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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + + + + +Title: Raggio di Dio + + +Author: Anton Giulio Barrili + + + +Release Date: January 25, 2010 [eBook #31077] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + + +***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO*** + + +E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, and the Project +Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (http://www.pgdp.net) from +scanned images of public domain material generously made available by the +Google Books Library Project (http://books.google.com/) + + + +Note: Images of the original pages are available through + the the Google Books Library Project. See + http://books.google.com/books?id=HFM0AAAAMAAJ&oe=UTF-8 + + + + + +RAGGIO DI DIO. + + * * * * * * + +OPERE di A. G. BARRILI. + + _Capitan Dodéro_ (1865). 12.ª ediz. L. 1 -- + _Santa Cecilia_ (1866). 10.ª ediz. 1 -- + _Il libro nero_ (1868). 4.ª ediz. 2 -- + _I Rossi e i Neri_ (1870). 5.ª ediz. (2 vol.) 2 -- + _Le confessioni di Fra Gualberto_ (1873). 12.ª ediz. 1 -- + _Val d'olivi_ (1873). 12ª edizione. 1 -- + _Semiramide, racconto babilonese_ (1873). 8.ª ediz. 1 -- + _La notte del commendatore_ (1875). 2.ª ediz. 4 -- + _Castel Gavone_ (1875). 9.ª ediz. 1 -- + _Come un sogno_ (1875). 21.ª ediz. 1 -- + _Cuor di ferro e cuor d'oro_ (1877). 16.ª ediz. (2 vol.) 2 -- + _Tizio Caio Sempronio_ (1877). 2.ª ediz. 3 50 + _L'olmo e l'edera_ (1877). 18.ª ediz. 1 -- + _Diana degli Embriaci_ (1877). 2.ª ediz. 3 -- + _Lutezia_ (1878). 2.ª ediz. 2 -- + _La conquista d'Alessandro_ (1879). 2.ª ediz. 4 -- + _Il tesoro di Goleonda_ (1879). 10.ª ediz. 1 -- + _Il merlo Bianco_ (1879). 2.ª ediz. 3 50 + -- Edizione illustrata (1890). 5.ª ediz. 5 -- + _La donna di picche_ (1880). 4.ª ediz. 1 -- + _L'undecimo comandamento_ (1881). 10.ª ediz. 1 -- + _Il ritratto del Diavolo_ (1882). 3.ª ediz. 3 -- + _Il biancospino_ (1882). 9.ª ediz. 1 -- + _L'anello di Salomone_ (1883). 3.ª ediz. 3 50 + _O tutto o nulla_ (1883). 2.ª ediz. 3 50 + _Fior di Mughetto_ (1883). 4.ª ediz. 3 50 + _Dalla Rupe_ (1884). 3.ª ediz. 3 50 + _Il conte Rosso_ (1884). 3.ª ediz. 3 50 + _Amori alla macchia_ (1884). 3.ª ediz. 3 50 + _Monsù Tomè_ (1885). 3.ª ediz. 3 50 + _Il lettore della principessa_ (1885). 3.ª ediz. 4 -- + -- Edizione illustrata (1891) 5 -- + _Victor Hugo, discorso_ (1885) 2 50 + _Casa Polidori_ (1886). 2.ª ediz. 4 -- + _La Montanara_ (1886). 6.ª ediz. 2 -- + -- Edizione illustrata (1893) 5 -- + _Uomini e bestie_ (1886). 2.ª ediz. 3 50 + _Arrigo il Savio_ (1886). 2.ª ediz. 3 50 + _La spada di fuoco_ (1887). 2.ª ediz. 4 -- + _Il giudizio di Dio_ (1887) 4 -- + _Zio Cesare_, commedia in cinque atti (1888) 1 20 + _Il Dantino_ (1888). 3.ª ediz. 3 50 + _La signora Àutari_ (1888). 3.ª ediz. 3 50 + _La Sirena_ (1889) 2.ª ediz. 1 -- + _Scudi e corone_ (1890). 2.ª ediz. 4 -- + _Amori antichi_ (1890). 2.ª ediz. 4 -- + _Rosa di Gerico_ (1891). 3.ª ediz. 1 -- + _La bella Graziana_ (1892). 2.ª ediz. 3 50 + -- Edizione illustrata (1893) 3 50 + _Le due Beatrici_ (1892) 2.ª ediz. 3 50 + _Terra Vergine_ (1892). 3.ª ediz. 3 50 + _I figli del cielo_ (1893) 3.ª ediz. 3 50 + _La Castellana_ (1894). 2.ª ediz. 3 50 + _Fior d'oro_ (1895) 3 50 + _Con Garibaldi, alle porte di Roma_, ricordi (1895) 4 -- + _Il Prato Maledetto_ (1895) 3 50 + _Galatea_ (1896). 3.ª ediz. 1 -- + _Diamante nero_ (1897) 3 50 + _Sorrisi di gioventù_ (1898). 2.ª ediz. 3 -- + _Raggio di Dio_ (1899) 3 50 + + * * * * * * + + +RAGGIO DI DIO + +ROMANZO + +DI + +ANTON GIULIO BARRILI + + + + + + + +MILANO +FRATELLI TREVES, EDITORI +1899. + +PROPRIETÀ LETTERARIA +_I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i +paesi, compreso il Regno di Svezia e di Norvegia._ + +Tip. Fratelli Treves. + + + + +RAGGIO DI DIO + + + + +CAPITOLO PRIMO. + +Un bel sogno avverato. + + +"E andando da Chiavari a Lavagna, occorre in poca distanza il fiume +nominato dagli antichi Entella, e dai moderni Lavagna; il quale ha la +sua origine nel monte Appennino, di qua dalla terra di Torriglia in le +confine di Bargagli e di Roccatagliata: e muoiono in questo fiume, +Graveglia, Ollo e Sturla, torrenti che alcuna volta vengono con furia". +Grazie, monsignor Giustiniani, vescovo di Nebbio e annalista di Genova; +grazie infinite, e basta così. È la "fiumana bella" di Dante Alighieri, +certamente la più bella di Liguria; e bene l'ha dichiarata tale il +divino poeta, che le vide tutte, quante ce n'erano "tra Lerici e +Turbìa", ma su questa si trattenne più a lungo, guardandone dal ponte +della Maddalena il largo specchio azzurrino, con le due file di pioppi +che ne accompagnavano il corso. Ma noi non ci fermeremo qui, come il +grand'esule fiorentino; risaliremo la fiumana bella fino al confluente +del Graveglia, dov'essa fa una gran curva, per voltar poi risoluta a +ponente maestro; e lì faremo alto ai Paggi, come ora si dice, e dove +nell'anno di grazia 1506 durava ancora in ottimo stato un castello dei +Fieschi. + +In altri tempi s'era chiamato la Guaita; più tardi, con lieve mutamento, +la Guardia. E meritava il suo nome, stando là come una scolta avanzata +di tutte le terre Appenniniche ond'era formato il dominio dei Fieschi, +gran ventaglio di borghi e castella che dalla Scrivia si stendeva alla +Magra, includendo Casella, Savignone, Montobbio, Torriglia, Valdetaro, +Santo Stefano d'Aveto, Varese, Pontremoli; e chi più n'ha ne metta, +andando fin oltre i cinquanta. Passavano infatti questo numero le terre +murate dei Fieschi; tenute con varia fortuna, s'intende, come in tempi +guasti doveva accadere; onde i cinquanta e più feudi contigui scesero +qualche volta a trentatrè, facendo ancora quel che si dice comunemente +un bel numero. + +Gran gente, quei conti di Lavagna! Disputata un pezzo al Comune di +Genova la terra onde traevano il titolo maggiore e più caro, vedutosi +fabbricare all'incontro, nel 1167, il castello di Chiavari, indi a +trentun anno cedevano quel feudo invidiato, diventando nobili genovesi, +e ben presto una delle quattro grandi famiglie potenti e prepotenti +della Repubblica. Ricchi di capitani e d'ammiragli, come di cardinali e +di papi, ora ripigliavano le terre perdute, ora altre ne acquistavano, a +ristorarsi dei danni. Al tempo di cui raccontiamo, erano già molti rami +di Fieschi, ma tutti strettamente collegati d'interessi, sotto gli +auspicii del ramo principale, rappresentato allora da Gian Aloise, +signor di Pontremoli, di Varsi, di Loano, di Montobbio; principe di +Valdetaro e conte di San Valentino; marchese di Torriglia, Varese, Santo +Stefano d'Aveto, Calestano, Vigolzone, Gremiasco, San Sebastiano, e via +discorrendo per un pezzo; un gran signore, a farla breve, superiore nel +tempo suo agli altri tutti d'Italia per ampiezza di dominio, e quasi un +piccolo re. In Genova, tanta era la sua autorità, sedeva per decreto +sugli anziani, e gli si davano i titoli d'illustre e di eccelso, come ai +principi di corona. + +Con queste fortune al casato e con le politiche necessità che ne +conseguivano, la Guardia aveva riconquistata una parte dell'antica sua +importanza militare. Il padrone era un valoroso; ma in patria non aveva +fatto niente di notevole, e per quello che aveva fatto in terre lontane +si poteva dire che riposasse sugli allori. Avrebbe difesa strenuamente +la sua rocca, se mai fosse stata minacciata: per intanto l'aveva +battezzata Gioiosa Guardia, in omaggio al cavalier Lancillotto di +romanzesca memoria, ma più alla bellissima donna che da un anno aveva +fatta signora del castello, impalmandola con rito solenne e con gran +pompa comitale nella vicina chiesa di San Salvatore. + +Era dunque gioiosa, la Guardia, per decreto recente del suo felice +padrone. Ma non corrispondeva alla bellezza dell'epiteto la faccia +smunta del suo custode, o gastaldo che vogliam dirlo, non potendo, per +la presenza del legittimo signore, decorarlo del sonoro titolo di +castellano. E nondimeno, quel gastaldo decorava l'ufficio con la +misurata gravità dell'aspetto; a cui, nel pomeriggio del 5 marzo 1506, +si poteva aggiungere la composta dignità dell'atteggiamento, quantunque +egli fosse modestamente seduto sovra una panca, entro la prima cinta del +castello, assistendo ad una partita di pallone, caldamente impegnata fra +sei giuocatori. Diciamo di passata che cinque di essi erano uomini +d'arme del castello, e il sesto un frate francescano, come appariva +dalla tonaca, saviamente raccorciata a mezza gamba coll'aiuto del fido +cordone, su cui ella veniva a far grembo. + +Quanto al nostro personaggio, vediamo di abbozzarne in pochi segni +l'asciutta figura. Appoggiate le mani scarne ma forti sul pomo della +spada; accavalciate le gambe lunghe, che mettevano in mostra due +stivaloni di cuoio cordovano e due calze divisate di bianco e d'azzurro; +ritto il busto nel suo giubbone attillato di cuoio, donde uscivano le +maniche di lana, divisate anch'esse dei due colori di casa Fiesca; ritta +la testa che pareva tutta in fiamme pel colore della barba e dei capelli +rosseggianti al sole; tirata un po' indietro sul cocuzzolo la berretta, +anch'essa di cuoio, con larghe frappe di bianco e d'azzurro, sormontata +da una gran penna lionata di pavone, il nostro personaggio aveva una +bell'aria di vecchio soldato in licenza, felice d'un po' di riposo, ma +pronto a gittar la berretta per calzar la barbuta. Non era bello, no +davvero; aveva troppo scarno il viso lungo, e gli occhi grigi, quasi +bianchi, sotto le ispide sopracciglia rossigne: il naso, poi, che +incominciava colla buona intenzione di parere aquilino, finiva in una +pallottola rossa, non conveniente di certo alla severità dell'aspetto, e +molto meno alla dignità della carica. Ahimè, non si nasce perfetti. Ma +don Garcìa, che tale era il nome del personaggio, non si dava un +pensiero al mondo di queste fisiche imperfezioni. Era passato il tempo, +se mai; ed egli godeva della vita quel tanto che se ne può godere di là +dai cinquanta. Per allora, si dilettava di veder giuocare al pallone; +era tutto nelle belle battute e nelle pronte rimesse, nelle volate e +nelle cacce vinte; accennava del capo ai bei colpi, batteva le labbra ai +falli. A lui si rimettevano nei casi dubbi, ed egli dava il responso, +con calma e buon giudizio, senz'ombra di parzialità. Pure, come ogni +fedel cristiano, egli avrebbe potuto pendere più di qua che di là, ed +averne ancora la scusa, poichè uno dei giuocatori, il frate, era +spagnuolo al pari di lui. + +Perchè quella spagnuoleria là dentro? E come andava che non dispiacesse +a nessuno? Diciamo subito che quei due spagnuoli, don Garcìa e frate +Alessandro, e per terra e per mare erano stati compagni di ventura al +signore del castello; e soggiungiamo che dei cinque giuocatori genovesi, +tutti uomini d'arme della Gioiosa Guardia, tre erano stati coi due +spagnuoli ai medesimi incontri, ricordando altresì che più di tutti +aveva rischiata la pelle quel vecchio, non solamente per far servizio al +loro signore, ma ancora per salvare la bellissima donna, diventata da un +anno cristiana e contessa, col nome di Giovanna del Fiesco. + +Queste erano ragioni da bastare là dentro, rendendo cari, non che +tollerabili, i due forestieri. Ma della ammissione d'un di loro in +ufficio tanto geloso dovevano pur fare le meraviglie taluni di fuori, +che non sapevano bene le cose. Ed uno di costoro, Filippino Fiesco, +passato due mesi prima da Gioiosa Guardia, non aveva potuto trattenersi +dal farne cenno al signore del luogo. + +--Cugino Bartolomeo,--gli aveva detto, temperando con un suo risolino +l'impertinenza della domanda,--che v'è saltato in mente di prendere per +servitore uno spagnuolo? Siamo per Francia, noi, non per Castiglia e +Leone. + +--Ah, sì?--aveva risposto Bartolomeo Fiesco.--E meglio per noi, che non +fossimo per nessuno. Quanto alla gente fidata, si raccatta dove si +trova. Il mio gastaldo io l'ho conosciuto tra Spagnuoli, e di dovunque +egli sia, me lo tengo caro. Del resto, che ci trovate di strano? Io non +faccio altro che imitare il re Cristianissimo. + +--In che modo? + +--Nell'unico che sia possibile a me. Chi ha messo egli a comandarci, che +Iddio lo benedica? + +--Monsignor Filippo di Cleves, signore di Ravenstein,--rispose Filippo +Fiesco,--regio governatore e luogotenente generale dei Genovesi, come +cantano tutte le gride. + +--Dimenticate "ed ammiraglio del Levante";--ripigliò Bartolomeo +Fiesco.--Ma forse egli pare anche a voi un ammiraglio d'acqua dolce. +Quello, del resto, è il capo della gente di Francia, mandato qui per +figura e per indorarci la pillola. Io intendevo parlare del comandante +vero, di quello che fa tutto in casa nostra. Non è questi il +Roccabertino? E chi è il Roccabertino? non è forse un Aragonese? Ed io +ho per luogotenente un Catalano. La differenza è qui tutta.-- + +L'argomento non ammetteva risposta; e messer Filippino potè anche +pensare che ognuno in casa sua si governa a suo modo. Nè altre molestie +ebbe don Garcìa, che veramente non le meritava. E tutti sapendo ch'egli +era stato buon compagno di rischi del capitano Fiesco, nessuno conobbe +mai quale alto ufficio avess'egli esercitato in Haiti. Tacevano le sue +gesta i pochissimi che avrebbero potuto parlarne; frate Alessandro, ad +esempio, suo conterraneo e suo introduttore alla mensa soldatesca nel +bosco di Xaragua; Giovanni Passano e Pietro Gentile, che di aiutanti del +Fiesco essendosi mutati in aiutanti di don Garcìa per una lugubre +impresa, non avevano nessuna ragione di vantarsene, quantunque nella +brutta occasione avessero imparato a stimare quell'uomo. Senza di lui, +come si sarebbe salvata la infelice regina di Xaragua? Senza i casi che +necessariamente n'erano seguiti, come si sarebbe salvata Higuamota, la +graziosa fanciulla, diventata moglie a Giovanni Passano un mese dopo che +sua madre era diventata contessa del Fiesco? + +Fortunato, il Passano! Restava luogotenente del conte; ma in tempo di +pace, com'erano allora i nostri reduci del nuovo Mondo, faceva +dell'altro, vivendo molto a Genova e curando gl'interessi del suo +protettore. Lo chiamavano già Da Passano. E perchè no? Forse era della +stirpe onorata di quei nobili della Riviera di Levante, e il nome voleva +pur dire qualche cosa, anzi più di qualche cosa, in un tempo che quei +_de_ e quei _da_ non si usavano con norme fisse. Era il tempo, o giù di +lì, che un gran capitano di ventura, d'antico ceppo parmense, signor di +Berceto, di Torchiara e di San Secondo, si sentiva chiamare +promiscuamente Pier Maria Rossi e Pier Maria De Rossi; ed egli poi, a +farlo a posta, sull'ingresso di Torchiara faceva scolpire il suo nome +nella umilissima forma di Pietro Rosso. È vero che lo metteva in fin di +verso, per far rima a modo suo con due finali in "orso". Ma, per trovare +esempi più prossimi, gli stessi conti di Lavagna non avevano sempre +creduto, coi genealogisti di casa, d'essere stati chiamati Fieschi, per +una ottenuta prefettura del Fisco imperiale in Italia, donde sarebbe +venuta la più o meno naturale storpiatura del _Fliscus_. Il nostro +Bartolomeo, che gradiva anche alle sue ore il nome di Damiano, lasciava +correre un _Bartholomeus Frescus_ in atti notarili; e questo forse in +omaggio ad una più modesta genealogia del 1171, quando due conti di +Lavagna avevano preso a far cognome dai lor soprannomi di Fresco e di +Secco, trovati buoni a distinguere le loro due nobili persone, che +portavano il medesimo nome di Ugo. Non troppo dissimilmente i contèrmini +Malaspina si erano spartiti in due rami, il fiorito ed il secco. + +Ma torniamo a don Garcìa, che in tutte queste minuzie non ha niente a +vedere. Era un brav'uomo, che si sapeva contentare, avendo un pane +onorato per la vecchiaia. Faceva un po' di tutto, alla Gioiosa Guardia. +Antico soldato, insegnava anche il mestier delle armi ai vassalli del +conte; nei giorni festivi metteva in ordinanza un centinaio di fanti a +piedi, e una diecina d'uomini a cavallo, che facessero bella mostra +battendo le strade da Chiavari a Carasco, a San Colombano e più oltre. +Invigilava, nelle stagioni opportune, ai raccolti dei poderi, e +riscuoteva in nome del conte tutti i diritti feudali, facendo qui, come +del resto, assai bene le cose, con gravità, senza rigore, con giustizia +che non escludeva la umanità, persuaso dopo tutto di far piacere al +padrone, e più ancora alla padrona. + +Quella donna era amata, adorata per tutta la valle dell'Entella e per le +vicine convalli dello Sturla, della Graveglia, dell'Ollo. Bisognava +vedere che calca di gente, quando, insieme colla nobilissima suocera, la +veneranda madonna Bianchina, scendeva ai divini uffizi nella chiesa di +San Salvatore. Ricordavano tutti che ne' suoi paesi di là dall'Atlantico +era stata regina; e naturalmente si magnificava il suo lontano reame. +Quello che non si poteva ingrandire, perchè già troppo grandeggiava da +sè, era la sua stupenda bellezza. La sua carnagione d'un color caldo +oltre il tipo europeo, non appariva neanche tale, smorzata com'era e +condotta al vermiglio dallo strano onnipotente fulgore delle pupille +nerissime. E ferivano, quelle pupille, dovunque si volgessero a caso; e +molti si sarebbero lasciati ferir volentieri, a patto di sentirle +rivolte a sè con qualche pietosa intenzione. Ma la contessa, nel fatto, +non aveva occhi se non per il suo dolce marito, che spesso le accadeva +di chiamare Damiano. E a lui più spesso accadeva di chiamarla Fior +d'oro: Giovanna non mai; piuttosto, alla spagnuola, Juana, che riteneva +molto del suono di Anacoana. I nomi, si sa, non hanno piccola +importanza, in amore. + +Anche a lui volevano bene quei terrazzani, più ancora che non lo +rispettassero come vassalli. Già, non lo tenevano quasi più per un +Fiesco; tanto che, all'usanza di Genova, lo chiamavano Bartolomeo delle +Indie. Sicuro, e bene prendeva egli il nome da quelle Indie occidentali, +dov'era stato quattro volte ad ogni sbaraglio, prode soldato, esperto +navigatore, singolarmente caro a quell'altro Genovese, così grande e +così maraviglioso uomo, che le aveva scoperte per potenza d'ingegno e di +fede. Quanti erano stati con lui partecipavano un poco della sua epica +grandezza; perfino i due umili marinai, Guglielmo e Battista, che si +erano ridotti a vivere anch'essi nel recinto ospitale della Gioiosa +Guardia, e che tutti i giorni di festa, infallantemente, seduti +all'ombra fuor della porta del castello, tenevano cattedra di geografia +transatlantica. A quei discorsi accorreva sempre più gente che non alle +prediche dei frati, i quali pure descrivevano qualche volta le +magnificenze del regno di Dio. Ma in queste si sentiva sempre lo sforzo +di fantasia di chi non c'era mai stato; laddove le magnificenze del +nuovo Mondo avevano avuto quei due semplici marinai per testimoni +recenti. + +Che fossero egualmente veridici non si potrebbe giurare. Raccontavano le +cose come se le avessero ancora davanti agli occhi, e raccontandole ne +davano il barbaglio agli occhi dell'uditorio. Si trattava d'oro, +infatti; oro a mucchi, in pagliuole ed in polvere, da tuffarci dentro le +braccia fin sopra il gomito; oro ad ogni piè sospinto, a colonne, a +pilastri, a scaglioni, a piramidi; oro a bizzeffe, in quel paese di +Veraguas, dove bastava smuovere un pochettino le zolle, per trovar le +radici degli alberi affondate in quel coso giallo lucente; oro nel fiume +dello Yaque, presso San Domingo, ove del prezioso metallo non erano +fatte solamente le arene del fondo, ma i ciottoli delle due rive, e i +massi e le scogliere delle svolte. Che poesia, quella dell'oro! E come è +nata? Tutta per amore della sua bellezza in sè, o non per l'acquisto, +che rende così facile, d'ogni desiderata fortuna? + +S'intende che i due narratori non si fermavano alla magnificenza delle +cose inanimate. Anche gli uomini, laggiù, erano d'una specie insolita; e +tra gli uomini il Prete Janni, favolosa figura del Medio Evo, ci aveva +la sua parte non piccola. Guglielmo non lo aveva veduto; Battista +nemmeno. Personaggi così alti come il Prete Janni non si lasciavano +vedere da poveri marinai; ma il grande scopritore del nuovo Mondo sì, lo +aveva veduto, gli aveva parlato a lungo, era stato suo ospite, accolto +alla sua mensa, nella sua intimità. Quel gran monarca si era tanto +innamorato delle virtù di Cristoforo Colombo, che lo avrebbe caricato di +diamanti, se questi si fosse risoluto di prender servizio con lui. E si +diceva a San Domingo che l'odio di Aguado, di Bovadilla e di Ovando +contro l'ammiraglio e vicerè delle Indie fosse nato appunto da questo, +che il Prete Janni aveva fatto festa a lui, non volendo veder loro +neanche come prossimo; ond'era avvenuto che verdi dall'invidia fossero +andati ad accusar l'ammiraglio presso Ferdinando il Cattolico, +dipingendolo come uno che era già in via di tradirlo, sottraendo alla +corona di Spagna i benefizi della grande scoperta. Sicuramente, +l'ammiraglio poteva far ciò, solo che lo avesse voluto. Il prete Janni +lo stringeva tanto colle sue offerte d'amicizia! Figurarsi, che voleva +dargli in moglie sua figlia, ricca come il mare, bella come il sole, e +buona come il pan di Natale. Ma il signor ammiraglio non si era lasciato +prendere all'amo; aveva resistito a tutte le offerte, a tutte le +promesse più lusinghiere; tanto più che da genovese sottile s'era +accorto che la bella aveva un occhio di vetro. Bella, poi, la vantavano +tutti alla Corte; ma Guglielmo e Battista non l'avevano veduta mai. +Un'altra, piuttosto; e quella bella era bellissima; e il loro capitano +se l'era portata via, quantunque regina, e l'aveva fatta contessa. Già, +tutti i salmi finivano in gloria. + +Qui poi l'uditorio poteva dar ragione ai parlatori, e in piena +cognizione di causa. Un tal miracolo di donna non si era visto mai, +neanche dai più vecchi, che pure avevano veduta entrare in casa Fieschi +madonna Bianchinetta, nel primo fiore della sua gioventù. Che splendore +di sposa, quella regina delle Indie! Per lei si era scomodata, e con +ragione, tutta la casata dei Fieschi; ed anche gli altri rami minori dei +conti di Lavagna, come gli Scorza, i Bianchi, i Della Torre, i Levaggi, +i Leivi, gli Zerli, i Cogorno, i Cavaronchi, i Ravaschieri, i Penelli. +Il capo dei Fieschi, in persona, l'eccelso conte Gian Aloise, aveva +lasciato Genova e la sua reggia di Vialata, per assistere alla +cerimonia, per condurre egli stesso quella regina del nuovo Mondo +all'altare. E bella come il sole, poichè non si poteva trovare un +paragone più alto; e buona come il pan di Natale, e dotta come un libro +stampato. Come parlava l'italiano! come il genovese, che è poi la madre +lingua d'ogni buon Ligure, e certamente quella del Paradiso terrestre; +specie colla giunta di quella sonora e dolce cantilena chiavarese! +Difatti, anche queste finezze aveva imparate in pochi mesi la regina +delle Indie. E si andava a sentirla, ma più ancora a vederla, senza +stancarsene mai, nelle domeniche, quando la bellissima donna, ritornata +dai divini uffizi, scendeva alla porta del castello per distribuire il +pane ai poveri dei dintorni. Quei poveri si moltiplicavano come i pani e +i pesci dell'Evangelio. C'erano molti che si facevano poveri a bella +posta: ma erano riconosciuti, e tenuti lontani. Solo alle donne, che +usavano di questo sotterfugio per avvicinarsi alla signora contessa, non +si faceva il torto di cacciarle; per rispetto al loro sesso si +lasciavano accostar tanto, che la signora le riconoscesse da sè. + +--E voi, che cosa chiedete?--diceva ella, ridendo d'un risolino +malizioso.--Non siete già povere, voi! + +--Oh, signora, siamo bisognose la parte nostra;--rispondevano le più +ardite.--E siamo venute, perdonateci.... siamo venute a prenderci +un'occhiata di sole.-- + +Sorrideva, la bellissima donna, arrossendo; e dava un ceffone, con la +sua morbida mano; ma tanto leggero, che pareva una carezza, ed era +ricevuto con divozione, come la guanciata del vescovo alla cresima. + +--Qui non voglio altri che poveri, avete capito?-- + +Così conchiudeva, volendo parere sdegnata. Ma c'era tanta soavità +d'accento nel rimprovero, e tanto sorriso nello sfolgorìo di quegli +occhi scorrucciati, che le buone valligiane di Carasco, di Graveglia e +di Paggi levavano le mani in atto di adorazione, come se avessero veduta +la Madonna, e in cuor loro promettevano di ritornarci la domenica +vegnente. + +Gioiosa Guardia, davvero, sotto la benefica luce di quegli occhi +celestiali. Ma qualche volta su quei begli occhi si stendeva un velo di +mestizia. Passavano allora le immagini di un altro popolo, assai più +numeroso, amante anche quello e devoto, ma che aveva la sua quiete, la +sua sicurezza da lei, e non era avvezzo a provare più gran gioia nella +vita, di quando si raccoglieva estatico ad ascoltarla, rapito ai suoni +del _maguey_, agli accenti soavi dell'areìto Povero popolo d'Itiba! come +lo avevano ridotto allo stremo quei feroci conquistatori spagnuoli, +deludendo i nobili disegni del Giocomina, del venerando condottiero dei +Figli del Cielo! Ma se il ricordo d'Itiba era triste, la bella ed +infelice regina di Xaragua aveva imparato molte cose nella terra di +Azatlan. Era disceso su questa terra un altr'uomo dolce, buono, +compassionevole ai mesti, un uomo divino, e avevano voluto sperimentarne +la virtù infinita mettendolo in croce come un malfattore; poi si erano +pentiti, lo avevano riconosciuto in ispirito e verità, gli avevano +eretto altari, e lo adoravano, e lo mettevano in croce ogni giorno, +disconoscendolo, bestemmiandolo, negandolo nei giorni della spensierata +allegrezza, per invocarlo nell'ora della paurosa avversità, superbi a +vicenda e codardi, sopra tutto eternamente fanciulli. + +Perciò qualche volta accadeva anche a lei d'esser mesta. Ma quelle erano +le nubi passeggere, candidi fiocchi vaganti, che macchiavano +all'orizzonte un bel cielo d'estate, senza turbarne il sereno. Ed era +felice, oramai, quanto è dato a creatura umana sulla terra; felice per +quell'uomo che viveva adorandola, e non si muoveva di là, dove l'aveva +condotta a rifugio. Che amasse la sua rocca e il suo poetico Entella, +non si poteva dubitare, poichè tante volte lo diceva egli stesso. Ma non +così aveva amato quel fiume e quelle mura negli anni della adolescenza, +quando animoso cacciatore batteva le macchie, ed era sull'Antola o sul +Penna più spesso e più volentieri che in casa. In quel castello era +nato; su quelle rive beate era cresciuto, ricco, orgoglioso del nome e +della potenza che confortava quel nome; e giovane si era mescolato in +Genova alle zuffe micidiali del tempo, avendone presto la sazietà. +Curioso di dottrina, o più vago di novità, aveva atteso agli studi nella +università di Pavia, riportandone come un fastidio d'anni sciupati; +ond'egli non aveva cercato nella quiete della sua terra il rimedio alle +pene del cuore, ma si era buttato per morto alle imprese del mare. E +quali imprese! Non già per diventarci padron di galere, e da fortunati +scontri aver lustro e potenza come tanti altri suoi pari e consorti, per +vantaggio di una casata che omai ridiventata padrona dell'antico +dominio, lo aveva allargato quasi a reame, dall'Appennino al mare e +dalla Scrivia alla Magra; bensì per tentare un cammino ignoto, col +rischio di giungere ad un punto donde il naviglio si sprofondasse nel +vuoto. Orribile chiusa, e creduta allora certissima! Il guaio non gli +era occorso; aveva potuto ritornare, e con la sua parte di gloria. Pure, +ricondottosi a casa, non aveva potuto star fermo; viaggi su viaggi, +fortunali e vitacce da cani; spesso in pericolo d'andar pastura ai +pesci, più spesso di buscarsi un colpo di freccia avvelenata; prigionia +tra i selvaggi, condanna a morte, agonia a fuoco lento, nulla aveva +potuto corregger l'umore vagabondo del gentiluomo marinaio, di +quell'argento vivo. Ed ecco, di punto in bianco, il gran cambiamento: +quell'umor vagabondo, quell'argento vivo, s'era chetato ad un tratto: +lui tutto casa, lui tutto "fiumana bella", lui tutto moglie, e +innamorato per giunta, come un ragazzo di vent'anni. Ma ecco, il segreto +del mutamento era qui. + +--Come sei buono, Damiano!--gli bisbigliava Fior d'oro. + +--Sfido io!--rispondeva egli, con quel suo piglio che volentieri girava +al comico.--Son buono, perchè sono felice. E sono felice.... + +--Perchè?--domandava lei, con accento di cara malizia. + +--Perchè....--ripigliava Damiano, girando un po' largo, per voglia di +ridere.--Perchè ci ho la mia Gioiosa Guardia che amo tanto.... + +--Giustissimo; e la tua "fiumana bella"--suggeriva lei, prestandosi al +giuoco assai volentieri.--Con queste due cose.... + +--Con queste due cose ci sarebbe anche da morir di noia;--proruppe +Damiano.--Le avevo, e non mi sono bastate. Diciamo dunque, per essere +nel vero, che ci ho te, cara donna adorata. La più bella donna, nel +verde più vivo, sotto il più dolce azzurro del mondo, ecco la felicità +vera ed unica. Ed ecco quello che io volevo dire, contessa Juana, se voi +mi aveste lasciata fare la mia progressione ascendente. + +--E non ve l'ho lasciata fare, da quella gran cattiva che sono! Ma voi +me ne punite tanto severamente, che avrei voglia di rifarmi da capo. Per +altro,--soggiunse ella, mettendosi sul grave,--dicono che un bene +posseduto non sia più un bene. + +--Vedete che logici da strapazzo!--replicò Damiano, ridendo.--Il bene è +il bene, di qui non si esce. Se si mutasse, sarebbe un'altra cosa, ne +convengo. Ma come potrei volerlo mutato? In più no, perchè io ho tutto +quello che desideravo. In meno, neanche, perchè quello che desideravo lo +desidero ancora: e questo è il fatto, la condizione su cui possiamo +fondare il nostro ragionamento. Ho io studiata bene la mia logica? + +--Eh, non voglio dire di no. Il mio signore ha sempre ragione. Ed era il +bel sogno, questo,--diss'ella traendo un sospiro,--il bel sogno che ho +sognato con te. Il bel sogno si è finalmente avverato; o Dio, tra quanti +pericoli, tra quante angosce mortali! Se c'è giustizia in terra, il bel +sogno non dovrebbe finire. + +--Così dico io;--conchiuse Damiano.--Non dovrebbe, non deve, non dovrà. +Dimmi, Fior d'oro; sei tu sicura di te? + +--Oh sì, di me....--gridò ella, levando gli occhi al cielo.--Ed anche di +te,--soggiunse tosto,--anche di te, conte Fiesco, che sei così nobile +spirito e così candido cuore. Ma non presumi troppo delle tue forze.... +e della natura umana? È della donna amare, e saperlo far bene, non +sapendo far altro: è dell'uomo l'operare, il faticare in qualche utile +impresa, per deludere la sazietà.... per vincer la noia.... E per +questo, me lo lasci dire?.... per questo, bisognerebbe forse mettersi a +far qualche cosa.-- + +Tremava un pochino, parlando così, e mendicava le parole. Ma ebbe il +pronto conforto di sentirsi dar ragione da lui. + +--Sicuramente;--diss'egli.--Ci pensavo appunto stanotte, mentre tu +riposavi, Fior d'oro. Bisognerà far qualche cosa. Ed ho trovato. + +--Ah sì? E che sarà? + +--Continuare ad amarti;--rispose gravemente Damiano, facendo cadere +dall'alto, l'una dopo l'altra, le sillabe.--Vi ho lungamente +contemplata, amica mia; vi ho pure abbracciata, ma guardingo, sapete, +con mano leggera leggera, per non rompervi il sonno, che era così dolce; +ed ho pregato Dio che non mutasse niente, che lasciasse tutto così, come +ha tanto saviamente disposto, nella sua misericordia infinita.-- + +E voleva dare in una risata; ma non n'ebbe il tempo. La contessa Juana +rideva già più di lui, non senza lagrime; quelle care lagrime che tanto +abbelliscono ogni profonda allegrezza. E un po' tardi, ma in tempo, gli +ricambiava l'abbraccio. + + + + +CAPITOLO II. + +Ambasciator non porta pena. + + +Ma ritorniamo una seconda volta, e sia la buona, al nostro don Garcìa, +che con tanta attenzione seguiva le vicende di un bellissimo giuoco. +Proprio si arriva al punto che la piacevole occupazione gli era +interrotta dall'avvicinarsi d'un famiglio, le cui prime parole ebbero +virtù di farlo balzar subito in piedi. Molestie dell'ufficio, +naturalmente; e la Guardia non poteva esser sempre gioiosa, pel suo +degno custode. + +--Ci abbandonate?--gli chiese frate Alessandro, che per fortuna di +giuoco veniva ad essergli più vicino, e lo vedeva muoversi di scatto +dalla panca. + +--Per forza;--rispose don Garcìa.--Ed anche, diciamolo pure, con un +certo piacere. Arriva il nostro Giovanni Passano.-- + +La nuova si sparse fra gli altri giuocatori, e la partita fu subito +interrotta, come la piacevole occupazione di don Garcìa. Il Passano +aveva amici da tutt'e due le parti; e se si contentavano di piantar lì +la giuocata quei che avevano il disopra, con "quaranta e la caccia", +era naturale che non si dolessero quelli che s'avviavano a perdere, non +avendo che un "quindici". + +Giovanni Passano, al suo smontar da cavallo nel cortile della Gioiosa +Guardia, fu accolto a festa dai suoi vecchi compagni d'Haiti e della +Giamaica. + +--Che buon vento vi porta?--gridavano a gara, stringendogli la +mano.--Finalmente! Bisognerà metterci il segno per ricordo, stamparla, +toccarsene un occhio. Sapete che ci mancate da un mese? + +--Eh, si fa come si può;--rispondeva il Passano, commosso da tutte +quelle dimostrazioni d'amicizia.--Appena levati i piedi dagli impicci, +eccomi qua. Pietro Gentile! Guglielmo! Battista! frate Alessandro, che +per riverenza alla tonaca dovevo metter primo di lista!... +Quantunque,--soggiunse ridendo, al vedere tutti quei grembi e sboffi +fuor dal cordone di san Francesco,--mi pare che la portiate sempre alla +diavola. Giuocate al pallone, vedo. È un bel giuoco; ma non da frati. + +--Chi ve l'ha detto, messer Giovanni? Nessun testo lo proibisce; e ce +n'è uno che forse li permette tutti. Ma sì. _Servite Domino in +laetitia_; lo raccomanda il Salmista. Volete giuocare anche voi? + +--Eh! se non fossero quattr'ore che mangio polvere, e che mi fiacco le +reni col cavallo più indiavolato della cristianità.... A proposito, mi +fareste un gran piacere ad esorcizzarlo coll'acqua santa. + +--O voi col vino di Vernazza, piuttosto. + +--Il vino di Vernazza fa bene all'uomo;--conchiuse gravemente il +Passano, mentre si avviava colla brigata verso l'ingresso della seconda +cinta.--Qui, infatti, ci ho un testo sacro ancor io; _vinum bonum +laetificat cor hominis_. E il signor conte?--ripigliò, con accento +mutato, parlando a don Garcìa.--E la signora contessa? + +--Benissimo;--rispose lo Spagnuolo.--E vi direi che sono là bene +accostati sul medesimo ramo, come due tortore innamorate, se fosse +almeno ora di giardino. Saranno invece nella caminata, lei col suo +tombolo a far merletti, lui a metter del nero sul bianco. + +--Ma anche a far merletti e a scrivere si può star molto vicini, non è +vero? + +--Oh questo poi sì; alla medesima tavola, per non perdersi d'occhio. Vi +faccio annunziare, mentre bevete un bicchiere? + +--No, non occorre;--rispose pronto il Passano.--Non dico per il bere, +intendiamoci; dico per il farmi annunziare. Non c'è premura; è una +visita senza impegno, la mia. A presentarmi, ci sarà sempre tempo per la +cena. + +--Ah, mi levate una spina dal cuore;--disse quell'altro, mentre lo +faceva entrare nel tinello, al pianterreno della rocca.--Avrei giurato a +tutta prima che veniste per portarci via il padrone. Che ci volete fare? +Presentimenti; e fortuna che qualche volta ingannano! L'altro giorno, +passando di qua messer Filippino, che, sia detto con la debita reverenza +al casato, ha sempre la lingua un po' amara, si lasciò sfuggire certe +parole! "Che Gioiosa Guardia! diceva; che Gioiosa Guardia! Dormigliosa, +dovreste chiamarla. Con Ercole che fila ai piedi di Onfale". Io, per +dirvi la verità, non conoscevo questa signora, ed ho dovuto farmi +spiegare l'arcano da frate Alessandro. Ne sapeva poco più di me, quel +bravo figliuolo; ma tanto da capire che si trattasse d'una donna, la +quale faceva perdere il tempo al dio della forza. Il nostro conte, +veramente non fila, e nemmeno la contessa; quantunque, se filasse, vi so +dir io che con quelle sue dita darebbe dei punti alle fate. Ma io ho +bene inteso, dopo la spiegazione di frate Alessandro, che cosa volesse +dire messer Filippino. Il padrone non si occupa se non della padrona, e +lascia che gli altri della casata facciano e disfacciano a modo loro le +cose della Repubblica. Ma di che si lagnano, se mai? Egli tira le mani e +i piedi fuori del giuoco; li lascia dunque padroni; non vi pare? + +--Giudicando alla grossa, sì;--rispose il Passano, mentre con diligenza +amorosa osservava il liquido topazio delle Cinque Terre attraverso la +lucida parete del bicchiere.--Ma possono aver ragione i suoi nobili +parenti, a desiderare che un tal uomo non si ritiri dal giuoco. Sapete +bene; dove bastano undici, il dodicesimo aiuta.-- + +Don Garcìa rizzò l'orecchio a quelle parole dell'amico. + +--C'è dunque da aiutare a qualche impresa?--diss'egli. + +--No, ch'io sappia;--replicò il Passano.--Ma c'è una condizione di cose +che parla abbastanza chiaro da sè. Noi del Gatto, o del Basilisco, anzi +diciamo pure di tutti e due questi graziosi animali, siamo per Francia; +e sta bene, tenuto conto delle buone ragioni che ci abbiamo: ma siccome +tutto questo, messo in ispiccioli, significa avere un presidio straniero +in città, non si può neanche sostenere alla faccia del popolo che sia la +più bella cosa del mondo. D'altra parte, i popolari, cioè a dire i +nostri signori d'origine popolana, chiamati altrimenti del portico di +San Pietro, vorrebbero aver mani in pasta, allontanando dalla madia quei +del portico di San Luca; e questi, capirete, spalleggiati come sono dal +gatto e dal basilisco, antiche insegne dei Fieschi, non ci pensano +neanche a ceder d'un passo. Si guardano dunque in cagnesco, e come possa +andare a finire Dio solo lo sa. Speriamo, nondimeno; Dio misericordioso +potrebbe appigliarsi al buon partito di accomodar la testa a tutti. Dei +miracoli se ne son visti, in altri tempi: perchè non ne accadrebbe uno +nel nostro? Parlo così,--soggiunse il giovanotto,--perchè conosco il +padrone, chè non se ne fa nè di qua nè di là. Ma guai a parlar di pace +in Violata! + +--Gian Aloise è sempre il più forte?--entrò a dire don Garcìa.--E sempre +bene coi francesi? + +--E come!--rispose il Passano.--Non si muove foglia che Gian Aloise non +voglia. Quasi si direbbe che in Genova sia lui il padrone, com'è il +capitano generale di tutta la Riviera di Levante. Ci sono i francesi nel +Castelletto. Ma quelli si possono magari considerare stipendiati, come +se fossero svizzeri, o tedeschi; zuppa o pan molle. + +--Sia contento, allora,--disse don Garcìa,--e lasci quieti noi in +Gioiosa Guardia, dove si sta così bene. + +--Felice mortale! L'avete trovata, la nicchia? E badate, ci verrei tanto +volentieri ancor io. + +--Con donna Higuamota, non è vero? Ma olà!--ripigliò don Garcìa, come +per darsi sulla voce.--Non dimentichiamo che l'ha tenuta a battesimo la +madre del padrone, e che bisogna dire donna Bianchina. + +--Già,--disse ridendo il Passano,--quantunque sia bruna. Tien più di +Caonabo che di Anacoana, la mia dolce metà. Fortuna che amo le brune! + +--O perchè non l'avete condotta con voi, amico Passano? + +--Che, vi pare? dovendo fare una visita di poche ore....-- + +Don Garcìa inarcò le ciglia, ma non aggiunse parola. + +In quel mentre si faceva udire un gran rumore dalla scala vicina, donde +qualcheduno scendeva a precipizio, saltando ad ogni tanto e tonfando, +alla guisa dei ragazzi. E subito dopo si vide balzar dentro un +adolescente, dai capegli biondi e dalla faccia birichina. Pareva, a +vederlo, che il mondo fosse suo, o che lo credesse da vendere, e da +poter comprare coi quattro soldi che a lui ballavano in tasca. +Polidamante (era questo il suo nome) poteva dirsi l'imagine, il simbolo, +il genio della Gioiosa Guardia, ove del resto era nato. Se gli altri ci +avevano pochi fastidii, egli non ne aveva nessuno. Tutto di primo +impeto, correva sempre, quando c'era da muoversi; quando poi doveva star +fermo, si addormentava. Non faceva mai niente con misura; e forse per +ciò era molto caro al padrone. + +--Che c'è?--chiese don Garcìa. + +--Presto, le acque;--gridò quell'altro, senza fermarsi a rispondere in +tono.--Dove sono le acque? + +--Nei fiumi;--disse il Passano;--e neanche ne han tutti. + +--Ah, siete voi, messer Giovanni? Bene arrivato! Dicevo le acque +acconce, le acque cedrate, i siroppi per la signora.-- + +I famigli, che non avevano bisogno di tutte quelle spiegazioni, avevano +già levato da una credenza il vassoio con le bocce di cristallo, e si +preparavano a seguire con quello il messaggero Polidamante. + +--Quando si dice nascer vestiti!--esclamò don Garcìa, volgendosi al +Passano.--I padroni hanno anticipata l'ora di uscire in giardino. Potete +salire dietro a Polidamante, e presentarvi, e far le vostre ambasciate, +senza interrompere i commentarii di Cesare. + +--I commentarii.... Che dite voi, don Garcìa? + +--Eh, sì, i commentarii di Cesare, come li chiama frate Alessandro. + +--Sta bene, avevo inteso;--riprese il Passano.--Domandavo che diavolo è. + +--Una storia, amico, una storia di laggiù, mi capite? Il capitano ci ha +fatto l'onore di chiamarci nella caminata, per cinque sere alla fila, e +ce ne ha letti già cinque capitoli. In quello scritto racconta tutto +quello che s'è fatto alle Indie. + +--Ah, bene! capisco, ora. Ci avrà molto da raccontare, perchè molto si è +fatto. E parla di voi? + +--No, non ci siamo ancora, a quel punto;--rispose don Garcìa, +rannicchiandosi.--Penso, del resto, che quando saremo a quel punto, +egli mi dovrà passare sotto silenzio. Del che non mi lagnerò,--soggiunse +egli umilmente;--che anzi, dovrò sapergliene grado. Beati gli uomini di +cui non avrà da occuparsi la storia. + +--Bravo! siete filosofo? + +--Alle mie ore, amico Passano.-- + +L'amico Passano strinse la destra di quell'altro Seneca; e vuotato il +suo calice fino all'ultima goccia, che non era d'aceto, si avviò verso +la scala. + +--Va, bello mio, va, che non la conti giusta;--borbottò tra i denti il +bravo don Garcìa, uscendo alla sua volta di là.--Questa visita di poche +ore, a spron battuto, mi sa di chiamata a Genova lontano un miglio. C'è +la mano di messer Filippino, qui sotto; scommetterei. Quello là non vuol +dare nè lasciar pace a nessuno.-- + +Il giardino di Gioiosa Guardia, anzi i giardini, perchè erano quattro, +bisognava andarli a cercare in alto, come gli orti pensili di +Semiramide. Si stendevano essi sui bastioni della rocca, per tutta la +lunghezza delle cortine, fiancheggiati e conterminati dalle torri, che, +per conseguenza logica quanto architettonica, erano appunto quattro, +senza contare il battifredo, gran torre più alta, dalla parte +dell'ingresso, colla campana al sommo e con l'orologio nel mezzo. Forte +arnese per guerre medievali, la Gioiosa Guardia non poteva più dirsi +tale in un tempo che le artiglierie mobili e di grande gittata potevano +batterla da parecchie eminenze circostanti. Ma essa non s'aspettava di +queste noie, e il suo padrone, amico della pace, ne lasciava il carico +ad altri luoghi fortificati della sua parentela, da Montobbio a +Pontremoli. In uno di quei casi di necessità, che gli amici della pace +come Bartolomeo Fieschi si dovessero ricordare d'essere stati uomini di +guerra, la Gioiosa Guardia poteva essere ancora un bell'inciampo a +soldatesche raccogliticce, non esperte o impazienti d'assedii; e il suo +signore, poi, avrebbe amato sempre meglio far impeto in aperta campagna; +che infine non era neanche troppo aperta, e i suoi duecento uomini, ben +comandati, potevano valere per mille. Frattanto, sui pensieri di guerra +avevano il sopravvento le arti della pace, e prima fra tutte l'arte dei +giardini. + +Madonna Bianchinetta, la santa madre del capitano Fiesco, ne aveva preso +cura da giovane; ma poi, cresciuta negli anni, se n'era via via +disamorata, piacendole assai più di passar le sue ore nella cappella del +castello, dedicata a san Colombano; un gran santo, quello, e quasi di +casa, che era morto non troppo lontano di là, nel monastero di Bobbio, e +che dava il nome, del resto, ad una terra vicina. N'era venuto nei +giardini del castello un gran guaio per le varie famiglie dei fiori; i +quali, si sa, per prosperare domandano amore, intristiscono +nell'abbandono, e muoiono anzichè darsene pace. Per contro erano +cresciuti gli alberi, gran solitarii, anche quando si ritrovino in +molti, che degli uomini non si dànno un pensiero al mondo, e vorrebbero +anzi che gli uomini non si dèssero tanto pensiero di loro, per +tagliarli, segarli, riquadrarli, piallarli a molti usi volgari, o farne +legna da ardere. E insieme con gli alberi erano venute su liberamente +le rose, belle salvaticacce che bastano molto a sè stesse. Diradare +quegli alberi, sfrondandoli un pochino qua e là, ravviar quelle rose, +nettandole d'ogni seccume e potandole, era stata la prima cura dei nuovi +arrivati; quanto ai fiori più delicati, poco c'era voluto a trarne da +tutti i dintorni, a farne allignare nelle vecchie aiuole risarchiate, e +lungo i viali rifatti. + +Per quei viali passeggiava la coppia felice; Fior d'oro col braccio +sinistro girato intorno alla vita di Damiano; Damiano col braccio destro +girato intorno al collo di Fior d'oro. Erano atti, per avventura, di +soverchia libertà; ma non veduti per allora se non dagli uccellini +saltellanti e chioccolanti sugli alberi. Ed essi, finalmente, come +quegli alberi per tanti anni avevano fatto, non si davano pensiero di +nessuno. Se n'andavano a passi lenti, così mollemente abbracciati, +chiacchierando a mezza voce, bisbigliando quasi, com'è l'uso degli +innamorati a buono, che non han nulla da dirsi di serio, nè sopra tutto +di nuovo, ma che nelle cose più naturali e più comuni debbono metter +sempre un po' di mistero. + +Un rumor di passi sulla ghiaia del viale fece voltar la testa a Damiano. +Una sbirciata bastò al felice mortale, perchè egli spiccasse il braccio +dalla dolce postura che s'era scelta con tanto buon gusto, e prendendo +per mano la contessa Juana muovesse incontro al nuovo venuto. + +--Quello, o ch'io sogno, è il vostro genero;--gridò egli con +ostentazione di allegrezza, più fatta per consolar l'ospite, che per +esprimere il vero sentimento dell'animo.--Capite, Fior d'oro?--incalzò, +rivolto alla contessa, mentre stendeva pure la mano al suo antico +aiutante.--Vostro genero! vostro genero! + +--Già,--disse a sua volta il Passano inchinandosi,--il genero d'una +suocera a trent'anni. Si può ben dire l'età d'una donna, in un caso come +il mio, non è vero?-- + +Così dicendo, prendeva la mano che la contessa gli aveva stesa in atto +benevolo, e si chinava ancora accennandovi il bacio di cerimonia che la +galanteria spagnuola incominciava a far prosperare sulle terre italiane. +Mai suocera al mondo meritò tanto un simile omaggio, od altro assai meno +cerimonioso di quello. + +--Come sta madonna Bianchina?--gli domandava frattanto il Fiesco. + +--Bene, benissimo; e saluta, s'intende, e abbraccia la sua bella mamma. + +--Perchè non condurla con voi?-- + +Era la stessa domanda di don Garcìa; ed ebbe l'istessa risposta. Onde da +parte del Fiesco l'istesso inarcamento di ciglia, ma con una giunta di +parole che non aveva potuta fare quell'altro. + +--Visita di poche ore! Mi spaventate, Giovanni mio. Faccende, dunque? e +gravi? + +--Oh, questo poi no. Son venuto col libro dei conti. Volevo sapere che +cosa si dovrà fare della vostra parte di profitti sulla nave _Paradiso_. +Siete il partenevole più grosso, e ci avete un guadagno, quest'anno, di +seimila ducati larghi.-- + +Bartolomeo Fiesco fece una bella riverenza. Seimila ducati larghi erano +una bella somma. Il ducato largo, o genovino d'oro come s'era chiamato +nei tempi anteriori, con un peso di grammi 3,567, eguale del tutto al +suo fino, e con un valore di due lire, due soldi, e due denari, valeva +nei primi anni del Cinquecento, in moneta corrente, tre lire e due +soldi. La lira genovese ne valeva allora più di tre delle nostre; +sicchè, fate il conto, e troverete che il ducato largo ne valeva più di +dodici delle odierne italiane. Moltiplicate per seimila, e vedrete che +bel guadagno avesse fatto messer Bartolomeo delle Indie col suo +_Paradiso_. Ancora qualche annetto di fortuna, e c'era da farsi foderar +d'oro una bella nicchia in purgatorio. + +Fece dunque una bella riverenza, come il caso meritava. Ma non gli parve +altrimenti che fosse mestieri un viaggio, per sapere dove andasse +collocato tant'oro. + +--Per questo siete venuto!--diss'egli.--E non la ricordavate, la mia +massima? San Giorgio, amico Passano; le "colonne" di san Giorgio sono le +mie colonne d'Ercole. È quello il luogo, il posto, il rifugio sicuro pei +ducati larghi. Ma forse avete ancora da dirmi della Santa Giovanna? + +--Quella è arrivata a Bari per le lane; non si aspetta prima di giugno. +Così almeno mi ha detto ier l'altro il Sauli, che aveva ricevuto +lettere. Ho qui invece il fogliazzo delle spese. Se gli date +un'occhiata, essendo ancora giorno.... + +--Volete dire che i numeri si leggono male a lume di lucerna? E +sia;--soggiunse messer Bartolomeo,--contentiamo questo terribil Passano. +Sedete?--diss'egli, facendo un cenno d'invito a Fior d'oro. + +--Fate, fate;--rispose la contessa;--io vi lascio. Quando siete coi +numeri, bisogna lasciarvi stare. + +--Capirete, Juana, e perdonerete senz'altro. Son genovese; e il +genovese, per vostra norma.... + +--Oh, non dicevo per questo;--interruppe la bella.--Che genovese, del +resto? Non vi vantate, amico mio. Volevo dire piuttosto che vi +c'imbrogliate parecchio. + +--Ah sì, birichina? Ma ciò avviene perchè guardo voi; e allora, povero a +me, smarrisco perfino il ricordo della tavola pitagorica. + +--Vedete dunque....--diss'ella con aria di trionfo.--Ragione di più per +lasciarvi con messer Giovanni mio genero. Farò allestir la cena un po' +prima, perchè egli avrà appetito, m'immagino. + +--Abbastanza, madonna;--rispose il Passano.--Ho tanto rinsaccato, su +quel maledetto cavallo!-- + +La contessa si era ritirata; ma dal vano di un uscio, voltandosi, aveva +gittato un bacio col sommo delle dita a Damiano. E Damiano, che lo colse +al volo, non volle lasciarlo senza ricevuta. + +--Povera tavola pitagorica!--gridò egli ridendo.--La vedo brutta. + +--Che c'è?--disse il Passano, levando la fronte dai suoi scartafacci. + +--Niente, niente; parlavo a mia moglie. Mia moglie!--ripetè il capitano +Fiesco.--Ecco due strane parole. Sapete, Giovanni mio, che non so +avvezzarmi a questo nome? e che mi par sempre un sogno? + +--Restate nel sogno;--rispose quell'altro. + +--Certamente, certamente, poichè il sogno è così dolce! Ma ora che siamo +soli, ragazzo mio, vuoi tu dirmi che cosa significhi la tua visita? Tu +non sei mica venuto per sapere dove andassero collocati i miei ducati +larghi.... e neanche per rompermi la testa col fogliazzo. Tu hai una +commissione per me, ed una commissione urgente. + +--Avete ragione;--rispose il Passano.--Ecco qua, infatti.-- + +Così dicendo, traeva di sotto al giubboncello una lettera, e la porgeva +al capitano Fiesco. + +--Ah, volevo ben dire!--esclamò questi.--Gian Aloise?... + +--Lui, in persona. Mi aveva mandato a chiamare in gran fretta, ier sera; +ed ho risicato, figuratevi, di fiaccarmi tre volte il collo in quei +cento scalini di Violata, non avendo altro lume nel buio se non questi +due occhi. Giunto alla sua presenza, eccovi il dialogo che corse tra +noi: Verrà di questi giorni a Genova il tuo principale?--No, eccelso +signore; è più facile che Genova vada a Chiavari, di quello che venga a +Genova lui.--Ebbene, andrà Genova a Chiavari, nella persona tua; +passerai da me domattina per tempo; ti darò una lettera, che dovrai +consegnargli senza fallo in giornata; a lui, mi capisci? e parlandogli a +quattrocchi, che nessuno ne abbia fumo. Ritornai da messere Gian Aloise +questa mane per tempo; tenevo il cavallo sellato ad aspettarmi fuori +della porta di Santo Stefano. Avuta la lettera, son ridisceso dalla +Montagnola; ho infilata la via dei Lanieri; son montato in arcione, e +via di galoppo, che n'ho ancora le reni fiaccate. + +--S'intende che ti sarai ristorato a tutte le frasche. + +--Messere!... + +--Eh via, non saresti genovese. Hai rinfrescato a San Martino, +confessalo; e nota che ti fo grazia di San Fruttuoso. Il secondo +bicchiere l'hai bevuto a Nervi; il terzo a Recco, con un rincalzo a +Ruta, per ragione della faticosa salita; il quarto a Rapallo, il quinto +a Zoagli. Dimmi che non è vero. + +--Siete uno stregone, messere;--disse ridendo il Passano.--Per altro, +non sono mai sceso d'arcione. + +--Te lo credo, questo, perchè al debito non sei venuto mai meno. Quanto +a rinfrescar l'ugola, non è mai stato un delitto. E dall'oste della +Maddalena, poi? Dicono che ce n'abbia bevuto una mezzina anche Dante. + +--Ma sempre stando in arcione;--rispose il Passano.--Furono tutti +bicchieri della staffa. + +Il capitano Fiesco s'indugiava in queste celie, per non leggere il +foglio che gli aveva consegnato il Passano. La lettera donde si aspetta +una noia si dissigilla mal volentieri; si spera sempre in un accidente +improvviso che possa dispensarcene. Ma l'accidente non ci fu, e messer +Bartolomeo dovette rassegnarsi. Aperse il foglio, e lo spiegò; spiegato +che lo ebbe, incominciò a leggere, ed anche ad aggrottare le ciglia, a +batter le labbra, a sbuffare. + +--Oh Dio!--esclamò, quand'ebbe finito.--Ma son pur fastidiosi! Io +consigli? E che ci ho da veder io? come ho da darne io, che non ho +saputo mai domandarne? Che noia! che noia! E ancora dovrò ringraziarlo, +il mio eccelso parente, che ha mandato te per messaggero, e non il suo +Filippino. + +--Filippino?...--balbettò il Passano, che non vedeva la ragione +dell'essere messo in paragone con quel pezzo grosso. + +--Già, il nostro buon cuginetto Filippino;--riprese il capitano +Fiesco.--Quello là, o con un pretesto o con un altro, è sempre da queste +parti; due, tre, quattro volte ogni mese. Il giovanotto non ha mai avuto +tanto da fare nel capitanato di Chiavari, come dal giorno che ho preso +moglie io. + +--Che dite, messere? Io casco dalle nuvole. + +--Ed io vorrei risalirci, con Fior d'oro tra le braccia, e non +ricomparire mai più alla vista dei seccatori. Vuoi sapere? Filippino s'è +messo in mente di toccare il cuore a Fior d'oro. Fa l'occhio pio, lui, +ch'è una bellezza a vedere. Sospira, recita i sonetti del Petrarca, e li +mette a raffronto colle rime amorose dell'Alighieri. Una sera, che ci +fece la stampita più lunga, figúrati che ci sciorinò tutto il canzoniere +della Bella Mano. Tu non lo conosci, il canzoniere di Giusto de' Conti +da Valmontone, tutto inteso a celebrare la mano della sua bella? Lo +conosco io, pur troppo, e me ne dolgono ancora gli orecchi. Maledetto +biondino! Quantunque, a farlo a posta, s'è imbattuto in una che i biondi +non li vuol neanche per prossimo. + +--O allora, scusate....--si provò a dire il Passano. + +--O allora, caro mio, m'annoia egualmente;--rispose il capitano +Fiesco.--Qualche volta mi vien voglia di assestargli uno scapaccione. + +--La contessa se n'è avveduta? + +--E come no? Se ne avvedono gli usci e le imposte, che sono di legno, e +gli arazzi e i corami delle pareti; perfino il pappagallo, ultimo avanzo +dei dodici portati da San Domingo, che ha imparato a ciangottare: +Filippino sciocco! Noto, per amor di giustizia, che vorrebbe dire +Filippino Fiesco; ma non gli riesce, e dice sciocco tale e quale. Fior +d'oro, dal canto suo, lo chiama Gunora. E potrebbe anche chiamarlo +Guatigana. Ma quel poveraccio va rispettato, che almeno ha saputo +morire. Quanti pretendenti, mio Dio!--esclamò il capitano Fiesco, +sospirando.--Hanno avuto tutti buon gusto, non lo nego; ma ti confesso +che m'hanno tutti mortalmente seccato, e mi seccano. Basta, ti ho fatto +il mio sfogo, e tu chiudilo in petto, _alta mente repostum_, come +direbbe Virgilio. Il giorno che avrò accoppato messer Filippino, ne +capirai il perchè, senza bisogno di venirmelo a chiedere. Ma ora che ci +penso.... In questa lettera dell'eccelso Gian Aloise non ci sarebbe la +zampa di messer Filippino bello? Mi vogliono levare da Chiavari, è +chiaro, come si leva una lepre, o un cinghiale. Vogliono tirarmi sul +Bisagno, anzi peggio, sul Rivo Torbido. Una volta là, addio guardia e +custodia del fatto mio: feste in Violata, festini a San Lorenzo; +dovunque c'è un Fiesco, sarà un invito a ballare. E tu balla, Damiano, o +lascia ballar chi ne ha voglia. Così il mio Filippino ha libertà di +corteggiare Madonna, di atteggiarsi a suo "intendio" secondo l'uso della +giornata. Ma io me ne intendo più di te, Filippino bello; quando il tuo +diavolo nasceva, il mio andava già ritto alla panca. E per la croce di +Dio.... Oh, smettiamo; ecco madonna che torna.-- + +Infatti, sull'uscio dond'era sparita un'ora prima, riappariva Fior +d'oro. + +--Avete finito di far conti?--diss'ella. + +--E da un pezzo;--rispose Giovanni Passano. + +--Allora, eccomi qua. Vorrete accettare un rinfresco, per aguzzar +l'appetito? Polidamante, i bicchieri e il vin di Cipro.-- + +Polidamante, che era comparso allora nel vano dell'uscio, corse ad +eseguire i comandi. Due minuti dopo, era in giardino col vin di Cipro e +il vassoio. + +--Dategli da bere, Juana;--disse il conte Fiesco alla moglie.--Ma in +verità non lo merita. Sapete che ha vuotate tutte le cantine che ha +incontrate in viaggio, da San Martino d'Albaro al ponte della Maddalena? +E certo, con lo stomaco scavato da tanto bere, egli ha più fame che +sete. + +--È anche pronta la cena;--rispose Fior d'oro;--ed egli non avrà da +penar molto. Genero,--soggiunse ella, accostando il calice a quello del +Passano,--siate il benvenuto coi vostri scartafacci e colle vostre belle +notizie. Beviamo ora alla salute della nostra Bianchina.-- + +Tutto bene, sì; ma le belle notizie il Passano non le poteva mandar giù, +dopo averle portate, e conosciute molto noiose. + +--Ed ora,--diceva egli tra sè, mentre mandava giù più facilmente il suo +vin di Cipro,--come la prenderà Fior d'oro, quando saprà che si vuol +Damiano a Genova? Basta, la cosa non mi riguarda; ambasciator non porta +pena.-- + + + + +CAPITOLO III. + +I commentarii di Cesare. + + +La cena era imbandita nella gran caminata del castello, dove il nostro +Giovanni Passano ebbe il piacere di far riverenza a madonna Bianchinetta +Fiesca, la veneranda madre del suo capitano. Il giovinotto la chiamava +madrina, per aver ella tenuta la vezzosa Higuamota al fonte battesimale. +La nobil signora vide assai volentieri il marito della cara figlioccia, +e lo chiamò a dirittura figliuolo. Ha di queste delicatezze la +vecchiaia, e pare che le derivi dal cielo, a cui è già tanto vicina. + +Si ragionò di molte cose, a mensa, mutando gli argomenti come le +portate. Così venne "in tavola" l'eccelso Gian Aloise, con tutte le sue +vaste ambizioni, ch'erano poi la gloria e l'onore della illustre casata +dei Fieschi; una delle prime signorili d'Italia, e già considerata come +principesca, tanto che non si faceva più lega o trattato di pace tra il +re Cristianissimo e gli stati Italiani, che non vi fosse inclusa quella +grande famiglia, alla pari con essi. Ed anche, volgendo il discorso qua +e là, non fu dimenticata una più potente signoria, che per verità non +era argomento da tavola; vogliamo dire la peste, oramai da tre anni +vagante in Liguria, come nelle regioni contermini, ma che a Genova non +aveva potuto menare gran guasto, per le buone provvisioni del governo. +Strano, per altro, che ne avesse avuto a pagar le pene il provveditore, +che era messer Giacomo Fouchesolts, luogotenente del regio governatore +monsignor Filippo di Cleves. Ma oramai da un anno il povero luogotenente +era morto, succedendogli, come sappiamo, il Roccabertino; sicchè, non +c'era più molto da dirne, e neanche molto di un morbo al quale i popoli +d'Europa s'erano avvezzati in que' tempi, come noi a tutte le specie di +nemici invisibili, che coi nomi svariati di microbii, bacilli, +micrococchi e germi patógeni, dovrebbero poi essere l'attenuata ma non +estenuata discendenza dei persecutori di quattro o cinque secoli fa. + +--Parliamo di cose allegre;--disse ad un certo punto il Passano.--Ne ho +sentito una, che mi ha riempito di giubilo. Voi scrivete i vostri +commentarii, capitano? + +--Chi te lo ha detto? Sei arrivato ora, e già sai.... + +--Non ve ne maravigliate, principale. Per giunger quassù, naturalmente, +dovevo passar di laggiù. + +--Tu parli come un libro stampato;--disse Bartolomeo Fiesco.--Alla mia +volta dovevo immaginare che don Garcìa e frate Alessandro non volessero +aver segreti per te. Sono essi infatti i miei due pazienti uditori +serali. Che vuoi? bisogna ammazzare il tempo. Io scrivo di giorno, e +leggo di sera. Oggi appunto ci avevo un paio di capitoli finiti. Ma ora +che sei capitato tu coi tuoi scartafacci, tanto più importanti dei +miei.... + +--Li avete letti, i miei; letti ed approvati;--interruppe il +Passano.--Non vogliate defraudarmi della parte mia. Diteglielo voi, +madrina;--soggiunse il giovinotto, vedendo che il principale +nicchiava;--diteglielo voi, che ha da leggere. + +--Mio figlio mi fa piacere, se legge;--rispose madonna +Bianchinetta.--Quando legge dei suoi viaggi, mi par di viaggiare con +lui. + +--E che bel viaggiare!--aggiunse il Passano.--Se scrive come parla, ha +da essere un racconto gustoso. + +--Voi volete lodarmi, Giovanni, e, sia detto con vostra buona pace, +proferite una sciocchezza insigne;--sentenziò gravemente Bartolomeo +Fiesco.--Imparate, giovinotto di poche lettere, che lo scrittore +italiano si guarda bene di scrivere come parla, avendo alto il rispetto +delle vergini muse, dei lettori di buon giudizio, e di sè. Quando parla, +apre la bocca, e dà il volo a tutti i passerotti che gli girano per +l'anima; quando scrive, li mette tutti quanti sotto chiave, indossa il +lucco, tempera la sua penna d'oca, e va a cercare nel fondo del calamaio +tutte le sentenze più gravi, tutti i più ornati periodi. Prosa robusta +vuol essere. Noi discendiamo dai Romani, che diamine! e Cicerone, +maestro in materia, vi mostrerà coll'esempio che altro è scrivere un +bigliettino al suo segretario, altro è scrivere a Pomponio Attico; altro +scrivere a Pomponio, ed altro assalir Catilina, o Verre, o Marc'Antonio. +Ma basta; voi mi sentirete, o giovane inesperto, mi sentirete +scrittore; e se non dormirete in piedi, o seduto, l'avrò per un atto di +valor singolare, da mettere accanto agli altri, per cui vi ho sempre +stimato ed amato. _Dixi._-- + +E qui, naturalmente, una bella risata, di quelle che sapeva rider +Damiano. La cena era finita, e i famigli erano venuti a sparecchiare, +mentre i padroni di casa e il loro ospite uscivano a far due passi in +giardino. Quando rientrarono, la gran tavola era rischiarata da tre +grandi lucerne d'argento; il lusso d'allora, in materia d'illuminazione. +Il numero dei lumi e la preziosità del metallo compensavano la poca +vivezza della luce. E non solo c'erano lumi in tavola, ma anche ciò che +può far perdere il lume del raziocinio a chi non sappia usarne con +discrezione; vogliamo dire certe bocce vistose di vino delle Cinque +Terre, coi calici di cristallo in grandi vassoi d'argento. Furono allora +mandati a chiamare i due "uditori pazienti" che per verità erano +impazienti d'aspettar la chiamata, tanto furono pronti ad accorrere. + +Offriva un bel quadro, la caminata di Gioiosa Guardia, in quella sera di +marzo, al lume delle tre grandi lucerne d'argento, i cui dodici +lucignoli, diradando le ombre senza cacciarle del tutto, lasciavano +intravvedere lungo le alte pareti i ritratti di quattro o cinque +generazioni dei Fieschi, soldati e marinai, ambasciatori, vescovi, +cardinali e papi. Ma lo sguardo era maggiormente attratto verso il +camino, onde la sala prendeva il suo nome di caminata; gran camino di +pietra nera scolpita, sul cui alto stipite sorgeva lo stemma dei +Fieschi, col suo elmo di fronte, carico di svolazzi e fogliami, donde +apparivano affrontati il gatto sedente e il basilisco nascente. In +quella mezza luce non si poteva leggere il motto: _sedens ago_, scolpito +in una fascia tra l'elmo e lo scudo; e questo solamente si ricorda per +amor d'esattezza. Davanti al camino, un po' lontano dal capo della +tavola, sull'alto scanno comitale sedeva madonna Bianchinetta, tutta +vestita d'ormesino nero, con la sua cuffiettina della medesima stoffa +marezzata, donde sbucavano sulle tempie le ciocche dei capelli bianchi +come neve, tanto belli a vedersi nelle case che serbano il culto della +dolce famiglia. Alla destra di lei stava la contessa Juana, ma seduta +più in basso, in modo da potere ad ogni tanto piegar la testa sul +bracciuolo dello scanno, e i suoi capelli nerissimi alle carezze della +vecchia signora. I detrattori delle suocere avrebbero dovuto ritrovarsi +un po' là, per sentirsi morire l'eterna celia sul labbro. + +Presso il capo della tavola, o meglio, tra questo e la contessa Juana, e +avendo alla sua destra il Passano, era venuto a sedersi Bartolomeo +Fiesco, pronto a squadernare i suoi gran fogli di carta. Dall'altro lato +sedeva frate Alessandro, e presso a lui don Garcìa, con Polidamante; il +quale per verità non si poteva dire che sedesse, avendo addosso +l'argento vivo, ed ora per una cosa ora per l'altra cercando sempre di +muoversi. In mezzo al semicerchio sarebbe rimasto uno spazio vuoto; ma +lo colmavano già due grossi alani, Ovando e Bovadilla. Immaginate di +certo chi avesse chiamata così quella coppia canina. Onore immeritato, e +solamente da attribuirsi alla sua desinenza, il nome del commendatore +di Calatrava era venuto a decorare la femmina. Gran matti, quei cani, +essendo ancora molto giovani; più matti di Polidamante, col quale +facevano a correre nei cortili e nei fossi di Gioiosa Guardia. Ma per +allora, o che sentissero la gravità del momento, o che avessero +abbastanza rosicchiato in cucina, si erano adagiati in quel vano, come +due sfingi di basalto, colle zampe anteriori accostate e coi musi +allungati sulle zampe. Facevano così per godere quanto più potevano la +frescura del pavimento? o non piuttosto per prepararsi a gustare la +prosa robusta d'uno scrittore italiano? + +Bartolomeo Fiesco prese i suoi fogli in mano; tossì, com'era di rito, e +poi disse: + +--Frate Alessandro li chiama i Commentarii di Cesare; ma egli s'inganna +a partito. Cesare raccontava le cose da lui medesimo operate, e con +tanta fortuna; io le cose che ho viste accadere, e non liete, pur +troppo. _Quæque ipse miserrima vidi...._ + +--_Et quorum pars magna fuisti;_--aggiunse prontamente frate Alessandro. + +--Ah no; fui parte, ma piccola;--ribattè il capitano Fiesco.--Questo +capitolo, poi, a farlo a posta, narra di cose avvenute quando io e voi, +frate Alessandro, fummo partiti dalla Giamaica su quel guscio di noce, +lasciando il nostro grand'uomo a combattere con l'ira degli elementi e +con quella degli uomini sulla spiaggia di Maima. Tutta roba adunque che +sapemmo poi, al ritorno, e che naturalmente ho dovuto restringere in una +mezza dozzina di pagine. + +--Leggete, principale, leggete!--gridò il Passano.--Non ce le fate +sospirare, vi prego. + +--Lo volete, e sia. Tossisco ancora una volta, e incomincio;--disse il +capitano Fiesco.--Non m'interrompete; le vostre osservazioni potrete +dirmele poi. Non fate rumore, che la mamma vuol sentir bene ogni cosa. A +farvi bere ci penserà Polidamante, che per muoversi non ha bisogno +d'inviti.-- + +Dopo questo preambolo il capitano Fiesco incominciò la lettura dei suoi +Commentarii, al capitolo XXV: _Di quel che seguì alla Giamaica, come ne +fu partito il Mendez col Fiesco_. + +"Partite le canòe per l'isola di Haiti, la gente dei navigli cominciò ad +ammalarsi, così pei travagli del fortunoso viaggio, come per la +mutazione dei cibi, non avendo più vino, nè altra carne che d'_utia_, +quando pure potevano procacciarsene dai naturali. Aspra vita; e dovevano +durarla, stando colà sequestrati? Certamente ci sarebbero morti +d'inedia, dicevano alcuni; perchè l'Almirante non voleva ritornare in +Ispagna, dond'era stato bandito, nè all'isola di Haiti, dove alla vista +di tutti il commendatore di Lares gli aveva proibito di toccar San +Domingo, per quanto bisogno ne avesse. Sarebbero tornate le canòe del +Mendez e del Fiesco? soggiungevano i fratelli Porras, che primeggiavano +tra i mormoratori scontenti. Quei due potevano esser giunti a San +Domingo, ma forse per andar di là in Castiglia, a perorare la causa +dell'ammiraglio caduto in disgrazia. E che questo potesse anch'essere il +vero, lo dimostrava il fatto che il Fiesco, avendo avuto oramai il tempo +di andare a San Domingo e tornare, non era più ricomparso. Del resto, +potevano le due canòe essersi anche perdute: si doveva per questo +rimanere laggiù ad aspettare una morte sicura, chiusi in quelle due navi +sdruscite, per capriccio d'un gottoso, la cui stella era tramontata da +un pezzo? Essi ancor sani, e, per grande fortuna, dovevano pensare ai +casi loro, e andarsene a San Domingo, per raccontare all'Ovando come +fossero trattati tanti onorati Spagnuoli da quell'avventuriere italiano. +L'Ovando sicuramente li avrebbe rimandati in Castiglia, dove li +avrebbero ascoltati e vendicati il vescovo Fonseca e il tesoriere +Morales. + +"Così parlavano i Porras, uno dei quali era il capitano della arenata +_Bermuda_, e l'altro il notaio capo della spedizione. E Francesco e +Diego furono tanto più facilmente ascoltati, in quanto che si sapeva da +tutti che d'una loro sorella era il Morales fortemente invaghito. +Entrarono quarantotto nella congiura dei Porras; e il giorno 11 di +gennaio del 1504 il capitano Francesco se ne andò di buon mattino colla +saliva amara dal signor Almirante, che era inchiodato dalla gotta nel +suo giaciglio a poppa. "Perchè restiamo qui? gli chiese. Non vi par +tempo di levarci da questo cimitero?" Le parole del Porras fuor del +costume arroganti, lasciarono intendere al signor Almirante che +quell'uomo avesse già molti a spalleggiarlo; e più se ne persuase, +quando, alle sue ragioni alzando le spalle, il capitano della _Bermuda_ +gridò con piglio sdegnoso: io me ne vado in Castiglia, con coloro che +vorranno seguirmi. Ed usciva così dicendo dal castello di poppa, +l'insolente capitano; e a lui si univano tumultuando i seguaci della sua +ribellione, mettendo mano alle scuri, e gridando all'Almirante ed ai +suoi: _mueran! mueran!_ col qual grido si riscaldavano il sangue. + +"A quelle voci balzò dal giaciglio il signor Almirante, e venne +zoppicando sull'uscio. Accorsero i suoi familiari, ed altri che +l'obbedivano ad ogni costo, per fargli scudo dei loro petti contro quei +forsennati. Altri correvano a trattenere l'Adelantado, il valoroso don +Bartolomeo Colombo, che già abbrancata una lancia si disponeva come +Achille a dar dentro. E gli uni e gli altri consigliavano al capitano +Porras di non tentare la sorte di una strage fraterna, che anco a lui +poteva costare la vita: se ne andasse pure coi suoi, quanti fossero, +quanti volessero seguirlo. + +"Accetta quell'altro il partito, forse immaginando che a far peggio, e +con fortuna, non avrebbe poi evitato un castigo. Egli e i suoi scendono +dalle navi; slegano dieci canòe che il signor Almirante aveva comperate +dai naturali, per tenerle pronte ad ogni stremo; vi tirano dentro molti +rematori dell'isola, che hanno con belle promesse adescati, e mettono la +prora verso levante, costeggiando, come avevano veduto fare al Fiesco ed +al Mendez. + +"Andando così marina marina, spesso calavano a terra, e prendevano a +forza quanto lor bisognasse. Pagherà l'ammiraglio, diceva il capo dei +ribelli; se non vi pagherà ammazzatelo pure, essendo egli prima e vera +cagione d'ogni male, e per voi e per noi, come pei vostri fratelli di +Haiti. Con queste arti si vettovagliavano ogni dì. Giunti finalmente +alla punta orientale della Giamaica, e fatte le maggiori provvigioni per +il lungo tragitto, si spinsero in alto mare, ma non andando più di +quattro leghe lontano. Il vento si era voltato; si procedeva a stento +coi remi, e le onde furiose entravano a far carico, minacciando di +affondare o di capovolgere le lunghe e sottili imbarcazioni. Bisognò +alleggerire, buttando le vettovaglie; bisognò alleggerire ancora, +buttando i poveri Indiani che s'erano fidati alle belle promesse. Così +ne perirono diciotto; con altri pochi che stavano ai remi, si toccò +finalmente la riva, delusi d'ogni speranza, famelici, ed armati; perchè +alle armi non avevano già rinunziato. + +"Che fare? Alcuni proponevano di aspettare il buon tempo, e di navigare +a Cuba, donde più facilmente avrebbero raggiunto Haiti. Altri, non +intieramente guasti dell'anima, consigliavano di tornar pentiti al +signor Almirante. Prevalse il partito dei Porras, di restar liberi, +scorrazzando per l'isola. Non marcirebbero nelle navi; con l'armi alla +mano otterrebbero da vivere; e là, stando alle vedette, aspetterebbero +come tutti gli altri una via di salute. Era il partito peggiore, +derivandone il malcontento dei poveri isolani, soggetti alle rapine +continue di quella schiera malvagia. E un altro guaio sovrastava agli +uomini rimasti obbedienti sulle navi. A provvederli di cassava e dei +frutti della terra gli isolani si erano volentieri adattati. Ma quella +povera gente, vissuta fino allora con pochi bisogni, non faceva grandi +seminagioni. I figli del Cielo distruggevano in un giorno più di quello +che i naturali del paese consumassero in venti. Dovevano lasciarsi +taglieggiare dai ribelli, e provvedere in pari tempo agli uomini del +Giocomina, per il ricambio di qualche campanello, o d'una manata di +perline di vetro? Così avvenne che dispregiando i baratti e dimenticando +le fatte promesse, non portassero più nulla, trascurando perfino di +accostarsi alle navi. + +"In quel terribile frangente una ispirazione celeste venne al pensiero +del gran Genovese. Altri dirà che le sue cognizioni d'astronomia gli +tornarono utili. E l'una cosa e l'altra possono ritenersi per vere. +Scelto il suo giorno, che fu l'ultimo di febbraio, mandò un naturale di +Haiti ad invitare i capi delle vicine tribù, che freddi si dimostravano, +ma non erano nemici, e in lui riponevano fede. Avutili a sè, parlò in +questa guisa:--Noi siamo cristiani; il nostro Dio abita in cielo, buon +re per tutti i suoi sudditi, e dei buoni ha cura, e i malvagi castiga. +Già voi vedete come abbia punito i cristiani ribelli, non permettendo +che si allontanassero dalla vostra isola contro il comando del loro +Giocomina; vi vedrete ora puniti con fame e peste voi stessi, che non +portate più alle navi le vettovaglie pattuite. Non lo credete? Ebbene, +n'avrete un segno manifesto nel cielo, non più tardi di questa notte, +vedendo venir fuori la luna adirata. + +"Partirono; alcuni con paura, altri sprezzando la vana minaccia. Ma non +era vana, com'essi pensavano. Appunto in quella sera, all'apparir della +luna incominciando l'ecclisse, e più aumentando quanto ella più +ascendeva sull'orizzonte, quei poveri inesperti ricordarono le parole +del Giocomina quanto fossero vere; e fu tanta la paura loro, che con +grandissimi pianti e strida venivano d'ogni parte ai navigli con grandi +carichi di vettovaglie. Prega il tuo Dio per noi, dicevano al Giocomina, +pregalo che non eseguisca l'ira sua contro di noi; e manterremo d'ora +in poi le nostre promesse, fino a tanto che tu rimarrai alla spiaggia di +Maima. A che il signor Almirante si raccolse, per parlar col suo Dio; e +tanto stette appartato finchè l'ecclisse della luna era sul crescere; ed +essi tuttavia forte gridavano che dovesse aiutarli. Ma quando egli vide +che l'oscuramento della luna era presso al suo massimo punto, non +rimanendo più che di vederlo scemare via via, venne fuori dicendo aver +fatto orazione per loro, promettendo che quind'innanzi sarebbero buoni, +e tratterebbero bene i Cristiani, portando loro tutte le cose necessarie +alla vita; e Dio aver perdonato, in segno di che vedrebbero essi che +l'ira passava, e con questa la infiammazione della luna. La qual cosa +avendo effetto insieme con le sue parole, essi rendevano molte grazie al +Giocomina e lodavano il suo Dio: e così stettero finchè non ebbe termine +l'ecclisse. + +"Fu questo assai buono espediente, al cui felice successo aiutò la +nessuna cognizione di quei naturali intorno ai moti degli astri, e alle +ragioni per cui talvolta si ecclissano il sole e la luna; eventi celesti +che essi stimano accadere a danno degli uomini. Nè io mi starò a lodare +con molte parole l'accorgimento del signor Almirante, bastando il +considerare che con esso egli ebbe provveduto alla salvezza di tanta +gente cristiana, quantunque per sedizioni e turbolenze continue così +poco meritevole delle sue cure paterne. Indi a pochi giorni giungeva +alla spiaggia di Maima la canòa di Bartolomeo Fiesco, che prima non +aveva potuto, per ragioni gravissime, le quali partitamente si diranno +più sotto, non volendo io interrompere con privati accidenti, comunque +maravigliosi e terribili, il racconto delle cose che riguardano il +grande Navigatore genovese e le fortunose vicende del suo quarto +viaggio. Accolto a festa dal signor Almirante, recava il Fiesco novelle +del Mendez, da lui lasciato a San Domingo; novelle non liete, le quali +il signor Almirante non stimò di far conoscere ad altri; che anzi, a +tutti i ritornati della canòa fe' giurare il segreto. Le novelle erano +queste, che dopo tanti mesi di preghiere, tenuto quasi sotto custodia +dal governatore, il Mendez non aveva potuto ottenere i navigli da +condurre alla Giamaica, nè la licenza di trovarne egli stesso, pagandoli +coi denari del signor Almirante; donde appariva chiaro il bieco +proposito del gran commendatore d'Alcántara, di far perire Colombo e di +oscurarne la gloria. Ma forse in tal proposito non avrebbe egli potuto +durare, poichè il Fiesco gli era fuggito di mano, e certamente, Dio +permettendolo, sarebbe giunto ad informare il signor Almirante di tutte +quelle macchinazioni della brutta invidia e malvagità singolare di lui. + +"Ma intanto la gente raccolta nelle due navi sdruscite, ignorando le +nuove, stimava perduto il Mendez; nè quasi poteva più dubitarne, non +pure per il ritorno avvenuto del Fiesco senza il compagno di tragitto, +ma ancora per certe voci sparse dai sollevati del Porras, di una +imbarcazione che s'era vista al largo della punta di Aramaquique, +capovolta e trasportata dalle correnti, che sono fortissime al levante +della Giamaica. Crebbero le paure, e con le paure le mormorazioni, i +malcontenti, le trame. Già si ordiva una congiura, capitanata da un +Bernardo di Valenza, speziale dell'armata, a cui s'aggiungevano uno +Zamora e un Villatoros. E questa certamente avrebbe potuto segnare la +estrema rovina dell'Almirante e de' suoi fedeli, se non fosse +intervenuto un caso fortunato a sviare le menti; onde lo speziale finì +con aver pestata l'acqua nel mortaio. Si vide adunque una sera apparire +da scirocco una caravelletta, quasi una voglia delle due che si +aspettavano, sospirando, da poco meno di otto mesi. Quel piccolo guscio +si accostò sull'imbrunire alle due navi arenate; un palischermo se ne +spiccò, muovendo verso la capitana e portandovi il suo comandante Diego +d'Escobar, inviato dal signor governatore. Brutta scelta era stata +quella di Nicola Ovando, che sapeva l'Escobar nemico mortale del signor +Almirante, contro il quale si era ribellato col famoso Roldano, +meritando una condanna di morte, a cui non era sfuggito se non per +l'amicizia del Bovadilla, gran protettore dei tristi. + +"Quasi per aggiungere lo scherno all'offesa, portava l'Escobar in +presente un barile di vino e una mezzina di porco salato. Se ne +cavassero la sete, un centinaio di bocche, quante ne lasciava alle due +navi sdruscite la sollevazione del Porras! Quanto ad aiuto di navigli, +il gran commendatore (lo avevano infatti promosso alla maggior dignità +di Alcántara, e si era spogliato della commenda di Lares) non poteva far +altro che promesse, e solo per dimostrare il suo buon animo mandava +quella piccola caravella, l'unico legno che si trovasse ad aver sotto +mano. Bisognava contentarsi delle promesse, e far buon viso a chi le +portava. Gran mercè che Diego d'Escobar si fosse incaricato di portar +anche una lettera del Mendez, dove quel buon servitore faceva relazione +di tutto il suo viaggio: relazione attenuata, s'intende, poichè doveva +passare sotto gli occhi dei nemici; ma il signor Almirante sapeva +leggere tra le righe. + +"Questi avrebbe voluto rispondere, non pure al Mendez, ma ancora al +governatore. Ma venne il mattino, e la caravelletta era scomparsa. Diego +d'Escobar non aveva avuto altro incarico che di spiare e di riferire +all'Ovando se l'odiato Genovese fosse ancor vivo. Bartolomeo Fiesco, dal +canto suo, potè immaginare che quell'esploratore fosse venuto anche un +pochino per lui, per vedere se egli, con quel suo tronco di legno +incavato, fosse riuscito ad afferrar la Giamaica, e quali notizie avesse +portate al signor Almirante. Se questo era il disegno di Nicola Ovando, +poco doveva profittargli la sua accortezza. Bartolomeo Fiesco, che già +all'apparire della piccola caravella si era posto sull'avviso, e delle +persone che lo accompagnavano aveva prudentemente nascoste quelle che +gli premeva di non lasciar vedere ai curiosi, trovò modo di dire +all'Escobar, nel cospetto del signor Almirante, come questi fosse già +informato delle buone intenzioni di don Nicola Ovando.--Gliel ho pur +detto io, non dubitate, che il signor governatore non ha per ora a San +Domingo i legni necessarii per mandare a levarci di qui; e se anche non +giungevate voi, egli era già ben persuaso della bontà e della cortesia, +comunque per ora impotenti, del gran commendatore d'Alcántara che Dio +guardi, a cui vi prego di rammentarmi come suo buon servitore.--Era una +bugía necessaria; e con certa gente, del resto, non si nasconde mai +abbastanza quel che si pensa di loro. Il Fiesco, dopo tutto, non si +pentì di quella bugía, nè d'altre parecchie, che per difesa sua e degli +amici gli fosse tornato di dire. Se poi son colpe, ne domanderà +l'assoluzione al suo confessore." + +--Fossero tutte lì!--scappò detto a frate Alessandro. + +--Ah, tu non vuoi starmi ai patti, frate scudiero!--esclamò il capitano +Fiesco.--Polidamante, negagli il vino. + +--Per carità!--riprese il frate scudiero.--Stavo appunto per accennargli +di mescere; e vi chiedo assoluzione a mia volta. Sapete pure che in +certi brutti momenti avevamo promesso di confessarci l'un l'altro. Ma +proseguite, capitano, ve ne prego.-- + +Il capitano Fiesco bevette un sorso, e ripigliò la lettura. + +"Ritornando ora al signor Almirante, dirò com'egli, confidando oramai +d'essere prima o poi sovvenuto di navigli, e cedendo all'impulso del suo +cuore sempre inchinevole a pietà, mandasse due uomini a terra, dei suoi +più fedeli, per tornare all'obbedienza i ribelli, avvisandoli +dell'arrivo della piccola caravella, e mandando loro a testimonianza del +fatto, come della bontà sua, una parte dei presenti che gli aveva +portati l'Escobar. Già si disponevano alcuni ad accettare il perdono; ma +li trattennero i Porras, più infelloniti che mai. E così, dopo essere +stati un pezzo a consiglio, rispondevano tutti ad una, non volersi +fidare del perdono, nè del salvacondotto che mandava loro il signor +Almirante. Volentieri se n'andrebbero quieti dall'isola, s'egli +promettesse di dar loro uno dei due navigli che aspettava, o mezzo +naviglio, se uno solo ne fosse arrivato; e frattanto, poichè avevano +perdute tutte le cose loro, volesse egli spartire con essi tutte quelle +che aveva. E rispondendo i due ambasciatori non esser patti ragionevoli +i loro, replicarono arroganti che quanto non si concedesse loro per +amore, saprebbero bene pigliarsi per forza. + +"Altro aggiungevano i Porras, riscaldandosi via via. Bene conoscevano +l'Almirante per uomo vendicativo e crudele. Per sè stessi non temevano, +sapendosi forti di amicizie e protezioni alla Corte; bensì per tanti +loro compagni dei quali egli avrebbe preso vendetta, sotto colore e nome +di castigo. Per tali ragioni non si era fidato di lui Francesco Roldano; +e bene gli era riuscito, essendo stato tanto favorito da far mandar +l'Almirante carico di ferri in Castiglia. Nè essi avevano minor cagione +o speranza di fare altrettanto. Della piccola caravella, poi, non era da +creder niente; ad altri la dèsse ad intendere. Quella non era stata una +caravella vera, ma un fantasma di nave, opera di negromanzia, essendo +noto come valesse l'Almirante in quell'arte diabolica. Perchè, se era +opera d'uomini, non era rimasta, scambio di apparire a vespro e di +sparir nella notte? Perchè con nessuno della sua marinaresca si era +potuto parlare? Se fosse stata vera, bene si sarebbe affrettato +l'Almirante a imbarcarvisi, col fratello e col figlio. Con le quali e +con altre parole indirizzate allo stesso proposito, ottennero i Porras +che la gente si confermasse nella ribellione, deliberando ancora di +muovere verso i navigli, per far bottino, e prender l'Almirante +prigioniero; se pure già non pensavano di far peggio. + +"E mandavano i fatti compagni alle parole, accostandosi alla spiaggia di +Maima. Non era più tempo d'indugi. Scese l'Adelantado con cinquanta +armati, risoluto di sanare quei cervelli matti con buone ragioni, se +potevano bastare; con le cattive, se fosse stato mestieri. Giunto ad una +collina, e fermatosi ad un tratto di balestra dai sollevati, Bartolomeo +Colombo fece chiedere il capo loro a parlamento. Non risposero quelli +alla proposta degli ambasciatori, e pensando di aver da fare con gente +stremata di forze, brandendo le spade nude, e le lance che avevano, +formati in un drappello, e gridando ammazza, ammazza, assalivano la +squadra dell'Adelantado; avendo prima giurato i sei più valenti di non +dipartirsi l'uno dall'altro, ma di volgersi tutti contro Bartolomeo +Colombo, perchè, morto lui, non facevano stima degli altri. Il che non +piacque a Dio che loro venisse fatto, essendo stati così ben ricevuti, +che cinque o sei ne caddero per terra, tra i quali erano i più di quelli +che avevano giurato di colpire l'Adelantado. E questi diè dentro così +forte, uccidendo ed atterrando, che l'istesso Francesco Porras non fu +più in tempo a fuggire; laonde, lui fatto prigione, voltarono le spalle +quanti non eran caduti. + +"Volentieri avrebbe Bartolomeo Colombo proseguito l'inseguimento e lo +sterminio di quei malvagi. Ascoltò nondimeno il consiglio di tale che +aveva veduti sopra un'eminenza i naturali in gran numero, e forse +disposti a saltare sui combattenti, sotto colore di aiutare i sollevati, +ma col proposito di opprimere i fedeli dell'Almirante. E di questo il +consigliere non si loderà troppo, pensando che forse egli vide un po' +grosso, quel giorno; mentre forse era meglio sperdere in un colpo la +mala semenza, poichè nessuno valeva forse meglio del loro capo +prigioniero ed incolume, nè del suo fallito imitatore, lo speziale +mastro Bernardo da Valenza; il quale, a detta del signor Almirante, +avrebbe meritato d'esser fatto a pezzi non una volta ma cento. + +"Bene o male che fosse, l'inseguimento cessò, e ritornammo ai navigli, +menando prigione Francesco Porras con altri de' suoi. Della nostra gente +due soli i feriti; l'istesso Bartolomeo Colombo in una mano, assai +leggermente, e un maestro di sala dell'Almirante, percosso di lancia in +un fianco. Pareva una cosa di nulla; pure, in capo a pochi giorni, il +disgraziato morì. Dei sollevati, per contro, moriva in battaglia +Giovanni Sanchez di Cadice, quello che sulle acque del Betlem si era +lasciato sfuggire il cacico Quibian, per avergli allentata in mal punto +la fune; e taccio d'altri minori. Ferito in molte parti del corpo, e +rovinato giù da una balza, guariva invece Pietro di Ledesma, il forte +nuotatore che tuffatosi in acqua dalla nave di Colombo, aveva superata +la barra del Betlem, giungendo alla piccola colonia dell'Adelantado, e +riportandone per l'istessa via le tristi notizie al signor Almirante. + +"E merita costui un particolare ricordo, per la stravaganza del caso. +Per due dì, dal 19 maggio, che fu il giorno della battaglia, rimase in +quella fossa, senza che alcuno sapesse di lui, o gli desse aiuto, tranne +gl'Indiani; i quali con maraviglia, non sapendo come tagliassero le +spade nostre, gli aprivano con istecchi le ferite; una delle quali nella +testa, per cui si vedeva il cervello, un'altra in una spalla, che si era +quasi spiccata; un'altra ancora ad una gamba, spaccata dalla coscia alla +caviglia; un'altra finalmente (e questa non si sapeva come fosse +avvenuta) alla pianta del piede, dal calcagno alle dita. Coi quali danni +nello scafo, quando gl'Indiani gli davan più noia, diceva: lasciatemi +stare, che s'io mi levo su, vi farò.... E lo diceva con tal voce di +tuono, che quelli spaventati la davano a gambe. + +"Inteso di quel fatto sui navigli, volle pietà che fosse curato e +portato in una capanna, per ripararlo dal freddo della notte, e dalle +migliaia d'insetti che lo molestavano di giorno, minacciando di finirlo +essi soli. Quivi, invece di usar trementina a ciò necessaria, gli +medicavano le piaghe con olio bollente. Le quali furono tante, da far +strabiliare il cerusico. Infatti, ogni giorno dei primi otto che lo +medicò, gli trovava sempre qualche nuova ferita. + +"La lezione domenicale del 19 maggio era stata così solenne, che la +mattina del lunedì i superstiti fuggiti mandarono a chiedere +misericordia. Si pentivano dei lor falli; volevano tornare alla +obbedienza. E l'Almirante concesse un perdono generale, a patto che il +Porras, capo ed istigatore, rimanesse in prigione, per non esser causa +d'alcun nuovo tumulto, e che i pentiti non venissero sulle navi a +leticare coi rimasti fedeli, o a seminarvi zizzanie. Questi, per +miglior consiglio, sotto la scorta di un fidato ufficiale, mandò per +l'isola al traffico, prendendo vettovaglie e dando cianfrusaglie in +ricambio. Ed erano i baratti di questa forma; per uno o due _utias_, che +son come conigli, si dava un ferretto di stringa; per una focaccia di +pan di cassava, due o tre avemmarie verdi o gialle; per maggior quantità +di cose, un campanello di ottone; ai capi delle tribù, che stavano ai +patti, ora un piccolo specchio, ora una berretta rossa, ora un paio di +forbici. Piccole cose, e di piccola utilità; ma sapevano contentarsene +quei popoli agresti. Certo, in cuor loro pregavano Giocovagama che ci +rimandasse in Azatlan, donde eravamo venuti. Amavano il Giocomina degli +uomini bianchi; ed egli ne meritava l'amore. Ma quante anime nere, tra +quegli uomini bianchi! Per un vero figlio del cielo, quanti Goeiz +scaturiti d'inferno!" + + + + +CAPITOLO IV. + +L'epistolario di Cicerone. + + +--Chi dorme si svegli;--gridò il capitano Fiesco, deponendo i suoi +fogli, poichè aveva finito il capitolo. + +--Siamo qui con gli occhi aperti e le orecchie tese;--disse frate +Alessandro. + +--Continuate, signor conte, se le dame permettono che si abbia una +volontà in loro presenza;--aggiunse il cerimonioso don Garcìa. + +--Le dame veglieranno fino a mezzanotte, se occorre;--disse a lui di +rimando madonna Bianchinetta, avendo un cenno di assenso dalla contessa +Juana. + +--Avete tutti i voti, capitano;--conchiuse Giovanni Passano. + +--Non tutti;--riprese il Fiesco.--Vedo che Ovando e Bovadilla +sbadigliano. Del resto, per continuare a leggere, bisognerebbe che +n'avessi materia. E sono rimasto qui, non avendo per l'altro che un +guazzabuglio di appunti. Debbo ancor raccontare mezzo mondo di cose: +come e quando ci giunse la nave comperata dal Mendez, e un'altra mandata +per vergogna dal gran commendatore di Alcántara; come si partì +finalmente il 28 giugno dalla spiaggia di Maima, un anno e quattro +giorni dopo averci dato in secco per nostra salute; come si giunse il 13 +agosto nel porto di San Domingo, dove il nostro grande e sant'uomo +ricevette senza perdere la pazienza le mendicate giustificazioni e le +false proteste d'amicizia dell'Ovando; mentre a costui doveva scusarsi +Bartolomeo Fiesco, per quanta poca voglia ne avesse, dell'essersi +allontanato da San Domingo, senza prender commiato da quel suo +svisceratissimo amico; intanto che un bel mozzo tinto di carbone la +faccia e le mani, un frate francescano più soldato che frate, e un certo +don Garcìa travestito da marinaio e più nero del mozzo, si tenevano +prudentemente sotto coperta. Come Dio volle, uscimmo da quella trappola +il 12 settembre, dopo essere stati un mese coll'anima in soprassalto, +per passare cinquantasei giorni sempre sospesi tra morte e vita, da San +Domingo nel nuovo mondo a San Lucar di Barrameda nel vecchio. Che mare, +vi ricordate? Cristoforo Colombo non l'ebbe mai peggio in sua vita. Ed +anche si può dire che l'Atlantico serbasse i suoi furori solamente per +lui, non lasciandogli, salvo nell'approdo a Guanahani, un giorno intiero +di pace. Agli altri navigatori sempre mare tranquillo, e vento in fil di +ruota! È giusto, dopo tutto. Quello è il grand'uomo, epico e tragico ad +un tempo; debbono dunque esser sublimi di angosce mortali tutti gli +accidenti della sua vita. Gli altri sono i curiosi che vanno sull'orma, +i mediocri che seguono il solco tracciato da lui. Cabral, d'Ojeda, +Vespucci, Cabotto, ed altri, quanti siete o sarete, che la fortuna +manderà innanzi a pedate, affrettatevi a dimenticare quello che il gran +Genovese ha operato per benefizio di tutti, non avendone altro che +amarezze dagli uomini e tradimenti dalla vostra cieca signora. Ma basti +di ciò, se pure non ho detto già troppo;--conchiuse il capitano Fiesco, +prudentemente ammainando la vela.--Volevo dirvi che da San Domingo a San +Lucar ce ne avrò ancora per quattro o cinque capitoli; dopo di che +prenderò a raccontare la nostra particolare odissea, dalla Giamaica ad +Haiti, e da questa a quella ritornando, con tutto quello che c'è stato +di mezzo. Sarà l'episodio nel poema eroico del nostro immortale +cittadino; ma che episodio, siatemene voi testimoni! e ditemi ancora se +per me non debba esser piuttosto il poema. Lo scriverò, mettendoci tutto +il tempo che sarà necessario, e lo lascerò per ricordo ai Fieschi delle +generazioni future. + +--Lo darete alle stampe, speriamo;--disse il Passano. + +--Questo poi no. Ai Fieschi, ho detto, e non ai fischi;--ribattè +prontamente l'autore.--Dimmi tu ora, Giovanni dell'anima mia, se con +questa allegrezza della Gioiosa Guardia, dove ho portato con me il +premio maggiore che uomo potesse sperare dei patiti travagli, e con +l'onesto desiderio di lasciarne memoria ai dolci nepoti, io possa +risolvermi di lasciare questo mio nido di pace per le chiamate del colle +di Carignano. + +--Che c'è?--disse Juana, turbata a quel cenno improvviso. + +--Leggi;--rispose il Fiesco, levando dal giustacuore la lettera che +poche ore prima gli aveva consegnata Giovanni Passano. + +Poi, rivolgendosi al suo luogotenente, soggiunse: + +--Caro mio, non ti maravigliare. Per mia moglie e per mia madre non +posso avere segreti.-- + +Fior d'oro, intanto, aperto il foglio sotto gli occhi di madonna +Bianchinetta, a mezza voce leggeva. E noi leggiamo con lei la lettera +dell'eccelso ed illustre Gian Aloise Fiesco: + + "_A messer Bartholomeo Feisco_ + + nostro amato parente _nec non viro excellentissimo_. + +"Havemo ricevute a suo tempo le doe lettere che Voi ne mandasti per lo +cavallante Nicholin di Baceza et per lo ballestero Anthonio de Rì. Le +quali ne hanno immensamente allegrato per quello che diti de la vostra +bellissima sposa et de la nostra nobile cugina Bianchineta che Dio +vardi. Ma similmente non intenderne che Voi vi adormentati in ocio de +Gioyosa Guardia, come novo Hercule in Lydia, salva sempre la gratia de +la celeste Fior d'auro; non parendone digno di cavallier come Voi et +experimentato in tanti famosi incontri de terra e mar, di restar lontano +et alieno da quelle imprese dove se guadagna gloria et roba per lustro +d'el nome et potencia de la casata. _Ergo_ è nostra mente che Voi +vegniate _quam primum poteritis_ a trovarci in Violato; che se noi +facessimo come ne avressimo bon desiderio una seconda volta il viaggio, +li maligni inimici del Gatto direbbono forsi che noi tememo per lo +nostro capitanato de Levante; il che non sarìa savio da parte nostra. +_Etiam_ molte cose haverei da dirvi et tute di grande importancia per +Voi et per noi che dite di amare, nel che volemo ben credervi. Onde Vi +preghiamo non fate dimora. Il nostro Giovan di Passano el ve dirà a +bocca quanto sia nostra voglia di vedervi accanto a noi per quel molto o +poco che vorrete restare. E Iddio vi tegna sempre in la soa santa +custodia. + + "_Genue. Die V Martii A. D. 1506._ + + "Vostro parente et bon servidore + + "GIOAN ALOYSE." + +Così la lettera dell'eccelso ed illustre capo della gente Fiesca. E Fior +d'oro, com'ebbe finito di leggere, alzò la fronte a guardare il marito. + +--Andrai?--diss'ella.--Gian Aloise ti prega. + +--Andare è presto detto;--rispose Bartolomeo Fiesco.--Io non ci ho +cuore, nè gambe. Scriverò; non sono oramai uno scrittore? Ma +sì;--rispose egli, cercando di ribattere una obiezione che già vedeva +balenare dagli occhi di Fior d'oro;--io sono famelico di oscurità, che è +principio di pace, e quell'altro laggiù vuol tirarmi in luce di +meriggio. Qui si sta bene: non per niente è Gioiosa Guardia. Anche +nostra madre, che è vissuta tanti anni senza di me, ha bisogno di +rifarsi della lunga solitudine. Di voi non parlo, Juana, che mi dareste +un ceffone più forte di quelli con cui accarezzate le guance alle finte +povere della vallata. Qui si sta bene, ripeto, e meglio non si starebbe +in nessun altro luogo. Desideri la vita operosa, con tutte le sue ansie, +con tutte le sue illusioni e le sue delusioni, chi non l'ha ancora +vissuta. È giusto che ognuno s'istruisca, e paghi i maestri del suo. +Quanto a me, ho imparato abbastanza; onde dirò col poeta, di cui non +ricordo più il nome: + + Il porto è qui: speme e fortuna addio; + Già m'ingannaste, or fate ad altri il gioco.-- + +Ciò detto, fece un cenno a Polidamante. Ed era un cenno complesso, +perchè Polidamante non istette dubbioso un momento, ma saltando lesto e +scavalcando i due corpi distesi di Ovando e Bovadilla, venne ad +abbrancare il fiasco del vino delle Cinque Terre per ricolmargliene un +calice. Messer Bartolomeo ringraziò il coppiere con gli occhi, e +tracannò il vino d'un fiato. + +Giovanni Passano taceva; e si capiva che tacesse, essendo stato egli il +portatore della lettera di Gian Aloise, e incaricato al bisogno di +confortare con nuove ragioni a bocca l'invito che recava per iscritto. +Ma il capitano Fiesco aveva dalla sua frate Alessandro e don Garcìa, che +gli davano ragione due volte, approvandolo, e bevendo da capo con lui. +La contessa Juana, per contro, era rimasta pensosa; e ciò non gli +andava, parendogli di non esser sicuro della vittoria, se non gliela +confermava il giudizio di Fior d'oro. + +--Non vi piace la mia risoluzione?--diss'egli. + +--Non dico questo, nè lo penso;--rispose la contessa.--Ma riconosco che +ci sono le occasioni, pur troppo, in cui non possiamo fare quel che ci +torna meglio. + +--Oh, per questo, vedrai che lo potrò;--ribattè egli animandosi.--Non +sono uno schiavo, io; e Gian Aloise non iscrive da padrone. Diciamo +piuttosto ch'egli tratta da re. Quando un re scrive "vi vedrò +volentieri", il cortigiano accorre senz'altro. Io non sono un +cortigiano, e non ho ambizione di uffici illustri o lucrosi. E li +merito, poi? Penso di no, ed ho il diritto di esser modesto, mi pare. +Infine, che cos'è che si pretende da me? Sono un uomo di vaglia. Come lo +sanno? da che lo argomentano? Sono stato navigatore e soldato per +passatempo, come prima ero stato scolaro a Pavia, e laureato in medicina +e filosofia. Quel che sono mi son fatto da me, e me lo spendo a mio +modo. Vengo meno con ciò agli obblighi del mio sangue? No. Queste terre +me le hanno lasciate i miei maggiori; le tengo e le difendo; +difendendole, son utile ancora ai Fieschi confinanti con me. Questo è il +mio scoglio, e ci fo il mestiere dell'ostrica. Quando mai si è preteso +che l'ostrica lasciasse di far l'ostrica, per fare il pesce spada?-- + +Gli pareva d'aver vinto, con questo ragionamento, e che nessuno gli +potesse rispondere. Ma in quel punto Ovando e Bovadilla levarono il muso +e rizzarono gli orecchi, brontolando verso l'uscio: + +--Che c'è?--disse il Fiesco.--Hanno sentito qualche cosa d'insolito? + +--Rumore nel cortile;--rispose Polidamante.--Sembra uno scalpitìo di +cavalli. + +--Visite a quest'ora?--ripigliò messer Bartolomeo.--Vedrete che sarà +Filippino. + +--Ma che!--disse allora Madonna Bianchinetta.--Sono appena tre giorni +che l'abbiamo veduto. + +--E tre giorni sono qualche volta un secolo;--ribattè egli +ostinato.--Del resto, chiunque sia, non istarà molto a farsi vedere.-- + +Comparve indi a poco sull'ingresso della cantinata un famiglio, che +tirandosi da un lato della soglia, solennemente parlò: + +--Magnifico signore, è qui messer Filippino. + +--Ah, Filippino!... Ma se lo dicevo io!... Questo qua veramente mi ha +preso a proteggere.-- + +Fior d'oro si mosse verso il marito, cercando di chetarlo collo sguardo. + +--Già,... ecco....--balbettò egli allora.--Volevo dire che m'ha preso a +voler bene. E chi ci vuol bene, quando ne sia il bisogno, ci protegge. +Andiamogli incontro; sarà il miglior modo di mostrargli gratitudine per +tanta bontà.-- + +Prima che il capitano Fiesco fosse in fondo alla sala, compariva messer +Filippino sull'uscio; Filippino il bello; Filippino il biondo, come lo +diceva spesso e volentieri il padrone di casa. Un bel giovane infatti, e +d'un bel biondo di stoppa, come la natura benigna ne dispensa qualche +volta alla umanità bisognosa. + +Frate Alessandro e don Garcìa, fatta riverenza alle dame, erano +spulezzati al primo annunzio della visita illustre. Li avrebbe seguiti +volentieri Giovanni Passano, ma non n'ebbe il tempo. Del resto, arrivato +quel giorno come un messaggero di Gian Aloise, egli era anche in quella +casa un parente. Non appariva dunque un intruso; non doveva riuscire +importuno, se anche i due Fieschi avessero a parlare di cose per le +quali era venuto alla Gioiosa Guardia egli stesso. + +--Siete dunque voi, Filippino?--gridò il capitano Fiesco, +dischiudendogli quasi le braccia, ma fermandosi a mezz'aria per +istendergli le mani.--A quest'ora ci capitate? Di passaggio, m'immagino, +e vorrete pernottare da noi? + +--No, non di passaggio, vengo appunto per voi;--rispose Filippino, +arrossendo un poco.--Del resto, è sempre piacevole capitare a Gioiosa +Guardia, che è tanto ospitale e benevola. Sapete bene che quante volte +ho da passare di qua, non mi lascio sfuggir l'occasione di riverir le +dame e di stringer la mano a Voi. Questa volta sono ambasciatore, o +messaggero, o cavallante, come vorrete chiamarmi. Ecco una lettera di +Gian Aloise. + +--Dell'eccelso Gian Aloise?--esclamò il capitano Fiesco.--La seconda in +un giorno! + +--Infatti, sì;--rispose Filippino.--Egli mi ha detto della commissione +che aveva data al nostro Giovanni Passano. Ma nella lettera a lui +consegnata aveva dimenticato un punto di capitale importanza. Allora +egli ha chiesto a me se mi sarei sentito.... + +--Di montare a cavallo, non è vero?--interruppe messer Bartolomeo.--E di +galoppare a Gioiosa Guardia, dove gli amici son sempre così lieti di +vedervi? Ma galoppando così, Voi avrete anche dimenticato di cenare; e +se permettete, s'imbandirà subito per Voi. Polidamante!... + +--No, vi prego, non fate nulla di nulla. Sapevo di non giungere in +tempo per la cena, ed ho mangiato un boccone dall'oste del Rupinaro. +Piuttosto,--soggiunse Filippino con grazia,--l'ho ancora qua nella gola, +e gradirò che mi diate da bere. + +--Allora, faccia Polidamante l'ufficio suo, e Voi siate contento a modo +vostro. All'ospite non bisogna dar noia, per desiderio di mettergli la +casa sulle spalle;--conchiuse saviamente messer Bartolomeo.--Ma +intanto,--seguitò, volgendosi al Passano,--eccoti qui un oste del +Rupinaro, che tu hai saltato nella tua rassegna stradale. + +--Non l'ho saltato;--rispose il Passano.--Ho solamente risposto di sì a +tutti i nomi che Voi dicevate. + +--E perchè non ho detto quello, tu l'hai taciuto, manigoldo? Ma leggiamo +questa lettera, che dovrebb'essere la seconda ai Corinzii.-- + +Mentre il capitano Fiesco parlava così, disponendosi ad aprire la +lettera, messer Filippino faceva riverenza alle dame. Fior d'oro, contro +l'usanza delle nuore, stava molto ai panni della suocera; e messer +Filippino, che aveva una voglia spasimata di bisbigliare qualche cosa +molto sottile e molto profonda a madonna Juana, dovette contentarsi di +dirne molte assai comuni e leggiere a madonna Bianchinetta, parlando +della salute, del tempo, della strada percorsa, e di simili altre +bazzecole. Ma anche a ragionare d'inezie c'è il modo di andar nel +sublime, o almeno di rasentarlo, con un buon lavoro d'occhiate +compassionevoli, tremiti di voce e soavi inflessioni d'accento. Ora in +quest'arte Filippino era passato maestro. + +Gli occhi di Fior d'oro, badando poco agli atti di Filippino, andavano +spesso al marito, spiandone i moti e ricercandone l'animo; cosa +facilissima, perchè egli non usava nascondersi mai. Così lo vide batter +le labbra, leggendo, tentennare il capo, e finalmente richiuder la +lettera con un atto di grande impazienza. + +--Ebbene, ve lo dicevo io, che non si può far sempre quel che si +vuole?--gli bisbigliò ella, che già si era staccata dal fianco della +suocera, per accostarsi a lui. + +--Ma sì! Fior d'oro ha sempre ragione;--rispose egli avvilito.--Questo è +più forte dell'altra. Leggila a nostra madre.-- + +Fior d'oro prese il foglio dalle mani di lui, e come aveva letto il +primo sotto gli occhi di madonna Bianchinetta, così lesse il secondo. +Qui Giovanni Passano si mosse per andarsene. Messer Bartolomeo voleva +trattenerlo, non vedendoci ragione; ma il suo luogotenente ottenne +licenza con una argomentazione invincibile. + +--Se quello che scrive Gian Aloise è tale da poterlo sapere ancor io, me +lo potrete dire domani, prima ch'io parta; se non è tale, potrete +tacerlo, ed io sarò felice di non averlo ascoltato. Voi anche mi avete +insegnato a non esser curioso; e i fatti del prossimo sono spesso così +poco interessanti! Aggiungete che in ogni cosa io sono vostro, ed altro +non mi piace che di obbedirvi. Ora, se permettete, vo a prendere il +fresco e a fare un po' di chiacchiere con quei due, che sicuramente +m'aspettano.-- + +Giovanni Passano aveva fatto un altro ragionamento tra sè, in forma di +dilemma. Una delle due, diceva; o messer Filippino s'è fatto aggiungere +un poscritto per averne occasione a capitare anche lui, e non bisogna +essergli testimoni d'una puerile alzata d'ingegno; o Gian Aloise ha +pensato di mandare per un secondo messaggero le cose più importanti o +più gelose che non aveva confidate al primo, e non è bene che il primo +resti a sentire ciò che porta il secondo. I grandi vanno serviti con +discrezione, non mostrando troppa curiosità di capirli. Queste massime +il Passano non le avrebbe pensate al Mondo nuovo; ma le doveva pensare e +praticare nel vecchio, dove infine voleva far la sua strada, da +onest'uomo, sì, ma senza dar nello sciocco. + +La lettera di Gian Aloise diceva così: + + "_A messer Bartolomeo Flisco_ + + nostro caro cugino et strenuo cavalliere. + +"Il nostro Giovan Passano vi avrà data a quest'ora una lettera mia et +significata la nicissità grande in che vivemo del vostro consiglio[tn69] +di valente huomo qual siete in così giovine età et forte non manco di +braccio. Del quale come del consiglio poderia esser uopo, se Vi parerà +esser da ciò, come noi Vi stimiamo. Sappiate ora che non solo è +turbamento in città et gran confusione, per li popolari che sempre +vorriano mettersi in loco di nobili, con dire che essi son nati in casa +soa, di gente municipali romane et noi di fuori et stirpe di barbari: +del che non so come possino haver certezza, non leggendosi in carta +veruna se non questo, che i loro ascendenti furono gente della plebe +arricchiti in vender grasce et navigar trafficando. Nè questo solo; ma +ancora vorriano che s'aiutassi Pisa contro l'armi di Firenze, mettendo +il Comune in tale impegno che non sia poi sicuro di sopportare. _Etiam_ +non possiamo noi dimenticare che per muover con oste a Pisa bisognerà +passare per le terre del nostro capitanato; dove ogni grosso esercito +che passasse facilmente sarìa tratto da desiderio a mutare quello che +ivi è stato stabilito per l'onore de la nostra casata; et +contrariamente un piccolo soccorso non bastando per salvezza di Pisa, +trarrebbe le vendette di Fiorenza, non già contro il comune di Genoa +lontano, ma contro li feudi nostri in val Magra, quali assai ne dee +premere di tener fortemente. Ond'io meglio stimo che un potente signore +abbia Pisa, il quale ne assicuri et conservi la libertà contra Firenze, +potendo misurare gli aiuti al bisogno et non lasciarsi cogliere alla +sprovveduta, come senza fallo userebbe il Comune nostro, sempre in +tumulti et trambusti et confusione babelica. Il carico di tener Pisa par +dunque a noi destinato dal cielo, non ad altro signore che già briga per +ottenerlo, mettendosi in vista. Uomo nostro, intendente et valoroso per +andar colà, sentir le opinioni et provvedere con pronte risolutioni io +non vedo altri che Voi, nostro cugino amatissimo; che se gli animi dei +Pisani, come io credo, fussino a noi inclinati, Voi subito di studioso +ambasciatore e consigliero potresti mutarvi in capitano di armati, +avendone noi già in Lunigiana ammassati quanti basteriano per il primo +bisogno, e gli altri sarian pronti a seguire. Meglio di tutto ciò +parleremo in Violato, ove è sempre gran desiderio de la vostra persona. +Venite dunque; e se non basta a muovervi la nostra amicizia, Vi muova il +consiglio di madonna Bianchinetta, orgoglio del nostro parentado, a la +quale bacio divotamente le mani, come alla eccelsa sposa vostra +incomparabil Fiordoro. + + "_Genoa, li V martio del 1506._ + + "Sempre al vostro servitio et bon cugino + + "GIO: ALOIXE." + +E indirizzo e firma apparivano un po' diversi dall'una lettera +all'altra. Ma così erano gli uomini di quel tempo, che all'ortografia +badavano poco, anche per il fatto di non averla troppo sicura. Per +altro, come si riconoscerà dal contesto di quest'ultimo messaggio, +vedevano chiaro in quel che volevano, e non si lasciavano tirare nè di +qua nè di là da pericolose incertezze. + +Madonna Bianchinetta e la sua bellissima nuora erano rimaste sopra +pensiero. Proponeva gran cose, l'eccelso Gian Aloise, e per accettare, +come per ricusare il partito, bisognava meditarci su. Messer Filippino +frattanto aggiungeva di suo, commentando l'epistola: + +--Siamo in famiglia, e si può dire ogni cosa. I Pisani non vogliono +essere oppressi da Fiorenza; e tanta è la ripugnanza loro a quel giogo, +che vogliono piuttosto quello di Genova, dimenticando il colpo mortale +della Meloria. Potrebbe Genova accettare l'invito, e noi di casa Fiesca +goderne, se Genova fosse nostra più che non sia. La teniamo in parte, +preponderandovi con l'aiuto del re Cristianissimo, a cui siamo d'aiuto +pur noi, tenendogli in fede la Repubblica. Ma più teniamo e con maggior +sicurezza la Riviera di Levante, quanta n'è dall'Appennino al mare tra +la Scrivia e la Magra, non senza forti scolte nelle valli del Taro e +della Baganza. A noi, non a Genova, si spetta di andare in soccorso di +Pisa. Ma c'è qualcun altro che vorrebbe mettersi avanti in nostro luogo. +Quest'altro non ve lo dice la lettera di Gian Aloise, perchè non tutto +si confida allo scritto; ma egli è Gian Giacopo Trivulzio, il quale, se +non forse quanto Gian Aloise Fiesco, è pur molto in grazia del re +Cristianissimo. Non pare a Voi che in questo caso avrà ragione il primo +che metta innanzi le mani? A questo occorre un uomo assai destro, che +vada ad offrire gli aiuti, a concertarne il modo; e tutto ciò non in +nome del Comune, che non sarebbe prudente consiglio aggravar +dell'impresa, ma di quell'uomo che in Genova è più potente e a Pisa più +prossimo per l'ampio dominio. Accettano? Sì, perchè nella estremità a +cui sono ridotti non hanno altro partito. E Voi allora vi potete scoprir +meglio, come capitano della gente che aspetterà un cenno vostro per +accostarsi alla città, fronteggiare i Fiorentini e lasciare a terra il +Trivulzio con le sue ambizioni. Questo in digrosso il pensiero del +nostro eccelso parente; le cose minute vi dirà egli in Violata.-- + +Bartolomeo Fiesco stava fra due; nè già pei commenti di Filippino, che +lo avrebbero anzi persuaso a dire un no tondo tondo, ma per la lettera +di Gian Aloise. Si volse allora alla madre, domandandone con gli occhi +il parere. + +--È cortesia lo andare;--disse madonna Bianchinetta.--Se tu non puoi +accettare, figliuol mio, dirai meglio le tue ragioni a voce, che non per +iscritto.-- + +Si volse egli allora a sua moglie, e n'ebbe queste parole: + +--Bisogna andare. Te lo avevo già detto per la prima lettera; e nella +seconda son nuove ragioni, che mostrano anche molta fede in te. Si +verrebbe meno alla fede di un tant'uomo, non andando alla chiamata. + +--Ah! siate lodata, madonna Juana;--gridò Filippino giubilante.--Sarete +voi la fortuna di casa Fiesca.-- + +Fior d'oro non potè trattenersi dal ridere. + +--Vedete,--diss'ella,--da che distanze doveva ella venire! + +--Eh!--rispose Filippino.--Le vie della Provvidenza son tante! Si +partirà dunque domattina;--soggiunse.--Gian Aloise sarà così lieto di +riverirvi!-- + +Correva troppo, messer Filippino bello; e fu fermato di schianto. + +--Voi mi mettete d'un viaggio che io non farò certamente;--rispose Fior +d'oro.--È delle donne custodire la casa. Stando accanto alla madre di +mio marito, mi parrà di non averlo tutto perduto, per quei due giorni +che vorrà durarne l'assenza. + +--E se durasse di più?--domandò Filippino, che non voleva darsi per +vinto. + +--Allora.... allora, si vedrebbe;--rispose conchiudendo Fior d'oro. + +Quella sera, ritirandosi nelle sue stanze, il capitano Fiesco diceva +alla moglie: + +--Filippino mi annoia. + +--Annoia anche me;--rispose Fior d'oro.--Ma è giovane; si cheterà. +Intanto bisogna riderne. + +--Potere! È lui, frattanto, il noioso che mi mette tutti questi impicci +sulle braccia. Non lo vedi tu, che fa scrivere due lettere in un giorno, +e ad un oscuro uomo come il tuo Damiano, dall'eccelso Gian Aloise +Fiesco, potentissimo tra i signori d'Italia, ed amicissimo del re di +Francia? Io, come dice frate Alessandro, faccio un ridosso ai +Commentarii di Cesare: ma il vecchio di Violata vuol farne un altro +alle Epistole di Cicerone, che son più di ottocento. + +--Vedi?--gli disse sorridendo Fior d'oro.--Bisogna andare, perchè non +n'abbia a scrivere altrettante. + +--Andare,--riprese Damiano, più Damiano che mai in quell'ora,--e dirgli +quel no, che avrei potuto mettere in carta? + +--Non è certo,--replicò la bellissima donna,--che quel no si possa +scriver meglio, potendolo dire con garbo, dopo aver sentite tutte le +ragioni del tuo nobil parente. Ci penserai, del resto, le peserai +attentamente. Potresti anche lasciarti persuadere da qualche ragione più +forte, che toccasse l'utilità della casa e l'onor del tuo nome. La +ragione più forte non ci sarà? Il tuo no sembrerà detto dopo aver +meditato, e ad ogni modo ne avranno scemato l'asprezza le parole cortesi +e la stessa tua condiscendenza all'invito.-- + +Damiano guardò Fior d'oro con tenerezza, e le pose al collo le braccia. + +--Bella bocca!--le mormorò.--Bella bocca, che parla così bene! + +--Bella!--ripetè ella con accento malizioso.--E non cara? + +--E bella e cara,--gridò Damiano, con uno de' suoi impeti di +passione,--e, se vi piace di saper tutto, adorata.-- + + + + +CAPITOLO V. + +Al soccorso di Pisa. + + +Il palazzo di Gian Aloise Fiesco sorgeva sul colle di Carignano, accanto +alla chiesa patronata che un cardinal Luca Fiesco, diacono di Santa +Maria in Vialata a Roma, aveva ordinato nel 1336 fosse eretta in Genova +col medesimo titolo; donde il nome di Vialata si stese a tutta quella +parte della collina, corrompendosi poi nel dialettale "_Viovâ_" per +rifarsi ancora italiano in "Violato" e dar occasione a qualche moderno +di derivarlo "dalla copia delle viole che vi nascevano e soave fragranza +diffondevano intorno". Chi sente l'arcana poesia dei fiori può anche +contentarsi di questa etimologia, che ha dopo tutto il gran merito di +suscitare graziosi pensieri. + +Non ne suscitava di tali il palazzo, edificato presso il fianco sinistro +e perciò a mezzodì della chiesa, con la quale faceva angolo il suo +fianco destro, conterminando il piazzale di quella fino al bastione, che +in guisa di belvedere si stendeva lassù verso ponente per un gran tratto +del colle. E mentre da quel lato il palazzo dei Fieschi dominava il +prospetto della superba Genova, fronteggiando il colle di Sarzano e la +mole dell'antico Castello, guardava da tramontana il vasto anfiteatro +del monte Peraldo colla sua gran cinta di mura alte sui greppi; da +mezzogiorno, poi, vedeva gran tratto di mare, solcato da centinaia di +vele, che uscivano dal porto o venivano all'approdo, passando sotto i +suoi occhi lungo la Marinella, detta altrimenti il seno di Giano; e da +levante, se pur non iscorgeva il Bisagno, nascosto sotto le alte mura di +Santa Chiara, godeva la scena incantevole del colle d'Albaro, colla +imminente piramide del monte Fasce e collo sfondo azzurro del +promontorio di Portofino, dietro a cui si stendeva la riviera di +Levante, oramai diventata un gran feudo dei Fieschi. + +Al palazzo, che meglio si sarebbe detto castello, si accedeva da due +parti; da levante per un viale campestre, collegato alla via che +dall'Acquasola e dagli Archi di Santo Stefano metteva a San Giacomo di +Carignano, e là si presentava difeso da due grossi torrioni; da ponente, +ove appariva più alto, quasi impervio come una rupe Tarpea, si giungeva +ad esso dal borgo dei Lanieri, lungo il Rivo Torbido. Colà, passato +appena il convento e la chiesa de' Servi, si levava pel dorso della +Montagnola una gran cordonata di oltre cento scaglioni, onde si risaliva +ad un loggiato coperto, di là riuscendo ad un ingresso laterale +dell'edifizio, aperto sopra una vasta spianata di giardino. Arrivati +finalmente lassù, si godevano i particolari di quella nobile fabbrica, +onde da lontano si era ammirata soltanto la maestà del complesso. Non +dissimilmente dalla chiesa contigua, il palazzo era sui quattro lati +incrostato di marmi a fasce alterne bianche e nere, rotte a giuste +distanze da grandi finestre, partite a colonnini; e le finestre, +inframmezzate da statue, raccolte nelle loro nicchie sagomate con +bell'arte d'intagli, erano fiancheggiate da lunghi ramponi di ferro, +rivoltati a staffa, tutti terminati in un giglio di ferro battuto, +certamente in omaggio cortigianesco ai gigli di Francia. A quei ramponi +sporgenti, che altri casati di parte ghibellina usavano decorare d'un +capo d'aquila, si soleva nei giorni di pubblica festa appendere gli +scudi e l'arme di famiglia; il che dicevasi fare la impavesata. Nè +mancava la "conoscenza" ossia la insegna della gente, scudo, cimiero e +motto, espressi in pietra di Lavagna e murati ben alto sui prospetti del +palazzo. Più basso, per modo che si vedesse bene dai viandanti, era +murata la targa indicante il privilegio d'immunità dalla forza della +giustizia, onde il Comune aveva donate le case dei Fieschi. In quelle +targhe, o liste di marmo, poste sugli angoli dell'edifizio, si vedevano +scolpite due mani rivolte alla croce di Genova; ed erano i segni "_ultra +quae non licebat satellitibus homines infestare_". + +Descritta la forma esterna del palazzo di Vialata, sarebbe forse utile +fare altrettanto per gli appartamenti e gli arredi. Ma noi abbiamo +soltanto da accompagnarci Bartolomeo Fieschi, il quale non vorrà +restarci lungamente; perciò tralasceremo una descrizione che troppo +somiglierebbe ad un inventario, nella sua aridità notarile. Luigi XII, +che alloggiò in Vialata nell'anno 1502, ebbe a dire, certamente +prendendo occasione dal palazzo del suo ospite, che le case dei +Genovesi erano più doviziose e meglio fornite della stessa sua reggia. +Io, per amore dell'arte, accennerò soltanto che nel vestibolo Gian +Aloise aveva fatto dipingere a buon fresco i Giganti fulminati da Giove; +motivo che indi a poco doveva essere imitato da Pierino del Vaga nella +caminata di Andrea Doria a Fassòlo. Rivalità di sfoggio signorile, che +incominciava a mostrarsi in forme artistiche e mitologiche, per girar +poi alle manifestazioni politiche e diguazzare nel sangue! Per opera di +un altro Gian Luigi, quarantadue anni più tardi, il Giove ottuagenario +di Fassòlo, mortogli il nipote Giannettino e minacciata da presso la +recente sua reggia, era costretto a fuggire di nottetempo infino ai +monti di Voltri; ritornato di là a cose quiete, non perdonò la paura che +gli avevan fatta provare, e prese a fulminare i Giganti di Vialata, +abbattendone l'orgoglio, diroccandone dalle fondamenta il palazzo +fastoso. + +Nella sua gran caminata, dipinta da Leonardo dell'Aquila, finalese, e da +Giacomo Serfoglio, da Salto, l'eccelso Gian Aloise ricevette il parente +aspettato. Bartolomeo Fiesco era alloggiato da gentiluomo a Gioiosa +Guardia, con gusto severo ed onesta larghezza, secondo il costume dei +vecchi. Là dentro, in Vialata, era una varietà artistica che prendeva +accortamente da tutti paesi, ed una profusione di lusso da abbagliare la +vista. Tappeti di Fiandra coprivano i pavimenti; forzieri ferrati alla +francese si alternavano lungo le pareti a gran sedie intagliate di noce, +alcune sormontate dalle armi gattesche e roveresche accollate, altre +dalle armi gattesche e carrettesche, a ricordare i successivi +matrimonii di Gian Aloise con Bartolomea della Rovere, nepote di papa +Giulio II, e con Caterina del Carretto, sorella al marchese del Finale. +Archi turcheschi con le loro faretre, vecchi trofei di ammiragli della +casata, ornavano la gran cappa del camino, di pietra di Lavagna, +riccamente intagliato a fiori, fogliami, chimere ed altre forme di +mostri, non esclusi i soliti imperatori romani. Qua e là in vistose +credenze si accoglievano a centinaia gli arnesi di prezioso metallo; +idrie, guastade d'argento lavorato a rilievo e dorato, catini e piatti +d'argento istoriato, confettiere d'argento niellato alla barcellonese. +Ma più assai delle opere d'orefice, più ancora d'una collana di grosse +perle in numero di settantatrè, che si ammirava con altre gemme in una +vetrina particolare, colpivano il visitatore gli arazzi ond'erano +coperte le vaste pareti, con certe istorie del Testamento vecchio, tra +cui primeggiava per bontà di disegno e vivezza di colori, come per +terribilità di effetti, quella di Nabucodonosor, il gran colosso dal +piede d'argilla. In una sala attigua alla caminata il nostro capitano +Fiesco aveva già dovuto fermarsi a contemplare altri arazzi, che +recavano espressa la storia romanzesca di Biancafiore. + +Al giungere del suo parente di Gioiosa Guardia si levò l'eccelso Gian +Aloise dal gran seggiolone di cuoio dorato su cui stava seduto, davanti +ad una tavola lunga, coperta di quel drappo turchino che fin d'allora si +chiamava "da consigli" poichè già si fabbricava a quell'uso, di coprir +tavole da adunanze. Nel mezzo del drappo erano ricamate le armi dei +Fieschi, ripetute da per tutto, perfino sul calamaio quadro di legno +d'ebano intarsiato, nel manico d'argento del temperatoio, e sul pernio +delle forbicette dorate che gli facevano compagnia. In tutti i +particolari, in tutte le minuzie, appariva il lusso sfoggiato e il +consapevole orgoglio d'un principe. Non ci maravigliamo se mirasse al +dominio di Pisa. + +Dall'anno 1494 ardeva la guerra tra Firenze e Pisa, questa amando viver +libera, e quella volendo signoreggiarla. Nè a Genova nè al suo +potentissimo Gian Aloise Fiesco tornava che i Fiorentini dilatassero +maggiormente l'imperio, poichè non solo questi agognavano l'occupazione +di Pisa, ma insidiavano Pietrasanta e Sarzana. Per tali ragioni si +accoglieva l'ambasceria dei Pisani, che offrivano di congiungersi +perpetuamente con la Repubblica genovese, pronti ad accettarne le leggi. +Ma qui cominciavano ancora i dissensi. Erano nel Senato nobili e +popolani, cioè famiglie antiche feudali, e famiglie di popolo grasso, +salite ai primi gradi, ma non tenute pari a quell'altre, che pur da +talune popolari avevano lasciato occupare il dogato, designandole un +pochettino a scherno col soprannome di Cappellazzi. Erano queste le +famiglie dei Fregosi e degli Adorni, dei Montaldi e dei Guarchi, sempre +appoggiate a questa o a quella delle famiglie nobili, o feudali, dei +Fieschi e dei Grimaldi da un lato, dei Doria e degli Spinola dall'altro. +Ma l'appoggio era dato in guisa, che, le rivalità continuando tra i +Cappellazzi, non potesse mai prosperare e soverchiare una parte di loro, +e i nobili godessero tranquilli fuor di città i loro dominii feudali, +lavorando ancora ad estenderli come potessero, gli uni con la prevalenza +della parte guelfa, gli altri della parte ghibellina in Italia. Guelfi i +Fieschi e i Grimaldi, dovevano facilmente trionfare nei secoli XIV e XV, +in cui cadevano quasi da per tutto in Italia le fortune imperiali. Doria +e Spinola, dal canto loro, dovevano presto rifarsi, colla protezione di +Spagna. Intanto, nel periodo incerto della prevalenza francese in +Italia, e guelfi e ghibellini, essendo nobili tutti, parevano sentirla +ad un modo, per opporsi alle ambizioni dei popolari; onde si vide nel +primo trentennio del secolo XVI andar pienamente d'accordo i Fieschi coi +Doria. + +Tornando alle offerte di Pisa, com'erano fatte solennemente al Senato +genovese, proponevano i popolari di accettarle, soccorrendo quella nobil +città, non senza concedere ai Pisani la cittadinanza di Genova, e +mandando famiglie genovesi quante più si potesse a stabilirsi in Pisa. +Consiglio generoso e prudente era quello; ma non poteva piacere a Gian +Aloise Fiesco, vicario e capitano generale della Riviera di Levante. +Pisa soccorsa con un esercito pari al bisogno, altro non significava che +la Riviera di Levante aperta a quell'esercito; onde per allora scemata +l'autorità del capitan generale, e in processo di tempo perduto l'util +dominio di quel vicariato. Pisa soccorsa con poca gente, significava +vittoria dei Fiorentini, col loro voltarsi minaccioso non pure contro +Pietrasanta e Sarzana, ma ancora e più contro i dominii feudali dei +Fieschi. + +Di qui la opposizione che alle offerte dei Pisani aveva fatta Gian +Aloise in Senato, mettendo innanzi che non si potesse far nulla senza +il beneplacito del re Cristianissimo, a cui Genova si era data in balìa. +E perchè il re Luigi si trovava allora di qua dalle Alpi, si sentisse +lui, se n'esplorasse l'animo, prima di deliberare il soccorso di Pisa. +Così nascevano le due ambasciate d'ufficio; una ai Pisani, per dar buone +parole, l'altra al re Luigi, per averne il parere. + +Ma il re Luigi doveva rispondere in quel modo che al Fiesco tornasse più +utile. E perchè la risposta volgesse favorevole alle ambizioni del +potente signore, andavano lettere di costui; portate da un suo +fidatissimo uomo, a quel re. In pari tempo occorreva guadagnar l'animo +dei Pisani, mandando loro un altr'uomo per chiedere se il valido e +sicuro aiuto d'un gran signore genovese non potesse convenir loro assai +più dell'incerto e scarso che dar poteva il Senato. Certo, ponendo in +questa forma il dilemma, i Pisani non avrebbero esitato un istante. E +perchè il re Cristianissimo si sarebbe acconciato ai fatti compiuti, +occorreva che l'uomo mandato ai Pisani fosse destro negoziatore e +capitano risoluto ad un tempo, cioè pronto a tirar dentro un grosso di +soldatesche, già preparato a due terzi di strada, per unirlo a difesa +della città con le forze di Pisa, comandate allora da Tarlatino di Città +di Castello, un condottiero che si poteva sperare di trar bellamente +agli interessi del futuro padrone. + +Bartolomeo Fiesco era stato a sentire, tanto più attento, quanto più a +lui era rivolto il discorso; come spesso occorre nelle assemblee grandi +e piccole, che gli argomenti tutti dell'oratore e tutti i lenocinii +dell'arte sua mirano sempre ad uno tra gli ascoltatori, e gli altri +sono come zeri, destinati a far numero con quella unità. Certo, se il +capitano Fiesco accettava di esser egli l'uomo per Pisa, il partito di +soccorrer questa con le forze dei Fieschi era vinto; il re +Cristianissimo avrebbe approvato il fatto; Gian Giacopo Trivulzio +sarebbe rimasto colla voglia; i popolari genovesi non avrebbero più +potuto alzare la testa; mentre dal canto suo Gian Aloise avrebbe +posseduta di schianto una tal potenza principesca, da pesar poi, bene o +male, ma sempre moltissimo, sulla bilancia mal certa delle fortune +d'Italia. + +Ma il capitano Fiesco non voleva esser quell'uomo. Più sentiva ragioni +che lo dovessero smuovere, più ne trovava da opporre. Lo aveva giudicato +male, il suo eccelso parente, argomentando di lui da sè stesso. + +--Ahimè!--diss'egli, quando vide venire quell'altro a mezza +spada.--Riconosco la bellezza audace del vostro disegno; ma tanta +bellezza e tanta audacia non sono il fatto mio. Senza contare che io non +son destro ai maneggi politici, e mi ci troverei davvero come un pesce +fuor d'acqua, penso che nella parte militare dell'impresa fallirei per +precipitazione, che è il guaio dell'indole mia, e di cui non son mai +riescito a guarirmi. Troppo grande è il carico che vorrebbe darmi la +vostra fiducia, ed io sono troppo piccolo uomo. + +--Ma pensate,--replicò Gian Aloise, non vedendo altro nella risposta del +capitano Fiesco che un effetto di modestia soverchia,--pensate che +sareste spalleggiato da tutti. Duemila uomini son pronti a Sarzana, e +mille a Pontremoli; tutta gente che al vostro cenno correrebbero sotto +Pisa. Non vi parlo della gente che ho tra Rapallo e Lavagna, che ben +sapete quant'è. L'avreste tutta, come si suol dire, sotto la mano. + +--Ripeto, non è il fatto mio;--ribattè Bartolomeo Fiesco.--Voi mi fate +più esperto capitano che io non mi sia mai sognato di essere. Chi ha +comandato i cento, e magari i cinquecent'uomini, può ritrovarsi con +diecimila impacciato come un pulcino nella stoppa. + +--Eh via! s'ha da credere? Chi è stato a tanti sbaragli, meritando la +lode e l'affetto del vicerè delle Indie occidentali, non vorrà mica +perder la testa in una faccenda che deve andare da sè. + +--Se deve andare da sè come Voi dite, perchè metterci a capo un uomo che +mostrate di stimare più ch'egli non sia stato mai? Ogni altro, che abbia +risolutezza, dovrebbe bastare. + +--Risolutezza e perspicacia;--ripigliò Gian Aloise.--E perspicacia ed +ambizione di far bene. Non avete Voi ambizione? + +--No;--rispose Bartolomeo Fiesco. + +--Per un Fiesco, è nuova;--ribattè Gian Aloise.--Per Bartolomeo delle +Indie, è strana.-- + +Lo toccavano sul vivo; e naturalmente gli saltò la mosca al naso; che la +pazienza non era mai stata il suo forte. + +--Ecco;--diss'egli, assumendo a suo modo una cert'aria di gravità e +promettendo colla solennità dell'accento un lungo discorso;--facciamo ad +intenderci. Ne ho avute, delle ambizioni; e potrei averne ancora, ma in +un campo diverso. Bartolomeo delle Indie, avete detto, e sta bene. +Rimandatelo dunque alle Indie. Qui si fanno gran cose, che potranno +riuscir piccine alla prova; laggiù si fan cose piccine, che potranno +esser grandi. E questo, badate, non per diverso vedere, ma perchè laggiù +si taglia dalla pezza, potendo fare una cappa da gentiluomini, mentre +qui si raccozzano scampoli e stracci, volendo cucirsene un manto reale. +Perchè questo? Perchè qui siamo gli eredi di un gramo passato, e in +molti e in troppi ci contendiamo un osso già spolpato da Goti e Greci, +da Longobardi e Franchi, da Ungheri ed Alemanni; un osso, mi capite? che +oggi han preso a smidollare Francesi e Spagnuoli. Laggiù, vivaddio, non +si è eredi di nessuno; laggiù si può esser magari gli autori della +stirpe e gli arbitri del futuro, preparandolo con libertà, bene o male, +meritandone la gratitudine o le maledizioni dei posteri. + +--Spaziate come un'aquila, cugino!--esclamò Gian Aloise. + +--E sarò un nibbio, poi;--rispose il capitano Fiesco.--Ma vedo, se +permettete, un orizzonte più largo di questo; forse perchè ho viaggiato +di più in compagnia d'un uomo grande, l'unico grande che mi offrano le +storie, non escluso quel Carlomagno a cui si riferiscono le nostre +vanità, quando vanno più alte. Il mio grand'uomo, col suo ingegno e +colla sua costanza, ha trovato un mondo nuovo; quell'altro, con la sua +forza, con la sua onnipotenza, non è riuscito se non a rimpiastricciare +il vecchio, che gli è rimasto poi sempre un lavoraccio. + +--Povero a voi, se foste vissuto a' suoi tempi! neanche un paladino +avreste voluto diventarci? + +--Chi sa? Ed avrei forse ottenuto il gran titolo, facendo imprese da +cantarsi in piazza per rallegrare la gente. Questa che noi faremmo, +avendo la Riviera di Levante per via, e la foce d'Arno per meta, sia +pure importante come a Voi pare; ne posso ammettere l'utilità, non ne +vedo la grandezza, non ne sento il desiderio. Perdonate, illustre +cugino; e possa cascarmi la lingua, se ho qui la più lontana intenzione +di spiacervi; verrà giorno che anco dei Fieschi si perda il nobilissimo +seme. Già, con tanti vescovi, cardinali e papi nella nostra famiglia, +niente è più probabile di questo. Ed altre ne periranno egualmente, meno +nemiche nel corso dei secoli al precetto divino del _crescite et +multiplicamini_. Ma delle une e delle altre sarà molto che duri fra +mill'anni il confuso ricordo; laddove fra diecimila, se tanti ne camperà +questo povero globo, resterà viva la memoria della maravigliosa scoperta +di Cristoforo Colombo, lanaiolo e marinaio. Di me chi ricorderà che +giovane ho combattuto in patria, per utile degli Adorni e per danno dei +Fregosi? Un cenno fortuito di cronaca, forse, che anco potrà esser roso +dai tarli e travolto nella cesta delle cartacce. Ma le storie diranno, +ne ho fede, ai più lontani nepoti, che ero ancor io alla maravigliosa +scoperta, e che ai pericoli del mare ignoto fu recato per opera mia un +po' del buon sangue marinaro di certi conti venuti su da Lavagna. + +--Questi poveri conti ve ne ringrazieranno dai loro sepolcri;--notò Gian +Aloise imbizzito. + +--E faran bene, vedete?--ripigliò senza scomporsi Bartolomeo Fiesco.--I +vecchi, infatti, che oggi si gloriano di tante cose destinate a perire, +avranno ottenuto nella persona mia la loro parte di gloria vera, +nell'opera stupenda, indimenticabile, eterna, d'un uomo nuovo, d'un +marinaio, d'un lanaiuolo. Ecco la mia ambizione, Gian Aloise; la quiete, +oramai, non avendo più nulla a fare di ciò che m'era più a grado, e il +cuore avendo pur esso i suoi diritti; la quiete della mia bicocca, e la +certezza d'una pagina non brutta nella storia del mondo. Soldato ero, e +al bisogno potrei ritornare, se fossero in giuoco l'onore e la sicurezza +dei Fieschi. Avessero anche il torto, non istarei a guardare, e dal +posto mio non mancherei all'appello. Ma questo per difesa, e sentendo la +voce del sangue. Ci sono obblighi sacri, come ci sono necessità +ineluttabili. Anche il primo dei filosofi, uso alle più ardue +speculazioni della mente, mangia beve e dorme e veste panni come +l'ultimo degl'imbecilli. Facciamo l'obbligo nostro, cediamo alle +necessità della vita; ma il pensiero sia libero, e resti il cuore nei +vincoli cari ch'egli stesso s'è imposti. Non mi date ragione? + +--Siete un bel matto;--disse Gian Aloise, ridendo. + +La masticava male, per altro, e non rideva di cuore. Come avrebb'egli +potuto, dopo quella intemerata del suo caro parente, la cui poca +ambizione gli guastava in un punto i superbi disegni? Il potente signore +di cinquanta castella, da Montobbio a Pontremoli, vicario e capitano +generale della Riviera di Levante da Rapallo a Sarzana, principe del +Senato e quasi protettore della Repubblica di Genova, non aveva tra +tanti consanguinei, nè tra gli aderenti più saldi, l'uomo che potesse +andare a Pisa per lui. O piuttosto ne avrebbe avuti cento, ma non +adatti, non arnesi, come suol dirsi, da bosco e da riviera, diplomatici +ad un tempo e soldati, accorti per tastare il terreno, dare indietro +senza parere, o andare fino al fondo senza esitare un istante. Avveduto +com'era, l'eccelso Gian Aloise non voleva dare un passo se non era certo +del fatto suo, bene sapendo che in un fallo commesso, e non riparabile, +egli avrebbe perduta, non che l'impresa, la fama. + +Rise, adunque, ma per dissimulare la stizza; e rimase freddo, ostentando +di parlar d'altro. Freddi al pari di lui rimasero gli altri della nobil +casata; tra i quali Emanuele ed Ettore Fieschi erano certamente i più +ragguardevoli dopo di lui. Freddissimi poi i tre giovani figli di Gian +Aloise, che erano per ordine di nascita Geronimo, Scipione e Sinibaldo; +i primi due destinati a morir presto, e il terzo a raccogliere l'eredità +di tutti, avendo poi da Maria della Rovere l'ultimo dei Gian Luigi, e il +più famoso per la sua tragica fine. Tutti costoro si sentivano un po' +offesi, più ancora che dal rifiutato viaggio di Pisa, dalla poca stima +che il capitano Fiesco faceva dei nobili di antica stirpe, a paragone +d'un uomo nuovo, d'un lanaiuolo, che aveva scoperto il nuovo Mondo. +Scoprire un nuovo Mondo, gran che! Ciò poteva toccare in sorte ad ogni +marinaio, sbalestrato dalle tempeste lontano dai lidi conosciuti. Vincer +battaglie, occupar terre murate, sbalzar rivali di seggio, ottener +signorie, era quello il gran fatto, da cui si riconosceva la bontà dei +cavalieri antichi. Mettere un oscuro lanaiuolo più su della loro +prosapia! una prosapia discendente per più o meno sicuri rami del real +sangue di Borgogna! Ma tanto valeva allora dichiararsi partigiano dei +Popolari, che finalmente, se non erano nobili feudali, in gran parte +avevano contratto parentado con essi, e da trecent'anni si erano +illustrati nelle più alte magistrature della repubblica. + +Filippino, da ultimo, non sapeva che pesci pigliare. Se in quel momento +non gli fosse passata davanti agli occhi la immagine di Fior d'oro, +lasciandogli intravvedere anche il pericolo di non accostarsi più a lei, +certamente egli avrebbe rizzato muso più di tutti al suo pazzo +congiunto. E dire che era stato lui, Filippino, a metter gli occhi sul +capitano delle Indie, per la commissione di Pisa; lui a muoversi per +Chiavari e andarlo a cercare in Gioiosa Guardia, per condurlo davanti +all'eccelso Gian Aloise! E dire che di quella impresa si era tanto +lodato in cuor suo! Che figura doveva essere in quella vece la sua, nel +cospetto del signor di Vialata, che tanto si riprometteva da +quell'alzata d'ingegno del giovane innamorato! + +Il capitano Fiesco aveva preveduto l'effetto del suo rifiuto sull'animo +di Gian Aloise; a quella freddezza si era ben preparato. Perciò, vedendo +languire la conversazione, e per cagion sua, non volle restare a farla +morire del tutto, nè altrimenti mostrarsi impacciato. + +--Ad un povero cavaliere,--incominciò egli allora,--ad un povero +cavaliere che non vi può servire a nulla (e potete credere che gliene +dolga nel profondo dell'anima) Voi concederete licenza di ritornare alla +sua bicocca, non è vero?-- + +Gian Aloise fece da principio un gran cenno del capo, che pareva un +segno di condiscendenza dell'olimpio Giove. Quindi con gravità +d'accento, onde trapelava un pochettino d'ironia, lasciò cadere dal +labbro queste misurate parole. + +--Non piaccia a Dio che vogliam dare alla nostra cara figlioccia +maggior dispiacere di quello che ha avuto, restando un giorno lontana +dal suo dolce marito. Ad un pronto commiato, che voi mostrate di +desiderare senza neppur trattenervi alla nostra tavola per quest'oggi, +mettiamo per altro una condizione, che troverete onesta ed assai +temperata. Alla regina di Xaragua, che fu donna d'alto cuore e di forti +propositi, riferirete tutto ciò che vi abbiamo detto, e la prova di +fiducia che eravamo disposti a darvi. Così, buon cugino, avremo conforto +a pensare che per la prima volta forse, ma non senza giusto motivo, la +contessa Juana sentirà un po' diverso da Voi; in fatto di ambizione, per +esempio, ed anche in fatto di amicizia. Lasciatemelo dire,--soggiunse il +vecchio gentiluomo, vedendo che il capitano Fiesco faceva l'atto di +provarsi a rispondere,--perchè davvero vi siete mostrato più tenero +della quiete vostra che della mia amicizia. Non la perdete, però; Gian +Aloise Fiesco ha il cuore più alto che la gente non creda.-- + +Il capitano Fiesco pensò che fosse meglio star zitto, lasciando +all'eccelso parente la soddisfazione d'aver parlato per l'ultimo. +Altrimenti, di parola in parola, Dio sa quel che sarebbe avvenuto; +questo, ad esempio, ch'egli si sarebbe ripigliati tutti i suoi buoni +argomenti, li avrebbe appesi all'arcione, e sarebbe corso a spron +battuto su Pisa. + +S'inchinò, dunque, con aria di molta confusione, e non disse parola in +risposta a quel discorso agrodolce di Gian Aloise. + +--Mi permetterete,--balbettò in quella vece,--di offrire i miei omaggi a +madonna Caterina? + +--Potete andare; è laggiù nelle sue stanze.-- + +Il capitano Fiesco non se lo fece dire due volte, e si allontanò, +salutando con molta disinvoltura tutta la sua illustre casata. + +La nobile Fiesca era là, a pochi passi dalla caminata, nell'anticamera, +o, per usar la lingua del tempo, nella "guardacamera" della sua sala di +ricevimento. Non ci voleva molta perspicacia ad intendere che la signora +contessa era stata in ascolto alla toppa dell'uscio. Ella stessa, del +resto, lo confessò candidamente al suo visitatore. + +--Vi ho udito;--diss'ella.--Vi eravate molto animato, e non ho perduto +neppur una delle vostre parole. + +--Immaginate, madonna Caterina;--rispose egli umilmente,--come io sia +addolorato di non aver potuto rispondere meglio alla fiducia del vostro +eccelso consorte. + +--Non vi addolorate, cugino;--replicò la nobil signora.--Il mio cuore di +donna vi ha dato ragione. Ma son cose da proporsi? ad un giovanotto che +da un anno appena ha impalmata la più bella e la più cara creatura del +mondo? E che idee di grandezza nuova son queste, che possono mettere a +repentaglio l'antica? Che follìa, poi, di rendere, con sempre più vaste +ambizioni, scontenti i figliuoli del loro stato presente, che è già così +alto, e tanto invidiato? + +--Intendo la madre:--notò Bartolomeo Fiesco;--ma la discendente di +Aleramo potrà forse giudicare più benignamente le vaste ambizioni di +Gian Aloise. + +--V'ingannate, cugino. La discendente di Aleramo sa che il grand'uomo si +attenne alla marca che gli era stata data in custodia, nè volle alzar +gli occhi, o metter la mira più in alto. E Guglielmo Lungaspada, e +Gerberga sua moglie, amarono far lignaggio di cavalieri contenti al più +modesto ma ancora assai nobile ufficio di governare pacificamente un +popolo di quieti ed onesti lavoratori. Lungi dal pensiero di accrescere +il dominio, o di tenerlo raccolto in un ramo della famiglia, lo +spartirono equamente tra i loro figliuoli; e dove le città della +spiaggia, fatte ricche dal mare, vollero esser padrone di sè, non furono +i signori del Carretto quelli che si ostinarono a tenerle sotto tutela. +Quando poi la cupidigia e l'ingiustizia tolsero ad uno di loro la parte +sua, e che voleva esser sua per vincolo di amore, sapete bene che Dio +non tardò a reintegrarne la famiglia nel suo giusto possesso. Ed io +vengo di là, buon cugino; vengo da quel dolce Finaro che sempre tenne +fede ai miei padri, meritando ch'essi non levassero gli occhi a cose più +alte, ma più vane, e più pericolose per giunta.-- + +Così parlava il cuore d'una madre. Sentiva egli già, cuore presago, le +matte ambizioni condurre a ruina la casa? Quarantadue anni ancora, e +nell'ambizioso figliuolo del suo Sinibaldo non pure la grandezza della +casa doveva perire, ma la istessa progenie dei Fieschi. + + + + +CAPITOLO VI. + +Filemone e Bauci. + + +Era partito per Genova con una scorta di sei balestrieri a cavallo, non +volendo scomparire con la gente di messer Filippino, e piacendogli di +onorare per una volta tanto il suo antico luogotenente Giovanni Passano, +diventato in certo qual modo suo genero, ma sopra tutto suo "alter ego" +in Genova per ragion di negozi. Quanto a sè, viaggiava volentieri da +solo, come quando al suo ritorno dal forte di San Tommaso, davanti alle +cascatelle del rio Verde, era caduto nella imboscata dei selvaggi di +Maguana; ricordo piacevole, com'è sempre quello d'un pericolo corso e +scampato; ricordo piacevolissimo, perchè dal pericolo di morte gli era +venuto il suo raggio di vita, alla presenza di Anacoana, la bellissima +tra le belle, la perla di Haiti, il fior di Xaragua. + +Povera madonna Catarina Bescapè della piazza del Regisole in Pavia, come +impallidivate al paragone! Già non eravate più che un'ombra, una larva, +come tutte quelle giovani bellezze di Cuba e di Haiti, Samana Taorib, +Caritaba non meno Taorib, Abarima più Taorib di tutte, e non meno +dimenticata anche lei. Il gran sole di Maguana aveva facilmente +dissipate quelle visioni dell'alba, tessute di nebbia e di follìa. +Com'era bello quel sole! e come aveva trasfigurato anche l'uomo su cui +aveva posato il suo raggio! La migliore tra le donne aveva inteso il +gran cuore di Damiano, per mezzo alle follìe della baldanzosa gioventù, +e di quel cavaliere capriccioso aveva fatto con l'amor suo un gentiluomo +severo, un fior di senno. Ci voleva una gran fiamma per domar lui, per +farne un altr'uomo. Così la fanciulla ardita va di buon passo alla fonte +lontana, saltellante e leggera con la sua brocca di rame, che ad ogni +moto del fianco le vacilla sul capo; ma torna diritta ed austera al +villaggio, sapendo che del prezioso umore non dee versare una goccia. + +Damiano (perchè sempre un po' di Damiano ha da trovarsi nei panni di +Bartolomeo Fiesco) non voleva perdere una goccia della sua felicità. +Bella! bella! bella! andava ripetendo egli dentro di sè, a guisa di +giaculatoria, mentre scendeva a gran passi la cordonata del palazzo di +Gian Aloise. Donde sarà lecito argomentare che non pensasse più affatto +ai discorsi tenuti lassù; o che piuttosto ne ricordasse uno solo, +l'ultimo, il più breve e il più caro. Caterina del Carretto nei Fieschi, +parlandogli della contessa Juana, l'aveva esaltata a ragione come la più +bella creatura del mondo. E voleva dirglielo, a sua moglie, appena fosse +rientrato in Gioiosa Guardia: "così, dolce amica, siete stata giudicata +da una gran dama che se ne intende; e in Genova, badate, nella città +fortunata, dove le belle donne si trovano a macca, come sui nostri +Appennini i ceppatelli e le uòvole alla prim'acqua d'agosto." + +Frattanto, voleva pensare a lei; e per questo, se era venuto in troppa +compagnia, intendeva di ritornare da solo. La cosa non doveva esser +difficile, poichè il Passano restava a Genova, e messer Filippino, a Dio +piacendo, trattenuto a consiglio in Vialata, non aveva pretesti per +rifare il viaggio. + +Sceso in fretta alla chiesa dei Servi, risalito per Rivalta alla porta +Soprana, ridisceso dal Prione a San Donato, e di là per la via di +Chiavica riuscito in Canneto, svoltò da un vicolo nella strada di San +Lorenzo, strettissima allora, quasi serrata nel fianco sinistro del +Duomo, e tutta fiancheggiata dalle case dei Fieschi, mentre dall'altra +parte si stendevano quelle dei Doria. Vialata era pei Fieschi una +novità; e chiesa e palazzo e giardini erano stati edificati nel secolo +XIV, su terreni a bella posta comperati dai De Marini. Il grosso delle +case dei conti di Lavagna era stato da prima, e durava ancora nei pressi +del San Lorenzo; ci aveva un suo palazzo l'istesso Gian Aloise; ci +avevano le lor case Emanuele e Gian Ambrogio Fieschi; poco lontano da +essi, in Canneto, ci aveva la sua Ettore Fiesco, del ramo di Savignone; +e in fila con essi Bartolomeo Fiesco la sua, abitata allora dal suo +quasi genero Giovanni Passano. + +Salutato costui e lasciatogli le sue istruzioni, preso commiato dalla +adolescente sposa di lui, che sperò invano di ritenerlo qualche ora, +mosse per San Domenico alla porta di Santo Stefano, fuor della quale lo +attendeva Pietro Gentile colla scorta dei balestrieri a cavallo. Ed era +anche là il suo fido ronzino Talavera, un cavallone che pareva una +montagna, leardo moscato, di gran collo, di gran petto, forte di +garretti e di groppa, bestia soda e potente, come usavano allora, da +portare in arcione uomini vestiti di ferro. + +Prima di mettersi in cammino, messer Bartolomeo disse a Pietro Gentile: + +--Tu ora va innanzi con gli uomini; io seguirò ad una certa distanza. +Vorrei procurarmi l'illusione di andare da solo. Così mi parrà di +ritornare ai tempi che ero scolaro, e me ne andavo da casa, per i monti, +allo studio di Pavia. + +--Come volete, messere;--rispose lo scudiero.--Ma per rinfrescarvi.... e +per rinfrescarci.... + +--Volevo ben dire se non pensavi a te!--interruppe il capitano Fiesco, +ridendo.--Rinfrescherai gli uomini e te quante volte ti parrà +necessario, o ti farà invito una frasca che t'abbia lasciato buon +ricordo di sè. Ed anche ti fermerai in ognuno di quei luoghi ad +attendermi: arriverò, berrò un sorso ancor io, e vi pagherò lo scotto. +Quanto a rifocillarci, che te ne pare di Ruta? È a mezza strada; e di +lassù si vede casa nostra; quasi se ne sente l'odore. + +--L'odore della scuderia fa correr meglio il cavallo;--notò Pietro +Gentile. + +--Ci pensavo per l'appunto;--replicò il capitano.--Siamo dunque intesi. +Andate, nel nome di Dio!-- + +La cavalcata si mosse, e Bartolomeo Fiesco la lasciò andare un bel +tratto, fin che non ebbe passato tutto il sobborgo. Poi si mise a sua +volta in viaggio, andando di portante lungo la sponda destra del +Bisagno, fino al ponte di Sant'Agata, e di là per Terralba a San Martino +d'Albaro. Nelle salite, s'intende, lasciava il portante, e prendeva il +galoppo. + +La strada di Levante faceva allora più sghembi che non ne faccia ora, +con tanti mutamenti e allargamenti di vie provinciali. Ma non riusciva +neanche troppo più lunga per l'uomo a cavallo, che fra trotto galoppo e +portante non impiegava più di cinque ore dal ponte di Sant'Agata sul +Bisagno a quello di Santa Maria Maddalena sull'Entella. + +Felice come uno scolaro in vacanze, proseguiva il cavaliere la sua via. +Non aveva più sopraccapi a molestarlo, e il cuore gli si gonfiava +d'allegrezza. Guardia Gioiosa! Guardia Gioiosa! le tue torri erette, +ancora tanto lontane, le vedeva egli con gli occhi del desiderio ad ogni +svolta della strada romana, ad ogni radura di bosco, ad ogni squarcio di +valle, a Quinto, a Nervi, a Bogliasco, tra gli smeraldi e le perle di +quella cintura nuziale che il monte Fasce e il monte Moro, accigliati +cavalieri, ma non altrimenti insensibili, sembrano offrire alle ninfe +del golfo. Più in là Sori e la sua Pieve sbucavano occhieggiando dalle +loro vallette tutte coperte di olivi, di limoni e d'aranci; ancora più +in là si stendeva Recco, orgogliosa della sua valle più larga, dalle +sponde ricche di pampini, dai gioghi vestiti di castagni e di roveri. A +lui pareva di vedere per la prima volta quelle bellezze di terra, di +mare e di cielo. E perchè no? Non era egli rinato, quel giorno, se +usciva illeso da un grande pericolo? Grande, sì certamente. Andare a +Pisa, ambasciatore e soldato, che si canzona? e col rischio, anzi con +la certezza di doverci metter le barbe, di sostener magari un assedio, e +d'esser pronto ad ogni sbaraglio! Bella cosa in altri tempi per lui: ma +allora! allora, poi, Gioiosa Guardia e non più. + +Alle osterie dove lo aspettavano i suoi balestrieri, beveva volentieri +come un altro Passano. Amava classicamente il vino, pel colore, ancor +più che non lo amasse pel sapore, quantunque al sapore non diniegasse +giustizia. Al vino avrebbe fatto un inno in versi, se avesse avuto +tempo, perchè in gioventù era stato poeta anche lui. Non potendo in +versi, glielo faceva in prosa. E gli accadeva di lodarlo perfino +cattivo, o mediocre; specie quel giorno, che ogni bicchiere gli segnava +una stazione del viaggio felice, e pareva infondergli nuovo vigore alla +corsa. Con che giubilo si mosse da Recco per la grande ascesa di Ruta, +lasciandosi sotto, dalla sua destra, il grappolo delle case bianche di +Camogli, sospeso come un nido d'alcioni alla rupe! Non c'era pericolo +tuttavia che quel grappolo facesse un capitombolo in mare, essendoci +laggiù per guardia, sovra una lingua di terra, il chiesone di san +Prospero, niente disposto a gradire lo scherzo. + +Oltre Camogli si dilungava in alto mare il promontorio di Portofino, +vasto scenario azzurro che da Genova fin là gli aveva impedita la vista +di Chiavari. Quel promontorio egli ricordava d'averlo corso tutto fino +alla sua estremità, in una cui piega aveva visitato San Fruttuoso di +Capodimonte, la vecchia abbazia il cui prospetto chiudeva tutta quanta +la spiaggia, ma invitava ad entrare per i suoi porticati, tanto che +c'entrava qualche volta anche il mare, quasi in atto di rivolere le +barche, tirate là sotto dai pescatori a rifugio. + +--Vedete quel Doria!--pensava egli, mentre sul colmo di Ruta, davanti +all'osteria del Pavone, sbocconcellava il suo mezzo pollo. L'hanno +intesa, la pace, come va preparata e goduta, fabbricando quella abbazia +solitaria, dopo l'altra di San Matteo entro le mura della città +rumorosa. L'hanno intesa, sì, ma per andarla a godere dopo morti. E +nondimeno abbiano lode, per aver capita la vanità delle cure mondane. A +che serve tanto combattere? a che serve esser signori di Genova, o di +Pisa, o di casaldiavolo? Mi direte: se i tuoi maggiori avessero pensato +come te, caro, non saresti qui ora a sgranocchiare un pollo, e a +rinfrescarti l'ugola con un bel calice di vin di Vernazza, accanto al +tuo Talavera, che pare il cavallo di Troia, fra i tuoi balestrieri che +aspettano il tuo comando per rimontare in arcione; avresti forse di tuo +una scure, e faresti il boscaiuolo nelle macchie dell'Appennino, felice +abbastanza di poterti dissetare ad una scarsa fontanella, dopo avere +inghiottito a forza due necci, o stancate le mascelle intorno ad una +mezza pagnotta di pan vecciato. Adagio, Biagio! chiarirò il mio +pensiero. Certamente l'uomo deve operare, industriarsi in qualche nobile +impresa, combattere magari, a piedi e a cavallo; ma per l'onore della +sua gente, per la grandezza e per l'utilità della patria. E ci fu un +tempo, ci fu, che tutti si faceva così; e a chi non faceva così, a chi +lavorava per sè, per guadagnar signorìa, i consoli spianavan le case, +come a Fulcone di Castello buon'anima sua. Ma poi, che cos'è avvenuto? +arraffa tu, che arraffo io. Se almeno quel che arraffiamo di qua ce +l'avessimo a portare di là! Tanto severo è san Pietro! Con le persone +lascerà passare anche le bazzicature? Oh, riveriti e potenti baroni, +siate i ben venuti al _refugium peccatorum_. C'è appunto di là, ai primi +posti, una panca vuota. Si farà presto a metterci anche uno stramazzo +per voi "eccelsi, illustri et magnifici viri". Ah sì, aspettatelo, che +venga a parlarvi così! Badate piuttosto alle chiavi.-- + +Dopo Ruta, San Lorenzo alla falda del monte, e Santa Margherita in una +insenatura del bel golfo Tigulio, e Rapallo nobilmente seduta alla +spiaggia, in aspetto di città che attende maggiori destini, con la valle +Christi laggiù a sinistra nel piano verdeggiante, e monte Allegro, ben +degno del nome, là in alto. Grande azzurro di cielo, gran turchino di +mare; una corona di monti che pare anfiteatro di giganti in Tessaglia: +una valle che par quella di Tempe; uno specchio d'acque tranquille entro +una cornice di maraviglie ridenti al sole, che dà l'idea d'un pezzo di +paradiso; o sire Iddio, quante bellezze aggruppate! Ma il cavaliere non +le guarda neppure: salta perfino Zoagli, gala di merletti pendente sullo +sparato della costa di Leivi, non vedendo, non intendendo, non +desiderando altro che un lido biancheggiante di là dalle case di +Rovereto. Le fermate dei rinfreschi si son fatte più rade e più corte; +anche il cavallone di Bartolomeo Fiesco va più franco e più rapido. + +--O Talavera! o gran bestia!--gridava il cavaliere, più allegro che +mai.--Tu sei maraviglioso d'intelligenza, quantunque ignorante di +cosmografia quanto il personaggio di cui porti il nome. Ma che importa a +te la cosmografia? Una cosa sai tu, e la sai bene; che a Gioiosa Guardia +t'aspetta una bella scuderia, una buona strigliata, non senza la fortuna +di una morbida mano che ti palpi il gran collo. Non è così, Talavera? E +nitrisci, briccone! Nitrirei anch'io, se fossi nella tua pelle. Ma +parlo, io, che quasi non posso star più nella mia; spando le mie parole +al vento, per provare il gusto di sentirle, e sperando che un soffio ne +arrivi laggiù, ripercuotendosi dietro la piega di quel monte, da San +Pietro delle Canne a San Salvatore, da San Salvatore a Paggi, alla +Gioiosa Guardia, al mio nido.-- + +Di monologo in monologo era giunto a Chiavari e alle rive dell'Entella. +Sul ponte della Maddalena fece la fermata un po' lunga. Era quella una +sua divozione, di cui la contessa Juana non era gelosa, avendo imparato +a rispettarla, anzi partecipandovi anch'essa. Un gran pellegrino era +passato di là, e si era fermato ad ammirare la fiumana bella da quel +medesimo ponte, durato intatto fino ai dì nostri. Ed era bello, il ponte +della Maddalena; quasi bello come il suo fiume, che è tutto dire. Oggi +l'hanno allargato, e credo, Dio ci perdoni, anche rintonacato. + +--O padre Alighieri!--esclamò Bartolomeo Fiesco.--Tu ci sei passato, di +qui, esule pellegrino; e li hai veduti, i miei maggiori, ed uno di loro +hai fatto parlare nel tuo sacro poema. Li hai veduti, e certamente ti +sei maravigliato che non sapessero contentarsi della potenza loro, già +così grande, e sopra tutto non ne intendessero i veri uffici, che erano +e sarebbero ancora, se non prendo abbaglio, di render prospero e felice +un popolo affidato alla loro tutela, in mezzo a tanto sorriso di natura, +a tanta benedizione di frutti, e del suolo e del mare. E non essi +soltanto hai veduto fallire alle speranze della patria, che ancor oggi +domanda rimedio a' suoi mali; che "le terre d'Italia tutte piene son di +tiranni, ed un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene". Oggi +come allora, e peggio d'allora. Quando sarà finita? Mai, se noi stessi, +che la potenza aiuta e la storia ha confermati, non vogliamo dare +l'esempio. Non vogliamo? È presto detto, e forse è più vero che oggi +come oggi non ne abbiamo più il modo. Triste cosa, assai triste, vedere +il bene ed esser travolti dall'onda prepotente del male. E poi? e poi +verrà un'ondata più alta, più vasta, più forte, come quelle che ho viste +io nell'Atlantico, che ci soverchierà tutti quanti, parte inghiottendo +senza misericordia, parte restituendo alla luce del sole, ma istupiditi +ed impotenti, raggomitolati sulla rena a piangere la comune miseria coi +nostri nemici d'ieri, come noi mal ridotti, istupiditi come noi, +impotenti come noi a rimettersi in piedi. "Ahi, serva Italia, di dolore +ostello!" Ma queste cose non pensa l'eccelso Gian Aloise; ed anche è +inutile che le ricanti io, suo piccioletto parente. "Ei s'è beato, e ciò +non ode". Dategli Pisa; vuol Pisa, lui, per tenerla come tien Genova, +col dubbio favore di questi, con la ostilità palese di quelli, coi +mutabili umori degli uni e degli altri, dipendente egli stesso +dall'autorità di un re straniero, le cui fortune posson crescere e +calare, e se cresciute soffocarlo, se volte in basso trascinarlo nella +caduta. Son questi i tuoi accorgimenti, eccelso Gian Aloise. Me ne son +fatto fuori, quest'oggi, e torno alla mia pace, al sorriso del mio cielo +e della mia donna. Ma durerà questa pace, per coloro che se ne mostrano +degni, intendendola? E a noi, meno alti e meno ambiziosi rami del tronco +di Lavagna, non toccherà d'essere involti nella rovina che a sè prepara +il ramo maggiore? Perchè questo, o prima o poi, se le ambizioni +crescono, avverrà senza fallo.-- + +Il monologo era riuscito quella volta un po' lungo; ma il ponte della +Maddalena lo meritava. Aggiungete ch'era l'ultimo. Bartolomeo Fiesco diè +di sprone al cavallo; e Talavera, che non aspettava altro, spiccò un +salto e prese subitamente il galoppo per la strada di San Salvatore e di +Paggi, dove da un quarto d'ora lo avevano preceduto i compagni, sentendo +anch'essi l'odore della mangiatoia, e non avendo in groppa nessun +ammiratore di Dante. Giungevano inaspettati alla Gioiosa Guardia, con la +bella notizia che li seguiva il padrone. Partito a bruzzico dal suo +castello, messer Bartolomeo ritornava per l'ora di cena: gran fretta, +sicuramente, ma anche un bel miracolo di galoppate. E fu accolto con le +faci; suonò a festa la campana del battifredo; non mancò neppure una +salve d'archibugiate. + +Si facevano pazzìe per riceverlo; ma ne fece egli più assai alla vista +della contessa Juana, che era discesa ad incontrarlo nel cortile. + +--Allegro?--diss'ella, avvicinandosi alla staffa per istendergli la +mano, che il cavaliere baciava, piegandosi tutto sull'arcione. + +--Non vedi?--rispose egli, com'ebbe potuto compiere il rito.--È Talavera +che fa il matto, sentendosi a casa. Talavera, gran bestia, non vedete la +padrona, che ha pronta una carezza per voi?-- + +Il cielo era puro, e tutto scintillante di stelle. La brezza primaverile +già raddolcita di qualche tepore pareva promettere le vampe dell'estate; +e frattanto le destava nel cuore di Damiano. + +--Donna mia dolce!--sussurrò il capitano Fiesco, prendendo Juana per la +vita, e muovendo con lei su per le scale.--Lásciati amare; lasciami +esser felice. + +--Ah, ecco!--diss'ella.--Non è più Talavera, che fa il matto. + +--No, cara, son io, io, proprio io, che ho voglia di saltare e di +cantare, tanti sono i grilli che ho in corpo.-- + +Sorridente, amorosa, Fior d'oro lo accompagnò nelle sue stanze, dov'egli +si tolse di dosso la polvere. + +--Ed ora,--ripigliò la contessa,--ragioniamo un pochino, se è possibile. +Vai? + +--Dove?--domandò il capitano Fiesco, che aveva la mente a tutt'altro. + +--A Pisa. + +--No, se Dio vuole, no.-- + +Fior d'oro diede in una grande risata. + +--N'ero sicura;--gridò, lasciandosi cadere su d'una scranna. + +--E perchè allora m'hai fatto andare a Genova?--chiese egli, che era +voglioso di ridere altrettanto, ma non voleva parere. + +--Per debito di cortesia, se ti rammenti. Ed anche potevi sentir ragioni +che ti dovessero persuadere. Gian Aloise non ti ha persuaso, e sia per +il meglio. Almeno avrai fatte le cose per bene? + +--A quel dio! Ci siamo lasciati più amici di prima. Egli mi ha +assicurato, congedandomi, di avere il cuore più alto che il mondo non +creda. Ed io, figúrati, l'ho più alto che il mondo non si possa sognare. +Sento che l'ho qui.... sulle labbra. Vuoi sincerartene, Fior d'oro? Oh, +dolce donna! un ceffone? Ma l'ho già avuta da un pezzo, la cresima. +Nondimeno, ripeti, Fior d'oro, perchè ripeto ancor io. Queste tue dita +son dolci più che lo zucchero. E si resti qui, buon Dio, e non venga più +in mente a nessuno di smuovermi dalle braccia di Fior d'oro, perchè +sarei capace di ribellarmi anche al re Cristianissimo. + +--E al re Cattolico per giunta, non è vero? + +--A quello, poi, con più gusto; quantunque m'abbia fatto tanto buon +viso, l'ipocrita. E mi voleva ai suoi servigi, per un quinto viaggio. Ah +sì, sta fresco, se m'aspetta. Non più viaggi, del resto. L'ho detto +anche al grand'uomo, che ho seguitato con tanta devozione ad ogni +rischio. Signor almirante, non fate, vi prego, più assegnamento su me. +Sono un uomo navigato; ho fatta la parte mia, e di viaggi ce ne son +voluti quattro, perchè io riuscissi a portar via il mio pezzo di mondo +nuovo. È anche vero,--soggiunse il capitano Fiesco inchinandosi,--che ho +avuto il pezzo migliore. Gli altri oro in polvere, oro a pagliuole, oro +a catolli; io a dirittura Fior d'oro. E non mi si parli più di passare +l'Atlantico; non mi si parli più di lasciar le rive dell'Entella. +"Gioiosa Guardia e la mia donna" ecco il mio motto, e vo' farlo +scolpire sulla nostra "conoscenza" in uno svolazzo coi fiocchi, +debitamente custodito dal gatto e dal basilisco di casa. + +--Ora, sta bene;--disse Fior d'oro.--Ma quando sarò vecchia? + +--Vecchia! che parola è questa? vecchia voi, dolce Juana? + +--Ma sì, la cosa avverrà pur troppo, un giorno. + +--Lontano, lontano, lontano!--gridò egli, accompagnando quella gran +lontananza con molto sforzo di braccia.--E quando sarete.... cioè, +quando non sarete più giovane, quando non sarete più giovane voi, +pensate che sarò vecchio io, che d'anni n'ho più di voi, e parecchi. + +--Io penso,--rispose Fior d'oro,--che la donna ha una giovinezza +soltanto. L'uomo, quando non ha più l'età della grazia, ha ancora l'età +della forza. + +--Già, ci diventa un Ercole;--esclamò egli, facendo spallucce.--Lo vedo +brutto quell'Ercole, che si prepara a rinnovar la serie delle sue +immortali fatiche. Ma io farò meglio, vedete, io che non voglio passare +una quinta volta le sue bugiarde Colonne. Guardate là, mia dolce Juana, +a quella parete. C'è uno scaffale di noce, con una filza di novanta +volumi. Non è una gran biblioteca, lo so; ma ce ne son di più piccole, e +presso uomini più grandi di me. Gian Aloise, a buon conto, ce n'ha +ottantatrè nel suo palazzo di Vialata; sette meno di me; ond'io mi stimo +più ricco di lui. E tutti scelti, i miei, da Virgilio a Dante, col +Canzoniere del Petrarca per giunta, e perfino il Canzoniere di Giusto +de' Conti, quello della Bella mano, che è il caval di battaglia di +messer Filippino. Or dunque, veniamo a noi; pensiamo pure al giorno +ch'io sarò vecchio, e voi.... non più tanto giovane. Quel giorno o +quella sera, mentre voi farete la calza accanto alla gran tavola della +caminata, io incomincierò a ripassare per voi tutti i miei volumi, e ve +li leggerò ad uno ad uno. Tradotti, si capisce, ad aperta di libro, che +i denari del latino non me li sono giuocati. Cari miei vecchi autori! Ce +n'è uno che ha fatto un poema, si può dire, a bella posta per noi, tanto +s'attaglierà al caso nostro il suo episodio più bello. + +--E sarebbe? + +--Ovidio, nelle libro ottavo delle sue Metamorfosi. C'è l'episodio di +Filemone e Bauci, due sposini invecchiati l'uno accanto all'altro nella +loro capanna, che poi fu tramutata dagli Dèi in un tempio di marmo e +d'oro; ed essi continuarono ad amarsi, essendone i sacerdoti; ed +ottennero di poter morire insieme, tramutati in due piante, un tiglio e +una quercia, sul limitare del tempio. + +--È una bella immaginazione;--disse Fior d'oro.--Non c'è altro di +spiacevole che la tua deliberazione di rimandarne la lettura ai giorni +della nostra vecchiaia. Perchè non leggere fin di stasera il grazioso +racconto? Ne godrebbe anche la mamma, che è tanto felice di stare a +sentire. + +--Eh, perchè no?--rispose il capitano Fiesco.--Tanto, un nuovo capitolo +dei Commentarii non l'avrò in pronto se non per domani sera. + +--Ah, bene, bene!--esclamò Fior d'oro, battendo le palme con allegrezza +infantile, mentre si avviavano alla caminata, dove li aspettava la +mamma, ed anche la cena preparata.--Filemone, hai detto?... + +--E Bauci;--aggiunse il capitano Fiesco.--Son due nomi greci; e Filemone +vuol dir l'amante, e Bauci vuol dir la vezzosa, la graziosa, e simili +altre delicatezze femminee. + +--O Damiano! quante cose sai tu! + +--Ti pare? Certo, so quasi tutte le inutili; e delle veramente utili una +sola. + +--Ah sì? sentiamola un po'? + +--Amarti. Non sono Filemone? E bada, bambina, Filemone vuol anche dire +accarezzante. Ond'io, se vorrai tener quella mano a posto....-- + +E un bacio corse, e fu reso. Bauci non voleva mentire al suo nome di +graziosa. + +Madonna Bianchinetta Fiesca, venuta poc'anzi a sedersi sulla sua sedia +comitale, li vide entrare abbracciati, ed abbracciati correre a lei. Non +era da farne caso, perchè così li vedeva ogni giorno; ed ella finalmente +ne era tutta felice. Anch'ella amata, a' suoi bei tempi; ma più +rispettata che amata, essendo stata sposata ad un uomo dabbene, ma +austero di modi, e diciamo pure un po' orso. E vedova, e invecchiata +nella vedovanza, era vissuta là molto sola, con quel benedetto ragazzo +sempre in giro pel mondo, tanto in giro, che presto non bastandogli il +vecchio, era andato in traccia del nuovo. Finalmente aveva messo il +cervello a partito; ma per domare quel cervello c'era voluto il cuore. +Ond'ella ebbe cagione di rallegrarsi, la nobil signora, e di amare anche +più quella bellissima nuora che le aveva fatto il miracolo. Nessuna +maraviglia, del resto; la contessa Juana si faceva adorare da tutti; +senza volerlo, solamente mostrandosi, aveva stregato un po' tutti. + +La veneranda signora seppe quel ch'era avvenuto in Vialata; molto +sommariamente, per altro, non avendo creduto opportuno suo figlio di +riferirle per filo e per segno i discorsi suoi coll'eccelso Gian Aloise, +mentre amava piuttosto trattenersi su quelli della nobile Caterina del +Carretto nei Fieschi. Quella era una donna che capiva le cose; ed egli, +il capitano, avesse pure a soffrirne la dignità mascolina della stirpe, +sarebbe stato felicissimo se per tutte le terre dei Fieschi, da +Savignone a Pontremoli, da Vialata a Gioiosa Guardia, non gli uomini +avessero più comandato, ma una buona volta le donne. A quali altezze +maggiori non sarebbe salita la gente Fiesca, in cinquanta e magari +cent'anni di senno e di grazia al governo de' suoi destini! E in quella +vece, o miseria! si perdeva in vane contese e in più vane ambizioni il +presente, guastando anche nel germe il futuro. + +Sorrideva, madonna Bianchinetta, bene intendendo la ragione di tutti +quegli amabili paradossi del suo amabilissimo figliuolo. Il fatto era +questo, che i belli occhi di Fior d'oro avevano avuto più forza del +miraggio di Pisa. + +--Infine,--diceva,--se tu non hai ambizioni, perchè ne avremmo noi, che +saremmo rimaste qua ad aspettarti? + +--E questa sera gran lettura;--soggiungeva Fior d'oro.--Sai, mamma, che +ci tradurrà da un poeta latino la storia di Filemone e Bauci? Si tratta +di due, uomo e donna, che si sono amati per tutta la vita. + +--Han fatto bene;--sentenziò madonna Bianchinetta.--Quando si può, è la +cosa più bella del mondo. E voi li imiterete, m'immagino. Ma non +dimenticheremo poi la storia del nuovo Mondo? + +--Non dubitare, mamma;--rispose il capitano Fiesco.--Domattina mi metto +a lavoro, e domani sera ne avrai un altro capitolo. Sai che la scrivo +tanto volentieri. Ma che c'è? Visite ancora? Non ci sarebbe dunque più +pace, a Gioiosa Guardia?-- + +Si sentiva infatti uno scalpitìo di cavalli nel cortile, su cui +guardavano appunto le alte finestre della caminata. Polidamante fu +mandato a vedere che diavol fosse. + +--_Ecce iterum Crispinus_,--borbottò il padrone di casa.--E dico +_Crispinus_ per attenermi al testo. Ma sarà poi _Philippinus_, che +guasterà il verso a Giovenale, e la veglia a noi altri.-- + + + + +CAPITOLO VII. + +"Dove amore non è, più nulla è il resto". + + +Non era _Philippinus_, no; nient'altro che un cavallaro, un corriere, un +messo, o che altro si voglia dire, mandato da Genova per portar lettere +alla Gioiosa Guardia. Polidamante, sceso a pigliar lingua, tornava su +tutto affannato, con un plico, fatto di quella grossa carta di filo, che +già da un secolo e più si fabbricava a Voltri, sul far di quella che +aveva dato fama per tutta cristianità alle cartiere di Fabriano. + +--Sire Iddio, che letterone!--esclamò il capitano Fiesco, torcendo lo +sguardo atterrito. + +--Vedi?--notò madonna Bianchinetta.--Ci avrai da leggere un bel poco, e +Filemone e Bauci dovranno aspettare. + +--Chi manda la staffetta è Giovanni Passano;--diceva Polidamante in quel +mezzo. + +--Strano!--ripigliò messer Bartolomeo.--Ci siam visti mezz'ora prima che +io rimontassi a cavallo. Che bisogno c'era di mandarmi un corriere alle +calcagna? + +--Questo, senza dubbio,--replicò sua madre,--di farti giunger notizie +importanti, avute da lui subito dopo che tu eri partito. Ma c'è un modo +di saper tutto;--soggiunse con un placido riso la veneranda +signora;--aprire quel letterone, non ti pare? + +--Ecco, fuman le dapi;--disse il figliuolo, niente persuaso della +utilità di aprire il messaggio.--Rischiavo di seccarmi con Filippino +bello, e già n'ero tutto rimescolato. E poichè da questo lato respiro, +non voglio procurarmi altre noie per ora. Che cosa mi diceva il Passano, +nel prender commiato? Che andava al banco di San Giorgio. Vorranno +dunque esser filze di numeri, tutta roba da levar l'appetito. Ceniamo; e +tu, letterone, aspetta.-- + +Il letterone ebbe riposo su d'una credenza, e il capitano Fiesco pensò +d'aver pace a tavola. E volle ridere, volle scherzare, secondo l'uso; ma +non gli veniva fatto come le altre volte. Credeva anche d'aver portato +dal suo viaggio frettoloso una buona dose d'appetito; ma non fu nulla, +ed egli mangiò poco, e bevette anche meno. Quel letterone, posato laggiù +sulla credenza, gli pesava sull'anima. + +Perchè poi tanto sgomento per due o tre pagine di scritto? Ecco qua; +bisogna sapere prima di tutto che messer Bartolomeo Fiesco, dacchè aveva +fatto ritorno alla casa de' suoi padri, era diventato nervoso. Non già +stizzoso, o di mala voglia, perchè quasi sempre era ilare; ma in mezzo a +tanta allegria sentiva di tanto in tanto i brividi dell'uomo che ha +paura, che teme o sospetta di qualche cosa che non sa, ma che sente +venirsi addosso, o pender da un filo sulla sua testa, come la famosa +spada di Damocle. Le visite sopra tutto gli urtavano i nervi, e pareva +che si aspettasse sempre una seccatura enorme. In verità non aveva tutti +i torti. O per recitar sonetti della Bella mano a sua moglie, o per +mandar lui a Pisa, capitava messer Filippino assai più spesso del +bisogno. Ed altri ancora, parenti come Filippino, o partigiani della +gente Fiesca, o vecchi conoscenti, si affollavano a Gioiosa Guardia, per +ossequiare, per visitare, per esplorare, sopra tutto per far discorsi +inutili, tra i quali non mancava mai l'accenno alla vita operosa che +doveva aver fatta il capitano Fiesco, e alla impossibilità che egli si +contentasse della vita tranquilla, uniforme e noiosa del castellano. +Volevano saper tutti quando ne sarebbe uscito, e come contasse di usare +il suo tempo. Ond'egli aveva già incominciato a capire che si sarebbe +stati assai meglio in un bosco, e ben fuori di mano, anzi ben fuori di +quella regione, dove, o di qua dall'Appennino o di là, erano sempre +castella dei Fieschi, con Filippini in moto, e parenti e conoscenti, e +cacciatori e curiosi, cavallari, staffette e via discorrendo, fino alla +consumazione dei secoli e della pazienza degli uomini. Quel letterone, +frattanto! Che diavolerìa si nascondeva là dentro? Messer Bartolomeo, +diventato più nervoso che mai, non se lo poteva levar dalla mente, lo +sbirciava da lontano con occhio sospettoso, quasi temesse da un momento +all'altro di vederne saltar fuori uno scorpione, una vipera, un +basilisco; questo, anzi, più facilmente, essendo una bestia +dell'araldico serraglio Fieschino. + +--Morale della favola;--diss'egli ad un certo punto tra sè.--Imparate, o +giovani, a non lasciar chiusa una lettera che abbiate ricevuta. Meglio +è morire sul colpo, che patire un'agonia di due ore.-- + +E madonna Bianchinetta e Fior d'oro, che parevano essersi scordate di +quel misterioso letterone! La cena era finita, la tavola sparecchiata, e +del noioso messaggio nè l'una nè l'altra delle due donne faceva parola. +Doveva parlarne lui, facendone nascer lui l'occasione. E l'occasione fu +questa, di fare una giratina per la sala, di accostarsi a quella +credenza, e di salutare il letterone con un grido di maraviglia. + +--Oh, eccolo qua, il bossolo dei segreti. Prendi, Juana, mia dolce +amica, aprilo tu, ch'io non lo leggo. Piacevole non è di certo; e ci +sarà almeno questo di buono, che la sua prosa, passando per la tua +bocca, avrà acquistato buon suono.-- + +La contessa Juana aperse, e lesse. Non faccia maraviglia che sapesse +leggere. Fior d'oro certamente non leggeva ancora a Maguana, nella casa +di Caonabo, suo terribil signore e padrone. Ma già leggeva a Xaragua, +avendo presto imparata la lingua castigliana. Aveva seguitato a leggere +alla Giamaica, e poscia in viaggio, imparando via via l'italiano, e +continuandone con mirabil profitto lo studio in Gioiosa Guardia. La +Corinna di Haiti aveva ingegno potente; le cognizioni a lei nuove della +civiltà europea erano venute insieme coll'esercizio di quelle due +lingue, fondendosi, estendendosi, formandole un nuovo tesoro, dandole +quasi un'anima nuova. + +Per contro, aveva abbandonato assai dell'antica, o forse l'aveva sepolto +nel profondo. Più non toccava il _maguey_ dal malinconico suono; nè +meditava più, nè cantava più l'_areyto_ in cui era maestra. L'ultimo era +stato quello di Cahonana nell'atto di partirsi per sempre dalla sua +isola natale. Bene sulle rive dell'Entella s'era provato Damiano a +chiederle la grazia d'un canto nella lingua d'Itiba. Ma ella se n'era +schermita. + +--Bambino amato, non esser cattivo; dolce signore, non esser tiranno. +L'_areyto_ era la gioia di un popolo semplice e buono, che sapeva +appagarsi dei frutti della mia povera mente. La poetessa dell'_areyto_ è +morta insieme col suo popolo; perchè vuoi tu risuscitarla, se non hai +forza di ritornarle in vita il suo popolo? Con altro nome rivive +Anacoana; rivive per miracolo d'amore e di gratitudine. Ti ho amato, +conte Fiesco, dal primo giorno che ti ho conosciuto; sarei morta coi +miei poveri sudditi, amandoti e benedicendoti. Tu hai voluto ch'io +vivessi, e la mia vita è diventata cosa tua, poichè tu l'avevi salvata. +Tua regina, o tua serva, ogni condizione mi è buona; comandarti mi è +dolce, obbedirti ancor più. Ma ti prego, una cosa non chieder da me; non +chieder la voce che piacque a tanti infelici, la cui sorte è il segreto +tormento dell'anima mia. La voce di Itiba è morta; ed io soffro già +tanto, sforzandomi di dimenticare quei giorni! Dunque, se m'ami +davvero.... + +--Dunque più nulla;--aveva detto Damiano, troncandole la frase.--La +bella bocca che diceva le belle canzoni, io la suggello coi baci. + +--E ti basti,--aveva ella risposto,--pensando che il cuore trabalza, +venendo ad incontrarli sul labbro. Piacerebbe a te di narrarmi il tuo +passato? Nè io, bada, chiederò mai di conoscerlo. Che colpa avresti ai +miei occhi, se dal giorno che m'hai conosciuta il tuo cuore è stato mio, +intieramente mio? Quanto a me, conte Fiesco, ho un passato, e tu lo +conosci: ebbi un fiero padrone, che ho rispettato; n'ho uno assai +cortese, che adoro. Tra l'uno e l'altro è il dolore d'una patria morta, +a cui non gioveranno i miei pianti, ma a cui dobbiamo usare entrambi la +pietà del silenzio.-- + +Il conte Fiesco riconobbe che sua moglie aveva ragione, e non chiese più +nulla di quelle arti gentili di cui ella era stata maestra in Haiti. La +cultura della contessa Juana si faceva del resto così profonda e così +vasta nelle discipline europee, che veramente non era più necessario +tornare col desiderio a prove antiche d'ingegno, le quali avevano il +torto di destare in lei troppo dolorosi ricordi. + +Or dunque, ritornando al racconto, la contessa Juana aperse il plico, e +lesse; anzi tutto una lettera di Giovanni Passano, che diceva così: + + "_Magnifico Signor mio e padrone osservandissimo_, + +"Vi parrà strano che appena partito Voi per la Gioiosa Guardia io abbia +da mandarvi il messo, come il cacciatore sull'orma. Così è piaciuto a +Dio, dal quale vengono le fortune tutte e disgrazie di questo mondo, con +che egli sperimenta le sue creature. Ma questa volta è misericordia sua +e gran favore che sia evento piacevole, come io ben credo, trattandosi +di lettera che Vi scrive l'uomo che più amate e venerate dopo il supremo +dator di ogni bene. + +"Sappiate adunque che, mentre Voi andavate verso porta di Santo Stefano +glorioso, io me ne andai al magnifico Banco di San Giorgio per collocare +il denaro che eravamo rimasti d'intesa. E là mi avvenni per singolar +fortuna nello spettabile iureconsulto messer Nicolò di Oderigo, che +scendeva allora dallo scalone. Umanamente mi salutò, e mi chiese di Voi, +che tanto desiderava incontrarvi. E gli dissi che appunto eravate giunto +questa mattina, ma per stare sull'ali e ripartire; che anzi a quell'ora +certamente andavate passando il ponte di Sant'Agata benedetta. Mostrò +dispiacere di tal contrattempo, perchè aveva ricevuto lettera di +Castiglia per Voi, e a me la diede, commettendomi di spedirla al più +presto. E sì m'aggiunse il prefato messer Nicolò: "ignoro che cosa sia +detto in tal lettera, avendola sigillata senza leggere; ma se somiglia +ad altra per me ricevuta, certo è fatto di somma importanza, e merita +che il vostro signore e parente subito la tenga in sue mani". Al che +risposi non dubitasse, che avrei fatto ogni diligenza, siccome ero +pronto, anche partendo io medesimo. + +"Non fu mestieri di ciò, avendo io trovato Battistino di Certénoli, che +si disponeva appunto a partire. Io solo gli ho fatto e faccio +raccomandazione di non fermarsi troppo a tutte le frasche, più che non +avvenga a me quando vengo a trovarvi. Ed egli, saputo esser ciò per +Vostro servizio, promette e giura, se Voi non correte più di lui, di +raggiungervi ancora in cammino. Quanto a messer Nicolò di Oderigo, +richiesto da me che cosa fosse scritto a lui, per darvene contezza, +risposemi queste parole: "Il nostro eccelso concittadino spera e +dispera ad un tempo: è come un naufrago, che può toccar terra con +l'aiuto di Dio, o andare sommerso nel profondo del mare. Egli è tanto +disgraziato come grande". + +"Messer riverito, io vi prego di star bene, e bacio umilmente le mani a +madonna Bianchinetta e a madonna Fior d'oro mia nobil cognata; che +veramente io non mi risolverò mai di chiamarla suocera, contro ogni +apparenza di ragione. Bianchina mia a voi tutti si raccomanda. + + "Di Genoa, li 6 marzo anno Domini 1506. + + "JOHANNES PAXANO." + +Il capitano Fiesco era stato a sentire con una certa curiosità la prima +parte della lettera di Giovanni Passano. Alla seconda, ricominciò a non +poter più star fermo sulla sedia, tanta era l'agitazione che gli entrava +addosso; agitazione a cui partecipava l'animo di Fior d'oro, com'era +dimostrato dall'andar più spedito, quasi convulso, della lettura. + +--All'altra! all'altra!--gridò messer Bartolomeo, com'ella ebbe finita +la prima.--Che sarà mai, mio Dio, se un uomo grave e tranquillo come il +dottore Oderigo si mostra così sgomentato per la sorte del nostro +grand'uomo?-- + +Fior d'oro prese allora la seconda lettera, e con molta reverenza ne +lesse la soprascritta, in lingua spagnuola: "_Al muy virtuoso Señor +micer Bartholomè Fresco_"; poi ruppe il suggello, aperse il gran foglio, +e lesse il contenuto, scritto in lingua italiana, mescolata di forme +spagnuole e latine, di questo tenore: + + _"Virtuoso amico._ + +"Iddio nostro signore ha disposto che quando la creatura è nel fondo +delle afflizioni, ella a Lui abbia ricorso e in Lui solo confidi: ma non +è senza suo consiglio che ella si volga agli amici, nei quali è come un +raggio in terra della sua eccelsa bontà. Tra i miei mali ho questa +sorte, che ancora qualche anima mi resti fedele. Ma perchè i pochi che +mi amano son tutti lontani da me? + +"Amico, la mia querela col mondo è antica oramai, come l'uso ch'egli ha +di maltrattarmi. Già mille combattimenti mi diede, e a tutti ho +resistito finora; in che non mi ha giovato nessuno. Ei mi tiene +crudelmente colato a fondo: solo mi regge la speranza di Chi creò tutti, +e sudditi e re. Il soccorso di Lui fu prontissimo sempre. Un'altra +volta, è già molto, trovandomi assai abbattuto, mi sollevò col suo +braccio divino, dicendo: levati su, uomo di poca fede, che son io, non +aver timore. Ma adesso la voce misteriosa non parla più come prima; temo +forte che voglia altro di me. + +"Da più d'un anno sto qui aspettando che don Fernando mi renda giustizia +e m'ascolti, come aveva promesso anche a Voi. Tutti ottengono da lui, di +dovunque arrivino; checchè gli propongano, son tutti ascoltati: più +ancora se nemici miei, o da lui avuti per tali. Di me non si fa caso; +anche qui tutti mi sfuggono, come fossi un lebbroso. Pensate a questo, +Voi che avete visto il mio arrivo a Barcellona. Ora io vi sto +mallevadore che non è uomo sì vile il quale non pensi d'oltraggiarmi. +Se io avessi rubate le Indie per darle a Portoghesi, come una volta si +sospettò indegnamente, quando la tempesta mi gittò nel ritorno alle rive +del Tago, non potrebbero in Ispagna dimostrarmi nimicizia maggiore. Chi +ciò crederebbe d'un paese, dove fu sempre tanta generosità di sentire? + +"Grande aggravio ricevo da questo re, poi che la eccelsa donna mia +protettrice è in cielo (che più non la vidi viva al mio ritorno), e non +so come basteranno le forze a sostenere il mio dritto. Ma per rispetto a +quella medesima dignità che Iddio mi ha data, quando permise che io +discoprissi un mondo e lo rendessi alla sua fede, dovrò combattere fino +all'ultimo soffio di vita. E son qui solo, nella mia pena, infermo, +aspettando ogni dì da un uscio la giustizia degli uomini, dall'altro +quella del cielo. Non è con me neppure il mio buon fratello don +Bartolomeo, sempre in moto per mia cagione. Diego Mendez fu qui, nè +vuole abbandonarmi del tutto; ma in troppe circostanze non fa al bisogno +mio, dovendo, egli anche provvedere a sè stesso. Ah, i miei amici d'un +tempo! Il loro affetto mi consolerebbe d'assai cose che mi mancano. E mi +manchino pure per sempre; perchè "dove amore non è, più nulla è il +resto".-- + +Tremava, per commozione profonda, la voce della bella lettrice; e gli +occhi del capitano Fiesco si erano velati di lagrime. + +--Com'è vero!--diss'egli.--È questo il grido dell'anima. + +--E noi lo sentiremo;--rispose Fior d'oro;--e correremo a lui, non è +vero?-- + +Messer Bartolomeo si turbò forte, a quell'altro grido dell'anima. + +--Andrò certamente;--balbettò egli.--Ma tu.... + +--Ed io con te. Potrei forse lasciarti solo? + +--Perchè no! Andavo pur solo a Pisa! + +--Che mi parli tu di Pisa?--proruppe Fior d'oro.--Non ci sei andato, +finalmente. E laggiù, dov'egli soffre, dond'egli chiama soccorso, il +debito nostro è di andare senza indugio. Non gli debbo ancor io qualche +cosa? Ma lasciami leggere il resto; son poche righe ancora;--soggiunse +ella, sforzandosi d'apparire tranquilla. + +E proseguì, sebbene con voce alterata, la dolorosa lettura. + +"Domando forse troppo? Vi conosco, fedele amico dei lieti giorni come +dei tristi, e penso che ciò non sia. Avendovi presso, di due cose una mi +verrà bene ad ogni modo. O mi rifiorirà la speranza, poichè avrete +ottenuto Voi ch'io parli un'ultima volta al re; e Voi solo potrete +ottenerlo, che foste ricevuto da lui, e congedato con buone promesse. +Dovrà ricordarle, vedendovi; e forse egli sentirà rossore di ciò che fa, +per mio danno ed onta sua. O non otterrete nulla neppur voi? Sarà segno +ch'io non debbo aspettare più nulla dal mondo, se non questo, che Voi mi +chiudiate gli occhi al gran sonno. In questo caso sarete ancora il ben +venuto al mio fianco; nell'ultim'ora della mia triste vita mi sarà dolce +l'aspetto della città dond'io venni, e nella quale son nato. + +"Ricordatemi, ve ne prego, alla nobil signora che allieta i giorni del +vostro riposo, e che ha tanto da perdonarmi anche lei. Ma io veramente +non sono in colpa, e fu con buono intendimento tutto quello che feci. +Iddio mi aveva guidato laggiù; gli uomini malvagi hanno guastata l'opera +di Dio, come già aveva fatto il maligno, sotto forma di serpente, in +quel beatissimo Eden, di cui mi sembrò l'imagine sulla terra di Haiti. E +ancora salutate per me il virtuoso messere Gian Aloise con la sua +signora madonna Catalina. Dite loro che mi perdonino, se non ho più date +nuove di me, che liete e degne di loro non n'ebbi più da gran tempo. +Neanche, per dirvi tutto, ebbi comodità di scrivere, negli umili +alberghi per cui mi vengo tramutando, poverissimo come sono, e spesso +costretto ad accettar prestito da qualche anima buona. Non che per +iscrivere una lettera e dar beveraggio a chi la porti, non ho il più +delle volte una "bianca" per l'offerta in chiesa. Le mie rendite sono a +San Domingo, e le tiene e le gode il gran commendatore d'Alcántara, che +Iddio non vorrà dimenticare, nella sua forza e sapienza infinita, mentre +io sono sventurato come vi dico. Ho pianto molto in mia vita sugli +altri; su me piangerà presto la terra, se ancora ha senso di carità, se +ancora v'è in pregio la verità e la giustizia. E vi tenga Nostro Signore +nella sua santa guardia, con tutti coloro che amate; poichè, vi ripeto, +dove amore non è, più nulla è il resto. + + "De Segovia, a 20 de febrero 1506. + + "_El Almirante mayor del mar Oçeano + "Visorey y Gobernador general de las Indias, etc._ + + S. + S. A. S. + X. M. Y + Xpo FERENS. + +I titoli non mancavano mai, nelle lettere di Cristoforo Colombo. E +potevano far sorridere gli sciocchi, e far piangere gli assennati, +pensando che l'almirante maggiore dell'Oceano, il vicerè e governatore +delle Indie era povero in canna, spesso nelle osterie, dov'era costretto +a prendere i suoi pasti, non avendo di che pagare lo scotto. Quanto alla +sigla che aveva sostituita alla firma, gli amici suoi sapevano che cosa +volesse dire. Così l'aveva egli solennemente descritta nel suo +testamento e istituzione di maggiorasco, del 22 febbraio 1498: "...... +don Diego mio figlio e tutti i miei successori e discendenti, come pure +i miei fratelli Bartolomeo e Diego, porteranno le mie armi quali le +lascierò dopo morte, senz'aggiungervi alcun'altra cosa, e saranno +scolpite sul lor sigillo. Don Diego mio figlio, o chiunque erediterà i +suoi beni, andando al possesso dell'eredità, segnerà con la firma di che +ora mi servo, che è una X con sopra una S, una M con sopra un'A, ed una +S più in su, e quindi una Y sormontata da una S, colle linee e punti +giusta il mio costume". Ma la descrizione non essendo ancora +l'interpetrazione, bisognerà soggiungere quella che n'hanno tentata i +moderni eruditi, ricordando che Cristoforo Colombo, a detta del figlio +Fernando nella sua _Historia dell'Almirante_, "se alcuna cosa aveva da +scrivere, non provava la penna senza prima scrivere queste parole: +_Jesus cum Maria sit nobis in via_". Così avendo egli mutata la firma +dopo le dignità ottenute, formò la sigla misteriosa, che si può +sciogliere naturalmente in questo modo: _Salva me Xristus, Maria, +Yosephus_. Quanto all'ultima linea, _Xristoferens_, mezzo abbreviato, è +l'istesso nome di Cristoforo, portatore di Cristo, come anche dimostra +la nota iconografia di quel santo, col famoso distico leonino e +maccheronico che suol richiamare alla mente. + +--Ed ora,--disse Fior d'oro, nell'atto di ripiegare il +foglio,--sosterrai tu che io non debba seguirti? Vedi, egli vuol +chiedermi perdono, non essendo in colpa di nulla. Io, io debbo portargli +una parola di riconoscenza per me, con le benedizioni del mio popolo, +ch'egli amò tanto, ch'egli avrebbe reso felice, se gli uomini malvagi +non ne avessero attraversati i disegni. + +--Sia come volete, Juana;--rispose il capitano Fiesco.--Il cielo forse +v'ispira. Al letto di un infermo vale anche meglio una donna che un +uomo. Iddio ha posto negli occhi vostri un raggio della sua pietà, e +sulle vostre labbra il balsamo delle sue misericordie. Nè il grand'uomo +sarà solo, quand'io dovrò chiedere udienza al suo re. Non vorrà certo +negarmela;--soggiunse messer Bartolomeo;--tanto cortesemente mi aveva +egli accolto, che pareva non sapesse più spiccarsi da me. Niente al +signor Almirante, e si capiva, quantunque promettesse di vederlo e di +udirlo; a me tutto; mi avrebbe posto Castiglia e Leone sulle braccia, +con le Indie per il buon peso. "Voi siete, signor conte, in grandissima +stima presso don Nicola Ovando, che d'uomini s'intende, come del nostro +servizio; stimato dal gran commendatore d'Alcántara, che così +vantaggiosamente mi scrive di Voi, non sarete meno stimato e favorito da +me: non dispiaccia ad un Fiesco di prender servizio presso un re +d'Aragona, che conosce il merito, e sa ricompensarlo". La grazia delle +sue ricompense! Ma bisognò sputar dolce, dopo inghiottito l'amaro. +Infine, chi sa? Non è una ispirazione del cielo che l'Almirante mi +richiami presso di sè, per ottenergli giustizia? E se fossi io quello +che potesse fargliela avere.... colla reintegrazione dei suoi +diritti.... colla spedizione sua ad un altro viaggio di scoperta!... + +--Quante speranze ad un tratto!--esclamò Fior d'oro. + +--Non per me, si capisce. Io non andrò più, certamente. Sarà un +sacrifizio.... che farò lietamente a Fior d'oro. Ma per lui, che forse +ad un tale annunzio ritornerebbe da morte a vita, mi par che sia bene +tentare, e per intanto sperare. Sperare giova, e tentare non nuoce. +Andremo dunque a Segovia. Ma ora che ci penso, come vi porterei io in +Ispagna, dove forse Fior d'oro.... + +--Fior d'oro può restar qui;--rispose la contessa;--ed anche può esser +morta di là dal gran mare. In vece sua può ben rinascere il mozzo +Bonito, di cui conservo ancora le spoglie.-- + +Con quel nome e in quelle spoglie Anacoana era andata dalla sua isola +natale alla Giamaica, e di là ritornata a San Domingo, per passar poscia +in Europa; mozzo per tutti, tranne per pochissimi che erano a parte del +segreto. + +--Eh, voi trovate rimedio a tutto, Juana;--disse il capitano Fiesco, +sforzandosi di sorridere.--Ma questo mi fa pensare che avrò da trovar +qualche cosa ancor io, non essendo naturale che un mozzo faccia così +lungo tragitto per via di terra. Dove sarà il cavallaro? Probabilmente +nel tinello a cena; che non avrà voluto rinunziare alla buona occasione. +Polidamante!-- + +Il ragazzo non era là in anticamera, e bisognò andarlo a chiamare +dall'alto dello scalone. Udì la voce tonante del padrone, ed accorse. + +--Battistino è ancora giù con voi altri? + +--Sì, mio signore; anzi dormirà qui, avendo fatto tardi, per andare a +Certénoli. + +--E non ci andrà. Si tenga pronto a ripartire domattina all'alba per +Genova.-- + +Ciò detto, il capitano Fiesco ritornò alla caminata, e là scrisse in +fretta una lettera per Giovanni Passano. + +--E questa è fatta;--diss'egli conchiudendo, mentre suggellava il +foglio.--Se il _Paradiso_ è ancora in porto, può esser qui doman +l'altro. Non sarà neanche mestieri che ci facciamo vedere a Genova.-- + +Madonna Bianchinetta approvò tutti gli ordini del figliuolo, e la fretta +con cui erano dati. Aveva sparse tante lagrime, la veneranda signora, +sentendo legger la lettera del signor Almirante! + +Due giorni appresso, sull'ora del vespro, la nave _Paradiso_ gettava le +àncore davanti alla spiaggia di Chiavari. Subito si spiccava dal suo +bordo un palischermo, con quattro rematori sui banchi di voga, e +Giovanni Passano al timone. Un'ora dopo, il fido luogotenente e ministro +del conte Fiesco era a Gioiosa Guardia. Non si poteva fare più presto, +nè meglio di così, per contentare quell'argento vivo del conte. + +Messer Bartolomeo s'imbarcò a notte alta, avendo non meno alte ragioni +di far ciò. Quel mozzo Bonito non doveva esser visto da tanta gente, che +nei giorni festivi ammirava la contessa Juana nella chiesa di San +Salvatore. Con messer Bartolomeo e col mozzo Bonito montarono in nave +due scudieri, Pietro Gentile, e frate Alessandro. Il frate tornava al +suo secondo uffizio d'elezione; non dimenticando il primo, per altro, +poichè portava la sua tonaca e la sua cocolla, delle quali aveva fatto +il solito involto. + +--Portar l'abito indosso e portarlo in mano è tutt'uno;--diceva il frate +scudiero.--L'essenziale è di non lasciarlo per via, di non gittarlo ai +rovi, come fanno certuni, dimenticando i loro giuramenti. Io tengo i +miei, onorando il glorioso fondatore dell'ordine, seguendone gli esempi, +facendo allegramente quel po' di bene che posso. Il benedetto san +Francesco non voleva musi lunghi, nè ipocrisie. Gli uomini aveva tutti +per fratelli; e chi si adoperava per utile dei fratelli, lo aveva per +figliuolo.-- + +Anche don Garcìa avrebbe voluto seguire il padrone e accompagnare il +conterraneo; tanto più che si approdava a Barcellona. Sosteneva di poter +rientrare senza pericolo in Ispagna, avendo lasciato San Domingo col suo +bravo congedo, per anzianità di servizio. Ma il capitano Fiesco non +volle saperne di lui. + +--Restate, don Garcìa;--gli aveva detto.--Dio guardi se qualcheduno vi +riconosce.... + +--Avete ragione, signor conte;--aveva risposto don Garcìa, chinando +umiliato la fronte. + +--E non dico per questo che voi ora pensate;--replicò il capitano +Fiesco.--Dico che anche essendo partito col vostro bravo congedo, vi +siete allontanato da San Domingo _insalutato hospite_. E l'ospite era il +governatore, che può aver notata la cosa. Il congedo, poi, era soltanto +a voce. Insomma, vi dico che non è bene per voi venire laggiù, e meglio +sarà che rimaniate qui, a godere davvero il vostro congedo benedetto.-- + +Così restò don Garcìa, e la nave _Paradiso_ si allontanò senza di lui +dalla spiaggia di Chiavari. Fortunata, aveva anche il vento in fil di +ruota, che, avendo preso a soffiar nella notte dalle gole di Sestri +Levante, doveva accompagnarla fino oltre la punta di Portofino. Di là da +Capodimonte, lo ebbe di fianco, ed era tramontana schietta: ma la +tramontana era anche più favorevole del vento in poppa, perchè si poteva +serrarla con tutte le vele, navigando al gran largo, che è la più +gloriosa maniera, ed allarga altrettanto il cuore del capitano, che ha +fretta di giungere al porto. + +La nave non volendo toccar Genova, era rimasto a terra e per via di +terra sarebbe tornato a casa il Passano. + +Ora, mentre egli usciva da Gioiosa Guardia, dove era andato a prendere +un cavallo dalle scuderie, indovinate chi gli passò davanti agli occhi, +tra Paggi e San Salvatore. Il capitano Fiesco ci avrebbe dato alla +prima. Messer Filippino? Lui, sicuramente, lui, che aveva trovato un +altro buon pretesto, di andare in Fontanabuona, per passare davanti al +castello del suo amato parente, fermarsi un tratto ad ammirare la +contessa Juana e sospirarle un sonetto. + +--Io arrivo, e voi partite?--diss'egli, facendo la bocca dolce. + +--Sì, parto, come vedete, messer Filippino. + +--E i miei buoni parenti stanno bene? + +--Benissimo,--rispose il Passano,--e in via per la Spagna. + +--Per la Spagna!--ripetè Filippino, stupito.--Il mio caro cugino, che +non si voleva più muovere.... per nessuna ragione!... + +--Eh, capirete, messere; quando si trattava di andar solo. Ma ora va +accompagnato. + +--Accompagnato!--ripetè Filippino, sgranando gli occhi, e impallidendo +un pochino. + +--Già, con la dolce consorte. Beato lui, che può portarsela allato come +la sua buona spada. Io, poveraccio, vado e torno ad ogni tanto, sempre +costretto a lasciare la mia sposina a Genova. È vero che i miei viaggi +son brevi.-- + +Messer Filippino non gli dava più retta. Che importava a lui delle pene +maritali di Giovanni Passano? + +--La contessa con lui!--esclamò.--E quanto rimarranno? + +--Questo non saprei dirvi io, messere. Nè credo che lo sappia madonna +Bianchinetta. Ma potete provare a domandargliene. + +--Veramente, non contavo di entrare, questa volta. Ho da fare a Santo +Stefano.... + +--Allora, buon viaggio, messer Filippino. + +--E a voi, messer Giovanni, a voi.-- + +Giovanni Passano toccò il cavallo, che subito prese il portante, andando +verso la Maddalena. + +--M'è rimasto di stucco:--diceva il Passano tra sè.--Che fastidioso uomo +è costui! Ed ora, se Dio vuole, per la prima volta non gli parrà +Gioiosa, la Guardia.-- + +Aveva dato nel segno. Messer Filippino c'entrò, mezzo per consuetudine, +e mezzo per curiosità, volendo sapere, se gli veniva fatto, come e +perchè fossero partiti i due coniugi, e quanto sarebbero rimasti +lontani. Ma la Gioiosa Guardia, dove più non era la contessa Juana, gli +parve triste, desolata come un nido vuoto. Anch'egli doveva pensare quel +giorno, ma con altra intenzione, quello che Cristoforo Colombo aveva +scritto all'amico: "Dove amore non è, più nulla è il resto". + + + + +CAPITOLO VIII. + +Dolenti note. + + +Non avendo speranza di leggere un altro capitolo dei Commentarii di +messer Bartolomeo Fiesco, che se ne va con buon vento alle coste di +Spagna, cercheremo di dir noi brevemente quanto sarà mestieri conoscere +dei casi di Cristoforo Colombo, ritornato che fu dal suo quarto viaggio +di scoperta, e della condizione tristissima ond'egli era stato +consigliato a scrivere la dolente sua lettera al virtuoso capitano. +Dovremo per ciò ritornare un passo indietro (e sian pur molti, a patto +che non paian più d'uno) fino alla partenza del signor Almirante +dall'isola Giamaica, dove il fedel Diego Mendez gli aveva condotto un +naviglio, e il perfido Ovando, non potendo più oltre ignorare lo stato +del grand'uomo, gliene mandava un altro, che finalmente si era risoluto +di trovare. + +Su quei due navigli s'imbarcavano i fedeli dell'Almirante e i pentiti +seguaci del Porras, facendo vela il 28 giugno 1504, dopo un anno e +quattro giorni di forzata inerzia nel villaggio galleggiante sulla +spiaggia di Maima. Ancora non si era chetato lo sdegno degli elementi +contro il magnanimo nocchiero, che primo aveva osato sfidare i flutti +dell'Atlantico; e le correnti fortissime tra la Giamaica e la Spagnuola +diedero assai travaglio alle navi, che solo il 13 agosto afferravano il +porto di San Domingo. Col livore nell'anima e col sorriso sulle labbra, +accolse don Nicola Ovando l'aborrito Colombo; gli profferse ospitalità +nel palazzo del governo, e mostrò di volergli usare ogni maniera di +cortesie. Quella era la pace dello scorpione, come si diceva con +energica frase intorno al signor Almirante; e non senza ragione, poichè +il gran commendatore d'Alcántara, ch'era lo scorpione in discorso, +mentre faceva la bocca dolce al suo ospite, metteva in libertà il +Porras, che questi aveva condotto prigione, unico escluso dal perdono +concesso ai ribelli, come quegli che li aveva istigati e spinti alla +prova delle armi. Non pago di ciò, don Nicola Ovando parlava di voler +fare egli stesso un'inchiesta di ciò ch'era avvenuto alla Giamaica, +sostituendosi audacemente all'autorità del signor Almirante, e usurpando +il diritto dei reali di Spagna, ai quali si spettava, se mai, di +rivedere il processo e di far piena giustizia. Ma qui il signor +governatore non andò oltre la minaccia, che forse aveva fatta per +giustificare lo scarceramento del Porras, ed anche per fare dispetto al +suo ospite e indurlo ad abbreviare i termini del suo soggiorno a San +Domingo. + +Messer Cristoforo non voleva già rimanere a lungo in quel triste luogo, +dove i segni dello sgoverno e della rapina erano troppi e troppo +evidenti; dove ancora non tacevano gli echi delle orribili carneficine +che avevano funestata da un capo all'altro la povera Haiti; dove infine +non c'era verso di ottenere alcuna soddisfazione delle sue rendite, e +nemmeno un'ombra di conti. Al signor governatore aveva oramai restituito +il naviglio, e un altro ne aveva acquistato del suo. E per tal modo, su +due legni proprii, come un privato armatore, riconduceva in Ispagna +tanti servitori della Corona, che per Castiglia e Leone avevano due anni +intieri messa a bei rischi la pelle. All'Ovando e al soggiorno di San +Domingo lasciava ancora tutti i ribelli del Porras, che il signor +governatore li premiasse pure secondo i gran meriti loro, e magari li +facesse del suo consiglio di governo. Ed egli, co' suoi due legni, si +mise alla vela il 12 di settembre. + +Qui subito incominciò la disdetta. Avevano fatte appena due leghe di +cammino, che sulla nave dell'Almirante si spaccò per lungo l'albero di +maestra, dalla vetta fino in coperta. Buon legno, e stagionato, anche +tu? L'Almirante passò sulla seconda nave, che era sotto il comando +dell'Adelantado, e rimandò a San Domingo la caravella inservibile. Si +veleggiava con buon vento, e i cuori si riaprivano alla speranza; +quand'ecco, il 18 ottobre, una terribil fortuna di mare, che mette +l'unica nave in pericolo. Se n'esce sani, e torna il mare in bonaccia; +ma il giorno appresso, in quella gran calma, e quasi non lavorando le +vele, si spezza in quattro l'albero di maestra. + +--Piove sul bagnato!--si contentò di dire l'Adelantado, che tosto, +consigliato dal fratello, a cui la gotta non consente di lasciare il +giaciglio, prende un'antenna di rispetto, ne fa un piccolo albero, +fortificandolo di legname preso dai castelli di poppa e di prora, +strettamente lega ogni cosa con gran giri di fune, e vi adatta la vela. +Si naviga ancora verso levante, ma incappando presto in un altro +fortunale, che porta via l'albero di trinchetto. In tal guisa +l'Atlantico rabbioso dava congedo al suo domatore: e in tal guisa, fatte +settecento leghe di mare e d'angoscia indicibile, nella mattina del 7 +novembre il legno disalberato afferrava San Lucar di Barrameda, donde il +signor Almirante, sfinito da due anni e mezzo di continui travagli, +tormentato dalla gotta e più dal pensiero della umana malvagità, si +faceva trasportare a Siviglia. + +Sperava di trovar pace colà, e di ricuperare tanto di forze da potersi +condurre a Medina del Campo, dov'era allora la Corte, necessariamente un +po' nomade in quel primo periodo di ricostituzione del regno. Ma non +ricuperò punto di forze, non avendo trovata la pace, bensì in gran +disordine le cose sue, poichè dal tempo della sua prigionìa, avendo il +Bovadilla preso possesso della sua casa e delle sue sostanze in San +Domingo, non pure non gli pagavan le rendite, ma non erano state neanche +esatte con la debita puntualità, e quel tanto che se ne veniva +raccogliendo restava nelle mani del governatore. Ond'egli, un mese dopo +l'arrivo a Siviglia, scriveva al figliuol suo Diego, ch'era paggio alla +Corte: "Il governatore m'ha crudelmente trattato. Mi dicon tutti che io +là posseggo undici o dodicimila castigliani; ed io non ne ho avuto un +quarto". Si aggiunga che quel quarto gli era servito a comperar le due +navi, per portare in Ispagna tanti buoni servitori della Corona, che +ancora un mese dopo l'arrivo a San Lucar di Barrameda non avevano +ricevuto il soldo di due anni e mezzo di onorati servizi; e a lui si +volgevano, chiedevano denari a lui, che non ne aveva per sè. + +Nè solo scriveva al figliuolo che perorasse per lui e per la giustizia; +scriveva al re, scriveva alla regina. Ordinassero che fosse dato il +soldo a quella povera gente; comandassero all'Ovando di fargli pagare +senza indugio il dovuto, perchè, senza una lettera regia, nè quegli si +sarebbe mosso, nè gli stessi agenti dell'Almirante in San Domingo +avrebbero ardito aprir bocca; provedessero finalmente, in guisa che +meglio fossero amministrate laggiù le rendite della Corona; al qual +proposito bastava accennare che una immensa quantità d'oro si +ammonticchiava in mal costrutte case, esposte di continuo alla rapina, +al saccheggio. Aveva risposte, ma fredde, che lo rimandavano di giorno +in giorno, anzi peggio, di mese in mese. Erano andati alla Corte del re +Ferdinando e della regina Isabella, i suoi due fidati amici, Diego +Mendez e Alonzo Sanchez di Carvajal, ricevendo anch'essi un sacco e +sette sporte di buone parole. Più non poteva fare la regina, inferma, da +parecchi mesi inchiodata in un letto: più non voleva fare il re, largo +promettitore, non senza un'aria di canzonatura, che tirava, sia detto +col rispetto dovuto a su' Altezza reale, che tirava i ceffoni. Intanto, +trionfava il Porras, parente in quel brutto modo che sappiamo al regio +tesoriere Morales. E il re Ferdinando a tutte le sollecitazioni del +povero infermo di Siviglia mandava a rispondere: "si vedrà, si farà +quanto è dovuto, e più ancora"; la regina Isabella, in cui era riposta +l'ultima speranza dello sventurato Colombo, la regina Isabella moriva. + +Povera donna, infelice regina, che non aveva avuto in tutta la sua vita +fortunosa un'ora di pace! Abbiamo narrate le vicende della giovinezza di +lei, e come le paresse liberazione andar moglie a Ferdinando d'Aragona. +Ma proprio allora incominciò la prigionia, non della persona, bensì +dell'anima generosa, del cuore pietoso d'Isabella di Castiglia e Leone. +Le istesse gioie della maternità, che consolano tante donne d'un nodo +malaugurato, volsero in lutto per lei. Le era morto l'unico maschio, il +principe Giovanni; morta la diletta figliuola Isabella, e il +figliuoletto di lei, don Michele; restava Giovanna, misera creatura che +doveva rimanere nella storia col nome di Giovanna la pazza, maritata +all'arciduca Filippo d'Austria, bel giovane e dissoluto, che la rendeva +infelice vivendo, e doveva lasciarla infelicissima, morendo un anno di +poi. Di tutti questi dolori materni nutriva Isabella i suoi anni maturi; +e d'altri ancora, onde la colmò di continuo l'indole avara e tiranna del +suo consorte e signore. Quell'astuto Aragonese, che, lei morta appena, +sarebbe passato a seconde nozze con una principessa francese, non era +fatto davvero per darle allegrezza della vita e del regno. E cercò +sempre, la nobil donna, di nascondere al mondo la sua infelicità; fece +quanto potè, anche in punto di morte, per esser creduta la più felice +delle mogli. + +"Che il mio corpo (diceva ella nel suo testamento) sia seppellito nel +monastero di San Francesco, nell'Alhambra della città di Granata, in un +modesto sepolcro, senz'altro monumento che una semplice pietra, su cui +sarà scolpita l'iscrizione. Desidero nondimeno, ed ordino, se il re mio +signore s'eleggesse sepoltura in una chiesa, o monastero, in alcun altro +luogo o parte de' miei regni, che il mio corpo sia pur tramutato e +sepolto accanto a quello di Sua Altezza; per forma che la unione di cui +abbiamo goduto in vita, e di cui speriamo la Dio mercè che le anime +nostre godranno nel cielo, possa essere raffigurata dalla unione dei +nostri corpi in terra." + +Isabella moriva il 26 novembre del 1504, a Medina del Campo, in età di +cinquantaquattro anni. Il grand'uomo ch'ella aveva protetto, +intendendone l'ingegno e la missione divina, trattenuto dalla sua +infermità nelle mura di Siviglia, non aveva potuto rivederla un'ultima +volta: neanche gli fu dato di conoscer subito la notizia della morte di +lei. Sapendola aggravata dal male, e desideroso di recarsi al suo letto +d'agonia, non aveva trovato mezzo di trasporto più adatto d'una lettiga +che i canonici di Siviglia avevano usata poco prima per trasportare la +salma del cardinal di Mendoza. Ma i canonici temevano per il fatto loro, +che non andasse guasto o perduto; e l'istesso giorno che Isabella moriva +a Medina del Campo, si faceva in Siviglia tra quei canonici e il "vicerè +delle Indie" un regolare contratto per l'affitto di quella lettiga, di +quella bara, restando mallevadore don Francesco Pinedo, tesoriere della +marina, che la strana vettura sarebbe stata restituita. Già era per +salirvi il dolente; ma le trafitture del suo male e lo straordinario +rigore della stagione non gli permisero di mandare ad effetto il suo +divisamento. + +La morte d'Isabella era il colpo di grazia al grande infelice. Viva la +regina, si poteva sperare ch'ella fosse un giorno e l'altro per vincer +l'animo iniquo di Ferdinando; e ad ogni modo si poteva esser certi che +la regia fede sarebbe stata mantenuta, com'era scritta in forme solenni. +Lei morta, le ragioni di Cristoforo Colombo, lasciate così a lungo +sospese, sarebbero state sicuramente disconosciute, e le speranze +deluse. E ancora tentava, scrivendo lettere su lettere, mescolando le +umili supplicazioni alle giuste querele. Nella primavera del 1505 tentò +per lui don Bartolomeo suo fratello di ottenere a voce quello che per +iscritto non si era potuto fin allora. L'Adelantado conduceva seco il +secondo figliuolo dell'Almirante; savio e costumato adolescente, allora +nei diciassette anni, che aveva partecipato alle fortunose vicende del +quarto viaggio. Si chiamava Fernando, l'adolescente; Fernando, come il +re; ma non gli valse altrimenti che ad ottenere un altro sacco di buone +parole. + +Un filo di speranza era venuto al signor Almirante dalla notizia che +Diego di Deza, il dotto domenicano, allora vescovo di Palencia, ma +innalzato ad arcivescovo di Siviglia, sarebbe rimasto alcun tempo alla +Corte. Diego di Deza era stato l'unico dotto, e perciò l'unico +sostenitore di Cristoforo Colombo, nel famoso consiglio degli indotti di +Salamanca. Non avendo potuto persuadere i suoi ostinati colleghi, era +pure tornato utile al navigatore genovese, consigliandolo a restare in +Castiglia, aspettando una migliore occasione di vincere. Queste cose, +che tanto onoravano il Deza, mandò a ricordargli Cristoforo Colombo: ma +è da credere che l'arcivescovo di Siviglia non potesse far più, per +l'amico, nessuno di quei buoni uffici che aveva fatti il lettore di +filosofia del convento di San Domenico in Salamanca. Un altro amico +parve la man di Dio allo sventurato Colombo, quando se lo vide comparire +in casa, in quella medesima primavera del 1505. Quell'amico era Amerigo +Vespucci, che al tempo del terzo viaggio di Cristoforo Colombo al nuovo +Mondo, era stato con Alonzo d'Ojeda alle Antille, in quella spedizione +che fu il primo colpo dato da re Ferdinando ne' suoi patti solenni +coll'Almirante maggiore del mare Oceano e Vicerè governatore generale +delle Indie. La conoscenza di Amerigo Vespucci con Cristoforo Colombo +era anche più antica, poichè il Vespucci era stato computista presso il +fiorentino Giannotto Berardi, ricco negoziante in Ispagna, il quale +appunto aveva dovuto dare una sua nave alla grande spedizione +dell'Almirante, allora per l'ultima volta in auge presso la Corte +spagnuola. + +Di lui scriveva l'Almirante al figlio Diego, il 3 febbraio 1505: ".... +Ho parlato con Amerigo Vespucci, latore della presente, chiamato dal re +per affari di navigazione. Egli ebbe sempre desiderio di compiacermi; è +uomo molto dabbene; la fortuna gli fu avversa, siccome a molti altri; i +suoi lavori non gli profittarono come ragione voleva. Parte assai ben +disposto per me, e bramoso, se gli è possibile, di fare qualche cosa che +mi sia utile. Io di qui non so di che potrei incaricarlo, perchè ignoro +che voglia da lui la Corte; egli va, determinato di fare per me quanto +gli sarà possibile. Vedi in che può servirmi, e adóprati a questo +proposito, poichè egli farà ogni cosa; parlerà e metterà tutto in opera; +ma tutto sia segretamente, a fine di non destar sospetti contro di lui. +Io gli dissi quello che potei circa le cose mie, e lo informai della +ricompensa che mi ebbi ed ho per le mie fatiche". + +La lettera era bella, e doveva infiammare il giovine Diego Colombo di +nobilissimo zelo a servire il buon Amerigo, che certo si adoperò per +l'amico, e da amico lo servì, dando il suo nome di battesimo a quella +parte del mondo, che senza l'ingegno, la costanza, la intrepidità del +navigator genovese sarebbe rimasta Dio sa quanto ancora sconosciuta, ma +sicuramente di là dagli anni di vita concessi dalla natura al buon +messere Amerigo. Non ci ebbe colpa, dicono, nella faccenda del nome; fu +un capriccio della gran matta, il giorno che, sollevata un pochino dagli +occhi la benda famosa, lesse a caso il nome del Vespucci sopra una carta +delle terre di recente scoperte da un altro. + +Il quale seguitava ad illudersi; come s'era illuso, quando, ritornate da +San Domingo alcune navi cariche d'oro per la Corona, della parte dovuta +all'Almirante non portarono nulla, e dovevano esserci per lui almeno +settantamila scudi; come quando, essendo mossa questione di far partire +per il nuovo Mondo tre vescovi, indarno richiese che fosse ascoltato il +suo parere prima di eleggerli. Questa, per altro, era stata ingiuria +troppo grave alla sua dignità, e non aveva saputo tollerarla. Infermo +com'era, proponendosi di andare a Segovia, dove allora si ritrovava la +Corte, a far dimostrazione del suo desiderio di farla finita con tante +tergiversazioni indegne di un re, come con tante offese al suo buon +diritto, aveva chiesto per lettera il permesso di servirsi d'una mula +per il viaggio, non potendo sopportare lo scuotimento del cavallo. È qui +da sapere che il troppo frequente uso dei muli aveva fatto trascurare in +Ispagna l'allevamento dei cavalli; onde già il re Alfonso XI aveva +proibito l'uso dei muli per cavalcatura. Il divieto era stato mitigato +in processo di tempo, ma poi rimesso in tutto il suo vigore dal re +Ferdinando, che l'andare a dorso di mulo permetteva soltanto agli +ecclesiastici, alle donne, ai fanciulli. Incomportabili angherie pei +tempi nostri; ma allora un re poteva tutto quel che voleva; e a volere +non mancavan pretesti. + +La licenza, chiesta da Cristoforo Colombo negli ultimi giorni del 1504, +non fu accordata se non il 23 febbraio dell'anno seguente. Il re +Ferdinando, evidentemente seccato dall'idea di quella visita, aveva +trovata quell'altra rémora, per allontanarsene quanto più potesse la +noia. Forse ricordava il proverbio: "piglia tempo e camperai". Tante +cose potevano accadere in due mesi! E ancora fu servito dalla mala +ventura del suo Almirante maggiore, a cui le pioggie rovinose di +quell'inverno avevano guaste le strade, di guisa che non gli venne fatto +di mettersi in cammino se non un mese più tardi. + +Il colloquio di Segovia meriterebbe d'esser narrato in disteso. Ma se +uno degli interlocutori ci è caro, l'altro maledettamente ci è in uggia. +Si sta mal volentieri con lui; si guadagna un tanto a vederlo di +scorcio, e passando; specie quando si sa di dover presto ritornare alla +sua non lieta presenza. + +Cuoceva al re di tante concessioni straordinarie ad un navigatore +straniero; concessioni la prima volta già fatte di mala voglia, tra per +finirla con un molesto dimandatore, e per la convinzione di non +impegnarsi a nulla. Che cosa avrebbe mai scoperto quel promettitore di +regni? Qualche altro scoglio in mezzo all'Oceano, da far riscontro a +Madera e Porto Santo; nel qual caso un titolo di vicerè contava poco, e +si poteva concederlo, in vista d'un bruscolo negli occhi ai Portoghesi, +fin allora troppo fortunati vicini. O non trovava niente; e buona notte +al titolo di vicerè, come a quello d'Almirante maggiore, che andava a +seppellirsi in fondo all'Oceano. E questa, poi, era la saldissima fede +di Ferdinando d'Aragona; il quale non aveva apposta la sua riverita +firma alle concessioni sullodate, se non per compiacere ad un vero +capriccio della regina di Castiglia e Leone, sua magnanima consorte, +troppo facile ad infiammarsi d'un disegno che a lui pareva d'imbroglione +o di matto. Quelle concessioni maledette, le aveva poi confermate al +ritorno del Genovese, non matto nè imbroglione, ma scopritore d'un +mondo; le aveva confermate nel caldo di un entusiasmo che per un istante +aveva sopraffatto anche lui. Ma il secondo viaggio, con tutte le spese +che aveva cagionate, con tutte le speranze forsennate che aveva pel +momento deluse, offriva il buon pretesto per scemare allo scopritore una +somma di privilegi, che parevano inconciliabili colla maestà del regno. +Non c'era ancor l'oro a botti; c'era un mondo da sfruttare; doveva +scoprirlo tutto quell'uomo, aver la sua parte di tutto? Di qui la prima +violazione dei patti stabiliti con quell'uomo, e la licenza data ad +altri scopritori, che già diventavano legione; di qui tutto il resto, +che si compendia in un ragionamento crudele, ma semplicissimo: dobbiamo +noi lasciare tant'oro ad un marinaio fortunato, che ce ne ha ritrovata +la vena? dobbiamo noi lasciare tanti privilegi ad uno straniero, che +vuol trattar da pari a pari con noi, per il fatto che ha indovinata una +strada sul mare? E qui dubbiezze, che la pronta calunnia convertiva in +sospetti; qui malumori che la vigile perfidia traeva ad ostilità; qui +facili sdegni e dure risoluzioni, seguite da tardi pentimenti, ognuno +dei quali lasciava il suo lievito di rancori nell'animo di chi aveva +dovuto mostrarsi pentito, e disposto a render giustizia. Ma il re +Ferdinando, diventando a mano a mano più forte nei consigli della mite +Isabella, e già in via di allontanarne il cuore del suo infelice +protetto, era piuttosto vergognoso che poco desideroso di mostrarsi +sleale. E ancora, vivente la regina, si dovevano rispettar certe forme; +lei morta, e lui rimasto reggente di Castiglia in nome della figliuola +Giovanna, non c'era più ragione di rispettar neppur quelle. + +Accolse dunque con fredda cortesia il gran suddito; ascoltò i lagni del +suo vicerè ed almirante maggiore, senza dargliene i titoli; venendo al +fatto, dichiarò di non potergli rispondere lì per lì, trattandosi di +quistioni complesse, e da parecchio tempo malamente intricate. Erano +giuste tutte le offese ch'egli diceva esser fatte ai suoi privilegi, con +le patenti date ad altri scopritori, ad altri governatori? C'era per +tutte queste faccende un Consiglio delle Indie. I re, disgraziatamente, +non potevano sapere appuntino ogni cosa, bastando loro di vigilare +dall'alto, perchè ad ognuno fosse facile sostener sue ragioni. Don +Cristoval sosteneva che il Consiglio delle Indie gli fosse nemico. Come +disingannarlo? come sincerarsi che si apponesse al vero? Doveva il re +sciogliere il consiglio delle Indie, in tal dubbio, e per una accusa di +parte? Non potendo scioglierlo, poteva prender licenza di non +rispettarlo? Questioni complesse, questioni intricate; ci sarebbe voluto +un arbitro, per vederci chiaro, e proferire un giudizio. + +Don Cristoval si appigliò per disperato a quest'áncora di salvezza. Un +arbitro, sì, lo accettava. E perchè non sarebbe stato il vescovo di +Palencia, testè nominato arcivescovo di Siviglia, ma non ancora andato +ad occupar la sua sede? Era lì, sotto la mano, il buon Diego di Deza, +dottissimo uomo, savio, e prudente. Parve ottimo anche al re Ferdinando, +che con questa trovata aveva l'aria di concedere ogni cosa. Intanto si +levava di torno un argomentatore importuno; e guadagnava tempo, che era +l'essenziale. Piglia tempo e camperai. + +Ma l'arbitro, che era parso a tutta prima un tocca e sana, non rimediava +a nulla di nulla. Sarebbe bisognato anzi tutto distinguere, stabilir +chiaramente le materie su cui dovesse esercitare la sua autorità. +Ferdinando intendeva su tutte; non così l'Almirante. Questi accettava +l'arbitro per ciò che riguardava i suoi diritti sull'entrate delle +Indie, arretrati da computare, redditi da stabilire pel futuro. E ci +fosse anche da dare un taglio, per amor di pace; l'Almirante non voleva +piatire per una questione di denaro; che anzi, senza arbitrato, si +sarebbe rimesso alla coscienza del re, e solamente accettava l'arbitrato +perchè il re non voleva far lui, per tema di apparir giudice e parte. Ma +egli, l'Almirante, non poteva egualmente sottoporre ad arbitrato i suoi +titoli di vicerè, d'almirante maggiore, di governator generale, coi +privilegi annessi e connessi, i quali ancora di recente erano stati +offesi coll'invio dei tre vescovi, senza averlo pure consultato. + +--Queste,--diceva egli,--sono mie dignità, regolarmente conseguite e +guadagnate con l'opere mie a pro' della vostra Corona. Che se io ne +facessi getto, e mi adattassi a rinunziarne solo una parte, lascerei +credere di avere in alcuna cosa demeritato del regio favore, o di non +esserne stato mai degno. E se io ne son degno, perchè dispogliarmi? La +forza può tutto, ed io cederei alla forza; ma potrei appellarmi alla +divina giustizia, presso a cui, nella gloria che alle sue virtù era +dovuta, siede ora la nostra regina. Che direbbe ella, vedendo così +deluso il suo volere e non mantenuti i patti da lei liberamente +sottoscritti? Perchè i suoi voleri sian rispettati, non è stata nominata +una Giunta degli scarichi?-- + +Don Cristoval toccava un tasto assai delicato. Castiglia e Leone +vegliavano gelosamente alla custodia dei loro diritti. Nel matrimonio +della loro regina col re di Aragona si preparava la unione delle due +parti di Spagna in un solo reame; ma per intanto, uniti i sovrani, +restavano distinti i diritti; nè il regno più vasto voleva essere +assorbito dal più piccolo. Morta la regina di Castiglia e Leone, sotto +colore di far rispettare gli obblighi che per isgravio di coscienza +avesse ella potuto assumere in suo vivente (e qui si vedeva la mano del +clero di Castiglia, le cui ragioni di classe si confondevano con quelle +della patria dignità) era stata istituita quella Giunta, intitolata +degli "scarichi della coscienza regale", che doveva nel fatto riuscire a +freno del re Ferdinando, nel tempo della sua inevitabil reggenza in +Castiglia. E quell'uomo ch'era tuttavia così potente per far pesare la +sua autorità nelle cose d'Europa, sostituendo nella lontana penisola +italiana il predominio spagnuolo al predominio francese, non poteva +egualmente far pesare la sua volontà sul reame di Castiglia. Ne era il +reggente, finchè non giungesse la figliuola Giovanna, col suo giovine +marito, ad assumere la corona d'Isabella; e una giunta _de los +Descargos_ teneva infrenato il reggente. Casistica politica dei tempi; e +a qualche cosa serviva. + +Ferdinando aveva avuto comune con Isabella il titolo di Cattolico; ed +era naturalmente devoto. Meglio sarebbe stato aver religione, pensare +che ogni promessa è debito, e che ogni debito è sacro. Egli tentò in +quella vece di persuadere l'ostinato avversario a recedere dalle sue +pretensioni, accettando un gran titolo di nobiltà e un vasto dominio in +Andalusia; Carrion de los Condes, niente di meno. Ma Cristoforo Colombo +non s'era mosso per ricchezze e per titoli; bensì per l'onore del suo +nome, che oramai era vincolato alle dignità conseguite. Ricusò dunque +dominii e marchesati; al re Ferdinando non rimase altro che di chinare +la testa, passando sotto il giogo _de los Descargos_. Giogo soave, per +altro, e con cui si guadagnava tempo, assai tempo, fin oltre il bisogno. +Quel vecchio ostinato, rotto nella salute, non avrebbe mica voluto durar +tanto da veder la Giunta degli Scarichi della coscienza regale metter +fine ai suoi delicatissimi uffici. Era composta di gran signori, +chiesastici e secolari: ferma nell'opporsi alle prepotenze del re su +Castiglia e Leone, non poteva sentire ugual voglia di render giustizia +ad uno straniero, il quale pretendeva titoli e privilegi non mai +ottenuti in tal copia nè con tale pienezza da alcun suddito di +Castiglia, di Leone, d'Aragona. + +Bene si avvide Cristoforo Colombo, che da quella parte non c'era niente +a sperare. Passavano i mesi, e la Giunta studiava ancora, o diceva di +studiare. Nè per altra via aveva potuto smuovere il re, quantunque le +buone parole non mancassero mai. E giunto così alla primavera del 1505, +dopo aver scritto in quel modo che sappiamo al conte Fiesco, suo +compagno di gloria, così scriveva desolato ad un altro amico, a Don +Diego di Deza, fatto arbitro un istante, ma senza frutto, della sua +querela col re. + +"Pare che Sua Altezza non estimi a proposito di mantenere le promesse, +da lui e dalla regina, la quale or si trova nel sen della gloria, +ricevute sotto la lor parola e sotto il loro sigillo. Opporsi al volere +di lui sarebbe un lottar contro il vento. Io ho fatto tutto ciò che +dovevo; lascio il resto a Dio." + + + + +CAPITOLO IX. + +Spera di sole. + + +Segovia, nella Vecchia Castiglia, poco distante dalle falde +settentrionali della Sierra di Guadarrama, è una città nobile e bella, +come tutte le città molto antiche di qualsivoglia paese, che possono +piacere e non piacere, secondo i gusti e gli umori, ma che bisogna +accettar come sono. A buon conto l'avevano per bellissima i suoi +dodicimila abitanti del 1506, tenendosi molto della sua zecca, che era +la più vecchia della Spagna; delle sue diciotto chiese, compresa la +cattedrale di stile tra gotico e moresco, non meno decorosa del duomo di +Salamanca, e provveduta d'un campanile a gran pezza più alto; finalmente +del suo Alcazar, saldamente piantato su d'una roccia dominante, antico +soggiorno dei re Mori, e per allora della Corte spagnuola, nomade al +solito, e già meditante il suo trapasso a qualche città meno antica, +forse, ma più adatta a ricevere i nuovi sovrani di Castiglia, il cui +arrivo dalle Fiandre si sperava sempre imminente. + +L'orgoglio di Segovia era il suo acquedotto romano, di cento e +sessantun arco, in due file sovrapposte, tutti di pietre riquadrate e +senza cemento. L'aveva fatto costrurre Traiano, come i Segoviani +affermavano? Poteva essere; ma in verità non era neanche necessario +ricorrere a quel virtuoso imperatore, nato Spagnuolo, per intendere il +fatto di quella maraviglia d'arte in Ispagna, essendo nota la +imparzialità Romana in materia edilizia, e l'usanza costante di decorare +di grandi opere di pubblica utilità ogni parte più lontana del +vastissimo impero. L'acquedotto di Segovia non aveva altro torto che di +fare tropp'ombra in certe strade della città per cui veniva a passare, +tragittandosi dall'una all'altra delle due colline su cui ella era +fabbricata, in forma di nave, a cui il fiumicello Eresma faceva uffizio +di chiglia. Ma è detto che ogni gloria si paghi; e Segovia pagava la sua +gloria a quel modo, come pagava la sua sicurezza antica con un giro di +mura turrite, aperte da sette porte, quattro delle quali mettevano ad +altrettanti sobborghi. Donde si vede che fin d'allora Segovia non capiva +in sè stessa. E faceva mostra d'un'insolita animazione, in quella fine +d'inverno del 1506, tra tanti fumi di grandezze cortigiane, quasi non +sentendo più il freddo, ignorando perfino di avere tra le sue mura, +all'ombra dell'acquedotto di Traiano, un grand'uomo, ma grande davvero, +e non di quelli che si distinguevano per classi. + +Povero grand'uomo, a sessant'anni già vecchio, mani e piedi rattrappiti +dalla gotta, senz'altra energia che degli occhi sfolgoranti, senz'altra +gioventù che della bocca, rimasta sempre bellissima! Stava a letto la +più parte del giorno, poichè quell'anno l'inverno s'era mantenuto +rigidissimo, invadendo anche ed usurpando i principii della primavera; +ond'egli, latinista impenitente, soleva dire col suo malinconico +sorriso: "_in cauda venenum_". Per poche ore, intorno al mezzodì, +alzatosi con grave stento da letto, cercava di reggersi in piedi; per +riflessione, diceva, e per avvezzarsi ad uno sforzo maggiore che un +giorno o l'altro avrebbe dovuto pur fare. Intorno a lui poca gente: anzi +tutto il figliuol suo Fernando, caro adolescente sui diciassette anzi, a +cui traluceva dagli occhi la mestizia pensosa di una esistenza già +provata alle sventure, e fors'anche il dolore profondo di non vedere +accanto al padre venerato una madre ond'egli non aveva avute mai le +carezze; indi un uomo di matura virilità, l'Aiace Telamonio d'un'altra +Iliade, don Bartolomeo Colombo, uomo di poche parole e di molti fatti, +più conosciuto sotto il nome di Adelantado, come a dir podestà, +governator di provincia, prefetto; finalmente Geronimo, un marinaio +fedele, che faceva i servigi della casa, e troppo spesso non avendo da +far nulla, s'industriava a tener vivo con poche legna uno scarso fuoco, +insufficiente a riscaldare la cameretta del signor vicerè delle Indie. +Che freddo in quella casa! che tristezza, più dura a gran pezza del +freddo! + +Ma un po' di calore, un po' d'allegrezza doveva penetrare anche là +dentro. Irrompevano, con un raggio di sole mattutino, tre visitatori +inattesi; un cavaliere di bell'aspetto, uno scudiero, un adolescente +vestito da mozzo, ma con figura di paggio. Erano venuti con grossa +scorta da Barcellona, per la via di Lerida e di Saragozza; ma passata +la Sierra di Guadarrama, ne avevano rimandata una parte, per non lasciar +troppo scarsa di numero la marinaresca del _Paradiso_, di quella bella +nave che li aveva portati fino a Barcellona, e che laggiù, in quel +massimo porto di Catalogna, doveva aspettarli. + +Non venivano ad accrescere il numero delle bocche in quella povera casa, +dove sicuramente, non che mancasse il superfluo, scarseggiava il +necessario. Erano viaggiatori che potevano smontare alla migliore +_posada_ di Segovia, e prender magari un palazzo in affitto, se la folla +dei gentiluomini e dei servitori di Corte avesse lasciato in quei giorni +un posto conveniente a nuovi ospiti. Restando accanto al signor +Almirante non sarebbero stati altrimenti a carico della famiglia, dove +anzi portavano un po' d'agiatezza, e per intanto un raggio di sole; +raggio benefico insieme e crudele, poichè metteva più in chiaro la +nudità desolata d'una casa da poveri. + +Alla vista di messer Bartolomeo Fiesco si rianimò, ed anche si commosse +vivamente, il disgraziato vicerè delle Indie. Aveva stretta fra le sue +braccia la testa dell'amico, l'aveva baciato e ribaciato sulle guance, +come un padre il figliuol suo prediletto. + +--Che Iddio vi benedica, conte Fiesco!--diss'egli, con voce mezzo +soffocata da lagrime di tenerezza.--Ecco, vedete? è il primo raggio di +sole che ci risplende, dopo tanti giorni di nuvole. Anche la primavera +vuol mostrarsi, ora che voi ci arrivate. Ah, come siete stato buono a +muovervi per me! + +--Poteva dubitarne Vostra Eccellenza?--rispose il capitano Fiesco. + +--Lasciate i titoli;--riprese Cristoforo Colombo.--Non me li dà +Ferdinando; potete sopprimerli Voi.-- + +Non pareva al capitano Fiesco che il discorso del signor Almirante fosse +conforme ai sani precetti della logica; e non volle lasciarlo passare +senza protesta. + +--Ecco,--diss'egli,--il re Ferdinando può molte cose, e potrà anche +questa. Ma non possiamo sopprimerli noi, i vostri titoli, noi che vi +abbiamo seguito, noi che abbiamo veduto come sapeste meritarli. Tornando +a lui, siamo qui sulle terre del Cid; ed è venuto con me frate +Alessandro, il quale saprà dirvi in canzone come fosse riconoscente un +altro re ad un altro valentuomo. + +--Eh, ci pensavo infatti, alla ricompensa che ebbe il valoroso don +Rodrigo di Bivar dal suo re don Alfonso;--disse frate Alessandro, +accostandosi al capezzale dell'infermo.--Mi astenevo dal parlare, per +sentimento di rispetto. Mi permette ora Vostra Eccellenza che io le baci +la mano? + +--La guancia, buon frate, e siate il ben venuto anche voi;--rispose +l'Almirante.--E mi pare, in tanta contentezza, di non sentire già più i +miei dolori. Ospiti antichi e molesti, vorranno cedere il posto ai nuovi +e cari che la provvidenza m'invia? Mi alzerò certamente un po' prima del +solito. Ma quel ragazzo.... quel giovinetto che è laggiù.... Oh, sarebbe +vero? il mozzo Bonito?-- + +Il mozzo si fece innanzi a sua volta; grazioso adolescente, vestito alla +marinaresca, di panni grossolani e mal tagliati, ma dai quali prendeva +disgraziatamente più spicco la sua bella faccia vermiglia, inghirlandata +dalle indocili ciocche dei capelli neri abbastanza arruffati. + +--Sicuro,--diceva intanto il capitano Fiesco,--ecco il mozzo Bonito che +avrebbe potuto venire in veste da paggio, ma si è fitto in capo di non +indossare altri abiti che questi, per ripresentarsi al cospetto del suo +Giocomina. + +--Che idea! che idea!--mormorò l'Almirante, mentre, avendo presa la mano +del mozzo, se la recava alle labbra, come in altri tempi la mano regale +d'Isabella di Castiglia.--Venire fin qua!... tra questa gente.... a +rinfrescare certe memorie dolorose!... + +--Ha voluto;--rispose il capitano Fiesco;--ha voluto così, e non c'è +stato verso di fargli cambiar proposito. + +--Ebbene,--sentenziò l'Almirante,--sia fatta la volontà.... delle dame. +Non è così che bisogna dire? E vi ringrazio con tutto il cuore, o mozzo +Bonito. Perchè qui, naturalmente, l'abito fa il monaco, e non bisogna +dir nomi, nè scoprire segreti. + +--Così è, Giocomina;--rispose il bel mozzo, arrossendo;--resti il +segreto, che mi ha permesso di accompagnare il conte Fiesco. Potevo io +lasciarlo venire solo da voi? mentre il mio desiderio più vivo era +quello di vedervi ancora una volta, e di portarvi l'attestato della mia +gratitudine? + +--Gratitudine! da Voi.... mozzo Bonito? E Voi, e i vostri, non avreste +piuttosto ragione di maledirmi?-- + +Così parlava, non senza sospiri, lo scopritore di Haiti, mentre +l'immagine di un popolo distrutto si affacciava agli occhi della sua +mente turbata. + +--Non dite, Giocomina, non dite!--ripigliò il mozzo Bonito, +inginocchiandosi alla sponda del letto e prendendo amorosamente tra le +sue morbide mani il pugno rattrappito del vecchio glorioso.--Tuttavia vi +han reso giustizia, i figli d'Itiba; in Voi tutti hanno venerato un +messaggero del cielo. Le vostre intenzioni erano pure; ed io ora posso +riconoscere che erano sante. + +--Amore vi ha illuminato, o mozzo Bonito, dandovi la conoscenza del Dio +unico e vero. Fidiamo in lui;--conchiuse l'Almirante. + +--E speriamo, per conseguenza;--soggiunse il Fiesco.--Non è già perduta +ogni speranza? + +--La speranza è l'ultima a morire;--disse l'infermo.--Ma ce n'è così +poca.... così poca! + +--Vediamo, signor Almirante; lasciate che ne giudichi anch'io. E per +cominciare, permettete che io vi faccia qualche domanda. + +--Fate, amico mio, fate; son pronto a rispondervi. + +--Da chi aspettate giustizia? dal re Ferdinando? + +--È l'unico oramai, a cui mi possa rivolgere, poichè la regina è nella +gloria di Dio. Aspetto giustizia, ed egli la nega; giurando di volerla +fare, la nega, proponendomi gran dominio e titolo di gran nobiltà in +Ispagna, purchè io rinunzi agli uffici, alle dignità che sono la mia +proprietà e la mia gloria. Mi sono richiamato alla sua lealtà, ma +inutilmente; è uno sleale, quel re. Ho invocata la santa memoria della +regina, che non poteva essere offesa col violare le sue volontà, col +tradire le sue intenzioni. E così siam venuti al partito di sottoporre +la mia querela alla Giunta degli scarichi. Sapete che cos'è? + +--Ne ho sentito parlare abbastanza in otto giorni di viaggio attraverso +Catalogna ed Aragona;--rispose il capitano Fiesco.--È una giunta che non +iscaricherà nulla di nulla. + +--È anche il mio pensiero, oramai;--riprese l'Almirante.--E per questo +avevo tentato di questi giorni un'altra via, scrivendo a Diego, il mio +primogenito. Doveva egli offrire in mio nome a Sua Altezza un patto +assai conveniente. Mi tengano pure per straniero; rinunzierò alle mie +dignità di vicerè delle Indie, di almirante maggiore dell'Oceano, ma a +benefizio del figliuol mio; egli vada al governo della colonia e delle +altre terre scoperte da me, assistito da un consiglio di persone scelte +tutte quante dal re. A questo patto io non avrei chiesto più nulla; +salvato l'onore, nient'altro poteva più importarmi, nessuna ambizione, +nessuna vanità, nessuna idea di tornaconto passarmi pel capo. + +--Ed egli? + +--Ed egli neppur questo ha voluto accettare. + +--Nessuno gli ha parlato per Voi, dei potenti amici che vi hanno in +altre occasioni assistito? Il Quintanilla? il Santangel? + +--Morti!--rispose Cristoforo Colombo, traendo un sospiro;--morti come il +cardinale di Mendoza, che fu mio protettore costante, e nella cui bara +dovevo io per grande fortuna essere trasportato da Siviglia alla Corte. + +--E il nuovo arcivescovo di Siviglia? + +--Diego di Deza? È ancor qui, ma inascoltato. Ferdinando lo venera, ma +facendogli sentire che non ha da metter bocca in cose di Stato, specie +ora che c'è una Giunta degli Scarichi, che ha ufficio di coscienza, e +non può essere turbata da raccomandazioni di nessuno. Anche della +coscienza si giova, il re Ferdinando, anche dell'altrui coscienza, per +offendere la sua propria, per soffocarne le voci. + +--Questo è dell'indole sua;--disse Bartolomeo Fiesco;--e servono bene +gli scrupoli di coscienza a coloro che non vogliono por mente al più +grave, che sarebbe quello di non mettersi in condizione di averne. Ma +lasciamo queste sottigliezze, nelle quali si smarrirebbe anche la +coscienza del vostro umilissimo servo, quantunque abbia fatto il suo +corso di filosofia. I due Medina, che vi erano tanto amici, che pensano? + +--Non si mostrano alla Corte da un pezzo;--rispose l'Almirante.--Nè io +so in che potrebbero giovarmi, se pure volessero. C'è la Giunta degli +Scarichi, oramai! + +--E con questa si può chiudere la bocca ad ogni onesta +osservazione?--ripigliò il capitano Fiesco.--Io non lo credo; e vo' +farne ad ogni modo l'esperimento. + +--Amico mio, in questa speranza mi ero rivolto a Voi, ricordando le +accoglienze cortesi, le larghe dimostrazioni di stima che vi aveva fatte +il re, tenendovi in quel conto che meritate. + +--Sì, come parente di Gian Aloise;--rispose il Fiesco, ridendo.--L'ho +ben capito io, il suo giuoco. Gian Aloise è un gran signore, ha voce in +capitolo laggiù, ed anche più verso qua, nei consigli del re +Cristianissimo. Mostrarsi cortese ai Fieschi era un bell'accorgimento, +ed assai naturalmente suggerito al re Cattolico, che correva il rischio +di perdere la corona di Castiglia e Leone, se il re Cristianissimo non +concedeva la sua amicizia a lui, ma in quella vece a Filippo d'Austria e +alla consorte Giovanna. E chi sa? forse ancor oggi Ferdinando può +credere la partita non del tutto perduta, ed un Fiesco esser buono +ancora a qualche cosa. Vedremo, vedremo;--soggiunse il conte, che pareva +riscaldarsi al giuoco anche lui.--Certo, se la parola di un uomo può +servire a vincerne un altro, io dirò quella parola. Ma in verità, avrei +più fede nell'efficacia d'una parola di donna. + +--Di donna! e di qual donna? + +--Di una gran donna; d'un miracolo di donna; della donna che vinse per +Voi una battaglia campale. Rammentate, signor Almirante?... Quando i +vostri alti disegni stavano per naufragare tra gli ostacoli messi avanti +dai consiglieri della Corona, e Voi già eravate risoluto di lasciare la +Spagna, quella donna, amata dalla regina, andò a chiudersi in un +convento, non volendo più uscirne, se la Corona non accettava tutte le +condizioni poste da Voi. La bella prova di amicizia si seppe, ed onorò +grandemente quella donna nel cospetto del mondo.-- + +Il capitano Fiesco parlava, e la fronte dell'infermo si era offuscata; +gli occhi sfolgoranti si erano ascosi sotto le palpebre; le vivide +labbra, ultima bellezza di quel volto, contratte in uno spasimo +d'angoscia profonda. + +--Beatrice di Bovadilla!--mormorò egli con un filo di voce. + +--Sì, la marchesa di Moya;--riprese il Fiesco;--la marchesa di Moya che +io vidi a Barcellona, nelle solenni accoglienze che vi erano fatte +dalla Corte. + +--Tacete, conte Fiesco, tacete per carità!--gridò l'Almirante.--Non +toccate una piaga mal chiusa. Per avermi così animosamente protetto, la +nobil creatura ha tanto dovuto soffrire! + +--Caduta in disgrazia, forse? + +--Non già, ch'io sappia, finchè visse la regina. Ella stessa si +allontanò dalla Corte, non potendo sempre rispondere con quella sua +fiera schiettezza a tutti i miei nemici, che si moltiplicavano ogni dì, +guadagnando anche l'animo di coloro.... a cui non si poteva rispondere. +Così, sdegnata con tutti, si ritirò nei suoi dominii; ed anche, io +penso, sdegnata con sè, col suo nome. Anima eccelsa! Voi non ignorate di +qual sangue ella sia; voi ricordate che se una Bovadilla fu l'angelo +tutelare della impresa a cui mi ero votato, fu un Bovadilla lo sgherro +che mi ribadì le catene ai polsi, quelle catene che non mi +abbandoneranno mai più. Voi le metterete nel mio feretro, Adelantado, +mio buon fratello; e tu, Fernando, figliuol mio. Me lo avete promesso +con giuramento. Io le ritroverò, nel gran giorno; con esse mi presenterò +al Giudice eterno.... + +--Sì, sì, chiunque di noi Vi sopravviverà per disgrazia sua, come per +legge di natura, non vorrà dimenticare i vostri desiderii, nè venir meno +alle vostre volontà;--rispose l'Adelantado, con burbero accento, che +male dissimulava la interna commozione.--Ma ora non vi turbate, fratello +mio; sapete pure come ciò vi torni dannoso. E non vogliamo sperar poi +che ne sia molto lontana l'occasione?-- + +Un sorriso d'incredulità sfiorò le labbra dell'infermo; e un moto del +capo accompagnò quel sorriso. + +--Ah, non la temo;--diss'egli.--Tante volte l'ho vista da vicino, la +morte! Ma vorrei vivere quanto basta, fossero settimane soltanto, +fossero giorni, per uscirne coll'onor mio, per confondere i nemici del +mio nome, e del vostro. Di operare altre cose nel mondo non ho più +speranza oramai. Vanno già tutti sulle tracce del Genovese, e trionfano. +N'abbiano inni e corone dalla gran mentitrice, e conforto, se possono, +nel fondo della loro coscienza. Ma voi dicevate, buon amico.... + +--Volevo chiedervi se la marchesa di Moya fosse ancora alla Corte. Mi +avete detto anticipatamente di no. Nei suoi dominii, avete aggiunto. In +quali? Moya, che apparteneva al marito, è in Catalogna. Bovadilla, che +appartiene al suo nome, è in Andalusia; ma lontano da Siviglia, mi pare. + +--Ed è a Siviglia, la nobil signora;--rispose l'Almirante;--ma non nel +castello de' suoi padri. Per quel ch'io ne so, dovrebb'essere nel suo +ritiro prediletto, fra le monache di Santa Chiara. + +--Bisogna parlare a lei, muover lei;--disse il Fiesco. + +--Lei? ci pensate? per vincere il re? + +--Il re, o la regina;--replicò il Fiesco prontamente.--Lascio stare il +re, a cui pensate Voi, e che per ora, se è re in Aragona, non è altro +che un reggente in Castiglia e Leone. Sappia dunque Vostra Eccellenza +che i denari del viaggio da Barcellona a Segovia non me li sono spesi +troppo male, e del mio tempo ho usato con un certo giudizio. Alle +_posadas_ ho discorso con ogni sorte di gente, popolani e signori, e +preti e frati, e monache e soldati. C'è un'altra querela in campo, che +al re Ferdinando pare assai più grave della vostra, e che per lui +certamente è più fiera. Essa era già forte negli ultimi giorni di vita +della regina Isabella, a cui si voleva persuadere di lasciar reggente in +Castiglia il re suo marito, finchè giungesse alla maggiorità il +figliuolo di Giovanna. Era un bel colpo, che escludendo dal trono la +figlia e il suo giovane marito, assicurava ancora un quindici anni di +regno a danno della figlia e del genero. Ma la regina non ha voluto fare +quest'offesa a sua figlia; non ha voluto con un atto simile di materna +crudeltà ribadire alla povera Giovanna il nome di pazza, che i +cortigiani di Ferdinando non si son peritati di affibbiarle. Nel fatto +la povera Giovanna non è pazza se non d'amore per il suo maritino troppo +bello. Gran colpa! anche Isabella si ricordò di aver amato il suo +Aragonese, credendolo tutt'altro da quello che ben presto si palesò, +astuto, bugiardo e senza cuore. Ma lasciamo stare gli aggiunti, che a +far le cose in regola dovrei dargliene troppi. Sta il fatto che la +regina non acconsentì al disegno di una reggenza prolungata in quella +forma; e fece bene; e la nobiltà e il clero di Castiglia hanno avuto +un'altra occasione di lodare il gran senno della regina Isabella, come +l'amor suo intelligente per il popolo che Dio le aveva concesso in +governo. Lei morta, e fallito il colpo della lunga reggenza, Ferdinando +non si adatta alla breve: tenta il re di Francia, che a lui, non al +genero Austriaco, assicuri la propria alleanza; un'alleanza che +Ferdinando farebbe tosto balenare davanti agli occhi di Castiglia, per +trarla ai suoi desiderii. + +--E a far riconoscere pazza la figliuola, non è vero?--domandò +l'Almirante, che seguiva con molta attenzione il ragionamento del +capitano Fiesco, tanto largamente istruito in viaggio. + +--Così è, signor Almirante. Ma il re di Francia sta sul tirato; dà buone +parole a Ferdinando, come Ferdinando a Vostra Eccellenza; nel fatto non +vuol rendere un così grande servizio al suo caro rivale di predominio +nelle cose d'Italia. Ed ecco un giuoco doppio, che forse si prepara per +noi; o persuadere al re Luigi di concedere la sua alleanza al re +Ferdinando, come più vecchio, e più da lui sperimentato in tanti +incontri, piacevoli e spiacevoli che fossero; o persuadergli di +riconoscere Giovanna e Filippo, legittimi sovrani di Castiglia, ed +allearsi con loro. Dell'accordo con Ferdinando avrebbe forse buone +ragioni il re Cristianissimo, se davvero non vuol contesa col re +Cattolico nelle cose del reame di Napoli, e se questi non gli fa +ostacolo nelle cose di Lombardia.... e della nostra povera Genova. Ma +per render possibile un tale accordo, bisognerebbe che persona amica, in +cui re Luigi molto si fida, mettesse una buona parola. + +--Gian Aloise?--domandò l'Almirante. + +--Lo avete detto, messere;--rispose Bartolomeo Fiesco.--Ma questa forse +è la via più lunga; la più breve, per noi, sarebbe quella delle Fiandre. + +--Lontane!--osservò l'Adelantado. + +--Eh, pur troppo; fin che gli sposi regali stanno laggiù, non regnano +qui, e c'è poco da sperarne, anzi nulla. Ma io ho anche sentito dire +che si dispongano a calare in Ispagna. Forse l'inverno così lungo, e non +largo che di fortunali nel golfo di Biscaglia, è cagione del loro +indugio a risolversi. Ma pensate, messeri, se Giovanna di Castiglia +viene ad occupare il trono di sua madre, che novità potranno essere per +tutti! Ella sola può sgravare la coscienza regale, senza mestieri d'una +Giunta che par fatta a posta per guadagnar tempo al re d'Aragona, e che +del resto, vagliando minutamente ogni atto della defunta regina, +cercherà sempre di intenderne l'animo con tutte le restrizioni +possibili. Per me, il miglior modo di sgravar la coscienza regale è +quello d'intenderla nel suo senso più largo, rispettandone gli atti, +mantenendone le promesse. E sarà questo per la nuova regina il miglior +modo di onorar la memoria di sua madre, mostrandosi degna di lei. + +--Questo dovrebbe essere;--notò l'Almirante.--Ma sarà? + +--Dobbiamo sperarlo; dobbiamo esplorar l'animo della nuova regina, se è +risoluta di occupare il suo regno. E chi più forte sull'animo suo della +marchesa di Moya, che fu dama d'Isabella, ed ha conosciuto Giovanna +bambina? Beatrice di Bovadilla, che sa tutto, può istruirla di tutto. + +--Ma non vorrà la nuova regina mostrarsi troppo ligia a suo +padre?--domandò l'Adelantado.--Almeno sui principii del regno? + +--Questo non crederò io;--rispose il Fiesco.--Troppe ragioni dividono la +figlia dal padre, ricordi d'offese antiche, ed offese recenti. Volete +Voi che Giovanna s'inchini ai voleri di suo padre, ne sposi i rancori e +ne faccia sue le vendette, rammentando ch'egli voleva farla apparire +incapace di regnare?-- + +Bartolomeo Colombo chinò il capo, assentendo. Se la nuova regina +appariva in Castiglia, niente era perduto. Anche il signor Almirante +riconosceva la giustezza di quella argomentazione; e riaprendo il cuore +alle più vive speranze, dimenticava ad un tratto i suoi mali. Non è +salute di corpo senza gioia di spirito: dove questa risplende, se ne +illumina l'altra, e rivive. + +--Avete ragione;--diss'egli.--Giovanna sola può render giustizia. + +--Si parli dunque a Beatrice di Bovadilla;--riprese il capitano +Fiesco.--Se la nobil signora si rammenta di ciò che ha fatto per Voi, +non vorrà certamente lasciar l'opera sua incompiuta. + +--Ahimè! si rammenterà ella?--esclamò l'Almirante, traendo un +sospiro.--Dopo quelle catene, ella non mi ha più riveduto; nè io ho +cercato di avvicinarla. + +--V'intendo, messere; si frapponeva tra Voi e donna Beatrice la torbida +figura dello sgherro. Ma credete Voi che Beatrice di Bovadilla potesse +mutarsi da quella di prima perchè il suo indegno fratello vi faceva una +guerra codarda quanto feroce? Avevate Voi offeso quell'uomo, perchè +l'onor della casa facesse tacere nel cuor suo le voci dell'antica +amicizia? + +--Ben dite;--ripigliò l'Almirante.--E Voi certamente la giudicate +com'ella si merita, la mia buona protettrice. Ma dopo tanti anni +passati!... Anch'io, trattenuto da tante paure, non ho più osato +presentarmi a lei. La morte orribile di quell'uomo ne fu anche cagione. +Pure, Iddio mi è testimone che io avevo fatto quant'era da me, per la +salvezza di quell'uomo, che era suo fratello, e cristiano. + +--Iddio lo vide, e quanti avevano orecchi a San Domingo lo +seppero;--aggiunse il Fiesco.--Lo seppero, prima che i loro occhi +vedessero la tempesta da Voi annunziata imminente. Ciò che fu saputo e +visto laggiù, non rimase ignoto in Castiglia; ne è giunta notizia anche +a lei, non dubitate. + +--E sarà stato il mio premio;--ripigliò Cristoforo Colombo.--Ma da lei +non mi venne una parola; e il tempo, che passa su tutte le cose umane, +avrà cancellato dal cuore della nobil signora anche il nome del marinaio +Genovese.... dell'Almirante del mare Oceano;--soggiunse egli, abbassando +la voce, e fremendo involontariamente al ricordo.--Chi lo richiamerà +alla mente di lei? + +--Io, signore;--rispose il capitano Fiesco;--io che ebbi l'onore +di parlarle, dopo il primo e dopo il secondo viaggio. Vorrà +ricordarsene, spero, non essendo io l'ultimo degli uomini, e il nome dei +conti di Lavagna potendo essere un buon passaporto al più umile della +casata. Andrò dunque io, col mozzo Bonito, se egli vorrà +accompagnarmi;--aggiunse egli sorridendo.--E glielo consiglio con tutta +l'anima, poichè la più nobile creatura del nuovo Mondo avrà occasione di +conoscere la sua più degna sorella del vecchio.-- + +Sorrise il mozzo Bonito, stringendosi con atto modesto al petto del suo +dolce signore. Sorrideva anche il sole alla domestica scena, mandando un +raggio più vivo nella povera stanza, che parve per un istante una +reggia; e gli occhi dell'Almirante sfolgoravano di gioia. + +--Voi recate la primavera con Voi, mozzo Bonito;--diss'egli.--Non ho mai +visto così bello il sole, dacchè sono arrivato a Segovia. Iddio ha +condotto qui il nostro amico; Iddio m'aveva bene ispirato a chiamarlo. + +--Iddio ne assista sulla via di Siviglia;--conchiuse il capitano +Fiesco.--La giornata è buona; ringraziamolo intanto di questa.-- + + + + +CAPITOLO X. + +"Soy Bovadilla". + + +Siviglia, la bellissima Andalusa, è lontana da Segovia un buon tratto. +Intercedono due catene di montagne, la Sierra di Guadarrama e la Sierra +Morena; ma dall'una all'altra corre tutta la Nuova Castiglia, con le +valli del Manzanare, del Tago e della Guadiana, con le città di Madrid, +di Toledo, di Ciudad Real e Calatrava. Inoltre, varcata la Sierra +Morena, non si può dire di essere a Siviglia, poichè c'è ancora da +toccar Cordova, e da seguitare per molte miglia il corso del +Guadalquivir, tortuoso fiume se altro fu mai. Viaggio lungo, adunque; +assai lungo in quei tempi, che bisognava farlo a cavallo; più lungo per +il capitano Fiesco, che aveva gran desiderio di far presto. + +Per fortuna, ed aiutando alla fortuna la previdenza del cavaliere, egli +aveva ritenuta con sè una parte degli uomini che lo avevano accompagnato +da Barcellona a Segovia. I lunghi viaggi erano resi allora più difficili +dalla poca sicurezza delle strade; onde, a cansare i cattivi incontri, +bisognava andar bene accompagnati, ed armati di tutto punto. Non +accadeva nulla; e si poteva anche dire "precauzioni inutili!" a viaggio +finito. Ma erano state appunto le precauzioni inutili, quelle che +avevano tenuto lontano il pericolo. Ora il capitano Fiesco, che +viaggiava volentieri da solo, non credeva di aver troppa compagnia con +cinque uomini di scorta, compreso il frate scudiero, perchè conduceva +con sè il mozzo Bonito, luce degli occhi suoi, come si diceva in Italia, +anima dell'anima sua, come si diceva in Ispagna. E il capitano Fiesco, +per non usar preferenze, diceva spesso e volentieri in un modo e +nell'altro. + +Beatrice di Bovadilla viveva ritirata presso le monache di Santa Chiara, +dove già una volta, quattordici anni addietro, era andata a +rinchiudersi, in un impeto di generoso sdegno per la guerra sleale che +si faceva al promettitore d'un mondo. Viveva da gran signora, come +avrebbe fatto in ognuna delle sue terre, ma contentandosi di poche +stanze, per sè e per le sue donne di servizio; piccola noia dopo tutto, +e mancanza di spazio nemmeno avvertita. La gran dama, quanto è più dama, +ed ha più vasto il palazzo, più vive ristretta nel suo quartierino, nel +suo salotto, nel suo oratorio, nella sua cameretta da lavoro, dov'ella +pensa e sogna, assai più che non lavori d'ago o d'uncino. + +Nè faccia maraviglia il ritorno della nobil signora al convento, per una +dimora che pareva fissa oramai. Accadeva spesso a que' tempi che donne +d'alto casato si ritirassero ne' conventi, per farvi a modo loro una +vita monastica. Benemerenze antiche o nuove, legati, largizioni, +protezioni costanti delle grandi famiglie a questa o a quella +corporazione religiosa, rendevano ligio l'ordine ai suoi potenti +patroni, e men severa la regola verso gli ospiti illustri, che cercavano +nelle mura del chiostro la pace dell'anima, quella pace che il mondo non +ha mai data a nessuno, e insieme colla pace vi guadagnavano la illusione +d'esser fuori del secolo. Vedove, nubili, orfane d'insigne casato, vi +riparavano come colombelle a rifugio, quali disfatto il nido, quali non +fatto ancora, o disperando, o disdegnando di farlo. + +Di là dentro la marchesa di Moya aveva sfidati i nemici dell'uomo che +l'amor suo aveva preconizzato Almirante dell'Oceano; ed anche, con +quell'esempio di costanza, aveva insegnato fermezza alla sua regale +amica e signora, Isabella di Castiglia. Là dentro era tornata a rifugio, +dopo la morte di don Giovanni Cabrera, marchese di Moya e gentiluomo di +camera del re Ferdinando. Mal maritata al vecchio soldato, che in lei +aveva veduto uno strumento alla sua ambizione di cortigiano, male adatta +alla vita di corte, che sempre più, in processo di tempo, le era +occasione di sdegno per tante ingiustizie, di nausea per tante viltà, la +nobile Beatrice di Bovadilla aveva portate là dentro le sue tristezze, +coll'amara voluttà di raccontarle a Dio, ascoltatore benigno, +consolatore augusto d'ogni orgoglio ferito, d'ogni ambizione offesa, +d'ogni amore deluso, che lascia intravvedere di là dal santuario, tra +nuvole d'incenso e luccichio di candele, uno spiraglio del suo paradiso, +gloria inaccessibile ai tristi, calma solenne, perdono ineffabile, bella +vendetta sull'ingiustizia e sulla viltà della terra. + +Il capitano Fiesco non ebbe più difficoltà d'entrare e di ottenere +udienza, che non ne avesse incontrata quattordici anni prima don Alonzo +Quintanilla. Anch'egli, il conte di Lavagna, e il suo mozzo Bonito, +aspettavano di veder comparire la marchesa alla grata; ma anche per essi +un uscio di fianco si aperse, e Beatrice di Bovadilla apparve nella +sala. Bella ancora, quantunque presso a quei cinquanta, che più per le +donne non si contano a primavere, ma disgraziatamente ad autunni! +Qualche filo d'argento screziava i neri capelli, che le uscivano in +lucide ciocche di sotto alla tocca di raso nero, orlata di trinette +d'oro; ma per vedere l'argento bisognava cercarlo, e di cercarlo non +poteva venire il desiderio in mente, tanto era fresca la carnagione e +scevra di rughe, tanto nere le sopracciglia, tanto lucenti gli occhi +nerissimi, tanto vermiglio il fior delle labbra. La volontà si scolpiva +in quelle sopracciglia; la intelligenza lampeggiava in quegli occhi; la +bontà sorrideva da quelle labbra fiorenti. Gran dama sempre, quasi +regina, con la sua lunga veste di velluto operato, il cui color nero +appariva gentilmente attenuato dal bianco della gorgieretta e dei +polsini di tela di Fiandra, era tale da destar l'ammirazione divota di +chiunque la vedesse, e da mettere in vena di sonetti il più misero e +stentato tra i poeti d'allora. Il frate scudiero, a buon conto, avrebbe +messo mano alle canzoni, di cui sempre aveva ingombro il cervello, e +sfrombolata questa quartina per saggio: + + Nobil donna in negra tocca, + In gramaglia vedovil, + Per un bacio di tua bocca + Daría 'l regno Boabdil. + +Ma il frate scudiero, allora più scudiero che mai, non era entrato in +convento; vegliava in istrada, aspettando gli ordini del suo grazioso +signore. Beatrice di Bovadilla non ebbe dunque i suoi versi; ebbe per +contro l'ammirazione dei due visitatori. Uno dei quali, essendo a lei +noto, ottenne la stretta amichevole di una bella mano, che divotamente +baciò; l'altro, in quella vece, la cui fine bellezza adolescente troppo +contrastava con l'abito modesto del marinaio, ebbe un'occhiata curiosa, +ed anche un po' diffidente. + +--Siamo in viaggio, signora;--disse il Fiesco, a cui non era sfuggito +l'atto della marchesa di Moya;--e Vostra Mercede mi perdonerà, se non ho +voluto rinunziare a questa fedel compagnia. Ho l'onore di presentarvi il +mozzo Bonito, come si chiama ora in Ispagna, come si chiamò per alcuni +mesi di viaggio, dalla Giamaica all'Europa. Son cose, queste, che ad una +gentildonna pari vostra si possono confidare, soggiungendo che il mozzo +Bonito.... è donna, e si chiama Juana contessa del Fiesco. + +--Volevo ben dire!--esclamò la marchesa, avvicinandosi con molta ed +affettuosa premura.--Mozzo Bonito, voi siete tanto bello, da non poter +ingannare del vostro sesso la gente. Bisognerebbe esser ciechi! Ed io vi +consiglio, signora contessa, di ripigliare la vostra veste di donna, od +altrimenti di tingervi il viso e le mani. + +--La prima cosa non si può fare, signora marchesa;--rispose il finto +Bonito;--e mio marito ve ne direbbe le ragioni, se fosse d'alcun pregio +il conoscerle. La seconda l'avrei fatta ben io, ma col dispiacere di +restare alla porta del convento. Venire a Voi col viso tinto di carbone +o di pece!... che cosa avreste detto di me? + +--Niente, bel mozzo; ma capisco che avrei avuto il dispiacere di non +potervi baciare, come ora farò, se permettete, donna Juana mia dolce. +Non ho più grazia, essendo morta la mia gioventù; ma di bellezza +m'intendo ancora, e so apprezzarla dov'è. Che bei fiori dà sempre +l'Italia, il giardino d'Europa! + +--Sempre, ben dice Vostra Mercede; ma questo è nativo delle +Indie;--rispose il capitano Fiesco;--delle Indie scoperte da Voi.-- + +Beatrice di Bovadilla era rimasta colpita da quell'accenno al fior delle +Indie, che mal s'accordava con una bellezza affatto europea; e già stava +mentalmente accozzandolo coll'altro accenno al viaggio del mozzo Bonito +dalla Giamaica all'Europa. Ma l'ultima frase del conte Fiesco doveva +trarla ad un'altra forma di maraviglia. + +--Da me!--esclamò la marchesa.--Che dite! + +--Il vero, mia signora;--rispose prontamente il Fiesco, volgendo il +discorso al punto che più gli premeva.--Se Voi non eravate, se il vostro +alto patrocinio non assisteva il mio grande concittadino Colombo, +sarebbe ignota la terra dove è nato il mozzo Bonito, e il mare tenebroso +custodirebbe i suoi gelosi segreti. + +--Sarà mia gloria;--rispose con bella semplicità la marchesa di +Moya;--ed io sento qui tutto l'orgoglio che Voi mi concedete di +assumerne. + +--Non io solamente, signora; è il pensiero costante di don Cristoval. +"Senza l'aiuto di quella donna sublime, sarei rimasto oscuro ed inutile +uomo"; son queste le parole ch'egli mi diceva ancora sei giorni fa, nel +triste tugurio dov'io l'ho ritrovato a Segovia.-- + +Al ricordo di don Cristoval il volto della marchesa di Moya si era +rannuvolato, e il vivido sguardo nascosto sotto le palpebre. Ma le +ultime parole la scossero; si dischiusero gli occhi, e tutto il volto si +atteggiò ad espressione di doloroso stupore. + +--In un tugurio, Voi dite? Molte nuove giunsero qui, del grande +Almirante; non questa, ch'egli fosse in angustie. Non è egli presso la +Corte? + +--Presso la Corte, sì, e in un tugurio. A lui fu sempre destino passare +accanto alle grandezze, e trascinare la sua gloria nel fango della +strada. Ricordate? la sventura è con lui. Che ricompensa abbia ottenuta +dei suoi maravigliosi servigi, non ignorate di certo; nè come sia +ritornato dal quarto viaggio, donde ha recata la certezza di tant'oro +quanto basterebbe a saziare l'avarizia di dodici Ferdinandi d'Aragona; +nè come duri la slealtà, che lo ha spogliato delle sue rendite e delle +sue dignità; nè come, essendo morta la regina, gli sia venuta anche meno +la speranza di ottenere quando che sia la giustizia, che, nobilmente +ostinato, continua a domandare. Delle rendite perdute non si duole, più +che un uomo di gran cuore non abbia a dolersi di un furto patito: ben si +duole delle sue dignità, de' suoi titoli, così nobilmente acquistati +com'erano liberamente concessi, di vicerè governatore delle Indie ed +almirante maggiore dell'Oceano. A questi non rinunzia; questi egli +vuole; questi domanderà fino all'ultimo soffio di vita. Non lo +ascolteranno gli uomini? Commetterà le sue ragioni, aspetterà le sue +giuste vendette dal cielo. Ma Iddio, che è fonte di giustizia, Iddio che +ha versato un giorno il tesoro della sua pietà nel cuore di una donna +sublime, non ispirerà questa donna perchè si muova ancora una volta a +soccorso del grande sventurato? Egli non ha bisogno di pane. È qui +finalmente un suo vecchio ufficiale, un suo buon servitore, che farà il +debito suo. Ma questo suo ufficiale, questo suo concittadino, è +straniero, e non può nulla presso la Corte.-- + +La marchesa di Moya era stata ad ascoltare in silenzio, ma non senza +sospiri, e con gli occhi pieni di lagrime. + +--Ahimè!--diss'ella.--Beatrice di Bovadilla non ha più potere presso il +re, poichè la regina è nella gloria di Dio. Non lo sa, questo, il signor +Almirante? + +--Lo sa, mia signora; e non voleva che per questo io venissi a pregarvi. +Ma io gli ho detto che la giustizia dee farla chi regna sulla Castiglia. +E sulla Castiglia non regna il re d'Aragona. + +--V'intendo: ma chi dovrebbe regnare sulla Castiglia è lontano ancora da +noi. + +--Amore e pietà non conoscono distanze; e Beatrice di Bovadilla +potrebbe.... + +--Perchè vi fermate?--domandò la marchesa.--Perchè, se volete +consigliarmi di andare? Non è un bell'esempio, questo che Voi mi +date;--soggiunse, mettendo nella tristezza di quella conversazione la +timida nota d'un sorriso.--Andrei, non dubitate; andrei volenterosa, ad +ogni preghiera che mi venisse da lui. Ma per questa volta non sarà +necessario andar tanto lontano come Voi proponete. Ho notizie; notizie +sicure; e restino qui tra noi, ve ne prego, come la ragione per cui la +contessa Juana del Fiesco diventa in Ispagna il mozzo Bonito. + +--Conoscerete il mio segreto;--disse Juana.--Non dobbiamo averne con +Voi. + +--Ma non sia come prezzo del mio;--replicò Beatrice.--E il mio +sappiatelo subito. La regina e il re di Castiglia stanno per +muoversi.... dalle Fiandre (diciamo così), cedendo ai voti di tutto il +reame. Nessuno ancora lo sa; il re Ferdinando, che ne ha timore, crede +che la probabilità sia ancora lontana; spera ancora negli amori di +Francia; e frattanto va trasportando le tende dall'una all'altra città +della Vecchia Castiglia, per amicarsi il popolo, se gli riesce, e +scongiurar la tempesta. Da Medina del Campo a Segovia; da Segovia +ritornerà indietro a Valladolid; da Valladolid a Burgos; poi, chi sa +dove? Tanto ha paura di perdere il giuoco del regno! Questo sappiate per +vostro governo, com'io l'ho da persona amica, che ha veduto Giovanna. Ma +non ne dite nulla; resti chiuso con sette sigilli. + +--Anche con l'Almirante dovremo tacere? + +--Sì, anche con lui;--disse la marchesa di Moya.--E non per lui, +s'intende, ma per gli altri che lo avvicinano. + +--L'Adelantado suo fratello!--notò il Fiesco.--Il suo figliuolo +Fernando! + +--Ah, il suo Fernando!--esclamò la marchesa.--Caro innocente bambino, +che ho tenuto in collo ancor io, come una nutrice; che ho veduto +crescere in bellezza e gravità superiore agli anni, quando era paggio +alla Corte! E non c'è altri in casa? nè uomini, nè donne? + +--D'uomini sì, un vecchio marinaio, pei servigi di casa, che veramente +son pochi;--rispose sospirando il capitano Fiesco.--Di donne, poi, +neppur l'ombra. La casa del signor Almirante è un convento di +Certosini.-- + +La marchesa di Moya[tn175] rimase un istante sovra pensiero; poi +scuotendosi ripigliò: + +--Non importa; resti egualmente un segreto per lui, quel che vi ho +confidato. È anche necessario per l'utile suo. Se anche fossimo sicuri +che nessuno commettesse un'imprudenza, dobbiamo premunirci contro il +pericolo che dal suo volto trasparisca troppa fiducia, e si trasfonda +negli altri. Ferdinando è sospettoso, e sempre agli agguati; che almeno +egli non sospetti il vero da una maggior sicurezza delle sue vittime. + +--Ho inteso;--disse il capitano Fiesco.--Bisognerà parere più contriti e +più umiliati che mai. "_Cor contritum et humiliatum Deus non despiciet_" +direbbe il mio scudiero, che ho lasciato in istrada ad attendermi, e che +è, indegnamente com'egli dice, un frate francescano. Porterò almeno il +vostro saluto al signor Almirante? + +--No, vi prego, neppur questo. + +--Perchè, se è lecito domandarlo? C'è un segreto anche qui? Una nube, se +mai, che sarà bene dissipare. Tra i nobili cuori non ce ne dovrebbero +essere. + +--Dite bene; ma la nube non c'è. + +--Il segreto, dunque? Lo rispetteremo. + +--Sì, un segreto; ma è quello del mio cuore, e voglio dirvelo. A voi +solo, conte Fiesco, non avrei osato confessarmi, e neanche al vostro +francescano, che pure, se sta con Voi, dev'essere un brav'uomo. Ma c'è +qui tra noi una donna, che mi dà coraggio; che certe cose può +intenderle, e darmi anche ragione. Parlerò dunque: ma voi ditemi prima +una cosa. Perchè siete venuto a me, facendo a bella posta un così lungo +viaggio da Segovia a Siviglia? Vi ha forse egli detto.... + +--Che siete sempre stata la sua protettrice. E questo io già lo sapevo. + +--Ed altro non vi ha detto di me? Ed altro non sapevate Voi? + +--No;--disse il Fiesco, che si era turbato un pochino. + +Ma c'era tanta asseveranza in quel no, e tanto candore negli occhi del +gentiluomo, che la marchesa di Moya non ebbe più ombra di dubbio, e +prendendogli la mano ch'egli stava per mettersi sul petto a testimonio +della sua fede, ripigliò in questa guisa: + +--Vi credo. Del resto, il segreto mio non era tale per nessuno, alla +Corte, nè quando il nostro amico partiva, nè quando fu ritornato dal suo +portentoso viaggio nell'ignoto. Ho amato don Cristoval; lo amo ancora, +come il mozzo Bonito deve amar Voi. + +--Oh, bella sincerità!--gridò il mozzo Bonito in un impeto di +ammirazione. + +--Sei tu così sincera, Juana?--disse Beatrice di Bovadilla.--Allora +siamo sorelle. Ti piace? + +--Mi è caro; ma bada,--rispose Juana,--nella mia patria questi patti di +fratellanza si suggellano sempre col cambio d'una goccia di sangue. + +--Così anche faremo, se sarà necessario;--riprese Beatrice. + +E tenendo sempre la sua mano in quella di Juana, così continuò, +rivolgendosi al conte: + +--Ho amato don Cristoval, ed ho avuto il bell'ardimento di +confessarglielo. È così bello amare un uomo, stimandolo primo per +ingegno, per lealtà, per valor vero e per vera grandezza, che è quella +dell'anima! Nessun amore al mondo è stato più puro del mio; ma l'ho +gridato ai quattro venti, come se fossi io la padrona del suo cuore. Non +ero tale, pur troppo! Quel cuore s'era dato ad un'altra, non degna di +possederlo. Notiamo per la storia,--soggiunse la marchesa, accompagnando +le parole con un lampo degli occhi, donde traluceva la memore superbia +d'una celebrata bellezza,--che ciò era stato prima di conoscermi; ed +aggiungiamo che già quella donna aveva preso ad odiarlo, +disconoscendolo. Tu intenderai queste cose, Juana. L'odio di quella +donna cominciò insieme con una nuova vita, che ella sentiva agitarsi nel +suo seno. Arcani del sangue, ha detto il gran medico Villalobos, a cui +ne ho domandato più tardi. Rispettiamo gli arcani, aspettando che altri +Villalobos li chiariscano alle generazioni venture. Quanto a me, appena +seppi di quella donna, andai a cercarla; non ebbi pace fino a tanto non +potei ritrovarla, per pregarla di ritornare a don Cristoval. + +--Tu hai fatto questo, sorella?--disse Juana. + +--Sì, non era il dover mio?--chiese Beatrice. + +--Vederlo è d'anime grandi, se mai;--rispose Juana, inchinandosi.--Bacio +nella tua mano l'anima tua. + +--Ed anche il mio orgoglio, bada;--replicò Beatrice.--Perchè questo non +manca mai, e guasta un pochino la tua Bovadilla. Non volevo l'amor suo +intorbidato da un ricordo nemico. Pensavo ancora che quell'uomo era +grande, e più grande sarebbe divenuto; onde volevo esser grande ancor +io. Avrei desiderato che quella donna persistesse nella sua avversione; +ed ho usata tutta l'arte mia, tutta la mia pertinacia, tutta la mia +eloquenza per vincerla. Dovevo esser lieta della mia sconfitta, non ti +pare? E non fu così: n'ebbi dolore; anch'io m'ero inebriata della mia +magnanimità. Fino all'ultimo, sai? Don Cristoval partiva, e là sulla +spiaggia di Palos incontrai quella donna. Va, le dissi, prendi una +barca, raggiungilo, è tempo ancora per te di riconquistare il tuo posto +onorato. Ricusò, la disgraziata: e perchè? Questo io non so, nè l'ho +domandato al dotto Villalobos. + +--Amava un altro, forse;--entrò a dire Juana. + +--L'ho bene pensato. Certo, un altro amava lei, e per lei faceva pazzie; +mio fratello don Francisco Bovadilla, commendatore di Calatrava. Fu +riamato? Sfruttato, sì, certo, da bisognosi parenti; ma se ne ricevette +un grazie, si potrebbe anche giurare che una stretta di mano più calda +dell'usato non accompagnasse quel grazie. Io lo argomento dall'ira che +don Francisco serbò sempre viva contro don Cristoval. Rammentate con +quale accanimento perseguitasse egli il suo rivale fortunato? rammentate +le catene di San Domingo? Ah, le orribili catene, che hanno stretti i +polsi dell'uomo grande e giusto!... E fu un Bovadilla, lo sgherro!... + +--Calmatevi, signora!--disse il capitano Fiesco.--Il signor Almirante +dubitò sempre di aver perduta per quel fatto la vostra protezione. E +ricordava spesso e ricorda ancora che a don Francisco, se questi avesse +voluto ascoltarlo, avrebbe salvata la vita. Di questo fui testimone, e +potrei star mallevadore ancor io. + +--So anche questo;--rispose la marchesa.--E gli ostinati nemici +dell'Almirante gli han fatto colpa anche di questa magnanimità. Non era +tempo da tempeste, sentenziarono; l'Almirante sapeva di non esser +creduto; perciò ha fatto il magnanimo a buon patto. La tempesta, +piuttosto, la tempesta non doveva egli chiamare, con le sue arti di +negromante? E andate a persuadere gli stolti, quando i tristi hanno +parlato! Nè io mi dolsi per la morte di don Francisco, se non perchè +portava il mio nome. Che dovesse finir male glielo avevo predetto io, +senza aver arte di magia più del signor Almirante; glielo avevo predetto +io medesima, dopo ch'egli era andato ad accusarmi al marchese di Moya. +Bei fratelli, non vi pare? Ma torniamo a don Cristoval. Io piuttosto +avevo dovuto temere ch'egli si fosse troppo volentieri dimenticato di +me, per cagione della mia parentela dolorosa. Ed anche debbo dirvi +dell'altro, che più mi stava sul cuore? Ero dolente, scorata, avvilita, +di vedermi trattata così male da lui. Male, sì; non è un male la +freddezza, la noncuranza e la fuga? Ed egli ha sempre sfuggita questa +povera Bovadilla lebbrosa! Come?--continuò la bella marchesa di Moya, +animandosi ai ricordi, e corrugando le nerissime ciglia.--Io l'amo, e +son pronta al sacrifizio più grande che possa fare una donna +innamorata, di cedere l'amor mio ad un'altra. Costei ricusa; io non ne +ho colpa; e quell'uomo dovrebbe esser mio nella pura fede delle anime; +dovrebbe darmi il premio che ho meritato, il premio d'una schietta +parola; qua la tua mano nella mia, e camminiamo puri, baldi, sereni nel +mondo, ed altrettanto sicuri, io di te, tu di me. Così la povera +Bovadilla intendeva l'amore. Così non l'ha inteso l'Almirante del mare +Oceano. Si può dir qui, tra gente che l'ama, e che nessun altri ci +senta, ch'egli è stato in ciò molto minore di sè stesso, cedendo a +piccole paure, a più piccoli scrupoli? + +--Non vi rivolgete al mozzo Bonito;--disse il conte Fiesco, tentando +anch'egli di mettere nel doloroso colloquio una nota men triste.--Egli +non vi saprebbe rispondere, non essendo nato in Europa, nè educato dalla +prima adolescenza alle leggi, alle consuetudini, ai riguardi del nostro +mondo decrepito e saggio. Piccole paure? V'intendo; col vostro gran +cuore non ce ne sono; e molta altezza di sentire, e il rispetto che +meritate, potevano tenervi guardata come in una rocca inaccessibile. Ma +egli, che ha l'anima grande, poteva temere di non aver così forte il +cuore, e di non poter resistere alla violenza di un sentimento, che noi +tutti sappiamo come sia indomabile. Qual uomo potrebbe giurare, amando +davvero, di non varcare certi confini? E allora, vedete, le piccole +paure ingigantiscono, gli scrupoli assalgono, e non sono più piccoli. Si +pensa alle ciarle assassine del mondo, e si teme per la donna virtuosa, +fino a quel giorno onorata, che l'amor nostro, eccedendo nelle sue +dimostrazioni, che la sua divina bontà, non vedendo i pericoli, +potrebbero in un momento offuscare. Io non so nulla di ciò dal signor +Almirante; conosco l'anima sua, e giurerei che ha pensato così.-- + +Beatrice di Bovadilla stette alquanto in silenzio; segno che sentiva la +forza dell'argomentazione. Ma non era vinta; ma non aveva vuotata la sua +faretra. + +--Il marchese di Moya morì;--diss'ella finalmente, senza alzar gli occhi +verso il suo interlocutore, e come proseguendo un suo ragionamento +interiore.--Cessavano gli scrupoli del leal cavaliere. Bovadilla era +sempre Bovadilla; rimaneva alla Corte, e vedeva ogni giorno il paggio +Fernando, che già tanto somigliava a suo padre. I maschi per lo più +matrizzano; quello no, era tutto l'Almirante; e Bovadilla lo divorava +con gli occhi, come se fosse stata essa sua madre. Vi ho detto che il +mio terribile orgoglio era diventato sforzo di non averne più. +L'Almirante tornava dai suoi viaggi: misurato, severo, studioso di tutti +i suoi atti. Intesi i riguardi, dopo il secondo viaggio; ancora viveva +Giovanni Cabrera, nostro signore e padrone. Ma dopo il terzo!... dopo le +catene!... Ah, gloriose catene, che del grand'uomo facevano un martire! +gloriose catene, che avrei baciate, e diventavano sacre, com'è sacro il +bacio della donna che ama! Oh, non mi dite nulla; non ci dovevano esser +nubi, tra noi; nè io dovevo aver parenti, per lui; non ne avevo avuti, +assistendolo contro tutti. Quel suo contegno fu un colpo atroce al mio +cuore. Egli ama quella donna, pensai; nè più questo pensiero mi uscì +dalla mente; l'amo ancora, e don Francisco non è più; egli ritornerà a +quella donna. Che cosa avvenne? non so. Il favor della Corte gli veniva +mancando sempre più: nè io osai farmi avanti non chiesta. Incominciavo a +credere ancor io che fosse un delitto, mettermi tra lui e la Enriquez. +La religione, a cui chiedevo conforti, mi sgomentava anch'essa colla +imagine dei diritti dell'altra Beatrice. Ah, quella donna! è qui, nella +mia vita, come un pugnale nel costato; e non mi uccide, ma geme di +continuo la sua goccia di sangue nero. E quella donna è l'errore, +com'era già la perfidia: son io, Fernandez di Bovadilla, son io la donna +di don Cristoval, io che l'ho gridato Almirante del mare Oceano, prima, +assai prima, che altri gli concedesse quel titolo, il più bello che uomo +abbia portato mai sulla terra. Pensateci, conte Fiesco, voi che lo +conoscete a prova, quel mare. L'Oceano, il grande, il terribile Oceano; +e comandato da lui, che lo aveva domato, mentre da migliaia d'anni tutto +il mondo ne aveva avuto paura! Moglie dell'Almirante, avrei fatto +tremare molta gente, che rialzava più baldanzosa la testa. Vivente la +regina, avevo saputo persuaderla ben io, che quell'uomo non era un +avventuriero, e non covava il tradimento nell'animo. Questo infatti si +perfidiava di lui. Voleva dare le Indie al Portogallo! le voleva dare a +Genova, per vendicarsi di Spagna! Tutti avevano sentito; tutti avevano +veduto; avrebbero posta la mano sul fuoco. Non era egli sempre a segreti +conciliaboli con Francesco Rivarola e con Francesco Grimaldi, con +Francesco Doria, con Pantalino ed Agostino Interiani? + +--I suoi amici compassionevoli;--interruppe il Fiesco;--i suoi +soccorritori nelle angustie, in cui lo avevano messo le angherie degli +Aguadi, degli Ovandi.... e degli altri. + +--E lo immaginavo ben io. Ma come chiuder la bocca a tutti? Anche lei, +la buona Isabella, doveva qualche volta porgere orecchio a tante accuse, +che venivano d'ogni parte al suo trono. E ne piangeva, ora credendo, ora +discredendo. Sai, Bovadilla? mi diceva. Anche questo si dice; se mi +fossi ingannata sul conto del tuo Genovese!... Mio! anche Vostra Altezza +le crede? È così poco mio, che non mi guarda nemmeno. + +--Ma egli,--notò il Fiesco,--vi temeva mutata troppo per lui! + +--E se mai?...--ribattè la marchesa.--Non dovevo apparir tale, mentre +egli seguitava a tacere? L'obbligo mio era di non attraversarmi alla +Enriquez, di lasciargliela sposare. Non accennava a questo disegno, la +sua deliberazione di togliere il paggio Fernando dalla Corte, +levandomelo dagli occhi? E perchè non chiamare con sè il primogenito, +destinato un giorno a succedergli, e perciò meglio indicato ad un +viaggio d'esperimento, che gli facesse conoscere il suo futuro governo? +Questa considerazione non l'avete fatta anche voi, signor conte? + +--Un caso;--rispose il Fiesco;--un caso e non altro. Fernando aveva +manifestato il desiderio di accompagnare suo padre. Era un ragazzo +studioso, per l'indole sua meno adatto alla vita del cortigiano. E su +questa semplice apparenza avete fondata la vostra argomentazione, donna +Beatrice? e siete giunta fino a credere l'Almirante pacificato colla +Enriquez? con una donna, che era diventata una immagine? con una +immagine svanita e dimenticata? + +--Dov'è ora quella donna? + +--Non so; certo non è in Segovia; certo non l'ha egli riveduta dalla +vigilia del consiglio di Salamanca. Son diciott'anni passati. + +--I diciott'anni del mio tormento!--esclamò la marchesa.--E lunghi, +lunghi, troppo lunghi per questo povero orgoglio!-- + +Povero orgoglio davvero, che si stemprava in un pianto dirotto. Pianse +lungamente, la nobil signora, col viso nascosto tra le palme. E la +contessa Juana, fattasi più presso a lei, con atti amorosi la veniva +accarezzando, la baciava in fronte, le afferrava le mani, per +distoglierle da quel viso; e consolandola de' suoi baci, beveva +silenziosa le lagrime della sua sorella europea. Sapeva anch'essa, la +bella figlia d'Haiti, che le lagrime fan bene, ma a patto che chi ci ama +s'intenerisca con noi. + +A poco a poco donna Beatrice si riebbe; rasciugò le sue lagrime, levò la +fronte e disse: + +--Che rimedio ci vedete voi, conte Fiesco? + +--Rimedio? a che? ad uno stato di cose che quella donna ha voluto? +Quella donna l'ha offeso; è fuggita da lui; ha perfino rinnegata la sua +creatura. Che ci volete fare? Tanti anni sono passati oramai! Cade un +edifizio, per qualsivoglia cagione, folgore, incendio, tremuoto. Si può +vedere a tutta prima la necessità, la utilità di salvarlo. Ma quello che +non si è veduto prima, si vedrà forse più tardi? Sulle vecchie rovine +crescono i cardi, i rovi, le ortiche; tra le vecchie rovine si appiattan +le serpi, e fischiano irritate al viandante. Si gira largo, e si +edifica altrove; o non si edifica più in nessun luogo;--conchiuse il +Fiesco, sospirando.--Povero signor Almirante! la vecchiezza è venuta +precoce su lui. + +--Ma il figlio?... come rimarrà egli, povero innocente? + +--Il figlio, se ha senno, accetterà la sua sorte, che è bella ancora, e +val meglio di quella che sorride a tant'altri. Non è egli stato ammesso +a Corte, come già il figlio legittimo di donna Filippa Mogniz? Un +decreto sovrano ha nobilitato quel ragazzo, e cancellato il vizio +d'origine. Vizio, poi!... I tempi nostri non mi paiono fatti per badare +a certe inezie. Una sbarra nello scudo, in vece d'una banda o d'una +fascia, ecco tutta la differenza. La illegittimità non ha impedito a +nessun valoroso di diventar cavaliere, conte, principe e re. Più +illustre è la macchia, più porta in alto; e potrei citarvi esempi a +migliaia, antichi e recenti. Lasciamo dunque il pensiero di voler +aggiustare le cose che non richiedono di essere aggiustate, e sopra +tutto di cercar quella donna. Che sarà poi diventata? D'un altro, senza +dubbio; e chi sa? forse contenta, fors'anche felice. + +--Lo saprò;--disse la marchesa, con gesto risoluto.--Devo saperlo. Ed +anche mi ha maledetta, sulla spiaggia di Palos, mentre io tentavo una +seconda volta di ricondurla a lui. Ella vedrà pur troppo come abbia +fruttato la sua maledizione. Oggi stesso uscirò dal mio ritiro. Ma non +ho se non donne, al mio servizio; un uomo mi manca. + +--Per che fare? + +--Per essere il braccio della mia volontà. Non debbo cercare? non debbo +trovare, e subito? Lo avete voi, quell'uomo? + +--Ho il frate scudiero, di cui vi parlavo poc'anzi, e che ci aspetta in +istrada. + +--Che uomo è? + +--Forte e coraggioso, accorto e leale. + +--Datelo a me; ve lo renderò presto. + +--Sia, ma per la regina Giovanna?... + +--Lasciatemi fare; per Giovanna, che è ancora.... lontana, arriverò +sempre in tempo. Voi ritornate a Segovia; e se, giunto là, com'io ne +sono sicura, la Corte non ci sarà più, andate a Valladolid, dove si sarà +trasferita. Anche questo lo so di buon luogo. Vi fa maraviglia? Pensate +che Santa Chiara è di Castiglia, e per Castiglia; e sa tutto, e +partecipa a tutto. Voi dunque non dubitate, poichè a me siete venuto per +il signor Almirante; nè a voi nè a lui mancherà il mio povero aiuto. +Egli ha seguita la Corte fin qui; la segua ancora, perchè io possa +ritrovarlo. Addio, contessa Juana; addio, sorella, e contate su me, se +anche non è stato fatto ancora il cambio del sangue. _Soy +Bovadilla_;--conchiuse la nobil signora, mettendosi solennemente la +destra sul cuore;--una cosa, entrata che sia qua dentro, non n'esce più; +se ho dato questo, l'ho dato per sempre. Amami, e aspettami.-- + + + + +CAPITOLO XI. + +Invito a palazzo. + + +Israele aveva levate ancora una volta le tende. La marchesa di Moya si +era dunque apposta al vero, dicendo al capitano Fiesco che la Corte +sarebbe passata di quei giorni da Segovia a Valladolid. Sappiamo le +ragioni politiche di quegli spessi tramutamenti; dobbiamo anche +conoscere come e perchè se ne avesse così pronta la notizia nel convento +di Santa Chiara a Siviglia. E non solamente in quello, ma in tutti i +conventi di Castiglia. Era il tempo che la politica degli stati la +facevano i vescovi e i grandi ordini religiosi, padroni dei re, nel nome +istesso di una autorità superna, che innalzava e sbalzava di seggio i +potenti. E i re, si capisce, non potendo fare in casa tutto quello che +volevano, se ne ricattavano fuori, con le guerre di predominio e di +conquista, l'alto clero non disapprovando la supremazia militare della +nazione a cui pur esso apparteneva, e potendo mandare le ragioni +dell'amor patrio di pari passo con quelle del tornaconto di classe. Così +il cattolico re Ferdinando, libero di accrescere la potenza spagnuola +in Italia, dov'egli trasferiva alla Spagna le pretensioni dinastiche +della casa d'Aragona, non era altrimenti libero di fare in tutto a suo +modo nelle terre di Castiglia; e più ancora si sentiva le mani legate +dopo la morte della moglie Isabella. Bene cercava egli di prolungarsi la +reggenza sui dominii della morta; ma da quei dominii, ostinate nella +sostanza quanto rispettose nella forma, resistevano le autorità da tanti +secoli stabilite, dell'alto clero e del basso, vescovi e capitoli, +abbazie, priorati, parrocchie e monasteri. + +Anche i conventi di donne partecipavano a questo lavoro di resistenza: e +ciò s'intenderà facilmente, chi pensi che negli ordini monastici erano +allora numerosissime le figliuole delle grandi famiglie del regno, +famiglie a cui pure appartenevano i magnati del clero, alleanza naturale +di nobiltà religiosa e di nobiltà militare; e che delle personali +rinunzie al mondo le nobili claustrali si ricattavano, anch'esse +partecipando largamente alle ambizioni delle casate dond'erano uscite, e +di cui serbavano, se non in tutto il fasto mondano, certamente il +ricordo e l'orgoglio. + +A quei centri di vita monastica affluivano, da quei centri si +diffondevano le notizie politiche utili a sapersi da ogni classe di +aderenti. Le vaste possessioni degli ordini religiosi favorivano il +continuo viavai dei razionali, dei vicarii, dei gastaldi, tramutati in +messaggeri. Il servizio delle poste pubbliche era in mano delle +università; quello delle poste segrete in mano dei conventi. E non +poteva dirsi una distinzione, ma piuttosto una affinità di uffici, +poichè nelle università primeggiavano i frati, come maestri di teologia +e d'eloquenza, di diritto canonico e civile, di filosofia, perfino di +medicina. + +Ritornati a Segovia, Bartolomeo Fiesco e il mozzo Bonito seppero +avvenuto ciò che a Siviglia avevano udito imminente. Da cinque giorni la +Corte si era trasferita a Valladolid, nell'antico reame di Leon, +lasciando nel mezzo Medina del Campo, dov'era morta Isabella, e +avvicinandosi a Burgos, la capitale antica dei conti di Castiglia, e la +patria del Cid Campeador. Burgos, a cui si avvicinava Ferdinando, era +anche la città del pericolo per lui. Di laggiù, infatti, doveva +avanzarsi Giovanna, se mai si fosse risoluta di lasciare le Fiandre e di +approdare alla costa di Biscaglia. Ma egli, da Valladolid, risalendo da +levante la gran valle del Duero, aveva nella fida Aragona la sua +ritirata strategica. Perchè egli viveva in istato di guerra, tra tutte +le apparenze della pace; ed era guerra di ambizioni personali e di +diritti dinastici tra il padre e la temuta figliuola. Pazza la dicevano +a bassa voce, e sarebbe piaciuto a lui che pazza fosse gridata a larghi +polmoni: ma più pazza era, e più si doveva temerne il troppo sollecito +arrivo. Ah quei nobili Castigliani, così superbi e così ostinati! Non +c'era dunque verso di tirarli dalla sua? + +Cristoforo Colombo aveva seguitata la Corte. Il capitano Fiesco seguitò +dunque il suo viaggio, muovendo lungo il corso dell'Adarà, fino alla +pianura insalubre di Medina del Campo; di là passato il Duero, proseguì +fin dove l'Esgueva, umile tributario, si getta nel Pisurga. Era +finalmente a Valladolid, la opulenta città, che ancora non possedeva i +centomila abitanti a cui giunse sotto Carlo Quinto, ma che aveva già tre +volte e più i ventimila a cui è ridiscesa nei tempi nostri. E già allora +Valladolid era fiorente d'industrie, famosa pel suo studio di +giurisprudenza, orgogliosa del suo Campo Grande, vastissima piazza, +fiancheggiata da diciassette conventi, dove già con grande concorso di +popolo si arrostivano Mori ed Ebrei, a maggior gloria di Dio +misericordioso. Da ventisei anni era stato legalmente riconosciuto e +diffuso il Sant'Uffizio nella felicissima terra di Spagna. + +Il capitano Fiesco, che pur non era di tenerissima fibra, torse gli +occhi da quella piazza che doveva costeggiare passando, e dove appunto +si stava rizzando un gran palco di legname per l'_auto da fè_ del giorno +vegnente; il mozzo Bonito rabbrividì, correndo involontariamente col +pensiero agli orrori della piazza di Xaragua, dove ottanta cacichi erano +stati bruciati sotto i suoi occhi; ed anche di un'altra piazza a San +Domingo, dove per lui era stato rizzato il palco ferale. + +Avevano preso lingua per via; e non era stato facile ritrovare subito la +dimora del Vicerè delle Indie. Chi conosceva a Valladolid un vicerè +delle Indie? Per fortuna s'erano imbattuti nel servo Geronimo, che li +aveva condotti in una via fuori mano e mezzo campestre, dove sorgeva una +casa di povera apparenza, quasi una masseria di campagna, con un gran +portone pei carri, un pianterreno cieco, un piano superiore di poche +finestre non grandi, nè tutte in fila, e un secondo, che prendeva luce +più scarsa da quattro o cinque finestrini sotto i rozzi modiglioni del +tetto. In quella casa era andato ad ospizio il vicerè delle Indie, +presso un marinaio, Gil Garcìa, che, avendo riconosciuto il suo +Almirante, non aveva voluto lasciargli cercare alloggio più oltre. + +--Forse lo trovereste migliore;--aveva detto il buon Garcìa;--ma +stancandovi nella ricerca. E pensate, mio signore, che se la casa è +povera, neanche a Valladolid son ricchi i cuori di chi possiede i +palazzi. + +--Gil Garcìa, tutto il mondo è paese;--aveva risposto l'Almirante.--E +Valladolid è una gran capitale, se ha la tua casa per reggia.-- + +La fatica del viaggio non aveva troppo stancato il signor Almirante; e +il capitano Fiesco, entrandogli in camera, lo ritrovò seduto sul letto +in una di quelle alcove di cui gli Arabi avevano dato il nome e l'uso +alla Spagna, donde uso e nome passarono poscia all'altre parti di +Europa. Come già parecchi giorni innanzi, l'infermo si rianimò alla +vista dell'amico; e non sentì più i suoi dolori, udendo le nuove del +colloquio che questi aveva avuto con la marchesa di Moya. + +Il Fiesco, naturalmente, non gli riferiva appuntino ogni cosa. Più che +dalla raccomandazione del segreto, si sentiva trattenuto dal timore di +rallegrar troppo il grande sventurato. Voleva, se mai, ragionarne prima +coll'Adelantado, dicendogli delle cose segrete almeno quel tanto che +fosse mestieri, per farne buon uso ad ogni opportunità. Espose in quella +vece all'Almirante come la marchesa di Moya gli fosse amica immutata ed +immutabile; vedendo poi quanta letizia si diffondesse sul volto +dell'ascoltatore, non tacque le confessioni che la nobil Beatrice di +Bovadilla gli aveva fatte così spontaneamente, senza puerile ritegno. +Impacciato si sentiva egli piuttosto a riferire quelle calde parole: ma +per fortuna il viso aveva abbastanza celato nella penombra dell'alcova, +poichè, stando seduto presso la sponda del letto, dava le spalle alla +luce; ond'ebbe più coraggio a dir tutto. + +Don Cristoval appariva trasfigurato da quel tiepido soffio di buona +ventura. Gli si tingevano di vermiglio le gote; gli sfavillavano gli +occhi; un sorriso della sua balda gioventù gli sfiorava la bocca +bellissima. Qual miracolo si operava sotto gli sguardi del buon +messaggero! e qual altro maggiore non si doveva egli aspettare, dagli +sguardi della pietosa amica? + +--Lasciatemi pensare;--disse l'Almirante.--È un'ora ben lieta, questa +che voi mi portate.-- + +E pensò, mentre quell'altro rimaneva silenzioso a contemplarlo; pensò +lungamente, sorridendo ai suoi pensieri, che tramutati in immagini +parevano sprigionarsi dalla sua fronte, sciogliendo il volo tutto +intorno e facendo risplendere come un lembo di cielo l'aria rinchiusa +della malinconica alcova. Dunque ella non l'odiava? L'ombra di quel +morto non aveva offuscata la immagine di don Cristoval nel cuore di +Beatrice? Dunque ella era sempre Bovadilla, la pietosa, la soave +Bovadilla, ogni cui detto, ogni cui gesto, anche imperioso, recava +l'impronta della bontà, perchè lo aveva informato un senso d'amore? Ah, +dolce cosa, e balsamo divino ad ogni angoscia patita! E che orribil +tormento sarebbe la vecchiaia, la turpe, la paurosa vecchiaia, se non +potessimo vivere qualche volta del nostro passato, chiamarlo a rassegna, +goderne col pensiero, anche togliendo alle cose vissute i troppo chiari +e vigorosi contorni? Il vecchio fu giovane; amò, fu amato; e quel +ricordo, che è la sua beatitudine, è ancora la sua gloria. Per +quell'amore egli compì grandi cose, o gentili, memorabili sempre; per +quell'amore si sentì fatto migliore, sorrise alla vita, fu buono alle +creature che gli stavano intorno. E passano davanti agli occhi i lampi +di quelle giornate lontane; e figure da gran tempo obliate trascorrono +in quella luce, animando la scena. La bella donna che si amò tanto +forte, si muove in quel piccolo mondo, gloriosa e serena, sorridente +della sua giovinezza; e par che non guardi, par che non veda nulla +intorno a sè; ma voi sentite l'onda magnetica del suo sguardo, che +giunge a voi, che tutto v'involge, e v'inebria. Ah, lampi maravigliosi! +spiragli divini di un dolce passato! Il quadro luminoso si scolora ad un +tratto, e la visione si spegne; ma può ancora riaccendersi, può ancora +colorirsi; e di quelle fugaci apparizioni si vive. Triste cosa, che, +morti noi, spariscano anch'esse per sempre, nè possa più altri goderne! +Attimo di eternità che dilegua; ciò che fu, ritorna nella notte delle +cose che non furono mai. Perciò qualche volta la visione lascia un senso +di dolore nell'anima. L'amaro è nel dolce; e fors'anche ha mestieri di +quel senso d'amaro, per aver vita, e coscienza di sè stesso, il piacere. + +Anche il capitano Fiesco pensava. Come sono maravigliosi questi vecchi, +che serbano ancora tanta gioventù dentro l'anima! Ed ancora, che +altezza di sentire in quest'uomo! Non fa egli ricordare i bei versi di +Dante? "E se il mondo sapesse il cor ch'egli ebbe, mendicando la vita a +frusto a frusto, assai lo loda, e più lo loderebbe". Amato dalla più +bella creatura del reame di Castiglia, ha rinunziato a quell'amore, che +poteva essere il suo premio, ben superiore a tutte le fortune, a tutte +le dignità della terra. Virtù, certamente; virtù, che dobbiamo coltivare +in noi, come un fiore divino! Ma questa virtù non è dato condurla oltre +i confini della umana natura; ed egli non si salvò dalla forza +indomabile della passione se non colla fuga. Avrebbe un certo Damiano +saputo fare altrettanto, ai tempi suoi, _consule Planco_? È vero che +Damiano non era un santo; non n'ha mai avuta la stoffa, con tanti +cardinali e un paio di papi in famiglia! + +L'Almirante ruppe finalmente il silenzio, e insieme con le meditazioni +sue cessarono quelle un po' meno alte del suo reduce amico. + +--La marchesa verrà, mi avete detto? + +--Sì, messere, e presto. Ma silenzio, per carità; non si deve sapere +prima del fatto; non si deve averne sospetto. + +--E parlerà essa a Ferdinando?-- + +Qui il capitano Fiesco si ritrovò un pochettino impacciato a rispondere. + +--Eh, lo immagino;--balbettò.--Vissuta tanto tempo a Corte, non passerà +dov'è la Corte senza rimetterci piede. + +--E perchè non è venuta con voi? + +--Che so io? che debbo dirvi, messere?--rispose il Fiesco, più +impacciato che mai.--Mi ha parlato vagamente di certe cose, che la +trattenevano ancora. Hanno sempre tanti impicci, le donne! e non tutte, +per cavarsi d'impicci, hanno l'arte e gli abiti del mozzo Bonito. Credo +ancora che avesse da sbrigare un negozio più grave. Ma neppur questo mi +ha detto, quantunque non fosse un segreto, poichè mi ha pregato di +lasciarle il frate scudiero. Le servirà di scorta in viaggio;--soggiunse +il capitano, felice di aver trovata una gretola, e scappando da +quella.--A mezza monaca mezzo frate, non vi pare? Badiamo, dico così per +dire; che il mio scudiero è frate, con tutti i tre voti. Ma egli pare +così poco un frate, vivendo sempre fuor di convento! Come le ha, le +dispense? non è il caso che se le pigli da sè? + +--Dovreste saperne voi qualche cosa, che lo conducete pel +mondo;--osservò l'Almirante, sorridendo.--Ma non bisogna credere che +frate Alessandro manchi al precetto dell'obbedienza. Non facciamo +sospetti temerarii, e crediamo che abbia la sua brava licenza in +tasca.-- + +L'Almirante era allegro, e celiava, come ne' suoi giorni più belli. +Un'ondata di buona ventura entrava nella povera casa di Gil Garcìa; +bisognava approfittare del vento; e don Cristoval, che si sentiva +rinfrancato, volle vestirsi. Mentre il marinaio Geronimo lo aiutava in +quella bisogna, il capitano Fiesco scese in cortile a discorrere +coll'Adelantado. Con lui non poteva menare il can per l'aia; anche senza +dir tutto, doveva aprirsi con lui della prossima venuta della marchesa +di Moya, e del tentativo ch'ella si proponeva di fare. Per non mancare +alle promesse sue, bastava non dire che la nuova regina di Castiglia era +aspettata alla coste di Spagna. Restava, e bastava, che l'arrivo ne +fosse sperato, per giustificare il passo di donna Beatrice. Dopo tutto, +anche di quel poco che si lasciava uscir di bocca, il capitano Fiesco +raccomandava il segreto alla conosciuta prudenza dell'amico; il quale a +sua volta ne riconobbe tutta la importanza gelosa. + +--Dicevo bene!--esclamò Bartolomeo Colombo.--Dicevo bene, se la marchesa +di Moya veniva proprio a parlare col re. Non è lei, l'antica dama di +palazzo della mite e generosa Isabella, che potrebbe commuover le +viscere al marito di Germana di Foix. E notate che io avevo già mulinato +il disegno di rivolgermi a questa, per chiedere il suo patrocinio. Sposa +novella, pensavo, avrà potere sul maturo consorte, e potrà usarne a +nostro vantaggio. Ma ho dovuto rinunziarci. La bionda reginetta è qui +come un pesce fuor d'acqua. Già molto è se la tollerano, questi signori +Castigliani, cedendo alle raccomandazioni del virtuoso Ximenes. + +--Il confessore della morta regina!--esclamò il capitano Fiesco. + +--Ma sì; lo vedete, il confessore di quella santa, costretto a +raccomandare la calma, a far mandar giù, come uno zuccherino, quella +profanazione del talamo reale? E non ha aspettato che si raffreddasse la +povera salma, il cattolico re! Appena era passato l'anno, e la nuova +regina passava i Pirenei. Ma che cosa non fa fare la maledetta cupidigia +del regno? Basta,--conchiuse lo sdegnoso Adelantado,--io non ci ho +niente da vedere, nè da spartire: il cardinal di Toledo riconosce il +male, e s'ingegna di ricavarne il bene. Signori miei, dice egli ai +nobili di Castiglia, abbiamo pazienza un po' tutti; pensiamo che +Germana di Foix, la graziosa nipote del re Cristianissimo, ci porta in +dote la rinunzia dei Francesi a tutte le terre che possedevano ancora +nel reame di Napoli. + +--E che Consalvo avrebbe potuto riprendere senza sforzo;--notò il +capitano Fiesco.--Ho anche sentito dire che per quella rinunzia del +Cristianissimo, il Cattolico si obbliga di pagargli in dieci anni +settecentomila ducati d'oro. + +--Vero;--rispose l'Adelantado.--Per contro restano liberi dalla +prigionia i baroni di quel regno, che avevano militato in favore del +Cattolico. E di rimpatto,--soggiunse sarcasticamente,--è levata la +confisca fatta contro coloro che avevano seguitato il partito francese. +Sicchè, vedete, non si sa bene chi più ci guadagni. Questo rimane, per +altro, che il Cattolico deve pagare settecentomila scudi d'oro, farsi +amare da una sposina francese, e tollerare dalla nobiltà castigliana. +Grattacapi non gliene mancano, adunque; ma ci pensi lui. Il guaio per +noi è questo solo, che in tanta confusione n'andiamo di sotto. Perchè, +s'intendano o non s'intendano, contro di noi sono tutti, Castigliani ed +Aragonesi, ben risoluti di non farci giustizia. + +--E il virtuoso Ximenes? + +--C'è la Giunta degli scarichi; così dice egli a chi gliene parla. La +Giunta degli scarichi è il suo grande argomento. L'ha inventata lui, +difatti, per le questioni di Castiglia; e gli pare che sia la man di +Dio. Con questa, egli ha scaricato anche la sua stessa coscienza. +Poveraccio, finalmente! ha tanti carichi sulle spalle, che qualche volta +mi vien voglia di compatirlo. Sapete, mio caro Fiesco, che io non l'ho +con questa gente; l'ho colla nostra cattiva stella, che ci ha condotti +qui, a piatire da vent'anni con un bugiardo, ad inghiottire ogni sorta +di amari bocconi. Il mio grande fratello non vuol che si dica; e per +rispetto a lui sto zitto. Ma qualche volta la pazienza dà di fuori, come +se fosse una pentola. Se si dava retta a me, o con Francia, o con +Inghilterra, sarebbe stato un altro paio di maniche. Ripeto e torno a +dire: poichè il male è fatto e non si muta, venga Giovanna, e sia +l'ultimo tratto di dadi. Di questo, poi, si potrà toccarne +all'Almirante, quando sia il momento. Mi pare che una lettera alla +regina dovrà scriverla anche lui. Per ora non conviene dir nulla. Quella +sua gotta, o artritide che sia (sapete che i medici non sono neanche +d'accordo sull'indole del suo male) può aggravarsi di schianto, con ogni +commozione un po' forte; tanto che io non gli ho neppur detto una cosa, +che ora mi torna a mente. Vedete che smemorato! Ma anch'io ci perdo la +testa, con tanti pensieri. E si tratta appunto di voi. + +--Di me?--chiese il Fiesco. + +--Sì, di voi, che il re Ferdinando ha mandato a cercare. + +--A cercar me? e come sa che io dovessi arrivare? + +--Cioè;--ripigliò l'Adelantado,--maravigliatevi ch'egli sapesse del +vostro arrivo a Segovia; perchè là vi ha mandato a cercare, e non qui. +Due giorni dopo ch'eravate partito per Siviglia, venne da noi il dottor +fisico Villalobos, l'Esculapio di Corte. Che degnazione, non vi pare? +Credevo che fosse stato cortesemente mandato a visitar mio fratello; ma +quello era l'ultimo pensiero del sommo Villalobos. Si contentò di +qualche domanda, e non chiese neanche di vederlo. Mi chiese invece, così +di punto in bianco: è giunto da voi altri il signor conte di Lavagna? +Sì, gli risposi, non avendo ragione di nasconder la cosa, nè parendomi +savio negarla. Sua Altezza, ripigliò, lo vedrebbe molto volentieri; +rammenta sempre di averlo ricevuto due anni fa, al suo ritorno dalla +Giamaica; è un amabile cavaliere, e Sua Altezza, che ama molto +gl'Italiani, sarà felice di riceverlo. Risposi, naturalmente, di non +poter fare così presto l'ambasciata; voi esser venuto in Ispagna per +vostre ragioni d'interesse, e solo per l'amicizia vostra col signor +Almirante aver mandata innanzi agli affari una visita a Segovia, ma +subito esser partito per Cadice, che ne sapevo io? per Granata, o per +Malaga, avendo da incontrare certi mercatanti e banchieri del vostro +paese. Infine, alla bell'e meglio ho cucite insieme le mie quattro +bugie, come un altro Ferdinando; con questa differenza, che le mie erano +molto innocenti, sicuramente meno gravi delle sue. Ho soggiunto, +s'intende, poichè n'ero richiesto, e non volevo apparire bugiardo poi, +che sareste tornato ancora, dopo sbrigate le vostre faccende, a prendere +i comandi dal vostro veneratissimo capo, e che in tale incontro vi avrei +avvertito del desiderio di Sua Altezza, tanto onorevole per voi, tanto +caro, tanto lusinghiero, e chi più n'ha ne metta.-- + +Il conte Fiesco cascava dalle nuvole: cascava, cascava, e non toccava +mai terra. + +--Che diamine vorrà egli da me?--chiese egli, stupito.--Parlarmi +dell'Almirante, mentre lo ha qui sotto la mano? + +--Oh, non credo che si tratti di ciò;--rispose l'Adelantado.--Per quanto +gli piaccia mentire, mostrandosi mondo di colpe, puro come un agnellino, +di nient'altro dolente che delle esorbitanti pretensioni del signor +Almirante Colon, egli non manda di sicuro a cercar la gente a cui +versare nel seno le sue giustificazioni. + +--Allora? + +--Allora, mio caro, voi siete il conte di Lavagna. + +--Così poco, don Bartolomeo, così poco, che quasi non m'avviene di +ricordarmene; e qui, nella gloria del vostro immortale fratello, meno +che mai, ve lo giuro. + +--Ma conte di Lavagna restate. E m'è entrato in testa che il re +Ferdinando, abbandonato da tanti gentiluomini di qui, vada in busca dei +più illustri d'ogni terra. Non siete voi anche nipote di quel Giacomo, +che mezzo secolo fa è stato vicerè di Napoli? Ferdinando li conosce, i +grandi nomi d'Italia; e vi vorrà alla sua corte. + +--Io! starei fresco;--scappò detto al capitano.--Più fresco ch'io non +sia già per l'antico soprannome degli avi;--soggiunse, ridendo al +bisticcio che gli fioriva spontaneo dal labbro. + +--Eppure, chi sa? da cosa nasce cosa.... + +--E il tempo la governa, volevate dire? Ma non è da uomini gravi +almanaccare, quando ci vuol poco a saperne l'intiero. + +--Certo, bisognerà andare; e più presto andrete sarà meglio. Non +volevate già chiedere udienza, tentando di fare, come dicevate, il +vostro giuoco doppio? Ecco che l'occasione vi si presenta; anzi vi è +venuta incontro. + +--Amico,--rispose il capitano Fiesco,--pensavo bene di destreggiarmi a +quel modo, avendo poca sicurezza da una parte e dall'altra. Ora, dopo il +colloquio di Siviglia, mi pareva che il meglio fosse di non far più +nulla qui, aspettando tutto di Fiandra. + +--E neanche a Valladolid sarà male vedere;--ribattè l'Adelantado.--Non +foss'altro, per esser ben certi che non c'è nulla da sperare. Di nulla +infatti vi parlerà, se non gliene entrate voi stesso. Vi vuole a Corte, +credetemi; son volpe vecchia, e gioco che c'indovino. + +--Io poi son volpe giovane;--disse di rimando il capitano Fiesco;--ed ho +buone gambe, per andargli lontano mille miglia. Gioiosa Guardia mi è +troppo cara, e non ci voleva meno di una lettera del signor Almirante, +per trarmene fuori. Ma questi non è un re. + +--E neanche un vicerè, se i re si rimangiano la parola e la +firma;--soggiunse l'Adelantado.--Povero fratello! Io non ho la sua +dottrina, nè vedo in certe cose più in là d'una spanna. Egli pensa +all'onor suo e del suo nome, e combatte. Io, al posto suo, avrei già +mandato tutti e ogni cosa all'inferno. Aver scoperto un mondo nuovo, non +è gloria bastante? Si va magari a piantar cavoli, come fece Diocleziano, +dopo aver governato l'antico. + +--Che non meritava neanche questa scesa di testa;--aggiunse il capitano, +spremendo il sugo di tutta la filosofia che aveva imparata nello Studio +pavese. + +Ma sì; che ubbìa era quella del signor Almirante, di voler essere +ricompensato de' suoi servigi? di voler mantenuti i suoi titoli, i suoi +diritti, i suoi privilegi? Una bella ingratitudine patita esalta l'eroe, +più d'un premio ottenuto. Ma forse egli voleva ben ribadire la +ingratitudine di Ferdinando il Cattolico alla gogna della posterità. Nel +qual caso, bisogna credere ch'egli avesse ragione, più del fratello don +Bartolomeo, del capitano Fiesco e di noi. + +Il capitano era giunto alle coste di Spagna meglio in arnese delle altre +volte. Potè dunque farsi bello di qualche eleganza, tanto da far dire +all'Adelantado: "voi volete, conte Fiesco, dar nell'occhio a Germana di +Foix". Rideva il capitano alla celia, ma rideva stentato, pensando ad +una visita che faceva di mala voglia. Rideva ancora, rideva giallo, +andando la mattina seguente al palazzo reale; rise verde senz'altro, +quando, già sicuro di esser rimandato ad altra ora, magari ad un altro +giorno, si sentì dire dal gentiluomo di camera: + +--Sua Altezza il re vi aspetta, signor conte di Lavagna. Voglia Vostra +Eccellenza passare.-- + +Eccellenza, niente di meno! E infatti, non era egli un conte di Lavagna? +e non aveva titolo di Eccellenza l'illustre Gian Aloise? Bartolomeo +Fiesco non era neanche a Genova, dove la maggiore autorità del cugino +potesse fargli ombra colla sua luce; era in Ispagna, dove la gran luce +dell'eccelso parente poteva benissimo riverberarsi da lontano su lui. +Accettò dunque l'"eccellenza", e passò. + + + + +CAPITOLO XII. + +La Sfinge regale. + + +Ferdinando d'Aragona non era stato in sua gioventù nè bello nè brutto. +Di carnagione più giallo che bianco; larghe le guance ed angusta la +fronte; lungo il naso e breve lo spazio tra il naso e il labbro +superiore; ombreggiato questo da due baffettini tagliati corti sulla +tumida bocca; tondo il mento e piuttosto prominente; gli occhi grossi e +sgusciati, donde aveva un'aria un po' sciocca; queste le note principali +del viso, e non tali da offrirvi una immagine di Apollo. Ma la gioventù, +quando c'era, attenuava i difetti; una folta capigliatura nera, +scendente fin quasi all'arco delle sopracciglia, ne scusava la poca +eleganza; e il giovanotto, finalmente, era re. Gli anni, poi, avevano +mutato l'aspetto di quel re, non in tutto a suo benefizio, per quanta +gravità gli aggiungessero. Spariti i baffi, appariva un tantino più +lungo il naso, e le labbra sporgevano più tumide. Gli occhi avevano +piuttosto acquistato che perso; ma l'acquisto era di due borse nel basso +delle occhiaie, e di certi pendoni sopra le palpebre, che velando quegli +occhi a mezzo non li aggraziavano punto. Portava sempre lunghi i +capelli fino all'altezza delle spalle; ma erano capelli grigi, e non +bene ravviati; nè più dalla fronte scendevano all'arco delle +sopracciglia. Ma a questo guaio rimediava il copricapo, di velluto nero, +mezzo berretta e mezzo corona, che il re Ferdinando, fattosi maturo +negli anni, non si levava mai nel cospetto della gente. La corona +appariva sul davanti del copricapo in tutta la sua maestà; spariva +presso alle tempia, sotto i capi d'una rivolta che correva tutto intorno +alla testiera. Indossava una tunica lunga oltre il ginocchio, anch'essa +di velluto nero, dal cui sparato, trattenuto con lacci di seta, appariva +il bianco della camicia pieghettata. Una giornéa di broccato cremisino, +colle rivolte di vaio, senza maniche, aperta davanti, lasciava vedere il +collare di gran mastro d'Alcántara, scendente sul petto, ma senza +abbondanza di catena. Era modesto, quel re, non amava sfoggiare il suo +grado: mezza corona e mezza berretta; detto questo, non ci sarebbe altro +da aggiungere. + +Ma l'abito non fa il monaco, e Ferdinando d'Aragona sapeva ben +dissimulare il suo orgoglio di re. Lo obbligavano a ciò le stesse +circostanze tra cui esercitava il potere supremo. Era quello il tempo +che le monarchie d'Europa si venivano formando, in mezzo a difficoltà +non poche nè lievi, costretto a destreggiarsi di continuo per girare gli +ostacoli, per evitare i pericoli, per domare la superbia dei grandi +vassalli, per vincere le resistenze dell'alto clero, per procacciarsi il +favore della piccola nobiltà, per amicarsi il popolo, appagandolo con +qualche concessione, maravigliandolo con qualche esempio di giustizia. +I leoni dovevano farsi volpi, secondo l'occasione; i lupi vestirsi da +agnelli, senza rinunziare del tutto alla primitiva natura, e +ripigliandone al buon momento le forme. Così da Ottaviano Augusto a +Carlo Magno si era usato con frutto; e ognuno a suo modo imitava i +grandi esemplari. Fortunati coloro che meglio a proposito sapevano +applicare ai casi particolari le massime generali d'una tirannide intesa +a fortificare una dinastia, e in pari tempo a formare uno stato. + +Quando il conte Fiesco entrò nella sala reale, don Ferdinando andava su +e giù passeggiando, senza rumore, con le sue scarpe di velluto, foderate +anch'esse di vaio. All'entrare del gentiluomo genovese si volse, fece un +bel gesto, atteggiò le grosse labbra ad un sorriso, fermandosi su due +piedi in mezzo alla stanza. + +--Conte,--diss'egli,--bisogna dunque mandarvi a cercare? Si passa in +Castiglia, e non si viene a visitare il re d'Aragona?-- + +Era la sua regola, dopo la morte d'Isabella: aveva ripigliato il suo +titolo di re d'Aragona, e voleva farlo sentire, ripetendolo in ogni +incontro. Ostentazione di modestia, che non ingannava nessuno: ma gli +piaceva di far così; tanto più gli piaceva, in quanto che, se avesse +fatto altrimenti, gliel avrebbero apposto ad ambizione, vedendoci anche +una usurpazione non tollerabile. + +--Vostra Altezza mi perdoni;--rispose il conte, inchinandosi.--Il mio +viaggio in Ispagna era per ragioni di traffico. Un debito di amicizia e +di gratitudine mi aveva consigliato il giro largo a Segovia; ma dovevo +correre a Siviglia per certi negozi, che non volevano indugio più lungo. +_Genuensis, ergo mercator_;--soggiunse egli sorridendo, per modo di +conclusione. + +--Sappiamo, sappiamo;--disse il re, accennando una scranna, ed +invitandolo con gesto benigno a sedergli vicino.--E siete ritornato, e +vi terremo, non è vero? + +--Ahimè, mio signore, altre ragioni mi chiamano a casa. Solo la malattia +del signor Almirante mi tratterrà qualche giorno. Speriamo che non sia +grave tanto, da impensierire chi l'ama.-- + +Il re lasciò cadere a vuoto l'accenno, e diede un altro giro al +discorso. + +--Che novelle ci portate dall'Italia? Sapete che l'amo. + +--Lo so, e da buon cittadino ne debbo esser grato a Vostra Altezza. + +--Nostro zio il re Cristianissimo,--ripigliò Ferdinando,--ha buoni +amici a Genova; ed io non per altro gli porto invidia, se non perchè ne +possiede uno come Gian Aloise, potente signore, ma ancora più gentil +cavaliere. + +--E buon servitore di Vostra Altezza;--soggiunse il conte. + +--Questo non sarà poi così vero come il resto;--replicò +Ferdinando.--Egli non ce ne ha dato fin qui prove bastanti. Ma noi gli +perdoniamo di gran cuore, ben sapendo che non si può servire a due +padroni. Che gente maravigliosa, i Fieschi! Di antica stirpe reale, gran +vassalli dell'Impero, hanno da principio resistito virilmente alla +fortuna di Genova; attratti da lei, son riusciti a dominarla. Tutto ciò +è d'anime eccelse. Le repubbliche non possono prosperare senza gran +signori, che le aiutino di consiglio e di braccio: ma i gran signori, a +lor volta, non possono crescere di potenza, se non col favore dei re. I +Fieschi lo hanno capito. Non contenti d'aver dato tanti cardinali e due +papi alla Chiesa, hanno saputo spendersi ancora in servizio dei maggiori +principi della cristianità. Nostro zio Alfonso d'Aragona ebbe a Napoli +in Giacomo Fiesco un ammirabile vicerè. + +--Bontà di Vostra Altezza lo esalta oltre il merito. + +--No, no, è pretta giustizia. Amo la giustizia, io; non istimo se non +questa. E voi, conte, non vi addormentate già sugli allori degli avi? + +--Io? povero a me! sono un assai piccolo uomo, e porto male un gran +nome. È già molto se come marinaio ho potuto aver la fortuna di servire +la vostra Corona in quattro viaggi di scoperta, sotto l'onorato +comando.... + +--Acquistando un'esperienza preziosa di uomini e di cose;--interruppe il +re, che davvero non voleva sentir finire tutti i salmi in gloria.--Non +bisogna buttarla via, ricordátelo. E se amate la nostra Corona, che +siete venuto a servire non tanto da marinaio, come da gentiluomo +d'arrembata, perchè non tornereste a noi, e per servirci in uffici e +dignità più convenienti al vostro nome? Questa Corona ha pur la sua +gloria; ed anche noi abbiamo operato cose che non saranno giudicate da +poco. Da noi sono stati cacciati i Mori, e restaurati da per tutto gli +altari di Cristo; da noi occupato stabilmente il reame di Napoli. E qui +e laggiù, dove è sempre viva la memoria del vostro nobil parente, anche +voi potrete illustrarvi con leali servigi, scambio di addormentarvi +negli ozi di Capua, o piuttosto, poichè vivete sulla riva del mare, a +sentir cantare le Sirene. + +--Non ha Sirene il mar di Liguria;--notò il capitano Fiesco, tanto per +dir qualche cosa, e accompagnando con un sorriso l'osservazione +discreta. + +--Ma le portate con voi, non è vero?--disse il re, sorridendo a sua +volta.--Certi paggetti, o mozzi che voglian parere.... Non dite di no, +perchè i re sono costretti a sapere ogni cosa. E vi ci ho colto, colla +soffoggiata sotto il mantello!--seguitò, ridendo ancora.--Ma badate, +conte mio; quando si possiede un tesoro, non si porta attorno, nè così +in vista, che tutti lo riconoscano.-- + +Il capitano Fiesco era stato colpito in pieno petto da quella bottata +improvvisa del suo interlocutore; ed anche aveva dovuto faticar molto +dentro di sè, per non dar segno d'averla ricevuta così profonda. +Guardava frattanto il re, cercando di scoprire nel volto di lui +l'intenzione riposta, che lo aveva fatto parlare in quel modo. Il re +sorrideva; forse non mirava ad altro che a fargli sentire come fosse +bene informato. Il migliore, e lì per lì anche l'unico partito da +prendere, era quello di volgere la cosa in celia, accettando la lezione +del regale maestro. + +--Mio buon signore,--diss'egli, annaspando un pochino,--necessità di +viaggio. Le dame sono come gli eserciti, che non si muovono da un luogo +senza una quantità sterminata d'impicci. Ed io, dovendo fare una corsa +di pochi giorni, da marito prudente, o che pensava di essere tale.... + +--Sì, sì, capisco;--disse di rimando il re, non lasciandogli finire la +frase;--ma voi metterete me negli impicci. Dio guardi, se viene a +saperlo il Sant'Uffizio, che non ammette i tramutamenti da sesso a +sesso! + +--Provvederò;--rispose il Fiesco, fremendo.--Non dubiti Vostra Altezza, +provvederò fin d'oggi. + +--Eh, non dico per questo;--si degnò di rispondere il re.--Al mondo ci +siamo per fortuna anche noi, e dove non sia offesa volontaria ai +precetti della nostra santa religione, la nostra autorità passa innanzi +a tutte le altre, e in ogni caso può corregger anche gli effetti di uno +zelo frettoloso. Voglio dire piuttosto che se la contessa del Fiesco ha +da splendere come un bel fiore d'Italia alla Corte di Spagna, non sarà +bene che sia stata veduta prima in maschera, e fuor di stagione. Voglio +avervi, infatti; voglio avervi ad ogni costo. Il giorno che avrò un +conte di Lavagna al mio servizio, mi stimerò forte in arcione come mio +zio il re Cristianissimo.-- + +Al capitano Fiesco ritornava il fiato in corpo. Ma la paura era stata +grossa. E perchè non voleva incominciare allora a tremare, egli che non +si era mai sbigottito di nulla, giurò a sè stesso di non aver più paura, +e di dar passata a tutte le funebri celie di quell'uomo, che sicuramente +voleva pigliarsi spasso di lui. Anche quella ubbía d'averlo a' suoi +servigi, si poteva prenderla per buona moneta? Rispondeva per verità ad +un pronostico dell'Adelantado; ma don Bartolomeo Colombo non era poi un +profeta, e il casuale incontro di due chiacchiere non voleva già dire +che egli, Bartolomeo Fiesco, si dovesse stimare di quel buon legno, +tagliato in luna vecchia, di cui si fanno gli uomini di Stato in tutti i +paesi del mondo civile. + +--Vostra Altezza,--rispose allora,--si fa una troppo buona opinione di +me. Ma io sento la mia pochezza, e, per tradurre una frase di poeta +latino, quanto possano e quanto non possano portar le mie spalle.-- + +Ferdinando stava per ribattere quell'eccesso di modestia; quando l'uscio +si aperse, e il gentiluomo di camera apparve nel vano. + +--Avanti, Noguera;--diss'egli.--Che avete di nuovo? + +--Servizio del re;--rispose il Noguera, inoltrandosi rispettosamente, e +presentando una lettera. + +--Permettete;--disse allora Ferdinando, volgendosi al Fiesco, mentre si +disponeva a rompere il suggello. + +Il capitano Fiesco rispose con un profondo inchino. Ferdinando lesse la +lettera, la rilesse, aggrottando le ciglia; indi ripose il foglio sulla +tavola accanto a cui stava seduto, e disse, congedando il gentiluomo di +camera: + +--Sta bene, provvederemo. Voi dunque,--ripigliò, volgendosi ancora al +Fiesco, appena quell'altro fu uscito dalla stanza,--non volete venire al +servizio d'Aragona? Siete dunque coi miei nemici? + +--Mio signore, perchè mi dite voi ciò?--rispose il Fiesco, +maravigliato.--E perdoni Vostra Altezza, se ardisco interrogare: ma è +così nuovo e così immeritato il rimprovero, che io sento il bisogno di +chiederne il perchè. + +--Il perchè non è difficile a dirsi;--replicò Ferdinando.--Lo sapete, il +proverbio? Chi non è con me vuol esser contro di me. Ho bisogno d'avervi +al mio servizio, e voi ricusate; dunque.... cavatene voi la conseguenza, +signor conte di Lavagna.-- + +Il capitano Fiesco rimase un istante silenzioso, non per cavare la +conseguenza accennata dal re, ma per pesare il pro ed il contro di un +disegno che gli era venuto alla mente. + +--Mio signore,--incominciò egli, dopo quell'istante di pausa,--quando un +gentiluomo prende servizio, non impegna altrimenti la sua libertà che a +certi patti, offerti a lui dal padrone, o da questo accettati. Vostra +Altezza non mi offre patti; potrei osar io di proporne? + +--Osate, ve lo permetto; ve ne faccio preghiera. Non sono io stato +sincero con voi? Voglio un conte di Lavagna, vi ho detto, un conte di +Lavagna, come lo ha il mio buon zio Cristianissimo, e che tutto +s'adoperi per i miei interessi; onorati interessi, che sono pure quelli +di un gran regno. Osate dunque, siate sincero con me, parlate +liberamente. + +--Ebbene, mio signore;--disse il Fiesco animandosi;--perchè io, libero, +e desideroso di quiete nel mio castello di Gioiosa Guardia, mi +acconciassi a prender servizio presso il più nobile fra i re, +bisognerebbe che l'uomo insigne col quale ho lealmente servito, e dal +quale sono stato ricompensato di affetto paterno, non gemesse più oltre, +aspettando una prova del vostro favore. Siate generoso, re Ferdinando, +e pensoso del nome che lascerete nella storia del mondo. Quell'uomo Voi +lo avevate pur creato almirante maggiore dell'Oceano, e vicerè delle +terre ch'egli avrebbe scoperte. Egli ha mantenuti i suoi patti, +scoprendo un mondo per la vostra Corona. Ed era, ed è la onestà, la +probità fatta uomo; e l'hanno ingiustamente accusato. + +--Lo so;--disse il re. + +--Lo hanno calunniato.... + +--Lo so. + +--Nè mai ha pensato a tradire la Spagna, per Portogallo, per Genova, per +Inghilterra, come i suoi accaniti nemici hanno via via perfidiato.... + +--Lo so. + +--Allora, perchè non reintegrarlo nelle sue dignità? + +--Perchè.... perchè.... Voi siete, signor conte, l'uomo dei perchè. Ma +vi ho dato libertà di parlare; e così parlaste sempre, per ogni cosa, +con libertà pari a questa che usate, a favore del vostro Almirante! Il +perchè ve lo voglio dire, con la mia usata sincerità. Non l'ho +reintegrato, perchè fu un errore conferirgli le dignità che accennate. +L'errore non fu commesso da me; fu commesso, sia pure a buon fine, dalla +santa donna che mi fu trent'anni compagna di vita e di regno; ed io non +l'ho mai approvato. Nato di nessuno, il vostro Almirante; e a voi si può +dire, che siete d'una gente le cui origini illustri si perdono nella +notte dei tempi; nato di nessuno, e pieno di pretensioni inaudite! +L'ingegno, l'ardimento.... sì, ammetto queste virtù, che non sono poi +così rare com'egli si crede. Ingegno ed ardimento ne ebbero, a non +citare altri esempi, Vasco di Gama, Alonzo d'Ojeda e Pedro Alvarez +Cabral, tutti vivi e sani, e non come lui orgogliosi. + +--Dell'orgoglio non so;--rispose il Fiesco, a mala pena fu passata la +raffica dell'invettiva regale;--quantunque il mio amico d'Ojeda, l'unico +ch'io conosca dei tre, non ne difetti davvero. Ma debbo anche notare che +i suoi servigi non possono entrare in paragone con quelli di Cristoforo +Colombo. E non possono entrarci nemmeno quegli degli altri. Che han +fatto finalmente costoro? Vasco di Gama ha costeggiato tutta l'Africa +meridionale, dieci anni dopo che Bartolomeo Diaz ne aveva costeggiato un +terzo da ponente fino al capo Tormentoso, settecent'anni dopo che gli +Arabi ne avean costeggiato un altro terzo da Levante, fino al capo +Guardafui, e Dio sa quanto più oltre; cosicchè non si trattava più +d'altro che di collegare i due punti, colmando l'intervallo; e questa +colmata chiamiamola pure scoperta, perchè infine non mancò l'ardimento +al Gama, come al Diaz non era mancato l'ingegno. Che ha fatto Alonzo +d'Ojeda? Era uno dei cavalieri venuti con noi nel secondo viaggio alla +Spagnuola; si è illustrato con atti di valore; scontento di noi, ha +chiesto a Vostra Altezza di poter navigare e scoprire da sè, tornando +laggiù sul medesimo solco di Cristoforo Colombo; e sette anni fa, con +Amerigo Vespucci, usando le carte delineate da Giovanni di Cosa (un +marinaio del nostro primo viaggio, non lo dimentichiamo) toccò la terra +ferma del Mondo nuovo, alla costa di Paria, che Cristoforo Colombo aveva +scoperta un anno prima, niente di meno! Che diremo noi del Cabral? Il +valentuomo ha scoperto sei anni or sono il Brasile, per caso, girando +troppo largo dalle isole di Capo Verde, e sviato ancora dalla tempesta, +con quell'armata che doveva condurre alle Indie orientali. Gente ardita, +a cui fo di berretta; ma ebbero essi l'ingegno divinatore, per muovere +verso l'ignoto e per sfidarne con altrettanta fede i pericoli? + +--Sia;--disse il re, che era stato a sentire pazientemente la lezione +del conte;--il vostro Almirante ha l'ingegno divinatore. Non gli basta? +È la sua gloria; dev'essere la sua contentezza. Dio manda ad ogni tanto +uomini di questa fatta nel mondo, per adempiere un'alta missione. Non +gli basta neppur questo, che è pure il suo premio? Perchè, servito dalla +fortuna oltre ogni speranza sua, vuol egli ancora una rendita che +andrebbe, a conti fatti fin qui, a cento milioni di scudi castigliani? +Perchè vuol essere almirante maggiore, ritenendo un titolo che qui fu +portato soltanto da don Federigo Henriquez, mio nonno materno? Perchè +vuol essere vicerè delle Indie, titolo che richiede gran nobiltà +secolare, mentre non l'hanno ottenuto tante famiglie che nel corso di +dieci generazioni versarono il sangue in cento battaglie? Notate, signor +conte,--soggiunse il re, mettendo il sordino ad una musica che gli +diventava un po' troppo chiassosa,--notate che questi gran signori di +Castiglia e Leone io li amerei più modesti. Sono le braccia che +combattono, i cavalieri d'un reame; i re sono la mente che guida. Ed è +merito di tanti re avere indirizzato ad util meta il lavoro, non +dubitando di reprimere la nativa baldanza del Cid Campeador, e, se +occorresse, quella d'un Consalvo di Cordova. Questi è, per sua virtù +come per nostra fortuna, un suddito leale; ed io dico così per +istabilir chiaramente i diritti e gli uffici provvidenziali dei re. Ma +il vostro Almirante, sia pur leale come voi dite, e com'io non vi nego, +non parrà egualmente sicuro, nè degno delle alte cariche, a tutta la +nobiltà Castigliana. Il re ha cura di molti e cozzanti interessi, che +vuol tutti condurre in porto. Ci pensi, a queste cose, il vostro +Almirante, e mi giudichi. Che più? Dubitando di noi medesimi, non +abbiamo forse istituita una Giunta composta dei più venerandi +ecclesiastici, dei più reputati gentiluomini, la quale veda e +giustifichi fin dove giunga la nostra malleveria, e quella della defunta +regina, per rispetto alle ragioni di tutti? È all'opera il fiore del +reame; sappia egli aspettarne i responsi. + +--È vecchio, mio signore, più vecchio che non porti l'età. I pericoli +incontrati, i travagli sofferti lo hanno ridotto così male! Ed anche la +grave malattia del secondo viaggio, che per sei mesi lo tenne in +pericolo di vita.... + +--E fu il gran guaio;--interruppe Ferdinando;--perchè nella colonia +incominciò lo sgoverno, colla perdita di tanti nobili cavalieri. Il +vostro Almirante è uomo da scoprir terre, avendone l'ingegno divinatore, +come voi dite; non è uomo da governarle, non avendo l'ingegno +amministrativo, come dico io, imitandovi. Ed ha offesi mortalmente i +nostri Castigliani, obbligandoli perfino a lavorare la terra. Ancor +essa, la santa Isabella, non seppe in tutto perdonargli. Disperato di +trovar oro nelle viscere dei monti, non ha egli pensato a vendere come +schiavi i poveri Indiani? Era da uomo religioso, cotesto?-- + +Qui, per quanto buon cavaliere egli fosse, il capitano Fiesco perdette +le staffe senz'altro. + +--No, non era;--rispose;--ed io che c'ero, laggiù, debbo ringraziare +Vostra Altezza della pietà dimostrata per quei poveri Indiani. Ma è più +conforme al sentimento religioso ciò che ha fatto il gran commendatore +d'Alcántara, don Nicola Ovando, distruggendo colà, sterminandovi col +ferro e col fuoco un milione di sudditi? In mano di buoni cristiani, +nell'Andalusia, nella nuova Castiglia e nella vecchia, i naturali della +Spagnuola erano da tenersi come figli; servi, ma da potersi riscattare, +iniziandoli al misteri della nostra santa religione. Quelli che don +Nicola Ovando ha fatti sgozzare, o bruciare, non si riscattano più; non +si ritornano più in vita, per dar loro la consolazione estrema del santo +battesimo.-- + +L'uscio si aperse una seconda volta. Il capitano Fiesco voleva prender +commiato; ma il re lo trattenne. + +--È ancora il conte di Noguera;--diss'egli.--Servizio del re; e si manda +avanti, senza che il colloquio ne soffra.-- + +Così prendeva un altro messaggio dalle mani del gentiluomo di camera, a +cui dava commiato, dopo aver letto e aggrottato ancora le ciglia. Non +dovevano esser piacevoli, quel giorno, le lettere del re Ferdinando. + +--Dicevate....--ripigliò il re, deponendo il foglio, e tornando alla sua +calma, senza smettere del tutto il cipiglio,--dicevate del governatore +di San Domingo, non è vero? Ebbene, sappiate quel che io ne penso. Don +Nicola Ovando è un fervente cristiano. Gliene fa obbligo la religione +di Alcántara, ond'egli è un insigne ornamento. Se ha usato severità +contro gl'Indiani, bisogna dire ch'ella fosse necessaria, per la +salvezza della colonia. E ancora non n'è venuto intieramente a capo, se +son veri i ragguagli che mi giungono di laggiù, perchè molte fila di una +vasta congiura gli sono sfuggite pur troppo. Qua dentro, +vedete?--soggiunse Ferdinando, battendo della palma sopra un fascio di +carte che aveva vicine sull'orlo della tavola;--c'è un cumulo di +sospetti, che potrebbero diventar prove, e prove terribili contro chi ha +tentato ingannare la bontà di un governatore pietoso.-- + +Il capitano Fiesco fremette, e si sentì correre un sudor freddo alle +tempia. Ma non voleva aver paura; lo aveva giurato a sè stesso. Perciò +fece buon viso ad un discorso ambiguo, che poteva esser minaccia e non +essere. + +--L'autorità sua non è rispettata abbastanza;--proseguiva il re.--Vuol +essere stabilita ad ogni costo, per la sicurezza della colonia, come per +l'onore della Corona. E frattanto il vostro Almirante pretende da noi +che don Nicola Ovando sia richiamato! + +--Non lo aveva chiesto anche la santa regina, innanzi di andare alla +gloria? + +--Sì;--rispose Ferdinando, non senza torcer la bocca.--Ed anche di ciò +si occuperà la Giunta degli Scarichi. Se la cosa è giusta, si farà. Ma +anche in questo caso ella vorrà dar prova di considerare anzi tutto +l'onore della Corona e l'utilità della disgraziata colonia. + +--Mio signore,--rispose il capitano Fiesco con aria contrita,--io non ho +da metter bocca su ciò che riguarda così alti interessi. E non avrei +parlato, correndo il risico di dispiacere a Vostra Altezza, se non ne +avessi avuto licenza, e quasi un comando. + +--Nè io mi dolgo di voi;--disse il re.--Amo parlar chiaro, che si veda +bene l'animo mio. Volete venire al nostro servizio? + +--A quel patto, mio signore: sia resa giustizia al signor Almirante.-- + +Ferdinando non istette alle mosse, e violento rispose: + +--Giustizia!... giustizia!... Liberamente ne parlate voi, signor conte +di Lavagna. E se io vi dicessi che ne ho sete? Se vi dicessi: aiutatemi +a farla? Ci sono dei fuggiti di là, degli scomparsi, che avrebbero +meritata la forca; e voi che siete stato là, non potreste dar luce? voi +che avete corsa tutta l'isola, e che la conoscete a palmo a palmo? +Eppure,--disse il re, chetando ad un tratto la furia,--non questo io +domando a voi; non in questo voglio usare il vostro ingegno, la vostra +accortezza, il vostro coraggio. Mi sarebbe caro convincervi della purità +delle mie intenzioni, come della bontà del mio cuore. Voi prima di +tutti, guardate; prima degli stessi Castigliani, che non mi sanno render +giustizia. Non tutto io posso fare, pur troppo; ma dove posso, non mi +trattengo dal fare. E veglio, veglio, perchè qui si lavora +maledettamente a guastare ciò che vi è stato fatto, e fatto da me; +voglio dire questa bella unione di Castiglia e d'Aragona, ond'era già +balzata fuori la Spagna, armata, gloriosa e vincente. A questo, che non +è più un sogno, Castiglia cieca si ribella; vuole un re tutto suo, un re +che non conosce, una regina che, poveretta, non ha intiera la sua +ragione; e ricusa colui che l'ha resa grande, facendo ancora qualche +sacrifizio per lei. Non era d'Aragona il reame di Napoli? E non siamo +stati noi che l'abbiamo dato alla Spagna? Eccovi una generosità assai +male ricompensata. Congiure su congiure; si resiste, si minaccia, si +aspetta chi rimandi noi in Aragona, contro la fede di recenti trattati. +Ci andremo, se la forza e la follìa prevarranno sulla ragione e sul buon +diritto; ci andremo, ed allora.... Dio abbia pietà della Spagna.-- + +Il capitano Fiesco era stato a sentire a capo chino, qua e là tremando +un pochino in cuor suo, ad onta del fermo proposito, ma poi vedendo +girare da un altro lato la bufera. + +--Mio signore,--diss'egli finalmente,--io straniero non ho da veder +nulla in queste faccende.... + +--Eh, non so, veramente;--interruppe Ferdinando.--Voi vedete in troppe +cose; effetto del viaggiar molto che fate. Vi ho detto l'animo mio, +signor viaggiatore. La sincerità è virtù mia, della quale mi vanto. +Pensate bene a quanto vi ho detto; poi, quando avrete pensato, verrete a +dirmi il frutto delle vostre meditazioni.-- + +Il capitano Fiesco s'inchinò profondamente, ben risoluto di non meditar +nulla di nulla. + +--Prendo congedo da Vostra Altezza con la morte nell'anima;--diss'egli, +anticipando nella frase malinconica la notizia della sua risoluzione. + +--Starà in voi di mostrarvi degno della nostra grazia, e di tornare da +morte a vita;--rispose ironico il re d'Aragona.--Amico vi voglio, e non +collegato ai miei nemici. + +--Io? Può credere Vostra Altezza?... + +--Che ne so io? Rammentate il proverbio: chi non è con me, vuol esser +contro di me. Andate ora, e Nostro Signore v'abbia nella sua santa +guardia.-- + +Così dicendo, il re Ferdinando fece un gesto che parve dare al capitano +Fiesco la sua benedizione. L'udienza era finita. Lunga assai; ma in quel +punto, tanto n'era rimasto turbato, il capitano Fiesco l'avrebbe +desiderata più lunga e più chiara; rinunziando magari alla benedizione +di quel re, che non era passato mai per uno stinco di santo. + + + + +CAPITOLO XIII. + +Si viene a mezza spada. + + +Uscì dal palazzo coll'anima in trambusto. Bene si era proposto d'esser +forte e di non sentir paura di nulla: ma troppe parole oscure aveva +proferite il re; troppe allusioni mal velate aveva fatte a certi casi di +San Domingo. Sapeva egli della sparizione improvvisa di don Garcìa dalla +capitale di Haiti? Di quella, certamente; ed anche della via che +quell'altro aveva presa, dello scampo e del rifugio che aveva trovato. +Perchè, se non fosse stato così, avrebbe il re Ferdinando detto a lui, +capitano Fiesco: potrei chiedervi di aiutarci? Era venuta, sì, qualche +frase, ad attenuare, a smorzare il pensiero; ma tardi, quando il colpo +era stato dato, e sentito. Ora, se la partenza di don Garcìa, che era +pur libero di andarsene, era stata annunziata da San Domingo al re +d'Aragona come una fuga, bisognava supporre che il governatore di San +Domingo fosse entrato in sospetto del come e del perchè l'esecutore di +giustizia della sua giurisdizione si fosse annoiato del servizio, tanto +da chiedere il suo licenziamento sui due piedi. A giustificare questo +ragionamento non si poteva anche ricordar l'allusione, che il re aveva +fatta prima d'ogni altra, al vero sesso del mozzo Bonito? Perchè quella +finta paura d'un innocente artifizio di viaggiatori, che non era poi una +novità in quel paese e a quel tempo? Proprio a lui forestiero, venuto +colla fretta del giungere e col proposito di tornarsene via, si poteva +far colpa d'un travestimento muliebre, giustificato abbastanza dalla +rapidità del viaggio e dalla opportunità di qualche precauzione +stradale? + +Non aveva fatto bene, lo riconosceva benissimo allora, a contentare il +desiderio di Juana, portandola in Ispagna con sè. Quando si è fuori d'un +pericolo, non ci si torna, per quanta sicurezza se n'abbia. Sapeva +tutto, il re? o solamente una parte del vero? A buon conto, Juana +avrebbe súbito riprese le vesti femminili; e per ogni buon fine, a +cavallo quel medesimo giorno, verso la Sierra di Guadarrama, sulla via +di Catalogna, studiando anche i passi più brevi. Poteva essere una +caccia; ed egli, tra sè ed i segugi reali, voleva mettere almeno +ventiquattr'ore di spazio. Pensate, aveva detto il re, mi porterete poi +il frutto delle vostre meditazioni. Quel poi gli offriva appunto un +giorno di tempo. Lo avrebbe guadagnato; corressero pure sulle sue tracce +alguazili ed arcieri. Condotta la sua donna a Barcellona ed al largo, +sarebbe magari tornato a Valladolid: quanto a sè, non aveva timore di +nulla. + +Anche per lui c'era la nuvoletta nell'aria. Non gli aveva lasciato +intendere il re di sospettarlo troppo legato ai suoi nemici? Certo, il +viaggio di Siviglia poteva dare argomento a sospetti. Ma quel viaggio si +poteva anche spiegare. Egli era andato laggiù per vedere una dama, e le +ragioni del cercato colloquio erano tutte confessabili. Non era già +andato a cospirar con nessuno! Della cospirazione, a dir vero, aveva +vedute le tracce; anch'egli, per giovare al signor Almirante, non faceva +troppo assegnamento sull'arrivo della regina Giovanna, che era il fine +di tutte le cospirazioni castigliane? Ma qui, poi, egli non era +obbligato a dir tutto. Restava soltanto ch'egli aveva chiesto aiuto a +donna Beatrice Bovadilla per Cristoforo Colombo, suo vecchio amico; e +non altro aveva dovuto cercare. L'altro era un negozio di Spagnuoli; non +ci doveva entrar egli, straniero alla terra ed alle contese dei suoi +cittadini. Così, come straniero, andava e tornava, per assistere il +signor Almirante; andava a Barcellona, ritornava a Valladolid; che c'era +egli di male? + +Sì, sì; via di galoppo, quel medesimo giorno. Come spiegar la cosa al +signor Almirante? In ciò si sarebbe consigliato con l'Adelantado, mentre +si sellavano i cavalli. Fortuna, aver trattenuta una parte della sua +gente con sè. Gli mancava il frate scudiero, il suo braccio destro; gran +guaio, perchè il frate scudiero era Spagnuolo, e Catalano per l'appunto; +sarebbe stato utilissimo nel passare per le terre di Catalogna. Ma +pazienza; gli restavano quattr'uomini risoluti e fedeli; sarebbe giunto +a Barcellona, anche ammazzando qualche cavallo. Ah, galoppare, divorare +la strada, aver l'ali ai piedi, come Mercurio! e il re lo aspettasse +pure, col frutto delle sue meditazioni. Oh, la mia buona stella! diceva +egli tra sè. La mia buona stella! ripeteva, per farsi coraggio con una +frase di buon augurio. E andava svelto, facendo i passi lunghi, non +badando a nulla, non vedendo nessuno. + +Ma le vie di Valladolid non erano tutte larghe ad un modo: abbondavano +anzi le strette. Ad un crocicchio gli fu mestieri rallentare il passo, +per una gran calca di gente. Perchè tutta quella gente affollata? Non +era in verità da cercare il perchè. Chi ha fretta non si ferma a +domandar le ragioni per cui una calca si ferma, intorno ad un piccolo +accidente di strada; specie in quartieri abitati dal popolino, così +facile a commuoversi per cose da nulla. Chi ha fretta cerca di passare +per quella calca, si fa piccino e sottile, va di fianco, lavora di +gomiti, insinuandosi destramente per ogni vano che trovi. Così egli, +mentre intorno a lui era un cicaleccio confuso.--Poverino! perchè l'han +preso?--Così bello! faceva pietà, coi suoi grandi occhi lagrimosi.--Che! +non piangeva; solo era un poco stravolto.--Sfido io; nelle unghie degli +arcieri!--Che cosa avrà fatto? rubato?--A quell'età, cose da +nulla.--Vestito da marinaio; non era dunque della città.--Poverino! e la +sua mamma, se l'ha!-- + +Un brivido era corso per l'ossa al capitano Fiesco. Voleva tornare +indietro, per domandare. Chi mai, nelle unghie degli arcieri? e giovane, +e bello, e vestito da marinaio? Ma si ricordò che non doveva aver paura. +E non sarebbe stata esagerazione di paura, tornare indietro per un +ragazzo arrestato? Ma corse più rapido avanti, sempre più lontano da +quella moltitudine. Era là, finalmente, la strada dove abitava il signor +Almirante; era là, si apriva davanti a lui, quieta, luminosa, sotto il +cielo sereno. Passava un carro, tirato da un mulo alto e solenne, che +agitava ad ogni passo una ventina di sonagli; e il carrettiere, che +veniva innanzi, di costa alla ruota, canterellava in cadenza, facendo ad +ogni tanto schioccar la sua frusta per chiasso. La scena era gaia, +tranquilla, innocente; respirava una pace d'idilio siracusano. Ed anche +la casa era là, lunga, alta, e polverosa, ma neppur brutta in quell'ora +meridiana: la coglieva il sole di sbieco, e larghe chiazze di mattoni +rosseggiavano al sole, per mezzo a frequenti sfaldature d'intonaco. +Quella casa pareva sorridere, aspettandolo; ond'egli si sentì liberato +da una grave oppressura. Che sciocco era stato! e come tutto fa paura, +quando si ha l'anima agitata! Infilò il portone, ascese rapidamente due +braccia di scala. Ah, finalmente, era in porto. + +Nell'anticamera trovò l'Adelantado, grave, accigliato, silenzioso. Ma +era sempre così, quel benedetto uomo; non rideva se non in mezzo al +pericolo. + +--Come va l'Almirante?--gli chiese il capitano Fiesco. + +--Eh, si è voluto alzare;--rispose quell'altro. + +--Tutti bene?--ripigliò il capitano, a cui quella risposta non poteva +bastare. + +--Bene!... Amico mio, forse sapete?... + +--Che cosa?--gridò il capitano.--Ah, sarebbe vero?...-- + +E cadde, così dicendo, sopra una scranna. + +--Animo! animo!--gli disse l'Adelantado, con più tenerezza nella voce, +che non avesse mai dimostrata. + +--Animo! animo!--ripetè macchinalmente il Fiesco.--Ne ho. Voglio +sapere.... voglio sapere.... Erano venuti gli arcieri?... o i famigli +del Sant'Uffizio?... + +--No, grazie a Dio, solo quelli del re. Ma è sempre una infamia! Un tale +affronto all'Almirante! al vicerè delle Indie! Non ha dunque più +vergogna, quel tristo?-- + +In quel mentre appariva dall'uscio della sua camera il signor Almirante; +alto di tutta la rilevata persona, che oramai, nell'impeto dello sdegno, +non sentiva neanche più i suoi dolori aggranchirgli le membra; gli occhi +sfolgoranti, come nei momenti più gravi della sua vita, in mezzo alle +battaglie d'arrembata, o tra le marinaresche ribelli. + +--Questa ancora, capitano Fiesco!--gridò egli, avanzandosi.--Questa +ancora, per colpirmi nel mezzo del cuore! Male lo stimai volpe; è una +tigre, quel re. + +--Ma per qual ragione, Dio santo?--domandava il Fiesco, torcendo +convulsamente le mani, impossenti a sbranare un lontano e troppo alto +nemico.--Con quale pretesto? + +--Con questo,--rispose l'Adelantado;--che il mozzo Bonito era una donna; +che si doveva sapere chi fosse, e perchè si nascondesse così. Abbiamo +risposto, non dubitate; abbiamo risposto che prendevano abbaglio; che si +trattava d'una gentildonna straniera, non soggetta alle leggi di Spagna, +e che non aveva da fare con la giustizia di questo paese. Ancora abbiamo +detto il suo nome, ma inutilmente. Il signor governatore vedrà, il +signor governatore giudicherà, rispondeva l'alguazil, ch'era venuto +cogli arcieri; se c'è errore sarà facilmente rimediato, e il mozzo +Bonito, o contessa del Fiesco che voglia essere, ritornerà a casa, senza +che gli sia torto un capello. L'Almirante s'intromise; voleva star egli +mallevadore; domandava un indugio, finchè non si appurasse ogni cosa; +credeva di averne il diritto, essendo egli il padrone di casa, e tal +uomo da non essere sospettato di poca reverenza alle leggi. Inutile! +tutto fu inutile; ed han fatto a modo loro, conducendo la contessa al +palazzo di giustizia. + +--Legata! + +--Eh, sì, legata;--rispose l'Adelantado, fremendo.--Erano in dieci, ed +avevano paura che fuggisse. Noi vi aspettavamo, per muoverci, per far +qualche cosa. L'Almirante vuol andar egli dal re. + +--Ne vengo io;--ruggì il capitano Fiesco;--e non credo che gioverebbe. +L'ha con me, il re Ferdinando. Come ciò sia, è inutile il dire; nè si +potrebbe in poche parole. La contessa è un ostaggio ch'egli ha preso, +mentre io ero in udienza da lui. Servirlo! servirlo io? E in che cosa? +in qualche losca impresa, sicuramente. Non si prenderebbero ostaggi, se +la cosa fosse diversa. Venite, don Bartolomeo, accompagnatemi, che temo +di non arrivare dal re, di stramazzar per la strada.-- + +L'Almirante si avanzò, e gli pose amorevolmente le mani sugli ómeri. + +--Coraggio, mio figlio!--gli disse.--E perdonatemi!--È avvenuto per +colpa mia, tutto ciò. Porto sfortuna a chi mi vuol bene. + +--Oh, non dite, mio signore, non dite!--gridò il Fiesco, +intenerito.--Era il destino. Ma io mi ucciderò, se non la salvo. + +--Un delitto! Non lo pensate neanche. + +--Eh, io non sono un santo. Senza di lei, meglio l'inferno! E non l'ho +io già dentro l'anima?-- + +Scese a precipizio la scala; e don Bartolomeo Colombo lo seguiva. Giunto +a palazzo, chiese di entrare dal re. Non si poteva; impedivano il passo +i soldati; ricusava, chiamato al rumore, il gentiluomo di camera. + +--Mio buon signor Noguera!--gridava il capitano Fiesco.--Non siate così +duro con me. Vogliate annunziarmi a Sua Altezza. Se non può ricevermi +subito, aspetterò. Sapete pure, signor conte; ho avuto udienza +quest'oggi, non sono ancora due ore passate; e lunga udienza, vi +ricordate? + +--Appunto per ciò, non potrebbe parere bastante?--notò il conte di +Noguera.--Ci sono altri che hanno diritto. Del resto, son +gentiluomo;--soggiunse egli, accostandosi, e traendo il conte Fiesco in +disparte,--non voglio ingannare nessuno. Per quanto vi lasciassi star +qui ad aspettare, oggi Sua Altezza non vi riceverebbe. + +--E perchè, di grazia? perchè? + +--Non sono visibile, mi ha detto, se non per duchi e marchesi di +Castiglia e d'Aragona, per il razionale di Castiglia e per l'arcivescovo +di Toledo. Son queste,--soggiunse il Noguera,--le precise parole del re. +Voi siete escluso. Se non foste escluso, Sua Altezza, ricordando il suo +recente colloquio con voi, avrebbe aggiunto: e il signor conte di +Lavagna. Non l'ha aggiunto; ed io, con tutto il dispiacere che una +necessità come questa mi potrebbe cagionare, sarei costretto a +rimandarvi fuori. Vi prego, conte, non mi obbligate ad esser severo con +un gentiluomo come voi siete.-- + +Parlava da onest'uomo, il Noguera. Ma il capitano Fiesco non riusciva a +padroneggiarsi. + +--V'intendo;--diss'egli, convulso;--v'intendo, e vi ringrazio. Ma +vedete, si commette una prepotenza, una ingiustizia, una iniquità, che +grida vendetta al cielo. Mia moglie, arrestata come una donna perduta; +la contessa del Fiesco, una straniera, in Castiglia, in terra di +cavalieri! e per ordine del governatore, che è come dire per ordine del +re, tratta a forza di casa, legata, in mezzo ad un drappello +d'arcieri!... + +--La cosa è grave, e merita riflessione, in terra di cavalieri;--disse +il conte di Noguera, aggrottando le ciglia.--Forse si tratta di un +equivoco, e ci s'aggiunge un abuso della forza, che va represso e +castigato. Nè credo, come voi fate, che ci sia stato ordine del re. +Comunque, io vi consiglio, per venirne in chiaro, di recarvi da chi può +tutto in queste faccende, e correggere gli errori dei subalterni, o i +suoi proprii, se n'ha commessi, e consigliar clemenza al re, se si +tratta d'un ordine del re. Andate dall'arcivescovo di Toledo. Egli è ora +in udienza da Sua Altezza; ma non vorrà star molto ad uscire. + +--Non posso aspettarlo qui? + +--No, egli non passa di qui. Andate al palazzo di giustizia, dov'egli +risiede, e dove non tarderà a ritornare. Ma vi prego, non dite che v'ho +consigliato io. Qui, a dar consigli, si giocherebbe la carica. Siete un +gentiluomo, ed amo rendervi servizio, nella misura del poter mio; che +non è grande, pur troppo. + +--Anche l'arcivescovo di Siviglia è qui?--entrò a domandare +l'Adelantado. + +--Sì; come sapete, non è ancora andato ad occupare la sede. + +--Bene,--concluse l'Adelantado, volgendosi al Fiesco.--Mentre s'aspetta +che Toledo ritorni al palazzo di giustizia, possiamo andare da Siviglia, +che si degni di darci una mano. + +--La mano di Siviglia è potente;--disse il Noguera, sorridendo.--E potrà +certamente aiutarvi.-- + +Siviglia, da cui andarono subito, trovandolo nel convento di San +Domenico, era Diego di Deza; bel monaco, dall'aspetto grave, e dal +labbro pieno di bontà. Amava Cristoforo Colombo, e nel consiglio di +Salamanca era stato l'unico suo sostenitore, dispiacendo molto al +vescovo Talavera, e voltando a favore del grande navigator Genovese +l'animo buono dell'arcivescovo Mendoza. Dalla dottrina del Deza, anche +rimasta allora perdente, erano stati salvati per migliore occasione i +disegni di Cristoforo Colombo. E questi ne aveva serbato in cuore una +viva riconoscenza al sapiente domenicano; e il domenicano, dal canto +suo, sentendosi legato da quel buon ricordo al trionfo della mirabile +impresa che aveva preconizzata, ricambiava di vivissimo affetto il +signor Almirante, considerando amici quanti venissero in nome di lui. + +Accolse egli a festa don Bartolomeo Colombo e il capitano Fiesco: udì la +ragione della loro venuta, ascoltò attentamente il racconto che gli +facevano, battè un pochino le labbra, e poi disse al Fiesco: + +--L'arcivescovo di Toledo è un uomo virtuoso; fidate in lui, signor +conte. + +--Le parole di Vostra Eccellenza mi rassicurano;--rispose il +Fiesco.--Ma, se io ho ben veduto, un certo moto delle vostre labbra mi +dovrebbe tenere in pensiero.-- + +Sorrise il domenicano, e ripigliò placidamente: + +--Non vi maravigliate di un moto involontario, essendo un mal vezzo dei +nostri poveri nervi. Ma con voi, degni gentiluomini, si può fare a +fidanza. Il Ximenes è la virtù in persona: solamente è un po' debole, +innanzi a certi voleri, che potrebbero forse trovarlo più risoluto. Ma, +ripeto, è un sant'uomo; quello ch'egli dirà di fare, certamente farà. Ad +ogni modo, e senza saper nulla del vostro bisogno, vi presenterò io, vi +raccomanderò io a Sua Eccellenza. Siete contento?-- + +Il capitano Fiesco s'inchinò, ringraziandolo; e l'arcivescovo di +Siviglia si degnò di presentarlo egli stesso al primate della chiesa di +Spagna. + +Francesco di Cisneros Ximenes, arcivescovo di Toledo, succeduto in +quell'alta dignità al buon cardinale Mendoza, doveva ancora aspettare un +anno il cappello cardinalizio, che ottenne poscia da Giulio II. Per +intanto, come primate della chiesa di Spagna, e già stato confessore +della regina Isabella, il degno prelato, famoso per eccellenza di +dottrina e per santità di vita, reggeva l'amministrazione politica del +reame di Castiglia. Modesto nell'alta carica, indossava sempre il suo +vecchio abito di frate francescano sotto le insegne pontificali: a +Toledo viveva in una povera cella, contigua al palazzo arcivescovile; e +per allora a Valladolid, seguendo la Corte, non aveva voluto alloggiare +nel palazzo regale, troppo fastoso per lui, contentandosi d'un +quartierino nel palazzo di giustizia. + +E nessuno diceva che quella sua rinunzia ad ogni fasto fosse +ostentazione di modestia. Il Ximenes era stato sempre così. Vagheggiava +alti disegni, di cui Ferdinando rideva; ma quel sant'uomo lo serviva ad +ogni modo, per grande amore che portava alla gloria di Spagna. Di questa +sua indole generosa diè prova in tre occasioni solenni: la prima, +dichiarandosi apertamente per Ferdinando, quando Filippo d'Austria morì, +e della vedova Giovanna non si poteva sperare che con pienezza +d'intelletto e fermezza di mano tenesse le redini del governo: la +seconda, facendo e guidando egli stesso la fortunata impresa di Orano e +di Algeri, che fece strabiliare l'incredulo monarca, tanto ingrato e +sconoscente da scrivere al Navarro, comandante militare della +spedizione: "impedite al brav'uomo di tornare troppo presto in Ispagna; +bisogna lasciargli consumare, quanto più si potrà, la persona e il +denaro". La terza prova, e forse la più solenne, fu data dal Ximenes, +quando dalle Cortes riluttanti fece eleggere in fretta re di Castiglia +il poco amato e niente desiderato Carlo V, che doveva far ministro +invece di lui il fiammingo Adriano d'Utrecht, che poi fu papa col nome +di Adriano VI; ed egli, il virtuoso Ximenes, pur di giovare alla Spagna, +si rassegnò lietamente al secondo posto, bastando a tutte le gravi cure +del governo, che con tanta accortezza aveva sostenute nel primo. + +Bontà non è mai troppa; e procede, se mai, da molta virtù. Ma non sempre +i Castigliani potevano menar buona tanta virtù al loro concittadino, e +ne accusavano più volentieri la debolezza; specie allora, che, viva +Giovanna e non pazza ancora agli occhi di tutti, vivo il suo bel Filippo +d'Austria, e desideroso di regnare con lei in Castiglia, il Ximenes si +mostrava troppo docile ministro dell'Aragonese, e lui desiderando +reggente, lavorava con ogni poter suo ad amicargli la riottosa nobiltà +Castigliana. Ferdinando possedeva certamente molte qualità necessarie al +regnante, specie di quei tempi; tanto che meritò le lodi del Segretario +Fiorentino. Ma le guastava tutte col difetto di probità; era ingrato, +bugiardo e mancator di parola: non contava nulla i suoi impegni, quando +trovasse il suo tornaconto a violarli. E così poco si vergognava della +sua perfidia, che se ne faceva bello quante volte gli riuscisse a bene. +Udito un giorno che Luigi XII si doleva d'esserne stato ingannato una +volta, "quell'ubbriacone ha mentito" diss'egli, "perchè l'ho ingannato +tre volte". E un principe italiano diceva di lui: "prima di far capitale +de' suoi giuramenti, vorrei sentirlo giurare per un Dio, nel quale egli +credesse". + +Ferdinando il Cattolico è qui giudicato: non ci maravigliamo dunque che +non lo amasse l'arcivescovo di Siviglia, e che, per effetto della troppa +sua condiscendenza al re d'Aragona, tacciasse di debolezza il virtuoso +arcivescovo di Toledo. + +Il quale, nella sua stanzetta modesta del palazzo di giustizia, accolse +amorevolmente il suo minor collega di Siviglia: ma, come seppe chi +fosse il suo compagno di visita, fece la cera un po' brusca. + +--Lo raccomando a Vostra Eccellenza;--diceva il Deza,--quantunque non +sappia bene quel che gli occorra. A me è grandemente raccomandato dal +signor Adelantado, fratello del nostro glorioso Almirante maggiore, che +Iddio guardi, e Sua Altezza il re tenga caro com'egli si merita.-- + +Il Ximenes stette a sentire con molta rassegnazione il fervorino per +Cristoforo Colombo, che con altrettanta soddisfazione aveva proferito il +Deza. E cortesemente lo accomiatò, accompagnandolo fino all'anticamera. +Ritornò poscia nella stanza, dove il capitano Fiesco era rimasto in +attesa, sempre turbato, ed allora più che mai, pensando che da quel +colloquio dipendeva la sorte di Juana e la sua. + +S'aspettava d'essere interrogato; e grande fu la sua maraviglia, +sentendosi dire dal Ximenes: + +--So tutto, e non occorre, signor conte, che mi raccontiate l'arresto +avvenuto. Andiamo per la più breve, che converrà a voi come a me. Per +qual ragione non volete voi servire Sua Altezza? Perchè cospirate coi +suoi nemici? + +--Io, Eccellenza?--gridò il capitano, facendo gli atti del massimo +stupore. + +--Siete stato a Siviglia;--ripigliò l'arcivescovo.--E si sa dove siete +andato, in Siviglia. + +--In un convento, Eccellenza; ad ossequiare la signora marchesa di Moya, +ch'io non so essere in mala vista presso la Corona; a chiederle una +grazia, che assai mi premeva, voglio dire il suo patrocinio per il +signor Almirante. Don Cristoval Colon, che la marchesa ha sempre +stimato e protetto, è in fin di vita; nè Vostra Eccellenza lo ignora. +Unica e sola, che potesse anche giovargli in un delicatissimo caso di +coscienza, era Beatrice di Bovadilla.-- + +Senza pensarci bene, forse operando per moto spontaneo d'ingegno avvezzo +ai pronti espedienti, Bartolomeo Fiesco aveva toccato un tasto che +doveva rendere buon suono nell'animo del virtuoso Ximenes. + +--Di coscienza?--diss'egli.--E si può sapere, senza offesa di sacre +ragioni? + +--Sì, e ne giudichi la Eccellenza Vostra;--rispose il Fiesco, che aveva +avuta la buona ispirazione, e ne faceva il suo prò.--Nella maturità +della sua giovinezza, il signor Almirante aveva amata una donna di +Cordova; e di quell'amore gli era nato un pegno carissimo. + +--Il giovinetto Fernando; mi par di vederlo;--notò il suo +interlocutore.--E la donna, se ben ricordo, una Enriquez de Arana. + +--Per l'appunto: non più veduta dal signor Almirante, perchè a lui +diventata nemica, senza che egli mai riuscisse ad intenderne la ragione, +mentre egli avrebbe voluto riparare al suo fallo. Ma ciò che in tanti +anni non gli è stato possibile, diventa necessario ora, affinchè il +giovane Fernando non rimanga orfano insieme e notato d'illegittimità. Il +caso di coscienza è doppio, e verso la madre e verso il figliuolo. + +--Come c'entra donna Beatrice di Bovadilla?--chiese il Ximenes.--Anche a +non tener conto delle ciarle del mondo, che suole inventare tutto quello +che non sa, possiamo maravigliarci che la marchesa di Moya sia ritenuta +più adatta a riunire due anime state tant'anni divise. + +--Non si maravigli il savio;--rispose Bartolomeo Fiesco.--La marchesa di +Moya conosce Beatrice Enriquez. Fin dalla vigilia della partenza di +Cristoforo Colombo per il suo primo viaggio di scoperta, aveva tentato, +checchè potesse costarne al suo cuore, di ravvicinare la sdegnosa +Cordovana al padre del suo Fernando. + +--Mi assicurate che questo è il vero? che siete andato a Siviglia per +ottenere i buoni uffici della marchesa di Moya nelle cose di don +Cristoval Colon? e non per altro, non per altro? + +--Quali prove posso io darne a Vostra Eccellenza, io che Le sono appena +conosciuto per la presentazione di Diego di Deza? I miei leali servigi a +questa Corona furono di buon suddito, e di suddito volontario, il che +dovrebbe accrescerne il pregio. Il mio nome è d'antica stirpe di +gentiluomini e di cristiani; nè io vorrei macchiarlo con una menzogna. +Per nessun'altra ragione, fuor quella che ho detto, sono io stato a +Siviglia; lo giuro per questa croce che vi pende dal petto, e che io +bacio in ginocchio.-- + +Si era intenerito, il buon primate di Spagna. Posò la sua destra sul +capo del conte, come in atto di benedirlo; poi, fattolo alzare e sedere +davanti a sè, stette un istante pensoso. + +--Vi credo, figliuol mio;--diss'egli poscia.--Ma vedete, qui siamo in +mezzo a continui pericoli. _Incedo per ignes suppositos cineri doloso_; +si cammina sulla cenere ingannevole, che nasconde i carboni ardenti. Si +congiura contro il re Ferdinando, contro un sovrano che cova nell'animo +grande i più vasti disegni. È dunque utile alla Spagna, alla sicurezza, +alla gloria di questa nazione a mala pena formata, ch'egli sia il +reggente di Castiglia; ed è necessario per ciò che il re Cristianissimo +gli sia intieramente amico. + +--Non gliene ha dato prove bastanti?--chiese il capitano Fiesco.--Non +gli ha concessa in moglie Germana di Foix? + +--Dite che il re Ferdinando l'ha voluta;--rispose il Ximenes.--E non +poteva non volerla, per tema che altri la prendesse, diventando un +pericoloso vicino. Queste cose non vogliono capirle i corti intelletti. +Come figlia a Giovanni, visconte di Narbona, come sorella a Gastone di +Foix, legittimo pretendente della Corona di Navarra, la principessa +Germana era un partito più da lui desiderato, che non dal re +Cristianissimo, sebbene per un tal matrimonio questi diventasse suo zio. +È necessario, vi ripeto, che il re Luigi, ristrettosi finora ad un +trattato riguardante le cose di Napoli, consenta ad una vera alleanza +d'interessi, per ciò che riguarda il buon vicinato. Forte d'una simile +alleanza, Ferdinando s'impone come reggente di Castiglia ai pochi ma +riottosi signori del territorio, che s'ostinano a negar la luce del +sole, ricusando di vederla. + +--E l'aspettano di Fiandra;--notò il capitano Fiesco. + +--Di Fiandra!--ripetè il Ximenes.--Perchè dite di Fiandra? + +--Ma sì,--riprese quell'altro.--Non aspettano la principessa Giovanna e +il suo marito Filippo d'Austria? E non sono in Fiandra, i giovani +sposi?-- + +Il primate di Spagna non potè trattenere un sorriso, che non era tutto +di compassione. + +--Come?--diss'egli.--E non sapete?... Ah, davvero, figliuol mio, non +siete andato a Siviglia per congiurare contro il re Ferdinando. Ecco una +prova della vostra innocenza, che viene a corroborare le altre. Niente, +niente!--soggiunse il virtuoso Ximenes, rispondendo ad un gesto di +stupore del capitano Fiesco.--Non domandate spiegazioni, che vi +sarebbero inutili. Vi basti sapere che vi stimo di più, ed anche sento +di potermi fidar meglio a voi. Vedo in pari tempo che i segreti del re +sono più custoditi ch'io non potessi sperare.-- + +Il capitano Fiesco non aveva capito come e perchè gli si potesse far +merito dall'accenno alle Fiandre: non capì che cosa significasse il +segreto del re, così ben custodito. Ma non istette a chieder ciò che il +benigno interlocutore mostrava di non volergli dire. Di ben altro era +curioso, dopo tutto; gli premeva ben altro. + +--Torniamo a noi;--ripigliò il Ximenes.--Nessuno potrà meglio persuadere +il re Cristianissimo, che il vostro eccelso cugino Gian Aloise, uno dei +più potenti signori italiani, e colui che possiede l'anima e il cuore di +Luigi XII. Chi potrà persuadere Gian Aloise, se non voi, conte Fiesco? A +voi dunque; la gloria e la fortuna sono per voi. + +--E per questo,--disse il capitano Fiesco,--per questo, che Sua Altezza +non mi ha neppur detto, ha presa la mia donna in ostaggio? + +--Sua Altezza non vi ha detto nulla, perchè vi ha veduto riluttante a +servirla;--rispose il Ximenes;--ed anche perchè un messaggio di +Siviglia, arrivatogli mentre eravate in udienza, l'induceva a sospettare +di voi. + +--Non può sospettare ancora? + +--Non sospetto più io,--disse il Ximenes,--e sciolgo i sospetti del re. + +--Ma l'ostaggio?... Perchè fu presa la contessa? + +--Per assicurarsi di voi, suppongo;--disse l'altro, arrossendo.--Ed ora +ha il pegno in mano, perchè voi entriate al suo servizio. + +--E se io ricusassi, perchè non mi sento tagliato a questi uffici? Mia +moglie non è spagnuola. + +--Non nata spagnuola, concedo; ma suddita spagnuola potrebbe ben essere. + +--No, non suddita spagnuola;--gridò il Fiesco, inasprito. + +--Giuratelo per questa croce;--disse pacatamente il Ximenes.--Ah, non +ardite! e temete di farvi spergiuro! Ve ne lodo. Ecco una quarta prova +che m'avete detto il vero, giurando di non congiurare coi nemici del re. +Servite dunque Ferdinando, com'egli desidera, e riavrete la vostra +donna. + +--Ma con quali pretesti è tenuta in carcere? + +--Ragioni, figliuol mio, non pretesti. Fu presa, perchè si voleva venire +in chiaro d'un travestimento illecito, che mirava ad ingannar tutti, +compresa la giustizia. Avrei potuto ordinare l'arresto come grande +Inquisitore; e non l'ho fatto, e potete ringraziarmene. Fu in quella +vece un provvedimento della giustizia secolare, e per volere del re. +Ora, figliuol mio, considerate il caso vostro. Se rivolete la vostra +donna, dovete dar le prove al giudice che essa è veramente vostra +moglie: e ci vorrà tempo a farle venire, le prove, a farle esaminare +dagli esperti; più tempo che non ne spendereste a recarvi dal vostro +eccelso cugino e a condurvi in Parigi con lui. Neanche è da credere che +ella uscirebbe di prigione, se anche le prove fossero trovate bastanti. +Si dovrebbe anche sapere se, essendo stata suddita spagnuola prima di +esservi moglie, era egualmente libera, sciolta d'ogni obbligo verso la +giustizia spagnuola. E qui bisognerebbe aspettare l'esito di certe +indagini, che don Nicola Ovando ha già cominciate col suo solito zelo. +C'è tutto un viluppo di cose, qui sotto, e in coscienza debbo +avvertirvene, che non sarebbe punto piacevole per voi e per la povera +prigioniera. Siate savio, conte Fiesco. A voi, come italiano, può premer +poco che Ferdinando perda la reggenza di Castiglia o l'ottenga: a noi +preme che l'ottenga; e non per lui, badate, ma per salute di questa +patria, che senza di lui ricadrebbe nell'antica anarchia. Siamo +destinati alla patria celeste;--conchiuse solenne il Ximenes;--ma +dobbiamo meritarla servendo Iddio nella patria terrena, e in questa +unendo a sua gloria i cuori e le menti. Siate savio, signor conte, e +servite il re con amore. Io, frattanto, per questa croce vi giuro, che +alla prigioniera non sarà torto un capello, e che anzi ella sarà +trattata come una regina; mi capite? come una regina.-- + +Ahimè, sapevano ogni cosa, e non occorreva che aspettassero le nuove +indagini di don Nicola Ovando! Sapevano ogni cosa, e il capitano Fiesco +tremò tutto, dal capo alle piante. + + + + +CAPITOLO XIV. + +A Laredo! a Laredo! + + +--Il colloquio era durato ancora, ma rotto, a pezzi e bocconi, non +sapendo il Fiesco rassegnarsi ancora a finirlo e chiedendo sempre +qualche cosa, il Ximenes strascicando le parole e mostrandogli di aver +detto abbastanza. Ma quanti dubbi restavano nell'anima del povero +capitano! E non gli si poteva almeno concedere di veder la sua donna? + +--Troppo chiedete, senza averlo meritato!--rispondeva qui +l'arcivescovo.--Prenderò ordini da Sua Altezza. Quando avrete veduto il +re.... quando egli vi avrà date le sue istruzioni.... chi sa? non +dispero. Ferdinando è buono per chi lo serve con amore. Ed io, signor +conte, ho desiderio di contentarvi. Ma voi siate ragionevole; è +nell'utile vostro.-- + +Il capitano Fiesco baciò l'anello pastorale, e più morto che vivo si +ricondusse a casa. Era aspettato, e non potè tacere il colloquio che +aveva avuto, con un frutto così scarso per sè, con tanto danno imminente +per le speranze del suo grande concittadino. Terribil dilemma! o +tradire gl'interessi dell'Almirante, o perdere Fior d'oro. + +--Figliuol mio,--disse Cristoforo Colombo,--non vi date pensiero di me. +So bene che il trionfo di Ferdinando è la perdita d'ogni speranza mia, +d'ogni fede nella giustizia degli uomini. Ma se Iddio non volesse farmi +morire contento?... Tutto quello che accade dimostra che questo è il suo +alto disegno. Sia fatta la sua volontà. Certo, ho gravi colpe da +scontare; e non è giusto che altri ne soffra per me. Andate dal re, +accettate ogni cosa. Ciò che Dio vuole sarà; ciò ch'egli non vuole non +sarà; sia benedetto il suo nome.-- + +Nè già l'Almirante conosceva per intiero i disegni della marchesa di +Moya, e le probabilità su cui erano fondati. Ma di tutto ciò era +informato l'Adelantado, che vedeva nella trista commissione imposta al +capitano Fiesco pericolare ogni speranza di giustizia. Era quello un +gran colpo, e forse mortale, per il suo sventurato fratello, che ad ogni +tratto, per ogni commozione un po' forte, ricadeva prostrato, bene +lasciando intendere ai suoi familiari che le fonti della vita +s'inaridivano in lui. + +Tornava frattanto alla mente del Fiesco il risolino del Ximenes, quando +si era sentito accennare alle Fiandre. E se ne apriva coll'amico. Che +cosa poteva significare quel risolino dell'arcivescovo di Toledo? E che +segreto era quello del re, a proposito delle Fiandre, che l'arcivescovo +riconosceva con tanta soddisfazione essere stato così bene custodito? + +--Amico mio,--rispondeva l'Adelantado,--vorrà dire che dal lato delle +Fiandre sono sicuri; che il re non ha timori, sapendo impazzita davvero +la sua figliuola e rivale; che finalmente, e questo è il peggio, da +quella parte là non c'è più da sperar nulla per noi. + +--L'ho pensato ancor io;--disse il Fiesco.--Ma allora è inutile che +temano, e chiedano man forte alla Francia. + +--Eh, non si sa mai;--replicava l'Adelantado.--Se Giovanna è pazza, non +è scemo il marito, e può cagionar dispiaceri, forte com'è dell'appoggio +di suo padre, l'imperatore Massimiliano d'Austria. Castiglia è poco +disposta a riconoscere l'autorità di Ferdinando d'Aragona. Non potrebbe +ella voltarglisi contro?-- + +Il resto della giornata passò in ansie continue per il povero capitano, +che quando non aveva l'amico a tenerlo occupato coi ragionamenti, si +lasciava andare alla disperazione, e piangeva come un bambino. E non era +un animo fiacco: ma in quella inerzia forzata, non aveva altro sfogo che +le lagrime. Nè v'hanno poi animi forti contro un dolore che terribili +incertezze rendano sempre più acuto. + +Fior d'oro! povera donna cara! che sarebbe avvenuto di lei? come viveva +in quelle ore? Il ministro di Ferdinando aveva promesso che sarebbe +stata trattata bene, con tutto il rispetto dovuto ad una regina. E il +poveretto amava ad ogni tanto richiamarsi a mente le parole del Ximenes. +Certo, quell'uomo era debole, come lo aveva giudicato Diego di Deza; ma +non si poteva negare che fosse un uomo virtuoso. Debole, finalmente, era +fatto dal vivo amore di patria, che i suoi concittadini non mostravano +di intendere, e a cui uno straniero era tanto meno obbligato di render +giustizia: ma le sue intenzioni erano pure; le aveva chiarite egli +stesso, con sincerità tanto più bella, quanto più era stata spontanea. +Sì, il Ximenes avrebbe fatto ciò che prometteva. Non aveva egli anche +giurato per la sua croce? Ma questo per il tempo che il capitano Fiesco +sarebbe stato lontano. E se tornava senza aver nulla ottenuto? Cessava +la pietà del ministro, e sottentrava la durezza del re. Trattata come +una regina!... Sì; e non si poteva ricordar troppo, allora, che Fior +d'oro era stata regina, e condannata ad una morte ignominiosa?... +Orribile pensiero, che faceva fremere, raccapricciar di spavento! E +c'era intanto da piangere di disperazione, in una notte lunga, lunga, +che non voleva finire mai più. + +La mattina seguente, appena gli parve ora da ciò (ed era già in volta da +un pezzo) il capitano Fiesco andò al palazzo di giustizia. L'arcivescovo +di Toledo lo ricevette senza indugio, e lo accolse con un bel sorriso +paterno. + +--Ho buone notizie per voi;--gli disse subito.--È tranquilla. L'ho +veduta io medesimo. + +--Stamane! già? + +--Sì, stamane, signor conte. Voi venite per tempo; ma io sono stato +anche più pronto a lasciare il letto. I vecchi, figliuol mio, dormono +così poco! È tranquilla, vi ripeto, ed anche di buon animo. Le ho detto +che pensate a lei, cercando di abbreviare i termini della sua +liberazione, e correndo perciò a prender le carte comprovanti il vostro +matrimonio. Non era bene che le si parlasse d'altre imputazioni; vi +pare? + +--Ringrazio Vostra Eccellenza;--mormorò il capitano Fiesco, +piangente.--È stato un buon pensiero; e mi promette cose maggiori. Non +mi sarà dato vederla? + +--Non correte, non correte tanto, vi prego. E non vi ho detto or ora che +voi già dovevate correre sopra un'altra via? A quest'ora, secondo quello +che io ho detto alla contessa, voi dovreste essere molto lontano, a +Medina Celi, e forse a Calatayud, sulla strada di Saragozza. Del resto, +non avevo ottenuto nulla dal re. Per esservi largo di favori, egli vuole +la prova della vostra obbedienza. + +--E gliela porto;--disse il Fiesco, sforzandosi di parer contento del +suo destino.--Si degni Vostra Eccellenza di accompagnarmi. + +--No, non occorre;--rispose il Ximenes.--Sua Altezza ha voluto lasciare +a me la cura di tutto.-- + +Il capitano Fiesco s'inchinò. Bene intendeva che Ferdinando non si +sentisse di rivederlo, dopo il brutto colpo del giorno prima. Ed anche +per lui, forse, era meglio non vedersi davanti quella faccia di +traditore. + +--Qui,--proseguiva l'arcivescovo, prendendo in mano un foglio di +carta,--è un disegno di trattato. Una semplice minuta, senza +intitolazione, senza formole di cancelleria, per ovviare ad ogni +pericolo di smarrimento. Il re Cristianissimo, del resto, conosce bene +questa mano di scritto. C'è la sostanza; quanto alla forma, parola più, +parola meno, può esser variata; e veda il vostro eccelso cugino di far +le cose per bene; Sua Altezza non tralascerà di mostrargliene il suo +gradimento. Ci sono contee e marchesati anche in Aragona, o in +Castiglia, a sua scelta, ma per il giorno che la reggenza di Castiglia +sia assicurata al re Ferdinando. + +--E se Gian Aloise non accetta di recarsi in Francia? + +--Come?--esclamò il Ximenes.--E perchè non accetterebbe, se voi lo +pregate.... con quelle ragioni che avete? Amerebbe egli così poco i suoi +parenti? così poco si curerebbe della loro felicità? e della propria +fortuna? Per qual ragione, poi? Egli non ha vincoli coi nostri nemici di +qui; nè può veder male che il re Cristianissimo, già amico del re +Cattolico a Napoli, gli diventi più amico ai Pirenei. Vedrete che +accetterà, e per l'utile suo, che non sarà poco, e per l'utile vostro, +che saprete ben mettergli sott'occhio. Andate dunque sicuro, e partendo +fin da quest'oggi. Avete bisogno di denaro? + +--No;--rispose il Fiesco, fremendo.--Son provveduto abbastanza.-- + +E si congedò, per mettersi quel giorno istesso in viaggio. Spendendo del +suo, per Iddio! Non voleva denaro dai carcerieri di Fior d'oro; non +voleva denaro, per un'opera che sapeva di tradimento. Lo aveva assolto +l'Almirante; lo aveva anzi incuorato; ma era sempre un'infamia. Ed egli +si sentiva preso al laccio, preso senza rimedio, come quando lo aveva +colto il selvaggio Guatigana alle cascatelle del Verde. Ma allora era +solo, e non doveva pensare ad altri che a sè. Il soldato era stato preso +in una imboscata; eventi di guerra, a cui bisognava adattarsi. In guerra +c'è sempre la morte, alla prima svolta del sentiero; il soldato lo sa, e +ne sorride, provando un aspro diletto a sfidarla. Ma ora! Non c'era il +pericolo della morte per lui; c'era bensì, a prezzo dell'infamia sua, +la salvezza di una povera donna adorata. E gentiluomini, e cristiani, +avevano potuto meditare un'insidia così vile? + +Andava, frattanto, proseguiva il suo cammino verso la casa del signor +Almirante. Le vie per cui passava si vedevano piene di gente +affaccendata, che non faceva calca, ma si spartiva in crocchi, in +capannelli, in brigate, che vociavano confusamente, alternando tra loro +domande e risposte, facendo atti di maraviglia e d'allegrezza, di +sdegno, di sconforto, secondo le opinioni e gli umori, come sempre +accade nelle popolari ragunate, quando qualche cosa bolle in pentola, e +chi la vuol cotta e chi cruda, e chi si contenta e chi no, ma tutti ad +un modo si riscaldano nel giuoco. + +--Felici voi!--pensò il capitano Fiesco, passando.--Felici voi, che +gridate i vostri desiderii e le vostre passioni in piazza! Io griderei +morte e dannazione a questo mondo vigliacco, che lo inghiottisse una +volta l'abisso; e per tutta l'eternità, quanto è lunga, e per un'altra, +e un'altra ancora, si sprofondasse tutti nel vuoto!-- + +Nè egli sentiva pure il desiderio di rallentare il passo, per cogliere a +volo qualche frase di quei discorsi animati, per intendere di che +ragionassero tutti quei cittadini di Valladolid, che parevano morsi +dalla tarantola. Dei fatti altrui non era curioso: quanto a sè, tutto +ciò che poteva accadergli di peggio era accaduto da un giorno. E che +cosa, finalmente, potevano aver di nuovo, i cittadini di Valladolid? +Forse li metteva in festa una delle tante solennità del calendario; +forse li commoveva in vario modo uno di quei truci spettacoli che +l'Inquisizione regalava ogni settimana nel Campo Grande, a maggior +gloria di Dio e dilettazione del popolo? + +Ma no, niente di questo; dovevano essere di politica, quegli animati +discorsi.--Le Cortes!...--Burgos!...--Perchè Burgos, e non Valladolid? +Queste parole, spiccando tra tante altre men chiare, giunsero a lui, e +il suo orecchio involontariamente le accolse. + +--Politica!--diss'egli tra sè.--Lasciamola ad Aristotile; io ne ho piena +la testa. E le tasche;--soggiunse con amara celia, mentre si tastava il +giubbone.--Ce l'ho qui, io, buoni Castigliani, il trattato che dovrà +farvi contenti come pasque.-- + +E andava ancora, e giungeva in vista della meta. Ma la strada non era +così deserta e tranquilla come il giorno prima, quando gli era parsa +tanto serena, tanto innocente. Presso la casa di Gil García, e proprio +davanti al portone, si vedeva uno stuolo, quasi un drappello d'uomini, +tutti vestiti d'una foggia. Soldati? no, perchè apparivano disarmati. +Famigli, piuttosto, staffieri di grande casata, come mostrava l'assisa +uniforme, rossa e nera, dei loro mantelli e dei loro farsetti. + +--Visite!--pensò il capitano Fiesco.--E di gran personaggi!-- + +Ma egli doveva salire, per congedarsi dall'Almirante; e passò, in mezzo +a quello sciame di staffieri. Giunto al pian di sopra, trovò ancora +l'Adelantado, che passeggiava col nipote Fernando. + +--Novità;--gli disse il vecchio marinaio;--e varranno, spero, un po' +meglio delle vostre. + +--Le mie,--rispose il capitano,--son quelle d'ieri. Si vuole ch'io +parta, e per servizio del re d'Aragona. Le vostre? + +--È giunta la signora marchesa di Moya;--replicò l'Adelantado.--Essa è +di là, nella camera dell'Almirante. + +--Già qui!--esclamò il Fiesco.--Ma non ho veduto il frate scudiero, +salendo. + +--E non potevate vederlo, perchè non è venuto. Lo ha lasciato a +Siviglia, o mandato altrove, che bene non ricordo. Egli dovrà capitare +fra due o tre giorni. Ma entrate; la marchesa vi aspetta.-- + +Il signor Almirante era seduto su d'un seggiolone accanto alla finestra, +appoggiato le spalle e il capo ad un alto guanciale; bianco, cereo la +fronte e le guance, ma sfavillanti i grandi occhi cerulei, e vermiglio +le bellissime labbra, come nei giorni migliori della sua vita. Non era +quello da annoverare tra i più belli che mai avesse vissuti il +grand'uomo? Beatrice di Bovadilla era là, seduta accanto a lui, +tenendone una mano tra le sue, e guardandolo amorosamente negli occhi. +Piangeva, la bellissima[tn249] donna; ma tra le lagrime brillavano le +ciglia, e sorridevano le labbra, dicendo la contentezza di quell'ora +solenne. + +Temeva di giungere importuno, il capitano Fiesco; ma fu accolto come +persona desiderata. Ed anche l'arrivo suo metteva fine ad una scena di +gran commozione, che non voleva essere prolungata. + +Beatrice di Bovadilla si mosse alquanto sulla vita, e stese una mano al +conte Fiesco, mentre l'altra non abbandonava la mano del signor +Almirante. + +--Amico,--diss'ella,--eccomi qua, come avevo promesso, e prima ancora +che voi non mi doveste aspettare. Ma si fan presto le cose che si fanno +volentieri; ed anche altre ragioni che saprete mi hanno messe le ali. E +giungo in tempo per molte cose;--soggiunse, stringendo la mano del nuovo +venuto. + +Bartolomeo Fiesco s'inchinò, rispose con una stretta più forte alla +stretta di donna Beatrice; ma non seppe che dirle. Era confuso, ed +aspettava di sapere dell'altro. + +--Ebbene,--domandò l'Almirante,--che cosa vi han detto laggiù? + +--Che debbo partire. Ed io,--soggiunse il Fiesco, sospirando,--avendo la +vostra licenza, obbedirò. + +--Ma che! non obbedirete affatto;--interruppe la marchesa di Moya, col +suo piglio imperioso.--So tutto. In poche parole mi ha informata il +signor Adelantado di tutto. E per servizio d'Aragona non occorre più +niente.-- + +Il capitano Fiesco era rimasto sconcertato, guardando Beatrice di +Bovadilla, poi l'Adelantado, che era entrato dietro a lui nella stanza. + +--Non chiedete perchè m'abbiano informata;--ripigliò la marchesa.--Non +potevano già tacermi l'infamia che è stata commessa a danno vostro. E +poi, ci sono forse più segreti tra noi? Nè io li tradirò, buon amico, e +leal servitore di don Cristoval. E voi, e l'Almirante, e suo fratello, +serberete anche un segreto, che non è intieramente il mio, ma di tutta +Castiglia. Vengo con molti, e precedo moltissimi, un vero esercito di +gentiluomini. Veramente, dovevo venire con altra compagnia, che voi ben +sapevate, signor conte: ma che volete? gli eventi son corsi più rapidi +dei miei disegni, ed io sono stata travolta dagli eventi. I segnali, +benedetti segnali di fiamma, hanno scompigliato ogni cosa. + +--I segnali!--ripetè il Fiesco, che non riusciva ad intendere. + +--Già, le belle fiammate, che secondo una certa intesa dovevano +divampare sulle vette dei monti, dalle Asturie alla nuova Castiglia, per +tutto il confine del Portogallo, hanno dato un ben lieto annunzio alla +nobiltà Castigliana. Ed eccoci qua. Ho dovuto correre, colla mia gente, +lasciando a Siviglia il vostro scudiero, con una lettera mia, che terrà +luogo delle parole. Egli verrà; accompagnato o solo, non importa; ma +verrà, e voi lo riavrete.-- + +Questo importava poco, per allora, anche al capitano Fiesco. Egli capiva +così ad occhio e croce che lo stato delle cose si mutava stranamente per +tutti. Ma quei segnali di fiamma, quell'esercito di gentiluomini, +quell'arrivo anticipato di donna Beatrice, quella sua stessa aria di +trionfo, volevano una spiegazione. + +--Dobbiamo custodire un segreto, e sia;--diss'egli di rimando.--Ma +almeno vogliate confidarcelo intero. + +--Non lo avete indovinato? Quello che io ve ne avevo lasciato trapelare +in Santa Chiara, non bastava a mettervi sull'orma? La Nuova Castiglia si +rovescia sulla Vecchia, per darle man forte; tutt'e due s'imporranno +alla ostinazione del re Ferdinando, con la convocazione delle Cortes +nella città di Burgos.-- + +Il capitano Fiesco ricordò allora i discorsi che aveva sentiti per via. +La Nuova Castiglia, arrivando, spandeva già il gran segreto alle turbe. + +--Il re d'Aragona ha giuocato una grossa posta;--continuava frattanto la +marchesa di Moya.--E l'ha perduta; tanto peggio per lui. Gli premeva di +nascondere il vero in Segovia, di nasconderlo a Valladolid, come lo +avrebbe nascosto a Burgos, dove sarebbe andato a far capo, accostandosi +al confine minacciato, andandoci come la biscia all'incanto. Giovanna e +Filippo non dovevano da principio lasciare le Fiandre; questa la +certezza ch'egli voleva istillare negli animi di Castiglia. E non +dovevano averle lasciate, nemmeno quando si erano imbarcati, e il vento +li cacciò sulle coste d'Inghilterra. Egli intanto mandava a Londra i +suoi messaggeri, che tentassero la fede ospitale di Arrigo VII. Questo +abbiamo saputo noi, come sapevamo già il resto; ed abbiamo voluto +lasciarci credere ignari di tutto, inerti, discordi, ingannati da lui. +Ora egli non sa ancora una cosa, che a noi è stata annunziata da quelle +belle fiammate sui monti; Giovanna e Filippo hanno lasciata +l'Inghilterra; saranno domani in vista di Laredo, nel golfo di +Biscaglia. Capite, ora? capite perchè siamo qua noi? Dico noi, così per +dire;--soggiunse la marchesa, sorridendo, ed anche arrossendo un +pochino;--che io, veramente, se un'altra più potente cagione non mi +avesse chiamata su questa via, avrei potuto assistere al trionfo della +buona causa dal mio modesto ritiro, nel convento di Santa Chiara, ove le +anime tristi covano meglio la loro tristezza che altrove. Comunque sia, +eccomi qui, imbrancata, come una nuova Bradamante, nel grande esercito +dei cavalieri di Castiglia; l'ho anzi preceduto, con una e bella e +fiorita avanguardia. Giudicatene voi: Ossuna e Gandia, Carmona, Ubeda e +Montilla, duchi; Avila, Lucena, San Felipe, Valdepeña, Almagro, +Albacete, marchesi; Almanza, Andujar, Cabriel, Huete, Velez Rubio, e via +discorrendo, non so più bene se una ventina o una trentina di conti. Li +raccattavamo per via; quanti erano pronti, venivano con noi; tutti gli +altri verranno in giornata, o domattina; e tutti avviati a Burgos, con +una parola d'ordine, le Cortes, le Cortes di Castiglia, per Giovanna e +Filippo. E voglia o non voglia il re d'Aragona, si convocheranno a +Burgos, dove Lerma, Aranda, Soría, Alar, Espinosa, Miranda, Zamora, +Medina Rio Seco, Alba de Tormes, tutti i più grandi nomi della vecchia +Castiglia ci attendono. + +--E Ferdinando non ha fumo di tutto ciò?--disse il Fiesco.--Oggi, in +Valladolid, si deve già saperne qualche cosa. + +--Oggi, sicuramente; se hanno occhi, egli e i suoi cortigiani, debbono +averci veduti arrivare. Ma ieri non dovevano sapere ancor nulla, perchè +lungo la strada altro non abbiamo incontrato che popolo in festa, e +nessuna faccia proibita d'esploratori reali. Castiglia ha fatte le cose +per bene; tutti volevano venire incontro a Giovanna, e nessuno ha +tradito il segreto. + +--Pure,--notò il capitano Fiesco,--si era saputo che io ero venuto a +Siviglia, e nel convento di Santa Chiara.... a cospirare con voi. + +--Bella forza!--esclamò la marchesa.--Non vi ha mica tradito Siviglia. +Vi hanno seguitato da Segovia, dove il vostro arrivo sarà parso +sospetto. Odiano l'Almirante del mare Oceáno, come odiano noi; hanno +voluto sapere dove andaste, mettendovi in cammino appena arrivato; e +l'hanno saputo, tenendovi dietro. Quanto alle cospirazioni, è naturale +che ne sospettassero. Le sentivano nell'aria. Ma che non sapessero fin +dove potessimo giungere, ve lo dimostri l'esser noi giunti senz'ombra di +ostacoli. + +--Non avranno osato;--disse il capitano Fiesco. + +--E ben per loro!--replicò la marchesa.--Questa non è cospirazione di +pochi signori; è cospirazione di tutti. Anzi, non è nemmeno +cospirazione; è volontà d'un popolo intiero. Le Cortes, a Burgos, per +Giovanna e Filippo! Ed ora, vedrete quel che avverrà. Posso predirvelo, +senza avere il dono della profezia. Andremo a Burgos, e il re Ferdinando +verrà a Burgos; sempre come la biscia all'incanto; verrà a Burgos, coi +suoi gentiluomini Aragonesi. Dico gli Aragonesi, perchè i Casigliani +della sua Corte l'avranno già abbandonato, prima che tramonti il sole, +per unirsi ai loro[tn254] compagni. + +--Anche l'arcivescovo di Toledo? + +--Ah, il sant'uomo? No, egli non verrà con noi; ma si accosterà, per +metter parole di pace. Virtuoso Ximenes! Lo rispettano tutti, e lo +ascolteranno con riverenza, non potendo obbedirlo; poi gli faranno +cerchio, e gli diranno: a Laredo, signor primate di Spagna, a Laredo, +per ossequiare la vostra regina, la figlia della grande Isabella, la +erede legittima, venuta ad occupare il suo trono. A Laredo! a Laredo! + +--Perchè non posso io seguirvi laggiù!-disse l'Almirante, +sospirando.--Se ancora mi potessi reggere in sella!... + +--Giovanna verrà da voi, se ama la gloria del suo regno;--rispose +Beatrice di Bovadilla, col suo bell'accento ispirato.--Con me, intanto, +verrà il signor Adelantado, se voi lo permettete; e porterà una lettera +vostra, e la presenterà alla regina. + +--In tanta rèssa di cortigiani!--notò l'Adelantado.--Sarà difficile. + +--C'è Bovadilla;--replicò la marchesa.--E la lettera di don Cristoval +Colon sarà aperta e letta dalla regina, appena ella avrà toccato il +suolo di Spagna.-- + +Un cavaliere, giunto allora in anticamera, chiedeva di parlare alla +marchesa di Moya. Donna Beatrice, chiesta licenza a don Cristoval, lo +fece entrare. Era il marchese di Lucena. + +--Signora,--diss'egli, dopo aver fatto riverenza al signor +Almirante,--il duca di Ossuna vi chiede consiglio. La città è tutta con +noi; prega che siano qui convocate le Cortes. Che si risponde? + +--Ecco Bradamante nel consiglio dei paladini;--gridò Beatrice di +Bovadilla, ridendo.--Dite al duca di Ossuna che la risposta è facile. +Non si può far torto a Burgos, città del Cid Campeador, e capitale della +Vecchia Castiglia. Inoltre, prima di risolvere questa od altra +questione, dobbiamo prendere i comandi della regina. E per noi, +frattanto, l'essenziale è di giungere a Laredo.-- + +Il marchese di Lucena s'inchinò, salutò l'Almirante, e partì. Ma la +conversazione aveva appena potuto riprendere il suo corso, che un altro +cavaliere giungeva; e questo, senza farsi annunziare, entrava nella +stanza, precipitandosi tosto nelle braccia del signor Almirante. + +Era il figliuol suo, don Diego Colon, gentiluomo della corte di +Ferdinando. Si odiava il padre, e si teneva a corte il figliuolo; per un +resto di pudore, forse, o piuttosto per salvar le apparenze. Nè +l'Almirante, sebbene ferito in tanti modi, nella sua dignità come nei +suoi più sacri interessi, aveva mai permesso che il suo Diego lasciasse +il servizio del re. Gli pareva l'ultimo anello che ancora congiungesse +ai reali di Spagna il vicerè delle Indie, e non voleva spezzarlo. + +--Non ti aspettavo, quest'oggi;--disse l'Almirante, dopo aver +ripetutamente baciato ed abbracciato il suo primogenito. + +--Nè io avrei potuto venire da voi, padre mio, prima di domani, essendo +oggi di servizio. Ma ho avuto licenza, per prender commiato da voi, se +restate a Valladolid. La Corte, domattina, si trasferisce a Burgos.-- + +Beatrice di Bovadilla volse un'occhiata in giro, come per far intendere +all'Adelantado e al conte Fiesco: + +--Che cosa vi dicevo io? Senza avere il dono della profezia, non vi +pronosticavo quel che doveva accadere?-- + +All'occhiata della marchesa di Moya, il capitano Fiesco rispose con un +inchino, che voleva dire: avevate ragione. Ma fece ancora un gesto di +preghiera, che voleva aggiungere: ed io, come rimango, se partite? come +rimarrà una povera prigioniera, se i carcerieri maggiori l'abbandonano +all'arbitrio dei minori? + +Tutte queste cose non capì la nobil signora ad un tratto. Ma intese che +il capitano Fiesco aveva bisogno di lei. + +--Signor Almirante,--diss'ella,--vi lascio per qualche momento col +vostro don Diego. Ripasserò a salutarvi, prima di partire da Valladolid, +ove ad ogni modo ritornerò per far più lunga dimora, se pure non +seguirete la Corte anche voi. Ora, se permettete, vi rubo per una +mezz'ora il conte di Lavagna.-- + +Così prese commiato. E uscendo dalla stanza col capitano Fiesco, che la +seguiva tutto trepidante, gli disse colla sua bella voce che incantava +la gente, e col suo bell'accento sicuro che ridava la vita: + +--Pensiamo ora al mozzo Bonito. Sapete che lo amo, e che abbiamo fatto +una sacra alleanza tra noi. Come sono contenta di esser venuta incontro +ad una regina, per mettermi ai servigi di un'altra! + +--Sapete già?...--chiese egli confuso. + +--So tutto, signor conte. Ero giunta dall'Almirante mezz'ora prima di +voi. Molte cose si possono dire e sapere in mezz'ora. E adesso, a +noi.-- + + + + +CAPITOLO XV. + +Il ragno e la sua tela. + + +La mattina del 7 maggio, dell'anno 1506, gli abitanti di Laredo, gran +pescatori e salatori di pesce nel cospetto di Dio, ebbero il magno +spettacolo d'una armatetta navale che s'accostava con buon vento al loro +porto, forse il più vasto, ma per allora il più sabbioso di tutta la +costa di Biscaglia. Essi non avevano da temere uno sbarco di nemici, +poichè le navi battevano bandiera castigliana; e del resto, fin dalla +sera innanzi, troppa gente li aveva avvertiti, accorrendo a Laredo; +troppa più gente che non potesse albergare la piccola città marinara; +tanto che, rimpinzate le case, si era dato, od era stato preso alloggio +nei magazzini, nelle scale, nei portoni, sotto gli archivolti, dovunque +fosse un po' di riparo; e molti poi s'erano adattati all'albergo della +bella Luna, battendo i denti dal freddo. Ma per amore non si sente +dolore: ed era amore quello che aveva tirate tante migliaia di grandi e +piccoli gentiluomini a Laredo, per assistere all'arrivo di Giovanna di +Castiglia, l'aspettata, l'invocata, l'adorata regina. + +Le navi avevano ammainate le vele e gittata l'áncora fuori del porto; +segno che non si fidavan troppo del suo fondo, o che abbastanza lo +conoscevano. Subito dopo si spiccò dalla capitana un palischermo, a cui +altri due se n'aggiunsero, fiancheggiandolo, ma rimanendo +rispettosamente indietro due o tre palate di remi. E via via dalle altre +navi si spiccarono altre imbarcazioni, venendo a formare sull'acqua una +specie di falange macedone, la cui punta era il palischermo anzidetto, +che portava a poppa lo stendardo regale, di rosso al castello d'oro, che +era di Castiglia, ma partito di Leone, cioè d'argento al leone di rosso. +Come il palischermo fu presso alla calata del porto, in mezzo alle grida +e agli evviva della moltitudine affollata, si levò dal sedile di poppa +una donna vestita di bianco, che portava sul capo, trattenuta fra le +ciocche dei capelli nerissimi, una piccola corona d'oro. A lei volevano +dare il passo i gentiluomini che le erano venuti compagni; ma ella, +mentre un alfiere spiccava il vessillo dalla poppa, si trasse indietro +verso un giovane cavaliere, a cui disse con accento di tenerezza: + +--Filippo, siate voi il primo a toccare il suolo di Castiglia, che vi +appartiene, come io vi appartengo.-- + +Pareva una bella cortesia di regina al suo compagno di reame; ma era un +grido dell'anima, e Giovanna di Castiglia amava pazzamente quell'uomo. + +Filippo d'Austria meritava egli un amor così forte? Per la bellezza, sì, +certo. Giovane, che ancora non aveva toccati i ventotto; biondo dorato i +capegli; bianco rosato la carnagione, e così fine la pelle, che contro +la luce del sole pareva di vederci correre il sangue di sotto; d'una +maravigliosa delicatezza i lineamenti del viso; snello di membra, +elegantissimo in ogni movenza, dava l'immagine di tutte le perfezioni +raccolte in un tipo esemplare di umana bellezza; con molta propensione, +s'intende, alla grazia femminile, anzi che alla energia mascolina. Ma +queste, che sarebbero inezie in ogni caso, non potevano neanche venire +alla mente, guardando quel miracolo di principe. Tutti, in Europa, lo +chiamavano Filippo il Bello, e con assai più di ragione che non si +decorasse d'ugual soprannome un altro Filippo, di due secoli innanzi, e +di Francia. Le donne, poi, specie se avevano la fortuna di vederlo da +vicino, lo chiamavano l'arcangelo Gabriele; non sappiamo con quanta +verità, ma certo con gran dispetto della regina Giovanna. E questo non +forse per la irriverenza usata all'arcangelo, di compararlo ad un +personaggio mortale, ma certamente perchè quell'ardito paragone le +pareva ispirato da sentimenti troppo più arditi. Ammirassero da lontano, +e tacessero; questo avrebbe voluto Giovanna. Erano già tante le sue +paure! Così bello, da passare in proverbio, e sapendo che il sorridere +gli stava bene a viso, mettendo in mostra un vero scrigno di perle, +Filippo sorrideva spesso alla gente; e quando si trovava alla presenza +di belle donne, fossero dame od ancelle, gli sfolgoravano gli occhi, e +le dolci paroline gli fiorivano sul corallo tenero delle labbra +stupende. E Giovanna ne soffriva, quantunque non avesse vere ragioni, o +non gliene fossero venute sott'occhio, di lagnarsi del suo maritino. +Sposata a lui nel 1490, ne aveva già avuti cinque figliuoli, Carlo, +Ferdinando, Eleonora, Elisabetta, Maria: un sesto rampollo, Caterina, +era ancora di là da venire; in viaggio, come si dice ai bambini curiosi. + +Giovanna di Castiglia non si poteva dir brutta, perchè non era deforme; +ma non si poteva dir bella, perchè non era piacente. Nata in un grado +sociale più umile, non sarebbe stata osservata, nè per un verso, nè per +l'altro, restando in quella mediocrità che solo può tornar gradita ai +filosofi. Avrebbero potuto nondimeno piacere in lei due grandi occhi +neri pensosi, ma troppo spesso velati, Dio buono, come smarriti in +estatiche contemplazioni; le quali non erano infrequenti, ed occorrevano +lì per lì, dovunque ella fosse, e in qual si fosse più numerosa brigata, +solo che fosse lasciata un istante a sè stessa. S'incantava, allora; e +quei grandi occhi, fissi in un punto dello spazio, perdevano la +lucentezza insieme con la mobilità; onde appariva ch'ella non guardasse +fuori e lontano, ma dentro di sè. Vedeva allora Filippo, il suo bel +Filippo; e a volte gli sorrideva, a volte torceva la bocca, si +sbigottiva, e usciva allora in rotte parole. Oh Filippo, no, no! Che ti +ha mai fatto, questa povera Giovanna? Chiamata di schianto, ritornava in +sè stessa, sorrideva malinconicamente, e si scusava del suo vaneggiare, +dicendo: + +--O sire Iddio, che sogno spaventoso ho mai fatto!-- + +Nè mai, per pregarla che si facesse, voleva dire che sogno fosse. Onde +già intorno a lei si sussurrava che fosse un po' matta; mentre al padre +di lei sarebbe stato caro (e ne sappiamo oramai la cagione) che fosse +matta del tutto. + +Il voto di quel padre amoroso doveva essere esaudito, pur troppo; ma non +per allora. Per allora, la nuova regina di Castiglia, senza darne avviso +a nessuno, senza riconoscer reggenti volontarii, nè amministratori del +regno, approdava a Laredo, per venire ad occupare il suo trono. E mentre +l'accolgono a festa i cavalieri di tutta Castiglia, scodelliamo qui +alcune notizie genealogiche di lei e dei suoi. Non saranno molte; appena +quel tanto che basti a far intender le cose che dobbiamo descrivere. + +Giovanna era nata la seconda di quattro figliuole della grande Isabella. +La prima, pur essa di nome Isabella, e la terza chiamata Maria, erano +state successivamente maritate ad Emanuele il Fortunato, re di +Portogallo; il quale, per verità, non si chiamò Fortunato perchè la +prima moglie spagnuola gli fosse morta (che anzi n'avrebbe avuto, se +viva, il diritto alla corona di Castiglia; onde Dio sa quante cose +mutate nel mondo!), nè perchè la seconda fosse più bella e più cara, ma +perchè in un regno di ventisei anni come fu il suo, la potenza +portoghese era giunta al suo colmo, colla voltata del capo di Buona +Speranza, colla fortuita scoperta del Brasile, con una serie di guerre +felici e di utili conquiste nell'Asia, nell'Africa, nelle Indie +occidentali. La quarta figliuola, Caterina, era andata sposa in +Inghilterra, da prima al principe Arturo, erede del trono, e poscia, lui +morto, al principe Arrigo, che fu Arrigo VIII, l'uomo delle sei mogli: +due ripudiate, due decapitate, una morta per miracolo nel suo letto, +un'altra per miracolo anche maggiore riuscita a sopravvivergli. Non +dimentichiamo di dire che la prima delle sei, Caterina, fu tra le +ripudiate: strana sorte, dopo che a forza l'avevano voluta tenere. Il +suocero suo, Enrico VII, era chiamato il Salomone dell'Inghilterra; per +la sua molta saviezza, certamente, non già per la sua magnificenza. +Aveva ricevuto dalla Spagna dugento mila scudi d'oro per la dote, che +per quei tempi era un gran fatto. Morto il principe Arturo, quel savio +babbo avrebbe dovuto rimandar la sposa e la dote. Per la prima, niente +di male; ma restituir la dote pesava al Salomone d'Inghilterra: ond'egli +aveva fatto il savio proposito di dar la vedova del primo figliuolo in +isposa al secondo. Ferdinando e Isabella se n'erano contentati; papa +Giulio II aveva mandate le necessarie dispense. + +Innanzi alle quattro principesse d'Aragona, com'erano chiamate dal +titolo regio del padre, era nato un principe, don Giovanni; ma da alcuni +anni era morto per una caduta da cavallo. Delle tre principesse +superstiti, adunque, una era regina del Portogallo; l'altra principessa +di Galles in Inghilterra; la terza, e prima per ragione di età, erede +del trono di Castiglia, poichè fu morta la madre. Questa la regina che +approdava la mattina del 7 maggio a Laredo. Moglie ad un arciduca +d'Austria, portava in casa d'Austria la corona di Spagna; e le era già +nato da sei anni quel Carlo, che, primo del nome in Ispagna, doveva poi +essere Carlo V nell'Impero di Germania, così potente, anzi prepotente +nella storia d'Europa. + +Col suo bel Filippo era partita Giovanna da Brusselles; si era con lui +imbarcata il giorno 8 di novembre dell'anno 1505, avviata alle coste di +Biscaglia. Ma il vento e il mare cospiravano quella volta con Ferdinando +d'Aragona, e il naviglio combattuto dagli elementi ebbe per gran sorte +di poter appoggiare alle coste d'Inghilterra. Arrigo VII ebbe ospiti i +giovani sovrani, e si può credere che con tutta la sua avarizia +rallentasse un pochino i cordoni della sua borsa per trattarli a dovere. +Ferdinando, che stava alle vedette, a mala pena ebbe fumo +dell'appoggiata, mandò messaggi ad Arrigo, ed esortazioni e preghiere, +perchè volesse trattenere quei due ragazzi, per suo avviso incapaci di +regnare. Arrigo VII, il Salomone d'Inghilterra, non fu mai tanto +Salomone come in quella circostanza difficile. Tenne a bada i suoi +giovani ospiti più che potè, con le feste e le cacce, così mostrando di +esaudire l'Aragonese; ma come gli parve che il giuoco durasse troppo, nè +si potessero trovare altre scuse agli indugi, pensò che i due ospiti, se +volevano andarsene, gli dovessero pagare lo scotto. Il suo regno era +stato lungamente turbato da pretendenti di varia derivazione: li aveva +sbaragliati tutti, presi tutti, salvo uno, Edmondo Pole, conte di +Suffolk, riparato nelle Fiandre. Glielo poteva consegnare il suo ospite +Filippo? Non gli avrebbe torto un capello: ma gli sarebbe stato caro di +averlo sotto la sua vigilanza. Filippo glielo consegnò, e non fu bella +cosa: nè certamente se ne vantò, sebbene il Tudor gli mantenesse la +parola di non levar la vita all'ultimo dei suoi disgraziati rivali; +grata cura che si prese parecchi anni dopo l'ottavo Arrigo, il Roboamo +di quel Salomone. Così pagato lo scotto, uscivano dal Tamigi i sovrani +di Castiglia, dopo tre mesi e più di quell'ozio forzato, a cui era stata +buona scusa la stagione, cattiva oltre ogni termine, ed oltre ogni +pronostico. E il Salomone dell'Inghilterra usava ai giovani ospiti la +cortesia prelibata di non avvisare il re d'Aragona del non averli potuti +trattenere di più. Di che si poteva lagnare il re Ferdinando? Per i fini +di lui, per il tempo che gli occorreva a suscitar loro qualche ostacolo +in casa, non erano stati trattenuti abbastanza? Il fare di più sarebbe +stato come un venir meno agli obblighi sacri della cortesia, un tener +prigionieri i suoi ospiti, un trattarli da nemici; cose tutte che le +potevano fare un Procuste, un Licaone, un Litiersa, ed altri re birboni +dell'antichità leggendaria; ed egli era il Salomone dell'Inghilterra, +per bacco! + +Non si lagnò Ferdinando. Oltre che sarebbe stato tardi, per potersi +lagnare utilmente, egli era un esemplare di pazienza. Avvezzo ad +ingannare, non si doleva troppo di essere ingannato, mettendo il guaio +sul conto della sua poca prudenza, e promettendo a sè stesso di far +meglio un'altra volta. Colla filosofica costanza del ragno a cui sia +stata distrutta la sua tela, che si rimpiatta nel buco finchè non veda +passato il pericolo di peggio, e poi riprende animoso a distendere le +sue fila maestre, il re Ferdinando chinava il capo a quella buriana +improvvisa, che dalla nuova Castiglia si rovesciava sulla vecchia. Come +avessero quelle migliaia di signori avuto notizia della partenza di +Giovanna e di Filippo dalla foce del Tamigi, mentre egli non n'era stato +avvertito, non occorreva per allora indagare. Volevano la convocazione +delle Cortes; era quello il grido, con cui si animavano a vicenda. +Ebbene, facessero a lor posta. Egli, poveraccio, aveva lavorato fino +allora per l'onore e per la grandezza della Spagna; vedessero loro di +fare altrettanto, o almeno almeno di non guastare il già fatto. Se ne +volevano andare i gentiluomini castigliani della sua Corte, per +accorrere da Giovanna? Andassero pure; facevano bene, come sudditi di +Castiglia; si ricordassero poi d'essere Spagnuoli. + +In questa forma, con questi sentimenti, parlava per lui il Ximenes; con +sincerità d'animo, questi, che in ogni evento restava il primate di +Spagna, e da cose mutate, o rimaste com'erano, non aveva da guadagnare +nè da perdere. E il re, per non parere stizzito della burla patita, il +ministro per parer largo con tutti, prudentemente deliberarono di +muovere a Burgos, ove del resto un giorno o l'altro sarebbero +trasportate le tende. + +Burgos, vasta città irregolare, piantata a semicerchio sul pendio +d'un'alta collina, non aveva ancora perduto del tutto lo splendore di +quei tempi che vi risiedevano i conti, poi re di Castiglia. Come quasi +tutte le città medievali, era corsa da vie strette, tortuose e +malinconiche: ma le sue piazze ornate di severi edifizi e di fontane, le +davano una bell'aria di capitale antica. E si gloriava anch'essa d'una +cattedrale gotica, del secolo XIII; ma più assai era orgogliosa della +sua _Calle Alta_, dove ancora sorgevano le case di Rodrigo di Bivar, +detto il Cid Campeador, e di Fernando Gonzales, primo conte di +Castiglia. Salamanca, Valladolid, Medina del Campo, Segovia, tutte a +vicenda residenze reali dei re di Castiglia, avevan fatto un po' di +torto a Burgos, il cui clima si riteneva troppo umido e freddo. Ma a +Burgos, capitale antica, si erano tenute in momenti solenni le Cortes, +segnatamente nel 1188, le prime in cui alla nobiltà ed al clero si +aggiungessero i procuratori, o deputati delle città e dei borghi, che +furono appunto in numero di cinquanta; bel principio e pronta fioritura +di libertà comunali, che l'autorità regia aveva dovuto riconoscere, o +forse trovato utile di mettere a fronte dei due corpi privilegiati, per +tenerli in rispetto con quel nuovo elemento. + +La Corte di Castiglia, recandosi a Burgos, non aveva da scegliere la sua +residenza, essendo ancora in piedi l'antico palazzo di Fernando Gonzales +nella Calle Alta. Non era vasto, il palazzo; non potevano trovarci +alloggio due corti, se non a patto di starci pigiate. Le persone che si +amano scambievolmente stanno di buon grado a disagio, pur d'essere +insieme; non così quelle che stanno un po' grosse, vedendosi volentieri +come cani mastini. + +Con quest'animo era corso a Burgos il re Ferdinando, e si piantava nel +palazzo di Fernando Gonzales, destinato ad accoglier sovrani: per allora +il solo sovrano era ancor lui, e gli altri erano di là da venire. "Li +aspetterò alla Calle Alta, diceva; li riceverò io, e vedremo che cosa ne +nascerà". + +Perchè non andar loro incontro fino al porto di Laredo? Ah, no, fin +laggiù: non lo avevano avvisato dell'arrivo, e l'andarli a cercare, ad +aspettare all'approdo, sarebbe stato ufficio di vassallo che volesse +farsi ricevere in grazia. A Burgos era in luogo decente, in condizione +regale. Sarebbero venuti a lui; li avrebbe accolti con ogni +dimostrazione di affetto paterno; e magari, prendendo norma dalle +circostanze, avrebbe rimessa loro ogni autorità sulla Castiglia, o +l'avrebbe ritenuta in nome loro, per utilità del regno, per quell'onore +e per quella grandezza di Spagna, che il re Ferdinando aveva spesso +sulla bocca, come il suo ministro Ximenes l'aveva sempre nel cuore. + +Ma coloro che avevano guidata così vittoriosamente la congiura di +Castiglia non erano meno accorti del re d'Aragona. Burgos accolse la +comitiva trionfale, che da Laredo era venuta alle sue nobili mura; +ammirò il bellissimo re, che magnifico in sella cavalcava al fianco di +Giovanna, seduta con molta eleganza su d'una bianca chinéa; applaudì, +gridò l'amor suo con tutte le frasi più calde; gittò alla coppia gentile +dei suoi sovrani le prime rose della stagione; ma non vide salire fino +alla Calle Alta il regale cortéo. Parve cortesia profumata il volersi +fermare al palazzo di città, quasi come ospiti dei sudditi loro. E i +buoni sudditi di Burgos, con nuovi applausi, con grida insistenti, +chiamarono tante volte al balcone del palazzo i sovrani, quante furono +necessarie a contentare della loro vista i quarantamila abitanti della +nobil città. E parve finalmente ricambio di cortesia lasciarli riposare +un tratto, e prender ristoro, essendosi sparsa la voce che accettavano +la refezione di rito presso il preposto del comune. La refezione, con +tutte le cerimonie concomitanti, voleva andar per le lunghe; si +sarebbero mossi verso sera, i sovrani, per salire alla Calle Alta; +c'era tempo per tutti di andare al pasto quotidiano, di farci la siesta +consueta, e poi ritornare in tempo a tutte le novità di quella bella +giornata. + +La prima novità fu questa, che l'araldo regale andò attorno per tutte le +piazze di Burgos, con le trombe, e con un drappello d'arcieri. Su tutte +le piazze, dopo una suonata di trombe, il nobile personaggio, ben ritto +sulla sella del suo cavallo bianco, e con una voce squillante quasi come +le sue trombe, lèsse al popolo la parola sovrana: + + "Don Filippo e donna Giovanna, per la grazia di Dio re e regina di + Castiglia, di Leon, di Granata, di Toledo, di Valenza, di Gallizia, + di Maiorca, di Siviglia, ecc. ecc., ai reggenti, assistenti, + alcaldi, alguazili ed altri giustizieri quali si vogliano di tutte + le città, ville e luoghi dei nostri regni e dominii, salute e + grazia! + + "Sappiate che essendo noi deliberati di visitare tutte le terre del + nostro regno, e perciò sul punto di partire da questa amata città, + per rispetto alle antiche consuetudini ond'essa è privilegiata, + come per dimostrazione del nostro vivissimo affetto, abbiamo + ordinato che in Burgos siano convocate le Cortes di Castiglia e + Leon, dove noi saremo ritornati, a Dio piacendo, prima del 20 + giugno. Siano dunque avvertiti di ritrovarsi per quel giorno in + Burgos i tre _estamentos_ di Castiglia, del clero, dei nobili, dei + procuratori delle città e borghi regali, a cui è concesso il + diritto di partecipazione, per far le leggi nuove e riformare le + antiche, per istabilire con equità i pubblici carichi, reprimere + gli abusi, far ragione a tutti coloro che a noi si richiameranno + di violata giustizia. Tale essendo il nostro piacere, conforme agli + obblighi verso Dio e verso il buon popolo di Castiglia. + + "Dato nella nostra antica città di Burgos, il giorno 8 di maggio, + l'anno della natività del nostro Salvatore Gesù Cristo 1506. + + "_Io il Re. Io la Regina._" + +Era quello un colpo maestro del buon Tellez Giron de Sandoval, duca di +Ossuna, che primeggiava nei consigli dei nuovi sovrani. Ma la prima +spinta era data da Beatrice di Bovadilla, che aveva preso assai +facilmente presso la regina Giovanna il posto tenuto presso la grande +Isabella. Ricordate che a Valladolid era venuto a cercare donna Beatrice +il giovane marchese di Lucena, per riferirle in nome dell'Ossuna i +desiderii del popolo; e come donna Beatrice consigliasse di rispondere +in modo da contentare Valladolid senza offesa ai diritti di Burgos. +L'occasione di appagare i voti dell'una e dell'altra città si era +offerta più presto che Bovadilla non si potesse immaginare: fin da +quando era giunto don Diego Colon a prender commiato dal padre, +l'accorta signora aveva meditato quel colpo che doveva sgominare tutti i +disegni faticosi del re d'Aragona. Così, fatta a Burgos una sosta di tre +ore, con una certa promessa di ritorno, Giovanna e Filippo si +rimettevano in via, pellegrini d'amore e banditori della propria +sovranità per le terre di Castiglia. Quanto a visitarle tutte, non c'era +impegno che potesse durare contro la stanchezza di un lungo viaggio. Ma +si andava, come se il pellegrinaggio dovesse giungere fino alle rive del +Mediterraneo e a quelle dell'Atlantico. L'essenziale era di lasciare il +re Ferdinando colle mani in mano, nella Calle Alta di Burgos, dandosi +pensiero di lui, che aspettava, come se fosse stato cento miglia +lontano. + +Nella Calle Alta l'editto regale fu letto quando Giovanna e Filippo +erano già usciti dal palazzo di città, e le grida di saluto ai sovrani +salivano al cielo. Il re Ferdinando sentì quelle grida nello stesso +tempo che giungeva a lui qualche frase dell'editto, recitata a voce più +alta dall'araldo, o non coperta dai rumori della moltitudine ascoltante. +Partivano, dunque? partivano da Burgos, dov'egli si era venuto a +piantare, per metterli nell'impaccio; e ce lo lasciavano lui, +ignorandolo, non mostrando di sapere che fosse ancora tra i vivi. + +Per una volta tanto, il pazientissimo re si morse le labbra dal +dispetto. Questa poi non se l'aspettava. E voleva sfogarsene col fido +Ximenes; ma il Ximenes non c'era. Non già perchè lo avesse abbandonato +anche lui, come tutti i suoi gentiluomini di Castiglia; ma perchè era +andato a parlamentare con gli avversarii. Come nato in Castiglia e +arcivescovo d'una città di Castiglia, il Ximenes aveva fatto ossequio ai +nuovi sovrani. Ed essi avevano mostrato di gradir molto la visita; e +Giovanna in particolar modo si era mostrata affabilissima al confessore +di sua madre. Ma a lei non aveva osato dir nulla, nè far preghiere, nè +dar consigli non chiesti, specie vedendola così ben circondata, +custodita e difesa. + +Al duca d'Ossuna, piuttosto, e agli altri cortigiani maggiori, si aperse +liberamente il virtuoso Ximenes. Perchè quella partenza improvvisa? +senza dare un po' di riposo alla regina? senza permetterle di vedere il +re d'Aragona, che stava lassù ad aspettarla? Infine, quello era suo +padre; ed era d'un padre aspettare i suoi figli. + +--Vostra Eccellenza non dimentica che donna Giovanna è la regina di +Castiglia, e che qui siamo, se Dio vuole, in Castiglia;--rispondeva con +molta calma il duca d'Ossuna.--Vostra Eccellenza non ignora che non ci +son più padri nè figli, dov'è in giuoco la dignità della Corona. Tutto +ciò che Vostra Eccellenza ci fa notare col suo gran senno, con la sua +grande pietà, con la sua grande prudenza, è stato attentamente +considerato da noi. Non abbiamo obbedito a rancori, a puntigli, a +dispetti; solo ci siamo studiati di non consigliar debolezze. Giovanna e +Filippo son venuti qua in casa loro; ricevono visite, non vanno a +farne.-- + +L'argomento era senza replica. Ma l'arcivescovo di Toledo, non potendo +attaccarlo di fronte, si provò a scalzarlo di fianco. + +--Intendo, intendo;--diss'egli.--E le ragioni son buone, come le +intenzioni son pure. Ma non si potrà forse impedire che il popolo di +Burgos faccia i suoi giudizi su questo caso spiacevole. + +--Saranno giudizi temerarii;--rispose più placido che mai il duca di +Ossuna;--saranno giudizi temerarii, se vorranno trovare un cattivo +sentimento dove non era altro che l'obbligo sacro di mantenere nella sua +integrità il buon diritto della Corona. Un altro giudizio, e più savio, +vorrà fare il popolo di Burgos, pensando che il re d'Aragona, trovatosi +qui mentre i reali di Castiglia giungevano in casa loro, non si è +neanche degnato di andarli a ricevere alle porte, per offrir loro la +casa, che teneva preparata per essi. + +--Ah signori! signori!--esclamò il buon Ximenes.--E non son puntigli, +questi? + +--Ragioni di dignità, ragioni imprescindibili: e Vostra Eccellenza si +dorrebbe a buon dritto, non per sè, ma per l'alto suo ministero, se +Palencia o Siviglia mancassero di rispetto a Toledo. + +--Ma pensate, signori,--insisteva il Ximenes, senza ribattere +quell'argomento ad hominem,--pensate che molte cose con un po' di buon +volere dall'una parte e dall'altra s'aggiustano. Castiglia ed Aragona, +finalmente, che sono? Non forse la Spagna? la Spagna antica, che le +discordie avevano disfatta, aprendone la via al Moro infedele? la Spagna +nuova, che dobbiamo saldar meglio nelle leggi e nei cuori? Chi, più del +re Ferdinando, s'è adoperato per questa nobile Spagna? Non ha egli +condotta a termine la cacciata del Moro? Non ha egli ceduto alla Spagna +i particolari diritti d'Aragona sul reame di Napoli? e ancora non +combatte per assicurarne il dominio alla Spagna?-- + +Il duca d'Ossuna aveva chinato più volte il capo alla progressione +oratoria dell'arcivescovo di Toledo. E pareva che approvasse: ma non +faceva altro che accompagnare col gesto quella enumerazione di meriti. +Infatti, come quell'altro ebbe finito, così egli parlò, ribattendo: + +--Molte cose si potrebbero rispondere alla Eccellenza Vostra. Poche ne +diremo, stretti come siamo dal tempo. Si ricordi quanta parte abbia +avuta nella gloria del regno la grande Isabella; e solo può dimenticar +la regina, chi ha mostrato di dimenticare la donna. Aragona ha ceduto +Napoli alla Spagna, non potendo tenerlo per sè, con dinastia separata e +con forze troppo inferiori al bisogno. Che io dica il vero, lo dimostra +il fatto che il re d'Aragona, dovunque non vide la pronta utilità +dell'impresa, lasciò avaramente in ballo Castiglia. + +--E dove? + +--In una certa spedizione da Palos, donde venne alla Spagna l'acquisto +di tante terre nel nuovo Mondo, e tanta gloria nel vecchio. + +--Bravo, Ossuna!--gridò una voce femminile. + +--Aggiungo,--riprese l'Ossuna, dopo aver risposto con un cavalleresco +inchino a quel grido,--aggiungo poi, per quanto risguarda il combattere, +che la grande Isabella ci ha guadagnata l'infermità donde fu tratta alla +tomba, povera e santa guerriera! Aggiungo ancora che non Ferdinando ha +preso Granata, ma Consalvo di Cordova; nè Ferdinando, ma Consalvo di +Cordova combatte ancora in Italia; e Ferdinando non l'ama, Ferdinando +l'ha in ira, forse più che in sospetto. Pure, è gloria di Spagna, +Consalvo. E la gloria di Spagna, dopo tutto, noi la vogliamo sulla punta +della nostra spada, non nel consigliar debolezze verso l'uomo che fino a +ieri ha impedito (e ne abbiamo le prove) che la Castiglia ricevesse i +suoi re.-- + +Neanche qui c'era da replicare; e il virtuoso Ximenes si contentò di +mandar fuori un sospiro. Sentiva anch'egli che il suo re Ferdinando, con +una buona causa alle mani, si era adoperato fin allora con indegni +artifizi, come se l'avesse cattiva? + +Pochi momenti dopo, la coppia regale era in moto, per uscire da Burgos, +non dimenticando di lasciarci ufficiali suoi ed un nerbo di gente per +custodirvi il buon dritto di Castiglia. Non ce ne sarebbe stato bisogno, +tanto era l'ardore di quel popolo. Giovanna era adorata da ogni ordine +di cittadini; Filippo, dal canto suo, aveva conquistate le padrone di +tutti quei cittadini. Ah perchè i doveri del trono allontanavano da +Burgos quel fior di bellezza? "Appena vidi il sol che ne fui privo" +avrebbe potuto gridare il gentil sesso di Burgos. + +Non dubitate, o belle; ritornerà presto, il giovine Apollo di casa +d'Austria. E qui, il 25 settembre, come a dire prima che passino i +cinque mesi, egli morrà di morte improvvisa. E Giovanna ne perderà la +ragione del tutto, e non concederà il cadavere alla vostra certosa di +Miraflores, se non dopo averlo portato più settimane attorno, per città +e campagne, aprendo ad ogni tratto la bara, per contemplarlo ancora, e +nutrirsi del suo pazzo dolore, e farne spettacolo lagrimoso alle genti. +Soltanto allora il re Ferdinando avrà conseguito il suo fine. Ragno +paziente, rifatta la sua tela, e la pace coi nobili di Castiglia, +otterrà una reggenza, che gli permetta di adoperarsi liberamente alla +grandezza del regno. Causa buona, certamente; ma lasciata in cattive +mani. Perchè? + + + + +CAPITOLO XVI. + +Grazia, giustizia, e un granellin di follìa. + + +Ma per ora, vittoria. Giovanna e Filippo sono entrati a Valladolid. Le +accoglienze sono maravigliose; l'allegrezza della città non si descrive; +essa è tanto più grande, quanto più lontana era in lei la speranza di +avere tra le sue mura i sovrani. Nè solamente per un giorno, come è +toccato a Burgos. Valladolid li riterrà per parecchi, meglio prestandosi +per una lunga dimora l'ampiezza del palazzo reale, e il non averci +l'incomodo di un'altra corte, sempre molesta vicina, per quanto +l'abbiano scemata di numero le diserzioni sollecite di tutti, o quasi +tutti i gentiluomini Castigliani. Se poi l'altra corte volesse scendere +anch'essa in Valladolid, non avrebbe a far altro che a prendere esempio +da ciò ch'è avvenuto in Burgos, dov'ella si era già collocata, e i nuovi +venuti erano smontati al palazzo di città. Venga pure a Valladolid, e +smonti dove le pare; magari al palazzo di giustizia, dove abitava il +Ximenes: l'essenziale è che non trovi alloggio al palazzo reale, che è +proprietà di Castiglia e Leon, mentre Castiglia e Leon appartengono ai +due giovani principi, ai sovrani adorati, che tutto il paese ha così +prontamente riconosciuti, passando sopra alle minute formalità, alle +vane cerimonie d'una trasmissione di poteri. Tutta roba, questa, a cui +si potrà dar sesto in processo di tempo: per ora Valladolid non ha da +curarsi di ciò; Valladolid è in festa, e sarà in festa finchè i giovani +sovrani staranno tra le sue mura. + +Beatrice di Bovadilla trionfa; quando passa lei per le vie, tutti i +cittadini si scoprono il capo, le fan riverenze, l'acclamano. Si sa che +il consiglio di scender subito a Valladolid è venuto da lei. Si vede che +i duchi e tutti gli altri gran signori del cortéo regale, abbondando +volentieri nelle belle forme della cavalleria spagnuola, si mostrano +pieni di ossequio per lei; ed anche il popolo impara a riverirla, ad +amarla. La regina Giovanna la vuol sempre al suo fianco; il re Filippo +la colma di delicate attenzioni. + +Troppe attenzioni, ahimè, quelle di Filippo il Bello, e troppo delicate! +Giovanna ammette le cortesie, non riprova le garbatezze; ma ci vorrebbe +più riguardo, più misura, più parsimonia. È gelosa, e la gelosia non +ragiona; è gelosa, e ne soffre doppiamente questa volta, perchè la +gelosia ha un argomento visibile su cui esercitarsi, e perchè infine +ella ama la marchesa di Moya, e non vorrebbe privarsi di lei. + +--Dio, come sei bella!--le disse al secondo giorno dell'entrata in +Valladolid, non potendo più reggere alla sua pena.--Sei troppo bella, +Bovadilla!-- + +Donna Beatrice diede in uno scoppio di risa, che mostrava tutta la sua +bell'indole, ma ancora più i suoi bellissimi denti. + +--Alla mia età,--rispose poscia,--non mi aspettavo più un simile +discorso. È anche vero che Vostra Altezza ha il più bel cuore della +cristianità. + +--Oh, non è il mio cuore, quello che parla; sono i miei occhi;--replicò +Giovanna, abbracciandola con tenerezza, come se volesse in quell'atto +premunirsi contro la cattiveria del sentimento da cui si sentiva già +invadere.--Tu hai bevuto alla fontana di giovinezza, che i maghi +moreschi hanno fatta scaturire in qualche parte della Spagna. Dimmi +dov'è, tu che lo sai; e dov'è la fontana della bellezza miracolosa. +Perchè anche di questa ne hai bevuto, Bovadilla. Negalo, se puoi! C'è +qualcheduno che ti vede troppo di buon occhio; ed io non voglio, +Bovadilla, non voglio. + +--Vostra Altezza si rassicuri anche contro le illusioni degli +occhi;--rispose Beatrice di Bovadilla, mettendosi sul grave.--Io voglio +farle qui una bella confessione. + +--Ah sì, sentiamo, Bovadilla!--gridò la regina, battendo le palme dalla +gioia.--Tu hai pure un certo modo originale di dir le cose più fini! + +--Ringrazio Vostra Altezza, e incomincio con una domanda, ch'ella vorrà +perdonarmi. Che cosa ho fatto, io, che cosa ho detto io alla mia regina, +appena ella è smontata sulla spiaggia di Laredo? + +--Non so più bene;--rispose Giovanna, sconcertata da quel modo di +cominciare, che veramente era più originale di quanto ella potesse +aspettarsi.--Ricordo che mi hai presentato don Bartolomeo Colon. + +--Con una lettera, non è vero? + +--Sì, con una lettera di ossequio, di suo fratello l'Almirante. + +--Almirante maggiore del mare Oceáno;--aggiunse a mo' di glossa in +margine la marchesa di Moya, badando anche a batter bene l'accento sulla +penultima di Oceáno, com'ella soleva.--E la lettera diceva, oltre le +parole di ossequio? Non forse che l'Almirante aspettava giustizia dai +nuovi sovrani? + +--Sì, è vero; e la faremo. Ma che vuoi tu dire con ciò? + +--Questo, mia buona regina: che anch'io, dopo l'ossequio dovuto a Vostra +Altezza, non vedevo più altro fuorchè don Cristoval Colon, il +grand'uomo, il luminare del mondo. + +--Come ne parli!--esclamò Giovanna, guardandola fissamente negli, +occhi.--E non temi, dandogli questo titolo, di far torto ad Apollo, il +dio della luce? + +--Non ho da render conto agli Dei; amo quell'uomo. Scendesse Apollo in +terra, Apollo che è pure il dio della bellezza, della poesia e +dell'arte, egli non avrebbe uno sguardo da me: non lo avrebbe avuto +quand'ero ancor giovine, e bella davvero (posso oggi parlarne senza +incorrere la taccia di superbia) e già amavo don Cristoval. + +--Lo hai amato.... e lo ami sempre....--disse Giovanna, seguendo a modo +suo il filo di quello strano discorso.--Bella cosa, amar sempre.... ed +essere amata! Perchè non lo sposi? + +--Non posso;--rispose Beatrice Bovadilla, con accento di profonda +tristezza. + +--Non puoi? E chi lo impedisce? Posso io esserti utile? + +--No, mia signora;--mormorò Beatrice sospirando.--C'è un triste segreto +di mezzo, il segreto di Cordova! + +--Posso io saperlo? Vuoi dirmelo?-- + +La marchesa di Moya non poteva ricusare alla innocente curiosità della +pietosa regina il resto di una confessione, ch'ella stessa si era +proposta di fare. Ed anche le pareva di sfogare la piena del suo dolore, +narrandone ancora una volta le tristi cagioni. Narrò dunque, svelò +intieramente il segreto di Cordova. + +--E quella donna?--domandò la regina.--Se è libera, come tu dici, non +darà la sua mano a don Cristoval? + +--Non vuol saperne;--rispose Beatrice di Bovadilla. + +--Non vuol saperne? e perchè, dopo il suo fallo? ed essendo questo +l'unico modo di ripararlo? + +--Non lo so;--disse Beatrice.--Pare che le sia entrata nel cuore una +avversione invincibile contro il padre del suo Fernando, anche prima che +questi nascesse. Misteri della povera carne! Ed io non cercherò di +approfondirli. Pure ho tentato di ricondurla alla ragione, quella donna +ostinata; e tanti anni fa, ed ancora in questi ultimi tempi. Dio mi è +testimone che ho fatto ogni mio potere per convincerla. Non trovandola +io, ed essendo chiamata dal segnale dei fuochi d'allegrezza a Laredo, ho +posto sulle sue tracce una fidata persona, che l'ha ritrovata finalmente +a Granata, consegnandole una lettera mia. Frate Alessandro, un buon +francescano, che era il mio messaggero, è tornato iersera da me, senza +aver nulla ottenuto. Le ha parlato da religioso e da cavaliere ad un +tempo, ma senza alcun frutto. Gli ha risposto che è contenta così, e che +vuol vivere in pace. Ma forse io m'inganno, sulla avversione +inesplicabile di lei. Se don Cristoval fosse in auge, parlerebbe ella +ancora così? Certo, non amerà esser la moglie di un povero abbandonato. + +--E se io lo rimettessi in onore?--disse Giovanna.--Se io gli rendessi, +unita col mio Filippo, tutti i suoi titoli, i suoi diritti, i suoi +privilegi?... + +--Chi sa? forse allora si muterebbe il suo cuore. + +--E tu ne saresti contenta?-- + +Beatrice di Bovadilla stette dubbiosa un istante: ma si pose una mano +sul cuore, come per reprimerne le voci ribelli, e rispose con accento +sicuro: + +--Sì, perchè mi parrebbe di avere adempiuto l'obbligo mio. + +--Ami tu in questo modo? + +--Ma sì, mia dolce signora. Ognuna di noi ama in un suo modo +particolare. Il mio non rifugge dal sacrifizio. + +--Povera Bovadilla, come devi soffrire! Ed è sempre bello, il tuo +Almirante? bello, come io l'ho veduto bambina, alto, maestoso, sereno, +con quei grandi occhi azzurri e quelle labbra che facevano anche più +bello il sorriso? + +--Sempre!--rispose Bovadilla, chiudendo gli occhi con atto +religioso;--sempre tale io lo vedo, attraverso la nebbia degli anni. Ed +è bello come un dio antico, sul cui capo sia passato il dolore, +lasciandogli i suoi segni augusti nel viso. I travagli della vita lo +hanno estenuato; gli tremano le membra, e spesso ricusano di sostenerlo; +ma i suoi alti servigi ne han colpa. La fronte, ampia e serena, è campo +di celesti pensieri, di cui si vorrebb'essere a parte; gli occhi +scintillano, dardeggiano, e passano i cuori; le labbra.... ha detto bene +Vostra Altezza.... le labbra son tali da fare anche più bello il +sorriso, la cosa più bella, forse l'unica bella sulla faccia dell'uomo. +L'aureola dei suoi patimenti raddoppia quella delle sue imprese +immortali; essa fa di lui il più grande fra gli uomini. + +--Che ardore!--esclamò la regina.--Ma quando si ama, si pensa così. +Niente val più del nostro amore; niente val più dell'uomo che amiamo.-- + +Giovanna era sul punto di cadere in una delle sue estasi frequenti, +donde tornava poi tanto difficile richiamarla alle cure volgari della +vita. + +--Ed io non abbandonerò più quell'uomo;--ripigliò la marchesa, alzando +la voce, come per trattenere lo spirito vagabondo della regina.--Anzi, +mi ascolti Vostra Altezza, io dovrò pregarla ben presto di darmi +licenza. Alla mia regina ho portato l'omaggio di un cuore devoto; ma +ella non avrà più bisogno di me; resterò a Valladolid.-- + +Un moto involontario d'allegrezza agitò il cuore e tinse d'una fiamma +fugace le pallide guance della gelosa regina. Ma la gelosa era buona, ed +amava la sua Bovadilla; perciò represse a forza quel senso importuno di +gioia, che sarebbe anche parso di brutta ingratitudine. + +--Mia cara!--diss'ella.--Ciò che vuoi fare a Valladolid non si accorda +troppo bene con ciò che speri di ottener da Granata. Ma speriamo che +Granata persista nel suo rifiuto; non ti rifiuterò io ciò che domandi +per il tuo Almirante. Lascia che si compongano queste difficoltà con mio +padre, e che io sia libera di dar corso ai voti del mio cuore, ed io +penserò a don Cristoval Colon in modo da farti contenta. Sarà questo il +mio primo atto di regno. + +--Faccia la mia signora che sia soltanto il secondo;--rispose la +marchesa di Moya. + +--Come?--gridò la regina.--C'è altro, che ti preme di più? + +--Non già che mi prema di più, ma che può farsi prima, che può farsi fin +d'oggi. + +--Che cosa? Sentiamo. + +--Una visita al palazzo di giustizia, o, per dire più veramente, alle +carceri attigue. + +--Per che fare? + +--Per liberare una povera donna, che molto mi sta a cuore, come sta a +cuore del signor Almirante, essendo essa la moglie di un degno +gentiluomo, suo concittadino e fedele servitore. + +--Che cosa ha fatto questa donna? ha commesso un delitto? + +--Sì, e gravissimo; è moglie ad un uomo che non voleva prestarsi ad un +tradimento contro Giovanna e Filippo, legittimi sovrani di Castiglia.-- + +Così avendo incominciato, Beatrice di Bovadilla narrò tutta la storia +del conte Fiesco e della contessa Juana. L'anima mite della regina si +turbò grandemente al racconto di quella prepotenza inaudita, che, +com'ella disse, gridava vendetta a Dio. + +--E giustizia ai suoi ministri in terra;--conchiuse la marchesa di +Moya.--Così si è messo il coltello alla gola d'un povero gentiluomo, +straniero di nascita, ma vissuto parecchi anni ai servizi di Castiglia. +E si aspetta da San Domingo la prova che la contessa di Lavagna non sia +stata suddita Spagnuola. E si aspetta da Genova la prova che sia +veramente la moglie del conte Fiesco. Se poi il conte Fiesco si decide a +far firmare questo trattato dal re Cristianissimo, non c'è più mestieri +di prove da Genova, non c'è più mestieri di prove da San Domingo, e la +prigioniera è restituita al povero conte.-- + +Così dicendo, la marchesa di Moya aveva cavato un foglio dalla sua borsa +di velluto, e lo metteva sotto gli occhi della regina. + +Giovanna lèsse, e strinse convulsamente le labbra. + +--Pazienza per me, che sono sua figlia;--diss'ella.--Ma contro i diritti +di Filippo! È orribile, sai? Son pazza.... pazza io, perchè amo! Così +avess'egli veramente amata mia madre, che non vedrei sul trono di +Aragona la sua Germana di Foix! Ed è della sua cancelleria, lo +scritto;--soggiunse, guardando ancora il foglio malaugurato.--Conosco la +mano del suo segretario Fernando Alvarez di Toledo; un Castigliano che +non abbiamo ancor veduto alla nostra corte! Meglio così, dopo tutto; che +io non lo vedrei di buon occhio. Mi lasci questo foglio? + +--È commesso alla mia fede, signora. Questo posso giurare, che non +andrà, per le mani d'un Fiesco, a Parigi. + +--Ripiglialo, Bovadilla. Tanto, mi scotterebbe le mani. E mi dicevi che +le carceri sono attigue al palazzo di Giustizia? + +--Sì, e se Vostra Altezza ama davvero la sua Bovadilla.... + +--E la mia Bovadilla, e la giustizia del mio regno;--rispose con nobile +accento la regina.--Andiamo senza perdere un istante. Dov'è Filippo? Si +cerchi del re.-- + +Filippo non era a palazzo. Mezz'ora prima era montato a cavallo, in +compagnia del duca di Ossuna. Per dove? Non si sapeva; ma certamente non +poteva andare lontano, non avendo accennato ad una lunga assenza. Era +andato a passeggio; non si trattava dunque se non di una delle solite +scappate mattutine, per veder la città. Il giovane re era come uno +scolaretto, a cui pesino troppo le sue ore di studio, sotto gli occhi e +la sferza del pedagogo. + +Giovanna si addolorò di quella passeggiata, che si faceva senza di lei, +e senza pure avvertirla. Ah, le belle di Valladolid! volevano farla +disperare, come quelle di Brusselles, come quelle di Londra! + +--Mia signora,--disse Beatrice, che non voleva altri indugi,--se il re +Filippo non è a palazzo, lo troveremo fuori, facendo un giro per la +città. E del resto, si fa presto a trovarlo.-- + +Era in anticamera il marchese di Lucena; la marchesa lo chiamò, e in +presenza della regina gli disse: + +--Lucena, siate oggi, con licenza[tn285] di Sua Altezza, il mio +aiutante. Uscite e cercate del re don Filippo; ditegli che la regina è +andata fino al palazzo di giustizia, per visitare le carceri, e lo +attende colà. + +--Lo desidera;--corrèsse la regina. + +--Vostra Altezza sarà obbedita;--rispose il marchese di Lucena, +muovendosi tosto per partire. + +--E veduto il re,--aggiunse la marchesa,--cercate del conte Fiesco. Lo +troverete probabilmente in casa del signor Almirante Colon. Ditegli, vi +prego, di venirmi a trovare alle carceri. Il ritrovo non sarà +bello,--soggiunse ella ridendo,--ma non l'ho inventato io, e bisogna +prender le cose del mondo come vengono.-- + +Il marchese di Lucena s'inchinò, e partì come una freccia. + +Mezz'ora dopo, la regina Giovanna, seguita dalla sua dama di palazzo, da +due cavalieri d'onore e da un drappello d'arcieri, si presentava +all'ingresso delle carceri, detto il palazzo di giustizia. + +--Sua Altezza la regina di Castiglia! aprite!--intimò il capo degli +arcieri. + +Il cancello si aperse, e la regina entrò in un cortile di vecchio +convento, diventato prigione. Il prevosto delle carceri non tardò ad +apparire dall'alto di una scala, e tutto confuso da quella visita +inaspettata scese a precipizio, rischiando un paio di volte di +fiaccarcisi il collo. + +--Agli ordini di Vostra Altezza;--balbettò egli, piegandosi in +due;--agli ordini di Vostra Altezza. + +--Voglio visitare le carceri;--disse la regina, con piglio +severo.--Precedimi.-- + +Il prevosto non osava passare avanti: ma Beatrice di Bovadilla gli fece +notare che dove Sua Altezza ordinava, il cerimoniale portava di +obbedire. E il prevosto si piegò in due una seconda volta, precedendo +la comitiva fino al piano superiore del chiostro. + +--Non aspettavate di rivedermi così presto?--gli disse a mezza voce la +marchesa di Moya, mentre la regina si affacciava nell'intercolonnio, a +guardare di sotto e d'intorno. + +--Signora.... sa Iddio se avrei voluto contentarvi l'altro giorno; ma ho +comandi superiori.... sono schiavo del dovere.... + +--Il vostro dovere lo vedremo quest'oggi;--ribattè la marchesa.--E +preparatevi a farlo bene. + +--Che cosa gli dici?--domandò la regina, avvicinandosi. + +--Che si disponga a liberare il mozzo Bonito, secondo gli ordini di +Vostra Altezza;--rispose la marchesa di Moya. + +--Tale è infatti il nostro piacere;--disse la regina.--Dov'è egli? + +--È là, al numero sette, voltato quell'angolo del corridoio;--rispose il +prevosto, più confuso che mai.--Ma.... voglia perdonarmi Vostra +Altezza.... So bene che Vostra Altezza comanda.... Tutta Valladolid lo +dice; ma io, povero vecchio soldato, schiavo del mio dovere.... + +--Vuoi dire che non hai libertà di obbedirmi? Colpa di chi non te lo ha +fatto sapere in tempo;--replicò la regina, con più asseveranza che non +fosse dato aspettare da lei.--Apri quell'uscio, e metti fuori il +prigioniero, a cui faccio grazia, se forse non è meglio dire gli rendo +giustizia.-- + +Il povero prevosto nicchiava. L'aspetto imperioso della regina egli lo +vedeva, e ne tremava tutto: ma aveva anche agli occhi le immagini del +re Ferdinando e del suo potente ministro Ximenes. + +--Mia signora....--balbettò egli.--Se almeno avessi un ordine in +iscritto! + +--Non c'è altra difficoltà?--disse la marchesa di Moya.--Portate qua +penna e calamaio con un foglio di carta, e l'ordine è presto fatto. + +--Capisco.... sì, capisco bene. Ma gli ordini, forse, andrebbero meglio +se firmati da due.... dalla regina e dal re. Il re e la regina sono +inseparabili.-- + +La marchesa di Moya stava già per rispondergli. Ma la regina fu colpita +dalle parole dello scrupoloso carceriere. + +--Hai ragione, buon servo della corona di Castiglia;--diss'ella, +intenerita.--Tu pensi che Filippo debba esser sempre accanto a Giovanna? +Ricordami queste tue parole, quando avrai qualche cosa da chiedermi, e +ti sarà concessa, te lo prometto fin d'ora.-- + +Ciò detto rimase estatica, pensando e guardando fissamente davanti a sè. +Era uno dei momenti pericolosi, per chiunque aspettasse qualche cosa da +lei. La povera estatica non era più capace di nulla. + +--Possiamo almeno entrare, a visitare il prigioniero;--disse la +marchesa, alzando la voce.--Apriteci, signor prevosto. E Vostra Altezza +si degni di entrare,--soggiunse, premendo con devota amorevolezza il +braccio della regina.--La contessa Juana del Fiesco aspetta una buona +parola dal bel labbro regale. + +--Bel labbro!...--mormorò la regina.--Bel labbro!... Come sei originale, +Bovadilla! Andiamo dunque;--soggiunse, alzando a sua volta la voce;--e +portiamo la buona parola. Bel labbro!--tornò a ripetere +sommessamente.--Bel labbro! Così parlasse Filippo!-- + +La regina voleva visitare il prigioniero; era nel suo diritto, e +adempiva anche uno dei precetti della santa madre Chiesa. Il prevosto +non ebbe argomenti da opporre, e mise mano alle chiavi. La cella del +numero sette fu aperta, e la regina passò. + +Il mozzo Bonito era là, nel vano dell'unica finestra onde prendeva luce +la cella; e stava con la fronte appoggiata alle sbarre d'una inferriata, +per sentire il fresco del metallo, e per bere un soffio d'aria, della +buona aria del cielo, della eterna libera, che forse ignora la sua +grande fortuna. Non si era volto, all'aprirsi dell'uscio, pensando che +si trattasse d'una delle solite visite de' suoi carcerieri; ma si volse +al fruscío delle vesti femminili, e ad una ondata d'insolita fragranza +che penetrava in quel chiuso. Vide allora le dame, riconobbe la marchesa +di Moya, e si gettò nelle braccia che essa gli tendeva in quel punto. + +--Ecco la regina, mozzo Bonito;--fu pronta a dire la marchesa di +Moya;--la regina Giovanna, che vi fa la grazia di venirvi a vedere.-- + +Il mozzo Bonito guardò quella dama dal malinconico aspetto e dai grandi +occhi buoni; si chinò, le prese la mano, baciandola divotamente, e ruppe +in uno scoppio di pianto. Erano le prime lagrime che Fior d'oro avesse +versate là dentro. + +--Mozzo Bonito! mozzo Bonito!--esclamò la regina, commuovendosi.--O +piuttosto, contessa del Fiesco.... Sappiamo tutto: non piangete; siamo +qua noi. Dio!--soggiunse, volgendosi alla marchesa.--Come è bella! Se +avesse i capelli biondi, non si direbbe?... + +--La regina vi fa giustizia;--prese a dire la marchesa, cercando di +rompere il corso dei pensieri regali.--Essa abomina una odiosa +prepotenza, a cui il suo governo è straniero. La regina vi ama, e vi +conduce a respirare un'aria più sana. Venite, contessa, e ringraziate la +regina fuori da questa orribile stanza. + +--Ci sa di rinchiuso;--aggiunse la regina, muovendosi.--E come è brutta +la prigione!-- + +Uscita dalla triste stanzetta, la comitiva svoltò l'angolo del +corridoio, avviandosi a quella parte dond'era venuta. Il signor prevosto +delle carceri si trovò male a quella vista, e fu per cacciarsi le mani +nei capelli. Come richiamar dentro il prigioniero, senza offendere la +regina, che andava oltre, tenendogli per dimostrazione di benevolenza +una mano sugli ómeri? La marchesa di Moya, che veniva dopo di loro a +pochi passi di distanza, vide il comico agitarsi del disgraziato; ma non +si diè cura delle sue smanie, e seguitò imperturbata un esodo che le +pareva troppo bene avviato. Ma egli non la intendeva così; e fattosi +animo, afferrò la marchesa per una manica ricadente della sua +sopravveste di broccato. + +--Signora marchesa.... mia buona signora marchesa....--ansimava egli con +voce soffocata.--È un tradimento.... Sono un uomo rovinato.... + +--Che cosa vi avevo detto io, signor prevosto?--ribattè la marchesa, +traendo a sè la sua manica.--Carta, penna e calamaio, e vi si fa +l'ordine di scarcerazione. + +--Ma senza la firma del re? + +--Ecco, voi non siete ragionevole nei vostri desiderii. La regina vi ha +detto: ripetimi le tue belle parole, quando avrai qualche cosa da +chiedermi, e sarai contentato. Avete voi chiesto allora che il re +autenticasse la parola di lei? E non andrete un giorno o l'altro a +chiedere un posto migliore, anche senza avere la firma del re? + +--Ma ancora non è detto che io l'ottenga!--rispose il prevosto. + +--E il modo vostro è cattivo, se mai, per ottenere qualche +cosa;--ribattè la marchesa.--Credete voi che fugga Giovanna stasera, e +sia qui domani da capo il re d'Aragona? Ah, per buona sorte, e per +rimettervi il fiato in corpo,--soggiunse ella, ridendo,--eccolo qua un +re, signor prevosto, e migliore di quello che volevate servire. Animo! +carta, penna e calamaio, se non volete che il re e la regina vadano via, +senza lasciarvi due righe di biglietto.-- + +Il marchese di Lucena aveva fatte le cose per bene. Filippo, +accompagnato dal buon duca d'Ossuna, era giunto allora nel chiostro, e +stava a colloquio colla regina. Egli ebbe notizia di ciò che Giovanna +aveva fatto, e stava rivolgendo qualche frase benevola al prigioniero +liberato, quando la marchesa di Moya si avanzò per dargli spiegazioni +più minute. + +--Bene! egregiamente!--disse Filippo, a cui poco bastava, e che lì per +lì si sarebbe anche contentato di niente.--Facciamo dunque un po' di +giustizia? Mi par d'andare a nozze una seconda volta. Ma sì!--aggiunse +lesto, vedendo oscurarsi la fronte di Giovanna.--Con la giustizia, oggi, +come già ci andai con la grazia.-- + +Il prevosto aveva fatto portare uno scrittoio, con la carta, il +calamaio e la penna. Gli fu steso l'ordine di scarcerazione, e Filippo +si avvicinò allo scrittoio per apporre la firma: _Yo el Rey_. + +--È la prima che faccio, in Valladolid; ed ora, mia cara Giovanna, a +voi.-- + +Giovanna sussultò a quel dolcissimo aggiunto; e tutto il suo essere +palpitava, radiava incontro a quell'uomo biondo e bello come un giovane +iddio. Guardando a mala pena la carta, e subito levando gli occhi verso +Filippo, scrisse accanto alla firma di lui: _Yo la Reyna_. + +--Basta così, per voi?--chiese la marchesa di Moya al prevosto. + +--Sì, signora marchesa;--rispose egli, chinando il capo più in giù delle +spalle. + +--Ma ancora non basta a me;--ripigliò la signora.--Questo scrittoio può +servire a qualche altro po' di giustizia, se Sua Altezza permette. +Ossuna, volete voi scrivere un salvacondotto per don Bartolomeo Fiesco, +conte di Lavagna, per la contessa sua moglie, e per ogni altra persona +che fosse con lui in terra di Castiglia e Leon, che nessuno li possa mai +molestare nè imprigionare? + +--Il re e la regina permettono;--disse il buon duca di Ossuna, vedendo +sorridere i sovrani e far segno di assenso.--Dettate voi, marchesa, che +sapete i nomi e i titoli, e il bisogno del conte.-- + +La marchesa dettò; Filippo e Giovanna firmarono ancora, l'uno di costa +all'altro, e il duca d'Ossuna v'aggiunse il suo nome, entrando così in +carica di segretario. + +--Due buone azioni, e fatte insieme;--disse la regina.--Sono contenta, +Filippo.-- + +Ma Filippo s'era messo e dire troppe garbatezze al mozzo Bonito, e già +pareva non avesse più occhi se non per lui. Onde la regina strinse il +braccio di Bovadilla, su cui s'era appoggiata per scender la scala; e +stringendo il braccio, le disse all'orecchio: + +--Odio il mozzo Bonito. È troppo bello; portalo via. + +--Lo manderò, piuttosto; perchè vedo là in fondo allo scalone il conte +di Lavagna, che sarà più felice di accompagnarlo. Se pure,--aggiunse la +marchesa,--Vostra Altezza non vuol liberarsi di me. + +--No, no, rimani; son pazza;--mormorò Giovanna, stringendosi a lei.--Son +pazza! son pazza!--seguitava sommessamente.--Lo ha detto anche mio +padre. + +--Pazza d'amore;--le sussurrò Beatrice di Bovadilla all'orecchio.--Ed è +bello, in una donna, esser pazza così. + +--Anche tu, non è vero, Bovadilla? Accompagnami a palazzo; non son +gelosa di te. Ma oggi, piuttosto, per avere il tuo premio, o per darlo +altrui con la tua dolce presenza, andrai dagli amici tuoi che +t'aspetteranno, e dirai a don Cristoval che Giovanna di Castiglia farà +giustizia anche a lui. Come è bello far giustizia! Piace anche a +Filippo; ed è più bello ancora scrivere il proprio nome accanto al suo. +Inseparabili! inseparabili nella vita! Ma bisognerebbe anche esser tali +nella morte; non credi?-- + + + + +CAPITOLO XVII. + +Sposi novelli. + + +Dicono che l'uomo non intenda pienamente il suo bene, se non quando gli +sia accaduto di perderlo, e che non sia maggior dolore del ricordarsene +senza speranza, nè maggiore felicità del ricuperarlo dopo tanto +sconforto. Ma il capitano Fiesco, per intendere il suo, non aveva +mestieri di vederselo rapire a quel modo. Il doloroso esperimento, se +mai, lo aveva già fatto una volta a San Domingo; e in verità non c'era +bisogno d'insegnargli più nulla con un nuovo pericolo. E il pericolo era +stato assai grave, ad onta delle speranze che gli faceva balenare +davanti agli occhi il ministro Ximenes. Come sperare che Gian Aloise si +mettesse per il suo disgraziato parente in una lunga peregrinazione e in +uno spinoso negozio, se quel suo parente gli aveva poco prima ricusato +di muoversi per lui a più breve viaggio e a più facile impresa? E se +pure Gian Aloise si fosse lasciato persuadere per amor di Juana, da lui +tenuta al fonte battesimale, da lui accompagnata all'ara nuziale, era da +credere che sarebbe egualmente venuto a capo di una trattazione, che +doveva essere tanto più malagevole, quanto più pareva premere al re +Ferdinando? Se i negoziati fallivano a Parigi, addio speranze di +Valladolid. E il capitano Fiesco si sarebbe ucciso, non potendo +sopravvivere a Fior d'oro, irremissibilmente perduta. Triste chiusa al +poema! Ed era questo il suo pensiero dominante, l'unico che lo tenesse +in vita. + +Un raggio di speranza lo aveva portato con sè la marchesa di Moya. Si +era sentito rinascere all'annunzio che i nuovi sovrani di Castiglia +sarebbero giunti a Laredo, togliendo al perfido Aragonese +l'amministrazione del regno. Ma anche un animoso tentativo della +generosa Beatrice di Bovadilla era andato a vuoto. Il prevosto delle +carceri, pregato, minacciato da lei, aveva resistito a preghiere, a +minacce; e donna Beatrice era partita per Burgos, promettendo molto al +povero conte, animandolo a sperare da capo, ma neanche lei ben certa di +promettere utilmente, di dargli speranze efficaci. E i giorni passavano, +ed erano giorni d'angoscia terribile. Ferdinando era andato a Burgos, +incontro ai nuovi sovrani. Accorto com'era, non avrebbe acquistato +sovr'essi un ascendente che già gli poteva assicurare la sua condizione +di padre? Ma no; i giovani sovrani avevano lasciato Burgos, per scendere +a Valladolid. Quel padre astuto non aveva vinto ancora. Per contro, +venuta a Valladolid con la regina Giovanna, la marchesa di Moya non si +era lasciata vedere in casa dell'Almirante. Che voleva dir ciò? Una cosa +sola: che la dama di palazzo non aveva potuto, nei primi momenti +dell'arrivo in Valladolid, allontanarsi dal fianco della regina; che se +avesse potuto farlo, non lo avrebbe neanche voluto, amando meglio +restar là, a vigilare, a spiar le occasioni, a cogliere il buon momento +per tentare un gran colpo. La marchesa di Moya non era donna da +dimenticare gli amici, nè da lasciarli in angustie. + +Che gioia, quando il marchese di Lucena, comparso improvvisamente nella +casa di Gil García, ebbe detto al Fiesco: "signor conte, andate subito +alle carceri del palazzo di giustizia; la marchesa di Moya vi aspetta +colà!" E che bella giornata era quella! com'era sereno il cielo! +com'erano liete le strade, per cui egli passava, non andando, non +correndo, volando! + +C'era folla, sulla piazzetta delle carceri, e gli arcieri stentavano a +contenerla. Gli si fece largo, nondimeno: era un gentiluomo, doveva +appartenere al séguito dei sovrani di Castiglia, che erano andati là +dentro, per compiere un atto di grazia, di giustizia, di clemenza +regale. Sì, c'era un po' di tutto questo, nell'atto, e non bisognava +perdere il tempo ad almanaccarci su. Il capitano Fiesco sentiva le +benedizioni, e il cuore gli si allargava in petto, mentre la persona si +faceva sottile ed elastica, per scivolare in mezzo alla calca. + +Entrò nel portico del chiostro, mentre la comitiva regale scendeva lo +scalone. Si trasse indietro per darle il passo, e il cuore gli balzò in +petto più forte, poichè vide in quella comitiva il mozzo Bonito. Anche +il mozzo Bonito avea visto lui, e rizzando la sua bella testina in mezzo +a quel barbaglio d'oro e di seta che scendeva con lui dagli ultimi +scalini, si era recato la mano alle labbra; col sommo delle dita gli +gittava il suo bacio, con un lampo degli occhi gl'illuminava quel +bacio. + +Dalla marchesa di Moya fu presentato alla regina; fece un profondo +inchino, balbettò poche frasi rotte dalla confusione del momento; ma in +quella confusione gli venne bene di poter salutare in lei "l'angelo di +Castiglia." Angelo per la bontà, si capisce; ma gli angeli sono anche +belli. E il complimento, fiorito così naturalmente sulle labbra del +cavaliere, doveva tornar sommamente gradito al cuore della regina. + +--Signor conte di Lavagna,--diss'ella amabilmente,--noi vi rendiamo un +tesoro. Andate, e custoditelo, per vostra fortuna e sua. Se mai vi +accada di abbisognare del nostro appoggio, contate su noi, che saremo +sempre felici di rivedervi.-- + +Ciò detto, e baciato sulle guance il bel mozzo Bonito, congedò +graziosamente gli sposi, che rimasero lì, contro il muro, per lasciarla +passare. Ma ella volle che passasse prima Filippo; indi, tra gli +applausi e le acclamazioni della folla, entrò nella sua lettiga, che +tosto si mosse, per ricondurla al palazzo reale. + +La marchesa di Moya aveva trovato il tempo di consegnare un foglio al +conte Fiesco. + +--Eccovi un salvacondotto, che abbiamo potuto aggiungere ad un biglietto +di scarcerazione;--diss'ella.--Dov'è il più, non conta il meno: pure, +sarà sempre bene tenerlo. Andate; ci rivedremo dall'Almirante, +stasera.-- + +La folla si assiepava intorno ai sovrani, non badava più ad altro, e +lasciava libero il passo rasente al muro dell'edifizio. Il capitano +Fiesco, preso il mozzo Bonito sotto il patrocinio d'un braccio amoroso, +scivolò destramente da quel vano in una viuzza laterale. + +Andavano, andavano muti e palpitanti d'allegrezza profonda; andavano +senza saper dove, felici di andare e d'essere insieme. Quante cose +avevano a dirsi! ma tutte inutili, davanti alla gioia di trovarsi +ricongiunti, ricuperati l'un l'altro, come rinati insieme ad un medesimo +soffio di vita. Le strade tortuose, lunghe, malinconiche, erano sentieri +di paradiso per essi; e lembi di cielo azzurro non ridevano dall'alto, +tra le grondaie dei tetti? La gente guardava un po' troppo i due +viandanti felici; ed essi, per quanto andassero spensierati, non +potevano sempre esser tanto distratti, da non vedere quegli sguardi +curiosi. Gente indiscreta! E non si dava mica pensiero delle coppie di +colombi, che svolazzavano di continuo da una casa all'altra, venendo a +grugare, a bezzicarsi sulle sponde dei cornicioni, sui davanzali delle +finestre, sugli sporti dei tetti! Perchè pigliarsi cura di due felici +mortali, che se ne andavano allegramente pei fatti loro, non dando noia +a nessuno? Adagio, a non dar noia! L'uomo felice ne dà sempre un pochino +al suo prossimo. E i nostri felici non istettero molto a capirlo, perchè +bel bello, senza dirselo, un po' vergognosi, ma anche un po' sorridendo, +si spiccarono l'uno dall'altro, muovendo il passo più svelto, e girando +con tacito consenso verso le vie più deserte, finchè riuscirono sulla +spianata delle mura di Valladolid. Ah, benedetto il cielo, che per +intanto si vedeva più largo! e con molta campagna davanti agli occhi, e +senza curiosi indiscreti dattorno, con un po' di giardini lungo la +strada solitaria, e qualche modesta casetta qua e là. Bel luogo +campestre, tanto più bello quanto era più lontana l'ora dei vespri +rumorosi del popolino! E come invitava bene un'insegna di _posada_, su +cui era scritto in grosse lettere: _a la Gaita Zamorana!_ + +--Dovrebb'essere una piva, la gaita;--notò il capitano Fiesco.--A casa +nostra, quando va a male un'impresa, si dice che l'uomo ritorna con le +pive nel sacco. Mi par di vedere il re Ferdinando, e il suo ministro +Ximenes. E non ti pare un'insegna di buon augurio, Fior d'oro? Non hai +sete? non hai fame? + +--Un po' di verde e un po' di pace!--esclamò Fior d'oro, traendo un +lungo sospiro. + +--Questo prima di tutto;--riprese il capitano Fiesco.--Ma io ritorno +anche al desiderio di vivere. E sarà, se tu vuoi, il primo boccone che +dopo tanti giorni d'angoscia non m'andrà di traverso.-- + +Fior d'oro si strinse amorosamente al fianco del suo cavaliere. E tutt'e +due entrarono nella _posada_ della Gaita Zamorana. Due minuti dopo erano +nel giardino attiguo, seduti sotto un pergolato di vigna, che +incominciava a vestirsi di pampini. + +Qui, mentre l'ostessa andava e veniva col meglio della sua cucina, +scusandosi di non poter fare di più a cagione dell'ora bruciata, i suoi +due forestieri si scambiavano le prime parole un poco ordinate, i primi +pensieri un po' riposati, riandando i giorni dolorosi della loro +separazione. + +--Che orrore, Fior d'oro! E che angoscia, la mia, pensando a quello che +tu dovevi soffrire! Come avrai pianto, mia povera bella! + +--No, sai? Per te, mi sono afflitta; per me, non ho versato neanche una +lagrima. Ero tranquilla. Come ciò fosse non so; ma dopo il primo momento +di sdegno per la infamia del re Ferdinando, una gran pace si era fatta +nell'animo mio, per effetto di una profonda sicurezza. Ti sentivo +presente, Damiano, ti sentivo molto vicino a me, ed ero tranquilla. +Vedevo tutti i tuoi passi, udivo quasi le tue parole. Tu hai parlato +anche al re. + +--Come lo sai? + +--Ti ho veduto, ti ho seguito con gli occhi del cuore. Non ho bene +inteso tutto; ma tu parlavi alto, come sai, come ti consigliava l'amor +tuo per Fior d'oro. Anch'io col Ximenes.... + +--Ah, sì, egli è venuto infatti da te;--interruppe il capitano. + +--Col miele sulle labbra, e non dicendomi il vero;--riprese Fior +d'oro.--Mi avevano arrestata, perchè in ispoglie virili; che pretesti +infantili! Lo avevo ben inteso io, che il mio delitto era più grave; +d'essere Anacoana, la regina di Xaragua, e d'essere fuggita al loro +capestro. Come l'hanno scoperto? o come l'hanno sospettato? Ma io, non +dubitare, ho accolto per buono il loro pretesto, che mi toglieva dalla +dolorosa alternativa di mentire davanti ad anima nata, o di nuocere a te +con la mia sincerità. + +--Dio!--esclamò il Fiesco, atterrito al solo pensarci.--E come avresti +potuto tener fermo alle loro minacce? + +--Avrei mentito a mezzo, tacendo. Conosci i figli d'Itiba, o Damiano, +come siano saldi ai tormenti. Il cielo non ha consentito loro altra +difesa che questa! Ma per me non fu necessario, e la mia povera persona +non sarà tanto orgogliosa da ricusare la sua gratitudine alla giustizia +del re. Avevo anche indovinato dalle parole del Ximenes che qualche cosa +mancava ai miei carcerieri, e che quella cosa si voleva da te, o dal +signor Almirante. + +--Da me, da me;--rispose il capitano.--Io dovevo ottenere da Gian Aloise +che andasse in Francia, per un trattato d'alleanza, onde fosse a +Giovanna e a Filippo impedito di regnare in Castiglia. + +--E per questo partivi, come annunziava il Ximenes? + +--Sì, per salvarti. Anche il signor Almirante mi esortava a far ciò, per +quanto danno gliene potesse venire. Scusami, Fior d'oro, ma io, per +eccesso d'amore, son meno forte di te. Accetterei tutti i tormenti; non +saprei rassegnarmi al rischio di perderti. Ah, gran fortuna, o +provvidenza del cielo, l'arrivo della marchesa di Moya! E l'arrivo +inatteso di Giovanna! e gli eventi precipitati, con tutto quello che tu +hai veduto stamane! + +--Beatrice di Bovadilla è una donna incomparabile;--disse Fior +d'oro.--Che forza sugli uomini e sulle cose avrebbe avuta il Giocomina, +con quella donna al fianco! Una donna,--soggiunse Fior d'oro, con un +sorrisetto malizioso,--è spesso un impiccio, pei cavalieri in viaggio; +ma è pure un grande aiuto, se ha cuore ed ingegno; non credi? + +--Se lo credo! Ma mi fai pensare agli impicci, adorata creatura. Mi fai +pensare che bisognerà rinunziare a quello dei tuoi abiti maschili. Buoni +laggiù, sulla costa di Maima, e sulla coperta d'un naviglio, con la +giunta della pece e della fuliggine che vi faceva parere un diavoletto +nero; non potevano andar più in Europa, tra gente più o meno civile, +dove bisogna levarsi le croste d'attorno, e mettere in mostra la più +bella faccia del mondo nuovo e del vecchio. E vedi, cara, come anche +l'ostessa, quando ti viene davanti, non sa più spiccar gli occhi da te. + +--Ma sì, ho ben veduto; e m'annoia. Dio sa che cosa s'immagina; che voi, +per esempio, bel conte, abbiate piantata laggiù sull'Entella una povera +castellana a struggersi in pianti e sospiri, per venire qua a rubar +cuori in Castiglia, e portarveli attorno travestiti da scolaretti. + +--Ella non vorrà far questa offesa alla contessa Juana del Fiesco, che, +se Dio vuole, non è a pianger laggiù;--rispose il capitano, mettendosi +volentieri sul medesimo tono.--Venite qua, padrona;--soggiunse, +volgendosi all'ostessa, che non era lontana;--vi piace il mozzo Bonito, +come gli fa comodo di chiamarsi in viaggio? + +--Se mi piace?--esclamò la donna sincera, giungendo le palme ed +accostandole al viso.--Per sant'Jago di Compostella, lo mangerei dai +baci. + +--Alla larga, dunque, e paghiamo lo scotto;--disse il capitano, ridendo +di cuore.--Perchè, vedete, padrona? com'è vero che il mozzo Bonito è mia +moglie, e si chiama la contessa di Lavagna, voi potreste essere sotto +spoglie femminili un bel garzone invaghito di lei, e si dovrebbe far qui +alle coltellate.-- + +L'ostessa della Gaita Zamorana parve molto felice della confidenza che +quel gran signore si compiaceva di farle. Perchè aveva capito benissimo +di servire un gran signore, che non dissimulava punto il suo essere, e +una bella donna sotto mentite spoglie. Quella bella donna era per giunta +una gran dama? Tanto meglio, quantunque a lei non glien'entrasse niente +in tasca: è poi sempre piacevole di aver da fare con persone di conto; +con dame, anzi che con pedine. + +--Signor conte,--rispose l'ostessa, inchinandosi;--l'avevo ben capito +io, che era una donna. Se la signora mi permetterà, le bacerò la mano, +che è bella come il viso. + +--Ma, niente divorare, mi raccomando;--gridò il capitano. + +--E scusino, le Vostre Eccellenze;--ripigliò l'ostessa, animata:--siete +sposi novelli? + +--O giù di lì; ma fate conto che ci serbiamo tali per tutta la vita. Due +creature che si amano, sono sempre nel dì delle nozze. + +--Cavaliero,--esclamò l'ostessa,--voi parlate come un angelo. + +--E non vorrete mica divorarlo dai baci anche lui!--scappò detto a Fior +d'oro. + +--Eh, signora contessa, che dirvi?--rispose l'ostessa.--Si esprime in un +certo modo, che tutte le donne dovrebbero volergli un gran bene. + +--Ma non dirglielo;--replicò Fior d'oro.--Venite qua, baciate me, e +facciamo la pace. + +--Con che gusto, signora!-- + +Così dicendo, l'ostessa della Gaita Zamorana saltò al collo del mozzo +Bonito, e gli stampò due bacioni, uno per guancia. Avrebbe +ricominciato, se non fosse stata fermata da una osservazione del +cavaliere. + +--Ponete mente, padrona;--diceva egli;--avete baciate due guance, su cui +oggi appunto si sono posate le labbra della vostra regina. + +--Signore Iddio! è vero questo? + +--Come è vero che qui c'è un castigliano per lo scotto. + +--Vi rifaccio il resto, signor conte. + +--No, cara; anzi, eccone qui un altro, per fargli compagnia. I +castigliani si annoiano, da soli. Quanto a noi, abbiamo passate due +belle ore in pace nel vostro giardino; e valgono certamente di più. + +--Tornateci, allora. + +--Se si potrà: ma temo di no. + +--E allora, siate benedetti da Dio; e vi accompagnino tutti i santi del +cielo.-- + +La povera ostessa non capiva più nella pelle. Li accompagnò fino +sull'uscio della posada, e aveva le lagrime agli occhi, nel vederli +partire. + +--Signore! Signore!--balbettava, seguendoli degli occhi, finchè non +disparvero dietro una svolta della strada solitaria.--Tanta fortuna, +alla Gaita Zamorana! chi l'avrebbe mai detto? Una al giorno, di queste +coppie benedette, e in capo a un anno ci ho da comprarmi un poderuccio a +Zamora.-- + +Il poderuccio! il sogno di tutti coloro che non l'hanno. Sarebbero poi +più felici, quando l'avessero? Felici, no; ma certamente meglio +provveduti, e più tranquilli, per aspettare il gran giorno che tutte le +noie finiscano. + +--Ma sai, amico mio, che sei matto!--disse Fior d'oro al marito, mentre +camminava al suo fianco.--Butti via i castigliani, come se fossero +maravedis. + +--Ah, lasciami fare, lasciami sfogare!--rispose egli;--Son tanto felice! +Questa giornata vale tutto l'oro di Veragua. Ed io, non potendo di più, +ci butterei tutto un viaggio del _Paradiso_, che ho portato saviamente +con me, scambio di collocarlo in San Giorgio. Ma anche tu, cara, butti +via i baci, come se fossero bucce di limoni. Baci alle regine, baci alle +dame di palazzo, baci alle ostesse; io solo, poveraccio, resterò a bocca +asciutta.-- + +Fior d'oro s'accostò a lui, guardandolo in viso. + +--Qui, vuoi?--gli disse. + +--No, per carità!--esclamò egli.--Siamo nell'abitato, e a Valladolid, +che è città dentro terra. Se fossimo in un porto di mare, potrebbe +correr liscia, la cosa; si crederebbe che accompagnassi a bordo un +ragazzo discolo, e non mi potessi trattenere da una ripresa di tenerezza +paterna.-- + +Così folleggiavano, come due scolaretti in festa. E muovendo per le vie +nella direzione del Campo Grande, che era il loro punto d'orientamento +per ritrovar la via di casa, andavano col naso in aria, guardando le +insegne. Cercavano una _sastreria_, una bottega di _costurera_, o +qualche cosa di simile, da pigliar lingua, almeno, e trovare il fatto +loro. Nelle vicinanze del Campo Grande s'imbatterono invece nel frate +scudiero; proprio la mano di Dio. + +Frate Alessandro, quel giorno più scudiero che mai (del resto, in quel +viaggio di Spagna non aveva indossata la tonaca se non una volta, a +Granata), fece festa al suo capitano, e più ancora alla contessa Juana. +Sapeva già della liberazione di lei, essendo andato a girandolare +intorno al palazzo di giustizia, e avendo avuto dalla gente del vicinato +una descrizione del piccolo marinaio, bello come un angelo, levato di là +dentro dalla regina Giovanna. Ma a casa non erano tornati; ed egli +andava aliando di qua e di là, sperando sempre d'incontrarli. + +--M'hai detto d'essere stato altre volte a Valladolid;--gli disse il +capitano Fiesco.--Mi troverai dunque una bottega da sarta. La contessa +non deve più oltre vestire da mozzo; un travestimento che non inganna +nessuno, ed ha il guaio di attirar troppo l'attenzione della gente. + +--Niente sarta da donna;--rispose il frate scudiero.--Ho il fatto +vostro, se il vecchio Abner non è ancora andato a ricoverarsi nel seno +di Abramo. + +--Un rigattiere? + +--Che! un drappiere, un banchiere, tutto quel che vorrete. Nella casa di +Abner c'è un po' di tutto; perfino un lembo della casacca di Saul. + +--Della quale non saprei proprio che farmi;--disse il capitano Fiesco. + +--Eh, dico così per farvi intendere che in casa di Abner non manca la +stoffa. + +--E tagliata ad abito di donna? + +--Anche tagliata ad abito di donna, e debitamente cucita. + +--Dunque un rigattiere? + +--Ma che rigattiere, se mai! Venite, la piazza del Mercadero è qui +presso.-- + +Seguirono il frate scudiero, per due traverse di strada, e sboccarono +nella piazza ch'egli diceva, tutta fiancheggiata di portici. Entrarono +dietro a lui in un androne, che mandava odor di pannine il che non era +da rigattieri, e conciliò l'animo del capitano con Abner, e perfino con +la casacca di Saul. + +Giunto in fondo all'androne, il frate scudiero levò la faccia in alto, +verso una scala, e gridò: + +--È qui il degno amico mio Abner Ben Meir Aben Ezra? + +--Chi mi chiama amico?--rispose una voce nasale.--Son qua. Datevi la +briga di salire; non più di venti scalini. + +--Ma alti come i piuoli della scala di Giacobbe;--disse sotto voce il +frate scudiero.--Madonna, vi faccio strada. + +--Sei forte d'ebraico;--notò il capitano. + +--Eh, si fa quel che si può;--rispose umilmente quell'altro.--Del resto, +qui non ci sono difficoltà. Abner, figlio di Meir, nipote di Esdra; +tutti nomi di brave persone dell'antico Testamento. Abner, da non +confondere col generale di Saul, discende, a sentirlo, da un gran +rabbino di Toledo, che fiorì nel dodicesimo secolo. È dunque carico di +gloria; ma più ancora di roba. E se vive, e gli è cresciuta debitamente +una bella bambina, che egli aveva dieci anni fa, vedrete che bocciuolo +di rosa. + +--E san Francesco permette di badare a queste cose?--disse il capitano, +battendo della mano sulla spalla al frate scudiero.--E di bazzicare col +leone di Giuda? + +--Il glorioso san Francesco non dubitava di andar dai lebbrosi;--notò il +frate scudiero.--E vedere, e giudicare quel che si vede, non ha egli +proibito a nessuno. Aggiungete che il vecchio Abner fu sempre un grande +amico dei Francescani, a cui fece sempre elemosina. + +--Di bene in meglio;--conchiuse il capitano.--Andiamo a vedere questa +fenice d'Israele.-- + +Il vecchio Abner non riconobbe alle prime l'amico, che con tal nome lo +aveva apostrofato dal fondo della scala, e frate Alessandro fu costretto +a rinfrescargli la memoria. Del resto, il frate conduceva un buon +avventore, di cui gli recitava nome, cognome, titoli, patria, e vita e +miracoli; tutta roba da farlo diventare morbido e pieghevole come una +pelle di guanto. + +Per quel nobilissimo avventore, il vecchio Abner Ben Meir Aben Ezra ci +aveva di tutto, e dell'altro ancora, com'egli si compiaceva di dire. Le +sue stanze erano piene di banchi, e di scaffali, che andavano fino ai +cornicioni delle vôlte Apriva cassetti, apriva forzieri, scopriva e +metteva in mostra ogni ben di Dio; stoffe in pezza, d'ogni tessuto e +d'ogni colore, damaschi e damaschetti, broccati e broccatelli, pannolani +e pannolini, scarlatti, ferrandine, zendadi, camellotti, e via +discorrendo. Ma il conte Fiesco voleva un abito da donna già fatto, che +s'attagliasse alla sua signora, non avendo tempo da perdere. E il +vecchio Abner lo fece passare in un altro stanzone, tutto forzieri, +casse intagliate e ferrate, stipi, scrigni e bacheche. Era quello il +_sancta sanctorum_ del suo tabernacolo, dove, insieme con ori e gioie +d'ogni specie, dormivano nello spigo nardo e nella polvere di giaggiólo +intieri corredi da sposa, da gran dame, da maritate e da vedove. +Parecchie di quelle vesti erano già state indossate, ed Abner sapeva la +storia di tutte. Sciorinò per esempio sotto gli occhi del conte Fiesco +una veste di broccato d'oro, nuova fiammante, che pur risaliva a +quarant'anni addietro, o poco meno, e l'aveva indossata appena una volta +la duchessa di Truxillo, alle nozze d'Isabella di Castiglia. +Quell'altra, nera, di velluto a opera, era stata portata dalla contessa +di Fuentes, dama d'onore di Giovanna di Portogallo, moglie ad Enrico IV +di Castiglia, ed era stata ammirata per severa eleganza come abito da +viaggio, nell'anno 1463, quando la sfarzosa corte di Castiglia era +andata ad incontrare il misero cortéo del gretto e trasandato Luigi XI +di Francia sulle rive della Bidassóa. Queste e tante altre ricchezze di +vestiario, come si trovavano là dentro a dormire? In tempi più tardi si +sarebbe potuto ascrivere il fatto ai capricci della moda, e alla noia +che dovevano sentire le dame per un abito di gala portato due volte. Ma +allora? Ahimè, grandezze umane, assai più mutevoli dei capricci della +moda! Non pure le fortune dei gran signori, ma quelle istesse dei re, in +una età di rivolgimenti continui, andavano spesso a soqquadro; per ogni +guerra da intraprendere, per ogni pericolo da scongiurare, si metteva in +pegno il vasellame, le gioie, le vesti sfarzose, ogni cosa di prezzo. E +non sempre, salvati o perduti i dominii, si riscattavano le cose +impegnate. + +Gli occhi del mozzo Bonito (chiamiamolo ancora una volta così) furono +attratti da una gran veste di rascia fine, che tosto diventò nella +parlantina di Abner il capo più elegante del suo magazzino. E bisognava +notare che quella veste non era stata indossata mai; era nuova di +trinca. La dama che l'aveva ordinata non era più venuta a ritirarla. +Quella lì, con un mantello nero, di seta o di ferrandina, doveva andare +a pennello, formare un vestimento senza rivali, severo e ricco ad un +tempo. + +--Severo sì, ricco no;--disse il frate scudiero.--E poi, sarà vero che +la veste sia nuova, non portata mai? + +--Oh, per la barba.... + +--Di' pure, per la barba di Aronne.... + +--Ma sì, vi assicuro, frate Alessandro. Vedete la fodera, che è candida +come la neve, ed intatta. Guardate l'orlo della balza!... Se non è nuova +fiammante, e non mai escita dalla casa di Abner, possa io non veder più +la mia figliuola Noemi! + +--Ah, la piccola Noemi! Si sarà fatta grande, e bella come un occhio di +sole. + +--È tutta sua madre;--mormorò Abner, con un sospiro di reminiscenza. + +--Meno male!--esclamò il frate scudiero.--Povera a lei, se somigliava al +babbo! + +--Frate Alessandro! frate Alessandro! Voi avete sempre voglia di +scherzare.-- + +Mentre i due amici, l'uno del vecchio e l'altro del nuovo Testamento, si +bisticciavano così allegramente, Juana fermò la sua scelta sulla veste +di rascia. Per la statura le andava, ed anche doveva andarle per il +taglio. In quel tempo il taglio delle vesti non offriva le dotte +complicazioni, e non richiedeva i più dotti cincischiamenti dei secoli +più tardi. Ancora non si assassinavano impunemente a colpi di forbice +teli di drappo finissimo, che costava un occhio del capo. + +--Ma ci vorrà biancheria;--disse il frate scudiero.--La signora +contessa, venuta in abito da marinaio per la poca sicurezza delle nostre +strade, non ha portato biancheria da donna. + +--C'è tutto, qui, e dell'altro ancora;--rispose Abner colla sua vanteria +di bottegaio.--Noemi! Noemi!-- + +Una bella fanciulla sui vent'anni apparve dal vano di un uscio; bianco +dorata la carnagione, i capegli neri e ricciuti, gli occhi grandi, +profondi ed accesi della sua schiatta. + +Noemi aiutò il babbo a sciorinar biancheria, aprendo a sua volta +forzieri e ceste. Juana scelse tutto ciò che poteva convenirle. E già il +vecchio Abner preparava un canestro lungo, in cui collocare ogni cosa. + +--Ma, veramente, non si vorrebbe portare a casa tutta questa +roba;--disse il frate scudiero.--Non ci sarebbe modo d'indossarla qui? + +--Ma sì, ma sì, caro amico, si può tutto, e dell'altro ancora;--rispose +il vecchio Abner.--Noemi, conduci la signora contessa nella tua camera. +Dico la signora contessa; e non ti stupire, se hai davanti agli occhi il +più bel mozzo che mai si sia visto in Ispagna.-- + +Mentre le donne uscivano dalla stanza, per salire al piano superiore, il +conte Fiesco mise mano alla borsa. Il vecchio Abner capì che poteva +calcare sui prezzi. Non si mandava la moglie a vestirsi di tutta quella +roba, se si aveva intenzione di lesinare sui prezzi, col risico di +rimandarla a spogliarsi, per la differenza di pochi castigliani. Fece i +suoi conti con molta diligenza, tirò la somma, e mise il foglio sotto +gli occhi dell'avventore. Ma anche il frate scudiero ci volle dare la +sua sbirciatina. + +--Cinquanta castigliani!--gridò.--Ah furfante! Meriteresti d'esser +trattato come quei due tuoi antecessori in Israele furono trattati dal +Cid Campeador, che Dio l'abbia in gloria. Vuoi che te la canti io, la +romanza? + +--Lo so, frate Alessandro, non vi scomodate per così poco;--rispose il +vecchio Abner, senza scomporsi.--Ed anche voi non riconoscete che quella +non fu la più bella impresa del vostro eroe? Quanto a me, giuro che ho +fatti i prezzi più onesti. Nessuno si è mai lagnato di me. E il signor +conte, che conosce il prezzo delle cose, giudicherà da pari suo. + +--Giudicherò....--disse il capitano Fiesco, pacatamente.--Giudicherò +quando la contessa ci sarà venuta davanti nelle nuove spoglie. Se starà +bene così rimpannucciata, non leverò un maravedis. + +--Mio signore!...--gridò il vecchio Abner, sgranando gli occhi.--Oh mio +signore! Voi siete magnifico, da vero Italiano, da vero Genovese. Io son +sicuro di avere i miei cinquanta castigliani. Così ne avessi chiesti +sessanta, frate Alessandro, che mi fate gli occhiacci! La signora +contessa parrà una regina, se anche avesse indossato una veste di saia. +Con quella persona! con quella faccia! Rachele e la Sulamite ci +scapiterebbero al paragone. + +--O Abner, sapientissimo vecchio!--disse il Fiesco, ridendo.--Prega Dio +che non ti sentano Giacobbe e Salomone. Quanto a me, tu hai la mia +amicizia. E l'abbia in te la tua schiatta. Siete infine il popolo re. + +--Fummo, signor mio, fummo;--rispose il vecchio Abner, abbassando la +fronte. + +--A buon conto, avete la storia più antica del mondo. La tua nobiltà, +Ben Meir e.... il resto che non ricordo, va due mill'anni almeno più su +della mia. Che siamo noi, conti e marchesi, al vostro paragone, o +liberati d'Egitto? In Ispagna si fa molto, quando si rimonta agli ultimi +dei Goti; più su sta monna Luna. In Italia si fa molto, quando si +rimonta agli ultimi dei Longobardi, o ai primi dei Franchi; stirpe di +soldatacci, di scorridori, di tagliacantoni, che Iddio ne scampi ogni +fedel cristiano. Voi altri venite giù netti, diritti come spade, da +Abramo. La vecchia religione con le sue benedizioni vi aveva tenuti +fuori d'ogni contatto; la nuova, con le sue maledizioni, vi ha +preservati da ogni miscela. Capisco, c'è l'odio, che qualche volta +annoia. Ma gli odiatori prendono volentieri il vostro denaro ad +imprestito. E voi arricchite. Un giorno o l'altro, io lo prevedo, sarete +i padroni del mondo. Il nuovo Israele corre alla religione del vitello +d'oro; e voi dal Sinai detterete la legge. + +--Possa tu dire il vero!--mormorò il vecchio Abner, mentre sotto le +ispide sopracciglia gli brillavano gli occhi d'insolita luce.--E vorrei +che lo conosceste, il Sinai;--soggiunse ad alta voce, facendo bocca da +ridere.--Ci ho di là ancora qualche bottiglia d'un vino, che ridarebbe +la vita ai morti; ed è stato spremuto sulla montagna sacra. + +--No, grazie, vecchio Abner; non ho voglia di bere. + +--Ma l'ho io, Ben Meir Aben Ezra;--disse il frate scudiero.--Sia questo +almeno per la mancia, a chi t'ha condotto un così generoso avventore. + +--Che è pronto a darti i cinquanta castigliani;--aggiunse il Fiesco, +rimettendo mano alla borsa.--Dio santo! li hai ben guadagnati.-- + +La contessa Juana era apparsa sulla soglia, splendente di bellezza e di +grazia, nella sua lunga veste di rascia finissima, e involta la testa e +le spalle nelle morbide pieghe del suo manto di ferrandina. Entrò +ridente, la bella, e con un rapido moto della snella persona venne a +gittarsi nelle braccia dell'amante marito. + +--Damiano!--gli bisbigliò tra due baci, che non la regina Giovanna, non +la marchesa di Moya, nè l'ostessa della Gaita Zamorana ne avevano +sentiti i più ardenti. + +Abner Ben Meir, e tutto il resto, aveva finito di contare i suoi +cinquanta castigliani, e si voltava a guardare, dopo aver sentite quelle +vivaci dimostrazioni d'affetto. + +--Sposi novelli, capisco;--diss'egli, ammiccando. + +--Ecco la seconda volta che ce lo sentiamo dire in un giorno;--esclamò +il capitano Fiesco.--E l'abbiamo per una benedizione in tutte le forme, +del nuovo Testamento e del vecchio.-- + +Ad un cenno del padre, la buona Noemi era andata a prendere quella tal +bottiglia di vino del Sinai. Panciuta, per non distaccarsi ancora dal +tipo dell'anfora antica, polverosa e non senza avanzi di ragnateli, la +sacra bottiglia portava il suggello della sua autenticità in una +piastra di ceralacca, segnata dall'impronta d'un convento di frati. + +--Alla gloria di santa Caterina dell'Oreb!--disse il frate scudiero, +quando ebbe pieno il suo calice.--Ed alla felicità degli sposi +novelli!-- + +I quali, indi a pochi minuti, salutato Abner Ben Meir Aben Ezra e la sua +bella figliuola Noemi, uscivano finalmente di là, l'uno, o l'una, al +braccio dell'altro. Il frate scudiero, per non perder l'usanza dei +fardelli, aveva fatto un involto degli abiti del mozzo Bonito, e se li +portava sotto il braccio, come tante altre volte la sua tonaca +francescana. + + + + +CAPITOLO XVIII. + +In manus tuas, Domine.... + + +La liberazione di Fior d'oro aveva recato un gran sollievo allo spirito +dell'Almirante, che si accusava (e non sapeva darsene pace) d'essere +stato cagione d'un guaio così grave agli amici suoi, invitando il +capitano Fiesco in Ispagna. Egli sorrise al vedere la contessa vestita +finalmente in modo conveniente al suo sesso e al suo grado, e gli parve +d'intendere la ragione per cui la coppia gentile aveva tanto indugiato a +prendere la via della casa: ma più sorrise del suo proprio errore, che +era pur tanto naturale, quando seppe che i due "sposi novelli" avevano +trovato il modo d'indugiarsi dell'altro a far le scorribande campestri, +come scolaretti in festa. Poveri amici! e si capiva che dopo tanti +giorni di pena non badassero ad altro che a prendere una boccata d'aria +e d'allegrezza all'aperto. + +--Siete contessa, signora mia, ma siete sempre una regina; ed anche tale +da illuminare una corte del vecchio Mondo;--diss'egli a Fior d'oro, con +quel suo bel sorriso, che gli rischiarava il volto, trasfigurandolo. + +Per quel resto di giornata non parve sentir più i suoi dolori, che pure +coll'inoltrarsi della primavera s'erano fatti più acerbi. A compir +l'opera giungeva sul tardi la marchesa di Moya. + +--Voi siete il nostro buon angelo;--le disse, volendo ad ogni costo +baciarle la mano.--Quanto vi dobbiamo, marchesa! e quanto vi debbo io +particolarmente! Voi sola, infine, avete pagato il mio debito a questi +"sposi novelli" che hanno dovuto soffrir tanto per la disgrazia di +essermi amici.-- + +La serata passò in lieti ragionamenti. Non pareva di essere al letto di +un infermo, bensì di un convalescente alla vigilia della sua partenza +per un pellegrinaggio di ringraziamento a qualche famoso santuario. +L'Almirante parlò lungamente di Genova, riandando tutte le memorie della +sua infanzia lontana. E da Genova si spingeva volentieri più in là, fino +alla Gioiosa Guardia, che aveva in animo di visitare. + +--Andremo, donna Beatrice;--diceva.--Perchè voi non mi farete il torto +di lasciarmi andar solo, a visitare i nostri amici nel loro maraviglioso +castello. E dicono che il nostro capitano n'abbia fatto un luogo di +delizie, come ai tempi suoi Lancillotto del Lago, quando ebbe occupata +la Dolorosa Guardia, e mutatole il nome. Son graziosi, questi +cambiamenti di nome; e pare che allarghino il cuore. Chi si spaventa più +del capo Tormentoso, del capo delle Tempeste, dopo che Bartolomeo Diaz +lo ha girato, imponendogli il nome di Buona speranza? Nel castello di +Gioiosa Guardia passeremo una settimana piacevolissima; anche due, se ci +vorrete, amico Fiesco. E voi sarete anche tanto cortese da farmi +capitare lassù tutti i vecchi marinai di Chiavari, di Lavagna, di +Zoagli, di Rapallo, di Santa Margherita, di Portofino, perchè io possa +ragionare con tutti, a modo nostro, parlando un poco la madre lingua di +Lanzerotto Maluccello e di Ugolino Vivaldi, nostri precursori +nobilissimi sulla marina d'Atlante. Ho ancora negli occhi le immagini +d'una bella giornata nel golfo Tigulio, col suo specchio d'acque +tranquille, e quelle tre punte verdi del promontorio là in fondo. E +l'abbazia di San Fruttuoso a Capodimonte! Che pace, là dentro, sotto le +arcate di quei portici, dove non c'erano neanche più i frati d'una +volta! Ricordo che contemplando quel po' di mare turchino, chiuso tra +due scogliere, e quasi senza orizzonte, non avrei voluto andarmene più +via. Si stava così bene, non pensando a nulla, non desiderando più +nulla! È vero che non avrei scoperte le nuove terre di là +dall'Atlantico, restando in contemplazione laggiù. + +--Meglio dunque aver lasciata la vita contemplativa per l'attiva;--disse +il capitano Fiesco. + +--Chi sa?--riprese l'Almirante.--Lo spirito umano non ha pur esso +qualche diritto alla pace? Ed anche altre creature, a migliaia di +migliaia, avrebbero avuto pace, se io fossi rimasto colà, nella vecchia +abbazia, a conversare con le ombre dei Doria. Ma ecco, senza volerlo, +incappo in un brutto pensiero.... quasi in una eresía. Se io rimanevo +laggiù, come si sarebbero aperte tante regioni al Vangelo, e condotti +tanti popoli alla conoscenza del Dio vero? Aggiungiamo che la vita è +milizia, e che l'uomo è soldato. Il soldato ha diritto di posare un +istante sulla sponda del ruscello, per prender l'acqua nel cavo della +mano e ristorarsene. Ma niente più di così; Gedeone, forza demolitrice, +li chiama, e bisogna saltare in piedi, precipitarsi nella notte, colla +fiaccola e con la spada, sopra la gente di Madian.-- + +Così parlava quell'uomo semplice e grande, anima di guerriero e di +poeta; e gli fioriva naturalmente sul labbro la immagine biblica, che è +della più alta poesia onde sia stata mai rallegrata la terra. Ma fu +l'ultimo giorno lieto di quell'uomo, che sopraffatto dal suo male, +nutrendosi sempre più scarsamente, era diventato cereo, diafano, quasi +l'ombra di sè stesso, non vivendo altrimenti che per gli occhi, animati +tuttavia del raggio divino, e per le labbra, su cui si veniva spegnendo +il vermiglio, ma donde spiravano sempre in calde parole gli elevati +pensieri. + +Beatrice di Bovadilla fu ancora un giorno presso la regina, che era +ritornata da una visita a Medina del Campo e alla tomba di sua madre. +Sperava di persuaderla a visitare l'Almirante, o almeno ad occuparsi di +lui, come ella aveva promesso; ma Giovanna, tutta al suo Filippo, non +aveva tempo da ciò. Si era anche sempre in negoziati col Ximenes, per +riamicare i giovani sovrani col re Ferdinando; nè l'amministrazione di +Castiglia, per essere ancora in mano al Ximenes, poteva dirsi +abbandonata da Ferdinando, più attaccato che mai alla sua preda. Così la +Corte, scambio di scendere nella nuova Castiglia, ritornava a Burgos, +capitale della vecchia. E la marchesa di Moya, non volendo per un verso +allontanarsi dall'Almirante, seccandosi per l'altro delle strane gelosie +di Giovanna, non accompagnò la regina a Burgos, lasciando volentieri ad +altre dame di Castiglia gli onori e le noie di una illustre servitù. Per +tenere i nuovi sovrani in guardia contro gli artifizi di Ferdinando +c'erano i nobili castigliani, coi quali Beatrice di Bovadilla era andata +fino a Laredo; per ottenere il riconoscimento dei diritti di don +Cristoval e la sua reintegrazione nelle pristine dignità, non bisognava +neanche essere tutti i giorni a intronar le orecchie regali. E poi, +l'Almirante deperiva ad occhi veggenti; gli assalti del suo male si +facevano anche di giorno in giorno più spessi. Restando sola qualche +volta al capezzale di lui, Beatrice di Bovadilla guardava con tenerezza +e sgomento quel suo viso smunto; e gli parlava, sforzandosi d'esser +tranquilla, sorridendo perfino, quando i vividi sguardi dell'infermo si +volgevano a lei, con quella intensità che forse era desiderio di non +perder nulla delle ore fuggenti, e che a lei aveva l'aria d'una paurosa +interrogazione. L'ammalato pareva calmarsi a grado a grado nella +vicinanza di donna Beatrice; specie quando ella posava la sua mano su +quelle di lui, rattrappite dalla gotta, ma calde, scottanti di febbre. + +Il medico appariva due volte ogni giorno; ma non sapeva che consigliare +di nuovo. Citava di Galeno il poco che questi aveva scritto intorno a +quel male; ricordava le opinioni d'Ippocrate e di Areteo sull'artritide; +ma non sapeva neanche lui se si trattasse d'un catarro stillante a +goccia a goccia nelle articolazioni, e cagionante dolori e gonfiezza, +come il primo aveva creduto, o d'una infiammazione delle articolazioni, +come avevano sentenziato quegli altri. Calma, molta calma, emollienti, +torpenti, e sperare in Dio; ma certo ci sarebbe voluta la gioventù, e +una macchina meno maltrattata da tanti travagli e burrasche. + +L'infermo aveva spesso la visione del passaggio imminente. Guardava +davanti a sè nello spazio, con gli occhi sbarrati, dolendosi di non +vedere più nulla. + +--Gran nebbia!--mormorava.--Gran nebbia, che si muterà presto in tenebre +fitte! Doloroso, il morire! E non ho mai temuta la morte; ed anche oggi +l'avrò per una liberazione. Ma avrei voluto lasciar sicuro e degno uno +stato ai miei figli. Donna Beatrice, vi prego, aprite quello stipo; c'è +il mio ultimo testamento; voglio che lo leggiate, per dirmene il vostro +parere, prima che io lo consegni al notaio.-- + +Un primo testamento lo aveva fatto l'Almirante otto anni prima, e +appunto il 22 febbraio del 1498, innanzi di partire per il suo terzo +viaggio di scoperta, istituendo un maggiorasco nella sua famiglia, e +lasciando a Genova, sua città natale, il decimo delle sue rendite per +isgravio dei dazi sul grano, sul vino, sulle grasce, e sull'altre +vettovaglie. Arrivato poi dalla Spagnuola, dopo la sofferta prigionía, e +ritornato in isperanza di cose maggiori, n'aveva scritto súbito a +Genova, al Magistrato di San Giorgio, avendo anche fatto disegno che +tutte le rendite sue fossero a mano a mano investite in quel banco. Ma +alla sua lettera non si erano fatti vivi i magnifici Signori di San +Giorgio; ond'egli, tornato dal quarto viaggio, scriveva il 27 dicembre +1504 a messer Nicolò Oderigo, amico suo genovese; ".... fu discortesia +di cotesti Signori di San Giorgio, il non aver dato risposta; nè con ciò +hanno accresciuta l'azienda; lo che dà ragione a dire che chi serve al +comune non serve a nessuno". Veramente, dovevano aver risposto; perchè +tra le carte del Banco si trovò poi la minuta della lettera loro, +onorevole documento di patria riconoscenza. Ma certo non giunse a lui +quella lettera; e fu cagione che un nuovo testamento lasciasse fuori il +generoso legato. + +Quello che Beatrice di Bovadilla era chiamata a leggere, era un +codicillo, scritto dall'Almirante fin dal 25 agosto dell'anno 1505. In +quella scrittura, egli chiariva e confermava le sue volontà per rispetto +al maggiorasco, e a tutte le persone del suo nome, figli, fratello ed +eredi. E lèsse tutto, la buona marchesa di Moya, anche un paragrafo che +non le doveva piacere per le memorie che le suscitava, ma ch'ella poteva +nondimeno ammirare come una bella testimonianza di delicatezza d'animo. +Il paragrafo era questo: + +"Dico e comando a don Diego mio figlio, o a chi erediterà, di pagare +ogni debito di cui lascio qui espresso un memoriale, e tutti gli altri +che sembreranno giustamente miei. Gli lego inoltre di avere special cura +di Beatrice Enriquez, madre di don Ferdinando mio figlio, di provvederla +affinchè possa vivere onestamente, siccome persona a cui sono di tanto +aggravio. E questo si faccia a scarico mio di coscienza, perchè ciò +molto mi pesa per riguardo dell'anima. La ragione di ciò non è lecito +scriverla qui." + +--Era obbligo mio, non credete?--mormorò l'infermo, come la vide giunta +al fine della pagina. + +--Sì;--rispose Beatrice di Bovadilla.--Povera donna! E Dio sa come io +l'ho scongiurata di venire a voi! + +--Lo so, generosa amica, lo so.-- + +Nè altro disse egli più, su quel tema doloroso; e Dio solo seppe quante +altre cose rivolgesse nell'anima. Nè la più amante delle due Beatrici, +che altamente sentiva, volle turbare con indiscrete parole la santità di +quell'ora. + +Per cacciare i tristi pensieri, la pietosa signora lèsse il memoriale +dei piccoli obblighi che l'Almirante aveva ricordati con tanta +diligenza, e insieme con tanto candore, dai centonovantacinque ducati +complessivamente dovuti a parecchi suoi concittadini, come Luigi +Centurione Scotto, Paolo Di Negro, e Battista Spinola del ramo di +Luccoli e dei signori di Ronco, fino al mezzo marco d'argento ad un +ebreino di cui non rammentava il nome, ma che indicava minutamente, come +quello che soggiornava, vent'anni prima, alla porta della _Juiveria_, in +Lisbona. + +--Quanti vecchi debiti!--diss'egli, con un mesto sorriso.--E tutti di +Lisbona, vedete? L'Almirante maggiore del mare Oceáno ebbe in principio +da pensare a mettere la parte sua nelle spedizioni navali; quando ne +poteva trar redditi, la Corona, sua partenevole, non si è curata di +farglieli pagare. E fondo maggioraschi, e muoio nella miseria! + +--Anche questa povertà ci voleva, per comporvi l'aureola;--notò Beatrice +di Bovadilla, sollevando colla nobiltà della frase l'umiltà +dell'argomento su cui era caduto il discorso.--Quanto al morire, ci sarà +tempo. Vogliamo ancora veder succedere molte cose, e molta giustizia +esser resa.-- + +L'infermo tentennò il capo sull'origliere. + +--Sento che non avrò tempo di aspettarla. Che giorno abbiamo? + +--È martedì,--rispose donna Beatrice,--diciotto di maggio. Doman +l'altro, festa solenne; e speriamo che possiate scendere un pochino dal +letto, per celebrarla con noi. + +--Scendere, no; salire piuttosto;--diss'egli.--Non sarà l'Ascensione? il +giorno che nostro Signore è salito al cielo, dopo aver tanto patito per +la redenzione degli uomini? Vedrete.... morrò io, doman l'altro. + +--Che pensieri son questi? Siate sempre il mio cavaliere, don Cristoval, +e obbeditemi, cacciando i brutti pensieri. Volete proprio farmi paura?-- + +Fremeva, la povera donna, e parlava con tono risoluto, quasi ilare, come +se non temesse di nulla. + +Il medico ritornò quella sera, nell'ora che tornava più forte la febbre. +Anch'egli fingeva d'esser tranquillo; ma, voltata la faccia alle persone +della famiglia, batteva le labbra. Anzi, uscito dalla stretta +dell'alcova, e andato nel vano della finestra a discorrere col capitano +Fiesco, gli mormorò qualche cosa all'orecchio. Notò l'atto l'infermo, e +coll'udito finissimo che sogliono avere in certe occasioni i malati, +colse a volo le parole del medico. + +--Che cosa consiglia il savio?--domandò egli, sollevandosi sulla +vita.--Che Iddio venga a visitarmi? Ma io lo desidero, con tutte le +forze dell'anima. + +--Lo credo, lo credo;--rispose il medico, tornando prontamente verso +l'alcova.--Parlavo d'altro, io; dicevo di voler provare un nuovo +rimedio, per calmare la febbre. Ma la visita del gran consolatore si può +ricevere ad ogni ora; e sia domani, o doman l'altro, come Vostra +Eccellenza vorrà. + +--Sì, doman l'altro;--disse l'infermo.--Sono avvertito di poterlo +aspettare; e mi piace che sia il giorno dell'Ascensione;--soggiunse, con +un accento che andò come una pugnalata al cuore di donna +Beatrice.--Domani, intanto, vorrei pensare alle cose della terra, che +sono pure a scarico della coscienza. Conte Fiesco, mio buon amico, +vorrei per domattina un notaio.-- + +Il desiderio suo fu appagato. La mattina del 19 era chiamato al suo +letto don Pedro de Hinojedo, "scrivano di camera delle Altezze Loro, +scrivano provinciale nella loro Corte e Cancelleria, e loro scrivano e +notaro pubblico in tutti i loro regni e signorie". Ricevette egli e +trascrisse nel suo rogito il foglio consegnato a lui dall'illustre +infermo; ed erano "testimoni presenti, chiamati e pregati, il +baccelliere Andrea Mirmena e Gaspare della Misericordia, abitanti di +questa città di Valladolid, e Bartolomeo Fiesco, Alvaro Perez, Giovanni +d'Espinosa, Andrea e Fernando Vargas, Francesco Manuel, e Fernando +Martinez, servitori del signor Almirante". + +Partito il notaio, seguì una giornata di tregua. + +L'infermo sentiva ancora i suoi dolori, e ne dava cenno, ma ad +intervalli, con un tenue rammarichìo. Come altre volte, notavano i suoi +familiari; come altre volte, che gli assalti del male si erano fatti a +grado a grado men forti, ed egli aveva superate le crisi più minacciose. +A giustificare queste rinate speranze, nel pomeriggio il signor +Almirante aveva preso un po' di brodo, mostrando di trovarlo gustoso; si +era un po' sollevato sulla vita, e aveva sorriso amabilmente a tutti, +riconoscendo i più umili, e ringraziandoli della loro assistenza. +Chiedeva anche dell'Adelantado, che da due giorni non aveva più visto, e +gli si dovette rispondere che il suo degno fratello era andato a Burgos, +per presentarsi alla regina Giovanna e ricordarle una certa promessa +fatta una settimana innanzi alla marchesa di Moya. + +Veramente, don Bartolomeo Colombo era andato con altro proposito a +Burgos, vedendo la necessità di avvertire il nipote don Diego dello +stato di suo padre, che destava tante inquietudini, e ottenergli dalla +corte un congedo, perchè potesse recarsi al capezzale dell'infermo. Ma +nella stessa occasione il signor Adelantado voleva anche presentarsi +alla regina Giovanna, che già una volta a Laredo aveva trovata così +affabile e piena di buone intenzioni a favore del signor Almirante.--Se +potessi portare con me quattro righe di scritto;--esclamava don +Bartolomeo Colombo,--sarebbe per mio fratello un rimedio più efficace di +quanti n'abbia inventati la medicina, da Esculapio fino al dottor +Villalobos.-- + +L'annunzio del viaggio[tn326] di suo fratello a Burgos fu accolto da +don Cristoval con un mesto sorriso. + +--Torni presto, il mio buon fratello, il mio fido compagno di +pericoli;--diss'egli:--ma notizie di Corte io non ne aspetto più. + +--Perchè? non è da disperare ancora;--notò la marchesa.--Dopo ciò che la +regina mi ha detto! + +--E non fatto!--replicò l'Almirante.--E dove non avete ottenuto voi, chi +altri può sperar di ottenere? Del resto, Bovadilla,--soggiunse egli, +chiamandola per la prima volta con quel nome, che a lei suonò dolce come +una carezza,--alla vigilia di appressarmi a Dio, non voglio più +accoglier pensieri di grandezze umane. Le ho sepolte nel mio testamento, +per coloro che saranno dopo di me. Io aspetto giustizia da chi mi può +usare misericordia. Non più dignità, non più onori; Cristoforo Colombo, +pei miei concittadini.... Cristoval Colon, per chi m'ama ancora, in +questa patria d'adozione; ecco ciò che deve restare di me. Non piangete, +vi prego. Non piango io, Bovadilla! son calmo e sereno; sento una pace, +qui dentro, che mi maraviglia.... e mi piace.-- + +Poco dopo reclinò la fronte, e si addormentò, d'un sonno leggero e +dolce, come un bambino. Ah, se quel sonno avesse potuto ristorarne le +forze! + +Ma quel discorso aveva profondamente contristati gli amici. Che +significava quel senso di rinunzia a tutto ciò che fino allora aveva +animato, quasi tenuto in vita il signor Almirante? Non forse l'istessa +rinunzia alla vita? + +--Triste!--esclamò il capitano Fiesco, in un di quei brevi colloquii +ch'egli e Fior d'oro avevano ad intervalli con la marchesa di +Moya.--Anche la speranza l'ha abbandonato. + +--È vero; e lo pensavo ancor io;--disse donna Beatrice.--È un brutto +indizio. Ma se ha da morire,--riprese ella, con voce piena di sdegno e +di lagrime,--è bene che muoia così, col sentimento della ingratitudine +dei grandi. Giovanna è incapace di star due ore in un pensiero, che non +sia la sciocca bellezza del suo sciocco marito; Ferdinando è perfido; e +l'una e l'altra Corte proseguono le loro particolari ambizioni; chi può +pensar oggi allo scopritore di un mondo? + +--Gran macchia sarà per la Spagna, se egli muore così trascurato, +vilipeso, senza aver ottenuto giustizia;--conchiuse Bartolomeo Fiesco, +fremendo. + +--No, conte, non dite ciò;--rispose la marchesa.--Rimorso, sì, e non per +sè stessa, ma per coloro che l'hanno in governo; macchia no, macchia no. +La Spagna è più pura e più tersa che mai. Alla mente più eletta che +Iddio mandasse in terra a glorificare il suo nome, la Spagna ha già reso +giustizia. Pei suoi monarchi, vi basti Isabella. Per la sua nobiltà, +vorrete dimenticare i Medina, i Quintanilla, i Santangel? Per gli uomini +suoi di pietà e di dottrina, non ricorderete Giovanni Perez Marchena, +Diego di Deza, il cardinale Mendoza? Quanto al suo popolo, rammentatelo, +vedetelo tutto accalcato sul passaggio dello scopritore, del messo di +Dio, da Cadice a Barcellona: fu mai nell'antica Roma trionfo più grande +di quello? E vedetelo, il popolo spagnuolo, ammiratelo ancora con me, +in questo povero Gil García, che senza sapere di guerre, d'ingiustizie, +di viltà dei potenti, paga per tutti il debito della riconoscenza e +dell'amore, ospitando l'Almirante in sua casa. È modesta, la casa; ma +erano più modesti ancora i primi templi innalzati alla gloria del Dio +vero. E voi lo vedete, il vecchio marinaio, quante volte passate per +l'anticamera; fermo là, che non osa entrare dal suo comandante, che non +osa chieder notizie, per timore di averle cattive, ed ha sempre gli +occhi pieni di lagrime. Questa è la Spagna, amico, e tutto il resto che +sapete, lo potreste anche ignorare con me. Finalmente,--conchiuse la +marchesa con accento di nobile alterezza,--se nessun altri qui, tra i +Pirenei e l'Atlantico, avesse fatto il debito suo per quell'uomo, ci +sarei sempre io, Bovadilla; e penso che potrei bastare, agli occhi della +posterità. Vi lascio, amici; sento ch'egli mi cerca.-- + +E strette con moto convulso le mani del Fiesco e della contessa Juana, +si avviò verso la camera dell'Almirante, asciugando in fretta le sue +lagrime. Anch'ella, come Gil García, n'aveva sempre gonfie le palpebre. +E doveva rattenerle, al capezzale del caro infermo; e la più parte del +tempo doveva esser là, con aspetto tranquillo. Quando non c'era, sentiva +d'esser cercata; nè mai s'ingannava, e ne aveva la conferma nelle parole +di lui, negli atti del viso, nel lampo degli occhi. Conferisce questi +doni di seconda vista l'amore. + +--Come soffre!--mormorò Fior d'oro.--Ed ha la virtù di sorridere, quando +è vicina a lui. + +--Per questo,--disse il Fiesco,--non ci siete se non voi, donne, che +sapete vincer l'affanno, e mostrare il volto sereno.-- + +La notte del signor Almirante fu quieta, con pochissima febbre. +L'infermo aveva potuto dormire, a parecchie riprese, un paio d'ore. I +cuori si riaprivano alla speranza; anche quello di Bovadilla, che vide +apparire l'alba del 20 senza troppo terrore. Ma come la prima luce del +giorno penetrò nella stanza, il signor Almirante volle la visita di Dio. + +--Non vi ho detto che lo desidero?--disse egli, a chi mostrava di non +vedere la necessità della cerimonia religiosa. + +Frate Alessandro andò tosto al vicino convento di San Francesco, e tornò +col priore, che già aveva visitato don Cristoval durante il suo +soggiorno in Valladolid. La confessione fu breve; ricevendo +l'assoluzione, il signor Almirante espresse il desiderio che la sua +salma fosse depositata nel chiostro del convento, per divozione al +poverello d'Assisi, la cui vita terrena era stata tutta amore, +sacrifizio, e glorificazione delle opere di Dio. + +Poi venne col viatico il parroco di Santa Maria l'Antigoa, sotto la cui +giurisdizione ecclesiastica era la casa di Gil García. Tra le preghiere +degli astanti genuflessi, a cui rispondeva con ferma voce l'Almirante, +levato sui guanciali il capo e le spalle, gli occhi scintillanti di viva +luce, e giunte le scarne mani sul petto, la cerimonia fu commovente; +cerimonia paurosa per istrazio interiore a quanti ancor pieni di vita +sono costretti a pensare una volta l'orribil momento che dovranno +lasciarla; cerimonia solenne d'insegnamenti a chi vede in essa la +chiusa del dramma oscuro dell'esistenza, il punto fatale che tutte le +ambizioni soddisfatte vanno in dileguo sulla medesima china delle +speranze deluse, e piacere e dolore, e bene e male delle nostre +passioni, nobili o ree, ma tutte egualmente fumose, si estinguono +nell'eterno silenzio, mentre un arcano conforto di promesse celesti +entra nell'anima per quelle medesime labbra che si torceranno nello +spasimo della morte terrena. Dio, il consolatore invisibile, è là: si +sente giungere, appressarsi, discendere, con la parola augusta che gli +angeli hanno insegnata alle povere lingue degli uomini. + +Partitosi di là il religioso cortéo, al morire delle voci oranti sulla +via, l'Almirante si assopì. Ma furono pochi minuti di tregua, che oramai +non ingannavano più nessuno dei suoi familiari. Era grave, affannoso il +respiro; apparivano contratti i muscoli della bocca, infossate le +occhiaie; ardevano i polsi, battuti dalla febbre; la fronte e le tempie +s'imperlavano di sudore gelato. Ad un tratto aperse le palpebre, e mosse +gli occhi lentamente in giro, considerando l'uno dopo l'altro i +presenti. + +--Diego?--chiese egli poscia.--L'Adelantado? Non sono ancora arrivati? +Poveretti!...-- + +E pareva volesse soggiungere: non mi vedranno più vivo. + +Stette alquanto in silenzio; poi, volgendo lo sguardo al figliuolo +Fernando, lo chiamò più vicino. + +--Sei qui per tutti?--mormorò.--Sian tutti in te benedetti.-- + +Il giovane si era abbandonato, singhiozzando, sotto la carezza delle +mani paterne. + +--Perchè piangi?--riprese il morente.--È la legge. Obbedisci alla legge. +Felice chi la intende da giovane, e ad essa conforma tutti i suoi atti, +dominando tutte le sue passioni, perdonando, ed amando.... Va, sii +forte, figliuolo;--riprese, dopo un istante di pausa.--Anche il tuo capo +amato mi pesa.... Aprite, aprite quella finestra, ch'io respiri ancora +una volta quell'aria... che tanti felici respirano.-- + +Ringagliardiva la febbre; ed egli ansimava, si agitava irrequieto, si +levava sui fianchi, agitando le braccia, come se cercasse di aggrapparsi +a qualche cosa. + +--Povera creta!--esclamò egli.--A che ti affanni? Vuoi tu vivere per +forza?-- + +Frate Alessandro gli si accostò amorevolmente, bisbigliandogli qualche +parola di conforto. + +--Fidate in Dio, signor Almirante. Egli, padre misericordioso e giusto, +vorrà operare un prodigio per voi.... e per noi.-- + +Gli occhi del morente mandarono lampi d'insolita luce, alle amorevoli +parole del frate scudiero. + +--Dio!--gridò egli.--Dio! L'ho sentito sull'Oceano, dominare con la sua +voce il fragore delle tempeste. Dio m'ha assistito, Dio ha voluto +conservar la mia fama nel sale dell'amarezza. Dio la mia forza, Dio la +mia gloria. A lui tutto; senza di lui non sarei nulla. E son passato +nella vita ancor io, amato assai più ch'io non meritassi. Fu grazia di +Dio che mi amassero a gara tutte le nobili creature di Spagna; il buon +padre Marchena, il Quintanilla, il Santangel, consolatori benigni; Diego +di Deza, mia spada; il santo Mendoza, mio scudo; Beatrice di Bovadilla, +angelo mio tutelare; Isabella, onore del trono. Perchè vissuta, +Isabella? Non forse perchè si schiudesse mercè sua un nuovo mondo alla +legge di Dio, alla legge d'amore?... Ah, l'odio! l'odio livido e nero! +ah, la sete dell'oro, sete inestinguibile, sete crudele!... Questo sanno +far gli uomini, dei doni di Dio! Si muoverà dunque alla grande concordia +della famiglia umana, passando per la strage e pel sangue? I poveri +Indiani! i disgraziati innocenti, scannati senza pietà da uno stuolo di +belve. Schiavi!... non più schiavi, sotto la legge di Cristo!... Pure, +entravano nelle case del ricco; servi, facevano parte della famiglia +cristiana, recitando insieme col padrone la preghiera che eleva, la +preghiera che purifica, la preghiera che per un'ora fa tutti fratelli i +nati d'un medesimo seme. Ma no, non più schiavi: è cosa iniqua, la +schiavitù. Nobili cuori! E li lasciate liberi, voi; liberi di faticare +al sole rovente, nelle vostre piantagioni; liberi di morire nel solco +inondato del loro sudore; liberi di ricevere la nerbata, se le stanche +membra rifiutano per un istante l'immane fatica; liberi di fuggire, per +esser rincorsi tra le selve, addentati, lacerati dai vostri cani di +Corsica: liberi di morire fra i tormenti, sui palchi infami, sui roghi, +dove stride la fiamma e la carne. + +--E Dio permette!--mormorò il capitano Fiesco, che stava ritto, immobile +a piè del letto, ascoltando e fremendo, e stringendosi i pugni alla gola +per non dare in singhiozzi. + +--Sì, amico mio, sì....--rispose il morente, che ancor riconobbe alla +voce il suo vecchio ufficiale.--Dio ha un fine, che noi non possiamo +intendere; Dio ordisce una tela immensa, di cui non vediamo altro che un +tratto. Non dubitate.... E non vi sembri argomentazione di piccolo +intelletto. Ha pure la sua grandezza il vedere in questo modo la +giustizia di Dio; mentre non ne ha nessuna il negare ogni cosa, e il +disegno e l'artefice. Egli vede e provvede, nell'arcano del suo +pensiero; egli dà le mercedi. Trascura i buoni, che sicuri lo aspettano; +ma invigila i tristi e le opere loro.-- + +Così parlando, si era stranamente animato. Inutile il tentare di +calmarlo. Gli fiammeggiavano le guance; gli scintillavano gli occhi; ma +in quella gran luce, ond'erano accesi, egli già più non discerneva +nessuno. E incominciava a vaneggiare; e più confuse gli si offrivano le +immagini delle cose; più rotte gli uscivano di bocca le frasi. + +--Sono legione, i malvagi! E tutti contro il guerriero di Dio. La mia +spada, conte Fiesco! dov'è la mia spada? Ch'io li assalga! ch'io li +disperda! Roldano, che ho sempre beneficato, anche voi? Guevara, Porras, +gente malnata! Aguado, Ovando, anime nere.... Don Francisco di Bov.... +No, no; via la spada! L'uomo perdoni, e Dio giudichi. Ed egli viene.... +egli viene.... incalza, in un gran cerchio di luce. Cieco, cieco chi non +ti vede, gran luce dell'anima! O Signore, in cui ho sempre sperato, o +Signore in cui ho sempre confidato!... I vostri santi, avvocati miei, +dove sono? Ah, ecco, nella vostra gloria confusi, sorridono.... +accennano.... chiamano.-- + +Ansava, e le parole si facevano più rade, più inintelligibili. Un moto +convulso, veloce, turbinoso, gli agitava il sommo del petto, come se il +cuore, ad un tratto impazzito, sventolasse là sotto, tentando fuggir dal +suo carcere. E fece uno sforzo ancora, il morente, uno sforzo sovrumano, +per proferire le sue ultime parole. + +--A voi, Signore.... a voi.... _In manus tuas, Domine, commendo spiritum +meum._-- + +Seguì un rantolo sordo; e un altro ancora, in cui le labbra si torsero. +Gli erano tutti intorno, piangenti; Bovadilla innanzi a tutti, con la +mano sulla fronte di lui, stillante il gelido sudore della morte. E le +scoppiava il cuore, e avrebbe voluto dargli l'anima sua. La vide egli? +la vide un'ultima volta, mentre alzava le palpebre, e le pupille +stravolte cercavano ancora la luce? Si richiusero le palpebre, si +ricomposero le labbra, cessò la danza spaventosa del cuore; l'anima +grande di Cristoforo Colombo era volata incontro al suo Dio. + +Un grido straziante ruppe dai petti; labbra avide cercarono la fronte +marmorea e le fredde mani dell'estinto: baci si avvicendarono con +lagrime su quella povera carne, che aveva cessato di patire. Poi, +s'inginocchiarono tutti intorno al letto; e pregarono, lungamente, in +silenzio. + + + + +CAPITOLO XIX. + +Quel che s'incontra per via. + + +Mentre il suo grande cittadino moriva negletto, quasi ignorato, nella +terra straniera che gli era divenuta seconda patria, ed egualmente +ingrata, Genova seguitava a patire delle sue secolari discordie, ad +esaltarsene, ad infiammarsene sempre più; pari in questo all'infermo, +che si consuma dalla febbre, e nella febbre non avverte più il male onde +sarà tratto al sepolcro. + +Il male di Genova era antico; e le varie forme di governo con cui, dando +volta nel suo letto di dolore, l'inferma aveva sperato di schermirsi, +ora coi consoli, ora coi podestà, poscia coi capitani del popolo e coi +dogi a vita, finalmente colle dominazioni angioine di Napoli dopo le +tedesche, e le francesi dopo le viscontée di Milano, non erano state +altrimenti che fasi progressive e crisi violente di quel male. Nobili +della schiatta viscontile di Polcevera e nobili d'altre terre di +Riviera, alleati coi vescovi, avevano fatto da principio un governo in +famiglia, indi costituita una oligarchia prepotente, che escludeva dalle +prime magistrature i popolari, tutti mercanti ed artefici. Questi, +crescendo di numero, di forze e di credito, avevano ottenuto a forza +alcune cariche importanti, senza che per ciò fosse stabilito e +riconosciuto nella lor classe un diritto alla partecipazione del +governo; e frattanto, quelli di loro che avevano smessi i traffichi e +l'arte, ottenendo titolo di cittadini egregi, si stimavano uguali ai +nobili possessori di feudi; con alcuni dei quali, aiutando le ricchezze +accumulate, riuscivano anche ad imparentarsi. Ma erano sempre tenuti per +"tetti appesi", come a dir case appoggiatesi alle vecchie torri di una +gente più antica. Fra questi "tetti appesi" alcune case più cresciute in +potenza, e più ancora in audacia, avevano preso a contendersi il ducato, +a palleggiarselo tra loro per quasi dugent'anni; ed erano quattro, dette +dei Cappellacci per la loro preminenza, cioè a dire Fregosi, Adorni, +Guarchi e Montaldi. A lungo andare sopraffatti i due ultimi nomi, erano +rimasti in auge i due primi, forti abbastanza per sovvertire con le loro +eterne rivalità la repubblica, senza che l'uno riuscisse poi a liberarsi +dall'altro. E forse, ai nobili antichi, testimoni della gara e in una +certa misura partecipi, non metteva conto che una parte vincesse l'altra +del tutto, per farsi poi arbitra e padrona di tutti. Così durarono le +lotte dei Cappellacci, con gran danno dello Stato, costretto a cadere in +soggezione dei Visconti di Milano, poscia del re di Francia. Il quale, +nel patto di dedizione conchiuso in Milano, si obbligava cortesemente +alla condizione "che tutti gli onori, benefizi, ed uffici dello stato +fossero conferiti ai Genovesi dal governatore e dagli anziani, tenuto +conto della varietà dei colori." + +I colori, bianco e nero, valevano più poco sulla fine del Quattrocento; +anzi, non valevano più affatto come tinta politica di ghibellini e di +guelfi. C'erano bianchi e neri tra i nobili; bianchi e neri tra i +mercanti e gli artefici, confusi oramai nella denominazione di popolari; +ma i nomi di bianchi e di neri significavano piuttosto un certo numero +di famiglie già usate al governo, e non disposte ad esserne escluse; e +volevano dire che quelle famiglie non dovevano essere dimenticate, nella +assegnazione delle cariche. A provar poi che guelfi e ghibellini, e neri +e bianchi, non erano più considerati come parti politiche, basti notare +che Doria e Spinola, antichi ghibellini, erano pane e cacio sul +principio del Cinquecento coi Fieschi e i Grimaldi, antichi, guelfi; e +Gian Aloise Fiesco, progenie di Guelfi, e primeggiante allora nella +nobiltà genovese, sovveniva del suo danaro le imprese navali di Andrea +Doria, nuovo rampollo onegliese della potente casata ghibellina. Nel +fatto, con denominazioni vecchie conservate senza ragione politica, +durava una lotta antica tra nobili feudali e popolo grasso. E i nobili +avevano dimenticate le antiche dissensioni per far causa comune contro i +popolari; e questi, non volendo saperne delle loro antiche denominazioni +di mercanti ed artefici, si sdegnavano d'esser considerati inferiori a +quegli altri, in una città dove oramai avevano esercitate le prime +cariche ed ottenute singolari benemerenze. + +Frattanto, accadeva di peggio. Violando i patti di Milano, il +governatore francese proteggeva i nobili a danno dei popolari; li +favoriva in tal guisa, che non più un terzo, ma già la metà dei +pubblici onori ed ufizi erano ad essi assegnati. E qui, ápriti cielo! +dalle mormorazioni si passava ai lagni; da questi alle invettive. A +giustificare il loro diritto, i nobili allegavano i meriti dei lor +maggiori, che nel periodo consolare avevano governata la repubblica +senza compagnia di popolari. Ma i popolari pronti a ritorcere +l'argomento, dicendo che appunto per ciò erano stati cacciati i nobili +dal governo; nè più si doveva tornare ad una ingiustizia, tollerata +soltanto finchè il popolo non aveva avuto vita civile, Genova essendo +come un feudo del vescovo e del suo parentado viscontile, già collegati +dal comune interesse per liberarsi dall'autorità dei conti della marca +di Liguria. Quanto a nobiltà vera di sangue, in che superiori i nobili? +o progenie di barbari invasori, o piccola gente oscura, che ad essi era +venuta abbarbicandosi, senz'altro merito che la cieca servitù! I +popolari nati in casa, antico sangue romano, cresciuti nell'operose +industrie del mare, educati nelle armi in difesa della patria; onde le +grandi imprese, dentro e fuori della repubblica, specie dopo il 1339, +col ducato di Simone Boccanegra, erano quasi tutte dovute al valore dei +popolari. + +Il governatore francese, messer Filippo di Cleves, signore di +Ravenstein, tenendo pei nobili antichi, faceva orecchio da mercante; +anzi, per non aver da sentire i popolari, se ne andava tranquillamente +in Asti. E come avviene spesso negli uffici amministrativi, che quando +esce il principale per prendere una boccata d'aria, guizza via il +segretario per prenderne due, anche il suo luogotenente Roccabertino +colse la buona occasione, per portare un suo reuma in Acqui, a quelle +terme salutari. Ma l'acqua bollente ch'egli andava a cercare laggiù, +stava per dar di fuori in Genova, dove le due parti si guardavano in +cagnesco, e dall'una e dall'altra si faceva gente, per non esser colti +alla sprovveduta. Ai popolari si accostava la plebe, gente in gran parte +calata dalle ville della Polcevera ai mestieri e alle piccole industrie +della città. E i motti pungenti fioccavano; più acerbi ai popolari, che +per l'aiuto cercato nelle ville erano chiamati a dispregio i villani. I +giovani della nobiltà, che già alcuni anni prima per certa croce degli +Zaccaria portata in processione avevano leticato aspramente coi giovani +del partito contrario, s'erano fatti fare certi coltelli che portavano +con ostentazione alla cintola; e quei coltelli avevano incisa sulla lama +una frase minacciosa: "Castiga villani". Nè quei coltelli erano rimasti +a lungo inoperosi. Ai motti pungenti succedevano gli scontri, e le +stoccate andavano via come il pepe. La città era ogni momento sossopra; +i buoni gemevano invano, tra le provocazioni scambievoli e le zuffe +continue; la vita di Genova era diventata un inferno. + +Poteva egli portarvi rimedio il _Paradiso_, che giungeva a mezzo luglio +nel porto? Ne scese il capitano Fiesco accompagnato dalla contessa Juana +e dal frate scudiero; e tutti e tre si recarono ad alloggio dal Passano, +che stava appunto in una casa del Fiesco, nella contrada di San Lorenzo. +Di là, dopo un breve soggiorno, avrebbero proseguito per la Gioiosa +Guardia, meta desiderata e riposo al triste viaggio di Spagna. Il +capitano Fiesco voleva anche dar sesto a tutte le cose sue, facendo +disegno di non spiccarsi più per un pezzo dalle rive del poetico +Entella; desiderava inoltre di vedere il magnifico dottore messer +Nicolao Oderigo, che del grande Almirante era stato amicissimo, e che +certamente avrebbe graditi gli ultimi saluti di lui e udite con profondo +rammarico le notizie della sua fine immatura. + +Messer Nicolao, famoso dottore di leggi, aveva meritato per la sua +dottrina di andar già due volte ambasciatore, la prima nel 1496 al re di +Francia, la seconda nel 1501, ai sovrani di Spagna; e in quella +occasione aveva conosciuto Cristoforo Colombo, stringendosi a lui di +sincera amicizia. In Genova non aveva mai parteggiato. La sua famiglia, +di Carminata in Polcevera, era d'artefici, quali ghibellini, quali +guelfi in processo di tempo, la più parte speziali e medici, nè mai +disposti a servire, sposando le passioni dei potenti del giorno. Egli +stesso era stato amicissimo al capo riconosciuto dei nobili, Gian Aloise +Fiesco; e ciò non tolse ch'egli andasse in quell'anno 1506 ambasciatore +dei popolari a Luigi XII, come più tardi, nel 1515 e nel 1517 a +Francesco I, altro signore invocato dalle miserie di Genova. Era un +galantuomo, amante della patria sopra ogni cosa; della patria si +occupava continuamente, e ne piangeva i mali insanabili; della patria +parlava ancora a messer Bartolomeo Fiesco, dopo aver pianto con lui +sulla morte del loro grande concittadino Colombo. + +--Povera Genova!--diceva egli.--Povera città così nobile e ricca, così +popolosa e forte e gloriosa, condannata a non aver pace mai, neanche +sotto le labarde straniere che ha dovuto chiamare per assicurarsi +contro le sue stesse follìe! E siamo oramai ad uno dei maggiori pericoli +che Genova abbia corsi mai, di sfasciarsi, di andare in perdizione. Non +per colpa dei Cappellacci, questa volta, che pare impossibile; per colpa +dei nobili! Un mese fa, il 18 di giugno, poco mancò non andasse a +soqquadro ogni cosa, per l'alterco in piazza de' Banchi, dove il notaio +Emanuele Canale, che richiedeva il fatto suo ad un nobile, n'ebbe in +pagamento male parole e percosse; onde fu gran rumore, si chiusero le +botteghe, e tutti correvano all'armi. Vedete quanta poca scintilla basti +oramai a far scoppiare un incendio! La prudenza del podestà, messer +Oberto del Solaro, ha potuto sedare questa commozione, col mandare in +bando parecchi dei nobili ed uno dei popolari. Ma potrà sempre, il savio +Astigiano, contenere questi umori maledetti, più pronti a bollire che +non sia il vino del suo paese? E non c'è qualcheduno, nelle nostre mura, +che quanto siede più alto tanto più avrebbe obbligo di gittar acqua sul +fuoco? Voi indovinate di chi voglio parlare, messer Bartolomeo. Andate +voi da Gian Aloise, e ditegli che abbia compassione della sua patria; +egli che ha intelletto da conoscere i mali, voglia aver carità da +procurare i rimedii. È una fortuna, che siate qui voi. Venuto di fuori, +potete dire una parola di cittadino imparziale. Qui ogni giorno si va di +male in peggio; e il peggio volgerà anche a danno suo, perchè delle cose +turbate non hanno vantaggio coloro che vivono nel quieto possesso della +loro autorità: mentre vantaggio verrebbe a lui, se tutti lo vedessero +lavorare per la concordia; onde crescerebbe la sua fama di savio, +insieme con la sua sicurezza di principe.-- + +Il consiglio era buono; e per seguirlo, messer Bartolomeo salì quel +giorno l'ampia scaléa di Vialata. Trovò raccolti lassù tutti i Fieschi, +come in un altro giorno solenne di tre mesi innanzi; ma più accigliati, +più torbidi, più inveleniti che mai. Nondimeno, fecero il debito col +parente, che ritornava di lontano; e Gian Aloise stette ad udire con +molta attenzione le tristi nuove di Valladolid. + +--Mi duole;--diss'egli;--mi duole nel profondo dell'anima. Povero signor +Almirante! E morire così, senza vedersi restituite le sue sostanze e il +suo grado! Ma che cosa poteva aspettarsi di bene da un re come +Ferdinando il Cattolico? Gran colpa ha costui, e il mondo ne darà ben +severo giudizio. + +--Verissimo;--rispose messer Bartolomeo.--Ma per il nostro concittadino +Colombo non siamo in colpa un po' tutti? e noi Genovesi prima degli +altri? Se questa repubblica fosse stata in pace e padrona di sè, non +avrebbe potuto far essa l'impresa della grande scoperta, ritraendone +essa i benefizi? Sarebbe stata ancor essa ingrata con lui; ma dalla +patria sua avrebbe egli potuto sopportare anche l'ingratitudine d'un +giorno, sicuro della riverenza e della riconoscenza dei secoli. Ma noi +eravamo impotenti ad assisterlo; noi sempre in guerra tra noi, e senza +speranza di far giudizio mai più. Sento infatti che la pace è fuggita da +capo, e che si torna a scivolare nel sangue. + +--Ma!...--esclamò Gian Aloise, crollando il capo e stringendosi nelle +spalle.--Qui, poi, non è anche un po' vostra la colpa, cugino? Se voi +andavate a Pisa, tutto questo non succedeva.-- + +Bartolomeo Fiesco ebbe l'aria di cascar dalle nuvole. + +--Che c'entra Pisa?--diss'egli, stupito. + +--C'entra sicuro. Il gran delitto che ci appongono i villani è di non +averla noi voluta soccorrere. + +--Ma noi,--replicò il capitano Fiesco,--la soccorrevamo, se mai, per +divorarla; e non vedo come di questo potessero stimarsi contenti i +popolari.... o i villani, come mi pare dalle vostre parole che si debba +dire oramai. Si sta tre mesi fuori,--soggiunse egli, ridendo,--ed ecco +che al ritorno si trova cangiata perfino la lingua. + +--Fermo, fermo!--gridò Gian Aloise.--Anzi torniamo indietro, fino a quel +verbo divorare, che non sarà di lingua nuova, ma certamente parrà +insolito in bocca ad un Fiesco. Se credete, bel cugino, di pungerci, +v'ingannate a partito. + +--E non avevo questa intenzione;--rispose il capitano.--Ho detto +"divorare" per "occupare a nostro vantaggio". Non era egli per vantaggio +della nostra casata, che voi volevate mandarmi a Pisa? + +--Sicuramente,--replicò Gian Aloise.--Oh vedete il gran male, se chi +possiede tutta la riviera di Levante, dall'Appennino al mare, e della +Scrivia alla Magra, possedesse anche Pisa! Volevate voi che Pisa fosse +posta in balía della nostra eccelsa repubblica, la quale oggi è di Tizio +e domani di Sempronio? E non vi parrà giusto che una famiglia da +quattrocent'anni intesa a mantenersi uno stato conforme alla sua +dignità, cerchi di avere maggior sicurezza del sudato ed insidiato +dominio? Andate là, bel cugino! ce l'avete fatta grossa, ricusando un +ufficio, per il quale (ve lo abbiamo pur confessato, rendendovi +giustizia) non c'eravate se non voi. E ci venite oggi a piangere sui +mali di cui siete stato la prima cagione? E ci domandate probabilmente +di andare in piazza de' Banchi, o sulla scalinata di San Lorenzo, a +picchiarci il petto, ad offrir pace, a chieder perdonanza ai nostri +nemici? E siete un Fiesco, voi?-- + +La botta era forte; e messer Bartolomeo balenò un poco, ricevendola. +Ancora strinse i pugni, e più i denti, per non dar fuori con troppo +amare parole. Dopo un istante di pausa, che parve lungo a tutti, ma che +a lui era necessario per vincersi, pacatamente rispose: + +--S'io sono un Fiesco, domandate? Per tutt'altri che ne volesse dubitare +avrei pronte le prove. A voi, Gian Aloise, tanto più vecchio di me, non +ne bisogna nessuna; e voi già, umano e cortese signore, vi pentite in +cuor vostro d'avermi fatto ingiuria. Per essere un Fiesco, bisognerebbe +dunque non sentir altro che ira di parte? e d'una città che crebbe a +grandezza per la santa concordia della _compagna_ giurata, voler fare un +patrimonio esclusivo di nobili? Che cosa io pensi dei nobili, e dei +popolari, vorrei poterlo dire alle due parti congregate, sulla scalinata +di San Lorenzo, dove non c'è da chieder perdonanza a nessuno, ma da dire +a tutti la verità. Nobili e popolari, siam pure i gran sciocchi. Un +giorno, stanchi e rifiniti, saremo tutti pari nell'impotenza davanti ad +una plebe qual si sia, che troverà gusto a sbranarci. Oggi letichiamo +per diversità di sangue. Ma che? Essi e noi discendiamo da un barbaro +soldato, franco o longobardo, unghero o goto, oppure da un liberto +figlio di schiava greca o siriaca, che piacque un'ora al padrone. +Nessuno, nè qui nè altrove, nessuno, sia pure il più antico nelle +cronache, può collegarsi a quella nobiltà romana che prima ha stampato +della sua orma il paese. La quale, finalmente, nella sua folle ambizione +si mostrava più accorta di noi, non volendo altro alle sue origini che +dèi o dee, Marte, Venere, Ercole. I Greci, poi, tutti da Giove; onde fu +necessario fare del padre degli Dei un grande scapestrato. Gli antichi, +come vedete, avevano modo di nobilitare il sangue, facendolo di qualità +diversa dalla comune degli[tn346] uomini. Noi no; tutti di sangue rosso, +mortale, di pari composizione; al più al più (lasciatelo dire ad un +Fiesco, che ha studiato medicina a Pavia) guastato da qualche umore +maligno, per effetto di troppe unioni in famiglia. Ma torniamo al fatto. +Quando saranno qui tutti nobili al governo, e i popolari distrutti, o +mandati al remo, o legati alla gleba, non avranno i Fieschi da fare i +conti coi pari loro, con gli Spinola, ad esempio, coi Grimaldi, coi +Doria? E dove andrà allora il bel sogno di una vasta signoría? Vorranno +i tre emuli restare amici a noi, come son oggi per necessità, di contro +a dugento cinquanta famiglie della fazione popolare? Non troveranno man +forte in quella ventina di famiglie nobili della prima classe, o in +quell'altra ventina della seconda, per costringerci un giorno o l'altro +a lasciare il troppo largo dominio? e non solamente quello che voi +possedete per autorità di vicario, ma ancora quello che possedete per +diritto feudale? Una cosa potrebbe pure tirar l'altra, cadendo, e tutte +rovesciarsi ad un modo. Nè vi parrebbe più saggio che una famiglia, +giunta per fortuna al colmo della potenza, regnasse invidiata e sicura +nella mediocrità forzata di trecento, fra maggiori e minori, di nobili, +di mercanti, d'artefici, tutti ammessi alle medesime cariche, uffici ed +onori? Ma questo appartiene all'arte di governo, ed io non ne sono +maestro. Perdonate, eccelso cugino, la mia intemerata. Non lo farò più, +come è vero che sono un Fiesco. E da Fiesco d'onore vi prometto che fin +dove giunga il mio braccio, saprò far rispettare questo nome onorato, +che ho comune con voi. + +--Abbiatelo forte, quel braccio!--ribattè Gian Aloise, con accento +sarcastico.--Abbiatelo tanto più forte, quanto più volete esser solo, +mentre spira un'aria così poco favorevole ai nostri, in questa +disgraziata città. È l'augurio d'un parente che vi ama, ad onta delle +vostre.... Come chiamarle?... Mi lascerete dir bizzarríe? + +--Dite pure stravaganze;--rispose il capitano Fiesco.--Tutto sopporterò +di buon grado, fuorchè la taccia di debolezza e viltà.-- + +Salutò, detto questo, e se ne andò invelenito; tanto invelenito, che non +chiese nemmeno licenza di andare ad ossequiare madonna Caterina. + +Uscito dal palazzo, e fatti in un minuto i cento gradini della cordonata +famosa, voltò a manca, per non dover risalire da Rivalta a porta +Soprana, luogo troppo affollato. Più libera la via verso quel tratto +della spiaggia che gli eruditi del tempo avevano già incominciata a +chiamare il seno di Giano; liberissima e tranquilla sotto i suoi occhi +la distesa del mare turchino, su cui sonnecchiava col capo un po' +inclinato a levante il maestoso scoglio Campana, vecchio testimone di +tante sfilate trionfali del naviglio genovese, dallo _stolo_ di +Terrasanta ai ritorni della Meloria, di Portolongo e di Ponza. Lo +scoglio Campana era un suo grande amico, fin dagli anni lontani della +sua adolescenza; col quale, o davanti al quale, era uso meditare sulle +passate grandezze della patria; e quella volta il capitano Fiesco, +masticando male una frase del suo eccelso cugino Gian Alvise, non degnò +il vecchio amico neppure d'uno sguardo fuggevole, mentre saliva per +Campo Pisano all'erta di Sarzano. Sempre borbottando e sbuffando, dai +fianchi dell'antico Castello, sede e baluardo del municipio Genuate, già +da un pezzo convertito in un ceppo di conventi e di chiese, calò verso +le case degli Embriaci, donde, girando attorno a quelle dei Giustiniani, +voleva difilarsi a San Lorenzo, dove sorgevano quelle dei Fieschi. + +Gran gente fin allora non aveva incontrato: fra conventi, chiese e +palazzi che parevano fortezze, in un quartiere alto, donde la città era +presto calata a distendersi nel piano verso ponente, non era il caso di +trovar banchi o botteghe, nè per conseguenza la calca delle strade +operose. Un po' di animazione incominciava dai Giustiniani; il brulichio +della folla lo aspettava nella contrada e nella piazza del duomo di San +Lorenzo. Colà si accoglieva in gran parte la vita cittadina; colà nei +primi secoli dopo il Mille si adunava il popolo a parlamento; colà il +Cintraco, venendo dal Palazzo del Comune, che sorgeva alle spalle del +Duomo, veniva a leggere i bandi dei consoli. E colà, cessati gli uffici +politici della storica piazza, si adunavano ancora i cittadini a +conversare, magari a far baccano, sommosse e principio di rivoluzioni; +colà, finalmente, come è sempre avvenuto intorno alla casa di Dio, fin +dai tempi di Cristo, si teneva un po' di mercato. + +In quella calca doveva cacciarsi il capitano Fiesco per riuscire a casa +sua. La pazienza non era il suo forte, a dir vero; ma egli, in momenti +quieti e ad animo riposato, sapeva dominarsi col raziocinio, che gli +suggeriva le frasi della cortesia non ancora stizzita: "vi prego.... con +licenza, cittadini.... scusate, amico", e lo aiutava a passare. Ma i +momenti non erano quieti, per allora, nè egli aveva l'animo riposato; ed +egli e quel popolo, tra cui si cacciava, erano in uno dei loro giorni +più cattivi; e mal volentieri si scomodava la folla per lasciarlo +passare; ed egli, coll'amaro in corpo, non si sentiva di far bocca +dolce. + +Frattanto, correvano intorno a lui certi discorsi, che non erano fatti +per rabbonirlo.--Fallatutti, ci siamo?--È giusta di sale.--Bisogna +scodellarla.--Magari! è ora di finirla.--Vedremo al friggere, se saran +pesci o anguille.--Giù dalle gronde, i gatti, e vivano le cappette.-- + +Il gatto era emblema araldico dei Fieschi, insieme col drago, detto +anche basilisco. E per l'ora corrente, essendo i Fieschi a capo della +nobiltà, l'accennare al gatto era un intendere tutta la genía dei +nobili. Quanto alle cappette, si alludeva con questo nome al popolino. +"Erano poverissima gente (lasciò scritto negli _Annali di Genova_ +monsignor Giustiniani), artigiani e servitori di artigiani mal vestiti, +con le calze di tela e con una stretta e cattiva cappa; perciò furono +nominati cappette". + +Più in là era un crocchio di ragionatori più sodi, ma non meno +sediziosi.--Ve l'ho a dire, cittadini? La va come sulle galere. Si può +disputare del più e del meno finchè il nemico è lontano: ma quando il +cómito ha gridato arme in coperta, non c'è più da discorrere; da poppa e +da prora, all'arrembata e all'impavesata, ogni uomo prende il suo posto +di combattimento. E non si parli di pace, mentre siamo venuti a mezza +lama. O loro o noi, qualcheduno ha da andare di sotto. + +--Bravo!--pensò il Fiesco.--Questo si chiama ragionare; ed anche insegna +a sragionare.-- + +Frattanto lavorava di gomiti, per avanzare di qualche passo verso il suo +tratto di strada. Ma intoppò in due che gli voltavano le spalle, e non +si davano per intesi delle sue sollecitazioni. Si rammentò allora d'un +bel giuoco, che gli era tante volte riuscito con amici per via. Toccò +leggermente uno di quei due sulla spalla sinistra, e l'altro sulla +spalla destra. Si voltarono ambedue, ognuno dalla parte dove si sentiva +toccato; così, senza volerlo, gli fecero posto, ed egli guizzò +lestamente nel mezzo. S'intende che avvedutisi dell'artifizio, non +volevano tollerare la celia. + +--Fate largo! è qua lui!--gridarono, con accento di scherno donde +trapelava la collera. + +--Lui! chi, lui?--gridò egli a sua volta, fermandosi a guardarli. + +S'era voltato a deboli avversarii, o mal preparati all'attacco. Non +rifiatarono; anzi, pareva che non dicesse a loro. Ond'egli era già per +ripigliar cammino, quando all'orlo della gradinata di San Lorenzo, e +sotto alla famosa statua che porta il nome dell'Arrotino, vide un +omaccione dalle spalle quadre e dal collo erculeo, che lo guardava a +squarciasacco. Ed anche lo udì, che diceva ad un vicino: "bisogna +insegnargli, a questi prepotenti". La guardata, l'atteggiamento, le +parole di quell'uomo, gli dettero noia. E forse non era da farne caso, +potendo quelle parole non esser dette per lui; ma egli, come attratto +dal pericolo, si avvicinò d'un passo, per sentire dell'altro. Frattanto, +eccogli tra' piedi un contadino della Polcevera, che mettendogli sotto +il naso un canestro di ceppatelli di macchia, gli grida coll'accento +largo e spaccato della sua valle: + +--Vitella di bosco! vitella di bosco!-- + +Fece un gesto di persona seccata, torcendo il capo, ma ancora tendendo +l'orecchio per sentire quell'altro. E il contadino ripigliava, +insistente come un moscone: + +--Ma li guardi, come son belli! non par che dicano: mangiami?-- + +Non sapendo come liberarsene, domandò il prezzo: ma ancora e sempre +guardava il suo nonno. + +--Per Vostra Signoria, quattro soldi la libbra.-- + +Quattro soldi! Facciamo ad intenderci. Il soldo era la ventesima parte +della lira: ma la lira genovese d'allora valeva tre lire e quattro +centesimi della nostra moneta d'oggidì; il soldo valeva dunque un po' +più di quindici centesimi dei nostri; e ciò senza contare il ragguaglio +diverso fra la derrata e la moneta d'allora. + +--Troppo cari;--notò il capitano. + +--Eh, per lor signori!... + +--Troppo cari, grazie! + +--Grazie!--ripetè il contadino.--E ci ho perso il mio fiato, per un +grazie della sua bella bocca. Vedete un po' voi, Ghiglione!--proseguì, +volgendosi all'omaccione dalla torva guardatura.--Ma già, con questi +signori morti di fame non c'è altro da aspettarsi. + +--No, caro, c'è dell'altro!--rispose il Fiesco, non vedendoci più lume. + +E voltatosi di schianto, gli sferrò a pugno chiuso un tal colpo sul +mostaccio, che lo mandò rovescioni sull'orlo della gradinata. + +Fu un putiferio. Quell'altro, levatosi con la faccia tutta sanguinante, +a gridare: così trattano i signori, spalleggiati dal re di Francia! E +l'omaccione dal canto suo: già bella prodezza, contro la povera gente! +ma non son chi sono, se non gli metto le budella al collo! + +E brandiva uno spiedo, che portava appeso alla cintola. Un macellaio! +Fosse pure; ma non aveva per quella volta un agnello da scannare, nè un +bue da accoppare. + +--Bravo, Ghiglione! Dàlli, al gatto! dàlli!-- + +Il capitano Fiesco aveva pronto e sicuro il sentimento delle grandi +occasioni. Era in ballo, voleva ballar bene. Per intanto, con un calcio +poderoso cacciò indietro parecchi, facendosi largo quanto bastasse per +isguainare la spada. Come l'ebbe in pugno, la menò attorno con forza; e +chi ne toccasse, suo danno. + +--Questa val più del tuo spiedo!--gridò, tirandone un colpo al +minaccioso avversario, a cui cadde l'arma dal pugno. + +--Popolo! popolo!--si vociava d'ogni parte.--È un nobile che fa il +prepotente. Dàlli al gatto! morte al gatto! + +--Che gatto?--si rispondeva.--Che morte? E non è ancor preso, il gatto! +e lavora assai bene con l'unghie! A noi! a noi!-- + +Queste voci venivano dall'alto della strada. E colle voci i ferri; e +davanti ai ferri si apriva la calca, bestemmiando, piangendo, urlando, +gridando misericordia. + +Messer Bartolomeo s'era fatto intorno un gran cerchio. La sua spada, non +tagliando più, per aver perso il filo, lacerava e ammaccava. E mentre +lavorava così di puntate e manrovesci, stava coll'occhio attento ad ogni +moto della folla; e a chi, col coltello nel pugno, strisciando a terra +s'ingegnava di venirgli sotto, allungava pedate, più forti ancora dei +colpi di spada. + +--Eccolo qui, il gatto! prendetelo, se vi riesce, mascalzoni!--gridava. + +E giù fendenti, giù manrovesci e puntate, quello che gli veniva meglio, +facendo fronte da tutti i lati, con le mani e coi piedi. Certo, non +poteva durar lungamente così. Ma durò tanto, che il soccorso gli venne. +Da tutte le case vicine avevano veduto il tafferuglio: erano case di +nobili, e in gran parte della gente dei Fieschi. Tutti quei cavalieri +avevano afferrate le armi, scendevano sulla strada, e ancora il capitano +Fiesco non aveva toccato altro che qualche scalfittura, quando gli +giunse man forte, e primo fra tutti il frate scudiero, che per far più +svelto aveva scalato una doppia fila di spalle, trattandole come spaldi +nemici; dond'era balzato nel vallo con la spada sguainata. Altro che +gatto! quello era stato peggio d'una tigre. + +--Ben venuto in refettorio!--gli disse il capitano, ripigliando il suo +buon umore.--Ce n'è ancora una scodella per te, frate Alessandro. + +--Che! arrivo tardi;--rispose il frate scudiero.--Non vedete come +scappano? + +--Per andar fuori del tiro, sì; ma ora voleranno sassi, mio caro. + +--E allora sotto, prima che pensino a farci fare la fine di Golía. + +--Sì, sotto, sotto!--gridarono i cavalieri venuti in soccorso.--Ma da +che parte si comincia? + +--Di qua!--rispose il capitano, additando verso il coro della +chiesa.--Si faticherà di più, risalendo la strada; ma avremo libere le +case nostre, e ci saremo anche accostati al palazzo del governatore. +Messer Roccabertino non vorrà mica starsene con le mani alla cintola.-- + +Consigliava bene, il capitano Fiesco. E la caccia, incominciata di là, +ebbe l'effetto di spinger la folla sotto gli arcieri della guardia, già +usciti dal palazzo al rumore della zuffa. Messer Roccabertino (ritornato +da Acqui, manco male!) occupò con la sua gente il campo di battaglia. +Non c'erano morti; ma i feriti abbondavano. E furono rimandati alle case +loro quei che potevano andarci; gli altri portati a braccia, aiutando +gli stessi cittadini, che per tal modo si levarono più presto di lì. +Mezz'ora dopo, tranne le chiazze di sangue che imbrattavano il selciato, +si vedeva piazza pulita. + +Sciolto l'assembramento, e chetate alla meglio le ire cittadine, venne +la volta di una severa inchiesta. L'inchiesta, si sa, è sempre severa. +Il capitano Fiesco, eroe della giornata, non aveva nulla da nascondere; +narrò tutto per filo e per segno. Nè dal suo racconto dissentì troppo +quello che narrava il Ghiglione, mostrando il suo braccio affettato. Il +naso rotto del Polceverasco era andato a farsi ristagnare il sangue alla +fontana di Soziglia, nè fu il caso di chiamarlo in giudizio. Degli altri +feriti la prudenza del luogotenente aveva anticipatamente sottratti a +quel sommario processo i guasti e le querele. La giornata era tutta a +vantaggio dei Fieschi; e i Fieschi, amici del governo di Francia, non si +potevano trattar troppo male; tanto più ch'erano stati provocati. Anche +l'eccelso Gian Aloise, avvertito in fretta dell'accaduto, era sceso +dalla sua ròcca di Vialata con un drappello di cavalieri, e portava a +palazzo il peso della sua autorità. Raccomandava anch'egli concordia; +voleva anch'egli giustizia; ma sopra tutto che si levasse ogni argomento +di nuove dissensioni in città, insegnando a tutti il rispetto delle +leggi. Intanto lodava il cugino, che non si era lasciato sopraffare, +mostrando come i Fieschi si sapessero guardare da sè contro le violenze +dei mascalzoni. + +--Per avventura, cugino Bartolomeo,--diceva egli sottovoce al valoroso +parente, mettendogli l'eccelsa mano sulla spalla,--sono stato io, con +certe parole un po' matte, che vi ho fatto saltar la mosca al naso? E +non mi pento di averle dette, se mai. Per opera vostra sapranno i +villani che a toccare i Fieschi ci si scottan le dita.-- + +Il capitano Fiesco sorrise, pensando che proprio a lui, nemico giurato +d'ogni discordia, era toccato di dare il mal esempio alle turbe. Ma in +verità, lo avevano tirato pei capelli. + +A proposito di esempi, ce ne voleva uno, e terribile. Il luogotenente +Roccabertino non ebbe ritegno a darlo, sbandendo dalla città il conte +Bartolomeo Fiesco e il macellaio Ghiglione. Era la giustizia, sebbene +attenuata di molto, del cadì d'Alicante, di burlesca memoria, che +sentiva attentamente le ragioni dell'ebreo e quelle del cristiano; poi, +chiunque avesse ragione dei due, faceva somministrar loro venticinque +legnate per uno. Il Roccabertino, sangue spagnuolo, non arabo, +sopprimeva le legnate, contentandosi di bandir le due parti. Per altro, +non si fidassero troppo della sua grande bontà; a chi rompesse il bando +era minacciata la morte. E con ragione; che i banditi del mese innanzi +rientravano tutte le sere in città, e la giustizia n'aveva avuto uno +smacco. + +--Intendiamoci, dunque;--diceva il signor luogotenente, nell'atto di +scendere dal suo tribunale.--Chi rompe paga; e a chi rompe il bando, è +pena la testa. + +--Per quel che mi risguarda, non dubitate;--rispose il capitano +Fiesco.--Parto oggi stesso, e vado lontano, molto lontano, a condir con +le lagrime il duro pane dell'esule. + +--Sta bene, sta bene;--borbottò il Roccabertino, passandogli accanto +accigliato. + +Ma sotto voce aggiungeva: + +--A Gioiosa Guardia, non è vero? Così potessi seguirvi!-- + + + + +CAPITOLO XX. + +Raggio di Dio. + + +Gioiosa Guardia! Gioiosa Guardia! E voi stavate là, bella ròcca dalle +cinque torri e dall'alta bandiera sventolante nel sereno, tra il +Graveglia e l'Entella, aspettando i vostri signori, ed annoiandovi +parecchio, nè più nè meno di don García, vostro grigio ed allampanato +custode. Ma quando la nobile coppia fu annunziata dal frate scudiero, +che faceva da battistrada, quando ella giunse alla vista delle cinque +torri, che gazzarra di falconetti dai vostri bastioni! che allegro +scampanío dal battifredo, e che gaio andirivieni di sagola, lunghesso +l'asta della bandiera, per dare ai ritornanti il triplice saluto del +drago nascente e del gatto sedente, affrontati sullo scudo bandeggiato +d'azzurro e d'argento! + +La veneranda madonna Bianchinetta strinse lungamente al seno i suoi +figli, baciandoli e ribaciandoli. "Mi ridate dieci anni di vita" +esclamava la nobil signora, piangente di gioia. Nè a lei raccontarono +tutto ciò che avevano sofferto in quei tre mesi di assenza. Perchè +turbar la sua pace col racconto dei pericoli incontrati? Alla +vecchiezza adorata, che abbellisce la nostra casa dopo averla fatta +prosperare, noi non dobbiamo offrir altro che immagini ridenti, in +tributo di devozione, in ricambio di benefizi. Un soave tramonto è così +caro compenso alle nostre faticose giornate! + +Ma del passato doloroso si ricordavano ben essi, che tanto ne avevano +sofferto. E si guardavano in viso, quasi per assicurarsi scambievolmente +della loro felicità. "Siamo noi?" dicevano. "Proprio noi, qui, nella +nostra pace, che è stata messa a così grave rischio laggiù? Tu l'hai +sopportato con animo forte, o Fior d'oro! E tu l'hai scongiurato con +ogni poter tuo, o Damiano, che non avresti saputo sopravvivermi! Ma +confessiamo, giunti alla riva, d'esserne scampati per un vero miracolo. +Anima del mio cuore, come dicono così bene di là dai Pirenei! anima +dell'anima mia!" + +Nè solamente pensavano a sè stessi, come fanno nel loro egoismo tante +coppie felici. Si rattristavano ancora, e spesso, pensando al signor +Almirante, anima grande su tutte, raggio di Dio, così dolorosamente +sparito dalla faccia del mondo. + +--Io gli ergerò un tempio nel mio cuore;--diceva Juana.--Egli ha data +la sua vita per benefizio del genere umano; ma a nessuna creatura +mortale è stato più cortese dispensatore che a me. Se egli non era, se +l'ingegno suo non divinava un mondo di là dai mari sconosciuti e +terribili, se la sua costanza non vinceva ogni difficoltà, se non +superava ogni ostacolo, ti avrei conosciuto io, bel conte? Un po' matto, +non è vero?--soggiungeva la bellissima donna, ridendo di quel suo bel +riso che invitava ai baci.--Ma io ti amo così. Troppo gravi e severi, vi +fanno santi, e andate ad abitar nelle nuvole. Anch'egli, il Giocomina, +di cui forse noi soli in Haiti abbiamo inteso il carattere divinamente +paterno, anch'egli ha amato, come ogni mortale; e felice tra tutti, +nella medesima grandezza delle sue sventure, ha meritato l'amore d'una +Beatrice di Bovadilla.-- + +Povera Bovadilla! meritava bene di non essere dimenticata, da due cuori +amanti, da due anime elette. Le avevano detto, innanzi di lasciare la +Spagna: "marchesa, venite con noi; parleremo ogni giorno di lui." Ed +ella aveva tristemente risposto: "no, amici, no; la mia vita è infranta. +Laggiù, nel mio monastero di Siviglia, raccolta nell'ombra, parlerò di +lui ogni giorno con Dio; con Dio che riceve i cuori afflitti, e nel +dolore li affina, per renderli degni di quell'amor vero e profondo, che, +non senza il suo consiglio, era nato e cresciuto." + +Dal suo convento di Santa Chiara la dolente signora scriveva +nell'ottobre di quell'anno ai suoi buoni amici di Gioiosa Guardia: + +"Penso che davvero non vi vedrò più in Ispagna. Il re Ferdinando +trionfa: chi l'avrebbe mai detto? Sapete che dopo un colloquio con +Filippo suo genero, colloquio dal quale non era uscito senza vergogna, +egli aveva presa la via d'Aragona, lasciando ogni sua pretensione alla +reggenza di Castiglia. Di là, s'era imbarcato per Napoli, volendo pagare +Consalvo di Cordova della stessa gratitudine onde aveva pagato il nostro +immortale Colombo. Ma ecco, mentre il generoso Ferdinando è in viaggio, +il 25 settembre, muore a Burgos il re Filippo; Giovanna impazzisce del +tutto, la poveretta! e il virtuoso Ximenes persuade i miei Castigliani a +riconciliarsi col re d'Aragona, unico che possa prender le redini dello +Stato. Sicuro; e si è giunti a questo, di richiamar Ferdinando. Questi, +come vi ho detto, era in viaggio; i venti contrarii avevano obbligato il +suo naviglio a cercare un rifugio in un punto della spiaggia di Liguria, +che dovrebb'essere molto vicino a voi, e che si chiama Portofino. +Avvisato laggiù, non si degna di rispondere; vuole dar tempo al tempo, +il gran furbo. Arriva a Napoli, dove lo raggiungono altre preghiere; fa +il sordo; ma fino a quando? Io son sicura che al terzo scongiuro si +commuoverà la grande anima sua, e noi riavremo quella gioia di re."-- + +Quello che non poteva ancor dire la marchesa di Moya, scrivendo +nell'ottobre del 1506, soggiungeremo noi ora. Il re Ferdinando si fece +ancor pregare e scongiurare dell'altro, dando tempo al Ximenes di +avvezzare i Castigliani alla nuova reggenza, e di fargliela perfino +proporre dalla figliuola Giovanna; la quale, nei lucidi intervalli della +sua ragione, vedeva pur troppo di non reggere al peso della corona. Ed +egli non si mosse da Napoli, se non il 4 giugno dell'anno seguente. +Anche qui i venti contrarii lo molestarono nel suo tragitto; di guisa +che egli e la regina Germana presero terra a Genova. Era anche nei +disegni del re Cattolico di avere un colloquio con suo zio il re +Cristianissimo, che aveva allora allora ripigliato Genova, dopo la sua +ribellione e il tragico dogato di Paolo da Novi. Il re Luigi era già in +moto per ripassare le Alpi: saputo il desiderio del nipote (un nipote +che aveva dieci anni più dello zio) gli diè la posta a Savona, dov'egli +si volse per terra, e dove Ferdinando andò per mare a raggiungerlo, il +28 di giugno. Vi fu ricevuto con grandissima pompa, e non ci stette +senza sospetto, nè senza le opportune cautele, facendo calare a terra +quanta gente più potè dalle navi. Stettero i due re quattro giorni in +istretti e segreti ragionamenti; parvero dimenticare le ruggini antiche, +e certamente lavorarono di buzzo buono a ribadire ognuno dei due la sua +parte di catene ai piedi e alle mani della povera Italia. + +Ferdinando s'era condotto dietro Consalvo di Cordova, il vero +conquistatore del reame di Napoli. E gliene aveva levato il comando, +promettendogli in Ispagna il gran maestrato dell'ordine di Sant'Iago, +che poi con la solita fede, si guardò bene di dargli. Avendolo con sè, +dovette presentarlo al re Cristianissimo: il quale, pur ricordando di +aver perduto Napoli pel valore del Gran Capitano, non si saziava di +contemplare un tant'uomo, e con la sua bella cortesia francese impetrò +dall'ospite l'onore di aver Consalvo alla loro mensa, unico suddito, +messo alla pari con una regina e due re. Fu l'ultimo giorno della gloria +di Consalvo, che in Ispagna non fu più adoperato dal suo signore, nè per +opere, nè per consigli; e rimase ott'anni a sfiorire nell'ombra, per +morire il 2 dicembre 1515. Allora, poi, scoppiò per Consalvo la +gratitudine del re Ferdinando, com'era scoppiata per Cristoforo Colombo, +le cui reliquie, tolte nel 1513 dal chiostro di San Francesco in +Valladolid e trasferite a quello dei Certosini _de las Cuevas_ di +Siviglia, ebbero per concessione regale l'onor della scritta: + + _Por Castilla y por Leon + Nuevo mundo halló Colon._ + +Era un distico fiorito sulle labbra della riconoscente Isabella, e +passato in proverbio nel popolo, prima che fosse inciso nel marmo. Ad un +morto, del resto, si poteva render giustizia, purchè fosse ben morto; e +sette anni erano sicuramente bastati a darne certezza. Figurarsi! Era +così morto, anche nella memoria degli uomini, che il _nuevo mundo_ da +lui _hallado_, ossia ritrovato, non da lui prendeva nome, ma da un altro +italiano, che ne aveva delineati i contorni, mettendo la sua +riveritissima firma a' piedi del foglio. _Sic vos non vobis._ Dicono che +lo sbaglio di prendere per iscopritore del nuovo continente il modesto +disegnatore d'una carta da navigare, sia stato commesso da una società +di dotti. Possibilissimo; è dei dotti l'errare, come degli ignoranti +l'andare sull'orma. + +Abbiamo accennato di Luigi XII, che aveva ripreso Genova, ribellata al +suo alto dominio; e dobbiamo dir brevemente come fosse andata la +ribellione. Al tumulto del luglio, ove il capitano Fiesco, andando a +casa sua col miglior proposito del mondo, aveva fatto uno +sproposito[tn362] madornale, altri n'erano seguiti, non più potuti +sedare dal luogotenente Roccabertino, nè dal governatore di Ravenstein; +i quali, lasciato Galeazzo di Salazar con un buon presidio nel +Castelletto, dominante la città, andarono altrove ad attendere le +risoluzioni del re; mentre i nobili si ritiravano nelle loro castella, e +con essi la più parte dei popolari, poichè le Cappette avean presa la +mano, fatto nuova magistratura di tribuni ed eletto un doge dei loro, +che a tutto provvedesse, a restaurare l'autorità della repubblica nelle +riviere, da Sarzana a Monaco, e a preparare la resistenza contro le armi +di Francia. Troppa carne al fuoco; e mentre si perdevano in un vano +assedio sotto Monaco, che era di Luciano Grimaldi, e in minacciose +scorreríe da Rapallo a Sarzana, per abbattere la potenza di Gian Aloise +Fiesco, non si rafforzavano abbastanza in città, per contenere gli +assalti del re Cristianissimo. Il quale si calò nell'aprile del 1507 dal +Giogo, e posto quartiere in Rivarolo, spinse tosto le sue avanguardie, +coi signori di Chaumont e di La Palisse, sulla vetta di Promontorio, +ch'era certamente il punto più debole della difesa di Genova. Fu +accanita la resistenza del popolo, e il La Palisse ricacciato con gran +perdite, egli stesso gravemente ferito d'un verrettone alla gola; ma al +signore di Chaumont, dopo un primo rovescio, venne pur fatto di +collocare in buona postura due cannoni, che coglievano di fianco i +difensori del colle. Cedettero questi; e con essi, per tema d'esser +tagliati fuori, anche i defensori del bastione si ritrassero verso il +Castellaccio, lasciando sguarnito il passo di Promontorio, donde il +nemico si mostrò minaccioso alla città costernata. Si venne agli +accordi, e per la città trattarono i popolari, la cui partecipazione +alla rivolta era andata meno oltre; ma i patti furono durissimi, e il 28 +aprile il re Cristianissimo, entrato per la porta di San Tommaso in +città, levando la spada, potè gridare con voce alta e minacciosa: +"Genova superba, ti ho domata coll'armi". Si rizzarono le forche in più +luoghi; parecchi della plebe vi furono impiccati, ed uno dei popolari, +Demetrio Giustiniano. Molti furono proscritti: si tornò il governo +all'antica forma, metà degli onori ai nobili, metà ai popolari, che più +non rifiatavano; onde ne facevan le grasse risa i vincitori. + +Stette in Genova il re Luigi fino al 14 maggio, sfoggiatamente ricevuto +e banchettato in Vialata dall'eccelso Gian Aloise Fiesco, reduce dal suo +castello di Montobbio. Nè gli mancò l'omaggio delle dame, nel convito +offertogli da madonna Battistina vedova di Giovanni Ceba Grimaldi, la +quale avea pure un suo parente nel novero dei proscritti. Ricevuto il +giuramento di fedeltà dagli anziani sulla piazza del pubblico palazzo, +decretò che si mutasse il conio della moneta; e laddove era scolpito +_Cunradus rex Romanorum_, in memoria dell'antico privilegio imperiale +del 1138, fu sostituita la leggenda: _Ludovicus XII rex Francorum Januae +dux_, con lo scudo dei tre gigli e la corona, in luogo dell'antica +croce. La quale comparve bensì nel rovescio, aggiunta sull'antico +castello; ma la scritta non fu più _Janua_ come era prima, a significare +la città signora di sè, ma _Comunitas Januae_, per dire che un comune si +riconosceva, non più una città dominante, un capo di repubblica. + +Tacciamo della fortezza innalzata allora a Capo di Faro, e chiamata a +scherno la Briglia; di Paolo da Novi, tintore e doge, accenniamo +brevemente che andato a Pisa, e imbarcato su d'un brigantino per Roma, +fu riconosciuto dal capitano della nave, un Corso già stato suo soldato, +e da lui venduto per ottocento ducati ai Francesi. Condotto a Genova il +primo di giugno, e rinchiuso nella fortezza del Castelletto, fu il +quindici di luglio condotto al patibolo, rizzato per lui sulla piazza +del pubblico palazzo. Nobili e popolari assistevano al legale +assassinio. Morì da eroe; il capo troncato messo in cima d'una lancia +sulla torre del palazzo; del corpo fatte quattro parti, ed appese sulle +porte della città. Bene ispirato sul palco, innanzi di dare il collo +alla mannaia, aveva egli esortati i suoi cittadini a non fidarsi dei +grandi, qualunque fosse la classe loro, di nobili, o di popolo grasso, +di tetti appesi, o di cappellacci; mentre egli, per fidarsi +generosamente di essi, era condotto a quel termine. + +Ed anche meglio ispirato il capitano Fiesco, che si era tappato nella +sua Gioiosa Guardia, nè per preghiere, nè per larghi partiti che gli +facessero, voleva più spiccarsi di là. Passavano i congiunti, e li +accoglieva a festa; ma non isperassero di tirarlo nei loro +armeggiamenti. Che cosa aveva egli a vedere nelle ambizioni di +quell'ottima gente del suo casato, egli rifatto dentro e fuori, +ribattezzato e riconfermato in altre ambizioni più alte, nel nome e +nella fede di Cristoforo Colombo? Più largo orizzonte vedeva egli, +quantunque paresse chiuso in quel fondo di valle. + +Era capitato tra gli altri messer Filippino. Il giovanotto s'era coperto +di gloria in una fazione presso la Spezia, combattendo contro le forze +dei commissarii mandati dal governo popolare a sommuovere la riviera di +Levante. Carico di allori, non aveva saputo resistere alla tentazione di +fare una visita alla Gioiosa Guardia. Il capitano Fiesco lo avrebbe +tanto volentieri fatto ritornare sopra i suoi passi, e per via più +spedita, come a dire per una delle grandi finestre, che davano luce alla +sua caminata. Ma la contessa Juana osservò giustamente che quello non +sarebbe stato un tratto da ospiti. Messer Filippino era un seccatore; ne +conveniva anche lei. Ma forse era diventato tale, perchè non gli si era +mai parlato chiaro; e del parlargli chiaro non c'era mai stata +l'occasione. + +--Mi lasci sola una mezz'ora con lui?--chiese ella al marito.--Egli +parla, ed io gli rispondo. + +--Che cosa gli dirai? + +--Ecco il geloso! + +--No, sai? non è per questo. Di' piuttosto il curioso. + +--E al curioso non posso dir niente fin d'ora. Una risposta, per esser +calzante, deve conformarsi alla domanda; non ti pare? + +--È giusto;--conchiuse il capitano Fiesco.--E il curioso, poichè il +geloso non c'è, ti lascia libero il campo.-- + +Messer Filippino ebbe così il destro di parlare, e la disgrazia di dar +nella pania. Amava disperatamente; voleva compiere imprese mirabili per +la donna amata, come un altro Lancillotto del Lago; si sarebbe ucciso, +se la nuova regina Ginevra non gli avesse dato la sua mano a baciare. La +contessa Juana, che di tornar regina non voleva saperne, ribattè punto +per punto, senza andare in collera, il pazzo ragionamento di messer +Filippino. Baciarle la mano? Lo poteva sempre, in solenni occasioni, +davanti alla corte congregata, e nel cospetto di Artù. Far grandi +imprese, incontrar pericoli strani per lei? Non n'era più il caso; e +quando c'era stato, non lui, Filippino, ma un altro Fiesco ci aveva +messa la vita, compiendo tali prodezze, che a narrarle sarebbero parse +incredibili. Ed ella amava quel prode. Quanto all'uccidersi, perchè? Non +valeva niente la sua vita? E se non valeva niente, perchè l'offriva a +lei? Facesse meglio, il buon cugino; vivesse per l'utile della sua +patria, e per la gloria del proprio nome; fosse cavaliere con la sua +parente, come ella voleva esser tenuta da tutti; e a lei ne dèsse una +prova solenne, rispettandola un poco. + +Il bel Filippino chinò la fronte, umiliato e contrito. Risanò del suo +male, perchè era giovane, e la gioventù abbonda di forze riparatrici. Nè +con questo si vuol negare che altri risanino, perchè son vecchi; ma in +questo caso è forse da conchiudere che la vecchiaia non abbia più forze +bastanti da nutrire a lungo i suoi mali. Del resto, giovani o vecchi, +che vuol dire? È degli amori come dei semi della parabola: hanno bisogno +anch'essi del terreno propizio; gittati sulla strada, non hanno tempo a +metter le barbe; nei sassi non durano; nelle spine si affogano. + +L'ospite rimase poco alla Gioiosa Guardia, quel giorno. Forse gli pareva +che la ròcca non meritasse punto il suo nome. Aveva anche tanto da fare, +il giovinotto! Di restare a cena neanche parlarne, poichè doveva +ritrovarsi quella sera a Rapallo. Il capitano Fiesco lo lasciò andare, +con quelle vuote parole che si smozzicano tra i denti quando non si ha +niente da dire, e con quell'aria un po' melensa, che gli uomini accorti +san prendere così bene ad imprestito dagli sciocchi, quando a mostrarsi +accorti non c'è nè gusto nè grazia. E se ne andò in giardino, dove la +contessa non tardò molto a raggiungerlo. + +--Se Dio vuole,--diss'ella, sedendo accanto a lui sopra un bel sedile di +quella pietra che la vicina Lavagna mandava così gentilmente lavorata ai +suoi conti,--questa volta è finita. Gran cosa, poter parlare con +libertà! Filippino non torna più a far sonetti. + +--Vorrai dire che non tornerà più a recitarne, del Petrarca, nè +d'altri;--rispose il capitano Fiesco, che non era geloso, ma non sapeva +perdonare a Filippino le sue smanie amorose.--Non è nato poeta, quel +poveraccio; e ti sarà anche riuscito un cattivo oratore. Ah, non mi dir +nulla; non voglio fare il curioso; mi basta d'esserne fuori. Pensiamo ad +altro, Fior d'oro. Vedi che tramonto di sole! che bellezza! che gloria! +Chi non sarebbe poeta, davanti ad uno spettacolo come questo? Ah, se la +mia bella amica volesse!... + +--Che cosa? + +--Prendere il suo _maguey_, che dorme nella sua camera, appeso +all'arpione, e improvvisare un bel canto, nella dolce lingua di Haiti, +come due anni fa sulla spiaggia di Cahonana!-- + +A quel ricordo si commosse Fior d'oro, e si strinse fremendo al petto di +lui. + +--Ahimè!--mormorò ella.--Non ricordi, Damiano, come diceva l'_areyto_? + + Triste, il sento, è questa pace, + Se il bel sol d'Haiti fu; + L'augel de' boschi tace, + Non canta in servitù. + +--Vero;--rispose Damiano;--ma l'_areyto_ non prometteva di tacere per +sempre. Il canto morrà sul labbro, dicevi allora, ma starà sepolto nel +cuore che l'amò tanto. + + Dolce al par d'una carezza + Dell'amor, qui poserà.... + Se il cor non mi si spezza, + Rivivere potrà. + +Fior d'oro rimase un istante pensosa, più stretta che mai la persona al +petto del suo Damiano, e la testa mollemente inchinata sulla guancia di +lui. Tutto ad un tratto si alzò, spiccandosi dall'amato, e mettendosi un +dito sul labbro, come per esortarlo a star cheto; poi, rapida si dileguò +tra i roseti, andando verso le sue stanze. Perchè? Damiano sperò di +averlo indovinato, il perchè; e la sua speranza si mutò in una lieta +certezza, quando vide Anacoana tornare a lui col tamburello haitiano. + +--Adorata!--gridò, abbracciandola forte. + +--Giù le mani!--diss'ella, con accento e con gesto che volevano parer +molto severi.--Così si rispettano i poeti?-- + +Damiano, gran fanciullone un po' viziato dalle carezze, ma cavaliere +nell'anima e buon servitore della sua dolce regina, non solamente si +chetò, ma si chiuse in religioso silenzio. La dolce regina, seduta +daccanto a lui, stava guardando il sole, che volgeva superbo all'occaso, +sotto un gran padiglione di porpora, onde frangiava i lembi d'un bel +color d'oro paglierino, rutilante e vibrante come cosa viva. Scendeva il +bell'astro, lento e glorioso, mandando un raggio obliquo sulla marina, +la cui superficie, tinta d'azzurro carico, luccicava interrottamente per +lunghe e tremule chiazze di rosso cremisi, balenando, fremendo, +rabbrividendo, sotto la luminosa carezza del suo vincitore. Per le +intente pupille accogliendo quella gran luce, pensava la bellissima +Anacoana, mentre col sommo delle dita veniva percuotendo la pelle +squammosa del _maguey_; pensava, e canticchiava sommessamente, +ricercando insieme, alla guisa degli antichi trovieri, il suono ed il +motto. + +L'ispirazione era giunta; lo dissero ad un tratto il baldo sorriso delle +labbra e il lampo trionfale degli occhi. E così prese a dire improvviso +la Corinna di Haiti, per una volta ancora cantando nell'idioma della +patria lontana; dolce e triste idioma, che doveva morire con lei! + + Il sole, bel sole, discende + Al bacio dell'onda marina: + La bella le braccia gli stende, + E palpita, freme, s'inchina. + Di lividi mostri alla caccia, + Gigante, finisti il tuo dì; + Ti schiude le cerule braccia, + Ti stringe ella sempre così. + Schiere di spiriti rosei + Vigili stanno su te; + Oro sul capo ti piovono, + Perle ti spargono ai piè. + + Tu pure bel raggio di Dio, + Nocchier che gran notte vincesti! + Tu giusto, tu mite, tu pio, + Tu degno dei doni celesti! + Fu dura la lunga giornata, + Gran rischio a men salde virtù! + E pace la morte invocata, + E gloria la tomba ti fu; + Mentre ripensa la vergine + Terra il tuo bacio e la fè, + Quando, già domo l'Oceano, + Lieta la festi di te. + + Gran luce, su quante del mondo + Arrisero all'aspro viaggio! + Gran luce, e fu gaudio profondo + Scaldarsi al divino tuo raggio. + Così dentro spera di sole + Un nembo di vite passò; + Felice tra guizzi e carole + In gloria di luce nuotò. + Gloria sul fido manipolo + Ch'ebbe sua luce da te! + Mute dilagan le tenebre + Sopra le corti dei re. + + Bel sole! nei vortici oscuri + Lo incalza de' mostri lo sdegno: + Nell'ombra gli spiriti impuri + Anelano un'ora di regno. + Ma lui nella pompa primiera + Il novo mattino vedrà: + Nei putridi stagni la schiera + Dei mostri notturni cadrà. + Te, divin raggio, più limpide + Sfere richiamano a sè: + Questa, che l'odio contamina, + Degna non era di te. + + +FINE. + + + + +INDICE. + + + I.--Un bel sogno avverato Pag. 1 + II.--Ambasciator non porta pena " 19 + III.--I commentarii di Cesare " 37 + IV.--L'epistolario di Cicerone " 58 + V.--Al soccorso di Pisa " 75 + VI.--Filemone e Bauci " 93 + VII.--"Dove amore non è, più nulla è il resto" " 111 + VIII.--Dolenti note " 131 + IX.--Spera di sole " 148 + X.--_Soy Bovadilla_ " 166 + XI.--Invito a palazzo " 187 + XII.--La Sfinge regale " 203 + XIII.--Si viene a mezza spada " 221 + XIV.--A Laredo! a Laredo! " 241 + XV.--Il ragno e la sua tela " 258 + XVI.--Grazia, giustizia, e un granellin di follìa " 276 + XVII.--Sposi novelli " 294 + XVIII.--_In manus tuas, Domine....._ " 316 + XIX.--Quel che s'incontra per via " 336 + XX.--Raggio di Dio " 357 + + + + + * * * * * * + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + + +L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute. + +Sono state effettuate le seguenti correzioni [testo corretto tra +parentesi]: + + grande in che vivemo del vostro consisiglio [consiglio] + + contratte in uno spasimo d'agoscia [d'angoscia] profonda. + + La marchesa di Maya [Moya] rimase un istante sovra + + interlecutore [interlocutore].--E la donna, se ben ricordo, + + negli occhi. Piangeva, la belissima [bellissima] donna; + + il sole, per unirsi ai lore [loro] compagni. + + --Lucena, siate oggi, con iicenza [licenza] di Sua Altezza, + + L'annunzio del viagggio [viaggio] di suo fratello a Burgos + + di qualità diversa dalla comune dagli [degli] uomini. + + proposito del mondo, aveva fatto uno spoposito [sproposito] + + +Grafie alternative mantenute: + + García/Garcìa + pazzie/pazzìe + prigionìa/prigionía/prigionia + rocca/ròcca + signoría/signorìa/signoria + + + +***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO*** + + +******* This file should be named 31077-8.txt or 31077-8.zip ******* + + +This and all associated files of various formats will be found in: +http://www.gutenberg.org/dirs/3/1/0/7/31077 + + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +http://www.gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://www.gutenberg.org/about/contact + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at <a href = "http://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a></pre> +<p>Title: Raggio di Dio</p> +<p>Author: Anton Giulio Barrili</p> +<p>Release Date: January 25, 2010 [eBook #31077]</p> +<p>Language: Italian</p> +<p>Character set encoding: ISO-8859-1</p> +<p>***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO***</p> +<p> </p> +<h4>E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli,<br /> + and the Project Gutenberg Online Distributed Proofreading Team<br /> + (<a href="http://www.pgdp.net/c/">http://www.pgdp.net</a>)<br /> + from scanned images of public domain material generously made available by<br /> + the Google Books Library Project<br /> + (<a href="http://books.google.com/">http://books.google.com/</a>)</h4> +<p> </p> +<table border="0" style="background-color: #ccccff;" cellpadding="10"> + <tr> + <td valign="top"> + Note: + </td> + <td> + Images of the original pages are available through + the the Google Books Library Project. See + <a href="http://books.google.com/books?id=HFM0AAAAMAAJ&oe=UTF-8"> + http://books.google.com/books?id=HFM0AAAAMAAJ&oe=UTF-8</a> + </td> + </tr> +</table> +<p> </p> +<hr class="full" /> +<p> </p> + +<h1>RAGGIO DI DIO.</h1> + + +<table summary="Opere" style="border: 1px solid black;"> +<tr> +<th colspan="2">OPERE di A. G. BARRILI.</th></tr> +<tr> +<td> +<i>Capitan Dodéro</i> (1865). 12.ª ediz.</td><td class="right">L. 1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Santa Cecilia</i> (1866). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il libro nero</i> (1868). 4.ª ediz.</td><td class="right">2 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>I Rossi e i Neri</i> (1870). 5.ª ediz. (2 vol.)</td><td class="right">2 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Le confessioni di Fra Gualberto</i> (1873). 12.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Val d’olivi</i> (1873). 12ª edizione.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Semiramide, racconto babilonese</i> (1873). 8.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La notte del commendatore</i> (1875). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Castel Gavone</i> (1875). 9.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Come un sogno</i> (1875). 21.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Cuor di ferro e cuor d’oro</i> (1877). 16.ª ediz. (2 vol.)</td><td class="right">2 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Tizio Caio Sempronio</i> (1877). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>L’olmo e l’edera</i> (1877). 18.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Diana degli Embriaci</i> (1877). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Lutezia</i> (1878). 2.ª ediz.</td><td class="right">2 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La conquista d’Alessandro</i> (1879). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il tesoro di Goleonda</i> (1879). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il merlo Bianco</i> (1879). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +— Edizione illustrata (1890). 5.ª ediz.</td><td class="right">5 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La donna di picche</i> (1880). 4.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>L’undecimo comandamento</i> (1881). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il ritratto del Diavolo</i> (1882). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il biancospino</i> (1882). 9.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>L’anello di Salomone</i> (1883). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>O tutto o nulla</i> (1883). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Fior di Mughetto</i> (1883). 4.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Dalla Rupe</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il conte Rosso</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Amori alla macchia</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Monsù Tomè</i> (1885). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il lettore della principessa</i> (1885). 3.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +— Edizione illustrata (1891)</td><td class="right">5 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Victor Hugo, discorso</i> (1885)</td><td class="right">2 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Casa Polidori</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La Montanara</i> (1886). 6.ª ediz.</td><td class="right">2 —</td></tr> +<tr> +<td> +— Edizione illustrata (1893)</td><td class="right">5 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Uomini e bestie</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Arrigo il Savio</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La spada di fuoco</i> (1887). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il giudizio di Dio</i> (1887)</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Zio Cesare</i>, commedia in cinque atti (1888)</td><td class="right">1 20</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il Dantino</i> (1888). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La signora Àutari</i> (1888). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La Sirena</i> (1889) 2.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Scudi e corone</i> (1890). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Amori antichi</i> (1890). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Rosa di Gerico</i> (1891). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La bella Graziana</i> (1892). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +— Edizione illustrata (1893)</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Le due Beatrici</i> (1892) 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Terra Vergine</i> (1892). 3.ª ediz.</td><td class="right"> 3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>I figli del cielo</i> (1893) 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>La Castellana</i> (1894). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Fior d’oro</i> (1895)</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Con Garibaldi, alle porte di Roma</i>, ricordi (1895)</td><td class="right">4 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Il Prato Maledetto</i> (1895)</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Galatea</i> (1896). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Diamante nero</i> (1897)</td><td class="right">3 50</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Sorrisi di gioventù</i> (1898). 2.ª ediz.</td><td class="right"> 3 —</td></tr> +<tr> +<td> +<i>Raggio di Dio</i> (1899)</td><td class="right"> 3 50</td></tr> +</table> + +<h1><span class="smcap">Raggio di Dio</span></h1> + +<p class="center">ROMANZO<br /><br /> + +<small>DI</small><br /><br /> + +<span class="smcap" style="font-size: 130%; font-weight: 600;">Anton Giulio Barrili</span><br /><br /></p> + +<p> </p> +<p> </p> +<p> </p> +<p class="center">MILANO<br /><br /> + +<span class="g smcap">Fratelli Treves, Editori<br /><br /> + +1899.</span></p> + +<hr /> + +<p class="center">PROPRIETÀ LETTERARIA<br /><br /> + + +<i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per +tutti i paesi, compreso il Regno di Svezia e di Norvegia.</i><br /><br /> + + +Tip. Fratelli Treves.</p> + +<hr /> +<h2><a name="INDICE" id="INDICE"></a>INDICE.</h2> + +<table summary="indice"> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_Primo">I.</a></td><td>Un bel sogno avverato</td><td class="right">Pag. 1</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_II">II.</a></td><td>Ambasciator non porta pena</td><td class="right">19</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_III">III.</a></td><td>I commentarii di Cesare</td><td class="right">37</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_IV">IV.</a></td><td>L’epistolario di Cicerone</td><td class="right">58</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_V">V.</a></td><td>Al soccorso di Pisa</td><td class="right">75</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_VI">VI.</a></td><td>Filemone e Bauci</td><td class="right">93</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_VII">VII.</a></td><td>“Dove amore non è, più nulla è il resto„</td><td class="right">111</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_VIII">VIII.</a></td><td>Dolenti note</td><td class="right">131</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_IX">IX.</a></td><td>Spera di sole </td><td class="right">148</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_X">X.</a></td><td><i>Soy Bovadilla</i></td><td class="right">166</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XI">XI.</a></td><td>Invito a palazzo</td><td class="right">187</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XII">XII.</a></td><td>La Sfinge regale</td><td class="right">203</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XIII">XIII.</a></td><td>Si viene a mezza spada</td><td class="right"> 221</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XIV">XIV.</a></td><td>A Laredo! a Laredo!</td><td class="right">241</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XV">XV.</a></td><td>Il ragno e la sua tela</td><td class="right"> 258</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XVI">XVI.</a></td><td>Grazia, giustizia, e un granellin di follìa</td><td class="right"> 276</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XVII">XVII.</a></td><td>Sposi novelli</td><td class="right"> 294</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XVIII">XVIII.</a></td><td><i>In manus tuas, Domine.....</i></td><td class="right"> 316</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XIX">XIX.</a></td><td>Quel che s’incontra per via</td><td class="right"> 336</td></tr> +<tr><td class="right"><a href="#Capitolo_XX">XX.</a></td><td>Raggio di Dio</td><td class="right">357</td></tr> +</table> + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p> +<h1><a name="RAGGIO_DI_DIO" id="RAGGIO_DI_DIO"></a>RAGGIO DI DIO</h1> + + + +<p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_Primo" id="Capitolo_Primo"></a><span class="chap">Capitolo Primo.</span><br /><br /> + +Un bel sogno avverato.</h2> + + +<p>“E andando da Chiavari a Lavagna, occorre +in poca distanza il fiume nominato dagli antichi +Entella, e dai moderni Lavagna; il quale ha la +sua origine nel monte Appennino, di qua dalla +terra di Torriglia in le confine di Bargagli e di +Roccatagliata: e muoiono in questo fiume, Graveglia, +Ollo e Sturla, torrenti che alcuna volta +vengono con furia„. Grazie, monsignor Giustiniani, +vescovo di Nebbio e annalista di Genova; +grazie infinite, e basta così. È la “fiumana bella„ +di Dante Alighieri, certamente la più bella di Liguria; +e bene l’ha dichiarata tale il divino poeta, +che le vide tutte, quante ce n’erano “tra Lerici +e Turbìa„, ma su questa si trattenne più a lungo, +guardandone dal ponte della Maddalena il largo +specchio azzurrino, con le due file di pioppi che +ne accompagnavano il corso. Ma noi non ci fermeremo +qui, come il grand’esule fiorentino; risaliremo +la fiumana bella fino al confluente del +Graveglia, dov’essa fa una gran curva, per voltar<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span> +poi risoluta a ponente maestro; e lì faremo alto +ai Paggi, come ora si dice, e dove nell’anno di +grazia 1506 durava ancora in ottimo stato un +castello dei Fieschi.</p> + +<p>In altri tempi s’era chiamato la Guaita; più +tardi, con lieve mutamento, la Guardia. E meritava +il suo nome, stando là come una scolta +avanzata di tutte le terre Appenniniche ond’era +formato il dominio dei Fieschi, gran ventaglio +di borghi e castella che dalla Scrivia si stendeva +alla Magra, includendo Casella, Savignone, +Montobbio, Torriglia, Valdetaro, Santo Stefano +d’Aveto, Varese, Pontremoli; e chi più n’ha ne +metta, andando fin oltre i cinquanta. Passavano +infatti questo numero le terre murate dei Fieschi; +tenute con varia fortuna, s’intende, come +in tempi guasti doveva accadere; onde i cinquanta +e più feudi contigui scesero qualche +volta a trentatrè, facendo ancora quel che si +dice comunemente un bel numero.</p> + +<p>Gran gente, quei conti di Lavagna! Disputata +un pezzo al Comune di Genova la terra onde +traevano il titolo maggiore e più caro, vedutosi +fabbricare all’incontro, nel 1167, il castello di +Chiavari, indi a trentun anno cedevano quel +feudo invidiato, diventando nobili genovesi, e +ben presto una delle quattro grandi famiglie potenti +e prepotenti della Repubblica. Ricchi di capitani +e d’ammiragli, come di cardinali e di papi, +ora ripigliavano le terre perdute, ora altre ne +acquistavano, a ristorarsi dei danni. Al tempo +di cui raccontiamo, erano già molti rami di Fieschi, +ma tutti strettamente collegati d’interessi, +sotto gli auspicii del ramo principale, rappresentato +allora da Gian Aloise, signor di Pontremoli,<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span> +di Varsi, di Loano, di Montobbio; principe +di Valdetaro e conte di San Valentino; marchese +di Torriglia, Varese, Santo Stefano d’Aveto, Calestano, +Vigolzone, Gremiasco, San Sebastiano, +e via discorrendo per un pezzo; un gran signore, +a farla breve, superiore nel tempo suo +agli altri tutti d’Italia per ampiezza di dominio, +e quasi un piccolo re. In Genova, tanta era la +sua autorità, sedeva per decreto sugli anziani, +e gli si davano i titoli d’illustre e di eccelso, +come ai principi di corona.</p> + +<p>Con queste fortune al casato e con le politiche +necessità che ne conseguivano, la Guardia aveva +riconquistata una parte dell’antica sua importanza +militare. Il padrone era un valoroso; ma +in patria non aveva fatto niente di notevole, e +per quello che aveva fatto in terre lontane si +poteva dire che riposasse sugli allori. Avrebbe +difesa strenuamente la sua rocca, se mai fosse +stata minacciata: per intanto l’aveva battezzata +Gioiosa Guardia, in omaggio al cavalier Lancillotto +di romanzesca memoria, ma più alla bellissima +donna che da un anno aveva fatta signora +del castello, impalmandola con rito solenne +e con gran pompa comitale nella vicina +chiesa di San Salvatore.</p> + +<p>Era dunque gioiosa, la Guardia, per decreto +recente del suo felice padrone. Ma non corrispondeva +alla bellezza dell’epiteto la faccia +smunta del suo custode, o gastaldo che vogliam +dirlo, non potendo, per la presenza del legittimo +signore, decorarlo del sonoro titolo di castellano. +E nondimeno, quel gastaldo decorava l’ufficio +con la misurata gravità dell’aspetto; a +cui, nel pomeriggio del 5 marzo 1506, si poteva<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span> +aggiungere la composta dignità dell’atteggiamento, +quantunque egli fosse modestamente +seduto sovra una panca, entro la prima cinta +del castello, assistendo ad una partita di pallone, +caldamente impegnata fra sei giuocatori. +Diciamo di passata che cinque di essi erano +uomini d’arme del castello, e il sesto un frate +francescano, come appariva dalla tonaca, saviamente +raccorciata a mezza gamba coll’aiuto +del fido cordone, su cui ella veniva a far +grembo.</p> + +<p>Quanto al nostro personaggio, vediamo di abbozzarne +in pochi segni l’asciutta figura. Appoggiate +le mani scarne ma forti sul pomo della +spada; accavalciate le gambe lunghe, che mettevano +in mostra due stivaloni di cuoio cordovano +e due calze divisate di bianco e d’azzurro; +ritto il busto nel suo giubbone attillato di cuoio, +donde uscivano le maniche di lana, divisate +anch’esse dei due colori di casa Fiesca; ritta +la testa che pareva tutta in fiamme pel colore +della barba e dei capelli rosseggianti al sole; +tirata un po’ indietro sul cocuzzolo la berretta, +anch’essa di cuoio, con larghe frappe di bianco +e d’azzurro, sormontata da una gran penna lionata +di pavone, il nostro personaggio aveva +una bell’aria di vecchio soldato in licenza, felice +d’un po’ di riposo, ma pronto a gittar la +berretta per calzar la barbuta. Non era bello, +no davvero; aveva troppo scarno il viso lungo, +e gli occhi grigi, quasi bianchi, sotto le ispide +sopracciglia rossigne: il naso, poi, che incominciava +colla buona intenzione di parere aquilino, +finiva in una pallottola rossa, non conveniente +di certo alla severità dell’aspetto, e molto meno<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span> +alla dignità della carica. Ahimè, non si nasce +perfetti. Ma don Garcìa, che tale era il nome +del personaggio, non si dava un pensiero al +mondo di queste fisiche imperfezioni. Era passato +il tempo, se mai; ed egli godeva della vita +quel tanto che se ne può godere di là dai cinquanta. +Per allora, si dilettava di veder giuocare +al pallone; era tutto nelle belle battute e +nelle pronte rimesse, nelle volate e nelle cacce +vinte; accennava del capo ai bei colpi, batteva +le labbra ai falli. A lui si rimettevano nei casi +dubbi, ed egli dava il responso, con calma e +buon giudizio, senz’ombra di parzialità. Pure, +come ogni fedel cristiano, egli avrebbe potuto +pendere più di qua che di là, ed averne ancora +la scusa, poichè uno dei giuocatori, il frate, era +spagnuolo al pari di lui.</p> + +<p>Perchè quella spagnuoleria là dentro? E come +andava che non dispiacesse a nessuno? Diciamo +subito che quei due spagnuoli, don Garcìa e +frate Alessandro, e per terra e per mare erano +stati compagni di ventura al signore del castello; +e soggiungiamo che dei cinque giuocatori +genovesi, tutti uomini d’arme della Gioiosa +Guardia, tre erano stati coi due spagnuoli ai +medesimi incontri, ricordando altresì che più +di tutti aveva rischiata la pelle quel vecchio, +non solamente per far servizio al loro signore, +ma ancora per salvare la bellissima donna, diventata +da un anno cristiana e contessa, col +nome di Giovanna del Fiesco.</p> + +<p>Queste erano ragioni da bastare là dentro, +rendendo cari, non che tollerabili, i due forestieri. +Ma della ammissione d’un di loro in ufficio +tanto geloso dovevano pur fare le meraviglie<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span> +taluni di fuori, che non sapevano bene +le cose. Ed uno di costoro, Filippino Fiesco, passato +due mesi prima da Gioiosa Guardia, non +aveva potuto trattenersi dal farne cenno al signore +del luogo.</p> + +<p>—Cugino Bartolomeo,—gli aveva detto, temperando +con un suo risolino l’impertinenza della +domanda,—che v’è saltato in mente di prendere +per servitore uno spagnuolo? Siamo per +Francia, noi, non per Castiglia e Leone.</p> + +<p>—Ah, sì?—aveva risposto Bartolomeo Fiesco.—E +meglio per noi, che non fossimo per +nessuno. Quanto alla gente fidata, si raccatta +dove si trova. Il mio gastaldo io l’ho conosciuto +tra Spagnuoli, e di dovunque egli sia, me +lo tengo caro. Del resto, che ci trovate di strano? +Io non faccio altro che imitare il re Cristianissimo.</p> + +<p>—In che modo?</p> + +<p>—Nell’unico che sia possibile a me. Chi ha +messo egli a comandarci, che Iddio lo benedica?</p> + +<p>—Monsignor Filippo di Cleves, signore di Ravenstein,—rispose +Filippo Fiesco,—regio governatore +e luogotenente generale dei Genovesi, +come cantano tutte le gride.</p> + +<p>—Dimenticate “ed ammiraglio del Levante„;—ripigliò +Bartolomeo Fiesco.—Ma forse egli +pare anche a voi un ammiraglio d’acqua dolce. +Quello, del resto, è il capo della gente di Francia, +mandato qui per figura e per indorarci la +pillola. Io intendevo parlare del comandante +vero, di quello che fa tutto in casa nostra. Non +è questi il Roccabertino? E chi è il Roccabertino? +non è forse un Aragonese? Ed io ho per<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span> +luogotenente un Catalano. La differenza è qui +tutta.—</p> + +<p>L’argomento non ammetteva risposta; e messer +Filippino potè anche pensare che ognuno in +casa sua si governa a suo modo. Nè altre molestie +ebbe don Garcìa, che veramente non le +meritava. E tutti sapendo ch’egli era stato buon +compagno di rischi del capitano Fiesco, nessuno +conobbe mai quale alto ufficio avess’egli +esercitato in Haiti. Tacevano le sue gesta i pochissimi +che avrebbero potuto parlarne; frate +Alessandro, ad esempio, suo conterraneo e suo +introduttore alla mensa soldatesca nel bosco di +Xaragua; Giovanni Passano e Pietro Gentile, +che di aiutanti del Fiesco essendosi mutati in +aiutanti di don Garcìa per una lugubre impresa, +non avevano nessuna ragione di vantarsene, +quantunque nella brutta occasione avessero imparato +a stimare quell’uomo. Senza di lui, come +si sarebbe salvata la infelice regina di Xaragua? +Senza i casi che necessariamente n’erano seguiti, +come si sarebbe salvata Higuamota, la +graziosa fanciulla, diventata moglie a Giovanni +Passano un mese dopo che sua madre era diventata +contessa del Fiesco?</p> + +<p>Fortunato, il Passano! Restava luogotenente +del conte; ma in tempo di pace, com’erano allora +i nostri reduci del nuovo Mondo, faceva +dell’altro, vivendo molto a Genova e curando +gl’interessi del suo protettore. Lo chiamavano +già Da Passano. E perchè no? Forse era della +stirpe onorata di quei nobili della Riviera di +Levante, e il nome voleva pur dire qualche +cosa, anzi più di qualche cosa, in un tempo che +quei <i>de</i> e quei <i>da</i> non si usavano con norme<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +fisse. Era il tempo, o giù di lì, che un gran capitano +di ventura, d’antico ceppo parmense, signor +di Berceto, di Torchiara e di San Secondo, +si sentiva chiamare promiscuamente Pier Maria +Rossi e Pier Maria De Rossi; ed egli poi, a farlo +a posta, sull’ingresso di Torchiara faceva scolpire +il suo nome nella umilissima forma di Pietro +Rosso. È vero che lo metteva in fin di verso, +per far rima a modo suo con due finali in “orso„. +Ma, per trovare esempi più prossimi, gli stessi +conti di Lavagna non avevano sempre creduto, +coi genealogisti di casa, d’essere stati chiamati +Fieschi, per una ottenuta prefettura del Fisco +imperiale in Italia, donde sarebbe venuta la più +o meno naturale storpiatura del <i>Fliscus</i>. Il nostro +Bartolomeo, che gradiva anche alle sue ore +il nome di Damiano, lasciava correre un <i>Bartholomeus +Frescus</i> in atti notarili; e questo forse +in omaggio ad una più modesta genealogia +del 1171, quando due conti di Lavagna avevano +preso a far cognome dai lor soprannomi di +Fresco e di Secco, trovati buoni a distinguere +le loro due nobili persone, che portavano il medesimo +nome di Ugo. Non troppo dissimilmente +i contèrmini Malaspina si erano spartiti in due +rami, il fiorito ed il secco.</p> + +<p>Ma torniamo a don Garcìa, che in tutte queste +minuzie non ha niente a vedere. Era un +brav’uomo, che si sapeva contentare, avendo +un pane onorato per la vecchiaia. Faceva un +po’ di tutto, alla Gioiosa Guardia. Antico soldato, +insegnava anche il mestier delle armi ai vassalli +del conte; nei giorni festivi metteva in ordinanza +un centinaio di fanti a piedi, e una diecina +d’uomini a cavallo, che facessero bella<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span> +mostra battendo le strade da Chiavari a Carasco, +a San Colombano e più oltre. Invigilava, +nelle stagioni opportune, ai raccolti dei poderi, +e riscuoteva in nome del conte tutti i diritti +feudali, facendo qui, come del resto, assai bene +le cose, con gravità, senza rigore, con giustizia +che non escludeva la umanità, persuaso dopo +tutto di far piacere al padrone, e più ancora +alla padrona.</p> + +<p>Quella donna era amata, adorata per tutta la +valle dell’Entella e per le vicine convalli dello +Sturla, della Graveglia, dell’Ollo. Bisognava vedere +che calca di gente, quando, insieme colla +nobilissima suocera, la veneranda madonna +Bianchina, scendeva ai divini uffizi nella chiesa +di San Salvatore. Ricordavano tutti che ne’ suoi +paesi di là dall’Atlantico era stata regina; e naturalmente +si magnificava il suo lontano reame. +Quello che non si poteva ingrandire, perchè già +troppo grandeggiava da sè, era la sua stupenda +bellezza. La sua carnagione d’un color caldo +oltre il tipo europeo, non appariva neanche tale, +smorzata com’era e condotta al vermiglio dallo +strano onnipotente fulgore delle pupille nerissime. +E ferivano, quelle pupille, dovunque si +volgessero a caso; e molti si sarebbero lasciati +ferir volentieri, a patto di sentirle rivolte a sè +con qualche pietosa intenzione. Ma la contessa, +nel fatto, non aveva occhi se non per il suo dolce +marito, che spesso le accadeva di chiamare Damiano. +E a lui più spesso accadeva di chiamarla +Fior d’oro: Giovanna non mai; piuttosto, +alla spagnuola, Juana, che riteneva molto del +suono di Anacoana. I nomi, si sa, non hanno +piccola importanza, in amore.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p> + +<p>Anche a lui volevano bene quei terrazzani, +più ancora che non lo rispettassero come vassalli. +Già, non lo tenevano quasi più per un +Fiesco; tanto che, all’usanza di Genova, lo chiamavano +Bartolomeo delle Indie. Sicuro, e bene +prendeva egli il nome da quelle Indie occidentali, +dov’era stato quattro volte ad ogni sbaraglio, +prode soldato, esperto navigatore, singolarmente +caro a quell’altro Genovese, così +grande e così maraviglioso uomo, che le aveva +scoperte per potenza d’ingegno e di fede. Quanti +erano stati con lui partecipavano un poco della +sua epica grandezza; perfino i due umili marinai, +Guglielmo e Battista, che si erano ridotti +a vivere anch’essi nel recinto ospitale della +Gioiosa Guardia, e che tutti i giorni di festa, infallantemente, +seduti all’ombra fuor della porta +del castello, tenevano cattedra di geografia transatlantica. +A quei discorsi accorreva sempre più +gente che non alle prediche dei frati, i quali +pure descrivevano qualche volta le magnificenze +del regno di Dio. Ma in queste si sentiva +sempre lo sforzo di fantasia di chi non c’era +mai stato; laddove le magnificenze del nuovo +Mondo avevano avuto quei due semplici marinai +per testimoni recenti.</p> + +<p>Che fossero egualmente veridici non si potrebbe +giurare. Raccontavano le cose come se +le avessero ancora davanti agli occhi, e raccontandole +ne davano il barbaglio agli occhi +dell’uditorio. Si trattava d’oro, infatti; oro a +mucchi, in pagliuole ed in polvere, da tuffarci +dentro le braccia fin sopra il gomito; oro ad +ogni piè sospinto, a colonne, a pilastri, a scaglioni, +a piramidi; oro a bizzeffe, in quel paese<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +di Veraguas, dove bastava smuovere un pochettino +le zolle, per trovar le radici degli alberi +affondate in quel coso giallo lucente; oro +nel fiume dello Yaque, presso San Domingo, ove +del prezioso metallo non erano fatte solamente +le arene del fondo, ma i ciottoli delle due rive, +e i massi e le scogliere delle svolte. Che poesia, +quella dell’oro! E come è nata? Tutta per amore +della sua bellezza in sè, o non per l’acquisto, +che rende così facile, d’ogni desiderata fortuna?</p> + +<p>S’intende che i due narratori non si fermavano +alla magnificenza delle cose inanimate. +Anche gli uomini, laggiù, erano d’una specie +insolita; e tra gli uomini il Prete Janni, favolosa +figura del Medio Evo, ci aveva la sua parte non +piccola. Guglielmo non lo aveva veduto; Battista +nemmeno. Personaggi così alti come il +Prete Janni non si lasciavano vedere da poveri +marinai; ma il grande scopritore del nuovo +Mondo sì, lo aveva veduto, gli aveva parlato a +lungo, era stato suo ospite, accolto alla sua +mensa, nella sua intimità. Quel gran monarca +si era tanto innamorato delle virtù di Cristoforo +Colombo, che lo avrebbe caricato di diamanti, +se questi si fosse risoluto di prender +servizio con lui. E si diceva a San Domingo che +l’odio di Aguado, di Bovadilla e di Ovando contro +l’ammiraglio e vicerè delle Indie fosse nato +appunto da questo, che il Prete Janni aveva +fatto festa a lui, non volendo veder loro neanche +come prossimo; ond’era avvenuto che verdi +dall’invidia fossero andati ad accusar l’ammiraglio +presso Ferdinando il Cattolico, dipingendolo +come uno che era già in via di tradirlo, +sottraendo alla corona di Spagna i benefizi della<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +grande scoperta. Sicuramente, l’ammiraglio poteva +far ciò, solo che lo avesse voluto. Il prete +Janni lo stringeva tanto colle sue offerte d’amicizia! +Figurarsi, che voleva dargli in moglie sua +figlia, ricca come il mare, bella come il sole, e +buona come il pan di Natale. Ma il signor ammiraglio +non si era lasciato prendere all’amo; +aveva resistito a tutte le offerte, a tutte le promesse +più lusinghiere; tanto più che da genovese +sottile s’era accorto che la bella aveva un +occhio di vetro. Bella, poi, la vantavano tutti +alla Corte; ma Guglielmo e Battista non l’avevano +veduta mai. Un’altra, piuttosto; e quella +bella era bellissima; e il loro capitano se l’era +portata via, quantunque regina, e l’aveva fatta +contessa. Già, tutti i salmi finivano in gloria.</p> + +<p>Qui poi l’uditorio poteva dar ragione ai parlatori, +e in piena cognizione di causa. Un tal +miracolo di donna non si era visto mai, neanche +dai più vecchi, che pure avevano veduta +entrare in casa Fieschi madonna Bianchinetta, +nel primo fiore della sua gioventù. Che splendore +di sposa, quella regina delle Indie! Per lei +si era scomodata, e con ragione, tutta la casata +dei Fieschi; ed anche gli altri rami minori dei +conti di Lavagna, come gli Scorza, i Bianchi, i +Della Torre, i Levaggi, i Leivi, gli Zerli, i Cogorno, +i Cavaronchi, i Ravaschieri, i Penelli. Il +capo dei Fieschi, in persona, l’eccelso conte +Gian Aloise, aveva lasciato Genova e la sua +reggia di Vialata, per assistere alla cerimonia, +per condurre egli stesso quella regina del nuovo +Mondo all’altare. E bella come il sole, poichè +non si poteva trovare un paragone più alto; e +buona come il pan di Natale, e dotta come un<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +libro stampato. Come parlava l’italiano! come +il genovese, che è poi la madre lingua d’ogni +buon Ligure, e certamente quella del Paradiso +terrestre; specie colla giunta di quella sonora +e dolce cantilena chiavarese! Difatti, anche queste +finezze aveva imparate in pochi mesi la regina +delle Indie. E si andava a sentirla, ma più +ancora a vederla, senza stancarsene mai, nelle +domeniche, quando la bellissima donna, ritornata +dai divini uffizi, scendeva alla porta del +castello per distribuire il pane ai poveri dei dintorni. +Quei poveri si moltiplicavano come i pani +e i pesci dell’Evangelio. C’erano molti che si +facevano poveri a bella posta: ma erano riconosciuti, +e tenuti lontani. Solo alle donne, che +usavano di questo sotterfugio per avvicinarsi +alla signora contessa, non si faceva il torto di +cacciarle; per rispetto al loro sesso si lasciavano +accostar tanto, che la signora le riconoscesse +da sè.</p> + +<p>—E voi, che cosa chiedete?—diceva ella, +ridendo d’un risolino malizioso.—Non siete +già povere, voi!</p> + +<p>—Oh, signora, siamo bisognose la parte nostra;—rispondevano +le più ardite.—E siamo +venute, perdonateci.... siamo venute a prenderci +un’occhiata di sole.—</p> + +<p>Sorrideva, la bellissima donna, arrossendo; e +dava un ceffone, con la sua morbida mano; ma +tanto leggero, che pareva una carezza, ed era +ricevuto con divozione, come la guanciata del +vescovo alla cresima.</p> + +<p>—Qui non voglio altri che poveri, avete capito?—</p> + +<p>Così conchiudeva, volendo parere sdegnata.<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +Ma c’era tanta soavità d’accento nel rimprovero, +e tanto sorriso nello sfolgorìo di quegli +occhi scorrucciati, che le buone valligiane di +Carasco, di Graveglia e di Paggi levavano le +mani in atto di adorazione, come se avessero +veduta la Madonna, e in cuor loro promettevano +di ritornarci la domenica vegnente.</p> + +<p>Gioiosa Guardia, davvero, sotto la benefica +luce di quegli occhi celestiali. Ma qualche volta +su quei begli occhi si stendeva un velo di mestizia. +Passavano allora le immagini di un altro +popolo, assai più numeroso, amante anche +quello e devoto, ma che aveva la sua quiete, +la sua sicurezza da lei, e non era avvezzo a +provare più gran gioia nella vita, di quando +si raccoglieva estatico ad ascoltarla, rapito ai +suoni del <i>maguey</i>, agli accenti soavi dell’areìto +Povero popolo d’Itiba! come lo avevano ridotto +allo stremo quei feroci conquistatori spagnuoli, +deludendo i nobili disegni del Giocomina, del +venerando condottiero dei Figli del Cielo! Ma +se il ricordo d’Itiba era triste, la bella ed infelice +regina di Xaragua aveva imparato molte +cose nella terra di Azatlan. Era disceso su questa +terra un altr’uomo dolce, buono, compassionevole +ai mesti, un uomo divino, e avevano +voluto sperimentarne la virtù infinita mettendolo +in croce come un malfattore; poi si erano +pentiti, lo avevano riconosciuto in ispirito e verità, +gli avevano eretto altari, e lo adoravano, +e lo mettevano in croce ogni giorno, disconoscendolo, +bestemmiandolo, negandolo nei giorni +della spensierata allegrezza, per invocarlo nell’ora +della paurosa avversità, superbi a vicenda +e codardi, sopra tutto eternamente fanciulli.<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p> + +<p>Perciò qualche volta accadeva anche a lei +d’esser mesta. Ma quelle erano le nubi passeggere, +candidi fiocchi vaganti, che macchiavano +all’orizzonte un bel cielo d’estate, senza turbarne +il sereno. Ed era felice, oramai, quanto è dato +a creatura umana sulla terra; felice per quell’uomo +che viveva adorandola, e non si muoveva +di là, dove l’aveva condotta a rifugio. Che +amasse la sua rocca e il suo poetico Entella, +non si poteva dubitare, poichè tante volte lo +diceva egli stesso. Ma non così aveva amato +quel fiume e quelle mura negli anni della adolescenza, +quando animoso cacciatore batteva le +macchie, ed era sull’Antola o sul Penna più +spesso e più volentieri che in casa. In quel castello +era nato; su quelle rive beate era cresciuto, +ricco, orgoglioso del nome e della potenza +che confortava quel nome; e giovane si +era mescolato in Genova alle zuffe micidiali del +tempo, avendone presto la sazietà. Curioso di +dottrina, o più vago di novità, aveva atteso agli +studi nella università di Pavia, riportandone +come un fastidio d’anni sciupati; ond’egli non +aveva cercato nella quiete della sua terra il rimedio +alle pene del cuore, ma si era buttato +per morto alle imprese del mare. E quali imprese! +Non già per diventarci padron di galere, +e da fortunati scontri aver lustro e potenza +come tanti altri suoi pari e consorti, per vantaggio +di una casata che omai ridiventata padrona +dell’antico dominio, lo aveva allargato +quasi a reame, dall’Appennino al mare e dalla +Scrivia alla Magra; bensì per tentare un cammino +ignoto, col rischio di giungere ad un punto +donde il naviglio si sprofondasse nel vuoto.<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +Orribile chiusa, e creduta allora certissima! Il +guaio non gli era occorso; aveva potuto ritornare, +e con la sua parte di gloria. Pure, ricondottosi +a casa, non aveva potuto star fermo; +viaggi su viaggi, fortunali e vitacce da cani; +spesso in pericolo d’andar pastura ai pesci, più +spesso di buscarsi un colpo di freccia avvelenata; +prigionia tra i selvaggi, condanna a morte, +agonia a fuoco lento, nulla aveva potuto corregger +l’umore vagabondo del gentiluomo marinaio, +di quell’argento vivo. Ed ecco, di punto +in bianco, il gran cambiamento: quell’umor vagabondo, +quell’argento vivo, s’era chetato ad +un tratto: lui tutto casa, lui tutto “fiumana +bella„, lui tutto moglie, e innamorato per giunta, +come un ragazzo di vent’anni. Ma ecco, il segreto +del mutamento era qui.</p> + +<p>—Come sei buono, Damiano!—gli bisbigliava +Fior d’oro.</p> + +<p>—Sfido io!—rispondeva egli, con quel suo +piglio che volentieri girava al comico.—Son +buono, perchè sono felice. E sono felice....</p> + +<p>—Perchè?—domandava lei, con accento di +cara malizia.</p> + +<p>—Perchè....—ripigliava Damiano, girando +un po’ largo, per voglia di ridere.—Perchè ci +ho la mia Gioiosa Guardia che amo tanto....</p> + +<p>—Giustissimo; e la tua “fiumana bella„—suggeriva +lei, prestandosi al giuoco assai volentieri.—Con +queste due cose....</p> + +<p>—Con queste due cose ci sarebbe anche da +morir di noia;—proruppe Damiano.—Le +avevo, e non mi sono bastate. Diciamo dunque, +per essere nel vero, che ci ho te, cara donna +adorata. La più bella donna, nel verde più vivo,<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +sotto il più dolce azzurro del mondo, ecco la +felicità vera ed unica. Ed ecco quello che io volevo +dire, contessa Juana, se voi mi aveste lasciata +fare la mia progressione ascendente.</p> + +<p>—E non ve l’ho lasciata fare, da quella gran +cattiva che sono! Ma voi me ne punite tanto +severamente, che avrei voglia di rifarmi da +capo. Per altro,—soggiunse ella, mettendosi +sul grave,—dicono che un bene posseduto non +sia più un bene.</p> + +<p>—Vedete che logici da strapazzo!—replicò +Damiano, ridendo.—Il bene è il bene, di qui +non si esce. Se si mutasse, sarebbe un’altra +cosa, ne convengo. Ma come potrei volerlo mutato? +In più no, perchè io ho tutto quello che +desideravo. In meno, neanche, perchè quello +che desideravo lo desidero ancora: e questo è +il fatto, la condizione su cui possiamo fondare +il nostro ragionamento. Ho io studiata bene la +mia logica?</p> + +<p>—Eh, non voglio dire di no. Il mio signore +ha sempre ragione. Ed era il bel sogno, questo,—diss’ella +traendo un sospiro,—il bel sogno +che ho sognato con te. Il bel sogno si è finalmente +avverato; o Dio, tra quanti pericoli, tra +quante angosce mortali! Se c’è giustizia in terra, +il bel sogno non dovrebbe finire.</p> + +<p>—Così dico io;—conchiuse Damiano.—Non +dovrebbe, non deve, non dovrà. Dimmi, Fior +d’oro; sei tu sicura di te?</p> + +<p>—Oh sì, di me....—gridò ella, levando gli +occhi al cielo.—Ed anche di te,—soggiunse +tosto,—anche di te, conte Fiesco, che sei così +nobile spirito e così candido cuore. Ma non presumi +troppo delle tue forze.... e della natura<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span> +umana? È della donna amare, e saperlo far +bene, non sapendo far altro: è dell’uomo l’operare, +il faticare in qualche utile impresa, per +deludere la sazietà.... per vincer la noia.... E per +questo, me lo lasci dire?.... per questo, bisognerebbe +forse mettersi a far qualche cosa.—</p> + +<p>Tremava un pochino, parlando così, e mendicava +le parole. Ma ebbe il pronto conforto di +sentirsi dar ragione da lui.</p> + +<p>—Sicuramente;—diss’egli.—Ci pensavo +appunto stanotte, mentre tu riposavi, Fior d’oro. +Bisognerà far qualche cosa. Ed ho trovato.</p> + +<p>—Ah sì? E che sarà?</p> + +<p>—Continuare ad amarti;—rispose gravemente +Damiano, facendo cadere dall’alto, l’una +dopo l’altra, le sillabe.—Vi ho lungamente contemplata, +amica mia; vi ho pure abbracciata, +ma guardingo, sapete, con mano leggera leggera, +per non rompervi il sonno, che era così +dolce; ed ho pregato Dio che non mutasse +niente, che lasciasse tutto così, come ha tanto +saviamente disposto, nella sua misericordia infinita.—</p> + +<p>E voleva dare in una risata; ma non n’ebbe +il tempo. La contessa Juana rideva già più di +lui, non senza lagrime; quelle care lagrime che +tanto abbelliscono ogni profonda allegrezza. E +un po’ tardi, ma in tempo, gli ricambiava l’abbraccio.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_II" id="Capitolo_II"></a><span class="chap">Capitolo II.</span><br /><br /> + +Ambasciator non porta pena.</h2> + + +<p>Ma ritorniamo una seconda volta, e sia la +buona, al nostro don Garcìa, che con tanta attenzione +seguiva le vicende di un bellissimo +giuoco. Proprio si arriva al punto che la piacevole +occupazione gli era interrotta dall’avvicinarsi +d’un famiglio, le cui prime parole ebbero +virtù di farlo balzar subito in piedi. Molestie +dell’ufficio, naturalmente; e la Guardia non +poteva esser sempre gioiosa, pel suo degno custode.</p> + +<p>—Ci abbandonate?—gli chiese frate Alessandro, +che per fortuna di giuoco veniva ad essergli +più vicino, e lo vedeva muoversi di scatto +dalla panca.</p> + +<p>—Per forza;—rispose don Garcìa.—Ed +anche, diciamolo pure, con un certo piacere. +Arriva il nostro Giovanni Passano.—</p> + +<p>La nuova si sparse fra gli altri giuocatori, e +la partita fu subito interrotta, come la piacevole +occupazione di don Garcìa. Il Passano +aveva amici da tutt’e due le parti; e se si +contentavano di piantar lì la giuocata quei che<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +avevano il disopra, con “quaranta e la caccia„, +era naturale che non si dolessero quelli che +s’avviavano a perdere, non avendo che un +“quindici„.</p> + +<p>Giovanni Passano, al suo smontar da cavallo +nel cortile della Gioiosa Guardia, fu accolto a +festa dai suoi vecchi compagni d’Haiti e della +Giamaica.</p> + +<p>—Che buon vento vi porta?—gridavano a +gara, stringendogli la mano.—Finalmente! Bisognerà +metterci il segno per ricordo, stamparla, +toccarsene un occhio. Sapete che ci mancate +da un mese?</p> + +<p>—Eh, si fa come si può;—rispondeva il +Passano, commosso da tutte quelle dimostrazioni +d’amicizia.—Appena levati i piedi dagli +impicci, eccomi qua. Pietro Gentile! Guglielmo! +Battista! frate Alessandro, che per riverenza +alla tonaca dovevo metter primo di lista!... +Quantunque,—soggiunse ridendo, al vedere +tutti quei grembi e sboffi fuor dal cordone di +san Francesco,—mi pare che la portiate sempre +alla diavola. Giuocate al pallone, vedo. È +un bel giuoco; ma non da frati.</p> + +<p>—Chi ve l’ha detto, messer Giovanni? Nessun +testo lo proibisce; e ce n’è uno che forse +li permette tutti. Ma sì. <i>Servite Domino in laetitia</i>; +lo raccomanda il Salmista. Volete giuocare +anche voi?</p> + +<p>—Eh! se non fossero quattr’ore che mangio +polvere, e che mi fiacco le reni col cavallo più +indiavolato della cristianità.... A proposito, mi +fareste un gran piacere ad esorcizzarlo coll’acqua +santa.</p> + +<p>—O voi col vino di Vernazza, piuttosto.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p> + +<p>—Il vino di Vernazza fa bene all’uomo;—conchiuse +gravemente il Passano, mentre si avviava +colla brigata verso l’ingresso della seconda +cinta.—Qui, infatti, ci ho un testo sacro +ancor io; <i>vinum bonum laetificat cor hominis</i>. +E il signor conte?—ripigliò, con accento mutato, +parlando a don Garcìa.—E la signora contessa?</p> + +<p>—Benissimo;—rispose lo Spagnuolo.—E +vi direi che sono là bene accostati sul medesimo +ramo, come due tortore innamorate, se +fosse almeno ora di giardino. Saranno invece +nella caminata, lei col suo tombolo a far merletti, +lui a metter del nero sul bianco.</p> + +<p>—Ma anche a far merletti e a scrivere si +può star molto vicini, non è vero?</p> + +<p>—Oh questo poi sì; alla medesima tavola, +per non perdersi d’occhio. Vi faccio annunziare, +mentre bevete un bicchiere?</p> + +<p>—No, non occorre;—rispose pronto il Passano.—Non +dico per il bere, intendiamoci; +dico per il farmi annunziare. Non c’è premura; +è una visita senza impegno, la mia. A presentarmi, +ci sarà sempre tempo per la cena.</p> + +<p>—Ah, mi levate una spina dal cuore;—disse +quell’altro, mentre lo faceva entrare nel tinello, +al pianterreno della rocca.—Avrei giurato a +tutta prima che veniste per portarci via il padrone. +Che ci volete fare? Presentimenti; e +fortuna che qualche volta ingannano! L’altro +giorno, passando di qua messer Filippino, che, +sia detto con la debita reverenza al casato, +ha sempre la lingua un po’ amara, si lasciò +sfuggire certe parole! “Che Gioiosa Guardia! +diceva; che Gioiosa Guardia! Dormigliosa, dovreste<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +chiamarla. Con Ercole che fila ai piedi +di Onfale„. Io, per dirvi la verità, non conoscevo +questa signora, ed ho dovuto farmi spiegare +l’arcano da frate Alessandro. Ne sapeva +poco più di me, quel bravo figliuolo; ma tanto +da capire che si trattasse d’una donna, la quale +faceva perdere il tempo al dio della forza. Il +nostro conte, veramente non fila, e nemmeno +la contessa; quantunque, se filasse, vi so dir io +che con quelle sue dita darebbe dei punti alle +fate. Ma io ho bene inteso, dopo la spiegazione +di frate Alessandro, che cosa volesse dire messer +Filippino. Il padrone non si occupa se non +della padrona, e lascia che gli altri della casata +facciano e disfacciano a modo loro le cose della +Repubblica. Ma di che si lagnano, se mai? Egli +tira le mani e i piedi fuori del giuoco; li lascia +dunque padroni; non vi pare?</p> + +<p>—Giudicando alla grossa, sì;—rispose il +Passano, mentre con diligenza amorosa osservava +il liquido topazio delle Cinque Terre attraverso +la lucida parete del bicchiere.—Ma possono +aver ragione i suoi nobili parenti, a desiderare +che un tal uomo non si ritiri dal giuoco. +Sapete bene; dove bastano undici, il dodicesimo +aiuta.—</p> + +<p>Don Garcìa rizzò l’orecchio a quelle parole +dell’amico.</p> + +<p>—C’è dunque da aiutare a qualche impresa?—diss’egli.</p> + +<p>—No, ch’io sappia;—replicò il Passano.—Ma +c’è una condizione di cose che parla abbastanza +chiaro da sè. Noi del Gatto, o del Basilisco, +anzi diciamo pure di tutti e due questi +graziosi animali, siamo per Francia; e sta bene,<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +tenuto conto delle buone ragioni che ci abbiamo: +ma siccome tutto questo, messo in ispiccioli, +significa avere un presidio straniero in +città, non si può neanche sostenere alla faccia +del popolo che sia la più bella cosa del mondo. +D’altra parte, i popolari, cioè a dire i nostri signori +d’origine popolana, chiamati altrimenti del +portico di San Pietro, vorrebbero aver mani in +pasta, allontanando dalla madia quei del portico +di San Luca; e questi, capirete, spalleggiati +come sono dal gatto e dal basilisco, antiche insegne +dei Fieschi, non ci pensano neanche a +ceder d’un passo. Si guardano dunque in cagnesco, +e come possa andare a finire Dio solo +lo sa. Speriamo, nondimeno; Dio misericordioso +potrebbe appigliarsi al buon partito di accomodar +la testa a tutti. Dei miracoli se ne son visti, +in altri tempi: perchè non ne accadrebbe +uno nel nostro? Parlo così,—soggiunse il giovanotto,—perchè +conosco il padrone, chè non +se ne fa nè di qua nè di là. Ma guai a parlar +di pace in Violata!</p> + +<p>—Gian Aloise è sempre il più forte?—entrò a +dire don Garcìa.—E sempre bene coi francesi?</p> + +<p>—E come!—rispose il Passano.—Non si +muove foglia che Gian Aloise non voglia. Quasi +si direbbe che in Genova sia lui il padrone, +com’è il capitano generale di tutta la Riviera +di Levante. Ci sono i francesi nel Castelletto. +Ma quelli si possono magari considerare stipendiati, +come se fossero svizzeri, o tedeschi; zuppa +o pan molle.</p> + +<p>—Sia contento, allora,—disse don Garcìa,—e +lasci quieti noi in Gioiosa Guardia, dove +si sta così bene.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p> + +<p>—Felice mortale! L’avete trovata, la nicchia? +E badate, ci verrei tanto volentieri ancor io.</p> + +<p>—Con donna Higuamota, non è vero? Ma olà!—ripigliò +don Garcìa, come per darsi sulla +voce.—Non dimentichiamo che l’ha tenuta a +battesimo la madre del padrone, e che bisogna +dire donna Bianchina.</p> + +<p>—Già,—disse ridendo il Passano,—quantunque +sia bruna. Tien più di Caonabo che di +Anacoana, la mia dolce metà. Fortuna che amo +le brune!</p> + +<p>—O perchè non l’avete condotta con voi, +amico Passano?</p> + +<p>—Che, vi pare? dovendo fare una visita di +poche ore....—</p> + +<p>Don Garcìa inarcò le ciglia, ma non aggiunse +parola.</p> + +<p>In quel mentre si faceva udire un gran rumore +dalla scala vicina, donde qualcheduno +scendeva a precipizio, saltando ad ogni tanto e +tonfando, alla guisa dei ragazzi. E subito dopo +si vide balzar dentro un adolescente, dai capegli +biondi e dalla faccia birichina. Pareva, a vederlo, +che il mondo fosse suo, o che lo credesse +da vendere, e da poter comprare coi quattro +soldi che a lui ballavano in tasca. Polidamante +(era questo il suo nome) poteva dirsi l’imagine, +il simbolo, il genio della Gioiosa Guardia, ove +del resto era nato. Se gli altri ci avevano pochi +fastidii, egli non ne aveva nessuno. Tutto di +primo impeto, correva sempre, quando c’era +da muoversi; quando poi doveva star fermo, si +addormentava. Non faceva mai niente con misura; +e forse per ciò era molto caro al padrone.</p> + +<p>—Che c’è?—chiese don Garcìa.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p> + +<p>—Presto, le acque;—gridò quell’altro, senza +fermarsi a rispondere in tono.—Dove sono le +acque?</p> + +<p>—Nei fiumi;—disse il Passano;—e neanche +ne han tutti.</p> + +<p>—Ah, siete voi, messer Giovanni? Bene arrivato! +Dicevo le acque acconce, le acque cedrate, +i siroppi per la signora.—</p> + +<p>I famigli, che non avevano bisogno di tutte +quelle spiegazioni, avevano già levato da una +credenza il vassoio con le bocce di cristallo, e +si preparavano a seguire con quello il messaggero +Polidamante.</p> + +<p>—Quando si dice nascer vestiti!—esclamò +don Garcìa, volgendosi al Passano.—I padroni +hanno anticipata l’ora di uscire in giardino. +Potete salire dietro a Polidamante, e presentarvi, +e far le vostre ambasciate, senza interrompere +i commentarii di Cesare.</p> + +<p>—I commentarii.... Che dite voi, don Garcìa?</p> + +<p>—Eh, sì, i commentarii di Cesare, come li +chiama frate Alessandro.</p> + +<p>—Sta bene, avevo inteso;—riprese il Passano.—Domandavo +che diavolo è.</p> + +<p>—Una storia, amico, una storia di laggiù, mi +capite? Il capitano ci ha fatto l’onore di chiamarci +nella caminata, per cinque sere alla fila, +e ce ne ha letti già cinque capitoli. In quello +scritto racconta tutto quello che s’è fatto alle +Indie.</p> + +<p>—Ah, bene! capisco, ora. Ci avrà molto da +raccontare, perchè molto si è fatto. E parla +di voi?</p> + +<p>—No, non ci siamo ancora, a quel punto;—rispose +don Garcìa, rannicchiandosi.—Penso,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +del resto, che quando saremo a quel punto, egli +mi dovrà passare sotto silenzio. Del che non +mi lagnerò,—soggiunse egli umilmente;—che +anzi, dovrò sapergliene grado. Beati gli +uomini di cui non avrà da occuparsi la storia.</p> + +<p>—Bravo! siete filosofo?</p> + +<p>—Alle mie ore, amico Passano.—</p> + +<p>L’amico Passano strinse la destra di quell’altro +Seneca; e vuotato il suo calice fino all’ultima +goccia, che non era d’aceto, si avviò +verso la scala.</p> + +<p>—Va, bello mio, va, che non la conti giusta;—borbottò +tra i denti il bravo don Garcìa, +uscendo alla sua volta di là.—Questa visita +di poche ore, a spron battuto, mi sa di chiamata +a Genova lontano un miglio. C’è la mano +di messer Filippino, qui sotto; scommetterei. +Quello là non vuol dare nè lasciar pace a nessuno.—</p> + +<p>Il giardino di Gioiosa Guardia, anzi i giardini, +perchè erano quattro, bisognava andarli a +cercare in alto, come gli orti pensili di Semiramide. +Si stendevano essi sui bastioni della +rocca, per tutta la lunghezza delle cortine, fiancheggiati +e conterminati dalle torri, che, per +conseguenza logica quanto architettonica, erano +appunto quattro, senza contare il battifredo, +gran torre più alta, dalla parte dell’ingresso, +colla campana al sommo e con l’orologio nel +mezzo. Forte arnese per guerre medievali, la +Gioiosa Guardia non poteva più dirsi tale in +un tempo che le artiglierie mobili e di grande +gittata potevano batterla da parecchie eminenze +circostanti. Ma essa non s’aspettava di queste +noie, e il suo padrone, amico della pace, ne<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +lasciava il carico ad altri luoghi fortificati della +sua parentela, da Montobbio a Pontremoli. In +uno di quei casi di necessità, che gli amici +della pace come Bartolomeo Fieschi si dovessero +ricordare d’essere stati uomini di guerra, +la Gioiosa Guardia poteva essere ancora un +bell’inciampo a soldatesche raccogliticce, non +esperte o impazienti d’assedii; e il suo signore, +poi, avrebbe amato sempre meglio far impeto +in aperta campagna; che infine non era neanche +troppo aperta, e i suoi duecento uomini, +ben comandati, potevano valere per mille. Frattanto, +sui pensieri di guerra avevano il sopravvento +le arti della pace, e prima fra tutte l’arte +dei giardini.</p> + +<p>Madonna Bianchinetta, la santa madre del +capitano Fiesco, ne aveva preso cura da giovane; +ma poi, cresciuta negli anni, se n’era +via via disamorata, piacendole assai più di +passar le sue ore nella cappella del castello, +dedicata a san Colombano; un gran santo, +quello, e quasi di casa, che era morto non +troppo lontano di là, nel monastero di Bobbio, +e che dava il nome, del resto, ad una terra vicina. +N’era venuto nei giardini del castello un +gran guaio per le varie famiglie dei fiori; i quali, +si sa, per prosperare domandano amore, intristiscono +nell’abbandono, e muoiono anzichè darsene +pace. Per contro erano cresciuti gli alberi, +gran solitarii, anche quando si ritrovino in +molti, che degli uomini non si dànno un pensiero +al mondo, e vorrebbero anzi che gli uomini non +si dèssero tanto pensiero di loro, per tagliarli, +segarli, riquadrarli, piallarli a molti usi volgari, +o farne legna da ardere. E insieme con gli<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +alberi erano venute su liberamente le rose, belle +salvaticacce che bastano molto a sè stesse. Diradare +quegli alberi, sfrondandoli un pochino +qua e là, ravviar quelle rose, nettandole d’ogni +seccume e potandole, era stata la prima cura +dei nuovi arrivati; quanto ai fiori più delicati, +poco c’era voluto a trarne da tutti i dintorni, a +farne allignare nelle vecchie aiuole risarchiate, +e lungo i viali rifatti.</p> + +<p>Per quei viali passeggiava la coppia felice; +Fior d’oro col braccio sinistro girato intorno +alla vita di Damiano; Damiano col braccio destro +girato intorno al collo di Fior d’oro. Erano +atti, per avventura, di soverchia libertà; ma +non veduti per allora se non dagli uccellini saltellanti +e chioccolanti sugli alberi. Ed essi, finalmente, +come quegli alberi per tanti anni +avevano fatto, non si davano pensiero di nessuno. +Se n’andavano a passi lenti, così mollemente +abbracciati, chiacchierando a mezza voce, +bisbigliando quasi, com’è l’uso degli innamorati +a buono, che non han nulla da dirsi di serio, +nè sopra tutto di nuovo, ma che nelle cose più +naturali e più comuni debbono metter sempre +un po’ di mistero.</p> + +<p>Un rumor di passi sulla ghiaia del viale fece +voltar la testa a Damiano. Una sbirciata bastò +al felice mortale, perchè egli spiccasse il braccio +dalla dolce postura che s’era scelta con +tanto buon gusto, e prendendo per mano la +contessa Juana muovesse incontro al nuovo +venuto.</p> + +<p>—Quello, o ch’io sogno, è il vostro genero;—gridò +egli con ostentazione di allegrezza, più +fatta per consolar l’ospite, che per esprimere il<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +vero sentimento dell’animo.—Capite, Fior d’oro?—incalzò, +rivolto alla contessa, mentre stendeva +pure la mano al suo antico aiutante.—Vostro +genero! vostro genero!</p> + +<p>—Già,—disse a sua volta il Passano inchinandosi,—il +genero d’una suocera a trent’anni. +Si può ben dire l’età d’una donna, in un caso +come il mio, non è vero?—</p> + +<p>Così dicendo, prendeva la mano che la contessa +gli aveva stesa in atto benevolo, e si chinava +ancora accennandovi il bacio di cerimonia +che la galanteria spagnuola incominciava +a far prosperare sulle terre italiane. Mai suocera +al mondo meritò tanto un simile omaggio, +od altro assai meno cerimonioso di quello.</p> + +<p>—Come sta madonna Bianchina?—gli domandava +frattanto il Fiesco.</p> + +<p>—Bene, benissimo; e saluta, s’intende, e abbraccia +la sua bella mamma.</p> + +<p>—Perchè non condurla con voi?—</p> + +<p>Era la stessa domanda di don Garcìa; ed ebbe +l’istessa risposta. Onde da parte del Fiesco +l’istesso inarcamento di ciglia, ma con una +giunta di parole che non aveva potuta fare quell’altro.</p> + +<p>—Visita di poche ore! Mi spaventate, Giovanni +mio. Faccende, dunque? e gravi?</p> + +<p>—Oh, questo poi no. Son venuto col libro +dei conti. Volevo sapere che cosa si dovrà fare +della vostra parte di profitti sulla nave <i>Paradiso</i>. +Siete il partenevole più grosso, e ci avete +un guadagno, quest’anno, di seimila ducati +larghi.—</p> + +<p>Bartolomeo Fiesco fece una bella riverenza. +Seimila ducati larghi erano una bella somma.<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +Il ducato largo, o genovino d’oro come s’era +chiamato nei tempi anteriori, con un peso di +grammi 3,567, eguale del tutto al suo fino, e con +un valore di due lire, due soldi, e due denari, +valeva nei primi anni del Cinquecento, in moneta +corrente, tre lire e due soldi. La lira genovese +ne valeva allora più di tre delle nostre; +sicchè, fate il conto, e troverete che il ducato +largo ne valeva più di dodici delle odierne italiane. +Moltiplicate per seimila, e vedrete che bel +guadagno avesse fatto messer Bartolomeo delle +Indie col suo <i>Paradiso</i>. Ancora qualche annetto +di fortuna, e c’era da farsi foderar d’oro una +bella nicchia in purgatorio.</p> + +<p>Fece dunque una bella riverenza, come il +caso meritava. Ma non gli parve altrimenti che +fosse mestieri un viaggio, per sapere dove andasse +collocato tant’oro.</p> + +<p>—Per questo siete venuto!—diss’egli.—E +non la ricordavate, la mia massima? San Giorgio, +amico Passano; le “colonne„ di san Giorgio +sono le mie colonne d’Ercole. È quello il +luogo, il posto, il rifugio sicuro pei ducati larghi. +Ma forse avete ancora da dirmi della Santa +Giovanna?</p> + +<p>—Quella è arrivata a Bari per le lane; non +si aspetta prima di giugno. Così almeno mi ha +detto ier l’altro il Sauli, che aveva ricevuto lettere. +Ho qui invece il fogliazzo delle spese. Se +gli date un’occhiata, essendo ancora giorno....</p> + +<p>—Volete dire che i numeri si leggono male +a lume di lucerna? E sia;—soggiunse messer +Bartolomeo,—contentiamo questo terribil Passano. +Sedete?—diss’egli, facendo un cenno +d’invito a Fior d’oro.<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span></p> + +<p>—Fate, fate;—rispose la contessa;—io vi +lascio. Quando siete coi numeri, bisogna lasciarvi +stare.</p> + +<p>—Capirete, Juana, e perdonerete senz’altro. +Son genovese; e il genovese, per vostra norma....</p> + +<p>—Oh, non dicevo per questo;—interruppe +la bella.—Che genovese, del resto? Non vi +vantate, amico mio. Volevo dire piuttosto che +vi c’imbrogliate parecchio.</p> + +<p>—Ah sì, birichina? Ma ciò avviene perchè +guardo voi; e allora, povero a me, smarrisco +perfino il ricordo della tavola pitagorica.</p> + +<p>—Vedete dunque....—diss’ella con aria di +trionfo.—Ragione di più per lasciarvi con +messer Giovanni mio genero. Farò allestir la +cena un po’ prima, perchè egli avrà appetito, +m’immagino.</p> + +<p>—Abbastanza, madonna;—rispose il Passano.—Ho +tanto rinsaccato, su quel maledetto +cavallo!—</p> + +<p>La contessa si era ritirata; ma dal vano di +un uscio, voltandosi, aveva gittato un bacio col +sommo delle dita a Damiano. E Damiano, che +lo colse al volo, non volle lasciarlo senza ricevuta.</p> + +<p>—Povera tavola pitagorica!—gridò egli ridendo.—La +vedo brutta.</p> + +<p>—Che c’è?—disse il Passano, levando la +fronte dai suoi scartafacci.</p> + +<p>—Niente, niente; parlavo a mia moglie. Mia +moglie!—ripetè il capitano Fiesco.—Ecco due +strane parole. Sapete, Giovanni mio, che non +so avvezzarmi a questo nome? e che mi par +sempre un sogno?</p> + +<p>—Restate nel sogno;—rispose quell’altro.<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p> + +<p>—Certamente, certamente, poichè il sogno è +così dolce! Ma ora che siamo soli, ragazzo mio, +vuoi tu dirmi che cosa significhi la tua visita? +Tu non sei mica venuto per sapere dove andassero +collocati i miei ducati larghi.... e neanche +per rompermi la testa col fogliazzo. Tu hai +una commissione per me, ed una commissione +urgente.</p> + +<p>—Avete ragione;—rispose il Passano.—Ecco +qua, infatti.—</p> + +<p>Così dicendo, traeva di sotto al giubboncello +una lettera, e la porgeva al capitano Fiesco.</p> + +<p>—Ah, volevo ben dire!—esclamò questi.—Gian +Aloise?...</p> + +<p>—Lui, in persona. Mi aveva mandato a chiamare +in gran fretta, ier sera; ed ho risicato, +figuratevi, di fiaccarmi tre volte il collo in quei +cento scalini di Violata, non avendo altro lume +nel buio se non questi due occhi. Giunto alla +sua presenza, eccovi il dialogo che corse tra +noi: Verrà di questi giorni a Genova il tuo principale?—No, +eccelso signore; è più facile che +Genova vada a Chiavari, di quello che venga a +Genova lui.—Ebbene, andrà Genova a Chiavari, +nella persona tua; passerai da me domattina +per tempo; ti darò una lettera, che dovrai +consegnargli senza fallo in giornata; a lui, mi +capisci? e parlandogli a quattrocchi, che nessuno +ne abbia fumo. Ritornai da messere Gian +Aloise questa mane per tempo; tenevo il cavallo +sellato ad aspettarmi fuori della porta di +Santo Stefano. Avuta la lettera, son ridisceso +dalla Montagnola; ho infilata la via dei Lanieri; +son montato in arcione, e via di galoppo, che +n’ho ancora le reni fiaccate.<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p> + +<p>—S’intende che ti sarai ristorato a tutte le +frasche.</p> + +<p>—Messere!...</p> + +<p>—Eh via, non saresti genovese. Hai rinfrescato +a San Martino, confessalo; e nota che ti +fo grazia di San Fruttuoso. Il secondo bicchiere +l’hai bevuto a Nervi; il terzo a Recco, con un +rincalzo a Ruta, per ragione della faticosa salita; +il quarto a Rapallo, il quinto a Zoagli. +Dimmi che non è vero.</p> + +<p>—Siete uno stregone, messere;—disse ridendo +il Passano.—Per altro, non sono mai +sceso d’arcione.</p> + +<p>—Te lo credo, questo, perchè al debito non +sei venuto mai meno. Quanto a rinfrescar l’ugola, +non è mai stato un delitto. E dall’oste della +Maddalena, poi? Dicono che ce n’abbia bevuto +una mezzina anche Dante.</p> + +<p>—Ma sempre stando in arcione;—rispose +il Passano.—Furono tutti bicchieri della staffa.</p> + +<p>Il capitano Fiesco s’indugiava in queste celie, +per non leggere il foglio che gli aveva consegnato +il Passano. La lettera donde si aspetta +una noia si dissigilla mal volentieri; si spera +sempre in un accidente improvviso che possa +dispensarcene. Ma l’accidente non ci fu, e messer +Bartolomeo dovette rassegnarsi. Aperse il +foglio, e lo spiegò; spiegato che lo ebbe, incominciò +a leggere, ed anche ad aggrottare le ciglia, +a batter le labbra, a sbuffare.</p> + +<p>—Oh Dio!—esclamò, quand’ebbe finito.—Ma +son pur fastidiosi! Io consigli? E che ci ho +da veder io? come ho da darne io, che non ho +saputo mai domandarne? Che noia! che noia! +E ancora dovrò ringraziarlo, il mio eccelso<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +parente, che ha mandato te per messaggero, e +non il suo Filippino.</p> + +<p>—Filippino?...—balbettò il Passano, che non +vedeva la ragione dell’essere messo in paragone +con quel pezzo grosso.</p> + +<p>—Già, il nostro buon cuginetto Filippino;—riprese +il capitano Fiesco.—Quello là, o con +un pretesto o con un altro, è sempre da queste +parti; due, tre, quattro volte ogni mese. Il giovanotto +non ha mai avuto tanto da fare nel capitanato +di Chiavari, come dal giorno che ho +preso moglie io.</p> + +<p>—Che dite, messere? Io casco dalle nuvole.</p> + +<p>—Ed io vorrei risalirci, con Fior d’oro tra le +braccia, e non ricomparire mai più alla vista +dei seccatori. Vuoi sapere? Filippino s’è messo +in mente di toccare il cuore a Fior d’oro. Fa +l’occhio pio, lui, ch’è una bellezza a vedere. Sospira, +recita i sonetti del Petrarca, e li mette a +raffronto colle rime amorose dell’Alighieri. Una +sera, che ci fece la stampita più lunga, figúrati +che ci sciorinò tutto il canzoniere della Bella +Mano. Tu non lo conosci, il canzoniere di Giusto +de’ Conti da Valmontone, tutto inteso a celebrare +la mano della sua bella? Lo conosco io, +pur troppo, e me ne dolgono ancora gli orecchi. +Maledetto biondino! Quantunque, a farlo a posta, +s’è imbattuto in una che i biondi non li +vuol neanche per prossimo.</p> + +<p>—O allora, scusate....—si provò a dire il +Passano.</p> + +<p>—O allora, caro mio, m’annoia egualmente;—rispose +il capitano Fiesco.—Qualche volta +mi vien voglia di assestargli uno scapaccione.</p> + +<p>—La contessa se n’è avveduta?<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p> + +<p>—E come no? Se ne avvedono gli usci e le +imposte, che sono di legno, e gli arazzi e i corami +delle pareti; perfino il pappagallo, ultimo +avanzo dei dodici portati da San Domingo, che +ha imparato a ciangottare: Filippino sciocco! +Noto, per amor di giustizia, che vorrebbe dire Filippino +Fiesco; ma non gli riesce, e dice sciocco +tale e quale. Fior d’oro, dal canto suo, lo chiama +Gunora. E potrebbe anche chiamarlo Guatigana. +Ma quel poveraccio va rispettato, che almeno ha +saputo morire. Quanti pretendenti, mio Dio!—esclamò +il capitano Fiesco, sospirando.—Hanno +avuto tutti buon gusto, non lo nego; ma ti confesso +che m’hanno tutti mortalmente seccato, e +mi seccano. Basta, ti ho fatto il mio sfogo, e tu +chiudilo in petto, <i>alta mente repostum</i>, come direbbe +Virgilio. Il giorno che avrò accoppato +messer Filippino, ne capirai il perchè, senza bisogno +di venirmelo a chiedere. Ma ora che ci +penso.... In questa lettera dell’eccelso Gian Aloise +non ci sarebbe la zampa di messer Filippino +bello? Mi vogliono levare da Chiavari, è chiaro, +come si leva una lepre, o un cinghiale. Vogliono +tirarmi sul Bisagno, anzi peggio, sul +Rivo Torbido. Una volta là, addio guardia e custodia +del fatto mio: feste in Violata, festini a +San Lorenzo; dovunque c’è un Fiesco, sarà un +invito a ballare. E tu balla, Damiano, o lascia +ballar chi ne ha voglia. Così il mio Filippino ha +libertà di corteggiare Madonna, di atteggiarsi a +suo “intendio„ secondo l’uso della giornata. Ma +io me ne intendo più di te, Filippino bello; +quando il tuo diavolo nasceva, il mio andava +già ritto alla panca. E per la croce di Dio.... +Oh, smettiamo; ecco madonna che torna.<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>—</p> + +<p>Infatti, sull’uscio dond’era sparita un’ora +prima, riappariva Fior d’oro.</p> + +<p>—Avete finito di far conti?—diss’ella.</p> + +<p>—E da un pezzo;—rispose Giovanni Passano.</p> + +<p>—Allora, eccomi qua. Vorrete accettare un +rinfresco, per aguzzar l’appetito? Polidamante, +i bicchieri e il vin di Cipro.—</p> + +<p>Polidamante, che era comparso allora nel +vano dell’uscio, corse ad eseguire i comandi. +Due minuti dopo, era in giardino col vin di +Cipro e il vassoio.</p> + +<p>—Dategli da bere, Juana;—disse il conte +Fiesco alla moglie.—Ma in verità non lo merita. +Sapete che ha vuotate tutte le cantine che +ha incontrate in viaggio, da San Martino d’Albaro +al ponte della Maddalena? E certo, con lo +stomaco scavato da tanto bere, egli ha più fame +che sete.</p> + +<p>—È anche pronta la cena;—rispose Fior +d’oro;—ed egli non avrà da penar molto. Genero,—soggiunse +ella, accostando il calice a +quello del Passano,—siate il benvenuto coi +vostri scartafacci e colle vostre belle notizie. +Beviamo ora alla salute della nostra Bianchina.—</p> + +<p>Tutto bene, sì; ma le belle notizie il Passano +non le poteva mandar giù, dopo averle portate, +e conosciute molto noiose.</p> + +<p>—Ed ora,—diceva egli tra sè, mentre mandava +giù più facilmente il suo vin di Cipro,—come +la prenderà Fior d’oro, quando saprà che +si vuol Damiano a Genova? Basta, la cosa non +mi riguarda; ambasciator non porta pena.—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_III" id="Capitolo_III"></a><span class="chap">Capitolo III.</span><br /><br /> + +I commentarii di Cesare.</h2> + + +<p>La cena era imbandita nella gran caminata +del castello, dove il nostro Giovanni Passano +ebbe il piacere di far riverenza a madonna +Bianchinetta Fiesca, la veneranda madre del +suo capitano. Il giovinotto la chiamava madrina, +per aver ella tenuta la vezzosa Higuamota +al fonte battesimale. La nobil signora vide +assai volentieri il marito della cara figlioccia, +e lo chiamò a dirittura figliuolo. Ha di queste +delicatezze la vecchiaia, e pare che le derivi dal +cielo, a cui è già tanto vicina.</p> + +<p>Si ragionò di molte cose, a mensa, mutando +gli argomenti come le portate. Così venne “in +tavola„ l’eccelso Gian Aloise, con tutte le sue +vaste ambizioni, ch’erano poi la gloria e l’onore +della illustre casata dei Fieschi; una delle prime +signorili d’Italia, e già considerata come principesca, +tanto che non si faceva più lega o +trattato di pace tra il re Cristianissimo e gli +stati Italiani, che non vi fosse inclusa quella +grande famiglia, alla pari con essi. Ed anche, +volgendo il discorso qua e là, non fu dimenticata<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +una più potente signoria, che per verità non +era argomento da tavola; vogliamo dire la +peste, oramai da tre anni vagante in Liguria, +come nelle regioni contermini, ma che a Genova +non aveva potuto menare gran guasto, +per le buone provvisioni del governo. Strano, +per altro, che ne avesse avuto a pagar le pene +il provveditore, che era messer Giacomo Fouchesolts, +luogotenente del regio governatore +monsignor Filippo di Cleves. Ma oramai da un +anno il povero luogotenente era morto, succedendogli, +come sappiamo, il Roccabertino; sicchè, +non c’era più molto da dirne, e neanche +molto di un morbo al quale i popoli d’Europa +s’erano avvezzati in que’ tempi, come noi a +tutte le specie di nemici invisibili, che coi nomi +svariati di microbii, bacilli, micrococchi e germi +patógeni, dovrebbero poi essere l’attenuata ma +non estenuata discendenza dei persecutori di +quattro o cinque secoli fa.</p> + +<p>—Parliamo di cose allegre;—disse ad un +certo punto il Passano.—Ne ho sentito una, +che mi ha riempito di giubilo. Voi scrivete i +vostri commentarii, capitano?</p> + +<p>—Chi te lo ha detto? Sei arrivato ora, e già +sai....</p> + +<p>—Non ve ne maravigliate, principale. Per +giunger quassù, naturalmente, dovevo passar +di laggiù.</p> + +<p>—Tu parli come un libro stampato;—disse +Bartolomeo Fiesco.—Alla mia volta dovevo +immaginare che don Garcìa e frate Alessandro +non volessero aver segreti per te. Sono essi infatti +i miei due pazienti uditori serali. Che vuoi? +bisogna ammazzare il tempo. Io scrivo di giorno,<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +e leggo di sera. Oggi appunto ci avevo un paio +di capitoli finiti. Ma ora che sei capitato tu coi +tuoi scartafacci, tanto più importanti dei miei....</p> + +<p>—Li avete letti, i miei; letti ed approvati;—interruppe +il Passano.—Non vogliate defraudarmi +della parte mia. Diteglielo voi, madrina;—soggiunse +il giovinotto, vedendo che il principale +nicchiava;—diteglielo voi, che ha da +leggere.</p> + +<p>—Mio figlio mi fa piacere, se legge;—rispose +madonna Bianchinetta.—Quando legge +dei suoi viaggi, mi par di viaggiare con lui.</p> + +<p>—E che bel viaggiare!—aggiunse il Passano.—Se +scrive come parla, ha da essere un +racconto gustoso.</p> + +<p>—Voi volete lodarmi, Giovanni, e, sia detto +con vostra buona pace, proferite una sciocchezza +insigne;—sentenziò gravemente Bartolomeo +Fiesco.—Imparate, giovinotto di poche +lettere, che lo scrittore italiano si guarda +bene di scrivere come parla, avendo alto il rispetto +delle vergini muse, dei lettori di buon +giudizio, e di sè. Quando parla, apre la bocca, e +dà il volo a tutti i passerotti che gli girano per +l’anima; quando scrive, li mette tutti quanti +sotto chiave, indossa il lucco, tempera la sua +penna d’oca, e va a cercare nel fondo del calamaio +tutte le sentenze più gravi, tutti i più +ornati periodi. Prosa robusta vuol essere. Noi +discendiamo dai Romani, che diamine! e Cicerone, +maestro in materia, vi mostrerà coll’esempio +che altro è scrivere un bigliettino al suo segretario, +altro è scrivere a Pomponio Attico; +altro scrivere a Pomponio, ed altro assalir Catilina, +o Verre, o Marc’Antonio. Ma basta; voi<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +mi sentirete, o giovane inesperto, mi sentirete +scrittore; e se non dormirete in piedi, o seduto, +l’avrò per un atto di valor singolare, da mettere +accanto agli altri, per cui vi ho sempre stimato +ed amato. <i>Dixi.</i>—</p> + +<p>E qui, naturalmente, una bella risata, di quelle +che sapeva rider Damiano. La cena era finita, +e i famigli erano venuti a sparecchiare, mentre +i padroni di casa e il loro ospite uscivano a far +due passi in giardino. Quando rientrarono, la +gran tavola era rischiarata da tre grandi lucerne +d’argento; il lusso d’allora, in materia +d’illuminazione. Il numero dei lumi e la preziosità +del metallo compensavano la poca vivezza +della luce. E non solo c’erano lumi in +tavola, ma anche ciò che può far perdere il +lume del raziocinio a chi non sappia usarne +con discrezione; vogliamo dire certe bocce vistose +di vino delle Cinque Terre, coi calici di +cristallo in grandi vassoi d’argento. Furono allora +mandati a chiamare i due “uditori pazienti„ +che per verità erano impazienti d’aspettar la +chiamata, tanto furono pronti ad accorrere.</p> + +<p>Offriva un bel quadro, la caminata di Gioiosa +Guardia, in quella sera di marzo, al lume delle +tre grandi lucerne d’argento, i cui dodici lucignoli, +diradando le ombre senza cacciarle del +tutto, lasciavano intravvedere lungo le alte pareti +i ritratti di quattro o cinque generazioni dei +Fieschi, soldati e marinai, ambasciatori, vescovi, +cardinali e papi. Ma lo sguardo era maggiormente +attratto verso il camino, onde la sala +prendeva il suo nome di caminata; gran camino +di pietra nera scolpita, sul cui alto stipite +sorgeva lo stemma dei Fieschi, col suo elmo di<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +fronte, carico di svolazzi e fogliami, donde apparivano +affrontati il gatto sedente e il basilisco +nascente. In quella mezza luce non si poteva +leggere il motto: <i>sedens ago</i>, scolpito in una fascia +tra l’elmo e lo scudo; e questo solamente +si ricorda per amor d’esattezza. Davanti al camino, +un po’ lontano dal capo della tavola, sull’alto +scanno comitale sedeva madonna Bianchinetta, +tutta vestita d’ormesino nero, con la +sua cuffiettina della medesima stoffa marezzata, +donde sbucavano sulle tempie le ciocche dei +capelli bianchi come neve, tanto belli a vedersi +nelle case che serbano il culto della dolce famiglia. +Alla destra di lei stava la contessa Juana, +ma seduta più in basso, in modo da potere ad +ogni tanto piegar la testa sul bracciuolo dello +scanno, e i suoi capelli nerissimi alle carezze +della vecchia signora. I detrattori delle suocere +avrebbero dovuto ritrovarsi un po’ là, per sentirsi +morire l’eterna celia sul labbro.</p> + +<p>Presso il capo della tavola, o meglio, tra questo +e la contessa Juana, e avendo alla sua destra +il Passano, era venuto a sedersi Bartolomeo +Fiesco, pronto a squadernare i suoi gran fogli +di carta. Dall’altro lato sedeva frate Alessandro, +e presso a lui don Garcìa, con Polidamante; il +quale per verità non si poteva dire che sedesse, +avendo addosso l’argento vivo, ed ora +per una cosa ora per l’altra cercando sempre +di muoversi. In mezzo al semicerchio sarebbe +rimasto uno spazio vuoto; ma lo colmavano già +due grossi alani, Ovando e Bovadilla. Immaginate +di certo chi avesse chiamata così quella +coppia canina. Onore immeritato, e solamente +da attribuirsi alla sua desinenza, il nome del<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +commendatore di Calatrava era venuto a decorare +la femmina. Gran matti, quei cani, essendo +ancora molto giovani; più matti di Polidamante, +col quale facevano a correre nei cortili e nei +fossi di Gioiosa Guardia. Ma per allora, o che +sentissero la gravità del momento, o che avessero +abbastanza rosicchiato in cucina, si erano +adagiati in quel vano, come due sfingi di basalto, +colle zampe anteriori accostate e coi musi +allungati sulle zampe. Facevano così per godere +quanto più potevano la frescura del pavimento? +o non piuttosto per prepararsi a gustare la prosa +robusta d’uno scrittore italiano?</p> + +<p>Bartolomeo Fiesco prese i suoi fogli in mano; +tossì, com’era di rito, e poi disse:</p> + +<p>—Frate Alessandro li chiama i Commentarii +di Cesare; ma egli s’inganna a partito. Cesare +raccontava le cose da lui medesimo operate, e +con tanta fortuna; io le cose che ho viste accadere, +e non liete, pur troppo. <i>Quæque ipse miserrima +vidi....</i></p> + +<p>—<i>Et quorum pars magna fuisti;</i>—aggiunse +prontamente frate Alessandro.</p> + +<p>—Ah no; fui parte, ma piccola;—ribattè il +capitano Fiesco.—Questo capitolo, poi, a farlo +a posta, narra di cose avvenute quando io e voi, +frate Alessandro, fummo partiti dalla Giamaica +su quel guscio di noce, lasciando il nostro +grand’uomo a combattere con l’ira degli elementi +e con quella degli uomini sulla spiaggia +di Maima. Tutta roba adunque che sapemmo +poi, al ritorno, e che naturalmente ho dovuto +restringere in una mezza dozzina di pagine.</p> + +<p>—Leggete, principale, leggete!—gridò il Passano.—Non +ce le fate sospirare, vi prego.<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p> + +<p>—Lo volete, e sia. Tossisco ancora una volta, +e incomincio;—disse il capitano Fiesco.—Non +m’interrompete; le vostre osservazioni potrete +dirmele poi. Non fate rumore, che la mamma +vuol sentir bene ogni cosa. A farvi bere ci penserà +Polidamante, che per muoversi non ha bisogno +d’inviti.—</p> + +<p>Dopo questo preambolo il capitano Fiesco incominciò +la lettura dei suoi Commentarii, al capitolo +XXV: <i>Di quel che seguì alla Giamaica, +come ne fu partito il Mendez col Fiesco</i>.</p> + +<p>“Partite le canòe per l’isola di Haiti, la gente +dei navigli cominciò ad ammalarsi, così pei travagli +del fortunoso viaggio, come per la mutazione +dei cibi, non avendo più vino, nè altra +carne che d’<i>utia</i>, quando pure potevano procacciarsene +dai naturali. Aspra vita; e dovevano +durarla, stando colà sequestrati? Certamente +ci sarebbero morti d’inedia, dicevano +alcuni; perchè l’Almirante non voleva ritornare +in Ispagna, dond’era stato bandito, nè all’isola +di Haiti, dove alla vista di tutti il commendatore +di Lares gli aveva proibito di toccar San Domingo, +per quanto bisogno ne avesse. Sarebbero +tornate le canòe del Mendez e del Fiesco? +soggiungevano i fratelli Porras, che primeggiavano +tra i mormoratori scontenti. Quei due potevano +esser giunti a San Domingo, ma forse +per andar di là in Castiglia, a perorare la causa +dell’ammiraglio caduto in disgrazia. E che questo +potesse anch’essere il vero, lo dimostrava +il fatto che il Fiesco, avendo avuto oramai il +tempo di andare a San Domingo e tornare, non +era più ricomparso. Del resto, potevano le due +canòe essersi anche perdute: si doveva per<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +questo rimanere laggiù ad aspettare una morte +sicura, chiusi in quelle due navi sdruscite, per +capriccio d’un gottoso, la cui stella era tramontata +da un pezzo? Essi ancor sani, e, per grande +fortuna, dovevano pensare ai casi loro, e andarsene +a San Domingo, per raccontare all’Ovando +come fossero trattati tanti onorati Spagnuoli da +quell’avventuriere italiano. L’Ovando sicuramente +li avrebbe rimandati in Castiglia, dove li +avrebbero ascoltati e vendicati il vescovo Fonseca +e il tesoriere Morales.</p> + +<p>“Così parlavano i Porras, uno dei quali era +il capitano della arenata <i>Bermuda</i>, e l’altro il +notaio capo della spedizione. E Francesco e +Diego furono tanto più facilmente ascoltati, in +quanto che si sapeva da tutti che d’una loro +sorella era il Morales fortemente invaghito. Entrarono +quarantotto nella congiura dei Porras; +e il giorno 11 di gennaio del 1504 il capitano +Francesco se ne andò di buon mattino colla saliva +amara dal signor Almirante, che era inchiodato +dalla gotta nel suo giaciglio a poppa. +“Perchè restiamo qui? gli chiese. Non vi par +tempo di levarci da questo cimitero?„ Le parole +del Porras fuor del costume arroganti, lasciarono +intendere al signor Almirante che quell’uomo +avesse già molti a spalleggiarlo; e più +se ne persuase, quando, alle sue ragioni alzando +le spalle, il capitano della <i>Bermuda</i> gridò con +piglio sdegnoso: io me ne vado in Castiglia, +con coloro che vorranno seguirmi. Ed usciva +così dicendo dal castello di poppa, l’insolente +capitano; e a lui si univano tumultuando i seguaci +della sua ribellione, mettendo mano alle +scuri, e gridando all’Almirante ed ai suoi:<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +<i>mueran! mueran!</i> col qual grido si riscaldavano +il sangue.</p> + +<p>“A quelle voci balzò dal giaciglio il signor +Almirante, e venne zoppicando sull’uscio. Accorsero +i suoi familiari, ed altri che l’obbedivano +ad ogni costo, per fargli scudo dei loro +petti contro quei forsennati. Altri correvano a +trattenere l’Adelantado, il valoroso don Bartolomeo +Colombo, che già abbrancata una lancia +si disponeva come Achille a dar dentro. E gli +uni e gli altri consigliavano al capitano Porras +di non tentare la sorte di una strage fraterna, +che anco a lui poteva costare la vita: se ne andasse +pure coi suoi, quanti fossero, quanti volessero +seguirlo.</p> + +<p>“Accetta quell’altro il partito, forse immaginando +che a far peggio, e con fortuna, non +avrebbe poi evitato un castigo. Egli e i suoi +scendono dalle navi; slegano dieci canòe che +il signor Almirante aveva comperate dai naturali, +per tenerle pronte ad ogni stremo; vi tirano +dentro molti rematori dell’isola, che hanno +con belle promesse adescati, e mettono la prora +verso levante, costeggiando, come avevano veduto +fare al Fiesco ed al Mendez.</p> + +<p>“Andando così marina marina, spesso calavano +a terra, e prendevano a forza quanto lor +bisognasse. Pagherà l’ammiraglio, diceva il capo +dei ribelli; se non vi pagherà ammazzatelo pure, +essendo egli prima e vera cagione d’ogni male, +e per voi e per noi, come pei vostri fratelli di +Haiti. Con queste arti si vettovagliavano ogni dì. +Giunti finalmente alla punta orientale della Giamaica, +e fatte le maggiori provvigioni per il +lungo tragitto, si spinsero in alto mare, ma non<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span> +andando più di quattro leghe lontano. Il vento +si era voltato; si procedeva a stento coi remi, +e le onde furiose entravano a far carico, minacciando +di affondare o di capovolgere le lunghe +e sottili imbarcazioni. Bisognò alleggerire, +buttando le vettovaglie; bisognò alleggerire ancora, +buttando i poveri Indiani che s’erano fidati +alle belle promesse. Così ne perirono diciotto; +con altri pochi che stavano ai remi, si toccò +finalmente la riva, delusi d’ogni speranza, famelici, +ed armati; perchè alle armi non avevano +già rinunziato.</p> + +<p>“Che fare? Alcuni proponevano di aspettare +il buon tempo, e di navigare a Cuba, donde più +facilmente avrebbero raggiunto Haiti. Altri, non +intieramente guasti dell’anima, consigliavano di +tornar pentiti al signor Almirante. Prevalse il +partito dei Porras, di restar liberi, scorrazzando +per l’isola. Non marcirebbero nelle navi; con +l’armi alla mano otterrebbero da vivere; e là, +stando alle vedette, aspetterebbero come tutti +gli altri una via di salute. Era il partito peggiore, +derivandone il malcontento dei poveri +isolani, soggetti alle rapine continue di quella +schiera malvagia. E un altro guaio sovrastava +agli uomini rimasti obbedienti sulle navi. A +provvederli di cassava e dei frutti della terra +gli isolani si erano volentieri adattati. Ma quella +povera gente, vissuta fino allora con pochi bisogni, +non faceva grandi seminagioni. I figli del +Cielo distruggevano in un giorno più di quello +che i naturali del paese consumassero in venti. +Dovevano lasciarsi taglieggiare dai ribelli, e +provvedere in pari tempo agli uomini del Giocomina, +per il ricambio di qualche campanello,<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +o d’una manata di perline di vetro? Così avvenne +che dispregiando i baratti e dimenticando +le fatte promesse, non portassero più nulla, trascurando +perfino di accostarsi alle navi.</p> + +<p>“In quel terribile frangente una ispirazione +celeste venne al pensiero del gran Genovese. +Altri dirà che le sue cognizioni d’astronomia gli +tornarono utili. E l’una cosa e l’altra possono +ritenersi per vere. Scelto il suo giorno, che fu +l’ultimo di febbraio, mandò un naturale di Haiti +ad invitare i capi delle vicine tribù, che freddi +si dimostravano, ma non erano nemici, e in lui +riponevano fede. Avutili a sè, parlò in questa +guisa:—Noi siamo cristiani; il nostro Dio abita +in cielo, buon re per tutti i suoi sudditi, e dei +buoni ha cura, e i malvagi castiga. Già voi vedete +come abbia punito i cristiani ribelli, non +permettendo che si allontanassero dalla vostra +isola contro il comando del loro Giocomina; vi +vedrete ora puniti con fame e peste voi stessi, +che non portate più alle navi le vettovaglie pattuite. +Non lo credete? Ebbene, n’avrete un segno +manifesto nel cielo, non più tardi di questa +notte, vedendo venir fuori la luna adirata.</p> + +<p>“Partirono; alcuni con paura, altri sprezzando +la vana minaccia. Ma non era vana, com’essi +pensavano. Appunto in quella sera, all’apparir +della luna incominciando l’ecclisse, e più aumentando +quanto ella più ascendeva sull’orizzonte, +quei poveri inesperti ricordarono le parole del +Giocomina quanto fossero vere; e fu tanta la +paura loro, che con grandissimi pianti e strida +venivano d’ogni parte ai navigli con grandi carichi +di vettovaglie. Prega il tuo Dio per noi, dicevano +al Giocomina, pregalo che non eseguisca<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span> +l’ira sua contro di noi; e manterremo d’ora in +poi le nostre promesse, fino a tanto che tu rimarrai +alla spiaggia di Maima. A che il signor +Almirante si raccolse, per parlar col suo Dio; +e tanto stette appartato finchè l’ecclisse della +luna era sul crescere; ed essi tuttavia forte gridavano +che dovesse aiutarli. Ma quando egli +vide che l’oscuramento della luna era presso +al suo massimo punto, non rimanendo più che +di vederlo scemare via via, venne fuori dicendo +aver fatto orazione per loro, promettendo che +quind’innanzi sarebbero buoni, e tratterebbero +bene i Cristiani, portando loro tutte le cose necessarie +alla vita; e Dio aver perdonato, in segno +di che vedrebbero essi che l’ira passava, e +con questa la infiammazione della luna. La qual +cosa avendo effetto insieme con le sue parole, +essi rendevano molte grazie al Giocomina e lodavano +il suo Dio: e così stettero finchè non +ebbe termine l’ecclisse.</p> + +<p>“Fu questo assai buono espediente, al cui felice +successo aiutò la nessuna cognizione di quei +naturali intorno ai moti degli astri, e alle ragioni +per cui talvolta si ecclissano il sole e la +luna; eventi celesti che essi stimano accadere a +danno degli uomini. Nè io mi starò a lodare con +molte parole l’accorgimento del signor Almirante, +bastando il considerare che con esso egli +ebbe provveduto alla salvezza di tanta gente +cristiana, quantunque per sedizioni e turbolenze +continue così poco meritevole delle sue cure paterne. +Indi a pochi giorni giungeva alla spiaggia +di Maima la canòa di Bartolomeo Fiesco, +che prima non aveva potuto, per ragioni gravissime, +le quali partitamente si diranno più<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +sotto, non volendo io interrompere con privati +accidenti, comunque maravigliosi e terribili, il +racconto delle cose che riguardano il grande +Navigatore genovese e le fortunose vicende del +suo quarto viaggio. Accolto a festa dal signor +Almirante, recava il Fiesco novelle del Mendez, +da lui lasciato a San Domingo; novelle non liete, +le quali il signor Almirante non stimò di far conoscere +ad altri; che anzi, a tutti i ritornati della +canòa fe’ giurare il segreto. Le novelle erano +queste, che dopo tanti mesi di preghiere, tenuto quasi +sotto custodia dal governatore, il Mendez +non aveva potuto ottenere i navigli da condurre +alla Giamaica, nè la licenza di trovarne egli +stesso, pagandoli coi denari del signor Almirante; +donde appariva chiaro il bieco proposito +del gran commendatore d’Alcántara, di far perire +Colombo e di oscurarne la gloria. Ma forse +in tal proposito non avrebbe egli potuto durare, +poichè il Fiesco gli era fuggito di mano, e certamente, +Dio permettendolo, sarebbe giunto ad +informare il signor Almirante di tutte quelle +macchinazioni della brutta invidia e malvagità +singolare di lui.</p> + +<p>“Ma intanto la gente raccolta nelle due navi +sdruscite, ignorando le nuove, stimava perduto +il Mendez; nè quasi poteva più dubitarne, non +pure per il ritorno avvenuto del Fiesco senza +il compagno di tragitto, ma ancora per certe +voci sparse dai sollevati del Porras, di una imbarcazione +che s’era vista al largo della punta +di Aramaquique, capovolta e trasportata dalle +correnti, che sono fortissime al levante della +Giamaica. Crebbero le paure, e con le paure le +mormorazioni, i malcontenti, le trame. Già si<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span> +ordiva una congiura, capitanata da un Bernardo +di Valenza, speziale dell’armata, a cui s’aggiungevano +uno Zamora e un Villatoros. E questa +certamente avrebbe potuto segnare la estrema +rovina dell’Almirante e de’ suoi fedeli, se non +fosse intervenuto un caso fortunato a sviare le +menti; onde lo speziale finì con aver pestata +l’acqua nel mortaio. Si vide adunque una sera +apparire da scirocco una caravelletta, quasi +una voglia delle due che si aspettavano, sospirando, +da poco meno di otto mesi. Quel piccolo +guscio si accostò sull’imbrunire alle due navi +arenate; un palischermo se ne spiccò, muovendo +verso la capitana e portandovi il suo comandante +Diego d’Escobar, inviato dal signor +governatore. Brutta scelta era stata quella di +Nicola Ovando, che sapeva l’Escobar nemico +mortale del signor Almirante, contro il quale si +era ribellato col famoso Roldano, meritando una +condanna di morte, a cui non era sfuggito se +non per l’amicizia del Bovadilla, gran protettore +dei tristi.</p> + +<p>“Quasi per aggiungere lo scherno all’offesa, +portava l’Escobar in presente un barile di vino +e una mezzina di porco salato. Se ne cavassero +la sete, un centinaio di bocche, quante ne lasciava +alle due navi sdruscite la sollevazione +del Porras! Quanto ad aiuto di navigli, il gran +commendatore (lo avevano infatti promosso alla +maggior dignità di Alcántara, e si era spogliato +della commenda di Lares) non poteva far altro +che promesse, e solo per dimostrare il suo buon +animo mandava quella piccola caravella, l’unico +legno che si trovasse ad aver sotto mano. Bisognava +contentarsi delle promesse, e far buon<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +viso a chi le portava. Gran mercè che Diego +d’Escobar si fosse incaricato di portar anche +una lettera del Mendez, dove quel buon servitore +faceva relazione di tutto il suo viaggio: +relazione attenuata, s’intende, poichè doveva +passare sotto gli occhi dei nemici; ma il signor +Almirante sapeva leggere tra le righe.</p> + +<p>“Questi avrebbe voluto rispondere, non pure +al Mendez, ma ancora al governatore. Ma venne +il mattino, e la caravelletta era scomparsa. Diego +d’Escobar non aveva avuto altro incarico che +di spiare e di riferire all’Ovando se l’odiato Genovese +fosse ancor vivo. Bartolomeo Fiesco, dal +canto suo, potè immaginare che quell’esploratore +fosse venuto anche un pochino per lui, per +vedere se egli, con quel suo tronco di legno incavato, +fosse riuscito ad afferrar la Giamaica, e +quali notizie avesse portate al signor Almirante. +Se questo era il disegno di Nicola Ovando, poco +doveva profittargli la sua accortezza. Bartolomeo +Fiesco, che già all’apparire della piccola +caravella si era posto sull’avviso, e delle persone +che lo accompagnavano aveva prudentemente +nascoste quelle che gli premeva di non +lasciar vedere ai curiosi, trovò modo di dire +all’Escobar, nel cospetto del signor Almirante, +come questi fosse già informato delle buone intenzioni +di don Nicola Ovando.—Gliel ho pur +detto io, non dubitate, che il signor governatore +non ha per ora a San Domingo i legni necessarii +per mandare a levarci di qui; e se +anche non giungevate voi, egli era già ben +persuaso della bontà e della cortesia, comunque +per ora impotenti, del gran commendatore +d’Alcántara che Dio guardi, a cui vi prego di<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +rammentarmi come suo buon servitore.—Era +una bugía necessaria; e con certa gente, del +resto, non si nasconde mai abbastanza quel +che si pensa di loro. Il Fiesco, dopo tutto, non +si pentì di quella bugía, nè d’altre parecchie, +che per difesa sua e degli amici gli fosse tornato +di dire. Se poi son colpe, ne domanderà +l’assoluzione al suo confessore.„</p> + +<p>—Fossero tutte lì!—scappò detto a frate +Alessandro.</p> + +<p>—Ah, tu non vuoi starmi ai patti, frate scudiero!—esclamò +il capitano Fiesco.—Polidamante, +negagli il vino.</p> + +<p>—Per carità!—riprese il frate scudiero.—Stavo +appunto per accennargli di mescere; e vi +chiedo assoluzione a mia volta. Sapete pure che +in certi brutti momenti avevamo promesso di +confessarci l’un l’altro. Ma proseguite, capitano, +ve ne prego.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco bevette un sorso, e ripigliò +la lettura.</p> + +<p>“Ritornando ora al signor Almirante, dirò com’egli, +confidando oramai d’essere prima o poi +sovvenuto di navigli, e cedendo all’impulso del +suo cuore sempre inchinevole a pietà, mandasse +due uomini a terra, dei suoi più fedeli, per tornare +all’obbedienza i ribelli, avvisandoli dell’arrivo +della piccola caravella, e mandando loro +a testimonianza del fatto, come della bontà sua, +una parte dei presenti che gli aveva portati l’Escobar. +Già si disponevano alcuni ad accettare +il perdono; ma li trattennero i Porras, più infelloniti +che mai. E così, dopo essere stati un +pezzo a consiglio, rispondevano tutti ad una, +non volersi fidare del perdono, nè del salvacondotto<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +che mandava loro il signor Almirante. +Volentieri se n’andrebbero quieti dall’isola, s’egli +promettesse di dar loro uno dei due navigli che +aspettava, o mezzo naviglio, se uno solo ne fosse +arrivato; e frattanto, poichè avevano perdute +tutte le cose loro, volesse egli spartire con essi +tutte quelle che aveva. E rispondendo i due ambasciatori +non esser patti ragionevoli i loro, replicarono +arroganti che quanto non si concedesse +loro per amore, saprebbero bene pigliarsi +per forza.</p> + +<p>“Altro aggiungevano i Porras, riscaldandosi +via via. Bene conoscevano l’Almirante per uomo +vendicativo e crudele. Per sè stessi non temevano, +sapendosi forti di amicizie e protezioni +alla Corte; bensì per tanti loro compagni dei +quali egli avrebbe preso vendetta, sotto colore +e nome di castigo. Per tali ragioni non si era +fidato di lui Francesco Roldano; e bene gli era +riuscito, essendo stato tanto favorito da far mandar +l’Almirante carico di ferri in Castiglia. Nè +essi avevano minor cagione o speranza di fare +altrettanto. Della piccola caravella, poi, non era +da creder niente; ad altri la dèsse ad intendere. +Quella non era stata una caravella vera, ma un +fantasma di nave, opera di negromanzia, essendo +noto come valesse l’Almirante in quell’arte diabolica. +Perchè, se era opera d’uomini, non era +rimasta, scambio di apparire a vespro e di sparir +nella notte? Perchè con nessuno della sua +marinaresca si era potuto parlare? Se fosse +stata vera, bene si sarebbe affrettato l’Almirante +a imbarcarvisi, col fratello e col figlio. +Con le quali e con altre parole indirizzate allo +stesso proposito, ottennero i Porras che la gente<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +si confermasse nella ribellione, deliberando ancora +di muovere verso i navigli, per far bottino, +e prender l’Almirante prigioniero; se pure già +non pensavano di far peggio.</p> + +<p>“E mandavano i fatti compagni alle parole, +accostandosi alla spiaggia di Maima. Non era +più tempo d’indugi. Scese l’Adelantado con cinquanta +armati, risoluto di sanare quei cervelli +matti con buone ragioni, se potevano bastare; +con le cattive, se fosse stato mestieri. Giunto +ad una collina, e fermatosi ad un tratto di balestra +dai sollevati, Bartolomeo Colombo fece +chiedere il capo loro a parlamento. Non risposero +quelli alla proposta degli ambasciatori, e +pensando di aver da fare con gente stremata di +forze, brandendo le spade nude, e le lance che +avevano, formati in un drappello, e gridando +ammazza, ammazza, assalivano la squadra dell’Adelantado; +avendo prima giurato i sei più +valenti di non dipartirsi l’uno dall’altro, ma di +volgersi tutti contro Bartolomeo Colombo, perchè, +morto lui, non facevano stima degli altri. +Il che non piacque a Dio che loro venisse fatto, +essendo stati così ben ricevuti, che cinque o sei +ne caddero per terra, tra i quali erano i più di +quelli che avevano giurato di colpire l’Adelantado. +E questi diè dentro così forte, uccidendo +ed atterrando, che l’istesso Francesco Porras +non fu più in tempo a fuggire; laonde, lui fatto +prigione, voltarono le spalle quanti non eran +caduti.</p> + +<p>“Volentieri avrebbe Bartolomeo Colombo proseguito +l’inseguimento e lo sterminio di quei +malvagi. Ascoltò nondimeno il consiglio di tale +che aveva veduti sopra un’eminenza i naturali<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +in gran numero, e forse disposti a saltare sui +combattenti, sotto colore di aiutare i sollevati, +ma col proposito di opprimere i fedeli dell’Almirante. +E di questo il consigliere non si loderà +troppo, pensando che forse egli vide un po’ +grosso, quel giorno; mentre forse era meglio +sperdere in un colpo la mala semenza, poichè +nessuno valeva forse meglio del loro capo prigioniero +ed incolume, nè del suo fallito imitatore, +lo speziale mastro Bernardo da Valenza; +il quale, a detta del signor Almirante, avrebbe +meritato d’esser fatto a pezzi non una volta ma +cento.</p> + +<p>“Bene o male che fosse, l’inseguimento cessò, +e ritornammo ai navigli, menando prigione +Francesco Porras con altri de’ suoi. Della nostra +gente due soli i feriti; l’istesso Bartolomeo +Colombo in una mano, assai leggermente, e un +maestro di sala dell’Almirante, percosso di lancia +in un fianco. Pareva una cosa di nulla; pure, +in capo a pochi giorni, il disgraziato morì. Dei +sollevati, per contro, moriva in battaglia Giovanni +Sanchez di Cadice, quello che sulle acque +del Betlem si era lasciato sfuggire il cacico Quibian, +per avergli allentata in mal punto la fune; +e taccio d’altri minori. Ferito in molte parti del +corpo, e rovinato giù da una balza, guariva invece +Pietro di Ledesma, il forte nuotatore che +tuffatosi in acqua dalla nave di Colombo, aveva +superata la barra del Betlem, giungendo alla +piccola colonia dell’Adelantado, e riportandone +per l’istessa via le tristi notizie al signor Almirante.</p> + +<p>“E merita costui un particolare ricordo, per la +stravaganza del caso. Per due dì, dal 19 maggio,<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +che fu il giorno della battaglia, rimase in quella +fossa, senza che alcuno sapesse di lui, o gli +desse aiuto, tranne gl’Indiani; i quali con maraviglia, +non sapendo come tagliassero le spade +nostre, gli aprivano con istecchi le ferite; una +delle quali nella testa, per cui si vedeva il cervello, +un’altra in una spalla, che si era quasi +spiccata; un’altra ancora ad una gamba, spaccata +dalla coscia alla caviglia; un’altra finalmente +(e questa non si sapeva come fosse avvenuta) +alla pianta del piede, dal calcagno alle +dita. Coi quali danni nello scafo, quando gl’Indiani +gli davan più noia, diceva: lasciatemi +stare, che s’io mi levo su, vi farò.... E lo diceva +con tal voce di tuono, che quelli spaventati la +davano a gambe.</p> + +<p>“Inteso di quel fatto sui navigli, volle pietà +che fosse curato e portato in una capanna, per +ripararlo dal freddo della notte, e dalle migliaia +d’insetti che lo molestavano di giorno, minacciando +di finirlo essi soli. Quivi, invece di usar +trementina a ciò necessaria, gli medicavano le +piaghe con olio bollente. Le quali furono tante, +da far strabiliare il cerusico. Infatti, ogni giorno +dei primi otto che lo medicò, gli trovava sempre +qualche nuova ferita.</p> + +<p>“La lezione domenicale del 19 maggio era +stata così solenne, che la mattina del lunedì i +superstiti fuggiti mandarono a chiedere misericordia. +Si pentivano dei lor falli; volevano tornare +alla obbedienza. E l’Almirante concesse un +perdono generale, a patto che il Porras, capo ed +istigatore, rimanesse in prigione, per non esser +causa d’alcun nuovo tumulto, e che i pentiti +non venissero sulle navi a leticare coi rimasti<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span> +fedeli, o a seminarvi zizzanie. Questi, per miglior +consiglio, sotto la scorta di un fidato ufficiale, +mandò per l’isola al traffico, prendendo +vettovaglie e dando cianfrusaglie in ricambio. +Ed erano i baratti di questa forma; per uno o +due <i>utias</i>, che son come conigli, si dava un ferretto +di stringa; per una focaccia di pan di cassava, +due o tre avemmarie verdi o gialle; per +maggior quantità di cose, un campanello di ottone; +ai capi delle tribù, che stavano ai patti, +ora un piccolo specchio, ora una berretta rossa, +ora un paio di forbici. Piccole cose, e di piccola +utilità; ma sapevano contentarsene quei popoli +agresti. Certo, in cuor loro pregavano Giocovagama +che ci rimandasse in Azatlan, donde eravamo +venuti. Amavano il Giocomina degli uomini +bianchi; ed egli ne meritava l’amore. Ma +quante anime nere, tra quegli uomini bianchi! +Per un vero figlio del cielo, quanti Goeiz scaturiti +d’inferno!„</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_IV" id="Capitolo_IV"></a><span class="chap">Capitolo IV.</span><br /><br /> + +L’epistolario di Cicerone.</h2> + + +<p>—Chi dorme si svegli;—gridò il capitano +Fiesco, deponendo i suoi fogli, poichè aveva +finito il capitolo.</p> + +<p>—Siamo qui con gli occhi aperti e le orecchie +tese;—disse frate Alessandro.</p> + +<p>—Continuate, signor conte, se le dame permettono +che si abbia una volontà in loro presenza;—aggiunse +il cerimonioso don Garcìa.</p> + +<p>—Le dame veglieranno fino a mezzanotte, se +occorre;—disse a lui di rimando madonna +Bianchinetta, avendo un cenno di assenso dalla +contessa Juana.</p> + +<p>—Avete tutti i voti, capitano;—conchiuse +Giovanni Passano.</p> + +<p>—Non tutti;—riprese il Fiesco.—Vedo che +Ovando e Bovadilla sbadigliano. Del resto, per +continuare a leggere, bisognerebbe che n’avessi +materia. E sono rimasto qui, non avendo per +l’altro che un guazzabuglio di appunti. Debbo +ancor raccontare mezzo mondo di cose: come +e quando ci giunse la nave comperata dal +Mendez, e un’altra mandata per vergogna dal<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span> +gran commendatore di Alcántara; come si partì +finalmente il 28 giugno dalla spiaggia di Maima, +un anno e quattro giorni dopo averci dato in +secco per nostra salute; come si giunse il 13 agosto +nel porto di San Domingo, dove il nostro +grande e sant’uomo ricevette senza perdere la +pazienza le mendicate giustificazioni e le false +proteste d’amicizia dell’Ovando; mentre a costui +doveva scusarsi Bartolomeo Fiesco, per quanta +poca voglia ne avesse, dell’essersi allontanato +da San Domingo, senza prender commiato da +quel suo svisceratissimo amico; intanto che un +bel mozzo tinto di carbone la faccia e le mani, +un frate francescano più soldato che frate, e un +certo don Garcìa travestito da marinaio e più +nero del mozzo, si tenevano prudentemente sotto +coperta. Come Dio volle, uscimmo da quella trappola +il 12 settembre, dopo essere stati un mese +coll’anima in soprassalto, per passare cinquantasei +giorni sempre sospesi tra morte e vita, da +San Domingo nel nuovo mondo a San Lucar di +Barrameda nel vecchio. Che mare, vi ricordate? +Cristoforo Colombo non l’ebbe mai peggio in +sua vita. Ed anche si può dire che l’Atlantico +serbasse i suoi furori solamente per lui, non +lasciandogli, salvo nell’approdo a Guanahani, +un giorno intiero di pace. Agli altri navigatori +sempre mare tranquillo, e vento in fil di ruota! +È giusto, dopo tutto. Quello è il grand’uomo, +epico e tragico ad un tempo; debbono dunque +esser sublimi di angosce mortali tutti gli accidenti +della sua vita. Gli altri sono i curiosi +che vanno sull’orma, i mediocri che seguono il +solco tracciato da lui. Cabral, d’Ojeda, Vespucci, +Cabotto, ed altri, quanti siete o sarete, che la<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span> +fortuna manderà innanzi a pedate, affrettatevi +a dimenticare quello che il gran Genovese ha +operato per benefizio di tutti, non avendone altro +che amarezze dagli uomini e tradimenti dalla +vostra cieca signora. Ma basti di ciò, se pure +non ho detto già troppo;—conchiuse il capitano +Fiesco, prudentemente ammainando la vela.—Volevo +dirvi che da San Domingo a San Lucar +ce ne avrò ancora per quattro o cinque capitoli; +dopo di che prenderò a raccontare la nostra particolare +odissea, dalla Giamaica ad Haiti, e da +questa a quella ritornando, con tutto quello che +c’è stato di mezzo. Sarà l’episodio nel poema +eroico del nostro immortale cittadino; ma che +episodio, siatemene voi testimoni! e ditemi ancora +se per me non debba esser piuttosto il +poema. Lo scriverò, mettendoci tutto il tempo +che sarà necessario, e lo lascerò per ricordo ai +Fieschi delle generazioni future.</p> + +<p>—Lo darete alle stampe, speriamo;—disse +il Passano.</p> + +<p>—Questo poi no. Ai Fieschi, ho detto, e non ai +fischi;—ribattè prontamente l’autore.—Dimmi +tu ora, Giovanni dell’anima mia, se con questa +allegrezza della Gioiosa Guardia, dove ho portato +con me il premio maggiore che uomo potesse +sperare dei patiti travagli, e con l’onesto +desiderio di lasciarne memoria ai dolci nepoti, +io possa risolvermi di lasciare questo mio nido +di pace per le chiamate del colle di Carignano.</p> + +<p>—Che c’è?—disse Juana, turbata a quel +cenno improvviso.</p> + +<p>—Leggi;—rispose il Fiesco, levando dal giustacuore +la lettera che poche ore prima gli aveva +consegnata Giovanni Passano.<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span></p> + +<p>Poi, rivolgendosi al suo luogotenente, soggiunse:</p> + +<p>—Caro mio, non ti maravigliare. Per mia +moglie e per mia madre non posso avere segreti.—</p> + +<p>Fior d’oro, intanto, aperto il foglio sotto gli +occhi di madonna Bianchinetta, a mezza voce +leggeva. E noi leggiamo con lei la lettera dell’eccelso +ed illustre Gian Aloise Fiesco:</p> + +<div class="blockquot"> +<p class="center"> +“<i>A messer Bartholomeo Feisco</i><br /> +<span class="smaller">nostro amato parente <i>nec non viro excellentissimo</i></span>.<br /> +</p> + +<p>“Havemo ricevute a suo tempo le doe lettere +che Voi ne mandasti per lo cavallante Nicholin +di Baceza et per lo ballestero Anthonio de Rì. +Le quali ne hanno immensamente allegrato per +quello che diti de la vostra bellissima sposa et +de la nostra nobile cugina Bianchineta che Dio +vardi. Ma similmente non intenderne che Voi vi +adormentati in ocio de Gioyosa Guardia, come +novo Hercule in Lydia, salva sempre la gratia +de la celeste Fior d’auro; non parendone digno +di cavallier come Voi et experimentato in tanti +famosi incontri de terra e mar, di restar lontano +et alieno da quelle imprese dove se guadagna +gloria et roba per lustro d’el nome et +potencia de la casata. <i>Ergo</i> è nostra mente che +Voi vegniate <i>quam primum poteritis</i> a trovarci +in Violato; che se noi facessimo come ne avressimo +bon desiderio una seconda volta il viaggio, +li maligni inimici del Gatto direbbono forsi che +noi tememo per lo nostro capitanato de Levante; +il che non sarìa savio da parte nostra. <i>Etiam</i> +molte cose haverei da dirvi et tute di grande<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +importancia per Voi et per noi che dite di amare, +nel che volemo ben credervi. Onde Vi preghiamo +non fate dimora. Il nostro Giovan di Passano +el ve dirà a bocca quanto sia nostra voglia di +vedervi accanto a noi per quel molto o poco che +vorrete restare. E Iddio vi tegna sempre in la +soa santa custodia.</p> + +<p class="exi smaller"> +“<i>Genue. Die V Martii A. D. 1506.</i></p> + +<p class="sig"><span class="smaller">“Vostro parente et bon servidore</span><br /> +“<span class="smcap">Gioan Aloyse.</span>„<br /> +</p> +</div> + +<p>Così la lettera dell’eccelso ed illustre capo +della gente Fiesca. E Fior d’oro, com’ebbe finito +di leggere, alzò la fronte a guardare il marito.</p> + +<p>—Andrai?—diss’ella.—Gian Aloise ti prega.</p> + +<p>—Andare è presto detto;—rispose Bartolomeo +Fiesco.—Io non ci ho cuore, nè gambe. +Scriverò; non sono oramai uno scrittore? Ma +sì;—rispose egli, cercando di ribattere una +obiezione che già vedeva balenare dagli occhi +di Fior d’oro;—io sono famelico di oscurità, +che è principio di pace, e quell’altro laggiù vuol +tirarmi in luce di meriggio. Qui si sta bene: +non per niente è Gioiosa Guardia. Anche nostra +madre, che è vissuta tanti anni senza di me, ha +bisogno di rifarsi della lunga solitudine. Di voi +non parlo, Juana, che mi dareste un ceffone più +forte di quelli con cui accarezzate le guance +alle finte povere della vallata. Qui si sta bene, +ripeto, e meglio non si starebbe in nessun altro +luogo. Desideri la vita operosa, con tutte le sue +ansie, con tutte le sue illusioni e le sue delusioni, +chi non l’ha ancora vissuta. È giusto che +ognuno s’istruisca, e paghi i maestri del suo.<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +Quanto a me, ho imparato abbastanza; onde +dirò col poeta, di cui non ricordo più il nome:</p> + +<div class="poem" style="width: 18em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">Il porto è qui: speme e fortuna addio; <br /></span> +<span class="i0">Già m’ingannaste, or fate ad altri il gioco.—<br /></span> +</div></div> + +<p>Ciò detto, fece un cenno a Polidamante. Ed +era un cenno complesso, perchè Polidamante +non istette dubbioso un momento, ma saltando +lesto e scavalcando i due corpi distesi di Ovando +e Bovadilla, venne ad abbrancare il fiasco del +vino delle Cinque Terre per ricolmargliene un +calice. Messer Bartolomeo ringraziò il coppiere +con gli occhi, e tracannò il vino d’un fiato.</p> + +<p>Giovanni Passano taceva; e si capiva che tacesse, +essendo stato egli il portatore della lettera +di Gian Aloise, e incaricato al bisogno di +confortare con nuove ragioni a bocca l’invito +che recava per iscritto. Ma il capitano Fiesco +aveva dalla sua frate Alessandro e don Garcìa, +che gli davano ragione due volte, approvandolo, +e bevendo da capo con lui. La contessa Juana, +per contro, era rimasta pensosa; e ciò non gli +andava, parendogli di non esser sicuro della +vittoria, se non gliela confermava il giudizio di +Fior d’oro.</p> + +<p>—Non vi piace la mia risoluzione?—diss’egli.</p> + +<p>—Non dico questo, nè lo penso;—rispose la +contessa.—Ma riconosco che ci sono le occasioni, +pur troppo, in cui non possiamo fare quel +che ci torna meglio.</p> + +<p>—Oh, per questo, vedrai che lo potrò;—ribattè +egli animandosi.—Non sono uno schiavo, +io; e Gian Aloise non iscrive da padrone. Diciamo +piuttosto ch’egli tratta da re. Quando un +re scrive “vi vedrò volentieri„, il cortigiano<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +accorre senz’altro. Io non sono un cortigiano, +e non ho ambizione di uffici illustri o lucrosi. +E li merito, poi? Penso di no, ed ho il diritto +di esser modesto, mi pare. Infine, che cos’è che +si pretende da me? Sono un uomo di vaglia. +Come lo sanno? da che lo argomentano? Sono +stato navigatore e soldato per passatempo, come +prima ero stato scolaro a Pavia, e laureato in +medicina e filosofia. Quel che sono mi son fatto +da me, e me lo spendo a mio modo. Vengo +meno con ciò agli obblighi del mio sangue? No. +Queste terre me le hanno lasciate i miei maggiori; +le tengo e le difendo; difendendole, son +utile ancora ai Fieschi confinanti con me. Questo +è il mio scoglio, e ci fo il mestiere dell’ostrica. +Quando mai si è preteso che l’ostrica +lasciasse di far l’ostrica, per fare il pesce +spada?—</p> + +<p>Gli pareva d’aver vinto, con questo ragionamento, +e che nessuno gli potesse rispondere. +Ma in quel punto Ovando e Bovadilla levarono +il muso e rizzarono gli orecchi, brontolando +verso l’uscio:</p> + +<p>—Che c’è?—disse il Fiesco.—Hanno sentito +qualche cosa d’insolito?</p> + +<p>—Rumore nel cortile;—rispose Polidamante.—Sembra +uno scalpitìo di cavalli.</p> + +<p>—Visite a quest’ora?—ripigliò messer Bartolomeo.—Vedrete +che sarà Filippino.</p> + +<p>—Ma che!—disse allora Madonna Bianchinetta.—Sono +appena tre giorni che l’abbiamo +veduto.</p> + +<p>—E tre giorni sono qualche volta un secolo;—ribattè +egli ostinato.—Del resto, chiunque +sia, non istarà molto a farsi vedere.<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>—</p> + +<p>Comparve indi a poco sull’ingresso della cantinata +un famiglio, che tirandosi da un lato +della soglia, solennemente parlò:</p> + +<p>—Magnifico signore, è qui messer Filippino.</p> + +<p>—Ah, Filippino!... Ma se lo dicevo io!... Questo +qua veramente mi ha preso a proteggere.—</p> + +<p>Fior d’oro si mosse verso il marito, cercando +di chetarlo collo sguardo.</p> + +<p>—Già,... ecco....—balbettò egli allora.—Volevo +dire che m’ha preso a voler bene. E chi +ci vuol bene, quando ne sia il bisogno, ci protegge. +Andiamogli incontro; sarà il miglior modo +di mostrargli gratitudine per tanta bontà.—</p> + +<p>Prima che il capitano Fiesco fosse in fondo +alla sala, compariva messer Filippino sull’uscio; +Filippino il bello; Filippino il biondo, come lo +diceva spesso e volentieri il padrone di casa. +Un bel giovane infatti, e d’un bel biondo di +stoppa, come la natura benigna ne dispensa +qualche volta alla umanità bisognosa.</p> + +<p>Frate Alessandro e don Garcìa, fatta riverenza +alle dame, erano spulezzati al primo annunzio +della visita illustre. Li avrebbe seguiti volentieri +Giovanni Passano, ma non n’ebbe il tempo. Del +resto, arrivato quel giorno come un messaggero +di Gian Aloise, egli era anche in quella casa un +parente. Non appariva dunque un intruso; non +doveva riuscire importuno, se anche i due Fieschi +avessero a parlare di cose per le quali era +venuto alla Gioiosa Guardia egli stesso.</p> + +<p>—Siete dunque voi, Filippino?—gridò il capitano +Fiesco, dischiudendogli quasi le braccia, +ma fermandosi a mezz’aria per istendergli le +mani.—A quest’ora ci capitate? Di passaggio, +m’immagino, e vorrete pernottare da noi?<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p> + +<p>—No, non di passaggio, vengo appunto per +voi;—rispose Filippino, arrossendo un poco.—Del +resto, è sempre piacevole capitare a +Gioiosa Guardia, che è tanto ospitale e benevola. +Sapete bene che quante volte ho da passare +di qua, non mi lascio sfuggir l’occasione +di riverir le dame e di stringer la mano a Voi. +Questa volta sono ambasciatore, o messaggero, +o cavallante, come vorrete chiamarmi. Ecco +una lettera di Gian Aloise.</p> + +<p>—Dell’eccelso Gian Aloise?—esclamò il capitano +Fiesco.—La seconda in un giorno!</p> + +<p>—Infatti, sì;—rispose Filippino.—Egli mi ha +detto della commissione che aveva data al nostro +Giovanni Passano. Ma nella lettera a lui +consegnata aveva dimenticato un punto di capitale +importanza. Allora egli ha chiesto a me +se mi sarei sentito....</p> + +<p>—Di montare a cavallo, non è vero?—interruppe +messer Bartolomeo.—E di galoppare +a Gioiosa Guardia, dove gli amici son sempre +così lieti di vedervi? Ma galoppando così, Voi +avrete anche dimenticato di cenare; e se permettete, +s’imbandirà subito per Voi. Polidamante!...</p> + +<p>—No, vi prego, non fate nulla di nulla. Sapevo +di non giungere in tempo per la cena, ed +ho mangiato un boccone dall’oste del Rupinaro. +Piuttosto,—soggiunse Filippino con grazia,—l’ho +ancora qua nella gola, e gradirò che mi +diate da bere.</p> + +<p>—Allora, faccia Polidamante l’ufficio suo, e +Voi siate contento a modo vostro. All’ospite +non bisogna dar noia, per desiderio di mettergli +la casa sulle spalle;—conchiuse saviamente<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +messer Bartolomeo.—Ma intanto,—seguitò, +volgendosi al Passano,—eccoti qui un oste del +Rupinaro, che tu hai saltato nella tua rassegna +stradale.</p> + +<p>—Non l’ho saltato;—rispose il Passano.—Ho +solamente risposto di sì a tutti i nomi che +Voi dicevate.</p> + +<p>—E perchè non ho detto quello, tu l’hai taciuto, +manigoldo? Ma leggiamo questa lettera, +che dovrebb’essere la seconda ai Corinzii.—</p> + +<p>Mentre il capitano Fiesco parlava così, disponendosi +ad aprire la lettera, messer Filippino +faceva riverenza alle dame. Fior d’oro, contro +l’usanza delle nuore, stava molto ai panni della +suocera; e messer Filippino, che aveva una voglia +spasimata di bisbigliare qualche cosa molto +sottile e molto profonda a madonna Juana, dovette +contentarsi di dirne molte assai comuni +e leggiere a madonna Bianchinetta, parlando +della salute, del tempo, della strada percorsa, +e di simili altre bazzecole. Ma anche a ragionare +d’inezie c’è il modo di andar nel sublime, +o almeno di rasentarlo, con un buon lavoro +d’occhiate compassionevoli, tremiti di voce e +soavi inflessioni d’accento. Ora in quest’arte Filippino +era passato maestro.</p> + +<p>Gli occhi di Fior d’oro, badando poco agli atti +di Filippino, andavano spesso al marito, spiandone +i moti e ricercandone l’animo; cosa facilissima, +perchè egli non usava nascondersi mai. +Così lo vide batter le labbra, leggendo, tentennare +il capo, e finalmente richiuder la lettera +con un atto di grande impazienza.</p> + +<p>—Ebbene, ve lo dicevo io, che non si può far +sempre quel che si vuole?—gli bisbigliò ella,<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +che già si era staccata dal fianco della suocera, +per accostarsi a lui.</p> + +<p>—Ma sì! Fior d’oro ha sempre ragione;—rispose +egli avvilito.—Questo è più forte dell’altra. +Leggila a nostra madre.—</p> + +<p>Fior d’oro prese il foglio dalle mani di lui, e +come aveva letto il primo sotto gli occhi di +madonna Bianchinetta, così lesse il secondo. +Qui Giovanni Passano si mosse per andarsene. +Messer Bartolomeo voleva trattenerlo, non vedendoci +ragione; ma il suo luogotenente ottenne +licenza con una argomentazione invincibile.</p> + +<p>—Se quello che scrive Gian Aloise è tale da +poterlo sapere ancor io, me lo potrete dire domani, +prima ch’io parta; se non è tale, potrete +tacerlo, ed io sarò felice di non averlo ascoltato. +Voi anche mi avete insegnato a non esser curioso; +e i fatti del prossimo sono spesso così +poco interessanti! Aggiungete che in ogni cosa +io sono vostro, ed altro non mi piace che di +obbedirvi. Ora, se permettete, vo a prendere il +fresco e a fare un po’ di chiacchiere con quei +due, che sicuramente m’aspettano.—</p> + +<p>Giovanni Passano aveva fatto un altro ragionamento +tra sè, in forma di dilemma. Una delle +due, diceva; o messer Filippino s’è fatto aggiungere +un poscritto per averne occasione a +capitare anche lui, e non bisogna essergli testimoni +d’una puerile alzata d’ingegno; o Gian +Aloise ha pensato di mandare per un secondo +messaggero le cose più importanti o più gelose +che non aveva confidate al primo, e non è bene +che il primo resti a sentire ciò che porta il secondo. +I grandi vanno serviti con discrezione, +non mostrando troppa curiosità di capirli. Queste<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +massime il Passano non le avrebbe pensate al +Mondo nuovo; ma le doveva pensare e praticare +nel vecchio, dove infine voleva far la sua +strada, da onest’uomo, sì, ma senza dar nello +sciocco.</p> + +<p>La lettera di Gian Aloise diceva così:</p> +<div class="blockquot"> +<p class="center"> +“<i>A messer Bartolomeo Flisco</i><br /> +<span class="smaller">nostro caro cugino et strenuo cavalliere.</span><br /> +</p> + +<p>“Il nostro Giovan Passano vi avrà data a +quest’ora una lettera mia et significata la nicissità +grande in che vivemo del vostro <a name="tn69" id="tn69"></a><span class="correction" title="originale: consisiglio">consiglio</span> +di valente huomo qual siete in così giovine +età et forte non manco di braccio. Del +quale come del consiglio poderia esser uopo, se +Vi parerà esser da ciò, come noi Vi stimiamo. +Sappiate ora che non solo è turbamento in città +et gran confusione, per li popolari che sempre +vorriano mettersi in loco di nobili, con dire che +essi son nati in casa soa, di gente municipali +romane et noi di fuori et stirpe di barbari: del +che non so come possino haver certezza, non +leggendosi in carta veruna se non questo, che +i loro ascendenti furono gente della plebe arricchiti +in vender grasce et navigar trafficando. +Nè questo solo; ma ancora vorriano che s’aiutassi +Pisa contro l’armi di Firenze, mettendo il +Comune in tale impegno che non sia poi sicuro +di sopportare. <i>Etiam</i> non possiamo noi dimenticare +che per muover con oste a Pisa bisognerà +passare per le terre del nostro capitanato; +dove ogni grosso esercito che passasse +facilmente sarìa tratto da desiderio a mutare +quello che ivi è stato stabilito per l’onore de la<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +nostra casata; et contrariamente un piccolo soccorso +non bastando per salvezza di Pisa, trarrebbe +le vendette di Fiorenza, non già contro il +comune di Genoa lontano, ma contro li feudi +nostri in val Magra, quali assai ne dee premere +di tener fortemente. Ond’io meglio stimo che +un potente signore abbia Pisa, il quale ne assicuri +et conservi la libertà contra Firenze, potendo +misurare gli aiuti al bisogno et non lasciarsi +cogliere alla sprovveduta, come senza +fallo userebbe il Comune nostro, sempre in tumulti +et trambusti et confusione babelica. Il carico +di tener Pisa par dunque a noi destinato +dal cielo, non ad altro signore che già briga +per ottenerlo, mettendosi in vista. Uomo nostro, +intendente et valoroso per andar colà, sentir le +opinioni et provvedere con pronte risolutioni io +non vedo altri che Voi, nostro cugino amatissimo; +che se gli animi dei Pisani, come io credo, +fussino a noi inclinati, Voi subito di studioso ambasciatore +e consigliero potresti mutarvi in capitano +di armati, avendone noi già in Lunigiana +ammassati quanti basteriano per il primo bisogno, +e gli altri sarian pronti a seguire. Meglio +di tutto ciò parleremo in Violato, ove è sempre +gran desiderio de la vostra persona. Venite dunque; +e se non basta a muovervi la nostra amicizia, +Vi muova il consiglio di madonna Bianchinetta, +orgoglio del nostro parentado, a la +quale bacio divotamente le mani, come alla eccelsa +sposa vostra incomparabil Fiordoro.</p> + +<p class="exi smaller"> +“<i>Genoa, li V martio del 1506.</i></p> + +<p class="sig"><span class="smaller">“Sempre al vostro servitio et bon cugino</span><br /> +“<span class="smcap">Gio: Aloixe.</span>„<br /></p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p> + +<p>E indirizzo e firma apparivano un po’ diversi +dall’una lettera all’altra. Ma così erano gli +uomini di quel tempo, che all’ortografia badavano +poco, anche per il fatto di non averla +troppo sicura. Per altro, come si riconoscerà +dal contesto di quest’ultimo messaggio, vedevano +chiaro in quel che volevano, e non si lasciavano +tirare nè di qua nè di là da pericolose +incertezze.</p> + +<p>Madonna Bianchinetta e la sua bellissima +nuora erano rimaste sopra pensiero. Proponeva +gran cose, l’eccelso Gian Aloise, e per accettare, +come per ricusare il partito, bisognava meditarci +su. Messer Filippino frattanto aggiungeva +di suo, commentando l’epistola:</p> + +<p>—Siamo in famiglia, e si può dire ogni cosa. +I Pisani non vogliono essere oppressi da Fiorenza; +e tanta è la ripugnanza loro a quel giogo, +che vogliono piuttosto quello di Genova, dimenticando +il colpo mortale della Meloria. Potrebbe +Genova accettare l’invito, e noi di casa Fiesca +goderne, se Genova fosse nostra più che non +sia. La teniamo in parte, preponderandovi con +l’aiuto del re Cristianissimo, a cui siamo d’aiuto +pur noi, tenendogli in fede la Repubblica. Ma +più teniamo e con maggior sicurezza la Riviera +di Levante, quanta n’è dall’Appennino al mare +tra la Scrivia e la Magra, non senza forti scolte +nelle valli del Taro e della Baganza. A noi, non +a Genova, si spetta di andare in soccorso di +Pisa. Ma c’è qualcun altro che vorrebbe mettersi +avanti in nostro luogo. Quest’altro non ve +lo dice la lettera di Gian Aloise, perchè non +tutto si confida allo scritto; ma egli è Gian Giacopo +Trivulzio, il quale, se non forse quanto<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +Gian Aloise Fiesco, è pur molto in grazia del +re Cristianissimo. Non pare a Voi che in questo +caso avrà ragione il primo che metta innanzi +le mani? A questo occorre un uomo assai +destro, che vada ad offrire gli aiuti, a concertarne +il modo; e tutto ciò non in nome del +Comune, che non sarebbe prudente consiglio +aggravar dell’impresa, ma di quell’uomo che in +Genova è più potente e a Pisa più prossimo +per l’ampio dominio. Accettano? Sì, perchè nella +estremità a cui sono ridotti non hanno altro +partito. E Voi allora vi potete scoprir meglio, +come capitano della gente che aspetterà un +cenno vostro per accostarsi alla città, fronteggiare +i Fiorentini e lasciare a terra il Trivulzio +con le sue ambizioni. Questo in digrosso il pensiero +del nostro eccelso parente; le cose minute +vi dirà egli in Violata.—</p> + +<p>Bartolomeo Fiesco stava fra due; nè già pei +commenti di Filippino, che lo avrebbero anzi +persuaso a dire un no tondo tondo, ma per la +lettera di Gian Aloise. Si volse allora alla madre, +domandandone con gli occhi il parere.</p> + +<p>—È cortesia lo andare;—disse madonna +Bianchinetta.—Se tu non puoi accettare, figliuol +mio, dirai meglio le tue ragioni a voce, che non +per iscritto.—</p> + +<p>Si volse egli allora a sua moglie, e n’ebbe +queste parole:</p> + +<p>—Bisogna andare. Te lo avevo già detto per +la prima lettera; e nella seconda son nuove +ragioni, che mostrano anche molta fede in te. +Si verrebbe meno alla fede di un tant’uomo, +non andando alla chiamata.</p> + +<p>—Ah! siate lodata, madonna Juana;—gridò<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +Filippino giubilante.—Sarete voi la fortuna di +casa Fiesca.—</p> + +<p>Fior d’oro non potè trattenersi dal ridere.</p> + +<p>—Vedete,—diss’ella,—da che distanze doveva +ella venire!</p> + +<p>—Eh!—rispose Filippino.—Le vie della +Provvidenza son tante! Si partirà dunque domattina;—soggiunse.—Gian +Aloise sarà così +lieto di riverirvi!—</p> + +<p>Correva troppo, messer Filippino bello; e fu +fermato di schianto.</p> + +<p>—Voi mi mettete d’un viaggio che io non +farò certamente;—rispose Fior d’oro.—È +delle donne custodire la casa. Stando accanto +alla madre di mio marito, mi parrà di non +averlo tutto perduto, per quei due giorni che +vorrà durarne l’assenza.</p> + +<p>—E se durasse di più?—domandò Filippino, +che non voleva darsi per vinto.</p> + +<p>—Allora.... allora, si vedrebbe;—rispose conchiudendo +Fior d’oro.</p> + +<p>Quella sera, ritirandosi nelle sue stanze, il capitano +Fiesco diceva alla moglie:</p> + +<p>—Filippino mi annoia.</p> + +<p>—Annoia anche me;—rispose Fior d’oro.—Ma +è giovane; si cheterà. Intanto bisogna +riderne.</p> + +<p>—Potere! È lui, frattanto, il noioso che mi +mette tutti questi impicci sulle braccia. Non lo +vedi tu, che fa scrivere due lettere in un giorno, +e ad un oscuro uomo come il tuo Damiano, +dall’eccelso Gian Aloise Fiesco, potentissimo tra +i signori d’Italia, ed amicissimo del re di Francia? +Io, come dice frate Alessandro, faccio un +ridosso ai Commentarii di Cesare: ma il vecchio<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +di Violata vuol farne un altro alle Epistole di +Cicerone, che son più di ottocento.</p> + +<p>—Vedi?—gli disse sorridendo Fior d’oro.—Bisogna +andare, perchè non n’abbia a scrivere +altrettante.</p> + +<p>—Andare,—riprese Damiano, più Damiano +che mai in quell’ora,—e dirgli quel no, che +avrei potuto mettere in carta?</p> + +<p>—Non è certo,—replicò la bellissima donna,—che +quel no si possa scriver meglio, potendolo +dire con garbo, dopo aver sentite tutte le +ragioni del tuo nobil parente. Ci penserai, del +resto, le peserai attentamente. Potresti anche lasciarti +persuadere da qualche ragione più forte, +che toccasse l’utilità della casa e l’onor del tuo +nome. La ragione più forte non ci sarà? Il tuo +no sembrerà detto dopo aver meditato, e ad +ogni modo ne avranno scemato l’asprezza le +parole cortesi e la stessa tua condiscendenza +all’invito.—</p> + +<p>Damiano guardò Fior d’oro con tenerezza, e +le pose al collo le braccia.</p> + +<p>—Bella bocca!—le mormorò.—Bella bocca, +che parla così bene!</p> + +<p>—Bella!—ripetè ella con accento malizioso.—E +non cara?</p> + +<p>—E bella e cara,—gridò Damiano, con uno +de’ suoi impeti di passione,—e, se vi piace di +saper tutto, adorata.—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_V" id="Capitolo_V"></a><span class="chap">Capitolo V.</span><br /><br /> + +Al soccorso di Pisa.</h2> + + +<p>Il palazzo di Gian Aloise Fiesco sorgeva sul +colle di Carignano, accanto alla chiesa patronata +che un cardinal Luca Fiesco, diacono di +Santa Maria in Vialata a Roma, aveva ordinato +nel 1336 fosse eretta in Genova col medesimo +titolo; donde il nome di Vialata si stese a tutta +quella parte della collina, corrompendosi poi +nel dialettale “<i>Viovâ</i>„ per rifarsi ancora italiano +in “Violato„ e dar occasione a qualche moderno +di derivarlo “dalla copia delle viole che vi nascevano +e soave fragranza diffondevano intorno„. +Chi sente l’arcana poesia dei fiori può +anche contentarsi di questa etimologia, che ha +dopo tutto il gran merito di suscitare graziosi +pensieri.</p> + +<p>Non ne suscitava di tali il palazzo, edificato +presso il fianco sinistro e perciò a mezzodì della +chiesa, con la quale faceva angolo il suo fianco +destro, conterminando il piazzale di quella fino +al bastione, che in guisa di belvedere si stendeva +lassù verso ponente per un gran tratto del +colle. E mentre da quel lato il palazzo dei Fieschi<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +dominava il prospetto della superba Genova, +fronteggiando il colle di Sarzano e la mole dell’antico +Castello, guardava da tramontana il vasto +anfiteatro del monte Peraldo colla sua gran +cinta di mura alte sui greppi; da mezzogiorno, +poi, vedeva gran tratto di mare, solcato da centinaia +di vele, che uscivano dal porto o venivano +all’approdo, passando sotto i suoi occhi +lungo la Marinella, detta altrimenti il seno di +Giano; e da levante, se pur non iscorgeva il +Bisagno, nascosto sotto le alte mura di Santa +Chiara, godeva la scena incantevole del colle +d’Albaro, colla imminente piramide del monte +Fasce e collo sfondo azzurro del promontorio +di Portofino, dietro a cui si stendeva la riviera +di Levante, oramai diventata un gran feudo dei +Fieschi.</p> + +<p>Al palazzo, che meglio si sarebbe detto castello, +si accedeva da due parti; da levante per +un viale campestre, collegato alla via che dall’Acquasola +e dagli Archi di Santo Stefano metteva +a San Giacomo di Carignano, e là si presentava +difeso da due grossi torrioni; da ponente, +ove appariva più alto, quasi impervio come una +rupe Tarpea, si giungeva ad esso dal borgo dei +Lanieri, lungo il Rivo Torbido. Colà, passato +appena il convento e la chiesa de’ Servi, si levava +pel dorso della Montagnola una gran cordonata +di oltre cento scaglioni, onde si risaliva +ad un loggiato coperto, di là riuscendo ad un +ingresso laterale dell’edifizio, aperto sopra una +vasta spianata di giardino. Arrivati finalmente +lassù, si godevano i particolari di quella nobile +fabbrica, onde da lontano si era ammirata soltanto +la maestà del complesso. Non dissimilmente<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +dalla chiesa contigua, il palazzo era sui +quattro lati incrostato di marmi a fasce alterne +bianche e nere, rotte a giuste distanze da grandi +finestre, partite a colonnini; e le finestre, inframmezzate +da statue, raccolte nelle loro nicchie +sagomate con bell’arte d’intagli, erano fiancheggiate +da lunghi ramponi di ferro, rivoltati a +staffa, tutti terminati in un giglio di ferro battuto, +certamente in omaggio cortigianesco ai gigli di +Francia. A quei ramponi sporgenti, che altri casati +di parte ghibellina usavano decorare d’un +capo d’aquila, si soleva nei giorni di pubblica +festa appendere gli scudi e l’arme di famiglia; +il che dicevasi fare la impavesata. Nè mancava +la “conoscenza„ ossia la insegna della gente, +scudo, cimiero e motto, espressi in pietra di +Lavagna e murati ben alto sui prospetti del +palazzo. Più basso, per modo che si vedesse +bene dai viandanti, era murata la targa indicante +il privilegio d’immunità dalla forza della +giustizia, onde il Comune aveva donate le case +dei Fieschi. In quelle targhe, o liste di marmo, +poste sugli angoli dell’edifizio, si vedevano scolpite +due mani rivolte alla croce di Genova; ed +erano i segni “<i>ultra quae non licebat satellitibus +homines infestare</i>„.</p> + +<p>Descritta la forma esterna del palazzo di Vialata, +sarebbe forse utile fare altrettanto per gli +appartamenti e gli arredi. Ma noi abbiamo soltanto +da accompagnarci Bartolomeo Fieschi, il +quale non vorrà restarci lungamente; perciò +tralasceremo una descrizione che troppo somiglierebbe +ad un inventario, nella sua aridità +notarile. Luigi XII, che alloggiò in Vialata nell’anno +1502, ebbe a dire, certamente prendendo<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span> +occasione dal palazzo del suo ospite, che le +case dei Genovesi erano più doviziose e meglio +fornite della stessa sua reggia. Io, per amore +dell’arte, accennerò soltanto che nel vestibolo +Gian Aloise aveva fatto dipingere a buon fresco +i Giganti fulminati da Giove; motivo che +indi a poco doveva essere imitato da Pierino +del Vaga nella caminata di Andrea Doria a +Fassòlo. Rivalità di sfoggio signorile, che incominciava +a mostrarsi in forme artistiche e mitologiche, +per girar poi alle manifestazioni politiche +e diguazzare nel sangue! Per opera di +un altro Gian Luigi, quarantadue anni più tardi, +il Giove ottuagenario di Fassòlo, mortogli il nipote +Giannettino e minacciata da presso la recente +sua reggia, era costretto a fuggire di nottetempo +infino ai monti di Voltri; ritornato di +là a cose quiete, non perdonò la paura che gli +avevan fatta provare, e prese a fulminare i Giganti +di Vialata, abbattendone l’orgoglio, diroccandone +dalle fondamenta il palazzo fastoso.</p> + +<p>Nella sua gran caminata, dipinta da Leonardo +dell’Aquila, finalese, e da Giacomo Serfoglio, da +Salto, l’eccelso Gian Aloise ricevette il parente +aspettato. Bartolomeo Fiesco era alloggiato da +gentiluomo a Gioiosa Guardia, con gusto severo +ed onesta larghezza, secondo il costume +dei vecchi. Là dentro, in Vialata, era una varietà +artistica che prendeva accortamente da +tutti paesi, ed una profusione di lusso da abbagliare +la vista. Tappeti di Fiandra coprivano i +pavimenti; forzieri ferrati alla francese si alternavano +lungo le pareti a gran sedie intagliate di +noce, alcune sormontate dalle armi gattesche e +roveresche accollate, altre dalle armi gattesche<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +e carrettesche, a ricordare i successivi matrimonii +di Gian Aloise con Bartolomea della Rovere, +nepote di papa Giulio II, e con Caterina +del Carretto, sorella al marchese del Finale. +Archi turcheschi con le loro faretre, vecchi trofei +di ammiragli della casata, ornavano la gran +cappa del camino, di pietra di Lavagna, riccamente +intagliato a fiori, fogliami, chimere ed +altre forme di mostri, non esclusi i soliti imperatori +romani. Qua e là in vistose credenze si +accoglievano a centinaia gli arnesi di prezioso +metallo; idrie, guastade d’argento lavorato a +rilievo e dorato, catini e piatti d’argento istoriato, +confettiere d’argento niellato alla barcellonese. +Ma più assai delle opere d’orefice, più +ancora d’una collana di grosse perle in numero +di settantatrè, che si ammirava con altre +gemme in una vetrina particolare, colpivano il +visitatore gli arazzi ond’erano coperte le vaste +pareti, con certe istorie del Testamento vecchio, +tra cui primeggiava per bontà di disegno e vivezza +di colori, come per terribilità di effetti, +quella di Nabucodonosor, il gran colosso dal +piede d’argilla. In una sala attigua alla caminata +il nostro capitano Fiesco aveva già dovuto +fermarsi a contemplare altri arazzi, che recavano +espressa la storia romanzesca di Biancafiore.</p> + +<p>Al giungere del suo parente di Gioiosa Guardia +si levò l’eccelso Gian Aloise dal gran seggiolone +di cuoio dorato su cui stava seduto, +davanti ad una tavola lunga, coperta di quel +drappo turchino che fin d’allora si chiamava +“da consigli„ poichè già si fabbricava a quell’uso, +di coprir tavole da adunanze. Nel mezzo<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span> +del drappo erano ricamate le armi dei Fieschi, +ripetute da per tutto, perfino sul calamaio quadro +di legno d’ebano intarsiato, nel manico +d’argento del temperatoio, e sul pernio delle +forbicette dorate che gli facevano compagnia. +In tutti i particolari, in tutte le minuzie, appariva +il lusso sfoggiato e il consapevole orgoglio +d’un principe. Non ci maravigliamo se mirasse +al dominio di Pisa.</p> + +<p>Dall’anno 1494 ardeva la guerra tra Firenze +e Pisa, questa amando viver libera, e quella volendo +signoreggiarla. Nè a Genova nè al suo +potentissimo Gian Aloise Fiesco tornava che i +Fiorentini dilatassero maggiormente l’imperio, +poichè non solo questi agognavano l’occupazione +di Pisa, ma insidiavano Pietrasanta e +Sarzana. Per tali ragioni si accoglieva l’ambasceria +dei Pisani, che offrivano di congiungersi +perpetuamente con la Repubblica genovese, +pronti ad accettarne le leggi. Ma qui cominciavano +ancora i dissensi. Erano nel Senato nobili +e popolani, cioè famiglie antiche feudali, e famiglie +di popolo grasso, salite ai primi gradi, ma +non tenute pari a quell’altre, che pur da talune +popolari avevano lasciato occupare il dogato, +designandole un pochettino a scherno col soprannome +di Cappellazzi. Erano queste le famiglie +dei Fregosi e degli Adorni, dei Montaldi e +dei Guarchi, sempre appoggiate a questa o a +quella delle famiglie nobili, o feudali, dei Fieschi +e dei Grimaldi da un lato, dei Doria e degli +Spinola dall’altro. Ma l’appoggio era dato in +guisa, che, le rivalità continuando tra i Cappellazzi, +non potesse mai prosperare e soverchiare +una parte di loro, e i nobili godessero tranquilli<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +fuor di città i loro dominii feudali, lavorando +ancora ad estenderli come potessero, gli +uni con la prevalenza della parte guelfa, gli altri +della parte ghibellina in Italia. Guelfi i Fieschi +e i Grimaldi, dovevano facilmente trionfare nei +secoli XIV e XV, in cui cadevano quasi da per +tutto in Italia le fortune imperiali. Doria e Spinola, +dal canto loro, dovevano presto rifarsi, +colla protezione di Spagna. Intanto, nel periodo +incerto della prevalenza francese in Italia, e +guelfi e ghibellini, essendo nobili tutti, parevano +sentirla ad un modo, per opporsi alle ambizioni +dei popolari; onde si vide nel primo trentennio +del secolo XVI andar pienamente d’accordo i +Fieschi coi Doria.</p> + +<p>Tornando alle offerte di Pisa, com’erano fatte +solennemente al Senato genovese, proponevano +i popolari di accettarle, soccorrendo quella nobil +città, non senza concedere ai Pisani la cittadinanza +di Genova, e mandando famiglie genovesi +quante più si potesse a stabilirsi in Pisa. +Consiglio generoso e prudente era quello; ma +non poteva piacere a Gian Aloise Fiesco, vicario +e capitano generale della Riviera di Levante. +Pisa soccorsa con un esercito pari al bisogno, +altro non significava che la Riviera di Levante +aperta a quell’esercito; onde per allora scemata +l’autorità del capitan generale, e in processo di +tempo perduto l’util dominio di quel vicariato. +Pisa soccorsa con poca gente, significava vittoria +dei Fiorentini, col loro voltarsi minaccioso +non pure contro Pietrasanta e Sarzana, ma ancora +e più contro i dominii feudali dei Fieschi.</p> + +<p>Di qui la opposizione che alle offerte dei Pisani +aveva fatta Gian Aloise in Senato, mettendo<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +innanzi che non si potesse far nulla senza il +beneplacito del re Cristianissimo, a cui Genova +si era data in balìa. E perchè il re Luigi si trovava +allora di qua dalle Alpi, si sentisse lui, se +n’esplorasse l’animo, prima di deliberare il soccorso +di Pisa. Così nascevano le due ambasciate +d’ufficio; una ai Pisani, per dar buone parole, +l’altra al re Luigi, per averne il parere.</p> + +<p>Ma il re Luigi doveva rispondere in quel modo +che al Fiesco tornasse più utile. E perchè la risposta +volgesse favorevole alle ambizioni del +potente signore, andavano lettere di costui; portate +da un suo fidatissimo uomo, a quel re. In +pari tempo occorreva guadagnar l’animo dei Pisani, +mandando loro un altr’uomo per chiedere +se il valido e sicuro aiuto d’un gran signore +genovese non potesse convenir loro assai più +dell’incerto e scarso che dar poteva il Senato. +Certo, ponendo in questa forma il dilemma, i +Pisani non avrebbero esitato un istante. E perchè +il re Cristianissimo si sarebbe acconciato +ai fatti compiuti, occorreva che l’uomo mandato +ai Pisani fosse destro negoziatore e capitano +risoluto ad un tempo, cioè pronto a tirar +dentro un grosso di soldatesche, già preparato +a due terzi di strada, per unirlo a difesa della +città con le forze di Pisa, comandate allora da +Tarlatino di Città di Castello, un condottiero che +si poteva sperare di trar bellamente agli interessi +del futuro padrone.</p> + +<p>Bartolomeo Fiesco era stato a sentire, tanto +più attento, quanto più a lui era rivolto il discorso; +come spesso occorre nelle assemblee +grandi e piccole, che gli argomenti tutti dell’oratore +e tutti i lenocinii dell’arte sua mirano<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span> +sempre ad uno tra gli ascoltatori, e gli altri +sono come zeri, destinati a far numero con +quella unità. Certo, se il capitano Fiesco accettava +di esser egli l’uomo per Pisa, il partito di +soccorrer questa con le forze dei Fieschi era +vinto; il re Cristianissimo avrebbe approvato il +fatto; Gian Giacopo Trivulzio sarebbe rimasto +colla voglia; i popolari genovesi non avrebbero +più potuto alzare la testa; mentre dal canto suo +Gian Aloise avrebbe posseduta di schianto una +tal potenza principesca, da pesar poi, bene o +male, ma sempre moltissimo, sulla bilancia mal +certa delle fortune d’Italia.</p> + +<p>Ma il capitano Fiesco non voleva esser quell’uomo. +Più sentiva ragioni che lo dovessero +smuovere, più ne trovava da opporre. Lo aveva +giudicato male, il suo eccelso parente, argomentando +di lui da sè stesso.</p> + +<p>—Ahimè!—diss’egli, quando vide venire +quell’altro a mezza spada.—Riconosco la bellezza +audace del vostro disegno; ma tanta bellezza +e tanta audacia non sono il fatto mio. +Senza contare che io non son destro ai maneggi +politici, e mi ci troverei davvero come un pesce +fuor d’acqua, penso che nella parte militare +dell’impresa fallirei per precipitazione, che è il +guaio dell’indole mia, e di cui non son mai riescito +a guarirmi. Troppo grande è il carico che +vorrebbe darmi la vostra fiducia, ed io sono +troppo piccolo uomo.</p> + +<p>—Ma pensate,—replicò Gian Aloise, non +vedendo altro nella risposta del capitano Fiesco +che un effetto di modestia soverchia,—pensate +che sareste spalleggiato da tutti. Duemila +uomini son pronti a Sarzana, e mille a<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +Pontremoli; tutta gente che al vostro cenno +correrebbero sotto Pisa. Non vi parlo della +gente che ho tra Rapallo e Lavagna, che ben +sapete quant’è. L’avreste tutta, come si suol +dire, sotto la mano.</p> + +<p>—Ripeto, non è il fatto mio;—ribattè Bartolomeo +Fiesco.—Voi mi fate più esperto capitano +che io non mi sia mai sognato di essere. +Chi ha comandato i cento, e magari i cinquecent’uomini, +può ritrovarsi con diecimila impacciato +come un pulcino nella stoppa.</p> + +<p>—Eh via! s’ha da credere? Chi è stato a +tanti sbaragli, meritando la lode e l’affetto del +vicerè delle Indie occidentali, non vorrà mica +perder la testa in una faccenda che deve andare +da sè.</p> + +<p>—Se deve andare da sè come Voi dite, perchè +metterci a capo un uomo che mostrate di +stimare più ch’egli non sia stato mai? Ogni altro, +che abbia risolutezza, dovrebbe bastare.</p> + +<p>—Risolutezza e perspicacia;—ripigliò Gian +Aloise.—E perspicacia ed ambizione di far +bene. Non avete Voi ambizione?</p> + +<p>—No;—rispose Bartolomeo Fiesco.</p> + +<p>—Per un Fiesco, è nuova;—ribattè Gian +Aloise.—Per Bartolomeo delle Indie, è strana.—</p> + +<p>Lo toccavano sul vivo; e naturalmente gli +saltò la mosca al naso; che la pazienza non +era mai stata il suo forte.</p> + +<p>—Ecco;—diss’egli, assumendo a suo modo +una cert’aria di gravità e promettendo colla +solennità dell’accento un lungo discorso;—facciamo +ad intenderci. Ne ho avute, delle ambizioni; +e potrei averne ancora, ma in un campo +diverso. Bartolomeo delle Indie, avete detto, e<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +sta bene. Rimandatelo dunque alle Indie. Qui si +fanno gran cose, che potranno riuscir piccine +alla prova; laggiù si fan cose piccine, che potranno +esser grandi. E questo, badate, non per +diverso vedere, ma perchè laggiù si taglia dalla +pezza, potendo fare una cappa da gentiluomini, +mentre qui si raccozzano scampoli e stracci, +volendo cucirsene un manto reale. Perchè questo? +Perchè qui siamo gli eredi di un gramo +passato, e in molti e in troppi ci contendiamo +un osso già spolpato da Goti e Greci, da Longobardi +e Franchi, da Ungheri ed Alemanni; +un osso, mi capite? che oggi han preso a smidollare +Francesi e Spagnuoli. Laggiù, vivaddio, +non si è eredi di nessuno; laggiù si può esser +magari gli autori della stirpe e gli arbitri del +futuro, preparandolo con libertà, bene o male, +meritandone la gratitudine o le maledizioni dei +posteri.</p> + +<p>—Spaziate come un’aquila, cugino!—esclamò +Gian Aloise.</p> + +<p>—E sarò un nibbio, poi;—rispose il capitano +Fiesco.—Ma vedo, se permettete, un orizzonte +più largo di questo; forse perchè ho viaggiato +di più in compagnia d’un uomo grande, l’unico +grande che mi offrano le storie, non escluso +quel Carlomagno a cui si riferiscono le nostre +vanità, quando vanno più alte. Il mio grand’uomo, +col suo ingegno e colla sua costanza, ha +trovato un mondo nuovo; quell’altro, con la sua +forza, con la sua onnipotenza, non è riuscito se +non a rimpiastricciare il vecchio, che gli è rimasto +poi sempre un lavoraccio.</p> + +<p>—Povero a voi, se foste vissuto a’ suoi tempi! +neanche un paladino avreste voluto diventarci?<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p> + +<p>—Chi sa? Ed avrei forse ottenuto il gran titolo, +facendo imprese da cantarsi in piazza per +rallegrare la gente. Questa che noi faremmo, +avendo la Riviera di Levante per via, e la foce +d’Arno per meta, sia pure importante come a +Voi pare; ne posso ammettere l’utilità, non ne +vedo la grandezza, non ne sento il desiderio. +Perdonate, illustre cugino; e possa cascarmi la +lingua, se ho qui la più lontana intenzione di +spiacervi; verrà giorno che anco dei Fieschi si +perda il nobilissimo seme. Già, con tanti vescovi, +cardinali e papi nella nostra famiglia, niente è +più probabile di questo. Ed altre ne periranno +egualmente, meno nemiche nel corso dei secoli +al precetto divino del <i>crescite et multiplicamini</i>. +Ma delle une e delle altre sarà molto che duri +fra mill’anni il confuso ricordo; laddove fra diecimila, +se tanti ne camperà questo povero globo, +resterà viva la memoria della maravigliosa +scoperta di Cristoforo Colombo, lanaiolo e marinaio. +Di me chi ricorderà che giovane ho +combattuto in patria, per utile degli Adorni e +per danno dei Fregosi? Un cenno fortuito di +cronaca, forse, che anco potrà esser roso dai +tarli e travolto nella cesta delle cartacce. Ma le +storie diranno, ne ho fede, ai più lontani nepoti, +che ero ancor io alla maravigliosa scoperta, e +che ai pericoli del mare ignoto fu recato per +opera mia un po’ del buon sangue marinaro di +certi conti venuti su da Lavagna.</p> + +<p>—Questi poveri conti ve ne ringrazieranno +dai loro sepolcri;—notò Gian Aloise imbizzito.</p> + +<p>—E faran bene, vedete?—ripigliò senza +scomporsi Bartolomeo Fiesco.—I vecchi, infatti, +che oggi si gloriano di tante cose destinate<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +a perire, avranno ottenuto nella persona mia la +loro parte di gloria vera, nell’opera stupenda, +indimenticabile, eterna, d’un uomo nuovo, d’un +marinaio, d’un lanaiuolo. Ecco la mia ambizione, +Gian Aloise; la quiete, oramai, non avendo più +nulla a fare di ciò che m’era più a grado, e il +cuore avendo pur esso i suoi diritti; la quiete +della mia bicocca, e la certezza d’una pagina +non brutta nella storia del mondo. Soldato ero, +e al bisogno potrei ritornare, se fossero in +giuoco l’onore e la sicurezza dei Fieschi. Avessero +anche il torto, non istarei a guardare, e +dal posto mio non mancherei all’appello. Ma +questo per difesa, e sentendo la voce del sangue. +Ci sono obblighi sacri, come ci sono necessità +ineluttabili. Anche il primo dei filosofi, +uso alle più ardue speculazioni della mente, +mangia beve e dorme e veste panni come l’ultimo +degl’imbecilli. Facciamo l’obbligo nostro, +cediamo alle necessità della vita; ma il pensiero +sia libero, e resti il cuore nei vincoli cari +ch’egli stesso s’è imposti. Non mi date ragione?</p> + +<p>—Siete un bel matto;—disse Gian Aloise, +ridendo.</p> + +<p>La masticava male, per altro, e non rideva +di cuore. Come avrebb’egli potuto, dopo quella +intemerata del suo caro parente, la cui poca +ambizione gli guastava in un punto i superbi +disegni? Il potente signore di cinquanta castella, +da Montobbio a Pontremoli, vicario e capitano +generale della Riviera di Levante da +Rapallo a Sarzana, principe del Senato e quasi +protettore della Repubblica di Genova, non +aveva tra tanti consanguinei, nè tra gli aderenti +più saldi, l’uomo che potesse andare a<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span> +Pisa per lui. O piuttosto ne avrebbe avuti cento, +ma non adatti, non arnesi, come suol dirsi, da +bosco e da riviera, diplomatici ad un tempo e +soldati, accorti per tastare il terreno, dare indietro +senza parere, o andare fino al fondo +senza esitare un istante. Avveduto com’era, +l’eccelso Gian Aloise non voleva dare un passo +se non era certo del fatto suo, bene sapendo +che in un fallo commesso, e non riparabile, egli +avrebbe perduta, non che l’impresa, la fama.</p> + +<p>Rise, adunque, ma per dissimulare la stizza; +e rimase freddo, ostentando di parlar d’altro. +Freddi al pari di lui rimasero gli altri della +nobil casata; tra i quali Emanuele ed Ettore +Fieschi erano certamente i più ragguardevoli +dopo di lui. Freddissimi poi i tre giovani figli +di Gian Aloise, che erano per ordine di nascita +Geronimo, Scipione e Sinibaldo; i primi due destinati +a morir presto, e il terzo a raccogliere +l’eredità di tutti, avendo poi da Maria della Rovere +l’ultimo dei Gian Luigi, e il più famoso +per la sua tragica fine. Tutti costoro si sentivano +un po’ offesi, più ancora che dal rifiutato +viaggio di Pisa, dalla poca stima che il capitano +Fiesco faceva dei nobili di antica stirpe, a paragone +d’un uomo nuovo, d’un lanaiuolo, che +aveva scoperto il nuovo Mondo. Scoprire un +nuovo Mondo, gran che! Ciò poteva toccare in +sorte ad ogni marinaio, sbalestrato dalle tempeste +lontano dai lidi conosciuti. Vincer battaglie, +occupar terre murate, sbalzar rivali di seggio, +ottener signorie, era quello il gran fatto, da +cui si riconosceva la bontà dei cavalieri antichi. +Mettere un oscuro lanaiuolo più su della loro +prosapia! una prosapia discendente per più o<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span> +meno sicuri rami del real sangue di Borgogna! +Ma tanto valeva allora dichiararsi partigiano +dei Popolari, che finalmente, se non erano nobili +feudali, in gran parte avevano contratto parentado +con essi, e da trecent’anni si erano +illustrati nelle più alte magistrature della repubblica.</p> + +<p>Filippino, da ultimo, non sapeva che pesci +pigliare. Se in quel momento non gli fosse passata +davanti agli occhi la immagine di Fior +d’oro, lasciandogli intravvedere anche il pericolo +di non accostarsi più a lei, certamente +egli avrebbe rizzato muso più di tutti al suo +pazzo congiunto. E dire che era stato lui, Filippino, +a metter gli occhi sul capitano delle +Indie, per la commissione di Pisa; lui a muoversi +per Chiavari e andarlo a cercare in Gioiosa +Guardia, per condurlo davanti all’eccelso +Gian Aloise! E dire che di quella impresa si +era tanto lodato in cuor suo! Che figura doveva +essere in quella vece la sua, nel cospetto del +signor di Vialata, che tanto si riprometteva da +quell’alzata d’ingegno del giovane innamorato!</p> + +<p>Il capitano Fiesco aveva preveduto l’effetto +del suo rifiuto sull’animo di Gian Aloise; a +quella freddezza si era ben preparato. Perciò, +vedendo languire la conversazione, e per cagion +sua, non volle restare a farla morire del +tutto, nè altrimenti mostrarsi impacciato.</p> + +<p>—Ad un povero cavaliere,—incominciò egli +allora,—ad un povero cavaliere che non vi può +servire a nulla (e potete credere che gliene dolga +nel profondo dell’anima) Voi concederete licenza +di ritornare alla sua bicocca, non è vero?—</p> + +<p>Gian Aloise fece da principio un gran cenno<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +del capo, che pareva un segno di condiscendenza +dell’olimpio Giove. Quindi con gravità +d’accento, onde trapelava un pochettino d’ironia, +lasciò cadere dal labbro queste misurate parole.</p> + +<p>—Non piaccia a Dio che vogliam dare alla +nostra cara figlioccia maggior dispiacere di +quello che ha avuto, restando un giorno lontana +dal suo dolce marito. Ad un pronto commiato, +che voi mostrate di desiderare senza +neppur trattenervi alla nostra tavola per quest’oggi, +mettiamo per altro una condizione, che +troverete onesta ed assai temperata. Alla regina +di Xaragua, che fu donna d’alto cuore e di forti +propositi, riferirete tutto ciò che vi abbiamo +detto, e la prova di fiducia che eravamo disposti +a darvi. Così, buon cugino, avremo conforto +a pensare che per la prima volta forse, ma non +senza giusto motivo, la contessa Juana sentirà +un po’ diverso da Voi; in fatto di ambizione, +per esempio, ed anche in fatto di amicizia. Lasciatemelo +dire,—soggiunse il vecchio gentiluomo, +vedendo che il capitano Fiesco faceva +l’atto di provarsi a rispondere,—perchè davvero +vi siete mostrato più tenero della quiete +vostra che della mia amicizia. Non la perdete, +però; Gian Aloise Fiesco ha il cuore più alto +che la gente non creda.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco pensò che fosse meglio +star zitto, lasciando all’eccelso parente la soddisfazione +d’aver parlato per l’ultimo. Altrimenti, +di parola in parola, Dio sa quel che sarebbe +avvenuto; questo, ad esempio, ch’egli si sarebbe +ripigliati tutti i suoi buoni argomenti, li +avrebbe appesi all’arcione, e sarebbe corso a +spron battuto su Pisa.<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p> + +<p>S’inchinò, dunque, con aria di molta confusione, +e non disse parola in risposta a quel discorso +agrodolce di Gian Aloise.</p> + +<p>—Mi permetterete,—balbettò in quella vece,—di +offrire i miei omaggi a madonna Caterina?</p> + +<p>—Potete andare; è laggiù nelle sue stanze.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco non se lo fece dire due +volte, e si allontanò, salutando con molta disinvoltura +tutta la sua illustre casata.</p> + +<p>La nobile Fiesca era là, a pochi passi dalla +caminata, nell’anticamera, o, per usar la lingua +del tempo, nella “guardacamera„ della sua +sala di ricevimento. Non ci voleva molta perspicacia +ad intendere che la signora contessa +era stata in ascolto alla toppa dell’uscio. Ella +stessa, del resto, lo confessò candidamente al +suo visitatore.</p> + +<p>—Vi ho udito;—diss’ella.—Vi eravate +molto animato, e non ho perduto neppur una +delle vostre parole.</p> + +<p>—Immaginate, madonna Caterina;—rispose +egli umilmente,—come io sia addolorato di +non aver potuto rispondere meglio alla fiducia +del vostro eccelso consorte.</p> + +<p>—Non vi addolorate, cugino;—replicò la +nobil signora.—Il mio cuore di donna vi ha +dato ragione. Ma son cose da proporsi? ad un +giovanotto che da un anno appena ha impalmata +la più bella e la più cara creatura del +mondo? E che idee di grandezza nuova son +queste, che possono mettere a repentaglio l’antica? +Che follìa, poi, di rendere, con sempre più +vaste ambizioni, scontenti i figliuoli del loro +stato presente, che è già così alto, e tanto invidiato?<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span></p> + +<p>—Intendo la madre:—notò Bartolomeo Fiesco;—ma +la discendente di Aleramo potrà +forse giudicare più benignamente le vaste ambizioni +di Gian Aloise.</p> + +<p>—V’ingannate, cugino. La discendente di +Aleramo sa che il grand’uomo si attenne alla +marca che gli era stata data in custodia, nè +volle alzar gli occhi, o metter la mira più in +alto. E Guglielmo Lungaspada, e Gerberga sua +moglie, amarono far lignaggio di cavalieri contenti +al più modesto ma ancora assai nobile +ufficio di governare pacificamente un popolo di +quieti ed onesti lavoratori. Lungi dal pensiero +di accrescere il dominio, o di tenerlo raccolto +in un ramo della famiglia, lo spartirono equamente +tra i loro figliuoli; e dove le città della +spiaggia, fatte ricche dal mare, vollero esser +padrone di sè, non furono i signori del Carretto +quelli che si ostinarono a tenerle sotto tutela. +Quando poi la cupidigia e l’ingiustizia tolsero +ad uno di loro la parte sua, e che voleva esser +sua per vincolo di amore, sapete bene che Dio +non tardò a reintegrarne la famiglia nel suo +giusto possesso. Ed io vengo di là, buon cugino; +vengo da quel dolce Finaro che sempre +tenne fede ai miei padri, meritando ch’essi non +levassero gli occhi a cose più alte, ma più vane, +e più pericolose per giunta.—</p> + +<p>Così parlava il cuore d’una madre. Sentiva +egli già, cuore presago, le matte ambizioni condurre +a ruina la casa? Quarantadue anni ancora, +e nell’ambizioso figliuolo del suo Sinibaldo +non pure la grandezza della casa doveva +perire, ma la istessa progenie dei Fieschi.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_VI" id="Capitolo_VI"></a><span class="chap">Capitolo VI.</span><br /><br /> + +Filemone e Bauci.</h2> + + +<p>Era partito per Genova con una scorta di sei +balestrieri a cavallo, non volendo scomparire +con la gente di messer Filippino, e piacendogli +di onorare per una volta tanto il suo antico +luogotenente Giovanni Passano, diventato in +certo qual modo suo genero, ma sopra tutto suo +“alter ego„ in Genova per ragion di negozi. +Quanto a sè, viaggiava volentieri da solo, come +quando al suo ritorno dal forte di San Tommaso, +davanti alle cascatelle del rio Verde, +era caduto nella imboscata dei selvaggi di Maguana; +ricordo piacevole, com’è sempre quello +d’un pericolo corso e scampato; ricordo piacevolissimo, +perchè dal pericolo di morte gli era +venuto il suo raggio di vita, alla presenza di +Anacoana, la bellissima tra le belle, la perla di +Haiti, il fior di Xaragua.</p> + +<p>Povera madonna Catarina Bescapè della piazza +del Regisole in Pavia, come impallidivate al paragone! +Già non eravate più che un’ombra, una +larva, come tutte quelle giovani bellezze di Cuba +e di Haiti, Samana Taorib, Caritaba non meno<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span> +Taorib, Abarima più Taorib di tutte, e non meno +dimenticata anche lei. Il gran sole di Maguana +aveva facilmente dissipate quelle visioni dell’alba, +tessute di nebbia e di follìa. Com’era +bello quel sole! e come aveva trasfigurato anche +l’uomo su cui aveva posato il suo raggio! +La migliore tra le donne aveva inteso il gran +cuore di Damiano, per mezzo alle follìe della +baldanzosa gioventù, e di quel cavaliere capriccioso +aveva fatto con l’amor suo un gentiluomo +severo, un fior di senno. Ci voleva una gran +fiamma per domar lui, per farne un altr’uomo. +Così la fanciulla ardita va di buon passo alla +fonte lontana, saltellante e leggera con la sua +brocca di rame, che ad ogni moto del fianco +le vacilla sul capo; ma torna diritta ed austera +al villaggio, sapendo che del prezioso umore +non dee versare una goccia.</p> + +<p>Damiano (perchè sempre un po’ di Damiano +ha da trovarsi nei panni di Bartolomeo Fiesco) +non voleva perdere una goccia della sua felicità. +Bella! bella! bella! andava ripetendo egli +dentro di sè, a guisa di giaculatoria, mentre +scendeva a gran passi la cordonata del palazzo +di Gian Aloise. Donde sarà lecito argomentare +che non pensasse più affatto ai discorsi +tenuti lassù; o che piuttosto ne ricordasse uno +solo, l’ultimo, il più breve e il più caro. Caterina +del Carretto nei Fieschi, parlandogli della +contessa Juana, l’aveva esaltata a ragione come +la più bella creatura del mondo. E voleva dirglielo, +a sua moglie, appena fosse rientrato in +Gioiosa Guardia: “così, dolce amica, siete stata +giudicata da una gran dama che se ne intende; +e in Genova, badate, nella città fortunata, dove<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span> +le belle donne si trovano a macca, come sui +nostri Appennini i ceppatelli e le uòvole alla +prim’acqua d’agosto.„</p> + +<p>Frattanto, voleva pensare a lei; e per questo, +se era venuto in troppa compagnia, intendeva +di ritornare da solo. La cosa non doveva esser +difficile, poichè il Passano restava a Genova, e +messer Filippino, a Dio piacendo, trattenuto a +consiglio in Vialata, non aveva pretesti per rifare +il viaggio.</p> + +<p>Sceso in fretta alla chiesa dei Servi, risalito +per Rivalta alla porta Soprana, ridisceso dal +Prione a San Donato, e di là per la via di Chiavica +riuscito in Canneto, svoltò da un vicolo +nella strada di San Lorenzo, strettissima allora, +quasi serrata nel fianco sinistro del Duomo, e +tutta fiancheggiata dalle case dei Fieschi, mentre +dall’altra parte si stendevano quelle dei Doria. +Vialata era pei Fieschi una novità; e chiesa +e palazzo e giardini erano stati edificati nel secolo +XIV, su terreni a bella posta comperati dai +De Marini. Il grosso delle case dei conti di Lavagna +era stato da prima, e durava ancora nei +pressi del San Lorenzo; ci aveva un suo palazzo +l’istesso Gian Aloise; ci avevano le lor +case Emanuele e Gian Ambrogio Fieschi; poco +lontano da essi, in Canneto, ci aveva la sua Ettore +Fiesco, del ramo di Savignone; e in fila con +essi Bartolomeo Fiesco la sua, abitata allora dal +suo quasi genero Giovanni Passano.</p> + +<p>Salutato costui e lasciatogli le sue istruzioni, +preso commiato dalla adolescente sposa di lui, +che sperò invano di ritenerlo qualche ora, mosse +per San Domenico alla porta di Santo Stefano, +fuor della quale lo attendeva Pietro Gentile colla<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +scorta dei balestrieri a cavallo. Ed era anche là +il suo fido ronzino Talavera, un cavallone che +pareva una montagna, leardo moscato, di gran +collo, di gran petto, forte di garretti e di groppa, +bestia soda e potente, come usavano allora, da +portare in arcione uomini vestiti di ferro.</p> + +<p>Prima di mettersi in cammino, messer Bartolomeo +disse a Pietro Gentile:</p> + +<p>—Tu ora va innanzi con gli uomini; io seguirò +ad una certa distanza. Vorrei procurarmi +l’illusione di andare da solo. Così mi parrà di +ritornare ai tempi che ero scolaro, e me ne andavo +da casa, per i monti, allo studio di Pavia.</p> + +<p>—Come volete, messere;—rispose lo scudiero.—Ma +per rinfrescarvi.... e per rinfrescarci....</p> + +<p>—Volevo ben dire se non pensavi a te!—interruppe +il capitano Fiesco, ridendo.—Rinfrescherai +gli uomini e te quante volte ti parrà +necessario, o ti farà invito una frasca che t’abbia +lasciato buon ricordo di sè. Ed anche ti fermerai +in ognuno di quei luoghi ad attendermi: +arriverò, berrò un sorso ancor io, e vi pagherò +lo scotto. Quanto a rifocillarci, che te ne pare +di Ruta? È a mezza strada; e di lassù si vede +casa nostra; quasi se ne sente l’odore.</p> + +<p>—L’odore della scuderia fa correr meglio il +cavallo;—notò Pietro Gentile.</p> + +<p>—Ci pensavo per l’appunto;—replicò il capitano.—Siamo +dunque intesi. Andate, nel +nome di Dio!—</p> + +<p>La cavalcata si mosse, e Bartolomeo Fiesco +la lasciò andare un bel tratto, fin che non ebbe +passato tutto il sobborgo. Poi si mise a sua +volta in viaggio, andando di portante lungo la<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +sponda destra del Bisagno, fino al ponte di Sant’Agata, +e di là per Terralba a San Martino +d’Albaro. Nelle salite, s’intende, lasciava il portante, +e prendeva il galoppo.</p> + +<p>La strada di Levante faceva allora più sghembi +che non ne faccia ora, con tanti mutamenti e +allargamenti di vie provinciali. Ma non riusciva +neanche troppo più lunga per l’uomo a cavallo, +che fra trotto galoppo e portante non impiegava +più di cinque ore dal ponte di Sant’Agata sul +Bisagno a quello di Santa Maria Maddalena +sull’Entella.</p> + +<p>Felice come uno scolaro in vacanze, proseguiva +il cavaliere la sua via. Non aveva più +sopraccapi a molestarlo, e il cuore gli si gonfiava +d’allegrezza. Guardia Gioiosa! Guardia Gioiosa! +le tue torri erette, ancora tanto lontane, le +vedeva egli con gli occhi del desiderio ad ogni +svolta della strada romana, ad ogni radura di +bosco, ad ogni squarcio di valle, a Quinto, a +Nervi, a Bogliasco, tra gli smeraldi e le perle di +quella cintura nuziale che il monte Fasce e il +monte Moro, accigliati cavalieri, ma non altrimenti +insensibili, sembrano offrire alle ninfe del +golfo. Più in là Sori e la sua Pieve sbucavano +occhieggiando dalle loro vallette tutte coperte +di olivi, di limoni e d’aranci; ancora più in là si +stendeva Recco, orgogliosa della sua valle più +larga, dalle sponde ricche di pampini, dai gioghi +vestiti di castagni e di roveri. A lui pareva di +vedere per la prima volta quelle bellezze di +terra, di mare e di cielo. E perchè no? Non era +egli rinato, quel giorno, se usciva illeso da un +grande pericolo? Grande, sì certamente. Andare +a Pisa, ambasciatore e soldato, che si canzona?<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span> +e col rischio, anzi con la certezza di doverci +metter le barbe, di sostener magari un assedio, +e d’esser pronto ad ogni sbaraglio! Bella cosa +in altri tempi per lui: ma allora! allora, poi, +Gioiosa Guardia e non più.</p> + +<p>Alle osterie dove lo aspettavano i suoi balestrieri, +beveva volentieri come un altro Passano. +Amava classicamente il vino, pel colore, +ancor più che non lo amasse pel sapore, quantunque +al sapore non diniegasse giustizia. Al +vino avrebbe fatto un inno in versi, se avesse +avuto tempo, perchè in gioventù era stato poeta +anche lui. Non potendo in versi, glielo faceva +in prosa. E gli accadeva di lodarlo perfino cattivo, +o mediocre; specie quel giorno, che ogni +bicchiere gli segnava una stazione del viaggio +felice, e pareva infondergli nuovo vigore alla +corsa. Con che giubilo si mosse da Recco per la +grande ascesa di Ruta, lasciandosi sotto, dalla +sua destra, il grappolo delle case bianche di +Camogli, sospeso come un nido d’alcioni alla +rupe! Non c’era pericolo tuttavia che quel grappolo +facesse un capitombolo in mare, essendoci +laggiù per guardia, sovra una lingua di +terra, il chiesone di san Prospero, niente disposto +a gradire lo scherzo.</p> + +<p>Oltre Camogli si dilungava in alto mare il +promontorio di Portofino, vasto scenario azzurro +che da Genova fin là gli aveva impedita +la vista di Chiavari. Quel promontorio egli ricordava +d’averlo corso tutto fino alla sua estremità, +in una cui piega aveva visitato San Fruttuoso +di Capodimonte, la vecchia abbazia il cui +prospetto chiudeva tutta quanta la spiaggia, ma +invitava ad entrare per i suoi porticati, tanto<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +che c’entrava qualche volta anche il mare, quasi +in atto di rivolere le barche, tirate là sotto dai +pescatori a rifugio.</p> + +<p>—Vedete quel Doria!—pensava egli, mentre +sul colmo di Ruta, davanti all’osteria del +Pavone, sbocconcellava il suo mezzo pollo. +L’hanno intesa, la pace, come va preparata e +goduta, fabbricando quella abbazia solitaria, +dopo l’altra di San Matteo entro le mura della +città rumorosa. L’hanno intesa, sì, ma per andarla +a godere dopo morti. E nondimeno abbiano +lode, per aver capita la vanità delle cure +mondane. A che serve tanto combattere? a che +serve esser signori di Genova, o di Pisa, o di +casaldiavolo? Mi direte: se i tuoi maggiori avessero +pensato come te, caro, non saresti qui ora +a sgranocchiare un pollo, e a rinfrescarti l’ugola +con un bel calice di vin di Vernazza, accanto al +tuo Talavera, che pare il cavallo di Troia, fra +i tuoi balestrieri che aspettano il tuo comando +per rimontare in arcione; avresti forse di tuo +una scure, e faresti il boscaiuolo nelle macchie +dell’Appennino, felice abbastanza di poterti dissetare +ad una scarsa fontanella, dopo avere +inghiottito a forza due necci, o stancate le mascelle +intorno ad una mezza pagnotta di pan +vecciato. Adagio, Biagio! chiarirò il mio pensiero. +Certamente l’uomo deve operare, industriarsi +in qualche nobile impresa, combattere +magari, a piedi e a cavallo; ma per l’onore della +sua gente, per la grandezza e per l’utilità della +patria. E ci fu un tempo, ci fu, che tutti si faceva +così; e a chi non faceva così, a chi lavorava per +sè, per guadagnar signorìa, i consoli spianavan +le case, come a Fulcone di Castello buon’anima<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +sua. Ma poi, che cos’è avvenuto? arraffa tu, che +arraffo io. Se almeno quel che arraffiamo di qua +ce l’avessimo a portare di là! Tanto severo è +san Pietro! Con le persone lascerà passare anche +le bazzicature? Oh, riveriti e potenti baroni, +siate i ben venuti al <i>refugium peccatorum</i>. C’è +appunto di là, ai primi posti, una panca vuota. +Si farà presto a metterci anche uno stramazzo +per voi “eccelsi, illustri et magnifici viri„. Ah +sì, aspettatelo, che venga a parlarvi così! Badate +piuttosto alle chiavi.—</p> + +<p>Dopo Ruta, San Lorenzo alla falda del monte, +e Santa Margherita in una insenatura del bel +golfo Tigulio, e Rapallo nobilmente seduta alla +spiaggia, in aspetto di città che attende maggiori +destini, con la valle Christi laggiù a sinistra +nel piano verdeggiante, e monte Allegro, +ben degno del nome, là in alto. Grande azzurro +di cielo, gran turchino di mare; una corona di +monti che pare anfiteatro di giganti in Tessaglia: +una valle che par quella di Tempe; uno +specchio d’acque tranquille entro una cornice +di maraviglie ridenti al sole, che dà l’idea d’un +pezzo di paradiso; o sire Iddio, quante bellezze +aggruppate! Ma il cavaliere non le guarda neppure: +salta perfino Zoagli, gala di merletti pendente +sullo sparato della costa di Leivi, non vedendo, +non intendendo, non desiderando altro +che un lido biancheggiante di là dalle case di +Rovereto. Le fermate dei rinfreschi si son fatte +più rade e più corte; anche il cavallone di Bartolomeo +Fiesco va più franco e più rapido.</p> + +<p>—O Talavera! o gran bestia!—gridava il +cavaliere, più allegro che mai.—Tu sei maraviglioso +d’intelligenza, quantunque ignorante di<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +cosmografia quanto il personaggio di cui porti +il nome. Ma che importa a te la cosmografia? +Una cosa sai tu, e la sai bene; che a Gioiosa +Guardia t’aspetta una bella scuderia, una buona +strigliata, non senza la fortuna di una morbida +mano che ti palpi il gran collo. Non è così, Talavera? +E nitrisci, briccone! Nitrirei anch’io, +se fossi nella tua pelle. Ma parlo, io, che quasi +non posso star più nella mia; spando le mie parole +al vento, per provare il gusto di sentirle, +e sperando che un soffio ne arrivi laggiù, ripercuotendosi +dietro la piega di quel monte, +da San Pietro delle Canne a San Salvatore, da +San Salvatore a Paggi, alla Gioiosa Guardia, al +mio nido.—</p> + +<p>Di monologo in monologo era giunto a Chiavari +e alle rive dell’Entella. Sul ponte della Maddalena +fece la fermata un po’ lunga. Era quella +una sua divozione, di cui la contessa Juana non +era gelosa, avendo imparato a rispettarla, anzi +partecipandovi anch’essa. Un gran pellegrino +era passato di là, e si era fermato ad ammirare +la fiumana bella da quel medesimo ponte, durato +intatto fino ai dì nostri. Ed era bello, il +ponte della Maddalena; quasi bello come il suo +fiume, che è tutto dire. Oggi l’hanno allargato, +e credo, Dio ci perdoni, anche rintonacato.</p> + +<p>—O padre Alighieri!—esclamò Bartolomeo +Fiesco.—Tu ci sei passato, di qui, esule pellegrino; +e li hai veduti, i miei maggiori, ed uno +di loro hai fatto parlare nel tuo sacro poema. +Li hai veduti, e certamente ti sei maravigliato +che non sapessero contentarsi della potenza +loro, già così grande, e sopra tutto non ne intendessero +i veri uffici, che erano e sarebbero<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +ancora, se non prendo abbaglio, di render prospero +e felice un popolo affidato alla loro tutela, +in mezzo a tanto sorriso di natura, a tanta +benedizione di frutti, e del suolo e del mare. E +non essi soltanto hai veduto fallire alle speranze +della patria, che ancor oggi domanda rimedio +a’ suoi mali; che “le terre d’Italia tutte +piene son di tiranni, ed un Marcel diventa ogni +villan che parteggiando viene„. Oggi come allora, +e peggio d’allora. Quando sarà finita? Mai, +se noi stessi, che la potenza aiuta e la storia +ha confermati, non vogliamo dare l’esempio. +Non vogliamo? È presto detto, e forse è più +vero che oggi come oggi non ne abbiamo più +il modo. Triste cosa, assai triste, vedere il bene +ed esser travolti dall’onda prepotente del male. +E poi? e poi verrà un’ondata più alta, più vasta, +più forte, come quelle che ho viste io nell’Atlantico, +che ci soverchierà tutti quanti, parte +inghiottendo senza misericordia, parte restituendo +alla luce del sole, ma istupiditi ed impotenti, +raggomitolati sulla rena a piangere la +comune miseria coi nostri nemici d’ieri, come +noi mal ridotti, istupiditi come noi, impotenti +come noi a rimettersi in piedi. “Ahi, serva Italia, +di dolore ostello!„ Ma queste cose non +pensa l’eccelso Gian Aloise; ed anche è inutile +che le ricanti io, suo piccioletto parente. “Ei +s’è beato, e ciò non ode„. Dategli Pisa; vuol +Pisa, lui, per tenerla come tien Genova, col +dubbio favore di questi, con la ostilità palese +di quelli, coi mutabili umori degli uni e degli +altri, dipendente egli stesso dall’autorità di un +re straniero, le cui fortune posson crescere e +calare, e se cresciute soffocarlo, se volte in<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +basso trascinarlo nella caduta. Son questi i tuoi +accorgimenti, eccelso Gian Aloise. Me ne son +fatto fuori, quest’oggi, e torno alla mia pace, al +sorriso del mio cielo e della mia donna. Ma +durerà questa pace, per coloro che se ne mostrano +degni, intendendola? E a noi, meno alti +e meno ambiziosi rami del tronco di Lavagna, +non toccherà d’essere involti nella rovina che +a sè prepara il ramo maggiore? Perchè questo, +o prima o poi, se le ambizioni crescono, avverrà +senza fallo.—</p> + +<p>Il monologo era riuscito quella volta un po’ +lungo; ma il ponte della Maddalena lo meritava. +Aggiungete ch’era l’ultimo. Bartolomeo Fiesco +diè di sprone al cavallo; e Talavera, che non +aspettava altro, spiccò un salto e prese subitamente +il galoppo per la strada di San Salvatore +e di Paggi, dove da un quarto d’ora lo avevano +preceduto i compagni, sentendo anch’essi l’odore +della mangiatoia, e non avendo in groppa nessun +ammiratore di Dante. Giungevano inaspettati +alla Gioiosa Guardia, con la bella notizia +che li seguiva il padrone. Partito a bruzzico +dal suo castello, messer Bartolomeo ritornava +per l’ora di cena: gran fretta, sicuramente, ma +anche un bel miracolo di galoppate. E fu accolto +con le faci; suonò a festa la campana del +battifredo; non mancò neppure una salve d’archibugiate.</p> + +<p>Si facevano pazzìe per riceverlo; ma ne fece +egli più assai alla vista della contessa Juana, +che era discesa ad incontrarlo nel cortile.</p> + +<p>—Allegro?—diss’ella, avvicinandosi alla +staffa per istendergli la mano, che il cavaliere +baciava, piegandosi tutto sull’arcione.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p> + +<p>—Non vedi?—rispose egli, com’ebbe potuto +compiere il rito.—È Talavera che fa il matto, +sentendosi a casa. Talavera, gran bestia, non +vedete la padrona, che ha pronta una carezza +per voi?—</p> + +<p>Il cielo era puro, e tutto scintillante di stelle. +La brezza primaverile già raddolcita di qualche +tepore pareva promettere le vampe dell’estate; +e frattanto le destava nel cuore di Damiano.</p> + +<p>—Donna mia dolce!—sussurrò il capitano +Fiesco, prendendo Juana per la vita, e muovendo +con lei su per le scale.—Lásciati amare; +lasciami esser felice.</p> + +<p>—Ah, ecco!—diss’ella.—Non è più Talavera, +che fa il matto.</p> + +<p>—No, cara, son io, io, proprio io, che ho voglia +di saltare e di cantare, tanti sono i grilli +che ho in corpo.—</p> + +<p>Sorridente, amorosa, Fior d’oro lo accompagnò +nelle sue stanze, dov’egli si tolse di dosso +la polvere.</p> + +<p>—Ed ora,—ripigliò la contessa,—ragioniamo +un pochino, se è possibile. Vai?</p> + +<p>—Dove?—domandò il capitano Fiesco, che +aveva la mente a tutt’altro.</p> + +<p>—A Pisa.</p> + +<p>—No, se Dio vuole, no.—</p> + +<p>Fior d’oro diede in una grande risata.</p> + +<p>—N’ero sicura;—gridò, lasciandosi cadere +su d’una scranna.</p> + +<p>—E perchè allora m’hai fatto andare a Genova?—chiese +egli, che era voglioso di ridere +altrettanto, ma non voleva parere.</p> + +<p>—Per debito di cortesia, se ti rammenti. Ed +anche potevi sentir ragioni che ti dovessero<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span> +persuadere. Gian Aloise non ti ha persuaso, e +sia per il meglio. Almeno avrai fatte le cose +per bene?</p> + +<p>—A quel dio! Ci siamo lasciati più amici di +prima. Egli mi ha assicurato, congedandomi, di +avere il cuore più alto che il mondo non creda. +Ed io, figúrati, l’ho più alto che il mondo non +si possa sognare. Sento che l’ho qui.... sulle +labbra. Vuoi sincerartene, Fior d’oro? Oh, dolce +donna! un ceffone? Ma l’ho già avuta da un +pezzo, la cresima. Nondimeno, ripeti, Fior d’oro, +perchè ripeto ancor io. Queste tue dita son dolci +più che lo zucchero. E si resti qui, buon Dio, e +non venga più in mente a nessuno di smuovermi +dalle braccia di Fior d’oro, perchè sarei +capace di ribellarmi anche al re Cristianissimo.</p> + +<p>—E al re Cattolico per giunta, non è vero?</p> + +<p>—A quello, poi, con più gusto; quantunque +m’abbia fatto tanto buon viso, l’ipocrita. E mi +voleva ai suoi servigi, per un quinto viaggio. +Ah sì, sta fresco, se m’aspetta. Non più viaggi, +del resto. L’ho detto anche al grand’uomo, che +ho seguitato con tanta devozione ad ogni rischio. +Signor almirante, non fate, vi prego, più +assegnamento su me. Sono un uomo navigato; +ho fatta la parte mia, e di viaggi ce ne son voluti +quattro, perchè io riuscissi a portar via il +mio pezzo di mondo nuovo. È anche vero,—soggiunse +il capitano Fiesco inchinandosi,—che +ho avuto il pezzo migliore. Gli altri oro in +polvere, oro a pagliuole, oro a catolli; io a dirittura +Fior d’oro. E non mi si parli più di passare +l’Atlantico; non mi si parli più di lasciar +le rive dell’Entella. “Gioiosa Guardia e la mia +donna„ ecco il mio motto, e vo’ farlo scolpire<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +sulla nostra “conoscenza„ in uno svolazzo coi +fiocchi, debitamente custodito dal gatto e dal +basilisco di casa.</p> + +<p>—Ora, sta bene;—disse Fior d’oro.—Ma +quando sarò vecchia?</p> + +<p>—Vecchia! che parola è questa? vecchia voi, +dolce Juana?</p> + +<p>—Ma sì, la cosa avverrà pur troppo, un +giorno.</p> + +<p>—Lontano, lontano, lontano!—gridò egli, +accompagnando quella gran lontananza con +molto sforzo di braccia.—E quando sarete.... +cioè, quando non sarete più giovane, quando +non sarete più giovane voi, pensate che sarò +vecchio io, che d’anni n’ho più di voi, e parecchi.</p> + +<p>—Io penso,—rispose Fior d’oro,—che la +donna ha una giovinezza soltanto. L’uomo, +quando non ha più l’età della grazia, ha ancora +l’età della forza.</p> + +<p>—Già, ci diventa un Ercole;—esclamò egli, +facendo spallucce.—Lo vedo brutto quell’Ercole, +che si prepara a rinnovar la serie delle sue +immortali fatiche. Ma io farò meglio, vedete, io +che non voglio passare una quinta volta le sue +bugiarde Colonne. Guardate là, mia dolce Juana, +a quella parete. C’è uno scaffale di noce, con +una filza di novanta volumi. Non è una gran +biblioteca, lo so; ma ce ne son di più piccole, +e presso uomini più grandi di me. Gian Aloise, +a buon conto, ce n’ha ottantatrè nel suo palazzo +di Vialata; sette meno di me; ond’io mi +stimo più ricco di lui. E tutti scelti, i miei, da +Virgilio a Dante, col Canzoniere del Petrarca per +giunta, e perfino il Canzoniere di Giusto de’ Conti,<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span> +quello della Bella mano, che è il caval di battaglia +di messer Filippino. Or dunque, veniamo +a noi; pensiamo pure al giorno ch’io sarò vecchio, +e voi.... non più tanto giovane. Quel giorno +o quella sera, mentre voi farete la calza accanto +alla gran tavola della caminata, io incomincierò +a ripassare per voi tutti i miei volumi, +e ve li leggerò ad uno ad uno. Tradotti, si capisce, +ad aperta di libro, che i denari del latino +non me li sono giuocati. Cari miei vecchi autori! +Ce n’è uno che ha fatto un poema, si può +dire, a bella posta per noi, tanto s’attaglierà al +caso nostro il suo episodio più bello.</p> + +<p>—E sarebbe?</p> + +<p>—Ovidio, nelle libro ottavo delle sue Metamorfosi. +C’è l’episodio di Filemone e Bauci, due +sposini invecchiati l’uno accanto all’altro nella +loro capanna, che poi fu tramutata dagli Dèi in +un tempio di marmo e d’oro; ed essi continuarono +ad amarsi, essendone i sacerdoti; ed ottennero +di poter morire insieme, tramutati in +due piante, un tiglio e una quercia, sul limitare +del tempio.</p> + +<p>—È una bella immaginazione;—disse Fior +d’oro.—Non c’è altro di spiacevole che la tua +deliberazione di rimandarne la lettura ai giorni +della nostra vecchiaia. Perchè non leggere fin +di stasera il grazioso racconto? Ne godrebbe +anche la mamma, che è tanto felice di stare a +sentire.</p> + +<p>—Eh, perchè no?—rispose il capitano Fiesco.—Tanto, +un nuovo capitolo dei Commentarii +non l’avrò in pronto se non per domani sera.</p> + +<p>—Ah, bene, bene!—esclamò Fior d’oro, battendo +le palme con allegrezza infantile, mentre<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +si avviavano alla caminata, dove li aspettava +la mamma, ed anche la cena preparata.—Filemone, +hai detto?...</p> + +<p>—E Bauci;—aggiunse il capitano Fiesco.—Son +due nomi greci; e Filemone vuol dir +l’amante, e Bauci vuol dir la vezzosa, la graziosa, +e simili altre delicatezze femminee.</p> + +<p>—O Damiano! quante cose sai tu!</p> + +<p>—Ti pare? Certo, so quasi tutte le inutili; e +delle veramente utili una sola.</p> + +<p>—Ah sì? sentiamola un po’?</p> + +<p>—Amarti. Non sono Filemone? E bada, bambina, +Filemone vuol anche dire accarezzante. +Ond’io, se vorrai tener quella mano a posto....—</p> + +<p>E un bacio corse, e fu reso. Bauci non voleva +mentire al suo nome di graziosa.</p> + +<p>Madonna Bianchinetta Fiesca, venuta poc’anzi +a sedersi sulla sua sedia comitale, li vide entrare +abbracciati, ed abbracciati correre a lei. +Non era da farne caso, perchè così li vedeva +ogni giorno; ed ella finalmente ne era tutta felice. +Anch’ella amata, a’ suoi bei tempi; ma più +rispettata che amata, essendo stata sposata ad +un uomo dabbene, ma austero di modi, e diciamo +pure un po’ orso. E vedova, e invecchiata +nella vedovanza, era vissuta là molto +sola, con quel benedetto ragazzo sempre in giro +pel mondo, tanto in giro, che presto non bastandogli +il vecchio, era andato in traccia del nuovo. +Finalmente aveva messo il cervello a partito; +ma per domare quel cervello c’era voluto il +cuore. Ond’ella ebbe cagione di rallegrarsi, la +nobil signora, e di amare anche più quella bellissima +nuora che le aveva fatto il miracolo. +Nessuna maraviglia, del resto; la contessa Juana<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +si faceva adorare da tutti; senza volerlo, solamente +mostrandosi, aveva stregato un po’ tutti.</p> + +<p>La veneranda signora seppe quel ch’era avvenuto +in Vialata; molto sommariamente, per +altro, non avendo creduto opportuno suo figlio +di riferirle per filo e per segno i discorsi suoi +coll’eccelso Gian Aloise, mentre amava piuttosto +trattenersi su quelli della nobile Caterina del +Carretto nei Fieschi. Quella era una donna che +capiva le cose; ed egli, il capitano, avesse pure +a soffrirne la dignità mascolina della stirpe, +sarebbe stato felicissimo se per tutte le terre +dei Fieschi, da Savignone a Pontremoli, da Vialata +a Gioiosa Guardia, non gli uomini avessero +più comandato, ma una buona volta le donne. +A quali altezze maggiori non sarebbe salita la +gente Fiesca, in cinquanta e magari cent’anni +di senno e di grazia al governo de’ suoi destini! +E in quella vece, o miseria! si perdeva in vane +contese e in più vane ambizioni il presente, +guastando anche nel germe il futuro.</p> + +<p>Sorrideva, madonna Bianchinetta, bene intendendo +la ragione di tutti quegli amabili paradossi +del suo amabilissimo figliuolo. Il fatto era +questo, che i belli occhi di Fior d’oro avevano +avuto più forza del miraggio di Pisa.</p> + +<p>—Infine,—diceva,—se tu non hai ambizioni, +perchè ne avremmo noi, che saremmo +rimaste qua ad aspettarti?</p> + +<p>—E questa sera gran lettura;—soggiungeva +Fior d’oro.—Sai, mamma, che ci tradurrà da +un poeta latino la storia di Filemone e Bauci? +Si tratta di due, uomo e donna, che si sono +amati per tutta la vita.</p> + +<p>—Han fatto bene;—sentenziò madonna<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +Bianchinetta.—Quando si può, è la cosa più +bella del mondo. E voi li imiterete, m’immagino. +Ma non dimenticheremo poi la storia del +nuovo Mondo?</p> + +<p>—Non dubitare, mamma;—rispose il capitano +Fiesco.—Domattina mi metto a lavoro, +e domani sera ne avrai un altro capitolo. Sai +che la scrivo tanto volentieri. Ma che c’è? Visite +ancora? Non ci sarebbe dunque più pace, +a Gioiosa Guardia?—</p> + +<p>Si sentiva infatti uno scalpitìo di cavalli nel +cortile, su cui guardavano appunto le alte finestre +della caminata. Polidamante fu mandato a +vedere che diavol fosse.</p> + +<p>—<i>Ecce iterum Crispinus</i>,—borbottò il padrone +di casa.—E dico <i>Crispinus</i> per attenermi +al testo. Ma sarà poi <i>Philippinus</i>, che guasterà +il verso a Giovenale, e la veglia a noi altri.—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_VII" id="Capitolo_VII"></a><span class="chap">Capitolo VII.</span><br /><br /> + +“Dove amore non è, più nulla è il resto„.</h2> + + +<p>Non era <i>Philippinus</i>, no; nient’altro che un +cavallaro, un corriere, un messo, o che altro si +voglia dire, mandato da Genova per portar lettere +alla Gioiosa Guardia. Polidamante, sceso a +pigliar lingua, tornava su tutto affannato, con +un plico, fatto di quella grossa carta di filo, che +già da un secolo e più si fabbricava a Voltri, +sul far di quella che aveva dato fama per tutta +cristianità alle cartiere di Fabriano.</p> + +<p>—Sire Iddio, che letterone!—esclamò il capitano +Fiesco, torcendo lo sguardo atterrito.</p> + +<p>—Vedi?—notò madonna Bianchinetta.—Ci +avrai da leggere un bel poco, e Filemone e +Bauci dovranno aspettare.</p> + +<p>—Chi manda la staffetta è Giovanni Passano;—diceva +Polidamante in quel mezzo.</p> + +<p>—Strano!—ripigliò messer Bartolomeo.—Ci +siam visti mezz’ora prima che io rimontassi +a cavallo. Che bisogno c’era di mandarmi un +corriere alle calcagna?</p> + +<p>—Questo, senza dubbio,—replicò sua madre,—di +farti giunger notizie importanti, avute<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +da lui subito dopo che tu eri partito. Ma c’è un +modo di saper tutto;—soggiunse con un placido +riso la veneranda signora;—aprire quel +letterone, non ti pare?</p> + +<p>—Ecco, fuman le dapi;—disse il figliuolo, +niente persuaso della utilità di aprire il messaggio.—Rischiavo +di seccarmi con Filippino +bello, e già n’ero tutto rimescolato. E poichè da +questo lato respiro, non voglio procurarmi altre +noie per ora. Che cosa mi diceva il Passano, +nel prender commiato? Che andava al banco +di San Giorgio. Vorranno dunque esser filze di +numeri, tutta roba da levar l’appetito. Ceniamo; +e tu, letterone, aspetta.—</p> + +<p>Il letterone ebbe riposo su d’una credenza, e +il capitano Fiesco pensò d’aver pace a tavola. +E volle ridere, volle scherzare, secondo l’uso; +ma non gli veniva fatto come le altre volte. +Credeva anche d’aver portato dal suo viaggio +frettoloso una buona dose d’appetito; ma non +fu nulla, ed egli mangiò poco, e bevette anche +meno. Quel letterone, posato laggiù sulla credenza, +gli pesava sull’anima.</p> + +<p>Perchè poi tanto sgomento per due o tre pagine +di scritto? Ecco qua; bisogna sapere prima +di tutto che messer Bartolomeo Fiesco, dacchè +aveva fatto ritorno alla casa de’ suoi padri, era +diventato nervoso. Non già stizzoso, o di mala +voglia, perchè quasi sempre era ilare; ma in +mezzo a tanta allegria sentiva di tanto in tanto +i brividi dell’uomo che ha paura, che teme o +sospetta di qualche cosa che non sa, ma che +sente venirsi addosso, o pender da un filo sulla +sua testa, come la famosa spada di Damocle. +Le visite sopra tutto gli urtavano i nervi, e<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +pareva che si aspettasse sempre una seccatura +enorme. In verità non aveva tutti i torti. O per +recitar sonetti della Bella mano a sua moglie, +o per mandar lui a Pisa, capitava messer Filippino +assai più spesso del bisogno. Ed altri +ancora, parenti come Filippino, o partigiani +della gente Fiesca, o vecchi conoscenti, si affollavano +a Gioiosa Guardia, per ossequiare, +per visitare, per esplorare, sopra tutto per far +discorsi inutili, tra i quali non mancava mai +l’accenno alla vita operosa che doveva aver +fatta il capitano Fiesco, e alla impossibilità che +egli si contentasse della vita tranquilla, uniforme +e noiosa del castellano. Volevano saper +tutti quando ne sarebbe uscito, e come contasse +di usare il suo tempo. Ond’egli aveva già incominciato +a capire che si sarebbe stati assai +meglio in un bosco, e ben fuori di mano, anzi +ben fuori di quella regione, dove, o di qua dall’Appennino +o di là, erano sempre castella dei +Fieschi, con Filippini in moto, e parenti e conoscenti, +e cacciatori e curiosi, cavallari, staffette +e via discorrendo, fino alla consumazione +dei secoli e della pazienza degli uomini. Quel +letterone, frattanto! Che diavolerìa si nascondeva +là dentro? Messer Bartolomeo, diventato +più nervoso che mai, non se lo poteva levar +dalla mente, lo sbirciava da lontano con occhio +sospettoso, quasi temesse da un momento all’altro +di vederne saltar fuori uno scorpione, +una vipera, un basilisco; questo, anzi, più facilmente, +essendo una bestia dell’araldico serraglio +Fieschino.</p> + +<p>—Morale della favola;—diss’egli ad un +certo punto tra sè.—Imparate, o giovani, a<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +non lasciar chiusa una lettera che abbiate ricevuta. +Meglio è morire sul colpo, che patire +un’agonia di due ore.—</p> + +<p>E madonna Bianchinetta e Fior d’oro, che +parevano essersi scordate di quel misterioso +letterone! La cena era finita, la tavola sparecchiata, +e del noioso messaggio nè l’una nè l’altra +delle due donne faceva parola. Doveva parlarne +lui, facendone nascer lui l’occasione. E +l’occasione fu questa, di fare una giratina per +la sala, di accostarsi a quella credenza, e di salutare +il letterone con un grido di maraviglia.</p> + +<p>—Oh, eccolo qua, il bossolo dei segreti. Prendi, +Juana, mia dolce amica, aprilo tu, ch’io non lo +leggo. Piacevole non è di certo; e ci sarà almeno +questo di buono, che la sua prosa, passando +per la tua bocca, avrà acquistato buon +suono.—</p> + +<p>La contessa Juana aperse, e lesse. Non faccia +maraviglia che sapesse leggere. Fior d’oro certamente +non leggeva ancora a Maguana, nella +casa di Caonabo, suo terribil signore e padrone. +Ma già leggeva a Xaragua, avendo presto imparata +la lingua castigliana. Aveva seguitato a +leggere alla Giamaica, e poscia in viaggio, imparando +via via l’italiano, e continuandone con +mirabil profitto lo studio in Gioiosa Guardia. La +Corinna di Haiti aveva ingegno potente; le cognizioni +a lei nuove della civiltà europea erano +venute insieme coll’esercizio di quelle due lingue, +fondendosi, estendendosi, formandole un +nuovo tesoro, dandole quasi un’anima nuova.</p> + +<p>Per contro, aveva abbandonato assai dell’antica, +o forse l’aveva sepolto nel profondo. Più +non toccava il <i>maguey</i> dal malinconico suono;<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +nè meditava più, nè cantava più l’<i>areyto</i> in cui +era maestra. L’ultimo era stato quello di Cahonana +nell’atto di partirsi per sempre dalla sua +isola natale. Bene sulle rive dell’Entella s’era +provato Damiano a chiederle la grazia d’un +canto nella lingua d’Itiba. Ma ella se n’era +schermita.</p> + +<p>—Bambino amato, non esser cattivo; dolce +signore, non esser tiranno. L’<i>areyto</i> era la gioia +di un popolo semplice e buono, che sapeva appagarsi +dei frutti della mia povera mente. La +poetessa dell’<i>areyto</i> è morta insieme col suo +popolo; perchè vuoi tu risuscitarla, se non hai +forza di ritornarle in vita il suo popolo? Con +altro nome rivive Anacoana; rivive per miracolo +d’amore e di gratitudine. Ti ho amato, +conte Fiesco, dal primo giorno che ti ho conosciuto; +sarei morta coi miei poveri sudditi, +amandoti e benedicendoti. Tu hai voluto ch’io +vivessi, e la mia vita è diventata cosa tua, poichè +tu l’avevi salvata. Tua regina, o tua serva, +ogni condizione mi è buona; comandarti mi è +dolce, obbedirti ancor più. Ma ti prego, una +cosa non chieder da me; non chieder la voce +che piacque a tanti infelici, la cui sorte è il +segreto tormento dell’anima mia. La voce di +Itiba è morta; ed io soffro già tanto, sforzandomi +di dimenticare quei giorni! Dunque, se +m’ami davvero....</p> + +<p>—Dunque più nulla;—aveva detto Damiano, +troncandole la frase.—La bella bocca che diceva +le belle canzoni, io la suggello coi baci.</p> + +<p>—E ti basti,—aveva ella risposto,—pensando +che il cuore trabalza, venendo ad incontrarli +sul labbro. Piacerebbe a te di narrarmi<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span> +il tuo passato? Nè io, bada, chiederò mai di +conoscerlo. Che colpa avresti ai miei occhi, se +dal giorno che m’hai conosciuta il tuo cuore +è stato mio, intieramente mio? Quanto a me, +conte Fiesco, ho un passato, e tu lo conosci: +ebbi un fiero padrone, che ho rispettato; n’ho +uno assai cortese, che adoro. Tra l’uno e l’altro +è il dolore d’una patria morta, a cui non gioveranno +i miei pianti, ma a cui dobbiamo usare +entrambi la pietà del silenzio.—</p> + +<p>Il conte Fiesco riconobbe che sua moglie +aveva ragione, e non chiese più nulla di quelle +arti gentili di cui ella era stata maestra in Haiti. +La cultura della contessa Juana si faceva del +resto così profonda e così vasta nelle discipline +europee, che veramente non era più necessario +tornare col desiderio a prove antiche d’ingegno, +le quali avevano il torto di destare in lei troppo +dolorosi ricordi.</p> + +<p>Or dunque, ritornando al racconto, la contessa +Juana aperse il plico, e lesse; anzi tutto una lettera +di Giovanni Passano, che diceva così:</p> + +<div class="blockquot"> +<p class="center smaller"> +“<i>Magnifico Signor mio e padrone osservandissimo</i>,<br /> +</p> + +<p>“Vi parrà strano che appena partito Voi per +la Gioiosa Guardia io abbia da mandarvi il +messo, come il cacciatore sull’orma. Così è +piaciuto a Dio, dal quale vengono le fortune +tutte e disgrazie di questo mondo, con che egli +sperimenta le sue creature. Ma questa volta è +misericordia sua e gran favore che sia evento +piacevole, come io ben credo, trattandosi di lettera +che Vi scrive l’uomo che più amate e venerate +dopo il supremo dator di ogni bene.<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p> + +<p>“Sappiate adunque che, mentre Voi andavate +verso porta di Santo Stefano glorioso, io me ne +andai al magnifico Banco di San Giorgio per +collocare il denaro che eravamo rimasti d’intesa. +E là mi avvenni per singolar fortuna nello +spettabile iureconsulto messer Nicolò di Oderigo, +che scendeva allora dallo scalone. Umanamente +mi salutò, e mi chiese di Voi, che tanto +desiderava incontrarvi. E gli dissi che appunto +eravate giunto questa mattina, ma per stare +sull’ali e ripartire; che anzi a quell’ora certamente +andavate passando il ponte di Sant’Agata +benedetta. Mostrò dispiacere di tal contrattempo, +perchè aveva ricevuto lettera di Castiglia per +Voi, e a me la diede, commettendomi di spedirla +al più presto. E sì m’aggiunse il prefato +messer Nicolò: “ignoro che cosa sia detto in +tal lettera, avendola sigillata senza leggere; ma +se somiglia ad altra per me ricevuta, certo è +fatto di somma importanza, e merita che il vostro +signore e parente subito la tenga in sue +mani„. Al che risposi non dubitasse, che avrei +fatto ogni diligenza, siccome ero pronto, anche +partendo io medesimo.</p> + +<p>“Non fu mestieri di ciò, avendo io trovato +Battistino di Certénoli, che si disponeva appunto +a partire. Io solo gli ho fatto e faccio raccomandazione +di non fermarsi troppo a tutte le +frasche, più che non avvenga a me quando +vengo a trovarvi. Ed egli, saputo esser ciò per +Vostro servizio, promette e giura, se Voi non +correte più di lui, di raggiungervi ancora in +cammino. Quanto a messer Nicolò di Oderigo, +richiesto da me che cosa fosse scritto a lui, per +darvene contezza, risposemi queste parole: “Il<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +nostro eccelso concittadino spera e dispera ad +un tempo: è come un naufrago, che può toccar +terra con l’aiuto di Dio, o andare sommerso +nel profondo del mare. Egli è tanto disgraziato +come grande„.</p> + +<p>“Messer riverito, io vi prego di star bene, e +bacio umilmente le mani a madonna Bianchinetta +e a madonna Fior d’oro mia nobil cognata; +che veramente io non mi risolverò mai di chiamarla +suocera, contro ogni apparenza di ragione. +Bianchina mia a voi tutti si raccomanda.</p> + +<p class="exi smaller"> +“Di Genoa, li 6 marzo anno Domini 1506. +</p> +<p class="sig">“<span class="smcap">Johannes Paxano.</span>„ +</p> +</div> + +<p>Il capitano Fiesco era stato a sentire con una +certa curiosità la prima parte della lettera di +Giovanni Passano. Alla seconda, ricominciò a +non poter più star fermo sulla sedia, tanta era +l’agitazione che gli entrava addosso; agitazione +a cui partecipava l’animo di Fior d’oro, com’era +dimostrato dall’andar più spedito, quasi convulso, +della lettura.</p> + +<p>—All’altra! all’altra!—gridò messer Bartolomeo, +com’ella ebbe finita la prima.—Che sarà +mai, mio Dio, se un uomo grave e tranquillo +come il dottore Oderigo si mostra così sgomentato +per la sorte del nostro grand’uomo?—</p> + +<p>Fior d’oro prese allora la seconda lettera, e +con molta reverenza ne lesse la soprascritta, +in lingua spagnuola: “<i>Al muy virtuoso Señor +micer Bartholomè Fresco</i>„; poi ruppe il suggello, +aperse il gran foglio, e lesse il contenuto, +scritto in lingua italiana, mescolata di forme +spagnuole e latine, di questo tenore:<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p> + +<div class="blockquot"> +<p class="exi"> +<i>“Virtuoso amico.</i><br /> +</p> + +<p>“Iddio nostro signore ha disposto che quando +la creatura è nel fondo delle afflizioni, ella a +Lui abbia ricorso e in Lui solo confidi: ma +non è senza suo consiglio che ella si volga agli +amici, nei quali è come un raggio in terra della +sua eccelsa bontà. Tra i miei mali ho questa +sorte, che ancora qualche anima mi resti fedele. +Ma perchè i pochi che mi amano son +tutti lontani da me?</p> + +<p>“Amico, la mia querela col mondo è antica +oramai, come l’uso ch’egli ha di maltrattarmi. +Già mille combattimenti mi diede, e a tutti ho +resistito finora; in che non mi ha giovato nessuno. +Ei mi tiene crudelmente colato a fondo: +solo mi regge la speranza di Chi creò tutti, e +sudditi e re. Il soccorso di Lui fu prontissimo +sempre. Un’altra volta, è già molto, trovandomi +assai abbattuto, mi sollevò col suo braccio divino, +dicendo: levati su, uomo di poca fede, +che son io, non aver timore. Ma adesso la voce +misteriosa non parla più come prima; temo +forte che voglia altro di me.</p> + +<p>“Da più d’un anno sto qui aspettando che +don Fernando mi renda giustizia e m’ascolti, +come aveva promesso anche a Voi. Tutti ottengono +da lui, di dovunque arrivino; checchè +gli propongano, son tutti ascoltati: più ancora +se nemici miei, o da lui avuti per tali. Di me +non si fa caso; anche qui tutti mi sfuggono, +come fossi un lebbroso. Pensate a questo, Voi +che avete visto il mio arrivo a Barcellona. Ora +io vi sto mallevadore che non è uomo sì vile<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span> +il quale non pensi d’oltraggiarmi. Se io avessi +rubate le Indie per darle a Portoghesi, come +una volta si sospettò indegnamente, quando la +tempesta mi gittò nel ritorno alle rive del Tago, +non potrebbero in Ispagna dimostrarmi nimicizia +maggiore. Chi ciò crederebbe d’un paese, +dove fu sempre tanta generosità di sentire?</p> + +<p>“Grande aggravio ricevo da questo re, poi +che la eccelsa donna mia protettrice è in cielo +(che più non la vidi viva al mio ritorno), e non +so come basteranno le forze a sostenere il mio +dritto. Ma per rispetto a quella medesima dignità +che Iddio mi ha data, quando permise che +io discoprissi un mondo e lo rendessi alla sua +fede, dovrò combattere fino all’ultimo soffio di +vita. E son qui solo, nella mia pena, infermo, +aspettando ogni dì da un uscio la giustizia +degli uomini, dall’altro quella del cielo. Non è +con me neppure il mio buon fratello don Bartolomeo, +sempre in moto per mia cagione. +Diego Mendez fu qui, nè vuole abbandonarmi +del tutto; ma in troppe circostanze non fa al +bisogno mio, dovendo, egli anche provvedere a +sè stesso. Ah, i miei amici d’un tempo! Il loro +affetto mi consolerebbe d’assai cose che mi +mancano. E mi manchino pure per sempre; +perchè “dove amore non è, più nulla è il +resto„.—</p> + +<p>Tremava, per commozione profonda, la voce +della bella lettrice; e gli occhi del capitano +Fiesco si erano velati di lagrime.</p> + +<p>—Com’è vero!—diss’egli.—È questo il +grido dell’anima.</p> + +<p>—E noi lo sentiremo;—rispose Fior d’oro;—e +correremo a lui, non è vero?<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>—</p> + +<p>Messer Bartolomeo si turbò forte, a quell’altro +grido dell’anima.</p> + +<p>—Andrò certamente;—balbettò egli.—Ma +tu....</p> + +<p>—Ed io con te. Potrei forse lasciarti solo?</p> + +<p>—Perchè no! Andavo pur solo a Pisa!</p> + +<p>—Che mi parli tu di Pisa?—proruppe Fior +d’oro.—Non ci sei andato, finalmente. E laggiù, +dov’egli soffre, dond’egli chiama soccorso, il +debito nostro è di andare senza indugio. Non +gli debbo ancor io qualche cosa? Ma lasciami +leggere il resto; son poche righe ancora;—soggiunse +ella, sforzandosi d’apparire tranquilla.</p> + +<p>E proseguì, sebbene con voce alterata, la dolorosa +lettura.</p> + +<p>“Domando forse troppo? Vi conosco, fedele +amico dei lieti giorni come dei tristi, e penso +che ciò non sia. Avendovi presso, di due cose +una mi verrà bene ad ogni modo. O mi rifiorirà +la speranza, poichè avrete ottenuto Voi +ch’io parli un’ultima volta al re; e Voi solo +potrete ottenerlo, che foste ricevuto da lui, e +congedato con buone promesse. Dovrà ricordarle, +vedendovi; e forse egli sentirà rossore +di ciò che fa, per mio danno ed onta sua. O +non otterrete nulla neppur voi? Sarà segno +ch’io non debbo aspettare più nulla dal mondo, +se non questo, che Voi mi chiudiate gli occhi +al gran sonno. In questo caso sarete ancora il +ben venuto al mio fianco; nell’ultim’ora della +mia triste vita mi sarà dolce l’aspetto della +città dond’io venni, e nella quale son nato.</p> + +<p>“Ricordatemi, ve ne prego, alla nobil signora +che allieta i giorni del vostro riposo, e che ha +tanto da perdonarmi anche lei. Ma io veramente<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +non sono in colpa, e fu con buono intendimento +tutto quello che feci. Iddio mi aveva guidato laggiù; +gli uomini malvagi hanno guastata l’opera +di Dio, come già aveva fatto il maligno, sotto +forma di serpente, in quel beatissimo Eden, di +cui mi sembrò l’imagine sulla terra di Haiti. +E ancora salutate per me il virtuoso messere +Gian Aloise con la sua signora madonna Catalina. +Dite loro che mi perdonino, se non ho più +date nuove di me, che liete e degne di loro non +n’ebbi più da gran tempo. Neanche, per dirvi +tutto, ebbi comodità di scrivere, negli umili alberghi +per cui mi vengo tramutando, poverissimo +come sono, e spesso costretto ad accettar +prestito da qualche anima buona. Non che per +iscrivere una lettera e dar beveraggio a chi la +porti, non ho il più delle volte una “bianca„ +per l’offerta in chiesa. Le mie rendite sono a +San Domingo, e le tiene e le gode il gran commendatore +d’Alcántara, che Iddio non vorrà dimenticare, +nella sua forza e sapienza infinita, +mentre io sono sventurato come vi dico. Ho +pianto molto in mia vita sugli altri; su me piangerà +presto la terra, se ancora ha senso di carità, +se ancora v’è in pregio la verità e la giustizia. +E vi tenga Nostro Signore nella sua santa +guardia, con tutti coloro che amate; poichè, vi +ripeto, dove amore non è, più nulla è il resto.</p> + +<p class="exi smaller"> +“De Segovia, a 20 de febrero 1506.</p> + +<p class="sig smaller">“<i>El Almirante mayor del mar Oçeano</i><br /> +<i>“Visorey y Gobernador general de las Indias, etc.</i></p> +<p class="xsig"> +S. <br /> +S. A. S.<br /> +X. M. Y<br /> +Xp̃o FERENS.</p> +</div> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p> + +<p>I titoli non mancavano mai, nelle lettere di +Cristoforo Colombo. E potevano far sorridere +gli sciocchi, e far piangere gli assennati, pensando +che l’almirante maggiore dell’Oceano, il +vicerè e governatore delle Indie era povero in +canna, spesso nelle osterie, dov’era costretto a +prendere i suoi pasti, non avendo di che pagare +lo scotto. Quanto alla sigla che aveva sostituita +alla firma, gli amici suoi sapevano che cosa +volesse dire. Così l’aveva egli solennemente descritta +nel suo testamento e istituzione di maggiorasco, +del 22 febbraio 1498: “...... don Diego +mio figlio e tutti i miei successori e discendenti, +come pure i miei fratelli Bartolomeo e +Diego, porteranno le mie armi quali le lascierò +dopo morte, senz’aggiungervi alcun’altra cosa, +e saranno scolpite sul lor sigillo. Don Diego +mio figlio, o chiunque erediterà i suoi beni, andando +al possesso dell’eredità, segnerà con la +firma di che ora mi servo, che è una X con +sopra una S, una M con sopra un’A, ed una S +più in su, e quindi una Y sormontata da una S, +colle linee e punti giusta il mio costume„. Ma +la descrizione non essendo ancora l’interpetrazione, +bisognerà soggiungere quella che n’hanno +tentata i moderni eruditi, ricordando che Cristoforo +Colombo, a detta del figlio Fernando nella +sua <i>Historia dell’Almirante</i>, “se alcuna cosa +aveva da scrivere, non provava la penna senza +prima scrivere queste parole: <i>Jesus cum Maria +sit nobis in via</i>„. Così avendo egli mutata la +firma dopo le dignità ottenute, formò la sigla +misteriosa, che si può sciogliere naturalmente +in questo modo: <i>Salva me Xristus, Maria, Yosephus</i>. +Quanto all’ultima linea, <i>Xristoferens</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +mezzo abbreviato, è l’istesso nome di Cristoforo, +portatore di Cristo, come anche dimostra +la nota iconografia di quel santo, col famoso +distico leonino e maccheronico che suol richiamare +alla mente.</p> + +<p>—Ed ora,—disse Fior d’oro, nell’atto di ripiegare +il foglio,—sosterrai tu che io non +debba seguirti? Vedi, egli vuol chiedermi perdono, +non essendo in colpa di nulla. Io, io debbo +portargli una parola di riconoscenza per me, +con le benedizioni del mio popolo, ch’egli amò +tanto, ch’egli avrebbe reso felice, se gli uomini +malvagi non ne avessero attraversati i disegni.</p> + +<p>—Sia come volete, Juana;—rispose il capitano +Fiesco.—Il cielo forse v’ispira. Al letto +di un infermo vale anche meglio una donna +che un uomo. Iddio ha posto negli occhi vostri +un raggio della sua pietà, e sulle vostre labbra +il balsamo delle sue misericordie. Nè il grand’uomo +sarà solo, quand’io dovrò chiedere +udienza al suo re. Non vorrà certo negarmela;—soggiunse +messer Bartolomeo;—tanto cortesemente +mi aveva egli accolto, che pareva +non sapesse più spiccarsi da me. Niente al signor +Almirante, e si capiva, quantunque promettesse +di vederlo e di udirlo; a me tutto; mi +avrebbe posto Castiglia e Leone sulle braccia, +con le Indie per il buon peso. “Voi siete, signor +conte, in grandissima stima presso don Nicola +Ovando, che d’uomini s’intende, come del nostro +servizio; stimato dal gran commendatore +d’Alcántara, che così vantaggiosamente mi +scrive di Voi, non sarete meno stimato e favorito +da me: non dispiaccia ad un Fiesco di +prender servizio presso un re d’Aragona, che<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +conosce il merito, e sa ricompensarlo„. La grazia +delle sue ricompense! Ma bisognò sputar +dolce, dopo inghiottito l’amaro. Infine, chi sa? +Non è una ispirazione del cielo che l’Almirante +mi richiami presso di sè, per ottenergli giustizia? +E se fossi io quello che potesse fargliela +avere.... colla reintegrazione dei suoi diritti.... +colla spedizione sua ad un altro viaggio di scoperta!...</p> + +<p>—Quante speranze ad un tratto!—esclamò +Fior d’oro.</p> + +<p>—Non per me, si capisce. Io non andrò più, +certamente. Sarà un sacrifizio.... che farò lietamente +a Fior d’oro. Ma per lui, che forse ad +un tale annunzio ritornerebbe da morte a vita, +mi par che sia bene tentare, e per intanto sperare. +Sperare giova, e tentare non nuoce. Andremo +dunque a Segovia. Ma ora che ci penso, +come vi porterei io in Ispagna, dove forse Fior +d’oro....</p> + +<p>—Fior d’oro può restar qui;—rispose la +contessa;—ed anche può esser morta di là +dal gran mare. In vece sua può ben rinascere +il mozzo Bonito, di cui conservo ancora le +spoglie.—</p> + +<p>Con quel nome e in quelle spoglie Anacoana +era andata dalla sua isola natale alla Giamaica, +e di là ritornata a San Domingo, per passar +poscia in Europa; mozzo per tutti, tranne per +pochissimi che erano a parte del segreto.</p> + +<p>—Eh, voi trovate rimedio a tutto, Juana;—disse +il capitano Fiesco, sforzandosi di sorridere.—Ma +questo mi fa pensare che avrò da +trovar qualche cosa ancor io, non essendo naturale +che un mozzo faccia così lungo tragitto<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +per via di terra. Dove sarà il cavallaro? Probabilmente +nel tinello a cena; che non avrà +voluto rinunziare alla buona occasione. Polidamante!—</p> + +<p>Il ragazzo non era là in anticamera, e bisognò +andarlo a chiamare dall’alto dello scalone. +Udì la voce tonante del padrone, ed accorse.</p> + +<p>—Battistino è ancora giù con voi altri?</p> + +<p>—Sì, mio signore; anzi dormirà qui, avendo +fatto tardi, per andare a Certénoli.</p> + +<p>—E non ci andrà. Si tenga pronto a ripartire +domattina all’alba per Genova.—</p> + +<p>Ciò detto, il capitano Fiesco ritornò alla caminata, +e là scrisse in fretta una lettera per +Giovanni Passano.</p> + +<p>—E questa è fatta;—diss’egli conchiudendo, +mentre suggellava il foglio.—Se il <i>Paradiso</i> +è ancora in porto, può esser qui doman l’altro. +Non sarà neanche mestieri che ci facciamo vedere +a Genova.—</p> + +<p>Madonna Bianchinetta approvò tutti gli ordini +del figliuolo, e la fretta con cui erano dati. +Aveva sparse tante lagrime, la veneranda signora, +sentendo legger la lettera del signor Almirante!</p> + +<p>Due giorni appresso, sull’ora del vespro, la +nave <i>Paradiso</i> gettava le àncore davanti alla +spiaggia di Chiavari. Subito si spiccava dal suo +bordo un palischermo, con quattro rematori +sui banchi di voga, e Giovanni Passano al timone. +Un’ora dopo, il fido luogotenente e ministro +del conte Fiesco era a Gioiosa Guardia. +Non si poteva fare più presto, nè meglio di così, +per contentare quell’argento vivo del conte.</p> + +<p>Messer Bartolomeo s’imbarcò a notte alta,<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +avendo non meno alte ragioni di far ciò. Quel +mozzo Bonito non doveva esser visto da tanta +gente, che nei giorni festivi ammirava la contessa +Juana nella chiesa di San Salvatore. Con +messer Bartolomeo e col mozzo Bonito montarono +in nave due scudieri, Pietro Gentile, e +frate Alessandro. Il frate tornava al suo secondo +uffizio d’elezione; non dimenticando il primo, +per altro, poichè portava la sua tonaca e la +sua cocolla, delle quali aveva fatto il solito +involto.</p> + +<p>—Portar l’abito indosso e portarlo in mano +è tutt’uno;—diceva il frate scudiero.—L’essenziale +è di non lasciarlo per via, di non gittarlo +ai rovi, come fanno certuni, dimenticando +i loro giuramenti. Io tengo i miei, onorando il +glorioso fondatore dell’ordine, seguendone gli +esempi, facendo allegramente quel po’ di bene +che posso. Il benedetto san Francesco non voleva +musi lunghi, nè ipocrisie. Gli uomini aveva +tutti per fratelli; e chi si adoperava per utile +dei fratelli, lo aveva per figliuolo.—</p> + +<p>Anche don Garcìa avrebbe voluto seguire il +padrone e accompagnare il conterraneo; tanto +più che si approdava a Barcellona. Sosteneva +di poter rientrare senza pericolo in Ispagna, +avendo lasciato San Domingo col suo bravo +congedo, per anzianità di servizio. Ma il capitano +Fiesco non volle saperne di lui.</p> + +<p>—Restate, don Garcìa;—gli aveva detto.—Dio +guardi se qualcheduno vi riconosce....</p> + +<p>—Avete ragione, signor conte;—aveva risposto +don Garcìa, chinando umiliato la fronte.</p> + +<p>—E non dico per questo che voi ora pensate;—replicò +il capitano Fiesco.—Dico che<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +anche essendo partito col vostro bravo congedo, +vi siete allontanato da San Domingo <i>insalutato +hospite</i>. E l’ospite era il governatore, che può +aver notata la cosa. Il congedo, poi, era soltanto +a voce. Insomma, vi dico che non è bene per +voi venire laggiù, e meglio sarà che rimaniate +qui, a godere davvero il vostro congedo benedetto.—</p> + +<p>Così restò don Garcìa, e la nave <i>Paradiso</i> si +allontanò senza di lui dalla spiaggia di Chiavari. +Fortunata, aveva anche il vento in fil di +ruota, che, avendo preso a soffiar nella notte +dalle gole di Sestri Levante, doveva accompagnarla +fino oltre la punta di Portofino. Di là da +Capodimonte, lo ebbe di fianco, ed era tramontana +schietta: ma la tramontana era anche più +favorevole del vento in poppa, perchè si poteva +serrarla con tutte le vele, navigando al gran +largo, che è la più gloriosa maniera, ed allarga +altrettanto il cuore del capitano, che ha fretta +di giungere al porto.</p> + +<p>La nave non volendo toccar Genova, era rimasto +a terra e per via di terra sarebbe tornato +a casa il Passano.</p> + +<p>Ora, mentre egli usciva da Gioiosa Guardia, +dove era andato a prendere un cavallo dalle +scuderie, indovinate chi gli passò davanti agli +occhi, tra Paggi e San Salvatore. Il capitano +Fiesco ci avrebbe dato alla prima. Messer Filippino? +Lui, sicuramente, lui, che aveva trovato +un altro buon pretesto, di andare in Fontanabuona, +per passare davanti al castello del +suo amato parente, fermarsi un tratto ad ammirare +la contessa Juana e sospirarle un sonetto.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span></p> + +<p>—Io arrivo, e voi partite?—diss’egli, facendo +la bocca dolce.</p> + +<p>—Sì, parto, come vedete, messer Filippino.</p> + +<p>—E i miei buoni parenti stanno bene?</p> + +<p>—Benissimo,—rispose il Passano,—e in +via per la Spagna.</p> + +<p>—Per la Spagna!—ripetè Filippino, stupito.—Il +mio caro cugino, che non si voleva più +muovere.... per nessuna ragione!...</p> + +<p>—Eh, capirete, messere; quando si trattava +di andar solo. Ma ora va accompagnato.</p> + +<p>—Accompagnato!—ripetè Filippino, sgranando +gli occhi, e impallidendo un pochino.</p> + +<p>—Già, con la dolce consorte. Beato lui, che +può portarsela allato come la sua buona spada. +Io, poveraccio, vado e torno ad ogni tanto, sempre +costretto a lasciare la mia sposina a Genova. +È vero che i miei viaggi son brevi.—</p> + +<p>Messer Filippino non gli dava più retta. Che +importava a lui delle pene maritali di Giovanni +Passano?</p> + +<p>—La contessa con lui!—esclamò.—E +quanto rimarranno?</p> + +<p>—Questo non saprei dirvi io, messere. Nè +credo che lo sappia madonna Bianchinetta. Ma +potete provare a domandargliene.</p> + +<p>—Veramente, non contavo di entrare, questa +volta. Ho da fare a Santo Stefano....</p> + +<p>—Allora, buon viaggio, messer Filippino.</p> + +<p>—E a voi, messer Giovanni, a voi.—</p> + +<p>Giovanni Passano toccò il cavallo, che subito +prese il portante, andando verso la Maddalena.</p> + +<p>—M’è rimasto di stucco:—diceva il Passano +tra sè.—Che fastidioso uomo è costui!<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +Ed ora, se Dio vuole, per la prima volta non +gli parrà Gioiosa, la Guardia.—</p> + +<p>Aveva dato nel segno. Messer Filippino c’entrò, +mezzo per consuetudine, e mezzo per curiosità, +volendo sapere, se gli veniva fatto, come +e perchè fossero partiti i due coniugi, e quanto +sarebbero rimasti lontani. Ma la Gioiosa Guardia, +dove più non era la contessa Juana, gli +parve triste, desolata come un nido vuoto. Anch’egli +doveva pensare quel giorno, ma con altra +intenzione, quello che Cristoforo Colombo +aveva scritto all’amico: “Dove amore non è, +più nulla è il resto„.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_VIII" id="Capitolo_VIII"></a><span class="chap">Capitolo VIII.</span><br /><br /> + +Dolenti note.</h2> + + +<p>Non avendo speranza di leggere un altro capitolo +dei Commentarii di messer Bartolomeo +Fiesco, che se ne va con buon vento alle coste +di Spagna, cercheremo di dir noi brevemente +quanto sarà mestieri conoscere dei casi di Cristoforo +Colombo, ritornato che fu dal suo quarto +viaggio di scoperta, e della condizione tristissima +ond’egli era stato consigliato a scrivere +la dolente sua lettera al virtuoso capitano. Dovremo +per ciò ritornare un passo indietro (e +sian pur molti, a patto che non paian più d’uno) +fino alla partenza del signor Almirante dall’isola +Giamaica, dove il fedel Diego Mendez +gli aveva condotto un naviglio, e il perfido +Ovando, non potendo più oltre ignorare lo stato +del grand’uomo, gliene mandava un altro, che +finalmente si era risoluto di trovare.</p> + +<p>Su quei due navigli s’imbarcavano i fedeli +dell’Almirante e i pentiti seguaci del Porras, facendo +vela il 28 giugno 1504, dopo un anno e quattro +giorni di forzata inerzia nel villaggio galleggiante +sulla spiaggia di Maima. Ancora non si<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +era chetato lo sdegno degli elementi contro il +magnanimo nocchiero, che primo aveva osato +sfidare i flutti dell’Atlantico; e le correnti fortissime +tra la Giamaica e la Spagnuola diedero +assai travaglio alle navi, che solo il 13 agosto +afferravano il porto di San Domingo. Col livore +nell’anima e col sorriso sulle labbra, accolse +don Nicola Ovando l’aborrito Colombo; gli profferse +ospitalità nel palazzo del governo, e mostrò +di volergli usare ogni maniera di cortesie. +Quella era la pace dello scorpione, come si diceva +con energica frase intorno al signor Almirante; +e non senza ragione, poichè il gran +commendatore d’Alcántara, ch’era lo scorpione +in discorso, mentre faceva la bocca dolce al +suo ospite, metteva in libertà il Porras, che +questi aveva condotto prigione, unico escluso +dal perdono concesso ai ribelli, come quegli +che li aveva istigati e spinti alla prova delle +armi. Non pago di ciò, don Nicola Ovando parlava +di voler fare egli stesso un’inchiesta di +ciò ch’era avvenuto alla Giamaica, sostituendosi +audacemente all’autorità del signor Almirante, +e usurpando il diritto dei reali di Spagna, +ai quali si spettava, se mai, di rivedere il +processo e di far piena giustizia. Ma qui il signor +governatore non andò oltre la minaccia, +che forse aveva fatta per giustificare lo scarceramento +del Porras, ed anche per fare dispetto +al suo ospite e indurlo ad abbreviare i termini +del suo soggiorno a San Domingo.</p> + +<p>Messer Cristoforo non voleva già rimanere a +lungo in quel triste luogo, dove i segni dello +sgoverno e della rapina erano troppi e troppo +evidenti; dove ancora non tacevano gli echi<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +delle orribili carneficine che avevano funestata +da un capo all’altro la povera Haiti; dove infine +non c’era verso di ottenere alcuna soddisfazione +delle sue rendite, e nemmeno un’ombra +di conti. Al signor governatore aveva oramai +restituito il naviglio, e un altro ne aveva acquistato +del suo. E per tal modo, su due legni +proprii, come un privato armatore, riconduceva +in Ispagna tanti servitori della Corona, +che per Castiglia e Leone avevano due anni +intieri messa a bei rischi la pelle. All’Ovando +e al soggiorno di San Domingo lasciava ancora +tutti i ribelli del Porras, che il signor governatore +li premiasse pure secondo i gran meriti +loro, e magari li facesse del suo consiglio di +governo. Ed egli, co’ suoi due legni, si mise alla +vela il 12 di settembre.</p> + +<p>Qui subito incominciò la disdetta. Avevano +fatte appena due leghe di cammino, che sulla +nave dell’Almirante si spaccò per lungo l’albero +di maestra, dalla vetta fino in coperta. Buon +legno, e stagionato, anche tu? L’Almirante passò +sulla seconda nave, che era sotto il comando +dell’Adelantado, e rimandò a San Domingo la +caravella inservibile. Si veleggiava con buon +vento, e i cuori si riaprivano alla speranza; +quand’ecco, il 18 ottobre, una terribil fortuna +di mare, che mette l’unica nave in pericolo. Se +n’esce sani, e torna il mare in bonaccia; ma il +giorno appresso, in quella gran calma, e quasi +non lavorando le vele, si spezza in quattro l’albero +di maestra.</p> + +<p>—Piove sul bagnato!—si contentò di dire +l’Adelantado, che tosto, consigliato dal fratello, a +cui la gotta non consente di lasciare il giaciglio,<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +prende un’antenna di rispetto, ne fa un piccolo +albero, fortificandolo di legname preso dai castelli +di poppa e di prora, strettamente lega +ogni cosa con gran giri di fune, e vi adatta la +vela. Si naviga ancora verso levante, ma incappando +presto in un altro fortunale, che porta +via l’albero di trinchetto. In tal guisa l’Atlantico +rabbioso dava congedo al suo domatore: e in +tal guisa, fatte settecento leghe di mare e d’angoscia +indicibile, nella mattina del 7 novembre +il legno disalberato afferrava San Lucar di Barrameda, +donde il signor Almirante, sfinito da +due anni e mezzo di continui travagli, tormentato +dalla gotta e più dal pensiero della umana +malvagità, si faceva trasportare a Siviglia.</p> + +<p>Sperava di trovar pace colà, e di ricuperare +tanto di forze da potersi condurre a Medina del +Campo, dov’era allora la Corte, necessariamente +un po’ nomade in quel primo periodo di ricostituzione +del regno. Ma non ricuperò punto di +forze, non avendo trovata la pace, bensì in gran +disordine le cose sue, poichè dal tempo della +sua prigionìa, avendo il Bovadilla preso possesso +della sua casa e delle sue sostanze in +San Domingo, non pure non gli pagavan le rendite, +ma non erano state neanche esatte con la +debita puntualità, e quel tanto che se ne veniva +raccogliendo restava nelle mani del governatore. +Ond’egli, un mese dopo l’arrivo a Siviglia, +scriveva al figliuol suo Diego, ch’era paggio +alla Corte: “Il governatore m’ha crudelmente +trattato. Mi dicon tutti che io là posseggo undici +o dodicimila castigliani; ed io non ne ho avuto +un quarto„. Si aggiunga che quel quarto gli +era servito a comperar le due navi, per portare<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +in Ispagna tanti buoni servitori della Corona, +che ancora un mese dopo l’arrivo a San Lucar +di Barrameda non avevano ricevuto il soldo di +due anni e mezzo di onorati servizi; e a lui si +volgevano, chiedevano denari a lui, che non ne +aveva per sè.</p> + +<p>Nè solo scriveva al figliuolo che perorasse +per lui e per la giustizia; scriveva al re, scriveva +alla regina. Ordinassero che fosse dato il +soldo a quella povera gente; comandassero all’Ovando +di fargli pagare senza indugio il dovuto, +perchè, senza una lettera regia, nè quegli +si sarebbe mosso, nè gli stessi agenti dell’Almirante +in San Domingo avrebbero ardito aprir +bocca; provedessero finalmente, in guisa che +meglio fossero amministrate laggiù le rendite +della Corona; al qual proposito bastava accennare +che una immensa quantità d’oro si ammonticchiava +in mal costrutte case, esposte di +continuo alla rapina, al saccheggio. Aveva risposte, +ma fredde, che lo rimandavano di giorno +in giorno, anzi peggio, di mese in mese. Erano +andati alla Corte del re Ferdinando e della regina +Isabella, i suoi due fidati amici, Diego Mendez +e Alonzo Sanchez di Carvajal, ricevendo +anch’essi un sacco e sette sporte di buone parole. +Più non poteva fare la regina, inferma, da +parecchi mesi inchiodata in un letto: più non +voleva fare il re, largo promettitore, non senza +un’aria di canzonatura, che tirava, sia detto col +rispetto dovuto a su’ Altezza reale, che tirava +i ceffoni. Intanto, trionfava il Porras, parente +in quel brutto modo che sappiamo al regio tesoriere +Morales. E il re Ferdinando a tutte le +sollecitazioni del povero infermo di Siviglia<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +mandava a rispondere: “si vedrà, si farà quanto +è dovuto, e più ancora„; la regina Isabella, in +cui era riposta l’ultima speranza dello sventurato +Colombo, la regina Isabella moriva.</p> + +<p>Povera donna, infelice regina, che non aveva +avuto in tutta la sua vita fortunosa un’ora di +pace! Abbiamo narrate le vicende della giovinezza +di lei, e come le paresse liberazione andar +moglie a Ferdinando d’Aragona. Ma proprio allora +incominciò la prigionia, non della persona, +bensì dell’anima generosa, del cuore pietoso +d’Isabella di Castiglia e Leone. Le istesse gioie +della maternità, che consolano tante donne d’un +nodo malaugurato, volsero in lutto per lei. Le +era morto l’unico maschio, il principe Giovanni; +morta la diletta figliuola Isabella, e il figliuoletto +di lei, don Michele; restava Giovanna, misera +creatura che doveva rimanere nella storia +col nome di Giovanna la pazza, maritata all’arciduca +Filippo d’Austria, bel giovane e dissoluto, +che la rendeva infelice vivendo, e doveva +lasciarla infelicissima, morendo un anno di poi. +Di tutti questi dolori materni nutriva Isabella +i suoi anni maturi; e d’altri ancora, onde la +colmò di continuo l’indole avara e tiranna del +suo consorte e signore. Quell’astuto Aragonese, +che, lei morta appena, sarebbe passato a seconde +nozze con una principessa francese, non +era fatto davvero per darle allegrezza della vita +e del regno. E cercò sempre, la nobil donna, +di nascondere al mondo la sua infelicità; fece +quanto potè, anche in punto di morte, per esser +creduta la più felice delle mogli.</p> + +<p>“Che il mio corpo (diceva ella nel suo testamento) +sia seppellito nel monastero di San Francesco,<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +nell’Alhambra della città di Granata, in +un modesto sepolcro, senz’altro monumento che +una semplice pietra, su cui sarà scolpita l’iscrizione. +Desidero nondimeno, ed ordino, se il re +mio signore s’eleggesse sepoltura in una chiesa, +o monastero, in alcun altro luogo o parte de’ +miei regni, che il mio corpo sia pur tramutato +e sepolto accanto a quello di Sua Altezza; per +forma che la unione di cui abbiamo goduto in +vita, e di cui speriamo la Dio mercè che le +anime nostre godranno nel cielo, possa essere +raffigurata dalla unione dei nostri corpi in +terra.„</p> + +<p>Isabella moriva il 26 novembre del 1504, a +Medina del Campo, in età di cinquantaquattro +anni. Il grand’uomo ch’ella aveva protetto, intendendone +l’ingegno e la missione divina, trattenuto +dalla sua infermità nelle mura di Siviglia, +non aveva potuto rivederla un’ultima volta: +neanche gli fu dato di conoscer subito la notizia +della morte di lei. Sapendola aggravata dal male, +e desideroso di recarsi al suo letto d’agonia, +non aveva trovato mezzo di trasporto più adatto +d’una lettiga che i canonici di Siviglia avevano +usata poco prima per trasportare la salma del +cardinal di Mendoza. Ma i canonici temevano +per il fatto loro, che non andasse guasto o perduto; +e l’istesso giorno che Isabella moriva a +Medina del Campo, si faceva in Siviglia tra quei +canonici e il “vicerè delle Indie„ un regolare +contratto per l’affitto di quella lettiga, di quella +bara, restando mallevadore don Francesco Pinedo, +tesoriere della marina, che la strana vettura +sarebbe stata restituita. Già era per salirvi +il dolente; ma le trafitture del suo male e lo<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +straordinario rigore della stagione non gli permisero +di mandare ad effetto il suo divisamento.</p> + +<p>La morte d’Isabella era il colpo di grazia al +grande infelice. Viva la regina, si poteva sperare +ch’ella fosse un giorno e l’altro per vincer +l’animo iniquo di Ferdinando; e ad ogni modo +si poteva esser certi che la regia fede sarebbe +stata mantenuta, com’era scritta in forme solenni. +Lei morta, le ragioni di Cristoforo Colombo, +lasciate così a lungo sospese, sarebbero +state sicuramente disconosciute, e le speranze +deluse. E ancora tentava, scrivendo lettere su +lettere, mescolando le umili supplicazioni alle +giuste querele. Nella primavera del 1505 tentò +per lui don Bartolomeo suo fratello di ottenere +a voce quello che per iscritto non si era potuto +fin allora. L’Adelantado conduceva seco il secondo +figliuolo dell’Almirante; savio e costumato +adolescente, allora nei diciassette anni, +che aveva partecipato alle fortunose vicende +del quarto viaggio. Si chiamava Fernando, l’adolescente; +Fernando, come il re; ma non gli valse +altrimenti che ad ottenere un altro sacco di +buone parole.</p> + +<p>Un filo di speranza era venuto al signor Almirante +dalla notizia che Diego di Deza, il dotto +domenicano, allora vescovo di Palencia, ma innalzato +ad arcivescovo di Siviglia, sarebbe rimasto +alcun tempo alla Corte. Diego di Deza era +stato l’unico dotto, e perciò l’unico sostenitore di +Cristoforo Colombo, nel famoso consiglio degli +indotti di Salamanca. Non avendo potuto persuadere +i suoi ostinati colleghi, era pure tornato +utile al navigatore genovese, consigliandolo a +restare in Castiglia, aspettando una migliore occasione<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +di vincere. Queste cose, che tanto onoravano +il Deza, mandò a ricordargli Cristoforo +Colombo: ma è da credere che l’arcivescovo di +Siviglia non potesse far più, per l’amico, nessuno +di quei buoni uffici che aveva fatti il lettore +di filosofia del convento di San Domenico +in Salamanca. Un altro amico parve la man di +Dio allo sventurato Colombo, quando se lo vide +comparire in casa, in quella medesima primavera +del 1505. Quell’amico era Amerigo Vespucci, +che al tempo del terzo viaggio di Cristoforo +Colombo al nuovo Mondo, era stato con +Alonzo d’Ojeda alle Antille, in quella spedizione +che fu il primo colpo dato da re Ferdinando +ne’ suoi patti solenni coll’Almirante maggiore +del mare Oceano e Vicerè governatore generale +delle Indie. La conoscenza di Amerigo Vespucci +con Cristoforo Colombo era anche più antica, +poichè il Vespucci era stato computista presso +il fiorentino Giannotto Berardi, ricco negoziante +in Ispagna, il quale appunto aveva dovuto dare +una sua nave alla grande spedizione dell’Almirante, +allora per l’ultima volta in auge presso la +Corte spagnuola.</p> + +<p>Di lui scriveva l’Almirante al figlio Diego, il +3 febbraio 1505: “.... Ho parlato con Amerigo +Vespucci, latore della presente, chiamato dal re +per affari di navigazione. Egli ebbe sempre desiderio +di compiacermi; è uomo molto dabbene; +la fortuna gli fu avversa, siccome a molti altri; +i suoi lavori non gli profittarono come ragione +voleva. Parte assai ben disposto per me, e bramoso, +se gli è possibile, di fare qualche cosa +che mi sia utile. Io di qui non so di che potrei +incaricarlo, perchè ignoro che voglia da lui la<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +Corte; egli va, determinato di fare per me quanto +gli sarà possibile. Vedi in che può servirmi, e +adóprati a questo proposito, poichè egli farà +ogni cosa; parlerà e metterà tutto in opera; ma +tutto sia segretamente, a fine di non destar sospetti +contro di lui. Io gli dissi quello che potei +circa le cose mie, e lo informai della ricompensa +che mi ebbi ed ho per le mie fatiche„.</p> + +<p>La lettera era bella, e doveva infiammare il +giovine Diego Colombo di nobilissimo zelo a +servire il buon Amerigo, che certo si adoperò +per l’amico, e da amico lo servì, dando il suo +nome di battesimo a quella parte del mondo, +che senza l’ingegno, la costanza, la intrepidità +del navigator genovese sarebbe rimasta Dio sa +quanto ancora sconosciuta, ma sicuramente di +là dagli anni di vita concessi dalla natura al +buon messere Amerigo. Non ci ebbe colpa, dicono, +nella faccenda del nome; fu un capriccio +della gran matta, il giorno che, sollevata un pochino +dagli occhi la benda famosa, lesse a caso +il nome del Vespucci sopra una carta delle terre +di recente scoperte da un altro.</p> + +<p>Il quale seguitava ad illudersi; come s’era illuso, +quando, ritornate da San Domingo alcune +navi cariche d’oro per la Corona, della parte dovuta +all’Almirante non portarono nulla, e dovevano +esserci per lui almeno settantamila scudi; +come quando, essendo mossa questione di far +partire per il nuovo Mondo tre vescovi, indarno +richiese che fosse ascoltato il suo parere prima +di eleggerli. Questa, per altro, era stata ingiuria +troppo grave alla sua dignità, e non aveva saputo +tollerarla. Infermo com’era, proponendosi +di andare a Segovia, dove allora si ritrovava la<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +Corte, a far dimostrazione del suo desiderio di +farla finita con tante tergiversazioni indegne di +un re, come con tante offese al suo buon diritto, +aveva chiesto per lettera il permesso di servirsi +d’una mula per il viaggio, non potendo sopportare +lo scuotimento del cavallo. È qui da sapere +che il troppo frequente uso dei muli aveva fatto +trascurare in Ispagna l’allevamento dei cavalli; +onde già il re Alfonso XI aveva proibito l’uso +dei muli per cavalcatura. Il divieto era stato +mitigato in processo di tempo, ma poi rimesso +in tutto il suo vigore dal re Ferdinando, che +l’andare a dorso di mulo permetteva soltanto +agli ecclesiastici, alle donne, ai fanciulli. Incomportabili +angherie pei tempi nostri; ma allora +un re poteva tutto quel che voleva; e a volere +non mancavan pretesti.</p> + +<p>La licenza, chiesta da Cristoforo Colombo negli +ultimi giorni del 1504, non fu accordata se non +il 23 febbraio dell’anno seguente. Il re Ferdinando, +evidentemente seccato dall’idea di quella +visita, aveva trovata quell’altra rémora, per allontanarsene +quanto più potesse la noia. Forse +ricordava il proverbio: “piglia tempo e camperai„. +Tante cose potevano accadere in due +mesi! E ancora fu servito dalla mala ventura +del suo Almirante maggiore, a cui le pioggie +rovinose di quell’inverno avevano guaste le +strade, di guisa che non gli venne fatto di mettersi +in cammino se non un mese più tardi.</p> + +<p>Il colloquio di Segovia meriterebbe d’esser +narrato in disteso. Ma se uno degli interlocutori +ci è caro, l’altro maledettamente ci è in +uggia. Si sta mal volentieri con lui; si guadagna +un tanto a vederlo di scorcio, e passando;<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +specie quando si sa di dover presto ritornare +alla sua non lieta presenza.</p> + +<p>Cuoceva al re di tante concessioni straordinarie +ad un navigatore straniero; concessioni +la prima volta già fatte di mala voglia, tra per +finirla con un molesto dimandatore, e per la +convinzione di non impegnarsi a nulla. Che cosa +avrebbe mai scoperto quel promettitore di regni? +Qualche altro scoglio in mezzo all’Oceano, da +far riscontro a Madera e Porto Santo; nel qual +caso un titolo di vicerè contava poco, e si poteva +concederlo, in vista d’un bruscolo negli +occhi ai Portoghesi, fin allora troppo fortunati +vicini. O non trovava niente; e buona notte al +titolo di vicerè, come a quello d’Almirante maggiore, +che andava a seppellirsi in fondo all’Oceano. +E questa, poi, era la saldissima fede di +Ferdinando d’Aragona; il quale non aveva apposta +la sua riverita firma alle concessioni sullodate, +se non per compiacere ad un vero capriccio +della regina di Castiglia e Leone, sua +magnanima consorte, troppo facile ad infiammarsi +d’un disegno che a lui pareva d’imbroglione +o di matto. Quelle concessioni maledette, +le aveva poi confermate al ritorno del Genovese, +non matto nè imbroglione, ma scopritore +d’un mondo; le aveva confermate nel caldo di +un entusiasmo che per un istante aveva sopraffatto +anche lui. Ma il secondo viaggio, con tutte +le spese che aveva cagionate, con tutte le speranze +forsennate che aveva pel momento deluse, +offriva il buon pretesto per scemare allo +scopritore una somma di privilegi, che parevano +inconciliabili colla maestà del regno. Non c’era +ancor l’oro a botti; c’era un mondo da sfruttare;<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span> +doveva scoprirlo tutto quell’uomo, aver +la sua parte di tutto? Di qui la prima violazione +dei patti stabiliti con quell’uomo, e la licenza +data ad altri scopritori, che già diventavano legione; +di qui tutto il resto, che si compendia in +un ragionamento crudele, ma semplicissimo: +dobbiamo noi lasciare tant’oro ad un marinaio +fortunato, che ce ne ha ritrovata la vena? dobbiamo +noi lasciare tanti privilegi ad uno straniero, +che vuol trattar da pari a pari con noi, +per il fatto che ha indovinata una strada sul +mare? E qui dubbiezze, che la pronta calunnia +convertiva in sospetti; qui malumori che la vigile +perfidia traeva ad ostilità; qui facili sdegni +e dure risoluzioni, seguite da tardi pentimenti, +ognuno dei quali lasciava il suo lievito di rancori +nell’animo di chi aveva dovuto mostrarsi +pentito, e disposto a render giustizia. Ma il re +Ferdinando, diventando a mano a mano più +forte nei consigli della mite Isabella, e già in +via di allontanarne il cuore del suo infelice protetto, +era piuttosto vergognoso che poco desideroso +di mostrarsi sleale. E ancora, vivente la +regina, si dovevano rispettar certe forme; lei +morta, e lui rimasto reggente di Castiglia in +nome della figliuola Giovanna, non c’era più +ragione di rispettar neppur quelle.</p> + +<p>Accolse dunque con fredda cortesia il gran +suddito; ascoltò i lagni del suo vicerè ed almirante +maggiore, senza dargliene i titoli; venendo +al fatto, dichiarò di non potergli rispondere +lì per lì, trattandosi di quistioni complesse, +e da parecchio tempo malamente intricate. Erano +giuste tutte le offese ch’egli diceva esser fatte +ai suoi privilegi, con le patenti date ad altri<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +scopritori, ad altri governatori? C’era per tutte +queste faccende un Consiglio delle Indie. I re, disgraziatamente, +non potevano sapere appuntino +ogni cosa, bastando loro di vigilare dall’alto, +perchè ad ognuno fosse facile sostener sue ragioni. +Don Cristoval sosteneva che il Consiglio +delle Indie gli fosse nemico. Come disingannarlo? +come sincerarsi che si apponesse al +vero? Doveva il re sciogliere il consiglio delle +Indie, in tal dubbio, e per una accusa di parte? +Non potendo scioglierlo, poteva prender licenza +di non rispettarlo? Questioni complesse, questioni +intricate; ci sarebbe voluto un arbitro, +per vederci chiaro, e proferire un giudizio.</p> + +<p>Don Cristoval si appigliò per disperato a quest’áncora +di salvezza. Un arbitro, sì, lo accettava. +E perchè non sarebbe stato il vescovo di +Palencia, testè nominato arcivescovo di Siviglia, +ma non ancora andato ad occupar la sua sede? +Era lì, sotto la mano, il buon Diego di Deza, dottissimo +uomo, savio, e prudente. Parve ottimo +anche al re Ferdinando, che con questa trovata +aveva l’aria di concedere ogni cosa. Intanto si +levava di torno un argomentatore importuno; e +guadagnava tempo, che era l’essenziale. Piglia +tempo e camperai.</p> + +<p>Ma l’arbitro, che era parso a tutta prima un +tocca e sana, non rimediava a nulla di nulla. +Sarebbe bisognato anzi tutto distinguere, stabilir +chiaramente le materie su cui dovesse esercitare +la sua autorità. Ferdinando intendeva su +tutte; non così l’Almirante. Questi accettava l’arbitro +per ciò che riguardava i suoi diritti sull’entrate +delle Indie, arretrati da computare, redditi +da stabilire pel futuro. E ci fosse anche da<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +dare un taglio, per amor di pace; l’Almirante +non voleva piatire per una questione di denaro; +che anzi, senza arbitrato, si sarebbe rimesso +alla coscienza del re, e solamente accettava l’arbitrato +perchè il re non voleva far lui, per tema +di apparir giudice e parte. Ma egli, l’Almirante, +non poteva egualmente sottoporre ad arbitrato +i suoi titoli di vicerè, d’almirante maggiore, di +governator generale, coi privilegi annessi e connessi, +i quali ancora di recente erano stati offesi +coll’invio dei tre vescovi, senza averlo pure +consultato.</p> + +<p>—Queste,—diceva egli,—sono mie dignità, +regolarmente conseguite e guadagnate con l’opere +mie a pro’ della vostra Corona. Che se io +ne facessi getto, e mi adattassi a rinunziarne +solo una parte, lascerei credere di avere in alcuna +cosa demeritato del regio favore, o di non +esserne stato mai degno. E se io ne son degno, +perchè dispogliarmi? La forza può tutto, ed io +cederei alla forza; ma potrei appellarmi alla divina +giustizia, presso a cui, nella gloria che alle +sue virtù era dovuta, siede ora la nostra regina. +Che direbbe ella, vedendo così deluso il suo volere +e non mantenuti i patti da lei liberamente +sottoscritti? Perchè i suoi voleri sian rispettati, +non è stata nominata una Giunta degli scarichi?—</p> + +<p>Don Cristoval toccava un tasto assai delicato. +Castiglia e Leone vegliavano gelosamente +alla custodia dei loro diritti. Nel matrimonio +della loro regina col re di Aragona si preparava +la unione delle due parti di Spagna in un +solo reame; ma per intanto, uniti i sovrani, restavano +distinti i diritti; nè il regno più vasto<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +voleva essere assorbito dal più piccolo. Morta +la regina di Castiglia e Leone, sotto colore di far +rispettare gli obblighi che per isgravio di coscienza +avesse ella potuto assumere in suo vivente +(e qui si vedeva la mano del clero di Castiglia, +le cui ragioni di classe si confondevano +con quelle della patria dignità) era stata istituita +quella Giunta, intitolata degli “scarichi della coscienza +regale„, che doveva nel fatto riuscire +a freno del re Ferdinando, nel tempo della sua +inevitabil reggenza in Castiglia. E quell’uomo +ch’era tuttavia così potente per far pesare la +sua autorità nelle cose d’Europa, sostituendo +nella lontana penisola italiana il predominio +spagnuolo al predominio francese, non poteva +egualmente far pesare la sua volontà sul reame +di Castiglia. Ne era il reggente, finchè non giungesse +la figliuola Giovanna, col suo giovine marito, +ad assumere la corona d’Isabella; e una +giunta <i>de los Descargos</i> teneva infrenato il reggente. +Casistica politica dei tempi; e a qualche +cosa serviva.</p> + +<p>Ferdinando aveva avuto comune con Isabella +il titolo di Cattolico; ed era naturalmente devoto. +Meglio sarebbe stato aver religione, pensare che +ogni promessa è debito, e che ogni debito è sacro. +Egli tentò in quella vece di persuadere l’ostinato +avversario a recedere dalle sue pretensioni, +accettando un gran titolo di nobiltà e un +vasto dominio in Andalusia; Carrion de los Condes, +niente di meno. Ma Cristoforo Colombo non +s’era mosso per ricchezze e per titoli; bensì per +l’onore del suo nome, che oramai era vincolato +alle dignità conseguite. Ricusò dunque dominii +e marchesati; al re Ferdinando non rimase altro<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +che di chinare la testa, passando sotto il giogo +<i>de los Descargos</i>. Giogo soave, per altro, e con +cui si guadagnava tempo, assai tempo, fin oltre +il bisogno. Quel vecchio ostinato, rotto nella salute, +non avrebbe mica voluto durar tanto da +veder la Giunta degli Scarichi della coscienza +regale metter fine ai suoi delicatissimi uffici. +Era composta di gran signori, chiesastici e secolari: +ferma nell’opporsi alle prepotenze del re +su Castiglia e Leone, non poteva sentire ugual +voglia di render giustizia ad uno straniero, il +quale pretendeva titoli e privilegi non mai ottenuti +in tal copia nè con tale pienezza da alcun +suddito di Castiglia, di Leone, d’Aragona.</p> + +<p>Bene si avvide Cristoforo Colombo, che da +quella parte non c’era niente a sperare. Passavano +i mesi, e la Giunta studiava ancora, o diceva +di studiare. Nè per altra via aveva potuto +smuovere il re, quantunque le buone parole non +mancassero mai. E giunto così alla primavera +del 1505, dopo aver scritto in quel modo che +sappiamo al conte Fiesco, suo compagno di gloria, +così scriveva desolato ad un altro amico, a +Don Diego di Deza, fatto arbitro un istante, ma +senza frutto, della sua querela col re.</p> + +<p>“Pare che Sua Altezza non estimi a proposito +di mantenere le promesse, da lui e dalla regina, +la quale or si trova nel sen della gloria, ricevute +sotto la lor parola e sotto il loro sigillo. +Opporsi al volere di lui sarebbe un lottar contro +il vento. Io ho fatto tutto ciò che dovevo; +lascio il resto a Dio.„</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_IX" id="Capitolo_IX"></a><span class="chap">Capitolo IX.</span><br /><br /> + +Spera di sole.</h2> + + +<p>Segovia, nella Vecchia Castiglia, poco distante +dalle falde settentrionali della Sierra di Guadarrama, +è una città nobile e bella, come tutte le +città molto antiche di qualsivoglia paese, che +possono piacere e non piacere, secondo i gusti +e gli umori, ma che bisogna accettar come +sono. A buon conto l’avevano per bellissima +i suoi dodicimila abitanti del 1506, tenendosi +molto della sua zecca, che era la più vecchia +della Spagna; delle sue diciotto chiese, compresa +la cattedrale di stile tra gotico e moresco, +non meno decorosa del duomo di Salamanca, +e provveduta d’un campanile a gran +pezza più alto; finalmente del suo Alcazar, saldamente +piantato su d’una roccia dominante, +antico soggiorno dei re Mori, e per allora della +Corte spagnuola, nomade al solito, e già meditante +il suo trapasso a qualche città meno antica, +forse, ma più adatta a ricevere i nuovi sovrani +di Castiglia, il cui arrivo dalle Fiandre si +sperava sempre imminente.</p> + +<p>L’orgoglio di Segovia era il suo acquedotto<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span> +romano, di cento e sessantun arco, in due file +sovrapposte, tutti di pietre riquadrate e senza +cemento. L’aveva fatto costrurre Traiano, come +i Segoviani affermavano? Poteva essere; ma in +verità non era neanche necessario ricorrere a +quel virtuoso imperatore, nato Spagnuolo, per +intendere il fatto di quella maraviglia d’arte in +Ispagna, essendo nota la imparzialità Romana +in materia edilizia, e l’usanza costante di decorare +di grandi opere di pubblica utilità ogni +parte più lontana del vastissimo impero. L’acquedotto +di Segovia non aveva altro torto che +di fare tropp’ombra in certe strade della città +per cui veniva a passare, tragittandosi dall’una +all’altra delle due colline su cui ella era fabbricata, +in forma di nave, a cui il fiumicello Eresma +faceva uffizio di chiglia. Ma è detto che ogni +gloria si paghi; e Segovia pagava la sua gloria +a quel modo, come pagava la sua sicurezza antica +con un giro di mura turrite, aperte da sette +porte, quattro delle quali mettevano ad altrettanti +sobborghi. Donde si vede che fin d’allora +Segovia non capiva in sè stessa. E faceva mostra +d’un’insolita animazione, in quella fine +d’inverno del 1506, tra tanti fumi di grandezze +cortigiane, quasi non sentendo più il freddo, +ignorando perfino di avere tra le sue mura, all’ombra +dell’acquedotto di Traiano, un grand’uomo, +ma grande davvero, e non di quelli che +si distinguevano per classi.</p> + +<p>Povero grand’uomo, a sessant’anni già vecchio, +mani e piedi rattrappiti dalla gotta, senz’altra +energia che degli occhi sfolgoranti, senz’altra +gioventù che della bocca, rimasta sempre +bellissima! Stava a letto la più parte del giorno,<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span> +poichè quell’anno l’inverno s’era mantenuto rigidissimo, +invadendo anche ed usurpando i principii +della primavera; ond’egli, latinista impenitente, +soleva dire col suo malinconico sorriso: +“<i>in cauda venenum</i>„. Per poche ore, intorno al +mezzodì, alzatosi con grave stento da letto, cercava +di reggersi in piedi; per riflessione, diceva, +e per avvezzarsi ad uno sforzo maggiore che +un giorno o l’altro avrebbe dovuto pur fare. +Intorno a lui poca gente: anzi tutto il figliuol +suo Fernando, caro adolescente sui diciassette +anzi, a cui traluceva dagli occhi la mestizia pensosa +di una esistenza già provata alle sventure, +e fors’anche il dolore profondo di non vedere +accanto al padre venerato una madre ond’egli +non aveva avute mai le carezze; indi un uomo +di matura virilità, l’Aiace Telamonio d’un’altra +Iliade, don Bartolomeo Colombo, uomo di poche +parole e di molti fatti, più conosciuto sotto il +nome di Adelantado, come a dir podestà, governator +di provincia, prefetto; finalmente Geronimo, +un marinaio fedele, che faceva i servigi +della casa, e troppo spesso non avendo da far +nulla, s’industriava a tener vivo con poche legna +uno scarso fuoco, insufficiente a riscaldare +la cameretta del signor vicerè delle Indie. Che +freddo in quella casa! che tristezza, più dura a +gran pezza del freddo!</p> + +<p>Ma un po’ di calore, un po’ d’allegrezza doveva +penetrare anche là dentro. Irrompevano, con un +raggio di sole mattutino, tre visitatori inattesi; +un cavaliere di bell’aspetto, uno scudiero, un +adolescente vestito da mozzo, ma con figura di +paggio. Erano venuti con grossa scorta da Barcellona, +per la via di Lerida e di Saragozza; ma<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span> +passata la Sierra di Guadarrama, ne avevano +rimandata una parte, per non lasciar troppo +scarsa di numero la marinaresca del <i>Paradiso</i>, +di quella bella nave che li aveva portati fino a +Barcellona, e che laggiù, in quel massimo porto +di Catalogna, doveva aspettarli.</p> + +<p>Non venivano ad accrescere il numero delle +bocche in quella povera casa, dove sicuramente, +non che mancasse il superfluo, scarseggiava +il necessario. Erano viaggiatori che potevano +smontare alla migliore <i>posada</i> di Segovia, e +prender magari un palazzo in affitto, se la folla +dei gentiluomini e dei servitori di Corte avesse +lasciato in quei giorni un posto conveniente a +nuovi ospiti. Restando accanto al signor Almirante +non sarebbero stati altrimenti a carico +della famiglia, dove anzi portavano un po’ d’agiatezza, +e per intanto un raggio di sole; raggio benefico +insieme e crudele, poichè metteva più in +chiaro la nudità desolata d’una casa da poveri.</p> + +<p>Alla vista di messer Bartolomeo Fiesco si rianimò, +ed anche si commosse vivamente, il disgraziato +vicerè delle Indie. Aveva stretta fra +le sue braccia la testa dell’amico, l’aveva baciato +e ribaciato sulle guance, come un padre +il figliuol suo prediletto.</p> + +<p>—Che Iddio vi benedica, conte Fiesco!—diss’egli, +con voce mezzo soffocata da lagrime di +tenerezza.—Ecco, vedete? è il primo raggio di +sole che ci risplende, dopo tanti giorni di nuvole. +Anche la primavera vuol mostrarsi, ora +che voi ci arrivate. Ah, come siete stato buono +a muovervi per me!</p> + +<p>—Poteva dubitarne Vostra Eccellenza?—rispose +il capitano Fiesco.<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span></p> + +<p>—Lasciate i titoli;—riprese Cristoforo Colombo.—Non +me li dà Ferdinando; potete sopprimerli +Voi.—</p> + +<p>Non pareva al capitano Fiesco che il discorso +del signor Almirante fosse conforme ai sani precetti +della logica; e non volle lasciarlo passare +senza protesta.</p> + +<p>—Ecco,—diss’egli,—il re Ferdinando può +molte cose, e potrà anche questa. Ma non possiamo +sopprimerli noi, i vostri titoli, noi che vi +abbiamo seguito, noi che abbiamo veduto come +sapeste meritarli. Tornando a lui, siamo qui +sulle terre del Cid; ed è venuto con me frate +Alessandro, il quale saprà dirvi in canzone come +fosse riconoscente un altro re ad un altro valentuomo.</p> + +<p>—Eh, ci pensavo infatti, alla ricompensa che +ebbe il valoroso don Rodrigo di Bivar dal suo +re don Alfonso;—disse frate Alessandro, accostandosi +al capezzale dell’infermo.—Mi astenevo +dal parlare, per sentimento di rispetto. Mi +permette ora Vostra Eccellenza che io le baci +la mano?</p> + +<p>—La guancia, buon frate, e siate il ben venuto +anche voi;—rispose l’Almirante.—E mi +pare, in tanta contentezza, di non sentire già +più i miei dolori. Ospiti antichi e molesti, vorranno +cedere il posto ai nuovi e cari che la provvidenza +m’invia? Mi alzerò certamente un po’ +prima del solito. Ma quel ragazzo.... quel giovinetto +che è laggiù.... Oh, sarebbe vero? il mozzo +Bonito?—</p> + +<p>Il mozzo si fece innanzi a sua volta; grazioso +adolescente, vestito alla marinaresca, di panni +grossolani e mal tagliati, ma dai quali prendeva<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span> +disgraziatamente più spicco la sua bella faccia +vermiglia, inghirlandata dalle indocili ciocche +dei capelli neri abbastanza arruffati.</p> + +<p>—Sicuro,—diceva intanto il capitano Fiesco,—ecco +il mozzo Bonito che avrebbe potuto venire +in veste da paggio, ma si è fitto in capo +di non indossare altri abiti che questi, per ripresentarsi +al cospetto del suo Giocomina.</p> + +<p>—Che idea! che idea!—mormorò l’Almirante, +mentre, avendo presa la mano del mozzo, +se la recava alle labbra, come in altri tempi la +mano regale d’Isabella di Castiglia.—Venire +fin qua!... tra questa gente.... a rinfrescare certe +memorie dolorose!...</p> + +<p>—Ha voluto;—rispose il capitano Fiesco;—ha +voluto così, e non c’è stato verso di fargli +cambiar proposito.</p> + +<p>—Ebbene,—sentenziò l’Almirante,—sia +fatta la volontà.... delle dame. Non è così che bisogna +dire? E vi ringrazio con tutto il cuore, o +mozzo Bonito. Perchè qui, naturalmente, l’abito +fa il monaco, e non bisogna dir nomi, nè scoprire +segreti.</p> + +<p>—Così è, Giocomina;—rispose il bel mozzo, +arrossendo;—resti il segreto, che mi ha permesso +di accompagnare il conte Fiesco. Potevo +io lasciarlo venire solo da voi? mentre il mio +desiderio più vivo era quello di vedervi ancora +una volta, e di portarvi l’attestato della mia gratitudine?</p> + +<p>—Gratitudine! da Voi.... mozzo Bonito? E Voi, +e i vostri, non avreste piuttosto ragione di maledirmi?—</p> + +<p>Così parlava, non senza sospiri, lo scopritore +di Haiti, mentre l’immagine di un popolo<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span> +distrutto si affacciava agli occhi della sua mente +turbata.</p> + +<p>—Non dite, Giocomina, non dite!—ripigliò +il mozzo Bonito, inginocchiandosi alla sponda +del letto e prendendo amorosamente tra le sue +morbide mani il pugno rattrappito del vecchio +glorioso.—Tuttavia vi han reso giustizia, i figli +d’Itiba; in Voi tutti hanno venerato un messaggero +del cielo. Le vostre intenzioni erano pure; +ed io ora posso riconoscere che erano sante.</p> + +<p>—Amore vi ha illuminato, o mozzo Bonito, +dandovi la conoscenza del Dio unico e vero. +Fidiamo in lui;—conchiuse l’Almirante.</p> + +<p>—E speriamo, per conseguenza;—soggiunse +il Fiesco.—Non è già perduta ogni speranza?</p> + +<p>—La speranza è l’ultima a morire;—disse +l’infermo.—Ma ce n’è così poca.... così poca!</p> + +<p>—Vediamo, signor Almirante; lasciate che ne +giudichi anch’io. E per cominciare, permettete +che io vi faccia qualche domanda.</p> + +<p>—Fate, amico mio, fate; son pronto a rispondervi.</p> + +<p>—Da chi aspettate giustizia? dal re Ferdinando?</p> + +<p>—È l’unico oramai, a cui mi possa rivolgere, +poichè la regina è nella gloria di Dio. Aspetto +giustizia, ed egli la nega; giurando di volerla +fare, la nega, proponendomi gran dominio e +titolo di gran nobiltà in Ispagna, purchè io rinunzi +agli uffici, alle dignità che sono la mia +proprietà e la mia gloria. Mi sono richiamato +alla sua lealtà, ma inutilmente; è uno sleale, +quel re. Ho invocata la santa memoria della +regina, che non poteva essere offesa col violare +le sue volontà, col tradire le sue intenzioni. E<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span> +così siam venuti al partito di sottoporre la mia +querela alla Giunta degli scarichi. Sapete che +cos’è?</p> + +<p>—Ne ho sentito parlare abbastanza in otto +giorni di viaggio attraverso Catalogna ed Aragona;—rispose +il capitano Fiesco.—È una +giunta che non iscaricherà nulla di nulla.</p> + +<p>—È anche il mio pensiero, oramai;—riprese +l’Almirante.—E per questo avevo tentato di +questi giorni un’altra via, scrivendo a Diego, +il mio primogenito. Doveva egli offrire in mio +nome a Sua Altezza un patto assai conveniente. +Mi tengano pure per straniero; rinunzierò alle +mie dignità di vicerè delle Indie, di almirante +maggiore dell’Oceano, ma a benefizio del figliuol +mio; egli vada al governo della colonia e delle +altre terre scoperte da me, assistito da un consiglio +di persone scelte tutte quante dal re. A +questo patto io non avrei chiesto più nulla; salvato +l’onore, nient’altro poteva più importarmi, +nessuna ambizione, nessuna vanità, nessuna +idea di tornaconto passarmi pel capo.</p> + +<p>—Ed egli?</p> + +<p>—Ed egli neppur questo ha voluto accettare.</p> + +<p>—Nessuno gli ha parlato per Voi, dei potenti +amici che vi hanno in altre occasioni assistito? +Il Quintanilla? il Santangel?</p> + +<p>—Morti!—rispose Cristoforo Colombo, traendo +un sospiro;—morti come il cardinale di Mendoza, +che fu mio protettore costante, e nella cui +bara dovevo io per grande fortuna essere trasportato +da Siviglia alla Corte.</p> + +<p>—E il nuovo arcivescovo di Siviglia?</p> + +<p>—Diego di Deza? È ancor qui, ma inascoltato. +Ferdinando lo venera, ma facendogli sentire che<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span> +non ha da metter bocca in cose di Stato, specie +ora che c’è una Giunta degli Scarichi, che ha +ufficio di coscienza, e non può essere turbata +da raccomandazioni di nessuno. Anche della +coscienza si giova, il re Ferdinando, anche dell’altrui +coscienza, per offendere la sua propria, +per soffocarne le voci.</p> + +<p>—Questo è dell’indole sua;—disse Bartolomeo +Fiesco;—e servono bene gli scrupoli di +coscienza a coloro che non vogliono por mente +al più grave, che sarebbe quello di non mettersi +in condizione di averne. Ma lasciamo queste +sottigliezze, nelle quali si smarrirebbe anche la +coscienza del vostro umilissimo servo, quantunque +abbia fatto il suo corso di filosofia. I +due Medina, che vi erano tanto amici, che pensano?</p> + +<p>—Non si mostrano alla Corte da un pezzo;—rispose +l’Almirante.—Nè io so in che potrebbero +giovarmi, se pure volessero. C’è la Giunta +degli Scarichi, oramai!</p> + +<p>—E con questa si può chiudere la bocca ad +ogni onesta osservazione?—ripigliò il capitano +Fiesco.—Io non lo credo; e vo’ farne ad ogni +modo l’esperimento.</p> + +<p>—Amico mio, in questa speranza mi ero rivolto +a Voi, ricordando le accoglienze cortesi, +le larghe dimostrazioni di stima che vi aveva +fatte il re, tenendovi in quel conto che meritate.</p> + +<p>—Sì, come parente di Gian Aloise;—rispose +il Fiesco, ridendo.—L’ho ben capito io, il suo +giuoco. Gian Aloise è un gran signore, ha voce +in capitolo laggiù, ed anche più verso qua, nei +consigli del re Cristianissimo. Mostrarsi cortese +ai Fieschi era un bell’accorgimento, ed assai<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span> +naturalmente suggerito al re Cattolico, che correva +il rischio di perdere la corona di Castiglia +e Leone, se il re Cristianissimo non concedeva +la sua amicizia a lui, ma in quella vece a Filippo +d’Austria e alla consorte Giovanna. E chi sa? +forse ancor oggi Ferdinando può credere la partita +non del tutto perduta, ed un Fiesco esser +buono ancora a qualche cosa. Vedremo, vedremo;—soggiunse +il conte, che pareva riscaldarsi +al giuoco anche lui.—Certo, se la +parola di un uomo può servire a vincerne un +altro, io dirò quella parola. Ma in verità, avrei +più fede nell’efficacia d’una parola di donna.</p> + +<p>—Di donna! e di qual donna?</p> + +<p>—Di una gran donna; d’un miracolo di donna; +della donna che vinse per Voi una battaglia campale. +Rammentate, signor Almirante?... Quando +i vostri alti disegni stavano per naufragare tra +gli ostacoli messi avanti dai consiglieri della +Corona, e Voi già eravate risoluto di lasciare la +Spagna, quella donna, amata dalla regina, andò +a chiudersi in un convento, non volendo più +uscirne, se la Corona non accettava tutte le condizioni +poste da Voi. La bella prova di amicizia +si seppe, ed onorò grandemente quella donna +nel cospetto del mondo.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco parlava, e la fronte dell’infermo +si era offuscata; gli occhi sfolgoranti si +erano ascosi sotto le palpebre; le vivide labbra, +ultima bellezza di quel volto, contratte in uno +spasimo <a name="tn157" id="tn157"></a><span class="correction" title="originale: d'agoscia">d'angoscia</span> profonda.</p> + +<p>—Beatrice di Bovadilla!—mormorò egli con +un filo di voce.</p> + +<p>—Sì, la marchesa di Moya;—riprese il Fiesco;—la +marchesa di Moya che io vidi a<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span> +Barcellona, nelle solenni accoglienze che vi +erano fatte dalla Corte.</p> + +<p>—Tacete, conte Fiesco, tacete per carità!—gridò +l’Almirante.—Non toccate una piaga mal +chiusa. Per avermi così animosamente protetto, +la nobil creatura ha tanto dovuto soffrire!</p> + +<p>—Caduta in disgrazia, forse?</p> + +<p>—Non già, ch’io sappia, finchè visse la regina. +Ella stessa si allontanò dalla Corte, non +potendo sempre rispondere con quella sua fiera +schiettezza a tutti i miei nemici, che si moltiplicavano +ogni dì, guadagnando anche l’animo di +coloro.... a cui non si poteva rispondere. Così, +sdegnata con tutti, si ritirò nei suoi dominii; ed +anche, io penso, sdegnata con sè, col suo nome. +Anima eccelsa! Voi non ignorate di qual sangue +ella sia; voi ricordate che se una Bovadilla +fu l’angelo tutelare della impresa a cui mi ero +votato, fu un Bovadilla lo sgherro che mi ribadì +le catene ai polsi, quelle catene che non mi abbandoneranno +mai più. Voi le metterete nel mio +feretro, Adelantado, mio buon fratello; e tu, Fernando, +figliuol mio. Me lo avete promesso con +giuramento. Io le ritroverò, nel gran giorno; +con esse mi presenterò al Giudice eterno....</p> + +<p>—Sì, sì, chiunque di noi Vi sopravviverà per +disgrazia sua, come per legge di natura, non +vorrà dimenticare i vostri desiderii, nè venir +meno alle vostre volontà;—rispose l’Adelantado, +con burbero accento, che male dissimulava +la interna commozione.—Ma ora non vi +turbate, fratello mio; sapete pure come ciò vi +torni dannoso. E non vogliamo sperar poi che +ne sia molto lontana l’occasione?—</p> + +<p>Un sorriso d’incredulità sfiorò le labbra dell’infermo;<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span> +e un moto del capo accompagnò quel +sorriso.</p> + +<p>—Ah, non la temo;—diss’egli.—Tante volte +l’ho vista da vicino, la morte! Ma vorrei vivere +quanto basta, fossero settimane soltanto, fossero +giorni, per uscirne coll’onor mio, per confondere +i nemici del mio nome, e del vostro. Di operare +altre cose nel mondo non ho più speranza oramai. +Vanno già tutti sulle tracce del Genovese, +e trionfano. N’abbiano inni e corone dalla gran +mentitrice, e conforto, se possono, nel fondo +della loro coscienza. Ma voi dicevate, buon +amico....</p> + +<p>—Volevo chiedervi se la marchesa di Moya +fosse ancora alla Corte. Mi avete detto anticipatamente +di no. Nei suoi dominii, avete aggiunto. +In quali? Moya, che apparteneva al marito, +è in Catalogna. Bovadilla, che appartiene +al suo nome, è in Andalusia; ma lontano da Siviglia, +mi pare.</p> + +<p>—Ed è a Siviglia, la nobil signora;—rispose +l’Almirante;—ma non nel castello de’ suoi padri. +Per quel ch’io ne so, dovrebb’essere nel suo +ritiro prediletto, fra le monache di Santa Chiara.</p> + +<p>—Bisogna parlare a lei, muover lei;—disse +il Fiesco.</p> + +<p>—Lei? ci pensate? per vincere il re?</p> + +<p>—Il re, o la regina;—replicò il Fiesco prontamente.—Lascio +stare il re, a cui pensate Voi, +e che per ora, se è re in Aragona, non è altro +che un reggente in Castiglia e Leone. Sappia +dunque Vostra Eccellenza che i denari del viaggio +da Barcellona a Segovia non me li sono +spesi troppo male, e del mio tempo ho usato +con un certo giudizio. Alle <i>posadas</i> ho discorso<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span> +con ogni sorte di gente, popolani e signori, e +preti e frati, e monache e soldati. C’è un’altra +querela in campo, che al re Ferdinando pare +assai più grave della vostra, e che per lui certamente +è più fiera. Essa era già forte negli ultimi +giorni di vita della regina Isabella, a cui +si voleva persuadere di lasciar reggente in Castiglia +il re suo marito, finchè giungesse alla +maggiorità il figliuolo di Giovanna. Era un bel +colpo, che escludendo dal trono la figlia e il suo +giovane marito, assicurava ancora un quindici +anni di regno a danno della figlia e del genero. +Ma la regina non ha voluto fare quest’offesa a +sua figlia; non ha voluto con un atto simile di +materna crudeltà ribadire alla povera Giovanna +il nome di pazza, che i cortigiani di Ferdinando +non si son peritati di affibbiarle. Nel fatto la povera +Giovanna non è pazza se non d’amore per +il suo maritino troppo bello. Gran colpa! anche +Isabella si ricordò di aver amato il suo Aragonese, +credendolo tutt’altro da quello che ben +presto si palesò, astuto, bugiardo e senza cuore. +Ma lasciamo stare gli aggiunti, che a far le cose +in regola dovrei dargliene troppi. Sta il fatto che +la regina non acconsentì al disegno di una reggenza +prolungata in quella forma; e fece bene; +e la nobiltà e il clero di Castiglia hanno avuto +un’altra occasione di lodare il gran senno della +regina Isabella, come l’amor suo intelligente +per il popolo che Dio le aveva concesso in governo. +Lei morta, e fallito il colpo della lunga +reggenza, Ferdinando non si adatta alla breve: +tenta il re di Francia, che a lui, non al genero +Austriaco, assicuri la propria alleanza; un’alleanza +che Ferdinando farebbe tosto balenare<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span> +davanti agli occhi di Castiglia, per trarla ai suoi +desiderii.</p> + +<p>—E a far riconoscere pazza la figliuola, non +è vero?—domandò l’Almirante, che seguiva +con molta attenzione il ragionamento del capitano +Fiesco, tanto largamente istruito in viaggio.</p> + +<p>—Così è, signor Almirante. Ma il re di Francia +sta sul tirato; dà buone parole a Ferdinando, +come Ferdinando a Vostra Eccellenza; nel fatto +non vuol rendere un così grande servizio al suo +caro rivale di predominio nelle cose d’Italia. Ed +ecco un giuoco doppio, che forse si prepara per +noi; o persuadere al re Luigi di concedere la +sua alleanza al re Ferdinando, come più vecchio, +e più da lui sperimentato in tanti incontri, piacevoli +e spiacevoli che fossero; o persuadergli +di riconoscere Giovanna e Filippo, legittimi sovrani +di Castiglia, ed allearsi con loro. Dell’accordo +con Ferdinando avrebbe forse buone ragioni +il re Cristianissimo, se davvero non vuol +contesa col re Cattolico nelle cose del reame di +Napoli, e se questi non gli fa ostacolo nelle cose +di Lombardia.... e della nostra povera Genova. +Ma per render possibile un tale accordo, bisognerebbe +che persona amica, in cui re Luigi +molto si fida, mettesse una buona parola.</p> + +<p>—Gian Aloise?—domandò l’Almirante.</p> + +<p>—Lo avete detto, messere;—rispose Bartolomeo +Fiesco.—Ma questa forse è la via più +lunga; la più breve, per noi, sarebbe quella delle +Fiandre.</p> + +<p>—Lontane!—osservò l’Adelantado.</p> + +<p>—Eh, pur troppo; fin che gli sposi regali +stanno laggiù, non regnano qui, e c’è poco da +sperarne, anzi nulla. Ma io ho anche sentito<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span> +dire che si dispongano a calare in Ispagna. +Forse l’inverno così lungo, e non largo che di +fortunali nel golfo di Biscaglia, è cagione del +loro indugio a risolversi. Ma pensate, messeri, +se Giovanna di Castiglia viene ad occupare il +trono di sua madre, che novità potranno essere +per tutti! Ella sola può sgravare la coscienza +regale, senza mestieri d’una Giunta che par +fatta a posta per guadagnar tempo al re d’Aragona, +e che del resto, vagliando minutamente +ogni atto della defunta regina, cercherà sempre +di intenderne l’animo con tutte le restrizioni +possibili. Per me, il miglior modo di sgravar la +coscienza regale è quello d’intenderla nel suo +senso più largo, rispettandone gli atti, mantenendone +le promesse. E sarà questo per la +nuova regina il miglior modo di onorar la memoria +di sua madre, mostrandosi degna di lei.</p> + +<p>—Questo dovrebbe essere;—notò l’Almirante.—Ma +sarà?</p> + +<p>—Dobbiamo sperarlo; dobbiamo esplorar l’animo +della nuova regina, se è risoluta di occupare +il suo regno. E chi più forte sull’animo +suo della marchesa di Moya, che fu dama d’Isabella, +ed ha conosciuto Giovanna bambina? +Beatrice di Bovadilla, che sa tutto, può istruirla +di tutto.</p> + +<p>—Ma non vorrà la nuova regina mostrarsi +troppo ligia a suo padre?—domandò l’Adelantado.—Almeno +sui principii del regno?</p> + +<p>—Questo non crederò io;—rispose il Fiesco.—Troppe +ragioni dividono la figlia dal padre, +ricordi d’offese antiche, ed offese recenti. +Volete Voi che Giovanna s’inchini ai voleri di +suo padre, ne sposi i rancori e ne faccia sue le<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span> +vendette, rammentando ch’egli voleva farla apparire +incapace di regnare?—</p> + +<p>Bartolomeo Colombo chinò il capo, assentendo. +Se la nuova regina appariva in Castiglia, +niente era perduto. Anche il signor Almirante +riconosceva la giustezza di quella argomentazione; +e riaprendo il cuore alle più vive speranze, +dimenticava ad un tratto i suoi mali. Non +è salute di corpo senza gioia di spirito: dove +questa risplende, se ne illumina l’altra, e rivive.</p> + +<p>—Avete ragione;—diss’egli.—Giovanna +sola può render giustizia.</p> + +<p>—Si parli dunque a Beatrice di Bovadilla;—riprese +il capitano Fiesco.—Se la nobil signora +si rammenta di ciò che ha fatto per Voi, non +vorrà certamente lasciar l’opera sua incompiuta.</p> + +<p>—Ahimè! si rammenterà ella?—esclamò +l’Almirante, traendo un sospiro.—Dopo quelle +catene, ella non mi ha più riveduto; nè io ho +cercato di avvicinarla.</p> + +<p>—V’intendo, messere; si frapponeva tra Voi +e donna Beatrice la torbida figura dello sgherro. +Ma credete Voi che Beatrice di Bovadilla potesse +mutarsi da quella di prima perchè il suo +indegno fratello vi faceva una guerra codarda +quanto feroce? Avevate Voi offeso quell’uomo, +perchè l’onor della casa facesse tacere nel cuor +suo le voci dell’antica amicizia?</p> + +<p>—Ben dite;—ripigliò l’Almirante.—E Voi +certamente la giudicate com’ella si merita, la +mia buona protettrice. Ma dopo tanti anni passati!... +Anch’io, trattenuto da tante paure, non +ho più osato presentarmi a lei. La morte orribile +di quell’uomo ne fu anche cagione. Pure,<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span> +Iddio mi è testimone che io avevo fatto quant’era +da me, per la salvezza di quell’uomo, che +era suo fratello, e cristiano.</p> + +<p>—Iddio lo vide, e quanti avevano orecchi a +San Domingo lo seppero;—aggiunse il Fiesco.—Lo +seppero, prima che i loro occhi vedessero +la tempesta da Voi annunziata imminente. Ciò +che fu saputo e visto laggiù, non rimase ignoto +in Castiglia; ne è giunta notizia anche a lei, non +dubitate.</p> + +<p>—E sarà stato il mio premio;—ripigliò Cristoforo +Colombo.—Ma da lei non mi venne una +parola; e il tempo, che passa su tutte le cose +umane, avrà cancellato dal cuore della nobil +signora anche il nome del marinaio Genovese.... +dell’Almirante del mare Oceano;—soggiunse +egli, abbassando la voce, e fremendo involontariamente +al ricordo.—Chi lo richiamerà alla +mente di lei?</p> + +<p>—Io, signore;—rispose il capitano Fiesco;—io +che ebbi l’onore di parlarle, dopo il primo +e dopo il secondo viaggio. Vorrà ricordarsene, +spero, non essendo io l’ultimo degli uomini, e +il nome dei conti di Lavagna potendo essere +un buon passaporto al più umile della casata. +Andrò dunque io, col mozzo Bonito, se egli +vorrà accompagnarmi;—aggiunse egli sorridendo.—E +glielo consiglio con tutta l’anima, +poichè la più nobile creatura del nuovo Mondo +avrà occasione di conoscere la sua più degna +sorella del vecchio.—</p> + +<p>Sorrise il mozzo Bonito, stringendosi con atto +modesto al petto del suo dolce signore. Sorrideva +anche il sole alla domestica scena, mandando +un raggio più vivo nella povera stanza,<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span> +che parve per un istante una reggia; e gli occhi +dell’Almirante sfolgoravano di gioia.</p> + +<p>—Voi recate la primavera con Voi, mozzo +Bonito;—diss’egli.—Non ho mai visto così +bello il sole, dacchè sono arrivato a Segovia. +Iddio ha condotto qui il nostro amico; Iddio +m’aveva bene ispirato a chiamarlo.</p> + +<p>—Iddio ne assista sulla via di Siviglia;—conchiuse +il capitano Fiesco.—La giornata è +buona; ringraziamolo intanto di questa.—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_X" id="Capitolo_X"></a><span class="chap">Capitolo X.</span><br /><br /> + +“Soy Bovadilla„.</h2> + + +<p>Siviglia, la bellissima Andalusa, è lontana da +Segovia un buon tratto. Intercedono due catene +di montagne, la Sierra di Guadarrama e la Sierra +Morena; ma dall’una all’altra corre tutta la +Nuova Castiglia, con le valli del Manzanare, del +Tago e della Guadiana, con le città di Madrid, +di Toledo, di Ciudad Real e Calatrava. Inoltre, +varcata la Sierra Morena, non si può dire di +essere a Siviglia, poichè c’è ancora da toccar +Cordova, e da seguitare per molte miglia il corso +del Guadalquivir, tortuoso fiume se altro fu mai. +Viaggio lungo, adunque; assai lungo in quei +tempi, che bisognava farlo a cavallo; più lungo +per il capitano Fiesco, che aveva gran desiderio +di far presto.</p> + +<p>Per fortuna, ed aiutando alla fortuna la previdenza +del cavaliere, egli aveva ritenuta con +sè una parte degli uomini che lo avevano accompagnato +da Barcellona a Segovia. I lunghi +viaggi erano resi allora più difficili dalla poca +sicurezza delle strade; onde, a cansare i cattivi +incontri, bisognava andar bene accompagnati, +ed armati di tutto punto. Non accadeva nulla;<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span> +e si poteva anche dire “precauzioni inutili!„ a +viaggio finito. Ma erano state appunto le precauzioni +inutili, quelle che avevano tenuto lontano +il pericolo. Ora il capitano Fiesco, che viaggiava +volentieri da solo, non credeva di aver +troppa compagnia con cinque uomini di scorta, +compreso il frate scudiero, perchè conduceva +con sè il mozzo Bonito, luce degli occhi suoi, +come si diceva in Italia, anima dell’anima sua, +come si diceva in Ispagna. E il capitano Fiesco, +per non usar preferenze, diceva spesso e volentieri +in un modo e nell’altro.</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla viveva ritirata presso le +monache di Santa Chiara, dove già una volta, +quattordici anni addietro, era andata a rinchiudersi, +in un impeto di generoso sdegno per la +guerra sleale che si faceva al promettitore d’un +mondo. Viveva da gran signora, come avrebbe +fatto in ognuna delle sue terre, ma contentandosi +di poche stanze, per sè e per le sue donne +di servizio; piccola noia dopo tutto, e mancanza +di spazio nemmeno avvertita. La gran dama, +quanto è più dama, ed ha più vasto il palazzo, +più vive ristretta nel suo quartierino, nel suo +salotto, nel suo oratorio, nella sua cameretta +da lavoro, dov’ella pensa e sogna, assai più che +non lavori d’ago o d’uncino.</p> + +<p>Nè faccia maraviglia il ritorno della nobil signora +al convento, per una dimora che pareva +fissa oramai. Accadeva spesso a que’ tempi che +donne d’alto casato si ritirassero ne’ conventi, +per farvi a modo loro una vita monastica. Benemerenze +antiche o nuove, legati, largizioni, protezioni +costanti delle grandi famiglie a questa +o a quella corporazione religiosa, rendevano<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span> +ligio l’ordine ai suoi potenti patroni, e men severa +la regola verso gli ospiti illustri, che cercavano +nelle mura del chiostro la pace dell’anima, +quella pace che il mondo non ha mai data +a nessuno, e insieme colla pace vi guadagnavano +la illusione d’esser fuori del secolo. Vedove, +nubili, orfane d’insigne casato, vi riparavano +come colombelle a rifugio, quali disfatto +il nido, quali non fatto ancora, o disperando, o +disdegnando di farlo.</p> + +<p>Di là dentro la marchesa di Moya aveva sfidati +i nemici dell’uomo che l’amor suo aveva +preconizzato Almirante dell’Oceano; ed anche, +con quell’esempio di costanza, aveva insegnato +fermezza alla sua regale amica e signora, Isabella +di Castiglia. Là dentro era tornata a rifugio, +dopo la morte di don Giovanni Cabrera, +marchese di Moya e gentiluomo di camera del +re Ferdinando. Mal maritata al vecchio soldato, +che in lei aveva veduto uno strumento alla sua +ambizione di cortigiano, male adatta alla vita di +corte, che sempre più, in processo di tempo, le +era occasione di sdegno per tante ingiustizie, di +nausea per tante viltà, la nobile Beatrice di Bovadilla +aveva portate là dentro le sue tristezze, +coll’amara voluttà di raccontarle a Dio, ascoltatore +benigno, consolatore augusto d’ogni orgoglio +ferito, d’ogni ambizione offesa, d’ogni +amore deluso, che lascia intravvedere di là dal +santuario, tra nuvole d’incenso e luccichio di +candele, uno spiraglio del suo paradiso, gloria +inaccessibile ai tristi, calma solenne, perdono +ineffabile, bella vendetta sull’ingiustizia e sulla +viltà della terra.</p> + +<p>Il capitano Fiesco non ebbe più difficoltà d’entrare<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span> +e di ottenere udienza, che non ne avesse +incontrata quattordici anni prima don Alonzo +Quintanilla. Anch’egli, il conte di Lavagna, e il +suo mozzo Bonito, aspettavano di veder comparire +la marchesa alla grata; ma anche per +essi un uscio di fianco si aperse, e Beatrice +di Bovadilla apparve nella sala. Bella ancora, +quantunque presso a quei cinquanta, che più +per le donne non si contano a primavere, ma +disgraziatamente ad autunni! Qualche filo d’argento +screziava i neri capelli, che le uscivano +in lucide ciocche di sotto alla tocca di raso +nero, orlata di trinette d’oro; ma per vedere +l’argento bisognava cercarlo, e di cercarlo non +poteva venire il desiderio in mente, tanto era +fresca la carnagione e scevra di rughe, tanto +nere le sopracciglia, tanto lucenti gli occhi nerissimi, +tanto vermiglio il fior delle labbra. La +volontà si scolpiva in quelle sopracciglia; la intelligenza +lampeggiava in quegli occhi; la bontà +sorrideva da quelle labbra fiorenti. Gran dama +sempre, quasi regina, con la sua lunga veste di +velluto operato, il cui color nero appariva gentilmente +attenuato dal bianco della gorgieretta +e dei polsini di tela di Fiandra, era tale da destar +l’ammirazione divota di chiunque la vedesse, +e da mettere in vena di sonetti il più misero +e stentato tra i poeti d’allora. Il frate scudiero, +a buon conto, avrebbe messo mano alle +canzoni, di cui sempre aveva ingombro il cervello, +e sfrombolata questa quartina per saggio:</p> + +<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza"> +<span class="i1">Nobil donna in negra tocca,<br /></span> +<span class="i0">In gramaglia vedovil,<br /></span> +<span class="i0">Per un bacio di tua bocca<br /></span> +<span class="i0">Daría ’l regno Boabdil.<br /></span> +<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span></div></div> + +<p>Ma il frate scudiero, allora più scudiero che +mai, non era entrato in convento; vegliava in +istrada, aspettando gli ordini del suo grazioso +signore. Beatrice di Bovadilla non ebbe dunque +i suoi versi; ebbe per contro l’ammirazione dei +due visitatori. Uno dei quali, essendo a lei noto, +ottenne la stretta amichevole di una bella mano, +che divotamente baciò; l’altro, in quella vece, +la cui fine bellezza adolescente troppo contrastava +con l’abito modesto del marinaio, ebbe +un’occhiata curiosa, ed anche un po’ diffidente.</p> + +<p>—Siamo in viaggio, signora;—disse il Fiesco, +a cui non era sfuggito l’atto della marchesa +di Moya;—e Vostra Mercede mi perdonerà, se +non ho voluto rinunziare a questa fedel compagnia. +Ho l’onore di presentarvi il mozzo Bonito, +come si chiama ora in Ispagna, come si +chiamò per alcuni mesi di viaggio, dalla Giamaica +all’Europa. Son cose, queste, che ad una +gentildonna pari vostra si possono confidare, +soggiungendo che il mozzo Bonito.... è donna, +e si chiama Juana contessa del Fiesco.</p> + +<p>—Volevo ben dire!—esclamò la marchesa, +avvicinandosi con molta ed affettuosa premura.—Mozzo +Bonito, voi siete tanto bello, da non +poter ingannare del vostro sesso la gente. Bisognerebbe +esser ciechi! Ed io vi consiglio, signora +contessa, di ripigliare la vostra veste di +donna, od altrimenti di tingervi il viso e le +mani.</p> + +<p>—La prima cosa non si può fare, signora +marchesa;—rispose il finto Bonito;—e mio +marito ve ne direbbe le ragioni, se fosse d’alcun +pregio il conoscerle. La seconda l’avrei fatta +ben io, ma col dispiacere di restare alla porta<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span> +del convento. Venire a Voi col viso tinto di carbone +o di pece!... che cosa avreste detto di me?</p> + +<p>—Niente, bel mozzo; ma capisco che avrei +avuto il dispiacere di non potervi baciare, come +ora farò, se permettete, donna Juana mia dolce. +Non ho più grazia, essendo morta la mia gioventù; +ma di bellezza m’intendo ancora, e so +apprezzarla dov’è. Che bei fiori dà sempre l’Italia, +il giardino d’Europa!</p> + +<p>—Sempre, ben dice Vostra Mercede; ma questo +è nativo delle Indie;—rispose il capitano +Fiesco;—delle Indie scoperte da Voi.—</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla era rimasta colpita da +quell’accenno al fior delle Indie, che mal s’accordava +con una bellezza affatto europea; e già +stava mentalmente accozzandolo coll’altro accenno +al viaggio del mozzo Bonito dalla Giamaica +all’Europa. Ma l’ultima frase del conte +Fiesco doveva trarla ad un’altra forma di maraviglia.</p> + +<p>—Da me!—esclamò la marchesa.—Che +dite!</p> + +<p>—Il vero, mia signora;—rispose prontamente +il Fiesco, volgendo il discorso al punto +che più gli premeva.—Se Voi non eravate, se +il vostro alto patrocinio non assisteva il mio +grande concittadino Colombo, sarebbe ignota la +terra dove è nato il mozzo Bonito, e il mare tenebroso +custodirebbe i suoi gelosi segreti.</p> + +<p>—Sarà mia gloria;—rispose con bella semplicità +la marchesa di Moya;—ed io sento qui +tutto l’orgoglio che Voi mi concedete di assumerne.</p> + +<p>—Non io solamente, signora; è il pensiero +costante di don Cristoval. “Senza l’aiuto di quella<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span> +donna sublime, sarei rimasto oscuro ed inutile +uomo„; son queste le parole ch’egli mi diceva +ancora sei giorni fa, nel triste tugurio dov’io +l’ho ritrovato a Segovia.—</p> + +<p>Al ricordo di don Cristoval il volto della marchesa +di Moya si era rannuvolato, e il vivido +sguardo nascosto sotto le palpebre. Ma le ultime +parole la scossero; si dischiusero gli occhi, +e tutto il volto si atteggiò ad espressione +di doloroso stupore.</p> + +<p>—In un tugurio, Voi dite? Molte nuove giunsero +qui, del grande Almirante; non questa, +ch’egli fosse in angustie. Non è egli presso la +Corte?</p> + +<p>—Presso la Corte, sì, e in un tugurio. A lui +fu sempre destino passare accanto alle grandezze, +e trascinare la sua gloria nel fango della +strada. Ricordate? la sventura è con lui. Che +ricompensa abbia ottenuta dei suoi maravigliosi +servigi, non ignorate di certo; nè come sia ritornato +dal quarto viaggio, donde ha recata la +certezza di tant’oro quanto basterebbe a saziare +l’avarizia di dodici Ferdinandi d’Aragona; nè +come duri la slealtà, che lo ha spogliato delle +sue rendite e delle sue dignità; nè come, essendo +morta la regina, gli sia venuta anche +meno la speranza di ottenere quando che sia +la giustizia, che, nobilmente ostinato, continua +a domandare. Delle rendite perdute non si duole, +più che un uomo di gran cuore non abbia a dolersi +di un furto patito: ben si duole delle sue +dignità, de’ suoi titoli, così nobilmente acquistati +com’erano liberamente concessi, di vicerè governatore +delle Indie ed almirante maggiore +dell’Oceano. A questi non rinunzia; questi egli<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span> +vuole; questi domanderà fino all’ultimo soffio +di vita. Non lo ascolteranno gli uomini? Commetterà +le sue ragioni, aspetterà le sue giuste +vendette dal cielo. Ma Iddio, che è fonte di giustizia, +Iddio che ha versato un giorno il tesoro +della sua pietà nel cuore di una donna sublime, +non ispirerà questa donna perchè si muova ancora +una volta a soccorso del grande sventurato? +Egli non ha bisogno di pane. È qui finalmente +un suo vecchio ufficiale, un suo buon +servitore, che farà il debito suo. Ma questo suo +ufficiale, questo suo concittadino, è straniero, e +non può nulla presso la Corte.—</p> + +<p>La marchesa di Moya era stata ad ascoltare +in silenzio, ma non senza sospiri, e con gli occhi +pieni di lagrime.</p> + +<p>—Ahimè!—diss’ella.—Beatrice di Bovadilla +non ha più potere presso il re, poichè la +regina è nella gloria di Dio. Non lo sa, questo, +il signor Almirante?</p> + +<p>—Lo sa, mia signora; e non voleva che per +questo io venissi a pregarvi. Ma io gli ho detto +che la giustizia dee farla chi regna sulla Castiglia. +E sulla Castiglia non regna il re d’Aragona.</p> + +<p>—V’intendo: ma chi dovrebbe regnare sulla +Castiglia è lontano ancora da noi.</p> + +<p>—Amore e pietà non conoscono distanze; e +Beatrice di Bovadilla potrebbe....</p> + +<p>—Perchè vi fermate?—domandò la marchesa.—Perchè, +se volete consigliarmi di andare? +Non è un bell’esempio, questo che Voi mi +date;—soggiunse, mettendo nella tristezza di +quella conversazione la timida nota d’un sorriso.—Andrei, +non dubitate; andrei volenterosa, +ad ogni preghiera che mi venisse da lui.<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span> +Ma per questa volta non sarà necessario andar +tanto lontano come Voi proponete. Ho notizie; +notizie sicure; e restino qui tra noi, ve ne prego, +come la ragione per cui la contessa Juana del +Fiesco diventa in Ispagna il mozzo Bonito.</p> + +<p>—Conoscerete il mio segreto;—disse Juana.—Non +dobbiamo averne con Voi.</p> + +<p>—Ma non sia come prezzo del mio;—replicò +Beatrice.—E il mio sappiatelo subito. La regina +e il re di Castiglia stanno per muoversi.... dalle +Fiandre (diciamo così), cedendo ai voti di tutto +il reame. Nessuno ancora lo sa; il re Ferdinando, +che ne ha timore, crede che la probabilità +sia ancora lontana; spera ancora negli +amori di Francia; e frattanto va trasportando le +tende dall’una all’altra città della Vecchia Castiglia, +per amicarsi il popolo, se gli riesce, e +scongiurar la tempesta. Da Medina del Campo +a Segovia; da Segovia ritornerà indietro a Valladolid; +da Valladolid a Burgos; poi, chi sa +dove? Tanto ha paura di perdere il giuoco del +regno! Questo sappiate per vostro governo, +com’io l’ho da persona amica, che ha veduto +Giovanna. Ma non ne dite nulla; resti chiuso +con sette sigilli.</p> + +<p>—Anche con l’Almirante dovremo tacere?</p> + +<p>—Sì, anche con lui;—disse la marchesa di +Moya.—E non per lui, s’intende, ma per gli +altri che lo avvicinano.</p> + +<p>—L’Adelantado suo fratello!—notò il Fiesco.—Il +suo figliuolo Fernando!</p> + +<p>—Ah, il suo Fernando!—esclamò la marchesa.—Caro +innocente bambino, che ho tenuto +in collo ancor io, come una nutrice; che +ho veduto crescere in bellezza e gravità superiore<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span> +agli anni, quando era paggio alla Corte! +E non c’è altri in casa? nè uomini, nè donne?</p> + +<p>—D’uomini sì, un vecchio marinaio, pei servigi +di casa, che veramente son pochi;—rispose +sospirando il capitano Fiesco.—Di donne, +poi, neppur l’ombra. La casa del signor Almirante +è un convento di Certosini.—</p> + +<p>La marchesa di <a name="tn175" id="tn175"></a><span class="correction" title="originale: Maya">Moya</span> rimase un istante sovra +pensiero; poi scuotendosi ripigliò:</p> + +<p>—Non importa; resti egualmente un segreto +per lui, quel che vi ho confidato. È anche necessario +per l’utile suo. Se anche fossimo sicuri +che nessuno commettesse un’imprudenza, dobbiamo +premunirci contro il pericolo che dal suo +volto trasparisca troppa fiducia, e si trasfonda +negli altri. Ferdinando è sospettoso, e sempre +agli agguati; che almeno egli non sospetti il vero +da una maggior sicurezza delle sue vittime.</p> + +<p>—Ho inteso;—disse il capitano Fiesco.—Bisognerà +parere più contriti e più umiliati che +mai. “<i>Cor contritum et humiliatum Deus non despiciet</i>„ +direbbe il mio scudiero, che ho lasciato +in istrada ad attendermi, e che è, indegnamente +com’egli dice, un frate francescano. Porterò almeno +il vostro saluto al signor Almirante?</p> + +<p>—No, vi prego, neppur questo.</p> + +<p>—Perchè, se è lecito domandarlo? C’è un segreto +anche qui? Una nube, se mai, che sarà +bene dissipare. Tra i nobili cuori non ce ne dovrebbero +essere.</p> + +<p>—Dite bene; ma la nube non c’è.</p> + +<p>—Il segreto, dunque? Lo rispetteremo.</p> + +<p>—Sì, un segreto; ma è quello del mio cuore, +e voglio dirvelo. A voi solo, conte Fiesco, non +avrei osato confessarmi, e neanche al vostro<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span> +francescano, che pure, se sta con Voi, dev’essere +un brav’uomo. Ma c’è qui tra noi una +donna, che mi dà coraggio; che certe cose può +intenderle, e darmi anche ragione. Parlerò dunque: +ma voi ditemi prima una cosa. Perchè +siete venuto a me, facendo a bella posta un così +lungo viaggio da Segovia a Siviglia? Vi ha forse +egli detto....</p> + +<p>—Che siete sempre stata la sua protettrice. +E questo io già lo sapevo.</p> + +<p>—Ed altro non vi ha detto di me? Ed altro +non sapevate Voi?</p> + +<p>—No;—disse il Fiesco, che si era turbato +un pochino.</p> + +<p>Ma c’era tanta asseveranza in quel no, e tanto +candore negli occhi del gentiluomo, che la marchesa +di Moya non ebbe più ombra di dubbio, +e prendendogli la mano ch’egli stava per mettersi +sul petto a testimonio della sua fede, ripigliò +in questa guisa:</p> + +<p>—Vi credo. Del resto, il segreto mio non era +tale per nessuno, alla Corte, nè quando il nostro +amico partiva, nè quando fu ritornato dal +suo portentoso viaggio nell’ignoto. Ho amato +don Cristoval; lo amo ancora, come il mozzo +Bonito deve amar Voi.</p> + +<p>—Oh, bella sincerità!—gridò il mozzo Bonito +in un impeto di ammirazione.</p> + +<p>—Sei tu così sincera, Juana?—disse Beatrice +di Bovadilla.—Allora siamo sorelle. Ti +piace?</p> + +<p>—Mi è caro; ma bada,—rispose Juana,—nella +mia patria questi patti di fratellanza si +suggellano sempre col cambio d’una goccia di +sangue.<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p> + +<p>—Così anche faremo, se sarà necessario;—riprese +Beatrice.</p> + +<p>E tenendo sempre la sua mano in quella di +Juana, così continuò, rivolgendosi al conte:</p> + +<p>—Ho amato don Cristoval, ed ho avuto il +bell’ardimento di confessarglielo. È così bello +amare un uomo, stimandolo primo per ingegno, +per lealtà, per valor vero e per vera grandezza, +che è quella dell’anima! Nessun amore al mondo +è stato più puro del mio; ma l’ho gridato ai +quattro venti, come se fossi io la padrona del +suo cuore. Non ero tale, pur troppo! Quel cuore +s’era dato ad un’altra, non degna di possederlo. +Notiamo per la storia,—soggiunse la marchesa, +accompagnando le parole con un lampo degli occhi, +donde traluceva la memore superbia d’una +celebrata bellezza,—che ciò era stato prima +di conoscermi; ed aggiungiamo che già quella +donna aveva preso ad odiarlo, disconoscendolo. +Tu intenderai queste cose, Juana. L’odio di +quella donna cominciò insieme con una nuova +vita, che ella sentiva agitarsi nel suo seno. Arcani +del sangue, ha detto il gran medico Villalobos, +a cui ne ho domandato più tardi. Rispettiamo +gli arcani, aspettando che altri Villalobos +li chiariscano alle generazioni venture. Quanto +a me, appena seppi di quella donna, andai a cercarla; +non ebbi pace fino a tanto non potei ritrovarla, +per pregarla di ritornare a don Cristoval.</p> + +<p>—Tu hai fatto questo, sorella?—disse Juana.</p> + +<p>—Sì, non era il dover mio?—chiese Beatrice.</p> + +<p>—Vederlo è d’anime grandi, se mai;—rispose +Juana, inchinandosi.—Bacio nella tua +mano l’anima tua.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span></p> + +<p>—Ed anche il mio orgoglio, bada;—replicò +Beatrice.—Perchè questo non manca mai, e +guasta un pochino la tua Bovadilla. Non volevo +l’amor suo intorbidato da un ricordo nemico. +Pensavo ancora che quell’uomo era grande, e +più grande sarebbe divenuto; onde volevo esser +grande ancor io. Avrei desiderato che quella +donna persistesse nella sua avversione; ed ho +usata tutta l’arte mia, tutta la mia pertinacia, +tutta la mia eloquenza per vincerla. Dovevo +esser lieta della mia sconfitta, non ti pare? E +non fu così: n’ebbi dolore; anch’io m’ero inebriata +della mia magnanimità. Fino all’ultimo, +sai? Don Cristoval partiva, e là sulla spiaggia +di Palos incontrai quella donna. Va, le dissi, +prendi una barca, raggiungilo, è tempo ancora +per te di riconquistare il tuo posto onorato. Ricusò, +la disgraziata: e perchè? Questo io non +so, nè l’ho domandato al dotto Villalobos.</p> + +<p>—Amava un altro, forse;—entrò a dire +Juana.</p> + +<p>—L’ho bene pensato. Certo, un altro amava +lei, e per lei faceva pazzie; mio fratello don Francisco +Bovadilla, commendatore di Calatrava. Fu +riamato? Sfruttato, sì, certo, da bisognosi parenti; +ma se ne ricevette un grazie, si potrebbe +anche giurare che una stretta di mano più calda +dell’usato non accompagnasse quel grazie. Io +lo argomento dall’ira che don Francisco serbò +sempre viva contro don Cristoval. Rammentate +con quale accanimento perseguitasse egli il +suo rivale fortunato? rammentate le catene di +San Domingo? Ah, le orribili catene, che hanno +stretti i polsi dell’uomo grande e giusto!... E fu +un Bovadilla, lo sgherro!...<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span></p> + +<p>—Calmatevi, signora!—disse il capitano +Fiesco.—Il signor Almirante dubitò sempre di +aver perduta per quel fatto la vostra protezione. +E ricordava spesso e ricorda ancora che +a don Francisco, se questi avesse voluto ascoltarlo, +avrebbe salvata la vita. Di questo fui testimone, +e potrei star mallevadore ancor io.</p> + +<p>—So anche questo;—rispose la marchesa.—E +gli ostinati nemici dell’Almirante gli han +fatto colpa anche di questa magnanimità. Non +era tempo da tempeste, sentenziarono; l’Almirante +sapeva di non esser creduto; perciò ha +fatto il magnanimo a buon patto. La tempesta, +piuttosto, la tempesta non doveva egli chiamare, +con le sue arti di negromante? E andate a persuadere +gli stolti, quando i tristi hanno parlato! +Nè io mi dolsi per la morte di don Francisco, +se non perchè portava il mio nome. Che dovesse +finir male glielo avevo predetto io, senza aver +arte di magia più del signor Almirante; glielo +avevo predetto io medesima, dopo ch’egli era +andato ad accusarmi al marchese di Moya. Bei +fratelli, non vi pare? Ma torniamo a don Cristoval. +Io piuttosto avevo dovuto temere ch’egli si +fosse troppo volentieri dimenticato di me, per +cagione della mia parentela dolorosa. Ed anche +debbo dirvi dell’altro, che più mi stava sul +cuore? Ero dolente, scorata, avvilita, di vedermi +trattata così male da lui. Male, sì; non è un +male la freddezza, la noncuranza e la fuga? Ed +egli ha sempre sfuggita questa povera Bovadilla +lebbrosa! Come?—continuò la bella marchesa +di Moya, animandosi ai ricordi, e corrugando +le nerissime ciglia.—Io l’amo, e son pronta al +sacrifizio più grande che possa fare una donna<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span> +innamorata, di cedere l’amor mio ad un’altra. +Costei ricusa; io non ne ho colpa; e quell’uomo +dovrebbe esser mio nella pura fede delle anime; +dovrebbe darmi il premio che ho meritato, il +premio d’una schietta parola; qua la tua mano +nella mia, e camminiamo puri, baldi, sereni nel +mondo, ed altrettanto sicuri, io di te, tu di me. +Così la povera Bovadilla intendeva l’amore. Così +non l’ha inteso l’Almirante del mare Oceano. +Si può dir qui, tra gente che l’ama, e che nessun +altri ci senta, ch’egli è stato in ciò molto +minore di sè stesso, cedendo a piccole paure, +a più piccoli scrupoli?</p> + +<p>—Non vi rivolgete al mozzo Bonito;—disse +il conte Fiesco, tentando anch’egli di mettere nel +doloroso colloquio una nota men triste.—Egli +non vi saprebbe rispondere, non essendo nato +in Europa, nè educato dalla prima adolescenza +alle leggi, alle consuetudini, ai riguardi del nostro +mondo decrepito e saggio. Piccole paure? +V’intendo; col vostro gran cuore non ce ne +sono; e molta altezza di sentire, e il rispetto +che meritate, potevano tenervi guardata come +in una rocca inaccessibile. Ma egli, che ha l’anima +grande, poteva temere di non aver così +forte il cuore, e di non poter resistere alla violenza +di un sentimento, che noi tutti sappiamo +come sia indomabile. Qual uomo potrebbe giurare, +amando davvero, di non varcare certi confini? +E allora, vedete, le piccole paure ingigantiscono, +gli scrupoli assalgono, e non sono più +piccoli. Si pensa alle ciarle assassine del mondo, +e si teme per la donna virtuosa, fino a quel +giorno onorata, che l’amor nostro, eccedendo +nelle sue dimostrazioni, che la sua divina bontà,<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span> +non vedendo i pericoli, potrebbero in un momento +offuscare. Io non so nulla di ciò dal signor +Almirante; conosco l’anima sua, e giurerei +che ha pensato così.—</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla stette alquanto in silenzio; +segno che sentiva la forza dell’argomentazione. +Ma non era vinta; ma non aveva vuotata +la sua faretra.</p> + +<p>—Il marchese di Moya morì;—diss’ella +finalmente, senza alzar gli occhi verso il suo +interlocutore, e come proseguendo un suo ragionamento +interiore.—Cessavano gli scrupoli +del leal cavaliere. Bovadilla era sempre Bovadilla; +rimaneva alla Corte, e vedeva ogni giorno +il paggio Fernando, che già tanto somigliava +a suo padre. I maschi per lo più matrizzano; +quello no, era tutto l’Almirante; e Bovadilla lo +divorava con gli occhi, come se fosse stata essa +sua madre. Vi ho detto che il mio terribile orgoglio +era diventato sforzo di non averne più. +L’Almirante tornava dai suoi viaggi: misurato, +severo, studioso di tutti i suoi atti. Intesi i riguardi, +dopo il secondo viaggio; ancora viveva +Giovanni Cabrera, nostro signore e padrone. Ma +dopo il terzo!... dopo le catene!... Ah, gloriose +catene, che del grand’uomo facevano un martire! +gloriose catene, che avrei baciate, e diventavano +sacre, com’è sacro il bacio della donna +che ama! Oh, non mi dite nulla; non ci dovevano +esser nubi, tra noi; nè io dovevo aver +parenti, per lui; non ne avevo avuti, assistendolo +contro tutti. Quel suo contegno fu un colpo +atroce al mio cuore. Egli ama quella donna, +pensai; nè più questo pensiero mi uscì dalla +mente; l’amo ancora, e don Francisco non è<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span> +più; egli ritornerà a quella donna. Che cosa avvenne? +non so. Il favor della Corte gli veniva +mancando sempre più: nè io osai farmi avanti +non chiesta. Incominciavo a credere ancor io +che fosse un delitto, mettermi tra lui e la Enriquez. +La religione, a cui chiedevo conforti, mi +sgomentava anch’essa colla imagine dei diritti +dell’altra Beatrice. Ah, quella donna! è qui, nella +mia vita, come un pugnale nel costato; e non +mi uccide, ma geme di continuo la sua goccia +di sangue nero. E quella donna è l’errore, com’era +già la perfidia: son io, Fernandez di Bovadilla, +son io la donna di don Cristoval, io che +l’ho gridato Almirante del mare Oceano, prima, +assai prima, che altri gli concedesse quel titolo, +il più bello che uomo abbia portato mai sulla +terra. Pensateci, conte Fiesco, voi che lo conoscete +a prova, quel mare. L’Oceano, il grande, +il terribile Oceano; e comandato da lui, che lo +aveva domato, mentre da migliaia d’anni tutto +il mondo ne aveva avuto paura! Moglie dell’Almirante, +avrei fatto tremare molta gente, che +rialzava più baldanzosa la testa. Vivente la regina, +avevo saputo persuaderla ben io, che quell’uomo +non era un avventuriero, e non covava +il tradimento nell’animo. Questo infatti si perfidiava +di lui. Voleva dare le Indie al Portogallo! +le voleva dare a Genova, per vendicarsi di Spagna! +Tutti avevano sentito; tutti avevano veduto; +avrebbero posta la mano sul fuoco. Non +era egli sempre a segreti conciliaboli con Francesco +Rivarola e con Francesco Grimaldi, con +Francesco Doria, con Pantalino ed Agostino Interiani?</p> + +<p>—I suoi amici compassionevoli;—interruppe<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span> +il Fiesco;—i suoi soccorritori nelle angustie, in +cui lo avevano messo le angherie degli Aguadi, +degli Ovandi.... e degli altri.</p> + +<p>—E lo immaginavo ben io. Ma come chiuder +la bocca a tutti? Anche lei, la buona Isabella, +doveva qualche volta porgere orecchio a +tante accuse, che venivano d’ogni parte al suo +trono. E ne piangeva, ora credendo, ora discredendo. +Sai, Bovadilla? mi diceva. Anche questo +si dice; se mi fossi ingannata sul conto del +tuo Genovese!... Mio! anche Vostra Altezza le +crede? È così poco mio, che non mi guarda +nemmeno.</p> + +<p>—Ma egli,—notò il Fiesco,—vi temeva mutata +troppo per lui!</p> + +<p>—E se mai?...—ribattè la marchesa.—Non +dovevo apparir tale, mentre egli seguitava a +tacere? L’obbligo mio era di non attraversarmi +alla Enriquez, di lasciargliela sposare. Non accennava +a questo disegno, la sua deliberazione +di togliere il paggio Fernando dalla Corte, levandomelo +dagli occhi? E perchè non chiamare +con sè il primogenito, destinato un giorno a +succedergli, e perciò meglio indicato ad un viaggio +d’esperimento, che gli facesse conoscere il +suo futuro governo? Questa considerazione non +l’avete fatta anche voi, signor conte?</p> + +<p>—Un caso;—rispose il Fiesco;—un caso +e non altro. Fernando aveva manifestato il desiderio +di accompagnare suo padre. Era un ragazzo +studioso, per l’indole sua meno adatto +alla vita del cortigiano. E su questa semplice +apparenza avete fondata la vostra argomentazione, +donna Beatrice? e siete giunta fino a credere +l’Almirante pacificato colla Enriquez? con<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span> +una donna, che era diventata una immagine? +con una immagine svanita e dimenticata?</p> + +<p>—Dov’è ora quella donna?</p> + +<p>—Non so; certo non è in Segovia; certo non +l’ha egli riveduta dalla vigilia del consiglio di +Salamanca. Son diciott’anni passati.</p> + +<p>—I diciott’anni del mio tormento!—esclamò +la marchesa.—E lunghi, lunghi, troppo lunghi +per questo povero orgoglio!—</p> + +<p>Povero orgoglio davvero, che si stemprava +in un pianto dirotto. Pianse lungamente, la nobil +signora, col viso nascosto tra le palme. E +la contessa Juana, fattasi più presso a lei, con +atti amorosi la veniva accarezzando, la baciava +in fronte, le afferrava le mani, per distoglierle +da quel viso; e consolandola de’ suoi baci, beveva +silenziosa le lagrime della sua sorella europea. +Sapeva anch’essa, la bella figlia d’Haiti, +che le lagrime fan bene, ma a patto che chi ci +ama s’intenerisca con noi.</p> + +<p>A poco a poco donna Beatrice si riebbe; rasciugò +le sue lagrime, levò la fronte e disse:</p> + +<p>—Che rimedio ci vedete voi, conte Fiesco?</p> + +<p>—Rimedio? a che? ad uno stato di cose che +quella donna ha voluto? Quella donna l’ha offeso; +è fuggita da lui; ha perfino rinnegata la +sua creatura. Che ci volete fare? Tanti anni sono +passati oramai! Cade un edifizio, per qualsivoglia +cagione, folgore, incendio, tremuoto. Si può +vedere a tutta prima la necessità, la utilità di +salvarlo. Ma quello che non si è veduto prima, +si vedrà forse più tardi? Sulle vecchie rovine +crescono i cardi, i rovi, le ortiche; tra le vecchie +rovine si appiattan le serpi, e fischiano irritate +al viandante. Si gira largo, e si edifica<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span> +altrove; o non si edifica più in nessun luogo;—conchiuse +il Fiesco, sospirando.—Povero +signor Almirante! la vecchiezza è venuta precoce +su lui.</p> + +<p>—Ma il figlio?... come rimarrà egli, povero +innocente?</p> + +<p>—Il figlio, se ha senno, accetterà la sua sorte, +che è bella ancora, e val meglio di quella che +sorride a tant’altri. Non è egli stato ammesso +a Corte, come già il figlio legittimo di donna Filippa +Mogniz? Un decreto sovrano ha nobilitato +quel ragazzo, e cancellato il vizio d’origine. +Vizio, poi!... I tempi nostri non mi paiono fatti +per badare a certe inezie. Una sbarra nello +scudo, in vece d’una banda o d’una fascia, ecco +tutta la differenza. La illegittimità non ha impedito +a nessun valoroso di diventar cavaliere, +conte, principe e re. Più illustre è la macchia, +più porta in alto; e potrei citarvi esempi a migliaia, +antichi e recenti. Lasciamo dunque il +pensiero di voler aggiustare le cose che non +richiedono di essere aggiustate, e sopra tutto +di cercar quella donna. Che sarà poi diventata? +D’un altro, senza dubbio; e chi sa? forse contenta, +fors’anche felice.</p> + +<p>—Lo saprò;—disse la marchesa, con gesto +risoluto.—Devo saperlo. Ed anche mi ha maledetta, +sulla spiaggia di Palos, mentre io tentavo +una seconda volta di ricondurla a lui. Ella +vedrà pur troppo come abbia fruttato la sua maledizione. +Oggi stesso uscirò dal mio ritiro. Ma +non ho se non donne, al mio servizio; un uomo +mi manca.</p> + +<p>—Per che fare?</p> + +<p>—Per essere il braccio della mia volontà. Non<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span> +debbo cercare? non debbo trovare, e subito? Lo +avete voi, quell’uomo?</p> + +<p>—Ho il frate scudiero, di cui vi parlavo poc’anzi, +e che ci aspetta in istrada.</p> + +<p>—Che uomo è?</p> + +<p>—Forte e coraggioso, accorto e leale.</p> + +<p>—Datelo a me; ve lo renderò presto.</p> + +<p>—Sia, ma per la regina Giovanna?...</p> + +<p>—Lasciatemi fare; per Giovanna, che è ancora.... +lontana, arriverò sempre in tempo. Voi +ritornate a Segovia; e se, giunto là, com’io ne +sono sicura, la Corte non ci sarà più, andate a +Valladolid, dove si sarà trasferita. Anche questo +lo so di buon luogo. Vi fa maraviglia? Pensate +che Santa Chiara è di Castiglia, e per Castiglia; +e sa tutto, e partecipa a tutto. Voi dunque non +dubitate, poichè a me siete venuto per il signor +Almirante; nè a voi nè a lui mancherà il mio +povero aiuto. Egli ha seguita la Corte fin qui; +la segua ancora, perchè io possa ritrovarlo. Addio, +contessa Juana; addio, sorella, e contate su +me, se anche non è stato fatto ancora il cambio +del sangue. <i>Soy Bovadilla</i>;—conchiuse la +nobil signora, mettendosi solennemente la destra +sul cuore;—una cosa, entrata che sia qua +dentro, non n’esce più; se ho dato questo, l’ho +dato per sempre. Amami, e aspettami.—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XI" id="Capitolo_XI"></a><span class="chap">Capitolo XI.</span><br /><br /> + +Invito a palazzo.</h2> + + +<p>Israele aveva levate ancora una volta le tende. +La marchesa di Moya si era dunque apposta al +vero, dicendo al capitano Fiesco che la Corte +sarebbe passata di quei giorni da Segovia a Valladolid. +Sappiamo le ragioni politiche di quegli +spessi tramutamenti; dobbiamo anche conoscere +come e perchè se ne avesse così pronta +la notizia nel convento di Santa Chiara a Siviglia. +E non solamente in quello, ma in tutti i +conventi di Castiglia. Era il tempo che la politica +degli stati la facevano i vescovi e i grandi ordini +religiosi, padroni dei re, nel nome istesso +di una autorità superna, che innalzava e sbalzava +di seggio i potenti. E i re, si capisce, non +potendo fare in casa tutto quello che volevano, +se ne ricattavano fuori, con le guerre di predominio +e di conquista, l’alto clero non disapprovando +la supremazia militare della nazione a +cui pur esso apparteneva, e potendo mandare +le ragioni dell’amor patrio di pari passo con +quelle del tornaconto di classe. Così il cattolico +re Ferdinando, libero di accrescere la potenza<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span> +spagnuola in Italia, dov’egli trasferiva alla Spagna +le pretensioni dinastiche della casa d’Aragona, +non era altrimenti libero di fare in tutto +a suo modo nelle terre di Castiglia; e più ancora +si sentiva le mani legate dopo la morte +della moglie Isabella. Bene cercava egli di prolungarsi +la reggenza sui dominii della morta; +ma da quei dominii, ostinate nella sostanza +quanto rispettose nella forma, resistevano le +autorità da tanti secoli stabilite, dell’alto clero +e del basso, vescovi e capitoli, abbazie, priorati, +parrocchie e monasteri.</p> + +<p>Anche i conventi di donne partecipavano a +questo lavoro di resistenza: e ciò s’intenderà +facilmente, chi pensi che negli ordini monastici +erano allora numerosissime le figliuole delle +grandi famiglie del regno, famiglie a cui pure +appartenevano i magnati del clero, alleanza naturale +di nobiltà religiosa e di nobiltà militare; +e che delle personali rinunzie al mondo le nobili +claustrali si ricattavano, anch’esse partecipando +largamente alle ambizioni delle casate dond’erano +uscite, e di cui serbavano, se non in tutto +il fasto mondano, certamente il ricordo e l’orgoglio.</p> + +<p>A quei centri di vita monastica affluivano, da +quei centri si diffondevano le notizie politiche +utili a sapersi da ogni classe di aderenti. Le vaste +possessioni degli ordini religiosi favorivano +il continuo viavai dei razionali, dei vicarii, dei +gastaldi, tramutati in messaggeri. Il servizio +delle poste pubbliche era in mano delle università; +quello delle poste segrete in mano dei conventi. +E non poteva dirsi una distinzione, ma +piuttosto una affinità di uffici, poichè nelle università<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span> +primeggiavano i frati, come maestri di +teologia e d’eloquenza, di diritto canonico e civile, +di filosofia, perfino di medicina.</p> + +<p>Ritornati a Segovia, Bartolomeo Fiesco e il +mozzo Bonito seppero avvenuto ciò che a Siviglia +avevano udito imminente. Da cinque giorni +la Corte si era trasferita a Valladolid, nell’antico +reame di Leon, lasciando nel mezzo Medina +del Campo, dov’era morta Isabella, e avvicinandosi +a Burgos, la capitale antica dei conti di +Castiglia, e la patria del Cid Campeador. Burgos, +a cui si avvicinava Ferdinando, era anche +la città del pericolo per lui. Di laggiù, infatti, +doveva avanzarsi Giovanna, se mai si fosse risoluta +di lasciare le Fiandre e di approdare alla +costa di Biscaglia. Ma egli, da Valladolid, risalendo +da levante la gran valle del Duero, aveva +nella fida Aragona la sua ritirata strategica. +Perchè egli viveva in istato di guerra, tra tutte +le apparenze della pace; ed era guerra di ambizioni +personali e di diritti dinastici tra il padre +e la temuta figliuola. Pazza la dicevano a +bassa voce, e sarebbe piaciuto a lui che pazza +fosse gridata a larghi polmoni: ma più pazza +era, e più si doveva temerne il troppo sollecito +arrivo. Ah quei nobili Castigliani, così superbi +e così ostinati! Non c’era dunque verso di tirarli +dalla sua?</p> + +<p>Cristoforo Colombo aveva seguitata la Corte. +Il capitano Fiesco seguitò dunque il suo viaggio, +muovendo lungo il corso dell’Adarà, fino alla +pianura insalubre di Medina del Campo; di là +passato il Duero, proseguì fin dove l’Esgueva, +umile tributario, si getta nel Pisurga. Era finalmente +a Valladolid, la opulenta città, che ancora<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span> +non possedeva i centomila abitanti a cui giunse +sotto Carlo Quinto, ma che aveva già tre volte +e più i ventimila a cui è ridiscesa nei tempi nostri. +E già allora Valladolid era fiorente d’industrie, +famosa pel suo studio di giurisprudenza, +orgogliosa del suo Campo Grande, vastissima +piazza, fiancheggiata da diciassette conventi, +dove già con grande concorso di popolo si arrostivano +Mori ed Ebrei, a maggior gloria di Dio +misericordioso. Da ventisei anni era stato legalmente +riconosciuto e diffuso il Sant’Uffizio nella +felicissima terra di Spagna.</p> + +<p>Il capitano Fiesco, che pur non era di tenerissima +fibra, torse gli occhi da quella piazza +che doveva costeggiare passando, e dove appunto +si stava rizzando un gran palco di legname +per l’<i>auto da fè</i> del giorno vegnente; il +mozzo Bonito rabbrividì, correndo involontariamente +col pensiero agli orrori della piazza di +Xaragua, dove ottanta cacichi erano stati bruciati +sotto i suoi occhi; ed anche di un’altra +piazza a San Domingo, dove per lui era stato +rizzato il palco ferale.</p> + +<p>Avevano preso lingua per via; e non era stato +facile ritrovare subito la dimora del Vicerè delle +Indie. Chi conosceva a Valladolid un vicerè delle +Indie? Per fortuna s’erano imbattuti nel servo +Geronimo, che li aveva condotti in una via fuori +mano e mezzo campestre, dove sorgeva una +casa di povera apparenza, quasi una masseria +di campagna, con un gran portone pei carri, un +pianterreno cieco, un piano superiore di poche +finestre non grandi, nè tutte in fila, e un secondo, +che prendeva luce più scarsa da quattro +o cinque finestrini sotto i rozzi modiglioni del<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span> +tetto. In quella casa era andato ad ospizio il vicerè +delle Indie, presso un marinaio, Gil Garcìa, +che, avendo riconosciuto il suo Almirante, non +aveva voluto lasciargli cercare alloggio più oltre.</p> + +<p>—Forse lo trovereste migliore;—aveva detto +il buon Garcìa;—ma stancandovi nella ricerca. +E pensate, mio signore, che se la casa è povera, +neanche a Valladolid son ricchi i cuori di chi +possiede i palazzi.</p> + +<p>—Gil Garcìa, tutto il mondo è paese;—aveva +risposto l’Almirante.—E Valladolid è una gran +capitale, se ha la tua casa per reggia.—</p> + +<p>La fatica del viaggio non aveva troppo stancato +il signor Almirante; e il capitano Fiesco, +entrandogli in camera, lo ritrovò seduto sul +letto in una di quelle alcove di cui gli Arabi avevano +dato il nome e l’uso alla Spagna, donde +uso e nome passarono poscia all’altre parti di +Europa. Come già parecchi giorni innanzi, l’infermo +si rianimò alla vista dell’amico; e non +sentì più i suoi dolori, udendo le nuove del colloquio +che questi aveva avuto con la marchesa +di Moya.</p> + +<p>Il Fiesco, naturalmente, non gli riferiva appuntino +ogni cosa. Più che dalla raccomandazione +del segreto, si sentiva trattenuto dal timore +di rallegrar troppo il grande sventurato. +Voleva, se mai, ragionarne prima coll’Adelantado, +dicendogli delle cose segrete almeno quel +tanto che fosse mestieri, per farne buon uso ad +ogni opportunità. Espose in quella vece all’Almirante +come la marchesa di Moya gli fosse +amica immutata ed immutabile; vedendo poi +quanta letizia si diffondesse sul volto dell’ascoltatore, +non tacque le confessioni che la nobil<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span> +Beatrice di Bovadilla gli aveva fatte così spontaneamente, +senza puerile ritegno. Impacciato +si sentiva egli piuttosto a riferire quelle calde +parole: ma per fortuna il viso aveva abbastanza +celato nella penombra dell’alcova, poichè, +stando seduto presso la sponda del letto, +dava le spalle alla luce; ond’ebbe più coraggio +a dir tutto.</p> + +<p>Don Cristoval appariva trasfigurato da quel +tiepido soffio di buona ventura. Gli si tingevano +di vermiglio le gote; gli sfavillavano gli occhi; +un sorriso della sua balda gioventù gli sfiorava +la bocca bellissima. Qual miracolo si operava +sotto gli sguardi del buon messaggero! e qual +altro maggiore non si doveva egli aspettare, +dagli sguardi della pietosa amica?</p> + +<p>—Lasciatemi pensare;—disse l’Almirante.—È +un’ora ben lieta, questa che voi mi portate.—</p> + +<p>E pensò, mentre quell’altro rimaneva silenzioso +a contemplarlo; pensò lungamente, sorridendo +ai suoi pensieri, che tramutati in immagini +parevano sprigionarsi dalla sua fronte, +sciogliendo il volo tutto intorno e facendo risplendere +come un lembo di cielo l’aria rinchiusa +della malinconica alcova. Dunque ella +non l’odiava? L’ombra di quel morto non aveva +offuscata la immagine di don Cristoval nel cuore +di Beatrice? Dunque ella era sempre Bovadilla, +la pietosa, la soave Bovadilla, ogni cui detto, +ogni cui gesto, anche imperioso, recava l’impronta +della bontà, perchè lo aveva informato +un senso d’amore? Ah, dolce cosa, e balsamo +divino ad ogni angoscia patita! E che orribil +tormento sarebbe la vecchiaia, la turpe, la paurosa<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span> +vecchiaia, se non potessimo vivere qualche +volta del nostro passato, chiamarlo a rassegna, +goderne col pensiero, anche togliendo +alle cose vissute i troppo chiari e vigorosi contorni? +Il vecchio fu giovane; amò, fu amato; e +quel ricordo, che è la sua beatitudine, è ancora +la sua gloria. Per quell’amore egli compì grandi +cose, o gentili, memorabili sempre; per quell’amore +si sentì fatto migliore, sorrise alla vita, +fu buono alle creature che gli stavano intorno. +E passano davanti agli occhi i lampi di quelle +giornate lontane; e figure da gran tempo obliate +trascorrono in quella luce, animando la scena. +La bella donna che si amò tanto forte, si muove +in quel piccolo mondo, gloriosa e serena, sorridente +della sua giovinezza; e par che non +guardi, par che non veda nulla intorno a sè; +ma voi sentite l’onda magnetica del suo sguardo, +che giunge a voi, che tutto v’involge, e v’inebria. +Ah, lampi maravigliosi! spiragli divini di +un dolce passato! Il quadro luminoso si scolora +ad un tratto, e la visione si spegne; ma può +ancora riaccendersi, può ancora colorirsi; e di +quelle fugaci apparizioni si vive. Triste cosa, +che, morti noi, spariscano anch’esse per sempre, +nè possa più altri goderne! Attimo di eternità +che dilegua; ciò che fu, ritorna nella notte +delle cose che non furono mai. Perciò qualche +volta la visione lascia un senso di dolore nell’anima. +L’amaro è nel dolce; e fors’anche ha +mestieri di quel senso d’amaro, per aver vita, +e coscienza di sè stesso, il piacere.</p> + +<p>Anche il capitano Fiesco pensava. Come sono +maravigliosi questi vecchi, che serbano ancora +tanta gioventù dentro l’anima! Ed ancora, che<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span> +altezza di sentire in quest’uomo! Non fa egli +ricordare i bei versi di Dante? “E se il mondo +sapesse il cor ch’egli ebbe, mendicando la vita +a frusto a frusto, assai lo loda, e più lo loderebbe„. +Amato dalla più bella creatura del reame +di Castiglia, ha rinunziato a quell’amore, che +poteva essere il suo premio, ben superiore a +tutte le fortune, a tutte le dignità della terra. +Virtù, certamente; virtù, che dobbiamo coltivare +in noi, come un fiore divino! Ma questa virtù +non è dato condurla oltre i confini della umana +natura; ed egli non si salvò dalla forza indomabile +della passione se non colla fuga. Avrebbe +un certo Damiano saputo fare altrettanto, ai +tempi suoi, <i>consule Planco</i>? È vero che Damiano +non era un santo; non n’ha mai avuta la stoffa, +con tanti cardinali e un paio di papi in famiglia!</p> + +<p>L’Almirante ruppe finalmente il silenzio, e insieme +con le meditazioni sue cessarono quelle +un po’ meno alte del suo reduce amico.</p> + +<p>—La marchesa verrà, mi avete detto?</p> + +<p>—Sì, messere, e presto. Ma silenzio, per carità; +non si deve sapere prima del fatto; non si +deve averne sospetto.</p> + +<p>—E parlerà essa a Ferdinando?—</p> + +<p>Qui il capitano Fiesco si ritrovò un pochettino +impacciato a rispondere.</p> + +<p>—Eh, lo immagino;—balbettò.—Vissuta +tanto tempo a Corte, non passerà dov’è la Corte +senza rimetterci piede.</p> + +<p>—E perchè non è venuta con voi?</p> + +<p>—Che so io? che debbo dirvi, messere?—rispose +il Fiesco, più impacciato che mai.—Mi +ha parlato vagamente di certe cose, che la trattenevano +ancora. Hanno sempre tanti impicci,<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span> +le donne! e non tutte, per cavarsi d’impicci, +hanno l’arte e gli abiti del mozzo Bonito. Credo +ancora che avesse da sbrigare un negozio più +grave. Ma neppur questo mi ha detto, quantunque +non fosse un segreto, poichè mi ha pregato +di lasciarle il frate scudiero. Le servirà di +scorta in viaggio;—soggiunse il capitano, felice +di aver trovata una gretola, e scappando +da quella.—A mezza monaca mezzo frate, non +vi pare? Badiamo, dico così per dire; che il mio +scudiero è frate, con tutti i tre voti. Ma egli +pare così poco un frate, vivendo sempre fuor di +convento! Come le ha, le dispense? non è il caso +che se le pigli da sè?</p> + +<p>—Dovreste saperne voi qualche cosa, che lo +conducete pel mondo;—osservò l’Almirante, +sorridendo.—Ma non bisogna credere che frate +Alessandro manchi al precetto dell’obbedienza. +Non facciamo sospetti temerarii, e crediamo che +abbia la sua brava licenza in tasca.—</p> + +<p>L’Almirante era allegro, e celiava, come ne’ +suoi giorni più belli. Un’ondata di buona ventura +entrava nella povera casa di Gil Garcìa; +bisognava approfittare del vento; e don Cristoval, +che si sentiva rinfrancato, volle vestirsi. +Mentre il marinaio Geronimo lo aiutava in quella +bisogna, il capitano Fiesco scese in cortile a discorrere +coll’Adelantado. Con lui non poteva +menare il can per l’aia; anche senza dir tutto, +doveva aprirsi con lui della prossima venuta +della marchesa di Moya, e del tentativo ch’ella +si proponeva di fare. Per non mancare alle promesse +sue, bastava non dire che la nuova regina +di Castiglia era aspettata alla coste di Spagna. +Restava, e bastava, che l’arrivo ne fosse<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span> +sperato, per giustificare il passo di donna Beatrice. +Dopo tutto, anche di quel poco che si lasciava +uscir di bocca, il capitano Fiesco raccomandava +il segreto alla conosciuta prudenza +dell’amico; il quale a sua volta ne riconobbe +tutta la importanza gelosa.</p> + +<p>—Dicevo bene!—esclamò Bartolomeo Colombo.—Dicevo +bene, se la marchesa di Moya +veniva proprio a parlare col re. Non è lei, l’antica +dama di palazzo della mite e generosa Isabella, +che potrebbe commuover le viscere al +marito di Germana di Foix. E notate che io +avevo già mulinato il disegno di rivolgermi a +questa, per chiedere il suo patrocinio. Sposa novella, +pensavo, avrà potere sul maturo consorte, +e potrà usarne a nostro vantaggio. Ma +ho dovuto rinunziarci. La bionda reginetta è +qui come un pesce fuor d’acqua. Già molto è +se la tollerano, questi signori Castigliani, cedendo +alle raccomandazioni del virtuoso Ximenes.</p> + +<p>—Il confessore della morta regina!—esclamò +il capitano Fiesco.</p> + +<p>—Ma sì; lo vedete, il confessore di quella +santa, costretto a raccomandare la calma, a far +mandar giù, come uno zuccherino, quella profanazione +del talamo reale? E non ha aspettato +che si raffreddasse la povera salma, il cattolico +re! Appena era passato l’anno, e la nuova regina +passava i Pirenei. Ma che cosa non fa fare +la maledetta cupidigia del regno? Basta,—conchiuse +lo sdegnoso Adelantado,—io non ci ho +niente da vedere, nè da spartire: il cardinal di +Toledo riconosce il male, e s’ingegna di ricavarne +il bene. Signori miei, dice egli ai nobili<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span> +di Castiglia, abbiamo pazienza un po’ tutti; pensiamo +che Germana di Foix, la graziosa nipote +del re Cristianissimo, ci porta in dote la rinunzia +dei Francesi a tutte le terre che possedevano +ancora nel reame di Napoli.</p> + +<p>—E che Consalvo avrebbe potuto riprendere +senza sforzo;—notò il capitano Fiesco.—Ho +anche sentito dire che per quella rinunzia del +Cristianissimo, il Cattolico si obbliga di pagargli +in dieci anni settecentomila ducati d’oro.</p> + +<p>—Vero;—rispose l’Adelantado.—Per contro +restano liberi dalla prigionia i baroni di quel +regno, che avevano militato in favore del Cattolico. +E di rimpatto,—soggiunse sarcasticamente,—è +levata la confisca fatta contro coloro +che avevano seguitato il partito francese. +Sicchè, vedete, non si sa bene chi più ci guadagni. +Questo rimane, per altro, che il Cattolico +deve pagare settecentomila scudi d’oro, farsi +amare da una sposina francese, e tollerare dalla +nobiltà castigliana. Grattacapi non gliene mancano, +adunque; ma ci pensi lui. Il guaio per noi +è questo solo, che in tanta confusione n’andiamo +di sotto. Perchè, s’intendano o non s’intendano, +contro di noi sono tutti, Castigliani ed Aragonesi, +ben risoluti di non farci giustizia.</p> + +<p>—E il virtuoso Ximenes?</p> + +<p>—C’è la Giunta degli scarichi; così dice egli +a chi gliene parla. La Giunta degli scarichi è il +suo grande argomento. L’ha inventata lui, difatti, +per le questioni di Castiglia; e gli pare che +sia la man di Dio. Con questa, egli ha scaricato +anche la sua stessa coscienza. Poveraccio, finalmente! +ha tanti carichi sulle spalle, che qualche +volta mi vien voglia di compatirlo. Sapete,<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span> +mio caro Fiesco, che io non l’ho con questa +gente; l’ho colla nostra cattiva stella, che ci ha +condotti qui, a piatire da vent’anni con un bugiardo, +ad inghiottire ogni sorta di amari bocconi. +Il mio grande fratello non vuol che si dica; +e per rispetto a lui sto zitto. Ma qualche volta +la pazienza dà di fuori, come se fosse una pentola. +Se si dava retta a me, o con Francia, o +con Inghilterra, sarebbe stato un altro paio di +maniche. Ripeto e torno a dire: poichè il male +è fatto e non si muta, venga Giovanna, e sia +l’ultimo tratto di dadi. Di questo, poi, si potrà +toccarne all’Almirante, quando sia il momento. +Mi pare che una lettera alla regina dovrà scriverla +anche lui. Per ora non conviene dir nulla. +Quella sua gotta, o artritide che sia (sapete che +i medici non sono neanche d’accordo sull’indole +del suo male) può aggravarsi di schianto, +con ogni commozione un po’ forte; tanto che io +non gli ho neppur detto una cosa, che ora mi +torna a mente. Vedete che smemorato! Ma anch’io +ci perdo la testa, con tanti pensieri. E si +tratta appunto di voi.</p> + +<p>—Di me?—chiese il Fiesco.</p> + +<p>—Sì, di voi, che il re Ferdinando ha mandato +a cercare.</p> + +<p>—A cercar me? e come sa che io dovessi +arrivare?</p> + +<p>—Cioè;—ripigliò l’Adelantado,—maravigliatevi +ch’egli sapesse del vostro arrivo a Segovia; +perchè là vi ha mandato a cercare, e +non qui. Due giorni dopo ch’eravate partito per +Siviglia, venne da noi il dottor fisico Villalobos, +l’Esculapio di Corte. Che degnazione, non +vi pare? Credevo che fosse stato cortesemente<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span> +mandato a visitar mio fratello; ma quello era +l’ultimo pensiero del sommo Villalobos. Si contentò +di qualche domanda, e non chiese neanche +di vederlo. Mi chiese invece, così di punto in +bianco: è giunto da voi altri il signor conte di +Lavagna? Sì, gli risposi, non avendo ragione di +nasconder la cosa, nè parendomi savio negarla. +Sua Altezza, ripigliò, lo vedrebbe molto volentieri; +rammenta sempre di averlo ricevuto due +anni fa, al suo ritorno dalla Giamaica; è un +amabile cavaliere, e Sua Altezza, che ama molto +gl’Italiani, sarà felice di riceverlo. Risposi, naturalmente, +di non poter fare così presto l’ambasciata; +voi esser venuto in Ispagna per vostre +ragioni d’interesse, e solo per l’amicizia vostra +col signor Almirante aver mandata innanzi agli +affari una visita a Segovia, ma subito esser partito +per Cadice, che ne sapevo io? per Granata, +o per Malaga, avendo da incontrare certi mercatanti +e banchieri del vostro paese. Infine, +alla bell’e meglio ho cucite insieme le mie quattro +bugie, come un altro Ferdinando; con questa +differenza, che le mie erano molto innocenti, sicuramente +meno gravi delle sue. Ho soggiunto, +s’intende, poichè n’ero richiesto, e non volevo +apparire bugiardo poi, che sareste tornato ancora, +dopo sbrigate le vostre faccende, a prendere +i comandi dal vostro veneratissimo capo, +e che in tale incontro vi avrei avvertito del desiderio +di Sua Altezza, tanto onorevole per voi, +tanto caro, tanto lusinghiero, e chi più n’ha ne +metta.—</p> + +<p>Il conte Fiesco cascava dalle nuvole: cascava, +cascava, e non toccava mai terra.</p> + +<p>—Che diamine vorrà egli da me?—chiese<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span> +egli, stupito.—Parlarmi dell’Almirante, mentre +lo ha qui sotto la mano?</p> + +<p>—Oh, non credo che si tratti di ciò;—rispose +l’Adelantado.—Per quanto gli piaccia +mentire, mostrandosi mondo di colpe, puro +come un agnellino, di nient’altro dolente che +delle esorbitanti pretensioni del signor Almirante +Colon, egli non manda di sicuro a cercar +la gente a cui versare nel seno le sue giustificazioni.</p> + +<p>—Allora?</p> + +<p>—Allora, mio caro, voi siete il conte di Lavagna.</p> + +<p>—Così poco, don Bartolomeo, così poco, che +quasi non m’avviene di ricordarmene; e qui, +nella gloria del vostro immortale fratello, meno +che mai, ve lo giuro.</p> + +<p>—Ma conte di Lavagna restate. E m’è entrato +in testa che il re Ferdinando, abbandonato +da tanti gentiluomini di qui, vada in busca +dei più illustri d’ogni terra. Non siete voi anche +nipote di quel Giacomo, che mezzo secolo fa è +stato vicerè di Napoli? Ferdinando li conosce, +i grandi nomi d’Italia; e vi vorrà alla sua +corte.</p> + +<p>—Io! starei fresco;—scappò detto al capitano.—Più +fresco ch’io non sia già per l’antico +soprannome degli avi;—soggiunse, ridendo al +bisticcio che gli fioriva spontaneo dal labbro.</p> + +<p>—Eppure, chi sa? da cosa nasce cosa....</p> + +<p>—E il tempo la governa, volevate dire? Ma +non è da uomini gravi almanaccare, quando ci +vuol poco a saperne l’intiero.</p> + +<p>—Certo, bisognerà andare; e più presto andrete +sarà meglio. Non volevate già chiedere<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span> +udienza, tentando di fare, come dicevate, il vostro +giuoco doppio? Ecco che l’occasione vi si +presenta; anzi vi è venuta incontro.</p> + +<p>—Amico,—rispose il capitano Fiesco,—pensavo +bene di destreggiarmi a quel modo, avendo +poca sicurezza da una parte e dall’altra. Ora, +dopo il colloquio di Siviglia, mi pareva che il +meglio fosse di non far più nulla qui, aspettando +tutto di Fiandra.</p> + +<p>—E neanche a Valladolid sarà male vedere;—ribattè +l’Adelantado.—Non foss’altro, per +esser ben certi che non c’è nulla da sperare. +Di nulla infatti vi parlerà, se non gliene entrate +voi stesso. Vi vuole a Corte, credetemi; son +volpe vecchia, e gioco che c’indovino.</p> + +<p>—Io poi son volpe giovane;—disse di rimando +il capitano Fiesco;—ed ho buone gambe, +per andargli lontano mille miglia. Gioiosa Guardia +mi è troppo cara, e non ci voleva meno di +una lettera del signor Almirante, per trarmene +fuori. Ma questi non è un re.</p> + +<p>—E neanche un vicerè, se i re si rimangiano +la parola e la firma;—soggiunse l’Adelantado.—Povero +fratello! Io non ho la sua dottrina, +nè vedo in certe cose più in là d’una spanna. +Egli pensa all’onor suo e del suo nome, e combatte. +Io, al posto suo, avrei già mandato tutti +e ogni cosa all’inferno. Aver scoperto un mondo +nuovo, non è gloria bastante? Si va magari a +piantar cavoli, come fece Diocleziano, dopo aver +governato l’antico.</p> + +<p>—Che non meritava neanche questa scesa di +testa;—aggiunse il capitano, spremendo il sugo +di tutta la filosofia che aveva imparata nello +Studio pavese.<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span></p> + +<p>Ma sì; che ubbìa era quella del signor Almirante, +di voler essere ricompensato de’ suoi servigi? +di voler mantenuti i suoi titoli, i suoi diritti, +i suoi privilegi? Una bella ingratitudine +patita esalta l’eroe, più d’un premio ottenuto. +Ma forse egli voleva ben ribadire la ingratitudine +di Ferdinando il Cattolico alla gogna della +posterità. Nel qual caso, bisogna credere ch’egli +avesse ragione, più del fratello don Bartolomeo, +del capitano Fiesco e di noi.</p> + +<p>Il capitano era giunto alle coste di Spagna +meglio in arnese delle altre volte. Potè dunque +farsi bello di qualche eleganza, tanto da far dire +all’Adelantado: “voi volete, conte Fiesco, dar +nell’occhio a Germana di Foix„. Rideva il capitano +alla celia, ma rideva stentato, pensando +ad una visita che faceva di mala voglia. Rideva +ancora, rideva giallo, andando la mattina seguente +al palazzo reale; rise verde senz’altro, +quando, già sicuro di esser rimandato ad altra +ora, magari ad un altro giorno, si sentì dire dal +gentiluomo di camera:</p> + +<p>—Sua Altezza il re vi aspetta, signor conte di +Lavagna. Voglia Vostra Eccellenza passare.—</p> + +<p>Eccellenza, niente di meno! E infatti, non era +egli un conte di Lavagna? e non aveva titolo di +Eccellenza l’illustre Gian Aloise? Bartolomeo +Fiesco non era neanche a Genova, dove la maggiore +autorità del cugino potesse fargli ombra +colla sua luce; era in Ispagna, dove la gran +luce dell’eccelso parente poteva benissimo riverberarsi +da lontano su lui. Accettò dunque +l’“eccellenza„, e passò.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XII" id="Capitolo_XII"></a><span class="chap">Capitolo XII.</span><br /><br /> + +La Sfinge regale.</h2> + + +<p>Ferdinando d’Aragona non era stato in sua +gioventù nè bello nè brutto. Di carnagione più +giallo che bianco; larghe le guance ed angusta +la fronte; lungo il naso e breve lo spazio tra il +naso e il labbro superiore; ombreggiato questo +da due baffettini tagliati corti sulla tumida bocca; +tondo il mento e piuttosto prominente; gli occhi +grossi e sgusciati, donde aveva un’aria un po’ +sciocca; queste le note principali del viso, e non +tali da offrirvi una immagine di Apollo. Ma la +gioventù, quando c’era, attenuava i difetti; una +folta capigliatura nera, scendente fin quasi all’arco +delle sopracciglia, ne scusava la poca eleganza; +e il giovanotto, finalmente, era re. Gli +anni, poi, avevano mutato l’aspetto di quel re, +non in tutto a suo benefizio, per quanta gravità +gli aggiungessero. Spariti i baffi, appariva un +tantino più lungo il naso, e le labbra sporgevano +più tumide. Gli occhi avevano piuttosto acquistato +che perso; ma l’acquisto era di due borse +nel basso delle occhiaie, e di certi pendoni sopra +le palpebre, che velando quegli occhi a mezzo<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span> +non li aggraziavano punto. Portava sempre lunghi +i capelli fino all’altezza delle spalle; ma +erano capelli grigi, e non bene ravviati; nè più +dalla fronte scendevano all’arco delle sopracciglia. +Ma a questo guaio rimediava il copricapo, +di velluto nero, mezzo berretta e mezzo corona, +che il re Ferdinando, fattosi maturo negli anni, +non si levava mai nel cospetto della gente. La +corona appariva sul davanti del copricapo in +tutta la sua maestà; spariva presso alle tempia, +sotto i capi d’una rivolta che correva tutto intorno +alla testiera. Indossava una tunica lunga +oltre il ginocchio, anch’essa di velluto nero, dal +cui sparato, trattenuto con lacci di seta, appariva +il bianco della camicia pieghettata. Una +giornéa di broccato cremisino, colle rivolte di +vaio, senza maniche, aperta davanti, lasciava +vedere il collare di gran mastro d’Alcántara, +scendente sul petto, ma senza abbondanza di +catena. Era modesto, quel re, non amava sfoggiare +il suo grado: mezza corona e mezza berretta; +detto questo, non ci sarebbe altro da aggiungere.</p> + +<p>Ma l’abito non fa il monaco, e Ferdinando +d’Aragona sapeva ben dissimulare il suo orgoglio +di re. Lo obbligavano a ciò le stesse circostanze +tra cui esercitava il potere supremo. +Era quello il tempo che le monarchie d’Europa +si venivano formando, in mezzo a difficoltà non +poche nè lievi, costretto a destreggiarsi di continuo +per girare gli ostacoli, per evitare i pericoli, +per domare la superbia dei grandi vassalli, +per vincere le resistenze dell’alto clero, per procacciarsi +il favore della piccola nobiltà, per amicarsi +il popolo, appagandolo con qualche concessione,<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span> +maravigliandolo con qualche esempio +di giustizia. I leoni dovevano farsi volpi, secondo +l’occasione; i lupi vestirsi da agnelli, senza rinunziare +del tutto alla primitiva natura, e ripigliandone +al buon momento le forme. Così da +Ottaviano Augusto a Carlo Magno si era usato +con frutto; e ognuno a suo modo imitava i +grandi esemplari. Fortunati coloro che meglio +a proposito sapevano applicare ai casi particolari +le massime generali d’una tirannide intesa +a fortificare una dinastia, e in pari tempo a formare +uno stato.</p> + +<p>Quando il conte Fiesco entrò nella sala reale, +don Ferdinando andava su e giù passeggiando, +senza rumore, con le sue scarpe di velluto, foderate +anch’esse di vaio. All’entrare del gentiluomo +genovese si volse, fece un bel gesto, +atteggiò le grosse labbra ad un sorriso, fermandosi +su due piedi in mezzo alla stanza.</p> + +<p>—Conte,—diss’egli,—bisogna dunque mandarvi +a cercare? Si passa in Castiglia, e non si +viene a visitare il re d’Aragona?—</p> + +<p>Era la sua regola, dopo la morte d’Isabella: +aveva ripigliato il suo titolo di re d’Aragona, e +voleva farlo sentire, ripetendolo in ogni incontro. +Ostentazione di modestia, che non ingannava +nessuno: ma gli piaceva di far così; tanto +più gli piaceva, in quanto che, se avesse fatto +altrimenti, gliel avrebbero apposto ad ambizione, +vedendoci anche una usurpazione non +tollerabile.</p> + +<p>—Vostra Altezza mi perdoni;—rispose il +conte, inchinandosi.—Il mio viaggio in Ispagna +era per ragioni di traffico. Un debito di +amicizia e di gratitudine mi aveva consigliato<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span> +il giro largo a Segovia; ma dovevo correre a +Siviglia per certi negozi, che non volevano indugio +più lungo. <i>Genuensis, ergo mercator</i>;—soggiunse +egli sorridendo, per modo di conclusione.</p> + +<p>—Sappiamo, sappiamo;—disse il re, accennando +una scranna, ed invitandolo con gesto +benigno a sedergli vicino.—E siete ritornato, +e vi terremo, non è vero?</p> + +<p>—Ahimè, mio signore, altre ragioni mi chiamano +a casa. Solo la malattia del signor Almirante +mi tratterrà qualche giorno. Speriamo +che non sia grave tanto, da impensierire chi +l’ama.—</p> + +<p>Il re lasciò cadere a vuoto l’accenno, e diede +un altro giro al discorso.</p> + +<p>—Che novelle ci portate dall’Italia? Sapete +che l’amo.</p> + +<p>—Lo so, e da buon cittadino ne debbo esser +grato a Vostra Altezza.</p> + +<p>—Nostro zio il re Cristianissimo,—ripigliò +Ferdinando,—ha buoni amici a Genova; ed io +non per altro gli porto invidia, se non perchè +ne possiede uno come Gian Aloise, potente signore, +ma ancora più gentil cavaliere.</p> + +<p>—E buon servitore di Vostra Altezza;—soggiunse +il conte.</p> + +<p>—Questo non sarà poi così vero come il resto;—replicò +Ferdinando.—Egli non ce ne +ha dato fin qui prove bastanti. Ma noi gli perdoniamo +di gran cuore, ben sapendo che non +si può servire a due padroni. Che gente maravigliosa, +i Fieschi! Di antica stirpe reale, gran +vassalli dell’Impero, hanno da principio resistito +virilmente alla fortuna di Genova; attratti<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span> +da lei, son riusciti a dominarla. Tutto ciò è +d’anime eccelse. Le repubbliche non possono +prosperare senza gran signori, che le aiutino di +consiglio e di braccio: ma i gran signori, a lor +volta, non possono crescere di potenza, se non +col favore dei re. I Fieschi lo hanno capito. Non +contenti d’aver dato tanti cardinali e due papi +alla Chiesa, hanno saputo spendersi ancora in +servizio dei maggiori principi della cristianità. +Nostro zio Alfonso d’Aragona ebbe a Napoli in +Giacomo Fiesco un ammirabile vicerè.</p> + +<p>—Bontà di Vostra Altezza lo esalta oltre il +merito.</p> + +<p>—No, no, è pretta giustizia. Amo la giustizia, +io; non istimo se non questa. E voi, conte, non +vi addormentate già sugli allori degli avi?</p> + +<p>—Io? povero a me! sono un assai piccolo +uomo, e porto male un gran nome. È già molto +se come marinaio ho potuto aver la fortuna di +servire la vostra Corona in quattro viaggi di +scoperta, sotto l’onorato comando....</p> + +<p>—Acquistando un’esperienza preziosa di uomini +e di cose;—interruppe il re, che davvero +non voleva sentir finire tutti i salmi in gloria.—Non +bisogna buttarla via, ricordátelo. E se +amate la nostra Corona, che siete venuto a servire +non tanto da marinaio, come da gentiluomo +d’arrembata, perchè non tornereste a noi, e per +servirci in uffici e dignità più convenienti al +vostro nome? Questa Corona ha pur la sua gloria; +ed anche noi abbiamo operato cose che non +saranno giudicate da poco. Da noi sono stati +cacciati i Mori, e restaurati da per tutto gli altari +di Cristo; da noi occupato stabilmente il reame +di Napoli. E qui e laggiù, dove è sempre viva<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span> +la memoria del vostro nobil parente, anche voi +potrete illustrarvi con leali servigi, scambio di +addormentarvi negli ozi di Capua, o piuttosto, +poichè vivete sulla riva del mare, a sentir cantare +le Sirene.</p> + +<p>—Non ha Sirene il mar di Liguria;—notò +il capitano Fiesco, tanto per dir qualche cosa, e +accompagnando con un sorriso l’osservazione +discreta.</p> + +<p>—Ma le portate con voi, non è vero?—disse +il re, sorridendo a sua volta.—Certi paggetti, +o mozzi che voglian parere.... Non dite di no, +perchè i re sono costretti a sapere ogni cosa. +E vi ci ho colto, colla soffoggiata sotto il mantello!—seguitò, +ridendo ancora.—Ma badate, +conte mio; quando si possiede un tesoro, non +si porta attorno, nè così in vista, che tutti lo +riconoscano.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco era stato colpito in pieno +petto da quella bottata improvvisa del suo interlocutore; +ed anche aveva dovuto faticar molto +dentro di sè, per non dar segno d’averla ricevuta +così profonda. Guardava frattanto il re, +cercando di scoprire nel volto di lui l’intenzione +riposta, che lo aveva fatto parlare in quel modo. +Il re sorrideva; forse non mirava ad altro che +a fargli sentire come fosse bene informato. Il +migliore, e lì per lì anche l’unico partito da prendere, +era quello di volgere la cosa in celia, accettando +la lezione del regale maestro.</p> + +<p>—Mio buon signore,—diss’egli, annaspando +un pochino,—necessità di viaggio. Le dame +sono come gli eserciti, che non si muovono da +un luogo senza una quantità sterminata d’impicci. +Ed io, dovendo fare una corsa di pochi<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span> +giorni, da marito prudente, o che pensava di +essere tale....</p> + +<p>—Sì, sì, capisco;—disse di rimando il re, +non lasciandogli finire la frase;—ma voi metterete +me negli impicci. Dio guardi, se viene a +saperlo il Sant’Uffizio, che non ammette i tramutamenti +da sesso a sesso!</p> + +<p>—Provvederò;—rispose il Fiesco, fremendo.—Non +dubiti Vostra Altezza, provvederò fin +d’oggi.</p> + +<p>—Eh, non dico per questo;—si degnò di +rispondere il re.—Al mondo ci siamo per fortuna +anche noi, e dove non sia offesa volontaria +ai precetti della nostra santa religione, la +nostra autorità passa innanzi a tutte le altre, e +in ogni caso può corregger anche gli effetti di +uno zelo frettoloso. Voglio dire piuttosto che se +la contessa del Fiesco ha da splendere come +un bel fiore d’Italia alla Corte di Spagna, non +sarà bene che sia stata veduta prima in maschera, +e fuor di stagione. Voglio avervi, infatti; +voglio avervi ad ogni costo. Il giorno che avrò +un conte di Lavagna al mio servizio, mi stimerò +forte in arcione come mio zio il re Cristianissimo.—</p> + +<p>Al capitano Fiesco ritornava il fiato in corpo. +Ma la paura era stata grossa. E perchè non voleva +incominciare allora a tremare, egli che +non si era mai sbigottito di nulla, giurò a sè +stesso di non aver più paura, e di dar passata +a tutte le funebri celie di quell’uomo, che sicuramente +voleva pigliarsi spasso di lui. Anche +quella ubbía d’averlo a’ suoi servigi, si poteva +prenderla per buona moneta? Rispondeva per +verità ad un pronostico dell’Adelantado; ma<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span> +don Bartolomeo Colombo non era poi un profeta, +e il casuale incontro di due chiacchiere +non voleva già dire che egli, Bartolomeo Fiesco, +si dovesse stimare di quel buon legno, tagliato +in luna vecchia, di cui si fanno gli uomini di +Stato in tutti i paesi del mondo civile.</p> + +<p>—Vostra Altezza,—rispose allora,—si fa +una troppo buona opinione di me. Ma io sento +la mia pochezza, e, per tradurre una frase di +poeta latino, quanto possano e quanto non possano +portar le mie spalle.—</p> + +<p>Ferdinando stava per ribattere quell’eccesso +di modestia; quando l’uscio si aperse, e il gentiluomo +di camera apparve nel vano.</p> + +<p>—Avanti, Noguera;—diss’egli.—Che avete +di nuovo?</p> + +<p>—Servizio del re;—rispose il Noguera, inoltrandosi +rispettosamente, e presentando una +lettera.</p> + +<p>—Permettete;—disse allora Ferdinando, volgendosi +al Fiesco, mentre si disponeva a rompere +il suggello.</p> + +<p>Il capitano Fiesco rispose con un profondo +inchino. Ferdinando lesse la lettera, la rilesse, +aggrottando le ciglia; indi ripose il foglio sulla +tavola accanto a cui stava seduto, e disse, congedando +il gentiluomo di camera:</p> + +<p>—Sta bene, provvederemo. Voi dunque,—ripigliò, +volgendosi ancora al Fiesco, appena +quell’altro fu uscito dalla stanza,—non volete +venire al servizio d’Aragona? Siete dunque coi +miei nemici?</p> + +<p>—Mio signore, perchè mi dite voi ciò?—rispose +il Fiesco, maravigliato.—E perdoni Vostra +Altezza, se ardisco interrogare: ma è così<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span> +nuovo e così immeritato il rimprovero, che io +sento il bisogno di chiederne il perchè.</p> + +<p>—Il perchè non è difficile a dirsi;—replicò +Ferdinando.—Lo sapete, il proverbio? Chi non +è con me vuol esser contro di me. Ho bisogno +d’avervi al mio servizio, e voi ricusate; dunque.... +cavatene voi la conseguenza, signor conte +di Lavagna.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco rimase un istante silenzioso, +non per cavare la conseguenza accennata dal +re, ma per pesare il pro ed il contro di un disegno +che gli era venuto alla mente.</p> + +<p>—Mio signore,—incominciò egli, dopo quell’istante +di pausa,—quando un gentiluomo +prende servizio, non impegna altrimenti la sua +libertà che a certi patti, offerti a lui dal padrone, +o da questo accettati. Vostra Altezza non mi +offre patti; potrei osar io di proporne?</p> + +<p>—Osate, ve lo permetto; ve ne faccio preghiera. +Non sono io stato sincero con voi? Voglio +un conte di Lavagna, vi ho detto, un conte +di Lavagna, come lo ha il mio buon zio Cristianissimo, +e che tutto s’adoperi per i miei interessi; +onorati interessi, che sono pure quelli di +un gran regno. Osate dunque, siate sincero con +me, parlate liberamente.</p> + +<p>—Ebbene, mio signore;—disse il Fiesco +animandosi;—perchè io, libero, e desideroso +di quiete nel mio castello di Gioiosa Guardia, +mi acconciassi a prender servizio presso il più +nobile fra i re, bisognerebbe che l’uomo insigne +col quale ho lealmente servito, e dal quale sono +stato ricompensato di affetto paterno, non gemesse +più oltre, aspettando una prova del vostro +favore. Siate generoso, re Ferdinando, e<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span> +pensoso del nome che lascerete nella storia del +mondo. Quell’uomo Voi lo avevate pur creato +almirante maggiore dell’Oceano, e vicerè delle +terre ch’egli avrebbe scoperte. Egli ha mantenuti +i suoi patti, scoprendo un mondo per la +vostra Corona. Ed era, ed è la onestà, la probità +fatta uomo; e l’hanno ingiustamente accusato.</p> + +<p>—Lo so;—disse il re.</p> + +<p>—Lo hanno calunniato....</p> + +<p>—Lo so.</p> + +<p>—Nè mai ha pensato a tradire la Spagna, per +Portogallo, per Genova, per Inghilterra, come i +suoi accaniti nemici hanno via via perfidiato....</p> + +<p>—Lo so.</p> + +<p>—Allora, perchè non reintegrarlo nelle sue +dignità?</p> + +<p>—Perchè.... perchè.... Voi siete, signor conte, +l’uomo dei perchè. Ma vi ho dato libertà di parlare; +e così parlaste sempre, per ogni cosa, con +libertà pari a questa che usate, a favore del vostro +Almirante! Il perchè ve lo voglio dire, con +la mia usata sincerità. Non l’ho reintegrato, perchè +fu un errore conferirgli le dignità che accennate. +L’errore non fu commesso da me; fu +commesso, sia pure a buon fine, dalla santa +donna che mi fu trent’anni compagna di vita +e di regno; ed io non l’ho mai approvato. Nato +di nessuno, il vostro Almirante; e a voi si può +dire, che siete d’una gente le cui origini illustri +si perdono nella notte dei tempi; nato di nessuno, +e pieno di pretensioni inaudite! L’ingegno, +l’ardimento.... sì, ammetto queste virtù, che +non sono poi così rare com’egli si crede. Ingegno +ed ardimento ne ebbero, a non citare altri +esempi, Vasco di Gama, Alonzo d’Ojeda e Pedro<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span> +Alvarez Cabral, tutti vivi e sani, e non come lui +orgogliosi.</p> + +<p>—Dell’orgoglio non so;—rispose il Fiesco, +a mala pena fu passata la raffica dell’invettiva +regale;—quantunque il mio amico d’Ojeda, +l’unico ch’io conosca dei tre, non ne difetti davvero. +Ma debbo anche notare che i suoi servigi +non possono entrare in paragone con quelli di +Cristoforo Colombo. E non possono entrarci nemmeno +quegli degli altri. Che han fatto finalmente +costoro? Vasco di Gama ha costeggiato tutta +l’Africa meridionale, dieci anni dopo che Bartolomeo +Diaz ne aveva costeggiato un terzo da +ponente fino al capo Tormentoso, settecent’anni +dopo che gli Arabi ne avean costeggiato un altro +terzo da Levante, fino al capo Guardafui, e Dio +sa quanto più oltre; cosicchè non si trattava più +d’altro che di collegare i due punti, colmando +l’intervallo; e questa colmata chiamiamola pure +scoperta, perchè infine non mancò l’ardimento +al Gama, come al Diaz non era mancato l’ingegno. +Che ha fatto Alonzo d’Ojeda? Era uno +dei cavalieri venuti con noi nel secondo viaggio +alla Spagnuola; si è illustrato con atti di valore; +scontento di noi, ha chiesto a Vostra Altezza di +poter navigare e scoprire da sè, tornando laggiù +sul medesimo solco di Cristoforo Colombo; e +sette anni fa, con Amerigo Vespucci, usando le +carte delineate da Giovanni di Cosa (un marinaio +del nostro primo viaggio, non lo dimentichiamo) +toccò la terra ferma del Mondo nuovo, alla costa +di Paria, che Cristoforo Colombo aveva scoperta +un anno prima, niente di meno! Che diremo noi +del Cabral? Il valentuomo ha scoperto sei anni +or sono il Brasile, per caso, girando troppo largo<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span> +dalle isole di Capo Verde, e sviato ancora dalla +tempesta, con quell’armata che doveva condurre +alle Indie orientali. Gente ardita, a cui fo +di berretta; ma ebbero essi l’ingegno divinatore, +per muovere verso l’ignoto e per sfidarne +con altrettanta fede i pericoli?</p> + +<p>—Sia;—disse il re, che era stato a sentire +pazientemente la lezione del conte;—il vostro +Almirante ha l’ingegno divinatore. Non gli basta? +È la sua gloria; dev’essere la sua contentezza. +Dio manda ad ogni tanto uomini di questa fatta +nel mondo, per adempiere un’alta missione. Non +gli basta neppur questo, che è pure il suo premio? +Perchè, servito dalla fortuna oltre ogni +speranza sua, vuol egli ancora una rendita che +andrebbe, a conti fatti fin qui, a cento milioni +di scudi castigliani? Perchè vuol essere almirante +maggiore, ritenendo un titolo che qui fu +portato soltanto da don Federigo Henriquez, +mio nonno materno? Perchè vuol essere vicerè +delle Indie, titolo che richiede gran nobiltà +secolare, mentre non l’hanno ottenuto tante +famiglie che nel corso di dieci generazioni versarono +il sangue in cento battaglie? Notate, signor +conte,—soggiunse il re, mettendo il sordino +ad una musica che gli diventava un po’ +troppo chiassosa,—notate che questi gran signori +di Castiglia e Leone io li amerei più modesti. +Sono le braccia che combattono, i cavalieri +d’un reame; i re sono la mente che guida. +Ed è merito di tanti re avere indirizzato ad util +meta il lavoro, non dubitando di reprimere la +nativa baldanza del Cid Campeador, e, se occorresse, +quella d’un Consalvo di Cordova. Questi +è, per sua virtù come per nostra fortuna, un<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span> +suddito leale; ed io dico così per istabilir chiaramente +i diritti e gli uffici provvidenziali dei +re. Ma il vostro Almirante, sia pur leale come +voi dite, e com’io non vi nego, non parrà egualmente +sicuro, nè degno delle alte cariche, a tutta +la nobiltà Castigliana. Il re ha cura di molti e +cozzanti interessi, che vuol tutti condurre in +porto. Ci pensi, a queste cose, il vostro Almirante, +e mi giudichi. Che più? Dubitando di noi +medesimi, non abbiamo forse istituita una Giunta +composta dei più venerandi ecclesiastici, dei più +reputati gentiluomini, la quale veda e giustifichi +fin dove giunga la nostra malleveria, e quella +della defunta regina, per rispetto alle ragioni di +tutti? È all’opera il fiore del reame; sappia egli +aspettarne i responsi.</p> + +<p>—È vecchio, mio signore, più vecchio che +non porti l’età. I pericoli incontrati, i travagli +sofferti lo hanno ridotto così male! Ed anche +la grave malattia del secondo viaggio, che per +sei mesi lo tenne in pericolo di vita....</p> + +<p>—E fu il gran guaio;—interruppe Ferdinando;—perchè +nella colonia incominciò lo +sgoverno, colla perdita di tanti nobili cavalieri. +Il vostro Almirante è uomo da scoprir terre, +avendone l’ingegno divinatore, come voi dite; +non è uomo da governarle, non avendo l’ingegno +amministrativo, come dico io, imitandovi. +Ed ha offesi mortalmente i nostri Castigliani, +obbligandoli perfino a lavorare la terra. Ancor +essa, la santa Isabella, non seppe in tutto perdonargli. +Disperato di trovar oro nelle viscere +dei monti, non ha egli pensato a vendere come +schiavi i poveri Indiani? Era da uomo religioso, +cotesto?<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>—</p> + +<p>Qui, per quanto buon cavaliere egli fosse, il +capitano Fiesco perdette le staffe senz’altro.</p> + +<p>—No, non era;—rispose;—ed io che c’ero, +laggiù, debbo ringraziare Vostra Altezza della +pietà dimostrata per quei poveri Indiani. Ma è +più conforme al sentimento religioso ciò che ha +fatto il gran commendatore d’Alcántara, don Nicola +Ovando, distruggendo colà, sterminandovi +col ferro e col fuoco un milione di sudditi? In +mano di buoni cristiani, nell’Andalusia, nella +nuova Castiglia e nella vecchia, i naturali della +Spagnuola erano da tenersi come figli; servi, +ma da potersi riscattare, iniziandoli al misteri +della nostra santa religione. Quelli che don Nicola +Ovando ha fatti sgozzare, o bruciare, non +si riscattano più; non si ritornano più in vita, +per dar loro la consolazione estrema del santo +battesimo.—</p> + +<p>L’uscio si aperse una seconda volta. Il capitano +Fiesco voleva prender commiato; ma il re +lo trattenne.</p> + +<p>—È ancora il conte di Noguera;—diss’egli.—Servizio +del re; e si manda avanti, senza che +il colloquio ne soffra.—</p> + +<p>Così prendeva un altro messaggio dalle mani +del gentiluomo di camera, a cui dava commiato, +dopo aver letto e aggrottato ancora le ciglia. +Non dovevano esser piacevoli, quel giorno, le +lettere del re Ferdinando.</p> + +<p>—Dicevate....—ripigliò il re, deponendo il foglio, +e tornando alla sua calma, senza smettere +del tutto il cipiglio,—dicevate del governatore +di San Domingo, non è vero? Ebbene, sappiate +quel che io ne penso. Don Nicola Ovando è un +fervente cristiano. Gliene fa obbligo la religione<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span> +di Alcántara, ond’egli è un insigne ornamento. +Se ha usato severità contro gl’Indiani, bisogna +dire ch’ella fosse necessaria, per la salvezza +della colonia. E ancora non n’è venuto intieramente +a capo, se son veri i ragguagli che mi +giungono di laggiù, perchè molte fila di una +vasta congiura gli sono sfuggite pur troppo. +Qua dentro, vedete?—soggiunse Ferdinando, +battendo della palma sopra un fascio di carte +che aveva vicine sull’orlo della tavola;—c’è +un cumulo di sospetti, che potrebbero diventar +prove, e prove terribili contro chi ha tentato ingannare +la bontà di un governatore pietoso.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco fremette, e si sentì correre +un sudor freddo alle tempia. Ma non voleva +aver paura; lo aveva giurato a sè stesso. Perciò +fece buon viso ad un discorso ambiguo, che +poteva esser minaccia e non essere.</p> + +<p>—L’autorità sua non è rispettata abbastanza;—proseguiva +il re.—Vuol essere stabilita ad +ogni costo, per la sicurezza della colonia, come +per l’onore della Corona. E frattanto il vostro Almirante +pretende da noi che don Nicola Ovando +sia richiamato!</p> + +<p>—Non lo aveva chiesto anche la santa regina, +innanzi di andare alla gloria?</p> + +<p>—Sì;—rispose Ferdinando, non senza torcer +la bocca.—Ed anche di ciò si occuperà la +Giunta degli Scarichi. Se la cosa è giusta, si +farà. Ma anche in questo caso ella vorrà dar +prova di considerare anzi tutto l’onore della +Corona e l’utilità della disgraziata colonia.</p> + +<p>—Mio signore,—rispose il capitano Fiesco +con aria contrita,—io non ho da metter bocca +su ciò che riguarda così alti interessi. E non<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span> +avrei parlato, correndo il risico di dispiacere a +Vostra Altezza, se non ne avessi avuto licenza, +e quasi un comando.</p> + +<p>—Nè io mi dolgo di voi;—disse il re.—Amo +parlar chiaro, che si veda bene l’animo +mio. Volete venire al nostro servizio?</p> + +<p>—A quel patto, mio signore: sia resa giustizia +al signor Almirante.—</p> + +<p>Ferdinando non istette alle mosse, e violento +rispose:</p> + +<p>—Giustizia!... giustizia!... Liberamente ne parlate +voi, signor conte di Lavagna. E se io vi +dicessi che ne ho sete? Se vi dicessi: aiutatemi +a farla? Ci sono dei fuggiti di là, degli scomparsi, +che avrebbero meritata la forca; e voi +che siete stato là, non potreste dar luce? voi che +avete corsa tutta l’isola, e che la conoscete a +palmo a palmo? Eppure,—disse il re, chetando +ad un tratto la furia,—non questo io domando +a voi; non in questo voglio usare il vostro ingegno, +la vostra accortezza, il vostro coraggio. +Mi sarebbe caro convincervi della purità delle +mie intenzioni, come della bontà del mio cuore. +Voi prima di tutti, guardate; prima degli stessi +Castigliani, che non mi sanno render giustizia. +Non tutto io posso fare, pur troppo; ma dove +posso, non mi trattengo dal fare. E veglio, veglio, +perchè qui si lavora maledettamente a guastare +ciò che vi è stato fatto, e fatto da me; +voglio dire questa bella unione di Castiglia e +d’Aragona, ond’era già balzata fuori la Spagna, +armata, gloriosa e vincente. A questo, che non +è più un sogno, Castiglia cieca si ribella; vuole +un re tutto suo, un re che non conosce, una +regina che, poveretta, non ha intiera la sua ragione;<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span> +e ricusa colui che l’ha resa grande, facendo +ancora qualche sacrifizio per lei. Non era +d’Aragona il reame di Napoli? E non siamo stati +noi che l’abbiamo dato alla Spagna? Eccovi una +generosità assai male ricompensata. Congiure +su congiure; si resiste, si minaccia, si aspetta +chi rimandi noi in Aragona, contro la fede di +recenti trattati. Ci andremo, se la forza e la follìa +prevarranno sulla ragione e sul buon diritto; +ci andremo, ed allora.... Dio abbia pietà della +Spagna.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco era stato a sentire a capo +chino, qua e là tremando un pochino in cuor +suo, ad onta del fermo proposito, ma poi vedendo +girare da un altro lato la bufera.</p> + +<p>—Mio signore,—diss’egli finalmente,—io +straniero non ho da veder nulla in queste faccende....</p> + +<p>—Eh, non so, veramente;—interruppe Ferdinando.—Voi +vedete in troppe cose; effetto +del viaggiar molto che fate. Vi ho detto l’animo +mio, signor viaggiatore. La sincerità è virtù mia, +della quale mi vanto. Pensate bene a quanto vi +ho detto; poi, quando avrete pensato, verrete a +dirmi il frutto delle vostre meditazioni.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco s’inchinò profondamente, +ben risoluto di non meditar nulla di nulla.</p> + +<p>—Prendo congedo da Vostra Altezza con la +morte nell’anima;—diss’egli, anticipando nella +frase malinconica la notizia della sua risoluzione.</p> + +<p>—Starà in voi di mostrarvi degno della nostra +grazia, e di tornare da morte a vita;—rispose +ironico il re d’Aragona.—Amico vi voglio, +e non collegato ai miei nemici.<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span></p> + +<p>—Io? Può credere Vostra Altezza?...</p> + +<p>—Che ne so io? Rammentate il proverbio: +chi non è con me, vuol esser contro di me. Andate +ora, e Nostro Signore v’abbia nella sua +santa guardia.—</p> + +<p>Così dicendo, il re Ferdinando fece un gesto +che parve dare al capitano Fiesco la sua benedizione. +L’udienza era finita. Lunga assai; ma +in quel punto, tanto n’era rimasto turbato, il capitano +Fiesco l’avrebbe desiderata più lunga e +più chiara; rinunziando magari alla benedizione +di quel re, che non era passato mai per uno +stinco di santo.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XIII" id="Capitolo_XIII"></a><span class="chap">Capitolo XIII.</span><br /><br /> + +Si viene a mezza spada.</h2> + + +<p>Uscì dal palazzo coll’anima in trambusto. Bene +si era proposto d’esser forte e di non sentir paura +di nulla: ma troppe parole oscure aveva proferite +il re; troppe allusioni mal velate aveva fatte +a certi casi di San Domingo. Sapeva egli della +sparizione improvvisa di don Garcìa dalla capitale +di Haiti? Di quella, certamente; ed anche +della via che quell’altro aveva presa, dello +scampo e del rifugio che aveva trovato. Perchè, +se non fosse stato così, avrebbe il re Ferdinando +detto a lui, capitano Fiesco: potrei chiedervi di +aiutarci? Era venuta, sì, qualche frase, ad attenuare, +a smorzare il pensiero; ma tardi, quando +il colpo era stato dato, e sentito. Ora, se la partenza +di don Garcìa, che era pur libero di andarsene, +era stata annunziata da San Domingo al re +d’Aragona come una fuga, bisognava supporre +che il governatore di San Domingo fosse entrato +in sospetto del come e del perchè l’esecutore +di giustizia della sua giurisdizione si fosse annoiato +del servizio, tanto da chiedere il suo licenziamento +sui due piedi. A giustificare questo<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span> +ragionamento non si poteva anche ricordar l’allusione, +che il re aveva fatta prima d’ogni altra, +al vero sesso del mozzo Bonito? Perchè quella +finta paura d’un innocente artifizio di viaggiatori, +che non era poi una novità in quel paese +e a quel tempo? Proprio a lui forestiero, venuto +colla fretta del giungere e col proposito di tornarsene +via, si poteva far colpa d’un travestimento +muliebre, giustificato abbastanza dalla +rapidità del viaggio e dalla opportunità di qualche +precauzione stradale?</p> + +<p>Non aveva fatto bene, lo riconosceva benissimo +allora, a contentare il desiderio di Juana, +portandola in Ispagna con sè. Quando si è fuori +d’un pericolo, non ci si torna, per quanta sicurezza +se n’abbia. Sapeva tutto, il re? o solamente +una parte del vero? A buon conto, Juana avrebbe +súbito riprese le vesti femminili; e per ogni buon +fine, a cavallo quel medesimo giorno, verso la +Sierra di Guadarrama, sulla via di Catalogna, +studiando anche i passi più brevi. Poteva essere +una caccia; ed egli, tra sè ed i segugi reali, voleva +mettere almeno ventiquattr’ore di spazio. +Pensate, aveva detto il re, mi porterete poi il +frutto delle vostre meditazioni. Quel poi gli offriva +appunto un giorno di tempo. Lo avrebbe +guadagnato; corressero pure sulle sue tracce alguazili +ed arcieri. Condotta la sua donna a Barcellona +ed al largo, sarebbe magari tornato a Valladolid: +quanto a sè, non aveva timore di nulla.</p> + +<p>Anche per lui c’era la nuvoletta nell’aria. Non +gli aveva lasciato intendere il re di sospettarlo +troppo legato ai suoi nemici? Certo, il viaggio +di Siviglia poteva dare argomento a sospetti. +Ma quel viaggio si poteva anche spiegare. Egli<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span> +era andato laggiù per vedere una dama, e le +ragioni del cercato colloquio erano tutte confessabili. +Non era già andato a cospirar con +nessuno! Della cospirazione, a dir vero, aveva +vedute le tracce; anch’egli, per giovare al signor +Almirante, non faceva troppo assegnamento +sull’arrivo della regina Giovanna, che +era il fine di tutte le cospirazioni castigliane? +Ma qui, poi, egli non era obbligato a dir tutto. +Restava soltanto ch’egli aveva chiesto aiuto a +donna Beatrice Bovadilla per Cristoforo Colombo, +suo vecchio amico; e non altro aveva +dovuto cercare. L’altro era un negozio di Spagnuoli; +non ci doveva entrar egli, straniero alla +terra ed alle contese dei suoi cittadini. Così, +come straniero, andava e tornava, per assistere +il signor Almirante; andava a Barcellona, ritornava +a Valladolid; che c’era egli di male?</p> + +<p>Sì, sì; via di galoppo, quel medesimo giorno. +Come spiegar la cosa al signor Almirante? In +ciò si sarebbe consigliato con l’Adelantado, mentre +si sellavano i cavalli. Fortuna, aver trattenuta +una parte della sua gente con sè. Gli mancava +il frate scudiero, il suo braccio destro; +gran guaio, perchè il frate scudiero era Spagnuolo, +e Catalano per l’appunto; sarebbe stato +utilissimo nel passare per le terre di Catalogna. +Ma pazienza; gli restavano quattr’uomini risoluti +e fedeli; sarebbe giunto a Barcellona, anche +ammazzando qualche cavallo. Ah, galoppare, +divorare la strada, aver l’ali ai piedi, come +Mercurio! e il re lo aspettasse pure, col frutto +delle sue meditazioni. Oh, la mia buona stella! +diceva egli tra sè. La mia buona stella! ripeteva, +per farsi coraggio con una frase di buon<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span> +augurio. E andava svelto, facendo i passi lunghi, +non badando a nulla, non vedendo nessuno.</p> + +<p>Ma le vie di Valladolid non erano tutte larghe +ad un modo: abbondavano anzi le strette. +Ad un crocicchio gli fu mestieri rallentare il +passo, per una gran calca di gente. Perchè tutta +quella gente affollata? Non era in verità da cercare +il perchè. Chi ha fretta non si ferma a domandar +le ragioni per cui una calca si ferma, +intorno ad un piccolo accidente di strada; specie +in quartieri abitati dal popolino, così facile +a commuoversi per cose da nulla. Chi ha fretta +cerca di passare per quella calca, si fa piccino +e sottile, va di fianco, lavora di gomiti, insinuandosi +destramente per ogni vano che trovi. +Così egli, mentre intorno a lui era un cicaleccio +confuso.—Poverino! perchè l’han preso?—Così +bello! faceva pietà, coi suoi grandi occhi +lagrimosi.—Che! non piangeva; solo era un +poco stravolto.—Sfido io; nelle unghie degli +arcieri!—Che cosa avrà fatto? rubato?—A +quell’età, cose da nulla.—Vestito da marinaio; +non era dunque della città.—Poverino! e la +sua mamma, se l’ha!—</p> + +<p>Un brivido era corso per l’ossa al capitano +Fiesco. Voleva tornare indietro, per domandare. +Chi mai, nelle unghie degli arcieri? e giovane, +e bello, e vestito da marinaio? Ma si ricordò +che non doveva aver paura. E non sarebbe +stata esagerazione di paura, tornare indietro +per un ragazzo arrestato? Ma corse più rapido +avanti, sempre più lontano da quella moltitudine. +Era là, finalmente, la strada dove abitava +il signor Almirante; era là, si apriva davanti a +lui, quieta, luminosa, sotto il cielo sereno. Passava<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span> +un carro, tirato da un mulo alto e solenne, +che agitava ad ogni passo una ventina di sonagli; +e il carrettiere, che veniva innanzi, di costa +alla ruota, canterellava in cadenza, facendo ad +ogni tanto schioccar la sua frusta per chiasso. +La scena era gaia, tranquilla, innocente; respirava +una pace d’idilio siracusano. Ed anche la +casa era là, lunga, alta, e polverosa, ma neppur +brutta in quell’ora meridiana: la coglieva +il sole di sbieco, e larghe chiazze di mattoni +rosseggiavano al sole, per mezzo a frequenti +sfaldature d’intonaco. Quella casa pareva sorridere, +aspettandolo; ond’egli si sentì liberato da +una grave oppressura. Che sciocco era stato! e +come tutto fa paura, quando si ha l’anima agitata! +Infilò il portone, ascese rapidamente due +braccia di scala. Ah, finalmente, era in porto.</p> + +<p>Nell’anticamera trovò l’Adelantado, grave, accigliato, +silenzioso. Ma era sempre così, quel +benedetto uomo; non rideva se non in mezzo +al pericolo.</p> + +<p>—Come va l’Almirante?—gli chiese il capitano +Fiesco.</p> + +<p>—Eh, si è voluto alzare;—rispose quell’altro.</p> + +<p>—Tutti bene?—ripigliò il capitano, a cui +quella risposta non poteva bastare.</p> + +<p>—Bene!... Amico mio, forse sapete?...</p> + +<p>—Che cosa?—gridò il capitano.—Ah, sarebbe +vero?...—</p> + +<p>E cadde, così dicendo, sopra una scranna.</p> + +<p>—Animo! animo!—gli disse l’Adelantado, +con più tenerezza nella voce, che non avesse +mai dimostrata.</p> + +<p>—Animo! animo!—ripetè macchinalmente<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span> +il Fiesco.—Ne ho. Voglio sapere.... voglio sapere.... +Erano venuti gli arcieri?... o i famigli +del Sant’Uffizio?...</p> + +<p>—No, grazie a Dio, solo quelli del re. Ma è +sempre una infamia! Un tale affronto all’Almirante! +al vicerè delle Indie! Non ha dunque più +vergogna, quel tristo?—</p> + +<p>In quel mentre appariva dall’uscio della sua +camera il signor Almirante; alto di tutta la rilevata +persona, che oramai, nell’impeto dello +sdegno, non sentiva neanche più i suoi dolori +aggranchirgli le membra; gli occhi sfolgoranti, +come nei momenti più gravi della sua vita, in +mezzo alle battaglie d’arrembata, o tra le marinaresche +ribelli.</p> + +<p>—Questa ancora, capitano Fiesco!—gridò +egli, avanzandosi.—Questa ancora, per colpirmi +nel mezzo del cuore! Male lo stimai volpe; +è una tigre, quel re.</p> + +<p>—Ma per qual ragione, Dio santo?—domandava +il Fiesco, torcendo convulsamente le mani, +impossenti a sbranare un lontano e troppo alto +nemico.—Con quale pretesto?</p> + +<p>—Con questo,—rispose l’Adelantado;—che +il mozzo Bonito era una donna; che si doveva +sapere chi fosse, e perchè si nascondesse così. +Abbiamo risposto, non dubitate; abbiamo risposto +che prendevano abbaglio; che si trattava +d’una gentildonna straniera, non soggetta alle +leggi di Spagna, e che non aveva da fare con +la giustizia di questo paese. Ancora abbiamo +detto il suo nome, ma inutilmente. Il signor +governatore vedrà, il signor governatore giudicherà, +rispondeva l’alguazil, ch’era venuto +cogli arcieri; se c’è errore sarà facilmente rimediato,<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span> +e il mozzo Bonito, o contessa del Fiesco +che voglia essere, ritornerà a casa, senza +che gli sia torto un capello. L’Almirante s’intromise; +voleva star egli mallevadore; domandava +un indugio, finchè non si appurasse ogni +cosa; credeva di averne il diritto, essendo egli +il padrone di casa, e tal uomo da non essere +sospettato di poca reverenza alle leggi. Inutile! +tutto fu inutile; ed han fatto a modo loro, conducendo +la contessa al palazzo di giustizia.</p> + +<p>—Legata!</p> + +<p>—Eh, sì, legata;—rispose l’Adelantado, fremendo.—Erano +in dieci, ed avevano paura che +fuggisse. Noi vi aspettavamo, per muoverci, per +far qualche cosa. L’Almirante vuol andar egli +dal re.</p> + +<p>—Ne vengo io;—ruggì il capitano Fiesco;—e +non credo che gioverebbe. L’ha con me, il +re Ferdinando. Come ciò sia, è inutile il dire; +nè si potrebbe in poche parole. La contessa è +un ostaggio ch’egli ha preso, mentre io ero in +udienza da lui. Servirlo! servirlo io? E in che +cosa? in qualche losca impresa, sicuramente. +Non si prenderebbero ostaggi, se la cosa fosse +diversa. Venite, don Bartolomeo, accompagnatemi, +che temo di non arrivare dal re, di stramazzar +per la strada.—</p> + +<p>L’Almirante si avanzò, e gli pose amorevolmente +le mani sugli ómeri.</p> + +<p>—Coraggio, mio figlio!—gli disse.—E perdonatemi!—È +avvenuto per colpa mia, tutto +ciò. Porto sfortuna a chi mi vuol bene.</p> + +<p>—Oh, non dite, mio signore, non dite!—gridò +il Fiesco, intenerito.—Era il destino. Ma io mi +ucciderò, se non la salvo.<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span></p> + +<p>—Un delitto! Non lo pensate neanche.</p> + +<p>—Eh, io non sono un santo. Senza di lei, +meglio l’inferno! E non l’ho io già dentro l’anima?—</p> + +<p>Scese a precipizio la scala; e don Bartolomeo +Colombo lo seguiva. Giunto a palazzo, chiese di +entrare dal re. Non si poteva; impedivano il +passo i soldati; ricusava, chiamato al rumore, +il gentiluomo di camera.</p> + +<p>—Mio buon signor Noguera!—gridava il +capitano Fiesco.—Non siate così duro con me. +Vogliate annunziarmi a Sua Altezza. Se non può +ricevermi subito, aspetterò. Sapete pure, signor +conte; ho avuto udienza quest’oggi, non sono +ancora due ore passate; e lunga udienza, vi ricordate?</p> + +<p>—Appunto per ciò, non potrebbe parere bastante?—notò +il conte di Noguera.—Ci sono +altri che hanno diritto. Del resto, son gentiluomo;—soggiunse +egli, accostandosi, e traendo +il conte Fiesco in disparte,—non voglio ingannare +nessuno. Per quanto vi lasciassi star qui +ad aspettare, oggi Sua Altezza non vi riceverebbe.</p> + +<p>—E perchè, di grazia? perchè?</p> + +<p>—Non sono visibile, mi ha detto, se non per +duchi e marchesi di Castiglia e d’Aragona, per +il razionale di Castiglia e per l’arcivescovo di +Toledo. Son queste,—soggiunse il Noguera,—le +precise parole del re. Voi siete escluso. Se +non foste escluso, Sua Altezza, ricordando il suo +recente colloquio con voi, avrebbe aggiunto: e +il signor conte di Lavagna. Non l’ha aggiunto; +ed io, con tutto il dispiacere che una necessità +come questa mi potrebbe cagionare, sarei costretto<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span> +a rimandarvi fuori. Vi prego, conte, non +mi obbligate ad esser severo con un gentiluomo +come voi siete.—</p> + +<p>Parlava da onest’uomo, il Noguera. Ma il capitano +Fiesco non riusciva a padroneggiarsi.</p> + +<p>—V’intendo;—diss’egli, convulso;—v’intendo, +e vi ringrazio. Ma vedete, si commette +una prepotenza, una ingiustizia, una iniquità, +che grida vendetta al cielo. Mia moglie, arrestata +come una donna perduta; la contessa del Fiesco, +una straniera, in Castiglia, in terra di cavalieri! +e per ordine del governatore, che è come +dire per ordine del re, tratta a forza di casa, legata, +in mezzo ad un drappello d’arcieri!...</p> + +<p>—La cosa è grave, e merita riflessione, in +terra di cavalieri;—disse il conte di Noguera, +aggrottando le ciglia.—Forse si tratta di un +equivoco, e ci s’aggiunge un abuso della forza, +che va represso e castigato. Nè credo, come voi +fate, che ci sia stato ordine del re. Comunque, +io vi consiglio, per venirne in chiaro, di recarvi +da chi può tutto in queste faccende, e correggere +gli errori dei subalterni, o i suoi proprii, +se n’ha commessi, e consigliar clemenza al re, +se si tratta d’un ordine del re. Andate dall’arcivescovo +di Toledo. Egli è ora in udienza da +Sua Altezza; ma non vorrà star molto ad uscire.</p> + +<p>—Non posso aspettarlo qui?</p> + +<p>—No, egli non passa di qui. Andate al palazzo +di giustizia, dov’egli risiede, e dove non +tarderà a ritornare. Ma vi prego, non dite che +v’ho consigliato io. Qui, a dar consigli, si giocherebbe +la carica. Siete un gentiluomo, ed amo +rendervi servizio, nella misura del poter mio; +che non è grande, pur troppo.<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p> + +<p>—Anche l’arcivescovo di Siviglia è qui?—entrò +a domandare l’Adelantado.</p> + +<p>—Sì; come sapete, non è ancora andato ad +occupare la sede.</p> + +<p>—Bene,—concluse l’Adelantado, volgendosi +al Fiesco.—Mentre s’aspetta che Toledo ritorni +al palazzo di giustizia, possiamo andare +da Siviglia, che si degni di darci una mano.</p> + +<p>—La mano di Siviglia è potente;—disse il +Noguera, sorridendo.—E potrà certamente +aiutarvi.—</p> + +<p>Siviglia, da cui andarono subito, trovandolo +nel convento di San Domenico, era Diego di +Deza; bel monaco, dall’aspetto grave, e dal +labbro pieno di bontà. Amava Cristoforo Colombo, +e nel consiglio di Salamanca era stato +l’unico suo sostenitore, dispiacendo molto al +vescovo Talavera, e voltando a favore del +grande navigator Genovese l’animo buono dell’arcivescovo +Mendoza. Dalla dottrina del Deza, +anche rimasta allora perdente, erano stati salvati +per migliore occasione i disegni di Cristoforo +Colombo. E questi ne aveva serbato in +cuore una viva riconoscenza al sapiente domenicano; +e il domenicano, dal canto suo, sentendosi +legato da quel buon ricordo al trionfo +della mirabile impresa che aveva preconizzata, +ricambiava di vivissimo affetto il signor Almirante, +considerando amici quanti venissero in +nome di lui.</p> + +<p>Accolse egli a festa don Bartolomeo Colombo +e il capitano Fiesco: udì la ragione della loro +venuta, ascoltò attentamente il racconto che gli +facevano, battè un pochino le labbra, e poi disse +al Fiesco:<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span></p> + +<p>—L’arcivescovo di Toledo è un uomo virtuoso; +fidate in lui, signor conte.</p> + +<p>—Le parole di Vostra Eccellenza mi rassicurano;—rispose +il Fiesco.—Ma, se io ho +ben veduto, un certo moto delle vostre labbra +mi dovrebbe tenere in pensiero.—</p> + +<p>Sorrise il domenicano, e ripigliò placidamente:</p> + +<p>—Non vi maravigliate di un moto involontario, +essendo un mal vezzo dei nostri poveri +nervi. Ma con voi, degni gentiluomini, si può +fare a fidanza. Il Ximenes è la virtù in persona: +solamente è un po’ debole, innanzi a certi voleri, +che potrebbero forse trovarlo più risoluto. +Ma, ripeto, è un sant’uomo; quello ch’egli dirà +di fare, certamente farà. Ad ogni modo, e senza +saper nulla del vostro bisogno, vi presenterò io, +vi raccomanderò io a Sua Eccellenza. Siete contento?—</p> + +<p>Il capitano Fiesco s’inchinò, ringraziandolo; +e l’arcivescovo di Siviglia si degnò di presentarlo +egli stesso al primate della chiesa di +Spagna.</p> + +<p>Francesco di Cisneros Ximenes, arcivescovo +di Toledo, succeduto in quell’alta dignità al +buon cardinale Mendoza, doveva ancora aspettare +un anno il cappello cardinalizio, che ottenne +poscia da Giulio II. Per intanto, come primate +della chiesa di Spagna, e già stato confessore +della regina Isabella, il degno prelato, famoso +per eccellenza di dottrina e per santità +di vita, reggeva l’amministrazione politica del +reame di Castiglia. Modesto nell’alta carica, indossava +sempre il suo vecchio abito di frate +francescano sotto le insegne pontificali: a Toledo +viveva in una povera cella, contigua al<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span> +palazzo arcivescovile; e per allora a Valladolid, +seguendo la Corte, non aveva voluto alloggiare +nel palazzo regale, troppo fastoso per lui, contentandosi +d’un quartierino nel palazzo di giustizia.</p> + +<p>E nessuno diceva che quella sua rinunzia ad +ogni fasto fosse ostentazione di modestia. Il Ximenes +era stato sempre così. Vagheggiava alti +disegni, di cui Ferdinando rideva; ma quel sant’uomo +lo serviva ad ogni modo, per grande +amore che portava alla gloria di Spagna. Di +questa sua indole generosa diè prova in tre occasioni +solenni: la prima, dichiarandosi apertamente +per Ferdinando, quando Filippo d’Austria +morì, e della vedova Giovanna non si poteva +sperare che con pienezza d’intelletto e fermezza +di mano tenesse le redini del governo: la seconda, +facendo e guidando egli stesso la fortunata +impresa di Orano e di Algeri, che fece +strabiliare l’incredulo monarca, tanto ingrato +e sconoscente da scrivere al Navarro, comandante +militare della spedizione: “impedite al +brav’uomo di tornare troppo presto in Ispagna; +bisogna lasciargli consumare, quanto più si potrà, +la persona e il denaro„. La terza prova, e +forse la più solenne, fu data dal Ximenes, quando +dalle Cortes riluttanti fece eleggere in fretta re +di Castiglia il poco amato e niente desiderato +Carlo V, che doveva far ministro invece di lui +il fiammingo Adriano d’Utrecht, che poi fu papa +col nome di Adriano VI; ed egli, il virtuoso Ximenes, +pur di giovare alla Spagna, si rassegnò +lietamente al secondo posto, bastando a tutte +le gravi cure del governo, che con tanta accortezza +aveva sostenute nel primo.<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span></p> + +<p>Bontà non è mai troppa; e procede, se mai, +da molta virtù. Ma non sempre i Castigliani potevano +menar buona tanta virtù al loro concittadino, +e ne accusavano più volentieri la debolezza; +specie allora, che, viva Giovanna e non +pazza ancora agli occhi di tutti, vivo il suo bel +Filippo d’Austria, e desideroso di regnare con +lei in Castiglia, il Ximenes si mostrava troppo +docile ministro dell’Aragonese, e lui desiderando +reggente, lavorava con ogni poter suo ad amicargli +la riottosa nobiltà Castigliana. Ferdinando +possedeva certamente molte qualità necessarie +al regnante, specie di quei tempi; tanto che +meritò le lodi del Segretario Fiorentino. Ma le +guastava tutte col difetto di probità; era ingrato, +bugiardo e mancator di parola: non contava +nulla i suoi impegni, quando trovasse il suo tornaconto +a violarli. E così poco si vergognava +della sua perfidia, che se ne faceva bello quante +volte gli riuscisse a bene. Udito un giorno che +Luigi XII si doleva d’esserne stato ingannato +una volta, “quell’ubbriacone ha mentito„ diss’egli, +“perchè l’ho ingannato tre volte„. E un +principe italiano diceva di lui: “prima di far +capitale de’ suoi giuramenti, vorrei sentirlo giurare +per un Dio, nel quale egli credesse„.</p> + +<p>Ferdinando il Cattolico è qui giudicato: non +ci maravigliamo dunque che non lo amasse +l’arcivescovo di Siviglia, e che, per effetto della +troppa sua condiscendenza al re d’Aragona, tacciasse +di debolezza il virtuoso arcivescovo di +Toledo.</p> + +<p>Il quale, nella sua stanzetta modesta del palazzo +di giustizia, accolse amorevolmente il suo +minor collega di Siviglia: ma, come seppe chi<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span> +fosse il suo compagno di visita, fece la cera un +po’ brusca.</p> + +<p>—Lo raccomando a Vostra Eccellenza;—diceva +il Deza,—quantunque non sappia bene +quel che gli occorra. A me è grandemente raccomandato +dal signor Adelantado, fratello del +nostro glorioso Almirante maggiore, che Iddio +guardi, e Sua Altezza il re tenga caro com’egli +si merita.—</p> + +<p>Il Ximenes stette a sentire con molta rassegnazione +il fervorino per Cristoforo Colombo, +che con altrettanta soddisfazione aveva proferito +il Deza. E cortesemente lo accomiatò, accompagnandolo +fino all’anticamera. Ritornò poscia +nella stanza, dove il capitano Fiesco era +rimasto in attesa, sempre turbato, ed allora più +che mai, pensando che da quel colloquio dipendeva +la sorte di Juana e la sua.</p> + +<p>S’aspettava d’essere interrogato; e grande fu +la sua maraviglia, sentendosi dire dal Ximenes:</p> + +<p>—So tutto, e non occorre, signor conte, che +mi raccontiate l’arresto avvenuto. Andiamo per +la più breve, che converrà a voi come a me. +Per qual ragione non volete voi servire Sua Altezza? +Perchè cospirate coi suoi nemici?</p> + +<p>—Io, Eccellenza?—gridò il capitano, facendo +gli atti del massimo stupore.</p> + +<p>—Siete stato a Siviglia;—ripigliò l’arcivescovo.—E +si sa dove siete andato, in Siviglia.</p> + +<p>—In un convento, Eccellenza; ad ossequiare +la signora marchesa di Moya, ch’io non so essere +in mala vista presso la Corona; a chiederle +una grazia, che assai mi premeva, voglio +dire il suo patrocinio per il signor Almirante. +Don Cristoval Colon, che la marchesa ha sempre<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span> +stimato e protetto, è in fin di vita; nè Vostra +Eccellenza lo ignora. Unica e sola, che potesse +anche giovargli in un delicatissimo caso +di coscienza, era Beatrice di Bovadilla.—</p> + +<p>Senza pensarci bene, forse operando per moto +spontaneo d’ingegno avvezzo ai pronti espedienti, +Bartolomeo Fiesco aveva toccato un tasto +che doveva rendere buon suono nell’animo +del virtuoso Ximenes.</p> + +<p>—Di coscienza?—diss’egli.—E si può sapere, +senza offesa di sacre ragioni?</p> + +<p>—Sì, e ne giudichi la Eccellenza Vostra;—rispose +il Fiesco, che aveva avuta la buona ispirazione, +e ne faceva il suo prò.—Nella maturità +della sua giovinezza, il signor Almirante +aveva amata una donna di Cordova; e di quell’amore +gli era nato un pegno carissimo.</p> + +<p>—Il giovinetto Fernando; mi par di vederlo;—notò +il suo <a name="tn235" id="tn235"></a><span class="correction" title="originale: interlecutore">interlocutore</span>.—E la donna, se +ben ricordo, una Enriquez de Arana.</p> + +<p>—Per l’appunto: non più veduta dal signor +Almirante, perchè a lui diventata nemica, senza +che egli mai riuscisse ad intenderne la ragione, +mentre egli avrebbe voluto riparare al suo fallo. +Ma ciò che in tanti anni non gli è stato possibile, +diventa necessario ora, affinchè il giovane +Fernando non rimanga orfano insieme e notato +d’illegittimità. Il caso di coscienza è doppio, e +verso la madre e verso il figliuolo.</p> + +<p>—Come c’entra donna Beatrice di Bovadilla?—chiese +il Ximenes.—Anche a non tener conto +delle ciarle del mondo, che suole inventare tutto +quello che non sa, possiamo maravigliarci che +la marchesa di Moya sia ritenuta più adatta a +riunire due anime state tant’anni divise.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p> + +<p>—Non si maravigli il savio;—rispose Bartolomeo +Fiesco.—La marchesa di Moya conosce +Beatrice Enriquez. Fin dalla vigilia della +partenza di Cristoforo Colombo per il suo primo +viaggio di scoperta, aveva tentato, checchè potesse +costarne al suo cuore, di ravvicinare la +sdegnosa Cordovana al padre del suo Fernando.</p> + +<p>—Mi assicurate che questo è il vero? che +siete andato a Siviglia per ottenere i buoni uffici +della marchesa di Moya nelle cose di don Cristoval +Colon? e non per altro, non per altro?</p> + +<p>—Quali prove posso io darne a Vostra Eccellenza, +io che Le sono appena conosciuto per la +presentazione di Diego di Deza? I miei leali servigi +a questa Corona furono di buon suddito, e +di suddito volontario, il che dovrebbe accrescerne +il pregio. Il mio nome è d’antica stirpe +di gentiluomini e di cristiani; nè io vorrei macchiarlo +con una menzogna. Per nessun’altra ragione, +fuor quella che ho detto, sono io stato a +Siviglia; lo giuro per questa croce che vi pende +dal petto, e che io bacio in ginocchio.—</p> + +<p>Si era intenerito, il buon primate di Spagna. +Posò la sua destra sul capo del conte, come in +atto di benedirlo; poi, fattolo alzare e sedere +davanti a sè, stette un istante pensoso.</p> + +<p>—Vi credo, figliuol mio;—diss’egli poscia.—Ma +vedete, qui siamo in mezzo a continui +pericoli. <i>Incedo per ignes suppositos cineri doloso</i>; +si cammina sulla cenere ingannevole, che +nasconde i carboni ardenti. Si congiura contro +il re Ferdinando, contro un sovrano che cova +nell’animo grande i più vasti disegni. È dunque +utile alla Spagna, alla sicurezza, alla gloria di +questa nazione a mala pena formata, ch’egli<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span> +sia il reggente di Castiglia; ed è necessario per +ciò che il re Cristianissimo gli sia intieramente +amico.</p> + +<p>—Non gliene ha dato prove bastanti?—chiese +il capitano Fiesco.—Non gli ha concessa in +moglie Germana di Foix?</p> + +<p>—Dite che il re Ferdinando l’ha voluta;—rispose +il Ximenes.—E non poteva non volerla, +per tema che altri la prendesse, diventando +un pericoloso vicino. Queste cose non +vogliono capirle i corti intelletti. Come figlia a +Giovanni, visconte di Narbona, come sorella a +Gastone di Foix, legittimo pretendente della Corona +di Navarra, la principessa Germana era +un partito più da lui desiderato, che non dal re +Cristianissimo, sebbene per un tal matrimonio +questi diventasse suo zio. È necessario, vi ripeto, +che il re Luigi, ristrettosi finora ad un +trattato riguardante le cose di Napoli, consenta +ad una vera alleanza d’interessi, per ciò che +riguarda il buon vicinato. Forte d’una simile +alleanza, Ferdinando s’impone come reggente +di Castiglia ai pochi ma riottosi signori del territorio, +che s’ostinano a negar la luce del sole, +ricusando di vederla.</p> + +<p>—E l’aspettano di Fiandra;—notò il capitano +Fiesco.</p> + +<p>—Di Fiandra!—ripetè il Ximenes.—Perchè +dite di Fiandra?</p> + +<p>—Ma sì,—riprese quell’altro.—Non aspettano +la principessa Giovanna e il suo marito +Filippo d’Austria? E non sono in Fiandra, i giovani +sposi?—</p> + +<p>Il primate di Spagna non potè trattenere un +sorriso, che non era tutto di compassione.<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span></p> + +<p>—Come?—diss’egli.—E non sapete?... Ah, +davvero, figliuol mio, non siete andato a Siviglia +per congiurare contro il re Ferdinando. Ecco +una prova della vostra innocenza, che viene a +corroborare le altre. Niente, niente!—soggiunse +il virtuoso Ximenes, rispondendo ad un gesto +di stupore del capitano Fiesco.—Non domandate +spiegazioni, che vi sarebbero inutili. Vi basti +sapere che vi stimo di più, ed anche sento +di potermi fidar meglio a voi. Vedo in pari +tempo che i segreti del re sono più custoditi +ch’io non potessi sperare.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco non aveva capito come e +perchè gli si potesse far merito dall’accenno +alle Fiandre: non capì che cosa significasse il +segreto del re, così ben custodito. Ma non istette +a chieder ciò che il benigno interlocutore mostrava +di non volergli dire. Di ben altro era curioso, +dopo tutto; gli premeva ben altro.</p> + +<p>—Torniamo a noi;—ripigliò il Ximenes.—Nessuno +potrà meglio persuadere il re Cristianissimo, +che il vostro eccelso cugino Gian Aloise, +uno dei più potenti signori italiani, e colui che +possiede l’anima e il cuore di Luigi XII. Chi potrà +persuadere Gian Aloise, se non voi, conte +Fiesco? A voi dunque; la gloria e la fortuna +sono per voi.</p> + +<p>—E per questo,—disse il capitano Fiesco,—per +questo, che Sua Altezza non mi ha neppur +detto, ha presa la mia donna in ostaggio?</p> + +<p>—Sua Altezza non vi ha detto nulla, perchè +vi ha veduto riluttante a servirla;—rispose il +Ximenes;—ed anche perchè un messaggio di +Siviglia, arrivatogli mentre eravate in udienza, +l’induceva a sospettare di voi.<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p> + +<p>—Non può sospettare ancora?</p> + +<p>—Non sospetto più io,—disse il Ximenes,—e +sciolgo i sospetti del re.</p> + +<p>—Ma l’ostaggio?... Perchè fu presa la contessa?</p> + +<p>—Per assicurarsi di voi, suppongo;—disse +l’altro, arrossendo.—Ed ora ha il pegno in +mano, perchè voi entriate al suo servizio.</p> + +<p>—E se io ricusassi, perchè non mi sento tagliato +a questi uffici? Mia moglie non è spagnuola.</p> + +<p>—Non nata spagnuola, concedo; ma suddita +spagnuola potrebbe ben essere.</p> + +<p>—No, non suddita spagnuola;—gridò il Fiesco, +inasprito.</p> + +<p>—Giuratelo per questa croce;—disse pacatamente +il Ximenes.—Ah, non ardite! e temete +di farvi spergiuro! Ve ne lodo. Ecco una quarta +prova che m’avete detto il vero, giurando di non +congiurare coi nemici del re. Servite dunque +Ferdinando, com’egli desidera, e riavrete la vostra +donna.</p> + +<p>—Ma con quali pretesti è tenuta in carcere?</p> + +<p>—Ragioni, figliuol mio, non pretesti. Fu presa, +perchè si voleva venire in chiaro d’un travestimento +illecito, che mirava ad ingannar tutti, +compresa la giustizia. Avrei potuto ordinare +l’arresto come grande Inquisitore; e non l’ho +fatto, e potete ringraziarmene. Fu in quella vece +un provvedimento della giustizia secolare, e per +volere del re. Ora, figliuol mio, considerate il +caso vostro. Se rivolete la vostra donna, dovete +dar le prove al giudice che essa è veramente +vostra moglie: e ci vorrà tempo a farle venire, +le prove, a farle esaminare dagli esperti; più<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span> +tempo che non ne spendereste a recarvi dal vostro +eccelso cugino e a condurvi in Parigi con +lui. Neanche è da credere che ella uscirebbe di +prigione, se anche le prove fossero trovate bastanti. +Si dovrebbe anche sapere se, essendo +stata suddita spagnuola prima di esservi moglie, +era egualmente libera, sciolta d’ogni obbligo +verso la giustizia spagnuola. E qui bisognerebbe +aspettare l’esito di certe indagini, che +don Nicola Ovando ha già cominciate col suo +solito zelo. C’è tutto un viluppo di cose, qui +sotto, e in coscienza debbo avvertirvene, che +non sarebbe punto piacevole per voi e per la +povera prigioniera. Siate savio, conte Fiesco. A +voi, come italiano, può premer poco che Ferdinando +perda la reggenza di Castiglia o l’ottenga: +a noi preme che l’ottenga; e non per lui, +badate, ma per salute di questa patria, che senza +di lui ricadrebbe nell’antica anarchia. Siamo destinati +alla patria celeste;—conchiuse solenne +il Ximenes;—ma dobbiamo meritarla servendo +Iddio nella patria terrena, e in questa unendo a +sua gloria i cuori e le menti. Siate savio, signor +conte, e servite il re con amore. Io, frattanto, per +questa croce vi giuro, che alla prigioniera non +sarà torto un capello, e che anzi ella sarà trattata +come una regina; mi capite? come una regina.—</p> + +<p>Ahimè, sapevano ogni cosa, e non occorreva +che aspettassero le nuove indagini di don Nicola +Ovando! Sapevano ogni cosa, e il capitano +Fiesco tremò tutto, dal capo alle piante.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XIV" id="Capitolo_XIV"></a><span class="chap">Capitolo XIV.</span><br /><br /> + +A Laredo! a Laredo!</h2> + + +<p>—Il colloquio era durato ancora, ma rotto, a +pezzi e bocconi, non sapendo il Fiesco rassegnarsi +ancora a finirlo e chiedendo sempre +qualche cosa, il Ximenes strascicando le parole +e mostrandogli di aver detto abbastanza. Ma +quanti dubbi restavano nell’anima del povero +capitano! E non gli si poteva almeno concedere +di veder la sua donna?</p> + +<p>—Troppo chiedete, senza averlo meritato!—rispondeva +qui l’arcivescovo.—Prenderò ordini +da Sua Altezza. Quando avrete veduto il re.... +quando egli vi avrà date le sue istruzioni.... chi +sa? non dispero. Ferdinando è buono per chi lo +serve con amore. Ed io, signor conte, ho desiderio +di contentarvi. Ma voi siate ragionevole; +è nell’utile vostro.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco baciò l’anello pastorale, e +più morto che vivo si ricondusse a casa. Era +aspettato, e non potè tacere il colloquio che +aveva avuto, con un frutto così scarso per sè, +con tanto danno imminente per le speranze del +suo grande concittadino. Terribil dilemma! o<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span> +tradire gl’interessi dell’Almirante, o perdere +Fior d’oro.</p> + +<p>—Figliuol mio,—disse Cristoforo Colombo,—non +vi date pensiero di me. So bene che il +trionfo di Ferdinando è la perdita d’ogni speranza +mia, d’ogni fede nella giustizia degli uomini. +Ma se Iddio non volesse farmi morire +contento?... Tutto quello che accade dimostra +che questo è il suo alto disegno. Sia fatta la +sua volontà. Certo, ho gravi colpe da scontare; +e non è giusto che altri ne soffra per me. Andate +dal re, accettate ogni cosa. Ciò che Dio +vuole sarà; ciò ch’egli non vuole non sarà; sia +benedetto il suo nome.—</p> + +<p>Nè già l’Almirante conosceva per intiero i disegni +della marchesa di Moya, e le probabilità +su cui erano fondati. Ma di tutto ciò era informato +l’Adelantado, che vedeva nella trista commissione +imposta al capitano Fiesco pericolare +ogni speranza di giustizia. Era quello un gran +colpo, e forse mortale, per il suo sventurato +fratello, che ad ogni tratto, per ogni commozione +un po’ forte, ricadeva prostrato, bene lasciando +intendere ai suoi familiari che le fonti +della vita s’inaridivano in lui.</p> + +<p>Tornava frattanto alla mente del Fiesco il risolino +del Ximenes, quando si era sentito accennare +alle Fiandre. E se ne apriva coll’amico. +Che cosa poteva significare quel risolino dell’arcivescovo +di Toledo? E che segreto era quello +del re, a proposito delle Fiandre, che l’arcivescovo +riconosceva con tanta soddisfazione essere +stato così bene custodito?</p> + +<p>—Amico mio,—rispondeva l’Adelantado,—vorrà +dire che dal lato delle Fiandre sono sicuri;<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span> +che il re non ha timori, sapendo impazzita +davvero la sua figliuola e rivale; che finalmente, +e questo è il peggio, da quella parte là +non c’è più da sperar nulla per noi.</p> + +<p>—L’ho pensato ancor io;—disse il Fiesco.—Ma +allora è inutile che temano, e chiedano +man forte alla Francia.</p> + +<p>—Eh, non si sa mai;—replicava l’Adelantado.—Se +Giovanna è pazza, non è scemo il +marito, e può cagionar dispiaceri, forte com’è +dell’appoggio di suo padre, l’imperatore Massimiliano +d’Austria. Castiglia è poco disposta a +riconoscere l’autorità di Ferdinando d’Aragona. +Non potrebbe ella voltarglisi contro?—</p> + +<p>Il resto della giornata passò in ansie continue +per il povero capitano, che quando non aveva +l’amico a tenerlo occupato coi ragionamenti, si +lasciava andare alla disperazione, e piangeva +come un bambino. E non era un animo fiacco: +ma in quella inerzia forzata, non aveva altro +sfogo che le lagrime. Nè v’hanno poi animi forti +contro un dolore che terribili incertezze rendano +sempre più acuto.</p> + +<p>Fior d’oro! povera donna cara! che sarebbe +avvenuto di lei? come viveva in quelle ore? Il +ministro di Ferdinando aveva promesso che sarebbe +stata trattata bene, con tutto il rispetto +dovuto ad una regina. E il poveretto amava ad +ogni tanto richiamarsi a mente le parole del +Ximenes. Certo, quell’uomo era debole, come lo +aveva giudicato Diego di Deza; ma non si poteva +negare che fosse un uomo virtuoso. Debole, +finalmente, era fatto dal vivo amore di patria, +che i suoi concittadini non mostravano di +intendere, e a cui uno straniero era tanto meno<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span> +obbligato di render giustizia: ma le sue intenzioni +erano pure; le aveva chiarite egli stesso, +con sincerità tanto più bella, quanto più era +stata spontanea. Sì, il Ximenes avrebbe fatto ciò +che prometteva. Non aveva egli anche giurato +per la sua croce? Ma questo per il tempo che +il capitano Fiesco sarebbe stato lontano. E se +tornava senza aver nulla ottenuto? Cessava la +pietà del ministro, e sottentrava la durezza del +re. Trattata come una regina!... Sì; e non si +poteva ricordar troppo, allora, che Fior d’oro +era stata regina, e condannata ad una morte +ignominiosa?... Orribile pensiero, che faceva fremere, +raccapricciar di spavento! E c’era intanto +da piangere di disperazione, in una notte lunga, +lunga, che non voleva finire mai più.</p> + +<p>La mattina seguente, appena gli parve ora da +ciò (ed era già in volta da un pezzo) il capitano +Fiesco andò al palazzo di giustizia. L’arcivescovo +di Toledo lo ricevette senza indugio, e lo +accolse con un bel sorriso paterno.</p> + +<p>—Ho buone notizie per voi;—gli disse subito.—È +tranquilla. L’ho veduta io medesimo.</p> + +<p>—Stamane! già?</p> + +<p>—Sì, stamane, signor conte. Voi venite per +tempo; ma io sono stato anche più pronto a +lasciare il letto. I vecchi, figliuol mio, dormono +così poco! È tranquilla, vi ripeto, ed anche di +buon animo. Le ho detto che pensate a lei, cercando +di abbreviare i termini della sua liberazione, +e correndo perciò a prender le carte +comprovanti il vostro matrimonio. Non era +bene che le si parlasse d’altre imputazioni; vi +pare?</p> + +<p>—Ringrazio Vostra Eccellenza;—mormorò<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span> +il capitano Fiesco, piangente.—È stato un buon +pensiero; e mi promette cose maggiori. Non mi +sarà dato vederla?</p> + +<p>—Non correte, non correte tanto, vi prego. +E non vi ho detto or ora che voi già dovevate +correre sopra un’altra via? A quest’ora, secondo +quello che io ho detto alla contessa, voi dovreste +essere molto lontano, a Medina Celi, e forse +a Calatayud, sulla strada di Saragozza. Del resto, +non avevo ottenuto nulla dal re. Per esservi +largo di favori, egli vuole la prova della +vostra obbedienza.</p> + +<p>—E gliela porto;—disse il Fiesco, sforzandosi +di parer contento del suo destino.—Si +degni Vostra Eccellenza di accompagnarmi.</p> + +<p>—No, non occorre;—rispose il Ximenes.—Sua +Altezza ha voluto lasciare a me la cura di +tutto.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco s’inchinò. Bene intendeva +che Ferdinando non si sentisse di rivederlo, +dopo il brutto colpo del giorno prima. Ed anche +per lui, forse, era meglio non vedersi davanti +quella faccia di traditore.</p> + +<p>—Qui,—proseguiva l’arcivescovo, prendendo +in mano un foglio di carta,—è un disegno di +trattato. Una semplice minuta, senza intitolazione, +senza formole di cancelleria, per ovviare +ad ogni pericolo di smarrimento. Il re Cristianissimo, +del resto, conosce bene questa mano +di scritto. C’è la sostanza; quanto alla forma, +parola più, parola meno, può esser variata; e +veda il vostro eccelso cugino di far le cose per +bene; Sua Altezza non tralascerà di mostrargliene +il suo gradimento. Ci sono contee e marchesati +anche in Aragona, o in Castiglia, a sua<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span> +scelta, ma per il giorno che la reggenza di Castiglia +sia assicurata al re Ferdinando.</p> + +<p>—E se Gian Aloise non accetta di recarsi in +Francia?</p> + +<p>—Come?—esclamò il Ximenes.—E perchè +non accetterebbe, se voi lo pregate.... con quelle +ragioni che avete? Amerebbe egli così poco i +suoi parenti? così poco si curerebbe della loro +felicità? e della propria fortuna? Per qual ragione, +poi? Egli non ha vincoli coi nostri nemici +di qui; nè può veder male che il re Cristianissimo, +già amico del re Cattolico a Napoli, +gli diventi più amico ai Pirenei. Vedrete che +accetterà, e per l’utile suo, che non sarà poco, +e per l’utile vostro, che saprete ben mettergli +sott’occhio. Andate dunque sicuro, e partendo +fin da quest’oggi. Avete bisogno di denaro?</p> + +<p>—No;—rispose il Fiesco, fremendo.—Son +provveduto abbastanza.—</p> + +<p>E si congedò, per mettersi quel giorno istesso +in viaggio. Spendendo del suo, per Iddio! Non +voleva denaro dai carcerieri di Fior d’oro; non +voleva denaro, per un’opera che sapeva di tradimento. +Lo aveva assolto l’Almirante; lo aveva +anzi incuorato; ma era sempre un’infamia. Ed +egli si sentiva preso al laccio, preso senza rimedio, +come quando lo aveva colto il selvaggio +Guatigana alle cascatelle del Verde. Ma allora +era solo, e non doveva pensare ad altri che a sè. +Il soldato era stato preso in una imboscata; +eventi di guerra, a cui bisognava adattarsi. In +guerra c’è sempre la morte, alla prima svolta +del sentiero; il soldato lo sa, e ne sorride, provando +un aspro diletto a sfidarla. Ma ora! Non +c’era il pericolo della morte per lui; c’era bensì,<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span> +a prezzo dell’infamia sua, la salvezza di una povera +donna adorata. E gentiluomini, e cristiani, +avevano potuto meditare un’insidia così vile?</p> + +<p>Andava, frattanto, proseguiva il suo cammino +verso la casa del signor Almirante. Le vie per +cui passava si vedevano piene di gente affaccendata, +che non faceva calca, ma si spartiva in +crocchi, in capannelli, in brigate, che vociavano +confusamente, alternando tra loro domande e +risposte, facendo atti di maraviglia e d’allegrezza, +di sdegno, di sconforto, secondo le opinioni +e gli umori, come sempre accade nelle +popolari ragunate, quando qualche cosa bolle +in pentola, e chi la vuol cotta e chi cruda, e chi +si contenta e chi no, ma tutti ad un modo si +riscaldano nel giuoco.</p> + +<p>—Felici voi!—pensò il capitano Fiesco, passando.—Felici +voi, che gridate i vostri desiderii +e le vostre passioni in piazza! Io griderei +morte e dannazione a questo mondo vigliacco, +che lo inghiottisse una volta l’abisso; e per tutta +l’eternità, quanto è lunga, e per un’altra, e un’altra +ancora, si sprofondasse tutti nel vuoto!—</p> + +<p>Nè egli sentiva pure il desiderio di rallentare +il passo, per cogliere a volo qualche frase di +quei discorsi animati, per intendere di che ragionassero +tutti quei cittadini di Valladolid, che +parevano morsi dalla tarantola. Dei fatti altrui +non era curioso: quanto a sè, tutto ciò che poteva +accadergli di peggio era accaduto da un +giorno. E che cosa, finalmente, potevano aver +di nuovo, i cittadini di Valladolid? Forse li metteva +in festa una delle tante solennità del calendario; +forse li commoveva in vario modo +uno di quei truci spettacoli che l’Inquisizione<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span> +regalava ogni settimana nel Campo Grande, a +maggior gloria di Dio e dilettazione del popolo?</p> + +<p>Ma no, niente di questo; dovevano essere di +politica, quegli animati discorsi.—Le Cortes!...—Burgos!...—Perchè +Burgos, e non Valladolid? +Queste parole, spiccando tra tante altre men +chiare, giunsero a lui, e il suo orecchio involontariamente +le accolse.</p> + +<p>—Politica!—diss’egli tra sè.—Lasciamola +ad Aristotile; io ne ho piena la testa. E le tasche;—soggiunse +con amara celia, mentre si +tastava il giubbone.—Ce l’ho qui, io, buoni Castigliani, +il trattato che dovrà farvi contenti come +pasque.—</p> + +<p>E andava ancora, e giungeva in vista della +meta. Ma la strada non era così deserta e tranquilla +come il giorno prima, quando gli era parsa +tanto serena, tanto innocente. Presso la casa di +Gil García, e proprio davanti al portone, si vedeva +uno stuolo, quasi un drappello d’uomini, +tutti vestiti d’una foggia. Soldati? no, perchè apparivano +disarmati. Famigli, piuttosto, staffieri +di grande casata, come mostrava l’assisa uniforme, +rossa e nera, dei loro mantelli e dei loro +farsetti.</p> + +<p>—Visite!—pensò il capitano Fiesco.—E +di gran personaggi!—</p> + +<p>Ma egli doveva salire, per congedarsi dall’Almirante; +e passò, in mezzo a quello sciame di +staffieri. Giunto al pian di sopra, trovò ancora +l’Adelantado, che passeggiava col nipote Fernando.</p> + +<p>—Novità;—gli disse il vecchio marinaio;—e +varranno, spero, un po’ meglio delle vostre.</p> + +<p>—Le mie,—rispose il capitano,—son quelle<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span> +d’ieri. Si vuole ch’io parta, e per servizio del +re d’Aragona. Le vostre?</p> + +<p>—È giunta la signora marchesa di Moya;—replicò +l’Adelantado.—Essa è di là, nella camera +dell’Almirante.</p> + +<p>—Già qui!—esclamò il Fiesco.—Ma non +ho veduto il frate scudiero, salendo.</p> + +<p>—E non potevate vederlo, perchè non è venuto. +Lo ha lasciato a Siviglia, o mandato altrove, +che bene non ricordo. Egli dovrà capitare +fra due o tre giorni. Ma entrate; la marchesa +vi aspetta.—</p> + +<p>Il signor Almirante era seduto su d’un seggiolone +accanto alla finestra, appoggiato le spalle +e il capo ad un alto guanciale; bianco, cereo +la fronte e le guance, ma sfavillanti i grandi +occhi cerulei, e vermiglio le bellissime labbra, +come nei giorni migliori della sua vita. Non era +quello da annoverare tra i più belli che mai +avesse vissuti il grand’uomo? Beatrice di Bovadilla +era là, seduta accanto a lui, tenendone +una mano tra le sue, e guardandolo amorosamente +negli occhi. Piangeva, la <a name="tn249" id="tn249"></a><span class="correction" title="originale: belissima">bellissima</span> donna; +ma tra le lagrime brillavano le ciglia, e sorridevano +le labbra, dicendo la contentezza di quell’ora +solenne.</p> + +<p>Temeva di giungere importuno, il capitano +Fiesco; ma fu accolto come persona desiderata. +Ed anche l’arrivo suo metteva fine ad una scena +di gran commozione, che non voleva essere +prolungata.</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla si mosse alquanto sulla +vita, e stese una mano al conte Fiesco, mentre +l’altra non abbandonava la mano del signor Almirante.<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span></p> + +<p>—Amico,—diss’ella,—eccomi qua, come +avevo promesso, e prima ancora che voi non +mi doveste aspettare. Ma si fan presto le cose +che si fanno volentieri; ed anche altre ragioni +che saprete mi hanno messe le ali. E giungo +in tempo per molte cose;—soggiunse, stringendo +la mano del nuovo venuto.</p> + +<p>Bartolomeo Fiesco s’inchinò, rispose con una +stretta più forte alla stretta di donna Beatrice; +ma non seppe che dirle. Era confuso, ed aspettava +di sapere dell’altro.</p> + +<p>—Ebbene,—domandò l’Almirante,—che cosa +vi han detto laggiù?</p> + +<p>—Che debbo partire. Ed io,—soggiunse il +Fiesco, sospirando,—avendo la vostra licenza, +obbedirò.</p> + +<p>—Ma che! non obbedirete affatto;—interruppe +la marchesa di Moya, col suo piglio imperioso.—So +tutto. In poche parole mi ha informata +il signor Adelantado di tutto. E per servizio +d’Aragona non occorre più niente.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco era rimasto sconcertato, +guardando Beatrice di Bovadilla, poi l’Adelantado, +che era entrato dietro a lui nella stanza.</p> + +<p>—Non chiedete perchè m’abbiano informata;—ripigliò +la marchesa.—Non potevano già tacermi +l’infamia che è stata commessa a danno +vostro. E poi, ci sono forse più segreti tra noi? +Nè io li tradirò, buon amico, e leal servitore di +don Cristoval. E voi, e l’Almirante, e suo fratello, +serberete anche un segreto, che non è intieramente +il mio, ma di tutta Castiglia. Vengo +con molti, e precedo moltissimi, un vero esercito +di gentiluomini. Veramente, dovevo venire +con altra compagnia, che voi ben sapevate, signor<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span> +conte: ma che volete? gli eventi son corsi +più rapidi dei miei disegni, ed io sono stata +travolta dagli eventi. I segnali, benedetti segnali +di fiamma, hanno scompigliato ogni cosa.</p> + +<p>—I segnali!—ripetè il Fiesco, che non riusciva +ad intendere.</p> + +<p>—Già, le belle fiammate, che secondo una +certa intesa dovevano divampare sulle vette dei +monti, dalle Asturie alla nuova Castiglia, per +tutto il confine del Portogallo, hanno dato un +ben lieto annunzio alla nobiltà Castigliana. Ed +eccoci qua. Ho dovuto correre, colla mia gente, +lasciando a Siviglia il vostro scudiero, con una +lettera mia, che terrà luogo delle parole. Egli +verrà; accompagnato o solo, non importa; ma +verrà, e voi lo riavrete.—</p> + +<p>Questo importava poco, per allora, anche al +capitano Fiesco. Egli capiva così ad occhio e +croce che lo stato delle cose si mutava stranamente +per tutti. Ma quei segnali di fiamma, +quell’esercito di gentiluomini, quell’arrivo anticipato +di donna Beatrice, quella sua stessa aria +di trionfo, volevano una spiegazione.</p> + +<p>—Dobbiamo custodire un segreto, e sia;—diss’egli +di rimando.—Ma almeno vogliate confidarcelo +intero.</p> + +<p>—Non lo avete indovinato? Quello che io ve +ne avevo lasciato trapelare in Santa Chiara, non +bastava a mettervi sull’orma? La Nuova Castiglia +si rovescia sulla Vecchia, per darle man +forte; tutt’e due s’imporranno alla ostinazione +del re Ferdinando, con la convocazione delle +Cortes nella città di Burgos.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco ricordò allora i discorsi +che aveva sentiti per via. La Nuova Castiglia,<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span> +arrivando, spandeva già il gran segreto alle +turbe.</p> + +<p>—Il re d’Aragona ha giuocato una grossa +posta;—continuava frattanto la marchesa di +Moya.—E l’ha perduta; tanto peggio per lui. +Gli premeva di nascondere il vero in Segovia, di +nasconderlo a Valladolid, come lo avrebbe nascosto +a Burgos, dove sarebbe andato a far capo, +accostandosi al confine minacciato, andandoci +come la biscia all’incanto. Giovanna e Filippo +non dovevano da principio lasciare le Fiandre; +questa la certezza ch’egli voleva istillare negli +animi di Castiglia. E non dovevano averle lasciate, +nemmeno quando si erano imbarcati, e +il vento li cacciò sulle coste d’Inghilterra. Egli +intanto mandava a Londra i suoi messaggeri, +che tentassero la fede ospitale di Arrigo VII. +Questo abbiamo saputo noi, come sapevamo già +il resto; ed abbiamo voluto lasciarci credere +ignari di tutto, inerti, discordi, ingannati da lui. +Ora egli non sa ancora una cosa, che a noi è +stata annunziata da quelle belle fiammate sui +monti; Giovanna e Filippo hanno lasciata l’Inghilterra; +saranno domani in vista di Laredo, +nel golfo di Biscaglia. Capite, ora? capite perchè +siamo qua noi? Dico noi, così per dire;—soggiunse +la marchesa, sorridendo, ed anche arrossendo +un pochino;—che io, veramente, se un’altra +più potente cagione non mi avesse chiamata +su questa via, avrei potuto assistere al trionfo +della buona causa dal mio modesto ritiro, nel +convento di Santa Chiara, ove le anime tristi +covano meglio la loro tristezza che altrove. Comunque +sia, eccomi qui, imbrancata, come una +nuova Bradamante, nel grande esercito dei cavalieri<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span> +di Castiglia; l’ho anzi preceduto, con una +e bella e fiorita avanguardia. Giudicatene voi: +Ossuna e Gandia, Carmona, Ubeda e Montilla, +duchi; Avila, Lucena, San Felipe, Valdepeña, Almagro, +Albacete, marchesi; Almanza, Andujar, +Cabriel, Huete, Velez Rubio, e via discorrendo, +non so più bene se una ventina o una trentina +di conti. Li raccattavamo per via; quanti erano +pronti, venivano con noi; tutti gli altri verranno +in giornata, o domattina; e tutti avviati a Burgos, +con una parola d’ordine, le Cortes, le Cortes +di Castiglia, per Giovanna e Filippo. E voglia +o non voglia il re d’Aragona, si convocheranno +a Burgos, dove Lerma, Aranda, Soría, Alar, Espinosa, +Miranda, Zamora, Medina Rio Seco, Alba +de Tormes, tutti i più grandi nomi della vecchia +Castiglia ci attendono.</p> + +<p>—E Ferdinando non ha fumo di tutto ciò?—disse +il Fiesco.—Oggi, in Valladolid, si deve +già saperne qualche cosa.</p> + +<p>—Oggi, sicuramente; se hanno occhi, egli +e i suoi cortigiani, debbono averci veduti arrivare. +Ma ieri non dovevano sapere ancor +nulla, perchè lungo la strada altro non abbiamo +incontrato che popolo in festa, e nessuna +faccia proibita d’esploratori reali. Castiglia +ha fatte le cose per bene; tutti volevano venire +incontro a Giovanna, e nessuno ha tradito il +segreto.</p> + +<p>—Pure,—notò il capitano Fiesco,—si era +saputo che io ero venuto a Siviglia, e nel convento +di Santa Chiara.... a cospirare con voi.</p> + +<p>—Bella forza!—esclamò la marchesa.—Non +vi ha mica tradito Siviglia. Vi hanno seguitato +da Segovia, dove il vostro arrivo sarà<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span> +parso sospetto. Odiano l’Almirante del mare +Oceáno, come odiano noi; hanno voluto sapere +dove andaste, mettendovi in cammino appena +arrivato; e l’hanno saputo, tenendovi dietro. +Quanto alle cospirazioni, è naturale che ne +sospettassero. Le sentivano nell’aria. Ma che +non sapessero fin dove potessimo giungere, ve +lo dimostri l’esser noi giunti senz’ombra di +ostacoli.</p> + +<p>—Non avranno osato;—disse il capitano +Fiesco.</p> + +<p>—E ben per loro!—replicò la marchesa.—Questa +non è cospirazione di pochi signori; è +cospirazione di tutti. Anzi, non è nemmeno cospirazione; +è volontà d’un popolo intiero. Le +Cortes, a Burgos, per Giovanna e Filippo! Ed +ora, vedrete quel che avverrà. Posso predirvelo, +senza avere il dono della profezia. Andremo a +Burgos, e il re Ferdinando verrà a Burgos; +sempre come la biscia all’incanto; verrà a Burgos, +coi suoi gentiluomini Aragonesi. Dico gli +Aragonesi, perchè i Casigliani della sua Corte +l’avranno già abbandonato, prima che tramonti +il sole, per unirsi ai <a name="tn254" id="tn254"></a><span class="correction" title="originale: lore">loro</span> compagni.</p> + +<p>—Anche l’arcivescovo di Toledo?</p> + +<p>—Ah, il sant’uomo? No, egli non verrà con +noi; ma si accosterà, per metter parole di pace. +Virtuoso Ximenes! Lo rispettano tutti, e lo ascolteranno +con riverenza, non potendo obbedirlo; +poi gli faranno cerchio, e gli diranno: a Laredo, +signor primate di Spagna, a Laredo, per ossequiare +la vostra regina, la figlia della grande +Isabella, la erede legittima, venuta ad occupare +il suo trono. A Laredo! a Laredo!</p> + +<p>—Perchè non posso io seguirvi laggiù!-disse<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span> +l’Almirante, sospirando.—Se ancora mi +potessi reggere in sella!...</p> + +<p>—Giovanna verrà da voi, se ama la gloria +del suo regno;—rispose Beatrice di Bovadilla, +col suo bell’accento ispirato.—Con me, intanto, +verrà il signor Adelantado, se voi lo permettete; +e porterà una lettera vostra, e la presenterà +alla regina.</p> + +<p>—In tanta rèssa di cortigiani!—notò l’Adelantado.—Sarà +difficile.</p> + +<p>—C’è Bovadilla;—replicò la marchesa.—E +la lettera di don Cristoval Colon sarà aperta +e letta dalla regina, appena ella avrà toccato il +suolo di Spagna.—</p> + +<p>Un cavaliere, giunto allora in anticamera, +chiedeva di parlare alla marchesa di Moya. +Donna Beatrice, chiesta licenza a don Cristoval, +lo fece entrare. Era il marchese di Lucena.</p> + +<p>—Signora,—diss’egli, dopo aver fatto riverenza +al signor Almirante,—il duca di Ossuna +vi chiede consiglio. La città è tutta con noi; +prega che siano qui convocate le Cortes. Che +si risponde?</p> + +<p>—Ecco Bradamante nel consiglio dei paladini;—gridò +Beatrice di Bovadilla, ridendo.—Dite +al duca di Ossuna che la risposta è facile. +Non si può far torto a Burgos, città del Cid +Campeador, e capitale della Vecchia Castiglia. +Inoltre, prima di risolvere questa od altra questione, +dobbiamo prendere i comandi della regina. +E per noi, frattanto, l’essenziale è di giungere +a Laredo.—</p> + +<p>Il marchese di Lucena s’inchinò, salutò l’Almirante, +e partì. Ma la conversazione aveva appena +potuto riprendere il suo corso, che un altro<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span> +cavaliere giungeva; e questo, senza farsi annunziare, +entrava nella stanza, precipitandosi +tosto nelle braccia del signor Almirante.</p> + +<p>Era il figliuol suo, don Diego Colon, gentiluomo +della corte di Ferdinando. Si odiava il +padre, e si teneva a corte il figliuolo; per un +resto di pudore, forse, o piuttosto per salvar le +apparenze. Nè l’Almirante, sebbene ferito in tanti +modi, nella sua dignità come nei suoi più sacri +interessi, aveva mai permesso che il suo Diego +lasciasse il servizio del re. Gli pareva l’ultimo +anello che ancora congiungesse ai reali di Spagna +il vicerè delle Indie, e non voleva spezzarlo.</p> + +<p>—Non ti aspettavo, quest’oggi;—disse l’Almirante, +dopo aver ripetutamente baciato ed +abbracciato il suo primogenito.</p> + +<p>—Nè io avrei potuto venire da voi, padre mio, +prima di domani, essendo oggi di servizio. Ma +ho avuto licenza, per prender commiato da voi, +se restate a Valladolid. La Corte, domattina, si +trasferisce a Burgos.—</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla volse un’occhiata in +giro, come per far intendere all’Adelantado e +al conte Fiesco:</p> + +<p>—Che cosa vi dicevo io? Senza avere il dono +della profezia, non vi pronosticavo quel che doveva +accadere?—</p> + +<p>All’occhiata della marchesa di Moya, il capitano +Fiesco rispose con un inchino, che voleva +dire: avevate ragione. Ma fece ancora un +gesto di preghiera, che voleva aggiungere: ed +io, come rimango, se partite? come rimarrà una +povera prigioniera, se i carcerieri maggiori l’abbandonano +all’arbitrio dei minori?<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span></p> + +<p>Tutte queste cose non capì la nobil signora +ad un tratto. Ma intese che il capitano Fiesco +aveva bisogno di lei.</p> + +<p>—Signor Almirante,—diss’ella,—vi lascio +per qualche momento col vostro don Diego. Ripasserò +a salutarvi, prima di partire da Valladolid, +ove ad ogni modo ritornerò per far più +lunga dimora, se pure non seguirete la Corte +anche voi. Ora, se permettete, vi rubo per una +mezz’ora il conte di Lavagna.—</p> + +<p>Così prese commiato. E uscendo dalla stanza +col capitano Fiesco, che la seguiva tutto trepidante, +gli disse colla sua bella voce che incantava +la gente, e col suo bell’accento sicuro che +ridava la vita:</p> + +<p>—Pensiamo ora al mozzo Bonito. Sapete che +lo amo, e che abbiamo fatto una sacra alleanza +tra noi. Come sono contenta di esser venuta +incontro ad una regina, per mettermi ai servigi +di un’altra!</p> + +<p>—Sapete già?...—chiese egli confuso.</p> + +<p>—So tutto, signor conte. Ero giunta dall’Almirante +mezz’ora prima di voi. Molte cose si +possono dire e sapere in mezz’ora. E adesso, +a noi.—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XV" id="Capitolo_XV"></a><span class="chap">Capitolo XV.</span><br /><br /> + +Il ragno e la sua tela.</h2> + + +<p>La mattina del 7 maggio, dell’anno 1506, gli +abitanti di Laredo, gran pescatori e salatori di +pesce nel cospetto di Dio, ebbero il magno spettacolo +d’una armatetta navale che s’accostava +con buon vento al loro porto, forse il più vasto, +ma per allora il più sabbioso di tutta la costa +di Biscaglia. Essi non avevano da temere uno +sbarco di nemici, poichè le navi battevano bandiera +castigliana; e del resto, fin dalla sera +innanzi, troppa gente li aveva avvertiti, accorrendo +a Laredo; troppa più gente che non potesse +albergare la piccola città marinara; tanto +che, rimpinzate le case, si era dato, od era stato +preso alloggio nei magazzini, nelle scale, nei +portoni, sotto gli archivolti, dovunque fosse un +po’ di riparo; e molti poi s’erano adattati all’albergo +della bella Luna, battendo i denti dal +freddo. Ma per amore non si sente dolore: ed +era amore quello che aveva tirate tante migliaia +di grandi e piccoli gentiluomini a Laredo, per +assistere all’arrivo di Giovanna di Castiglia, l’aspettata, +l’invocata, l’adorata regina.<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p> + +<p>Le navi avevano ammainate le vele e gittata +l’áncora fuori del porto; segno che non si fidavan +troppo del suo fondo, o che abbastanza lo +conoscevano. Subito dopo si spiccò dalla capitana +un palischermo, a cui altri due se n’aggiunsero, +fiancheggiandolo, ma rimanendo rispettosamente +indietro due o tre palate di remi. +E via via dalle altre navi si spiccarono altre +imbarcazioni, venendo a formare sull’acqua una +specie di falange macedone, la cui punta era +il palischermo anzidetto, che portava a poppa +lo stendardo regale, di rosso al castello d’oro, +che era di Castiglia, ma partito di Leone, cioè +d’argento al leone di rosso. Come il palischermo +fu presso alla calata del porto, in mezzo alle +grida e agli evviva della moltitudine affollata, +si levò dal sedile di poppa una donna vestita +di bianco, che portava sul capo, trattenuta fra +le ciocche dei capelli nerissimi, una piccola corona +d’oro. A lei volevano dare il passo i gentiluomini +che le erano venuti compagni; ma +ella, mentre un alfiere spiccava il vessillo dalla +poppa, si trasse indietro verso un giovane cavaliere, +a cui disse con accento di tenerezza:</p> + +<p>—Filippo, siate voi il primo a toccare il suolo +di Castiglia, che vi appartiene, come io vi appartengo.—</p> + +<p>Pareva una bella cortesia di regina al suo +compagno di reame; ma era un grido dell’anima, +e Giovanna di Castiglia amava pazzamente +quell’uomo.</p> + +<p>Filippo d’Austria meritava egli un amor così +forte? Per la bellezza, sì, certo. Giovane, che +ancora non aveva toccati i ventotto; biondo dorato +i capegli; bianco rosato la carnagione, e<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span> +così fine la pelle, che contro la luce del sole +pareva di vederci correre il sangue di sotto; +d’una maravigliosa delicatezza i lineamenti del +viso; snello di membra, elegantissimo in ogni +movenza, dava l’immagine di tutte le perfezioni +raccolte in un tipo esemplare di umana bellezza; +con molta propensione, s’intende, alla +grazia femminile, anzi che alla energia mascolina. +Ma queste, che sarebbero inezie in ogni +caso, non potevano neanche venire alla mente, +guardando quel miracolo di principe. Tutti, in +Europa, lo chiamavano Filippo il Bello, e con +assai più di ragione che non si decorasse d’ugual +soprannome un altro Filippo, di due secoli +innanzi, e di Francia. Le donne, poi, specie se +avevano la fortuna di vederlo da vicino, lo chiamavano +l’arcangelo Gabriele; non sappiamo con +quanta verità, ma certo con gran dispetto della +regina Giovanna. E questo non forse per la irriverenza +usata all’arcangelo, di compararlo ad +un personaggio mortale, ma certamente perchè +quell’ardito paragone le pareva ispirato da sentimenti +troppo più arditi. Ammirassero da lontano, +e tacessero; questo avrebbe voluto Giovanna. +Erano già tante le sue paure! Così bello, +da passare in proverbio, e sapendo che il sorridere +gli stava bene a viso, mettendo in mostra +un vero scrigno di perle, Filippo sorrideva +spesso alla gente; e quando si trovava alla presenza +di belle donne, fossero dame od ancelle, +gli sfolgoravano gli occhi, e le dolci paroline +gli fiorivano sul corallo tenero delle labbra stupende. +E Giovanna ne soffriva, quantunque non +avesse vere ragioni, o non gliene fossero venute +sott’occhio, di lagnarsi del suo maritino.<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span> +Sposata a lui nel 1490, ne aveva già avuti cinque +figliuoli, Carlo, Ferdinando, Eleonora, Elisabetta, +Maria: un sesto rampollo, Caterina, era +ancora di là da venire; in viaggio, come si dice +ai bambini curiosi.</p> + +<p>Giovanna di Castiglia non si poteva dir brutta, +perchè non era deforme; ma non si poteva dir +bella, perchè non era piacente. Nata in un grado +sociale più umile, non sarebbe stata osservata, +nè per un verso, nè per l’altro, restando in +quella mediocrità che solo può tornar gradita +ai filosofi. Avrebbero potuto nondimeno piacere +in lei due grandi occhi neri pensosi, ma troppo +spesso velati, Dio buono, come smarriti in estatiche +contemplazioni; le quali non erano infrequenti, +ed occorrevano lì per lì, dovunque ella +fosse, e in qual si fosse più numerosa brigata, +solo che fosse lasciata un istante a sè stessa. +S’incantava, allora; e quei grandi occhi, fissi in +un punto dello spazio, perdevano la lucentezza +insieme con la mobilità; onde appariva ch’ella +non guardasse fuori e lontano, ma dentro di +sè. Vedeva allora Filippo, il suo bel Filippo; e +a volte gli sorrideva, a volte torceva la bocca, +si sbigottiva, e usciva allora in rotte parole. Oh +Filippo, no, no! Che ti ha mai fatto, questa povera +Giovanna? Chiamata di schianto, ritornava +in sè stessa, sorrideva malinconicamente, e si +scusava del suo vaneggiare, dicendo:</p> + +<p>—O sire Iddio, che sogno spaventoso ho mai +fatto!—</p> + +<p>Nè mai, per pregarla che si facesse, voleva +dire che sogno fosse. Onde già intorno a lei +si sussurrava che fosse un po’ matta; mentre +al padre di lei sarebbe stato caro (e ne sappiamo<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span> +oramai la cagione) che fosse matta del +tutto.</p> + +<p>Il voto di quel padre amoroso doveva essere +esaudito, pur troppo; ma non per allora. Per +allora, la nuova regina di Castiglia, senza darne +avviso a nessuno, senza riconoscer reggenti volontarii, +nè amministratori del regno, approdava +a Laredo, per venire ad occupare il suo +trono. E mentre l’accolgono a festa i cavalieri +di tutta Castiglia, scodelliamo qui alcune notizie +genealogiche di lei e dei suoi. Non saranno +molte; appena quel tanto che basti a far intender +le cose che dobbiamo descrivere.</p> + +<p>Giovanna era nata la seconda di quattro figliuole +della grande Isabella. La prima, pur +essa di nome Isabella, e la terza chiamata Maria, +erano state successivamente maritate ad +Emanuele il Fortunato, re di Portogallo; il quale, +per verità, non si chiamò Fortunato perchè la +prima moglie spagnuola gli fosse morta (che +anzi n’avrebbe avuto, se viva, il diritto alla corona +di Castiglia; onde Dio sa quante cose mutate +nel mondo!), nè perchè la seconda fosse +più bella e più cara, ma perchè in un regno di +ventisei anni come fu il suo, la potenza portoghese +era giunta al suo colmo, colla voltata del +capo di Buona Speranza, colla fortuita scoperta +del Brasile, con una serie di guerre felici e di +utili conquiste nell’Asia, nell’Africa, nelle Indie +occidentali. La quarta figliuola, Caterina, era +andata sposa in Inghilterra, da prima al principe +Arturo, erede del trono, e poscia, lui morto, +al principe Arrigo, che fu Arrigo VIII, l’uomo +delle sei mogli: due ripudiate, due decapitate, +una morta per miracolo nel suo letto, un’altra<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span> +per miracolo anche maggiore riuscita a sopravvivergli. +Non dimentichiamo di dire che la prima +delle sei, Caterina, fu tra le ripudiate: strana +sorte, dopo che a forza l’avevano voluta tenere. +Il suocero suo, Enrico VII, era chiamato il Salomone +dell’Inghilterra; per la sua molta saviezza, +certamente, non già per la sua magnificenza. +Aveva ricevuto dalla Spagna dugento +mila scudi d’oro per la dote, che per quei tempi +era un gran fatto. Morto il principe Arturo, quel +savio babbo avrebbe dovuto rimandar la sposa +e la dote. Per la prima, niente di male; ma restituir +la dote pesava al Salomone d’Inghilterra: +ond’egli aveva fatto il savio proposito di dar +la vedova del primo figliuolo in isposa al secondo. +Ferdinando e Isabella se n’erano contentati; +papa Giulio II aveva mandate le necessarie +dispense.</p> + +<p>Innanzi alle quattro principesse d’Aragona, +com’erano chiamate dal titolo regio del padre, +era nato un principe, don Giovanni; ma da alcuni +anni era morto per una caduta da cavallo. +Delle tre principesse superstiti, adunque, una +era regina del Portogallo; l’altra principessa di +Galles in Inghilterra; la terza, e prima per ragione +di età, erede del trono di Castiglia, poichè +fu morta la madre. Questa la regina che approdava +la mattina del 7 maggio a Laredo. Moglie +ad un arciduca d’Austria, portava in casa d’Austria +la corona di Spagna; e le era già nato da +sei anni quel Carlo, che, primo del nome in +Ispagna, doveva poi essere Carlo V nell’Impero +di Germania, così potente, anzi prepotente nella +storia d’Europa.</p> + +<p>Col suo bel Filippo era partita Giovanna da<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span> +Brusselles; si era con lui imbarcata il giorno +8 di novembre dell’anno 1505, avviata alle coste +di Biscaglia. Ma il vento e il mare cospiravano +quella volta con Ferdinando d’Aragona, e il naviglio +combattuto dagli elementi ebbe per gran +sorte di poter appoggiare alle coste d’Inghilterra. +Arrigo VII ebbe ospiti i giovani sovrani, +e si può credere che con tutta la sua avarizia +rallentasse un pochino i cordoni della sua borsa +per trattarli a dovere. Ferdinando, che stava +alle vedette, a mala pena ebbe fumo dell’appoggiata, +mandò messaggi ad Arrigo, ed esortazioni +e preghiere, perchè volesse trattenere quei +due ragazzi, per suo avviso incapaci di regnare. +Arrigo VII, il Salomone d’Inghilterra, non fu +mai tanto Salomone come in quella circostanza +difficile. Tenne a bada i suoi giovani ospiti più +che potè, con le feste e le cacce, così mostrando +di esaudire l’Aragonese; ma come gli parve che +il giuoco durasse troppo, nè si potessero trovare +altre scuse agli indugi, pensò che i due +ospiti, se volevano andarsene, gli dovessero pagare +lo scotto. Il suo regno era stato lungamente +turbato da pretendenti di varia derivazione: +li aveva sbaragliati tutti, presi tutti, salvo +uno, Edmondo Pole, conte di Suffolk, riparato +nelle Fiandre. Glielo poteva consegnare il suo +ospite Filippo? Non gli avrebbe torto un capello: +ma gli sarebbe stato caro di averlo sotto la sua +vigilanza. Filippo glielo consegnò, e non fu bella +cosa: nè certamente se ne vantò, sebbene il +Tudor gli mantenesse la parola di non levar la +vita all’ultimo dei suoi disgraziati rivali; grata +cura che si prese parecchi anni dopo l’ottavo +Arrigo, il Roboamo di quel Salomone. Così pagato<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span> +lo scotto, uscivano dal Tamigi i sovrani di +Castiglia, dopo tre mesi e più di quell’ozio forzato, +a cui era stata buona scusa la stagione, +cattiva oltre ogni termine, ed oltre ogni pronostico. +E il Salomone dell’Inghilterra usava ai +giovani ospiti la cortesia prelibata di non avvisare +il re d’Aragona del non averli potuti trattenere +di più. Di che si poteva lagnare il re Ferdinando? +Per i fini di lui, per il tempo che gli +occorreva a suscitar loro qualche ostacolo in +casa, non erano stati trattenuti abbastanza? Il +fare di più sarebbe stato come un venir meno +agli obblighi sacri della cortesia, un tener prigionieri +i suoi ospiti, un trattarli da nemici; +cose tutte che le potevano fare un Procuste, un +Licaone, un Litiersa, ed altri re birboni dell’antichità +leggendaria; ed egli era il Salomone dell’Inghilterra, +per bacco!</p> + +<p>Non si lagnò Ferdinando. Oltre che sarebbe +stato tardi, per potersi lagnare utilmente, egli +era un esemplare di pazienza. Avvezzo ad ingannare, +non si doleva troppo di essere ingannato, +mettendo il guaio sul conto della sua poca +prudenza, e promettendo a sè stesso di far meglio +un’altra volta. Colla filosofica costanza del +ragno a cui sia stata distrutta la sua tela, che +si rimpiatta nel buco finchè non veda passato +il pericolo di peggio, e poi riprende animoso a +distendere le sue fila maestre, il re Ferdinando +chinava il capo a quella buriana improvvisa, che +dalla nuova Castiglia si rovesciava sulla vecchia. +Come avessero quelle migliaia di signori avuto +notizia della partenza di Giovanna e di Filippo +dalla foce del Tamigi, mentre egli non n’era +stato avvertito, non occorreva per allora indagare.<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span> +Volevano la convocazione delle Cortes; +era quello il grido, con cui si animavano a vicenda. +Ebbene, facessero a lor posta. Egli, poveraccio, +aveva lavorato fino allora per l’onore +e per la grandezza della Spagna; vedessero loro +di fare altrettanto, o almeno almeno di non guastare +il già fatto. Se ne volevano andare i gentiluomini +castigliani della sua Corte, per accorrere +da Giovanna? Andassero pure; facevano +bene, come sudditi di Castiglia; si ricordassero +poi d’essere Spagnuoli.</p> + +<p>In questa forma, con questi sentimenti, parlava +per lui il Ximenes; con sincerità d’animo, +questi, che in ogni evento restava il primate di +Spagna, e da cose mutate, o rimaste com’erano, +non aveva da guadagnare nè da perdere. E il +re, per non parere stizzito della burla patita, il +ministro per parer largo con tutti, prudentemente +deliberarono di muovere a Burgos, ove +del resto un giorno o l’altro sarebbero trasportate +le tende.</p> + +<p>Burgos, vasta città irregolare, piantata a semicerchio +sul pendio d’un’alta collina, non aveva +ancora perduto del tutto lo splendore di quei +tempi che vi risiedevano i conti, poi re di Castiglia. +Come quasi tutte le città medievali, era +corsa da vie strette, tortuose e malinconiche: +ma le sue piazze ornate di severi edifizi e di +fontane, le davano una bell’aria di capitale antica. +E si gloriava anch’essa d’una cattedrale +gotica, del secolo XIII; ma più assai era orgogliosa +della sua <i>Calle Alta</i>, dove ancora sorgevano +le case di Rodrigo di Bivar, detto il Cid +Campeador, e di Fernando Gonzales, primo conte +di Castiglia. Salamanca, Valladolid, Medina del<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span> +Campo, Segovia, tutte a vicenda residenze reali +dei re di Castiglia, avevan fatto un po’ di torto +a Burgos, il cui clima si riteneva troppo umido +e freddo. Ma a Burgos, capitale antica, si erano +tenute in momenti solenni le Cortes, segnatamente +nel 1188, le prime in cui alla nobiltà ed +al clero si aggiungessero i procuratori, o deputati +delle città e dei borghi, che furono appunto +in numero di cinquanta; bel principio e pronta +fioritura di libertà comunali, che l’autorità regia +aveva dovuto riconoscere, o forse trovato utile +di mettere a fronte dei due corpi privilegiati, +per tenerli in rispetto con quel nuovo elemento.</p> + +<p>La Corte di Castiglia, recandosi a Burgos, non +aveva da scegliere la sua residenza, essendo ancora +in piedi l’antico palazzo di Fernando Gonzales +nella Calle Alta. Non era vasto, il palazzo; +non potevano trovarci alloggio due corti, se +non a patto di starci pigiate. Le persone che si +amano scambievolmente stanno di buon grado +a disagio, pur d’essere insieme; non così quelle +che stanno un po’ grosse, vedendosi volentieri +come cani mastini.</p> + +<p>Con quest’animo era corso a Burgos il re Ferdinando, +e si piantava nel palazzo di Fernando +Gonzales, destinato ad accoglier sovrani: per +allora il solo sovrano era ancor lui, e gli altri +erano di là da venire. “Li aspetterò alla Calle +Alta, diceva; li riceverò io, e vedremo che cosa +ne nascerà„.</p> + +<p>Perchè non andar loro incontro fino al porto +di Laredo? Ah, no, fin laggiù: non lo avevano +avvisato dell’arrivo, e l’andarli a cercare, ad +aspettare all’approdo, sarebbe stato ufficio di +vassallo che volesse farsi ricevere in grazia.<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span> +A Burgos era in luogo decente, in condizione +regale. Sarebbero venuti a lui; li avrebbe accolti +con ogni dimostrazione di affetto paterno; +e magari, prendendo norma dalle circostanze, +avrebbe rimessa loro ogni autorità sulla Castiglia, +o l’avrebbe ritenuta in nome loro, per utilità +del regno, per quell’onore e per quella grandezza +di Spagna, che il re Ferdinando aveva +spesso sulla bocca, come il suo ministro Ximenes +l’aveva sempre nel cuore.</p> + +<p>Ma coloro che avevano guidata così vittoriosamente +la congiura di Castiglia non erano +meno accorti del re d’Aragona. Burgos accolse +la comitiva trionfale, che da Laredo era venuta +alle sue nobili mura; ammirò il bellissimo re, +che magnifico in sella cavalcava al fianco di +Giovanna, seduta con molta eleganza su d’una +bianca chinéa; applaudì, gridò l’amor suo con +tutte le frasi più calde; gittò alla coppia gentile +dei suoi sovrani le prime rose della stagione; +ma non vide salire fino alla Calle Alta il regale +cortéo. Parve cortesia profumata il volersi fermare +al palazzo di città, quasi come ospiti dei +sudditi loro. E i buoni sudditi di Burgos, con +nuovi applausi, con grida insistenti, chiamarono +tante volte al balcone del palazzo i sovrani, +quante furono necessarie a contentare della loro +vista i quarantamila abitanti della nobil città. E +parve finalmente ricambio di cortesia lasciarli +riposare un tratto, e prender ristoro, essendosi +sparsa la voce che accettavano la refezione di +rito presso il preposto del comune. La refezione, +con tutte le cerimonie concomitanti, voleva andar +per le lunghe; si sarebbero mossi verso +sera, i sovrani, per salire alla Calle Alta; c’era<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span> +tempo per tutti di andare al pasto quotidiano, +di farci la siesta consueta, e poi ritornare in +tempo a tutte le novità di quella bella giornata.</p> + +<p>La prima novità fu questa, che l’araldo regale +andò attorno per tutte le piazze di Burgos, +con le trombe, e con un drappello d’arcieri. Su +tutte le piazze, dopo una suonata di trombe, il +nobile personaggio, ben ritto sulla sella del suo +cavallo bianco, e con una voce squillante quasi +come le sue trombe, lèsse al popolo la parola +sovrana:</p> + +<div class="blockquot"><p>“Don Filippo e donna Giovanna, per la grazia +di Dio re e regina di Castiglia, di Leon, di Granata, +di Toledo, di Valenza, di Gallizia, di Maiorca, +di Siviglia, ecc. ecc., ai reggenti, assistenti, alcaldi, +alguazili ed altri giustizieri quali si vogliano +di tutte le città, ville e luoghi dei nostri +regni e dominii, salute e grazia!</p> + +<p>“Sappiate che essendo noi deliberati di visitare +tutte le terre del nostro regno, e perciò sul +punto di partire da questa amata città, per rispetto +alle antiche consuetudini ond’essa è privilegiata, +come per dimostrazione del nostro vivissimo +affetto, abbiamo ordinato che in Burgos +siano convocate le Cortes di Castiglia e Leon, +dove noi saremo ritornati, a Dio piacendo, prima +del 20 giugno. Siano dunque avvertiti di ritrovarsi +per quel giorno in Burgos i tre <i>estamentos</i> +di Castiglia, del clero, dei nobili, dei procuratori +delle città e borghi regali, a cui è concesso il +diritto di partecipazione, per far le leggi nuove +e riformare le antiche, per istabilire con equità +i pubblici carichi, reprimere gli abusi, far ragione +a tutti coloro che a noi si richiameranno<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span> +di violata giustizia. Tale essendo il nostro piacere, +conforme agli obblighi verso Dio e verso +il buon popolo di Castiglia.</p> + +<p>“Dato nella nostra antica città di Burgos, il +giorno 8 di maggio, l’anno della natività del +nostro Salvatore Gesù Cristo 1506.</p> + +<p class="sig"> +“<i>Io il Re. Io la Regina.</i>„<br /> +</p> +</div> + +<p>Era quello un colpo maestro del buon Tellez +Giron de Sandoval, duca di Ossuna, che primeggiava +nei consigli dei nuovi sovrani. Ma la +prima spinta era data da Beatrice di Bovadilla, +che aveva preso assai facilmente presso la regina +Giovanna il posto tenuto presso la grande +Isabella. Ricordate che a Valladolid era venuto +a cercare donna Beatrice il giovane marchese +di Lucena, per riferirle in nome dell’Ossuna i +desiderii del popolo; e come donna Beatrice +consigliasse di rispondere in modo da contentare +Valladolid senza offesa ai diritti di Burgos. +L’occasione di appagare i voti dell’una e dell’altra +città si era offerta più presto che Bovadilla +non si potesse immaginare: fin da quando +era giunto don Diego Colon a prender commiato +dal padre, l’accorta signora aveva meditato quel +colpo che doveva sgominare tutti i disegni faticosi +del re d’Aragona. Così, fatta a Burgos una +sosta di tre ore, con una certa promessa di ritorno, +Giovanna e Filippo si rimettevano in via, +pellegrini d’amore e banditori della propria sovranità +per le terre di Castiglia. Quanto a visitarle +tutte, non c’era impegno che potesse durare +contro la stanchezza di un lungo viaggio. +Ma si andava, come se il pellegrinaggio dovesse +giungere fino alle rive del Mediterraneo e a<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span> +quelle dell’Atlantico. L’essenziale era di lasciare +il re Ferdinando colle mani in mano, nella Calle +Alta di Burgos, dandosi pensiero di lui, che +aspettava, come se fosse stato cento miglia +lontano.</p> + +<p>Nella Calle Alta l’editto regale fu letto quando +Giovanna e Filippo erano già usciti dal palazzo +di città, e le grida di saluto ai sovrani salivano +al cielo. Il re Ferdinando sentì quelle grida nello +stesso tempo che giungeva a lui qualche frase +dell’editto, recitata a voce più alta dall’araldo, +o non coperta dai rumori della moltitudine +ascoltante. Partivano, dunque? partivano da +Burgos, dov’egli si era venuto a piantare, per +metterli nell’impaccio; e ce lo lasciavano lui, +ignorandolo, non mostrando di sapere che fosse +ancora tra i vivi.</p> + +<p>Per una volta tanto, il pazientissimo re si +morse le labbra dal dispetto. Questa poi non se +l’aspettava. E voleva sfogarsene col fido Ximenes; +ma il Ximenes non c’era. Non già perchè +lo avesse abbandonato anche lui, come tutti i +suoi gentiluomini di Castiglia; ma perchè era +andato a parlamentare con gli avversarii. Come +nato in Castiglia e arcivescovo d’una città di +Castiglia, il Ximenes aveva fatto ossequio ai +nuovi sovrani. Ed essi avevano mostrato di +gradir molto la visita; e Giovanna in particolar +modo si era mostrata affabilissima al confessore +di sua madre. Ma a lei non aveva osato +dir nulla, nè far preghiere, nè dar consigli non +chiesti, specie vedendola così ben circondata, +custodita e difesa.</p> + +<p>Al duca d’Ossuna, piuttosto, e agli altri cortigiani +maggiori, si aperse liberamente il virtuoso<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span> +Ximenes. Perchè quella partenza improvvisa? +senza dare un po’ di riposo alla regina? senza +permetterle di vedere il re d’Aragona, che stava +lassù ad aspettarla? Infine, quello era suo padre; +ed era d’un padre aspettare i suoi figli.</p> + +<p>—Vostra Eccellenza non dimentica che donna +Giovanna è la regina di Castiglia, e che qui +siamo, se Dio vuole, in Castiglia;—rispondeva +con molta calma il duca d’Ossuna.—Vostra +Eccellenza non ignora che non ci son più padri +nè figli, dov’è in giuoco la dignità della Corona. +Tutto ciò che Vostra Eccellenza ci fa notare col +suo gran senno, con la sua grande pietà, con +la sua grande prudenza, è stato attentamente +considerato da noi. Non abbiamo obbedito a rancori, +a puntigli, a dispetti; solo ci siamo studiati +di non consigliar debolezze. Giovanna e +Filippo son venuti qua in casa loro; ricevono +visite, non vanno a farne.—</p> + +<p>L’argomento era senza replica. Ma l’arcivescovo +di Toledo, non potendo attaccarlo di +fronte, si provò a scalzarlo di fianco.</p> + +<p>—Intendo, intendo;—diss’egli.—E le ragioni +son buone, come le intenzioni son pure. +Ma non si potrà forse impedire che il popolo +di Burgos faccia i suoi giudizi su questo caso +spiacevole.</p> + +<p>—Saranno giudizi temerarii;—rispose più +placido che mai il duca di Ossuna;—saranno +giudizi temerarii, se vorranno trovare un cattivo +sentimento dove non era altro che l’obbligo sacro +di mantenere nella sua integrità il buon diritto +della Corona. Un altro giudizio, e più savio, +vorrà fare il popolo di Burgos, pensando che il +re d’Aragona, trovatosi qui mentre i reali di Castiglia<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span> +giungevano in casa loro, non si è neanche +degnato di andarli a ricevere alle porte, per +offrir loro la casa, che teneva preparata per essi.</p> + +<p>—Ah signori! signori!—esclamò il buon +Ximenes.—E non son puntigli, questi?</p> + +<p>—Ragioni di dignità, ragioni imprescindibili: +e Vostra Eccellenza si dorrebbe a buon dritto, +non per sè, ma per l’alto suo ministero, se Palencia +o Siviglia mancassero di rispetto a Toledo.</p> + +<p>—Ma pensate, signori,—insisteva il Ximenes, +senza ribattere quell’argomento ad hominem,—pensate +che molte cose con un po’ di +buon volere dall’una parte e dall’altra s’aggiustano. +Castiglia ed Aragona, finalmente, che +sono? Non forse la Spagna? la Spagna antica, +che le discordie avevano disfatta, aprendone la +via al Moro infedele? la Spagna nuova, che +dobbiamo saldar meglio nelle leggi e nei cuori? +Chi, più del re Ferdinando, s’è adoperato per +questa nobile Spagna? Non ha egli condotta a +termine la cacciata del Moro? Non ha egli ceduto +alla Spagna i particolari diritti d’Aragona +sul reame di Napoli? e ancora non combatte per +assicurarne il dominio alla Spagna?—</p> + +<p>Il duca d’Ossuna aveva chinato più volte il +capo alla progressione oratoria dell’arcivescovo +di Toledo. E pareva che approvasse: ma non +faceva altro che accompagnare col gesto quella +enumerazione di meriti. Infatti, come quell’altro +ebbe finito, così egli parlò, ribattendo:</p> + +<p>—Molte cose si potrebbero rispondere alla +Eccellenza Vostra. Poche ne diremo, stretti come +siamo dal tempo. Si ricordi quanta parte +abbia avuta nella gloria del regno la grande +Isabella; e solo può dimenticar la regina, chi<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span> +ha mostrato di dimenticare la donna. Aragona +ha ceduto Napoli alla Spagna, non potendo tenerlo +per sè, con dinastia separata e con forze +troppo inferiori al bisogno. Che io dica il vero, +lo dimostra il fatto che il re d’Aragona, dovunque +non vide la pronta utilità dell’impresa, lasciò +avaramente in ballo Castiglia.</p> + +<p>—E dove?</p> + +<p>—In una certa spedizione da Palos, donde +venne alla Spagna l’acquisto di tante terre nel +nuovo Mondo, e tanta gloria nel vecchio.</p> + +<p>—Bravo, Ossuna!—gridò una voce femminile.</p> + +<p>—Aggiungo,—riprese l’Ossuna, dopo aver +risposto con un cavalleresco inchino a quel +grido,—aggiungo poi, per quanto risguarda il +combattere, che la grande Isabella ci ha guadagnata +l’infermità donde fu tratta alla tomba, +povera e santa guerriera! Aggiungo ancora che +non Ferdinando ha preso Granata, ma Consalvo +di Cordova; nè Ferdinando, ma Consalvo di Cordova +combatte ancora in Italia; e Ferdinando +non l’ama, Ferdinando l’ha in ira, forse più che +in sospetto. Pure, è gloria di Spagna, Consalvo. +E la gloria di Spagna, dopo tutto, noi la vogliamo +sulla punta della nostra spada, non nel +consigliar debolezze verso l’uomo che fino a +ieri ha impedito (e ne abbiamo le prove) che +la Castiglia ricevesse i suoi re.—</p> + +<p>Neanche qui c’era da replicare; e il virtuoso +Ximenes si contentò di mandar fuori un sospiro. +Sentiva anch’egli che il suo re Ferdinando, con +una buona causa alle mani, si era adoperato +fin allora con indegni artifizi, come se l’avesse +cattiva?<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span></p> + +<p>Pochi momenti dopo, la coppia regale era in +moto, per uscire da Burgos, non dimenticando +di lasciarci ufficiali suoi ed un nerbo di gente +per custodirvi il buon dritto di Castiglia. Non +ce ne sarebbe stato bisogno, tanto era l’ardore +di quel popolo. Giovanna era adorata da ogni +ordine di cittadini; Filippo, dal canto suo, aveva +conquistate le padrone di tutti quei cittadini. Ah +perchè i doveri del trono allontanavano da Burgos +quel fior di bellezza? “Appena vidi il sol +che ne fui privo„ avrebbe potuto gridare il +gentil sesso di Burgos.</p> + +<p>Non dubitate, o belle; ritornerà presto, il giovine +Apollo di casa d’Austria. E qui, il 25 settembre, +come a dire prima che passino i cinque +mesi, egli morrà di morte improvvisa. E Giovanna +ne perderà la ragione del tutto, e non +concederà il cadavere alla vostra certosa di +Miraflores, se non dopo averlo portato più settimane +attorno, per città e campagne, aprendo +ad ogni tratto la bara, per contemplarlo ancora, +e nutrirsi del suo pazzo dolore, e farne spettacolo +lagrimoso alle genti. Soltanto allora il re +Ferdinando avrà conseguito il suo fine. Ragno +paziente, rifatta la sua tela, e la pace coi nobili +di Castiglia, otterrà una reggenza, che gli permetta +di adoperarsi liberamente alla grandezza +del regno. Causa buona, certamente; ma lasciata +in cattive mani. Perchè?</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XVI" id="Capitolo_XVI"></a><span class="chap">Capitolo XVI.</span><br /><br /> + +Grazia, giustizia, e un granellin di follìa.</h2> + + +<p>Ma per ora, vittoria. Giovanna e Filippo sono +entrati a Valladolid. Le accoglienze sono maravigliose; +l’allegrezza della città non si descrive; +essa è tanto più grande, quanto più lontana era +in lei la speranza di avere tra le sue mura i sovrani. +Nè solamente per un giorno, come è toccato +a Burgos. Valladolid li riterrà per parecchi, +meglio prestandosi per una lunga dimora l’ampiezza +del palazzo reale, e il non averci l’incomodo +di un’altra corte, sempre molesta vicina, +per quanto l’abbiano scemata di numero le diserzioni +sollecite di tutti, o quasi tutti i gentiluomini +Castigliani. Se poi l’altra corte volesse +scendere anch’essa in Valladolid, non avrebbe +a far altro che a prendere esempio da ciò ch’è +avvenuto in Burgos, dov’ella si era già collocata, +e i nuovi venuti erano smontati al palazzo +di città. Venga pure a Valladolid, e smonti dove +le pare; magari al palazzo di giustizia, dove abitava +il Ximenes: l’essenziale è che non trovi +alloggio al palazzo reale, che è proprietà di Castiglia +e Leon, mentre Castiglia e Leon appartengono<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span> +ai due giovani principi, ai sovrani adorati, +che tutto il paese ha così prontamente riconosciuti, +passando sopra alle minute formalità, +alle vane cerimonie d’una trasmissione di poteri. +Tutta roba, questa, a cui si potrà dar sesto +in processo di tempo: per ora Valladolid non +ha da curarsi di ciò; Valladolid è in festa, e +sarà in festa finchè i giovani sovrani staranno +tra le sue mura.</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla trionfa; quando passa +lei per le vie, tutti i cittadini si scoprono il +capo, le fan riverenze, l’acclamano. Si sa che +il consiglio di scender subito a Valladolid è +venuto da lei. Si vede che i duchi e tutti gli +altri gran signori del cortéo regale, abbondando +volentieri nelle belle forme della cavalleria +spagnuola, si mostrano pieni di ossequio +per lei; ed anche il popolo impara a riverirla, +ad amarla. La regina Giovanna la vuol sempre +al suo fianco; il re Filippo la colma di delicate +attenzioni.</p> + +<p>Troppe attenzioni, ahimè, quelle di Filippo il +Bello, e troppo delicate! Giovanna ammette le +cortesie, non riprova le garbatezze; ma ci vorrebbe +più riguardo, più misura, più parsimonia. +È gelosa, e la gelosia non ragiona; è gelosa, e +ne soffre doppiamente questa volta, perchè la +gelosia ha un argomento visibile su cui esercitarsi, +e perchè infine ella ama la marchesa +di Moya, e non vorrebbe privarsi di lei.</p> + +<p>—Dio, come sei bella!—le disse al secondo +giorno dell’entrata in Valladolid, non potendo +più reggere alla sua pena.—Sei troppo bella, +Bovadilla!—</p> + +<p>Donna Beatrice diede in uno scoppio di risa,<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span> +che mostrava tutta la sua bell’indole, ma ancora +più i suoi bellissimi denti.</p> + +<p>—Alla mia età,—rispose poscia,—non mi +aspettavo più un simile discorso. È anche vero +che Vostra Altezza ha il più bel cuore della cristianità.</p> + +<p>—Oh, non è il mio cuore, quello che parla; +sono i miei occhi;—replicò Giovanna, abbracciandola +con tenerezza, come se volesse in quell’atto +premunirsi contro la cattiveria del sentimento +da cui si sentiva già invadere.—Tu hai +bevuto alla fontana di giovinezza, che i maghi +moreschi hanno fatta scaturire in qualche parte +della Spagna. Dimmi dov’è, tu che lo sai; e dov’è +la fontana della bellezza miracolosa. Perchè anche +di questa ne hai bevuto, Bovadilla. Negalo, +se puoi! C’è qualcheduno che ti vede troppo di +buon occhio; ed io non voglio, Bovadilla, non +voglio.</p> + +<p>—Vostra Altezza si rassicuri anche contro +le illusioni degli occhi;—rispose Beatrice di +Bovadilla, mettendosi sul grave.—Io voglio +farle qui una bella confessione.</p> + +<p>—Ah sì, sentiamo, Bovadilla!—gridò la regina, +battendo le palme dalla gioia.—Tu hai +pure un certo modo originale di dir le cose +più fini!</p> + +<p>—Ringrazio Vostra Altezza, e incomincio con +una domanda, ch’ella vorrà perdonarmi. Che +cosa ho fatto, io, che cosa ho detto io alla mia +regina, appena ella è smontata sulla spiaggia di +Laredo?</p> + +<p>—Non so più bene;—rispose Giovanna, sconcertata +da quel modo di cominciare, che veramente +era più originale di quanto ella potesse<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span> +aspettarsi.—Ricordo che mi hai presentato +don Bartolomeo Colon.</p> + +<p>—Con una lettera, non è vero?</p> + +<p>—Sì, con una lettera di ossequio, di suo fratello +l’Almirante.</p> + +<p>—Almirante maggiore del mare Oceáno;—aggiunse +a mo’ di glossa in margine la marchesa +di Moya, badando anche a batter bene +l’accento sulla penultima di Oceáno, com’ella +soleva.—E la lettera diceva, oltre le parole di +ossequio? Non forse che l’Almirante aspettava +giustizia dai nuovi sovrani?</p> + +<p>—Sì, è vero; e la faremo. Ma che vuoi tu +dire con ciò?</p> + +<p>—Questo, mia buona regina: che anch’io, +dopo l’ossequio dovuto a Vostra Altezza, non +vedevo più altro fuorchè don Cristoval Colon, +il grand’uomo, il luminare del mondo.</p> + +<p>—Come ne parli!—esclamò Giovanna, guardandola +fissamente negli, occhi.—E non temi, +dandogli questo titolo, di far torto ad Apollo, il +dio della luce?</p> + +<p>—Non ho da render conto agli Dei; amo quell’uomo. +Scendesse Apollo in terra, Apollo che è +pure il dio della bellezza, della poesia e dell’arte, +egli non avrebbe uno sguardo da me: non lo +avrebbe avuto quand’ero ancor giovine, e bella +davvero (posso oggi parlarne senza incorrere la +taccia di superbia) e già amavo don Cristoval.</p> + +<p>—Lo hai amato.... e lo ami sempre....—disse +Giovanna, seguendo a modo suo il filo di quello +strano discorso.—Bella cosa, amar sempre.... +ed essere amata! Perchè non lo sposi?</p> + +<p>—Non posso;—rispose Beatrice Bovadilla, +con accento di profonda tristezza.<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span></p> + +<p>—Non puoi? E chi lo impedisce? Posso io +esserti utile?</p> + +<p>—No, mia signora;—mormorò Beatrice sospirando.—C’è +un triste segreto di mezzo, il +segreto di Cordova!</p> + +<p>—Posso io saperlo? Vuoi dirmelo?—</p> + +<p>La marchesa di Moya non poteva ricusare +alla innocente curiosità della pietosa regina il +resto di una confessione, ch’ella stessa si era +proposta di fare. Ed anche le pareva di sfogare +la piena del suo dolore, narrandone ancora una +volta le tristi cagioni. Narrò dunque, svelò intieramente +il segreto di Cordova.</p> + +<p>—E quella donna?—domandò la regina.—Se +è libera, come tu dici, non darà la sua mano +a don Cristoval?</p> + +<p>—Non vuol saperne;—rispose Beatrice di +Bovadilla.</p> + +<p>—Non vuol saperne? e perchè, dopo il suo +fallo? ed essendo questo l’unico modo di ripararlo?</p> + +<p>—Non lo so;—disse Beatrice.—Pare che +le sia entrata nel cuore una avversione invincibile +contro il padre del suo Fernando, anche +prima che questi nascesse. Misteri della povera +carne! Ed io non cercherò di approfondirli. +Pure ho tentato di ricondurla alla ragione, +quella donna ostinata; e tanti anni fa, ed ancora +in questi ultimi tempi. Dio mi è testimone +che ho fatto ogni mio potere per convincerla. +Non trovandola io, ed essendo chiamata dal +segnale dei fuochi d’allegrezza a Laredo, ho +posto sulle sue tracce una fidata persona, che +l’ha ritrovata finalmente a Granata, consegnandole +una lettera mia. Frate Alessandro, un buon<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span> +francescano, che era il mio messaggero, è tornato +iersera da me, senza aver nulla ottenuto. +Le ha parlato da religioso e da cavaliere ad un +tempo, ma senza alcun frutto. Gli ha risposto +che è contenta così, e che vuol vivere in pace. +Ma forse io m’inganno, sulla avversione inesplicabile +di lei. Se don Cristoval fosse in auge, parlerebbe +ella ancora così? Certo, non amerà esser +la moglie di un povero abbandonato.</p> + +<p>—E se io lo rimettessi in onore?—disse Giovanna.—Se +io gli rendessi, unita col mio Filippo, +tutti i suoi titoli, i suoi diritti, i suoi privilegi?...</p> + +<p>—Chi sa? forse allora si muterebbe il suo +cuore.</p> + +<p>—E tu ne saresti contenta?—</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla stette dubbiosa un istante: +ma si pose una mano sul cuore, come per reprimerne +le voci ribelli, e rispose con accento sicuro:</p> + +<p>—Sì, perchè mi parrebbe di avere adempiuto +l’obbligo mio.</p> + +<p>—Ami tu in questo modo?</p> + +<p>—Ma sì, mia dolce signora. Ognuna di noi +ama in un suo modo particolare. Il mio non +rifugge dal sacrifizio.</p> + +<p>—Povera Bovadilla, come devi soffrire! Ed +è sempre bello, il tuo Almirante? bello, come +io l’ho veduto bambina, alto, maestoso, sereno, +con quei grandi occhi azzurri e quelle labbra +che facevano anche più bello il sorriso?</p> + +<p>—Sempre!—rispose Bovadilla, chiudendo +gli occhi con atto religioso;—sempre tale io lo +vedo, attraverso la nebbia degli anni. Ed è bello +come un dio antico, sul cui capo sia passato il +dolore, lasciandogli i suoi segni augusti nel viso.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span> +I travagli della vita lo hanno estenuato; gli tremano +le membra, e spesso ricusano di sostenerlo; +ma i suoi alti servigi ne han colpa. La +fronte, ampia e serena, è campo di celesti pensieri, +di cui si vorrebb’essere a parte; gli occhi +scintillano, dardeggiano, e passano i cuori; le +labbra.... ha detto bene Vostra Altezza.... le labbra +son tali da fare anche più bello il sorriso, +la cosa più bella, forse l’unica bella sulla faccia +dell’uomo. L’aureola dei suoi patimenti raddoppia +quella delle sue imprese immortali; essa +fa di lui il più grande fra gli uomini.</p> + +<p>—Che ardore!—esclamò la regina.—Ma +quando si ama, si pensa così. Niente val più +del nostro amore; niente val più dell’uomo che +amiamo.—</p> + +<p>Giovanna era sul punto di cadere in una +delle sue estasi frequenti, donde tornava poi +tanto difficile richiamarla alle cure volgari della +vita.</p> + +<p>—Ed io non abbandonerò più quell’uomo;—ripigliò +la marchesa, alzando la voce, come +per trattenere lo spirito vagabondo della regina.—Anzi, +mi ascolti Vostra Altezza, io dovrò +pregarla ben presto di darmi licenza. Alla +mia regina ho portato l’omaggio di un cuore +devoto; ma ella non avrà più bisogno di me; +resterò a Valladolid.—</p> + +<p>Un moto involontario d’allegrezza agitò il +cuore e tinse d’una fiamma fugace le pallide +guance della gelosa regina. Ma la gelosa era +buona, ed amava la sua Bovadilla; perciò represse +a forza quel senso importuno di gioia, +che sarebbe anche parso di brutta ingratitudine.</p> + +<p>—Mia cara!—diss’ella.—Ciò che vuoi fare<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span> +a Valladolid non si accorda troppo bene con +ciò che speri di ottener da Granata. Ma speriamo +che Granata persista nel suo rifiuto; non +ti rifiuterò io ciò che domandi per il tuo Almirante. +Lascia che si compongano queste difficoltà +con mio padre, e che io sia libera di dar +corso ai voti del mio cuore, ed io penserò a +don Cristoval Colon in modo da farti contenta. +Sarà questo il mio primo atto di regno.</p> + +<p>—Faccia la mia signora che sia soltanto il +secondo;—rispose la marchesa di Moya.</p> + +<p>—Come?—gridò la regina.—C’è altro, che +ti preme di più?</p> + +<p>—Non già che mi prema di più, ma che può +farsi prima, che può farsi fin d’oggi.</p> + +<p>—Che cosa? Sentiamo.</p> + +<p>—Una visita al palazzo di giustizia, o, per +dire più veramente, alle carceri attigue.</p> + +<p>—Per che fare?</p> + +<p>—Per liberare una povera donna, che molto +mi sta a cuore, come sta a cuore del signor Almirante, +essendo essa la moglie di un degno +gentiluomo, suo concittadino e fedele servitore.</p> + +<p>—Che cosa ha fatto questa donna? ha commesso +un delitto?</p> + +<p>—Sì, e gravissimo; è moglie ad un uomo +che non voleva prestarsi ad un tradimento contro +Giovanna e Filippo, legittimi sovrani di Castiglia.—</p> + +<p>Così avendo incominciato, Beatrice di Bovadilla +narrò tutta la storia del conte Fiesco e +della contessa Juana. L’anima mite della regina +si turbò grandemente al racconto di quella prepotenza +inaudita, che, com’ella disse, gridava +vendetta a Dio.<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span></p> + +<p>—E giustizia ai suoi ministri in terra;—conchiuse +la marchesa di Moya.—Così si è +messo il coltello alla gola d’un povero gentiluomo, +straniero di nascita, ma vissuto parecchi +anni ai servizi di Castiglia. E si aspetta da +San Domingo la prova che la contessa di Lavagna +non sia stata suddita Spagnuola. E si +aspetta da Genova la prova che sia veramente +la moglie del conte Fiesco. Se poi il conte Fiesco +si decide a far firmare questo trattato dal +re Cristianissimo, non c’è più mestieri di prove +da Genova, non c’è più mestieri di prove da +San Domingo, e la prigioniera è restituita al +povero conte.—</p> + +<p>Così dicendo, la marchesa di Moya aveva cavato +un foglio dalla sua borsa di velluto, e lo +metteva sotto gli occhi della regina.</p> + +<p>Giovanna lèsse, e strinse convulsamente le +labbra.</p> + +<p>—Pazienza per me, che sono sua figlia;—diss’ella.—Ma +contro i diritti di Filippo! È orribile, +sai? Son pazza.... pazza io, perchè amo! +Così avess’egli veramente amata mia madre, +che non vedrei sul trono di Aragona la sua +Germana di Foix! Ed è della sua cancelleria, +lo scritto;—soggiunse, guardando ancora il +foglio malaugurato.—Conosco la mano del suo +segretario Fernando Alvarez di Toledo; un Castigliano +che non abbiamo ancor veduto alla +nostra corte! Meglio così, dopo tutto; che io non +lo vedrei di buon occhio. Mi lasci questo foglio?</p> + +<p>—È commesso alla mia fede, signora. Questo +posso giurare, che non andrà, per le mani d’un +Fiesco, a Parigi.</p> + +<p>—Ripiglialo, Bovadilla. Tanto, mi scotterebbe<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span> +le mani. E mi dicevi che le carceri sono attigue +al palazzo di Giustizia?</p> + +<p>—Sì, e se Vostra Altezza ama davvero la sua +Bovadilla....</p> + +<p>—E la mia Bovadilla, e la giustizia del mio +regno;—rispose con nobile accento la regina.—Andiamo +senza perdere un istante. Dov’è +Filippo? Si cerchi del re.—</p> + +<p>Filippo non era a palazzo. Mezz’ora prima +era montato a cavallo, in compagnia del duca +di Ossuna. Per dove? Non si sapeva; ma certamente +non poteva andare lontano, non avendo +accennato ad una lunga assenza. Era andato a +passeggio; non si trattava dunque se non di +una delle solite scappate mattutine, per veder +la città. Il giovane re era come uno scolaretto, +a cui pesino troppo le sue ore di studio, sotto +gli occhi e la sferza del pedagogo.</p> + +<p>Giovanna si addolorò di quella passeggiata, +che si faceva senza di lei, e senza pure avvertirla. +Ah, le belle di Valladolid! volevano farla +disperare, come quelle di Brusselles, come quelle +di Londra!</p> + +<p>—Mia signora,—disse Beatrice, che non +voleva altri indugi,—se il re Filippo non è +a palazzo, lo troveremo fuori, facendo un giro +per la città. E del resto, si fa presto a trovarlo.—</p> + +<p>Era in anticamera il marchese di Lucena; la +marchesa lo chiamò, e in presenza della regina +gli disse:</p> + +<p>—Lucena, siate oggi, con <a name="tn285" id="tn285"></a><span class="correction" title="originale: iicenza">licenza</span> di Sua Altezza, +il mio aiutante. Uscite e cercate del re +don Filippo; ditegli che la regina è andata fino +al palazzo di giustizia, per visitare le carceri, e +lo attende colà.<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p> + +<p>—Lo desidera;—corrèsse la regina.</p> + +<p>—Vostra Altezza sarà obbedita;—rispose +il marchese di Lucena, muovendosi tosto per +partire.</p> + +<p>—E veduto il re,—aggiunse la marchesa,—cercate +del conte Fiesco. Lo troverete probabilmente +in casa del signor Almirante Colon. +Ditegli, vi prego, di venirmi a trovare alle carceri. +Il ritrovo non sarà bello,—soggiunse ella +ridendo,—ma non l’ho inventato io, e bisogna +prender le cose del mondo come vengono.—</p> + +<p>Il marchese di Lucena s’inchinò, e partì come +una freccia.</p> + +<p>Mezz’ora dopo, la regina Giovanna, seguita +dalla sua dama di palazzo, da due cavalieri d’onore +e da un drappello d’arcieri, si presentava +all’ingresso delle carceri, detto il palazzo di +giustizia.</p> + +<p>—Sua Altezza la regina di Castiglia! aprite!—intimò +il capo degli arcieri.</p> + +<p>Il cancello si aperse, e la regina entrò in un +cortile di vecchio convento, diventato prigione. +Il prevosto delle carceri non tardò ad apparire +dall’alto di una scala, e tutto confuso da quella +visita inaspettata scese a precipizio, rischiando +un paio di volte di fiaccarcisi il collo.</p> + +<p>—Agli ordini di Vostra Altezza;—balbettò +egli, piegandosi in due;—agli ordini di Vostra +Altezza.</p> + +<p>—Voglio visitare le carceri;—disse la regina, +con piglio severo.—Precedimi.—</p> + +<p>Il prevosto non osava passare avanti: ma Beatrice +di Bovadilla gli fece notare che dove Sua +Altezza ordinava, il cerimoniale portava di obbedire. +E il prevosto si piegò in due una seconda<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span> +volta, precedendo la comitiva fino al piano +superiore del chiostro.</p> + +<p>—Non aspettavate di rivedermi così presto?—gli +disse a mezza voce la marchesa di Moya, +mentre la regina si affacciava nell’intercolonnio, +a guardare di sotto e d’intorno.</p> + +<p>—Signora.... sa Iddio se avrei voluto contentarvi +l’altro giorno; ma ho comandi superiori.... +sono schiavo del dovere....</p> + +<p>—Il vostro dovere lo vedremo quest’oggi;—ribattè +la marchesa.—E preparatevi a farlo +bene.</p> + +<p>—Che cosa gli dici?—domandò la regina, +avvicinandosi.</p> + +<p>—Che si disponga a liberare il mozzo Bonito, +secondo gli ordini di Vostra Altezza;—rispose +la marchesa di Moya.</p> + +<p>—Tale è infatti il nostro piacere;—disse la +regina.—Dov’è egli?</p> + +<p>—È là, al numero sette, voltato quell’angolo +del corridoio;—rispose il prevosto, più confuso +che mai.—Ma.... voglia perdonarmi Vostra +Altezza.... So bene che Vostra Altezza comanda.... +Tutta Valladolid lo dice; ma io, povero +vecchio soldato, schiavo del mio dovere....</p> + +<p>—Vuoi dire che non hai libertà di obbedirmi? +Colpa di chi non te lo ha fatto sapere in tempo;—replicò +la regina, con più asseveranza che +non fosse dato aspettare da lei.—Apri quell’uscio, +e metti fuori il prigioniero, a cui faccio +grazia, se forse non è meglio dire gli rendo giustizia.—</p> + +<p>Il povero prevosto nicchiava. L’aspetto imperioso +della regina egli lo vedeva, e ne tremava +tutto: ma aveva anche agli occhi le immagini<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span> +del re Ferdinando e del suo potente ministro +Ximenes.</p> + +<p>—Mia signora....—balbettò egli.—Se almeno +avessi un ordine in iscritto!</p> + +<p>—Non c’è altra difficoltà?—disse la marchesa +di Moya.—Portate qua penna e calamaio +con un foglio di carta, e l’ordine è presto fatto.</p> + +<p>—Capisco.... sì, capisco bene. Ma gli ordini, +forse, andrebbero meglio se firmati da due.... +dalla regina e dal re. Il re e la regina sono inseparabili.—</p> + +<p>La marchesa di Moya stava già per rispondergli. +Ma la regina fu colpita dalle parole dello +scrupoloso carceriere.</p> + +<p>—Hai ragione, buon servo della corona di +Castiglia;—diss’ella, intenerita.—Tu pensi +che Filippo debba esser sempre accanto a Giovanna? +Ricordami queste tue parole, quando +avrai qualche cosa da chiedermi, e ti sarà concessa, +te lo prometto fin d’ora.—</p> + +<p>Ciò detto rimase estatica, pensando e guardando +fissamente davanti a sè. Era uno dei momenti +pericolosi, per chiunque aspettasse qualche +cosa da lei. La povera estatica non era più +capace di nulla.</p> + +<p>—Possiamo almeno entrare, a visitare il prigioniero;—disse +la marchesa, alzando la voce.—Apriteci, +signor prevosto. E Vostra Altezza +si degni di entrare,—soggiunse, premendo con +devota amorevolezza il braccio della regina.—La +contessa Juana del Fiesco aspetta una buona +parola dal bel labbro regale.</p> + +<p>—Bel labbro!...—mormorò la regina.—Bel +labbro!... Come sei originale, Bovadilla! Andiamo +dunque;—soggiunse, alzando a sua volta la<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span> +voce;—e portiamo la buona parola. Bel labbro!—tornò +a ripetere sommessamente.—Bel +labbro! Così parlasse Filippo!—</p> + +<p>La regina voleva visitare il prigioniero; era +nel suo diritto, e adempiva anche uno dei precetti +della santa madre Chiesa. Il prevosto non +ebbe argomenti da opporre, e mise mano alle +chiavi. La cella del numero sette fu aperta, e la +regina passò.</p> + +<p>Il mozzo Bonito era là, nel vano dell’unica +finestra onde prendeva luce la cella; e stava +con la fronte appoggiata alle sbarre d’una inferriata, +per sentire il fresco del metallo, e per +bere un soffio d’aria, della buona aria del cielo, +della eterna libera, che forse ignora la sua grande +fortuna. Non si era volto, all’aprirsi dell’uscio, +pensando che si trattasse d’una delle solite visite +de’ suoi carcerieri; ma si volse al fruscío +delle vesti femminili, e ad una ondata d’insolita +fragranza che penetrava in quel chiuso. Vide +allora le dame, riconobbe la marchesa di Moya, +e si gettò nelle braccia che essa gli tendeva in +quel punto.</p> + +<p>—Ecco la regina, mozzo Bonito;—fu pronta +a dire la marchesa di Moya;—la regina Giovanna, +che vi fa la grazia di venirvi a vedere.—</p> + +<p>Il mozzo Bonito guardò quella dama dal malinconico +aspetto e dai grandi occhi buoni; si +chinò, le prese la mano, baciandola divotamente, +e ruppe in uno scoppio di pianto. Erano le prime +lagrime che Fior d’oro avesse versate là dentro.</p> + +<p>—Mozzo Bonito! mozzo Bonito!—esclamò +la regina, commuovendosi.—O piuttosto, contessa +del Fiesco.... Sappiamo tutto: non piangete; +siamo qua noi. Dio!—soggiunse, volgendosi<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span> +alla marchesa.—Come è bella! Se avesse i capelli +biondi, non si direbbe?...</p> + +<p>—La regina vi fa giustizia;—prese a dire la +marchesa, cercando di rompere il corso dei pensieri +regali.—Essa abomina una odiosa prepotenza, +a cui il suo governo è straniero. La regina +vi ama, e vi conduce a respirare un’aria +più sana. Venite, contessa, e ringraziate la regina +fuori da questa orribile stanza.</p> + +<p>—Ci sa di rinchiuso;—aggiunse la regina, +muovendosi.—E come è brutta la prigione!—</p> + +<p>Uscita dalla triste stanzetta, la comitiva svoltò +l’angolo del corridoio, avviandosi a quella parte +dond’era venuta. Il signor prevosto delle carceri +si trovò male a quella vista, e fu per cacciarsi +le mani nei capelli. Come richiamar dentro +il prigioniero, senza offendere la regina, che +andava oltre, tenendogli per dimostrazione di +benevolenza una mano sugli ómeri? La marchesa +di Moya, che veniva dopo di loro a pochi +passi di distanza, vide il comico agitarsi del disgraziato; +ma non si diè cura delle sue smanie, +e seguitò imperturbata un esodo che le pareva +troppo bene avviato. Ma egli non la intendeva +così; e fattosi animo, afferrò la marchesa per +una manica ricadente della sua sopravveste di +broccato.</p> + +<p>—Signora marchesa.... mia buona signora +marchesa....—ansimava egli con voce soffocata.—È +un tradimento.... Sono un uomo rovinato....</p> + +<p>—Che cosa vi avevo detto io, signor prevosto?—ribattè +la marchesa, traendo a sè la sua +manica.—Carta, penna e calamaio, e vi si fa +l’ordine di scarcerazione.</p> + +<p>—Ma senza la firma del re?<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span></p> + +<p>—Ecco, voi non siete ragionevole nei vostri +desiderii. La regina vi ha detto: ripetimi le tue +belle parole, quando avrai qualche cosa da chiedermi, +e sarai contentato. Avete voi chiesto allora +che il re autenticasse la parola di lei? E non +andrete un giorno o l’altro a chiedere un posto +migliore, anche senza avere la firma del re?</p> + +<p>—Ma ancora non è detto che io l’ottenga!—rispose +il prevosto.</p> + +<p>—E il modo vostro è cattivo, se mai, per ottenere +qualche cosa;—ribattè la marchesa.—Credete +voi che fugga Giovanna stasera, e sia +qui domani da capo il re d’Aragona? Ah, per +buona sorte, e per rimettervi il fiato in corpo,—soggiunse +ella, ridendo,—eccolo qua un re, +signor prevosto, e migliore di quello che volevate +servire. Animo! carta, penna e calamaio, +se non volete che il re e la regina vadano via, +senza lasciarvi due righe di biglietto.—</p> + +<p>Il marchese di Lucena aveva fatte le cose per +bene. Filippo, accompagnato dal buon duca d’Ossuna, +era giunto allora nel chiostro, e stava a +colloquio colla regina. Egli ebbe notizia di ciò +che Giovanna aveva fatto, e stava rivolgendo +qualche frase benevola al prigioniero liberato, +quando la marchesa di Moya si avanzò per dargli +spiegazioni più minute.</p> + +<p>—Bene! egregiamente!—disse Filippo, a cui +poco bastava, e che lì per lì si sarebbe anche +contentato di niente.—Facciamo dunque un +po’ di giustizia? Mi par d’andare a nozze una +seconda volta. Ma sì!—aggiunse lesto, vedendo +oscurarsi la fronte di Giovanna.—Con la giustizia, +oggi, come già ci andai con la grazia.—</p> + +<p>Il prevosto aveva fatto portare uno scrittoio,<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span> +con la carta, il calamaio e la penna. Gli fu steso +l’ordine di scarcerazione, e Filippo si avvicinò +allo scrittoio per apporre la firma: <i>Yo el Rey</i>.</p> + +<p>—È la prima che faccio, in Valladolid; ed ora, +mia cara Giovanna, a voi.—</p> + +<p>Giovanna sussultò a quel dolcissimo aggiunto; +e tutto il suo essere palpitava, radiava incontro +a quell’uomo biondo e bello come un giovane +iddio. Guardando a mala pena la carta, e subito +levando gli occhi verso Filippo, scrisse accanto +alla firma di lui: <i>Yo la Reyna</i>.</p> + +<p>—Basta così, per voi?—chiese la marchesa +di Moya al prevosto.</p> + +<p>—Sì, signora marchesa;—rispose egli, chinando +il capo più in giù delle spalle.</p> + +<p>—Ma ancora non basta a me;—ripigliò la +signora.—Questo scrittoio può servire a qualche +altro po’ di giustizia, se Sua Altezza permette. +Ossuna, volete voi scrivere un salvacondotto +per don Bartolomeo Fiesco, conte di +Lavagna, per la contessa sua moglie, e per ogni +altra persona che fosse con lui in terra di Castiglia +e Leon, che nessuno li possa mai molestare +nè imprigionare?</p> + +<p>—Il re e la regina permettono;—disse il +buon duca di Ossuna, vedendo sorridere i sovrani +e far segno di assenso.—Dettate voi, +marchesa, che sapete i nomi e i titoli, e il bisogno +del conte.—</p> + +<p>La marchesa dettò; Filippo e Giovanna firmarono +ancora, l’uno di costa all’altro, e il duca +d’Ossuna v’aggiunse il suo nome, entrando così +in carica di segretario.</p> + +<p>—Due buone azioni, e fatte insieme;—disse +la regina.—Sono contenta, Filippo.<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span>—</p> + +<p>Ma Filippo s’era messo e dire troppe garbatezze +al mozzo Bonito, e già pareva non avesse +più occhi se non per lui. Onde la regina strinse +il braccio di Bovadilla, su cui s’era appoggiata +per scender la scala; e stringendo il braccio, le +disse all’orecchio:</p> + +<p>—Odio il mozzo Bonito. È troppo bello; portalo +via.</p> + +<p>—Lo manderò, piuttosto; perchè vedo là in +fondo allo scalone il conte di Lavagna, che sarà +più felice di accompagnarlo. Se pure,—aggiunse +la marchesa,—Vostra Altezza non vuol liberarsi +di me.</p> + +<p>—No, no, rimani; son pazza;—mormorò +Giovanna, stringendosi a lei.—Son pazza! son +pazza!—seguitava sommessamente.—Lo ha +detto anche mio padre.</p> + +<p>—Pazza d’amore;—le sussurrò Beatrice di +Bovadilla all’orecchio.—Ed è bello, in una +donna, esser pazza così.</p> + +<p>—Anche tu, non è vero, Bovadilla? Accompagnami +a palazzo; non son gelosa di te. Ma +oggi, piuttosto, per avere il tuo premio, o per +darlo altrui con la tua dolce presenza, andrai +dagli amici tuoi che t’aspetteranno, e dirai a +don Cristoval che Giovanna di Castiglia farà +giustizia anche a lui. Come è bello far giustizia! +Piace anche a Filippo; ed è più bello ancora +scrivere il proprio nome accanto al suo. Inseparabili! +inseparabili nella vita! Ma bisognerebbe +anche esser tali nella morte; non credi?—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XVII" id="Capitolo_XVII"></a><span class="chap">Capitolo XVII.</span><br /><br /> + +Sposi novelli.</h2> + + +<p>Dicono che l’uomo non intenda pienamente il +suo bene, se non quando gli sia accaduto di +perderlo, e che non sia maggior dolore del ricordarsene +senza speranza, nè maggiore felicità +del ricuperarlo dopo tanto sconforto. Ma il capitano +Fiesco, per intendere il suo, non aveva +mestieri di vederselo rapire a quel modo. Il doloroso +esperimento, se mai, lo aveva già fatto +una volta a San Domingo; e in verità non c’era +bisogno d’insegnargli più nulla con un nuovo +pericolo. E il pericolo era stato assai grave, ad +onta delle speranze che gli faceva balenare davanti +agli occhi il ministro Ximenes. Come sperare +che Gian Aloise si mettesse per il suo disgraziato +parente in una lunga peregrinazione e +in uno spinoso negozio, se quel suo parente gli +aveva poco prima ricusato di muoversi per lui +a più breve viaggio e a più facile impresa? E +se pure Gian Aloise si fosse lasciato persuadere +per amor di Juana, da lui tenuta al fonte battesimale, +da lui accompagnata all’ara nuziale, era +da credere che sarebbe egualmente venuto a<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span> +capo di una trattazione, che doveva essere tanto +più malagevole, quanto più pareva premere al +re Ferdinando? Se i negoziati fallivano a Parigi, +addio speranze di Valladolid. E il capitano Fiesco +si sarebbe ucciso, non potendo sopravvivere +a Fior d’oro, irremissibilmente perduta. Triste +chiusa al poema! Ed era questo il suo pensiero +dominante, l’unico che lo tenesse in vita.</p> + +<p>Un raggio di speranza lo aveva portato con +sè la marchesa di Moya. Si era sentito rinascere +all’annunzio che i nuovi sovrani di Castiglia sarebbero +giunti a Laredo, togliendo al perfido +Aragonese l’amministrazione del regno. Ma anche +un animoso tentativo della generosa Beatrice +di Bovadilla era andato a vuoto. Il prevosto +delle carceri, pregato, minacciato da lei, aveva +resistito a preghiere, a minacce; e donna Beatrice +era partita per Burgos, promettendo molto +al povero conte, animandolo a sperare da capo, +ma neanche lei ben certa di promettere utilmente, +di dargli speranze efficaci. E i giorni passavano, +ed erano giorni d’angoscia terribile. Ferdinando +era andato a Burgos, incontro ai nuovi +sovrani. Accorto com’era, non avrebbe acquistato +sovr’essi un ascendente che già gli poteva +assicurare la sua condizione di padre? Ma no; +i giovani sovrani avevano lasciato Burgos, per +scendere a Valladolid. Quel padre astuto non +aveva vinto ancora. Per contro, venuta a Valladolid +con la regina Giovanna, la marchesa di +Moya non si era lasciata vedere in casa dell’Almirante. +Che voleva dir ciò? Una cosa sola: +che la dama di palazzo non aveva potuto, nei +primi momenti dell’arrivo in Valladolid, allontanarsi +dal fianco della regina; che se avesse<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span> +potuto farlo, non lo avrebbe neanche voluto, +amando meglio restar là, a vigilare, a spiar le +occasioni, a cogliere il buon momento per tentare +un gran colpo. La marchesa di Moya non +era donna da dimenticare gli amici, nè da lasciarli +in angustie.</p> + +<p>Che gioia, quando il marchese di Lucena, comparso +improvvisamente nella casa di Gil García, +ebbe detto al Fiesco: “signor conte, andate subito +alle carceri del palazzo di giustizia; la marchesa +di Moya vi aspetta colà!„ E che bella +giornata era quella! com’era sereno il cielo! +com’erano liete le strade, per cui egli passava, +non andando, non correndo, volando!</p> + +<p>C’era folla, sulla piazzetta delle carceri, e gli +arcieri stentavano a contenerla. Gli si fece largo, +nondimeno: era un gentiluomo, doveva appartenere +al séguito dei sovrani di Castiglia, che +erano andati là dentro, per compiere un atto di +grazia, di giustizia, di clemenza regale. Sì, c’era +un po’ di tutto questo, nell’atto, e non bisognava +perdere il tempo ad almanaccarci su. Il capitano +Fiesco sentiva le benedizioni, e il cuore gli si +allargava in petto, mentre la persona si faceva +sottile ed elastica, per scivolare in mezzo alla +calca.</p> + +<p>Entrò nel portico del chiostro, mentre la comitiva +regale scendeva lo scalone. Si trasse indietro +per darle il passo, e il cuore gli balzò in +petto più forte, poichè vide in quella comitiva +il mozzo Bonito. Anche il mozzo Bonito avea +visto lui, e rizzando la sua bella testina in mezzo +a quel barbaglio d’oro e di seta che scendeva +con lui dagli ultimi scalini, si era recato la mano +alle labbra; col sommo delle dita gli gittava il<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span> +suo bacio, con un lampo degli occhi gl’illuminava +quel bacio.</p> + +<p>Dalla marchesa di Moya fu presentato alla +regina; fece un profondo inchino, balbettò poche +frasi rotte dalla confusione del momento; ma +in quella confusione gli venne bene di poter +salutare in lei “l’angelo di Castiglia.„ Angelo +per la bontà, si capisce; ma gli angeli sono anche +belli. E il complimento, fiorito così naturalmente +sulle labbra del cavaliere, doveva tornar +sommamente gradito al cuore della regina.</p> + +<p>—Signor conte di Lavagna,—diss’ella amabilmente,—noi +vi rendiamo un tesoro. Andate, +e custoditelo, per vostra fortuna e sua. Se mai +vi accada di abbisognare del nostro appoggio, +contate su noi, che saremo sempre felici di rivedervi.—</p> + +<p>Ciò detto, e baciato sulle guance il bel mozzo +Bonito, congedò graziosamente gli sposi, che +rimasero lì, contro il muro, per lasciarla passare. +Ma ella volle che passasse prima Filippo; +indi, tra gli applausi e le acclamazioni della +folla, entrò nella sua lettiga, che tosto si mosse, +per ricondurla al palazzo reale.</p> + +<p>La marchesa di Moya aveva trovato il tempo +di consegnare un foglio al conte Fiesco.</p> + +<p>—Eccovi un salvacondotto, che abbiamo potuto +aggiungere ad un biglietto di scarcerazione;—diss’ella.—Dov’è +il più, non conta il meno: +pure, sarà sempre bene tenerlo. Andate; ci rivedremo +dall’Almirante, stasera.—</p> + +<p>La folla si assiepava intorno ai sovrani, non +badava più ad altro, e lasciava libero il passo +rasente al muro dell’edifizio. Il capitano Fiesco, +preso il mozzo Bonito sotto il patrocinio d’un<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span> +braccio amoroso, scivolò destramente da quel +vano in una viuzza laterale.</p> + +<p>Andavano, andavano muti e palpitanti d’allegrezza +profonda; andavano senza saper dove, +felici di andare e d’essere insieme. Quante cose +avevano a dirsi! ma tutte inutili, davanti alla +gioia di trovarsi ricongiunti, ricuperati l’un l’altro, +come rinati insieme ad un medesimo soffio +di vita. Le strade tortuose, lunghe, malinconiche, +erano sentieri di paradiso per essi; e lembi di +cielo azzurro non ridevano dall’alto, tra le grondaie +dei tetti? La gente guardava un po’ troppo +i due viandanti felici; ed essi, per quanto andassero +spensierati, non potevano sempre esser +tanto distratti, da non vedere quegli sguardi +curiosi. Gente indiscreta! E non si dava mica +pensiero delle coppie di colombi, che svolazzavano +di continuo da una casa all’altra, venendo +a grugare, a bezzicarsi sulle sponde dei cornicioni, +sui davanzali delle finestre, sugli sporti +dei tetti! Perchè pigliarsi cura di due felici mortali, +che se ne andavano allegramente pei fatti +loro, non dando noia a nessuno? Adagio, a non +dar noia! L’uomo felice ne dà sempre un pochino +al suo prossimo. E i nostri felici non istettero +molto a capirlo, perchè bel bello, senza +dirselo, un po’ vergognosi, ma anche un po’ sorridendo, +si spiccarono l’uno dall’altro, muovendo +il passo più svelto, e girando con tacito consenso +verso le vie più deserte, finchè riuscirono +sulla spianata delle mura di Valladolid. Ah, benedetto +il cielo, che per intanto si vedeva più +largo! e con molta campagna davanti agli occhi, +e senza curiosi indiscreti dattorno, con un po’ +di giardini lungo la strada solitaria, e qualche<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span> +modesta casetta qua e là. Bel luogo campestre, +tanto più bello quanto era più lontana l’ora dei +vespri rumorosi del popolino! E come invitava +bene un’insegna di <i>posada</i>, su cui era scritto +in grosse lettere: <i>a la Gaita Zamorana!</i></p> + +<p>—Dovrebb’essere una piva, la gaita;—notò +il capitano Fiesco.—A casa nostra, quando va +a male un’impresa, si dice che l’uomo ritorna +con le pive nel sacco. Mi par di vedere il re +Ferdinando, e il suo ministro Ximenes. E non +ti pare un’insegna di buon augurio, Fior d’oro? +Non hai sete? non hai fame?</p> + +<p>—Un po’ di verde e un po’ di pace!—esclamò +Fior d’oro, traendo un lungo sospiro.</p> + +<p>—Questo prima di tutto;—riprese il capitano +Fiesco.—Ma io ritorno anche al desiderio di +vivere. E sarà, se tu vuoi, il primo boccone che +dopo tanti giorni d’angoscia non m’andrà di +traverso.—</p> + +<p>Fior d’oro si strinse amorosamente al fianco +del suo cavaliere. E tutt’e due entrarono nella +<i>posada</i> della Gaita Zamorana. Due minuti dopo +erano nel giardino attiguo, seduti sotto un pergolato +di vigna, che incominciava a vestirsi di +pampini.</p> + +<p>Qui, mentre l’ostessa andava e veniva col +meglio della sua cucina, scusandosi di non poter +fare di più a cagione dell’ora bruciata, i suoi +due forestieri si scambiavano le prime parole +un poco ordinate, i primi pensieri un po’ riposati, +riandando i giorni dolorosi della loro +separazione.</p> + +<p>—Che orrore, Fior d’oro! E che angoscia, la +mia, pensando a quello che tu dovevi soffrire! +Come avrai pianto, mia povera bella!<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span></p> + +<p>—No, sai? Per te, mi sono afflitta; per me, +non ho versato neanche una lagrima. Ero tranquilla. +Come ciò fosse non so; ma dopo il primo +momento di sdegno per la infamia del re Ferdinando, +una gran pace si era fatta nell’animo +mio, per effetto di una profonda sicurezza. Ti +sentivo presente, Damiano, ti sentivo molto vicino +a me, ed ero tranquilla. Vedevo tutti i tuoi +passi, udivo quasi le tue parole. Tu hai parlato +anche al re.</p> + +<p>—Come lo sai?</p> + +<p>—Ti ho veduto, ti ho seguito con gli occhi +del cuore. Non ho bene inteso tutto; ma tu parlavi +alto, come sai, come ti consigliava l’amor +tuo per Fior d’oro. Anch’io col Ximenes....</p> + +<p>—Ah, sì, egli è venuto infatti da te;—interruppe +il capitano.</p> + +<p>—Col miele sulle labbra, e non dicendomi il +vero;—riprese Fior d’oro.—Mi avevano arrestata, +perchè in ispoglie virili; che pretesti infantili! +Lo avevo ben inteso io, che il mio delitto +era più grave; d’essere Anacoana, la regina +di Xaragua, e d’essere fuggita al loro capestro. +Come l’hanno scoperto? o come l’hanno sospettato? +Ma io, non dubitare, ho accolto per buono +il loro pretesto, che mi toglieva dalla dolorosa +alternativa di mentire davanti ad anima nata, +o di nuocere a te con la mia sincerità.</p> + +<p>—Dio!—esclamò il Fiesco, atterrito al solo +pensarci.—E come avresti potuto tener fermo +alle loro minacce?</p> + +<p>—Avrei mentito a mezzo, tacendo. Conosci i +figli d’Itiba, o Damiano, come siano saldi ai tormenti. +Il cielo non ha consentito loro altra difesa +che questa! Ma per me non fu necessario,<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span> +e la mia povera persona non sarà tanto orgogliosa +da ricusare la sua gratitudine alla giustizia +del re. Avevo anche indovinato dalle parole +del Ximenes che qualche cosa mancava ai +miei carcerieri, e che quella cosa si voleva da +te, o dal signor Almirante.</p> + +<p>—Da me, da me;—rispose il capitano.—Io +dovevo ottenere da Gian Aloise che andasse +in Francia, per un trattato d’alleanza, onde fosse +a Giovanna e a Filippo impedito di regnare in +Castiglia.</p> + +<p>—E per questo partivi, come annunziava il +Ximenes?</p> + +<p>—Sì, per salvarti. Anche il signor Almirante +mi esortava a far ciò, per quanto danno gliene +potesse venire. Scusami, Fior d’oro, ma io, per +eccesso d’amore, son meno forte di te. Accetterei +tutti i tormenti; non saprei rassegnarmi +al rischio di perderti. Ah, gran fortuna, o provvidenza +del cielo, l’arrivo della marchesa di +Moya! E l’arrivo inatteso di Giovanna! e gli +eventi precipitati, con tutto quello che tu hai +veduto stamane!</p> + +<p>—Beatrice di Bovadilla è una donna incomparabile;—disse +Fior d’oro.—Che forza sugli +uomini e sulle cose avrebbe avuta il Giocomina, +con quella donna al fianco! Una donna,—soggiunse +Fior d’oro, con un sorrisetto malizioso,—è +spesso un impiccio, pei cavalieri in viaggio; +ma è pure un grande aiuto, se ha cuore ed ingegno; +non credi?</p> + +<p>—Se lo credo! Ma mi fai pensare agli impicci, +adorata creatura. Mi fai pensare che bisognerà +rinunziare a quello dei tuoi abiti maschili. +Buoni laggiù, sulla costa di Maima, e<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span> +sulla coperta d’un naviglio, con la giunta della +pece e della fuliggine che vi faceva parere un +diavoletto nero; non potevano andar più in Europa, +tra gente più o meno civile, dove bisogna +levarsi le croste d’attorno, e mettere in mostra +la più bella faccia del mondo nuovo e del vecchio. +E vedi, cara, come anche l’ostessa, quando +ti viene davanti, non sa più spiccar gli occhi +da te.</p> + +<p>—Ma sì, ho ben veduto; e m’annoia. Dio sa +che cosa s’immagina; che voi, per esempio, bel +conte, abbiate piantata laggiù sull’Entella una +povera castellana a struggersi in pianti e sospiri, +per venire qua a rubar cuori in Castiglia, +e portarveli attorno travestiti da scolaretti.</p> + +<p>—Ella non vorrà far questa offesa alla contessa +Juana del Fiesco, che, se Dio vuole, non +è a pianger laggiù;—rispose il capitano, mettendosi +volentieri sul medesimo tono.—Venite +qua, padrona;—soggiunse, volgendosi all’ostessa, +che non era lontana;—vi piace il mozzo +Bonito, come gli fa comodo di chiamarsi in +viaggio?</p> + +<p>—Se mi piace?—esclamò la donna sincera, +giungendo le palme ed accostandole al viso.—Per +sant’Jago di Compostella, lo mangerei dai +baci.</p> + +<p>—Alla larga, dunque, e paghiamo lo scotto;—disse +il capitano, ridendo di cuore.—Perchè, +vedete, padrona? com’è vero che il mozzo +Bonito è mia moglie, e si chiama la contessa +di Lavagna, voi potreste essere sotto spoglie +femminili un bel garzone invaghito di lei, e si +dovrebbe far qui alle coltellate.—</p> + +<p>L’ostessa della Gaita Zamorana parve molto<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span> +felice della confidenza che quel gran signore si +compiaceva di farle. Perchè aveva capito benissimo +di servire un gran signore, che non +dissimulava punto il suo essere, e una bella +donna sotto mentite spoglie. Quella bella donna +era per giunta una gran dama? Tanto meglio, +quantunque a lei non glien’entrasse niente in +tasca: è poi sempre piacevole di aver da fare +con persone di conto; con dame, anzi che con +pedine.</p> + +<p>—Signor conte,—rispose l’ostessa, inchinandosi;—l’avevo +ben capito io, che era una +donna. Se la signora mi permetterà, le bacerò +la mano, che è bella come il viso.</p> + +<p>—Ma, niente divorare, mi raccomando;—gridò +il capitano.</p> + +<p>—E scusino, le Vostre Eccellenze;—ripigliò +l’ostessa, animata:—siete sposi novelli?</p> + +<p>—O giù di lì; ma fate conto che ci serbiamo +tali per tutta la vita. Due creature che si amano, +sono sempre nel dì delle nozze.</p> + +<p>—Cavaliero,—esclamò l’ostessa,—voi parlate +come un angelo.</p> + +<p>—E non vorrete mica divorarlo dai baci anche +lui!—scappò detto a Fior d’oro.</p> + +<p>—Eh, signora contessa, che dirvi?—rispose +l’ostessa.—Si esprime in un certo modo, che +tutte le donne dovrebbero volergli un gran +bene.</p> + +<p>—Ma non dirglielo;—replicò Fior d’oro.—Venite +qua, baciate me, e facciamo la pace.</p> + +<p>—Con che gusto, signora!—</p> + +<p>Così dicendo, l’ostessa della Gaita Zamorana +saltò al collo del mozzo Bonito, e gli stampò +due bacioni, uno per guancia. Avrebbe ricominciato,<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span> +se non fosse stata fermata da una osservazione +del cavaliere.</p> + +<p>—Ponete mente, padrona;—diceva egli;—avete +baciate due guance, su cui oggi appunto +si sono posate le labbra della vostra regina.</p> + +<p>—Signore Iddio! è vero questo?</p> + +<p>—Come è vero che qui c’è un castigliano +per lo scotto.</p> + +<p>—Vi rifaccio il resto, signor conte.</p> + +<p>—No, cara; anzi, eccone qui un altro, per +fargli compagnia. I castigliani si annoiano, da +soli. Quanto a noi, abbiamo passate due belle +ore in pace nel vostro giardino; e valgono certamente +di più.</p> + +<p>—Tornateci, allora.</p> + +<p>—Se si potrà: ma temo di no.</p> + +<p>—E allora, siate benedetti da Dio; e vi accompagnino +tutti i santi del cielo.—</p> + +<p>La povera ostessa non capiva più nella pelle. +Li accompagnò fino sull’uscio della posada, e +aveva le lagrime agli occhi, nel vederli partire.</p> + +<p>—Signore! Signore!—balbettava, seguendoli +degli occhi, finchè non disparvero dietro +una svolta della strada solitaria.—Tanta fortuna, +alla Gaita Zamorana! chi l’avrebbe mai +detto? Una al giorno, di queste coppie benedette, +e in capo a un anno ci ho da comprarmi un +poderuccio a Zamora.—</p> + +<p>Il poderuccio! il sogno di tutti coloro che +non l’hanno. Sarebbero poi più felici, quando +l’avessero? Felici, no; ma certamente meglio +provveduti, e più tranquilli, per aspettare il +gran giorno che tutte le noie finiscano.</p> + +<p>—Ma sai, amico mio, che sei matto!—disse +Fior d’oro al marito, mentre camminava al suo<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span> +fianco.—Butti via i castigliani, come se fossero +maravedis.</p> + +<p>—Ah, lasciami fare, lasciami sfogare!—rispose +egli;—Son tanto felice! Questa giornata +vale tutto l’oro di Veragua. Ed io, non potendo +di più, ci butterei tutto un viaggio del <i>Paradiso</i>, +che ho portato saviamente con me, scambio +di collocarlo in San Giorgio. Ma anche tu, +cara, butti via i baci, come se fossero bucce di +limoni. Baci alle regine, baci alle dame di palazzo, +baci alle ostesse; io solo, poveraccio, resterò +a bocca asciutta.—</p> + +<p>Fior d’oro s’accostò a lui, guardandolo in +viso.</p> + +<p>—Qui, vuoi?—gli disse.</p> + +<p>—No, per carità!—esclamò egli.—Siamo +nell’abitato, e a Valladolid, che è città dentro +terra. Se fossimo in un porto di mare, potrebbe +correr liscia, la cosa; si crederebbe che accompagnassi +a bordo un ragazzo discolo, e non +mi potessi trattenere da una ripresa di tenerezza +paterna.—</p> + +<p>Così folleggiavano, come due scolaretti in festa. +E muovendo per le vie nella direzione del +Campo Grande, che era il loro punto d’orientamento +per ritrovar la via di casa, andavano col +naso in aria, guardando le insegne. Cercavano +una <i>sastreria</i>, una bottega di <i>costurera</i>, o qualche +cosa di simile, da pigliar lingua, almeno, e +trovare il fatto loro. Nelle vicinanze del Campo +Grande s’imbatterono invece nel frate scudiero; +proprio la mano di Dio.</p> + +<p>Frate Alessandro, quel giorno più scudiero +che mai (del resto, in quel viaggio di Spagna +non aveva indossata la tonaca se non una volta,<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span> +a Granata), fece festa al suo capitano, e più ancora +alla contessa Juana. Sapeva già della liberazione +di lei, essendo andato a girandolare +intorno al palazzo di giustizia, e avendo avuto +dalla gente del vicinato una descrizione del piccolo +marinaio, bello come un angelo, levato di +là dentro dalla regina Giovanna. Ma a casa non +erano tornati; ed egli andava aliando di qua e +di là, sperando sempre d’incontrarli.</p> + +<p>—M’hai detto d’essere stato altre volte a Valladolid;—gli +disse il capitano Fiesco.—Mi +troverai dunque una bottega da sarta. La contessa +non deve più oltre vestire da mozzo; un +travestimento che non inganna nessuno, ed ha +il guaio di attirar troppo l’attenzione della gente.</p> + +<p>—Niente sarta da donna;—rispose il frate +scudiero.—Ho il fatto vostro, se il vecchio +Abner non è ancora andato a ricoverarsi nel +seno di Abramo.</p> + +<p>—Un rigattiere?</p> + +<p>—Che! un drappiere, un banchiere, tutto +quel che vorrete. Nella casa di Abner c’è un +po’ di tutto; perfino un lembo della casacca di +Saul.</p> + +<p>—Della quale non saprei proprio che farmi;—disse +il capitano Fiesco.</p> + +<p>—Eh, dico così per farvi intendere che in +casa di Abner non manca la stoffa.</p> + +<p>—E tagliata ad abito di donna?</p> + +<p>—Anche tagliata ad abito di donna, e debitamente +cucita.</p> + +<p>—Dunque un rigattiere?</p> + +<p>—Ma che rigattiere, se mai! Venite, la piazza +del Mercadero è qui presso.—</p> + +<p>Seguirono il frate scudiero, per due traverse<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span> +di strada, e sboccarono nella piazza ch’egli diceva, +tutta fiancheggiata di portici. Entrarono +dietro a lui in un androne, che mandava odor +di pannine il che non era da rigattieri, e conciliò +l’animo del capitano con Abner, e perfino +con la casacca di Saul.</p> + +<p>Giunto in fondo all’androne, il frate scudiero +levò la faccia in alto, verso una scala, e gridò:</p> + +<p>—È qui il degno amico mio Abner Ben Meir +Aben Ezra?</p> + +<p>—Chi mi chiama amico?—rispose una voce +nasale.—Son qua. Datevi la briga di salire; +non più di venti scalini.</p> + +<p>—Ma alti come i piuoli della scala di Giacobbe;—disse +sotto voce il frate scudiero.—Madonna, +vi faccio strada.</p> + +<p>—Sei forte d’ebraico;—notò il capitano.</p> + +<p>—Eh, si fa quel che si può;—rispose umilmente +quell’altro.—Del resto, qui non ci sono +difficoltà. Abner, figlio di Meir, nipote di Esdra; +tutti nomi di brave persone dell’antico Testamento. +Abner, da non confondere col generale +di Saul, discende, a sentirlo, da un gran rabbino +di Toledo, che fiorì nel dodicesimo secolo. +È dunque carico di gloria; ma più ancora di +roba. E se vive, e gli è cresciuta debitamente +una bella bambina, che egli aveva dieci anni +fa, vedrete che bocciuolo di rosa.</p> + +<p>—E san Francesco permette di badare a queste +cose?—disse il capitano, battendo della +mano sulla spalla al frate scudiero.—E di bazzicare +col leone di Giuda?</p> + +<p>—Il glorioso san Francesco non dubitava di +andar dai lebbrosi;—notò il frate scudiero.—E +vedere, e giudicare quel che si vede, non ha<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span> +egli proibito a nessuno. Aggiungete che il vecchio +Abner fu sempre un grande amico dei Francescani, +a cui fece sempre elemosina.</p> + +<p>—Di bene in meglio;—conchiuse il capitano.—Andiamo +a vedere questa fenice d’Israele.—</p> + +<p>Il vecchio Abner non riconobbe alle prime +l’amico, che con tal nome lo aveva apostrofato +dal fondo della scala, e frate Alessandro fu costretto +a rinfrescargli la memoria. Del resto, il +frate conduceva un buon avventore, di cui gli +recitava nome, cognome, titoli, patria, e vita e +miracoli; tutta roba da farlo diventare morbido +e pieghevole come una pelle di guanto.</p> + +<p>Per quel nobilissimo avventore, il vecchio Abner +Ben Meir Aben Ezra ci aveva di tutto, e dell’altro +ancora, com’egli si compiaceva di dire. +Le sue stanze erano piene di banchi, e di scaffali, +che andavano fino ai cornicioni delle vôlte +Apriva cassetti, apriva forzieri, scopriva e metteva +in mostra ogni ben di Dio; stoffe in pezza, +d’ogni tessuto e d’ogni colore, damaschi e damaschetti, +broccati e broccatelli, pannolani e +pannolini, scarlatti, ferrandine, zendadi, camellotti, +e via discorrendo. Ma il conte Fiesco voleva +un abito da donna già fatto, che s’attagliasse +alla sua signora, non avendo tempo da +perdere. E il vecchio Abner lo fece passare in +un altro stanzone, tutto forzieri, casse intagliate +e ferrate, stipi, scrigni e bacheche. Era quello +il <i>sancta sanctorum</i> del suo tabernacolo, dove, +insieme con ori e gioie d’ogni specie, dormivano +nello spigo nardo e nella polvere di giaggiólo +intieri corredi da sposa, da gran dame, +da maritate e da vedove. Parecchie di quelle<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span> +vesti erano già state indossate, ed Abner sapeva +la storia di tutte. Sciorinò per esempio +sotto gli occhi del conte Fiesco una veste di +broccato d’oro, nuova fiammante, che pur risaliva +a quarant’anni addietro, o poco meno, e +l’aveva indossata appena una volta la duchessa +di Truxillo, alle nozze d’Isabella di Castiglia. +Quell’altra, nera, di velluto a opera, era stata +portata dalla contessa di Fuentes, dama d’onore +di Giovanna di Portogallo, moglie ad Enrico +IV di Castiglia, ed era stata ammirata per +severa eleganza come abito da viaggio, nell’anno +1463, quando la sfarzosa corte di Castiglia +era andata ad incontrare il misero cortéo del +gretto e trasandato Luigi XI di Francia sulle +rive della Bidassóa. Queste e tante altre ricchezze +di vestiario, come si trovavano là dentro +a dormire? In tempi più tardi si sarebbe potuto +ascrivere il fatto ai capricci della moda, e alla +noia che dovevano sentire le dame per un abito +di gala portato due volte. Ma allora? Ahimè, +grandezze umane, assai più mutevoli dei capricci +della moda! Non pure le fortune dei gran +signori, ma quelle istesse dei re, in una età di +rivolgimenti continui, andavano spesso a soqquadro; +per ogni guerra da intraprendere, per +ogni pericolo da scongiurare, si metteva in +pegno il vasellame, le gioie, le vesti sfarzose, +ogni cosa di prezzo. E non sempre, salvati o +perduti i dominii, si riscattavano le cose impegnate.</p> + +<p>Gli occhi del mozzo Bonito (chiamiamolo ancora +una volta così) furono attratti da una gran +veste di rascia fine, che tosto diventò nella parlantina +di Abner il capo più elegante del suo<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span> +magazzino. E bisognava notare che quella veste +non era stata indossata mai; era nuova di +trinca. La dama che l’aveva ordinata non era +più venuta a ritirarla. Quella lì, con un mantello +nero, di seta o di ferrandina, doveva andare +a pennello, formare un vestimento senza +rivali, severo e ricco ad un tempo.</p> + +<p>—Severo sì, ricco no;—disse il frate scudiero.—E +poi, sarà vero che la veste sia nuova, +non portata mai?</p> + +<p>—Oh, per la barba....</p> + +<p>—Di’ pure, per la barba di Aronne....</p> + +<p>—Ma sì, vi assicuro, frate Alessandro. Vedete +la fodera, che è candida come la neve, ed +intatta. Guardate l’orlo della balza!... Se non è +nuova fiammante, e non mai escita dalla casa +di Abner, possa io non veder più la mia figliuola +Noemi!</p> + +<p>—Ah, la piccola Noemi! Si sarà fatta grande, +e bella come un occhio di sole.</p> + +<p>—È tutta sua madre;—mormorò Abner, +con un sospiro di reminiscenza.</p> + +<p>—Meno male!—esclamò il frate scudiero.—Povera +a lei, se somigliava al babbo!</p> + +<p>—Frate Alessandro! frate Alessandro! Voi +avete sempre voglia di scherzare.—</p> + +<p>Mentre i due amici, l’uno del vecchio e l’altro +del nuovo Testamento, si bisticciavano così +allegramente, Juana fermò la sua scelta sulla +veste di rascia. Per la statura le andava, ed +anche doveva andarle per il taglio. In quel +tempo il taglio delle vesti non offriva le dotte +complicazioni, e non richiedeva i più dotti cincischiamenti +dei secoli più tardi. Ancora non si +assassinavano impunemente a colpi di forbice<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span> +teli di drappo finissimo, che costava un occhio +del capo.</p> + +<p>—Ma ci vorrà biancheria;—disse il frate +scudiero.—La signora contessa, venuta in +abito da marinaio per la poca sicurezza delle +nostre strade, non ha portato biancheria da +donna.</p> + +<p>—C’è tutto, qui, e dell’altro ancora;—rispose +Abner colla sua vanteria di bottegaio.—Noemi! +Noemi!—</p> + +<p>Una bella fanciulla sui vent’anni apparve dal +vano di un uscio; bianco dorata la carnagione, +i capegli neri e ricciuti, gli occhi grandi, profondi +ed accesi della sua schiatta.</p> + +<p>Noemi aiutò il babbo a sciorinar biancheria, +aprendo a sua volta forzieri e ceste. Juana scelse +tutto ciò che poteva convenirle. E già il vecchio +Abner preparava un canestro lungo, in cui collocare +ogni cosa.</p> + +<p>—Ma, veramente, non si vorrebbe portare a +casa tutta questa roba;—disse il frate scudiero.—Non +ci sarebbe modo d’indossarla qui?</p> + +<p>—Ma sì, ma sì, caro amico, si può tutto, e +dell’altro ancora;—rispose il vecchio Abner.—Noemi, +conduci la signora contessa nella tua +camera. Dico la signora contessa; e non ti stupire, +se hai davanti agli occhi il più bel mozzo +che mai si sia visto in Ispagna.—</p> + +<p>Mentre le donne uscivano dalla stanza, per +salire al piano superiore, il conte Fiesco mise +mano alla borsa. Il vecchio Abner capì che poteva +calcare sui prezzi. Non si mandava la moglie +a vestirsi di tutta quella roba, se si aveva +intenzione di lesinare sui prezzi, col risico di +rimandarla a spogliarsi, per la differenza di<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span> +pochi castigliani. Fece i suoi conti con molta +diligenza, tirò la somma, e mise il foglio sotto +gli occhi dell’avventore. Ma anche il frate scudiero +ci volle dare la sua sbirciatina.</p> + +<p>—Cinquanta castigliani!—gridò.—Ah furfante! +Meriteresti d’esser trattato come quei +due tuoi antecessori in Israele furono trattati +dal Cid Campeador, che Dio l’abbia in gloria. +Vuoi che te la canti io, la romanza?</p> + +<p>—Lo so, frate Alessandro, non vi scomodate +per così poco;—rispose il vecchio Abner, +senza scomporsi.—Ed anche voi non riconoscete +che quella non fu la più bella impresa +del vostro eroe? Quanto a me, giuro che ho +fatti i prezzi più onesti. Nessuno si è mai lagnato +di me. E il signor conte, che conosce il +prezzo delle cose, giudicherà da pari suo.</p> + +<p>—Giudicherò....—disse il capitano Fiesco, +pacatamente.—Giudicherò quando la contessa +ci sarà venuta davanti nelle nuove spoglie. Se +starà bene così rimpannucciata, non leverò un +maravedis.</p> + +<p>—Mio signore!...—gridò il vecchio Abner, +sgranando gli occhi.—Oh mio signore! Voi +siete magnifico, da vero Italiano, da vero Genovese. +Io son sicuro di avere i miei cinquanta +castigliani. Così ne avessi chiesti sessanta, frate +Alessandro, che mi fate gli occhiacci! La signora +contessa parrà una regina, se anche +avesse indossato una veste di saia. Con quella +persona! con quella faccia! Rachele e la Sulamite +ci scapiterebbero al paragone.</p> + +<p>—O Abner, sapientissimo vecchio!—disse +il Fiesco, ridendo.—Prega Dio che non ti sentano +Giacobbe e Salomone. Quanto a me, tu<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span> +hai la mia amicizia. E l’abbia in te la tua +schiatta. Siete infine il popolo re.</p> + +<p>—Fummo, signor mio, fummo;—rispose il +vecchio Abner, abbassando la fronte.</p> + +<p>—A buon conto, avete la storia più antica del +mondo. La tua nobiltà, Ben Meir e.... il resto che +non ricordo, va due mill’anni almeno più su +della mia. Che siamo noi, conti e marchesi, al +vostro paragone, o liberati d’Egitto? In Ispagna +si fa molto, quando si rimonta agli ultimi dei +Goti; più su sta monna Luna. In Italia si fa +molto, quando si rimonta agli ultimi dei Longobardi, +o ai primi dei Franchi; stirpe di soldatacci, +di scorridori, di tagliacantoni, che Iddio ne +scampi ogni fedel cristiano. Voi altri venite giù +netti, diritti come spade, da Abramo. La vecchia +religione con le sue benedizioni vi aveva tenuti +fuori d’ogni contatto; la nuova, con le sue maledizioni, +vi ha preservati da ogni miscela. Capisco, +c’è l’odio, che qualche volta annoia. Ma +gli odiatori prendono volentieri il vostro denaro +ad imprestito. E voi arricchite. Un giorno o l’altro, +io lo prevedo, sarete i padroni del mondo. +Il nuovo Israele corre alla religione del vitello +d’oro; e voi dal Sinai detterete la legge.</p> + +<p>—Possa tu dire il vero!—mormorò il vecchio +Abner, mentre sotto le ispide sopracciglia +gli brillavano gli occhi d’insolita luce.—E vorrei +che lo conosceste, il Sinai;—soggiunse ad +alta voce, facendo bocca da ridere.—Ci ho di +là ancora qualche bottiglia d’un vino, che ridarebbe +la vita ai morti; ed è stato spremuto +sulla montagna sacra.</p> + +<p>—No, grazie, vecchio Abner; non ho voglia +di bere.<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span></p> + +<p>—Ma l’ho io, Ben Meir Aben Ezra;—disse +il frate scudiero.—Sia questo almeno per la +mancia, a chi t’ha condotto un così generoso +avventore.</p> + +<p>—Che è pronto a darti i cinquanta castigliani;—aggiunse +il Fiesco, rimettendo mano +alla borsa.—Dio santo! li hai ben guadagnati.—</p> + +<p>La contessa Juana era apparsa sulla soglia, +splendente di bellezza e di grazia, nella sua +lunga veste di rascia finissima, e involta la testa +e le spalle nelle morbide pieghe del suo +manto di ferrandina. Entrò ridente, la bella, e +con un rapido moto della snella persona venne +a gittarsi nelle braccia dell’amante marito.</p> + +<p>—Damiano!—gli bisbigliò tra due baci, che +non la regina Giovanna, non la marchesa di +Moya, nè l’ostessa della Gaita Zamorana ne avevano +sentiti i più ardenti.</p> + +<p>Abner Ben Meir, e tutto il resto, aveva finito +di contare i suoi cinquanta castigliani, e si voltava +a guardare, dopo aver sentite quelle vivaci +dimostrazioni d’affetto.</p> + +<p>—Sposi novelli, capisco;—diss’egli, ammiccando.</p> + +<p>—Ecco la seconda volta che ce lo sentiamo +dire in un giorno;—esclamò il capitano Fiesco.—E +l’abbiamo per una benedizione in +tutte le forme, del nuovo Testamento e del +vecchio.—</p> + +<p>Ad un cenno del padre, la buona Noemi era +andata a prendere quella tal bottiglia di vino +del Sinai. Panciuta, per non distaccarsi ancora +dal tipo dell’anfora antica, polverosa e non +senza avanzi di ragnateli, la sacra bottiglia<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span> +portava il suggello della sua autenticità in una +piastra di ceralacca, segnata dall’impronta d’un +convento di frati.</p> + +<p>—Alla gloria di santa Caterina dell’Oreb!—disse +il frate scudiero, quando ebbe pieno il +suo calice.—Ed alla felicità degli sposi novelli!—</p> + +<p>I quali, indi a pochi minuti, salutato Abner +Ben Meir Aben Ezra e la sua bella figliuola +Noemi, uscivano finalmente di là, l’uno, o l’una, +al braccio dell’altro. Il frate scudiero, per non +perder l’usanza dei fardelli, aveva fatto un involto +degli abiti del mozzo Bonito, e se li portava +sotto il braccio, come tante altre volte la +sua tonaca francescana.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XVIII" id="Capitolo_XVIII"></a><span class="chap">Capitolo XVIII.</span><br /><br /> + +In manus tuas, Domine....</h2> + + +<p>La liberazione di Fior d’oro aveva recato un +gran sollievo allo spirito dell’Almirante, che si +accusava (e non sapeva darsene pace) d’essere +stato cagione d’un guaio così grave agli amici +suoi, invitando il capitano Fiesco in Ispagna. +Egli sorrise al vedere la contessa vestita finalmente +in modo conveniente al suo sesso e al +suo grado, e gli parve d’intendere la ragione +per cui la coppia gentile aveva tanto indugiato +a prendere la via della casa: ma più sorrise del +suo proprio errore, che era pur tanto naturale, +quando seppe che i due “sposi novelli„ avevano +trovato il modo d’indugiarsi dell’altro a far le +scorribande campestri, come scolaretti in festa. +Poveri amici! e si capiva che dopo tanti giorni +di pena non badassero ad altro che a prendere +una boccata d’aria e d’allegrezza all’aperto.</p> + +<p>—Siete contessa, signora mia, ma siete sempre +una regina; ed anche tale da illuminare una +corte del vecchio Mondo;—diss’egli a Fior +d’oro, con quel suo bel sorriso, che gli rischiarava +il volto, trasfigurandolo.<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span></p> + +<p>Per quel resto di giornata non parve sentir +più i suoi dolori, che pure coll’inoltrarsi della +primavera s’erano fatti più acerbi. A compir +l’opera giungeva sul tardi la marchesa di Moya.</p> + +<p>—Voi siete il nostro buon angelo;—le disse, +volendo ad ogni costo baciarle la mano.—Quanto +vi dobbiamo, marchesa! e quanto vi +debbo io particolarmente! Voi sola, infine, avete +pagato il mio debito a questi “sposi novelli„ +che hanno dovuto soffrir tanto per la disgrazia +di essermi amici.—</p> + +<p>La serata passò in lieti ragionamenti. Non +pareva di essere al letto di un infermo, bensì +di un convalescente alla vigilia della sua partenza +per un pellegrinaggio di ringraziamento +a qualche famoso santuario. L’Almirante parlò +lungamente di Genova, riandando tutte le memorie +della sua infanzia lontana. E da Genova +si spingeva volentieri più in là, fino alla Gioiosa +Guardia, che aveva in animo di visitare.</p> + +<p>—Andremo, donna Beatrice;—diceva.—Perchè +voi non mi farete il torto di lasciarmi andar +solo, a visitare i nostri amici nel loro maraviglioso +castello. E dicono che il nostro capitano +n’abbia fatto un luogo di delizie, come ai +tempi suoi Lancillotto del Lago, quando ebbe occupata +la Dolorosa Guardia, e mutatole il nome. +Son graziosi, questi cambiamenti di nome; e +pare che allarghino il cuore. Chi si spaventa +più del capo Tormentoso, del capo delle Tempeste, +dopo che Bartolomeo Diaz lo ha girato, +imponendogli il nome di Buona speranza? Nel +castello di Gioiosa Guardia passeremo una settimana +piacevolissima; anche due, se ci vorrete, +amico Fiesco. E voi sarete anche tanto<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span> +cortese da farmi capitare lassù tutti i vecchi +marinai di Chiavari, di Lavagna, di Zoagli, di +Rapallo, di Santa Margherita, di Portofino, perchè +io possa ragionare con tutti, a modo nostro, +parlando un poco la madre lingua di Lanzerotto +Maluccello e di Ugolino Vivaldi, nostri +precursori nobilissimi sulla marina d’Atlante. +Ho ancora negli occhi le immagini d’una bella +giornata nel golfo Tigulio, col suo specchio +d’acque tranquille, e quelle tre punte verdi del +promontorio là in fondo. E l’abbazia di San Fruttuoso +a Capodimonte! Che pace, là dentro, sotto +le arcate di quei portici, dove non c’erano neanche +più i frati d’una volta! Ricordo che contemplando +quel po’ di mare turchino, chiuso +tra due scogliere, e quasi senza orizzonte, non +avrei voluto andarmene più via. Si stava così +bene, non pensando a nulla, non desiderando +più nulla! È vero che non avrei scoperte le +nuove terre di là dall’Atlantico, restando in contemplazione +laggiù.</p> + +<p>—Meglio dunque aver lasciata la vita contemplativa +per l’attiva;—disse il capitano +Fiesco.</p> + +<p>—Chi sa?—riprese l’Almirante.—Lo spirito +umano non ha pur esso qualche diritto alla +pace? Ed anche altre creature, a migliaia di migliaia, +avrebbero avuto pace, se io fossi rimasto +colà, nella vecchia abbazia, a conversare con +le ombre dei Doria. Ma ecco, senza volerlo, incappo +in un brutto pensiero.... quasi in una +eresía. Se io rimanevo laggiù, come si sarebbero +aperte tante regioni al Vangelo, e condotti +tanti popoli alla conoscenza del Dio vero? Aggiungiamo +che la vita è milizia, e che l’uomo<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span> +è soldato. Il soldato ha diritto di posare un +istante sulla sponda del ruscello, per prender +l’acqua nel cavo della mano e ristorarsene. Ma +niente più di così; Gedeone, forza demolitrice, +li chiama, e bisogna saltare in piedi, precipitarsi +nella notte, colla fiaccola e con la spada, +sopra la gente di Madian.—</p> + +<p>Così parlava quell’uomo semplice e grande, +anima di guerriero e di poeta; e gli fioriva naturalmente +sul labbro la immagine biblica, che +è della più alta poesia onde sia stata mai rallegrata +la terra. Ma fu l’ultimo giorno lieto di +quell’uomo, che sopraffatto dal suo male, nutrendosi +sempre più scarsamente, era diventato +cereo, diafano, quasi l’ombra di sè stesso, non +vivendo altrimenti che per gli occhi, animati +tuttavia del raggio divino, e per le labbra, su +cui si veniva spegnendo il vermiglio, ma donde +spiravano sempre in calde parole gli elevati +pensieri.</p> + +<p>Beatrice di Bovadilla fu ancora un giorno +presso la regina, che era ritornata da una visita +a Medina del Campo e alla tomba di sua +madre. Sperava di persuaderla a visitare l’Almirante, +o almeno ad occuparsi di lui, come +ella aveva promesso; ma Giovanna, tutta al +suo Filippo, non aveva tempo da ciò. Si era +anche sempre in negoziati col Ximenes, per +riamicare i giovani sovrani col re Ferdinando; +nè l’amministrazione di Castiglia, per essere +ancora in mano al Ximenes, poteva dirsi abbandonata +da Ferdinando, più attaccato che mai +alla sua preda. Così la Corte, scambio di scendere +nella nuova Castiglia, ritornava a Burgos, +capitale della vecchia. E la marchesa di Moya,<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span> +non volendo per un verso allontanarsi dall’Almirante, +seccandosi per l’altro delle strane gelosie +di Giovanna, non accompagnò la regina +a Burgos, lasciando volentieri ad altre dame +di Castiglia gli onori e le noie di una illustre +servitù. Per tenere i nuovi sovrani in guardia +contro gli artifizi di Ferdinando c’erano i nobili +castigliani, coi quali Beatrice di Bovadilla era +andata fino a Laredo; per ottenere il riconoscimento +dei diritti di don Cristoval e la sua reintegrazione +nelle pristine dignità, non bisognava +neanche essere tutti i giorni a intronar le orecchie +regali. E poi, l’Almirante deperiva ad occhi +veggenti; gli assalti del suo male si facevano +anche di giorno in giorno più spessi. Restando +sola qualche volta al capezzale di lui, Beatrice +di Bovadilla guardava con tenerezza e sgomento +quel suo viso smunto; e gli parlava, sforzandosi +d’esser tranquilla, sorridendo perfino, quando i +vividi sguardi dell’infermo si volgevano a lei, +con quella intensità che forse era desiderio di +non perder nulla delle ore fuggenti, e che a lei +aveva l’aria d’una paurosa interrogazione. L’ammalato +pareva calmarsi a grado a grado nella +vicinanza di donna Beatrice; specie quando ella +posava la sua mano su quelle di lui, rattrappite +dalla gotta, ma calde, scottanti di febbre.</p> + +<p>Il medico appariva due volte ogni giorno; ma +non sapeva che consigliare di nuovo. Citava di +Galeno il poco che questi aveva scritto intorno +a quel male; ricordava le opinioni d’Ippocrate +e di Areteo sull’artritide; ma non sapeva neanche +lui se si trattasse d’un catarro stillante a +goccia a goccia nelle articolazioni, e cagionante +dolori e gonfiezza, come il primo aveva creduto,<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[321]</a></span> +o d’una infiammazione delle articolazioni, come +avevano sentenziato quegli altri. Calma, molta +calma, emollienti, torpenti, e sperare in Dio; +ma certo ci sarebbe voluta la gioventù, e una +macchina meno maltrattata da tanti travagli e +burrasche.</p> + +<p>L’infermo aveva spesso la visione del passaggio +imminente. Guardava davanti a sè nello +spazio, con gli occhi sbarrati, dolendosi di non +vedere più nulla.</p> + +<p>—Gran nebbia!—mormorava.—Gran nebbia, +che si muterà presto in tenebre fitte! Doloroso, +il morire! E non ho mai temuta la morte; +ed anche oggi l’avrò per una liberazione. Ma +avrei voluto lasciar sicuro e degno uno stato +ai miei figli. Donna Beatrice, vi prego, aprite +quello stipo; c’è il mio ultimo testamento; voglio +che lo leggiate, per dirmene il vostro parere, +prima che io lo consegni al notaio.—</p> + +<p>Un primo testamento lo aveva fatto l’Almirante +otto anni prima, e appunto il 22 febbraio +del 1498, innanzi di partire per il suo terzo viaggio +di scoperta, istituendo un maggiorasco nella +sua famiglia, e lasciando a Genova, sua città +natale, il decimo delle sue rendite per isgravio +dei dazi sul grano, sul vino, sulle grasce, e sull’altre +vettovaglie. Arrivato poi dalla Spagnuola, +dopo la sofferta prigionía, e ritornato in isperanza +di cose maggiori, n’aveva scritto súbito +a Genova, al Magistrato di San Giorgio, avendo +anche fatto disegno che tutte le rendite sue fossero +a mano a mano investite in quel banco. +Ma alla sua lettera non si erano fatti vivi i magnifici +Signori di San Giorgio; ond’egli, tornato +dal quarto viaggio, scriveva il 27 dicembre 1504<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[322]</a></span> +a messer Nicolò Oderigo, amico suo genovese; +“.... fu discortesia di cotesti Signori di San Giorgio, +il non aver dato risposta; nè con ciò hanno +accresciuta l’azienda; lo che dà ragione a dire +che chi serve al comune non serve a nessuno„. +Veramente, dovevano aver risposto; perchè tra +le carte del Banco si trovò poi la minuta della +lettera loro, onorevole documento di patria riconoscenza. +Ma certo non giunse a lui quella +lettera; e fu cagione che un nuovo testamento +lasciasse fuori il generoso legato.</p> + +<p>Quello che Beatrice di Bovadilla era chiamata +a leggere, era un codicillo, scritto dall’Almirante +fin dal 25 agosto dell’anno 1505. In quella scrittura, +egli chiariva e confermava le sue volontà +per rispetto al maggiorasco, e a tutte le persone +del suo nome, figli, fratello ed eredi. E lèsse +tutto, la buona marchesa di Moya, anche un +paragrafo che non le doveva piacere per le +memorie che le suscitava, ma ch’ella poteva +nondimeno ammirare come una bella testimonianza +di delicatezza d’animo. Il paragrafo era +questo:</p> + +<p>“Dico e comando a don Diego mio figlio, o +a chi erediterà, di pagare ogni debito di cui +lascio qui espresso un memoriale, e tutti gli +altri che sembreranno giustamente miei. Gli +lego inoltre di avere special cura di Beatrice +Enriquez, madre di don Ferdinando mio figlio, +di provvederla affinchè possa vivere onestamente, +siccome persona a cui sono di tanto aggravio. +E questo si faccia a scarico mio di coscienza, +perchè ciò molto mi pesa per riguardo +dell’anima. La ragione di ciò non è lecito scriverla +qui.<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[323]</a></span>„</p> + +<p>—Era obbligo mio, non credete?—mormorò +l’infermo, come la vide giunta al fine +della pagina.</p> + +<p>—Sì;—rispose Beatrice di Bovadilla.—Povera +donna! E Dio sa come io l’ho scongiurata +di venire a voi!</p> + +<p>—Lo so, generosa amica, lo so.—</p> + +<p>Nè altro disse egli più, su quel tema doloroso; +e Dio solo seppe quante altre cose rivolgesse +nell’anima. Nè la più amante delle due +Beatrici, che altamente sentiva, volle turbare +con indiscrete parole la santità di quell’ora.</p> + +<p>Per cacciare i tristi pensieri, la pietosa signora +lèsse il memoriale dei piccoli obblighi +che l’Almirante aveva ricordati con tanta diligenza, +e insieme con tanto candore, dai centonovantacinque +ducati complessivamente dovuti +a parecchi suoi concittadini, come Luigi Centurione +Scotto, Paolo Di Negro, e Battista Spinola +del ramo di Luccoli e dei signori di Ronco, fino +al mezzo marco d’argento ad un ebreino di cui +non rammentava il nome, ma che indicava minutamente, +come quello che soggiornava, vent’anni +prima, alla porta della <i>Juiveria</i>, in Lisbona.</p> + +<p>—Quanti vecchi debiti!—diss’egli, con un +mesto sorriso.—E tutti di Lisbona, vedete? +L’Almirante maggiore del mare Oceáno ebbe +in principio da pensare a mettere la parte sua +nelle spedizioni navali; quando ne poteva trar +redditi, la Corona, sua partenevole, non si è +curata di farglieli pagare. E fondo maggioraschi, +e muoio nella miseria!</p> + +<p>—Anche questa povertà ci voleva, per comporvi +l’aureola;—notò Beatrice di Bovadilla,<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[324]</a></span> +sollevando colla nobiltà della frase l’umiltà dell’argomento +su cui era caduto il discorso.—Quanto +al morire, ci sarà tempo. Vogliamo ancora +veder succedere molte cose, e molta giustizia +esser resa.—</p> + +<p>L’infermo tentennò il capo sull’origliere.</p> + +<p>—Sento che non avrò tempo di aspettarla. +Che giorno abbiamo?</p> + +<p>—È martedì,—rispose donna Beatrice,—diciotto +di maggio. Doman l’altro, festa solenne; +e speriamo che possiate scendere un pochino +dal letto, per celebrarla con noi.</p> + +<p>—Scendere, no; salire piuttosto;—diss’egli.—Non +sarà l’Ascensione? il giorno che nostro +Signore è salito al cielo, dopo aver tanto patito +per la redenzione degli uomini? Vedrete.... morrò +io, doman l’altro.</p> + +<p>—Che pensieri son questi? Siate sempre il +mio cavaliere, don Cristoval, e obbeditemi, cacciando +i brutti pensieri. Volete proprio farmi +paura?—</p> + +<p>Fremeva, la povera donna, e parlava con +tono risoluto, quasi ilare, come se non temesse +di nulla.</p> + +<p>Il medico ritornò quella sera, nell’ora che +tornava più forte la febbre. Anch’egli fingeva +d’esser tranquillo; ma, voltata la faccia alle persone +della famiglia, batteva le labbra. Anzi, +uscito dalla stretta dell’alcova, e andato nel +vano della finestra a discorrere col capitano +Fiesco, gli mormorò qualche cosa all’orecchio. +Notò l’atto l’infermo, e coll’udito finissimo che +sogliono avere in certe occasioni i malati, colse +a volo le parole del medico.</p> + +<p>—Che cosa consiglia il savio?—domandò<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[325]</a></span> +egli, sollevandosi sulla vita.—Che Iddio venga +a visitarmi? Ma io lo desidero, con tutte le forze +dell’anima.</p> + +<p>—Lo credo, lo credo;—rispose il medico, +tornando prontamente verso l’alcova.—Parlavo +d’altro, io; dicevo di voler provare un +nuovo rimedio, per calmare la febbre. Ma la +visita del gran consolatore si può ricevere ad +ogni ora; e sia domani, o doman l’altro, come +Vostra Eccellenza vorrà.</p> + +<p>—Sì, doman l’altro;—disse l’infermo.—Sono +avvertito di poterlo aspettare; e mi piace +che sia il giorno dell’Ascensione;—soggiunse, +con un accento che andò come una pugnalata +al cuore di donna Beatrice.—Domani, intanto, +vorrei pensare alle cose della terra, che sono +pure a scarico della coscienza. Conte Fiesco, +mio buon amico, vorrei per domattina un notaio.—</p> + +<p>Il desiderio suo fu appagato. La mattina del 19 +era chiamato al suo letto don Pedro de Hinojedo, +“scrivano di camera delle Altezze Loro, scrivano +provinciale nella loro Corte e Cancelleria, +e loro scrivano e notaro pubblico in tutti i loro +regni e signorie„. Ricevette egli e trascrisse +nel suo rogito il foglio consegnato a lui dall’illustre +infermo; ed erano “testimoni presenti, +chiamati e pregati, il baccelliere Andrea Mirmena +e Gaspare della Misericordia, abitanti di +questa città di Valladolid, e Bartolomeo Fiesco, +Alvaro Perez, Giovanni d’Espinosa, Andrea e +Fernando Vargas, Francesco Manuel, e Fernando +Martinez, servitori del signor Almirante„.</p> + +<p>Partito il notaio, seguì una giornata di tregua.<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[326]</a></span></p> + +<p>L’infermo sentiva ancora i suoi dolori, e ne +dava cenno, ma ad intervalli, con un tenue +rammarichìo. Come altre volte, notavano i suoi +familiari; come altre volte, che gli assalti del +male si erano fatti a grado a grado men forti, +ed egli aveva superate le crisi più minacciose. +A giustificare queste rinate speranze, nel pomeriggio +il signor Almirante aveva preso un +po’ di brodo, mostrando di trovarlo gustoso; si +era un po’ sollevato sulla vita, e aveva sorriso +amabilmente a tutti, riconoscendo i più umili, +e ringraziandoli della loro assistenza. Chiedeva +anche dell’Adelantado, che da due giorni non +aveva più visto, e gli si dovette rispondere che +il suo degno fratello era andato a Burgos, per +presentarsi alla regina Giovanna e ricordarle +una certa promessa fatta una settimana innanzi +alla marchesa di Moya.</p> + +<p>Veramente, don Bartolomeo Colombo era andato +con altro proposito a Burgos, vedendo la +necessità di avvertire il nipote don Diego dello +stato di suo padre, che destava tante inquietudini, +e ottenergli dalla corte un congedo, perchè +potesse recarsi al capezzale dell’infermo. Ma +nella stessa occasione il signor Adelantado voleva +anche presentarsi alla regina Giovanna, +che già una volta a Laredo aveva trovata così +affabile e piena di buone intenzioni a favore del +signor Almirante.—Se potessi portare con me +quattro righe di scritto;—esclamava don Bartolomeo +Colombo,—sarebbe per mio fratello +un rimedio più efficace di quanti n’abbia inventati +la medicina, da Esculapio fino al dottor Villalobos.—</p> + +<p>L’annunzio del <a name="tn326" id="tn326"></a><span class="correction" title="originale: viagggio">viaggio</span> di suo fratello a Burgos<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[327]</a></span> +fu accolto da don Cristoval con un mesto +sorriso.</p> + +<p>—Torni presto, il mio buon fratello, il mio +fido compagno di pericoli;—diss’egli:—ma +notizie di Corte io non ne aspetto più.</p> + +<p>—Perchè? non è da disperare ancora;—notò +la marchesa.—Dopo ciò che la regina mi ha +detto!</p> + +<p>—E non fatto!—replicò l’Almirante.—E +dove non avete ottenuto voi, chi altri può sperar +di ottenere? Del resto, Bovadilla,—soggiunse +egli, chiamandola per la prima volta con quel +nome, che a lei suonò dolce come una carezza,—alla +vigilia di appressarmi a Dio, non voglio +più accoglier pensieri di grandezze umane. Le +ho sepolte nel mio testamento, per coloro che +saranno dopo di me. Io aspetto giustizia da chi +mi può usare misericordia. Non più dignità, non +più onori; Cristoforo Colombo, pei miei concittadini.... +Cristoval Colon, per chi m’ama ancora, in +questa patria d’adozione; ecco ciò che deve restare +di me. Non piangete, vi prego. Non piango +io, Bovadilla! son calmo e sereno; sento una +pace, qui dentro, che mi maraviglia.... e mi +piace.—</p> + +<p>Poco dopo reclinò la fronte, e si addormentò, +d’un sonno leggero e dolce, come un bambino. +Ah, se quel sonno avesse potuto ristorarne le +forze!</p> + +<p>Ma quel discorso aveva profondamente contristati +gli amici. Che significava quel senso di +rinunzia a tutto ciò che fino allora aveva animato, +quasi tenuto in vita il signor Almirante? +Non forse l’istessa rinunzia alla vita?</p> + +<p>—Triste!—esclamò il capitano Fiesco, in<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[328]</a></span> +un di quei brevi colloquii ch’egli e Fior d’oro +avevano ad intervalli con la marchesa di Moya.—Anche +la speranza l’ha abbandonato.</p> + +<p>—È vero; e lo pensavo ancor io;—disse +donna Beatrice.—È un brutto indizio. Ma se +ha da morire,—riprese ella, con voce piena di +sdegno e di lagrime,—è bene che muoia così, +col sentimento della ingratitudine dei grandi. +Giovanna è incapace di star due ore in un pensiero, +che non sia la sciocca bellezza del suo +sciocco marito; Ferdinando è perfido; e l’una e +l’altra Corte proseguono le loro particolari ambizioni; +chi può pensar oggi allo scopritore di +un mondo?</p> + +<p>—Gran macchia sarà per la Spagna, se egli +muore così trascurato, vilipeso, senza aver ottenuto +giustizia;—conchiuse Bartolomeo Fiesco, +fremendo.</p> + +<p>—No, conte, non dite ciò;—rispose la marchesa.—Rimorso, +sì, e non per sè stessa, ma +per coloro che l’hanno in governo; macchia no, +macchia no. La Spagna è più pura e più tersa +che mai. Alla mente più eletta che Iddio mandasse +in terra a glorificare il suo nome, la Spagna +ha già reso giustizia. Pei suoi monarchi, vi +basti Isabella. Per la sua nobiltà, vorrete dimenticare +i Medina, i Quintanilla, i Santangel? Per +gli uomini suoi di pietà e di dottrina, non ricorderete +Giovanni Perez Marchena, Diego di Deza, +il cardinale Mendoza? Quanto al suo popolo, +rammentatelo, vedetelo tutto accalcato sul passaggio +dello scopritore, del messo di Dio, da +Cadice a Barcellona: fu mai nell’antica Roma +trionfo più grande di quello? E vedetelo, il popolo +spagnuolo, ammiratelo ancora con me, in<span class="pagenum"><a name="Page_329" id="Page_329">[329]</a></span> +questo povero Gil García, che senza sapere di +guerre, d’ingiustizie, di viltà dei potenti, paga +per tutti il debito della riconoscenza e dell’amore, +ospitando l’Almirante in sua casa. È modesta, +la casa; ma erano più modesti ancora i +primi templi innalzati alla gloria del Dio vero. +E voi lo vedete, il vecchio marinaio, quante +volte passate per l’anticamera; fermo là, che +non osa entrare dal suo comandante, che non +osa chieder notizie, per timore di averle cattive, +ed ha sempre gli occhi pieni di lagrime. Questa +è la Spagna, amico, e tutto il resto che sapete, +lo potreste anche ignorare con me. Finalmente,—conchiuse +la marchesa con accento di nobile +alterezza,—se nessun altri qui, tra i Pirenei e +l’Atlantico, avesse fatto il debito suo per quell’uomo, +ci sarei sempre io, Bovadilla; e penso +che potrei bastare, agli occhi della posterità. Vi +lascio, amici; sento ch’egli mi cerca.—</p> + +<p>E strette con moto convulso le mani del Fiesco +e della contessa Juana, si avviò verso la camera +dell’Almirante, asciugando in fretta le sue +lagrime. Anch’ella, come Gil García, n’aveva +sempre gonfie le palpebre. E doveva rattenerle, +al capezzale del caro infermo; e la più parte +del tempo doveva esser là, con aspetto tranquillo. +Quando non c’era, sentiva d’esser cercata; +nè mai s’ingannava, e ne aveva la conferma +nelle parole di lui, negli atti del viso, nel +lampo degli occhi. Conferisce questi doni di seconda +vista l’amore.</p> + +<p>—Come soffre!—mormorò Fior d’oro.—Ed +ha la virtù di sorridere, quando è vicina +a lui.</p> + +<p>—Per questo,—disse il Fiesco,—non ci<span class="pagenum"><a name="Page_330" id="Page_330">[330]</a></span> +siete se non voi, donne, che sapete vincer l’affanno, +e mostrare il volto sereno.—</p> + +<p>La notte del signor Almirante fu quieta, con +pochissima febbre. L’infermo aveva potuto dormire, +a parecchie riprese, un paio d’ore. I cuori +si riaprivano alla speranza; anche quello di Bovadilla, +che vide apparire l’alba del 20 senza +troppo terrore. Ma come la prima luce del giorno +penetrò nella stanza, il signor Almirante volle +la visita di Dio.</p> + +<p>—Non vi ho detto che lo desidero?—disse +egli, a chi mostrava di non vedere la necessità +della cerimonia religiosa.</p> + +<p>Frate Alessandro andò tosto al vicino convento +di San Francesco, e tornò col priore, +che già aveva visitato don Cristoval durante il +suo soggiorno in Valladolid. La confessione fu +breve; ricevendo l’assoluzione, il signor Almirante +espresse il desiderio che la sua salma +fosse depositata nel chiostro del convento, per +divozione al poverello d’Assisi, la cui vita terrena +era stata tutta amore, sacrifizio, e glorificazione +delle opere di Dio.</p> + +<p>Poi venne col viatico il parroco di Santa Maria +l’Antigoa, sotto la cui giurisdizione ecclesiastica +era la casa di Gil García. Tra le preghiere +degli astanti genuflessi, a cui rispondeva con +ferma voce l’Almirante, levato sui guanciali il +capo e le spalle, gli occhi scintillanti di viva +luce, e giunte le scarne mani sul petto, la cerimonia +fu commovente; cerimonia paurosa per +istrazio interiore a quanti ancor pieni di vita +sono costretti a pensare una volta l’orribil momento +che dovranno lasciarla; cerimonia solenne +d’insegnamenti a chi vede in essa la chiusa<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[331]</a></span> +del dramma oscuro dell’esistenza, il punto fatale +che tutte le ambizioni soddisfatte vanno in +dileguo sulla medesima china delle speranze +deluse, e piacere e dolore, e bene e male delle +nostre passioni, nobili o ree, ma tutte egualmente +fumose, si estinguono nell’eterno silenzio, +mentre un arcano conforto di promesse celesti +entra nell’anima per quelle medesime labbra +che si torceranno nello spasimo della morte +terrena. Dio, il consolatore invisibile, è là: si +sente giungere, appressarsi, discendere, con la +parola augusta che gli angeli hanno insegnata +alle povere lingue degli uomini.</p> + +<p>Partitosi di là il religioso cortéo, al morire +delle voci oranti sulla via, l’Almirante si assopì. +Ma furono pochi minuti di tregua, che oramai +non ingannavano più nessuno dei suoi familiari. +Era grave, affannoso il respiro; apparivano +contratti i muscoli della bocca, infossate +le occhiaie; ardevano i polsi, battuti dalla febbre; +la fronte e le tempie s’imperlavano di sudore +gelato. Ad un tratto aperse le palpebre, e +mosse gli occhi lentamente in giro, considerando +l’uno dopo l’altro i presenti.</p> + +<p>—Diego?—chiese egli poscia.—L’Adelantado? +Non sono ancora arrivati? Poveretti!...—</p> + +<p>E pareva volesse soggiungere: non mi vedranno +più vivo.</p> + +<p>Stette alquanto in silenzio; poi, volgendo lo +sguardo al figliuolo Fernando, lo chiamò più +vicino.</p> + +<p>—Sei qui per tutti?—mormorò.—Sian tutti +in te benedetti.—</p> + +<p>Il giovane si era abbandonato, singhiozzando, +sotto la carezza delle mani paterne.<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[332]</a></span></p> + +<p>—Perchè piangi?—riprese il morente.—È +la legge. Obbedisci alla legge. Felice chi la intende +da giovane, e ad essa conforma tutti i +suoi atti, dominando tutte le sue passioni, perdonando, +ed amando.... Va, sii forte, figliuolo;—riprese, +dopo un istante di pausa.—Anche +il tuo capo amato mi pesa.... Aprite, aprite quella +finestra, ch’io respiri ancora una volta quell’aria... +che tanti felici respirano.—</p> + +<p>Ringagliardiva la febbre; ed egli ansimava, +si agitava irrequieto, si levava sui fianchi, agitando +le braccia, come se cercasse di aggrapparsi +a qualche cosa.</p> + +<p>—Povera creta!—esclamò egli.—A che ti +affanni? Vuoi tu vivere per forza?—</p> + +<p>Frate Alessandro gli si accostò amorevolmente, +bisbigliandogli qualche parola di conforto.</p> + +<p>—Fidate in Dio, signor Almirante. Egli, padre +misericordioso e giusto, vorrà operare un prodigio +per voi.... e per noi.—</p> + +<p>Gli occhi del morente mandarono lampi d’insolita +luce, alle amorevoli parole del frate scudiero.</p> + +<p>—Dio!—gridò egli.—Dio! L’ho sentito sull’Oceano, +dominare con la sua voce il fragore +delle tempeste. Dio m’ha assistito, Dio ha voluto +conservar la mia fama nel sale dell’amarezza. +Dio la mia forza, Dio la mia gloria. A lui tutto; +senza di lui non sarei nulla. E son passato nella +vita ancor io, amato assai più ch’io non meritassi. +Fu grazia di Dio che mi amassero a gara +tutte le nobili creature di Spagna; il buon padre +Marchena, il Quintanilla, il Santangel, consolatori +benigni; Diego di Deza, mia spada; il santo<span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[333]</a></span> +Mendoza, mio scudo; Beatrice di Bovadilla, angelo +mio tutelare; Isabella, onore del trono. Perchè +vissuta, Isabella? Non forse perchè si schiudesse +mercè sua un nuovo mondo alla legge +di Dio, alla legge d’amore?... Ah, l’odio! l’odio +livido e nero! ah, la sete dell’oro, sete inestinguibile, +sete crudele!... Questo sanno far gli uomini, +dei doni di Dio! Si muoverà dunque alla +grande concordia della famiglia umana, passando +per la strage e pel sangue? I poveri Indiani! +i disgraziati innocenti, scannati senza +pietà da uno stuolo di belve. Schiavi!... non più +schiavi, sotto la legge di Cristo!... Pure, entravano +nelle case del ricco; servi, facevano parte +della famiglia cristiana, recitando insieme col +padrone la preghiera che eleva, la preghiera che +purifica, la preghiera che per un’ora fa tutti +fratelli i nati d’un medesimo seme. Ma no, non +più schiavi: è cosa iniqua, la schiavitù. Nobili +cuori! E li lasciate liberi, voi; liberi di faticare +al sole rovente, nelle vostre piantagioni; liberi +di morire nel solco inondato del loro sudore; +liberi di ricevere la nerbata, se le stanche membra +rifiutano per un istante l’immane fatica; +liberi di fuggire, per esser rincorsi tra le selve, +addentati, lacerati dai vostri cani di Corsica: liberi +di morire fra i tormenti, sui palchi infami, +sui roghi, dove stride la fiamma e la carne.</p> + +<p>—E Dio permette!—mormorò il capitano +Fiesco, che stava ritto, immobile a piè del letto, +ascoltando e fremendo, e stringendosi i pugni +alla gola per non dare in singhiozzi.</p> + +<p>—Sì, amico mio, sì....—rispose il morente, +che ancor riconobbe alla voce il suo vecchio ufficiale.—Dio +ha un fine, che noi non possiamo<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[334]</a></span> +intendere; Dio ordisce una tela immensa, di +cui non vediamo altro che un tratto. Non dubitate.... +E non vi sembri argomentazione di piccolo +intelletto. Ha pure la sua grandezza il vedere +in questo modo la giustizia di Dio; mentre +non ne ha nessuna il negare ogni cosa, e il disegno +e l’artefice. Egli vede e provvede, nell’arcano +del suo pensiero; egli dà le mercedi. Trascura +i buoni, che sicuri lo aspettano; ma invigila +i tristi e le opere loro.—</p> + +<p>Così parlando, si era stranamente animato. +Inutile il tentare di calmarlo. Gli fiammeggiavano +le guance; gli scintillavano gli occhi; ma +in quella gran luce, ond’erano accesi, egli già +più non discerneva nessuno. E incominciava +a vaneggiare; e più confuse gli si offrivano le +immagini delle cose; più rotte gli uscivano di +bocca le frasi.</p> + +<p>—Sono legione, i malvagi! E tutti contro il +guerriero di Dio. La mia spada, conte Fiesco! +dov’è la mia spada? Ch’io li assalga! ch’io li +disperda! Roldano, che ho sempre beneficato, +anche voi? Guevara, Porras, gente malnata! +Aguado, Ovando, anime nere.... Don Francisco +di Bov.... No, no; via la spada! L’uomo perdoni, +e Dio giudichi. Ed egli viene.... egli viene.... incalza, +in un gran cerchio di luce. Cieco, cieco +chi non ti vede, gran luce dell’anima! O Signore, +in cui ho sempre sperato, o Signore in cui ho +sempre confidato!... I vostri santi, avvocati miei, +dove sono? Ah, ecco, nella vostra gloria confusi, +sorridono.... accennano.... chiamano.—</p> + +<p>Ansava, e le parole si facevano più rade, più +inintelligibili. Un moto convulso, veloce, turbinoso, +gli agitava il sommo del petto, come se<span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[335]</a></span> +il cuore, ad un tratto impazzito, sventolasse là +sotto, tentando fuggir dal suo carcere. E fece +uno sforzo ancora, il morente, uno sforzo sovrumano, +per proferire le sue ultime parole.</p> + +<p>—A voi, Signore.... a voi.... <i>In manus tuas, +Domine, commendo spiritum meum.</i>—</p> + +<p>Seguì un rantolo sordo; e un altro ancora, in +cui le labbra si torsero. Gli erano tutti intorno, +piangenti; Bovadilla innanzi a tutti, con la mano +sulla fronte di lui, stillante il gelido sudore della +morte. E le scoppiava il cuore, e avrebbe voluto +dargli l’anima sua. La vide egli? la vide un’ultima +volta, mentre alzava le palpebre, e le pupille +stravolte cercavano ancora la luce? Si richiusero +le palpebre, si ricomposero le labbra, +cessò la danza spaventosa del cuore; l’anima +grande di Cristoforo Colombo era volata incontro +al suo Dio.</p> + +<p>Un grido straziante ruppe dai petti; labbra +avide cercarono la fronte marmorea e le fredde +mani dell’estinto: baci si avvicendarono con lagrime +su quella povera carne, che aveva cessato +di patire. Poi, s’inginocchiarono tutti intorno al +letto; e pregarono, lungamente, in silenzio.</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[336]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XIX" id="Capitolo_XIX"></a><span class="chap">Capitolo XIX.</span><br /><br /> + +Quel che s’incontra per via.</h2> + + +<p>Mentre il suo grande cittadino moriva negletto, +quasi ignorato, nella terra straniera che +gli era divenuta seconda patria, ed egualmente +ingrata, Genova seguitava a patire delle sue secolari +discordie, ad esaltarsene, ad infiammarsene +sempre più; pari in questo all’infermo, +che si consuma dalla febbre, e nella febbre non +avverte più il male onde sarà tratto al sepolcro.</p> + +<p>Il male di Genova era antico; e le varie forme +di governo con cui, dando volta nel suo letto +di dolore, l’inferma aveva sperato di schermirsi, +ora coi consoli, ora coi podestà, poscia coi capitani +del popolo e coi dogi a vita, finalmente +colle dominazioni angioine di Napoli dopo le tedesche, +e le francesi dopo le viscontée di Milano, +non erano state altrimenti che fasi progressive +e crisi violente di quel male. Nobili della schiatta +viscontile di Polcevera e nobili d’altre terre di +Riviera, alleati coi vescovi, avevano fatto da +principio un governo in famiglia, indi costituita +una oligarchia prepotente, che escludeva dalle +prime magistrature i popolari, tutti mercanti ed<span class="pagenum"><a name="Page_337" id="Page_337">[337]</a></span> +artefici. Questi, crescendo di numero, di forze e +di credito, avevano ottenuto a forza alcune cariche +importanti, senza che per ciò fosse stabilito +e riconosciuto nella lor classe un diritto alla +partecipazione del governo; e frattanto, quelli di +loro che avevano smessi i traffichi e l’arte, ottenendo +titolo di cittadini egregi, si stimavano +uguali ai nobili possessori di feudi; con alcuni +dei quali, aiutando le ricchezze accumulate, riuscivano +anche ad imparentarsi. Ma erano sempre +tenuti per “tetti appesi„, come a dir case appoggiatesi +alle vecchie torri di una gente più antica. +Fra questi “tetti appesi„ alcune case più cresciute +in potenza, e più ancora in audacia, avevano +preso a contendersi il ducato, a palleggiarselo +tra loro per quasi dugent’anni; ed erano +quattro, dette dei Cappellacci per la loro preminenza, +cioè a dire Fregosi, Adorni, Guarchi e +Montaldi. A lungo andare sopraffatti i due ultimi +nomi, erano rimasti in auge i due primi, +forti abbastanza per sovvertire con le loro eterne +rivalità la repubblica, senza che l’uno riuscisse +poi a liberarsi dall’altro. E forse, ai nobili antichi, +testimoni della gara e in una certa misura +partecipi, non metteva conto che una parte vincesse +l’altra del tutto, per farsi poi arbitra e padrona +di tutti. Così durarono le lotte dei Cappellacci, +con gran danno dello Stato, costretto +a cadere in soggezione dei Visconti di Milano, +poscia del re di Francia. Il quale, nel patto di +dedizione conchiuso in Milano, si obbligava cortesemente +alla condizione “che tutti gli onori, +benefizi, ed uffici dello stato fossero conferiti ai +Genovesi dal governatore e dagli anziani, tenuto +conto della varietà dei colori.<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[338]</a></span>„</p> + +<p>I colori, bianco e nero, valevano più poco +sulla fine del Quattrocento; anzi, non valevano +più affatto come tinta politica di ghibellini e di +guelfi. C’erano bianchi e neri tra i nobili; bianchi +e neri tra i mercanti e gli artefici, confusi oramai +nella denominazione di popolari; ma i nomi di +bianchi e di neri significavano piuttosto un certo +numero di famiglie già usate al governo, e non +disposte ad esserne escluse; e volevano dire +che quelle famiglie non dovevano essere dimenticate, +nella assegnazione delle cariche. A provar +poi che guelfi e ghibellini, e neri e bianchi, non +erano più considerati come parti politiche, basti +notare che Doria e Spinola, antichi ghibellini, +erano pane e cacio sul principio del Cinquecento +coi Fieschi e i Grimaldi, antichi, guelfi; e +Gian Aloise Fiesco, progenie di Guelfi, e primeggiante +allora nella nobiltà genovese, sovveniva +del suo danaro le imprese navali di Andrea +Doria, nuovo rampollo onegliese della potente +casata ghibellina. Nel fatto, con denominazioni +vecchie conservate senza ragione politica, durava +una lotta antica tra nobili feudali e popolo +grasso. E i nobili avevano dimenticate le antiche +dissensioni per far causa comune contro i popolari; +e questi, non volendo saperne delle loro +antiche denominazioni di mercanti ed artefici, +si sdegnavano d’esser considerati inferiori a +quegli altri, in una città dove oramai avevano +esercitate le prime cariche ed ottenute singolari +benemerenze.</p> + +<p>Frattanto, accadeva di peggio. Violando i patti +di Milano, il governatore francese proteggeva i +nobili a danno dei popolari; li favoriva in tal +guisa, che non più un terzo, ma già la metà dei<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[339]</a></span> +pubblici onori ed ufizi erano ad essi assegnati. +E qui, ápriti cielo! dalle mormorazioni si passava +ai lagni; da questi alle invettive. A giustificare +il loro diritto, i nobili allegavano i meriti +dei lor maggiori, che nel periodo consolare +avevano governata la repubblica senza compagnia +di popolari. Ma i popolari pronti a ritorcere +l’argomento, dicendo che appunto per ciò +erano stati cacciati i nobili dal governo; nè più +si doveva tornare ad una ingiustizia, tollerata +soltanto finchè il popolo non aveva avuto vita +civile, Genova essendo come un feudo del vescovo +e del suo parentado viscontile, già collegati +dal comune interesse per liberarsi dall’autorità +dei conti della marca di Liguria. Quanto a +nobiltà vera di sangue, in che superiori i nobili? +o progenie di barbari invasori, o piccola gente +oscura, che ad essi era venuta abbarbicandosi, +senz’altro merito che la cieca servitù! I popolari +nati in casa, antico sangue romano, cresciuti +nell’operose industrie del mare, educati +nelle armi in difesa della patria; onde le grandi +imprese, dentro e fuori della repubblica, specie +dopo il 1339, col ducato di Simone Boccanegra, +erano quasi tutte dovute al valore dei popolari.</p> + +<p>Il governatore francese, messer Filippo di +Cleves, signore di Ravenstein, tenendo pei nobili +antichi, faceva orecchio da mercante; anzi, +per non aver da sentire i popolari, se ne andava +tranquillamente in Asti. E come avviene +spesso negli uffici amministrativi, che quando +esce il principale per prendere una boccata d’aria, +guizza via il segretario per prenderne due, +anche il suo luogotenente Roccabertino colse +la buona occasione, per portare un suo reuma<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[340]</a></span> +in Acqui, a quelle terme salutari. Ma l’acqua +bollente ch’egli andava a cercare laggiù, stava +per dar di fuori in Genova, dove le due parti +si guardavano in cagnesco, e dall’una e dall’altra +si faceva gente, per non esser colti alla +sprovveduta. Ai popolari si accostava la plebe, +gente in gran parte calata dalle ville della Polcevera +ai mestieri e alle piccole industrie della +città. E i motti pungenti fioccavano; più acerbi +ai popolari, che per l’aiuto cercato nelle ville +erano chiamati a dispregio i villani. I giovani +della nobiltà, che già alcuni anni prima per +certa croce degli Zaccaria portata in processione +avevano leticato aspramente coi giovani +del partito contrario, s’erano fatti fare certi coltelli +che portavano con ostentazione alla cintola; +e quei coltelli avevano incisa sulla lama una +frase minacciosa: “Castiga villani„. Nè quei coltelli +erano rimasti a lungo inoperosi. Ai motti +pungenti succedevano gli scontri, e le stoccate +andavano via come il pepe. La città era ogni +momento sossopra; i buoni gemevano invano, +tra le provocazioni scambievoli e le zuffe continue; +la vita di Genova era diventata un inferno.</p> + +<p>Poteva egli portarvi rimedio il <i>Paradiso</i>, che +giungeva a mezzo luglio nel porto? Ne scese +il capitano Fiesco accompagnato dalla contessa +Juana e dal frate scudiero; e tutti e tre si recarono +ad alloggio dal Passano, che stava appunto +in una casa del Fiesco, nella contrada di +San Lorenzo. Di là, dopo un breve soggiorno, +avrebbero proseguito per la Gioiosa Guardia, +meta desiderata e riposo al triste viaggio di +Spagna. Il capitano Fiesco voleva anche dar +sesto a tutte le cose sue, facendo disegno di<span class="pagenum"><a name="Page_341" id="Page_341">[341]</a></span> +non spiccarsi più per un pezzo dalle rive del +poetico Entella; desiderava inoltre di vedere il +magnifico dottore messer Nicolao Oderigo, che +del grande Almirante era stato amicissimo, e +che certamente avrebbe graditi gli ultimi saluti +di lui e udite con profondo rammarico le notizie +della sua fine immatura.</p> + +<p>Messer Nicolao, famoso dottore di leggi, aveva +meritato per la sua dottrina di andar già due +volte ambasciatore, la prima nel 1496 al re di +Francia, la seconda nel 1501, ai sovrani di Spagna; +e in quella occasione aveva conosciuto +Cristoforo Colombo, stringendosi a lui di sincera +amicizia. In Genova non aveva mai parteggiato. +La sua famiglia, di Carminata in Polcevera, +era d’artefici, quali ghibellini, quali guelfi +in processo di tempo, la più parte speziali e medici, +nè mai disposti a servire, sposando le passioni +dei potenti del giorno. Egli stesso era stato +amicissimo al capo riconosciuto dei nobili, Gian +Aloise Fiesco; e ciò non tolse ch’egli andasse +in quell’anno 1506 ambasciatore dei popolari a +Luigi XII, come più tardi, nel 1515 e nel 1517 +a Francesco I, altro signore invocato dalle miserie +di Genova. Era un galantuomo, amante +della patria sopra ogni cosa; della patria si occupava +continuamente, e ne piangeva i mali +insanabili; della patria parlava ancora a messer +Bartolomeo Fiesco, dopo aver pianto con +lui sulla morte del loro grande concittadino Colombo.</p> + +<p>—Povera Genova!—diceva egli.—Povera +città così nobile e ricca, così popolosa e forte +e gloriosa, condannata a non aver pace mai, +neanche sotto le labarde straniere che ha dovuto<span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[342]</a></span> +chiamare per assicurarsi contro le sue +stesse follìe! E siamo oramai ad uno dei maggiori +pericoli che Genova abbia corsi mai, di +sfasciarsi, di andare in perdizione. Non per colpa +dei Cappellacci, questa volta, che pare impossibile; +per colpa dei nobili! Un mese fa, il 18 di giugno, +poco mancò non andasse a soqquadro ogni +cosa, per l’alterco in piazza de’ Banchi, dove il +notaio Emanuele Canale, che richiedeva il fatto +suo ad un nobile, n’ebbe in pagamento male +parole e percosse; onde fu gran rumore, si chiusero +le botteghe, e tutti correvano all’armi. Vedete +quanta poca scintilla basti oramai a far +scoppiare un incendio! La prudenza del podestà, +messer Oberto del Solaro, ha potuto sedare +questa commozione, col mandare in bando parecchi +dei nobili ed uno dei popolari. Ma potrà +sempre, il savio Astigiano, contenere questi +umori maledetti, più pronti a bollire che non +sia il vino del suo paese? E non c’è qualcheduno, +nelle nostre mura, che quanto siede più +alto tanto più avrebbe obbligo di gittar acqua +sul fuoco? Voi indovinate di chi voglio parlare, +messer Bartolomeo. Andate voi da Gian Aloise, +e ditegli che abbia compassione della sua patria; +egli che ha intelletto da conoscere i mali, +voglia aver carità da procurare i rimedii. È una +fortuna, che siate qui voi. Venuto di fuori, potete +dire una parola di cittadino imparziale. Qui +ogni giorno si va di male in peggio; e il peggio +volgerà anche a danno suo, perchè delle +cose turbate non hanno vantaggio coloro che +vivono nel quieto possesso della loro autorità: +mentre vantaggio verrebbe a lui, se tutti lo vedessero +lavorare per la concordia; onde crescerebbe<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[343]</a></span> +la sua fama di savio, insieme con la +sua sicurezza di principe.—</p> + +<p>Il consiglio era buono; e per seguirlo, messer +Bartolomeo salì quel giorno l’ampia scaléa +di Vialata. Trovò raccolti lassù tutti i Fieschi, +come in un altro giorno solenne di tre mesi +innanzi; ma più accigliati, più torbidi, più inveleniti +che mai. Nondimeno, fecero il debito +col parente, che ritornava di lontano; e Gian +Aloise stette ad udire con molta attenzione le +tristi nuove di Valladolid.</p> + +<p>—Mi duole;—diss’egli;—mi duole nel +profondo dell’anima. Povero signor Almirante! +E morire così, senza vedersi restituite le sue +sostanze e il suo grado! Ma che cosa poteva +aspettarsi di bene da un re come Ferdinando +il Cattolico? Gran colpa ha costui, e il mondo +ne darà ben severo giudizio.</p> + +<p>—Verissimo;—rispose messer Bartolomeo.—Ma +per il nostro concittadino Colombo non +siamo in colpa un po’ tutti? e noi Genovesi +prima degli altri? Se questa repubblica fosse +stata in pace e padrona di sè, non avrebbe potuto +far essa l’impresa della grande scoperta, +ritraendone essa i benefizi? Sarebbe stata ancor +essa ingrata con lui; ma dalla patria sua +avrebbe egli potuto sopportare anche l’ingratitudine +d’un giorno, sicuro della riverenza e +della riconoscenza dei secoli. Ma noi eravamo +impotenti ad assisterlo; noi sempre in guerra +tra noi, e senza speranza di far giudizio mai +più. Sento infatti che la pace è fuggita da capo, +e che si torna a scivolare nel sangue.</p> + +<p>—Ma!...—esclamò Gian Aloise, crollando il +capo e stringendosi nelle spalle.—Qui, poi, non<span class="pagenum"><a name="Page_344" id="Page_344">[344]</a></span> +è anche un po’ vostra la colpa, cugino? Se voi +andavate a Pisa, tutto questo non succedeva.—</p> + +<p>Bartolomeo Fiesco ebbe l’aria di cascar dalle +nuvole.</p> + +<p>—Che c’entra Pisa?—diss’egli, stupito.</p> + +<p>—C’entra sicuro. Il gran delitto che ci appongono +i villani è di non averla noi voluta +soccorrere.</p> + +<p>—Ma noi,—replicò il capitano Fiesco,—la +soccorrevamo, se mai, per divorarla; e non vedo +come di questo potessero stimarsi contenti i popolari.... +o i villani, come mi pare dalle vostre +parole che si debba dire oramai. Si sta tre mesi +fuori,—soggiunse egli, ridendo,—ed ecco che +al ritorno si trova cangiata perfino la lingua.</p> + +<p>—Fermo, fermo!—gridò Gian Aloise.—Anzi +torniamo indietro, fino a quel verbo divorare, +che non sarà di lingua nuova, ma certamente +parrà insolito in bocca ad un Fiesco. Se credete, +bel cugino, di pungerci, v’ingannate a partito.</p> + +<p>—E non avevo questa intenzione;—rispose +il capitano.—Ho detto “divorare„ per “occupare +a nostro vantaggio„. Non era egli per vantaggio +della nostra casata, che voi volevate +mandarmi a Pisa?</p> + +<p>—Sicuramente,—replicò Gian Aloise.—Oh +vedete il gran male, se chi possiede tutta la +riviera di Levante, dall’Appennino al mare, e +della Scrivia alla Magra, possedesse anche Pisa! +Volevate voi che Pisa fosse posta in balía della +nostra eccelsa repubblica, la quale oggi è di +Tizio e domani di Sempronio? E non vi parrà +giusto che una famiglia da quattrocent’anni intesa +a mantenersi uno stato conforme alla sua +dignità, cerchi di avere maggior sicurezza del<span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[345]</a></span> +sudato ed insidiato dominio? Andate là, bel cugino! +ce l’avete fatta grossa, ricusando un ufficio, +per il quale (ve lo abbiamo pur confessato, +rendendovi giustizia) non c’eravate se non voi. +E ci venite oggi a piangere sui mali di cui siete +stato la prima cagione? E ci domandate probabilmente +di andare in piazza de’ Banchi, o +sulla scalinata di San Lorenzo, a picchiarci il +petto, ad offrir pace, a chieder perdonanza ai +nostri nemici? E siete un Fiesco, voi?—</p> + +<p>La botta era forte; e messer Bartolomeo balenò +un poco, ricevendola. Ancora strinse i pugni, +e più i denti, per non dar fuori con troppo +amare parole. Dopo un istante di pausa, che +parve lungo a tutti, ma che a lui era necessario +per vincersi, pacatamente rispose:</p> + +<p>—S’io sono un Fiesco, domandate? Per tutt’altri +che ne volesse dubitare avrei pronte le +prove. A voi, Gian Aloise, tanto più vecchio di +me, non ne bisogna nessuna; e voi già, umano +e cortese signore, vi pentite in cuor vostro d’avermi +fatto ingiuria. Per essere un Fiesco, bisognerebbe +dunque non sentir altro che ira di +parte? e d’una città che crebbe a grandezza +per la santa concordia della <i>compagna</i> giurata, +voler fare un patrimonio esclusivo di nobili? +Che cosa io pensi dei nobili, e dei popolari, +vorrei poterlo dire alle due parti congregate, +sulla scalinata di San Lorenzo, dove non c’è +da chieder perdonanza a nessuno, ma da dire +a tutti la verità. Nobili e popolari, siam pure +i gran sciocchi. Un giorno, stanchi e rifiniti, +saremo tutti pari nell’impotenza davanti ad +una plebe qual si sia, che troverà gusto a sbranarci. +Oggi letichiamo per diversità di sangue.<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[346]</a></span> +Ma che? Essi e noi discendiamo da un barbaro +soldato, franco o longobardo, unghero o goto, +oppure da un liberto figlio di schiava greca o +siriaca, che piacque un’ora al padrone. Nessuno, +nè qui nè altrove, nessuno, sia pure il più antico +nelle cronache, può collegarsi a quella nobiltà +romana che prima ha stampato della sua +orma il paese. La quale, finalmente, nella sua +folle ambizione si mostrava più accorta di noi, +non volendo altro alle sue origini che dèi o dee, +Marte, Venere, Ercole. I Greci, poi, tutti da Giove; +onde fu necessario fare del padre degli Dei un +grande scapestrato. Gli antichi, come vedete, +avevano modo di nobilitare il sangue, facendolo +di qualità diversa dalla comune <a name="tn346" id="tn346"></a><span class="correction" title="originale: dagli">degli</span> uomini. +Noi no; tutti di sangue rosso, mortale, di +pari composizione; al più al più (lasciatelo dire +ad un Fiesco, che ha studiato medicina a Pavia) +guastato da qualche umore maligno, per effetto +di troppe unioni in famiglia. Ma torniamo al +fatto. Quando saranno qui tutti nobili al governo, +e i popolari distrutti, o mandati al remo, +o legati alla gleba, non avranno i Fieschi da +fare i conti coi pari loro, con gli Spinola, ad +esempio, coi Grimaldi, coi Doria? E dove andrà +allora il bel sogno di una vasta signoría? Vorranno +i tre emuli restare amici a noi, come son +oggi per necessità, di contro a dugento cinquanta +famiglie della fazione popolare? Non troveranno +man forte in quella ventina di famiglie nobili +della prima classe, o in quell’altra ventina della +seconda, per costringerci un giorno o l’altro a +lasciare il troppo largo dominio? e non solamente +quello che voi possedete per autorità di +vicario, ma ancora quello che possedete per diritto<span class="pagenum"><a name="Page_347" id="Page_347">[347]</a></span> +feudale? Una cosa potrebbe pure tirar l’altra, +cadendo, e tutte rovesciarsi ad un modo. +Nè vi parrebbe più saggio che una famiglia, +giunta per fortuna al colmo della potenza, regnasse +invidiata e sicura nella mediocrità forzata +di trecento, fra maggiori e minori, di nobili, +di mercanti, d’artefici, tutti ammessi alle +medesime cariche, uffici ed onori? Ma questo +appartiene all’arte di governo, ed io non ne +sono maestro. Perdonate, eccelso cugino, la +mia intemerata. Non lo farò più, come è vero +che sono un Fiesco. E da Fiesco d’onore vi +prometto che fin dove giunga il mio braccio, +saprò far rispettare questo nome onorato, che +ho comune con voi.</p> + +<p>—Abbiatelo forte, quel braccio!—ribattè +Gian Aloise, con accento sarcastico.—Abbiatelo +tanto più forte, quanto più volete esser +solo, mentre spira un’aria così poco favorevole +ai nostri, in questa disgraziata città. È l’augurio +d’un parente che vi ama, ad onta delle vostre.... +Come chiamarle?... Mi lascerete dir bizzarríe?</p> + +<p>—Dite pure stravaganze;—rispose il capitano +Fiesco.—Tutto sopporterò di buon grado, +fuorchè la taccia di debolezza e viltà.—</p> + +<p>Salutò, detto questo, e se ne andò invelenito; +tanto invelenito, che non chiese nemmeno licenza +di andare ad ossequiare madonna Caterina.</p> + +<p>Uscito dal palazzo, e fatti in un minuto i cento +gradini della cordonata famosa, voltò a manca, +per non dover risalire da Rivalta a porta Soprana, +luogo troppo affollato. Più libera la via +verso quel tratto della spiaggia che gli eruditi +del tempo avevano già incominciata a chiamare<span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[348]</a></span> +il seno di Giano; liberissima e tranquilla +sotto i suoi occhi la distesa del mare turchino, +su cui sonnecchiava col capo un po’ inclinato +a levante il maestoso scoglio Campana, vecchio +testimone di tante sfilate trionfali del naviglio +genovese, dallo <i>stolo</i> di Terrasanta ai ritorni +della Meloria, di Portolongo e di Ponza. Lo scoglio +Campana era un suo grande amico, fin dagli +anni lontani della sua adolescenza; col quale, +o davanti al quale, era uso meditare sulle passate +grandezze della patria; e quella volta il +capitano Fiesco, masticando male una frase del +suo eccelso cugino Gian Alvise, non degnò il +vecchio amico neppure d’uno sguardo fuggevole, +mentre saliva per Campo Pisano all’erta di +Sarzano. Sempre borbottando e sbuffando, dai +fianchi dell’antico Castello, sede e baluardo del +municipio Genuate, già da un pezzo convertito +in un ceppo di conventi e di chiese, calò verso +le case degli Embriaci, donde, girando attorno +a quelle dei Giustiniani, voleva difilarsi a San +Lorenzo, dove sorgevano quelle dei Fieschi.</p> + +<p>Gran gente fin allora non aveva incontrato: +fra conventi, chiese e palazzi che parevano fortezze, +in un quartiere alto, donde la città era +presto calata a distendersi nel piano verso ponente, +non era il caso di trovar banchi o botteghe, +nè per conseguenza la calca delle strade +operose. Un po’ di animazione incominciava dai +Giustiniani; il brulichio della folla lo aspettava +nella contrada e nella piazza del duomo di San +Lorenzo. Colà si accoglieva in gran parte la vita +cittadina; colà nei primi secoli dopo il Mille si +adunava il popolo a parlamento; colà il Cintraco, +venendo dal Palazzo del Comune, che<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[349]</a></span> +sorgeva alle spalle del Duomo, veniva a leggere +i bandi dei consoli. E colà, cessati gli uffici +politici della storica piazza, si adunavano +ancora i cittadini a conversare, magari a far +baccano, sommosse e principio di rivoluzioni; +colà, finalmente, come è sempre avvenuto intorno +alla casa di Dio, fin dai tempi di Cristo, +si teneva un po’ di mercato.</p> + +<p>In quella calca doveva cacciarsi il capitano +Fiesco per riuscire a casa sua. La pazienza +non era il suo forte, a dir vero; ma egli, in +momenti quieti e ad animo riposato, sapeva dominarsi +col raziocinio, che gli suggeriva le frasi +della cortesia non ancora stizzita: “vi prego.... +con licenza, cittadini.... scusate, amico„, e lo +aiutava a passare. Ma i momenti non erano +quieti, per allora, nè egli aveva l’animo riposato; +ed egli e quel popolo, tra cui si cacciava, +erano in uno dei loro giorni più cattivi; e mal +volentieri si scomodava la folla per lasciarlo +passare; ed egli, coll’amaro in corpo, non si +sentiva di far bocca dolce.</p> + +<p>Frattanto, correvano intorno a lui certi discorsi, +che non erano fatti per rabbonirlo.—Fallatutti, +ci siamo?—È giusta di sale.—Bisogna +scodellarla.—Magari! è ora di finirla.—Vedremo +al friggere, se saran pesci o anguille.—Giù +dalle gronde, i gatti, e vivano le cappette.—</p> + +<p>Il gatto era emblema araldico dei Fieschi, insieme +col drago, detto anche basilisco. E per +l’ora corrente, essendo i Fieschi a capo della +nobiltà, l’accennare al gatto era un intendere +tutta la genía dei nobili. Quanto alle cappette, +si alludeva con questo nome al popolino. “Erano +poverissima gente (lasciò scritto negli <i>Annali<span class="pagenum"><a name="Page_350" id="Page_350">[350]</a></span> +di Genova</i> monsignor Giustiniani), artigiani e +servitori di artigiani mal vestiti, con le calze +di tela e con una stretta e cattiva cappa; perciò +furono nominati cappette„.</p> + +<p>Più in là era un crocchio di ragionatori più +sodi, ma non meno sediziosi.—Ve l’ho a dire, +cittadini? La va come sulle galere. Si può disputare +del più e del meno finchè il nemico è +lontano: ma quando il cómito ha gridato arme +in coperta, non c’è più da discorrere; da poppa +e da prora, all’arrembata e all’impavesata, ogni +uomo prende il suo posto di combattimento. E +non si parli di pace, mentre siamo venuti a +mezza lama. O loro o noi, qualcheduno ha da +andare di sotto.</p> + +<p>—Bravo!—pensò il Fiesco.—Questo si +chiama ragionare; ed anche insegna a sragionare.—</p> + +<p>Frattanto lavorava di gomiti, per avanzare di +qualche passo verso il suo tratto di strada. Ma +intoppò in due che gli voltavano le spalle, e non +si davano per intesi delle sue sollecitazioni. Si +rammentò allora d’un bel giuoco, che gli era +tante volte riuscito con amici per via. Toccò +leggermente uno di quei due sulla spalla sinistra, +e l’altro sulla spalla destra. Si voltarono +ambedue, ognuno dalla parte dove si sentiva +toccato; così, senza volerlo, gli fecero posto, ed +egli guizzò lestamente nel mezzo. S’intende che +avvedutisi dell’artifizio, non volevano tollerare +la celia.</p> + +<p>—Fate largo! è qua lui!—gridarono, con +accento di scherno donde trapelava la collera.</p> + +<p>—Lui! chi, lui?—gridò egli a sua volta, fermandosi +a guardarli.<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[351]</a></span></p> + +<p>S’era voltato a deboli avversarii, o mal preparati +all’attacco. Non rifiatarono; anzi, pareva +che non dicesse a loro. Ond’egli era già per ripigliar +cammino, quando all’orlo della gradinata +di San Lorenzo, e sotto alla famosa statua +che porta il nome dell’Arrotino, vide un omaccione +dalle spalle quadre e dal collo erculeo, +che lo guardava a squarciasacco. Ed anche lo +udì, che diceva ad un vicino: “bisogna insegnargli, +a questi prepotenti„. La guardata, l’atteggiamento, +le parole di quell’uomo, gli dettero +noia. E forse non era da farne caso, potendo +quelle parole non esser dette per lui; ma egli, +come attratto dal pericolo, si avvicinò d’un +passo, per sentire dell’altro. Frattanto, eccogli +tra’ piedi un contadino della Polcevera, che mettendogli +sotto il naso un canestro di ceppatelli +di macchia, gli grida coll’accento largo e spaccato +della sua valle:</p> + +<p>—Vitella di bosco! vitella di bosco!—</p> + +<p>Fece un gesto di persona seccata, torcendo +il capo, ma ancora tendendo l’orecchio per sentire +quell’altro. E il contadino ripigliava, insistente +come un moscone:</p> + +<p>—Ma li guardi, come son belli! non par che +dicano: mangiami?—</p> + +<p>Non sapendo come liberarsene, domandò il +prezzo: ma ancora e sempre guardava il suo +nonno.</p> + +<p>—Per Vostra Signoria, quattro soldi la libbra.—</p> + +<p>Quattro soldi! Facciamo ad intenderci. Il soldo +era la ventesima parte della lira: ma la lira genovese +d’allora valeva tre lire e quattro centesimi +della nostra moneta d’oggidì; il soldo valeva +dunque un po’ più di quindici centesimi<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[352]</a></span> +dei nostri; e ciò senza contare il ragguaglio +diverso fra la derrata e la moneta d’allora.</p> + +<p>—Troppo cari;—notò il capitano.</p> + +<p>—Eh, per lor signori!...</p> + +<p>—Troppo cari, grazie!</p> + +<p>—Grazie!—ripetè il contadino.—E ci ho +perso il mio fiato, per un grazie della sua +bella bocca. Vedete un po’ voi, Ghiglione!—proseguì, +volgendosi all’omaccione dalla torva +guardatura.—Ma già, con questi signori morti +di fame non c’è altro da aspettarsi.</p> + +<p>—No, caro, c’è dell’altro!—rispose il Fiesco, +non vedendoci più lume.</p> + +<p>E voltatosi di schianto, gli sferrò a pugno +chiuso un tal colpo sul mostaccio, che lo mandò +rovescioni sull’orlo della gradinata.</p> + +<p>Fu un putiferio. Quell’altro, levatosi con la +faccia tutta sanguinante, a gridare: così trattano +i signori, spalleggiati dal re di Francia! +E l’omaccione dal canto suo: già bella prodezza, +contro la povera gente! ma non son chi sono, +se non gli metto le budella al collo!</p> + +<p>E brandiva uno spiedo, che portava appeso +alla cintola. Un macellaio! Fosse pure; ma non +aveva per quella volta un agnello da scannare, +nè un bue da accoppare.</p> + +<p>—Bravo, Ghiglione! Dàlli, al gatto! dàlli!—</p> + +<p>Il capitano Fiesco aveva pronto e sicuro il +sentimento delle grandi occasioni. Era in ballo, +voleva ballar bene. Per intanto, con un calcio +poderoso cacciò indietro parecchi, facendosi +largo quanto bastasse per isguainare la spada. +Come l’ebbe in pugno, la menò attorno con +forza; e chi ne toccasse, suo danno.</p> + +<p>—Questa val più del tuo spiedo!—gridò,<span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[353]</a></span> +tirandone un colpo al minaccioso avversario, +a cui cadde l’arma dal pugno.</p> + +<p>—Popolo! popolo!—si vociava d’ogni parte.—È +un nobile che fa il prepotente. Dàlli al +gatto! morte al gatto!</p> + +<p>—Che gatto?—si rispondeva.—Che morte? +E non è ancor preso, il gatto! e lavora assai +bene con l’unghie! A noi! a noi!—</p> + +<p>Queste voci venivano dall’alto della strada. E +colle voci i ferri; e davanti ai ferri si apriva la +calca, bestemmiando, piangendo, urlando, gridando +misericordia.</p> + +<p>Messer Bartolomeo s’era fatto intorno un gran +cerchio. La sua spada, non tagliando più, per +aver perso il filo, lacerava e ammaccava. E +mentre lavorava così di puntate e manrovesci, +stava coll’occhio attento ad ogni moto della +folla; e a chi, col coltello nel pugno, strisciando +a terra s’ingegnava di venirgli sotto, allungava +pedate, più forti ancora dei colpi di spada.</p> + +<p>—Eccolo qui, il gatto! prendetelo, se vi riesce, +mascalzoni!—gridava.</p> + +<p>E giù fendenti, giù manrovesci e puntate, +quello che gli veniva meglio, facendo fronte da +tutti i lati, con le mani e coi piedi. Certo, non +poteva durar lungamente così. Ma durò tanto, +che il soccorso gli venne. Da tutte le case vicine +avevano veduto il tafferuglio: erano case +di nobili, e in gran parte della gente dei Fieschi. +Tutti quei cavalieri avevano afferrate le +armi, scendevano sulla strada, e ancora il capitano +Fiesco non aveva toccato altro che qualche +scalfittura, quando gli giunse man forte, e +primo fra tutti il frate scudiero, che per far più +svelto aveva scalato una doppia fila di spalle,<span class="pagenum"><a name="Page_354" id="Page_354">[354]</a></span> +trattandole come spaldi nemici; dond’era balzato +nel vallo con la spada sguainata. Altro che +gatto! quello era stato peggio d’una tigre.</p> + +<p>—Ben venuto in refettorio!—gli disse il capitano, +ripigliando il suo buon umore.—Ce n’è +ancora una scodella per te, frate Alessandro.</p> + +<p>—Che! arrivo tardi;—rispose il frate scudiero.—Non +vedete come scappano?</p> + +<p>—Per andar fuori del tiro, sì; ma ora voleranno +sassi, mio caro.</p> + +<p>—E allora sotto, prima che pensino a farci +fare la fine di Golía.</p> + +<p>—Sì, sotto, sotto!—gridarono i cavalieri venuti +in soccorso.—Ma da che parte si comincia?</p> + +<p>—Di qua!—rispose il capitano, additando +verso il coro della chiesa.—Si faticherà di più, +risalendo la strada; ma avremo libere le case +nostre, e ci saremo anche accostati al palazzo +del governatore. Messer Roccabertino non vorrà +mica starsene con le mani alla cintola.—</p> + +<p>Consigliava bene, il capitano Fiesco. E la caccia, +incominciata di là, ebbe l’effetto di spinger +la folla sotto gli arcieri della guardia, già usciti +dal palazzo al rumore della zuffa. Messer Roccabertino +(ritornato da Acqui, manco male!) +occupò con la sua gente il campo di battaglia. +Non c’erano morti; ma i feriti abbondavano. +E furono rimandati alle case loro quei che potevano +andarci; gli altri portati a braccia, aiutando +gli stessi cittadini, che per tal modo si +levarono più presto di lì. Mezz’ora dopo, tranne +le chiazze di sangue che imbrattavano il selciato, +si vedeva piazza pulita.</p> + +<p>Sciolto l’assembramento, e chetate alla meglio +le ire cittadine, venne la volta di una severa<span class="pagenum"><a name="Page_355" id="Page_355">[355]</a></span> +inchiesta. L’inchiesta, si sa, è sempre severa. +Il capitano Fiesco, eroe della giornata, +non aveva nulla da nascondere; narrò tutto +per filo e per segno. Nè dal suo racconto dissentì +troppo quello che narrava il Ghiglione, +mostrando il suo braccio affettato. Il naso rotto +del Polceverasco era andato a farsi ristagnare +il sangue alla fontana di Soziglia, nè fu il caso +di chiamarlo in giudizio. Degli altri feriti la prudenza +del luogotenente aveva anticipatamente +sottratti a quel sommario processo i guasti e +le querele. La giornata era tutta a vantaggio +dei Fieschi; e i Fieschi, amici del governo di +Francia, non si potevano trattar troppo male; +tanto più ch’erano stati provocati. Anche l’eccelso +Gian Aloise, avvertito in fretta dell’accaduto, +era sceso dalla sua ròcca di Vialata con +un drappello di cavalieri, e portava a palazzo +il peso della sua autorità. Raccomandava anch’egli +concordia; voleva anch’egli giustizia; +ma sopra tutto che si levasse ogni argomento +di nuove dissensioni in città, insegnando a tutti +il rispetto delle leggi. Intanto lodava il cugino, +che non si era lasciato sopraffare, mostrando +come i Fieschi si sapessero guardare da sè +contro le violenze dei mascalzoni.</p> + +<p>—Per avventura, cugino Bartolomeo,—diceva +egli sottovoce al valoroso parente, mettendogli +l’eccelsa mano sulla spalla,—sono stato io, con +certe parole un po’ matte, che vi ho fatto saltar +la mosca al naso? E non mi pento di averle +dette, se mai. Per opera vostra sapranno i villani +che a toccare i Fieschi ci si scottan le dita.—</p> + +<p>Il capitano Fiesco sorrise, pensando che proprio +a lui, nemico giurato d’ogni discordia, era<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[356]</a></span> +toccato di dare il mal esempio alle turbe. Ma +in verità, lo avevano tirato pei capelli.</p> + +<p>A proposito di esempi, ce ne voleva uno, e +terribile. Il luogotenente Roccabertino non ebbe +ritegno a darlo, sbandendo dalla città il conte +Bartolomeo Fiesco e il macellaio Ghiglione. Era +la giustizia, sebbene attenuata di molto, del +cadì d’Alicante, di burlesca memoria, che sentiva +attentamente le ragioni dell’ebreo e quelle +del cristiano; poi, chiunque avesse ragione dei +due, faceva somministrar loro venticinque legnate +per uno. Il Roccabertino, sangue spagnuolo, +non arabo, sopprimeva le legnate, contentandosi +di bandir le due parti. Per altro, non +si fidassero troppo della sua grande bontà; a +chi rompesse il bando era minacciata la morte. +E con ragione; che i banditi del mese innanzi +rientravano tutte le sere in città, e la giustizia +n’aveva avuto uno smacco.</p> + +<p>—Intendiamoci, dunque;—diceva il signor +luogotenente, nell’atto di scendere dal suo tribunale.—Chi +rompe paga; e a chi rompe il +bando, è pena la testa.</p> + +<p>—Per quel che mi risguarda, non dubitate;—rispose +il capitano Fiesco.—Parto oggi +stesso, e vado lontano, molto lontano, a condir +con le lagrime il duro pane dell’esule.</p> + +<p>—Sta bene, sta bene;—borbottò il Roccabertino, +passandogli accanto accigliato.</p> + +<p>Ma sotto voce aggiungeva:</p> + +<p>—A Gioiosa Guardia, non è vero? Così potessi +seguirvi!—</p> + + + +<hr /><p><span class="pagenum"><a name="Page_357" id="Page_357">[357]</a></span></p><p class="toc"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="Capitolo_XX" id="Capitolo_XX"></a><span class="chap">Capitolo XX.</span><br /><br /> + +Raggio di Dio.</h2> + + +<p>Gioiosa Guardia! Gioiosa Guardia! E voi stavate +là, bella ròcca dalle cinque torri e dall’alta +bandiera sventolante nel sereno, tra il +Graveglia e l’Entella, aspettando i vostri signori, +ed annoiandovi parecchio, nè più nè meno di +don García, vostro grigio ed allampanato custode. +Ma quando la nobile coppia fu annunziata +dal frate scudiero, che faceva da battistrada, +quando ella giunse alla vista delle cinque torri, +che gazzarra di falconetti dai vostri bastioni! +che allegro scampanío dal battifredo, e che gaio +andirivieni di sagola, lunghesso l’asta della bandiera, +per dare ai ritornanti il triplice saluto del +drago nascente e del gatto sedente, affrontati +sullo scudo bandeggiato d’azzurro e d’argento!</p> + +<p>La veneranda madonna Bianchinetta strinse +lungamente al seno i suoi figli, baciandoli e ribaciandoli. +“Mi ridate dieci anni di vita„ esclamava +la nobil signora, piangente di gioia. Nè a +lei raccontarono tutto ciò che avevano sofferto +in quei tre mesi di assenza. Perchè turbar la +sua pace col racconto dei pericoli incontrati?<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[358]</a></span> +Alla vecchiezza adorata, che abbellisce la nostra +casa dopo averla fatta prosperare, noi non dobbiamo +offrir altro che immagini ridenti, in tributo +di devozione, in ricambio di benefizi. Un +soave tramonto è così caro compenso alle nostre +faticose giornate!</p> + +<p>Ma del passato doloroso si ricordavano ben +essi, che tanto ne avevano sofferto. E si guardavano +in viso, quasi per assicurarsi scambievolmente +della loro felicità. “Siamo noi?„ dicevano. +“Proprio noi, qui, nella nostra pace, +che è stata messa a così grave rischio laggiù? +Tu l’hai sopportato con animo forte, o Fior +d’oro! E tu l’hai scongiurato con ogni poter tuo, +o Damiano, che non avresti saputo sopravvivermi! +Ma confessiamo, giunti alla riva, d’esserne +scampati per un vero miracolo. Anima +del mio cuore, come dicono così bene di là dai +Pirenei! anima dell’anima mia!„</p> + +<p>Nè solamente pensavano a sè stessi, come +fanno nel loro egoismo tante coppie felici. Si +rattristavano ancora, e spesso, pensando al signor +Almirante, anima grande su tutte, raggio +di Dio, così dolorosamente sparito dalla faccia +del mondo.</p> + +<p>—Io gli ergerò un tempio nel mio cuore;—diceva +Juana.—Egli ha data la sua vita per +benefizio del genere umano; ma a nessuna creatura +mortale è stato più cortese dispensatore +che a me. Se egli non era, se l’ingegno suo non +divinava un mondo di là dai mari sconosciuti +e terribili, se la sua costanza non vinceva ogni +difficoltà, se non superava ogni ostacolo, ti avrei +conosciuto io, bel conte? Un po’ matto, non è +vero?—soggiungeva la bellissima donna, ridendo<span class="pagenum"><a name="Page_359" id="Page_359">[359]</a></span> +di quel suo bel riso che invitava ai baci.—Ma +io ti amo così. Troppo gravi e severi, vi +fanno santi, e andate ad abitar nelle nuvole. +Anch’egli, il Giocomina, di cui forse noi soli in +Haiti abbiamo inteso il carattere divinamente +paterno, anch’egli ha amato, come ogni mortale; +e felice tra tutti, nella medesima grandezza +delle sue sventure, ha meritato l’amore d’una +Beatrice di Bovadilla.—</p> + +<p>Povera Bovadilla! meritava bene di non essere +dimenticata, da due cuori amanti, da due +anime elette. Le avevano detto, innanzi di lasciare +la Spagna: “marchesa, venite con noi; +parleremo ogni giorno di lui.„ Ed ella aveva +tristemente risposto: “no, amici, no; la mia +vita è infranta. Laggiù, nel mio monastero di +Siviglia, raccolta nell’ombra, parlerò di lui ogni +giorno con Dio; con Dio che riceve i cuori afflitti, +e nel dolore li affina, per renderli degni +di quell’amor vero e profondo, che, non senza +il suo consiglio, era nato e cresciuto.„</p> + +<p>Dal suo convento di Santa Chiara la dolente +signora scriveva nell’ottobre di quell’anno ai +suoi buoni amici di Gioiosa Guardia:</p> + +<p>“Penso che davvero non vi vedrò più in +Ispagna. Il re Ferdinando trionfa: chi l’avrebbe +mai detto? Sapete che dopo un colloquio con +Filippo suo genero, colloquio dal quale non era +uscito senza vergogna, egli aveva presa la via +d’Aragona, lasciando ogni sua pretensione alla +reggenza di Castiglia. Di là, s’era imbarcato per +Napoli, volendo pagare Consalvo di Cordova +della stessa gratitudine onde aveva pagato il nostro +immortale Colombo. Ma ecco, mentre il generoso +Ferdinando è in viaggio, il 25 settembre,<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[360]</a></span> +muore a Burgos il re Filippo; Giovanna impazzisce +del tutto, la poveretta! e il virtuoso +Ximenes persuade i miei Castigliani a riconciliarsi +col re d’Aragona, unico che possa prender +le redini dello Stato. Sicuro; e si è giunti a +questo, di richiamar Ferdinando. Questi, come +vi ho detto, era in viaggio; i venti contrarii avevano +obbligato il suo naviglio a cercare un rifugio +in un punto della spiaggia di Liguria, che +dovrebb’essere molto vicino a voi, e che si +chiama Portofino. Avvisato laggiù, non si degna +di rispondere; vuole dar tempo al tempo, il +gran furbo. Arriva a Napoli, dove lo raggiungono +altre preghiere; fa il sordo; ma fino a +quando? Io son sicura che al terzo scongiuro +si commuoverà la grande anima sua, e noi riavremo +quella gioia di re.„—</p> + +<p>Quello che non poteva ancor dire la marchesa +di Moya, scrivendo nell’ottobre del 1506, +soggiungeremo noi ora. Il re Ferdinando si +fece ancor pregare e scongiurare dell’altro, +dando tempo al Ximenes di avvezzare i Castigliani +alla nuova reggenza, e di fargliela perfino +proporre dalla figliuola Giovanna; la quale, +nei lucidi intervalli della sua ragione, vedeva +pur troppo di non reggere al peso della corona. +Ed egli non si mosse da Napoli, se non il 4 giugno +dell’anno seguente. Anche qui i venti contrarii +lo molestarono nel suo tragitto; di guisa +che egli e la regina Germana presero terra a +Genova. Era anche nei disegni del re Cattolico +di avere un colloquio con suo zio il re Cristianissimo, +che aveva allora allora ripigliato Genova, +dopo la sua ribellione e il tragico dogato +di Paolo da Novi. Il re Luigi era già in moto<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[361]</a></span> +per ripassare le Alpi: saputo il desiderio del +nipote (un nipote che aveva dieci anni più dello +zio) gli diè la posta a Savona, dov’egli si volse +per terra, e dove Ferdinando andò per mare a +raggiungerlo, il 28 di giugno. Vi fu ricevuto con +grandissima pompa, e non ci stette senza sospetto, +nè senza le opportune cautele, facendo +calare a terra quanta gente più potè dalle navi. +Stettero i due re quattro giorni in istretti e segreti +ragionamenti; parvero dimenticare le ruggini +antiche, e certamente lavorarono di buzzo +buono a ribadire ognuno dei due la sua parte +di catene ai piedi e alle mani della povera Italia.</p> + +<p>Ferdinando s’era condotto dietro Consalvo di +Cordova, il vero conquistatore del reame di Napoli. +E gliene aveva levato il comando, promettendogli +in Ispagna il gran maestrato dell’ordine +di Sant’Iago, che poi con la solita fede, si +guardò bene di dargli. Avendolo con sè, dovette +presentarlo al re Cristianissimo: il quale, +pur ricordando di aver perduto Napoli pel valore +del Gran Capitano, non si saziava di contemplare +un tant’uomo, e con la sua bella cortesia +francese impetrò dall’ospite l’onore di aver +Consalvo alla loro mensa, unico suddito, messo +alla pari con una regina e due re. Fu l’ultimo +giorno della gloria di Consalvo, che in Ispagna +non fu più adoperato dal suo signore, nè per +opere, nè per consigli; e rimase ott’anni a sfiorire +nell’ombra, per morire il 2 dicembre 1515. +Allora, poi, scoppiò per Consalvo la gratitudine +del re Ferdinando, com’era scoppiata per Cristoforo +Colombo, le cui reliquie, tolte nel 1513 +dal chiostro di San Francesco in Valladolid e +trasferite a quello dei Certosini <i>de las Cuevas</i><span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[362]</a></span> +di Siviglia, ebbero per concessione regale l’onor +della scritta:</p> + +<div class="poem" style="width: 12em;"><div class="stanza"> +<span class="i0"><i>Por Castilla y por Leon</i><br /></span> +<span class="i0"><i>Nuevo mundo halló Colon.</i><br /></span> +</div></div> + +<p>Era un distico fiorito sulle labbra della riconoscente +Isabella, e passato in proverbio nel +popolo, prima che fosse inciso nel marmo. Ad +un morto, del resto, si poteva render giustizia, +purchè fosse ben morto; e sette anni erano sicuramente +bastati a darne certezza. Figurarsi! +Era così morto, anche nella memoria degli uomini, +che il <i>nuevo mundo</i> da lui <i>hallado</i>, ossia +ritrovato, non da lui prendeva nome, ma da un +altro italiano, che ne aveva delineati i contorni, +mettendo la sua riveritissima firma a’ piedi del +foglio. <i>Sic vos non vobis.</i> Dicono che lo sbaglio +di prendere per iscopritore del nuovo continente +il modesto disegnatore d’una carta da +navigare, sia stato commesso da una società di +dotti. Possibilissimo; è dei dotti l’errare, come +degli ignoranti l’andare sull’orma.</p> + +<p>Abbiamo accennato di Luigi XII, che aveva +ripreso Genova, ribellata al suo alto dominio; +e dobbiamo dir brevemente come fosse andata +la ribellione. Al tumulto del luglio, ove il capitano +Fiesco, andando a casa sua col miglior +proposito del mondo, aveva fatto uno <a name="tn362" id="tn362"></a><span class="correction" title="originale: spoposito">sproposito</span> +madornale, altri n’erano seguiti, non più potuti +sedare dal luogotenente Roccabertino, nè dal +governatore di Ravenstein; i quali, lasciato Galeazzo +di Salazar con un buon presidio nel Castelletto, +dominante la città, andarono altrove +ad attendere le risoluzioni del re; mentre i nobili +si ritiravano nelle loro castella, e con essi<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[363]</a></span> +la più parte dei popolari, poichè le Cappette +avean presa la mano, fatto nuova magistratura +di tribuni ed eletto un doge dei loro, che a tutto +provvedesse, a restaurare l’autorità della repubblica +nelle riviere, da Sarzana a Monaco, e +a preparare la resistenza contro le armi di Francia. +Troppa carne al fuoco; e mentre si perdevano +in un vano assedio sotto Monaco, che era +di Luciano Grimaldi, e in minacciose scorreríe +da Rapallo a Sarzana, per abbattere la potenza +di Gian Aloise Fiesco, non si rafforzavano abbastanza +in città, per contenere gli assalti del +re Cristianissimo. Il quale si calò nell’aprile +del 1507 dal Giogo, e posto quartiere in Rivarolo, +spinse tosto le sue avanguardie, coi signori +di Chaumont e di La Palisse, sulla vetta di Promontorio, +ch’era certamente il punto più debole +della difesa di Genova. Fu accanita la resistenza +del popolo, e il La Palisse ricacciato con gran +perdite, egli stesso gravemente ferito d’un verrettone +alla gola; ma al signore di Chaumont, +dopo un primo rovescio, venne pur fatto di collocare +in buona postura due cannoni, che coglievano +di fianco i difensori del colle. Cedettero +questi; e con essi, per tema d’esser tagliati fuori, +anche i defensori del bastione si ritrassero verso +il Castellaccio, lasciando sguarnito il passo di +Promontorio, donde il nemico si mostrò minaccioso +alla città costernata. Si venne agli accordi, +e per la città trattarono i popolari, la cui partecipazione +alla rivolta era andata meno oltre; +ma i patti furono durissimi, e il 28 aprile il re +Cristianissimo, entrato per la porta di San Tommaso +in città, levando la spada, potè gridare +con voce alta e minacciosa: “Genova superba,<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[364]</a></span> +ti ho domata coll’armi„. Si rizzarono le forche +in più luoghi; parecchi della plebe vi furono +impiccati, ed uno dei popolari, Demetrio Giustiniano. +Molti furono proscritti: si tornò il governo +all’antica forma, metà degli onori ai nobili, +metà ai popolari, che più non rifiatavano; +onde ne facevan le grasse risa i vincitori.</p> + +<p>Stette in Genova il re Luigi fino al 14 maggio, +sfoggiatamente ricevuto e banchettato in Vialata +dall’eccelso Gian Aloise Fiesco, reduce dal suo +castello di Montobbio. Nè gli mancò l’omaggio +delle dame, nel convito offertogli da madonna +Battistina vedova di Giovanni Ceba Grimaldi, la +quale avea pure un suo parente nel novero dei +proscritti. Ricevuto il giuramento di fedeltà dagli +anziani sulla piazza del pubblico palazzo, decretò +che si mutasse il conio della moneta; e laddove +era scolpito <i>Cunradus rex Romanorum</i>, in memoria +dell’antico privilegio imperiale del 1138, +fu sostituita la leggenda: <i>Ludovicus XII rex +Francorum Januae dux</i>, con lo scudo dei tre +gigli e la corona, in luogo dell’antica croce. La +quale comparve bensì nel rovescio, aggiunta +sull’antico castello; ma la scritta non fu più +<i>Janua</i> come era prima, a significare la città signora +di sè, ma <i>Comunitas Januae</i>, per dire che +un comune si riconosceva, non più una città +dominante, un capo di repubblica.</p> + +<p>Tacciamo della fortezza innalzata allora a +Capo di Faro, e chiamata a scherno la Briglia; +di Paolo da Novi, tintore e doge, accenniamo +brevemente che andato a Pisa, e imbarcato su +d’un brigantino per Roma, fu riconosciuto dal +capitano della nave, un Corso già stato suo soldato, +e da lui venduto per ottocento ducati ai<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[365]</a></span> +Francesi. Condotto a Genova il primo di giugno, +e rinchiuso nella fortezza del Castelletto, fu il +quindici di luglio condotto al patibolo, rizzato per +lui sulla piazza del pubblico palazzo. Nobili e popolari +assistevano al legale assassinio. Morì da +eroe; il capo troncato messo in cima d’una lancia +sulla torre del palazzo; del corpo fatte quattro +parti, ed appese sulle porte della città. Bene +ispirato sul palco, innanzi di dare il collo alla +mannaia, aveva egli esortati i suoi cittadini a +non fidarsi dei grandi, qualunque fosse la classe +loro, di nobili, o di popolo grasso, di tetti appesi, +o di cappellacci; mentre egli, per fidarsi generosamente +di essi, era condotto a quel termine.</p> + +<p>Ed anche meglio ispirato il capitano Fiesco, +che si era tappato nella sua Gioiosa Guardia, nè +per preghiere, nè per larghi partiti che gli facessero, +voleva più spiccarsi di là. Passavano i congiunti, +e li accoglieva a festa; ma non isperassero +di tirarlo nei loro armeggiamenti. Che cosa +aveva egli a vedere nelle ambizioni di quell’ottima +gente del suo casato, egli rifatto dentro e +fuori, ribattezzato e riconfermato in altre ambizioni +più alte, nel nome e nella fede di Cristoforo +Colombo? Più largo orizzonte vedeva egli, quantunque +paresse chiuso in quel fondo di valle.</p> + +<p>Era capitato tra gli altri messer Filippino. Il +giovanotto s’era coperto di gloria in una fazione +presso la Spezia, combattendo contro le +forze dei commissarii mandati dal governo popolare +a sommuovere la riviera di Levante. Carico +di allori, non aveva saputo resistere alla +tentazione di fare una visita alla Gioiosa Guardia. +Il capitano Fiesco lo avrebbe tanto volentieri +fatto ritornare sopra i suoi passi, e per via più<span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[366]</a></span> +spedita, come a dire per una delle grandi finestre, +che davano luce alla sua caminata. Ma la +contessa Juana osservò giustamente che quello +non sarebbe stato un tratto da ospiti. Messer +Filippino era un seccatore; ne conveniva anche +lei. Ma forse era diventato tale, perchè non gli +si era mai parlato chiaro; e del parlargli chiaro +non c’era mai stata l’occasione.</p> + +<p>—Mi lasci sola una mezz’ora con lui?—chiese +ella al marito.—Egli parla, ed io gli rispondo.</p> + +<p>—Che cosa gli dirai?</p> + +<p>—Ecco il geloso!</p> + +<p>—No, sai? non è per questo. Di’ piuttosto il +curioso.</p> + +<p>—E al curioso non posso dir niente fin d’ora. +Una risposta, per esser calzante, deve conformarsi +alla domanda; non ti pare?</p> + +<p>—È giusto;—conchiuse il capitano Fiesco.—E +il curioso, poichè il geloso non c’è, ti lascia +libero il campo.—</p> + +<p>Messer Filippino ebbe così il destro di parlare, +e la disgrazia di dar nella pania. Amava disperatamente; +voleva compiere imprese mirabili +per la donna amata, come un altro Lancillotto +del Lago; si sarebbe ucciso, se la nuova regina +Ginevra non gli avesse dato la sua mano a baciare. +La contessa Juana, che di tornar regina +non voleva saperne, ribattè punto per punto, +senza andare in collera, il pazzo ragionamento +di messer Filippino. Baciarle la mano? Lo poteva +sempre, in solenni occasioni, davanti alla +corte congregata, e nel cospetto di Artù. Far +grandi imprese, incontrar pericoli strani per lei? +Non n’era più il caso; e quando c’era stato, non +lui, Filippino, ma un altro Fiesco ci aveva messa<span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[367]</a></span> +la vita, compiendo tali prodezze, che a narrarle +sarebbero parse incredibili. Ed ella amava quel +prode. Quanto all’uccidersi, perchè? Non valeva +niente la sua vita? E se non valeva niente, perchè +l’offriva a lei? Facesse meglio, il buon cugino; +vivesse per l’utile della sua patria, e per +la gloria del proprio nome; fosse cavaliere con +la sua parente, come ella voleva esser tenuta +da tutti; e a lei ne dèsse una prova solenne, +rispettandola un poco.</p> + +<p>Il bel Filippino chinò la fronte, umiliato e +contrito. Risanò del suo male, perchè era giovane, +e la gioventù abbonda di forze riparatrici. +Nè con questo si vuol negare che altri risanino, +perchè son vecchi; ma in questo caso è forse +da conchiudere che la vecchiaia non abbia più +forze bastanti da nutrire a lungo i suoi mali. Del +resto, giovani o vecchi, che vuol dire? È degli +amori come dei semi della parabola: hanno bisogno +anch’essi del terreno propizio; gittati sulla +strada, non hanno tempo a metter le barbe; nei +sassi non durano; nelle spine si affogano.</p> + +<p>L’ospite rimase poco alla Gioiosa Guardia, +quel giorno. Forse gli pareva che la ròcca non +meritasse punto il suo nome. Aveva anche tanto +da fare, il giovinotto! Di restare a cena neanche +parlarne, poichè doveva ritrovarsi quella +sera a Rapallo. Il capitano Fiesco lo lasciò andare, +con quelle vuote parole che si smozzicano +tra i denti quando non si ha niente da dire, e +con quell’aria un po’ melensa, che gli uomini accorti +san prendere così bene ad imprestito dagli +sciocchi, quando a mostrarsi accorti non c’è nè +gusto nè grazia. E se ne andò in giardino, dove +la contessa non tardò molto a raggiungerlo.<span class="pagenum"><a name="Page_368" id="Page_368">[368]</a></span></p> + +<p>—Se Dio vuole,—diss’ella, sedendo accanto +a lui sopra un bel sedile di quella pietra che la +vicina Lavagna mandava così gentilmente lavorata +ai suoi conti,—questa volta è finita. Gran +cosa, poter parlare con libertà! Filippino non +torna più a far sonetti.</p> + +<p>—Vorrai dire che non tornerà più a recitarne, +del Petrarca, nè d’altri;—rispose il capitano Fiesco, +che non era geloso, ma non sapeva perdonare +a Filippino le sue smanie amorose.—Non è +nato poeta, quel poveraccio; e ti sarà anche riuscito +un cattivo oratore. Ah, non mi dir nulla; +non voglio fare il curioso; mi basta d’esserne +fuori. Pensiamo ad altro, Fior d’oro. Vedi che tramonto +di sole! che bellezza! che gloria! Chi non +sarebbe poeta, davanti ad uno spettacolo come +questo? Ah, se la mia bella amica volesse!...</p> + +<p>—Che cosa?</p> + +<p>—Prendere il suo <i>maguey</i>, che dorme nella +sua camera, appeso all’arpione, e improvvisare +un bel canto, nella dolce lingua di Haiti, come +due anni fa sulla spiaggia di Cahonana!—</p> + +<p>A quel ricordo si commosse Fior d’oro, e si +strinse fremendo al petto di lui.</p> + +<p>—Ahimè!—mormorò ella.—Non ricordi, +Damiano, come diceva l’<i>areyto</i>?</p> + +<div class="poem" style="width: 12em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">Triste, il sento, è questa pace,<br /></span> +<span class="i0">Se il bel sol d’Haiti fu;<br /></span> +<span class="i1">L’augel de’ boschi tace,<br /></span> +<span class="i1">Non canta in servitù.<br /></span> +</div></div> + +<p>—Vero;—rispose Damiano;—ma l’<i>areyto</i> +non prometteva di tacere per sempre. Il canto +morrà sul labbro, dicevi allora, ma starà sepolto +nel cuore che l’amò tanto.<span class="pagenum"><a name="Page_369" id="Page_369">[369]</a></span></p> + +<div class="poem" style="width: 12em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">Dolce al par d’una carezza<br /></span> +<span class="i0">Dell’amor, qui poserà....<br /></span> +<span class="i1">Se il cor non mi si spezza,<br /></span> +<span class="i1">Rivivere potrà.<br /></span> +</div></div> + +<p>Fior d’oro rimase un istante pensosa, più +stretta che mai la persona al petto del suo Damiano, +e la testa mollemente inchinata sulla +guancia di lui. Tutto ad un tratto si alzò, spiccandosi +dall’amato, e mettendosi un dito sul +labbro, come per esortarlo a star cheto; poi, rapida +si dileguò tra i roseti, andando verso le +sue stanze. Perchè? Damiano sperò di averlo +indovinato, il perchè; e la sua speranza si mutò +in una lieta certezza, quando vide Anacoana +tornare a lui col tamburello haitiano.</p> + +<p>—Adorata!—gridò, abbracciandola forte.</p> + +<p>—Giù le mani!—diss’ella, con accento e +con gesto che volevano parer molto severi.—Così +si rispettano i poeti?—</p> + +<p>Damiano, gran fanciullone un po’ viziato dalle +carezze, ma cavaliere nell’anima e buon servitore +della sua dolce regina, non solamente si +chetò, ma si chiuse in religioso silenzio. La +dolce regina, seduta daccanto a lui, stava guardando +il sole, che volgeva superbo all’occaso, +sotto un gran padiglione di porpora, onde frangiava +i lembi d’un bel color d’oro paglierino, +rutilante e vibrante come cosa viva. Scendeva +il bell’astro, lento e glorioso, mandando un raggio +obliquo sulla marina, la cui superficie, tinta +d’azzurro carico, luccicava interrottamente per +lunghe e tremule chiazze di rosso cremisi, balenando, +fremendo, rabbrividendo, sotto la luminosa +carezza del suo vincitore. Per le intente<span class="pagenum"><a name="Page_370" id="Page_370">[370]</a></span> +pupille accogliendo quella gran luce, pensava la +bellissima Anacoana, mentre col sommo delle +dita veniva percuotendo la pelle squammosa +del <i>maguey</i>; pensava, e canticchiava sommessamente, +ricercando insieme, alla guisa degli +antichi trovieri, il suono ed il motto.</p> + +<p>L’ispirazione era giunta; lo dissero ad un +tratto il baldo sorriso delle labbra e il lampo +trionfale degli occhi. E così prese a dire improvviso +la Corinna di Haiti, per una volta ancora +cantando nell’idioma della patria lontana; dolce +e triste idioma, che doveva morire con lei!</p> + +<div class="poem" style="width: 16em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">Il sole, bel sole, discende<br /></span> +<span class="i1">Al bacio dell’onda marina:<br /></span> +<span class="i1">La bella le braccia gli stende,<br /></span> +<span class="i1">E palpita, freme, s’inchina.<br /></span> +<span class="i2">Di lividi mostri alla caccia,<br /></span> +<span class="i1">Gigante, finisti il tuo dì;<br /></span> +<span class="i1">Ti schiude le cerule braccia,<br /></span> +<span class="i1">Ti stringe ella sempre così.<br /></span> +<span class="i4">Schiere di spiriti rosei<br /></span> +<span class="i4">Vigili stanno su te;<br /></span> +<span class="i4">Oro sul capo ti piovono,<br /></span> +<span class="i4">Perle ti spargono ai piè.<br /></span> +</div><div class="stanza"> +<span class="i0">Tu pure bel raggio di Dio,<br /></span> +<span class="i1">Nocchier che gran notte vincesti!<br /></span> +<span class="i1">Tu giusto, tu mite, tu pio,<br /></span> +<span class="i1">Tu degno dei doni celesti!<br /></span> +<span class="i2">Fu dura la lunga giornata,<br /></span> +<span class="i1">Gran rischio a men salde virtù!<br /></span> +<span class="i1">E pace la morte invocata,<br /></span> +<span class="i1">E gloria la tomba ti fu;<br /></span> +<span class="i4">Mentre ripensa la vergine<br /></span> +<span class="i4">Terra il tuo bacio e la fè,<br /></span> +<span class="i4">Quando, già domo l’Oceano,<br /></span> +<span class="i4">Lieta la festi di te.<span class="pagenum"><a name="Page_371" id="Page_371">[371]</a></span><br /></span> +</div><div class="stanza"> +<span class="i0">Gran luce, su quante del mondo<br /></span> +<span class="i1">Arrisero all’aspro viaggio!<br /></span> +<span class="i1">Gran luce, e fu gaudio profondo<br /></span> +<span class="i1">Scaldarsi al divino tuo raggio.<br /></span> +<span class="i2">Così dentro spera di sole<br /></span> +<span class="i1">Un nembo di vite passò;<br /></span> +<span class="i1">Felice tra guizzi e carole<br /></span> +<span class="i1">In gloria di luce nuotò.<br /></span> +<span class="i4">Gloria sul fido manipolo<br /></span> +<span class="i4">Ch’ebbe sua luce da te!<br /></span> +<span class="i4">Mute dilagan le tenebre<br /></span> +<span class="i4">Sopra le corti dei re.<br /></span> +</div><div class="stanza"> +<span class="i0">Bel sole! nei vortici oscuri<br /></span> +<span class="i1">Lo incalza de’ mostri lo sdegno:<br /></span> +<span class="i1">Nell’ombra gli spiriti impuri<br /></span> +<span class="i1">Anelano un’ora di regno.<br /></span> +<span class="i2">Ma lui nella pompa primiera<br /></span> +<span class="i1">Il novo mattino vedrà:<br /></span> +<span class="i1">Nei putridi stagni la schiera<br /></span> +<span class="i1">Dei mostri notturni cadrà.<br /></span> +<span class="i4">Te, divin raggio, più limpide<br /></span> +<span class="i4">Sfere richiamano a sè:<br /></span> +<span class="i4">Questa, che l’odio contamina,<br /></span> +<span class="i4">Degna non era di te.<br /></span> +</div></div> + +<div class="blockquot"> +<p class="center g"> +FINE.<br /> +</p> +</div> + + +<hr /> +<div class="tnote"> +<h2><a name="NOTA_DEL_TRASCRITTORE" id="NOTA_DEL_TRASCRITTORE"></a>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2> + +<p>L’ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute.</p> +<p>L’indice è stato spostato all’inizio del volume.</p> +<p>Sono state effettuate le seguenti correzioni [testo corretto tra parentesi]:</p> + +<ul> +<li><a href="#tn69">pag. 69</a>: grande in che vivemo del vostro consisiglio [consiglio]</li> +<li><a href="#tn157">pag. 157</a>: contratte in uno spasimo d’agoscia [d’angoscia] profonda.</li> +<li><a href="#tn175">pag. 175</a>: La marchesa di Maya [Moya] rimase un istante sovra</li> +<li><a href="#tn235">pag. 235</a>: interlecutore [interlocutore].—E la donna, se ben ricordo, una Enriquez de Arana.</li> +<li><a href="#tn249">pag. 249</a>: negli occhi. Piangeva, la belissima [bellissima] donna;</li> +<li><a href="#tn254">pag. 254</a>: il sole, per unirsi ai lore [loro] compagni.</li> +<li><a href="#tn285">pag. 285</a>: —Lucena, siate oggi, con iicenza [licenza] di Sua Altezza,</li> +<li><a href="#tn326">pag. 326</a>: L’annunzio del viagggio [viaggio] di suo fratello a Burgos</li> +<li><a href="#tn346">pag. 346</a>: di qualità diversa dalla comune dagli [degli] uomini.</li> +<li><a href="#tn362">pag. 362</a>: proposito del mondo, aveva fatto uno spoposito [sproposito]</li> +</ul> + + +<p>Grafie alternative mantenute:</p> + + +<ul><li>García/Garcìa</li> +<li>pazzie/pazzìe</li> +<li>prigionìa/prigionía/prigionia</li> +<li>rocca/ròcca</li> +<li>signoría/signorìa/signoria</li> +</ul> +</div> + +<p> </p> +<p> </p> +<hr class="full" /> +<p>***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK RAGGIO DI DIO***</p> +<p>******* This file should be named 31077-h.txt or 31077-h.zip *******</p> +<p>This and all associated files of various formats will be found in:<br /> +<a href="http://www.gutenberg.org/dirs/3/1/0/7/31077">http://www.gutenberg.org/3/1/0/7/31077</a></p> +<p>Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed.</p> + +<p>Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution.</p> + + + +<pre> +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +<a href="http://www.gutenberg.org/license">http://www.gutenberg.org/license)</a>. + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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