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+Project Gutenberg's Opera nova amorosa, vol. 3, by Nocturno Napolitano
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: Opera nova amorosa, vol. 3
+ Comedia nova
+
+Author: Nocturno Napolitano
+
+Release Date: March 29, 2010 [EBook #31818]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OPERA NOVA AMOROSA, VOL. 3 ***
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+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by the Bibliothèque nationale de France (BnF/Gallica) at
+http://gallica.bnf.fr)
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+ Comedia Nova Composta
+ Per Nocturno
+ Neapolitano.
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+ Libro Tertio.
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+ Interloquutori.
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+ Minerva nontio.
+ Provida madonna.
+ Scaltra Ruffa.
+ Philotea messaggia.
+ Belvico servo.
+ Livida serva.
+ Orio Il riccho.
+ Avido servo parassito.
+ Virido virtuoso.
+ Numio servo.
+ Donna A chaso.
+ Fachin portator.
+ Scalco dil pasto.
+
+
+
+
+ ARGVMENTO, MINERVA,
+ DICE.
+
+ M Nobil Caterva di excellentia ornata,
+ Per haver vostre menti a virtù, volte
+ Vengomi, di este quatro insegne armata,
+ Che a fortuna, amor, tempo, e morto, ho tolte
+ Per che ogn'alma, qui stia, quiete, e rimota
+ Senza tema d'alcun: con voglie sciolte,
+ Prima, non pò fortuna, la sua Rota
+ Voglier contra di voi: ch'io l'ho qui al braccio
+ E al tutto, e d'ogni sua possanza, vota,
+ D'amor, l'arco, gli strali, il foco, e 'l laccio,
+ Eccogli quivi al fianco e il colpo intenso
+ Suo, non temete hor, che gli è freddo giaccio
+ Dil tempo, eccovi il corso: il qual dispenso
+ In virtù, noscho qui: che a l'huom riserba
+ Nome in vita, e dopoi, cellebre, e immenso
+ Di morte poi, ecco la falce acerba
+ Dila qual non spavite: che nel fondo
+ Hor iace, ogni possanza sua, superba
+ Questi, son quelli, che domano il mondo
+ Quai n'harran forza in voi: se a tal dechoro
+ Porgerete le orecchi, e il cor, iocondo,
+ Anci nel fin, voi vincerete loro
+ Qual io fo: che per vera experientia
+ Vincesi con virtute il sacro choro,
+ Io son Minerva: dea di la sientia,
+ Ch'io vi apresento, una Comedia, nova
+ Misteriosa e colma, di excellentia,
+ I nella qual per modi assai, si prova,
+ Quanto sagace sia, l'arte amorosa,
+ E come agrada, spiace, noce, e giova,
+ E fra l'altre, una Donna ingeniosa
+ Vederete di nulla: in tempo corto,
+ Farsi riccha, potente, alta, e famosa
+ E fantesce, e famigli, a dritto, e a torto,
+ E gioti Parassiti, e Ruffe astute,
+ Far l'impacito, il saggio, il vivo, e il morto
+ E dopo, quanto val, vie più virtute
+ Che la Ricchezza: vederte aperto
+ Per diverse, e potissime, dispute
+ Et altri assai bei tratti, in stil, coperto
+ Da maraviglia, e riso, intenderete
+ Da far venir un huom di marmo, experto
+ Hor mentre che a virtù, pronti, starete
+ Sempre seconda, vi serà, la sorte
+ Et io propitia: expettator: valete:
+ Ch'io mi ritorno alla celeste corte
+
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+ Provida da se stessa dice Cusì.
+
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+ Poi che invidia fortuna, e ingorda morte
+ Tolto m'ha in questa giovenil etade
+ L'una, la facultà, l'altra, il consorte
+ Et lassatomi sola, in povertade
+ Senza amico, o parente: al tutto i' voglio
+ Haver di me, poi che altri, n'ha pietade
+ Castità, e fede, usar, a chi amo, soglio
+ Morto, è chi amavo assai più che me stessa
+ Senza il cui viver, mi distrugo, e doglio
+ Ben ch'io non vo' per questo haver demessa
+ Mia ioventute: anci sempre adoprarla
+ Che vecchiezza in pocche hore, a noi si appressa
+ Parmi che d'altro al mondo hor non si parla
+ Se non di facultade, e di ricchezza
+ Perciò, fin che poss'io, vo' seguitarla
+ E s'io non son in cotal arte, avezza
+ Bisogna entrar, senza timor, né affanno
+ Che al ciel fin va, chi a quello il passo adrezza
+ Ma chi son quelle dua, ch'insieme vanno
+ Ragionandose in là: Scaltra parmi una
+ E l'altra philotea, se non m'inganno
+ Anci di queste, non mi par nissuna
+ Sì pur, l'è Scaltra, Scaltra, la non ode
+ L'è pur svegliata più di donna alcuna
+ Per certo qualche affanno che le rode
+ Costei, conta a quell'altra, che non sente
+ Over qualche piacer, di che 'l cor gode
+ Scaltra
+
+ S madonna
+
+ P ov'eri con la mente
+ Ch'io t'ho chiamata un'hora
+
+ S a te sol volta
+ Ma tu sai da lontan, che mal si sente
+ Lagrimando a Costei, con doglia molta
+ Narravo tua sventura, e per ch'io t'amo
+ Son venuta insensata, sorda, e stolta
+
+ P Non ti achade doler, vien meco, andiamo
+ Che già più dì disidero parlarte
+
+ S E anch'io de udirti, e di parlarti, bramo
+
+ P Donque da costei vogli, acombiatarte
+
+ S Philotea vane, e fa seco mia scusa
+ E quel ti ho detto, vogli ricordarte
+
+ Ph Parto senza di te, tutta confusa
+
+ S Pò far il Ciel, che tu non saprai dire
+ Che m'hai parlato, essend'io in casa chiusa
+ E che al presente: i' non posso venire
+ Ch'io verrò poi doman
+
+ Ph hor sia con dio
+ Resta, non mi saprei mai dipartire
+
+ P Scaltra, perché a te sola, il pensier mio
+ fu oghor palese: hor vo' ch'intendi il tutto
+ Per sapermi redir se, è buono, o rio
+ Che havesti il cor, d'ogn'arte, ognhor, sì instruto
+ Che mai non seminasti in me consiglio
+ Ch'io non vi raccogliesse, ottimo, frutto
+ Fo cunto che se' il padre, e ch'io sia il figlio
+ Che se cosa dirò, che non riescha
+ Corregier mi saprai con un sol ciglio
+ Tua madonna già fui, tu mia fantescha
+ Ben che ognhor te hebbi in luoco di sorella
+ Per la bontà, che ognhor par che in te crescha
+ Questa vita ch'io fo, misera, e fella
+ Vo' lassar, per tenerme una megliore
+ E per non esser più di me ribella
+ Mai non mi vo' trovar in tanto errore
+ Che quel dir, che ogni femina il suo pegio
+ Seguita, hebba in me, forza, né vigore
+ Duro, è d'alto cader, in basso, seggio
+ Scaltra mia d'ogni ben sai ch'io ere in cima
+ Hor più d'ogn'altra, al fondo esser mi veggio
+ Mediante tua virtute in prima
+ E il mio saper, sarò più che mai lieta,
+ Che tanto è, pover un, quanto il si extima,
+ Non son per haver mai l'anima quieta
+ Ma questa, vita in tuto, adoprar tanto
+ Ch'io giungeroe, a la desiata meta
+ Tutto il giorno ambasciate ho d'ogni canto
+ Non di persone vil, ma d'homin degni
+ Da portarne alfin gloria, utile, e vanto,
+ El bisogna mo, scaltra che t'ingegni
+ A pensar quel che in ciò debbiamo fare
+ E che a tuo modo, mi amaestri, e insegni.
+
+ S Ti son stata madonna, ascoltare
+ Ben che n'happristi apena pur, la boccha
+ Ch'io intesi apien, di che volei trattare,
+ Poi che ragion, e il proprio ben, ti toccha
+ Seguita questa impresa, e lassa ogn'altra
+ Che non si acquista haver, per fuso, e roccha
+ Tu hai de gli amanti assai, credilo a scaltra,
+ Ogni giorno ne ho diece a la mia porta
+ E a tanto sei, che non si parla d'altra
+ E pur poco, è che una messaggia accorta
+ De un de' megliori, e primi, dil paese,
+ Volea ti havesse, una sua, letra porta
+ Credo che 'l sia passato più d'un mese
+ Che ognhora, e letre, e messi, e priegi, ho habuto
+ D'alme gentil, che di te sonno acese
+ Gemme, oro, argento, e munili: in tributo
+ Offerendosi darti: & io temea
+ Dirtil: che non mi festi reo saluto,
+ Quella gentil fantesca, philotea,
+ Che era qui meco adesso: a ciò che intendi
+ Vien per chi, per te vive, in pena rea,
+ E perché sappi come ognuno, accendi,
+ Ecco una letra qui: dil suo patrone
+ In che vol che 'l suo caldo amor, comprendi
+ Questo è bello gentil riccho, e gargione,
+ Quel che vorrai di lui, tanto farrai,
+ Ma bisogna proceder con ragione
+
+ P Dammi la letra
+
+ S l'haria persa mai
+ No, no, l'è qui, to' leggi, che 'l si veda
+ Quel che gli scrive: e il tuo parer, dirai
+
+ P Che cosa, è questa, un bolletin ca seda
+ Ben, l'è la fitation di la tua casa
+ Che tu dei dar, tre lire, di moneda,
+ Sarebbe questa mai qualche tua rasa
+
+ S Certo madonna non, ch'io l'ho cangiata
+ In fallo: che la me era in sen rimasa
+ Eccola qui
+
+ P so che l'è sigillata
+ Et ha qui, pinto, dentro, un mordace angue
+ Che gli haver mostra, o me, l'alma arabiata
+
+ la letra
+
+ Quel che per tua beltà, morendo langue
+ Privo di cor, d'arbitrio, e d'intelletto,
+ Questa ti manda, scritta, dil suo sangue,
+ Che apena visto, il tuo divino, aspetto
+ La dolcissima gratia, e il caro, riso,
+ Me ti fei sviscerato, e humil, sugetto,
+ Et son a tal, ch'io bramo esser occiso,
+ Né curo più richezza, né thesoro,
+ Non potendo fruir, il tuo bel viso
+ Et ogni mio poter, argento, &, oro,
+ Dedico a tua beltà, senza la quale
+ Struggo, peno, tormento, languo, e moro
+ Hor non trovando aiuto, al mio gran male
+ Né possendo altro far, diterminai,
+ Drizar questa al conspetto tuo, regale,
+ A la qual, se benigna, e humil, serai,
+ Per concluder mia, vita, o morte, presto
+ Una sola risposta, donerai
+
+ Letta
+
+ Scaltra, costui fa sì, lo afflito, e mesto,
+ Vistomi havendo una sol volta, apena,
+ Che ciò parmi un inganno, manifesto,
+ Forsi, è legato, in qualche aspra catena
+ E non potendo haver, quel che disia
+ Vien per meco sfochar l'ardente pena
+ O per che ognuno volentier se invia
+ A qualche praticha, amorosa, e nova,
+ Per pascer, sua, volubil, fantasia
+
+ S Madonna credi a me, ch'io 'l so, per prova
+ Che quel che va, per ingannar altrui
+ Nela fine ingannato, esser, si trova
+ Ma tal consulto, hor vo' faccian, tra nui
+ Se a quel che ai prima detto, conrispondi
+ Che sarà il vinto, e il subgiugato, lui
+ Prima, vo' che a la letra, non rispondi
+ Per questa volta: e che tu faci il grave
+ E anchor come tu 'l vedi, che ti abscondi
+ Poi se 'l te scrive anchora: in stil soave
+ Vo' che tu gli rispondi: e honestamente
+ Che dil ioco d'amor, questa, è la chiave
+ Pur concludendo, che non voi far niente
+ De cosa che 'l ti chiggia: che a sto modo
+ Terrai te in pregio, e gl'intrerà in la mente
+ Ben ch'io credo che, gli habia fermo il chiodo
+ A quel che ognhor vist'ho, d'amarti sempre
+ E ad ogni stratio, star constante, e sodo
+
+ P Scaltra, talhor un huomo, è di tal tempre
+ Che vol alciarti al ciel: che in un momento
+ Poi veder brama che 'l tuo cor, si stempre
+ Ma sia quel che si voglia, alcun contento
+ Non sia da me, se da lui non son prima
+ Che solo, è l'amor mio, oro, & argento
+ Non sia, chi belle parolette, exprima
+ Con humidi occhi, e con pietoso aspetto
+ Che di me, non d'altrui, fo cunto, e stima
+
+ S Donque madonna, n'hai di me dilletto
+ Donque nulla mi extimi
+
+ P come nulla
+ Anci t'ho sempre sculpta in mezo il petto
+ Quando nomino me, come fanciulla
+ Nel cor qual madre, ognhor ti pongo inanti
+ Che tu sei 'l mio sepulcro, e la mia culla
+ E che 'l sia 'l vero, voglio da qui avanti
+ Che habi a star meco, e lassi ogni altra cosa
+ Che farem nostra vita in gioia, e canti
+ Iovene, e frescha, anchor come una rosa
+ Schaltra tu sei: ove potremo insieme
+ Con utii star, su la vita, amorosa
+ Conoscho ben alcun, che per te, geme
+ E tu non curi, e ciò te, è danno molto
+ Che 'l si de' coglier, fin che rende il seme
+ Tutte le crespe, e machie, c'hai sul volto
+ Ti le traroe, con licor, lambicati
+ Di questo, non ti haver affanno tolto
+ Et altro che verzin, e sulimati
+ Adopreroe, in frati rossa, e biancha
+ Ne' unti, a capei lungi, e in anellati
+ Poi cercha i vestimenti, mai non mancha
+ A chi si adopra: che in ogni delitia
+ Si trova quella, che, è più ardita, e francha
+ Ma lassian questo andar, tua massaritia
+ Farai da me portar, e dopo il fitto
+ Pageren con danari, o co' amicitia
+ E se tu hai altro debito, o altro scritto
+ Qual suol haver, chi povertate, incalza
+ Lassa la briga a me, sai quel ti ho ditto
+
+ S Madonna i' son, senza camisa, e scalza
+ Sol per voler pagar dilletto, il nolo
+ Onde da freddo, in corpo: il cor, mi sbalza
+ E questo guardacor, che ho indosso: solo
+ È, mio: e, tutto il resto, è dil patrone
+ Qual son i muri, il colmo l'aria: e il suolo
+ Ma poi ch'io veggio ch'ai compassione
+ Di me scaltra tua, misera, e tapina
+ Son per te sempre, a torto, &, a ragione
+
+ P Taci mo, chi, è colui che in qua camina
+ Sarebbe 'l mai quel che ti diè la letra
+
+ S Chi, Orio, no 'l cavalco stamatina
+ Certo gli è quel
+
+ P voi tu, ch'io me gli aretra
+
+ S Sì, entra in casa: e lassa che una baglia
+ Vo' dargli, da spezar un cor di pietra
+
+ O Scaltra
+
+ S signor
+
+ O che fai
+
+ S nulla che vaglia
+
+ O Non ti degnasti, venir l'altro giorno
+ Viemmi voglia di far teco battaglia
+
+ S Da indi in qua, so' in tanto, affanno, e scorno
+ Ch'io credo certo perderò il cervello
+ Se 'l perduto d'altrui, non gli ritorno
+
+ O Che cosa, è questa
+
+ S i' ti dirò, uno anello
+ Diemmi un per ch'io l'impegnasse al giudeo
+ E il persi per la via: o destin fello:
+
+ O Ad ogni modo questo è un caso reo
+ Guarda, se alcun di questi, se gli aviene
+ To', piglia, e a lui lo torna, o va a lo Ebreo
+
+ S Parmi veder le stelle in Ciel serene
+ Mirandoti le dita, e alcun di questi
+ Con quel, per che val tropo, non conviene
+
+ O Quanto potea valer, quel che perdesti
+
+ S Egli mi disse, to', ch'el val tre scudi
+ Fa che sopra il Iudeo, duo, ti ne presti
+
+ O To', un, e duo, e tre, e quatro, chiudi
+ Va, e fa, quel che ti piace, e se 'l ti achade
+ più cosa alcuna, fa che in me concludi
+
+ S Signor, per questa immensa tuo bontade
+
+ O Odi, non mi formar belle parolle
+ Che ognun tenuto, è ad aiutar, chi chade
+
+ S I' ti volevo dir duo cose sole
+ L'una, che gratie assai ti rifferischo
+ L'altra, de adempir quel che tuo cor, vole
+
+ O A questo ultimo dir, tutto indolcischo
+ O me felice, se fusti la trama
+ Dila tela gentil, che ardendo, ordischo
+
+ S Possi la luce tua, vedermi, grama
+
+ O Come la luce
+
+ S sì, vedermi trista
+ S'io no cerco far quel che 'l tuo cor brama
+
+ O Per dio che dea grama la mia vista
+ Che dicesti haver brama di vedere
+ Ch'io meza havea di tosco l'alma mista
+
+ S Non, dio mi guardi anci ti fo a sapere
+ Che pria scemasse dil tuo ben, sintilla
+ I' mi vorrei per te, morta, vedere
+
+ O Hor quanto amo costei tu 'l sai, che in villa
+ Hito ero, questo mane, e oltra mia voglia
+ Tornato i' son, che 'l cor di lei sfavilla
+ Né conosco altri, che d'affanno, e doglia
+ Mi possi trar, se non te, scaltre fida
+ In che ogni mio ben, pullula, e germoglia
+ Tu sol sei quella vera scorta, e guida
+ Che pò levarmi al Ciel, e a tuo comando
+ Far che a un punto, per sempre pianga, e rida
+
+ S Senza ch'io 'l dica, sai quel ch'io dimando
+
+ O So il tuo voler, e di lei quello anchora
+ E però scaltra, a te, mi racomando
+ Duo notti son, ch'io n'ho dormito un'hora
+ I' voglio ir a posar, scaltra ti prego
+ Che mi vogli aiutar, prima ch'io mora
+
+ S Al comandar, no al tuo pregar, mi piego
+ E dimostrar ch'io t'amo, son disposta
+ Che a iusta gratia mai non si fa niego
+ Col pel parlar, che tanto poco, costa
+ Farò che harrai da lei, quel che ti piace
+
+ O haver presto de ciò, vorrei risposta
+
+ S L'harrai
+
+ O me ricomando
+
+ S vane in pace
+
+
+
+
+ Finisce il primo atto, Orio va a posar & Scaltra va, a
+ provida & dapoi consulato insieme un pezo, Scaltra vien
+ di casa fori sola col viso volto & provida cusì dicendo.
+
+
+ Io t'ho intesa, non più, basta una volta
+ Replica tante fiate una parola
+ Come s'io fuse, smemorata e stolta
+ Se sei legera e se 'l cervel ti vola
+ Ponderosa son io, e non mi movo
+ Che in quest'arte, tenuto ho sempre scola
+ Ogni volta più instabile, la trovo
+ E più superba: benché per usanza
+ Sempre hebbe questo: e non me, è caso novo
+ Crede costei col suo darmi speranza
+ De inrichime: ch'io sia la rufiana
+ Et viver ella in amorosa danza
+ Com'ella, esser cred'io bona putana
+ E pur volesso degli amanti, ch'io
+ Saria tenuta diva, più che, humana
+ E se 'l volto com'ella voless'io
+ Farmi bello, e lisciar, persino i sassi
+ Accenderei, d'amoroso disio
+ Crede la stolta, far che al tutto i' lassi
+ Ogni mia impresa: e ch'io vadi a star seco
+ Per tenirmi la robba a un tratto, e i' passi
+ Non bisogna a 'sta foggia venir meco
+ Per ch'io son sì dottata in ciascun'arte
+ Che al fin, io seria il fusto, & ella, il cieco
+ In casa sua non voglio alcuna parte
+ Portar dil mio: ma solo la persona
+ Per exequir quel che mio cor comporte
+ Del mio corpo esser voglio honesta, e bona
+ Né haver la fede a belvico spezata
+ Che dopo eterna infamia ne risuona
+ Faci questo chi vol, che una fiata
+ Pria con honor vo' sutta la camisa
+ Che haverla con vergogna mai bagnata
+ Dil resto, adoprerommi in ogni guisa
+ In truffe, in rase, in futii, e in tradimenti
+ Se ben restar dovesse al fin conquisa
+ Pur che restino i spirti miei contenti
+ Di qualche facultade: e che nel fine
+ Belvico mio di me non si lamenti
+ Credo che esser già den l'hore vicine
+ Di trovar orio in casa, ecco che 'l viene
+ Vo prepararmi, a dolci paroline
+ Qual orio, anci gli è belvico mio bene
+ Belvico mio gentil
+
+ B io ti ringratio
+ Fai proprio quello che a me si conviene
+ D'alcuni giorni in qua, fai di me stratio
+ Ma se me ti rivolgo un tratto intorno
+ Ti ne darò per fin ch'io sarò satio
+ Ti partisti sta mane al far dil giorno
+ E infina ad hor, che già discende il sole
+ Non t'hai degnato a casa far ritorno
+
+ S Taci Belvico, ascolta tua due parole
+
+ B Non mi romper la testa, che hora mai
+ Son satio de tue baglie, zancie, e sole
+
+ S Que ch'io ti voglio dir, anchor non sai
+ E se 'l sapesti, saria la più cara
+ Femina, che tu havesti anchora mai
+ So che non mi vedendo, pena amara
+ Tu senti al cor, & hai di me martello
+ Send'io d'ogni beltade, al mondo, rara
+ E non troppo è, che un gioven, vago, e bello
+ Parlar mi fece, & io ripulsa i diedi
+ Per non ti dar infamia, né flagello
+ Ma se ho intelletto, hor voglio che tu vedi
+ Che una a chi già fui serva, pel mio ingegno
+ Se, è venuta a gettar sotto miei piedi
+ Questa è bella gentil, e vol nel regno
+ Intrar dile
+
+ B putane dillo almanco
+
+ S Ma de sì, e far tutto quel ch'io gl'insegno
+ Tanti ella ha drieto, che han ferito il fianco
+ E per ch'io l'alzo sopra ogn'altra in cima
+ Chi si struge, chi langue, e chi ven manco
+ Questa, è belvico sol, la causa, prima
+ Ch'io me affatico, per acquistar tanto
+ Che al fin de noi sia fatto qualche stima
+ I' vo' darmi fra gli altri, questo vanto
+ Che non ella, e suo amanti, spoglieri
+ Con arte ma dil Ciel se 'l fusse un santo
+ La briglia in man, un tratto ho di costei
+ E de' suo amici, hor sia la volta questa
+ Ch'io poterò far bene, i fatti miei
+ E per mia virtù farti, manifesta
+ To' questi quatro scudi, e doman torna
+ Ch'io ti vo' por indosso ancho, una vesta
+
+ B Scaltra per certo, tu mi fai le corna
+
+ S Come le corna
+
+ B sì gli fusi torti
+
+ S Dhe per mio amor da novo, a dir, ritorna
+
+ B Dico che vesti i nudi, e avivi, i morti
+ Ch'io era nudo e morto
+
+ S ben t'o inteso
+ Belvico se in ciò pensi hai mille torti
+ Che pria che haverti in un sol pelo offeso
+ Me stessa ociderei
+
+ B dio mai nol volia
+ più presto, mi vedess'io in foco acceso
+ Anima mia non pianger
+
+ S che una folia
+ Credi ch'io sia quando un va drettamente
+ E che 'l sia improperato, e gli è gran doglia
+
+ B Se non mi fusti sempre nella mente
+ Non direi tal parole: benché certo
+ Sia, che tu sei, qual fusti, ognhor prudente
+
+ S Belvico mio, sacreto alcun coperto
+ Mai non fu in me, che a te, fusse nascoso
+ Né serà, fin che 'l tumul, me sia aperto
+
+ B O parlar dolce, caro, & amoroso
+ Basciami scaltra, e se teco mi adiro
+ Talhor, io, so, ch'i' son di te, giloso
+
+ S Anch'io dì, e notte, pur per te sospiro
+ Dolce belvico mio, e non già dico
+ Che habi per altra Donna, al cor martiro
+
+ B Scaltra tu sai che gli è un, proverbio antico
+ Che amar ben non si pò, se non si teme
+ Io t'amo, e temo, e per te vo mendico
+ Taci, che cosa, è quel
+
+ S parmi un che geme
+
+ B El non, è il ver, gli è vesper
+
+ S sì a la fede
+
+ B Voi tu restar, o voi che andiamo insieme
+
+ S Come restar volgo in tal luoco il piede
+ Che più che certa son, in men d'un'hora
+ Guadagnar forsi: quel, che altri non crede
+
+ B Donque scaltra men vado
+
+ S va in bon'hora
+ Odi, se qualche dì, senza me resti
+ Guarda dil mio vassel, la salamora
+
+ B Ah ah, sia maledetti, gli tuoi giesti
+ Che con le tue parole, di dolcezza
+ E di luxuria, i marmi accenderesti
+ Non mi tener più, dolce mia vagezza
+ Ch'io non so se heba ben, la porta chiusa
+ Ch'io non vorrei restar, pien di grameza
+
+ S Credo che per partir, trovi 'sta scusa
+ E che pò torti
+
+ B come che pò torme
+ La granata, la scranna, e la gratusa
+
+ S Hor vane
+
+ B resta
+
+ S so costui non dorme
+ Ma in mille parti sempre, ha volto il core
+ O quanto al mio voler, questo, è conforme
+ So ch'io son stata qui, ben duo grosse hore
+ Tal che mi par che troppo tardi il sia
+ Che Orio di casa, esser de', uscito fore
+ Io non so che mi far s'io vada, o stia
+ Tornerò, indrieto, per non ira a fallo
+ E in penneroli, qualche mia, bugia
+ Scaltra non far, anci fin che se' in ballo
+ Vogli ballar, e seguitar, la traccia
+ A vele, a remi, a piede, &, a cavallo
+ Ecco, apunto che 'l vien, bisogna audacia
+ Usar, per far le sue bugie coperte
+ E che in tutto, al voler mio, sotto giaccia
+
+ O Scaltra
+
+ S signor
+
+ O queste non son le offerte
+ T'ho expettata tutto oggi, e non so dove
+ Venga, che tu mi pasci sol, di berte
+
+ S Vengo hora in fretta a te, con buone nove
+ Ne possuto ho più presto, dispacciarmi
+ Che gran tempo, bisogno, a far gran prove
+ Se tu sapesti come ho preso, l'armi
+ E per te fatto qual guerier, in campo
+ Cercheresti per idolo, adorarmi
+
+ O Scaltra son tuo d'ognhora infin ch'io campo
+ Ma non tener più il dolce parlar, quieto
+ Scopri de mia salute, il chiaro lampo
+
+ S Dimi Orio, per costui che ti vien drieto
+ Si pò parlar
+
+ O sì che gli è mio famiglio
+ Sopra d'ogn'altro, tacito, e secreto
+
+ S I' ti dirò, quel colorito giglio
+ De chi sei preso, ito, è fuori esta mane
+ Dil che da parte tua, gran dolor piglia
+
+ O Sempre burli
+
+ S non certo
+
+ O vane, vane
+
+ S Io so, che tu n'havesti, quasi, un grosso
+
+ O Po', spiace a, tutti, le parole, strane
+ Ma di' su presto, che omai più non posso
+
+ S Dissi pria come, che per sua beltade
+ A durissima morte, sei, percosso
+ E che essendo tu pien, de humanitade
+ Riccho, saggio, gentil, bello e modesto
+ Dovesse haver, dil tuo penar, pietade
+ Ella che 'l viver suo, sempre hebbe honesto
+ Prima, scaciommi, & io pur lagrimando
+ Gli faceva il tuo caso, manifesto
+ Dicendo volto, sacro, e venerando
+ Questo spirto gentil, che per te, langue
+ Spinta da gran pietà, ti 'l ricomando
+ Se, è ver che sei di nobile stirpe, e sangue
+ E che qual dici, scaltra ami tua serva
+ Agiuterai, chi per te, fassi, exangue
+ E con altro parlar, che in me, si serva
+ Con faticha, la si hebbe, a me, rimessa
+ Che duro, è agiunger, fugitiva, e cerva
+
+ A Patron, va in là, colui, da la promessa
+
+ O Va non mi romper, matto bestiale
+ Quella gratia dal ciel, che hor me, è concessa
+
+ A So che tu voli, molto ben, senz'ale
+
+ O Che cosa
+
+ A a fin di ben, dico, il dicea
+
+ O Non ti curar de mio ben, né mio male
+ Seguita scaltra
+
+ S infin quest'alma dea
+ Tanto sarà, quanto saprò mostrarli
+ Che liberalitade in te, si crea
+
+ O Meravigliomi assai, che questo parli
+ Non sai tu, che oltra il corpo, il cor, e l'alma
+ Ch'io le ho dato: ancho l'haver, mio, vo' darli
+ E per segno dil vero, apri la palma
+ To' questi duo annelli, e 'sta catena
+ Ch'io ne fo un dono a sua beltà magn'alma
+ E fa scaltra gentil, d'ingegno, piena
+ Ch'io parli sieco a fronte, un tratto, e poi
+ Ovonque piace a te, mi guida, e mena
+
+ S Odi farem cusì, oggi ambe doi
+ For di casa, ir, debiamo, e tu per strada
+ Fa che la incontri, e digli i casi tuoi
+ Prima, di' che altri ch'ella, non ti agrada
+ E con tremante dir, humile e, piano
+ Di', ch'in tal duol, più non ti tengi, a bada
+ Da l'altra parte, io poi con prego humano
+ Gli sarò drieto sì, che al fin sia forza
+ Che la ti porga la sua biancha mano
+
+ O O quanto il tuo bel dir, lo ardor mi amorza
+ Se non fusse te scaltra, i' sarei morto
+ Che quanto in lei più penso più rinforza
+
+ S Orio non più men vo, ch'el tempo, è corto
+ Tu ad espettarla qui serai rimaso
+ Et io gli harrò, questo presente, porto
+ Fa che tu fingi, passar oltra, a caso
+ Aciò non para, che noi siam, d'acordo
+ Che ella de assai discorsi, ha, colmo il vaso
+
+ O Hor vane scaltra
+
+ S ascolta, i' ti aricordo
+ Che non ti perdi a mezo dil camino
+ Ma che tu tessi ben com'io ben, ordo
+
+ O O ciel, se questa volta, il mio destino
+ Come ch'io spero, mi serà propitio
+ Potromi sopra ognun, chiamar divino
+ Avido mio, tu ch'ai saldo iuditio
+ Consigliami
+
+ A patron questo si, è il punto
+ D'alciarsi, o de ruinar, in precipitio
+
+ O Che debio far
+
+ A se a parlar seco giunto
+ Serai, bisogna esser, sagace, e tristo
+
+ O Aymè, mi sento già, mezo, deffunto
+
+ A Quando il vago suo volto, haverai visto
+ Che farai donque
+
+ O resterò di sasso
+
+ A Forsi anco polve
+
+ O forte cosa o cristo
+ Ma sia quel che si voglia affretta il passo
+ Peggio qui, intravenir, non pò, che morte
+ Se moro proprio per quel sei, ti lasso
+
+ A Ti ringratio patron
+
+ O grida ben forte
+ Ch'io non te intendo
+
+ A non voi tu ch'io grida
+
+ O Nun quand'io treppo
+
+ A pacientia, o sorte
+
+ O Ascolta pazo, come scorta, fida
+ Starai quivi, a veder, se la venisse
+ Et io di, là come al thesoro, Mida
+ Presto verrà, che presto venir disse
+
+ A Va pur che ella faratti ben vedere
+ A mezo dì, le stelle nel ciel fisse
+ O ignorantazo, senza antivedere
+ Lassa pur far a me, so ben star quieto
+ Quando il bisogna, e far anco, il dovere
+ Vivi pur se tu sai, contento, e lieto
+ Ti farò riportar, cotal partita
+ Che non fu mai trovata, in alphabeto
+ O vedimo, s'egli ha tesa polita
+ Questa reta: possendo a ognun si deve
+ Torre, i dannari, la robba, e la vita
+ Altra cosa, da me, non si riceve
+ Però ch'el dado, il bichier, e le carte
+ Fammi ogni gran delitto, parer leve
+ Ma se ben miro, parmi, in quella parte
+ Ivi apresso le mura, un vago volto
+ Veder, più bel, di quel, che accese, Marte
+ Sì che gli è quello, questa volta, stolta
+ Orio divien: a sua tanta, beltade
+ Ecco che 'l va, che pargli il spirto tolto
+ Ella camina, e d'una voluntade
+ Mi paion ambo, e questo sol voglio
+ Per meglio pro mia falce, né lor biade
+ Ir voglio per vederla, inanti, anch'io
+ Provida ella, è che la sia mi glorio
+ Per poter presto oprar, come disio
+
+ P Scaltra
+
+ S madonna.
+
+ P quel che vien, parmi, orio
+
+ S Quello, è
+
+ P mo' perché va, sì lento, e pegro
+
+ S Per che, è come ombra, senza il tuo aiuto rio
+ Et, è venuto, come infermo, & egro
+ E se una dolce tua parola, o un riso
+ Non riceve da te mai non fia alegro
+
+ O Quel che governa il mondo, e il paradiso
+ Ti salvi, e guardi sacra e immortal, diva
+ E faci me, da te, non mai, diviso
+
+ P Tua signoria ben venga, e sempre viva
+ L'alto nome di quella, e in chiara fama
+ Eternamente, ognun, ne canti, e scriva
+
+ O Madonna, i' son collui, che tanto, ti ama
+ Che al tutto smenticato, è di se stesso
+ E altri che te, dì, e notte, mai non chiama
+ Tu sai ch'io t'ho mandato, più d'un messo
+ Per discoprirti com'io peno, e moro
+ Pel tuo bel volto, che ho nel petto, impresso
+ L'anima, il cor, la facultà, e il thesoro
+ Offerendoti, pur che chiaro il raggio
+ Me sia, de tua beltà, che in terra adoro
+ E s'io non son, cusì ellegante, e saggio
+ Come a te si convien, in colpa, il sguardo
+ Tuo, che mentre ch'io 'l miro, alma non haggio
+ Tutto hor teco parlando, agiaccio, & ardo
+ E se non mi soccorri, il debil corso
+ Mio correr sento, al fin, qual, celler pardo
+
+ P Tanto sai dolce dir, che un tigre, e un orso
+ Aquieteresti, col pietoso stile
+ E già m'hai tottalmente posto il morso
+ E per che mi mandasti un don gentile
+ Qual porto perch'io t'amo: anchor, tu voglio
+ Che porti per mio amor, questo, manile
+
+ O Prima col cor, poi con la man, il toglio
+ Et son da gran letitia, fuor di senso
+ Che tal diletto, in me sentir non soglio
+ Et al bel volto tuo, d'amor, accenso
+ Gratie rendo infinite, de un tal dono
+ Qual fin sotterra, portar meco, i' penso
+ O lieto dì, per cui felice, io sono
+ O dolce tempo, o aventurato loco
+ Cagion da terra, alciarmi, al sacro trono
+ Altra gratia dal ciel, più non invoco
+ Se non che degno, facimi, al tuo albergo
+ Ch'io venga a star, e a parlar teco un poco
+
+ P Signor, iusta dimanda, non postergo
+ Con honestade ame, venir pò ognuno
+ Perché il ben seguo, & il mal lasso atergo
+ A casa mia, non vi vien huomo, alcuno
+ Ma per che da ben sei, doman te invito
+ Quando a te piace, satollo, o digiuno
+
+ S Madonna se dei far, fa' il ben compito
+ Fal venir a desinar
+
+ P horsù, sia fatto
+
+ O Io ti ringratio, & accetto, il partito
+
+ P Orio signor, men vado, observa il patto
+
+ O Vane, verrò, son servo de tua imago
+
+ S O questo, è 'sta madonna, il nobil tratto
+
+ O S'io fui contento, e mesto, hor lieto, e vago
+ Trovomi sopra ognun che viva in terra
+ Che de lieto, e gaudio, sol mi apago
+
+ S Madonna il se suol dir, che in l'aspra guerra
+ Si vede un cor magnalmo: in 'sta batalia
+ Conosciuto il saper, che in te, si serra
+
+ P Non fu bel tratto, per darli, la baglia
+ E trarlo sotto: darli il manil prima
+ E a mensa convitarlo, ala battaglia
+ Chi alto, vol ir, comincia in la parte, ima
+ E sì de grado, in grado, va scandendo
+ Che ne la fin, poi si ritrova in cima
+ Lassa pur far a me, s'io non atendo
+ Fin su l'osso, a pelarlo, mio sia il danno
+
+ S Madonna adhor, per saggia, i' ti comprendo
+
+ P Horsù va dentro e bussa, tu sta' un anno
+ Vedi ch'io son tutta straccha, e sudata
+
+ L Chi, è quel
+
+ P apri, che dia ti dia il mal anno
+
+ S So che ho batuto più d'una fiata
+
+
+
+
+ Qui finisce il secondo atto, Provida con Scaltra va in
+ casa a far preparamenti per far honor a orio che de'
+ andar a disinar seco & di là un poco manda scaltra per
+ un servitio la qual vien fuori & provida dal balcon cusì
+ gli dice.
+
+
+ P Scaltra
+
+ S madonna
+
+ P presto che li è tardi
+
+ S Più ch'io posso mi afretto, asassinarti
+ Poltrona, falsa, e vil che 'l foco te ardi
+ Quello che a me voi far, quel volio farti
+ E cusì come al ciel, salir te credi
+ Cusì voglio nel fin precipitarti
+ Ma extender con misura, voglio, i piedi
+ Né a furia correr, che mio seria il danno
+ Ma volio che 'l sia tuo, qual proprio il chiedi
+ Malvagia, trista rea, colma d'inganno
+ Che mi promette far che 'l tutto io sia
+ Poi mi fa come, le bugiarde, fanno
+ Con carezze, e con basci, scaltra mia
+ Dicendo, non pensar, ch'io faccia, cosa
+ Che di consentimento tuo, non sia
+ E poi sen va, la stolta, e viciosa
+ Aprir in casa, alcuni novi, amanti
+ Credendo a me, sia tal malitia ascosa
+ E se almen fusser, qualche nobil, fanti
+ I' non haverei certo, doglia, tanta
+ Ma son poveri, e vil come furfanti
+ Ma mi duol più di quel, che suona, e canta
+ Dil qual, veggio sì accesa: esser costei
+ Che l'alma, e il cor, nel pette, se le schianta
+ Ma per suoni, o per canti, buoni, o rei
+ Non pensi alcuna, acquistar mai, valore
+ Se di la vita sua, non fa, de sei
+ Ma so ben dove vien, questo fettore
+ Quella serva che tolta ella ha, da novo
+ Sola, è cagion, de tutto questo, errore
+ Ma, a tutto, quand'io vo', rimedio, i' trovo
+ Scaltra, è il mio nome, e scaltro, è 'l mio inteleto
+ E ad ognun pur ch'io volio nozo e giovo
+ Poi che la val a farsi, ogni dispetto
+ E mostrar d'un sì un, no, e d'humil grave
+ Mostrati anch'io se vaglio, i' ti prometto
+ Questo, è quel, che gettando, le mie fave
+ La trovai petto, a petto, e bocha, a bocha
+ Con certi genti vil, povere e prave
+ O insatiabil, sciagurata, e scioccha
+ Nol voglio ad orio dir, per la mercede
+ Non perder, dil servir mio, che a me tocha
+ Anci voglio in più modi, fargli fede
+ Come l' è saggia, sancta, casta, e pura
+ Per poter d'ambo far, poi magior prede
+ Io voglio tesser, fin che a la misura
+ Sia questa tela mia: né esser mai stancha
+ Che cusì fa, chi 'l proprio ben, procura
+ Ciò ch'io voglio da loro, non mi mancha
+ Et ho, qualchosa al mondo infin quest'hora
+ Ben che con gran sudor, l'anima il fiancha
+
+ B Eccola apunto, questa, è proprio, l'hora
+ Bisogna far l'offeso, e il corociato
+ Per farla de qualchosa, venir fora
+
+ S Chi è quel, che vien in qua, che, è tuto armato
+ Gli è il barisello no, gli è il capitano
+ Anci s'io 'l miro ben, parmi un soldato
+ Voglio andarmine in qua, cusì pian piano
+ Ch'io non vorrei, pel fitto di la casa
+ Che 'l mi occorresse, qualche, caso, strano
+
+ B Non fugir scaltra
+
+ S o fuss'io in cha rimasa
+ Tien pur a mente, che questa, è la volta
+ Ch'io purgerò in un punto, ogni mia rasa
+
+ B Schaltra raffrena, il passo, aspetta, ascolta
+
+ S Che deb'io far, costui vien via disteso
+ Mi giungerà, gli è meglio ch'io mi volta
+ Di' tu a me
+
+ B sì
+
+ S certo n'haveati inteso
+ Che iva sopra pensier
+
+ B anci fuggivi
+
+ S Per che fuggiva
+
+ B per che tu m'ha offeso
+
+ S Non so pur chi tu sei
+
+ B belvico, scrivi
+ Questa parola:
+
+ S o belvico ben mio
+ Ove sì armato vai, dove derivi
+
+ B Ben tuo, non son, né mai, fui tuo ben io
+ Mi vedi, e senti, e ti fai, ciecha, e sorda
+ Forsi un dì, de vedermi, harrai disio
+
+ S Se visto, o udito, i' t'ho, che mi aricorda
+ Che dire, alegra, non mi veda mai
+
+ B Iura sopra di te, poltrona, lorda
+ Hor, non mi vo' sdegnar, non so se 'l sai
+ Venivo per trovarti, adesso, in fretta
+ Per dirti quello, cha tu intenderai
+ Vist'io che senza me, star ti dilletta
+ E che con altri godi, & io sol stento
+ Ratto hebbi un'altra, meglior vita, elletta
+ Che tutto il giorno, andar fiachato, e lento
+ Drieto gli asini, come un vil poltrone
+ Me, è gran vergogna, e magior il tormento
+ Tanto più, che per strada, le persone
+ Che a exercitio sì misero, sia posto
+ Mi guardan colme, de admiratione
+ Dicendo sei pur sano e, ben, disposto
+ Grande, grosso, gagliardo, ioven, frescho
+ Et a tanta viltà, stai sotto posto
+ E peggio, è anchor, che s'io vo' al letto, o al descho
+ Trovomi sempre solo, come un cane
+ Tal che insino a me stesso alfin, rincrescho
+ E andando ognhor cusì, de ogg'in domane
+ Dil ciel mostrommi il mon, un chiaro, lampo
+ Da guadagnar, più nobilmente, il pane
+ Dove conclusi, ridrizarmi, al campo
+ E preso ho, già due page, in questa terra
+ E in ciò penso di viver, fin ch'io campo
+ Che un sol proverbio degno, in noi si serra
+ Che vil: è chi si pone, a cosa vile
+ E degno, è quel che vive, e mor in guerra
+ Io per che fui di cor sempre gentile
+ Voglio hor mostrarlo: e poi quando non fusse
+ Gli è bel, farsi di rustico, civile
+ Il disfrenato amarti, a tal m'indusse
+ Che non pur d'huomo, fecemi animale
+ Ma quasi a darmi morte, mi condusse
+ E per mostrarti quando, come, e quale
+ Sia il mio partire, scaltra i' son venuto
+ Hor a prender da te, l'ultimo vale
+ E tanto sento in petto, il duol accuto
+ Di te cor mio, ch'io temo nel camino
+ Morto non rimaner, senza il tuo aiuto
+ E se in viaggio, o in campo, per destino
+ Manco ricorderatti qualche fiata
+ Dil tuo servitor Belvico, tapino
+
+ S Ecco la chiave, la porta, è serata
+ Aymè, donque gli è ver, che vuoi partire
+ O me infelice, misera, e mal nata
+ Fa quel che vuoi, che prima che adimpire
+ Habbi questa tua scioccha fantasia
+ Voglio aspramente, di tua mano morire
+ Belvico mio gentil, anima mia
+ Non vo' che parti, né serà mai vero
+ Che altra donn'habbi, o che d'altr'homo i' sia
+ Di te sol mi nutrico, in te sol spero
+ Per te sol stento, & a te solo ho volto
+ L'animo, il, cor, il spirito, e il pensiero
+ Non ti aricordi ah, can, con lieto volto
+ Quando che tu dicevi sopra ogn'altra
+ T'amo, anci adoro, né serò mai sciolto
+ Non ti aricordi, se dicevi scaltra
+ Voltati un poco, mi voltava tutta
+ Che a contentar non have person'altra
+ Sempre m'havesti, o piaque a te, riduta
+ E per far cosa che ti agrada e piaccia
+ Non curava per te, restar, distrutta
+ Non, è questo, il tenermi, nele braccia
+ Non son questi, gli basci e le carezze
+ E il dir voi tu ch'io resta, o voi ch'io facia
+ Non son questi gli gaudi, e le dolcezze
+ Ch'io expettava da te, né questo, è il merto
+ Di le usate a te tante gentilezze
+ Soffro, son per soffrir, & ho, sofferto
+ Per te ogni cosa, e stretti ho sempre e denti
+ Lassando tutto andar, col cor aperto
+ Et hor in premio de mie affanni, e stenti
+ Vuoi misera lassarmi, a tal partito
+ E ch'io finischa, in lagrima e tormenti
+
+ B Scaltra, non pianger, cusì ho stabilito
+ E se altro far volesse, i' non potrei
+ Che esser non vo' da ognun, mostrato, a dito
+
+ S Quanto tocchasti
+
+ B i fur duchati sei
+ Et hogli spesi, come vedi in arme
+ Con altratanti anchora, de gli miei
+ Quel corsaletto, e quel che havevi, parme
+
+ B Come quel, questo viemmi otto duchati
+ E nol vede huom: che più non voglia darme
+ Questi bracciali fini: e lavorati
+ E questa spada e questa, piccha insieme
+ Non men di esta armatura, enno extimati
+
+ S Hor se ragion, e amor, punto, ti preme
+ Belvico a viver, sian tuoi spirti accesi
+ Non a quel che l'hom guida, a l'hore extreme
+ To', piglia, ecco i dannari, habili resi
+ Con qualche honesta, e lici a, tua scusa
+ Che in acceptarli, i non ti fian contesi
+
+ B Scaltra a ciò che tu intendi, qui, non, si usa
+ Dargli adrieto i dannar: e poi huom tristo
+ Tenuto, è chi la data fé, richusa
+
+ S Belvico hor tu m'ha inteso, habbi provisto
+ Che tu vadi, per niente, i' nol consento
+ Che, è troppo duol, perder sì degno acquisto
+ To' la borsa, i dannar, tra oro, e argento
+ Diece duchati son Belvico vane
+ E fa sì ch'el cor mio, resti contento
+
+ B Scaltra, non vo' che credi, ch'io sia un cane
+ Ch'io non t'ami: e che in me non habin forza
+ tuoi dolci priegi, e tue parole humane
+ Che non pur ciò farei, ma quella scorza
+ Spoglierei con mia mano per tuo amore
+ Che tanta humanità troppo mi sforza
+ Ben che hor sento combattermi, nel core
+ Duo gran guerrieri, l'uno, è il tropo amarte
+ Scaltra mia dolce e l'altro, è poi l'honore
+ Ma conviemmi gettar questo da parte
+ Che amor mi astringe, mi comanda, e vole
+ Ch'io debba in tutte cose, contentarte
+
+ S O benigne, e dolcissime parole
+ Dammi la mano belvico, mio bene
+ Sempre, esser vo' tua serva, al'ombra, e al sole
+
+ B Questo m'è, grato: ma sento al cor pene
+ Ch'io non so dove tanti dannar, trovi
+ Ch'io temo faci quel, che non conviene
+
+ S Sempre s'io antico tuo parlar, rinovi
+ Mai non ti feci torto, in cosa, alcuna
+ Ben ch'io so, per scherzar, tal parlar movi
+ Son da quell'hora in qua, che sai, digiuna
+ Che dolcemente, tu mi salassasti
+ A modo usato, la vena comuna
+
+ B So ben che tu non vivi, agli miei pasti
+
+ S Mo, veggio che mi vuoi far voltar carta
+
+ B Ben, ti dispiace, quand'io toccho i tasti
+
+ S So che 'l fai per che in sdegno, mi diparta
+ A ciò ch'io senta in me, doppio, martello
+ Ma i' n'ho pur troppo, ch'el cor me apre, e squarta
+
+ B De chi, di me
+
+ S di te, sì can ribello
+
+ B O me mammina mia
+
+ S lasiami stare
+ Senza se mescredente, ingrato, e fello
+ S'io ti volesse tal ingiuria, fare
+ Tanti amorosi, harrei, giovani, e belli
+ Ma honesta vo', qual soglio sempre, usare
+ Quegli ducati, moneti, e marcelli
+ Ch'io t'ho dati in più volte: con ingegno
+ Gli ho guadagnati, & altre ioie, e annelli
+ E se serai humil, fido, e benegno
+ Tutto fia tuo: che solo mi affatico
+ Per far che giungi a qualche richo segno
+ Hor voglio ir, nota ben, quel ch'io ti dico
+ Per che haver cercha, provida un familio
+ Non voglio che tu mostri esser mio amico
+ Ella si regge sol per mio consiglio
+ Dirogli che un garzone, gli ho trovato
+ Obediente, più che al padre, il figlio
+ Dove fia forza haverti a lei guidato
+ E tu con modi ingeniosi, e desti
+ Mostreraiti, & assai più di l'usato
+ E cusì converta, che nosco resti
+ E a questo modo, tutti i suoi sacreti
+ A noi doi soli, ci fiam manifesti
+ Insieme viverem, contenti, e lieti
+ Ambo tirando l'aqua, al molin, nostro
+ E tendendo per noi, sempre, le reti
+ L'util, l'honor, e il proprio ben, ti mostro
+ Non si de' mai cessar: io che son donna
+ Con fortuna qual sai dì, e notte, iostro
+ A un punto, cangierai pensiero, e gonna
+ E di tutto il suo haver, ti so dir questo
+ Che tu sara' il messer, io la madonna
+
+ B Ben, farò quel che vuoi: ma con quel cesto
+ O vai, che tu ivi sì veloce, e leve
+
+ S A comprar da mangiar che 'l tempo, è presto
+ Orio venir a disnar nosco deve
+ E per che m'hai tenuta, a parlar tanto
+ Meglio, è tu vadi, che serai più breve
+
+ B S'io son qual vedi, armato, tutto quanto
+ E' conviemmi a la bancha, ir in persona
+ Come vuoi, ch'io mi volga, in altro canto
+
+ S E, non defferir più, che presto, è nona
+
+ B Si, non, è anchora pur sonata terza
+ Taci mo, ecco apunto, che la suona
+ Dei pur veder al sol, se non sei guerza
+ Tu sei come insensata, e scemiviva
+
+ S Sì son la forcha
+
+ B o, che baston di querza
+
+ S O t'hai tornata in boccha, anchor, la piva
+
+ B Che la voresti tu
+
+ S sì che l'è cara
+
+ B Cara, la ti fe già de morta, viva
+
+ S Non più Belvico hor suso, i' prepara
+ Andar a spender, to', prendi il camino
+
+ B I' non so spender
+
+ S se tu non sa, impara
+ Compra prima, de cievali, un carlino
+ E poi di calcinelli, e peveraci
+ Con qualche altro menuto, pesciolino
+ Erba bona, persuol, zuchar, spinaci
+ Per far cosa che al gusto humano agrada
+ E sopra tutto, prego, che ti spaci
+
+ B Horsù men vo, poi che tu vuoi ch'io vada
+
+ S Vane, ti expetto a casa, e dirò come
+ I' ti ho trovato, a sorte, per la strada
+ Per, che, l'altr'ieri, dissigli il tuo nome
+ E che eri buon, da ben, fidato, e saggio
+ Pronto al servir, più che fanciullo, al pomo
+
+ B Hor resta
+
+ S vane, e torna, in buon viaggio
+
+ B O, t'ho pur fatto star, vecchia, ruffiana
+ E buttar fuori, come aprile, e maggio
+ Ma questo, è niente, provida putana
+ Che vol ch'io vada sieco, per vassallo
+ Vo' che soni altramente, la campana
+ Lassa pur far a me, guiderò il ballo
+ S'io gli entro in casa, in cotal forma, e modo
+ Che correr senza spron farò il cavallo
+
+ S Da l'un canto ho spiacer, dal'altro, godo
+ Spiacer, perché riffonder mi bisogna
+ Godo che dil mio amor, gli ha stretto, il nodo
+ E poi chi 'l sa: forsi, che non menzogna
+ Mi tol il mio: & spaciami per scioccha
+ Se ben penso, me, è danno, e gran vergogna
+ Gli è forsi un mese, e più che 'l non mi tocha
+ Né mi move parola, e che 'l sia, credo
+ Per che 'l dà, da mangiar, a un'altra bocca
+ Gran cosa, che a me mai, venir, nol vedo
+ Se non per tormi: e col dir sì mi aciega
+ Che ogni cosa, nel fine, gli conciedo
+ Io son ben stolta, ognuno a me si piega
+ Offerendomi doni, argento, &, oro
+ E il mal per me si acetta, e il ben si niega
+ Avido egli è, qual dice scaltra, i' moro
+ Se date non ho un bascio: e se mi 'l doni
+ Tu me alci fin, sopra il celeste choro
+ Ma chi, è che 'l che da sé, par che ragioni
+ Che in qua vien, virido, è che provida ama
+ Che maledetti siam suoi canti, e suoni
+ Par che 'l sapesse ben, ordir, la trama
+ A far fila amorosa, & ella sieco
+ Adimpir senza me, sua ingorda brama
+ Voglio andar verso lui, piangendo meco
+ Con una rasa, s'io posso far starlo
+ Ma certa son che 'l farà il sordo, e il cieco
+
+ V Scaltra che vai facendo
+
+ S i' piango, e parlo
+ Fra me, di la mia sorte, e rea, sventurata
+ Che 'l cor mi rode, come legno, tarlo
+
+ V Certo, che sei mutata, di figura
+
+ S Come mutata, i' moro, aymè meschina
+ Se ad aiutarmi alcun, non pone cura
+
+ V E che cosa hai
+
+ S il patron ier matina
+ Di la casa, mi tolse, il pegno, e tutto
+ Ond'io rimasta, son, trista, e tapina
+
+ V Che per questo ti struggi, e spargi, luto
+
+ S Non debbo pianger ma donarmi morte
+ Ch'io sparto, il sceme, & altri acolto a il frutto
+
+ V Bisogna per te stessa ti conforte
+ Scaltra mia dolce, a te mi ricomando
+ Sai che sempre non si ha, propitia sorte
+
+ S Va che 'l tuo fin sia tristo, e miserando
+ Poltron, ingrato, vil, rozo, e ignorante
+ Spero anchor, vederte ire, mendicando
+ Ti par che 'l mio pensier, fusse distante
+ Dal suo voler hor la parola, è verra
+ Che viltà, se riceve, da un furfante
+ Perché provida i mostra buona, ciera
+ Né se gli pò parlar, ma non sia troppo
+ Che i' farò parer notte, nanti, sera
+ Chi, è quel che vien in qua, sì lento, e zopo
+ Che par che caminando il chiegia aiuto
+ O che 'l tema trovar, dannoso intoppo
+
+ F Bon dì madona
+
+ S tu sia 'l ben venuto
+
+ F Dom sta ch'io ina dona, chai ga dis
+ Porfida
+
+ S al cesto pria t'ho conosciuto
+ Non ti manda un armato
+
+ F se in hom fis
+
+ S E che, è di lui
+
+ F a l'ho lassachg em piazza
+
+ S Hai comprato buon pesce
+
+ F com, bo bis
+ M'ha comprat de i cegoli, e ina spinazza
+ Piver, meli, ma zucha, e dol'incenso
+
+ S O belvico insensato, o scaltra, pazza
+ Per certo questa, è grande, se pen penso
+ Cevali dissi, el mi manda cevole
+ Guarda se a la ragion, risponde, il senso
+ De tor spinaci, che mangiar, si sole
+ E lui da spinazar lin, m'ha, mandato
+ Cosa da far meravigliar il sole
+ Zucharo, e peveraci, holli ordinato
+ E tu zuche, con pevere, mi porti
+ Caso, che al mondo mai, non fu nomato
+ Mele, erba bona, che al cor dà conforti
+ Ordinai mi mandasse, e lui mi manda
+ Pomi da fanciullin, erbe da morti
+ O che disnar gentil, o che vivanda
+ Belvico m'hai chiarito, tottalmente
+ Scaltra, per sempre, a te, si ricomanda
+ Come faria, s'io non fusse, excellente
+ Non pur in far di tal cose, un buon pasto
+ Ma se possibil dir, fusse, de niente
+ Più volte son di ciò, stata al contrasto
+ Con osti, chochi, giotti, e tavarnari
+ E il mio honor sopra ogn'altro è, ognor rimasto
+ Hor basta, portator che voi dannari
+
+ F So sta 'l pagachg me
+
+ S mo dammi il panier
+ E va, che ambo so dir sete, di rari
+ Sia maladechg, quachg fanteschi, e masser
+ Al mont sga trova, cha noi, e sno boni
+ Sta dre 'l cul ai berto, leccha, i, taer
+ Al ge ina ma, de sti vachi poltroni
+ Cha noi sa nient, e suuol fa de ol dises
+ Per descretio che intenda, li personi
+ Ale u gra fachg, sa l'haues leidichg pes
+ Cha l'haues lu quell'hum, crompat, cegoli
+ Ma inotro la balorda havial cuor mes
+ Che sti pvita, va sno con milli foli
+ E quant ai la cosa chag va l'honor
+ I al cuor a bressa, e a bergem, li paroli
+ Tuo cha ta vegna ol cancher, in duol cuor
+ Non portarif plu robba, a sta bagassa
+ Sa credes cha la m' des, u ducathg d'or
+
+ L Tu me n'hai fatto tre, con questa, lassa
+
+ S Livida
+
+ L ben
+
+ S le chiavi de gli argenti
+
+ L Guardate che le sonno, nella cassa
+ Che viver mai volesse, in tanti stenti
+ Mi faria prima femina, d'ognuno
+ Che esser, notte, e dì, schiava, a tante genti
+ Pur fin quest'hora, non e conosco, uno
+ Che un sol quatrino, di presente, o manza
+ Mi donasse: anci mi torria, ciascuno
+ Ma se non fusse in me, ferma speranza
+ Che numio mi vol ben, a un'altra guisa
+ Dispenserei quel tempo, che mi avanza
+ Ecco apunto che 'l vien, a la divisa
+ Tutto vestito: o persona mia isnella
+ Son da dolcezza, già, vinta, e conquisa
+ Numio gentile
+
+ N livida mia bella
+ Dove ne vai
+
+ L al tuo patron mi extendo
+
+ N Con che subietto
+
+ L con buona novella
+ Dimi ello in chasa
+
+ N sì
+
+ L hor donque havendo
+ Io fretta di tornare, l'ambassiata
+ Farai sufficiente, e saggio, essendo
+ Digli che mia madonna, è preparata
+ A far quel che richiesse l'altro giorno
+ E che 'sta sera vengi a l'hora, usata
+
+ N Donque, bisogna, ch'io faccia, ritorno
+ Mo me, livida mia, che tanto t'amo
+ Non harrò teco mai alcun sogiorno
+
+ L Più che non brami me, Numio te, bramo
+ E se harrò questa sera, tempo, e loco
+ Mostrerò qual di te, son presa, a l'amo
+ Se quella vecchia, femina, da poco
+ De scaltra, pur non c'interompe, voglio
+ Che stiamo tutta questa notte, in gioco
+
+ N Livida se mi trai, di tal, cordoglio
+ Non sol di cor amarti, son disposto
+ Ma scrivermeti sempre, schiavo in foglio
+
+ L Tu lo vedrai, hor fa quel ch'io t'ho imposto
+
+ N L'invidia i' me ne vo
+
+ L numio va in pace
+ Mai non fia 'l mio voler, dal tuo discosto
+ O quanto che costui me agrada, e piace
+ Gli volea gettar le braccia al collo
+ Per dargli un bascio, ma fui poco audace
+ O dio, quando serà il mio cor satollo
+ Ch'io possa un tratto, uscir, di servitute
+ E a costui mostrar quanto avampo, e bollo
+
+ O E a tempo, e loco, haver le labia mute
+ Che stolto, è quel che in riso, e in zancie, abonda
+ E saggio, è chi honor ama, e sua salute
+ Questa, è come tu sai, l'hora, ioconda
+ Ch'io mi debbo trovar, con quella, a mensa
+ Che pò saldar la piaga mia, proffonda
+ Questo, è il dì, che, da sua beltade, imensa
+ Debbo accoglier quel frutto, che ogni, amante
+ Espetta di sua fé, verace, e intensa
+ Questo, è quel punto, che a mie pene tante
+ Darò fin: e a mia pace, tal principio
+ Ch'io giungerò nel ciel, tra l'alme sante
+ Avido, non ti far da me, mancipio
+ Che se da gran letitia, ivi, non manco
+ Farò più che in battaglia, non fe', scipio
+
+ A Vedi tu già, come ch'io arosso, e imbianco
+ Pos' tu creppar
+
+ O che dici
+
+ A i' dico molto
+ Esser bisogna, a chi ama, ardito, e franco
+
+ O Ecco le sacre mura, ove 'l bel volto
+ Nobilmente si chiude, o Iove, aiuto
+ Dami, che 'l cor mi manca, e vengo stolto
+
+ A Tu non verrai patron, che sei venuto
+
+ O Come hai tu detto
+
+ A dico che non lice
+ Pria lamentarti, se non sei battuto
+
+ O Horsuso, o ch'io farò, tristo, o felice
+ Avido, va guarda se l'uscio, è chiuso
+
+ A Gli è chiuso
+
+ O pulsa
+
+ L chi, è che picha
+
+ S Ben, sete voi signor, venite suso
+
+ O amice
+
+
+
+
+ Finito il terzo atto, Orio va dentro a disnar con
+ Provida e dopoi disnato Avido famiglio de Orio vien
+ fuori imbriaco cusì da se solo dicendo
+
+
+ A Qual corpo è più dil mio contento al mondo
+ Che con varie, oncioni, dila gola
+ Fol pieno, gonfio, lustro, grasso, e tondo
+ O vita mia felice, in gaudio, sola
+ Haggio un patron, che più che lui mi ha caro
+ Né mai mi dice torta, una parola
+ Solco a mia posta il mar, tranquillo, e chiaro
+ Di Cerere, e di Bacco, e altre vivande
+ Mio danno, se di quel d'altrui, so' avaro
+ La pigritia mi stringe in tutte bande
+ Il letto a lungo sonno, mi diffida
+ Quel che poi segue, alcun non mi dimanda
+ La mia scorta, mia duce, e la mia guida
+ È, adullation, inganni, e tradimenti
+ E più questo uso, con chi più, si fida
+ Hor che miei spirti, son satii, e contenti
+ Tornar vo' a casa, e dormir tuto il giorno
+ Lassando a chi vo' haver affanni, e stenti
+ Horsù, col fiasco allato, al bel sogiorno
+ De buon passo men vo, pasciuto, e pieno
+ E surga quanto sa poi, danno e scorno
+ Aymè mi sento quasi, venir meno
+ Ecco scaltra che vien, vo' far l'amore
+ Sieco: e dir come per lei, languo e peno
+
+ S Avido anima mia
+
+ A Scaltra mio core
+ Eri pur hora in casa, e dove vieni
+
+ S Vengo che esser vorria, de vita, fore
+
+ A Sempre chi te ode, par che stenti, e peni
+ Fa come facio me, che neva, o piova
+ D'ogn'hora facio, i giorni miei, sereni
+
+ S Se sapesti il dolor, che in me, si cova
+ Tu crepperesti, amandomi, da doglia
+
+ A Creppa pur te, e chi de' tuoi, si trova
+
+ S Parmi, sei più di me, di mala voglia
+
+ A Io son alegro, ma quand'un mi offende
+ Tor con questa, i' vorrei, la vital spoglia
+
+ S Mai non offessi alcun, e non se intende
+ Offesa quando narrassi, il suo male
+ Ma in altra parte, il tuo pensier si extende
+ Avido resta, non disto altro vale
+ Va pur là, tu stai fresco gli è pur vero
+ Ch'el vin, fa pegio l'huom che uno animale
+ Humil agnel fatto, è de luppo, fiero
+ O, dio, come un huom presto, il cervel, perde
+ Che non conosce il bianco, via dal nero
+ Come una vaccha il muggia, che disperde
+ Ti so dir per un tratto, che 'l sta, bene
+ Gli è carco d'altro che di legna, verde
+ Ecco virido apunto che in qua, viene
+ Sia maledetto lui, non pur gli è orio
+ De avido dir gli vo' quel che intraviene
+
+ O Scaltra gentil
+
+ S signor mio
+
+ O che mormorio
+ È, quel che spargi, di letitia, misto
+
+ S È che imparando, esser viva, mi glorio
+
+ O Harresti tu per forte, avido visto
+
+ S Non io
+
+ O ti giuro se'l mi vien appresso
+ Farlo don tanto error, pentito, e tristo
+ Io gli havea, ordinato, per expressa
+ Che 'l non se dipartisce: e lui, pasciuto
+ Hebbe il comandamenti mio, demesso
+ Te par mo Scaltra, che 'l fusse il dovuto
+ Un huom qual me lassar come un poltrone
+ Non mai tal caso, anchor, me, è intravenuto
+
+ S Orio di lamentarti, hai gran cagione
+ Hor l'ho incontrato, somnolento, e fiaccho
+ E parlò meco, e ognhor fuor di ragione
+ Veder mi parve, quand'io 'l vidi, baccho
+ Pur per la via di la limaca, andando
+ Come quel che de vino, ha, colmo il saccho
+ E certo meraviglia hebbi, pensando
+ Che tu eri a casa solo: e che egli andasse
+ Atorno senza te, cusì vagando
+
+ O Horsù, lassiamo andar, se hora il trovasse
+ Son sì sdegnato, che forza saria
+ Che a colpi de baston, morte, i donasse
+ Sai Schaltra, di che, è più la doglia, mia
+ Che tolto un servo ha provida, da novo
+ Che un giotto, e un rufian, mi par che 'l sia
+
+ S Orio gli è un huom da ben, io 'l so che 'l provo
+ Et io 'l conosco, e Belvico, il si chiama
+
+ O Basia il vedrà, se in qualche fallo, il trovo
+ Se 'l fia cagion di qualche nova, trama
+ De messi, o d'ambasciate, i' ti prometto
+ Di far la vita sua, misera, e grama
+
+ S Perché non habbi, sopra lui, sospetto
+ Advertisci Orio, Provida ama un altro
+ Il qual va in casa, & vien, al suo diletto
+
+ O E chi, è costui
+
+ S hor sta basta, non dico altro
+ Se non che virido, è suo proprio nome
+ Dottor musico, giotto, acuto, e scaltro
+
+ O Dimmi di sua statura, il che, e il come
+
+ S Un tal grande ben fatto, ioven, bello
+ Con pochissima barba, e nere, chiome
+
+ O Tu dici il ver, per mia fede, gli è quello
+ Che mai non stendo il piè, per questa strada
+ Ch'io non m'incontri, in questo tristo: e fello
+
+ S Ecco, apunto che 'l viene
+
+ O o, la mia spada
+
+ S Per men mal orio, ch'io mi parta, è buono
+ Che a lui dispiaccio, e a me, lui manco, agrada
+
+ O Dimi tu huom da ben, sai tu chi sono
+
+ V Per che
+
+ O per il malan che dio ti dia
+ Asino da baston caval da sprono
+
+ V Orio credo il cervel, volto, ti sia
+ Che non ti havendo fatto alcun, oltraggio
+ Dicimi in su la strada, vilania
+
+ O Hor voglio far sì come fa, l'huom, saggio
+ Che de qui, più non passi, i' ti protesto
+ Che un giorno, mal per te sia tal viaggio
+
+ V Certamente Orio non sapeva questo
+ Che tu fussi signor, di questa terra
+ O, in quanta degnità, sei giunto presto
+
+ O Tu intendi quel che 'l mio parlar, disserra
+ Lassa Provida star, e vivi, in pace
+ Se tu non vuoi far tristo fin, in guerra
+
+ V Non so quel che tu dichi: e me dispiace
+ Che mi usi modo tal: ma per natura
+ Tu havesti, de esser sempre, sì loquace
+
+ O Hor basta, acciò che fai, poni ben cura
+ Non ti dico altro: da qui inanti ognuno
+ Si guardi, da la rea, disventurata
+ Chassi, che 'l giorno da oggi, non sia bruno
+ Ch'io farò che costui, di tal, impresa
+ Bramerà mille volte, esser degiuno
+
+ N Per dio patron, che havea l'alma sì accesa
+ Di darli a sto poltron, ma dubitai
+ Non far a l'honor vostro, alcuna, offesa
+
+ V El non si debbe, Numio, voler mai
+ Far degno un vil di nobile, risposta
+ Né adegnar con la notte, i solar rai
+ Crede questo ignorante, che a sua posta
+ Debba Provida star: e ch'ella l'ami
+ Ma ad altri, ella ha la voglia sua disposta
+ Ella amica, è de gli apollinei rami
+ Non di, mida o di, crasso onde li è forza
+ Che l'uno apreci, e che l'altro disami
+ Io fin che duro in questa fraggil scorza
+ Suo vivo i' son, e se potrò morto, anco
+ Che sua virtute, e gran beltà, mi sforza
+
+ P Presto
+
+ S sì ch'aver debbo l'ale al fianco
+ Da volar: in 'sta casa maledetta
+ Mille homini di ferro, verrian manco
+ Eccola apunto qui camina in fretta
+ Livida, presto, o che femina morta
+
+ L Che c'è
+
+ S l'è un'hora e più, che la ti expetta
+
+ L Io son stata a cerchar, porta per porta
+ De ciaschun speciai, sanita, pesta
+ E ognun drieto mi fa, la boccha torta
+
+ S Livida mia tu non intendi, questa
+ Di provida sagace, e le une rasa
+ Che avanti che hora, la me, è manifesta
+ Per far venir, e nasconder, in casa
+ Virido giotto, e che noi nol vediamo
+ Via ci ha mandate, e sola, ella, è rimasa
+ Che dubita che ad orio, nol dichiamo
+ A me mi disse, scaltra, è tardi, hor vedi
+ Costei non vien, e noi fuor ir, debiamo
+ Vagli in contra correndo, hor movi i piedi
+ E che, o trovar, o non, che la ne vegni
+ E fra me dissim alhorm ch'io creda, credi
+ Cusì, con questi soli, suoi, dissegni
+ Hor questo, hor quello, mille amanti al giorno
+ Muta: e se 'l dico, par che ella si sdegni
+ Orio qual sai, per me gli ha il dosso adorno
+ De aserichi, & aurati, vestimenti
+ Et ella il fugge, & fagli offesa, e scorno
+ Altri signori, de ioie, & de argenti
+ L'hanno per me adobbata, e ben fornito
+ In casa, de superbi adornamenti
+ E a virido qual sai, che n'ha, la vita
+ Per quella sola, di quel sono, e canto
+ Gli ha data l'alma, e da ogni altro, è relita
+ Ma ben so, che orio andrà cercando tanto
+ Che se in casa de provida, lol trova
+ Gli muterà il cantar, in grido, e in pianto
+
+ L Scaltra
+
+ S ben
+
+ L trista me credo che piova
+
+ S Non, gli è un poco de nebia, che vien giuso
+
+ L Come nebia, anci, è neve, e di la nova
+
+ S Andiamo a quella man, che ai
+
+ L qui, fu il fuso
+ E le scudelle, guarda st'altra anchora
+ Che io non posso far ben, il pugno chiuso
+ Tu sai, che mai non ho di requie, un'hora
+
+ S Mo me, che notte, e dì vivo, in contese
+ Hor di sotto, hor di sopra, hor dentro, hor fora
+
+ L Sei ben sbattuta, che ai, qualche diffese
+
+ S L'è che afflitto il mio volto ognor si mostra
+ Quando mi vien, il mio fior d'ogni mese
+ Taci mo, che rumor, è in casa nostra
+
+ V Aymè son morto, ah, sassin, a 'sto modo
+
+ O Non ti 'l diss'io, guarda, come entri in giostra
+
+ V In chasa mia poltron
+
+ O Dovei star sodo
+ Se l'era casa tua, ti lo mostrava
+ Truffador, iotto pien d'ingano, e frodo
+
+ V O, dio una sol cosa, è che mi agrava
+ Ch'io son nudo, senz'arme, horsù, pacientia
+ Si dice chi vol far fatti, non brava
+
+ L Non vo' più star, le vo' chieder, licentia
+ In questa casa, è pegio star, che in campo
+ Mai non v'è pace, amor, né obedientia
+ Se in fin quest'altra settimana, i' scampo
+ De tutto il mio vo' farmine un farsetto
+ Et uscir fuor, di tanto ardente vampo
+ Che chi me ne parlò, sia maledetto
+ De in tanto labirinto avoluparme
+ De faticha, de stimulo, e dispetto
+
+ B Chi, è quella che va in là, livida, parme
+ I' la voglio chiamar, ma non vorrei
+ Che scaltra sieco, vedesse, parlarme
+ Questo, è il tempo, da aprirle i pensier miei
+ Debo non debbo, sì, no i vo' chiamarla
+ Livida, o certo, è sorda costei
+ I' sento da sua posta, che la parla
+ Voglio ir inanti, e poi che l'è qui sola
+ Se, è mesta, o lieta, voglio dimandarla
+ Livida
+
+ L ben
+
+ B ascolta una parola
+
+ L Che voi tu
+
+ B che cosa hai che mormorando
+ Veloce vai, come lo augel che vola
+
+ L Belvico tu non sai l'atto, neffando
+ Che in casa nostra, a virido orio ha fato
+ Poco è
+
+ B non io, per questo, i' ti dimando
+
+ L Virido si ha, di la finestra, tratto
+ Che orio gli corse drieto, e a che partito
+ Fusse, non so: e se gli ha spiacer fatto
+ E per saper se 'l povero, è ferito
+ La patrona mi manda, e per ciò vado
+ Col cor mesto, e col volto, impallidito
+ Tuttavia come vedi, a mal mio grado
+ Che al servir più mercede, i' non discerno
+ Che non fu mai come hora, a sì vil, grado
+ Tanti più, in casa, ove non v'è, governo
+ I' nella qual mirando, i' mi credea
+ haver il paradiso, & ho, lo inferno
+ Sia benedetto quel patron, ch'io havea
+
+ B Chi ere 'l
+
+ L l'era un murador, che siolta
+ Sieco senza travaglio, mi vivea
+ Questa fatica havea che non, è molta
+ Quando che 'l si poneva, a lavorare
+ Gli porgeva le chiappe, qualche volta
+ Ma quivi o son, dì, e notte, mai, cessare
+ Non bisogna per campi strade, e schale
+ Hor non dico altro, i' me ne voglio andare
+
+ B Se vai per veder se virido ha, male
+ Ti so dir che gli è san, rafrena il corso
+ E driziamo ambo, al nostro albergo, l'ale
+ E più forte dirotti, che gli ha corso
+ Drieto orio: e se per forte il non fuggiva
+ Con sua man gli tronchava, il vital corso
+
+ L Che hai tu qui dentro
+
+ B una raina viva
+ Ova pizon, figa, formazo e starne
+ Et una anguilla grossa, e non cativa
+ Per ogi il pescie, e per doman la carne
+
+ L Certo che hai speso ben, horsù da poi
+ Che m'ai chiarito, i' vo' teco, trovarne
+
+ B Livida, nui siam soli, qui ambe doi
+ Ti vo' pregar, che tu vogli, degnarte
+ Darmi qualche soccorso quando poi
+
+ L Belvico hor non ho, il tempo, di parlarte
+ Ma tien quando l'harrò, per cosa certa
+ Che tutto soffrirò per contentarte
+
+ B Livida gran mercè
+
+ L tiemmi coperta
+
+ B Non dubitar
+
+ L di' pian che alcun non senta
+ Belvico fischia non più, che l'è aperta
+
+ N Ecco scaltra, che vien pensosa, e lenta
+ Ruffiana, poltrona, avitiata
+ Morrei, se non ti fesse mal contenta
+ Questa, falsa ribalda, causa, stata
+ Che quasi il mio patron, non hebe morte
+ Vecchia, superba, misera, e mal nata
+ Se la mi dice due parole torte
+ Gli darò tante pugna, e chusì grave
+ Ch'io farò forsi sue giornate, corte
+
+ S Sia maledetto il patron di este chiavi
+ Dapoi che esser convengo, sua fantescha
+ Mai tanta servitute anchor, non havi
+ Il diavol non volse, che tant'escha
+ Non giunsi al foco, che 'l restasse extinto
+ D'altro certo non par, che mi rincrescha
+ Ma ponerollo in tanto labirinto
+ Con tutti amici de provida, ch'io
+ Farò ch'in breve, il resterà, sospinto
+ Echo apunto il suo servo, numio, adio
+
+ N Ben venga scaltra
+
+ S che vai tu facendo
+
+ N Vengo a te che mi manda il patron mio
+
+ S Che vuoi tu
+
+ N quelle chavi, che fuggendo
+ Lu gli cascorno in casa
+
+ S ecco che apunto
+ Gele portava, dil suo mal dogliendo
+
+ N Damile qui
+
+ S non voglio
+
+ N e per che cunto
+
+ S Per ch'io vo' darle a lui, o un qualche segno
+ Vo' che mi doni
+
+ N guarda, ove son giunto
+
+ S Numio non ti admira, né prender, segno
+ Che madonna mi ha detto habile a dare
+ A lui o a chi ti dona, un contrasegno
+
+ N Da' qui, poi che tu 'l vuoi, ti 'l vo', donare
+ Hor tuoi
+
+ S aimè che m'ai posto sul volto
+
+ N Gli è il segno matta, taci non gridare
+
+ S Ah, poltron can, che ti fia 'l fiato, tolto
+ A 'sto modo m'hai conza, hor ti aricorda
+ Che a tuo costo serai, se tu sei stolto
+
+ N Non vo' star a gridar, con 'sta balorda
+ I' me ne voglio andar, resta poltrona
+ Disutil, trista, dissoluta, e lorda
+
+ S Questo tutto, è cagion, de mia, patrona
+ Che consente che un vil famiglio, e un cane
+ Strapaci sì vilmente, mia persona
+ Che maledette sian quante, puttane
+ Trovansi al mondo, e quelle che han piacere
+ De farsele fantesche, o ruffiane
+ Debbo parer proprio, un conza, caldere
+ O d'un spaza camin sì m'ha 'l ben conza
+
+ N Ecco qui il mio patron
+
+ V numio
+
+ N mesere
+
+ V Hai tu
+
+ N eccola qui
+
+ V quant'ella
+
+ N un'onza
+
+ V Quell'altra poi
+
+ N ecco quell'altra anchora
+ L'una andò ben, l'altra fu quasi sconza
+
+ V Chi, è quel che con quell'altro, ivi dimora
+
+ N Gli è Orio, & il suo servo
+
+ V a, quel insano
+ Per mia fé questa, apunto, è proprio l'hora
+ Numio
+
+ N patron
+
+ V non iochasti de mano
+ Per che qual vederai, cogli ho parlato
+ Farò il suo fal conoscer, 'sto villanno
+
+ O Avido il drapesel, me l'hai, ben dato
+ Manegoldo, pultron, va corri in fretta
+ Che gli è in sul letto, vil, disgratiato
+
+ A To', piglia questo, i' verrò, adesso, expetta
+ Tu mi tratti a 'sto modo, basta, al fine
+ Vederen chi de noi fia la civetta
+ Questo, è virido pur, questo, è il confine
+ Che non debbe passar: pò far il cielo
+ Ch'io non porrò a tal cosa, sesto, o fine
+ A quel ch'io vegio, il non mi stima un pelo
+ Hor che gli è qui finirla al tutto, i' voglio
+ E solgiermi da gli occhi, questo velo
+ Virido pò far me, che habi anco, orgoglio
+ A passar di qua via
+
+ V orio in 'sta impresa
+ Son fermo, e fisso, ognhor, più che in mar, scoglio
+ Né pensi alcun, per ciancie, o per offesa
+ Farmi mai cangiar stile: e ben faresti
+ Haver tua rete, in altro loco, tesa
+
+ O Oltra diserto, e vil, che non potresti
+ Haver ferite, e bastonate, tante
+ Quante che di ragion, meriteresti
+ Non ti vergogni sozo, e reo furfante
+ A volerti aguagliar a un ricco, e un degno
+ Che essergli schiavo, tu non sei bastante
+ Altro che frasche, ciancie, astutie, e ingegno
+ Suoni, canti, e dottrina ci bisogna
+ Che di questi, n'habiamo il capo pregno
+ Stupisco, che non mori, da vergogna
+ A equiparar con gemme, argento, & oro
+ Il sterco, il fango, & una vil carogna
+
+ V Ah, ah, non posso più, da riso, i' moro
+ Anci, per che ove duolti, t'hai percosso
+ Da parte tua, per gran pietade, i' ploro
+ Sì come il stolto, a far proprio t'hai mosso
+ Che volendo sputar da lunge, in alto
+ Cadendo il sputo, gli ritorna adosso
+ Far meco non potrei, peggior, salto
+ Di questo: il qual m'insegna, & argumenta
+ A mostrar che sei cera, & io son smalto
+ Le gemme, e l'or, son io, che rapresenta
+ La mia virtù: di valore, e splendore
+ Che fa l'anima in terra, e in ciel, contenta
+ Il sterco, e il fango, sei tu, che entro, e fore
+ Ti mostra tutto: per tuo danno, e scorno
+ Qual si vede al collo, sente, al fettore
+ Non, è tua quella vesta, che tu ha, intorno
+ Né quei pallaci, e possession, che tu hai
+ Ma de chi rota sempre, notte, e giorno
+ Hoggi tu l'ha, doman, tu non l'harrai
+ E se vi fusse in te, virtù, veruna
+ Non ti potria la sorte, offender, mai
+ Sì che taci, e non dir più cosa, alcuna
+ Né sprezar mio saper, ma tua ignorantia
+ Che virtù vince 'l il ciel, morte, e fortuna
+
+ O Per certo, è stata in me, pur gran, constantia
+ Ad ascoltarti, non dicendo cosa
+ Miser, che habbi in sé, punto, di substantia
+ Ascondi il spini, e sol, mosti, la rosa
+ E in fino qui, come mendico, e tristo
+ Hai ricerchato il testo, e non, la chiosa
+ Dimi un poco impacito, onde hai tu visto
+ Che un huom vil, come te, povero, e nudo
+ Facesse mai, d'un alto dono, acquisto
+ Non hai pur dir possuto, in me, rinchiudo
+ Tanto cibbo una volta, ch'io son satio
+ Sì, ognhor ti copre, di miseria, 'l scudo
+ Mai non havesti tanto ingegno, e spatio
+ Di tempo: che potesti cangiar, stile
+ Di povertà, di miseria, e di stratio
+ Huomo, o fanciul, non v'è, sì abietto, e vile
+ Che ti doni la strada, quando, passi
+ Fatti pur quanto sai, feroce, o humile
+ In fin, va dove vuoi, che insino i sassi
+ De tue miserie, vitiose e, strane
+ Cantando, e dil desnhor, che adrieto, lassi
+ E val più quel che manza un sol mio cane
+ Che quel che mai manzasti, o un de' mie' astori
+ Che pur satio non fusti mai di pane
+ Con gli primi che, sian, duchi, e signori
+ Vado a paro, qual sai, e tu vuoi meco
+ Parangonarti, o d'intelletto, fuori
+
+ V Orio per che, ignorante, stolto, e cieco
+ Sopra ogn'altro ti vegio: i' sto dubioso
+ S'io debbo di virtù, disputar, teco
+ Pur per ch'io son, dil tuo fallir doglioso
+ Voglio veder di quel, la strada aprirti
+ Per farti s'io potrò, da lui, retroso
+ Prima questo per sempre, voglio, dirti
+ Che n'habbi sì dal ver, l'alma, discosta
+ Che tu lodi le ortiche, e sprezi i mirti
+ Dicessi che 'l bel dir, giova, e non costa
+ Però da saggio, qual vedi, mi reggio
+ Che ogni parola, non de' haver, risposta
+ Sì che dimi se sai, pur questo, è peggio
+ Che d'una sola cosa, i' mi conforto
+ Che quel che dici a me tutto in te, vegio
+ La mia riccheza, e il mio thesor, qui, porto
+ E son per che ho virtute, e riccho, e vivo
+ Tu che sei senza: sei povero, e morto
+ Dimi nudo d'ingegno, e senso privo
+ Ove vedesti mai, che la richezza
+ Un hom mortal facesse, eterno, e divo
+ Curio che hebbe in thesor, l'alma, sì aveza
+ Et altri assai, sprezior quel per virtude
+ Che l'uno al fondo, e l'altra al ciel ne adreza
+ Quanti son già molt'anni che, compiute
+ Han lor giornate, e vivon più che prima
+ Che le chiome, ha virtù, bionde, e canute
+ Se loro, e non e virtù, si pone in cima
+ Gli è il vulgo ignaro: che è come il fanciulo
+ Che un pome, più, che tutto il mondo extima
+ Guarda omero, caton, Plauto e catullo
+ Mario, Mutio, Marcel, Claudio, Pompeo
+ Demostene, Zenon, Plinio, e Tibullo
+ Che ognun de lor, tenuto, è un scemideo
+ Sol per virtù: però tuo grave errore
+ Vogli conoscer, stolto, insano, e reo
+
+ V Ecco provida apunto, che vien fore
+ Di quella strada: ch'io li dia una voce
+
+ A Patron, eccola qui
+
+ O merti l'honore
+
+ A Famil donque
+
+ O ti 'l fo sì che 'l mi noce
+ Ch'io non posso talhor tenirmi, in piede
+
+ V Orio non più che la sen va, veloce
+
+ O Donagli un grido
+
+ A provida
+
+ P chi chiede
+
+ A Il mio patron, e virido, ti chiama
+ I' vengo: hor che 'l ciel gratia mi concede
+ Voglio loro sfochar, mia ardente brama
+
+ V Orio, voi tu che ad hor, la si decida
+
+ N Sì, ch'io voglio saper, qual de noi l'ama
+ Ben venuta tu sia, provida, fida
+
+ P Per trovarti orio, adesso, apunto andava
+ Perché forza, è che un pezo teco, i' grida
+ Dishonesta persona, ingrata, e prava
+ Chi ti condusse, a farmi, un tanto insulto
+ In casa mia, se alcun non ti oltraggiava
+ Che hai tu da far, se in palese, o in occulto
+ Far vo' una cosa: vo' ch'abbi di gratia
+ Ch'io mi degna guardarti, rozo e inculto
+ Che credi tu ch'io sia, una tua stratia
+ Da piè: che mi usi tanta inhonestade
+ Non posso udirti, sì mi se', in disgratia
+ Credo che credi per ch'ai facultade
+ Ch'io ti debba adorar, e correr dietro
+ Non siamo giunti anchora, a quella etade
+ Tu credevi per farti, obscuro e tetro
+ Nel volto con minacie, e bravarie
+ Far che 'l disegno mio fusse di vetro
+ Orio, oh, oh, queste non son, le vie
+ Che a voler adimpir le voglie tue
+ Bisogna che conosci ben, le mie
+ Non sian ad un taglier, giotti, ambe due
+ Né guardar ch'io sia donna che dormendo
+ Sempre una, è più svegliata, di le grue
+ Che più tu assendi, ov'io son, non pertendo
+ Anci vo' d'ogni gratia, che dismonti
+ Che patir tanta offesa mai, no intendo
+ Tu sai quanto signor, principi, e conti
+ Vengono in casa mia né son discosti
+ Dal mio voler, anci a quel, caldi, e pronti
+ Non sia sì stolto alcun, che a me si accosti
+ Per obtener da me, con modi rei
+ Cosa alcuna: che alfin saran, discosti
+ Ma con dolcezza, il proprio, i' porgerei
+ Che crudeltà, e durezza, mi dispiace
+ Che l'hano in odio sino, i sacri dei
+ Guarda virido qui, che ascolta, e tace
+ Come spirto gentil, modesto, e humano
+ Questo, è quel che mi agrada, e che mi piace
+ Questo è sol quel che tien mia vita in mano
+ Questo, è solo collui, che pò guidarmi
+ Ovonque piace a lui, per monte, e piano
+ La più bella ricchezza, questa, parmi
+ Che in gentilezza, virtute, e costumi
+ Dolcemente, la notte e 'l dì trovarmi
+
+ O O sian ringratiati, i sacri, numi
+ Provida, hor pur tu m'ai chiarito apieno
+ È questo il far per me, degli occhi, fiumi
+ È questo il dir orio mio, fin che a meno
+ Non mi venga esta frale, e mortal gonna
+ Mai non resterò amarti, e senza freno
+ È questo il dir, sol tu sei mia collonna
+ Che hor senza causa, per un vil, mi scaci
+ O quanto, è stolto: chi si fida, in donna
+
+ V Orio tu ha inteso il tutto hor non più taci
+
+ O Taci pur tu, poltron, ruffian, da poco
+
+ P Virido vane, e non gridar con paci
+ Ancho men vado
+
+ A o questo, e sta il bel ioco
+ Mio patrone
+
+ O o imbriaco ti par bello
+ Che altri, posseder deba, il proprio loco
+
+ A Devriati tor la vita, tristo, e fello
+
+ N So l'hai conzo patron
+
+ V non ti 'l diss'io
+ Ch'io 'l faria perder subito il cervello
+ Per tua fé dimi 'l ver, non ti par ch'io
+ Habbia con lei guidato ben, il ballo
+ E l'un, e l'altro, vinto
+
+ N sì per dio
+
+ S Madonna, certo hai fatto, expresso, fallo
+
+ P Come
+
+ S in cangiar un richo per un povero
+
+ P Dhe va, che 'l non saria suo buon vassallo
+ Non ha far col piombo, or, nè col pin rovero
+
+
+
+
+ Finito, è il quarto atto, & provida va in casa Scaltra,
+ & dentro si conclude le noci, cioè Provida in virido,
+ Scaltra in Belvico & livida in Numio, e Scaltra vien
+ fuori per ir dal sarto, & in altri servitù, chusì da sé
+ dicendo.
+
+
+ S Et ho l'anima mia, di gaudio piena
+ Che sol si acquista, in seguitar, tal arte
+ Scorno affanno, faticha, biasmo, e pena
+ Se col pensier mi volgo, in ogni parte
+ Provida i' veggio, che con gran dissegno
+ Come saputa, il viver suo comparte
+ De honor, e facultade, a grado, degno
+ Fin qui si trova, hor non bisogna dire
+ Che alfin si vede, un pellegrin ingegno
+ Parmi veder in qua, Orio venire
+ Non so s'io i dicha, o taccia, esta novella
+ Hor ge la voglio in ogni modo, aprire
+
+ O Avido è quella scaltra
+
+ A egli è ben quella
+
+ O Dil tutto sieco i' vo' chiarirmi, adesso
+ Perché me, è fatta provida, ribella
+ Scaltra
+
+ S signor
+
+ O o' vai
+
+ S quivi dapresso
+
+ O Ben che ti par di tua madonna
+
+ S o pegio
+ Per te: di quel, da novo, hora, è successo
+
+ O Come, di' su
+
+ S che voi ch'io dica, i' vegio
+ Il viver nostro, andar a tal partito
+ Che d'hora in hor, si muta forma, e segio
+
+ O Che voi dir
+
+ S provida ha preso, marito
+
+ O Marito
+
+ S sì
+
+ O e cui
+
+ S virido ha tolto
+
+ O Certo
+
+ S certo
+
+ O hor il bal donque, è finito
+ Questo, è che mi mostrò sì obscuro il volto
+
+ S Non a te, sol mostrol, ma a tutti quanti
+ Quei che li haveano il cor, e il spirto volto
+ Tutti amici, amorosi, e tutti, i amanti
+ Che ella havea, li ha privati che altro stile
+ Vol tener, come lice, da qui inanti
+ Da una parte, mi duoli Orio gentile
+ Per te, di questo: da l'altra mi piace
+ Che la sia fuor, di exercitio, sì vile
+
+ O Scaltra tu puoi pensar che 'l mi dispiace
+ Ma di tal dispiacer, me ne contento
+ Pur che ciò fusse, causa, di sua pace
+ Che anchor, che ognhor l'havesse il spirto intento
+ A mio danno, e vergogna, i' non vorei
+ Intender mai, che la vivesse, in stento
+ Se fatto altro l'havesse i' non potrei
+ Restar de ognhor seguirla: ma no soglio
+ Ir contra quel, che fanno, i sacri dei
+ D'ogni affettion, per sempre, hor, mi dispoglio
+ Che virido se, è ben nimico, mio
+ Offender in tal cosa, mai, nol voglio
+ Scaltra qual dei saper ho moglie, anch'io
+ Che di bellezza, un amoroso raggio
+ Spiega, che accende i sassi, da disio
+ E se da provida era, il mio, viaggio
+ Ogni giorno qual sai, Scaltra, il fu solo
+ Per che la mi facea qualche, avantaggio
+ S'io non fusse ito al radiante stuolo
+ Non harrei preso sì veloce, corsa
+ Che senza causa, non mi levo, a volo
+ Ma lassian pur andar, la cosa, è occorsa
+ Né a te, né a lei, mai no fui scaltra, avaro
+ Che aperta ognhor qual sai, vi fu, mia borsa
+ Non quei che ho speso, ma sei tanti, ho caro
+ Conoscio d'haver, in donna, questo
+ Che più d'ogn'altro, volontier imparo
+ E se non occorrea tal caso presto
+ Dilla mia facultade, in poco spatio
+ Scaltra tien certo, ch'io facea dil resto
+ Sì che per questo solo: la ringratio
+ Che se lo haver traggea che mi mantene
+ Saria stato altro, che amoroso stratio
+ Hor sì come tal volto, l'intravene
+ Di me, bisogno havesse, in qualche cosa
+ Gli mostrerei, quant'io le volsi, bene
+ E a te scaltra mia, fida, & amorosa
+ Non mi voglio offerir, per che tu sai
+ Che a tua, mia volia, mai non fu retrosa
+
+ S Orio, ti refferisco gratie, assai
+ S'io ti potrò servir, in qualche banda
+ Al tuo comando sempre, mi haverai
+ Hor su, convien che a te mi ricomanda
+ Orio, che, è tarda l'hora, i' mi diparto
+ O E dove vai
+
+ S io vo, che la mi manda
+ Dal calzolar, dal marcer, e dal sarto
+ A tor pantoffe, scuffie, e vestimenti
+ Per questo, non ti fuggo, né ti scarto
+ Un'altra volta, su 'sti parlamenti
+ Staremo: e forsi i' ti dirò parole
+ Che tuoi spirti faran sempre, contenti
+ Hor men vo, che mi par che smonti, il sole
+
+ O Scaltra va in pace, io son al tuo comando
+
+ S Resta dio 'l sa che assai partir, mi dole
+ Certo, credea trovarlo, lagrimando
+ Horsù non v'è più amor: chi udiva lui
+ Mostrava esser di vita sempre, in bando
+ Poltrona me, che sempre pegra, fui
+ Ch'io dovea come provida, pelarlo
+ Che era da farse richi, con costui
+ Ma se sotto la rete, i' posso tirarlo
+ Un'altra volta: i' saro tanto desta
+ Che a la madre de urlando, i' sarò starlo
+
+ O Avido che ti par
+
+ A mi par la testa
+
+ O Come la testa
+
+ A i' non so quel ch'io dica
+ Pensava da iersera, in quella agresta
+ Che tu dicesti le vernaza antica
+ E i' dissi la non val pur un quatrino
+ Anchor che la sia forte, vostra amica
+
+ O Che sto poltron, da la sera, al matino
+ Parli mai d'altro, hor, anco, è buon segnale
+ Quando un affanno, si converte, in vino
+
+ S Ecco livida so, che la mette ale
+ O come il foco dentro, la lavora
+ Livida
+
+ L scaltra
+
+ S come stai tu
+
+ L male
+
+ S Come mal
+
+ L non ho preso cibbo, ancora
+
+ S Credea che fusti amalata, a la morte
+ Ma tu stai ben: va pur, che l'è a, bon'hora
+ Che hai tu qui
+
+ L confetioni de ogni sorte
+ Cedri, aranci, limon, peri, e maroni
+ Zucharo, mele, spetie, dolce, e forte
+ Et altre cose
+
+ S questi en cibbi boni
+
+ L Ben scaltra che ti par, pur giunto, è il giorno
+ Che harremo un solo, e non tanti patroni
+
+ S Mai sì alegri miei spirti, anco, non forno
+ Che sequitando come sai, tal ballo,
+ Non riceveva se non, danno, e scorno,
+ E non v'è troppo, che Avido vassallo
+ Come, imbriaco in mio dispregio, volse
+ Con la padella, donarmi, un cavallo
+ Livida poi pensar, mo, se 'l mi dolse
+ E tanto più, che le mie cose havea,
+ Hor buttai vintiun, che 'l non mi accolse,
+ Guarda come son fatta sozza, e rea,
+ Che 'l volto mio qual sai, n'haveal parecchio
+ De natura era bella: e mi facea
+
+ L Perché, ancor, non ti fai
+
+ S perché quel spechio
+ Che bella mi facea, perso ho, né trovo,
+ Alcun, che non mi faci il volto vecchio
+
+ L Che tempo haver poi
+
+ S naqui de anno novo
+ Dil quatrocento e trenta, e a punto, a punto,
+ Vinti anni adesso haver, i' mi ritrovo,
+
+ L Ti par scaltra, che sappi, ben far cunto
+ Po tu se' gioveneta, ma devresti
+ Farti bella, e tenerti, ornata, e in punto
+
+ S Se quando mi fo bella mi, vedesti,
+ Io pareriati la fada, Morgana,
+ Ai squardi, a i risi, a le parole, e a i gesti
+ E s'io volesse far la cortesana
+ Haveria de gli primi, di la terra,
+ Ma più tosto mi batti, la quartana
+
+ L Tacerò scaltra, e tu le labbia serra
+ Men vo, tu va, che 'l par che se mi chiame
+ Come le trombe, gli soldati, in guerra
+ Il tempo, la patrona, e poi la fame
+
+ S Donque livida resta
+
+ L scaltra vane
+ Son una man, di queste vecchie grame
+ Torte, grime, sdentate, lorde, e insane
+ Che fan la nympha, e dal tempo, e faticha
+ Gli gozzan gli ochi, e callose han le mane
+
+ B Non so quel ch'io mi faccia, né mi dicha
+ Tanto mi trovo alegro, che fortuna
+ Fatta mi sia, più di l'usato, amicha
+ Non temo più de adversitade, alcuna
+ Poi che la robba harrò, tutta, di scaltra
+ Potrò sguazzar, al sole, & a la luna
+ E non pur quella harrò, ma anchor di l'altra
+ Che in dotta mi darà, per lei, madonna
+ O, felice mia vita, sopra ogn'altra
+ Chi è quel che vien vestito in lunga gonna
+ Cusì veloce in qua, parmi sia il sposo
+ Voglio affrettami, non pur, gli è una donna
+ Credea che fusse scaltra, che, ioiosa
+ Era per ralegrarmi fiero, alquanto
+ Che fatto i' son marito, de amoroso
+
+ D Vendi tu quei capon
+
+ B ma de sì
+
+ D quanto
+
+ B Tre carlin
+
+ D ne voi dua
+
+ B ma de no,
+ Mia madonna non vol manco de tanto dagli
+
+ D E come vendi l'un, 'sti caschavali
+
+ B Qual volete
+
+ D i' vo' questo
+
+ B i' voglio un grosso
+
+ D Credo che mi bertegi, o mi travalia
+ Se 'l fusse almanca, più l'uno, e più grosso
+
+ B Non so che
+
+ D horsù voi tu un baioco
+
+ B Certo madona mia, dar non vi 'l posso
+ Togliete 'l mezo
+
+ D mezo, è troppo poco
+ Damil tutto, se vuoi
+
+ B i' vi fo certa
+ Che tal pretio n'harrete, in alcun loco
+
+ D A tua posta
+
+ B hor son stato pur imberta
+ Un pezo, dolcemente qui, a contendere
+ Con donna durlindana, over, fiusberta
+ La si credea, ch'io gli volesse vendere
+ Queste cose, e non sa che sian, da noce
+ Che in vivande anco assai ci conven spendere
+
+ S Belvico, belvico
+
+ B ove vien, 'sta voce
+ Ben sei tu, scaltra
+
+ S sì, ti fai da sordo
+
+ B Non certo i' non sentia, che iva veloce
+ Tu carca, io carco, segno che d'acordo
+ Fussemo sempre, in tutto, Scaltra cara
+ Tu dil mio ben bramosa, io dil tuo ingordo
+ Mai non mi fusti in cosa alcuna, avara
+ Anci sopra d'ognuna, a tutte l'hore
+ Ti trova liberal, splendida, e chiara
+ Ma dapoi che per gratia, dil signore
+ Insieme habian legato, il cor, e il piede
+ Ti prego Scaltra, che mi faci honore
+
+ S Belvico a me dir questo, non richiede
+ Che sai che ogni mio effetto e, fantasia
+ Fu pronta, a mantenerti amor e fede
+ Ma lassian questo andar, la robba mia
+ Ti la do tutta, ben che 'l mi vien detto
+ Che sei uso a buttar, de fora via
+
+ B Odi Scaltra mia bella, tien pur stretto
+ Quel che tu hai, che s'io ne spando un gozo
+ Chiamami tristo, e colmo, de diffetto
+ E se a te par ch'io habbia ingegno mozzo
+ Poni la robba, ove tu vuoi, te stessa
+ Ch'io non vo' teco ognor, darmi di cozo
+ Hor da poi che per mia, mi sei concessa
+ Voria sposarti, e far quel che si deve
+
+ S Belvico, oh, non si corre, sì impressa
+ Come sai fin quel'hora, il tempo, è breve
+ Il patron pria de far, gli effetti suoi
+ E non il servo, che biasmo, riceve
+ Vorrei saper dove sposar mi vuoi
+ Belvico mio gentil, volto mio bello
+
+ B Dove a te piace, in publico, o tra noi
+
+ S Belvico a segno ben drizza il cervello
+ Che più non si usa a por l'anello, in dito
+ Da un tempo in qua, ma il dito, ne lo anello
+
+ B Per dio che d'un gran dubio, m'ai chiarito
+
+ S Tu mi berteggi, tal moglie, se ha visto
+ Che in più modi aperto a l'ochio al marito
+
+ B U, siamo a cha, che non se habbiano advisto
+ Scaltra va inanti, che 'l patron non creda
+ Che sian d'acordo, che li è, acuto e tristo
+
+ S Sì, sì, meglio, è, sta qui, che 'l non ti veda
+
+ B Con questa vechia, andar bisogna a pelo
+ Fin che fatto ho, di la sua robba, preda
+ Com'io la guardo, la vien foco, e gelo
+ Mille fiate all'hora, e s'io la toccho
+ La non sa poi, se la sia, in terra, o in cielo
+ Se trovato n'havesse, questo, alocho
+ Che la borsa mi tien sempre, inserrata
+ Saria tenuto, un disertazo, e un fioccho
+ Ma ad esto i' vo', de buoni panni ornati
+ Haver questa persona, e de vivande
+ Morbide, e buone, haverla, satiata
+ Che la robba me abonda, in tutte bande,
+ Non son belvico più, ma son felice
+ Non son povero più non, ma richo, e grande
+ Hor mi ne volio andar, star più non lice
+ Ecco provida, Scaltra, e Livida, anco
+ Scaltra parla, qualchosa, di me dice
+
+ P Belvico
+
+ B che vi piace
+
+ P sei tu stanco
+
+ B Madonna non
+
+ P mo sei sì aflitto, e lasso,
+ Son pur due hore, che sei fuori, almanco
+
+ B I' ti dirò, scontrato ho quivi, al passo
+ Orio, il qual con parlar, tristo e vilano,
+ Come un poltron, m'a fatto, drieto, il chiasso
+
+ P E che tal detto
+
+ B po
+
+ P di' suso
+
+ B insano,
+ Il m'ha detto, vil tristo, doloroso
+ Giotto, giorgin, messetto, e ruffiano
+ Et altre cose
+
+ P e tu che gli hai risposo
+
+ B Gli dissi come il dovea vergognarsi
+ A usarmi tal parlar, ingiurioso
+
+ P E lui che disse
+
+ B il cominciò, a sdegnarsi
+ Spiegando de viltà, magior volume
+ Qual, chi vol de alcun mal suo, vendicarsi
+
+ P Et tu
+
+ B gli dissi che 'l non, è costume
+ D'un signor, contrastar, con l'humil servo
+ Che non si pone, il mar co un piciol fiume
+
+ P E lui
+
+ B me disse, rustico, e protervo
+ Che se un tratto, ti havesse, in poter mio
+ I' ti distruggerei, ogni osso, e nervo
+
+ P E tu, e lui, e tu, & io
+
+ B Mo, patrona, di me, ioco, ti cavi
+ M'hai fatto star, hor su pacientia, a dio
+
+ P Vien in qua
+
+ B non voi tu che mi disgravi
+ Di questa robba
+
+ P sì che assai, la pesa,
+ Come il caval da nolo, a casa andavi
+ Belvico ascolta ben, habbimi intesa
+ Se contra te, venir vedi Orio, intento
+ A ciò che 'l perda teco, la contesa
+ Tu vagli incontra con un argumento
+ E fa il maestro, che non pur, confuso
+ Tu l'haverai ma gli farai, spavento
+
+ B Per dio l'e fatta
+
+ P va donque, e pon giuso
+ 'Ste cose, e vieni ch'io ti expetto quivi
+ Movite, hor su, che stai guardar in suso
+
+ B Men vado
+
+ P va', fa che qui adesso arivi,
+
+ B Non vo' far altro, che bever, un tratto
+
+ P Io non so certo, de che cosa vivi
+ Una sol volta al dì, per ordin fatto
+ Mangia costui, dal mattino, a la sera
+ Né più né men, questo, è un cativo patto
+
+ S Horsù madonna, la parola, è vera
+ Che ogni sposa lieta, e tu tanto pivi
+ C'hai per natura, scherzar, volontiera
+
+ P Donque star lieti, debbian, tutti nui
+ Che sian da noce, e tutti, spose, e sposi
+ Io per me, lieta qual son, mai, non fui
+
+ S Livida donque, habbiamo i cor, ioiosi
+
+ L Scaltra tu poi pensar, com'io mi trovo
+ Se fur miei spirti in ciò, sempre disiosi
+
+ P Scaltra
+
+ S Madonna
+
+ P quel Guardacor novo,
+ E tu quella Camora, piglierai
+
+ S Non so se 'l mi stia ben, se non mi 'l provo
+
+ P Se gli è fatto a tuo dosso, o christo, mai
+ Di te non vidi, la più, smemorata
+
+ S Sì, sì, voi dite il ver
+
+ P ben tu non sai
+ Hor ognuna de voi, sia sì, adobbata
+ Politamente, per 'sta sera, a cena,
+ Che in un tempo ogni cosa, sia parata
+ Ecco Belvico, il non si move, apena
+
+ S Egli è perché, l'ha, in pugno, un sparevier, credo
+
+ P Anci gli è, perché l'ha, la panza, piena
+
+ S Non so, tal volta, molto presto, il vedo
+
+ P E presto, e pegro, a l'homo, esser bisogna
+ Secondo i luochi
+
+ S è vero i' ti 'l concedo
+
+ P Belvico c'hai tu in man,
+
+ B una Cigogna
+ Gli è l'argumento, che m'hai ordinato
+ Col qual contra Orio vada, in sua vergogna
+ E per haverlo vinto, e subiugato
+ I' vado, e che 'l conoscha ch'io son quelo
+ Che 'l m'hebbe iniustamente, ingiuriato
+
+ P A dio mi segno, i' perderò il cervello
+ Per tua fé dimmi, dove hai tu il pensiero
+
+ B Che vuoi ch'io faccia, non el buono, e bello
+
+ P Perché lui ti tenisse ardito, e fiero
+ Dissi, con argumento, vagli incontra
+ E tu contra gli vai, con un crestiero
+
+ S Tal cosa spesse volte, a l'huomo, incontra,
+ Et fa una cosa, e un'altra far, si extima
+ Ben che tu sai madonna, il pro, e il contra,
+
+ P Sì che stata esser de', questa, la prima,
+ Ben che tra l'altre, colme, di tristitia
+ Si potrebbe questa, por in cima,
+ Hor vane, e porta via quella, sporcitia
+ Che era Orio amalato, an fuor di senso
+ Rustico, insano, e pieno, de stultitia
+
+ B Più che servir dì, e notte, costei penso,
+ Men si cura, e mi paga di reo, merto
+ Ma, a tanta servitù, vo' por, compenso
+
+ P Scaltra, odi, qui, de Belvico tuo, experto
+ Mi ne fe' un giorno, un'altra, e sì matura
+ Ch'io mi critti da sdegno, morir certo
+ Poi scampò via, per fuggir la sciagura
+ E i' dissi, non temer, d'esser, offeso,
+ Vieni sopra di me, n'haver paura
+ Costui che 'l mio parlar, torto, hebbe inteso
+ Corse, e gettomi in terra, e poi di sopra
+ Me si buttò, il poltron, lungo, e disteso
+ Ti par che questa, sua matteria, scopra
+ Perché sopra di me dissi il venisse
+ Lui sopra di me corse, o che bell'opra
+
+ S E gli è, madonna, che gli ha tanto, fisse
+ Le voglie, in obedirvi ognhor, che errare
+ Il teme: e però affar questo, il si misse,
+
+ P Sì, sì, perché gli è tuo, tu 'l voi scusare
+
+ S Non già, che sempre al ver, l'alma o, disposta
+
+ P Taci chi, è quel che vien
+
+ S Orio mi pare
+
+ P Sì certo, i' non volea, hora sua posta
+ Non potrò se 'l mi parla far di meno
+ Ch'io non gli doni honestà, e humil, risposta,
+
+ O Provida volto mio, chiaro, e sereno
+ E come stai tu
+
+ P bene
+
+ O i' mi ralegro
+ Che abbi il cor tuo, d'ogni contento pieno
+
+ P Orio son certa che mai lento, o pegro
+ Tu non fusti al mio ben: né mai non vidi
+ Che mi mostrasti il bianco per il negro,
+ E se con parole aspre, & alti gridi
+ Talhor mi volsi a te, se pensi il fine
+ Vedrai che iuste fur mie, voci, e stridi
+ Che vedendomi giunta, a quel, confine
+ Qual tanto disiai, lieta, mi parse,
+ Coglier le rose, e non tocchar, le spine
+ Iuste speranze mai, non furon, scarse
+ Sperai robba, e marito, e in tempo curto
+ Gli hebbi, e di sorte, assai da contentarse
+ Vero, è che ardita ognor, substenni, l'urto
+ Col mondo: senza quel d'altrui mai torre
+ Che 'l non si assende per inganno, e furto,
+ Sì che Orio mio gentil, t'habbi a disporre
+ Di n'haver contra me, sdegnose, voglie,
+ Che in questo caso, tu non poi mi opporre
+ Trovar non potea in te, quel che 'l fin, scioglie,
+ Prima perché sei riccho, e d'alto, sangue
+ L'altra poi che 'l tuto, è perche tu hai molie
+ Che se restar creduto havesse, exangue,
+ Non t'haverei lassato, per huom vivo,
+ Che, è ben di marmo, chi per te non langue
+ Ben che Virido mio, lucido, e Divo,
+ Ha in sé tal modo, tal virtute, e gratia,
+ Che sopra ogn'altra più felice, vivo,
+ Di che sempre mia lingua il ciel, ringratia,
+ Che m'ha sortita, a sì honorato scanno
+ Che dil prim'huom dil mondo, i' son in gratia
+
+ O Provida mia, s'io ti ascoltasse, un anno,
+ Non pareriami un punto, veramente
+ Tanto i bei detti tuoi, gaudio mi danno
+ Ben che sempre ti ho sculpta, ne la mente
+ Hor perché riccha, e sposa, fatta sei,
+ Smisurato piacer, l'alma mia sente
+
+ P Non sian sol duo, congiunti, ma fian sei
+ Virido, e me, Belvico, e Scaltra, e ancora
+ Numio, e Livida, qual piaceno, ai Dei,
+ Che son tre sponsalitii: che in bon'hora
+ Son fatti: e sopra questi, alti aparati
+ Questa sera si fa, che presto, è l'hora
+ Suoni canti, i triomphi, feste, hornati
+ Balli pasti, piaceri, pompe, iochi
+ Scrime, salti, moresche, e momi usati
+
+ S Madonna noi habiamo ire, in duo lochi,
+
+ O Hai ben gran fretta Scaltra
+
+ S mo li è tardi
+
+ O Quel che già tu dicesti, hora rivochi
+ Io t'ho per schuso, che per belvico, ardi
+ Provida resta in pace, i' me ne vado
+
+ P Orio vane, che 'l ciel sempre, ti guardi
+ Scaltra che 'l sia contento, i' mi persuado
+ Che a ciò sia giunta
+
+ S ei più che te ne gode
+ Che tu ti trovi a sì eminente, grado
+
+ O O a drito, o a torto, o col vero, o con frode
+ Costei s'è hal ciel levata, dal proffondo
+ Hor su sol che ha governo, merta lode
+
+ S E cusì a tempo, e loco, manco, e abondo
+
+ V Scaltra lassiamo andar, questo contrasto
+ A te, di cotal cosa, lasso, il pondo
+ Ma dimi un poco l'ordin, di 'sto pasto
+ In che maniera, e modo, il guiderai
+
+ S Til dirò, perché cauto fu rimasto
+ Prima piffari, e trombe, se vorrai
+ Che a te sta questo: che agli spirti humani
+ Dan gran conforto: e tu, gran lode, harrai
+ Dapoi l'aqua, odoriffera, a le mani
+ E tutta via in argenti, aurati, e belli,
+ Per non parer, da rustici, e vilani
+ E una salata minuta, de occelli,
+ E dopo, vo', che 'l rosto, sia venuto
+ Prima, a guacetto, giotti figatelli,
+ Tordi, quaglie, occellin, conci a stranuto,
+ Lepre, cunigli, cercene, e pizoni,
+ Ranci, limon: rosto grosso, e minuto,
+ Il lesso poi, faggian, starne, e paoni,
+ Conci a l'inglese, & a la Catelana,
+ E il rosto de vitello, con caponi,
+ Zelatin diverse, a la Romana,
+ E torte bianche, e verdi, con cupata,
+ Da lecchar il taglier, o ver la piana
+ Poi pere guaste, zucha, e codognata,
+ Ranzato, rinci, e cedri, più perfetti
+ Marzapan, pignochado, e morselata
+ Poi l'ultima mestura, de confetti
+ Pignol, mandole, nice, e fulignati,
+ Anesi, curiandoli, e rancetti,
+ Son questi i cibbi, i' ti gli ho disegnati
+ Cusì di grosso, hor che ti par, sta bene
+
+ V Sì per mia fé, che gli hai ben, ordinati
+
+ S Vo' sia questa una di le prime, cene,
+ Ch'io mai facesse: per ch'io vaglio in strate
+ E poi tuto haggio, quel, che mi conviene
+ Virido, voglio un punto, a ricordarte
+ Che quel bel razzo di seta, a figure,
+ Tu lo vogli mutar, da l'altra, parti
+
+ V I' l'ho mutato: e il tassello, e le mure,
+ Tutte, de ricchi panni, ho ricorperte
+ Et ornate, di quadri, e di scolture,
+
+ S Hai fatto come, le persone, experte,
+
+ N Patron tardi, è
+
+ O su donque scalco andiamo
+
+ V Non fischiar Numio, le porte, e non aperte
+
+ S Pur ch'io satisfi quel, che sol, tanto amo
+
+ V Non tardar
+
+ B messer non: mi par millanni
+ Che 'l sia sera
+
+ S ecco a punto quel ch'io bramo
+ El lui, o non a il s'ha mutà de panni
+ Cor mio, nol conoscea, come gallante
+ Camina: sol riposo de' mie' affanni
+
+ B Ecco Scaltra, vo' ardito, andarle inante
+
+ S Belvico o vai
+
+ B vo qui per un servitio
+
+ S Vai tu lontano
+
+ B non troppo distante
+
+ S Ben mio gentil, senza diffetto, e vitio
+ Basciami, sangue dolce, sempre i' voglio
+ Amarti fin il giorno, dil iuditio,
+
+ B Tu m'hai contaminato, ond'io mi dolio
+ Che non sian per un'hora, nele piume
+ Ch'io metteria quella partita in foglio
+
+ S O parlar pien d'ingegno, e di costume,
+ Me generi al cor riso, e agli ochi pianto
+ E a un tratto, son conversa in foco, e in fiume
+ Belvico questo anel, me, è stretto alquanto
+
+ B Bagnat'il dito
+
+ S me l'hai ben conclusa
+ Oh, oh, oh, oh, mi vien da rider tanto
+ Non sai quanto, è che più bagnar non si usa
+
+ B Non per mia fé
+
+ S mo 'sta recetta impara
+ Che tra gli homin da ben solo, è deffusa
+
+ B Hor me diparto, vane Scaltra cara
+ Che presto anch'io verrò, star più non posso
+ Che l'hora come vedi, si prepara,
+
+ S Belvico quel da tre hai tu lo adosso
+
+ B Non, ch'io l'ho lassà dentro, e sol per questo
+ Da cha, per ir a torlo, mi son mosso
+
+ S E non far nol voler cavar sì presto
+ Lassalo ben gozzar
+
+ B egli ha ordinato
+ Che 'l si debba tor tutto, e por, in cesto
+
+ S Belvico fa cusì, di' che sei stato,
+ E che 'l tutto fatto hai: che l'hora, è tarda
+ Non vedi già, che 'l sol, è tramontato
+
+ B Son contento tornar, ma Scaltra, guarda
+ Non palesar che tu m'habbi veduto
+
+ S Va, me conosci, per falsa, o bugiarda,
+ Odi, i suoni, esser de ciascun venuto
+ Va inanti presto, ch'io ti verrò drieto
+ O eterno dì, de eterno ben, compiuto
+ Qual cor, è più dil mio contento, e lieto
+ E, pur la gloria mia qui, manifesta,
+ Il frutto hor pur d'ogni mio seme mieto
+ Donque viver ansioso, adietro, resta
+ Che in te non sia poter più, che mi aterri
+ Viverò fino a morte, in gaudio, e in festa
+ Poi chi riman adietro, l'uscio, serri
+
+
+ Finis
+
+
+
+
+ Sonetto.
+
+ Amor, e il mio cor sieco, un giorno intenti
+ Ch'io non gli udisse, trovai ragionando
+ Dicceva il cor, dhe signor dolce, quando
+ Saren mai noi dil expettar contenti
+ Et ei, per mitigar, magior tormenti
+ Rispondea con dir dolce, & venerando
+ Andrai gran tempo pria, dubioso, errando
+ Che intrar possi sicuro, ove argumenti
+ E il cor, come dal corpo, mai distante
+ Dicea, viver potrò, sì lungamente
+ Maxime in doglie, e lagrime cotante
+ E, Amor, sian pur tue voglie, in ciò contente
+ Ch'io do per privilegio, ad ogni amante
+ Che viver possi, il cor, dal corpo, absente
+
+
+ Sonetto.
+
+ Vado piangendo miei passati tempi
+ Quai vanegiando nel fral secul persi
+ Piango le rime mie, piango miei versi
+ Sparsi fra calli, campi, theatri, e tempi
+ E se a me mai non valser gli atru exempi
+ Forsi che i miei ad altri non sian persi
+ Donque voi per amor che ite dispersi
+ In me spechiando vostro cor si adempi
+ Vano, è nostro signor, che è cieco, e muto
+ In pacito, bambin, nudo augelletto
+ Da ognuno omai, per miser conosciuto
+ E chi prova ne fa, vedrà lo effetto
+ Che ogni saper si trova, in pel canuto
+ Et in pueril età, poco intellecto
+
+
+ Sonetto.
+
+ Veggendoti esser sola, al secul nata
+ Di beltà, di virtù, d'ingegno, & arte
+ Mi disposi un bel don, natural, farte
+ In exempio di tua fronte sacrata,
+ Dove ogni mio saper, e forza ho oprata,
+ In mandarti este rose, sol per darte
+ A conoscer sei da equiperarte,
+ A queste: a le quai tu se', apropriata,
+ Vedi da mane un fior, bianco, o vermiglio
+ Fresco e la sera poi languido e seccho
+ Tutto guasta dil Tempo il fero artiglio
+ Però pensa che sei Narciso, ad Ecco
+ E mentre se' in età, prendi consiglio,
+ Che spinto il tuo bel fior, riami un steccho
+
+
+ Sonetto.
+
+ Prima, lucer vedrassi phebo, il giorno
+ La luna, con le stelle, a meza notte
+ E, gli orsi e, i lupi, albergar, nelle grotte
+ E di maggio, il terren di fiori adorni
+ Iove sempre farà nel ciel soggiorno
+ Pluto, nel centro: e se speranze rotte
+ Harran gli desperati, e le più dotte
+ Genti, harran lode, e le più ignare scorno
+ Serà calda l'instate, e freddo, il verno
+ Fermi i monti, il mar salso, e dolci, i fiumi
+ Fragile il mondo, e il paradiso, eterno
+ Morigerati sian, tutti, e costumi
+ Et fia qui giuso il mondo unico, e terno
+ Ch'io mai resti d'amar, tuoi sacri lumi
+
+
+
+
+ Impresso in Milano per Magistro Gotardo
+ da Ponte ad instantia. Do. Io. Iacobo & fratelli
+ de Legnano Anno. D.M.ccccc.xyiii adi. xxiii.
+ de Setember.
+
+
+
+
+ Edizione del 1519
+
+ [Illustrazione: frontespizio]
+
+ Impresso in Milano per Rocho & fratello da
+ Valle che sta in corduxo apreso a la speciaria
+ dal Moltone ad instantia d Miser Nicolo
+ da Gorgonzola nel. M:ccccc:xviiij.
+ adi. xx. de Zenaro.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+La trascrizione di quest'opera è stata effettuata sulla base
+dell'edizione pubblicata nel 1518. Si è cercato, pur modernizzando il
+testo per alcuni aspetti, riguardanti essenzialmente le
+convenzioni tipografiche dell'epoca, di mantenerlo il più
+possibile fedele all'originale. Minimi errori tipografici sono
+stati corretti senza annotazione. Si è fatto riferimento anche a
+un'altra edizione (1519), della quale al termine del testo è
+presentata l'illustrazione di copertina unitamente ai dati di
+pubblicazione.
+
+
+
+
+
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+
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+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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