la necessità non ha legge, e Michele
+continuò il suo cammino.</p>
+
+<p>Le ubertose pianure della Linguadoca, nel fervore
+delle vendemmia, rintronavano de' frizzi e della rumorosa
+allegria francese. Sant'Aubert non potea più
+goderne; il suo stato contrastava troppo tristamente
+col brio, la gioventù e i piaceri che circondavanlo.
+Quando volgea i languidi occhi su quella scena,
+pensava che in breve non la vedrebbero più. &mdash; Que'
+monti lontani ed eccelsi,&nbsp;» dicea tra sè, considerando
+i Pirenei ed il tramonto, «&nbsp;queste belle
+pianure, quella vôlta azzurra, la cara luce del dì,
+saranno per sempre interdette a' miei sguardi; fra
+poco la canzone del contadino, la voce consolatrice
+dell'uomo non giugneranno più all'orecchio mio...&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>Gli occhi d'Emilia parean leggere tutto che passava
+nell'animo del padre: essa li fissava sul di lui
+viso coll'espressione d'una tenera pietà. Dimenticando<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+allora gli argomenti d'un vano rammarico,
+non vide più altro che lei, e l'orribile idea di lasciar
+la figlia senza protettore, cambiò la sua pena
+in un vero tormento; sospirò dal cuor profondo,
+e non mosse labbro. Emilia comprese quel sospiro;
+gli strinse le mani con tenerezza, e si volse dalla
+parte della portiera per nascondere le lagrime. Il
+sole proiettava allora un ultimo raggio sul Mediterraneo,
+i cui vapori parevano tutti d'oro; a poco
+a poco le ombre del crepuscolo si distesero; una
+zona scolorita apparve solo a ponente, segnando il
+punto dove il sole erasi perduto nelle brume d'una
+sera autunnale. Una fresca brezzolina sorgeva dalla
+spiaggia. Emilia calò i cristalli; ma la frescura, sì
+gradevole nello stato di salute, non era necessaria
+per un infermiccio, e il padre la pregò di rialzarli.
+Crescendo la sua indisposizione, pensava allora più
+che mai a por fine alla marcia del dì; fermò Michele
+per sapere a qual distanza fossero dal primo
+villaggio. «&nbsp;A quattro leghe,&nbsp;» disse il mulattiere. &mdash; Io
+non potrò farle,&nbsp;» disse Sant'Aubert; «&nbsp;cercate,
+nell'andare innanzi, se non vi fosse una casa
+sulla strada in cui possano riceverci per istanotte.&nbsp;»</p>
+
+<p>Si rigettò in carrozza; Michele fe' schioccar la
+frusta, e galoppò finchè Sant'Aubert quasi fuor de'
+sensi, gli fece segno di fermarsi. Emilia guardava
+alla portiera: vide alla perfine un contadino a qualche
+distanza: lo aspettarono e gli chiesero se non
+vi fosse ne' dintorni alloggio pe' viaggiatori. Rispose
+di non conoscerne. «&nbsp;C'è un castello in mezzo ai
+boschi,&nbsp;» soggiunse, «&nbsp;ma io credo che non vi si
+riceve nessuno, e non posso insegnarvene la strada
+essendo quasi io stesso forestiero.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert stava per rinnovellare le sue domande
+sul castello; ma l'uomo piantollo lì e se ne
+andò. Dopo un momento di riflessione, Sant'Aubert
+ordinò a Michele di andare pian piano verso i boschi.
+Ad ogni istante il crepuscolo diventava più<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+oscuro, e la difficoltà di guidarsi cresceva. Passò
+un altro paesano.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quale è la strada del castello ne' boschi?&nbsp;»
+gridò Michele.</p>
+
+<p> &mdash; Il castello ne' boschi!&nbsp;» sclamò il paesano.
+«&nbsp;Volete parlare di quelle torrette?</p>
+
+<p> &mdash; Non so se son torrette,&nbsp;» disse Michele: «&nbsp;parlo
+di quel caseggiato bianco che vediamo da lungi in
+mezzo a tutti quegli alberi.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, son torrette. Ma che! fareste conto d'andarci?&nbsp;»
+rispose l'uomo con sorpresa.</p>
+
+<p>Sant'Aubert, udendo quella strana interrogazione
+colpito in ispecie dall'accento con cui la si faceva,
+scese di carrozza e gli disse: «&nbsp;Noi siamo viaggiatori,
+e cerchiamo una casa per passarvi la notte:
+ne conoscete voi qui una vicina?</p>
+
+<p> &mdash; No, signore,&nbsp;» rispose l'uomo «&nbsp;a meno che
+non voleste tentar fortuna in que' boschi: ma io
+per me non ve lo consiglierei.</p>
+
+<p> &mdash; A chi appartiene quel castello?</p>
+
+<p> &mdash; Nol so, signore.</p>
+
+<p> &mdash; È dunque disabitato?</p>
+
+<p> &mdash; No, non è disabitato; il castaldo e la governante,
+vi sono, a quanto credo.&nbsp;»</p>
+
+<p>All'udir ciò, Sant'Aubert si decise a rischiare un
+rifiuto presentandosi al castello. Pregò il contadino
+di servir di guida a Michele, e gli promise una ricompensa.
+L'uomo riflettè un poco, e disse che avea
+altre faccende, ma che non potevano sbagliare seguendo
+il viale cui accennò. Sant'Aubert stava per
+rispondere, quando il paesano, augurandogli la buona
+notte, lo lasciò senza aggiugner altro.</p>
+
+<p>La carrozza si diresse al viale, cui si trovò sbarrata
+da una stanga; Michele smontò ed andò a levarla.
+Penetrarono allora tra antichi castagni e
+querce annose, i cui rami intralciati formavano una
+vôlta altissima: eravi qualcosa di deserto e di selvaggio
+nell'aspetto di quel viale, ed il silenzio erane<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+tanto imponente, che Emilia si sentì côlta da involontario
+tremore. Ricordavasi l'accento del paesano
+nel parlare di quel castello: essa dava alle di lui
+parole un'interpretazione più misteriosa che non
+avesse fatto prima: cercò nullameno di calmare la
+paura; pensò che un'imaginazione turbata ne l'avea
+resa suscettibile, e che lo stato del padre e la sua
+propria situazione dovevano senza dubbio contribuirvi.</p>
+
+<p>Inoltrarono lentamente; l'oscurità era quasi completa:
+il terreno disuguale e le radici degli alberi
+che l'imbarazzavano ad ogni tratto obbligavano a
+molta precauzione. D'improvviso, Michele si fermò:
+Sant'Aubert guardò per saperne la causa. Vide a
+qualche distanza una figura traversare il viale; faceva
+troppo buio per distinguere di più, ed egli
+ordinò d'avanzare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi sembra un luogo strano,&nbsp;» disse Michele;
+«&nbsp;non veggo case, e faremmo meglio a tornar indietro.</p>
+
+<p> &mdash; Andate un po' più innanzi, e se non vedremo
+edifizi, torneremo sulla strada maestra.&nbsp;»</p>
+
+<p>Michele s'avanzò, ma con ripugnanza; e l'eccessiva
+lentezza della sua marcia fe' riaffacciare Sant'Aubert
+alla portiera, e vide ancora la medesima
+figura. Questa volta trasalì. Probabilmente l'oscurità
+lo rendea proclive a spaventarsi più del consueto;
+ma, checchè esser potesse, fermò Michele, e gli disse
+di chiamar l'individuo che traversava di tal modo
+il viale.</p>
+
+<p>«&nbsp;Con vostro permesso,&nbsp;» disse Michele, «&nbsp;può
+bene essere un ladro.</p>
+
+<p> &mdash; Nol permetto di certo,&nbsp;» ripigliò Sant'Aubert,
+non potendo astenersi dal sorridere a quella frase;
+«&nbsp;via, torniamo sulla strada, chè non veggo alcuna
+apparenza di trovar qui quel che cerchiamo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Michele voltò con vivacità, e rifece velocemente
+il viale; una voce partì allora d'in fra gli alberi a<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+sinistra; non era un comando, non un grido di dolore,
+ma un suono roco e prolungato che nulla
+avea d'umano. Michele spronò le mule senza pensare
+all'oscurità, nè agl'intoppi, nè alle buche, e
+neppure alla carrozza; nè si fermò se non quando
+fu uscito dal viale, e giunto sulla strada infine, rallentò
+il passo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io sto assai male,&nbsp;» disse Sant'Aubert stringendo
+la mano della figlia, la quale, spaventata dal
+tuono di voce del padre, esclamò: «&nbsp;Gran Dio! voi
+state più male, e noi siamo senza soccorso; come
+faremo?&nbsp;» Egli appoggiò la testa sulla di lei spalla;
+essa lo sostenne fra le sue braccia, e fece fermar la
+carrozza. Appena il rumore delle ruote fu cessato,
+sentirono musica in lontananza, lo che fu la voce
+della speranza per Emilia, che disse: «&nbsp;Oh! noi
+siamo vicini a qualche abitazione, e potremo trovarci
+aiuto.&nbsp;» Ascoltò attenta: il suono era molto
+lontano, e parea venire dal fondo di un bosco, una
+parte del quale costeggiava la strada. Guardò dalla
+parte d'onde venivano i suoni, e vide al chiaro di
+luna qualcosa che somigliava ad un castello, ma era
+difficile di giungervi. Sant'Aubert stava troppo male
+per sopportare il più piccolo movimento: Michele
+non poteva abbandonare le mule; Emilia, che sosteneva
+ancora il padre, non voleva abbandonarlo,
+e temeva pur di avventurarsi sola a tal distanza,
+senza sapere dove ed a chi indirizzarsi: frattanto
+bisognava prendere un partito, e senza dilazione.
+Sant'Aubert disse dunque a Michele di avanzare più
+lentamente che gli fosse possibile, e dopo un momento
+svenne. La <a name="tn73" id="tn73"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'carozza'">carrozza</ins> si fermò di nuovo; egli
+era privo affatto dell'uso dei sensi. «&nbsp;Ah! padre
+mio, mio caro padre!&nbsp;» gridava Emilia disperata; e
+credendolo in punto di morte, esclamò: «&nbsp;Parlate,
+ditemi una sola parola; ch'io ascolti anche una volta
+il suono della vostra voce.&nbsp;» Egli non rispose nulla:
+spaventata sempre più, ordinò a Michele di andare<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+ad attingere acqua nel ruscello vicino; egli ne portò
+un poco nel suo cappello, che la ragazza spruzzò
+sul viso del genitore. I raggi della luna, riflettendo
+allora sopra di lui, mostravano l'impressione della
+morte. Tutti i movimenti di terrore personale cedettero
+in quel punto a un timore dominante, e,
+confidando Sant'Aubert a Michele, il quale con
+molta difficoltà lasciò le mule, Emilia saltò fuori
+della carrozza per cercare il castello che aveva veduto
+da lontano, e la musica che dirigeva i suoi
+passi, la fece entrare in un sentiero che conduceva
+nell'interno del bosco. Il suo spirito, unicamente
+occupato del padre e della sua propria inquietudine,
+aveva dapprincipio perduto qualunque timore; ma
+la foltezza degli alberi, sotto i quali passava, intercettavano
+i raggi della luna; l'orrore di quel luogo
+le rammentò il suo pericolo; la musica era cessata,
+e non le restava altra guida che il caso. Si fermò
+un poco con uno spavento inesprimibile; ma l'immagine
+del padre vinse ogni altro sentimento, e si
+rimise in cammino. Non vedeva nessuna abitazione,
+nessuna creatura, e non udiva il più piccolo romore;
+camminava sempre senza saper dove, scansava
+il folto del bosco e si teneva in mezzo il più
+che poteva; finalmente vide una specie di viale in
+disordine che metteva ad un punto illuminato dalla
+luna; lo stato di quel viale le rammentò il castello
+delle torrette, e non dubitò più di esserne vicina.
+Esitava a procedere, quando un romore di voci e
+scrosci di risa colpirono all'improvviso il suo udito;
+non era un riso di allegrezza, ma quello di una
+gioia smoderata, ed il suo imbarazzo crebbe d'assai.
+Mentre essa ascoltava, una voce in gran distanza si
+fece sentire dalla parte della strada ond'era partita;
+immaginandosi che fosse Michele, suo primo pensiero
+fu quello di tornare indietro, ma poi non seppe
+risolversi. L'ultima estremità poteva solamente aver
+deciso Michele a lasciare le sue mule: credè il<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+padre moribondo, e corse con maggiore celerità,
+nella debole lusinga di ricevere qualche soccorso
+da' convitati del bosco. Il suo cuore palpitava per
+terribile incertezza; e più si avanzava, più il romore
+delle foglie secche la faceva tremare ad ogni
+passo. Giunse ad un luogo scoperto illuminato dalla
+luna; si fermò, e scorse fra gli alberi un banco
+erboso formato a cerchio cui stavan sedute parecchie
+persone. Nell'avvicinarsi, giudicò dal loro abbigliamento
+che dovevano essere contadini, e distinse
+sparse pel bosco varie capanne. Mentre guardava
+e si sforzava di vincere il timore che la rendeva
+immobile, alcune villanelle uscirono da una
+capanna; la musica seguitò e ricominciarono a ballare;
+era la festa della vendemmia, e l'istessa musica
+udita da lontano. Il di lei cuore, troppo lacerato,
+non poteva sentire il contrasto che tutti quei
+piaceri formavano colla propria situazione; si fece
+innanzi ad un gruppo di vecchi assisi vicino alla
+capanna, espose la sua circostanza, e ne implorò
+l'assistenza. Parecchi si alzarono con vivacità, offrirono
+tutti i loro servigi, e seguirono Emilia, che
+parea aver l'ali correndo verso la strada maestra.</p>
+
+<p>Quando furono giunti alla carrozza, essa trovò il
+padre rinvenuto. Ricuperando i sensi, aveva inteso
+da Michele la partenza della figlia; la sua inquietudine
+per lei oltrepassando il sentimento dei suoi
+bisogni, aveva mandato Michele a cercarla; non pertanto
+era tuttora in istato di languore, e sentendosi
+incapace di andar più oltre, rinnovò le sue domande
+sopra un albergo, o sul castello del bosco. «&nbsp;Il castello
+non può ricevervi,&nbsp;» disse un contadino venerabile,
+il quale aveva seguito Emilia, «&nbsp;esso è
+appena abitato; ma se volete farmi l'onore di accettare
+il mio tugurio, vi darò il mio letto migliore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert era francese: non istupì dunque
+della cortesia di un francese. Malato com'era, sentì
+quanto valore acquistava l'offerta, dalla maniera colla<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+quale era fatta. Aveva troppa delicatezza per iscusarsi,
+o per esitare un sol momento a ricevere quell'ospitalità
+contadinesca; l'accettò dunque con altrettanta
+franchezza, quanta n'era stata adoperata
+nell'offerta.</p>
+
+<p>La carrozza camminò lentamente, seguitando i
+contadini per la strada già fatta da Emilia, e giunsero
+alla capanna. L'affabilità del suo ospite, e la
+certezza di un pronto riposo, resero le forze a Sant'Aubert;
+egli vide con dolce compiacenza quel
+quadro interessante; i boschi, resi più cupi dal
+contrasto, circondavano il sito illuminato; ma diradandosi
+ad intervalli, un bianco chiarore ne facea
+spiccar una capanna o riflettevasi in un rigagnolo;
+egli ascoltò con piacere i suoni allegri della chitarra
+e del tamburello, ma non potè vedere senza
+emozione il ballo di que' villici. Non avvenne l'egual
+cosa di Emilia: l'eccesso dello spavento si era cambiato
+in una profonda tristezza, e gli accenti della
+gioia facendo luogo a spiacevoli confronti, servivano
+ancora a raddoppiarla.</p>
+
+<p>Il ballo cessò all'avvicinarsi della carrozza: era
+un fenomeno in quei boschi remoti, e tutti la circondarono
+con istraordinaria curiosità. Appena intesero
+che vi era un forestiero ammalato, molte
+fanciulle traversarono il prato, tornarono immediatamente
+con vino e canestri di frutta, e li offersero
+ai viaggiatori disputandosi la preferenza. La carrozza
+si fermò finalmente vicino ad una casuccia decentissima,
+che apparteneva al venerabile condottiero;
+egli aiutò Sant'Aubert a scendere, e lo condusse
+con Emilia in una stanzetta terrena, illuminata soltanto
+dalla luna. Sant'Aubert, lieto di trovare il
+desiato riposo, si adagiò sopra una <a name="tn76" id="tn76"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'spece'">specie</ins> di poltrona.
+L'aria fresca e balsamica, impregnata di soavi
+effluvi, penetrava nella stanza dalle finestre aperte
+e rianimava le sue facoltà infiacchite. Il suo ospite
+che si chiamava Voisin, tornò immediatamente con<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+frutta, crema, e tutto il lusso campestre che poteva
+somministrare il suo ritiro. Offrì tutto col sorriso
+della cordialità, e si mise in piedi dietro la sedia
+di Sant'Aubert, il quale insistè per fargli prendere
+posto a tavola; quando i frutti ebbero calmato la di
+lui sete ardente, si sentì un poco sollevato, e cominciò
+a discorrere. L'ospite gli comunicò tutte le
+particolarità relative a lui ed alla sua famiglia. Questo
+quadro di unione domestica, dipinto col sentimento
+del cuore, non poteva mancare di eccitare il
+più vivo interesse. Emilia, seduta vicino al padre,
+tenendo una mano fra le sue, ascoltava attenta il
+buon vecchio. Il di lei cuore era pieno di tristezza
+e versava lacrime, pensando che quanto prima non
+avrebbe più posseduto il prezioso bene di cui essa
+godeva ancora. Il fioco raggio della luna autunnale,
+e la musica che si faceva ancora sentire da lontano,
+s'accordavano colla sua malinconia. Il vecchio parlava
+della sua famiglia, e Sant'Aubert taceva.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non mi resta più che una figlia,&nbsp;» disse Voisin,
+«&nbsp;ma fortunatamente essa è maritata e mi tiene
+luogo di tutto. Quando morì mia moglie,&nbsp;» aggiuns'egli
+sospirando, «&nbsp;io andai a riunirmi con Agnese
+e la sua famiglia. Essa ha parecchi figli, che voi
+vedete ballare laggiù, allegri e grassi come tanti
+fringuelli. Possano eglino esser sempre così! io
+spero morire in mezzo a' loro, o signore: ora son
+vecchio, e mi resta poco da vivere; ma è una gran
+consolazione il morire fra i suoi figli.</p>
+
+<p> &mdash; Mio buon amico,&nbsp;» disse Sant'Aubert con voce
+tremante, «&nbsp;voi vivrete, lo spero, lungamente in
+mezzo ad essi.</p>
+
+<p> &mdash; Ah, signore! nella mia età, non ho molto
+luogo a sperarlo.&nbsp;» Il vecchio fece una pausa. «&nbsp;Eppoi
+lo desidero appena,&nbsp;» ripigliò quindi. «&nbsp;Ho fiducia
+che, se muoio, andrò difilato al cielo; la
+mia povera moglie vi è prima di me. La sera, al
+chiaro di luna, credo vederla vagolar presso questi<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+boschi cui amava tanto. Credete voi, signore, che
+noi possiam visitare la terra, quando avremo lasciati
+i nostri corpi?</p>
+
+<p> &mdash; Non dubitatene,&nbsp;» gli rispose Sant'Aubert;
+«&nbsp;le separazioni sarebbero troppo dolorose se le
+credessimo eterne. Sì, Emilia cara, noi ci ritroveremo
+un dì.&nbsp;»</p>
+
+<p>Alzò gli occhi al cielo, ed i raggi della luna, che
+cadevan sopra di lui, mostrarono tutta la pace e la
+rassegnazione dell'anima sua, malgrado l'espressione
+della tristezza.</p>
+
+<p>Voisin comprese aver troppo prolungato il tema,
+e l'interruppe dicendo: «&nbsp;Ma noi siamo all'oscuro;
+abbiamo bisogno di un lume.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» gli disse Sant'Aubert, «&nbsp;preferisco il chiaro
+della luna: non v'incomodate, caro amico. Emilia,
+amor mio, io sto ora assai meglio di quel che non
+lo sia stato tutto il giorno. Quest'aria mi rinfresca;
+io gusto questo riposo, e mi compiaccio di ascoltare
+questa bella musica che si ode in lontananza. Lasciami
+vedere il tuo sorriso. Chi è che suona così
+bene la chitarra?&nbsp;» diss'egli in seguito; «&nbsp;son due
+strumenti oppure un'eco?</p>
+
+<p> &mdash; È un'eco, o signore, almeno io lo credo. Ho
+inteso spesso questo strumento la notte, quando
+tutto è in calma: ma nessuno conosce chi lo suona.
+Talvolta è accompagnato da una voce, ma sì
+dolce e così trista, che si potrebbe credere compaiano
+spiriti nel bosco.</p>
+
+<p> &mdash; Vi compariranno per certo,&nbsp;» disse Sant'Aubert
+sorridendo, «&nbsp;ma in carne ed ossa.</p>
+
+<p> &mdash; Qualche volta, a mezzanotte, quando non posso
+dormire,&nbsp;» proseguì Voisin, il quale non badò a
+quell'osservazione, «&nbsp;l'ho sentita quasi sotto le mie
+finestre, nè mai ho intesa musica tanto piacevole:
+essa mi faceva pensare alla mia povera moglie, e
+piangeva. Talfiata apersi la finestra per procurare
+di scorgere qualcuno, ma nell'istante medesimo cessava<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+l'armonia, e non si vedeva nessuno. Ascoltava
+con tanto raccoglimento, che il rumore d'una foglia
+o il menomo vento finiva col farmi paura. Si diceva
+che questa musica fosse un annuncio di morte; ma
+son molti anni che l'ascolto e sopravvivo ancora a
+questo tristo presagio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sorrise ad una superstizione tanto ridicola,
+e non pertanto, nella posizione del suo spirito, essa
+non potè del tutto resistere alla sua impressione
+contagiosa.</p>
+
+<p>«&nbsp;Va bene, amico mio, disse Sant'Aubert; ma se
+qualcuno avesse avuto il coraggio di andar dietro
+al suono, il musico sarebbe stato conosciuto. Nessuno
+l'ha fatto?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signore, fu tentato più volte, si è seguita
+la musica sino al bosco, ma essa si ritirava a misura
+che noi avanzavamo, e sembrava sempre alla
+medesima distanza: i nostri villani hanno avuto
+paura, e non vollero andar più oltre. Ben di rado
+la si sente tanto di buon'ora come stasera; d'ordinario
+ciò accade verso mezzanotte quando quella
+fulgida stella che si trova adesso al di sopra di
+quelle torrette tramonta a sinistra del bosco.</p>
+
+<p> &mdash; Quali torrette?&nbsp;» domandò Sant'Aubert; «&nbsp;io
+non ne vedo alcuna.</p>
+
+<p> &mdash; Perdonate, signore, eccone là una, sulla quale
+riflette la luna; vedete voi quel viale? il castello è
+quasi nascosto interamente dagli alberi.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, papà,&nbsp;» disse Emilia guardando; «&nbsp;non vedete
+voi qualche cosa brillare al disopra del bosco?
+io credo sia una banderuola, sulla quale riflettono
+i raggi della luna.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, ora vedo ciò che mi accenni. Di chi è quel
+castello?</p>
+
+<p> &mdash; Il marchese di Villeroy ne era il possessore,&nbsp;»
+rispose Voisin con fare d'importanza.</p>
+
+<p> &mdash; Ah!&nbsp;» disse Sant'Aubert agitatissimo: «&nbsp;siamo
+dunque così vicini a Blangy?<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Era la dimora favorita del marchese,&nbsp;» soggiunse
+Voisin; «&nbsp;ma la prese in antipatia, e son molti
+anni che non vi è stato: mi fu detto che è morto
+da poco tempo, e che questo feudo passò in altre
+mani.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert, ch'era caduto in pensieri, uscì dalla
+sua meditazione a queste ultime parole esclamando:
+«&nbsp;Morto! gran Dio! e da quanto tempo?&nbsp;»</p>
+
+<p> &mdash; Mi fu detto esser già da quattro settimane,&nbsp;»
+rispose Voisin; «&nbsp;lo conoscevate voi forse?</p>
+
+<p> &mdash; È cosa straordinaria,&nbsp;» rispose Sant'Aubert,
+senza fermarsi alla domanda.</p>
+
+<p> &mdash; E perchè?&nbsp;» disse Emilia con timida curiosità.
+Egli non rispose, e ricadde nella sua meditazione;
+ne uscì poco dopo, e domandò chi fosse il suo erede.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi son dimenticato del nome&nbsp;» disse Voisin;
+«&nbsp;ma so che questo signore abita Parigi, e che non
+pensa neppur per ombra di venire al suo castello.</p>
+
+<p> &mdash; Il castello è egli ancora chiuso?</p>
+
+<p> &mdash; A un bel circa, signore; la vecchia castalda
+e suo marito ne hanno cura, ma vivono in una casuccia
+poco distante.</p>
+
+<p> &mdash; Il castello è spazioso,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;e dee
+essere molto deserto, se non ha che due abitanti.</p>
+
+<p> &mdash; Deserto! oh sì, signorina,&nbsp;» rispose Voisin;
+«&nbsp;non vorrei passarvi la notte per tutti i tesori del
+mondo.</p>
+
+<p> &mdash; Che dite mai?&nbsp;» soggiunse Sant'Aubert, uscendo
+dalla sua meditazione; e Voisin ripetè l'istessa protesta.
+Sant'Aubert non potè trattenere una specie
+di singulto; ma quasi avesse voluto evitare le osservazioni,
+domandò prontamente a Voisin da quanto
+tempo abitasse quel paese.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quasi dalla infanzia,&nbsp;» rispose l'ospite.</p>
+
+<p> &mdash; Vi rammentate voi della defunta marchesa?&nbsp;»
+disse Sant'Aubert con voce alterata.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signore, se me lo ricordo; ve ne sono
+molti altri che non l'hanno dimenticata neppur essi.<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» rispose Sant'Aubert, «&nbsp;ed io sono uno
+di quelli.</p>
+
+<p> &mdash; Dunque vi ricorderete d'una bella ed eccellente
+signora: dessa meritava una sorte migliore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert versò qualche lagrima.</p>
+
+<p>«&nbsp;Basta,&nbsp;» diss'egli con voce quasi soffocata,
+«&nbsp;basta, amico mio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, sebbene sorpresissima, non si permise di
+manifestare i suoi sentimenti con veruna dimanda.
+Voisin volle scusarsi, ma Sant'Aubert l'interruppe.
+«&nbsp;L'apologia è inutile,&nbsp;» gli disse; «&nbsp;cambiamo
+piuttosto tema di conversazione. Voi parlavate della
+musica che abbiamo sentita.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signore, ma zitto, essa ricomincia; ascoltate
+questa voce.&nbsp;»</p>
+
+<p>Udirono infatti una voce dolce, tenera ed armoniosa,
+ma i cui suoni, debolmente articolati, non
+permettevano di distinguer nulla che somigliasse a
+parole. Ben presto essa cessò, e lo strumento che
+l'accompagnava intuonò teneri concenti. Sant'Aubert
+osservò che i tuoni n'erano più pieni e melodiosi
+di quelli d'una chitarra, ed anche più malinconici
+di quelli d'un liuto. Continuarono ad ascoltare, e
+non sentirono più nulla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Questo è strano,&nbsp;» disse Sant'Aubert, rompendo
+alfine il silenzio.</p>
+
+<p> &mdash; Stranissimo,&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; È vero,&nbsp;» soggiunse Voisin; e tacquero tutti.</p>
+
+<p>Dopo una lunga pausa, Voisin ripigliò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Sono circa diciotto anni che intesi questa musica
+per la prima volta in una bellissima notte estiva,
+men ricordo; ma era più tardi. Io passeggiava solo
+nel bosco; mi ricordo ancora ch'era molto afflitto;
+aveva un figliuolo malato, e temeva di perderlo;
+aveva vegliato tutta sera al suo letto, mentre sua
+madre dormiva, avendolo essa assistito tutta la notte
+precedente. Uscii per prendere un po' d'aria; la
+giornata era stata caldissima, ed io passeggiava<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+pensieroso sotto gli alberi; udii una musica in lontananza,
+e pensai fosse Claudio che suonasse la sua
+zampogna; egli era amantissimo di questo strumento.
+Quando la sera era bella, stavasi un pezzo sulla
+sua porta a suonare; ma quando arrivai in un luogo
+ove gli alberi erano meno folti (non me ne scorderò
+per tutta la vita), mentr'io guardava le stelle
+di settentrione, che in quel momento erano molto
+alte, tutto a un tratto udii suoni, ma suoni ch'io
+non posso descrivere: sembrava un concerto di angeli;
+guardai attentamente, e mi pareva sempre di
+vederli salire al cielo. Quando tornai a casa, raccontai
+ciò che aveva ascoltato; si burlarono tutti di
+me, e mi dissero ch'erano pastori, i quali avean
+suonato il loro flauto; non potei mai persuaderli
+del contrario. Poche sere dopo, mia moglie udì l'istessa
+armonia, e fu sorpresa quanto me. Il padre
+Dionigi la spaventò moltissimo, dicendole che il
+cielo mandava questo avvertimento per annunziare
+la morte di suo figlio, e che questa musica aggiravasi
+intorno alle case, contenenti qualche moribondo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, nell'ascoltare quelle parole, si sentì colpita
+da un timore superstizioso affatto nuovo per
+lei, ed ebbe molta difficoltà a nascondere il suo turbamento
+al padre.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ma nostro figlio visse, o signore, a dispetto del
+padre Dionigi.</p>
+
+<p> &mdash; Il padre Dionigi?&nbsp;» disse Sant'Aubert, il quale
+ascoltava con attenzione tutti i racconti del buon
+vecchio; «&nbsp;noi siam dunque vicini ad un convento?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signore, il convento di Santa Chiara è poco
+distante da noi; esso è sulla riva del mare.</p>
+
+<p> &mdash; O cielo!&nbsp;» sclamò Sant'Aubert, come colpito
+da un'improvvisa rimembranza; «&nbsp;il convento di
+Santa Chiara!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia osservò che ai segni del dolore sparsi
+sulla di lui fronte, mescolavasi un sentimento di<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span>
+orrore. Esso restò immobile; l'argenteo chiaror della
+luna colpivagli allora il volto; somigliava ad una di
+quelle marmoree statue che, poste su di un mausoleo,
+sembran vegliare sulle fredde ceneri, ed affliggersi
+senza speranza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ma, caro papà,&nbsp;» disse Emilia, volendo distrarlo
+dai tristi pensieri, «&nbsp;voi vi scordate quanto avete
+bisogno di riposo; se il nostro buon ospite me lo
+permette, io andrò a prepararvi il letto, giacchè so
+come desiderate che sia fatto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert si raccolse alquanto, e sorridendole
+con dolcezza, la pregò di non aumentare la sua fatica
+con questa nuova premura. Voisin, la cui cortesia
+era stata sospesa dall'interesse che avevano
+eccitato i suoi racconti, si scusò di non aver fatto
+venire ancora Agnese, ed uscì per andare a prenderla.</p>
+
+<p>Poco dopo tornò, conducendo sua figlia, giovine
+di amabilissima presenza. Emilia intese da lei ciò
+che non aveva ancora sospettato, cioè che, per dar
+ricovero a loro, bisognava che parte della famiglia
+cedesse i suoi letti. Si afflisse di questa circostanza;
+ma Agnese, nella sua risposta, mostrò la medesima
+buona grazia e l'istessa ospitalità del padre. Fu
+dunque deciso che parte dei figli e Michele andassero
+a dormire in una casa poco distante.</p>
+
+<p>«&nbsp;Se domani io starò meglio, mia cara Emilia,&nbsp;»
+disse Sant'Aubert, «&nbsp;noi partiremo di buon'ora per
+poterci riposare durante il caldo del giorno, e torneremo
+a casa. Nello stato della mia salute e delle
+mie idee, non posso pensare se non con pena ad
+un viaggio più lungo, e sento il bisogno di tornare
+alla valle.&nbsp;»</p>
+
+<p>Anche Emilia desiderava questo ritorno, ma si
+turbò sentendo una risoluzione così subitanea. Suo
+padre, senza dubbio, stava molto peggio di quello
+che voleva far credere. Sant'Aubert si ritirò per
+prendere un po' di riposo. Emilia chiuse la sua cameretta,<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+e non potendo dormire, i di lei pensieri la
+ricondussero all'ultima conversazione relativa allo
+stato delle anime dopo morte. Questo soggetto l'alterava
+sensibilmente, dacchè non poteva più lusingarsi
+di conservare lungamente il padre. Ella si appoggiava
+pensierosa ad una finestrella aperta. Assorta
+nelle sue riflessioni, alzava gli occhi al cielo;
+vedeva il firmamento sparso d'innumerevoli stelle,
+abitate forse dagli spiriti incorporei; i suoi occhi
+erravano negli immensi spazi eterei: i di lei pensieri
+s'innalzavano, come prima, verso la sublimità
+di un Dio, e la contemplazione dell'avvenire. Il ballo
+era cessato, le capanne erano silenziose, l'aria sembrava
+appena sommuovere leggermente la sommità
+degli alberi; il belato di qualche pecorella smarrita,
+tratto tratto il suono lontano di un campanello, il
+romore di una porta che si chiudeva, interrompevano
+soli il silenzio della notte. Anzi da ultimo questi
+diversi suoni, che le rammentavano la terra e le
+sue occupazioni, cessarono del tutto: cogli occhi lagrimosi,
+penetrata da una rispettosa devozione, restò
+alla finestra fintanto che, verso mezzanotte,
+l'oscurità si fu estesa sulla terra, e che la stella
+indicata da Voisin disparve dietro il bosco. Si ricordò
+allora di ciò ch'egli aveva detto su tal proposito,
+e rammentossi la musica misteriosa; stava
+alla finestra, sperando e <a name="tn84" id="tn84"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'tememdo'">temendo</ins> nel tempo istesso
+di sentirla tornare; era occupata della forte commozione
+del padre, quando Voisin aveva annunziata
+la morte del marchese di Villeroy e rammentata la
+sorte della marchesa, e si sentiva vivamente interessata
+di conoscerne la causa. La di lei curiosità
+su questo oggetto era tanto più viva, in quanto che
+suo padre non aveva mai pronunziato alla di lei presenza
+il nome di Villeroy. La musica non si sentì:
+Emilia si accorse che le ore riconducevanla a nuove
+fatiche; pensò che bisognava alzarsi di buon mattino,
+e si decise di porsi a letto.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_VII" id="CAPITOLO_VII"></a>CAPITOLO VII</h2>
+
+<p>Emilia fu svegliata di buon'ora, come l'aveva
+preveduto. Il sonno l'aveva ristorata un poco; era
+stata invasa da sogni penosi, e la più dolce consolazione
+degl'infelici non aveale menomamente giovato.
+Aprì la finestra, guardò il bosco, respirò l'aria
+pura dell'aurora, e si sentì più tranquilla. Tutto il
+paese spirava quella frescura che sembra apportar
+la salute. Non si sentivano che suoni dolci e simpatici,
+come la campana d'un convento lontano, il
+mormorio delle onde, il canto degli uccelli e il muggito
+del bestiame, ch'essa vedeva camminare lentamente
+fra gli sterpi e gli alberi.</p>
+
+<p>Emilia udì un movimento nella sala, e riconobbe
+la voce di Michele, che parlava alle sue mule ed
+usciva con loro da una capanna vicina: uscì essa
+pure, e trovò il padre, il quale erasi alzato in quel
+momento, e non istava meglio di prima. Lo condusse
+nella stanzetta dove avevano cenato la sera
+avanti: vi trovarono una buonissima colazione, e
+l'ospite e sua figlia, che li aspettavano per augurar
+loro il buon giorno.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io v' invidio questa bella dimora, amici miei,&nbsp;»
+disse Sant'Aubert nel vederli; «&nbsp;essa è così piacevole,
+così placida, così decente! E l'aria che vi si
+respira! Son certo che questa potrebbe forse restituirmi
+la salute.&nbsp;»</p>
+
+<p>Voisin lo salutò garbatamente, e gli rispose con
+civiltà squisita: «&nbsp;La mia dimora è divenuta invidiabile,
+dacchè voi e questa signorina l'avete onorata
+della vostra presenza.&nbsp;»</p>
+
+<p><a name="tn85" id="tn85"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Sant'Auber'">Sant'Aubert</ins> sorrise amichevolmente a questo complimento,
+e si mise a tavola, la quale era coperta
+di frutta, burro e cacio fresco. Emilia, che aveva
+esaminato attentamente il padre, e lo trovava in uno
+stato deplorabile, l'impegnava premurosamente a<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+protrarre la sua partenza fino a sera; ma egli sembrava
+impaziente di tornare a casa, ed esprimeva
+questa impazienza con un calore veramente straordinario.
+Assicurava che da lunga pezza non s'era
+sentito tanto bene, e che viaggerebbe con minor pena
+al fresco del mattino che ad ogni altra ora del dì.
+Ma mentre esso parlava col suo ospite rispettabile,
+e lo ringraziava della cortese accoglienza fattagli,
+Emilia lo vide cambiar di colore e cadere sulla
+sedia prima ch'essa potesse sostenerlo. In pochi momenti
+si rimise dall'improvviso deliquio, ma stava
+così male, che si riconobbe incapace di viaggiare;
+e dopo aver lottato un poco contro la violenza dei
+suoi mali, domandò di essere aiutato a risalire la
+scala, e rimettersi in letto. Questa preghiera rinnovò
+tutti i terrori di Emilia provati il giorno antecedente,
+ma sebbene potesse appena sostenersi, e
+resistere al colpo fatale che la colpiva, procurò di
+reprimere il proprio dolore, e dandogli il braccio
+tremante, aiutò il padre a tornare nella sua camera.</p>
+
+<p>Appena fu in letto, egli fece chiamare Emilia, la
+quale piangeva fuori della stanza, e chiese di esser
+lasciato solo con lei. Allora le prese la mano, e
+fissò gli occhi nella figlia con tanta tenerezza e dolore,
+che il suo coraggio l'abbandonò, ed essa proruppe
+in un pianto dirotto. Sant'Aubert cercava di
+conservare la sua fermezza, e non poteva parlare;
+non poteva che stringerle la mano, e trattenere a
+stento le proprie lacrime; alfine prese la parola.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mia cara figlia,&nbsp;» diss'egli, sforzandosi di sorridere
+in mezzo all'impressione del suo dolore, «&nbsp;mia
+cara Emilia!&nbsp;» Fece una pausa, alzò gli occhi al
+cielo, come per implorarne l'assistenza, ed allora
+con un tuono di voce più fermo, con uno sguardo
+in cui la tenerezza paterna univasi con dignità alla
+pia solennità d'un santo, «&nbsp;Figliuola,&nbsp;» le disse,
+«&nbsp;io vorrei addolcire le tristi verità che sono costretto
+a svelarti, ma non so nasconderti nulla. Oimè!<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+vorrei poterlo fare, ma sarebbe troppo crudele
+di prolungare il tuo errore: la nostra separazione
+è imminente; convien dunque parlarne, e prepararci
+a sopportarla con le nostre riflessioni e le
+preghiere.&nbsp;» Gli mancò la voce; Emilia, sempre
+piangendo, si strinse la di lui mano al seno, ed
+oppressa da convulsi sospiri, non aveva nemmen
+forza d'alzare gli occhi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non perdiamo un solo momento,&nbsp;» disse Sant'Aubert,
+rientrando in sè stesso; «&nbsp;ho molte cose da
+dirti. Debbo rivelarti un segreto della più alta importanza,
+ed ottenere da te una solenne promessa;
+quando ciò sarà fatto, io sarò più tranquillo. Tu
+devi aver già osservato, mia cara, quanto desidero
+di essere a casa mia; tu ne ignori la ragione: ascolta
+ciò che sono per dirti. Ma aspetta, ho bisogno di
+questa promessa, fatta a tuo padre moribondo!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia colpita da queste ultime parole, come se
+per la prima volta avesse conosciuto il pericolo del
+padre, alzò la testa; le sue lacrime si arrestarono,
+e guardandolo un momento con l'espressione di
+un'insopportabile afflizione, fu assalita dalle convulsioni,
+e svenne. Le grida di Sant'Aubert attirarono
+Voisin ed Agnese, che le apprestarono tutti i
+possibili soccorsi, ma per lunga pezza indarno.
+Quando Emilia rinvenne, Sant'Aubert era così spossato
+da tutta quella scena, che restò qualche minuto
+senza poter parlare. Un cordiale presentatogli da
+Emilia, rianimò le sue forze. Allorchè per la seconda
+volta furono soli, egli sforzossi di calmarla, e le
+prodigò tutte le consolazioni compatibili colla circostanza.
+Ella si gettò nelle sue braccia, pianse dirottamente,
+ed il dolore la rendeva talmente insensibile
+a' suoi discorsi, ch'egli cessò di parlare, non
+potendo che intenerirsi e mescolare le proprie lacrime
+a quelle della fanciulla. Richiamata alfine ad
+un sentimento di dovere, volle risparmiare al padre
+un più lungo spettacolo del suo dolore; si<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+sciolse dalle di lui braccia, asciugò le lacrime, ed
+articolò qualche parola di consolazione.</p>
+
+<p>«&nbsp;Cara Emilia,&nbsp;» riprese Sant'Aubert, «&nbsp;figliuola
+mia, assoggettiamoci con umile rassegnazione all'Ente
+che ci ha protetti e consolati nei pericoli e
+nelle afflizioni. Ogni istante della nostra vita è da
+lui conosciuto; egli non ci ha mai abbandonati, e
+non ci vorrà abbandonare neppure in questo momento.
+Io sento questa consolazione nel mio cuore;
+ti lascerò, figlia mia, ti lascerò nelle di lui braccia,
+e sebbene io abbandoni questo mondo, sarò sempre
+alla tua presenza. Sì; Emilia cara, non piangere: la
+morte in sè stessa non ha nulla di nuovo o di sorprendente,
+giacchè sappiamo tutti di essere nati per
+morire; essa non ha nulla di terribile per coloro
+che confidano in un Dio onnipotente. Se la vita mi
+fosse stata prolungata, il corso della natura me la
+avrebbe tolta fra pochi anni. La vecchiaia, e tuttociò
+ch'ella porta seco d'infermità, di privazioni e
+d'affanni, sarebbero state quanto prima il mio retaggio;
+la morte finalmente sarebbe giunta, e ti sarebbe
+costata quelle lacrime che spargi in questo
+momento. Rallegrati piuttosto, cara figlia, di vedermi
+liberato da tanti mali. Io muoio con uno spirito libero,
+suscettibile delle consolazioni della fede, e con
+perfetta rassegnazione.&nbsp;»</p>
+
+<p>Si fermò stanco di parlare. Emilia si sforzò di
+ricomporsi, e rispondendo a ciò che le aveva
+detto, cercò di persuaderlo che non aveva parlato
+invano.</p>
+
+<p>Dopo un poco di riposo, egli ripigliò. «&nbsp;Ma torniamo
+al soggetto che tanto mi preme. Ti ho detto
+che aveva da chiederti una promessa solenne; bisogna
+ch'io la riceva, prima di spiegarti la circostanza
+principale di cui devo parlarti; sonvene altre
+che, pel tuo riposo, importa che tu ignori per sempre.
+Promettimi dunque che eseguirai esattamente
+ciò che sono per ordinarti.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+
+<p>Emilia, colpita dalla gravità di queste espressioni,
+si terse le lagrime, cui non poteva impedirsi dallo
+spargere; e guardando il padre eloquentemente, si
+obbligò con giuramento a fare ciò che egli esigerebbe
+da lei, senza sapere di che si trattasse. Allora
+egli continuò: «&nbsp;Ti conosco troppo, Emilia cara,
+per temere che tu abbia a mancar mai ai tuoi impegni,
+ma sopratutto ad un impegno così rispettabile.
+La tua parola mi pone in calma, e la tua lealtà
+diviene di un'importanza inconcepibile per la tranquillità
+dei tuoi giorni. Ascolta ora ciò che debbo
+dirti. Il gabinetto contiguo alla mia camera nel nostro
+castello della valle contiene una specie di botola,
+che si apre sotto un'asse del pavimento; la riconoscerai
+ad un nodo rimarchevole del legno; d'altronde,
+è la penultima asse dalla parte della parete,
+ed in faccia alla porta della camera. Circa ad un
+braccio di distanza dalla finestra, scorgerai una
+commessura, come se la tavola ne fosse stata cambiata;
+calca il piede su quella linea, la tavola si
+abbasserà, e potrai facilmente farla scorrere sotto
+l'altra; di sotto troverai un vuoto.&nbsp;» Egli si fermò
+per prender fiato, ed Emilia restò nella più profonda
+attenzione. «&nbsp;Capisci tu queste istruzioni, mia
+cara?&nbsp;» le disse egli. Emilia, capace appena di proferir
+accento, l'assicurò che l'intendeva benissimo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quando tornerai a casa...&nbsp;» E sospirò profondamente.</p>
+
+<p>Appena ella lo sentì parlare di questo ritorno,
+tutte le circostanze che dovevano accompagnarlo si
+presentarono alla di lei immaginazione; ebbe un
+nuovo accesso di dolore, e Sant'Aubert, più afflitto
+ancora dallo sforzo e dal ritegno fattosi, non potè
+trattenere le lacrime. Dopo alcuni momenti, si riebbe,
+e continuò: «&nbsp;Cara figlia, consolati; quando non
+esisterò più non sarai abbandonata. Ti lascio sotto
+l'immediata protezione della provvidenza, che non
+mi ha negato mai i suoi soccorsi. Non mi affliggere<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+coll'accesso della tua disperazione; insegnami
+piuttosto, col tuo esempio, a moderare quella che
+risento.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il malato, il quale non parlava se non con difficoltà,
+ripigliò il suo discorso dopo una pausa.
+«&nbsp;Quel gabinetto, mia cara..... quando tornerai a
+casa, vacci, e sotto la tavola che ho descritta, troverai
+un fascio di carte; sta attenta adesso. La promessa
+che ho ricevuta da te, è relativa a questo
+unico oggetto; tu devi bruciare quelle carte senza
+osservarle, nè leggerle; io te l'ordino assolutamente.&nbsp;»</p>
+
+<p>La sorpresa d'Emilia superando un istante il suo
+dolore, chiese il motivo di quella precauzione. Il
+padre rispose che se avesse potuto spiegarglielo, la
+promessa da lei richiesta non sarebbe stata più
+necessaria. «&nbsp;Ti basti, figlia mia, di penetrarti bene
+di questa ragione: essa è d'un'estrema importanza.
+Sotto quella medesima asse troverai circa dugento
+doppie in una borsa di seta. Questo segreto fu già
+immaginato per mettere in salvo il denaro che si
+trovava nel castello, allorchè la provincia era inondata
+da truppe, che, profittando della circostanza,
+si abbandonavano ad ogni sorta di depredazioni ed
+al saccheggio. Mi resta ancora da ricevere un'altra
+promessa da te, ed è, che in qualunque critica posizione
+possa trovarti, non venderai mai la nostra
+possessione della valle.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sant'Aubert aggiunse, che s' ella si fosse maritata,
+avrebbe dovuto specificare nel contratto nuziale,
+che il castello le sarebbe rimasto in assoluta
+proprietà. Le parlò in seguito del suo patrimonio
+con maggior dettaglio di quel che non avesse fatto
+fin a quel punto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Le dugento doppie, ed il poco denaro che troverai
+nella mia borsa, son tutto il contante che ho
+da lasciarti. Ti ho già detto in quale stato sono i
+nostri affari col signor Motteville di Parigi. Ah
+figlia mia, ti lascio povera, ma non nella miseria.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p>
+
+<p>Emilia non poteva rispondere a nulla; inginocchiata
+accanto al letto, bagnava di lacrime la mano
+diletta che teneva ancor nelle proprie.</p>
+
+<p>Dopo questo discorso, lo spirito di Sant'Aubert
+parve molto più tranquillo; ma, spossato dallo sforzo
+fatto, cadde nel sopore. Emilia continuò ad assisterlo
+ed a piangere vicino a lui, fino a che un
+lieve colpo battuto alla porta della camera la costrinse
+a rialzarsi. Voisin venivale a dire che dabbasso
+eravi un confessore del convento vicino,
+pronto ad assistere suo padre; ma essa non volle
+che lo si svegliasse, e fece pregare il sacerdote a
+non andarsene. Quando Sant'Aubert uscì dal suo
+sopore, tutti i suoi sensi erano confusi; e ci volle
+qualche tempo prima ch'ei riconoscesse Emilia. Allora
+mosse le labbra, le stese la mano, ed essa fu
+dolorosamente colpita dall'impressione di morte
+che osservava in tutti i suoi lineamenti. Dopo pochi
+minuti ricuperò la voce, ed Emilia gli domandò
+se desiderava vedere un confessore. Le rispose di
+sì, ed appena fu introdotto il reverendo padre, ella
+si ritirò. Restarono insieme circa mezz'ora: quindi
+fu richiamata Emilia, che trovò il padre più agitato,
+ed essa allora guardò il confessore con alquanto
+risentimento, come s'egli ne fosse stato la cagione.
+Il buon religioso la rimirò con dolcezza, e Sant'Aubert,
+con voce tremebonda, la pregò di unire le
+sue preghiere a quelle degli altri, e dimandò se il
+suo ospite non volesse associarvisi. Il buon vecchio
+ed Agnese arrivarono amendue piangendo, e s'inginocchiarono
+vicino al letto. Il reverendo padre,
+con voce maestosa, recitò lentamente le preci degli
+agonizzanti. Sant'Aubert, con volto sereno, si univa
+con fervore alla loro devozione; qualche lacrima
+sfuggivagli talvolta dalle socchiuse pupille, ed i
+singulti di Emilia interruppero spesso l'uffizio.
+Quando fu finito, e che venne amministrata l'estrema
+unzione, il religioso se n'andò. Sant'Aubert<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+fe' segno a Voisin d'avvicinarsegli, gli porse la mano,
+e stette alcun tempo in silenzio. Alfine gli disse
+con voce fioca:</p>
+
+<p>«&nbsp;Mio buon amico, la nostra conoscenza fu breve,
+ma essa bastò per dimostrarmi il vostro buon cuore;
+io non dubito che voi non trasportiate tutta questa
+benevolenza su mia figlia: quando non sarò più,
+essa ne avrà bisogno. L'affido alle cure vostre, pei
+pochi giorni cui dee passar qui: non vi dico di più.
+Voi avete figli, conoscete i sentimenti d'un padre:
+i miei diventerebbero penosi assai se avessi meno
+fiducia in voi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Voisin lo rassicurò, e le lagrime attestavano la
+sua sincerità, che nulla trascurerebbe per addolcire
+l'affanno d'Emilia, e che, s'ei lo bramasse, l'avrebbe
+ricondotta in Guascogna. L'offerta gradì tanto al
+moribondo, che non trovò parole ond'esprimere la
+propria gratitudine, o a meglio dire che l'accettava.</p>
+
+<p>«&nbsp;Soprattutto, Emilia cara,&nbsp;» ripigliò il morente,
+«&nbsp;non cedere alla magia de' bei sentimenti: gli è
+l'errore d'uno spirito amabile; ma quelli che posseggono
+una vera sensibilità, debbon sapere di buon'ora
+quant'ella sia cosa pericolosa; è dessa che tragge
+dalla menoma circostanza un eccesso di guai o di
+piacere. Nel nostro passaggio traverso questo mondo
+noi incontriamo più mali assai che godimenti; e
+siccome il sentimento della pena è sempre più vivo
+che quello del benessere, la nostra sensibilità ci
+rende vittima quando non sappiamo moderar e contenerla.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia gli ripetè quanto i suoi consigli le fossero
+preziosi, e gli promise di non dimenticarli mai e
+cercare di approfittarne. Sant'Aubert le sorrise con
+affetto e tristezza insieme. «&nbsp;Lo ripeto,&nbsp;» le disse,
+«&nbsp;io non vorrei renderti insensibile, quand'anche ne
+avessi il potere; vorrei solo guarentirti dagli eccessi
+della sensibilità ed insegnarti ad evitarli. È spregevolissima
+quella pretesa umanità che si contenta
+di compiangere, nè pensa a confortare!...&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+<p>Sant'Aubert, qualche tempo dopo, parlò della signora
+Cheron sua sorella.</p>
+
+<p>«&nbsp;Bisogna ch'io t'informi,&nbsp;» aggiunse, «&nbsp;d'una
+circostanza interessante per te. Noi abbiamo avuto,
+lo sai, pochissimi rapporti con lei, ma è la sola
+parente che hai: ho creduto conveniente, come vedrai
+nel mio testamento, di affidarti alle sue cure
+sino all'età maggiorenne: essa non è veramente la
+persona alla quale avrei voluto rimettere la mia
+cara Emilia, ma non aveva altra alternativa, e la
+credo in fondo poi una buona donna; non ho d'uopo,
+figliuola, di raccomandarti d'usar la prudenza per
+conciliarti le sue buone grazie: lo farai del certo
+in memoria di chi l'ha tentato tante volte per te.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia protestò che quant'egli le raccomandava
+sarebbe religiosamente eseguito. «&nbsp;Aimè!&nbsp;» soggiunse
+affogata dai singhiozzi; «&nbsp;ecco in breve quanto mi
+rimarrà; sarà la mia unica consolazione il compiere
+esattamente tutti i vostri desiderii.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla non potea che ascoltare e piangere,
+ma la calma estrema del padre, la fede, la speranza
+cui dimostrava, lenivano alquanto la di lei <a name="tn93" id="tn93"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'dispezione'">disperazione</ins>.
+Nondimeno, essa vedeva quella figura scomposta,
+que' segni precursori di morte, quegli occhi
+infossati, e sempre fissi in lei, quelle pupille pesanti
+e preste a chiudersi: avea il cuore lacerato, e non
+poteva esprimersi. Ei volle darle ancora una volta
+la benedizione. «&nbsp;Dove sei, cara mia?&nbsp;» disse egli
+allungando debolmente le mani verso di lei.</p>
+
+<p>Emilia era rivolta dalla parte della finestra per
+nascondere la sua inesprimibile afflizione; ma comprese
+allora ch'egli non ci vedeva più: le impartì
+la sua benedizione, che parve l'ultimo sforzo della
+sua vita spirante, e ricadde sul guanciale; essa lo
+baciò in fronte; il freddo sudore della morte gl'innondava
+le tempie; e dimenticando tutto il suo coraggio,
+gliele irrigò di lagrime. Il morente aprì gli
+occhi; egli esisteva ancora, ma erano gli ultimi<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+sforzi della natura affralita, ed in breve la sua anima
+volò innanzi al Supremo Motore.</p>
+
+<p>Emilia fu strappata a viva forza da quella camera
+da Voisin e da sua figlia, che procurarono di calmare
+il suo dolore; il vecchio piangeva con lei, ma
+i soccorsi di Agnese erano più opportuni.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_VIII" id="CAPITOLO_VIII"></a>CAPITOLO VIII</h2>
+
+<p>Il buon religioso della mattina ritornò la sera per
+consolare Emilia, e le portò l'invito dell'abbadessa
+di un convento vicino al suo di recarsi da lei. La
+fanciulla non accettò l'offerta, ma rispose con molta
+riconoscenza. La pia conversazione del confessore,
+la dolcezza delle sue maniere, che somigliavano a
+quelle del defunto padre, calmarono un poco la violenza
+dei suoi trasporti: innalzò il cuore all'Ente
+Supremo, presente da per tutto. &mdash; Relativamente a
+Dio, &mdash; pensava Emilia, &mdash; il mio dilettissimo padre
+esiste come ieri esisteva per me: egli non è
+morto che per me; per Dio, per lui, veramente
+esiste.&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>Ritirata nella sua cameretta, i suoi pensieri malinconici
+vagarono ancora intorno al padre. Immersa
+in una specie di sonno, imagini lugubri offuscaronle
+l'immaginazione. Sognò di vedere il genitore accostarsele
+con benevolo contegno. D'improvviso, sorrise
+mesto, alzò gli occhi, aprì le labbra; ma invece
+delle sue parole, udì una musica soave, trasportata
+sull'aere a grandissima distanza. Vide allora tutti
+i suoi lineamenti animarsi nella beata estasi d'un
+ente superiore: l'armonia diventava più forte; essa
+si destò. Il sogno era finito, ma la musica durava
+ancora, ed era una musica celeste.</p>
+
+<p>Tese l'orecchio, e si sentì agghiacciata da superstizioso
+rispetto: le lagrime cessarono, si alzò, ed
+affacciossi alla finestra. Tutto era oscuro, ma Emilia,
+distogliendo gli occhi dalle tetre selve che frastagliavan<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+l'orizzonte, vide a manca quell'astro brillante
+ond'avea favellato il vecchio, e che trovavasi
+al di sopra del bosco. Ricordossi quanto avea detto,
+e siccome la musica agitava l'aere ad intervalli, aprì
+la finestra per ascoltar la dolce armonia, la quale
+poco dopo andò affievolendosi, ed essa tentò indarno
+scoprire donde partisse. La notte non le permise
+di nulla distinguere sul prato sottoposto, ed
+i suoni diventando successivamente più fiochi e
+soavi, cessero alfine il luogo ad un assoluto silenzio...</p>
+
+<p>Il giorno dipoi essa ricevè un nuovo invito dalla
+badessa; Emilia che non poteva risolversi ad abbandonare
+la casuccia finchè vi riposava il cadavere
+del padre, acconsentì con ripugnanza di andare
+quella medesima sera a rassegnarle il suo rispetto.
+Un'ora circa avanti il tramonto del sole,
+Voisin le servì di guida, e la condusse al convento
+traversando il bosco. Questo convento era situato,
+al par di quello dei frati di cui abbiam parlato, all'estremità
+di un piccolo golfo del Mediterraneo. Se
+Emilia fosse stata meno infelice, avrebbe ammirato
+la bella vista di un immenso mare, che si scopriva
+da un colle, sul quale sorgeva l'edificio; essa avrebbe
+contemplato quelle ricche spiaggie coperte d'alberi
+e di pasture, ma le sue idee erano fisse in un solo
+pensiero, e la natura non aveva ai suoi occhi nè
+forma, nè colore. Mentre passava per l'antica porta
+del convento la campana suonò a vespro, e le parve
+il primo tocco del funerale del padre. I più leggeri
+incidenti bastano per alterare uno spirito infiacchito
+dal dolore. Emilia superò la crisi penosa, da cui
+era agitata, e si lasciò condurre dalla badessa, la
+quale la ricevè con materna bontà. La di lei fisonomia
+interessante, i suoi sguardi benigni, penetrarono
+Emilia di riconoscenza; avea gli occhi pieni
+di lacrime, e non poteva parlare. La badessa la fece
+sedere vicino a lei e l'osservò in silenzio, mentre
+essa cercava di asciugare le lacrime. «&nbsp;Calmatevi,<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+figliola,&nbsp;» le disse ella con voce affettuosa; «&nbsp;non parlate,
+io v'intendo, voi avete bisogno di riposo. Noi
+andiamo alla preghiera; volete accompagnarci? è
+una consolazione, fanciulla cara, il poter deporre i
+propri affanni in seno del nostro Padre celeste: egli
+ci vede, ci compiange, e ci castiga nella sua misericordia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia versò nuove lacrime, ma le più dolci emozioni
+ne mitigarono l'amarezza. La badessa la lasciò
+piangere senza interromperla, guardandola con quell'aria
+di bontà che pareva indicare l'attitudine di
+un angelo custode; Emilia divenne più tranquilla,
+parlando francamente, spiegò i suoi motivi di non
+lasciare l'abitazione di Voisin.</p>
+
+<p>La badessa approvò i di lei sentimenti ed il suo
+rispetto figliale, ma l'invitò a passare qualche giorno
+al convento, prima di ritornare al suo castello.
+«&nbsp;Procurate di distrarvi, figlia mia,&nbsp;» le disse ella,
+«&nbsp;per rimettervi un poco da questa scossa, prima
+di arrischiarne una seconda; non vi dissimulerò
+quanto il vostro cuore si sentirà lacerare alla vista
+del teatro della vostra passata felicità; qui voi troverete
+tutte le consolazioni che possono offrire la
+pace, l'amicizia e la religione; ma venite,&nbsp;» soggiunse
+vedendo che gli occhi le si riempivano di
+lacrime, «&nbsp;venite, scendiamo in cappella.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia la seguì in una sala, ov'erano già riunite
+tutte le monache; la badessa la presentò dicendo:
+«&nbsp;È una giovane per la quale ho molta considerazione;
+trattatela come vostra sorella.&nbsp;» Andarono
+tutte insieme alla cappella, e l'edificante devozione
+colla quale fu recitato l'uffizio divino, elevò lo spirito
+di Emilia alle consolazioni della fede e d'una
+perfetta rassegnazione.</p>
+
+<p>L'ora era già avanzata, quando la badessa acconsentì
+a <a name="tn96" id="tn96"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'lascirla'">lasciarla</ins> partire. Ella uscì dal convento meno
+oppressa di quando v'era entrata, e fu ricondotta a
+casa da Voisin. Essa lo seguiva pensierosa in un<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+sentieruzzo poco battuto, quando d'improvviso la
+sua guida si fermò, guardossi intorno, gettossi fuor
+del sentiero nello scopeto, dicendo d'avere smarrita
+la strada; camminava con molta velocità. Emilia,
+che non poteva seguirlo in un terreno lubrico e
+nella oscurità, restava a gran distanza, e fu costretta
+di chiamarlo: egli non voleva fermarsi, e
+l'invitava ad accelerare il passo con ruvidezza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Se voi non siete certo della vostra strada,&nbsp;»
+disse Emilia, «&nbsp;non sarebbe meglio indirizzarvi a
+quel gran castello che scorgo là fra gli alberi?</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» disse Voisin, «&nbsp;non ne vale la pena:
+quando saremo a quel ruscello dove voi vedete
+splendere un lume al di là del bosco, noi saremo
+a casa. Non capisco come ho potuto fare a smarrirmi:
+sarà forse perchè vengo rare volte da queste
+parti dopo il tramonto del sole.</p>
+
+<p> &mdash; È un luogo molto solitario,&nbsp;» disse Emilia.
+«&nbsp;Ma però non ci sono assassini?</p>
+
+<p> &mdash; No, signorina, non ve ne sono.</p>
+
+<p> &mdash; Cosa è dunque che vi spaventa tanto, amico
+mio? Sareste mai superstizioso?</p>
+
+<p> &mdash; No, non lo sono; ma, per dirvi la verità, signorina,
+nessuno ama trovarsi la notte nelle vicinanze
+di quel castello.</p>
+
+<p> &mdash; Da chi è dunque abitato per crederlo così formidabile?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! signorina, se almeno fosse abitato! Il
+signor marchese è morto, come vi dissi; non ci era
+venuto da molti anni, ed i suoi servitori si sono
+ritirati in una casuccia poco lontana.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia comprese allora che il castello era quello
+di cui aveva già parlato Voisin, e che aveva appartenuto
+al marchese di Villeroy, la cui morte
+aveva tanto sorpreso il di lei padre.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah,&nbsp;» disse Voisin; «&nbsp;com'esso è desolato! Era
+pure una bella casa; che bella situazione! quando
+me ne ricordo...&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p>
+
+<p>Emilia gli domandò il motivo di quel terribile
+cambiamento. Il vecchio taceva, ed essa, colpita
+dallo spavento ch'egli manifestava, occupata soprattutto
+dall'interesse manifestato da suo padre, ripetè
+la domanda, ed aggiunse: Se non sono gli abitanti
+che vi spaventano, e se non siete superstizioso, per
+qual ragione dunque, amico mio, non avete il coraggio
+di avvicinarvi la sera a quel castello?</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene dunque, signorina, sarò forse un poco
+superstizioso, ma se ne sapeste la vera cagione, potreste
+divenirlo anche voi. Sono accadute colà cose
+stranissime; il vostro buon padre pareva aver conosciuto
+la marchesa.</p>
+
+<p> &mdash; Ditemi, vi prego, cos'è accaduto?&nbsp;» gli disse
+Emilia molto commossa.</p>
+
+<p> &mdash; Oimè!&nbsp;» rispose Voisin; «&nbsp;non mi domandate di
+più; i segreti domestici del mio padrone devono
+essere sempre sacri per me.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, sorpresa da quest'ultima espressione, e
+sopratutto dal tuono di voce con cui avevala pronunziata,
+non volle fare ulteriori domande. Un interesse
+più vivo, l'imagine di Sant'Aubert, occupava
+allora tutti i suoi pensieri, ella si rammentò
+la musica della notte precedente, e ne parlò a Voisin.
+«&nbsp;Voi non siete stata la sola,&nbsp;» le diss'egli; «&nbsp;l'ho
+udita anch'io; ma ciò m'accade così spesso a quell'ora,
+che non ci bado più.</p>
+
+<p> &mdash; Voi credete al certo,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;che
+questa musica abbia rapporti col castello, ed ecco
+perchè siete <a name="tn98" id="tn98"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'saperstizioso'">superstizioso</ins>, n'è vero?</p>
+
+<p> &mdash; Può essere signorina; ma vi sono altre circostanze
+relative a quel castello, e delle quali io
+conservo tristamente la memoria.&nbsp;»</p>
+
+<p>Queste parole furono accompagnate da un profondo
+sospiro, e la delicatezza di Emilia trattenne
+la curiosità, che le avevano destato quei detti misteriosi.</p>
+
+<p>Tornata a casa, la sua disperazione ricominciò:<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+pareva che non ne avesse sospeso il corso se non
+perdendo momentaneamente di vista colui che ne
+formava il soggetto; andò tosto a contemplare la
+salma del padre, e cedè a tutti i trasporti di un
+dolore senza speranza. Voisin avendola finalmente
+decisa di allontanarsene, se ne tornò nella sua camera.
+Oppressa dalle fatiche del giorno, si addormentò
+immediatamente, e quando si svegliò trovossi
+molto più sollevata.</p>
+
+<p>Sant'Aubert aveva domandato di essere sepolto
+nella chiesa delle monache di Santa Chiara; aveva
+scelta la cappella settentrionale, prossima alla sepoltura
+dei marchesi di Villeroy, e ne aveva indicato
+il posto. Il superiore vi acconsentì, e la processione
+funebre s'incamminò a quella volta. Il venerando
+padre, seguito da molti preti, venne a
+riceverla alla porta. Il canto del <i>Miserere</i>, il suono
+dell'organo, che rimbombò in chiesa quando vi
+entrò la bara, i passi vacillanti, e l'aria abbattuta
+di Emilia, avrebbero strappato le lacrime ai cuori
+più duri; ma essa non ne versò neppur una. Colla
+faccia semicoperta da un velo nero, camminava in
+mezzo a due persone che la sorreggevano; la badessa
+la precedeva, le monache la seguivano, ed il
+lamentoso loro canto faceva eco a quello lugubre
+del coro. Quando la processione fu giunta al sepolcro,
+Emilia abbassò il velo, e nell'intervallo dei
+canti si distinsero facilmente i di lei singulti. Il reverendo
+sacerdote cominciò la messa, ed Emilia
+riescì a frenarsi alquanto, ma quando il cadavere
+fu <a name="tn100a" id="tn100a"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'doposto'">deposto</ins> nella tomba, quando udì gettar la terra
+che dovea ricoprirlo, le sfuggì un fioco gemito, e
+cadde in braccio alla persona che la sosteneva; ma
+si rimise prontamente, e potè intendere quelle parole
+sublimi: &mdash; <i>Il suo corpo riposa in pace, e l'anima
+è tornata a Chi glie l'ha data.</i> &mdash; La sua disperazione
+allora fu sollevata da un diluvio di lacrime.<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p>
+
+<p>La badessa la fece uscire di chiesa, la condusse
+nel suo appartamento, e le offrì tutti i soccorsi
+della santa religione e di una tenera pietà. La fanciulla
+facea sforzi per vincere la sua debolezza; ma
+la superiora, la quale l'osservava attenta, le fece
+preparare un letto e la indusse al riposo. Reclamò
+con bontà la promessa fatta da lei di passar qualche
+giorno al convento. Emilia, cui nulla più richiamava
+alla capanna, teatro del suo infortunio,
+ebbe agio allora di considerar la sua posizione, e
+si sentì incapace di ripartire immediatamente.</p>
+
+<p>Intanto la bontà materna della badessa e le dolci
+attenzioni delle monache nulla risparmiavan per
+calmare il di lei spirito e restituirla in salute; ma
+essa avea provato scosse troppo <a name="tn100b" id="tn100b"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'violenti'">violente</ins> per ristabilirsi
+presto: fu adunque per parecchie settimane
+colta da lenta febbre, e cadde in uno stato di languore.
+S'affligea di lasciar la tomba dove riposavano
+le ceneri del padre; si lusingava che, se moriva
+colà, sarebbe a lui riunita. Intanto, Emilia
+scrisse alla signora Cheron sua zia ed alla sua
+vecchia governante per partecipar loro l'accaduto,
+ed informarle della sua situazione. Mentre l'orfanella
+stava in convento, la pace interna di quell'asilo,
+la bellezza de' dintorni, le attenzioni della superiora
+e delle monache fecero su lei un effetto sì attraente,
+che fu quasi tentata di separarsi dal mondo; essa
+avea perduto i suoi più cari amici, voleva chiudersi
+in quel chiostro, in un soggiorno che il sepolcro
+del padre rendeale sacro in sempiterno. L'entusiasmo
+del suo pensiero, ch'erale quasi naturale, avea
+sparso una vernice sì patetica sul santo ritiro d'una
+monaca, ch'ell'avea quasi smarrito di vista il vero
+egoismo che lo produce. Ma i colori che un'imaginazione
+malinconica, lievemente imbevuta di superstizione,
+prestava alla vita monastica, svanirono a poco
+a poco, quando le tornarono le forze, e ricondussero
+un'imagine ch'erane stata bandita soltanto passaggiermente.<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+Tale memoria richiamolla tacitamente alla
+speranza, alla consolazione, ai più dolci sentimenti;
+bagliori di felicità mostraronsi da lunge, e benchè
+non ignorasse a qual punto potevano esser fallaci,
+non volle privarsene. Dopo parecchi giorni, ricevè
+una risposta dalla sua zia, gonfia di espressioni comuni
+di condoglianza, ma non d'un vero dolore;
+le annunziava che una persona da lei incaricata sarebbe
+andata a prenderla per ricondurla al castello
+della valle, giacchè le di lei occupazioni non le
+permettevano d'intraprendere un sì lungo viaggio.
+Sebbene Emilia preferisse la sua valle a Tolosa, fu
+nonostante colpita da una condotta così poco delicata
+e sconveniente. La zia permetteva ch'ella ritornasse
+al suo castello senza parenti e senza amici
+per consolarla e per difenderla; e questa condotta
+diveniva tanto più colpevole, in quanto che suo padre
+moribondo aveva affidata la derelitta figliuola
+alle cure della sorella, com'essa l'aveva avvisata
+nella lettera scrittale.</p>
+
+<p>Passarono alcuni giorni dall'arrivo dell'inviato
+della signora Cheron all'epoca in cui Emilia fu in
+grado di partire. La sera precedente alla sua partenza,
+andò a casa di Voisin per congedarsi da quella
+buona famiglia, ed attestarle la sua riconoscenza:
+trovò il buon vecchio assiso sulla porta, fra la figlia
+ed il genero, che, riposando in quel momento dai
+lavori della giornata, suonava una specie di flauto
+somigliante ad una zampogna. Essi avevano innanzi
+a sè imbandita una piccola mensa ben provvista di
+pane, frutti e vino; i ragazzi, tutti belli e pieni di
+salute, godevano intorno alla tavola della refezione
+che lor veniva distribuita con indicibile affetto dai
+genitori. Emilia si fermò un momento prima di
+avvicinarsi, contemplando il quadro interessante di
+quella buona gente; essa guardava attentamente
+quel vecchio rispettabile, e girando gli occhi sulla
+casa, l'immagine del padre le rammentò tutto l'orrore<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+della sua situazione. Disse addio a tutta la famiglia
+con un'espressione la più tenera e sensibile;
+Voisin l'amava come sua figlia e versava lacrime.
+Emilia piangeva; evitò di entrare nella casetta, che
+le avrebbe rinnovato impressioni troppo dolorose,
+e partì.</p>
+
+<p>Tornata al convento, ella si decise di visitare ancora
+una volta la tomba del padre. Avendo inteso
+che un andito sotterraneo conduceva a quei sepolcri,
+aspettò che tutti fossero in letto, eccettuato una
+monaca che le aveva promessa la chiave della
+chiesa. Emilia restò in camera finchè l'orologio
+suonò mezzanotte, ed allora giunse la monaca
+colla chiave promessa. Scesero insieme una
+scaletta a chiocciola; la monaca si offrì di accompagnarla
+fino al sepolcro, aggiungendo spiacerle il
+lasciarla andar sola a quell'ora; ma Emilia la ringraziò,
+e non potè acconsentire di avere un testimonio
+del suo dolore. La buona religiosa aprì una
+porticina e le porse il lume. Emilia la ringraziò, si
+avanzò nella chiesa, e suora Maria si ritirò. Assalita
+da improvviso terrore, la fanciulla si riavvicinò alla
+porta, ed era tentata di richiamarla, ma al momento
+stesso, vergognandosi del suo timore, si avanzò nuovamente.
+L'aria fredda e umida di quel luogo, il
+cupo silenzio che vi regnava, e un fioco raggio di
+luna che traversava una finestra gotica, avrebbero
+senza dubbio risvegliata in chiunque la superstizione;
+ma essa in quel punto non aveva altro pensiero
+che il suo dolore. Tutto ad un tratto le parve vedere
+un'ombra fra le colonne; si fermò, ma non
+avendo udito i passi di alcuno, conobbe esser l'effetto
+della sua imaginazione alterata. Sant'Aubert
+era sepolto in un'urna semplicissima, la quale non
+portava altra iscrizione fuor del suo nome e cognome,
+la data della nascita e quella della morte,
+ed era situata al piè del pomposo mausoleo de' Villeroy.
+Emilia vi si trattenne in orazione finchè la<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+campana del mattutino l'avvertì esser tempo di ritirarsi.
+Versò ancora qualche lacrima, baciò il prezioso
+sarcofago, e se ne tornò in camera abbandonando
+un luogo così tristo. Dopo quel momento di
+effusione gustò di un sonno tranquillo; svegliandosi,
+si sentì lo spirito più calmo, e parve più rassegnata
+di quello fosse stata dopo la morte del padre.</p>
+
+<p>Giunto il momento della partenza, tutto il suo
+dolore si rinnovò; la memoria di suo padre nella
+tomba, e la bontà di tante persone viventi, l'affezionavano
+a quella dimora; ella sembrava provare,
+per il luogo ove riposava Sant'Aubert, quella tenera
+affezione che si risente per la patria. La badessa,
+nel separarsi da lei, le diede tutte le più sensibili
+testimonianze di attaccamento, e l'impegnò a tornare,
+se altrove non avesse incontrata quella considerazione,
+che dovea aspettarsi. Le altre monache
+le esternarono i più vivi rammarici; alla <a name="tn103" id="tn103"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'perfino'">perfine</ins>
+lasciò il convento colle lacrime agli occhi, portando
+seco l'affetto ed i voti di tutte le persone che vi
+restavano.</p>
+
+<p>Aveva già percorso un lungo tratto di paese prima
+che il magnifico spettacolo, che si offeriva alla sua
+vista, potesse distrarla. Assorta nella malinconia, non
+notò tanti oggetti incantevoli se non per rammentarsi
+meglio il padre perduto. Sant'Aubert trovavasi
+con lei quando prima li aveva veduti, e le di lui
+osservazioni su di essi le tornavano alla memoria.
+Quel giorno passò nel languore e nell'abbattimento;
+la notte essa dormì sulla frontiera della Linguadoca,
+ed il dì successivo entrò in Guascogna.</p>
+
+<p>Al tramontar del sole, Emilia si trovò nelle vicinanze
+della valle tutti quei luoghi che conosceva
+sì bene, richiamandola a rimembranze che le straziavano
+il cuore, ridestarono tutta la sua tenerezza
+ed il suo dolore; guardava piangendo le vette dei
+Pirenei colorite allora dalle più belle e vaghe tinte
+del tramonto. «&nbsp;Là,&nbsp;» sclamava essa, «&nbsp;là sono<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+quelle medesime grotte; ecco là il medesimo bosco
+di abeti ch'egli guardava con tanta compiacenza
+quando passammo insieme da quei luoghi! Ecco là
+quella capanna sull'ameno colle del quale mi aveva
+fatto disegnare la veduta. Oh! padre mio, io non
+vi vedrò mai più.&nbsp;»</p>
+
+<p>La strada ad una svolta le lasciò scorgere il castello
+in mezzo a quel magnifico paesaggio; i fumaiuoli,
+imporporati dall'occaso, sorgevan dietro le
+piantagioni favorite di Sant'Aubert, il cui fogliame
+celava le parti basse dell'edifizio. Emilia non potè
+reprimere un profondo sospiro. &mdash; Quest'ora, pensava
+ella, era pure la sua ora prediletta. &mdash; E vedendo
+il paese sul quale allungavansi le ombre:
+«&nbsp;Qual quiete!&nbsp;» sclamava; «&nbsp;qual deliziosa scena!
+tutto è tranquillo, tutto è amabile, aimè! come già
+un tempo!&nbsp;»</p>
+
+<p>Ella resisteva ancora al peso terribile del suo
+dolore, quando udì la musica dei balli campestri
+che bene spesso aveva osservati passeggiando col
+padre sulle fiorite sponde della Garonna. Allora
+pianse amaramente fino al momento in cui si fermò
+la carrozza. Alzò gli occhi, e riconobbe la sua vecchia
+governante che apriva la porta della casa. Il
+cane di suo padre veniva festoso incontro di lei, e
+quando fu discesa la colmò di carezze; lo che aumentò
+il di lei vivo dolore.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mia cara padroncina...&nbsp;» le disse Teresa, e poi
+si fermò; le lacrime di Emilia le impedivano di replicare;
+il cane saltellava intorno a lei; di repente
+corse alla carrozza. «&nbsp;Ah! signora Emilia, povero
+il mio padrone!&nbsp;» sclamò Teresa; «&nbsp;il suo cane è
+andato a cercarlo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia singhiozzò vedendo quell'animale amoroso
+saltare in carrozza, scendere, fiutare, e cercare con
+inquietudine.</p>
+
+<p>«&nbsp;Venite mia cara signorina,&nbsp;» disse Teresa, «&nbsp;andiamo;
+che cosa potrò io darvi per rinfrescarvi?&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p>
+
+<p>Emilia prese la mano della governante, sforzandosi
+di moderare il suo dolore, con interrogazioni
+sullo stato della di lei salute. Camminava lentamente
+verso la porta, si fermava, faceva un passo,
+e si fermava di nuovo. Qual silenzio! Qual abbandono,
+qual morte in quel castello! Temendo di rientrarvi,
+e rimproverandosi le sue esitanze, traversò
+rapidamente la sala, come se avesse temuto di guardarsi
+intorno, ed aprì il gabinetto che altre volte
+chiamava il <i>suo</i>. L'imbrunir della sera dava qualcosa
+di solenne al disordine di quel luogo: le sedie,
+i tavolini, e tutti gli altri mobili, che in tempi
+più felici osservava appena, parlavano allora troppo
+eloquentemente al suo cuore; ella sedette vicino ad
+una finestra che guardava sul giardino, d'onde, in
+compagnia del padre, aveva spesso contemplato
+l'effetto maraviglioso del sole all'occaso. Non si contenne
+più e si trovò sollevata da quello sfogo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi ho preparato il letto verde,&nbsp;» disse Teresa
+portandole il caffè; «&nbsp;ho creduto che ora lo preferireste
+al vostro. Non avrei mai creduto che aveste
+a tornar sola. Qual giorno, gran Dio! La nuova,
+quando la ricevetti, mi trapassò il cuore: chi l'avrebbe
+detto, quando partì il mio povero padrone, che non
+doveva tornare mai più?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si coprì la faccia col fazzoletto, e le accennò
+di tacere e partirsene.</p>
+
+<p>La fanciulla <a name="tn106" id="tn106"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'rimasa'">rimase</ins> alcun tempo immersa in alta
+mestizia; non vedea un solo oggetto che non le
+ravvivasse il suo dolore: le piante favorite di Sant'Aubert,
+i libri scelti per lei, e cui leggevano spesso
+insieme, gli strumenti musicali onde amava tanto
+l'armonia e che suonava egli medesimo. Alla fine,
+fattasi coraggio, volle vedere l'appartamento abbandonato;
+sentì che la sua pena sarebbe aumentata se
+differiva.</p>
+
+<p>Traversò il cortile, ma il coraggio le venne meno
+nell'aprir la biblioteca; forse l'oscurità che la sera<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+ed il fogliame diffondevano intorno accresceva il religioso
+effetto di quel luogo, dove tutto le parlava
+del padre. Scorse la sedia nella quale si poneva:
+rimase interdetta a tal vista, ed immaginossi quasi
+averlo visto in persona dinanzi a lei. Cercò scacciare
+le illusioni d'un'immaginazione turbata, ma
+non potè astenersi da un certo rispettoso terrore
+che mescolavasi alle sue emozioni. Inoltrò pian
+piano verso la sedia e vi s'assise; avea presso un
+leggìo, su cui stava un libro che suo padre non
+avea chiuso; riconoscendo la pagina aperta, rammentossi
+che la vigilia della sua partenza Sant'Aubert
+aveagliene letto qualcosa: era il suo autore favorito.
+Guardò il foglio, pianse, e tornò a guardarlo: quel
+libro era sacro per lei; essa non avrebbe chiusa la
+pagina aperta per tutti i tesori del mondo; ristette
+dinanzi al leggìo, non potendo risolversi a lasciarlo.</p>
+
+<p>In mezzo ai suoi tristi pensieri, vide la porta
+aprirsi lentamente; un suono cui udì in fondo alla
+stanza, la fece trabalzare; credette scorgere qualche
+movimento. Il subietto della sua meditazione, l'abbattimento
+de' suoi spiriti, l'agitazione de' sensi le
+cagionarono un repentino terrore; s'aspettò qualcosa
+di sovrannaturale. Ma la ragione vincendo la paura:
+«&nbsp;Di che ho io a temere?&nbsp;» disse; «&nbsp;se le anime
+di coloro che amiamo compariscono, non può essere
+che pel nostro meglio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il silenzio che regnava la fece vergognare del suo
+timore; frattanto il medesimo suono ricominciò; distinguendo
+qualcosa intorno a lei, che venne ad
+urtar leggermente la sua sedia, gettò un grido, ma
+non potè nel tempo stesso trattenersi dal sorridere
+con un po' di confusione, riconoscendo il buon cane
+che si accucciava vicino a lei, e le lambiva le mani.
+Emilia, non trovandosi in grado quella sera di visitare
+tutto il castello, uscì ed andò a passeggiare
+in giardino, sul terrazzo sovrastante al fiume. Il
+sole era tramontato, ma sotto i fronzuti rami de' mandorli<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+distinguevansi le strisce di fuoco che indoravano
+il crepuscolo. La fanciulla si avvicinò al platano
+favorito, ove Sant'Aubert sedeva spesso vicino
+a lei, e dove la sua tenera madre le aveva tante
+volte parlato delle delizie della vita futura; quante
+volte ben anco suo padre aveva trovato conforto
+nell'idea di una eterna riunione! Oppressa da tale rimembranza,
+lasciò il platano, ed appoggiandosi al
+muro del terrazzo, vide un gruppo di contadini che
+ballavano allegramente sulle rive della Garonna, la
+cui vasta estensione rifletteva gli ultimi raggi del
+dì. Qual doloroso contrasto per la povera Emilia,
+infelice e desolata! Si voltò, ma oimè! dove poteva
+essa andare senza incontrar ad ogni passo oggetti
+fatti per aggravare il suo dolore? se ne tornava
+lentamente a casa quando incontrò Teresa, la quale
+sgridolla dolcemente di esporsi sola in giardino ed
+a quell'ora, dove non poteva ricevere alcuna consolante
+assistenza nello stato penoso in cui si trovava.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ve ne prego, Teresa, lasciatemi tranquilla,&nbsp;»
+disse Emilia; «&nbsp;la vostra intenzione è ottima, ma
+l'eloquenza è male adattata in questo momento.</p>
+
+<p> &mdash; Intanto la cena è preparata,&nbsp;» rispose la governante.</p>
+
+<p> &mdash; Non posso mangiare,&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Fate malissimo, mia cara padrona, bisogna nutrirsi.
+Vi ho preparato un fagiano, che m'ha mandato
+stamattina il signor Barreaux: avendolo incontrato
+ieri, gli dissi che vi aspettava; vi giuro
+che non ho mai veduto un uomo più afflitto di lui,
+quando gli diedi la trista nuova...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, malgrado tutte le premure di Teresa, non
+volle mangiare, e si ritirò nella sua camera.</p>
+
+<p>Qualche giorno appresso ricevè lettere di sua zia.
+La signora Cheron, dopo alcune espressioni di consolazione
+e di consiglio, la invitava ad andare a
+Tolosa, aggiungendo che il defunto fratello avendole
+affidata la sua educazione, si credeva in obbligo<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+d'invigilare sopra di lei. Emilia avrebbe preferito
+di restare alla valle; essendo esso l'asilo della sua
+infanzia ed il soggiorno di coloro che aveva perduti
+per sempre, poteva piangerli liberamente senza essere
+molestata da alcuno; ma desiderava parimenti non
+dispiacere alla sola parente che le restava.</p>
+
+<p>Quantunque la di lei tenerezza non le permettesse
+di dubitare un istante sulle ragioni che avevano
+determinato Sant'Aubert a fare questa scelta, Emilia
+comprendeva benissimo che la sua felicità andava
+ad essere esposta ai capricci della zia. Rispondendole,
+ella chiese il permesso di restare ancora qualche
+tempo nella valle, allegando il suo estremo abbattimento,
+ed il bisogno che aveva di riposo e di
+solitudine, per ristabilirsi dai dispiaceri sofferti;
+sapeva benissimo che i di lei gusti differivano assai
+da quelli di sua zia, la quale amava la dissipazione,
+e le sue ricchezze le permettevano di goderne.
+Dopo avere scritta questa lettera, Emilia si sentì
+più sollevata.</p>
+
+<p>Ricevè la visita di Barreaux, il quale compiangeva
+sinceramente la perdita dell'amico.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non posso rammentarmene senza il più vivo
+interesse,&nbsp;» diceva egli; «&nbsp;io non troverò alcuno
+che lo somigli. Se avessi incontrato un uomo solo
+come lui nel mondo, non ci avrei rinunciato.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'affezione di Barreaux per Sant'Aubert lo rendeva
+estremamente caro ad Emilia; la di lei maggior
+consolazione consisteva nel parlare de' suoi
+genitori con un uomo che stimava moltissimo, e
+che, sotto un esteriore poco gradevole, nascondeva
+un cuore tanto sensibile ed uno spirito così coltivato.</p>
+
+<p>Scorsero parecchie settimane, ed Emilia nel suo
+pacifico ritiro passò gradatamente dal dolore ad una
+dolce malinconia; poteva già leggere, e leggere perfino
+i libri che aveva percorsi col padre, sedere al
+suo posto nella biblioteca, inaffiare i fiori da lui<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+piantati, suonare il pianoforte, e cantare di tempo
+in tempo qualcuna delle sue arie favorite.</p>
+
+<p>Quando il suo spirito fu un poco rimesso da questa
+prima scossa, comprese il pericolo di cedere all'indolenza,
+e pensando che un'attività sostenuta avrebbe
+potuto restituirle la forza, si attaccò scrupolosamente
+ad impiegare con metodo tutte le ore del giorno.
+Allora conobbe più che mai il pregio dell'educazione
+ricevuta. Coltivando la di lei mente, Sant'Aubert le
+aveva assicurato un rifugio contro l'ozio e la noia.
+La dissipazione, i brillanti divertimenti e le distrazioni
+della società da cui separavala la sua posizione
+attuale, non eranle punto necessari. Ma, nel tempo
+medesimo, il padre aveva sviluppato le preziose
+qualità del suo spirito; spargendo le sue beneficenze
+intorno a sè, con la bontà e la compassione addolciva
+i mali di coloro che non poteva alleviare coi
+soccorsi; in una parola, sapeva compatire tutti gli
+esseri che si trovavano vittima dei mali inseparabili
+della vita umana.</p>
+
+<p>Non ricevendo nessuna risposta dalla Cheron,
+Emilia cominciava a lusingarsi di poter prolungare
+il suo soggiorno nella valle; e sentendosi bastantemente
+in forza, si arrischiò a visitare quei luoghi,
+ove il passato rappresentavasi più vivamente al di
+lei spirito; recossi dunque alla peschiera, e per aumentare
+la malinconia, che tanto le piaceva, portò
+seco il liuto, e vi andò in una di quelle ore della
+sera che tanto si affanno all'immaginazione e al
+cuore: quando la fanciulla fu tra i boschi e vicina
+a quel luogo delizioso, si fermò, appoggiossi contro
+un albero, e pianse qualche minuto prima di avanzarsi.
+La stradella che menava al padiglione era
+allora tutta ingombra di erbe; i fiori seminati da
+suo padre sui margini, ne parevan quasi soffocati;
+le ortiche, il caprifoglio crescevano a cespi; ed ella
+osservava tristamente quella passeggiata negletta;
+ove tutto annunziava il disordine e la noncuranza,<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+aprì la porta tremando. «&nbsp;Ah!&nbsp;» disse; «&nbsp;ogni cosa
+è al suo posto come ve la lasciai quando ci stava
+in compagnia di chi non rivredrò mai più.&nbsp;» Se
+ne stava ella così pensierosa, senza riflettere ch'era
+imminente la notte, e che gli ultimi raggi del sole
+indoravano già la cima de' monti; sarebbe rimasta
+senza dubbio più a lungo in quella situazione, se
+non fosse stata risvegliata da un rumore di passi
+dietro l'edifizio. Poco dopo fu aperta la porta, comparve
+uno straniero, e stupefatto di vedere Emilia,
+la supplicò di scusare la sua indiscretezza. Al suono
+di quella voce, svanì il timore di lei, ma crebbe la
+sua commozione. Quella erale famigliare, e sebbene
+non potesse riconoscerne l'oggetto, la memoria le
+serviva troppo bene perch'ella conservasse paura.</p>
+
+<p>L'ignoto ripetè le sue scuse. Emilia rispose qualche
+parola, ed allora avanzandosi esso con vivacità,
+esclamò: «&nbsp;Gran Dio! è mai possibile? Certo, io non
+m'inganno, è la signorina Sant'Aubert.</p>
+
+<p> &mdash; È vero,&nbsp;» disse Emilia, riconoscendo Valancourt,
+la cui fisonomia sembrava molto animata.
+Mille rimembranze penose rinnovarono le sue tristi
+afflizioni, e lo sforzo che fece per contenersi, non
+servì se non ad agitarla davvantaggio. Valancourt
+intanto s'informava premurosamente della salute di
+Sant'Aubert. Un torrente di lacrime gli fece conoscere
+pur troppo la fatal notizia. Egli la condusse
+ad una sedia, e si assise vicino a lei che continuava
+a piangere, mentre il giovane teneva una mano
+stretta fra le sue.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io so,&nbsp;» disse finalmente, «&nbsp;quanto in simili
+casi sono inutili le consolazioni: dopo una sì gran
+disgrazia, non posso che affliggermi con voi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Quando Valancourt intese che Sant'Aubert era
+morto in viaggio, ed aveva lasciato Emilia in mano
+a persone estranee, esclamò involontariamente:
+«&nbsp;Dov'era io?&nbsp;» quindi mutò discorso, e parlò di
+sè medesimo. Le raccontò che, dopo la loro separazione,<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span>
+aveva errato qualche giorno sulla riva del
+mare, ed era tornato in Guascogna passando per la
+Linguadoca.</p>
+
+<p>Dopo questa breve narrazione, egli tacque: Emilia
+non era disposta a riprendere la parola, e s'incamminarono
+verso il castello. Quando furono giunti
+alla porta, egli si fermò come se avesse creduto di
+non dover andar più oltre; disse ad Emilia che
+contando recarsi il giorno seguente ad Estuvière,
+domandava il permesso di venire a congedarsi da
+lei, ed essa non ebbe coraggio di negarglielo.</p>
+
+<p>Giunta la notte, non potè prender sonno, essendo
+più che mai occupata dalla memoria del padre.
+Rammentandosi in qual maniera precisa e solenne
+le aveva ordinato di bruciare le sue carte, rimproverò
+a sè stessa di non avere obbedito più presto,
+e decise di riparar la domane a questa negligenza.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_IX" id="CAPITOLO_IX"></a>CAPITOLO IX</h2>
+
+<p>La mattina seguente, Emilia fece accendere il
+fuoco nella camera da letto del padre, e vi andò
+ond'eseguire scrupolosamente i di lui ordini: chiuse
+la porta per non essere sorpresa, ed aprì il gabinetto
+dov'erano i manoscritti; là, in un canto,
+presso un seggiolone, eravi il medesimo tavolino
+ove avea veduto assiso il padre la notte precedente
+alla loro partenza, ed essa non dubitò più che le
+carte di cui le aveva parlato, non fossero quelle
+stesse la cui lettura gli cagionava allora tanta emozione.
+La vita solitaria vissuta da Emilia, i malinconici
+subietti de' suoi consueti pensieri avevanla
+resa suscettibile di credere a spettri e fantasime.
+Era in ispecie passeggiando la sera in una casa
+deserta, ch'ella avea rabbrividito più volte a pretese
+apparizioni, che non l'avrebbero mai colpita quand'era
+felice: tal fu la causa dell'effetto da lei provato,<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+allorchè, alzando gli occhi per la seconda volta
+sulla sedia posta in un canto oscuro, vi scorse
+l'imagine del genitore. Fu colta da terrore, ed uscì
+a precipizio. Poco stante rimproverossi la sua debolezza
+nel compiere un dovere così serio, e riaperse
+il gabinetto. A tenore delle istruzioni ricevute
+trovò ben presto il nodo che doveva servirle di
+guida: calcò col piede, e la tavola scorse da per
+sè sotto la contigua. Emilia vi ritrovò il fascio di
+carte, la borsa dei luigi, e qualche altro foglio
+sparso; prese tutto con mano tremante, richiuse
+il segreto, e disponevasi a rialzarsi, quando si vide
+ancora dinanzi l'imagine che l'avea spaventata: ella
+si precipitò nella camera, e cadde sopra una sedia
+svenuta; poco dopo rinvenne, e superò in breve
+quella spaventevole, ma pietosa sorpresa dell'immaginazione.
+Tornò alle carte, ma avea la testa sì poco
+a casa, che fissò gli occhi quasi involontariamente
+sopra le pagine aperte, senza pensare che trasgrediva
+agli ordini formali del padre; una frase di
+estrema importanza risvegliò l'attenzione e la memoria
+di lei. Abbandonò le carte, ma non potè cancellare
+dallo spirito le parole che rianimavano così
+vivamente il suo terrore e la sua curiosità; essa
+erane estremamente commossa. Più meditava, e più
+la sua immaginazione accendevasi. Spinta dalle più
+imperiose ragioni, voleva conoscere il mistero che
+si nascondeva in quella frase; si pentiva del giuramento
+fatto, ed arrivò perfino a dubitare di essere
+obbligata ad osservarlo; ma il suo errore non fu di
+lunga durata.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ho promesso,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;e non devo discutere,
+ma obbedire: allontaniamo una tentazione che mi
+renderebbe colpevole, giacchè mi sento forza bastante
+per resistere.&nbsp;» E all'istante tutto fu arso.</p>
+
+<p>Aveva lasciata la borsa sul tavolino senza aprirla;
+ma accorgendosi che conteneva qualcosa di più
+grosso dei dobloni, si mise ad esaminarla.<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;La sua mano ve li pose,&nbsp;» dicea ella baciando
+ogni moneta ed irrigandola di lagrime; «&nbsp;la sua mano,
+che or non è più se non fredda polvere!&nbsp;»</p>
+
+<p>Vi trovò in fondo un pacchettino, contenente una
+scatoletta d'avorio nella quale esisteva il ritratto
+d'una signora. Stupì e sclamò: «&nbsp;È la stessa dinanzi
+la quale piangeva mio padre!&nbsp;» Per quanto la considerasse
+attentamente, non potè precisarne la somiglianza:
+essa era di peregrina beltà. La sua espressione
+particolare era la dolcezza, ma vi regnava
+un'ombra di tristezza e rassegnazione.</p>
+
+<p>Sant'Aubert non le aveva prescritto nulla a proposito
+di questa pittura. Emilia credè poterla conservare,
+e rammentandosi in qual modo le avesse
+parlato della marchesa di Villeroy, s'immaginò facilmente
+che quello ne fosse il ritratto: pur non
+sapeva comprendere per qual ragione egli l'avesse
+conservato.</p>
+
+<p>La fanciulla osservava la miniatura, senza comprendere
+l'interesse che prendeva a contemplarla,
+e il movimento d'affetto e di pietà che sentiva in
+sè. Ricci di capelli bruni scherzavano trascuratamente
+sovra un'ampia fronte: avea il naso quasi
+aquilino. Le labbra sorridevano, ma con malinconia:
+sollevava gli occhi cilestri al cielo con amabil
+languore, e la specie di nube sparsa su tutta la sua
+fisonomia parea esprimere la più viva sensibilità.</p>
+
+<p>Emilia fu scossa dalla profonda meditazione in
+cui l'aveva gettata quel ritratto, sentendo aprire la
+porta del giardino: conobbe che Valancourt ritornava
+al castello, e le abbisognarono alcuni momenti
+per rimettersi. Quando lo incontrò nel salotto, fu
+colpita dal cambiamento della sua fisonomia dopo
+la loro separazione nel Rossiglione: il dolore e l'oscurità
+le avevano impedito di accorgersene la sera
+precedente; ma l'abbattimento di Valancourt cedè
+alla gioia di vederla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voi vedete,&nbsp;» le disse, «&nbsp;ch'io faccio uso del<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+permesso da voi accordatomi. Vengo per dirvi addio,
+sebbene abbia avuto la <a name="tn114" id="tn114"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'fotuna'">fortuna</ins> d'incontrarvi
+ieri soltanto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sorrise debolmente, e, come imbarazzata
+di ciò che dovrebbe dire, gli domandò da quanto
+tempo fosse tornato in Guascogna. «&nbsp;Vi sono da...&nbsp;»
+disse Valancourt facendosi rosso, «&nbsp;dopo aver avuta
+la disgrazia di separarmi da amici che mi avevano
+reso così delizioso il viaggio dei Pirenei; ho fatto
+un giro assai lungo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Una lacrima scorse dagli occhi d'Emilia mentre
+Valancourt parlava; egli se ne avvide e parlò di
+tutt'altro; lodò il castello, la sua bella situazione
+ed i punti di vista che offriva. Emilia, imbarazzatissima
+per quel colloquio, scelse con piacere un
+soggetto indifferente. Andarono sul terrazzo, e Valancourt
+fu incantato dalla vista del fiume, dei
+prati, e dei quadri molteplici che presentava la
+Guienna.</p>
+
+<p>Si appoggiò al parapetto, contemplando il rapido
+corso della Garonna. «&nbsp;Non è molto tempo,&nbsp;» diss'egli,
+«&nbsp;che sono rimontato fino alla sua sorgente;
+io non aveva allora la fortuna di conoscervi, poichè
+in tal caso avrei dolorosamente sentita la vostra
+assenza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il giovane tacque, e sedette accanto a lei, muto
+e tremante; finalmente disse con voce interrotta:
+«&nbsp;Questo luogo delizioso.... dovrò abbandonarlo, e
+abbandonerò anche voi, forse per sempre.</p>
+
+<p>Questi momenti possono non tornar più; non voglio
+perderli: soffrite intanto che, senza offendere
+la vostra delicatezza e il vostro dolore, vi esprima
+una volta tutta l'ammirazione, e la riconoscenza
+che m'inspira la vostra bontà. Oh! se io potessi
+avere un giorno il diritto di chiamare amore il vivo
+sentimento che...&nbsp;»</p>
+
+<p>La commozione di Emilia non le permise di rispondere,
+e Valancourt, avendo gettato gli occhi<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+su di lei, la vide impallidire e sul punto di venir
+meno: fece un moto involontario per sostenerla, e
+questo moto bastò a farla rinvenire con certo quale
+spavento. Quando Valancourt riprese la parola, tutto
+in lui, e perfino la voce, manifestava l'amore il più
+tenero.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io non ardirei,&nbsp;» soggiunse egli, «&nbsp;parlarvi più
+a lungo di me: ma questo momento crudele avrebbe
+meno amarezza, se potessi portar meco la speranza,
+che la confessione, testè sfuggitami, non mi escluderà
+in avvenire dalla vostra presenza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fece un nuovo sforzo per vincere la confusione
+delle sue idee. Temeva di tradire il suo
+cuore, e di lasciar conoscere la preferenza che accordava
+a Valancourt. Ella esitava a manifestare i
+sentimenti ond'era animata, non ostante che il cuore
+ve la spingesse con molta vivacità. Nonpertanto,
+riprese coraggio, per dirgli che si trovava onorata
+dalla bontà d'una persona, per la quale suo padre
+aveva avuto tanta stima.</p>
+
+<p>«&nbsp;Egli mi ha dunque giudicato degno della sua
+stima?&nbsp;» disse Valancourt con dubbiosa timidezza;
+poi, <a name="tn115" id="tn115"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'rimettandosi'">rimettendosi</ins>, soggiunse: «&nbsp;Perdonate questa
+domanda; io so appena ciò che voglia dirmi. Se
+ardissi lusingarmi della vostra indulgenza, se voi
+mi concedeste la speranza di avere qualche volta
+le vostre nuove, mi separerei da voi con maggior
+tranquillità.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dopo un momento di silenzio, Emilia rispose:
+«&nbsp;Io sarò sincera con voi; voi vedete la mia situazione,
+e son certa che vi ci adatterete. Vivo in
+questa casa, che fu quella del padre mio, ma ci
+vivo sola. Oimè! Io non ho più genitori, la cui
+presenza possa autorizzare le vostre visite...</p>
+
+<p> &mdash; Non affetterò di non sentire questa verità,&nbsp;»
+disse il giovane. Poi aggiunse tristamente: «&nbsp;Ma
+chi m'indennizzerà del sacrificio che mi costa la
+mia franchezza? Almeno mi permetterete voi di
+presentarmi ai vostri parenti.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p>
+
+<p>La fanciulla confusa, non sapeva che rispondere
+conoscendone la difficoltà. Il suo isolamento e la
+sua posizione non le lasciavano un amico del quale
+potesse ricevere un consiglio. La Cheron, unica sua
+parente, era occupata solo de' propri piaceri, e trovavasi
+talmente offesa della ripugnanza di Emilia
+a lasciar la valle, che sembrava non pensar più
+a lei.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! io lo vedo,&nbsp;» disse Valancourt, dopo un
+lungo silenzio, «&nbsp;conosco che mi sono lusingato di
+troppo. Voi mi credete indegno della vostra stima.
+Viaggio fatalissimo! Io lo riguardava come l'epoca
+più fortunata della mia vita: quei giorni deliziosi
+avveleneranno il mio avvenire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Qui si alzò bruscamente, e passeggiando a gran
+passi sul terrazzo, gli si vedeva la disperazione dipinta
+in volto. Emilia ne fu vivamente commossa. I
+movimenti del suo cuore trionfarono della di lei
+timidezza, e quando egli le fu vicino, gli disse con
+una voce che la tradiva: «&nbsp;Voi fate torto ad amendue,
+quando dite ch'io vi credo indegno della mia
+stima; devo confessare che la possedete da molto
+tempo, e che....&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt aspettava impaziente la fine della frase,
+ma le parole le spirarono sul labbro: i suoi occhi
+nullameno manifestavano tutte l'emozioni del di
+lei cuore; Valancourt passò rapidamente dall'imbarazzo
+alla gioia. «&nbsp;Emilia,&nbsp;» esclamò egli,
+«&nbsp;mia cara Emilia. O cielo! come resistere a tanta
+felicità!&nbsp;»</p>
+
+<p>Si accostò alla bocca la mano della fanciulla;
+essa era fredda e tremante, e Valancourt la vide
+impallidire; si rimise però prontamente, e gli disse
+sorridendo: «&nbsp;mi pare di non essere ancora ristabilita
+dal colpo terribile che ha ricevuto il mio povero
+cuore.</p>
+
+<p> &mdash; Perdonatemi,&nbsp;» le rispose il giovane, «&nbsp;io non
+parlerò più di ciò che può eccitare la vostra sensibilità.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+Poi, obliando la sua risoluzione, cominciò
+a parlare nuovamente di sè medesimo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voi non sapete,&nbsp;» le disse, «&nbsp;quanti tormenti
+ho sofferti vicino a voi, quando senza dubbio, se
+mi onoravate d'un pensiero, voi dovevate credermi
+molto lontano di qui. Non ho cessato di vagolar
+tutte le notti intorno a questo castello avvolto
+in una profonda oscurità; quanto m'era delizioso
+il sapermi vicino a voi! Godeva nell'idea che vegliava
+intorno al vostro ritiro, e che voi gustavate sonno
+tranquillo. Questi giardini non sono nuovi per me.
+Una sera scavalcai la siepe, e passai una delle più
+felici ore della mia vita sotto la finestra, che credeva
+la vostra.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia s'informò quanto tempo Valancourt fosse
+stato nel vicinato. «&nbsp;Molti giorni,&nbsp;» rispos'egli;
+«&nbsp;io voleva profittare del permesso accordatomi da
+Sant'Aubert. Non capisco com'egli avesse questa
+bontà, ma sebbene lo desiderassi vivamente, quando
+si avvicinava il momento, io perdeva il coraggio,
+e differiva la mia visita. Era alloggiato in
+un villaggio poco discosto, e scorreva co' miei
+cani i dintorni di questo bel paese, anelando la
+fortuna d'incontrarvi, senza aver l'ardire di venire
+a trovarvi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Passarono circa due ore in questa conversazione;
+finalmente Valancourt, alzandosi: «&nbsp;Bisogna ch'io
+parta,&nbsp;» disse tristamente, «&nbsp;ma colla speranza di
+rivedervi, e con quella di offrire il mio rispetto e
+la mia servitù ai vostri parenti. La vostra bocca
+mi confermi in tale speranza.</p>
+
+<p> &mdash; I miei parenti si chiameranno fortunatissimi di
+far la conoscenza d'un antico amico del padre mio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt le baciò la mano, e restarono immobili
+senza potersi allontanare. Emilia taceva, teneva
+gli occhi bassi, e quelli di Valancourt stavano fissi
+in lei. In quel punto, udirono camminare frettolosamente
+dietro al platano.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p>
+
+<p>La fanciulla, voltandosi, vide la signora Cheron;
+arrossì, e fu assalita da improvviso tremito; pure
+si alzò, e corse incontro alla zia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Buon giorno, nipote mia,&nbsp;» disse la Cheron
+gettando uno sguardo di sorpresa e curiosità su
+Valancourt, «&nbsp;buon giorno, nipote mia, come state?
+Ma la domanda è inutile; il vostro volto indica
+bastantemente che vi siete già consolata della vostra
+perdita.</p>
+
+<p> &mdash; Il mio volto in tal caso mi fa torto, signora;
+la perdita da me fatta non può mai essere
+riparata.</p>
+
+<p> &mdash; Bene!... Bene!... non voglio affliggervi. Voi
+somigliate moltissimo a vostro padre... e certo sarebbe
+stata una fortuna pel pover'uomo se avesse
+avuto un carattere diverso.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non volle replicare, e le presentò l'afflitto
+Valancourt; il giovane rispettosamente salutò la
+signora Cheron, la quale gli restituì una fredda riverenza,
+guardandolo con piglio sdegnoso. Dopo
+qualche momento egli si congedò da Emilia con
+un'aria che le faceva bastantemente conoscere il
+suo dolore di allontanarsi, e lasciarla in compagnia
+della zia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Chi è quel giovine?&nbsp;» disse questa con asprezza;
+«&nbsp;suppongo sarà uno dei vostri adoratori; ma
+io credeva, nipote mia, che aveste un po' più rispetto
+delle convenienze, per ricevere le visite d'un
+giovinetto nello stato di solitudine in cui siete. Il
+mondo osserva questi falli; se ne parlerà, credetelo
+a me, che ho più esperienza di voi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, punta da un rimprovero così violento,
+avrebbe voluto interromperla, ma la zia continuò:
+«&nbsp;È necessariissimo che vi troviate sotto la direzione
+d'una persona in grado di guidarvi più di
+quello che possiate farlo voi stessa. In verità, ho
+poco tempo per un compito tale; nondimeno, giacchè
+il vostro povero padre, negli ultimi istanti di<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+sua vita, mi ha pregato di vegliare sulla vostra condotta,
+sono obbligata d'incaricarmene; ma sappiate,
+nipote cara, che se non vi determinate alla massima
+docilità, non mi tormenterò troppo a riguardo
+vostro.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non si provò neppure a rispondere. Il dolore,
+l'orgoglio ed il sentimento della sua innocenza
+la contennero fino al momento in cui la zia
+aggiunse: «&nbsp;Io son venuta a prendervi per condurvi
+a Tolosa; mi dispiace però che vostro padre sia
+morto con sì tenue sostanza: malgrado ciò, vi prenderò
+in casa mia. Quel benedetto vostro padre è
+stato sempre più generoso che previdente; in caso
+diverso egli non avrebbe lasciato sua figlia alla discrezione
+dei parenti.</p>
+
+<p> &mdash; E così appunto non ha fatto,&nbsp;» disse Emilia
+freddamente; «&nbsp;il disordine della sua fortuna non
+proviene tutto da quella nobile generosità che lo
+distingueva: gli affari del signor Motteville possono
+accomodarsi, come spero, senza rovinare i creditori,
+e fino a quell'epoca mi stimerò fortunatissima di
+risiedere nella valle.</p>
+
+<p> &mdash; Non ne dubito,&nbsp;» rispose la Cheron, con un
+sorriso pieno d'ironia. «&nbsp;Oh! non ne dubito; e vedo
+quanto la tranquillità ed il ritiro furono salutari al
+ristabilimento del vostro spirito. Non vi credeva
+capace, nipote mia, di una simile doppiezza. Quando
+mi allegavate questa scusa, io ci credeva in buona
+fede, e non mi aspettava certo di trovarvi in una
+compagnia tanto amabile come quella del signor
+La.... Va.... me ne sono scordata il nome. Si vede
+che osservate bene le convenienze!...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si fece di fuoco, raccontò la relazione di
+Valancourt e di suo padre, la circostanza della pistolettata,
+e il seguito de' loro viaggi; vi aggiunse
+l'incontro fortuito del giorno precedente, e confessò
+infine che Valancourt le aveva dimostrato qualche
+interesse, e domandato il permesso di rivolgersi
+a' suoi parenti.<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;E chi è quel giovine avventuriere?&nbsp;» disse la
+Cheron; «&nbsp;quali sono le sue pretese?</p>
+
+<p> &mdash; Ve le spiegherà egli stesso, o signora; mio
+padre lo conosceva, ed io lo credo irreprensibile.</p>
+
+<p> &mdash; Sarà un cadetto,&nbsp;» sclamò la zia, «&nbsp;e per conseguenza
+un mendico. Così dunque mio fratello
+s'appassionò per cotesto giovine in pochi giorni! già
+fu sempre così; nella sua gioventù prendeva inclinazione
+o avversione, senza potere indovinarne il
+motivo; ed ho osservato più volte, che le persone
+dalle quali si allontanava, erano sempre più amabili
+di quelle che l'interessavano; ma dei gusti non
+si può disputare. Era assuefatto a fidarsi molto della
+fisonomia; qual ridicolo entusiasmo! Cos'ha di comune
+il volto d'un uomo col suo carattere? Un
+uomo dabbene non potrà forse qualche volta avere
+una fisonomia spiacevole?&nbsp;»</p>
+
+<p>La Cheron pronunziò questa sentenza col tuono
+trionfante di una persona, la quale, credendo aver
+fatta una grande scoperta, se ne applaudisce, e pensa
+non si possa contraddirla.</p>
+
+<p>Emilia, desiderando finire quel colloquio, pregò
+la zia di accettare qualche rinfresco.</p>
+
+<p>Appena giunta a casa, questa le ordinò di fare i
+suoi preparativi della partenza per Tolosa fra due
+o tre ore. Essa la scongiurò di differire almeno
+fino al giorno seguente, e l'ottenne con qualche
+difficoltà.</p>
+
+<p>Il resto del giorno fu passato nell'esercizio di
+una pedantesca tirannia per parte della zia, e nei
+disgusti e nel dolore per parte della nipote. Appena
+quella si fu ritirata, Emilia diede l'ultimo addio alla
+casa, ch'era stata la sua culla. La lasciava senza
+sapere il tempo della sua assenza, e per un nuovo
+genere di vita che ignorava assolutamente; ma non
+poteva vincere il presentimento che non sarebbe
+mai più ritornata nella valle. Mentre era nella biblioteca
+paterna, e che sceglieva qualche libro per portar<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+seco, Teresa aprì la porta onde assicurarsi, secondo
+il consueto, se tutto era in ordine, e restò sorpresa
+di trovare colà la padroncina. Emilia le diede le
+opportune istruzioni pel mantenimento del castello.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oimè!&nbsp;» le disse Teresa; «&nbsp;voi dunque partite?
+Se non m'inganno però mi sembra che voi
+sareste più felice qui, che non dove vogliono condurvi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non le rispose, e tornò nella sua camera.
+Ivi giunta, si mise alla finestra, e vide il giardino
+fiocamente illuminato dalla luna che sorgea allora
+al disopra dei fichi. La placida bellezza della notte
+accrebbe il di lei desiderio di gustare un tristo
+piacere, facendo pure i saluti ai luoghi prediletti
+della sua infanzia. Si sentì spinta a scendere, e gettandosi
+indosso il velo leggero col quale soleva
+passeggiare, entrò a cauti passi nel giardino, e si
+diresse celeremente verso i boschetti lontani, lieta di
+respirar ancora un'aura libera e sospirare senza essere
+osservata da veruno. Il profondo riposo della natura,
+i soavi effluvi diffusi dal notturno zeffiro, la vasta
+estensione dell'orizzonte e l'azzurro firmamento stellato
+rapivano in dolce estasi l'anima sua e la <a name="tn121" id="tn121"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'porvano'">portavano</ins>
+gradatamente a quelle altezze sublimi donde
+le orme di questo mondo svaniscono.</p>
+
+<p>Emilia fissò gli occhi sul platano, e vi riposò per
+l'ultima volta. Quivi, ancor poche ore prima, ella
+discorreva con Valancourt. Ricordossi la confessione
+da lui fatta che spesso vagolava la notte intorno
+alla sua dimora, che ne scavalcava il recinto; e d'improvviso
+pensò che in quel momento stesso egli
+poteva trovarsi forse in giardino. La paura d'incontrarlo,
+il timore <a name="tn122" id="tn122"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'altresi'">altresì</ins> delle censure della zia la
+indussero a ritirarsi in casa. Si fermava spesso
+ad esaminare i boschetti prima di traversarli; vi
+passò senza vedere alcuno; ma giunta ad un gruppo
+di mandorli più vicino alla casa, ed essendosi voltata
+per vedere ancora il giardino, credette scorgere<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+una persona uscire dai pergolati più tenebrosi ed
+avviarsi lentamente per un viale di tigli, allora illuminato
+dalla luna. La distanza, la luce troppo fioca,
+non le permisero d'accertarsi se fosse illusione o
+realtà. Continuò a guardare alcun tempo, e poco
+dopo credette udir camminare a sè vicino. Rientrò
+a precipizio, e tornata nella sua stanza, aprì la finestra
+nel momento in cui qualcuno penetrava sotto
+i mandorli, nel luogo stesso da lei lasciato poc'anzi.
+Chiuse la finestra, e, benchè agitatissima, potè gustare
+qualche ora di sonno.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_X" id="CAPITOLO_X"></a>CAPITOLO X</h2>
+
+<p>La carrozza che doveva condurre Emilia e la
+zia a Tolosa fu alla porta di buonissim'ora. La
+signora Cheron comparve alla colazione prima che
+vi giungesse la nipote, e piccata dall'abbattimento
+in cui la vide quando comparve, glielo rimproverò
+in un modo poco acconcio a farlo cessare. Non
+senza molta difficoltà, Emilia potè ottenere di condur
+seco il cane tanto amato da suo padre. La zia, premurosa
+di partire, fece avanzare la carrozza; la
+vecchia Teresa stava sulla porta per congedarsi dalla
+sua padrona. «&nbsp;Dio vi accompagni, signorina,&nbsp;»
+le disse.</p>
+
+<p>Emilia non potè rispondere che stringendole teneramente
+la mano.</p>
+
+<p>Molti degl'infelici che ricevevano soccorsi da suo
+padre, erano dinanzi alla porta del giardino, e venivano
+per salutare l'afflittissima Emilia. Essa distribuì
+tutto il danaro che aveva in tasca, e si ritirò
+nella carrozza con un profondo sospiro. I precipizi,
+l'altezza gigantesca dei Pirenei, e tutte le
+altre magnifiche vedute, rammentarono a Emilia
+mille interessanti rimembranze; ma questi oggetti
+d'ammirazione entusiastica, non eccitavano più allora
+in lei che il dolore ed i dispiaceri.<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p>
+
+<p>Valancourt intanto era ritornato a Estuvière col
+cuore tutto pieno di Emilia. Qualche volta si abbandonava
+ai sogni di un avvenire felice, più spesso
+cedeva alle inquietudini, e fremeva dell'opposizione
+che potrebbe trovare nei parenti di Emilia. Egli era
+l'ultimo figlio di un'antica famiglia di Guascogna.
+Avendo perduto i genitori nell'infanzia, la sua educazione
+e la sua tenue legittima erano state affidate
+al conte Duverney, suo fratello maggiore di vent'anni.
+Egli aveva un'elevazione di spirito ed una
+grandezza d'animo che lo facevano brillare negli
+esercizi in allora chiamati <i>eroici</i>. La sua sostanza
+era diminuita ancora per le spese della sua educazione;
+ma il fratello maggiore parea pensare forse
+che il suo genio e i suoi talenti avrebbero supplito
+alle ingiurie della fortuna; offrivano essi una prospettiva
+brillante a Valancourt nella carriera militare,
+il solo allora che potesse essere abbracciato
+ragionevolmente da un gentiluomo; ed in conseguenza
+entrò al servizio.</p>
+
+<p>Aveva ottenuto un congedo dal reggimento,
+quando intraprese il viaggio dei Pirenei, all'epoca
+in cui aveva conosciuto Sant'Aubert. Il suo permesso
+stando per ispirare, aveva perciò maggior
+premura di presentarsi ai parenti di Emilia: temeva
+di trovarli contrari ai suoi voti. Il suo patrimonio,
+col mediocre supplemento di quello di Emilia, sarebbe
+bastato ad entrambi, ma non potea soddisfare
+nè la vanità, nè l'ambizione.</p>
+
+<p>Frattanto le nostre viaggiatrici avanzavano: Emilia
+si sforzava di mostrarsi contenta, e ricadeva nel
+silenzio e nell'abbattimento. La Cheron attribuiva
+la sua malinconia al dispiacere di allontanarsi dall'amante;
+persuasa che il dolore della nipote per
+la morte del padre non fosse che un'affettazione
+di sensibilità, costei faceva di tutto per metterlo in
+ridicolo.</p>
+
+<p>Finalmente giunsero a Tolosa. Emilia essendovi<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+stata molti anni addietro, glie n'era rimasta una
+debolissima rimembranza. Restò sorpresa del fasto
+della casa e dei mobili; forse la modesta eleganza
+cui era assuefatta, fu la cagione del suo
+stupore. Seguì la Cheron traverso una vasta anticamera
+piena di servi vestiti di ricche livree,
+entrò in un bel salotto ornato con più magnificenza
+che gusto, e la zia ordinò che servissero
+la cena.</p>
+
+<p>«&nbsp;Son contenta di trovarmi nel mio castello,&nbsp;»
+diss'ella abbandonandosi su di un gran canapè;
+«&nbsp;ci ho tutta la mia gente intorno; detesto i viaggi,
+sebbene dovessi amarli, perchè tutto ciò che
+vedo fuori di qua, mi fa sempre trovare ogni cosa
+più bella nel mio palazzo. Ebbene! non dite nulla?
+Perchè sì muta, Emilia?&nbsp;»</p>
+
+<p>Questa trattenne le lacrimo che le sfuggivano,
+e finse di sorridere. La sua zia si diffuse molto
+sullo splendore della casa, sulle conversazioni, e
+finalmente su ciò che aspettava da Emilia, il cui
+riserbo e la cui timidezza passavano ai di lei occhi
+per orgoglio ed ignoranza. Ne prese motivo par
+rimproverarla, non conoscendo ciò ch'è necessario
+per guidare uno spirito, il quale, diffidando delle
+proprie forze, possedendo un discernimento delicato,
+e immaginandosi che gli altri abbiano maggiori lumi,
+teme di esporsi alla critica, e cerca rifugio nell'oscurità
+del silenzio.</p>
+
+<p>La cena interruppe l'altiero discorso della signora
+Cheron, e le riflessioni umilianti ch'essa vi
+mescolava per la nipote. Dopo cena, la Cheron si
+ritirò nel suo appartamento, ed una cameriera condusse
+Emilia al suo; salirono una larga scala, traversarono
+diversi corridoi, scesero qualche gradino,
+e passarono per uno stretto andito in una parte remota
+della casa; infine la cameriera aprì la porta
+di una stanzuccia, e disse esser quella destinata per
+la signora Emilia: la fanciulla, rimasta sola, si diede<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+in preda a tutto l'eccesso del dolore che non poteva
+più contenere. Coloro che sanno per esperienza
+a qual punto il cuore s'affezioni agli oggetti anche
+inanimati allorchè ne ha preso l'abitudine, quanto
+stenti a lasciarli, con qual tenerezza li ritrovi, con
+qual dolce illusione crede vedere gli antichi amici,
+costoro soli comprenderanno l'abbandono in cui si
+trovava allora Emilia, bruscamente tolta dall'unico
+ricetto ch'ella riconoscesse dall'infanzia, e gettata
+sopra un teatro e fra persone che le spiacevano ancor
+più pel carattere che per la novità. Il fido cane
+di suo padre era con lei nella cameretta, l'accarezzava,
+e le leccava le mani mentr'ella piangea.
+«&nbsp;Povera bestia,&nbsp;» diceva essa; «&nbsp;non ho più nessun
+altro che te per amico.&nbsp;»</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XI" id="CAPITOLO_XI"></a>CAPITOLO XI</h2>
+
+<p>Il castello della signora Cheron era vicinissimo
+a Tolosa, e circondato da immensi giardini; Emilia,
+alzatasi di buon'ora, li percorse prima della colazione.
+Da un terrazzo che si estendeva fino all'estremità
+di questi giardini, scoprivasi tutta la
+Bassa Linguadoca. Emilia riconobbe le alte cime dei
+Pirenei; e la sua immaginazione le dipinse tosto la
+verzura ed i pascoli che sono alle falde di essi. Il
+suo cuore volava verso la sua placida dimora. Provava
+un piacere inesprimibil nel supporre di vederne
+la situazione, sebbene potesse appena scorgerne
+i monti. Poco occupata del paese in cui si
+trovava, fissava gli occhi sulla Guascogna, ed il suo
+spirito pascevasi delle rimembranze interessanti
+destate in lei da tal vista.</p>
+
+<p>Un servitore venne ad avvertirla che la colazione
+era pronta.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dove siete stata così di buon'ora?&nbsp;» disse la
+Cheron quando entrò la nipote. «&nbsp;Non approvo
+queste passeggiate solitarie. Desidero che non usciate<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+tanto presto la mattina senz'essere accompagnata.
+Una fanciulla, che al castello della valle dava appuntamenti
+al chiaro di luna, ha bisogno d'un
+poco di sorveglianza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il sentimento della propria innocenza non impedì
+il rossore di Emilia. Essa tremava, e chinava gli
+occhi tutta confusa, mentre la zia le lanciava sguardi
+arditi, ed arrossiva ella stessa: ma il di lei rossore
+era quello dell'orgoglio soddisfatto, quello di una
+persona che si compiace della propria penetrazione.</p>
+
+<p>Emilia, non dubitando che la zia non intendesse
+parlare della sua passeggiata notturna prima di lasciar
+la valle, credè dovergliene spiegare i motivi;
+ma essa, col sorriso del disprezzo, ricusò di
+ascoltarla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non mi fido,&nbsp;» le disse, «&nbsp;delle proteste di alcuno;
+giudico le persone dalle loro azioni, e proverò
+la vostra condotta per l'avvenire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, meno sorpresa della moderazione e del
+silenzio misterioso della zia, di quello nol fosse
+stata dell'accusa, vi riflettè profondamente, e non
+dubitò più non fosse Valancourt ch'ella avea veduto
+la notte ne' giardini della valle, e che la zia
+poteva bene aver riconosciuto. Intanto, non lasciando
+un soggetto penoso se non per trattarne un altro
+che non eralo meno, parlò di Motteville e della
+perdita enorme che la nipote faceva nel suo fallimento.
+Mentr'essa ragionava con fastosa pietà degl'infortunii
+che opprimevano Emilia, insisteva sui
+doveri dell'umanità e della riconoscenza, facendo
+divorare alla povera fanciulla le più crudeli mortificazioni,
+ed obbligandola a considerarsi non solo
+sotto la di lei dipendenza, ma sotto quella ben anco
+di tutta la servitù.</p>
+
+<p>L'avvertì allora che in quel giorno si aspettava
+molta gente a pranzo, e le ripetè tutte le lezioni
+della sera precedente sul modo di contenersi in società:
+aggiunse che voleva vederla abbigliata con<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+gusto ed eleganza, e poscia si degnò mostrarle tutto
+lo splendore del suo castello, farle osservare tutto
+quanto brillava d'una magnificenza particolare, e
+che si faceva distinguere nei vari appartamenti;
+dopo di che si ritirò nel suo gabinetto di toletta.
+Emilia si chiuse nella sua camera, tirò fuori i suoi
+libri, e ricreò lo spirito colla lettura, fino al momento
+di vestirsi.</p>
+
+<p>Quando i convitati furono riuniti, Emilia entrò
+nella sala con un'aria di timidezza che non potè
+vincere, per quanto vi si sforzasse. L'idea che la
+zia l'osservava con occhio severo, la turbava vie
+maggiormente. Il suo abito di lutto, la dolcezza,
+l'abbattimento della sua bella fisonomia, non meno
+che la modestia del contegno, la resero interessantissima
+a quasi tutta la società. Riconobbe essa Montoni
+ed il suo amico Cavignì, che aveva trovati in
+casa di Quesnel; avevano questi nella casa della
+Cheron tutta la famigliarità di antichi conoscenti,
+ed anch'essa sembrava accoglierli con molto piacere.</p>
+
+<p>Montoni portava nel suo contegno il sentimento
+della superiorità: lo spirito ed i talenti co' quali
+poteva sostenerla obbligavano tutti gli altri a cedergli.
+La finezza del suo tatto era fortemente
+espressa nella sua fisonomia; ma sapeva dissimulare
+quando bisognava, e potevasi notare spesso in lui
+il trionfo dell'arte sulla natura. Aveva il viso lungo
+e magro, eppure lo dicevano bello; elogio forse più
+da attribuirsi alla forza e vigoria dell'anima, che
+delineavansi in tutti i suoi tratti. Emilia concepì
+per lui una specie d'ammirazione, ma non quell'ammirazione
+che poteva condurre alla stima; essa vi
+univa una specie di timore, di cui non sapeva indovinare
+il motivo.</p>
+
+<p>Cavignì era giocondo ed insinuante come la prima
+volta. Sebbene quasi sempre occupato della signora
+Cheron, trovava il mezzo di parlar con Emilia. Le
+indirizzò da principio qualche motto spiritoso, e<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+prese in seguito un'aria di tenerezza di cui ella si
+accorse benissimo, e che non la spaventò. Ella parlava
+poco, ma la grazia e dolcezza delle sue maniere
+l'incoraggirono a continuare; non fu interrotta se
+non quando una giovine signora del circolo, che
+parlava sempre, e di tutto, venne a mescolarsi ai
+loro discorsi; questa signora, che spiegava tutta la
+vivacità e la civetteria francese, affettava d'intender
+tutto, o piuttosto non vi mettea nemmeno affettazione.
+Non essendo mai uscita da una perfetta
+ignoranza, s'immaginava che non avesse nulla da
+imparare; obbligava tutti ad occuparsi di lei, divertiva
+talvolta, stancava dopo un momento, e poi
+era abbandonata.</p>
+
+<p>Emilia, quantunque ricreata da tutto quanto aveva
+veduto, si ritirò senza rincrescimento, e si abbandonò
+volentieri di nuovo alle rimembranze che tanto le
+piacevano.</p>
+
+<p>Passarono quindici giorni in una folla di visite e
+di dissipazioni; Emilia accompagnava per tutto la
+Cheron, si divertiva di rado, e annoiavasi spesso.
+Fu colpita dell'apparente istruzione e delle cognizioni
+di cui facean mostra intorno a lei le persone
+che componevano la conversazione; non fu se non
+molto dopo che riconobbe l'impostura di tutti quei
+pretesi talenti. Ciò che la ingannò maggiormente fu
+quell'aria di brio continuato, e soprattutto di bontà
+ch'ella osservava in ciascun personaggio. S'immaginava
+che un'affabilità consueta e sempre pronta
+ne fosse il vero fondamento. Finalmente, l'esagerazione
+di qualcuno, meno abile degli altri, le fece sospettare
+che, se il contento e la bontà sono i soli
+principii d'una dolce amenità, gli eccessi smoderati
+ai quali uno si abbandona ordinariamente sono il
+risultato della più perfetta insensibilità.</p>
+
+<p>Emilia passava i momenti più graditi nel padiglione
+del terrazzo. Vi si ritirava con un libro, per
+godere della sua malinconia, o col liuto, per vincerla.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+Assisa cogli occhi fissi sui Pirenei e sulla Guascogna,
+essa cantava le ariette più interessanti del suo
+paese, imparate nell'infanzia.</p>
+
+<p>Una sera, Emilia suonava il liuto nel padiglione
+con un'espressione che veniva dal cuore. Il sole all'occaso
+illuminava ancora la Garonna, che fuggiva
+a qualche distanza, e le cui acque erano passate
+dinanzi alla valle. Emilia pensava a Valancourt; non
+ne avea udito più parlare dopo il suo soggiorno a
+Tolosa; ed ora, lontana da lui, sentiva tutta l'impressione
+che aveva fatta sul proprio cuore. Prima
+di aver <a name="tn129" id="tn129"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'conasciuto'">conosciuto</ins> Valancourt, non aveva incontrato
+alcuno, il cui spirito ed il gusto si accordassero
+tanto bene col suo. La Cheron avevale parlato di
+dissimulazione, di artifizi; pretendeva essa che quella
+delicatezza, cui ammirava nell'amante, non foss'altro
+che un laccio per piacerle, eppure essa credeva alla
+di lui sincerità. Un dubbio nondimeno, per debole
+che fosse, bastava opprimerle il cuore.</p>
+
+<p>Il rumore d'un cavallo sulla strada, sotto la sua
+finestra, la scosse da questi pensieri: vide un cavaliere
+il cui personale ed il portamento le rammentavano
+Valancourt, giacchè l'oscurità non le permetteva
+di distinguerne i lineamenti. Si tirò indietro
+temendo d'esser veduta, e desiderando al tempo
+stesso di osservare. L'incognito passò senza guardare,
+e quando si fu ravvicinata alla finestra, lo
+vide nel viale che conduceva a Tolosa. Questo lieve
+incidente la rese di cattivo umore, e, dopo alcuni
+giri sul terrazzo, tornò presto al castello.</p>
+
+<p>La Cheron rientrò più ruvida del solito; ed Emilia
+non fu contenta se non quando le fu permesso
+di ritirarsi nella sua cameretta.</p>
+
+<p>Il giorno dopo essa fu chiamata dalla zia, la quale
+ardeva di collera, e che, appena la vide, le presentò
+una lettera.</p>
+
+<p>«&nbsp;Conoscete voi questo carattere?&nbsp;» le disse con
+voce severa, e guardandola fiso, mentre Emilia esaminava
+la lettera con attenzione.<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; No, signora, io non lo <a name="tn130" id="tn130"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'conoscono'">conosco</ins>,&nbsp;» le rispose.</p>
+
+<p> &mdash; Non mi fate perder la pazienza,&nbsp;» disse la zia;
+«&nbsp;voi lo conoscete, confessatelo subito, esigo che
+diciate la verità.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia taceva e stava per uscire. La Cheron la
+richiamò.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! voi siete colpevole: vedo adesso che conoscete
+il carattere.</p>
+
+<p> &mdash; Ma se ne dubitavate, signora,&nbsp;» disse Emilia
+con dignità, «&nbsp;perchè accusarmi di aver detto una
+bugia?</p>
+
+<p> &mdash; È inutile negarlo,&nbsp;» disse la signora Cheron;
+«&nbsp;vedo dal vostro contegno che voi non ignorate
+il contenuto di questa lettera. Son sicurissima che
+in casa mia, e senza mia saputa, avete ricevute lettere
+da quel giovine insolente.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, indispettita dalla villania di quell'accusa,
+ruppe il silenzio, e si sforzò di giustificarsi, ma
+senza convincere la zia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non posso supporre che quel giovine avrebbe
+ardito scrivermi, se voi non l'aveste incoraggito.</p>
+
+<p> &mdash; Mi permetterete di rammentarvi, signora,&nbsp;»
+disse Emilia con voce timida, «&nbsp;alcune particolarità
+d'un colloquio che avemmo insieme a casa mia: vi
+dissi allora con franchezza di non essermi opposta
+che il signor Valancourt s'indirizzasse alla mia famiglia.</p>
+
+<p> &mdash; Non voglio essere interrotta,&nbsp;» disse la signora
+Cheron; «&nbsp;io.... io... perchè non gliel'avete proibito?&nbsp;»
+Emilia non rispose. «&nbsp;Un uomo sconosciuto
+a tutti, assolutamente straniero; un avventuriere
+che corre dietro ad una ricca fanciulla! Ma almeno,
+sotto questo rapporto, si può dire ch'egli si è ingannato
+d'assai.</p>
+
+<p> &mdash; Ve l'ho già detto, signora, la sua famiglia era
+conosciuta da mio padre,&nbsp;» disse Emilia modestamente,
+e fingendo di non avere udita l'ultima frase.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! non mi fido niente affatto del suo giudizio<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+favorevole,&nbsp;» replicò la zia colla sua solita leggerezza.
+«&nbsp;Egli aveva idee così guaste! Giudicava
+la gente alla fisonomia.</p>
+
+<p> &mdash; Signora, poco fa mi credevate colpevole, eppur
+lo giudicavate dalla mia fisonomia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si permise questo rimprovero per rispondere
+in qualche modo al tuono poco rispettoso col
+quale la Cheron parlava di suo padre.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi ho fatta chiamare,&nbsp;» soggiunse la zia, «&nbsp;per
+significarvi che non intendo essere importunata dalle
+lettere o dalle visite di tutti i giovinastri che pretenderanno
+adorarvi. Questo signor di Valla... non
+so come lo chiamate, ha l'impertinenza di chiedermi
+che gli permetta di offerirmi i suoi rispetti; ma gli
+risponderò come va. Quanto a voi, Emilia, lo ripeto
+una volta per sempre, se non vi uniformate alla mia
+volontà, non m'inquieterò più per la vostra educazione,
+e vi metterò in un convento.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signora,&nbsp;» disse Emilia struggendosi in
+lacrime, «&nbsp;come posso io aver meritato questo trattamento?&nbsp;»</p>
+
+<p>La Cheron in quell'istante avrebbe potuto ottenere
+da lei la promessa di rinunziare per sempre
+a Valancourt. Colta dal terrore, non voleva più acconsentire
+a rivederlo; temeva d'ingannarsi, e temeva
+finalmente di non essere stata abbastanza riservata
+nella conferenza avuta alla valle. Sapeva benissimo
+di non meritare i sospetti odiosi formati
+dalla zia, ma era tormentata da infiniti scrupoli.
+Divenuta timida, e dubitando di far male, risolse di
+obbedire a qualunque suo comando, e glie ne fece
+conoscere l'intenzione; ma la Cheron non le prestava
+fede, e non iscorgeva in lei che l'artifizio, o
+la paura.</p>
+
+<p>«&nbsp;Promettetemi,&nbsp;» disse alla nipote, «&nbsp;che non
+vedrete quel giovine, e non gli scriverete senza mio
+permesso.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signora,&nbsp;» rispose Emilia, «&nbsp;potete voi
+supporre ch'io fossi capace di farlo?<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Io non so cosa supporre; la gioventù non si
+capisce, chè manca troppo di buon senso per desiderar
+di essere rispettata.</p>
+
+<p> &mdash; Io mi rispetto da me stessa,&nbsp;» replicò Emilia;
+«&nbsp;il padre mio me ne ha sempre insegnata la necessità.
+Egli mi diceva che, colla mia propria stima,
+otterrò sempre quella degli altri.</p>
+
+<p> &mdash; Mio fratello era un buon uomo,&nbsp;» soggiunse
+la Cheron, «&nbsp;ma non conosceva il mondo. Ma... in
+somma, non mi avete fatta la promessa che esigo
+da voi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fece la promessa, e andò a passeggiare in
+giardino. Arrivata al suo padiglione favorito, sedette
+vicino alla finestra che guardava in un boschetto.
+La calma di quella solitudine le permetteva di raccogliere
+i suoi pensieri e di giudicare da per sè
+della sua condotta. Si rammentò il colloquio avuto
+al castello, e si convinse con gioia, che nulla poteva
+allarmare il suo orgoglio, nè la sua delicatezza; si
+confermò nella stima di sè medesima, e della quale
+sentiva tanto bisogno. In ogni caso, si decise a non
+alimentare una corrispondenza segreta, e ad osservare
+la medesima riserva con Valancourt allorchè
+lo incontrerebbe. Nell'atto che faceva queste riflessioni,
+versò alcune lacrime, ma le asciugò prontamente,
+quando sentì camminare, aprire il padiglione,
+e, girando la testa, ebbe riconosciuto Valancourt. Un
+misto di piacere, di sorpresa e terrore s'impadronì
+tanto del suo cuore, che ne fu vivamente commossa.
+Impallidì, arrossì, e restò alcuni istanti nell'impossibilità
+di parlare, e di alzarsi dalla sedia. Il volto
+di Valancourt era lo specchio fedele di ciò che doveva
+esprimere il suo: la di lui gioia fu sospesa
+quando s'accorse dell'agitazione di Emilia. Rinvenuta
+dalla prima sorpresa, essa rispose con un dolce
+sorriso; ma una folla di contrari affetti assalirono
+nuovamente il di lei cuore, e lottarono con forza
+per soggiogar la sua risoluzione. Era difficile conoscere<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+se la vinceva in lei o la gioia di veder Valancourt,
+o la paura de' trasporti ai quali si abbandonerebbe
+la zia allorchè saprebbe quest'incontro.
+Dopo qualche parola altrettanto laconica che imbarazzata,
+lo condusse in giardino e gli domandò se
+avesse veduta la signora Cheron.</p>
+
+<p>«&nbsp;No,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;non l'ho veduta, mi fu detto
+ch'era occupata, e quando ho saputo ch'eravate in
+giardino, mi sono affrettato di venirvi a trovare.&nbsp;»
+Poi soggiunse: «&nbsp;Posso io arrischiare di dirvi il
+soggetto della mia visita senza incorrere nel vostro
+sdegno? Posso io sperare che non mi accuserete
+di precipitazione, usando del permesso che mi accordaste,
+d'indirizzarmi ai vostri parenti?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non sapea che cosa rispondere, ma la sua
+perplessità non fu di lunga durata, e fu di nuovo
+assalita dal terrore allorchè, alla svolta del viale,
+vide la signora Cheron. Ella aveva ripreso il sentimento
+della propria innocenza, ed il suo timore
+ne fu affievolito in guisa, che, in vece di evitare la
+zia, le andò incontro tranquillissima con Valancourt.
+Il malcontento e l'impaziente alterigia con cui li
+osservava la Cheron sconcertarono però Emilia:
+comprese che quell'incontro sarebbe stato creduto
+premeditato; presentò il giovane, e, troppo agitata
+per restar con loro, corse a chiudersi in casa, ove
+aspettò lungamente e con estrema inquietudine il
+risultato della conferenza. Non sapeva immaginarsi
+come l'amante avesse potuto introdursi in casa
+della zia prima di avere ottenuto il permesso che
+domandava. Ignorava essa una circostanza che doveva
+rendere inutile questo passo, nel caso ben anco
+che la Cheron l'avesse accolto. Valancourt, nell'agitazione
+del suo spirito, aveva obliato di datare la
+sua lettera; in conseguenza, non avrebb'ella potuto
+rispondergli.</p>
+
+<p>La signora Cheron ebbe un lungo colloquio con
+Valancourt, e quando rientrò in casa, il suo contegno<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+esprimeva più cattivo umore che quell'eccessiva
+severità di cui aveva fremuto Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Finalmente,&nbsp;» disse la zia, «&nbsp;ho congedato quel
+giovinetto, e spero che non riceverò più simili visite,
+mi ha assicurata che il vostro abboccamento
+non era concertato.</p>
+
+<p> &mdash; Signora,&nbsp;» disse Emilia commossa, «&nbsp;voi glie
+ne faceste domanda?</p>
+
+<p> &mdash; Certo che glie l'ho fatta! non dovevate credermi
+imprudente tanto da pensare che l'avrei
+trascurata.</p>
+
+<p> &mdash; Cielo&nbsp;» sclamò la fanciulla; «&nbsp;quale idea si farà
+egli di me, signora, se voi stessa gli dimostrate
+tali sospetti?</p>
+
+<p> &mdash; L'opinione che si farà di voi,&nbsp;» ripigliò la zia,
+«&nbsp;è d'or innanzi di pochissima conseguenza. Ho
+messo fine a questa faccenda, e credo che avrà qualche
+opinione della mia prudenza. Gli lasciai travedere
+che non era una stolida, e soprattutto non
+tanto compiacente da soffrire un commercio clandestino
+in casa mia. Quanto fu indiscreto vostro padre,&nbsp;»
+continuò poi, «&nbsp;d'avermi lasciata la cura
+della vostra condotta! Vorrei vedervi accasata; se
+dovessi trovarmi importunata più a lungo da quel
+signor Valancourt, o da altri pari a lui, vi metterò
+certamente in un chiostro. Ricordatevi dunque dell'alternativa.
+Quell'audace ha avuto l'impertinenza
+di confessarmi che la sua sostanza è tenuissima,
+ch'egli dipende da suo fratello maggiore, e che
+questa sostanza dipende dal suo avanzamento nella
+carriera militare. Stolto! avrebbe almeno dovuto
+nascondermelo se voleva persuadermi. Egli aveva
+dunque la presunzione di supporre ch'io avrei
+maritata mia nipote ad un uomo nullatenente, ad un
+miserabile che lo confessa egli stesso...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fu sensibile alla sincera confessione fatta
+da Valancourt; e quantunque la sua povertà rovesciasse
+le loro speranze, la franchezza della sua<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+condotta le cagionò un piacere che superò momentaneamente
+tutti i suoi affanni.</p>
+
+<p>La Cheron continuò: «&nbsp;Egli ha altresì creduto
+bene di dirmi che non avrebbe ricevuto il suo congedo
+se non da voi, ciò ch'io negai positivamente.
+Conoscerà così esser sufficientissimo che non lo aggradisca
+io, e colgo questa occasione di ripeterlo:
+se voi concerterete con lui il menomo abboccamento
+a mia insaputa, preparatevi ad uscir di casa mia
+all'istante.</p>
+
+<p> &mdash; Come mi conoscete poco, se credete che sia,
+necessario un ordine simile!&nbsp;»</p>
+
+<p>La signora Cheron si mise alla toletta, essendo
+invitata per quella sera ad una conversazione. Emilia
+avrebbe voluto dispensarsi dall'accompagnarla,
+ma non ardì domandarlo pel timore d'una falsa interpretazione.
+Quando fu nella sua camera, diè libero
+sfogo al proprio dolore: si ricordò che Valancourt,
+sempre più amabile per lei, era bandito dalla
+sua presenza, e forse per sempre. Essa impiegò nel
+pianto quel tempo che la zia consacrava ad abbigliarsi.
+Quando si rividero a tavola, i suoi occhi
+tradivano le lacrime, e ne fu duramente rimproverata.
+Fece grandi sforzi per parer lieta, nè le
+riuscirono affatto infruttuosi.</p>
+
+<p>Andò colla zia dalla signora Clairval, vedova di
+certa età, e stabilita da poco tempo a Tolosa in
+una villa del marito. Ella aveva vissuto diversi
+anni a Parigi con molta eleganza: era naturalmente
+allegra, e dopo il suo arrivo a Tolosa, aveva date
+le più belle feste che vi fossero vedute.</p>
+
+<p>Tutto ciò eccitava non solo l'invidia, ma anche
+la frivola ambizione della signora Cheron, e non
+potendo gareggiare nel fasto e nella spesa, voleva
+almeno esser creduta l'intima amica della Clairval.</p>
+
+<p>A tal uopo, le usava le maggiori cortesie; e quando
+si trattava di essere invitata da lei, taceva qualunque
+altro impegno. Ne parlava da per tutto, e si dava<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+grandi arie d'importanza, facendo credere che fossero
+amiche intrinseche.</p>
+
+<p>Il divertimento di quella sera consisteva in una
+festa da ballo ed una cena. Il ballo era d'un genere
+affatto nuovo. Si danzava a diversi gruppi
+in giardini estesissimi. I grandi e begli alberi sotto
+i quali si dava la festa, erano illuminati da infiniti
+lampioni disposti con tutta la varietà possibile. Le
+diverse fogge aumentavano l'incanto di quella scena.
+Mentre alcuni ballavano, altri, seduti sulle erbose
+zolle, parlavano con libertà, criticavano le acconciature,
+prendevano rinfreschi o cantavano ariette
+accompagnandosi colla chitarra. La galanteria degli
+uomini, le civetterie delle donne, la leggerezza e il
+brio delle danze, il liuto, il flauto, il cembalo, e
+l'aria campestre, che i boschi davano a tutta la
+scena, facevano di questa festa un modello piccantissimo
+dei piaceri e del gusto francese. Emilia considerava
+questo quadro ridente con una specie di
+diletto malinconico. Sarà facile comprendere la sua
+sorpresa allorchè, gettando a caso gli occhi su di
+una contraddanza, riconobbe l'amante che ballava
+con una bella e giovine signora, e sembrava aver
+per lei le più premurose attenzioni: si volse tosto
+volendo condurre altrove la zia, che discorreva con
+Cavignì senza avere veduto Valancourt. Un'improvvisa
+debolezza l'obbligò a sedere, e l'estremo pallore
+che comparve sul di lei volto, fece credere ai
+circostanti ch'ella fosse incomodata. La Cheron continuava
+a parlare con Cavignì, e il conte di Beauvillers,
+che si era occupato di Emilia, le fece alcune
+maligne osservazioni a proposito del ballo, alle quali
+ella rispose quasi con incoerenza, tanto l'idea di Valancourt
+la tormentava, tanto essa era inquieta di
+restare sì a lungo vicino a lui. Le osservazioni del
+conte sulla contraddanza l'obbligarono intanto a
+fissarvi gli occhi, che nello stesso momento s'incontrarono
+in quelli di Valancourt. Tremò e voltò<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+via tosto gli sguardi, ma non senza aver distinta
+l'alterazione di lui nel vederla. Si sarebbe volentieri
+allontanata all'istante medesimo da quel luogo, se
+non avesse pensato che questa condotta gli avrebbe
+fatto conoscere troppo l'imperio ch'egli aveva sul
+di lei cuore. Si provò a continuare il discorso col
+conte, il quale le parlò della dama che ballava con
+Valancourt: il timore di lasciar travedere il vivo
+interesse ch'ella vi prendeva, l'avrebbe senza dubbio
+tradita, se gli sguardi del conte non si fossero fissati
+allora sulla coppia di cui parlava.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quel giovine cavaliere,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;sembra
+un uomo compito in tutto, fuorchè nel ballo: la
+sua compagna è una delle bellezze di Tolosa, e sarà
+ricchissima. Voglio sperare che saprà fare una scelta
+migliore per la felicità della sua vita, di quel che
+non l'abbia fatto per la contraddanza; m'accorgo
+ch'egli imbroglia tutti gli altri. Mi sorprende però
+che quel giovane, col suo bel portamento, non abbia
+imparato a ballare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, alla quale batteva forte il cuore ad ogni
+parola, volle troncare il discorso informandosi del
+nome di quella signora: prima che il conte potesse
+risponderle, la contraddanza finì; ed Emilia, vedendo
+che Valancourt si avanzava verso di lei, si
+alzò tosto, e andò accanto alla zia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ecco qua il cavaliere Valancourt, signora,&nbsp;» le
+disse sottovoce; «&nbsp;di grazia ritiriamoci.&nbsp;» La zia si
+alzò, ma il giovane le aveva raggiunte; egli salutò
+la signora Cheron con rispetto, e sua nipote con
+dolore. Siccome la presenza di quest'ultima gl'impediva
+di restare, passò oltre con un contegno, la
+cui tristezza rimproverava a Emilia di aver potuto
+risolversi ad aumentarlo: se ne stava essa pensierosa,
+allorchè il conte Beauvillers le tornò accanto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi domando perdono, signorina,&nbsp;» le disse egli,
+«&nbsp;di un'inciviltà involontaria. Quando criticava
+così liberamente il cavaliere nel ballo, ignorava ch'ei<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+fosse di vostra conoscenza.&nbsp;» Emilia arrossì e sorrise.
+La Cheron però gli rispose: «&nbsp;Se voi parlate
+del giovane passato poco fa, posso assicurarvi che
+non è, nè di mia conoscenza, nè di quella della signorina
+Sant'Aubert.</p>
+
+<p> &mdash; Gli è il cavaliere Valancourt,&nbsp;» disse Cavignì
+con indifferenza.</p>
+
+<p> &mdash; Lo conoscete voi?&nbsp;» riprese la signora Cheron.</p>
+
+<p> &mdash; Non ho con lui nessuna relazione,&nbsp;» rispose
+Cavignì.</p>
+
+<p> &mdash; Non sapete i motivi che ho di qualificarlo
+d'impertinente? Esso ha la presunzione di ammirare
+mia nipote.</p>
+
+<p> &mdash; Se, per meritare l'epiteto d'impertinente, basta
+ammirare madamigella Emilia,&nbsp;» soggiunse Cavignì,
+«&nbsp;temo che ve ne siano molti, ed io m'inscrivo
+nella lista.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! signore,&nbsp;» disse la Cheron con sorriso
+forzato, «&nbsp;mi accorgo che imparaste l'arte dei complimenti
+dopo il vostro soggiorno in Francia; ma
+non bisogna adulare le fanciulle, perchè esse prendono
+l'adulazione per verità.&nbsp;»</p>
+
+<p>Cavignì girò un momento la testa, e disse con
+voce studiata: «&nbsp;A chi si possono dunque allora
+far complimenti, signora? Perchè sarebbe assurdo
+di rivolgersi ad una donna, il cui gusto è già formato:
+essa è <a name="tn138" id="tn138"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'superiora'">superiore</ins> a qualunque elogio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Terminando questa frase, egli guardava Emilia
+di soppiatto, e l'ironia brillava nei di lui occhi.
+Essa lo intese, ed arrossì per la zia; ma la Cheron
+rispose: «&nbsp;Voi avete perfettamente ragione, signore;
+una donna di gusto non può, nè deve soffrire
+un complimento.</p>
+
+<p> &mdash; Ho inteso dire al signor Montoni,&nbsp;» soggiunse
+Cavignì, «&nbsp;che una donna sola ne meritava.</p>
+
+<p> &mdash; Da vero,&nbsp;» esclamò la Cheron con un sorriso
+pieno di fiducia; «&nbsp;e chi sarà mai?</p>
+
+<p> &mdash; Oh!&nbsp;» replicò egli: «&nbsp;è facile conoscerla. Non<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+vi è certo più di una donna al mondo che abbia
+insieme il merito d'inspirare la lode e lo spirito di
+ricusarla.&nbsp;» Ed i suoi occhi si voltavano ancora
+verso Emilia, la quale arrossiva sempre più per
+la zia.</p>
+
+<p> &mdash; Ma bravo signore,&nbsp;» disse la Cheron, «&nbsp;io protesto
+che voi siete Francese. Non ho mai udito uno
+straniero esprimersi con tanta galanteria.</p>
+
+<p> &mdash; È verissimo, signora,&nbsp;» rispose il conte cessando
+dalla sua parte mutola; «&nbsp;ma la galanteria
+dei complimenti sarebbe stata perduta, senza l'ingenuità
+che ne scuopre l'applicazione.&nbsp;»</p>
+
+<p>La Cheron non conobbe il senso satirico di
+questa frase, e non sentiva la pena che Emilia provava
+per lei.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! ecco qua il signor Montoni in persona,&nbsp;»
+disse la zia; «&nbsp;voglio raccontargli tutte le belle
+cose che mi avete dette.&nbsp;» Ma l'Italiano passò in
+un altro viale. «&nbsp;Vi prego di dirmi che cosa può
+occupar tanto stasera il vostro amico? Non si è
+lasciato vedere neppur un momento, disse madama
+Cheron con aria dispettosa.</p>
+
+<p> &mdash; Egli ha,&nbsp;» disse Cavignì, «&nbsp;un affare particolare
+col marchese Larivière, che, da quanto vedo,
+l'ha occupato fino ad ora, perchè non avrebbe
+mancato al certo di venire ad offrirvi i suoi
+omaggi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Da tutto quel che intese, Emilia credè accorgersi
+che Montoni corteggiava seriamente la zia, e che
+non solo essa lo aggradiva, ma si occupava con gelosia
+delle di lui menome negligenze. Che la signora
+Cheron, alla sua età, volesse scegliere un secondo
+sposo, sembrava partito ridicolo; pure, la di lei
+vanità non lo rendeva impossibile; ma che, col suo
+spirito, il suo volto e le sue pretese, Montoni potesse
+scegliere la zia, ecco ciò che sorprendeva Emilia.
+I suoi pensieri però non fissaronsi a lungo su
+questo oggetto; essa era tormentata da interessi più<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+pressanti. Valancourt, rifiutato dalla zia, Valancourt
+aveva ballato con una bella giovine signora... Traversando
+il giardino, essa guardava da tutte le parti,
+sperando, e temendo di vederlo comparire nella
+folla. Nol vide, e la pena che ne risentì le fece conoscere
+aver ella più sperato che temuto.</p>
+
+<p>Montoni le raggiunse di lì a poco, e balbettò
+qualche parola sul dispiacere d'essere stato tanto
+tempo occupato altrove. La zia ricevè questa scusa
+coll'aria dispettosa d'una bambina, ed affettò di
+parlar soltanto a Cavignì, il quale, guardando Montoni
+ironicamente, parea volergli dire: «&nbsp;Io non
+abuserò del mio trionfo, e sosterrò la mia gloria
+con tutta umiltà.&nbsp;»</p>
+
+<p>La cena fu servita nei vari padiglioni del giardino
+ed in una gran sala del castello; la Cheron e la
+sua comitiva vi cenarono insieme alla signora Clairval,
+ed Emilia potè reprimere a stento l'emozione,
+quando vide Valancourt prender posto alla medesima
+tavola dov'era lei. La zia lo vide egualmente,
+e chiese al vicino: «&nbsp;Chi è quel giovine?</p>
+
+<p> &mdash; È il cavaliere Valancourt,&nbsp;» le fu risposto.</p>
+
+<p> &mdash; So anch'io il suo nome,&nbsp;» soggiuns'ella; «&nbsp;ma
+chi è mai cotesto cavaliere Valancourt che s'introduce
+a questa tavola?&nbsp;»</p>
+
+<p>L'attenzione della persona da lei interrogata fu
+distratta prima di ottenerne risposta. La tavola era
+lunghissima; Valancourt stava verso il mezzo colla
+sua compagna, ed Emilia, ch'era in un angolo della
+medesima, non l'aveva ancora veduta; ciò le diede
+motivo di fare mille riflessioni tutte egualmente
+per lei disgustose.</p>
+
+<p>Le osservazioni su tal proposito facevano il tema
+di una conversazione indifferente, e qualcuno si
+compiaceva d'indirizzarle alla signora Cheron, sempre
+intenta ad avvilire Valancourt.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ammiro quella bella signora,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;ma
+condanno la sua scelta.<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Oh! il cavaliere Valancourt è il giovine più
+amabile ch'io conosca,&nbsp;» rispose la signora alla
+quale era stato rivolto quel discorso; «&nbsp;si dice perfino
+che la signora Demery lo sposerà quanto prima,
+e gli porterà in dote le sue ricchezze.</p>
+
+<p> &mdash; Ciò è impossibile,&nbsp;» sclamò la Cheron, facendosi
+di fuoco; «&nbsp;egli ha sì poco l'aria d'un uomo
+di qualità, che se non lo vedessi alla tavola della
+signora Clairval, non mi sarei mai persuasa che potesse
+esser tale; d'altra parte, ho forti motivi per
+dubitare della voce che corre.</p>
+
+<p> &mdash; Ed io non posso dubitarne,&nbsp;» disse l'altra signora,
+alquanto piccata di quella contraddizione.</p>
+
+<p> &mdash; Posso io domandarvi,&nbsp;» disse la Clairval,
+«&nbsp;signore mie, quale è il soggetto della vostra
+quistione?</p>
+
+<p> &mdash; Vedete voi,&nbsp;» le disse la Cheron, «&nbsp;quel giovine
+quasi in mezzo alla tavola, e che parla colla
+signora Demery? Ebbene! quell'uomo, che non è
+conosciuto da alcuno, ha pretese <a name="tn141" id="tn141"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'prosuntuose'">presuntuose</ins> su
+mia nipote, e questa circostanza, almeno io lo temo,
+ha dato luogo a credere ch'egli si spacciasse
+per mio adoratore; considerate ora quanto una tal
+ciarla sia offensiva per me.</p>
+
+<p> &mdash; Ne convengo, mia buona amica,&nbsp;» rispose la
+Clairval, «&nbsp;e potete esser certa ch'io lo smentirò
+da per tutto.&nbsp;» E si voltò da un'altra parte. Cavignì,
+che fino a quel punto era stato freddo spettatore
+di quella scena, fu in procinto di rompere
+in una risata, e lasciò il posto bruscamente.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vedo bene che voi ignorate,&nbsp;» disse alla Cheron
+la dama seduta accanto a lei, «&nbsp;che il giovine
+di cui parlaste alla signora Clairval è suo nipote!....</p>
+
+<p> &mdash; È impossibile!&nbsp;» sclamò la Cheron, accorgendosi
+del suo grossolano sbaglio; e da quel momento
+cominciò a lodar Valancourt con altrettanta bassezza,
+quanta malignità aveva impiegata fino allora per
+denigrarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p>
+
+<p>Emilia era stata assorta durante la massima parte
+del discorso, e fu così preservata dal dispiacere di
+udirlo; fu sorpresissima dunque nel sentire le lodi
+delle quali sua zia colmava Valancourt, ed ignorava
+ancora ch'egli fosse nipote della Clairval; epperò
+vide senza rammarico la zia, più imbarazzata di
+quello che volesse parere, cercar di ritirarsi subito
+dopo la cena. Montoni venne allora a darle la mano
+per condurla alla carrozza, e Cavignì, con ironica
+gravità, la seguì accompagnando Emilia. Nel salutarli
+e nel rialzar la portiera, essa vide l'amante
+tra la gente, alla porta. Egli sparve prima della
+partenza della vettura; la zia non disse nulla ad
+Emilia, ed elleno si separarono giugnendo a casa.</p>
+
+<p>La mattina seguente, essendo Emilia a colazione
+colla zia, le fu presentata una lettera, di cui, al solo
+indirizzo, riconobbe il carattere; la ricevè con mano
+tremante, e la zia domandò tosto donde venisse.
+Emilia la disigillò con suo permesso, e vedendo la
+firma di Valancourt, gliela consegnò senza leggerla.
+La Cheron la prese con impazienza, e mentre la
+leggeva, Emilia procurava d'indovinarne il contenuto
+nei di lei sguardi; gliela restituì quasi subito,
+e siccome gli sguardi della nipote domandavano se
+potesse leggere: «&nbsp;Sì, leggete, leggete, figliuola,&nbsp;»
+le disse con minor severità di quello che si aspettava.
+Emilia non aveva mai obbedito tanto volentieri.
+Valancourt nella sua lettera, parlava poco dell'abboccamento
+del dì prima; dichiarava che non
+avrebbe ricevuto congedo se non da lei sola, e la
+scongiurava di riceverlo quella sera medesima, mentre
+leggeva, stupiva che la Cheron mostrasse tanta
+moderazione, e, guardandola timidamente, le disse:
+«&nbsp;Che debbo rispondergli?</p>
+
+<p> &mdash; Eh! bisogna vederlo quel giovine, sì certo,&nbsp;»
+disse la zia; «&nbsp;bisogna vedere ciò che può dire a
+favor suo; fategli dire che venga.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia osava credere appena a' propri orecchi.<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;No, no, restate, gli scriverò io stessa,&nbsp;» aggiunse
+la zia; e chiese carta e calamaio.</p>
+
+<p>Emilia non ardiva fidarsi ai dolci motti che l'animavano;
+la sorpresa sarebbe stata meno grande, se
+avesse inteso la sera innanzi ciò che la zia non avea
+scordato, cioè che Valancourt era nipote della signora
+Clairval.</p>
+
+<p>Ella non conobbe i segreti motivi della zia; ma
+il risultato fu una visita, la sera stessa, di Valancourt,
+che la Cheron ricevè sola nel suo gabinetto.
+Ebbero essi insieme un lungo colloquio prima che
+Emilia fosse chiamata: quando essa entrò, la zia
+parlava con dolcezza, e gli occhi del giovane, il
+quale alzossi prontamente, scintillavano di gioia e
+di speranza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Noi parlavamo di affari,&nbsp;» disse la zia; «&nbsp;mi
+diceva qui il cavaliere, che il fu signor Clairval era
+fratello della contessa Duverney, sua madre: avrei
+voluto ch'egli mi avesse parlato più presto della
+sua parentela colla signora Clairval; l'avrei riguardato
+come un motivo più che sufficiente per riceverlo
+in casa mia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt s'inchinò, e voleva presentarsi ad Emilia,
+ma la Cheron lo prevenne.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ho acconsentito che voi riceviate le sue visite,
+e sebbene non intenda impegnarmi in alcuna promessa,
+nè dire che lo considererò come mio nipote,
+permetterò la vostra relazione e riguarderò l'unione
+ch'egli desidera, come un fatto che potrà aver luogo
+fra qualche anno, se il cavaliere avanzerà di grado,
+e se le sue circostanze gli permetteranno di ammogliarsi;
+ma il signor Valancourt osserverà, e voi
+pure, Emilia, che, fino a quel punto, v'interdico positivamente
+qualunque idea di matrimonio.&nbsp;»</p>
+
+<p>La figura d'Emilia, durante questa brusca aringa,
+cambiava ad ogni momento; e, verso la fine, la
+sua confusione fu tale, che stava per ritirarsi. Valancourt,
+intanto, quasi imbarazzato quanto lei, non<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+osava guardarla. Allorchè la zia ebbe finito, egli le
+rispose: «&nbsp;Per quanto lusinghiera possa essere per
+me la vostra approvazione, per quanto mi trovi
+onorato dalla vostra stima, nulladimeno temo tanto,
+che oso appena sperare.</p>
+
+<p> &mdash; Spiegatevi,&nbsp;» disse la Cheron. L'inattesa risposta
+turbò talmente il giovine, che se fosse stato
+spettatore di quella scena, non avrebbe potuto far a
+meno di ridere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Fino a che la signora Emilia non mi permetta
+di profittare delle vostre bontà,&nbsp;» diss'egli con voce
+sommessa, «&nbsp;fintantochè ella non mi permetta di
+sperare...</p>
+
+<p> &mdash; Se non c'è altra difficoltà, m'incarico io di
+risponder per lei. Sappiate, signore, ch'essa è sotto
+la mia custodia, ed io pretendo ch'ell'abbia ad uniformarsi
+in tutto alla mia volontà.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sì dicendo, si alzò, e ritirossi nella sua camera
+lasciando Emilia e Valancourt in pari imbarazzo:
+finalmente il giovine, la cui speranza era maggiore
+del timore, le parlò colla vivacità e franchezza a
+lui naturali: ma Emilia non si rimise se non dopo
+qualche tempo prima di intendere le domande e le
+preghiere sue.</p>
+
+<p>La condotta della signora Cheron era stata diretta
+dalla sua vanità personale. Valancourt, nel suo
+primo abboccamento con lei, le aveva ingenuamente
+confessata la sua posizione attuale, e le sue speranze
+per l'avvenire; e con maggior prudenza che umanità,
+aveva severamente ed assolutamente respinta
+la sua domanda: desiderava che la nipote facesse
+un gran matrimonio, non già perchè le augurasse
+la felicità che si suppone unita al grado ed alla
+opulenza, ma per voler dividere l'importanza che
+un illustre parentado potea darle. Quando seppe
+che Valancourt era nipote d'una persona come madama
+Clairval, desiderò un'unione il cui splendore
+per certo avrebbela avvolta nella sua aureola. Fondando<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+le sue speranze sulla ricchezza della Clairval,
+obliava ch'essa aveva una figlia. Valancourt però
+non l'aveva dimenticato, e contava sì poco sopra l'eredità
+della propria zia, che non aveva neppure parlato
+di lei nel suo primo colloquio colla Cheron; ma
+comunque potesse esser per l'avvenire la fortuna
+d'Emilia, la distinzione che le procurava questo parentado
+era certa, giacchè la brillante situazione della
+Clairval formava l'invidia di tutti, ed era un oggetto
+d'emulazione per quelli che potevano sostenerne
+la concorrenza. Essa aveva dunque acconsentito
+di abbandonar la nipote all'incertezza d'un impegno
+la cui conclusione era dubbiosa e lontana; e
+di tal modo poco combinata la sua felicità o col consenso,
+o coll'opposizione: avrebbe però potuto render
+questo matrimonio sicuro e vantaggioso insieme,
+ma una tal generosità non entrava allora per nulla
+nei suoi progetti.</p>
+
+<p>Da quel punto, Valancourt fece frequenti visite
+alla signora Cheron, ed Emilia passò nella sua società
+i più felici momenti dei quali avesse goduto
+dopo la morte del padre. Erano ambidue troppo
+dolcemente occupati del presente, per interessarsi
+molto del futuro: amavano, erano riamati, e non
+sospettavano che quell'istesso attaccamento, il quale
+formava la loro felicità, potesse cagionare un giorno
+la disgrazia della loro vita. In questo intervallo,
+la relazione della Cheron colla Clairval divenne
+sempre più intima, e la vanità della prima si pasceva
+di già bastantemente, pubblicando da per tutto
+la passione del nipote della sua amica per Emilia.</p>
+
+<p>Montoni divenne anch'egli l'ospite giornaliero del
+castello, ed Emilia si accorse, col massimo dispiacere,
+ch'egli era l'amante di sua zia, e amante
+favorito.</p>
+
+<p>I nostri due giovani passarono così l'inverno,
+non solo nella pace, ma anche nella felicità. Il reggimento
+di Valancourt era in guarnigione vicino a<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+Tolosa, per cui potevano vedersi di frequente. Il
+padiglione del terrazzo era il teatro favorito delle
+loro conferenze; la zia ed Emilia vi andavano a lavorare,
+e Valancourt leggeva loro opere di spirito.
+Egli osservava l'entusiasmo d'Emilia, esprimeva il
+suo, e si convinceva infine, ogni giorno più, che le
+loro anime erano fatte l'una per l'altra, e che con
+il medesimo gusto, la medesima bontà e nobiltà di
+sentimenti, essi soli reciprocamente potevano rendersi
+felici.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FINE DEL PRIMO VOLUME</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">1875. Milano, Tip. Ditta Wilmant.</p>
+
+<hr />
+
+<div class="tnote">
+<h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2>
+
+<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di
+quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in
+inglese è disponibile su Project Gutenberg:
+ <a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di
+trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p>
+
+<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo
+originale]:</p>
+
+<table summary="correzioni">
+ <tr>
+ <td class="r">P.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#tn5">5</a> -</td><td>ora lasciando scorgere bizzarre [bizzare] forme, si mostravano</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn10">10</a> - </td> <td>senso per preferire le attrattive [attrattative] alla virtù</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn11">11</a> - </td> <td>gli oggetti che la colpivano, dava soprattutto [soprattuto]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn14">14</a> - </td> <td>l'entusiasmo [l'entusiamo] del sentimento le diveniva</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn16">16</a> - </td> <td>trovò difatti i coniugi [cuniugi] Quesnel nel salotto.</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn19">19</a> - </td> <td>ma l'ira fe' presto luogo al disprezzo [disprezeo].</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn26">26</a> - </td> <td>è passato, e quando lo si prolunga all'eccesso [acesso],</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn36">36</a> - </td> <td>grandiose, internaronsi nell'angusta valle [vallea].</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn39">39</a> - </td> <td>altrove mi vergognerei [vergogneri] di offrirvelo.</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn42">42</a> - </td> <td>della più soave fragranza [fraganza].</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn54">54</a> - </td> <td>non sapeva pensare a sè medesima, e Valancourt [Valancorut],</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn62">62</a> - </td> <td>superficie [superfice] scorrevano molte vele sparse,</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn67">67</a> - </td> <td>d'un tal Motteville [Monteville] di Parigi, ma ignoravi che la</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn68">68</a> - </td> <td>Si scuopriva il lago di Leucate, il Mediterraneo [Meditarraneo],</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn73">73</a> - </td> <td>La carrozza [carozza] si fermò di nuovo; egli</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn76">76</a> - </td> <td>si adagiò sopra una specie [spece] di poltrona.</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn84">84</a> - </td> <td>alla finestra, sperando e temendo [tememdo] nel tempo istesso</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn85">85</a> - </td> <td>(e altre) Sant'Aubert [Sant'Auber]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn93">93</a> - </td> <td>lenivano alquanto la di lei disperazione [dispezione].</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn96">96</a> - </td> <td>a lasciarla [lascirla] partire. Ella uscì dal convento</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn98">98</a> - </td> <td>perchè siete superstizioso [saperstizioso], n'è vero?</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn100a">100</a> - </td> <td>fu deposto [doposto] nella tomba, quando udì gettar la terra</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn100b">100</a> - </td> <td>avea provato scosse troppo violente [violenti]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn103">103</a> - </td> <td>alla perfine [perfino] lasciò il convento colle lacrime</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn106">106</a> - </td> <td>La fanciulla rimase [rimasa] alcun tempo immersa in alta</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn114">114</a> - </td> <td>sebbene abbia avuto la fortuna [fotuna] d'incontrarvi</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn115">115</a> - </td> <td>poi, rimettendosi [rimettandosi], soggiunse: « Perdonate questa</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn121">121</a> - </td> <td>rapivano in dolce estasi l'anima sua e la portavano [porvano]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn122">122</a> - </td> <td>il timore altresì [altresi] delle censure della zia</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn129">129</a> - </td> <td>di aver conosciuto [conasciuto] Valancourt,</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn130">130</a> - </td> <td>No, signora, io non lo conosco [conoscono],</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn138">138</a> - </td> <td>essa è superiore [superiora] a qualunque elogio.</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn141">141</a> - </td> <td>conosciuto da alcuno, ha pretese presuntuose [prosuntuose]</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p>Grafie alternative mantenute:</p>
+
+<ul>
+<li>colta / côlta</li>
+<li>sopratutto / soprattutto</li>
+</ul>
+
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 1, by
+Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 1 ***
+
+***** This file should be named 33781-h.htm or 33781-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33781/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
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+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
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+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
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+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
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+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
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+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
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+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
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+ of receipt of the work.
+
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+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
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+electronic work or group of works on different terms than are set
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+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
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+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
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+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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+approach us with offers to donate.
+
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+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
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+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
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+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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