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+The Project Gutenberg eBook, Raggio di Dio, by Anton Giulio Barrili
+
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
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+
+Title: Raggio di Dio
+
+
+Author: Anton Giulio Barrili
+
+
+
+Release Date: January 25, 2010 [eBook #31077]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+
+***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO***
+
+
+E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, and the Project
+Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (http://www.pgdp.net) from
+scanned images of public domain material generously made available by the
+Google Books Library Project (http://books.google.com/)
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+
+Note: Images of the original pages are available through
+ the the Google Books Library Project. See
+ http://books.google.com/books?id=HFM0AAAAMAAJ&oe=UTF-8
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+RAGGIO DI DIO.
+
+ * * * * * *
+
+OPERE di A. G. BARRILI.
+
+ _Capitan Dodéro_ (1865). 12.ª ediz. L. 1 --
+ _Santa Cecilia_ (1866). 10.ª ediz. 1 --
+ _Il libro nero_ (1868). 4.ª ediz. 2 --
+ _I Rossi e i Neri_ (1870). 5.ª ediz. (2 vol.) 2 --
+ _Le confessioni di Fra Gualberto_ (1873). 12.ª ediz. 1 --
+ _Val d'olivi_ (1873). 12ª edizione. 1 --
+ _Semiramide, racconto babilonese_ (1873). 8.ª ediz. 1 --
+ _La notte del commendatore_ (1875). 2.ª ediz. 4 --
+ _Castel Gavone_ (1875). 9.ª ediz. 1 --
+ _Come un sogno_ (1875). 21.ª ediz. 1 --
+ _Cuor di ferro e cuor d'oro_ (1877). 16.ª ediz. (2 vol.) 2 --
+ _Tizio Caio Sempronio_ (1877). 2.ª ediz. 3 50
+ _L'olmo e l'edera_ (1877). 18.ª ediz. 1 --
+ _Diana degli Embriaci_ (1877). 2.ª ediz. 3 --
+ _Lutezia_ (1878). 2.ª ediz. 2 --
+ _La conquista d'Alessandro_ (1879). 2.ª ediz. 4 --
+ _Il tesoro di Goleonda_ (1879). 10.ª ediz. 1 --
+ _Il merlo Bianco_ (1879). 2.ª ediz. 3 50
+ -- Edizione illustrata (1890). 5.ª ediz. 5 --
+ _La donna di picche_ (1880). 4.ª ediz. 1 --
+ _L'undecimo comandamento_ (1881). 10.ª ediz. 1 --
+ _Il ritratto del Diavolo_ (1882). 3.ª ediz. 3 --
+ _Il biancospino_ (1882). 9.ª ediz. 1 --
+ _L'anello di Salomone_ (1883). 3.ª ediz. 3 50
+ _O tutto o nulla_ (1883). 2.ª ediz. 3 50
+ _Fior di Mughetto_ (1883). 4.ª ediz. 3 50
+ _Dalla Rupe_ (1884). 3.ª ediz. 3 50
+ _Il conte Rosso_ (1884). 3.ª ediz. 3 50
+ _Amori alla macchia_ (1884). 3.ª ediz. 3 50
+ _Monsù Tomè_ (1885). 3.ª ediz. 3 50
+ _Il lettore della principessa_ (1885). 3.ª ediz. 4 --
+ -- Edizione illustrata (1891) 5 --
+ _Victor Hugo, discorso_ (1885) 2 50
+ _Casa Polidori_ (1886). 2.ª ediz. 4 --
+ _La Montanara_ (1886). 6.ª ediz. 2 --
+ -- Edizione illustrata (1893) 5 --
+ _Uomini e bestie_ (1886). 2.ª ediz. 3 50
+ _Arrigo il Savio_ (1886). 2.ª ediz. 3 50
+ _La spada di fuoco_ (1887). 2.ª ediz. 4 --
+ _Il giudizio di Dio_ (1887) 4 --
+ _Zio Cesare_, commedia in cinque atti (1888) 1 20
+ _Il Dantino_ (1888). 3.ª ediz. 3 50
+ _La signora Àutari_ (1888). 3.ª ediz. 3 50
+ _La Sirena_ (1889) 2.ª ediz. 1 --
+ _Scudi e corone_ (1890). 2.ª ediz. 4 --
+ _Amori antichi_ (1890). 2.ª ediz. 4 --
+ _Rosa di Gerico_ (1891). 3.ª ediz. 1 --
+ _La bella Graziana_ (1892). 2.ª ediz. 3 50
+ -- Edizione illustrata (1893) 3 50
+ _Le due Beatrici_ (1892) 2.ª ediz. 3 50
+ _Terra Vergine_ (1892). 3.ª ediz. 3 50
+ _I figli del cielo_ (1893) 3.ª ediz. 3 50
+ _La Castellana_ (1894). 2.ª ediz. 3 50
+ _Fior d'oro_ (1895) 3 50
+ _Con Garibaldi, alle porte di Roma_, ricordi (1895) 4 --
+ _Il Prato Maledetto_ (1895) 3 50
+ _Galatea_ (1896). 3.ª ediz. 1 --
+ _Diamante nero_ (1897) 3 50
+ _Sorrisi di gioventù_ (1898). 2.ª ediz. 3 --
+ _Raggio di Dio_ (1899) 3 50
+
+ * * * * * *
+
+
+RAGGIO DI DIO
+
+ROMANZO
+
+DI
+
+ANTON GIULIO BARRILI
+
+
+
+
+
+
+
+MILANO
+FRATELLI TREVES, EDITORI
+1899.
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA
+_I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i
+paesi, compreso il Regno di Svezia e di Norvegia._
+
+Tip. Fratelli Treves.
+
+
+
+
+RAGGIO DI DIO
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+Un bel sogno avverato.
+
+
+"E andando da Chiavari a Lavagna, occorre in poca distanza il fiume
+nominato dagli antichi Entella, e dai moderni Lavagna; il quale ha la
+sua origine nel monte Appennino, di qua dalla terra di Torriglia in le
+confine di Bargagli e di Roccatagliata: e muoiono in questo fiume,
+Graveglia, Ollo e Sturla, torrenti che alcuna volta vengono con furia".
+Grazie, monsignor Giustiniani, vescovo di Nebbio e annalista di Genova;
+grazie infinite, e basta così. È la "fiumana bella" di Dante Alighieri,
+certamente la più bella di Liguria; e bene l'ha dichiarata tale il
+divino poeta, che le vide tutte, quante ce n'erano "tra Lerici e
+Turbìa", ma su questa si trattenne più a lungo, guardandone dal ponte
+della Maddalena il largo specchio azzurrino, con le due file di pioppi
+che ne accompagnavano il corso. Ma noi non ci fermeremo qui, come il
+grand'esule fiorentino; risaliremo la fiumana bella fino al confluente
+del Graveglia, dov'essa fa una gran curva, per voltar poi risoluta a
+ponente maestro; e lì faremo alto ai Paggi, come ora si dice, e dove
+nell'anno di grazia 1506 durava ancora in ottimo stato un castello dei
+Fieschi.
+
+In altri tempi s'era chiamato la Guaita; più tardi, con lieve mutamento,
+la Guardia. E meritava il suo nome, stando là come una scolta avanzata
+di tutte le terre Appenniniche ond'era formato il dominio dei Fieschi,
+gran ventaglio di borghi e castella che dalla Scrivia si stendeva alla
+Magra, includendo Casella, Savignone, Montobbio, Torriglia, Valdetaro,
+Santo Stefano d'Aveto, Varese, Pontremoli; e chi più n'ha ne metta,
+andando fin oltre i cinquanta. Passavano infatti questo numero le terre
+murate dei Fieschi; tenute con varia fortuna, s'intende, come in tempi
+guasti doveva accadere; onde i cinquanta e più feudi contigui scesero
+qualche volta a trentatrè, facendo ancora quel che si dice comunemente
+un bel numero.
+
+Gran gente, quei conti di Lavagna! Disputata un pezzo al Comune di
+Genova la terra onde traevano il titolo maggiore e più caro, vedutosi
+fabbricare all'incontro, nel 1167, il castello di Chiavari, indi a
+trentun anno cedevano quel feudo invidiato, diventando nobili genovesi,
+e ben presto una delle quattro grandi famiglie potenti e prepotenti
+della Repubblica. Ricchi di capitani e d'ammiragli, come di cardinali e
+di papi, ora ripigliavano le terre perdute, ora altre ne acquistavano, a
+ristorarsi dei danni. Al tempo di cui raccontiamo, erano già molti rami
+di Fieschi, ma tutti strettamente collegati d'interessi, sotto gli
+auspicii del ramo principale, rappresentato allora da Gian Aloise,
+signor di Pontremoli, di Varsi, di Loano, di Montobbio; principe di
+Valdetaro e conte di San Valentino; marchese di Torriglia, Varese, Santo
+Stefano d'Aveto, Calestano, Vigolzone, Gremiasco, San Sebastiano, e via
+discorrendo per un pezzo; un gran signore, a farla breve, superiore nel
+tempo suo agli altri tutti d'Italia per ampiezza di dominio, e quasi un
+piccolo re. In Genova, tanta era la sua autorità, sedeva per decreto
+sugli anziani, e gli si davano i titoli d'illustre e di eccelso, come ai
+principi di corona.
+
+Con queste fortune al casato e con le politiche necessità che ne
+conseguivano, la Guardia aveva riconquistata una parte dell'antica sua
+importanza militare. Il padrone era un valoroso; ma in patria non aveva
+fatto niente di notevole, e per quello che aveva fatto in terre lontane
+si poteva dire che riposasse sugli allori. Avrebbe difesa strenuamente
+la sua rocca, se mai fosse stata minacciata: per intanto l'aveva
+battezzata Gioiosa Guardia, in omaggio al cavalier Lancillotto di
+romanzesca memoria, ma più alla bellissima donna che da un anno aveva
+fatta signora del castello, impalmandola con rito solenne e con gran
+pompa comitale nella vicina chiesa di San Salvatore.
+
+Era dunque gioiosa, la Guardia, per decreto recente del suo felice
+padrone. Ma non corrispondeva alla bellezza dell'epiteto la faccia
+smunta del suo custode, o gastaldo che vogliam dirlo, non potendo, per
+la presenza del legittimo signore, decorarlo del sonoro titolo di
+castellano. E nondimeno, quel gastaldo decorava l'ufficio con la
+misurata gravità dell'aspetto; a cui, nel pomeriggio del 5 marzo 1506,
+si poteva aggiungere la composta dignità dell'atteggiamento, quantunque
+egli fosse modestamente seduto sovra una panca, entro la prima cinta del
+castello, assistendo ad una partita di pallone, caldamente impegnata fra
+sei giuocatori. Diciamo di passata che cinque di essi erano uomini
+d'arme del castello, e il sesto un frate francescano, come appariva
+dalla tonaca, saviamente raccorciata a mezza gamba coll'aiuto del fido
+cordone, su cui ella veniva a far grembo.
+
+Quanto al nostro personaggio, vediamo di abbozzarne in pochi segni
+l'asciutta figura. Appoggiate le mani scarne ma forti sul pomo della
+spada; accavalciate le gambe lunghe, che mettevano in mostra due
+stivaloni di cuoio cordovano e due calze divisate di bianco e d'azzurro;
+ritto il busto nel suo giubbone attillato di cuoio, donde uscivano le
+maniche di lana, divisate anch'esse dei due colori di casa Fiesca; ritta
+la testa che pareva tutta in fiamme pel colore della barba e dei capelli
+rosseggianti al sole; tirata un po' indietro sul cocuzzolo la berretta,
+anch'essa di cuoio, con larghe frappe di bianco e d'azzurro, sormontata
+da una gran penna lionata di pavone, il nostro personaggio aveva una
+bell'aria di vecchio soldato in licenza, felice d'un po' di riposo, ma
+pronto a gittar la berretta per calzar la barbuta. Non era bello, no
+davvero; aveva troppo scarno il viso lungo, e gli occhi grigi, quasi
+bianchi, sotto le ispide sopracciglia rossigne: il naso, poi, che
+incominciava colla buona intenzione di parere aquilino, finiva in una
+pallottola rossa, non conveniente di certo alla severità dell'aspetto, e
+molto meno alla dignità della carica. Ahimè, non si nasce perfetti. Ma
+don Garcìa, che tale era il nome del personaggio, non si dava un
+pensiero al mondo di queste fisiche imperfezioni. Era passato il tempo,
+se mai; ed egli godeva della vita quel tanto che se ne può godere di là
+dai cinquanta. Per allora, si dilettava di veder giuocare al pallone;
+era tutto nelle belle battute e nelle pronte rimesse, nelle volate e
+nelle cacce vinte; accennava del capo ai bei colpi, batteva le labbra ai
+falli. A lui si rimettevano nei casi dubbi, ed egli dava il responso,
+con calma e buon giudizio, senz'ombra di parzialità. Pure, come ogni
+fedel cristiano, egli avrebbe potuto pendere più di qua che di là, ed
+averne ancora la scusa, poichè uno dei giuocatori, il frate, era
+spagnuolo al pari di lui.
+
+Perchè quella spagnuoleria là dentro? E come andava che non dispiacesse
+a nessuno? Diciamo subito che quei due spagnuoli, don Garcìa e frate
+Alessandro, e per terra e per mare erano stati compagni di ventura al
+signore del castello; e soggiungiamo che dei cinque giuocatori genovesi,
+tutti uomini d'arme della Gioiosa Guardia, tre erano stati coi due
+spagnuoli ai medesimi incontri, ricordando altresì che più di tutti
+aveva rischiata la pelle quel vecchio, non solamente per far servizio al
+loro signore, ma ancora per salvare la bellissima donna, diventata da un
+anno cristiana e contessa, col nome di Giovanna del Fiesco.
+
+Queste erano ragioni da bastare là dentro, rendendo cari, non che
+tollerabili, i due forestieri. Ma della ammissione d'un di loro in
+ufficio tanto geloso dovevano pur fare le meraviglie taluni di fuori,
+che non sapevano bene le cose. Ed uno di costoro, Filippino Fiesco,
+passato due mesi prima da Gioiosa Guardia, non aveva potuto trattenersi
+dal farne cenno al signore del luogo.
+
+--Cugino Bartolomeo,--gli aveva detto, temperando con un suo risolino
+l'impertinenza della domanda,--che v'è saltato in mente di prendere per
+servitore uno spagnuolo? Siamo per Francia, noi, non per Castiglia e
+Leone.
+
+--Ah, sì?--aveva risposto Bartolomeo Fiesco.--E meglio per noi, che non
+fossimo per nessuno. Quanto alla gente fidata, si raccatta dove si
+trova. Il mio gastaldo io l'ho conosciuto tra Spagnuoli, e di dovunque
+egli sia, me lo tengo caro. Del resto, che ci trovate di strano? Io non
+faccio altro che imitare il re Cristianissimo.
+
+--In che modo?
+
+--Nell'unico che sia possibile a me. Chi ha messo egli a comandarci, che
+Iddio lo benedica?
+
+--Monsignor Filippo di Cleves, signore di Ravenstein,--rispose Filippo
+Fiesco,--regio governatore e luogotenente generale dei Genovesi, come
+cantano tutte le gride.
+
+--Dimenticate "ed ammiraglio del Levante";--ripigliò Bartolomeo
+Fiesco.--Ma forse egli pare anche a voi un ammiraglio d'acqua dolce.
+Quello, del resto, è il capo della gente di Francia, mandato qui per
+figura e per indorarci la pillola. Io intendevo parlare del comandante
+vero, di quello che fa tutto in casa nostra. Non è questi il
+Roccabertino? E chi è il Roccabertino? non è forse un Aragonese? Ed io
+ho per luogotenente un Catalano. La differenza è qui tutta.--
+
+L'argomento non ammetteva risposta; e messer Filippino potè anche
+pensare che ognuno in casa sua si governa a suo modo. Nè altre molestie
+ebbe don Garcìa, che veramente non le meritava. E tutti sapendo ch'egli
+era stato buon compagno di rischi del capitano Fiesco, nessuno conobbe
+mai quale alto ufficio avess'egli esercitato in Haiti. Tacevano le sue
+gesta i pochissimi che avrebbero potuto parlarne; frate Alessandro, ad
+esempio, suo conterraneo e suo introduttore alla mensa soldatesca nel
+bosco di Xaragua; Giovanni Passano e Pietro Gentile, che di aiutanti del
+Fiesco essendosi mutati in aiutanti di don Garcìa per una lugubre
+impresa, non avevano nessuna ragione di vantarsene, quantunque nella
+brutta occasione avessero imparato a stimare quell'uomo. Senza di lui,
+come si sarebbe salvata la infelice regina di Xaragua? Senza i casi che
+necessariamente n'erano seguiti, come si sarebbe salvata Higuamota, la
+graziosa fanciulla, diventata moglie a Giovanni Passano un mese dopo che
+sua madre era diventata contessa del Fiesco?
+
+Fortunato, il Passano! Restava luogotenente del conte; ma in tempo di
+pace, com'erano allora i nostri reduci del nuovo Mondo, faceva
+dell'altro, vivendo molto a Genova e curando gl'interessi del suo
+protettore. Lo chiamavano già Da Passano. E perchè no? Forse era della
+stirpe onorata di quei nobili della Riviera di Levante, e il nome voleva
+pur dire qualche cosa, anzi più di qualche cosa, in un tempo che quei
+_de_ e quei _da_ non si usavano con norme fisse. Era il tempo, o giù di
+lì, che un gran capitano di ventura, d'antico ceppo parmense, signor di
+Berceto, di Torchiara e di San Secondo, si sentiva chiamare
+promiscuamente Pier Maria Rossi e Pier Maria De Rossi; ed egli poi, a
+farlo a posta, sull'ingresso di Torchiara faceva scolpire il suo nome
+nella umilissima forma di Pietro Rosso. È vero che lo metteva in fin di
+verso, per far rima a modo suo con due finali in "orso". Ma, per trovare
+esempi più prossimi, gli stessi conti di Lavagna non avevano sempre
+creduto, coi genealogisti di casa, d'essere stati chiamati Fieschi, per
+una ottenuta prefettura del Fisco imperiale in Italia, donde sarebbe
+venuta la più o meno naturale storpiatura del _Fliscus_. Il nostro
+Bartolomeo, che gradiva anche alle sue ore il nome di Damiano, lasciava
+correre un _Bartholomeus Frescus_ in atti notarili; e questo forse in
+omaggio ad una più modesta genealogia del 1171, quando due conti di
+Lavagna avevano preso a far cognome dai lor soprannomi di Fresco e di
+Secco, trovati buoni a distinguere le loro due nobili persone, che
+portavano il medesimo nome di Ugo. Non troppo dissimilmente i contèrmini
+Malaspina si erano spartiti in due rami, il fiorito ed il secco.
+
+Ma torniamo a don Garcìa, che in tutte queste minuzie non ha niente a
+vedere. Era un brav'uomo, che si sapeva contentare, avendo un pane
+onorato per la vecchiaia. Faceva un po' di tutto, alla Gioiosa Guardia.
+Antico soldato, insegnava anche il mestier delle armi ai vassalli del
+conte; nei giorni festivi metteva in ordinanza un centinaio di fanti a
+piedi, e una diecina d'uomini a cavallo, che facessero bella mostra
+battendo le strade da Chiavari a Carasco, a San Colombano e più oltre.
+Invigilava, nelle stagioni opportune, ai raccolti dei poderi, e
+riscuoteva in nome del conte tutti i diritti feudali, facendo qui, come
+del resto, assai bene le cose, con gravità, senza rigore, con giustizia
+che non escludeva la umanità, persuaso dopo tutto di far piacere al
+padrone, e più ancora alla padrona.
+
+Quella donna era amata, adorata per tutta la valle dell'Entella e per le
+vicine convalli dello Sturla, della Graveglia, dell'Ollo. Bisognava
+vedere che calca di gente, quando, insieme colla nobilissima suocera, la
+veneranda madonna Bianchina, scendeva ai divini uffizi nella chiesa di
+San Salvatore. Ricordavano tutti che ne' suoi paesi di là dall'Atlantico
+era stata regina; e naturalmente si magnificava il suo lontano reame.
+Quello che non si poteva ingrandire, perchè già troppo grandeggiava da
+sè, era la sua stupenda bellezza. La sua carnagione d'un color caldo
+oltre il tipo europeo, non appariva neanche tale, smorzata com'era e
+condotta al vermiglio dallo strano onnipotente fulgore delle pupille
+nerissime. E ferivano, quelle pupille, dovunque si volgessero a caso; e
+molti si sarebbero lasciati ferir volentieri, a patto di sentirle
+rivolte a sè con qualche pietosa intenzione. Ma la contessa, nel fatto,
+non aveva occhi se non per il suo dolce marito, che spesso le accadeva
+di chiamare Damiano. E a lui più spesso accadeva di chiamarla Fior
+d'oro: Giovanna non mai; piuttosto, alla spagnuola, Juana, che riteneva
+molto del suono di Anacoana. I nomi, si sa, non hanno piccola
+importanza, in amore.
+
+Anche a lui volevano bene quei terrazzani, più ancora che non lo
+rispettassero come vassalli. Già, non lo tenevano quasi più per un
+Fiesco; tanto che, all'usanza di Genova, lo chiamavano Bartolomeo delle
+Indie. Sicuro, e bene prendeva egli il nome da quelle Indie occidentali,
+dov'era stato quattro volte ad ogni sbaraglio, prode soldato, esperto
+navigatore, singolarmente caro a quell'altro Genovese, così grande e
+così maraviglioso uomo, che le aveva scoperte per potenza d'ingegno e di
+fede. Quanti erano stati con lui partecipavano un poco della sua epica
+grandezza; perfino i due umili marinai, Guglielmo e Battista, che si
+erano ridotti a vivere anch'essi nel recinto ospitale della Gioiosa
+Guardia, e che tutti i giorni di festa, infallantemente, seduti
+all'ombra fuor della porta del castello, tenevano cattedra di geografia
+transatlantica. A quei discorsi accorreva sempre più gente che non alle
+prediche dei frati, i quali pure descrivevano qualche volta le
+magnificenze del regno di Dio. Ma in queste si sentiva sempre lo sforzo
+di fantasia di chi non c'era mai stato; laddove le magnificenze del
+nuovo Mondo avevano avuto quei due semplici marinai per testimoni
+recenti.
+
+Che fossero egualmente veridici non si potrebbe giurare. Raccontavano le
+cose come se le avessero ancora davanti agli occhi, e raccontandole ne
+davano il barbaglio agli occhi dell'uditorio. Si trattava d'oro,
+infatti; oro a mucchi, in pagliuole ed in polvere, da tuffarci dentro le
+braccia fin sopra il gomito; oro ad ogni piè sospinto, a colonne, a
+pilastri, a scaglioni, a piramidi; oro a bizzeffe, in quel paese di
+Veraguas, dove bastava smuovere un pochettino le zolle, per trovar le
+radici degli alberi affondate in quel coso giallo lucente; oro nel fiume
+dello Yaque, presso San Domingo, ove del prezioso metallo non erano
+fatte solamente le arene del fondo, ma i ciottoli delle due rive, e i
+massi e le scogliere delle svolte. Che poesia, quella dell'oro! E come è
+nata? Tutta per amore della sua bellezza in sè, o non per l'acquisto,
+che rende così facile, d'ogni desiderata fortuna?
+
+S'intende che i due narratori non si fermavano alla magnificenza delle
+cose inanimate. Anche gli uomini, laggiù, erano d'una specie insolita; e
+tra gli uomini il Prete Janni, favolosa figura del Medio Evo, ci aveva
+la sua parte non piccola. Guglielmo non lo aveva veduto; Battista
+nemmeno. Personaggi così alti come il Prete Janni non si lasciavano
+vedere da poveri marinai; ma il grande scopritore del nuovo Mondo sì, lo
+aveva veduto, gli aveva parlato a lungo, era stato suo ospite, accolto
+alla sua mensa, nella sua intimità. Quel gran monarca si era tanto
+innamorato delle virtù di Cristoforo Colombo, che lo avrebbe caricato di
+diamanti, se questi si fosse risoluto di prender servizio con lui. E si
+diceva a San Domingo che l'odio di Aguado, di Bovadilla e di Ovando
+contro l'ammiraglio e vicerè delle Indie fosse nato appunto da questo,
+che il Prete Janni aveva fatto festa a lui, non volendo veder loro
+neanche come prossimo; ond'era avvenuto che verdi dall'invidia fossero
+andati ad accusar l'ammiraglio presso Ferdinando il Cattolico,
+dipingendolo come uno che era già in via di tradirlo, sottraendo alla
+corona di Spagna i benefizi della grande scoperta. Sicuramente,
+l'ammiraglio poteva far ciò, solo che lo avesse voluto. Il prete Janni
+lo stringeva tanto colle sue offerte d'amicizia! Figurarsi, che voleva
+dargli in moglie sua figlia, ricca come il mare, bella come il sole, e
+buona come il pan di Natale. Ma il signor ammiraglio non si era lasciato
+prendere all'amo; aveva resistito a tutte le offerte, a tutte le
+promesse più lusinghiere; tanto più che da genovese sottile s'era
+accorto che la bella aveva un occhio di vetro. Bella, poi, la vantavano
+tutti alla Corte; ma Guglielmo e Battista non l'avevano veduta mai.
+Un'altra, piuttosto; e quella bella era bellissima; e il loro capitano
+se l'era portata via, quantunque regina, e l'aveva fatta contessa. Già,
+tutti i salmi finivano in gloria.
+
+Qui poi l'uditorio poteva dar ragione ai parlatori, e in piena
+cognizione di causa. Un tal miracolo di donna non si era visto mai,
+neanche dai più vecchi, che pure avevano veduta entrare in casa Fieschi
+madonna Bianchinetta, nel primo fiore della sua gioventù. Che splendore
+di sposa, quella regina delle Indie! Per lei si era scomodata, e con
+ragione, tutta la casata dei Fieschi; ed anche gli altri rami minori dei
+conti di Lavagna, come gli Scorza, i Bianchi, i Della Torre, i Levaggi,
+i Leivi, gli Zerli, i Cogorno, i Cavaronchi, i Ravaschieri, i Penelli.
+Il capo dei Fieschi, in persona, l'eccelso conte Gian Aloise, aveva
+lasciato Genova e la sua reggia di Vialata, per assistere alla
+cerimonia, per condurre egli stesso quella regina del nuovo Mondo
+all'altare. E bella come il sole, poichè non si poteva trovare un
+paragone più alto; e buona come il pan di Natale, e dotta come un libro
+stampato. Come parlava l'italiano! come il genovese, che è poi la madre
+lingua d'ogni buon Ligure, e certamente quella del Paradiso terrestre;
+specie colla giunta di quella sonora e dolce cantilena chiavarese!
+Difatti, anche queste finezze aveva imparate in pochi mesi la regina
+delle Indie. E si andava a sentirla, ma più ancora a vederla, senza
+stancarsene mai, nelle domeniche, quando la bellissima donna, ritornata
+dai divini uffizi, scendeva alla porta del castello per distribuire il
+pane ai poveri dei dintorni. Quei poveri si moltiplicavano come i pani e
+i pesci dell'Evangelio. C'erano molti che si facevano poveri a bella
+posta: ma erano riconosciuti, e tenuti lontani. Solo alle donne, che
+usavano di questo sotterfugio per avvicinarsi alla signora contessa, non
+si faceva il torto di cacciarle; per rispetto al loro sesso si
+lasciavano accostar tanto, che la signora le riconoscesse da sè.
+
+--E voi, che cosa chiedete?--diceva ella, ridendo d'un risolino
+malizioso.--Non siete già povere, voi!
+
+--Oh, signora, siamo bisognose la parte nostra;--rispondevano le più
+ardite.--E siamo venute, perdonateci.... siamo venute a prenderci
+un'occhiata di sole.--
+
+Sorrideva, la bellissima donna, arrossendo; e dava un ceffone, con la
+sua morbida mano; ma tanto leggero, che pareva una carezza, ed era
+ricevuto con divozione, come la guanciata del vescovo alla cresima.
+
+--Qui non voglio altri che poveri, avete capito?--
+
+Così conchiudeva, volendo parere sdegnata. Ma c'era tanta soavità
+d'accento nel rimprovero, e tanto sorriso nello sfolgorìo di quegli
+occhi scorrucciati, che le buone valligiane di Carasco, di Graveglia e
+di Paggi levavano le mani in atto di adorazione, come se avessero veduta
+la Madonna, e in cuor loro promettevano di ritornarci la domenica
+vegnente.
+
+Gioiosa Guardia, davvero, sotto la benefica luce di quegli occhi
+celestiali. Ma qualche volta su quei begli occhi si stendeva un velo di
+mestizia. Passavano allora le immagini di un altro popolo, assai più
+numeroso, amante anche quello e devoto, ma che aveva la sua quiete, la
+sua sicurezza da lei, e non era avvezzo a provare più gran gioia nella
+vita, di quando si raccoglieva estatico ad ascoltarla, rapito ai suoni
+del _maguey_, agli accenti soavi dell'areìto Povero popolo d'Itiba! come
+lo avevano ridotto allo stremo quei feroci conquistatori spagnuoli,
+deludendo i nobili disegni del Giocomina, del venerando condottiero dei
+Figli del Cielo! Ma se il ricordo d'Itiba era triste, la bella ed
+infelice regina di Xaragua aveva imparato molte cose nella terra di
+Azatlan. Era disceso su questa terra un altr'uomo dolce, buono,
+compassionevole ai mesti, un uomo divino, e avevano voluto sperimentarne
+la virtù infinita mettendolo in croce come un malfattore; poi si erano
+pentiti, lo avevano riconosciuto in ispirito e verità, gli avevano
+eretto altari, e lo adoravano, e lo mettevano in croce ogni giorno,
+disconoscendolo, bestemmiandolo, negandolo nei giorni della spensierata
+allegrezza, per invocarlo nell'ora della paurosa avversità, superbi a
+vicenda e codardi, sopra tutto eternamente fanciulli.
+
+Perciò qualche volta accadeva anche a lei d'esser mesta. Ma quelle erano
+le nubi passeggere, candidi fiocchi vaganti, che macchiavano
+all'orizzonte un bel cielo d'estate, senza turbarne il sereno. Ed era
+felice, oramai, quanto è dato a creatura umana sulla terra; felice per
+quell'uomo che viveva adorandola, e non si muoveva di là, dove l'aveva
+condotta a rifugio. Che amasse la sua rocca e il suo poetico Entella,
+non si poteva dubitare, poichè tante volte lo diceva egli stesso. Ma non
+così aveva amato quel fiume e quelle mura negli anni della adolescenza,
+quando animoso cacciatore batteva le macchie, ed era sull'Antola o sul
+Penna più spesso e più volentieri che in casa. In quel castello era
+nato; su quelle rive beate era cresciuto, ricco, orgoglioso del nome e
+della potenza che confortava quel nome; e giovane si era mescolato in
+Genova alle zuffe micidiali del tempo, avendone presto la sazietà.
+Curioso di dottrina, o più vago di novità, aveva atteso agli studi nella
+università di Pavia, riportandone come un fastidio d'anni sciupati;
+ond'egli non aveva cercato nella quiete della sua terra il rimedio alle
+pene del cuore, ma si era buttato per morto alle imprese del mare. E
+quali imprese! Non già per diventarci padron di galere, e da fortunati
+scontri aver lustro e potenza come tanti altri suoi pari e consorti, per
+vantaggio di una casata che omai ridiventata padrona dell'antico
+dominio, lo aveva allargato quasi a reame, dall'Appennino al mare e
+dalla Scrivia alla Magra; bensì per tentare un cammino ignoto, col
+rischio di giungere ad un punto donde il naviglio si sprofondasse nel
+vuoto. Orribile chiusa, e creduta allora certissima! Il guaio non gli
+era occorso; aveva potuto ritornare, e con la sua parte di gloria. Pure,
+ricondottosi a casa, non aveva potuto star fermo; viaggi su viaggi,
+fortunali e vitacce da cani; spesso in pericolo d'andar pastura ai
+pesci, più spesso di buscarsi un colpo di freccia avvelenata; prigionia
+tra i selvaggi, condanna a morte, agonia a fuoco lento, nulla aveva
+potuto corregger l'umore vagabondo del gentiluomo marinaio, di
+quell'argento vivo. Ed ecco, di punto in bianco, il gran cambiamento:
+quell'umor vagabondo, quell'argento vivo, s'era chetato ad un tratto:
+lui tutto casa, lui tutto "fiumana bella", lui tutto moglie, e
+innamorato per giunta, come un ragazzo di vent'anni. Ma ecco, il segreto
+del mutamento era qui.
+
+--Come sei buono, Damiano!--gli bisbigliava Fior d'oro.
+
+--Sfido io!--rispondeva egli, con quel suo piglio che volentieri girava
+al comico.--Son buono, perchè sono felice. E sono felice....
+
+--Perchè?--domandava lei, con accento di cara malizia.
+
+--Perchè....--ripigliava Damiano, girando un po' largo, per voglia di
+ridere.--Perchè ci ho la mia Gioiosa Guardia che amo tanto....
+
+--Giustissimo; e la tua "fiumana bella"--suggeriva lei, prestandosi al
+giuoco assai volentieri.--Con queste due cose....
+
+--Con queste due cose ci sarebbe anche da morir di noia;--proruppe
+Damiano.--Le avevo, e non mi sono bastate. Diciamo dunque, per essere
+nel vero, che ci ho te, cara donna adorata. La più bella donna, nel
+verde più vivo, sotto il più dolce azzurro del mondo, ecco la felicità
+vera ed unica. Ed ecco quello che io volevo dire, contessa Juana, se voi
+mi aveste lasciata fare la mia progressione ascendente.
+
+--E non ve l'ho lasciata fare, da quella gran cattiva che sono! Ma voi
+me ne punite tanto severamente, che avrei voglia di rifarmi da capo. Per
+altro,--soggiunse ella, mettendosi sul grave,--dicono che un bene
+posseduto non sia più un bene.
+
+--Vedete che logici da strapazzo!--replicò Damiano, ridendo.--Il bene è
+il bene, di qui non si esce. Se si mutasse, sarebbe un'altra cosa, ne
+convengo. Ma come potrei volerlo mutato? In più no, perchè io ho tutto
+quello che desideravo. In meno, neanche, perchè quello che desideravo lo
+desidero ancora: e questo è il fatto, la condizione su cui possiamo
+fondare il nostro ragionamento. Ho io studiata bene la mia logica?
+
+--Eh, non voglio dire di no. Il mio signore ha sempre ragione. Ed era il
+bel sogno, questo,--diss'ella traendo un sospiro,--il bel sogno che ho
+sognato con te. Il bel sogno si è finalmente avverato; o Dio, tra quanti
+pericoli, tra quante angosce mortali! Se c'è giustizia in terra, il bel
+sogno non dovrebbe finire.
+
+--Così dico io;--conchiuse Damiano.--Non dovrebbe, non deve, non dovrà.
+Dimmi, Fior d'oro; sei tu sicura di te?
+
+--Oh sì, di me....--gridò ella, levando gli occhi al cielo.--Ed anche di
+te,--soggiunse tosto,--anche di te, conte Fiesco, che sei così nobile
+spirito e così candido cuore. Ma non presumi troppo delle tue forze....
+e della natura umana? È della donna amare, e saperlo far bene, non
+sapendo far altro: è dell'uomo l'operare, il faticare in qualche utile
+impresa, per deludere la sazietà.... per vincer la noia.... E per
+questo, me lo lasci dire?.... per questo, bisognerebbe forse mettersi a
+far qualche cosa.--
+
+Tremava un pochino, parlando così, e mendicava le parole. Ma ebbe il
+pronto conforto di sentirsi dar ragione da lui.
+
+--Sicuramente;--diss'egli.--Ci pensavo appunto stanotte, mentre tu
+riposavi, Fior d'oro. Bisognerà far qualche cosa. Ed ho trovato.
+
+--Ah sì? E che sarà?
+
+--Continuare ad amarti;--rispose gravemente Damiano, facendo cadere
+dall'alto, l'una dopo l'altra, le sillabe.--Vi ho lungamente
+contemplata, amica mia; vi ho pure abbracciata, ma guardingo, sapete,
+con mano leggera leggera, per non rompervi il sonno, che era così dolce;
+ed ho pregato Dio che non mutasse niente, che lasciasse tutto così, come
+ha tanto saviamente disposto, nella sua misericordia infinita.--
+
+E voleva dare in una risata; ma non n'ebbe il tempo. La contessa Juana
+rideva già più di lui, non senza lagrime; quelle care lagrime che tanto
+abbelliscono ogni profonda allegrezza. E un po' tardi, ma in tempo, gli
+ricambiava l'abbraccio.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+Ambasciator non porta pena.
+
+
+Ma ritorniamo una seconda volta, e sia la buona, al nostro don Garcìa,
+che con tanta attenzione seguiva le vicende di un bellissimo giuoco.
+Proprio si arriva al punto che la piacevole occupazione gli era
+interrotta dall'avvicinarsi d'un famiglio, le cui prime parole ebbero
+virtù di farlo balzar subito in piedi. Molestie dell'ufficio,
+naturalmente; e la Guardia non poteva esser sempre gioiosa, pel suo
+degno custode.
+
+--Ci abbandonate?--gli chiese frate Alessandro, che per fortuna di
+giuoco veniva ad essergli più vicino, e lo vedeva muoversi di scatto
+dalla panca.
+
+--Per forza;--rispose don Garcìa.--Ed anche, diciamolo pure, con un
+certo piacere. Arriva il nostro Giovanni Passano.--
+
+La nuova si sparse fra gli altri giuocatori, e la partita fu subito
+interrotta, come la piacevole occupazione di don Garcìa. Il Passano
+aveva amici da tutt'e due le parti; e se si contentavano di piantar lì
+la giuocata quei che avevano il disopra, con "quaranta e la caccia",
+era naturale che non si dolessero quelli che s'avviavano a perdere, non
+avendo che un "quindici".
+
+Giovanni Passano, al suo smontar da cavallo nel cortile della Gioiosa
+Guardia, fu accolto a festa dai suoi vecchi compagni d'Haiti e della
+Giamaica.
+
+--Che buon vento vi porta?--gridavano a gara, stringendogli la
+mano.--Finalmente! Bisognerà metterci il segno per ricordo, stamparla,
+toccarsene un occhio. Sapete che ci mancate da un mese?
+
+--Eh, si fa come si può;--rispondeva il Passano, commosso da tutte
+quelle dimostrazioni d'amicizia.--Appena levati i piedi dagli impicci,
+eccomi qua. Pietro Gentile! Guglielmo! Battista! frate Alessandro, che
+per riverenza alla tonaca dovevo metter primo di lista!...
+Quantunque,--soggiunse ridendo, al vedere tutti quei grembi e sboffi
+fuor dal cordone di san Francesco,--mi pare che la portiate sempre alla
+diavola. Giuocate al pallone, vedo. È un bel giuoco; ma non da frati.
+
+--Chi ve l'ha detto, messer Giovanni? Nessun testo lo proibisce; e ce
+n'è uno che forse li permette tutti. Ma sì. _Servite Domino in
+laetitia_; lo raccomanda il Salmista. Volete giuocare anche voi?
+
+--Eh! se non fossero quattr'ore che mangio polvere, e che mi fiacco le
+reni col cavallo più indiavolato della cristianità.... A proposito, mi
+fareste un gran piacere ad esorcizzarlo coll'acqua santa.
+
+--O voi col vino di Vernazza, piuttosto.
+
+--Il vino di Vernazza fa bene all'uomo;--conchiuse gravemente il
+Passano, mentre si avviava colla brigata verso l'ingresso della seconda
+cinta.--Qui, infatti, ci ho un testo sacro ancor io; _vinum bonum
+laetificat cor hominis_. E il signor conte?--ripigliò, con accento
+mutato, parlando a don Garcìa.--E la signora contessa?
+
+--Benissimo;--rispose lo Spagnuolo.--E vi direi che sono là bene
+accostati sul medesimo ramo, come due tortore innamorate, se fosse
+almeno ora di giardino. Saranno invece nella caminata, lei col suo
+tombolo a far merletti, lui a metter del nero sul bianco.
+
+--Ma anche a far merletti e a scrivere si può star molto vicini, non è
+vero?
+
+--Oh questo poi sì; alla medesima tavola, per non perdersi d'occhio. Vi
+faccio annunziare, mentre bevete un bicchiere?
+
+--No, non occorre;--rispose pronto il Passano.--Non dico per il bere,
+intendiamoci; dico per il farmi annunziare. Non c'è premura; è una
+visita senza impegno, la mia. A presentarmi, ci sarà sempre tempo per la
+cena.
+
+--Ah, mi levate una spina dal cuore;--disse quell'altro, mentre lo
+faceva entrare nel tinello, al pianterreno della rocca.--Avrei giurato a
+tutta prima che veniste per portarci via il padrone. Che ci volete fare?
+Presentimenti; e fortuna che qualche volta ingannano! L'altro giorno,
+passando di qua messer Filippino, che, sia detto con la debita reverenza
+al casato, ha sempre la lingua un po' amara, si lasciò sfuggire certe
+parole! "Che Gioiosa Guardia! diceva; che Gioiosa Guardia! Dormigliosa,
+dovreste chiamarla. Con Ercole che fila ai piedi di Onfale". Io, per
+dirvi la verità, non conoscevo questa signora, ed ho dovuto farmi
+spiegare l'arcano da frate Alessandro. Ne sapeva poco più di me, quel
+bravo figliuolo; ma tanto da capire che si trattasse d'una donna, la
+quale faceva perdere il tempo al dio della forza. Il nostro conte,
+veramente non fila, e nemmeno la contessa; quantunque, se filasse, vi so
+dir io che con quelle sue dita darebbe dei punti alle fate. Ma io ho
+bene inteso, dopo la spiegazione di frate Alessandro, che cosa volesse
+dire messer Filippino. Il padrone non si occupa se non della padrona, e
+lascia che gli altri della casata facciano e disfacciano a modo loro le
+cose della Repubblica. Ma di che si lagnano, se mai? Egli tira le mani e
+i piedi fuori del giuoco; li lascia dunque padroni; non vi pare?
+
+--Giudicando alla grossa, sì;--rispose il Passano, mentre con diligenza
+amorosa osservava il liquido topazio delle Cinque Terre attraverso la
+lucida parete del bicchiere.--Ma possono aver ragione i suoi nobili
+parenti, a desiderare che un tal uomo non si ritiri dal giuoco. Sapete
+bene; dove bastano undici, il dodicesimo aiuta.--
+
+Don Garcìa rizzò l'orecchio a quelle parole dell'amico.
+
+--C'è dunque da aiutare a qualche impresa?--diss'egli.
+
+--No, ch'io sappia;--replicò il Passano.--Ma c'è una condizione di cose
+che parla abbastanza chiaro da sè. Noi del Gatto, o del Basilisco, anzi
+diciamo pure di tutti e due questi graziosi animali, siamo per Francia;
+e sta bene, tenuto conto delle buone ragioni che ci abbiamo: ma siccome
+tutto questo, messo in ispiccioli, significa avere un presidio straniero
+in città, non si può neanche sostenere alla faccia del popolo che sia la
+più bella cosa del mondo. D'altra parte, i popolari, cioè a dire i
+nostri signori d'origine popolana, chiamati altrimenti del portico di
+San Pietro, vorrebbero aver mani in pasta, allontanando dalla madia quei
+del portico di San Luca; e questi, capirete, spalleggiati come sono dal
+gatto e dal basilisco, antiche insegne dei Fieschi, non ci pensano
+neanche a ceder d'un passo. Si guardano dunque in cagnesco, e come possa
+andare a finire Dio solo lo sa. Speriamo, nondimeno; Dio misericordioso
+potrebbe appigliarsi al buon partito di accomodar la testa a tutti. Dei
+miracoli se ne son visti, in altri tempi: perchè non ne accadrebbe uno
+nel nostro? Parlo così,--soggiunse il giovanotto,--perchè conosco il
+padrone, chè non se ne fa nè di qua nè di là. Ma guai a parlar di pace
+in Violata!
+
+--Gian Aloise è sempre il più forte?--entrò a dire don Garcìa.--E sempre
+bene coi francesi?
+
+--E come!--rispose il Passano.--Non si muove foglia che Gian Aloise non
+voglia. Quasi si direbbe che in Genova sia lui il padrone, com'è il
+capitano generale di tutta la Riviera di Levante. Ci sono i francesi nel
+Castelletto. Ma quelli si possono magari considerare stipendiati, come
+se fossero svizzeri, o tedeschi; zuppa o pan molle.
+
+--Sia contento, allora,--disse don Garcìa,--e lasci quieti noi in
+Gioiosa Guardia, dove si sta così bene.
+
+--Felice mortale! L'avete trovata, la nicchia? E badate, ci verrei tanto
+volentieri ancor io.
+
+--Con donna Higuamota, non è vero? Ma olà!--ripigliò don Garcìa, come
+per darsi sulla voce.--Non dimentichiamo che l'ha tenuta a battesimo la
+madre del padrone, e che bisogna dire donna Bianchina.
+
+--Già,--disse ridendo il Passano,--quantunque sia bruna. Tien più di
+Caonabo che di Anacoana, la mia dolce metà. Fortuna che amo le brune!
+
+--O perchè non l'avete condotta con voi, amico Passano?
+
+--Che, vi pare? dovendo fare una visita di poche ore....--
+
+Don Garcìa inarcò le ciglia, ma non aggiunse parola.
+
+In quel mentre si faceva udire un gran rumore dalla scala vicina, donde
+qualcheduno scendeva a precipizio, saltando ad ogni tanto e tonfando,
+alla guisa dei ragazzi. E subito dopo si vide balzar dentro un
+adolescente, dai capegli biondi e dalla faccia birichina. Pareva, a
+vederlo, che il mondo fosse suo, o che lo credesse da vendere, e da
+poter comprare coi quattro soldi che a lui ballavano in tasca.
+Polidamante (era questo il suo nome) poteva dirsi l'imagine, il simbolo,
+il genio della Gioiosa Guardia, ove del resto era nato. Se gli altri ci
+avevano pochi fastidii, egli non ne aveva nessuno. Tutto di primo
+impeto, correva sempre, quando c'era da muoversi; quando poi doveva star
+fermo, si addormentava. Non faceva mai niente con misura; e forse per
+ciò era molto caro al padrone.
+
+--Che c'è?--chiese don Garcìa.
+
+--Presto, le acque;--gridò quell'altro, senza fermarsi a rispondere in
+tono.--Dove sono le acque?
+
+--Nei fiumi;--disse il Passano;--e neanche ne han tutti.
+
+--Ah, siete voi, messer Giovanni? Bene arrivato! Dicevo le acque
+acconce, le acque cedrate, i siroppi per la signora.--
+
+I famigli, che non avevano bisogno di tutte quelle spiegazioni, avevano
+già levato da una credenza il vassoio con le bocce di cristallo, e si
+preparavano a seguire con quello il messaggero Polidamante.
+
+--Quando si dice nascer vestiti!--esclamò don Garcìa, volgendosi al
+Passano.--I padroni hanno anticipata l'ora di uscire in giardino. Potete
+salire dietro a Polidamante, e presentarvi, e far le vostre ambasciate,
+senza interrompere i commentarii di Cesare.
+
+--I commentarii.... Che dite voi, don Garcìa?
+
+--Eh, sì, i commentarii di Cesare, come li chiama frate Alessandro.
+
+--Sta bene, avevo inteso;--riprese il Passano.--Domandavo che diavolo è.
+
+--Una storia, amico, una storia di laggiù, mi capite? Il capitano ci ha
+fatto l'onore di chiamarci nella caminata, per cinque sere alla fila, e
+ce ne ha letti già cinque capitoli. In quello scritto racconta tutto
+quello che s'è fatto alle Indie.
+
+--Ah, bene! capisco, ora. Ci avrà molto da raccontare, perchè molto si è
+fatto. E parla di voi?
+
+--No, non ci siamo ancora, a quel punto;--rispose don Garcìa,
+rannicchiandosi.--Penso, del resto, che quando saremo a quel punto,
+egli mi dovrà passare sotto silenzio. Del che non mi lagnerò,--soggiunse
+egli umilmente;--che anzi, dovrò sapergliene grado. Beati gli uomini di
+cui non avrà da occuparsi la storia.
+
+--Bravo! siete filosofo?
+
+--Alle mie ore, amico Passano.--
+
+L'amico Passano strinse la destra di quell'altro Seneca; e vuotato il
+suo calice fino all'ultima goccia, che non era d'aceto, si avviò verso
+la scala.
+
+--Va, bello mio, va, che non la conti giusta;--borbottò tra i denti il
+bravo don Garcìa, uscendo alla sua volta di là.--Questa visita di poche
+ore, a spron battuto, mi sa di chiamata a Genova lontano un miglio. C'è
+la mano di messer Filippino, qui sotto; scommetterei. Quello là non vuol
+dare nè lasciar pace a nessuno.--
+
+Il giardino di Gioiosa Guardia, anzi i giardini, perchè erano quattro,
+bisognava andarli a cercare in alto, come gli orti pensili di
+Semiramide. Si stendevano essi sui bastioni della rocca, per tutta la
+lunghezza delle cortine, fiancheggiati e conterminati dalle torri, che,
+per conseguenza logica quanto architettonica, erano appunto quattro,
+senza contare il battifredo, gran torre più alta, dalla parte
+dell'ingresso, colla campana al sommo e con l'orologio nel mezzo. Forte
+arnese per guerre medievali, la Gioiosa Guardia non poteva più dirsi
+tale in un tempo che le artiglierie mobili e di grande gittata potevano
+batterla da parecchie eminenze circostanti. Ma essa non s'aspettava di
+queste noie, e il suo padrone, amico della pace, ne lasciava il carico
+ad altri luoghi fortificati della sua parentela, da Montobbio a
+Pontremoli. In uno di quei casi di necessità, che gli amici della pace
+come Bartolomeo Fieschi si dovessero ricordare d'essere stati uomini di
+guerra, la Gioiosa Guardia poteva essere ancora un bell'inciampo a
+soldatesche raccogliticce, non esperte o impazienti d'assedii; e il suo
+signore, poi, avrebbe amato sempre meglio far impeto in aperta campagna;
+che infine non era neanche troppo aperta, e i suoi duecento uomini, ben
+comandati, potevano valere per mille. Frattanto, sui pensieri di guerra
+avevano il sopravvento le arti della pace, e prima fra tutte l'arte dei
+giardini.
+
+Madonna Bianchinetta, la santa madre del capitano Fiesco, ne aveva preso
+cura da giovane; ma poi, cresciuta negli anni, se n'era via via
+disamorata, piacendole assai più di passar le sue ore nella cappella del
+castello, dedicata a san Colombano; un gran santo, quello, e quasi di
+casa, che era morto non troppo lontano di là, nel monastero di Bobbio, e
+che dava il nome, del resto, ad una terra vicina. N'era venuto nei
+giardini del castello un gran guaio per le varie famiglie dei fiori; i
+quali, si sa, per prosperare domandano amore, intristiscono
+nell'abbandono, e muoiono anzichè darsene pace. Per contro erano
+cresciuti gli alberi, gran solitarii, anche quando si ritrovino in
+molti, che degli uomini non si dànno un pensiero al mondo, e vorrebbero
+anzi che gli uomini non si dèssero tanto pensiero di loro, per
+tagliarli, segarli, riquadrarli, piallarli a molti usi volgari, o farne
+legna da ardere. E insieme con gli alberi erano venute su liberamente
+le rose, belle salvaticacce che bastano molto a sè stesse. Diradare
+quegli alberi, sfrondandoli un pochino qua e là, ravviar quelle rose,
+nettandole d'ogni seccume e potandole, era stata la prima cura dei nuovi
+arrivati; quanto ai fiori più delicati, poco c'era voluto a trarne da
+tutti i dintorni, a farne allignare nelle vecchie aiuole risarchiate, e
+lungo i viali rifatti.
+
+Per quei viali passeggiava la coppia felice; Fior d'oro col braccio
+sinistro girato intorno alla vita di Damiano; Damiano col braccio destro
+girato intorno al collo di Fior d'oro. Erano atti, per avventura, di
+soverchia libertà; ma non veduti per allora se non dagli uccellini
+saltellanti e chioccolanti sugli alberi. Ed essi, finalmente, come
+quegli alberi per tanti anni avevano fatto, non si davano pensiero di
+nessuno. Se n'andavano a passi lenti, così mollemente abbracciati,
+chiacchierando a mezza voce, bisbigliando quasi, com'è l'uso degli
+innamorati a buono, che non han nulla da dirsi di serio, nè sopra tutto
+di nuovo, ma che nelle cose più naturali e più comuni debbono metter
+sempre un po' di mistero.
+
+Un rumor di passi sulla ghiaia del viale fece voltar la testa a Damiano.
+Una sbirciata bastò al felice mortale, perchè egli spiccasse il braccio
+dalla dolce postura che s'era scelta con tanto buon gusto, e prendendo
+per mano la contessa Juana muovesse incontro al nuovo venuto.
+
+--Quello, o ch'io sogno, è il vostro genero;--gridò egli con
+ostentazione di allegrezza, più fatta per consolar l'ospite, che per
+esprimere il vero sentimento dell'animo.--Capite, Fior d'oro?--incalzò,
+rivolto alla contessa, mentre stendeva pure la mano al suo antico
+aiutante.--Vostro genero! vostro genero!
+
+--Già,--disse a sua volta il Passano inchinandosi,--il genero d'una
+suocera a trent'anni. Si può ben dire l'età d'una donna, in un caso come
+il mio, non è vero?--
+
+Così dicendo, prendeva la mano che la contessa gli aveva stesa in atto
+benevolo, e si chinava ancora accennandovi il bacio di cerimonia che la
+galanteria spagnuola incominciava a far prosperare sulle terre italiane.
+Mai suocera al mondo meritò tanto un simile omaggio, od altro assai meno
+cerimonioso di quello.
+
+--Come sta madonna Bianchina?--gli domandava frattanto il Fiesco.
+
+--Bene, benissimo; e saluta, s'intende, e abbraccia la sua bella mamma.
+
+--Perchè non condurla con voi?--
+
+Era la stessa domanda di don Garcìa; ed ebbe l'istessa risposta. Onde da
+parte del Fiesco l'istesso inarcamento di ciglia, ma con una giunta di
+parole che non aveva potuta fare quell'altro.
+
+--Visita di poche ore! Mi spaventate, Giovanni mio. Faccende, dunque? e
+gravi?
+
+--Oh, questo poi no. Son venuto col libro dei conti. Volevo sapere che
+cosa si dovrà fare della vostra parte di profitti sulla nave _Paradiso_.
+Siete il partenevole più grosso, e ci avete un guadagno, quest'anno, di
+seimila ducati larghi.--
+
+Bartolomeo Fiesco fece una bella riverenza. Seimila ducati larghi erano
+una bella somma. Il ducato largo, o genovino d'oro come s'era chiamato
+nei tempi anteriori, con un peso di grammi 3,567, eguale del tutto al
+suo fino, e con un valore di due lire, due soldi, e due denari, valeva
+nei primi anni del Cinquecento, in moneta corrente, tre lire e due
+soldi. La lira genovese ne valeva allora più di tre delle nostre;
+sicchè, fate il conto, e troverete che il ducato largo ne valeva più di
+dodici delle odierne italiane. Moltiplicate per seimila, e vedrete che
+bel guadagno avesse fatto messer Bartolomeo delle Indie col suo
+_Paradiso_. Ancora qualche annetto di fortuna, e c'era da farsi foderar
+d'oro una bella nicchia in purgatorio.
+
+Fece dunque una bella riverenza, come il caso meritava. Ma non gli parve
+altrimenti che fosse mestieri un viaggio, per sapere dove andasse
+collocato tant'oro.
+
+--Per questo siete venuto!--diss'egli.--E non la ricordavate, la mia
+massima? San Giorgio, amico Passano; le "colonne" di san Giorgio sono le
+mie colonne d'Ercole. È quello il luogo, il posto, il rifugio sicuro pei
+ducati larghi. Ma forse avete ancora da dirmi della Santa Giovanna?
+
+--Quella è arrivata a Bari per le lane; non si aspetta prima di giugno.
+Così almeno mi ha detto ier l'altro il Sauli, che aveva ricevuto
+lettere. Ho qui invece il fogliazzo delle spese. Se gli date
+un'occhiata, essendo ancora giorno....
+
+--Volete dire che i numeri si leggono male a lume di lucerna? E
+sia;--soggiunse messer Bartolomeo,--contentiamo questo terribil Passano.
+Sedete?--diss'egli, facendo un cenno d'invito a Fior d'oro.
+
+--Fate, fate;--rispose la contessa;--io vi lascio. Quando siete coi
+numeri, bisogna lasciarvi stare.
+
+--Capirete, Juana, e perdonerete senz'altro. Son genovese; e il
+genovese, per vostra norma....
+
+--Oh, non dicevo per questo;--interruppe la bella.--Che genovese, del
+resto? Non vi vantate, amico mio. Volevo dire piuttosto che vi
+c'imbrogliate parecchio.
+
+--Ah sì, birichina? Ma ciò avviene perchè guardo voi; e allora, povero a
+me, smarrisco perfino il ricordo della tavola pitagorica.
+
+--Vedete dunque....--diss'ella con aria di trionfo.--Ragione di più per
+lasciarvi con messer Giovanni mio genero. Farò allestir la cena un po'
+prima, perchè egli avrà appetito, m'immagino.
+
+--Abbastanza, madonna;--rispose il Passano.--Ho tanto rinsaccato, su
+quel maledetto cavallo!--
+
+La contessa si era ritirata; ma dal vano di un uscio, voltandosi, aveva
+gittato un bacio col sommo delle dita a Damiano. E Damiano, che lo colse
+al volo, non volle lasciarlo senza ricevuta.
+
+--Povera tavola pitagorica!--gridò egli ridendo.--La vedo brutta.
+
+--Che c'è?--disse il Passano, levando la fronte dai suoi scartafacci.
+
+--Niente, niente; parlavo a mia moglie. Mia moglie!--ripetè il capitano
+Fiesco.--Ecco due strane parole. Sapete, Giovanni mio, che non so
+avvezzarmi a questo nome? e che mi par sempre un sogno?
+
+--Restate nel sogno;--rispose quell'altro.
+
+--Certamente, certamente, poichè il sogno è così dolce! Ma ora che siamo
+soli, ragazzo mio, vuoi tu dirmi che cosa significhi la tua visita? Tu
+non sei mica venuto per sapere dove andassero collocati i miei ducati
+larghi.... e neanche per rompermi la testa col fogliazzo. Tu hai una
+commissione per me, ed una commissione urgente.
+
+--Avete ragione;--rispose il Passano.--Ecco qua, infatti.--
+
+Così dicendo, traeva di sotto al giubboncello una lettera, e la porgeva
+al capitano Fiesco.
+
+--Ah, volevo ben dire!--esclamò questi.--Gian Aloise?...
+
+--Lui, in persona. Mi aveva mandato a chiamare in gran fretta, ier sera;
+ed ho risicato, figuratevi, di fiaccarmi tre volte il collo in quei
+cento scalini di Violata, non avendo altro lume nel buio se non questi
+due occhi. Giunto alla sua presenza, eccovi il dialogo che corse tra
+noi: Verrà di questi giorni a Genova il tuo principale?--No, eccelso
+signore; è più facile che Genova vada a Chiavari, di quello che venga a
+Genova lui.--Ebbene, andrà Genova a Chiavari, nella persona tua;
+passerai da me domattina per tempo; ti darò una lettera, che dovrai
+consegnargli senza fallo in giornata; a lui, mi capisci? e parlandogli a
+quattrocchi, che nessuno ne abbia fumo. Ritornai da messere Gian Aloise
+questa mane per tempo; tenevo il cavallo sellato ad aspettarmi fuori
+della porta di Santo Stefano. Avuta la lettera, son ridisceso dalla
+Montagnola; ho infilata la via dei Lanieri; son montato in arcione, e
+via di galoppo, che n'ho ancora le reni fiaccate.
+
+--S'intende che ti sarai ristorato a tutte le frasche.
+
+--Messere!...
+
+--Eh via, non saresti genovese. Hai rinfrescato a San Martino,
+confessalo; e nota che ti fo grazia di San Fruttuoso. Il secondo
+bicchiere l'hai bevuto a Nervi; il terzo a Recco, con un rincalzo a
+Ruta, per ragione della faticosa salita; il quarto a Rapallo, il quinto
+a Zoagli. Dimmi che non è vero.
+
+--Siete uno stregone, messere;--disse ridendo il Passano.--Per altro,
+non sono mai sceso d'arcione.
+
+--Te lo credo, questo, perchè al debito non sei venuto mai meno. Quanto
+a rinfrescar l'ugola, non è mai stato un delitto. E dall'oste della
+Maddalena, poi? Dicono che ce n'abbia bevuto una mezzina anche Dante.
+
+--Ma sempre stando in arcione;--rispose il Passano.--Furono tutti
+bicchieri della staffa.
+
+Il capitano Fiesco s'indugiava in queste celie, per non leggere il
+foglio che gli aveva consegnato il Passano. La lettera donde si aspetta
+una noia si dissigilla mal volentieri; si spera sempre in un accidente
+improvviso che possa dispensarcene. Ma l'accidente non ci fu, e messer
+Bartolomeo dovette rassegnarsi. Aperse il foglio, e lo spiegò; spiegato
+che lo ebbe, incominciò a leggere, ed anche ad aggrottare le ciglia, a
+batter le labbra, a sbuffare.
+
+--Oh Dio!--esclamò, quand'ebbe finito.--Ma son pur fastidiosi! Io
+consigli? E che ci ho da veder io? come ho da darne io, che non ho
+saputo mai domandarne? Che noia! che noia! E ancora dovrò ringraziarlo,
+il mio eccelso parente, che ha mandato te per messaggero, e non il suo
+Filippino.
+
+--Filippino?...--balbettò il Passano, che non vedeva la ragione
+dell'essere messo in paragone con quel pezzo grosso.
+
+--Già, il nostro buon cuginetto Filippino;--riprese il capitano
+Fiesco.--Quello là, o con un pretesto o con un altro, è sempre da queste
+parti; due, tre, quattro volte ogni mese. Il giovanotto non ha mai avuto
+tanto da fare nel capitanato di Chiavari, come dal giorno che ho preso
+moglie io.
+
+--Che dite, messere? Io casco dalle nuvole.
+
+--Ed io vorrei risalirci, con Fior d'oro tra le braccia, e non
+ricomparire mai più alla vista dei seccatori. Vuoi sapere? Filippino s'è
+messo in mente di toccare il cuore a Fior d'oro. Fa l'occhio pio, lui,
+ch'è una bellezza a vedere. Sospira, recita i sonetti del Petrarca, e li
+mette a raffronto colle rime amorose dell'Alighieri. Una sera, che ci
+fece la stampita più lunga, figúrati che ci sciorinò tutto il canzoniere
+della Bella Mano. Tu non lo conosci, il canzoniere di Giusto de' Conti
+da Valmontone, tutto inteso a celebrare la mano della sua bella? Lo
+conosco io, pur troppo, e me ne dolgono ancora gli orecchi. Maledetto
+biondino! Quantunque, a farlo a posta, s'è imbattuto in una che i biondi
+non li vuol neanche per prossimo.
+
+--O allora, scusate....--si provò a dire il Passano.
+
+--O allora, caro mio, m'annoia egualmente;--rispose il capitano
+Fiesco.--Qualche volta mi vien voglia di assestargli uno scapaccione.
+
+--La contessa se n'è avveduta?
+
+--E come no? Se ne avvedono gli usci e le imposte, che sono di legno, e
+gli arazzi e i corami delle pareti; perfino il pappagallo, ultimo avanzo
+dei dodici portati da San Domingo, che ha imparato a ciangottare:
+Filippino sciocco! Noto, per amor di giustizia, che vorrebbe dire
+Filippino Fiesco; ma non gli riesce, e dice sciocco tale e quale. Fior
+d'oro, dal canto suo, lo chiama Gunora. E potrebbe anche chiamarlo
+Guatigana. Ma quel poveraccio va rispettato, che almeno ha saputo
+morire. Quanti pretendenti, mio Dio!--esclamò il capitano Fiesco,
+sospirando.--Hanno avuto tutti buon gusto, non lo nego; ma ti confesso
+che m'hanno tutti mortalmente seccato, e mi seccano. Basta, ti ho fatto
+il mio sfogo, e tu chiudilo in petto, _alta mente repostum_, come
+direbbe Virgilio. Il giorno che avrò accoppato messer Filippino, ne
+capirai il perchè, senza bisogno di venirmelo a chiedere. Ma ora che ci
+penso.... In questa lettera dell'eccelso Gian Aloise non ci sarebbe la
+zampa di messer Filippino bello? Mi vogliono levare da Chiavari, è
+chiaro, come si leva una lepre, o un cinghiale. Vogliono tirarmi sul
+Bisagno, anzi peggio, sul Rivo Torbido. Una volta là, addio guardia e
+custodia del fatto mio: feste in Violata, festini a San Lorenzo;
+dovunque c'è un Fiesco, sarà un invito a ballare. E tu balla, Damiano, o
+lascia ballar chi ne ha voglia. Così il mio Filippino ha libertà di
+corteggiare Madonna, di atteggiarsi a suo "intendio" secondo l'uso della
+giornata. Ma io me ne intendo più di te, Filippino bello; quando il tuo
+diavolo nasceva, il mio andava già ritto alla panca. E per la croce di
+Dio.... Oh, smettiamo; ecco madonna che torna.--
+
+Infatti, sull'uscio dond'era sparita un'ora prima, riappariva Fior
+d'oro.
+
+--Avete finito di far conti?--diss'ella.
+
+--E da un pezzo;--rispose Giovanni Passano.
+
+--Allora, eccomi qua. Vorrete accettare un rinfresco, per aguzzar
+l'appetito? Polidamante, i bicchieri e il vin di Cipro.--
+
+Polidamante, che era comparso allora nel vano dell'uscio, corse ad
+eseguire i comandi. Due minuti dopo, era in giardino col vin di Cipro e
+il vassoio.
+
+--Dategli da bere, Juana;--disse il conte Fiesco alla moglie.--Ma in
+verità non lo merita. Sapete che ha vuotate tutte le cantine che ha
+incontrate in viaggio, da San Martino d'Albaro al ponte della Maddalena?
+E certo, con lo stomaco scavato da tanto bere, egli ha più fame che
+sete.
+
+--È anche pronta la cena;--rispose Fior d'oro;--ed egli non avrà da
+penar molto. Genero,--soggiunse ella, accostando il calice a quello del
+Passano,--siate il benvenuto coi vostri scartafacci e colle vostre belle
+notizie. Beviamo ora alla salute della nostra Bianchina.--
+
+Tutto bene, sì; ma le belle notizie il Passano non le poteva mandar giù,
+dopo averle portate, e conosciute molto noiose.
+
+--Ed ora,--diceva egli tra sè, mentre mandava giù più facilmente il suo
+vin di Cipro,--come la prenderà Fior d'oro, quando saprà che si vuol
+Damiano a Genova? Basta, la cosa non mi riguarda; ambasciator non porta
+pena.--
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+I commentarii di Cesare.
+
+
+La cena era imbandita nella gran caminata del castello, dove il nostro
+Giovanni Passano ebbe il piacere di far riverenza a madonna Bianchinetta
+Fiesca, la veneranda madre del suo capitano. Il giovinotto la chiamava
+madrina, per aver ella tenuta la vezzosa Higuamota al fonte battesimale.
+La nobil signora vide assai volentieri il marito della cara figlioccia,
+e lo chiamò a dirittura figliuolo. Ha di queste delicatezze la
+vecchiaia, e pare che le derivi dal cielo, a cui è già tanto vicina.
+
+Si ragionò di molte cose, a mensa, mutando gli argomenti come le
+portate. Così venne "in tavola" l'eccelso Gian Aloise, con tutte le sue
+vaste ambizioni, ch'erano poi la gloria e l'onore della illustre casata
+dei Fieschi; una delle prime signorili d'Italia, e già considerata come
+principesca, tanto che non si faceva più lega o trattato di pace tra il
+re Cristianissimo e gli stati Italiani, che non vi fosse inclusa quella
+grande famiglia, alla pari con essi. Ed anche, volgendo il discorso qua
+e là, non fu dimenticata una più potente signoria, che per verità non
+era argomento da tavola; vogliamo dire la peste, oramai da tre anni
+vagante in Liguria, come nelle regioni contermini, ma che a Genova non
+aveva potuto menare gran guasto, per le buone provvisioni del governo.
+Strano, per altro, che ne avesse avuto a pagar le pene il provveditore,
+che era messer Giacomo Fouchesolts, luogotenente del regio governatore
+monsignor Filippo di Cleves. Ma oramai da un anno il povero luogotenente
+era morto, succedendogli, come sappiamo, il Roccabertino; sicchè, non
+c'era più molto da dirne, e neanche molto di un morbo al quale i popoli
+d'Europa s'erano avvezzati in que' tempi, come noi a tutte le specie di
+nemici invisibili, che coi nomi svariati di microbii, bacilli,
+micrococchi e germi patógeni, dovrebbero poi essere l'attenuata ma non
+estenuata discendenza dei persecutori di quattro o cinque secoli fa.
+
+--Parliamo di cose allegre;--disse ad un certo punto il Passano.--Ne ho
+sentito una, che mi ha riempito di giubilo. Voi scrivete i vostri
+commentarii, capitano?
+
+--Chi te lo ha detto? Sei arrivato ora, e già sai....
+
+--Non ve ne maravigliate, principale. Per giunger quassù, naturalmente,
+dovevo passar di laggiù.
+
+--Tu parli come un libro stampato;--disse Bartolomeo Fiesco.--Alla mia
+volta dovevo immaginare che don Garcìa e frate Alessandro non volessero
+aver segreti per te. Sono essi infatti i miei due pazienti uditori
+serali. Che vuoi? bisogna ammazzare il tempo. Io scrivo di giorno, e
+leggo di sera. Oggi appunto ci avevo un paio di capitoli finiti. Ma ora
+che sei capitato tu coi tuoi scartafacci, tanto più importanti dei
+miei....
+
+--Li avete letti, i miei; letti ed approvati;--interruppe il
+Passano.--Non vogliate defraudarmi della parte mia. Diteglielo voi,
+madrina;--soggiunse il giovinotto, vedendo che il principale
+nicchiava;--diteglielo voi, che ha da leggere.
+
+--Mio figlio mi fa piacere, se legge;--rispose madonna
+Bianchinetta.--Quando legge dei suoi viaggi, mi par di viaggiare con
+lui.
+
+--E che bel viaggiare!--aggiunse il Passano.--Se scrive come parla, ha
+da essere un racconto gustoso.
+
+--Voi volete lodarmi, Giovanni, e, sia detto con vostra buona pace,
+proferite una sciocchezza insigne;--sentenziò gravemente Bartolomeo
+Fiesco.--Imparate, giovinotto di poche lettere, che lo scrittore
+italiano si guarda bene di scrivere come parla, avendo alto il rispetto
+delle vergini muse, dei lettori di buon giudizio, e di sè. Quando parla,
+apre la bocca, e dà il volo a tutti i passerotti che gli girano per
+l'anima; quando scrive, li mette tutti quanti sotto chiave, indossa il
+lucco, tempera la sua penna d'oca, e va a cercare nel fondo del calamaio
+tutte le sentenze più gravi, tutti i più ornati periodi. Prosa robusta
+vuol essere. Noi discendiamo dai Romani, che diamine! e Cicerone,
+maestro in materia, vi mostrerà coll'esempio che altro è scrivere un
+bigliettino al suo segretario, altro è scrivere a Pomponio Attico; altro
+scrivere a Pomponio, ed altro assalir Catilina, o Verre, o Marc'Antonio.
+Ma basta; voi mi sentirete, o giovane inesperto, mi sentirete
+scrittore; e se non dormirete in piedi, o seduto, l'avrò per un atto di
+valor singolare, da mettere accanto agli altri, per cui vi ho sempre
+stimato ed amato. _Dixi._--
+
+E qui, naturalmente, una bella risata, di quelle che sapeva rider
+Damiano. La cena era finita, e i famigli erano venuti a sparecchiare,
+mentre i padroni di casa e il loro ospite uscivano a far due passi in
+giardino. Quando rientrarono, la gran tavola era rischiarata da tre
+grandi lucerne d'argento; il lusso d'allora, in materia d'illuminazione.
+Il numero dei lumi e la preziosità del metallo compensavano la poca
+vivezza della luce. E non solo c'erano lumi in tavola, ma anche ciò che
+può far perdere il lume del raziocinio a chi non sappia usarne con
+discrezione; vogliamo dire certe bocce vistose di vino delle Cinque
+Terre, coi calici di cristallo in grandi vassoi d'argento. Furono allora
+mandati a chiamare i due "uditori pazienti" che per verità erano
+impazienti d'aspettar la chiamata, tanto furono pronti ad accorrere.
+
+Offriva un bel quadro, la caminata di Gioiosa Guardia, in quella sera di
+marzo, al lume delle tre grandi lucerne d'argento, i cui dodici
+lucignoli, diradando le ombre senza cacciarle del tutto, lasciavano
+intravvedere lungo le alte pareti i ritratti di quattro o cinque
+generazioni dei Fieschi, soldati e marinai, ambasciatori, vescovi,
+cardinali e papi. Ma lo sguardo era maggiormente attratto verso il
+camino, onde la sala prendeva il suo nome di caminata; gran camino di
+pietra nera scolpita, sul cui alto stipite sorgeva lo stemma dei
+Fieschi, col suo elmo di fronte, carico di svolazzi e fogliami, donde
+apparivano affrontati il gatto sedente e il basilisco nascente. In
+quella mezza luce non si poteva leggere il motto: _sedens ago_, scolpito
+in una fascia tra l'elmo e lo scudo; e questo solamente si ricorda per
+amor d'esattezza. Davanti al camino, un po' lontano dal capo della
+tavola, sull'alto scanno comitale sedeva madonna Bianchinetta, tutta
+vestita d'ormesino nero, con la sua cuffiettina della medesima stoffa
+marezzata, donde sbucavano sulle tempie le ciocche dei capelli bianchi
+come neve, tanto belli a vedersi nelle case che serbano il culto della
+dolce famiglia. Alla destra di lei stava la contessa Juana, ma seduta
+più in basso, in modo da potere ad ogni tanto piegar la testa sul
+bracciuolo dello scanno, e i suoi capelli nerissimi alle carezze della
+vecchia signora. I detrattori delle suocere avrebbero dovuto ritrovarsi
+un po' là, per sentirsi morire l'eterna celia sul labbro.
+
+Presso il capo della tavola, o meglio, tra questo e la contessa Juana, e
+avendo alla sua destra il Passano, era venuto a sedersi Bartolomeo
+Fiesco, pronto a squadernare i suoi gran fogli di carta. Dall'altro lato
+sedeva frate Alessandro, e presso a lui don Garcìa, con Polidamante; il
+quale per verità non si poteva dire che sedesse, avendo addosso
+l'argento vivo, ed ora per una cosa ora per l'altra cercando sempre di
+muoversi. In mezzo al semicerchio sarebbe rimasto uno spazio vuoto; ma
+lo colmavano già due grossi alani, Ovando e Bovadilla. Immaginate di
+certo chi avesse chiamata così quella coppia canina. Onore immeritato, e
+solamente da attribuirsi alla sua desinenza, il nome del commendatore
+di Calatrava era venuto a decorare la femmina. Gran matti, quei cani,
+essendo ancora molto giovani; più matti di Polidamante, col quale
+facevano a correre nei cortili e nei fossi di Gioiosa Guardia. Ma per
+allora, o che sentissero la gravità del momento, o che avessero
+abbastanza rosicchiato in cucina, si erano adagiati in quel vano, come
+due sfingi di basalto, colle zampe anteriori accostate e coi musi
+allungati sulle zampe. Facevano così per godere quanto più potevano la
+frescura del pavimento? o non piuttosto per prepararsi a gustare la
+prosa robusta d'uno scrittore italiano?
+
+Bartolomeo Fiesco prese i suoi fogli in mano; tossì, com'era di rito, e
+poi disse:
+
+--Frate Alessandro li chiama i Commentarii di Cesare; ma egli s'inganna
+a partito. Cesare raccontava le cose da lui medesimo operate, e con
+tanta fortuna; io le cose che ho viste accadere, e non liete, pur
+troppo. _Quæque ipse miserrima vidi...._
+
+--_Et quorum pars magna fuisti;_--aggiunse prontamente frate Alessandro.
+
+--Ah no; fui parte, ma piccola;--ribattè il capitano Fiesco.--Questo
+capitolo, poi, a farlo a posta, narra di cose avvenute quando io e voi,
+frate Alessandro, fummo partiti dalla Giamaica su quel guscio di noce,
+lasciando il nostro grand'uomo a combattere con l'ira degli elementi e
+con quella degli uomini sulla spiaggia di Maima. Tutta roba adunque che
+sapemmo poi, al ritorno, e che naturalmente ho dovuto restringere in una
+mezza dozzina di pagine.
+
+--Leggete, principale, leggete!--gridò il Passano.--Non ce le fate
+sospirare, vi prego.
+
+--Lo volete, e sia. Tossisco ancora una volta, e incomincio;--disse il
+capitano Fiesco.--Non m'interrompete; le vostre osservazioni potrete
+dirmele poi. Non fate rumore, che la mamma vuol sentir bene ogni cosa. A
+farvi bere ci penserà Polidamante, che per muoversi non ha bisogno
+d'inviti.--
+
+Dopo questo preambolo il capitano Fiesco incominciò la lettura dei suoi
+Commentarii, al capitolo XXV: _Di quel che seguì alla Giamaica, come ne
+fu partito il Mendez col Fiesco_.
+
+"Partite le canòe per l'isola di Haiti, la gente dei navigli cominciò ad
+ammalarsi, così pei travagli del fortunoso viaggio, come per la
+mutazione dei cibi, non avendo più vino, nè altra carne che d'_utia_,
+quando pure potevano procacciarsene dai naturali. Aspra vita; e dovevano
+durarla, stando colà sequestrati? Certamente ci sarebbero morti
+d'inedia, dicevano alcuni; perchè l'Almirante non voleva ritornare in
+Ispagna, dond'era stato bandito, nè all'isola di Haiti, dove alla vista
+di tutti il commendatore di Lares gli aveva proibito di toccar San
+Domingo, per quanto bisogno ne avesse. Sarebbero tornate le canòe del
+Mendez e del Fiesco? soggiungevano i fratelli Porras, che primeggiavano
+tra i mormoratori scontenti. Quei due potevano esser giunti a San
+Domingo, ma forse per andar di là in Castiglia, a perorare la causa
+dell'ammiraglio caduto in disgrazia. E che questo potesse anch'essere il
+vero, lo dimostrava il fatto che il Fiesco, avendo avuto oramai il tempo
+di andare a San Domingo e tornare, non era più ricomparso. Del resto,
+potevano le due canòe essersi anche perdute: si doveva per questo
+rimanere laggiù ad aspettare una morte sicura, chiusi in quelle due navi
+sdruscite, per capriccio d'un gottoso, la cui stella era tramontata da
+un pezzo? Essi ancor sani, e, per grande fortuna, dovevano pensare ai
+casi loro, e andarsene a San Domingo, per raccontare all'Ovando come
+fossero trattati tanti onorati Spagnuoli da quell'avventuriere italiano.
+L'Ovando sicuramente li avrebbe rimandati in Castiglia, dove li
+avrebbero ascoltati e vendicati il vescovo Fonseca e il tesoriere
+Morales.
+
+"Così parlavano i Porras, uno dei quali era il capitano della arenata
+_Bermuda_, e l'altro il notaio capo della spedizione. E Francesco e
+Diego furono tanto più facilmente ascoltati, in quanto che si sapeva da
+tutti che d'una loro sorella era il Morales fortemente invaghito.
+Entrarono quarantotto nella congiura dei Porras; e il giorno 11 di
+gennaio del 1504 il capitano Francesco se ne andò di buon mattino colla
+saliva amara dal signor Almirante, che era inchiodato dalla gotta nel
+suo giaciglio a poppa. "Perchè restiamo qui? gli chiese. Non vi par
+tempo di levarci da questo cimitero?" Le parole del Porras fuor del
+costume arroganti, lasciarono intendere al signor Almirante che
+quell'uomo avesse già molti a spalleggiarlo; e più se ne persuase,
+quando, alle sue ragioni alzando le spalle, il capitano della _Bermuda_
+gridò con piglio sdegnoso: io me ne vado in Castiglia, con coloro che
+vorranno seguirmi. Ed usciva così dicendo dal castello di poppa,
+l'insolente capitano; e a lui si univano tumultuando i seguaci della sua
+ribellione, mettendo mano alle scuri, e gridando all'Almirante ed ai
+suoi: _mueran! mueran!_ col qual grido si riscaldavano il sangue.
+
+"A quelle voci balzò dal giaciglio il signor Almirante, e venne
+zoppicando sull'uscio. Accorsero i suoi familiari, ed altri che
+l'obbedivano ad ogni costo, per fargli scudo dei loro petti contro quei
+forsennati. Altri correvano a trattenere l'Adelantado, il valoroso don
+Bartolomeo Colombo, che già abbrancata una lancia si disponeva come
+Achille a dar dentro. E gli uni e gli altri consigliavano al capitano
+Porras di non tentare la sorte di una strage fraterna, che anco a lui
+poteva costare la vita: se ne andasse pure coi suoi, quanti fossero,
+quanti volessero seguirlo.
+
+"Accetta quell'altro il partito, forse immaginando che a far peggio, e
+con fortuna, non avrebbe poi evitato un castigo. Egli e i suoi scendono
+dalle navi; slegano dieci canòe che il signor Almirante aveva comperate
+dai naturali, per tenerle pronte ad ogni stremo; vi tirano dentro molti
+rematori dell'isola, che hanno con belle promesse adescati, e mettono la
+prora verso levante, costeggiando, come avevano veduto fare al Fiesco ed
+al Mendez.
+
+"Andando così marina marina, spesso calavano a terra, e prendevano a
+forza quanto lor bisognasse. Pagherà l'ammiraglio, diceva il capo dei
+ribelli; se non vi pagherà ammazzatelo pure, essendo egli prima e vera
+cagione d'ogni male, e per voi e per noi, come pei vostri fratelli di
+Haiti. Con queste arti si vettovagliavano ogni dì. Giunti finalmente
+alla punta orientale della Giamaica, e fatte le maggiori provvigioni per
+il lungo tragitto, si spinsero in alto mare, ma non andando più di
+quattro leghe lontano. Il vento si era voltato; si procedeva a stento
+coi remi, e le onde furiose entravano a far carico, minacciando di
+affondare o di capovolgere le lunghe e sottili imbarcazioni. Bisognò
+alleggerire, buttando le vettovaglie; bisognò alleggerire ancora,
+buttando i poveri Indiani che s'erano fidati alle belle promesse. Così
+ne perirono diciotto; con altri pochi che stavano ai remi, si toccò
+finalmente la riva, delusi d'ogni speranza, famelici, ed armati; perchè
+alle armi non avevano già rinunziato.
+
+"Che fare? Alcuni proponevano di aspettare il buon tempo, e di navigare
+a Cuba, donde più facilmente avrebbero raggiunto Haiti. Altri, non
+intieramente guasti dell'anima, consigliavano di tornar pentiti al
+signor Almirante. Prevalse il partito dei Porras, di restar liberi,
+scorrazzando per l'isola. Non marcirebbero nelle navi; con l'armi alla
+mano otterrebbero da vivere; e là, stando alle vedette, aspetterebbero
+come tutti gli altri una via di salute. Era il partito peggiore,
+derivandone il malcontento dei poveri isolani, soggetti alle rapine
+continue di quella schiera malvagia. E un altro guaio sovrastava agli
+uomini rimasti obbedienti sulle navi. A provvederli di cassava e dei
+frutti della terra gli isolani si erano volentieri adattati. Ma quella
+povera gente, vissuta fino allora con pochi bisogni, non faceva grandi
+seminagioni. I figli del Cielo distruggevano in un giorno più di quello
+che i naturali del paese consumassero in venti. Dovevano lasciarsi
+taglieggiare dai ribelli, e provvedere in pari tempo agli uomini del
+Giocomina, per il ricambio di qualche campanello, o d'una manata di
+perline di vetro? Così avvenne che dispregiando i baratti e dimenticando
+le fatte promesse, non portassero più nulla, trascurando perfino di
+accostarsi alle navi.
+
+"In quel terribile frangente una ispirazione celeste venne al pensiero
+del gran Genovese. Altri dirà che le sue cognizioni d'astronomia gli
+tornarono utili. E l'una cosa e l'altra possono ritenersi per vere.
+Scelto il suo giorno, che fu l'ultimo di febbraio, mandò un naturale di
+Haiti ad invitare i capi delle vicine tribù, che freddi si dimostravano,
+ma non erano nemici, e in lui riponevano fede. Avutili a sè, parlò in
+questa guisa:--Noi siamo cristiani; il nostro Dio abita in cielo, buon
+re per tutti i suoi sudditi, e dei buoni ha cura, e i malvagi castiga.
+Già voi vedete come abbia punito i cristiani ribelli, non permettendo
+che si allontanassero dalla vostra isola contro il comando del loro
+Giocomina; vi vedrete ora puniti con fame e peste voi stessi, che non
+portate più alle navi le vettovaglie pattuite. Non lo credete? Ebbene,
+n'avrete un segno manifesto nel cielo, non più tardi di questa notte,
+vedendo venir fuori la luna adirata.
+
+"Partirono; alcuni con paura, altri sprezzando la vana minaccia. Ma non
+era vana, com'essi pensavano. Appunto in quella sera, all'apparir della
+luna incominciando l'ecclisse, e più aumentando quanto ella più
+ascendeva sull'orizzonte, quei poveri inesperti ricordarono le parole
+del Giocomina quanto fossero vere; e fu tanta la paura loro, che con
+grandissimi pianti e strida venivano d'ogni parte ai navigli con grandi
+carichi di vettovaglie. Prega il tuo Dio per noi, dicevano al Giocomina,
+pregalo che non eseguisca l'ira sua contro di noi; e manterremo d'ora
+in poi le nostre promesse, fino a tanto che tu rimarrai alla spiaggia di
+Maima. A che il signor Almirante si raccolse, per parlar col suo Dio; e
+tanto stette appartato finchè l'ecclisse della luna era sul crescere; ed
+essi tuttavia forte gridavano che dovesse aiutarli. Ma quando egli vide
+che l'oscuramento della luna era presso al suo massimo punto, non
+rimanendo più che di vederlo scemare via via, venne fuori dicendo aver
+fatto orazione per loro, promettendo che quind'innanzi sarebbero buoni,
+e tratterebbero bene i Cristiani, portando loro tutte le cose necessarie
+alla vita; e Dio aver perdonato, in segno di che vedrebbero essi che
+l'ira passava, e con questa la infiammazione della luna. La qual cosa
+avendo effetto insieme con le sue parole, essi rendevano molte grazie al
+Giocomina e lodavano il suo Dio: e così stettero finchè non ebbe termine
+l'ecclisse.
+
+"Fu questo assai buono espediente, al cui felice successo aiutò la
+nessuna cognizione di quei naturali intorno ai moti degli astri, e alle
+ragioni per cui talvolta si ecclissano il sole e la luna; eventi celesti
+che essi stimano accadere a danno degli uomini. Nè io mi starò a lodare
+con molte parole l'accorgimento del signor Almirante, bastando il
+considerare che con esso egli ebbe provveduto alla salvezza di tanta
+gente cristiana, quantunque per sedizioni e turbolenze continue così
+poco meritevole delle sue cure paterne. Indi a pochi giorni giungeva
+alla spiaggia di Maima la canòa di Bartolomeo Fiesco, che prima non
+aveva potuto, per ragioni gravissime, le quali partitamente si diranno
+più sotto, non volendo io interrompere con privati accidenti, comunque
+maravigliosi e terribili, il racconto delle cose che riguardano il
+grande Navigatore genovese e le fortunose vicende del suo quarto
+viaggio. Accolto a festa dal signor Almirante, recava il Fiesco novelle
+del Mendez, da lui lasciato a San Domingo; novelle non liete, le quali
+il signor Almirante non stimò di far conoscere ad altri; che anzi, a
+tutti i ritornati della canòa fe' giurare il segreto. Le novelle erano
+queste, che dopo tanti mesi di preghiere, tenuto quasi sotto custodia
+dal governatore, il Mendez non aveva potuto ottenere i navigli da
+condurre alla Giamaica, nè la licenza di trovarne egli stesso, pagandoli
+coi denari del signor Almirante; donde appariva chiaro il bieco
+proposito del gran commendatore d'Alcántara, di far perire Colombo e di
+oscurarne la gloria. Ma forse in tal proposito non avrebbe egli potuto
+durare, poichè il Fiesco gli era fuggito di mano, e certamente, Dio
+permettendolo, sarebbe giunto ad informare il signor Almirante di tutte
+quelle macchinazioni della brutta invidia e malvagità singolare di lui.
+
+"Ma intanto la gente raccolta nelle due navi sdruscite, ignorando le
+nuove, stimava perduto il Mendez; nè quasi poteva più dubitarne, non
+pure per il ritorno avvenuto del Fiesco senza il compagno di tragitto,
+ma ancora per certe voci sparse dai sollevati del Porras, di una
+imbarcazione che s'era vista al largo della punta di Aramaquique,
+capovolta e trasportata dalle correnti, che sono fortissime al levante
+della Giamaica. Crebbero le paure, e con le paure le mormorazioni, i
+malcontenti, le trame. Già si ordiva una congiura, capitanata da un
+Bernardo di Valenza, speziale dell'armata, a cui s'aggiungevano uno
+Zamora e un Villatoros. E questa certamente avrebbe potuto segnare la
+estrema rovina dell'Almirante e de' suoi fedeli, se non fosse
+intervenuto un caso fortunato a sviare le menti; onde lo speziale finì
+con aver pestata l'acqua nel mortaio. Si vide adunque una sera apparire
+da scirocco una caravelletta, quasi una voglia delle due che si
+aspettavano, sospirando, da poco meno di otto mesi. Quel piccolo guscio
+si accostò sull'imbrunire alle due navi arenate; un palischermo se ne
+spiccò, muovendo verso la capitana e portandovi il suo comandante Diego
+d'Escobar, inviato dal signor governatore. Brutta scelta era stata
+quella di Nicola Ovando, che sapeva l'Escobar nemico mortale del signor
+Almirante, contro il quale si era ribellato col famoso Roldano,
+meritando una condanna di morte, a cui non era sfuggito se non per
+l'amicizia del Bovadilla, gran protettore dei tristi.
+
+"Quasi per aggiungere lo scherno all'offesa, portava l'Escobar in
+presente un barile di vino e una mezzina di porco salato. Se ne
+cavassero la sete, un centinaio di bocche, quante ne lasciava alle due
+navi sdruscite la sollevazione del Porras! Quanto ad aiuto di navigli,
+il gran commendatore (lo avevano infatti promosso alla maggior dignità
+di Alcántara, e si era spogliato della commenda di Lares) non poteva far
+altro che promesse, e solo per dimostrare il suo buon animo mandava
+quella piccola caravella, l'unico legno che si trovasse ad aver sotto
+mano. Bisognava contentarsi delle promesse, e far buon viso a chi le
+portava. Gran mercè che Diego d'Escobar si fosse incaricato di portar
+anche una lettera del Mendez, dove quel buon servitore faceva relazione
+di tutto il suo viaggio: relazione attenuata, s'intende, poichè doveva
+passare sotto gli occhi dei nemici; ma il signor Almirante sapeva
+leggere tra le righe.
+
+"Questi avrebbe voluto rispondere, non pure al Mendez, ma ancora al
+governatore. Ma venne il mattino, e la caravelletta era scomparsa. Diego
+d'Escobar non aveva avuto altro incarico che di spiare e di riferire
+all'Ovando se l'odiato Genovese fosse ancor vivo. Bartolomeo Fiesco, dal
+canto suo, potè immaginare che quell'esploratore fosse venuto anche un
+pochino per lui, per vedere se egli, con quel suo tronco di legno
+incavato, fosse riuscito ad afferrar la Giamaica, e quali notizie avesse
+portate al signor Almirante. Se questo era il disegno di Nicola Ovando,
+poco doveva profittargli la sua accortezza. Bartolomeo Fiesco, che già
+all'apparire della piccola caravella si era posto sull'avviso, e delle
+persone che lo accompagnavano aveva prudentemente nascoste quelle che
+gli premeva di non lasciar vedere ai curiosi, trovò modo di dire
+all'Escobar, nel cospetto del signor Almirante, come questi fosse già
+informato delle buone intenzioni di don Nicola Ovando.--Gliel ho pur
+detto io, non dubitate, che il signor governatore non ha per ora a San
+Domingo i legni necessarii per mandare a levarci di qui; e se anche non
+giungevate voi, egli era già ben persuaso della bontà e della cortesia,
+comunque per ora impotenti, del gran commendatore d'Alcántara che Dio
+guardi, a cui vi prego di rammentarmi come suo buon servitore.--Era una
+bugía necessaria; e con certa gente, del resto, non si nasconde mai
+abbastanza quel che si pensa di loro. Il Fiesco, dopo tutto, non si
+pentì di quella bugía, nè d'altre parecchie, che per difesa sua e degli
+amici gli fosse tornato di dire. Se poi son colpe, ne domanderà
+l'assoluzione al suo confessore."
+
+--Fossero tutte lì!--scappò detto a frate Alessandro.
+
+--Ah, tu non vuoi starmi ai patti, frate scudiero!--esclamò il capitano
+Fiesco.--Polidamante, negagli il vino.
+
+--Per carità!--riprese il frate scudiero.--Stavo appunto per accennargli
+di mescere; e vi chiedo assoluzione a mia volta. Sapete pure che in
+certi brutti momenti avevamo promesso di confessarci l'un l'altro. Ma
+proseguite, capitano, ve ne prego.--
+
+Il capitano Fiesco bevette un sorso, e ripigliò la lettura.
+
+"Ritornando ora al signor Almirante, dirò com'egli, confidando oramai
+d'essere prima o poi sovvenuto di navigli, e cedendo all'impulso del suo
+cuore sempre inchinevole a pietà, mandasse due uomini a terra, dei suoi
+più fedeli, per tornare all'obbedienza i ribelli, avvisandoli
+dell'arrivo della piccola caravella, e mandando loro a testimonianza del
+fatto, come della bontà sua, una parte dei presenti che gli aveva
+portati l'Escobar. Già si disponevano alcuni ad accettare il perdono; ma
+li trattennero i Porras, più infelloniti che mai. E così, dopo essere
+stati un pezzo a consiglio, rispondevano tutti ad una, non volersi
+fidare del perdono, nè del salvacondotto che mandava loro il signor
+Almirante. Volentieri se n'andrebbero quieti dall'isola, s'egli
+promettesse di dar loro uno dei due navigli che aspettava, o mezzo
+naviglio, se uno solo ne fosse arrivato; e frattanto, poichè avevano
+perdute tutte le cose loro, volesse egli spartire con essi tutte quelle
+che aveva. E rispondendo i due ambasciatori non esser patti ragionevoli
+i loro, replicarono arroganti che quanto non si concedesse loro per
+amore, saprebbero bene pigliarsi per forza.
+
+"Altro aggiungevano i Porras, riscaldandosi via via. Bene conoscevano
+l'Almirante per uomo vendicativo e crudele. Per sè stessi non temevano,
+sapendosi forti di amicizie e protezioni alla Corte; bensì per tanti
+loro compagni dei quali egli avrebbe preso vendetta, sotto colore e nome
+di castigo. Per tali ragioni non si era fidato di lui Francesco Roldano;
+e bene gli era riuscito, essendo stato tanto favorito da far mandar
+l'Almirante carico di ferri in Castiglia. Nè essi avevano minor cagione
+o speranza di fare altrettanto. Della piccola caravella, poi, non era da
+creder niente; ad altri la dèsse ad intendere. Quella non era stata una
+caravella vera, ma un fantasma di nave, opera di negromanzia, essendo
+noto come valesse l'Almirante in quell'arte diabolica. Perchè, se era
+opera d'uomini, non era rimasta, scambio di apparire a vespro e di
+sparir nella notte? Perchè con nessuno della sua marinaresca si era
+potuto parlare? Se fosse stata vera, bene si sarebbe affrettato
+l'Almirante a imbarcarvisi, col fratello e col figlio. Con le quali e
+con altre parole indirizzate allo stesso proposito, ottennero i Porras
+che la gente si confermasse nella ribellione, deliberando ancora di
+muovere verso i navigli, per far bottino, e prender l'Almirante
+prigioniero; se pure già non pensavano di far peggio.
+
+"E mandavano i fatti compagni alle parole, accostandosi alla spiaggia di
+Maima. Non era più tempo d'indugi. Scese l'Adelantado con cinquanta
+armati, risoluto di sanare quei cervelli matti con buone ragioni, se
+potevano bastare; con le cattive, se fosse stato mestieri. Giunto ad una
+collina, e fermatosi ad un tratto di balestra dai sollevati, Bartolomeo
+Colombo fece chiedere il capo loro a parlamento. Non risposero quelli
+alla proposta degli ambasciatori, e pensando di aver da fare con gente
+stremata di forze, brandendo le spade nude, e le lance che avevano,
+formati in un drappello, e gridando ammazza, ammazza, assalivano la
+squadra dell'Adelantado; avendo prima giurato i sei più valenti di non
+dipartirsi l'uno dall'altro, ma di volgersi tutti contro Bartolomeo
+Colombo, perchè, morto lui, non facevano stima degli altri. Il che non
+piacque a Dio che loro venisse fatto, essendo stati così ben ricevuti,
+che cinque o sei ne caddero per terra, tra i quali erano i più di quelli
+che avevano giurato di colpire l'Adelantado. E questi diè dentro così
+forte, uccidendo ed atterrando, che l'istesso Francesco Porras non fu
+più in tempo a fuggire; laonde, lui fatto prigione, voltarono le spalle
+quanti non eran caduti.
+
+"Volentieri avrebbe Bartolomeo Colombo proseguito l'inseguimento e lo
+sterminio di quei malvagi. Ascoltò nondimeno il consiglio di tale che
+aveva veduti sopra un'eminenza i naturali in gran numero, e forse
+disposti a saltare sui combattenti, sotto colore di aiutare i sollevati,
+ma col proposito di opprimere i fedeli dell'Almirante. E di questo il
+consigliere non si loderà troppo, pensando che forse egli vide un po'
+grosso, quel giorno; mentre forse era meglio sperdere in un colpo la
+mala semenza, poichè nessuno valeva forse meglio del loro capo
+prigioniero ed incolume, nè del suo fallito imitatore, lo speziale
+mastro Bernardo da Valenza; il quale, a detta del signor Almirante,
+avrebbe meritato d'esser fatto a pezzi non una volta ma cento.
+
+"Bene o male che fosse, l'inseguimento cessò, e ritornammo ai navigli,
+menando prigione Francesco Porras con altri de' suoi. Della nostra gente
+due soli i feriti; l'istesso Bartolomeo Colombo in una mano, assai
+leggermente, e un maestro di sala dell'Almirante, percosso di lancia in
+un fianco. Pareva una cosa di nulla; pure, in capo a pochi giorni, il
+disgraziato morì. Dei sollevati, per contro, moriva in battaglia
+Giovanni Sanchez di Cadice, quello che sulle acque del Betlem si era
+lasciato sfuggire il cacico Quibian, per avergli allentata in mal punto
+la fune; e taccio d'altri minori. Ferito in molte parti del corpo, e
+rovinato giù da una balza, guariva invece Pietro di Ledesma, il forte
+nuotatore che tuffatosi in acqua dalla nave di Colombo, aveva superata
+la barra del Betlem, giungendo alla piccola colonia dell'Adelantado, e
+riportandone per l'istessa via le tristi notizie al signor Almirante.
+
+"E merita costui un particolare ricordo, per la stravaganza del caso.
+Per due dì, dal 19 maggio, che fu il giorno della battaglia, rimase in
+quella fossa, senza che alcuno sapesse di lui, o gli desse aiuto, tranne
+gl'Indiani; i quali con maraviglia, non sapendo come tagliassero le
+spade nostre, gli aprivano con istecchi le ferite; una delle quali nella
+testa, per cui si vedeva il cervello, un'altra in una spalla, che si era
+quasi spiccata; un'altra ancora ad una gamba, spaccata dalla coscia alla
+caviglia; un'altra finalmente (e questa non si sapeva come fosse
+avvenuta) alla pianta del piede, dal calcagno alle dita. Coi quali danni
+nello scafo, quando gl'Indiani gli davan più noia, diceva: lasciatemi
+stare, che s'io mi levo su, vi farò.... E lo diceva con tal voce di
+tuono, che quelli spaventati la davano a gambe.
+
+"Inteso di quel fatto sui navigli, volle pietà che fosse curato e
+portato in una capanna, per ripararlo dal freddo della notte, e dalle
+migliaia d'insetti che lo molestavano di giorno, minacciando di finirlo
+essi soli. Quivi, invece di usar trementina a ciò necessaria, gli
+medicavano le piaghe con olio bollente. Le quali furono tante, da far
+strabiliare il cerusico. Infatti, ogni giorno dei primi otto che lo
+medicò, gli trovava sempre qualche nuova ferita.
+
+"La lezione domenicale del 19 maggio era stata così solenne, che la
+mattina del lunedì i superstiti fuggiti mandarono a chiedere
+misericordia. Si pentivano dei lor falli; volevano tornare alla
+obbedienza. E l'Almirante concesse un perdono generale, a patto che il
+Porras, capo ed istigatore, rimanesse in prigione, per non esser causa
+d'alcun nuovo tumulto, e che i pentiti non venissero sulle navi a
+leticare coi rimasti fedeli, o a seminarvi zizzanie. Questi, per
+miglior consiglio, sotto la scorta di un fidato ufficiale, mandò per
+l'isola al traffico, prendendo vettovaglie e dando cianfrusaglie in
+ricambio. Ed erano i baratti di questa forma; per uno o due _utias_, che
+son come conigli, si dava un ferretto di stringa; per una focaccia di
+pan di cassava, due o tre avemmarie verdi o gialle; per maggior quantità
+di cose, un campanello di ottone; ai capi delle tribù, che stavano ai
+patti, ora un piccolo specchio, ora una berretta rossa, ora un paio di
+forbici. Piccole cose, e di piccola utilità; ma sapevano contentarsene
+quei popoli agresti. Certo, in cuor loro pregavano Giocovagama che ci
+rimandasse in Azatlan, donde eravamo venuti. Amavano il Giocomina degli
+uomini bianchi; ed egli ne meritava l'amore. Ma quante anime nere, tra
+quegli uomini bianchi! Per un vero figlio del cielo, quanti Goeiz
+scaturiti d'inferno!"
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+L'epistolario di Cicerone.
+
+
+--Chi dorme si svegli;--gridò il capitano Fiesco, deponendo i suoi
+fogli, poichè aveva finito il capitolo.
+
+--Siamo qui con gli occhi aperti e le orecchie tese;--disse frate
+Alessandro.
+
+--Continuate, signor conte, se le dame permettono che si abbia una
+volontà in loro presenza;--aggiunse il cerimonioso don Garcìa.
+
+--Le dame veglieranno fino a mezzanotte, se occorre;--disse a lui di
+rimando madonna Bianchinetta, avendo un cenno di assenso dalla contessa
+Juana.
+
+--Avete tutti i voti, capitano;--conchiuse Giovanni Passano.
+
+--Non tutti;--riprese il Fiesco.--Vedo che Ovando e Bovadilla
+sbadigliano. Del resto, per continuare a leggere, bisognerebbe che
+n'avessi materia. E sono rimasto qui, non avendo per l'altro che un
+guazzabuglio di appunti. Debbo ancor raccontare mezzo mondo di cose:
+come e quando ci giunse la nave comperata dal Mendez, e un'altra mandata
+per vergogna dal gran commendatore di Alcántara; come si partì
+finalmente il 28 giugno dalla spiaggia di Maima, un anno e quattro
+giorni dopo averci dato in secco per nostra salute; come si giunse il 13
+agosto nel porto di San Domingo, dove il nostro grande e sant'uomo
+ricevette senza perdere la pazienza le mendicate giustificazioni e le
+false proteste d'amicizia dell'Ovando; mentre a costui doveva scusarsi
+Bartolomeo Fiesco, per quanta poca voglia ne avesse, dell'essersi
+allontanato da San Domingo, senza prender commiato da quel suo
+svisceratissimo amico; intanto che un bel mozzo tinto di carbone la
+faccia e le mani, un frate francescano più soldato che frate, e un certo
+don Garcìa travestito da marinaio e più nero del mozzo, si tenevano
+prudentemente sotto coperta. Come Dio volle, uscimmo da quella trappola
+il 12 settembre, dopo essere stati un mese coll'anima in soprassalto,
+per passare cinquantasei giorni sempre sospesi tra morte e vita, da San
+Domingo nel nuovo mondo a San Lucar di Barrameda nel vecchio. Che mare,
+vi ricordate? Cristoforo Colombo non l'ebbe mai peggio in sua vita. Ed
+anche si può dire che l'Atlantico serbasse i suoi furori solamente per
+lui, non lasciandogli, salvo nell'approdo a Guanahani, un giorno intiero
+di pace. Agli altri navigatori sempre mare tranquillo, e vento in fil di
+ruota! È giusto, dopo tutto. Quello è il grand'uomo, epico e tragico ad
+un tempo; debbono dunque esser sublimi di angosce mortali tutti gli
+accidenti della sua vita. Gli altri sono i curiosi che vanno sull'orma,
+i mediocri che seguono il solco tracciato da lui. Cabral, d'Ojeda,
+Vespucci, Cabotto, ed altri, quanti siete o sarete, che la fortuna
+manderà innanzi a pedate, affrettatevi a dimenticare quello che il gran
+Genovese ha operato per benefizio di tutti, non avendone altro che
+amarezze dagli uomini e tradimenti dalla vostra cieca signora. Ma basti
+di ciò, se pure non ho detto già troppo;--conchiuse il capitano Fiesco,
+prudentemente ammainando la vela.--Volevo dirvi che da San Domingo a San
+Lucar ce ne avrò ancora per quattro o cinque capitoli; dopo di che
+prenderò a raccontare la nostra particolare odissea, dalla Giamaica ad
+Haiti, e da questa a quella ritornando, con tutto quello che c'è stato
+di mezzo. Sarà l'episodio nel poema eroico del nostro immortale
+cittadino; ma che episodio, siatemene voi testimoni! e ditemi ancora se
+per me non debba esser piuttosto il poema. Lo scriverò, mettendoci tutto
+il tempo che sarà necessario, e lo lascerò per ricordo ai Fieschi delle
+generazioni future.
+
+--Lo darete alle stampe, speriamo;--disse il Passano.
+
+--Questo poi no. Ai Fieschi, ho detto, e non ai fischi;--ribattè
+prontamente l'autore.--Dimmi tu ora, Giovanni dell'anima mia, se con
+questa allegrezza della Gioiosa Guardia, dove ho portato con me il
+premio maggiore che uomo potesse sperare dei patiti travagli, e con
+l'onesto desiderio di lasciarne memoria ai dolci nepoti, io possa
+risolvermi di lasciare questo mio nido di pace per le chiamate del colle
+di Carignano.
+
+--Che c'è?--disse Juana, turbata a quel cenno improvviso.
+
+--Leggi;--rispose il Fiesco, levando dal giustacuore la lettera che
+poche ore prima gli aveva consegnata Giovanni Passano.
+
+Poi, rivolgendosi al suo luogotenente, soggiunse:
+
+--Caro mio, non ti maravigliare. Per mia moglie e per mia madre non
+posso avere segreti.--
+
+Fior d'oro, intanto, aperto il foglio sotto gli occhi di madonna
+Bianchinetta, a mezza voce leggeva. E noi leggiamo con lei la lettera
+dell'eccelso ed illustre Gian Aloise Fiesco:
+
+ "_A messer Bartholomeo Feisco_
+
+ nostro amato parente _nec non viro excellentissimo_.
+
+"Havemo ricevute a suo tempo le doe lettere che Voi ne mandasti per lo
+cavallante Nicholin di Baceza et per lo ballestero Anthonio de Rì. Le
+quali ne hanno immensamente allegrato per quello che diti de la vostra
+bellissima sposa et de la nostra nobile cugina Bianchineta che Dio
+vardi. Ma similmente non intenderne che Voi vi adormentati in ocio de
+Gioyosa Guardia, come novo Hercule in Lydia, salva sempre la gratia de
+la celeste Fior d'auro; non parendone digno di cavallier come Voi et
+experimentato in tanti famosi incontri de terra e mar, di restar lontano
+et alieno da quelle imprese dove se guadagna gloria et roba per lustro
+d'el nome et potencia de la casata. _Ergo_ è nostra mente che Voi
+vegniate _quam primum poteritis_ a trovarci in Violato; che se noi
+facessimo come ne avressimo bon desiderio una seconda volta il viaggio,
+li maligni inimici del Gatto direbbono forsi che noi tememo per lo
+nostro capitanato de Levante; il che non sarìa savio da parte nostra.
+_Etiam_ molte cose haverei da dirvi et tute di grande importancia per
+Voi et per noi che dite di amare, nel che volemo ben credervi. Onde Vi
+preghiamo non fate dimora. Il nostro Giovan di Passano el ve dirà a
+bocca quanto sia nostra voglia di vedervi accanto a noi per quel molto o
+poco che vorrete restare. E Iddio vi tegna sempre in la soa santa
+custodia.
+
+ "_Genue. Die V Martii A. D. 1506._
+
+ "Vostro parente et bon servidore
+
+ "GIOAN ALOYSE."
+
+Così la lettera dell'eccelso ed illustre capo della gente Fiesca. E Fior
+d'oro, com'ebbe finito di leggere, alzò la fronte a guardare il marito.
+
+--Andrai?--diss'ella.--Gian Aloise ti prega.
+
+--Andare è presto detto;--rispose Bartolomeo Fiesco.--Io non ci ho
+cuore, nè gambe. Scriverò; non sono oramai uno scrittore? Ma
+sì;--rispose egli, cercando di ribattere una obiezione che già vedeva
+balenare dagli occhi di Fior d'oro;--io sono famelico di oscurità, che è
+principio di pace, e quell'altro laggiù vuol tirarmi in luce di
+meriggio. Qui si sta bene: non per niente è Gioiosa Guardia. Anche
+nostra madre, che è vissuta tanti anni senza di me, ha bisogno di
+rifarsi della lunga solitudine. Di voi non parlo, Juana, che mi dareste
+un ceffone più forte di quelli con cui accarezzate le guance alle finte
+povere della vallata. Qui si sta bene, ripeto, e meglio non si starebbe
+in nessun altro luogo. Desideri la vita operosa, con tutte le sue ansie,
+con tutte le sue illusioni e le sue delusioni, chi non l'ha ancora
+vissuta. È giusto che ognuno s'istruisca, e paghi i maestri del suo.
+Quanto a me, ho imparato abbastanza; onde dirò col poeta, di cui non
+ricordo più il nome:
+
+ Il porto è qui: speme e fortuna addio;
+ Già m'ingannaste, or fate ad altri il gioco.--
+
+Ciò detto, fece un cenno a Polidamante. Ed era un cenno complesso,
+perchè Polidamante non istette dubbioso un momento, ma saltando lesto e
+scavalcando i due corpi distesi di Ovando e Bovadilla, venne ad
+abbrancare il fiasco del vino delle Cinque Terre per ricolmargliene un
+calice. Messer Bartolomeo ringraziò il coppiere con gli occhi, e
+tracannò il vino d'un fiato.
+
+Giovanni Passano taceva; e si capiva che tacesse, essendo stato egli il
+portatore della lettera di Gian Aloise, e incaricato al bisogno di
+confortare con nuove ragioni a bocca l'invito che recava per iscritto.
+Ma il capitano Fiesco aveva dalla sua frate Alessandro e don Garcìa, che
+gli davano ragione due volte, approvandolo, e bevendo da capo con lui.
+La contessa Juana, per contro, era rimasta pensosa; e ciò non gli
+andava, parendogli di non esser sicuro della vittoria, se non gliela
+confermava il giudizio di Fior d'oro.
+
+--Non vi piace la mia risoluzione?--diss'egli.
+
+--Non dico questo, nè lo penso;--rispose la contessa.--Ma riconosco che
+ci sono le occasioni, pur troppo, in cui non possiamo fare quel che ci
+torna meglio.
+
+--Oh, per questo, vedrai che lo potrò;--ribattè egli animandosi.--Non
+sono uno schiavo, io; e Gian Aloise non iscrive da padrone. Diciamo
+piuttosto ch'egli tratta da re. Quando un re scrive "vi vedrò
+volentieri", il cortigiano accorre senz'altro. Io non sono un
+cortigiano, e non ho ambizione di uffici illustri o lucrosi. E li
+merito, poi? Penso di no, ed ho il diritto di esser modesto, mi pare.
+Infine, che cos'è che si pretende da me? Sono un uomo di vaglia. Come lo
+sanno? da che lo argomentano? Sono stato navigatore e soldato per
+passatempo, come prima ero stato scolaro a Pavia, e laureato in medicina
+e filosofia. Quel che sono mi son fatto da me, e me lo spendo a mio
+modo. Vengo meno con ciò agli obblighi del mio sangue? No. Queste terre
+me le hanno lasciate i miei maggiori; le tengo e le difendo;
+difendendole, son utile ancora ai Fieschi confinanti con me. Questo è il
+mio scoglio, e ci fo il mestiere dell'ostrica. Quando mai si è preteso
+che l'ostrica lasciasse di far l'ostrica, per fare il pesce spada?--
+
+Gli pareva d'aver vinto, con questo ragionamento, e che nessuno gli
+potesse rispondere. Ma in quel punto Ovando e Bovadilla levarono il muso
+e rizzarono gli orecchi, brontolando verso l'uscio:
+
+--Che c'è?--disse il Fiesco.--Hanno sentito qualche cosa d'insolito?
+
+--Rumore nel cortile;--rispose Polidamante.--Sembra uno scalpitìo di
+cavalli.
+
+--Visite a quest'ora?--ripigliò messer Bartolomeo.--Vedrete che sarà
+Filippino.
+
+--Ma che!--disse allora Madonna Bianchinetta.--Sono appena tre giorni
+che l'abbiamo veduto.
+
+--E tre giorni sono qualche volta un secolo;--ribattè egli
+ostinato.--Del resto, chiunque sia, non istarà molto a farsi vedere.--
+
+Comparve indi a poco sull'ingresso della cantinata un famiglio, che
+tirandosi da un lato della soglia, solennemente parlò:
+
+--Magnifico signore, è qui messer Filippino.
+
+--Ah, Filippino!... Ma se lo dicevo io!... Questo qua veramente mi ha
+preso a proteggere.--
+
+Fior d'oro si mosse verso il marito, cercando di chetarlo collo sguardo.
+
+--Già,... ecco....--balbettò egli allora.--Volevo dire che m'ha preso a
+voler bene. E chi ci vuol bene, quando ne sia il bisogno, ci protegge.
+Andiamogli incontro; sarà il miglior modo di mostrargli gratitudine per
+tanta bontà.--
+
+Prima che il capitano Fiesco fosse in fondo alla sala, compariva messer
+Filippino sull'uscio; Filippino il bello; Filippino il biondo, come lo
+diceva spesso e volentieri il padrone di casa. Un bel giovane infatti, e
+d'un bel biondo di stoppa, come la natura benigna ne dispensa qualche
+volta alla umanità bisognosa.
+
+Frate Alessandro e don Garcìa, fatta riverenza alle dame, erano
+spulezzati al primo annunzio della visita illustre. Li avrebbe seguiti
+volentieri Giovanni Passano, ma non n'ebbe il tempo. Del resto, arrivato
+quel giorno come un messaggero di Gian Aloise, egli era anche in quella
+casa un parente. Non appariva dunque un intruso; non doveva riuscire
+importuno, se anche i due Fieschi avessero a parlare di cose per le
+quali era venuto alla Gioiosa Guardia egli stesso.
+
+--Siete dunque voi, Filippino?--gridò il capitano Fiesco,
+dischiudendogli quasi le braccia, ma fermandosi a mezz'aria per
+istendergli le mani.--A quest'ora ci capitate? Di passaggio, m'immagino,
+e vorrete pernottare da noi?
+
+--No, non di passaggio, vengo appunto per voi;--rispose Filippino,
+arrossendo un poco.--Del resto, è sempre piacevole capitare a Gioiosa
+Guardia, che è tanto ospitale e benevola. Sapete bene che quante volte
+ho da passare di qua, non mi lascio sfuggir l'occasione di riverir le
+dame e di stringer la mano a Voi. Questa volta sono ambasciatore, o
+messaggero, o cavallante, come vorrete chiamarmi. Ecco una lettera di
+Gian Aloise.
+
+--Dell'eccelso Gian Aloise?--esclamò il capitano Fiesco.--La seconda in
+un giorno!
+
+--Infatti, sì;--rispose Filippino.--Egli mi ha detto della commissione
+che aveva data al nostro Giovanni Passano. Ma nella lettera a lui
+consegnata aveva dimenticato un punto di capitale importanza. Allora
+egli ha chiesto a me se mi sarei sentito....
+
+--Di montare a cavallo, non è vero?--interruppe messer Bartolomeo.--E di
+galoppare a Gioiosa Guardia, dove gli amici son sempre così lieti di
+vedervi? Ma galoppando così, Voi avrete anche dimenticato di cenare; e
+se permettete, s'imbandirà subito per Voi. Polidamante!...
+
+--No, vi prego, non fate nulla di nulla. Sapevo di non giungere in
+tempo per la cena, ed ho mangiato un boccone dall'oste del Rupinaro.
+Piuttosto,--soggiunse Filippino con grazia,--l'ho ancora qua nella gola,
+e gradirò che mi diate da bere.
+
+--Allora, faccia Polidamante l'ufficio suo, e Voi siate contento a modo
+vostro. All'ospite non bisogna dar noia, per desiderio di mettergli la
+casa sulle spalle;--conchiuse saviamente messer Bartolomeo.--Ma
+intanto,--seguitò, volgendosi al Passano,--eccoti qui un oste del
+Rupinaro, che tu hai saltato nella tua rassegna stradale.
+
+--Non l'ho saltato;--rispose il Passano.--Ho solamente risposto di sì a
+tutti i nomi che Voi dicevate.
+
+--E perchè non ho detto quello, tu l'hai taciuto, manigoldo? Ma leggiamo
+questa lettera, che dovrebb'essere la seconda ai Corinzii.--
+
+Mentre il capitano Fiesco parlava così, disponendosi ad aprire la
+lettera, messer Filippino faceva riverenza alle dame. Fior d'oro, contro
+l'usanza delle nuore, stava molto ai panni della suocera; e messer
+Filippino, che aveva una voglia spasimata di bisbigliare qualche cosa
+molto sottile e molto profonda a madonna Juana, dovette contentarsi di
+dirne molte assai comuni e leggiere a madonna Bianchinetta, parlando
+della salute, del tempo, della strada percorsa, e di simili altre
+bazzecole. Ma anche a ragionare d'inezie c'è il modo di andar nel
+sublime, o almeno di rasentarlo, con un buon lavoro d'occhiate
+compassionevoli, tremiti di voce e soavi inflessioni d'accento. Ora in
+quest'arte Filippino era passato maestro.
+
+Gli occhi di Fior d'oro, badando poco agli atti di Filippino, andavano
+spesso al marito, spiandone i moti e ricercandone l'animo; cosa
+facilissima, perchè egli non usava nascondersi mai. Così lo vide batter
+le labbra, leggendo, tentennare il capo, e finalmente richiuder la
+lettera con un atto di grande impazienza.
+
+--Ebbene, ve lo dicevo io, che non si può far sempre quel che si
+vuole?--gli bisbigliò ella, che già si era staccata dal fianco della
+suocera, per accostarsi a lui.
+
+--Ma sì! Fior d'oro ha sempre ragione;--rispose egli avvilito.--Questo è
+più forte dell'altra. Leggila a nostra madre.--
+
+Fior d'oro prese il foglio dalle mani di lui, e come aveva letto il
+primo sotto gli occhi di madonna Bianchinetta, così lesse il secondo.
+Qui Giovanni Passano si mosse per andarsene. Messer Bartolomeo voleva
+trattenerlo, non vedendoci ragione; ma il suo luogotenente ottenne
+licenza con una argomentazione invincibile.
+
+--Se quello che scrive Gian Aloise è tale da poterlo sapere ancor io, me
+lo potrete dire domani, prima ch'io parta; se non è tale, potrete
+tacerlo, ed io sarò felice di non averlo ascoltato. Voi anche mi avete
+insegnato a non esser curioso; e i fatti del prossimo sono spesso così
+poco interessanti! Aggiungete che in ogni cosa io sono vostro, ed altro
+non mi piace che di obbedirvi. Ora, se permettete, vo a prendere il
+fresco e a fare un po' di chiacchiere con quei due, che sicuramente
+m'aspettano.--
+
+Giovanni Passano aveva fatto un altro ragionamento tra sè, in forma di
+dilemma. Una delle due, diceva; o messer Filippino s'è fatto aggiungere
+un poscritto per averne occasione a capitare anche lui, e non bisogna
+essergli testimoni d'una puerile alzata d'ingegno; o Gian Aloise ha
+pensato di mandare per un secondo messaggero le cose più importanti o
+più gelose che non aveva confidate al primo, e non è bene che il primo
+resti a sentire ciò che porta il secondo. I grandi vanno serviti con
+discrezione, non mostrando troppa curiosità di capirli. Queste massime
+il Passano non le avrebbe pensate al Mondo nuovo; ma le doveva pensare e
+praticare nel vecchio, dove infine voleva far la sua strada, da
+onest'uomo, sì, ma senza dar nello sciocco.
+
+La lettera di Gian Aloise diceva così:
+
+ "_A messer Bartolomeo Flisco_
+
+ nostro caro cugino et strenuo cavalliere.
+
+"Il nostro Giovan Passano vi avrà data a quest'ora una lettera mia et
+significata la nicissità grande in che vivemo del vostro consiglio[tn69]
+di valente huomo qual siete in così giovine età et forte non manco di
+braccio. Del quale come del consiglio poderia esser uopo, se Vi parerà
+esser da ciò, come noi Vi stimiamo. Sappiate ora che non solo è
+turbamento in città et gran confusione, per li popolari che sempre
+vorriano mettersi in loco di nobili, con dire che essi son nati in casa
+soa, di gente municipali romane et noi di fuori et stirpe di barbari:
+del che non so come possino haver certezza, non leggendosi in carta
+veruna se non questo, che i loro ascendenti furono gente della plebe
+arricchiti in vender grasce et navigar trafficando. Nè questo solo; ma
+ancora vorriano che s'aiutassi Pisa contro l'armi di Firenze, mettendo
+il Comune in tale impegno che non sia poi sicuro di sopportare. _Etiam_
+non possiamo noi dimenticare che per muover con oste a Pisa bisognerà
+passare per le terre del nostro capitanato; dove ogni grosso esercito
+che passasse facilmente sarìa tratto da desiderio a mutare quello che
+ivi è stato stabilito per l'onore de la nostra casata; et
+contrariamente un piccolo soccorso non bastando per salvezza di Pisa,
+trarrebbe le vendette di Fiorenza, non già contro il comune di Genoa
+lontano, ma contro li feudi nostri in val Magra, quali assai ne dee
+premere di tener fortemente. Ond'io meglio stimo che un potente signore
+abbia Pisa, il quale ne assicuri et conservi la libertà contra Firenze,
+potendo misurare gli aiuti al bisogno et non lasciarsi cogliere alla
+sprovveduta, come senza fallo userebbe il Comune nostro, sempre in
+tumulti et trambusti et confusione babelica. Il carico di tener Pisa par
+dunque a noi destinato dal cielo, non ad altro signore che già briga per
+ottenerlo, mettendosi in vista. Uomo nostro, intendente et valoroso per
+andar colà, sentir le opinioni et provvedere con pronte risolutioni io
+non vedo altri che Voi, nostro cugino amatissimo; che se gli animi dei
+Pisani, come io credo, fussino a noi inclinati, Voi subito di studioso
+ambasciatore e consigliero potresti mutarvi in capitano di armati,
+avendone noi già in Lunigiana ammassati quanti basteriano per il primo
+bisogno, e gli altri sarian pronti a seguire. Meglio di tutto ciò
+parleremo in Violato, ove è sempre gran desiderio de la vostra persona.
+Venite dunque; e se non basta a muovervi la nostra amicizia, Vi muova il
+consiglio di madonna Bianchinetta, orgoglio del nostro parentado, a la
+quale bacio divotamente le mani, come alla eccelsa sposa vostra
+incomparabil Fiordoro.
+
+ "_Genoa, li V martio del 1506._
+
+ "Sempre al vostro servitio et bon cugino
+
+ "GIO: ALOIXE."
+
+E indirizzo e firma apparivano un po' diversi dall'una lettera
+all'altra. Ma così erano gli uomini di quel tempo, che all'ortografia
+badavano poco, anche per il fatto di non averla troppo sicura. Per
+altro, come si riconoscerà dal contesto di quest'ultimo messaggio,
+vedevano chiaro in quel che volevano, e non si lasciavano tirare nè di
+qua nè di là da pericolose incertezze.
+
+Madonna Bianchinetta e la sua bellissima nuora erano rimaste sopra
+pensiero. Proponeva gran cose, l'eccelso Gian Aloise, e per accettare,
+come per ricusare il partito, bisognava meditarci su. Messer Filippino
+frattanto aggiungeva di suo, commentando l'epistola:
+
+--Siamo in famiglia, e si può dire ogni cosa. I Pisani non vogliono
+essere oppressi da Fiorenza; e tanta è la ripugnanza loro a quel giogo,
+che vogliono piuttosto quello di Genova, dimenticando il colpo mortale
+della Meloria. Potrebbe Genova accettare l'invito, e noi di casa Fiesca
+goderne, se Genova fosse nostra più che non sia. La teniamo in parte,
+preponderandovi con l'aiuto del re Cristianissimo, a cui siamo d'aiuto
+pur noi, tenendogli in fede la Repubblica. Ma più teniamo e con maggior
+sicurezza la Riviera di Levante, quanta n'è dall'Appennino al mare tra
+la Scrivia e la Magra, non senza forti scolte nelle valli del Taro e
+della Baganza. A noi, non a Genova, si spetta di andare in soccorso di
+Pisa. Ma c'è qualcun altro che vorrebbe mettersi avanti in nostro luogo.
+Quest'altro non ve lo dice la lettera di Gian Aloise, perchè non tutto
+si confida allo scritto; ma egli è Gian Giacopo Trivulzio, il quale, se
+non forse quanto Gian Aloise Fiesco, è pur molto in grazia del re
+Cristianissimo. Non pare a Voi che in questo caso avrà ragione il primo
+che metta innanzi le mani? A questo occorre un uomo assai destro, che
+vada ad offrire gli aiuti, a concertarne il modo; e tutto ciò non in
+nome del Comune, che non sarebbe prudente consiglio aggravar
+dell'impresa, ma di quell'uomo che in Genova è più potente e a Pisa più
+prossimo per l'ampio dominio. Accettano? Sì, perchè nella estremità a
+cui sono ridotti non hanno altro partito. E Voi allora vi potete scoprir
+meglio, come capitano della gente che aspetterà un cenno vostro per
+accostarsi alla città, fronteggiare i Fiorentini e lasciare a terra il
+Trivulzio con le sue ambizioni. Questo in digrosso il pensiero del
+nostro eccelso parente; le cose minute vi dirà egli in Violata.--
+
+Bartolomeo Fiesco stava fra due; nè già pei commenti di Filippino, che
+lo avrebbero anzi persuaso a dire un no tondo tondo, ma per la lettera
+di Gian Aloise. Si volse allora alla madre, domandandone con gli occhi
+il parere.
+
+--È cortesia lo andare;--disse madonna Bianchinetta.--Se tu non puoi
+accettare, figliuol mio, dirai meglio le tue ragioni a voce, che non per
+iscritto.--
+
+Si volse egli allora a sua moglie, e n'ebbe queste parole:
+
+--Bisogna andare. Te lo avevo già detto per la prima lettera; e nella
+seconda son nuove ragioni, che mostrano anche molta fede in te. Si
+verrebbe meno alla fede di un tant'uomo, non andando alla chiamata.
+
+--Ah! siate lodata, madonna Juana;--gridò Filippino giubilante.--Sarete
+voi la fortuna di casa Fiesca.--
+
+Fior d'oro non potè trattenersi dal ridere.
+
+--Vedete,--diss'ella,--da che distanze doveva ella venire!
+
+--Eh!--rispose Filippino.--Le vie della Provvidenza son tante! Si
+partirà dunque domattina;--soggiunse.--Gian Aloise sarà così lieto di
+riverirvi!--
+
+Correva troppo, messer Filippino bello; e fu fermato di schianto.
+
+--Voi mi mettete d'un viaggio che io non farò certamente;--rispose Fior
+d'oro.--È delle donne custodire la casa. Stando accanto alla madre di
+mio marito, mi parrà di non averlo tutto perduto, per quei due giorni
+che vorrà durarne l'assenza.
+
+--E se durasse di più?--domandò Filippino, che non voleva darsi per
+vinto.
+
+--Allora.... allora, si vedrebbe;--rispose conchiudendo Fior d'oro.
+
+Quella sera, ritirandosi nelle sue stanze, il capitano Fiesco diceva
+alla moglie:
+
+--Filippino mi annoia.
+
+--Annoia anche me;--rispose Fior d'oro.--Ma è giovane; si cheterà.
+Intanto bisogna riderne.
+
+--Potere! È lui, frattanto, il noioso che mi mette tutti questi impicci
+sulle braccia. Non lo vedi tu, che fa scrivere due lettere in un giorno,
+e ad un oscuro uomo come il tuo Damiano, dall'eccelso Gian Aloise
+Fiesco, potentissimo tra i signori d'Italia, ed amicissimo del re di
+Francia? Io, come dice frate Alessandro, faccio un ridosso ai
+Commentarii di Cesare: ma il vecchio di Violata vuol farne un altro
+alle Epistole di Cicerone, che son più di ottocento.
+
+--Vedi?--gli disse sorridendo Fior d'oro.--Bisogna andare, perchè non
+n'abbia a scrivere altrettante.
+
+--Andare,--riprese Damiano, più Damiano che mai in quell'ora,--e dirgli
+quel no, che avrei potuto mettere in carta?
+
+--Non è certo,--replicò la bellissima donna,--che quel no si possa
+scriver meglio, potendolo dire con garbo, dopo aver sentite tutte le
+ragioni del tuo nobil parente. Ci penserai, del resto, le peserai
+attentamente. Potresti anche lasciarti persuadere da qualche ragione più
+forte, che toccasse l'utilità della casa e l'onor del tuo nome. La
+ragione più forte non ci sarà? Il tuo no sembrerà detto dopo aver
+meditato, e ad ogni modo ne avranno scemato l'asprezza le parole cortesi
+e la stessa tua condiscendenza all'invito.--
+
+Damiano guardò Fior d'oro con tenerezza, e le pose al collo le braccia.
+
+--Bella bocca!--le mormorò.--Bella bocca, che parla così bene!
+
+--Bella!--ripetè ella con accento malizioso.--E non cara?
+
+--E bella e cara,--gridò Damiano, con uno de' suoi impeti di
+passione,--e, se vi piace di saper tutto, adorata.--
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+Al soccorso di Pisa.
+
+
+Il palazzo di Gian Aloise Fiesco sorgeva sul colle di Carignano, accanto
+alla chiesa patronata che un cardinal Luca Fiesco, diacono di Santa
+Maria in Vialata a Roma, aveva ordinato nel 1336 fosse eretta in Genova
+col medesimo titolo; donde il nome di Vialata si stese a tutta quella
+parte della collina, corrompendosi poi nel dialettale "_Viovâ_" per
+rifarsi ancora italiano in "Violato" e dar occasione a qualche moderno
+di derivarlo "dalla copia delle viole che vi nascevano e soave fragranza
+diffondevano intorno". Chi sente l'arcana poesia dei fiori può anche
+contentarsi di questa etimologia, che ha dopo tutto il gran merito di
+suscitare graziosi pensieri.
+
+Non ne suscitava di tali il palazzo, edificato presso il fianco sinistro
+e perciò a mezzodì della chiesa, con la quale faceva angolo il suo
+fianco destro, conterminando il piazzale di quella fino al bastione, che
+in guisa di belvedere si stendeva lassù verso ponente per un gran tratto
+del colle. E mentre da quel lato il palazzo dei Fieschi dominava il
+prospetto della superba Genova, fronteggiando il colle di Sarzano e la
+mole dell'antico Castello, guardava da tramontana il vasto anfiteatro
+del monte Peraldo colla sua gran cinta di mura alte sui greppi; da
+mezzogiorno, poi, vedeva gran tratto di mare, solcato da centinaia di
+vele, che uscivano dal porto o venivano all'approdo, passando sotto i
+suoi occhi lungo la Marinella, detta altrimenti il seno di Giano; e da
+levante, se pur non iscorgeva il Bisagno, nascosto sotto le alte mura di
+Santa Chiara, godeva la scena incantevole del colle d'Albaro, colla
+imminente piramide del monte Fasce e collo sfondo azzurro del
+promontorio di Portofino, dietro a cui si stendeva la riviera di
+Levante, oramai diventata un gran feudo dei Fieschi.
+
+Al palazzo, che meglio si sarebbe detto castello, si accedeva da due
+parti; da levante per un viale campestre, collegato alla via che
+dall'Acquasola e dagli Archi di Santo Stefano metteva a San Giacomo di
+Carignano, e là si presentava difeso da due grossi torrioni; da ponente,
+ove appariva più alto, quasi impervio come una rupe Tarpea, si giungeva
+ad esso dal borgo dei Lanieri, lungo il Rivo Torbido. Colà, passato
+appena il convento e la chiesa de' Servi, si levava pel dorso della
+Montagnola una gran cordonata di oltre cento scaglioni, onde si risaliva
+ad un loggiato coperto, di là riuscendo ad un ingresso laterale
+dell'edifizio, aperto sopra una vasta spianata di giardino. Arrivati
+finalmente lassù, si godevano i particolari di quella nobile fabbrica,
+onde da lontano si era ammirata soltanto la maestà del complesso. Non
+dissimilmente dalla chiesa contigua, il palazzo era sui quattro lati
+incrostato di marmi a fasce alterne bianche e nere, rotte a giuste
+distanze da grandi finestre, partite a colonnini; e le finestre,
+inframmezzate da statue, raccolte nelle loro nicchie sagomate con
+bell'arte d'intagli, erano fiancheggiate da lunghi ramponi di ferro,
+rivoltati a staffa, tutti terminati in un giglio di ferro battuto,
+certamente in omaggio cortigianesco ai gigli di Francia. A quei ramponi
+sporgenti, che altri casati di parte ghibellina usavano decorare d'un
+capo d'aquila, si soleva nei giorni di pubblica festa appendere gli
+scudi e l'arme di famiglia; il che dicevasi fare la impavesata. Nè
+mancava la "conoscenza" ossia la insegna della gente, scudo, cimiero e
+motto, espressi in pietra di Lavagna e murati ben alto sui prospetti del
+palazzo. Più basso, per modo che si vedesse bene dai viandanti, era
+murata la targa indicante il privilegio d'immunità dalla forza della
+giustizia, onde il Comune aveva donate le case dei Fieschi. In quelle
+targhe, o liste di marmo, poste sugli angoli dell'edifizio, si vedevano
+scolpite due mani rivolte alla croce di Genova; ed erano i segni "_ultra
+quae non licebat satellitibus homines infestare_".
+
+Descritta la forma esterna del palazzo di Vialata, sarebbe forse utile
+fare altrettanto per gli appartamenti e gli arredi. Ma noi abbiamo
+soltanto da accompagnarci Bartolomeo Fieschi, il quale non vorrà
+restarci lungamente; perciò tralasceremo una descrizione che troppo
+somiglierebbe ad un inventario, nella sua aridità notarile. Luigi XII,
+che alloggiò in Vialata nell'anno 1502, ebbe a dire, certamente
+prendendo occasione dal palazzo del suo ospite, che le case dei
+Genovesi erano più doviziose e meglio fornite della stessa sua reggia.
+Io, per amore dell'arte, accennerò soltanto che nel vestibolo Gian
+Aloise aveva fatto dipingere a buon fresco i Giganti fulminati da Giove;
+motivo che indi a poco doveva essere imitato da Pierino del Vaga nella
+caminata di Andrea Doria a Fassòlo. Rivalità di sfoggio signorile, che
+incominciava a mostrarsi in forme artistiche e mitologiche, per girar
+poi alle manifestazioni politiche e diguazzare nel sangue! Per opera di
+un altro Gian Luigi, quarantadue anni più tardi, il Giove ottuagenario
+di Fassòlo, mortogli il nipote Giannettino e minacciata da presso la
+recente sua reggia, era costretto a fuggire di nottetempo infino ai
+monti di Voltri; ritornato di là a cose quiete, non perdonò la paura che
+gli avevan fatta provare, e prese a fulminare i Giganti di Vialata,
+abbattendone l'orgoglio, diroccandone dalle fondamenta il palazzo
+fastoso.
+
+Nella sua gran caminata, dipinta da Leonardo dell'Aquila, finalese, e da
+Giacomo Serfoglio, da Salto, l'eccelso Gian Aloise ricevette il parente
+aspettato. Bartolomeo Fiesco era alloggiato da gentiluomo a Gioiosa
+Guardia, con gusto severo ed onesta larghezza, secondo il costume dei
+vecchi. Là dentro, in Vialata, era una varietà artistica che prendeva
+accortamente da tutti paesi, ed una profusione di lusso da abbagliare la
+vista. Tappeti di Fiandra coprivano i pavimenti; forzieri ferrati alla
+francese si alternavano lungo le pareti a gran sedie intagliate di noce,
+alcune sormontate dalle armi gattesche e roveresche accollate, altre
+dalle armi gattesche e carrettesche, a ricordare i successivi
+matrimonii di Gian Aloise con Bartolomea della Rovere, nepote di papa
+Giulio II, e con Caterina del Carretto, sorella al marchese del Finale.
+Archi turcheschi con le loro faretre, vecchi trofei di ammiragli della
+casata, ornavano la gran cappa del camino, di pietra di Lavagna,
+riccamente intagliato a fiori, fogliami, chimere ed altre forme di
+mostri, non esclusi i soliti imperatori romani. Qua e là in vistose
+credenze si accoglievano a centinaia gli arnesi di prezioso metallo;
+idrie, guastade d'argento lavorato a rilievo e dorato, catini e piatti
+d'argento istoriato, confettiere d'argento niellato alla barcellonese.
+Ma più assai delle opere d'orefice, più ancora d'una collana di grosse
+perle in numero di settantatrè, che si ammirava con altre gemme in una
+vetrina particolare, colpivano il visitatore gli arazzi ond'erano
+coperte le vaste pareti, con certe istorie del Testamento vecchio, tra
+cui primeggiava per bontà di disegno e vivezza di colori, come per
+terribilità di effetti, quella di Nabucodonosor, il gran colosso dal
+piede d'argilla. In una sala attigua alla caminata il nostro capitano
+Fiesco aveva già dovuto fermarsi a contemplare altri arazzi, che
+recavano espressa la storia romanzesca di Biancafiore.
+
+Al giungere del suo parente di Gioiosa Guardia si levò l'eccelso Gian
+Aloise dal gran seggiolone di cuoio dorato su cui stava seduto, davanti
+ad una tavola lunga, coperta di quel drappo turchino che fin d'allora si
+chiamava "da consigli" poichè già si fabbricava a quell'uso, di coprir
+tavole da adunanze. Nel mezzo del drappo erano ricamate le armi dei
+Fieschi, ripetute da per tutto, perfino sul calamaio quadro di legno
+d'ebano intarsiato, nel manico d'argento del temperatoio, e sul pernio
+delle forbicette dorate che gli facevano compagnia. In tutti i
+particolari, in tutte le minuzie, appariva il lusso sfoggiato e il
+consapevole orgoglio d'un principe. Non ci maravigliamo se mirasse al
+dominio di Pisa.
+
+Dall'anno 1494 ardeva la guerra tra Firenze e Pisa, questa amando viver
+libera, e quella volendo signoreggiarla. Nè a Genova nè al suo
+potentissimo Gian Aloise Fiesco tornava che i Fiorentini dilatassero
+maggiormente l'imperio, poichè non solo questi agognavano l'occupazione
+di Pisa, ma insidiavano Pietrasanta e Sarzana. Per tali ragioni si
+accoglieva l'ambasceria dei Pisani, che offrivano di congiungersi
+perpetuamente con la Repubblica genovese, pronti ad accettarne le leggi.
+Ma qui cominciavano ancora i dissensi. Erano nel Senato nobili e
+popolani, cioè famiglie antiche feudali, e famiglie di popolo grasso,
+salite ai primi gradi, ma non tenute pari a quell'altre, che pur da
+talune popolari avevano lasciato occupare il dogato, designandole un
+pochettino a scherno col soprannome di Cappellazzi. Erano queste le
+famiglie dei Fregosi e degli Adorni, dei Montaldi e dei Guarchi, sempre
+appoggiate a questa o a quella delle famiglie nobili, o feudali, dei
+Fieschi e dei Grimaldi da un lato, dei Doria e degli Spinola dall'altro.
+Ma l'appoggio era dato in guisa, che, le rivalità continuando tra i
+Cappellazzi, non potesse mai prosperare e soverchiare una parte di loro,
+e i nobili godessero tranquilli fuor di città i loro dominii feudali,
+lavorando ancora ad estenderli come potessero, gli uni con la prevalenza
+della parte guelfa, gli altri della parte ghibellina in Italia. Guelfi i
+Fieschi e i Grimaldi, dovevano facilmente trionfare nei secoli XIV e XV,
+in cui cadevano quasi da per tutto in Italia le fortune imperiali. Doria
+e Spinola, dal canto loro, dovevano presto rifarsi, colla protezione di
+Spagna. Intanto, nel periodo incerto della prevalenza francese in
+Italia, e guelfi e ghibellini, essendo nobili tutti, parevano sentirla
+ad un modo, per opporsi alle ambizioni dei popolari; onde si vide nel
+primo trentennio del secolo XVI andar pienamente d'accordo i Fieschi coi
+Doria.
+
+Tornando alle offerte di Pisa, com'erano fatte solennemente al Senato
+genovese, proponevano i popolari di accettarle, soccorrendo quella nobil
+città, non senza concedere ai Pisani la cittadinanza di Genova, e
+mandando famiglie genovesi quante più si potesse a stabilirsi in Pisa.
+Consiglio generoso e prudente era quello; ma non poteva piacere a Gian
+Aloise Fiesco, vicario e capitano generale della Riviera di Levante.
+Pisa soccorsa con un esercito pari al bisogno, altro non significava che
+la Riviera di Levante aperta a quell'esercito; onde per allora scemata
+l'autorità del capitan generale, e in processo di tempo perduto l'util
+dominio di quel vicariato. Pisa soccorsa con poca gente, significava
+vittoria dei Fiorentini, col loro voltarsi minaccioso non pure contro
+Pietrasanta e Sarzana, ma ancora e più contro i dominii feudali dei
+Fieschi.
+
+Di qui la opposizione che alle offerte dei Pisani aveva fatta Gian
+Aloise in Senato, mettendo innanzi che non si potesse far nulla senza
+il beneplacito del re Cristianissimo, a cui Genova si era data in balìa.
+E perchè il re Luigi si trovava allora di qua dalle Alpi, si sentisse
+lui, se n'esplorasse l'animo, prima di deliberare il soccorso di Pisa.
+Così nascevano le due ambasciate d'ufficio; una ai Pisani, per dar buone
+parole, l'altra al re Luigi, per averne il parere.
+
+Ma il re Luigi doveva rispondere in quel modo che al Fiesco tornasse più
+utile. E perchè la risposta volgesse favorevole alle ambizioni del
+potente signore, andavano lettere di costui; portate da un suo
+fidatissimo uomo, a quel re. In pari tempo occorreva guadagnar l'animo
+dei Pisani, mandando loro un altr'uomo per chiedere se il valido e
+sicuro aiuto d'un gran signore genovese non potesse convenir loro assai
+più dell'incerto e scarso che dar poteva il Senato. Certo, ponendo in
+questa forma il dilemma, i Pisani non avrebbero esitato un istante. E
+perchè il re Cristianissimo si sarebbe acconciato ai fatti compiuti,
+occorreva che l'uomo mandato ai Pisani fosse destro negoziatore e
+capitano risoluto ad un tempo, cioè pronto a tirar dentro un grosso di
+soldatesche, già preparato a due terzi di strada, per unirlo a difesa
+della città con le forze di Pisa, comandate allora da Tarlatino di Città
+di Castello, un condottiero che si poteva sperare di trar bellamente
+agli interessi del futuro padrone.
+
+Bartolomeo Fiesco era stato a sentire, tanto più attento, quanto più a
+lui era rivolto il discorso; come spesso occorre nelle assemblee grandi
+e piccole, che gli argomenti tutti dell'oratore e tutti i lenocinii
+dell'arte sua mirano sempre ad uno tra gli ascoltatori, e gli altri
+sono come zeri, destinati a far numero con quella unità. Certo, se il
+capitano Fiesco accettava di esser egli l'uomo per Pisa, il partito di
+soccorrer questa con le forze dei Fieschi era vinto; il re
+Cristianissimo avrebbe approvato il fatto; Gian Giacopo Trivulzio
+sarebbe rimasto colla voglia; i popolari genovesi non avrebbero più
+potuto alzare la testa; mentre dal canto suo Gian Aloise avrebbe
+posseduta di schianto una tal potenza principesca, da pesar poi, bene o
+male, ma sempre moltissimo, sulla bilancia mal certa delle fortune
+d'Italia.
+
+Ma il capitano Fiesco non voleva esser quell'uomo. Più sentiva ragioni
+che lo dovessero smuovere, più ne trovava da opporre. Lo aveva giudicato
+male, il suo eccelso parente, argomentando di lui da sè stesso.
+
+--Ahimè!--diss'egli, quando vide venire quell'altro a mezza
+spada.--Riconosco la bellezza audace del vostro disegno; ma tanta
+bellezza e tanta audacia non sono il fatto mio. Senza contare che io non
+son destro ai maneggi politici, e mi ci troverei davvero come un pesce
+fuor d'acqua, penso che nella parte militare dell'impresa fallirei per
+precipitazione, che è il guaio dell'indole mia, e di cui non son mai
+riescito a guarirmi. Troppo grande è il carico che vorrebbe darmi la
+vostra fiducia, ed io sono troppo piccolo uomo.
+
+--Ma pensate,--replicò Gian Aloise, non vedendo altro nella risposta del
+capitano Fiesco che un effetto di modestia soverchia,--pensate che
+sareste spalleggiato da tutti. Duemila uomini son pronti a Sarzana, e
+mille a Pontremoli; tutta gente che al vostro cenno correrebbero sotto
+Pisa. Non vi parlo della gente che ho tra Rapallo e Lavagna, che ben
+sapete quant'è. L'avreste tutta, come si suol dire, sotto la mano.
+
+--Ripeto, non è il fatto mio;--ribattè Bartolomeo Fiesco.--Voi mi fate
+più esperto capitano che io non mi sia mai sognato di essere. Chi ha
+comandato i cento, e magari i cinquecent'uomini, può ritrovarsi con
+diecimila impacciato come un pulcino nella stoppa.
+
+--Eh via! s'ha da credere? Chi è stato a tanti sbaragli, meritando la
+lode e l'affetto del vicerè delle Indie occidentali, non vorrà mica
+perder la testa in una faccenda che deve andare da sè.
+
+--Se deve andare da sè come Voi dite, perchè metterci a capo un uomo che
+mostrate di stimare più ch'egli non sia stato mai? Ogni altro, che abbia
+risolutezza, dovrebbe bastare.
+
+--Risolutezza e perspicacia;--ripigliò Gian Aloise.--E perspicacia ed
+ambizione di far bene. Non avete Voi ambizione?
+
+--No;--rispose Bartolomeo Fiesco.
+
+--Per un Fiesco, è nuova;--ribattè Gian Aloise.--Per Bartolomeo delle
+Indie, è strana.--
+
+Lo toccavano sul vivo; e naturalmente gli saltò la mosca al naso; che la
+pazienza non era mai stata il suo forte.
+
+--Ecco;--diss'egli, assumendo a suo modo una cert'aria di gravità e
+promettendo colla solennità dell'accento un lungo discorso;--facciamo ad
+intenderci. Ne ho avute, delle ambizioni; e potrei averne ancora, ma in
+un campo diverso. Bartolomeo delle Indie, avete detto, e sta bene.
+Rimandatelo dunque alle Indie. Qui si fanno gran cose, che potranno
+riuscir piccine alla prova; laggiù si fan cose piccine, che potranno
+esser grandi. E questo, badate, non per diverso vedere, ma perchè laggiù
+si taglia dalla pezza, potendo fare una cappa da gentiluomini, mentre
+qui si raccozzano scampoli e stracci, volendo cucirsene un manto reale.
+Perchè questo? Perchè qui siamo gli eredi di un gramo passato, e in
+molti e in troppi ci contendiamo un osso già spolpato da Goti e Greci,
+da Longobardi e Franchi, da Ungheri ed Alemanni; un osso, mi capite? che
+oggi han preso a smidollare Francesi e Spagnuoli. Laggiù, vivaddio, non
+si è eredi di nessuno; laggiù si può esser magari gli autori della
+stirpe e gli arbitri del futuro, preparandolo con libertà, bene o male,
+meritandone la gratitudine o le maledizioni dei posteri.
+
+--Spaziate come un'aquila, cugino!--esclamò Gian Aloise.
+
+--E sarò un nibbio, poi;--rispose il capitano Fiesco.--Ma vedo, se
+permettete, un orizzonte più largo di questo; forse perchè ho viaggiato
+di più in compagnia d'un uomo grande, l'unico grande che mi offrano le
+storie, non escluso quel Carlomagno a cui si riferiscono le nostre
+vanità, quando vanno più alte. Il mio grand'uomo, col suo ingegno e
+colla sua costanza, ha trovato un mondo nuovo; quell'altro, con la sua
+forza, con la sua onnipotenza, non è riuscito se non a rimpiastricciare
+il vecchio, che gli è rimasto poi sempre un lavoraccio.
+
+--Povero a voi, se foste vissuto a' suoi tempi! neanche un paladino
+avreste voluto diventarci?
+
+--Chi sa? Ed avrei forse ottenuto il gran titolo, facendo imprese da
+cantarsi in piazza per rallegrare la gente. Questa che noi faremmo,
+avendo la Riviera di Levante per via, e la foce d'Arno per meta, sia
+pure importante come a Voi pare; ne posso ammettere l'utilità, non ne
+vedo la grandezza, non ne sento il desiderio. Perdonate, illustre
+cugino; e possa cascarmi la lingua, se ho qui la più lontana intenzione
+di spiacervi; verrà giorno che anco dei Fieschi si perda il nobilissimo
+seme. Già, con tanti vescovi, cardinali e papi nella nostra famiglia,
+niente è più probabile di questo. Ed altre ne periranno egualmente, meno
+nemiche nel corso dei secoli al precetto divino del _crescite et
+multiplicamini_. Ma delle une e delle altre sarà molto che duri fra
+mill'anni il confuso ricordo; laddove fra diecimila, se tanti ne camperà
+questo povero globo, resterà viva la memoria della maravigliosa scoperta
+di Cristoforo Colombo, lanaiolo e marinaio. Di me chi ricorderà che
+giovane ho combattuto in patria, per utile degli Adorni e per danno dei
+Fregosi? Un cenno fortuito di cronaca, forse, che anco potrà esser roso
+dai tarli e travolto nella cesta delle cartacce. Ma le storie diranno,
+ne ho fede, ai più lontani nepoti, che ero ancor io alla maravigliosa
+scoperta, e che ai pericoli del mare ignoto fu recato per opera mia un
+po' del buon sangue marinaro di certi conti venuti su da Lavagna.
+
+--Questi poveri conti ve ne ringrazieranno dai loro sepolcri;--notò Gian
+Aloise imbizzito.
+
+--E faran bene, vedete?--ripigliò senza scomporsi Bartolomeo Fiesco.--I
+vecchi, infatti, che oggi si gloriano di tante cose destinate a perire,
+avranno ottenuto nella persona mia la loro parte di gloria vera,
+nell'opera stupenda, indimenticabile, eterna, d'un uomo nuovo, d'un
+marinaio, d'un lanaiuolo. Ecco la mia ambizione, Gian Aloise; la quiete,
+oramai, non avendo più nulla a fare di ciò che m'era più a grado, e il
+cuore avendo pur esso i suoi diritti; la quiete della mia bicocca, e la
+certezza d'una pagina non brutta nella storia del mondo. Soldato ero, e
+al bisogno potrei ritornare, se fossero in giuoco l'onore e la sicurezza
+dei Fieschi. Avessero anche il torto, non istarei a guardare, e dal
+posto mio non mancherei all'appello. Ma questo per difesa, e sentendo la
+voce del sangue. Ci sono obblighi sacri, come ci sono necessità
+ineluttabili. Anche il primo dei filosofi, uso alle più ardue
+speculazioni della mente, mangia beve e dorme e veste panni come
+l'ultimo degl'imbecilli. Facciamo l'obbligo nostro, cediamo alle
+necessità della vita; ma il pensiero sia libero, e resti il cuore nei
+vincoli cari ch'egli stesso s'è imposti. Non mi date ragione?
+
+--Siete un bel matto;--disse Gian Aloise, ridendo.
+
+La masticava male, per altro, e non rideva di cuore. Come avrebb'egli
+potuto, dopo quella intemerata del suo caro parente, la cui poca
+ambizione gli guastava in un punto i superbi disegni? Il potente signore
+di cinquanta castella, da Montobbio a Pontremoli, vicario e capitano
+generale della Riviera di Levante da Rapallo a Sarzana, principe del
+Senato e quasi protettore della Repubblica di Genova, non aveva tra
+tanti consanguinei, nè tra gli aderenti più saldi, l'uomo che potesse
+andare a Pisa per lui. O piuttosto ne avrebbe avuti cento, ma non
+adatti, non arnesi, come suol dirsi, da bosco e da riviera, diplomatici
+ad un tempo e soldati, accorti per tastare il terreno, dare indietro
+senza parere, o andare fino al fondo senza esitare un istante. Avveduto
+com'era, l'eccelso Gian Aloise non voleva dare un passo se non era certo
+del fatto suo, bene sapendo che in un fallo commesso, e non riparabile,
+egli avrebbe perduta, non che l'impresa, la fama.
+
+Rise, adunque, ma per dissimulare la stizza; e rimase freddo, ostentando
+di parlar d'altro. Freddi al pari di lui rimasero gli altri della nobil
+casata; tra i quali Emanuele ed Ettore Fieschi erano certamente i più
+ragguardevoli dopo di lui. Freddissimi poi i tre giovani figli di Gian
+Aloise, che erano per ordine di nascita Geronimo, Scipione e Sinibaldo;
+i primi due destinati a morir presto, e il terzo a raccogliere l'eredità
+di tutti, avendo poi da Maria della Rovere l'ultimo dei Gian Luigi, e il
+più famoso per la sua tragica fine. Tutti costoro si sentivano un po'
+offesi, più ancora che dal rifiutato viaggio di Pisa, dalla poca stima
+che il capitano Fiesco faceva dei nobili di antica stirpe, a paragone
+d'un uomo nuovo, d'un lanaiuolo, che aveva scoperto il nuovo Mondo.
+Scoprire un nuovo Mondo, gran che! Ciò poteva toccare in sorte ad ogni
+marinaio, sbalestrato dalle tempeste lontano dai lidi conosciuti. Vincer
+battaglie, occupar terre murate, sbalzar rivali di seggio, ottener
+signorie, era quello il gran fatto, da cui si riconosceva la bontà dei
+cavalieri antichi. Mettere un oscuro lanaiuolo più su della loro
+prosapia! una prosapia discendente per più o meno sicuri rami del real
+sangue di Borgogna! Ma tanto valeva allora dichiararsi partigiano dei
+Popolari, che finalmente, se non erano nobili feudali, in gran parte
+avevano contratto parentado con essi, e da trecent'anni si erano
+illustrati nelle più alte magistrature della repubblica.
+
+Filippino, da ultimo, non sapeva che pesci pigliare. Se in quel momento
+non gli fosse passata davanti agli occhi la immagine di Fior d'oro,
+lasciandogli intravvedere anche il pericolo di non accostarsi più a lei,
+certamente egli avrebbe rizzato muso più di tutti al suo pazzo
+congiunto. E dire che era stato lui, Filippino, a metter gli occhi sul
+capitano delle Indie, per la commissione di Pisa; lui a muoversi per
+Chiavari e andarlo a cercare in Gioiosa Guardia, per condurlo davanti
+all'eccelso Gian Aloise! E dire che di quella impresa si era tanto
+lodato in cuor suo! Che figura doveva essere in quella vece la sua, nel
+cospetto del signor di Vialata, che tanto si riprometteva da
+quell'alzata d'ingegno del giovane innamorato!
+
+Il capitano Fiesco aveva preveduto l'effetto del suo rifiuto sull'animo
+di Gian Aloise; a quella freddezza si era ben preparato. Perciò, vedendo
+languire la conversazione, e per cagion sua, non volle restare a farla
+morire del tutto, nè altrimenti mostrarsi impacciato.
+
+--Ad un povero cavaliere,--incominciò egli allora,--ad un povero
+cavaliere che non vi può servire a nulla (e potete credere che gliene
+dolga nel profondo dell'anima) Voi concederete licenza di ritornare alla
+sua bicocca, non è vero?--
+
+Gian Aloise fece da principio un gran cenno del capo, che pareva un
+segno di condiscendenza dell'olimpio Giove. Quindi con gravità
+d'accento, onde trapelava un pochettino d'ironia, lasciò cadere dal
+labbro queste misurate parole.
+
+--Non piaccia a Dio che vogliam dare alla nostra cara figlioccia
+maggior dispiacere di quello che ha avuto, restando un giorno lontana
+dal suo dolce marito. Ad un pronto commiato, che voi mostrate di
+desiderare senza neppur trattenervi alla nostra tavola per quest'oggi,
+mettiamo per altro una condizione, che troverete onesta ed assai
+temperata. Alla regina di Xaragua, che fu donna d'alto cuore e di forti
+propositi, riferirete tutto ciò che vi abbiamo detto, e la prova di
+fiducia che eravamo disposti a darvi. Così, buon cugino, avremo conforto
+a pensare che per la prima volta forse, ma non senza giusto motivo, la
+contessa Juana sentirà un po' diverso da Voi; in fatto di ambizione, per
+esempio, ed anche in fatto di amicizia. Lasciatemelo dire,--soggiunse il
+vecchio gentiluomo, vedendo che il capitano Fiesco faceva l'atto di
+provarsi a rispondere,--perchè davvero vi siete mostrato più tenero
+della quiete vostra che della mia amicizia. Non la perdete, però; Gian
+Aloise Fiesco ha il cuore più alto che la gente non creda.--
+
+Il capitano Fiesco pensò che fosse meglio star zitto, lasciando
+all'eccelso parente la soddisfazione d'aver parlato per l'ultimo.
+Altrimenti, di parola in parola, Dio sa quel che sarebbe avvenuto;
+questo, ad esempio, ch'egli si sarebbe ripigliati tutti i suoi buoni
+argomenti, li avrebbe appesi all'arcione, e sarebbe corso a spron
+battuto su Pisa.
+
+S'inchinò, dunque, con aria di molta confusione, e non disse parola in
+risposta a quel discorso agrodolce di Gian Aloise.
+
+--Mi permetterete,--balbettò in quella vece,--di offrire i miei omaggi a
+madonna Caterina?
+
+--Potete andare; è laggiù nelle sue stanze.--
+
+Il capitano Fiesco non se lo fece dire due volte, e si allontanò,
+salutando con molta disinvoltura tutta la sua illustre casata.
+
+La nobile Fiesca era là, a pochi passi dalla caminata, nell'anticamera,
+o, per usar la lingua del tempo, nella "guardacamera" della sua sala di
+ricevimento. Non ci voleva molta perspicacia ad intendere che la signora
+contessa era stata in ascolto alla toppa dell'uscio. Ella stessa, del
+resto, lo confessò candidamente al suo visitatore.
+
+--Vi ho udito;--diss'ella.--Vi eravate molto animato, e non ho perduto
+neppur una delle vostre parole.
+
+--Immaginate, madonna Caterina;--rispose egli umilmente,--come io sia
+addolorato di non aver potuto rispondere meglio alla fiducia del vostro
+eccelso consorte.
+
+--Non vi addolorate, cugino;--replicò la nobil signora.--Il mio cuore di
+donna vi ha dato ragione. Ma son cose da proporsi? ad un giovanotto che
+da un anno appena ha impalmata la più bella e la più cara creatura del
+mondo? E che idee di grandezza nuova son queste, che possono mettere a
+repentaglio l'antica? Che follìa, poi, di rendere, con sempre più vaste
+ambizioni, scontenti i figliuoli del loro stato presente, che è già così
+alto, e tanto invidiato?
+
+--Intendo la madre:--notò Bartolomeo Fiesco;--ma la discendente di
+Aleramo potrà forse giudicare più benignamente le vaste ambizioni di
+Gian Aloise.
+
+--V'ingannate, cugino. La discendente di Aleramo sa che il grand'uomo si
+attenne alla marca che gli era stata data in custodia, nè volle alzar
+gli occhi, o metter la mira più in alto. E Guglielmo Lungaspada, e
+Gerberga sua moglie, amarono far lignaggio di cavalieri contenti al più
+modesto ma ancora assai nobile ufficio di governare pacificamente un
+popolo di quieti ed onesti lavoratori. Lungi dal pensiero di accrescere
+il dominio, o di tenerlo raccolto in un ramo della famiglia, lo
+spartirono equamente tra i loro figliuoli; e dove le città della
+spiaggia, fatte ricche dal mare, vollero esser padrone di sè, non furono
+i signori del Carretto quelli che si ostinarono a tenerle sotto tutela.
+Quando poi la cupidigia e l'ingiustizia tolsero ad uno di loro la parte
+sua, e che voleva esser sua per vincolo di amore, sapete bene che Dio
+non tardò a reintegrarne la famiglia nel suo giusto possesso. Ed io
+vengo di là, buon cugino; vengo da quel dolce Finaro che sempre tenne
+fede ai miei padri, meritando ch'essi non levassero gli occhi a cose più
+alte, ma più vane, e più pericolose per giunta.--
+
+Così parlava il cuore d'una madre. Sentiva egli già, cuore presago, le
+matte ambizioni condurre a ruina la casa? Quarantadue anni ancora, e
+nell'ambizioso figliuolo del suo Sinibaldo non pure la grandezza della
+casa doveva perire, ma la istessa progenie dei Fieschi.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+Filemone e Bauci.
+
+
+Era partito per Genova con una scorta di sei balestrieri a cavallo, non
+volendo scomparire con la gente di messer Filippino, e piacendogli di
+onorare per una volta tanto il suo antico luogotenente Giovanni Passano,
+diventato in certo qual modo suo genero, ma sopra tutto suo "alter ego"
+in Genova per ragion di negozi. Quanto a sè, viaggiava volentieri da
+solo, come quando al suo ritorno dal forte di San Tommaso, davanti alle
+cascatelle del rio Verde, era caduto nella imboscata dei selvaggi di
+Maguana; ricordo piacevole, com'è sempre quello d'un pericolo corso e
+scampato; ricordo piacevolissimo, perchè dal pericolo di morte gli era
+venuto il suo raggio di vita, alla presenza di Anacoana, la bellissima
+tra le belle, la perla di Haiti, il fior di Xaragua.
+
+Povera madonna Catarina Bescapè della piazza del Regisole in Pavia, come
+impallidivate al paragone! Già non eravate più che un'ombra, una larva,
+come tutte quelle giovani bellezze di Cuba e di Haiti, Samana Taorib,
+Caritaba non meno Taorib, Abarima più Taorib di tutte, e non meno
+dimenticata anche lei. Il gran sole di Maguana aveva facilmente
+dissipate quelle visioni dell'alba, tessute di nebbia e di follìa.
+Com'era bello quel sole! e come aveva trasfigurato anche l'uomo su cui
+aveva posato il suo raggio! La migliore tra le donne aveva inteso il
+gran cuore di Damiano, per mezzo alle follìe della baldanzosa gioventù,
+e di quel cavaliere capriccioso aveva fatto con l'amor suo un gentiluomo
+severo, un fior di senno. Ci voleva una gran fiamma per domar lui, per
+farne un altr'uomo. Così la fanciulla ardita va di buon passo alla fonte
+lontana, saltellante e leggera con la sua brocca di rame, che ad ogni
+moto del fianco le vacilla sul capo; ma torna diritta ed austera al
+villaggio, sapendo che del prezioso umore non dee versare una goccia.
+
+Damiano (perchè sempre un po' di Damiano ha da trovarsi nei panni di
+Bartolomeo Fiesco) non voleva perdere una goccia della sua felicità.
+Bella! bella! bella! andava ripetendo egli dentro di sè, a guisa di
+giaculatoria, mentre scendeva a gran passi la cordonata del palazzo di
+Gian Aloise. Donde sarà lecito argomentare che non pensasse più affatto
+ai discorsi tenuti lassù; o che piuttosto ne ricordasse uno solo,
+l'ultimo, il più breve e il più caro. Caterina del Carretto nei Fieschi,
+parlandogli della contessa Juana, l'aveva esaltata a ragione come la più
+bella creatura del mondo. E voleva dirglielo, a sua moglie, appena fosse
+rientrato in Gioiosa Guardia: "così, dolce amica, siete stata giudicata
+da una gran dama che se ne intende; e in Genova, badate, nella città
+fortunata, dove le belle donne si trovano a macca, come sui nostri
+Appennini i ceppatelli e le uòvole alla prim'acqua d'agosto."
+
+Frattanto, voleva pensare a lei; e per questo, se era venuto in troppa
+compagnia, intendeva di ritornare da solo. La cosa non doveva esser
+difficile, poichè il Passano restava a Genova, e messer Filippino, a Dio
+piacendo, trattenuto a consiglio in Vialata, non aveva pretesti per
+rifare il viaggio.
+
+Sceso in fretta alla chiesa dei Servi, risalito per Rivalta alla porta
+Soprana, ridisceso dal Prione a San Donato, e di là per la via di
+Chiavica riuscito in Canneto, svoltò da un vicolo nella strada di San
+Lorenzo, strettissima allora, quasi serrata nel fianco sinistro del
+Duomo, e tutta fiancheggiata dalle case dei Fieschi, mentre dall'altra
+parte si stendevano quelle dei Doria. Vialata era pei Fieschi una
+novità; e chiesa e palazzo e giardini erano stati edificati nel secolo
+XIV, su terreni a bella posta comperati dai De Marini. Il grosso delle
+case dei conti di Lavagna era stato da prima, e durava ancora nei pressi
+del San Lorenzo; ci aveva un suo palazzo l'istesso Gian Aloise; ci
+avevano le lor case Emanuele e Gian Ambrogio Fieschi; poco lontano da
+essi, in Canneto, ci aveva la sua Ettore Fiesco, del ramo di Savignone;
+e in fila con essi Bartolomeo Fiesco la sua, abitata allora dal suo
+quasi genero Giovanni Passano.
+
+Salutato costui e lasciatogli le sue istruzioni, preso commiato dalla
+adolescente sposa di lui, che sperò invano di ritenerlo qualche ora,
+mosse per San Domenico alla porta di Santo Stefano, fuor della quale lo
+attendeva Pietro Gentile colla scorta dei balestrieri a cavallo. Ed era
+anche là il suo fido ronzino Talavera, un cavallone che pareva una
+montagna, leardo moscato, di gran collo, di gran petto, forte di
+garretti e di groppa, bestia soda e potente, come usavano allora, da
+portare in arcione uomini vestiti di ferro.
+
+Prima di mettersi in cammino, messer Bartolomeo disse a Pietro Gentile:
+
+--Tu ora va innanzi con gli uomini; io seguirò ad una certa distanza.
+Vorrei procurarmi l'illusione di andare da solo. Così mi parrà di
+ritornare ai tempi che ero scolaro, e me ne andavo da casa, per i monti,
+allo studio di Pavia.
+
+--Come volete, messere;--rispose lo scudiero.--Ma per rinfrescarvi.... e
+per rinfrescarci....
+
+--Volevo ben dire se non pensavi a te!--interruppe il capitano Fiesco,
+ridendo.--Rinfrescherai gli uomini e te quante volte ti parrà
+necessario, o ti farà invito una frasca che t'abbia lasciato buon
+ricordo di sè. Ed anche ti fermerai in ognuno di quei luoghi ad
+attendermi: arriverò, berrò un sorso ancor io, e vi pagherò lo scotto.
+Quanto a rifocillarci, che te ne pare di Ruta? È a mezza strada; e di
+lassù si vede casa nostra; quasi se ne sente l'odore.
+
+--L'odore della scuderia fa correr meglio il cavallo;--notò Pietro
+Gentile.
+
+--Ci pensavo per l'appunto;--replicò il capitano.--Siamo dunque intesi.
+Andate, nel nome di Dio!--
+
+La cavalcata si mosse, e Bartolomeo Fiesco la lasciò andare un bel
+tratto, fin che non ebbe passato tutto il sobborgo. Poi si mise a sua
+volta in viaggio, andando di portante lungo la sponda destra del
+Bisagno, fino al ponte di Sant'Agata, e di là per Terralba a San Martino
+d'Albaro. Nelle salite, s'intende, lasciava il portante, e prendeva il
+galoppo.
+
+La strada di Levante faceva allora più sghembi che non ne faccia ora,
+con tanti mutamenti e allargamenti di vie provinciali. Ma non riusciva
+neanche troppo più lunga per l'uomo a cavallo, che fra trotto galoppo e
+portante non impiegava più di cinque ore dal ponte di Sant'Agata sul
+Bisagno a quello di Santa Maria Maddalena sull'Entella.
+
+Felice come uno scolaro in vacanze, proseguiva il cavaliere la sua via.
+Non aveva più sopraccapi a molestarlo, e il cuore gli si gonfiava
+d'allegrezza. Guardia Gioiosa! Guardia Gioiosa! le tue torri erette,
+ancora tanto lontane, le vedeva egli con gli occhi del desiderio ad ogni
+svolta della strada romana, ad ogni radura di bosco, ad ogni squarcio di
+valle, a Quinto, a Nervi, a Bogliasco, tra gli smeraldi e le perle di
+quella cintura nuziale che il monte Fasce e il monte Moro, accigliati
+cavalieri, ma non altrimenti insensibili, sembrano offrire alle ninfe
+del golfo. Più in là Sori e la sua Pieve sbucavano occhieggiando dalle
+loro vallette tutte coperte di olivi, di limoni e d'aranci; ancora più
+in là si stendeva Recco, orgogliosa della sua valle più larga, dalle
+sponde ricche di pampini, dai gioghi vestiti di castagni e di roveri. A
+lui pareva di vedere per la prima volta quelle bellezze di terra, di
+mare e di cielo. E perchè no? Non era egli rinato, quel giorno, se
+usciva illeso da un grande pericolo? Grande, sì certamente. Andare a
+Pisa, ambasciatore e soldato, che si canzona? e col rischio, anzi con
+la certezza di doverci metter le barbe, di sostener magari un assedio, e
+d'esser pronto ad ogni sbaraglio! Bella cosa in altri tempi per lui: ma
+allora! allora, poi, Gioiosa Guardia e non più.
+
+Alle osterie dove lo aspettavano i suoi balestrieri, beveva volentieri
+come un altro Passano. Amava classicamente il vino, pel colore, ancor
+più che non lo amasse pel sapore, quantunque al sapore non diniegasse
+giustizia. Al vino avrebbe fatto un inno in versi, se avesse avuto
+tempo, perchè in gioventù era stato poeta anche lui. Non potendo in
+versi, glielo faceva in prosa. E gli accadeva di lodarlo perfino
+cattivo, o mediocre; specie quel giorno, che ogni bicchiere gli segnava
+una stazione del viaggio felice, e pareva infondergli nuovo vigore alla
+corsa. Con che giubilo si mosse da Recco per la grande ascesa di Ruta,
+lasciandosi sotto, dalla sua destra, il grappolo delle case bianche di
+Camogli, sospeso come un nido d'alcioni alla rupe! Non c'era pericolo
+tuttavia che quel grappolo facesse un capitombolo in mare, essendoci
+laggiù per guardia, sovra una lingua di terra, il chiesone di san
+Prospero, niente disposto a gradire lo scherzo.
+
+Oltre Camogli si dilungava in alto mare il promontorio di Portofino,
+vasto scenario azzurro che da Genova fin là gli aveva impedita la vista
+di Chiavari. Quel promontorio egli ricordava d'averlo corso tutto fino
+alla sua estremità, in una cui piega aveva visitato San Fruttuoso di
+Capodimonte, la vecchia abbazia il cui prospetto chiudeva tutta quanta
+la spiaggia, ma invitava ad entrare per i suoi porticati, tanto che
+c'entrava qualche volta anche il mare, quasi in atto di rivolere le
+barche, tirate là sotto dai pescatori a rifugio.
+
+--Vedete quel Doria!--pensava egli, mentre sul colmo di Ruta, davanti
+all'osteria del Pavone, sbocconcellava il suo mezzo pollo. L'hanno
+intesa, la pace, come va preparata e goduta, fabbricando quella abbazia
+solitaria, dopo l'altra di San Matteo entro le mura della città
+rumorosa. L'hanno intesa, sì, ma per andarla a godere dopo morti. E
+nondimeno abbiano lode, per aver capita la vanità delle cure mondane. A
+che serve tanto combattere? a che serve esser signori di Genova, o di
+Pisa, o di casaldiavolo? Mi direte: se i tuoi maggiori avessero pensato
+come te, caro, non saresti qui ora a sgranocchiare un pollo, e a
+rinfrescarti l'ugola con un bel calice di vin di Vernazza, accanto al
+tuo Talavera, che pare il cavallo di Troia, fra i tuoi balestrieri che
+aspettano il tuo comando per rimontare in arcione; avresti forse di tuo
+una scure, e faresti il boscaiuolo nelle macchie dell'Appennino, felice
+abbastanza di poterti dissetare ad una scarsa fontanella, dopo avere
+inghiottito a forza due necci, o stancate le mascelle intorno ad una
+mezza pagnotta di pan vecciato. Adagio, Biagio! chiarirò il mio
+pensiero. Certamente l'uomo deve operare, industriarsi in qualche nobile
+impresa, combattere magari, a piedi e a cavallo; ma per l'onore della
+sua gente, per la grandezza e per l'utilità della patria. E ci fu un
+tempo, ci fu, che tutti si faceva così; e a chi non faceva così, a chi
+lavorava per sè, per guadagnar signorìa, i consoli spianavan le case,
+come a Fulcone di Castello buon'anima sua. Ma poi, che cos'è avvenuto?
+arraffa tu, che arraffo io. Se almeno quel che arraffiamo di qua ce
+l'avessimo a portare di là! Tanto severo è san Pietro! Con le persone
+lascerà passare anche le bazzicature? Oh, riveriti e potenti baroni,
+siate i ben venuti al _refugium peccatorum_. C'è appunto di là, ai primi
+posti, una panca vuota. Si farà presto a metterci anche uno stramazzo
+per voi "eccelsi, illustri et magnifici viri". Ah sì, aspettatelo, che
+venga a parlarvi così! Badate piuttosto alle chiavi.--
+
+Dopo Ruta, San Lorenzo alla falda del monte, e Santa Margherita in una
+insenatura del bel golfo Tigulio, e Rapallo nobilmente seduta alla
+spiaggia, in aspetto di città che attende maggiori destini, con la valle
+Christi laggiù a sinistra nel piano verdeggiante, e monte Allegro, ben
+degno del nome, là in alto. Grande azzurro di cielo, gran turchino di
+mare; una corona di monti che pare anfiteatro di giganti in Tessaglia:
+una valle che par quella di Tempe; uno specchio d'acque tranquille entro
+una cornice di maraviglie ridenti al sole, che dà l'idea d'un pezzo di
+paradiso; o sire Iddio, quante bellezze aggruppate! Ma il cavaliere non
+le guarda neppure: salta perfino Zoagli, gala di merletti pendente sullo
+sparato della costa di Leivi, non vedendo, non intendendo, non
+desiderando altro che un lido biancheggiante di là dalle case di
+Rovereto. Le fermate dei rinfreschi si son fatte più rade e più corte;
+anche il cavallone di Bartolomeo Fiesco va più franco e più rapido.
+
+--O Talavera! o gran bestia!--gridava il cavaliere, più allegro che
+mai.--Tu sei maraviglioso d'intelligenza, quantunque ignorante di
+cosmografia quanto il personaggio di cui porti il nome. Ma che importa a
+te la cosmografia? Una cosa sai tu, e la sai bene; che a Gioiosa Guardia
+t'aspetta una bella scuderia, una buona strigliata, non senza la fortuna
+di una morbida mano che ti palpi il gran collo. Non è così, Talavera? E
+nitrisci, briccone! Nitrirei anch'io, se fossi nella tua pelle. Ma
+parlo, io, che quasi non posso star più nella mia; spando le mie parole
+al vento, per provare il gusto di sentirle, e sperando che un soffio ne
+arrivi laggiù, ripercuotendosi dietro la piega di quel monte, da San
+Pietro delle Canne a San Salvatore, da San Salvatore a Paggi, alla
+Gioiosa Guardia, al mio nido.--
+
+Di monologo in monologo era giunto a Chiavari e alle rive dell'Entella.
+Sul ponte della Maddalena fece la fermata un po' lunga. Era quella una
+sua divozione, di cui la contessa Juana non era gelosa, avendo imparato
+a rispettarla, anzi partecipandovi anch'essa. Un gran pellegrino era
+passato di là, e si era fermato ad ammirare la fiumana bella da quel
+medesimo ponte, durato intatto fino ai dì nostri. Ed era bello, il ponte
+della Maddalena; quasi bello come il suo fiume, che è tutto dire. Oggi
+l'hanno allargato, e credo, Dio ci perdoni, anche rintonacato.
+
+--O padre Alighieri!--esclamò Bartolomeo Fiesco.--Tu ci sei passato, di
+qui, esule pellegrino; e li hai veduti, i miei maggiori, ed uno di loro
+hai fatto parlare nel tuo sacro poema. Li hai veduti, e certamente ti
+sei maravigliato che non sapessero contentarsi della potenza loro, già
+così grande, e sopra tutto non ne intendessero i veri uffici, che erano
+e sarebbero ancora, se non prendo abbaglio, di render prospero e felice
+un popolo affidato alla loro tutela, in mezzo a tanto sorriso di natura,
+a tanta benedizione di frutti, e del suolo e del mare. E non essi
+soltanto hai veduto fallire alle speranze della patria, che ancor oggi
+domanda rimedio a' suoi mali; che "le terre d'Italia tutte piene son di
+tiranni, ed un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene". Oggi
+come allora, e peggio d'allora. Quando sarà finita? Mai, se noi stessi,
+che la potenza aiuta e la storia ha confermati, non vogliamo dare
+l'esempio. Non vogliamo? È presto detto, e forse è più vero che oggi
+come oggi non ne abbiamo più il modo. Triste cosa, assai triste, vedere
+il bene ed esser travolti dall'onda prepotente del male. E poi? e poi
+verrà un'ondata più alta, più vasta, più forte, come quelle che ho viste
+io nell'Atlantico, che ci soverchierà tutti quanti, parte inghiottendo
+senza misericordia, parte restituendo alla luce del sole, ma istupiditi
+ed impotenti, raggomitolati sulla rena a piangere la comune miseria coi
+nostri nemici d'ieri, come noi mal ridotti, istupiditi come noi,
+impotenti come noi a rimettersi in piedi. "Ahi, serva Italia, di dolore
+ostello!" Ma queste cose non pensa l'eccelso Gian Aloise; ed anche è
+inutile che le ricanti io, suo piccioletto parente. "Ei s'è beato, e ciò
+non ode". Dategli Pisa; vuol Pisa, lui, per tenerla come tien Genova,
+col dubbio favore di questi, con la ostilità palese di quelli, coi
+mutabili umori degli uni e degli altri, dipendente egli stesso
+dall'autorità di un re straniero, le cui fortune posson crescere e
+calare, e se cresciute soffocarlo, se volte in basso trascinarlo nella
+caduta. Son questi i tuoi accorgimenti, eccelso Gian Aloise. Me ne son
+fatto fuori, quest'oggi, e torno alla mia pace, al sorriso del mio cielo
+e della mia donna. Ma durerà questa pace, per coloro che se ne mostrano
+degni, intendendola? E a noi, meno alti e meno ambiziosi rami del tronco
+di Lavagna, non toccherà d'essere involti nella rovina che a sè prepara
+il ramo maggiore? Perchè questo, o prima o poi, se le ambizioni
+crescono, avverrà senza fallo.--
+
+Il monologo era riuscito quella volta un po' lungo; ma il ponte della
+Maddalena lo meritava. Aggiungete ch'era l'ultimo. Bartolomeo Fiesco diè
+di sprone al cavallo; e Talavera, che non aspettava altro, spiccò un
+salto e prese subitamente il galoppo per la strada di San Salvatore e di
+Paggi, dove da un quarto d'ora lo avevano preceduto i compagni, sentendo
+anch'essi l'odore della mangiatoia, e non avendo in groppa nessun
+ammiratore di Dante. Giungevano inaspettati alla Gioiosa Guardia, con la
+bella notizia che li seguiva il padrone. Partito a bruzzico dal suo
+castello, messer Bartolomeo ritornava per l'ora di cena: gran fretta,
+sicuramente, ma anche un bel miracolo di galoppate. E fu accolto con le
+faci; suonò a festa la campana del battifredo; non mancò neppure una
+salve d'archibugiate.
+
+Si facevano pazzìe per riceverlo; ma ne fece egli più assai alla vista
+della contessa Juana, che era discesa ad incontrarlo nel cortile.
+
+--Allegro?--diss'ella, avvicinandosi alla staffa per istendergli la
+mano, che il cavaliere baciava, piegandosi tutto sull'arcione.
+
+--Non vedi?--rispose egli, com'ebbe potuto compiere il rito.--È Talavera
+che fa il matto, sentendosi a casa. Talavera, gran bestia, non vedete la
+padrona, che ha pronta una carezza per voi?--
+
+Il cielo era puro, e tutto scintillante di stelle. La brezza primaverile
+già raddolcita di qualche tepore pareva promettere le vampe dell'estate;
+e frattanto le destava nel cuore di Damiano.
+
+--Donna mia dolce!--sussurrò il capitano Fiesco, prendendo Juana per la
+vita, e muovendo con lei su per le scale.--Lásciati amare; lasciami
+esser felice.
+
+--Ah, ecco!--diss'ella.--Non è più Talavera, che fa il matto.
+
+--No, cara, son io, io, proprio io, che ho voglia di saltare e di
+cantare, tanti sono i grilli che ho in corpo.--
+
+Sorridente, amorosa, Fior d'oro lo accompagnò nelle sue stanze, dov'egli
+si tolse di dosso la polvere.
+
+--Ed ora,--ripigliò la contessa,--ragioniamo un pochino, se è possibile.
+Vai?
+
+--Dove?--domandò il capitano Fiesco, che aveva la mente a tutt'altro.
+
+--A Pisa.
+
+--No, se Dio vuole, no.--
+
+Fior d'oro diede in una grande risata.
+
+--N'ero sicura;--gridò, lasciandosi cadere su d'una scranna.
+
+--E perchè allora m'hai fatto andare a Genova?--chiese egli, che era
+voglioso di ridere altrettanto, ma non voleva parere.
+
+--Per debito di cortesia, se ti rammenti. Ed anche potevi sentir ragioni
+che ti dovessero persuadere. Gian Aloise non ti ha persuaso, e sia per
+il meglio. Almeno avrai fatte le cose per bene?
+
+--A quel dio! Ci siamo lasciati più amici di prima. Egli mi ha
+assicurato, congedandomi, di avere il cuore più alto che il mondo non
+creda. Ed io, figúrati, l'ho più alto che il mondo non si possa sognare.
+Sento che l'ho qui.... sulle labbra. Vuoi sincerartene, Fior d'oro? Oh,
+dolce donna! un ceffone? Ma l'ho già avuta da un pezzo, la cresima.
+Nondimeno, ripeti, Fior d'oro, perchè ripeto ancor io. Queste tue dita
+son dolci più che lo zucchero. E si resti qui, buon Dio, e non venga più
+in mente a nessuno di smuovermi dalle braccia di Fior d'oro, perchè
+sarei capace di ribellarmi anche al re Cristianissimo.
+
+--E al re Cattolico per giunta, non è vero?
+
+--A quello, poi, con più gusto; quantunque m'abbia fatto tanto buon
+viso, l'ipocrita. E mi voleva ai suoi servigi, per un quinto viaggio. Ah
+sì, sta fresco, se m'aspetta. Non più viaggi, del resto. L'ho detto
+anche al grand'uomo, che ho seguitato con tanta devozione ad ogni
+rischio. Signor almirante, non fate, vi prego, più assegnamento su me.
+Sono un uomo navigato; ho fatta la parte mia, e di viaggi ce ne son
+voluti quattro, perchè io riuscissi a portar via il mio pezzo di mondo
+nuovo. È anche vero,--soggiunse il capitano Fiesco inchinandosi,--che ho
+avuto il pezzo migliore. Gli altri oro in polvere, oro a pagliuole, oro
+a catolli; io a dirittura Fior d'oro. E non mi si parli più di passare
+l'Atlantico; non mi si parli più di lasciar le rive dell'Entella.
+"Gioiosa Guardia e la mia donna" ecco il mio motto, e vo' farlo
+scolpire sulla nostra "conoscenza" in uno svolazzo coi fiocchi,
+debitamente custodito dal gatto e dal basilisco di casa.
+
+--Ora, sta bene;--disse Fior d'oro.--Ma quando sarò vecchia?
+
+--Vecchia! che parola è questa? vecchia voi, dolce Juana?
+
+--Ma sì, la cosa avverrà pur troppo, un giorno.
+
+--Lontano, lontano, lontano!--gridò egli, accompagnando quella gran
+lontananza con molto sforzo di braccia.--E quando sarete.... cioè,
+quando non sarete più giovane, quando non sarete più giovane voi,
+pensate che sarò vecchio io, che d'anni n'ho più di voi, e parecchi.
+
+--Io penso,--rispose Fior d'oro,--che la donna ha una giovinezza
+soltanto. L'uomo, quando non ha più l'età della grazia, ha ancora l'età
+della forza.
+
+--Già, ci diventa un Ercole;--esclamò egli, facendo spallucce.--Lo vedo
+brutto quell'Ercole, che si prepara a rinnovar la serie delle sue
+immortali fatiche. Ma io farò meglio, vedete, io che non voglio passare
+una quinta volta le sue bugiarde Colonne. Guardate là, mia dolce Juana,
+a quella parete. C'è uno scaffale di noce, con una filza di novanta
+volumi. Non è una gran biblioteca, lo so; ma ce ne son di più piccole, e
+presso uomini più grandi di me. Gian Aloise, a buon conto, ce n'ha
+ottantatrè nel suo palazzo di Vialata; sette meno di me; ond'io mi stimo
+più ricco di lui. E tutti scelti, i miei, da Virgilio a Dante, col
+Canzoniere del Petrarca per giunta, e perfino il Canzoniere di Giusto
+de' Conti, quello della Bella mano, che è il caval di battaglia di
+messer Filippino. Or dunque, veniamo a noi; pensiamo pure al giorno
+ch'io sarò vecchio, e voi.... non più tanto giovane. Quel giorno o
+quella sera, mentre voi farete la calza accanto alla gran tavola della
+caminata, io incomincierò a ripassare per voi tutti i miei volumi, e ve
+li leggerò ad uno ad uno. Tradotti, si capisce, ad aperta di libro, che
+i denari del latino non me li sono giuocati. Cari miei vecchi autori! Ce
+n'è uno che ha fatto un poema, si può dire, a bella posta per noi, tanto
+s'attaglierà al caso nostro il suo episodio più bello.
+
+--E sarebbe?
+
+--Ovidio, nelle libro ottavo delle sue Metamorfosi. C'è l'episodio di
+Filemone e Bauci, due sposini invecchiati l'uno accanto all'altro nella
+loro capanna, che poi fu tramutata dagli Dèi in un tempio di marmo e
+d'oro; ed essi continuarono ad amarsi, essendone i sacerdoti; ed
+ottennero di poter morire insieme, tramutati in due piante, un tiglio e
+una quercia, sul limitare del tempio.
+
+--È una bella immaginazione;--disse Fior d'oro.--Non c'è altro di
+spiacevole che la tua deliberazione di rimandarne la lettura ai giorni
+della nostra vecchiaia. Perchè non leggere fin di stasera il grazioso
+racconto? Ne godrebbe anche la mamma, che è tanto felice di stare a
+sentire.
+
+--Eh, perchè no?--rispose il capitano Fiesco.--Tanto, un nuovo capitolo
+dei Commentarii non l'avrò in pronto se non per domani sera.
+
+--Ah, bene, bene!--esclamò Fior d'oro, battendo le palme con allegrezza
+infantile, mentre si avviavano alla caminata, dove li aspettava la
+mamma, ed anche la cena preparata.--Filemone, hai detto?...
+
+--E Bauci;--aggiunse il capitano Fiesco.--Son due nomi greci; e Filemone
+vuol dir l'amante, e Bauci vuol dir la vezzosa, la graziosa, e simili
+altre delicatezze femminee.
+
+--O Damiano! quante cose sai tu!
+
+--Ti pare? Certo, so quasi tutte le inutili; e delle veramente utili una
+sola.
+
+--Ah sì? sentiamola un po'?
+
+--Amarti. Non sono Filemone? E bada, bambina, Filemone vuol anche dire
+accarezzante. Ond'io, se vorrai tener quella mano a posto....--
+
+E un bacio corse, e fu reso. Bauci non voleva mentire al suo nome di
+graziosa.
+
+Madonna Bianchinetta Fiesca, venuta poc'anzi a sedersi sulla sua sedia
+comitale, li vide entrare abbracciati, ed abbracciati correre a lei. Non
+era da farne caso, perchè così li vedeva ogni giorno; ed ella finalmente
+ne era tutta felice. Anch'ella amata, a' suoi bei tempi; ma più
+rispettata che amata, essendo stata sposata ad un uomo dabbene, ma
+austero di modi, e diciamo pure un po' orso. E vedova, e invecchiata
+nella vedovanza, era vissuta là molto sola, con quel benedetto ragazzo
+sempre in giro pel mondo, tanto in giro, che presto non bastandogli il
+vecchio, era andato in traccia del nuovo. Finalmente aveva messo il
+cervello a partito; ma per domare quel cervello c'era voluto il cuore.
+Ond'ella ebbe cagione di rallegrarsi, la nobil signora, e di amare anche
+più quella bellissima nuora che le aveva fatto il miracolo. Nessuna
+maraviglia, del resto; la contessa Juana si faceva adorare da tutti;
+senza volerlo, solamente mostrandosi, aveva stregato un po' tutti.
+
+La veneranda signora seppe quel ch'era avvenuto in Vialata; molto
+sommariamente, per altro, non avendo creduto opportuno suo figlio di
+riferirle per filo e per segno i discorsi suoi coll'eccelso Gian Aloise,
+mentre amava piuttosto trattenersi su quelli della nobile Caterina del
+Carretto nei Fieschi. Quella era una donna che capiva le cose; ed egli,
+il capitano, avesse pure a soffrirne la dignità mascolina della stirpe,
+sarebbe stato felicissimo se per tutte le terre dei Fieschi, da
+Savignone a Pontremoli, da Vialata a Gioiosa Guardia, non gli uomini
+avessero più comandato, ma una buona volta le donne. A quali altezze
+maggiori non sarebbe salita la gente Fiesca, in cinquanta e magari
+cent'anni di senno e di grazia al governo de' suoi destini! E in quella
+vece, o miseria! si perdeva in vane contese e in più vane ambizioni il
+presente, guastando anche nel germe il futuro.
+
+Sorrideva, madonna Bianchinetta, bene intendendo la ragione di tutti
+quegli amabili paradossi del suo amabilissimo figliuolo. Il fatto era
+questo, che i belli occhi di Fior d'oro avevano avuto più forza del
+miraggio di Pisa.
+
+--Infine,--diceva,--se tu non hai ambizioni, perchè ne avremmo noi, che
+saremmo rimaste qua ad aspettarti?
+
+--E questa sera gran lettura;--soggiungeva Fior d'oro.--Sai, mamma, che
+ci tradurrà da un poeta latino la storia di Filemone e Bauci? Si tratta
+di due, uomo e donna, che si sono amati per tutta la vita.
+
+--Han fatto bene;--sentenziò madonna Bianchinetta.--Quando si può, è la
+cosa più bella del mondo. E voi li imiterete, m'immagino. Ma non
+dimenticheremo poi la storia del nuovo Mondo?
+
+--Non dubitare, mamma;--rispose il capitano Fiesco.--Domattina mi metto
+a lavoro, e domani sera ne avrai un altro capitolo. Sai che la scrivo
+tanto volentieri. Ma che c'è? Visite ancora? Non ci sarebbe dunque più
+pace, a Gioiosa Guardia?--
+
+Si sentiva infatti uno scalpitìo di cavalli nel cortile, su cui
+guardavano appunto le alte finestre della caminata. Polidamante fu
+mandato a vedere che diavol fosse.
+
+--_Ecce iterum Crispinus_,--borbottò il padrone di casa.--E dico
+_Crispinus_ per attenermi al testo. Ma sarà poi _Philippinus_, che
+guasterà il verso a Giovenale, e la veglia a noi altri.--
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+"Dove amore non è, più nulla è il resto".
+
+
+Non era _Philippinus_, no; nient'altro che un cavallaro, un corriere, un
+messo, o che altro si voglia dire, mandato da Genova per portar lettere
+alla Gioiosa Guardia. Polidamante, sceso a pigliar lingua, tornava su
+tutto affannato, con un plico, fatto di quella grossa carta di filo, che
+già da un secolo e più si fabbricava a Voltri, sul far di quella che
+aveva dato fama per tutta cristianità alle cartiere di Fabriano.
+
+--Sire Iddio, che letterone!--esclamò il capitano Fiesco, torcendo lo
+sguardo atterrito.
+
+--Vedi?--notò madonna Bianchinetta.--Ci avrai da leggere un bel poco, e
+Filemone e Bauci dovranno aspettare.
+
+--Chi manda la staffetta è Giovanni Passano;--diceva Polidamante in quel
+mezzo.
+
+--Strano!--ripigliò messer Bartolomeo.--Ci siam visti mezz'ora prima che
+io rimontassi a cavallo. Che bisogno c'era di mandarmi un corriere alle
+calcagna?
+
+--Questo, senza dubbio,--replicò sua madre,--di farti giunger notizie
+importanti, avute da lui subito dopo che tu eri partito. Ma c'è un modo
+di saper tutto;--soggiunse con un placido riso la veneranda
+signora;--aprire quel letterone, non ti pare?
+
+--Ecco, fuman le dapi;--disse il figliuolo, niente persuaso della
+utilità di aprire il messaggio.--Rischiavo di seccarmi con Filippino
+bello, e già n'ero tutto rimescolato. E poichè da questo lato respiro,
+non voglio procurarmi altre noie per ora. Che cosa mi diceva il Passano,
+nel prender commiato? Che andava al banco di San Giorgio. Vorranno
+dunque esser filze di numeri, tutta roba da levar l'appetito. Ceniamo; e
+tu, letterone, aspetta.--
+
+Il letterone ebbe riposo su d'una credenza, e il capitano Fiesco pensò
+d'aver pace a tavola. E volle ridere, volle scherzare, secondo l'uso; ma
+non gli veniva fatto come le altre volte. Credeva anche d'aver portato
+dal suo viaggio frettoloso una buona dose d'appetito; ma non fu nulla,
+ed egli mangiò poco, e bevette anche meno. Quel letterone, posato laggiù
+sulla credenza, gli pesava sull'anima.
+
+Perchè poi tanto sgomento per due o tre pagine di scritto? Ecco qua;
+bisogna sapere prima di tutto che messer Bartolomeo Fiesco, dacchè aveva
+fatto ritorno alla casa de' suoi padri, era diventato nervoso. Non già
+stizzoso, o di mala voglia, perchè quasi sempre era ilare; ma in mezzo a
+tanta allegria sentiva di tanto in tanto i brividi dell'uomo che ha
+paura, che teme o sospetta di qualche cosa che non sa, ma che sente
+venirsi addosso, o pender da un filo sulla sua testa, come la famosa
+spada di Damocle. Le visite sopra tutto gli urtavano i nervi, e pareva
+che si aspettasse sempre una seccatura enorme. In verità non aveva tutti
+i torti. O per recitar sonetti della Bella mano a sua moglie, o per
+mandar lui a Pisa, capitava messer Filippino assai più spesso del
+bisogno. Ed altri ancora, parenti come Filippino, o partigiani della
+gente Fiesca, o vecchi conoscenti, si affollavano a Gioiosa Guardia, per
+ossequiare, per visitare, per esplorare, sopra tutto per far discorsi
+inutili, tra i quali non mancava mai l'accenno alla vita operosa che
+doveva aver fatta il capitano Fiesco, e alla impossibilità che egli si
+contentasse della vita tranquilla, uniforme e noiosa del castellano.
+Volevano saper tutti quando ne sarebbe uscito, e come contasse di usare
+il suo tempo. Ond'egli aveva già incominciato a capire che si sarebbe
+stati assai meglio in un bosco, e ben fuori di mano, anzi ben fuori di
+quella regione, dove, o di qua dall'Appennino o di là, erano sempre
+castella dei Fieschi, con Filippini in moto, e parenti e conoscenti, e
+cacciatori e curiosi, cavallari, staffette e via discorrendo, fino alla
+consumazione dei secoli e della pazienza degli uomini. Quel letterone,
+frattanto! Che diavolerìa si nascondeva là dentro? Messer Bartolomeo,
+diventato più nervoso che mai, non se lo poteva levar dalla mente, lo
+sbirciava da lontano con occhio sospettoso, quasi temesse da un momento
+all'altro di vederne saltar fuori uno scorpione, una vipera, un
+basilisco; questo, anzi, più facilmente, essendo una bestia
+dell'araldico serraglio Fieschino.
+
+--Morale della favola;--diss'egli ad un certo punto tra sè.--Imparate, o
+giovani, a non lasciar chiusa una lettera che abbiate ricevuta. Meglio
+è morire sul colpo, che patire un'agonia di due ore.--
+
+E madonna Bianchinetta e Fior d'oro, che parevano essersi scordate di
+quel misterioso letterone! La cena era finita, la tavola sparecchiata, e
+del noioso messaggio nè l'una nè l'altra delle due donne faceva parola.
+Doveva parlarne lui, facendone nascer lui l'occasione. E l'occasione fu
+questa, di fare una giratina per la sala, di accostarsi a quella
+credenza, e di salutare il letterone con un grido di maraviglia.
+
+--Oh, eccolo qua, il bossolo dei segreti. Prendi, Juana, mia dolce
+amica, aprilo tu, ch'io non lo leggo. Piacevole non è di certo; e ci
+sarà almeno questo di buono, che la sua prosa, passando per la tua
+bocca, avrà acquistato buon suono.--
+
+La contessa Juana aperse, e lesse. Non faccia maraviglia che sapesse
+leggere. Fior d'oro certamente non leggeva ancora a Maguana, nella casa
+di Caonabo, suo terribil signore e padrone. Ma già leggeva a Xaragua,
+avendo presto imparata la lingua castigliana. Aveva seguitato a leggere
+alla Giamaica, e poscia in viaggio, imparando via via l'italiano, e
+continuandone con mirabil profitto lo studio in Gioiosa Guardia. La
+Corinna di Haiti aveva ingegno potente; le cognizioni a lei nuove della
+civiltà europea erano venute insieme coll'esercizio di quelle due
+lingue, fondendosi, estendendosi, formandole un nuovo tesoro, dandole
+quasi un'anima nuova.
+
+Per contro, aveva abbandonato assai dell'antica, o forse l'aveva sepolto
+nel profondo. Più non toccava il _maguey_ dal malinconico suono; nè
+meditava più, nè cantava più l'_areyto_ in cui era maestra. L'ultimo era
+stato quello di Cahonana nell'atto di partirsi per sempre dalla sua
+isola natale. Bene sulle rive dell'Entella s'era provato Damiano a
+chiederle la grazia d'un canto nella lingua d'Itiba. Ma ella se n'era
+schermita.
+
+--Bambino amato, non esser cattivo; dolce signore, non esser tiranno.
+L'_areyto_ era la gioia di un popolo semplice e buono, che sapeva
+appagarsi dei frutti della mia povera mente. La poetessa dell'_areyto_ è
+morta insieme col suo popolo; perchè vuoi tu risuscitarla, se non hai
+forza di ritornarle in vita il suo popolo? Con altro nome rivive
+Anacoana; rivive per miracolo d'amore e di gratitudine. Ti ho amato,
+conte Fiesco, dal primo giorno che ti ho conosciuto; sarei morta coi
+miei poveri sudditi, amandoti e benedicendoti. Tu hai voluto ch'io
+vivessi, e la mia vita è diventata cosa tua, poichè tu l'avevi salvata.
+Tua regina, o tua serva, ogni condizione mi è buona; comandarti mi è
+dolce, obbedirti ancor più. Ma ti prego, una cosa non chieder da me; non
+chieder la voce che piacque a tanti infelici, la cui sorte è il segreto
+tormento dell'anima mia. La voce di Itiba è morta; ed io soffro già
+tanto, sforzandomi di dimenticare quei giorni! Dunque, se m'ami
+davvero....
+
+--Dunque più nulla;--aveva detto Damiano, troncandole la frase.--La
+bella bocca che diceva le belle canzoni, io la suggello coi baci.
+
+--E ti basti,--aveva ella risposto,--pensando che il cuore trabalza,
+venendo ad incontrarli sul labbro. Piacerebbe a te di narrarmi il tuo
+passato? Nè io, bada, chiederò mai di conoscerlo. Che colpa avresti ai
+miei occhi, se dal giorno che m'hai conosciuta il tuo cuore è stato mio,
+intieramente mio? Quanto a me, conte Fiesco, ho un passato, e tu lo
+conosci: ebbi un fiero padrone, che ho rispettato; n'ho uno assai
+cortese, che adoro. Tra l'uno e l'altro è il dolore d'una patria morta,
+a cui non gioveranno i miei pianti, ma a cui dobbiamo usare entrambi la
+pietà del silenzio.--
+
+Il conte Fiesco riconobbe che sua moglie aveva ragione, e non chiese più
+nulla di quelle arti gentili di cui ella era stata maestra in Haiti. La
+cultura della contessa Juana si faceva del resto così profonda e così
+vasta nelle discipline europee, che veramente non era più necessario
+tornare col desiderio a prove antiche d'ingegno, le quali avevano il
+torto di destare in lei troppo dolorosi ricordi.
+
+Or dunque, ritornando al racconto, la contessa Juana aperse il plico, e
+lesse; anzi tutto una lettera di Giovanni Passano, che diceva così:
+
+ "_Magnifico Signor mio e padrone osservandissimo_,
+
+"Vi parrà strano che appena partito Voi per la Gioiosa Guardia io abbia
+da mandarvi il messo, come il cacciatore sull'orma. Così è piaciuto a
+Dio, dal quale vengono le fortune tutte e disgrazie di questo mondo, con
+che egli sperimenta le sue creature. Ma questa volta è misericordia sua
+e gran favore che sia evento piacevole, come io ben credo, trattandosi
+di lettera che Vi scrive l'uomo che più amate e venerate dopo il supremo
+dator di ogni bene.
+
+"Sappiate adunque che, mentre Voi andavate verso porta di Santo Stefano
+glorioso, io me ne andai al magnifico Banco di San Giorgio per collocare
+il denaro che eravamo rimasti d'intesa. E là mi avvenni per singolar
+fortuna nello spettabile iureconsulto messer Nicolò di Oderigo, che
+scendeva allora dallo scalone. Umanamente mi salutò, e mi chiese di Voi,
+che tanto desiderava incontrarvi. E gli dissi che appunto eravate giunto
+questa mattina, ma per stare sull'ali e ripartire; che anzi a quell'ora
+certamente andavate passando il ponte di Sant'Agata benedetta. Mostrò
+dispiacere di tal contrattempo, perchè aveva ricevuto lettera di
+Castiglia per Voi, e a me la diede, commettendomi di spedirla al più
+presto. E sì m'aggiunse il prefato messer Nicolò: "ignoro che cosa sia
+detto in tal lettera, avendola sigillata senza leggere; ma se somiglia
+ad altra per me ricevuta, certo è fatto di somma importanza, e merita
+che il vostro signore e parente subito la tenga in sue mani". Al che
+risposi non dubitasse, che avrei fatto ogni diligenza, siccome ero
+pronto, anche partendo io medesimo.
+
+"Non fu mestieri di ciò, avendo io trovato Battistino di Certénoli, che
+si disponeva appunto a partire. Io solo gli ho fatto e faccio
+raccomandazione di non fermarsi troppo a tutte le frasche, più che non
+avvenga a me quando vengo a trovarvi. Ed egli, saputo esser ciò per
+Vostro servizio, promette e giura, se Voi non correte più di lui, di
+raggiungervi ancora in cammino. Quanto a messer Nicolò di Oderigo,
+richiesto da me che cosa fosse scritto a lui, per darvene contezza,
+risposemi queste parole: "Il nostro eccelso concittadino spera e
+dispera ad un tempo: è come un naufrago, che può toccar terra con
+l'aiuto di Dio, o andare sommerso nel profondo del mare. Egli è tanto
+disgraziato come grande".
+
+"Messer riverito, io vi prego di star bene, e bacio umilmente le mani a
+madonna Bianchinetta e a madonna Fior d'oro mia nobil cognata; che
+veramente io non mi risolverò mai di chiamarla suocera, contro ogni
+apparenza di ragione. Bianchina mia a voi tutti si raccomanda.
+
+ "Di Genoa, li 6 marzo anno Domini 1506.
+
+ "JOHANNES PAXANO."
+
+Il capitano Fiesco era stato a sentire con una certa curiosità la prima
+parte della lettera di Giovanni Passano. Alla seconda, ricominciò a non
+poter più star fermo sulla sedia, tanta era l'agitazione che gli entrava
+addosso; agitazione a cui partecipava l'animo di Fior d'oro, com'era
+dimostrato dall'andar più spedito, quasi convulso, della lettura.
+
+--All'altra! all'altra!--gridò messer Bartolomeo, com'ella ebbe finita
+la prima.--Che sarà mai, mio Dio, se un uomo grave e tranquillo come il
+dottore Oderigo si mostra così sgomentato per la sorte del nostro
+grand'uomo?--
+
+Fior d'oro prese allora la seconda lettera, e con molta reverenza ne
+lesse la soprascritta, in lingua spagnuola: "_Al muy virtuoso Señor
+micer Bartholomè Fresco_"; poi ruppe il suggello, aperse il gran foglio,
+e lesse il contenuto, scritto in lingua italiana, mescolata di forme
+spagnuole e latine, di questo tenore:
+
+ _"Virtuoso amico._
+
+"Iddio nostro signore ha disposto che quando la creatura è nel fondo
+delle afflizioni, ella a Lui abbia ricorso e in Lui solo confidi: ma non
+è senza suo consiglio che ella si volga agli amici, nei quali è come un
+raggio in terra della sua eccelsa bontà. Tra i miei mali ho questa
+sorte, che ancora qualche anima mi resti fedele. Ma perchè i pochi che
+mi amano son tutti lontani da me?
+
+"Amico, la mia querela col mondo è antica oramai, come l'uso ch'egli ha
+di maltrattarmi. Già mille combattimenti mi diede, e a tutti ho
+resistito finora; in che non mi ha giovato nessuno. Ei mi tiene
+crudelmente colato a fondo: solo mi regge la speranza di Chi creò tutti,
+e sudditi e re. Il soccorso di Lui fu prontissimo sempre. Un'altra
+volta, è già molto, trovandomi assai abbattuto, mi sollevò col suo
+braccio divino, dicendo: levati su, uomo di poca fede, che son io, non
+aver timore. Ma adesso la voce misteriosa non parla più come prima; temo
+forte che voglia altro di me.
+
+"Da più d'un anno sto qui aspettando che don Fernando mi renda giustizia
+e m'ascolti, come aveva promesso anche a Voi. Tutti ottengono da lui, di
+dovunque arrivino; checchè gli propongano, son tutti ascoltati: più
+ancora se nemici miei, o da lui avuti per tali. Di me non si fa caso;
+anche qui tutti mi sfuggono, come fossi un lebbroso. Pensate a questo,
+Voi che avete visto il mio arrivo a Barcellona. Ora io vi sto
+mallevadore che non è uomo sì vile il quale non pensi d'oltraggiarmi.
+Se io avessi rubate le Indie per darle a Portoghesi, come una volta si
+sospettò indegnamente, quando la tempesta mi gittò nel ritorno alle rive
+del Tago, non potrebbero in Ispagna dimostrarmi nimicizia maggiore. Chi
+ciò crederebbe d'un paese, dove fu sempre tanta generosità di sentire?
+
+"Grande aggravio ricevo da questo re, poi che la eccelsa donna mia
+protettrice è in cielo (che più non la vidi viva al mio ritorno), e non
+so come basteranno le forze a sostenere il mio dritto. Ma per rispetto a
+quella medesima dignità che Iddio mi ha data, quando permise che io
+discoprissi un mondo e lo rendessi alla sua fede, dovrò combattere fino
+all'ultimo soffio di vita. E son qui solo, nella mia pena, infermo,
+aspettando ogni dì da un uscio la giustizia degli uomini, dall'altro
+quella del cielo. Non è con me neppure il mio buon fratello don
+Bartolomeo, sempre in moto per mia cagione. Diego Mendez fu qui, nè
+vuole abbandonarmi del tutto; ma in troppe circostanze non fa al bisogno
+mio, dovendo, egli anche provvedere a sè stesso. Ah, i miei amici d'un
+tempo! Il loro affetto mi consolerebbe d'assai cose che mi mancano. E mi
+manchino pure per sempre; perchè "dove amore non è, più nulla è il
+resto".--
+
+Tremava, per commozione profonda, la voce della bella lettrice; e gli
+occhi del capitano Fiesco si erano velati di lagrime.
+
+--Com'è vero!--diss'egli.--È questo il grido dell'anima.
+
+--E noi lo sentiremo;--rispose Fior d'oro;--e correremo a lui, non è
+vero?--
+
+Messer Bartolomeo si turbò forte, a quell'altro grido dell'anima.
+
+--Andrò certamente;--balbettò egli.--Ma tu....
+
+--Ed io con te. Potrei forse lasciarti solo?
+
+--Perchè no! Andavo pur solo a Pisa!
+
+--Che mi parli tu di Pisa?--proruppe Fior d'oro.--Non ci sei andato,
+finalmente. E laggiù, dov'egli soffre, dond'egli chiama soccorso, il
+debito nostro è di andare senza indugio. Non gli debbo ancor io qualche
+cosa? Ma lasciami leggere il resto; son poche righe ancora;--soggiunse
+ella, sforzandosi d'apparire tranquilla.
+
+E proseguì, sebbene con voce alterata, la dolorosa lettura.
+
+"Domando forse troppo? Vi conosco, fedele amico dei lieti giorni come
+dei tristi, e penso che ciò non sia. Avendovi presso, di due cose una mi
+verrà bene ad ogni modo. O mi rifiorirà la speranza, poichè avrete
+ottenuto Voi ch'io parli un'ultima volta al re; e Voi solo potrete
+ottenerlo, che foste ricevuto da lui, e congedato con buone promesse.
+Dovrà ricordarle, vedendovi; e forse egli sentirà rossore di ciò che fa,
+per mio danno ed onta sua. O non otterrete nulla neppur voi? Sarà segno
+ch'io non debbo aspettare più nulla dal mondo, se non questo, che Voi mi
+chiudiate gli occhi al gran sonno. In questo caso sarete ancora il ben
+venuto al mio fianco; nell'ultim'ora della mia triste vita mi sarà dolce
+l'aspetto della città dond'io venni, e nella quale son nato.
+
+"Ricordatemi, ve ne prego, alla nobil signora che allieta i giorni del
+vostro riposo, e che ha tanto da perdonarmi anche lei. Ma io veramente
+non sono in colpa, e fu con buono intendimento tutto quello che feci.
+Iddio mi aveva guidato laggiù; gli uomini malvagi hanno guastata l'opera
+di Dio, come già aveva fatto il maligno, sotto forma di serpente, in
+quel beatissimo Eden, di cui mi sembrò l'imagine sulla terra di Haiti. E
+ancora salutate per me il virtuoso messere Gian Aloise con la sua
+signora madonna Catalina. Dite loro che mi perdonino, se non ho più date
+nuove di me, che liete e degne di loro non n'ebbi più da gran tempo.
+Neanche, per dirvi tutto, ebbi comodità di scrivere, negli umili
+alberghi per cui mi vengo tramutando, poverissimo come sono, e spesso
+costretto ad accettar prestito da qualche anima buona. Non che per
+iscrivere una lettera e dar beveraggio a chi la porti, non ho il più
+delle volte una "bianca" per l'offerta in chiesa. Le mie rendite sono a
+San Domingo, e le tiene e le gode il gran commendatore d'Alcántara, che
+Iddio non vorrà dimenticare, nella sua forza e sapienza infinita, mentre
+io sono sventurato come vi dico. Ho pianto molto in mia vita sugli
+altri; su me piangerà presto la terra, se ancora ha senso di carità, se
+ancora v'è in pregio la verità e la giustizia. E vi tenga Nostro Signore
+nella sua santa guardia, con tutti coloro che amate; poichè, vi ripeto,
+dove amore non è, più nulla è il resto.
+
+ "De Segovia, a 20 de febrero 1506.
+
+ "_El Almirante mayor del mar Oçeano
+ "Visorey y Gobernador general de las Indias, etc._
+
+ S.
+ S. A. S.
+ X. M. Y
+ Xpo FERENS.
+
+I titoli non mancavano mai, nelle lettere di Cristoforo Colombo. E
+potevano far sorridere gli sciocchi, e far piangere gli assennati,
+pensando che l'almirante maggiore dell'Oceano, il vicerè e governatore
+delle Indie era povero in canna, spesso nelle osterie, dov'era costretto
+a prendere i suoi pasti, non avendo di che pagare lo scotto. Quanto alla
+sigla che aveva sostituita alla firma, gli amici suoi sapevano che cosa
+volesse dire. Così l'aveva egli solennemente descritta nel suo
+testamento e istituzione di maggiorasco, del 22 febbraio 1498: "......
+don Diego mio figlio e tutti i miei successori e discendenti, come pure
+i miei fratelli Bartolomeo e Diego, porteranno le mie armi quali le
+lascierò dopo morte, senz'aggiungervi alcun'altra cosa, e saranno
+scolpite sul lor sigillo. Don Diego mio figlio, o chiunque erediterà i
+suoi beni, andando al possesso dell'eredità, segnerà con la firma di che
+ora mi servo, che è una X con sopra una S, una M con sopra un'A, ed una
+S più in su, e quindi una Y sormontata da una S, colle linee e punti
+giusta il mio costume". Ma la descrizione non essendo ancora
+l'interpetrazione, bisognerà soggiungere quella che n'hanno tentata i
+moderni eruditi, ricordando che Cristoforo Colombo, a detta del figlio
+Fernando nella sua _Historia dell'Almirante_, "se alcuna cosa aveva da
+scrivere, non provava la penna senza prima scrivere queste parole:
+_Jesus cum Maria sit nobis in via_". Così avendo egli mutata la firma
+dopo le dignità ottenute, formò la sigla misteriosa, che si può
+sciogliere naturalmente in questo modo: _Salva me Xristus, Maria,
+Yosephus_. Quanto all'ultima linea, _Xristoferens_, mezzo abbreviato, è
+l'istesso nome di Cristoforo, portatore di Cristo, come anche dimostra
+la nota iconografia di quel santo, col famoso distico leonino e
+maccheronico che suol richiamare alla mente.
+
+--Ed ora,--disse Fior d'oro, nell'atto di ripiegare il
+foglio,--sosterrai tu che io non debba seguirti? Vedi, egli vuol
+chiedermi perdono, non essendo in colpa di nulla. Io, io debbo portargli
+una parola di riconoscenza per me, con le benedizioni del mio popolo,
+ch'egli amò tanto, ch'egli avrebbe reso felice, se gli uomini malvagi
+non ne avessero attraversati i disegni.
+
+--Sia come volete, Juana;--rispose il capitano Fiesco.--Il cielo forse
+v'ispira. Al letto di un infermo vale anche meglio una donna che un
+uomo. Iddio ha posto negli occhi vostri un raggio della sua pietà, e
+sulle vostre labbra il balsamo delle sue misericordie. Nè il grand'uomo
+sarà solo, quand'io dovrò chiedere udienza al suo re. Non vorrà certo
+negarmela;--soggiunse messer Bartolomeo;--tanto cortesemente mi aveva
+egli accolto, che pareva non sapesse più spiccarsi da me. Niente al
+signor Almirante, e si capiva, quantunque promettesse di vederlo e di
+udirlo; a me tutto; mi avrebbe posto Castiglia e Leone sulle braccia,
+con le Indie per il buon peso. "Voi siete, signor conte, in grandissima
+stima presso don Nicola Ovando, che d'uomini s'intende, come del nostro
+servizio; stimato dal gran commendatore d'Alcántara, che così
+vantaggiosamente mi scrive di Voi, non sarete meno stimato e favorito da
+me: non dispiaccia ad un Fiesco di prender servizio presso un re
+d'Aragona, che conosce il merito, e sa ricompensarlo". La grazia delle
+sue ricompense! Ma bisognò sputar dolce, dopo inghiottito l'amaro.
+Infine, chi sa? Non è una ispirazione del cielo che l'Almirante mi
+richiami presso di sè, per ottenergli giustizia? E se fossi io quello
+che potesse fargliela avere.... colla reintegrazione dei suoi
+diritti.... colla spedizione sua ad un altro viaggio di scoperta!...
+
+--Quante speranze ad un tratto!--esclamò Fior d'oro.
+
+--Non per me, si capisce. Io non andrò più, certamente. Sarà un
+sacrifizio.... che farò lietamente a Fior d'oro. Ma per lui, che forse
+ad un tale annunzio ritornerebbe da morte a vita, mi par che sia bene
+tentare, e per intanto sperare. Sperare giova, e tentare non nuoce.
+Andremo dunque a Segovia. Ma ora che ci penso, come vi porterei io in
+Ispagna, dove forse Fior d'oro....
+
+--Fior d'oro può restar qui;--rispose la contessa;--ed anche può esser
+morta di là dal gran mare. In vece sua può ben rinascere il mozzo
+Bonito, di cui conservo ancora le spoglie.--
+
+Con quel nome e in quelle spoglie Anacoana era andata dalla sua isola
+natale alla Giamaica, e di là ritornata a San Domingo, per passar poscia
+in Europa; mozzo per tutti, tranne per pochissimi che erano a parte del
+segreto.
+
+--Eh, voi trovate rimedio a tutto, Juana;--disse il capitano Fiesco,
+sforzandosi di sorridere.--Ma questo mi fa pensare che avrò da trovar
+qualche cosa ancor io, non essendo naturale che un mozzo faccia così
+lungo tragitto per via di terra. Dove sarà il cavallaro? Probabilmente
+nel tinello a cena; che non avrà voluto rinunziare alla buona occasione.
+Polidamante!--
+
+Il ragazzo non era là in anticamera, e bisognò andarlo a chiamare
+dall'alto dello scalone. Udì la voce tonante del padrone, ed accorse.
+
+--Battistino è ancora giù con voi altri?
+
+--Sì, mio signore; anzi dormirà qui, avendo fatto tardi, per andare a
+Certénoli.
+
+--E non ci andrà. Si tenga pronto a ripartire domattina all'alba per
+Genova.--
+
+Ciò detto, il capitano Fiesco ritornò alla caminata, e là scrisse in
+fretta una lettera per Giovanni Passano.
+
+--E questa è fatta;--diss'egli conchiudendo, mentre suggellava il
+foglio.--Se il _Paradiso_ è ancora in porto, può esser qui doman
+l'altro. Non sarà neanche mestieri che ci facciamo vedere a Genova.--
+
+Madonna Bianchinetta approvò tutti gli ordini del figliuolo, e la fretta
+con cui erano dati. Aveva sparse tante lagrime, la veneranda signora,
+sentendo legger la lettera del signor Almirante!
+
+Due giorni appresso, sull'ora del vespro, la nave _Paradiso_ gettava le
+àncore davanti alla spiaggia di Chiavari. Subito si spiccava dal suo
+bordo un palischermo, con quattro rematori sui banchi di voga, e
+Giovanni Passano al timone. Un'ora dopo, il fido luogotenente e ministro
+del conte Fiesco era a Gioiosa Guardia. Non si poteva fare più presto,
+nè meglio di così, per contentare quell'argento vivo del conte.
+
+Messer Bartolomeo s'imbarcò a notte alta, avendo non meno alte ragioni
+di far ciò. Quel mozzo Bonito non doveva esser visto da tanta gente, che
+nei giorni festivi ammirava la contessa Juana nella chiesa di San
+Salvatore. Con messer Bartolomeo e col mozzo Bonito montarono in nave
+due scudieri, Pietro Gentile, e frate Alessandro. Il frate tornava al
+suo secondo uffizio d'elezione; non dimenticando il primo, per altro,
+poichè portava la sua tonaca e la sua cocolla, delle quali aveva fatto
+il solito involto.
+
+--Portar l'abito indosso e portarlo in mano è tutt'uno;--diceva il frate
+scudiero.--L'essenziale è di non lasciarlo per via, di non gittarlo ai
+rovi, come fanno certuni, dimenticando i loro giuramenti. Io tengo i
+miei, onorando il glorioso fondatore dell'ordine, seguendone gli esempi,
+facendo allegramente quel po' di bene che posso. Il benedetto san
+Francesco non voleva musi lunghi, nè ipocrisie. Gli uomini aveva tutti
+per fratelli; e chi si adoperava per utile dei fratelli, lo aveva per
+figliuolo.--
+
+Anche don Garcìa avrebbe voluto seguire il padrone e accompagnare il
+conterraneo; tanto più che si approdava a Barcellona. Sosteneva di poter
+rientrare senza pericolo in Ispagna, avendo lasciato San Domingo col suo
+bravo congedo, per anzianità di servizio. Ma il capitano Fiesco non
+volle saperne di lui.
+
+--Restate, don Garcìa;--gli aveva detto.--Dio guardi se qualcheduno vi
+riconosce....
+
+--Avete ragione, signor conte;--aveva risposto don Garcìa, chinando
+umiliato la fronte.
+
+--E non dico per questo che voi ora pensate;--replicò il capitano
+Fiesco.--Dico che anche essendo partito col vostro bravo congedo, vi
+siete allontanato da San Domingo _insalutato hospite_. E l'ospite era il
+governatore, che può aver notata la cosa. Il congedo, poi, era soltanto
+a voce. Insomma, vi dico che non è bene per voi venire laggiù, e meglio
+sarà che rimaniate qui, a godere davvero il vostro congedo benedetto.--
+
+Così restò don Garcìa, e la nave _Paradiso_ si allontanò senza di lui
+dalla spiaggia di Chiavari. Fortunata, aveva anche il vento in fil di
+ruota, che, avendo preso a soffiar nella notte dalle gole di Sestri
+Levante, doveva accompagnarla fino oltre la punta di Portofino. Di là da
+Capodimonte, lo ebbe di fianco, ed era tramontana schietta: ma la
+tramontana era anche più favorevole del vento in poppa, perchè si poteva
+serrarla con tutte le vele, navigando al gran largo, che è la più
+gloriosa maniera, ed allarga altrettanto il cuore del capitano, che ha
+fretta di giungere al porto.
+
+La nave non volendo toccar Genova, era rimasto a terra e per via di
+terra sarebbe tornato a casa il Passano.
+
+Ora, mentre egli usciva da Gioiosa Guardia, dove era andato a prendere
+un cavallo dalle scuderie, indovinate chi gli passò davanti agli occhi,
+tra Paggi e San Salvatore. Il capitano Fiesco ci avrebbe dato alla
+prima. Messer Filippino? Lui, sicuramente, lui, che aveva trovato un
+altro buon pretesto, di andare in Fontanabuona, per passare davanti al
+castello del suo amato parente, fermarsi un tratto ad ammirare la
+contessa Juana e sospirarle un sonetto.
+
+--Io arrivo, e voi partite?--diss'egli, facendo la bocca dolce.
+
+--Sì, parto, come vedete, messer Filippino.
+
+--E i miei buoni parenti stanno bene?
+
+--Benissimo,--rispose il Passano,--e in via per la Spagna.
+
+--Per la Spagna!--ripetè Filippino, stupito.--Il mio caro cugino, che
+non si voleva più muovere.... per nessuna ragione!...
+
+--Eh, capirete, messere; quando si trattava di andar solo. Ma ora va
+accompagnato.
+
+--Accompagnato!--ripetè Filippino, sgranando gli occhi, e impallidendo
+un pochino.
+
+--Già, con la dolce consorte. Beato lui, che può portarsela allato come
+la sua buona spada. Io, poveraccio, vado e torno ad ogni tanto, sempre
+costretto a lasciare la mia sposina a Genova. È vero che i miei viaggi
+son brevi.--
+
+Messer Filippino non gli dava più retta. Che importava a lui delle pene
+maritali di Giovanni Passano?
+
+--La contessa con lui!--esclamò.--E quanto rimarranno?
+
+--Questo non saprei dirvi io, messere. Nè credo che lo sappia madonna
+Bianchinetta. Ma potete provare a domandargliene.
+
+--Veramente, non contavo di entrare, questa volta. Ho da fare a Santo
+Stefano....
+
+--Allora, buon viaggio, messer Filippino.
+
+--E a voi, messer Giovanni, a voi.--
+
+Giovanni Passano toccò il cavallo, che subito prese il portante, andando
+verso la Maddalena.
+
+--M'è rimasto di stucco:--diceva il Passano tra sè.--Che fastidioso uomo
+è costui! Ed ora, se Dio vuole, per la prima volta non gli parrà
+Gioiosa, la Guardia.--
+
+Aveva dato nel segno. Messer Filippino c'entrò, mezzo per consuetudine,
+e mezzo per curiosità, volendo sapere, se gli veniva fatto, come e
+perchè fossero partiti i due coniugi, e quanto sarebbero rimasti
+lontani. Ma la Gioiosa Guardia, dove più non era la contessa Juana, gli
+parve triste, desolata come un nido vuoto. Anch'egli doveva pensare quel
+giorno, ma con altra intenzione, quello che Cristoforo Colombo aveva
+scritto all'amico: "Dove amore non è, più nulla è il resto".
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+Dolenti note.
+
+
+Non avendo speranza di leggere un altro capitolo dei Commentarii di
+messer Bartolomeo Fiesco, che se ne va con buon vento alle coste di
+Spagna, cercheremo di dir noi brevemente quanto sarà mestieri conoscere
+dei casi di Cristoforo Colombo, ritornato che fu dal suo quarto viaggio
+di scoperta, e della condizione tristissima ond'egli era stato
+consigliato a scrivere la dolente sua lettera al virtuoso capitano.
+Dovremo per ciò ritornare un passo indietro (e sian pur molti, a patto
+che non paian più d'uno) fino alla partenza del signor Almirante
+dall'isola Giamaica, dove il fedel Diego Mendez gli aveva condotto un
+naviglio, e il perfido Ovando, non potendo più oltre ignorare lo stato
+del grand'uomo, gliene mandava un altro, che finalmente si era risoluto
+di trovare.
+
+Su quei due navigli s'imbarcavano i fedeli dell'Almirante e i pentiti
+seguaci del Porras, facendo vela il 28 giugno 1504, dopo un anno e
+quattro giorni di forzata inerzia nel villaggio galleggiante sulla
+spiaggia di Maima. Ancora non si era chetato lo sdegno degli elementi
+contro il magnanimo nocchiero, che primo aveva osato sfidare i flutti
+dell'Atlantico; e le correnti fortissime tra la Giamaica e la Spagnuola
+diedero assai travaglio alle navi, che solo il 13 agosto afferravano il
+porto di San Domingo. Col livore nell'anima e col sorriso sulle labbra,
+accolse don Nicola Ovando l'aborrito Colombo; gli profferse ospitalità
+nel palazzo del governo, e mostrò di volergli usare ogni maniera di
+cortesie. Quella era la pace dello scorpione, come si diceva con
+energica frase intorno al signor Almirante; e non senza ragione, poichè
+il gran commendatore d'Alcántara, ch'era lo scorpione in discorso,
+mentre faceva la bocca dolce al suo ospite, metteva in libertà il
+Porras, che questi aveva condotto prigione, unico escluso dal perdono
+concesso ai ribelli, come quegli che li aveva istigati e spinti alla
+prova delle armi. Non pago di ciò, don Nicola Ovando parlava di voler
+fare egli stesso un'inchiesta di ciò ch'era avvenuto alla Giamaica,
+sostituendosi audacemente all'autorità del signor Almirante, e usurpando
+il diritto dei reali di Spagna, ai quali si spettava, se mai, di
+rivedere il processo e di far piena giustizia. Ma qui il signor
+governatore non andò oltre la minaccia, che forse aveva fatta per
+giustificare lo scarceramento del Porras, ed anche per fare dispetto al
+suo ospite e indurlo ad abbreviare i termini del suo soggiorno a San
+Domingo.
+
+Messer Cristoforo non voleva già rimanere a lungo in quel triste luogo,
+dove i segni dello sgoverno e della rapina erano troppi e troppo
+evidenti; dove ancora non tacevano gli echi delle orribili carneficine
+che avevano funestata da un capo all'altro la povera Haiti; dove infine
+non c'era verso di ottenere alcuna soddisfazione delle sue rendite, e
+nemmeno un'ombra di conti. Al signor governatore aveva oramai restituito
+il naviglio, e un altro ne aveva acquistato del suo. E per tal modo, su
+due legni proprii, come un privato armatore, riconduceva in Ispagna
+tanti servitori della Corona, che per Castiglia e Leone avevano due anni
+intieri messa a bei rischi la pelle. All'Ovando e al soggiorno di San
+Domingo lasciava ancora tutti i ribelli del Porras, che il signor
+governatore li premiasse pure secondo i gran meriti loro, e magari li
+facesse del suo consiglio di governo. Ed egli, co' suoi due legni, si
+mise alla vela il 12 di settembre.
+
+Qui subito incominciò la disdetta. Avevano fatte appena due leghe di
+cammino, che sulla nave dell'Almirante si spaccò per lungo l'albero di
+maestra, dalla vetta fino in coperta. Buon legno, e stagionato, anche
+tu? L'Almirante passò sulla seconda nave, che era sotto il comando
+dell'Adelantado, e rimandò a San Domingo la caravella inservibile. Si
+veleggiava con buon vento, e i cuori si riaprivano alla speranza;
+quand'ecco, il 18 ottobre, una terribil fortuna di mare, che mette
+l'unica nave in pericolo. Se n'esce sani, e torna il mare in bonaccia;
+ma il giorno appresso, in quella gran calma, e quasi non lavorando le
+vele, si spezza in quattro l'albero di maestra.
+
+--Piove sul bagnato!--si contentò di dire l'Adelantado, che tosto,
+consigliato dal fratello, a cui la gotta non consente di lasciare il
+giaciglio, prende un'antenna di rispetto, ne fa un piccolo albero,
+fortificandolo di legname preso dai castelli di poppa e di prora,
+strettamente lega ogni cosa con gran giri di fune, e vi adatta la vela.
+Si naviga ancora verso levante, ma incappando presto in un altro
+fortunale, che porta via l'albero di trinchetto. In tal guisa
+l'Atlantico rabbioso dava congedo al suo domatore: e in tal guisa, fatte
+settecento leghe di mare e d'angoscia indicibile, nella mattina del 7
+novembre il legno disalberato afferrava San Lucar di Barrameda, donde il
+signor Almirante, sfinito da due anni e mezzo di continui travagli,
+tormentato dalla gotta e più dal pensiero della umana malvagità, si
+faceva trasportare a Siviglia.
+
+Sperava di trovar pace colà, e di ricuperare tanto di forze da potersi
+condurre a Medina del Campo, dov'era allora la Corte, necessariamente un
+po' nomade in quel primo periodo di ricostituzione del regno. Ma non
+ricuperò punto di forze, non avendo trovata la pace, bensì in gran
+disordine le cose sue, poichè dal tempo della sua prigionìa, avendo il
+Bovadilla preso possesso della sua casa e delle sue sostanze in San
+Domingo, non pure non gli pagavan le rendite, ma non erano state neanche
+esatte con la debita puntualità, e quel tanto che se ne veniva
+raccogliendo restava nelle mani del governatore. Ond'egli, un mese dopo
+l'arrivo a Siviglia, scriveva al figliuol suo Diego, ch'era paggio alla
+Corte: "Il governatore m'ha crudelmente trattato. Mi dicon tutti che io
+là posseggo undici o dodicimila castigliani; ed io non ne ho avuto un
+quarto". Si aggiunga che quel quarto gli era servito a comperar le due
+navi, per portare in Ispagna tanti buoni servitori della Corona, che
+ancora un mese dopo l'arrivo a San Lucar di Barrameda non avevano
+ricevuto il soldo di due anni e mezzo di onorati servizi; e a lui si
+volgevano, chiedevano denari a lui, che non ne aveva per sè.
+
+Nè solo scriveva al figliuolo che perorasse per lui e per la giustizia;
+scriveva al re, scriveva alla regina. Ordinassero che fosse dato il
+soldo a quella povera gente; comandassero all'Ovando di fargli pagare
+senza indugio il dovuto, perchè, senza una lettera regia, nè quegli si
+sarebbe mosso, nè gli stessi agenti dell'Almirante in San Domingo
+avrebbero ardito aprir bocca; provedessero finalmente, in guisa che
+meglio fossero amministrate laggiù le rendite della Corona; al qual
+proposito bastava accennare che una immensa quantità d'oro si
+ammonticchiava in mal costrutte case, esposte di continuo alla rapina,
+al saccheggio. Aveva risposte, ma fredde, che lo rimandavano di giorno
+in giorno, anzi peggio, di mese in mese. Erano andati alla Corte del re
+Ferdinando e della regina Isabella, i suoi due fidati amici, Diego
+Mendez e Alonzo Sanchez di Carvajal, ricevendo anch'essi un sacco e
+sette sporte di buone parole. Più non poteva fare la regina, inferma, da
+parecchi mesi inchiodata in un letto: più non voleva fare il re, largo
+promettitore, non senza un'aria di canzonatura, che tirava, sia detto
+col rispetto dovuto a su' Altezza reale, che tirava i ceffoni. Intanto,
+trionfava il Porras, parente in quel brutto modo che sappiamo al regio
+tesoriere Morales. E il re Ferdinando a tutte le sollecitazioni del
+povero infermo di Siviglia mandava a rispondere: "si vedrà, si farà
+quanto è dovuto, e più ancora"; la regina Isabella, in cui era riposta
+l'ultima speranza dello sventurato Colombo, la regina Isabella moriva.
+
+Povera donna, infelice regina, che non aveva avuto in tutta la sua vita
+fortunosa un'ora di pace! Abbiamo narrate le vicende della giovinezza di
+lei, e come le paresse liberazione andar moglie a Ferdinando d'Aragona.
+Ma proprio allora incominciò la prigionia, non della persona, bensì
+dell'anima generosa, del cuore pietoso d'Isabella di Castiglia e Leone.
+Le istesse gioie della maternità, che consolano tante donne d'un nodo
+malaugurato, volsero in lutto per lei. Le era morto l'unico maschio, il
+principe Giovanni; morta la diletta figliuola Isabella, e il
+figliuoletto di lei, don Michele; restava Giovanna, misera creatura che
+doveva rimanere nella storia col nome di Giovanna la pazza, maritata
+all'arciduca Filippo d'Austria, bel giovane e dissoluto, che la rendeva
+infelice vivendo, e doveva lasciarla infelicissima, morendo un anno di
+poi. Di tutti questi dolori materni nutriva Isabella i suoi anni maturi;
+e d'altri ancora, onde la colmò di continuo l'indole avara e tiranna del
+suo consorte e signore. Quell'astuto Aragonese, che, lei morta appena,
+sarebbe passato a seconde nozze con una principessa francese, non era
+fatto davvero per darle allegrezza della vita e del regno. E cercò
+sempre, la nobil donna, di nascondere al mondo la sua infelicità; fece
+quanto potè, anche in punto di morte, per esser creduta la più felice
+delle mogli.
+
+"Che il mio corpo (diceva ella nel suo testamento) sia seppellito nel
+monastero di San Francesco, nell'Alhambra della città di Granata, in un
+modesto sepolcro, senz'altro monumento che una semplice pietra, su cui
+sarà scolpita l'iscrizione. Desidero nondimeno, ed ordino, se il re mio
+signore s'eleggesse sepoltura in una chiesa, o monastero, in alcun altro
+luogo o parte de' miei regni, che il mio corpo sia pur tramutato e
+sepolto accanto a quello di Sua Altezza; per forma che la unione di cui
+abbiamo goduto in vita, e di cui speriamo la Dio mercè che le anime
+nostre godranno nel cielo, possa essere raffigurata dalla unione dei
+nostri corpi in terra."
+
+Isabella moriva il 26 novembre del 1504, a Medina del Campo, in età di
+cinquantaquattro anni. Il grand'uomo ch'ella aveva protetto,
+intendendone l'ingegno e la missione divina, trattenuto dalla sua
+infermità nelle mura di Siviglia, non aveva potuto rivederla un'ultima
+volta: neanche gli fu dato di conoscer subito la notizia della morte di
+lei. Sapendola aggravata dal male, e desideroso di recarsi al suo letto
+d'agonia, non aveva trovato mezzo di trasporto più adatto d'una lettiga
+che i canonici di Siviglia avevano usata poco prima per trasportare la
+salma del cardinal di Mendoza. Ma i canonici temevano per il fatto loro,
+che non andasse guasto o perduto; e l'istesso giorno che Isabella moriva
+a Medina del Campo, si faceva in Siviglia tra quei canonici e il "vicerè
+delle Indie" un regolare contratto per l'affitto di quella lettiga, di
+quella bara, restando mallevadore don Francesco Pinedo, tesoriere della
+marina, che la strana vettura sarebbe stata restituita. Già era per
+salirvi il dolente; ma le trafitture del suo male e lo straordinario
+rigore della stagione non gli permisero di mandare ad effetto il suo
+divisamento.
+
+La morte d'Isabella era il colpo di grazia al grande infelice. Viva la
+regina, si poteva sperare ch'ella fosse un giorno e l'altro per vincer
+l'animo iniquo di Ferdinando; e ad ogni modo si poteva esser certi che
+la regia fede sarebbe stata mantenuta, com'era scritta in forme solenni.
+Lei morta, le ragioni di Cristoforo Colombo, lasciate così a lungo
+sospese, sarebbero state sicuramente disconosciute, e le speranze
+deluse. E ancora tentava, scrivendo lettere su lettere, mescolando le
+umili supplicazioni alle giuste querele. Nella primavera del 1505 tentò
+per lui don Bartolomeo suo fratello di ottenere a voce quello che per
+iscritto non si era potuto fin allora. L'Adelantado conduceva seco il
+secondo figliuolo dell'Almirante; savio e costumato adolescente, allora
+nei diciassette anni, che aveva partecipato alle fortunose vicende del
+quarto viaggio. Si chiamava Fernando, l'adolescente; Fernando, come il
+re; ma non gli valse altrimenti che ad ottenere un altro sacco di buone
+parole.
+
+Un filo di speranza era venuto al signor Almirante dalla notizia che
+Diego di Deza, il dotto domenicano, allora vescovo di Palencia, ma
+innalzato ad arcivescovo di Siviglia, sarebbe rimasto alcun tempo alla
+Corte. Diego di Deza era stato l'unico dotto, e perciò l'unico
+sostenitore di Cristoforo Colombo, nel famoso consiglio degli indotti di
+Salamanca. Non avendo potuto persuadere i suoi ostinati colleghi, era
+pure tornato utile al navigatore genovese, consigliandolo a restare in
+Castiglia, aspettando una migliore occasione di vincere. Queste cose,
+che tanto onoravano il Deza, mandò a ricordargli Cristoforo Colombo: ma
+è da credere che l'arcivescovo di Siviglia non potesse far più, per
+l'amico, nessuno di quei buoni uffici che aveva fatti il lettore di
+filosofia del convento di San Domenico in Salamanca. Un altro amico
+parve la man di Dio allo sventurato Colombo, quando se lo vide comparire
+in casa, in quella medesima primavera del 1505. Quell'amico era Amerigo
+Vespucci, che al tempo del terzo viaggio di Cristoforo Colombo al nuovo
+Mondo, era stato con Alonzo d'Ojeda alle Antille, in quella spedizione
+che fu il primo colpo dato da re Ferdinando ne' suoi patti solenni
+coll'Almirante maggiore del mare Oceano e Vicerè governatore generale
+delle Indie. La conoscenza di Amerigo Vespucci con Cristoforo Colombo
+era anche più antica, poichè il Vespucci era stato computista presso il
+fiorentino Giannotto Berardi, ricco negoziante in Ispagna, il quale
+appunto aveva dovuto dare una sua nave alla grande spedizione
+dell'Almirante, allora per l'ultima volta in auge presso la Corte
+spagnuola.
+
+Di lui scriveva l'Almirante al figlio Diego, il 3 febbraio 1505: "....
+Ho parlato con Amerigo Vespucci, latore della presente, chiamato dal re
+per affari di navigazione. Egli ebbe sempre desiderio di compiacermi; è
+uomo molto dabbene; la fortuna gli fu avversa, siccome a molti altri; i
+suoi lavori non gli profittarono come ragione voleva. Parte assai ben
+disposto per me, e bramoso, se gli è possibile, di fare qualche cosa che
+mi sia utile. Io di qui non so di che potrei incaricarlo, perchè ignoro
+che voglia da lui la Corte; egli va, determinato di fare per me quanto
+gli sarà possibile. Vedi in che può servirmi, e adóprati a questo
+proposito, poichè egli farà ogni cosa; parlerà e metterà tutto in opera;
+ma tutto sia segretamente, a fine di non destar sospetti contro di lui.
+Io gli dissi quello che potei circa le cose mie, e lo informai della
+ricompensa che mi ebbi ed ho per le mie fatiche".
+
+La lettera era bella, e doveva infiammare il giovine Diego Colombo di
+nobilissimo zelo a servire il buon Amerigo, che certo si adoperò per
+l'amico, e da amico lo servì, dando il suo nome di battesimo a quella
+parte del mondo, che senza l'ingegno, la costanza, la intrepidità del
+navigator genovese sarebbe rimasta Dio sa quanto ancora sconosciuta, ma
+sicuramente di là dagli anni di vita concessi dalla natura al buon
+messere Amerigo. Non ci ebbe colpa, dicono, nella faccenda del nome; fu
+un capriccio della gran matta, il giorno che, sollevata un pochino dagli
+occhi la benda famosa, lesse a caso il nome del Vespucci sopra una carta
+delle terre di recente scoperte da un altro.
+
+Il quale seguitava ad illudersi; come s'era illuso, quando, ritornate da
+San Domingo alcune navi cariche d'oro per la Corona, della parte dovuta
+all'Almirante non portarono nulla, e dovevano esserci per lui almeno
+settantamila scudi; come quando, essendo mossa questione di far partire
+per il nuovo Mondo tre vescovi, indarno richiese che fosse ascoltato il
+suo parere prima di eleggerli. Questa, per altro, era stata ingiuria
+troppo grave alla sua dignità, e non aveva saputo tollerarla. Infermo
+com'era, proponendosi di andare a Segovia, dove allora si ritrovava la
+Corte, a far dimostrazione del suo desiderio di farla finita con tante
+tergiversazioni indegne di un re, come con tante offese al suo buon
+diritto, aveva chiesto per lettera il permesso di servirsi d'una mula
+per il viaggio, non potendo sopportare lo scuotimento del cavallo. È qui
+da sapere che il troppo frequente uso dei muli aveva fatto trascurare in
+Ispagna l'allevamento dei cavalli; onde già il re Alfonso XI aveva
+proibito l'uso dei muli per cavalcatura. Il divieto era stato mitigato
+in processo di tempo, ma poi rimesso in tutto il suo vigore dal re
+Ferdinando, che l'andare a dorso di mulo permetteva soltanto agli
+ecclesiastici, alle donne, ai fanciulli. Incomportabili angherie pei
+tempi nostri; ma allora un re poteva tutto quel che voleva; e a volere
+non mancavan pretesti.
+
+La licenza, chiesta da Cristoforo Colombo negli ultimi giorni del 1504,
+non fu accordata se non il 23 febbraio dell'anno seguente. Il re
+Ferdinando, evidentemente seccato dall'idea di quella visita, aveva
+trovata quell'altra rémora, per allontanarsene quanto più potesse la
+noia. Forse ricordava il proverbio: "piglia tempo e camperai". Tante
+cose potevano accadere in due mesi! E ancora fu servito dalla mala
+ventura del suo Almirante maggiore, a cui le pioggie rovinose di
+quell'inverno avevano guaste le strade, di guisa che non gli venne fatto
+di mettersi in cammino se non un mese più tardi.
+
+Il colloquio di Segovia meriterebbe d'esser narrato in disteso. Ma se
+uno degli interlocutori ci è caro, l'altro maledettamente ci è in uggia.
+Si sta mal volentieri con lui; si guadagna un tanto a vederlo di
+scorcio, e passando; specie quando si sa di dover presto ritornare alla
+sua non lieta presenza.
+
+Cuoceva al re di tante concessioni straordinarie ad un navigatore
+straniero; concessioni la prima volta già fatte di mala voglia, tra per
+finirla con un molesto dimandatore, e per la convinzione di non
+impegnarsi a nulla. Che cosa avrebbe mai scoperto quel promettitore di
+regni? Qualche altro scoglio in mezzo all'Oceano, da far riscontro a
+Madera e Porto Santo; nel qual caso un titolo di vicerè contava poco, e
+si poteva concederlo, in vista d'un bruscolo negli occhi ai Portoghesi,
+fin allora troppo fortunati vicini. O non trovava niente; e buona notte
+al titolo di vicerè, come a quello d'Almirante maggiore, che andava a
+seppellirsi in fondo all'Oceano. E questa, poi, era la saldissima fede
+di Ferdinando d'Aragona; il quale non aveva apposta la sua riverita
+firma alle concessioni sullodate, se non per compiacere ad un vero
+capriccio della regina di Castiglia e Leone, sua magnanima consorte,
+troppo facile ad infiammarsi d'un disegno che a lui pareva d'imbroglione
+o di matto. Quelle concessioni maledette, le aveva poi confermate al
+ritorno del Genovese, non matto nè imbroglione, ma scopritore d'un
+mondo; le aveva confermate nel caldo di un entusiasmo che per un istante
+aveva sopraffatto anche lui. Ma il secondo viaggio, con tutte le spese
+che aveva cagionate, con tutte le speranze forsennate che aveva pel
+momento deluse, offriva il buon pretesto per scemare allo scopritore una
+somma di privilegi, che parevano inconciliabili colla maestà del regno.
+Non c'era ancor l'oro a botti; c'era un mondo da sfruttare; doveva
+scoprirlo tutto quell'uomo, aver la sua parte di tutto? Di qui la prima
+violazione dei patti stabiliti con quell'uomo, e la licenza data ad
+altri scopritori, che già diventavano legione; di qui tutto il resto,
+che si compendia in un ragionamento crudele, ma semplicissimo: dobbiamo
+noi lasciare tant'oro ad un marinaio fortunato, che ce ne ha ritrovata
+la vena? dobbiamo noi lasciare tanti privilegi ad uno straniero, che
+vuol trattar da pari a pari con noi, per il fatto che ha indovinata una
+strada sul mare? E qui dubbiezze, che la pronta calunnia convertiva in
+sospetti; qui malumori che la vigile perfidia traeva ad ostilità; qui
+facili sdegni e dure risoluzioni, seguite da tardi pentimenti, ognuno
+dei quali lasciava il suo lievito di rancori nell'animo di chi aveva
+dovuto mostrarsi pentito, e disposto a render giustizia. Ma il re
+Ferdinando, diventando a mano a mano più forte nei consigli della mite
+Isabella, e già in via di allontanarne il cuore del suo infelice
+protetto, era piuttosto vergognoso che poco desideroso di mostrarsi
+sleale. E ancora, vivente la regina, si dovevano rispettar certe forme;
+lei morta, e lui rimasto reggente di Castiglia in nome della figliuola
+Giovanna, non c'era più ragione di rispettar neppur quelle.
+
+Accolse dunque con fredda cortesia il gran suddito; ascoltò i lagni del
+suo vicerè ed almirante maggiore, senza dargliene i titoli; venendo al
+fatto, dichiarò di non potergli rispondere lì per lì, trattandosi di
+quistioni complesse, e da parecchio tempo malamente intricate. Erano
+giuste tutte le offese ch'egli diceva esser fatte ai suoi privilegi, con
+le patenti date ad altri scopritori, ad altri governatori? C'era per
+tutte queste faccende un Consiglio delle Indie. I re, disgraziatamente,
+non potevano sapere appuntino ogni cosa, bastando loro di vigilare
+dall'alto, perchè ad ognuno fosse facile sostener sue ragioni. Don
+Cristoval sosteneva che il Consiglio delle Indie gli fosse nemico. Come
+disingannarlo? come sincerarsi che si apponesse al vero? Doveva il re
+sciogliere il consiglio delle Indie, in tal dubbio, e per una accusa di
+parte? Non potendo scioglierlo, poteva prender licenza di non
+rispettarlo? Questioni complesse, questioni intricate; ci sarebbe voluto
+un arbitro, per vederci chiaro, e proferire un giudizio.
+
+Don Cristoval si appigliò per disperato a quest'áncora di salvezza. Un
+arbitro, sì, lo accettava. E perchè non sarebbe stato il vescovo di
+Palencia, testè nominato arcivescovo di Siviglia, ma non ancora andato
+ad occupar la sua sede? Era lì, sotto la mano, il buon Diego di Deza,
+dottissimo uomo, savio, e prudente. Parve ottimo anche al re Ferdinando,
+che con questa trovata aveva l'aria di concedere ogni cosa. Intanto si
+levava di torno un argomentatore importuno; e guadagnava tempo, che era
+l'essenziale. Piglia tempo e camperai.
+
+Ma l'arbitro, che era parso a tutta prima un tocca e sana, non rimediava
+a nulla di nulla. Sarebbe bisognato anzi tutto distinguere, stabilir
+chiaramente le materie su cui dovesse esercitare la sua autorità.
+Ferdinando intendeva su tutte; non così l'Almirante. Questi accettava
+l'arbitro per ciò che riguardava i suoi diritti sull'entrate delle
+Indie, arretrati da computare, redditi da stabilire pel futuro. E ci
+fosse anche da dare un taglio, per amor di pace; l'Almirante non voleva
+piatire per una questione di denaro; che anzi, senza arbitrato, si
+sarebbe rimesso alla coscienza del re, e solamente accettava l'arbitrato
+perchè il re non voleva far lui, per tema di apparir giudice e parte. Ma
+egli, l'Almirante, non poteva egualmente sottoporre ad arbitrato i suoi
+titoli di vicerè, d'almirante maggiore, di governator generale, coi
+privilegi annessi e connessi, i quali ancora di recente erano stati
+offesi coll'invio dei tre vescovi, senza averlo pure consultato.
+
+--Queste,--diceva egli,--sono mie dignità, regolarmente conseguite e
+guadagnate con l'opere mie a pro' della vostra Corona. Che se io ne
+facessi getto, e mi adattassi a rinunziarne solo una parte, lascerei
+credere di avere in alcuna cosa demeritato del regio favore, o di non
+esserne stato mai degno. E se io ne son degno, perchè dispogliarmi? La
+forza può tutto, ed io cederei alla forza; ma potrei appellarmi alla
+divina giustizia, presso a cui, nella gloria che alle sue virtù era
+dovuta, siede ora la nostra regina. Che direbbe ella, vedendo così
+deluso il suo volere e non mantenuti i patti da lei liberamente
+sottoscritti? Perchè i suoi voleri sian rispettati, non è stata nominata
+una Giunta degli scarichi?--
+
+Don Cristoval toccava un tasto assai delicato. Castiglia e Leone
+vegliavano gelosamente alla custodia dei loro diritti. Nel matrimonio
+della loro regina col re di Aragona si preparava la unione delle due
+parti di Spagna in un solo reame; ma per intanto, uniti i sovrani,
+restavano distinti i diritti; nè il regno più vasto voleva essere
+assorbito dal più piccolo. Morta la regina di Castiglia e Leone, sotto
+colore di far rispettare gli obblighi che per isgravio di coscienza
+avesse ella potuto assumere in suo vivente (e qui si vedeva la mano del
+clero di Castiglia, le cui ragioni di classe si confondevano con quelle
+della patria dignità) era stata istituita quella Giunta, intitolata
+degli "scarichi della coscienza regale", che doveva nel fatto riuscire a
+freno del re Ferdinando, nel tempo della sua inevitabil reggenza in
+Castiglia. E quell'uomo ch'era tuttavia così potente per far pesare la
+sua autorità nelle cose d'Europa, sostituendo nella lontana penisola
+italiana il predominio spagnuolo al predominio francese, non poteva
+egualmente far pesare la sua volontà sul reame di Castiglia. Ne era il
+reggente, finchè non giungesse la figliuola Giovanna, col suo giovine
+marito, ad assumere la corona d'Isabella; e una giunta _de los
+Descargos_ teneva infrenato il reggente. Casistica politica dei tempi; e
+a qualche cosa serviva.
+
+Ferdinando aveva avuto comune con Isabella il titolo di Cattolico; ed
+era naturalmente devoto. Meglio sarebbe stato aver religione, pensare
+che ogni promessa è debito, e che ogni debito è sacro. Egli tentò in
+quella vece di persuadere l'ostinato avversario a recedere dalle sue
+pretensioni, accettando un gran titolo di nobiltà e un vasto dominio in
+Andalusia; Carrion de los Condes, niente di meno. Ma Cristoforo Colombo
+non s'era mosso per ricchezze e per titoli; bensì per l'onore del suo
+nome, che oramai era vincolato alle dignità conseguite. Ricusò dunque
+dominii e marchesati; al re Ferdinando non rimase altro che di chinare
+la testa, passando sotto il giogo _de los Descargos_. Giogo soave, per
+altro, e con cui si guadagnava tempo, assai tempo, fin oltre il bisogno.
+Quel vecchio ostinato, rotto nella salute, non avrebbe mica voluto durar
+tanto da veder la Giunta degli Scarichi della coscienza regale metter
+fine ai suoi delicatissimi uffici. Era composta di gran signori,
+chiesastici e secolari: ferma nell'opporsi alle prepotenze del re su
+Castiglia e Leone, non poteva sentire ugual voglia di render giustizia
+ad uno straniero, il quale pretendeva titoli e privilegi non mai
+ottenuti in tal copia nè con tale pienezza da alcun suddito di
+Castiglia, di Leone, d'Aragona.
+
+Bene si avvide Cristoforo Colombo, che da quella parte non c'era niente
+a sperare. Passavano i mesi, e la Giunta studiava ancora, o diceva di
+studiare. Nè per altra via aveva potuto smuovere il re, quantunque le
+buone parole non mancassero mai. E giunto così alla primavera del 1505,
+dopo aver scritto in quel modo che sappiamo al conte Fiesco, suo
+compagno di gloria, così scriveva desolato ad un altro amico, a Don
+Diego di Deza, fatto arbitro un istante, ma senza frutto, della sua
+querela col re.
+
+"Pare che Sua Altezza non estimi a proposito di mantenere le promesse,
+da lui e dalla regina, la quale or si trova nel sen della gloria,
+ricevute sotto la lor parola e sotto il loro sigillo. Opporsi al volere
+di lui sarebbe un lottar contro il vento. Io ho fatto tutto ciò che
+dovevo; lascio il resto a Dio."
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+Spera di sole.
+
+
+Segovia, nella Vecchia Castiglia, poco distante dalle falde
+settentrionali della Sierra di Guadarrama, è una città nobile e bella,
+come tutte le città molto antiche di qualsivoglia paese, che possono
+piacere e non piacere, secondo i gusti e gli umori, ma che bisogna
+accettar come sono. A buon conto l'avevano per bellissima i suoi
+dodicimila abitanti del 1506, tenendosi molto della sua zecca, che era
+la più vecchia della Spagna; delle sue diciotto chiese, compresa la
+cattedrale di stile tra gotico e moresco, non meno decorosa del duomo di
+Salamanca, e provveduta d'un campanile a gran pezza più alto; finalmente
+del suo Alcazar, saldamente piantato su d'una roccia dominante, antico
+soggiorno dei re Mori, e per allora della Corte spagnuola, nomade al
+solito, e già meditante il suo trapasso a qualche città meno antica,
+forse, ma più adatta a ricevere i nuovi sovrani di Castiglia, il cui
+arrivo dalle Fiandre si sperava sempre imminente.
+
+L'orgoglio di Segovia era il suo acquedotto romano, di cento e
+sessantun arco, in due file sovrapposte, tutti di pietre riquadrate e
+senza cemento. L'aveva fatto costrurre Traiano, come i Segoviani
+affermavano? Poteva essere; ma in verità non era neanche necessario
+ricorrere a quel virtuoso imperatore, nato Spagnuolo, per intendere il
+fatto di quella maraviglia d'arte in Ispagna, essendo nota la
+imparzialità Romana in materia edilizia, e l'usanza costante di decorare
+di grandi opere di pubblica utilità ogni parte più lontana del
+vastissimo impero. L'acquedotto di Segovia non aveva altro torto che di
+fare tropp'ombra in certe strade della città per cui veniva a passare,
+tragittandosi dall'una all'altra delle due colline su cui ella era
+fabbricata, in forma di nave, a cui il fiumicello Eresma faceva uffizio
+di chiglia. Ma è detto che ogni gloria si paghi; e Segovia pagava la sua
+gloria a quel modo, come pagava la sua sicurezza antica con un giro di
+mura turrite, aperte da sette porte, quattro delle quali mettevano ad
+altrettanti sobborghi. Donde si vede che fin d'allora Segovia non capiva
+in sè stessa. E faceva mostra d'un'insolita animazione, in quella fine
+d'inverno del 1506, tra tanti fumi di grandezze cortigiane, quasi non
+sentendo più il freddo, ignorando perfino di avere tra le sue mura,
+all'ombra dell'acquedotto di Traiano, un grand'uomo, ma grande davvero,
+e non di quelli che si distinguevano per classi.
+
+Povero grand'uomo, a sessant'anni già vecchio, mani e piedi rattrappiti
+dalla gotta, senz'altra energia che degli occhi sfolgoranti, senz'altra
+gioventù che della bocca, rimasta sempre bellissima! Stava a letto la
+più parte del giorno, poichè quell'anno l'inverno s'era mantenuto
+rigidissimo, invadendo anche ed usurpando i principii della primavera;
+ond'egli, latinista impenitente, soleva dire col suo malinconico
+sorriso: "_in cauda venenum_". Per poche ore, intorno al mezzodì,
+alzatosi con grave stento da letto, cercava di reggersi in piedi; per
+riflessione, diceva, e per avvezzarsi ad uno sforzo maggiore che un
+giorno o l'altro avrebbe dovuto pur fare. Intorno a lui poca gente: anzi
+tutto il figliuol suo Fernando, caro adolescente sui diciassette anzi, a
+cui traluceva dagli occhi la mestizia pensosa di una esistenza già
+provata alle sventure, e fors'anche il dolore profondo di non vedere
+accanto al padre venerato una madre ond'egli non aveva avute mai le
+carezze; indi un uomo di matura virilità, l'Aiace Telamonio d'un'altra
+Iliade, don Bartolomeo Colombo, uomo di poche parole e di molti fatti,
+più conosciuto sotto il nome di Adelantado, come a dir podestà,
+governator di provincia, prefetto; finalmente Geronimo, un marinaio
+fedele, che faceva i servigi della casa, e troppo spesso non avendo da
+far nulla, s'industriava a tener vivo con poche legna uno scarso fuoco,
+insufficiente a riscaldare la cameretta del signor vicerè delle Indie.
+Che freddo in quella casa! che tristezza, più dura a gran pezza del
+freddo!
+
+Ma un po' di calore, un po' d'allegrezza doveva penetrare anche là
+dentro. Irrompevano, con un raggio di sole mattutino, tre visitatori
+inattesi; un cavaliere di bell'aspetto, uno scudiero, un adolescente
+vestito da mozzo, ma con figura di paggio. Erano venuti con grossa
+scorta da Barcellona, per la via di Lerida e di Saragozza; ma passata
+la Sierra di Guadarrama, ne avevano rimandata una parte, per non lasciar
+troppo scarsa di numero la marinaresca del _Paradiso_, di quella bella
+nave che li aveva portati fino a Barcellona, e che laggiù, in quel
+massimo porto di Catalogna, doveva aspettarli.
+
+Non venivano ad accrescere il numero delle bocche in quella povera casa,
+dove sicuramente, non che mancasse il superfluo, scarseggiava il
+necessario. Erano viaggiatori che potevano smontare alla migliore
+_posada_ di Segovia, e prender magari un palazzo in affitto, se la folla
+dei gentiluomini e dei servitori di Corte avesse lasciato in quei giorni
+un posto conveniente a nuovi ospiti. Restando accanto al signor
+Almirante non sarebbero stati altrimenti a carico della famiglia, dove
+anzi portavano un po' d'agiatezza, e per intanto un raggio di sole;
+raggio benefico insieme e crudele, poichè metteva più in chiaro la
+nudità desolata d'una casa da poveri.
+
+Alla vista di messer Bartolomeo Fiesco si rianimò, ed anche si commosse
+vivamente, il disgraziato vicerè delle Indie. Aveva stretta fra le sue
+braccia la testa dell'amico, l'aveva baciato e ribaciato sulle guance,
+come un padre il figliuol suo prediletto.
+
+--Che Iddio vi benedica, conte Fiesco!--diss'egli, con voce mezzo
+soffocata da lagrime di tenerezza.--Ecco, vedete? è il primo raggio di
+sole che ci risplende, dopo tanti giorni di nuvole. Anche la primavera
+vuol mostrarsi, ora che voi ci arrivate. Ah, come siete stato buono a
+muovervi per me!
+
+--Poteva dubitarne Vostra Eccellenza?--rispose il capitano Fiesco.
+
+--Lasciate i titoli;--riprese Cristoforo Colombo.--Non me li dà
+Ferdinando; potete sopprimerli Voi.--
+
+Non pareva al capitano Fiesco che il discorso del signor Almirante fosse
+conforme ai sani precetti della logica; e non volle lasciarlo passare
+senza protesta.
+
+--Ecco,--diss'egli,--il re Ferdinando può molte cose, e potrà anche
+questa. Ma non possiamo sopprimerli noi, i vostri titoli, noi che vi
+abbiamo seguito, noi che abbiamo veduto come sapeste meritarli. Tornando
+a lui, siamo qui sulle terre del Cid; ed è venuto con me frate
+Alessandro, il quale saprà dirvi in canzone come fosse riconoscente un
+altro re ad un altro valentuomo.
+
+--Eh, ci pensavo infatti, alla ricompensa che ebbe il valoroso don
+Rodrigo di Bivar dal suo re don Alfonso;--disse frate Alessandro,
+accostandosi al capezzale dell'infermo.--Mi astenevo dal parlare, per
+sentimento di rispetto. Mi permette ora Vostra Eccellenza che io le baci
+la mano?
+
+--La guancia, buon frate, e siate il ben venuto anche voi;--rispose
+l'Almirante.--E mi pare, in tanta contentezza, di non sentire già più i
+miei dolori. Ospiti antichi e molesti, vorranno cedere il posto ai nuovi
+e cari che la provvidenza m'invia? Mi alzerò certamente un po' prima del
+solito. Ma quel ragazzo.... quel giovinetto che è laggiù.... Oh, sarebbe
+vero? il mozzo Bonito?--
+
+Il mozzo si fece innanzi a sua volta; grazioso adolescente, vestito alla
+marinaresca, di panni grossolani e mal tagliati, ma dai quali prendeva
+disgraziatamente più spicco la sua bella faccia vermiglia, inghirlandata
+dalle indocili ciocche dei capelli neri abbastanza arruffati.
+
+--Sicuro,--diceva intanto il capitano Fiesco,--ecco il mozzo Bonito che
+avrebbe potuto venire in veste da paggio, ma si è fitto in capo di non
+indossare altri abiti che questi, per ripresentarsi al cospetto del suo
+Giocomina.
+
+--Che idea! che idea!--mormorò l'Almirante, mentre, avendo presa la mano
+del mozzo, se la recava alle labbra, come in altri tempi la mano regale
+d'Isabella di Castiglia.--Venire fin qua!... tra questa gente.... a
+rinfrescare certe memorie dolorose!...
+
+--Ha voluto;--rispose il capitano Fiesco;--ha voluto così, e non c'è
+stato verso di fargli cambiar proposito.
+
+--Ebbene,--sentenziò l'Almirante,--sia fatta la volontà.... delle dame.
+Non è così che bisogna dire? E vi ringrazio con tutto il cuore, o mozzo
+Bonito. Perchè qui, naturalmente, l'abito fa il monaco, e non bisogna
+dir nomi, nè scoprire segreti.
+
+--Così è, Giocomina;--rispose il bel mozzo, arrossendo;--resti il
+segreto, che mi ha permesso di accompagnare il conte Fiesco. Potevo io
+lasciarlo venire solo da voi? mentre il mio desiderio più vivo era
+quello di vedervi ancora una volta, e di portarvi l'attestato della mia
+gratitudine?
+
+--Gratitudine! da Voi.... mozzo Bonito? E Voi, e i vostri, non avreste
+piuttosto ragione di maledirmi?--
+
+Così parlava, non senza sospiri, lo scopritore di Haiti, mentre
+l'immagine di un popolo distrutto si affacciava agli occhi della sua
+mente turbata.
+
+--Non dite, Giocomina, non dite!--ripigliò il mozzo Bonito,
+inginocchiandosi alla sponda del letto e prendendo amorosamente tra le
+sue morbide mani il pugno rattrappito del vecchio glorioso.--Tuttavia vi
+han reso giustizia, i figli d'Itiba; in Voi tutti hanno venerato un
+messaggero del cielo. Le vostre intenzioni erano pure; ed io ora posso
+riconoscere che erano sante.
+
+--Amore vi ha illuminato, o mozzo Bonito, dandovi la conoscenza del Dio
+unico e vero. Fidiamo in lui;--conchiuse l'Almirante.
+
+--E speriamo, per conseguenza;--soggiunse il Fiesco.--Non è già perduta
+ogni speranza?
+
+--La speranza è l'ultima a morire;--disse l'infermo.--Ma ce n'è così
+poca.... così poca!
+
+--Vediamo, signor Almirante; lasciate che ne giudichi anch'io. E per
+cominciare, permettete che io vi faccia qualche domanda.
+
+--Fate, amico mio, fate; son pronto a rispondervi.
+
+--Da chi aspettate giustizia? dal re Ferdinando?
+
+--È l'unico oramai, a cui mi possa rivolgere, poichè la regina è nella
+gloria di Dio. Aspetto giustizia, ed egli la nega; giurando di volerla
+fare, la nega, proponendomi gran dominio e titolo di gran nobiltà in
+Ispagna, purchè io rinunzi agli uffici, alle dignità che sono la mia
+proprietà e la mia gloria. Mi sono richiamato alla sua lealtà, ma
+inutilmente; è uno sleale, quel re. Ho invocata la santa memoria della
+regina, che non poteva essere offesa col violare le sue volontà, col
+tradire le sue intenzioni. E così siam venuti al partito di sottoporre
+la mia querela alla Giunta degli scarichi. Sapete che cos'è?
+
+--Ne ho sentito parlare abbastanza in otto giorni di viaggio attraverso
+Catalogna ed Aragona;--rispose il capitano Fiesco.--È una giunta che non
+iscaricherà nulla di nulla.
+
+--È anche il mio pensiero, oramai;--riprese l'Almirante.--E per questo
+avevo tentato di questi giorni un'altra via, scrivendo a Diego, il mio
+primogenito. Doveva egli offrire in mio nome a Sua Altezza un patto
+assai conveniente. Mi tengano pure per straniero; rinunzierò alle mie
+dignità di vicerè delle Indie, di almirante maggiore dell'Oceano, ma a
+benefizio del figliuol mio; egli vada al governo della colonia e delle
+altre terre scoperte da me, assistito da un consiglio di persone scelte
+tutte quante dal re. A questo patto io non avrei chiesto più nulla;
+salvato l'onore, nient'altro poteva più importarmi, nessuna ambizione,
+nessuna vanità, nessuna idea di tornaconto passarmi pel capo.
+
+--Ed egli?
+
+--Ed egli neppur questo ha voluto accettare.
+
+--Nessuno gli ha parlato per Voi, dei potenti amici che vi hanno in
+altre occasioni assistito? Il Quintanilla? il Santangel?
+
+--Morti!--rispose Cristoforo Colombo, traendo un sospiro;--morti come il
+cardinale di Mendoza, che fu mio protettore costante, e nella cui bara
+dovevo io per grande fortuna essere trasportato da Siviglia alla Corte.
+
+--E il nuovo arcivescovo di Siviglia?
+
+--Diego di Deza? È ancor qui, ma inascoltato. Ferdinando lo venera, ma
+facendogli sentire che non ha da metter bocca in cose di Stato, specie
+ora che c'è una Giunta degli Scarichi, che ha ufficio di coscienza, e
+non può essere turbata da raccomandazioni di nessuno. Anche della
+coscienza si giova, il re Ferdinando, anche dell'altrui coscienza, per
+offendere la sua propria, per soffocarne le voci.
+
+--Questo è dell'indole sua;--disse Bartolomeo Fiesco;--e servono bene
+gli scrupoli di coscienza a coloro che non vogliono por mente al più
+grave, che sarebbe quello di non mettersi in condizione di averne. Ma
+lasciamo queste sottigliezze, nelle quali si smarrirebbe anche la
+coscienza del vostro umilissimo servo, quantunque abbia fatto il suo
+corso di filosofia. I due Medina, che vi erano tanto amici, che pensano?
+
+--Non si mostrano alla Corte da un pezzo;--rispose l'Almirante.--Nè io
+so in che potrebbero giovarmi, se pure volessero. C'è la Giunta degli
+Scarichi, oramai!
+
+--E con questa si può chiudere la bocca ad ogni onesta
+osservazione?--ripigliò il capitano Fiesco.--Io non lo credo; e vo'
+farne ad ogni modo l'esperimento.
+
+--Amico mio, in questa speranza mi ero rivolto a Voi, ricordando le
+accoglienze cortesi, le larghe dimostrazioni di stima che vi aveva fatte
+il re, tenendovi in quel conto che meritate.
+
+--Sì, come parente di Gian Aloise;--rispose il Fiesco, ridendo.--L'ho
+ben capito io, il suo giuoco. Gian Aloise è un gran signore, ha voce in
+capitolo laggiù, ed anche più verso qua, nei consigli del re
+Cristianissimo. Mostrarsi cortese ai Fieschi era un bell'accorgimento,
+ed assai naturalmente suggerito al re Cattolico, che correva il rischio
+di perdere la corona di Castiglia e Leone, se il re Cristianissimo non
+concedeva la sua amicizia a lui, ma in quella vece a Filippo d'Austria e
+alla consorte Giovanna. E chi sa? forse ancor oggi Ferdinando può
+credere la partita non del tutto perduta, ed un Fiesco esser buono
+ancora a qualche cosa. Vedremo, vedremo;--soggiunse il conte, che pareva
+riscaldarsi al giuoco anche lui.--Certo, se la parola di un uomo può
+servire a vincerne un altro, io dirò quella parola. Ma in verità, avrei
+più fede nell'efficacia d'una parola di donna.
+
+--Di donna! e di qual donna?
+
+--Di una gran donna; d'un miracolo di donna; della donna che vinse per
+Voi una battaglia campale. Rammentate, signor Almirante?... Quando i
+vostri alti disegni stavano per naufragare tra gli ostacoli messi avanti
+dai consiglieri della Corona, e Voi già eravate risoluto di lasciare la
+Spagna, quella donna, amata dalla regina, andò a chiudersi in un
+convento, non volendo più uscirne, se la Corona non accettava tutte le
+condizioni poste da Voi. La bella prova di amicizia si seppe, ed onorò
+grandemente quella donna nel cospetto del mondo.--
+
+Il capitano Fiesco parlava, e la fronte dell'infermo si era offuscata;
+gli occhi sfolgoranti si erano ascosi sotto le palpebre; le vivide
+labbra, ultima bellezza di quel volto, contratte in uno spasimo
+d'angoscia profonda.
+
+--Beatrice di Bovadilla!--mormorò egli con un filo di voce.
+
+--Sì, la marchesa di Moya;--riprese il Fiesco;--la marchesa di Moya che
+io vidi a Barcellona, nelle solenni accoglienze che vi erano fatte
+dalla Corte.
+
+--Tacete, conte Fiesco, tacete per carità!--gridò l'Almirante.--Non
+toccate una piaga mal chiusa. Per avermi così animosamente protetto, la
+nobil creatura ha tanto dovuto soffrire!
+
+--Caduta in disgrazia, forse?
+
+--Non già, ch'io sappia, finchè visse la regina. Ella stessa si
+allontanò dalla Corte, non potendo sempre rispondere con quella sua
+fiera schiettezza a tutti i miei nemici, che si moltiplicavano ogni dì,
+guadagnando anche l'animo di coloro.... a cui non si poteva rispondere.
+Così, sdegnata con tutti, si ritirò nei suoi dominii; ed anche, io
+penso, sdegnata con sè, col suo nome. Anima eccelsa! Voi non ignorate di
+qual sangue ella sia; voi ricordate che se una Bovadilla fu l'angelo
+tutelare della impresa a cui mi ero votato, fu un Bovadilla lo sgherro
+che mi ribadì le catene ai polsi, quelle catene che non mi
+abbandoneranno mai più. Voi le metterete nel mio feretro, Adelantado,
+mio buon fratello; e tu, Fernando, figliuol mio. Me lo avete promesso
+con giuramento. Io le ritroverò, nel gran giorno; con esse mi presenterò
+al Giudice eterno....
+
+--Sì, sì, chiunque di noi Vi sopravviverà per disgrazia sua, come per
+legge di natura, non vorrà dimenticare i vostri desiderii, nè venir meno
+alle vostre volontà;--rispose l'Adelantado, con burbero accento, che
+male dissimulava la interna commozione.--Ma ora non vi turbate, fratello
+mio; sapete pure come ciò vi torni dannoso. E non vogliamo sperar poi
+che ne sia molto lontana l'occasione?--
+
+Un sorriso d'incredulità sfiorò le labbra dell'infermo; e un moto del
+capo accompagnò quel sorriso.
+
+--Ah, non la temo;--diss'egli.--Tante volte l'ho vista da vicino, la
+morte! Ma vorrei vivere quanto basta, fossero settimane soltanto,
+fossero giorni, per uscirne coll'onor mio, per confondere i nemici del
+mio nome, e del vostro. Di operare altre cose nel mondo non ho più
+speranza oramai. Vanno già tutti sulle tracce del Genovese, e trionfano.
+N'abbiano inni e corone dalla gran mentitrice, e conforto, se possono,
+nel fondo della loro coscienza. Ma voi dicevate, buon amico....
+
+--Volevo chiedervi se la marchesa di Moya fosse ancora alla Corte. Mi
+avete detto anticipatamente di no. Nei suoi dominii, avete aggiunto. In
+quali? Moya, che apparteneva al marito, è in Catalogna. Bovadilla, che
+appartiene al suo nome, è in Andalusia; ma lontano da Siviglia, mi pare.
+
+--Ed è a Siviglia, la nobil signora;--rispose l'Almirante;--ma non nel
+castello de' suoi padri. Per quel ch'io ne so, dovrebb'essere nel suo
+ritiro prediletto, fra le monache di Santa Chiara.
+
+--Bisogna parlare a lei, muover lei;--disse il Fiesco.
+
+--Lei? ci pensate? per vincere il re?
+
+--Il re, o la regina;--replicò il Fiesco prontamente.--Lascio stare il
+re, a cui pensate Voi, e che per ora, se è re in Aragona, non è altro
+che un reggente in Castiglia e Leone. Sappia dunque Vostra Eccellenza
+che i denari del viaggio da Barcellona a Segovia non me li sono spesi
+troppo male, e del mio tempo ho usato con un certo giudizio. Alle
+_posadas_ ho discorso con ogni sorte di gente, popolani e signori, e
+preti e frati, e monache e soldati. C'è un'altra querela in campo, che
+al re Ferdinando pare assai più grave della vostra, e che per lui
+certamente è più fiera. Essa era già forte negli ultimi giorni di vita
+della regina Isabella, a cui si voleva persuadere di lasciar reggente in
+Castiglia il re suo marito, finchè giungesse alla maggiorità il
+figliuolo di Giovanna. Era un bel colpo, che escludendo dal trono la
+figlia e il suo giovane marito, assicurava ancora un quindici anni di
+regno a danno della figlia e del genero. Ma la regina non ha voluto fare
+quest'offesa a sua figlia; non ha voluto con un atto simile di materna
+crudeltà ribadire alla povera Giovanna il nome di pazza, che i
+cortigiani di Ferdinando non si son peritati di affibbiarle. Nel fatto
+la povera Giovanna non è pazza se non d'amore per il suo maritino troppo
+bello. Gran colpa! anche Isabella si ricordò di aver amato il suo
+Aragonese, credendolo tutt'altro da quello che ben presto si palesò,
+astuto, bugiardo e senza cuore. Ma lasciamo stare gli aggiunti, che a
+far le cose in regola dovrei dargliene troppi. Sta il fatto che la
+regina non acconsentì al disegno di una reggenza prolungata in quella
+forma; e fece bene; e la nobiltà e il clero di Castiglia hanno avuto
+un'altra occasione di lodare il gran senno della regina Isabella, come
+l'amor suo intelligente per il popolo che Dio le aveva concesso in
+governo. Lei morta, e fallito il colpo della lunga reggenza, Ferdinando
+non si adatta alla breve: tenta il re di Francia, che a lui, non al
+genero Austriaco, assicuri la propria alleanza; un'alleanza che
+Ferdinando farebbe tosto balenare davanti agli occhi di Castiglia, per
+trarla ai suoi desiderii.
+
+--E a far riconoscere pazza la figliuola, non è vero?--domandò
+l'Almirante, che seguiva con molta attenzione il ragionamento del
+capitano Fiesco, tanto largamente istruito in viaggio.
+
+--Così è, signor Almirante. Ma il re di Francia sta sul tirato; dà buone
+parole a Ferdinando, come Ferdinando a Vostra Eccellenza; nel fatto non
+vuol rendere un così grande servizio al suo caro rivale di predominio
+nelle cose d'Italia. Ed ecco un giuoco doppio, che forse si prepara per
+noi; o persuadere al re Luigi di concedere la sua alleanza al re
+Ferdinando, come più vecchio, e più da lui sperimentato in tanti
+incontri, piacevoli e spiacevoli che fossero; o persuadergli di
+riconoscere Giovanna e Filippo, legittimi sovrani di Castiglia, ed
+allearsi con loro. Dell'accordo con Ferdinando avrebbe forse buone
+ragioni il re Cristianissimo, se davvero non vuol contesa col re
+Cattolico nelle cose del reame di Napoli, e se questi non gli fa
+ostacolo nelle cose di Lombardia.... e della nostra povera Genova. Ma
+per render possibile un tale accordo, bisognerebbe che persona amica, in
+cui re Luigi molto si fida, mettesse una buona parola.
+
+--Gian Aloise?--domandò l'Almirante.
+
+--Lo avete detto, messere;--rispose Bartolomeo Fiesco.--Ma questa forse
+è la via più lunga; la più breve, per noi, sarebbe quella delle Fiandre.
+
+--Lontane!--osservò l'Adelantado.
+
+--Eh, pur troppo; fin che gli sposi regali stanno laggiù, non regnano
+qui, e c'è poco da sperarne, anzi nulla. Ma io ho anche sentito dire
+che si dispongano a calare in Ispagna. Forse l'inverno così lungo, e non
+largo che di fortunali nel golfo di Biscaglia, è cagione del loro
+indugio a risolversi. Ma pensate, messeri, se Giovanna di Castiglia
+viene ad occupare il trono di sua madre, che novità potranno essere per
+tutti! Ella sola può sgravare la coscienza regale, senza mestieri d'una
+Giunta che par fatta a posta per guadagnar tempo al re d'Aragona, e che
+del resto, vagliando minutamente ogni atto della defunta regina,
+cercherà sempre di intenderne l'animo con tutte le restrizioni
+possibili. Per me, il miglior modo di sgravar la coscienza regale è
+quello d'intenderla nel suo senso più largo, rispettandone gli atti,
+mantenendone le promesse. E sarà questo per la nuova regina il miglior
+modo di onorar la memoria di sua madre, mostrandosi degna di lei.
+
+--Questo dovrebbe essere;--notò l'Almirante.--Ma sarà?
+
+--Dobbiamo sperarlo; dobbiamo esplorar l'animo della nuova regina, se è
+risoluta di occupare il suo regno. E chi più forte sull'animo suo della
+marchesa di Moya, che fu dama d'Isabella, ed ha conosciuto Giovanna
+bambina? Beatrice di Bovadilla, che sa tutto, può istruirla di tutto.
+
+--Ma non vorrà la nuova regina mostrarsi troppo ligia a suo
+padre?--domandò l'Adelantado.--Almeno sui principii del regno?
+
+--Questo non crederò io;--rispose il Fiesco.--Troppe ragioni dividono la
+figlia dal padre, ricordi d'offese antiche, ed offese recenti. Volete
+Voi che Giovanna s'inchini ai voleri di suo padre, ne sposi i rancori e
+ne faccia sue le vendette, rammentando ch'egli voleva farla apparire
+incapace di regnare?--
+
+Bartolomeo Colombo chinò il capo, assentendo. Se la nuova regina
+appariva in Castiglia, niente era perduto. Anche il signor Almirante
+riconosceva la giustezza di quella argomentazione; e riaprendo il cuore
+alle più vive speranze, dimenticava ad un tratto i suoi mali. Non è
+salute di corpo senza gioia di spirito: dove questa risplende, se ne
+illumina l'altra, e rivive.
+
+--Avete ragione;--diss'egli.--Giovanna sola può render giustizia.
+
+--Si parli dunque a Beatrice di Bovadilla;--riprese il capitano
+Fiesco.--Se la nobil signora si rammenta di ciò che ha fatto per Voi,
+non vorrà certamente lasciar l'opera sua incompiuta.
+
+--Ahimè! si rammenterà ella?--esclamò l'Almirante, traendo un
+sospiro.--Dopo quelle catene, ella non mi ha più riveduto; nè io ho
+cercato di avvicinarla.
+
+--V'intendo, messere; si frapponeva tra Voi e donna Beatrice la torbida
+figura dello sgherro. Ma credete Voi che Beatrice di Bovadilla potesse
+mutarsi da quella di prima perchè il suo indegno fratello vi faceva una
+guerra codarda quanto feroce? Avevate Voi offeso quell'uomo, perchè
+l'onor della casa facesse tacere nel cuor suo le voci dell'antica
+amicizia?
+
+--Ben dite;--ripigliò l'Almirante.--E Voi certamente la giudicate
+com'ella si merita, la mia buona protettrice. Ma dopo tanti anni
+passati!... Anch'io, trattenuto da tante paure, non ho più osato
+presentarmi a lei. La morte orribile di quell'uomo ne fu anche cagione.
+Pure, Iddio mi è testimone che io avevo fatto quant'era da me, per la
+salvezza di quell'uomo, che era suo fratello, e cristiano.
+
+--Iddio lo vide, e quanti avevano orecchi a San Domingo lo
+seppero;--aggiunse il Fiesco.--Lo seppero, prima che i loro occhi
+vedessero la tempesta da Voi annunziata imminente. Ciò che fu saputo e
+visto laggiù, non rimase ignoto in Castiglia; ne è giunta notizia anche
+a lei, non dubitate.
+
+--E sarà stato il mio premio;--ripigliò Cristoforo Colombo.--Ma da lei
+non mi venne una parola; e il tempo, che passa su tutte le cose umane,
+avrà cancellato dal cuore della nobil signora anche il nome del marinaio
+Genovese.... dell'Almirante del mare Oceano;--soggiunse egli, abbassando
+la voce, e fremendo involontariamente al ricordo.--Chi lo richiamerà
+alla mente di lei?
+
+--Io, signore;--rispose il capitano Fiesco;--io che ebbi l'onore
+di parlarle, dopo il primo e dopo il secondo viaggio. Vorrà
+ricordarsene, spero, non essendo io l'ultimo degli uomini, e il nome dei
+conti di Lavagna potendo essere un buon passaporto al più umile della
+casata. Andrò dunque io, col mozzo Bonito, se egli vorrà
+accompagnarmi;--aggiunse egli sorridendo.--E glielo consiglio con tutta
+l'anima, poichè la più nobile creatura del nuovo Mondo avrà occasione di
+conoscere la sua più degna sorella del vecchio.--
+
+Sorrise il mozzo Bonito, stringendosi con atto modesto al petto del suo
+dolce signore. Sorrideva anche il sole alla domestica scena, mandando un
+raggio più vivo nella povera stanza, che parve per un istante una
+reggia; e gli occhi dell'Almirante sfolgoravano di gioia.
+
+--Voi recate la primavera con Voi, mozzo Bonito;--diss'egli.--Non ho mai
+visto così bello il sole, dacchè sono arrivato a Segovia. Iddio ha
+condotto qui il nostro amico; Iddio m'aveva bene ispirato a chiamarlo.
+
+--Iddio ne assista sulla via di Siviglia;--conchiuse il capitano
+Fiesco.--La giornata è buona; ringraziamolo intanto di questa.--
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+"Soy Bovadilla".
+
+
+Siviglia, la bellissima Andalusa, è lontana da Segovia un buon tratto.
+Intercedono due catene di montagne, la Sierra di Guadarrama e la Sierra
+Morena; ma dall'una all'altra corre tutta la Nuova Castiglia, con le
+valli del Manzanare, del Tago e della Guadiana, con le città di Madrid,
+di Toledo, di Ciudad Real e Calatrava. Inoltre, varcata la Sierra
+Morena, non si può dire di essere a Siviglia, poichè c'è ancora da
+toccar Cordova, e da seguitare per molte miglia il corso del
+Guadalquivir, tortuoso fiume se altro fu mai. Viaggio lungo, adunque;
+assai lungo in quei tempi, che bisognava farlo a cavallo; più lungo per
+il capitano Fiesco, che aveva gran desiderio di far presto.
+
+Per fortuna, ed aiutando alla fortuna la previdenza del cavaliere, egli
+aveva ritenuta con sè una parte degli uomini che lo avevano accompagnato
+da Barcellona a Segovia. I lunghi viaggi erano resi allora più difficili
+dalla poca sicurezza delle strade; onde, a cansare i cattivi incontri,
+bisognava andar bene accompagnati, ed armati di tutto punto. Non
+accadeva nulla; e si poteva anche dire "precauzioni inutili!" a viaggio
+finito. Ma erano state appunto le precauzioni inutili, quelle che
+avevano tenuto lontano il pericolo. Ora il capitano Fiesco, che
+viaggiava volentieri da solo, non credeva di aver troppa compagnia con
+cinque uomini di scorta, compreso il frate scudiero, perchè conduceva
+con sè il mozzo Bonito, luce degli occhi suoi, come si diceva in Italia,
+anima dell'anima sua, come si diceva in Ispagna. E il capitano Fiesco,
+per non usar preferenze, diceva spesso e volentieri in un modo e
+nell'altro.
+
+Beatrice di Bovadilla viveva ritirata presso le monache di Santa Chiara,
+dove già una volta, quattordici anni addietro, era andata a
+rinchiudersi, in un impeto di generoso sdegno per la guerra sleale che
+si faceva al promettitore d'un mondo. Viveva da gran signora, come
+avrebbe fatto in ognuna delle sue terre, ma contentandosi di poche
+stanze, per sè e per le sue donne di servizio; piccola noia dopo tutto,
+e mancanza di spazio nemmeno avvertita. La gran dama, quanto è più dama,
+ed ha più vasto il palazzo, più vive ristretta nel suo quartierino, nel
+suo salotto, nel suo oratorio, nella sua cameretta da lavoro, dov'ella
+pensa e sogna, assai più che non lavori d'ago o d'uncino.
+
+Nè faccia maraviglia il ritorno della nobil signora al convento, per una
+dimora che pareva fissa oramai. Accadeva spesso a que' tempi che donne
+d'alto casato si ritirassero ne' conventi, per farvi a modo loro una
+vita monastica. Benemerenze antiche o nuove, legati, largizioni,
+protezioni costanti delle grandi famiglie a questa o a quella
+corporazione religiosa, rendevano ligio l'ordine ai suoi potenti
+patroni, e men severa la regola verso gli ospiti illustri, che cercavano
+nelle mura del chiostro la pace dell'anima, quella pace che il mondo non
+ha mai data a nessuno, e insieme colla pace vi guadagnavano la illusione
+d'esser fuori del secolo. Vedove, nubili, orfane d'insigne casato, vi
+riparavano come colombelle a rifugio, quali disfatto il nido, quali non
+fatto ancora, o disperando, o disdegnando di farlo.
+
+Di là dentro la marchesa di Moya aveva sfidati i nemici dell'uomo che
+l'amor suo aveva preconizzato Almirante dell'Oceano; ed anche, con
+quell'esempio di costanza, aveva insegnato fermezza alla sua regale
+amica e signora, Isabella di Castiglia. Là dentro era tornata a rifugio,
+dopo la morte di don Giovanni Cabrera, marchese di Moya e gentiluomo di
+camera del re Ferdinando. Mal maritata al vecchio soldato, che in lei
+aveva veduto uno strumento alla sua ambizione di cortigiano, male adatta
+alla vita di corte, che sempre più, in processo di tempo, le era
+occasione di sdegno per tante ingiustizie, di nausea per tante viltà, la
+nobile Beatrice di Bovadilla aveva portate là dentro le sue tristezze,
+coll'amara voluttà di raccontarle a Dio, ascoltatore benigno,
+consolatore augusto d'ogni orgoglio ferito, d'ogni ambizione offesa,
+d'ogni amore deluso, che lascia intravvedere di là dal santuario, tra
+nuvole d'incenso e luccichio di candele, uno spiraglio del suo paradiso,
+gloria inaccessibile ai tristi, calma solenne, perdono ineffabile, bella
+vendetta sull'ingiustizia e sulla viltà della terra.
+
+Il capitano Fiesco non ebbe più difficoltà d'entrare e di ottenere
+udienza, che non ne avesse incontrata quattordici anni prima don Alonzo
+Quintanilla. Anch'egli, il conte di Lavagna, e il suo mozzo Bonito,
+aspettavano di veder comparire la marchesa alla grata; ma anche per essi
+un uscio di fianco si aperse, e Beatrice di Bovadilla apparve nella
+sala. Bella ancora, quantunque presso a quei cinquanta, che più per le
+donne non si contano a primavere, ma disgraziatamente ad autunni!
+Qualche filo d'argento screziava i neri capelli, che le uscivano in
+lucide ciocche di sotto alla tocca di raso nero, orlata di trinette
+d'oro; ma per vedere l'argento bisognava cercarlo, e di cercarlo non
+poteva venire il desiderio in mente, tanto era fresca la carnagione e
+scevra di rughe, tanto nere le sopracciglia, tanto lucenti gli occhi
+nerissimi, tanto vermiglio il fior delle labbra. La volontà si scolpiva
+in quelle sopracciglia; la intelligenza lampeggiava in quegli occhi; la
+bontà sorrideva da quelle labbra fiorenti. Gran dama sempre, quasi
+regina, con la sua lunga veste di velluto operato, il cui color nero
+appariva gentilmente attenuato dal bianco della gorgieretta e dei
+polsini di tela di Fiandra, era tale da destar l'ammirazione divota di
+chiunque la vedesse, e da mettere in vena di sonetti il più misero e
+stentato tra i poeti d'allora. Il frate scudiero, a buon conto, avrebbe
+messo mano alle canzoni, di cui sempre aveva ingombro il cervello, e
+sfrombolata questa quartina per saggio:
+
+ Nobil donna in negra tocca,
+ In gramaglia vedovil,
+ Per un bacio di tua bocca
+ Daría 'l regno Boabdil.
+
+Ma il frate scudiero, allora più scudiero che mai, non era entrato in
+convento; vegliava in istrada, aspettando gli ordini del suo grazioso
+signore. Beatrice di Bovadilla non ebbe dunque i suoi versi; ebbe per
+contro l'ammirazione dei due visitatori. Uno dei quali, essendo a lei
+noto, ottenne la stretta amichevole di una bella mano, che divotamente
+baciò; l'altro, in quella vece, la cui fine bellezza adolescente troppo
+contrastava con l'abito modesto del marinaio, ebbe un'occhiata curiosa,
+ed anche un po' diffidente.
+
+--Siamo in viaggio, signora;--disse il Fiesco, a cui non era sfuggito
+l'atto della marchesa di Moya;--e Vostra Mercede mi perdonerà, se non ho
+voluto rinunziare a questa fedel compagnia. Ho l'onore di presentarvi il
+mozzo Bonito, come si chiama ora in Ispagna, come si chiamò per alcuni
+mesi di viaggio, dalla Giamaica all'Europa. Son cose, queste, che ad una
+gentildonna pari vostra si possono confidare, soggiungendo che il mozzo
+Bonito.... è donna, e si chiama Juana contessa del Fiesco.
+
+--Volevo ben dire!--esclamò la marchesa, avvicinandosi con molta ed
+affettuosa premura.--Mozzo Bonito, voi siete tanto bello, da non poter
+ingannare del vostro sesso la gente. Bisognerebbe esser ciechi! Ed io vi
+consiglio, signora contessa, di ripigliare la vostra veste di donna, od
+altrimenti di tingervi il viso e le mani.
+
+--La prima cosa non si può fare, signora marchesa;--rispose il finto
+Bonito;--e mio marito ve ne direbbe le ragioni, se fosse d'alcun pregio
+il conoscerle. La seconda l'avrei fatta ben io, ma col dispiacere di
+restare alla porta del convento. Venire a Voi col viso tinto di carbone
+o di pece!... che cosa avreste detto di me?
+
+--Niente, bel mozzo; ma capisco che avrei avuto il dispiacere di non
+potervi baciare, come ora farò, se permettete, donna Juana mia dolce.
+Non ho più grazia, essendo morta la mia gioventù; ma di bellezza
+m'intendo ancora, e so apprezzarla dov'è. Che bei fiori dà sempre
+l'Italia, il giardino d'Europa!
+
+--Sempre, ben dice Vostra Mercede; ma questo è nativo delle
+Indie;--rispose il capitano Fiesco;--delle Indie scoperte da Voi.--
+
+Beatrice di Bovadilla era rimasta colpita da quell'accenno al fior delle
+Indie, che mal s'accordava con una bellezza affatto europea; e già stava
+mentalmente accozzandolo coll'altro accenno al viaggio del mozzo Bonito
+dalla Giamaica all'Europa. Ma l'ultima frase del conte Fiesco doveva
+trarla ad un'altra forma di maraviglia.
+
+--Da me!--esclamò la marchesa.--Che dite!
+
+--Il vero, mia signora;--rispose prontamente il Fiesco, volgendo il
+discorso al punto che più gli premeva.--Se Voi non eravate, se il vostro
+alto patrocinio non assisteva il mio grande concittadino Colombo,
+sarebbe ignota la terra dove è nato il mozzo Bonito, e il mare tenebroso
+custodirebbe i suoi gelosi segreti.
+
+--Sarà mia gloria;--rispose con bella semplicità la marchesa di
+Moya;--ed io sento qui tutto l'orgoglio che Voi mi concedete di
+assumerne.
+
+--Non io solamente, signora; è il pensiero costante di don Cristoval.
+"Senza l'aiuto di quella donna sublime, sarei rimasto oscuro ed inutile
+uomo"; son queste le parole ch'egli mi diceva ancora sei giorni fa, nel
+triste tugurio dov'io l'ho ritrovato a Segovia.--
+
+Al ricordo di don Cristoval il volto della marchesa di Moya si era
+rannuvolato, e il vivido sguardo nascosto sotto le palpebre. Ma le
+ultime parole la scossero; si dischiusero gli occhi, e tutto il volto si
+atteggiò ad espressione di doloroso stupore.
+
+--In un tugurio, Voi dite? Molte nuove giunsero qui, del grande
+Almirante; non questa, ch'egli fosse in angustie. Non è egli presso la
+Corte?
+
+--Presso la Corte, sì, e in un tugurio. A lui fu sempre destino passare
+accanto alle grandezze, e trascinare la sua gloria nel fango della
+strada. Ricordate? la sventura è con lui. Che ricompensa abbia ottenuta
+dei suoi maravigliosi servigi, non ignorate di certo; nè come sia
+ritornato dal quarto viaggio, donde ha recata la certezza di tant'oro
+quanto basterebbe a saziare l'avarizia di dodici Ferdinandi d'Aragona;
+nè come duri la slealtà, che lo ha spogliato delle sue rendite e delle
+sue dignità; nè come, essendo morta la regina, gli sia venuta anche meno
+la speranza di ottenere quando che sia la giustizia, che, nobilmente
+ostinato, continua a domandare. Delle rendite perdute non si duole, più
+che un uomo di gran cuore non abbia a dolersi di un furto patito: ben si
+duole delle sue dignità, de' suoi titoli, così nobilmente acquistati
+com'erano liberamente concessi, di vicerè governatore delle Indie ed
+almirante maggiore dell'Oceano. A questi non rinunzia; questi egli
+vuole; questi domanderà fino all'ultimo soffio di vita. Non lo
+ascolteranno gli uomini? Commetterà le sue ragioni, aspetterà le sue
+giuste vendette dal cielo. Ma Iddio, che è fonte di giustizia, Iddio che
+ha versato un giorno il tesoro della sua pietà nel cuore di una donna
+sublime, non ispirerà questa donna perchè si muova ancora una volta a
+soccorso del grande sventurato? Egli non ha bisogno di pane. È qui
+finalmente un suo vecchio ufficiale, un suo buon servitore, che farà il
+debito suo. Ma questo suo ufficiale, questo suo concittadino, è
+straniero, e non può nulla presso la Corte.--
+
+La marchesa di Moya era stata ad ascoltare in silenzio, ma non senza
+sospiri, e con gli occhi pieni di lagrime.
+
+--Ahimè!--diss'ella.--Beatrice di Bovadilla non ha più potere presso il
+re, poichè la regina è nella gloria di Dio. Non lo sa, questo, il signor
+Almirante?
+
+--Lo sa, mia signora; e non voleva che per questo io venissi a pregarvi.
+Ma io gli ho detto che la giustizia dee farla chi regna sulla Castiglia.
+E sulla Castiglia non regna il re d'Aragona.
+
+--V'intendo: ma chi dovrebbe regnare sulla Castiglia è lontano ancora da
+noi.
+
+--Amore e pietà non conoscono distanze; e Beatrice di Bovadilla
+potrebbe....
+
+--Perchè vi fermate?--domandò la marchesa.--Perchè, se volete
+consigliarmi di andare? Non è un bell'esempio, questo che Voi mi
+date;--soggiunse, mettendo nella tristezza di quella conversazione la
+timida nota d'un sorriso.--Andrei, non dubitate; andrei volenterosa, ad
+ogni preghiera che mi venisse da lui. Ma per questa volta non sarà
+necessario andar tanto lontano come Voi proponete. Ho notizie; notizie
+sicure; e restino qui tra noi, ve ne prego, come la ragione per cui la
+contessa Juana del Fiesco diventa in Ispagna il mozzo Bonito.
+
+--Conoscerete il mio segreto;--disse Juana.--Non dobbiamo averne con
+Voi.
+
+--Ma non sia come prezzo del mio;--replicò Beatrice.--E il mio
+sappiatelo subito. La regina e il re di Castiglia stanno per
+muoversi.... dalle Fiandre (diciamo così), cedendo ai voti di tutto il
+reame. Nessuno ancora lo sa; il re Ferdinando, che ne ha timore, crede
+che la probabilità sia ancora lontana; spera ancora negli amori di
+Francia; e frattanto va trasportando le tende dall'una all'altra città
+della Vecchia Castiglia, per amicarsi il popolo, se gli riesce, e
+scongiurar la tempesta. Da Medina del Campo a Segovia; da Segovia
+ritornerà indietro a Valladolid; da Valladolid a Burgos; poi, chi sa
+dove? Tanto ha paura di perdere il giuoco del regno! Questo sappiate per
+vostro governo, com'io l'ho da persona amica, che ha veduto Giovanna. Ma
+non ne dite nulla; resti chiuso con sette sigilli.
+
+--Anche con l'Almirante dovremo tacere?
+
+--Sì, anche con lui;--disse la marchesa di Moya.--E non per lui,
+s'intende, ma per gli altri che lo avvicinano.
+
+--L'Adelantado suo fratello!--notò il Fiesco.--Il suo figliuolo
+Fernando!
+
+--Ah, il suo Fernando!--esclamò la marchesa.--Caro innocente bambino,
+che ho tenuto in collo ancor io, come una nutrice; che ho veduto
+crescere in bellezza e gravità superiore agli anni, quando era paggio
+alla Corte! E non c'è altri in casa? nè uomini, nè donne?
+
+--D'uomini sì, un vecchio marinaio, pei servigi di casa, che veramente
+son pochi;--rispose sospirando il capitano Fiesco.--Di donne, poi,
+neppur l'ombra. La casa del signor Almirante è un convento di
+Certosini.--
+
+La marchesa di Moya[tn175] rimase un istante sovra pensiero; poi
+scuotendosi ripigliò:
+
+--Non importa; resti egualmente un segreto per lui, quel che vi ho
+confidato. È anche necessario per l'utile suo. Se anche fossimo sicuri
+che nessuno commettesse un'imprudenza, dobbiamo premunirci contro il
+pericolo che dal suo volto trasparisca troppa fiducia, e si trasfonda
+negli altri. Ferdinando è sospettoso, e sempre agli agguati; che almeno
+egli non sospetti il vero da una maggior sicurezza delle sue vittime.
+
+--Ho inteso;--disse il capitano Fiesco.--Bisognerà parere più contriti e
+più umiliati che mai. "_Cor contritum et humiliatum Deus non despiciet_"
+direbbe il mio scudiero, che ho lasciato in istrada ad attendermi, e che
+è, indegnamente com'egli dice, un frate francescano. Porterò almeno il
+vostro saluto al signor Almirante?
+
+--No, vi prego, neppur questo.
+
+--Perchè, se è lecito domandarlo? C'è un segreto anche qui? Una nube, se
+mai, che sarà bene dissipare. Tra i nobili cuori non ce ne dovrebbero
+essere.
+
+--Dite bene; ma la nube non c'è.
+
+--Il segreto, dunque? Lo rispetteremo.
+
+--Sì, un segreto; ma è quello del mio cuore, e voglio dirvelo. A voi
+solo, conte Fiesco, non avrei osato confessarmi, e neanche al vostro
+francescano, che pure, se sta con Voi, dev'essere un brav'uomo. Ma c'è
+qui tra noi una donna, che mi dà coraggio; che certe cose può
+intenderle, e darmi anche ragione. Parlerò dunque: ma voi ditemi prima
+una cosa. Perchè siete venuto a me, facendo a bella posta un così lungo
+viaggio da Segovia a Siviglia? Vi ha forse egli detto....
+
+--Che siete sempre stata la sua protettrice. E questo io già lo sapevo.
+
+--Ed altro non vi ha detto di me? Ed altro non sapevate Voi?
+
+--No;--disse il Fiesco, che si era turbato un pochino.
+
+Ma c'era tanta asseveranza in quel no, e tanto candore negli occhi del
+gentiluomo, che la marchesa di Moya non ebbe più ombra di dubbio, e
+prendendogli la mano ch'egli stava per mettersi sul petto a testimonio
+della sua fede, ripigliò in questa guisa:
+
+--Vi credo. Del resto, il segreto mio non era tale per nessuno, alla
+Corte, nè quando il nostro amico partiva, nè quando fu ritornato dal suo
+portentoso viaggio nell'ignoto. Ho amato don Cristoval; lo amo ancora,
+come il mozzo Bonito deve amar Voi.
+
+--Oh, bella sincerità!--gridò il mozzo Bonito in un impeto di
+ammirazione.
+
+--Sei tu così sincera, Juana?--disse Beatrice di Bovadilla.--Allora
+siamo sorelle. Ti piace?
+
+--Mi è caro; ma bada,--rispose Juana,--nella mia patria questi patti di
+fratellanza si suggellano sempre col cambio d'una goccia di sangue.
+
+--Così anche faremo, se sarà necessario;--riprese Beatrice.
+
+E tenendo sempre la sua mano in quella di Juana, così continuò,
+rivolgendosi al conte:
+
+--Ho amato don Cristoval, ed ho avuto il bell'ardimento di
+confessarglielo. È così bello amare un uomo, stimandolo primo per
+ingegno, per lealtà, per valor vero e per vera grandezza, che è quella
+dell'anima! Nessun amore al mondo è stato più puro del mio; ma l'ho
+gridato ai quattro venti, come se fossi io la padrona del suo cuore. Non
+ero tale, pur troppo! Quel cuore s'era dato ad un'altra, non degna di
+possederlo. Notiamo per la storia,--soggiunse la marchesa, accompagnando
+le parole con un lampo degli occhi, donde traluceva la memore superbia
+d'una celebrata bellezza,--che ciò era stato prima di conoscermi; ed
+aggiungiamo che già quella donna aveva preso ad odiarlo,
+disconoscendolo. Tu intenderai queste cose, Juana. L'odio di quella
+donna cominciò insieme con una nuova vita, che ella sentiva agitarsi nel
+suo seno. Arcani del sangue, ha detto il gran medico Villalobos, a cui
+ne ho domandato più tardi. Rispettiamo gli arcani, aspettando che altri
+Villalobos li chiariscano alle generazioni venture. Quanto a me, appena
+seppi di quella donna, andai a cercarla; non ebbi pace fino a tanto non
+potei ritrovarla, per pregarla di ritornare a don Cristoval.
+
+--Tu hai fatto questo, sorella?--disse Juana.
+
+--Sì, non era il dover mio?--chiese Beatrice.
+
+--Vederlo è d'anime grandi, se mai;--rispose Juana, inchinandosi.--Bacio
+nella tua mano l'anima tua.
+
+--Ed anche il mio orgoglio, bada;--replicò Beatrice.--Perchè questo non
+manca mai, e guasta un pochino la tua Bovadilla. Non volevo l'amor suo
+intorbidato da un ricordo nemico. Pensavo ancora che quell'uomo era
+grande, e più grande sarebbe divenuto; onde volevo esser grande ancor
+io. Avrei desiderato che quella donna persistesse nella sua avversione;
+ed ho usata tutta l'arte mia, tutta la mia pertinacia, tutta la mia
+eloquenza per vincerla. Dovevo esser lieta della mia sconfitta, non ti
+pare? E non fu così: n'ebbi dolore; anch'io m'ero inebriata della mia
+magnanimità. Fino all'ultimo, sai? Don Cristoval partiva, e là sulla
+spiaggia di Palos incontrai quella donna. Va, le dissi, prendi una
+barca, raggiungilo, è tempo ancora per te di riconquistare il tuo posto
+onorato. Ricusò, la disgraziata: e perchè? Questo io non so, nè l'ho
+domandato al dotto Villalobos.
+
+--Amava un altro, forse;--entrò a dire Juana.
+
+--L'ho bene pensato. Certo, un altro amava lei, e per lei faceva pazzie;
+mio fratello don Francisco Bovadilla, commendatore di Calatrava. Fu
+riamato? Sfruttato, sì, certo, da bisognosi parenti; ma se ne ricevette
+un grazie, si potrebbe anche giurare che una stretta di mano più calda
+dell'usato non accompagnasse quel grazie. Io lo argomento dall'ira che
+don Francisco serbò sempre viva contro don Cristoval. Rammentate con
+quale accanimento perseguitasse egli il suo rivale fortunato? rammentate
+le catene di San Domingo? Ah, le orribili catene, che hanno stretti i
+polsi dell'uomo grande e giusto!... E fu un Bovadilla, lo sgherro!...
+
+--Calmatevi, signora!--disse il capitano Fiesco.--Il signor Almirante
+dubitò sempre di aver perduta per quel fatto la vostra protezione. E
+ricordava spesso e ricorda ancora che a don Francisco, se questi avesse
+voluto ascoltarlo, avrebbe salvata la vita. Di questo fui testimone, e
+potrei star mallevadore ancor io.
+
+--So anche questo;--rispose la marchesa.--E gli ostinati nemici
+dell'Almirante gli han fatto colpa anche di questa magnanimità. Non era
+tempo da tempeste, sentenziarono; l'Almirante sapeva di non esser
+creduto; perciò ha fatto il magnanimo a buon patto. La tempesta,
+piuttosto, la tempesta non doveva egli chiamare, con le sue arti di
+negromante? E andate a persuadere gli stolti, quando i tristi hanno
+parlato! Nè io mi dolsi per la morte di don Francisco, se non perchè
+portava il mio nome. Che dovesse finir male glielo avevo predetto io,
+senza aver arte di magia più del signor Almirante; glielo avevo predetto
+io medesima, dopo ch'egli era andato ad accusarmi al marchese di Moya.
+Bei fratelli, non vi pare? Ma torniamo a don Cristoval. Io piuttosto
+avevo dovuto temere ch'egli si fosse troppo volentieri dimenticato di
+me, per cagione della mia parentela dolorosa. Ed anche debbo dirvi
+dell'altro, che più mi stava sul cuore? Ero dolente, scorata, avvilita,
+di vedermi trattata così male da lui. Male, sì; non è un male la
+freddezza, la noncuranza e la fuga? Ed egli ha sempre sfuggita questa
+povera Bovadilla lebbrosa! Come?--continuò la bella marchesa di Moya,
+animandosi ai ricordi, e corrugando le nerissime ciglia.--Io l'amo, e
+son pronta al sacrifizio più grande che possa fare una donna
+innamorata, di cedere l'amor mio ad un'altra. Costei ricusa; io non ne
+ho colpa; e quell'uomo dovrebbe esser mio nella pura fede delle anime;
+dovrebbe darmi il premio che ho meritato, il premio d'una schietta
+parola; qua la tua mano nella mia, e camminiamo puri, baldi, sereni nel
+mondo, ed altrettanto sicuri, io di te, tu di me. Così la povera
+Bovadilla intendeva l'amore. Così non l'ha inteso l'Almirante del mare
+Oceano. Si può dir qui, tra gente che l'ama, e che nessun altri ci
+senta, ch'egli è stato in ciò molto minore di sè stesso, cedendo a
+piccole paure, a più piccoli scrupoli?
+
+--Non vi rivolgete al mozzo Bonito;--disse il conte Fiesco, tentando
+anch'egli di mettere nel doloroso colloquio una nota men triste.--Egli
+non vi saprebbe rispondere, non essendo nato in Europa, nè educato dalla
+prima adolescenza alle leggi, alle consuetudini, ai riguardi del nostro
+mondo decrepito e saggio. Piccole paure? V'intendo; col vostro gran
+cuore non ce ne sono; e molta altezza di sentire, e il rispetto che
+meritate, potevano tenervi guardata come in una rocca inaccessibile. Ma
+egli, che ha l'anima grande, poteva temere di non aver così forte il
+cuore, e di non poter resistere alla violenza di un sentimento, che noi
+tutti sappiamo come sia indomabile. Qual uomo potrebbe giurare, amando
+davvero, di non varcare certi confini? E allora, vedete, le piccole
+paure ingigantiscono, gli scrupoli assalgono, e non sono più piccoli. Si
+pensa alle ciarle assassine del mondo, e si teme per la donna virtuosa,
+fino a quel giorno onorata, che l'amor nostro, eccedendo nelle sue
+dimostrazioni, che la sua divina bontà, non vedendo i pericoli,
+potrebbero in un momento offuscare. Io non so nulla di ciò dal signor
+Almirante; conosco l'anima sua, e giurerei che ha pensato così.--
+
+Beatrice di Bovadilla stette alquanto in silenzio; segno che sentiva la
+forza dell'argomentazione. Ma non era vinta; ma non aveva vuotata la sua
+faretra.
+
+--Il marchese di Moya morì;--diss'ella finalmente, senza alzar gli occhi
+verso il suo interlocutore, e come proseguendo un suo ragionamento
+interiore.--Cessavano gli scrupoli del leal cavaliere. Bovadilla era
+sempre Bovadilla; rimaneva alla Corte, e vedeva ogni giorno il paggio
+Fernando, che già tanto somigliava a suo padre. I maschi per lo più
+matrizzano; quello no, era tutto l'Almirante; e Bovadilla lo divorava
+con gli occhi, come se fosse stata essa sua madre. Vi ho detto che il
+mio terribile orgoglio era diventato sforzo di non averne più.
+L'Almirante tornava dai suoi viaggi: misurato, severo, studioso di tutti
+i suoi atti. Intesi i riguardi, dopo il secondo viaggio; ancora viveva
+Giovanni Cabrera, nostro signore e padrone. Ma dopo il terzo!... dopo le
+catene!... Ah, gloriose catene, che del grand'uomo facevano un martire!
+gloriose catene, che avrei baciate, e diventavano sacre, com'è sacro il
+bacio della donna che ama! Oh, non mi dite nulla; non ci dovevano esser
+nubi, tra noi; nè io dovevo aver parenti, per lui; non ne avevo avuti,
+assistendolo contro tutti. Quel suo contegno fu un colpo atroce al mio
+cuore. Egli ama quella donna, pensai; nè più questo pensiero mi uscì
+dalla mente; l'amo ancora, e don Francisco non è più; egli ritornerà a
+quella donna. Che cosa avvenne? non so. Il favor della Corte gli veniva
+mancando sempre più: nè io osai farmi avanti non chiesta. Incominciavo a
+credere ancor io che fosse un delitto, mettermi tra lui e la Enriquez.
+La religione, a cui chiedevo conforti, mi sgomentava anch'essa colla
+imagine dei diritti dell'altra Beatrice. Ah, quella donna! è qui, nella
+mia vita, come un pugnale nel costato; e non mi uccide, ma geme di
+continuo la sua goccia di sangue nero. E quella donna è l'errore,
+com'era già la perfidia: son io, Fernandez di Bovadilla, son io la donna
+di don Cristoval, io che l'ho gridato Almirante del mare Oceano, prima,
+assai prima, che altri gli concedesse quel titolo, il più bello che uomo
+abbia portato mai sulla terra. Pensateci, conte Fiesco, voi che lo
+conoscete a prova, quel mare. L'Oceano, il grande, il terribile Oceano;
+e comandato da lui, che lo aveva domato, mentre da migliaia d'anni tutto
+il mondo ne aveva avuto paura! Moglie dell'Almirante, avrei fatto
+tremare molta gente, che rialzava più baldanzosa la testa. Vivente la
+regina, avevo saputo persuaderla ben io, che quell'uomo non era un
+avventuriero, e non covava il tradimento nell'animo. Questo infatti si
+perfidiava di lui. Voleva dare le Indie al Portogallo! le voleva dare a
+Genova, per vendicarsi di Spagna! Tutti avevano sentito; tutti avevano
+veduto; avrebbero posta la mano sul fuoco. Non era egli sempre a segreti
+conciliaboli con Francesco Rivarola e con Francesco Grimaldi, con
+Francesco Doria, con Pantalino ed Agostino Interiani?
+
+--I suoi amici compassionevoli;--interruppe il Fiesco;--i suoi
+soccorritori nelle angustie, in cui lo avevano messo le angherie degli
+Aguadi, degli Ovandi.... e degli altri.
+
+--E lo immaginavo ben io. Ma come chiuder la bocca a tutti? Anche lei,
+la buona Isabella, doveva qualche volta porgere orecchio a tante accuse,
+che venivano d'ogni parte al suo trono. E ne piangeva, ora credendo, ora
+discredendo. Sai, Bovadilla? mi diceva. Anche questo si dice; se mi
+fossi ingannata sul conto del tuo Genovese!... Mio! anche Vostra Altezza
+le crede? È così poco mio, che non mi guarda nemmeno.
+
+--Ma egli,--notò il Fiesco,--vi temeva mutata troppo per lui!
+
+--E se mai?...--ribattè la marchesa.--Non dovevo apparir tale, mentre
+egli seguitava a tacere? L'obbligo mio era di non attraversarmi alla
+Enriquez, di lasciargliela sposare. Non accennava a questo disegno, la
+sua deliberazione di togliere il paggio Fernando dalla Corte,
+levandomelo dagli occhi? E perchè non chiamare con sè il primogenito,
+destinato un giorno a succedergli, e perciò meglio indicato ad un
+viaggio d'esperimento, che gli facesse conoscere il suo futuro governo?
+Questa considerazione non l'avete fatta anche voi, signor conte?
+
+--Un caso;--rispose il Fiesco;--un caso e non altro. Fernando aveva
+manifestato il desiderio di accompagnare suo padre. Era un ragazzo
+studioso, per l'indole sua meno adatto alla vita del cortigiano. E su
+questa semplice apparenza avete fondata la vostra argomentazione, donna
+Beatrice? e siete giunta fino a credere l'Almirante pacificato colla
+Enriquez? con una donna, che era diventata una immagine? con una
+immagine svanita e dimenticata?
+
+--Dov'è ora quella donna?
+
+--Non so; certo non è in Segovia; certo non l'ha egli riveduta dalla
+vigilia del consiglio di Salamanca. Son diciott'anni passati.
+
+--I diciott'anni del mio tormento!--esclamò la marchesa.--E lunghi,
+lunghi, troppo lunghi per questo povero orgoglio!--
+
+Povero orgoglio davvero, che si stemprava in un pianto dirotto. Pianse
+lungamente, la nobil signora, col viso nascosto tra le palme. E la
+contessa Juana, fattasi più presso a lei, con atti amorosi la veniva
+accarezzando, la baciava in fronte, le afferrava le mani, per
+distoglierle da quel viso; e consolandola de' suoi baci, beveva
+silenziosa le lagrime della sua sorella europea. Sapeva anch'essa, la
+bella figlia d'Haiti, che le lagrime fan bene, ma a patto che chi ci ama
+s'intenerisca con noi.
+
+A poco a poco donna Beatrice si riebbe; rasciugò le sue lagrime, levò la
+fronte e disse:
+
+--Che rimedio ci vedete voi, conte Fiesco?
+
+--Rimedio? a che? ad uno stato di cose che quella donna ha voluto?
+Quella donna l'ha offeso; è fuggita da lui; ha perfino rinnegata la sua
+creatura. Che ci volete fare? Tanti anni sono passati oramai! Cade un
+edifizio, per qualsivoglia cagione, folgore, incendio, tremuoto. Si può
+vedere a tutta prima la necessità, la utilità di salvarlo. Ma quello che
+non si è veduto prima, si vedrà forse più tardi? Sulle vecchie rovine
+crescono i cardi, i rovi, le ortiche; tra le vecchie rovine si appiattan
+le serpi, e fischiano irritate al viandante. Si gira largo, e si
+edifica altrove; o non si edifica più in nessun luogo;--conchiuse il
+Fiesco, sospirando.--Povero signor Almirante! la vecchiezza è venuta
+precoce su lui.
+
+--Ma il figlio?... come rimarrà egli, povero innocente?
+
+--Il figlio, se ha senno, accetterà la sua sorte, che è bella ancora, e
+val meglio di quella che sorride a tant'altri. Non è egli stato ammesso
+a Corte, come già il figlio legittimo di donna Filippa Mogniz? Un
+decreto sovrano ha nobilitato quel ragazzo, e cancellato il vizio
+d'origine. Vizio, poi!... I tempi nostri non mi paiono fatti per badare
+a certe inezie. Una sbarra nello scudo, in vece d'una banda o d'una
+fascia, ecco tutta la differenza. La illegittimità non ha impedito a
+nessun valoroso di diventar cavaliere, conte, principe e re. Più
+illustre è la macchia, più porta in alto; e potrei citarvi esempi a
+migliaia, antichi e recenti. Lasciamo dunque il pensiero di voler
+aggiustare le cose che non richiedono di essere aggiustate, e sopra
+tutto di cercar quella donna. Che sarà poi diventata? D'un altro, senza
+dubbio; e chi sa? forse contenta, fors'anche felice.
+
+--Lo saprò;--disse la marchesa, con gesto risoluto.--Devo saperlo. Ed
+anche mi ha maledetta, sulla spiaggia di Palos, mentre io tentavo una
+seconda volta di ricondurla a lui. Ella vedrà pur troppo come abbia
+fruttato la sua maledizione. Oggi stesso uscirò dal mio ritiro. Ma non
+ho se non donne, al mio servizio; un uomo mi manca.
+
+--Per che fare?
+
+--Per essere il braccio della mia volontà. Non debbo cercare? non debbo
+trovare, e subito? Lo avete voi, quell'uomo?
+
+--Ho il frate scudiero, di cui vi parlavo poc'anzi, e che ci aspetta in
+istrada.
+
+--Che uomo è?
+
+--Forte e coraggioso, accorto e leale.
+
+--Datelo a me; ve lo renderò presto.
+
+--Sia, ma per la regina Giovanna?...
+
+--Lasciatemi fare; per Giovanna, che è ancora.... lontana, arriverò
+sempre in tempo. Voi ritornate a Segovia; e se, giunto là, com'io ne
+sono sicura, la Corte non ci sarà più, andate a Valladolid, dove si sarà
+trasferita. Anche questo lo so di buon luogo. Vi fa maraviglia? Pensate
+che Santa Chiara è di Castiglia, e per Castiglia; e sa tutto, e
+partecipa a tutto. Voi dunque non dubitate, poichè a me siete venuto per
+il signor Almirante; nè a voi nè a lui mancherà il mio povero aiuto.
+Egli ha seguita la Corte fin qui; la segua ancora, perchè io possa
+ritrovarlo. Addio, contessa Juana; addio, sorella, e contate su me, se
+anche non è stato fatto ancora il cambio del sangue. _Soy
+Bovadilla_;--conchiuse la nobil signora, mettendosi solennemente la
+destra sul cuore;--una cosa, entrata che sia qua dentro, non n'esce più;
+se ho dato questo, l'ho dato per sempre. Amami, e aspettami.--
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+Invito a palazzo.
+
+
+Israele aveva levate ancora una volta le tende. La marchesa di Moya si
+era dunque apposta al vero, dicendo al capitano Fiesco che la Corte
+sarebbe passata di quei giorni da Segovia a Valladolid. Sappiamo le
+ragioni politiche di quegli spessi tramutamenti; dobbiamo anche
+conoscere come e perchè se ne avesse così pronta la notizia nel convento
+di Santa Chiara a Siviglia. E non solamente in quello, ma in tutti i
+conventi di Castiglia. Era il tempo che la politica degli stati la
+facevano i vescovi e i grandi ordini religiosi, padroni dei re, nel nome
+istesso di una autorità superna, che innalzava e sbalzava di seggio i
+potenti. E i re, si capisce, non potendo fare in casa tutto quello che
+volevano, se ne ricattavano fuori, con le guerre di predominio e di
+conquista, l'alto clero non disapprovando la supremazia militare della
+nazione a cui pur esso apparteneva, e potendo mandare le ragioni
+dell'amor patrio di pari passo con quelle del tornaconto di classe. Così
+il cattolico re Ferdinando, libero di accrescere la potenza spagnuola
+in Italia, dov'egli trasferiva alla Spagna le pretensioni dinastiche
+della casa d'Aragona, non era altrimenti libero di fare in tutto a suo
+modo nelle terre di Castiglia; e più ancora si sentiva le mani legate
+dopo la morte della moglie Isabella. Bene cercava egli di prolungarsi la
+reggenza sui dominii della morta; ma da quei dominii, ostinate nella
+sostanza quanto rispettose nella forma, resistevano le autorità da tanti
+secoli stabilite, dell'alto clero e del basso, vescovi e capitoli,
+abbazie, priorati, parrocchie e monasteri.
+
+Anche i conventi di donne partecipavano a questo lavoro di resistenza: e
+ciò s'intenderà facilmente, chi pensi che negli ordini monastici erano
+allora numerosissime le figliuole delle grandi famiglie del regno,
+famiglie a cui pure appartenevano i magnati del clero, alleanza naturale
+di nobiltà religiosa e di nobiltà militare; e che delle personali
+rinunzie al mondo le nobili claustrali si ricattavano, anch'esse
+partecipando largamente alle ambizioni delle casate dond'erano uscite, e
+di cui serbavano, se non in tutto il fasto mondano, certamente il
+ricordo e l'orgoglio.
+
+A quei centri di vita monastica affluivano, da quei centri si
+diffondevano le notizie politiche utili a sapersi da ogni classe di
+aderenti. Le vaste possessioni degli ordini religiosi favorivano il
+continuo viavai dei razionali, dei vicarii, dei gastaldi, tramutati in
+messaggeri. Il servizio delle poste pubbliche era in mano delle
+università; quello delle poste segrete in mano dei conventi. E non
+poteva dirsi una distinzione, ma piuttosto una affinità di uffici,
+poichè nelle università primeggiavano i frati, come maestri di teologia
+e d'eloquenza, di diritto canonico e civile, di filosofia, perfino di
+medicina.
+
+Ritornati a Segovia, Bartolomeo Fiesco e il mozzo Bonito seppero
+avvenuto ciò che a Siviglia avevano udito imminente. Da cinque giorni la
+Corte si era trasferita a Valladolid, nell'antico reame di Leon,
+lasciando nel mezzo Medina del Campo, dov'era morta Isabella, e
+avvicinandosi a Burgos, la capitale antica dei conti di Castiglia, e la
+patria del Cid Campeador. Burgos, a cui si avvicinava Ferdinando, era
+anche la città del pericolo per lui. Di laggiù, infatti, doveva
+avanzarsi Giovanna, se mai si fosse risoluta di lasciare le Fiandre e di
+approdare alla costa di Biscaglia. Ma egli, da Valladolid, risalendo da
+levante la gran valle del Duero, aveva nella fida Aragona la sua
+ritirata strategica. Perchè egli viveva in istato di guerra, tra tutte
+le apparenze della pace; ed era guerra di ambizioni personali e di
+diritti dinastici tra il padre e la temuta figliuola. Pazza la dicevano
+a bassa voce, e sarebbe piaciuto a lui che pazza fosse gridata a larghi
+polmoni: ma più pazza era, e più si doveva temerne il troppo sollecito
+arrivo. Ah quei nobili Castigliani, così superbi e così ostinati! Non
+c'era dunque verso di tirarli dalla sua?
+
+Cristoforo Colombo aveva seguitata la Corte. Il capitano Fiesco seguitò
+dunque il suo viaggio, muovendo lungo il corso dell'Adarà, fino alla
+pianura insalubre di Medina del Campo; di là passato il Duero, proseguì
+fin dove l'Esgueva, umile tributario, si getta nel Pisurga. Era
+finalmente a Valladolid, la opulenta città, che ancora non possedeva i
+centomila abitanti a cui giunse sotto Carlo Quinto, ma che aveva già tre
+volte e più i ventimila a cui è ridiscesa nei tempi nostri. E già allora
+Valladolid era fiorente d'industrie, famosa pel suo studio di
+giurisprudenza, orgogliosa del suo Campo Grande, vastissima piazza,
+fiancheggiata da diciassette conventi, dove già con grande concorso di
+popolo si arrostivano Mori ed Ebrei, a maggior gloria di Dio
+misericordioso. Da ventisei anni era stato legalmente riconosciuto e
+diffuso il Sant'Uffizio nella felicissima terra di Spagna.
+
+Il capitano Fiesco, che pur non era di tenerissima fibra, torse gli
+occhi da quella piazza che doveva costeggiare passando, e dove appunto
+si stava rizzando un gran palco di legname per l'_auto da fè_ del giorno
+vegnente; il mozzo Bonito rabbrividì, correndo involontariamente col
+pensiero agli orrori della piazza di Xaragua, dove ottanta cacichi erano
+stati bruciati sotto i suoi occhi; ed anche di un'altra piazza a San
+Domingo, dove per lui era stato rizzato il palco ferale.
+
+Avevano preso lingua per via; e non era stato facile ritrovare subito la
+dimora del Vicerè delle Indie. Chi conosceva a Valladolid un vicerè
+delle Indie? Per fortuna s'erano imbattuti nel servo Geronimo, che li
+aveva condotti in una via fuori mano e mezzo campestre, dove sorgeva una
+casa di povera apparenza, quasi una masseria di campagna, con un gran
+portone pei carri, un pianterreno cieco, un piano superiore di poche
+finestre non grandi, nè tutte in fila, e un secondo, che prendeva luce
+più scarsa da quattro o cinque finestrini sotto i rozzi modiglioni del
+tetto. In quella casa era andato ad ospizio il vicerè delle Indie,
+presso un marinaio, Gil Garcìa, che, avendo riconosciuto il suo
+Almirante, non aveva voluto lasciargli cercare alloggio più oltre.
+
+--Forse lo trovereste migliore;--aveva detto il buon Garcìa;--ma
+stancandovi nella ricerca. E pensate, mio signore, che se la casa è
+povera, neanche a Valladolid son ricchi i cuori di chi possiede i
+palazzi.
+
+--Gil Garcìa, tutto il mondo è paese;--aveva risposto l'Almirante.--E
+Valladolid è una gran capitale, se ha la tua casa per reggia.--
+
+La fatica del viaggio non aveva troppo stancato il signor Almirante; e
+il capitano Fiesco, entrandogli in camera, lo ritrovò seduto sul letto
+in una di quelle alcove di cui gli Arabi avevano dato il nome e l'uso
+alla Spagna, donde uso e nome passarono poscia all'altre parti di
+Europa. Come già parecchi giorni innanzi, l'infermo si rianimò alla
+vista dell'amico; e non sentì più i suoi dolori, udendo le nuove del
+colloquio che questi aveva avuto con la marchesa di Moya.
+
+Il Fiesco, naturalmente, non gli riferiva appuntino ogni cosa. Più che
+dalla raccomandazione del segreto, si sentiva trattenuto dal timore di
+rallegrar troppo il grande sventurato. Voleva, se mai, ragionarne prima
+coll'Adelantado, dicendogli delle cose segrete almeno quel tanto che
+fosse mestieri, per farne buon uso ad ogni opportunità. Espose in quella
+vece all'Almirante come la marchesa di Moya gli fosse amica immutata ed
+immutabile; vedendo poi quanta letizia si diffondesse sul volto
+dell'ascoltatore, non tacque le confessioni che la nobil Beatrice di
+Bovadilla gli aveva fatte così spontaneamente, senza puerile ritegno.
+Impacciato si sentiva egli piuttosto a riferire quelle calde parole: ma
+per fortuna il viso aveva abbastanza celato nella penombra dell'alcova,
+poichè, stando seduto presso la sponda del letto, dava le spalle alla
+luce; ond'ebbe più coraggio a dir tutto.
+
+Don Cristoval appariva trasfigurato da quel tiepido soffio di buona
+ventura. Gli si tingevano di vermiglio le gote; gli sfavillavano gli
+occhi; un sorriso della sua balda gioventù gli sfiorava la bocca
+bellissima. Qual miracolo si operava sotto gli sguardi del buon
+messaggero! e qual altro maggiore non si doveva egli aspettare, dagli
+sguardi della pietosa amica?
+
+--Lasciatemi pensare;--disse l'Almirante.--È un'ora ben lieta, questa
+che voi mi portate.--
+
+E pensò, mentre quell'altro rimaneva silenzioso a contemplarlo; pensò
+lungamente, sorridendo ai suoi pensieri, che tramutati in immagini
+parevano sprigionarsi dalla sua fronte, sciogliendo il volo tutto
+intorno e facendo risplendere come un lembo di cielo l'aria rinchiusa
+della malinconica alcova. Dunque ella non l'odiava? L'ombra di quel
+morto non aveva offuscata la immagine di don Cristoval nel cuore di
+Beatrice? Dunque ella era sempre Bovadilla, la pietosa, la soave
+Bovadilla, ogni cui detto, ogni cui gesto, anche imperioso, recava
+l'impronta della bontà, perchè lo aveva informato un senso d'amore? Ah,
+dolce cosa, e balsamo divino ad ogni angoscia patita! E che orribil
+tormento sarebbe la vecchiaia, la turpe, la paurosa vecchiaia, se non
+potessimo vivere qualche volta del nostro passato, chiamarlo a rassegna,
+goderne col pensiero, anche togliendo alle cose vissute i troppo chiari
+e vigorosi contorni? Il vecchio fu giovane; amò, fu amato; e quel
+ricordo, che è la sua beatitudine, è ancora la sua gloria. Per
+quell'amore egli compì grandi cose, o gentili, memorabili sempre; per
+quell'amore si sentì fatto migliore, sorrise alla vita, fu buono alle
+creature che gli stavano intorno. E passano davanti agli occhi i lampi
+di quelle giornate lontane; e figure da gran tempo obliate trascorrono
+in quella luce, animando la scena. La bella donna che si amò tanto
+forte, si muove in quel piccolo mondo, gloriosa e serena, sorridente
+della sua giovinezza; e par che non guardi, par che non veda nulla
+intorno a sè; ma voi sentite l'onda magnetica del suo sguardo, che
+giunge a voi, che tutto v'involge, e v'inebria. Ah, lampi maravigliosi!
+spiragli divini di un dolce passato! Il quadro luminoso si scolora ad un
+tratto, e la visione si spegne; ma può ancora riaccendersi, può ancora
+colorirsi; e di quelle fugaci apparizioni si vive. Triste cosa, che,
+morti noi, spariscano anch'esse per sempre, nè possa più altri goderne!
+Attimo di eternità che dilegua; ciò che fu, ritorna nella notte delle
+cose che non furono mai. Perciò qualche volta la visione lascia un senso
+di dolore nell'anima. L'amaro è nel dolce; e fors'anche ha mestieri di
+quel senso d'amaro, per aver vita, e coscienza di sè stesso, il piacere.
+
+Anche il capitano Fiesco pensava. Come sono maravigliosi questi vecchi,
+che serbano ancora tanta gioventù dentro l'anima! Ed ancora, che
+altezza di sentire in quest'uomo! Non fa egli ricordare i bei versi di
+Dante? "E se il mondo sapesse il cor ch'egli ebbe, mendicando la vita a
+frusto a frusto, assai lo loda, e più lo loderebbe". Amato dalla più
+bella creatura del reame di Castiglia, ha rinunziato a quell'amore, che
+poteva essere il suo premio, ben superiore a tutte le fortune, a tutte
+le dignità della terra. Virtù, certamente; virtù, che dobbiamo coltivare
+in noi, come un fiore divino! Ma questa virtù non è dato condurla oltre
+i confini della umana natura; ed egli non si salvò dalla forza
+indomabile della passione se non colla fuga. Avrebbe un certo Damiano
+saputo fare altrettanto, ai tempi suoi, _consule Planco_? È vero che
+Damiano non era un santo; non n'ha mai avuta la stoffa, con tanti
+cardinali e un paio di papi in famiglia!
+
+L'Almirante ruppe finalmente il silenzio, e insieme con le meditazioni
+sue cessarono quelle un po' meno alte del suo reduce amico.
+
+--La marchesa verrà, mi avete detto?
+
+--Sì, messere, e presto. Ma silenzio, per carità; non si deve sapere
+prima del fatto; non si deve averne sospetto.
+
+--E parlerà essa a Ferdinando?--
+
+Qui il capitano Fiesco si ritrovò un pochettino impacciato a rispondere.
+
+--Eh, lo immagino;--balbettò.--Vissuta tanto tempo a Corte, non passerà
+dov'è la Corte senza rimetterci piede.
+
+--E perchè non è venuta con voi?
+
+--Che so io? che debbo dirvi, messere?--rispose il Fiesco, più
+impacciato che mai.--Mi ha parlato vagamente di certe cose, che la
+trattenevano ancora. Hanno sempre tanti impicci, le donne! e non tutte,
+per cavarsi d'impicci, hanno l'arte e gli abiti del mozzo Bonito. Credo
+ancora che avesse da sbrigare un negozio più grave. Ma neppur questo mi
+ha detto, quantunque non fosse un segreto, poichè mi ha pregato di
+lasciarle il frate scudiero. Le servirà di scorta in viaggio;--soggiunse
+il capitano, felice di aver trovata una gretola, e scappando da
+quella.--A mezza monaca mezzo frate, non vi pare? Badiamo, dico così per
+dire; che il mio scudiero è frate, con tutti i tre voti. Ma egli pare
+così poco un frate, vivendo sempre fuor di convento! Come le ha, le
+dispense? non è il caso che se le pigli da sè?
+
+--Dovreste saperne voi qualche cosa, che lo conducete pel
+mondo;--osservò l'Almirante, sorridendo.--Ma non bisogna credere che
+frate Alessandro manchi al precetto dell'obbedienza. Non facciamo
+sospetti temerarii, e crediamo che abbia la sua brava licenza in
+tasca.--
+
+L'Almirante era allegro, e celiava, come ne' suoi giorni più belli.
+Un'ondata di buona ventura entrava nella povera casa di Gil Garcìa;
+bisognava approfittare del vento; e don Cristoval, che si sentiva
+rinfrancato, volle vestirsi. Mentre il marinaio Geronimo lo aiutava in
+quella bisogna, il capitano Fiesco scese in cortile a discorrere
+coll'Adelantado. Con lui non poteva menare il can per l'aia; anche senza
+dir tutto, doveva aprirsi con lui della prossima venuta della marchesa
+di Moya, e del tentativo ch'ella si proponeva di fare. Per non mancare
+alle promesse sue, bastava non dire che la nuova regina di Castiglia era
+aspettata alla coste di Spagna. Restava, e bastava, che l'arrivo ne
+fosse sperato, per giustificare il passo di donna Beatrice. Dopo tutto,
+anche di quel poco che si lasciava uscir di bocca, il capitano Fiesco
+raccomandava il segreto alla conosciuta prudenza dell'amico; il quale a
+sua volta ne riconobbe tutta la importanza gelosa.
+
+--Dicevo bene!--esclamò Bartolomeo Colombo.--Dicevo bene, se la marchesa
+di Moya veniva proprio a parlare col re. Non è lei, l'antica dama di
+palazzo della mite e generosa Isabella, che potrebbe commuover le
+viscere al marito di Germana di Foix. E notate che io avevo già mulinato
+il disegno di rivolgermi a questa, per chiedere il suo patrocinio. Sposa
+novella, pensavo, avrà potere sul maturo consorte, e potrà usarne a
+nostro vantaggio. Ma ho dovuto rinunziarci. La bionda reginetta è qui
+come un pesce fuor d'acqua. Già molto è se la tollerano, questi signori
+Castigliani, cedendo alle raccomandazioni del virtuoso Ximenes.
+
+--Il confessore della morta regina!--esclamò il capitano Fiesco.
+
+--Ma sì; lo vedete, il confessore di quella santa, costretto a
+raccomandare la calma, a far mandar giù, come uno zuccherino, quella
+profanazione del talamo reale? E non ha aspettato che si raffreddasse la
+povera salma, il cattolico re! Appena era passato l'anno, e la nuova
+regina passava i Pirenei. Ma che cosa non fa fare la maledetta cupidigia
+del regno? Basta,--conchiuse lo sdegnoso Adelantado,--io non ci ho
+niente da vedere, nè da spartire: il cardinal di Toledo riconosce il
+male, e s'ingegna di ricavarne il bene. Signori miei, dice egli ai
+nobili di Castiglia, abbiamo pazienza un po' tutti; pensiamo che
+Germana di Foix, la graziosa nipote del re Cristianissimo, ci porta in
+dote la rinunzia dei Francesi a tutte le terre che possedevano ancora
+nel reame di Napoli.
+
+--E che Consalvo avrebbe potuto riprendere senza sforzo;--notò il
+capitano Fiesco.--Ho anche sentito dire che per quella rinunzia del
+Cristianissimo, il Cattolico si obbliga di pagargli in dieci anni
+settecentomila ducati d'oro.
+
+--Vero;--rispose l'Adelantado.--Per contro restano liberi dalla
+prigionia i baroni di quel regno, che avevano militato in favore del
+Cattolico. E di rimpatto,--soggiunse sarcasticamente,--è levata la
+confisca fatta contro coloro che avevano seguitato il partito francese.
+Sicchè, vedete, non si sa bene chi più ci guadagni. Questo rimane, per
+altro, che il Cattolico deve pagare settecentomila scudi d'oro, farsi
+amare da una sposina francese, e tollerare dalla nobiltà castigliana.
+Grattacapi non gliene mancano, adunque; ma ci pensi lui. Il guaio per
+noi è questo solo, che in tanta confusione n'andiamo di sotto. Perchè,
+s'intendano o non s'intendano, contro di noi sono tutti, Castigliani ed
+Aragonesi, ben risoluti di non farci giustizia.
+
+--E il virtuoso Ximenes?
+
+--C'è la Giunta degli scarichi; così dice egli a chi gliene parla. La
+Giunta degli scarichi è il suo grande argomento. L'ha inventata lui,
+difatti, per le questioni di Castiglia; e gli pare che sia la man di
+Dio. Con questa, egli ha scaricato anche la sua stessa coscienza.
+Poveraccio, finalmente! ha tanti carichi sulle spalle, che qualche volta
+mi vien voglia di compatirlo. Sapete, mio caro Fiesco, che io non l'ho
+con questa gente; l'ho colla nostra cattiva stella, che ci ha condotti
+qui, a piatire da vent'anni con un bugiardo, ad inghiottire ogni sorta
+di amari bocconi. Il mio grande fratello non vuol che si dica; e per
+rispetto a lui sto zitto. Ma qualche volta la pazienza dà di fuori, come
+se fosse una pentola. Se si dava retta a me, o con Francia, o con
+Inghilterra, sarebbe stato un altro paio di maniche. Ripeto e torno a
+dire: poichè il male è fatto e non si muta, venga Giovanna, e sia
+l'ultimo tratto di dadi. Di questo, poi, si potrà toccarne
+all'Almirante, quando sia il momento. Mi pare che una lettera alla
+regina dovrà scriverla anche lui. Per ora non conviene dir nulla. Quella
+sua gotta, o artritide che sia (sapete che i medici non sono neanche
+d'accordo sull'indole del suo male) può aggravarsi di schianto, con ogni
+commozione un po' forte; tanto che io non gli ho neppur detto una cosa,
+che ora mi torna a mente. Vedete che smemorato! Ma anch'io ci perdo la
+testa, con tanti pensieri. E si tratta appunto di voi.
+
+--Di me?--chiese il Fiesco.
+
+--Sì, di voi, che il re Ferdinando ha mandato a cercare.
+
+--A cercar me? e come sa che io dovessi arrivare?
+
+--Cioè;--ripigliò l'Adelantado,--maravigliatevi ch'egli sapesse del
+vostro arrivo a Segovia; perchè là vi ha mandato a cercare, e non qui.
+Due giorni dopo ch'eravate partito per Siviglia, venne da noi il dottor
+fisico Villalobos, l'Esculapio di Corte. Che degnazione, non vi pare?
+Credevo che fosse stato cortesemente mandato a visitar mio fratello; ma
+quello era l'ultimo pensiero del sommo Villalobos. Si contentò di
+qualche domanda, e non chiese neanche di vederlo. Mi chiese invece, così
+di punto in bianco: è giunto da voi altri il signor conte di Lavagna?
+Sì, gli risposi, non avendo ragione di nasconder la cosa, nè parendomi
+savio negarla. Sua Altezza, ripigliò, lo vedrebbe molto volentieri;
+rammenta sempre di averlo ricevuto due anni fa, al suo ritorno dalla
+Giamaica; è un amabile cavaliere, e Sua Altezza, che ama molto
+gl'Italiani, sarà felice di riceverlo. Risposi, naturalmente, di non
+poter fare così presto l'ambasciata; voi esser venuto in Ispagna per
+vostre ragioni d'interesse, e solo per l'amicizia vostra col signor
+Almirante aver mandata innanzi agli affari una visita a Segovia, ma
+subito esser partito per Cadice, che ne sapevo io? per Granata, o per
+Malaga, avendo da incontrare certi mercatanti e banchieri del vostro
+paese. Infine, alla bell'e meglio ho cucite insieme le mie quattro
+bugie, come un altro Ferdinando; con questa differenza, che le mie erano
+molto innocenti, sicuramente meno gravi delle sue. Ho soggiunto,
+s'intende, poichè n'ero richiesto, e non volevo apparire bugiardo poi,
+che sareste tornato ancora, dopo sbrigate le vostre faccende, a prendere
+i comandi dal vostro veneratissimo capo, e che in tale incontro vi avrei
+avvertito del desiderio di Sua Altezza, tanto onorevole per voi, tanto
+caro, tanto lusinghiero, e chi più n'ha ne metta.--
+
+Il conte Fiesco cascava dalle nuvole: cascava, cascava, e non toccava
+mai terra.
+
+--Che diamine vorrà egli da me?--chiese egli, stupito.--Parlarmi
+dell'Almirante, mentre lo ha qui sotto la mano?
+
+--Oh, non credo che si tratti di ciò;--rispose l'Adelantado.--Per quanto
+gli piaccia mentire, mostrandosi mondo di colpe, puro come un agnellino,
+di nient'altro dolente che delle esorbitanti pretensioni del signor
+Almirante Colon, egli non manda di sicuro a cercar la gente a cui
+versare nel seno le sue giustificazioni.
+
+--Allora?
+
+--Allora, mio caro, voi siete il conte di Lavagna.
+
+--Così poco, don Bartolomeo, così poco, che quasi non m'avviene di
+ricordarmene; e qui, nella gloria del vostro immortale fratello, meno
+che mai, ve lo giuro.
+
+--Ma conte di Lavagna restate. E m'è entrato in testa che il re
+Ferdinando, abbandonato da tanti gentiluomini di qui, vada in busca dei
+più illustri d'ogni terra. Non siete voi anche nipote di quel Giacomo,
+che mezzo secolo fa è stato vicerè di Napoli? Ferdinando li conosce, i
+grandi nomi d'Italia; e vi vorrà alla sua corte.
+
+--Io! starei fresco;--scappò detto al capitano.--Più fresco ch'io non
+sia già per l'antico soprannome degli avi;--soggiunse, ridendo al
+bisticcio che gli fioriva spontaneo dal labbro.
+
+--Eppure, chi sa? da cosa nasce cosa....
+
+--E il tempo la governa, volevate dire? Ma non è da uomini gravi
+almanaccare, quando ci vuol poco a saperne l'intiero.
+
+--Certo, bisognerà andare; e più presto andrete sarà meglio. Non
+volevate già chiedere udienza, tentando di fare, come dicevate, il
+vostro giuoco doppio? Ecco che l'occasione vi si presenta; anzi vi è
+venuta incontro.
+
+--Amico,--rispose il capitano Fiesco,--pensavo bene di destreggiarmi a
+quel modo, avendo poca sicurezza da una parte e dall'altra. Ora, dopo il
+colloquio di Siviglia, mi pareva che il meglio fosse di non far più
+nulla qui, aspettando tutto di Fiandra.
+
+--E neanche a Valladolid sarà male vedere;--ribattè l'Adelantado.--Non
+foss'altro, per esser ben certi che non c'è nulla da sperare. Di nulla
+infatti vi parlerà, se non gliene entrate voi stesso. Vi vuole a Corte,
+credetemi; son volpe vecchia, e gioco che c'indovino.
+
+--Io poi son volpe giovane;--disse di rimando il capitano Fiesco;--ed ho
+buone gambe, per andargli lontano mille miglia. Gioiosa Guardia mi è
+troppo cara, e non ci voleva meno di una lettera del signor Almirante,
+per trarmene fuori. Ma questi non è un re.
+
+--E neanche un vicerè, se i re si rimangiano la parola e la
+firma;--soggiunse l'Adelantado.--Povero fratello! Io non ho la sua
+dottrina, nè vedo in certe cose più in là d'una spanna. Egli pensa
+all'onor suo e del suo nome, e combatte. Io, al posto suo, avrei già
+mandato tutti e ogni cosa all'inferno. Aver scoperto un mondo nuovo, non
+è gloria bastante? Si va magari a piantar cavoli, come fece Diocleziano,
+dopo aver governato l'antico.
+
+--Che non meritava neanche questa scesa di testa;--aggiunse il capitano,
+spremendo il sugo di tutta la filosofia che aveva imparata nello Studio
+pavese.
+
+Ma sì; che ubbìa era quella del signor Almirante, di voler essere
+ricompensato de' suoi servigi? di voler mantenuti i suoi titoli, i suoi
+diritti, i suoi privilegi? Una bella ingratitudine patita esalta l'eroe,
+più d'un premio ottenuto. Ma forse egli voleva ben ribadire la
+ingratitudine di Ferdinando il Cattolico alla gogna della posterità. Nel
+qual caso, bisogna credere ch'egli avesse ragione, più del fratello don
+Bartolomeo, del capitano Fiesco e di noi.
+
+Il capitano era giunto alle coste di Spagna meglio in arnese delle altre
+volte. Potè dunque farsi bello di qualche eleganza, tanto da far dire
+all'Adelantado: "voi volete, conte Fiesco, dar nell'occhio a Germana di
+Foix". Rideva il capitano alla celia, ma rideva stentato, pensando ad
+una visita che faceva di mala voglia. Rideva ancora, rideva giallo,
+andando la mattina seguente al palazzo reale; rise verde senz'altro,
+quando, già sicuro di esser rimandato ad altra ora, magari ad un altro
+giorno, si sentì dire dal gentiluomo di camera:
+
+--Sua Altezza il re vi aspetta, signor conte di Lavagna. Voglia Vostra
+Eccellenza passare.--
+
+Eccellenza, niente di meno! E infatti, non era egli un conte di Lavagna?
+e non aveva titolo di Eccellenza l'illustre Gian Aloise? Bartolomeo
+Fiesco non era neanche a Genova, dove la maggiore autorità del cugino
+potesse fargli ombra colla sua luce; era in Ispagna, dove la gran luce
+dell'eccelso parente poteva benissimo riverberarsi da lontano su lui.
+Accettò dunque l'"eccellenza", e passò.
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+La Sfinge regale.
+
+
+Ferdinando d'Aragona non era stato in sua gioventù nè bello nè brutto.
+Di carnagione più giallo che bianco; larghe le guance ed angusta la
+fronte; lungo il naso e breve lo spazio tra il naso e il labbro
+superiore; ombreggiato questo da due baffettini tagliati corti sulla
+tumida bocca; tondo il mento e piuttosto prominente; gli occhi grossi e
+sgusciati, donde aveva un'aria un po' sciocca; queste le note principali
+del viso, e non tali da offrirvi una immagine di Apollo. Ma la gioventù,
+quando c'era, attenuava i difetti; una folta capigliatura nera,
+scendente fin quasi all'arco delle sopracciglia, ne scusava la poca
+eleganza; e il giovanotto, finalmente, era re. Gli anni, poi, avevano
+mutato l'aspetto di quel re, non in tutto a suo benefizio, per quanta
+gravità gli aggiungessero. Spariti i baffi, appariva un tantino più
+lungo il naso, e le labbra sporgevano più tumide. Gli occhi avevano
+piuttosto acquistato che perso; ma l'acquisto era di due borse nel basso
+delle occhiaie, e di certi pendoni sopra le palpebre, che velando quegli
+occhi a mezzo non li aggraziavano punto. Portava sempre lunghi i
+capelli fino all'altezza delle spalle; ma erano capelli grigi, e non
+bene ravviati; nè più dalla fronte scendevano all'arco delle
+sopracciglia. Ma a questo guaio rimediava il copricapo, di velluto nero,
+mezzo berretta e mezzo corona, che il re Ferdinando, fattosi maturo
+negli anni, non si levava mai nel cospetto della gente. La corona
+appariva sul davanti del copricapo in tutta la sua maestà; spariva
+presso alle tempia, sotto i capi d'una rivolta che correva tutto intorno
+alla testiera. Indossava una tunica lunga oltre il ginocchio, anch'essa
+di velluto nero, dal cui sparato, trattenuto con lacci di seta, appariva
+il bianco della camicia pieghettata. Una giornéa di broccato cremisino,
+colle rivolte di vaio, senza maniche, aperta davanti, lasciava vedere il
+collare di gran mastro d'Alcántara, scendente sul petto, ma senza
+abbondanza di catena. Era modesto, quel re, non amava sfoggiare il suo
+grado: mezza corona e mezza berretta; detto questo, non ci sarebbe altro
+da aggiungere.
+
+Ma l'abito non fa il monaco, e Ferdinando d'Aragona sapeva ben
+dissimulare il suo orgoglio di re. Lo obbligavano a ciò le stesse
+circostanze tra cui esercitava il potere supremo. Era quello il tempo
+che le monarchie d'Europa si venivano formando, in mezzo a difficoltà
+non poche nè lievi, costretto a destreggiarsi di continuo per girare gli
+ostacoli, per evitare i pericoli, per domare la superbia dei grandi
+vassalli, per vincere le resistenze dell'alto clero, per procacciarsi il
+favore della piccola nobiltà, per amicarsi il popolo, appagandolo con
+qualche concessione, maravigliandolo con qualche esempio di giustizia.
+I leoni dovevano farsi volpi, secondo l'occasione; i lupi vestirsi da
+agnelli, senza rinunziare del tutto alla primitiva natura, e
+ripigliandone al buon momento le forme. Così da Ottaviano Augusto a
+Carlo Magno si era usato con frutto; e ognuno a suo modo imitava i
+grandi esemplari. Fortunati coloro che meglio a proposito sapevano
+applicare ai casi particolari le massime generali d'una tirannide intesa
+a fortificare una dinastia, e in pari tempo a formare uno stato.
+
+Quando il conte Fiesco entrò nella sala reale, don Ferdinando andava su
+e giù passeggiando, senza rumore, con le sue scarpe di velluto, foderate
+anch'esse di vaio. All'entrare del gentiluomo genovese si volse, fece un
+bel gesto, atteggiò le grosse labbra ad un sorriso, fermandosi su due
+piedi in mezzo alla stanza.
+
+--Conte,--diss'egli,--bisogna dunque mandarvi a cercare? Si passa in
+Castiglia, e non si viene a visitare il re d'Aragona?--
+
+Era la sua regola, dopo la morte d'Isabella: aveva ripigliato il suo
+titolo di re d'Aragona, e voleva farlo sentire, ripetendolo in ogni
+incontro. Ostentazione di modestia, che non ingannava nessuno: ma gli
+piaceva di far così; tanto più gli piaceva, in quanto che, se avesse
+fatto altrimenti, gliel avrebbero apposto ad ambizione, vedendoci anche
+una usurpazione non tollerabile.
+
+--Vostra Altezza mi perdoni;--rispose il conte, inchinandosi.--Il mio
+viaggio in Ispagna era per ragioni di traffico. Un debito di amicizia e
+di gratitudine mi aveva consigliato il giro largo a Segovia; ma dovevo
+correre a Siviglia per certi negozi, che non volevano indugio più lungo.
+_Genuensis, ergo mercator_;--soggiunse egli sorridendo, per modo di
+conclusione.
+
+--Sappiamo, sappiamo;--disse il re, accennando una scranna, ed
+invitandolo con gesto benigno a sedergli vicino.--E siete ritornato, e
+vi terremo, non è vero?
+
+--Ahimè, mio signore, altre ragioni mi chiamano a casa. Solo la malattia
+del signor Almirante mi tratterrà qualche giorno. Speriamo che non sia
+grave tanto, da impensierire chi l'ama.--
+
+Il re lasciò cadere a vuoto l'accenno, e diede un altro giro al
+discorso.
+
+--Che novelle ci portate dall'Italia? Sapete che l'amo.
+
+--Lo so, e da buon cittadino ne debbo esser grato a Vostra Altezza.
+
+--Nostro zio il re Cristianissimo,--ripigliò Ferdinando,--ha buoni
+amici a Genova; ed io non per altro gli porto invidia, se non perchè ne
+possiede uno come Gian Aloise, potente signore, ma ancora più gentil
+cavaliere.
+
+--E buon servitore di Vostra Altezza;--soggiunse il conte.
+
+--Questo non sarà poi così vero come il resto;--replicò
+Ferdinando.--Egli non ce ne ha dato fin qui prove bastanti. Ma noi gli
+perdoniamo di gran cuore, ben sapendo che non si può servire a due
+padroni. Che gente maravigliosa, i Fieschi! Di antica stirpe reale, gran
+vassalli dell'Impero, hanno da principio resistito virilmente alla
+fortuna di Genova; attratti da lei, son riusciti a dominarla. Tutto ciò
+è d'anime eccelse. Le repubbliche non possono prosperare senza gran
+signori, che le aiutino di consiglio e di braccio: ma i gran signori, a
+lor volta, non possono crescere di potenza, se non col favore dei re. I
+Fieschi lo hanno capito. Non contenti d'aver dato tanti cardinali e due
+papi alla Chiesa, hanno saputo spendersi ancora in servizio dei maggiori
+principi della cristianità. Nostro zio Alfonso d'Aragona ebbe a Napoli
+in Giacomo Fiesco un ammirabile vicerè.
+
+--Bontà di Vostra Altezza lo esalta oltre il merito.
+
+--No, no, è pretta giustizia. Amo la giustizia, io; non istimo se non
+questa. E voi, conte, non vi addormentate già sugli allori degli avi?
+
+--Io? povero a me! sono un assai piccolo uomo, e porto male un gran
+nome. È già molto se come marinaio ho potuto aver la fortuna di servire
+la vostra Corona in quattro viaggi di scoperta, sotto l'onorato
+comando....
+
+--Acquistando un'esperienza preziosa di uomini e di cose;--interruppe il
+re, che davvero non voleva sentir finire tutti i salmi in gloria.--Non
+bisogna buttarla via, ricordátelo. E se amate la nostra Corona, che
+siete venuto a servire non tanto da marinaio, come da gentiluomo
+d'arrembata, perchè non tornereste a noi, e per servirci in uffici e
+dignità più convenienti al vostro nome? Questa Corona ha pur la sua
+gloria; ed anche noi abbiamo operato cose che non saranno giudicate da
+poco. Da noi sono stati cacciati i Mori, e restaurati da per tutto gli
+altari di Cristo; da noi occupato stabilmente il reame di Napoli. E qui
+e laggiù, dove è sempre viva la memoria del vostro nobil parente, anche
+voi potrete illustrarvi con leali servigi, scambio di addormentarvi
+negli ozi di Capua, o piuttosto, poichè vivete sulla riva del mare, a
+sentir cantare le Sirene.
+
+--Non ha Sirene il mar di Liguria;--notò il capitano Fiesco, tanto per
+dir qualche cosa, e accompagnando con un sorriso l'osservazione
+discreta.
+
+--Ma le portate con voi, non è vero?--disse il re, sorridendo a sua
+volta.--Certi paggetti, o mozzi che voglian parere.... Non dite di no,
+perchè i re sono costretti a sapere ogni cosa. E vi ci ho colto, colla
+soffoggiata sotto il mantello!--seguitò, ridendo ancora.--Ma badate,
+conte mio; quando si possiede un tesoro, non si porta attorno, nè così
+in vista, che tutti lo riconoscano.--
+
+Il capitano Fiesco era stato colpito in pieno petto da quella bottata
+improvvisa del suo interlocutore; ed anche aveva dovuto faticar molto
+dentro di sè, per non dar segno d'averla ricevuta così profonda.
+Guardava frattanto il re, cercando di scoprire nel volto di lui
+l'intenzione riposta, che lo aveva fatto parlare in quel modo. Il re
+sorrideva; forse non mirava ad altro che a fargli sentire come fosse
+bene informato. Il migliore, e lì per lì anche l'unico partito da
+prendere, era quello di volgere la cosa in celia, accettando la lezione
+del regale maestro.
+
+--Mio buon signore,--diss'egli, annaspando un pochino,--necessità di
+viaggio. Le dame sono come gli eserciti, che non si muovono da un luogo
+senza una quantità sterminata d'impicci. Ed io, dovendo fare una corsa
+di pochi giorni, da marito prudente, o che pensava di essere tale....
+
+--Sì, sì, capisco;--disse di rimando il re, non lasciandogli finire la
+frase;--ma voi metterete me negli impicci. Dio guardi, se viene a
+saperlo il Sant'Uffizio, che non ammette i tramutamenti da sesso a
+sesso!
+
+--Provvederò;--rispose il Fiesco, fremendo.--Non dubiti Vostra Altezza,
+provvederò fin d'oggi.
+
+--Eh, non dico per questo;--si degnò di rispondere il re.--Al mondo ci
+siamo per fortuna anche noi, e dove non sia offesa volontaria ai
+precetti della nostra santa religione, la nostra autorità passa innanzi
+a tutte le altre, e in ogni caso può corregger anche gli effetti di uno
+zelo frettoloso. Voglio dire piuttosto che se la contessa del Fiesco ha
+da splendere come un bel fiore d'Italia alla Corte di Spagna, non sarà
+bene che sia stata veduta prima in maschera, e fuor di stagione. Voglio
+avervi, infatti; voglio avervi ad ogni costo. Il giorno che avrò un
+conte di Lavagna al mio servizio, mi stimerò forte in arcione come mio
+zio il re Cristianissimo.--
+
+Al capitano Fiesco ritornava il fiato in corpo. Ma la paura era stata
+grossa. E perchè non voleva incominciare allora a tremare, egli che non
+si era mai sbigottito di nulla, giurò a sè stesso di non aver più paura,
+e di dar passata a tutte le funebri celie di quell'uomo, che sicuramente
+voleva pigliarsi spasso di lui. Anche quella ubbía d'averlo a' suoi
+servigi, si poteva prenderla per buona moneta? Rispondeva per verità ad
+un pronostico dell'Adelantado; ma don Bartolomeo Colombo non era poi un
+profeta, e il casuale incontro di due chiacchiere non voleva già dire
+che egli, Bartolomeo Fiesco, si dovesse stimare di quel buon legno,
+tagliato in luna vecchia, di cui si fanno gli uomini di Stato in tutti i
+paesi del mondo civile.
+
+--Vostra Altezza,--rispose allora,--si fa una troppo buona opinione di
+me. Ma io sento la mia pochezza, e, per tradurre una frase di poeta
+latino, quanto possano e quanto non possano portar le mie spalle.--
+
+Ferdinando stava per ribattere quell'eccesso di modestia; quando l'uscio
+si aperse, e il gentiluomo di camera apparve nel vano.
+
+--Avanti, Noguera;--diss'egli.--Che avete di nuovo?
+
+--Servizio del re;--rispose il Noguera, inoltrandosi rispettosamente, e
+presentando una lettera.
+
+--Permettete;--disse allora Ferdinando, volgendosi al Fiesco, mentre si
+disponeva a rompere il suggello.
+
+Il capitano Fiesco rispose con un profondo inchino. Ferdinando lesse la
+lettera, la rilesse, aggrottando le ciglia; indi ripose il foglio sulla
+tavola accanto a cui stava seduto, e disse, congedando il gentiluomo di
+camera:
+
+--Sta bene, provvederemo. Voi dunque,--ripigliò, volgendosi ancora al
+Fiesco, appena quell'altro fu uscito dalla stanza,--non volete venire al
+servizio d'Aragona? Siete dunque coi miei nemici?
+
+--Mio signore, perchè mi dite voi ciò?--rispose il Fiesco,
+maravigliato.--E perdoni Vostra Altezza, se ardisco interrogare: ma è
+così nuovo e così immeritato il rimprovero, che io sento il bisogno di
+chiederne il perchè.
+
+--Il perchè non è difficile a dirsi;--replicò Ferdinando.--Lo sapete, il
+proverbio? Chi non è con me vuol esser contro di me. Ho bisogno d'avervi
+al mio servizio, e voi ricusate; dunque.... cavatene voi la conseguenza,
+signor conte di Lavagna.--
+
+Il capitano Fiesco rimase un istante silenzioso, non per cavare la
+conseguenza accennata dal re, ma per pesare il pro ed il contro di un
+disegno che gli era venuto alla mente.
+
+--Mio signore,--incominciò egli, dopo quell'istante di pausa,--quando un
+gentiluomo prende servizio, non impegna altrimenti la sua libertà che a
+certi patti, offerti a lui dal padrone, o da questo accettati. Vostra
+Altezza non mi offre patti; potrei osar io di proporne?
+
+--Osate, ve lo permetto; ve ne faccio preghiera. Non sono io stato
+sincero con voi? Voglio un conte di Lavagna, vi ho detto, un conte di
+Lavagna, come lo ha il mio buon zio Cristianissimo, e che tutto
+s'adoperi per i miei interessi; onorati interessi, che sono pure quelli
+di un gran regno. Osate dunque, siate sincero con me, parlate
+liberamente.
+
+--Ebbene, mio signore;--disse il Fiesco animandosi;--perchè io, libero,
+e desideroso di quiete nel mio castello di Gioiosa Guardia, mi
+acconciassi a prender servizio presso il più nobile fra i re,
+bisognerebbe che l'uomo insigne col quale ho lealmente servito, e dal
+quale sono stato ricompensato di affetto paterno, non gemesse più oltre,
+aspettando una prova del vostro favore. Siate generoso, re Ferdinando,
+e pensoso del nome che lascerete nella storia del mondo. Quell'uomo Voi
+lo avevate pur creato almirante maggiore dell'Oceano, e vicerè delle
+terre ch'egli avrebbe scoperte. Egli ha mantenuti i suoi patti,
+scoprendo un mondo per la vostra Corona. Ed era, ed è la onestà, la
+probità fatta uomo; e l'hanno ingiustamente accusato.
+
+--Lo so;--disse il re.
+
+--Lo hanno calunniato....
+
+--Lo so.
+
+--Nè mai ha pensato a tradire la Spagna, per Portogallo, per Genova, per
+Inghilterra, come i suoi accaniti nemici hanno via via perfidiato....
+
+--Lo so.
+
+--Allora, perchè non reintegrarlo nelle sue dignità?
+
+--Perchè.... perchè.... Voi siete, signor conte, l'uomo dei perchè. Ma
+vi ho dato libertà di parlare; e così parlaste sempre, per ogni cosa,
+con libertà pari a questa che usate, a favore del vostro Almirante! Il
+perchè ve lo voglio dire, con la mia usata sincerità. Non l'ho
+reintegrato, perchè fu un errore conferirgli le dignità che accennate.
+L'errore non fu commesso da me; fu commesso, sia pure a buon fine, dalla
+santa donna che mi fu trent'anni compagna di vita e di regno; ed io non
+l'ho mai approvato. Nato di nessuno, il vostro Almirante; e a voi si può
+dire, che siete d'una gente le cui origini illustri si perdono nella
+notte dei tempi; nato di nessuno, e pieno di pretensioni inaudite!
+L'ingegno, l'ardimento.... sì, ammetto queste virtù, che non sono poi
+così rare com'egli si crede. Ingegno ed ardimento ne ebbero, a non
+citare altri esempi, Vasco di Gama, Alonzo d'Ojeda e Pedro Alvarez
+Cabral, tutti vivi e sani, e non come lui orgogliosi.
+
+--Dell'orgoglio non so;--rispose il Fiesco, a mala pena fu passata la
+raffica dell'invettiva regale;--quantunque il mio amico d'Ojeda, l'unico
+ch'io conosca dei tre, non ne difetti davvero. Ma debbo anche notare che
+i suoi servigi non possono entrare in paragone con quelli di Cristoforo
+Colombo. E non possono entrarci nemmeno quegli degli altri. Che han
+fatto finalmente costoro? Vasco di Gama ha costeggiato tutta l'Africa
+meridionale, dieci anni dopo che Bartolomeo Diaz ne aveva costeggiato un
+terzo da ponente fino al capo Tormentoso, settecent'anni dopo che gli
+Arabi ne avean costeggiato un altro terzo da Levante, fino al capo
+Guardafui, e Dio sa quanto più oltre; cosicchè non si trattava più
+d'altro che di collegare i due punti, colmando l'intervallo; e questa
+colmata chiamiamola pure scoperta, perchè infine non mancò l'ardimento
+al Gama, come al Diaz non era mancato l'ingegno. Che ha fatto Alonzo
+d'Ojeda? Era uno dei cavalieri venuti con noi nel secondo viaggio alla
+Spagnuola; si è illustrato con atti di valore; scontento di noi, ha
+chiesto a Vostra Altezza di poter navigare e scoprire da sè, tornando
+laggiù sul medesimo solco di Cristoforo Colombo; e sette anni fa, con
+Amerigo Vespucci, usando le carte delineate da Giovanni di Cosa (un
+marinaio del nostro primo viaggio, non lo dimentichiamo) toccò la terra
+ferma del Mondo nuovo, alla costa di Paria, che Cristoforo Colombo aveva
+scoperta un anno prima, niente di meno! Che diremo noi del Cabral? Il
+valentuomo ha scoperto sei anni or sono il Brasile, per caso, girando
+troppo largo dalle isole di Capo Verde, e sviato ancora dalla tempesta,
+con quell'armata che doveva condurre alle Indie orientali. Gente ardita,
+a cui fo di berretta; ma ebbero essi l'ingegno divinatore, per muovere
+verso l'ignoto e per sfidarne con altrettanta fede i pericoli?
+
+--Sia;--disse il re, che era stato a sentire pazientemente la lezione
+del conte;--il vostro Almirante ha l'ingegno divinatore. Non gli basta?
+È la sua gloria; dev'essere la sua contentezza. Dio manda ad ogni tanto
+uomini di questa fatta nel mondo, per adempiere un'alta missione. Non
+gli basta neppur questo, che è pure il suo premio? Perchè, servito dalla
+fortuna oltre ogni speranza sua, vuol egli ancora una rendita che
+andrebbe, a conti fatti fin qui, a cento milioni di scudi castigliani?
+Perchè vuol essere almirante maggiore, ritenendo un titolo che qui fu
+portato soltanto da don Federigo Henriquez, mio nonno materno? Perchè
+vuol essere vicerè delle Indie, titolo che richiede gran nobiltà
+secolare, mentre non l'hanno ottenuto tante famiglie che nel corso di
+dieci generazioni versarono il sangue in cento battaglie? Notate, signor
+conte,--soggiunse il re, mettendo il sordino ad una musica che gli
+diventava un po' troppo chiassosa,--notate che questi gran signori di
+Castiglia e Leone io li amerei più modesti. Sono le braccia che
+combattono, i cavalieri d'un reame; i re sono la mente che guida. Ed è
+merito di tanti re avere indirizzato ad util meta il lavoro, non
+dubitando di reprimere la nativa baldanza del Cid Campeador, e, se
+occorresse, quella d'un Consalvo di Cordova. Questi è, per sua virtù
+come per nostra fortuna, un suddito leale; ed io dico così per
+istabilir chiaramente i diritti e gli uffici provvidenziali dei re. Ma
+il vostro Almirante, sia pur leale come voi dite, e com'io non vi nego,
+non parrà egualmente sicuro, nè degno delle alte cariche, a tutta la
+nobiltà Castigliana. Il re ha cura di molti e cozzanti interessi, che
+vuol tutti condurre in porto. Ci pensi, a queste cose, il vostro
+Almirante, e mi giudichi. Che più? Dubitando di noi medesimi, non
+abbiamo forse istituita una Giunta composta dei più venerandi
+ecclesiastici, dei più reputati gentiluomini, la quale veda e
+giustifichi fin dove giunga la nostra malleveria, e quella della defunta
+regina, per rispetto alle ragioni di tutti? È all'opera il fiore del
+reame; sappia egli aspettarne i responsi.
+
+--È vecchio, mio signore, più vecchio che non porti l'età. I pericoli
+incontrati, i travagli sofferti lo hanno ridotto così male! Ed anche la
+grave malattia del secondo viaggio, che per sei mesi lo tenne in
+pericolo di vita....
+
+--E fu il gran guaio;--interruppe Ferdinando;--perchè nella colonia
+incominciò lo sgoverno, colla perdita di tanti nobili cavalieri. Il
+vostro Almirante è uomo da scoprir terre, avendone l'ingegno divinatore,
+come voi dite; non è uomo da governarle, non avendo l'ingegno
+amministrativo, come dico io, imitandovi. Ed ha offesi mortalmente i
+nostri Castigliani, obbligandoli perfino a lavorare la terra. Ancor
+essa, la santa Isabella, non seppe in tutto perdonargli. Disperato di
+trovar oro nelle viscere dei monti, non ha egli pensato a vendere come
+schiavi i poveri Indiani? Era da uomo religioso, cotesto?--
+
+Qui, per quanto buon cavaliere egli fosse, il capitano Fiesco perdette
+le staffe senz'altro.
+
+--No, non era;--rispose;--ed io che c'ero, laggiù, debbo ringraziare
+Vostra Altezza della pietà dimostrata per quei poveri Indiani. Ma è più
+conforme al sentimento religioso ciò che ha fatto il gran commendatore
+d'Alcántara, don Nicola Ovando, distruggendo colà, sterminandovi col
+ferro e col fuoco un milione di sudditi? In mano di buoni cristiani,
+nell'Andalusia, nella nuova Castiglia e nella vecchia, i naturali della
+Spagnuola erano da tenersi come figli; servi, ma da potersi riscattare,
+iniziandoli al misteri della nostra santa religione. Quelli che don
+Nicola Ovando ha fatti sgozzare, o bruciare, non si riscattano più; non
+si ritornano più in vita, per dar loro la consolazione estrema del santo
+battesimo.--
+
+L'uscio si aperse una seconda volta. Il capitano Fiesco voleva prender
+commiato; ma il re lo trattenne.
+
+--È ancora il conte di Noguera;--diss'egli.--Servizio del re; e si manda
+avanti, senza che il colloquio ne soffra.--
+
+Così prendeva un altro messaggio dalle mani del gentiluomo di camera, a
+cui dava commiato, dopo aver letto e aggrottato ancora le ciglia. Non
+dovevano esser piacevoli, quel giorno, le lettere del re Ferdinando.
+
+--Dicevate....--ripigliò il re, deponendo il foglio, e tornando alla sua
+calma, senza smettere del tutto il cipiglio,--dicevate del governatore
+di San Domingo, non è vero? Ebbene, sappiate quel che io ne penso. Don
+Nicola Ovando è un fervente cristiano. Gliene fa obbligo la religione
+di Alcántara, ond'egli è un insigne ornamento. Se ha usato severità
+contro gl'Indiani, bisogna dire ch'ella fosse necessaria, per la
+salvezza della colonia. E ancora non n'è venuto intieramente a capo, se
+son veri i ragguagli che mi giungono di laggiù, perchè molte fila di una
+vasta congiura gli sono sfuggite pur troppo. Qua dentro,
+vedete?--soggiunse Ferdinando, battendo della palma sopra un fascio di
+carte che aveva vicine sull'orlo della tavola;--c'è un cumulo di
+sospetti, che potrebbero diventar prove, e prove terribili contro chi ha
+tentato ingannare la bontà di un governatore pietoso.--
+
+Il capitano Fiesco fremette, e si sentì correre un sudor freddo alle
+tempia. Ma non voleva aver paura; lo aveva giurato a sè stesso. Perciò
+fece buon viso ad un discorso ambiguo, che poteva esser minaccia e non
+essere.
+
+--L'autorità sua non è rispettata abbastanza;--proseguiva il re.--Vuol
+essere stabilita ad ogni costo, per la sicurezza della colonia, come per
+l'onore della Corona. E frattanto il vostro Almirante pretende da noi
+che don Nicola Ovando sia richiamato!
+
+--Non lo aveva chiesto anche la santa regina, innanzi di andare alla
+gloria?
+
+--Sì;--rispose Ferdinando, non senza torcer la bocca.--Ed anche di ciò
+si occuperà la Giunta degli Scarichi. Se la cosa è giusta, si farà. Ma
+anche in questo caso ella vorrà dar prova di considerare anzi tutto
+l'onore della Corona e l'utilità della disgraziata colonia.
+
+--Mio signore,--rispose il capitano Fiesco con aria contrita,--io non ho
+da metter bocca su ciò che riguarda così alti interessi. E non avrei
+parlato, correndo il risico di dispiacere a Vostra Altezza, se non ne
+avessi avuto licenza, e quasi un comando.
+
+--Nè io mi dolgo di voi;--disse il re.--Amo parlar chiaro, che si veda
+bene l'animo mio. Volete venire al nostro servizio?
+
+--A quel patto, mio signore: sia resa giustizia al signor Almirante.--
+
+Ferdinando non istette alle mosse, e violento rispose:
+
+--Giustizia!... giustizia!... Liberamente ne parlate voi, signor conte
+di Lavagna. E se io vi dicessi che ne ho sete? Se vi dicessi: aiutatemi
+a farla? Ci sono dei fuggiti di là, degli scomparsi, che avrebbero
+meritata la forca; e voi che siete stato là, non potreste dar luce? voi
+che avete corsa tutta l'isola, e che la conoscete a palmo a palmo?
+Eppure,--disse il re, chetando ad un tratto la furia,--non questo io
+domando a voi; non in questo voglio usare il vostro ingegno, la vostra
+accortezza, il vostro coraggio. Mi sarebbe caro convincervi della purità
+delle mie intenzioni, come della bontà del mio cuore. Voi prima di
+tutti, guardate; prima degli stessi Castigliani, che non mi sanno render
+giustizia. Non tutto io posso fare, pur troppo; ma dove posso, non mi
+trattengo dal fare. E veglio, veglio, perchè qui si lavora
+maledettamente a guastare ciò che vi è stato fatto, e fatto da me;
+voglio dire questa bella unione di Castiglia e d'Aragona, ond'era già
+balzata fuori la Spagna, armata, gloriosa e vincente. A questo, che non
+è più un sogno, Castiglia cieca si ribella; vuole un re tutto suo, un re
+che non conosce, una regina che, poveretta, non ha intiera la sua
+ragione; e ricusa colui che l'ha resa grande, facendo ancora qualche
+sacrifizio per lei. Non era d'Aragona il reame di Napoli? E non siamo
+stati noi che l'abbiamo dato alla Spagna? Eccovi una generosità assai
+male ricompensata. Congiure su congiure; si resiste, si minaccia, si
+aspetta chi rimandi noi in Aragona, contro la fede di recenti trattati.
+Ci andremo, se la forza e la follìa prevarranno sulla ragione e sul buon
+diritto; ci andremo, ed allora.... Dio abbia pietà della Spagna.--
+
+Il capitano Fiesco era stato a sentire a capo chino, qua e là tremando
+un pochino in cuor suo, ad onta del fermo proposito, ma poi vedendo
+girare da un altro lato la bufera.
+
+--Mio signore,--diss'egli finalmente,--io straniero non ho da veder
+nulla in queste faccende....
+
+--Eh, non so, veramente;--interruppe Ferdinando.--Voi vedete in troppe
+cose; effetto del viaggiar molto che fate. Vi ho detto l'animo mio,
+signor viaggiatore. La sincerità è virtù mia, della quale mi vanto.
+Pensate bene a quanto vi ho detto; poi, quando avrete pensato, verrete a
+dirmi il frutto delle vostre meditazioni.--
+
+Il capitano Fiesco s'inchinò profondamente, ben risoluto di non meditar
+nulla di nulla.
+
+--Prendo congedo da Vostra Altezza con la morte nell'anima;--diss'egli,
+anticipando nella frase malinconica la notizia della sua risoluzione.
+
+--Starà in voi di mostrarvi degno della nostra grazia, e di tornare da
+morte a vita;--rispose ironico il re d'Aragona.--Amico vi voglio, e non
+collegato ai miei nemici.
+
+--Io? Può credere Vostra Altezza?...
+
+--Che ne so io? Rammentate il proverbio: chi non è con me, vuol esser
+contro di me. Andate ora, e Nostro Signore v'abbia nella sua santa
+guardia.--
+
+Così dicendo, il re Ferdinando fece un gesto che parve dare al capitano
+Fiesco la sua benedizione. L'udienza era finita. Lunga assai; ma in quel
+punto, tanto n'era rimasto turbato, il capitano Fiesco l'avrebbe
+desiderata più lunga e più chiara; rinunziando magari alla benedizione
+di quel re, che non era passato mai per uno stinco di santo.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIII.
+
+Si viene a mezza spada.
+
+
+Uscì dal palazzo coll'anima in trambusto. Bene si era proposto d'esser
+forte e di non sentir paura di nulla: ma troppe parole oscure aveva
+proferite il re; troppe allusioni mal velate aveva fatte a certi casi di
+San Domingo. Sapeva egli della sparizione improvvisa di don Garcìa dalla
+capitale di Haiti? Di quella, certamente; ed anche della via che
+quell'altro aveva presa, dello scampo e del rifugio che aveva trovato.
+Perchè, se non fosse stato così, avrebbe il re Ferdinando detto a lui,
+capitano Fiesco: potrei chiedervi di aiutarci? Era venuta, sì, qualche
+frase, ad attenuare, a smorzare il pensiero; ma tardi, quando il colpo
+era stato dato, e sentito. Ora, se la partenza di don Garcìa, che era
+pur libero di andarsene, era stata annunziata da San Domingo al re
+d'Aragona come una fuga, bisognava supporre che il governatore di San
+Domingo fosse entrato in sospetto del come e del perchè l'esecutore di
+giustizia della sua giurisdizione si fosse annoiato del servizio, tanto
+da chiedere il suo licenziamento sui due piedi. A giustificare questo
+ragionamento non si poteva anche ricordar l'allusione, che il re aveva
+fatta prima d'ogni altra, al vero sesso del mozzo Bonito? Perchè quella
+finta paura d'un innocente artifizio di viaggiatori, che non era poi una
+novità in quel paese e a quel tempo? Proprio a lui forestiero, venuto
+colla fretta del giungere e col proposito di tornarsene via, si poteva
+far colpa d'un travestimento muliebre, giustificato abbastanza dalla
+rapidità del viaggio e dalla opportunità di qualche precauzione
+stradale?
+
+Non aveva fatto bene, lo riconosceva benissimo allora, a contentare il
+desiderio di Juana, portandola in Ispagna con sè. Quando si è fuori d'un
+pericolo, non ci si torna, per quanta sicurezza se n'abbia. Sapeva
+tutto, il re? o solamente una parte del vero? A buon conto, Juana
+avrebbe súbito riprese le vesti femminili; e per ogni buon fine, a
+cavallo quel medesimo giorno, verso la Sierra di Guadarrama, sulla via
+di Catalogna, studiando anche i passi più brevi. Poteva essere una
+caccia; ed egli, tra sè ed i segugi reali, voleva mettere almeno
+ventiquattr'ore di spazio. Pensate, aveva detto il re, mi porterete poi
+il frutto delle vostre meditazioni. Quel poi gli offriva appunto un
+giorno di tempo. Lo avrebbe guadagnato; corressero pure sulle sue tracce
+alguazili ed arcieri. Condotta la sua donna a Barcellona ed al largo,
+sarebbe magari tornato a Valladolid: quanto a sè, non aveva timore di
+nulla.
+
+Anche per lui c'era la nuvoletta nell'aria. Non gli aveva lasciato
+intendere il re di sospettarlo troppo legato ai suoi nemici? Certo, il
+viaggio di Siviglia poteva dare argomento a sospetti. Ma quel viaggio si
+poteva anche spiegare. Egli era andato laggiù per vedere una dama, e le
+ragioni del cercato colloquio erano tutte confessabili. Non era già
+andato a cospirar con nessuno! Della cospirazione, a dir vero, aveva
+vedute le tracce; anch'egli, per giovare al signor Almirante, non faceva
+troppo assegnamento sull'arrivo della regina Giovanna, che era il fine
+di tutte le cospirazioni castigliane? Ma qui, poi, egli non era
+obbligato a dir tutto. Restava soltanto ch'egli aveva chiesto aiuto a
+donna Beatrice Bovadilla per Cristoforo Colombo, suo vecchio amico; e
+non altro aveva dovuto cercare. L'altro era un negozio di Spagnuoli; non
+ci doveva entrar egli, straniero alla terra ed alle contese dei suoi
+cittadini. Così, come straniero, andava e tornava, per assistere il
+signor Almirante; andava a Barcellona, ritornava a Valladolid; che c'era
+egli di male?
+
+Sì, sì; via di galoppo, quel medesimo giorno. Come spiegar la cosa al
+signor Almirante? In ciò si sarebbe consigliato con l'Adelantado, mentre
+si sellavano i cavalli. Fortuna, aver trattenuta una parte della sua
+gente con sè. Gli mancava il frate scudiero, il suo braccio destro; gran
+guaio, perchè il frate scudiero era Spagnuolo, e Catalano per l'appunto;
+sarebbe stato utilissimo nel passare per le terre di Catalogna. Ma
+pazienza; gli restavano quattr'uomini risoluti e fedeli; sarebbe giunto
+a Barcellona, anche ammazzando qualche cavallo. Ah, galoppare, divorare
+la strada, aver l'ali ai piedi, come Mercurio! e il re lo aspettasse
+pure, col frutto delle sue meditazioni. Oh, la mia buona stella! diceva
+egli tra sè. La mia buona stella! ripeteva, per farsi coraggio con una
+frase di buon augurio. E andava svelto, facendo i passi lunghi, non
+badando a nulla, non vedendo nessuno.
+
+Ma le vie di Valladolid non erano tutte larghe ad un modo: abbondavano
+anzi le strette. Ad un crocicchio gli fu mestieri rallentare il passo,
+per una gran calca di gente. Perchè tutta quella gente affollata? Non
+era in verità da cercare il perchè. Chi ha fretta non si ferma a
+domandar le ragioni per cui una calca si ferma, intorno ad un piccolo
+accidente di strada; specie in quartieri abitati dal popolino, così
+facile a commuoversi per cose da nulla. Chi ha fretta cerca di passare
+per quella calca, si fa piccino e sottile, va di fianco, lavora di
+gomiti, insinuandosi destramente per ogni vano che trovi. Così egli,
+mentre intorno a lui era un cicaleccio confuso.--Poverino! perchè l'han
+preso?--Così bello! faceva pietà, coi suoi grandi occhi lagrimosi.--Che!
+non piangeva; solo era un poco stravolto.--Sfido io; nelle unghie degli
+arcieri!--Che cosa avrà fatto? rubato?--A quell'età, cose da
+nulla.--Vestito da marinaio; non era dunque della città.--Poverino! e la
+sua mamma, se l'ha!--
+
+Un brivido era corso per l'ossa al capitano Fiesco. Voleva tornare
+indietro, per domandare. Chi mai, nelle unghie degli arcieri? e giovane,
+e bello, e vestito da marinaio? Ma si ricordò che non doveva aver paura.
+E non sarebbe stata esagerazione di paura, tornare indietro per un
+ragazzo arrestato? Ma corse più rapido avanti, sempre più lontano da
+quella moltitudine. Era là, finalmente, la strada dove abitava il signor
+Almirante; era là, si apriva davanti a lui, quieta, luminosa, sotto il
+cielo sereno. Passava un carro, tirato da un mulo alto e solenne, che
+agitava ad ogni passo una ventina di sonagli; e il carrettiere, che
+veniva innanzi, di costa alla ruota, canterellava in cadenza, facendo ad
+ogni tanto schioccar la sua frusta per chiasso. La scena era gaia,
+tranquilla, innocente; respirava una pace d'idilio siracusano. Ed anche
+la casa era là, lunga, alta, e polverosa, ma neppur brutta in quell'ora
+meridiana: la coglieva il sole di sbieco, e larghe chiazze di mattoni
+rosseggiavano al sole, per mezzo a frequenti sfaldature d'intonaco.
+Quella casa pareva sorridere, aspettandolo; ond'egli si sentì liberato
+da una grave oppressura. Che sciocco era stato! e come tutto fa paura,
+quando si ha l'anima agitata! Infilò il portone, ascese rapidamente due
+braccia di scala. Ah, finalmente, era in porto.
+
+Nell'anticamera trovò l'Adelantado, grave, accigliato, silenzioso. Ma
+era sempre così, quel benedetto uomo; non rideva se non in mezzo al
+pericolo.
+
+--Come va l'Almirante?--gli chiese il capitano Fiesco.
+
+--Eh, si è voluto alzare;--rispose quell'altro.
+
+--Tutti bene?--ripigliò il capitano, a cui quella risposta non poteva
+bastare.
+
+--Bene!... Amico mio, forse sapete?...
+
+--Che cosa?--gridò il capitano.--Ah, sarebbe vero?...--
+
+E cadde, così dicendo, sopra una scranna.
+
+--Animo! animo!--gli disse l'Adelantado, con più tenerezza nella voce,
+che non avesse mai dimostrata.
+
+--Animo! animo!--ripetè macchinalmente il Fiesco.--Ne ho. Voglio
+sapere.... voglio sapere.... Erano venuti gli arcieri?... o i famigli
+del Sant'Uffizio?...
+
+--No, grazie a Dio, solo quelli del re. Ma è sempre una infamia! Un tale
+affronto all'Almirante! al vicerè delle Indie! Non ha dunque più
+vergogna, quel tristo?--
+
+In quel mentre appariva dall'uscio della sua camera il signor Almirante;
+alto di tutta la rilevata persona, che oramai, nell'impeto dello sdegno,
+non sentiva neanche più i suoi dolori aggranchirgli le membra; gli occhi
+sfolgoranti, come nei momenti più gravi della sua vita, in mezzo alle
+battaglie d'arrembata, o tra le marinaresche ribelli.
+
+--Questa ancora, capitano Fiesco!--gridò egli, avanzandosi.--Questa
+ancora, per colpirmi nel mezzo del cuore! Male lo stimai volpe; è una
+tigre, quel re.
+
+--Ma per qual ragione, Dio santo?--domandava il Fiesco, torcendo
+convulsamente le mani, impossenti a sbranare un lontano e troppo alto
+nemico.--Con quale pretesto?
+
+--Con questo,--rispose l'Adelantado;--che il mozzo Bonito era una donna;
+che si doveva sapere chi fosse, e perchè si nascondesse così. Abbiamo
+risposto, non dubitate; abbiamo risposto che prendevano abbaglio; che si
+trattava d'una gentildonna straniera, non soggetta alle leggi di Spagna,
+e che non aveva da fare con la giustizia di questo paese. Ancora abbiamo
+detto il suo nome, ma inutilmente. Il signor governatore vedrà, il
+signor governatore giudicherà, rispondeva l'alguazil, ch'era venuto
+cogli arcieri; se c'è errore sarà facilmente rimediato, e il mozzo
+Bonito, o contessa del Fiesco che voglia essere, ritornerà a casa, senza
+che gli sia torto un capello. L'Almirante s'intromise; voleva star egli
+mallevadore; domandava un indugio, finchè non si appurasse ogni cosa;
+credeva di averne il diritto, essendo egli il padrone di casa, e tal
+uomo da non essere sospettato di poca reverenza alle leggi. Inutile!
+tutto fu inutile; ed han fatto a modo loro, conducendo la contessa al
+palazzo di giustizia.
+
+--Legata!
+
+--Eh, sì, legata;--rispose l'Adelantado, fremendo.--Erano in dieci, ed
+avevano paura che fuggisse. Noi vi aspettavamo, per muoverci, per far
+qualche cosa. L'Almirante vuol andar egli dal re.
+
+--Ne vengo io;--ruggì il capitano Fiesco;--e non credo che gioverebbe.
+L'ha con me, il re Ferdinando. Come ciò sia, è inutile il dire; nè si
+potrebbe in poche parole. La contessa è un ostaggio ch'egli ha preso,
+mentre io ero in udienza da lui. Servirlo! servirlo io? E in che cosa?
+in qualche losca impresa, sicuramente. Non si prenderebbero ostaggi, se
+la cosa fosse diversa. Venite, don Bartolomeo, accompagnatemi, che temo
+di non arrivare dal re, di stramazzar per la strada.--
+
+L'Almirante si avanzò, e gli pose amorevolmente le mani sugli ómeri.
+
+--Coraggio, mio figlio!--gli disse.--E perdonatemi!--È avvenuto per
+colpa mia, tutto ciò. Porto sfortuna a chi mi vuol bene.
+
+--Oh, non dite, mio signore, non dite!--gridò il Fiesco,
+intenerito.--Era il destino. Ma io mi ucciderò, se non la salvo.
+
+--Un delitto! Non lo pensate neanche.
+
+--Eh, io non sono un santo. Senza di lei, meglio l'inferno! E non l'ho
+io già dentro l'anima?--
+
+Scese a precipizio la scala; e don Bartolomeo Colombo lo seguiva. Giunto
+a palazzo, chiese di entrare dal re. Non si poteva; impedivano il passo
+i soldati; ricusava, chiamato al rumore, il gentiluomo di camera.
+
+--Mio buon signor Noguera!--gridava il capitano Fiesco.--Non siate così
+duro con me. Vogliate annunziarmi a Sua Altezza. Se non può ricevermi
+subito, aspetterò. Sapete pure, signor conte; ho avuto udienza
+quest'oggi, non sono ancora due ore passate; e lunga udienza, vi
+ricordate?
+
+--Appunto per ciò, non potrebbe parere bastante?--notò il conte di
+Noguera.--Ci sono altri che hanno diritto. Del resto, son
+gentiluomo;--soggiunse egli, accostandosi, e traendo il conte Fiesco in
+disparte,--non voglio ingannare nessuno. Per quanto vi lasciassi star
+qui ad aspettare, oggi Sua Altezza non vi riceverebbe.
+
+--E perchè, di grazia? perchè?
+
+--Non sono visibile, mi ha detto, se non per duchi e marchesi di
+Castiglia e d'Aragona, per il razionale di Castiglia e per l'arcivescovo
+di Toledo. Son queste,--soggiunse il Noguera,--le precise parole del re.
+Voi siete escluso. Se non foste escluso, Sua Altezza, ricordando il suo
+recente colloquio con voi, avrebbe aggiunto: e il signor conte di
+Lavagna. Non l'ha aggiunto; ed io, con tutto il dispiacere che una
+necessità come questa mi potrebbe cagionare, sarei costretto a
+rimandarvi fuori. Vi prego, conte, non mi obbligate ad esser severo con
+un gentiluomo come voi siete.--
+
+Parlava da onest'uomo, il Noguera. Ma il capitano Fiesco non riusciva a
+padroneggiarsi.
+
+--V'intendo;--diss'egli, convulso;--v'intendo, e vi ringrazio. Ma
+vedete, si commette una prepotenza, una ingiustizia, una iniquità, che
+grida vendetta al cielo. Mia moglie, arrestata come una donna perduta;
+la contessa del Fiesco, una straniera, in Castiglia, in terra di
+cavalieri! e per ordine del governatore, che è come dire per ordine del
+re, tratta a forza di casa, legata, in mezzo ad un drappello
+d'arcieri!...
+
+--La cosa è grave, e merita riflessione, in terra di cavalieri;--disse
+il conte di Noguera, aggrottando le ciglia.--Forse si tratta di un
+equivoco, e ci s'aggiunge un abuso della forza, che va represso e
+castigato. Nè credo, come voi fate, che ci sia stato ordine del re.
+Comunque, io vi consiglio, per venirne in chiaro, di recarvi da chi può
+tutto in queste faccende, e correggere gli errori dei subalterni, o i
+suoi proprii, se n'ha commessi, e consigliar clemenza al re, se si
+tratta d'un ordine del re. Andate dall'arcivescovo di Toledo. Egli è ora
+in udienza da Sua Altezza; ma non vorrà star molto ad uscire.
+
+--Non posso aspettarlo qui?
+
+--No, egli non passa di qui. Andate al palazzo di giustizia, dov'egli
+risiede, e dove non tarderà a ritornare. Ma vi prego, non dite che v'ho
+consigliato io. Qui, a dar consigli, si giocherebbe la carica. Siete un
+gentiluomo, ed amo rendervi servizio, nella misura del poter mio; che
+non è grande, pur troppo.
+
+--Anche l'arcivescovo di Siviglia è qui?--entrò a domandare
+l'Adelantado.
+
+--Sì; come sapete, non è ancora andato ad occupare la sede.
+
+--Bene,--concluse l'Adelantado, volgendosi al Fiesco.--Mentre s'aspetta
+che Toledo ritorni al palazzo di giustizia, possiamo andare da Siviglia,
+che si degni di darci una mano.
+
+--La mano di Siviglia è potente;--disse il Noguera, sorridendo.--E potrà
+certamente aiutarvi.--
+
+Siviglia, da cui andarono subito, trovandolo nel convento di San
+Domenico, era Diego di Deza; bel monaco, dall'aspetto grave, e dal
+labbro pieno di bontà. Amava Cristoforo Colombo, e nel consiglio di
+Salamanca era stato l'unico suo sostenitore, dispiacendo molto al
+vescovo Talavera, e voltando a favore del grande navigator Genovese
+l'animo buono dell'arcivescovo Mendoza. Dalla dottrina del Deza, anche
+rimasta allora perdente, erano stati salvati per migliore occasione i
+disegni di Cristoforo Colombo. E questi ne aveva serbato in cuore una
+viva riconoscenza al sapiente domenicano; e il domenicano, dal canto
+suo, sentendosi legato da quel buon ricordo al trionfo della mirabile
+impresa che aveva preconizzata, ricambiava di vivissimo affetto il
+signor Almirante, considerando amici quanti venissero in nome di lui.
+
+Accolse egli a festa don Bartolomeo Colombo e il capitano Fiesco: udì la
+ragione della loro venuta, ascoltò attentamente il racconto che gli
+facevano, battè un pochino le labbra, e poi disse al Fiesco:
+
+--L'arcivescovo di Toledo è un uomo virtuoso; fidate in lui, signor
+conte.
+
+--Le parole di Vostra Eccellenza mi rassicurano;--rispose il
+Fiesco.--Ma, se io ho ben veduto, un certo moto delle vostre labbra mi
+dovrebbe tenere in pensiero.--
+
+Sorrise il domenicano, e ripigliò placidamente:
+
+--Non vi maravigliate di un moto involontario, essendo un mal vezzo dei
+nostri poveri nervi. Ma con voi, degni gentiluomini, si può fare a
+fidanza. Il Ximenes è la virtù in persona: solamente è un po' debole,
+innanzi a certi voleri, che potrebbero forse trovarlo più risoluto. Ma,
+ripeto, è un sant'uomo; quello ch'egli dirà di fare, certamente farà. Ad
+ogni modo, e senza saper nulla del vostro bisogno, vi presenterò io, vi
+raccomanderò io a Sua Eccellenza. Siete contento?--
+
+Il capitano Fiesco s'inchinò, ringraziandolo; e l'arcivescovo di
+Siviglia si degnò di presentarlo egli stesso al primate della chiesa di
+Spagna.
+
+Francesco di Cisneros Ximenes, arcivescovo di Toledo, succeduto in
+quell'alta dignità al buon cardinale Mendoza, doveva ancora aspettare un
+anno il cappello cardinalizio, che ottenne poscia da Giulio II. Per
+intanto, come primate della chiesa di Spagna, e già stato confessore
+della regina Isabella, il degno prelato, famoso per eccellenza di
+dottrina e per santità di vita, reggeva l'amministrazione politica del
+reame di Castiglia. Modesto nell'alta carica, indossava sempre il suo
+vecchio abito di frate francescano sotto le insegne pontificali: a
+Toledo viveva in una povera cella, contigua al palazzo arcivescovile; e
+per allora a Valladolid, seguendo la Corte, non aveva voluto alloggiare
+nel palazzo regale, troppo fastoso per lui, contentandosi d'un
+quartierino nel palazzo di giustizia.
+
+E nessuno diceva che quella sua rinunzia ad ogni fasto fosse
+ostentazione di modestia. Il Ximenes era stato sempre così. Vagheggiava
+alti disegni, di cui Ferdinando rideva; ma quel sant'uomo lo serviva ad
+ogni modo, per grande amore che portava alla gloria di Spagna. Di questa
+sua indole generosa diè prova in tre occasioni solenni: la prima,
+dichiarandosi apertamente per Ferdinando, quando Filippo d'Austria morì,
+e della vedova Giovanna non si poteva sperare che con pienezza
+d'intelletto e fermezza di mano tenesse le redini del governo: la
+seconda, facendo e guidando egli stesso la fortunata impresa di Orano e
+di Algeri, che fece strabiliare l'incredulo monarca, tanto ingrato e
+sconoscente da scrivere al Navarro, comandante militare della
+spedizione: "impedite al brav'uomo di tornare troppo presto in Ispagna;
+bisogna lasciargli consumare, quanto più si potrà, la persona e il
+denaro". La terza prova, e forse la più solenne, fu data dal Ximenes,
+quando dalle Cortes riluttanti fece eleggere in fretta re di Castiglia
+il poco amato e niente desiderato Carlo V, che doveva far ministro
+invece di lui il fiammingo Adriano d'Utrecht, che poi fu papa col nome
+di Adriano VI; ed egli, il virtuoso Ximenes, pur di giovare alla Spagna,
+si rassegnò lietamente al secondo posto, bastando a tutte le gravi cure
+del governo, che con tanta accortezza aveva sostenute nel primo.
+
+Bontà non è mai troppa; e procede, se mai, da molta virtù. Ma non sempre
+i Castigliani potevano menar buona tanta virtù al loro concittadino, e
+ne accusavano più volentieri la debolezza; specie allora, che, viva
+Giovanna e non pazza ancora agli occhi di tutti, vivo il suo bel Filippo
+d'Austria, e desideroso di regnare con lei in Castiglia, il Ximenes si
+mostrava troppo docile ministro dell'Aragonese, e lui desiderando
+reggente, lavorava con ogni poter suo ad amicargli la riottosa nobiltà
+Castigliana. Ferdinando possedeva certamente molte qualità necessarie al
+regnante, specie di quei tempi; tanto che meritò le lodi del Segretario
+Fiorentino. Ma le guastava tutte col difetto di probità; era ingrato,
+bugiardo e mancator di parola: non contava nulla i suoi impegni, quando
+trovasse il suo tornaconto a violarli. E così poco si vergognava della
+sua perfidia, che se ne faceva bello quante volte gli riuscisse a bene.
+Udito un giorno che Luigi XII si doleva d'esserne stato ingannato una
+volta, "quell'ubbriacone ha mentito" diss'egli, "perchè l'ho ingannato
+tre volte". E un principe italiano diceva di lui: "prima di far capitale
+de' suoi giuramenti, vorrei sentirlo giurare per un Dio, nel quale egli
+credesse".
+
+Ferdinando il Cattolico è qui giudicato: non ci maravigliamo dunque che
+non lo amasse l'arcivescovo di Siviglia, e che, per effetto della troppa
+sua condiscendenza al re d'Aragona, tacciasse di debolezza il virtuoso
+arcivescovo di Toledo.
+
+Il quale, nella sua stanzetta modesta del palazzo di giustizia, accolse
+amorevolmente il suo minor collega di Siviglia: ma, come seppe chi
+fosse il suo compagno di visita, fece la cera un po' brusca.
+
+--Lo raccomando a Vostra Eccellenza;--diceva il Deza,--quantunque non
+sappia bene quel che gli occorra. A me è grandemente raccomandato dal
+signor Adelantado, fratello del nostro glorioso Almirante maggiore, che
+Iddio guardi, e Sua Altezza il re tenga caro com'egli si merita.--
+
+Il Ximenes stette a sentire con molta rassegnazione il fervorino per
+Cristoforo Colombo, che con altrettanta soddisfazione aveva proferito il
+Deza. E cortesemente lo accomiatò, accompagnandolo fino all'anticamera.
+Ritornò poscia nella stanza, dove il capitano Fiesco era rimasto in
+attesa, sempre turbato, ed allora più che mai, pensando che da quel
+colloquio dipendeva la sorte di Juana e la sua.
+
+S'aspettava d'essere interrogato; e grande fu la sua maraviglia,
+sentendosi dire dal Ximenes:
+
+--So tutto, e non occorre, signor conte, che mi raccontiate l'arresto
+avvenuto. Andiamo per la più breve, che converrà a voi come a me. Per
+qual ragione non volete voi servire Sua Altezza? Perchè cospirate coi
+suoi nemici?
+
+--Io, Eccellenza?--gridò il capitano, facendo gli atti del massimo
+stupore.
+
+--Siete stato a Siviglia;--ripigliò l'arcivescovo.--E si sa dove siete
+andato, in Siviglia.
+
+--In un convento, Eccellenza; ad ossequiare la signora marchesa di Moya,
+ch'io non so essere in mala vista presso la Corona; a chiederle una
+grazia, che assai mi premeva, voglio dire il suo patrocinio per il
+signor Almirante. Don Cristoval Colon, che la marchesa ha sempre
+stimato e protetto, è in fin di vita; nè Vostra Eccellenza lo ignora.
+Unica e sola, che potesse anche giovargli in un delicatissimo caso di
+coscienza, era Beatrice di Bovadilla.--
+
+Senza pensarci bene, forse operando per moto spontaneo d'ingegno avvezzo
+ai pronti espedienti, Bartolomeo Fiesco aveva toccato un tasto che
+doveva rendere buon suono nell'animo del virtuoso Ximenes.
+
+--Di coscienza?--diss'egli.--E si può sapere, senza offesa di sacre
+ragioni?
+
+--Sì, e ne giudichi la Eccellenza Vostra;--rispose il Fiesco, che aveva
+avuta la buona ispirazione, e ne faceva il suo prò.--Nella maturità
+della sua giovinezza, il signor Almirante aveva amata una donna di
+Cordova; e di quell'amore gli era nato un pegno carissimo.
+
+--Il giovinetto Fernando; mi par di vederlo;--notò il suo
+interlocutore.--E la donna, se ben ricordo, una Enriquez de Arana.
+
+--Per l'appunto: non più veduta dal signor Almirante, perchè a lui
+diventata nemica, senza che egli mai riuscisse ad intenderne la ragione,
+mentre egli avrebbe voluto riparare al suo fallo. Ma ciò che in tanti
+anni non gli è stato possibile, diventa necessario ora, affinchè il
+giovane Fernando non rimanga orfano insieme e notato d'illegittimità. Il
+caso di coscienza è doppio, e verso la madre e verso il figliuolo.
+
+--Come c'entra donna Beatrice di Bovadilla?--chiese il Ximenes.--Anche a
+non tener conto delle ciarle del mondo, che suole inventare tutto quello
+che non sa, possiamo maravigliarci che la marchesa di Moya sia ritenuta
+più adatta a riunire due anime state tant'anni divise.
+
+--Non si maravigli il savio;--rispose Bartolomeo Fiesco.--La marchesa di
+Moya conosce Beatrice Enriquez. Fin dalla vigilia della partenza di
+Cristoforo Colombo per il suo primo viaggio di scoperta, aveva tentato,
+checchè potesse costarne al suo cuore, di ravvicinare la sdegnosa
+Cordovana al padre del suo Fernando.
+
+--Mi assicurate che questo è il vero? che siete andato a Siviglia per
+ottenere i buoni uffici della marchesa di Moya nelle cose di don
+Cristoval Colon? e non per altro, non per altro?
+
+--Quali prove posso io darne a Vostra Eccellenza, io che Le sono appena
+conosciuto per la presentazione di Diego di Deza? I miei leali servigi a
+questa Corona furono di buon suddito, e di suddito volontario, il che
+dovrebbe accrescerne il pregio. Il mio nome è d'antica stirpe di
+gentiluomini e di cristiani; nè io vorrei macchiarlo con una menzogna.
+Per nessun'altra ragione, fuor quella che ho detto, sono io stato a
+Siviglia; lo giuro per questa croce che vi pende dal petto, e che io
+bacio in ginocchio.--
+
+Si era intenerito, il buon primate di Spagna. Posò la sua destra sul
+capo del conte, come in atto di benedirlo; poi, fattolo alzare e sedere
+davanti a sè, stette un istante pensoso.
+
+--Vi credo, figliuol mio;--diss'egli poscia.--Ma vedete, qui siamo in
+mezzo a continui pericoli. _Incedo per ignes suppositos cineri doloso_;
+si cammina sulla cenere ingannevole, che nasconde i carboni ardenti. Si
+congiura contro il re Ferdinando, contro un sovrano che cova nell'animo
+grande i più vasti disegni. È dunque utile alla Spagna, alla sicurezza,
+alla gloria di questa nazione a mala pena formata, ch'egli sia il
+reggente di Castiglia; ed è necessario per ciò che il re Cristianissimo
+gli sia intieramente amico.
+
+--Non gliene ha dato prove bastanti?--chiese il capitano Fiesco.--Non
+gli ha concessa in moglie Germana di Foix?
+
+--Dite che il re Ferdinando l'ha voluta;--rispose il Ximenes.--E non
+poteva non volerla, per tema che altri la prendesse, diventando un
+pericoloso vicino. Queste cose non vogliono capirle i corti intelletti.
+Come figlia a Giovanni, visconte di Narbona, come sorella a Gastone di
+Foix, legittimo pretendente della Corona di Navarra, la principessa
+Germana era un partito più da lui desiderato, che non dal re
+Cristianissimo, sebbene per un tal matrimonio questi diventasse suo zio.
+È necessario, vi ripeto, che il re Luigi, ristrettosi finora ad un
+trattato riguardante le cose di Napoli, consenta ad una vera alleanza
+d'interessi, per ciò che riguarda il buon vicinato. Forte d'una simile
+alleanza, Ferdinando s'impone come reggente di Castiglia ai pochi ma
+riottosi signori del territorio, che s'ostinano a negar la luce del
+sole, ricusando di vederla.
+
+--E l'aspettano di Fiandra;--notò il capitano Fiesco.
+
+--Di Fiandra!--ripetè il Ximenes.--Perchè dite di Fiandra?
+
+--Ma sì,--riprese quell'altro.--Non aspettano la principessa Giovanna e
+il suo marito Filippo d'Austria? E non sono in Fiandra, i giovani
+sposi?--
+
+Il primate di Spagna non potè trattenere un sorriso, che non era tutto
+di compassione.
+
+--Come?--diss'egli.--E non sapete?... Ah, davvero, figliuol mio, non
+siete andato a Siviglia per congiurare contro il re Ferdinando. Ecco una
+prova della vostra innocenza, che viene a corroborare le altre. Niente,
+niente!--soggiunse il virtuoso Ximenes, rispondendo ad un gesto di
+stupore del capitano Fiesco.--Non domandate spiegazioni, che vi
+sarebbero inutili. Vi basti sapere che vi stimo di più, ed anche sento
+di potermi fidar meglio a voi. Vedo in pari tempo che i segreti del re
+sono più custoditi ch'io non potessi sperare.--
+
+Il capitano Fiesco non aveva capito come e perchè gli si potesse far
+merito dall'accenno alle Fiandre: non capì che cosa significasse il
+segreto del re, così ben custodito. Ma non istette a chieder ciò che il
+benigno interlocutore mostrava di non volergli dire. Di ben altro era
+curioso, dopo tutto; gli premeva ben altro.
+
+--Torniamo a noi;--ripigliò il Ximenes.--Nessuno potrà meglio persuadere
+il re Cristianissimo, che il vostro eccelso cugino Gian Aloise, uno dei
+più potenti signori italiani, e colui che possiede l'anima e il cuore di
+Luigi XII. Chi potrà persuadere Gian Aloise, se non voi, conte Fiesco? A
+voi dunque; la gloria e la fortuna sono per voi.
+
+--E per questo,--disse il capitano Fiesco,--per questo, che Sua Altezza
+non mi ha neppur detto, ha presa la mia donna in ostaggio?
+
+--Sua Altezza non vi ha detto nulla, perchè vi ha veduto riluttante a
+servirla;--rispose il Ximenes;--ed anche perchè un messaggio di
+Siviglia, arrivatogli mentre eravate in udienza, l'induceva a sospettare
+di voi.
+
+--Non può sospettare ancora?
+
+--Non sospetto più io,--disse il Ximenes,--e sciolgo i sospetti del re.
+
+--Ma l'ostaggio?... Perchè fu presa la contessa?
+
+--Per assicurarsi di voi, suppongo;--disse l'altro, arrossendo.--Ed ora
+ha il pegno in mano, perchè voi entriate al suo servizio.
+
+--E se io ricusassi, perchè non mi sento tagliato a questi uffici? Mia
+moglie non è spagnuola.
+
+--Non nata spagnuola, concedo; ma suddita spagnuola potrebbe ben essere.
+
+--No, non suddita spagnuola;--gridò il Fiesco, inasprito.
+
+--Giuratelo per questa croce;--disse pacatamente il Ximenes.--Ah, non
+ardite! e temete di farvi spergiuro! Ve ne lodo. Ecco una quarta prova
+che m'avete detto il vero, giurando di non congiurare coi nemici del re.
+Servite dunque Ferdinando, com'egli desidera, e riavrete la vostra
+donna.
+
+--Ma con quali pretesti è tenuta in carcere?
+
+--Ragioni, figliuol mio, non pretesti. Fu presa, perchè si voleva venire
+in chiaro d'un travestimento illecito, che mirava ad ingannar tutti,
+compresa la giustizia. Avrei potuto ordinare l'arresto come grande
+Inquisitore; e non l'ho fatto, e potete ringraziarmene. Fu in quella
+vece un provvedimento della giustizia secolare, e per volere del re.
+Ora, figliuol mio, considerate il caso vostro. Se rivolete la vostra
+donna, dovete dar le prove al giudice che essa è veramente vostra
+moglie: e ci vorrà tempo a farle venire, le prove, a farle esaminare
+dagli esperti; più tempo che non ne spendereste a recarvi dal vostro
+eccelso cugino e a condurvi in Parigi con lui. Neanche è da credere che
+ella uscirebbe di prigione, se anche le prove fossero trovate bastanti.
+Si dovrebbe anche sapere se, essendo stata suddita spagnuola prima di
+esservi moglie, era egualmente libera, sciolta d'ogni obbligo verso la
+giustizia spagnuola. E qui bisognerebbe aspettare l'esito di certe
+indagini, che don Nicola Ovando ha già cominciate col suo solito zelo.
+C'è tutto un viluppo di cose, qui sotto, e in coscienza debbo
+avvertirvene, che non sarebbe punto piacevole per voi e per la povera
+prigioniera. Siate savio, conte Fiesco. A voi, come italiano, può premer
+poco che Ferdinando perda la reggenza di Castiglia o l'ottenga: a noi
+preme che l'ottenga; e non per lui, badate, ma per salute di questa
+patria, che senza di lui ricadrebbe nell'antica anarchia. Siamo
+destinati alla patria celeste;--conchiuse solenne il Ximenes;--ma
+dobbiamo meritarla servendo Iddio nella patria terrena, e in questa
+unendo a sua gloria i cuori e le menti. Siate savio, signor conte, e
+servite il re con amore. Io, frattanto, per questa croce vi giuro, che
+alla prigioniera non sarà torto un capello, e che anzi ella sarà
+trattata come una regina; mi capite? come una regina.--
+
+Ahimè, sapevano ogni cosa, e non occorreva che aspettassero le nuove
+indagini di don Nicola Ovando! Sapevano ogni cosa, e il capitano Fiesco
+tremò tutto, dal capo alle piante.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIV.
+
+A Laredo! a Laredo!
+
+
+--Il colloquio era durato ancora, ma rotto, a pezzi e bocconi, non
+sapendo il Fiesco rassegnarsi ancora a finirlo e chiedendo sempre
+qualche cosa, il Ximenes strascicando le parole e mostrandogli di aver
+detto abbastanza. Ma quanti dubbi restavano nell'anima del povero
+capitano! E non gli si poteva almeno concedere di veder la sua donna?
+
+--Troppo chiedete, senza averlo meritato!--rispondeva qui
+l'arcivescovo.--Prenderò ordini da Sua Altezza. Quando avrete veduto il
+re.... quando egli vi avrà date le sue istruzioni.... chi sa? non
+dispero. Ferdinando è buono per chi lo serve con amore. Ed io, signor
+conte, ho desiderio di contentarvi. Ma voi siate ragionevole; è
+nell'utile vostro.--
+
+Il capitano Fiesco baciò l'anello pastorale, e più morto che vivo si
+ricondusse a casa. Era aspettato, e non potè tacere il colloquio che
+aveva avuto, con un frutto così scarso per sè, con tanto danno imminente
+per le speranze del suo grande concittadino. Terribil dilemma! o
+tradire gl'interessi dell'Almirante, o perdere Fior d'oro.
+
+--Figliuol mio,--disse Cristoforo Colombo,--non vi date pensiero di me.
+So bene che il trionfo di Ferdinando è la perdita d'ogni speranza mia,
+d'ogni fede nella giustizia degli uomini. Ma se Iddio non volesse farmi
+morire contento?... Tutto quello che accade dimostra che questo è il suo
+alto disegno. Sia fatta la sua volontà. Certo, ho gravi colpe da
+scontare; e non è giusto che altri ne soffra per me. Andate dal re,
+accettate ogni cosa. Ciò che Dio vuole sarà; ciò ch'egli non vuole non
+sarà; sia benedetto il suo nome.--
+
+Nè già l'Almirante conosceva per intiero i disegni della marchesa di
+Moya, e le probabilità su cui erano fondati. Ma di tutto ciò era
+informato l'Adelantado, che vedeva nella trista commissione imposta al
+capitano Fiesco pericolare ogni speranza di giustizia. Era quello un
+gran colpo, e forse mortale, per il suo sventurato fratello, che ad ogni
+tratto, per ogni commozione un po' forte, ricadeva prostrato, bene
+lasciando intendere ai suoi familiari che le fonti della vita
+s'inaridivano in lui.
+
+Tornava frattanto alla mente del Fiesco il risolino del Ximenes, quando
+si era sentito accennare alle Fiandre. E se ne apriva coll'amico. Che
+cosa poteva significare quel risolino dell'arcivescovo di Toledo? E che
+segreto era quello del re, a proposito delle Fiandre, che l'arcivescovo
+riconosceva con tanta soddisfazione essere stato così bene custodito?
+
+--Amico mio,--rispondeva l'Adelantado,--vorrà dire che dal lato delle
+Fiandre sono sicuri; che il re non ha timori, sapendo impazzita davvero
+la sua figliuola e rivale; che finalmente, e questo è il peggio, da
+quella parte là non c'è più da sperar nulla per noi.
+
+--L'ho pensato ancor io;--disse il Fiesco.--Ma allora è inutile che
+temano, e chiedano man forte alla Francia.
+
+--Eh, non si sa mai;--replicava l'Adelantado.--Se Giovanna è pazza, non
+è scemo il marito, e può cagionar dispiaceri, forte com'è dell'appoggio
+di suo padre, l'imperatore Massimiliano d'Austria. Castiglia è poco
+disposta a riconoscere l'autorità di Ferdinando d'Aragona. Non potrebbe
+ella voltarglisi contro?--
+
+Il resto della giornata passò in ansie continue per il povero capitano,
+che quando non aveva l'amico a tenerlo occupato coi ragionamenti, si
+lasciava andare alla disperazione, e piangeva come un bambino. E non era
+un animo fiacco: ma in quella inerzia forzata, non aveva altro sfogo che
+le lagrime. Nè v'hanno poi animi forti contro un dolore che terribili
+incertezze rendano sempre più acuto.
+
+Fior d'oro! povera donna cara! che sarebbe avvenuto di lei? come viveva
+in quelle ore? Il ministro di Ferdinando aveva promesso che sarebbe
+stata trattata bene, con tutto il rispetto dovuto ad una regina. E il
+poveretto amava ad ogni tanto richiamarsi a mente le parole del Ximenes.
+Certo, quell'uomo era debole, come lo aveva giudicato Diego di Deza; ma
+non si poteva negare che fosse un uomo virtuoso. Debole, finalmente, era
+fatto dal vivo amore di patria, che i suoi concittadini non mostravano
+di intendere, e a cui uno straniero era tanto meno obbligato di render
+giustizia: ma le sue intenzioni erano pure; le aveva chiarite egli
+stesso, con sincerità tanto più bella, quanto più era stata spontanea.
+Sì, il Ximenes avrebbe fatto ciò che prometteva. Non aveva egli anche
+giurato per la sua croce? Ma questo per il tempo che il capitano Fiesco
+sarebbe stato lontano. E se tornava senza aver nulla ottenuto? Cessava
+la pietà del ministro, e sottentrava la durezza del re. Trattata come
+una regina!... Sì; e non si poteva ricordar troppo, allora, che Fior
+d'oro era stata regina, e condannata ad una morte ignominiosa?...
+Orribile pensiero, che faceva fremere, raccapricciar di spavento! E
+c'era intanto da piangere di disperazione, in una notte lunga, lunga,
+che non voleva finire mai più.
+
+La mattina seguente, appena gli parve ora da ciò (ed era già in volta da
+un pezzo) il capitano Fiesco andò al palazzo di giustizia. L'arcivescovo
+di Toledo lo ricevette senza indugio, e lo accolse con un bel sorriso
+paterno.
+
+--Ho buone notizie per voi;--gli disse subito.--È tranquilla. L'ho
+veduta io medesimo.
+
+--Stamane! già?
+
+--Sì, stamane, signor conte. Voi venite per tempo; ma io sono stato
+anche più pronto a lasciare il letto. I vecchi, figliuol mio, dormono
+così poco! È tranquilla, vi ripeto, ed anche di buon animo. Le ho detto
+che pensate a lei, cercando di abbreviare i termini della sua
+liberazione, e correndo perciò a prender le carte comprovanti il vostro
+matrimonio. Non era bene che le si parlasse d'altre imputazioni; vi
+pare?
+
+--Ringrazio Vostra Eccellenza;--mormorò il capitano Fiesco,
+piangente.--È stato un buon pensiero; e mi promette cose maggiori. Non
+mi sarà dato vederla?
+
+--Non correte, non correte tanto, vi prego. E non vi ho detto or ora che
+voi già dovevate correre sopra un'altra via? A quest'ora, secondo quello
+che io ho detto alla contessa, voi dovreste essere molto lontano, a
+Medina Celi, e forse a Calatayud, sulla strada di Saragozza. Del resto,
+non avevo ottenuto nulla dal re. Per esservi largo di favori, egli vuole
+la prova della vostra obbedienza.
+
+--E gliela porto;--disse il Fiesco, sforzandosi di parer contento del
+suo destino.--Si degni Vostra Eccellenza di accompagnarmi.
+
+--No, non occorre;--rispose il Ximenes.--Sua Altezza ha voluto lasciare
+a me la cura di tutto.--
+
+Il capitano Fiesco s'inchinò. Bene intendeva che Ferdinando non si
+sentisse di rivederlo, dopo il brutto colpo del giorno prima. Ed anche
+per lui, forse, era meglio non vedersi davanti quella faccia di
+traditore.
+
+--Qui,--proseguiva l'arcivescovo, prendendo in mano un foglio di
+carta,--è un disegno di trattato. Una semplice minuta, senza
+intitolazione, senza formole di cancelleria, per ovviare ad ogni
+pericolo di smarrimento. Il re Cristianissimo, del resto, conosce bene
+questa mano di scritto. C'è la sostanza; quanto alla forma, parola più,
+parola meno, può esser variata; e veda il vostro eccelso cugino di far
+le cose per bene; Sua Altezza non tralascerà di mostrargliene il suo
+gradimento. Ci sono contee e marchesati anche in Aragona, o in
+Castiglia, a sua scelta, ma per il giorno che la reggenza di Castiglia
+sia assicurata al re Ferdinando.
+
+--E se Gian Aloise non accetta di recarsi in Francia?
+
+--Come?--esclamò il Ximenes.--E perchè non accetterebbe, se voi lo
+pregate.... con quelle ragioni che avete? Amerebbe egli così poco i suoi
+parenti? così poco si curerebbe della loro felicità? e della propria
+fortuna? Per qual ragione, poi? Egli non ha vincoli coi nostri nemici di
+qui; nè può veder male che il re Cristianissimo, già amico del re
+Cattolico a Napoli, gli diventi più amico ai Pirenei. Vedrete che
+accetterà, e per l'utile suo, che non sarà poco, e per l'utile vostro,
+che saprete ben mettergli sott'occhio. Andate dunque sicuro, e partendo
+fin da quest'oggi. Avete bisogno di denaro?
+
+--No;--rispose il Fiesco, fremendo.--Son provveduto abbastanza.--
+
+E si congedò, per mettersi quel giorno istesso in viaggio. Spendendo del
+suo, per Iddio! Non voleva denaro dai carcerieri di Fior d'oro; non
+voleva denaro, per un'opera che sapeva di tradimento. Lo aveva assolto
+l'Almirante; lo aveva anzi incuorato; ma era sempre un'infamia. Ed egli
+si sentiva preso al laccio, preso senza rimedio, come quando lo aveva
+colto il selvaggio Guatigana alle cascatelle del Verde. Ma allora era
+solo, e non doveva pensare ad altri che a sè. Il soldato era stato preso
+in una imboscata; eventi di guerra, a cui bisognava adattarsi. In guerra
+c'è sempre la morte, alla prima svolta del sentiero; il soldato lo sa, e
+ne sorride, provando un aspro diletto a sfidarla. Ma ora! Non c'era il
+pericolo della morte per lui; c'era bensì, a prezzo dell'infamia sua,
+la salvezza di una povera donna adorata. E gentiluomini, e cristiani,
+avevano potuto meditare un'insidia così vile?
+
+Andava, frattanto, proseguiva il suo cammino verso la casa del signor
+Almirante. Le vie per cui passava si vedevano piene di gente
+affaccendata, che non faceva calca, ma si spartiva in crocchi, in
+capannelli, in brigate, che vociavano confusamente, alternando tra loro
+domande e risposte, facendo atti di maraviglia e d'allegrezza, di
+sdegno, di sconforto, secondo le opinioni e gli umori, come sempre
+accade nelle popolari ragunate, quando qualche cosa bolle in pentola, e
+chi la vuol cotta e chi cruda, e chi si contenta e chi no, ma tutti ad
+un modo si riscaldano nel giuoco.
+
+--Felici voi!--pensò il capitano Fiesco, passando.--Felici voi, che
+gridate i vostri desiderii e le vostre passioni in piazza! Io griderei
+morte e dannazione a questo mondo vigliacco, che lo inghiottisse una
+volta l'abisso; e per tutta l'eternità, quanto è lunga, e per un'altra,
+e un'altra ancora, si sprofondasse tutti nel vuoto!--
+
+Nè egli sentiva pure il desiderio di rallentare il passo, per cogliere a
+volo qualche frase di quei discorsi animati, per intendere di che
+ragionassero tutti quei cittadini di Valladolid, che parevano morsi
+dalla tarantola. Dei fatti altrui non era curioso: quanto a sè, tutto
+ciò che poteva accadergli di peggio era accaduto da un giorno. E che
+cosa, finalmente, potevano aver di nuovo, i cittadini di Valladolid?
+Forse li metteva in festa una delle tante solennità del calendario;
+forse li commoveva in vario modo uno di quei truci spettacoli che
+l'Inquisizione regalava ogni settimana nel Campo Grande, a maggior
+gloria di Dio e dilettazione del popolo?
+
+Ma no, niente di questo; dovevano essere di politica, quegli animati
+discorsi.--Le Cortes!...--Burgos!...--Perchè Burgos, e non Valladolid?
+Queste parole, spiccando tra tante altre men chiare, giunsero a lui, e
+il suo orecchio involontariamente le accolse.
+
+--Politica!--diss'egli tra sè.--Lasciamola ad Aristotile; io ne ho piena
+la testa. E le tasche;--soggiunse con amara celia, mentre si tastava il
+giubbone.--Ce l'ho qui, io, buoni Castigliani, il trattato che dovrà
+farvi contenti come pasque.--
+
+E andava ancora, e giungeva in vista della meta. Ma la strada non era
+così deserta e tranquilla come il giorno prima, quando gli era parsa
+tanto serena, tanto innocente. Presso la casa di Gil García, e proprio
+davanti al portone, si vedeva uno stuolo, quasi un drappello d'uomini,
+tutti vestiti d'una foggia. Soldati? no, perchè apparivano disarmati.
+Famigli, piuttosto, staffieri di grande casata, come mostrava l'assisa
+uniforme, rossa e nera, dei loro mantelli e dei loro farsetti.
+
+--Visite!--pensò il capitano Fiesco.--E di gran personaggi!--
+
+Ma egli doveva salire, per congedarsi dall'Almirante; e passò, in mezzo
+a quello sciame di staffieri. Giunto al pian di sopra, trovò ancora
+l'Adelantado, che passeggiava col nipote Fernando.
+
+--Novità;--gli disse il vecchio marinaio;--e varranno, spero, un po'
+meglio delle vostre.
+
+--Le mie,--rispose il capitano,--son quelle d'ieri. Si vuole ch'io
+parta, e per servizio del re d'Aragona. Le vostre?
+
+--È giunta la signora marchesa di Moya;--replicò l'Adelantado.--Essa è
+di là, nella camera dell'Almirante.
+
+--Già qui!--esclamò il Fiesco.--Ma non ho veduto il frate scudiero,
+salendo.
+
+--E non potevate vederlo, perchè non è venuto. Lo ha lasciato a
+Siviglia, o mandato altrove, che bene non ricordo. Egli dovrà capitare
+fra due o tre giorni. Ma entrate; la marchesa vi aspetta.--
+
+Il signor Almirante era seduto su d'un seggiolone accanto alla finestra,
+appoggiato le spalle e il capo ad un alto guanciale; bianco, cereo la
+fronte e le guance, ma sfavillanti i grandi occhi cerulei, e vermiglio
+le bellissime labbra, come nei giorni migliori della sua vita. Non era
+quello da annoverare tra i più belli che mai avesse vissuti il
+grand'uomo? Beatrice di Bovadilla era là, seduta accanto a lui,
+tenendone una mano tra le sue, e guardandolo amorosamente negli occhi.
+Piangeva, la bellissima[tn249] donna; ma tra le lagrime brillavano le
+ciglia, e sorridevano le labbra, dicendo la contentezza di quell'ora
+solenne.
+
+Temeva di giungere importuno, il capitano Fiesco; ma fu accolto come
+persona desiderata. Ed anche l'arrivo suo metteva fine ad una scena di
+gran commozione, che non voleva essere prolungata.
+
+Beatrice di Bovadilla si mosse alquanto sulla vita, e stese una mano al
+conte Fiesco, mentre l'altra non abbandonava la mano del signor
+Almirante.
+
+--Amico,--diss'ella,--eccomi qua, come avevo promesso, e prima ancora
+che voi non mi doveste aspettare. Ma si fan presto le cose che si fanno
+volentieri; ed anche altre ragioni che saprete mi hanno messe le ali. E
+giungo in tempo per molte cose;--soggiunse, stringendo la mano del nuovo
+venuto.
+
+Bartolomeo Fiesco s'inchinò, rispose con una stretta più forte alla
+stretta di donna Beatrice; ma non seppe che dirle. Era confuso, ed
+aspettava di sapere dell'altro.
+
+--Ebbene,--domandò l'Almirante,--che cosa vi han detto laggiù?
+
+--Che debbo partire. Ed io,--soggiunse il Fiesco, sospirando,--avendo la
+vostra licenza, obbedirò.
+
+--Ma che! non obbedirete affatto;--interruppe la marchesa di Moya, col
+suo piglio imperioso.--So tutto. In poche parole mi ha informata il
+signor Adelantado di tutto. E per servizio d'Aragona non occorre più
+niente.--
+
+Il capitano Fiesco era rimasto sconcertato, guardando Beatrice di
+Bovadilla, poi l'Adelantado, che era entrato dietro a lui nella stanza.
+
+--Non chiedete perchè m'abbiano informata;--ripigliò la marchesa.--Non
+potevano già tacermi l'infamia che è stata commessa a danno vostro. E
+poi, ci sono forse più segreti tra noi? Nè io li tradirò, buon amico, e
+leal servitore di don Cristoval. E voi, e l'Almirante, e suo fratello,
+serberete anche un segreto, che non è intieramente il mio, ma di tutta
+Castiglia. Vengo con molti, e precedo moltissimi, un vero esercito di
+gentiluomini. Veramente, dovevo venire con altra compagnia, che voi ben
+sapevate, signor conte: ma che volete? gli eventi son corsi più rapidi
+dei miei disegni, ed io sono stata travolta dagli eventi. I segnali,
+benedetti segnali di fiamma, hanno scompigliato ogni cosa.
+
+--I segnali!--ripetè il Fiesco, che non riusciva ad intendere.
+
+--Già, le belle fiammate, che secondo una certa intesa dovevano
+divampare sulle vette dei monti, dalle Asturie alla nuova Castiglia, per
+tutto il confine del Portogallo, hanno dato un ben lieto annunzio alla
+nobiltà Castigliana. Ed eccoci qua. Ho dovuto correre, colla mia gente,
+lasciando a Siviglia il vostro scudiero, con una lettera mia, che terrà
+luogo delle parole. Egli verrà; accompagnato o solo, non importa; ma
+verrà, e voi lo riavrete.--
+
+Questo importava poco, per allora, anche al capitano Fiesco. Egli capiva
+così ad occhio e croce che lo stato delle cose si mutava stranamente per
+tutti. Ma quei segnali di fiamma, quell'esercito di gentiluomini,
+quell'arrivo anticipato di donna Beatrice, quella sua stessa aria di
+trionfo, volevano una spiegazione.
+
+--Dobbiamo custodire un segreto, e sia;--diss'egli di rimando.--Ma
+almeno vogliate confidarcelo intero.
+
+--Non lo avete indovinato? Quello che io ve ne avevo lasciato trapelare
+in Santa Chiara, non bastava a mettervi sull'orma? La Nuova Castiglia si
+rovescia sulla Vecchia, per darle man forte; tutt'e due s'imporranno
+alla ostinazione del re Ferdinando, con la convocazione delle Cortes
+nella città di Burgos.--
+
+Il capitano Fiesco ricordò allora i discorsi che aveva sentiti per via.
+La Nuova Castiglia, arrivando, spandeva già il gran segreto alle turbe.
+
+--Il re d'Aragona ha giuocato una grossa posta;--continuava frattanto la
+marchesa di Moya.--E l'ha perduta; tanto peggio per lui. Gli premeva di
+nascondere il vero in Segovia, di nasconderlo a Valladolid, come lo
+avrebbe nascosto a Burgos, dove sarebbe andato a far capo, accostandosi
+al confine minacciato, andandoci come la biscia all'incanto. Giovanna e
+Filippo non dovevano da principio lasciare le Fiandre; questa la
+certezza ch'egli voleva istillare negli animi di Castiglia. E non
+dovevano averle lasciate, nemmeno quando si erano imbarcati, e il vento
+li cacciò sulle coste d'Inghilterra. Egli intanto mandava a Londra i
+suoi messaggeri, che tentassero la fede ospitale di Arrigo VII. Questo
+abbiamo saputo noi, come sapevamo già il resto; ed abbiamo voluto
+lasciarci credere ignari di tutto, inerti, discordi, ingannati da lui.
+Ora egli non sa ancora una cosa, che a noi è stata annunziata da quelle
+belle fiammate sui monti; Giovanna e Filippo hanno lasciata
+l'Inghilterra; saranno domani in vista di Laredo, nel golfo di
+Biscaglia. Capite, ora? capite perchè siamo qua noi? Dico noi, così per
+dire;--soggiunse la marchesa, sorridendo, ed anche arrossendo un
+pochino;--che io, veramente, se un'altra più potente cagione non mi
+avesse chiamata su questa via, avrei potuto assistere al trionfo della
+buona causa dal mio modesto ritiro, nel convento di Santa Chiara, ove le
+anime tristi covano meglio la loro tristezza che altrove. Comunque sia,
+eccomi qui, imbrancata, come una nuova Bradamante, nel grande esercito
+dei cavalieri di Castiglia; l'ho anzi preceduto, con una e bella e
+fiorita avanguardia. Giudicatene voi: Ossuna e Gandia, Carmona, Ubeda e
+Montilla, duchi; Avila, Lucena, San Felipe, Valdepeña, Almagro,
+Albacete, marchesi; Almanza, Andujar, Cabriel, Huete, Velez Rubio, e via
+discorrendo, non so più bene se una ventina o una trentina di conti. Li
+raccattavamo per via; quanti erano pronti, venivano con noi; tutti gli
+altri verranno in giornata, o domattina; e tutti avviati a Burgos, con
+una parola d'ordine, le Cortes, le Cortes di Castiglia, per Giovanna e
+Filippo. E voglia o non voglia il re d'Aragona, si convocheranno a
+Burgos, dove Lerma, Aranda, Soría, Alar, Espinosa, Miranda, Zamora,
+Medina Rio Seco, Alba de Tormes, tutti i più grandi nomi della vecchia
+Castiglia ci attendono.
+
+--E Ferdinando non ha fumo di tutto ciò?--disse il Fiesco.--Oggi, in
+Valladolid, si deve già saperne qualche cosa.
+
+--Oggi, sicuramente; se hanno occhi, egli e i suoi cortigiani, debbono
+averci veduti arrivare. Ma ieri non dovevano sapere ancor nulla, perchè
+lungo la strada altro non abbiamo incontrato che popolo in festa, e
+nessuna faccia proibita d'esploratori reali. Castiglia ha fatte le cose
+per bene; tutti volevano venire incontro a Giovanna, e nessuno ha
+tradito il segreto.
+
+--Pure,--notò il capitano Fiesco,--si era saputo che io ero venuto a
+Siviglia, e nel convento di Santa Chiara.... a cospirare con voi.
+
+--Bella forza!--esclamò la marchesa.--Non vi ha mica tradito Siviglia.
+Vi hanno seguitato da Segovia, dove il vostro arrivo sarà parso
+sospetto. Odiano l'Almirante del mare Oceáno, come odiano noi; hanno
+voluto sapere dove andaste, mettendovi in cammino appena arrivato; e
+l'hanno saputo, tenendovi dietro. Quanto alle cospirazioni, è naturale
+che ne sospettassero. Le sentivano nell'aria. Ma che non sapessero fin
+dove potessimo giungere, ve lo dimostri l'esser noi giunti senz'ombra di
+ostacoli.
+
+--Non avranno osato;--disse il capitano Fiesco.
+
+--E ben per loro!--replicò la marchesa.--Questa non è cospirazione di
+pochi signori; è cospirazione di tutti. Anzi, non è nemmeno
+cospirazione; è volontà d'un popolo intiero. Le Cortes, a Burgos, per
+Giovanna e Filippo! Ed ora, vedrete quel che avverrà. Posso predirvelo,
+senza avere il dono della profezia. Andremo a Burgos, e il re Ferdinando
+verrà a Burgos; sempre come la biscia all'incanto; verrà a Burgos, coi
+suoi gentiluomini Aragonesi. Dico gli Aragonesi, perchè i Casigliani
+della sua Corte l'avranno già abbandonato, prima che tramonti il sole,
+per unirsi ai loro[tn254] compagni.
+
+--Anche l'arcivescovo di Toledo?
+
+--Ah, il sant'uomo? No, egli non verrà con noi; ma si accosterà, per
+metter parole di pace. Virtuoso Ximenes! Lo rispettano tutti, e lo
+ascolteranno con riverenza, non potendo obbedirlo; poi gli faranno
+cerchio, e gli diranno: a Laredo, signor primate di Spagna, a Laredo,
+per ossequiare la vostra regina, la figlia della grande Isabella, la
+erede legittima, venuta ad occupare il suo trono. A Laredo! a Laredo!
+
+--Perchè non posso io seguirvi laggiù!-disse l'Almirante,
+sospirando.--Se ancora mi potessi reggere in sella!...
+
+--Giovanna verrà da voi, se ama la gloria del suo regno;--rispose
+Beatrice di Bovadilla, col suo bell'accento ispirato.--Con me, intanto,
+verrà il signor Adelantado, se voi lo permettete; e porterà una lettera
+vostra, e la presenterà alla regina.
+
+--In tanta rèssa di cortigiani!--notò l'Adelantado.--Sarà difficile.
+
+--C'è Bovadilla;--replicò la marchesa.--E la lettera di don Cristoval
+Colon sarà aperta e letta dalla regina, appena ella avrà toccato il
+suolo di Spagna.--
+
+Un cavaliere, giunto allora in anticamera, chiedeva di parlare alla
+marchesa di Moya. Donna Beatrice, chiesta licenza a don Cristoval, lo
+fece entrare. Era il marchese di Lucena.
+
+--Signora,--diss'egli, dopo aver fatto riverenza al signor
+Almirante,--il duca di Ossuna vi chiede consiglio. La città è tutta con
+noi; prega che siano qui convocate le Cortes. Che si risponde?
+
+--Ecco Bradamante nel consiglio dei paladini;--gridò Beatrice di
+Bovadilla, ridendo.--Dite al duca di Ossuna che la risposta è facile.
+Non si può far torto a Burgos, città del Cid Campeador, e capitale della
+Vecchia Castiglia. Inoltre, prima di risolvere questa od altra
+questione, dobbiamo prendere i comandi della regina. E per noi,
+frattanto, l'essenziale è di giungere a Laredo.--
+
+Il marchese di Lucena s'inchinò, salutò l'Almirante, e partì. Ma la
+conversazione aveva appena potuto riprendere il suo corso, che un altro
+cavaliere giungeva; e questo, senza farsi annunziare, entrava nella
+stanza, precipitandosi tosto nelle braccia del signor Almirante.
+
+Era il figliuol suo, don Diego Colon, gentiluomo della corte di
+Ferdinando. Si odiava il padre, e si teneva a corte il figliuolo; per un
+resto di pudore, forse, o piuttosto per salvar le apparenze. Nè
+l'Almirante, sebbene ferito in tanti modi, nella sua dignità come nei
+suoi più sacri interessi, aveva mai permesso che il suo Diego lasciasse
+il servizio del re. Gli pareva l'ultimo anello che ancora congiungesse
+ai reali di Spagna il vicerè delle Indie, e non voleva spezzarlo.
+
+--Non ti aspettavo, quest'oggi;--disse l'Almirante, dopo aver
+ripetutamente baciato ed abbracciato il suo primogenito.
+
+--Nè io avrei potuto venire da voi, padre mio, prima di domani, essendo
+oggi di servizio. Ma ho avuto licenza, per prender commiato da voi, se
+restate a Valladolid. La Corte, domattina, si trasferisce a Burgos.--
+
+Beatrice di Bovadilla volse un'occhiata in giro, come per far intendere
+all'Adelantado e al conte Fiesco:
+
+--Che cosa vi dicevo io? Senza avere il dono della profezia, non vi
+pronosticavo quel che doveva accadere?--
+
+All'occhiata della marchesa di Moya, il capitano Fiesco rispose con un
+inchino, che voleva dire: avevate ragione. Ma fece ancora un gesto di
+preghiera, che voleva aggiungere: ed io, come rimango, se partite? come
+rimarrà una povera prigioniera, se i carcerieri maggiori l'abbandonano
+all'arbitrio dei minori?
+
+Tutte queste cose non capì la nobil signora ad un tratto. Ma intese che
+il capitano Fiesco aveva bisogno di lei.
+
+--Signor Almirante,--diss'ella,--vi lascio per qualche momento col
+vostro don Diego. Ripasserò a salutarvi, prima di partire da Valladolid,
+ove ad ogni modo ritornerò per far più lunga dimora, se pure non
+seguirete la Corte anche voi. Ora, se permettete, vi rubo per una
+mezz'ora il conte di Lavagna.--
+
+Così prese commiato. E uscendo dalla stanza col capitano Fiesco, che la
+seguiva tutto trepidante, gli disse colla sua bella voce che incantava
+la gente, e col suo bell'accento sicuro che ridava la vita:
+
+--Pensiamo ora al mozzo Bonito. Sapete che lo amo, e che abbiamo fatto
+una sacra alleanza tra noi. Come sono contenta di esser venuta incontro
+ad una regina, per mettermi ai servigi di un'altra!
+
+--Sapete già?...--chiese egli confuso.
+
+--So tutto, signor conte. Ero giunta dall'Almirante mezz'ora prima di
+voi. Molte cose si possono dire e sapere in mezz'ora. E adesso, a
+noi.--
+
+
+
+
+CAPITOLO XV.
+
+Il ragno e la sua tela.
+
+
+La mattina del 7 maggio, dell'anno 1506, gli abitanti di Laredo, gran
+pescatori e salatori di pesce nel cospetto di Dio, ebbero il magno
+spettacolo d'una armatetta navale che s'accostava con buon vento al loro
+porto, forse il più vasto, ma per allora il più sabbioso di tutta la
+costa di Biscaglia. Essi non avevano da temere uno sbarco di nemici,
+poichè le navi battevano bandiera castigliana; e del resto, fin dalla
+sera innanzi, troppa gente li aveva avvertiti, accorrendo a Laredo;
+troppa più gente che non potesse albergare la piccola città marinara;
+tanto che, rimpinzate le case, si era dato, od era stato preso alloggio
+nei magazzini, nelle scale, nei portoni, sotto gli archivolti, dovunque
+fosse un po' di riparo; e molti poi s'erano adattati all'albergo della
+bella Luna, battendo i denti dal freddo. Ma per amore non si sente
+dolore: ed era amore quello che aveva tirate tante migliaia di grandi e
+piccoli gentiluomini a Laredo, per assistere all'arrivo di Giovanna di
+Castiglia, l'aspettata, l'invocata, l'adorata regina.
+
+Le navi avevano ammainate le vele e gittata l'áncora fuori del porto;
+segno che non si fidavan troppo del suo fondo, o che abbastanza lo
+conoscevano. Subito dopo si spiccò dalla capitana un palischermo, a cui
+altri due se n'aggiunsero, fiancheggiandolo, ma rimanendo
+rispettosamente indietro due o tre palate di remi. E via via dalle altre
+navi si spiccarono altre imbarcazioni, venendo a formare sull'acqua una
+specie di falange macedone, la cui punta era il palischermo anzidetto,
+che portava a poppa lo stendardo regale, di rosso al castello d'oro, che
+era di Castiglia, ma partito di Leone, cioè d'argento al leone di rosso.
+Come il palischermo fu presso alla calata del porto, in mezzo alle grida
+e agli evviva della moltitudine affollata, si levò dal sedile di poppa
+una donna vestita di bianco, che portava sul capo, trattenuta fra le
+ciocche dei capelli nerissimi, una piccola corona d'oro. A lei volevano
+dare il passo i gentiluomini che le erano venuti compagni; ma ella,
+mentre un alfiere spiccava il vessillo dalla poppa, si trasse indietro
+verso un giovane cavaliere, a cui disse con accento di tenerezza:
+
+--Filippo, siate voi il primo a toccare il suolo di Castiglia, che vi
+appartiene, come io vi appartengo.--
+
+Pareva una bella cortesia di regina al suo compagno di reame; ma era un
+grido dell'anima, e Giovanna di Castiglia amava pazzamente quell'uomo.
+
+Filippo d'Austria meritava egli un amor così forte? Per la bellezza, sì,
+certo. Giovane, che ancora non aveva toccati i ventotto; biondo dorato i
+capegli; bianco rosato la carnagione, e così fine la pelle, che contro
+la luce del sole pareva di vederci correre il sangue di sotto; d'una
+maravigliosa delicatezza i lineamenti del viso; snello di membra,
+elegantissimo in ogni movenza, dava l'immagine di tutte le perfezioni
+raccolte in un tipo esemplare di umana bellezza; con molta propensione,
+s'intende, alla grazia femminile, anzi che alla energia mascolina. Ma
+queste, che sarebbero inezie in ogni caso, non potevano neanche venire
+alla mente, guardando quel miracolo di principe. Tutti, in Europa, lo
+chiamavano Filippo il Bello, e con assai più di ragione che non si
+decorasse d'ugual soprannome un altro Filippo, di due secoli innanzi, e
+di Francia. Le donne, poi, specie se avevano la fortuna di vederlo da
+vicino, lo chiamavano l'arcangelo Gabriele; non sappiamo con quanta
+verità, ma certo con gran dispetto della regina Giovanna. E questo non
+forse per la irriverenza usata all'arcangelo, di compararlo ad un
+personaggio mortale, ma certamente perchè quell'ardito paragone le
+pareva ispirato da sentimenti troppo più arditi. Ammirassero da lontano,
+e tacessero; questo avrebbe voluto Giovanna. Erano già tante le sue
+paure! Così bello, da passare in proverbio, e sapendo che il sorridere
+gli stava bene a viso, mettendo in mostra un vero scrigno di perle,
+Filippo sorrideva spesso alla gente; e quando si trovava alla presenza
+di belle donne, fossero dame od ancelle, gli sfolgoravano gli occhi, e
+le dolci paroline gli fiorivano sul corallo tenero delle labbra
+stupende. E Giovanna ne soffriva, quantunque non avesse vere ragioni, o
+non gliene fossero venute sott'occhio, di lagnarsi del suo maritino.
+Sposata a lui nel 1490, ne aveva già avuti cinque figliuoli, Carlo,
+Ferdinando, Eleonora, Elisabetta, Maria: un sesto rampollo, Caterina,
+era ancora di là da venire; in viaggio, come si dice ai bambini curiosi.
+
+Giovanna di Castiglia non si poteva dir brutta, perchè non era deforme;
+ma non si poteva dir bella, perchè non era piacente. Nata in un grado
+sociale più umile, non sarebbe stata osservata, nè per un verso, nè per
+l'altro, restando in quella mediocrità che solo può tornar gradita ai
+filosofi. Avrebbero potuto nondimeno piacere in lei due grandi occhi
+neri pensosi, ma troppo spesso velati, Dio buono, come smarriti in
+estatiche contemplazioni; le quali non erano infrequenti, ed occorrevano
+lì per lì, dovunque ella fosse, e in qual si fosse più numerosa brigata,
+solo che fosse lasciata un istante a sè stessa. S'incantava, allora; e
+quei grandi occhi, fissi in un punto dello spazio, perdevano la
+lucentezza insieme con la mobilità; onde appariva ch'ella non guardasse
+fuori e lontano, ma dentro di sè. Vedeva allora Filippo, il suo bel
+Filippo; e a volte gli sorrideva, a volte torceva la bocca, si
+sbigottiva, e usciva allora in rotte parole. Oh Filippo, no, no! Che ti
+ha mai fatto, questa povera Giovanna? Chiamata di schianto, ritornava in
+sè stessa, sorrideva malinconicamente, e si scusava del suo vaneggiare,
+dicendo:
+
+--O sire Iddio, che sogno spaventoso ho mai fatto!--
+
+Nè mai, per pregarla che si facesse, voleva dire che sogno fosse. Onde
+già intorno a lei si sussurrava che fosse un po' matta; mentre al padre
+di lei sarebbe stato caro (e ne sappiamo oramai la cagione) che fosse
+matta del tutto.
+
+Il voto di quel padre amoroso doveva essere esaudito, pur troppo; ma non
+per allora. Per allora, la nuova regina di Castiglia, senza darne avviso
+a nessuno, senza riconoscer reggenti volontarii, nè amministratori del
+regno, approdava a Laredo, per venire ad occupare il suo trono. E mentre
+l'accolgono a festa i cavalieri di tutta Castiglia, scodelliamo qui
+alcune notizie genealogiche di lei e dei suoi. Non saranno molte; appena
+quel tanto che basti a far intender le cose che dobbiamo descrivere.
+
+Giovanna era nata la seconda di quattro figliuole della grande Isabella.
+La prima, pur essa di nome Isabella, e la terza chiamata Maria, erano
+state successivamente maritate ad Emanuele il Fortunato, re di
+Portogallo; il quale, per verità, non si chiamò Fortunato perchè la
+prima moglie spagnuola gli fosse morta (che anzi n'avrebbe avuto, se
+viva, il diritto alla corona di Castiglia; onde Dio sa quante cose
+mutate nel mondo!), nè perchè la seconda fosse più bella e più cara, ma
+perchè in un regno di ventisei anni come fu il suo, la potenza
+portoghese era giunta al suo colmo, colla voltata del capo di Buona
+Speranza, colla fortuita scoperta del Brasile, con una serie di guerre
+felici e di utili conquiste nell'Asia, nell'Africa, nelle Indie
+occidentali. La quarta figliuola, Caterina, era andata sposa in
+Inghilterra, da prima al principe Arturo, erede del trono, e poscia, lui
+morto, al principe Arrigo, che fu Arrigo VIII, l'uomo delle sei mogli:
+due ripudiate, due decapitate, una morta per miracolo nel suo letto,
+un'altra per miracolo anche maggiore riuscita a sopravvivergli. Non
+dimentichiamo di dire che la prima delle sei, Caterina, fu tra le
+ripudiate: strana sorte, dopo che a forza l'avevano voluta tenere. Il
+suocero suo, Enrico VII, era chiamato il Salomone dell'Inghilterra; per
+la sua molta saviezza, certamente, non già per la sua magnificenza.
+Aveva ricevuto dalla Spagna dugento mila scudi d'oro per la dote, che
+per quei tempi era un gran fatto. Morto il principe Arturo, quel savio
+babbo avrebbe dovuto rimandar la sposa e la dote. Per la prima, niente
+di male; ma restituir la dote pesava al Salomone d'Inghilterra: ond'egli
+aveva fatto il savio proposito di dar la vedova del primo figliuolo in
+isposa al secondo. Ferdinando e Isabella se n'erano contentati; papa
+Giulio II aveva mandate le necessarie dispense.
+
+Innanzi alle quattro principesse d'Aragona, com'erano chiamate dal
+titolo regio del padre, era nato un principe, don Giovanni; ma da alcuni
+anni era morto per una caduta da cavallo. Delle tre principesse
+superstiti, adunque, una era regina del Portogallo; l'altra principessa
+di Galles in Inghilterra; la terza, e prima per ragione di età, erede
+del trono di Castiglia, poichè fu morta la madre. Questa la regina che
+approdava la mattina del 7 maggio a Laredo. Moglie ad un arciduca
+d'Austria, portava in casa d'Austria la corona di Spagna; e le era già
+nato da sei anni quel Carlo, che, primo del nome in Ispagna, doveva poi
+essere Carlo V nell'Impero di Germania, così potente, anzi prepotente
+nella storia d'Europa.
+
+Col suo bel Filippo era partita Giovanna da Brusselles; si era con lui
+imbarcata il giorno 8 di novembre dell'anno 1505, avviata alle coste di
+Biscaglia. Ma il vento e il mare cospiravano quella volta con Ferdinando
+d'Aragona, e il naviglio combattuto dagli elementi ebbe per gran sorte
+di poter appoggiare alle coste d'Inghilterra. Arrigo VII ebbe ospiti i
+giovani sovrani, e si può credere che con tutta la sua avarizia
+rallentasse un pochino i cordoni della sua borsa per trattarli a dovere.
+Ferdinando, che stava alle vedette, a mala pena ebbe fumo
+dell'appoggiata, mandò messaggi ad Arrigo, ed esortazioni e preghiere,
+perchè volesse trattenere quei due ragazzi, per suo avviso incapaci di
+regnare. Arrigo VII, il Salomone d'Inghilterra, non fu mai tanto
+Salomone come in quella circostanza difficile. Tenne a bada i suoi
+giovani ospiti più che potè, con le feste e le cacce, così mostrando di
+esaudire l'Aragonese; ma come gli parve che il giuoco durasse troppo, nè
+si potessero trovare altre scuse agli indugi, pensò che i due ospiti, se
+volevano andarsene, gli dovessero pagare lo scotto. Il suo regno era
+stato lungamente turbato da pretendenti di varia derivazione: li aveva
+sbaragliati tutti, presi tutti, salvo uno, Edmondo Pole, conte di
+Suffolk, riparato nelle Fiandre. Glielo poteva consegnare il suo ospite
+Filippo? Non gli avrebbe torto un capello: ma gli sarebbe stato caro di
+averlo sotto la sua vigilanza. Filippo glielo consegnò, e non fu bella
+cosa: nè certamente se ne vantò, sebbene il Tudor gli mantenesse la
+parola di non levar la vita all'ultimo dei suoi disgraziati rivali;
+grata cura che si prese parecchi anni dopo l'ottavo Arrigo, il Roboamo
+di quel Salomone. Così pagato lo scotto, uscivano dal Tamigi i sovrani
+di Castiglia, dopo tre mesi e più di quell'ozio forzato, a cui era stata
+buona scusa la stagione, cattiva oltre ogni termine, ed oltre ogni
+pronostico. E il Salomone dell'Inghilterra usava ai giovani ospiti la
+cortesia prelibata di non avvisare il re d'Aragona del non averli potuti
+trattenere di più. Di che si poteva lagnare il re Ferdinando? Per i fini
+di lui, per il tempo che gli occorreva a suscitar loro qualche ostacolo
+in casa, non erano stati trattenuti abbastanza? Il fare di più sarebbe
+stato come un venir meno agli obblighi sacri della cortesia, un tener
+prigionieri i suoi ospiti, un trattarli da nemici; cose tutte che le
+potevano fare un Procuste, un Licaone, un Litiersa, ed altri re birboni
+dell'antichità leggendaria; ed egli era il Salomone dell'Inghilterra,
+per bacco!
+
+Non si lagnò Ferdinando. Oltre che sarebbe stato tardi, per potersi
+lagnare utilmente, egli era un esemplare di pazienza. Avvezzo ad
+ingannare, non si doleva troppo di essere ingannato, mettendo il guaio
+sul conto della sua poca prudenza, e promettendo a sè stesso di far
+meglio un'altra volta. Colla filosofica costanza del ragno a cui sia
+stata distrutta la sua tela, che si rimpiatta nel buco finchè non veda
+passato il pericolo di peggio, e poi riprende animoso a distendere le
+sue fila maestre, il re Ferdinando chinava il capo a quella buriana
+improvvisa, che dalla nuova Castiglia si rovesciava sulla vecchia. Come
+avessero quelle migliaia di signori avuto notizia della partenza di
+Giovanna e di Filippo dalla foce del Tamigi, mentre egli non n'era stato
+avvertito, non occorreva per allora indagare. Volevano la convocazione
+delle Cortes; era quello il grido, con cui si animavano a vicenda.
+Ebbene, facessero a lor posta. Egli, poveraccio, aveva lavorato fino
+allora per l'onore e per la grandezza della Spagna; vedessero loro di
+fare altrettanto, o almeno almeno di non guastare il già fatto. Se ne
+volevano andare i gentiluomini castigliani della sua Corte, per
+accorrere da Giovanna? Andassero pure; facevano bene, come sudditi di
+Castiglia; si ricordassero poi d'essere Spagnuoli.
+
+In questa forma, con questi sentimenti, parlava per lui il Ximenes; con
+sincerità d'animo, questi, che in ogni evento restava il primate di
+Spagna, e da cose mutate, o rimaste com'erano, non aveva da guadagnare
+nè da perdere. E il re, per non parere stizzito della burla patita, il
+ministro per parer largo con tutti, prudentemente deliberarono di
+muovere a Burgos, ove del resto un giorno o l'altro sarebbero
+trasportate le tende.
+
+Burgos, vasta città irregolare, piantata a semicerchio sul pendio
+d'un'alta collina, non aveva ancora perduto del tutto lo splendore di
+quei tempi che vi risiedevano i conti, poi re di Castiglia. Come quasi
+tutte le città medievali, era corsa da vie strette, tortuose e
+malinconiche: ma le sue piazze ornate di severi edifizi e di fontane, le
+davano una bell'aria di capitale antica. E si gloriava anch'essa d'una
+cattedrale gotica, del secolo XIII; ma più assai era orgogliosa della
+sua _Calle Alta_, dove ancora sorgevano le case di Rodrigo di Bivar,
+detto il Cid Campeador, e di Fernando Gonzales, primo conte di
+Castiglia. Salamanca, Valladolid, Medina del Campo, Segovia, tutte a
+vicenda residenze reali dei re di Castiglia, avevan fatto un po' di
+torto a Burgos, il cui clima si riteneva troppo umido e freddo. Ma a
+Burgos, capitale antica, si erano tenute in momenti solenni le Cortes,
+segnatamente nel 1188, le prime in cui alla nobiltà ed al clero si
+aggiungessero i procuratori, o deputati delle città e dei borghi, che
+furono appunto in numero di cinquanta; bel principio e pronta fioritura
+di libertà comunali, che l'autorità regia aveva dovuto riconoscere, o
+forse trovato utile di mettere a fronte dei due corpi privilegiati, per
+tenerli in rispetto con quel nuovo elemento.
+
+La Corte di Castiglia, recandosi a Burgos, non aveva da scegliere la sua
+residenza, essendo ancora in piedi l'antico palazzo di Fernando Gonzales
+nella Calle Alta. Non era vasto, il palazzo; non potevano trovarci
+alloggio due corti, se non a patto di starci pigiate. Le persone che si
+amano scambievolmente stanno di buon grado a disagio, pur d'essere
+insieme; non così quelle che stanno un po' grosse, vedendosi volentieri
+come cani mastini.
+
+Con quest'animo era corso a Burgos il re Ferdinando, e si piantava nel
+palazzo di Fernando Gonzales, destinato ad accoglier sovrani: per allora
+il solo sovrano era ancor lui, e gli altri erano di là da venire. "Li
+aspetterò alla Calle Alta, diceva; li riceverò io, e vedremo che cosa ne
+nascerà".
+
+Perchè non andar loro incontro fino al porto di Laredo? Ah, no, fin
+laggiù: non lo avevano avvisato dell'arrivo, e l'andarli a cercare, ad
+aspettare all'approdo, sarebbe stato ufficio di vassallo che volesse
+farsi ricevere in grazia. A Burgos era in luogo decente, in condizione
+regale. Sarebbero venuti a lui; li avrebbe accolti con ogni
+dimostrazione di affetto paterno; e magari, prendendo norma dalle
+circostanze, avrebbe rimessa loro ogni autorità sulla Castiglia, o
+l'avrebbe ritenuta in nome loro, per utilità del regno, per quell'onore
+e per quella grandezza di Spagna, che il re Ferdinando aveva spesso
+sulla bocca, come il suo ministro Ximenes l'aveva sempre nel cuore.
+
+Ma coloro che avevano guidata così vittoriosamente la congiura di
+Castiglia non erano meno accorti del re d'Aragona. Burgos accolse la
+comitiva trionfale, che da Laredo era venuta alle sue nobili mura;
+ammirò il bellissimo re, che magnifico in sella cavalcava al fianco di
+Giovanna, seduta con molta eleganza su d'una bianca chinéa; applaudì,
+gridò l'amor suo con tutte le frasi più calde; gittò alla coppia gentile
+dei suoi sovrani le prime rose della stagione; ma non vide salire fino
+alla Calle Alta il regale cortéo. Parve cortesia profumata il volersi
+fermare al palazzo di città, quasi come ospiti dei sudditi loro. E i
+buoni sudditi di Burgos, con nuovi applausi, con grida insistenti,
+chiamarono tante volte al balcone del palazzo i sovrani, quante furono
+necessarie a contentare della loro vista i quarantamila abitanti della
+nobil città. E parve finalmente ricambio di cortesia lasciarli riposare
+un tratto, e prender ristoro, essendosi sparsa la voce che accettavano
+la refezione di rito presso il preposto del comune. La refezione, con
+tutte le cerimonie concomitanti, voleva andar per le lunghe; si
+sarebbero mossi verso sera, i sovrani, per salire alla Calle Alta;
+c'era tempo per tutti di andare al pasto quotidiano, di farci la siesta
+consueta, e poi ritornare in tempo a tutte le novità di quella bella
+giornata.
+
+La prima novità fu questa, che l'araldo regale andò attorno per tutte le
+piazze di Burgos, con le trombe, e con un drappello d'arcieri. Su tutte
+le piazze, dopo una suonata di trombe, il nobile personaggio, ben ritto
+sulla sella del suo cavallo bianco, e con una voce squillante quasi come
+le sue trombe, lèsse al popolo la parola sovrana:
+
+ "Don Filippo e donna Giovanna, per la grazia di Dio re e regina di
+ Castiglia, di Leon, di Granata, di Toledo, di Valenza, di Gallizia,
+ di Maiorca, di Siviglia, ecc. ecc., ai reggenti, assistenti,
+ alcaldi, alguazili ed altri giustizieri quali si vogliano di tutte
+ le città, ville e luoghi dei nostri regni e dominii, salute e
+ grazia!
+
+ "Sappiate che essendo noi deliberati di visitare tutte le terre del
+ nostro regno, e perciò sul punto di partire da questa amata città,
+ per rispetto alle antiche consuetudini ond'essa è privilegiata,
+ come per dimostrazione del nostro vivissimo affetto, abbiamo
+ ordinato che in Burgos siano convocate le Cortes di Castiglia e
+ Leon, dove noi saremo ritornati, a Dio piacendo, prima del 20
+ giugno. Siano dunque avvertiti di ritrovarsi per quel giorno in
+ Burgos i tre _estamentos_ di Castiglia, del clero, dei nobili, dei
+ procuratori delle città e borghi regali, a cui è concesso il
+ diritto di partecipazione, per far le leggi nuove e riformare le
+ antiche, per istabilire con equità i pubblici carichi, reprimere
+ gli abusi, far ragione a tutti coloro che a noi si richiameranno
+ di violata giustizia. Tale essendo il nostro piacere, conforme agli
+ obblighi verso Dio e verso il buon popolo di Castiglia.
+
+ "Dato nella nostra antica città di Burgos, il giorno 8 di maggio,
+ l'anno della natività del nostro Salvatore Gesù Cristo 1506.
+
+ "_Io il Re. Io la Regina._"
+
+Era quello un colpo maestro del buon Tellez Giron de Sandoval, duca di
+Ossuna, che primeggiava nei consigli dei nuovi sovrani. Ma la prima
+spinta era data da Beatrice di Bovadilla, che aveva preso assai
+facilmente presso la regina Giovanna il posto tenuto presso la grande
+Isabella. Ricordate che a Valladolid era venuto a cercare donna Beatrice
+il giovane marchese di Lucena, per riferirle in nome dell'Ossuna i
+desiderii del popolo; e come donna Beatrice consigliasse di rispondere
+in modo da contentare Valladolid senza offesa ai diritti di Burgos.
+L'occasione di appagare i voti dell'una e dell'altra città si era
+offerta più presto che Bovadilla non si potesse immaginare: fin da
+quando era giunto don Diego Colon a prender commiato dal padre,
+l'accorta signora aveva meditato quel colpo che doveva sgominare tutti i
+disegni faticosi del re d'Aragona. Così, fatta a Burgos una sosta di tre
+ore, con una certa promessa di ritorno, Giovanna e Filippo si
+rimettevano in via, pellegrini d'amore e banditori della propria
+sovranità per le terre di Castiglia. Quanto a visitarle tutte, non c'era
+impegno che potesse durare contro la stanchezza di un lungo viaggio. Ma
+si andava, come se il pellegrinaggio dovesse giungere fino alle rive del
+Mediterraneo e a quelle dell'Atlantico. L'essenziale era di lasciare il
+re Ferdinando colle mani in mano, nella Calle Alta di Burgos, dandosi
+pensiero di lui, che aspettava, come se fosse stato cento miglia
+lontano.
+
+Nella Calle Alta l'editto regale fu letto quando Giovanna e Filippo
+erano già usciti dal palazzo di città, e le grida di saluto ai sovrani
+salivano al cielo. Il re Ferdinando sentì quelle grida nello stesso
+tempo che giungeva a lui qualche frase dell'editto, recitata a voce più
+alta dall'araldo, o non coperta dai rumori della moltitudine ascoltante.
+Partivano, dunque? partivano da Burgos, dov'egli si era venuto a
+piantare, per metterli nell'impaccio; e ce lo lasciavano lui,
+ignorandolo, non mostrando di sapere che fosse ancora tra i vivi.
+
+Per una volta tanto, il pazientissimo re si morse le labbra dal
+dispetto. Questa poi non se l'aspettava. E voleva sfogarsene col fido
+Ximenes; ma il Ximenes non c'era. Non già perchè lo avesse abbandonato
+anche lui, come tutti i suoi gentiluomini di Castiglia; ma perchè era
+andato a parlamentare con gli avversarii. Come nato in Castiglia e
+arcivescovo d'una città di Castiglia, il Ximenes aveva fatto ossequio ai
+nuovi sovrani. Ed essi avevano mostrato di gradir molto la visita; e
+Giovanna in particolar modo si era mostrata affabilissima al confessore
+di sua madre. Ma a lei non aveva osato dir nulla, nè far preghiere, nè
+dar consigli non chiesti, specie vedendola così ben circondata,
+custodita e difesa.
+
+Al duca d'Ossuna, piuttosto, e agli altri cortigiani maggiori, si aperse
+liberamente il virtuoso Ximenes. Perchè quella partenza improvvisa?
+senza dare un po' di riposo alla regina? senza permetterle di vedere il
+re d'Aragona, che stava lassù ad aspettarla? Infine, quello era suo
+padre; ed era d'un padre aspettare i suoi figli.
+
+--Vostra Eccellenza non dimentica che donna Giovanna è la regina di
+Castiglia, e che qui siamo, se Dio vuole, in Castiglia;--rispondeva con
+molta calma il duca d'Ossuna.--Vostra Eccellenza non ignora che non ci
+son più padri nè figli, dov'è in giuoco la dignità della Corona. Tutto
+ciò che Vostra Eccellenza ci fa notare col suo gran senno, con la sua
+grande pietà, con la sua grande prudenza, è stato attentamente
+considerato da noi. Non abbiamo obbedito a rancori, a puntigli, a
+dispetti; solo ci siamo studiati di non consigliar debolezze. Giovanna e
+Filippo son venuti qua in casa loro; ricevono visite, non vanno a
+farne.--
+
+L'argomento era senza replica. Ma l'arcivescovo di Toledo, non potendo
+attaccarlo di fronte, si provò a scalzarlo di fianco.
+
+--Intendo, intendo;--diss'egli.--E le ragioni son buone, come le
+intenzioni son pure. Ma non si potrà forse impedire che il popolo di
+Burgos faccia i suoi giudizi su questo caso spiacevole.
+
+--Saranno giudizi temerarii;--rispose più placido che mai il duca di
+Ossuna;--saranno giudizi temerarii, se vorranno trovare un cattivo
+sentimento dove non era altro che l'obbligo sacro di mantenere nella sua
+integrità il buon diritto della Corona. Un altro giudizio, e più savio,
+vorrà fare il popolo di Burgos, pensando che il re d'Aragona, trovatosi
+qui mentre i reali di Castiglia giungevano in casa loro, non si è
+neanche degnato di andarli a ricevere alle porte, per offrir loro la
+casa, che teneva preparata per essi.
+
+--Ah signori! signori!--esclamò il buon Ximenes.--E non son puntigli,
+questi?
+
+--Ragioni di dignità, ragioni imprescindibili: e Vostra Eccellenza si
+dorrebbe a buon dritto, non per sè, ma per l'alto suo ministero, se
+Palencia o Siviglia mancassero di rispetto a Toledo.
+
+--Ma pensate, signori,--insisteva il Ximenes, senza ribattere
+quell'argomento ad hominem,--pensate che molte cose con un po' di buon
+volere dall'una parte e dall'altra s'aggiustano. Castiglia ed Aragona,
+finalmente, che sono? Non forse la Spagna? la Spagna antica, che le
+discordie avevano disfatta, aprendone la via al Moro infedele? la Spagna
+nuova, che dobbiamo saldar meglio nelle leggi e nei cuori? Chi, più del
+re Ferdinando, s'è adoperato per questa nobile Spagna? Non ha egli
+condotta a termine la cacciata del Moro? Non ha egli ceduto alla Spagna
+i particolari diritti d'Aragona sul reame di Napoli? e ancora non
+combatte per assicurarne il dominio alla Spagna?--
+
+Il duca d'Ossuna aveva chinato più volte il capo alla progressione
+oratoria dell'arcivescovo di Toledo. E pareva che approvasse: ma non
+faceva altro che accompagnare col gesto quella enumerazione di meriti.
+Infatti, come quell'altro ebbe finito, così egli parlò, ribattendo:
+
+--Molte cose si potrebbero rispondere alla Eccellenza Vostra. Poche ne
+diremo, stretti come siamo dal tempo. Si ricordi quanta parte abbia
+avuta nella gloria del regno la grande Isabella; e solo può dimenticar
+la regina, chi ha mostrato di dimenticare la donna. Aragona ha ceduto
+Napoli alla Spagna, non potendo tenerlo per sè, con dinastia separata e
+con forze troppo inferiori al bisogno. Che io dica il vero, lo dimostra
+il fatto che il re d'Aragona, dovunque non vide la pronta utilità
+dell'impresa, lasciò avaramente in ballo Castiglia.
+
+--E dove?
+
+--In una certa spedizione da Palos, donde venne alla Spagna l'acquisto
+di tante terre nel nuovo Mondo, e tanta gloria nel vecchio.
+
+--Bravo, Ossuna!--gridò una voce femminile.
+
+--Aggiungo,--riprese l'Ossuna, dopo aver risposto con un cavalleresco
+inchino a quel grido,--aggiungo poi, per quanto risguarda il combattere,
+che la grande Isabella ci ha guadagnata l'infermità donde fu tratta alla
+tomba, povera e santa guerriera! Aggiungo ancora che non Ferdinando ha
+preso Granata, ma Consalvo di Cordova; nè Ferdinando, ma Consalvo di
+Cordova combatte ancora in Italia; e Ferdinando non l'ama, Ferdinando
+l'ha in ira, forse più che in sospetto. Pure, è gloria di Spagna,
+Consalvo. E la gloria di Spagna, dopo tutto, noi la vogliamo sulla punta
+della nostra spada, non nel consigliar debolezze verso l'uomo che fino a
+ieri ha impedito (e ne abbiamo le prove) che la Castiglia ricevesse i
+suoi re.--
+
+Neanche qui c'era da replicare; e il virtuoso Ximenes si contentò di
+mandar fuori un sospiro. Sentiva anch'egli che il suo re Ferdinando, con
+una buona causa alle mani, si era adoperato fin allora con indegni
+artifizi, come se l'avesse cattiva?
+
+Pochi momenti dopo, la coppia regale era in moto, per uscire da Burgos,
+non dimenticando di lasciarci ufficiali suoi ed un nerbo di gente per
+custodirvi il buon dritto di Castiglia. Non ce ne sarebbe stato bisogno,
+tanto era l'ardore di quel popolo. Giovanna era adorata da ogni ordine
+di cittadini; Filippo, dal canto suo, aveva conquistate le padrone di
+tutti quei cittadini. Ah perchè i doveri del trono allontanavano da
+Burgos quel fior di bellezza? "Appena vidi il sol che ne fui privo"
+avrebbe potuto gridare il gentil sesso di Burgos.
+
+Non dubitate, o belle; ritornerà presto, il giovine Apollo di casa
+d'Austria. E qui, il 25 settembre, come a dire prima che passino i
+cinque mesi, egli morrà di morte improvvisa. E Giovanna ne perderà la
+ragione del tutto, e non concederà il cadavere alla vostra certosa di
+Miraflores, se non dopo averlo portato più settimane attorno, per città
+e campagne, aprendo ad ogni tratto la bara, per contemplarlo ancora, e
+nutrirsi del suo pazzo dolore, e farne spettacolo lagrimoso alle genti.
+Soltanto allora il re Ferdinando avrà conseguito il suo fine. Ragno
+paziente, rifatta la sua tela, e la pace coi nobili di Castiglia,
+otterrà una reggenza, che gli permetta di adoperarsi liberamente alla
+grandezza del regno. Causa buona, certamente; ma lasciata in cattive
+mani. Perchè?
+
+
+
+
+CAPITOLO XVI.
+
+Grazia, giustizia, e un granellin di follìa.
+
+
+Ma per ora, vittoria. Giovanna e Filippo sono entrati a Valladolid. Le
+accoglienze sono maravigliose; l'allegrezza della città non si descrive;
+essa è tanto più grande, quanto più lontana era in lei la speranza di
+avere tra le sue mura i sovrani. Nè solamente per un giorno, come è
+toccato a Burgos. Valladolid li riterrà per parecchi, meglio prestandosi
+per una lunga dimora l'ampiezza del palazzo reale, e il non averci
+l'incomodo di un'altra corte, sempre molesta vicina, per quanto
+l'abbiano scemata di numero le diserzioni sollecite di tutti, o quasi
+tutti i gentiluomini Castigliani. Se poi l'altra corte volesse scendere
+anch'essa in Valladolid, non avrebbe a far altro che a prendere esempio
+da ciò ch'è avvenuto in Burgos, dov'ella si era già collocata, e i nuovi
+venuti erano smontati al palazzo di città. Venga pure a Valladolid, e
+smonti dove le pare; magari al palazzo di giustizia, dove abitava il
+Ximenes: l'essenziale è che non trovi alloggio al palazzo reale, che è
+proprietà di Castiglia e Leon, mentre Castiglia e Leon appartengono ai
+due giovani principi, ai sovrani adorati, che tutto il paese ha così
+prontamente riconosciuti, passando sopra alle minute formalità, alle
+vane cerimonie d'una trasmissione di poteri. Tutta roba, questa, a cui
+si potrà dar sesto in processo di tempo: per ora Valladolid non ha da
+curarsi di ciò; Valladolid è in festa, e sarà in festa finchè i giovani
+sovrani staranno tra le sue mura.
+
+Beatrice di Bovadilla trionfa; quando passa lei per le vie, tutti i
+cittadini si scoprono il capo, le fan riverenze, l'acclamano. Si sa che
+il consiglio di scender subito a Valladolid è venuto da lei. Si vede che
+i duchi e tutti gli altri gran signori del cortéo regale, abbondando
+volentieri nelle belle forme della cavalleria spagnuola, si mostrano
+pieni di ossequio per lei; ed anche il popolo impara a riverirla, ad
+amarla. La regina Giovanna la vuol sempre al suo fianco; il re Filippo
+la colma di delicate attenzioni.
+
+Troppe attenzioni, ahimè, quelle di Filippo il Bello, e troppo delicate!
+Giovanna ammette le cortesie, non riprova le garbatezze; ma ci vorrebbe
+più riguardo, più misura, più parsimonia. È gelosa, e la gelosia non
+ragiona; è gelosa, e ne soffre doppiamente questa volta, perchè la
+gelosia ha un argomento visibile su cui esercitarsi, e perchè infine
+ella ama la marchesa di Moya, e non vorrebbe privarsi di lei.
+
+--Dio, come sei bella!--le disse al secondo giorno dell'entrata in
+Valladolid, non potendo più reggere alla sua pena.--Sei troppo bella,
+Bovadilla!--
+
+Donna Beatrice diede in uno scoppio di risa, che mostrava tutta la sua
+bell'indole, ma ancora più i suoi bellissimi denti.
+
+--Alla mia età,--rispose poscia,--non mi aspettavo più un simile
+discorso. È anche vero che Vostra Altezza ha il più bel cuore della
+cristianità.
+
+--Oh, non è il mio cuore, quello che parla; sono i miei occhi;--replicò
+Giovanna, abbracciandola con tenerezza, come se volesse in quell'atto
+premunirsi contro la cattiveria del sentimento da cui si sentiva già
+invadere.--Tu hai bevuto alla fontana di giovinezza, che i maghi
+moreschi hanno fatta scaturire in qualche parte della Spagna. Dimmi
+dov'è, tu che lo sai; e dov'è la fontana della bellezza miracolosa.
+Perchè anche di questa ne hai bevuto, Bovadilla. Negalo, se puoi! C'è
+qualcheduno che ti vede troppo di buon occhio; ed io non voglio,
+Bovadilla, non voglio.
+
+--Vostra Altezza si rassicuri anche contro le illusioni degli
+occhi;--rispose Beatrice di Bovadilla, mettendosi sul grave.--Io voglio
+farle qui una bella confessione.
+
+--Ah sì, sentiamo, Bovadilla!--gridò la regina, battendo le palme dalla
+gioia.--Tu hai pure un certo modo originale di dir le cose più fini!
+
+--Ringrazio Vostra Altezza, e incomincio con una domanda, ch'ella vorrà
+perdonarmi. Che cosa ho fatto, io, che cosa ho detto io alla mia regina,
+appena ella è smontata sulla spiaggia di Laredo?
+
+--Non so più bene;--rispose Giovanna, sconcertata da quel modo di
+cominciare, che veramente era più originale di quanto ella potesse
+aspettarsi.--Ricordo che mi hai presentato don Bartolomeo Colon.
+
+--Con una lettera, non è vero?
+
+--Sì, con una lettera di ossequio, di suo fratello l'Almirante.
+
+--Almirante maggiore del mare Oceáno;--aggiunse a mo' di glossa in
+margine la marchesa di Moya, badando anche a batter bene l'accento sulla
+penultima di Oceáno, com'ella soleva.--E la lettera diceva, oltre le
+parole di ossequio? Non forse che l'Almirante aspettava giustizia dai
+nuovi sovrani?
+
+--Sì, è vero; e la faremo. Ma che vuoi tu dire con ciò?
+
+--Questo, mia buona regina: che anch'io, dopo l'ossequio dovuto a Vostra
+Altezza, non vedevo più altro fuorchè don Cristoval Colon, il
+grand'uomo, il luminare del mondo.
+
+--Come ne parli!--esclamò Giovanna, guardandola fissamente negli,
+occhi.--E non temi, dandogli questo titolo, di far torto ad Apollo, il
+dio della luce?
+
+--Non ho da render conto agli Dei; amo quell'uomo. Scendesse Apollo in
+terra, Apollo che è pure il dio della bellezza, della poesia e
+dell'arte, egli non avrebbe uno sguardo da me: non lo avrebbe avuto
+quand'ero ancor giovine, e bella davvero (posso oggi parlarne senza
+incorrere la taccia di superbia) e già amavo don Cristoval.
+
+--Lo hai amato.... e lo ami sempre....--disse Giovanna, seguendo a modo
+suo il filo di quello strano discorso.--Bella cosa, amar sempre.... ed
+essere amata! Perchè non lo sposi?
+
+--Non posso;--rispose Beatrice Bovadilla, con accento di profonda
+tristezza.
+
+--Non puoi? E chi lo impedisce? Posso io esserti utile?
+
+--No, mia signora;--mormorò Beatrice sospirando.--C'è un triste segreto
+di mezzo, il segreto di Cordova!
+
+--Posso io saperlo? Vuoi dirmelo?--
+
+La marchesa di Moya non poteva ricusare alla innocente curiosità della
+pietosa regina il resto di una confessione, ch'ella stessa si era
+proposta di fare. Ed anche le pareva di sfogare la piena del suo dolore,
+narrandone ancora una volta le tristi cagioni. Narrò dunque, svelò
+intieramente il segreto di Cordova.
+
+--E quella donna?--domandò la regina.--Se è libera, come tu dici, non
+darà la sua mano a don Cristoval?
+
+--Non vuol saperne;--rispose Beatrice di Bovadilla.
+
+--Non vuol saperne? e perchè, dopo il suo fallo? ed essendo questo
+l'unico modo di ripararlo?
+
+--Non lo so;--disse Beatrice.--Pare che le sia entrata nel cuore una
+avversione invincibile contro il padre del suo Fernando, anche prima che
+questi nascesse. Misteri della povera carne! Ed io non cercherò di
+approfondirli. Pure ho tentato di ricondurla alla ragione, quella donna
+ostinata; e tanti anni fa, ed ancora in questi ultimi tempi. Dio mi è
+testimone che ho fatto ogni mio potere per convincerla. Non trovandola
+io, ed essendo chiamata dal segnale dei fuochi d'allegrezza a Laredo, ho
+posto sulle sue tracce una fidata persona, che l'ha ritrovata finalmente
+a Granata, consegnandole una lettera mia. Frate Alessandro, un buon
+francescano, che era il mio messaggero, è tornato iersera da me, senza
+aver nulla ottenuto. Le ha parlato da religioso e da cavaliere ad un
+tempo, ma senza alcun frutto. Gli ha risposto che è contenta così, e che
+vuol vivere in pace. Ma forse io m'inganno, sulla avversione
+inesplicabile di lei. Se don Cristoval fosse in auge, parlerebbe ella
+ancora così? Certo, non amerà esser la moglie di un povero abbandonato.
+
+--E se io lo rimettessi in onore?--disse Giovanna.--Se io gli rendessi,
+unita col mio Filippo, tutti i suoi titoli, i suoi diritti, i suoi
+privilegi?...
+
+--Chi sa? forse allora si muterebbe il suo cuore.
+
+--E tu ne saresti contenta?--
+
+Beatrice di Bovadilla stette dubbiosa un istante: ma si pose una mano
+sul cuore, come per reprimerne le voci ribelli, e rispose con accento
+sicuro:
+
+--Sì, perchè mi parrebbe di avere adempiuto l'obbligo mio.
+
+--Ami tu in questo modo?
+
+--Ma sì, mia dolce signora. Ognuna di noi ama in un suo modo
+particolare. Il mio non rifugge dal sacrifizio.
+
+--Povera Bovadilla, come devi soffrire! Ed è sempre bello, il tuo
+Almirante? bello, come io l'ho veduto bambina, alto, maestoso, sereno,
+con quei grandi occhi azzurri e quelle labbra che facevano anche più
+bello il sorriso?
+
+--Sempre!--rispose Bovadilla, chiudendo gli occhi con atto
+religioso;--sempre tale io lo vedo, attraverso la nebbia degli anni. Ed
+è bello come un dio antico, sul cui capo sia passato il dolore,
+lasciandogli i suoi segni augusti nel viso. I travagli della vita lo
+hanno estenuato; gli tremano le membra, e spesso ricusano di sostenerlo;
+ma i suoi alti servigi ne han colpa. La fronte, ampia e serena, è campo
+di celesti pensieri, di cui si vorrebb'essere a parte; gli occhi
+scintillano, dardeggiano, e passano i cuori; le labbra.... ha detto bene
+Vostra Altezza.... le labbra son tali da fare anche più bello il
+sorriso, la cosa più bella, forse l'unica bella sulla faccia dell'uomo.
+L'aureola dei suoi patimenti raddoppia quella delle sue imprese
+immortali; essa fa di lui il più grande fra gli uomini.
+
+--Che ardore!--esclamò la regina.--Ma quando si ama, si pensa così.
+Niente val più del nostro amore; niente val più dell'uomo che amiamo.--
+
+Giovanna era sul punto di cadere in una delle sue estasi frequenti,
+donde tornava poi tanto difficile richiamarla alle cure volgari della
+vita.
+
+--Ed io non abbandonerò più quell'uomo;--ripigliò la marchesa, alzando
+la voce, come per trattenere lo spirito vagabondo della regina.--Anzi,
+mi ascolti Vostra Altezza, io dovrò pregarla ben presto di darmi
+licenza. Alla mia regina ho portato l'omaggio di un cuore devoto; ma
+ella non avrà più bisogno di me; resterò a Valladolid.--
+
+Un moto involontario d'allegrezza agitò il cuore e tinse d'una fiamma
+fugace le pallide guance della gelosa regina. Ma la gelosa era buona, ed
+amava la sua Bovadilla; perciò represse a forza quel senso importuno di
+gioia, che sarebbe anche parso di brutta ingratitudine.
+
+--Mia cara!--diss'ella.--Ciò che vuoi fare a Valladolid non si accorda
+troppo bene con ciò che speri di ottener da Granata. Ma speriamo che
+Granata persista nel suo rifiuto; non ti rifiuterò io ciò che domandi
+per il tuo Almirante. Lascia che si compongano queste difficoltà con mio
+padre, e che io sia libera di dar corso ai voti del mio cuore, ed io
+penserò a don Cristoval Colon in modo da farti contenta. Sarà questo il
+mio primo atto di regno.
+
+--Faccia la mia signora che sia soltanto il secondo;--rispose la
+marchesa di Moya.
+
+--Come?--gridò la regina.--C'è altro, che ti preme di più?
+
+--Non già che mi prema di più, ma che può farsi prima, che può farsi fin
+d'oggi.
+
+--Che cosa? Sentiamo.
+
+--Una visita al palazzo di giustizia, o, per dire più veramente, alle
+carceri attigue.
+
+--Per che fare?
+
+--Per liberare una povera donna, che molto mi sta a cuore, come sta a
+cuore del signor Almirante, essendo essa la moglie di un degno
+gentiluomo, suo concittadino e fedele servitore.
+
+--Che cosa ha fatto questa donna? ha commesso un delitto?
+
+--Sì, e gravissimo; è moglie ad un uomo che non voleva prestarsi ad un
+tradimento contro Giovanna e Filippo, legittimi sovrani di Castiglia.--
+
+Così avendo incominciato, Beatrice di Bovadilla narrò tutta la storia
+del conte Fiesco e della contessa Juana. L'anima mite della regina si
+turbò grandemente al racconto di quella prepotenza inaudita, che,
+com'ella disse, gridava vendetta a Dio.
+
+--E giustizia ai suoi ministri in terra;--conchiuse la marchesa di
+Moya.--Così si è messo il coltello alla gola d'un povero gentiluomo,
+straniero di nascita, ma vissuto parecchi anni ai servizi di Castiglia.
+E si aspetta da San Domingo la prova che la contessa di Lavagna non sia
+stata suddita Spagnuola. E si aspetta da Genova la prova che sia
+veramente la moglie del conte Fiesco. Se poi il conte Fiesco si decide a
+far firmare questo trattato dal re Cristianissimo, non c'è più mestieri
+di prove da Genova, non c'è più mestieri di prove da San Domingo, e la
+prigioniera è restituita al povero conte.--
+
+Così dicendo, la marchesa di Moya aveva cavato un foglio dalla sua borsa
+di velluto, e lo metteva sotto gli occhi della regina.
+
+Giovanna lèsse, e strinse convulsamente le labbra.
+
+--Pazienza per me, che sono sua figlia;--diss'ella.--Ma contro i diritti
+di Filippo! È orribile, sai? Son pazza.... pazza io, perchè amo! Così
+avess'egli veramente amata mia madre, che non vedrei sul trono di
+Aragona la sua Germana di Foix! Ed è della sua cancelleria, lo
+scritto;--soggiunse, guardando ancora il foglio malaugurato.--Conosco la
+mano del suo segretario Fernando Alvarez di Toledo; un Castigliano che
+non abbiamo ancor veduto alla nostra corte! Meglio così, dopo tutto; che
+io non lo vedrei di buon occhio. Mi lasci questo foglio?
+
+--È commesso alla mia fede, signora. Questo posso giurare, che non
+andrà, per le mani d'un Fiesco, a Parigi.
+
+--Ripiglialo, Bovadilla. Tanto, mi scotterebbe le mani. E mi dicevi che
+le carceri sono attigue al palazzo di Giustizia?
+
+--Sì, e se Vostra Altezza ama davvero la sua Bovadilla....
+
+--E la mia Bovadilla, e la giustizia del mio regno;--rispose con nobile
+accento la regina.--Andiamo senza perdere un istante. Dov'è Filippo? Si
+cerchi del re.--
+
+Filippo non era a palazzo. Mezz'ora prima era montato a cavallo, in
+compagnia del duca di Ossuna. Per dove? Non si sapeva; ma certamente non
+poteva andare lontano, non avendo accennato ad una lunga assenza. Era
+andato a passeggio; non si trattava dunque se non di una delle solite
+scappate mattutine, per veder la città. Il giovane re era come uno
+scolaretto, a cui pesino troppo le sue ore di studio, sotto gli occhi e
+la sferza del pedagogo.
+
+Giovanna si addolorò di quella passeggiata, che si faceva senza di lei,
+e senza pure avvertirla. Ah, le belle di Valladolid! volevano farla
+disperare, come quelle di Brusselles, come quelle di Londra!
+
+--Mia signora,--disse Beatrice, che non voleva altri indugi,--se il re
+Filippo non è a palazzo, lo troveremo fuori, facendo un giro per la
+città. E del resto, si fa presto a trovarlo.--
+
+Era in anticamera il marchese di Lucena; la marchesa lo chiamò, e in
+presenza della regina gli disse:
+
+--Lucena, siate oggi, con licenza[tn285] di Sua Altezza, il mio
+aiutante. Uscite e cercate del re don Filippo; ditegli che la regina è
+andata fino al palazzo di giustizia, per visitare le carceri, e lo
+attende colà.
+
+--Lo desidera;--corrèsse la regina.
+
+--Vostra Altezza sarà obbedita;--rispose il marchese di Lucena,
+muovendosi tosto per partire.
+
+--E veduto il re,--aggiunse la marchesa,--cercate del conte Fiesco. Lo
+troverete probabilmente in casa del signor Almirante Colon. Ditegli, vi
+prego, di venirmi a trovare alle carceri. Il ritrovo non sarà
+bello,--soggiunse ella ridendo,--ma non l'ho inventato io, e bisogna
+prender le cose del mondo come vengono.--
+
+Il marchese di Lucena s'inchinò, e partì come una freccia.
+
+Mezz'ora dopo, la regina Giovanna, seguita dalla sua dama di palazzo, da
+due cavalieri d'onore e da un drappello d'arcieri, si presentava
+all'ingresso delle carceri, detto il palazzo di giustizia.
+
+--Sua Altezza la regina di Castiglia! aprite!--intimò il capo degli
+arcieri.
+
+Il cancello si aperse, e la regina entrò in un cortile di vecchio
+convento, diventato prigione. Il prevosto delle carceri non tardò ad
+apparire dall'alto di una scala, e tutto confuso da quella visita
+inaspettata scese a precipizio, rischiando un paio di volte di
+fiaccarcisi il collo.
+
+--Agli ordini di Vostra Altezza;--balbettò egli, piegandosi in
+due;--agli ordini di Vostra Altezza.
+
+--Voglio visitare le carceri;--disse la regina, con piglio
+severo.--Precedimi.--
+
+Il prevosto non osava passare avanti: ma Beatrice di Bovadilla gli fece
+notare che dove Sua Altezza ordinava, il cerimoniale portava di
+obbedire. E il prevosto si piegò in due una seconda volta, precedendo
+la comitiva fino al piano superiore del chiostro.
+
+--Non aspettavate di rivedermi così presto?--gli disse a mezza voce la
+marchesa di Moya, mentre la regina si affacciava nell'intercolonnio, a
+guardare di sotto e d'intorno.
+
+--Signora.... sa Iddio se avrei voluto contentarvi l'altro giorno; ma ho
+comandi superiori.... sono schiavo del dovere....
+
+--Il vostro dovere lo vedremo quest'oggi;--ribattè la marchesa.--E
+preparatevi a farlo bene.
+
+--Che cosa gli dici?--domandò la regina, avvicinandosi.
+
+--Che si disponga a liberare il mozzo Bonito, secondo gli ordini di
+Vostra Altezza;--rispose la marchesa di Moya.
+
+--Tale è infatti il nostro piacere;--disse la regina.--Dov'è egli?
+
+--È là, al numero sette, voltato quell'angolo del corridoio;--rispose il
+prevosto, più confuso che mai.--Ma.... voglia perdonarmi Vostra
+Altezza.... So bene che Vostra Altezza comanda.... Tutta Valladolid lo
+dice; ma io, povero vecchio soldato, schiavo del mio dovere....
+
+--Vuoi dire che non hai libertà di obbedirmi? Colpa di chi non te lo ha
+fatto sapere in tempo;--replicò la regina, con più asseveranza che non
+fosse dato aspettare da lei.--Apri quell'uscio, e metti fuori il
+prigioniero, a cui faccio grazia, se forse non è meglio dire gli rendo
+giustizia.--
+
+Il povero prevosto nicchiava. L'aspetto imperioso della regina egli lo
+vedeva, e ne tremava tutto: ma aveva anche agli occhi le immagini del
+re Ferdinando e del suo potente ministro Ximenes.
+
+--Mia signora....--balbettò egli.--Se almeno avessi un ordine in
+iscritto!
+
+--Non c'è altra difficoltà?--disse la marchesa di Moya.--Portate qua
+penna e calamaio con un foglio di carta, e l'ordine è presto fatto.
+
+--Capisco.... sì, capisco bene. Ma gli ordini, forse, andrebbero meglio
+se firmati da due.... dalla regina e dal re. Il re e la regina sono
+inseparabili.--
+
+La marchesa di Moya stava già per rispondergli. Ma la regina fu colpita
+dalle parole dello scrupoloso carceriere.
+
+--Hai ragione, buon servo della corona di Castiglia;--diss'ella,
+intenerita.--Tu pensi che Filippo debba esser sempre accanto a Giovanna?
+Ricordami queste tue parole, quando avrai qualche cosa da chiedermi, e
+ti sarà concessa, te lo prometto fin d'ora.--
+
+Ciò detto rimase estatica, pensando e guardando fissamente davanti a sè.
+Era uno dei momenti pericolosi, per chiunque aspettasse qualche cosa da
+lei. La povera estatica non era più capace di nulla.
+
+--Possiamo almeno entrare, a visitare il prigioniero;--disse la
+marchesa, alzando la voce.--Apriteci, signor prevosto. E Vostra Altezza
+si degni di entrare,--soggiunse, premendo con devota amorevolezza il
+braccio della regina.--La contessa Juana del Fiesco aspetta una buona
+parola dal bel labbro regale.
+
+--Bel labbro!...--mormorò la regina.--Bel labbro!... Come sei originale,
+Bovadilla! Andiamo dunque;--soggiunse, alzando a sua volta la voce;--e
+portiamo la buona parola. Bel labbro!--tornò a ripetere
+sommessamente.--Bel labbro! Così parlasse Filippo!--
+
+La regina voleva visitare il prigioniero; era nel suo diritto, e
+adempiva anche uno dei precetti della santa madre Chiesa. Il prevosto
+non ebbe argomenti da opporre, e mise mano alle chiavi. La cella del
+numero sette fu aperta, e la regina passò.
+
+Il mozzo Bonito era là, nel vano dell'unica finestra onde prendeva luce
+la cella; e stava con la fronte appoggiata alle sbarre d'una inferriata,
+per sentire il fresco del metallo, e per bere un soffio d'aria, della
+buona aria del cielo, della eterna libera, che forse ignora la sua
+grande fortuna. Non si era volto, all'aprirsi dell'uscio, pensando che
+si trattasse d'una delle solite visite de' suoi carcerieri; ma si volse
+al fruscío delle vesti femminili, e ad una ondata d'insolita fragranza
+che penetrava in quel chiuso. Vide allora le dame, riconobbe la marchesa
+di Moya, e si gettò nelle braccia che essa gli tendeva in quel punto.
+
+--Ecco la regina, mozzo Bonito;--fu pronta a dire la marchesa di
+Moya;--la regina Giovanna, che vi fa la grazia di venirvi a vedere.--
+
+Il mozzo Bonito guardò quella dama dal malinconico aspetto e dai grandi
+occhi buoni; si chinò, le prese la mano, baciandola divotamente, e ruppe
+in uno scoppio di pianto. Erano le prime lagrime che Fior d'oro avesse
+versate là dentro.
+
+--Mozzo Bonito! mozzo Bonito!--esclamò la regina, commuovendosi.--O
+piuttosto, contessa del Fiesco.... Sappiamo tutto: non piangete; siamo
+qua noi. Dio!--soggiunse, volgendosi alla marchesa.--Come è bella! Se
+avesse i capelli biondi, non si direbbe?...
+
+--La regina vi fa giustizia;--prese a dire la marchesa, cercando di
+rompere il corso dei pensieri regali.--Essa abomina una odiosa
+prepotenza, a cui il suo governo è straniero. La regina vi ama, e vi
+conduce a respirare un'aria più sana. Venite, contessa, e ringraziate la
+regina fuori da questa orribile stanza.
+
+--Ci sa di rinchiuso;--aggiunse la regina, muovendosi.--E come è brutta
+la prigione!--
+
+Uscita dalla triste stanzetta, la comitiva svoltò l'angolo del
+corridoio, avviandosi a quella parte dond'era venuta. Il signor prevosto
+delle carceri si trovò male a quella vista, e fu per cacciarsi le mani
+nei capelli. Come richiamar dentro il prigioniero, senza offendere la
+regina, che andava oltre, tenendogli per dimostrazione di benevolenza
+una mano sugli ómeri? La marchesa di Moya, che veniva dopo di loro a
+pochi passi di distanza, vide il comico agitarsi del disgraziato; ma non
+si diè cura delle sue smanie, e seguitò imperturbata un esodo che le
+pareva troppo bene avviato. Ma egli non la intendeva così; e fattosi
+animo, afferrò la marchesa per una manica ricadente della sua
+sopravveste di broccato.
+
+--Signora marchesa.... mia buona signora marchesa....--ansimava egli con
+voce soffocata.--È un tradimento.... Sono un uomo rovinato....
+
+--Che cosa vi avevo detto io, signor prevosto?--ribattè la marchesa,
+traendo a sè la sua manica.--Carta, penna e calamaio, e vi si fa
+l'ordine di scarcerazione.
+
+--Ma senza la firma del re?
+
+--Ecco, voi non siete ragionevole nei vostri desiderii. La regina vi ha
+detto: ripetimi le tue belle parole, quando avrai qualche cosa da
+chiedermi, e sarai contentato. Avete voi chiesto allora che il re
+autenticasse la parola di lei? E non andrete un giorno o l'altro a
+chiedere un posto migliore, anche senza avere la firma del re?
+
+--Ma ancora non è detto che io l'ottenga!--rispose il prevosto.
+
+--E il modo vostro è cattivo, se mai, per ottenere qualche
+cosa;--ribattè la marchesa.--Credete voi che fugga Giovanna stasera, e
+sia qui domani da capo il re d'Aragona? Ah, per buona sorte, e per
+rimettervi il fiato in corpo,--soggiunse ella, ridendo,--eccolo qua un
+re, signor prevosto, e migliore di quello che volevate servire. Animo!
+carta, penna e calamaio, se non volete che il re e la regina vadano via,
+senza lasciarvi due righe di biglietto.--
+
+Il marchese di Lucena aveva fatte le cose per bene. Filippo,
+accompagnato dal buon duca d'Ossuna, era giunto allora nel chiostro, e
+stava a colloquio colla regina. Egli ebbe notizia di ciò che Giovanna
+aveva fatto, e stava rivolgendo qualche frase benevola al prigioniero
+liberato, quando la marchesa di Moya si avanzò per dargli spiegazioni
+più minute.
+
+--Bene! egregiamente!--disse Filippo, a cui poco bastava, e che lì per
+lì si sarebbe anche contentato di niente.--Facciamo dunque un po' di
+giustizia? Mi par d'andare a nozze una seconda volta. Ma sì!--aggiunse
+lesto, vedendo oscurarsi la fronte di Giovanna.--Con la giustizia, oggi,
+come già ci andai con la grazia.--
+
+Il prevosto aveva fatto portare uno scrittoio, con la carta, il
+calamaio e la penna. Gli fu steso l'ordine di scarcerazione, e Filippo
+si avvicinò allo scrittoio per apporre la firma: _Yo el Rey_.
+
+--È la prima che faccio, in Valladolid; ed ora, mia cara Giovanna, a
+voi.--
+
+Giovanna sussultò a quel dolcissimo aggiunto; e tutto il suo essere
+palpitava, radiava incontro a quell'uomo biondo e bello come un giovane
+iddio. Guardando a mala pena la carta, e subito levando gli occhi verso
+Filippo, scrisse accanto alla firma di lui: _Yo la Reyna_.
+
+--Basta così, per voi?--chiese la marchesa di Moya al prevosto.
+
+--Sì, signora marchesa;--rispose egli, chinando il capo più in giù delle
+spalle.
+
+--Ma ancora non basta a me;--ripigliò la signora.--Questo scrittoio può
+servire a qualche altro po' di giustizia, se Sua Altezza permette.
+Ossuna, volete voi scrivere un salvacondotto per don Bartolomeo Fiesco,
+conte di Lavagna, per la contessa sua moglie, e per ogni altra persona
+che fosse con lui in terra di Castiglia e Leon, che nessuno li possa mai
+molestare nè imprigionare?
+
+--Il re e la regina permettono;--disse il buon duca di Ossuna, vedendo
+sorridere i sovrani e far segno di assenso.--Dettate voi, marchesa, che
+sapete i nomi e i titoli, e il bisogno del conte.--
+
+La marchesa dettò; Filippo e Giovanna firmarono ancora, l'uno di costa
+all'altro, e il duca d'Ossuna v'aggiunse il suo nome, entrando così in
+carica di segretario.
+
+--Due buone azioni, e fatte insieme;--disse la regina.--Sono contenta,
+Filippo.--
+
+Ma Filippo s'era messo e dire troppe garbatezze al mozzo Bonito, e già
+pareva non avesse più occhi se non per lui. Onde la regina strinse il
+braccio di Bovadilla, su cui s'era appoggiata per scender la scala; e
+stringendo il braccio, le disse all'orecchio:
+
+--Odio il mozzo Bonito. È troppo bello; portalo via.
+
+--Lo manderò, piuttosto; perchè vedo là in fondo allo scalone il conte
+di Lavagna, che sarà più felice di accompagnarlo. Se pure,--aggiunse la
+marchesa,--Vostra Altezza non vuol liberarsi di me.
+
+--No, no, rimani; son pazza;--mormorò Giovanna, stringendosi a lei.--Son
+pazza! son pazza!--seguitava sommessamente.--Lo ha detto anche mio
+padre.
+
+--Pazza d'amore;--le sussurrò Beatrice di Bovadilla all'orecchio.--Ed è
+bello, in una donna, esser pazza così.
+
+--Anche tu, non è vero, Bovadilla? Accompagnami a palazzo; non son
+gelosa di te. Ma oggi, piuttosto, per avere il tuo premio, o per darlo
+altrui con la tua dolce presenza, andrai dagli amici tuoi che
+t'aspetteranno, e dirai a don Cristoval che Giovanna di Castiglia farà
+giustizia anche a lui. Come è bello far giustizia! Piace anche a
+Filippo; ed è più bello ancora scrivere il proprio nome accanto al suo.
+Inseparabili! inseparabili nella vita! Ma bisognerebbe anche esser tali
+nella morte; non credi?--
+
+
+
+
+CAPITOLO XVII.
+
+Sposi novelli.
+
+
+Dicono che l'uomo non intenda pienamente il suo bene, se non quando gli
+sia accaduto di perderlo, e che non sia maggior dolore del ricordarsene
+senza speranza, nè maggiore felicità del ricuperarlo dopo tanto
+sconforto. Ma il capitano Fiesco, per intendere il suo, non aveva
+mestieri di vederselo rapire a quel modo. Il doloroso esperimento, se
+mai, lo aveva già fatto una volta a San Domingo; e in verità non c'era
+bisogno d'insegnargli più nulla con un nuovo pericolo. E il pericolo era
+stato assai grave, ad onta delle speranze che gli faceva balenare
+davanti agli occhi il ministro Ximenes. Come sperare che Gian Aloise si
+mettesse per il suo disgraziato parente in una lunga peregrinazione e in
+uno spinoso negozio, se quel suo parente gli aveva poco prima ricusato
+di muoversi per lui a più breve viaggio e a più facile impresa? E se
+pure Gian Aloise si fosse lasciato persuadere per amor di Juana, da lui
+tenuta al fonte battesimale, da lui accompagnata all'ara nuziale, era da
+credere che sarebbe egualmente venuto a capo di una trattazione, che
+doveva essere tanto più malagevole, quanto più pareva premere al re
+Ferdinando? Se i negoziati fallivano a Parigi, addio speranze di
+Valladolid. E il capitano Fiesco si sarebbe ucciso, non potendo
+sopravvivere a Fior d'oro, irremissibilmente perduta. Triste chiusa al
+poema! Ed era questo il suo pensiero dominante, l'unico che lo tenesse
+in vita.
+
+Un raggio di speranza lo aveva portato con sè la marchesa di Moya. Si
+era sentito rinascere all'annunzio che i nuovi sovrani di Castiglia
+sarebbero giunti a Laredo, togliendo al perfido Aragonese
+l'amministrazione del regno. Ma anche un animoso tentativo della
+generosa Beatrice di Bovadilla era andato a vuoto. Il prevosto delle
+carceri, pregato, minacciato da lei, aveva resistito a preghiere, a
+minacce; e donna Beatrice era partita per Burgos, promettendo molto al
+povero conte, animandolo a sperare da capo, ma neanche lei ben certa di
+promettere utilmente, di dargli speranze efficaci. E i giorni passavano,
+ed erano giorni d'angoscia terribile. Ferdinando era andato a Burgos,
+incontro ai nuovi sovrani. Accorto com'era, non avrebbe acquistato
+sovr'essi un ascendente che già gli poteva assicurare la sua condizione
+di padre? Ma no; i giovani sovrani avevano lasciato Burgos, per scendere
+a Valladolid. Quel padre astuto non aveva vinto ancora. Per contro,
+venuta a Valladolid con la regina Giovanna, la marchesa di Moya non si
+era lasciata vedere in casa dell'Almirante. Che voleva dir ciò? Una cosa
+sola: che la dama di palazzo non aveva potuto, nei primi momenti
+dell'arrivo in Valladolid, allontanarsi dal fianco della regina; che se
+avesse potuto farlo, non lo avrebbe neanche voluto, amando meglio
+restar là, a vigilare, a spiar le occasioni, a cogliere il buon momento
+per tentare un gran colpo. La marchesa di Moya non era donna da
+dimenticare gli amici, nè da lasciarli in angustie.
+
+Che gioia, quando il marchese di Lucena, comparso improvvisamente nella
+casa di Gil García, ebbe detto al Fiesco: "signor conte, andate subito
+alle carceri del palazzo di giustizia; la marchesa di Moya vi aspetta
+colà!" E che bella giornata era quella! com'era sereno il cielo!
+com'erano liete le strade, per cui egli passava, non andando, non
+correndo, volando!
+
+C'era folla, sulla piazzetta delle carceri, e gli arcieri stentavano a
+contenerla. Gli si fece largo, nondimeno: era un gentiluomo, doveva
+appartenere al séguito dei sovrani di Castiglia, che erano andati là
+dentro, per compiere un atto di grazia, di giustizia, di clemenza
+regale. Sì, c'era un po' di tutto questo, nell'atto, e non bisognava
+perdere il tempo ad almanaccarci su. Il capitano Fiesco sentiva le
+benedizioni, e il cuore gli si allargava in petto, mentre la persona si
+faceva sottile ed elastica, per scivolare in mezzo alla calca.
+
+Entrò nel portico del chiostro, mentre la comitiva regale scendeva lo
+scalone. Si trasse indietro per darle il passo, e il cuore gli balzò in
+petto più forte, poichè vide in quella comitiva il mozzo Bonito. Anche
+il mozzo Bonito avea visto lui, e rizzando la sua bella testina in mezzo
+a quel barbaglio d'oro e di seta che scendeva con lui dagli ultimi
+scalini, si era recato la mano alle labbra; col sommo delle dita gli
+gittava il suo bacio, con un lampo degli occhi gl'illuminava quel
+bacio.
+
+Dalla marchesa di Moya fu presentato alla regina; fece un profondo
+inchino, balbettò poche frasi rotte dalla confusione del momento; ma in
+quella confusione gli venne bene di poter salutare in lei "l'angelo di
+Castiglia." Angelo per la bontà, si capisce; ma gli angeli sono anche
+belli. E il complimento, fiorito così naturalmente sulle labbra del
+cavaliere, doveva tornar sommamente gradito al cuore della regina.
+
+--Signor conte di Lavagna,--diss'ella amabilmente,--noi vi rendiamo un
+tesoro. Andate, e custoditelo, per vostra fortuna e sua. Se mai vi
+accada di abbisognare del nostro appoggio, contate su noi, che saremo
+sempre felici di rivedervi.--
+
+Ciò detto, e baciato sulle guance il bel mozzo Bonito, congedò
+graziosamente gli sposi, che rimasero lì, contro il muro, per lasciarla
+passare. Ma ella volle che passasse prima Filippo; indi, tra gli
+applausi e le acclamazioni della folla, entrò nella sua lettiga, che
+tosto si mosse, per ricondurla al palazzo reale.
+
+La marchesa di Moya aveva trovato il tempo di consegnare un foglio al
+conte Fiesco.
+
+--Eccovi un salvacondotto, che abbiamo potuto aggiungere ad un biglietto
+di scarcerazione;--diss'ella.--Dov'è il più, non conta il meno: pure,
+sarà sempre bene tenerlo. Andate; ci rivedremo dall'Almirante,
+stasera.--
+
+La folla si assiepava intorno ai sovrani, non badava più ad altro, e
+lasciava libero il passo rasente al muro dell'edifizio. Il capitano
+Fiesco, preso il mozzo Bonito sotto il patrocinio d'un braccio amoroso,
+scivolò destramente da quel vano in una viuzza laterale.
+
+Andavano, andavano muti e palpitanti d'allegrezza profonda; andavano
+senza saper dove, felici di andare e d'essere insieme. Quante cose
+avevano a dirsi! ma tutte inutili, davanti alla gioia di trovarsi
+ricongiunti, ricuperati l'un l'altro, come rinati insieme ad un medesimo
+soffio di vita. Le strade tortuose, lunghe, malinconiche, erano sentieri
+di paradiso per essi; e lembi di cielo azzurro non ridevano dall'alto,
+tra le grondaie dei tetti? La gente guardava un po' troppo i due
+viandanti felici; ed essi, per quanto andassero spensierati, non
+potevano sempre esser tanto distratti, da non vedere quegli sguardi
+curiosi. Gente indiscreta! E non si dava mica pensiero delle coppie di
+colombi, che svolazzavano di continuo da una casa all'altra, venendo a
+grugare, a bezzicarsi sulle sponde dei cornicioni, sui davanzali delle
+finestre, sugli sporti dei tetti! Perchè pigliarsi cura di due felici
+mortali, che se ne andavano allegramente pei fatti loro, non dando noia
+a nessuno? Adagio, a non dar noia! L'uomo felice ne dà sempre un pochino
+al suo prossimo. E i nostri felici non istettero molto a capirlo, perchè
+bel bello, senza dirselo, un po' vergognosi, ma anche un po' sorridendo,
+si spiccarono l'uno dall'altro, muovendo il passo più svelto, e girando
+con tacito consenso verso le vie più deserte, finchè riuscirono sulla
+spianata delle mura di Valladolid. Ah, benedetto il cielo, che per
+intanto si vedeva più largo! e con molta campagna davanti agli occhi, e
+senza curiosi indiscreti dattorno, con un po' di giardini lungo la
+strada solitaria, e qualche modesta casetta qua e là. Bel luogo
+campestre, tanto più bello quanto era più lontana l'ora dei vespri
+rumorosi del popolino! E come invitava bene un'insegna di _posada_, su
+cui era scritto in grosse lettere: _a la Gaita Zamorana!_
+
+--Dovrebb'essere una piva, la gaita;--notò il capitano Fiesco.--A casa
+nostra, quando va a male un'impresa, si dice che l'uomo ritorna con le
+pive nel sacco. Mi par di vedere il re Ferdinando, e il suo ministro
+Ximenes. E non ti pare un'insegna di buon augurio, Fior d'oro? Non hai
+sete? non hai fame?
+
+--Un po' di verde e un po' di pace!--esclamò Fior d'oro, traendo un
+lungo sospiro.
+
+--Questo prima di tutto;--riprese il capitano Fiesco.--Ma io ritorno
+anche al desiderio di vivere. E sarà, se tu vuoi, il primo boccone che
+dopo tanti giorni d'angoscia non m'andrà di traverso.--
+
+Fior d'oro si strinse amorosamente al fianco del suo cavaliere. E tutt'e
+due entrarono nella _posada_ della Gaita Zamorana. Due minuti dopo erano
+nel giardino attiguo, seduti sotto un pergolato di vigna, che
+incominciava a vestirsi di pampini.
+
+Qui, mentre l'ostessa andava e veniva col meglio della sua cucina,
+scusandosi di non poter fare di più a cagione dell'ora bruciata, i suoi
+due forestieri si scambiavano le prime parole un poco ordinate, i primi
+pensieri un po' riposati, riandando i giorni dolorosi della loro
+separazione.
+
+--Che orrore, Fior d'oro! E che angoscia, la mia, pensando a quello che
+tu dovevi soffrire! Come avrai pianto, mia povera bella!
+
+--No, sai? Per te, mi sono afflitta; per me, non ho versato neanche una
+lagrima. Ero tranquilla. Come ciò fosse non so; ma dopo il primo momento
+di sdegno per la infamia del re Ferdinando, una gran pace si era fatta
+nell'animo mio, per effetto di una profonda sicurezza. Ti sentivo
+presente, Damiano, ti sentivo molto vicino a me, ed ero tranquilla.
+Vedevo tutti i tuoi passi, udivo quasi le tue parole. Tu hai parlato
+anche al re.
+
+--Come lo sai?
+
+--Ti ho veduto, ti ho seguito con gli occhi del cuore. Non ho bene
+inteso tutto; ma tu parlavi alto, come sai, come ti consigliava l'amor
+tuo per Fior d'oro. Anch'io col Ximenes....
+
+--Ah, sì, egli è venuto infatti da te;--interruppe il capitano.
+
+--Col miele sulle labbra, e non dicendomi il vero;--riprese Fior
+d'oro.--Mi avevano arrestata, perchè in ispoglie virili; che pretesti
+infantili! Lo avevo ben inteso io, che il mio delitto era più grave;
+d'essere Anacoana, la regina di Xaragua, e d'essere fuggita al loro
+capestro. Come l'hanno scoperto? o come l'hanno sospettato? Ma io, non
+dubitare, ho accolto per buono il loro pretesto, che mi toglieva dalla
+dolorosa alternativa di mentire davanti ad anima nata, o di nuocere a te
+con la mia sincerità.
+
+--Dio!--esclamò il Fiesco, atterrito al solo pensarci.--E come avresti
+potuto tener fermo alle loro minacce?
+
+--Avrei mentito a mezzo, tacendo. Conosci i figli d'Itiba, o Damiano,
+come siano saldi ai tormenti. Il cielo non ha consentito loro altra
+difesa che questa! Ma per me non fu necessario, e la mia povera persona
+non sarà tanto orgogliosa da ricusare la sua gratitudine alla giustizia
+del re. Avevo anche indovinato dalle parole del Ximenes che qualche cosa
+mancava ai miei carcerieri, e che quella cosa si voleva da te, o dal
+signor Almirante.
+
+--Da me, da me;--rispose il capitano.--Io dovevo ottenere da Gian Aloise
+che andasse in Francia, per un trattato d'alleanza, onde fosse a
+Giovanna e a Filippo impedito di regnare in Castiglia.
+
+--E per questo partivi, come annunziava il Ximenes?
+
+--Sì, per salvarti. Anche il signor Almirante mi esortava a far ciò, per
+quanto danno gliene potesse venire. Scusami, Fior d'oro, ma io, per
+eccesso d'amore, son meno forte di te. Accetterei tutti i tormenti; non
+saprei rassegnarmi al rischio di perderti. Ah, gran fortuna, o
+provvidenza del cielo, l'arrivo della marchesa di Moya! E l'arrivo
+inatteso di Giovanna! e gli eventi precipitati, con tutto quello che tu
+hai veduto stamane!
+
+--Beatrice di Bovadilla è una donna incomparabile;--disse Fior
+d'oro.--Che forza sugli uomini e sulle cose avrebbe avuta il Giocomina,
+con quella donna al fianco! Una donna,--soggiunse Fior d'oro, con un
+sorrisetto malizioso,--è spesso un impiccio, pei cavalieri in viaggio;
+ma è pure un grande aiuto, se ha cuore ed ingegno; non credi?
+
+--Se lo credo! Ma mi fai pensare agli impicci, adorata creatura. Mi fai
+pensare che bisognerà rinunziare a quello dei tuoi abiti maschili. Buoni
+laggiù, sulla costa di Maima, e sulla coperta d'un naviglio, con la
+giunta della pece e della fuliggine che vi faceva parere un diavoletto
+nero; non potevano andar più in Europa, tra gente più o meno civile,
+dove bisogna levarsi le croste d'attorno, e mettere in mostra la più
+bella faccia del mondo nuovo e del vecchio. E vedi, cara, come anche
+l'ostessa, quando ti viene davanti, non sa più spiccar gli occhi da te.
+
+--Ma sì, ho ben veduto; e m'annoia. Dio sa che cosa s'immagina; che voi,
+per esempio, bel conte, abbiate piantata laggiù sull'Entella una povera
+castellana a struggersi in pianti e sospiri, per venire qua a rubar
+cuori in Castiglia, e portarveli attorno travestiti da scolaretti.
+
+--Ella non vorrà far questa offesa alla contessa Juana del Fiesco, che,
+se Dio vuole, non è a pianger laggiù;--rispose il capitano, mettendosi
+volentieri sul medesimo tono.--Venite qua, padrona;--soggiunse,
+volgendosi all'ostessa, che non era lontana;--vi piace il mozzo Bonito,
+come gli fa comodo di chiamarsi in viaggio?
+
+--Se mi piace?--esclamò la donna sincera, giungendo le palme ed
+accostandole al viso.--Per sant'Jago di Compostella, lo mangerei dai
+baci.
+
+--Alla larga, dunque, e paghiamo lo scotto;--disse il capitano, ridendo
+di cuore.--Perchè, vedete, padrona? com'è vero che il mozzo Bonito è mia
+moglie, e si chiama la contessa di Lavagna, voi potreste essere sotto
+spoglie femminili un bel garzone invaghito di lei, e si dovrebbe far qui
+alle coltellate.--
+
+L'ostessa della Gaita Zamorana parve molto felice della confidenza che
+quel gran signore si compiaceva di farle. Perchè aveva capito benissimo
+di servire un gran signore, che non dissimulava punto il suo essere, e
+una bella donna sotto mentite spoglie. Quella bella donna era per giunta
+una gran dama? Tanto meglio, quantunque a lei non glien'entrasse niente
+in tasca: è poi sempre piacevole di aver da fare con persone di conto;
+con dame, anzi che con pedine.
+
+--Signor conte,--rispose l'ostessa, inchinandosi;--l'avevo ben capito
+io, che era una donna. Se la signora mi permetterà, le bacerò la mano,
+che è bella come il viso.
+
+--Ma, niente divorare, mi raccomando;--gridò il capitano.
+
+--E scusino, le Vostre Eccellenze;--ripigliò l'ostessa, animata:--siete
+sposi novelli?
+
+--O giù di lì; ma fate conto che ci serbiamo tali per tutta la vita. Due
+creature che si amano, sono sempre nel dì delle nozze.
+
+--Cavaliero,--esclamò l'ostessa,--voi parlate come un angelo.
+
+--E non vorrete mica divorarlo dai baci anche lui!--scappò detto a Fior
+d'oro.
+
+--Eh, signora contessa, che dirvi?--rispose l'ostessa.--Si esprime in un
+certo modo, che tutte le donne dovrebbero volergli un gran bene.
+
+--Ma non dirglielo;--replicò Fior d'oro.--Venite qua, baciate me, e
+facciamo la pace.
+
+--Con che gusto, signora!--
+
+Così dicendo, l'ostessa della Gaita Zamorana saltò al collo del mozzo
+Bonito, e gli stampò due bacioni, uno per guancia. Avrebbe
+ricominciato, se non fosse stata fermata da una osservazione del
+cavaliere.
+
+--Ponete mente, padrona;--diceva egli;--avete baciate due guance, su cui
+oggi appunto si sono posate le labbra della vostra regina.
+
+--Signore Iddio! è vero questo?
+
+--Come è vero che qui c'è un castigliano per lo scotto.
+
+--Vi rifaccio il resto, signor conte.
+
+--No, cara; anzi, eccone qui un altro, per fargli compagnia. I
+castigliani si annoiano, da soli. Quanto a noi, abbiamo passate due
+belle ore in pace nel vostro giardino; e valgono certamente di più.
+
+--Tornateci, allora.
+
+--Se si potrà: ma temo di no.
+
+--E allora, siate benedetti da Dio; e vi accompagnino tutti i santi del
+cielo.--
+
+La povera ostessa non capiva più nella pelle. Li accompagnò fino
+sull'uscio della posada, e aveva le lagrime agli occhi, nel vederli
+partire.
+
+--Signore! Signore!--balbettava, seguendoli degli occhi, finchè non
+disparvero dietro una svolta della strada solitaria.--Tanta fortuna,
+alla Gaita Zamorana! chi l'avrebbe mai detto? Una al giorno, di queste
+coppie benedette, e in capo a un anno ci ho da comprarmi un poderuccio a
+Zamora.--
+
+Il poderuccio! il sogno di tutti coloro che non l'hanno. Sarebbero poi
+più felici, quando l'avessero? Felici, no; ma certamente meglio
+provveduti, e più tranquilli, per aspettare il gran giorno che tutte le
+noie finiscano.
+
+--Ma sai, amico mio, che sei matto!--disse Fior d'oro al marito, mentre
+camminava al suo fianco.--Butti via i castigliani, come se fossero
+maravedis.
+
+--Ah, lasciami fare, lasciami sfogare!--rispose egli;--Son tanto felice!
+Questa giornata vale tutto l'oro di Veragua. Ed io, non potendo di più,
+ci butterei tutto un viaggio del _Paradiso_, che ho portato saviamente
+con me, scambio di collocarlo in San Giorgio. Ma anche tu, cara, butti
+via i baci, come se fossero bucce di limoni. Baci alle regine, baci alle
+dame di palazzo, baci alle ostesse; io solo, poveraccio, resterò a bocca
+asciutta.--
+
+Fior d'oro s'accostò a lui, guardandolo in viso.
+
+--Qui, vuoi?--gli disse.
+
+--No, per carità!--esclamò egli.--Siamo nell'abitato, e a Valladolid,
+che è città dentro terra. Se fossimo in un porto di mare, potrebbe
+correr liscia, la cosa; si crederebbe che accompagnassi a bordo un
+ragazzo discolo, e non mi potessi trattenere da una ripresa di tenerezza
+paterna.--
+
+Così folleggiavano, come due scolaretti in festa. E muovendo per le vie
+nella direzione del Campo Grande, che era il loro punto d'orientamento
+per ritrovar la via di casa, andavano col naso in aria, guardando le
+insegne. Cercavano una _sastreria_, una bottega di _costurera_, o
+qualche cosa di simile, da pigliar lingua, almeno, e trovare il fatto
+loro. Nelle vicinanze del Campo Grande s'imbatterono invece nel frate
+scudiero; proprio la mano di Dio.
+
+Frate Alessandro, quel giorno più scudiero che mai (del resto, in quel
+viaggio di Spagna non aveva indossata la tonaca se non una volta, a
+Granata), fece festa al suo capitano, e più ancora alla contessa Juana.
+Sapeva già della liberazione di lei, essendo andato a girandolare
+intorno al palazzo di giustizia, e avendo avuto dalla gente del vicinato
+una descrizione del piccolo marinaio, bello come un angelo, levato di là
+dentro dalla regina Giovanna. Ma a casa non erano tornati; ed egli
+andava aliando di qua e di là, sperando sempre d'incontrarli.
+
+--M'hai detto d'essere stato altre volte a Valladolid;--gli disse il
+capitano Fiesco.--Mi troverai dunque una bottega da sarta. La contessa
+non deve più oltre vestire da mozzo; un travestimento che non inganna
+nessuno, ed ha il guaio di attirar troppo l'attenzione della gente.
+
+--Niente sarta da donna;--rispose il frate scudiero.--Ho il fatto
+vostro, se il vecchio Abner non è ancora andato a ricoverarsi nel seno
+di Abramo.
+
+--Un rigattiere?
+
+--Che! un drappiere, un banchiere, tutto quel che vorrete. Nella casa di
+Abner c'è un po' di tutto; perfino un lembo della casacca di Saul.
+
+--Della quale non saprei proprio che farmi;--disse il capitano Fiesco.
+
+--Eh, dico così per farvi intendere che in casa di Abner non manca la
+stoffa.
+
+--E tagliata ad abito di donna?
+
+--Anche tagliata ad abito di donna, e debitamente cucita.
+
+--Dunque un rigattiere?
+
+--Ma che rigattiere, se mai! Venite, la piazza del Mercadero è qui
+presso.--
+
+Seguirono il frate scudiero, per due traverse di strada, e sboccarono
+nella piazza ch'egli diceva, tutta fiancheggiata di portici. Entrarono
+dietro a lui in un androne, che mandava odor di pannine il che non era
+da rigattieri, e conciliò l'animo del capitano con Abner, e perfino con
+la casacca di Saul.
+
+Giunto in fondo all'androne, il frate scudiero levò la faccia in alto,
+verso una scala, e gridò:
+
+--È qui il degno amico mio Abner Ben Meir Aben Ezra?
+
+--Chi mi chiama amico?--rispose una voce nasale.--Son qua. Datevi la
+briga di salire; non più di venti scalini.
+
+--Ma alti come i piuoli della scala di Giacobbe;--disse sotto voce il
+frate scudiero.--Madonna, vi faccio strada.
+
+--Sei forte d'ebraico;--notò il capitano.
+
+--Eh, si fa quel che si può;--rispose umilmente quell'altro.--Del resto,
+qui non ci sono difficoltà. Abner, figlio di Meir, nipote di Esdra;
+tutti nomi di brave persone dell'antico Testamento. Abner, da non
+confondere col generale di Saul, discende, a sentirlo, da un gran
+rabbino di Toledo, che fiorì nel dodicesimo secolo. È dunque carico di
+gloria; ma più ancora di roba. E se vive, e gli è cresciuta debitamente
+una bella bambina, che egli aveva dieci anni fa, vedrete che bocciuolo
+di rosa.
+
+--E san Francesco permette di badare a queste cose?--disse il capitano,
+battendo della mano sulla spalla al frate scudiero.--E di bazzicare col
+leone di Giuda?
+
+--Il glorioso san Francesco non dubitava di andar dai lebbrosi;--notò il
+frate scudiero.--E vedere, e giudicare quel che si vede, non ha egli
+proibito a nessuno. Aggiungete che il vecchio Abner fu sempre un grande
+amico dei Francescani, a cui fece sempre elemosina.
+
+--Di bene in meglio;--conchiuse il capitano.--Andiamo a vedere questa
+fenice d'Israele.--
+
+Il vecchio Abner non riconobbe alle prime l'amico, che con tal nome lo
+aveva apostrofato dal fondo della scala, e frate Alessandro fu costretto
+a rinfrescargli la memoria. Del resto, il frate conduceva un buon
+avventore, di cui gli recitava nome, cognome, titoli, patria, e vita e
+miracoli; tutta roba da farlo diventare morbido e pieghevole come una
+pelle di guanto.
+
+Per quel nobilissimo avventore, il vecchio Abner Ben Meir Aben Ezra ci
+aveva di tutto, e dell'altro ancora, com'egli si compiaceva di dire. Le
+sue stanze erano piene di banchi, e di scaffali, che andavano fino ai
+cornicioni delle vôlte Apriva cassetti, apriva forzieri, scopriva e
+metteva in mostra ogni ben di Dio; stoffe in pezza, d'ogni tessuto e
+d'ogni colore, damaschi e damaschetti, broccati e broccatelli, pannolani
+e pannolini, scarlatti, ferrandine, zendadi, camellotti, e via
+discorrendo. Ma il conte Fiesco voleva un abito da donna già fatto, che
+s'attagliasse alla sua signora, non avendo tempo da perdere. E il
+vecchio Abner lo fece passare in un altro stanzone, tutto forzieri,
+casse intagliate e ferrate, stipi, scrigni e bacheche. Era quello il
+_sancta sanctorum_ del suo tabernacolo, dove, insieme con ori e gioie
+d'ogni specie, dormivano nello spigo nardo e nella polvere di giaggiólo
+intieri corredi da sposa, da gran dame, da maritate e da vedove.
+Parecchie di quelle vesti erano già state indossate, ed Abner sapeva la
+storia di tutte. Sciorinò per esempio sotto gli occhi del conte Fiesco
+una veste di broccato d'oro, nuova fiammante, che pur risaliva a
+quarant'anni addietro, o poco meno, e l'aveva indossata appena una volta
+la duchessa di Truxillo, alle nozze d'Isabella di Castiglia.
+Quell'altra, nera, di velluto a opera, era stata portata dalla contessa
+di Fuentes, dama d'onore di Giovanna di Portogallo, moglie ad Enrico IV
+di Castiglia, ed era stata ammirata per severa eleganza come abito da
+viaggio, nell'anno 1463, quando la sfarzosa corte di Castiglia era
+andata ad incontrare il misero cortéo del gretto e trasandato Luigi XI
+di Francia sulle rive della Bidassóa. Queste e tante altre ricchezze di
+vestiario, come si trovavano là dentro a dormire? In tempi più tardi si
+sarebbe potuto ascrivere il fatto ai capricci della moda, e alla noia
+che dovevano sentire le dame per un abito di gala portato due volte. Ma
+allora? Ahimè, grandezze umane, assai più mutevoli dei capricci della
+moda! Non pure le fortune dei gran signori, ma quelle istesse dei re, in
+una età di rivolgimenti continui, andavano spesso a soqquadro; per ogni
+guerra da intraprendere, per ogni pericolo da scongiurare, si metteva in
+pegno il vasellame, le gioie, le vesti sfarzose, ogni cosa di prezzo. E
+non sempre, salvati o perduti i dominii, si riscattavano le cose
+impegnate.
+
+Gli occhi del mozzo Bonito (chiamiamolo ancora una volta così) furono
+attratti da una gran veste di rascia fine, che tosto diventò nella
+parlantina di Abner il capo più elegante del suo magazzino. E bisognava
+notare che quella veste non era stata indossata mai; era nuova di
+trinca. La dama che l'aveva ordinata non era più venuta a ritirarla.
+Quella lì, con un mantello nero, di seta o di ferrandina, doveva andare
+a pennello, formare un vestimento senza rivali, severo e ricco ad un
+tempo.
+
+--Severo sì, ricco no;--disse il frate scudiero.--E poi, sarà vero che
+la veste sia nuova, non portata mai?
+
+--Oh, per la barba....
+
+--Di' pure, per la barba di Aronne....
+
+--Ma sì, vi assicuro, frate Alessandro. Vedete la fodera, che è candida
+come la neve, ed intatta. Guardate l'orlo della balza!... Se non è nuova
+fiammante, e non mai escita dalla casa di Abner, possa io non veder più
+la mia figliuola Noemi!
+
+--Ah, la piccola Noemi! Si sarà fatta grande, e bella come un occhio di
+sole.
+
+--È tutta sua madre;--mormorò Abner, con un sospiro di reminiscenza.
+
+--Meno male!--esclamò il frate scudiero.--Povera a lei, se somigliava al
+babbo!
+
+--Frate Alessandro! frate Alessandro! Voi avete sempre voglia di
+scherzare.--
+
+Mentre i due amici, l'uno del vecchio e l'altro del nuovo Testamento, si
+bisticciavano così allegramente, Juana fermò la sua scelta sulla veste
+di rascia. Per la statura le andava, ed anche doveva andarle per il
+taglio. In quel tempo il taglio delle vesti non offriva le dotte
+complicazioni, e non richiedeva i più dotti cincischiamenti dei secoli
+più tardi. Ancora non si assassinavano impunemente a colpi di forbice
+teli di drappo finissimo, che costava un occhio del capo.
+
+--Ma ci vorrà biancheria;--disse il frate scudiero.--La signora
+contessa, venuta in abito da marinaio per la poca sicurezza delle nostre
+strade, non ha portato biancheria da donna.
+
+--C'è tutto, qui, e dell'altro ancora;--rispose Abner colla sua vanteria
+di bottegaio.--Noemi! Noemi!--
+
+Una bella fanciulla sui vent'anni apparve dal vano di un uscio; bianco
+dorata la carnagione, i capegli neri e ricciuti, gli occhi grandi,
+profondi ed accesi della sua schiatta.
+
+Noemi aiutò il babbo a sciorinar biancheria, aprendo a sua volta
+forzieri e ceste. Juana scelse tutto ciò che poteva convenirle. E già il
+vecchio Abner preparava un canestro lungo, in cui collocare ogni cosa.
+
+--Ma, veramente, non si vorrebbe portare a casa tutta questa
+roba;--disse il frate scudiero.--Non ci sarebbe modo d'indossarla qui?
+
+--Ma sì, ma sì, caro amico, si può tutto, e dell'altro ancora;--rispose
+il vecchio Abner.--Noemi, conduci la signora contessa nella tua camera.
+Dico la signora contessa; e non ti stupire, se hai davanti agli occhi il
+più bel mozzo che mai si sia visto in Ispagna.--
+
+Mentre le donne uscivano dalla stanza, per salire al piano superiore, il
+conte Fiesco mise mano alla borsa. Il vecchio Abner capì che poteva
+calcare sui prezzi. Non si mandava la moglie a vestirsi di tutta quella
+roba, se si aveva intenzione di lesinare sui prezzi, col risico di
+rimandarla a spogliarsi, per la differenza di pochi castigliani. Fece i
+suoi conti con molta diligenza, tirò la somma, e mise il foglio sotto
+gli occhi dell'avventore. Ma anche il frate scudiero ci volle dare la
+sua sbirciatina.
+
+--Cinquanta castigliani!--gridò.--Ah furfante! Meriteresti d'esser
+trattato come quei due tuoi antecessori in Israele furono trattati dal
+Cid Campeador, che Dio l'abbia in gloria. Vuoi che te la canti io, la
+romanza?
+
+--Lo so, frate Alessandro, non vi scomodate per così poco;--rispose il
+vecchio Abner, senza scomporsi.--Ed anche voi non riconoscete che quella
+non fu la più bella impresa del vostro eroe? Quanto a me, giuro che ho
+fatti i prezzi più onesti. Nessuno si è mai lagnato di me. E il signor
+conte, che conosce il prezzo delle cose, giudicherà da pari suo.
+
+--Giudicherò....--disse il capitano Fiesco, pacatamente.--Giudicherò
+quando la contessa ci sarà venuta davanti nelle nuove spoglie. Se starà
+bene così rimpannucciata, non leverò un maravedis.
+
+--Mio signore!...--gridò il vecchio Abner, sgranando gli occhi.--Oh mio
+signore! Voi siete magnifico, da vero Italiano, da vero Genovese. Io son
+sicuro di avere i miei cinquanta castigliani. Così ne avessi chiesti
+sessanta, frate Alessandro, che mi fate gli occhiacci! La signora
+contessa parrà una regina, se anche avesse indossato una veste di saia.
+Con quella persona! con quella faccia! Rachele e la Sulamite ci
+scapiterebbero al paragone.
+
+--O Abner, sapientissimo vecchio!--disse il Fiesco, ridendo.--Prega Dio
+che non ti sentano Giacobbe e Salomone. Quanto a me, tu hai la mia
+amicizia. E l'abbia in te la tua schiatta. Siete infine il popolo re.
+
+--Fummo, signor mio, fummo;--rispose il vecchio Abner, abbassando la
+fronte.
+
+--A buon conto, avete la storia più antica del mondo. La tua nobiltà,
+Ben Meir e.... il resto che non ricordo, va due mill'anni almeno più su
+della mia. Che siamo noi, conti e marchesi, al vostro paragone, o
+liberati d'Egitto? In Ispagna si fa molto, quando si rimonta agli ultimi
+dei Goti; più su sta monna Luna. In Italia si fa molto, quando si
+rimonta agli ultimi dei Longobardi, o ai primi dei Franchi; stirpe di
+soldatacci, di scorridori, di tagliacantoni, che Iddio ne scampi ogni
+fedel cristiano. Voi altri venite giù netti, diritti come spade, da
+Abramo. La vecchia religione con le sue benedizioni vi aveva tenuti
+fuori d'ogni contatto; la nuova, con le sue maledizioni, vi ha
+preservati da ogni miscela. Capisco, c'è l'odio, che qualche volta
+annoia. Ma gli odiatori prendono volentieri il vostro denaro ad
+imprestito. E voi arricchite. Un giorno o l'altro, io lo prevedo, sarete
+i padroni del mondo. Il nuovo Israele corre alla religione del vitello
+d'oro; e voi dal Sinai detterete la legge.
+
+--Possa tu dire il vero!--mormorò il vecchio Abner, mentre sotto le
+ispide sopracciglia gli brillavano gli occhi d'insolita luce.--E vorrei
+che lo conosceste, il Sinai;--soggiunse ad alta voce, facendo bocca da
+ridere.--Ci ho di là ancora qualche bottiglia d'un vino, che ridarebbe
+la vita ai morti; ed è stato spremuto sulla montagna sacra.
+
+--No, grazie, vecchio Abner; non ho voglia di bere.
+
+--Ma l'ho io, Ben Meir Aben Ezra;--disse il frate scudiero.--Sia questo
+almeno per la mancia, a chi t'ha condotto un così generoso avventore.
+
+--Che è pronto a darti i cinquanta castigliani;--aggiunse il Fiesco,
+rimettendo mano alla borsa.--Dio santo! li hai ben guadagnati.--
+
+La contessa Juana era apparsa sulla soglia, splendente di bellezza e di
+grazia, nella sua lunga veste di rascia finissima, e involta la testa e
+le spalle nelle morbide pieghe del suo manto di ferrandina. Entrò
+ridente, la bella, e con un rapido moto della snella persona venne a
+gittarsi nelle braccia dell'amante marito.
+
+--Damiano!--gli bisbigliò tra due baci, che non la regina Giovanna, non
+la marchesa di Moya, nè l'ostessa della Gaita Zamorana ne avevano
+sentiti i più ardenti.
+
+Abner Ben Meir, e tutto il resto, aveva finito di contare i suoi
+cinquanta castigliani, e si voltava a guardare, dopo aver sentite quelle
+vivaci dimostrazioni d'affetto.
+
+--Sposi novelli, capisco;--diss'egli, ammiccando.
+
+--Ecco la seconda volta che ce lo sentiamo dire in un giorno;--esclamò
+il capitano Fiesco.--E l'abbiamo per una benedizione in tutte le forme,
+del nuovo Testamento e del vecchio.--
+
+Ad un cenno del padre, la buona Noemi era andata a prendere quella tal
+bottiglia di vino del Sinai. Panciuta, per non distaccarsi ancora dal
+tipo dell'anfora antica, polverosa e non senza avanzi di ragnateli, la
+sacra bottiglia portava il suggello della sua autenticità in una
+piastra di ceralacca, segnata dall'impronta d'un convento di frati.
+
+--Alla gloria di santa Caterina dell'Oreb!--disse il frate scudiero,
+quando ebbe pieno il suo calice.--Ed alla felicità degli sposi
+novelli!--
+
+I quali, indi a pochi minuti, salutato Abner Ben Meir Aben Ezra e la sua
+bella figliuola Noemi, uscivano finalmente di là, l'uno, o l'una, al
+braccio dell'altro. Il frate scudiero, per non perder l'usanza dei
+fardelli, aveva fatto un involto degli abiti del mozzo Bonito, e se li
+portava sotto il braccio, come tante altre volte la sua tonaca
+francescana.
+
+
+
+
+CAPITOLO XVIII.
+
+In manus tuas, Domine....
+
+
+La liberazione di Fior d'oro aveva recato un gran sollievo allo spirito
+dell'Almirante, che si accusava (e non sapeva darsene pace) d'essere
+stato cagione d'un guaio così grave agli amici suoi, invitando il
+capitano Fiesco in Ispagna. Egli sorrise al vedere la contessa vestita
+finalmente in modo conveniente al suo sesso e al suo grado, e gli parve
+d'intendere la ragione per cui la coppia gentile aveva tanto indugiato a
+prendere la via della casa: ma più sorrise del suo proprio errore, che
+era pur tanto naturale, quando seppe che i due "sposi novelli" avevano
+trovato il modo d'indugiarsi dell'altro a far le scorribande campestri,
+come scolaretti in festa. Poveri amici! e si capiva che dopo tanti
+giorni di pena non badassero ad altro che a prendere una boccata d'aria
+e d'allegrezza all'aperto.
+
+--Siete contessa, signora mia, ma siete sempre una regina; ed anche tale
+da illuminare una corte del vecchio Mondo;--diss'egli a Fior d'oro, con
+quel suo bel sorriso, che gli rischiarava il volto, trasfigurandolo.
+
+Per quel resto di giornata non parve sentir più i suoi dolori, che pure
+coll'inoltrarsi della primavera s'erano fatti più acerbi. A compir
+l'opera giungeva sul tardi la marchesa di Moya.
+
+--Voi siete il nostro buon angelo;--le disse, volendo ad ogni costo
+baciarle la mano.--Quanto vi dobbiamo, marchesa! e quanto vi debbo io
+particolarmente! Voi sola, infine, avete pagato il mio debito a questi
+"sposi novelli" che hanno dovuto soffrir tanto per la disgrazia di
+essermi amici.--
+
+La serata passò in lieti ragionamenti. Non pareva di essere al letto di
+un infermo, bensì di un convalescente alla vigilia della sua partenza
+per un pellegrinaggio di ringraziamento a qualche famoso santuario.
+L'Almirante parlò lungamente di Genova, riandando tutte le memorie della
+sua infanzia lontana. E da Genova si spingeva volentieri più in là, fino
+alla Gioiosa Guardia, che aveva in animo di visitare.
+
+--Andremo, donna Beatrice;--diceva.--Perchè voi non mi farete il torto
+di lasciarmi andar solo, a visitare i nostri amici nel loro maraviglioso
+castello. E dicono che il nostro capitano n'abbia fatto un luogo di
+delizie, come ai tempi suoi Lancillotto del Lago, quando ebbe occupata
+la Dolorosa Guardia, e mutatole il nome. Son graziosi, questi
+cambiamenti di nome; e pare che allarghino il cuore. Chi si spaventa più
+del capo Tormentoso, del capo delle Tempeste, dopo che Bartolomeo Diaz
+lo ha girato, imponendogli il nome di Buona speranza? Nel castello di
+Gioiosa Guardia passeremo una settimana piacevolissima; anche due, se ci
+vorrete, amico Fiesco. E voi sarete anche tanto cortese da farmi
+capitare lassù tutti i vecchi marinai di Chiavari, di Lavagna, di
+Zoagli, di Rapallo, di Santa Margherita, di Portofino, perchè io possa
+ragionare con tutti, a modo nostro, parlando un poco la madre lingua di
+Lanzerotto Maluccello e di Ugolino Vivaldi, nostri precursori
+nobilissimi sulla marina d'Atlante. Ho ancora negli occhi le immagini
+d'una bella giornata nel golfo Tigulio, col suo specchio d'acque
+tranquille, e quelle tre punte verdi del promontorio là in fondo. E
+l'abbazia di San Fruttuoso a Capodimonte! Che pace, là dentro, sotto le
+arcate di quei portici, dove non c'erano neanche più i frati d'una
+volta! Ricordo che contemplando quel po' di mare turchino, chiuso tra
+due scogliere, e quasi senza orizzonte, non avrei voluto andarmene più
+via. Si stava così bene, non pensando a nulla, non desiderando più
+nulla! È vero che non avrei scoperte le nuove terre di là
+dall'Atlantico, restando in contemplazione laggiù.
+
+--Meglio dunque aver lasciata la vita contemplativa per l'attiva;--disse
+il capitano Fiesco.
+
+--Chi sa?--riprese l'Almirante.--Lo spirito umano non ha pur esso
+qualche diritto alla pace? Ed anche altre creature, a migliaia di
+migliaia, avrebbero avuto pace, se io fossi rimasto colà, nella vecchia
+abbazia, a conversare con le ombre dei Doria. Ma ecco, senza volerlo,
+incappo in un brutto pensiero.... quasi in una eresía. Se io rimanevo
+laggiù, come si sarebbero aperte tante regioni al Vangelo, e condotti
+tanti popoli alla conoscenza del Dio vero? Aggiungiamo che la vita è
+milizia, e che l'uomo è soldato. Il soldato ha diritto di posare un
+istante sulla sponda del ruscello, per prender l'acqua nel cavo della
+mano e ristorarsene. Ma niente più di così; Gedeone, forza demolitrice,
+li chiama, e bisogna saltare in piedi, precipitarsi nella notte, colla
+fiaccola e con la spada, sopra la gente di Madian.--
+
+Così parlava quell'uomo semplice e grande, anima di guerriero e di
+poeta; e gli fioriva naturalmente sul labbro la immagine biblica, che è
+della più alta poesia onde sia stata mai rallegrata la terra. Ma fu
+l'ultimo giorno lieto di quell'uomo, che sopraffatto dal suo male,
+nutrendosi sempre più scarsamente, era diventato cereo, diafano, quasi
+l'ombra di sè stesso, non vivendo altrimenti che per gli occhi, animati
+tuttavia del raggio divino, e per le labbra, su cui si veniva spegnendo
+il vermiglio, ma donde spiravano sempre in calde parole gli elevati
+pensieri.
+
+Beatrice di Bovadilla fu ancora un giorno presso la regina, che era
+ritornata da una visita a Medina del Campo e alla tomba di sua madre.
+Sperava di persuaderla a visitare l'Almirante, o almeno ad occuparsi di
+lui, come ella aveva promesso; ma Giovanna, tutta al suo Filippo, non
+aveva tempo da ciò. Si era anche sempre in negoziati col Ximenes, per
+riamicare i giovani sovrani col re Ferdinando; nè l'amministrazione di
+Castiglia, per essere ancora in mano al Ximenes, poteva dirsi
+abbandonata da Ferdinando, più attaccato che mai alla sua preda. Così la
+Corte, scambio di scendere nella nuova Castiglia, ritornava a Burgos,
+capitale della vecchia. E la marchesa di Moya, non volendo per un verso
+allontanarsi dall'Almirante, seccandosi per l'altro delle strane gelosie
+di Giovanna, non accompagnò la regina a Burgos, lasciando volentieri ad
+altre dame di Castiglia gli onori e le noie di una illustre servitù. Per
+tenere i nuovi sovrani in guardia contro gli artifizi di Ferdinando
+c'erano i nobili castigliani, coi quali Beatrice di Bovadilla era andata
+fino a Laredo; per ottenere il riconoscimento dei diritti di don
+Cristoval e la sua reintegrazione nelle pristine dignità, non bisognava
+neanche essere tutti i giorni a intronar le orecchie regali. E poi,
+l'Almirante deperiva ad occhi veggenti; gli assalti del suo male si
+facevano anche di giorno in giorno più spessi. Restando sola qualche
+volta al capezzale di lui, Beatrice di Bovadilla guardava con tenerezza
+e sgomento quel suo viso smunto; e gli parlava, sforzandosi d'esser
+tranquilla, sorridendo perfino, quando i vividi sguardi dell'infermo si
+volgevano a lei, con quella intensità che forse era desiderio di non
+perder nulla delle ore fuggenti, e che a lei aveva l'aria d'una paurosa
+interrogazione. L'ammalato pareva calmarsi a grado a grado nella
+vicinanza di donna Beatrice; specie quando ella posava la sua mano su
+quelle di lui, rattrappite dalla gotta, ma calde, scottanti di febbre.
+
+Il medico appariva due volte ogni giorno; ma non sapeva che consigliare
+di nuovo. Citava di Galeno il poco che questi aveva scritto intorno a
+quel male; ricordava le opinioni d'Ippocrate e di Areteo sull'artritide;
+ma non sapeva neanche lui se si trattasse d'un catarro stillante a
+goccia a goccia nelle articolazioni, e cagionante dolori e gonfiezza,
+come il primo aveva creduto, o d'una infiammazione delle articolazioni,
+come avevano sentenziato quegli altri. Calma, molta calma, emollienti,
+torpenti, e sperare in Dio; ma certo ci sarebbe voluta la gioventù, e
+una macchina meno maltrattata da tanti travagli e burrasche.
+
+L'infermo aveva spesso la visione del passaggio imminente. Guardava
+davanti a sè nello spazio, con gli occhi sbarrati, dolendosi di non
+vedere più nulla.
+
+--Gran nebbia!--mormorava.--Gran nebbia, che si muterà presto in tenebre
+fitte! Doloroso, il morire! E non ho mai temuta la morte; ed anche oggi
+l'avrò per una liberazione. Ma avrei voluto lasciar sicuro e degno uno
+stato ai miei figli. Donna Beatrice, vi prego, aprite quello stipo; c'è
+il mio ultimo testamento; voglio che lo leggiate, per dirmene il vostro
+parere, prima che io lo consegni al notaio.--
+
+Un primo testamento lo aveva fatto l'Almirante otto anni prima, e
+appunto il 22 febbraio del 1498, innanzi di partire per il suo terzo
+viaggio di scoperta, istituendo un maggiorasco nella sua famiglia, e
+lasciando a Genova, sua città natale, il decimo delle sue rendite per
+isgravio dei dazi sul grano, sul vino, sulle grasce, e sull'altre
+vettovaglie. Arrivato poi dalla Spagnuola, dopo la sofferta prigionía, e
+ritornato in isperanza di cose maggiori, n'aveva scritto súbito a
+Genova, al Magistrato di San Giorgio, avendo anche fatto disegno che
+tutte le rendite sue fossero a mano a mano investite in quel banco. Ma
+alla sua lettera non si erano fatti vivi i magnifici Signori di San
+Giorgio; ond'egli, tornato dal quarto viaggio, scriveva il 27 dicembre
+1504 a messer Nicolò Oderigo, amico suo genovese; ".... fu discortesia
+di cotesti Signori di San Giorgio, il non aver dato risposta; nè con ciò
+hanno accresciuta l'azienda; lo che dà ragione a dire che chi serve al
+comune non serve a nessuno". Veramente, dovevano aver risposto; perchè
+tra le carte del Banco si trovò poi la minuta della lettera loro,
+onorevole documento di patria riconoscenza. Ma certo non giunse a lui
+quella lettera; e fu cagione che un nuovo testamento lasciasse fuori il
+generoso legato.
+
+Quello che Beatrice di Bovadilla era chiamata a leggere, era un
+codicillo, scritto dall'Almirante fin dal 25 agosto dell'anno 1505. In
+quella scrittura, egli chiariva e confermava le sue volontà per rispetto
+al maggiorasco, e a tutte le persone del suo nome, figli, fratello ed
+eredi. E lèsse tutto, la buona marchesa di Moya, anche un paragrafo che
+non le doveva piacere per le memorie che le suscitava, ma ch'ella poteva
+nondimeno ammirare come una bella testimonianza di delicatezza d'animo.
+Il paragrafo era questo:
+
+"Dico e comando a don Diego mio figlio, o a chi erediterà, di pagare
+ogni debito di cui lascio qui espresso un memoriale, e tutti gli altri
+che sembreranno giustamente miei. Gli lego inoltre di avere special cura
+di Beatrice Enriquez, madre di don Ferdinando mio figlio, di provvederla
+affinchè possa vivere onestamente, siccome persona a cui sono di tanto
+aggravio. E questo si faccia a scarico mio di coscienza, perchè ciò
+molto mi pesa per riguardo dell'anima. La ragione di ciò non è lecito
+scriverla qui."
+
+--Era obbligo mio, non credete?--mormorò l'infermo, come la vide giunta
+al fine della pagina.
+
+--Sì;--rispose Beatrice di Bovadilla.--Povera donna! E Dio sa come io
+l'ho scongiurata di venire a voi!
+
+--Lo so, generosa amica, lo so.--
+
+Nè altro disse egli più, su quel tema doloroso; e Dio solo seppe quante
+altre cose rivolgesse nell'anima. Nè la più amante delle due Beatrici,
+che altamente sentiva, volle turbare con indiscrete parole la santità di
+quell'ora.
+
+Per cacciare i tristi pensieri, la pietosa signora lèsse il memoriale
+dei piccoli obblighi che l'Almirante aveva ricordati con tanta
+diligenza, e insieme con tanto candore, dai centonovantacinque ducati
+complessivamente dovuti a parecchi suoi concittadini, come Luigi
+Centurione Scotto, Paolo Di Negro, e Battista Spinola del ramo di
+Luccoli e dei signori di Ronco, fino al mezzo marco d'argento ad un
+ebreino di cui non rammentava il nome, ma che indicava minutamente, come
+quello che soggiornava, vent'anni prima, alla porta della _Juiveria_, in
+Lisbona.
+
+--Quanti vecchi debiti!--diss'egli, con un mesto sorriso.--E tutti di
+Lisbona, vedete? L'Almirante maggiore del mare Oceáno ebbe in principio
+da pensare a mettere la parte sua nelle spedizioni navali; quando ne
+poteva trar redditi, la Corona, sua partenevole, non si è curata di
+farglieli pagare. E fondo maggioraschi, e muoio nella miseria!
+
+--Anche questa povertà ci voleva, per comporvi l'aureola;--notò Beatrice
+di Bovadilla, sollevando colla nobiltà della frase l'umiltà
+dell'argomento su cui era caduto il discorso.--Quanto al morire, ci sarà
+tempo. Vogliamo ancora veder succedere molte cose, e molta giustizia
+esser resa.--
+
+L'infermo tentennò il capo sull'origliere.
+
+--Sento che non avrò tempo di aspettarla. Che giorno abbiamo?
+
+--È martedì,--rispose donna Beatrice,--diciotto di maggio. Doman
+l'altro, festa solenne; e speriamo che possiate scendere un pochino dal
+letto, per celebrarla con noi.
+
+--Scendere, no; salire piuttosto;--diss'egli.--Non sarà l'Ascensione? il
+giorno che nostro Signore è salito al cielo, dopo aver tanto patito per
+la redenzione degli uomini? Vedrete.... morrò io, doman l'altro.
+
+--Che pensieri son questi? Siate sempre il mio cavaliere, don Cristoval,
+e obbeditemi, cacciando i brutti pensieri. Volete proprio farmi paura?--
+
+Fremeva, la povera donna, e parlava con tono risoluto, quasi ilare, come
+se non temesse di nulla.
+
+Il medico ritornò quella sera, nell'ora che tornava più forte la febbre.
+Anch'egli fingeva d'esser tranquillo; ma, voltata la faccia alle persone
+della famiglia, batteva le labbra. Anzi, uscito dalla stretta
+dell'alcova, e andato nel vano della finestra a discorrere col capitano
+Fiesco, gli mormorò qualche cosa all'orecchio. Notò l'atto l'infermo, e
+coll'udito finissimo che sogliono avere in certe occasioni i malati,
+colse a volo le parole del medico.
+
+--Che cosa consiglia il savio?--domandò egli, sollevandosi sulla
+vita.--Che Iddio venga a visitarmi? Ma io lo desidero, con tutte le
+forze dell'anima.
+
+--Lo credo, lo credo;--rispose il medico, tornando prontamente verso
+l'alcova.--Parlavo d'altro, io; dicevo di voler provare un nuovo
+rimedio, per calmare la febbre. Ma la visita del gran consolatore si può
+ricevere ad ogni ora; e sia domani, o doman l'altro, come Vostra
+Eccellenza vorrà.
+
+--Sì, doman l'altro;--disse l'infermo.--Sono avvertito di poterlo
+aspettare; e mi piace che sia il giorno dell'Ascensione;--soggiunse, con
+un accento che andò come una pugnalata al cuore di donna
+Beatrice.--Domani, intanto, vorrei pensare alle cose della terra, che
+sono pure a scarico della coscienza. Conte Fiesco, mio buon amico,
+vorrei per domattina un notaio.--
+
+Il desiderio suo fu appagato. La mattina del 19 era chiamato al suo
+letto don Pedro de Hinojedo, "scrivano di camera delle Altezze Loro,
+scrivano provinciale nella loro Corte e Cancelleria, e loro scrivano e
+notaro pubblico in tutti i loro regni e signorie". Ricevette egli e
+trascrisse nel suo rogito il foglio consegnato a lui dall'illustre
+infermo; ed erano "testimoni presenti, chiamati e pregati, il
+baccelliere Andrea Mirmena e Gaspare della Misericordia, abitanti di
+questa città di Valladolid, e Bartolomeo Fiesco, Alvaro Perez, Giovanni
+d'Espinosa, Andrea e Fernando Vargas, Francesco Manuel, e Fernando
+Martinez, servitori del signor Almirante".
+
+Partito il notaio, seguì una giornata di tregua.
+
+L'infermo sentiva ancora i suoi dolori, e ne dava cenno, ma ad
+intervalli, con un tenue rammarichìo. Come altre volte, notavano i suoi
+familiari; come altre volte, che gli assalti del male si erano fatti a
+grado a grado men forti, ed egli aveva superate le crisi più minacciose.
+A giustificare queste rinate speranze, nel pomeriggio il signor
+Almirante aveva preso un po' di brodo, mostrando di trovarlo gustoso; si
+era un po' sollevato sulla vita, e aveva sorriso amabilmente a tutti,
+riconoscendo i più umili, e ringraziandoli della loro assistenza.
+Chiedeva anche dell'Adelantado, che da due giorni non aveva più visto, e
+gli si dovette rispondere che il suo degno fratello era andato a Burgos,
+per presentarsi alla regina Giovanna e ricordarle una certa promessa
+fatta una settimana innanzi alla marchesa di Moya.
+
+Veramente, don Bartolomeo Colombo era andato con altro proposito a
+Burgos, vedendo la necessità di avvertire il nipote don Diego dello
+stato di suo padre, che destava tante inquietudini, e ottenergli dalla
+corte un congedo, perchè potesse recarsi al capezzale dell'infermo. Ma
+nella stessa occasione il signor Adelantado voleva anche presentarsi
+alla regina Giovanna, che già una volta a Laredo aveva trovata così
+affabile e piena di buone intenzioni a favore del signor Almirante.--Se
+potessi portare con me quattro righe di scritto;--esclamava don
+Bartolomeo Colombo,--sarebbe per mio fratello un rimedio più efficace di
+quanti n'abbia inventati la medicina, da Esculapio fino al dottor
+Villalobos.--
+
+L'annunzio del viaggio[tn326] di suo fratello a Burgos fu accolto da
+don Cristoval con un mesto sorriso.
+
+--Torni presto, il mio buon fratello, il mio fido compagno di
+pericoli;--diss'egli:--ma notizie di Corte io non ne aspetto più.
+
+--Perchè? non è da disperare ancora;--notò la marchesa.--Dopo ciò che la
+regina mi ha detto!
+
+--E non fatto!--replicò l'Almirante.--E dove non avete ottenuto voi, chi
+altri può sperar di ottenere? Del resto, Bovadilla,--soggiunse egli,
+chiamandola per la prima volta con quel nome, che a lei suonò dolce come
+una carezza,--alla vigilia di appressarmi a Dio, non voglio più
+accoglier pensieri di grandezze umane. Le ho sepolte nel mio testamento,
+per coloro che saranno dopo di me. Io aspetto giustizia da chi mi può
+usare misericordia. Non più dignità, non più onori; Cristoforo Colombo,
+pei miei concittadini.... Cristoval Colon, per chi m'ama ancora, in
+questa patria d'adozione; ecco ciò che deve restare di me. Non piangete,
+vi prego. Non piango io, Bovadilla! son calmo e sereno; sento una pace,
+qui dentro, che mi maraviglia.... e mi piace.--
+
+Poco dopo reclinò la fronte, e si addormentò, d'un sonno leggero e
+dolce, come un bambino. Ah, se quel sonno avesse potuto ristorarne le
+forze!
+
+Ma quel discorso aveva profondamente contristati gli amici. Che
+significava quel senso di rinunzia a tutto ciò che fino allora aveva
+animato, quasi tenuto in vita il signor Almirante? Non forse l'istessa
+rinunzia alla vita?
+
+--Triste!--esclamò il capitano Fiesco, in un di quei brevi colloquii
+ch'egli e Fior d'oro avevano ad intervalli con la marchesa di
+Moya.--Anche la speranza l'ha abbandonato.
+
+--È vero; e lo pensavo ancor io;--disse donna Beatrice.--È un brutto
+indizio. Ma se ha da morire,--riprese ella, con voce piena di sdegno e
+di lagrime,--è bene che muoia così, col sentimento della ingratitudine
+dei grandi. Giovanna è incapace di star due ore in un pensiero, che non
+sia la sciocca bellezza del suo sciocco marito; Ferdinando è perfido; e
+l'una e l'altra Corte proseguono le loro particolari ambizioni; chi può
+pensar oggi allo scopritore di un mondo?
+
+--Gran macchia sarà per la Spagna, se egli muore così trascurato,
+vilipeso, senza aver ottenuto giustizia;--conchiuse Bartolomeo Fiesco,
+fremendo.
+
+--No, conte, non dite ciò;--rispose la marchesa.--Rimorso, sì, e non per
+sè stessa, ma per coloro che l'hanno in governo; macchia no, macchia no.
+La Spagna è più pura e più tersa che mai. Alla mente più eletta che
+Iddio mandasse in terra a glorificare il suo nome, la Spagna ha già reso
+giustizia. Pei suoi monarchi, vi basti Isabella. Per la sua nobiltà,
+vorrete dimenticare i Medina, i Quintanilla, i Santangel? Per gli uomini
+suoi di pietà e di dottrina, non ricorderete Giovanni Perez Marchena,
+Diego di Deza, il cardinale Mendoza? Quanto al suo popolo, rammentatelo,
+vedetelo tutto accalcato sul passaggio dello scopritore, del messo di
+Dio, da Cadice a Barcellona: fu mai nell'antica Roma trionfo più grande
+di quello? E vedetelo, il popolo spagnuolo, ammiratelo ancora con me,
+in questo povero Gil García, che senza sapere di guerre, d'ingiustizie,
+di viltà dei potenti, paga per tutti il debito della riconoscenza e
+dell'amore, ospitando l'Almirante in sua casa. È modesta, la casa; ma
+erano più modesti ancora i primi templi innalzati alla gloria del Dio
+vero. E voi lo vedete, il vecchio marinaio, quante volte passate per
+l'anticamera; fermo là, che non osa entrare dal suo comandante, che non
+osa chieder notizie, per timore di averle cattive, ed ha sempre gli
+occhi pieni di lagrime. Questa è la Spagna, amico, e tutto il resto che
+sapete, lo potreste anche ignorare con me. Finalmente,--conchiuse la
+marchesa con accento di nobile alterezza,--se nessun altri qui, tra i
+Pirenei e l'Atlantico, avesse fatto il debito suo per quell'uomo, ci
+sarei sempre io, Bovadilla; e penso che potrei bastare, agli occhi della
+posterità. Vi lascio, amici; sento ch'egli mi cerca.--
+
+E strette con moto convulso le mani del Fiesco e della contessa Juana,
+si avviò verso la camera dell'Almirante, asciugando in fretta le sue
+lagrime. Anch'ella, come Gil García, n'aveva sempre gonfie le palpebre.
+E doveva rattenerle, al capezzale del caro infermo; e la più parte del
+tempo doveva esser là, con aspetto tranquillo. Quando non c'era, sentiva
+d'esser cercata; nè mai s'ingannava, e ne aveva la conferma nelle parole
+di lui, negli atti del viso, nel lampo degli occhi. Conferisce questi
+doni di seconda vista l'amore.
+
+--Come soffre!--mormorò Fior d'oro.--Ed ha la virtù di sorridere, quando
+è vicina a lui.
+
+--Per questo,--disse il Fiesco,--non ci siete se non voi, donne, che
+sapete vincer l'affanno, e mostrare il volto sereno.--
+
+La notte del signor Almirante fu quieta, con pochissima febbre.
+L'infermo aveva potuto dormire, a parecchie riprese, un paio d'ore. I
+cuori si riaprivano alla speranza; anche quello di Bovadilla, che vide
+apparire l'alba del 20 senza troppo terrore. Ma come la prima luce del
+giorno penetrò nella stanza, il signor Almirante volle la visita di Dio.
+
+--Non vi ho detto che lo desidero?--disse egli, a chi mostrava di non
+vedere la necessità della cerimonia religiosa.
+
+Frate Alessandro andò tosto al vicino convento di San Francesco, e tornò
+col priore, che già aveva visitato don Cristoval durante il suo
+soggiorno in Valladolid. La confessione fu breve; ricevendo
+l'assoluzione, il signor Almirante espresse il desiderio che la sua
+salma fosse depositata nel chiostro del convento, per divozione al
+poverello d'Assisi, la cui vita terrena era stata tutta amore,
+sacrifizio, e glorificazione delle opere di Dio.
+
+Poi venne col viatico il parroco di Santa Maria l'Antigoa, sotto la cui
+giurisdizione ecclesiastica era la casa di Gil García. Tra le preghiere
+degli astanti genuflessi, a cui rispondeva con ferma voce l'Almirante,
+levato sui guanciali il capo e le spalle, gli occhi scintillanti di viva
+luce, e giunte le scarne mani sul petto, la cerimonia fu commovente;
+cerimonia paurosa per istrazio interiore a quanti ancor pieni di vita
+sono costretti a pensare una volta l'orribil momento che dovranno
+lasciarla; cerimonia solenne d'insegnamenti a chi vede in essa la
+chiusa del dramma oscuro dell'esistenza, il punto fatale che tutte le
+ambizioni soddisfatte vanno in dileguo sulla medesima china delle
+speranze deluse, e piacere e dolore, e bene e male delle nostre
+passioni, nobili o ree, ma tutte egualmente fumose, si estinguono
+nell'eterno silenzio, mentre un arcano conforto di promesse celesti
+entra nell'anima per quelle medesime labbra che si torceranno nello
+spasimo della morte terrena. Dio, il consolatore invisibile, è là: si
+sente giungere, appressarsi, discendere, con la parola augusta che gli
+angeli hanno insegnata alle povere lingue degli uomini.
+
+Partitosi di là il religioso cortéo, al morire delle voci oranti sulla
+via, l'Almirante si assopì. Ma furono pochi minuti di tregua, che oramai
+non ingannavano più nessuno dei suoi familiari. Era grave, affannoso il
+respiro; apparivano contratti i muscoli della bocca, infossate le
+occhiaie; ardevano i polsi, battuti dalla febbre; la fronte e le tempie
+s'imperlavano di sudore gelato. Ad un tratto aperse le palpebre, e mosse
+gli occhi lentamente in giro, considerando l'uno dopo l'altro i
+presenti.
+
+--Diego?--chiese egli poscia.--L'Adelantado? Non sono ancora arrivati?
+Poveretti!...--
+
+E pareva volesse soggiungere: non mi vedranno più vivo.
+
+Stette alquanto in silenzio; poi, volgendo lo sguardo al figliuolo
+Fernando, lo chiamò più vicino.
+
+--Sei qui per tutti?--mormorò.--Sian tutti in te benedetti.--
+
+Il giovane si era abbandonato, singhiozzando, sotto la carezza delle
+mani paterne.
+
+--Perchè piangi?--riprese il morente.--È la legge. Obbedisci alla legge.
+Felice chi la intende da giovane, e ad essa conforma tutti i suoi atti,
+dominando tutte le sue passioni, perdonando, ed amando.... Va, sii
+forte, figliuolo;--riprese, dopo un istante di pausa.--Anche il tuo capo
+amato mi pesa.... Aprite, aprite quella finestra, ch'io respiri ancora
+una volta quell'aria... che tanti felici respirano.--
+
+Ringagliardiva la febbre; ed egli ansimava, si agitava irrequieto, si
+levava sui fianchi, agitando le braccia, come se cercasse di aggrapparsi
+a qualche cosa.
+
+--Povera creta!--esclamò egli.--A che ti affanni? Vuoi tu vivere per
+forza?--
+
+Frate Alessandro gli si accostò amorevolmente, bisbigliandogli qualche
+parola di conforto.
+
+--Fidate in Dio, signor Almirante. Egli, padre misericordioso e giusto,
+vorrà operare un prodigio per voi.... e per noi.--
+
+Gli occhi del morente mandarono lampi d'insolita luce, alle amorevoli
+parole del frate scudiero.
+
+--Dio!--gridò egli.--Dio! L'ho sentito sull'Oceano, dominare con la sua
+voce il fragore delle tempeste. Dio m'ha assistito, Dio ha voluto
+conservar la mia fama nel sale dell'amarezza. Dio la mia forza, Dio la
+mia gloria. A lui tutto; senza di lui non sarei nulla. E son passato
+nella vita ancor io, amato assai più ch'io non meritassi. Fu grazia di
+Dio che mi amassero a gara tutte le nobili creature di Spagna; il buon
+padre Marchena, il Quintanilla, il Santangel, consolatori benigni; Diego
+di Deza, mia spada; il santo Mendoza, mio scudo; Beatrice di Bovadilla,
+angelo mio tutelare; Isabella, onore del trono. Perchè vissuta,
+Isabella? Non forse perchè si schiudesse mercè sua un nuovo mondo alla
+legge di Dio, alla legge d'amore?... Ah, l'odio! l'odio livido e nero!
+ah, la sete dell'oro, sete inestinguibile, sete crudele!... Questo sanno
+far gli uomini, dei doni di Dio! Si muoverà dunque alla grande concordia
+della famiglia umana, passando per la strage e pel sangue? I poveri
+Indiani! i disgraziati innocenti, scannati senza pietà da uno stuolo di
+belve. Schiavi!... non più schiavi, sotto la legge di Cristo!... Pure,
+entravano nelle case del ricco; servi, facevano parte della famiglia
+cristiana, recitando insieme col padrone la preghiera che eleva, la
+preghiera che purifica, la preghiera che per un'ora fa tutti fratelli i
+nati d'un medesimo seme. Ma no, non più schiavi: è cosa iniqua, la
+schiavitù. Nobili cuori! E li lasciate liberi, voi; liberi di faticare
+al sole rovente, nelle vostre piantagioni; liberi di morire nel solco
+inondato del loro sudore; liberi di ricevere la nerbata, se le stanche
+membra rifiutano per un istante l'immane fatica; liberi di fuggire, per
+esser rincorsi tra le selve, addentati, lacerati dai vostri cani di
+Corsica: liberi di morire fra i tormenti, sui palchi infami, sui roghi,
+dove stride la fiamma e la carne.
+
+--E Dio permette!--mormorò il capitano Fiesco, che stava ritto, immobile
+a piè del letto, ascoltando e fremendo, e stringendosi i pugni alla gola
+per non dare in singhiozzi.
+
+--Sì, amico mio, sì....--rispose il morente, che ancor riconobbe alla
+voce il suo vecchio ufficiale.--Dio ha un fine, che noi non possiamo
+intendere; Dio ordisce una tela immensa, di cui non vediamo altro che un
+tratto. Non dubitate.... E non vi sembri argomentazione di piccolo
+intelletto. Ha pure la sua grandezza il vedere in questo modo la
+giustizia di Dio; mentre non ne ha nessuna il negare ogni cosa, e il
+disegno e l'artefice. Egli vede e provvede, nell'arcano del suo
+pensiero; egli dà le mercedi. Trascura i buoni, che sicuri lo aspettano;
+ma invigila i tristi e le opere loro.--
+
+Così parlando, si era stranamente animato. Inutile il tentare di
+calmarlo. Gli fiammeggiavano le guance; gli scintillavano gli occhi; ma
+in quella gran luce, ond'erano accesi, egli già più non discerneva
+nessuno. E incominciava a vaneggiare; e più confuse gli si offrivano le
+immagini delle cose; più rotte gli uscivano di bocca le frasi.
+
+--Sono legione, i malvagi! E tutti contro il guerriero di Dio. La mia
+spada, conte Fiesco! dov'è la mia spada? Ch'io li assalga! ch'io li
+disperda! Roldano, che ho sempre beneficato, anche voi? Guevara, Porras,
+gente malnata! Aguado, Ovando, anime nere.... Don Francisco di Bov....
+No, no; via la spada! L'uomo perdoni, e Dio giudichi. Ed egli viene....
+egli viene.... incalza, in un gran cerchio di luce. Cieco, cieco chi non
+ti vede, gran luce dell'anima! O Signore, in cui ho sempre sperato, o
+Signore in cui ho sempre confidato!... I vostri santi, avvocati miei,
+dove sono? Ah, ecco, nella vostra gloria confusi, sorridono....
+accennano.... chiamano.--
+
+Ansava, e le parole si facevano più rade, più inintelligibili. Un moto
+convulso, veloce, turbinoso, gli agitava il sommo del petto, come se il
+cuore, ad un tratto impazzito, sventolasse là sotto, tentando fuggir dal
+suo carcere. E fece uno sforzo ancora, il morente, uno sforzo sovrumano,
+per proferire le sue ultime parole.
+
+--A voi, Signore.... a voi.... _In manus tuas, Domine, commendo spiritum
+meum._--
+
+Seguì un rantolo sordo; e un altro ancora, in cui le labbra si torsero.
+Gli erano tutti intorno, piangenti; Bovadilla innanzi a tutti, con la
+mano sulla fronte di lui, stillante il gelido sudore della morte. E le
+scoppiava il cuore, e avrebbe voluto dargli l'anima sua. La vide egli?
+la vide un'ultima volta, mentre alzava le palpebre, e le pupille
+stravolte cercavano ancora la luce? Si richiusero le palpebre, si
+ricomposero le labbra, cessò la danza spaventosa del cuore; l'anima
+grande di Cristoforo Colombo era volata incontro al suo Dio.
+
+Un grido straziante ruppe dai petti; labbra avide cercarono la fronte
+marmorea e le fredde mani dell'estinto: baci si avvicendarono con
+lagrime su quella povera carne, che aveva cessato di patire. Poi,
+s'inginocchiarono tutti intorno al letto; e pregarono, lungamente, in
+silenzio.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIX.
+
+Quel che s'incontra per via.
+
+
+Mentre il suo grande cittadino moriva negletto, quasi ignorato, nella
+terra straniera che gli era divenuta seconda patria, ed egualmente
+ingrata, Genova seguitava a patire delle sue secolari discordie, ad
+esaltarsene, ad infiammarsene sempre più; pari in questo all'infermo,
+che si consuma dalla febbre, e nella febbre non avverte più il male onde
+sarà tratto al sepolcro.
+
+Il male di Genova era antico; e le varie forme di governo con cui, dando
+volta nel suo letto di dolore, l'inferma aveva sperato di schermirsi,
+ora coi consoli, ora coi podestà, poscia coi capitani del popolo e coi
+dogi a vita, finalmente colle dominazioni angioine di Napoli dopo le
+tedesche, e le francesi dopo le viscontée di Milano, non erano state
+altrimenti che fasi progressive e crisi violente di quel male. Nobili
+della schiatta viscontile di Polcevera e nobili d'altre terre di
+Riviera, alleati coi vescovi, avevano fatto da principio un governo in
+famiglia, indi costituita una oligarchia prepotente, che escludeva dalle
+prime magistrature i popolari, tutti mercanti ed artefici. Questi,
+crescendo di numero, di forze e di credito, avevano ottenuto a forza
+alcune cariche importanti, senza che per ciò fosse stabilito e
+riconosciuto nella lor classe un diritto alla partecipazione del
+governo; e frattanto, quelli di loro che avevano smessi i traffichi e
+l'arte, ottenendo titolo di cittadini egregi, si stimavano uguali ai
+nobili possessori di feudi; con alcuni dei quali, aiutando le ricchezze
+accumulate, riuscivano anche ad imparentarsi. Ma erano sempre tenuti per
+"tetti appesi", come a dir case appoggiatesi alle vecchie torri di una
+gente più antica. Fra questi "tetti appesi" alcune case più cresciute in
+potenza, e più ancora in audacia, avevano preso a contendersi il ducato,
+a palleggiarselo tra loro per quasi dugent'anni; ed erano quattro, dette
+dei Cappellacci per la loro preminenza, cioè a dire Fregosi, Adorni,
+Guarchi e Montaldi. A lungo andare sopraffatti i due ultimi nomi, erano
+rimasti in auge i due primi, forti abbastanza per sovvertire con le loro
+eterne rivalità la repubblica, senza che l'uno riuscisse poi a liberarsi
+dall'altro. E forse, ai nobili antichi, testimoni della gara e in una
+certa misura partecipi, non metteva conto che una parte vincesse l'altra
+del tutto, per farsi poi arbitra e padrona di tutti. Così durarono le
+lotte dei Cappellacci, con gran danno dello Stato, costretto a cadere in
+soggezione dei Visconti di Milano, poscia del re di Francia. Il quale,
+nel patto di dedizione conchiuso in Milano, si obbligava cortesemente
+alla condizione "che tutti gli onori, benefizi, ed uffici dello stato
+fossero conferiti ai Genovesi dal governatore e dagli anziani, tenuto
+conto della varietà dei colori."
+
+I colori, bianco e nero, valevano più poco sulla fine del Quattrocento;
+anzi, non valevano più affatto come tinta politica di ghibellini e di
+guelfi. C'erano bianchi e neri tra i nobili; bianchi e neri tra i
+mercanti e gli artefici, confusi oramai nella denominazione di popolari;
+ma i nomi di bianchi e di neri significavano piuttosto un certo numero
+di famiglie già usate al governo, e non disposte ad esserne escluse; e
+volevano dire che quelle famiglie non dovevano essere dimenticate, nella
+assegnazione delle cariche. A provar poi che guelfi e ghibellini, e neri
+e bianchi, non erano più considerati come parti politiche, basti notare
+che Doria e Spinola, antichi ghibellini, erano pane e cacio sul
+principio del Cinquecento coi Fieschi e i Grimaldi, antichi, guelfi; e
+Gian Aloise Fiesco, progenie di Guelfi, e primeggiante allora nella
+nobiltà genovese, sovveniva del suo danaro le imprese navali di Andrea
+Doria, nuovo rampollo onegliese della potente casata ghibellina. Nel
+fatto, con denominazioni vecchie conservate senza ragione politica,
+durava una lotta antica tra nobili feudali e popolo grasso. E i nobili
+avevano dimenticate le antiche dissensioni per far causa comune contro i
+popolari; e questi, non volendo saperne delle loro antiche denominazioni
+di mercanti ed artefici, si sdegnavano d'esser considerati inferiori a
+quegli altri, in una città dove oramai avevano esercitate le prime
+cariche ed ottenute singolari benemerenze.
+
+Frattanto, accadeva di peggio. Violando i patti di Milano, il
+governatore francese proteggeva i nobili a danno dei popolari; li
+favoriva in tal guisa, che non più un terzo, ma già la metà dei
+pubblici onori ed ufizi erano ad essi assegnati. E qui, ápriti cielo!
+dalle mormorazioni si passava ai lagni; da questi alle invettive. A
+giustificare il loro diritto, i nobili allegavano i meriti dei lor
+maggiori, che nel periodo consolare avevano governata la repubblica
+senza compagnia di popolari. Ma i popolari pronti a ritorcere
+l'argomento, dicendo che appunto per ciò erano stati cacciati i nobili
+dal governo; nè più si doveva tornare ad una ingiustizia, tollerata
+soltanto finchè il popolo non aveva avuto vita civile, Genova essendo
+come un feudo del vescovo e del suo parentado viscontile, già collegati
+dal comune interesse per liberarsi dall'autorità dei conti della marca
+di Liguria. Quanto a nobiltà vera di sangue, in che superiori i nobili?
+o progenie di barbari invasori, o piccola gente oscura, che ad essi era
+venuta abbarbicandosi, senz'altro merito che la cieca servitù! I
+popolari nati in casa, antico sangue romano, cresciuti nell'operose
+industrie del mare, educati nelle armi in difesa della patria; onde le
+grandi imprese, dentro e fuori della repubblica, specie dopo il 1339,
+col ducato di Simone Boccanegra, erano quasi tutte dovute al valore dei
+popolari.
+
+Il governatore francese, messer Filippo di Cleves, signore di
+Ravenstein, tenendo pei nobili antichi, faceva orecchio da mercante;
+anzi, per non aver da sentire i popolari, se ne andava tranquillamente
+in Asti. E come avviene spesso negli uffici amministrativi, che quando
+esce il principale per prendere una boccata d'aria, guizza via il
+segretario per prenderne due, anche il suo luogotenente Roccabertino
+colse la buona occasione, per portare un suo reuma in Acqui, a quelle
+terme salutari. Ma l'acqua bollente ch'egli andava a cercare laggiù,
+stava per dar di fuori in Genova, dove le due parti si guardavano in
+cagnesco, e dall'una e dall'altra si faceva gente, per non esser colti
+alla sprovveduta. Ai popolari si accostava la plebe, gente in gran parte
+calata dalle ville della Polcevera ai mestieri e alle piccole industrie
+della città. E i motti pungenti fioccavano; più acerbi ai popolari, che
+per l'aiuto cercato nelle ville erano chiamati a dispregio i villani. I
+giovani della nobiltà, che già alcuni anni prima per certa croce degli
+Zaccaria portata in processione avevano leticato aspramente coi giovani
+del partito contrario, s'erano fatti fare certi coltelli che portavano
+con ostentazione alla cintola; e quei coltelli avevano incisa sulla lama
+una frase minacciosa: "Castiga villani". Nè quei coltelli erano rimasti
+a lungo inoperosi. Ai motti pungenti succedevano gli scontri, e le
+stoccate andavano via come il pepe. La città era ogni momento sossopra;
+i buoni gemevano invano, tra le provocazioni scambievoli e le zuffe
+continue; la vita di Genova era diventata un inferno.
+
+Poteva egli portarvi rimedio il _Paradiso_, che giungeva a mezzo luglio
+nel porto? Ne scese il capitano Fiesco accompagnato dalla contessa Juana
+e dal frate scudiero; e tutti e tre si recarono ad alloggio dal Passano,
+che stava appunto in una casa del Fiesco, nella contrada di San Lorenzo.
+Di là, dopo un breve soggiorno, avrebbero proseguito per la Gioiosa
+Guardia, meta desiderata e riposo al triste viaggio di Spagna. Il
+capitano Fiesco voleva anche dar sesto a tutte le cose sue, facendo
+disegno di non spiccarsi più per un pezzo dalle rive del poetico
+Entella; desiderava inoltre di vedere il magnifico dottore messer
+Nicolao Oderigo, che del grande Almirante era stato amicissimo, e che
+certamente avrebbe graditi gli ultimi saluti di lui e udite con profondo
+rammarico le notizie della sua fine immatura.
+
+Messer Nicolao, famoso dottore di leggi, aveva meritato per la sua
+dottrina di andar già due volte ambasciatore, la prima nel 1496 al re di
+Francia, la seconda nel 1501, ai sovrani di Spagna; e in quella
+occasione aveva conosciuto Cristoforo Colombo, stringendosi a lui di
+sincera amicizia. In Genova non aveva mai parteggiato. La sua famiglia,
+di Carminata in Polcevera, era d'artefici, quali ghibellini, quali
+guelfi in processo di tempo, la più parte speziali e medici, nè mai
+disposti a servire, sposando le passioni dei potenti del giorno. Egli
+stesso era stato amicissimo al capo riconosciuto dei nobili, Gian Aloise
+Fiesco; e ciò non tolse ch'egli andasse in quell'anno 1506 ambasciatore
+dei popolari a Luigi XII, come più tardi, nel 1515 e nel 1517 a
+Francesco I, altro signore invocato dalle miserie di Genova. Era un
+galantuomo, amante della patria sopra ogni cosa; della patria si
+occupava continuamente, e ne piangeva i mali insanabili; della patria
+parlava ancora a messer Bartolomeo Fiesco, dopo aver pianto con lui
+sulla morte del loro grande concittadino Colombo.
+
+--Povera Genova!--diceva egli.--Povera città così nobile e ricca, così
+popolosa e forte e gloriosa, condannata a non aver pace mai, neanche
+sotto le labarde straniere che ha dovuto chiamare per assicurarsi
+contro le sue stesse follìe! E siamo oramai ad uno dei maggiori pericoli
+che Genova abbia corsi mai, di sfasciarsi, di andare in perdizione. Non
+per colpa dei Cappellacci, questa volta, che pare impossibile; per colpa
+dei nobili! Un mese fa, il 18 di giugno, poco mancò non andasse a
+soqquadro ogni cosa, per l'alterco in piazza de' Banchi, dove il notaio
+Emanuele Canale, che richiedeva il fatto suo ad un nobile, n'ebbe in
+pagamento male parole e percosse; onde fu gran rumore, si chiusero le
+botteghe, e tutti correvano all'armi. Vedete quanta poca scintilla basti
+oramai a far scoppiare un incendio! La prudenza del podestà, messer
+Oberto del Solaro, ha potuto sedare questa commozione, col mandare in
+bando parecchi dei nobili ed uno dei popolari. Ma potrà sempre, il savio
+Astigiano, contenere questi umori maledetti, più pronti a bollire che
+non sia il vino del suo paese? E non c'è qualcheduno, nelle nostre mura,
+che quanto siede più alto tanto più avrebbe obbligo di gittar acqua sul
+fuoco? Voi indovinate di chi voglio parlare, messer Bartolomeo. Andate
+voi da Gian Aloise, e ditegli che abbia compassione della sua patria;
+egli che ha intelletto da conoscere i mali, voglia aver carità da
+procurare i rimedii. È una fortuna, che siate qui voi. Venuto di fuori,
+potete dire una parola di cittadino imparziale. Qui ogni giorno si va di
+male in peggio; e il peggio volgerà anche a danno suo, perchè delle cose
+turbate non hanno vantaggio coloro che vivono nel quieto possesso della
+loro autorità: mentre vantaggio verrebbe a lui, se tutti lo vedessero
+lavorare per la concordia; onde crescerebbe la sua fama di savio,
+insieme con la sua sicurezza di principe.--
+
+Il consiglio era buono; e per seguirlo, messer Bartolomeo salì quel
+giorno l'ampia scaléa di Vialata. Trovò raccolti lassù tutti i Fieschi,
+come in un altro giorno solenne di tre mesi innanzi; ma più accigliati,
+più torbidi, più inveleniti che mai. Nondimeno, fecero il debito col
+parente, che ritornava di lontano; e Gian Aloise stette ad udire con
+molta attenzione le tristi nuove di Valladolid.
+
+--Mi duole;--diss'egli;--mi duole nel profondo dell'anima. Povero signor
+Almirante! E morire così, senza vedersi restituite le sue sostanze e il
+suo grado! Ma che cosa poteva aspettarsi di bene da un re come
+Ferdinando il Cattolico? Gran colpa ha costui, e il mondo ne darà ben
+severo giudizio.
+
+--Verissimo;--rispose messer Bartolomeo.--Ma per il nostro concittadino
+Colombo non siamo in colpa un po' tutti? e noi Genovesi prima degli
+altri? Se questa repubblica fosse stata in pace e padrona di sè, non
+avrebbe potuto far essa l'impresa della grande scoperta, ritraendone
+essa i benefizi? Sarebbe stata ancor essa ingrata con lui; ma dalla
+patria sua avrebbe egli potuto sopportare anche l'ingratitudine d'un
+giorno, sicuro della riverenza e della riconoscenza dei secoli. Ma noi
+eravamo impotenti ad assisterlo; noi sempre in guerra tra noi, e senza
+speranza di far giudizio mai più. Sento infatti che la pace è fuggita da
+capo, e che si torna a scivolare nel sangue.
+
+--Ma!...--esclamò Gian Aloise, crollando il capo e stringendosi nelle
+spalle.--Qui, poi, non è anche un po' vostra la colpa, cugino? Se voi
+andavate a Pisa, tutto questo non succedeva.--
+
+Bartolomeo Fiesco ebbe l'aria di cascar dalle nuvole.
+
+--Che c'entra Pisa?--diss'egli, stupito.
+
+--C'entra sicuro. Il gran delitto che ci appongono i villani è di non
+averla noi voluta soccorrere.
+
+--Ma noi,--replicò il capitano Fiesco,--la soccorrevamo, se mai, per
+divorarla; e non vedo come di questo potessero stimarsi contenti i
+popolari.... o i villani, come mi pare dalle vostre parole che si debba
+dire oramai. Si sta tre mesi fuori,--soggiunse egli, ridendo,--ed ecco
+che al ritorno si trova cangiata perfino la lingua.
+
+--Fermo, fermo!--gridò Gian Aloise.--Anzi torniamo indietro, fino a quel
+verbo divorare, che non sarà di lingua nuova, ma certamente parrà
+insolito in bocca ad un Fiesco. Se credete, bel cugino, di pungerci,
+v'ingannate a partito.
+
+--E non avevo questa intenzione;--rispose il capitano.--Ho detto
+"divorare" per "occupare a nostro vantaggio". Non era egli per vantaggio
+della nostra casata, che voi volevate mandarmi a Pisa?
+
+--Sicuramente,--replicò Gian Aloise.--Oh vedete il gran male, se chi
+possiede tutta la riviera di Levante, dall'Appennino al mare, e della
+Scrivia alla Magra, possedesse anche Pisa! Volevate voi che Pisa fosse
+posta in balía della nostra eccelsa repubblica, la quale oggi è di Tizio
+e domani di Sempronio? E non vi parrà giusto che una famiglia da
+quattrocent'anni intesa a mantenersi uno stato conforme alla sua
+dignità, cerchi di avere maggior sicurezza del sudato ed insidiato
+dominio? Andate là, bel cugino! ce l'avete fatta grossa, ricusando un
+ufficio, per il quale (ve lo abbiamo pur confessato, rendendovi
+giustizia) non c'eravate se non voi. E ci venite oggi a piangere sui
+mali di cui siete stato la prima cagione? E ci domandate probabilmente
+di andare in piazza de' Banchi, o sulla scalinata di San Lorenzo, a
+picchiarci il petto, ad offrir pace, a chieder perdonanza ai nostri
+nemici? E siete un Fiesco, voi?--
+
+La botta era forte; e messer Bartolomeo balenò un poco, ricevendola.
+Ancora strinse i pugni, e più i denti, per non dar fuori con troppo
+amare parole. Dopo un istante di pausa, che parve lungo a tutti, ma che
+a lui era necessario per vincersi, pacatamente rispose:
+
+--S'io sono un Fiesco, domandate? Per tutt'altri che ne volesse dubitare
+avrei pronte le prove. A voi, Gian Aloise, tanto più vecchio di me, non
+ne bisogna nessuna; e voi già, umano e cortese signore, vi pentite in
+cuor vostro d'avermi fatto ingiuria. Per essere un Fiesco, bisognerebbe
+dunque non sentir altro che ira di parte? e d'una città che crebbe a
+grandezza per la santa concordia della _compagna_ giurata, voler fare un
+patrimonio esclusivo di nobili? Che cosa io pensi dei nobili, e dei
+popolari, vorrei poterlo dire alle due parti congregate, sulla scalinata
+di San Lorenzo, dove non c'è da chieder perdonanza a nessuno, ma da dire
+a tutti la verità. Nobili e popolari, siam pure i gran sciocchi. Un
+giorno, stanchi e rifiniti, saremo tutti pari nell'impotenza davanti ad
+una plebe qual si sia, che troverà gusto a sbranarci. Oggi letichiamo
+per diversità di sangue. Ma che? Essi e noi discendiamo da un barbaro
+soldato, franco o longobardo, unghero o goto, oppure da un liberto
+figlio di schiava greca o siriaca, che piacque un'ora al padrone.
+Nessuno, nè qui nè altrove, nessuno, sia pure il più antico nelle
+cronache, può collegarsi a quella nobiltà romana che prima ha stampato
+della sua orma il paese. La quale, finalmente, nella sua folle ambizione
+si mostrava più accorta di noi, non volendo altro alle sue origini che
+dèi o dee, Marte, Venere, Ercole. I Greci, poi, tutti da Giove; onde fu
+necessario fare del padre degli Dei un grande scapestrato. Gli antichi,
+come vedete, avevano modo di nobilitare il sangue, facendolo di qualità
+diversa dalla comune degli[tn346] uomini. Noi no; tutti di sangue rosso,
+mortale, di pari composizione; al più al più (lasciatelo dire ad un
+Fiesco, che ha studiato medicina a Pavia) guastato da qualche umore
+maligno, per effetto di troppe unioni in famiglia. Ma torniamo al fatto.
+Quando saranno qui tutti nobili al governo, e i popolari distrutti, o
+mandati al remo, o legati alla gleba, non avranno i Fieschi da fare i
+conti coi pari loro, con gli Spinola, ad esempio, coi Grimaldi, coi
+Doria? E dove andrà allora il bel sogno di una vasta signoría? Vorranno
+i tre emuli restare amici a noi, come son oggi per necessità, di contro
+a dugento cinquanta famiglie della fazione popolare? Non troveranno man
+forte in quella ventina di famiglie nobili della prima classe, o in
+quell'altra ventina della seconda, per costringerci un giorno o l'altro
+a lasciare il troppo largo dominio? e non solamente quello che voi
+possedete per autorità di vicario, ma ancora quello che possedete per
+diritto feudale? Una cosa potrebbe pure tirar l'altra, cadendo, e tutte
+rovesciarsi ad un modo. Nè vi parrebbe più saggio che una famiglia,
+giunta per fortuna al colmo della potenza, regnasse invidiata e sicura
+nella mediocrità forzata di trecento, fra maggiori e minori, di nobili,
+di mercanti, d'artefici, tutti ammessi alle medesime cariche, uffici ed
+onori? Ma questo appartiene all'arte di governo, ed io non ne sono
+maestro. Perdonate, eccelso cugino, la mia intemerata. Non lo farò più,
+come è vero che sono un Fiesco. E da Fiesco d'onore vi prometto che fin
+dove giunga il mio braccio, saprò far rispettare questo nome onorato,
+che ho comune con voi.
+
+--Abbiatelo forte, quel braccio!--ribattè Gian Aloise, con accento
+sarcastico.--Abbiatelo tanto più forte, quanto più volete esser solo,
+mentre spira un'aria così poco favorevole ai nostri, in questa
+disgraziata città. È l'augurio d'un parente che vi ama, ad onta delle
+vostre.... Come chiamarle?... Mi lascerete dir bizzarríe?
+
+--Dite pure stravaganze;--rispose il capitano Fiesco.--Tutto sopporterò
+di buon grado, fuorchè la taccia di debolezza e viltà.--
+
+Salutò, detto questo, e se ne andò invelenito; tanto invelenito, che non
+chiese nemmeno licenza di andare ad ossequiare madonna Caterina.
+
+Uscito dal palazzo, e fatti in un minuto i cento gradini della cordonata
+famosa, voltò a manca, per non dover risalire da Rivalta a porta
+Soprana, luogo troppo affollato. Più libera la via verso quel tratto
+della spiaggia che gli eruditi del tempo avevano già incominciata a
+chiamare il seno di Giano; liberissima e tranquilla sotto i suoi occhi
+la distesa del mare turchino, su cui sonnecchiava col capo un po'
+inclinato a levante il maestoso scoglio Campana, vecchio testimone di
+tante sfilate trionfali del naviglio genovese, dallo _stolo_ di
+Terrasanta ai ritorni della Meloria, di Portolongo e di Ponza. Lo
+scoglio Campana era un suo grande amico, fin dagli anni lontani della
+sua adolescenza; col quale, o davanti al quale, era uso meditare sulle
+passate grandezze della patria; e quella volta il capitano Fiesco,
+masticando male una frase del suo eccelso cugino Gian Alvise, non degnò
+il vecchio amico neppure d'uno sguardo fuggevole, mentre saliva per
+Campo Pisano all'erta di Sarzano. Sempre borbottando e sbuffando, dai
+fianchi dell'antico Castello, sede e baluardo del municipio Genuate, già
+da un pezzo convertito in un ceppo di conventi e di chiese, calò verso
+le case degli Embriaci, donde, girando attorno a quelle dei Giustiniani,
+voleva difilarsi a San Lorenzo, dove sorgevano quelle dei Fieschi.
+
+Gran gente fin allora non aveva incontrato: fra conventi, chiese e
+palazzi che parevano fortezze, in un quartiere alto, donde la città era
+presto calata a distendersi nel piano verso ponente, non era il caso di
+trovar banchi o botteghe, nè per conseguenza la calca delle strade
+operose. Un po' di animazione incominciava dai Giustiniani; il brulichio
+della folla lo aspettava nella contrada e nella piazza del duomo di San
+Lorenzo. Colà si accoglieva in gran parte la vita cittadina; colà nei
+primi secoli dopo il Mille si adunava il popolo a parlamento; colà il
+Cintraco, venendo dal Palazzo del Comune, che sorgeva alle spalle del
+Duomo, veniva a leggere i bandi dei consoli. E colà, cessati gli uffici
+politici della storica piazza, si adunavano ancora i cittadini a
+conversare, magari a far baccano, sommosse e principio di rivoluzioni;
+colà, finalmente, come è sempre avvenuto intorno alla casa di Dio, fin
+dai tempi di Cristo, si teneva un po' di mercato.
+
+In quella calca doveva cacciarsi il capitano Fiesco per riuscire a casa
+sua. La pazienza non era il suo forte, a dir vero; ma egli, in momenti
+quieti e ad animo riposato, sapeva dominarsi col raziocinio, che gli
+suggeriva le frasi della cortesia non ancora stizzita: "vi prego.... con
+licenza, cittadini.... scusate, amico", e lo aiutava a passare. Ma i
+momenti non erano quieti, per allora, nè egli aveva l'animo riposato; ed
+egli e quel popolo, tra cui si cacciava, erano in uno dei loro giorni
+più cattivi; e mal volentieri si scomodava la folla per lasciarlo
+passare; ed egli, coll'amaro in corpo, non si sentiva di far bocca
+dolce.
+
+Frattanto, correvano intorno a lui certi discorsi, che non erano fatti
+per rabbonirlo.--Fallatutti, ci siamo?--È giusta di sale.--Bisogna
+scodellarla.--Magari! è ora di finirla.--Vedremo al friggere, se saran
+pesci o anguille.--Giù dalle gronde, i gatti, e vivano le cappette.--
+
+Il gatto era emblema araldico dei Fieschi, insieme col drago, detto
+anche basilisco. E per l'ora corrente, essendo i Fieschi a capo della
+nobiltà, l'accennare al gatto era un intendere tutta la genía dei
+nobili. Quanto alle cappette, si alludeva con questo nome al popolino.
+"Erano poverissima gente (lasciò scritto negli _Annali di Genova_
+monsignor Giustiniani), artigiani e servitori di artigiani mal vestiti,
+con le calze di tela e con una stretta e cattiva cappa; perciò furono
+nominati cappette".
+
+Più in là era un crocchio di ragionatori più sodi, ma non meno
+sediziosi.--Ve l'ho a dire, cittadini? La va come sulle galere. Si può
+disputare del più e del meno finchè il nemico è lontano: ma quando il
+cómito ha gridato arme in coperta, non c'è più da discorrere; da poppa e
+da prora, all'arrembata e all'impavesata, ogni uomo prende il suo posto
+di combattimento. E non si parli di pace, mentre siamo venuti a mezza
+lama. O loro o noi, qualcheduno ha da andare di sotto.
+
+--Bravo!--pensò il Fiesco.--Questo si chiama ragionare; ed anche insegna
+a sragionare.--
+
+Frattanto lavorava di gomiti, per avanzare di qualche passo verso il suo
+tratto di strada. Ma intoppò in due che gli voltavano le spalle, e non
+si davano per intesi delle sue sollecitazioni. Si rammentò allora d'un
+bel giuoco, che gli era tante volte riuscito con amici per via. Toccò
+leggermente uno di quei due sulla spalla sinistra, e l'altro sulla
+spalla destra. Si voltarono ambedue, ognuno dalla parte dove si sentiva
+toccato; così, senza volerlo, gli fecero posto, ed egli guizzò
+lestamente nel mezzo. S'intende che avvedutisi dell'artifizio, non
+volevano tollerare la celia.
+
+--Fate largo! è qua lui!--gridarono, con accento di scherno donde
+trapelava la collera.
+
+--Lui! chi, lui?--gridò egli a sua volta, fermandosi a guardarli.
+
+S'era voltato a deboli avversarii, o mal preparati all'attacco. Non
+rifiatarono; anzi, pareva che non dicesse a loro. Ond'egli era già per
+ripigliar cammino, quando all'orlo della gradinata di San Lorenzo, e
+sotto alla famosa statua che porta il nome dell'Arrotino, vide un
+omaccione dalle spalle quadre e dal collo erculeo, che lo guardava a
+squarciasacco. Ed anche lo udì, che diceva ad un vicino: "bisogna
+insegnargli, a questi prepotenti". La guardata, l'atteggiamento, le
+parole di quell'uomo, gli dettero noia. E forse non era da farne caso,
+potendo quelle parole non esser dette per lui; ma egli, come attratto
+dal pericolo, si avvicinò d'un passo, per sentire dell'altro. Frattanto,
+eccogli tra' piedi un contadino della Polcevera, che mettendogli sotto
+il naso un canestro di ceppatelli di macchia, gli grida coll'accento
+largo e spaccato della sua valle:
+
+--Vitella di bosco! vitella di bosco!--
+
+Fece un gesto di persona seccata, torcendo il capo, ma ancora tendendo
+l'orecchio per sentire quell'altro. E il contadino ripigliava,
+insistente come un moscone:
+
+--Ma li guardi, come son belli! non par che dicano: mangiami?--
+
+Non sapendo come liberarsene, domandò il prezzo: ma ancora e sempre
+guardava il suo nonno.
+
+--Per Vostra Signoria, quattro soldi la libbra.--
+
+Quattro soldi! Facciamo ad intenderci. Il soldo era la ventesima parte
+della lira: ma la lira genovese d'allora valeva tre lire e quattro
+centesimi della nostra moneta d'oggidì; il soldo valeva dunque un po'
+più di quindici centesimi dei nostri; e ciò senza contare il ragguaglio
+diverso fra la derrata e la moneta d'allora.
+
+--Troppo cari;--notò il capitano.
+
+--Eh, per lor signori!...
+
+--Troppo cari, grazie!
+
+--Grazie!--ripetè il contadino.--E ci ho perso il mio fiato, per un
+grazie della sua bella bocca. Vedete un po' voi, Ghiglione!--proseguì,
+volgendosi all'omaccione dalla torva guardatura.--Ma già, con questi
+signori morti di fame non c'è altro da aspettarsi.
+
+--No, caro, c'è dell'altro!--rispose il Fiesco, non vedendoci più lume.
+
+E voltatosi di schianto, gli sferrò a pugno chiuso un tal colpo sul
+mostaccio, che lo mandò rovescioni sull'orlo della gradinata.
+
+Fu un putiferio. Quell'altro, levatosi con la faccia tutta sanguinante,
+a gridare: così trattano i signori, spalleggiati dal re di Francia! E
+l'omaccione dal canto suo: già bella prodezza, contro la povera gente!
+ma non son chi sono, se non gli metto le budella al collo!
+
+E brandiva uno spiedo, che portava appeso alla cintola. Un macellaio!
+Fosse pure; ma non aveva per quella volta un agnello da scannare, nè un
+bue da accoppare.
+
+--Bravo, Ghiglione! Dàlli, al gatto! dàlli!--
+
+Il capitano Fiesco aveva pronto e sicuro il sentimento delle grandi
+occasioni. Era in ballo, voleva ballar bene. Per intanto, con un calcio
+poderoso cacciò indietro parecchi, facendosi largo quanto bastasse per
+isguainare la spada. Come l'ebbe in pugno, la menò attorno con forza; e
+chi ne toccasse, suo danno.
+
+--Questa val più del tuo spiedo!--gridò, tirandone un colpo al
+minaccioso avversario, a cui cadde l'arma dal pugno.
+
+--Popolo! popolo!--si vociava d'ogni parte.--È un nobile che fa il
+prepotente. Dàlli al gatto! morte al gatto!
+
+--Che gatto?--si rispondeva.--Che morte? E non è ancor preso, il gatto!
+e lavora assai bene con l'unghie! A noi! a noi!--
+
+Queste voci venivano dall'alto della strada. E colle voci i ferri; e
+davanti ai ferri si apriva la calca, bestemmiando, piangendo, urlando,
+gridando misericordia.
+
+Messer Bartolomeo s'era fatto intorno un gran cerchio. La sua spada, non
+tagliando più, per aver perso il filo, lacerava e ammaccava. E mentre
+lavorava così di puntate e manrovesci, stava coll'occhio attento ad ogni
+moto della folla; e a chi, col coltello nel pugno, strisciando a terra
+s'ingegnava di venirgli sotto, allungava pedate, più forti ancora dei
+colpi di spada.
+
+--Eccolo qui, il gatto! prendetelo, se vi riesce, mascalzoni!--gridava.
+
+E giù fendenti, giù manrovesci e puntate, quello che gli veniva meglio,
+facendo fronte da tutti i lati, con le mani e coi piedi. Certo, non
+poteva durar lungamente così. Ma durò tanto, che il soccorso gli venne.
+Da tutte le case vicine avevano veduto il tafferuglio: erano case di
+nobili, e in gran parte della gente dei Fieschi. Tutti quei cavalieri
+avevano afferrate le armi, scendevano sulla strada, e ancora il capitano
+Fiesco non aveva toccato altro che qualche scalfittura, quando gli
+giunse man forte, e primo fra tutti il frate scudiero, che per far più
+svelto aveva scalato una doppia fila di spalle, trattandole come spaldi
+nemici; dond'era balzato nel vallo con la spada sguainata. Altro che
+gatto! quello era stato peggio d'una tigre.
+
+--Ben venuto in refettorio!--gli disse il capitano, ripigliando il suo
+buon umore.--Ce n'è ancora una scodella per te, frate Alessandro.
+
+--Che! arrivo tardi;--rispose il frate scudiero.--Non vedete come
+scappano?
+
+--Per andar fuori del tiro, sì; ma ora voleranno sassi, mio caro.
+
+--E allora sotto, prima che pensino a farci fare la fine di Golía.
+
+--Sì, sotto, sotto!--gridarono i cavalieri venuti in soccorso.--Ma da
+che parte si comincia?
+
+--Di qua!--rispose il capitano, additando verso il coro della
+chiesa.--Si faticherà di più, risalendo la strada; ma avremo libere le
+case nostre, e ci saremo anche accostati al palazzo del governatore.
+Messer Roccabertino non vorrà mica starsene con le mani alla cintola.--
+
+Consigliava bene, il capitano Fiesco. E la caccia, incominciata di là,
+ebbe l'effetto di spinger la folla sotto gli arcieri della guardia, già
+usciti dal palazzo al rumore della zuffa. Messer Roccabertino (ritornato
+da Acqui, manco male!) occupò con la sua gente il campo di battaglia.
+Non c'erano morti; ma i feriti abbondavano. E furono rimandati alle case
+loro quei che potevano andarci; gli altri portati a braccia, aiutando
+gli stessi cittadini, che per tal modo si levarono più presto di lì.
+Mezz'ora dopo, tranne le chiazze di sangue che imbrattavano il selciato,
+si vedeva piazza pulita.
+
+Sciolto l'assembramento, e chetate alla meglio le ire cittadine, venne
+la volta di una severa inchiesta. L'inchiesta, si sa, è sempre severa.
+Il capitano Fiesco, eroe della giornata, non aveva nulla da nascondere;
+narrò tutto per filo e per segno. Nè dal suo racconto dissentì troppo
+quello che narrava il Ghiglione, mostrando il suo braccio affettato. Il
+naso rotto del Polceverasco era andato a farsi ristagnare il sangue alla
+fontana di Soziglia, nè fu il caso di chiamarlo in giudizio. Degli altri
+feriti la prudenza del luogotenente aveva anticipatamente sottratti a
+quel sommario processo i guasti e le querele. La giornata era tutta a
+vantaggio dei Fieschi; e i Fieschi, amici del governo di Francia, non si
+potevano trattar troppo male; tanto più ch'erano stati provocati. Anche
+l'eccelso Gian Aloise, avvertito in fretta dell'accaduto, era sceso
+dalla sua ròcca di Vialata con un drappello di cavalieri, e portava a
+palazzo il peso della sua autorità. Raccomandava anch'egli concordia;
+voleva anch'egli giustizia; ma sopra tutto che si levasse ogni argomento
+di nuove dissensioni in città, insegnando a tutti il rispetto delle
+leggi. Intanto lodava il cugino, che non si era lasciato sopraffare,
+mostrando come i Fieschi si sapessero guardare da sè contro le violenze
+dei mascalzoni.
+
+--Per avventura, cugino Bartolomeo,--diceva egli sottovoce al valoroso
+parente, mettendogli l'eccelsa mano sulla spalla,--sono stato io, con
+certe parole un po' matte, che vi ho fatto saltar la mosca al naso? E
+non mi pento di averle dette, se mai. Per opera vostra sapranno i
+villani che a toccare i Fieschi ci si scottan le dita.--
+
+Il capitano Fiesco sorrise, pensando che proprio a lui, nemico giurato
+d'ogni discordia, era toccato di dare il mal esempio alle turbe. Ma in
+verità, lo avevano tirato pei capelli.
+
+A proposito di esempi, ce ne voleva uno, e terribile. Il luogotenente
+Roccabertino non ebbe ritegno a darlo, sbandendo dalla città il conte
+Bartolomeo Fiesco e il macellaio Ghiglione. Era la giustizia, sebbene
+attenuata di molto, del cadì d'Alicante, di burlesca memoria, che
+sentiva attentamente le ragioni dell'ebreo e quelle del cristiano; poi,
+chiunque avesse ragione dei due, faceva somministrar loro venticinque
+legnate per uno. Il Roccabertino, sangue spagnuolo, non arabo,
+sopprimeva le legnate, contentandosi di bandir le due parti. Per altro,
+non si fidassero troppo della sua grande bontà; a chi rompesse il bando
+era minacciata la morte. E con ragione; che i banditi del mese innanzi
+rientravano tutte le sere in città, e la giustizia n'aveva avuto uno
+smacco.
+
+--Intendiamoci, dunque;--diceva il signor luogotenente, nell'atto di
+scendere dal suo tribunale.--Chi rompe paga; e a chi rompe il bando, è
+pena la testa.
+
+--Per quel che mi risguarda, non dubitate;--rispose il capitano
+Fiesco.--Parto oggi stesso, e vado lontano, molto lontano, a condir con
+le lagrime il duro pane dell'esule.
+
+--Sta bene, sta bene;--borbottò il Roccabertino, passandogli accanto
+accigliato.
+
+Ma sotto voce aggiungeva:
+
+--A Gioiosa Guardia, non è vero? Così potessi seguirvi!--
+
+
+
+
+CAPITOLO XX.
+
+Raggio di Dio.
+
+
+Gioiosa Guardia! Gioiosa Guardia! E voi stavate là, bella ròcca dalle
+cinque torri e dall'alta bandiera sventolante nel sereno, tra il
+Graveglia e l'Entella, aspettando i vostri signori, ed annoiandovi
+parecchio, nè più nè meno di don García, vostro grigio ed allampanato
+custode. Ma quando la nobile coppia fu annunziata dal frate scudiero,
+che faceva da battistrada, quando ella giunse alla vista delle cinque
+torri, che gazzarra di falconetti dai vostri bastioni! che allegro
+scampanío dal battifredo, e che gaio andirivieni di sagola, lunghesso
+l'asta della bandiera, per dare ai ritornanti il triplice saluto del
+drago nascente e del gatto sedente, affrontati sullo scudo bandeggiato
+d'azzurro e d'argento!
+
+La veneranda madonna Bianchinetta strinse lungamente al seno i suoi
+figli, baciandoli e ribaciandoli. "Mi ridate dieci anni di vita"
+esclamava la nobil signora, piangente di gioia. Nè a lei raccontarono
+tutto ciò che avevano sofferto in quei tre mesi di assenza. Perchè
+turbar la sua pace col racconto dei pericoli incontrati? Alla
+vecchiezza adorata, che abbellisce la nostra casa dopo averla fatta
+prosperare, noi non dobbiamo offrir altro che immagini ridenti, in
+tributo di devozione, in ricambio di benefizi. Un soave tramonto è così
+caro compenso alle nostre faticose giornate!
+
+Ma del passato doloroso si ricordavano ben essi, che tanto ne avevano
+sofferto. E si guardavano in viso, quasi per assicurarsi scambievolmente
+della loro felicità. "Siamo noi?" dicevano. "Proprio noi, qui, nella
+nostra pace, che è stata messa a così grave rischio laggiù? Tu l'hai
+sopportato con animo forte, o Fior d'oro! E tu l'hai scongiurato con
+ogni poter tuo, o Damiano, che non avresti saputo sopravvivermi! Ma
+confessiamo, giunti alla riva, d'esserne scampati per un vero miracolo.
+Anima del mio cuore, come dicono così bene di là dai Pirenei! anima
+dell'anima mia!"
+
+Nè solamente pensavano a sè stessi, come fanno nel loro egoismo tante
+coppie felici. Si rattristavano ancora, e spesso, pensando al signor
+Almirante, anima grande su tutte, raggio di Dio, così dolorosamente
+sparito dalla faccia del mondo.
+
+--Io gli ergerò un tempio nel mio cuore;--diceva Juana.--Egli ha data
+la sua vita per benefizio del genere umano; ma a nessuna creatura
+mortale è stato più cortese dispensatore che a me. Se egli non era, se
+l'ingegno suo non divinava un mondo di là dai mari sconosciuti e
+terribili, se la sua costanza non vinceva ogni difficoltà, se non
+superava ogni ostacolo, ti avrei conosciuto io, bel conte? Un po' matto,
+non è vero?--soggiungeva la bellissima donna, ridendo di quel suo bel
+riso che invitava ai baci.--Ma io ti amo così. Troppo gravi e severi, vi
+fanno santi, e andate ad abitar nelle nuvole. Anch'egli, il Giocomina,
+di cui forse noi soli in Haiti abbiamo inteso il carattere divinamente
+paterno, anch'egli ha amato, come ogni mortale; e felice tra tutti,
+nella medesima grandezza delle sue sventure, ha meritato l'amore d'una
+Beatrice di Bovadilla.--
+
+Povera Bovadilla! meritava bene di non essere dimenticata, da due cuori
+amanti, da due anime elette. Le avevano detto, innanzi di lasciare la
+Spagna: "marchesa, venite con noi; parleremo ogni giorno di lui." Ed
+ella aveva tristemente risposto: "no, amici, no; la mia vita è infranta.
+Laggiù, nel mio monastero di Siviglia, raccolta nell'ombra, parlerò di
+lui ogni giorno con Dio; con Dio che riceve i cuori afflitti, e nel
+dolore li affina, per renderli degni di quell'amor vero e profondo, che,
+non senza il suo consiglio, era nato e cresciuto."
+
+Dal suo convento di Santa Chiara la dolente signora scriveva
+nell'ottobre di quell'anno ai suoi buoni amici di Gioiosa Guardia:
+
+"Penso che davvero non vi vedrò più in Ispagna. Il re Ferdinando
+trionfa: chi l'avrebbe mai detto? Sapete che dopo un colloquio con
+Filippo suo genero, colloquio dal quale non era uscito senza vergogna,
+egli aveva presa la via d'Aragona, lasciando ogni sua pretensione alla
+reggenza di Castiglia. Di là, s'era imbarcato per Napoli, volendo pagare
+Consalvo di Cordova della stessa gratitudine onde aveva pagato il nostro
+immortale Colombo. Ma ecco, mentre il generoso Ferdinando è in viaggio,
+il 25 settembre, muore a Burgos il re Filippo; Giovanna impazzisce del
+tutto, la poveretta! e il virtuoso Ximenes persuade i miei Castigliani a
+riconciliarsi col re d'Aragona, unico che possa prender le redini dello
+Stato. Sicuro; e si è giunti a questo, di richiamar Ferdinando. Questi,
+come vi ho detto, era in viaggio; i venti contrarii avevano obbligato il
+suo naviglio a cercare un rifugio in un punto della spiaggia di Liguria,
+che dovrebb'essere molto vicino a voi, e che si chiama Portofino.
+Avvisato laggiù, non si degna di rispondere; vuole dar tempo al tempo,
+il gran furbo. Arriva a Napoli, dove lo raggiungono altre preghiere; fa
+il sordo; ma fino a quando? Io son sicura che al terzo scongiuro si
+commuoverà la grande anima sua, e noi riavremo quella gioia di re."--
+
+Quello che non poteva ancor dire la marchesa di Moya, scrivendo
+nell'ottobre del 1506, soggiungeremo noi ora. Il re Ferdinando si fece
+ancor pregare e scongiurare dell'altro, dando tempo al Ximenes di
+avvezzare i Castigliani alla nuova reggenza, e di fargliela perfino
+proporre dalla figliuola Giovanna; la quale, nei lucidi intervalli della
+sua ragione, vedeva pur troppo di non reggere al peso della corona. Ed
+egli non si mosse da Napoli, se non il 4 giugno dell'anno seguente.
+Anche qui i venti contrarii lo molestarono nel suo tragitto; di guisa
+che egli e la regina Germana presero terra a Genova. Era anche nei
+disegni del re Cattolico di avere un colloquio con suo zio il re
+Cristianissimo, che aveva allora allora ripigliato Genova, dopo la sua
+ribellione e il tragico dogato di Paolo da Novi. Il re Luigi era già in
+moto per ripassare le Alpi: saputo il desiderio del nipote (un nipote
+che aveva dieci anni più dello zio) gli diè la posta a Savona, dov'egli
+si volse per terra, e dove Ferdinando andò per mare a raggiungerlo, il
+28 di giugno. Vi fu ricevuto con grandissima pompa, e non ci stette
+senza sospetto, nè senza le opportune cautele, facendo calare a terra
+quanta gente più potè dalle navi. Stettero i due re quattro giorni in
+istretti e segreti ragionamenti; parvero dimenticare le ruggini antiche,
+e certamente lavorarono di buzzo buono a ribadire ognuno dei due la sua
+parte di catene ai piedi e alle mani della povera Italia.
+
+Ferdinando s'era condotto dietro Consalvo di Cordova, il vero
+conquistatore del reame di Napoli. E gliene aveva levato il comando,
+promettendogli in Ispagna il gran maestrato dell'ordine di Sant'Iago,
+che poi con la solita fede, si guardò bene di dargli. Avendolo con sè,
+dovette presentarlo al re Cristianissimo: il quale, pur ricordando di
+aver perduto Napoli pel valore del Gran Capitano, non si saziava di
+contemplare un tant'uomo, e con la sua bella cortesia francese impetrò
+dall'ospite l'onore di aver Consalvo alla loro mensa, unico suddito,
+messo alla pari con una regina e due re. Fu l'ultimo giorno della gloria
+di Consalvo, che in Ispagna non fu più adoperato dal suo signore, nè per
+opere, nè per consigli; e rimase ott'anni a sfiorire nell'ombra, per
+morire il 2 dicembre 1515. Allora, poi, scoppiò per Consalvo la
+gratitudine del re Ferdinando, com'era scoppiata per Cristoforo Colombo,
+le cui reliquie, tolte nel 1513 dal chiostro di San Francesco in
+Valladolid e trasferite a quello dei Certosini _de las Cuevas_ di
+Siviglia, ebbero per concessione regale l'onor della scritta:
+
+ _Por Castilla y por Leon
+ Nuevo mundo halló Colon._
+
+Era un distico fiorito sulle labbra della riconoscente Isabella, e
+passato in proverbio nel popolo, prima che fosse inciso nel marmo. Ad un
+morto, del resto, si poteva render giustizia, purchè fosse ben morto; e
+sette anni erano sicuramente bastati a darne certezza. Figurarsi! Era
+così morto, anche nella memoria degli uomini, che il _nuevo mundo_ da
+lui _hallado_, ossia ritrovato, non da lui prendeva nome, ma da un altro
+italiano, che ne aveva delineati i contorni, mettendo la sua
+riveritissima firma a' piedi del foglio. _Sic vos non vobis._ Dicono che
+lo sbaglio di prendere per iscopritore del nuovo continente il modesto
+disegnatore d'una carta da navigare, sia stato commesso da una società
+di dotti. Possibilissimo; è dei dotti l'errare, come degli ignoranti
+l'andare sull'orma.
+
+Abbiamo accennato di Luigi XII, che aveva ripreso Genova, ribellata al
+suo alto dominio; e dobbiamo dir brevemente come fosse andata la
+ribellione. Al tumulto del luglio, ove il capitano Fiesco, andando a
+casa sua col miglior proposito del mondo, aveva fatto uno
+sproposito[tn362] madornale, altri n'erano seguiti, non più potuti
+sedare dal luogotenente Roccabertino, nè dal governatore di Ravenstein;
+i quali, lasciato Galeazzo di Salazar con un buon presidio nel
+Castelletto, dominante la città, andarono altrove ad attendere le
+risoluzioni del re; mentre i nobili si ritiravano nelle loro castella, e
+con essi la più parte dei popolari, poichè le Cappette avean presa la
+mano, fatto nuova magistratura di tribuni ed eletto un doge dei loro,
+che a tutto provvedesse, a restaurare l'autorità della repubblica nelle
+riviere, da Sarzana a Monaco, e a preparare la resistenza contro le armi
+di Francia. Troppa carne al fuoco; e mentre si perdevano in un vano
+assedio sotto Monaco, che era di Luciano Grimaldi, e in minacciose
+scorreríe da Rapallo a Sarzana, per abbattere la potenza di Gian Aloise
+Fiesco, non si rafforzavano abbastanza in città, per contenere gli
+assalti del re Cristianissimo. Il quale si calò nell'aprile del 1507 dal
+Giogo, e posto quartiere in Rivarolo, spinse tosto le sue avanguardie,
+coi signori di Chaumont e di La Palisse, sulla vetta di Promontorio,
+ch'era certamente il punto più debole della difesa di Genova. Fu
+accanita la resistenza del popolo, e il La Palisse ricacciato con gran
+perdite, egli stesso gravemente ferito d'un verrettone alla gola; ma al
+signore di Chaumont, dopo un primo rovescio, venne pur fatto di
+collocare in buona postura due cannoni, che coglievano di fianco i
+difensori del colle. Cedettero questi; e con essi, per tema d'esser
+tagliati fuori, anche i defensori del bastione si ritrassero verso il
+Castellaccio, lasciando sguarnito il passo di Promontorio, donde il
+nemico si mostrò minaccioso alla città costernata. Si venne agli
+accordi, e per la città trattarono i popolari, la cui partecipazione
+alla rivolta era andata meno oltre; ma i patti furono durissimi, e il 28
+aprile il re Cristianissimo, entrato per la porta di San Tommaso in
+città, levando la spada, potè gridare con voce alta e minacciosa:
+"Genova superba, ti ho domata coll'armi". Si rizzarono le forche in più
+luoghi; parecchi della plebe vi furono impiccati, ed uno dei popolari,
+Demetrio Giustiniano. Molti furono proscritti: si tornò il governo
+all'antica forma, metà degli onori ai nobili, metà ai popolari, che più
+non rifiatavano; onde ne facevan le grasse risa i vincitori.
+
+Stette in Genova il re Luigi fino al 14 maggio, sfoggiatamente ricevuto
+e banchettato in Vialata dall'eccelso Gian Aloise Fiesco, reduce dal suo
+castello di Montobbio. Nè gli mancò l'omaggio delle dame, nel convito
+offertogli da madonna Battistina vedova di Giovanni Ceba Grimaldi, la
+quale avea pure un suo parente nel novero dei proscritti. Ricevuto il
+giuramento di fedeltà dagli anziani sulla piazza del pubblico palazzo,
+decretò che si mutasse il conio della moneta; e laddove era scolpito
+_Cunradus rex Romanorum_, in memoria dell'antico privilegio imperiale
+del 1138, fu sostituita la leggenda: _Ludovicus XII rex Francorum Januae
+dux_, con lo scudo dei tre gigli e la corona, in luogo dell'antica
+croce. La quale comparve bensì nel rovescio, aggiunta sull'antico
+castello; ma la scritta non fu più _Janua_ come era prima, a significare
+la città signora di sè, ma _Comunitas Januae_, per dire che un comune si
+riconosceva, non più una città dominante, un capo di repubblica.
+
+Tacciamo della fortezza innalzata allora a Capo di Faro, e chiamata a
+scherno la Briglia; di Paolo da Novi, tintore e doge, accenniamo
+brevemente che andato a Pisa, e imbarcato su d'un brigantino per Roma,
+fu riconosciuto dal capitano della nave, un Corso già stato suo soldato,
+e da lui venduto per ottocento ducati ai Francesi. Condotto a Genova il
+primo di giugno, e rinchiuso nella fortezza del Castelletto, fu il
+quindici di luglio condotto al patibolo, rizzato per lui sulla piazza
+del pubblico palazzo. Nobili e popolari assistevano al legale
+assassinio. Morì da eroe; il capo troncato messo in cima d'una lancia
+sulla torre del palazzo; del corpo fatte quattro parti, ed appese sulle
+porte della città. Bene ispirato sul palco, innanzi di dare il collo
+alla mannaia, aveva egli esortati i suoi cittadini a non fidarsi dei
+grandi, qualunque fosse la classe loro, di nobili, o di popolo grasso,
+di tetti appesi, o di cappellacci; mentre egli, per fidarsi
+generosamente di essi, era condotto a quel termine.
+
+Ed anche meglio ispirato il capitano Fiesco, che si era tappato nella
+sua Gioiosa Guardia, nè per preghiere, nè per larghi partiti che gli
+facessero, voleva più spiccarsi di là. Passavano i congiunti, e li
+accoglieva a festa; ma non isperassero di tirarlo nei loro
+armeggiamenti. Che cosa aveva egli a vedere nelle ambizioni di
+quell'ottima gente del suo casato, egli rifatto dentro e fuori,
+ribattezzato e riconfermato in altre ambizioni più alte, nel nome e
+nella fede di Cristoforo Colombo? Più largo orizzonte vedeva egli,
+quantunque paresse chiuso in quel fondo di valle.
+
+Era capitato tra gli altri messer Filippino. Il giovanotto s'era coperto
+di gloria in una fazione presso la Spezia, combattendo contro le forze
+dei commissarii mandati dal governo popolare a sommuovere la riviera di
+Levante. Carico di allori, non aveva saputo resistere alla tentazione di
+fare una visita alla Gioiosa Guardia. Il capitano Fiesco lo avrebbe
+tanto volentieri fatto ritornare sopra i suoi passi, e per via più
+spedita, come a dire per una delle grandi finestre, che davano luce alla
+sua caminata. Ma la contessa Juana osservò giustamente che quello non
+sarebbe stato un tratto da ospiti. Messer Filippino era un seccatore; ne
+conveniva anche lei. Ma forse era diventato tale, perchè non gli si era
+mai parlato chiaro; e del parlargli chiaro non c'era mai stata
+l'occasione.
+
+--Mi lasci sola una mezz'ora con lui?--chiese ella al marito.--Egli
+parla, ed io gli rispondo.
+
+--Che cosa gli dirai?
+
+--Ecco il geloso!
+
+--No, sai? non è per questo. Di' piuttosto il curioso.
+
+--E al curioso non posso dir niente fin d'ora. Una risposta, per esser
+calzante, deve conformarsi alla domanda; non ti pare?
+
+--È giusto;--conchiuse il capitano Fiesco.--E il curioso, poichè il
+geloso non c'è, ti lascia libero il campo.--
+
+Messer Filippino ebbe così il destro di parlare, e la disgrazia di dar
+nella pania. Amava disperatamente; voleva compiere imprese mirabili per
+la donna amata, come un altro Lancillotto del Lago; si sarebbe ucciso,
+se la nuova regina Ginevra non gli avesse dato la sua mano a baciare. La
+contessa Juana, che di tornar regina non voleva saperne, ribattè punto
+per punto, senza andare in collera, il pazzo ragionamento di messer
+Filippino. Baciarle la mano? Lo poteva sempre, in solenni occasioni,
+davanti alla corte congregata, e nel cospetto di Artù. Far grandi
+imprese, incontrar pericoli strani per lei? Non n'era più il caso; e
+quando c'era stato, non lui, Filippino, ma un altro Fiesco ci aveva
+messa la vita, compiendo tali prodezze, che a narrarle sarebbero parse
+incredibili. Ed ella amava quel prode. Quanto all'uccidersi, perchè? Non
+valeva niente la sua vita? E se non valeva niente, perchè l'offriva a
+lei? Facesse meglio, il buon cugino; vivesse per l'utile della sua
+patria, e per la gloria del proprio nome; fosse cavaliere con la sua
+parente, come ella voleva esser tenuta da tutti; e a lei ne dèsse una
+prova solenne, rispettandola un poco.
+
+Il bel Filippino chinò la fronte, umiliato e contrito. Risanò del suo
+male, perchè era giovane, e la gioventù abbonda di forze riparatrici. Nè
+con questo si vuol negare che altri risanino, perchè son vecchi; ma in
+questo caso è forse da conchiudere che la vecchiaia non abbia più forze
+bastanti da nutrire a lungo i suoi mali. Del resto, giovani o vecchi,
+che vuol dire? È degli amori come dei semi della parabola: hanno bisogno
+anch'essi del terreno propizio; gittati sulla strada, non hanno tempo a
+metter le barbe; nei sassi non durano; nelle spine si affogano.
+
+L'ospite rimase poco alla Gioiosa Guardia, quel giorno. Forse gli pareva
+che la ròcca non meritasse punto il suo nome. Aveva anche tanto da fare,
+il giovinotto! Di restare a cena neanche parlarne, poichè doveva
+ritrovarsi quella sera a Rapallo. Il capitano Fiesco lo lasciò andare,
+con quelle vuote parole che si smozzicano tra i denti quando non si ha
+niente da dire, e con quell'aria un po' melensa, che gli uomini accorti
+san prendere così bene ad imprestito dagli sciocchi, quando a mostrarsi
+accorti non c'è nè gusto nè grazia. E se ne andò in giardino, dove la
+contessa non tardò molto a raggiungerlo.
+
+--Se Dio vuole,--diss'ella, sedendo accanto a lui sopra un bel sedile di
+quella pietra che la vicina Lavagna mandava così gentilmente lavorata ai
+suoi conti,--questa volta è finita. Gran cosa, poter parlare con
+libertà! Filippino non torna più a far sonetti.
+
+--Vorrai dire che non tornerà più a recitarne, del Petrarca, nè
+d'altri;--rispose il capitano Fiesco, che non era geloso, ma non sapeva
+perdonare a Filippino le sue smanie amorose.--Non è nato poeta, quel
+poveraccio; e ti sarà anche riuscito un cattivo oratore. Ah, non mi dir
+nulla; non voglio fare il curioso; mi basta d'esserne fuori. Pensiamo ad
+altro, Fior d'oro. Vedi che tramonto di sole! che bellezza! che gloria!
+Chi non sarebbe poeta, davanti ad uno spettacolo come questo? Ah, se la
+mia bella amica volesse!...
+
+--Che cosa?
+
+--Prendere il suo _maguey_, che dorme nella sua camera, appeso
+all'arpione, e improvvisare un bel canto, nella dolce lingua di Haiti,
+come due anni fa sulla spiaggia di Cahonana!--
+
+A quel ricordo si commosse Fior d'oro, e si strinse fremendo al petto di
+lui.
+
+--Ahimè!--mormorò ella.--Non ricordi, Damiano, come diceva l'_areyto_?
+
+ Triste, il sento, è questa pace,
+ Se il bel sol d'Haiti fu;
+ L'augel de' boschi tace,
+ Non canta in servitù.
+
+--Vero;--rispose Damiano;--ma l'_areyto_ non prometteva di tacere per
+sempre. Il canto morrà sul labbro, dicevi allora, ma starà sepolto nel
+cuore che l'amò tanto.
+
+ Dolce al par d'una carezza
+ Dell'amor, qui poserà....
+ Se il cor non mi si spezza,
+ Rivivere potrà.
+
+Fior d'oro rimase un istante pensosa, più stretta che mai la persona al
+petto del suo Damiano, e la testa mollemente inchinata sulla guancia di
+lui. Tutto ad un tratto si alzò, spiccandosi dall'amato, e mettendosi un
+dito sul labbro, come per esortarlo a star cheto; poi, rapida si dileguò
+tra i roseti, andando verso le sue stanze. Perchè? Damiano sperò di
+averlo indovinato, il perchè; e la sua speranza si mutò in una lieta
+certezza, quando vide Anacoana tornare a lui col tamburello haitiano.
+
+--Adorata!--gridò, abbracciandola forte.
+
+--Giù le mani!--diss'ella, con accento e con gesto che volevano parer
+molto severi.--Così si rispettano i poeti?--
+
+Damiano, gran fanciullone un po' viziato dalle carezze, ma cavaliere
+nell'anima e buon servitore della sua dolce regina, non solamente si
+chetò, ma si chiuse in religioso silenzio. La dolce regina, seduta
+daccanto a lui, stava guardando il sole, che volgeva superbo all'occaso,
+sotto un gran padiglione di porpora, onde frangiava i lembi d'un bel
+color d'oro paglierino, rutilante e vibrante come cosa viva. Scendeva il
+bell'astro, lento e glorioso, mandando un raggio obliquo sulla marina,
+la cui superficie, tinta d'azzurro carico, luccicava interrottamente per
+lunghe e tremule chiazze di rosso cremisi, balenando, fremendo,
+rabbrividendo, sotto la luminosa carezza del suo vincitore. Per le
+intente pupille accogliendo quella gran luce, pensava la bellissima
+Anacoana, mentre col sommo delle dita veniva percuotendo la pelle
+squammosa del _maguey_; pensava, e canticchiava sommessamente,
+ricercando insieme, alla guisa degli antichi trovieri, il suono ed il
+motto.
+
+L'ispirazione era giunta; lo dissero ad un tratto il baldo sorriso delle
+labbra e il lampo trionfale degli occhi. E così prese a dire improvviso
+la Corinna di Haiti, per una volta ancora cantando nell'idioma della
+patria lontana; dolce e triste idioma, che doveva morire con lei!
+
+ Il sole, bel sole, discende
+ Al bacio dell'onda marina:
+ La bella le braccia gli stende,
+ E palpita, freme, s'inchina.
+ Di lividi mostri alla caccia,
+ Gigante, finisti il tuo dì;
+ Ti schiude le cerule braccia,
+ Ti stringe ella sempre così.
+ Schiere di spiriti rosei
+ Vigili stanno su te;
+ Oro sul capo ti piovono,
+ Perle ti spargono ai piè.
+
+ Tu pure bel raggio di Dio,
+ Nocchier che gran notte vincesti!
+ Tu giusto, tu mite, tu pio,
+ Tu degno dei doni celesti!
+ Fu dura la lunga giornata,
+ Gran rischio a men salde virtù!
+ E pace la morte invocata,
+ E gloria la tomba ti fu;
+ Mentre ripensa la vergine
+ Terra il tuo bacio e la fè,
+ Quando, già domo l'Oceano,
+ Lieta la festi di te.
+
+ Gran luce, su quante del mondo
+ Arrisero all'aspro viaggio!
+ Gran luce, e fu gaudio profondo
+ Scaldarsi al divino tuo raggio.
+ Così dentro spera di sole
+ Un nembo di vite passò;
+ Felice tra guizzi e carole
+ In gloria di luce nuotò.
+ Gloria sul fido manipolo
+ Ch'ebbe sua luce da te!
+ Mute dilagan le tenebre
+ Sopra le corti dei re.
+
+ Bel sole! nei vortici oscuri
+ Lo incalza de' mostri lo sdegno:
+ Nell'ombra gli spiriti impuri
+ Anelano un'ora di regno.
+ Ma lui nella pompa primiera
+ Il novo mattino vedrà:
+ Nei putridi stagni la schiera
+ Dei mostri notturni cadrà.
+ Te, divin raggio, più limpide
+ Sfere richiamano a sè:
+ Questa, che l'odio contamina,
+ Degna non era di te.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+ I.--Un bel sogno avverato Pag. 1
+ II.--Ambasciator non porta pena " 19
+ III.--I commentarii di Cesare " 37
+ IV.--L'epistolario di Cicerone " 58
+ V.--Al soccorso di Pisa " 75
+ VI.--Filemone e Bauci " 93
+ VII.--"Dove amore non è, più nulla è il resto" " 111
+ VIII.--Dolenti note " 131
+ IX.--Spera di sole " 148
+ X.--_Soy Bovadilla_ " 166
+ XI.--Invito a palazzo " 187
+ XII.--La Sfinge regale " 203
+ XIII.--Si viene a mezza spada " 221
+ XIV.--A Laredo! a Laredo! " 241
+ XV.--Il ragno e la sua tela " 258
+ XVI.--Grazia, giustizia, e un granellin di follìa " 276
+ XVII.--Sposi novelli " 294
+ XVIII.--_In manus tuas, Domine....._ " 316
+ XIX.--Quel che s'incontra per via " 336
+ XX.--Raggio di Dio " 357
+
+
+
+
+ * * * * * *
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+
+L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute.
+
+Sono state effettuate le seguenti correzioni [testo corretto tra
+parentesi]:
+
+ grande in che vivemo del vostro consisiglio [consiglio]
+
+ contratte in uno spasimo d'agoscia [d'angoscia] profonda.
+
+ La marchesa di Maya [Moya] rimase un istante sovra
+
+ interlecutore [interlocutore].--E la donna, se ben ricordo,
+
+ negli occhi. Piangeva, la belissima [bellissima] donna;
+
+ il sole, per unirsi ai lore [loro] compagni.
+
+ --Lucena, siate oggi, con iicenza [licenza] di Sua Altezza,
+
+ L'annunzio del viagggio [viaggio] di suo fratello a Burgos
+
+ di qualità diversa dalla comune dagli [degli] uomini.
+
+ proposito del mondo, aveva fatto uno spoposito [sproposito]
+
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ García/Garcìa
+ pazzie/pazzìe
+ prigionìa/prigionía/prigionia
+ rocca/ròcca
+ signoría/signorìa/signoria
+
+
+
+***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO***
+
+
+******* This file should be named 31077-8.txt or 31077-8.zip *******
+
+
+This and all associated files of various formats will be found in:
+http://www.gutenberg.org/dirs/3/1/0/7/31077
+
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
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+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://www.gutenberg.org/license).
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+
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+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
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+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
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+1.E.9.
+
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+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
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+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
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+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
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+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
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+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
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+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
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+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
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+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
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+electronic work or group of works on different terms than are set
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+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://www.gutenberg.org/about/contact
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
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+particular state visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit:
+http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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+
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+ </style>
+</head>
+<body>
+<h1 class="pg">The Project Gutenberg eBook, Raggio di Dio, by Anton Giulio Barrili</h1>
+<pre>
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at <a href = "http://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a></pre>
+<p>Title: Raggio di Dio</p>
+<p>Author: Anton Giulio Barrili</p>
+<p>Release Date: January 25, 2010 [eBook #31077]</p>
+<p>Language: Italian</p>
+<p>Character set encoding: ISO-8859-1</p>
+<p>***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO***</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<h4>E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli,<br />
+ and the Project Gutenberg Online Distributed Proofreading Team<br />
+ (<a href="http://www.pgdp.net/c/">http://www.pgdp.net</a>)<br />
+ from scanned images of public domain material generously made available by<br />
+ the Google Books Library Project<br />
+ (<a href="http://books.google.com/">http://books.google.com/</a>)</h4>
+<p>&nbsp;</p>
+<table border="0" style="background-color: #ccccff;" cellpadding="10">
+ <tr>
+ <td valign="top">
+ Note:
+ </td>
+ <td>
+ Images of the original pages are available through
+ the the Google Books Library Project. See
+ <a href="http://books.google.com/books?id=HFM0AAAAMAAJ&amp;oe=UTF-8">
+ http://books.google.com/books?id=HFM0AAAAMAAJ&amp;oe=UTF-8</a>
+ </td>
+ </tr>
+</table>
+<p>&nbsp;</p>
+<hr class="full" />
+<p>&nbsp;</p>
+
+<h1>RAGGIO DI DIO.</h1>
+
+
+<table summary="Opere" style="border: 1px solid black;">
+<tr>
+<th colspan="2">OPERE di A. G. BARRILI.</th></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Capitan Dodéro</i> (1865). 12.ª ediz.</td><td class="right">L.&nbsp;1&nbsp;&mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Santa Cecilia</i> (1866). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il libro nero</i> (1868). 4.ª ediz.</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>I Rossi e i Neri</i> (1870). 5.ª ediz. (2 vol.)</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Le confessioni di Fra Gualberto</i> (1873). 12.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Val d&#8217;olivi</i> (1873). 12ª edizione.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Semiramide, racconto babilonese</i> (1873). 8.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La notte del commendatore</i> (1875). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Castel Gavone</i> (1875). 9.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Come un sogno</i> (1875). 21.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Cuor di ferro e cuor d&#8217;oro</i> (1877). 16.ª ediz. (2 vol.)</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Tizio Caio Sempronio</i> (1877). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>L&#8217;olmo e l&#8217;edera</i> (1877). 18.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Diana degli Embriaci</i> (1877). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Lutezia</i> (1878). 2.ª ediz.</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La conquista d&#8217;Alessandro</i> (1879). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il tesoro di Goleonda</i> (1879). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il merlo Bianco</i> (1879). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash; Edizione illustrata (1890). 5.ª ediz.</td><td class="right">5 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La donna di picche</i> (1880). 4.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>L&#8217;undecimo comandamento</i> (1881). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il ritratto del Diavolo</i> (1882). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il biancospino</i> (1882). 9.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>L&#8217;anello di Salomone</i> (1883). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>O tutto o nulla</i> (1883). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Fior di Mughetto</i> (1883). 4.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Dalla Rupe</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il conte Rosso</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Amori alla macchia</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Monsù Tomè</i> (1885). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il lettore della principessa</i> (1885). 3.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash; Edizione illustrata (1891)</td><td class="right">5 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Victor Hugo, discorso</i> (1885)</td><td class="right">2 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Casa Polidori</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La Montanara</i> (1886). 6.ª ediz.</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash; Edizione illustrata (1893)</td><td class="right">5 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Uomini e bestie</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Arrigo il Savio</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La spada di fuoco</i> (1887). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il giudizio di Dio</i> (1887)</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Zio Cesare</i>, commedia in cinque atti (1888)</td><td class="right">1 20</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il Dantino</i> (1888). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La signora Àutari</i> (1888). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La Sirena</i> (1889) 2.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Scudi e corone</i> (1890). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Amori antichi</i> (1890). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Rosa di Gerico</i> (1891). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La bella Graziana</i> (1892). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash; Edizione illustrata (1893)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Le due Beatrici</i> (1892) 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Terra Vergine</i> (1892). 3.ª ediz.</td><td class="right"> 3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>I figli del cielo</i> (1893) 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La Castellana</i> (1894). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Fior d&#8217;oro</i> (1895)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Con Garibaldi, alle porte di Roma</i>, ricordi (1895)</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il Prato Maledetto</i> (1895)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Galatea</i> (1896). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Diamante nero</i> (1897)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Sorrisi di gioventù</i> (1898). 2.ª ediz.</td><td class="right"> 3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Raggio di Dio</i> (1899)</td><td class="right"> 3 50</td></tr>
+</table>
+
+<h1><span class="smcap">Raggio di Dio</span></h1>
+
+<p class="center">ROMANZO<br /><br />
+
+<small>DI</small><br /><br />
+
+<span class="smcap" style="font-size: 130%; font-weight: 600;">Anton Giulio Barrili</span><br /><br /></p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<p class="center">MILANO<br /><br />
+
+<span class="g smcap">Fratelli Treves, Editori<br /><br />
+
+1899.</span></p>
+
+<hr />
+
+<p class="center">PROPRIETÀ LETTERARIA<br /><br />
+
+
+<i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per
+tutti i paesi, compreso il Regno di Svezia e di Norvegia.</i><br /><br />
+
+
+Tip. Fratelli Treves.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="INDICE" id="INDICE"></a>INDICE.</h2>
+
+<table summary="indice">
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_Primo">I.</a></td><td>Un bel sogno avverato</td><td class="right">Pag. 1</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_II">II.</a></td><td>Ambasciator non porta pena</td><td class="right">19</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_III">III.</a></td><td>I commentarii di Cesare</td><td class="right">37</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_IV">IV.</a></td><td>L&#8217;epistolario di Cicerone</td><td class="right">58</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_V">V.</a></td><td>Al soccorso di Pisa</td><td class="right">75</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_VI">VI.</a></td><td>Filemone e Bauci</td><td class="right">93</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_VII">VII.</a></td><td>&#8220;Dove amore non è, più nulla è il resto&#8222;</td><td class="right">111</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_VIII">VIII.</a></td><td>Dolenti note</td><td class="right">131</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_IX">IX.</a></td><td>Spera di sole </td><td class="right">148</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_X">X.</a></td><td><i>Soy Bovadilla</i></td><td class="right">166</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XI">XI.</a></td><td>Invito a palazzo</td><td class="right">187</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XII">XII.</a></td><td>La Sfinge regale</td><td class="right">203</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XIII">XIII.</a></td><td>Si viene a mezza spada</td><td class="right"> 221</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XIV">XIV.</a></td><td>A Laredo! a Laredo!</td><td class="right">241</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XV">XV.</a></td><td>Il ragno e la sua tela</td><td class="right"> 258</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XVI">XVI.</a></td><td>Grazia, giustizia, e un granellin di follìa</td><td class="right"> 276</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XVII">XVII.</a></td><td>Sposi novelli</td><td class="right"> 294</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XVIII">XVIII.</a></td><td><i>In manus tuas, Domine.....</i></td><td class="right"> 316</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XIX">XIX.</a></td><td>Quel che s&#8217;incontra per via</td><td class="right"> 336</td></tr>
+<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XX">XX.</a></td><td>Raggio di Dio</td><td class="right">357</td></tr>
+</table>
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+<h1><a name="RAGGIO_DI_DIO" id="RAGGIO_DI_DIO"></a>RAGGIO DI DIO</h1>
+
+
+
+<p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_Primo" id="Capitolo_Primo"></a><span class="chap">Capitolo Primo.</span><br /><br />
+
+Un bel sogno avverato.</h2>
+
+
+<p>&#8220;E andando da Chiavari a Lavagna, occorre
+in poca distanza il fiume nominato dagli antichi
+Entella, e dai moderni Lavagna; il quale ha la
+sua origine nel monte Appennino, di qua dalla
+terra di Torriglia in le confine di Bargagli e di
+Roccatagliata: e muoiono in questo fiume, Graveglia,
+Ollo e Sturla, torrenti che alcuna volta
+vengono con furia&#8222;. Grazie, monsignor Giustiniani,
+vescovo di Nebbio e annalista di Genova;
+grazie infinite, e basta così. È la &#8220;fiumana bella&#8222;
+di Dante Alighieri, certamente la più bella di Liguria;
+e bene l&#8217;ha dichiarata tale il divino poeta,
+che le vide tutte, quante ce n&#8217;erano &#8220;tra Lerici
+e Turbìa&#8222;, ma su questa si trattenne più a lungo,
+guardandone dal ponte della Maddalena il largo
+specchio azzurrino, con le due file di pioppi che
+ne accompagnavano il corso. Ma noi non ci fermeremo
+qui, come il grand&#8217;esule fiorentino; risaliremo
+la fiumana bella fino al confluente del
+Graveglia, dov&#8217;essa fa una gran curva, per voltar<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>
+poi risoluta a ponente maestro; e lì faremo alto
+ai Paggi, come ora si dice, e dove nell&#8217;anno di
+grazia 1506 durava ancora in ottimo stato un
+castello dei Fieschi.</p>
+
+<p>In altri tempi s&#8217;era chiamato la Guaita; più
+tardi, con lieve mutamento, la Guardia. E meritava
+il suo nome, stando là come una scolta
+avanzata di tutte le terre Appenniniche ond&#8217;era
+formato il dominio dei Fieschi, gran ventaglio
+di borghi e castella che dalla Scrivia si stendeva
+alla Magra, includendo Casella, Savignone,
+Montobbio, Torriglia, Valdetaro, Santo Stefano
+d&#8217;Aveto, Varese, Pontremoli; e chi più n&#8217;ha ne
+metta, andando fin oltre i cinquanta. Passavano
+infatti questo numero le terre murate dei Fieschi;
+tenute con varia fortuna, s&#8217;intende, come
+in tempi guasti doveva accadere; onde i cinquanta
+e più feudi contigui scesero qualche
+volta a trentatrè, facendo ancora quel che si
+dice comunemente un bel numero.</p>
+
+<p>Gran gente, quei conti di Lavagna! Disputata
+un pezzo al Comune di Genova la terra onde
+traevano il titolo maggiore e più caro, vedutosi
+fabbricare all&#8217;incontro, nel 1167, il castello di
+Chiavari, indi a trentun anno cedevano quel
+feudo invidiato, diventando nobili genovesi, e
+ben presto una delle quattro grandi famiglie potenti
+e prepotenti della Repubblica. Ricchi di capitani
+e d&#8217;ammiragli, come di cardinali e di papi,
+ora ripigliavano le terre perdute, ora altre ne
+acquistavano, a ristorarsi dei danni. Al tempo
+di cui raccontiamo, erano già molti rami di Fieschi,
+ma tutti strettamente collegati d&#8217;interessi,
+sotto gli auspicii del ramo principale, rappresentato
+allora da Gian Aloise, signor di Pontremoli,<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span>
+di Varsi, di Loano, di Montobbio; principe
+di Valdetaro e conte di San Valentino; marchese
+di Torriglia, Varese, Santo Stefano d&#8217;Aveto, Calestano,
+Vigolzone, Gremiasco, San Sebastiano,
+e via discorrendo per un pezzo; un gran signore,
+a farla breve, superiore nel tempo suo
+agli altri tutti d&#8217;Italia per ampiezza di dominio,
+e quasi un piccolo re. In Genova, tanta era la
+sua autorità, sedeva per decreto sugli anziani,
+e gli si davano i titoli d&#8217;illustre e di eccelso,
+come ai principi di corona.</p>
+
+<p>Con queste fortune al casato e con le politiche
+necessità che ne conseguivano, la Guardia aveva
+riconquistata una parte dell&#8217;antica sua importanza
+militare. Il padrone era un valoroso; ma
+in patria non aveva fatto niente di notevole, e
+per quello che aveva fatto in terre lontane si
+poteva dire che riposasse sugli allori. Avrebbe
+difesa strenuamente la sua rocca, se mai fosse
+stata minacciata: per intanto l&#8217;aveva battezzata
+Gioiosa Guardia, in omaggio al cavalier Lancillotto
+di romanzesca memoria, ma più alla bellissima
+donna che da un anno aveva fatta signora
+del castello, impalmandola con rito solenne
+e con gran pompa comitale nella vicina
+chiesa di San Salvatore.</p>
+
+<p>Era dunque gioiosa, la Guardia, per decreto
+recente del suo felice padrone. Ma non corrispondeva
+alla bellezza dell&#8217;epiteto la faccia
+smunta del suo custode, o gastaldo che vogliam
+dirlo, non potendo, per la presenza del legittimo
+signore, decorarlo del sonoro titolo di castellano.
+E nondimeno, quel gastaldo decorava l&#8217;ufficio
+con la misurata gravità dell&#8217;aspetto; a
+cui, nel pomeriggio del 5 marzo 1506, si poteva<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span>
+aggiungere la composta dignità dell&#8217;atteggiamento,
+quantunque egli fosse modestamente
+seduto sovra una panca, entro la prima cinta
+del castello, assistendo ad una partita di pallone,
+caldamente impegnata fra sei giuocatori.
+Diciamo di passata che cinque di essi erano
+uomini d&#8217;arme del castello, e il sesto un frate
+francescano, come appariva dalla tonaca, saviamente
+raccorciata a mezza gamba coll&#8217;aiuto
+del fido cordone, su cui ella veniva a far
+grembo.</p>
+
+<p>Quanto al nostro personaggio, vediamo di abbozzarne
+in pochi segni l&#8217;asciutta figura. Appoggiate
+le mani scarne ma forti sul pomo della
+spada; accavalciate le gambe lunghe, che mettevano
+in mostra due stivaloni di cuoio cordovano
+e due calze divisate di bianco e d&#8217;azzurro;
+ritto il busto nel suo giubbone attillato di cuoio,
+donde uscivano le maniche di lana, divisate
+anch&#8217;esse dei due colori di casa Fiesca; ritta
+la testa che pareva tutta in fiamme pel colore
+della barba e dei capelli rosseggianti al sole;
+tirata un po&#8217; indietro sul cocuzzolo la berretta,
+anch&#8217;essa di cuoio, con larghe frappe di bianco
+e d&#8217;azzurro, sormontata da una gran penna lionata
+di pavone, il nostro personaggio aveva
+una bell&#8217;aria di vecchio soldato in licenza, felice
+d&#8217;un po&#8217; di riposo, ma pronto a gittar la
+berretta per calzar la barbuta. Non era bello,
+no davvero; aveva troppo scarno il viso lungo,
+e gli occhi grigi, quasi bianchi, sotto le ispide
+sopracciglia rossigne: il naso, poi, che incominciava
+colla buona intenzione di parere aquilino,
+finiva in una pallottola rossa, non conveniente
+di certo alla severità dell&#8217;aspetto, e molto meno<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+alla dignità della carica. Ahimè, non si nasce
+perfetti. Ma don Garcìa, che tale era il nome
+del personaggio, non si dava un pensiero al
+mondo di queste fisiche imperfezioni. Era passato
+il tempo, se mai; ed egli godeva della vita
+quel tanto che se ne può godere di là dai cinquanta.
+Per allora, si dilettava di veder giuocare
+al pallone; era tutto nelle belle battute e
+nelle pronte rimesse, nelle volate e nelle cacce
+vinte; accennava del capo ai bei colpi, batteva
+le labbra ai falli. A lui si rimettevano nei casi
+dubbi, ed egli dava il responso, con calma e
+buon giudizio, senz&#8217;ombra di parzialità. Pure,
+come ogni fedel cristiano, egli avrebbe potuto
+pendere più di qua che di là, ed averne ancora
+la scusa, poichè uno dei giuocatori, il frate, era
+spagnuolo al pari di lui.</p>
+
+<p>Perchè quella spagnuoleria là dentro? E come
+andava che non dispiacesse a nessuno? Diciamo
+subito che quei due spagnuoli, don Garcìa e
+frate Alessandro, e per terra e per mare erano
+stati compagni di ventura al signore del castello;
+e soggiungiamo che dei cinque giuocatori
+genovesi, tutti uomini d&#8217;arme della Gioiosa
+Guardia, tre erano stati coi due spagnuoli ai
+medesimi incontri, ricordando altresì che più
+di tutti aveva rischiata la pelle quel vecchio,
+non solamente per far servizio al loro signore,
+ma ancora per salvare la bellissima donna, diventata
+da un anno cristiana e contessa, col
+nome di Giovanna del Fiesco.</p>
+
+<p>Queste erano ragioni da bastare là dentro,
+rendendo cari, non che tollerabili, i due forestieri.
+Ma della ammissione d&#8217;un di loro in ufficio
+tanto geloso dovevano pur fare le meraviglie<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>
+taluni di fuori, che non sapevano bene
+le cose. Ed uno di costoro, Filippino Fiesco, passato
+due mesi prima da Gioiosa Guardia, non
+aveva potuto trattenersi dal farne cenno al signore
+del luogo.</p>
+
+<p>&mdash;Cugino Bartolomeo,&mdash;gli aveva detto, temperando
+con un suo risolino l&#8217;impertinenza della
+domanda,&mdash;che v&#8217;è saltato in mente di prendere
+per servitore uno spagnuolo? Siamo per
+Francia, noi, non per Castiglia e Leone.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, sì?&mdash;aveva risposto Bartolomeo Fiesco.&mdash;E
+meglio per noi, che non fossimo per
+nessuno. Quanto alla gente fidata, si raccatta
+dove si trova. Il mio gastaldo io l&#8217;ho conosciuto
+tra Spagnuoli, e di dovunque egli sia, me
+lo tengo caro. Del resto, che ci trovate di strano?
+Io non faccio altro che imitare il re Cristianissimo.</p>
+
+<p>&mdash;In che modo?</p>
+
+<p>&mdash;Nell&#8217;unico che sia possibile a me. Chi ha
+messo egli a comandarci, che Iddio lo benedica?</p>
+
+<p>&mdash;Monsignor Filippo di Cleves, signore di Ravenstein,&mdash;rispose
+Filippo Fiesco,&mdash;regio governatore
+e luogotenente generale dei Genovesi,
+come cantano tutte le gride.</p>
+
+<p>&mdash;Dimenticate &#8220;ed ammiraglio del Levante&#8222;;&mdash;ripigliò
+Bartolomeo Fiesco.&mdash;Ma forse egli
+pare anche a voi un ammiraglio d&#8217;acqua dolce.
+Quello, del resto, è il capo della gente di Francia,
+mandato qui per figura e per indorarci la
+pillola. Io intendevo parlare del comandante
+vero, di quello che fa tutto in casa nostra. Non
+è questi il Roccabertino? E chi è il Roccabertino?
+non è forse un Aragonese? Ed io ho per<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+luogotenente un Catalano. La differenza è qui
+tutta.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;argomento non ammetteva risposta; e messer
+Filippino potè anche pensare che ognuno in
+casa sua si governa a suo modo. Nè altre molestie
+ebbe don Garcìa, che veramente non le
+meritava. E tutti sapendo ch&#8217;egli era stato buon
+compagno di rischi del capitano Fiesco, nessuno
+conobbe mai quale alto ufficio avess&#8217;egli
+esercitato in Haiti. Tacevano le sue gesta i pochissimi
+che avrebbero potuto parlarne; frate
+Alessandro, ad esempio, suo conterraneo e suo
+introduttore alla mensa soldatesca nel bosco di
+Xaragua; Giovanni Passano e Pietro Gentile,
+che di aiutanti del Fiesco essendosi mutati in
+aiutanti di don Garcìa per una lugubre impresa,
+non avevano nessuna ragione di vantarsene,
+quantunque nella brutta occasione avessero imparato
+a stimare quell&#8217;uomo. Senza di lui, come
+si sarebbe salvata la infelice regina di Xaragua?
+Senza i casi che necessariamente n&#8217;erano seguiti,
+come si sarebbe salvata Higuamota, la
+graziosa fanciulla, diventata moglie a Giovanni
+Passano un mese dopo che sua madre era diventata
+contessa del Fiesco?</p>
+
+<p>Fortunato, il Passano! Restava luogotenente
+del conte; ma in tempo di pace, com&#8217;erano allora
+i nostri reduci del nuovo Mondo, faceva
+dell&#8217;altro, vivendo molto a Genova e curando
+gl&#8217;interessi del suo protettore. Lo chiamavano
+già Da Passano. E perchè no? Forse era della
+stirpe onorata di quei nobili della Riviera di
+Levante, e il nome voleva pur dire qualche
+cosa, anzi più di qualche cosa, in un tempo che
+quei <i>de</i> e quei <i>da</i> non si usavano con norme<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+fisse. Era il tempo, o giù di lì, che un gran capitano
+di ventura, d&#8217;antico ceppo parmense, signor
+di Berceto, di Torchiara e di San Secondo,
+si sentiva chiamare promiscuamente Pier Maria
+Rossi e Pier Maria De Rossi; ed egli poi, a farlo
+a posta, sull&#8217;ingresso di Torchiara faceva scolpire
+il suo nome nella umilissima forma di Pietro
+Rosso. È vero che lo metteva in fin di verso,
+per far rima a modo suo con due finali in &#8220;orso&#8222;.
+Ma, per trovare esempi più prossimi, gli stessi
+conti di Lavagna non avevano sempre creduto,
+coi genealogisti di casa, d&#8217;essere stati chiamati
+Fieschi, per una ottenuta prefettura del Fisco
+imperiale in Italia, donde sarebbe venuta la più
+o meno naturale storpiatura del <i>Fliscus</i>. Il nostro
+Bartolomeo, che gradiva anche alle sue ore
+il nome di Damiano, lasciava correre un <i>Bartholomeus
+Frescus</i> in atti notarili; e questo forse
+in omaggio ad una più modesta genealogia
+del 1171, quando due conti di Lavagna avevano
+preso a far cognome dai lor soprannomi di
+Fresco e di Secco, trovati buoni a distinguere
+le loro due nobili persone, che portavano il medesimo
+nome di Ugo. Non troppo dissimilmente
+i contèrmini Malaspina si erano spartiti in due
+rami, il fiorito ed il secco.</p>
+
+<p>Ma torniamo a don Garcìa, che in tutte queste
+minuzie non ha niente a vedere. Era un
+brav&#8217;uomo, che si sapeva contentare, avendo
+un pane onorato per la vecchiaia. Faceva un
+po&#8217; di tutto, alla Gioiosa Guardia. Antico soldato,
+insegnava anche il mestier delle armi ai vassalli
+del conte; nei giorni festivi metteva in ordinanza
+un centinaio di fanti a piedi, e una diecina
+d&#8217;uomini a cavallo, che facessero bella<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+mostra battendo le strade da Chiavari a Carasco,
+a San Colombano e più oltre. Invigilava,
+nelle stagioni opportune, ai raccolti dei poderi,
+e riscuoteva in nome del conte tutti i diritti
+feudali, facendo qui, come del resto, assai bene
+le cose, con gravità, senza rigore, con giustizia
+che non escludeva la umanità, persuaso dopo
+tutto di far piacere al padrone, e più ancora
+alla padrona.</p>
+
+<p>Quella donna era amata, adorata per tutta la
+valle dell&#8217;Entella e per le vicine convalli dello
+Sturla, della Graveglia, dell&#8217;Ollo. Bisognava vedere
+che calca di gente, quando, insieme colla
+nobilissima suocera, la veneranda madonna
+Bianchina, scendeva ai divini uffizi nella chiesa
+di San Salvatore. Ricordavano tutti che ne&#8217; suoi
+paesi di là dall&#8217;Atlantico era stata regina; e naturalmente
+si magnificava il suo lontano reame.
+Quello che non si poteva ingrandire, perchè già
+troppo grandeggiava da sè, era la sua stupenda
+bellezza. La sua carnagione d&#8217;un color caldo
+oltre il tipo europeo, non appariva neanche tale,
+smorzata com&#8217;era e condotta al vermiglio dallo
+strano onnipotente fulgore delle pupille nerissime.
+E ferivano, quelle pupille, dovunque si
+volgessero a caso; e molti si sarebbero lasciati
+ferir volentieri, a patto di sentirle rivolte a sè
+con qualche pietosa intenzione. Ma la contessa,
+nel fatto, non aveva occhi se non per il suo dolce
+marito, che spesso le accadeva di chiamare Damiano.
+E a lui più spesso accadeva di chiamarla
+Fior d&#8217;oro: Giovanna non mai; piuttosto,
+alla spagnuola, Juana, che riteneva molto del
+suono di Anacoana. I nomi, si sa, non hanno
+piccola importanza, in amore.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p>
+
+<p>Anche a lui volevano bene quei terrazzani,
+più ancora che non lo rispettassero come vassalli.
+Già, non lo tenevano quasi più per un
+Fiesco; tanto che, all&#8217;usanza di Genova, lo chiamavano
+Bartolomeo delle Indie. Sicuro, e bene
+prendeva egli il nome da quelle Indie occidentali,
+dov&#8217;era stato quattro volte ad ogni sbaraglio,
+prode soldato, esperto navigatore, singolarmente
+caro a quell&#8217;altro Genovese, così
+grande e così maraviglioso uomo, che le aveva
+scoperte per potenza d&#8217;ingegno e di fede. Quanti
+erano stati con lui partecipavano un poco della
+sua epica grandezza; perfino i due umili marinai,
+Guglielmo e Battista, che si erano ridotti
+a vivere anch&#8217;essi nel recinto ospitale della
+Gioiosa Guardia, e che tutti i giorni di festa, infallantemente,
+seduti all&#8217;ombra fuor della porta
+del castello, tenevano cattedra di geografia transatlantica.
+A quei discorsi accorreva sempre più
+gente che non alle prediche dei frati, i quali
+pure descrivevano qualche volta le magnificenze
+del regno di Dio. Ma in queste si sentiva
+sempre lo sforzo di fantasia di chi non c&#8217;era
+mai stato; laddove le magnificenze del nuovo
+Mondo avevano avuto quei due semplici marinai
+per testimoni recenti.</p>
+
+<p>Che fossero egualmente veridici non si potrebbe
+giurare. Raccontavano le cose come se
+le avessero ancora davanti agli occhi, e raccontandole
+ne davano il barbaglio agli occhi
+dell&#8217;uditorio. Si trattava d&#8217;oro, infatti; oro a
+mucchi, in pagliuole ed in polvere, da tuffarci
+dentro le braccia fin sopra il gomito; oro ad
+ogni piè sospinto, a colonne, a pilastri, a scaglioni,
+a piramidi; oro a bizzeffe, in quel paese<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+di Veraguas, dove bastava smuovere un pochettino
+le zolle, per trovar le radici degli alberi
+affondate in quel coso giallo lucente; oro
+nel fiume dello Yaque, presso San Domingo, ove
+del prezioso metallo non erano fatte solamente
+le arene del fondo, ma i ciottoli delle due rive,
+e i massi e le scogliere delle svolte. Che poesia,
+quella dell&#8217;oro! E come è nata? Tutta per amore
+della sua bellezza in sè, o non per l&#8217;acquisto,
+che rende così facile, d&#8217;ogni desiderata fortuna?</p>
+
+<p>S&#8217;intende che i due narratori non si fermavano
+alla magnificenza delle cose inanimate.
+Anche gli uomini, laggiù, erano d&#8217;una specie
+insolita; e tra gli uomini il Prete Janni, favolosa
+figura del Medio Evo, ci aveva la sua parte non
+piccola. Guglielmo non lo aveva veduto; Battista
+nemmeno. Personaggi così alti come il
+Prete Janni non si lasciavano vedere da poveri
+marinai; ma il grande scopritore del nuovo
+Mondo sì, lo aveva veduto, gli aveva parlato a
+lungo, era stato suo ospite, accolto alla sua
+mensa, nella sua intimità. Quel gran monarca
+si era tanto innamorato delle virtù di Cristoforo
+Colombo, che lo avrebbe caricato di diamanti,
+se questi si fosse risoluto di prender
+servizio con lui. E si diceva a San Domingo che
+l&#8217;odio di Aguado, di Bovadilla e di Ovando contro
+l&#8217;ammiraglio e vicerè delle Indie fosse nato
+appunto da questo, che il Prete Janni aveva
+fatto festa a lui, non volendo veder loro neanche
+come prossimo; ond&#8217;era avvenuto che verdi
+dall&#8217;invidia fossero andati ad accusar l&#8217;ammiraglio
+presso Ferdinando il Cattolico, dipingendolo
+come uno che era già in via di tradirlo,
+sottraendo alla corona di Spagna i benefizi della<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+grande scoperta. Sicuramente, l&#8217;ammiraglio poteva
+far ciò, solo che lo avesse voluto. Il prete
+Janni lo stringeva tanto colle sue offerte d&#8217;amicizia!
+Figurarsi, che voleva dargli in moglie sua
+figlia, ricca come il mare, bella come il sole, e
+buona come il pan di Natale. Ma il signor ammiraglio
+non si era lasciato prendere all&#8217;amo;
+aveva resistito a tutte le offerte, a tutte le promesse
+più lusinghiere; tanto più che da genovese
+sottile s&#8217;era accorto che la bella aveva un
+occhio di vetro. Bella, poi, la vantavano tutti
+alla Corte; ma Guglielmo e Battista non l&#8217;avevano
+veduta mai. Un&#8217;altra, piuttosto; e quella
+bella era bellissima; e il loro capitano se l&#8217;era
+portata via, quantunque regina, e l&#8217;aveva fatta
+contessa. Già, tutti i salmi finivano in gloria.</p>
+
+<p>Qui poi l&#8217;uditorio poteva dar ragione ai parlatori,
+e in piena cognizione di causa. Un tal
+miracolo di donna non si era visto mai, neanche
+dai più vecchi, che pure avevano veduta
+entrare in casa Fieschi madonna Bianchinetta,
+nel primo fiore della sua gioventù. Che splendore
+di sposa, quella regina delle Indie! Per lei
+si era scomodata, e con ragione, tutta la casata
+dei Fieschi; ed anche gli altri rami minori dei
+conti di Lavagna, come gli Scorza, i Bianchi, i
+Della Torre, i Levaggi, i Leivi, gli Zerli, i Cogorno,
+i Cavaronchi, i Ravaschieri, i Penelli. Il
+capo dei Fieschi, in persona, l&#8217;eccelso conte
+Gian Aloise, aveva lasciato Genova e la sua
+reggia di Vialata, per assistere alla cerimonia,
+per condurre egli stesso quella regina del nuovo
+Mondo all&#8217;altare. E bella come il sole, poichè
+non si poteva trovare un paragone più alto; e
+buona come il pan di Natale, e dotta come un<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+libro stampato. Come parlava l&#8217;italiano! come
+il genovese, che è poi la madre lingua d&#8217;ogni
+buon Ligure, e certamente quella del Paradiso
+terrestre; specie colla giunta di quella sonora
+e dolce cantilena chiavarese! Difatti, anche queste
+finezze aveva imparate in pochi mesi la regina
+delle Indie. E si andava a sentirla, ma più
+ancora a vederla, senza stancarsene mai, nelle
+domeniche, quando la bellissima donna, ritornata
+dai divini uffizi, scendeva alla porta del
+castello per distribuire il pane ai poveri dei dintorni.
+Quei poveri si moltiplicavano come i pani
+e i pesci dell&#8217;Evangelio. C&#8217;erano molti che si
+facevano poveri a bella posta: ma erano riconosciuti,
+e tenuti lontani. Solo alle donne, che
+usavano di questo sotterfugio per avvicinarsi
+alla signora contessa, non si faceva il torto di
+cacciarle; per rispetto al loro sesso si lasciavano
+accostar tanto, che la signora le riconoscesse
+da sè.</p>
+
+<p>&mdash;E voi, che cosa chiedete?&mdash;diceva ella,
+ridendo d&#8217;un risolino malizioso.&mdash;Non siete
+già povere, voi!</p>
+
+<p>&mdash;Oh, signora, siamo bisognose la parte nostra;&mdash;rispondevano
+le più ardite.&mdash;E siamo
+venute, perdonateci.... siamo venute a prenderci
+un&#8217;occhiata di sole.&mdash;</p>
+
+<p>Sorrideva, la bellissima donna, arrossendo; e
+dava un ceffone, con la sua morbida mano; ma
+tanto leggero, che pareva una carezza, ed era
+ricevuto con divozione, come la guanciata del
+vescovo alla cresima.</p>
+
+<p>&mdash;Qui non voglio altri che poveri, avete capito?&mdash;</p>
+
+<p>Così conchiudeva, volendo parere sdegnata.<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+Ma c&#8217;era tanta soavità d&#8217;accento nel rimprovero,
+e tanto sorriso nello sfolgorìo di quegli
+occhi scorrucciati, che le buone valligiane di
+Carasco, di Graveglia e di Paggi levavano le
+mani in atto di adorazione, come se avessero
+veduta la Madonna, e in cuor loro promettevano
+di ritornarci la domenica vegnente.</p>
+
+<p>Gioiosa Guardia, davvero, sotto la benefica
+luce di quegli occhi celestiali. Ma qualche volta
+su quei begli occhi si stendeva un velo di mestizia.
+Passavano allora le immagini di un altro
+popolo, assai più numeroso, amante anche
+quello e devoto, ma che aveva la sua quiete,
+la sua sicurezza da lei, e non era avvezzo a
+provare più gran gioia nella vita, di quando
+si raccoglieva estatico ad ascoltarla, rapito ai
+suoni del <i>maguey</i>, agli accenti soavi dell&#8217;areìto
+Povero popolo d&#8217;Itiba! come lo avevano ridotto
+allo stremo quei feroci conquistatori spagnuoli,
+deludendo i nobili disegni del Giocomina, del
+venerando condottiero dei Figli del Cielo! Ma
+se il ricordo d&#8217;Itiba era triste, la bella ed infelice
+regina di Xaragua aveva imparato molte
+cose nella terra di Azatlan. Era disceso su questa
+terra un altr&#8217;uomo dolce, buono, compassionevole
+ai mesti, un uomo divino, e avevano
+voluto sperimentarne la virtù infinita mettendolo
+in croce come un malfattore; poi si erano
+pentiti, lo avevano riconosciuto in ispirito e verità,
+gli avevano eretto altari, e lo adoravano,
+e lo mettevano in croce ogni giorno, disconoscendolo,
+bestemmiandolo, negandolo nei giorni
+della spensierata allegrezza, per invocarlo nell&#8217;ora
+della paurosa avversità, superbi a vicenda
+e codardi, sopra tutto eternamente fanciulli.<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p>
+
+<p>Perciò qualche volta accadeva anche a lei
+d&#8217;esser mesta. Ma quelle erano le nubi passeggere,
+candidi fiocchi vaganti, che macchiavano
+all&#8217;orizzonte un bel cielo d&#8217;estate, senza turbarne
+il sereno. Ed era felice, oramai, quanto è dato
+a creatura umana sulla terra; felice per quell&#8217;uomo
+che viveva adorandola, e non si muoveva
+di là, dove l&#8217;aveva condotta a rifugio. Che
+amasse la sua rocca e il suo poetico Entella,
+non si poteva dubitare, poichè tante volte lo
+diceva egli stesso. Ma non così aveva amato
+quel fiume e quelle mura negli anni della adolescenza,
+quando animoso cacciatore batteva le
+macchie, ed era sull&#8217;Antola o sul Penna più
+spesso e più volentieri che in casa. In quel castello
+era nato; su quelle rive beate era cresciuto,
+ricco, orgoglioso del nome e della potenza
+che confortava quel nome; e giovane si
+era mescolato in Genova alle zuffe micidiali del
+tempo, avendone presto la sazietà. Curioso di
+dottrina, o più vago di novità, aveva atteso agli
+studi nella università di Pavia, riportandone
+come un fastidio d&#8217;anni sciupati; ond&#8217;egli non
+aveva cercato nella quiete della sua terra il rimedio
+alle pene del cuore, ma si era buttato
+per morto alle imprese del mare. E quali imprese!
+Non già per diventarci padron di galere,
+e da fortunati scontri aver lustro e potenza
+come tanti altri suoi pari e consorti, per vantaggio
+di una casata che omai ridiventata padrona
+dell&#8217;antico dominio, lo aveva allargato
+quasi a reame, dall&#8217;Appennino al mare e dalla
+Scrivia alla Magra; bensì per tentare un cammino
+ignoto, col rischio di giungere ad un punto
+donde il naviglio si sprofondasse nel vuoto.<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+Orribile chiusa, e creduta allora certissima! Il
+guaio non gli era occorso; aveva potuto ritornare,
+e con la sua parte di gloria. Pure, ricondottosi
+a casa, non aveva potuto star fermo;
+viaggi su viaggi, fortunali e vitacce da cani;
+spesso in pericolo d&#8217;andar pastura ai pesci, più
+spesso di buscarsi un colpo di freccia avvelenata;
+prigionia tra i selvaggi, condanna a morte,
+agonia a fuoco lento, nulla aveva potuto corregger
+l&#8217;umore vagabondo del gentiluomo marinaio,
+di quell&#8217;argento vivo. Ed ecco, di punto
+in bianco, il gran cambiamento: quell&#8217;umor vagabondo,
+quell&#8217;argento vivo, s&#8217;era chetato ad
+un tratto: lui tutto casa, lui tutto &#8220;fiumana
+bella&#8222;, lui tutto moglie, e innamorato per giunta,
+come un ragazzo di vent&#8217;anni. Ma ecco, il segreto
+del mutamento era qui.</p>
+
+<p>&mdash;Come sei buono, Damiano!&mdash;gli bisbigliava
+Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Sfido io!&mdash;rispondeva egli, con quel suo
+piglio che volentieri girava al comico.&mdash;Son
+buono, perchè sono felice. E sono felice....</p>
+
+<p>&mdash;Perchè?&mdash;domandava lei, con accento di
+cara malizia.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè....&mdash;ripigliava Damiano, girando
+un po&#8217; largo, per voglia di ridere.&mdash;Perchè ci
+ho la mia Gioiosa Guardia che amo tanto....</p>
+
+<p>&mdash;Giustissimo; e la tua &#8220;fiumana bella&#8222;&mdash;suggeriva
+lei, prestandosi al giuoco assai volentieri.&mdash;Con
+queste due cose....</p>
+
+<p>&mdash;Con queste due cose ci sarebbe anche da
+morir di noia;&mdash;proruppe Damiano.&mdash;Le
+avevo, e non mi sono bastate. Diciamo dunque,
+per essere nel vero, che ci ho te, cara donna
+adorata. La più bella donna, nel verde più vivo,<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+sotto il più dolce azzurro del mondo, ecco la
+felicità vera ed unica. Ed ecco quello che io volevo
+dire, contessa Juana, se voi mi aveste lasciata
+fare la mia progressione ascendente.</p>
+
+<p>&mdash;E non ve l&#8217;ho lasciata fare, da quella gran
+cattiva che sono! Ma voi me ne punite tanto
+severamente, che avrei voglia di rifarmi da
+capo. Per altro,&mdash;soggiunse ella, mettendosi
+sul grave,&mdash;dicono che un bene posseduto non
+sia più un bene.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete che logici da strapazzo!&mdash;replicò
+Damiano, ridendo.&mdash;Il bene è il bene, di qui
+non si esce. Se si mutasse, sarebbe un&#8217;altra
+cosa, ne convengo. Ma come potrei volerlo mutato?
+In più no, perchè io ho tutto quello che
+desideravo. In meno, neanche, perchè quello
+che desideravo lo desidero ancora: e questo è
+il fatto, la condizione su cui possiamo fondare
+il nostro ragionamento. Ho io studiata bene la
+mia logica?</p>
+
+<p>&mdash;Eh, non voglio dire di no. Il mio signore
+ha sempre ragione. Ed era il bel sogno, questo,&mdash;diss&#8217;ella
+traendo un sospiro,&mdash;il bel sogno
+che ho sognato con te. Il bel sogno si è finalmente
+avverato; o Dio, tra quanti pericoli, tra
+quante angosce mortali! Se c&#8217;è giustizia in terra,
+il bel sogno non dovrebbe finire.</p>
+
+<p>&mdash;Così dico io;&mdash;conchiuse Damiano.&mdash;Non
+dovrebbe, non deve, non dovrà. Dimmi, Fior
+d&#8217;oro; sei tu sicura di te?</p>
+
+<p>&mdash;Oh sì, di me....&mdash;gridò ella, levando gli
+occhi al cielo.&mdash;Ed anche di te,&mdash;soggiunse
+tosto,&mdash;anche di te, conte Fiesco, che sei così
+nobile spirito e così candido cuore. Ma non presumi
+troppo delle tue forze.... e della natura<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+umana? È della donna amare, e saperlo far
+bene, non sapendo far altro: è dell&#8217;uomo l&#8217;operare,
+il faticare in qualche utile impresa, per
+deludere la sazietà.... per vincer la noia.... E per
+questo, me lo lasci dire?.... per questo, bisognerebbe
+forse mettersi a far qualche cosa.&mdash;</p>
+
+<p>Tremava un pochino, parlando così, e mendicava
+le parole. Ma ebbe il pronto conforto di
+sentirsi dar ragione da lui.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuramente;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Ci pensavo
+appunto stanotte, mentre tu riposavi, Fior d&#8217;oro.
+Bisognerà far qualche cosa. Ed ho trovato.</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì? E che sarà?</p>
+
+<p>&mdash;Continuare ad amarti;&mdash;rispose gravemente
+Damiano, facendo cadere dall&#8217;alto, l&#8217;una
+dopo l&#8217;altra, le sillabe.&mdash;Vi ho lungamente contemplata,
+amica mia; vi ho pure abbracciata,
+ma guardingo, sapete, con mano leggera leggera,
+per non rompervi il sonno, che era così
+dolce; ed ho pregato Dio che non mutasse
+niente, che lasciasse tutto così, come ha tanto
+saviamente disposto, nella sua misericordia infinita.&mdash;</p>
+
+<p>E voleva dare in una risata; ma non n&#8217;ebbe
+il tempo. La contessa Juana rideva già più di
+lui, non senza lagrime; quelle care lagrime che
+tanto abbelliscono ogni profonda allegrezza. E
+un po&#8217; tardi, ma in tempo, gli ricambiava l&#8217;abbraccio.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_II" id="Capitolo_II"></a><span class="chap">Capitolo II.</span><br /><br />
+
+Ambasciator non porta pena.</h2>
+
+
+<p>Ma ritorniamo una seconda volta, e sia la
+buona, al nostro don Garcìa, che con tanta attenzione
+seguiva le vicende di un bellissimo
+giuoco. Proprio si arriva al punto che la piacevole
+occupazione gli era interrotta dall&#8217;avvicinarsi
+d&#8217;un famiglio, le cui prime parole ebbero
+virtù di farlo balzar subito in piedi. Molestie
+dell&#8217;ufficio, naturalmente; e la Guardia non
+poteva esser sempre gioiosa, pel suo degno custode.</p>
+
+<p>&mdash;Ci abbandonate?&mdash;gli chiese frate Alessandro,
+che per fortuna di giuoco veniva ad essergli
+più vicino, e lo vedeva muoversi di scatto
+dalla panca.</p>
+
+<p>&mdash;Per forza;&mdash;rispose don Garcìa.&mdash;Ed
+anche, diciamolo pure, con un certo piacere.
+Arriva il nostro Giovanni Passano.&mdash;</p>
+
+<p>La nuova si sparse fra gli altri giuocatori, e
+la partita fu subito interrotta, come la piacevole
+occupazione di don Garcìa. Il Passano
+aveva amici da tutt&#8217;e due le parti; e se si
+contentavano di piantar lì la giuocata quei che<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+avevano il disopra, con &#8220;quaranta e la caccia&#8222;,
+era naturale che non si dolessero quelli che
+s&#8217;avviavano a perdere, non avendo che un
+&#8220;quindici&#8222;.</p>
+
+<p>Giovanni Passano, al suo smontar da cavallo
+nel cortile della Gioiosa Guardia, fu accolto a
+festa dai suoi vecchi compagni d&#8217;Haiti e della
+Giamaica.</p>
+
+<p>&mdash;Che buon vento vi porta?&mdash;gridavano a
+gara, stringendogli la mano.&mdash;Finalmente! Bisognerà
+metterci il segno per ricordo, stamparla,
+toccarsene un occhio. Sapete che ci mancate
+da un mese?</p>
+
+<p>&mdash;Eh, si fa come si può;&mdash;rispondeva il
+Passano, commosso da tutte quelle dimostrazioni
+d&#8217;amicizia.&mdash;Appena levati i piedi dagli
+impicci, eccomi qua. Pietro Gentile! Guglielmo!
+Battista! frate Alessandro, che per riverenza
+alla tonaca dovevo metter primo di lista!...
+Quantunque,&mdash;soggiunse ridendo, al vedere
+tutti quei grembi e sboffi fuor dal cordone di
+san Francesco,&mdash;mi pare che la portiate sempre
+alla diavola. Giuocate al pallone, vedo. È
+un bel giuoco; ma non da frati.</p>
+
+<p>&mdash;Chi ve l&#8217;ha detto, messer Giovanni? Nessun
+testo lo proibisce; e ce n&#8217;è uno che forse
+li permette tutti. Ma sì. <i>Servite Domino in laetitia</i>;
+lo raccomanda il Salmista. Volete giuocare
+anche voi?</p>
+
+<p>&mdash;Eh! se non fossero quattr&#8217;ore che mangio
+polvere, e che mi fiacco le reni col cavallo più
+indiavolato della cristianità.... A proposito, mi
+fareste un gran piacere ad esorcizzarlo coll&#8217;acqua
+santa.</p>
+
+<p>&mdash;O voi col vino di Vernazza, piuttosto.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Il vino di Vernazza fa bene all&#8217;uomo;&mdash;conchiuse
+gravemente il Passano, mentre si avviava
+colla brigata verso l&#8217;ingresso della seconda
+cinta.&mdash;Qui, infatti, ci ho un testo sacro
+ancor io; <i>vinum bonum laetificat cor hominis</i>.
+E il signor conte?&mdash;ripigliò, con accento mutato,
+parlando a don Garcìa.&mdash;E la signora contessa?</p>
+
+<p>&mdash;Benissimo;&mdash;rispose lo Spagnuolo.&mdash;E
+vi direi che sono là bene accostati sul medesimo
+ramo, come due tortore innamorate, se
+fosse almeno ora di giardino. Saranno invece
+nella caminata, lei col suo tombolo a far merletti,
+lui a metter del nero sul bianco.</p>
+
+<p>&mdash;Ma anche a far merletti e a scrivere si
+può star molto vicini, non è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Oh questo poi sì; alla medesima tavola,
+per non perdersi d&#8217;occhio. Vi faccio annunziare,
+mentre bevete un bicchiere?</p>
+
+<p>&mdash;No, non occorre;&mdash;rispose pronto il Passano.&mdash;Non
+dico per il bere, intendiamoci;
+dico per il farmi annunziare. Non c&#8217;è premura;
+è una visita senza impegno, la mia. A presentarmi,
+ci sarà sempre tempo per la cena.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, mi levate una spina dal cuore;&mdash;disse
+quell&#8217;altro, mentre lo faceva entrare nel tinello,
+al pianterreno della rocca.&mdash;Avrei giurato a
+tutta prima che veniste per portarci via il padrone.
+Che ci volete fare? Presentimenti; e
+fortuna che qualche volta ingannano! L&#8217;altro
+giorno, passando di qua messer Filippino, che,
+sia detto con la debita reverenza al casato,
+ha sempre la lingua un po&#8217; amara, si lasciò
+sfuggire certe parole! &#8220;Che Gioiosa Guardia!
+diceva; che Gioiosa Guardia! Dormigliosa, dovreste<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+chiamarla. Con Ercole che fila ai piedi
+di Onfale&#8222;. Io, per dirvi la verità, non conoscevo
+questa signora, ed ho dovuto farmi spiegare
+l&#8217;arcano da frate Alessandro. Ne sapeva
+poco più di me, quel bravo figliuolo; ma tanto
+da capire che si trattasse d&#8217;una donna, la quale
+faceva perdere il tempo al dio della forza. Il
+nostro conte, veramente non fila, e nemmeno
+la contessa; quantunque, se filasse, vi so dir io
+che con quelle sue dita darebbe dei punti alle
+fate. Ma io ho bene inteso, dopo la spiegazione
+di frate Alessandro, che cosa volesse dire messer
+Filippino. Il padrone non si occupa se non
+della padrona, e lascia che gli altri della casata
+facciano e disfacciano a modo loro le cose della
+Repubblica. Ma di che si lagnano, se mai? Egli
+tira le mani e i piedi fuori del giuoco; li lascia
+dunque padroni; non vi pare?</p>
+
+<p>&mdash;Giudicando alla grossa, sì;&mdash;rispose il
+Passano, mentre con diligenza amorosa osservava
+il liquido topazio delle Cinque Terre attraverso
+la lucida parete del bicchiere.&mdash;Ma possono
+aver ragione i suoi nobili parenti, a desiderare
+che un tal uomo non si ritiri dal giuoco.
+Sapete bene; dove bastano undici, il dodicesimo
+aiuta.&mdash;</p>
+
+<p>Don Garcìa rizzò l&#8217;orecchio a quelle parole
+dell&#8217;amico.</p>
+
+<p>&mdash;C&#8217;è dunque da aiutare a qualche impresa?&mdash;diss&#8217;egli.</p>
+
+<p>&mdash;No, ch&#8217;io sappia;&mdash;replicò il Passano.&mdash;Ma
+c&#8217;è una condizione di cose che parla abbastanza
+chiaro da sè. Noi del Gatto, o del Basilisco,
+anzi diciamo pure di tutti e due questi
+graziosi animali, siamo per Francia; e sta bene,<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+tenuto conto delle buone ragioni che ci abbiamo:
+ma siccome tutto questo, messo in ispiccioli,
+significa avere un presidio straniero in
+città, non si può neanche sostenere alla faccia
+del popolo che sia la più bella cosa del mondo.
+D&#8217;altra parte, i popolari, cioè a dire i nostri signori
+d&#8217;origine popolana, chiamati altrimenti del
+portico di San Pietro, vorrebbero aver mani in
+pasta, allontanando dalla madia quei del portico
+di San Luca; e questi, capirete, spalleggiati
+come sono dal gatto e dal basilisco, antiche insegne
+dei Fieschi, non ci pensano neanche a
+ceder d&#8217;un passo. Si guardano dunque in cagnesco,
+e come possa andare a finire Dio solo
+lo sa. Speriamo, nondimeno; Dio misericordioso
+potrebbe appigliarsi al buon partito di accomodar
+la testa a tutti. Dei miracoli se ne son visti,
+in altri tempi: perchè non ne accadrebbe
+uno nel nostro? Parlo così,&mdash;soggiunse il giovanotto,&mdash;perchè
+conosco il padrone, chè non
+se ne fa nè di qua nè di là. Ma guai a parlar
+di pace in Violata!</p>
+
+<p>&mdash;Gian Aloise è sempre il più forte?&mdash;entrò a
+dire don Garcìa.&mdash;E sempre bene coi francesi?</p>
+
+<p>&mdash;E come!&mdash;rispose il Passano.&mdash;Non si
+muove foglia che Gian Aloise non voglia. Quasi
+si direbbe che in Genova sia lui il padrone,
+com&#8217;è il capitano generale di tutta la Riviera
+di Levante. Ci sono i francesi nel Castelletto.
+Ma quelli si possono magari considerare stipendiati,
+come se fossero svizzeri, o tedeschi; zuppa
+o pan molle.</p>
+
+<p>&mdash;Sia contento, allora,&mdash;disse don Garcìa,&mdash;e
+lasci quieti noi in Gioiosa Guardia, dove
+si sta così bene.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Felice mortale! L&#8217;avete trovata, la nicchia?
+E badate, ci verrei tanto volentieri ancor io.</p>
+
+<p>&mdash;Con donna Higuamota, non è vero? Ma olà!&mdash;ripigliò
+don Garcìa, come per darsi sulla
+voce.&mdash;Non dimentichiamo che l&#8217;ha tenuta a
+battesimo la madre del padrone, e che bisogna
+dire donna Bianchina.</p>
+
+<p>&mdash;Già,&mdash;disse ridendo il Passano,&mdash;quantunque
+sia bruna. Tien più di Caonabo che di
+Anacoana, la mia dolce metà. Fortuna che amo
+le brune!</p>
+
+<p>&mdash;O perchè non l&#8217;avete condotta con voi,
+amico Passano?</p>
+
+<p>&mdash;Che, vi pare? dovendo fare una visita di
+poche ore....&mdash;</p>
+
+<p>Don Garcìa inarcò le ciglia, ma non aggiunse
+parola.</p>
+
+<p>In quel mentre si faceva udire un gran rumore
+dalla scala vicina, donde qualcheduno
+scendeva a precipizio, saltando ad ogni tanto e
+tonfando, alla guisa dei ragazzi. E subito dopo
+si vide balzar dentro un adolescente, dai capegli
+biondi e dalla faccia birichina. Pareva, a vederlo,
+che il mondo fosse suo, o che lo credesse
+da vendere, e da poter comprare coi quattro
+soldi che a lui ballavano in tasca. Polidamante
+(era questo il suo nome) poteva dirsi l&#8217;imagine,
+il simbolo, il genio della Gioiosa Guardia, ove
+del resto era nato. Se gli altri ci avevano pochi
+fastidii, egli non ne aveva nessuno. Tutto di
+primo impeto, correva sempre, quando c&#8217;era
+da muoversi; quando poi doveva star fermo, si
+addormentava. Non faceva mai niente con misura;
+e forse per ciò era molto caro al padrone.</p>
+
+<p>&mdash;Che c&#8217;è?&mdash;chiese don Garcìa.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Presto, le acque;&mdash;gridò quell&#8217;altro, senza
+fermarsi a rispondere in tono.&mdash;Dove sono le
+acque?</p>
+
+<p>&mdash;Nei fiumi;&mdash;disse il Passano;&mdash;e neanche
+ne han tutti.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, siete voi, messer Giovanni? Bene arrivato!
+Dicevo le acque acconce, le acque cedrate,
+i siroppi per la signora.&mdash;</p>
+
+<p>I famigli, che non avevano bisogno di tutte
+quelle spiegazioni, avevano già levato da una
+credenza il vassoio con le bocce di cristallo, e
+si preparavano a seguire con quello il messaggero
+Polidamante.</p>
+
+<p>&mdash;Quando si dice nascer vestiti!&mdash;esclamò
+don Garcìa, volgendosi al Passano.&mdash;I padroni
+hanno anticipata l&#8217;ora di uscire in giardino.
+Potete salire dietro a Polidamante, e presentarvi,
+e far le vostre ambasciate, senza interrompere
+i commentarii di Cesare.</p>
+
+<p>&mdash;I commentarii.... Che dite voi, don Garcìa?</p>
+
+<p>&mdash;Eh, sì, i commentarii di Cesare, come li
+chiama frate Alessandro.</p>
+
+<p>&mdash;Sta bene, avevo inteso;&mdash;riprese il Passano.&mdash;Domandavo
+che diavolo è.</p>
+
+<p>&mdash;Una storia, amico, una storia di laggiù, mi
+capite? Il capitano ci ha fatto l&#8217;onore di chiamarci
+nella caminata, per cinque sere alla fila,
+e ce ne ha letti già cinque capitoli. In quello
+scritto racconta tutto quello che s&#8217;è fatto alle
+Indie.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, bene! capisco, ora. Ci avrà molto da
+raccontare, perchè molto si è fatto. E parla
+di voi?</p>
+
+<p>&mdash;No, non ci siamo ancora, a quel punto;&mdash;rispose
+don Garcìa, rannicchiandosi.&mdash;Penso,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+del resto, che quando saremo a quel punto, egli
+mi dovrà passare sotto silenzio. Del che non
+mi lagnerò,&mdash;soggiunse egli umilmente;&mdash;che
+anzi, dovrò sapergliene grado. Beati gli
+uomini di cui non avrà da occuparsi la storia.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo! siete filosofo?</p>
+
+<p>&mdash;Alle mie ore, amico Passano.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;amico Passano strinse la destra di quell&#8217;altro
+Seneca; e vuotato il suo calice fino all&#8217;ultima
+goccia, che non era d&#8217;aceto, si avviò
+verso la scala.</p>
+
+<p>&mdash;Va, bello mio, va, che non la conti giusta;&mdash;borbottò
+tra i denti il bravo don Garcìa,
+uscendo alla sua volta di là.&mdash;Questa visita
+di poche ore, a spron battuto, mi sa di chiamata
+a Genova lontano un miglio. C&#8217;è la mano
+di messer Filippino, qui sotto; scommetterei.
+Quello là non vuol dare nè lasciar pace a nessuno.&mdash;</p>
+
+<p>Il giardino di Gioiosa Guardia, anzi i giardini,
+perchè erano quattro, bisognava andarli a
+cercare in alto, come gli orti pensili di Semiramide.
+Si stendevano essi sui bastioni della
+rocca, per tutta la lunghezza delle cortine, fiancheggiati
+e conterminati dalle torri, che, per
+conseguenza logica quanto architettonica, erano
+appunto quattro, senza contare il battifredo,
+gran torre più alta, dalla parte dell&#8217;ingresso,
+colla campana al sommo e con l&#8217;orologio nel
+mezzo. Forte arnese per guerre medievali, la
+Gioiosa Guardia non poteva più dirsi tale in
+un tempo che le artiglierie mobili e di grande
+gittata potevano batterla da parecchie eminenze
+circostanti. Ma essa non s&#8217;aspettava di queste
+noie, e il suo padrone, amico della pace, ne<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+lasciava il carico ad altri luoghi fortificati della
+sua parentela, da Montobbio a Pontremoli. In
+uno di quei casi di necessità, che gli amici
+della pace come Bartolomeo Fieschi si dovessero
+ricordare d&#8217;essere stati uomini di guerra,
+la Gioiosa Guardia poteva essere ancora un
+bell&#8217;inciampo a soldatesche raccogliticce, non
+esperte o impazienti d&#8217;assedii; e il suo signore,
+poi, avrebbe amato sempre meglio far impeto
+in aperta campagna; che infine non era neanche
+troppo aperta, e i suoi duecento uomini,
+ben comandati, potevano valere per mille. Frattanto,
+sui pensieri di guerra avevano il sopravvento
+le arti della pace, e prima fra tutte l&#8217;arte
+dei giardini.</p>
+
+<p>Madonna Bianchinetta, la santa madre del
+capitano Fiesco, ne aveva preso cura da giovane;
+ma poi, cresciuta negli anni, se n&#8217;era
+via via disamorata, piacendole assai più di
+passar le sue ore nella cappella del castello,
+dedicata a san Colombano; un gran santo,
+quello, e quasi di casa, che era morto non
+troppo lontano di là, nel monastero di Bobbio,
+e che dava il nome, del resto, ad una terra vicina.
+N&#8217;era venuto nei giardini del castello un
+gran guaio per le varie famiglie dei fiori; i quali,
+si sa, per prosperare domandano amore, intristiscono
+nell&#8217;abbandono, e muoiono anzichè darsene
+pace. Per contro erano cresciuti gli alberi,
+gran solitarii, anche quando si ritrovino in
+molti, che degli uomini non si dànno un pensiero
+al mondo, e vorrebbero anzi che gli uomini non
+si dèssero tanto pensiero di loro, per tagliarli,
+segarli, riquadrarli, piallarli a molti usi volgari,
+o farne legna da ardere. E insieme con gli<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+alberi erano venute su liberamente le rose, belle
+salvaticacce che bastano molto a sè stesse. Diradare
+quegli alberi, sfrondandoli un pochino
+qua e là, ravviar quelle rose, nettandole d&#8217;ogni
+seccume e potandole, era stata la prima cura
+dei nuovi arrivati; quanto ai fiori più delicati,
+poco c&#8217;era voluto a trarne da tutti i dintorni, a
+farne allignare nelle vecchie aiuole risarchiate,
+e lungo i viali rifatti.</p>
+
+<p>Per quei viali passeggiava la coppia felice;
+Fior d&#8217;oro col braccio sinistro girato intorno
+alla vita di Damiano; Damiano col braccio destro
+girato intorno al collo di Fior d&#8217;oro. Erano
+atti, per avventura, di soverchia libertà; ma
+non veduti per allora se non dagli uccellini saltellanti
+e chioccolanti sugli alberi. Ed essi, finalmente,
+come quegli alberi per tanti anni
+avevano fatto, non si davano pensiero di nessuno.
+Se n&#8217;andavano a passi lenti, così mollemente
+abbracciati, chiacchierando a mezza voce,
+bisbigliando quasi, com&#8217;è l&#8217;uso degli innamorati
+a buono, che non han nulla da dirsi di serio,
+nè sopra tutto di nuovo, ma che nelle cose più
+naturali e più comuni debbono metter sempre
+un po&#8217; di mistero.</p>
+
+<p>Un rumor di passi sulla ghiaia del viale fece
+voltar la testa a Damiano. Una sbirciata bastò
+al felice mortale, perchè egli spiccasse il braccio
+dalla dolce postura che s&#8217;era scelta con
+tanto buon gusto, e prendendo per mano la
+contessa Juana muovesse incontro al nuovo
+venuto.</p>
+
+<p>&mdash;Quello, o ch&#8217;io sogno, è il vostro genero;&mdash;gridò
+egli con ostentazione di allegrezza, più
+fatta per consolar l&#8217;ospite, che per esprimere il<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+vero sentimento dell&#8217;animo.&mdash;Capite, Fior d&#8217;oro?&mdash;incalzò,
+rivolto alla contessa, mentre stendeva
+pure la mano al suo antico aiutante.&mdash;Vostro
+genero! vostro genero!</p>
+
+<p>&mdash;Già,&mdash;disse a sua volta il Passano inchinandosi,&mdash;il
+genero d&#8217;una suocera a trent&#8217;anni.
+Si può ben dire l&#8217;età d&#8217;una donna, in un caso
+come il mio, non è vero?&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, prendeva la mano che la contessa
+gli aveva stesa in atto benevolo, e si chinava
+ancora accennandovi il bacio di cerimonia
+che la galanteria spagnuola incominciava
+a far prosperare sulle terre italiane. Mai suocera
+al mondo meritò tanto un simile omaggio,
+od altro assai meno cerimonioso di quello.</p>
+
+<p>&mdash;Come sta madonna Bianchina?&mdash;gli domandava
+frattanto il Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Bene, benissimo; e saluta, s&#8217;intende, e abbraccia
+la sua bella mamma.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè non condurla con voi?&mdash;</p>
+
+<p>Era la stessa domanda di don Garcìa; ed ebbe
+l&#8217;istessa risposta. Onde da parte del Fiesco
+l&#8217;istesso inarcamento di ciglia, ma con una
+giunta di parole che non aveva potuta fare quell&#8217;altro.</p>
+
+<p>&mdash;Visita di poche ore! Mi spaventate, Giovanni
+mio. Faccende, dunque? e gravi?</p>
+
+<p>&mdash;Oh, questo poi no. Son venuto col libro
+dei conti. Volevo sapere che cosa si dovrà fare
+della vostra parte di profitti sulla nave <i>Paradiso</i>.
+Siete il partenevole più grosso, e ci avete
+un guadagno, quest&#8217;anno, di seimila ducati
+larghi.&mdash;</p>
+
+<p>Bartolomeo Fiesco fece una bella riverenza.
+Seimila ducati larghi erano una bella somma.<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+Il ducato largo, o genovino d&#8217;oro come s&#8217;era
+chiamato nei tempi anteriori, con un peso di
+grammi 3,567, eguale del tutto al suo fino, e con
+un valore di due lire, due soldi, e due denari,
+valeva nei primi anni del Cinquecento, in moneta
+corrente, tre lire e due soldi. La lira genovese
+ne valeva allora più di tre delle nostre;
+sicchè, fate il conto, e troverete che il ducato
+largo ne valeva più di dodici delle odierne italiane.
+Moltiplicate per seimila, e vedrete che bel
+guadagno avesse fatto messer Bartolomeo delle
+Indie col suo <i>Paradiso</i>. Ancora qualche annetto
+di fortuna, e c&#8217;era da farsi foderar d&#8217;oro una
+bella nicchia in purgatorio.</p>
+
+<p>Fece dunque una bella riverenza, come il
+caso meritava. Ma non gli parve altrimenti che
+fosse mestieri un viaggio, per sapere dove andasse
+collocato tant&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Per questo siete venuto!&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;E
+non la ricordavate, la mia massima? San Giorgio,
+amico Passano; le &#8220;colonne&#8222; di san Giorgio
+sono le mie colonne d&#8217;Ercole. È quello il
+luogo, il posto, il rifugio sicuro pei ducati larghi.
+Ma forse avete ancora da dirmi della Santa
+Giovanna?</p>
+
+<p>&mdash;Quella è arrivata a Bari per le lane; non
+si aspetta prima di giugno. Così almeno mi ha
+detto ier l&#8217;altro il Sauli, che aveva ricevuto lettere.
+Ho qui invece il fogliazzo delle spese. Se
+gli date un&#8217;occhiata, essendo ancora giorno....</p>
+
+<p>&mdash;Volete dire che i numeri si leggono male
+a lume di lucerna? E sia;&mdash;soggiunse messer
+Bartolomeo,&mdash;contentiamo questo terribil Passano.
+Sedete?&mdash;diss&#8217;egli, facendo un cenno
+d&#8217;invito a Fior d&#8217;oro.<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Fate, fate;&mdash;rispose la contessa;&mdash;io vi
+lascio. Quando siete coi numeri, bisogna lasciarvi
+stare.</p>
+
+<p>&mdash;Capirete, Juana, e perdonerete senz&#8217;altro.
+Son genovese; e il genovese, per vostra norma....</p>
+
+<p>&mdash;Oh, non dicevo per questo;&mdash;interruppe
+la bella.&mdash;Che genovese, del resto? Non vi
+vantate, amico mio. Volevo dire piuttosto che
+vi c&#8217;imbrogliate parecchio.</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì, birichina? Ma ciò avviene perchè
+guardo voi; e allora, povero a me, smarrisco
+perfino il ricordo della tavola pitagorica.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete dunque....&mdash;diss&#8217;ella con aria di
+trionfo.&mdash;Ragione di più per lasciarvi con
+messer Giovanni mio genero. Farò allestir la
+cena un po&#8217; prima, perchè egli avrà appetito,
+m&#8217;immagino.</p>
+
+<p>&mdash;Abbastanza, madonna;&mdash;rispose il Passano.&mdash;Ho
+tanto rinsaccato, su quel maledetto
+cavallo!&mdash;</p>
+
+<p>La contessa si era ritirata; ma dal vano di
+un uscio, voltandosi, aveva gittato un bacio col
+sommo delle dita a Damiano. E Damiano, che
+lo colse al volo, non volle lasciarlo senza ricevuta.</p>
+
+<p>&mdash;Povera tavola pitagorica!&mdash;gridò egli ridendo.&mdash;La
+vedo brutta.</p>
+
+<p>&mdash;Che c&#8217;è?&mdash;disse il Passano, levando la
+fronte dai suoi scartafacci.</p>
+
+<p>&mdash;Niente, niente; parlavo a mia moglie. Mia
+moglie!&mdash;ripetè il capitano Fiesco.&mdash;Ecco due
+strane parole. Sapete, Giovanni mio, che non
+so avvezzarmi a questo nome? e che mi par
+sempre un sogno?</p>
+
+<p>&mdash;Restate nel sogno;&mdash;rispose quell&#8217;altro.<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Certamente, certamente, poichè il sogno è
+così dolce! Ma ora che siamo soli, ragazzo mio,
+vuoi tu dirmi che cosa significhi la tua visita?
+Tu non sei mica venuto per sapere dove andassero
+collocati i miei ducati larghi.... e neanche
+per rompermi la testa col fogliazzo. Tu hai
+una commissione per me, ed una commissione
+urgente.</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione;&mdash;rispose il Passano.&mdash;Ecco
+qua, infatti.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, traeva di sotto al giubboncello
+una lettera, e la porgeva al capitano Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, volevo ben dire!&mdash;esclamò questi.&mdash;Gian
+Aloise?...</p>
+
+<p>&mdash;Lui, in persona. Mi aveva mandato a chiamare
+in gran fretta, ier sera; ed ho risicato,
+figuratevi, di fiaccarmi tre volte il collo in quei
+cento scalini di Violata, non avendo altro lume
+nel buio se non questi due occhi. Giunto alla
+sua presenza, eccovi il dialogo che corse tra
+noi: Verrà di questi giorni a Genova il tuo principale?&mdash;No,
+eccelso signore; è più facile che
+Genova vada a Chiavari, di quello che venga a
+Genova lui.&mdash;Ebbene, andrà Genova a Chiavari,
+nella persona tua; passerai da me domattina
+per tempo; ti darò una lettera, che dovrai
+consegnargli senza fallo in giornata; a lui, mi
+capisci? e parlandogli a quattrocchi, che nessuno
+ne abbia fumo. Ritornai da messere Gian
+Aloise questa mane per tempo; tenevo il cavallo
+sellato ad aspettarmi fuori della porta di
+Santo Stefano. Avuta la lettera, son ridisceso
+dalla Montagnola; ho infilata la via dei Lanieri;
+son montato in arcione, e via di galoppo, che
+n&#8217;ho ancora le reni fiaccate.<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;S&#8217;intende che ti sarai ristorato a tutte le
+frasche.</p>
+
+<p>&mdash;Messere!...</p>
+
+<p>&mdash;Eh via, non saresti genovese. Hai rinfrescato
+a San Martino, confessalo; e nota che ti
+fo grazia di San Fruttuoso. Il secondo bicchiere
+l&#8217;hai bevuto a Nervi; il terzo a Recco, con un
+rincalzo a Ruta, per ragione della faticosa salita;
+il quarto a Rapallo, il quinto a Zoagli.
+Dimmi che non è vero.</p>
+
+<p>&mdash;Siete uno stregone, messere;&mdash;disse ridendo
+il Passano.&mdash;Per altro, non sono mai
+sceso d&#8217;arcione.</p>
+
+<p>&mdash;Te lo credo, questo, perchè al debito non
+sei venuto mai meno. Quanto a rinfrescar l&#8217;ugola,
+non è mai stato un delitto. E dall&#8217;oste della
+Maddalena, poi? Dicono che ce n&#8217;abbia bevuto
+una mezzina anche Dante.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sempre stando in arcione;&mdash;rispose
+il Passano.&mdash;Furono tutti bicchieri della staffa.</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco s&#8217;indugiava in queste celie,
+per non leggere il foglio che gli aveva consegnato
+il Passano. La lettera donde si aspetta
+una noia si dissigilla mal volentieri; si spera
+sempre in un accidente improvviso che possa
+dispensarcene. Ma l&#8217;accidente non ci fu, e messer
+Bartolomeo dovette rassegnarsi. Aperse il
+foglio, e lo spiegò; spiegato che lo ebbe, incominciò
+a leggere, ed anche ad aggrottare le ciglia,
+a batter le labbra, a sbuffare.</p>
+
+<p>&mdash;Oh Dio!&mdash;esclamò, quand&#8217;ebbe finito.&mdash;Ma
+son pur fastidiosi! Io consigli? E che ci ho
+da veder io? come ho da darne io, che non ho
+saputo mai domandarne? Che noia! che noia!
+E ancora dovrò ringraziarlo, il mio eccelso<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+parente, che ha mandato te per messaggero, e
+non il suo Filippino.</p>
+
+<p>&mdash;Filippino?...&mdash;balbettò il Passano, che non
+vedeva la ragione dell&#8217;essere messo in paragone
+con quel pezzo grosso.</p>
+
+<p>&mdash;Già, il nostro buon cuginetto Filippino;&mdash;riprese
+il capitano Fiesco.&mdash;Quello là, o con
+un pretesto o con un altro, è sempre da queste
+parti; due, tre, quattro volte ogni mese. Il giovanotto
+non ha mai avuto tanto da fare nel capitanato
+di Chiavari, come dal giorno che ho
+preso moglie io.</p>
+
+<p>&mdash;Che dite, messere? Io casco dalle nuvole.</p>
+
+<p>&mdash;Ed io vorrei risalirci, con Fior d&#8217;oro tra le
+braccia, e non ricomparire mai più alla vista
+dei seccatori. Vuoi sapere? Filippino s&#8217;è messo
+in mente di toccare il cuore a Fior d&#8217;oro. Fa
+l&#8217;occhio pio, lui, ch&#8217;è una bellezza a vedere. Sospira,
+recita i sonetti del Petrarca, e li mette a
+raffronto colle rime amorose dell&#8217;Alighieri. Una
+sera, che ci fece la stampita più lunga, figúrati
+che ci sciorinò tutto il canzoniere della Bella
+Mano. Tu non lo conosci, il canzoniere di Giusto
+de&#8217; Conti da Valmontone, tutto inteso a celebrare
+la mano della sua bella? Lo conosco io,
+pur troppo, e me ne dolgono ancora gli orecchi.
+Maledetto biondino! Quantunque, a farlo a posta,
+s&#8217;è imbattuto in una che i biondi non li
+vuol neanche per prossimo.</p>
+
+<p>&mdash;O allora, scusate....&mdash;si provò a dire il
+Passano.</p>
+
+<p>&mdash;O allora, caro mio, m&#8217;annoia egualmente;&mdash;rispose
+il capitano Fiesco.&mdash;Qualche volta
+mi vien voglia di assestargli uno scapaccione.</p>
+
+<p>&mdash;La contessa se n&#8217;è avveduta?<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;E come no? Se ne avvedono gli usci e le
+imposte, che sono di legno, e gli arazzi e i corami
+delle pareti; perfino il pappagallo, ultimo
+avanzo dei dodici portati da San Domingo, che
+ha imparato a ciangottare: Filippino sciocco!
+Noto, per amor di giustizia, che vorrebbe dire Filippino
+Fiesco; ma non gli riesce, e dice sciocco
+tale e quale. Fior d&#8217;oro, dal canto suo, lo chiama
+Gunora. E potrebbe anche chiamarlo Guatigana.
+Ma quel poveraccio va rispettato, che almeno ha
+saputo morire. Quanti pretendenti, mio Dio!&mdash;esclamò
+il capitano Fiesco, sospirando.&mdash;Hanno
+avuto tutti buon gusto, non lo nego; ma ti confesso
+che m&#8217;hanno tutti mortalmente seccato, e
+mi seccano. Basta, ti ho fatto il mio sfogo, e tu
+chiudilo in petto, <i>alta mente repostum</i>, come direbbe
+Virgilio. Il giorno che avrò accoppato
+messer Filippino, ne capirai il perchè, senza bisogno
+di venirmelo a chiedere. Ma ora che ci
+penso.... In questa lettera dell&#8217;eccelso Gian Aloise
+non ci sarebbe la zampa di messer Filippino
+bello? Mi vogliono levare da Chiavari, è chiaro,
+come si leva una lepre, o un cinghiale. Vogliono
+tirarmi sul Bisagno, anzi peggio, sul
+Rivo Torbido. Una volta là, addio guardia e custodia
+del fatto mio: feste in Violata, festini a
+San Lorenzo; dovunque c&#8217;è un Fiesco, sarà un
+invito a ballare. E tu balla, Damiano, o lascia
+ballar chi ne ha voglia. Così il mio Filippino ha
+libertà di corteggiare Madonna, di atteggiarsi a
+suo &#8220;intendio&#8222; secondo l&#8217;uso della giornata. Ma
+io me ne intendo più di te, Filippino bello;
+quando il tuo diavolo nasceva, il mio andava
+già ritto alla panca. E per la croce di Dio....
+Oh, smettiamo; ecco madonna che torna.<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Infatti, sull&#8217;uscio dond&#8217;era sparita un&#8217;ora
+prima, riappariva Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Avete finito di far conti?&mdash;diss&#8217;ella.</p>
+
+<p>&mdash;E da un pezzo;&mdash;rispose Giovanni Passano.</p>
+
+<p>&mdash;Allora, eccomi qua. Vorrete accettare un
+rinfresco, per aguzzar l&#8217;appetito? Polidamante,
+i bicchieri e il vin di Cipro.&mdash;</p>
+
+<p>Polidamante, che era comparso allora nel
+vano dell&#8217;uscio, corse ad eseguire i comandi.
+Due minuti dopo, era in giardino col vin di
+Cipro e il vassoio.</p>
+
+<p>&mdash;Dategli da bere, Juana;&mdash;disse il conte
+Fiesco alla moglie.&mdash;Ma in verità non lo merita.
+Sapete che ha vuotate tutte le cantine che
+ha incontrate in viaggio, da San Martino d&#8217;Albaro
+al ponte della Maddalena? E certo, con lo
+stomaco scavato da tanto bere, egli ha più fame
+che sete.</p>
+
+<p>&mdash;È anche pronta la cena;&mdash;rispose Fior
+d&#8217;oro;&mdash;ed egli non avrà da penar molto. Genero,&mdash;soggiunse
+ella, accostando il calice a
+quello del Passano,&mdash;siate il benvenuto coi
+vostri scartafacci e colle vostre belle notizie.
+Beviamo ora alla salute della nostra Bianchina.&mdash;</p>
+
+<p>Tutto bene, sì; ma le belle notizie il Passano
+non le poteva mandar giù, dopo averle portate,
+e conosciute molto noiose.</p>
+
+<p>&mdash;Ed ora,&mdash;diceva egli tra sè, mentre mandava
+giù più facilmente il suo vin di Cipro,&mdash;come
+la prenderà Fior d&#8217;oro, quando saprà che
+si vuol Damiano a Genova? Basta, la cosa non
+mi riguarda; ambasciator non porta pena.&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_III" id="Capitolo_III"></a><span class="chap">Capitolo III.</span><br /><br />
+
+I commentarii di Cesare.</h2>
+
+
+<p>La cena era imbandita nella gran caminata
+del castello, dove il nostro Giovanni Passano
+ebbe il piacere di far riverenza a madonna
+Bianchinetta Fiesca, la veneranda madre del
+suo capitano. Il giovinotto la chiamava madrina,
+per aver ella tenuta la vezzosa Higuamota
+al fonte battesimale. La nobil signora vide
+assai volentieri il marito della cara figlioccia,
+e lo chiamò a dirittura figliuolo. Ha di queste
+delicatezze la vecchiaia, e pare che le derivi dal
+cielo, a cui è già tanto vicina.</p>
+
+<p>Si ragionò di molte cose, a mensa, mutando
+gli argomenti come le portate. Così venne &#8220;in
+tavola&#8222; l&#8217;eccelso Gian Aloise, con tutte le sue
+vaste ambizioni, ch&#8217;erano poi la gloria e l&#8217;onore
+della illustre casata dei Fieschi; una delle prime
+signorili d&#8217;Italia, e già considerata come principesca,
+tanto che non si faceva più lega o
+trattato di pace tra il re Cristianissimo e gli
+stati Italiani, che non vi fosse inclusa quella
+grande famiglia, alla pari con essi. Ed anche,
+volgendo il discorso qua e là, non fu dimenticata<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+una più potente signoria, che per verità non
+era argomento da tavola; vogliamo dire la
+peste, oramai da tre anni vagante in Liguria,
+come nelle regioni contermini, ma che a Genova
+non aveva potuto menare gran guasto,
+per le buone provvisioni del governo. Strano,
+per altro, che ne avesse avuto a pagar le pene
+il provveditore, che era messer Giacomo Fouchesolts,
+luogotenente del regio governatore
+monsignor Filippo di Cleves. Ma oramai da un
+anno il povero luogotenente era morto, succedendogli,
+come sappiamo, il Roccabertino; sicchè,
+non c&#8217;era più molto da dirne, e neanche
+molto di un morbo al quale i popoli d&#8217;Europa
+s&#8217;erano avvezzati in que&#8217; tempi, come noi a
+tutte le specie di nemici invisibili, che coi nomi
+svariati di microbii, bacilli, micrococchi e germi
+patógeni, dovrebbero poi essere l&#8217;attenuata ma
+non estenuata discendenza dei persecutori di
+quattro o cinque secoli fa.</p>
+
+<p>&mdash;Parliamo di cose allegre;&mdash;disse ad un
+certo punto il Passano.&mdash;Ne ho sentito una,
+che mi ha riempito di giubilo. Voi scrivete i
+vostri commentarii, capitano?</p>
+
+<p>&mdash;Chi te lo ha detto? Sei arrivato ora, e già
+sai....</p>
+
+<p>&mdash;Non ve ne maravigliate, principale. Per
+giunger quassù, naturalmente, dovevo passar
+di laggiù.</p>
+
+<p>&mdash;Tu parli come un libro stampato;&mdash;disse
+Bartolomeo Fiesco.&mdash;Alla mia volta dovevo
+immaginare che don Garcìa e frate Alessandro
+non volessero aver segreti per te. Sono essi infatti
+i miei due pazienti uditori serali. Che vuoi?
+bisogna ammazzare il tempo. Io scrivo di giorno,<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+e leggo di sera. Oggi appunto ci avevo un paio
+di capitoli finiti. Ma ora che sei capitato tu coi
+tuoi scartafacci, tanto più importanti dei miei....</p>
+
+<p>&mdash;Li avete letti, i miei; letti ed approvati;&mdash;interruppe
+il Passano.&mdash;Non vogliate defraudarmi
+della parte mia. Diteglielo voi, madrina;&mdash;soggiunse
+il giovinotto, vedendo che il principale
+nicchiava;&mdash;diteglielo voi, che ha da
+leggere.</p>
+
+<p>&mdash;Mio figlio mi fa piacere, se legge;&mdash;rispose
+madonna Bianchinetta.&mdash;Quando legge
+dei suoi viaggi, mi par di viaggiare con lui.</p>
+
+<p>&mdash;E che bel viaggiare!&mdash;aggiunse il Passano.&mdash;Se
+scrive come parla, ha da essere un
+racconto gustoso.</p>
+
+<p>&mdash;Voi volete lodarmi, Giovanni, e, sia detto
+con vostra buona pace, proferite una sciocchezza
+insigne;&mdash;sentenziò gravemente Bartolomeo
+Fiesco.&mdash;Imparate, giovinotto di poche
+lettere, che lo scrittore italiano si guarda
+bene di scrivere come parla, avendo alto il rispetto
+delle vergini muse, dei lettori di buon
+giudizio, e di sè. Quando parla, apre la bocca, e
+dà il volo a tutti i passerotti che gli girano per
+l&#8217;anima; quando scrive, li mette tutti quanti
+sotto chiave, indossa il lucco, tempera la sua
+penna d&#8217;oca, e va a cercare nel fondo del calamaio
+tutte le sentenze più gravi, tutti i più
+ornati periodi. Prosa robusta vuol essere. Noi
+discendiamo dai Romani, che diamine! e Cicerone,
+maestro in materia, vi mostrerà coll&#8217;esempio
+che altro è scrivere un bigliettino al suo segretario,
+altro è scrivere a Pomponio Attico;
+altro scrivere a Pomponio, ed altro assalir Catilina,
+o Verre, o Marc&#8217;Antonio. Ma basta; voi<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+mi sentirete, o giovane inesperto, mi sentirete
+scrittore; e se non dormirete in piedi, o seduto,
+l&#8217;avrò per un atto di valor singolare, da mettere
+accanto agli altri, per cui vi ho sempre stimato
+ed amato. <i>Dixi.</i>&mdash;</p>
+
+<p>E qui, naturalmente, una bella risata, di quelle
+che sapeva rider Damiano. La cena era finita,
+e i famigli erano venuti a sparecchiare, mentre
+i padroni di casa e il loro ospite uscivano a far
+due passi in giardino. Quando rientrarono, la
+gran tavola era rischiarata da tre grandi lucerne
+d&#8217;argento; il lusso d&#8217;allora, in materia
+d&#8217;illuminazione. Il numero dei lumi e la preziosità
+del metallo compensavano la poca vivezza
+della luce. E non solo c&#8217;erano lumi in
+tavola, ma anche ciò che può far perdere il
+lume del raziocinio a chi non sappia usarne
+con discrezione; vogliamo dire certe bocce vistose
+di vino delle Cinque Terre, coi calici di
+cristallo in grandi vassoi d&#8217;argento. Furono allora
+mandati a chiamare i due &#8220;uditori pazienti&#8222;
+che per verità erano impazienti d&#8217;aspettar la
+chiamata, tanto furono pronti ad accorrere.</p>
+
+<p>Offriva un bel quadro, la caminata di Gioiosa
+Guardia, in quella sera di marzo, al lume delle
+tre grandi lucerne d&#8217;argento, i cui dodici lucignoli,
+diradando le ombre senza cacciarle del
+tutto, lasciavano intravvedere lungo le alte pareti
+i ritratti di quattro o cinque generazioni dei
+Fieschi, soldati e marinai, ambasciatori, vescovi,
+cardinali e papi. Ma lo sguardo era maggiormente
+attratto verso il camino, onde la sala
+prendeva il suo nome di caminata; gran camino
+di pietra nera scolpita, sul cui alto stipite
+sorgeva lo stemma dei Fieschi, col suo elmo di<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+fronte, carico di svolazzi e fogliami, donde apparivano
+affrontati il gatto sedente e il basilisco
+nascente. In quella mezza luce non si poteva
+leggere il motto: <i>sedens ago</i>, scolpito in una fascia
+tra l&#8217;elmo e lo scudo; e questo solamente
+si ricorda per amor d&#8217;esattezza. Davanti al camino,
+un po&#8217; lontano dal capo della tavola, sull&#8217;alto
+scanno comitale sedeva madonna Bianchinetta,
+tutta vestita d&#8217;ormesino nero, con la
+sua cuffiettina della medesima stoffa marezzata,
+donde sbucavano sulle tempie le ciocche dei
+capelli bianchi come neve, tanto belli a vedersi
+nelle case che serbano il culto della dolce famiglia.
+Alla destra di lei stava la contessa Juana,
+ma seduta più in basso, in modo da potere ad
+ogni tanto piegar la testa sul bracciuolo dello
+scanno, e i suoi capelli nerissimi alle carezze
+della vecchia signora. I detrattori delle suocere
+avrebbero dovuto ritrovarsi un po&#8217; là, per sentirsi
+morire l&#8217;eterna celia sul labbro.</p>
+
+<p>Presso il capo della tavola, o meglio, tra questo
+e la contessa Juana, e avendo alla sua destra
+il Passano, era venuto a sedersi Bartolomeo
+Fiesco, pronto a squadernare i suoi gran fogli
+di carta. Dall&#8217;altro lato sedeva frate Alessandro,
+e presso a lui don Garcìa, con Polidamante; il
+quale per verità non si poteva dire che sedesse,
+avendo addosso l&#8217;argento vivo, ed ora
+per una cosa ora per l&#8217;altra cercando sempre
+di muoversi. In mezzo al semicerchio sarebbe
+rimasto uno spazio vuoto; ma lo colmavano già
+due grossi alani, Ovando e Bovadilla. Immaginate
+di certo chi avesse chiamata così quella
+coppia canina. Onore immeritato, e solamente
+da attribuirsi alla sua desinenza, il nome del<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+commendatore di Calatrava era venuto a decorare
+la femmina. Gran matti, quei cani, essendo
+ancora molto giovani; più matti di Polidamante,
+col quale facevano a correre nei cortili e nei
+fossi di Gioiosa Guardia. Ma per allora, o che
+sentissero la gravità del momento, o che avessero
+abbastanza rosicchiato in cucina, si erano
+adagiati in quel vano, come due sfingi di basalto,
+colle zampe anteriori accostate e coi musi
+allungati sulle zampe. Facevano così per godere
+quanto più potevano la frescura del pavimento?
+o non piuttosto per prepararsi a gustare la prosa
+robusta d&#8217;uno scrittore italiano?</p>
+
+<p>Bartolomeo Fiesco prese i suoi fogli in mano;
+tossì, com&#8217;era di rito, e poi disse:</p>
+
+<p>&mdash;Frate Alessandro li chiama i Commentarii
+di Cesare; ma egli s&#8217;inganna a partito. Cesare
+raccontava le cose da lui medesimo operate, e
+con tanta fortuna; io le cose che ho viste accadere,
+e non liete, pur troppo. <i>Quæque ipse miserrima
+vidi....</i></p>
+
+<p>&mdash;<i>Et quorum pars magna fuisti;</i>&mdash;aggiunse
+prontamente frate Alessandro.</p>
+
+<p>&mdash;Ah no; fui parte, ma piccola;&mdash;ribattè il
+capitano Fiesco.&mdash;Questo capitolo, poi, a farlo
+a posta, narra di cose avvenute quando io e voi,
+frate Alessandro, fummo partiti dalla Giamaica
+su quel guscio di noce, lasciando il nostro
+grand&#8217;uomo a combattere con l&#8217;ira degli elementi
+e con quella degli uomini sulla spiaggia
+di Maima. Tutta roba adunque che sapemmo
+poi, al ritorno, e che naturalmente ho dovuto
+restringere in una mezza dozzina di pagine.</p>
+
+<p>&mdash;Leggete, principale, leggete!&mdash;gridò il Passano.&mdash;Non
+ce le fate sospirare, vi prego.<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Lo volete, e sia. Tossisco ancora una volta,
+e incomincio;&mdash;disse il capitano Fiesco.&mdash;Non
+m&#8217;interrompete; le vostre osservazioni potrete
+dirmele poi. Non fate rumore, che la mamma
+vuol sentir bene ogni cosa. A farvi bere ci penserà
+Polidamante, che per muoversi non ha bisogno
+d&#8217;inviti.&mdash;</p>
+
+<p>Dopo questo preambolo il capitano Fiesco incominciò
+la lettura dei suoi Commentarii, al capitolo
+XXV: <i>Di quel che seguì alla Giamaica,
+come ne fu partito il Mendez col Fiesco</i>.</p>
+
+<p>&#8220;Partite le canòe per l&#8217;isola di Haiti, la gente
+dei navigli cominciò ad ammalarsi, così pei travagli
+del fortunoso viaggio, come per la mutazione
+dei cibi, non avendo più vino, nè altra
+carne che d&#8217;<i>utia</i>, quando pure potevano procacciarsene
+dai naturali. Aspra vita; e dovevano
+durarla, stando colà sequestrati? Certamente
+ci sarebbero morti d&#8217;inedia, dicevano
+alcuni; perchè l&#8217;Almirante non voleva ritornare
+in Ispagna, dond&#8217;era stato bandito, nè all&#8217;isola
+di Haiti, dove alla vista di tutti il commendatore
+di Lares gli aveva proibito di toccar San Domingo,
+per quanto bisogno ne avesse. Sarebbero
+tornate le canòe del Mendez e del Fiesco?
+soggiungevano i fratelli Porras, che primeggiavano
+tra i mormoratori scontenti. Quei due potevano
+esser giunti a San Domingo, ma forse
+per andar di là in Castiglia, a perorare la causa
+dell&#8217;ammiraglio caduto in disgrazia. E che questo
+potesse anch&#8217;essere il vero, lo dimostrava
+il fatto che il Fiesco, avendo avuto oramai il
+tempo di andare a San Domingo e tornare, non
+era più ricomparso. Del resto, potevano le due
+canòe essersi anche perdute: si doveva per<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+questo rimanere laggiù ad aspettare una morte
+sicura, chiusi in quelle due navi sdruscite, per
+capriccio d&#8217;un gottoso, la cui stella era tramontata
+da un pezzo? Essi ancor sani, e, per grande
+fortuna, dovevano pensare ai casi loro, e andarsene
+a San Domingo, per raccontare all&#8217;Ovando
+come fossero trattati tanti onorati Spagnuoli da
+quell&#8217;avventuriere italiano. L&#8217;Ovando sicuramente
+li avrebbe rimandati in Castiglia, dove li
+avrebbero ascoltati e vendicati il vescovo Fonseca
+e il tesoriere Morales.</p>
+
+<p>&#8220;Così parlavano i Porras, uno dei quali era
+il capitano della arenata <i>Bermuda</i>, e l&#8217;altro il
+notaio capo della spedizione. E Francesco e
+Diego furono tanto più facilmente ascoltati, in
+quanto che si sapeva da tutti che d&#8217;una loro
+sorella era il Morales fortemente invaghito. Entrarono
+quarantotto nella congiura dei Porras;
+e il giorno 11 di gennaio del 1504 il capitano
+Francesco se ne andò di buon mattino colla saliva
+amara dal signor Almirante, che era inchiodato
+dalla gotta nel suo giaciglio a poppa.
+&#8220;Perchè restiamo qui? gli chiese. Non vi par
+tempo di levarci da questo cimitero?&#8222; Le parole
+del Porras fuor del costume arroganti, lasciarono
+intendere al signor Almirante che quell&#8217;uomo
+avesse già molti a spalleggiarlo; e più
+se ne persuase, quando, alle sue ragioni alzando
+le spalle, il capitano della <i>Bermuda</i> gridò con
+piglio sdegnoso: io me ne vado in Castiglia,
+con coloro che vorranno seguirmi. Ed usciva
+così dicendo dal castello di poppa, l&#8217;insolente
+capitano; e a lui si univano tumultuando i seguaci
+della sua ribellione, mettendo mano alle
+scuri, e gridando all&#8217;Almirante ed ai suoi:<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+<i>mueran! mueran!</i> col qual grido si riscaldavano
+il sangue.</p>
+
+<p>&#8220;A quelle voci balzò dal giaciglio il signor
+Almirante, e venne zoppicando sull&#8217;uscio. Accorsero
+i suoi familiari, ed altri che l&#8217;obbedivano
+ad ogni costo, per fargli scudo dei loro
+petti contro quei forsennati. Altri correvano a
+trattenere l&#8217;Adelantado, il valoroso don Bartolomeo
+Colombo, che già abbrancata una lancia
+si disponeva come Achille a dar dentro. E gli
+uni e gli altri consigliavano al capitano Porras
+di non tentare la sorte di una strage fraterna,
+che anco a lui poteva costare la vita: se ne andasse
+pure coi suoi, quanti fossero, quanti volessero
+seguirlo.</p>
+
+<p>&#8220;Accetta quell&#8217;altro il partito, forse immaginando
+che a far peggio, e con fortuna, non
+avrebbe poi evitato un castigo. Egli e i suoi
+scendono dalle navi; slegano dieci canòe che
+il signor Almirante aveva comperate dai naturali,
+per tenerle pronte ad ogni stremo; vi tirano
+dentro molti rematori dell&#8217;isola, che hanno
+con belle promesse adescati, e mettono la prora
+verso levante, costeggiando, come avevano veduto
+fare al Fiesco ed al Mendez.</p>
+
+<p>&#8220;Andando così marina marina, spesso calavano
+a terra, e prendevano a forza quanto lor
+bisognasse. Pagherà l&#8217;ammiraglio, diceva il capo
+dei ribelli; se non vi pagherà ammazzatelo pure,
+essendo egli prima e vera cagione d&#8217;ogni male,
+e per voi e per noi, come pei vostri fratelli di
+Haiti. Con queste arti si vettovagliavano ogni dì.
+Giunti finalmente alla punta orientale della Giamaica,
+e fatte le maggiori provvigioni per il
+lungo tragitto, si spinsero in alto mare, ma non<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+andando più di quattro leghe lontano. Il vento
+si era voltato; si procedeva a stento coi remi,
+e le onde furiose entravano a far carico, minacciando
+di affondare o di capovolgere le lunghe
+e sottili imbarcazioni. Bisognò alleggerire,
+buttando le vettovaglie; bisognò alleggerire ancora,
+buttando i poveri Indiani che s&#8217;erano fidati
+alle belle promesse. Così ne perirono diciotto;
+con altri pochi che stavano ai remi, si toccò
+finalmente la riva, delusi d&#8217;ogni speranza, famelici,
+ed armati; perchè alle armi non avevano
+già rinunziato.</p>
+
+<p>&#8220;Che fare? Alcuni proponevano di aspettare
+il buon tempo, e di navigare a Cuba, donde più
+facilmente avrebbero raggiunto Haiti. Altri, non
+intieramente guasti dell&#8217;anima, consigliavano di
+tornar pentiti al signor Almirante. Prevalse il
+partito dei Porras, di restar liberi, scorrazzando
+per l&#8217;isola. Non marcirebbero nelle navi; con
+l&#8217;armi alla mano otterrebbero da vivere; e là,
+stando alle vedette, aspetterebbero come tutti
+gli altri una via di salute. Era il partito peggiore,
+derivandone il malcontento dei poveri
+isolani, soggetti alle rapine continue di quella
+schiera malvagia. E un altro guaio sovrastava
+agli uomini rimasti obbedienti sulle navi. A
+provvederli di cassava e dei frutti della terra
+gli isolani si erano volentieri adattati. Ma quella
+povera gente, vissuta fino allora con pochi bisogni,
+non faceva grandi seminagioni. I figli del
+Cielo distruggevano in un giorno più di quello
+che i naturali del paese consumassero in venti.
+Dovevano lasciarsi taglieggiare dai ribelli, e
+provvedere in pari tempo agli uomini del Giocomina,
+per il ricambio di qualche campanello,<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+o d&#8217;una manata di perline di vetro? Così avvenne
+che dispregiando i baratti e dimenticando
+le fatte promesse, non portassero più nulla, trascurando
+perfino di accostarsi alle navi.</p>
+
+<p>&#8220;In quel terribile frangente una ispirazione
+celeste venne al pensiero del gran Genovese.
+Altri dirà che le sue cognizioni d&#8217;astronomia gli
+tornarono utili. E l&#8217;una cosa e l&#8217;altra possono
+ritenersi per vere. Scelto il suo giorno, che fu
+l&#8217;ultimo di febbraio, mandò un naturale di Haiti
+ad invitare i capi delle vicine tribù, che freddi
+si dimostravano, ma non erano nemici, e in lui
+riponevano fede. Avutili a sè, parlò in questa
+guisa:&mdash;Noi siamo cristiani; il nostro Dio abita
+in cielo, buon re per tutti i suoi sudditi, e dei
+buoni ha cura, e i malvagi castiga. Già voi vedete
+come abbia punito i cristiani ribelli, non
+permettendo che si allontanassero dalla vostra
+isola contro il comando del loro Giocomina; vi
+vedrete ora puniti con fame e peste voi stessi,
+che non portate più alle navi le vettovaglie pattuite.
+Non lo credete? Ebbene, n&#8217;avrete un segno
+manifesto nel cielo, non più tardi di questa
+notte, vedendo venir fuori la luna adirata.</p>
+
+<p>&#8220;Partirono; alcuni con paura, altri sprezzando
+la vana minaccia. Ma non era vana, com&#8217;essi
+pensavano. Appunto in quella sera, all&#8217;apparir
+della luna incominciando l&#8217;ecclisse, e più aumentando
+quanto ella più ascendeva sull&#8217;orizzonte,
+quei poveri inesperti ricordarono le parole del
+Giocomina quanto fossero vere; e fu tanta la
+paura loro, che con grandissimi pianti e strida
+venivano d&#8217;ogni parte ai navigli con grandi carichi
+di vettovaglie. Prega il tuo Dio per noi, dicevano
+al Giocomina, pregalo che non eseguisca<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+l&#8217;ira sua contro di noi; e manterremo d&#8217;ora in
+poi le nostre promesse, fino a tanto che tu rimarrai
+alla spiaggia di Maima. A che il signor
+Almirante si raccolse, per parlar col suo Dio;
+e tanto stette appartato finchè l&#8217;ecclisse della
+luna era sul crescere; ed essi tuttavia forte gridavano
+che dovesse aiutarli. Ma quando egli
+vide che l&#8217;oscuramento della luna era presso
+al suo massimo punto, non rimanendo più che
+di vederlo scemare via via, venne fuori dicendo
+aver fatto orazione per loro, promettendo che
+quind&#8217;innanzi sarebbero buoni, e tratterebbero
+bene i Cristiani, portando loro tutte le cose necessarie
+alla vita; e Dio aver perdonato, in segno
+di che vedrebbero essi che l&#8217;ira passava, e
+con questa la infiammazione della luna. La qual
+cosa avendo effetto insieme con le sue parole,
+essi rendevano molte grazie al Giocomina e lodavano
+il suo Dio: e così stettero finchè non
+ebbe termine l&#8217;ecclisse.</p>
+
+<p>&#8220;Fu questo assai buono espediente, al cui felice
+successo aiutò la nessuna cognizione di quei
+naturali intorno ai moti degli astri, e alle ragioni
+per cui talvolta si ecclissano il sole e la
+luna; eventi celesti che essi stimano accadere a
+danno degli uomini. Nè io mi starò a lodare con
+molte parole l&#8217;accorgimento del signor Almirante,
+bastando il considerare che con esso egli
+ebbe provveduto alla salvezza di tanta gente
+cristiana, quantunque per sedizioni e turbolenze
+continue così poco meritevole delle sue cure paterne.
+Indi a pochi giorni giungeva alla spiaggia
+di Maima la canòa di Bartolomeo Fiesco,
+che prima non aveva potuto, per ragioni gravissime,
+le quali partitamente si diranno più<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+sotto, non volendo io interrompere con privati
+accidenti, comunque maravigliosi e terribili, il
+racconto delle cose che riguardano il grande
+Navigatore genovese e le fortunose vicende del
+suo quarto viaggio. Accolto a festa dal signor
+Almirante, recava il Fiesco novelle del Mendez,
+da lui lasciato a San Domingo; novelle non liete,
+le quali il signor Almirante non stimò di far conoscere
+ad altri; che anzi, a tutti i ritornati della
+canòa fe&#8217; giurare il segreto. Le novelle erano
+queste, che dopo tanti mesi di preghiere, tenuto quasi
+sotto custodia dal governatore, il Mendez
+non aveva potuto ottenere i navigli da condurre
+alla Giamaica, nè la licenza di trovarne egli
+stesso, pagandoli coi denari del signor Almirante;
+donde appariva chiaro il bieco proposito
+del gran commendatore d&#8217;Alcántara, di far perire
+Colombo e di oscurarne la gloria. Ma forse
+in tal proposito non avrebbe egli potuto durare,
+poichè il Fiesco gli era fuggito di mano, e certamente,
+Dio permettendolo, sarebbe giunto ad
+informare il signor Almirante di tutte quelle
+macchinazioni della brutta invidia e malvagità
+singolare di lui.</p>
+
+<p>&#8220;Ma intanto la gente raccolta nelle due navi
+sdruscite, ignorando le nuove, stimava perduto
+il Mendez; nè quasi poteva più dubitarne, non
+pure per il ritorno avvenuto del Fiesco senza
+il compagno di tragitto, ma ancora per certe
+voci sparse dai sollevati del Porras, di una imbarcazione
+che s&#8217;era vista al largo della punta
+di Aramaquique, capovolta e trasportata dalle
+correnti, che sono fortissime al levante della
+Giamaica. Crebbero le paure, e con le paure le
+mormorazioni, i malcontenti, le trame. Già si<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+ordiva una congiura, capitanata da un Bernardo
+di Valenza, speziale dell&#8217;armata, a cui s&#8217;aggiungevano
+uno Zamora e un Villatoros. E questa
+certamente avrebbe potuto segnare la estrema
+rovina dell&#8217;Almirante e de&#8217; suoi fedeli, se non
+fosse intervenuto un caso fortunato a sviare le
+menti; onde lo speziale finì con aver pestata
+l&#8217;acqua nel mortaio. Si vide adunque una sera
+apparire da scirocco una caravelletta, quasi
+una voglia delle due che si aspettavano, sospirando,
+da poco meno di otto mesi. Quel piccolo
+guscio si accostò sull&#8217;imbrunire alle due navi
+arenate; un palischermo se ne spiccò, muovendo
+verso la capitana e portandovi il suo comandante
+Diego d&#8217;Escobar, inviato dal signor
+governatore. Brutta scelta era stata quella di
+Nicola Ovando, che sapeva l&#8217;Escobar nemico
+mortale del signor Almirante, contro il quale si
+era ribellato col famoso Roldano, meritando una
+condanna di morte, a cui non era sfuggito se
+non per l&#8217;amicizia del Bovadilla, gran protettore
+dei tristi.</p>
+
+<p>&#8220;Quasi per aggiungere lo scherno all&#8217;offesa,
+portava l&#8217;Escobar in presente un barile di vino
+e una mezzina di porco salato. Se ne cavassero
+la sete, un centinaio di bocche, quante ne lasciava
+alle due navi sdruscite la sollevazione
+del Porras! Quanto ad aiuto di navigli, il gran
+commendatore (lo avevano infatti promosso alla
+maggior dignità di Alcántara, e si era spogliato
+della commenda di Lares) non poteva far altro
+che promesse, e solo per dimostrare il suo buon
+animo mandava quella piccola caravella, l&#8217;unico
+legno che si trovasse ad aver sotto mano. Bisognava
+contentarsi delle promesse, e far buon<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+viso a chi le portava. Gran mercè che Diego
+d&#8217;Escobar si fosse incaricato di portar anche
+una lettera del Mendez, dove quel buon servitore
+faceva relazione di tutto il suo viaggio:
+relazione attenuata, s&#8217;intende, poichè doveva
+passare sotto gli occhi dei nemici; ma il signor
+Almirante sapeva leggere tra le righe.</p>
+
+<p>&#8220;Questi avrebbe voluto rispondere, non pure
+al Mendez, ma ancora al governatore. Ma venne
+il mattino, e la caravelletta era scomparsa. Diego
+d&#8217;Escobar non aveva avuto altro incarico che
+di spiare e di riferire all&#8217;Ovando se l&#8217;odiato Genovese
+fosse ancor vivo. Bartolomeo Fiesco, dal
+canto suo, potè immaginare che quell&#8217;esploratore
+fosse venuto anche un pochino per lui, per
+vedere se egli, con quel suo tronco di legno incavato,
+fosse riuscito ad afferrar la Giamaica, e
+quali notizie avesse portate al signor Almirante.
+Se questo era il disegno di Nicola Ovando, poco
+doveva profittargli la sua accortezza. Bartolomeo
+Fiesco, che già all&#8217;apparire della piccola
+caravella si era posto sull&#8217;avviso, e delle persone
+che lo accompagnavano aveva prudentemente
+nascoste quelle che gli premeva di non
+lasciar vedere ai curiosi, trovò modo di dire
+all&#8217;Escobar, nel cospetto del signor Almirante,
+come questi fosse già informato delle buone intenzioni
+di don Nicola Ovando.&mdash;Gliel ho pur
+detto io, non dubitate, che il signor governatore
+non ha per ora a San Domingo i legni necessarii
+per mandare a levarci di qui; e se
+anche non giungevate voi, egli era già ben
+persuaso della bontà e della cortesia, comunque
+per ora impotenti, del gran commendatore
+d&#8217;Alcántara che Dio guardi, a cui vi prego di<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+rammentarmi come suo buon servitore.&mdash;Era
+una bugía necessaria; e con certa gente, del
+resto, non si nasconde mai abbastanza quel
+che si pensa di loro. Il Fiesco, dopo tutto, non
+si pentì di quella bugía, nè d&#8217;altre parecchie,
+che per difesa sua e degli amici gli fosse tornato
+di dire. Se poi son colpe, ne domanderà
+l&#8217;assoluzione al suo confessore.&#8222;</p>
+
+<p>&mdash;Fossero tutte lì!&mdash;scappò detto a frate
+Alessandro.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, tu non vuoi starmi ai patti, frate scudiero!&mdash;esclamò
+il capitano Fiesco.&mdash;Polidamante,
+negagli il vino.</p>
+
+<p>&mdash;Per carità!&mdash;riprese il frate scudiero.&mdash;Stavo
+appunto per accennargli di mescere; e vi
+chiedo assoluzione a mia volta. Sapete pure che
+in certi brutti momenti avevamo promesso di
+confessarci l&#8217;un l&#8217;altro. Ma proseguite, capitano,
+ve ne prego.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco bevette un sorso, e ripigliò
+la lettura.</p>
+
+<p>&#8220;Ritornando ora al signor Almirante, dirò com&#8217;egli,
+confidando oramai d&#8217;essere prima o poi
+sovvenuto di navigli, e cedendo all&#8217;impulso del
+suo cuore sempre inchinevole a pietà, mandasse
+due uomini a terra, dei suoi più fedeli, per tornare
+all&#8217;obbedienza i ribelli, avvisandoli dell&#8217;arrivo
+della piccola caravella, e mandando loro
+a testimonianza del fatto, come della bontà sua,
+una parte dei presenti che gli aveva portati l&#8217;Escobar.
+Già si disponevano alcuni ad accettare
+il perdono; ma li trattennero i Porras, più infelloniti
+che mai. E così, dopo essere stati un
+pezzo a consiglio, rispondevano tutti ad una,
+non volersi fidare del perdono, nè del salvacondotto<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+che mandava loro il signor Almirante.
+Volentieri se n&#8217;andrebbero quieti dall&#8217;isola, s&#8217;egli
+promettesse di dar loro uno dei due navigli che
+aspettava, o mezzo naviglio, se uno solo ne fosse
+arrivato; e frattanto, poichè avevano perdute
+tutte le cose loro, volesse egli spartire con essi
+tutte quelle che aveva. E rispondendo i due ambasciatori
+non esser patti ragionevoli i loro, replicarono
+arroganti che quanto non si concedesse
+loro per amore, saprebbero bene pigliarsi
+per forza.</p>
+
+<p>&#8220;Altro aggiungevano i Porras, riscaldandosi
+via via. Bene conoscevano l&#8217;Almirante per uomo
+vendicativo e crudele. Per sè stessi non temevano,
+sapendosi forti di amicizie e protezioni
+alla Corte; bensì per tanti loro compagni dei
+quali egli avrebbe preso vendetta, sotto colore
+e nome di castigo. Per tali ragioni non si era
+fidato di lui Francesco Roldano; e bene gli era
+riuscito, essendo stato tanto favorito da far mandar
+l&#8217;Almirante carico di ferri in Castiglia. Nè
+essi avevano minor cagione o speranza di fare
+altrettanto. Della piccola caravella, poi, non era
+da creder niente; ad altri la dèsse ad intendere.
+Quella non era stata una caravella vera, ma un
+fantasma di nave, opera di negromanzia, essendo
+noto come valesse l&#8217;Almirante in quell&#8217;arte diabolica.
+Perchè, se era opera d&#8217;uomini, non era
+rimasta, scambio di apparire a vespro e di sparir
+nella notte? Perchè con nessuno della sua
+marinaresca si era potuto parlare? Se fosse
+stata vera, bene si sarebbe affrettato l&#8217;Almirante
+a imbarcarvisi, col fratello e col figlio.
+Con le quali e con altre parole indirizzate allo
+stesso proposito, ottennero i Porras che la gente<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+si confermasse nella ribellione, deliberando ancora
+di muovere verso i navigli, per far bottino,
+e prender l&#8217;Almirante prigioniero; se pure già
+non pensavano di far peggio.</p>
+
+<p>&#8220;E mandavano i fatti compagni alle parole,
+accostandosi alla spiaggia di Maima. Non era
+più tempo d&#8217;indugi. Scese l&#8217;Adelantado con cinquanta
+armati, risoluto di sanare quei cervelli
+matti con buone ragioni, se potevano bastare;
+con le cattive, se fosse stato mestieri. Giunto
+ad una collina, e fermatosi ad un tratto di balestra
+dai sollevati, Bartolomeo Colombo fece
+chiedere il capo loro a parlamento. Non risposero
+quelli alla proposta degli ambasciatori, e
+pensando di aver da fare con gente stremata di
+forze, brandendo le spade nude, e le lance che
+avevano, formati in un drappello, e gridando
+ammazza, ammazza, assalivano la squadra dell&#8217;Adelantado;
+avendo prima giurato i sei più
+valenti di non dipartirsi l&#8217;uno dall&#8217;altro, ma di
+volgersi tutti contro Bartolomeo Colombo, perchè,
+morto lui, non facevano stima degli altri.
+Il che non piacque a Dio che loro venisse fatto,
+essendo stati così ben ricevuti, che cinque o sei
+ne caddero per terra, tra i quali erano i più di
+quelli che avevano giurato di colpire l&#8217;Adelantado.
+E questi diè dentro così forte, uccidendo
+ed atterrando, che l&#8217;istesso Francesco Porras
+non fu più in tempo a fuggire; laonde, lui fatto
+prigione, voltarono le spalle quanti non eran
+caduti.</p>
+
+<p>&#8220;Volentieri avrebbe Bartolomeo Colombo proseguito
+l&#8217;inseguimento e lo sterminio di quei
+malvagi. Ascoltò nondimeno il consiglio di tale
+che aveva veduti sopra un&#8217;eminenza i naturali<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+in gran numero, e forse disposti a saltare sui
+combattenti, sotto colore di aiutare i sollevati,
+ma col proposito di opprimere i fedeli dell&#8217;Almirante.
+E di questo il consigliere non si loderà
+troppo, pensando che forse egli vide un po&#8217;
+grosso, quel giorno; mentre forse era meglio
+sperdere in un colpo la mala semenza, poichè
+nessuno valeva forse meglio del loro capo prigioniero
+ed incolume, nè del suo fallito imitatore,
+lo speziale mastro Bernardo da Valenza;
+il quale, a detta del signor Almirante, avrebbe
+meritato d&#8217;esser fatto a pezzi non una volta ma
+cento.</p>
+
+<p>&#8220;Bene o male che fosse, l&#8217;inseguimento cessò,
+e ritornammo ai navigli, menando prigione
+Francesco Porras con altri de&#8217; suoi. Della nostra
+gente due soli i feriti; l&#8217;istesso Bartolomeo
+Colombo in una mano, assai leggermente, e un
+maestro di sala dell&#8217;Almirante, percosso di lancia
+in un fianco. Pareva una cosa di nulla; pure,
+in capo a pochi giorni, il disgraziato morì. Dei
+sollevati, per contro, moriva in battaglia Giovanni
+Sanchez di Cadice, quello che sulle acque
+del Betlem si era lasciato sfuggire il cacico Quibian,
+per avergli allentata in mal punto la fune;
+e taccio d&#8217;altri minori. Ferito in molte parti del
+corpo, e rovinato giù da una balza, guariva invece
+Pietro di Ledesma, il forte nuotatore che
+tuffatosi in acqua dalla nave di Colombo, aveva
+superata la barra del Betlem, giungendo alla
+piccola colonia dell&#8217;Adelantado, e riportandone
+per l&#8217;istessa via le tristi notizie al signor Almirante.</p>
+
+<p>&#8220;E merita costui un particolare ricordo, per la
+stravaganza del caso. Per due dì, dal 19 maggio,<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+che fu il giorno della battaglia, rimase in quella
+fossa, senza che alcuno sapesse di lui, o gli
+desse aiuto, tranne gl&#8217;Indiani; i quali con maraviglia,
+non sapendo come tagliassero le spade
+nostre, gli aprivano con istecchi le ferite; una
+delle quali nella testa, per cui si vedeva il cervello,
+un&#8217;altra in una spalla, che si era quasi
+spiccata; un&#8217;altra ancora ad una gamba, spaccata
+dalla coscia alla caviglia; un&#8217;altra finalmente
+(e questa non si sapeva come fosse avvenuta)
+alla pianta del piede, dal calcagno alle
+dita. Coi quali danni nello scafo, quando gl&#8217;Indiani
+gli davan più noia, diceva: lasciatemi
+stare, che s&#8217;io mi levo su, vi farò.... E lo diceva
+con tal voce di tuono, che quelli spaventati la
+davano a gambe.</p>
+
+<p>&#8220;Inteso di quel fatto sui navigli, volle pietà
+che fosse curato e portato in una capanna, per
+ripararlo dal freddo della notte, e dalle migliaia
+d&#8217;insetti che lo molestavano di giorno, minacciando
+di finirlo essi soli. Quivi, invece di usar
+trementina a ciò necessaria, gli medicavano le
+piaghe con olio bollente. Le quali furono tante,
+da far strabiliare il cerusico. Infatti, ogni giorno
+dei primi otto che lo medicò, gli trovava sempre
+qualche nuova ferita.</p>
+
+<p>&#8220;La lezione domenicale del 19 maggio era
+stata così solenne, che la mattina del lunedì i
+superstiti fuggiti mandarono a chiedere misericordia.
+Si pentivano dei lor falli; volevano tornare
+alla obbedienza. E l&#8217;Almirante concesse un
+perdono generale, a patto che il Porras, capo ed
+istigatore, rimanesse in prigione, per non esser
+causa d&#8217;alcun nuovo tumulto, e che i pentiti
+non venissero sulle navi a leticare coi rimasti<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+fedeli, o a seminarvi zizzanie. Questi, per miglior
+consiglio, sotto la scorta di un fidato ufficiale,
+mandò per l&#8217;isola al traffico, prendendo
+vettovaglie e dando cianfrusaglie in ricambio.
+Ed erano i baratti di questa forma; per uno o
+due <i>utias</i>, che son come conigli, si dava un ferretto
+di stringa; per una focaccia di pan di cassava,
+due o tre avemmarie verdi o gialle; per
+maggior quantità di cose, un campanello di ottone;
+ai capi delle tribù, che stavano ai patti,
+ora un piccolo specchio, ora una berretta rossa,
+ora un paio di forbici. Piccole cose, e di piccola
+utilità; ma sapevano contentarsene quei popoli
+agresti. Certo, in cuor loro pregavano Giocovagama
+che ci rimandasse in Azatlan, donde eravamo
+venuti. Amavano il Giocomina degli uomini
+bianchi; ed egli ne meritava l&#8217;amore. Ma
+quante anime nere, tra quegli uomini bianchi!
+Per un vero figlio del cielo, quanti Goeiz scaturiti
+d&#8217;inferno!&#8222;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_IV" id="Capitolo_IV"></a><span class="chap">Capitolo IV.</span><br /><br />
+
+L&#8217;epistolario di Cicerone.</h2>
+
+
+<p>&mdash;Chi dorme si svegli;&mdash;gridò il capitano
+Fiesco, deponendo i suoi fogli, poichè aveva
+finito il capitolo.</p>
+
+<p>&mdash;Siamo qui con gli occhi aperti e le orecchie
+tese;&mdash;disse frate Alessandro.</p>
+
+<p>&mdash;Continuate, signor conte, se le dame permettono
+che si abbia una volontà in loro presenza;&mdash;aggiunse
+il cerimonioso don Garcìa.</p>
+
+<p>&mdash;Le dame veglieranno fino a mezzanotte, se
+occorre;&mdash;disse a lui di rimando madonna
+Bianchinetta, avendo un cenno di assenso dalla
+contessa Juana.</p>
+
+<p>&mdash;Avete tutti i voti, capitano;&mdash;conchiuse
+Giovanni Passano.</p>
+
+<p>&mdash;Non tutti;&mdash;riprese il Fiesco.&mdash;Vedo che
+Ovando e Bovadilla sbadigliano. Del resto, per
+continuare a leggere, bisognerebbe che n&#8217;avessi
+materia. E sono rimasto qui, non avendo per
+l&#8217;altro che un guazzabuglio di appunti. Debbo
+ancor raccontare mezzo mondo di cose: come
+e quando ci giunse la nave comperata dal
+Mendez, e un&#8217;altra mandata per vergogna dal<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+gran commendatore di Alcántara; come si partì
+finalmente il 28 giugno dalla spiaggia di Maima,
+un anno e quattro giorni dopo averci dato in
+secco per nostra salute; come si giunse il 13 agosto
+nel porto di San Domingo, dove il nostro
+grande e sant&#8217;uomo ricevette senza perdere la
+pazienza le mendicate giustificazioni e le false
+proteste d&#8217;amicizia dell&#8217;Ovando; mentre a costui
+doveva scusarsi Bartolomeo Fiesco, per quanta
+poca voglia ne avesse, dell&#8217;essersi allontanato
+da San Domingo, senza prender commiato da
+quel suo svisceratissimo amico; intanto che un
+bel mozzo tinto di carbone la faccia e le mani,
+un frate francescano più soldato che frate, e un
+certo don Garcìa travestito da marinaio e più
+nero del mozzo, si tenevano prudentemente sotto
+coperta. Come Dio volle, uscimmo da quella trappola
+il 12 settembre, dopo essere stati un mese
+coll&#8217;anima in soprassalto, per passare cinquantasei
+giorni sempre sospesi tra morte e vita, da
+San Domingo nel nuovo mondo a San Lucar di
+Barrameda nel vecchio. Che mare, vi ricordate?
+Cristoforo Colombo non l&#8217;ebbe mai peggio in
+sua vita. Ed anche si può dire che l&#8217;Atlantico
+serbasse i suoi furori solamente per lui, non
+lasciandogli, salvo nell&#8217;approdo a Guanahani,
+un giorno intiero di pace. Agli altri navigatori
+sempre mare tranquillo, e vento in fil di ruota!
+È giusto, dopo tutto. Quello è il grand&#8217;uomo,
+epico e tragico ad un tempo; debbono dunque
+esser sublimi di angosce mortali tutti gli accidenti
+della sua vita. Gli altri sono i curiosi
+che vanno sull&#8217;orma, i mediocri che seguono il
+solco tracciato da lui. Cabral, d&#8217;Ojeda, Vespucci,
+Cabotto, ed altri, quanti siete o sarete, che la<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+fortuna manderà innanzi a pedate, affrettatevi
+a dimenticare quello che il gran Genovese ha
+operato per benefizio di tutti, non avendone altro
+che amarezze dagli uomini e tradimenti dalla
+vostra cieca signora. Ma basti di ciò, se pure
+non ho detto già troppo;&mdash;conchiuse il capitano
+Fiesco, prudentemente ammainando la vela.&mdash;Volevo
+dirvi che da San Domingo a San Lucar
+ce ne avrò ancora per quattro o cinque capitoli;
+dopo di che prenderò a raccontare la nostra particolare
+odissea, dalla Giamaica ad Haiti, e da
+questa a quella ritornando, con tutto quello che
+c&#8217;è stato di mezzo. Sarà l&#8217;episodio nel poema
+eroico del nostro immortale cittadino; ma che
+episodio, siatemene voi testimoni! e ditemi ancora
+se per me non debba esser piuttosto il
+poema. Lo scriverò, mettendoci tutto il tempo
+che sarà necessario, e lo lascerò per ricordo ai
+Fieschi delle generazioni future.</p>
+
+<p>&mdash;Lo darete alle stampe, speriamo;&mdash;disse
+il Passano.</p>
+
+<p>&mdash;Questo poi no. Ai Fieschi, ho detto, e non ai
+fischi;&mdash;ribattè prontamente l&#8217;autore.&mdash;Dimmi
+tu ora, Giovanni dell&#8217;anima mia, se con questa
+allegrezza della Gioiosa Guardia, dove ho portato
+con me il premio maggiore che uomo potesse
+sperare dei patiti travagli, e con l&#8217;onesto
+desiderio di lasciarne memoria ai dolci nepoti,
+io possa risolvermi di lasciare questo mio nido
+di pace per le chiamate del colle di Carignano.</p>
+
+<p>&mdash;Che c&#8217;è?&mdash;disse Juana, turbata a quel
+cenno improvviso.</p>
+
+<p>&mdash;Leggi;&mdash;rispose il Fiesco, levando dal giustacuore
+la lettera che poche ore prima gli aveva
+consegnata Giovanni Passano.<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span></p>
+
+<p>Poi, rivolgendosi al suo luogotenente, soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash;Caro mio, non ti maravigliare. Per mia
+moglie e per mia madre non posso avere segreti.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro, intanto, aperto il foglio sotto gli
+occhi di madonna Bianchinetta, a mezza voce
+leggeva. E noi leggiamo con lei la lettera dell&#8217;eccelso
+ed illustre Gian Aloise Fiesco:</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="center">
+&#8220;<i>A messer Bartholomeo Feisco</i><br />
+<span class="smaller">nostro amato parente <i>nec non viro excellentissimo</i></span>.<br />
+</p>
+
+<p>&#8220;Havemo ricevute a suo tempo le doe lettere
+che Voi ne mandasti per lo cavallante Nicholin
+di Baceza et per lo ballestero Anthonio de Rì.
+Le quali ne hanno immensamente allegrato per
+quello che diti de la vostra bellissima sposa et
+de la nostra nobile cugina Bianchineta che Dio
+vardi. Ma similmente non intenderne che Voi vi
+adormentati in ocio de Gioyosa Guardia, come
+novo Hercule in Lydia, salva sempre la gratia
+de la celeste Fior d&#8217;auro; non parendone digno
+di cavallier come Voi et experimentato in tanti
+famosi incontri de terra e mar, di restar lontano
+et alieno da quelle imprese dove se guadagna
+gloria et roba per lustro d&#8217;el nome et
+potencia de la casata. <i>Ergo</i> è nostra mente che
+Voi vegniate <i>quam primum poteritis</i> a trovarci
+in Violato; che se noi facessimo come ne avressimo
+bon desiderio una seconda volta il viaggio,
+li maligni inimici del Gatto direbbono forsi che
+noi tememo per lo nostro capitanato de Levante;
+il che non sarìa savio da parte nostra. <i>Etiam</i>
+molte cose haverei da dirvi et tute di grande<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+importancia per Voi et per noi che dite di amare,
+nel che volemo ben credervi. Onde Vi preghiamo
+non fate dimora. Il nostro Giovan di Passano
+el ve dirà a bocca quanto sia nostra voglia di
+vedervi accanto a noi per quel molto o poco che
+vorrete restare. E Iddio vi tegna sempre in la
+soa santa custodia.</p>
+
+<p class="exi smaller">
+&#8220;<i>Genue. Die V Martii A. D. 1506.</i></p>
+
+<p class="sig"><span class="smaller">&#8220;Vostro parente et bon servidore</span><br />
+&#8220;<span class="smcap">Gioan Aloyse.</span>&#8222;<br />
+</p>
+</div>
+
+<p>Così la lettera dell&#8217;eccelso ed illustre capo
+della gente Fiesca. E Fior d&#8217;oro, com&#8217;ebbe finito
+di leggere, alzò la fronte a guardare il marito.</p>
+
+<p>&mdash;Andrai?&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Gian Aloise ti prega.</p>
+
+<p>&mdash;Andare è presto detto;&mdash;rispose Bartolomeo
+Fiesco.&mdash;Io non ci ho cuore, nè gambe.
+Scriverò; non sono oramai uno scrittore? Ma
+sì;&mdash;rispose egli, cercando di ribattere una
+obiezione che già vedeva balenare dagli occhi
+di Fior d&#8217;oro;&mdash;io sono famelico di oscurità,
+che è principio di pace, e quell&#8217;altro laggiù vuol
+tirarmi in luce di meriggio. Qui si sta bene:
+non per niente è Gioiosa Guardia. Anche nostra
+madre, che è vissuta tanti anni senza di me, ha
+bisogno di rifarsi della lunga solitudine. Di voi
+non parlo, Juana, che mi dareste un ceffone più
+forte di quelli con cui accarezzate le guance
+alle finte povere della vallata. Qui si sta bene,
+ripeto, e meglio non si starebbe in nessun altro
+luogo. Desideri la vita operosa, con tutte le sue
+ansie, con tutte le sue illusioni e le sue delusioni,
+chi non l&#8217;ha ancora vissuta. È giusto che
+ognuno s&#8217;istruisca, e paghi i maestri del suo.<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+Quanto a me, ho imparato abbastanza; onde
+dirò col poeta, di cui non ricordo più il nome:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 18em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">Il porto è qui: speme e fortuna addio; <br /></span>
+<span class="i0">Già m&#8217;ingannaste, or fate ad altri il gioco.&mdash;<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Ciò detto, fece un cenno a Polidamante. Ed
+era un cenno complesso, perchè Polidamante
+non istette dubbioso un momento, ma saltando
+lesto e scavalcando i due corpi distesi di Ovando
+e Bovadilla, venne ad abbrancare il fiasco del
+vino delle Cinque Terre per ricolmargliene un
+calice. Messer Bartolomeo ringraziò il coppiere
+con gli occhi, e tracannò il vino d&#8217;un fiato.</p>
+
+<p>Giovanni Passano taceva; e si capiva che tacesse,
+essendo stato egli il portatore della lettera
+di Gian Aloise, e incaricato al bisogno di
+confortare con nuove ragioni a bocca l&#8217;invito
+che recava per iscritto. Ma il capitano Fiesco
+aveva dalla sua frate Alessandro e don Garcìa,
+che gli davano ragione due volte, approvandolo,
+e bevendo da capo con lui. La contessa Juana,
+per contro, era rimasta pensosa; e ciò non gli
+andava, parendogli di non esser sicuro della
+vittoria, se non gliela confermava il giudizio di
+Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Non vi piace la mia risoluzione?&mdash;diss&#8217;egli.</p>
+
+<p>&mdash;Non dico questo, nè lo penso;&mdash;rispose la
+contessa.&mdash;Ma riconosco che ci sono le occasioni,
+pur troppo, in cui non possiamo fare quel
+che ci torna meglio.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, per questo, vedrai che lo potrò;&mdash;ribattè
+egli animandosi.&mdash;Non sono uno schiavo,
+io; e Gian Aloise non iscrive da padrone. Diciamo
+piuttosto ch&#8217;egli tratta da re. Quando un
+re scrive &#8220;vi vedrò volentieri&#8222;, il cortigiano<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+accorre senz&#8217;altro. Io non sono un cortigiano,
+e non ho ambizione di uffici illustri o lucrosi.
+E li merito, poi? Penso di no, ed ho il diritto
+di esser modesto, mi pare. Infine, che cos&#8217;è che
+si pretende da me? Sono un uomo di vaglia.
+Come lo sanno? da che lo argomentano? Sono
+stato navigatore e soldato per passatempo, come
+prima ero stato scolaro a Pavia, e laureato in
+medicina e filosofia. Quel che sono mi son fatto
+da me, e me lo spendo a mio modo. Vengo
+meno con ciò agli obblighi del mio sangue? No.
+Queste terre me le hanno lasciate i miei maggiori;
+le tengo e le difendo; difendendole, son
+utile ancora ai Fieschi confinanti con me. Questo
+è il mio scoglio, e ci fo il mestiere dell&#8217;ostrica.
+Quando mai si è preteso che l&#8217;ostrica
+lasciasse di far l&#8217;ostrica, per fare il pesce
+spada?&mdash;</p>
+
+<p>Gli pareva d&#8217;aver vinto, con questo ragionamento,
+e che nessuno gli potesse rispondere.
+Ma in quel punto Ovando e Bovadilla levarono
+il muso e rizzarono gli orecchi, brontolando
+verso l&#8217;uscio:</p>
+
+<p>&mdash;Che c&#8217;è?&mdash;disse il Fiesco.&mdash;Hanno sentito
+qualche cosa d&#8217;insolito?</p>
+
+<p>&mdash;Rumore nel cortile;&mdash;rispose Polidamante.&mdash;Sembra
+uno scalpitìo di cavalli.</p>
+
+<p>&mdash;Visite a quest&#8217;ora?&mdash;ripigliò messer Bartolomeo.&mdash;Vedrete
+che sarà Filippino.</p>
+
+<p>&mdash;Ma che!&mdash;disse allora Madonna Bianchinetta.&mdash;Sono
+appena tre giorni che l&#8217;abbiamo
+veduto.</p>
+
+<p>&mdash;E tre giorni sono qualche volta un secolo;&mdash;ribattè
+egli ostinato.&mdash;Del resto, chiunque
+sia, non istarà molto a farsi vedere.<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Comparve indi a poco sull&#8217;ingresso della cantinata
+un famiglio, che tirandosi da un lato
+della soglia, solennemente parlò:</p>
+
+<p>&mdash;Magnifico signore, è qui messer Filippino.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, Filippino!... Ma se lo dicevo io!... Questo
+qua veramente mi ha preso a proteggere.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro si mosse verso il marito, cercando
+di chetarlo collo sguardo.</p>
+
+<p>&mdash;Già,... ecco....&mdash;balbettò egli allora.&mdash;Volevo
+dire che m&#8217;ha preso a voler bene. E chi
+ci vuol bene, quando ne sia il bisogno, ci protegge.
+Andiamogli incontro; sarà il miglior modo
+di mostrargli gratitudine per tanta bontà.&mdash;</p>
+
+<p>Prima che il capitano Fiesco fosse in fondo
+alla sala, compariva messer Filippino sull&#8217;uscio;
+Filippino il bello; Filippino il biondo, come lo
+diceva spesso e volentieri il padrone di casa.
+Un bel giovane infatti, e d&#8217;un bel biondo di
+stoppa, come la natura benigna ne dispensa
+qualche volta alla umanità bisognosa.</p>
+
+<p>Frate Alessandro e don Garcìa, fatta riverenza
+alle dame, erano spulezzati al primo annunzio
+della visita illustre. Li avrebbe seguiti volentieri
+Giovanni Passano, ma non n&#8217;ebbe il tempo. Del
+resto, arrivato quel giorno come un messaggero
+di Gian Aloise, egli era anche in quella casa un
+parente. Non appariva dunque un intruso; non
+doveva riuscire importuno, se anche i due Fieschi
+avessero a parlare di cose per le quali era
+venuto alla Gioiosa Guardia egli stesso.</p>
+
+<p>&mdash;Siete dunque voi, Filippino?&mdash;gridò il capitano
+Fiesco, dischiudendogli quasi le braccia,
+ma fermandosi a mezz&#8217;aria per istendergli le
+mani.&mdash;A quest&#8217;ora ci capitate? Di passaggio,
+m&#8217;immagino, e vorrete pernottare da noi?<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No, non di passaggio, vengo appunto per
+voi;&mdash;rispose Filippino, arrossendo un poco.&mdash;Del
+resto, è sempre piacevole capitare a
+Gioiosa Guardia, che è tanto ospitale e benevola.
+Sapete bene che quante volte ho da passare
+di qua, non mi lascio sfuggir l&#8217;occasione
+di riverir le dame e di stringer la mano a Voi.
+Questa volta sono ambasciatore, o messaggero,
+o cavallante, come vorrete chiamarmi. Ecco
+una lettera di Gian Aloise.</p>
+
+<p>&mdash;Dell&#8217;eccelso Gian Aloise?&mdash;esclamò il capitano
+Fiesco.&mdash;La seconda in un giorno!</p>
+
+<p>&mdash;Infatti, sì;&mdash;rispose Filippino.&mdash;Egli mi ha
+detto della commissione che aveva data al nostro
+Giovanni Passano. Ma nella lettera a lui
+consegnata aveva dimenticato un punto di capitale
+importanza. Allora egli ha chiesto a me
+se mi sarei sentito....</p>
+
+<p>&mdash;Di montare a cavallo, non è vero?&mdash;interruppe
+messer Bartolomeo.&mdash;E di galoppare
+a Gioiosa Guardia, dove gli amici son sempre
+così lieti di vedervi? Ma galoppando così, Voi
+avrete anche dimenticato di cenare; e se permettete,
+s&#8217;imbandirà subito per Voi. Polidamante!...</p>
+
+<p>&mdash;No, vi prego, non fate nulla di nulla. Sapevo
+di non giungere in tempo per la cena, ed
+ho mangiato un boccone dall&#8217;oste del Rupinaro.
+Piuttosto,&mdash;soggiunse Filippino con grazia,&mdash;l&#8217;ho
+ancora qua nella gola, e gradirò che mi
+diate da bere.</p>
+
+<p>&mdash;Allora, faccia Polidamante l&#8217;ufficio suo, e
+Voi siate contento a modo vostro. All&#8217;ospite
+non bisogna dar noia, per desiderio di mettergli
+la casa sulle spalle;&mdash;conchiuse saviamente<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+messer Bartolomeo.&mdash;Ma intanto,&mdash;seguitò,
+volgendosi al Passano,&mdash;eccoti qui un oste del
+Rupinaro, che tu hai saltato nella tua rassegna
+stradale.</p>
+
+<p>&mdash;Non l&#8217;ho saltato;&mdash;rispose il Passano.&mdash;Ho
+solamente risposto di sì a tutti i nomi che
+Voi dicevate.</p>
+
+<p>&mdash;E perchè non ho detto quello, tu l&#8217;hai taciuto,
+manigoldo? Ma leggiamo questa lettera,
+che dovrebb&#8217;essere la seconda ai Corinzii.&mdash;</p>
+
+<p>Mentre il capitano Fiesco parlava così, disponendosi
+ad aprire la lettera, messer Filippino
+faceva riverenza alle dame. Fior d&#8217;oro, contro
+l&#8217;usanza delle nuore, stava molto ai panni della
+suocera; e messer Filippino, che aveva una voglia
+spasimata di bisbigliare qualche cosa molto
+sottile e molto profonda a madonna Juana, dovette
+contentarsi di dirne molte assai comuni
+e leggiere a madonna Bianchinetta, parlando
+della salute, del tempo, della strada percorsa,
+e di simili altre bazzecole. Ma anche a ragionare
+d&#8217;inezie c&#8217;è il modo di andar nel sublime,
+o almeno di rasentarlo, con un buon lavoro
+d&#8217;occhiate compassionevoli, tremiti di voce e
+soavi inflessioni d&#8217;accento. Ora in quest&#8217;arte Filippino
+era passato maestro.</p>
+
+<p>Gli occhi di Fior d&#8217;oro, badando poco agli atti
+di Filippino, andavano spesso al marito, spiandone
+i moti e ricercandone l&#8217;animo; cosa facilissima,
+perchè egli non usava nascondersi mai.
+Così lo vide batter le labbra, leggendo, tentennare
+il capo, e finalmente richiuder la lettera
+con un atto di grande impazienza.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, ve lo dicevo io, che non si può far
+sempre quel che si vuole?&mdash;gli bisbigliò ella,<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+che già si era staccata dal fianco della suocera,
+per accostarsi a lui.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì! Fior d&#8217;oro ha sempre ragione;&mdash;rispose
+egli avvilito.&mdash;Questo è più forte dell&#8217;altra.
+Leggila a nostra madre.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro prese il foglio dalle mani di lui, e
+come aveva letto il primo sotto gli occhi di
+madonna Bianchinetta, così lesse il secondo.
+Qui Giovanni Passano si mosse per andarsene.
+Messer Bartolomeo voleva trattenerlo, non vedendoci
+ragione; ma il suo luogotenente ottenne
+licenza con una argomentazione invincibile.</p>
+
+<p>&mdash;Se quello che scrive Gian Aloise è tale da
+poterlo sapere ancor io, me lo potrete dire domani,
+prima ch&#8217;io parta; se non è tale, potrete
+tacerlo, ed io sarò felice di non averlo ascoltato.
+Voi anche mi avete insegnato a non esser curioso;
+e i fatti del prossimo sono spesso così
+poco interessanti! Aggiungete che in ogni cosa
+io sono vostro, ed altro non mi piace che di
+obbedirvi. Ora, se permettete, vo a prendere il
+fresco e a fare un po&#8217; di chiacchiere con quei
+due, che sicuramente m&#8217;aspettano.&mdash;</p>
+
+<p>Giovanni Passano aveva fatto un altro ragionamento
+tra sè, in forma di dilemma. Una delle
+due, diceva; o messer Filippino s&#8217;è fatto aggiungere
+un poscritto per averne occasione a
+capitare anche lui, e non bisogna essergli testimoni
+d&#8217;una puerile alzata d&#8217;ingegno; o Gian
+Aloise ha pensato di mandare per un secondo
+messaggero le cose più importanti o più gelose
+che non aveva confidate al primo, e non è bene
+che il primo resti a sentire ciò che porta il secondo.
+I grandi vanno serviti con discrezione,
+non mostrando troppa curiosità di capirli. Queste<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+massime il Passano non le avrebbe pensate al
+Mondo nuovo; ma le doveva pensare e praticare
+nel vecchio, dove infine voleva far la sua
+strada, da onest&#8217;uomo, sì, ma senza dar nello
+sciocco.</p>
+
+<p>La lettera di Gian Aloise diceva così:</p>
+<div class="blockquot">
+<p class="center">
+&#8220;<i>A messer Bartolomeo Flisco</i><br />
+<span class="smaller">nostro caro cugino et strenuo cavalliere.</span><br />
+</p>
+
+<p>&#8220;Il nostro Giovan Passano vi avrà data a
+quest&#8217;ora una lettera mia et significata la nicissità
+grande in che vivemo del vostro <a name="tn69" id="tn69"></a><span class="correction" title="originale: consisiglio">consiglio</span>
+di valente huomo qual siete in così giovine
+età et forte non manco di braccio. Del
+quale come del consiglio poderia esser uopo, se
+Vi parerà esser da ciò, come noi Vi stimiamo.
+Sappiate ora che non solo è turbamento in città
+et gran confusione, per li popolari che sempre
+vorriano mettersi in loco di nobili, con dire che
+essi son nati in casa soa, di gente municipali
+romane et noi di fuori et stirpe di barbari: del
+che non so come possino haver certezza, non
+leggendosi in carta veruna se non questo, che
+i loro ascendenti furono gente della plebe arricchiti
+in vender grasce et navigar trafficando.
+Nè questo solo; ma ancora vorriano che s&#8217;aiutassi
+Pisa contro l&#8217;armi di Firenze, mettendo il
+Comune in tale impegno che non sia poi sicuro
+di sopportare. <i>Etiam</i> non possiamo noi dimenticare
+che per muover con oste a Pisa bisognerà
+passare per le terre del nostro capitanato;
+dove ogni grosso esercito che passasse
+facilmente sarìa tratto da desiderio a mutare
+quello che ivi è stato stabilito per l&#8217;onore de la<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+nostra casata; et contrariamente un piccolo soccorso
+non bastando per salvezza di Pisa, trarrebbe
+le vendette di Fiorenza, non già contro il
+comune di Genoa lontano, ma contro li feudi
+nostri in val Magra, quali assai ne dee premere
+di tener fortemente. Ond&#8217;io meglio stimo che
+un potente signore abbia Pisa, il quale ne assicuri
+et conservi la libertà contra Firenze, potendo
+misurare gli aiuti al bisogno et non lasciarsi
+cogliere alla sprovveduta, come senza
+fallo userebbe il Comune nostro, sempre in tumulti
+et trambusti et confusione babelica. Il carico
+di tener Pisa par dunque a noi destinato
+dal cielo, non ad altro signore che già briga
+per ottenerlo, mettendosi in vista. Uomo nostro,
+intendente et valoroso per andar colà, sentir le
+opinioni et provvedere con pronte risolutioni io
+non vedo altri che Voi, nostro cugino amatissimo;
+che se gli animi dei Pisani, come io credo,
+fussino a noi inclinati, Voi subito di studioso ambasciatore
+e consigliero potresti mutarvi in capitano
+di armati, avendone noi già in Lunigiana
+ammassati quanti basteriano per il primo bisogno,
+e gli altri sarian pronti a seguire. Meglio
+di tutto ciò parleremo in Violato, ove è sempre
+gran desiderio de la vostra persona. Venite dunque;
+e se non basta a muovervi la nostra amicizia,
+Vi muova il consiglio di madonna Bianchinetta,
+orgoglio del nostro parentado, a la
+quale bacio divotamente le mani, come alla eccelsa
+sposa vostra incomparabil Fiordoro.</p>
+
+<p class="exi smaller">
+&#8220;<i>Genoa, li V martio del 1506.</i></p>
+
+<p class="sig"><span class="smaller">&#8220;Sempre al vostro servitio et bon cugino</span><br />
+&#8220;<span class="smcap">Gio: Aloixe.</span>&#8222;<br /></p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p>
+
+<p>E indirizzo e firma apparivano un po&#8217; diversi
+dall&#8217;una lettera all&#8217;altra. Ma così erano gli
+uomini di quel tempo, che all&#8217;ortografia badavano
+poco, anche per il fatto di non averla
+troppo sicura. Per altro, come si riconoscerà
+dal contesto di quest&#8217;ultimo messaggio, vedevano
+chiaro in quel che volevano, e non si lasciavano
+tirare nè di qua nè di là da pericolose
+incertezze.</p>
+
+<p>Madonna Bianchinetta e la sua bellissima
+nuora erano rimaste sopra pensiero. Proponeva
+gran cose, l&#8217;eccelso Gian Aloise, e per accettare,
+come per ricusare il partito, bisognava meditarci
+su. Messer Filippino frattanto aggiungeva
+di suo, commentando l&#8217;epistola:</p>
+
+<p>&mdash;Siamo in famiglia, e si può dire ogni cosa.
+I Pisani non vogliono essere oppressi da Fiorenza;
+e tanta è la ripugnanza loro a quel giogo,
+che vogliono piuttosto quello di Genova, dimenticando
+il colpo mortale della Meloria. Potrebbe
+Genova accettare l&#8217;invito, e noi di casa Fiesca
+goderne, se Genova fosse nostra più che non
+sia. La teniamo in parte, preponderandovi con
+l&#8217;aiuto del re Cristianissimo, a cui siamo d&#8217;aiuto
+pur noi, tenendogli in fede la Repubblica. Ma
+più teniamo e con maggior sicurezza la Riviera
+di Levante, quanta n&#8217;è dall&#8217;Appennino al mare
+tra la Scrivia e la Magra, non senza forti scolte
+nelle valli del Taro e della Baganza. A noi, non
+a Genova, si spetta di andare in soccorso di
+Pisa. Ma c&#8217;è qualcun altro che vorrebbe mettersi
+avanti in nostro luogo. Quest&#8217;altro non ve
+lo dice la lettera di Gian Aloise, perchè non
+tutto si confida allo scritto; ma egli è Gian Giacopo
+Trivulzio, il quale, se non forse quanto<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+Gian Aloise Fiesco, è pur molto in grazia del
+re Cristianissimo. Non pare a Voi che in questo
+caso avrà ragione il primo che metta innanzi
+le mani? A questo occorre un uomo assai
+destro, che vada ad offrire gli aiuti, a concertarne
+il modo; e tutto ciò non in nome del
+Comune, che non sarebbe prudente consiglio
+aggravar dell&#8217;impresa, ma di quell&#8217;uomo che in
+Genova è più potente e a Pisa più prossimo
+per l&#8217;ampio dominio. Accettano? Sì, perchè nella
+estremità a cui sono ridotti non hanno altro
+partito. E Voi allora vi potete scoprir meglio,
+come capitano della gente che aspetterà un
+cenno vostro per accostarsi alla città, fronteggiare
+i Fiorentini e lasciare a terra il Trivulzio
+con le sue ambizioni. Questo in digrosso il pensiero
+del nostro eccelso parente; le cose minute
+vi dirà egli in Violata.&mdash;</p>
+
+<p>Bartolomeo Fiesco stava fra due; nè già pei
+commenti di Filippino, che lo avrebbero anzi
+persuaso a dire un no tondo tondo, ma per la
+lettera di Gian Aloise. Si volse allora alla madre,
+domandandone con gli occhi il parere.</p>
+
+<p>&mdash;È cortesia lo andare;&mdash;disse madonna
+Bianchinetta.&mdash;Se tu non puoi accettare, figliuol
+mio, dirai meglio le tue ragioni a voce, che non
+per iscritto.&mdash;</p>
+
+<p>Si volse egli allora a sua moglie, e n&#8217;ebbe
+queste parole:</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna andare. Te lo avevo già detto per
+la prima lettera; e nella seconda son nuove
+ragioni, che mostrano anche molta fede in te.
+Si verrebbe meno alla fede di un tant&#8217;uomo,
+non andando alla chiamata.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! siate lodata, madonna Juana;&mdash;gridò<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+Filippino giubilante.&mdash;Sarete voi la fortuna di
+casa Fiesca.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro non potè trattenersi dal ridere.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete,&mdash;diss&#8217;ella,&mdash;da che distanze doveva
+ella venire!</p>
+
+<p>&mdash;Eh!&mdash;rispose Filippino.&mdash;Le vie della
+Provvidenza son tante! Si partirà dunque domattina;&mdash;soggiunse.&mdash;Gian
+Aloise sarà così
+lieto di riverirvi!&mdash;</p>
+
+<p>Correva troppo, messer Filippino bello; e fu
+fermato di schianto.</p>
+
+<p>&mdash;Voi mi mettete d&#8217;un viaggio che io non
+farò certamente;&mdash;rispose Fior d&#8217;oro.&mdash;È
+delle donne custodire la casa. Stando accanto
+alla madre di mio marito, mi parrà di non
+averlo tutto perduto, per quei due giorni che
+vorrà durarne l&#8217;assenza.</p>
+
+<p>&mdash;E se durasse di più?&mdash;domandò Filippino,
+che non voleva darsi per vinto.</p>
+
+<p>&mdash;Allora.... allora, si vedrebbe;&mdash;rispose conchiudendo
+Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>Quella sera, ritirandosi nelle sue stanze, il capitano
+Fiesco diceva alla moglie:</p>
+
+<p>&mdash;Filippino mi annoia.</p>
+
+<p>&mdash;Annoia anche me;&mdash;rispose Fior d&#8217;oro.&mdash;Ma
+è giovane; si cheterà. Intanto bisogna
+riderne.</p>
+
+<p>&mdash;Potere! È lui, frattanto, il noioso che mi
+mette tutti questi impicci sulle braccia. Non lo
+vedi tu, che fa scrivere due lettere in un giorno,
+e ad un oscuro uomo come il tuo Damiano,
+dall&#8217;eccelso Gian Aloise Fiesco, potentissimo tra
+i signori d&#8217;Italia, ed amicissimo del re di Francia?
+Io, come dice frate Alessandro, faccio un
+ridosso ai Commentarii di Cesare: ma il vecchio<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+di Violata vuol farne un altro alle Epistole di
+Cicerone, che son più di ottocento.</p>
+
+<p>&mdash;Vedi?&mdash;gli disse sorridendo Fior d&#8217;oro.&mdash;Bisogna
+andare, perchè non n&#8217;abbia a scrivere
+altrettante.</p>
+
+<p>&mdash;Andare,&mdash;riprese Damiano, più Damiano
+che mai in quell&#8217;ora,&mdash;e dirgli quel no, che
+avrei potuto mettere in carta?</p>
+
+<p>&mdash;Non è certo,&mdash;replicò la bellissima donna,&mdash;che
+quel no si possa scriver meglio, potendolo
+dire con garbo, dopo aver sentite tutte le
+ragioni del tuo nobil parente. Ci penserai, del
+resto, le peserai attentamente. Potresti anche lasciarti
+persuadere da qualche ragione più forte,
+che toccasse l&#8217;utilità della casa e l&#8217;onor del tuo
+nome. La ragione più forte non ci sarà? Il tuo
+no sembrerà detto dopo aver meditato, e ad
+ogni modo ne avranno scemato l&#8217;asprezza le
+parole cortesi e la stessa tua condiscendenza
+all&#8217;invito.&mdash;</p>
+
+<p>Damiano guardò Fior d&#8217;oro con tenerezza, e
+le pose al collo le braccia.</p>
+
+<p>&mdash;Bella bocca!&mdash;le mormorò.&mdash;Bella bocca,
+che parla così bene!</p>
+
+<p>&mdash;Bella!&mdash;ripetè ella con accento malizioso.&mdash;E
+non cara?</p>
+
+<p>&mdash;E bella e cara,&mdash;gridò Damiano, con uno
+de&#8217; suoi impeti di passione,&mdash;e, se vi piace di
+saper tutto, adorata.&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_V" id="Capitolo_V"></a><span class="chap">Capitolo V.</span><br /><br />
+
+Al soccorso di Pisa.</h2>
+
+
+<p>Il palazzo di Gian Aloise Fiesco sorgeva sul
+colle di Carignano, accanto alla chiesa patronata
+che un cardinal Luca Fiesco, diacono di
+Santa Maria in Vialata a Roma, aveva ordinato
+nel 1336 fosse eretta in Genova col medesimo
+titolo; donde il nome di Vialata si stese a tutta
+quella parte della collina, corrompendosi poi
+nel dialettale &#8220;<i>Viovâ</i>&#8222; per rifarsi ancora italiano
+in &#8220;Violato&#8222; e dar occasione a qualche moderno
+di derivarlo &#8220;dalla copia delle viole che vi nascevano
+e soave fragranza diffondevano intorno&#8222;.
+Chi sente l&#8217;arcana poesia dei fiori può
+anche contentarsi di questa etimologia, che ha
+dopo tutto il gran merito di suscitare graziosi
+pensieri.</p>
+
+<p>Non ne suscitava di tali il palazzo, edificato
+presso il fianco sinistro e perciò a mezzodì della
+chiesa, con la quale faceva angolo il suo fianco
+destro, conterminando il piazzale di quella fino
+al bastione, che in guisa di belvedere si stendeva
+lassù verso ponente per un gran tratto del
+colle. E mentre da quel lato il palazzo dei Fieschi<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+dominava il prospetto della superba Genova,
+fronteggiando il colle di Sarzano e la mole dell&#8217;antico
+Castello, guardava da tramontana il vasto
+anfiteatro del monte Peraldo colla sua gran
+cinta di mura alte sui greppi; da mezzogiorno,
+poi, vedeva gran tratto di mare, solcato da centinaia
+di vele, che uscivano dal porto o venivano
+all&#8217;approdo, passando sotto i suoi occhi
+lungo la Marinella, detta altrimenti il seno di
+Giano; e da levante, se pur non iscorgeva il
+Bisagno, nascosto sotto le alte mura di Santa
+Chiara, godeva la scena incantevole del colle
+d&#8217;Albaro, colla imminente piramide del monte
+Fasce e collo sfondo azzurro del promontorio
+di Portofino, dietro a cui si stendeva la riviera
+di Levante, oramai diventata un gran feudo dei
+Fieschi.</p>
+
+<p>Al palazzo, che meglio si sarebbe detto castello,
+si accedeva da due parti; da levante per
+un viale campestre, collegato alla via che dall&#8217;Acquasola
+e dagli Archi di Santo Stefano metteva
+a San Giacomo di Carignano, e là si presentava
+difeso da due grossi torrioni; da ponente,
+ove appariva più alto, quasi impervio come una
+rupe Tarpea, si giungeva ad esso dal borgo dei
+Lanieri, lungo il Rivo Torbido. Colà, passato
+appena il convento e la chiesa de&#8217; Servi, si levava
+pel dorso della Montagnola una gran cordonata
+di oltre cento scaglioni, onde si risaliva
+ad un loggiato coperto, di là riuscendo ad un
+ingresso laterale dell&#8217;edifizio, aperto sopra una
+vasta spianata di giardino. Arrivati finalmente
+lassù, si godevano i particolari di quella nobile
+fabbrica, onde da lontano si era ammirata soltanto
+la maestà del complesso. Non dissimilmente<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+dalla chiesa contigua, il palazzo era sui
+quattro lati incrostato di marmi a fasce alterne
+bianche e nere, rotte a giuste distanze da grandi
+finestre, partite a colonnini; e le finestre, inframmezzate
+da statue, raccolte nelle loro nicchie
+sagomate con bell&#8217;arte d&#8217;intagli, erano fiancheggiate
+da lunghi ramponi di ferro, rivoltati a
+staffa, tutti terminati in un giglio di ferro battuto,
+certamente in omaggio cortigianesco ai gigli di
+Francia. A quei ramponi sporgenti, che altri casati
+di parte ghibellina usavano decorare d&#8217;un
+capo d&#8217;aquila, si soleva nei giorni di pubblica
+festa appendere gli scudi e l&#8217;arme di famiglia;
+il che dicevasi fare la impavesata. Nè mancava
+la &#8220;conoscenza&#8222; ossia la insegna della gente,
+scudo, cimiero e motto, espressi in pietra di
+Lavagna e murati ben alto sui prospetti del
+palazzo. Più basso, per modo che si vedesse
+bene dai viandanti, era murata la targa indicante
+il privilegio d&#8217;immunità dalla forza della
+giustizia, onde il Comune aveva donate le case
+dei Fieschi. In quelle targhe, o liste di marmo,
+poste sugli angoli dell&#8217;edifizio, si vedevano scolpite
+due mani rivolte alla croce di Genova; ed
+erano i segni &#8220;<i>ultra quae non licebat satellitibus
+homines infestare</i>&#8222;.</p>
+
+<p>Descritta la forma esterna del palazzo di Vialata,
+sarebbe forse utile fare altrettanto per gli
+appartamenti e gli arredi. Ma noi abbiamo soltanto
+da accompagnarci Bartolomeo Fieschi, il
+quale non vorrà restarci lungamente; perciò
+tralasceremo una descrizione che troppo somiglierebbe
+ad un inventario, nella sua aridità
+notarile. Luigi XII, che alloggiò in Vialata nell&#8217;anno
+1502, ebbe a dire, certamente prendendo<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+occasione dal palazzo del suo ospite, che le
+case dei Genovesi erano più doviziose e meglio
+fornite della stessa sua reggia. Io, per amore
+dell&#8217;arte, accennerò soltanto che nel vestibolo
+Gian Aloise aveva fatto dipingere a buon fresco
+i Giganti fulminati da Giove; motivo che
+indi a poco doveva essere imitato da Pierino
+del Vaga nella caminata di Andrea Doria a
+Fassòlo. Rivalità di sfoggio signorile, che incominciava
+a mostrarsi in forme artistiche e mitologiche,
+per girar poi alle manifestazioni politiche
+e diguazzare nel sangue! Per opera di
+un altro Gian Luigi, quarantadue anni più tardi,
+il Giove ottuagenario di Fassòlo, mortogli il nipote
+Giannettino e minacciata da presso la recente
+sua reggia, era costretto a fuggire di nottetempo
+infino ai monti di Voltri; ritornato di
+là a cose quiete, non perdonò la paura che gli
+avevan fatta provare, e prese a fulminare i Giganti
+di Vialata, abbattendone l&#8217;orgoglio, diroccandone
+dalle fondamenta il palazzo fastoso.</p>
+
+<p>Nella sua gran caminata, dipinta da Leonardo
+dell&#8217;Aquila, finalese, e da Giacomo Serfoglio, da
+Salto, l&#8217;eccelso Gian Aloise ricevette il parente
+aspettato. Bartolomeo Fiesco era alloggiato da
+gentiluomo a Gioiosa Guardia, con gusto severo
+ed onesta larghezza, secondo il costume
+dei vecchi. Là dentro, in Vialata, era una varietà
+artistica che prendeva accortamente da
+tutti paesi, ed una profusione di lusso da abbagliare
+la vista. Tappeti di Fiandra coprivano i
+pavimenti; forzieri ferrati alla francese si alternavano
+lungo le pareti a gran sedie intagliate di
+noce, alcune sormontate dalle armi gattesche e
+roveresche accollate, altre dalle armi gattesche<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+e carrettesche, a ricordare i successivi matrimonii
+di Gian Aloise con Bartolomea della Rovere,
+nepote di papa Giulio II, e con Caterina
+del Carretto, sorella al marchese del Finale.
+Archi turcheschi con le loro faretre, vecchi trofei
+di ammiragli della casata, ornavano la gran
+cappa del camino, di pietra di Lavagna, riccamente
+intagliato a fiori, fogliami, chimere ed
+altre forme di mostri, non esclusi i soliti imperatori
+romani. Qua e là in vistose credenze si
+accoglievano a centinaia gli arnesi di prezioso
+metallo; idrie, guastade d&#8217;argento lavorato a
+rilievo e dorato, catini e piatti d&#8217;argento istoriato,
+confettiere d&#8217;argento niellato alla barcellonese.
+Ma più assai delle opere d&#8217;orefice, più
+ancora d&#8217;una collana di grosse perle in numero
+di settantatrè, che si ammirava con altre
+gemme in una vetrina particolare, colpivano il
+visitatore gli arazzi ond&#8217;erano coperte le vaste
+pareti, con certe istorie del Testamento vecchio,
+tra cui primeggiava per bontà di disegno e vivezza
+di colori, come per terribilità di effetti,
+quella di Nabucodonosor, il gran colosso dal
+piede d&#8217;argilla. In una sala attigua alla caminata
+il nostro capitano Fiesco aveva già dovuto
+fermarsi a contemplare altri arazzi, che recavano
+espressa la storia romanzesca di Biancafiore.</p>
+
+<p>Al giungere del suo parente di Gioiosa Guardia
+si levò l&#8217;eccelso Gian Aloise dal gran seggiolone
+di cuoio dorato su cui stava seduto,
+davanti ad una tavola lunga, coperta di quel
+drappo turchino che fin d&#8217;allora si chiamava
+&#8220;da consigli&#8222; poichè già si fabbricava a quell&#8217;uso,
+di coprir tavole da adunanze. Nel mezzo<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+del drappo erano ricamate le armi dei Fieschi,
+ripetute da per tutto, perfino sul calamaio quadro
+di legno d&#8217;ebano intarsiato, nel manico
+d&#8217;argento del temperatoio, e sul pernio delle
+forbicette dorate che gli facevano compagnia.
+In tutti i particolari, in tutte le minuzie, appariva
+il lusso sfoggiato e il consapevole orgoglio
+d&#8217;un principe. Non ci maravigliamo se mirasse
+al dominio di Pisa.</p>
+
+<p>Dall&#8217;anno 1494 ardeva la guerra tra Firenze
+e Pisa, questa amando viver libera, e quella volendo
+signoreggiarla. Nè a Genova nè al suo
+potentissimo Gian Aloise Fiesco tornava che i
+Fiorentini dilatassero maggiormente l&#8217;imperio,
+poichè non solo questi agognavano l&#8217;occupazione
+di Pisa, ma insidiavano Pietrasanta e
+Sarzana. Per tali ragioni si accoglieva l&#8217;ambasceria
+dei Pisani, che offrivano di congiungersi
+perpetuamente con la Repubblica genovese,
+pronti ad accettarne le leggi. Ma qui cominciavano
+ancora i dissensi. Erano nel Senato nobili
+e popolani, cioè famiglie antiche feudali, e famiglie
+di popolo grasso, salite ai primi gradi, ma
+non tenute pari a quell&#8217;altre, che pur da talune
+popolari avevano lasciato occupare il dogato,
+designandole un pochettino a scherno col soprannome
+di Cappellazzi. Erano queste le famiglie
+dei Fregosi e degli Adorni, dei Montaldi e
+dei Guarchi, sempre appoggiate a questa o a
+quella delle famiglie nobili, o feudali, dei Fieschi
+e dei Grimaldi da un lato, dei Doria e degli
+Spinola dall&#8217;altro. Ma l&#8217;appoggio era dato in
+guisa, che, le rivalità continuando tra i Cappellazzi,
+non potesse mai prosperare e soverchiare
+una parte di loro, e i nobili godessero tranquilli<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+fuor di città i loro dominii feudali, lavorando
+ancora ad estenderli come potessero, gli
+uni con la prevalenza della parte guelfa, gli altri
+della parte ghibellina in Italia. Guelfi i Fieschi
+e i Grimaldi, dovevano facilmente trionfare nei
+secoli XIV e XV, in cui cadevano quasi da per
+tutto in Italia le fortune imperiali. Doria e Spinola,
+dal canto loro, dovevano presto rifarsi,
+colla protezione di Spagna. Intanto, nel periodo
+incerto della prevalenza francese in Italia, e
+guelfi e ghibellini, essendo nobili tutti, parevano
+sentirla ad un modo, per opporsi alle ambizioni
+dei popolari; onde si vide nel primo trentennio
+del secolo XVI andar pienamente d&#8217;accordo i
+Fieschi coi Doria.</p>
+
+<p>Tornando alle offerte di Pisa, com&#8217;erano fatte
+solennemente al Senato genovese, proponevano
+i popolari di accettarle, soccorrendo quella nobil
+città, non senza concedere ai Pisani la cittadinanza
+di Genova, e mandando famiglie genovesi
+quante più si potesse a stabilirsi in Pisa.
+Consiglio generoso e prudente era quello; ma
+non poteva piacere a Gian Aloise Fiesco, vicario
+e capitano generale della Riviera di Levante.
+Pisa soccorsa con un esercito pari al bisogno,
+altro non significava che la Riviera di Levante
+aperta a quell&#8217;esercito; onde per allora scemata
+l&#8217;autorità del capitan generale, e in processo di
+tempo perduto l&#8217;util dominio di quel vicariato.
+Pisa soccorsa con poca gente, significava vittoria
+dei Fiorentini, col loro voltarsi minaccioso
+non pure contro Pietrasanta e Sarzana, ma ancora
+e più contro i dominii feudali dei Fieschi.</p>
+
+<p>Di qui la opposizione che alle offerte dei Pisani
+aveva fatta Gian Aloise in Senato, mettendo<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+innanzi che non si potesse far nulla senza il
+beneplacito del re Cristianissimo, a cui Genova
+si era data in balìa. E perchè il re Luigi si trovava
+allora di qua dalle Alpi, si sentisse lui, se
+n&#8217;esplorasse l&#8217;animo, prima di deliberare il soccorso
+di Pisa. Così nascevano le due ambasciate
+d&#8217;ufficio; una ai Pisani, per dar buone parole,
+l&#8217;altra al re Luigi, per averne il parere.</p>
+
+<p>Ma il re Luigi doveva rispondere in quel modo
+che al Fiesco tornasse più utile. E perchè la risposta
+volgesse favorevole alle ambizioni del
+potente signore, andavano lettere di costui; portate
+da un suo fidatissimo uomo, a quel re. In
+pari tempo occorreva guadagnar l&#8217;animo dei Pisani,
+mandando loro un altr&#8217;uomo per chiedere
+se il valido e sicuro aiuto d&#8217;un gran signore
+genovese non potesse convenir loro assai più
+dell&#8217;incerto e scarso che dar poteva il Senato.
+Certo, ponendo in questa forma il dilemma, i
+Pisani non avrebbero esitato un istante. E perchè
+il re Cristianissimo si sarebbe acconciato
+ai fatti compiuti, occorreva che l&#8217;uomo mandato
+ai Pisani fosse destro negoziatore e capitano
+risoluto ad un tempo, cioè pronto a tirar
+dentro un grosso di soldatesche, già preparato
+a due terzi di strada, per unirlo a difesa della
+città con le forze di Pisa, comandate allora da
+Tarlatino di Città di Castello, un condottiero che
+si poteva sperare di trar bellamente agli interessi
+del futuro padrone.</p>
+
+<p>Bartolomeo Fiesco era stato a sentire, tanto
+più attento, quanto più a lui era rivolto il discorso;
+come spesso occorre nelle assemblee
+grandi e piccole, che gli argomenti tutti dell&#8217;oratore
+e tutti i lenocinii dell&#8217;arte sua mirano<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span>
+sempre ad uno tra gli ascoltatori, e gli altri
+sono come zeri, destinati a far numero con
+quella unità. Certo, se il capitano Fiesco accettava
+di esser egli l&#8217;uomo per Pisa, il partito di
+soccorrer questa con le forze dei Fieschi era
+vinto; il re Cristianissimo avrebbe approvato il
+fatto; Gian Giacopo Trivulzio sarebbe rimasto
+colla voglia; i popolari genovesi non avrebbero
+più potuto alzare la testa; mentre dal canto suo
+Gian Aloise avrebbe posseduta di schianto una
+tal potenza principesca, da pesar poi, bene o
+male, ma sempre moltissimo, sulla bilancia mal
+certa delle fortune d&#8217;Italia.</p>
+
+<p>Ma il capitano Fiesco non voleva esser quell&#8217;uomo.
+Più sentiva ragioni che lo dovessero
+smuovere, più ne trovava da opporre. Lo aveva
+giudicato male, il suo eccelso parente, argomentando
+di lui da sè stesso.</p>
+
+<p>&mdash;Ahimè!&mdash;diss&#8217;egli, quando vide venire
+quell&#8217;altro a mezza spada.&mdash;Riconosco la bellezza
+audace del vostro disegno; ma tanta bellezza
+e tanta audacia non sono il fatto mio.
+Senza contare che io non son destro ai maneggi
+politici, e mi ci troverei davvero come un pesce
+fuor d&#8217;acqua, penso che nella parte militare
+dell&#8217;impresa fallirei per precipitazione, che è il
+guaio dell&#8217;indole mia, e di cui non son mai riescito
+a guarirmi. Troppo grande è il carico che
+vorrebbe darmi la vostra fiducia, ed io sono
+troppo piccolo uomo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma pensate,&mdash;replicò Gian Aloise, non
+vedendo altro nella risposta del capitano Fiesco
+che un effetto di modestia soverchia,&mdash;pensate
+che sareste spalleggiato da tutti. Duemila
+uomini son pronti a Sarzana, e mille a<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+Pontremoli; tutta gente che al vostro cenno
+correrebbero sotto Pisa. Non vi parlo della
+gente che ho tra Rapallo e Lavagna, che ben
+sapete quant&#8217;è. L&#8217;avreste tutta, come si suol
+dire, sotto la mano.</p>
+
+<p>&mdash;Ripeto, non è il fatto mio;&mdash;ribattè Bartolomeo
+Fiesco.&mdash;Voi mi fate più esperto capitano
+che io non mi sia mai sognato di essere.
+Chi ha comandato i cento, e magari i cinquecent&#8217;uomini,
+può ritrovarsi con diecimila impacciato
+come un pulcino nella stoppa.</p>
+
+<p>&mdash;Eh via! s&#8217;ha da credere? Chi è stato a
+tanti sbaragli, meritando la lode e l&#8217;affetto del
+vicerè delle Indie occidentali, non vorrà mica
+perder la testa in una faccenda che deve andare
+da sè.</p>
+
+<p>&mdash;Se deve andare da sè come Voi dite, perchè
+metterci a capo un uomo che mostrate di
+stimare più ch&#8217;egli non sia stato mai? Ogni altro,
+che abbia risolutezza, dovrebbe bastare.</p>
+
+<p>&mdash;Risolutezza e perspicacia;&mdash;ripigliò Gian
+Aloise.&mdash;E perspicacia ed ambizione di far
+bene. Non avete Voi ambizione?</p>
+
+<p>&mdash;No;&mdash;rispose Bartolomeo Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Per un Fiesco, è nuova;&mdash;ribattè Gian
+Aloise.&mdash;Per Bartolomeo delle Indie, è strana.&mdash;</p>
+
+<p>Lo toccavano sul vivo; e naturalmente gli
+saltò la mosca al naso; che la pazienza non
+era mai stata il suo forte.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco;&mdash;diss&#8217;egli, assumendo a suo modo
+una cert&#8217;aria di gravità e promettendo colla
+solennità dell&#8217;accento un lungo discorso;&mdash;facciamo
+ad intenderci. Ne ho avute, delle ambizioni;
+e potrei averne ancora, ma in un campo
+diverso. Bartolomeo delle Indie, avete detto, e<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+sta bene. Rimandatelo dunque alle Indie. Qui si
+fanno gran cose, che potranno riuscir piccine
+alla prova; laggiù si fan cose piccine, che potranno
+esser grandi. E questo, badate, non per
+diverso vedere, ma perchè laggiù si taglia dalla
+pezza, potendo fare una cappa da gentiluomini,
+mentre qui si raccozzano scampoli e stracci,
+volendo cucirsene un manto reale. Perchè questo?
+Perchè qui siamo gli eredi di un gramo
+passato, e in molti e in troppi ci contendiamo
+un osso già spolpato da Goti e Greci, da Longobardi
+e Franchi, da Ungheri ed Alemanni;
+un osso, mi capite? che oggi han preso a smidollare
+Francesi e Spagnuoli. Laggiù, vivaddio,
+non si è eredi di nessuno; laggiù si può esser
+magari gli autori della stirpe e gli arbitri del
+futuro, preparandolo con libertà, bene o male,
+meritandone la gratitudine o le maledizioni dei
+posteri.</p>
+
+<p>&mdash;Spaziate come un&#8217;aquila, cugino!&mdash;esclamò
+Gian Aloise.</p>
+
+<p>&mdash;E sarò un nibbio, poi;&mdash;rispose il capitano
+Fiesco.&mdash;Ma vedo, se permettete, un orizzonte
+più largo di questo; forse perchè ho viaggiato
+di più in compagnia d&#8217;un uomo grande, l&#8217;unico
+grande che mi offrano le storie, non escluso
+quel Carlomagno a cui si riferiscono le nostre
+vanità, quando vanno più alte. Il mio grand&#8217;uomo,
+col suo ingegno e colla sua costanza, ha
+trovato un mondo nuovo; quell&#8217;altro, con la sua
+forza, con la sua onnipotenza, non è riuscito se
+non a rimpiastricciare il vecchio, che gli è rimasto
+poi sempre un lavoraccio.</p>
+
+<p>&mdash;Povero a voi, se foste vissuto a&#8217; suoi tempi!
+neanche un paladino avreste voluto diventarci?<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Chi sa? Ed avrei forse ottenuto il gran titolo,
+facendo imprese da cantarsi in piazza per
+rallegrare la gente. Questa che noi faremmo,
+avendo la Riviera di Levante per via, e la foce
+d&#8217;Arno per meta, sia pure importante come a
+Voi pare; ne posso ammettere l&#8217;utilità, non ne
+vedo la grandezza, non ne sento il desiderio.
+Perdonate, illustre cugino; e possa cascarmi la
+lingua, se ho qui la più lontana intenzione di
+spiacervi; verrà giorno che anco dei Fieschi si
+perda il nobilissimo seme. Già, con tanti vescovi,
+cardinali e papi nella nostra famiglia, niente è
+più probabile di questo. Ed altre ne periranno
+egualmente, meno nemiche nel corso dei secoli
+al precetto divino del <i>crescite et multiplicamini</i>.
+Ma delle une e delle altre sarà molto che duri
+fra mill&#8217;anni il confuso ricordo; laddove fra diecimila,
+se tanti ne camperà questo povero globo,
+resterà viva la memoria della maravigliosa
+scoperta di Cristoforo Colombo, lanaiolo e marinaio.
+Di me chi ricorderà che giovane ho
+combattuto in patria, per utile degli Adorni e
+per danno dei Fregosi? Un cenno fortuito di
+cronaca, forse, che anco potrà esser roso dai
+tarli e travolto nella cesta delle cartacce. Ma le
+storie diranno, ne ho fede, ai più lontani nepoti,
+che ero ancor io alla maravigliosa scoperta, e
+che ai pericoli del mare ignoto fu recato per
+opera mia un po&#8217; del buon sangue marinaro di
+certi conti venuti su da Lavagna.</p>
+
+<p>&mdash;Questi poveri conti ve ne ringrazieranno
+dai loro sepolcri;&mdash;notò Gian Aloise imbizzito.</p>
+
+<p>&mdash;E faran bene, vedete?&mdash;ripigliò senza
+scomporsi Bartolomeo Fiesco.&mdash;I vecchi, infatti,
+che oggi si gloriano di tante cose destinate<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+a perire, avranno ottenuto nella persona mia la
+loro parte di gloria vera, nell&#8217;opera stupenda,
+indimenticabile, eterna, d&#8217;un uomo nuovo, d&#8217;un
+marinaio, d&#8217;un lanaiuolo. Ecco la mia ambizione,
+Gian Aloise; la quiete, oramai, non avendo più
+nulla a fare di ciò che m&#8217;era più a grado, e il
+cuore avendo pur esso i suoi diritti; la quiete
+della mia bicocca, e la certezza d&#8217;una pagina
+non brutta nella storia del mondo. Soldato ero,
+e al bisogno potrei ritornare, se fossero in
+giuoco l&#8217;onore e la sicurezza dei Fieschi. Avessero
+anche il torto, non istarei a guardare, e
+dal posto mio non mancherei all&#8217;appello. Ma
+questo per difesa, e sentendo la voce del sangue.
+Ci sono obblighi sacri, come ci sono necessità
+ineluttabili. Anche il primo dei filosofi,
+uso alle più ardue speculazioni della mente,
+mangia beve e dorme e veste panni come l&#8217;ultimo
+degl&#8217;imbecilli. Facciamo l&#8217;obbligo nostro,
+cediamo alle necessità della vita; ma il pensiero
+sia libero, e resti il cuore nei vincoli cari
+ch&#8217;egli stesso s&#8217;è imposti. Non mi date ragione?</p>
+
+<p>&mdash;Siete un bel matto;&mdash;disse Gian Aloise,
+ridendo.</p>
+
+<p>La masticava male, per altro, e non rideva
+di cuore. Come avrebb&#8217;egli potuto, dopo quella
+intemerata del suo caro parente, la cui poca
+ambizione gli guastava in un punto i superbi
+disegni? Il potente signore di cinquanta castella,
+da Montobbio a Pontremoli, vicario e capitano
+generale della Riviera di Levante da
+Rapallo a Sarzana, principe del Senato e quasi
+protettore della Repubblica di Genova, non
+aveva tra tanti consanguinei, nè tra gli aderenti
+più saldi, l&#8217;uomo che potesse andare a<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+Pisa per lui. O piuttosto ne avrebbe avuti cento,
+ma non adatti, non arnesi, come suol dirsi, da
+bosco e da riviera, diplomatici ad un tempo e
+soldati, accorti per tastare il terreno, dare indietro
+senza parere, o andare fino al fondo
+senza esitare un istante. Avveduto com&#8217;era,
+l&#8217;eccelso Gian Aloise non voleva dare un passo
+se non era certo del fatto suo, bene sapendo
+che in un fallo commesso, e non riparabile, egli
+avrebbe perduta, non che l&#8217;impresa, la fama.</p>
+
+<p>Rise, adunque, ma per dissimulare la stizza;
+e rimase freddo, ostentando di parlar d&#8217;altro.
+Freddi al pari di lui rimasero gli altri della
+nobil casata; tra i quali Emanuele ed Ettore
+Fieschi erano certamente i più ragguardevoli
+dopo di lui. Freddissimi poi i tre giovani figli
+di Gian Aloise, che erano per ordine di nascita
+Geronimo, Scipione e Sinibaldo; i primi due destinati
+a morir presto, e il terzo a raccogliere
+l&#8217;eredità di tutti, avendo poi da Maria della Rovere
+l&#8217;ultimo dei Gian Luigi, e il più famoso
+per la sua tragica fine. Tutti costoro si sentivano
+un po&#8217; offesi, più ancora che dal rifiutato
+viaggio di Pisa, dalla poca stima che il capitano
+Fiesco faceva dei nobili di antica stirpe, a paragone
+d&#8217;un uomo nuovo, d&#8217;un lanaiuolo, che
+aveva scoperto il nuovo Mondo. Scoprire un
+nuovo Mondo, gran che! Ciò poteva toccare in
+sorte ad ogni marinaio, sbalestrato dalle tempeste
+lontano dai lidi conosciuti. Vincer battaglie,
+occupar terre murate, sbalzar rivali di seggio,
+ottener signorie, era quello il gran fatto, da
+cui si riconosceva la bontà dei cavalieri antichi.
+Mettere un oscuro lanaiuolo più su della loro
+prosapia! una prosapia discendente per più o<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+meno sicuri rami del real sangue di Borgogna!
+Ma tanto valeva allora dichiararsi partigiano
+dei Popolari, che finalmente, se non erano nobili
+feudali, in gran parte avevano contratto parentado
+con essi, e da trecent&#8217;anni si erano
+illustrati nelle più alte magistrature della repubblica.</p>
+
+<p>Filippino, da ultimo, non sapeva che pesci
+pigliare. Se in quel momento non gli fosse passata
+davanti agli occhi la immagine di Fior
+d&#8217;oro, lasciandogli intravvedere anche il pericolo
+di non accostarsi più a lei, certamente
+egli avrebbe rizzato muso più di tutti al suo
+pazzo congiunto. E dire che era stato lui, Filippino,
+a metter gli occhi sul capitano delle
+Indie, per la commissione di Pisa; lui a muoversi
+per Chiavari e andarlo a cercare in Gioiosa
+Guardia, per condurlo davanti all&#8217;eccelso
+Gian Aloise! E dire che di quella impresa si
+era tanto lodato in cuor suo! Che figura doveva
+essere in quella vece la sua, nel cospetto del
+signor di Vialata, che tanto si riprometteva da
+quell&#8217;alzata d&#8217;ingegno del giovane innamorato!</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco aveva preveduto l&#8217;effetto
+del suo rifiuto sull&#8217;animo di Gian Aloise; a
+quella freddezza si era ben preparato. Perciò,
+vedendo languire la conversazione, e per cagion
+sua, non volle restare a farla morire del
+tutto, nè altrimenti mostrarsi impacciato.</p>
+
+<p>&mdash;Ad un povero cavaliere,&mdash;incominciò egli
+allora,&mdash;ad un povero cavaliere che non vi può
+servire a nulla (e potete credere che gliene dolga
+nel profondo dell&#8217;anima) Voi concederete licenza
+di ritornare alla sua bicocca, non è vero?&mdash;</p>
+
+<p>Gian Aloise fece da principio un gran cenno<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+del capo, che pareva un segno di condiscendenza
+dell&#8217;olimpio Giove. Quindi con gravità
+d&#8217;accento, onde trapelava un pochettino d&#8217;ironia,
+lasciò cadere dal labbro queste misurate parole.</p>
+
+<p>&mdash;Non piaccia a Dio che vogliam dare alla
+nostra cara figlioccia maggior dispiacere di
+quello che ha avuto, restando un giorno lontana
+dal suo dolce marito. Ad un pronto commiato,
+che voi mostrate di desiderare senza
+neppur trattenervi alla nostra tavola per quest&#8217;oggi,
+mettiamo per altro una condizione, che
+troverete onesta ed assai temperata. Alla regina
+di Xaragua, che fu donna d&#8217;alto cuore e di forti
+propositi, riferirete tutto ciò che vi abbiamo
+detto, e la prova di fiducia che eravamo disposti
+a darvi. Così, buon cugino, avremo conforto
+a pensare che per la prima volta forse, ma non
+senza giusto motivo, la contessa Juana sentirà
+un po&#8217; diverso da Voi; in fatto di ambizione,
+per esempio, ed anche in fatto di amicizia. Lasciatemelo
+dire,&mdash;soggiunse il vecchio gentiluomo,
+vedendo che il capitano Fiesco faceva
+l&#8217;atto di provarsi a rispondere,&mdash;perchè davvero
+vi siete mostrato più tenero della quiete
+vostra che della mia amicizia. Non la perdete,
+però; Gian Aloise Fiesco ha il cuore più alto
+che la gente non creda.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco pensò che fosse meglio
+star zitto, lasciando all&#8217;eccelso parente la soddisfazione
+d&#8217;aver parlato per l&#8217;ultimo. Altrimenti,
+di parola in parola, Dio sa quel che sarebbe
+avvenuto; questo, ad esempio, ch&#8217;egli si sarebbe
+ripigliati tutti i suoi buoni argomenti, li
+avrebbe appesi all&#8217;arcione, e sarebbe corso a
+spron battuto su Pisa.<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p>
+
+<p>S&#8217;inchinò, dunque, con aria di molta confusione,
+e non disse parola in risposta a quel discorso
+agrodolce di Gian Aloise.</p>
+
+<p>&mdash;Mi permetterete,&mdash;balbettò in quella vece,&mdash;di
+offrire i miei omaggi a madonna Caterina?</p>
+
+<p>&mdash;Potete andare; è laggiù nelle sue stanze.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco non se lo fece dire due
+volte, e si allontanò, salutando con molta disinvoltura
+tutta la sua illustre casata.</p>
+
+<p>La nobile Fiesca era là, a pochi passi dalla
+caminata, nell&#8217;anticamera, o, per usar la lingua
+del tempo, nella &#8220;guardacamera&#8222; della sua
+sala di ricevimento. Non ci voleva molta perspicacia
+ad intendere che la signora contessa
+era stata in ascolto alla toppa dell&#8217;uscio. Ella
+stessa, del resto, lo confessò candidamente al
+suo visitatore.</p>
+
+<p>&mdash;Vi ho udito;&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Vi eravate
+molto animato, e non ho perduto neppur una
+delle vostre parole.</p>
+
+<p>&mdash;Immaginate, madonna Caterina;&mdash;rispose
+egli umilmente,&mdash;come io sia addolorato di
+non aver potuto rispondere meglio alla fiducia
+del vostro eccelso consorte.</p>
+
+<p>&mdash;Non vi addolorate, cugino;&mdash;replicò la
+nobil signora.&mdash;Il mio cuore di donna vi ha
+dato ragione. Ma son cose da proporsi? ad un
+giovanotto che da un anno appena ha impalmata
+la più bella e la più cara creatura del
+mondo? E che idee di grandezza nuova son
+queste, che possono mettere a repentaglio l&#8217;antica?
+Che follìa, poi, di rendere, con sempre più
+vaste ambizioni, scontenti i figliuoli del loro
+stato presente, che è già così alto, e tanto invidiato?<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Intendo la madre:&mdash;notò Bartolomeo Fiesco;&mdash;ma
+la discendente di Aleramo potrà
+forse giudicare più benignamente le vaste ambizioni
+di Gian Aloise.</p>
+
+<p>&mdash;V&#8217;ingannate, cugino. La discendente di
+Aleramo sa che il grand&#8217;uomo si attenne alla
+marca che gli era stata data in custodia, nè
+volle alzar gli occhi, o metter la mira più in
+alto. E Guglielmo Lungaspada, e Gerberga sua
+moglie, amarono far lignaggio di cavalieri contenti
+al più modesto ma ancora assai nobile
+ufficio di governare pacificamente un popolo di
+quieti ed onesti lavoratori. Lungi dal pensiero
+di accrescere il dominio, o di tenerlo raccolto
+in un ramo della famiglia, lo spartirono equamente
+tra i loro figliuoli; e dove le città della
+spiaggia, fatte ricche dal mare, vollero esser
+padrone di sè, non furono i signori del Carretto
+quelli che si ostinarono a tenerle sotto tutela.
+Quando poi la cupidigia e l&#8217;ingiustizia tolsero
+ad uno di loro la parte sua, e che voleva esser
+sua per vincolo di amore, sapete bene che Dio
+non tardò a reintegrarne la famiglia nel suo
+giusto possesso. Ed io vengo di là, buon cugino;
+vengo da quel dolce Finaro che sempre
+tenne fede ai miei padri, meritando ch&#8217;essi non
+levassero gli occhi a cose più alte, ma più vane,
+e più pericolose per giunta.&mdash;</p>
+
+<p>Così parlava il cuore d&#8217;una madre. Sentiva
+egli già, cuore presago, le matte ambizioni condurre
+a ruina la casa? Quarantadue anni ancora,
+e nell&#8217;ambizioso figliuolo del suo Sinibaldo
+non pure la grandezza della casa doveva
+perire, ma la istessa progenie dei Fieschi.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_VI" id="Capitolo_VI"></a><span class="chap">Capitolo VI.</span><br /><br />
+
+Filemone e Bauci.</h2>
+
+
+<p>Era partito per Genova con una scorta di sei
+balestrieri a cavallo, non volendo scomparire
+con la gente di messer Filippino, e piacendogli
+di onorare per una volta tanto il suo antico
+luogotenente Giovanni Passano, diventato in
+certo qual modo suo genero, ma sopra tutto suo
+&#8220;alter ego&#8222; in Genova per ragion di negozi.
+Quanto a sè, viaggiava volentieri da solo, come
+quando al suo ritorno dal forte di San Tommaso,
+davanti alle cascatelle del rio Verde,
+era caduto nella imboscata dei selvaggi di Maguana;
+ricordo piacevole, com&#8217;è sempre quello
+d&#8217;un pericolo corso e scampato; ricordo piacevolissimo,
+perchè dal pericolo di morte gli era
+venuto il suo raggio di vita, alla presenza di
+Anacoana, la bellissima tra le belle, la perla di
+Haiti, il fior di Xaragua.</p>
+
+<p>Povera madonna Catarina Bescapè della piazza
+del Regisole in Pavia, come impallidivate al paragone!
+Già non eravate più che un&#8217;ombra, una
+larva, come tutte quelle giovani bellezze di Cuba
+e di Haiti, Samana Taorib, Caritaba non meno<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+Taorib, Abarima più Taorib di tutte, e non meno
+dimenticata anche lei. Il gran sole di Maguana
+aveva facilmente dissipate quelle visioni dell&#8217;alba,
+tessute di nebbia e di follìa. Com&#8217;era
+bello quel sole! e come aveva trasfigurato anche
+l&#8217;uomo su cui aveva posato il suo raggio!
+La migliore tra le donne aveva inteso il gran
+cuore di Damiano, per mezzo alle follìe della
+baldanzosa gioventù, e di quel cavaliere capriccioso
+aveva fatto con l&#8217;amor suo un gentiluomo
+severo, un fior di senno. Ci voleva una gran
+fiamma per domar lui, per farne un altr&#8217;uomo.
+Così la fanciulla ardita va di buon passo alla
+fonte lontana, saltellante e leggera con la sua
+brocca di rame, che ad ogni moto del fianco
+le vacilla sul capo; ma torna diritta ed austera
+al villaggio, sapendo che del prezioso umore
+non dee versare una goccia.</p>
+
+<p>Damiano (perchè sempre un po&#8217; di Damiano
+ha da trovarsi nei panni di Bartolomeo Fiesco)
+non voleva perdere una goccia della sua felicità.
+Bella! bella! bella! andava ripetendo egli
+dentro di sè, a guisa di giaculatoria, mentre
+scendeva a gran passi la cordonata del palazzo
+di Gian Aloise. Donde sarà lecito argomentare
+che non pensasse più affatto ai discorsi
+tenuti lassù; o che piuttosto ne ricordasse uno
+solo, l&#8217;ultimo, il più breve e il più caro. Caterina
+del Carretto nei Fieschi, parlandogli della
+contessa Juana, l&#8217;aveva esaltata a ragione come
+la più bella creatura del mondo. E voleva dirglielo,
+a sua moglie, appena fosse rientrato in
+Gioiosa Guardia: &#8220;così, dolce amica, siete stata
+giudicata da una gran dama che se ne intende;
+e in Genova, badate, nella città fortunata, dove<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+le belle donne si trovano a macca, come sui
+nostri Appennini i ceppatelli e le uòvole alla
+prim&#8217;acqua d&#8217;agosto.&#8222;</p>
+
+<p>Frattanto, voleva pensare a lei; e per questo,
+se era venuto in troppa compagnia, intendeva
+di ritornare da solo. La cosa non doveva esser
+difficile, poichè il Passano restava a Genova, e
+messer Filippino, a Dio piacendo, trattenuto a
+consiglio in Vialata, non aveva pretesti per rifare
+il viaggio.</p>
+
+<p>Sceso in fretta alla chiesa dei Servi, risalito
+per Rivalta alla porta Soprana, ridisceso dal
+Prione a San Donato, e di là per la via di Chiavica
+riuscito in Canneto, svoltò da un vicolo
+nella strada di San Lorenzo, strettissima allora,
+quasi serrata nel fianco sinistro del Duomo, e
+tutta fiancheggiata dalle case dei Fieschi, mentre
+dall&#8217;altra parte si stendevano quelle dei Doria.
+Vialata era pei Fieschi una novità; e chiesa
+e palazzo e giardini erano stati edificati nel secolo
+XIV, su terreni a bella posta comperati dai
+De Marini. Il grosso delle case dei conti di Lavagna
+era stato da prima, e durava ancora nei
+pressi del San Lorenzo; ci aveva un suo palazzo
+l&#8217;istesso Gian Aloise; ci avevano le lor
+case Emanuele e Gian Ambrogio Fieschi; poco
+lontano da essi, in Canneto, ci aveva la sua Ettore
+Fiesco, del ramo di Savignone; e in fila con
+essi Bartolomeo Fiesco la sua, abitata allora dal
+suo quasi genero Giovanni Passano.</p>
+
+<p>Salutato costui e lasciatogli le sue istruzioni,
+preso commiato dalla adolescente sposa di lui,
+che sperò invano di ritenerlo qualche ora, mosse
+per San Domenico alla porta di Santo Stefano,
+fuor della quale lo attendeva Pietro Gentile colla<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+scorta dei balestrieri a cavallo. Ed era anche là
+il suo fido ronzino Talavera, un cavallone che
+pareva una montagna, leardo moscato, di gran
+collo, di gran petto, forte di garretti e di groppa,
+bestia soda e potente, come usavano allora, da
+portare in arcione uomini vestiti di ferro.</p>
+
+<p>Prima di mettersi in cammino, messer Bartolomeo
+disse a Pietro Gentile:</p>
+
+<p>&mdash;Tu ora va innanzi con gli uomini; io seguirò
+ad una certa distanza. Vorrei procurarmi
+l&#8217;illusione di andare da solo. Così mi parrà di
+ritornare ai tempi che ero scolaro, e me ne andavo
+da casa, per i monti, allo studio di Pavia.</p>
+
+<p>&mdash;Come volete, messere;&mdash;rispose lo scudiero.&mdash;Ma
+per rinfrescarvi.... e per rinfrescarci....</p>
+
+<p>&mdash;Volevo ben dire se non pensavi a te!&mdash;interruppe
+il capitano Fiesco, ridendo.&mdash;Rinfrescherai
+gli uomini e te quante volte ti parrà
+necessario, o ti farà invito una frasca che t&#8217;abbia
+lasciato buon ricordo di sè. Ed anche ti fermerai
+in ognuno di quei luoghi ad attendermi:
+arriverò, berrò un sorso ancor io, e vi pagherò
+lo scotto. Quanto a rifocillarci, che te ne pare
+di Ruta? È a mezza strada; e di lassù si vede
+casa nostra; quasi se ne sente l&#8217;odore.</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;odore della scuderia fa correr meglio il
+cavallo;&mdash;notò Pietro Gentile.</p>
+
+<p>&mdash;Ci pensavo per l&#8217;appunto;&mdash;replicò il capitano.&mdash;Siamo
+dunque intesi. Andate, nel
+nome di Dio!&mdash;</p>
+
+<p>La cavalcata si mosse, e Bartolomeo Fiesco
+la lasciò andare un bel tratto, fin che non ebbe
+passato tutto il sobborgo. Poi si mise a sua
+volta in viaggio, andando di portante lungo la<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+sponda destra del Bisagno, fino al ponte di Sant&#8217;Agata,
+e di là per Terralba a San Martino
+d&#8217;Albaro. Nelle salite, s&#8217;intende, lasciava il portante,
+e prendeva il galoppo.</p>
+
+<p>La strada di Levante faceva allora più sghembi
+che non ne faccia ora, con tanti mutamenti e
+allargamenti di vie provinciali. Ma non riusciva
+neanche troppo più lunga per l&#8217;uomo a cavallo,
+che fra trotto galoppo e portante non impiegava
+più di cinque ore dal ponte di Sant&#8217;Agata sul
+Bisagno a quello di Santa Maria Maddalena
+sull&#8217;Entella.</p>
+
+<p>Felice come uno scolaro in vacanze, proseguiva
+il cavaliere la sua via. Non aveva più
+sopraccapi a molestarlo, e il cuore gli si gonfiava
+d&#8217;allegrezza. Guardia Gioiosa! Guardia Gioiosa!
+le tue torri erette, ancora tanto lontane, le
+vedeva egli con gli occhi del desiderio ad ogni
+svolta della strada romana, ad ogni radura di
+bosco, ad ogni squarcio di valle, a Quinto, a
+Nervi, a Bogliasco, tra gli smeraldi e le perle di
+quella cintura nuziale che il monte Fasce e il
+monte Moro, accigliati cavalieri, ma non altrimenti
+insensibili, sembrano offrire alle ninfe del
+golfo. Più in là Sori e la sua Pieve sbucavano
+occhieggiando dalle loro vallette tutte coperte
+di olivi, di limoni e d&#8217;aranci; ancora più in là si
+stendeva Recco, orgogliosa della sua valle più
+larga, dalle sponde ricche di pampini, dai gioghi
+vestiti di castagni e di roveri. A lui pareva di
+vedere per la prima volta quelle bellezze di
+terra, di mare e di cielo. E perchè no? Non era
+egli rinato, quel giorno, se usciva illeso da un
+grande pericolo? Grande, sì certamente. Andare
+a Pisa, ambasciatore e soldato, che si canzona?<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+e col rischio, anzi con la certezza di doverci
+metter le barbe, di sostener magari un assedio,
+e d&#8217;esser pronto ad ogni sbaraglio! Bella cosa
+in altri tempi per lui: ma allora! allora, poi,
+Gioiosa Guardia e non più.</p>
+
+<p>Alle osterie dove lo aspettavano i suoi balestrieri,
+beveva volentieri come un altro Passano.
+Amava classicamente il vino, pel colore,
+ancor più che non lo amasse pel sapore, quantunque
+al sapore non diniegasse giustizia. Al
+vino avrebbe fatto un inno in versi, se avesse
+avuto tempo, perchè in gioventù era stato poeta
+anche lui. Non potendo in versi, glielo faceva
+in prosa. E gli accadeva di lodarlo perfino cattivo,
+o mediocre; specie quel giorno, che ogni
+bicchiere gli segnava una stazione del viaggio
+felice, e pareva infondergli nuovo vigore alla
+corsa. Con che giubilo si mosse da Recco per la
+grande ascesa di Ruta, lasciandosi sotto, dalla
+sua destra, il grappolo delle case bianche di
+Camogli, sospeso come un nido d&#8217;alcioni alla
+rupe! Non c&#8217;era pericolo tuttavia che quel grappolo
+facesse un capitombolo in mare, essendoci
+laggiù per guardia, sovra una lingua di
+terra, il chiesone di san Prospero, niente disposto
+a gradire lo scherzo.</p>
+
+<p>Oltre Camogli si dilungava in alto mare il
+promontorio di Portofino, vasto scenario azzurro
+che da Genova fin là gli aveva impedita
+la vista di Chiavari. Quel promontorio egli ricordava
+d&#8217;averlo corso tutto fino alla sua estremità,
+in una cui piega aveva visitato San Fruttuoso
+di Capodimonte, la vecchia abbazia il cui
+prospetto chiudeva tutta quanta la spiaggia, ma
+invitava ad entrare per i suoi porticati, tanto<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+che c&#8217;entrava qualche volta anche il mare, quasi
+in atto di rivolere le barche, tirate là sotto dai
+pescatori a rifugio.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete quel Doria!&mdash;pensava egli, mentre
+sul colmo di Ruta, davanti all&#8217;osteria del
+Pavone, sbocconcellava il suo mezzo pollo.
+L&#8217;hanno intesa, la pace, come va preparata e
+goduta, fabbricando quella abbazia solitaria,
+dopo l&#8217;altra di San Matteo entro le mura della
+città rumorosa. L&#8217;hanno intesa, sì, ma per andarla
+a godere dopo morti. E nondimeno abbiano
+lode, per aver capita la vanità delle cure
+mondane. A che serve tanto combattere? a che
+serve esser signori di Genova, o di Pisa, o di
+casaldiavolo? Mi direte: se i tuoi maggiori avessero
+pensato come te, caro, non saresti qui ora
+a sgranocchiare un pollo, e a rinfrescarti l&#8217;ugola
+con un bel calice di vin di Vernazza, accanto al
+tuo Talavera, che pare il cavallo di Troia, fra
+i tuoi balestrieri che aspettano il tuo comando
+per rimontare in arcione; avresti forse di tuo
+una scure, e faresti il boscaiuolo nelle macchie
+dell&#8217;Appennino, felice abbastanza di poterti dissetare
+ad una scarsa fontanella, dopo avere
+inghiottito a forza due necci, o stancate le mascelle
+intorno ad una mezza pagnotta di pan
+vecciato. Adagio, Biagio! chiarirò il mio pensiero.
+Certamente l&#8217;uomo deve operare, industriarsi
+in qualche nobile impresa, combattere
+magari, a piedi e a cavallo; ma per l&#8217;onore della
+sua gente, per la grandezza e per l&#8217;utilità della
+patria. E ci fu un tempo, ci fu, che tutti si faceva
+così; e a chi non faceva così, a chi lavorava per
+sè, per guadagnar signorìa, i consoli spianavan
+le case, come a Fulcone di Castello buon&#8217;anima<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+sua. Ma poi, che cos&#8217;è avvenuto? arraffa tu, che
+arraffo io. Se almeno quel che arraffiamo di qua
+ce l&#8217;avessimo a portare di là! Tanto severo è
+san Pietro! Con le persone lascerà passare anche
+le bazzicature? Oh, riveriti e potenti baroni,
+siate i ben venuti al <i>refugium peccatorum</i>. C&#8217;è
+appunto di là, ai primi posti, una panca vuota.
+Si farà presto a metterci anche uno stramazzo
+per voi &#8220;eccelsi, illustri et magnifici viri&#8222;. Ah
+sì, aspettatelo, che venga a parlarvi così! Badate
+piuttosto alle chiavi.&mdash;</p>
+
+<p>Dopo Ruta, San Lorenzo alla falda del monte,
+e Santa Margherita in una insenatura del bel
+golfo Tigulio, e Rapallo nobilmente seduta alla
+spiaggia, in aspetto di città che attende maggiori
+destini, con la valle Christi laggiù a sinistra
+nel piano verdeggiante, e monte Allegro,
+ben degno del nome, là in alto. Grande azzurro
+di cielo, gran turchino di mare; una corona di
+monti che pare anfiteatro di giganti in Tessaglia:
+una valle che par quella di Tempe; uno
+specchio d&#8217;acque tranquille entro una cornice
+di maraviglie ridenti al sole, che dà l&#8217;idea d&#8217;un
+pezzo di paradiso; o sire Iddio, quante bellezze
+aggruppate! Ma il cavaliere non le guarda neppure:
+salta perfino Zoagli, gala di merletti pendente
+sullo sparato della costa di Leivi, non vedendo,
+non intendendo, non desiderando altro
+che un lido biancheggiante di là dalle case di
+Rovereto. Le fermate dei rinfreschi si son fatte
+più rade e più corte; anche il cavallone di Bartolomeo
+Fiesco va più franco e più rapido.</p>
+
+<p>&mdash;O Talavera! o gran bestia!&mdash;gridava il
+cavaliere, più allegro che mai.&mdash;Tu sei maraviglioso
+d&#8217;intelligenza, quantunque ignorante di<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+cosmografia quanto il personaggio di cui porti
+il nome. Ma che importa a te la cosmografia?
+Una cosa sai tu, e la sai bene; che a Gioiosa
+Guardia t&#8217;aspetta una bella scuderia, una buona
+strigliata, non senza la fortuna di una morbida
+mano che ti palpi il gran collo. Non è così, Talavera?
+E nitrisci, briccone! Nitrirei anch&#8217;io,
+se fossi nella tua pelle. Ma parlo, io, che quasi
+non posso star più nella mia; spando le mie parole
+al vento, per provare il gusto di sentirle,
+e sperando che un soffio ne arrivi laggiù, ripercuotendosi
+dietro la piega di quel monte,
+da San Pietro delle Canne a San Salvatore, da
+San Salvatore a Paggi, alla Gioiosa Guardia, al
+mio nido.&mdash;</p>
+
+<p>Di monologo in monologo era giunto a Chiavari
+e alle rive dell&#8217;Entella. Sul ponte della Maddalena
+fece la fermata un po&#8217; lunga. Era quella
+una sua divozione, di cui la contessa Juana non
+era gelosa, avendo imparato a rispettarla, anzi
+partecipandovi anch&#8217;essa. Un gran pellegrino
+era passato di là, e si era fermato ad ammirare
+la fiumana bella da quel medesimo ponte, durato
+intatto fino ai dì nostri. Ed era bello, il
+ponte della Maddalena; quasi bello come il suo
+fiume, che è tutto dire. Oggi l&#8217;hanno allargato,
+e credo, Dio ci perdoni, anche rintonacato.</p>
+
+<p>&mdash;O padre Alighieri!&mdash;esclamò Bartolomeo
+Fiesco.&mdash;Tu ci sei passato, di qui, esule pellegrino;
+e li hai veduti, i miei maggiori, ed uno
+di loro hai fatto parlare nel tuo sacro poema.
+Li hai veduti, e certamente ti sei maravigliato
+che non sapessero contentarsi della potenza
+loro, già così grande, e sopra tutto non ne intendessero
+i veri uffici, che erano e sarebbero<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+ancora, se non prendo abbaglio, di render prospero
+e felice un popolo affidato alla loro tutela,
+in mezzo a tanto sorriso di natura, a tanta
+benedizione di frutti, e del suolo e del mare. E
+non essi soltanto hai veduto fallire alle speranze
+della patria, che ancor oggi domanda rimedio
+a&#8217; suoi mali; che &#8220;le terre d&#8217;Italia tutte
+piene son di tiranni, ed un Marcel diventa ogni
+villan che parteggiando viene&#8222;. Oggi come allora,
+e peggio d&#8217;allora. Quando sarà finita? Mai,
+se noi stessi, che la potenza aiuta e la storia
+ha confermati, non vogliamo dare l&#8217;esempio.
+Non vogliamo? È presto detto, e forse è più
+vero che oggi come oggi non ne abbiamo più
+il modo. Triste cosa, assai triste, vedere il bene
+ed esser travolti dall&#8217;onda prepotente del male.
+E poi? e poi verrà un&#8217;ondata più alta, più vasta,
+più forte, come quelle che ho viste io nell&#8217;Atlantico,
+che ci soverchierà tutti quanti, parte
+inghiottendo senza misericordia, parte restituendo
+alla luce del sole, ma istupiditi ed impotenti,
+raggomitolati sulla rena a piangere la
+comune miseria coi nostri nemici d&#8217;ieri, come
+noi mal ridotti, istupiditi come noi, impotenti
+come noi a rimettersi in piedi. &#8220;Ahi, serva Italia,
+di dolore ostello!&#8222; Ma queste cose non
+pensa l&#8217;eccelso Gian Aloise; ed anche è inutile
+che le ricanti io, suo piccioletto parente. &#8220;Ei
+s&#8217;è beato, e ciò non ode&#8222;. Dategli Pisa; vuol
+Pisa, lui, per tenerla come tien Genova, col
+dubbio favore di questi, con la ostilità palese
+di quelli, coi mutabili umori degli uni e degli
+altri, dipendente egli stesso dall&#8217;autorità di un
+re straniero, le cui fortune posson crescere e
+calare, e se cresciute soffocarlo, se volte in<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+basso trascinarlo nella caduta. Son questi i tuoi
+accorgimenti, eccelso Gian Aloise. Me ne son
+fatto fuori, quest&#8217;oggi, e torno alla mia pace, al
+sorriso del mio cielo e della mia donna. Ma
+durerà questa pace, per coloro che se ne mostrano
+degni, intendendola? E a noi, meno alti
+e meno ambiziosi rami del tronco di Lavagna,
+non toccherà d&#8217;essere involti nella rovina che
+a sè prepara il ramo maggiore? Perchè questo,
+o prima o poi, se le ambizioni crescono, avverrà
+senza fallo.&mdash;</p>
+
+<p>Il monologo era riuscito quella volta un po&#8217;
+lungo; ma il ponte della Maddalena lo meritava.
+Aggiungete ch&#8217;era l&#8217;ultimo. Bartolomeo Fiesco
+diè di sprone al cavallo; e Talavera, che non
+aspettava altro, spiccò un salto e prese subitamente
+il galoppo per la strada di San Salvatore
+e di Paggi, dove da un quarto d&#8217;ora lo avevano
+preceduto i compagni, sentendo anch&#8217;essi l&#8217;odore
+della mangiatoia, e non avendo in groppa nessun
+ammiratore di Dante. Giungevano inaspettati
+alla Gioiosa Guardia, con la bella notizia
+che li seguiva il padrone. Partito a bruzzico
+dal suo castello, messer Bartolomeo ritornava
+per l&#8217;ora di cena: gran fretta, sicuramente, ma
+anche un bel miracolo di galoppate. E fu accolto
+con le faci; suonò a festa la campana del
+battifredo; non mancò neppure una salve d&#8217;archibugiate.</p>
+
+<p>Si facevano pazzìe per riceverlo; ma ne fece
+egli più assai alla vista della contessa Juana,
+che era discesa ad incontrarlo nel cortile.</p>
+
+<p>&mdash;Allegro?&mdash;diss&#8217;ella, avvicinandosi alla
+staffa per istendergli la mano, che il cavaliere
+baciava, piegandosi tutto sull&#8217;arcione.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non vedi?&mdash;rispose egli, com&#8217;ebbe potuto
+compiere il rito.&mdash;È Talavera che fa il matto,
+sentendosi a casa. Talavera, gran bestia, non
+vedete la padrona, che ha pronta una carezza
+per voi?&mdash;</p>
+
+<p>Il cielo era puro, e tutto scintillante di stelle.
+La brezza primaverile già raddolcita di qualche
+tepore pareva promettere le vampe dell&#8217;estate;
+e frattanto le destava nel cuore di Damiano.</p>
+
+<p>&mdash;Donna mia dolce!&mdash;sussurrò il capitano
+Fiesco, prendendo Juana per la vita, e muovendo
+con lei su per le scale.&mdash;Lásciati amare;
+lasciami esser felice.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, ecco!&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Non è più Talavera,
+che fa il matto.</p>
+
+<p>&mdash;No, cara, son io, io, proprio io, che ho voglia
+di saltare e di cantare, tanti sono i grilli
+che ho in corpo.&mdash;</p>
+
+<p>Sorridente, amorosa, Fior d&#8217;oro lo accompagnò
+nelle sue stanze, dov&#8217;egli si tolse di dosso
+la polvere.</p>
+
+<p>&mdash;Ed ora,&mdash;ripigliò la contessa,&mdash;ragioniamo
+un pochino, se è possibile. Vai?</p>
+
+<p>&mdash;Dove?&mdash;domandò il capitano Fiesco, che
+aveva la mente a tutt&#8217;altro.</p>
+
+<p>&mdash;A Pisa.</p>
+
+<p>&mdash;No, se Dio vuole, no.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro diede in una grande risata.</p>
+
+<p>&mdash;N&#8217;ero sicura;&mdash;gridò, lasciandosi cadere
+su d&#8217;una scranna.</p>
+
+<p>&mdash;E perchè allora m&#8217;hai fatto andare a Genova?&mdash;chiese
+egli, che era voglioso di ridere
+altrettanto, ma non voleva parere.</p>
+
+<p>&mdash;Per debito di cortesia, se ti rammenti. Ed
+anche potevi sentir ragioni che ti dovessero<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+persuadere. Gian Aloise non ti ha persuaso, e
+sia per il meglio. Almeno avrai fatte le cose
+per bene?</p>
+
+<p>&mdash;A quel dio! Ci siamo lasciati più amici di
+prima. Egli mi ha assicurato, congedandomi, di
+avere il cuore più alto che il mondo non creda.
+Ed io, figúrati, l&#8217;ho più alto che il mondo non
+si possa sognare. Sento che l&#8217;ho qui.... sulle
+labbra. Vuoi sincerartene, Fior d&#8217;oro? Oh, dolce
+donna! un ceffone? Ma l&#8217;ho già avuta da un
+pezzo, la cresima. Nondimeno, ripeti, Fior d&#8217;oro,
+perchè ripeto ancor io. Queste tue dita son dolci
+più che lo zucchero. E si resti qui, buon Dio, e
+non venga più in mente a nessuno di smuovermi
+dalle braccia di Fior d&#8217;oro, perchè sarei
+capace di ribellarmi anche al re Cristianissimo.</p>
+
+<p>&mdash;E al re Cattolico per giunta, non è vero?</p>
+
+<p>&mdash;A quello, poi, con più gusto; quantunque
+m&#8217;abbia fatto tanto buon viso, l&#8217;ipocrita. E mi
+voleva ai suoi servigi, per un quinto viaggio.
+Ah sì, sta fresco, se m&#8217;aspetta. Non più viaggi,
+del resto. L&#8217;ho detto anche al grand&#8217;uomo, che
+ho seguitato con tanta devozione ad ogni rischio.
+Signor almirante, non fate, vi prego, più
+assegnamento su me. Sono un uomo navigato;
+ho fatta la parte mia, e di viaggi ce ne son voluti
+quattro, perchè io riuscissi a portar via il
+mio pezzo di mondo nuovo. È anche vero,&mdash;soggiunse
+il capitano Fiesco inchinandosi,&mdash;che
+ho avuto il pezzo migliore. Gli altri oro in
+polvere, oro a pagliuole, oro a catolli; io a dirittura
+Fior d&#8217;oro. E non mi si parli più di passare
+l&#8217;Atlantico; non mi si parli più di lasciar
+le rive dell&#8217;Entella. &#8220;Gioiosa Guardia e la mia
+donna&#8222; ecco il mio motto, e vo&#8217; farlo scolpire<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+sulla nostra &#8220;conoscenza&#8222; in uno svolazzo coi
+fiocchi, debitamente custodito dal gatto e dal
+basilisco di casa.</p>
+
+<p>&mdash;Ora, sta bene;&mdash;disse Fior d&#8217;oro.&mdash;Ma
+quando sarò vecchia?</p>
+
+<p>&mdash;Vecchia! che parola è questa? vecchia voi,
+dolce Juana?</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, la cosa avverrà pur troppo, un
+giorno.</p>
+
+<p>&mdash;Lontano, lontano, lontano!&mdash;gridò egli,
+accompagnando quella gran lontananza con
+molto sforzo di braccia.&mdash;E quando sarete....
+cioè, quando non sarete più giovane, quando
+non sarete più giovane voi, pensate che sarò
+vecchio io, che d&#8217;anni n&#8217;ho più di voi, e parecchi.</p>
+
+<p>&mdash;Io penso,&mdash;rispose Fior d&#8217;oro,&mdash;che la
+donna ha una giovinezza soltanto. L&#8217;uomo,
+quando non ha più l&#8217;età della grazia, ha ancora
+l&#8217;età della forza.</p>
+
+<p>&mdash;Già, ci diventa un Ercole;&mdash;esclamò egli,
+facendo spallucce.&mdash;Lo vedo brutto quell&#8217;Ercole,
+che si prepara a rinnovar la serie delle sue
+immortali fatiche. Ma io farò meglio, vedete, io
+che non voglio passare una quinta volta le sue
+bugiarde Colonne. Guardate là, mia dolce Juana,
+a quella parete. C&#8217;è uno scaffale di noce, con
+una filza di novanta volumi. Non è una gran
+biblioteca, lo so; ma ce ne son di più piccole,
+e presso uomini più grandi di me. Gian Aloise,
+a buon conto, ce n&#8217;ha ottantatrè nel suo palazzo
+di Vialata; sette meno di me; ond&#8217;io mi
+stimo più ricco di lui. E tutti scelti, i miei, da
+Virgilio a Dante, col Canzoniere del Petrarca per
+giunta, e perfino il Canzoniere di Giusto de&#8217; Conti,<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+quello della Bella mano, che è il caval di battaglia
+di messer Filippino. Or dunque, veniamo
+a noi; pensiamo pure al giorno ch&#8217;io sarò vecchio,
+e voi.... non più tanto giovane. Quel giorno
+o quella sera, mentre voi farete la calza accanto
+alla gran tavola della caminata, io incomincierò
+a ripassare per voi tutti i miei volumi,
+e ve li leggerò ad uno ad uno. Tradotti, si capisce,
+ad aperta di libro, che i denari del latino
+non me li sono giuocati. Cari miei vecchi autori!
+Ce n&#8217;è uno che ha fatto un poema, si può
+dire, a bella posta per noi, tanto s&#8217;attaglierà al
+caso nostro il suo episodio più bello.</p>
+
+<p>&mdash;E sarebbe?</p>
+
+<p>&mdash;Ovidio, nelle libro ottavo delle sue Metamorfosi.
+C&#8217;è l&#8217;episodio di Filemone e Bauci, due
+sposini invecchiati l&#8217;uno accanto all&#8217;altro nella
+loro capanna, che poi fu tramutata dagli Dèi in
+un tempio di marmo e d&#8217;oro; ed essi continuarono
+ad amarsi, essendone i sacerdoti; ed ottennero
+di poter morire insieme, tramutati in
+due piante, un tiglio e una quercia, sul limitare
+del tempio.</p>
+
+<p>&mdash;È una bella immaginazione;&mdash;disse Fior
+d&#8217;oro.&mdash;Non c&#8217;è altro di spiacevole che la tua
+deliberazione di rimandarne la lettura ai giorni
+della nostra vecchiaia. Perchè non leggere fin
+di stasera il grazioso racconto? Ne godrebbe
+anche la mamma, che è tanto felice di stare a
+sentire.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, perchè no?&mdash;rispose il capitano Fiesco.&mdash;Tanto,
+un nuovo capitolo dei Commentarii
+non l&#8217;avrò in pronto se non per domani sera.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, bene, bene!&mdash;esclamò Fior d&#8217;oro, battendo
+le palme con allegrezza infantile, mentre<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+si avviavano alla caminata, dove li aspettava
+la mamma, ed anche la cena preparata.&mdash;Filemone,
+hai detto?...</p>
+
+<p>&mdash;E Bauci;&mdash;aggiunse il capitano Fiesco.&mdash;Son
+due nomi greci; e Filemone vuol dir
+l&#8217;amante, e Bauci vuol dir la vezzosa, la graziosa,
+e simili altre delicatezze femminee.</p>
+
+<p>&mdash;O Damiano! quante cose sai tu!</p>
+
+<p>&mdash;Ti pare? Certo, so quasi tutte le inutili; e
+delle veramente utili una sola.</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì? sentiamola un po&#8217;?</p>
+
+<p>&mdash;Amarti. Non sono Filemone? E bada, bambina,
+Filemone vuol anche dire accarezzante.
+Ond&#8217;io, se vorrai tener quella mano a posto....&mdash;</p>
+
+<p>E un bacio corse, e fu reso. Bauci non voleva
+mentire al suo nome di graziosa.</p>
+
+<p>Madonna Bianchinetta Fiesca, venuta poc&#8217;anzi
+a sedersi sulla sua sedia comitale, li vide entrare
+abbracciati, ed abbracciati correre a lei.
+Non era da farne caso, perchè così li vedeva
+ogni giorno; ed ella finalmente ne era tutta felice.
+Anch&#8217;ella amata, a&#8217; suoi bei tempi; ma più
+rispettata che amata, essendo stata sposata ad
+un uomo dabbene, ma austero di modi, e diciamo
+pure un po&#8217; orso. E vedova, e invecchiata
+nella vedovanza, era vissuta là molto
+sola, con quel benedetto ragazzo sempre in giro
+pel mondo, tanto in giro, che presto non bastandogli
+il vecchio, era andato in traccia del nuovo.
+Finalmente aveva messo il cervello a partito;
+ma per domare quel cervello c&#8217;era voluto il
+cuore. Ond&#8217;ella ebbe cagione di rallegrarsi, la
+nobil signora, e di amare anche più quella bellissima
+nuora che le aveva fatto il miracolo.
+Nessuna maraviglia, del resto; la contessa Juana<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+si faceva adorare da tutti; senza volerlo, solamente
+mostrandosi, aveva stregato un po&#8217; tutti.</p>
+
+<p>La veneranda signora seppe quel ch&#8217;era avvenuto
+in Vialata; molto sommariamente, per
+altro, non avendo creduto opportuno suo figlio
+di riferirle per filo e per segno i discorsi suoi
+coll&#8217;eccelso Gian Aloise, mentre amava piuttosto
+trattenersi su quelli della nobile Caterina del
+Carretto nei Fieschi. Quella era una donna che
+capiva le cose; ed egli, il capitano, avesse pure
+a soffrirne la dignità mascolina della stirpe,
+sarebbe stato felicissimo se per tutte le terre
+dei Fieschi, da Savignone a Pontremoli, da Vialata
+a Gioiosa Guardia, non gli uomini avessero
+più comandato, ma una buona volta le donne.
+A quali altezze maggiori non sarebbe salita la
+gente Fiesca, in cinquanta e magari cent&#8217;anni
+di senno e di grazia al governo de&#8217; suoi destini!
+E in quella vece, o miseria! si perdeva in vane
+contese e in più vane ambizioni il presente,
+guastando anche nel germe il futuro.</p>
+
+<p>Sorrideva, madonna Bianchinetta, bene intendendo
+la ragione di tutti quegli amabili paradossi
+del suo amabilissimo figliuolo. Il fatto era
+questo, che i belli occhi di Fior d&#8217;oro avevano
+avuto più forza del miraggio di Pisa.</p>
+
+<p>&mdash;Infine,&mdash;diceva,&mdash;se tu non hai ambizioni,
+perchè ne avremmo noi, che saremmo
+rimaste qua ad aspettarti?</p>
+
+<p>&mdash;E questa sera gran lettura;&mdash;soggiungeva
+Fior d&#8217;oro.&mdash;Sai, mamma, che ci tradurrà da
+un poeta latino la storia di Filemone e Bauci?
+Si tratta di due, uomo e donna, che si sono
+amati per tutta la vita.</p>
+
+<p>&mdash;Han fatto bene;&mdash;sentenziò madonna<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+Bianchinetta.&mdash;Quando si può, è la cosa più
+bella del mondo. E voi li imiterete, m&#8217;immagino.
+Ma non dimenticheremo poi la storia del
+nuovo Mondo?</p>
+
+<p>&mdash;Non dubitare, mamma;&mdash;rispose il capitano
+Fiesco.&mdash;Domattina mi metto a lavoro,
+e domani sera ne avrai un altro capitolo. Sai
+che la scrivo tanto volentieri. Ma che c&#8217;è? Visite
+ancora? Non ci sarebbe dunque più pace,
+a Gioiosa Guardia?&mdash;</p>
+
+<p>Si sentiva infatti uno scalpitìo di cavalli nel
+cortile, su cui guardavano appunto le alte finestre
+della caminata. Polidamante fu mandato a
+vedere che diavol fosse.</p>
+
+<p>&mdash;<i>Ecce iterum Crispinus</i>,&mdash;borbottò il padrone
+di casa.&mdash;E dico <i>Crispinus</i> per attenermi
+al testo. Ma sarà poi <i>Philippinus</i>, che guasterà
+il verso a Giovenale, e la veglia a noi altri.&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_VII" id="Capitolo_VII"></a><span class="chap">Capitolo VII.</span><br /><br />
+
+&#8220;Dove amore non è, più nulla è il resto&#8222;.</h2>
+
+
+<p>Non era <i>Philippinus</i>, no; nient&#8217;altro che un
+cavallaro, un corriere, un messo, o che altro si
+voglia dire, mandato da Genova per portar lettere
+alla Gioiosa Guardia. Polidamante, sceso a
+pigliar lingua, tornava su tutto affannato, con
+un plico, fatto di quella grossa carta di filo, che
+già da un secolo e più si fabbricava a Voltri,
+sul far di quella che aveva dato fama per tutta
+cristianità alle cartiere di Fabriano.</p>
+
+<p>&mdash;Sire Iddio, che letterone!&mdash;esclamò il capitano
+Fiesco, torcendo lo sguardo atterrito.</p>
+
+<p>&mdash;Vedi?&mdash;notò madonna Bianchinetta.&mdash;Ci
+avrai da leggere un bel poco, e Filemone e
+Bauci dovranno aspettare.</p>
+
+<p>&mdash;Chi manda la staffetta è Giovanni Passano;&mdash;diceva
+Polidamante in quel mezzo.</p>
+
+<p>&mdash;Strano!&mdash;ripigliò messer Bartolomeo.&mdash;Ci
+siam visti mezz&#8217;ora prima che io rimontassi
+a cavallo. Che bisogno c&#8217;era di mandarmi un
+corriere alle calcagna?</p>
+
+<p>&mdash;Questo, senza dubbio,&mdash;replicò sua madre,&mdash;di
+farti giunger notizie importanti, avute<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+da lui subito dopo che tu eri partito. Ma c&#8217;è un
+modo di saper tutto;&mdash;soggiunse con un placido
+riso la veneranda signora;&mdash;aprire quel
+letterone, non ti pare?</p>
+
+<p>&mdash;Ecco, fuman le dapi;&mdash;disse il figliuolo,
+niente persuaso della utilità di aprire il messaggio.&mdash;Rischiavo
+di seccarmi con Filippino
+bello, e già n&#8217;ero tutto rimescolato. E poichè da
+questo lato respiro, non voglio procurarmi altre
+noie per ora. Che cosa mi diceva il Passano,
+nel prender commiato? Che andava al banco
+di San Giorgio. Vorranno dunque esser filze di
+numeri, tutta roba da levar l&#8217;appetito. Ceniamo;
+e tu, letterone, aspetta.&mdash;</p>
+
+<p>Il letterone ebbe riposo su d&#8217;una credenza, e
+il capitano Fiesco pensò d&#8217;aver pace a tavola.
+E volle ridere, volle scherzare, secondo l&#8217;uso;
+ma non gli veniva fatto come le altre volte.
+Credeva anche d&#8217;aver portato dal suo viaggio
+frettoloso una buona dose d&#8217;appetito; ma non
+fu nulla, ed egli mangiò poco, e bevette anche
+meno. Quel letterone, posato laggiù sulla credenza,
+gli pesava sull&#8217;anima.</p>
+
+<p>Perchè poi tanto sgomento per due o tre pagine
+di scritto? Ecco qua; bisogna sapere prima
+di tutto che messer Bartolomeo Fiesco, dacchè
+aveva fatto ritorno alla casa de&#8217; suoi padri, era
+diventato nervoso. Non già stizzoso, o di mala
+voglia, perchè quasi sempre era ilare; ma in
+mezzo a tanta allegria sentiva di tanto in tanto
+i brividi dell&#8217;uomo che ha paura, che teme o
+sospetta di qualche cosa che non sa, ma che
+sente venirsi addosso, o pender da un filo sulla
+sua testa, come la famosa spada di Damocle.
+Le visite sopra tutto gli urtavano i nervi, e<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+pareva che si aspettasse sempre una seccatura
+enorme. In verità non aveva tutti i torti. O per
+recitar sonetti della Bella mano a sua moglie,
+o per mandar lui a Pisa, capitava messer Filippino
+assai più spesso del bisogno. Ed altri
+ancora, parenti come Filippino, o partigiani
+della gente Fiesca, o vecchi conoscenti, si affollavano
+a Gioiosa Guardia, per ossequiare,
+per visitare, per esplorare, sopra tutto per far
+discorsi inutili, tra i quali non mancava mai
+l&#8217;accenno alla vita operosa che doveva aver
+fatta il capitano Fiesco, e alla impossibilità che
+egli si contentasse della vita tranquilla, uniforme
+e noiosa del castellano. Volevano saper
+tutti quando ne sarebbe uscito, e come contasse
+di usare il suo tempo. Ond&#8217;egli aveva già incominciato
+a capire che si sarebbe stati assai
+meglio in un bosco, e ben fuori di mano, anzi
+ben fuori di quella regione, dove, o di qua dall&#8217;Appennino
+o di là, erano sempre castella dei
+Fieschi, con Filippini in moto, e parenti e conoscenti,
+e cacciatori e curiosi, cavallari, staffette
+e via discorrendo, fino alla consumazione
+dei secoli e della pazienza degli uomini. Quel
+letterone, frattanto! Che diavolerìa si nascondeva
+là dentro? Messer Bartolomeo, diventato
+più nervoso che mai, non se lo poteva levar
+dalla mente, lo sbirciava da lontano con occhio
+sospettoso, quasi temesse da un momento all&#8217;altro
+di vederne saltar fuori uno scorpione,
+una vipera, un basilisco; questo, anzi, più facilmente,
+essendo una bestia dell&#8217;araldico serraglio
+Fieschino.</p>
+
+<p>&mdash;Morale della favola;&mdash;diss&#8217;egli ad un
+certo punto tra sè.&mdash;Imparate, o giovani, a<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+non lasciar chiusa una lettera che abbiate ricevuta.
+Meglio è morire sul colpo, che patire
+un&#8217;agonia di due ore.&mdash;</p>
+
+<p>E madonna Bianchinetta e Fior d&#8217;oro, che
+parevano essersi scordate di quel misterioso
+letterone! La cena era finita, la tavola sparecchiata,
+e del noioso messaggio nè l&#8217;una nè l&#8217;altra
+delle due donne faceva parola. Doveva parlarne
+lui, facendone nascer lui l&#8217;occasione. E
+l&#8217;occasione fu questa, di fare una giratina per
+la sala, di accostarsi a quella credenza, e di salutare
+il letterone con un grido di maraviglia.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, eccolo qua, il bossolo dei segreti. Prendi,
+Juana, mia dolce amica, aprilo tu, ch&#8217;io non lo
+leggo. Piacevole non è di certo; e ci sarà almeno
+questo di buono, che la sua prosa, passando
+per la tua bocca, avrà acquistato buon
+suono.&mdash;</p>
+
+<p>La contessa Juana aperse, e lesse. Non faccia
+maraviglia che sapesse leggere. Fior d&#8217;oro certamente
+non leggeva ancora a Maguana, nella
+casa di Caonabo, suo terribil signore e padrone.
+Ma già leggeva a Xaragua, avendo presto imparata
+la lingua castigliana. Aveva seguitato a
+leggere alla Giamaica, e poscia in viaggio, imparando
+via via l&#8217;italiano, e continuandone con
+mirabil profitto lo studio in Gioiosa Guardia. La
+Corinna di Haiti aveva ingegno potente; le cognizioni
+a lei nuove della civiltà europea erano
+venute insieme coll&#8217;esercizio di quelle due lingue,
+fondendosi, estendendosi, formandole un
+nuovo tesoro, dandole quasi un&#8217;anima nuova.</p>
+
+<p>Per contro, aveva abbandonato assai dell&#8217;antica,
+o forse l&#8217;aveva sepolto nel profondo. Più
+non toccava il <i>maguey</i> dal malinconico suono;<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+nè meditava più, nè cantava più l&#8217;<i>areyto</i> in cui
+era maestra. L&#8217;ultimo era stato quello di Cahonana
+nell&#8217;atto di partirsi per sempre dalla sua
+isola natale. Bene sulle rive dell&#8217;Entella s&#8217;era
+provato Damiano a chiederle la grazia d&#8217;un
+canto nella lingua d&#8217;Itiba. Ma ella se n&#8217;era
+schermita.</p>
+
+<p>&mdash;Bambino amato, non esser cattivo; dolce
+signore, non esser tiranno. L&#8217;<i>areyto</i> era la gioia
+di un popolo semplice e buono, che sapeva appagarsi
+dei frutti della mia povera mente. La
+poetessa dell&#8217;<i>areyto</i> è morta insieme col suo
+popolo; perchè vuoi tu risuscitarla, se non hai
+forza di ritornarle in vita il suo popolo? Con
+altro nome rivive Anacoana; rivive per miracolo
+d&#8217;amore e di gratitudine. Ti ho amato,
+conte Fiesco, dal primo giorno che ti ho conosciuto;
+sarei morta coi miei poveri sudditi,
+amandoti e benedicendoti. Tu hai voluto ch&#8217;io
+vivessi, e la mia vita è diventata cosa tua, poichè
+tu l&#8217;avevi salvata. Tua regina, o tua serva,
+ogni condizione mi è buona; comandarti mi è
+dolce, obbedirti ancor più. Ma ti prego, una
+cosa non chieder da me; non chieder la voce
+che piacque a tanti infelici, la cui sorte è il
+segreto tormento dell&#8217;anima mia. La voce di
+Itiba è morta; ed io soffro già tanto, sforzandomi
+di dimenticare quei giorni! Dunque, se
+m&#8217;ami davvero....</p>
+
+<p>&mdash;Dunque più nulla;&mdash;aveva detto Damiano,
+troncandole la frase.&mdash;La bella bocca che diceva
+le belle canzoni, io la suggello coi baci.</p>
+
+<p>&mdash;E ti basti,&mdash;aveva ella risposto,&mdash;pensando
+che il cuore trabalza, venendo ad incontrarli
+sul labbro. Piacerebbe a te di narrarmi<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+il tuo passato? Nè io, bada, chiederò mai di
+conoscerlo. Che colpa avresti ai miei occhi, se
+dal giorno che m&#8217;hai conosciuta il tuo cuore
+è stato mio, intieramente mio? Quanto a me,
+conte Fiesco, ho un passato, e tu lo conosci:
+ebbi un fiero padrone, che ho rispettato; n&#8217;ho
+uno assai cortese, che adoro. Tra l&#8217;uno e l&#8217;altro
+è il dolore d&#8217;una patria morta, a cui non gioveranno
+i miei pianti, ma a cui dobbiamo usare
+entrambi la pietà del silenzio.&mdash;</p>
+
+<p>Il conte Fiesco riconobbe che sua moglie
+aveva ragione, e non chiese più nulla di quelle
+arti gentili di cui ella era stata maestra in Haiti.
+La cultura della contessa Juana si faceva del
+resto così profonda e così vasta nelle discipline
+europee, che veramente non era più necessario
+tornare col desiderio a prove antiche d&#8217;ingegno,
+le quali avevano il torto di destare in lei troppo
+dolorosi ricordi.</p>
+
+<p>Or dunque, ritornando al racconto, la contessa
+Juana aperse il plico, e lesse; anzi tutto una lettera
+di Giovanni Passano, che diceva così:</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="center smaller">
+&#8220;<i>Magnifico Signor mio e padrone osservandissimo</i>,<br />
+</p>
+
+<p>&#8220;Vi parrà strano che appena partito Voi per
+la Gioiosa Guardia io abbia da mandarvi il
+messo, come il cacciatore sull&#8217;orma. Così è
+piaciuto a Dio, dal quale vengono le fortune
+tutte e disgrazie di questo mondo, con che egli
+sperimenta le sue creature. Ma questa volta è
+misericordia sua e gran favore che sia evento
+piacevole, come io ben credo, trattandosi di lettera
+che Vi scrive l&#8217;uomo che più amate e venerate
+dopo il supremo dator di ogni bene.<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p>
+
+<p>&#8220;Sappiate adunque che, mentre Voi andavate
+verso porta di Santo Stefano glorioso, io me ne
+andai al magnifico Banco di San Giorgio per
+collocare il denaro che eravamo rimasti d&#8217;intesa.
+E là mi avvenni per singolar fortuna nello
+spettabile iureconsulto messer Nicolò di Oderigo,
+che scendeva allora dallo scalone. Umanamente
+mi salutò, e mi chiese di Voi, che tanto
+desiderava incontrarvi. E gli dissi che appunto
+eravate giunto questa mattina, ma per stare
+sull&#8217;ali e ripartire; che anzi a quell&#8217;ora certamente
+andavate passando il ponte di Sant&#8217;Agata
+benedetta. Mostrò dispiacere di tal contrattempo,
+perchè aveva ricevuto lettera di Castiglia per
+Voi, e a me la diede, commettendomi di spedirla
+al più presto. E sì m&#8217;aggiunse il prefato
+messer Nicolò: &#8220;ignoro che cosa sia detto in
+tal lettera, avendola sigillata senza leggere; ma
+se somiglia ad altra per me ricevuta, certo è
+fatto di somma importanza, e merita che il vostro
+signore e parente subito la tenga in sue
+mani&#8222;. Al che risposi non dubitasse, che avrei
+fatto ogni diligenza, siccome ero pronto, anche
+partendo io medesimo.</p>
+
+<p>&#8220;Non fu mestieri di ciò, avendo io trovato
+Battistino di Certénoli, che si disponeva appunto
+a partire. Io solo gli ho fatto e faccio raccomandazione
+di non fermarsi troppo a tutte le
+frasche, più che non avvenga a me quando
+vengo a trovarvi. Ed egli, saputo esser ciò per
+Vostro servizio, promette e giura, se Voi non
+correte più di lui, di raggiungervi ancora in
+cammino. Quanto a messer Nicolò di Oderigo,
+richiesto da me che cosa fosse scritto a lui, per
+darvene contezza, risposemi queste parole: &#8220;Il<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+nostro eccelso concittadino spera e dispera ad
+un tempo: è come un naufrago, che può toccar
+terra con l&#8217;aiuto di Dio, o andare sommerso
+nel profondo del mare. Egli è tanto disgraziato
+come grande&#8222;.</p>
+
+<p>&#8220;Messer riverito, io vi prego di star bene, e
+bacio umilmente le mani a madonna Bianchinetta
+e a madonna Fior d&#8217;oro mia nobil cognata;
+che veramente io non mi risolverò mai di chiamarla
+suocera, contro ogni apparenza di ragione.
+Bianchina mia a voi tutti si raccomanda.</p>
+
+<p class="exi smaller">
+&#8220;Di Genoa, li 6 marzo anno Domini 1506.
+</p>
+<p class="sig">&#8220;<span class="smcap">Johannes Paxano.</span>&#8222;
+</p>
+</div>
+
+<p>Il capitano Fiesco era stato a sentire con una
+certa curiosità la prima parte della lettera di
+Giovanni Passano. Alla seconda, ricominciò a
+non poter più star fermo sulla sedia, tanta era
+l&#8217;agitazione che gli entrava addosso; agitazione
+a cui partecipava l&#8217;animo di Fior d&#8217;oro, com&#8217;era
+dimostrato dall&#8217;andar più spedito, quasi convulso,
+della lettura.</p>
+
+<p>&mdash;All&#8217;altra! all&#8217;altra!&mdash;gridò messer Bartolomeo,
+com&#8217;ella ebbe finita la prima.&mdash;Che sarà
+mai, mio Dio, se un uomo grave e tranquillo
+come il dottore Oderigo si mostra così sgomentato
+per la sorte del nostro grand&#8217;uomo?&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro prese allora la seconda lettera, e
+con molta reverenza ne lesse la soprascritta,
+in lingua spagnuola: &#8220;<i>Al muy virtuoso Señor
+micer Bartholomè Fresco</i>&#8222;; poi ruppe il suggello,
+aperse il gran foglio, e lesse il contenuto,
+scritto in lingua italiana, mescolata di forme
+spagnuole e latine, di questo tenore:<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="exi">
+<i>&#8220;Virtuoso amico.</i><br />
+</p>
+
+<p>&#8220;Iddio nostro signore ha disposto che quando
+la creatura è nel fondo delle afflizioni, ella a
+Lui abbia ricorso e in Lui solo confidi: ma
+non è senza suo consiglio che ella si volga agli
+amici, nei quali è come un raggio in terra della
+sua eccelsa bontà. Tra i miei mali ho questa
+sorte, che ancora qualche anima mi resti fedele.
+Ma perchè i pochi che mi amano son
+tutti lontani da me?</p>
+
+<p>&#8220;Amico, la mia querela col mondo è antica
+oramai, come l&#8217;uso ch&#8217;egli ha di maltrattarmi.
+Già mille combattimenti mi diede, e a tutti ho
+resistito finora; in che non mi ha giovato nessuno.
+Ei mi tiene crudelmente colato a fondo:
+solo mi regge la speranza di Chi creò tutti, e
+sudditi e re. Il soccorso di Lui fu prontissimo
+sempre. Un&#8217;altra volta, è già molto, trovandomi
+assai abbattuto, mi sollevò col suo braccio divino,
+dicendo: levati su, uomo di poca fede,
+che son io, non aver timore. Ma adesso la voce
+misteriosa non parla più come prima; temo
+forte che voglia altro di me.</p>
+
+<p>&#8220;Da più d&#8217;un anno sto qui aspettando che
+don Fernando mi renda giustizia e m&#8217;ascolti,
+come aveva promesso anche a Voi. Tutti ottengono
+da lui, di dovunque arrivino; checchè
+gli propongano, son tutti ascoltati: più ancora
+se nemici miei, o da lui avuti per tali. Di me
+non si fa caso; anche qui tutti mi sfuggono,
+come fossi un lebbroso. Pensate a questo, Voi
+che avete visto il mio arrivo a Barcellona. Ora
+io vi sto mallevadore che non è uomo sì vile<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+il quale non pensi d&#8217;oltraggiarmi. Se io avessi
+rubate le Indie per darle a Portoghesi, come
+una volta si sospettò indegnamente, quando la
+tempesta mi gittò nel ritorno alle rive del Tago,
+non potrebbero in Ispagna dimostrarmi nimicizia
+maggiore. Chi ciò crederebbe d&#8217;un paese,
+dove fu sempre tanta generosità di sentire?</p>
+
+<p>&#8220;Grande aggravio ricevo da questo re, poi
+che la eccelsa donna mia protettrice è in cielo
+(che più non la vidi viva al mio ritorno), e non
+so come basteranno le forze a sostenere il mio
+dritto. Ma per rispetto a quella medesima dignità
+che Iddio mi ha data, quando permise che
+io discoprissi un mondo e lo rendessi alla sua
+fede, dovrò combattere fino all&#8217;ultimo soffio di
+vita. E son qui solo, nella mia pena, infermo,
+aspettando ogni dì da un uscio la giustizia
+degli uomini, dall&#8217;altro quella del cielo. Non è
+con me neppure il mio buon fratello don Bartolomeo,
+sempre in moto per mia cagione.
+Diego Mendez fu qui, nè vuole abbandonarmi
+del tutto; ma in troppe circostanze non fa al
+bisogno mio, dovendo, egli anche provvedere a
+sè stesso. Ah, i miei amici d&#8217;un tempo! Il loro
+affetto mi consolerebbe d&#8217;assai cose che mi
+mancano. E mi manchino pure per sempre;
+perchè &#8220;dove amore non è, più nulla è il
+resto&#8222;.&mdash;</p>
+
+<p>Tremava, per commozione profonda, la voce
+della bella lettrice; e gli occhi del capitano
+Fiesco si erano velati di lagrime.</p>
+
+<p>&mdash;Com&#8217;è vero!&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;È questo il
+grido dell&#8217;anima.</p>
+
+<p>&mdash;E noi lo sentiremo;&mdash;rispose Fior d&#8217;oro;&mdash;e
+correremo a lui, non è vero?<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Messer Bartolomeo si turbò forte, a quell&#8217;altro
+grido dell&#8217;anima.</p>
+
+<p>&mdash;Andrò certamente;&mdash;balbettò egli.&mdash;Ma
+tu....</p>
+
+<p>&mdash;Ed io con te. Potrei forse lasciarti solo?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè no! Andavo pur solo a Pisa!</p>
+
+<p>&mdash;Che mi parli tu di Pisa?&mdash;proruppe Fior
+d&#8217;oro.&mdash;Non ci sei andato, finalmente. E laggiù,
+dov&#8217;egli soffre, dond&#8217;egli chiama soccorso, il
+debito nostro è di andare senza indugio. Non
+gli debbo ancor io qualche cosa? Ma lasciami
+leggere il resto; son poche righe ancora;&mdash;soggiunse
+ella, sforzandosi d&#8217;apparire tranquilla.</p>
+
+<p>E proseguì, sebbene con voce alterata, la dolorosa
+lettura.</p>
+
+<p>&#8220;Domando forse troppo? Vi conosco, fedele
+amico dei lieti giorni come dei tristi, e penso
+che ciò non sia. Avendovi presso, di due cose
+una mi verrà bene ad ogni modo. O mi rifiorirà
+la speranza, poichè avrete ottenuto Voi
+ch&#8217;io parli un&#8217;ultima volta al re; e Voi solo
+potrete ottenerlo, che foste ricevuto da lui, e
+congedato con buone promesse. Dovrà ricordarle,
+vedendovi; e forse egli sentirà rossore
+di ciò che fa, per mio danno ed onta sua. O
+non otterrete nulla neppur voi? Sarà segno
+ch&#8217;io non debbo aspettare più nulla dal mondo,
+se non questo, che Voi mi chiudiate gli occhi
+al gran sonno. In questo caso sarete ancora il
+ben venuto al mio fianco; nell&#8217;ultim&#8217;ora della
+mia triste vita mi sarà dolce l&#8217;aspetto della
+città dond&#8217;io venni, e nella quale son nato.</p>
+
+<p>&#8220;Ricordatemi, ve ne prego, alla nobil signora
+che allieta i giorni del vostro riposo, e che ha
+tanto da perdonarmi anche lei. Ma io veramente<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+non sono in colpa, e fu con buono intendimento
+tutto quello che feci. Iddio mi aveva guidato laggiù;
+gli uomini malvagi hanno guastata l&#8217;opera
+di Dio, come già aveva fatto il maligno, sotto
+forma di serpente, in quel beatissimo Eden, di
+cui mi sembrò l&#8217;imagine sulla terra di Haiti.
+E ancora salutate per me il virtuoso messere
+Gian Aloise con la sua signora madonna Catalina.
+Dite loro che mi perdonino, se non ho più
+date nuove di me, che liete e degne di loro non
+n&#8217;ebbi più da gran tempo. Neanche, per dirvi
+tutto, ebbi comodità di scrivere, negli umili alberghi
+per cui mi vengo tramutando, poverissimo
+come sono, e spesso costretto ad accettar
+prestito da qualche anima buona. Non che per
+iscrivere una lettera e dar beveraggio a chi la
+porti, non ho il più delle volte una &#8220;bianca&#8222;
+per l&#8217;offerta in chiesa. Le mie rendite sono a
+San Domingo, e le tiene e le gode il gran commendatore
+d&#8217;Alcántara, che Iddio non vorrà dimenticare,
+nella sua forza e sapienza infinita,
+mentre io sono sventurato come vi dico. Ho
+pianto molto in mia vita sugli altri; su me piangerà
+presto la terra, se ancora ha senso di carità,
+se ancora v&#8217;è in pregio la verità e la giustizia.
+E vi tenga Nostro Signore nella sua santa
+guardia, con tutti coloro che amate; poichè, vi
+ripeto, dove amore non è, più nulla è il resto.</p>
+
+<p class="exi smaller">
+&#8220;De Segovia, a 20 de febrero 1506.</p>
+
+<p class="sig smaller">&#8220;<i>El Almirante mayor del mar Oçeano</i><br />
+<i>&#8220;Visorey y Gobernador general de las Indias, etc.</i></p>
+<p class="xsig">
+S.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
+S. A. S.<br />
+X. M. Y<br />
+Xp&#771;o&nbsp;FERENS.</p>
+</div>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p>
+
+<p>I titoli non mancavano mai, nelle lettere di
+Cristoforo Colombo. E potevano far sorridere
+gli sciocchi, e far piangere gli assennati, pensando
+che l&#8217;almirante maggiore dell&#8217;Oceano, il
+vicerè e governatore delle Indie era povero in
+canna, spesso nelle osterie, dov&#8217;era costretto a
+prendere i suoi pasti, non avendo di che pagare
+lo scotto. Quanto alla sigla che aveva sostituita
+alla firma, gli amici suoi sapevano che cosa
+volesse dire. Così l&#8217;aveva egli solennemente descritta
+nel suo testamento e istituzione di maggiorasco,
+del 22 febbraio 1498: &#8220;...... don Diego
+mio figlio e tutti i miei successori e discendenti,
+come pure i miei fratelli Bartolomeo e
+Diego, porteranno le mie armi quali le lascierò
+dopo morte, senz&#8217;aggiungervi alcun&#8217;altra cosa,
+e saranno scolpite sul lor sigillo. Don Diego
+mio figlio, o chiunque erediterà i suoi beni, andando
+al possesso dell&#8217;eredità, segnerà con la
+firma di che ora mi servo, che è una X con
+sopra una S, una M con sopra un&#8217;A, ed una S
+più in su, e quindi una Y sormontata da una S,
+colle linee e punti giusta il mio costume&#8222;. Ma
+la descrizione non essendo ancora l&#8217;interpetrazione,
+bisognerà soggiungere quella che n&#8217;hanno
+tentata i moderni eruditi, ricordando che Cristoforo
+Colombo, a detta del figlio Fernando nella
+sua <i>Historia dell&#8217;Almirante</i>, &#8220;se alcuna cosa
+aveva da scrivere, non provava la penna senza
+prima scrivere queste parole: <i>Jesus cum Maria
+sit nobis in via</i>&#8222;. Così avendo egli mutata la
+firma dopo le dignità ottenute, formò la sigla
+misteriosa, che si può sciogliere naturalmente
+in questo modo: <i>Salva me Xristus, Maria, Yosephus</i>.
+Quanto all&#8217;ultima linea, <i>Xristoferens</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+mezzo abbreviato, è l&#8217;istesso nome di Cristoforo,
+portatore di Cristo, come anche dimostra
+la nota iconografia di quel santo, col famoso
+distico leonino e maccheronico che suol richiamare
+alla mente.</p>
+
+<p>&mdash;Ed ora,&mdash;disse Fior d&#8217;oro, nell&#8217;atto di ripiegare
+il foglio,&mdash;sosterrai tu che io non
+debba seguirti? Vedi, egli vuol chiedermi perdono,
+non essendo in colpa di nulla. Io, io debbo
+portargli una parola di riconoscenza per me,
+con le benedizioni del mio popolo, ch&#8217;egli amò
+tanto, ch&#8217;egli avrebbe reso felice, se gli uomini
+malvagi non ne avessero attraversati i disegni.</p>
+
+<p>&mdash;Sia come volete, Juana;&mdash;rispose il capitano
+Fiesco.&mdash;Il cielo forse v&#8217;ispira. Al letto
+di un infermo vale anche meglio una donna
+che un uomo. Iddio ha posto negli occhi vostri
+un raggio della sua pietà, e sulle vostre labbra
+il balsamo delle sue misericordie. Nè il grand&#8217;uomo
+sarà solo, quand&#8217;io dovrò chiedere
+udienza al suo re. Non vorrà certo negarmela;&mdash;soggiunse
+messer Bartolomeo;&mdash;tanto cortesemente
+mi aveva egli accolto, che pareva
+non sapesse più spiccarsi da me. Niente al signor
+Almirante, e si capiva, quantunque promettesse
+di vederlo e di udirlo; a me tutto; mi
+avrebbe posto Castiglia e Leone sulle braccia,
+con le Indie per il buon peso. &#8220;Voi siete, signor
+conte, in grandissima stima presso don Nicola
+Ovando, che d&#8217;uomini s&#8217;intende, come del nostro
+servizio; stimato dal gran commendatore
+d&#8217;Alcántara, che così vantaggiosamente mi
+scrive di Voi, non sarete meno stimato e favorito
+da me: non dispiaccia ad un Fiesco di
+prender servizio presso un re d&#8217;Aragona, che<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+conosce il merito, e sa ricompensarlo&#8222;. La grazia
+delle sue ricompense! Ma bisognò sputar
+dolce, dopo inghiottito l&#8217;amaro. Infine, chi sa?
+Non è una ispirazione del cielo che l&#8217;Almirante
+mi richiami presso di sè, per ottenergli giustizia?
+E se fossi io quello che potesse fargliela
+avere.... colla reintegrazione dei suoi diritti....
+colla spedizione sua ad un altro viaggio di scoperta!...</p>
+
+<p>&mdash;Quante speranze ad un tratto!&mdash;esclamò
+Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Non per me, si capisce. Io non andrò più,
+certamente. Sarà un sacrifizio.... che farò lietamente
+a Fior d&#8217;oro. Ma per lui, che forse ad
+un tale annunzio ritornerebbe da morte a vita,
+mi par che sia bene tentare, e per intanto sperare.
+Sperare giova, e tentare non nuoce. Andremo
+dunque a Segovia. Ma ora che ci penso,
+come vi porterei io in Ispagna, dove forse Fior
+d&#8217;oro....</p>
+
+<p>&mdash;Fior d&#8217;oro può restar qui;&mdash;rispose la
+contessa;&mdash;ed anche può esser morta di là
+dal gran mare. In vece sua può ben rinascere
+il mozzo Bonito, di cui conservo ancora le
+spoglie.&mdash;</p>
+
+<p>Con quel nome e in quelle spoglie Anacoana
+era andata dalla sua isola natale alla Giamaica,
+e di là ritornata a San Domingo, per passar
+poscia in Europa; mozzo per tutti, tranne per
+pochissimi che erano a parte del segreto.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, voi trovate rimedio a tutto, Juana;&mdash;disse
+il capitano Fiesco, sforzandosi di sorridere.&mdash;Ma
+questo mi fa pensare che avrò da
+trovar qualche cosa ancor io, non essendo naturale
+che un mozzo faccia così lungo tragitto<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+per via di terra. Dove sarà il cavallaro? Probabilmente
+nel tinello a cena; che non avrà
+voluto rinunziare alla buona occasione. Polidamante!&mdash;</p>
+
+<p>Il ragazzo non era là in anticamera, e bisognò
+andarlo a chiamare dall&#8217;alto dello scalone.
+Udì la voce tonante del padrone, ed accorse.</p>
+
+<p>&mdash;Battistino è ancora giù con voi altri?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, mio signore; anzi dormirà qui, avendo
+fatto tardi, per andare a Certénoli.</p>
+
+<p>&mdash;E non ci andrà. Si tenga pronto a ripartire
+domattina all&#8217;alba per Genova.&mdash;</p>
+
+<p>Ciò detto, il capitano Fiesco ritornò alla caminata,
+e là scrisse in fretta una lettera per
+Giovanni Passano.</p>
+
+<p>&mdash;E questa è fatta;&mdash;diss&#8217;egli conchiudendo,
+mentre suggellava il foglio.&mdash;Se il <i>Paradiso</i>
+è ancora in porto, può esser qui doman l&#8217;altro.
+Non sarà neanche mestieri che ci facciamo vedere
+a Genova.&mdash;</p>
+
+<p>Madonna Bianchinetta approvò tutti gli ordini
+del figliuolo, e la fretta con cui erano dati.
+Aveva sparse tante lagrime, la veneranda signora,
+sentendo legger la lettera del signor Almirante!</p>
+
+<p>Due giorni appresso, sull&#8217;ora del vespro, la
+nave <i>Paradiso</i> gettava le àncore davanti alla
+spiaggia di Chiavari. Subito si spiccava dal suo
+bordo un palischermo, con quattro rematori
+sui banchi di voga, e Giovanni Passano al timone.
+Un&#8217;ora dopo, il fido luogotenente e ministro
+del conte Fiesco era a Gioiosa Guardia.
+Non si poteva fare più presto, nè meglio di così,
+per contentare quell&#8217;argento vivo del conte.</p>
+
+<p>Messer Bartolomeo s&#8217;imbarcò a notte alta,<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+avendo non meno alte ragioni di far ciò. Quel
+mozzo Bonito non doveva esser visto da tanta
+gente, che nei giorni festivi ammirava la contessa
+Juana nella chiesa di San Salvatore. Con
+messer Bartolomeo e col mozzo Bonito montarono
+in nave due scudieri, Pietro Gentile, e
+frate Alessandro. Il frate tornava al suo secondo
+uffizio d&#8217;elezione; non dimenticando il primo,
+per altro, poichè portava la sua tonaca e la
+sua cocolla, delle quali aveva fatto il solito
+involto.</p>
+
+<p>&mdash;Portar l&#8217;abito indosso e portarlo in mano
+è tutt&#8217;uno;&mdash;diceva il frate scudiero.&mdash;L&#8217;essenziale
+è di non lasciarlo per via, di non gittarlo
+ai rovi, come fanno certuni, dimenticando
+i loro giuramenti. Io tengo i miei, onorando il
+glorioso fondatore dell&#8217;ordine, seguendone gli
+esempi, facendo allegramente quel po&#8217; di bene
+che posso. Il benedetto san Francesco non voleva
+musi lunghi, nè ipocrisie. Gli uomini aveva
+tutti per fratelli; e chi si adoperava per utile
+dei fratelli, lo aveva per figliuolo.&mdash;</p>
+
+<p>Anche don Garcìa avrebbe voluto seguire il
+padrone e accompagnare il conterraneo; tanto
+più che si approdava a Barcellona. Sosteneva
+di poter rientrare senza pericolo in Ispagna,
+avendo lasciato San Domingo col suo bravo
+congedo, per anzianità di servizio. Ma il capitano
+Fiesco non volle saperne di lui.</p>
+
+<p>&mdash;Restate, don Garcìa;&mdash;gli aveva detto.&mdash;Dio
+guardi se qualcheduno vi riconosce....</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione, signor conte;&mdash;aveva risposto
+don Garcìa, chinando umiliato la fronte.</p>
+
+<p>&mdash;E non dico per questo che voi ora pensate;&mdash;replicò
+il capitano Fiesco.&mdash;Dico che<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+anche essendo partito col vostro bravo congedo,
+vi siete allontanato da San Domingo <i>insalutato
+hospite</i>. E l&#8217;ospite era il governatore, che può
+aver notata la cosa. Il congedo, poi, era soltanto
+a voce. Insomma, vi dico che non è bene per
+voi venire laggiù, e meglio sarà che rimaniate
+qui, a godere davvero il vostro congedo benedetto.&mdash;</p>
+
+<p>Così restò don Garcìa, e la nave <i>Paradiso</i> si
+allontanò senza di lui dalla spiaggia di Chiavari.
+Fortunata, aveva anche il vento in fil di
+ruota, che, avendo preso a soffiar nella notte
+dalle gole di Sestri Levante, doveva accompagnarla
+fino oltre la punta di Portofino. Di là da
+Capodimonte, lo ebbe di fianco, ed era tramontana
+schietta: ma la tramontana era anche più
+favorevole del vento in poppa, perchè si poteva
+serrarla con tutte le vele, navigando al gran
+largo, che è la più gloriosa maniera, ed allarga
+altrettanto il cuore del capitano, che ha fretta
+di giungere al porto.</p>
+
+<p>La nave non volendo toccar Genova, era rimasto
+a terra e per via di terra sarebbe tornato
+a casa il Passano.</p>
+
+<p>Ora, mentre egli usciva da Gioiosa Guardia,
+dove era andato a prendere un cavallo dalle
+scuderie, indovinate chi gli passò davanti agli
+occhi, tra Paggi e San Salvatore. Il capitano
+Fiesco ci avrebbe dato alla prima. Messer Filippino?
+Lui, sicuramente, lui, che aveva trovato
+un altro buon pretesto, di andare in Fontanabuona,
+per passare davanti al castello del
+suo amato parente, fermarsi un tratto ad ammirare
+la contessa Juana e sospirarle un sonetto.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Io arrivo, e voi partite?&mdash;diss&#8217;egli, facendo
+la bocca dolce.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, parto, come vedete, messer Filippino.</p>
+
+<p>&mdash;E i miei buoni parenti stanno bene?</p>
+
+<p>&mdash;Benissimo,&mdash;rispose il Passano,&mdash;e in
+via per la Spagna.</p>
+
+<p>&mdash;Per la Spagna!&mdash;ripetè Filippino, stupito.&mdash;Il
+mio caro cugino, che non si voleva più
+muovere.... per nessuna ragione!...</p>
+
+<p>&mdash;Eh, capirete, messere; quando si trattava
+di andar solo. Ma ora va accompagnato.</p>
+
+<p>&mdash;Accompagnato!&mdash;ripetè Filippino, sgranando
+gli occhi, e impallidendo un pochino.</p>
+
+<p>&mdash;Già, con la dolce consorte. Beato lui, che
+può portarsela allato come la sua buona spada.
+Io, poveraccio, vado e torno ad ogni tanto, sempre
+costretto a lasciare la mia sposina a Genova.
+È vero che i miei viaggi son brevi.&mdash;</p>
+
+<p>Messer Filippino non gli dava più retta. Che
+importava a lui delle pene maritali di Giovanni
+Passano?</p>
+
+<p>&mdash;La contessa con lui!&mdash;esclamò.&mdash;E
+quanto rimarranno?</p>
+
+<p>&mdash;Questo non saprei dirvi io, messere. Nè
+credo che lo sappia madonna Bianchinetta. Ma
+potete provare a domandargliene.</p>
+
+<p>&mdash;Veramente, non contavo di entrare, questa
+volta. Ho da fare a Santo Stefano....</p>
+
+<p>&mdash;Allora, buon viaggio, messer Filippino.</p>
+
+<p>&mdash;E a voi, messer Giovanni, a voi.&mdash;</p>
+
+<p>Giovanni Passano toccò il cavallo, che subito
+prese il portante, andando verso la Maddalena.</p>
+
+<p>&mdash;M&#8217;è rimasto di stucco:&mdash;diceva il Passano
+tra sè.&mdash;Che fastidioso uomo è costui!<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+Ed ora, se Dio vuole, per la prima volta non
+gli parrà Gioiosa, la Guardia.&mdash;</p>
+
+<p>Aveva dato nel segno. Messer Filippino c&#8217;entrò,
+mezzo per consuetudine, e mezzo per curiosità,
+volendo sapere, se gli veniva fatto, come
+e perchè fossero partiti i due coniugi, e quanto
+sarebbero rimasti lontani. Ma la Gioiosa Guardia,
+dove più non era la contessa Juana, gli
+parve triste, desolata come un nido vuoto. Anch&#8217;egli
+doveva pensare quel giorno, ma con altra
+intenzione, quello che Cristoforo Colombo
+aveva scritto all&#8217;amico: &#8220;Dove amore non è,
+più nulla è il resto&#8222;.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_VIII" id="Capitolo_VIII"></a><span class="chap">Capitolo VIII.</span><br /><br />
+
+Dolenti note.</h2>
+
+
+<p>Non avendo speranza di leggere un altro capitolo
+dei Commentarii di messer Bartolomeo
+Fiesco, che se ne va con buon vento alle coste
+di Spagna, cercheremo di dir noi brevemente
+quanto sarà mestieri conoscere dei casi di Cristoforo
+Colombo, ritornato che fu dal suo quarto
+viaggio di scoperta, e della condizione tristissima
+ond&#8217;egli era stato consigliato a scrivere
+la dolente sua lettera al virtuoso capitano. Dovremo
+per ciò ritornare un passo indietro (e
+sian pur molti, a patto che non paian più d&#8217;uno)
+fino alla partenza del signor Almirante dall&#8217;isola
+Giamaica, dove il fedel Diego Mendez
+gli aveva condotto un naviglio, e il perfido
+Ovando, non potendo più oltre ignorare lo stato
+del grand&#8217;uomo, gliene mandava un altro, che
+finalmente si era risoluto di trovare.</p>
+
+<p>Su quei due navigli s&#8217;imbarcavano i fedeli
+dell&#8217;Almirante e i pentiti seguaci del Porras, facendo
+vela il 28 giugno 1504, dopo un anno e quattro
+giorni di forzata inerzia nel villaggio galleggiante
+sulla spiaggia di Maima. Ancora non si<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+era chetato lo sdegno degli elementi contro il
+magnanimo nocchiero, che primo aveva osato
+sfidare i flutti dell&#8217;Atlantico; e le correnti fortissime
+tra la Giamaica e la Spagnuola diedero
+assai travaglio alle navi, che solo il 13 agosto
+afferravano il porto di San Domingo. Col livore
+nell&#8217;anima e col sorriso sulle labbra, accolse
+don Nicola Ovando l&#8217;aborrito Colombo; gli profferse
+ospitalità nel palazzo del governo, e mostrò
+di volergli usare ogni maniera di cortesie.
+Quella era la pace dello scorpione, come si diceva
+con energica frase intorno al signor Almirante;
+e non senza ragione, poichè il gran
+commendatore d&#8217;Alcántara, ch&#8217;era lo scorpione
+in discorso, mentre faceva la bocca dolce al
+suo ospite, metteva in libertà il Porras, che
+questi aveva condotto prigione, unico escluso
+dal perdono concesso ai ribelli, come quegli
+che li aveva istigati e spinti alla prova delle
+armi. Non pago di ciò, don Nicola Ovando parlava
+di voler fare egli stesso un&#8217;inchiesta di
+ciò ch&#8217;era avvenuto alla Giamaica, sostituendosi
+audacemente all&#8217;autorità del signor Almirante,
+e usurpando il diritto dei reali di Spagna,
+ai quali si spettava, se mai, di rivedere il
+processo e di far piena giustizia. Ma qui il signor
+governatore non andò oltre la minaccia,
+che forse aveva fatta per giustificare lo scarceramento
+del Porras, ed anche per fare dispetto
+al suo ospite e indurlo ad abbreviare i termini
+del suo soggiorno a San Domingo.</p>
+
+<p>Messer Cristoforo non voleva già rimanere a
+lungo in quel triste luogo, dove i segni dello
+sgoverno e della rapina erano troppi e troppo
+evidenti; dove ancora non tacevano gli echi<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+delle orribili carneficine che avevano funestata
+da un capo all&#8217;altro la povera Haiti; dove infine
+non c&#8217;era verso di ottenere alcuna soddisfazione
+delle sue rendite, e nemmeno un&#8217;ombra
+di conti. Al signor governatore aveva oramai
+restituito il naviglio, e un altro ne aveva acquistato
+del suo. E per tal modo, su due legni
+proprii, come un privato armatore, riconduceva
+in Ispagna tanti servitori della Corona,
+che per Castiglia e Leone avevano due anni
+intieri messa a bei rischi la pelle. All&#8217;Ovando
+e al soggiorno di San Domingo lasciava ancora
+tutti i ribelli del Porras, che il signor governatore
+li premiasse pure secondo i gran meriti
+loro, e magari li facesse del suo consiglio di
+governo. Ed egli, co&#8217; suoi due legni, si mise alla
+vela il 12 di settembre.</p>
+
+<p>Qui subito incominciò la disdetta. Avevano
+fatte appena due leghe di cammino, che sulla
+nave dell&#8217;Almirante si spaccò per lungo l&#8217;albero
+di maestra, dalla vetta fino in coperta. Buon
+legno, e stagionato, anche tu? L&#8217;Almirante passò
+sulla seconda nave, che era sotto il comando
+dell&#8217;Adelantado, e rimandò a San Domingo la
+caravella inservibile. Si veleggiava con buon
+vento, e i cuori si riaprivano alla speranza;
+quand&#8217;ecco, il 18 ottobre, una terribil fortuna
+di mare, che mette l&#8217;unica nave in pericolo. Se
+n&#8217;esce sani, e torna il mare in bonaccia; ma il
+giorno appresso, in quella gran calma, e quasi
+non lavorando le vele, si spezza in quattro l&#8217;albero
+di maestra.</p>
+
+<p>&mdash;Piove sul bagnato!&mdash;si contentò di dire
+l&#8217;Adelantado, che tosto, consigliato dal fratello, a
+cui la gotta non consente di lasciare il giaciglio,<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+prende un&#8217;antenna di rispetto, ne fa un piccolo
+albero, fortificandolo di legname preso dai castelli
+di poppa e di prora, strettamente lega
+ogni cosa con gran giri di fune, e vi adatta la
+vela. Si naviga ancora verso levante, ma incappando
+presto in un altro fortunale, che porta
+via l&#8217;albero di trinchetto. In tal guisa l&#8217;Atlantico
+rabbioso dava congedo al suo domatore: e in
+tal guisa, fatte settecento leghe di mare e d&#8217;angoscia
+indicibile, nella mattina del 7 novembre
+il legno disalberato afferrava San Lucar di Barrameda,
+donde il signor Almirante, sfinito da
+due anni e mezzo di continui travagli, tormentato
+dalla gotta e più dal pensiero della umana
+malvagità, si faceva trasportare a Siviglia.</p>
+
+<p>Sperava di trovar pace colà, e di ricuperare
+tanto di forze da potersi condurre a Medina del
+Campo, dov&#8217;era allora la Corte, necessariamente
+un po&#8217; nomade in quel primo periodo di ricostituzione
+del regno. Ma non ricuperò punto di
+forze, non avendo trovata la pace, bensì in gran
+disordine le cose sue, poichè dal tempo della
+sua prigionìa, avendo il Bovadilla preso possesso
+della sua casa e delle sue sostanze in
+San Domingo, non pure non gli pagavan le rendite,
+ma non erano state neanche esatte con la
+debita puntualità, e quel tanto che se ne veniva
+raccogliendo restava nelle mani del governatore.
+Ond&#8217;egli, un mese dopo l&#8217;arrivo a Siviglia,
+scriveva al figliuol suo Diego, ch&#8217;era paggio
+alla Corte: &#8220;Il governatore m&#8217;ha crudelmente
+trattato. Mi dicon tutti che io là posseggo undici
+o dodicimila castigliani; ed io non ne ho avuto
+un quarto&#8222;. Si aggiunga che quel quarto gli
+era servito a comperar le due navi, per portare<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+in Ispagna tanti buoni servitori della Corona,
+che ancora un mese dopo l&#8217;arrivo a San Lucar
+di Barrameda non avevano ricevuto il soldo di
+due anni e mezzo di onorati servizi; e a lui si
+volgevano, chiedevano denari a lui, che non ne
+aveva per sè.</p>
+
+<p>Nè solo scriveva al figliuolo che perorasse
+per lui e per la giustizia; scriveva al re, scriveva
+alla regina. Ordinassero che fosse dato il
+soldo a quella povera gente; comandassero all&#8217;Ovando
+di fargli pagare senza indugio il dovuto,
+perchè, senza una lettera regia, nè quegli
+si sarebbe mosso, nè gli stessi agenti dell&#8217;Almirante
+in San Domingo avrebbero ardito aprir
+bocca; provedessero finalmente, in guisa che
+meglio fossero amministrate laggiù le rendite
+della Corona; al qual proposito bastava accennare
+che una immensa quantità d&#8217;oro si ammonticchiava
+in mal costrutte case, esposte di
+continuo alla rapina, al saccheggio. Aveva risposte,
+ma fredde, che lo rimandavano di giorno
+in giorno, anzi peggio, di mese in mese. Erano
+andati alla Corte del re Ferdinando e della regina
+Isabella, i suoi due fidati amici, Diego Mendez
+e Alonzo Sanchez di Carvajal, ricevendo
+anch&#8217;essi un sacco e sette sporte di buone parole.
+Più non poteva fare la regina, inferma, da
+parecchi mesi inchiodata in un letto: più non
+voleva fare il re, largo promettitore, non senza
+un&#8217;aria di canzonatura, che tirava, sia detto col
+rispetto dovuto a su&#8217; Altezza reale, che tirava
+i ceffoni. Intanto, trionfava il Porras, parente
+in quel brutto modo che sappiamo al regio tesoriere
+Morales. E il re Ferdinando a tutte le
+sollecitazioni del povero infermo di Siviglia<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+mandava a rispondere: &#8220;si vedrà, si farà quanto
+è dovuto, e più ancora&#8222;; la regina Isabella, in
+cui era riposta l&#8217;ultima speranza dello sventurato
+Colombo, la regina Isabella moriva.</p>
+
+<p>Povera donna, infelice regina, che non aveva
+avuto in tutta la sua vita fortunosa un&#8217;ora di
+pace! Abbiamo narrate le vicende della giovinezza
+di lei, e come le paresse liberazione andar
+moglie a Ferdinando d&#8217;Aragona. Ma proprio allora
+incominciò la prigionia, non della persona,
+bensì dell&#8217;anima generosa, del cuore pietoso
+d&#8217;Isabella di Castiglia e Leone. Le istesse gioie
+della maternità, che consolano tante donne d&#8217;un
+nodo malaugurato, volsero in lutto per lei. Le
+era morto l&#8217;unico maschio, il principe Giovanni;
+morta la diletta figliuola Isabella, e il figliuoletto
+di lei, don Michele; restava Giovanna, misera
+creatura che doveva rimanere nella storia
+col nome di Giovanna la pazza, maritata all&#8217;arciduca
+Filippo d&#8217;Austria, bel giovane e dissoluto,
+che la rendeva infelice vivendo, e doveva
+lasciarla infelicissima, morendo un anno di poi.
+Di tutti questi dolori materni nutriva Isabella
+i suoi anni maturi; e d&#8217;altri ancora, onde la
+colmò di continuo l&#8217;indole avara e tiranna del
+suo consorte e signore. Quell&#8217;astuto Aragonese,
+che, lei morta appena, sarebbe passato a seconde
+nozze con una principessa francese, non
+era fatto davvero per darle allegrezza della vita
+e del regno. E cercò sempre, la nobil donna,
+di nascondere al mondo la sua infelicità; fece
+quanto potè, anche in punto di morte, per esser
+creduta la più felice delle mogli.</p>
+
+<p>&#8220;Che il mio corpo (diceva ella nel suo testamento)
+sia seppellito nel monastero di San Francesco,<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+nell&#8217;Alhambra della città di Granata, in
+un modesto sepolcro, senz&#8217;altro monumento che
+una semplice pietra, su cui sarà scolpita l&#8217;iscrizione.
+Desidero nondimeno, ed ordino, se il re
+mio signore s&#8217;eleggesse sepoltura in una chiesa,
+o monastero, in alcun altro luogo o parte de&#8217;
+miei regni, che il mio corpo sia pur tramutato
+e sepolto accanto a quello di Sua Altezza; per
+forma che la unione di cui abbiamo goduto in
+vita, e di cui speriamo la Dio mercè che le
+anime nostre godranno nel cielo, possa essere
+raffigurata dalla unione dei nostri corpi in
+terra.&#8222;</p>
+
+<p>Isabella moriva il 26 novembre del 1504, a
+Medina del Campo, in età di cinquantaquattro
+anni. Il grand&#8217;uomo ch&#8217;ella aveva protetto, intendendone
+l&#8217;ingegno e la missione divina, trattenuto
+dalla sua infermità nelle mura di Siviglia,
+non aveva potuto rivederla un&#8217;ultima volta:
+neanche gli fu dato di conoscer subito la notizia
+della morte di lei. Sapendola aggravata dal male,
+e desideroso di recarsi al suo letto d&#8217;agonia,
+non aveva trovato mezzo di trasporto più adatto
+d&#8217;una lettiga che i canonici di Siviglia avevano
+usata poco prima per trasportare la salma del
+cardinal di Mendoza. Ma i canonici temevano
+per il fatto loro, che non andasse guasto o perduto;
+e l&#8217;istesso giorno che Isabella moriva a
+Medina del Campo, si faceva in Siviglia tra quei
+canonici e il &#8220;vicerè delle Indie&#8222; un regolare
+contratto per l&#8217;affitto di quella lettiga, di quella
+bara, restando mallevadore don Francesco Pinedo,
+tesoriere della marina, che la strana vettura
+sarebbe stata restituita. Già era per salirvi
+il dolente; ma le trafitture del suo male e lo<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+straordinario rigore della stagione non gli permisero
+di mandare ad effetto il suo divisamento.</p>
+
+<p>La morte d&#8217;Isabella era il colpo di grazia al
+grande infelice. Viva la regina, si poteva sperare
+ch&#8217;ella fosse un giorno e l&#8217;altro per vincer
+l&#8217;animo iniquo di Ferdinando; e ad ogni modo
+si poteva esser certi che la regia fede sarebbe
+stata mantenuta, com&#8217;era scritta in forme solenni.
+Lei morta, le ragioni di Cristoforo Colombo,
+lasciate così a lungo sospese, sarebbero
+state sicuramente disconosciute, e le speranze
+deluse. E ancora tentava, scrivendo lettere su
+lettere, mescolando le umili supplicazioni alle
+giuste querele. Nella primavera del 1505 tentò
+per lui don Bartolomeo suo fratello di ottenere
+a voce quello che per iscritto non si era potuto
+fin allora. L&#8217;Adelantado conduceva seco il secondo
+figliuolo dell&#8217;Almirante; savio e costumato
+adolescente, allora nei diciassette anni,
+che aveva partecipato alle fortunose vicende
+del quarto viaggio. Si chiamava Fernando, l&#8217;adolescente;
+Fernando, come il re; ma non gli valse
+altrimenti che ad ottenere un altro sacco di
+buone parole.</p>
+
+<p>Un filo di speranza era venuto al signor Almirante
+dalla notizia che Diego di Deza, il dotto
+domenicano, allora vescovo di Palencia, ma innalzato
+ad arcivescovo di Siviglia, sarebbe rimasto
+alcun tempo alla Corte. Diego di Deza era
+stato l&#8217;unico dotto, e perciò l&#8217;unico sostenitore di
+Cristoforo Colombo, nel famoso consiglio degli
+indotti di Salamanca. Non avendo potuto persuadere
+i suoi ostinati colleghi, era pure tornato
+utile al navigatore genovese, consigliandolo a
+restare in Castiglia, aspettando una migliore occasione<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+di vincere. Queste cose, che tanto onoravano
+il Deza, mandò a ricordargli Cristoforo
+Colombo: ma è da credere che l&#8217;arcivescovo di
+Siviglia non potesse far più, per l&#8217;amico, nessuno
+di quei buoni uffici che aveva fatti il lettore
+di filosofia del convento di San Domenico
+in Salamanca. Un altro amico parve la man di
+Dio allo sventurato Colombo, quando se lo vide
+comparire in casa, in quella medesima primavera
+del 1505. Quell&#8217;amico era Amerigo Vespucci,
+che al tempo del terzo viaggio di Cristoforo
+Colombo al nuovo Mondo, era stato con
+Alonzo d&#8217;Ojeda alle Antille, in quella spedizione
+che fu il primo colpo dato da re Ferdinando
+ne&#8217; suoi patti solenni coll&#8217;Almirante maggiore
+del mare Oceano e Vicerè governatore generale
+delle Indie. La conoscenza di Amerigo Vespucci
+con Cristoforo Colombo era anche più antica,
+poichè il Vespucci era stato computista presso
+il fiorentino Giannotto Berardi, ricco negoziante
+in Ispagna, il quale appunto aveva dovuto dare
+una sua nave alla grande spedizione dell&#8217;Almirante,
+allora per l&#8217;ultima volta in auge presso la
+Corte spagnuola.</p>
+
+<p>Di lui scriveva l&#8217;Almirante al figlio Diego, il
+3 febbraio 1505: &#8220;.... Ho parlato con Amerigo
+Vespucci, latore della presente, chiamato dal re
+per affari di navigazione. Egli ebbe sempre desiderio
+di compiacermi; è uomo molto dabbene;
+la fortuna gli fu avversa, siccome a molti altri;
+i suoi lavori non gli profittarono come ragione
+voleva. Parte assai ben disposto per me, e bramoso,
+se gli è possibile, di fare qualche cosa
+che mi sia utile. Io di qui non so di che potrei
+incaricarlo, perchè ignoro che voglia da lui la<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+Corte; egli va, determinato di fare per me quanto
+gli sarà possibile. Vedi in che può servirmi, e
+adóprati a questo proposito, poichè egli farà
+ogni cosa; parlerà e metterà tutto in opera; ma
+tutto sia segretamente, a fine di non destar sospetti
+contro di lui. Io gli dissi quello che potei
+circa le cose mie, e lo informai della ricompensa
+che mi ebbi ed ho per le mie fatiche&#8222;.</p>
+
+<p>La lettera era bella, e doveva infiammare il
+giovine Diego Colombo di nobilissimo zelo a
+servire il buon Amerigo, che certo si adoperò
+per l&#8217;amico, e da amico lo servì, dando il suo
+nome di battesimo a quella parte del mondo,
+che senza l&#8217;ingegno, la costanza, la intrepidità
+del navigator genovese sarebbe rimasta Dio sa
+quanto ancora sconosciuta, ma sicuramente di
+là dagli anni di vita concessi dalla natura al
+buon messere Amerigo. Non ci ebbe colpa, dicono,
+nella faccenda del nome; fu un capriccio
+della gran matta, il giorno che, sollevata un pochino
+dagli occhi la benda famosa, lesse a caso
+il nome del Vespucci sopra una carta delle terre
+di recente scoperte da un altro.</p>
+
+<p>Il quale seguitava ad illudersi; come s&#8217;era illuso,
+quando, ritornate da San Domingo alcune
+navi cariche d&#8217;oro per la Corona, della parte dovuta
+all&#8217;Almirante non portarono nulla, e dovevano
+esserci per lui almeno settantamila scudi;
+come quando, essendo mossa questione di far
+partire per il nuovo Mondo tre vescovi, indarno
+richiese che fosse ascoltato il suo parere prima
+di eleggerli. Questa, per altro, era stata ingiuria
+troppo grave alla sua dignità, e non aveva saputo
+tollerarla. Infermo com&#8217;era, proponendosi
+di andare a Segovia, dove allora si ritrovava la<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+Corte, a far dimostrazione del suo desiderio di
+farla finita con tante tergiversazioni indegne di
+un re, come con tante offese al suo buon diritto,
+aveva chiesto per lettera il permesso di servirsi
+d&#8217;una mula per il viaggio, non potendo sopportare
+lo scuotimento del cavallo. È qui da sapere
+che il troppo frequente uso dei muli aveva fatto
+trascurare in Ispagna l&#8217;allevamento dei cavalli;
+onde già il re Alfonso XI aveva proibito l&#8217;uso
+dei muli per cavalcatura. Il divieto era stato
+mitigato in processo di tempo, ma poi rimesso
+in tutto il suo vigore dal re Ferdinando, che
+l&#8217;andare a dorso di mulo permetteva soltanto
+agli ecclesiastici, alle donne, ai fanciulli. Incomportabili
+angherie pei tempi nostri; ma allora
+un re poteva tutto quel che voleva; e a volere
+non mancavan pretesti.</p>
+
+<p>La licenza, chiesta da Cristoforo Colombo negli
+ultimi giorni del 1504, non fu accordata se non
+il 23 febbraio dell&#8217;anno seguente. Il re Ferdinando,
+evidentemente seccato dall&#8217;idea di quella
+visita, aveva trovata quell&#8217;altra rémora, per allontanarsene
+quanto più potesse la noia. Forse
+ricordava il proverbio: &#8220;piglia tempo e camperai&#8222;.
+Tante cose potevano accadere in due
+mesi! E ancora fu servito dalla mala ventura
+del suo Almirante maggiore, a cui le pioggie
+rovinose di quell&#8217;inverno avevano guaste le
+strade, di guisa che non gli venne fatto di mettersi
+in cammino se non un mese più tardi.</p>
+
+<p>Il colloquio di Segovia meriterebbe d&#8217;esser
+narrato in disteso. Ma se uno degli interlocutori
+ci è caro, l&#8217;altro maledettamente ci è in
+uggia. Si sta mal volentieri con lui; si guadagna
+un tanto a vederlo di scorcio, e passando;<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>
+specie quando si sa di dover presto ritornare
+alla sua non lieta presenza.</p>
+
+<p>Cuoceva al re di tante concessioni straordinarie
+ad un navigatore straniero; concessioni
+la prima volta già fatte di mala voglia, tra per
+finirla con un molesto dimandatore, e per la
+convinzione di non impegnarsi a nulla. Che cosa
+avrebbe mai scoperto quel promettitore di regni?
+Qualche altro scoglio in mezzo all&#8217;Oceano, da
+far riscontro a Madera e Porto Santo; nel qual
+caso un titolo di vicerè contava poco, e si poteva
+concederlo, in vista d&#8217;un bruscolo negli
+occhi ai Portoghesi, fin allora troppo fortunati
+vicini. O non trovava niente; e buona notte al
+titolo di vicerè, come a quello d&#8217;Almirante maggiore,
+che andava a seppellirsi in fondo all&#8217;Oceano.
+E questa, poi, era la saldissima fede di
+Ferdinando d&#8217;Aragona; il quale non aveva apposta
+la sua riverita firma alle concessioni sullodate,
+se non per compiacere ad un vero capriccio
+della regina di Castiglia e Leone, sua
+magnanima consorte, troppo facile ad infiammarsi
+d&#8217;un disegno che a lui pareva d&#8217;imbroglione
+o di matto. Quelle concessioni maledette,
+le aveva poi confermate al ritorno del Genovese,
+non matto nè imbroglione, ma scopritore
+d&#8217;un mondo; le aveva confermate nel caldo di
+un entusiasmo che per un istante aveva sopraffatto
+anche lui. Ma il secondo viaggio, con tutte
+le spese che aveva cagionate, con tutte le speranze
+forsennate che aveva pel momento deluse,
+offriva il buon pretesto per scemare allo
+scopritore una somma di privilegi, che parevano
+inconciliabili colla maestà del regno. Non c&#8217;era
+ancor l&#8217;oro a botti; c&#8217;era un mondo da sfruttare;<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>
+doveva scoprirlo tutto quell&#8217;uomo, aver
+la sua parte di tutto? Di qui la prima violazione
+dei patti stabiliti con quell&#8217;uomo, e la licenza
+data ad altri scopritori, che già diventavano legione;
+di qui tutto il resto, che si compendia in
+un ragionamento crudele, ma semplicissimo:
+dobbiamo noi lasciare tant&#8217;oro ad un marinaio
+fortunato, che ce ne ha ritrovata la vena? dobbiamo
+noi lasciare tanti privilegi ad uno straniero,
+che vuol trattar da pari a pari con noi,
+per il fatto che ha indovinata una strada sul
+mare? E qui dubbiezze, che la pronta calunnia
+convertiva in sospetti; qui malumori che la vigile
+perfidia traeva ad ostilità; qui facili sdegni
+e dure risoluzioni, seguite da tardi pentimenti,
+ognuno dei quali lasciava il suo lievito di rancori
+nell&#8217;animo di chi aveva dovuto mostrarsi
+pentito, e disposto a render giustizia. Ma il re
+Ferdinando, diventando a mano a mano più
+forte nei consigli della mite Isabella, e già in
+via di allontanarne il cuore del suo infelice protetto,
+era piuttosto vergognoso che poco desideroso
+di mostrarsi sleale. E ancora, vivente la
+regina, si dovevano rispettar certe forme; lei
+morta, e lui rimasto reggente di Castiglia in
+nome della figliuola Giovanna, non c&#8217;era più
+ragione di rispettar neppur quelle.</p>
+
+<p>Accolse dunque con fredda cortesia il gran
+suddito; ascoltò i lagni del suo vicerè ed almirante
+maggiore, senza dargliene i titoli; venendo
+al fatto, dichiarò di non potergli rispondere
+lì per lì, trattandosi di quistioni complesse,
+e da parecchio tempo malamente intricate. Erano
+giuste tutte le offese ch&#8217;egli diceva esser fatte
+ai suoi privilegi, con le patenti date ad altri<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+scopritori, ad altri governatori? C&#8217;era per tutte
+queste faccende un Consiglio delle Indie. I re, disgraziatamente,
+non potevano sapere appuntino
+ogni cosa, bastando loro di vigilare dall&#8217;alto,
+perchè ad ognuno fosse facile sostener sue ragioni.
+Don Cristoval sosteneva che il Consiglio
+delle Indie gli fosse nemico. Come disingannarlo?
+come sincerarsi che si apponesse al
+vero? Doveva il re sciogliere il consiglio delle
+Indie, in tal dubbio, e per una accusa di parte?
+Non potendo scioglierlo, poteva prender licenza
+di non rispettarlo? Questioni complesse, questioni
+intricate; ci sarebbe voluto un arbitro,
+per vederci chiaro, e proferire un giudizio.</p>
+
+<p>Don Cristoval si appigliò per disperato a quest&#8217;áncora
+di salvezza. Un arbitro, sì, lo accettava.
+E perchè non sarebbe stato il vescovo di
+Palencia, testè nominato arcivescovo di Siviglia,
+ma non ancora andato ad occupar la sua sede?
+Era lì, sotto la mano, il buon Diego di Deza, dottissimo
+uomo, savio, e prudente. Parve ottimo
+anche al re Ferdinando, che con questa trovata
+aveva l&#8217;aria di concedere ogni cosa. Intanto si
+levava di torno un argomentatore importuno; e
+guadagnava tempo, che era l&#8217;essenziale. Piglia
+tempo e camperai.</p>
+
+<p>Ma l&#8217;arbitro, che era parso a tutta prima un
+tocca e sana, non rimediava a nulla di nulla.
+Sarebbe bisognato anzi tutto distinguere, stabilir
+chiaramente le materie su cui dovesse esercitare
+la sua autorità. Ferdinando intendeva su
+tutte; non così l&#8217;Almirante. Questi accettava l&#8217;arbitro
+per ciò che riguardava i suoi diritti sull&#8217;entrate
+delle Indie, arretrati da computare, redditi
+da stabilire pel futuro. E ci fosse anche da<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+dare un taglio, per amor di pace; l&#8217;Almirante
+non voleva piatire per una questione di denaro;
+che anzi, senza arbitrato, si sarebbe rimesso
+alla coscienza del re, e solamente accettava l&#8217;arbitrato
+perchè il re non voleva far lui, per tema
+di apparir giudice e parte. Ma egli, l&#8217;Almirante,
+non poteva egualmente sottoporre ad arbitrato
+i suoi titoli di vicerè, d&#8217;almirante maggiore, di
+governator generale, coi privilegi annessi e connessi,
+i quali ancora di recente erano stati offesi
+coll&#8217;invio dei tre vescovi, senza averlo pure
+consultato.</p>
+
+<p>&mdash;Queste,&mdash;diceva egli,&mdash;sono mie dignità,
+regolarmente conseguite e guadagnate con l&#8217;opere
+mie a pro&#8217; della vostra Corona. Che se io
+ne facessi getto, e mi adattassi a rinunziarne
+solo una parte, lascerei credere di avere in alcuna
+cosa demeritato del regio favore, o di non
+esserne stato mai degno. E se io ne son degno,
+perchè dispogliarmi? La forza può tutto, ed io
+cederei alla forza; ma potrei appellarmi alla divina
+giustizia, presso a cui, nella gloria che alle
+sue virtù era dovuta, siede ora la nostra regina.
+Che direbbe ella, vedendo così deluso il suo volere
+e non mantenuti i patti da lei liberamente
+sottoscritti? Perchè i suoi voleri sian rispettati,
+non è stata nominata una Giunta degli scarichi?&mdash;</p>
+
+<p>Don Cristoval toccava un tasto assai delicato.
+Castiglia e Leone vegliavano gelosamente
+alla custodia dei loro diritti. Nel matrimonio
+della loro regina col re di Aragona si preparava
+la unione delle due parti di Spagna in un
+solo reame; ma per intanto, uniti i sovrani, restavano
+distinti i diritti; nè il regno più vasto<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+voleva essere assorbito dal più piccolo. Morta
+la regina di Castiglia e Leone, sotto colore di far
+rispettare gli obblighi che per isgravio di coscienza
+avesse ella potuto assumere in suo vivente
+(e qui si vedeva la mano del clero di Castiglia,
+le cui ragioni di classe si confondevano
+con quelle della patria dignità) era stata istituita
+quella Giunta, intitolata degli &#8220;scarichi della coscienza
+regale&#8222;, che doveva nel fatto riuscire
+a freno del re Ferdinando, nel tempo della sua
+inevitabil reggenza in Castiglia. E quell&#8217;uomo
+ch&#8217;era tuttavia così potente per far pesare la
+sua autorità nelle cose d&#8217;Europa, sostituendo
+nella lontana penisola italiana il predominio
+spagnuolo al predominio francese, non poteva
+egualmente far pesare la sua volontà sul reame
+di Castiglia. Ne era il reggente, finchè non giungesse
+la figliuola Giovanna, col suo giovine marito,
+ad assumere la corona d&#8217;Isabella; e una
+giunta <i>de los Descargos</i> teneva infrenato il reggente.
+Casistica politica dei tempi; e a qualche
+cosa serviva.</p>
+
+<p>Ferdinando aveva avuto comune con Isabella
+il titolo di Cattolico; ed era naturalmente devoto.
+Meglio sarebbe stato aver religione, pensare che
+ogni promessa è debito, e che ogni debito è sacro.
+Egli tentò in quella vece di persuadere l&#8217;ostinato
+avversario a recedere dalle sue pretensioni,
+accettando un gran titolo di nobiltà e un
+vasto dominio in Andalusia; Carrion de los Condes,
+niente di meno. Ma Cristoforo Colombo non
+s&#8217;era mosso per ricchezze e per titoli; bensì per
+l&#8217;onore del suo nome, che oramai era vincolato
+alle dignità conseguite. Ricusò dunque dominii
+e marchesati; al re Ferdinando non rimase altro<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+che di chinare la testa, passando sotto il giogo
+<i>de los Descargos</i>. Giogo soave, per altro, e con
+cui si guadagnava tempo, assai tempo, fin oltre
+il bisogno. Quel vecchio ostinato, rotto nella salute,
+non avrebbe mica voluto durar tanto da
+veder la Giunta degli Scarichi della coscienza
+regale metter fine ai suoi delicatissimi uffici.
+Era composta di gran signori, chiesastici e secolari:
+ferma nell&#8217;opporsi alle prepotenze del re
+su Castiglia e Leone, non poteva sentire ugual
+voglia di render giustizia ad uno straniero, il
+quale pretendeva titoli e privilegi non mai ottenuti
+in tal copia nè con tale pienezza da alcun
+suddito di Castiglia, di Leone, d&#8217;Aragona.</p>
+
+<p>Bene si avvide Cristoforo Colombo, che da
+quella parte non c&#8217;era niente a sperare. Passavano
+i mesi, e la Giunta studiava ancora, o diceva
+di studiare. Nè per altra via aveva potuto
+smuovere il re, quantunque le buone parole non
+mancassero mai. E giunto così alla primavera
+del 1505, dopo aver scritto in quel modo che
+sappiamo al conte Fiesco, suo compagno di gloria,
+così scriveva desolato ad un altro amico, a
+Don Diego di Deza, fatto arbitro un istante, ma
+senza frutto, della sua querela col re.</p>
+
+<p>&#8220;Pare che Sua Altezza non estimi a proposito
+di mantenere le promesse, da lui e dalla regina,
+la quale or si trova nel sen della gloria, ricevute
+sotto la lor parola e sotto il loro sigillo.
+Opporsi al volere di lui sarebbe un lottar contro
+il vento. Io ho fatto tutto ciò che dovevo;
+lascio il resto a Dio.&#8222;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_IX" id="Capitolo_IX"></a><span class="chap">Capitolo IX.</span><br /><br />
+
+Spera di sole.</h2>
+
+
+<p>Segovia, nella Vecchia Castiglia, poco distante
+dalle falde settentrionali della Sierra di Guadarrama,
+è una città nobile e bella, come tutte le
+città molto antiche di qualsivoglia paese, che
+possono piacere e non piacere, secondo i gusti
+e gli umori, ma che bisogna accettar come
+sono. A buon conto l&#8217;avevano per bellissima
+i suoi dodicimila abitanti del 1506, tenendosi
+molto della sua zecca, che era la più vecchia
+della Spagna; delle sue diciotto chiese, compresa
+la cattedrale di stile tra gotico e moresco,
+non meno decorosa del duomo di Salamanca,
+e provveduta d&#8217;un campanile a gran
+pezza più alto; finalmente del suo Alcazar, saldamente
+piantato su d&#8217;una roccia dominante,
+antico soggiorno dei re Mori, e per allora della
+Corte spagnuola, nomade al solito, e già meditante
+il suo trapasso a qualche città meno antica,
+forse, ma più adatta a ricevere i nuovi sovrani
+di Castiglia, il cui arrivo dalle Fiandre si
+sperava sempre imminente.</p>
+
+<p>L&#8217;orgoglio di Segovia era il suo acquedotto<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span>
+romano, di cento e sessantun arco, in due file
+sovrapposte, tutti di pietre riquadrate e senza
+cemento. L&#8217;aveva fatto costrurre Traiano, come
+i Segoviani affermavano? Poteva essere; ma in
+verità non era neanche necessario ricorrere a
+quel virtuoso imperatore, nato Spagnuolo, per
+intendere il fatto di quella maraviglia d&#8217;arte in
+Ispagna, essendo nota la imparzialità Romana
+in materia edilizia, e l&#8217;usanza costante di decorare
+di grandi opere di pubblica utilità ogni
+parte più lontana del vastissimo impero. L&#8217;acquedotto
+di Segovia non aveva altro torto che
+di fare tropp&#8217;ombra in certe strade della città
+per cui veniva a passare, tragittandosi dall&#8217;una
+all&#8217;altra delle due colline su cui ella era fabbricata,
+in forma di nave, a cui il fiumicello Eresma
+faceva uffizio di chiglia. Ma è detto che ogni
+gloria si paghi; e Segovia pagava la sua gloria
+a quel modo, come pagava la sua sicurezza antica
+con un giro di mura turrite, aperte da sette
+porte, quattro delle quali mettevano ad altrettanti
+sobborghi. Donde si vede che fin d&#8217;allora
+Segovia non capiva in sè stessa. E faceva mostra
+d&#8217;un&#8217;insolita animazione, in quella fine
+d&#8217;inverno del 1506, tra tanti fumi di grandezze
+cortigiane, quasi non sentendo più il freddo,
+ignorando perfino di avere tra le sue mura, all&#8217;ombra
+dell&#8217;acquedotto di Traiano, un grand&#8217;uomo,
+ma grande davvero, e non di quelli che
+si distinguevano per classi.</p>
+
+<p>Povero grand&#8217;uomo, a sessant&#8217;anni già vecchio,
+mani e piedi rattrappiti dalla gotta, senz&#8217;altra
+energia che degli occhi sfolgoranti, senz&#8217;altra
+gioventù che della bocca, rimasta sempre
+bellissima! Stava a letto la più parte del giorno,<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span>
+poichè quell&#8217;anno l&#8217;inverno s&#8217;era mantenuto rigidissimo,
+invadendo anche ed usurpando i principii
+della primavera; ond&#8217;egli, latinista impenitente,
+soleva dire col suo malinconico sorriso:
+&#8220;<i>in cauda venenum</i>&#8222;. Per poche ore, intorno al
+mezzodì, alzatosi con grave stento da letto, cercava
+di reggersi in piedi; per riflessione, diceva,
+e per avvezzarsi ad uno sforzo maggiore che
+un giorno o l&#8217;altro avrebbe dovuto pur fare.
+Intorno a lui poca gente: anzi tutto il figliuol
+suo Fernando, caro adolescente sui diciassette
+anzi, a cui traluceva dagli occhi la mestizia pensosa
+di una esistenza già provata alle sventure,
+e fors&#8217;anche il dolore profondo di non vedere
+accanto al padre venerato una madre ond&#8217;egli
+non aveva avute mai le carezze; indi un uomo
+di matura virilità, l&#8217;Aiace Telamonio d&#8217;un&#8217;altra
+Iliade, don Bartolomeo Colombo, uomo di poche
+parole e di molti fatti, più conosciuto sotto il
+nome di Adelantado, come a dir podestà, governator
+di provincia, prefetto; finalmente Geronimo,
+un marinaio fedele, che faceva i servigi
+della casa, e troppo spesso non avendo da far
+nulla, s&#8217;industriava a tener vivo con poche legna
+uno scarso fuoco, insufficiente a riscaldare
+la cameretta del signor vicerè delle Indie. Che
+freddo in quella casa! che tristezza, più dura a
+gran pezza del freddo!</p>
+
+<p>Ma un po&#8217; di calore, un po&#8217; d&#8217;allegrezza doveva
+penetrare anche là dentro. Irrompevano, con un
+raggio di sole mattutino, tre visitatori inattesi;
+un cavaliere di bell&#8217;aspetto, uno scudiero, un
+adolescente vestito da mozzo, ma con figura di
+paggio. Erano venuti con grossa scorta da Barcellona,
+per la via di Lerida e di Saragozza; ma<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span>
+passata la Sierra di Guadarrama, ne avevano
+rimandata una parte, per non lasciar troppo
+scarsa di numero la marinaresca del <i>Paradiso</i>,
+di quella bella nave che li aveva portati fino a
+Barcellona, e che laggiù, in quel massimo porto
+di Catalogna, doveva aspettarli.</p>
+
+<p>Non venivano ad accrescere il numero delle
+bocche in quella povera casa, dove sicuramente,
+non che mancasse il superfluo, scarseggiava
+il necessario. Erano viaggiatori che potevano
+smontare alla migliore <i>posada</i> di Segovia, e
+prender magari un palazzo in affitto, se la folla
+dei gentiluomini e dei servitori di Corte avesse
+lasciato in quei giorni un posto conveniente a
+nuovi ospiti. Restando accanto al signor Almirante
+non sarebbero stati altrimenti a carico
+della famiglia, dove anzi portavano un po&#8217; d&#8217;agiatezza,
+e per intanto un raggio di sole; raggio benefico
+insieme e crudele, poichè metteva più in
+chiaro la nudità desolata d&#8217;una casa da poveri.</p>
+
+<p>Alla vista di messer Bartolomeo Fiesco si rianimò,
+ed anche si commosse vivamente, il disgraziato
+vicerè delle Indie. Aveva stretta fra
+le sue braccia la testa dell&#8217;amico, l&#8217;aveva baciato
+e ribaciato sulle guance, come un padre
+il figliuol suo prediletto.</p>
+
+<p>&mdash;Che Iddio vi benedica, conte Fiesco!&mdash;diss&#8217;egli,
+con voce mezzo soffocata da lagrime di
+tenerezza.&mdash;Ecco, vedete? è il primo raggio di
+sole che ci risplende, dopo tanti giorni di nuvole.
+Anche la primavera vuol mostrarsi, ora
+che voi ci arrivate. Ah, come siete stato buono
+a muovervi per me!</p>
+
+<p>&mdash;Poteva dubitarne Vostra Eccellenza?&mdash;rispose
+il capitano Fiesco.<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Lasciate i titoli;&mdash;riprese Cristoforo Colombo.&mdash;Non
+me li dà Ferdinando; potete sopprimerli
+Voi.&mdash;</p>
+
+<p>Non pareva al capitano Fiesco che il discorso
+del signor Almirante fosse conforme ai sani precetti
+della logica; e non volle lasciarlo passare
+senza protesta.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco,&mdash;diss&#8217;egli,&mdash;il re Ferdinando può
+molte cose, e potrà anche questa. Ma non possiamo
+sopprimerli noi, i vostri titoli, noi che vi
+abbiamo seguito, noi che abbiamo veduto come
+sapeste meritarli. Tornando a lui, siamo qui
+sulle terre del Cid; ed è venuto con me frate
+Alessandro, il quale saprà dirvi in canzone come
+fosse riconoscente un altro re ad un altro valentuomo.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, ci pensavo infatti, alla ricompensa che
+ebbe il valoroso don Rodrigo di Bivar dal suo
+re don Alfonso;&mdash;disse frate Alessandro, accostandosi
+al capezzale dell&#8217;infermo.&mdash;Mi astenevo
+dal parlare, per sentimento di rispetto. Mi
+permette ora Vostra Eccellenza che io le baci
+la mano?</p>
+
+<p>&mdash;La guancia, buon frate, e siate il ben venuto
+anche voi;&mdash;rispose l&#8217;Almirante.&mdash;E mi
+pare, in tanta contentezza, di non sentire già
+più i miei dolori. Ospiti antichi e molesti, vorranno
+cedere il posto ai nuovi e cari che la provvidenza
+m&#8217;invia? Mi alzerò certamente un po&#8217;
+prima del solito. Ma quel ragazzo.... quel giovinetto
+che è laggiù.... Oh, sarebbe vero? il mozzo
+Bonito?&mdash;</p>
+
+<p>Il mozzo si fece innanzi a sua volta; grazioso
+adolescente, vestito alla marinaresca, di panni
+grossolani e mal tagliati, ma dai quali prendeva<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span>
+disgraziatamente più spicco la sua bella faccia
+vermiglia, inghirlandata dalle indocili ciocche
+dei capelli neri abbastanza arruffati.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro,&mdash;diceva intanto il capitano Fiesco,&mdash;ecco
+il mozzo Bonito che avrebbe potuto venire
+in veste da paggio, ma si è fitto in capo
+di non indossare altri abiti che questi, per ripresentarsi
+al cospetto del suo Giocomina.</p>
+
+<p>&mdash;Che idea! che idea!&mdash;mormorò l&#8217;Almirante,
+mentre, avendo presa la mano del mozzo,
+se la recava alle labbra, come in altri tempi la
+mano regale d&#8217;Isabella di Castiglia.&mdash;Venire
+fin qua!... tra questa gente.... a rinfrescare certe
+memorie dolorose!...</p>
+
+<p>&mdash;Ha voluto;&mdash;rispose il capitano Fiesco;&mdash;ha
+voluto così, e non c&#8217;è stato verso di fargli
+cambiar proposito.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene,&mdash;sentenziò l&#8217;Almirante,&mdash;sia
+fatta la volontà.... delle dame. Non è così che bisogna
+dire? E vi ringrazio con tutto il cuore, o
+mozzo Bonito. Perchè qui, naturalmente, l&#8217;abito
+fa il monaco, e non bisogna dir nomi, nè scoprire
+segreti.</p>
+
+<p>&mdash;Così è, Giocomina;&mdash;rispose il bel mozzo,
+arrossendo;&mdash;resti il segreto, che mi ha permesso
+di accompagnare il conte Fiesco. Potevo
+io lasciarlo venire solo da voi? mentre il mio
+desiderio più vivo era quello di vedervi ancora
+una volta, e di portarvi l&#8217;attestato della mia gratitudine?</p>
+
+<p>&mdash;Gratitudine! da Voi.... mozzo Bonito? E Voi,
+e i vostri, non avreste piuttosto ragione di maledirmi?&mdash;</p>
+
+<p>Così parlava, non senza sospiri, lo scopritore
+di Haiti, mentre l&#8217;immagine di un popolo<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span>
+distrutto si affacciava agli occhi della sua mente
+turbata.</p>
+
+<p>&mdash;Non dite, Giocomina, non dite!&mdash;ripigliò
+il mozzo Bonito, inginocchiandosi alla sponda
+del letto e prendendo amorosamente tra le sue
+morbide mani il pugno rattrappito del vecchio
+glorioso.&mdash;Tuttavia vi han reso giustizia, i figli
+d&#8217;Itiba; in Voi tutti hanno venerato un messaggero
+del cielo. Le vostre intenzioni erano pure;
+ed io ora posso riconoscere che erano sante.</p>
+
+<p>&mdash;Amore vi ha illuminato, o mozzo Bonito,
+dandovi la conoscenza del Dio unico e vero.
+Fidiamo in lui;&mdash;conchiuse l&#8217;Almirante.</p>
+
+<p>&mdash;E speriamo, per conseguenza;&mdash;soggiunse
+il Fiesco.&mdash;Non è già perduta ogni speranza?</p>
+
+<p>&mdash;La speranza è l&#8217;ultima a morire;&mdash;disse
+l&#8217;infermo.&mdash;Ma ce n&#8217;è così poca.... così poca!</p>
+
+<p>&mdash;Vediamo, signor Almirante; lasciate che ne
+giudichi anch&#8217;io. E per cominciare, permettete
+che io vi faccia qualche domanda.</p>
+
+<p>&mdash;Fate, amico mio, fate; son pronto a rispondervi.</p>
+
+<p>&mdash;Da chi aspettate giustizia? dal re Ferdinando?</p>
+
+<p>&mdash;È l&#8217;unico oramai, a cui mi possa rivolgere,
+poichè la regina è nella gloria di Dio. Aspetto
+giustizia, ed egli la nega; giurando di volerla
+fare, la nega, proponendomi gran dominio e
+titolo di gran nobiltà in Ispagna, purchè io rinunzi
+agli uffici, alle dignità che sono la mia
+proprietà e la mia gloria. Mi sono richiamato
+alla sua lealtà, ma inutilmente; è uno sleale,
+quel re. Ho invocata la santa memoria della
+regina, che non poteva essere offesa col violare
+le sue volontà, col tradire le sue intenzioni. E<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span>
+così siam venuti al partito di sottoporre la mia
+querela alla Giunta degli scarichi. Sapete che
+cos&#8217;è?</p>
+
+<p>&mdash;Ne ho sentito parlare abbastanza in otto
+giorni di viaggio attraverso Catalogna ed Aragona;&mdash;rispose
+il capitano Fiesco.&mdash;È una
+giunta che non iscaricherà nulla di nulla.</p>
+
+<p>&mdash;È anche il mio pensiero, oramai;&mdash;riprese
+l&#8217;Almirante.&mdash;E per questo avevo tentato di
+questi giorni un&#8217;altra via, scrivendo a Diego,
+il mio primogenito. Doveva egli offrire in mio
+nome a Sua Altezza un patto assai conveniente.
+Mi tengano pure per straniero; rinunzierò alle
+mie dignità di vicerè delle Indie, di almirante
+maggiore dell&#8217;Oceano, ma a benefizio del figliuol
+mio; egli vada al governo della colonia e delle
+altre terre scoperte da me, assistito da un consiglio
+di persone scelte tutte quante dal re. A
+questo patto io non avrei chiesto più nulla; salvato
+l&#8217;onore, nient&#8217;altro poteva più importarmi,
+nessuna ambizione, nessuna vanità, nessuna
+idea di tornaconto passarmi pel capo.</p>
+
+<p>&mdash;Ed egli?</p>
+
+<p>&mdash;Ed egli neppur questo ha voluto accettare.</p>
+
+<p>&mdash;Nessuno gli ha parlato per Voi, dei potenti
+amici che vi hanno in altre occasioni assistito?
+Il Quintanilla? il Santangel?</p>
+
+<p>&mdash;Morti!&mdash;rispose Cristoforo Colombo, traendo
+un sospiro;&mdash;morti come il cardinale di Mendoza,
+che fu mio protettore costante, e nella cui
+bara dovevo io per grande fortuna essere trasportato
+da Siviglia alla Corte.</p>
+
+<p>&mdash;E il nuovo arcivescovo di Siviglia?</p>
+
+<p>&mdash;Diego di Deza? È ancor qui, ma inascoltato.
+Ferdinando lo venera, ma facendogli sentire che<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>
+non ha da metter bocca in cose di Stato, specie
+ora che c&#8217;è una Giunta degli Scarichi, che ha
+ufficio di coscienza, e non può essere turbata
+da raccomandazioni di nessuno. Anche della
+coscienza si giova, il re Ferdinando, anche dell&#8217;altrui
+coscienza, per offendere la sua propria,
+per soffocarne le voci.</p>
+
+<p>&mdash;Questo è dell&#8217;indole sua;&mdash;disse Bartolomeo
+Fiesco;&mdash;e servono bene gli scrupoli di
+coscienza a coloro che non vogliono por mente
+al più grave, che sarebbe quello di non mettersi
+in condizione di averne. Ma lasciamo queste
+sottigliezze, nelle quali si smarrirebbe anche la
+coscienza del vostro umilissimo servo, quantunque
+abbia fatto il suo corso di filosofia. I
+due Medina, che vi erano tanto amici, che pensano?</p>
+
+<p>&mdash;Non si mostrano alla Corte da un pezzo;&mdash;rispose
+l&#8217;Almirante.&mdash;Nè io so in che potrebbero
+giovarmi, se pure volessero. C&#8217;è la Giunta
+degli Scarichi, oramai!</p>
+
+<p>&mdash;E con questa si può chiudere la bocca ad
+ogni onesta osservazione?&mdash;ripigliò il capitano
+Fiesco.&mdash;Io non lo credo; e vo&#8217; farne ad ogni
+modo l&#8217;esperimento.</p>
+
+<p>&mdash;Amico mio, in questa speranza mi ero rivolto
+a Voi, ricordando le accoglienze cortesi,
+le larghe dimostrazioni di stima che vi aveva
+fatte il re, tenendovi in quel conto che meritate.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, come parente di Gian Aloise;&mdash;rispose
+il Fiesco, ridendo.&mdash;L&#8217;ho ben capito io, il suo
+giuoco. Gian Aloise è un gran signore, ha voce
+in capitolo laggiù, ed anche più verso qua, nei
+consigli del re Cristianissimo. Mostrarsi cortese
+ai Fieschi era un bell&#8217;accorgimento, ed assai<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span>
+naturalmente suggerito al re Cattolico, che correva
+il rischio di perdere la corona di Castiglia
+e Leone, se il re Cristianissimo non concedeva
+la sua amicizia a lui, ma in quella vece a Filippo
+d&#8217;Austria e alla consorte Giovanna. E chi sa?
+forse ancor oggi Ferdinando può credere la partita
+non del tutto perduta, ed un Fiesco esser
+buono ancora a qualche cosa. Vedremo, vedremo;&mdash;soggiunse
+il conte, che pareva riscaldarsi
+al giuoco anche lui.&mdash;Certo, se la
+parola di un uomo può servire a vincerne un
+altro, io dirò quella parola. Ma in verità, avrei
+più fede nell&#8217;efficacia d&#8217;una parola di donna.</p>
+
+<p>&mdash;Di donna! e di qual donna?</p>
+
+<p>&mdash;Di una gran donna; d&#8217;un miracolo di donna;
+della donna che vinse per Voi una battaglia campale.
+Rammentate, signor Almirante?... Quando
+i vostri alti disegni stavano per naufragare tra
+gli ostacoli messi avanti dai consiglieri della
+Corona, e Voi già eravate risoluto di lasciare la
+Spagna, quella donna, amata dalla regina, andò
+a chiudersi in un convento, non volendo più
+uscirne, se la Corona non accettava tutte le condizioni
+poste da Voi. La bella prova di amicizia
+si seppe, ed onorò grandemente quella donna
+nel cospetto del mondo.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco parlava, e la fronte dell&#8217;infermo
+si era offuscata; gli occhi sfolgoranti si
+erano ascosi sotto le palpebre; le vivide labbra,
+ultima bellezza di quel volto, contratte in uno
+spasimo <a name="tn157" id="tn157"></a><span class="correction" title="originale: d'agoscia">d'angoscia</span> profonda.</p>
+
+<p>&mdash;Beatrice di Bovadilla!&mdash;mormorò egli con
+un filo di voce.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, la marchesa di Moya;&mdash;riprese il Fiesco;&mdash;la
+marchesa di Moya che io vidi a<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span>
+Barcellona, nelle solenni accoglienze che vi
+erano fatte dalla Corte.</p>
+
+<p>&mdash;Tacete, conte Fiesco, tacete per carità!&mdash;gridò
+l&#8217;Almirante.&mdash;Non toccate una piaga mal
+chiusa. Per avermi così animosamente protetto,
+la nobil creatura ha tanto dovuto soffrire!</p>
+
+<p>&mdash;Caduta in disgrazia, forse?</p>
+
+<p>&mdash;Non già, ch&#8217;io sappia, finchè visse la regina.
+Ella stessa si allontanò dalla Corte, non
+potendo sempre rispondere con quella sua fiera
+schiettezza a tutti i miei nemici, che si moltiplicavano
+ogni dì, guadagnando anche l&#8217;animo di
+coloro.... a cui non si poteva rispondere. Così,
+sdegnata con tutti, si ritirò nei suoi dominii; ed
+anche, io penso, sdegnata con sè, col suo nome.
+Anima eccelsa! Voi non ignorate di qual sangue
+ella sia; voi ricordate che se una Bovadilla
+fu l&#8217;angelo tutelare della impresa a cui mi ero
+votato, fu un Bovadilla lo sgherro che mi ribadì
+le catene ai polsi, quelle catene che non mi abbandoneranno
+mai più. Voi le metterete nel mio
+feretro, Adelantado, mio buon fratello; e tu, Fernando,
+figliuol mio. Me lo avete promesso con
+giuramento. Io le ritroverò, nel gran giorno;
+con esse mi presenterò al Giudice eterno....</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, chiunque di noi Vi sopravviverà per
+disgrazia sua, come per legge di natura, non
+vorrà dimenticare i vostri desiderii, nè venir
+meno alle vostre volontà;&mdash;rispose l&#8217;Adelantado,
+con burbero accento, che male dissimulava
+la interna commozione.&mdash;Ma ora non vi
+turbate, fratello mio; sapete pure come ciò vi
+torni dannoso. E non vogliamo sperar poi che
+ne sia molto lontana l&#8217;occasione?&mdash;</p>
+
+<p>Un sorriso d&#8217;incredulità sfiorò le labbra dell&#8217;infermo;<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>
+e un moto del capo accompagnò quel
+sorriso.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, non la temo;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Tante volte
+l&#8217;ho vista da vicino, la morte! Ma vorrei vivere
+quanto basta, fossero settimane soltanto, fossero
+giorni, per uscirne coll&#8217;onor mio, per confondere
+i nemici del mio nome, e del vostro. Di operare
+altre cose nel mondo non ho più speranza oramai.
+Vanno già tutti sulle tracce del Genovese,
+e trionfano. N&#8217;abbiano inni e corone dalla gran
+mentitrice, e conforto, se possono, nel fondo
+della loro coscienza. Ma voi dicevate, buon
+amico....</p>
+
+<p>&mdash;Volevo chiedervi se la marchesa di Moya
+fosse ancora alla Corte. Mi avete detto anticipatamente
+di no. Nei suoi dominii, avete aggiunto.
+In quali? Moya, che apparteneva al marito,
+è in Catalogna. Bovadilla, che appartiene
+al suo nome, è in Andalusia; ma lontano da Siviglia,
+mi pare.</p>
+
+<p>&mdash;Ed è a Siviglia, la nobil signora;&mdash;rispose
+l&#8217;Almirante;&mdash;ma non nel castello de&#8217; suoi padri.
+Per quel ch&#8217;io ne so, dovrebb&#8217;essere nel suo
+ritiro prediletto, fra le monache di Santa Chiara.</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna parlare a lei, muover lei;&mdash;disse
+il Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Lei? ci pensate? per vincere il re?</p>
+
+<p>&mdash;Il re, o la regina;&mdash;replicò il Fiesco prontamente.&mdash;Lascio
+stare il re, a cui pensate Voi,
+e che per ora, se è re in Aragona, non è altro
+che un reggente in Castiglia e Leone. Sappia
+dunque Vostra Eccellenza che i denari del viaggio
+da Barcellona a Segovia non me li sono
+spesi troppo male, e del mio tempo ho usato
+con un certo giudizio. Alle <i>posadas</i> ho discorso<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span>
+con ogni sorte di gente, popolani e signori, e
+preti e frati, e monache e soldati. C&#8217;è un&#8217;altra
+querela in campo, che al re Ferdinando pare
+assai più grave della vostra, e che per lui certamente
+è più fiera. Essa era già forte negli ultimi
+giorni di vita della regina Isabella, a cui
+si voleva persuadere di lasciar reggente in Castiglia
+il re suo marito, finchè giungesse alla
+maggiorità il figliuolo di Giovanna. Era un bel
+colpo, che escludendo dal trono la figlia e il suo
+giovane marito, assicurava ancora un quindici
+anni di regno a danno della figlia e del genero.
+Ma la regina non ha voluto fare quest&#8217;offesa a
+sua figlia; non ha voluto con un atto simile di
+materna crudeltà ribadire alla povera Giovanna
+il nome di pazza, che i cortigiani di Ferdinando
+non si son peritati di affibbiarle. Nel fatto la povera
+Giovanna non è pazza se non d&#8217;amore per
+il suo maritino troppo bello. Gran colpa! anche
+Isabella si ricordò di aver amato il suo Aragonese,
+credendolo tutt&#8217;altro da quello che ben
+presto si palesò, astuto, bugiardo e senza cuore.
+Ma lasciamo stare gli aggiunti, che a far le cose
+in regola dovrei dargliene troppi. Sta il fatto che
+la regina non acconsentì al disegno di una reggenza
+prolungata in quella forma; e fece bene;
+e la nobiltà e il clero di Castiglia hanno avuto
+un&#8217;altra occasione di lodare il gran senno della
+regina Isabella, come l&#8217;amor suo intelligente
+per il popolo che Dio le aveva concesso in governo.
+Lei morta, e fallito il colpo della lunga
+reggenza, Ferdinando non si adatta alla breve:
+tenta il re di Francia, che a lui, non al genero
+Austriaco, assicuri la propria alleanza; un&#8217;alleanza
+che Ferdinando farebbe tosto balenare<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span>
+davanti agli occhi di Castiglia, per trarla ai suoi
+desiderii.</p>
+
+<p>&mdash;E a far riconoscere pazza la figliuola, non
+è vero?&mdash;domandò l&#8217;Almirante, che seguiva
+con molta attenzione il ragionamento del capitano
+Fiesco, tanto largamente istruito in viaggio.</p>
+
+<p>&mdash;Così è, signor Almirante. Ma il re di Francia
+sta sul tirato; dà buone parole a Ferdinando,
+come Ferdinando a Vostra Eccellenza; nel fatto
+non vuol rendere un così grande servizio al suo
+caro rivale di predominio nelle cose d&#8217;Italia. Ed
+ecco un giuoco doppio, che forse si prepara per
+noi; o persuadere al re Luigi di concedere la
+sua alleanza al re Ferdinando, come più vecchio,
+e più da lui sperimentato in tanti incontri, piacevoli
+e spiacevoli che fossero; o persuadergli
+di riconoscere Giovanna e Filippo, legittimi sovrani
+di Castiglia, ed allearsi con loro. Dell&#8217;accordo
+con Ferdinando avrebbe forse buone ragioni
+il re Cristianissimo, se davvero non vuol
+contesa col re Cattolico nelle cose del reame di
+Napoli, e se questi non gli fa ostacolo nelle cose
+di Lombardia.... e della nostra povera Genova.
+Ma per render possibile un tale accordo, bisognerebbe
+che persona amica, in cui re Luigi
+molto si fida, mettesse una buona parola.</p>
+
+<p>&mdash;Gian Aloise?&mdash;domandò l&#8217;Almirante.</p>
+
+<p>&mdash;Lo avete detto, messere;&mdash;rispose Bartolomeo
+Fiesco.&mdash;Ma questa forse è la via più
+lunga; la più breve, per noi, sarebbe quella delle
+Fiandre.</p>
+
+<p>&mdash;Lontane!&mdash;osservò l&#8217;Adelantado.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, pur troppo; fin che gli sposi regali
+stanno laggiù, non regnano qui, e c&#8217;è poco da
+sperarne, anzi nulla. Ma io ho anche sentito<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span>
+dire che si dispongano a calare in Ispagna.
+Forse l&#8217;inverno così lungo, e non largo che di
+fortunali nel golfo di Biscaglia, è cagione del
+loro indugio a risolversi. Ma pensate, messeri,
+se Giovanna di Castiglia viene ad occupare il
+trono di sua madre, che novità potranno essere
+per tutti! Ella sola può sgravare la coscienza
+regale, senza mestieri d&#8217;una Giunta che par
+fatta a posta per guadagnar tempo al re d&#8217;Aragona,
+e che del resto, vagliando minutamente
+ogni atto della defunta regina, cercherà sempre
+di intenderne l&#8217;animo con tutte le restrizioni
+possibili. Per me, il miglior modo di sgravar la
+coscienza regale è quello d&#8217;intenderla nel suo
+senso più largo, rispettandone gli atti, mantenendone
+le promesse. E sarà questo per la
+nuova regina il miglior modo di onorar la memoria
+di sua madre, mostrandosi degna di lei.</p>
+
+<p>&mdash;Questo dovrebbe essere;&mdash;notò l&#8217;Almirante.&mdash;Ma
+sarà?</p>
+
+<p>&mdash;Dobbiamo sperarlo; dobbiamo esplorar l&#8217;animo
+della nuova regina, se è risoluta di occupare
+il suo regno. E chi più forte sull&#8217;animo
+suo della marchesa di Moya, che fu dama d&#8217;Isabella,
+ed ha conosciuto Giovanna bambina?
+Beatrice di Bovadilla, che sa tutto, può istruirla
+di tutto.</p>
+
+<p>&mdash;Ma non vorrà la nuova regina mostrarsi
+troppo ligia a suo padre?&mdash;domandò l&#8217;Adelantado.&mdash;Almeno
+sui principii del regno?</p>
+
+<p>&mdash;Questo non crederò io;&mdash;rispose il Fiesco.&mdash;Troppe
+ragioni dividono la figlia dal padre,
+ricordi d&#8217;offese antiche, ed offese recenti.
+Volete Voi che Giovanna s&#8217;inchini ai voleri di
+suo padre, ne sposi i rancori e ne faccia sue le<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span>
+vendette, rammentando ch&#8217;egli voleva farla apparire
+incapace di regnare?&mdash;</p>
+
+<p>Bartolomeo Colombo chinò il capo, assentendo.
+Se la nuova regina appariva in Castiglia,
+niente era perduto. Anche il signor Almirante
+riconosceva la giustezza di quella argomentazione;
+e riaprendo il cuore alle più vive speranze,
+dimenticava ad un tratto i suoi mali. Non
+è salute di corpo senza gioia di spirito: dove
+questa risplende, se ne illumina l&#8217;altra, e rivive.</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Giovanna
+sola può render giustizia.</p>
+
+<p>&mdash;Si parli dunque a Beatrice di Bovadilla;&mdash;riprese
+il capitano Fiesco.&mdash;Se la nobil signora
+si rammenta di ciò che ha fatto per Voi, non
+vorrà certamente lasciar l&#8217;opera sua incompiuta.</p>
+
+<p>&mdash;Ahimè! si rammenterà ella?&mdash;esclamò
+l&#8217;Almirante, traendo un sospiro.&mdash;Dopo quelle
+catene, ella non mi ha più riveduto; nè io ho
+cercato di avvicinarla.</p>
+
+<p>&mdash;V&#8217;intendo, messere; si frapponeva tra Voi
+e donna Beatrice la torbida figura dello sgherro.
+Ma credete Voi che Beatrice di Bovadilla potesse
+mutarsi da quella di prima perchè il suo
+indegno fratello vi faceva una guerra codarda
+quanto feroce? Avevate Voi offeso quell&#8217;uomo,
+perchè l&#8217;onor della casa facesse tacere nel cuor
+suo le voci dell&#8217;antica amicizia?</p>
+
+<p>&mdash;Ben dite;&mdash;ripigliò l&#8217;Almirante.&mdash;E Voi
+certamente la giudicate com&#8217;ella si merita, la
+mia buona protettrice. Ma dopo tanti anni passati!...
+Anch&#8217;io, trattenuto da tante paure, non
+ho più osato presentarmi a lei. La morte orribile
+di quell&#8217;uomo ne fu anche cagione. Pure,<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span>
+Iddio mi è testimone che io avevo fatto quant&#8217;era
+da me, per la salvezza di quell&#8217;uomo, che
+era suo fratello, e cristiano.</p>
+
+<p>&mdash;Iddio lo vide, e quanti avevano orecchi a
+San Domingo lo seppero;&mdash;aggiunse il Fiesco.&mdash;Lo
+seppero, prima che i loro occhi vedessero
+la tempesta da Voi annunziata imminente. Ciò
+che fu saputo e visto laggiù, non rimase ignoto
+in Castiglia; ne è giunta notizia anche a lei, non
+dubitate.</p>
+
+<p>&mdash;E sarà stato il mio premio;&mdash;ripigliò Cristoforo
+Colombo.&mdash;Ma da lei non mi venne una
+parola; e il tempo, che passa su tutte le cose
+umane, avrà cancellato dal cuore della nobil
+signora anche il nome del marinaio Genovese....
+dell&#8217;Almirante del mare Oceano;&mdash;soggiunse
+egli, abbassando la voce, e fremendo involontariamente
+al ricordo.&mdash;Chi lo richiamerà alla
+mente di lei?</p>
+
+<p>&mdash;Io, signore;&mdash;rispose il capitano Fiesco;&mdash;io
+che ebbi l&#8217;onore di parlarle, dopo il primo
+e dopo il secondo viaggio. Vorrà ricordarsene,
+spero, non essendo io l&#8217;ultimo degli uomini, e
+il nome dei conti di Lavagna potendo essere
+un buon passaporto al più umile della casata.
+Andrò dunque io, col mozzo Bonito, se egli
+vorrà accompagnarmi;&mdash;aggiunse egli sorridendo.&mdash;E
+glielo consiglio con tutta l&#8217;anima,
+poichè la più nobile creatura del nuovo Mondo
+avrà occasione di conoscere la sua più degna
+sorella del vecchio.&mdash;</p>
+
+<p>Sorrise il mozzo Bonito, stringendosi con atto
+modesto al petto del suo dolce signore. Sorrideva
+anche il sole alla domestica scena, mandando
+un raggio più vivo nella povera stanza,<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span>
+che parve per un istante una reggia; e gli occhi
+dell&#8217;Almirante sfolgoravano di gioia.</p>
+
+<p>&mdash;Voi recate la primavera con Voi, mozzo
+Bonito;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Non ho mai visto così
+bello il sole, dacchè sono arrivato a Segovia.
+Iddio ha condotto qui il nostro amico; Iddio
+m&#8217;aveva bene ispirato a chiamarlo.</p>
+
+<p>&mdash;Iddio ne assista sulla via di Siviglia;&mdash;conchiuse
+il capitano Fiesco.&mdash;La giornata è
+buona; ringraziamolo intanto di questa.&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_X" id="Capitolo_X"></a><span class="chap">Capitolo X.</span><br /><br />
+
+&#8220;Soy Bovadilla&#8222;.</h2>
+
+
+<p>Siviglia, la bellissima Andalusa, è lontana da
+Segovia un buon tratto. Intercedono due catene
+di montagne, la Sierra di Guadarrama e la Sierra
+Morena; ma dall&#8217;una all&#8217;altra corre tutta la
+Nuova Castiglia, con le valli del Manzanare, del
+Tago e della Guadiana, con le città di Madrid,
+di Toledo, di Ciudad Real e Calatrava. Inoltre,
+varcata la Sierra Morena, non si può dire di
+essere a Siviglia, poichè c&#8217;è ancora da toccar
+Cordova, e da seguitare per molte miglia il corso
+del Guadalquivir, tortuoso fiume se altro fu mai.
+Viaggio lungo, adunque; assai lungo in quei
+tempi, che bisognava farlo a cavallo; più lungo
+per il capitano Fiesco, che aveva gran desiderio
+di far presto.</p>
+
+<p>Per fortuna, ed aiutando alla fortuna la previdenza
+del cavaliere, egli aveva ritenuta con
+sè una parte degli uomini che lo avevano accompagnato
+da Barcellona a Segovia. I lunghi
+viaggi erano resi allora più difficili dalla poca
+sicurezza delle strade; onde, a cansare i cattivi
+incontri, bisognava andar bene accompagnati,
+ed armati di tutto punto. Non accadeva nulla;<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span>
+e si poteva anche dire &#8220;precauzioni inutili!&#8222; a
+viaggio finito. Ma erano state appunto le precauzioni
+inutili, quelle che avevano tenuto lontano
+il pericolo. Ora il capitano Fiesco, che viaggiava
+volentieri da solo, non credeva di aver
+troppa compagnia con cinque uomini di scorta,
+compreso il frate scudiero, perchè conduceva
+con sè il mozzo Bonito, luce degli occhi suoi,
+come si diceva in Italia, anima dell&#8217;anima sua,
+come si diceva in Ispagna. E il capitano Fiesco,
+per non usar preferenze, diceva spesso e volentieri
+in un modo e nell&#8217;altro.</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla viveva ritirata presso le
+monache di Santa Chiara, dove già una volta,
+quattordici anni addietro, era andata a rinchiudersi,
+in un impeto di generoso sdegno per la
+guerra sleale che si faceva al promettitore d&#8217;un
+mondo. Viveva da gran signora, come avrebbe
+fatto in ognuna delle sue terre, ma contentandosi
+di poche stanze, per sè e per le sue donne
+di servizio; piccola noia dopo tutto, e mancanza
+di spazio nemmeno avvertita. La gran dama,
+quanto è più dama, ed ha più vasto il palazzo,
+più vive ristretta nel suo quartierino, nel suo
+salotto, nel suo oratorio, nella sua cameretta
+da lavoro, dov&#8217;ella pensa e sogna, assai più che
+non lavori d&#8217;ago o d&#8217;uncino.</p>
+
+<p>Nè faccia maraviglia il ritorno della nobil signora
+al convento, per una dimora che pareva
+fissa oramai. Accadeva spesso a que&#8217; tempi che
+donne d&#8217;alto casato si ritirassero ne&#8217; conventi,
+per farvi a modo loro una vita monastica. Benemerenze
+antiche o nuove, legati, largizioni, protezioni
+costanti delle grandi famiglie a questa
+o a quella corporazione religiosa, rendevano<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+ligio l&#8217;ordine ai suoi potenti patroni, e men severa
+la regola verso gli ospiti illustri, che cercavano
+nelle mura del chiostro la pace dell&#8217;anima,
+quella pace che il mondo non ha mai data
+a nessuno, e insieme colla pace vi guadagnavano
+la illusione d&#8217;esser fuori del secolo. Vedove,
+nubili, orfane d&#8217;insigne casato, vi riparavano
+come colombelle a rifugio, quali disfatto
+il nido, quali non fatto ancora, o disperando, o
+disdegnando di farlo.</p>
+
+<p>Di là dentro la marchesa di Moya aveva sfidati
+i nemici dell&#8217;uomo che l&#8217;amor suo aveva
+preconizzato Almirante dell&#8217;Oceano; ed anche,
+con quell&#8217;esempio di costanza, aveva insegnato
+fermezza alla sua regale amica e signora, Isabella
+di Castiglia. Là dentro era tornata a rifugio,
+dopo la morte di don Giovanni Cabrera,
+marchese di Moya e gentiluomo di camera del
+re Ferdinando. Mal maritata al vecchio soldato,
+che in lei aveva veduto uno strumento alla sua
+ambizione di cortigiano, male adatta alla vita di
+corte, che sempre più, in processo di tempo, le
+era occasione di sdegno per tante ingiustizie, di
+nausea per tante viltà, la nobile Beatrice di Bovadilla
+aveva portate là dentro le sue tristezze,
+coll&#8217;amara voluttà di raccontarle a Dio, ascoltatore
+benigno, consolatore augusto d&#8217;ogni orgoglio
+ferito, d&#8217;ogni ambizione offesa, d&#8217;ogni
+amore deluso, che lascia intravvedere di là dal
+santuario, tra nuvole d&#8217;incenso e luccichio di
+candele, uno spiraglio del suo paradiso, gloria
+inaccessibile ai tristi, calma solenne, perdono
+ineffabile, bella vendetta sull&#8217;ingiustizia e sulla
+viltà della terra.</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco non ebbe più difficoltà d&#8217;entrare<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span>
+e di ottenere udienza, che non ne avesse
+incontrata quattordici anni prima don Alonzo
+Quintanilla. Anch&#8217;egli, il conte di Lavagna, e il
+suo mozzo Bonito, aspettavano di veder comparire
+la marchesa alla grata; ma anche per
+essi un uscio di fianco si aperse, e Beatrice
+di Bovadilla apparve nella sala. Bella ancora,
+quantunque presso a quei cinquanta, che più
+per le donne non si contano a primavere, ma
+disgraziatamente ad autunni! Qualche filo d&#8217;argento
+screziava i neri capelli, che le uscivano
+in lucide ciocche di sotto alla tocca di raso
+nero, orlata di trinette d&#8217;oro; ma per vedere
+l&#8217;argento bisognava cercarlo, e di cercarlo non
+poteva venire il desiderio in mente, tanto era
+fresca la carnagione e scevra di rughe, tanto
+nere le sopracciglia, tanto lucenti gli occhi nerissimi,
+tanto vermiglio il fior delle labbra. La
+volontà si scolpiva in quelle sopracciglia; la intelligenza
+lampeggiava in quegli occhi; la bontà
+sorrideva da quelle labbra fiorenti. Gran dama
+sempre, quasi regina, con la sua lunga veste di
+velluto operato, il cui color nero appariva gentilmente
+attenuato dal bianco della gorgieretta
+e dei polsini di tela di Fiandra, era tale da destar
+l&#8217;ammirazione divota di chiunque la vedesse,
+e da mettere in vena di sonetti il più misero
+e stentato tra i poeti d&#8217;allora. Il frate scudiero,
+a buon conto, avrebbe messo mano alle
+canzoni, di cui sempre aveva ingombro il cervello,
+e sfrombolata questa quartina per saggio:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza">
+<span class="i1">Nobil donna in negra tocca,<br /></span>
+<span class="i0">In gramaglia vedovil,<br /></span>
+<span class="i0">Per un bacio di tua bocca<br /></span>
+<span class="i0">Daría &#8217;l regno Boabdil.<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span></div></div>
+
+<p>Ma il frate scudiero, allora più scudiero che
+mai, non era entrato in convento; vegliava in
+istrada, aspettando gli ordini del suo grazioso
+signore. Beatrice di Bovadilla non ebbe dunque
+i suoi versi; ebbe per contro l&#8217;ammirazione dei
+due visitatori. Uno dei quali, essendo a lei noto,
+ottenne la stretta amichevole di una bella mano,
+che divotamente baciò; l&#8217;altro, in quella vece,
+la cui fine bellezza adolescente troppo contrastava
+con l&#8217;abito modesto del marinaio, ebbe
+un&#8217;occhiata curiosa, ed anche un po&#8217; diffidente.</p>
+
+<p>&mdash;Siamo in viaggio, signora;&mdash;disse il Fiesco,
+a cui non era sfuggito l&#8217;atto della marchesa
+di Moya;&mdash;e Vostra Mercede mi perdonerà, se
+non ho voluto rinunziare a questa fedel compagnia.
+Ho l&#8217;onore di presentarvi il mozzo Bonito,
+come si chiama ora in Ispagna, come si
+chiamò per alcuni mesi di viaggio, dalla Giamaica
+all&#8217;Europa. Son cose, queste, che ad una
+gentildonna pari vostra si possono confidare,
+soggiungendo che il mozzo Bonito.... è donna,
+e si chiama Juana contessa del Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Volevo ben dire!&mdash;esclamò la marchesa,
+avvicinandosi con molta ed affettuosa premura.&mdash;Mozzo
+Bonito, voi siete tanto bello, da non
+poter ingannare del vostro sesso la gente. Bisognerebbe
+esser ciechi! Ed io vi consiglio, signora
+contessa, di ripigliare la vostra veste di
+donna, od altrimenti di tingervi il viso e le
+mani.</p>
+
+<p>&mdash;La prima cosa non si può fare, signora
+marchesa;&mdash;rispose il finto Bonito;&mdash;e mio
+marito ve ne direbbe le ragioni, se fosse d&#8217;alcun
+pregio il conoscerle. La seconda l&#8217;avrei fatta
+ben io, ma col dispiacere di restare alla porta<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span>
+del convento. Venire a Voi col viso tinto di carbone
+o di pece!... che cosa avreste detto di me?</p>
+
+<p>&mdash;Niente, bel mozzo; ma capisco che avrei
+avuto il dispiacere di non potervi baciare, come
+ora farò, se permettete, donna Juana mia dolce.
+Non ho più grazia, essendo morta la mia gioventù;
+ma di bellezza m&#8217;intendo ancora, e so
+apprezzarla dov&#8217;è. Che bei fiori dà sempre l&#8217;Italia,
+il giardino d&#8217;Europa!</p>
+
+<p>&mdash;Sempre, ben dice Vostra Mercede; ma questo
+è nativo delle Indie;&mdash;rispose il capitano
+Fiesco;&mdash;delle Indie scoperte da Voi.&mdash;</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla era rimasta colpita da
+quell&#8217;accenno al fior delle Indie, che mal s&#8217;accordava
+con una bellezza affatto europea; e già
+stava mentalmente accozzandolo coll&#8217;altro accenno
+al viaggio del mozzo Bonito dalla Giamaica
+all&#8217;Europa. Ma l&#8217;ultima frase del conte
+Fiesco doveva trarla ad un&#8217;altra forma di maraviglia.</p>
+
+<p>&mdash;Da me!&mdash;esclamò la marchesa.&mdash;Che
+dite!</p>
+
+<p>&mdash;Il vero, mia signora;&mdash;rispose prontamente
+il Fiesco, volgendo il discorso al punto
+che più gli premeva.&mdash;Se Voi non eravate, se
+il vostro alto patrocinio non assisteva il mio
+grande concittadino Colombo, sarebbe ignota la
+terra dove è nato il mozzo Bonito, e il mare tenebroso
+custodirebbe i suoi gelosi segreti.</p>
+
+<p>&mdash;Sarà mia gloria;&mdash;rispose con bella semplicità
+la marchesa di Moya;&mdash;ed io sento qui
+tutto l&#8217;orgoglio che Voi mi concedete di assumerne.</p>
+
+<p>&mdash;Non io solamente, signora; è il pensiero
+costante di don Cristoval. &#8220;Senza l&#8217;aiuto di quella<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span>
+donna sublime, sarei rimasto oscuro ed inutile
+uomo&#8222;; son queste le parole ch&#8217;egli mi diceva
+ancora sei giorni fa, nel triste tugurio dov&#8217;io
+l&#8217;ho ritrovato a Segovia.&mdash;</p>
+
+<p>Al ricordo di don Cristoval il volto della marchesa
+di Moya si era rannuvolato, e il vivido
+sguardo nascosto sotto le palpebre. Ma le ultime
+parole la scossero; si dischiusero gli occhi,
+e tutto il volto si atteggiò ad espressione
+di doloroso stupore.</p>
+
+<p>&mdash;In un tugurio, Voi dite? Molte nuove giunsero
+qui, del grande Almirante; non questa,
+ch&#8217;egli fosse in angustie. Non è egli presso la
+Corte?</p>
+
+<p>&mdash;Presso la Corte, sì, e in un tugurio. A lui
+fu sempre destino passare accanto alle grandezze,
+e trascinare la sua gloria nel fango della
+strada. Ricordate? la sventura è con lui. Che
+ricompensa abbia ottenuta dei suoi maravigliosi
+servigi, non ignorate di certo; nè come sia ritornato
+dal quarto viaggio, donde ha recata la
+certezza di tant&#8217;oro quanto basterebbe a saziare
+l&#8217;avarizia di dodici Ferdinandi d&#8217;Aragona; nè
+come duri la slealtà, che lo ha spogliato delle
+sue rendite e delle sue dignità; nè come, essendo
+morta la regina, gli sia venuta anche
+meno la speranza di ottenere quando che sia
+la giustizia, che, nobilmente ostinato, continua
+a domandare. Delle rendite perdute non si duole,
+più che un uomo di gran cuore non abbia a dolersi
+di un furto patito: ben si duole delle sue
+dignità, de&#8217; suoi titoli, così nobilmente acquistati
+com&#8217;erano liberamente concessi, di vicerè governatore
+delle Indie ed almirante maggiore
+dell&#8217;Oceano. A questi non rinunzia; questi egli<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span>
+vuole; questi domanderà fino all&#8217;ultimo soffio
+di vita. Non lo ascolteranno gli uomini? Commetterà
+le sue ragioni, aspetterà le sue giuste
+vendette dal cielo. Ma Iddio, che è fonte di giustizia,
+Iddio che ha versato un giorno il tesoro
+della sua pietà nel cuore di una donna sublime,
+non ispirerà questa donna perchè si muova ancora
+una volta a soccorso del grande sventurato?
+Egli non ha bisogno di pane. È qui finalmente
+un suo vecchio ufficiale, un suo buon
+servitore, che farà il debito suo. Ma questo suo
+ufficiale, questo suo concittadino, è straniero, e
+non può nulla presso la Corte.&mdash;</p>
+
+<p>La marchesa di Moya era stata ad ascoltare
+in silenzio, ma non senza sospiri, e con gli occhi
+pieni di lagrime.</p>
+
+<p>&mdash;Ahimè!&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Beatrice di Bovadilla
+non ha più potere presso il re, poichè la
+regina è nella gloria di Dio. Non lo sa, questo,
+il signor Almirante?</p>
+
+<p>&mdash;Lo sa, mia signora; e non voleva che per
+questo io venissi a pregarvi. Ma io gli ho detto
+che la giustizia dee farla chi regna sulla Castiglia.
+E sulla Castiglia non regna il re d&#8217;Aragona.</p>
+
+<p>&mdash;V&#8217;intendo: ma chi dovrebbe regnare sulla
+Castiglia è lontano ancora da noi.</p>
+
+<p>&mdash;Amore e pietà non conoscono distanze; e
+Beatrice di Bovadilla potrebbe....</p>
+
+<p>&mdash;Perchè vi fermate?&mdash;domandò la marchesa.&mdash;Perchè,
+se volete consigliarmi di andare?
+Non è un bell&#8217;esempio, questo che Voi mi
+date;&mdash;soggiunse, mettendo nella tristezza di
+quella conversazione la timida nota d&#8217;un sorriso.&mdash;Andrei,
+non dubitate; andrei volenterosa,
+ad ogni preghiera che mi venisse da lui.<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span>
+Ma per questa volta non sarà necessario andar
+tanto lontano come Voi proponete. Ho notizie;
+notizie sicure; e restino qui tra noi, ve ne prego,
+come la ragione per cui la contessa Juana del
+Fiesco diventa in Ispagna il mozzo Bonito.</p>
+
+<p>&mdash;Conoscerete il mio segreto;&mdash;disse Juana.&mdash;Non
+dobbiamo averne con Voi.</p>
+
+<p>&mdash;Ma non sia come prezzo del mio;&mdash;replicò
+Beatrice.&mdash;E il mio sappiatelo subito. La regina
+e il re di Castiglia stanno per muoversi.... dalle
+Fiandre (diciamo così), cedendo ai voti di tutto
+il reame. Nessuno ancora lo sa; il re Ferdinando,
+che ne ha timore, crede che la probabilità
+sia ancora lontana; spera ancora negli
+amori di Francia; e frattanto va trasportando le
+tende dall&#8217;una all&#8217;altra città della Vecchia Castiglia,
+per amicarsi il popolo, se gli riesce, e
+scongiurar la tempesta. Da Medina del Campo
+a Segovia; da Segovia ritornerà indietro a Valladolid;
+da Valladolid a Burgos; poi, chi sa
+dove? Tanto ha paura di perdere il giuoco del
+regno! Questo sappiate per vostro governo,
+com&#8217;io l&#8217;ho da persona amica, che ha veduto
+Giovanna. Ma non ne dite nulla; resti chiuso
+con sette sigilli.</p>
+
+<p>&mdash;Anche con l&#8217;Almirante dovremo tacere?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, anche con lui;&mdash;disse la marchesa di
+Moya.&mdash;E non per lui, s&#8217;intende, ma per gli
+altri che lo avvicinano.</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;Adelantado suo fratello!&mdash;notò il Fiesco.&mdash;Il
+suo figliuolo Fernando!</p>
+
+<p>&mdash;Ah, il suo Fernando!&mdash;esclamò la marchesa.&mdash;Caro
+innocente bambino, che ho tenuto
+in collo ancor io, come una nutrice; che
+ho veduto crescere in bellezza e gravità superiore<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span>
+agli anni, quando era paggio alla Corte!
+E non c&#8217;è altri in casa? nè uomini, nè donne?</p>
+
+<p>&mdash;D&#8217;uomini sì, un vecchio marinaio, pei servigi
+di casa, che veramente son pochi;&mdash;rispose
+sospirando il capitano Fiesco.&mdash;Di donne,
+poi, neppur l&#8217;ombra. La casa del signor Almirante
+è un convento di Certosini.&mdash;</p>
+
+<p>La marchesa di <a name="tn175" id="tn175"></a><span class="correction" title="originale: Maya">Moya</span> rimase un istante sovra
+pensiero; poi scuotendosi ripigliò:</p>
+
+<p>&mdash;Non importa; resti egualmente un segreto
+per lui, quel che vi ho confidato. È anche necessario
+per l&#8217;utile suo. Se anche fossimo sicuri
+che nessuno commettesse un&#8217;imprudenza, dobbiamo
+premunirci contro il pericolo che dal suo
+volto trasparisca troppa fiducia, e si trasfonda
+negli altri. Ferdinando è sospettoso, e sempre
+agli agguati; che almeno egli non sospetti il vero
+da una maggior sicurezza delle sue vittime.</p>
+
+<p>&mdash;Ho inteso;&mdash;disse il capitano Fiesco.&mdash;Bisognerà
+parere più contriti e più umiliati che
+mai. &#8220;<i>Cor contritum et humiliatum Deus non despiciet</i>&#8222;
+direbbe il mio scudiero, che ho lasciato
+in istrada ad attendermi, e che è, indegnamente
+com&#8217;egli dice, un frate francescano. Porterò almeno
+il vostro saluto al signor Almirante?</p>
+
+<p>&mdash;No, vi prego, neppur questo.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè, se è lecito domandarlo? C&#8217;è un segreto
+anche qui? Una nube, se mai, che sarà
+bene dissipare. Tra i nobili cuori non ce ne dovrebbero
+essere.</p>
+
+<p>&mdash;Dite bene; ma la nube non c&#8217;è.</p>
+
+<p>&mdash;Il segreto, dunque? Lo rispetteremo.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, un segreto; ma è quello del mio cuore,
+e voglio dirvelo. A voi solo, conte Fiesco, non
+avrei osato confessarmi, e neanche al vostro<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+francescano, che pure, se sta con Voi, dev&#8217;essere
+un brav&#8217;uomo. Ma c&#8217;è qui tra noi una
+donna, che mi dà coraggio; che certe cose può
+intenderle, e darmi anche ragione. Parlerò dunque:
+ma voi ditemi prima una cosa. Perchè
+siete venuto a me, facendo a bella posta un così
+lungo viaggio da Segovia a Siviglia? Vi ha forse
+egli detto....</p>
+
+<p>&mdash;Che siete sempre stata la sua protettrice.
+E questo io già lo sapevo.</p>
+
+<p>&mdash;Ed altro non vi ha detto di me? Ed altro
+non sapevate Voi?</p>
+
+<p>&mdash;No;&mdash;disse il Fiesco, che si era turbato
+un pochino.</p>
+
+<p>Ma c&#8217;era tanta asseveranza in quel no, e tanto
+candore negli occhi del gentiluomo, che la marchesa
+di Moya non ebbe più ombra di dubbio,
+e prendendogli la mano ch&#8217;egli stava per mettersi
+sul petto a testimonio della sua fede, ripigliò
+in questa guisa:</p>
+
+<p>&mdash;Vi credo. Del resto, il segreto mio non era
+tale per nessuno, alla Corte, nè quando il nostro
+amico partiva, nè quando fu ritornato dal
+suo portentoso viaggio nell&#8217;ignoto. Ho amato
+don Cristoval; lo amo ancora, come il mozzo
+Bonito deve amar Voi.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, bella sincerità!&mdash;gridò il mozzo Bonito
+in un impeto di ammirazione.</p>
+
+<p>&mdash;Sei tu così sincera, Juana?&mdash;disse Beatrice
+di Bovadilla.&mdash;Allora siamo sorelle. Ti
+piace?</p>
+
+<p>&mdash;Mi è caro; ma bada,&mdash;rispose Juana,&mdash;nella
+mia patria questi patti di fratellanza si
+suggellano sempre col cambio d&#8217;una goccia di
+sangue.<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Così anche faremo, se sarà necessario;&mdash;riprese
+Beatrice.</p>
+
+<p>E tenendo sempre la sua mano in quella di
+Juana, così continuò, rivolgendosi al conte:</p>
+
+<p>&mdash;Ho amato don Cristoval, ed ho avuto il
+bell&#8217;ardimento di confessarglielo. È così bello
+amare un uomo, stimandolo primo per ingegno,
+per lealtà, per valor vero e per vera grandezza,
+che è quella dell&#8217;anima! Nessun amore al mondo
+è stato più puro del mio; ma l&#8217;ho gridato ai
+quattro venti, come se fossi io la padrona del
+suo cuore. Non ero tale, pur troppo! Quel cuore
+s&#8217;era dato ad un&#8217;altra, non degna di possederlo.
+Notiamo per la storia,&mdash;soggiunse la marchesa,
+accompagnando le parole con un lampo degli occhi,
+donde traluceva la memore superbia d&#8217;una
+celebrata bellezza,&mdash;che ciò era stato prima
+di conoscermi; ed aggiungiamo che già quella
+donna aveva preso ad odiarlo, disconoscendolo.
+Tu intenderai queste cose, Juana. L&#8217;odio di
+quella donna cominciò insieme con una nuova
+vita, che ella sentiva agitarsi nel suo seno. Arcani
+del sangue, ha detto il gran medico Villalobos,
+a cui ne ho domandato più tardi. Rispettiamo
+gli arcani, aspettando che altri Villalobos
+li chiariscano alle generazioni venture. Quanto
+a me, appena seppi di quella donna, andai a cercarla;
+non ebbi pace fino a tanto non potei ritrovarla,
+per pregarla di ritornare a don Cristoval.</p>
+
+<p>&mdash;Tu hai fatto questo, sorella?&mdash;disse Juana.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, non era il dover mio?&mdash;chiese Beatrice.</p>
+
+<p>&mdash;Vederlo è d&#8217;anime grandi, se mai;&mdash;rispose
+Juana, inchinandosi.&mdash;Bacio nella tua
+mano l&#8217;anima tua.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ed anche il mio orgoglio, bada;&mdash;replicò
+Beatrice.&mdash;Perchè questo non manca mai, e
+guasta un pochino la tua Bovadilla. Non volevo
+l&#8217;amor suo intorbidato da un ricordo nemico.
+Pensavo ancora che quell&#8217;uomo era grande, e
+più grande sarebbe divenuto; onde volevo esser
+grande ancor io. Avrei desiderato che quella
+donna persistesse nella sua avversione; ed ho
+usata tutta l&#8217;arte mia, tutta la mia pertinacia,
+tutta la mia eloquenza per vincerla. Dovevo
+esser lieta della mia sconfitta, non ti pare? E
+non fu così: n&#8217;ebbi dolore; anch&#8217;io m&#8217;ero inebriata
+della mia magnanimità. Fino all&#8217;ultimo,
+sai? Don Cristoval partiva, e là sulla spiaggia
+di Palos incontrai quella donna. Va, le dissi,
+prendi una barca, raggiungilo, è tempo ancora
+per te di riconquistare il tuo posto onorato. Ricusò,
+la disgraziata: e perchè? Questo io non
+so, nè l&#8217;ho domandato al dotto Villalobos.</p>
+
+<p>&mdash;Amava un altro, forse;&mdash;entrò a dire
+Juana.</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;ho bene pensato. Certo, un altro amava
+lei, e per lei faceva pazzie; mio fratello don Francisco
+Bovadilla, commendatore di Calatrava. Fu
+riamato? Sfruttato, sì, certo, da bisognosi parenti;
+ma se ne ricevette un grazie, si potrebbe
+anche giurare che una stretta di mano più calda
+dell&#8217;usato non accompagnasse quel grazie. Io
+lo argomento dall&#8217;ira che don Francisco serbò
+sempre viva contro don Cristoval. Rammentate
+con quale accanimento perseguitasse egli il
+suo rivale fortunato? rammentate le catene di
+San Domingo? Ah, le orribili catene, che hanno
+stretti i polsi dell&#8217;uomo grande e giusto!... E fu
+un Bovadilla, lo sgherro!...<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Calmatevi, signora!&mdash;disse il capitano
+Fiesco.&mdash;Il signor Almirante dubitò sempre di
+aver perduta per quel fatto la vostra protezione.
+E ricordava spesso e ricorda ancora che
+a don Francisco, se questi avesse voluto ascoltarlo,
+avrebbe salvata la vita. Di questo fui testimone,
+e potrei star mallevadore ancor io.</p>
+
+<p>&mdash;So anche questo;&mdash;rispose la marchesa.&mdash;E
+gli ostinati nemici dell&#8217;Almirante gli han
+fatto colpa anche di questa magnanimità. Non
+era tempo da tempeste, sentenziarono; l&#8217;Almirante
+sapeva di non esser creduto; perciò ha
+fatto il magnanimo a buon patto. La tempesta,
+piuttosto, la tempesta non doveva egli chiamare,
+con le sue arti di negromante? E andate a persuadere
+gli stolti, quando i tristi hanno parlato!
+Nè io mi dolsi per la morte di don Francisco,
+se non perchè portava il mio nome. Che dovesse
+finir male glielo avevo predetto io, senza aver
+arte di magia più del signor Almirante; glielo
+avevo predetto io medesima, dopo ch&#8217;egli era
+andato ad accusarmi al marchese di Moya. Bei
+fratelli, non vi pare? Ma torniamo a don Cristoval.
+Io piuttosto avevo dovuto temere ch&#8217;egli si
+fosse troppo volentieri dimenticato di me, per
+cagione della mia parentela dolorosa. Ed anche
+debbo dirvi dell&#8217;altro, che più mi stava sul
+cuore? Ero dolente, scorata, avvilita, di vedermi
+trattata così male da lui. Male, sì; non è un
+male la freddezza, la noncuranza e la fuga? Ed
+egli ha sempre sfuggita questa povera Bovadilla
+lebbrosa! Come?&mdash;continuò la bella marchesa
+di Moya, animandosi ai ricordi, e corrugando
+le nerissime ciglia.&mdash;Io l&#8217;amo, e son pronta al
+sacrifizio più grande che possa fare una donna<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span>
+innamorata, di cedere l&#8217;amor mio ad un&#8217;altra.
+Costei ricusa; io non ne ho colpa; e quell&#8217;uomo
+dovrebbe esser mio nella pura fede delle anime;
+dovrebbe darmi il premio che ho meritato, il
+premio d&#8217;una schietta parola; qua la tua mano
+nella mia, e camminiamo puri, baldi, sereni nel
+mondo, ed altrettanto sicuri, io di te, tu di me.
+Così la povera Bovadilla intendeva l&#8217;amore. Così
+non l&#8217;ha inteso l&#8217;Almirante del mare Oceano.
+Si può dir qui, tra gente che l&#8217;ama, e che nessun
+altri ci senta, ch&#8217;egli è stato in ciò molto
+minore di sè stesso, cedendo a piccole paure,
+a più piccoli scrupoli?</p>
+
+<p>&mdash;Non vi rivolgete al mozzo Bonito;&mdash;disse
+il conte Fiesco, tentando anch&#8217;egli di mettere nel
+doloroso colloquio una nota men triste.&mdash;Egli
+non vi saprebbe rispondere, non essendo nato
+in Europa, nè educato dalla prima adolescenza
+alle leggi, alle consuetudini, ai riguardi del nostro
+mondo decrepito e saggio. Piccole paure?
+V&#8217;intendo; col vostro gran cuore non ce ne
+sono; e molta altezza di sentire, e il rispetto
+che meritate, potevano tenervi guardata come
+in una rocca inaccessibile. Ma egli, che ha l&#8217;anima
+grande, poteva temere di non aver così
+forte il cuore, e di non poter resistere alla violenza
+di un sentimento, che noi tutti sappiamo
+come sia indomabile. Qual uomo potrebbe giurare,
+amando davvero, di non varcare certi confini?
+E allora, vedete, le piccole paure ingigantiscono,
+gli scrupoli assalgono, e non sono più
+piccoli. Si pensa alle ciarle assassine del mondo,
+e si teme per la donna virtuosa, fino a quel
+giorno onorata, che l&#8217;amor nostro, eccedendo
+nelle sue dimostrazioni, che la sua divina bontà,<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span>
+non vedendo i pericoli, potrebbero in un momento
+offuscare. Io non so nulla di ciò dal signor
+Almirante; conosco l&#8217;anima sua, e giurerei
+che ha pensato così.&mdash;</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla stette alquanto in silenzio;
+segno che sentiva la forza dell&#8217;argomentazione.
+Ma non era vinta; ma non aveva vuotata
+la sua faretra.</p>
+
+<p>&mdash;Il marchese di Moya morì;&mdash;diss&#8217;ella
+finalmente, senza alzar gli occhi verso il suo
+interlocutore, e come proseguendo un suo ragionamento
+interiore.&mdash;Cessavano gli scrupoli
+del leal cavaliere. Bovadilla era sempre Bovadilla;
+rimaneva alla Corte, e vedeva ogni giorno
+il paggio Fernando, che già tanto somigliava
+a suo padre. I maschi per lo più matrizzano;
+quello no, era tutto l&#8217;Almirante; e Bovadilla lo
+divorava con gli occhi, come se fosse stata essa
+sua madre. Vi ho detto che il mio terribile orgoglio
+era diventato sforzo di non averne più.
+L&#8217;Almirante tornava dai suoi viaggi: misurato,
+severo, studioso di tutti i suoi atti. Intesi i riguardi,
+dopo il secondo viaggio; ancora viveva
+Giovanni Cabrera, nostro signore e padrone. Ma
+dopo il terzo!... dopo le catene!... Ah, gloriose
+catene, che del grand&#8217;uomo facevano un martire!
+gloriose catene, che avrei baciate, e diventavano
+sacre, com&#8217;è sacro il bacio della donna
+che ama! Oh, non mi dite nulla; non ci dovevano
+esser nubi, tra noi; nè io dovevo aver
+parenti, per lui; non ne avevo avuti, assistendolo
+contro tutti. Quel suo contegno fu un colpo
+atroce al mio cuore. Egli ama quella donna,
+pensai; nè più questo pensiero mi uscì dalla
+mente; l&#8217;amo ancora, e don Francisco non è<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span>
+più; egli ritornerà a quella donna. Che cosa avvenne?
+non so. Il favor della Corte gli veniva
+mancando sempre più: nè io osai farmi avanti
+non chiesta. Incominciavo a credere ancor io
+che fosse un delitto, mettermi tra lui e la Enriquez.
+La religione, a cui chiedevo conforti, mi
+sgomentava anch&#8217;essa colla imagine dei diritti
+dell&#8217;altra Beatrice. Ah, quella donna! è qui, nella
+mia vita, come un pugnale nel costato; e non
+mi uccide, ma geme di continuo la sua goccia
+di sangue nero. E quella donna è l&#8217;errore, com&#8217;era
+già la perfidia: son io, Fernandez di Bovadilla,
+son io la donna di don Cristoval, io che
+l&#8217;ho gridato Almirante del mare Oceano, prima,
+assai prima, che altri gli concedesse quel titolo,
+il più bello che uomo abbia portato mai sulla
+terra. Pensateci, conte Fiesco, voi che lo conoscete
+a prova, quel mare. L&#8217;Oceano, il grande,
+il terribile Oceano; e comandato da lui, che lo
+aveva domato, mentre da migliaia d&#8217;anni tutto
+il mondo ne aveva avuto paura! Moglie dell&#8217;Almirante,
+avrei fatto tremare molta gente, che
+rialzava più baldanzosa la testa. Vivente la regina,
+avevo saputo persuaderla ben io, che quell&#8217;uomo
+non era un avventuriero, e non covava
+il tradimento nell&#8217;animo. Questo infatti si perfidiava
+di lui. Voleva dare le Indie al Portogallo!
+le voleva dare a Genova, per vendicarsi di Spagna!
+Tutti avevano sentito; tutti avevano veduto;
+avrebbero posta la mano sul fuoco. Non
+era egli sempre a segreti conciliaboli con Francesco
+Rivarola e con Francesco Grimaldi, con
+Francesco Doria, con Pantalino ed Agostino Interiani?</p>
+
+<p>&mdash;I suoi amici compassionevoli;&mdash;interruppe<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span>
+il Fiesco;&mdash;i suoi soccorritori nelle angustie, in
+cui lo avevano messo le angherie degli Aguadi,
+degli Ovandi.... e degli altri.</p>
+
+<p>&mdash;E lo immaginavo ben io. Ma come chiuder
+la bocca a tutti? Anche lei, la buona Isabella,
+doveva qualche volta porgere orecchio a
+tante accuse, che venivano d&#8217;ogni parte al suo
+trono. E ne piangeva, ora credendo, ora discredendo.
+Sai, Bovadilla? mi diceva. Anche questo
+si dice; se mi fossi ingannata sul conto del
+tuo Genovese!... Mio! anche Vostra Altezza le
+crede? È così poco mio, che non mi guarda
+nemmeno.</p>
+
+<p>&mdash;Ma egli,&mdash;notò il Fiesco,&mdash;vi temeva mutata
+troppo per lui!</p>
+
+<p>&mdash;E se mai?...&mdash;ribattè la marchesa.&mdash;Non
+dovevo apparir tale, mentre egli seguitava a
+tacere? L&#8217;obbligo mio era di non attraversarmi
+alla Enriquez, di lasciargliela sposare. Non accennava
+a questo disegno, la sua deliberazione
+di togliere il paggio Fernando dalla Corte, levandomelo
+dagli occhi? E perchè non chiamare
+con sè il primogenito, destinato un giorno a
+succedergli, e perciò meglio indicato ad un viaggio
+d&#8217;esperimento, che gli facesse conoscere il
+suo futuro governo? Questa considerazione non
+l&#8217;avete fatta anche voi, signor conte?</p>
+
+<p>&mdash;Un caso;&mdash;rispose il Fiesco;&mdash;un caso
+e non altro. Fernando aveva manifestato il desiderio
+di accompagnare suo padre. Era un ragazzo
+studioso, per l&#8217;indole sua meno adatto
+alla vita del cortigiano. E su questa semplice
+apparenza avete fondata la vostra argomentazione,
+donna Beatrice? e siete giunta fino a credere
+l&#8217;Almirante pacificato colla Enriquez? con<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span>
+una donna, che era diventata una immagine?
+con una immagine svanita e dimenticata?</p>
+
+<p>&mdash;Dov&#8217;è ora quella donna?</p>
+
+<p>&mdash;Non so; certo non è in Segovia; certo non
+l&#8217;ha egli riveduta dalla vigilia del consiglio di
+Salamanca. Son diciott&#8217;anni passati.</p>
+
+<p>&mdash;I diciott&#8217;anni del mio tormento!&mdash;esclamò
+la marchesa.&mdash;E lunghi, lunghi, troppo lunghi
+per questo povero orgoglio!&mdash;</p>
+
+<p>Povero orgoglio davvero, che si stemprava
+in un pianto dirotto. Pianse lungamente, la nobil
+signora, col viso nascosto tra le palme. E
+la contessa Juana, fattasi più presso a lei, con
+atti amorosi la veniva accarezzando, la baciava
+in fronte, le afferrava le mani, per distoglierle
+da quel viso; e consolandola de&#8217; suoi baci, beveva
+silenziosa le lagrime della sua sorella europea.
+Sapeva anch&#8217;essa, la bella figlia d&#8217;Haiti,
+che le lagrime fan bene, ma a patto che chi ci
+ama s&#8217;intenerisca con noi.</p>
+
+<p>A poco a poco donna Beatrice si riebbe; rasciugò
+le sue lagrime, levò la fronte e disse:</p>
+
+<p>&mdash;Che rimedio ci vedete voi, conte Fiesco?</p>
+
+<p>&mdash;Rimedio? a che? ad uno stato di cose che
+quella donna ha voluto? Quella donna l&#8217;ha offeso;
+è fuggita da lui; ha perfino rinnegata la
+sua creatura. Che ci volete fare? Tanti anni sono
+passati oramai! Cade un edifizio, per qualsivoglia
+cagione, folgore, incendio, tremuoto. Si può
+vedere a tutta prima la necessità, la utilità di
+salvarlo. Ma quello che non si è veduto prima,
+si vedrà forse più tardi? Sulle vecchie rovine
+crescono i cardi, i rovi, le ortiche; tra le vecchie
+rovine si appiattan le serpi, e fischiano irritate
+al viandante. Si gira largo, e si edifica<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>
+altrove; o non si edifica più in nessun luogo;&mdash;conchiuse
+il Fiesco, sospirando.&mdash;Povero
+signor Almirante! la vecchiezza è venuta precoce
+su lui.</p>
+
+<p>&mdash;Ma il figlio?... come rimarrà egli, povero
+innocente?</p>
+
+<p>&mdash;Il figlio, se ha senno, accetterà la sua sorte,
+che è bella ancora, e val meglio di quella che
+sorride a tant&#8217;altri. Non è egli stato ammesso
+a Corte, come già il figlio legittimo di donna Filippa
+Mogniz? Un decreto sovrano ha nobilitato
+quel ragazzo, e cancellato il vizio d&#8217;origine.
+Vizio, poi!... I tempi nostri non mi paiono fatti
+per badare a certe inezie. Una sbarra nello
+scudo, in vece d&#8217;una banda o d&#8217;una fascia, ecco
+tutta la differenza. La illegittimità non ha impedito
+a nessun valoroso di diventar cavaliere,
+conte, principe e re. Più illustre è la macchia,
+più porta in alto; e potrei citarvi esempi a migliaia,
+antichi e recenti. Lasciamo dunque il
+pensiero di voler aggiustare le cose che non
+richiedono di essere aggiustate, e sopra tutto
+di cercar quella donna. Che sarà poi diventata?
+D&#8217;un altro, senza dubbio; e chi sa? forse contenta,
+fors&#8217;anche felice.</p>
+
+<p>&mdash;Lo saprò;&mdash;disse la marchesa, con gesto
+risoluto.&mdash;Devo saperlo. Ed anche mi ha maledetta,
+sulla spiaggia di Palos, mentre io tentavo
+una seconda volta di ricondurla a lui. Ella
+vedrà pur troppo come abbia fruttato la sua maledizione.
+Oggi stesso uscirò dal mio ritiro. Ma
+non ho se non donne, al mio servizio; un uomo
+mi manca.</p>
+
+<p>&mdash;Per che fare?</p>
+
+<p>&mdash;Per essere il braccio della mia volontà. Non<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span>
+debbo cercare? non debbo trovare, e subito? Lo
+avete voi, quell&#8217;uomo?</p>
+
+<p>&mdash;Ho il frate scudiero, di cui vi parlavo poc&#8217;anzi,
+e che ci aspetta in istrada.</p>
+
+<p>&mdash;Che uomo è?</p>
+
+<p>&mdash;Forte e coraggioso, accorto e leale.</p>
+
+<p>&mdash;Datelo a me; ve lo renderò presto.</p>
+
+<p>&mdash;Sia, ma per la regina Giovanna?...</p>
+
+<p>&mdash;Lasciatemi fare; per Giovanna, che è ancora....
+lontana, arriverò sempre in tempo. Voi
+ritornate a Segovia; e se, giunto là, com&#8217;io ne
+sono sicura, la Corte non ci sarà più, andate a
+Valladolid, dove si sarà trasferita. Anche questo
+lo so di buon luogo. Vi fa maraviglia? Pensate
+che Santa Chiara è di Castiglia, e per Castiglia;
+e sa tutto, e partecipa a tutto. Voi dunque non
+dubitate, poichè a me siete venuto per il signor
+Almirante; nè a voi nè a lui mancherà il mio
+povero aiuto. Egli ha seguita la Corte fin qui;
+la segua ancora, perchè io possa ritrovarlo. Addio,
+contessa Juana; addio, sorella, e contate su
+me, se anche non è stato fatto ancora il cambio
+del sangue. <i>Soy Bovadilla</i>;&mdash;conchiuse la
+nobil signora, mettendosi solennemente la destra
+sul cuore;&mdash;una cosa, entrata che sia qua
+dentro, non n&#8217;esce più; se ho dato questo, l&#8217;ho
+dato per sempre. Amami, e aspettami.&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XI" id="Capitolo_XI"></a><span class="chap">Capitolo XI.</span><br /><br />
+
+Invito a palazzo.</h2>
+
+
+<p>Israele aveva levate ancora una volta le tende.
+La marchesa di Moya si era dunque apposta al
+vero, dicendo al capitano Fiesco che la Corte
+sarebbe passata di quei giorni da Segovia a Valladolid.
+Sappiamo le ragioni politiche di quegli
+spessi tramutamenti; dobbiamo anche conoscere
+come e perchè se ne avesse così pronta
+la notizia nel convento di Santa Chiara a Siviglia.
+E non solamente in quello, ma in tutti i
+conventi di Castiglia. Era il tempo che la politica
+degli stati la facevano i vescovi e i grandi ordini
+religiosi, padroni dei re, nel nome istesso
+di una autorità superna, che innalzava e sbalzava
+di seggio i potenti. E i re, si capisce, non
+potendo fare in casa tutto quello che volevano,
+se ne ricattavano fuori, con le guerre di predominio
+e di conquista, l&#8217;alto clero non disapprovando
+la supremazia militare della nazione a
+cui pur esso apparteneva, e potendo mandare
+le ragioni dell&#8217;amor patrio di pari passo con
+quelle del tornaconto di classe. Così il cattolico
+re Ferdinando, libero di accrescere la potenza<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span>
+spagnuola in Italia, dov&#8217;egli trasferiva alla Spagna
+le pretensioni dinastiche della casa d&#8217;Aragona,
+non era altrimenti libero di fare in tutto
+a suo modo nelle terre di Castiglia; e più ancora
+si sentiva le mani legate dopo la morte
+della moglie Isabella. Bene cercava egli di prolungarsi
+la reggenza sui dominii della morta;
+ma da quei dominii, ostinate nella sostanza
+quanto rispettose nella forma, resistevano le
+autorità da tanti secoli stabilite, dell&#8217;alto clero
+e del basso, vescovi e capitoli, abbazie, priorati,
+parrocchie e monasteri.</p>
+
+<p>Anche i conventi di donne partecipavano a
+questo lavoro di resistenza: e ciò s&#8217;intenderà
+facilmente, chi pensi che negli ordini monastici
+erano allora numerosissime le figliuole delle
+grandi famiglie del regno, famiglie a cui pure
+appartenevano i magnati del clero, alleanza naturale
+di nobiltà religiosa e di nobiltà militare;
+e che delle personali rinunzie al mondo le nobili
+claustrali si ricattavano, anch&#8217;esse partecipando
+largamente alle ambizioni delle casate dond&#8217;erano
+uscite, e di cui serbavano, se non in tutto
+il fasto mondano, certamente il ricordo e l&#8217;orgoglio.</p>
+
+<p>A quei centri di vita monastica affluivano, da
+quei centri si diffondevano le notizie politiche
+utili a sapersi da ogni classe di aderenti. Le vaste
+possessioni degli ordini religiosi favorivano
+il continuo viavai dei razionali, dei vicarii, dei
+gastaldi, tramutati in messaggeri. Il servizio
+delle poste pubbliche era in mano delle università;
+quello delle poste segrete in mano dei conventi.
+E non poteva dirsi una distinzione, ma
+piuttosto una affinità di uffici, poichè nelle università<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span>
+primeggiavano i frati, come maestri di
+teologia e d&#8217;eloquenza, di diritto canonico e civile,
+di filosofia, perfino di medicina.</p>
+
+<p>Ritornati a Segovia, Bartolomeo Fiesco e il
+mozzo Bonito seppero avvenuto ciò che a Siviglia
+avevano udito imminente. Da cinque giorni
+la Corte si era trasferita a Valladolid, nell&#8217;antico
+reame di Leon, lasciando nel mezzo Medina
+del Campo, dov&#8217;era morta Isabella, e avvicinandosi
+a Burgos, la capitale antica dei conti di
+Castiglia, e la patria del Cid Campeador. Burgos,
+a cui si avvicinava Ferdinando, era anche
+la città del pericolo per lui. Di laggiù, infatti,
+doveva avanzarsi Giovanna, se mai si fosse risoluta
+di lasciare le Fiandre e di approdare alla
+costa di Biscaglia. Ma egli, da Valladolid, risalendo
+da levante la gran valle del Duero, aveva
+nella fida Aragona la sua ritirata strategica.
+Perchè egli viveva in istato di guerra, tra tutte
+le apparenze della pace; ed era guerra di ambizioni
+personali e di diritti dinastici tra il padre
+e la temuta figliuola. Pazza la dicevano a
+bassa voce, e sarebbe piaciuto a lui che pazza
+fosse gridata a larghi polmoni: ma più pazza
+era, e più si doveva temerne il troppo sollecito
+arrivo. Ah quei nobili Castigliani, così superbi
+e così ostinati! Non c&#8217;era dunque verso di tirarli
+dalla sua?</p>
+
+<p>Cristoforo Colombo aveva seguitata la Corte.
+Il capitano Fiesco seguitò dunque il suo viaggio,
+muovendo lungo il corso dell&#8217;Adarà, fino alla
+pianura insalubre di Medina del Campo; di là
+passato il Duero, proseguì fin dove l&#8217;Esgueva,
+umile tributario, si getta nel Pisurga. Era finalmente
+a Valladolid, la opulenta città, che ancora<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span>
+non possedeva i centomila abitanti a cui giunse
+sotto Carlo Quinto, ma che aveva già tre volte
+e più i ventimila a cui è ridiscesa nei tempi nostri.
+E già allora Valladolid era fiorente d&#8217;industrie,
+famosa pel suo studio di giurisprudenza,
+orgogliosa del suo Campo Grande, vastissima
+piazza, fiancheggiata da diciassette conventi,
+dove già con grande concorso di popolo si arrostivano
+Mori ed Ebrei, a maggior gloria di Dio
+misericordioso. Da ventisei anni era stato legalmente
+riconosciuto e diffuso il Sant&#8217;Uffizio nella
+felicissima terra di Spagna.</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco, che pur non era di tenerissima
+fibra, torse gli occhi da quella piazza
+che doveva costeggiare passando, e dove appunto
+si stava rizzando un gran palco di legname
+per l&#8217;<i>auto da fè</i> del giorno vegnente; il
+mozzo Bonito rabbrividì, correndo involontariamente
+col pensiero agli orrori della piazza di
+Xaragua, dove ottanta cacichi erano stati bruciati
+sotto i suoi occhi; ed anche di un&#8217;altra
+piazza a San Domingo, dove per lui era stato
+rizzato il palco ferale.</p>
+
+<p>Avevano preso lingua per via; e non era stato
+facile ritrovare subito la dimora del Vicerè delle
+Indie. Chi conosceva a Valladolid un vicerè delle
+Indie? Per fortuna s&#8217;erano imbattuti nel servo
+Geronimo, che li aveva condotti in una via fuori
+mano e mezzo campestre, dove sorgeva una
+casa di povera apparenza, quasi una masseria
+di campagna, con un gran portone pei carri, un
+pianterreno cieco, un piano superiore di poche
+finestre non grandi, nè tutte in fila, e un secondo,
+che prendeva luce più scarsa da quattro
+o cinque finestrini sotto i rozzi modiglioni del<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span>
+tetto. In quella casa era andato ad ospizio il vicerè
+delle Indie, presso un marinaio, Gil Garcìa,
+che, avendo riconosciuto il suo Almirante, non
+aveva voluto lasciargli cercare alloggio più oltre.</p>
+
+<p>&mdash;Forse lo trovereste migliore;&mdash;aveva detto
+il buon Garcìa;&mdash;ma stancandovi nella ricerca.
+E pensate, mio signore, che se la casa è povera,
+neanche a Valladolid son ricchi i cuori di chi
+possiede i palazzi.</p>
+
+<p>&mdash;Gil Garcìa, tutto il mondo è paese;&mdash;aveva
+risposto l&#8217;Almirante.&mdash;E Valladolid è una gran
+capitale, se ha la tua casa per reggia.&mdash;</p>
+
+<p>La fatica del viaggio non aveva troppo stancato
+il signor Almirante; e il capitano Fiesco,
+entrandogli in camera, lo ritrovò seduto sul
+letto in una di quelle alcove di cui gli Arabi avevano
+dato il nome e l&#8217;uso alla Spagna, donde
+uso e nome passarono poscia all&#8217;altre parti di
+Europa. Come già parecchi giorni innanzi, l&#8217;infermo
+si rianimò alla vista dell&#8217;amico; e non
+sentì più i suoi dolori, udendo le nuove del colloquio
+che questi aveva avuto con la marchesa
+di Moya.</p>
+
+<p>Il Fiesco, naturalmente, non gli riferiva appuntino
+ogni cosa. Più che dalla raccomandazione
+del segreto, si sentiva trattenuto dal timore
+di rallegrar troppo il grande sventurato.
+Voleva, se mai, ragionarne prima coll&#8217;Adelantado,
+dicendogli delle cose segrete almeno quel
+tanto che fosse mestieri, per farne buon uso ad
+ogni opportunità. Espose in quella vece all&#8217;Almirante
+come la marchesa di Moya gli fosse
+amica immutata ed immutabile; vedendo poi
+quanta letizia si diffondesse sul volto dell&#8217;ascoltatore,
+non tacque le confessioni che la nobil<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span>
+Beatrice di Bovadilla gli aveva fatte così spontaneamente,
+senza puerile ritegno. Impacciato
+si sentiva egli piuttosto a riferire quelle calde
+parole: ma per fortuna il viso aveva abbastanza
+celato nella penombra dell&#8217;alcova, poichè,
+stando seduto presso la sponda del letto,
+dava le spalle alla luce; ond&#8217;ebbe più coraggio
+a dir tutto.</p>
+
+<p>Don Cristoval appariva trasfigurato da quel
+tiepido soffio di buona ventura. Gli si tingevano
+di vermiglio le gote; gli sfavillavano gli occhi;
+un sorriso della sua balda gioventù gli sfiorava
+la bocca bellissima. Qual miracolo si operava
+sotto gli sguardi del buon messaggero! e qual
+altro maggiore non si doveva egli aspettare,
+dagli sguardi della pietosa amica?</p>
+
+<p>&mdash;Lasciatemi pensare;&mdash;disse l&#8217;Almirante.&mdash;È
+un&#8217;ora ben lieta, questa che voi mi portate.&mdash;</p>
+
+<p>E pensò, mentre quell&#8217;altro rimaneva silenzioso
+a contemplarlo; pensò lungamente, sorridendo
+ai suoi pensieri, che tramutati in immagini
+parevano sprigionarsi dalla sua fronte,
+sciogliendo il volo tutto intorno e facendo risplendere
+come un lembo di cielo l&#8217;aria rinchiusa
+della malinconica alcova. Dunque ella
+non l&#8217;odiava? L&#8217;ombra di quel morto non aveva
+offuscata la immagine di don Cristoval nel cuore
+di Beatrice? Dunque ella era sempre Bovadilla,
+la pietosa, la soave Bovadilla, ogni cui detto,
+ogni cui gesto, anche imperioso, recava l&#8217;impronta
+della bontà, perchè lo aveva informato
+un senso d&#8217;amore? Ah, dolce cosa, e balsamo
+divino ad ogni angoscia patita! E che orribil
+tormento sarebbe la vecchiaia, la turpe, la paurosa<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+vecchiaia, se non potessimo vivere qualche
+volta del nostro passato, chiamarlo a rassegna,
+goderne col pensiero, anche togliendo
+alle cose vissute i troppo chiari e vigorosi contorni?
+Il vecchio fu giovane; amò, fu amato; e
+quel ricordo, che è la sua beatitudine, è ancora
+la sua gloria. Per quell&#8217;amore egli compì grandi
+cose, o gentili, memorabili sempre; per quell&#8217;amore
+si sentì fatto migliore, sorrise alla vita,
+fu buono alle creature che gli stavano intorno.
+E passano davanti agli occhi i lampi di quelle
+giornate lontane; e figure da gran tempo obliate
+trascorrono in quella luce, animando la scena.
+La bella donna che si amò tanto forte, si muove
+in quel piccolo mondo, gloriosa e serena, sorridente
+della sua giovinezza; e par che non
+guardi, par che non veda nulla intorno a sè;
+ma voi sentite l&#8217;onda magnetica del suo sguardo,
+che giunge a voi, che tutto v&#8217;involge, e v&#8217;inebria.
+Ah, lampi maravigliosi! spiragli divini di
+un dolce passato! Il quadro luminoso si scolora
+ad un tratto, e la visione si spegne; ma può
+ancora riaccendersi, può ancora colorirsi; e di
+quelle fugaci apparizioni si vive. Triste cosa,
+che, morti noi, spariscano anch&#8217;esse per sempre,
+nè possa più altri goderne! Attimo di eternità
+che dilegua; ciò che fu, ritorna nella notte
+delle cose che non furono mai. Perciò qualche
+volta la visione lascia un senso di dolore nell&#8217;anima.
+L&#8217;amaro è nel dolce; e fors&#8217;anche ha
+mestieri di quel senso d&#8217;amaro, per aver vita,
+e coscienza di sè stesso, il piacere.</p>
+
+<p>Anche il capitano Fiesco pensava. Come sono
+maravigliosi questi vecchi, che serbano ancora
+tanta gioventù dentro l&#8217;anima! Ed ancora, che<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span>
+altezza di sentire in quest&#8217;uomo! Non fa egli
+ricordare i bei versi di Dante? &#8220;E se il mondo
+sapesse il cor ch&#8217;egli ebbe, mendicando la vita
+a frusto a frusto, assai lo loda, e più lo loderebbe&#8222;.
+Amato dalla più bella creatura del reame
+di Castiglia, ha rinunziato a quell&#8217;amore, che
+poteva essere il suo premio, ben superiore a
+tutte le fortune, a tutte le dignità della terra.
+Virtù, certamente; virtù, che dobbiamo coltivare
+in noi, come un fiore divino! Ma questa virtù
+non è dato condurla oltre i confini della umana
+natura; ed egli non si salvò dalla forza indomabile
+della passione se non colla fuga. Avrebbe
+un certo Damiano saputo fare altrettanto, ai
+tempi suoi, <i>consule Planco</i>? È vero che Damiano
+non era un santo; non n&#8217;ha mai avuta la stoffa,
+con tanti cardinali e un paio di papi in famiglia!</p>
+
+<p>L&#8217;Almirante ruppe finalmente il silenzio, e insieme
+con le meditazioni sue cessarono quelle
+un po&#8217; meno alte del suo reduce amico.</p>
+
+<p>&mdash;La marchesa verrà, mi avete detto?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, messere, e presto. Ma silenzio, per carità;
+non si deve sapere prima del fatto; non si
+deve averne sospetto.</p>
+
+<p>&mdash;E parlerà essa a Ferdinando?&mdash;</p>
+
+<p>Qui il capitano Fiesco si ritrovò un pochettino
+impacciato a rispondere.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, lo immagino;&mdash;balbettò.&mdash;Vissuta
+tanto tempo a Corte, non passerà dov&#8217;è la Corte
+senza rimetterci piede.</p>
+
+<p>&mdash;E perchè non è venuta con voi?</p>
+
+<p>&mdash;Che so io? che debbo dirvi, messere?&mdash;rispose
+il Fiesco, più impacciato che mai.&mdash;Mi
+ha parlato vagamente di certe cose, che la trattenevano
+ancora. Hanno sempre tanti impicci,<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span>
+le donne! e non tutte, per cavarsi d&#8217;impicci,
+hanno l&#8217;arte e gli abiti del mozzo Bonito. Credo
+ancora che avesse da sbrigare un negozio più
+grave. Ma neppur questo mi ha detto, quantunque
+non fosse un segreto, poichè mi ha pregato
+di lasciarle il frate scudiero. Le servirà di
+scorta in viaggio;&mdash;soggiunse il capitano, felice
+di aver trovata una gretola, e scappando
+da quella.&mdash;A mezza monaca mezzo frate, non
+vi pare? Badiamo, dico così per dire; che il mio
+scudiero è frate, con tutti i tre voti. Ma egli
+pare così poco un frate, vivendo sempre fuor di
+convento! Come le ha, le dispense? non è il caso
+che se le pigli da sè?</p>
+
+<p>&mdash;Dovreste saperne voi qualche cosa, che lo
+conducete pel mondo;&mdash;osservò l&#8217;Almirante,
+sorridendo.&mdash;Ma non bisogna credere che frate
+Alessandro manchi al precetto dell&#8217;obbedienza.
+Non facciamo sospetti temerarii, e crediamo che
+abbia la sua brava licenza in tasca.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;Almirante era allegro, e celiava, come ne&#8217;
+suoi giorni più belli. Un&#8217;ondata di buona ventura
+entrava nella povera casa di Gil Garcìa;
+bisognava approfittare del vento; e don Cristoval,
+che si sentiva rinfrancato, volle vestirsi.
+Mentre il marinaio Geronimo lo aiutava in quella
+bisogna, il capitano Fiesco scese in cortile a discorrere
+coll&#8217;Adelantado. Con lui non poteva
+menare il can per l&#8217;aia; anche senza dir tutto,
+doveva aprirsi con lui della prossima venuta
+della marchesa di Moya, e del tentativo ch&#8217;ella
+si proponeva di fare. Per non mancare alle promesse
+sue, bastava non dire che la nuova regina
+di Castiglia era aspettata alla coste di Spagna.
+Restava, e bastava, che l&#8217;arrivo ne fosse<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span>
+sperato, per giustificare il passo di donna Beatrice.
+Dopo tutto, anche di quel poco che si lasciava
+uscir di bocca, il capitano Fiesco raccomandava
+il segreto alla conosciuta prudenza
+dell&#8217;amico; il quale a sua volta ne riconobbe
+tutta la importanza gelosa.</p>
+
+<p>&mdash;Dicevo bene!&mdash;esclamò Bartolomeo Colombo.&mdash;Dicevo
+bene, se la marchesa di Moya
+veniva proprio a parlare col re. Non è lei, l&#8217;antica
+dama di palazzo della mite e generosa Isabella,
+che potrebbe commuover le viscere al
+marito di Germana di Foix. E notate che io
+avevo già mulinato il disegno di rivolgermi a
+questa, per chiedere il suo patrocinio. Sposa novella,
+pensavo, avrà potere sul maturo consorte,
+e potrà usarne a nostro vantaggio. Ma
+ho dovuto rinunziarci. La bionda reginetta è
+qui come un pesce fuor d&#8217;acqua. Già molto è
+se la tollerano, questi signori Castigliani, cedendo
+alle raccomandazioni del virtuoso Ximenes.</p>
+
+<p>&mdash;Il confessore della morta regina!&mdash;esclamò
+il capitano Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì; lo vedete, il confessore di quella
+santa, costretto a raccomandare la calma, a far
+mandar giù, come uno zuccherino, quella profanazione
+del talamo reale? E non ha aspettato
+che si raffreddasse la povera salma, il cattolico
+re! Appena era passato l&#8217;anno, e la nuova regina
+passava i Pirenei. Ma che cosa non fa fare
+la maledetta cupidigia del regno? Basta,&mdash;conchiuse
+lo sdegnoso Adelantado,&mdash;io non ci ho
+niente da vedere, nè da spartire: il cardinal di
+Toledo riconosce il male, e s&#8217;ingegna di ricavarne
+il bene. Signori miei, dice egli ai nobili<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span>
+di Castiglia, abbiamo pazienza un po&#8217; tutti; pensiamo
+che Germana di Foix, la graziosa nipote
+del re Cristianissimo, ci porta in dote la rinunzia
+dei Francesi a tutte le terre che possedevano
+ancora nel reame di Napoli.</p>
+
+<p>&mdash;E che Consalvo avrebbe potuto riprendere
+senza sforzo;&mdash;notò il capitano Fiesco.&mdash;Ho
+anche sentito dire che per quella rinunzia del
+Cristianissimo, il Cattolico si obbliga di pagargli
+in dieci anni settecentomila ducati d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Vero;&mdash;rispose l&#8217;Adelantado.&mdash;Per contro
+restano liberi dalla prigionia i baroni di quel
+regno, che avevano militato in favore del Cattolico.
+E di rimpatto,&mdash;soggiunse sarcasticamente,&mdash;è
+levata la confisca fatta contro coloro
+che avevano seguitato il partito francese.
+Sicchè, vedete, non si sa bene chi più ci guadagni.
+Questo rimane, per altro, che il Cattolico
+deve pagare settecentomila scudi d&#8217;oro, farsi
+amare da una sposina francese, e tollerare dalla
+nobiltà castigliana. Grattacapi non gliene mancano,
+adunque; ma ci pensi lui. Il guaio per noi
+è questo solo, che in tanta confusione n&#8217;andiamo
+di sotto. Perchè, s&#8217;intendano o non s&#8217;intendano,
+contro di noi sono tutti, Castigliani ed Aragonesi,
+ben risoluti di non farci giustizia.</p>
+
+<p>&mdash;E il virtuoso Ximenes?</p>
+
+<p>&mdash;C&#8217;è la Giunta degli scarichi; così dice egli
+a chi gliene parla. La Giunta degli scarichi è il
+suo grande argomento. L&#8217;ha inventata lui, difatti,
+per le questioni di Castiglia; e gli pare che
+sia la man di Dio. Con questa, egli ha scaricato
+anche la sua stessa coscienza. Poveraccio, finalmente!
+ha tanti carichi sulle spalle, che qualche
+volta mi vien voglia di compatirlo. Sapete,<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span>
+mio caro Fiesco, che io non l&#8217;ho con questa
+gente; l&#8217;ho colla nostra cattiva stella, che ci ha
+condotti qui, a piatire da vent&#8217;anni con un bugiardo,
+ad inghiottire ogni sorta di amari bocconi.
+Il mio grande fratello non vuol che si dica;
+e per rispetto a lui sto zitto. Ma qualche volta
+la pazienza dà di fuori, come se fosse una pentola.
+Se si dava retta a me, o con Francia, o
+con Inghilterra, sarebbe stato un altro paio di
+maniche. Ripeto e torno a dire: poichè il male
+è fatto e non si muta, venga Giovanna, e sia
+l&#8217;ultimo tratto di dadi. Di questo, poi, si potrà
+toccarne all&#8217;Almirante, quando sia il momento.
+Mi pare che una lettera alla regina dovrà scriverla
+anche lui. Per ora non conviene dir nulla.
+Quella sua gotta, o artritide che sia (sapete che
+i medici non sono neanche d&#8217;accordo sull&#8217;indole
+del suo male) può aggravarsi di schianto,
+con ogni commozione un po&#8217; forte; tanto che io
+non gli ho neppur detto una cosa, che ora mi
+torna a mente. Vedete che smemorato! Ma anch&#8217;io
+ci perdo la testa, con tanti pensieri. E si
+tratta appunto di voi.</p>
+
+<p>&mdash;Di me?&mdash;chiese il Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, di voi, che il re Ferdinando ha mandato
+a cercare.</p>
+
+<p>&mdash;A cercar me? e come sa che io dovessi
+arrivare?</p>
+
+<p>&mdash;Cioè;&mdash;ripigliò l&#8217;Adelantado,&mdash;maravigliatevi
+ch&#8217;egli sapesse del vostro arrivo a Segovia;
+perchè là vi ha mandato a cercare, e
+non qui. Due giorni dopo ch&#8217;eravate partito per
+Siviglia, venne da noi il dottor fisico Villalobos,
+l&#8217;Esculapio di Corte. Che degnazione, non
+vi pare? Credevo che fosse stato cortesemente<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span>
+mandato a visitar mio fratello; ma quello era
+l&#8217;ultimo pensiero del sommo Villalobos. Si contentò
+di qualche domanda, e non chiese neanche
+di vederlo. Mi chiese invece, così di punto in
+bianco: è giunto da voi altri il signor conte di
+Lavagna? Sì, gli risposi, non avendo ragione di
+nasconder la cosa, nè parendomi savio negarla.
+Sua Altezza, ripigliò, lo vedrebbe molto volentieri;
+rammenta sempre di averlo ricevuto due
+anni fa, al suo ritorno dalla Giamaica; è un
+amabile cavaliere, e Sua Altezza, che ama molto
+gl&#8217;Italiani, sarà felice di riceverlo. Risposi, naturalmente,
+di non poter fare così presto l&#8217;ambasciata;
+voi esser venuto in Ispagna per vostre
+ragioni d&#8217;interesse, e solo per l&#8217;amicizia vostra
+col signor Almirante aver mandata innanzi agli
+affari una visita a Segovia, ma subito esser partito
+per Cadice, che ne sapevo io? per Granata,
+o per Malaga, avendo da incontrare certi mercatanti
+e banchieri del vostro paese. Infine,
+alla bell&#8217;e meglio ho cucite insieme le mie quattro
+bugie, come un altro Ferdinando; con questa
+differenza, che le mie erano molto innocenti, sicuramente
+meno gravi delle sue. Ho soggiunto,
+s&#8217;intende, poichè n&#8217;ero richiesto, e non volevo
+apparire bugiardo poi, che sareste tornato ancora,
+dopo sbrigate le vostre faccende, a prendere
+i comandi dal vostro veneratissimo capo,
+e che in tale incontro vi avrei avvertito del desiderio
+di Sua Altezza, tanto onorevole per voi,
+tanto caro, tanto lusinghiero, e chi più n&#8217;ha ne
+metta.&mdash;</p>
+
+<p>Il conte Fiesco cascava dalle nuvole: cascava,
+cascava, e non toccava mai terra.</p>
+
+<p>&mdash;Che diamine vorrà egli da me?&mdash;chiese<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span>
+egli, stupito.&mdash;Parlarmi dell&#8217;Almirante, mentre
+lo ha qui sotto la mano?</p>
+
+<p>&mdash;Oh, non credo che si tratti di ciò;&mdash;rispose
+l&#8217;Adelantado.&mdash;Per quanto gli piaccia
+mentire, mostrandosi mondo di colpe, puro
+come un agnellino, di nient&#8217;altro dolente che
+delle esorbitanti pretensioni del signor Almirante
+Colon, egli non manda di sicuro a cercar
+la gente a cui versare nel seno le sue giustificazioni.</p>
+
+<p>&mdash;Allora?</p>
+
+<p>&mdash;Allora, mio caro, voi siete il conte di Lavagna.</p>
+
+<p>&mdash;Così poco, don Bartolomeo, così poco, che
+quasi non m&#8217;avviene di ricordarmene; e qui,
+nella gloria del vostro immortale fratello, meno
+che mai, ve lo giuro.</p>
+
+<p>&mdash;Ma conte di Lavagna restate. E m&#8217;è entrato
+in testa che il re Ferdinando, abbandonato
+da tanti gentiluomini di qui, vada in busca
+dei più illustri d&#8217;ogni terra. Non siete voi anche
+nipote di quel Giacomo, che mezzo secolo fa è
+stato vicerè di Napoli? Ferdinando li conosce,
+i grandi nomi d&#8217;Italia; e vi vorrà alla sua
+corte.</p>
+
+<p>&mdash;Io! starei fresco;&mdash;scappò detto al capitano.&mdash;Più
+fresco ch&#8217;io non sia già per l&#8217;antico
+soprannome degli avi;&mdash;soggiunse, ridendo al
+bisticcio che gli fioriva spontaneo dal labbro.</p>
+
+<p>&mdash;Eppure, chi sa? da cosa nasce cosa....</p>
+
+<p>&mdash;E il tempo la governa, volevate dire? Ma
+non è da uomini gravi almanaccare, quando ci
+vuol poco a saperne l&#8217;intiero.</p>
+
+<p>&mdash;Certo, bisognerà andare; e più presto andrete
+sarà meglio. Non volevate già chiedere<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span>
+udienza, tentando di fare, come dicevate, il vostro
+giuoco doppio? Ecco che l&#8217;occasione vi si
+presenta; anzi vi è venuta incontro.</p>
+
+<p>&mdash;Amico,&mdash;rispose il capitano Fiesco,&mdash;pensavo
+bene di destreggiarmi a quel modo, avendo
+poca sicurezza da una parte e dall&#8217;altra. Ora,
+dopo il colloquio di Siviglia, mi pareva che il
+meglio fosse di non far più nulla qui, aspettando
+tutto di Fiandra.</p>
+
+<p>&mdash;E neanche a Valladolid sarà male vedere;&mdash;ribattè
+l&#8217;Adelantado.&mdash;Non foss&#8217;altro, per
+esser ben certi che non c&#8217;è nulla da sperare.
+Di nulla infatti vi parlerà, se non gliene entrate
+voi stesso. Vi vuole a Corte, credetemi; son
+volpe vecchia, e gioco che c&#8217;indovino.</p>
+
+<p>&mdash;Io poi son volpe giovane;&mdash;disse di rimando
+il capitano Fiesco;&mdash;ed ho buone gambe,
+per andargli lontano mille miglia. Gioiosa Guardia
+mi è troppo cara, e non ci voleva meno di
+una lettera del signor Almirante, per trarmene
+fuori. Ma questi non è un re.</p>
+
+<p>&mdash;E neanche un vicerè, se i re si rimangiano
+la parola e la firma;&mdash;soggiunse l&#8217;Adelantado.&mdash;Povero
+fratello! Io non ho la sua dottrina,
+nè vedo in certe cose più in là d&#8217;una spanna.
+Egli pensa all&#8217;onor suo e del suo nome, e combatte.
+Io, al posto suo, avrei già mandato tutti
+e ogni cosa all&#8217;inferno. Aver scoperto un mondo
+nuovo, non è gloria bastante? Si va magari a
+piantar cavoli, come fece Diocleziano, dopo aver
+governato l&#8217;antico.</p>
+
+<p>&mdash;Che non meritava neanche questa scesa di
+testa;&mdash;aggiunse il capitano, spremendo il sugo
+di tutta la filosofia che aveva imparata nello
+Studio pavese.<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span></p>
+
+<p>Ma sì; che ubbìa era quella del signor Almirante,
+di voler essere ricompensato de&#8217; suoi servigi?
+di voler mantenuti i suoi titoli, i suoi diritti,
+i suoi privilegi? Una bella ingratitudine
+patita esalta l&#8217;eroe, più d&#8217;un premio ottenuto.
+Ma forse egli voleva ben ribadire la ingratitudine
+di Ferdinando il Cattolico alla gogna della
+posterità. Nel qual caso, bisogna credere ch&#8217;egli
+avesse ragione, più del fratello don Bartolomeo,
+del capitano Fiesco e di noi.</p>
+
+<p>Il capitano era giunto alle coste di Spagna
+meglio in arnese delle altre volte. Potè dunque
+farsi bello di qualche eleganza, tanto da far dire
+all&#8217;Adelantado: &#8220;voi volete, conte Fiesco, dar
+nell&#8217;occhio a Germana di Foix&#8222;. Rideva il capitano
+alla celia, ma rideva stentato, pensando
+ad una visita che faceva di mala voglia. Rideva
+ancora, rideva giallo, andando la mattina seguente
+al palazzo reale; rise verde senz&#8217;altro,
+quando, già sicuro di esser rimandato ad altra
+ora, magari ad un altro giorno, si sentì dire dal
+gentiluomo di camera:</p>
+
+<p>&mdash;Sua Altezza il re vi aspetta, signor conte di
+Lavagna. Voglia Vostra Eccellenza passare.&mdash;</p>
+
+<p>Eccellenza, niente di meno! E infatti, non era
+egli un conte di Lavagna? e non aveva titolo di
+Eccellenza l&#8217;illustre Gian Aloise? Bartolomeo
+Fiesco non era neanche a Genova, dove la maggiore
+autorità del cugino potesse fargli ombra
+colla sua luce; era in Ispagna, dove la gran
+luce dell&#8217;eccelso parente poteva benissimo riverberarsi
+da lontano su lui. Accettò dunque
+l&#8217;&#8220;eccellenza&#8222;, e passò.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XII" id="Capitolo_XII"></a><span class="chap">Capitolo XII.</span><br /><br />
+
+La Sfinge regale.</h2>
+
+
+<p>Ferdinando d&#8217;Aragona non era stato in sua
+gioventù nè bello nè brutto. Di carnagione più
+giallo che bianco; larghe le guance ed angusta
+la fronte; lungo il naso e breve lo spazio tra il
+naso e il labbro superiore; ombreggiato questo
+da due baffettini tagliati corti sulla tumida bocca;
+tondo il mento e piuttosto prominente; gli occhi
+grossi e sgusciati, donde aveva un&#8217;aria un po&#8217;
+sciocca; queste le note principali del viso, e non
+tali da offrirvi una immagine di Apollo. Ma la
+gioventù, quando c&#8217;era, attenuava i difetti; una
+folta capigliatura nera, scendente fin quasi all&#8217;arco
+delle sopracciglia, ne scusava la poca eleganza;
+e il giovanotto, finalmente, era re. Gli
+anni, poi, avevano mutato l&#8217;aspetto di quel re,
+non in tutto a suo benefizio, per quanta gravità
+gli aggiungessero. Spariti i baffi, appariva un
+tantino più lungo il naso, e le labbra sporgevano
+più tumide. Gli occhi avevano piuttosto acquistato
+che perso; ma l&#8217;acquisto era di due borse
+nel basso delle occhiaie, e di certi pendoni sopra
+le palpebre, che velando quegli occhi a mezzo<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span>
+non li aggraziavano punto. Portava sempre lunghi
+i capelli fino all&#8217;altezza delle spalle; ma
+erano capelli grigi, e non bene ravviati; nè più
+dalla fronte scendevano all&#8217;arco delle sopracciglia.
+Ma a questo guaio rimediava il copricapo,
+di velluto nero, mezzo berretta e mezzo corona,
+che il re Ferdinando, fattosi maturo negli anni,
+non si levava mai nel cospetto della gente. La
+corona appariva sul davanti del copricapo in
+tutta la sua maestà; spariva presso alle tempia,
+sotto i capi d&#8217;una rivolta che correva tutto intorno
+alla testiera. Indossava una tunica lunga
+oltre il ginocchio, anch&#8217;essa di velluto nero, dal
+cui sparato, trattenuto con lacci di seta, appariva
+il bianco della camicia pieghettata. Una
+giornéa di broccato cremisino, colle rivolte di
+vaio, senza maniche, aperta davanti, lasciava
+vedere il collare di gran mastro d&#8217;Alcántara,
+scendente sul petto, ma senza abbondanza di
+catena. Era modesto, quel re, non amava sfoggiare
+il suo grado: mezza corona e mezza berretta;
+detto questo, non ci sarebbe altro da aggiungere.</p>
+
+<p>Ma l&#8217;abito non fa il monaco, e Ferdinando
+d&#8217;Aragona sapeva ben dissimulare il suo orgoglio
+di re. Lo obbligavano a ciò le stesse circostanze
+tra cui esercitava il potere supremo.
+Era quello il tempo che le monarchie d&#8217;Europa
+si venivano formando, in mezzo a difficoltà non
+poche nè lievi, costretto a destreggiarsi di continuo
+per girare gli ostacoli, per evitare i pericoli,
+per domare la superbia dei grandi vassalli,
+per vincere le resistenze dell&#8217;alto clero, per procacciarsi
+il favore della piccola nobiltà, per amicarsi
+il popolo, appagandolo con qualche concessione,<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span>
+maravigliandolo con qualche esempio
+di giustizia. I leoni dovevano farsi volpi, secondo
+l&#8217;occasione; i lupi vestirsi da agnelli, senza rinunziare
+del tutto alla primitiva natura, e ripigliandone
+al buon momento le forme. Così da
+Ottaviano Augusto a Carlo Magno si era usato
+con frutto; e ognuno a suo modo imitava i
+grandi esemplari. Fortunati coloro che meglio
+a proposito sapevano applicare ai casi particolari
+le massime generali d&#8217;una tirannide intesa
+a fortificare una dinastia, e in pari tempo a formare
+uno stato.</p>
+
+<p>Quando il conte Fiesco entrò nella sala reale,
+don Ferdinando andava su e giù passeggiando,
+senza rumore, con le sue scarpe di velluto, foderate
+anch&#8217;esse di vaio. All&#8217;entrare del gentiluomo
+genovese si volse, fece un bel gesto,
+atteggiò le grosse labbra ad un sorriso, fermandosi
+su due piedi in mezzo alla stanza.</p>
+
+<p>&mdash;Conte,&mdash;diss&#8217;egli,&mdash;bisogna dunque mandarvi
+a cercare? Si passa in Castiglia, e non si
+viene a visitare il re d&#8217;Aragona?&mdash;</p>
+
+<p>Era la sua regola, dopo la morte d&#8217;Isabella:
+aveva ripigliato il suo titolo di re d&#8217;Aragona, e
+voleva farlo sentire, ripetendolo in ogni incontro.
+Ostentazione di modestia, che non ingannava
+nessuno: ma gli piaceva di far così; tanto
+più gli piaceva, in quanto che, se avesse fatto
+altrimenti, gliel avrebbero apposto ad ambizione,
+vedendoci anche una usurpazione non
+tollerabile.</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Altezza mi perdoni;&mdash;rispose il
+conte, inchinandosi.&mdash;Il mio viaggio in Ispagna
+era per ragioni di traffico. Un debito di
+amicizia e di gratitudine mi aveva consigliato<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span>
+il giro largo a Segovia; ma dovevo correre a
+Siviglia per certi negozi, che non volevano indugio
+più lungo. <i>Genuensis, ergo mercator</i>;&mdash;soggiunse
+egli sorridendo, per modo di conclusione.</p>
+
+<p>&mdash;Sappiamo, sappiamo;&mdash;disse il re, accennando
+una scranna, ed invitandolo con gesto
+benigno a sedergli vicino.&mdash;E siete ritornato,
+e vi terremo, non è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Ahimè, mio signore, altre ragioni mi chiamano
+a casa. Solo la malattia del signor Almirante
+mi tratterrà qualche giorno. Speriamo
+che non sia grave tanto, da impensierire chi
+l&#8217;ama.&mdash;</p>
+
+<p>Il re lasciò cadere a vuoto l&#8217;accenno, e diede
+un altro giro al discorso.</p>
+
+<p>&mdash;Che novelle ci portate dall&#8217;Italia? Sapete
+che l&#8217;amo.</p>
+
+<p>&mdash;Lo so, e da buon cittadino ne debbo esser
+grato a Vostra Altezza.</p>
+
+<p>&mdash;Nostro zio il re Cristianissimo,&mdash;ripigliò
+Ferdinando,&mdash;ha buoni amici a Genova; ed io
+non per altro gli porto invidia, se non perchè
+ne possiede uno come Gian Aloise, potente signore,
+ma ancora più gentil cavaliere.</p>
+
+<p>&mdash;E buon servitore di Vostra Altezza;&mdash;soggiunse
+il conte.</p>
+
+<p>&mdash;Questo non sarà poi così vero come il resto;&mdash;replicò
+Ferdinando.&mdash;Egli non ce ne
+ha dato fin qui prove bastanti. Ma noi gli perdoniamo
+di gran cuore, ben sapendo che non
+si può servire a due padroni. Che gente maravigliosa,
+i Fieschi! Di antica stirpe reale, gran
+vassalli dell&#8217;Impero, hanno da principio resistito
+virilmente alla fortuna di Genova; attratti<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span>
+da lei, son riusciti a dominarla. Tutto ciò è
+d&#8217;anime eccelse. Le repubbliche non possono
+prosperare senza gran signori, che le aiutino di
+consiglio e di braccio: ma i gran signori, a lor
+volta, non possono crescere di potenza, se non
+col favore dei re. I Fieschi lo hanno capito. Non
+contenti d&#8217;aver dato tanti cardinali e due papi
+alla Chiesa, hanno saputo spendersi ancora in
+servizio dei maggiori principi della cristianità.
+Nostro zio Alfonso d&#8217;Aragona ebbe a Napoli in
+Giacomo Fiesco un ammirabile vicerè.</p>
+
+<p>&mdash;Bontà di Vostra Altezza lo esalta oltre il
+merito.</p>
+
+<p>&mdash;No, no, è pretta giustizia. Amo la giustizia,
+io; non istimo se non questa. E voi, conte, non
+vi addormentate già sugli allori degli avi?</p>
+
+<p>&mdash;Io? povero a me! sono un assai piccolo
+uomo, e porto male un gran nome. È già molto
+se come marinaio ho potuto aver la fortuna di
+servire la vostra Corona in quattro viaggi di
+scoperta, sotto l&#8217;onorato comando....</p>
+
+<p>&mdash;Acquistando un&#8217;esperienza preziosa di uomini
+e di cose;&mdash;interruppe il re, che davvero
+non voleva sentir finire tutti i salmi in gloria.&mdash;Non
+bisogna buttarla via, ricordátelo. E se
+amate la nostra Corona, che siete venuto a servire
+non tanto da marinaio, come da gentiluomo
+d&#8217;arrembata, perchè non tornereste a noi, e per
+servirci in uffici e dignità più convenienti al
+vostro nome? Questa Corona ha pur la sua gloria;
+ed anche noi abbiamo operato cose che non
+saranno giudicate da poco. Da noi sono stati
+cacciati i Mori, e restaurati da per tutto gli altari
+di Cristo; da noi occupato stabilmente il reame
+di Napoli. E qui e laggiù, dove è sempre viva<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span>
+la memoria del vostro nobil parente, anche voi
+potrete illustrarvi con leali servigi, scambio di
+addormentarvi negli ozi di Capua, o piuttosto,
+poichè vivete sulla riva del mare, a sentir cantare
+le Sirene.</p>
+
+<p>&mdash;Non ha Sirene il mar di Liguria;&mdash;notò
+il capitano Fiesco, tanto per dir qualche cosa, e
+accompagnando con un sorriso l&#8217;osservazione
+discreta.</p>
+
+<p>&mdash;Ma le portate con voi, non è vero?&mdash;disse
+il re, sorridendo a sua volta.&mdash;Certi paggetti,
+o mozzi che voglian parere.... Non dite di no,
+perchè i re sono costretti a sapere ogni cosa.
+E vi ci ho colto, colla soffoggiata sotto il mantello!&mdash;seguitò,
+ridendo ancora.&mdash;Ma badate,
+conte mio; quando si possiede un tesoro, non
+si porta attorno, nè così in vista, che tutti lo
+riconoscano.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco era stato colpito in pieno
+petto da quella bottata improvvisa del suo interlocutore;
+ed anche aveva dovuto faticar molto
+dentro di sè, per non dar segno d&#8217;averla ricevuta
+così profonda. Guardava frattanto il re,
+cercando di scoprire nel volto di lui l&#8217;intenzione
+riposta, che lo aveva fatto parlare in quel modo.
+Il re sorrideva; forse non mirava ad altro che
+a fargli sentire come fosse bene informato. Il
+migliore, e lì per lì anche l&#8217;unico partito da prendere,
+era quello di volgere la cosa in celia, accettando
+la lezione del regale maestro.</p>
+
+<p>&mdash;Mio buon signore,&mdash;diss&#8217;egli, annaspando
+un pochino,&mdash;necessità di viaggio. Le dame
+sono come gli eserciti, che non si muovono da
+un luogo senza una quantità sterminata d&#8217;impicci.
+Ed io, dovendo fare una corsa di pochi<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span>
+giorni, da marito prudente, o che pensava di
+essere tale....</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, capisco;&mdash;disse di rimando il re,
+non lasciandogli finire la frase;&mdash;ma voi metterete
+me negli impicci. Dio guardi, se viene a
+saperlo il Sant&#8217;Uffizio, che non ammette i tramutamenti
+da sesso a sesso!</p>
+
+<p>&mdash;Provvederò;&mdash;rispose il Fiesco, fremendo.&mdash;Non
+dubiti Vostra Altezza, provvederò fin
+d&#8217;oggi.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, non dico per questo;&mdash;si degnò di
+rispondere il re.&mdash;Al mondo ci siamo per fortuna
+anche noi, e dove non sia offesa volontaria
+ai precetti della nostra santa religione, la
+nostra autorità passa innanzi a tutte le altre, e
+in ogni caso può corregger anche gli effetti di
+uno zelo frettoloso. Voglio dire piuttosto che se
+la contessa del Fiesco ha da splendere come
+un bel fiore d&#8217;Italia alla Corte di Spagna, non
+sarà bene che sia stata veduta prima in maschera,
+e fuor di stagione. Voglio avervi, infatti;
+voglio avervi ad ogni costo. Il giorno che avrò
+un conte di Lavagna al mio servizio, mi stimerò
+forte in arcione come mio zio il re Cristianissimo.&mdash;</p>
+
+<p>Al capitano Fiesco ritornava il fiato in corpo.
+Ma la paura era stata grossa. E perchè non voleva
+incominciare allora a tremare, egli che
+non si era mai sbigottito di nulla, giurò a sè
+stesso di non aver più paura, e di dar passata
+a tutte le funebri celie di quell&#8217;uomo, che sicuramente
+voleva pigliarsi spasso di lui. Anche
+quella ubbía d&#8217;averlo a&#8217; suoi servigi, si poteva
+prenderla per buona moneta? Rispondeva per
+verità ad un pronostico dell&#8217;Adelantado; ma<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span>
+don Bartolomeo Colombo non era poi un profeta,
+e il casuale incontro di due chiacchiere
+non voleva già dire che egli, Bartolomeo Fiesco,
+si dovesse stimare di quel buon legno, tagliato
+in luna vecchia, di cui si fanno gli uomini di
+Stato in tutti i paesi del mondo civile.</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Altezza,&mdash;rispose allora,&mdash;si fa
+una troppo buona opinione di me. Ma io sento
+la mia pochezza, e, per tradurre una frase di
+poeta latino, quanto possano e quanto non possano
+portar le mie spalle.&mdash;</p>
+
+<p>Ferdinando stava per ribattere quell&#8217;eccesso
+di modestia; quando l&#8217;uscio si aperse, e il gentiluomo
+di camera apparve nel vano.</p>
+
+<p>&mdash;Avanti, Noguera;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Che avete
+di nuovo?</p>
+
+<p>&mdash;Servizio del re;&mdash;rispose il Noguera, inoltrandosi
+rispettosamente, e presentando una
+lettera.</p>
+
+<p>&mdash;Permettete;&mdash;disse allora Ferdinando, volgendosi
+al Fiesco, mentre si disponeva a rompere
+il suggello.</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco rispose con un profondo
+inchino. Ferdinando lesse la lettera, la rilesse,
+aggrottando le ciglia; indi ripose il foglio sulla
+tavola accanto a cui stava seduto, e disse, congedando
+il gentiluomo di camera:</p>
+
+<p>&mdash;Sta bene, provvederemo. Voi dunque,&mdash;ripigliò,
+volgendosi ancora al Fiesco, appena
+quell&#8217;altro fu uscito dalla stanza,&mdash;non volete
+venire al servizio d&#8217;Aragona? Siete dunque coi
+miei nemici?</p>
+
+<p>&mdash;Mio signore, perchè mi dite voi ciò?&mdash;rispose
+il Fiesco, maravigliato.&mdash;E perdoni Vostra
+Altezza, se ardisco interrogare: ma è così<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span>
+nuovo e così immeritato il rimprovero, che io
+sento il bisogno di chiederne il perchè.</p>
+
+<p>&mdash;Il perchè non è difficile a dirsi;&mdash;replicò
+Ferdinando.&mdash;Lo sapete, il proverbio? Chi non
+è con me vuol esser contro di me. Ho bisogno
+d&#8217;avervi al mio servizio, e voi ricusate; dunque....
+cavatene voi la conseguenza, signor conte
+di Lavagna.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco rimase un istante silenzioso,
+non per cavare la conseguenza accennata dal
+re, ma per pesare il pro ed il contro di un disegno
+che gli era venuto alla mente.</p>
+
+<p>&mdash;Mio signore,&mdash;incominciò egli, dopo quell&#8217;istante
+di pausa,&mdash;quando un gentiluomo
+prende servizio, non impegna altrimenti la sua
+libertà che a certi patti, offerti a lui dal padrone,
+o da questo accettati. Vostra Altezza non mi
+offre patti; potrei osar io di proporne?</p>
+
+<p>&mdash;Osate, ve lo permetto; ve ne faccio preghiera.
+Non sono io stato sincero con voi? Voglio
+un conte di Lavagna, vi ho detto, un conte
+di Lavagna, come lo ha il mio buon zio Cristianissimo,
+e che tutto s&#8217;adoperi per i miei interessi;
+onorati interessi, che sono pure quelli di
+un gran regno. Osate dunque, siate sincero con
+me, parlate liberamente.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, mio signore;&mdash;disse il Fiesco
+animandosi;&mdash;perchè io, libero, e desideroso
+di quiete nel mio castello di Gioiosa Guardia,
+mi acconciassi a prender servizio presso il più
+nobile fra i re, bisognerebbe che l&#8217;uomo insigne
+col quale ho lealmente servito, e dal quale sono
+stato ricompensato di affetto paterno, non gemesse
+più oltre, aspettando una prova del vostro
+favore. Siate generoso, re Ferdinando, e<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span>
+pensoso del nome che lascerete nella storia del
+mondo. Quell&#8217;uomo Voi lo avevate pur creato
+almirante maggiore dell&#8217;Oceano, e vicerè delle
+terre ch&#8217;egli avrebbe scoperte. Egli ha mantenuti
+i suoi patti, scoprendo un mondo per la
+vostra Corona. Ed era, ed è la onestà, la probità
+fatta uomo; e l&#8217;hanno ingiustamente accusato.</p>
+
+<p>&mdash;Lo so;&mdash;disse il re.</p>
+
+<p>&mdash;Lo hanno calunniato....</p>
+
+<p>&mdash;Lo so.</p>
+
+<p>&mdash;Nè mai ha pensato a tradire la Spagna, per
+Portogallo, per Genova, per Inghilterra, come i
+suoi accaniti nemici hanno via via perfidiato....</p>
+
+<p>&mdash;Lo so.</p>
+
+<p>&mdash;Allora, perchè non reintegrarlo nelle sue
+dignità?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè.... perchè.... Voi siete, signor conte,
+l&#8217;uomo dei perchè. Ma vi ho dato libertà di parlare;
+e così parlaste sempre, per ogni cosa, con
+libertà pari a questa che usate, a favore del vostro
+Almirante! Il perchè ve lo voglio dire, con
+la mia usata sincerità. Non l&#8217;ho reintegrato, perchè
+fu un errore conferirgli le dignità che accennate.
+L&#8217;errore non fu commesso da me; fu
+commesso, sia pure a buon fine, dalla santa
+donna che mi fu trent&#8217;anni compagna di vita
+e di regno; ed io non l&#8217;ho mai approvato. Nato
+di nessuno, il vostro Almirante; e a voi si può
+dire, che siete d&#8217;una gente le cui origini illustri
+si perdono nella notte dei tempi; nato di nessuno,
+e pieno di pretensioni inaudite! L&#8217;ingegno,
+l&#8217;ardimento.... sì, ammetto queste virtù, che
+non sono poi così rare com&#8217;egli si crede. Ingegno
+ed ardimento ne ebbero, a non citare altri
+esempi, Vasco di Gama, Alonzo d&#8217;Ojeda e Pedro<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span>
+Alvarez Cabral, tutti vivi e sani, e non come lui
+orgogliosi.</p>
+
+<p>&mdash;Dell&#8217;orgoglio non so;&mdash;rispose il Fiesco,
+a mala pena fu passata la raffica dell&#8217;invettiva
+regale;&mdash;quantunque il mio amico d&#8217;Ojeda,
+l&#8217;unico ch&#8217;io conosca dei tre, non ne difetti davvero.
+Ma debbo anche notare che i suoi servigi
+non possono entrare in paragone con quelli di
+Cristoforo Colombo. E non possono entrarci nemmeno
+quegli degli altri. Che han fatto finalmente
+costoro? Vasco di Gama ha costeggiato tutta
+l&#8217;Africa meridionale, dieci anni dopo che Bartolomeo
+Diaz ne aveva costeggiato un terzo da
+ponente fino al capo Tormentoso, settecent&#8217;anni
+dopo che gli Arabi ne avean costeggiato un altro
+terzo da Levante, fino al capo Guardafui, e Dio
+sa quanto più oltre; cosicchè non si trattava più
+d&#8217;altro che di collegare i due punti, colmando
+l&#8217;intervallo; e questa colmata chiamiamola pure
+scoperta, perchè infine non mancò l&#8217;ardimento
+al Gama, come al Diaz non era mancato l&#8217;ingegno.
+Che ha fatto Alonzo d&#8217;Ojeda? Era uno
+dei cavalieri venuti con noi nel secondo viaggio
+alla Spagnuola; si è illustrato con atti di valore;
+scontento di noi, ha chiesto a Vostra Altezza di
+poter navigare e scoprire da sè, tornando laggiù
+sul medesimo solco di Cristoforo Colombo; e
+sette anni fa, con Amerigo Vespucci, usando le
+carte delineate da Giovanni di Cosa (un marinaio
+del nostro primo viaggio, non lo dimentichiamo)
+toccò la terra ferma del Mondo nuovo, alla costa
+di Paria, che Cristoforo Colombo aveva scoperta
+un anno prima, niente di meno! Che diremo noi
+del Cabral? Il valentuomo ha scoperto sei anni
+or sono il Brasile, per caso, girando troppo largo<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span>
+dalle isole di Capo Verde, e sviato ancora dalla
+tempesta, con quell&#8217;armata che doveva condurre
+alle Indie orientali. Gente ardita, a cui fo
+di berretta; ma ebbero essi l&#8217;ingegno divinatore,
+per muovere verso l&#8217;ignoto e per sfidarne
+con altrettanta fede i pericoli?</p>
+
+<p>&mdash;Sia;&mdash;disse il re, che era stato a sentire
+pazientemente la lezione del conte;&mdash;il vostro
+Almirante ha l&#8217;ingegno divinatore. Non gli basta?
+È la sua gloria; dev&#8217;essere la sua contentezza.
+Dio manda ad ogni tanto uomini di questa fatta
+nel mondo, per adempiere un&#8217;alta missione. Non
+gli basta neppur questo, che è pure il suo premio?
+Perchè, servito dalla fortuna oltre ogni
+speranza sua, vuol egli ancora una rendita che
+andrebbe, a conti fatti fin qui, a cento milioni
+di scudi castigliani? Perchè vuol essere almirante
+maggiore, ritenendo un titolo che qui fu
+portato soltanto da don Federigo Henriquez,
+mio nonno materno? Perchè vuol essere vicerè
+delle Indie, titolo che richiede gran nobiltà
+secolare, mentre non l&#8217;hanno ottenuto tante
+famiglie che nel corso di dieci generazioni versarono
+il sangue in cento battaglie? Notate, signor
+conte,&mdash;soggiunse il re, mettendo il sordino
+ad una musica che gli diventava un po&#8217;
+troppo chiassosa,&mdash;notate che questi gran signori
+di Castiglia e Leone io li amerei più modesti.
+Sono le braccia che combattono, i cavalieri
+d&#8217;un reame; i re sono la mente che guida.
+Ed è merito di tanti re avere indirizzato ad util
+meta il lavoro, non dubitando di reprimere la
+nativa baldanza del Cid Campeador, e, se occorresse,
+quella d&#8217;un Consalvo di Cordova. Questi
+è, per sua virtù come per nostra fortuna, un<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span>
+suddito leale; ed io dico così per istabilir chiaramente
+i diritti e gli uffici provvidenziali dei
+re. Ma il vostro Almirante, sia pur leale come
+voi dite, e com&#8217;io non vi nego, non parrà egualmente
+sicuro, nè degno delle alte cariche, a tutta
+la nobiltà Castigliana. Il re ha cura di molti e
+cozzanti interessi, che vuol tutti condurre in
+porto. Ci pensi, a queste cose, il vostro Almirante,
+e mi giudichi. Che più? Dubitando di noi
+medesimi, non abbiamo forse istituita una Giunta
+composta dei più venerandi ecclesiastici, dei più
+reputati gentiluomini, la quale veda e giustifichi
+fin dove giunga la nostra malleveria, e quella
+della defunta regina, per rispetto alle ragioni di
+tutti? È all&#8217;opera il fiore del reame; sappia egli
+aspettarne i responsi.</p>
+
+<p>&mdash;È vecchio, mio signore, più vecchio che
+non porti l&#8217;età. I pericoli incontrati, i travagli
+sofferti lo hanno ridotto così male! Ed anche
+la grave malattia del secondo viaggio, che per
+sei mesi lo tenne in pericolo di vita....</p>
+
+<p>&mdash;E fu il gran guaio;&mdash;interruppe Ferdinando;&mdash;perchè
+nella colonia incominciò lo
+sgoverno, colla perdita di tanti nobili cavalieri.
+Il vostro Almirante è uomo da scoprir terre,
+avendone l&#8217;ingegno divinatore, come voi dite;
+non è uomo da governarle, non avendo l&#8217;ingegno
+amministrativo, come dico io, imitandovi.
+Ed ha offesi mortalmente i nostri Castigliani,
+obbligandoli perfino a lavorare la terra. Ancor
+essa, la santa Isabella, non seppe in tutto perdonargli.
+Disperato di trovar oro nelle viscere
+dei monti, non ha egli pensato a vendere come
+schiavi i poveri Indiani? Era da uomo religioso,
+cotesto?<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Qui, per quanto buon cavaliere egli fosse, il
+capitano Fiesco perdette le staffe senz&#8217;altro.</p>
+
+<p>&mdash;No, non era;&mdash;rispose;&mdash;ed io che c&#8217;ero,
+laggiù, debbo ringraziare Vostra Altezza della
+pietà dimostrata per quei poveri Indiani. Ma è
+più conforme al sentimento religioso ciò che ha
+fatto il gran commendatore d&#8217;Alcántara, don Nicola
+Ovando, distruggendo colà, sterminandovi
+col ferro e col fuoco un milione di sudditi? In
+mano di buoni cristiani, nell&#8217;Andalusia, nella
+nuova Castiglia e nella vecchia, i naturali della
+Spagnuola erano da tenersi come figli; servi,
+ma da potersi riscattare, iniziandoli al misteri
+della nostra santa religione. Quelli che don Nicola
+Ovando ha fatti sgozzare, o bruciare, non
+si riscattano più; non si ritornano più in vita,
+per dar loro la consolazione estrema del santo
+battesimo.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;uscio si aperse una seconda volta. Il capitano
+Fiesco voleva prender commiato; ma il re
+lo trattenne.</p>
+
+<p>&mdash;È ancora il conte di Noguera;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Servizio
+del re; e si manda avanti, senza che
+il colloquio ne soffra.&mdash;</p>
+
+<p>Così prendeva un altro messaggio dalle mani
+del gentiluomo di camera, a cui dava commiato,
+dopo aver letto e aggrottato ancora le ciglia.
+Non dovevano esser piacevoli, quel giorno, le
+lettere del re Ferdinando.</p>
+
+<p>&mdash;Dicevate....&mdash;ripigliò il re, deponendo il foglio,
+e tornando alla sua calma, senza smettere
+del tutto il cipiglio,&mdash;dicevate del governatore
+di San Domingo, non è vero? Ebbene, sappiate
+quel che io ne penso. Don Nicola Ovando è un
+fervente cristiano. Gliene fa obbligo la religione<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span>
+di Alcántara, ond&#8217;egli è un insigne ornamento.
+Se ha usato severità contro gl&#8217;Indiani, bisogna
+dire ch&#8217;ella fosse necessaria, per la salvezza
+della colonia. E ancora non n&#8217;è venuto intieramente
+a capo, se son veri i ragguagli che mi
+giungono di laggiù, perchè molte fila di una
+vasta congiura gli sono sfuggite pur troppo.
+Qua dentro, vedete?&mdash;soggiunse Ferdinando,
+battendo della palma sopra un fascio di carte
+che aveva vicine sull&#8217;orlo della tavola;&mdash;c&#8217;è
+un cumulo di sospetti, che potrebbero diventar
+prove, e prove terribili contro chi ha tentato ingannare
+la bontà di un governatore pietoso.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco fremette, e si sentì correre
+un sudor freddo alle tempia. Ma non voleva
+aver paura; lo aveva giurato a sè stesso. Perciò
+fece buon viso ad un discorso ambiguo, che
+poteva esser minaccia e non essere.</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;autorità sua non è rispettata abbastanza;&mdash;proseguiva
+il re.&mdash;Vuol essere stabilita ad
+ogni costo, per la sicurezza della colonia, come
+per l&#8217;onore della Corona. E frattanto il vostro Almirante
+pretende da noi che don Nicola Ovando
+sia richiamato!</p>
+
+<p>&mdash;Non lo aveva chiesto anche la santa regina,
+innanzi di andare alla gloria?</p>
+
+<p>&mdash;Sì;&mdash;rispose Ferdinando, non senza torcer
+la bocca.&mdash;Ed anche di ciò si occuperà la
+Giunta degli Scarichi. Se la cosa è giusta, si
+farà. Ma anche in questo caso ella vorrà dar
+prova di considerare anzi tutto l&#8217;onore della
+Corona e l&#8217;utilità della disgraziata colonia.</p>
+
+<p>&mdash;Mio signore,&mdash;rispose il capitano Fiesco
+con aria contrita,&mdash;io non ho da metter bocca
+su ciò che riguarda così alti interessi. E non<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span>
+avrei parlato, correndo il risico di dispiacere a
+Vostra Altezza, se non ne avessi avuto licenza,
+e quasi un comando.</p>
+
+<p>&mdash;Nè io mi dolgo di voi;&mdash;disse il re.&mdash;Amo
+parlar chiaro, che si veda bene l&#8217;animo
+mio. Volete venire al nostro servizio?</p>
+
+<p>&mdash;A quel patto, mio signore: sia resa giustizia
+al signor Almirante.&mdash;</p>
+
+<p>Ferdinando non istette alle mosse, e violento
+rispose:</p>
+
+<p>&mdash;Giustizia!... giustizia!... Liberamente ne parlate
+voi, signor conte di Lavagna. E se io vi
+dicessi che ne ho sete? Se vi dicessi: aiutatemi
+a farla? Ci sono dei fuggiti di là, degli scomparsi,
+che avrebbero meritata la forca; e voi
+che siete stato là, non potreste dar luce? voi che
+avete corsa tutta l&#8217;isola, e che la conoscete a
+palmo a palmo? Eppure,&mdash;disse il re, chetando
+ad un tratto la furia,&mdash;non questo io domando
+a voi; non in questo voglio usare il vostro ingegno,
+la vostra accortezza, il vostro coraggio.
+Mi sarebbe caro convincervi della purità delle
+mie intenzioni, come della bontà del mio cuore.
+Voi prima di tutti, guardate; prima degli stessi
+Castigliani, che non mi sanno render giustizia.
+Non tutto io posso fare, pur troppo; ma dove
+posso, non mi trattengo dal fare. E veglio, veglio,
+perchè qui si lavora maledettamente a guastare
+ciò che vi è stato fatto, e fatto da me;
+voglio dire questa bella unione di Castiglia e
+d&#8217;Aragona, ond&#8217;era già balzata fuori la Spagna,
+armata, gloriosa e vincente. A questo, che non
+è più un sogno, Castiglia cieca si ribella; vuole
+un re tutto suo, un re che non conosce, una
+regina che, poveretta, non ha intiera la sua ragione;<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span>
+e ricusa colui che l&#8217;ha resa grande, facendo
+ancora qualche sacrifizio per lei. Non era
+d&#8217;Aragona il reame di Napoli? E non siamo stati
+noi che l&#8217;abbiamo dato alla Spagna? Eccovi una
+generosità assai male ricompensata. Congiure
+su congiure; si resiste, si minaccia, si aspetta
+chi rimandi noi in Aragona, contro la fede di
+recenti trattati. Ci andremo, se la forza e la follìa
+prevarranno sulla ragione e sul buon diritto;
+ci andremo, ed allora.... Dio abbia pietà della
+Spagna.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco era stato a sentire a capo
+chino, qua e là tremando un pochino in cuor
+suo, ad onta del fermo proposito, ma poi vedendo
+girare da un altro lato la bufera.</p>
+
+<p>&mdash;Mio signore,&mdash;diss&#8217;egli finalmente,&mdash;io
+straniero non ho da veder nulla in queste faccende....</p>
+
+<p>&mdash;Eh, non so, veramente;&mdash;interruppe Ferdinando.&mdash;Voi
+vedete in troppe cose; effetto
+del viaggiar molto che fate. Vi ho detto l&#8217;animo
+mio, signor viaggiatore. La sincerità è virtù mia,
+della quale mi vanto. Pensate bene a quanto vi
+ho detto; poi, quando avrete pensato, verrete a
+dirmi il frutto delle vostre meditazioni.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco s&#8217;inchinò profondamente,
+ben risoluto di non meditar nulla di nulla.</p>
+
+<p>&mdash;Prendo congedo da Vostra Altezza con la
+morte nell&#8217;anima;&mdash;diss&#8217;egli, anticipando nella
+frase malinconica la notizia della sua risoluzione.</p>
+
+<p>&mdash;Starà in voi di mostrarvi degno della nostra
+grazia, e di tornare da morte a vita;&mdash;rispose
+ironico il re d&#8217;Aragona.&mdash;Amico vi voglio,
+e non collegato ai miei nemici.<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Io? Può credere Vostra Altezza?...</p>
+
+<p>&mdash;Che ne so io? Rammentate il proverbio:
+chi non è con me, vuol esser contro di me. Andate
+ora, e Nostro Signore v&#8217;abbia nella sua
+santa guardia.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, il re Ferdinando fece un gesto
+che parve dare al capitano Fiesco la sua benedizione.
+L&#8217;udienza era finita. Lunga assai; ma
+in quel punto, tanto n&#8217;era rimasto turbato, il capitano
+Fiesco l&#8217;avrebbe desiderata più lunga e
+più chiara; rinunziando magari alla benedizione
+di quel re, che non era passato mai per uno
+stinco di santo.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XIII" id="Capitolo_XIII"></a><span class="chap">Capitolo XIII.</span><br /><br />
+
+Si viene a mezza spada.</h2>
+
+
+<p>Uscì dal palazzo coll&#8217;anima in trambusto. Bene
+si era proposto d&#8217;esser forte e di non sentir paura
+di nulla: ma troppe parole oscure aveva proferite
+il re; troppe allusioni mal velate aveva fatte
+a certi casi di San Domingo. Sapeva egli della
+sparizione improvvisa di don Garcìa dalla capitale
+di Haiti? Di quella, certamente; ed anche
+della via che quell&#8217;altro aveva presa, dello
+scampo e del rifugio che aveva trovato. Perchè,
+se non fosse stato così, avrebbe il re Ferdinando
+detto a lui, capitano Fiesco: potrei chiedervi di
+aiutarci? Era venuta, sì, qualche frase, ad attenuare,
+a smorzare il pensiero; ma tardi, quando
+il colpo era stato dato, e sentito. Ora, se la partenza
+di don Garcìa, che era pur libero di andarsene,
+era stata annunziata da San Domingo al re
+d&#8217;Aragona come una fuga, bisognava supporre
+che il governatore di San Domingo fosse entrato
+in sospetto del come e del perchè l&#8217;esecutore
+di giustizia della sua giurisdizione si fosse annoiato
+del servizio, tanto da chiedere il suo licenziamento
+sui due piedi. A giustificare questo<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span>
+ragionamento non si poteva anche ricordar l&#8217;allusione,
+che il re aveva fatta prima d&#8217;ogni altra,
+al vero sesso del mozzo Bonito? Perchè quella
+finta paura d&#8217;un innocente artifizio di viaggiatori,
+che non era poi una novità in quel paese
+e a quel tempo? Proprio a lui forestiero, venuto
+colla fretta del giungere e col proposito di tornarsene
+via, si poteva far colpa d&#8217;un travestimento
+muliebre, giustificato abbastanza dalla
+rapidità del viaggio e dalla opportunità di qualche
+precauzione stradale?</p>
+
+<p>Non aveva fatto bene, lo riconosceva benissimo
+allora, a contentare il desiderio di Juana,
+portandola in Ispagna con sè. Quando si è fuori
+d&#8217;un pericolo, non ci si torna, per quanta sicurezza
+se n&#8217;abbia. Sapeva tutto, il re? o solamente
+una parte del vero? A buon conto, Juana avrebbe
+súbito riprese le vesti femminili; e per ogni buon
+fine, a cavallo quel medesimo giorno, verso la
+Sierra di Guadarrama, sulla via di Catalogna,
+studiando anche i passi più brevi. Poteva essere
+una caccia; ed egli, tra sè ed i segugi reali, voleva
+mettere almeno ventiquattr&#8217;ore di spazio.
+Pensate, aveva detto il re, mi porterete poi il
+frutto delle vostre meditazioni. Quel poi gli offriva
+appunto un giorno di tempo. Lo avrebbe
+guadagnato; corressero pure sulle sue tracce alguazili
+ed arcieri. Condotta la sua donna a Barcellona
+ed al largo, sarebbe magari tornato a Valladolid:
+quanto a sè, non aveva timore di nulla.</p>
+
+<p>Anche per lui c&#8217;era la nuvoletta nell&#8217;aria. Non
+gli aveva lasciato intendere il re di sospettarlo
+troppo legato ai suoi nemici? Certo, il viaggio
+di Siviglia poteva dare argomento a sospetti.
+Ma quel viaggio si poteva anche spiegare. Egli<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span>
+era andato laggiù per vedere una dama, e le
+ragioni del cercato colloquio erano tutte confessabili.
+Non era già andato a cospirar con
+nessuno! Della cospirazione, a dir vero, aveva
+vedute le tracce; anch&#8217;egli, per giovare al signor
+Almirante, non faceva troppo assegnamento
+sull&#8217;arrivo della regina Giovanna, che
+era il fine di tutte le cospirazioni castigliane?
+Ma qui, poi, egli non era obbligato a dir tutto.
+Restava soltanto ch&#8217;egli aveva chiesto aiuto a
+donna Beatrice Bovadilla per Cristoforo Colombo,
+suo vecchio amico; e non altro aveva
+dovuto cercare. L&#8217;altro era un negozio di Spagnuoli;
+non ci doveva entrar egli, straniero alla
+terra ed alle contese dei suoi cittadini. Così,
+come straniero, andava e tornava, per assistere
+il signor Almirante; andava a Barcellona, ritornava
+a Valladolid; che c&#8217;era egli di male?</p>
+
+<p>Sì, sì; via di galoppo, quel medesimo giorno.
+Come spiegar la cosa al signor Almirante? In
+ciò si sarebbe consigliato con l&#8217;Adelantado, mentre
+si sellavano i cavalli. Fortuna, aver trattenuta
+una parte della sua gente con sè. Gli mancava
+il frate scudiero, il suo braccio destro;
+gran guaio, perchè il frate scudiero era Spagnuolo,
+e Catalano per l&#8217;appunto; sarebbe stato
+utilissimo nel passare per le terre di Catalogna.
+Ma pazienza; gli restavano quattr&#8217;uomini risoluti
+e fedeli; sarebbe giunto a Barcellona, anche
+ammazzando qualche cavallo. Ah, galoppare,
+divorare la strada, aver l&#8217;ali ai piedi, come
+Mercurio! e il re lo aspettasse pure, col frutto
+delle sue meditazioni. Oh, la mia buona stella!
+diceva egli tra sè. La mia buona stella! ripeteva,
+per farsi coraggio con una frase di buon<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span>
+augurio. E andava svelto, facendo i passi lunghi,
+non badando a nulla, non vedendo nessuno.</p>
+
+<p>Ma le vie di Valladolid non erano tutte larghe
+ad un modo: abbondavano anzi le strette.
+Ad un crocicchio gli fu mestieri rallentare il
+passo, per una gran calca di gente. Perchè tutta
+quella gente affollata? Non era in verità da cercare
+il perchè. Chi ha fretta non si ferma a domandar
+le ragioni per cui una calca si ferma,
+intorno ad un piccolo accidente di strada; specie
+in quartieri abitati dal popolino, così facile
+a commuoversi per cose da nulla. Chi ha fretta
+cerca di passare per quella calca, si fa piccino
+e sottile, va di fianco, lavora di gomiti, insinuandosi
+destramente per ogni vano che trovi.
+Così egli, mentre intorno a lui era un cicaleccio
+confuso.&mdash;Poverino! perchè l&#8217;han preso?&mdash;Così
+bello! faceva pietà, coi suoi grandi occhi
+lagrimosi.&mdash;Che! non piangeva; solo era un
+poco stravolto.&mdash;Sfido io; nelle unghie degli
+arcieri!&mdash;Che cosa avrà fatto? rubato?&mdash;A
+quell&#8217;età, cose da nulla.&mdash;Vestito da marinaio;
+non era dunque della città.&mdash;Poverino! e la
+sua mamma, se l&#8217;ha!&mdash;</p>
+
+<p>Un brivido era corso per l&#8217;ossa al capitano
+Fiesco. Voleva tornare indietro, per domandare.
+Chi mai, nelle unghie degli arcieri? e giovane,
+e bello, e vestito da marinaio? Ma si ricordò
+che non doveva aver paura. E non sarebbe
+stata esagerazione di paura, tornare indietro
+per un ragazzo arrestato? Ma corse più rapido
+avanti, sempre più lontano da quella moltitudine.
+Era là, finalmente, la strada dove abitava
+il signor Almirante; era là, si apriva davanti a
+lui, quieta, luminosa, sotto il cielo sereno. Passava<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span>
+un carro, tirato da un mulo alto e solenne,
+che agitava ad ogni passo una ventina di sonagli;
+e il carrettiere, che veniva innanzi, di costa
+alla ruota, canterellava in cadenza, facendo ad
+ogni tanto schioccar la sua frusta per chiasso.
+La scena era gaia, tranquilla, innocente; respirava
+una pace d&#8217;idilio siracusano. Ed anche la
+casa era là, lunga, alta, e polverosa, ma neppur
+brutta in quell&#8217;ora meridiana: la coglieva
+il sole di sbieco, e larghe chiazze di mattoni
+rosseggiavano al sole, per mezzo a frequenti
+sfaldature d&#8217;intonaco. Quella casa pareva sorridere,
+aspettandolo; ond&#8217;egli si sentì liberato da
+una grave oppressura. Che sciocco era stato! e
+come tutto fa paura, quando si ha l&#8217;anima agitata!
+Infilò il portone, ascese rapidamente due
+braccia di scala. Ah, finalmente, era in porto.</p>
+
+<p>Nell&#8217;anticamera trovò l&#8217;Adelantado, grave, accigliato,
+silenzioso. Ma era sempre così, quel
+benedetto uomo; non rideva se non in mezzo
+al pericolo.</p>
+
+<p>&mdash;Come va l&#8217;Almirante?&mdash;gli chiese il capitano
+Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, si è voluto alzare;&mdash;rispose quell&#8217;altro.</p>
+
+<p>&mdash;Tutti bene?&mdash;ripigliò il capitano, a cui
+quella risposta non poteva bastare.</p>
+
+<p>&mdash;Bene!... Amico mio, forse sapete?...</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa?&mdash;gridò il capitano.&mdash;Ah, sarebbe
+vero?...&mdash;</p>
+
+<p>E cadde, così dicendo, sopra una scranna.</p>
+
+<p>&mdash;Animo! animo!&mdash;gli disse l&#8217;Adelantado,
+con più tenerezza nella voce, che non avesse
+mai dimostrata.</p>
+
+<p>&mdash;Animo! animo!&mdash;ripetè macchinalmente<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span>
+il Fiesco.&mdash;Ne ho. Voglio sapere.... voglio sapere....
+Erano venuti gli arcieri?... o i famigli
+del Sant&#8217;Uffizio?...</p>
+
+<p>&mdash;No, grazie a Dio, solo quelli del re. Ma è
+sempre una infamia! Un tale affronto all&#8217;Almirante!
+al vicerè delle Indie! Non ha dunque più
+vergogna, quel tristo?&mdash;</p>
+
+<p>In quel mentre appariva dall&#8217;uscio della sua
+camera il signor Almirante; alto di tutta la rilevata
+persona, che oramai, nell&#8217;impeto dello
+sdegno, non sentiva neanche più i suoi dolori
+aggranchirgli le membra; gli occhi sfolgoranti,
+come nei momenti più gravi della sua vita, in
+mezzo alle battaglie d&#8217;arrembata, o tra le marinaresche
+ribelli.</p>
+
+<p>&mdash;Questa ancora, capitano Fiesco!&mdash;gridò
+egli, avanzandosi.&mdash;Questa ancora, per colpirmi
+nel mezzo del cuore! Male lo stimai volpe;
+è una tigre, quel re.</p>
+
+<p>&mdash;Ma per qual ragione, Dio santo?&mdash;domandava
+il Fiesco, torcendo convulsamente le mani,
+impossenti a sbranare un lontano e troppo alto
+nemico.&mdash;Con quale pretesto?</p>
+
+<p>&mdash;Con questo,&mdash;rispose l&#8217;Adelantado;&mdash;che
+il mozzo Bonito era una donna; che si doveva
+sapere chi fosse, e perchè si nascondesse così.
+Abbiamo risposto, non dubitate; abbiamo risposto
+che prendevano abbaglio; che si trattava
+d&#8217;una gentildonna straniera, non soggetta alle
+leggi di Spagna, e che non aveva da fare con
+la giustizia di questo paese. Ancora abbiamo
+detto il suo nome, ma inutilmente. Il signor
+governatore vedrà, il signor governatore giudicherà,
+rispondeva l&#8217;alguazil, ch&#8217;era venuto
+cogli arcieri; se c&#8217;è errore sarà facilmente rimediato,<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>
+e il mozzo Bonito, o contessa del Fiesco
+che voglia essere, ritornerà a casa, senza
+che gli sia torto un capello. L&#8217;Almirante s&#8217;intromise;
+voleva star egli mallevadore; domandava
+un indugio, finchè non si appurasse ogni
+cosa; credeva di averne il diritto, essendo egli
+il padrone di casa, e tal uomo da non essere
+sospettato di poca reverenza alle leggi. Inutile!
+tutto fu inutile; ed han fatto a modo loro, conducendo
+la contessa al palazzo di giustizia.</p>
+
+<p>&mdash;Legata!</p>
+
+<p>&mdash;Eh, sì, legata;&mdash;rispose l&#8217;Adelantado, fremendo.&mdash;Erano
+in dieci, ed avevano paura che
+fuggisse. Noi vi aspettavamo, per muoverci, per
+far qualche cosa. L&#8217;Almirante vuol andar egli
+dal re.</p>
+
+<p>&mdash;Ne vengo io;&mdash;ruggì il capitano Fiesco;&mdash;e
+non credo che gioverebbe. L&#8217;ha con me, il
+re Ferdinando. Come ciò sia, è inutile il dire;
+nè si potrebbe in poche parole. La contessa è
+un ostaggio ch&#8217;egli ha preso, mentre io ero in
+udienza da lui. Servirlo! servirlo io? E in che
+cosa? in qualche losca impresa, sicuramente.
+Non si prenderebbero ostaggi, se la cosa fosse
+diversa. Venite, don Bartolomeo, accompagnatemi,
+che temo di non arrivare dal re, di stramazzar
+per la strada.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;Almirante si avanzò, e gli pose amorevolmente
+le mani sugli ómeri.</p>
+
+<p>&mdash;Coraggio, mio figlio!&mdash;gli disse.&mdash;E perdonatemi!&mdash;È
+avvenuto per colpa mia, tutto
+ciò. Porto sfortuna a chi mi vuol bene.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, non dite, mio signore, non dite!&mdash;gridò
+il Fiesco, intenerito.&mdash;Era il destino. Ma io mi
+ucciderò, se non la salvo.<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Un delitto! Non lo pensate neanche.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, io non sono un santo. Senza di lei,
+meglio l&#8217;inferno! E non l&#8217;ho io già dentro l&#8217;anima?&mdash;</p>
+
+<p>Scese a precipizio la scala; e don Bartolomeo
+Colombo lo seguiva. Giunto a palazzo, chiese di
+entrare dal re. Non si poteva; impedivano il
+passo i soldati; ricusava, chiamato al rumore,
+il gentiluomo di camera.</p>
+
+<p>&mdash;Mio buon signor Noguera!&mdash;gridava il
+capitano Fiesco.&mdash;Non siate così duro con me.
+Vogliate annunziarmi a Sua Altezza. Se non può
+ricevermi subito, aspetterò. Sapete pure, signor
+conte; ho avuto udienza quest&#8217;oggi, non sono
+ancora due ore passate; e lunga udienza, vi ricordate?</p>
+
+<p>&mdash;Appunto per ciò, non potrebbe parere bastante?&mdash;notò
+il conte di Noguera.&mdash;Ci sono
+altri che hanno diritto. Del resto, son gentiluomo;&mdash;soggiunse
+egli, accostandosi, e traendo
+il conte Fiesco in disparte,&mdash;non voglio ingannare
+nessuno. Per quanto vi lasciassi star qui
+ad aspettare, oggi Sua Altezza non vi riceverebbe.</p>
+
+<p>&mdash;E perchè, di grazia? perchè?</p>
+
+<p>&mdash;Non sono visibile, mi ha detto, se non per
+duchi e marchesi di Castiglia e d&#8217;Aragona, per
+il razionale di Castiglia e per l&#8217;arcivescovo di
+Toledo. Son queste,&mdash;soggiunse il Noguera,&mdash;le
+precise parole del re. Voi siete escluso. Se
+non foste escluso, Sua Altezza, ricordando il suo
+recente colloquio con voi, avrebbe aggiunto: e
+il signor conte di Lavagna. Non l&#8217;ha aggiunto;
+ed io, con tutto il dispiacere che una necessità
+come questa mi potrebbe cagionare, sarei costretto<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span>
+a rimandarvi fuori. Vi prego, conte, non
+mi obbligate ad esser severo con un gentiluomo
+come voi siete.&mdash;</p>
+
+<p>Parlava da onest&#8217;uomo, il Noguera. Ma il capitano
+Fiesco non riusciva a padroneggiarsi.</p>
+
+<p>&mdash;V&#8217;intendo;&mdash;diss&#8217;egli, convulso;&mdash;v&#8217;intendo,
+e vi ringrazio. Ma vedete, si commette
+una prepotenza, una ingiustizia, una iniquità,
+che grida vendetta al cielo. Mia moglie, arrestata
+come una donna perduta; la contessa del Fiesco,
+una straniera, in Castiglia, in terra di cavalieri!
+e per ordine del governatore, che è come
+dire per ordine del re, tratta a forza di casa, legata,
+in mezzo ad un drappello d&#8217;arcieri!...</p>
+
+<p>&mdash;La cosa è grave, e merita riflessione, in
+terra di cavalieri;&mdash;disse il conte di Noguera,
+aggrottando le ciglia.&mdash;Forse si tratta di un
+equivoco, e ci s&#8217;aggiunge un abuso della forza,
+che va represso e castigato. Nè credo, come voi
+fate, che ci sia stato ordine del re. Comunque,
+io vi consiglio, per venirne in chiaro, di recarvi
+da chi può tutto in queste faccende, e correggere
+gli errori dei subalterni, o i suoi proprii,
+se n&#8217;ha commessi, e consigliar clemenza al re,
+se si tratta d&#8217;un ordine del re. Andate dall&#8217;arcivescovo
+di Toledo. Egli è ora in udienza da
+Sua Altezza; ma non vorrà star molto ad uscire.</p>
+
+<p>&mdash;Non posso aspettarlo qui?</p>
+
+<p>&mdash;No, egli non passa di qui. Andate al palazzo
+di giustizia, dov&#8217;egli risiede, e dove non
+tarderà a ritornare. Ma vi prego, non dite che
+v&#8217;ho consigliato io. Qui, a dar consigli, si giocherebbe
+la carica. Siete un gentiluomo, ed amo
+rendervi servizio, nella misura del poter mio;
+che non è grande, pur troppo.<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Anche l&#8217;arcivescovo di Siviglia è qui?&mdash;entrò
+a domandare l&#8217;Adelantado.</p>
+
+<p>&mdash;Sì; come sapete, non è ancora andato ad
+occupare la sede.</p>
+
+<p>&mdash;Bene,&mdash;concluse l&#8217;Adelantado, volgendosi
+al Fiesco.&mdash;Mentre s&#8217;aspetta che Toledo ritorni
+al palazzo di giustizia, possiamo andare
+da Siviglia, che si degni di darci una mano.</p>
+
+<p>&mdash;La mano di Siviglia è potente;&mdash;disse il
+Noguera, sorridendo.&mdash;E potrà certamente
+aiutarvi.&mdash;</p>
+
+<p>Siviglia, da cui andarono subito, trovandolo
+nel convento di San Domenico, era Diego di
+Deza; bel monaco, dall&#8217;aspetto grave, e dal
+labbro pieno di bontà. Amava Cristoforo Colombo,
+e nel consiglio di Salamanca era stato
+l&#8217;unico suo sostenitore, dispiacendo molto al
+vescovo Talavera, e voltando a favore del
+grande navigator Genovese l&#8217;animo buono dell&#8217;arcivescovo
+Mendoza. Dalla dottrina del Deza,
+anche rimasta allora perdente, erano stati salvati
+per migliore occasione i disegni di Cristoforo
+Colombo. E questi ne aveva serbato in
+cuore una viva riconoscenza al sapiente domenicano;
+e il domenicano, dal canto suo, sentendosi
+legato da quel buon ricordo al trionfo
+della mirabile impresa che aveva preconizzata,
+ricambiava di vivissimo affetto il signor Almirante,
+considerando amici quanti venissero in
+nome di lui.</p>
+
+<p>Accolse egli a festa don Bartolomeo Colombo
+e il capitano Fiesco: udì la ragione della loro
+venuta, ascoltò attentamente il racconto che gli
+facevano, battè un pochino le labbra, e poi disse
+al Fiesco:<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;arcivescovo di Toledo è un uomo virtuoso;
+fidate in lui, signor conte.</p>
+
+<p>&mdash;Le parole di Vostra Eccellenza mi rassicurano;&mdash;rispose
+il Fiesco.&mdash;Ma, se io ho
+ben veduto, un certo moto delle vostre labbra
+mi dovrebbe tenere in pensiero.&mdash;</p>
+
+<p>Sorrise il domenicano, e ripigliò placidamente:</p>
+
+<p>&mdash;Non vi maravigliate di un moto involontario,
+essendo un mal vezzo dei nostri poveri
+nervi. Ma con voi, degni gentiluomini, si può
+fare a fidanza. Il Ximenes è la virtù in persona:
+solamente è un po&#8217; debole, innanzi a certi voleri,
+che potrebbero forse trovarlo più risoluto.
+Ma, ripeto, è un sant&#8217;uomo; quello ch&#8217;egli dirà
+di fare, certamente farà. Ad ogni modo, e senza
+saper nulla del vostro bisogno, vi presenterò io,
+vi raccomanderò io a Sua Eccellenza. Siete contento?&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco s&#8217;inchinò, ringraziandolo;
+e l&#8217;arcivescovo di Siviglia si degnò di presentarlo
+egli stesso al primate della chiesa di
+Spagna.</p>
+
+<p>Francesco di Cisneros Ximenes, arcivescovo
+di Toledo, succeduto in quell&#8217;alta dignità al
+buon cardinale Mendoza, doveva ancora aspettare
+un anno il cappello cardinalizio, che ottenne
+poscia da Giulio II. Per intanto, come primate
+della chiesa di Spagna, e già stato confessore
+della regina Isabella, il degno prelato, famoso
+per eccellenza di dottrina e per santità
+di vita, reggeva l&#8217;amministrazione politica del
+reame di Castiglia. Modesto nell&#8217;alta carica, indossava
+sempre il suo vecchio abito di frate
+francescano sotto le insegne pontificali: a Toledo
+viveva in una povera cella, contigua al<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span>
+palazzo arcivescovile; e per allora a Valladolid,
+seguendo la Corte, non aveva voluto alloggiare
+nel palazzo regale, troppo fastoso per lui, contentandosi
+d&#8217;un quartierino nel palazzo di giustizia.</p>
+
+<p>E nessuno diceva che quella sua rinunzia ad
+ogni fasto fosse ostentazione di modestia. Il Ximenes
+era stato sempre così. Vagheggiava alti
+disegni, di cui Ferdinando rideva; ma quel sant&#8217;uomo
+lo serviva ad ogni modo, per grande
+amore che portava alla gloria di Spagna. Di
+questa sua indole generosa diè prova in tre occasioni
+solenni: la prima, dichiarandosi apertamente
+per Ferdinando, quando Filippo d&#8217;Austria
+morì, e della vedova Giovanna non si poteva
+sperare che con pienezza d&#8217;intelletto e fermezza
+di mano tenesse le redini del governo: la seconda,
+facendo e guidando egli stesso la fortunata
+impresa di Orano e di Algeri, che fece
+strabiliare l&#8217;incredulo monarca, tanto ingrato
+e sconoscente da scrivere al Navarro, comandante
+militare della spedizione: &#8220;impedite al
+brav&#8217;uomo di tornare troppo presto in Ispagna;
+bisogna lasciargli consumare, quanto più si potrà,
+la persona e il denaro&#8222;. La terza prova, e
+forse la più solenne, fu data dal Ximenes, quando
+dalle Cortes riluttanti fece eleggere in fretta re
+di Castiglia il poco amato e niente desiderato
+Carlo V, che doveva far ministro invece di lui
+il fiammingo Adriano d&#8217;Utrecht, che poi fu papa
+col nome di Adriano VI; ed egli, il virtuoso Ximenes,
+pur di giovare alla Spagna, si rassegnò
+lietamente al secondo posto, bastando a tutte
+le gravi cure del governo, che con tanta accortezza
+aveva sostenute nel primo.<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span></p>
+
+<p>Bontà non è mai troppa; e procede, se mai,
+da molta virtù. Ma non sempre i Castigliani potevano
+menar buona tanta virtù al loro concittadino,
+e ne accusavano più volentieri la debolezza;
+specie allora, che, viva Giovanna e non
+pazza ancora agli occhi di tutti, vivo il suo bel
+Filippo d&#8217;Austria, e desideroso di regnare con
+lei in Castiglia, il Ximenes si mostrava troppo
+docile ministro dell&#8217;Aragonese, e lui desiderando
+reggente, lavorava con ogni poter suo ad amicargli
+la riottosa nobiltà Castigliana. Ferdinando
+possedeva certamente molte qualità necessarie
+al regnante, specie di quei tempi; tanto che
+meritò le lodi del Segretario Fiorentino. Ma le
+guastava tutte col difetto di probità; era ingrato,
+bugiardo e mancator di parola: non contava
+nulla i suoi impegni, quando trovasse il suo tornaconto
+a violarli. E così poco si vergognava
+della sua perfidia, che se ne faceva bello quante
+volte gli riuscisse a bene. Udito un giorno che
+Luigi XII si doleva d&#8217;esserne stato ingannato
+una volta, &#8220;quell&#8217;ubbriacone ha mentito&#8222; diss&#8217;egli,
+&#8220;perchè l&#8217;ho ingannato tre volte&#8222;. E un
+principe italiano diceva di lui: &#8220;prima di far
+capitale de&#8217; suoi giuramenti, vorrei sentirlo giurare
+per un Dio, nel quale egli credesse&#8222;.</p>
+
+<p>Ferdinando il Cattolico è qui giudicato: non
+ci maravigliamo dunque che non lo amasse
+l&#8217;arcivescovo di Siviglia, e che, per effetto della
+troppa sua condiscendenza al re d&#8217;Aragona, tacciasse
+di debolezza il virtuoso arcivescovo di
+Toledo.</p>
+
+<p>Il quale, nella sua stanzetta modesta del palazzo
+di giustizia, accolse amorevolmente il suo
+minor collega di Siviglia: ma, come seppe chi<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span>
+fosse il suo compagno di visita, fece la cera un
+po&#8217; brusca.</p>
+
+<p>&mdash;Lo raccomando a Vostra Eccellenza;&mdash;diceva
+il Deza,&mdash;quantunque non sappia bene
+quel che gli occorra. A me è grandemente raccomandato
+dal signor Adelantado, fratello del
+nostro glorioso Almirante maggiore, che Iddio
+guardi, e Sua Altezza il re tenga caro com&#8217;egli
+si merita.&mdash;</p>
+
+<p>Il Ximenes stette a sentire con molta rassegnazione
+il fervorino per Cristoforo Colombo,
+che con altrettanta soddisfazione aveva proferito
+il Deza. E cortesemente lo accomiatò, accompagnandolo
+fino all&#8217;anticamera. Ritornò poscia
+nella stanza, dove il capitano Fiesco era
+rimasto in attesa, sempre turbato, ed allora più
+che mai, pensando che da quel colloquio dipendeva
+la sorte di Juana e la sua.</p>
+
+<p>S&#8217;aspettava d&#8217;essere interrogato; e grande fu
+la sua maraviglia, sentendosi dire dal Ximenes:</p>
+
+<p>&mdash;So tutto, e non occorre, signor conte, che
+mi raccontiate l&#8217;arresto avvenuto. Andiamo per
+la più breve, che converrà a voi come a me.
+Per qual ragione non volete voi servire Sua Altezza?
+Perchè cospirate coi suoi nemici?</p>
+
+<p>&mdash;Io, Eccellenza?&mdash;gridò il capitano, facendo
+gli atti del massimo stupore.</p>
+
+<p>&mdash;Siete stato a Siviglia;&mdash;ripigliò l&#8217;arcivescovo.&mdash;E
+si sa dove siete andato, in Siviglia.</p>
+
+<p>&mdash;In un convento, Eccellenza; ad ossequiare
+la signora marchesa di Moya, ch&#8217;io non so essere
+in mala vista presso la Corona; a chiederle
+una grazia, che assai mi premeva, voglio
+dire il suo patrocinio per il signor Almirante.
+Don Cristoval Colon, che la marchesa ha sempre<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span>
+stimato e protetto, è in fin di vita; nè Vostra
+Eccellenza lo ignora. Unica e sola, che potesse
+anche giovargli in un delicatissimo caso
+di coscienza, era Beatrice di Bovadilla.&mdash;</p>
+
+<p>Senza pensarci bene, forse operando per moto
+spontaneo d&#8217;ingegno avvezzo ai pronti espedienti,
+Bartolomeo Fiesco aveva toccato un tasto
+che doveva rendere buon suono nell&#8217;animo
+del virtuoso Ximenes.</p>
+
+<p>&mdash;Di coscienza?&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;E si può sapere,
+senza offesa di sacre ragioni?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, e ne giudichi la Eccellenza Vostra;&mdash;rispose
+il Fiesco, che aveva avuta la buona ispirazione,
+e ne faceva il suo prò.&mdash;Nella maturità
+della sua giovinezza, il signor Almirante
+aveva amata una donna di Cordova; e di quell&#8217;amore
+gli era nato un pegno carissimo.</p>
+
+<p>&mdash;Il giovinetto Fernando; mi par di vederlo;&mdash;notò
+il suo <a name="tn235" id="tn235"></a><span class="correction" title="originale: interlecutore">interlocutore</span>.&mdash;E la donna, se
+ben ricordo, una Enriquez de Arana.</p>
+
+<p>&mdash;Per l&#8217;appunto: non più veduta dal signor
+Almirante, perchè a lui diventata nemica, senza
+che egli mai riuscisse ad intenderne la ragione,
+mentre egli avrebbe voluto riparare al suo fallo.
+Ma ciò che in tanti anni non gli è stato possibile,
+diventa necessario ora, affinchè il giovane
+Fernando non rimanga orfano insieme e notato
+d&#8217;illegittimità. Il caso di coscienza è doppio, e
+verso la madre e verso il figliuolo.</p>
+
+<p>&mdash;Come c&#8217;entra donna Beatrice di Bovadilla?&mdash;chiese
+il Ximenes.&mdash;Anche a non tener conto
+delle ciarle del mondo, che suole inventare tutto
+quello che non sa, possiamo maravigliarci che
+la marchesa di Moya sia ritenuta più adatta a
+riunire due anime state tant&#8217;anni divise.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non si maravigli il savio;&mdash;rispose Bartolomeo
+Fiesco.&mdash;La marchesa di Moya conosce
+Beatrice Enriquez. Fin dalla vigilia della
+partenza di Cristoforo Colombo per il suo primo
+viaggio di scoperta, aveva tentato, checchè potesse
+costarne al suo cuore, di ravvicinare la
+sdegnosa Cordovana al padre del suo Fernando.</p>
+
+<p>&mdash;Mi assicurate che questo è il vero? che
+siete andato a Siviglia per ottenere i buoni uffici
+della marchesa di Moya nelle cose di don Cristoval
+Colon? e non per altro, non per altro?</p>
+
+<p>&mdash;Quali prove posso io darne a Vostra Eccellenza,
+io che Le sono appena conosciuto per la
+presentazione di Diego di Deza? I miei leali servigi
+a questa Corona furono di buon suddito, e
+di suddito volontario, il che dovrebbe accrescerne
+il pregio. Il mio nome è d&#8217;antica stirpe
+di gentiluomini e di cristiani; nè io vorrei macchiarlo
+con una menzogna. Per nessun&#8217;altra ragione,
+fuor quella che ho detto, sono io stato a
+Siviglia; lo giuro per questa croce che vi pende
+dal petto, e che io bacio in ginocchio.&mdash;</p>
+
+<p>Si era intenerito, il buon primate di Spagna.
+Posò la sua destra sul capo del conte, come in
+atto di benedirlo; poi, fattolo alzare e sedere
+davanti a sè, stette un istante pensoso.</p>
+
+<p>&mdash;Vi credo, figliuol mio;&mdash;diss&#8217;egli poscia.&mdash;Ma
+vedete, qui siamo in mezzo a continui
+pericoli. <i>Incedo per ignes suppositos cineri doloso</i>;
+si cammina sulla cenere ingannevole, che
+nasconde i carboni ardenti. Si congiura contro
+il re Ferdinando, contro un sovrano che cova
+nell&#8217;animo grande i più vasti disegni. È dunque
+utile alla Spagna, alla sicurezza, alla gloria di
+questa nazione a mala pena formata, ch&#8217;egli<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span>
+sia il reggente di Castiglia; ed è necessario per
+ciò che il re Cristianissimo gli sia intieramente
+amico.</p>
+
+<p>&mdash;Non gliene ha dato prove bastanti?&mdash;chiese
+il capitano Fiesco.&mdash;Non gli ha concessa in
+moglie Germana di Foix?</p>
+
+<p>&mdash;Dite che il re Ferdinando l&#8217;ha voluta;&mdash;rispose
+il Ximenes.&mdash;E non poteva non volerla,
+per tema che altri la prendesse, diventando
+un pericoloso vicino. Queste cose non
+vogliono capirle i corti intelletti. Come figlia a
+Giovanni, visconte di Narbona, come sorella a
+Gastone di Foix, legittimo pretendente della Corona
+di Navarra, la principessa Germana era
+un partito più da lui desiderato, che non dal re
+Cristianissimo, sebbene per un tal matrimonio
+questi diventasse suo zio. È necessario, vi ripeto,
+che il re Luigi, ristrettosi finora ad un
+trattato riguardante le cose di Napoli, consenta
+ad una vera alleanza d&#8217;interessi, per ciò che
+riguarda il buon vicinato. Forte d&#8217;una simile
+alleanza, Ferdinando s&#8217;impone come reggente
+di Castiglia ai pochi ma riottosi signori del territorio,
+che s&#8217;ostinano a negar la luce del sole,
+ricusando di vederla.</p>
+
+<p>&mdash;E l&#8217;aspettano di Fiandra;&mdash;notò il capitano
+Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Di Fiandra!&mdash;ripetè il Ximenes.&mdash;Perchè
+dite di Fiandra?</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì,&mdash;riprese quell&#8217;altro.&mdash;Non aspettano
+la principessa Giovanna e il suo marito
+Filippo d&#8217;Austria? E non sono in Fiandra, i giovani
+sposi?&mdash;</p>
+
+<p>Il primate di Spagna non potè trattenere un
+sorriso, che non era tutto di compassione.<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Come?&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;E non sapete?... Ah,
+davvero, figliuol mio, non siete andato a Siviglia
+per congiurare contro il re Ferdinando. Ecco
+una prova della vostra innocenza, che viene a
+corroborare le altre. Niente, niente!&mdash;soggiunse
+il virtuoso Ximenes, rispondendo ad un gesto
+di stupore del capitano Fiesco.&mdash;Non domandate
+spiegazioni, che vi sarebbero inutili. Vi basti
+sapere che vi stimo di più, ed anche sento
+di potermi fidar meglio a voi. Vedo in pari
+tempo che i segreti del re sono più custoditi
+ch&#8217;io non potessi sperare.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco non aveva capito come e
+perchè gli si potesse far merito dall&#8217;accenno
+alle Fiandre: non capì che cosa significasse il
+segreto del re, così ben custodito. Ma non istette
+a chieder ciò che il benigno interlocutore mostrava
+di non volergli dire. Di ben altro era curioso,
+dopo tutto; gli premeva ben altro.</p>
+
+<p>&mdash;Torniamo a noi;&mdash;ripigliò il Ximenes.&mdash;Nessuno
+potrà meglio persuadere il re Cristianissimo,
+che il vostro eccelso cugino Gian Aloise,
+uno dei più potenti signori italiani, e colui che
+possiede l&#8217;anima e il cuore di Luigi XII. Chi potrà
+persuadere Gian Aloise, se non voi, conte
+Fiesco? A voi dunque; la gloria e la fortuna
+sono per voi.</p>
+
+<p>&mdash;E per questo,&mdash;disse il capitano Fiesco,&mdash;per
+questo, che Sua Altezza non mi ha neppur
+detto, ha presa la mia donna in ostaggio?</p>
+
+<p>&mdash;Sua Altezza non vi ha detto nulla, perchè
+vi ha veduto riluttante a servirla;&mdash;rispose il
+Ximenes;&mdash;ed anche perchè un messaggio di
+Siviglia, arrivatogli mentre eravate in udienza,
+l&#8217;induceva a sospettare di voi.<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non può sospettare ancora?</p>
+
+<p>&mdash;Non sospetto più io,&mdash;disse il Ximenes,&mdash;e
+sciolgo i sospetti del re.</p>
+
+<p>&mdash;Ma l&#8217;ostaggio?... Perchè fu presa la contessa?</p>
+
+<p>&mdash;Per assicurarsi di voi, suppongo;&mdash;disse
+l&#8217;altro, arrossendo.&mdash;Ed ora ha il pegno in
+mano, perchè voi entriate al suo servizio.</p>
+
+<p>&mdash;E se io ricusassi, perchè non mi sento tagliato
+a questi uffici? Mia moglie non è spagnuola.</p>
+
+<p>&mdash;Non nata spagnuola, concedo; ma suddita
+spagnuola potrebbe ben essere.</p>
+
+<p>&mdash;No, non suddita spagnuola;&mdash;gridò il Fiesco,
+inasprito.</p>
+
+<p>&mdash;Giuratelo per questa croce;&mdash;disse pacatamente
+il Ximenes.&mdash;Ah, non ardite! e temete
+di farvi spergiuro! Ve ne lodo. Ecco una quarta
+prova che m&#8217;avete detto il vero, giurando di non
+congiurare coi nemici del re. Servite dunque
+Ferdinando, com&#8217;egli desidera, e riavrete la vostra
+donna.</p>
+
+<p>&mdash;Ma con quali pretesti è tenuta in carcere?</p>
+
+<p>&mdash;Ragioni, figliuol mio, non pretesti. Fu presa,
+perchè si voleva venire in chiaro d&#8217;un travestimento
+illecito, che mirava ad ingannar tutti,
+compresa la giustizia. Avrei potuto ordinare
+l&#8217;arresto come grande Inquisitore; e non l&#8217;ho
+fatto, e potete ringraziarmene. Fu in quella vece
+un provvedimento della giustizia secolare, e per
+volere del re. Ora, figliuol mio, considerate il
+caso vostro. Se rivolete la vostra donna, dovete
+dar le prove al giudice che essa è veramente
+vostra moglie: e ci vorrà tempo a farle venire,
+le prove, a farle esaminare dagli esperti; più<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span>
+tempo che non ne spendereste a recarvi dal vostro
+eccelso cugino e a condurvi in Parigi con
+lui. Neanche è da credere che ella uscirebbe di
+prigione, se anche le prove fossero trovate bastanti.
+Si dovrebbe anche sapere se, essendo
+stata suddita spagnuola prima di esservi moglie,
+era egualmente libera, sciolta d&#8217;ogni obbligo
+verso la giustizia spagnuola. E qui bisognerebbe
+aspettare l&#8217;esito di certe indagini, che
+don Nicola Ovando ha già cominciate col suo
+solito zelo. C&#8217;è tutto un viluppo di cose, qui
+sotto, e in coscienza debbo avvertirvene, che
+non sarebbe punto piacevole per voi e per la
+povera prigioniera. Siate savio, conte Fiesco. A
+voi, come italiano, può premer poco che Ferdinando
+perda la reggenza di Castiglia o l&#8217;ottenga:
+a noi preme che l&#8217;ottenga; e non per lui,
+badate, ma per salute di questa patria, che senza
+di lui ricadrebbe nell&#8217;antica anarchia. Siamo destinati
+alla patria celeste;&mdash;conchiuse solenne
+il Ximenes;&mdash;ma dobbiamo meritarla servendo
+Iddio nella patria terrena, e in questa unendo a
+sua gloria i cuori e le menti. Siate savio, signor
+conte, e servite il re con amore. Io, frattanto, per
+questa croce vi giuro, che alla prigioniera non
+sarà torto un capello, e che anzi ella sarà trattata
+come una regina; mi capite? come una regina.&mdash;</p>
+
+<p>Ahimè, sapevano ogni cosa, e non occorreva
+che aspettassero le nuove indagini di don Nicola
+Ovando! Sapevano ogni cosa, e il capitano
+Fiesco tremò tutto, dal capo alle piante.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XIV" id="Capitolo_XIV"></a><span class="chap">Capitolo XIV.</span><br /><br />
+
+A Laredo! a Laredo!</h2>
+
+
+<p>&mdash;Il colloquio era durato ancora, ma rotto, a
+pezzi e bocconi, non sapendo il Fiesco rassegnarsi
+ancora a finirlo e chiedendo sempre
+qualche cosa, il Ximenes strascicando le parole
+e mostrandogli di aver detto abbastanza. Ma
+quanti dubbi restavano nell&#8217;anima del povero
+capitano! E non gli si poteva almeno concedere
+di veder la sua donna?</p>
+
+<p>&mdash;Troppo chiedete, senza averlo meritato!&mdash;rispondeva
+qui l&#8217;arcivescovo.&mdash;Prenderò ordini
+da Sua Altezza. Quando avrete veduto il re....
+quando egli vi avrà date le sue istruzioni.... chi
+sa? non dispero. Ferdinando è buono per chi lo
+serve con amore. Ed io, signor conte, ho desiderio
+di contentarvi. Ma voi siate ragionevole;
+è nell&#8217;utile vostro.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco baciò l&#8217;anello pastorale, e
+più morto che vivo si ricondusse a casa. Era
+aspettato, e non potè tacere il colloquio che
+aveva avuto, con un frutto così scarso per sè,
+con tanto danno imminente per le speranze del
+suo grande concittadino. Terribil dilemma! o<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span>
+tradire gl&#8217;interessi dell&#8217;Almirante, o perdere
+Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Figliuol mio,&mdash;disse Cristoforo Colombo,&mdash;non
+vi date pensiero di me. So bene che il
+trionfo di Ferdinando è la perdita d&#8217;ogni speranza
+mia, d&#8217;ogni fede nella giustizia degli uomini.
+Ma se Iddio non volesse farmi morire
+contento?... Tutto quello che accade dimostra
+che questo è il suo alto disegno. Sia fatta la
+sua volontà. Certo, ho gravi colpe da scontare;
+e non è giusto che altri ne soffra per me. Andate
+dal re, accettate ogni cosa. Ciò che Dio
+vuole sarà; ciò ch&#8217;egli non vuole non sarà; sia
+benedetto il suo nome.&mdash;</p>
+
+<p>Nè già l&#8217;Almirante conosceva per intiero i disegni
+della marchesa di Moya, e le probabilità
+su cui erano fondati. Ma di tutto ciò era informato
+l&#8217;Adelantado, che vedeva nella trista commissione
+imposta al capitano Fiesco pericolare
+ogni speranza di giustizia. Era quello un gran
+colpo, e forse mortale, per il suo sventurato
+fratello, che ad ogni tratto, per ogni commozione
+un po&#8217; forte, ricadeva prostrato, bene lasciando
+intendere ai suoi familiari che le fonti
+della vita s&#8217;inaridivano in lui.</p>
+
+<p>Tornava frattanto alla mente del Fiesco il risolino
+del Ximenes, quando si era sentito accennare
+alle Fiandre. E se ne apriva coll&#8217;amico.
+Che cosa poteva significare quel risolino dell&#8217;arcivescovo
+di Toledo? E che segreto era quello
+del re, a proposito delle Fiandre, che l&#8217;arcivescovo
+riconosceva con tanta soddisfazione essere
+stato così bene custodito?</p>
+
+<p>&mdash;Amico mio,&mdash;rispondeva l&#8217;Adelantado,&mdash;vorrà
+dire che dal lato delle Fiandre sono sicuri;<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+che il re non ha timori, sapendo impazzita
+davvero la sua figliuola e rivale; che finalmente,
+e questo è il peggio, da quella parte là
+non c&#8217;è più da sperar nulla per noi.</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;ho pensato ancor io;&mdash;disse il Fiesco.&mdash;Ma
+allora è inutile che temano, e chiedano
+man forte alla Francia.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, non si sa mai;&mdash;replicava l&#8217;Adelantado.&mdash;Se
+Giovanna è pazza, non è scemo il
+marito, e può cagionar dispiaceri, forte com&#8217;è
+dell&#8217;appoggio di suo padre, l&#8217;imperatore Massimiliano
+d&#8217;Austria. Castiglia è poco disposta a
+riconoscere l&#8217;autorità di Ferdinando d&#8217;Aragona.
+Non potrebbe ella voltarglisi contro?&mdash;</p>
+
+<p>Il resto della giornata passò in ansie continue
+per il povero capitano, che quando non aveva
+l&#8217;amico a tenerlo occupato coi ragionamenti, si
+lasciava andare alla disperazione, e piangeva
+come un bambino. E non era un animo fiacco:
+ma in quella inerzia forzata, non aveva altro
+sfogo che le lagrime. Nè v&#8217;hanno poi animi forti
+contro un dolore che terribili incertezze rendano
+sempre più acuto.</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro! povera donna cara! che sarebbe
+avvenuto di lei? come viveva in quelle ore? Il
+ministro di Ferdinando aveva promesso che sarebbe
+stata trattata bene, con tutto il rispetto
+dovuto ad una regina. E il poveretto amava ad
+ogni tanto richiamarsi a mente le parole del
+Ximenes. Certo, quell&#8217;uomo era debole, come lo
+aveva giudicato Diego di Deza; ma non si poteva
+negare che fosse un uomo virtuoso. Debole,
+finalmente, era fatto dal vivo amore di patria,
+che i suoi concittadini non mostravano di
+intendere, e a cui uno straniero era tanto meno<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+obbligato di render giustizia: ma le sue intenzioni
+erano pure; le aveva chiarite egli stesso,
+con sincerità tanto più bella, quanto più era
+stata spontanea. Sì, il Ximenes avrebbe fatto ciò
+che prometteva. Non aveva egli anche giurato
+per la sua croce? Ma questo per il tempo che
+il capitano Fiesco sarebbe stato lontano. E se
+tornava senza aver nulla ottenuto? Cessava la
+pietà del ministro, e sottentrava la durezza del
+re. Trattata come una regina!... Sì; e non si
+poteva ricordar troppo, allora, che Fior d&#8217;oro
+era stata regina, e condannata ad una morte
+ignominiosa?... Orribile pensiero, che faceva fremere,
+raccapricciar di spavento! E c&#8217;era intanto
+da piangere di disperazione, in una notte lunga,
+lunga, che non voleva finire mai più.</p>
+
+<p>La mattina seguente, appena gli parve ora da
+ciò (ed era già in volta da un pezzo) il capitano
+Fiesco andò al palazzo di giustizia. L&#8217;arcivescovo
+di Toledo lo ricevette senza indugio, e lo
+accolse con un bel sorriso paterno.</p>
+
+<p>&mdash;Ho buone notizie per voi;&mdash;gli disse subito.&mdash;È
+tranquilla. L&#8217;ho veduta io medesimo.</p>
+
+<p>&mdash;Stamane! già?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, stamane, signor conte. Voi venite per
+tempo; ma io sono stato anche più pronto a
+lasciare il letto. I vecchi, figliuol mio, dormono
+così poco! È tranquilla, vi ripeto, ed anche di
+buon animo. Le ho detto che pensate a lei, cercando
+di abbreviare i termini della sua liberazione,
+e correndo perciò a prender le carte
+comprovanti il vostro matrimonio. Non era
+bene che le si parlasse d&#8217;altre imputazioni; vi
+pare?</p>
+
+<p>&mdash;Ringrazio Vostra Eccellenza;&mdash;mormorò<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span>
+il capitano Fiesco, piangente.&mdash;È stato un buon
+pensiero; e mi promette cose maggiori. Non mi
+sarà dato vederla?</p>
+
+<p>&mdash;Non correte, non correte tanto, vi prego.
+E non vi ho detto or ora che voi già dovevate
+correre sopra un&#8217;altra via? A quest&#8217;ora, secondo
+quello che io ho detto alla contessa, voi dovreste
+essere molto lontano, a Medina Celi, e forse
+a Calatayud, sulla strada di Saragozza. Del resto,
+non avevo ottenuto nulla dal re. Per esservi
+largo di favori, egli vuole la prova della
+vostra obbedienza.</p>
+
+<p>&mdash;E gliela porto;&mdash;disse il Fiesco, sforzandosi
+di parer contento del suo destino.&mdash;Si
+degni Vostra Eccellenza di accompagnarmi.</p>
+
+<p>&mdash;No, non occorre;&mdash;rispose il Ximenes.&mdash;Sua
+Altezza ha voluto lasciare a me la cura di
+tutto.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco s&#8217;inchinò. Bene intendeva
+che Ferdinando non si sentisse di rivederlo,
+dopo il brutto colpo del giorno prima. Ed anche
+per lui, forse, era meglio non vedersi davanti
+quella faccia di traditore.</p>
+
+<p>&mdash;Qui,&mdash;proseguiva l&#8217;arcivescovo, prendendo
+in mano un foglio di carta,&mdash;è un disegno di
+trattato. Una semplice minuta, senza intitolazione,
+senza formole di cancelleria, per ovviare
+ad ogni pericolo di smarrimento. Il re Cristianissimo,
+del resto, conosce bene questa mano
+di scritto. C&#8217;è la sostanza; quanto alla forma,
+parola più, parola meno, può esser variata; e
+veda il vostro eccelso cugino di far le cose per
+bene; Sua Altezza non tralascerà di mostrargliene
+il suo gradimento. Ci sono contee e marchesati
+anche in Aragona, o in Castiglia, a sua<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span>
+scelta, ma per il giorno che la reggenza di Castiglia
+sia assicurata al re Ferdinando.</p>
+
+<p>&mdash;E se Gian Aloise non accetta di recarsi in
+Francia?</p>
+
+<p>&mdash;Come?&mdash;esclamò il Ximenes.&mdash;E perchè
+non accetterebbe, se voi lo pregate.... con quelle
+ragioni che avete? Amerebbe egli così poco i
+suoi parenti? così poco si curerebbe della loro
+felicità? e della propria fortuna? Per qual ragione,
+poi? Egli non ha vincoli coi nostri nemici
+di qui; nè può veder male che il re Cristianissimo,
+già amico del re Cattolico a Napoli,
+gli diventi più amico ai Pirenei. Vedrete che
+accetterà, e per l&#8217;utile suo, che non sarà poco,
+e per l&#8217;utile vostro, che saprete ben mettergli
+sott&#8217;occhio. Andate dunque sicuro, e partendo
+fin da quest&#8217;oggi. Avete bisogno di denaro?</p>
+
+<p>&mdash;No;&mdash;rispose il Fiesco, fremendo.&mdash;Son
+provveduto abbastanza.&mdash;</p>
+
+<p>E si congedò, per mettersi quel giorno istesso
+in viaggio. Spendendo del suo, per Iddio! Non
+voleva denaro dai carcerieri di Fior d&#8217;oro; non
+voleva denaro, per un&#8217;opera che sapeva di tradimento.
+Lo aveva assolto l&#8217;Almirante; lo aveva
+anzi incuorato; ma era sempre un&#8217;infamia. Ed
+egli si sentiva preso al laccio, preso senza rimedio,
+come quando lo aveva colto il selvaggio
+Guatigana alle cascatelle del Verde. Ma allora
+era solo, e non doveva pensare ad altri che a sè.
+Il soldato era stato preso in una imboscata;
+eventi di guerra, a cui bisognava adattarsi. In
+guerra c&#8217;è sempre la morte, alla prima svolta
+del sentiero; il soldato lo sa, e ne sorride, provando
+un aspro diletto a sfidarla. Ma ora! Non
+c&#8217;era il pericolo della morte per lui; c&#8217;era bensì,<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span>
+a prezzo dell&#8217;infamia sua, la salvezza di una povera
+donna adorata. E gentiluomini, e cristiani,
+avevano potuto meditare un&#8217;insidia così vile?</p>
+
+<p>Andava, frattanto, proseguiva il suo cammino
+verso la casa del signor Almirante. Le vie per
+cui passava si vedevano piene di gente affaccendata,
+che non faceva calca, ma si spartiva in
+crocchi, in capannelli, in brigate, che vociavano
+confusamente, alternando tra loro domande e
+risposte, facendo atti di maraviglia e d&#8217;allegrezza,
+di sdegno, di sconforto, secondo le opinioni
+e gli umori, come sempre accade nelle
+popolari ragunate, quando qualche cosa bolle
+in pentola, e chi la vuol cotta e chi cruda, e chi
+si contenta e chi no, ma tutti ad un modo si
+riscaldano nel giuoco.</p>
+
+<p>&mdash;Felici voi!&mdash;pensò il capitano Fiesco, passando.&mdash;Felici
+voi, che gridate i vostri desiderii
+e le vostre passioni in piazza! Io griderei
+morte e dannazione a questo mondo vigliacco,
+che lo inghiottisse una volta l&#8217;abisso; e per tutta
+l&#8217;eternità, quanto è lunga, e per un&#8217;altra, e un&#8217;altra
+ancora, si sprofondasse tutti nel vuoto!&mdash;</p>
+
+<p>Nè egli sentiva pure il desiderio di rallentare
+il passo, per cogliere a volo qualche frase di
+quei discorsi animati, per intendere di che ragionassero
+tutti quei cittadini di Valladolid, che
+parevano morsi dalla tarantola. Dei fatti altrui
+non era curioso: quanto a sè, tutto ciò che poteva
+accadergli di peggio era accaduto da un
+giorno. E che cosa, finalmente, potevano aver
+di nuovo, i cittadini di Valladolid? Forse li metteva
+in festa una delle tante solennità del calendario;
+forse li commoveva in vario modo
+uno di quei truci spettacoli che l&#8217;Inquisizione<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span>
+regalava ogni settimana nel Campo Grande, a
+maggior gloria di Dio e dilettazione del popolo?</p>
+
+<p>Ma no, niente di questo; dovevano essere di
+politica, quegli animati discorsi.&mdash;Le Cortes!...&mdash;Burgos!...&mdash;Perchè
+Burgos, e non Valladolid?
+Queste parole, spiccando tra tante altre men
+chiare, giunsero a lui, e il suo orecchio involontariamente
+le accolse.</p>
+
+<p>&mdash;Politica!&mdash;diss&#8217;egli tra sè.&mdash;Lasciamola
+ad Aristotile; io ne ho piena la testa. E le tasche;&mdash;soggiunse
+con amara celia, mentre si
+tastava il giubbone.&mdash;Ce l&#8217;ho qui, io, buoni Castigliani,
+il trattato che dovrà farvi contenti come
+pasque.&mdash;</p>
+
+<p>E andava ancora, e giungeva in vista della
+meta. Ma la strada non era così deserta e tranquilla
+come il giorno prima, quando gli era parsa
+tanto serena, tanto innocente. Presso la casa di
+Gil García, e proprio davanti al portone, si vedeva
+uno stuolo, quasi un drappello d&#8217;uomini,
+tutti vestiti d&#8217;una foggia. Soldati? no, perchè apparivano
+disarmati. Famigli, piuttosto, staffieri
+di grande casata, come mostrava l&#8217;assisa uniforme,
+rossa e nera, dei loro mantelli e dei loro
+farsetti.</p>
+
+<p>&mdash;Visite!&mdash;pensò il capitano Fiesco.&mdash;E
+di gran personaggi!&mdash;</p>
+
+<p>Ma egli doveva salire, per congedarsi dall&#8217;Almirante;
+e passò, in mezzo a quello sciame di
+staffieri. Giunto al pian di sopra, trovò ancora
+l&#8217;Adelantado, che passeggiava col nipote Fernando.</p>
+
+<p>&mdash;Novità;&mdash;gli disse il vecchio marinaio;&mdash;e
+varranno, spero, un po&#8217; meglio delle vostre.</p>
+
+<p>&mdash;Le mie,&mdash;rispose il capitano,&mdash;son quelle<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span>
+d&#8217;ieri. Si vuole ch&#8217;io parta, e per servizio del
+re d&#8217;Aragona. Le vostre?</p>
+
+<p>&mdash;È giunta la signora marchesa di Moya;&mdash;replicò
+l&#8217;Adelantado.&mdash;Essa è di là, nella camera
+dell&#8217;Almirante.</p>
+
+<p>&mdash;Già qui!&mdash;esclamò il Fiesco.&mdash;Ma non
+ho veduto il frate scudiero, salendo.</p>
+
+<p>&mdash;E non potevate vederlo, perchè non è venuto.
+Lo ha lasciato a Siviglia, o mandato altrove,
+che bene non ricordo. Egli dovrà capitare
+fra due o tre giorni. Ma entrate; la marchesa
+vi aspetta.&mdash;</p>
+
+<p>Il signor Almirante era seduto su d&#8217;un seggiolone
+accanto alla finestra, appoggiato le spalle
+e il capo ad un alto guanciale; bianco, cereo
+la fronte e le guance, ma sfavillanti i grandi
+occhi cerulei, e vermiglio le bellissime labbra,
+come nei giorni migliori della sua vita. Non era
+quello da annoverare tra i più belli che mai
+avesse vissuti il grand&#8217;uomo? Beatrice di Bovadilla
+era là, seduta accanto a lui, tenendone
+una mano tra le sue, e guardandolo amorosamente
+negli occhi. Piangeva, la <a name="tn249" id="tn249"></a><span class="correction" title="originale: belissima">bellissima</span> donna;
+ma tra le lagrime brillavano le ciglia, e sorridevano
+le labbra, dicendo la contentezza di quell&#8217;ora
+solenne.</p>
+
+<p>Temeva di giungere importuno, il capitano
+Fiesco; ma fu accolto come persona desiderata.
+Ed anche l&#8217;arrivo suo metteva fine ad una scena
+di gran commozione, che non voleva essere
+prolungata.</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla si mosse alquanto sulla
+vita, e stese una mano al conte Fiesco, mentre
+l&#8217;altra non abbandonava la mano del signor Almirante.<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Amico,&mdash;diss&#8217;ella,&mdash;eccomi qua, come
+avevo promesso, e prima ancora che voi non
+mi doveste aspettare. Ma si fan presto le cose
+che si fanno volentieri; ed anche altre ragioni
+che saprete mi hanno messe le ali. E giungo
+in tempo per molte cose;&mdash;soggiunse, stringendo
+la mano del nuovo venuto.</p>
+
+<p>Bartolomeo Fiesco s&#8217;inchinò, rispose con una
+stretta più forte alla stretta di donna Beatrice;
+ma non seppe che dirle. Era confuso, ed aspettava
+di sapere dell&#8217;altro.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene,&mdash;domandò l&#8217;Almirante,&mdash;che cosa
+vi han detto laggiù?</p>
+
+<p>&mdash;Che debbo partire. Ed io,&mdash;soggiunse il
+Fiesco, sospirando,&mdash;avendo la vostra licenza,
+obbedirò.</p>
+
+<p>&mdash;Ma che! non obbedirete affatto;&mdash;interruppe
+la marchesa di Moya, col suo piglio imperioso.&mdash;So
+tutto. In poche parole mi ha informata
+il signor Adelantado di tutto. E per servizio
+d&#8217;Aragona non occorre più niente.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco era rimasto sconcertato,
+guardando Beatrice di Bovadilla, poi l&#8217;Adelantado,
+che era entrato dietro a lui nella stanza.</p>
+
+<p>&mdash;Non chiedete perchè m&#8217;abbiano informata;&mdash;ripigliò
+la marchesa.&mdash;Non potevano già tacermi
+l&#8217;infamia che è stata commessa a danno
+vostro. E poi, ci sono forse più segreti tra noi?
+Nè io li tradirò, buon amico, e leal servitore di
+don Cristoval. E voi, e l&#8217;Almirante, e suo fratello,
+serberete anche un segreto, che non è intieramente
+il mio, ma di tutta Castiglia. Vengo
+con molti, e precedo moltissimi, un vero esercito
+di gentiluomini. Veramente, dovevo venire
+con altra compagnia, che voi ben sapevate, signor<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span>
+conte: ma che volete? gli eventi son corsi
+più rapidi dei miei disegni, ed io sono stata
+travolta dagli eventi. I segnali, benedetti segnali
+di fiamma, hanno scompigliato ogni cosa.</p>
+
+<p>&mdash;I segnali!&mdash;ripetè il Fiesco, che non riusciva
+ad intendere.</p>
+
+<p>&mdash;Già, le belle fiammate, che secondo una
+certa intesa dovevano divampare sulle vette dei
+monti, dalle Asturie alla nuova Castiglia, per
+tutto il confine del Portogallo, hanno dato un
+ben lieto annunzio alla nobiltà Castigliana. Ed
+eccoci qua. Ho dovuto correre, colla mia gente,
+lasciando a Siviglia il vostro scudiero, con una
+lettera mia, che terrà luogo delle parole. Egli
+verrà; accompagnato o solo, non importa; ma
+verrà, e voi lo riavrete.&mdash;</p>
+
+<p>Questo importava poco, per allora, anche al
+capitano Fiesco. Egli capiva così ad occhio e
+croce che lo stato delle cose si mutava stranamente
+per tutti. Ma quei segnali di fiamma,
+quell&#8217;esercito di gentiluomini, quell&#8217;arrivo anticipato
+di donna Beatrice, quella sua stessa aria
+di trionfo, volevano una spiegazione.</p>
+
+<p>&mdash;Dobbiamo custodire un segreto, e sia;&mdash;diss&#8217;egli
+di rimando.&mdash;Ma almeno vogliate confidarcelo
+intero.</p>
+
+<p>&mdash;Non lo avete indovinato? Quello che io ve
+ne avevo lasciato trapelare in Santa Chiara, non
+bastava a mettervi sull&#8217;orma? La Nuova Castiglia
+si rovescia sulla Vecchia, per darle man
+forte; tutt&#8217;e due s&#8217;imporranno alla ostinazione
+del re Ferdinando, con la convocazione delle
+Cortes nella città di Burgos.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco ricordò allora i discorsi
+che aveva sentiti per via. La Nuova Castiglia,<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span>
+arrivando, spandeva già il gran segreto alle
+turbe.</p>
+
+<p>&mdash;Il re d&#8217;Aragona ha giuocato una grossa
+posta;&mdash;continuava frattanto la marchesa di
+Moya.&mdash;E l&#8217;ha perduta; tanto peggio per lui.
+Gli premeva di nascondere il vero in Segovia, di
+nasconderlo a Valladolid, come lo avrebbe nascosto
+a Burgos, dove sarebbe andato a far capo,
+accostandosi al confine minacciato, andandoci
+come la biscia all&#8217;incanto. Giovanna e Filippo
+non dovevano da principio lasciare le Fiandre;
+questa la certezza ch&#8217;egli voleva istillare negli
+animi di Castiglia. E non dovevano averle lasciate,
+nemmeno quando si erano imbarcati, e
+il vento li cacciò sulle coste d&#8217;Inghilterra. Egli
+intanto mandava a Londra i suoi messaggeri,
+che tentassero la fede ospitale di Arrigo VII.
+Questo abbiamo saputo noi, come sapevamo già
+il resto; ed abbiamo voluto lasciarci credere
+ignari di tutto, inerti, discordi, ingannati da lui.
+Ora egli non sa ancora una cosa, che a noi è
+stata annunziata da quelle belle fiammate sui
+monti; Giovanna e Filippo hanno lasciata l&#8217;Inghilterra;
+saranno domani in vista di Laredo,
+nel golfo di Biscaglia. Capite, ora? capite perchè
+siamo qua noi? Dico noi, così per dire;&mdash;soggiunse
+la marchesa, sorridendo, ed anche arrossendo
+un pochino;&mdash;che io, veramente, se un&#8217;altra
+più potente cagione non mi avesse chiamata
+su questa via, avrei potuto assistere al trionfo
+della buona causa dal mio modesto ritiro, nel
+convento di Santa Chiara, ove le anime tristi
+covano meglio la loro tristezza che altrove. Comunque
+sia, eccomi qui, imbrancata, come una
+nuova Bradamante, nel grande esercito dei cavalieri<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span>
+di Castiglia; l&#8217;ho anzi preceduto, con una
+e bella e fiorita avanguardia. Giudicatene voi:
+Ossuna e Gandia, Carmona, Ubeda e Montilla,
+duchi; Avila, Lucena, San Felipe, Valdepeña, Almagro,
+Albacete, marchesi; Almanza, Andujar,
+Cabriel, Huete, Velez Rubio, e via discorrendo,
+non so più bene se una ventina o una trentina
+di conti. Li raccattavamo per via; quanti erano
+pronti, venivano con noi; tutti gli altri verranno
+in giornata, o domattina; e tutti avviati a Burgos,
+con una parola d&#8217;ordine, le Cortes, le Cortes
+di Castiglia, per Giovanna e Filippo. E voglia
+o non voglia il re d&#8217;Aragona, si convocheranno
+a Burgos, dove Lerma, Aranda, Soría, Alar, Espinosa,
+Miranda, Zamora, Medina Rio Seco, Alba
+de Tormes, tutti i più grandi nomi della vecchia
+Castiglia ci attendono.</p>
+
+<p>&mdash;E Ferdinando non ha fumo di tutto ciò?&mdash;disse
+il Fiesco.&mdash;Oggi, in Valladolid, si deve
+già saperne qualche cosa.</p>
+
+<p>&mdash;Oggi, sicuramente; se hanno occhi, egli
+e i suoi cortigiani, debbono averci veduti arrivare.
+Ma ieri non dovevano sapere ancor
+nulla, perchè lungo la strada altro non abbiamo
+incontrato che popolo in festa, e nessuna
+faccia proibita d&#8217;esploratori reali. Castiglia
+ha fatte le cose per bene; tutti volevano venire
+incontro a Giovanna, e nessuno ha tradito il
+segreto.</p>
+
+<p>&mdash;Pure,&mdash;notò il capitano Fiesco,&mdash;si era
+saputo che io ero venuto a Siviglia, e nel convento
+di Santa Chiara.... a cospirare con voi.</p>
+
+<p>&mdash;Bella forza!&mdash;esclamò la marchesa.&mdash;Non
+vi ha mica tradito Siviglia. Vi hanno seguitato
+da Segovia, dove il vostro arrivo sarà<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>
+parso sospetto. Odiano l&#8217;Almirante del mare
+Oceáno, come odiano noi; hanno voluto sapere
+dove andaste, mettendovi in cammino appena
+arrivato; e l&#8217;hanno saputo, tenendovi dietro.
+Quanto alle cospirazioni, è naturale che ne
+sospettassero. Le sentivano nell&#8217;aria. Ma che
+non sapessero fin dove potessimo giungere, ve
+lo dimostri l&#8217;esser noi giunti senz&#8217;ombra di
+ostacoli.</p>
+
+<p>&mdash;Non avranno osato;&mdash;disse il capitano
+Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;E ben per loro!&mdash;replicò la marchesa.&mdash;Questa
+non è cospirazione di pochi signori; è
+cospirazione di tutti. Anzi, non è nemmeno cospirazione;
+è volontà d&#8217;un popolo intiero. Le
+Cortes, a Burgos, per Giovanna e Filippo! Ed
+ora, vedrete quel che avverrà. Posso predirvelo,
+senza avere il dono della profezia. Andremo a
+Burgos, e il re Ferdinando verrà a Burgos;
+sempre come la biscia all&#8217;incanto; verrà a Burgos,
+coi suoi gentiluomini Aragonesi. Dico gli
+Aragonesi, perchè i Casigliani della sua Corte
+l&#8217;avranno già abbandonato, prima che tramonti
+il sole, per unirsi ai <a name="tn254" id="tn254"></a><span class="correction" title="originale: lore">loro</span> compagni.</p>
+
+<p>&mdash;Anche l&#8217;arcivescovo di Toledo?</p>
+
+<p>&mdash;Ah, il sant&#8217;uomo? No, egli non verrà con
+noi; ma si accosterà, per metter parole di pace.
+Virtuoso Ximenes! Lo rispettano tutti, e lo ascolteranno
+con riverenza, non potendo obbedirlo;
+poi gli faranno cerchio, e gli diranno: a Laredo,
+signor primate di Spagna, a Laredo, per ossequiare
+la vostra regina, la figlia della grande
+Isabella, la erede legittima, venuta ad occupare
+il suo trono. A Laredo! a Laredo!</p>
+
+<p>&mdash;Perchè non posso io seguirvi laggiù!-disse<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span>
+l&#8217;Almirante, sospirando.&mdash;Se ancora mi
+potessi reggere in sella!...</p>
+
+<p>&mdash;Giovanna verrà da voi, se ama la gloria
+del suo regno;&mdash;rispose Beatrice di Bovadilla,
+col suo bell&#8217;accento ispirato.&mdash;Con me, intanto,
+verrà il signor Adelantado, se voi lo permettete;
+e porterà una lettera vostra, e la presenterà
+alla regina.</p>
+
+<p>&mdash;In tanta rèssa di cortigiani!&mdash;notò l&#8217;Adelantado.&mdash;Sarà
+difficile.</p>
+
+<p>&mdash;C&#8217;è Bovadilla;&mdash;replicò la marchesa.&mdash;E
+la lettera di don Cristoval Colon sarà aperta
+e letta dalla regina, appena ella avrà toccato il
+suolo di Spagna.&mdash;</p>
+
+<p>Un cavaliere, giunto allora in anticamera,
+chiedeva di parlare alla marchesa di Moya.
+Donna Beatrice, chiesta licenza a don Cristoval,
+lo fece entrare. Era il marchese di Lucena.</p>
+
+<p>&mdash;Signora,&mdash;diss&#8217;egli, dopo aver fatto riverenza
+al signor Almirante,&mdash;il duca di Ossuna
+vi chiede consiglio. La città è tutta con noi;
+prega che siano qui convocate le Cortes. Che
+si risponde?</p>
+
+<p>&mdash;Ecco Bradamante nel consiglio dei paladini;&mdash;gridò
+Beatrice di Bovadilla, ridendo.&mdash;Dite
+al duca di Ossuna che la risposta è facile.
+Non si può far torto a Burgos, città del Cid
+Campeador, e capitale della Vecchia Castiglia.
+Inoltre, prima di risolvere questa od altra questione,
+dobbiamo prendere i comandi della regina.
+E per noi, frattanto, l&#8217;essenziale è di giungere
+a Laredo.&mdash;</p>
+
+<p>Il marchese di Lucena s&#8217;inchinò, salutò l&#8217;Almirante,
+e partì. Ma la conversazione aveva appena
+potuto riprendere il suo corso, che un altro<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span>
+cavaliere giungeva; e questo, senza farsi annunziare,
+entrava nella stanza, precipitandosi
+tosto nelle braccia del signor Almirante.</p>
+
+<p>Era il figliuol suo, don Diego Colon, gentiluomo
+della corte di Ferdinando. Si odiava il
+padre, e si teneva a corte il figliuolo; per un
+resto di pudore, forse, o piuttosto per salvar le
+apparenze. Nè l&#8217;Almirante, sebbene ferito in tanti
+modi, nella sua dignità come nei suoi più sacri
+interessi, aveva mai permesso che il suo Diego
+lasciasse il servizio del re. Gli pareva l&#8217;ultimo
+anello che ancora congiungesse ai reali di Spagna
+il vicerè delle Indie, e non voleva spezzarlo.</p>
+
+<p>&mdash;Non ti aspettavo, quest&#8217;oggi;&mdash;disse l&#8217;Almirante,
+dopo aver ripetutamente baciato ed
+abbracciato il suo primogenito.</p>
+
+<p>&mdash;Nè io avrei potuto venire da voi, padre mio,
+prima di domani, essendo oggi di servizio. Ma
+ho avuto licenza, per prender commiato da voi,
+se restate a Valladolid. La Corte, domattina, si
+trasferisce a Burgos.&mdash;</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla volse un&#8217;occhiata in
+giro, come per far intendere all&#8217;Adelantado e
+al conte Fiesco:</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa vi dicevo io? Senza avere il dono
+della profezia, non vi pronosticavo quel che doveva
+accadere?&mdash;</p>
+
+<p>All&#8217;occhiata della marchesa di Moya, il capitano
+Fiesco rispose con un inchino, che voleva
+dire: avevate ragione. Ma fece ancora un
+gesto di preghiera, che voleva aggiungere: ed
+io, come rimango, se partite? come rimarrà una
+povera prigioniera, se i carcerieri maggiori l&#8217;abbandonano
+all&#8217;arbitrio dei minori?<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span></p>
+
+<p>Tutte queste cose non capì la nobil signora
+ad un tratto. Ma intese che il capitano Fiesco
+aveva bisogno di lei.</p>
+
+<p>&mdash;Signor Almirante,&mdash;diss&#8217;ella,&mdash;vi lascio
+per qualche momento col vostro don Diego. Ripasserò
+a salutarvi, prima di partire da Valladolid,
+ove ad ogni modo ritornerò per far più
+lunga dimora, se pure non seguirete la Corte
+anche voi. Ora, se permettete, vi rubo per una
+mezz&#8217;ora il conte di Lavagna.&mdash;</p>
+
+<p>Così prese commiato. E uscendo dalla stanza
+col capitano Fiesco, che la seguiva tutto trepidante,
+gli disse colla sua bella voce che incantava
+la gente, e col suo bell&#8217;accento sicuro che
+ridava la vita:</p>
+
+<p>&mdash;Pensiamo ora al mozzo Bonito. Sapete che
+lo amo, e che abbiamo fatto una sacra alleanza
+tra noi. Come sono contenta di esser venuta
+incontro ad una regina, per mettermi ai servigi
+di un&#8217;altra!</p>
+
+<p>&mdash;Sapete già?...&mdash;chiese egli confuso.</p>
+
+<p>&mdash;So tutto, signor conte. Ero giunta dall&#8217;Almirante
+mezz&#8217;ora prima di voi. Molte cose si
+possono dire e sapere in mezz&#8217;ora. E adesso,
+a noi.&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XV" id="Capitolo_XV"></a><span class="chap">Capitolo XV.</span><br /><br />
+
+Il ragno e la sua tela.</h2>
+
+
+<p>La mattina del 7 maggio, dell&#8217;anno 1506, gli
+abitanti di Laredo, gran pescatori e salatori di
+pesce nel cospetto di Dio, ebbero il magno spettacolo
+d&#8217;una armatetta navale che s&#8217;accostava
+con buon vento al loro porto, forse il più vasto,
+ma per allora il più sabbioso di tutta la costa
+di Biscaglia. Essi non avevano da temere uno
+sbarco di nemici, poichè le navi battevano bandiera
+castigliana; e del resto, fin dalla sera
+innanzi, troppa gente li aveva avvertiti, accorrendo
+a Laredo; troppa più gente che non potesse
+albergare la piccola città marinara; tanto
+che, rimpinzate le case, si era dato, od era stato
+preso alloggio nei magazzini, nelle scale, nei
+portoni, sotto gli archivolti, dovunque fosse un
+po&#8217; di riparo; e molti poi s&#8217;erano adattati all&#8217;albergo
+della bella Luna, battendo i denti dal
+freddo. Ma per amore non si sente dolore: ed
+era amore quello che aveva tirate tante migliaia
+di grandi e piccoli gentiluomini a Laredo, per
+assistere all&#8217;arrivo di Giovanna di Castiglia, l&#8217;aspettata,
+l&#8217;invocata, l&#8217;adorata regina.<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p>
+
+<p>Le navi avevano ammainate le vele e gittata
+l&#8217;áncora fuori del porto; segno che non si fidavan
+troppo del suo fondo, o che abbastanza lo
+conoscevano. Subito dopo si spiccò dalla capitana
+un palischermo, a cui altri due se n&#8217;aggiunsero,
+fiancheggiandolo, ma rimanendo rispettosamente
+indietro due o tre palate di remi.
+E via via dalle altre navi si spiccarono altre
+imbarcazioni, venendo a formare sull&#8217;acqua una
+specie di falange macedone, la cui punta era
+il palischermo anzidetto, che portava a poppa
+lo stendardo regale, di rosso al castello d&#8217;oro,
+che era di Castiglia, ma partito di Leone, cioè
+d&#8217;argento al leone di rosso. Come il palischermo
+fu presso alla calata del porto, in mezzo alle
+grida e agli evviva della moltitudine affollata,
+si levò dal sedile di poppa una donna vestita
+di bianco, che portava sul capo, trattenuta fra
+le ciocche dei capelli nerissimi, una piccola corona
+d&#8217;oro. A lei volevano dare il passo i gentiluomini
+che le erano venuti compagni; ma
+ella, mentre un alfiere spiccava il vessillo dalla
+poppa, si trasse indietro verso un giovane cavaliere,
+a cui disse con accento di tenerezza:</p>
+
+<p>&mdash;Filippo, siate voi il primo a toccare il suolo
+di Castiglia, che vi appartiene, come io vi appartengo.&mdash;</p>
+
+<p>Pareva una bella cortesia di regina al suo
+compagno di reame; ma era un grido dell&#8217;anima,
+e Giovanna di Castiglia amava pazzamente
+quell&#8217;uomo.</p>
+
+<p>Filippo d&#8217;Austria meritava egli un amor così
+forte? Per la bellezza, sì, certo. Giovane, che
+ancora non aveva toccati i ventotto; biondo dorato
+i capegli; bianco rosato la carnagione, e<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span>
+così fine la pelle, che contro la luce del sole
+pareva di vederci correre il sangue di sotto;
+d&#8217;una maravigliosa delicatezza i lineamenti del
+viso; snello di membra, elegantissimo in ogni
+movenza, dava l&#8217;immagine di tutte le perfezioni
+raccolte in un tipo esemplare di umana bellezza;
+con molta propensione, s&#8217;intende, alla
+grazia femminile, anzi che alla energia mascolina.
+Ma queste, che sarebbero inezie in ogni
+caso, non potevano neanche venire alla mente,
+guardando quel miracolo di principe. Tutti, in
+Europa, lo chiamavano Filippo il Bello, e con
+assai più di ragione che non si decorasse d&#8217;ugual
+soprannome un altro Filippo, di due secoli
+innanzi, e di Francia. Le donne, poi, specie se
+avevano la fortuna di vederlo da vicino, lo chiamavano
+l&#8217;arcangelo Gabriele; non sappiamo con
+quanta verità, ma certo con gran dispetto della
+regina Giovanna. E questo non forse per la irriverenza
+usata all&#8217;arcangelo, di compararlo ad
+un personaggio mortale, ma certamente perchè
+quell&#8217;ardito paragone le pareva ispirato da sentimenti
+troppo più arditi. Ammirassero da lontano,
+e tacessero; questo avrebbe voluto Giovanna.
+Erano già tante le sue paure! Così bello,
+da passare in proverbio, e sapendo che il sorridere
+gli stava bene a viso, mettendo in mostra
+un vero scrigno di perle, Filippo sorrideva
+spesso alla gente; e quando si trovava alla presenza
+di belle donne, fossero dame od ancelle,
+gli sfolgoravano gli occhi, e le dolci paroline
+gli fiorivano sul corallo tenero delle labbra stupende.
+E Giovanna ne soffriva, quantunque non
+avesse vere ragioni, o non gliene fossero venute
+sott&#8217;occhio, di lagnarsi del suo maritino.<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span>
+Sposata a lui nel 1490, ne aveva già avuti cinque
+figliuoli, Carlo, Ferdinando, Eleonora, Elisabetta,
+Maria: un sesto rampollo, Caterina, era
+ancora di là da venire; in viaggio, come si dice
+ai bambini curiosi.</p>
+
+<p>Giovanna di Castiglia non si poteva dir brutta,
+perchè non era deforme; ma non si poteva dir
+bella, perchè non era piacente. Nata in un grado
+sociale più umile, non sarebbe stata osservata,
+nè per un verso, nè per l&#8217;altro, restando in
+quella mediocrità che solo può tornar gradita
+ai filosofi. Avrebbero potuto nondimeno piacere
+in lei due grandi occhi neri pensosi, ma troppo
+spesso velati, Dio buono, come smarriti in estatiche
+contemplazioni; le quali non erano infrequenti,
+ed occorrevano lì per lì, dovunque ella
+fosse, e in qual si fosse più numerosa brigata,
+solo che fosse lasciata un istante a sè stessa.
+S&#8217;incantava, allora; e quei grandi occhi, fissi in
+un punto dello spazio, perdevano la lucentezza
+insieme con la mobilità; onde appariva ch&#8217;ella
+non guardasse fuori e lontano, ma dentro di
+sè. Vedeva allora Filippo, il suo bel Filippo; e
+a volte gli sorrideva, a volte torceva la bocca,
+si sbigottiva, e usciva allora in rotte parole. Oh
+Filippo, no, no! Che ti ha mai fatto, questa povera
+Giovanna? Chiamata di schianto, ritornava
+in sè stessa, sorrideva malinconicamente, e si
+scusava del suo vaneggiare, dicendo:</p>
+
+<p>&mdash;O sire Iddio, che sogno spaventoso ho mai
+fatto!&mdash;</p>
+
+<p>Nè mai, per pregarla che si facesse, voleva
+dire che sogno fosse. Onde già intorno a lei
+si sussurrava che fosse un po&#8217; matta; mentre
+al padre di lei sarebbe stato caro (e ne sappiamo<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span>
+oramai la cagione) che fosse matta del
+tutto.</p>
+
+<p>Il voto di quel padre amoroso doveva essere
+esaudito, pur troppo; ma non per allora. Per
+allora, la nuova regina di Castiglia, senza darne
+avviso a nessuno, senza riconoscer reggenti volontarii,
+nè amministratori del regno, approdava
+a Laredo, per venire ad occupare il suo
+trono. E mentre l&#8217;accolgono a festa i cavalieri
+di tutta Castiglia, scodelliamo qui alcune notizie
+genealogiche di lei e dei suoi. Non saranno
+molte; appena quel tanto che basti a far intender
+le cose che dobbiamo descrivere.</p>
+
+<p>Giovanna era nata la seconda di quattro figliuole
+della grande Isabella. La prima, pur
+essa di nome Isabella, e la terza chiamata Maria,
+erano state successivamente maritate ad
+Emanuele il Fortunato, re di Portogallo; il quale,
+per verità, non si chiamò Fortunato perchè la
+prima moglie spagnuola gli fosse morta (che
+anzi n&#8217;avrebbe avuto, se viva, il diritto alla corona
+di Castiglia; onde Dio sa quante cose mutate
+nel mondo!), nè perchè la seconda fosse
+più bella e più cara, ma perchè in un regno di
+ventisei anni come fu il suo, la potenza portoghese
+era giunta al suo colmo, colla voltata del
+capo di Buona Speranza, colla fortuita scoperta
+del Brasile, con una serie di guerre felici e di
+utili conquiste nell&#8217;Asia, nell&#8217;Africa, nelle Indie
+occidentali. La quarta figliuola, Caterina, era
+andata sposa in Inghilterra, da prima al principe
+Arturo, erede del trono, e poscia, lui morto,
+al principe Arrigo, che fu Arrigo VIII, l&#8217;uomo
+delle sei mogli: due ripudiate, due decapitate,
+una morta per miracolo nel suo letto, un&#8217;altra<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span>
+per miracolo anche maggiore riuscita a sopravvivergli.
+Non dimentichiamo di dire che la prima
+delle sei, Caterina, fu tra le ripudiate: strana
+sorte, dopo che a forza l&#8217;avevano voluta tenere.
+Il suocero suo, Enrico VII, era chiamato il Salomone
+dell&#8217;Inghilterra; per la sua molta saviezza,
+certamente, non già per la sua magnificenza.
+Aveva ricevuto dalla Spagna dugento
+mila scudi d&#8217;oro per la dote, che per quei tempi
+era un gran fatto. Morto il principe Arturo, quel
+savio babbo avrebbe dovuto rimandar la sposa
+e la dote. Per la prima, niente di male; ma restituir
+la dote pesava al Salomone d&#8217;Inghilterra:
+ond&#8217;egli aveva fatto il savio proposito di dar
+la vedova del primo figliuolo in isposa al secondo.
+Ferdinando e Isabella se n&#8217;erano contentati;
+papa Giulio II aveva mandate le necessarie
+dispense.</p>
+
+<p>Innanzi alle quattro principesse d&#8217;Aragona,
+com&#8217;erano chiamate dal titolo regio del padre,
+era nato un principe, don Giovanni; ma da alcuni
+anni era morto per una caduta da cavallo.
+Delle tre principesse superstiti, adunque, una
+era regina del Portogallo; l&#8217;altra principessa di
+Galles in Inghilterra; la terza, e prima per ragione
+di età, erede del trono di Castiglia, poichè
+fu morta la madre. Questa la regina che approdava
+la mattina del 7 maggio a Laredo. Moglie
+ad un arciduca d&#8217;Austria, portava in casa d&#8217;Austria
+la corona di Spagna; e le era già nato da
+sei anni quel Carlo, che, primo del nome in
+Ispagna, doveva poi essere Carlo V nell&#8217;Impero
+di Germania, così potente, anzi prepotente nella
+storia d&#8217;Europa.</p>
+
+<p>Col suo bel Filippo era partita Giovanna da<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span>
+Brusselles; si era con lui imbarcata il giorno
+8 di novembre dell&#8217;anno 1505, avviata alle coste
+di Biscaglia. Ma il vento e il mare cospiravano
+quella volta con Ferdinando d&#8217;Aragona, e il naviglio
+combattuto dagli elementi ebbe per gran
+sorte di poter appoggiare alle coste d&#8217;Inghilterra.
+Arrigo VII ebbe ospiti i giovani sovrani,
+e si può credere che con tutta la sua avarizia
+rallentasse un pochino i cordoni della sua borsa
+per trattarli a dovere. Ferdinando, che stava
+alle vedette, a mala pena ebbe fumo dell&#8217;appoggiata,
+mandò messaggi ad Arrigo, ed esortazioni
+e preghiere, perchè volesse trattenere quei
+due ragazzi, per suo avviso incapaci di regnare.
+Arrigo VII, il Salomone d&#8217;Inghilterra, non fu
+mai tanto Salomone come in quella circostanza
+difficile. Tenne a bada i suoi giovani ospiti più
+che potè, con le feste e le cacce, così mostrando
+di esaudire l&#8217;Aragonese; ma come gli parve che
+il giuoco durasse troppo, nè si potessero trovare
+altre scuse agli indugi, pensò che i due
+ospiti, se volevano andarsene, gli dovessero pagare
+lo scotto. Il suo regno era stato lungamente
+turbato da pretendenti di varia derivazione:
+li aveva sbaragliati tutti, presi tutti, salvo
+uno, Edmondo Pole, conte di Suffolk, riparato
+nelle Fiandre. Glielo poteva consegnare il suo
+ospite Filippo? Non gli avrebbe torto un capello:
+ma gli sarebbe stato caro di averlo sotto la sua
+vigilanza. Filippo glielo consegnò, e non fu bella
+cosa: nè certamente se ne vantò, sebbene il
+Tudor gli mantenesse la parola di non levar la
+vita all&#8217;ultimo dei suoi disgraziati rivali; grata
+cura che si prese parecchi anni dopo l&#8217;ottavo
+Arrigo, il Roboamo di quel Salomone. Così pagato<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span>
+lo scotto, uscivano dal Tamigi i sovrani di
+Castiglia, dopo tre mesi e più di quell&#8217;ozio forzato,
+a cui era stata buona scusa la stagione,
+cattiva oltre ogni termine, ed oltre ogni pronostico.
+E il Salomone dell&#8217;Inghilterra usava ai
+giovani ospiti la cortesia prelibata di non avvisare
+il re d&#8217;Aragona del non averli potuti trattenere
+di più. Di che si poteva lagnare il re Ferdinando?
+Per i fini di lui, per il tempo che gli
+occorreva a suscitar loro qualche ostacolo in
+casa, non erano stati trattenuti abbastanza? Il
+fare di più sarebbe stato come un venir meno
+agli obblighi sacri della cortesia, un tener prigionieri
+i suoi ospiti, un trattarli da nemici;
+cose tutte che le potevano fare un Procuste, un
+Licaone, un Litiersa, ed altri re birboni dell&#8217;antichità
+leggendaria; ed egli era il Salomone dell&#8217;Inghilterra,
+per bacco!</p>
+
+<p>Non si lagnò Ferdinando. Oltre che sarebbe
+stato tardi, per potersi lagnare utilmente, egli
+era un esemplare di pazienza. Avvezzo ad ingannare,
+non si doleva troppo di essere ingannato,
+mettendo il guaio sul conto della sua poca
+prudenza, e promettendo a sè stesso di far meglio
+un&#8217;altra volta. Colla filosofica costanza del
+ragno a cui sia stata distrutta la sua tela, che
+si rimpiatta nel buco finchè non veda passato
+il pericolo di peggio, e poi riprende animoso a
+distendere le sue fila maestre, il re Ferdinando
+chinava il capo a quella buriana improvvisa, che
+dalla nuova Castiglia si rovesciava sulla vecchia.
+Come avessero quelle migliaia di signori avuto
+notizia della partenza di Giovanna e di Filippo
+dalla foce del Tamigi, mentre egli non n&#8217;era
+stato avvertito, non occorreva per allora indagare.<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span>
+Volevano la convocazione delle Cortes;
+era quello il grido, con cui si animavano a vicenda.
+Ebbene, facessero a lor posta. Egli, poveraccio,
+aveva lavorato fino allora per l&#8217;onore
+e per la grandezza della Spagna; vedessero loro
+di fare altrettanto, o almeno almeno di non guastare
+il già fatto. Se ne volevano andare i gentiluomini
+castigliani della sua Corte, per accorrere
+da Giovanna? Andassero pure; facevano
+bene, come sudditi di Castiglia; si ricordassero
+poi d&#8217;essere Spagnuoli.</p>
+
+<p>In questa forma, con questi sentimenti, parlava
+per lui il Ximenes; con sincerità d&#8217;animo,
+questi, che in ogni evento restava il primate di
+Spagna, e da cose mutate, o rimaste com&#8217;erano,
+non aveva da guadagnare nè da perdere. E il
+re, per non parere stizzito della burla patita, il
+ministro per parer largo con tutti, prudentemente
+deliberarono di muovere a Burgos, ove
+del resto un giorno o l&#8217;altro sarebbero trasportate
+le tende.</p>
+
+<p>Burgos, vasta città irregolare, piantata a semicerchio
+sul pendio d&#8217;un&#8217;alta collina, non aveva
+ancora perduto del tutto lo splendore di quei
+tempi che vi risiedevano i conti, poi re di Castiglia.
+Come quasi tutte le città medievali, era
+corsa da vie strette, tortuose e malinconiche:
+ma le sue piazze ornate di severi edifizi e di
+fontane, le davano una bell&#8217;aria di capitale antica.
+E si gloriava anch&#8217;essa d&#8217;una cattedrale
+gotica, del secolo XIII; ma più assai era orgogliosa
+della sua <i>Calle Alta</i>, dove ancora sorgevano
+le case di Rodrigo di Bivar, detto il Cid
+Campeador, e di Fernando Gonzales, primo conte
+di Castiglia. Salamanca, Valladolid, Medina del<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span>
+Campo, Segovia, tutte a vicenda residenze reali
+dei re di Castiglia, avevan fatto un po&#8217; di torto
+a Burgos, il cui clima si riteneva troppo umido
+e freddo. Ma a Burgos, capitale antica, si erano
+tenute in momenti solenni le Cortes, segnatamente
+nel 1188, le prime in cui alla nobiltà ed
+al clero si aggiungessero i procuratori, o deputati
+delle città e dei borghi, che furono appunto
+in numero di cinquanta; bel principio e pronta
+fioritura di libertà comunali, che l&#8217;autorità regia
+aveva dovuto riconoscere, o forse trovato utile
+di mettere a fronte dei due corpi privilegiati,
+per tenerli in rispetto con quel nuovo elemento.</p>
+
+<p>La Corte di Castiglia, recandosi a Burgos, non
+aveva da scegliere la sua residenza, essendo ancora
+in piedi l&#8217;antico palazzo di Fernando Gonzales
+nella Calle Alta. Non era vasto, il palazzo;
+non potevano trovarci alloggio due corti, se
+non a patto di starci pigiate. Le persone che si
+amano scambievolmente stanno di buon grado
+a disagio, pur d&#8217;essere insieme; non così quelle
+che stanno un po&#8217; grosse, vedendosi volentieri
+come cani mastini.</p>
+
+<p>Con quest&#8217;animo era corso a Burgos il re Ferdinando,
+e si piantava nel palazzo di Fernando
+Gonzales, destinato ad accoglier sovrani: per
+allora il solo sovrano era ancor lui, e gli altri
+erano di là da venire. &#8220;Li aspetterò alla Calle
+Alta, diceva; li riceverò io, e vedremo che cosa
+ne nascerà&#8222;.</p>
+
+<p>Perchè non andar loro incontro fino al porto
+di Laredo? Ah, no, fin laggiù: non lo avevano
+avvisato dell&#8217;arrivo, e l&#8217;andarli a cercare, ad
+aspettare all&#8217;approdo, sarebbe stato ufficio di
+vassallo che volesse farsi ricevere in grazia.<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span>
+A Burgos era in luogo decente, in condizione
+regale. Sarebbero venuti a lui; li avrebbe accolti
+con ogni dimostrazione di affetto paterno;
+e magari, prendendo norma dalle circostanze,
+avrebbe rimessa loro ogni autorità sulla Castiglia,
+o l&#8217;avrebbe ritenuta in nome loro, per utilità
+del regno, per quell&#8217;onore e per quella grandezza
+di Spagna, che il re Ferdinando aveva
+spesso sulla bocca, come il suo ministro Ximenes
+l&#8217;aveva sempre nel cuore.</p>
+
+<p>Ma coloro che avevano guidata così vittoriosamente
+la congiura di Castiglia non erano
+meno accorti del re d&#8217;Aragona. Burgos accolse
+la comitiva trionfale, che da Laredo era venuta
+alle sue nobili mura; ammirò il bellissimo re,
+che magnifico in sella cavalcava al fianco di
+Giovanna, seduta con molta eleganza su d&#8217;una
+bianca chinéa; applaudì, gridò l&#8217;amor suo con
+tutte le frasi più calde; gittò alla coppia gentile
+dei suoi sovrani le prime rose della stagione;
+ma non vide salire fino alla Calle Alta il regale
+cortéo. Parve cortesia profumata il volersi fermare
+al palazzo di città, quasi come ospiti dei
+sudditi loro. E i buoni sudditi di Burgos, con
+nuovi applausi, con grida insistenti, chiamarono
+tante volte al balcone del palazzo i sovrani,
+quante furono necessarie a contentare della loro
+vista i quarantamila abitanti della nobil città. E
+parve finalmente ricambio di cortesia lasciarli
+riposare un tratto, e prender ristoro, essendosi
+sparsa la voce che accettavano la refezione di
+rito presso il preposto del comune. La refezione,
+con tutte le cerimonie concomitanti, voleva andar
+per le lunghe; si sarebbero mossi verso
+sera, i sovrani, per salire alla Calle Alta; c&#8217;era<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span>
+tempo per tutti di andare al pasto quotidiano,
+di farci la siesta consueta, e poi ritornare in
+tempo a tutte le novità di quella bella giornata.</p>
+
+<p>La prima novità fu questa, che l&#8217;araldo regale
+andò attorno per tutte le piazze di Burgos,
+con le trombe, e con un drappello d&#8217;arcieri. Su
+tutte le piazze, dopo una suonata di trombe, il
+nobile personaggio, ben ritto sulla sella del suo
+cavallo bianco, e con una voce squillante quasi
+come le sue trombe, lèsse al popolo la parola
+sovrana:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>&#8220;Don Filippo e donna Giovanna, per la grazia
+di Dio re e regina di Castiglia, di Leon, di Granata,
+di Toledo, di Valenza, di Gallizia, di Maiorca,
+di Siviglia, ecc. ecc., ai reggenti, assistenti, alcaldi,
+alguazili ed altri giustizieri quali si vogliano
+di tutte le città, ville e luoghi dei nostri
+regni e dominii, salute e grazia!</p>
+
+<p>&#8220;Sappiate che essendo noi deliberati di visitare
+tutte le terre del nostro regno, e perciò sul
+punto di partire da questa amata città, per rispetto
+alle antiche consuetudini ond&#8217;essa è privilegiata,
+come per dimostrazione del nostro vivissimo
+affetto, abbiamo ordinato che in Burgos
+siano convocate le Cortes di Castiglia e Leon,
+dove noi saremo ritornati, a Dio piacendo, prima
+del 20 giugno. Siano dunque avvertiti di ritrovarsi
+per quel giorno in Burgos i tre <i>estamentos</i>
+di Castiglia, del clero, dei nobili, dei procuratori
+delle città e borghi regali, a cui è concesso il
+diritto di partecipazione, per far le leggi nuove
+e riformare le antiche, per istabilire con equità
+i pubblici carichi, reprimere gli abusi, far ragione
+a tutti coloro che a noi si richiameranno<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span>
+di violata giustizia. Tale essendo il nostro piacere,
+conforme agli obblighi verso Dio e verso
+il buon popolo di Castiglia.</p>
+
+<p>&#8220;Dato nella nostra antica città di Burgos, il
+giorno 8 di maggio, l&#8217;anno della natività del
+nostro Salvatore Gesù Cristo 1506.</p>
+
+<p class="sig">
+&#8220;<i>Io il Re. Io la Regina.</i>&#8222;<br />
+</p>
+</div>
+
+<p>Era quello un colpo maestro del buon Tellez
+Giron de Sandoval, duca di Ossuna, che primeggiava
+nei consigli dei nuovi sovrani. Ma la
+prima spinta era data da Beatrice di Bovadilla,
+che aveva preso assai facilmente presso la regina
+Giovanna il posto tenuto presso la grande
+Isabella. Ricordate che a Valladolid era venuto
+a cercare donna Beatrice il giovane marchese
+di Lucena, per riferirle in nome dell&#8217;Ossuna i
+desiderii del popolo; e come donna Beatrice
+consigliasse di rispondere in modo da contentare
+Valladolid senza offesa ai diritti di Burgos.
+L&#8217;occasione di appagare i voti dell&#8217;una e dell&#8217;altra
+città si era offerta più presto che Bovadilla
+non si potesse immaginare: fin da quando
+era giunto don Diego Colon a prender commiato
+dal padre, l&#8217;accorta signora aveva meditato quel
+colpo che doveva sgominare tutti i disegni faticosi
+del re d&#8217;Aragona. Così, fatta a Burgos una
+sosta di tre ore, con una certa promessa di ritorno,
+Giovanna e Filippo si rimettevano in via,
+pellegrini d&#8217;amore e banditori della propria sovranità
+per le terre di Castiglia. Quanto a visitarle
+tutte, non c&#8217;era impegno che potesse durare
+contro la stanchezza di un lungo viaggio.
+Ma si andava, come se il pellegrinaggio dovesse
+giungere fino alle rive del Mediterraneo e a<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span>
+quelle dell&#8217;Atlantico. L&#8217;essenziale era di lasciare
+il re Ferdinando colle mani in mano, nella Calle
+Alta di Burgos, dandosi pensiero di lui, che
+aspettava, come se fosse stato cento miglia
+lontano.</p>
+
+<p>Nella Calle Alta l&#8217;editto regale fu letto quando
+Giovanna e Filippo erano già usciti dal palazzo
+di città, e le grida di saluto ai sovrani salivano
+al cielo. Il re Ferdinando sentì quelle grida nello
+stesso tempo che giungeva a lui qualche frase
+dell&#8217;editto, recitata a voce più alta dall&#8217;araldo,
+o non coperta dai rumori della moltitudine
+ascoltante. Partivano, dunque? partivano da
+Burgos, dov&#8217;egli si era venuto a piantare, per
+metterli nell&#8217;impaccio; e ce lo lasciavano lui,
+ignorandolo, non mostrando di sapere che fosse
+ancora tra i vivi.</p>
+
+<p>Per una volta tanto, il pazientissimo re si
+morse le labbra dal dispetto. Questa poi non se
+l&#8217;aspettava. E voleva sfogarsene col fido Ximenes;
+ma il Ximenes non c&#8217;era. Non già perchè
+lo avesse abbandonato anche lui, come tutti i
+suoi gentiluomini di Castiglia; ma perchè era
+andato a parlamentare con gli avversarii. Come
+nato in Castiglia e arcivescovo d&#8217;una città di
+Castiglia, il Ximenes aveva fatto ossequio ai
+nuovi sovrani. Ed essi avevano mostrato di
+gradir molto la visita; e Giovanna in particolar
+modo si era mostrata affabilissima al confessore
+di sua madre. Ma a lei non aveva osato
+dir nulla, nè far preghiere, nè dar consigli non
+chiesti, specie vedendola così ben circondata,
+custodita e difesa.</p>
+
+<p>Al duca d&#8217;Ossuna, piuttosto, e agli altri cortigiani
+maggiori, si aperse liberamente il virtuoso<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span>
+Ximenes. Perchè quella partenza improvvisa?
+senza dare un po&#8217; di riposo alla regina? senza
+permetterle di vedere il re d&#8217;Aragona, che stava
+lassù ad aspettarla? Infine, quello era suo padre;
+ed era d&#8217;un padre aspettare i suoi figli.</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Eccellenza non dimentica che donna
+Giovanna è la regina di Castiglia, e che qui
+siamo, se Dio vuole, in Castiglia;&mdash;rispondeva
+con molta calma il duca d&#8217;Ossuna.&mdash;Vostra
+Eccellenza non ignora che non ci son più padri
+nè figli, dov&#8217;è in giuoco la dignità della Corona.
+Tutto ciò che Vostra Eccellenza ci fa notare col
+suo gran senno, con la sua grande pietà, con
+la sua grande prudenza, è stato attentamente
+considerato da noi. Non abbiamo obbedito a rancori,
+a puntigli, a dispetti; solo ci siamo studiati
+di non consigliar debolezze. Giovanna e
+Filippo son venuti qua in casa loro; ricevono
+visite, non vanno a farne.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;argomento era senza replica. Ma l&#8217;arcivescovo
+di Toledo, non potendo attaccarlo di
+fronte, si provò a scalzarlo di fianco.</p>
+
+<p>&mdash;Intendo, intendo;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;E le ragioni
+son buone, come le intenzioni son pure.
+Ma non si potrà forse impedire che il popolo
+di Burgos faccia i suoi giudizi su questo caso
+spiacevole.</p>
+
+<p>&mdash;Saranno giudizi temerarii;&mdash;rispose più
+placido che mai il duca di Ossuna;&mdash;saranno
+giudizi temerarii, se vorranno trovare un cattivo
+sentimento dove non era altro che l&#8217;obbligo sacro
+di mantenere nella sua integrità il buon diritto
+della Corona. Un altro giudizio, e più savio,
+vorrà fare il popolo di Burgos, pensando che il
+re d&#8217;Aragona, trovatosi qui mentre i reali di Castiglia<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span>
+giungevano in casa loro, non si è neanche
+degnato di andarli a ricevere alle porte, per
+offrir loro la casa, che teneva preparata per essi.</p>
+
+<p>&mdash;Ah signori! signori!&mdash;esclamò il buon
+Ximenes.&mdash;E non son puntigli, questi?</p>
+
+<p>&mdash;Ragioni di dignità, ragioni imprescindibili:
+e Vostra Eccellenza si dorrebbe a buon dritto,
+non per sè, ma per l&#8217;alto suo ministero, se Palencia
+o Siviglia mancassero di rispetto a Toledo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma pensate, signori,&mdash;insisteva il Ximenes,
+senza ribattere quell&#8217;argomento ad hominem,&mdash;pensate
+che molte cose con un po&#8217; di
+buon volere dall&#8217;una parte e dall&#8217;altra s&#8217;aggiustano.
+Castiglia ed Aragona, finalmente, che
+sono? Non forse la Spagna? la Spagna antica,
+che le discordie avevano disfatta, aprendone la
+via al Moro infedele? la Spagna nuova, che
+dobbiamo saldar meglio nelle leggi e nei cuori?
+Chi, più del re Ferdinando, s&#8217;è adoperato per
+questa nobile Spagna? Non ha egli condotta a
+termine la cacciata del Moro? Non ha egli ceduto
+alla Spagna i particolari diritti d&#8217;Aragona
+sul reame di Napoli? e ancora non combatte per
+assicurarne il dominio alla Spagna?&mdash;</p>
+
+<p>Il duca d&#8217;Ossuna aveva chinato più volte il
+capo alla progressione oratoria dell&#8217;arcivescovo
+di Toledo. E pareva che approvasse: ma non
+faceva altro che accompagnare col gesto quella
+enumerazione di meriti. Infatti, come quell&#8217;altro
+ebbe finito, così egli parlò, ribattendo:</p>
+
+<p>&mdash;Molte cose si potrebbero rispondere alla
+Eccellenza Vostra. Poche ne diremo, stretti come
+siamo dal tempo. Si ricordi quanta parte
+abbia avuta nella gloria del regno la grande
+Isabella; e solo può dimenticar la regina, chi<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span>
+ha mostrato di dimenticare la donna. Aragona
+ha ceduto Napoli alla Spagna, non potendo tenerlo
+per sè, con dinastia separata e con forze
+troppo inferiori al bisogno. Che io dica il vero,
+lo dimostra il fatto che il re d&#8217;Aragona, dovunque
+non vide la pronta utilità dell&#8217;impresa, lasciò
+avaramente in ballo Castiglia.</p>
+
+<p>&mdash;E dove?</p>
+
+<p>&mdash;In una certa spedizione da Palos, donde
+venne alla Spagna l&#8217;acquisto di tante terre nel
+nuovo Mondo, e tanta gloria nel vecchio.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo, Ossuna!&mdash;gridò una voce femminile.</p>
+
+<p>&mdash;Aggiungo,&mdash;riprese l&#8217;Ossuna, dopo aver
+risposto con un cavalleresco inchino a quel
+grido,&mdash;aggiungo poi, per quanto risguarda il
+combattere, che la grande Isabella ci ha guadagnata
+l&#8217;infermità donde fu tratta alla tomba,
+povera e santa guerriera! Aggiungo ancora che
+non Ferdinando ha preso Granata, ma Consalvo
+di Cordova; nè Ferdinando, ma Consalvo di Cordova
+combatte ancora in Italia; e Ferdinando
+non l&#8217;ama, Ferdinando l&#8217;ha in ira, forse più che
+in sospetto. Pure, è gloria di Spagna, Consalvo.
+E la gloria di Spagna, dopo tutto, noi la vogliamo
+sulla punta della nostra spada, non nel
+consigliar debolezze verso l&#8217;uomo che fino a
+ieri ha impedito (e ne abbiamo le prove) che
+la Castiglia ricevesse i suoi re.&mdash;</p>
+
+<p>Neanche qui c&#8217;era da replicare; e il virtuoso
+Ximenes si contentò di mandar fuori un sospiro.
+Sentiva anch&#8217;egli che il suo re Ferdinando, con
+una buona causa alle mani, si era adoperato
+fin allora con indegni artifizi, come se l&#8217;avesse
+cattiva?<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span></p>
+
+<p>Pochi momenti dopo, la coppia regale era in
+moto, per uscire da Burgos, non dimenticando
+di lasciarci ufficiali suoi ed un nerbo di gente
+per custodirvi il buon dritto di Castiglia. Non
+ce ne sarebbe stato bisogno, tanto era l&#8217;ardore
+di quel popolo. Giovanna era adorata da ogni
+ordine di cittadini; Filippo, dal canto suo, aveva
+conquistate le padrone di tutti quei cittadini. Ah
+perchè i doveri del trono allontanavano da Burgos
+quel fior di bellezza? &#8220;Appena vidi il sol
+che ne fui privo&#8222; avrebbe potuto gridare il
+gentil sesso di Burgos.</p>
+
+<p>Non dubitate, o belle; ritornerà presto, il giovine
+Apollo di casa d&#8217;Austria. E qui, il 25 settembre,
+come a dire prima che passino i cinque
+mesi, egli morrà di morte improvvisa. E Giovanna
+ne perderà la ragione del tutto, e non
+concederà il cadavere alla vostra certosa di
+Miraflores, se non dopo averlo portato più settimane
+attorno, per città e campagne, aprendo
+ad ogni tratto la bara, per contemplarlo ancora,
+e nutrirsi del suo pazzo dolore, e farne spettacolo
+lagrimoso alle genti. Soltanto allora il re
+Ferdinando avrà conseguito il suo fine. Ragno
+paziente, rifatta la sua tela, e la pace coi nobili
+di Castiglia, otterrà una reggenza, che gli permetta
+di adoperarsi liberamente alla grandezza
+del regno. Causa buona, certamente; ma lasciata
+in cattive mani. Perchè?</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XVI" id="Capitolo_XVI"></a><span class="chap">Capitolo XVI.</span><br /><br />
+
+Grazia, giustizia, e un granellin di follìa.</h2>
+
+
+<p>Ma per ora, vittoria. Giovanna e Filippo sono
+entrati a Valladolid. Le accoglienze sono maravigliose;
+l&#8217;allegrezza della città non si descrive;
+essa è tanto più grande, quanto più lontana era
+in lei la speranza di avere tra le sue mura i sovrani.
+Nè solamente per un giorno, come è toccato
+a Burgos. Valladolid li riterrà per parecchi,
+meglio prestandosi per una lunga dimora l&#8217;ampiezza
+del palazzo reale, e il non averci l&#8217;incomodo
+di un&#8217;altra corte, sempre molesta vicina,
+per quanto l&#8217;abbiano scemata di numero le diserzioni
+sollecite di tutti, o quasi tutti i gentiluomini
+Castigliani. Se poi l&#8217;altra corte volesse
+scendere anch&#8217;essa in Valladolid, non avrebbe
+a far altro che a prendere esempio da ciò ch&#8217;è
+avvenuto in Burgos, dov&#8217;ella si era già collocata,
+e i nuovi venuti erano smontati al palazzo
+di città. Venga pure a Valladolid, e smonti dove
+le pare; magari al palazzo di giustizia, dove abitava
+il Ximenes: l&#8217;essenziale è che non trovi
+alloggio al palazzo reale, che è proprietà di Castiglia
+e Leon, mentre Castiglia e Leon appartengono<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span>
+ai due giovani principi, ai sovrani adorati,
+che tutto il paese ha così prontamente riconosciuti,
+passando sopra alle minute formalità,
+alle vane cerimonie d&#8217;una trasmissione di poteri.
+Tutta roba, questa, a cui si potrà dar sesto
+in processo di tempo: per ora Valladolid non
+ha da curarsi di ciò; Valladolid è in festa, e
+sarà in festa finchè i giovani sovrani staranno
+tra le sue mura.</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla trionfa; quando passa
+lei per le vie, tutti i cittadini si scoprono il
+capo, le fan riverenze, l&#8217;acclamano. Si sa che
+il consiglio di scender subito a Valladolid è
+venuto da lei. Si vede che i duchi e tutti gli
+altri gran signori del cortéo regale, abbondando
+volentieri nelle belle forme della cavalleria
+spagnuola, si mostrano pieni di ossequio
+per lei; ed anche il popolo impara a riverirla,
+ad amarla. La regina Giovanna la vuol sempre
+al suo fianco; il re Filippo la colma di delicate
+attenzioni.</p>
+
+<p>Troppe attenzioni, ahimè, quelle di Filippo il
+Bello, e troppo delicate! Giovanna ammette le
+cortesie, non riprova le garbatezze; ma ci vorrebbe
+più riguardo, più misura, più parsimonia.
+È gelosa, e la gelosia non ragiona; è gelosa, e
+ne soffre doppiamente questa volta, perchè la
+gelosia ha un argomento visibile su cui esercitarsi,
+e perchè infine ella ama la marchesa
+di Moya, e non vorrebbe privarsi di lei.</p>
+
+<p>&mdash;Dio, come sei bella!&mdash;le disse al secondo
+giorno dell&#8217;entrata in Valladolid, non potendo
+più reggere alla sua pena.&mdash;Sei troppo bella,
+Bovadilla!&mdash;</p>
+
+<p>Donna Beatrice diede in uno scoppio di risa,<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span>
+che mostrava tutta la sua bell&#8217;indole, ma ancora
+più i suoi bellissimi denti.</p>
+
+<p>&mdash;Alla mia età,&mdash;rispose poscia,&mdash;non mi
+aspettavo più un simile discorso. È anche vero
+che Vostra Altezza ha il più bel cuore della cristianità.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, non è il mio cuore, quello che parla;
+sono i miei occhi;&mdash;replicò Giovanna, abbracciandola
+con tenerezza, come se volesse in quell&#8217;atto
+premunirsi contro la cattiveria del sentimento
+da cui si sentiva già invadere.&mdash;Tu hai
+bevuto alla fontana di giovinezza, che i maghi
+moreschi hanno fatta scaturire in qualche parte
+della Spagna. Dimmi dov&#8217;è, tu che lo sai; e dov&#8217;è
+la fontana della bellezza miracolosa. Perchè anche
+di questa ne hai bevuto, Bovadilla. Negalo,
+se puoi! C&#8217;è qualcheduno che ti vede troppo di
+buon occhio; ed io non voglio, Bovadilla, non
+voglio.</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Altezza si rassicuri anche contro
+le illusioni degli occhi;&mdash;rispose Beatrice di
+Bovadilla, mettendosi sul grave.&mdash;Io voglio
+farle qui una bella confessione.</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì, sentiamo, Bovadilla!&mdash;gridò la regina,
+battendo le palme dalla gioia.&mdash;Tu hai
+pure un certo modo originale di dir le cose
+più fini!</p>
+
+<p>&mdash;Ringrazio Vostra Altezza, e incomincio con
+una domanda, ch&#8217;ella vorrà perdonarmi. Che
+cosa ho fatto, io, che cosa ho detto io alla mia
+regina, appena ella è smontata sulla spiaggia di
+Laredo?</p>
+
+<p>&mdash;Non so più bene;&mdash;rispose Giovanna, sconcertata
+da quel modo di cominciare, che veramente
+era più originale di quanto ella potesse<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span>
+aspettarsi.&mdash;Ricordo che mi hai presentato
+don Bartolomeo Colon.</p>
+
+<p>&mdash;Con una lettera, non è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, con una lettera di ossequio, di suo fratello
+l&#8217;Almirante.</p>
+
+<p>&mdash;Almirante maggiore del mare Oceáno;&mdash;aggiunse
+a mo&#8217; di glossa in margine la marchesa
+di Moya, badando anche a batter bene
+l&#8217;accento sulla penultima di Oceáno, com&#8217;ella
+soleva.&mdash;E la lettera diceva, oltre le parole di
+ossequio? Non forse che l&#8217;Almirante aspettava
+giustizia dai nuovi sovrani?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, è vero; e la faremo. Ma che vuoi tu
+dire con ciò?</p>
+
+<p>&mdash;Questo, mia buona regina: che anch&#8217;io,
+dopo l&#8217;ossequio dovuto a Vostra Altezza, non
+vedevo più altro fuorchè don Cristoval Colon,
+il grand&#8217;uomo, il luminare del mondo.</p>
+
+<p>&mdash;Come ne parli!&mdash;esclamò Giovanna, guardandola
+fissamente negli, occhi.&mdash;E non temi,
+dandogli questo titolo, di far torto ad Apollo, il
+dio della luce?</p>
+
+<p>&mdash;Non ho da render conto agli Dei; amo quell&#8217;uomo.
+Scendesse Apollo in terra, Apollo che è
+pure il dio della bellezza, della poesia e dell&#8217;arte,
+egli non avrebbe uno sguardo da me: non lo
+avrebbe avuto quand&#8217;ero ancor giovine, e bella
+davvero (posso oggi parlarne senza incorrere la
+taccia di superbia) e già amavo don Cristoval.</p>
+
+<p>&mdash;Lo hai amato.... e lo ami sempre....&mdash;disse
+Giovanna, seguendo a modo suo il filo di quello
+strano discorso.&mdash;Bella cosa, amar sempre....
+ed essere amata! Perchè non lo sposi?</p>
+
+<p>&mdash;Non posso;&mdash;rispose Beatrice Bovadilla,
+con accento di profonda tristezza.<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non puoi? E chi lo impedisce? Posso io
+esserti utile?</p>
+
+<p>&mdash;No, mia signora;&mdash;mormorò Beatrice sospirando.&mdash;C&#8217;è
+un triste segreto di mezzo, il
+segreto di Cordova!</p>
+
+<p>&mdash;Posso io saperlo? Vuoi dirmelo?&mdash;</p>
+
+<p>La marchesa di Moya non poteva ricusare
+alla innocente curiosità della pietosa regina il
+resto di una confessione, ch&#8217;ella stessa si era
+proposta di fare. Ed anche le pareva di sfogare
+la piena del suo dolore, narrandone ancora una
+volta le tristi cagioni. Narrò dunque, svelò intieramente
+il segreto di Cordova.</p>
+
+<p>&mdash;E quella donna?&mdash;domandò la regina.&mdash;Se
+è libera, come tu dici, non darà la sua mano
+a don Cristoval?</p>
+
+<p>&mdash;Non vuol saperne;&mdash;rispose Beatrice di
+Bovadilla.</p>
+
+<p>&mdash;Non vuol saperne? e perchè, dopo il suo
+fallo? ed essendo questo l&#8217;unico modo di ripararlo?</p>
+
+<p>&mdash;Non lo so;&mdash;disse Beatrice.&mdash;Pare che
+le sia entrata nel cuore una avversione invincibile
+contro il padre del suo Fernando, anche
+prima che questi nascesse. Misteri della povera
+carne! Ed io non cercherò di approfondirli.
+Pure ho tentato di ricondurla alla ragione,
+quella donna ostinata; e tanti anni fa, ed ancora
+in questi ultimi tempi. Dio mi è testimone
+che ho fatto ogni mio potere per convincerla.
+Non trovandola io, ed essendo chiamata dal
+segnale dei fuochi d&#8217;allegrezza a Laredo, ho
+posto sulle sue tracce una fidata persona, che
+l&#8217;ha ritrovata finalmente a Granata, consegnandole
+una lettera mia. Frate Alessandro, un buon<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span>
+francescano, che era il mio messaggero, è tornato
+iersera da me, senza aver nulla ottenuto.
+Le ha parlato da religioso e da cavaliere ad un
+tempo, ma senza alcun frutto. Gli ha risposto
+che è contenta così, e che vuol vivere in pace.
+Ma forse io m&#8217;inganno, sulla avversione inesplicabile
+di lei. Se don Cristoval fosse in auge, parlerebbe
+ella ancora così? Certo, non amerà esser
+la moglie di un povero abbandonato.</p>
+
+<p>&mdash;E se io lo rimettessi in onore?&mdash;disse Giovanna.&mdash;Se
+io gli rendessi, unita col mio Filippo,
+tutti i suoi titoli, i suoi diritti, i suoi privilegi?...</p>
+
+<p>&mdash;Chi sa? forse allora si muterebbe il suo
+cuore.</p>
+
+<p>&mdash;E tu ne saresti contenta?&mdash;</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla stette dubbiosa un istante:
+ma si pose una mano sul cuore, come per reprimerne
+le voci ribelli, e rispose con accento sicuro:</p>
+
+<p>&mdash;Sì, perchè mi parrebbe di avere adempiuto
+l&#8217;obbligo mio.</p>
+
+<p>&mdash;Ami tu in questo modo?</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, mia dolce signora. Ognuna di noi
+ama in un suo modo particolare. Il mio non
+rifugge dal sacrifizio.</p>
+
+<p>&mdash;Povera Bovadilla, come devi soffrire! Ed
+è sempre bello, il tuo Almirante? bello, come
+io l&#8217;ho veduto bambina, alto, maestoso, sereno,
+con quei grandi occhi azzurri e quelle labbra
+che facevano anche più bello il sorriso?</p>
+
+<p>&mdash;Sempre!&mdash;rispose Bovadilla, chiudendo
+gli occhi con atto religioso;&mdash;sempre tale io lo
+vedo, attraverso la nebbia degli anni. Ed è bello
+come un dio antico, sul cui capo sia passato il
+dolore, lasciandogli i suoi segni augusti nel viso.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span>
+I travagli della vita lo hanno estenuato; gli tremano
+le membra, e spesso ricusano di sostenerlo;
+ma i suoi alti servigi ne han colpa. La
+fronte, ampia e serena, è campo di celesti pensieri,
+di cui si vorrebb&#8217;essere a parte; gli occhi
+scintillano, dardeggiano, e passano i cuori; le
+labbra.... ha detto bene Vostra Altezza.... le labbra
+son tali da fare anche più bello il sorriso,
+la cosa più bella, forse l&#8217;unica bella sulla faccia
+dell&#8217;uomo. L&#8217;aureola dei suoi patimenti raddoppia
+quella delle sue imprese immortali; essa
+fa di lui il più grande fra gli uomini.</p>
+
+<p>&mdash;Che ardore!&mdash;esclamò la regina.&mdash;Ma
+quando si ama, si pensa così. Niente val più
+del nostro amore; niente val più dell&#8217;uomo che
+amiamo.&mdash;</p>
+
+<p>Giovanna era sul punto di cadere in una
+delle sue estasi frequenti, donde tornava poi
+tanto difficile richiamarla alle cure volgari della
+vita.</p>
+
+<p>&mdash;Ed io non abbandonerò più quell&#8217;uomo;&mdash;ripigliò
+la marchesa, alzando la voce, come
+per trattenere lo spirito vagabondo della regina.&mdash;Anzi,
+mi ascolti Vostra Altezza, io dovrò
+pregarla ben presto di darmi licenza. Alla
+mia regina ho portato l&#8217;omaggio di un cuore
+devoto; ma ella non avrà più bisogno di me;
+resterò a Valladolid.&mdash;</p>
+
+<p>Un moto involontario d&#8217;allegrezza agitò il
+cuore e tinse d&#8217;una fiamma fugace le pallide
+guance della gelosa regina. Ma la gelosa era
+buona, ed amava la sua Bovadilla; perciò represse
+a forza quel senso importuno di gioia,
+che sarebbe anche parso di brutta ingratitudine.</p>
+
+<p>&mdash;Mia cara!&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Ciò che vuoi fare<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span>
+a Valladolid non si accorda troppo bene con
+ciò che speri di ottener da Granata. Ma speriamo
+che Granata persista nel suo rifiuto; non
+ti rifiuterò io ciò che domandi per il tuo Almirante.
+Lascia che si compongano queste difficoltà
+con mio padre, e che io sia libera di dar
+corso ai voti del mio cuore, ed io penserò a
+don Cristoval Colon in modo da farti contenta.
+Sarà questo il mio primo atto di regno.</p>
+
+<p>&mdash;Faccia la mia signora che sia soltanto il
+secondo;&mdash;rispose la marchesa di Moya.</p>
+
+<p>&mdash;Come?&mdash;gridò la regina.&mdash;C&#8217;è altro, che
+ti preme di più?</p>
+
+<p>&mdash;Non già che mi prema di più, ma che può
+farsi prima, che può farsi fin d&#8217;oggi.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa? Sentiamo.</p>
+
+<p>&mdash;Una visita al palazzo di giustizia, o, per
+dire più veramente, alle carceri attigue.</p>
+
+<p>&mdash;Per che fare?</p>
+
+<p>&mdash;Per liberare una povera donna, che molto
+mi sta a cuore, come sta a cuore del signor Almirante,
+essendo essa la moglie di un degno
+gentiluomo, suo concittadino e fedele servitore.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa ha fatto questa donna? ha commesso
+un delitto?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, e gravissimo; è moglie ad un uomo
+che non voleva prestarsi ad un tradimento contro
+Giovanna e Filippo, legittimi sovrani di Castiglia.&mdash;</p>
+
+<p>Così avendo incominciato, Beatrice di Bovadilla
+narrò tutta la storia del conte Fiesco e
+della contessa Juana. L&#8217;anima mite della regina
+si turbò grandemente al racconto di quella prepotenza
+inaudita, che, com&#8217;ella disse, gridava
+vendetta a Dio.<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;E giustizia ai suoi ministri in terra;&mdash;conchiuse
+la marchesa di Moya.&mdash;Così si è
+messo il coltello alla gola d&#8217;un povero gentiluomo,
+straniero di nascita, ma vissuto parecchi
+anni ai servizi di Castiglia. E si aspetta da
+San Domingo la prova che la contessa di Lavagna
+non sia stata suddita Spagnuola. E si
+aspetta da Genova la prova che sia veramente
+la moglie del conte Fiesco. Se poi il conte Fiesco
+si decide a far firmare questo trattato dal
+re Cristianissimo, non c&#8217;è più mestieri di prove
+da Genova, non c&#8217;è più mestieri di prove da
+San Domingo, e la prigioniera è restituita al
+povero conte.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, la marchesa di Moya aveva cavato
+un foglio dalla sua borsa di velluto, e lo
+metteva sotto gli occhi della regina.</p>
+
+<p>Giovanna lèsse, e strinse convulsamente le
+labbra.</p>
+
+<p>&mdash;Pazienza per me, che sono sua figlia;&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Ma
+contro i diritti di Filippo! È orribile,
+sai? Son pazza.... pazza io, perchè amo!
+Così avess&#8217;egli veramente amata mia madre,
+che non vedrei sul trono di Aragona la sua
+Germana di Foix! Ed è della sua cancelleria,
+lo scritto;&mdash;soggiunse, guardando ancora il
+foglio malaugurato.&mdash;Conosco la mano del suo
+segretario Fernando Alvarez di Toledo; un Castigliano
+che non abbiamo ancor veduto alla
+nostra corte! Meglio così, dopo tutto; che io non
+lo vedrei di buon occhio. Mi lasci questo foglio?</p>
+
+<p>&mdash;È commesso alla mia fede, signora. Questo
+posso giurare, che non andrà, per le mani d&#8217;un
+Fiesco, a Parigi.</p>
+
+<p>&mdash;Ripiglialo, Bovadilla. Tanto, mi scotterebbe<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span>
+le mani. E mi dicevi che le carceri sono attigue
+al palazzo di Giustizia?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, e se Vostra Altezza ama davvero la sua
+Bovadilla....</p>
+
+<p>&mdash;E la mia Bovadilla, e la giustizia del mio
+regno;&mdash;rispose con nobile accento la regina.&mdash;Andiamo
+senza perdere un istante. Dov&#8217;è
+Filippo? Si cerchi del re.&mdash;</p>
+
+<p>Filippo non era a palazzo. Mezz&#8217;ora prima
+era montato a cavallo, in compagnia del duca
+di Ossuna. Per dove? Non si sapeva; ma certamente
+non poteva andare lontano, non avendo
+accennato ad una lunga assenza. Era andato a
+passeggio; non si trattava dunque se non di
+una delle solite scappate mattutine, per veder
+la città. Il giovane re era come uno scolaretto,
+a cui pesino troppo le sue ore di studio, sotto
+gli occhi e la sferza del pedagogo.</p>
+
+<p>Giovanna si addolorò di quella passeggiata,
+che si faceva senza di lei, e senza pure avvertirla.
+Ah, le belle di Valladolid! volevano farla
+disperare, come quelle di Brusselles, come quelle
+di Londra!</p>
+
+<p>&mdash;Mia signora,&mdash;disse Beatrice, che non
+voleva altri indugi,&mdash;se il re Filippo non è
+a palazzo, lo troveremo fuori, facendo un giro
+per la città. E del resto, si fa presto a trovarlo.&mdash;</p>
+
+<p>Era in anticamera il marchese di Lucena; la
+marchesa lo chiamò, e in presenza della regina
+gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Lucena, siate oggi, con <a name="tn285" id="tn285"></a><span class="correction" title="originale: iicenza">licenza</span> di Sua Altezza,
+il mio aiutante. Uscite e cercate del re
+don Filippo; ditegli che la regina è andata fino
+al palazzo di giustizia, per visitare le carceri, e
+lo attende colà.<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Lo desidera;&mdash;corrèsse la regina.</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Altezza sarà obbedita;&mdash;rispose
+il marchese di Lucena, muovendosi tosto per
+partire.</p>
+
+<p>&mdash;E veduto il re,&mdash;aggiunse la marchesa,&mdash;cercate
+del conte Fiesco. Lo troverete probabilmente
+in casa del signor Almirante Colon.
+Ditegli, vi prego, di venirmi a trovare alle carceri.
+Il ritrovo non sarà bello,&mdash;soggiunse ella
+ridendo,&mdash;ma non l&#8217;ho inventato io, e bisogna
+prender le cose del mondo come vengono.&mdash;</p>
+
+<p>Il marchese di Lucena s&#8217;inchinò, e partì come
+una freccia.</p>
+
+<p>Mezz&#8217;ora dopo, la regina Giovanna, seguita
+dalla sua dama di palazzo, da due cavalieri d&#8217;onore
+e da un drappello d&#8217;arcieri, si presentava
+all&#8217;ingresso delle carceri, detto il palazzo di
+giustizia.</p>
+
+<p>&mdash;Sua Altezza la regina di Castiglia! aprite!&mdash;intimò
+il capo degli arcieri.</p>
+
+<p>Il cancello si aperse, e la regina entrò in un
+cortile di vecchio convento, diventato prigione.
+Il prevosto delle carceri non tardò ad apparire
+dall&#8217;alto di una scala, e tutto confuso da quella
+visita inaspettata scese a precipizio, rischiando
+un paio di volte di fiaccarcisi il collo.</p>
+
+<p>&mdash;Agli ordini di Vostra Altezza;&mdash;balbettò
+egli, piegandosi in due;&mdash;agli ordini di Vostra
+Altezza.</p>
+
+<p>&mdash;Voglio visitare le carceri;&mdash;disse la regina,
+con piglio severo.&mdash;Precedimi.&mdash;</p>
+
+<p>Il prevosto non osava passare avanti: ma Beatrice
+di Bovadilla gli fece notare che dove Sua
+Altezza ordinava, il cerimoniale portava di obbedire.
+E il prevosto si piegò in due una seconda<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span>
+volta, precedendo la comitiva fino al piano
+superiore del chiostro.</p>
+
+<p>&mdash;Non aspettavate di rivedermi così presto?&mdash;gli
+disse a mezza voce la marchesa di Moya,
+mentre la regina si affacciava nell&#8217;intercolonnio,
+a guardare di sotto e d&#8217;intorno.</p>
+
+<p>&mdash;Signora.... sa Iddio se avrei voluto contentarvi
+l&#8217;altro giorno; ma ho comandi superiori....
+sono schiavo del dovere....</p>
+
+<p>&mdash;Il vostro dovere lo vedremo quest&#8217;oggi;&mdash;ribattè
+la marchesa.&mdash;E preparatevi a farlo
+bene.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa gli dici?&mdash;domandò la regina,
+avvicinandosi.</p>
+
+<p>&mdash;Che si disponga a liberare il mozzo Bonito,
+secondo gli ordini di Vostra Altezza;&mdash;rispose
+la marchesa di Moya.</p>
+
+<p>&mdash;Tale è infatti il nostro piacere;&mdash;disse la
+regina.&mdash;Dov&#8217;è egli?</p>
+
+<p>&mdash;È là, al numero sette, voltato quell&#8217;angolo
+del corridoio;&mdash;rispose il prevosto, più confuso
+che mai.&mdash;Ma.... voglia perdonarmi Vostra
+Altezza.... So bene che Vostra Altezza comanda....
+Tutta Valladolid lo dice; ma io, povero
+vecchio soldato, schiavo del mio dovere....</p>
+
+<p>&mdash;Vuoi dire che non hai libertà di obbedirmi?
+Colpa di chi non te lo ha fatto sapere in tempo;&mdash;replicò
+la regina, con più asseveranza che
+non fosse dato aspettare da lei.&mdash;Apri quell&#8217;uscio,
+e metti fuori il prigioniero, a cui faccio
+grazia, se forse non è meglio dire gli rendo giustizia.&mdash;</p>
+
+<p>Il povero prevosto nicchiava. L&#8217;aspetto imperioso
+della regina egli lo vedeva, e ne tremava
+tutto: ma aveva anche agli occhi le immagini<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span>
+del re Ferdinando e del suo potente ministro
+Ximenes.</p>
+
+<p>&mdash;Mia signora....&mdash;balbettò egli.&mdash;Se almeno
+avessi un ordine in iscritto!</p>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è altra difficoltà?&mdash;disse la marchesa
+di Moya.&mdash;Portate qua penna e calamaio
+con un foglio di carta, e l&#8217;ordine è presto fatto.</p>
+
+<p>&mdash;Capisco.... sì, capisco bene. Ma gli ordini,
+forse, andrebbero meglio se firmati da due....
+dalla regina e dal re. Il re e la regina sono inseparabili.&mdash;</p>
+
+<p>La marchesa di Moya stava già per rispondergli.
+Ma la regina fu colpita dalle parole dello
+scrupoloso carceriere.</p>
+
+<p>&mdash;Hai ragione, buon servo della corona di
+Castiglia;&mdash;diss&#8217;ella, intenerita.&mdash;Tu pensi
+che Filippo debba esser sempre accanto a Giovanna?
+Ricordami queste tue parole, quando
+avrai qualche cosa da chiedermi, e ti sarà concessa,
+te lo prometto fin d&#8217;ora.&mdash;</p>
+
+<p>Ciò detto rimase estatica, pensando e guardando
+fissamente davanti a sè. Era uno dei momenti
+pericolosi, per chiunque aspettasse qualche
+cosa da lei. La povera estatica non era più
+capace di nulla.</p>
+
+<p>&mdash;Possiamo almeno entrare, a visitare il prigioniero;&mdash;disse
+la marchesa, alzando la voce.&mdash;Apriteci,
+signor prevosto. E Vostra Altezza
+si degni di entrare,&mdash;soggiunse, premendo con
+devota amorevolezza il braccio della regina.&mdash;La
+contessa Juana del Fiesco aspetta una buona
+parola dal bel labbro regale.</p>
+
+<p>&mdash;Bel labbro!...&mdash;mormorò la regina.&mdash;Bel
+labbro!... Come sei originale, Bovadilla! Andiamo
+dunque;&mdash;soggiunse, alzando a sua volta la<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span>
+voce;&mdash;e portiamo la buona parola. Bel labbro!&mdash;tornò
+a ripetere sommessamente.&mdash;Bel
+labbro! Così parlasse Filippo!&mdash;</p>
+
+<p>La regina voleva visitare il prigioniero; era
+nel suo diritto, e adempiva anche uno dei precetti
+della santa madre Chiesa. Il prevosto non
+ebbe argomenti da opporre, e mise mano alle
+chiavi. La cella del numero sette fu aperta, e la
+regina passò.</p>
+
+<p>Il mozzo Bonito era là, nel vano dell&#8217;unica
+finestra onde prendeva luce la cella; e stava
+con la fronte appoggiata alle sbarre d&#8217;una inferriata,
+per sentire il fresco del metallo, e per
+bere un soffio d&#8217;aria, della buona aria del cielo,
+della eterna libera, che forse ignora la sua grande
+fortuna. Non si era volto, all&#8217;aprirsi dell&#8217;uscio,
+pensando che si trattasse d&#8217;una delle solite visite
+de&#8217; suoi carcerieri; ma si volse al fruscío
+delle vesti femminili, e ad una ondata d&#8217;insolita
+fragranza che penetrava in quel chiuso. Vide
+allora le dame, riconobbe la marchesa di Moya,
+e si gettò nelle braccia che essa gli tendeva in
+quel punto.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco la regina, mozzo Bonito;&mdash;fu pronta
+a dire la marchesa di Moya;&mdash;la regina Giovanna,
+che vi fa la grazia di venirvi a vedere.&mdash;</p>
+
+<p>Il mozzo Bonito guardò quella dama dal malinconico
+aspetto e dai grandi occhi buoni; si
+chinò, le prese la mano, baciandola divotamente,
+e ruppe in uno scoppio di pianto. Erano le prime
+lagrime che Fior d&#8217;oro avesse versate là dentro.</p>
+
+<p>&mdash;Mozzo Bonito! mozzo Bonito!&mdash;esclamò
+la regina, commuovendosi.&mdash;O piuttosto, contessa
+del Fiesco.... Sappiamo tutto: non piangete;
+siamo qua noi. Dio!&mdash;soggiunse, volgendosi<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span>
+alla marchesa.&mdash;Come è bella! Se avesse i capelli
+biondi, non si direbbe?...</p>
+
+<p>&mdash;La regina vi fa giustizia;&mdash;prese a dire la
+marchesa, cercando di rompere il corso dei pensieri
+regali.&mdash;Essa abomina una odiosa prepotenza,
+a cui il suo governo è straniero. La regina
+vi ama, e vi conduce a respirare un&#8217;aria
+più sana. Venite, contessa, e ringraziate la regina
+fuori da questa orribile stanza.</p>
+
+<p>&mdash;Ci sa di rinchiuso;&mdash;aggiunse la regina,
+muovendosi.&mdash;E come è brutta la prigione!&mdash;</p>
+
+<p>Uscita dalla triste stanzetta, la comitiva svoltò
+l&#8217;angolo del corridoio, avviandosi a quella parte
+dond&#8217;era venuta. Il signor prevosto delle carceri
+si trovò male a quella vista, e fu per cacciarsi
+le mani nei capelli. Come richiamar dentro
+il prigioniero, senza offendere la regina, che
+andava oltre, tenendogli per dimostrazione di
+benevolenza una mano sugli ómeri? La marchesa
+di Moya, che veniva dopo di loro a pochi
+passi di distanza, vide il comico agitarsi del disgraziato;
+ma non si diè cura delle sue smanie,
+e seguitò imperturbata un esodo che le pareva
+troppo bene avviato. Ma egli non la intendeva
+così; e fattosi animo, afferrò la marchesa per
+una manica ricadente della sua sopravveste di
+broccato.</p>
+
+<p>&mdash;Signora marchesa.... mia buona signora
+marchesa....&mdash;ansimava egli con voce soffocata.&mdash;È
+un tradimento.... Sono un uomo rovinato....</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa vi avevo detto io, signor prevosto?&mdash;ribattè
+la marchesa, traendo a sè la sua
+manica.&mdash;Carta, penna e calamaio, e vi si fa
+l&#8217;ordine di scarcerazione.</p>
+
+<p>&mdash;Ma senza la firma del re?<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ecco, voi non siete ragionevole nei vostri
+desiderii. La regina vi ha detto: ripetimi le tue
+belle parole, quando avrai qualche cosa da chiedermi,
+e sarai contentato. Avete voi chiesto allora
+che il re autenticasse la parola di lei? E non
+andrete un giorno o l&#8217;altro a chiedere un posto
+migliore, anche senza avere la firma del re?</p>
+
+<p>&mdash;Ma ancora non è detto che io l&#8217;ottenga!&mdash;rispose
+il prevosto.</p>
+
+<p>&mdash;E il modo vostro è cattivo, se mai, per ottenere
+qualche cosa;&mdash;ribattè la marchesa.&mdash;Credete
+voi che fugga Giovanna stasera, e sia
+qui domani da capo il re d&#8217;Aragona? Ah, per
+buona sorte, e per rimettervi il fiato in corpo,&mdash;soggiunse
+ella, ridendo,&mdash;eccolo qua un re,
+signor prevosto, e migliore di quello che volevate
+servire. Animo! carta, penna e calamaio,
+se non volete che il re e la regina vadano via,
+senza lasciarvi due righe di biglietto.&mdash;</p>
+
+<p>Il marchese di Lucena aveva fatte le cose per
+bene. Filippo, accompagnato dal buon duca d&#8217;Ossuna,
+era giunto allora nel chiostro, e stava a
+colloquio colla regina. Egli ebbe notizia di ciò
+che Giovanna aveva fatto, e stava rivolgendo
+qualche frase benevola al prigioniero liberato,
+quando la marchesa di Moya si avanzò per dargli
+spiegazioni più minute.</p>
+
+<p>&mdash;Bene! egregiamente!&mdash;disse Filippo, a cui
+poco bastava, e che lì per lì si sarebbe anche
+contentato di niente.&mdash;Facciamo dunque un
+po&#8217; di giustizia? Mi par d&#8217;andare a nozze una
+seconda volta. Ma sì!&mdash;aggiunse lesto, vedendo
+oscurarsi la fronte di Giovanna.&mdash;Con la giustizia,
+oggi, come già ci andai con la grazia.&mdash;</p>
+
+<p>Il prevosto aveva fatto portare uno scrittoio,<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span>
+con la carta, il calamaio e la penna. Gli fu steso
+l&#8217;ordine di scarcerazione, e Filippo si avvicinò
+allo scrittoio per apporre la firma: <i>Yo el Rey</i>.</p>
+
+<p>&mdash;È la prima che faccio, in Valladolid; ed ora,
+mia cara Giovanna, a voi.&mdash;</p>
+
+<p>Giovanna sussultò a quel dolcissimo aggiunto;
+e tutto il suo essere palpitava, radiava incontro
+a quell&#8217;uomo biondo e bello come un giovane
+iddio. Guardando a mala pena la carta, e subito
+levando gli occhi verso Filippo, scrisse accanto
+alla firma di lui: <i>Yo la Reyna</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Basta così, per voi?&mdash;chiese la marchesa
+di Moya al prevosto.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, signora marchesa;&mdash;rispose egli, chinando
+il capo più in giù delle spalle.</p>
+
+<p>&mdash;Ma ancora non basta a me;&mdash;ripigliò la
+signora.&mdash;Questo scrittoio può servire a qualche
+altro po&#8217; di giustizia, se Sua Altezza permette.
+Ossuna, volete voi scrivere un salvacondotto
+per don Bartolomeo Fiesco, conte di
+Lavagna, per la contessa sua moglie, e per ogni
+altra persona che fosse con lui in terra di Castiglia
+e Leon, che nessuno li possa mai molestare
+nè imprigionare?</p>
+
+<p>&mdash;Il re e la regina permettono;&mdash;disse il
+buon duca di Ossuna, vedendo sorridere i sovrani
+e far segno di assenso.&mdash;Dettate voi,
+marchesa, che sapete i nomi e i titoli, e il bisogno
+del conte.&mdash;</p>
+
+<p>La marchesa dettò; Filippo e Giovanna firmarono
+ancora, l&#8217;uno di costa all&#8217;altro, e il duca
+d&#8217;Ossuna v&#8217;aggiunse il suo nome, entrando così
+in carica di segretario.</p>
+
+<p>&mdash;Due buone azioni, e fatte insieme;&mdash;disse
+la regina.&mdash;Sono contenta, Filippo.<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Ma Filippo s&#8217;era messo e dire troppe garbatezze
+al mozzo Bonito, e già pareva non avesse
+più occhi se non per lui. Onde la regina strinse
+il braccio di Bovadilla, su cui s&#8217;era appoggiata
+per scender la scala; e stringendo il braccio, le
+disse all&#8217;orecchio:</p>
+
+<p>&mdash;Odio il mozzo Bonito. È troppo bello; portalo
+via.</p>
+
+<p>&mdash;Lo manderò, piuttosto; perchè vedo là in
+fondo allo scalone il conte di Lavagna, che sarà
+più felice di accompagnarlo. Se pure,&mdash;aggiunse
+la marchesa,&mdash;Vostra Altezza non vuol liberarsi
+di me.</p>
+
+<p>&mdash;No, no, rimani; son pazza;&mdash;mormorò
+Giovanna, stringendosi a lei.&mdash;Son pazza! son
+pazza!&mdash;seguitava sommessamente.&mdash;Lo ha
+detto anche mio padre.</p>
+
+<p>&mdash;Pazza d&#8217;amore;&mdash;le sussurrò Beatrice di
+Bovadilla all&#8217;orecchio.&mdash;Ed è bello, in una
+donna, esser pazza così.</p>
+
+<p>&mdash;Anche tu, non è vero, Bovadilla? Accompagnami
+a palazzo; non son gelosa di te. Ma
+oggi, piuttosto, per avere il tuo premio, o per
+darlo altrui con la tua dolce presenza, andrai
+dagli amici tuoi che t&#8217;aspetteranno, e dirai a
+don Cristoval che Giovanna di Castiglia farà
+giustizia anche a lui. Come è bello far giustizia!
+Piace anche a Filippo; ed è più bello ancora
+scrivere il proprio nome accanto al suo. Inseparabili!
+inseparabili nella vita! Ma bisognerebbe
+anche esser tali nella morte; non credi?&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XVII" id="Capitolo_XVII"></a><span class="chap">Capitolo XVII.</span><br /><br />
+
+Sposi novelli.</h2>
+
+
+<p>Dicono che l&#8217;uomo non intenda pienamente il
+suo bene, se non quando gli sia accaduto di
+perderlo, e che non sia maggior dolore del ricordarsene
+senza speranza, nè maggiore felicità
+del ricuperarlo dopo tanto sconforto. Ma il capitano
+Fiesco, per intendere il suo, non aveva
+mestieri di vederselo rapire a quel modo. Il doloroso
+esperimento, se mai, lo aveva già fatto
+una volta a San Domingo; e in verità non c&#8217;era
+bisogno d&#8217;insegnargli più nulla con un nuovo
+pericolo. E il pericolo era stato assai grave, ad
+onta delle speranze che gli faceva balenare davanti
+agli occhi il ministro Ximenes. Come sperare
+che Gian Aloise si mettesse per il suo disgraziato
+parente in una lunga peregrinazione e
+in uno spinoso negozio, se quel suo parente gli
+aveva poco prima ricusato di muoversi per lui
+a più breve viaggio e a più facile impresa? E
+se pure Gian Aloise si fosse lasciato persuadere
+per amor di Juana, da lui tenuta al fonte battesimale,
+da lui accompagnata all&#8217;ara nuziale, era
+da credere che sarebbe egualmente venuto a<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span>
+capo di una trattazione, che doveva essere tanto
+più malagevole, quanto più pareva premere al
+re Ferdinando? Se i negoziati fallivano a Parigi,
+addio speranze di Valladolid. E il capitano Fiesco
+si sarebbe ucciso, non potendo sopravvivere
+a Fior d&#8217;oro, irremissibilmente perduta. Triste
+chiusa al poema! Ed era questo il suo pensiero
+dominante, l&#8217;unico che lo tenesse in vita.</p>
+
+<p>Un raggio di speranza lo aveva portato con
+sè la marchesa di Moya. Si era sentito rinascere
+all&#8217;annunzio che i nuovi sovrani di Castiglia sarebbero
+giunti a Laredo, togliendo al perfido
+Aragonese l&#8217;amministrazione del regno. Ma anche
+un animoso tentativo della generosa Beatrice
+di Bovadilla era andato a vuoto. Il prevosto
+delle carceri, pregato, minacciato da lei, aveva
+resistito a preghiere, a minacce; e donna Beatrice
+era partita per Burgos, promettendo molto
+al povero conte, animandolo a sperare da capo,
+ma neanche lei ben certa di promettere utilmente,
+di dargli speranze efficaci. E i giorni passavano,
+ed erano giorni d&#8217;angoscia terribile. Ferdinando
+era andato a Burgos, incontro ai nuovi
+sovrani. Accorto com&#8217;era, non avrebbe acquistato
+sovr&#8217;essi un ascendente che già gli poteva
+assicurare la sua condizione di padre? Ma no;
+i giovani sovrani avevano lasciato Burgos, per
+scendere a Valladolid. Quel padre astuto non
+aveva vinto ancora. Per contro, venuta a Valladolid
+con la regina Giovanna, la marchesa di
+Moya non si era lasciata vedere in casa dell&#8217;Almirante.
+Che voleva dir ciò? Una cosa sola:
+che la dama di palazzo non aveva potuto, nei
+primi momenti dell&#8217;arrivo in Valladolid, allontanarsi
+dal fianco della regina; che se avesse<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span>
+potuto farlo, non lo avrebbe neanche voluto,
+amando meglio restar là, a vigilare, a spiar le
+occasioni, a cogliere il buon momento per tentare
+un gran colpo. La marchesa di Moya non
+era donna da dimenticare gli amici, nè da lasciarli
+in angustie.</p>
+
+<p>Che gioia, quando il marchese di Lucena, comparso
+improvvisamente nella casa di Gil García,
+ebbe detto al Fiesco: &#8220;signor conte, andate subito
+alle carceri del palazzo di giustizia; la marchesa
+di Moya vi aspetta colà!&#8222; E che bella
+giornata era quella! com&#8217;era sereno il cielo!
+com&#8217;erano liete le strade, per cui egli passava,
+non andando, non correndo, volando!</p>
+
+<p>C&#8217;era folla, sulla piazzetta delle carceri, e gli
+arcieri stentavano a contenerla. Gli si fece largo,
+nondimeno: era un gentiluomo, doveva appartenere
+al séguito dei sovrani di Castiglia, che
+erano andati là dentro, per compiere un atto di
+grazia, di giustizia, di clemenza regale. Sì, c&#8217;era
+un po&#8217; di tutto questo, nell&#8217;atto, e non bisognava
+perdere il tempo ad almanaccarci su. Il capitano
+Fiesco sentiva le benedizioni, e il cuore gli si
+allargava in petto, mentre la persona si faceva
+sottile ed elastica, per scivolare in mezzo alla
+calca.</p>
+
+<p>Entrò nel portico del chiostro, mentre la comitiva
+regale scendeva lo scalone. Si trasse indietro
+per darle il passo, e il cuore gli balzò in
+petto più forte, poichè vide in quella comitiva
+il mozzo Bonito. Anche il mozzo Bonito avea
+visto lui, e rizzando la sua bella testina in mezzo
+a quel barbaglio d&#8217;oro e di seta che scendeva
+con lui dagli ultimi scalini, si era recato la mano
+alle labbra; col sommo delle dita gli gittava il<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span>
+suo bacio, con un lampo degli occhi gl&#8217;illuminava
+quel bacio.</p>
+
+<p>Dalla marchesa di Moya fu presentato alla
+regina; fece un profondo inchino, balbettò poche
+frasi rotte dalla confusione del momento; ma
+in quella confusione gli venne bene di poter
+salutare in lei &#8220;l&#8217;angelo di Castiglia.&#8222; Angelo
+per la bontà, si capisce; ma gli angeli sono anche
+belli. E il complimento, fiorito così naturalmente
+sulle labbra del cavaliere, doveva tornar
+sommamente gradito al cuore della regina.</p>
+
+<p>&mdash;Signor conte di Lavagna,&mdash;diss&#8217;ella amabilmente,&mdash;noi
+vi rendiamo un tesoro. Andate,
+e custoditelo, per vostra fortuna e sua. Se mai
+vi accada di abbisognare del nostro appoggio,
+contate su noi, che saremo sempre felici di rivedervi.&mdash;</p>
+
+<p>Ciò detto, e baciato sulle guance il bel mozzo
+Bonito, congedò graziosamente gli sposi, che
+rimasero lì, contro il muro, per lasciarla passare.
+Ma ella volle che passasse prima Filippo;
+indi, tra gli applausi e le acclamazioni della
+folla, entrò nella sua lettiga, che tosto si mosse,
+per ricondurla al palazzo reale.</p>
+
+<p>La marchesa di Moya aveva trovato il tempo
+di consegnare un foglio al conte Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Eccovi un salvacondotto, che abbiamo potuto
+aggiungere ad un biglietto di scarcerazione;&mdash;diss&#8217;ella.&mdash;Dov&#8217;è
+il più, non conta il meno:
+pure, sarà sempre bene tenerlo. Andate; ci rivedremo
+dall&#8217;Almirante, stasera.&mdash;</p>
+
+<p>La folla si assiepava intorno ai sovrani, non
+badava più ad altro, e lasciava libero il passo
+rasente al muro dell&#8217;edifizio. Il capitano Fiesco,
+preso il mozzo Bonito sotto il patrocinio d&#8217;un<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span>
+braccio amoroso, scivolò destramente da quel
+vano in una viuzza laterale.</p>
+
+<p>Andavano, andavano muti e palpitanti d&#8217;allegrezza
+profonda; andavano senza saper dove,
+felici di andare e d&#8217;essere insieme. Quante cose
+avevano a dirsi! ma tutte inutili, davanti alla
+gioia di trovarsi ricongiunti, ricuperati l&#8217;un l&#8217;altro,
+come rinati insieme ad un medesimo soffio
+di vita. Le strade tortuose, lunghe, malinconiche,
+erano sentieri di paradiso per essi; e lembi di
+cielo azzurro non ridevano dall&#8217;alto, tra le grondaie
+dei tetti? La gente guardava un po&#8217; troppo
+i due viandanti felici; ed essi, per quanto andassero
+spensierati, non potevano sempre esser
+tanto distratti, da non vedere quegli sguardi
+curiosi. Gente indiscreta! E non si dava mica
+pensiero delle coppie di colombi, che svolazzavano
+di continuo da una casa all&#8217;altra, venendo
+a grugare, a bezzicarsi sulle sponde dei cornicioni,
+sui davanzali delle finestre, sugli sporti
+dei tetti! Perchè pigliarsi cura di due felici mortali,
+che se ne andavano allegramente pei fatti
+loro, non dando noia a nessuno? Adagio, a non
+dar noia! L&#8217;uomo felice ne dà sempre un pochino
+al suo prossimo. E i nostri felici non istettero
+molto a capirlo, perchè bel bello, senza
+dirselo, un po&#8217; vergognosi, ma anche un po&#8217; sorridendo,
+si spiccarono l&#8217;uno dall&#8217;altro, muovendo
+il passo più svelto, e girando con tacito consenso
+verso le vie più deserte, finchè riuscirono
+sulla spianata delle mura di Valladolid. Ah, benedetto
+il cielo, che per intanto si vedeva più
+largo! e con molta campagna davanti agli occhi,
+e senza curiosi indiscreti dattorno, con un po&#8217;
+di giardini lungo la strada solitaria, e qualche<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span>
+modesta casetta qua e là. Bel luogo campestre,
+tanto più bello quanto era più lontana l&#8217;ora dei
+vespri rumorosi del popolino! E come invitava
+bene un&#8217;insegna di <i>posada</i>, su cui era scritto
+in grosse lettere: <i>a la Gaita Zamorana!</i></p>
+
+<p>&mdash;Dovrebb&#8217;essere una piva, la gaita;&mdash;notò
+il capitano Fiesco.&mdash;A casa nostra, quando va
+a male un&#8217;impresa, si dice che l&#8217;uomo ritorna
+con le pive nel sacco. Mi par di vedere il re
+Ferdinando, e il suo ministro Ximenes. E non
+ti pare un&#8217;insegna di buon augurio, Fior d&#8217;oro?
+Non hai sete? non hai fame?</p>
+
+<p>&mdash;Un po&#8217; di verde e un po&#8217; di pace!&mdash;esclamò
+Fior d&#8217;oro, traendo un lungo sospiro.</p>
+
+<p>&mdash;Questo prima di tutto;&mdash;riprese il capitano
+Fiesco.&mdash;Ma io ritorno anche al desiderio di
+vivere. E sarà, se tu vuoi, il primo boccone che
+dopo tanti giorni d&#8217;angoscia non m&#8217;andrà di
+traverso.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro si strinse amorosamente al fianco
+del suo cavaliere. E tutt&#8217;e due entrarono nella
+<i>posada</i> della Gaita Zamorana. Due minuti dopo
+erano nel giardino attiguo, seduti sotto un pergolato
+di vigna, che incominciava a vestirsi di
+pampini.</p>
+
+<p>Qui, mentre l&#8217;ostessa andava e veniva col
+meglio della sua cucina, scusandosi di non poter
+fare di più a cagione dell&#8217;ora bruciata, i suoi
+due forestieri si scambiavano le prime parole
+un poco ordinate, i primi pensieri un po&#8217; riposati,
+riandando i giorni dolorosi della loro
+separazione.</p>
+
+<p>&mdash;Che orrore, Fior d&#8217;oro! E che angoscia, la
+mia, pensando a quello che tu dovevi soffrire!
+Come avrai pianto, mia povera bella!<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No, sai? Per te, mi sono afflitta; per me,
+non ho versato neanche una lagrima. Ero tranquilla.
+Come ciò fosse non so; ma dopo il primo
+momento di sdegno per la infamia del re Ferdinando,
+una gran pace si era fatta nell&#8217;animo
+mio, per effetto di una profonda sicurezza. Ti
+sentivo presente, Damiano, ti sentivo molto vicino
+a me, ed ero tranquilla. Vedevo tutti i tuoi
+passi, udivo quasi le tue parole. Tu hai parlato
+anche al re.</p>
+
+<p>&mdash;Come lo sai?</p>
+
+<p>&mdash;Ti ho veduto, ti ho seguito con gli occhi
+del cuore. Non ho bene inteso tutto; ma tu parlavi
+alto, come sai, come ti consigliava l&#8217;amor
+tuo per Fior d&#8217;oro. Anch&#8217;io col Ximenes....</p>
+
+<p>&mdash;Ah, sì, egli è venuto infatti da te;&mdash;interruppe
+il capitano.</p>
+
+<p>&mdash;Col miele sulle labbra, e non dicendomi il
+vero;&mdash;riprese Fior d&#8217;oro.&mdash;Mi avevano arrestata,
+perchè in ispoglie virili; che pretesti infantili!
+Lo avevo ben inteso io, che il mio delitto
+era più grave; d&#8217;essere Anacoana, la regina
+di Xaragua, e d&#8217;essere fuggita al loro capestro.
+Come l&#8217;hanno scoperto? o come l&#8217;hanno sospettato?
+Ma io, non dubitare, ho accolto per buono
+il loro pretesto, che mi toglieva dalla dolorosa
+alternativa di mentire davanti ad anima nata,
+o di nuocere a te con la mia sincerità.</p>
+
+<p>&mdash;Dio!&mdash;esclamò il Fiesco, atterrito al solo
+pensarci.&mdash;E come avresti potuto tener fermo
+alle loro minacce?</p>
+
+<p>&mdash;Avrei mentito a mezzo, tacendo. Conosci i
+figli d&#8217;Itiba, o Damiano, come siano saldi ai tormenti.
+Il cielo non ha consentito loro altra difesa
+che questa! Ma per me non fu necessario,<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span>
+e la mia povera persona non sarà tanto orgogliosa
+da ricusare la sua gratitudine alla giustizia
+del re. Avevo anche indovinato dalle parole
+del Ximenes che qualche cosa mancava ai
+miei carcerieri, e che quella cosa si voleva da
+te, o dal signor Almirante.</p>
+
+<p>&mdash;Da me, da me;&mdash;rispose il capitano.&mdash;Io
+dovevo ottenere da Gian Aloise che andasse
+in Francia, per un trattato d&#8217;alleanza, onde fosse
+a Giovanna e a Filippo impedito di regnare in
+Castiglia.</p>
+
+<p>&mdash;E per questo partivi, come annunziava il
+Ximenes?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, per salvarti. Anche il signor Almirante
+mi esortava a far ciò, per quanto danno gliene
+potesse venire. Scusami, Fior d&#8217;oro, ma io, per
+eccesso d&#8217;amore, son meno forte di te. Accetterei
+tutti i tormenti; non saprei rassegnarmi
+al rischio di perderti. Ah, gran fortuna, o provvidenza
+del cielo, l&#8217;arrivo della marchesa di
+Moya! E l&#8217;arrivo inatteso di Giovanna! e gli
+eventi precipitati, con tutto quello che tu hai
+veduto stamane!</p>
+
+<p>&mdash;Beatrice di Bovadilla è una donna incomparabile;&mdash;disse
+Fior d&#8217;oro.&mdash;Che forza sugli
+uomini e sulle cose avrebbe avuta il Giocomina,
+con quella donna al fianco! Una donna,&mdash;soggiunse
+Fior d&#8217;oro, con un sorrisetto malizioso,&mdash;è
+spesso un impiccio, pei cavalieri in viaggio;
+ma è pure un grande aiuto, se ha cuore ed ingegno;
+non credi?</p>
+
+<p>&mdash;Se lo credo! Ma mi fai pensare agli impicci,
+adorata creatura. Mi fai pensare che bisognerà
+rinunziare a quello dei tuoi abiti maschili.
+Buoni laggiù, sulla costa di Maima, e<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span>
+sulla coperta d&#8217;un naviglio, con la giunta della
+pece e della fuliggine che vi faceva parere un
+diavoletto nero; non potevano andar più in Europa,
+tra gente più o meno civile, dove bisogna
+levarsi le croste d&#8217;attorno, e mettere in mostra
+la più bella faccia del mondo nuovo e del vecchio.
+E vedi, cara, come anche l&#8217;ostessa, quando
+ti viene davanti, non sa più spiccar gli occhi
+da te.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, ho ben veduto; e m&#8217;annoia. Dio sa
+che cosa s&#8217;immagina; che voi, per esempio, bel
+conte, abbiate piantata laggiù sull&#8217;Entella una
+povera castellana a struggersi in pianti e sospiri,
+per venire qua a rubar cuori in Castiglia,
+e portarveli attorno travestiti da scolaretti.</p>
+
+<p>&mdash;Ella non vorrà far questa offesa alla contessa
+Juana del Fiesco, che, se Dio vuole, non
+è a pianger laggiù;&mdash;rispose il capitano, mettendosi
+volentieri sul medesimo tono.&mdash;Venite
+qua, padrona;&mdash;soggiunse, volgendosi all&#8217;ostessa,
+che non era lontana;&mdash;vi piace il mozzo
+Bonito, come gli fa comodo di chiamarsi in
+viaggio?</p>
+
+<p>&mdash;Se mi piace?&mdash;esclamò la donna sincera,
+giungendo le palme ed accostandole al viso.&mdash;Per
+sant&#8217;Jago di Compostella, lo mangerei dai
+baci.</p>
+
+<p>&mdash;Alla larga, dunque, e paghiamo lo scotto;&mdash;disse
+il capitano, ridendo di cuore.&mdash;Perchè,
+vedete, padrona? com&#8217;è vero che il mozzo
+Bonito è mia moglie, e si chiama la contessa
+di Lavagna, voi potreste essere sotto spoglie
+femminili un bel garzone invaghito di lei, e si
+dovrebbe far qui alle coltellate.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;ostessa della Gaita Zamorana parve molto<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span>
+felice della confidenza che quel gran signore si
+compiaceva di farle. Perchè aveva capito benissimo
+di servire un gran signore, che non
+dissimulava punto il suo essere, e una bella
+donna sotto mentite spoglie. Quella bella donna
+era per giunta una gran dama? Tanto meglio,
+quantunque a lei non glien&#8217;entrasse niente in
+tasca: è poi sempre piacevole di aver da fare
+con persone di conto; con dame, anzi che con
+pedine.</p>
+
+<p>&mdash;Signor conte,&mdash;rispose l&#8217;ostessa, inchinandosi;&mdash;l&#8217;avevo
+ben capito io, che era una
+donna. Se la signora mi permetterà, le bacerò
+la mano, che è bella come il viso.</p>
+
+<p>&mdash;Ma, niente divorare, mi raccomando;&mdash;gridò
+il capitano.</p>
+
+<p>&mdash;E scusino, le Vostre Eccellenze;&mdash;ripigliò
+l&#8217;ostessa, animata:&mdash;siete sposi novelli?</p>
+
+<p>&mdash;O giù di lì; ma fate conto che ci serbiamo
+tali per tutta la vita. Due creature che si amano,
+sono sempre nel dì delle nozze.</p>
+
+<p>&mdash;Cavaliero,&mdash;esclamò l&#8217;ostessa,&mdash;voi parlate
+come un angelo.</p>
+
+<p>&mdash;E non vorrete mica divorarlo dai baci anche
+lui!&mdash;scappò detto a Fior d&#8217;oro.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, signora contessa, che dirvi?&mdash;rispose
+l&#8217;ostessa.&mdash;Si esprime in un certo modo, che
+tutte le donne dovrebbero volergli un gran
+bene.</p>
+
+<p>&mdash;Ma non dirglielo;&mdash;replicò Fior d&#8217;oro.&mdash;Venite
+qua, baciate me, e facciamo la pace.</p>
+
+<p>&mdash;Con che gusto, signora!&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, l&#8217;ostessa della Gaita Zamorana
+saltò al collo del mozzo Bonito, e gli stampò
+due bacioni, uno per guancia. Avrebbe ricominciato,<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span>
+se non fosse stata fermata da una osservazione
+del cavaliere.</p>
+
+<p>&mdash;Ponete mente, padrona;&mdash;diceva egli;&mdash;avete
+baciate due guance, su cui oggi appunto
+si sono posate le labbra della vostra regina.</p>
+
+<p>&mdash;Signore Iddio! è vero questo?</p>
+
+<p>&mdash;Come è vero che qui c&#8217;è un castigliano
+per lo scotto.</p>
+
+<p>&mdash;Vi rifaccio il resto, signor conte.</p>
+
+<p>&mdash;No, cara; anzi, eccone qui un altro, per
+fargli compagnia. I castigliani si annoiano, da
+soli. Quanto a noi, abbiamo passate due belle
+ore in pace nel vostro giardino; e valgono certamente
+di più.</p>
+
+<p>&mdash;Tornateci, allora.</p>
+
+<p>&mdash;Se si potrà: ma temo di no.</p>
+
+<p>&mdash;E allora, siate benedetti da Dio; e vi accompagnino
+tutti i santi del cielo.&mdash;</p>
+
+<p>La povera ostessa non capiva più nella pelle.
+Li accompagnò fino sull&#8217;uscio della posada, e
+aveva le lagrime agli occhi, nel vederli partire.</p>
+
+<p>&mdash;Signore! Signore!&mdash;balbettava, seguendoli
+degli occhi, finchè non disparvero dietro
+una svolta della strada solitaria.&mdash;Tanta fortuna,
+alla Gaita Zamorana! chi l&#8217;avrebbe mai
+detto? Una al giorno, di queste coppie benedette,
+e in capo a un anno ci ho da comprarmi un
+poderuccio a Zamora.&mdash;</p>
+
+<p>Il poderuccio! il sogno di tutti coloro che
+non l&#8217;hanno. Sarebbero poi più felici, quando
+l&#8217;avessero? Felici, no; ma certamente meglio
+provveduti, e più tranquilli, per aspettare il
+gran giorno che tutte le noie finiscano.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sai, amico mio, che sei matto!&mdash;disse
+Fior d&#8217;oro al marito, mentre camminava al suo<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span>
+fianco.&mdash;Butti via i castigliani, come se fossero
+maravedis.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, lasciami fare, lasciami sfogare!&mdash;rispose
+egli;&mdash;Son tanto felice! Questa giornata
+vale tutto l&#8217;oro di Veragua. Ed io, non potendo
+di più, ci butterei tutto un viaggio del <i>Paradiso</i>,
+che ho portato saviamente con me, scambio
+di collocarlo in San Giorgio. Ma anche tu,
+cara, butti via i baci, come se fossero bucce di
+limoni. Baci alle regine, baci alle dame di palazzo,
+baci alle ostesse; io solo, poveraccio, resterò
+a bocca asciutta.&mdash;</p>
+
+<p>Fior d&#8217;oro s&#8217;accostò a lui, guardandolo in
+viso.</p>
+
+<p>&mdash;Qui, vuoi?&mdash;gli disse.</p>
+
+<p>&mdash;No, per carità!&mdash;esclamò egli.&mdash;Siamo
+nell&#8217;abitato, e a Valladolid, che è città dentro
+terra. Se fossimo in un porto di mare, potrebbe
+correr liscia, la cosa; si crederebbe che accompagnassi
+a bordo un ragazzo discolo, e non
+mi potessi trattenere da una ripresa di tenerezza
+paterna.&mdash;</p>
+
+<p>Così folleggiavano, come due scolaretti in festa.
+E muovendo per le vie nella direzione del
+Campo Grande, che era il loro punto d&#8217;orientamento
+per ritrovar la via di casa, andavano col
+naso in aria, guardando le insegne. Cercavano
+una <i>sastreria</i>, una bottega di <i>costurera</i>, o qualche
+cosa di simile, da pigliar lingua, almeno, e
+trovare il fatto loro. Nelle vicinanze del Campo
+Grande s&#8217;imbatterono invece nel frate scudiero;
+proprio la mano di Dio.</p>
+
+<p>Frate Alessandro, quel giorno più scudiero
+che mai (del resto, in quel viaggio di Spagna
+non aveva indossata la tonaca se non una volta,<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span>
+a Granata), fece festa al suo capitano, e più ancora
+alla contessa Juana. Sapeva già della liberazione
+di lei, essendo andato a girandolare
+intorno al palazzo di giustizia, e avendo avuto
+dalla gente del vicinato una descrizione del piccolo
+marinaio, bello come un angelo, levato di
+là dentro dalla regina Giovanna. Ma a casa non
+erano tornati; ed egli andava aliando di qua e
+di là, sperando sempre d&#8217;incontrarli.</p>
+
+<p>&mdash;M&#8217;hai detto d&#8217;essere stato altre volte a Valladolid;&mdash;gli
+disse il capitano Fiesco.&mdash;Mi
+troverai dunque una bottega da sarta. La contessa
+non deve più oltre vestire da mozzo; un
+travestimento che non inganna nessuno, ed ha
+il guaio di attirar troppo l&#8217;attenzione della gente.</p>
+
+<p>&mdash;Niente sarta da donna;&mdash;rispose il frate
+scudiero.&mdash;Ho il fatto vostro, se il vecchio
+Abner non è ancora andato a ricoverarsi nel
+seno di Abramo.</p>
+
+<p>&mdash;Un rigattiere?</p>
+
+<p>&mdash;Che! un drappiere, un banchiere, tutto
+quel che vorrete. Nella casa di Abner c&#8217;è un
+po&#8217; di tutto; perfino un lembo della casacca di
+Saul.</p>
+
+<p>&mdash;Della quale non saprei proprio che farmi;&mdash;disse
+il capitano Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, dico così per farvi intendere che in
+casa di Abner non manca la stoffa.</p>
+
+<p>&mdash;E tagliata ad abito di donna?</p>
+
+<p>&mdash;Anche tagliata ad abito di donna, e debitamente
+cucita.</p>
+
+<p>&mdash;Dunque un rigattiere?</p>
+
+<p>&mdash;Ma che rigattiere, se mai! Venite, la piazza
+del Mercadero è qui presso.&mdash;</p>
+
+<p>Seguirono il frate scudiero, per due traverse<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span>
+di strada, e sboccarono nella piazza ch&#8217;egli diceva,
+tutta fiancheggiata di portici. Entrarono
+dietro a lui in un androne, che mandava odor
+di pannine il che non era da rigattieri, e conciliò
+l&#8217;animo del capitano con Abner, e perfino
+con la casacca di Saul.</p>
+
+<p>Giunto in fondo all&#8217;androne, il frate scudiero
+levò la faccia in alto, verso una scala, e gridò:</p>
+
+<p>&mdash;È qui il degno amico mio Abner Ben Meir
+Aben Ezra?</p>
+
+<p>&mdash;Chi mi chiama amico?&mdash;rispose una voce
+nasale.&mdash;Son qua. Datevi la briga di salire;
+non più di venti scalini.</p>
+
+<p>&mdash;Ma alti come i piuoli della scala di Giacobbe;&mdash;disse
+sotto voce il frate scudiero.&mdash;Madonna,
+vi faccio strada.</p>
+
+<p>&mdash;Sei forte d&#8217;ebraico;&mdash;notò il capitano.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, si fa quel che si può;&mdash;rispose umilmente
+quell&#8217;altro.&mdash;Del resto, qui non ci sono
+difficoltà. Abner, figlio di Meir, nipote di Esdra;
+tutti nomi di brave persone dell&#8217;antico Testamento.
+Abner, da non confondere col generale
+di Saul, discende, a sentirlo, da un gran rabbino
+di Toledo, che fiorì nel dodicesimo secolo.
+È dunque carico di gloria; ma più ancora di
+roba. E se vive, e gli è cresciuta debitamente
+una bella bambina, che egli aveva dieci anni
+fa, vedrete che bocciuolo di rosa.</p>
+
+<p>&mdash;E san Francesco permette di badare a queste
+cose?&mdash;disse il capitano, battendo della
+mano sulla spalla al frate scudiero.&mdash;E di bazzicare
+col leone di Giuda?</p>
+
+<p>&mdash;Il glorioso san Francesco non dubitava di
+andar dai lebbrosi;&mdash;notò il frate scudiero.&mdash;E
+vedere, e giudicare quel che si vede, non ha<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span>
+egli proibito a nessuno. Aggiungete che il vecchio
+Abner fu sempre un grande amico dei Francescani,
+a cui fece sempre elemosina.</p>
+
+<p>&mdash;Di bene in meglio;&mdash;conchiuse il capitano.&mdash;Andiamo
+a vedere questa fenice d&#8217;Israele.&mdash;</p>
+
+<p>Il vecchio Abner non riconobbe alle prime
+l&#8217;amico, che con tal nome lo aveva apostrofato
+dal fondo della scala, e frate Alessandro fu costretto
+a rinfrescargli la memoria. Del resto, il
+frate conduceva un buon avventore, di cui gli
+recitava nome, cognome, titoli, patria, e vita e
+miracoli; tutta roba da farlo diventare morbido
+e pieghevole come una pelle di guanto.</p>
+
+<p>Per quel nobilissimo avventore, il vecchio Abner
+Ben Meir Aben Ezra ci aveva di tutto, e dell&#8217;altro
+ancora, com&#8217;egli si compiaceva di dire.
+Le sue stanze erano piene di banchi, e di scaffali,
+che andavano fino ai cornicioni delle vôlte
+Apriva cassetti, apriva forzieri, scopriva e metteva
+in mostra ogni ben di Dio; stoffe in pezza,
+d&#8217;ogni tessuto e d&#8217;ogni colore, damaschi e damaschetti,
+broccati e broccatelli, pannolani e
+pannolini, scarlatti, ferrandine, zendadi, camellotti,
+e via discorrendo. Ma il conte Fiesco voleva
+un abito da donna già fatto, che s&#8217;attagliasse
+alla sua signora, non avendo tempo da
+perdere. E il vecchio Abner lo fece passare in
+un altro stanzone, tutto forzieri, casse intagliate
+e ferrate, stipi, scrigni e bacheche. Era quello
+il <i>sancta sanctorum</i> del suo tabernacolo, dove,
+insieme con ori e gioie d&#8217;ogni specie, dormivano
+nello spigo nardo e nella polvere di giaggiólo
+intieri corredi da sposa, da gran dame,
+da maritate e da vedove. Parecchie di quelle<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span>
+vesti erano già state indossate, ed Abner sapeva
+la storia di tutte. Sciorinò per esempio
+sotto gli occhi del conte Fiesco una veste di
+broccato d&#8217;oro, nuova fiammante, che pur risaliva
+a quarant&#8217;anni addietro, o poco meno, e
+l&#8217;aveva indossata appena una volta la duchessa
+di Truxillo, alle nozze d&#8217;Isabella di Castiglia.
+Quell&#8217;altra, nera, di velluto a opera, era stata
+portata dalla contessa di Fuentes, dama d&#8217;onore
+di Giovanna di Portogallo, moglie ad Enrico
+IV di Castiglia, ed era stata ammirata per
+severa eleganza come abito da viaggio, nell&#8217;anno
+1463, quando la sfarzosa corte di Castiglia
+era andata ad incontrare il misero cortéo del
+gretto e trasandato Luigi XI di Francia sulle
+rive della Bidassóa. Queste e tante altre ricchezze
+di vestiario, come si trovavano là dentro
+a dormire? In tempi più tardi si sarebbe potuto
+ascrivere il fatto ai capricci della moda, e alla
+noia che dovevano sentire le dame per un abito
+di gala portato due volte. Ma allora? Ahimè,
+grandezze umane, assai più mutevoli dei capricci
+della moda! Non pure le fortune dei gran
+signori, ma quelle istesse dei re, in una età di
+rivolgimenti continui, andavano spesso a soqquadro;
+per ogni guerra da intraprendere, per
+ogni pericolo da scongiurare, si metteva in
+pegno il vasellame, le gioie, le vesti sfarzose,
+ogni cosa di prezzo. E non sempre, salvati o
+perduti i dominii, si riscattavano le cose impegnate.</p>
+
+<p>Gli occhi del mozzo Bonito (chiamiamolo ancora
+una volta così) furono attratti da una gran
+veste di rascia fine, che tosto diventò nella parlantina
+di Abner il capo più elegante del suo<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span>
+magazzino. E bisognava notare che quella veste
+non era stata indossata mai; era nuova di
+trinca. La dama che l&#8217;aveva ordinata non era
+più venuta a ritirarla. Quella lì, con un mantello
+nero, di seta o di ferrandina, doveva andare
+a pennello, formare un vestimento senza
+rivali, severo e ricco ad un tempo.</p>
+
+<p>&mdash;Severo sì, ricco no;&mdash;disse il frate scudiero.&mdash;E
+poi, sarà vero che la veste sia nuova,
+non portata mai?</p>
+
+<p>&mdash;Oh, per la barba....</p>
+
+<p>&mdash;Di&#8217; pure, per la barba di Aronne....</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, vi assicuro, frate Alessandro. Vedete
+la fodera, che è candida come la neve, ed
+intatta. Guardate l&#8217;orlo della balza!... Se non è
+nuova fiammante, e non mai escita dalla casa
+di Abner, possa io non veder più la mia figliuola
+Noemi!</p>
+
+<p>&mdash;Ah, la piccola Noemi! Si sarà fatta grande,
+e bella come un occhio di sole.</p>
+
+<p>&mdash;È tutta sua madre;&mdash;mormorò Abner,
+con un sospiro di reminiscenza.</p>
+
+<p>&mdash;Meno male!&mdash;esclamò il frate scudiero.&mdash;Povera
+a lei, se somigliava al babbo!</p>
+
+<p>&mdash;Frate Alessandro! frate Alessandro! Voi
+avete sempre voglia di scherzare.&mdash;</p>
+
+<p>Mentre i due amici, l&#8217;uno del vecchio e l&#8217;altro
+del nuovo Testamento, si bisticciavano così
+allegramente, Juana fermò la sua scelta sulla
+veste di rascia. Per la statura le andava, ed
+anche doveva andarle per il taglio. In quel
+tempo il taglio delle vesti non offriva le dotte
+complicazioni, e non richiedeva i più dotti cincischiamenti
+dei secoli più tardi. Ancora non si
+assassinavano impunemente a colpi di forbice<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span>
+teli di drappo finissimo, che costava un occhio
+del capo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma ci vorrà biancheria;&mdash;disse il frate
+scudiero.&mdash;La signora contessa, venuta in
+abito da marinaio per la poca sicurezza delle
+nostre strade, non ha portato biancheria da
+donna.</p>
+
+<p>&mdash;C&#8217;è tutto, qui, e dell&#8217;altro ancora;&mdash;rispose
+Abner colla sua vanteria di bottegaio.&mdash;Noemi!
+Noemi!&mdash;</p>
+
+<p>Una bella fanciulla sui vent&#8217;anni apparve dal
+vano di un uscio; bianco dorata la carnagione,
+i capegli neri e ricciuti, gli occhi grandi, profondi
+ed accesi della sua schiatta.</p>
+
+<p>Noemi aiutò il babbo a sciorinar biancheria,
+aprendo a sua volta forzieri e ceste. Juana scelse
+tutto ciò che poteva convenirle. E già il vecchio
+Abner preparava un canestro lungo, in cui collocare
+ogni cosa.</p>
+
+<p>&mdash;Ma, veramente, non si vorrebbe portare a
+casa tutta questa roba;&mdash;disse il frate scudiero.&mdash;Non
+ci sarebbe modo d&#8217;indossarla qui?</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, ma sì, caro amico, si può tutto, e
+dell&#8217;altro ancora;&mdash;rispose il vecchio Abner.&mdash;Noemi,
+conduci la signora contessa nella tua
+camera. Dico la signora contessa; e non ti stupire,
+se hai davanti agli occhi il più bel mozzo
+che mai si sia visto in Ispagna.&mdash;</p>
+
+<p>Mentre le donne uscivano dalla stanza, per
+salire al piano superiore, il conte Fiesco mise
+mano alla borsa. Il vecchio Abner capì che poteva
+calcare sui prezzi. Non si mandava la moglie
+a vestirsi di tutta quella roba, se si aveva
+intenzione di lesinare sui prezzi, col risico di
+rimandarla a spogliarsi, per la differenza di<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span>
+pochi castigliani. Fece i suoi conti con molta
+diligenza, tirò la somma, e mise il foglio sotto
+gli occhi dell&#8217;avventore. Ma anche il frate scudiero
+ci volle dare la sua sbirciatina.</p>
+
+<p>&mdash;Cinquanta castigliani!&mdash;gridò.&mdash;Ah furfante!
+Meriteresti d&#8217;esser trattato come quei
+due tuoi antecessori in Israele furono trattati
+dal Cid Campeador, che Dio l&#8217;abbia in gloria.
+Vuoi che te la canti io, la romanza?</p>
+
+<p>&mdash;Lo so, frate Alessandro, non vi scomodate
+per così poco;&mdash;rispose il vecchio Abner,
+senza scomporsi.&mdash;Ed anche voi non riconoscete
+che quella non fu la più bella impresa
+del vostro eroe? Quanto a me, giuro che ho
+fatti i prezzi più onesti. Nessuno si è mai lagnato
+di me. E il signor conte, che conosce il
+prezzo delle cose, giudicherà da pari suo.</p>
+
+<p>&mdash;Giudicherò....&mdash;disse il capitano Fiesco,
+pacatamente.&mdash;Giudicherò quando la contessa
+ci sarà venuta davanti nelle nuove spoglie. Se
+starà bene così rimpannucciata, non leverò un
+maravedis.</p>
+
+<p>&mdash;Mio signore!...&mdash;gridò il vecchio Abner,
+sgranando gli occhi.&mdash;Oh mio signore! Voi
+siete magnifico, da vero Italiano, da vero Genovese.
+Io son sicuro di avere i miei cinquanta
+castigliani. Così ne avessi chiesti sessanta, frate
+Alessandro, che mi fate gli occhiacci! La signora
+contessa parrà una regina, se anche
+avesse indossato una veste di saia. Con quella
+persona! con quella faccia! Rachele e la Sulamite
+ci scapiterebbero al paragone.</p>
+
+<p>&mdash;O Abner, sapientissimo vecchio!&mdash;disse
+il Fiesco, ridendo.&mdash;Prega Dio che non ti sentano
+Giacobbe e Salomone. Quanto a me, tu<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span>
+hai la mia amicizia. E l&#8217;abbia in te la tua
+schiatta. Siete infine il popolo re.</p>
+
+<p>&mdash;Fummo, signor mio, fummo;&mdash;rispose il
+vecchio Abner, abbassando la fronte.</p>
+
+<p>&mdash;A buon conto, avete la storia più antica del
+mondo. La tua nobiltà, Ben Meir e.... il resto che
+non ricordo, va due mill&#8217;anni almeno più su
+della mia. Che siamo noi, conti e marchesi, al
+vostro paragone, o liberati d&#8217;Egitto? In Ispagna
+si fa molto, quando si rimonta agli ultimi dei
+Goti; più su sta monna Luna. In Italia si fa
+molto, quando si rimonta agli ultimi dei Longobardi,
+o ai primi dei Franchi; stirpe di soldatacci,
+di scorridori, di tagliacantoni, che Iddio ne
+scampi ogni fedel cristiano. Voi altri venite giù
+netti, diritti come spade, da Abramo. La vecchia
+religione con le sue benedizioni vi aveva tenuti
+fuori d&#8217;ogni contatto; la nuova, con le sue maledizioni,
+vi ha preservati da ogni miscela. Capisco,
+c&#8217;è l&#8217;odio, che qualche volta annoia. Ma
+gli odiatori prendono volentieri il vostro denaro
+ad imprestito. E voi arricchite. Un giorno o l&#8217;altro,
+io lo prevedo, sarete i padroni del mondo.
+Il nuovo Israele corre alla religione del vitello
+d&#8217;oro; e voi dal Sinai detterete la legge.</p>
+
+<p>&mdash;Possa tu dire il vero!&mdash;mormorò il vecchio
+Abner, mentre sotto le ispide sopracciglia
+gli brillavano gli occhi d&#8217;insolita luce.&mdash;E vorrei
+che lo conosceste, il Sinai;&mdash;soggiunse ad
+alta voce, facendo bocca da ridere.&mdash;Ci ho di
+là ancora qualche bottiglia d&#8217;un vino, che ridarebbe
+la vita ai morti; ed è stato spremuto
+sulla montagna sacra.</p>
+
+<p>&mdash;No, grazie, vecchio Abner; non ho voglia
+di bere.<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ma l&#8217;ho io, Ben Meir Aben Ezra;&mdash;disse
+il frate scudiero.&mdash;Sia questo almeno per la
+mancia, a chi t&#8217;ha condotto un così generoso
+avventore.</p>
+
+<p>&mdash;Che è pronto a darti i cinquanta castigliani;&mdash;aggiunse
+il Fiesco, rimettendo mano
+alla borsa.&mdash;Dio santo! li hai ben guadagnati.&mdash;</p>
+
+<p>La contessa Juana era apparsa sulla soglia,
+splendente di bellezza e di grazia, nella sua
+lunga veste di rascia finissima, e involta la testa
+e le spalle nelle morbide pieghe del suo
+manto di ferrandina. Entrò ridente, la bella, e
+con un rapido moto della snella persona venne
+a gittarsi nelle braccia dell&#8217;amante marito.</p>
+
+<p>&mdash;Damiano!&mdash;gli bisbigliò tra due baci, che
+non la regina Giovanna, non la marchesa di
+Moya, nè l&#8217;ostessa della Gaita Zamorana ne avevano
+sentiti i più ardenti.</p>
+
+<p>Abner Ben Meir, e tutto il resto, aveva finito
+di contare i suoi cinquanta castigliani, e si voltava
+a guardare, dopo aver sentite quelle vivaci
+dimostrazioni d&#8217;affetto.</p>
+
+<p>&mdash;Sposi novelli, capisco;&mdash;diss&#8217;egli, ammiccando.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco la seconda volta che ce lo sentiamo
+dire in un giorno;&mdash;esclamò il capitano Fiesco.&mdash;E
+l&#8217;abbiamo per una benedizione in
+tutte le forme, del nuovo Testamento e del
+vecchio.&mdash;</p>
+
+<p>Ad un cenno del padre, la buona Noemi era
+andata a prendere quella tal bottiglia di vino
+del Sinai. Panciuta, per non distaccarsi ancora
+dal tipo dell&#8217;anfora antica, polverosa e non
+senza avanzi di ragnateli, la sacra bottiglia<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span>
+portava il suggello della sua autenticità in una
+piastra di ceralacca, segnata dall&#8217;impronta d&#8217;un
+convento di frati.</p>
+
+<p>&mdash;Alla gloria di santa Caterina dell&#8217;Oreb!&mdash;disse
+il frate scudiero, quando ebbe pieno il
+suo calice.&mdash;Ed alla felicità degli sposi novelli!&mdash;</p>
+
+<p>I quali, indi a pochi minuti, salutato Abner
+Ben Meir Aben Ezra e la sua bella figliuola
+Noemi, uscivano finalmente di là, l&#8217;uno, o l&#8217;una,
+al braccio dell&#8217;altro. Il frate scudiero, per non
+perder l&#8217;usanza dei fardelli, aveva fatto un involto
+degli abiti del mozzo Bonito, e se li portava
+sotto il braccio, come tante altre volte la
+sua tonaca francescana.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XVIII" id="Capitolo_XVIII"></a><span class="chap">Capitolo XVIII.</span><br /><br />
+
+In manus tuas, Domine....</h2>
+
+
+<p>La liberazione di Fior d&#8217;oro aveva recato un
+gran sollievo allo spirito dell&#8217;Almirante, che si
+accusava (e non sapeva darsene pace) d&#8217;essere
+stato cagione d&#8217;un guaio così grave agli amici
+suoi, invitando il capitano Fiesco in Ispagna.
+Egli sorrise al vedere la contessa vestita finalmente
+in modo conveniente al suo sesso e al
+suo grado, e gli parve d&#8217;intendere la ragione
+per cui la coppia gentile aveva tanto indugiato
+a prendere la via della casa: ma più sorrise del
+suo proprio errore, che era pur tanto naturale,
+quando seppe che i due &#8220;sposi novelli&#8222; avevano
+trovato il modo d&#8217;indugiarsi dell&#8217;altro a far le
+scorribande campestri, come scolaretti in festa.
+Poveri amici! e si capiva che dopo tanti giorni
+di pena non badassero ad altro che a prendere
+una boccata d&#8217;aria e d&#8217;allegrezza all&#8217;aperto.</p>
+
+<p>&mdash;Siete contessa, signora mia, ma siete sempre
+una regina; ed anche tale da illuminare una
+corte del vecchio Mondo;&mdash;diss&#8217;egli a Fior
+d&#8217;oro, con quel suo bel sorriso, che gli rischiarava
+il volto, trasfigurandolo.<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span></p>
+
+<p>Per quel resto di giornata non parve sentir
+più i suoi dolori, che pure coll&#8217;inoltrarsi della
+primavera s&#8217;erano fatti più acerbi. A compir
+l&#8217;opera giungeva sul tardi la marchesa di Moya.</p>
+
+<p>&mdash;Voi siete il nostro buon angelo;&mdash;le disse,
+volendo ad ogni costo baciarle la mano.&mdash;Quanto
+vi dobbiamo, marchesa! e quanto vi
+debbo io particolarmente! Voi sola, infine, avete
+pagato il mio debito a questi &#8220;sposi novelli&#8222;
+che hanno dovuto soffrir tanto per la disgrazia
+di essermi amici.&mdash;</p>
+
+<p>La serata passò in lieti ragionamenti. Non
+pareva di essere al letto di un infermo, bensì
+di un convalescente alla vigilia della sua partenza
+per un pellegrinaggio di ringraziamento
+a qualche famoso santuario. L&#8217;Almirante parlò
+lungamente di Genova, riandando tutte le memorie
+della sua infanzia lontana. E da Genova
+si spingeva volentieri più in là, fino alla Gioiosa
+Guardia, che aveva in animo di visitare.</p>
+
+<p>&mdash;Andremo, donna Beatrice;&mdash;diceva.&mdash;Perchè
+voi non mi farete il torto di lasciarmi andar
+solo, a visitare i nostri amici nel loro maraviglioso
+castello. E dicono che il nostro capitano
+n&#8217;abbia fatto un luogo di delizie, come ai
+tempi suoi Lancillotto del Lago, quando ebbe occupata
+la Dolorosa Guardia, e mutatole il nome.
+Son graziosi, questi cambiamenti di nome; e
+pare che allarghino il cuore. Chi si spaventa
+più del capo Tormentoso, del capo delle Tempeste,
+dopo che Bartolomeo Diaz lo ha girato,
+imponendogli il nome di Buona speranza? Nel
+castello di Gioiosa Guardia passeremo una settimana
+piacevolissima; anche due, se ci vorrete,
+amico Fiesco. E voi sarete anche tanto<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span>
+cortese da farmi capitare lassù tutti i vecchi
+marinai di Chiavari, di Lavagna, di Zoagli, di
+Rapallo, di Santa Margherita, di Portofino, perchè
+io possa ragionare con tutti, a modo nostro,
+parlando un poco la madre lingua di Lanzerotto
+Maluccello e di Ugolino Vivaldi, nostri
+precursori nobilissimi sulla marina d&#8217;Atlante.
+Ho ancora negli occhi le immagini d&#8217;una bella
+giornata nel golfo Tigulio, col suo specchio
+d&#8217;acque tranquille, e quelle tre punte verdi del
+promontorio là in fondo. E l&#8217;abbazia di San Fruttuoso
+a Capodimonte! Che pace, là dentro, sotto
+le arcate di quei portici, dove non c&#8217;erano neanche
+più i frati d&#8217;una volta! Ricordo che contemplando
+quel po&#8217; di mare turchino, chiuso
+tra due scogliere, e quasi senza orizzonte, non
+avrei voluto andarmene più via. Si stava così
+bene, non pensando a nulla, non desiderando
+più nulla! È vero che non avrei scoperte le
+nuove terre di là dall&#8217;Atlantico, restando in contemplazione
+laggiù.</p>
+
+<p>&mdash;Meglio dunque aver lasciata la vita contemplativa
+per l&#8217;attiva;&mdash;disse il capitano
+Fiesco.</p>
+
+<p>&mdash;Chi sa?&mdash;riprese l&#8217;Almirante.&mdash;Lo spirito
+umano non ha pur esso qualche diritto alla
+pace? Ed anche altre creature, a migliaia di migliaia,
+avrebbero avuto pace, se io fossi rimasto
+colà, nella vecchia abbazia, a conversare con
+le ombre dei Doria. Ma ecco, senza volerlo, incappo
+in un brutto pensiero.... quasi in una
+eresía. Se io rimanevo laggiù, come si sarebbero
+aperte tante regioni al Vangelo, e condotti
+tanti popoli alla conoscenza del Dio vero? Aggiungiamo
+che la vita è milizia, e che l&#8217;uomo<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span>
+è soldato. Il soldato ha diritto di posare un
+istante sulla sponda del ruscello, per prender
+l&#8217;acqua nel cavo della mano e ristorarsene. Ma
+niente più di così; Gedeone, forza demolitrice,
+li chiama, e bisogna saltare in piedi, precipitarsi
+nella notte, colla fiaccola e con la spada,
+sopra la gente di Madian.&mdash;</p>
+
+<p>Così parlava quell&#8217;uomo semplice e grande,
+anima di guerriero e di poeta; e gli fioriva naturalmente
+sul labbro la immagine biblica, che
+è della più alta poesia onde sia stata mai rallegrata
+la terra. Ma fu l&#8217;ultimo giorno lieto di
+quell&#8217;uomo, che sopraffatto dal suo male, nutrendosi
+sempre più scarsamente, era diventato
+cereo, diafano, quasi l&#8217;ombra di sè stesso, non
+vivendo altrimenti che per gli occhi, animati
+tuttavia del raggio divino, e per le labbra, su
+cui si veniva spegnendo il vermiglio, ma donde
+spiravano sempre in calde parole gli elevati
+pensieri.</p>
+
+<p>Beatrice di Bovadilla fu ancora un giorno
+presso la regina, che era ritornata da una visita
+a Medina del Campo e alla tomba di sua
+madre. Sperava di persuaderla a visitare l&#8217;Almirante,
+o almeno ad occuparsi di lui, come
+ella aveva promesso; ma Giovanna, tutta al
+suo Filippo, non aveva tempo da ciò. Si era
+anche sempre in negoziati col Ximenes, per
+riamicare i giovani sovrani col re Ferdinando;
+nè l&#8217;amministrazione di Castiglia, per essere
+ancora in mano al Ximenes, poteva dirsi abbandonata
+da Ferdinando, più attaccato che mai
+alla sua preda. Così la Corte, scambio di scendere
+nella nuova Castiglia, ritornava a Burgos,
+capitale della vecchia. E la marchesa di Moya,<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span>
+non volendo per un verso allontanarsi dall&#8217;Almirante,
+seccandosi per l&#8217;altro delle strane gelosie
+di Giovanna, non accompagnò la regina
+a Burgos, lasciando volentieri ad altre dame
+di Castiglia gli onori e le noie di una illustre
+servitù. Per tenere i nuovi sovrani in guardia
+contro gli artifizi di Ferdinando c&#8217;erano i nobili
+castigliani, coi quali Beatrice di Bovadilla era
+andata fino a Laredo; per ottenere il riconoscimento
+dei diritti di don Cristoval e la sua reintegrazione
+nelle pristine dignità, non bisognava
+neanche essere tutti i giorni a intronar le orecchie
+regali. E poi, l&#8217;Almirante deperiva ad occhi
+veggenti; gli assalti del suo male si facevano
+anche di giorno in giorno più spessi. Restando
+sola qualche volta al capezzale di lui, Beatrice
+di Bovadilla guardava con tenerezza e sgomento
+quel suo viso smunto; e gli parlava, sforzandosi
+d&#8217;esser tranquilla, sorridendo perfino, quando i
+vividi sguardi dell&#8217;infermo si volgevano a lei,
+con quella intensità che forse era desiderio di
+non perder nulla delle ore fuggenti, e che a lei
+aveva l&#8217;aria d&#8217;una paurosa interrogazione. L&#8217;ammalato
+pareva calmarsi a grado a grado nella
+vicinanza di donna Beatrice; specie quando ella
+posava la sua mano su quelle di lui, rattrappite
+dalla gotta, ma calde, scottanti di febbre.</p>
+
+<p>Il medico appariva due volte ogni giorno; ma
+non sapeva che consigliare di nuovo. Citava di
+Galeno il poco che questi aveva scritto intorno
+a quel male; ricordava le opinioni d&#8217;Ippocrate
+e di Areteo sull&#8217;artritide; ma non sapeva neanche
+lui se si trattasse d&#8217;un catarro stillante a
+goccia a goccia nelle articolazioni, e cagionante
+dolori e gonfiezza, come il primo aveva creduto,<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[321]</a></span>
+o d&#8217;una infiammazione delle articolazioni, come
+avevano sentenziato quegli altri. Calma, molta
+calma, emollienti, torpenti, e sperare in Dio;
+ma certo ci sarebbe voluta la gioventù, e una
+macchina meno maltrattata da tanti travagli e
+burrasche.</p>
+
+<p>L&#8217;infermo aveva spesso la visione del passaggio
+imminente. Guardava davanti a sè nello
+spazio, con gli occhi sbarrati, dolendosi di non
+vedere più nulla.</p>
+
+<p>&mdash;Gran nebbia!&mdash;mormorava.&mdash;Gran nebbia,
+che si muterà presto in tenebre fitte! Doloroso,
+il morire! E non ho mai temuta la morte;
+ed anche oggi l&#8217;avrò per una liberazione. Ma
+avrei voluto lasciar sicuro e degno uno stato
+ai miei figli. Donna Beatrice, vi prego, aprite
+quello stipo; c&#8217;è il mio ultimo testamento; voglio
+che lo leggiate, per dirmene il vostro parere,
+prima che io lo consegni al notaio.&mdash;</p>
+
+<p>Un primo testamento lo aveva fatto l&#8217;Almirante
+otto anni prima, e appunto il 22 febbraio
+del 1498, innanzi di partire per il suo terzo viaggio
+di scoperta, istituendo un maggiorasco nella
+sua famiglia, e lasciando a Genova, sua città
+natale, il decimo delle sue rendite per isgravio
+dei dazi sul grano, sul vino, sulle grasce, e sull&#8217;altre
+vettovaglie. Arrivato poi dalla Spagnuola,
+dopo la sofferta prigionía, e ritornato in isperanza
+di cose maggiori, n&#8217;aveva scritto súbito
+a Genova, al Magistrato di San Giorgio, avendo
+anche fatto disegno che tutte le rendite sue fossero
+a mano a mano investite in quel banco.
+Ma alla sua lettera non si erano fatti vivi i magnifici
+Signori di San Giorgio; ond&#8217;egli, tornato
+dal quarto viaggio, scriveva il 27 dicembre 1504<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[322]</a></span>
+a messer Nicolò Oderigo, amico suo genovese;
+&#8220;.... fu discortesia di cotesti Signori di San Giorgio,
+il non aver dato risposta; nè con ciò hanno
+accresciuta l&#8217;azienda; lo che dà ragione a dire
+che chi serve al comune non serve a nessuno&#8222;.
+Veramente, dovevano aver risposto; perchè tra
+le carte del Banco si trovò poi la minuta della
+lettera loro, onorevole documento di patria riconoscenza.
+Ma certo non giunse a lui quella
+lettera; e fu cagione che un nuovo testamento
+lasciasse fuori il generoso legato.</p>
+
+<p>Quello che Beatrice di Bovadilla era chiamata
+a leggere, era un codicillo, scritto dall&#8217;Almirante
+fin dal 25 agosto dell&#8217;anno 1505. In quella scrittura,
+egli chiariva e confermava le sue volontà
+per rispetto al maggiorasco, e a tutte le persone
+del suo nome, figli, fratello ed eredi. E lèsse
+tutto, la buona marchesa di Moya, anche un
+paragrafo che non le doveva piacere per le
+memorie che le suscitava, ma ch&#8217;ella poteva
+nondimeno ammirare come una bella testimonianza
+di delicatezza d&#8217;animo. Il paragrafo era
+questo:</p>
+
+<p>&#8220;Dico e comando a don Diego mio figlio, o
+a chi erediterà, di pagare ogni debito di cui
+lascio qui espresso un memoriale, e tutti gli
+altri che sembreranno giustamente miei. Gli
+lego inoltre di avere special cura di Beatrice
+Enriquez, madre di don Ferdinando mio figlio,
+di provvederla affinchè possa vivere onestamente,
+siccome persona a cui sono di tanto aggravio.
+E questo si faccia a scarico mio di coscienza,
+perchè ciò molto mi pesa per riguardo
+dell&#8217;anima. La ragione di ciò non è lecito scriverla
+qui.<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[323]</a></span>&#8222;</p>
+
+<p>&mdash;Era obbligo mio, non credete?&mdash;mormorò
+l&#8217;infermo, come la vide giunta al fine
+della pagina.</p>
+
+<p>&mdash;Sì;&mdash;rispose Beatrice di Bovadilla.&mdash;Povera
+donna! E Dio sa come io l&#8217;ho scongiurata
+di venire a voi!</p>
+
+<p>&mdash;Lo so, generosa amica, lo so.&mdash;</p>
+
+<p>Nè altro disse egli più, su quel tema doloroso;
+e Dio solo seppe quante altre cose rivolgesse
+nell&#8217;anima. Nè la più amante delle due
+Beatrici, che altamente sentiva, volle turbare
+con indiscrete parole la santità di quell&#8217;ora.</p>
+
+<p>Per cacciare i tristi pensieri, la pietosa signora
+lèsse il memoriale dei piccoli obblighi
+che l&#8217;Almirante aveva ricordati con tanta diligenza,
+e insieme con tanto candore, dai centonovantacinque
+ducati complessivamente dovuti
+a parecchi suoi concittadini, come Luigi Centurione
+Scotto, Paolo Di Negro, e Battista Spinola
+del ramo di Luccoli e dei signori di Ronco, fino
+al mezzo marco d&#8217;argento ad un ebreino di cui
+non rammentava il nome, ma che indicava minutamente,
+come quello che soggiornava, vent&#8217;anni
+prima, alla porta della <i>Juiveria</i>, in Lisbona.</p>
+
+<p>&mdash;Quanti vecchi debiti!&mdash;diss&#8217;egli, con un
+mesto sorriso.&mdash;E tutti di Lisbona, vedete?
+L&#8217;Almirante maggiore del mare Oceáno ebbe
+in principio da pensare a mettere la parte sua
+nelle spedizioni navali; quando ne poteva trar
+redditi, la Corona, sua partenevole, non si è
+curata di farglieli pagare. E fondo maggioraschi,
+e muoio nella miseria!</p>
+
+<p>&mdash;Anche questa povertà ci voleva, per comporvi
+l&#8217;aureola;&mdash;notò Beatrice di Bovadilla,<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[324]</a></span>
+sollevando colla nobiltà della frase l&#8217;umiltà dell&#8217;argomento
+su cui era caduto il discorso.&mdash;Quanto
+al morire, ci sarà tempo. Vogliamo ancora
+veder succedere molte cose, e molta giustizia
+esser resa.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;infermo tentennò il capo sull&#8217;origliere.</p>
+
+<p>&mdash;Sento che non avrò tempo di aspettarla.
+Che giorno abbiamo?</p>
+
+<p>&mdash;È martedì,&mdash;rispose donna Beatrice,&mdash;diciotto
+di maggio. Doman l&#8217;altro, festa solenne;
+e speriamo che possiate scendere un pochino
+dal letto, per celebrarla con noi.</p>
+
+<p>&mdash;Scendere, no; salire piuttosto;&mdash;diss&#8217;egli.&mdash;Non
+sarà l&#8217;Ascensione? il giorno che nostro
+Signore è salito al cielo, dopo aver tanto patito
+per la redenzione degli uomini? Vedrete.... morrò
+io, doman l&#8217;altro.</p>
+
+<p>&mdash;Che pensieri son questi? Siate sempre il
+mio cavaliere, don Cristoval, e obbeditemi, cacciando
+i brutti pensieri. Volete proprio farmi
+paura?&mdash;</p>
+
+<p>Fremeva, la povera donna, e parlava con
+tono risoluto, quasi ilare, come se non temesse
+di nulla.</p>
+
+<p>Il medico ritornò quella sera, nell&#8217;ora che
+tornava più forte la febbre. Anch&#8217;egli fingeva
+d&#8217;esser tranquillo; ma, voltata la faccia alle persone
+della famiglia, batteva le labbra. Anzi,
+uscito dalla stretta dell&#8217;alcova, e andato nel
+vano della finestra a discorrere col capitano
+Fiesco, gli mormorò qualche cosa all&#8217;orecchio.
+Notò l&#8217;atto l&#8217;infermo, e coll&#8217;udito finissimo che
+sogliono avere in certe occasioni i malati, colse
+a volo le parole del medico.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa consiglia il savio?&mdash;domandò<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[325]</a></span>
+egli, sollevandosi sulla vita.&mdash;Che Iddio venga
+a visitarmi? Ma io lo desidero, con tutte le forze
+dell&#8217;anima.</p>
+
+<p>&mdash;Lo credo, lo credo;&mdash;rispose il medico,
+tornando prontamente verso l&#8217;alcova.&mdash;Parlavo
+d&#8217;altro, io; dicevo di voler provare un
+nuovo rimedio, per calmare la febbre. Ma la
+visita del gran consolatore si può ricevere ad
+ogni ora; e sia domani, o doman l&#8217;altro, come
+Vostra Eccellenza vorrà.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, doman l&#8217;altro;&mdash;disse l&#8217;infermo.&mdash;Sono
+avvertito di poterlo aspettare; e mi piace
+che sia il giorno dell&#8217;Ascensione;&mdash;soggiunse,
+con un accento che andò come una pugnalata
+al cuore di donna Beatrice.&mdash;Domani, intanto,
+vorrei pensare alle cose della terra, che sono
+pure a scarico della coscienza. Conte Fiesco,
+mio buon amico, vorrei per domattina un notaio.&mdash;</p>
+
+<p>Il desiderio suo fu appagato. La mattina del 19
+era chiamato al suo letto don Pedro de Hinojedo,
+&#8220;scrivano di camera delle Altezze Loro, scrivano
+provinciale nella loro Corte e Cancelleria,
+e loro scrivano e notaro pubblico in tutti i loro
+regni e signorie&#8222;. Ricevette egli e trascrisse
+nel suo rogito il foglio consegnato a lui dall&#8217;illustre
+infermo; ed erano &#8220;testimoni presenti,
+chiamati e pregati, il baccelliere Andrea Mirmena
+e Gaspare della Misericordia, abitanti di
+questa città di Valladolid, e Bartolomeo Fiesco,
+Alvaro Perez, Giovanni d&#8217;Espinosa, Andrea e
+Fernando Vargas, Francesco Manuel, e Fernando
+Martinez, servitori del signor Almirante&#8222;.</p>
+
+<p>Partito il notaio, seguì una giornata di tregua.<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[326]</a></span></p>
+
+<p>L&#8217;infermo sentiva ancora i suoi dolori, e ne
+dava cenno, ma ad intervalli, con un tenue
+rammarichìo. Come altre volte, notavano i suoi
+familiari; come altre volte, che gli assalti del
+male si erano fatti a grado a grado men forti,
+ed egli aveva superate le crisi più minacciose.
+A giustificare queste rinate speranze, nel pomeriggio
+il signor Almirante aveva preso un
+po&#8217; di brodo, mostrando di trovarlo gustoso; si
+era un po&#8217; sollevato sulla vita, e aveva sorriso
+amabilmente a tutti, riconoscendo i più umili,
+e ringraziandoli della loro assistenza. Chiedeva
+anche dell&#8217;Adelantado, che da due giorni non
+aveva più visto, e gli si dovette rispondere che
+il suo degno fratello era andato a Burgos, per
+presentarsi alla regina Giovanna e ricordarle
+una certa promessa fatta una settimana innanzi
+alla marchesa di Moya.</p>
+
+<p>Veramente, don Bartolomeo Colombo era andato
+con altro proposito a Burgos, vedendo la
+necessità di avvertire il nipote don Diego dello
+stato di suo padre, che destava tante inquietudini,
+e ottenergli dalla corte un congedo, perchè
+potesse recarsi al capezzale dell&#8217;infermo. Ma
+nella stessa occasione il signor Adelantado voleva
+anche presentarsi alla regina Giovanna,
+che già una volta a Laredo aveva trovata così
+affabile e piena di buone intenzioni a favore del
+signor Almirante.&mdash;Se potessi portare con me
+quattro righe di scritto;&mdash;esclamava don Bartolomeo
+Colombo,&mdash;sarebbe per mio fratello
+un rimedio più efficace di quanti n&#8217;abbia inventati
+la medicina, da Esculapio fino al dottor Villalobos.&mdash;</p>
+
+<p>L&#8217;annunzio del <a name="tn326" id="tn326"></a><span class="correction" title="originale: viagggio">viaggio</span> di suo fratello a Burgos<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[327]</a></span>
+fu accolto da don Cristoval con un mesto
+sorriso.</p>
+
+<p>&mdash;Torni presto, il mio buon fratello, il mio
+fido compagno di pericoli;&mdash;diss&#8217;egli:&mdash;ma
+notizie di Corte io non ne aspetto più.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè? non è da disperare ancora;&mdash;notò
+la marchesa.&mdash;Dopo ciò che la regina mi ha
+detto!</p>
+
+<p>&mdash;E non fatto!&mdash;replicò l&#8217;Almirante.&mdash;E
+dove non avete ottenuto voi, chi altri può sperar
+di ottenere? Del resto, Bovadilla,&mdash;soggiunse
+egli, chiamandola per la prima volta con quel
+nome, che a lei suonò dolce come una carezza,&mdash;alla
+vigilia di appressarmi a Dio, non voglio
+più accoglier pensieri di grandezze umane. Le
+ho sepolte nel mio testamento, per coloro che
+saranno dopo di me. Io aspetto giustizia da chi
+mi può usare misericordia. Non più dignità, non
+più onori; Cristoforo Colombo, pei miei concittadini....
+Cristoval Colon, per chi m&#8217;ama ancora, in
+questa patria d&#8217;adozione; ecco ciò che deve restare
+di me. Non piangete, vi prego. Non piango
+io, Bovadilla! son calmo e sereno; sento una
+pace, qui dentro, che mi maraviglia.... e mi
+piace.&mdash;</p>
+
+<p>Poco dopo reclinò la fronte, e si addormentò,
+d&#8217;un sonno leggero e dolce, come un bambino.
+Ah, se quel sonno avesse potuto ristorarne le
+forze!</p>
+
+<p>Ma quel discorso aveva profondamente contristati
+gli amici. Che significava quel senso di
+rinunzia a tutto ciò che fino allora aveva animato,
+quasi tenuto in vita il signor Almirante?
+Non forse l&#8217;istessa rinunzia alla vita?</p>
+
+<p>&mdash;Triste!&mdash;esclamò il capitano Fiesco, in<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[328]</a></span>
+un di quei brevi colloquii ch&#8217;egli e Fior d&#8217;oro
+avevano ad intervalli con la marchesa di Moya.&mdash;Anche
+la speranza l&#8217;ha abbandonato.</p>
+
+<p>&mdash;È vero; e lo pensavo ancor io;&mdash;disse
+donna Beatrice.&mdash;È un brutto indizio. Ma se
+ha da morire,&mdash;riprese ella, con voce piena di
+sdegno e di lagrime,&mdash;è bene che muoia così,
+col sentimento della ingratitudine dei grandi.
+Giovanna è incapace di star due ore in un pensiero,
+che non sia la sciocca bellezza del suo
+sciocco marito; Ferdinando è perfido; e l&#8217;una e
+l&#8217;altra Corte proseguono le loro particolari ambizioni;
+chi può pensar oggi allo scopritore di
+un mondo?</p>
+
+<p>&mdash;Gran macchia sarà per la Spagna, se egli
+muore così trascurato, vilipeso, senza aver ottenuto
+giustizia;&mdash;conchiuse Bartolomeo Fiesco,
+fremendo.</p>
+
+<p>&mdash;No, conte, non dite ciò;&mdash;rispose la marchesa.&mdash;Rimorso,
+sì, e non per sè stessa, ma
+per coloro che l&#8217;hanno in governo; macchia no,
+macchia no. La Spagna è più pura e più tersa
+che mai. Alla mente più eletta che Iddio mandasse
+in terra a glorificare il suo nome, la Spagna
+ha già reso giustizia. Pei suoi monarchi, vi
+basti Isabella. Per la sua nobiltà, vorrete dimenticare
+i Medina, i Quintanilla, i Santangel? Per
+gli uomini suoi di pietà e di dottrina, non ricorderete
+Giovanni Perez Marchena, Diego di Deza,
+il cardinale Mendoza? Quanto al suo popolo,
+rammentatelo, vedetelo tutto accalcato sul passaggio
+dello scopritore, del messo di Dio, da
+Cadice a Barcellona: fu mai nell&#8217;antica Roma
+trionfo più grande di quello? E vedetelo, il popolo
+spagnuolo, ammiratelo ancora con me, in<span class="pagenum"><a name="Page_329" id="Page_329">[329]</a></span>
+questo povero Gil García, che senza sapere di
+guerre, d&#8217;ingiustizie, di viltà dei potenti, paga
+per tutti il debito della riconoscenza e dell&#8217;amore,
+ospitando l&#8217;Almirante in sua casa. È modesta,
+la casa; ma erano più modesti ancora i
+primi templi innalzati alla gloria del Dio vero.
+E voi lo vedete, il vecchio marinaio, quante
+volte passate per l&#8217;anticamera; fermo là, che
+non osa entrare dal suo comandante, che non
+osa chieder notizie, per timore di averle cattive,
+ed ha sempre gli occhi pieni di lagrime. Questa
+è la Spagna, amico, e tutto il resto che sapete,
+lo potreste anche ignorare con me. Finalmente,&mdash;conchiuse
+la marchesa con accento di nobile
+alterezza,&mdash;se nessun altri qui, tra i Pirenei e
+l&#8217;Atlantico, avesse fatto il debito suo per quell&#8217;uomo,
+ci sarei sempre io, Bovadilla; e penso
+che potrei bastare, agli occhi della posterità. Vi
+lascio, amici; sento ch&#8217;egli mi cerca.&mdash;</p>
+
+<p>E strette con moto convulso le mani del Fiesco
+e della contessa Juana, si avviò verso la camera
+dell&#8217;Almirante, asciugando in fretta le sue
+lagrime. Anch&#8217;ella, come Gil García, n&#8217;aveva
+sempre gonfie le palpebre. E doveva rattenerle,
+al capezzale del caro infermo; e la più parte
+del tempo doveva esser là, con aspetto tranquillo.
+Quando non c&#8217;era, sentiva d&#8217;esser cercata;
+nè mai s&#8217;ingannava, e ne aveva la conferma
+nelle parole di lui, negli atti del viso, nel
+lampo degli occhi. Conferisce questi doni di seconda
+vista l&#8217;amore.</p>
+
+<p>&mdash;Come soffre!&mdash;mormorò Fior d&#8217;oro.&mdash;Ed
+ha la virtù di sorridere, quando è vicina
+a lui.</p>
+
+<p>&mdash;Per questo,&mdash;disse il Fiesco,&mdash;non ci<span class="pagenum"><a name="Page_330" id="Page_330">[330]</a></span>
+siete se non voi, donne, che sapete vincer l&#8217;affanno,
+e mostrare il volto sereno.&mdash;</p>
+
+<p>La notte del signor Almirante fu quieta, con
+pochissima febbre. L&#8217;infermo aveva potuto dormire,
+a parecchie riprese, un paio d&#8217;ore. I cuori
+si riaprivano alla speranza; anche quello di Bovadilla,
+che vide apparire l&#8217;alba del 20 senza
+troppo terrore. Ma come la prima luce del giorno
+penetrò nella stanza, il signor Almirante volle
+la visita di Dio.</p>
+
+<p>&mdash;Non vi ho detto che lo desidero?&mdash;disse
+egli, a chi mostrava di non vedere la necessità
+della cerimonia religiosa.</p>
+
+<p>Frate Alessandro andò tosto al vicino convento
+di San Francesco, e tornò col priore,
+che già aveva visitato don Cristoval durante il
+suo soggiorno in Valladolid. La confessione fu
+breve; ricevendo l&#8217;assoluzione, il signor Almirante
+espresse il desiderio che la sua salma
+fosse depositata nel chiostro del convento, per
+divozione al poverello d&#8217;Assisi, la cui vita terrena
+era stata tutta amore, sacrifizio, e glorificazione
+delle opere di Dio.</p>
+
+<p>Poi venne col viatico il parroco di Santa Maria
+l&#8217;Antigoa, sotto la cui giurisdizione ecclesiastica
+era la casa di Gil García. Tra le preghiere
+degli astanti genuflessi, a cui rispondeva con
+ferma voce l&#8217;Almirante, levato sui guanciali il
+capo e le spalle, gli occhi scintillanti di viva
+luce, e giunte le scarne mani sul petto, la cerimonia
+fu commovente; cerimonia paurosa per
+istrazio interiore a quanti ancor pieni di vita
+sono costretti a pensare una volta l&#8217;orribil momento
+che dovranno lasciarla; cerimonia solenne
+d&#8217;insegnamenti a chi vede in essa la chiusa<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[331]</a></span>
+del dramma oscuro dell&#8217;esistenza, il punto fatale
+che tutte le ambizioni soddisfatte vanno in
+dileguo sulla medesima china delle speranze
+deluse, e piacere e dolore, e bene e male delle
+nostre passioni, nobili o ree, ma tutte egualmente
+fumose, si estinguono nell&#8217;eterno silenzio,
+mentre un arcano conforto di promesse celesti
+entra nell&#8217;anima per quelle medesime labbra
+che si torceranno nello spasimo della morte
+terrena. Dio, il consolatore invisibile, è là: si
+sente giungere, appressarsi, discendere, con la
+parola augusta che gli angeli hanno insegnata
+alle povere lingue degli uomini.</p>
+
+<p>Partitosi di là il religioso cortéo, al morire
+delle voci oranti sulla via, l&#8217;Almirante si assopì.
+Ma furono pochi minuti di tregua, che oramai
+non ingannavano più nessuno dei suoi familiari.
+Era grave, affannoso il respiro; apparivano
+contratti i muscoli della bocca, infossate
+le occhiaie; ardevano i polsi, battuti dalla febbre;
+la fronte e le tempie s&#8217;imperlavano di sudore
+gelato. Ad un tratto aperse le palpebre, e
+mosse gli occhi lentamente in giro, considerando
+l&#8217;uno dopo l&#8217;altro i presenti.</p>
+
+<p>&mdash;Diego?&mdash;chiese egli poscia.&mdash;L&#8217;Adelantado?
+Non sono ancora arrivati? Poveretti!...&mdash;</p>
+
+<p>E pareva volesse soggiungere: non mi vedranno
+più vivo.</p>
+
+<p>Stette alquanto in silenzio; poi, volgendo lo
+sguardo al figliuolo Fernando, lo chiamò più
+vicino.</p>
+
+<p>&mdash;Sei qui per tutti?&mdash;mormorò.&mdash;Sian tutti
+in te benedetti.&mdash;</p>
+
+<p>Il giovane si era abbandonato, singhiozzando,
+sotto la carezza delle mani paterne.<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[332]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Perchè piangi?&mdash;riprese il morente.&mdash;È
+la legge. Obbedisci alla legge. Felice chi la intende
+da giovane, e ad essa conforma tutti i
+suoi atti, dominando tutte le sue passioni, perdonando,
+ed amando.... Va, sii forte, figliuolo;&mdash;riprese,
+dopo un istante di pausa.&mdash;Anche
+il tuo capo amato mi pesa.... Aprite, aprite quella
+finestra, ch&#8217;io respiri ancora una volta quell&#8217;aria...
+che tanti felici respirano.&mdash;</p>
+
+<p>Ringagliardiva la febbre; ed egli ansimava,
+si agitava irrequieto, si levava sui fianchi, agitando
+le braccia, come se cercasse di aggrapparsi
+a qualche cosa.</p>
+
+<p>&mdash;Povera creta!&mdash;esclamò egli.&mdash;A che ti
+affanni? Vuoi tu vivere per forza?&mdash;</p>
+
+<p>Frate Alessandro gli si accostò amorevolmente,
+bisbigliandogli qualche parola di conforto.</p>
+
+<p>&mdash;Fidate in Dio, signor Almirante. Egli, padre
+misericordioso e giusto, vorrà operare un prodigio
+per voi.... e per noi.&mdash;</p>
+
+<p>Gli occhi del morente mandarono lampi d&#8217;insolita
+luce, alle amorevoli parole del frate scudiero.</p>
+
+<p>&mdash;Dio!&mdash;gridò egli.&mdash;Dio! L&#8217;ho sentito sull&#8217;Oceano,
+dominare con la sua voce il fragore
+delle tempeste. Dio m&#8217;ha assistito, Dio ha voluto
+conservar la mia fama nel sale dell&#8217;amarezza.
+Dio la mia forza, Dio la mia gloria. A lui tutto;
+senza di lui non sarei nulla. E son passato nella
+vita ancor io, amato assai più ch&#8217;io non meritassi.
+Fu grazia di Dio che mi amassero a gara
+tutte le nobili creature di Spagna; il buon padre
+Marchena, il Quintanilla, il Santangel, consolatori
+benigni; Diego di Deza, mia spada; il santo<span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[333]</a></span>
+Mendoza, mio scudo; Beatrice di Bovadilla, angelo
+mio tutelare; Isabella, onore del trono. Perchè
+vissuta, Isabella? Non forse perchè si schiudesse
+mercè sua un nuovo mondo alla legge
+di Dio, alla legge d&#8217;amore?... Ah, l&#8217;odio! l&#8217;odio
+livido e nero! ah, la sete dell&#8217;oro, sete inestinguibile,
+sete crudele!... Questo sanno far gli uomini,
+dei doni di Dio! Si muoverà dunque alla
+grande concordia della famiglia umana, passando
+per la strage e pel sangue? I poveri Indiani!
+i disgraziati innocenti, scannati senza
+pietà da uno stuolo di belve. Schiavi!... non più
+schiavi, sotto la legge di Cristo!... Pure, entravano
+nelle case del ricco; servi, facevano parte
+della famiglia cristiana, recitando insieme col
+padrone la preghiera che eleva, la preghiera che
+purifica, la preghiera che per un&#8217;ora fa tutti
+fratelli i nati d&#8217;un medesimo seme. Ma no, non
+più schiavi: è cosa iniqua, la schiavitù. Nobili
+cuori! E li lasciate liberi, voi; liberi di faticare
+al sole rovente, nelle vostre piantagioni; liberi
+di morire nel solco inondato del loro sudore;
+liberi di ricevere la nerbata, se le stanche membra
+rifiutano per un istante l&#8217;immane fatica;
+liberi di fuggire, per esser rincorsi tra le selve,
+addentati, lacerati dai vostri cani di Corsica: liberi
+di morire fra i tormenti, sui palchi infami,
+sui roghi, dove stride la fiamma e la carne.</p>
+
+<p>&mdash;E Dio permette!&mdash;mormorò il capitano
+Fiesco, che stava ritto, immobile a piè del letto,
+ascoltando e fremendo, e stringendosi i pugni
+alla gola per non dare in singhiozzi.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, amico mio, sì....&mdash;rispose il morente,
+che ancor riconobbe alla voce il suo vecchio ufficiale.&mdash;Dio
+ha un fine, che noi non possiamo<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[334]</a></span>
+intendere; Dio ordisce una tela immensa, di
+cui non vediamo altro che un tratto. Non dubitate....
+E non vi sembri argomentazione di piccolo
+intelletto. Ha pure la sua grandezza il vedere
+in questo modo la giustizia di Dio; mentre
+non ne ha nessuna il negare ogni cosa, e il disegno
+e l&#8217;artefice. Egli vede e provvede, nell&#8217;arcano
+del suo pensiero; egli dà le mercedi. Trascura
+i buoni, che sicuri lo aspettano; ma invigila
+i tristi e le opere loro.&mdash;</p>
+
+<p>Così parlando, si era stranamente animato.
+Inutile il tentare di calmarlo. Gli fiammeggiavano
+le guance; gli scintillavano gli occhi; ma
+in quella gran luce, ond&#8217;erano accesi, egli già
+più non discerneva nessuno. E incominciava
+a vaneggiare; e più confuse gli si offrivano le
+immagini delle cose; più rotte gli uscivano di
+bocca le frasi.</p>
+
+<p>&mdash;Sono legione, i malvagi! E tutti contro il
+guerriero di Dio. La mia spada, conte Fiesco!
+dov&#8217;è la mia spada? Ch&#8217;io li assalga! ch&#8217;io li
+disperda! Roldano, che ho sempre beneficato,
+anche voi? Guevara, Porras, gente malnata!
+Aguado, Ovando, anime nere.... Don Francisco
+di Bov.... No, no; via la spada! L&#8217;uomo perdoni,
+e Dio giudichi. Ed egli viene.... egli viene.... incalza,
+in un gran cerchio di luce. Cieco, cieco
+chi non ti vede, gran luce dell&#8217;anima! O Signore,
+in cui ho sempre sperato, o Signore in cui ho
+sempre confidato!... I vostri santi, avvocati miei,
+dove sono? Ah, ecco, nella vostra gloria confusi,
+sorridono.... accennano.... chiamano.&mdash;</p>
+
+<p>Ansava, e le parole si facevano più rade, più
+inintelligibili. Un moto convulso, veloce, turbinoso,
+gli agitava il sommo del petto, come se<span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[335]</a></span>
+il cuore, ad un tratto impazzito, sventolasse là
+sotto, tentando fuggir dal suo carcere. E fece
+uno sforzo ancora, il morente, uno sforzo sovrumano,
+per proferire le sue ultime parole.</p>
+
+<p>&mdash;A voi, Signore.... a voi.... <i>In manus tuas,
+Domine, commendo spiritum meum.</i>&mdash;</p>
+
+<p>Seguì un rantolo sordo; e un altro ancora, in
+cui le labbra si torsero. Gli erano tutti intorno,
+piangenti; Bovadilla innanzi a tutti, con la mano
+sulla fronte di lui, stillante il gelido sudore della
+morte. E le scoppiava il cuore, e avrebbe voluto
+dargli l&#8217;anima sua. La vide egli? la vide un&#8217;ultima
+volta, mentre alzava le palpebre, e le pupille
+stravolte cercavano ancora la luce? Si richiusero
+le palpebre, si ricomposero le labbra,
+cessò la danza spaventosa del cuore; l&#8217;anima
+grande di Cristoforo Colombo era volata incontro
+al suo Dio.</p>
+
+<p>Un grido straziante ruppe dai petti; labbra
+avide cercarono la fronte marmorea e le fredde
+mani dell&#8217;estinto: baci si avvicendarono con lagrime
+su quella povera carne, che aveva cessato
+di patire. Poi, s&#8217;inginocchiarono tutti intorno al
+letto; e pregarono, lungamente, in silenzio.</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[336]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XIX" id="Capitolo_XIX"></a><span class="chap">Capitolo XIX.</span><br /><br />
+
+Quel che s&#8217;incontra per via.</h2>
+
+
+<p>Mentre il suo grande cittadino moriva negletto,
+quasi ignorato, nella terra straniera che
+gli era divenuta seconda patria, ed egualmente
+ingrata, Genova seguitava a patire delle sue secolari
+discordie, ad esaltarsene, ad infiammarsene
+sempre più; pari in questo all&#8217;infermo,
+che si consuma dalla febbre, e nella febbre non
+avverte più il male onde sarà tratto al sepolcro.</p>
+
+<p>Il male di Genova era antico; e le varie forme
+di governo con cui, dando volta nel suo letto
+di dolore, l&#8217;inferma aveva sperato di schermirsi,
+ora coi consoli, ora coi podestà, poscia coi capitani
+del popolo e coi dogi a vita, finalmente
+colle dominazioni angioine di Napoli dopo le tedesche,
+e le francesi dopo le viscontée di Milano,
+non erano state altrimenti che fasi progressive
+e crisi violente di quel male. Nobili della schiatta
+viscontile di Polcevera e nobili d&#8217;altre terre di
+Riviera, alleati coi vescovi, avevano fatto da
+principio un governo in famiglia, indi costituita
+una oligarchia prepotente, che escludeva dalle
+prime magistrature i popolari, tutti mercanti ed<span class="pagenum"><a name="Page_337" id="Page_337">[337]</a></span>
+artefici. Questi, crescendo di numero, di forze e
+di credito, avevano ottenuto a forza alcune cariche
+importanti, senza che per ciò fosse stabilito
+e riconosciuto nella lor classe un diritto alla
+partecipazione del governo; e frattanto, quelli di
+loro che avevano smessi i traffichi e l&#8217;arte, ottenendo
+titolo di cittadini egregi, si stimavano
+uguali ai nobili possessori di feudi; con alcuni
+dei quali, aiutando le ricchezze accumulate, riuscivano
+anche ad imparentarsi. Ma erano sempre
+tenuti per &#8220;tetti appesi&#8222;, come a dir case appoggiatesi
+alle vecchie torri di una gente più antica.
+Fra questi &#8220;tetti appesi&#8222; alcune case più cresciute
+in potenza, e più ancora in audacia, avevano
+preso a contendersi il ducato, a palleggiarselo
+tra loro per quasi dugent&#8217;anni; ed erano
+quattro, dette dei Cappellacci per la loro preminenza,
+cioè a dire Fregosi, Adorni, Guarchi e
+Montaldi. A lungo andare sopraffatti i due ultimi
+nomi, erano rimasti in auge i due primi,
+forti abbastanza per sovvertire con le loro eterne
+rivalità la repubblica, senza che l&#8217;uno riuscisse
+poi a liberarsi dall&#8217;altro. E forse, ai nobili antichi,
+testimoni della gara e in una certa misura
+partecipi, non metteva conto che una parte vincesse
+l&#8217;altra del tutto, per farsi poi arbitra e padrona
+di tutti. Così durarono le lotte dei Cappellacci,
+con gran danno dello Stato, costretto
+a cadere in soggezione dei Visconti di Milano,
+poscia del re di Francia. Il quale, nel patto di
+dedizione conchiuso in Milano, si obbligava cortesemente
+alla condizione &#8220;che tutti gli onori,
+benefizi, ed uffici dello stato fossero conferiti ai
+Genovesi dal governatore e dagli anziani, tenuto
+conto della varietà dei colori.<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[338]</a></span>&#8222;</p>
+
+<p>I colori, bianco e nero, valevano più poco
+sulla fine del Quattrocento; anzi, non valevano
+più affatto come tinta politica di ghibellini e di
+guelfi. C&#8217;erano bianchi e neri tra i nobili; bianchi
+e neri tra i mercanti e gli artefici, confusi oramai
+nella denominazione di popolari; ma i nomi di
+bianchi e di neri significavano piuttosto un certo
+numero di famiglie già usate al governo, e non
+disposte ad esserne escluse; e volevano dire
+che quelle famiglie non dovevano essere dimenticate,
+nella assegnazione delle cariche. A provar
+poi che guelfi e ghibellini, e neri e bianchi, non
+erano più considerati come parti politiche, basti
+notare che Doria e Spinola, antichi ghibellini,
+erano pane e cacio sul principio del Cinquecento
+coi Fieschi e i Grimaldi, antichi, guelfi; e
+Gian Aloise Fiesco, progenie di Guelfi, e primeggiante
+allora nella nobiltà genovese, sovveniva
+del suo danaro le imprese navali di Andrea
+Doria, nuovo rampollo onegliese della potente
+casata ghibellina. Nel fatto, con denominazioni
+vecchie conservate senza ragione politica, durava
+una lotta antica tra nobili feudali e popolo
+grasso. E i nobili avevano dimenticate le antiche
+dissensioni per far causa comune contro i popolari;
+e questi, non volendo saperne delle loro
+antiche denominazioni di mercanti ed artefici,
+si sdegnavano d&#8217;esser considerati inferiori a
+quegli altri, in una città dove oramai avevano
+esercitate le prime cariche ed ottenute singolari
+benemerenze.</p>
+
+<p>Frattanto, accadeva di peggio. Violando i patti
+di Milano, il governatore francese proteggeva i
+nobili a danno dei popolari; li favoriva in tal
+guisa, che non più un terzo, ma già la metà dei<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[339]</a></span>
+pubblici onori ed ufizi erano ad essi assegnati.
+E qui, ápriti cielo! dalle mormorazioni si passava
+ai lagni; da questi alle invettive. A giustificare
+il loro diritto, i nobili allegavano i meriti
+dei lor maggiori, che nel periodo consolare
+avevano governata la repubblica senza compagnia
+di popolari. Ma i popolari pronti a ritorcere
+l&#8217;argomento, dicendo che appunto per ciò
+erano stati cacciati i nobili dal governo; nè più
+si doveva tornare ad una ingiustizia, tollerata
+soltanto finchè il popolo non aveva avuto vita
+civile, Genova essendo come un feudo del vescovo
+e del suo parentado viscontile, già collegati
+dal comune interesse per liberarsi dall&#8217;autorità
+dei conti della marca di Liguria. Quanto a
+nobiltà vera di sangue, in che superiori i nobili?
+o progenie di barbari invasori, o piccola gente
+oscura, che ad essi era venuta abbarbicandosi,
+senz&#8217;altro merito che la cieca servitù! I popolari
+nati in casa, antico sangue romano, cresciuti
+nell&#8217;operose industrie del mare, educati
+nelle armi in difesa della patria; onde le grandi
+imprese, dentro e fuori della repubblica, specie
+dopo il 1339, col ducato di Simone Boccanegra,
+erano quasi tutte dovute al valore dei popolari.</p>
+
+<p>Il governatore francese, messer Filippo di
+Cleves, signore di Ravenstein, tenendo pei nobili
+antichi, faceva orecchio da mercante; anzi,
+per non aver da sentire i popolari, se ne andava
+tranquillamente in Asti. E come avviene
+spesso negli uffici amministrativi, che quando
+esce il principale per prendere una boccata d&#8217;aria,
+guizza via il segretario per prenderne due,
+anche il suo luogotenente Roccabertino colse
+la buona occasione, per portare un suo reuma<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[340]</a></span>
+in Acqui, a quelle terme salutari. Ma l&#8217;acqua
+bollente ch&#8217;egli andava a cercare laggiù, stava
+per dar di fuori in Genova, dove le due parti
+si guardavano in cagnesco, e dall&#8217;una e dall&#8217;altra
+si faceva gente, per non esser colti alla
+sprovveduta. Ai popolari si accostava la plebe,
+gente in gran parte calata dalle ville della Polcevera
+ai mestieri e alle piccole industrie della
+città. E i motti pungenti fioccavano; più acerbi
+ai popolari, che per l&#8217;aiuto cercato nelle ville
+erano chiamati a dispregio i villani. I giovani
+della nobiltà, che già alcuni anni prima per
+certa croce degli Zaccaria portata in processione
+avevano leticato aspramente coi giovani
+del partito contrario, s&#8217;erano fatti fare certi coltelli
+che portavano con ostentazione alla cintola;
+e quei coltelli avevano incisa sulla lama una
+frase minacciosa: &#8220;Castiga villani&#8222;. Nè quei coltelli
+erano rimasti a lungo inoperosi. Ai motti
+pungenti succedevano gli scontri, e le stoccate
+andavano via come il pepe. La città era ogni
+momento sossopra; i buoni gemevano invano,
+tra le provocazioni scambievoli e le zuffe continue;
+la vita di Genova era diventata un inferno.</p>
+
+<p>Poteva egli portarvi rimedio il <i>Paradiso</i>, che
+giungeva a mezzo luglio nel porto? Ne scese
+il capitano Fiesco accompagnato dalla contessa
+Juana e dal frate scudiero; e tutti e tre si recarono
+ad alloggio dal Passano, che stava appunto
+in una casa del Fiesco, nella contrada di
+San Lorenzo. Di là, dopo un breve soggiorno,
+avrebbero proseguito per la Gioiosa Guardia,
+meta desiderata e riposo al triste viaggio di
+Spagna. Il capitano Fiesco voleva anche dar
+sesto a tutte le cose sue, facendo disegno di<span class="pagenum"><a name="Page_341" id="Page_341">[341]</a></span>
+non spiccarsi più per un pezzo dalle rive del
+poetico Entella; desiderava inoltre di vedere il
+magnifico dottore messer Nicolao Oderigo, che
+del grande Almirante era stato amicissimo, e
+che certamente avrebbe graditi gli ultimi saluti
+di lui e udite con profondo rammarico le notizie
+della sua fine immatura.</p>
+
+<p>Messer Nicolao, famoso dottore di leggi, aveva
+meritato per la sua dottrina di andar già due
+volte ambasciatore, la prima nel 1496 al re di
+Francia, la seconda nel 1501, ai sovrani di Spagna;
+e in quella occasione aveva conosciuto
+Cristoforo Colombo, stringendosi a lui di sincera
+amicizia. In Genova non aveva mai parteggiato.
+La sua famiglia, di Carminata in Polcevera,
+era d&#8217;artefici, quali ghibellini, quali guelfi
+in processo di tempo, la più parte speziali e medici,
+nè mai disposti a servire, sposando le passioni
+dei potenti del giorno. Egli stesso era stato
+amicissimo al capo riconosciuto dei nobili, Gian
+Aloise Fiesco; e ciò non tolse ch&#8217;egli andasse
+in quell&#8217;anno 1506 ambasciatore dei popolari a
+Luigi XII, come più tardi, nel 1515 e nel 1517
+a Francesco I, altro signore invocato dalle miserie
+di Genova. Era un galantuomo, amante
+della patria sopra ogni cosa; della patria si occupava
+continuamente, e ne piangeva i mali
+insanabili; della patria parlava ancora a messer
+Bartolomeo Fiesco, dopo aver pianto con
+lui sulla morte del loro grande concittadino Colombo.</p>
+
+<p>&mdash;Povera Genova!&mdash;diceva egli.&mdash;Povera
+città così nobile e ricca, così popolosa e forte
+e gloriosa, condannata a non aver pace mai,
+neanche sotto le labarde straniere che ha dovuto<span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[342]</a></span>
+chiamare per assicurarsi contro le sue
+stesse follìe! E siamo oramai ad uno dei maggiori
+pericoli che Genova abbia corsi mai, di
+sfasciarsi, di andare in perdizione. Non per colpa
+dei Cappellacci, questa volta, che pare impossibile;
+per colpa dei nobili! Un mese fa, il 18 di giugno,
+poco mancò non andasse a soqquadro ogni
+cosa, per l&#8217;alterco in piazza de&#8217; Banchi, dove il
+notaio Emanuele Canale, che richiedeva il fatto
+suo ad un nobile, n&#8217;ebbe in pagamento male
+parole e percosse; onde fu gran rumore, si chiusero
+le botteghe, e tutti correvano all&#8217;armi. Vedete
+quanta poca scintilla basti oramai a far
+scoppiare un incendio! La prudenza del podestà,
+messer Oberto del Solaro, ha potuto sedare
+questa commozione, col mandare in bando parecchi
+dei nobili ed uno dei popolari. Ma potrà
+sempre, il savio Astigiano, contenere questi
+umori maledetti, più pronti a bollire che non
+sia il vino del suo paese? E non c&#8217;è qualcheduno,
+nelle nostre mura, che quanto siede più
+alto tanto più avrebbe obbligo di gittar acqua
+sul fuoco? Voi indovinate di chi voglio parlare,
+messer Bartolomeo. Andate voi da Gian Aloise,
+e ditegli che abbia compassione della sua patria;
+egli che ha intelletto da conoscere i mali,
+voglia aver carità da procurare i rimedii. È una
+fortuna, che siate qui voi. Venuto di fuori, potete
+dire una parola di cittadino imparziale. Qui
+ogni giorno si va di male in peggio; e il peggio
+volgerà anche a danno suo, perchè delle
+cose turbate non hanno vantaggio coloro che
+vivono nel quieto possesso della loro autorità:
+mentre vantaggio verrebbe a lui, se tutti lo vedessero
+lavorare per la concordia; onde crescerebbe<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[343]</a></span>
+la sua fama di savio, insieme con la
+sua sicurezza di principe.&mdash;</p>
+
+<p>Il consiglio era buono; e per seguirlo, messer
+Bartolomeo salì quel giorno l&#8217;ampia scaléa
+di Vialata. Trovò raccolti lassù tutti i Fieschi,
+come in un altro giorno solenne di tre mesi
+innanzi; ma più accigliati, più torbidi, più inveleniti
+che mai. Nondimeno, fecero il debito
+col parente, che ritornava di lontano; e Gian
+Aloise stette ad udire con molta attenzione le
+tristi nuove di Valladolid.</p>
+
+<p>&mdash;Mi duole;&mdash;diss&#8217;egli;&mdash;mi duole nel
+profondo dell&#8217;anima. Povero signor Almirante!
+E morire così, senza vedersi restituite le sue
+sostanze e il suo grado! Ma che cosa poteva
+aspettarsi di bene da un re come Ferdinando
+il Cattolico? Gran colpa ha costui, e il mondo
+ne darà ben severo giudizio.</p>
+
+<p>&mdash;Verissimo;&mdash;rispose messer Bartolomeo.&mdash;Ma
+per il nostro concittadino Colombo non
+siamo in colpa un po&#8217; tutti? e noi Genovesi
+prima degli altri? Se questa repubblica fosse
+stata in pace e padrona di sè, non avrebbe potuto
+far essa l&#8217;impresa della grande scoperta,
+ritraendone essa i benefizi? Sarebbe stata ancor
+essa ingrata con lui; ma dalla patria sua
+avrebbe egli potuto sopportare anche l&#8217;ingratitudine
+d&#8217;un giorno, sicuro della riverenza e
+della riconoscenza dei secoli. Ma noi eravamo
+impotenti ad assisterlo; noi sempre in guerra
+tra noi, e senza speranza di far giudizio mai
+più. Sento infatti che la pace è fuggita da capo,
+e che si torna a scivolare nel sangue.</p>
+
+<p>&mdash;Ma!...&mdash;esclamò Gian Aloise, crollando il
+capo e stringendosi nelle spalle.&mdash;Qui, poi, non<span class="pagenum"><a name="Page_344" id="Page_344">[344]</a></span>
+è anche un po&#8217; vostra la colpa, cugino? Se voi
+andavate a Pisa, tutto questo non succedeva.&mdash;</p>
+
+<p>Bartolomeo Fiesco ebbe l&#8217;aria di cascar dalle
+nuvole.</p>
+
+<p>&mdash;Che c&#8217;entra Pisa?&mdash;diss&#8217;egli, stupito.</p>
+
+<p>&mdash;C&#8217;entra sicuro. Il gran delitto che ci appongono
+i villani è di non averla noi voluta
+soccorrere.</p>
+
+<p>&mdash;Ma noi,&mdash;replicò il capitano Fiesco,&mdash;la
+soccorrevamo, se mai, per divorarla; e non vedo
+come di questo potessero stimarsi contenti i popolari....
+o i villani, come mi pare dalle vostre
+parole che si debba dire oramai. Si sta tre mesi
+fuori,&mdash;soggiunse egli, ridendo,&mdash;ed ecco che
+al ritorno si trova cangiata perfino la lingua.</p>
+
+<p>&mdash;Fermo, fermo!&mdash;gridò Gian Aloise.&mdash;Anzi
+torniamo indietro, fino a quel verbo divorare,
+che non sarà di lingua nuova, ma certamente
+parrà insolito in bocca ad un Fiesco. Se credete,
+bel cugino, di pungerci, v&#8217;ingannate a partito.</p>
+
+<p>&mdash;E non avevo questa intenzione;&mdash;rispose
+il capitano.&mdash;Ho detto &#8220;divorare&#8222; per &#8220;occupare
+a nostro vantaggio&#8222;. Non era egli per vantaggio
+della nostra casata, che voi volevate
+mandarmi a Pisa?</p>
+
+<p>&mdash;Sicuramente,&mdash;replicò Gian Aloise.&mdash;Oh
+vedete il gran male, se chi possiede tutta la
+riviera di Levante, dall&#8217;Appennino al mare, e
+della Scrivia alla Magra, possedesse anche Pisa!
+Volevate voi che Pisa fosse posta in balía della
+nostra eccelsa repubblica, la quale oggi è di
+Tizio e domani di Sempronio? E non vi parrà
+giusto che una famiglia da quattrocent&#8217;anni intesa
+a mantenersi uno stato conforme alla sua
+dignità, cerchi di avere maggior sicurezza del<span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[345]</a></span>
+sudato ed insidiato dominio? Andate là, bel cugino!
+ce l&#8217;avete fatta grossa, ricusando un ufficio,
+per il quale (ve lo abbiamo pur confessato,
+rendendovi giustizia) non c&#8217;eravate se non voi.
+E ci venite oggi a piangere sui mali di cui siete
+stato la prima cagione? E ci domandate probabilmente
+di andare in piazza de&#8217; Banchi, o
+sulla scalinata di San Lorenzo, a picchiarci il
+petto, ad offrir pace, a chieder perdonanza ai
+nostri nemici? E siete un Fiesco, voi?&mdash;</p>
+
+<p>La botta era forte; e messer Bartolomeo balenò
+un poco, ricevendola. Ancora strinse i pugni,
+e più i denti, per non dar fuori con troppo
+amare parole. Dopo un istante di pausa, che
+parve lungo a tutti, ma che a lui era necessario
+per vincersi, pacatamente rispose:</p>
+
+<p>&mdash;S&#8217;io sono un Fiesco, domandate? Per tutt&#8217;altri
+che ne volesse dubitare avrei pronte le
+prove. A voi, Gian Aloise, tanto più vecchio di
+me, non ne bisogna nessuna; e voi già, umano
+e cortese signore, vi pentite in cuor vostro d&#8217;avermi
+fatto ingiuria. Per essere un Fiesco, bisognerebbe
+dunque non sentir altro che ira di
+parte? e d&#8217;una città che crebbe a grandezza
+per la santa concordia della <i>compagna</i> giurata,
+voler fare un patrimonio esclusivo di nobili?
+Che cosa io pensi dei nobili, e dei popolari,
+vorrei poterlo dire alle due parti congregate,
+sulla scalinata di San Lorenzo, dove non c&#8217;è
+da chieder perdonanza a nessuno, ma da dire
+a tutti la verità. Nobili e popolari, siam pure
+i gran sciocchi. Un giorno, stanchi e rifiniti,
+saremo tutti pari nell&#8217;impotenza davanti ad
+una plebe qual si sia, che troverà gusto a sbranarci.
+Oggi letichiamo per diversità di sangue.<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[346]</a></span>
+Ma che? Essi e noi discendiamo da un barbaro
+soldato, franco o longobardo, unghero o goto,
+oppure da un liberto figlio di schiava greca o
+siriaca, che piacque un&#8217;ora al padrone. Nessuno,
+nè qui nè altrove, nessuno, sia pure il più antico
+nelle cronache, può collegarsi a quella nobiltà
+romana che prima ha stampato della sua
+orma il paese. La quale, finalmente, nella sua
+folle ambizione si mostrava più accorta di noi,
+non volendo altro alle sue origini che dèi o dee,
+Marte, Venere, Ercole. I Greci, poi, tutti da Giove;
+onde fu necessario fare del padre degli Dei un
+grande scapestrato. Gli antichi, come vedete,
+avevano modo di nobilitare il sangue, facendolo
+di qualità diversa dalla comune <a name="tn346" id="tn346"></a><span class="correction" title="originale: dagli">degli</span> uomini.
+Noi no; tutti di sangue rosso, mortale, di
+pari composizione; al più al più (lasciatelo dire
+ad un Fiesco, che ha studiato medicina a Pavia)
+guastato da qualche umore maligno, per effetto
+di troppe unioni in famiglia. Ma torniamo al
+fatto. Quando saranno qui tutti nobili al governo,
+e i popolari distrutti, o mandati al remo,
+o legati alla gleba, non avranno i Fieschi da
+fare i conti coi pari loro, con gli Spinola, ad
+esempio, coi Grimaldi, coi Doria? E dove andrà
+allora il bel sogno di una vasta signoría? Vorranno
+i tre emuli restare amici a noi, come son
+oggi per necessità, di contro a dugento cinquanta
+famiglie della fazione popolare? Non troveranno
+man forte in quella ventina di famiglie nobili
+della prima classe, o in quell&#8217;altra ventina della
+seconda, per costringerci un giorno o l&#8217;altro a
+lasciare il troppo largo dominio? e non solamente
+quello che voi possedete per autorità di
+vicario, ma ancora quello che possedete per diritto<span class="pagenum"><a name="Page_347" id="Page_347">[347]</a></span>
+feudale? Una cosa potrebbe pure tirar l&#8217;altra,
+cadendo, e tutte rovesciarsi ad un modo.
+Nè vi parrebbe più saggio che una famiglia,
+giunta per fortuna al colmo della potenza, regnasse
+invidiata e sicura nella mediocrità forzata
+di trecento, fra maggiori e minori, di nobili,
+di mercanti, d&#8217;artefici, tutti ammessi alle
+medesime cariche, uffici ed onori? Ma questo
+appartiene all&#8217;arte di governo, ed io non ne
+sono maestro. Perdonate, eccelso cugino, la
+mia intemerata. Non lo farò più, come è vero
+che sono un Fiesco. E da Fiesco d&#8217;onore vi
+prometto che fin dove giunga il mio braccio,
+saprò far rispettare questo nome onorato, che
+ho comune con voi.</p>
+
+<p>&mdash;Abbiatelo forte, quel braccio!&mdash;ribattè
+Gian Aloise, con accento sarcastico.&mdash;Abbiatelo
+tanto più forte, quanto più volete esser
+solo, mentre spira un&#8217;aria così poco favorevole
+ai nostri, in questa disgraziata città. È l&#8217;augurio
+d&#8217;un parente che vi ama, ad onta delle vostre....
+Come chiamarle?... Mi lascerete dir bizzarríe?</p>
+
+<p>&mdash;Dite pure stravaganze;&mdash;rispose il capitano
+Fiesco.&mdash;Tutto sopporterò di buon grado,
+fuorchè la taccia di debolezza e viltà.&mdash;</p>
+
+<p>Salutò, detto questo, e se ne andò invelenito;
+tanto invelenito, che non chiese nemmeno licenza
+di andare ad ossequiare madonna Caterina.</p>
+
+<p>Uscito dal palazzo, e fatti in un minuto i cento
+gradini della cordonata famosa, voltò a manca,
+per non dover risalire da Rivalta a porta Soprana,
+luogo troppo affollato. Più libera la via
+verso quel tratto della spiaggia che gli eruditi
+del tempo avevano già incominciata a chiamare<span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[348]</a></span>
+il seno di Giano; liberissima e tranquilla
+sotto i suoi occhi la distesa del mare turchino,
+su cui sonnecchiava col capo un po&#8217; inclinato
+a levante il maestoso scoglio Campana, vecchio
+testimone di tante sfilate trionfali del naviglio
+genovese, dallo <i>stolo</i> di Terrasanta ai ritorni
+della Meloria, di Portolongo e di Ponza. Lo scoglio
+Campana era un suo grande amico, fin dagli
+anni lontani della sua adolescenza; col quale,
+o davanti al quale, era uso meditare sulle passate
+grandezze della patria; e quella volta il
+capitano Fiesco, masticando male una frase del
+suo eccelso cugino Gian Alvise, non degnò il
+vecchio amico neppure d&#8217;uno sguardo fuggevole,
+mentre saliva per Campo Pisano all&#8217;erta di
+Sarzano. Sempre borbottando e sbuffando, dai
+fianchi dell&#8217;antico Castello, sede e baluardo del
+municipio Genuate, già da un pezzo convertito
+in un ceppo di conventi e di chiese, calò verso
+le case degli Embriaci, donde, girando attorno
+a quelle dei Giustiniani, voleva difilarsi a San
+Lorenzo, dove sorgevano quelle dei Fieschi.</p>
+
+<p>Gran gente fin allora non aveva incontrato:
+fra conventi, chiese e palazzi che parevano fortezze,
+in un quartiere alto, donde la città era
+presto calata a distendersi nel piano verso ponente,
+non era il caso di trovar banchi o botteghe,
+nè per conseguenza la calca delle strade
+operose. Un po&#8217; di animazione incominciava dai
+Giustiniani; il brulichio della folla lo aspettava
+nella contrada e nella piazza del duomo di San
+Lorenzo. Colà si accoglieva in gran parte la vita
+cittadina; colà nei primi secoli dopo il Mille si
+adunava il popolo a parlamento; colà il Cintraco,
+venendo dal Palazzo del Comune, che<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[349]</a></span>
+sorgeva alle spalle del Duomo, veniva a leggere
+i bandi dei consoli. E colà, cessati gli uffici
+politici della storica piazza, si adunavano
+ancora i cittadini a conversare, magari a far
+baccano, sommosse e principio di rivoluzioni;
+colà, finalmente, come è sempre avvenuto intorno
+alla casa di Dio, fin dai tempi di Cristo,
+si teneva un po&#8217; di mercato.</p>
+
+<p>In quella calca doveva cacciarsi il capitano
+Fiesco per riuscire a casa sua. La pazienza
+non era il suo forte, a dir vero; ma egli, in
+momenti quieti e ad animo riposato, sapeva dominarsi
+col raziocinio, che gli suggeriva le frasi
+della cortesia non ancora stizzita: &#8220;vi prego....
+con licenza, cittadini.... scusate, amico&#8222;, e lo
+aiutava a passare. Ma i momenti non erano
+quieti, per allora, nè egli aveva l&#8217;animo riposato;
+ed egli e quel popolo, tra cui si cacciava,
+erano in uno dei loro giorni più cattivi; e mal
+volentieri si scomodava la folla per lasciarlo
+passare; ed egli, coll&#8217;amaro in corpo, non si
+sentiva di far bocca dolce.</p>
+
+<p>Frattanto, correvano intorno a lui certi discorsi,
+che non erano fatti per rabbonirlo.&mdash;Fallatutti,
+ci siamo?&mdash;È giusta di sale.&mdash;Bisogna
+scodellarla.&mdash;Magari! è ora di finirla.&mdash;Vedremo
+al friggere, se saran pesci o anguille.&mdash;Giù
+dalle gronde, i gatti, e vivano le cappette.&mdash;</p>
+
+<p>Il gatto era emblema araldico dei Fieschi, insieme
+col drago, detto anche basilisco. E per
+l&#8217;ora corrente, essendo i Fieschi a capo della
+nobiltà, l&#8217;accennare al gatto era un intendere
+tutta la genía dei nobili. Quanto alle cappette,
+si alludeva con questo nome al popolino. &#8220;Erano
+poverissima gente (lasciò scritto negli <i>Annali<span class="pagenum"><a name="Page_350" id="Page_350">[350]</a></span>
+di Genova</i> monsignor Giustiniani), artigiani e
+servitori di artigiani mal vestiti, con le calze
+di tela e con una stretta e cattiva cappa; perciò
+furono nominati cappette&#8222;.</p>
+
+<p>Più in là era un crocchio di ragionatori più
+sodi, ma non meno sediziosi.&mdash;Ve l&#8217;ho a dire,
+cittadini? La va come sulle galere. Si può disputare
+del più e del meno finchè il nemico è
+lontano: ma quando il cómito ha gridato arme
+in coperta, non c&#8217;è più da discorrere; da poppa
+e da prora, all&#8217;arrembata e all&#8217;impavesata, ogni
+uomo prende il suo posto di combattimento. E
+non si parli di pace, mentre siamo venuti a
+mezza lama. O loro o noi, qualcheduno ha da
+andare di sotto.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo!&mdash;pensò il Fiesco.&mdash;Questo si
+chiama ragionare; ed anche insegna a sragionare.&mdash;</p>
+
+<p>Frattanto lavorava di gomiti, per avanzare di
+qualche passo verso il suo tratto di strada. Ma
+intoppò in due che gli voltavano le spalle, e non
+si davano per intesi delle sue sollecitazioni. Si
+rammentò allora d&#8217;un bel giuoco, che gli era
+tante volte riuscito con amici per via. Toccò
+leggermente uno di quei due sulla spalla sinistra,
+e l&#8217;altro sulla spalla destra. Si voltarono
+ambedue, ognuno dalla parte dove si sentiva
+toccato; così, senza volerlo, gli fecero posto, ed
+egli guizzò lestamente nel mezzo. S&#8217;intende che
+avvedutisi dell&#8217;artifizio, non volevano tollerare
+la celia.</p>
+
+<p>&mdash;Fate largo! è qua lui!&mdash;gridarono, con
+accento di scherno donde trapelava la collera.</p>
+
+<p>&mdash;Lui! chi, lui?&mdash;gridò egli a sua volta, fermandosi
+a guardarli.<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[351]</a></span></p>
+
+<p>S&#8217;era voltato a deboli avversarii, o mal preparati
+all&#8217;attacco. Non rifiatarono; anzi, pareva
+che non dicesse a loro. Ond&#8217;egli era già per ripigliar
+cammino, quando all&#8217;orlo della gradinata
+di San Lorenzo, e sotto alla famosa statua
+che porta il nome dell&#8217;Arrotino, vide un omaccione
+dalle spalle quadre e dal collo erculeo,
+che lo guardava a squarciasacco. Ed anche lo
+udì, che diceva ad un vicino: &#8220;bisogna insegnargli,
+a questi prepotenti&#8222;. La guardata, l&#8217;atteggiamento,
+le parole di quell&#8217;uomo, gli dettero
+noia. E forse non era da farne caso, potendo
+quelle parole non esser dette per lui; ma egli,
+come attratto dal pericolo, si avvicinò d&#8217;un
+passo, per sentire dell&#8217;altro. Frattanto, eccogli
+tra&#8217; piedi un contadino della Polcevera, che mettendogli
+sotto il naso un canestro di ceppatelli
+di macchia, gli grida coll&#8217;accento largo e spaccato
+della sua valle:</p>
+
+<p>&mdash;Vitella di bosco! vitella di bosco!&mdash;</p>
+
+<p>Fece un gesto di persona seccata, torcendo
+il capo, ma ancora tendendo l&#8217;orecchio per sentire
+quell&#8217;altro. E il contadino ripigliava, insistente
+come un moscone:</p>
+
+<p>&mdash;Ma li guardi, come son belli! non par che
+dicano: mangiami?&mdash;</p>
+
+<p>Non sapendo come liberarsene, domandò il
+prezzo: ma ancora e sempre guardava il suo
+nonno.</p>
+
+<p>&mdash;Per Vostra Signoria, quattro soldi la libbra.&mdash;</p>
+
+<p>Quattro soldi! Facciamo ad intenderci. Il soldo
+era la ventesima parte della lira: ma la lira genovese
+d&#8217;allora valeva tre lire e quattro centesimi
+della nostra moneta d&#8217;oggidì; il soldo valeva
+dunque un po&#8217; più di quindici centesimi<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[352]</a></span>
+dei nostri; e ciò senza contare il ragguaglio
+diverso fra la derrata e la moneta d&#8217;allora.</p>
+
+<p>&mdash;Troppo cari;&mdash;notò il capitano.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, per lor signori!...</p>
+
+<p>&mdash;Troppo cari, grazie!</p>
+
+<p>&mdash;Grazie!&mdash;ripetè il contadino.&mdash;E ci ho
+perso il mio fiato, per un grazie della sua
+bella bocca. Vedete un po&#8217; voi, Ghiglione!&mdash;proseguì,
+volgendosi all&#8217;omaccione dalla torva
+guardatura.&mdash;Ma già, con questi signori morti
+di fame non c&#8217;è altro da aspettarsi.</p>
+
+<p>&mdash;No, caro, c&#8217;è dell&#8217;altro!&mdash;rispose il Fiesco,
+non vedendoci più lume.</p>
+
+<p>E voltatosi di schianto, gli sferrò a pugno
+chiuso un tal colpo sul mostaccio, che lo mandò
+rovescioni sull&#8217;orlo della gradinata.</p>
+
+<p>Fu un putiferio. Quell&#8217;altro, levatosi con la
+faccia tutta sanguinante, a gridare: così trattano
+i signori, spalleggiati dal re di Francia!
+E l&#8217;omaccione dal canto suo: già bella prodezza,
+contro la povera gente! ma non son chi sono,
+se non gli metto le budella al collo!</p>
+
+<p>E brandiva uno spiedo, che portava appeso
+alla cintola. Un macellaio! Fosse pure; ma non
+aveva per quella volta un agnello da scannare,
+nè un bue da accoppare.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo, Ghiglione! Dàlli, al gatto! dàlli!&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco aveva pronto e sicuro il
+sentimento delle grandi occasioni. Era in ballo,
+voleva ballar bene. Per intanto, con un calcio
+poderoso cacciò indietro parecchi, facendosi
+largo quanto bastasse per isguainare la spada.
+Come l&#8217;ebbe in pugno, la menò attorno con
+forza; e chi ne toccasse, suo danno.</p>
+
+<p>&mdash;Questa val più del tuo spiedo!&mdash;gridò,<span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[353]</a></span>
+tirandone un colpo al minaccioso avversario,
+a cui cadde l&#8217;arma dal pugno.</p>
+
+<p>&mdash;Popolo! popolo!&mdash;si vociava d&#8217;ogni parte.&mdash;È
+un nobile che fa il prepotente. Dàlli al
+gatto! morte al gatto!</p>
+
+<p>&mdash;Che gatto?&mdash;si rispondeva.&mdash;Che morte?
+E non è ancor preso, il gatto! e lavora assai
+bene con l&#8217;unghie! A noi! a noi!&mdash;</p>
+
+<p>Queste voci venivano dall&#8217;alto della strada. E
+colle voci i ferri; e davanti ai ferri si apriva la
+calca, bestemmiando, piangendo, urlando, gridando
+misericordia.</p>
+
+<p>Messer Bartolomeo s&#8217;era fatto intorno un gran
+cerchio. La sua spada, non tagliando più, per
+aver perso il filo, lacerava e ammaccava. E
+mentre lavorava così di puntate e manrovesci,
+stava coll&#8217;occhio attento ad ogni moto della
+folla; e a chi, col coltello nel pugno, strisciando
+a terra s&#8217;ingegnava di venirgli sotto, allungava
+pedate, più forti ancora dei colpi di spada.</p>
+
+<p>&mdash;Eccolo qui, il gatto! prendetelo, se vi riesce,
+mascalzoni!&mdash;gridava.</p>
+
+<p>E giù fendenti, giù manrovesci e puntate,
+quello che gli veniva meglio, facendo fronte da
+tutti i lati, con le mani e coi piedi. Certo, non
+poteva durar lungamente così. Ma durò tanto,
+che il soccorso gli venne. Da tutte le case vicine
+avevano veduto il tafferuglio: erano case
+di nobili, e in gran parte della gente dei Fieschi.
+Tutti quei cavalieri avevano afferrate le
+armi, scendevano sulla strada, e ancora il capitano
+Fiesco non aveva toccato altro che qualche
+scalfittura, quando gli giunse man forte, e
+primo fra tutti il frate scudiero, che per far più
+svelto aveva scalato una doppia fila di spalle,<span class="pagenum"><a name="Page_354" id="Page_354">[354]</a></span>
+trattandole come spaldi nemici; dond&#8217;era balzato
+nel vallo con la spada sguainata. Altro che
+gatto! quello era stato peggio d&#8217;una tigre.</p>
+
+<p>&mdash;Ben venuto in refettorio!&mdash;gli disse il capitano,
+ripigliando il suo buon umore.&mdash;Ce n&#8217;è
+ancora una scodella per te, frate Alessandro.</p>
+
+<p>&mdash;Che! arrivo tardi;&mdash;rispose il frate scudiero.&mdash;Non
+vedete come scappano?</p>
+
+<p>&mdash;Per andar fuori del tiro, sì; ma ora voleranno
+sassi, mio caro.</p>
+
+<p>&mdash;E allora sotto, prima che pensino a farci
+fare la fine di Golía.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sotto, sotto!&mdash;gridarono i cavalieri venuti
+in soccorso.&mdash;Ma da che parte si comincia?</p>
+
+<p>&mdash;Di qua!&mdash;rispose il capitano, additando
+verso il coro della chiesa.&mdash;Si faticherà di più,
+risalendo la strada; ma avremo libere le case
+nostre, e ci saremo anche accostati al palazzo
+del governatore. Messer Roccabertino non vorrà
+mica starsene con le mani alla cintola.&mdash;</p>
+
+<p>Consigliava bene, il capitano Fiesco. E la caccia,
+incominciata di là, ebbe l&#8217;effetto di spinger
+la folla sotto gli arcieri della guardia, già usciti
+dal palazzo al rumore della zuffa. Messer Roccabertino
+(ritornato da Acqui, manco male!)
+occupò con la sua gente il campo di battaglia.
+Non c&#8217;erano morti; ma i feriti abbondavano.
+E furono rimandati alle case loro quei che potevano
+andarci; gli altri portati a braccia, aiutando
+gli stessi cittadini, che per tal modo si
+levarono più presto di lì. Mezz&#8217;ora dopo, tranne
+le chiazze di sangue che imbrattavano il selciato,
+si vedeva piazza pulita.</p>
+
+<p>Sciolto l&#8217;assembramento, e chetate alla meglio
+le ire cittadine, venne la volta di una severa<span class="pagenum"><a name="Page_355" id="Page_355">[355]</a></span>
+inchiesta. L&#8217;inchiesta, si sa, è sempre severa.
+Il capitano Fiesco, eroe della giornata,
+non aveva nulla da nascondere; narrò tutto
+per filo e per segno. Nè dal suo racconto dissentì
+troppo quello che narrava il Ghiglione,
+mostrando il suo braccio affettato. Il naso rotto
+del Polceverasco era andato a farsi ristagnare
+il sangue alla fontana di Soziglia, nè fu il caso
+di chiamarlo in giudizio. Degli altri feriti la prudenza
+del luogotenente aveva anticipatamente
+sottratti a quel sommario processo i guasti e
+le querele. La giornata era tutta a vantaggio
+dei Fieschi; e i Fieschi, amici del governo di
+Francia, non si potevano trattar troppo male;
+tanto più ch&#8217;erano stati provocati. Anche l&#8217;eccelso
+Gian Aloise, avvertito in fretta dell&#8217;accaduto,
+era sceso dalla sua ròcca di Vialata con
+un drappello di cavalieri, e portava a palazzo
+il peso della sua autorità. Raccomandava anch&#8217;egli
+concordia; voleva anch&#8217;egli giustizia;
+ma sopra tutto che si levasse ogni argomento
+di nuove dissensioni in città, insegnando a tutti
+il rispetto delle leggi. Intanto lodava il cugino,
+che non si era lasciato sopraffare, mostrando
+come i Fieschi si sapessero guardare da sè
+contro le violenze dei mascalzoni.</p>
+
+<p>&mdash;Per avventura, cugino Bartolomeo,&mdash;diceva
+egli sottovoce al valoroso parente, mettendogli
+l&#8217;eccelsa mano sulla spalla,&mdash;sono stato io, con
+certe parole un po&#8217; matte, che vi ho fatto saltar
+la mosca al naso? E non mi pento di averle
+dette, se mai. Per opera vostra sapranno i villani
+che a toccare i Fieschi ci si scottan le dita.&mdash;</p>
+
+<p>Il capitano Fiesco sorrise, pensando che proprio
+a lui, nemico giurato d&#8217;ogni discordia, era<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[356]</a></span>
+toccato di dare il mal esempio alle turbe. Ma
+in verità, lo avevano tirato pei capelli.</p>
+
+<p>A proposito di esempi, ce ne voleva uno, e
+terribile. Il luogotenente Roccabertino non ebbe
+ritegno a darlo, sbandendo dalla città il conte
+Bartolomeo Fiesco e il macellaio Ghiglione. Era
+la giustizia, sebbene attenuata di molto, del
+cadì d&#8217;Alicante, di burlesca memoria, che sentiva
+attentamente le ragioni dell&#8217;ebreo e quelle
+del cristiano; poi, chiunque avesse ragione dei
+due, faceva somministrar loro venticinque legnate
+per uno. Il Roccabertino, sangue spagnuolo,
+non arabo, sopprimeva le legnate, contentandosi
+di bandir le due parti. Per altro, non
+si fidassero troppo della sua grande bontà; a
+chi rompesse il bando era minacciata la morte.
+E con ragione; che i banditi del mese innanzi
+rientravano tutte le sere in città, e la giustizia
+n&#8217;aveva avuto uno smacco.</p>
+
+<p>&mdash;Intendiamoci, dunque;&mdash;diceva il signor
+luogotenente, nell&#8217;atto di scendere dal suo tribunale.&mdash;Chi
+rompe paga; e a chi rompe il
+bando, è pena la testa.</p>
+
+<p>&mdash;Per quel che mi risguarda, non dubitate;&mdash;rispose
+il capitano Fiesco.&mdash;Parto oggi
+stesso, e vado lontano, molto lontano, a condir
+con le lagrime il duro pane dell&#8217;esule.</p>
+
+<p>&mdash;Sta bene, sta bene;&mdash;borbottò il Roccabertino,
+passandogli accanto accigliato.</p>
+
+<p>Ma sotto voce aggiungeva:</p>
+
+<p>&mdash;A Gioiosa Guardia, non è vero? Così potessi
+seguirvi!&mdash;</p>
+
+
+
+<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_357" id="Page_357">[357]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="Capitolo_XX" id="Capitolo_XX"></a><span class="chap">Capitolo XX.</span><br /><br />
+
+Raggio di Dio.</h2>
+
+
+<p>Gioiosa Guardia! Gioiosa Guardia! E voi stavate
+là, bella ròcca dalle cinque torri e dall&#8217;alta
+bandiera sventolante nel sereno, tra il
+Graveglia e l&#8217;Entella, aspettando i vostri signori,
+ed annoiandovi parecchio, nè più nè meno di
+don García, vostro grigio ed allampanato custode.
+Ma quando la nobile coppia fu annunziata
+dal frate scudiero, che faceva da battistrada,
+quando ella giunse alla vista delle cinque torri,
+che gazzarra di falconetti dai vostri bastioni!
+che allegro scampanío dal battifredo, e che gaio
+andirivieni di sagola, lunghesso l&#8217;asta della bandiera,
+per dare ai ritornanti il triplice saluto del
+drago nascente e del gatto sedente, affrontati
+sullo scudo bandeggiato d&#8217;azzurro e d&#8217;argento!</p>
+
+<p>La veneranda madonna Bianchinetta strinse
+lungamente al seno i suoi figli, baciandoli e ribaciandoli.
+&#8220;Mi ridate dieci anni di vita&#8222; esclamava
+la nobil signora, piangente di gioia. Nè a
+lei raccontarono tutto ciò che avevano sofferto
+in quei tre mesi di assenza. Perchè turbar la
+sua pace col racconto dei pericoli incontrati?<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[358]</a></span>
+Alla vecchiezza adorata, che abbellisce la nostra
+casa dopo averla fatta prosperare, noi non dobbiamo
+offrir altro che immagini ridenti, in tributo
+di devozione, in ricambio di benefizi. Un
+soave tramonto è così caro compenso alle nostre
+faticose giornate!</p>
+
+<p>Ma del passato doloroso si ricordavano ben
+essi, che tanto ne avevano sofferto. E si guardavano
+in viso, quasi per assicurarsi scambievolmente
+della loro felicità. &#8220;Siamo noi?&#8222; dicevano.
+&#8220;Proprio noi, qui, nella nostra pace,
+che è stata messa a così grave rischio laggiù?
+Tu l&#8217;hai sopportato con animo forte, o Fior
+d&#8217;oro! E tu l&#8217;hai scongiurato con ogni poter tuo,
+o Damiano, che non avresti saputo sopravvivermi!
+Ma confessiamo, giunti alla riva, d&#8217;esserne
+scampati per un vero miracolo. Anima
+del mio cuore, come dicono così bene di là dai
+Pirenei! anima dell&#8217;anima mia!&#8222;</p>
+
+<p>Nè solamente pensavano a sè stessi, come
+fanno nel loro egoismo tante coppie felici. Si
+rattristavano ancora, e spesso, pensando al signor
+Almirante, anima grande su tutte, raggio
+di Dio, così dolorosamente sparito dalla faccia
+del mondo.</p>
+
+<p>&mdash;Io gli ergerò un tempio nel mio cuore;&mdash;diceva
+Juana.&mdash;Egli ha data la sua vita per
+benefizio del genere umano; ma a nessuna creatura
+mortale è stato più cortese dispensatore
+che a me. Se egli non era, se l&#8217;ingegno suo non
+divinava un mondo di là dai mari sconosciuti
+e terribili, se la sua costanza non vinceva ogni
+difficoltà, se non superava ogni ostacolo, ti avrei
+conosciuto io, bel conte? Un po&#8217; matto, non è
+vero?&mdash;soggiungeva la bellissima donna, ridendo<span class="pagenum"><a name="Page_359" id="Page_359">[359]</a></span>
+di quel suo bel riso che invitava ai baci.&mdash;Ma
+io ti amo così. Troppo gravi e severi, vi
+fanno santi, e andate ad abitar nelle nuvole.
+Anch&#8217;egli, il Giocomina, di cui forse noi soli in
+Haiti abbiamo inteso il carattere divinamente
+paterno, anch&#8217;egli ha amato, come ogni mortale;
+e felice tra tutti, nella medesima grandezza
+delle sue sventure, ha meritato l&#8217;amore d&#8217;una
+Beatrice di Bovadilla.&mdash;</p>
+
+<p>Povera Bovadilla! meritava bene di non essere
+dimenticata, da due cuori amanti, da due
+anime elette. Le avevano detto, innanzi di lasciare
+la Spagna: &#8220;marchesa, venite con noi;
+parleremo ogni giorno di lui.&#8222; Ed ella aveva
+tristemente risposto: &#8220;no, amici, no; la mia
+vita è infranta. Laggiù, nel mio monastero di
+Siviglia, raccolta nell&#8217;ombra, parlerò di lui ogni
+giorno con Dio; con Dio che riceve i cuori afflitti,
+e nel dolore li affina, per renderli degni
+di quell&#8217;amor vero e profondo, che, non senza
+il suo consiglio, era nato e cresciuto.&#8222;</p>
+
+<p>Dal suo convento di Santa Chiara la dolente
+signora scriveva nell&#8217;ottobre di quell&#8217;anno ai
+suoi buoni amici di Gioiosa Guardia:</p>
+
+<p>&#8220;Penso che davvero non vi vedrò più in
+Ispagna. Il re Ferdinando trionfa: chi l&#8217;avrebbe
+mai detto? Sapete che dopo un colloquio con
+Filippo suo genero, colloquio dal quale non era
+uscito senza vergogna, egli aveva presa la via
+d&#8217;Aragona, lasciando ogni sua pretensione alla
+reggenza di Castiglia. Di là, s&#8217;era imbarcato per
+Napoli, volendo pagare Consalvo di Cordova
+della stessa gratitudine onde aveva pagato il nostro
+immortale Colombo. Ma ecco, mentre il generoso
+Ferdinando è in viaggio, il 25 settembre,<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[360]</a></span>
+muore a Burgos il re Filippo; Giovanna impazzisce
+del tutto, la poveretta! e il virtuoso
+Ximenes persuade i miei Castigliani a riconciliarsi
+col re d&#8217;Aragona, unico che possa prender
+le redini dello Stato. Sicuro; e si è giunti a
+questo, di richiamar Ferdinando. Questi, come
+vi ho detto, era in viaggio; i venti contrarii avevano
+obbligato il suo naviglio a cercare un rifugio
+in un punto della spiaggia di Liguria, che
+dovrebb&#8217;essere molto vicino a voi, e che si
+chiama Portofino. Avvisato laggiù, non si degna
+di rispondere; vuole dar tempo al tempo, il
+gran furbo. Arriva a Napoli, dove lo raggiungono
+altre preghiere; fa il sordo; ma fino a
+quando? Io son sicura che al terzo scongiuro
+si commuoverà la grande anima sua, e noi riavremo
+quella gioia di re.&#8222;&mdash;</p>
+
+<p>Quello che non poteva ancor dire la marchesa
+di Moya, scrivendo nell&#8217;ottobre del 1506,
+soggiungeremo noi ora. Il re Ferdinando si
+fece ancor pregare e scongiurare dell&#8217;altro,
+dando tempo al Ximenes di avvezzare i Castigliani
+alla nuova reggenza, e di fargliela perfino
+proporre dalla figliuola Giovanna; la quale,
+nei lucidi intervalli della sua ragione, vedeva
+pur troppo di non reggere al peso della corona.
+Ed egli non si mosse da Napoli, se non il 4 giugno
+dell&#8217;anno seguente. Anche qui i venti contrarii
+lo molestarono nel suo tragitto; di guisa
+che egli e la regina Germana presero terra a
+Genova. Era anche nei disegni del re Cattolico
+di avere un colloquio con suo zio il re Cristianissimo,
+che aveva allora allora ripigliato Genova,
+dopo la sua ribellione e il tragico dogato
+di Paolo da Novi. Il re Luigi era già in moto<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[361]</a></span>
+per ripassare le Alpi: saputo il desiderio del
+nipote (un nipote che aveva dieci anni più dello
+zio) gli diè la posta a Savona, dov&#8217;egli si volse
+per terra, e dove Ferdinando andò per mare a
+raggiungerlo, il 28 di giugno. Vi fu ricevuto con
+grandissima pompa, e non ci stette senza sospetto,
+nè senza le opportune cautele, facendo
+calare a terra quanta gente più potè dalle navi.
+Stettero i due re quattro giorni in istretti e segreti
+ragionamenti; parvero dimenticare le ruggini
+antiche, e certamente lavorarono di buzzo
+buono a ribadire ognuno dei due la sua parte
+di catene ai piedi e alle mani della povera Italia.</p>
+
+<p>Ferdinando s&#8217;era condotto dietro Consalvo di
+Cordova, il vero conquistatore del reame di Napoli.
+E gliene aveva levato il comando, promettendogli
+in Ispagna il gran maestrato dell&#8217;ordine
+di Sant&#8217;Iago, che poi con la solita fede, si
+guardò bene di dargli. Avendolo con sè, dovette
+presentarlo al re Cristianissimo: il quale,
+pur ricordando di aver perduto Napoli pel valore
+del Gran Capitano, non si saziava di contemplare
+un tant&#8217;uomo, e con la sua bella cortesia
+francese impetrò dall&#8217;ospite l&#8217;onore di aver
+Consalvo alla loro mensa, unico suddito, messo
+alla pari con una regina e due re. Fu l&#8217;ultimo
+giorno della gloria di Consalvo, che in Ispagna
+non fu più adoperato dal suo signore, nè per
+opere, nè per consigli; e rimase ott&#8217;anni a sfiorire
+nell&#8217;ombra, per morire il 2 dicembre 1515.
+Allora, poi, scoppiò per Consalvo la gratitudine
+del re Ferdinando, com&#8217;era scoppiata per Cristoforo
+Colombo, le cui reliquie, tolte nel 1513
+dal chiostro di San Francesco in Valladolid e
+trasferite a quello dei Certosini <i>de las Cuevas</i><span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[362]</a></span>
+di Siviglia, ebbero per concessione regale l&#8217;onor
+della scritta:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em;"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Por Castilla y por Leon</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Nuevo mundo halló Colon.</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Era un distico fiorito sulle labbra della riconoscente
+Isabella, e passato in proverbio nel
+popolo, prima che fosse inciso nel marmo. Ad
+un morto, del resto, si poteva render giustizia,
+purchè fosse ben morto; e sette anni erano sicuramente
+bastati a darne certezza. Figurarsi!
+Era così morto, anche nella memoria degli uomini,
+che il <i>nuevo mundo</i> da lui <i>hallado</i>, ossia
+ritrovato, non da lui prendeva nome, ma da un
+altro italiano, che ne aveva delineati i contorni,
+mettendo la sua riveritissima firma a&#8217; piedi del
+foglio. <i>Sic vos non vobis.</i> Dicono che lo sbaglio
+di prendere per iscopritore del nuovo continente
+il modesto disegnatore d&#8217;una carta da
+navigare, sia stato commesso da una società di
+dotti. Possibilissimo; è dei dotti l&#8217;errare, come
+degli ignoranti l&#8217;andare sull&#8217;orma.</p>
+
+<p>Abbiamo accennato di Luigi XII, che aveva
+ripreso Genova, ribellata al suo alto dominio;
+e dobbiamo dir brevemente come fosse andata
+la ribellione. Al tumulto del luglio, ove il capitano
+Fiesco, andando a casa sua col miglior
+proposito del mondo, aveva fatto uno <a name="tn362" id="tn362"></a><span class="correction" title="originale: spoposito">sproposito</span>
+madornale, altri n&#8217;erano seguiti, non più potuti
+sedare dal luogotenente Roccabertino, nè dal
+governatore di Ravenstein; i quali, lasciato Galeazzo
+di Salazar con un buon presidio nel Castelletto,
+dominante la città, andarono altrove
+ad attendere le risoluzioni del re; mentre i nobili
+si ritiravano nelle loro castella, e con essi<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[363]</a></span>
+la più parte dei popolari, poichè le Cappette
+avean presa la mano, fatto nuova magistratura
+di tribuni ed eletto un doge dei loro, che a tutto
+provvedesse, a restaurare l&#8217;autorità della repubblica
+nelle riviere, da Sarzana a Monaco, e
+a preparare la resistenza contro le armi di Francia.
+Troppa carne al fuoco; e mentre si perdevano
+in un vano assedio sotto Monaco, che era
+di Luciano Grimaldi, e in minacciose scorreríe
+da Rapallo a Sarzana, per abbattere la potenza
+di Gian Aloise Fiesco, non si rafforzavano abbastanza
+in città, per contenere gli assalti del
+re Cristianissimo. Il quale si calò nell&#8217;aprile
+del 1507 dal Giogo, e posto quartiere in Rivarolo,
+spinse tosto le sue avanguardie, coi signori
+di Chaumont e di La Palisse, sulla vetta di Promontorio,
+ch&#8217;era certamente il punto più debole
+della difesa di Genova. Fu accanita la resistenza
+del popolo, e il La Palisse ricacciato con gran
+perdite, egli stesso gravemente ferito d&#8217;un verrettone
+alla gola; ma al signore di Chaumont,
+dopo un primo rovescio, venne pur fatto di collocare
+in buona postura due cannoni, che coglievano
+di fianco i difensori del colle. Cedettero
+questi; e con essi, per tema d&#8217;esser tagliati fuori,
+anche i defensori del bastione si ritrassero verso
+il Castellaccio, lasciando sguarnito il passo di
+Promontorio, donde il nemico si mostrò minaccioso
+alla città costernata. Si venne agli accordi,
+e per la città trattarono i popolari, la cui partecipazione
+alla rivolta era andata meno oltre;
+ma i patti furono durissimi, e il 28 aprile il re
+Cristianissimo, entrato per la porta di San Tommaso
+in città, levando la spada, potè gridare
+con voce alta e minacciosa: &#8220;Genova superba,<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[364]</a></span>
+ti ho domata coll&#8217;armi&#8222;. Si rizzarono le forche
+in più luoghi; parecchi della plebe vi furono
+impiccati, ed uno dei popolari, Demetrio Giustiniano.
+Molti furono proscritti: si tornò il governo
+all&#8217;antica forma, metà degli onori ai nobili,
+metà ai popolari, che più non rifiatavano;
+onde ne facevan le grasse risa i vincitori.</p>
+
+<p>Stette in Genova il re Luigi fino al 14 maggio,
+sfoggiatamente ricevuto e banchettato in Vialata
+dall&#8217;eccelso Gian Aloise Fiesco, reduce dal suo
+castello di Montobbio. Nè gli mancò l&#8217;omaggio
+delle dame, nel convito offertogli da madonna
+Battistina vedova di Giovanni Ceba Grimaldi, la
+quale avea pure un suo parente nel novero dei
+proscritti. Ricevuto il giuramento di fedeltà dagli
+anziani sulla piazza del pubblico palazzo, decretò
+che si mutasse il conio della moneta; e laddove
+era scolpito <i>Cunradus rex Romanorum</i>, in memoria
+dell&#8217;antico privilegio imperiale del 1138,
+fu sostituita la leggenda: <i>Ludovicus XII rex
+Francorum Januae dux</i>, con lo scudo dei tre
+gigli e la corona, in luogo dell&#8217;antica croce. La
+quale comparve bensì nel rovescio, aggiunta
+sull&#8217;antico castello; ma la scritta non fu più
+<i>Janua</i> come era prima, a significare la città signora
+di sè, ma <i>Comunitas Januae</i>, per dire che
+un comune si riconosceva, non più una città
+dominante, un capo di repubblica.</p>
+
+<p>Tacciamo della fortezza innalzata allora a
+Capo di Faro, e chiamata a scherno la Briglia;
+di Paolo da Novi, tintore e doge, accenniamo
+brevemente che andato a Pisa, e imbarcato su
+d&#8217;un brigantino per Roma, fu riconosciuto dal
+capitano della nave, un Corso già stato suo soldato,
+e da lui venduto per ottocento ducati ai<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[365]</a></span>
+Francesi. Condotto a Genova il primo di giugno,
+e rinchiuso nella fortezza del Castelletto, fu il
+quindici di luglio condotto al patibolo, rizzato per
+lui sulla piazza del pubblico palazzo. Nobili e popolari
+assistevano al legale assassinio. Morì da
+eroe; il capo troncato messo in cima d&#8217;una lancia
+sulla torre del palazzo; del corpo fatte quattro
+parti, ed appese sulle porte della città. Bene
+ispirato sul palco, innanzi di dare il collo alla
+mannaia, aveva egli esortati i suoi cittadini a
+non fidarsi dei grandi, qualunque fosse la classe
+loro, di nobili, o di popolo grasso, di tetti appesi,
+o di cappellacci; mentre egli, per fidarsi generosamente
+di essi, era condotto a quel termine.</p>
+
+<p>Ed anche meglio ispirato il capitano Fiesco,
+che si era tappato nella sua Gioiosa Guardia, nè
+per preghiere, nè per larghi partiti che gli facessero,
+voleva più spiccarsi di là. Passavano i congiunti,
+e li accoglieva a festa; ma non isperassero
+di tirarlo nei loro armeggiamenti. Che cosa
+aveva egli a vedere nelle ambizioni di quell&#8217;ottima
+gente del suo casato, egli rifatto dentro e
+fuori, ribattezzato e riconfermato in altre ambizioni
+più alte, nel nome e nella fede di Cristoforo
+Colombo? Più largo orizzonte vedeva egli, quantunque
+paresse chiuso in quel fondo di valle.</p>
+
+<p>Era capitato tra gli altri messer Filippino. Il
+giovanotto s&#8217;era coperto di gloria in una fazione
+presso la Spezia, combattendo contro le
+forze dei commissarii mandati dal governo popolare
+a sommuovere la riviera di Levante. Carico
+di allori, non aveva saputo resistere alla
+tentazione di fare una visita alla Gioiosa Guardia.
+Il capitano Fiesco lo avrebbe tanto volentieri
+fatto ritornare sopra i suoi passi, e per via più<span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[366]</a></span>
+spedita, come a dire per una delle grandi finestre,
+che davano luce alla sua caminata. Ma la
+contessa Juana osservò giustamente che quello
+non sarebbe stato un tratto da ospiti. Messer
+Filippino era un seccatore; ne conveniva anche
+lei. Ma forse era diventato tale, perchè non gli
+si era mai parlato chiaro; e del parlargli chiaro
+non c&#8217;era mai stata l&#8217;occasione.</p>
+
+<p>&mdash;Mi lasci sola una mezz&#8217;ora con lui?&mdash;chiese
+ella al marito.&mdash;Egli parla, ed io gli rispondo.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa gli dirai?</p>
+
+<p>&mdash;Ecco il geloso!</p>
+
+<p>&mdash;No, sai? non è per questo. Di&#8217; piuttosto il
+curioso.</p>
+
+<p>&mdash;E al curioso non posso dir niente fin d&#8217;ora.
+Una risposta, per esser calzante, deve conformarsi
+alla domanda; non ti pare?</p>
+
+<p>&mdash;È giusto;&mdash;conchiuse il capitano Fiesco.&mdash;E
+il curioso, poichè il geloso non c&#8217;è, ti lascia
+libero il campo.&mdash;</p>
+
+<p>Messer Filippino ebbe così il destro di parlare,
+e la disgrazia di dar nella pania. Amava disperatamente;
+voleva compiere imprese mirabili
+per la donna amata, come un altro Lancillotto
+del Lago; si sarebbe ucciso, se la nuova regina
+Ginevra non gli avesse dato la sua mano a baciare.
+La contessa Juana, che di tornar regina
+non voleva saperne, ribattè punto per punto,
+senza andare in collera, il pazzo ragionamento
+di messer Filippino. Baciarle la mano? Lo poteva
+sempre, in solenni occasioni, davanti alla
+corte congregata, e nel cospetto di Artù. Far
+grandi imprese, incontrar pericoli strani per lei?
+Non n&#8217;era più il caso; e quando c&#8217;era stato, non
+lui, Filippino, ma un altro Fiesco ci aveva messa<span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[367]</a></span>
+la vita, compiendo tali prodezze, che a narrarle
+sarebbero parse incredibili. Ed ella amava quel
+prode. Quanto all&#8217;uccidersi, perchè? Non valeva
+niente la sua vita? E se non valeva niente, perchè
+l&#8217;offriva a lei? Facesse meglio, il buon cugino;
+vivesse per l&#8217;utile della sua patria, e per
+la gloria del proprio nome; fosse cavaliere con
+la sua parente, come ella voleva esser tenuta
+da tutti; e a lei ne dèsse una prova solenne,
+rispettandola un poco.</p>
+
+<p>Il bel Filippino chinò la fronte, umiliato e
+contrito. Risanò del suo male, perchè era giovane,
+e la gioventù abbonda di forze riparatrici.
+Nè con questo si vuol negare che altri risanino,
+perchè son vecchi; ma in questo caso è forse
+da conchiudere che la vecchiaia non abbia più
+forze bastanti da nutrire a lungo i suoi mali. Del
+resto, giovani o vecchi, che vuol dire? È degli
+amori come dei semi della parabola: hanno bisogno
+anch&#8217;essi del terreno propizio; gittati sulla
+strada, non hanno tempo a metter le barbe; nei
+sassi non durano; nelle spine si affogano.</p>
+
+<p>L&#8217;ospite rimase poco alla Gioiosa Guardia,
+quel giorno. Forse gli pareva che la ròcca non
+meritasse punto il suo nome. Aveva anche tanto
+da fare, il giovinotto! Di restare a cena neanche
+parlarne, poichè doveva ritrovarsi quella
+sera a Rapallo. Il capitano Fiesco lo lasciò andare,
+con quelle vuote parole che si smozzicano
+tra i denti quando non si ha niente da dire, e
+con quell&#8217;aria un po&#8217; melensa, che gli uomini accorti
+san prendere così bene ad imprestito dagli
+sciocchi, quando a mostrarsi accorti non c&#8217;è nè
+gusto nè grazia. E se ne andò in giardino, dove
+la contessa non tardò molto a raggiungerlo.<span class="pagenum"><a name="Page_368" id="Page_368">[368]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Se Dio vuole,&mdash;diss&#8217;ella, sedendo accanto
+a lui sopra un bel sedile di quella pietra che la
+vicina Lavagna mandava così gentilmente lavorata
+ai suoi conti,&mdash;questa volta è finita. Gran
+cosa, poter parlare con libertà! Filippino non
+torna più a far sonetti.</p>
+
+<p>&mdash;Vorrai dire che non tornerà più a recitarne,
+del Petrarca, nè d&#8217;altri;&mdash;rispose il capitano Fiesco,
+che non era geloso, ma non sapeva perdonare
+a Filippino le sue smanie amorose.&mdash;Non è
+nato poeta, quel poveraccio; e ti sarà anche riuscito
+un cattivo oratore. Ah, non mi dir nulla;
+non voglio fare il curioso; mi basta d&#8217;esserne
+fuori. Pensiamo ad altro, Fior d&#8217;oro. Vedi che tramonto
+di sole! che bellezza! che gloria! Chi non
+sarebbe poeta, davanti ad uno spettacolo come
+questo? Ah, se la mia bella amica volesse!...</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa?</p>
+
+<p>&mdash;Prendere il suo <i>maguey</i>, che dorme nella
+sua camera, appeso all&#8217;arpione, e improvvisare
+un bel canto, nella dolce lingua di Haiti, come
+due anni fa sulla spiaggia di Cahonana!&mdash;</p>
+
+<p>A quel ricordo si commosse Fior d&#8217;oro, e si
+strinse fremendo al petto di lui.</p>
+
+<p>&mdash;Ahimè!&mdash;mormorò ella.&mdash;Non ricordi,
+Damiano, come diceva l&#8217;<i>areyto</i>?</p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">Triste, il sento, è questa pace,<br /></span>
+<span class="i0">Se il bel sol d&#8217;Haiti fu;<br /></span>
+<span class="i1">L&#8217;augel de&#8217; boschi tace,<br /></span>
+<span class="i1">Non canta in servitù.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>&mdash;Vero;&mdash;rispose Damiano;&mdash;ma l&#8217;<i>areyto</i>
+non prometteva di tacere per sempre. Il canto
+morrà sul labbro, dicevi allora, ma starà sepolto
+nel cuore che l&#8217;amò tanto.<span class="pagenum"><a name="Page_369" id="Page_369">[369]</a></span></p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">Dolce al par d&#8217;una carezza<br /></span>
+<span class="i0">Dell&#8217;amor, qui poserà....<br /></span>
+<span class="i1">Se il cor non mi si spezza,<br /></span>
+<span class="i1">Rivivere potrà.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Fior d&#8217;oro rimase un istante pensosa, più
+stretta che mai la persona al petto del suo Damiano,
+e la testa mollemente inchinata sulla
+guancia di lui. Tutto ad un tratto si alzò, spiccandosi
+dall&#8217;amato, e mettendosi un dito sul
+labbro, come per esortarlo a star cheto; poi, rapida
+si dileguò tra i roseti, andando verso le
+sue stanze. Perchè? Damiano sperò di averlo
+indovinato, il perchè; e la sua speranza si mutò
+in una lieta certezza, quando vide Anacoana
+tornare a lui col tamburello haitiano.</p>
+
+<p>&mdash;Adorata!&mdash;gridò, abbracciandola forte.</p>
+
+<p>&mdash;Giù le mani!&mdash;diss&#8217;ella, con accento e
+con gesto che volevano parer molto severi.&mdash;Così
+si rispettano i poeti?&mdash;</p>
+
+<p>Damiano, gran fanciullone un po&#8217; viziato dalle
+carezze, ma cavaliere nell&#8217;anima e buon servitore
+della sua dolce regina, non solamente si
+chetò, ma si chiuse in religioso silenzio. La
+dolce regina, seduta daccanto a lui, stava guardando
+il sole, che volgeva superbo all&#8217;occaso,
+sotto un gran padiglione di porpora, onde frangiava
+i lembi d&#8217;un bel color d&#8217;oro paglierino,
+rutilante e vibrante come cosa viva. Scendeva
+il bell&#8217;astro, lento e glorioso, mandando un raggio
+obliquo sulla marina, la cui superficie, tinta
+d&#8217;azzurro carico, luccicava interrottamente per
+lunghe e tremule chiazze di rosso cremisi, balenando,
+fremendo, rabbrividendo, sotto la luminosa
+carezza del suo vincitore. Per le intente<span class="pagenum"><a name="Page_370" id="Page_370">[370]</a></span>
+pupille accogliendo quella gran luce, pensava la
+bellissima Anacoana, mentre col sommo delle
+dita veniva percuotendo la pelle squammosa
+del <i>maguey</i>; pensava, e canticchiava sommessamente,
+ricercando insieme, alla guisa degli
+antichi trovieri, il suono ed il motto.</p>
+
+<p>L&#8217;ispirazione era giunta; lo dissero ad un
+tratto il baldo sorriso delle labbra e il lampo
+trionfale degli occhi. E così prese a dire improvviso
+la Corinna di Haiti, per una volta ancora
+cantando nell&#8217;idioma della patria lontana; dolce
+e triste idioma, che doveva morire con lei!</p>
+
+<div class="poem" style="width: 16em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">Il sole, bel sole, discende<br /></span>
+<span class="i1">Al bacio dell&#8217;onda marina:<br /></span>
+<span class="i1">La bella le braccia gli stende,<br /></span>
+<span class="i1">E palpita, freme, s&#8217;inchina.<br /></span>
+<span class="i2">Di lividi mostri alla caccia,<br /></span>
+<span class="i1">Gigante, finisti il tuo dì;<br /></span>
+<span class="i1">Ti schiude le cerule braccia,<br /></span>
+<span class="i1">Ti stringe ella sempre così.<br /></span>
+<span class="i4">Schiere di spiriti rosei<br /></span>
+<span class="i4">Vigili stanno su te;<br /></span>
+<span class="i4">Oro sul capo ti piovono,<br /></span>
+<span class="i4">Perle ti spargono ai piè.<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">Tu pure bel raggio di Dio,<br /></span>
+<span class="i1">Nocchier che gran notte vincesti!<br /></span>
+<span class="i1">Tu giusto, tu mite, tu pio,<br /></span>
+<span class="i1">Tu degno dei doni celesti!<br /></span>
+<span class="i2">Fu dura la lunga giornata,<br /></span>
+<span class="i1">Gran rischio a men salde virtù!<br /></span>
+<span class="i1">E pace la morte invocata,<br /></span>
+<span class="i1">E gloria la tomba ti fu;<br /></span>
+<span class="i4">Mentre ripensa la vergine<br /></span>
+<span class="i4">Terra il tuo bacio e la fè,<br /></span>
+<span class="i4">Quando, già domo l&#8217;Oceano,<br /></span>
+<span class="i4">Lieta la festi di te.<span class="pagenum"><a name="Page_371" id="Page_371">[371]</a></span><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">Gran luce, su quante del mondo<br /></span>
+<span class="i1">Arrisero all&#8217;aspro viaggio!<br /></span>
+<span class="i1">Gran luce, e fu gaudio profondo<br /></span>
+<span class="i1">Scaldarsi al divino tuo raggio.<br /></span>
+<span class="i2">Così dentro spera di sole<br /></span>
+<span class="i1">Un nembo di vite passò;<br /></span>
+<span class="i1">Felice tra guizzi e carole<br /></span>
+<span class="i1">In gloria di luce nuotò.<br /></span>
+<span class="i4">Gloria sul fido manipolo<br /></span>
+<span class="i4">Ch&#8217;ebbe sua luce da te!<br /></span>
+<span class="i4">Mute dilagan le tenebre<br /></span>
+<span class="i4">Sopra le corti dei re.<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">Bel sole! nei vortici oscuri<br /></span>
+<span class="i1">Lo incalza de&#8217; mostri lo sdegno:<br /></span>
+<span class="i1">Nell&#8217;ombra gli spiriti impuri<br /></span>
+<span class="i1">Anelano un&#8217;ora di regno.<br /></span>
+<span class="i2">Ma lui nella pompa primiera<br /></span>
+<span class="i1">Il novo mattino vedrà:<br /></span>
+<span class="i1">Nei putridi stagni la schiera<br /></span>
+<span class="i1">Dei mostri notturni cadrà.<br /></span>
+<span class="i4">Te, divin raggio, più limpide<br /></span>
+<span class="i4">Sfere richiamano a sè:<br /></span>
+<span class="i4">Questa, che l&#8217;odio contamina,<br /></span>
+<span class="i4">Degna non era di te.<br /></span>
+</div></div>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="center g">
+FINE.<br />
+</p>
+</div>
+
+
+<hr />
+<div class="tnote">
+<h2><a name="NOTA_DEL_TRASCRITTORE" id="NOTA_DEL_TRASCRITTORE"></a>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2>
+
+<p>L&#8217;ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute.</p>
+<p>L&#8217;indice è stato spostato all&#8217;inizio del volume.</p>
+<p>Sono state effettuate le seguenti correzioni [testo corretto tra parentesi]:</p>
+
+<ul>
+<li><a href="#tn69">pag. 69</a>: grande in che vivemo del vostro consisiglio [consiglio]</li>
+<li><a href="#tn157">pag. 157</a>: contratte in uno spasimo d&#8217;agoscia [d&#8217;angoscia] profonda.</li>
+<li><a href="#tn175">pag. 175</a>: La marchesa di Maya [Moya] rimase un istante sovra</li>
+<li><a href="#tn235">pag. 235</a>: interlecutore [interlocutore].&mdash;E la donna, se ben ricordo, una Enriquez de Arana.</li>
+<li><a href="#tn249">pag. 249</a>: negli occhi. Piangeva, la belissima [bellissima] donna;</li>
+<li><a href="#tn254">pag. 254</a>: il sole, per unirsi ai lore [loro] compagni.</li>
+<li><a href="#tn285">pag. 285</a>: &mdash;Lucena, siate oggi, con iicenza [licenza] di Sua Altezza,</li>
+<li><a href="#tn326">pag. 326</a>: L&#8217;annunzio del viagggio [viaggio] di suo fratello a Burgos</li>
+<li><a href="#tn346">pag. 346</a>: di qualità diversa dalla comune dagli [degli] uomini.</li>
+<li><a href="#tn362">pag. 362</a>: proposito del mondo, aveva fatto uno spoposito [sproposito]</li>
+</ul>
+
+
+<p>Grafie alternative mantenute:</p>
+
+
+<ul><li>García/Garcìa</li>
+<li>pazzie/pazzìe</li>
+<li>prigionìa/prigionía/prigionia</li>
+<li>rocca/ròcca</li>
+<li>signoría/signorìa/signoria</li>
+</ul>
+</div>
+
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<hr class="full" />
+<p>***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO***</p>
+<p>******* This file should be named 31077-h.txt or 31077-h.zip *******</p>
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+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+subject to the trademark license, especially commercial
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+
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+
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+
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+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
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+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
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+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
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+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
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+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
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+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
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+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
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+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
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+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS,' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://www.gutenberg.org/about/contact
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's
+eBook number, often in several formats including plain vanilla ASCII,
+compressed (zipped), HTML and others.
+
+Corrected EDITIONS of our eBooks replace the old file and take over
+the old filename and etext number. The replaced older file is renamed.
+VERSIONS based on separate sources are treated as new eBooks receiving
+new filenames and etext numbers.
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+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+
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+of the directory path. The path is based on the etext number (which is
+identical to the filename). The path to the file is made up of single
+digits corresponding to all but the last digit in the filename. For
+example an eBook of filename 10234 would be found at:
+
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+or filename 24689 would be found at:
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